Source: http://docplayer.it/2827779-Atti-136090-5-3-2012-8-relazione-previsionale-e-programmatica-triennio-2013-2015.html
Timestamp: 2016-12-08 10:44:30+00:00
Document Index: 110813988

Matched Legal Cases: ['art. 170', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 23', 'art. 115', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 170']

⭐atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica Triennio
atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica Triennio
Download "atti 136090/5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica Triennio 2013-2015"
1 2 atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica Triennio3 atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica triennio INDICE Premessa pag. 7 Il futuro delle Province alla luce delle leggi di riforma 8 Struttura e contenuti della Relazione previsionale e 10 programmatica 2013/2015 Sezione 1 Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente pag La popolazione Popolazione residente: Italia, Lombardia e provincia di 14 Milano Sviluppo naturale della popolazione Stranieri residenti Dimensione media familiare La ripartizione del numero di iscritti alle scuole medie 17 superiori tra i vari indirizzi di studio 1.2 Lo scenario economico e del mercato del lavoro Il tessuto economico e imprenditoriale I principali indicatori del mercato del lavoro I flussi in entrata e uscita dal mercato del lavoro Il fabbisogno occupazionale: analisi tendenziale 1 34 trimestre - 4 trimestre Il territorio Superficie e dati morfologici Strade Strumenti di pianificazione territoriale e di 42 programmazione socio-economica Raccordo tra Ptcp e Piani di settore provinciali I servizi Personale 53 34 Relazione previsionale e programmatica triennio atti /5.3/2012/ Strutture Strutture scolastiche e numero iscritti alle scuole medie superiori Dotazioni generali di attrezzature informatiche e veicoli Organismi gestionali Consorzi Aziende Istituzioni Società di capitali Servizi gestiti in concessione Altro Accordi di programma e altri strumenti di programmazione negoziata Accordi di programma Patti territoriali Altri strumenti di programmazione negoziata Funzioni esercitate su delega Funzioni e servizi delegati dallo Stato Funzioni e servizi delegati dalla Regione 83 Sezione 2 Analisi delle risorse pag Fonti di finanziamento Quadro riassuntivo Analisi delle risorse Entrate tributarie Contributi e trasferimenti correnti Proventi extratributari Contributi e Trasferimenti in c/capitale Accensione di prestiti Riscossione di crediti e Anticipazioni di cassa 105 45 atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica triennio Sezione 3 Programmi e Progetti pag. 107 La programmazione provinciale per il triennio 2013/ Considerazioni generali e motivata dimostrazione delle variazioni rispetto all esercizio precedente Obiettivi degli organismi gestionali dell ente Quadro generale degli impieghi per programma Descrizione analitica dei programmi 1 Affari istituzionali e Progetti strategici 139 Progetto 1 EXPO Progetto 2 Città Metropolitana Sviluppo economico, Formazione e Lavoro Istruzione ed edilizia scolastica Cultura, beni ed eventi culturali, politiche per 189 l'integrazione 5 Politiche per il turismo, i giovani e le pari opportunità Politiche sociali Politiche per la Sicurezza e Protezione Civile Agricoltura, Parchi, Caccia e Pesca Politiche per l'ambiente Governo del territorio e Casa Viabilità e trasporti Sviluppo delle funzioni di supporto e semplificazione 269 amministrativa 13 Politiche finanziarie e valorizzazione del patrimonio Ente Riepilogo programmi per fonti di finanziamento 302 Sezione 4 Stato di attuazione dei programmi deliberati negli anni precedenti e considerazioni sullo stato di attuazione 4.1 Elenco delle opere pubbliche finanziate negli anni precedenti e non interamente realizzate pag Considerazioni sullo stato di attuazione dei programmi 317 56 Relazione previsionale e programmatica triennio atti /5.3/2012/8 Sezione 5 Rilevazione per il consolidamento dei conti pubblici (art. 170, comma 8, dlgs 267/00) 5.1 Dati analitici di cassa dell ultimo consuntivo deliberato dal Consiglio per l anno 2011 (sistema contabile ex dpr 421/79) 5.2 Dati analitici di cassa dell'ultimo consuntivo deliberato dal Consiglio per l'anno 2011 (sistema contabile ex dlgs 267/00 e dpr 194/96) pag Sezione 6 Considerazioni finali sulla coerenza dei programmi rispetto ai piani regionali di sviluppo, ai piani regionali di settore, agli atti programmatici della Regione pag Valutazioni finali della programmazione 372 67 atti /5.3/2012/8 Premessa La struttura ed i contenuti della Relazione previsionale e programmatica8 Relazione previsionale e programmatica triennio atti /5.3/2012/8 Premessa Il futuro delle Province alla luce delle leggi di riforma La Provincia è stata confermata come elemento costitutivo della Repubblica dalla legge costituzionale n. 3/2001 (Legge La Loggia ) di riforma del Titolo V della Parte seconda della Costituzione. L'art comma 1 - infatti stabilisce che la «la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato». Le Province sono quindi individuate dalla Costituzione come enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni, titolari di funzioni amministrative proprie, fra cui le funzioni fondamentali stabilite dalla legge dello Stato e altre conferite dalle leggi statali o regionali e di potestà regolamentare, con autonomia finanziaria di entrata e spesa, risorse autonome, tributi ed entrate propri oltre a compartecipazioni ai tributi erariali in misura tale da finanziarie integralmente le funzioni pubbliche locali attribuite. Sono pertanto configurate costituzionalmente come organi di governo elettivi con un proprio territorio. Quindi per modificare questo assetto occorrerebbe intervenire con una legge di revisione costituzionale. La crisi economica mondiale che ha colpito anche l Italia ha indotto il Governo Monti a prendere misure. Tra queste il DL n. 201 del 06/12/2011 Decreto Salva Italia che, fra i diversi provvedimenti su casa, pensioni e liberalizzazioni, interviene anche sul ridimensionamento delle Province in termini di funzioni, risorse e personale. Il decreto Salva Italia, convertito nella L. n. 214 del 22/12/2011, stabilisce infatti all'art. 23 commi che spettano alla Provincia esclusivamente funzioni di indirizzo e coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. Stabilisce inoltre che entro il 31/12/2012 lo Stato e le Regioni provvedono con legge statale e regionale a trasferire ai Comuni o alla Regione le funzioni conferite alle Province dalla normativa vigente e a trasferire le risorse umane, finanziarie e strumentali per l'esercizio delle funzioni trasferite. In sostanza il decreto legge realizza una vera riforma costituzionale che però esula dalle competenze del legislatore ordinario. Le funzioni ora svolte dalle Province sarebbero svolte dalle Regioni o dai Comuni con conseguenze assai dubbie in termini di efficienza e Premessa 8 La struttura e i contenuti della Relazione previsionale e programmatica9 atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica triennio di efficacia in esito all'allontanamento dell'istituzione dai cittadini e persino di incremento dei costi. Secondo lo studio Certet Bocconi, commissionato dalla Provincia di Milano, l abolizione delle Province non consentirà di produrre alcun risparmio per il cittadino. La ricerca ha evidenziato, inoltre, che le Province svolgono funzioni essenziali che in caso di soppressione andrebbero trasferite ad altri enti, con un aggiunta di costi. La disciplina introdotta con l'art. 23 del Decreto Salva Italia è esposta a gravi obiezioni di illegittimità costituzionale tanto che è stata proposto ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale da parte di otto Regioni. Nel frattempo l'unione province italiane (Upi), ha predisposto una proposta incentrata sul riordino delle Province, coerente con i principi della Costituzione, sulla razionalizzazione conseguente degli Uffici periferici dello Stato e sull eliminazione degli enti strumentali intermedi. Oltre alle 107 Province, esistono infatti oltre enti (unione di comuni, enti parco, agenzie, comunità montane, eccetera) con competenze facilmente riconducibili a un nuovo soggetto intermedio. Successivamente è intervenuto il DL 95 del 06/07/2012 Decreto Spending review convertito nella L. 135 del 07/08/2012, che ha previsto da un lato (art. 17) il riordino delle Province mediante accorpamenti che rispettassero i requisiti minimi demo-territoriali stabiliti dal Consiglio dei Ministri ( abitanti e Kmq. di estensione territoriale) e dall'altro (art. 18) dall'01/01/2014 l'istituzione di 10 Città Metropolitane, tra le quali Milano, e la contestuale soppressione delle relative Province. Il nuovo livello di governo è competente su temi di area vasta quali infrastrutture, ambiente, trasporto pubblico, lavoro, e pianificazione territoriale. A queste norme ha fatto seguito il DL n. 188 del 05/11/2012 recante Disposizioni urgenti in materia di Province e Città Metropolitane però decaduto in quanto non convertito in legge. Proprio in virtù dell'approvazione il 05/11/2012 del DL 188, poi decaduto, la Corte costituzionale il 06/11/2012 ha rinviato la sua decisione sulla incostituzionalità dell'art. 23 del Decreto Salva Italia al 02/07/2013. Il percorso verso la costituzione Città metropolitana è quindi indicato dalla legge ed è proprio in quest ottica che la Provincia di Milano ha iniziato ad attivarsi, anche in collaborazione con altre Istituzioni nazionali e locali. Con il Comune di Milano, infatti, si è dato vita a un Comitato per la costituzione della Città Metropolitana e, in occasione del convegno del 23/03/2012, si è dato avvio al percorso verso la sua costituzione. In un territorio vasto ed articolato come quello della Grande Milano, con tre milioni di abitanti e con Comuni autorevoli, alcuni dei quali sono il motore della realtà produttiva italiana, l istituzione della Città metropolitana si delinea come il percorso naturale, capace di offrire miglior efficienza nei servizi e minori costi per i cittadini. Tuttavia, come già anticipato, il DL 188/2012 che avrebbe dovuto, se convertito in legge, istituire le nuove Province modificando nel contempo la perimetrazione anche delle Città La struttura e i contenuti della Relazione previsionale e programmatica Premessa10 Relazione previsionale e programmatica triennio atti /5.3/2012/8 Metropolitane, non è stato convertito in legge, rendendo, quindi, necessaria una normaponte che consentisse una fase transitoria. Tale norma è stata introdotta con la L. n. 228 del 24/12/2012 Legge di Stabilità 2013, che all'art. 115 prevede: per tutto l'anno 2013 la certezza delle funzioni provinciali, sospendendo fino al 31 dicembre 2013 l'applicazione dei commi 18 e 19 della L. 201/2011 che consentivano allo Stato e alle leggi regionali, secondo le rispettive competenze, di svuotare le Province delle loro funzioni trasferendole ai Comuni o alle Regioni; la proroga al 31/12/2013 del termine entro cui il Parlamento deve approvare la legge che disciplina le nuove modalità di elezione degli organi delle Province; la data del 31/12/2013 quale termine per emanare il nuovo decreto di riordino e accorpamento delle Province; il Presidente, la Giunta e il Consiglio, oggi in essere, restano in carica fino alla scadenza naturale del mandato. La portata generale della disposizione comporta, secondo l'upi, la sua applicazione a tutte le Province, anche quelle delle Città Metropolitane, e consente agli organi attuali delle Province di proseguire fino al termine del mandato anche oltre la data del primo gennaio 2014 prevista dall'art. 18 del DL 95/2012; la sospensione dell'applicazione dell'art. 18 DL 95/2012 sull'istituzione delle Città metropolitane. Questo incide sugli adempimenti del 2013 e sulla fase transitoria e, secondo l'upi, riallinea il termine per l'istituzione di tutte le Città metropolitane alla primavera del Da ultimo, con l'insediamento del nuovo Parlamento, il nuovo Governo ha inserito nel programma presentato alle Camere l'abolizione delle Province. In data 22 maggio il Ministro per le riforme costituzionali, nella sua audizione di fronte alle Commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato, ha affermato che «andranno portati a compimento anche gli interventi relativi alle istituzioni locali (parliamo del problema delle Province, rimasto bloccato, del governo comunque necessario delle aree vaste)». In conclusione, in attesa degli sviluppi sul futuro della Provincia, non si può tacere dell'importanza e della necessità di un soggetto intermedio che svolga funzioni di area vasta, il quale, al di là della previsione della Città Metropolitana, ricopra le funzioni insostituibili dell'attuale Provincia la cui eventuale abolizione non produrrà una riduzione dei costi ma lascerà certamente un vuoto negli assetti istituzionali. L'attenzione al tema è confermata dalla previsione nella Sezione 3 - Programmi e Progetti di questa Relazione previsionale e programmatica 2013/15 del Progetto Città Metropolitana nell'ambito del Programma 1 - Affari istituzionali e progetti strategici cui si rinvia. Struttura e contenuti della Relazione previsionale e programmatica 2013/2015 I contenuti della Relazione previsionale 2013/2015 sono organizzati secondo il modello approvato dal dpr 326/98, obbligatorio a partire dall'anno 2000 anche per le province. Il modello è articolato in sei sezioni. Premessa 10 La struttura e i contenuti della Relazione previsionale e programmatica11 atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica triennio La Sezione 1, Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente, è dedicata all'analisi del contesto in cui l'ente è chiamato ad operare e illustra le caratteristiche della popolazione, del territorio e dell'economia insediata. Segue un'analisi dei servizi dell'ente, intesa quale illustrazione delle strutture attraverso le quali vengono erogati servizi alla comunità insediata, degli strumenti di programmazione negoziata, previsti dalla normativa vigente, nonché delle funzioni delegate alla Provincia dallo Stato e dalla Regione Lombardia. La Sezione 2, Analisi delle risorse, illustra la capacità di intervento finanziario dell'ente, precisando gli eventuali obiettivi che si intendono perseguire attraverso la definizione della politica di bilancio insieme alle valutazioni generali dei mezzi finanziari, descrive le fonti di finanziamento e l'andamento storico dei mezzi finanziari che affluiscono all'ente e i relativi vincoli. L'analisi condotta in queste due sezioni ha la funzione di rilevare il contesto e il sistema di risorse e vincoli, quale necessaria premessa per la definizione dei programmi illustrati alla Sezione 3. La Sezione 3, Programmi e Progetti, illustra i Programmi di portata triennale derivandoli dalle linee programmatiche del Presidente e dagli indirizzi della Giunta. La struttura dei Programmi ha lo scopo di dare evidenza ai portatori di interesse e ai loro bisogni, quale motivazione delle scelte che saranno adottate dall'amministrazione nell'attuazione delle Finalità da conseguire per il conseguimento dei Risultati attesi triennali. Il collegamento del contenuto programmatico con i documenti contabili (Bilancio di Previsione e Bilancio Pluriennale) è assicurato dalla illustrazione per ciascun Programma degli stanziamenti di spesa corrente (consolidata e di sviluppo) e d'investimento del Bilancio Pluriennale, destinati, dando evidenza della composizione degli stessi, in termini percentuali, sulle Spese finali di Bilancio. La Sezione 4, Stato di attuazione dei programmi deliberati negli anni precedenti e considerazioni sullo stato di attuazione, illustra i Risultati realizzati a fine 2012, rispetto ai Risultati attesi (Indicatori a Target) nel triennio 2012/2014. La Sezione 5, Rilevazione per il consolidamento dei conti pubblici (art. 170, comma 8, dlgs 267/00), riporta la classificazione economico-funzionale in termini di cassa delle spese dell'ultimo consuntivo deliberato dal Consiglio. La sua funzione nell'economia generale della struttura della Relazione è meramente contabile, ed è collegata all'esigenza di assicurare il consolidamento dei conti pubblici. Infine, la Sezione 6, Considerazioni finali sulla coerenza dei programmi rispetto ai piani regionali di sviluppo, ai piani regionali di settore, agli atti programmatici della Regione, dà conto in termini sintetici del raccordo tra i programmi della programmazione La struttura e i contenuti della Relazione previsionale e programmatica Premessa12 Relazione previsionale e programmatica triennio atti /5.3/2012/8 provinciale con gli strumenti di programmazione regionale a legislazione vigente. La coerenza fra l'azione provinciale e gli atti e documenti di programmazione regionale è stabilita nella scheda di ciascun Programma della Sezione 3. In conclusione, nel sistema unitario dei documenti di Bilancio, la Relazione previsionale e programmatica assolve alla funzione di integrare le informazioni contabili con informazioni riguardanti la destinazione della spesa per politiche, strategie e finalità cui sono destinate le risorse e pone le premesse per l'aggiornamento delle linee programmatiche e per la verifica periodica dell'attuazione dei Programmi e delle scelte operate. Premessa 12 La struttura e i contenuti della Relazione previsionale e programmatica13 atti /5.3/2012/8 Sezione 1 Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell economia insediata e dei servizi dell ente14 Relazione previsionale e programmatica triennio atti /5.3/2012/8 Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente 1.1 La popolazione Popolazione residente: Italia, Lombardia e provincia di Milano Dai risultati definitivi del XV Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, del 09 ottobre , è stata estratta la nuova popolazione legale valida per il decennio Se si confrontano i dati del precedente Censimento della popolazione che avevano fatto registrare una diminuzione media del 6% rispetto al 1991 nei cinque maggiori centri urbani, nel XV Censimento la situazione non si è mostrata uniforme per le cinque più popolose città italiane. La città di Milano, come quella di Napoli e Palermo, registra una diminuzione in misura più modesta (queste due città perdono, entrambe, il 4,2% della popolazione), mentre ad esempio, Roma e Torino aumentano rispettivamente, la prima del 2,8% e la seconda dello 0,8%. Nella tabella sottostante sono riportate le cifre dei due ultimi censimenti, per un utile confronto, del quale si rileva la forte crescita della componente straniera sulla popolazione complessiva: in Provincia di Milano (10,7%) e nel capoluogo (14,2%) supera largamente sia il dato regionale (9,8%) che quello nazionale (6,8%) che è addirittura meno della metà rispetto a quello della città di Milano. Tab. 1 - Confronto dati censimento 2011 con censimento 2001 e popolazione residente al 1/1/2012 Popolazione residente Italia Lombardia Provincia di Milano (134 comuni) Milano città Censimento di cui stranieri %stranieri su popolazione 6,8 9,8 10,7 14,2 Censimento di cui stranieri nd. nd Quota % stranieri nd. nd. 4,4 7,0 Da questi dati si evince come l'incremento della popolazione a livello provinciale sia dovuto ai cittadini stranieri. L'operazione del censimento è anche un'occasione per operare una revisione dei dati in possesso degli anagrafi comunali: i dati inerenti la provincia di Milano, come da tabella sottostante, evidenziano un aumento del 3,3%, mentre il comune di Milano è in decisa controtendenza, registrando una forte diminuzione sull'ultimo dato anagrafico, più contenuta rispetto al 2001 (-1,1%), con abitanti in meno rispetto al DPR 6 Novembre 2012 pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale n. 294 del suppl. ordinario n Sezione 1 14 Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente15 atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica triennio Tab. 2 - Valori censimenti Popolazione residente Italia Lombardia Provincia di Milano (134 comuni) Milano città Variazione assoluta censimenti Variazione percentuale censimenti ,3 7,4 3,3-1,1 Nei comuni milanesi la differenza di popolazione tra i due ultimi censimenti è prevalentemente positiva, salvo che in 18 comuni su 134, che hanno subito un decremento: Basiglio (-9,2%), Pieve Emanuele (-5,7%), Bresso (-5,2%). Tra i comuni che hanno registrato un incremento maggiore, segnaliamo: Carpiano (+65%), Pozzo d'adda (+61,2%) e Bubbiano (+57,8%). Tab. 3 - Popolazione residente al 1/1/2012, variazioni rispetto al 1/1/2011 Popolazione al 1/1/2012 Popolazione al 1/1/2011 Variazione assoluta Variazione % Provincia di Milano ,8 Milano Città , Sviluppo naturale della popolazione Nascite e decessi Il livello di nascite è in lieve calo: nell'anno 2011 si ha un totale di nati, la quota di femmine si attesta a 48,2%. Tab. 4 - Movimento naturale (dato definitivo) Provincia di Milano (134 Comuni) Milano Nati di cui femmine (%le) 48,2 48,3 49,0 48,4 48,3 49,4 Morti di cui femmine (%le) 52,5 53,3 52,5 54,5 54,2 54,1 Saldo naturale Il saldo naturale, seppur in flessione, rimane positivo con unità. Si amplia il dato negativo di Milano città da del 2010 a del Il tasso di natalità 1 riferito alla Provincia di Milano continua a scendere attestandosi al 9,2 del 2011 essendo stato in precedenza il 9,6 nel 2010 e il 9,7 nel 2009, mentre 1 Nati per mille abitanti. Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente 15 Sezione 116 Relazione previsionale e programmatica triennio atti /5.3/2012/8 quello della città di Milano nel 2011 è stato pari all' 8,7 essendo stato in precedenza il 9,1 nel 2010 e il 9,3 nel Il tasso di mortalità riferito alla Provincia di Milano 1, scende, nel 2011, all' 8,7 dal 9,0 nel 2010, inferiore rispetto al corrispondente tasso di Milano città, pari al 9,8 in discesa (-0,5 ) rispetto al dato 2010 (10,3 ). Movimenti migratori della popolazione: entrate e uscite Tab. 5 - Movimento migratorio: serie storica 1/1/2008-9/10/2011 Provincia di Milano (134 comuni) Milano città Iscritti dall'estero di cui femmine (%) 50,9 53,4 52,2 52,3 45,1 51,8 51,8 52,6 Cancellati per l'estero Saldo migratorio con l'estero Iscritti da altri comuni Cancellati per altri comuni Saldo migratorio con l'interno Altri iscritti Altri cancellati Saldo migratorio per altri motivi Stranieri residenti 2 Tab. 6 - Stranieri residenti al 1/1/2012: serie storica 1/1/2007-1/1/2011 Censimento Censimento 1/1/2011 1/1/2010 1/1/2009 1/1/2008 1/1/ Variazione V.A. %le Provincia di Milano ,2 Milano città ,3 * Fonte: Settore Statistica del Comune di Milano Il confronto su base censuaria, tra i dati del 2001 e quelli del 2011, evidenzia un forte incremento a livello provinciale, pari al 148,2%, mentre nella città di Milano c'è stato un raddoppio della presenza, con +101,3%. Se si esaminano i dati per comune, si può rilevare come gli aumenti siano più cospicui di quanto si possa immaginare: si registrano aumenti di oltre il 500%, in comuni relativamente piccoli come San Zenone al Lambro (+707%), Calvignasco (+689%), Rosate (+589%) e Paullo (+525%). 1 Morti per mille abitanti. 2 I dati anagrafici relativi al 1/1/2012, per quanto riguarda gli stranieri, non sono ancora disponibili Sezione 1 16 Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente17 atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica triennio Se si confronta la percentuale di stranieri sulla popolazione residente, risulta che il comune con il tasso più alto è Baranzate con oltre il 25%, seguito da Pioltello che supera il 21%, e da Vaprio d'adda con il 14,6%, che precede il capoluogo provinciale con il 14,2%. Al contrario, negli ultimi posti di questa classifica, compaiono, oltre ad alcuni comuni di piccole dimensioni che oscillano tra il 2,5% ed il 3,5% (Noviglio, Gudo Visconti, Cusago ad esempio), anche comuni di dimensioni medio grandi quali Buccinasco (3,75%) e Settimo Milanese (con il 3,92%). Un caso anomalo è Basiglio, ove vi è stata una diminuzione degli stranieri del decennio del 17%, in linea con la diminuizione complessiva di popolazione avvenuta in tale comune Dimensione media familiare Tab. 7 - Famiglie residenti: Censimento 1991, Censimento 2001, Censimento 2011 (dati provvisori), Dato anagrafico 1/1/2012 Rilevazioni Milano città Provincia di Milano (134 comuni) Censimento Censimento Famiglie residenti Censimento /1/ Dimensione media familiare ,9 2, La ripartizione del numero di iscritti alle scuole medie superiori tra i vari indirizzi di studio La tabella sottostante 1 evidenzia l'andamento degli iscritti nelle scuole superiori. Dalla lettura della tabella emerge la costante e continua diminuzione dell'istruzione tecnica ormai sotto il 30%, il contemporaneo aumento dell'istruzione liceale che supera il 51% del totale, l'istruzione professionale è in flessione attestandosi poco sopra il 17% 2. Il liceo scientifico che raccoglie oltre la metà degli iscritti nell'ambito dell'istruzione liceale, è di gran lunga, con oltre un quarto delle iscrizioni, il tipo di scuola più frequentata. Tra gli istituti tecnici, l'indirizzo che raccoglie più iscrizioni è l'indirizzo "Amministrazione Finanza Marketing" con l'11,7%; l'indirizzo "Informatica e Telecomunicazioni" è quello che ha una crescita maggiore superando il 3,5%, seguito da "Costruzioni Ambiente e Territorio". La presenza femminile 3, nei diversi indirizzi di studi, denota situazioni variegate: è preponderante nell'ambito dell'istruzione liceale (57,2%) con scienze umane al primo posto e nell'istruzione professionale (50,2%) ove prevale nei servizi socio-sanitari; si riduce nell'istruzione tecnica ove prevale negli indirizzi "Turismo" e "Sistema Moda". 1 La tavola riporta la nuova nomenclatura scolastica scaturita a seguito del riordino della scuola secondaria superiore. I dati riferiti all'ultimo quinquennio sono stati riconvertiti per permettere il confronto ed una lettura completa. 2 Fonte dati: Settore Programmazione Educativa- Provincia di Milano. 3 Cfr Le Municipalità in rosa edito dalla Provincia di Milano, numero speciale, marzo 2006, di CivicA periodico tecnico scientifico. Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente 17 Sezione 118 Relazione previsionale e programmatica triennio atti /5.3/2012/8 Tab. 8 - Provincia di Milano - Serie storica ripartizione degli iscritti diurni alle Scuole medie superiori statali Indirizzo di studi 2007/ / / / /12 Quota % femmine 2010/11 Quota % femmine 2011/12 Licei 50,1 50,8 50,7 51,3 51,8 56,7 57,2 Istruz. liceale artistica 4,0 4,1 4,1 4,4 4,6 67,3 68,1 Istruz. liceale classica 8,0 7,9 7,7 7,4 7,1 66,4 67,1 Istruz. liceale linguistica 5,4 5,5 5,7 6,3 6,9 84,4 83,8 Istruz. liceale musicale e coreutica 0,2 0,2 0,2 0,2 0,2 42,3 40,2 Istruz. liceale scientifica 27,1 27,4 27,1 27,0 26,6 39,2 38,9 Istruz. liceale scienze umane 5,4 5,6 5,8 6,0 6,4 87,0 86,2 Istruzione Tecnica 30,5 29,9 29,7 27,5 29,5 38,0 35,6 Indirizzo Turismo 1,9 2,0 2,0 2,1 2,4 81,6 80,2 Indirizzo Amministrazione Finanza e 12,4 12,2 12,1 11,8 11,7 54,7 52,9 Marketing Indirizzo Agraria Agroalimentare e agroindustria 0,8 0,8 0,8 0,9 0,9 29,4 29,4 Indirizzo Chimica Materiali e Biotecnologie Indirizzo Costruzioni Ambiente e Territorio 0,4 0,4 0,4 1,0 1,5 30,0 31,2 3,2 3,3 3,3 3,2 3,2 15,3 15,7 Indirizzo Elettronica. e Elettrotecnica 1,7 1,6 1,5 1,4 1,9 1,7 1,8 Indirizzo Grafica e Comunicazione 0,9 0,8 0,8 1,1 1,3 40,2 42,9 Indirizzo Informatica e Telecomunicazioni 1,9 1,7 1,6 2,9 3,7 9,3 7,6 Indirizzo. Meccanica e Meccatronica Energia 0,8 0,7 0,8 1,2 1,5 4,3 3,7 Indirizzo Sistema Moda 0,0 0,0 0,0 0,1 0,1 91,9 98,6 Indirizzo Trasporti e Logistica 0,6 0,6 0,5 0,6 0,6 2,6 2,8 ex ITI Istituto Tecnico Industriale 3,8 3,8 3,8 1,6 0,0 7,5 - ex ITSOS Istituto Tecnico Sperimentale ad Ordinamento Speciale 2,2 2,1 2,2 0,9 0,0 49,7 - Istruzione Professionale 18,3 18,1 18,5 18,4 17,4 49,5 50,2 Indirizzo Produzioni industriali e 2,2 2,4 2,5 2,4 2,2 69,5 71,6 artigianali Indirizzo Manutenzione e Assistenza tecnica 3,3 3,1 3,2 3,2 3,0 0,2 0,1 Indirizzo Servizi per l'agricoltura e lo Sviluppo Rurale 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 25,9 27,2 Indirizzo Servizi Commerciali 6,8 6,5 6,4 6,1 5,5 64,0 64,2 Indirizzo Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera 3,3 3,3 3,5 3,6 3,5 32,1 Indirizzo Servizi socio-sanitari 2,6 2,7 2,8 3,0 3,1 79,3 79,8 Istruz. e Formaz. Professionale 1,0 1,1 1,2 1,2 1,3 42,8 45,8 Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 49,3 49,4 Sezione 1 18 Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente19 atti /5.3/2012/8 Relazione previsionale e programmatica triennio 1.2 Lo scenario economico e del mercato del lavoro 1 Qualità della vita 2012 in Provincia di Milano Prima di illustrare il quadro congiunturale dell'economia del territorio della Provincia di Milano, si fornisce il dato del posizionamento della Provincia di Milano nella classifica 2012 sullo stato di benessere relativo alle 107 province italiane elaborata annualmente da Il Sole 24 Ore. Sulla base delle dimensioni considerate nell'analisi (tenore di vita, affari e lavoro, serviziambiente-salute, popolazione, ordine pubblico, tempo libero) Milano si colloca nel 2012 al 17 posto a fronte della prima posizione assegnata a Bolzano, migliorando la sua performance rispetto al 19 posto conseguito nel Di contro, le ultime posizioni sono occupate dalle Province di Napoli e Taranto. Considerando però il tenore di vita (Pil pro capite, depositi per abitante, importo medio delle pensioni) la Provincia di Milano si colloca al primo posto in Italia Il tessuto economico e imprenditoriale Lo scenario di un parziale recupero del prodotto interno lordo mondiale nel corso dell'anno 2010 non ha trovato seguito nell'appena trascorso 2011, un anno in cui si è osservato un generale rallentamento dell'economia mondiale che ha portato la crescita a +3,9% contro il +5,3% del Permane la differenziazione tra il contributo derivante dalle economie in via di sviluppo (+6,2%) e quello relativo alle economie avanzate (+1,6%), ma in entrambi i casi non sono certo raggiunti i risultati di crescita del 2010 (rispettivamente +7,3% e +3,0%). In particolare, nel 2011 il Prodotto interno lordo (Pil) della Cina ha registrato un aumento medio del +9,2%, quello dell'india del +7,1%, quello del Brasile è passato da +7,5% del 2010 ad un ben più modesto +2,7%. Gli Stati Uniti hanno visto una fase di ripresa nella seconda parte dell'anno, ma il Pil si è assestato su una crescita del +1,8% contro il +2,9% del Le economie appartenenti all'unione europea sono cresciute nel complesso dell'1,5% con una differenziazione evidente tra Germania (+3,1%) e altri paesi. La situazione a livello mondiale ed europeo ha prodotto inevitabilmente dei riflessi negativi sull'economia italiana che ha subito, tra le altre cose, un declassamento del rating di solvibilità espresso dal ben noto superamento della soglia dei 500 punti relativi al differenziale di rendimento tra i titoli del debito pubblico nazionale rispetto al benchmark di riferimento rappresentato dal Bund tedesco. Il valore del Pil italiano passa dal +1,3% del 2010 al +0,4% del 2011 (con previsioni in negativo per il 2012) 2 ; in simmetria anche il valore aggiunto dell'area provinciale si attesta, nel 2011, di poco superiore all'1% con una previsione per il 2012 che prospetta valori in negativo. 1 Relazione tratta da Milano Produttiva Rapporto a cura del Servizio Studi e Supporto Strategico della CCIAA di Milano 2 Provincia di Milano - Area Sistema produttivo, Lavoro e Welfare - Settore Lavoro Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente 19 Sezione 120 Relazione previsionale e programmatica triennio atti /5.3/2012/8 La dinamica dei settori economici nel territorio milanese L'indebolimento del quadro economico globale non poteva non generare ripercussioni sull'andamento dei vari settori di attività. Dinamiche negative hanno investito, in particolare, nel 2011 il settore del commercio (-1,8%), il settore alimentare con una contrazione generalizzata del volume d'affari pari al -5,9% (ad esclusione della grande distribuzione) e i servizi con una riduzione del volume d'affari del -1,3%. Di altro tenore è parso l'andamento dell'industria manufatturiera, e di riflesso anche il comparto artigiano, caratterizzati da una crescita della produzione industriale rispettivamente del +3,1% e +1,6% (Grafico 1). Graf. 1 - Produzione industriale del settore manufatturiero e del comparto artigiano; volume d'affari commercio al dettaglio e servizi in provincia di Milano e in Lombardia Fonte: Servizio Studi Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia In particolare, l'andamento settoriale dei servizi alle persone mostra un crollo del volume d'affari (-6,2%) e significative contrazioni del fatturato per le imprese operanti nel comparto della ristorazione e ospitalità (-3,5%) e dei servizi afferenti all'informatica e telecomunicazioni (-2%); unica eccezione a questo trend è rappresentata dal settore dei trasporti e attività postali (Grafico 2). Sezione 1 20 Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente Vedere altro
Il settore metalmeccanico veneto aziende e lavoratori nella crisi (2009-2012) report marzo 2013 IX congresso regionale Veneto Dal lavoro rinasce il futuro Dolo (Venezia) 4-5 aprile 2013 - 2 - Il quadro Dettagli QUADERNO DI LAVORO: GLI SCENARI ECONOMICI (gennaio 2007)
QUADERNO DI LAVORO: GLI SCENARI ECONOMICI (gennaio 2007) CRS PO-MDL 1 GLI SCENARI ECONOMICI Prima di affrontare una qualsiasi analisi del mercato del lavoro giovanile, è opportuno soffermarsi sulle caratteristiche Dettagli Movimprese III trimestre 2015. Natalità e mortalità delle imprese registrate presso le Camere di Commercio della Toscana
La Congiuntura (dati aggiornati al 2 ottobre 2015) 1 ECONOMIA IN ITALIA In Italia, dopo tre cali annuali consecutivi (2012-2,8%, 2013-1,7%, 2014-0,4%), il CSC prevede una crescita del PIL dell 1%. quest Dettagli Tassi di crescita del tessuto imprenditoriale. Anni 2002-2012 2002 2003 2004 2005 2006* 2007* 2008* 2009* 2010* 2011*
Si attenua la dinamica imprenditoriale Scende, anche se di poco, per la prima volta in 10 anni il numero di imprese registrate a Torino e provincia. Cala il tasso di natalità e sale quello di mortalità. Dettagli Tassi di crescita reale, su base congiunturale e tendenziale, del PIL e delle sue voci nel secondo trimestre 2015 (variazioni percentuali) 0,3
IL QUADRO AGGREGATO Come già avvenuto nel primo trimestre dell anno, anche nel secondo il prodotto interno lordo ha conosciuto una accelerazione sia congiunturale che tendenziale. Tra aprile e giugno dell Dettagli ANNUARIO STATISTICO REGIONALE 2010: TUTTI I DATI SU WWW.PIEMONTEINCIFRE.IT
ANNUARIO STATISTICO REGIONALE 2010: TUTTI I DATI SU WWW.PIEMONTEINCIFRE.IT Unioncamere Piemonte, Regione Piemonte e Istat tracciano un bilancio del 2009 attraverso le principali statistiche socio-economiche Dettagli TrendRA RAPPORTO CONGIUNTURALE ED ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI RAVENNA Anno 2014 e prime tendenze 2015.
TrendRA RAPPORTO CONGIUNTURALE ED ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI RAVENNA Anno 2014 e prime tendenze 2015. Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il direttore, Massimo Dettagli ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO
Ufficio Comunicazione&Studi Confartigianato del Veneto ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO INDAGINE CONGIUNTURALE ANDAMENTO 2 SEMESTRE 2010 PREVISIONE 1 SEMESTRE 2011 In collaborazione con INDAGINE Dettagli 3. LA DINAMICA TRIMESTRALE DELLE IMPRESE ATTIVE
3. LA DINAMICA TRIMESTRALE DELLE IMPRESE ATTIVE L analisi in chiave congiunturale della demografia delle imprese deve essere presa con cautela: le decisioni relative all avvio o alla cessazione di un attività Dettagli STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole-
STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- A cura del dipartimento mercato del lavoro Formazione Ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano Dettagli 1. Il sistema imprenditoriale IL SISTEMA IMPRENDITORIALE
IL SISTEMA IMPRENDITORIALE 1 1.1 Le imprese attive per settore e forma giuridica Nei primi tre mesi del 2015 risultano iscritte nel Registro Imprese della Camera di Commercio di Lodi 21.784 posizioni, Dettagli BOLLETTINO DEL LAVORO N.3/2013 Pubblicazione periodica a cura del Centro studi Politiche del lavoro e società locale della Provincia di Rimini
BOLLETTINO DEL LAVORO N.3/2013 Pubblicazione periodica a cura del Centro studi Politiche del lavoro e società locale della Provincia di Rimini Il Centro studi Politiche del lavoro e società locale della Dettagli COMUNE DI REGGIO EMILIA. Osservatorio economico, coesione sociale, legalità Economia e Credito Luglio 2010
Osservatorio economico, coesione sociale, legalità Economia e Credito Luglio 21 1 Pagina Pagina Pagina Demografia delle imprese reggiane Andamento congiunturale Fallimenti Pagina Pagina Protesti Credito Dettagli economico congiunturale
indicatori Economica Numero 6 novembre-dicembre 55 Osservatorio economico congiunturale indicatori ll punto sull economia della provincia di 56 Economica Numero 6 novembre-dicembre I RISULTATI DI BILANCIO Dettagli L INDUSTRIA ITALIANA COSTRUTTRICE DI MACCHINE UTENSILI, ROBOT, AUTOMAZIONE
L INDUSTRIA ITALIANA COSTRUTTRICE DI MACCHINE UTENSILI, ROBOT, AUTOMAZIONE I DATI RELATIVI AL 2014 Nel 2014 l economia mondiale ha mantenuto lo stesso ritmo di crescita (+3,1%) dell anno precedente (+3,1%). Dettagli Le imprese a Bologna nel 2013
Le imprese a Bologna nel 2013 Aprile 2014 Capo Dipartimento Programmazione: Gianluigi Bovini Direttore Settore Statistica: Franco Chiarini Redazione: Stefano Venuti e Paola Ventura Le elaborazioni sono Dettagli L economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano
Filiali di Trento e di Bolzano L economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano Bolzano, 18 giugno 2013 L ECONOMIA REALE Nel 2012 l economia delle province autonome di Trento e di Bolzano si è Dettagli Movimprese IV trimestre e anno 2013. Natalità e mortalità delle imprese registrate presso le Camere di Commercio della Toscana
Movimprese IV trimestre e anno 2013 Natalità e mortalità delle imprese registrate presso le Camere di Commercio della Toscana Firenze, Gennaio 2014 Indice CAPITOLO 1: IL QUADRO GENERALE CAPITOLO 2: TIPOLOGIE Dettagli Newsletter ARIFL - IO LAVORO
Variazioni tendenziali e congiunturali del lavoro in somministrazione in Italia nel mese di dicembre 2009 secondo l Osservatorio nazionale Ebitemp - Formatemp Cassa Integrazione nelle province lombarde Dettagli - 2 trimestre 2014 -
INDAGINE TRIMESTRALE SULLA CONGIUNTURA IN PROVINCIA DI TRENTO - 2 trimestre 2014 - Sommario Riepilogo dei principali risultati... 2 Giudizio sintetico sul trimestre... 3 1. Il quadro generale... 4 1.1 Dettagli MOVIMPRESE I trimestre 2015
MOVIMPRESE estre L ANDAMENTO DEMOGRAFICO DOPO UN ANNO DIFFICILE. PRIMI SEGNALI DI UNA INVERSIONE DI TENDENZA? Il primo trimestre dell anno è di consueto caratterizzato da valori demografici negativi, a Dettagli IL LAVORO RIPARTE? POLO DI ECCELLENZA Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro. 5 Rapporto dell Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro
Provincia di LECCO POLO DI ECCELLENZA Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro 5 Rapporto dell Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro IL LAVORO RIPARTE? Marzo 2014 Il rapporto di ricerca Dettagli CONGIUNTURA FRIULI VENEZIA GIULIA Consuntivo 4 trimestre 2015 e previsioni 1 trimestre 2016
CONGIUNTURA FRIULI VENEZIA GIULIA Consuntivo 4 trimestre 2015 e previsioni 1 trimestre 2016 Trieste, 19 febbraio 2016 Corso Vittorio Emanuele II, 47-33170 Pordenone - Tel. +39 0434 381211 - fax +39 0434 Dettagli L'occupazione in FVG Dati al IV trimestre 2012
L'occupazione in FVG Dati al IV trimestre 2012 a regionale REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA Assessore regionale alle finanze, patrimonio e programmazione, ambiente, energia e politiche per la montagna Dettagli MOVIMPRESE NATALITA E MORTALITA DELLE IMPRESE ITALIANE REGISTRATE PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO DI BOLOGNA - 2 TRIMESTRE 2015 -
MOVIMPRESE NATALITA E MORTALITA DELLE IMPRESE ITALIANE REGISTRATE PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO DI BOLOGNA - 2 TRIMESTRE 2015 - Sono 96.369 le imprese registrate alla Camera di commercio al 30 giugno 2015, Dettagli RAPPORTO 1 LA PROVINCIA DI VENEZIA DINAMICHE ECONOMICHE E MERCATO DELLE COSTRUZIONI
RAPPORTO 1 LA PROVINCIA DI VENEZIA DINAMICHE ECONOMICHE E MERCATO DELLE COSTRUZIONI Roma, giugno 2006 Progetto: QUATER Scenari evolutivi dei mercato organizzativi di impresa e di aggregazione di imprese Dettagli Milano I NUMERI DEL TERRITORIO. Abitanti al 9.10.2011 1.242.123 3.038.420. Superficie (km 2 ) 182,1 1.578,9 Densità (ab. per km 2 ) 6.822,2 1.
I NUMERI DEL TERRITORIO Capoluogo Provincia Abitanti al 9.1.211 1.242.123 3.38.42 Superficie (km 2 ) 182,1 1.578,9 Densità (ab. per km 2 ) 6.822,2 1.924,4 a cura del Settore Statistica del Comune di Milano Dettagli 14. Interscambio commerciale
14. Interscambio commerciale La crescita economica del Veneto è sempre stata sostenuta, anche se non in via esclusiva, dall andamento delle esportazioni. La quota del valore totale dei beni esportati in Dettagli Osservatorio 2. L INDUSTRIA METALMECCANICA E IL COMPARTO SIDERURGICO. I risultati del comparto siderurgico. Apparecchi meccanici. Macchine elettriche
Osservatorio economico locale del Comune di Follonica Nota statistica su alcuni aspetti strutturali del sistema economico e produttivo del Comune di Follonica - 2010 Grosseto, Aprile 2011 INDICE INDICE... Dettagli Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE
LA CONGIUNTURA ITALIANA 1 (aggiornata al 3 giugno 2015) IIL PRODOTTO IINTERNO LORDO IIL COMMERCIIO ESTERO DII BENII LA PRODUZIIONE IINDUSTRIIALE L IINFLAZIIONE IIL MERCATO DEL LAVORO 1 Il presente documento Dettagli Analisi di bilancio. Comune di Buccinasco
Analisi di bilancio Comune di Buccinasco INDICE INDICE... 3 CENNI STORICI... 4 IL BILANCIO COMUNALE alcune nozioni... 5 L ANALISI DELLE ENTRATE... 6 Autonomia Finanziaria... 7 Autonomia tributaria... Dettagli Il Mercato del Lavoro in Provincia di Pavia
Settore Sviluppo e Lavoro - Servizi alla Persona e all'impresa Servizi per l Impiego della Provincia di Pavia Il Mercato del Lavoro in Provincia di Pavia 2 trimestre 2015 Premessa Il report sul mercato Dettagli TrendRa, l'indagine di CNA sull andamento economico e occupazionale dell artigianato a Ravenna
TrendRa, l'indagine di CNA sull andamento economico e occupazionale dell artigianato a Ravenna Venerdì 9 Ottobre 2015 Si intravede qualche segnale di ripresa, ma i principali indicatori economici rimangono Dettagli I MERCATI REGIONALI DEL LAVORO
SECO STATISTICHE E COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE I MERCATI REGIONALI DEL LAVORO Le dinamiche trimestrali Aggiornamento al 4 trimestre 2013 a cura del NETWORK SECO marzo 2014 Il Network SeCO è costituito da: Dettagli Serie storiche di indicatori economici congiunturali
Informazioni Statistiche Settore Sistema Informativo di supporto alle decisioni. Ufficio Regionale di Statistica Dicembre 2015 Serie storiche di indicatori economici congiunturali In questo rapporto si Dettagli IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA
IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA Nota congiunturale trimestrale Giugno 21 In breve Il quadro del mercato del lavoro lombardo rimane nel complesso debole, sebbene con qualche segnale di miglioramento. Dettagli Note brevi. Il Rapporto Giovani,imprese e lavoro 2013 1. L economia reale attraverso il contributo dei giovani
Note Brevi vi danno appuntamento alla seconda metà di Gennaio 2014 Note brevi n 14 / Dicembre 2013 www.cslegacoop.coop centrostudi@legacoop.coop Il Rapporto Giovani,imprese e lavoro 2013 1 L economia reale Dettagli ANALISI DEI DATI IVA ANNO D IMPOSTA 2009
ANALISI DEI DATI IVA ANNO D IMPOSTA 2009 IVA In questo paragrafo vengono esposti i dati sintetici che riguardano le dichiarazioni Iva presentate con il modello Unico 2010 e quelle inviate in forma autonoma Dettagli Il sistema economico locale: industria e terziario
Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 6 Il sistema economico locale: industria e terziario In questo capitolo sono presentati gli indicatori Dettagli OSSERVATORIO SUL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI MODENA
OSSERVATORIO SUL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI MODENA NUMERO 14 DATI 2009 E PRIMO TRIMESTRE 2010 Modena, 22 Giugno 2010 1 LA DOMANDA DI LAVORO: GLI ADDETTI ALLE UNITA LOCALI DELL INDUSTRIA E SERVIZI Dettagli Dicembre 2014 Ufficio Studi Confartigianato Imprese Piemonte
Dicembre 2014 Ufficio Studi Confartigianato Imprese Piemonte Via Andrea Doria, 15-10123 Torino - Tel. 011/8127500 011/8127416 Fax 011/8125775 www.confartigianato.piemonte.it e-mail: info@confartigianato.piemonte.it Dettagli DELLA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO
26 marzo. 2013 MONITORAGGIO DELLA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO (legge n. 92/2012) Prime evidenze empiriche sulle forme contrattuali 1. INTRODUZIONE Il Ministero del Lavoro ha affidato all Isfol il compito Dettagli CONGIUNTURA FRIULI VENEZIA GIULIA Consuntivo 3 trimestre 2015 e previsioni 4 trimestre 2015
CONGIUNTURA FRIULI VENEZIA GIULIA Consuntivo 3 trimestre 2015 e previsioni 4 trimestre 2015 Udine, 20 novembre 2015 Corso Vittorio Emanuele II, 47-33170 Pordenone - Tel. +39 0434 381211 - fax +39 0434 Dettagli Congiuntura economica
Congiuntura economica Periodico trimestrale 1/2013 L economia mondiale L ultima pubblicazione del Fondo Monetario Internazionale - FMI (gennaio 2013), contenente le previsioni relative ai principali indicatori Dettagli Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica:
VERSIONE PROVVISORIA Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott. Roberto Monducci Direttore Dettagli Osservatorio sul mercato immobiliare
Camera di Commercio di Milano Osservatorio sul mercato immobiliare Settembre 2005 UNIVERSITÀ COMMERCIALE LUIGI BOCCONI Il presente documento è stato realizzato da: Angela Airoldi, Emilio Colombo, Luca Dettagli Nota Congiunturale Numero 2 Giugno 2009
Nota Congiunturale Numero 2 Giugno 2009 Comitato per la qualificazione della spesa pubblica Comitato per lo sviluppo provinciale Sandro Trento Enrico Zaninotto Quadro internazionale: 2010 migliore, ma Dettagli Presentazione del Rapporto L economia del Molise Pietro de Matteis
Presentazione del Rapporto L economia del Molise Pietro de Matteis Filiale di Campobasso, Banca d Italia Campobasso, 18 giugno 2015 L economia italiana La prolungata flessione del PIL si è attenuata Andamento Dettagli 2.1 Gli effetti della crisi sulle imprese
Osservatorio economico,coesione sociale, legalità 3 Rapporto sulla coesione sociale nella provincia di Reggio Emilia 2.1 Gli effetti della crisi sulle imprese COMUNE DI REGGIO EMILIA La crisi economica Dettagli DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE CREMONESI 1 trimestre 2009
DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE CREMONESI 1 trimestre 2009 Imprese nel complesso In Lombardia, nel primo trimestre del 2009 le anagrafi camerali registrano un saldo negativo di 2.536 unità. Alla fine di marzo Dettagli IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI
26 febbraio 2014 IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI Edizione 2014 Il Rapporto sulla competitività delle imprese e dei settori produttivi, alla sua seconda edizione, fornisce Dettagli RAPPORTO ECONOMICO SULLA PROVINCIA DI MODENA NELL ANNO 2013
RAPPORTO ECONOMICO SULLA PROVINCIA DI MODENA NELL ANNO 2013 Modena, aprile 2014 La struttura del sistema produttivo modenese Lo stock di imprese L aggregato delle imprese nella provincia di Modena nel Dettagli DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE CREMONESI 1 trimestre 2012
DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE CREMONESI 1 trimestre 2012 Imprese nel complesso In Lombardia, nel primo trimestre del 2012 le anagrafi camerali registrano un saldo negativo di 1.675 unità. Alla fine di marzo Dettagli Turchia paese emergente dalle grandi prospettive
Turchia paese emergente dalle grandi prospettive Questo rapporto è stato redatto da un gruppo di lavoro dell Area Studi, Ricerche e Statistiche dell Ex - ICE Coordinamento Gianpaolo Bruno Redazione Antonio Dettagli Indice dei temi e delle tavole della giornata dell economia 2005
Indice dei temi e delle tavole della giornata dell economia 2005 1) Consuntivo strutturale 2004 1.1 Demografia 9 maggio 2005 Andamento serie storica demografia delle imprese (5 anni) a livello provinciale Dettagli DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE CREMONESI 2 trimestre 2011
DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE CREMONESI 2 trimestre 2011 Imprese nel complesso In Lombardia, nel secondo trimestre del 2011 le anagrafi camerali registrano un saldo positivo di 6.804 unità. Alla fine di giugno Dettagli BILANCIO DI PREVISIONE 2014 PARERE CONTABILE DEL RESPONSABILE DI RAGIONERIA
Allegato PR PROVINCIA DI SAVONA BILANCIO DI PREVISIONE 2014 PARERE CONTABILE DEL RESPONSABILE DI RAGIONERIA Dott.ssa Patrizia Gozzi A cura del Servizio Bilancio e Programmazione Finanziaria Il Dirigente Dettagli Report mercato del lavoro in provincia di Pavia Anno 2013
Settore Sviluppo Economico Servizi alle Imprese Semplificazione Amministrativa Politiche del Lavoro Formazione Professionale e Istruzione Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Pavia Servizi Dettagli Le imprese a Bologna nel 2014. Marzo 2015
Le imprese a Bologna nel 2014 Marzo 2015 Capo Dipartimento Programmazione: Gianluigi Bovini Direttore Settore Statistica: Franco Chiarini Redazione: Stefano Venuti e Paola Ventura Le elaborazioni sono Dettagli Indice delle tavole della 3^ Giornata dell Economia
Indice delle tavole della 3^ Giornata dell Economia 1) Consuntivo strutturale 2004 1.1 Demografia Andamento serie storica demografia delle imprese (5 anni) a livello provinciale 1.1.1 Imprese registrate Dettagli Le previsioni sull occupazione nel 2010 in provincia di BERGAMO
Le previsioni sull occupazione nel 2010 in provincia di BERGAMO Risultati dell Indagine Excelsior realizzata dal sistema camerale sulla domanda di lavoro delle imprese per l anno 2010 Servizio Documentazione Dettagli La riduzione della quota di mercato dell Italia nel commercio mondiale
Import/export La riduzione della quota di mercato dell Italia nel commercio mondiale di Alfonso Ghini (*) Un analisi della situazione di importazione ed esportazione dei paesi più importanti, mette in Dettagli MEDEC CENTRO DEMOSCOPICO METROPOLITANO
MEDEC CENTRO DEMOSCOPICO METROPOLITANO Bologna City Marketing 1 Aumento della popolazione Invecchiamento della popolazione attiva Abbassamento dell indice di vecchiaia e incremento dell i.s.p.a. Dal si Dettagli VALLE D AOSTA DATI SOCIO-ECONOMICI
VALLE D AOSTA DATI SOCIO-ECONOMICI La Valle d Aosta, costituita in regione autonoma a statuto speciale con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, realizza la singolare condizione, unica nel territorio Dettagli DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2011 - SCHEDA SU LOMBARDIA E AREA MILANESE
DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2011 - SCHEDA SU LOMBARDIA E AREA MILANESE Le presenze straniere in regione I residenti Secondo i dati Istat, a fine 2010 i residenti stranieri in Lombardia sono 1.064.447, Dettagli 3.4 I caratteri distintivi, le forme societarie, il ricorso a finanziamenti.
3.4 I caratteri distintivi, le forme societarie, il ricorso a finanziamenti. Per meglio esaminare i caratteri che contraddistinguono la piccola impresa come soggetto economico si sono prese in esame due Dettagli Internazionalizzazione delle imprese
Internazionalizzazione delle imprese italiane: contesto ed opportunità 3 Marzo 2015 Business Analysis Pio De Gregorio, Responsabile Anna Tugnolo, Senior Analyst Dopo un 2013 difficile, le esportazioni Dettagli Nota congiunturale I trimestre 2002
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA NOVARA Nota congiunturale I trimestre 2002 a cura dell Ufficio studi 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 6 4 2 0-2 -4-6 -8 71-10 I/98 II/98 III/98 IV/98 Dettagli Situazione economica internazionale... 2. Situazione economica Lazio... 4 PIL... 4. Regional Competitiveness Index... 6. Mercato del Lavoro...
Indice Situazione economica internazionale... 2 Situazione economica Lazio... 4 PIL... 4 Regional Competitiveness Index... 6 Mercato del Lavoro... 7 Cassa Integrazione Guadagni... 10 Il credito alle imprese... Dettagli Torino I NUMERI DEL TERRITORIO. Abitanti al 9.10.2011 872.367 2.247.780. Superficie (km 2 ) 130,2 6.830,3 Densità (ab. per km 2 ) 6.
I NUMERI DEL TERRITORIO Capoluogo Provincia Abitanti al 9.1.211 872.367 2.247.78 Superficie (km 2 ) 13,2 6.83,3 Densità (ab. per km 2 ) 6.71,8 329,1 a cura del Servizio Statistica e Toponomastica Città Dettagli L economia della Lombardia
Presentazione Rapporto Cremona giugno 15 giugno 2015 2015 Sala Maffei - Camera di Commercio, Cremona 15 giugno 2015 La congiuntura la contabilità nazionale Le prime stime indicano (finalmente) segnali Dettagli L INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA Il credito in provincia di Firenze al terzo trimestre 2013
CAMERA DI COMMERCIO DI FIRENZE L INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA Il credito in provincia di Firenze al terzo trimestre 213 U.O. Statistica e studi III 213 Da questo trimestre inizia la pubblicazione di un Dettagli Annuario Istat-Ice 2008
Le informazioni statistiche sul Commercio estero e sulle Attività Internazionali delle imprese Luigi Biggeri 1 Struttura della presentazione 1. L Annuario e lo sviluppo delle informazioni statistiche sul Dettagli Figura 1 Andamento della popolazione residente in Piemonte dal 1951 al 2014
Capitolo 5.1 ANALISI DEI MOVIMENTI ANAGRAFICI DELLA PO- POLAZIONE 1 Maria Cristina Migliore Un primo sguardo di sintesi Nel 2014 la popolazione residente in Piemonte è diminuita di oltre 10mila unità. Dettagli NOTE CONGIUNTURALI NATALITÀ E MORTALITÀ DELLE IMPRESE IN PROVINCIA DI MODENA ANNO 2010 3 TRIMESTRE
NOTE CONGIUNTURALI NATALITÀ E MORTALITÀ DELLE IMPRESE IN PROVINCIA DI MODENA ANNO 3 TRIMESTRE Camera di Commercio di Modena Via Ganaceto, 134 41100 Modena Tel. 059 208423 http://www.mo.camcom.it Natalità Dettagli BANCA D ITALIA E U R O S I S T E M A
BANCA D ITALIA E U R O S I S T E M A L economia del Veneto Venezia, 17 giugno 2014 Le imprese L'eredità della crisi Indice del PIL (2007=100) Nel Nord Est la riduzione cumulata del PIL è di 8 punti percentuali. Dettagli CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI CREMONA
CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI REPORT CON DATI STRUTTURALI ANNO 2014 INSIEME DI IMPRESE ATTIVE Elaborazioni a: Dicembre 2014 Indice delle tavole Dati strutturali a periodicità annuale Imprese 1. Analisi Dettagli PRINCIPALI STRUMENTI PREVISTI DALLA LEGGE PER GESTIRE UNA CRISI AZIENDALE
la Cassa integrazione guadagni straordinaria; la Cassa integrazione guadagni in deroga; le procedure di licenziamento collettivo con indennità di mobilità - oppure ASPI. Breve premessa: A ) Aziende che Dettagli Il commercio estero dell Italia con la Cina: bilancia commerciale, specializzazione merceologica e operatori all esportazione Anni 2000-2005
25 settembre 2006 Il commercio estero dell Italia con la Cina: bilancia commerciale, specializzazione merceologica e all esportazione Anni 2000-2005 Ufficio della comunicazione Tel. +39 06 4673.2243-2244 Dettagli INDICE DELLE TAVOLE PRESENTI NEI FASCICOLI TERRITORIALI NOME CAPITOLO CODICE TAVOLA SOTTOCAPITOLO
CAPITOLO INDICE DELLE TAVOLE PRESENTI NEI FASCICOLI TERRITORIALI NOME CAPITOLO SOTTOCAPITOLO CODICE TAVOLA DESCRIZIONE TAVOLA delle a livello. Iscrizioni/cancellazioni/stock di registrate/stock di attive Dettagli L ECONOMIA REGGIANA alle soglie del 2015
Osservatorio economico, coesione sociale, legalità L ECONOMIA REGGIANA alle soglie del 2015 i principali indicatori A cura dell Ufficio Studi della Camera di Commercio di Il contesto internazionale Stime Dettagli Il territorio, l economia, le imprese
Il territorio, l economia, le imprese Il territorio e la popolazione La Puglia è suddivisa dal punto di vista amministrativo in cinque province e 258 comuni, distribuiti su un territorio di oltre 300.000 Dettagli LA SPESA PER REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE: CONFRONTO TRA GERMANIA, FRANCIA, ITALIA, REGNO UNITO E SPAGNA.
LA SPESA PER REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE: CONFRONTO TRA GERMANIA, FRANCIA, ITALIA, REGNO UNITO E SPAGNA. La spesa per redditi da lavoro dipendente rappresenta la remunerazione complessiva erogata ai propri Dettagli PROGRAMMAZIONE FABBISOGNO DEL PERSONALE TRIENNIO 2016-2018
Allegato B delibera 13 del 3.2.2016 PROGRAMMAZIONE FABBISOGNO DEL PERSONALE TRIENNIO 2016-2018 PREMESSO che il vigente quadro normativo in materia di organizzazione dell'ente locale, con particolare riferimento Dettagli Analisi dei flussi del Mercato del Lavoro della Provincia di Mantova
Osservatorio del Mercato del Lavoro Provincia di Mantova Analisi dei flussi del Mercato del Lavoro della Provincia di Mantova Rapporto a cura di: Rapporto Anno 2010 Centro di Ricerca Interuniversitario Dettagli 1 a 7. LE BANCHE E IL CREDITO* 7.1 I prestiti bancari
7. LE BANCHE E IL CREDITO* 7.1 I prestiti bancari Nel 21 il calo dei prestiti bancari alle imprese e alle famiglie consumatrici residenti in regione ha mostrato un attenuazione, cui hanno contribuito la Dettagli CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI TERNI
CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI REPORT CON DATI STRUTTURALI ANNO 2014 INSIEME DELLE IMPRESE REGISTRATE Elaborazioni a: Dicembre 2014 Indice delle tavole Dati strutturali a periodicità annuale Imprese Dettagli Ufficio Pianificazione e Controlli Responsabile del Procedimento: dott. Mario Spoto Responsabile dell Istruttoria: dott.ssa Consuelo Patruno
Ufficio Pianificazione e Controlli Responsabile del Procedimento: dott. Mario Spoto Responsabile dell Istruttoria: dott.ssa Consuelo Patruno REFERTO DEL CONTROLLO DI GESTIONE - ANNI 2011 2012 ai sensi Dettagli Le imprese attive nel comune di Bologna dal 2008 al 2014
Le imprese attive nel comune di Bologna dal 28 al 214 33. Imprese attive nel comune di Bologna 32.5 32. 31.5 31. Fonte: UnionCamere Emilia-Romagna Il numero delle imprese attive a Bologna tra il 28 e il Dettagli La Lombardia e il commercio internazionale IL SETTORE DELLA MECCANICA. A cura di:
La Lombardia e il commercio internazionale IL SETTORE DELLA MECCANICA A cura di: per: Unioncamere Lombardia Informazione economica per lo sviluppo locale Ottobre 2009 ii INDICE Introduzione... 5 1. La Dettagli PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI PER AFFRONTARE LA CRISI OCCUPAZIONALE DEI GIOVANI
PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI PER AFFRONTARE LA CRISI OCCUPAZIONALE DEI GIOVANI AGENZIA DEL LAVORO COMMISSIONE PROVINCIALE PER L IMPIEGO 1. LA CONDIZIONE GIOVANILE SUL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA DI TRENTO Dettagli 2.5 Imprese, creatività e internazionalizzazione
2.5 Imprese, creatività e internazionalizzazione La creatività è uno dei principali driver della competitività del nostro sistema produttivo. Le imprese che investono in creatività e nelle capacità individuali Dettagli RAPPORTO SULL ECONOMIA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA Ripartiamo dai giovani. L economia reale dal punto di osservazione delle Camere di Commercio
RAPPORTO SULL ECONOMIA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA Ripartiamo dai giovani L economia reale dal punto di osservazione delle Camere di Commercio Giugno 2013 Rapporto redatto dai Centri Studi Ufficio Statistica Dettagli Andamento della congiuntura economica in Germania
Andamento della congiuntura economica in Germania La flessione dell economia tedesca si è drasticamente rafforzata nel primo trimestre 2009 durante il quale il PIL ha subito un calo del 3,5% rispetto all Dettagli STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole-
STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- A cura del dipartimento mercato del lavoro Formazione Ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano Dettagli IMPERIA E LA CRISI 2008-2014
IMPERIA E LA CRISI 2008-2014 La Priorità al Lavoro Il ciclo 2008-2013, il consuntivo 2013 e le tendenze del 2014 Sala Multimediale CCIAA 23 luglio 2014 1 IL CICLO DELLA CRISI E IL CONTESTO DEL MALESSERE Dettagli Pierfrancesco Pacini. Pisa, 30 giugno g 2014
Relazione sull andamento dell economiaeconomia pisana nel 2013 Pierfrancesco Pacini Pisa, 30 giugno g 2014 Economia internazionale Andamento del PIL nel 2013 (variazioni i i % a valori costanti) Fonte: Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back