Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/bancario/5-5/Prescrizione+nel+rapporto+di+conto+corrente
Timestamp: 2020-03-29 12:12:24+00:00
Document Index: 157184741

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 2', 'art. 2935', 'art. 2935', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 117', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 102', 'art. 2033', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2935', 'art. 2', 'art. 2946', 'art. 1283', 'art. 1283', 'art. 2946', 'art. 2034']

Prescrizione nel rapporto di conto corrente
Conto corrente di corrispondenza - Prescrizione - Eccezione in senso stretto - Effetti
Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali, C.M.S, valute e spese di tenuta con rinvio al c.d. “uso piazza” - Non si deve computare la C.M.S. in mancanza di espressa pattuizione - Rimessione della causa in istruttoria per espletamento di nuova C.T.U. contabile con relativi quesiti
In tema di rapporto di conto corrente bancario in punto di prescrizione e di distinzione tra atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta ad assolvere l'onere di indicare i singoli pagamenti che rispondono alla diversa funzione solutoria e di dimostrare tale funzione in concreto; da ciò ne consegue che l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata, poiché la domanda è stata proposta ben prima della scadenza del termine decennale decorrente dall'estinzione del rapporto. In mancanza di espressa e corretta pattuizione non sono dovuti gli interessi, le C.M.S, le valute e spese di tenuta con il rinvio al c.d. “uso piazza” e non sono dovuti neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 22 Marzo 2017. Segue...
Conto corrente bancario con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali non pattuiti - Rigetto dell'appello avanzato dalla Banca
In tema di rapporto di conto corrente bancario in punto di prescrizione e di distinzione tra atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta ad assolvere l'onere di indicare i singoli pagamenti che rispondono alla diversa funzione solutoria e di dimostrare tale funzione in concreto; da ciò ne consegue che l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata. L’apertura di credito non ha bisogno per la sua validità di essere pattuita per iscritto. In mancanza di un valido contratto di conto corrente con espressa e corretta pattuizione, non sono dovuti gli interessi ultralegali e neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale, le valute e le c.m.s. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 22 Febbraio 2017. Segue...
Conto corrente bancario – Azione di ripetizione dell'indebito – Eccezione di prescrizione – Rimesse solutorie e ripristinatorie – Onere di allegazione e di prova a carico della Banca
Nel conto corrente bancario i versamenti eseguiti dal correntisti nel corso del rapporto rispondono ad una funzione ripristinatoria della provvista e non hanno causa solutoria. Conseguentemente, nel giudizio per la ripetizione dell'indebito la Banca convenuta che eccepisca la prescrizione decennale del credito restitutorio azionato dal correntista ha l'onere di allegare prima e di provare poi la diversa natura dei versamenti. In mancanza della tempestiva indicazione delle rimesse aventi natura putativamente solutoria, l'eccezione di prescrizione va respinta perché il correntista non è messo in condizione di contestare tale circostanza fattuale e di avanzare le relative richieste istruttorie. (Daniele Nacci) (riproduzione riservata) Appello Bari, 02 Ottobre 2015. Segue...
Contratto bancario – Versamenti in conto indebiti – Azione di ripetizione – Disciplina – prescrizione.
In seguito alla dichiarazione di illegittimità della Corte Costituzionale dell’articolo 2, comma 61, L. 26 febbraio 2011 n. 10, il dies a quo della prescrizione dell’azione di ripetizione di indebiti versamenti in conto decorre, per i versamenti intrafido, dalla data di chiusura del conto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 01 Ottobre 2012. Segue...
Contratto bancario – Versamenti in conto indebiti – Azione di ripetizione – Prescrizione – Onere della prova.
E’ onere della banca, che eccepisce l’intervenuta a prescrizione dell’azione di ripetizione di indebiti versamenti in conto, dimostrare che tali versamenti siano intervenuti extrafido. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 01 Ottobre 2012. Segue...
Contratto bancario – Versamenti in conto indebiti – Azioni di ripetizioni – Prescrizione – Interruzione della prescrizione.
L’atto di costituzione in mora, interruttivo del corso della prescrizione, non richiede di necessità la quantificazione del credito relativo (che potrebbe anche essere non determinato, ma solo determinabile). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 01 Ottobre 2012. Segue...
Il limite temporale dell’obbligo di tenuta delle scritture contabili non opera per il contratto relativo all’apertura di conto corrente bancario in quanto quest’ultimo non costituisce documentazione contabile bensì, ai sensi dell’art. 117 commi 1 e 3 T.U.B., prova scritta richiesta ad substantiam ed a pena di nullità dell’esistenza del rapporto di conto corrente bancario e deve indicare il tasso di interesse ed ogni altro prezzo o condizioni praticati. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Milano, 22 Maggio 2012. Segue...
È costituzionalmente illegittimo l’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10. Corte Costituzionale, 05 Aprile 2012, n. 78. Segue...
Il termine decennale dell’azione di ripetizione di indebito va fatto decorrere dal momento della chiusura del rapporto di conto corrente, ovvero, dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza dello stesso rapporto abbiano avuto soltanto una funzione ripristinatoria della provvista. Solo da quel momento, infatti, sussiste un pagamento indebito e sorge, pertanto, il diritto a ripetere le somme versate con riferimento a tutto il periodo contrattuale (non quindi limitato ai dieci anni a ritroso dalla chiusura del conto). (Alberto Gattuccio - Francesco Paolo Perniciaro) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 14 Febbraio 2012. Segue...
L’art. 2, comma 61, del d.l. 225/2010 (c.d. decreto milleproroghe), nel dettare una norma interpretativa dell’art. 2935 c.c., fa riferimento esclusivo ai <> e non già a quelli nascenti dal pagamento indebito di somme che costituisce il fatto generatore del diritto di agire per la loro ripetizione. Il pagamento dell’indebito può dunque individuarsi nell’estinzione del saldo di chiusura del conto, momento dal quale inizia a decorrere il termine di prescrizione così come previsto dall’art. 2935.c.c., anche con l’interpretazione imposta dal decreto del 2010. (Alberto Gattuccio - Francesco Paolo Perniciaro) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 14 Febbraio 2012. Segue...
Conto corrente bancario - Prescrizione dei diritti nascenti dall'annotazione - Applicazione dell'art. 2, comma 61, del d.l. 225 del 2010 - Esclusione.
L'art. 2, comma 61, del d.l. 225 del 2010, relativo alla decorrenza della prescrizione dei diritti nascenti dall'annotazione in conto, non è applicabile alla domanda di ripetizione delle somme indebitamente addebitate poiché in realtà dalla mera annotazione in conto corrente non discende alcun diritto alla ripetizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 10 Giugno 2011. Segue...
Conto corrente bancario – Ripetizione di somme indebitamente versate – Prescrizione – Decorrenza – Applicazione dell’art. 2, comma 61 prima parte, decreto legge n. 225/2010, conv. dalla legge n. 10/2011 – Esclusione.
Conto corrente bancario – Ripetizione di somme indebitamente versate – Prescrizione – Decorrenza – Applicazione dell’art. 2, comma 61 seconda parte, decreto legge n. 225/2010, conv. dalla legge n. 10/2011 – Costituzionalità – Non manifesta infondatezza.
La seconda parte dell’art. 2, comma 61 d.l. n. 225/ 2010, come convertito dalla legge n. 10/2011 (: «in ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto»), appare violare i parametri di costituzionalità posti dall’art. 3, dall’art. 24, commi 1 e 2, dall’art. 117, comma 1 (in relazione all’art. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo) della vigente Carta costituzionale. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 31 Maggio 2011. Segue...
La norma in esame, inoltre, determina una ingiustificata disparità di trattamento tra le parti del giudizio, in quanto introduce una normativa di assoluto favore per le banche rispetto al cliente, eliminando qualsiasi possibilità di ripetizione delle somme indebitamente versate fino all'entrata in vigore della legge di conversione e ciò nonostante l'esistenza di un ampio contenzioso in materia, a causa della costante applicazione di clausole contrattuali, quali quella della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi e della determinazione degli interessi attraverso il richiamo alle condizioni usualmente praticate sulla piazza, contenute in condizioni generali di contratto e ritenute ormai pacificamente nulle. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 19 Maggio 2011. Segue...
La disposizione contenuta nell’art. 2, comma 61, “in ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge” ha natura dispositiva e non interpretativa per cui la stessa non può aver effetto che per l’avvenire (coerentemente alla regola generale di cui all’art. 12 delle preleggi del codice civile), con conseguente applicabilità alle sole cause instaurate dopo l’entrata in vigore della legge di conversione, non potendo disporre retroattivamente l’estinzione di un diritto già azionato in giudizio. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì-Cesena, 12 Maggio 2011. Segue...
Conto corrente bancario - Diritto di contestare la legittimità delle annotazioni - Ripetizione dell'indebito - Prescrizione - Intervento legislativo di cui all'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10 - Illegittimità costituzionale per contrasto con negli articoli 3 e 102 Cost. - Manifesta infondatezza - Dovere del magistrato di ricercare soluzioni interpretative conformi alla Costituzione.
Il principio costituzionale enunciato dall'articolo 101 Cost. di soggezione del giudice alla legge impone al magistrato di applicare le norme emanate dal legislatore senza valutazioni di merito, ricercando soluzioni interpretative conformi alla Costituzione e sottoponendole al Giudice delle leggi solo nel caso in cui reputi che le uniche letture consentite presentino manifesti elementi di contrasto con i principi e le norme Costituzionali. Pertanto, con riferimento all'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10, di conversione con modifiche del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, in vigore dal 28 febbraio 2011, relativo alla prescrizione dei diritti nascenti dalle operazioni bancarie in conto corrente, si deve ritenere che la prima parte della norma intenda affermare che il diritto nascente dall'annotazione in conto corrente si identica con il diritto di contestare l'annotazione della rimessa che si asserisca illegittima e che tale diritto è soggetto a prescrizione ordinaria con decorrenza dalla data della annotazione. Con tale intervento, il legislatore ha, infatti, voluto ribadire la sussistenza e la relativa prescrittibilità del diritto di contestazione e di eliminazione delle annotazioni con specifico riferimento alle sole operazioni in conto corrente bancario e non anche alle operazioni di conto corrente ordinario; la ragione di tale scelta deve essere letta sul piano di una tempestiva contestazione cartolare, che privilegia la certezza dei rapporti, la quale appare prioritaria laddove la chiusura del conto, nella natura e funzione propria del rapporto bancario, costituisce un evento lontano e pressoché "patologico", e comunque posto ben oltre la tempistica prevista dall'articolo 1831 c.c. Alla luce di tali considerazioni devono, quindi, ritenersi manifestamente infondate le eccezioni di incostituzionalità della sopra citata norma, per contrasto con gli articoli 3 e 102 Cost., non ravvisandosi nel censurato intervento legislativo alcun contenuto innovativo, bensì, nei termini indicati, di interpretazione autentica, per essere la norma ridetta volta a determinare, chiarendola, la portata precettiva dell'articolo 2935 c.c., letto in combinato disposto con gli articoli 1832 e 1422 c.c., fissandone un contenuto già espresso nelle norme stesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07 Aprile 2011. Segue...
Conto corrente bancario - Diritto di contestare la legittimità delle annotazioni - Ripetizione dell'indebito - Prescrizione - Intervento legislativo di cui all'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10 - Illegittimità costituzionale per contrasto con negli articoli 3 e 102 Cost. - Manifesta infondatezza.
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10, di conversione con modifiche del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, dovendosi escludere ogni effetto lesivo alla garanzia costituzionale del credito così come il contrasto con l'art. 102 Cost., dal momento che la norma non va ad incidere con portata innovativa su fattispecie sub iudice e non vulnera pertanto le funzioni giurisdizionali garantite dalla costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 Aprile 2011. Segue...
Il diritto alla ripetizione ex art. 2033 c.c. delle somme indebitamente addebitate sul conto corrente sorge con la chiusura del conto e non con l'annotazione su di esso delle varie operazioni. Da ciò consegue che la prescrizione del diritto in questione decorre dalla chiusura del conto rimanendo a tal fine irrilevante la previsione normativa contenuta nell'art. 2 quinques del decreto legge n. 225 del 2010, a norma del quale "in ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l'articolo 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall'annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell'annotazione stessa". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 24 Marzo 2011. Segue...
Conto corrente bancario - Diritto alla restituzione delle somme indebitamente addebitate - Prescrizione - Decorrenza - Disposizione di cui all'art. 2 quinques del decreto legge n. 225 del 2010 - Questione di costituzionalità - Non manifesta infondatezza.
Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 61, legge n. 10 del 2011, di conversione del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225 per violazione non solo dei limiti interni all'ammissibilità di una legge interpretativa, ma anche degli articoli 3, 24, 101, 102, 104 e 111, 117 della Costituzione. Tribunale Brindisi, 14 Marzo 2011. Segue...
Conto corrente bancario - Diritti nascenti dalle annotazioni sul conto - Prescrizione - D. L. 225/2010, art. 2, comma 61 - Questione di legittimità costituzionale - Non manifesta infondatezza.
Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, per violazione degli artt. 3, 24, 41, 47 e 102 della Costituzione, della legge 26 febbraio 2011, n.10, di conversione con modificazioni del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, nella parte in cui all’art. 1, comma 1, richiamando l’allegato “Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225”, ha introdotto nell’ordinamento giuridico la seguente norma: “Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto legge 29 dicembre 2010 n. 225: all’art. 2 dopo il comma 19 sono aggiunti i seguenti commi: …omissis… “61. In ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l’art. 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. In ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 10 Marzo 2011. Segue...
La norma contenuta all’art. 2, comma 61, del d.l. 225/2010, convertito con modificazioni dalla legge n. 10/2011, non è applicabile alle azioni di ripetizioni di indebito già intraprese nei confronti delle banche, sia perché le azioni in questione non hanno nulla a che fare con l’annotazione in conto, sia perché il disposto della norma in questione ha indubbiamente portata innovativa e non interpretativa e, come tale, non può produrre l’estinzione del diritto azionato con effetto retroattivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 03 Marzo 2011. Segue...
La domanda di restituzione delle somme indebitamente percepite in forza di clausole contrattuali nulle, configura una ripetizione di indebito conseguente a nullità contrattuale e, quindi, è soggetta al termine di prescrizione ordinario decennale di cui all’art. 2946 c.c. Il termine decorre dalla data di chiusura del conto corrente, poiché nel corso del rapporto, non possono ravvisarsi veri e propri pagamenti, atteso che le annotazioni di operazioni negative sul conto contribuiscono soltanto ad aumentare il debito del correntista (o a diminuire il saldo ancora eventualmente attivo), ma non danno origine ad uno spostamento patrimoniale in un senso o nell’altro, che diviene effettivo solo con la chiusura del rapporto. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 22 Dicembre 2010. Segue...
Conto corrente bancario - Nullità della clausola anatocistica - Ripetizione dell'indebito - Pagamenti con funzione ripristinatoria della provvista - Prescrizione decennale - Decorrenza - Chiusura del conto.
Se dopo la conclusione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisce per far dichiarare la nullità della clausola che prevede la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il termine di prescrizione decennale cui tale azione di ripetizione è soggetta decorre, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi dovuti sono stati registrati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 02 Dicembre 2010, n. 24418. Segue...
Conti correnti bancari – Violazione del disposto di cui all’art. 1283 cod. civ. (Anatocismo) – Nullità della clausola – Ricalcolo del saldo – Modalità – Decorrenza dall’apertura del rapporto.
Conti correnti bancari – Violazione del disposto di cui all’art. 1283 cod. civ. – Nullità della clausola – Ricalcolo degli interessi – Decorrenza dalla apertura del conto – Prescrizione – Decorrenza dalla chiusura del conto.
Il ricalcolo degli interessi va effettuato sin dall’apertura del rapporto di conto corrente atteso che, data l’unitarietà del rapporto, è solo dalla chiusura di esso che decorre il termine di prescrizione del credito di restituzione per somme indebitamente trattenute dalla banca a titolo di interessi. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 12 Febbraio 2010. Segue...
L’azione di ripetizione di interessi indebitamente corrisposti ad una banca è soggetta alla prescrizione decennale regolata dall’art. 2946 c.c. ed il dies a quo decorre dal momento della chiusura del conto corrente data la struttura unitaria del rapporto. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 21 Gennaio 2010. Segue...
La prescrizione, ai fini della rideterminazione dei rapporti dare-avere tra banca e cliente, è decennale e decorre dalla chiusura del rapporto. (Cecilia Ruggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 06 Ottobre 2009. Segue...
L’ordinario termine di prescrizione dell’azione di restituzione delle somme indebitamente versate alla banca a titolo di interessi anatocistici non decorre dalla chiusura del rapporto di conto corrente bancario, bensì dai singoli versamenti, posto che da tale momento il relativo diritto può essere fatto valere. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02 Febbraio 2009. Segue...
Conto corrente bancario – Anatocismo – Ripetizione dell’indebito – Prescrizione – Decorrenza – Oggetto.
Stante il carattere unitario del rapporto di conto corrente, nel quale le partite attive e passive divengono esigibili al momento della chiusura del conto, la prescrizione del diritto alla ripetizione delle somme indebitamente trattenute dalla banca in seguito all’applicazione di clausole anatocistiche decorre dalla chiusura del conto ed i conteggi volti a determinare l’effetto anatocistico devono avere ad oggetto il decennio anteriore a tale momento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 18 Novembre 2008. Segue...
La prescrizione decennale del diritto alla ripetizione di somme indebitamente trattenute da una banca a titolo di interessi su apertura di credito in conto corrente decorre dalla chiusura definitiva del rapporto poiché trattasi di un contratto che da luogo ad un unico rapporto giuridico pur articolato in più atti esecutivi e perché solo con la chiusura del conto si chiariscono definitivamente i rapporti di debito e credito tra le parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 16 Luglio 2008. Segue...
Il termine decennale di prescrizione del diritto del correntista alla restituzione delle somme indebitamente addebitate in conto corrente in forza di clausole nulle decorre da ogni singolo illegittimo addebito e non dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Luglio 2008. Segue...
Anatocismo trimestrale – Nullità della clausola degli interessi “uso piazza” – Mancata contestazione degli estratti conto – Decorrenza del termine di prescrizione del rapporto di conto corrente – Commissione di massimo scoperto e decorrenza della valuta.
Tribunale Brescia, 22 Aprile 2008. Segue...
L’azione di restituzione degli interessi non dovuti, in quanto addebitati nell’ambito del rapporto di conto corrente sulla base di clausole nulle, si prescrive nel termine di dieci anni, termine che decorre dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 18 Febbraio 2008. Segue...
L’azione per la ripetizione di somme addebitate dalla banca per effetto di clausole nulle del rapporto di conto corrente soggiace all’ordinario termine prescrizionale decorrente dalla data di chiusura del conto e non dall’effettuazione di ogni singola operazione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 13 Febbraio 2008. Segue...
Nei contratti di durata ogni singola prestazione ha una sua autonomia sicché ognuna di esse resta soggetta alle regole comuni e, quindi, anche a quelle sulla decorrenza della prescrizione; a questa regola generale, si può derogare solo nei casi tassativi in cui il legislatore ritenga di incidere su detto meccanismo con regole del tutto peculiari e poiché, per quanto riguarda il conto corrente bancario, non risulta essere stata emanata alcuna norma specifica, si deve necessariamente concludere che l’azione di ripetizione per la restituzione delle somme versate alla banca dal correntista in forza di clausole nulle (anatocismo, determinazione del tasso di interesse) decorrerà dall’esecuzione di ogni singolo versamento e non dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 16 Gennaio 2008. Segue...
Conto corrente bancario – Ripetizione di somme indebitamente versate alla banca – Prescrizione – Decorrenza dalla chiusura del conto.
La prescrizione del diritto del cliente ad ottenere la ripetizione di somme addebitate in conto corrente bancario in dipendenza di clausole nulle decorre dalla chiusura del conto e ciò in considerazione dell’unitarietà del medesimo che, pur nella pluralità delle operazioni che lo movimentano, fa sì che solo con la chiusura si stabiliscano definitivamente le somme dovute e quelle versate in eccesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 14 Novembre 2007. Segue...
Conto corrente bancario – Diritto alla restituzione dei pagamenti non dovuti – Prescrizione – Decorrenza – Chiusura del conto – Clausola di contabilizzazione periodica del saldo con riporto a nuovo – Pluralità di rapporti – Esclusione.
La prescrizione del diritto alla restituzione dei pagamenti indebitamente eseguiti nell’ambito di un rapporto di conto corrente non decorre dalla data dei singoli pagamenti, bensì dalla chiusura del conto , momento nel quale le reciproche pretese divengono liquide ed esigibili, né è possibile sostenere che la clausola di contabilizzazione periodica del saldo con riporto a nuovo di esso determini una pluralità di rapporti o di volta in volta il sorgere di un nuovo rapporto con estinzione del precedente, posto che il rapporto di conto corrente rimane comunque unico, ancorché segmentato in diverse fasi per esigenze contabili e di quantificazione degli interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 14 Novembre 2007. Segue...
Il termine di prescrizione dei diritti di credito nascenti da un rapporto di apertura di credito in conto corrente decorre dal recesso della banca dal rapporto o dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 26 Ottobre 2007. Segue...
Azione di ripetizione degli interessi indebitamente versati – Prescrizione decennale – Decorrenza.
Il pagamento degli interessi con capitalizzazione trimestrale non costituisce adempimento di obbligazione naturale: difetta infatti la spontaneità richiesta dall’art. 2034 c.c. essendo notorio che la capitalizzazione trimestrale degli interessi veniva imposta a tutti i clienti dall’intero sistema bancario in conformità delle direttive impartite dall’associazione di categoria e senza possibilità di una negoziazione individuale. Tribunale Mantova, 21 Gennaio 2005. Segue...