Source: https://danielemajori.com/2015/06/30/sui-requisiti-di-partecipazione-agli-appalti-misti-di-servizi-e-lavori/
Timestamp: 2019-03-22 21:27:12+00:00
Document Index: 113750018

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 61', 'art. 15', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 84']

Nei contratti misti di servizi e lavori occorrono, a titolo di requisiti di partecipazione, sia la dimostrazione della capacità economico-finanziaria e della capacità tecnico-professionale per l’erogazione dei servizi, in base agli artt. 41 e 42 d.lgs. n. 163/2006, sia il possesso della qualificazione SOA nella categoria e classifica corrispondenti alla natura e all’importo dei lavori da eseguire; inoltre, la stazione appaltante può prevedere ulteriori requisiti specifici, di natura tecnico-organizzativa e di pregressa esperienza, al fine di garantire il soddisfacimento dell’interesse pubblico sotteso all’appalto (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che i requisiti ulteriori previsti nel disciplinare di gara non fossero arbitrari né eccessivamente limitativi della concorrenza, in ragione delle caratteristiche particolarmente qualificate del servizio complessivamente da rendere). | Avvocato Daniele Majori
Appalti di servizi, Appalti pubblici, Contratti pubblici, Lavori pubblici
Archiviato in appalti misti, capacità economico-finanziaria, capacità tecnico professionale, contratti misti, contratti misti di servizi e lavori, possesso della qualificazione SOA nella categoria e classifica corrispondenti alla natura e all’importo dei lavori da eseguire, requisiti di partecipazione, ulteriori requisiti specifici di natura tecnico-organizzativa e di pregressa esperienza
(Tar Puglia, Bari, sez. I, 23 giugno 2015, n. 935)
«Con il primo motivo di ricorso, la ricorrente censura la scelta dell’Amministrazione procedente di ritenere in sé la “gestione ed aggiornamento informatizzato delle strade e rilievo topografico della piattaforma stradale” un servizio specifico da commettere in appalto, riconoscendogli natura autonoma.
Detta attività, in tesi della ricorrente, dovrebbe rientrare, invece, nell’oggetto dei lavori di cui alla categoria “OS 20-A” esplicitata come rilevamenti topografici.
Di conseguenza, la Stazione Appaltante avrebbe dovuto ritenere necessaria e sufficiente, per la dimostrazione dell’esistenza dei requisiti di capacità tecnica e finanziaria, la qualificazione per la parte dei soli lavori pubblici richiesti, a norma dell’art. 60 del D.P.R. n. 207 del 2010.
Deve anzitutto evidenziarsi che la categoria “OS 20-A” riguarda l’esecuzione di rilevamenti topografici speciali richiedenti mezzi e specifica organizzazione imprenditoriale, nonché l’esecuzione di indagini geognostiche quali, in via esemplificativa, l’esecuzione di indagini ed esplorazioni del sottosuolo con mezzi speciali, compreso il prelievo dei campioni da analizzare in laboratorio per le relazioni geotecniche, nonché l’esecuzione di prove di carico.
Nella definizione in esame, non si fa per nulla riferimento all’utilizzo di metodologie informatiche per l’esercizio di attività di rilevamento, peraltro assai specifiche al settore stradale, come quelle richieste dal bando di gara in esame e all’art. 61 del “disciplinare descrittivo”.
Deve inoltre evidenziarsi che all’interno di un unico appalto possono pacificamente essere previste prestazioni eterogenee riconducibili alle diverse tipologie di lavori, servizi e forniture.
Ai sensi dell’art. 15 D.Lgs. n. 163/2006, l’operatore economico che concorre all’affidamento di un contratto misto deve possedere i requisiti di qualificazione e capacità prescritti dallo stesso D.Lgs. n. 163/2006 per ogni singola prestazione contrattuale, secondo il c.d. principio della combinazione delle differenti discipline, in base al quale, in materia di qualificazione, l’operatore economico deve essere qualificato per tutte le prestazioni di lavori, servizi e forniture secondo le norme previste per ciascuna di tali prestazioni.
Nei contratti misti di servizi e lavori occorre prevedere, perciò, a titolo di requisiti di partecipazione, sia la dimostrazione della capacità economico-finanziaria e della capacità tecnico-professionale per l’erogazione dei servizi, in base agli artt. 41 e 42 D.Lgs. 163/2006, e sia il possesso della qualificazione SOA nella categoria e classifica corrispondenti alla natura e all’importo dei lavori da eseguire.
In base alle censure svolte dalla ricorrente, la Stazione Appaltante avrebbe chiesto ai concorrenti, tramite il disciplinare di gara, il possesso di due requisiti ulteriori, ritenuti essere tuttavia in contrasto con i principi di proporzionalità e di ragionevolezza dell’agire amministrativo.
Tali requisiti sono (cfr. punto 7 del disciplinare di gara):
– la dichiarazione, resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, con la quale il concorrente attesti di aver realizzato, negli ultimi tre esercizi (2011-2012-2013) un fatturato per servizi di gestione informatizzata di strade almeno pari ad € 270.000,00 (ex art. 41 del Codice);
– la presentazione di un elenco dei principali servizi prestati negli ultimi tre anni (2011-2012-2013), con l’indicazione degli importi, delle date e dei destinatari, pubblici o privati, dei servizi stessi (ex art. 42 del Codice).
La censura svolta in punto di carenza di proporzionalità e ragionevolezza relativamente ai requisiti sopra menzionati è priva di pregio.
Detti requisiti non appaiono né arbitrari né eccessivamente limitativi della concorrenza, in ragione delle caratteristiche particolarmente qualificate del servizio complessivamente da rendere, implicante tra l’altro la gestione e applicazione di un sistema informatico nella restituzione descrittivo topografica delle strade interessate e nella gestione dagli interventi di manutenzione. Certamente non poteva essere negata alla Stazione appaltante la discrezionale possibilità di prevedere requisiti specifici, di natura tecnico-organizzativa e di pregressa esperienza, volti ad assicurare la partecipazione alla gara di imprese che potessero al meglio garantire il soddisfacimento dell’interesse pubblico sotteso alla procedura in esame.
D’altra parte, è riconosciuto e pacifico in giurisprudenza che l’Amministrazione, in una gara d’appalto per l’affidamento di un servizio nell’interesse pubblico, ben possa richiedere, nella lex specialis, in relazione alla peculiarità del servizio stesso, requisiti aggiuntivi (anche di pregressa esperienza in servizi identici, T.A.R. Lazio, Roma, Sez. 2-bis n. 7872/2014; Cons. Stato, Sez. V, n. 3251/2012; Cons. Stato, Sez. V, n. 3809/2011; Cons. Stato, Sez. V, n. 5201/2010).
Né può valere, come sostenuto dalla ricorrente, il riferimento all’autosufficienza, ai fini della comprova dei requisiti tecnici, economici e professionali, dell’attestazione SOA.
Quest’ultima attiene infatti, al settore degli appalti di lavori pubblici e non a quello dei servizi in cui la previsione dei requisiti di partecipazione è maggiormente affidata alla valutazione discrezionale della stazione appaltante, con conseguente necessità di verifica dei requisiti stessi sulla base di quanto richiesto dal bando e dal disciplinare di gara.
Nella specie l’Amministrazione ha ragionevolmente preteso il possesso dei requisiti in questione, potendo costituire, gli stessi, prerequisiti di professionalità pregressa idonei per correttamente orientare l’affidamento del servizio.
L’esercizio di tale potere discrezionale di individuazione di requisiti aggiuntivi costituisce attuazione dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, di cui all’articolo 97 Cost., sostanziandosi, dal punto di vista dell’Amministrazione, nell’apprestare, proprio attraverso la individuazione degli specifici requisiti di ammissione e di partecipazione ad una gara, degli strumenti e delle misure adeguate, opportune, congrue, efficienti ed efficaci per il corretto ed effettivo perseguimento dell’interesse pubblico in relazione all’oggetto dell’appalto da affidare, laddove le previsioni generali contenute nelle relative disposizioni di settore (come l’iscrizione in appositi albi o elenchi) sono volte a stabilire una semplice presunzione di possesso dei requisiti minimi per la partecipazione ad una gara e possono pertanto essere derogati (o meglio incrementati, sotto l’aspetto qualitativo e quantitativo) dall’Amministrazione in relazione alle peculiari caratteristiche del servizio da appaltare.
Di conseguenza, le scelte così operate dalla stazione appaltante sono ampiamente discrezionali e si sottraggono, pertanto, al sindacato del G.A., salvo che non siano ictu oculi manifestamente irragionevoli, irrazionali, arbitrarie o sproporzionate, con riguardo alla specificità dell’oggetto ed all’esigenza di non restringere, oltre lo stretto indispensabile, la platea dei potenziali concorrenti e di non precostituire situazioni di privilegio (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 23 giugno 2011, n. 3089).
Tanto premesso, le prescrizioni ulteriori previste dal disciplinare del bando per il solo servizio di gestione informatizzata delle strade, non risultano contrarie, in concreto, a principi di proporzionalità e di ragionevolezza dell’agire amministrativo, ma hanno l’obiettivo di ricercare una ulteriore professionalità specifica nei concorrenti interessati alla gara, necessaria ai fini del miglior perseguimento dell’interesse pubblico nel caso di specie».
« L’art. 84 d.lgs. n. 163/2006 non vieta la sostituzione della commissione, se ciò possa essere garanzia di maggiore serenità di giudizio, né può ritenersi che la composizione della commissione rappresenti per il concorrente un dato sempre neutro ed irrilevante, potendo lo stesso legittimamente avere interesse a non essere valutato da una determinata commissione piuttosto che da un’altra (in considerazione delle particolarità del caso di specie, il Tar ha accolto il ricorso, disponendo l’annullamento dei provvedimenti impugnati e la rivalutazione delle offerte tecniche delle concorrenti da parte di una commissione individuata dalla stazione appaltante in integrale, diversa composizione rispetto a quella precedente).
Corte dei conti: non ogni condotta divergente da quella doverosa implica la colpa grave, ma solo quella caratterizzata, nel caso concreto, dalla mancanza del livello minimo di diligenza, prudenza o perizia dei dipendenti, dal tipo di attività richiesta all’agente (nella fattispecie, il giudice contabile ha ritenuto non sussistente la responsabilità amministrativa del Direttore generale per gli atti adottati in esecuzione dell’ordine imposto dal Sindaco, considerato che, in considerazione delle specifiche circostanze del caso, non era ipotizzabile una diversa condotta dal parte del convenuto). »