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Timestamp: 2017-05-28 12:24:10+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art. 185', 'art. 184', 'art. 183', 'art. 256', 'sentenza ', 'art. 183', 'art. 256']

deposito di ramaglie in luogo privato - Forum Enti.it
deposito di ramaglie in luogo privato
Messaggioda allebasi » 01/05/2012, 07:06 VENGONO DEPOSITATE IN AREA PRIVATA RAMAGLIE DI OGNI GENERE, DA ERBA, RESTI DI CIMATURE DI ALBERI, PIANTE E VIA DICENDO...TALI DA CREARE UNA SPECIE DI PIATTAFORMA-COMPOSIT, CON NOTEVOLE PUZZA, SPECIALMENTE ORA CHE SI AVVICINA LA BELLA STAGIONE IL TUTTO SU LUOGO PRIVATO, MA CON NOTEVOLE FASTIDIO PER LE ABITAZIONI LIMITROFE, CHE PROTESTANO POSSIBILE EMANARE ORDINANZA DI SGOMBERO, DA PARTE DEL COMUNE IMPUTABILE A CARENZE IGIENICO SANITARIE EVENTUALI SANZIONI PREMETTO CHE LA DISLOCAZIONE E' IN AMBIENTE AGRICOLO FUORI CENTRO ABITATO E LE RAMAGLIE SONO RESIDUI DI LAVORAZIONE DI UN VIVAISTA GRAZIE
ofranco	Messaggi: 376	Iscritto il: 14/01/2011, 21:40	Cita
Messaggioda ofranco » 01/05/2012, 10:03 Immagina se accanto vi fosse una masseria al posto del vivaista!! Allora si che sarebbero profumi...
A mio avviso queste cose sono compatibili con la destinazione urbanistica della zona. Ovviamente tutto rientra fino a quando le esalazioni non sono nocive per la salute pubblica. Come ben sai questo, però, non siamo noi a stabilirlo. Credo che, in questi casi, l'intervento dell'ASL sia determinante anche per una eventuale successiva ordinanza contingibile ed urgente per motivi igienico-sanitari.
Ultima modifica di ofranco il 01/05/2012, 12:20, modificato 1 volta in totale.
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ippocampo2009	Messaggi: 23584	Iscritto il: 06/06/2009, 16:33	Località: Campania
Messaggioda ippocampo2009 » 01/05/2012, 11:20 Credo che sia necessario appurare se leramaglie siano da considerarsi rifiuto e, quindi quello in questione al massimo dovrebbe essre un deposito temporaneo così come indicato dall'art. 183 TUA, oppure se trattasi effettivamente di attività di compostaggio e quindi devi controllare le varie disposizioni regionali...
Re: deposito di ramaglie in luogo privato
Messaggioda delux » 01/05/2012, 11:23 allebasi ha scritto:VENGONO DEPOSITATE IN AREA PRIVATA RAMAGLIE DI OGNI GENERE, DA ERBA, RESTI DI CIMATURE DI ALBERI, PIANTE E VIA DICENDO...TALI DA CREARE UNA SPECIE DI PIATTAFORMA-COMPOSIT, CON NOTEVOLE PUZZA, SPECIALMENTE ORA CHE SI AVVICINA LA BELLA STAGIONE IL TUTTO SU LUOGO PRIVATO, MA CON NOTEVOLE FASTIDIO PER LE ABITAZIONI LIMITROFE, CHE PROTESTANO POSSIBILE EMANARE ORDINANZA DI SGOMBERO, DA PARTE DEL COMUNE IMPUTABILE A CARENZE IGIENICO SANITARIE EVENTUALI SANZIONI PREMETTO CHE LA DISLOCAZIONE E' IN AMBIENTE AGRICOLO FUORI CENTRO ABITATO E LE RAMAGLIE SONO RESIDUI DI LAVORAZIONE DI UN VIVAISTA GRAZIEAB DEVI VEDERE QUANTO E' STABILITO DAL REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA/REGOLAMENTI COMUNALI CHE STABILISCONO ANCHE LE SANZIONI DA APPLICARE IN CASO DI EVENTUALI VIOLAZIONI COMMESSE (OLTRE A PREVEDERE, IN MOLTI CASI, APPOSITI CENTRI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO )
FALCO	Messaggi: 135	Iscritto il: 07/03/2003, 10:20	DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI
Messaggioda FALCO » 01/05/2012, 11:50 sembra utile prendere in considerazione le novità legislative introdotte D.Lgs. n. 205 del 3 dicembre 2010 in materia di attività di potatura e di sfalcio. Si anticipa che sono escluse dal campo di applicazione dei rifiuti le attività di potatura e di sfalcio, ma solo limitatamente alle attività di agricoltura. Conseguentemente gli sfalci e le potature provenienti da aree verdi pubbliche e private, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali sono rifiuti urbani e come tali sottoposti alla disciplina disposta dal Codice ambientale (Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006). Allo stato attuale, i diversi residui vegetali provenienti da pulitura di aree verdi, classificati (in base alla loro gestione) come «rifiuti urbani» ex articolo 184, D.Lgs 152/2006 e (in base alla loro natura) / o come «rifiuti organici» , devono essere conferiti al servizio pubblico di raccolta. Il Ministero dell'ambiente attraverso la nota del 18 marzo 2011 n. 16607, sottolinea che l'esclusione degli scarti vegetali dal campo di applicazione dei rifiuti è riservata solo a sfalci, potature ed altri materiali che provengono da attività agricola o forestale. Tali materiali devono essere adibiti all'impiego in agricoltura, in silvicoltura o nella produzione di energia da biomassa. (art. 185, comma 1, lettera f) del D.Lgs 152/2006). Mentre gli scarti vegetali provenienti da attività diverse, «da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali», sono invece rifiuti classificati come «rifiuti urbani» (ex art. 184, comma 2, lettera e) D.Lgs 152/2006). La normativa italiana in tema di rifiuti consente alle imprese di tenere depositati i propri rifiuti prodotti all'interno delle stesse, senza necessità di ottenere autorizzazione alcuna. Sussistono, però, dei limiti a tale tipo di deposito, previsti dall’istituto del cosiddetto "deposito temporaneo", espressamente previsto dalla legge. L’art. 183, comma 1, lett. m) del D. lgs. n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), infatti, individua la fattispecie del deposito temporaneo, che costituisce un’eccezione alle fasi che caratterizzano il procedimento di gestione dei rifiuti. Si tratta infatti di un’attività strettamente circoscritta, anche dal punto di vista fisico, al luogo dove si producono i rifiuti: si presuppone infatti che il rifiuto non sia mai uscito dall’area in cui avviene l’attività produttiva.
Da ciò si deduce che trattasi, in generale, di una particolare modalità di stoccaggio dei rifiuti, consistente nel “raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti”, a determinate condizioni elencate dalla norma sopra richiamata; i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle previste modalità alternative, a scelta del produttore, con cadenza almeno trimestrale.
La fattispecie del deposito temporaneo non rientra nel processo di gestione dei rifiuti ed è reso esente dal regime autorizzatorio ai sensi degli artt. 208, comma 17 e 210, comma 5 del D. lgs n. 152/2006. qualora non vengano rispettate le sopra descritte condizioni di ammissibilità, ed altre che sono state omesse e per le quali si rimanda al citato articolo di legge, l’attività diventa illegale e penalmente perseguibile in quanto integra attività di deposito incontrollato di rifiuti, sanzionata ai sensi dell’art. 256, comma 2 D. lgs. n. 152/2006.
Per un ulteriore approfondimento vedasi anche: Corte di Cassazione penale, sez. III, sentenza dell’11 marzo 2009, n. 19883.
Vedasi anche Corte di Cassazione (Cass. Pen., sez. III, 4 novembre 2008, n. 46213), che ha chiarito il punto fornendo utili indicazioni in materia di ramaglie e scarti da potatura ed in riferimento alla nozione di ”rifiuto" di cui all'art. 183, comma 1, lett. a) del D.lgs. n. 152/2006 (“qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A alla parte quarta del presente decreto e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi”), soggiacendo alla relativa disciplina di gestione e smaltimento.
La questione attiene alla duplice valenza dell'attività di riutilizzo di una sostanza, con la sua possibile riferibilità sia al campo del recupero dei rifiuti (quale MPS) che a quella dei sottoprodotti. Nel caso specifico, non è lecito l'abbruciamento dei residui; l'eliminazione mediante incenerimento di rami d' alberi tagliati non usufruibili in processi produttivi integra il reato di smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi (art. 256, comma 1, lett. a), D. Lgs. 3 aprile 2006 n. 152), in quanto tale materiale non costituisce materia prima secondaria riutilizzata in settori produttivi diversi senza pregiudizio per l'ambiente.
(tratto da http://www.ambienterosa.net)
La normativa ambientale e dei rifiuti, in campo nazionale nonchè regionale è oltremodo vasta e complessa, per cui è necessario sempre approfondire con la ricerca legislativa e giuridica, le innumerevoli fattispecie possibili di illecito o di differenziazione applicativa della disciplina normativa.
Ultima modifica di FALCO il 01/05/2012, 12:39, modificato 3 volte in totale.
Re: DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI
Messaggioda delux » 01/05/2012, 11:55 FALCO ha scritto:........TI SEI DIMENTICATO ( VOLUTAMENTE?) DI INDICARE LA FONTE DEL TUO COPIA ED INCOLLA:Tratto dalla Rivista “L’ARTIGIANATO” mensile unione provinciale degli artigiani.DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI: CASI IN CUI L'ARTIGIANO PUÒ TENERE DEPOSITATI RIFIUTI IN AZIENDA SENZA INCORRERE NELLA VIOLAZIONE PENALE.di Avvocato Rosa Bertuzzi
Messaggioda FALCO » 01/05/2012, 12:24 No, non mi sono dimenticato e non mi piace quando si insinua "volutamente" il dubbio della cattiva fede su possibili errori fatti in buona fede. Infatti l'ho modificato 3 volte, mentre scrivevi il post, dato che sono più articoli selezionati e congiunti; cecavo di mettere il link automatico ma non ci riuscivo e non è comunque quello che hai messo tu, anche se è il medesimo autore. Comunque, mi occupo giornalmente di questo e di molti altri illeciti legati a problematiche ambientali per cui ricorro spesso ad approfondimenti in rete ed in siti specializzati prima di far pagare cifre stratosferiche o procedere a denunzie poco circostanziate.