Source: http://www.paoloalfano.it/2012/12/04/sospensione-dallattivita-professionale-per-lavvocato-che-non-invia-il-modello-5/
Timestamp: 2018-11-20 05:56:44+00:00
Document Index: 24050606

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 9', 'art. 51', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 56', 'art. 17', 'sentenza ']

Sospensione dall'attività professionale per l'avvocato che non invia il modello 5 | Studio Legale Avv. Paolo Alfano
1.- L’avv. C.B. con il primo motivo deduce: “Violazione della L. n. 576 del 1980, art. 17, comma 5, come modificato dalla L. n. 141 del 1992, art. 9″ per aver il Consiglio iniziato il procedimento disciplinare pur in mancanza di diffida, non essendo prova sufficiente dell’invio il richiamo di essa nella nota del dicembre 2009 inoltrata dalla Cassa al Consiglio, ovvero la mancata contestazione dell’avv. C. di averla ricevuta, trattandosi di un vizio di legittimità dell’azione rilevabile in ogni stato e grado del processo. Quindi, in mancanza del decorso del termine di giorni 60 dalla diffida, egli non aveva potuto neppure verificare se l’azione disciplinare era iniziata entro il termine di prescrizione di cui al R.D.L. n. 1578 del 1933, art. 51.
1.- La L. 3 agosto 1949, n. 536, concernente tra l’altro “le sanzioni disciplinari per il mancato pagamento dei contributi previsti dal D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 382″ all’art. 2 sancisce: “I contributi previsti dal D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 382, a favore dei consigli degli ordini e dei collegi, anche se trattisi di contributi arretrati, debbono essere versati nel termine stabilito dai consigli medesimi” (comma 1). “Coloro che non adempiono al versamento possono essere sospesi dall’esercizio professionale, osservate le forme del procedimento disciplinare” (comma 2). “La sospensione così inflitta non è soggetta a limiti di tempo ed è revocata con provvedimento del Presidente del consiglio professionale, quando l’iscritto dimostri di aver pagate le somme dovute”. (comma 3).
Il “Regolamento per l’applicazione della L. 20 settembre 1980, n. 576, artt. 17 e 18 come modificati dalla L. 11 febbraio 1992, n. 141, artt. 9 e 10″, emanato con Decreto del 22 maggio 1997, all’art. 16.1 ribadisce: “Dopo la rilevazione delle omissioni nell’invio delle prescritte comunicazioni” reddituali “la Cassa spedisce a ciascun inadempiente con raccomandata con avviso di ricevimento una diffida a far pervenire le comunicazioni omesse in un termine non superiore a sessanta giorni; trascorso il termine suddetto la Cassa da notizia dell’inadempienza ai Consigli degli Ordini competenti, invitandoli a provvedere a quanto prescritto dall’art. 17, comma 5, della legge”.
2.- Con il secondo motivo il ricorrente deduce: “Violazione della L. n. 576 del 1980, art. 17, comma 1, in relazione al R.D.L. n. 1578 del 1933, art. 56, comma 3″ e lamenta che erroneamente il Consiglio ha ritenuto sussistere il suo obbligo di inviare con il modello 5 la comunicazione prescritta dall’art. 17 precitato pur non essendo egli iscritto alla Cassa, ma soltanto all’albo professionale, mentre la Corte di legittimità aveva affermato la necessità del concorrente requisito riferibile sia agli avvocati, prescindendo dalla loro nazionalità, sia ai praticanti procuratori. E poichè nella specie egli era iscritto alla Gestione separata dell’INPS, nessun obbligo aveva di inviare la comunicazione richiestagli.
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