Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2434-bis-codice-civile-invalidita-della-deliberazione-di-approvazione-del-bilancio
Timestamp: 2018-12-12 08:44:17+00:00
Document Index: 181510176

Matched Legal Cases: ['art. 2377', 'art. 2377', 'art. 2379', 'art. 2434', 'art. 2434', 'art. 2434']

Le azioni previste dagli articoli 2377 e 2379 non possono essere proposte nei confronti delle deliberazioni di approvazione del bilancio dopo che è avvenuta l’approvazione del bilancio dell’esercizio successivo (1).
La legittimazione ad impugnare la deliberazione di approvazione del bilancio su cui il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti ha emesso un giudizio privo di rilievi spetta a tanti soci che rappresentino almeno il cinque per cento del capitale sociale (2).
Il bilancio dell’esercizio nel corso del quale viene dichiarata l’invalidità di cui al comma precedente tiene conto delle ragioni di questa.
Bilancio: [v. 2217]; Soci: [v. 2465]; Esercizio: [v. 2423bis].
(1) Ad una prima lettura della norma potrebbe dirsi che con la stessa il legislatore della riforma pone un limite temporale all’esercizio delle azioni di nullità e di annullamento di delibere assembleari di approvazione del bilancio coincidente con l’approvazione del bilancio successivo. Se questo è vero con riferimento alla nullità [v. ratio], con riferimento all’art. 2377 occorre evidenziare che probabilmente siamo di fronte ad un errore sistematico, in quanto non ha alcun senso imporre il limite temporale dell’approvazione del bilancio successivo all’azione prevista in tale articolo, dal momento che la stessa è già soggetta ad un autonomo termine di decadenza [v. art. 2377, comma 5].
(2) Il comma 2, che detta il limite minimo del 5% del capitale sociale ai fini della legittimazione all’impugnazione delle deliberazione di approvazione del bilancio su cui il revisore non abbia formulato alcun rilievo, è stato aggiunto in sede di approvazione del testo definitivo della riforma.
La norma in esame introduce una nuova ipotesi di sanatoria della nullità, ulteriore rispetto a quella, di carattere generale, del decorso dei tre anni dalla iscrizione o deposito della deliberazione stessa nel Registro delle Imprese, di cui al comma 1 dell’art. 2379. Quest’ultima, infatti, ai sensi dell’ultimo inciso della richiamata norma, non potrebbe applicarsi alla deliberazione che approvi un bilancio falso e che rappresenta una deliberazione con oggetto illecito. L’art. 2434bis, invece, prevede che tale deliberazione non sia più impugnabile dopo l’approvazione del bilancio successivo.
Si tiene quindi conto dell’orientamento giurisprudenziale che affermava la mancanza di interesse ad impugnare un bilancio già corretto con uno successivo.
In tema di società di capitali, con riferimento alle delibere di approvazione del bilancio (prese in considerazione dell’art. 2434 bis), si ritiene siano annullabili anche quelle adottate in presenza di violazioni procedimentali nella formazione del bilancio (ad esempio l’omesso deposito nella sede del progetto di bilancio, l’impossibilità di effettuarne la consultazione da parte dei sindaci, il mancato deposito della relazione degli amministratori etc.). Sono viceversa considerate nulle le deliberazioni di bilancio caratterizzate dalla violazione di precetti inderogabili.
Tribunale Napoli 03 dicembre 2013
In caso d'impugnazione di una delibera assembleare approvativa del bilancio di una società di capitali, il giudice ha il vere di esaminare tutte le censure, anche se l'accertamento una sola risulti fondato e determini, di per sé, l'invalidità del bilancio, trattandosi di una pluralità di domande accomunate dal "petitum" - la declaratoria di nullità della deliberazione ma ognuna con una distinta "causa petendi", corrispondente ciascuna delle poste contestate.
I principi generali della chiarezza e della verità, cui deve ispirarsi l'organo preposto alla redazione del bilancio di esercizio, sono i principi cardine che lo stesso legislatore eleva a norme di diritto pubblico, statuendo che la loro non corretta applicazione comporta la nullità della delibera assembleare, avente ad oggetto l'approvazione di un documento contabile non chiaro e non veritiero. Tuttavia, la necessità di una sempre maggiore chiarezza viene ancor di più messa in risalto con la nota integrativa: documento di tipo descrittivo a corredo dello stato patrimoniale e conto economico, avente lo scopo di fornire al lettore del bilancio ulteriori informazioni tali da far comprendere l'iter logico di formazione delle singole poste di bilancio. Allo stesso tempo però lo stesso legislatore se da un lato tutela il diritto dei soci e dei terzi ad essere informati in modo chiaro e veritiero, dall'altro ha ritenuto opportuno introdurre un limite temporale, con apposita norma giuridica (art. 2434 bis c.c.) applicabile per espresso rinvio anche alle s.r.l., secondo cui non è possibile impugnare la delibera di approvazione del bilancio una volta che il bilancio dell'esercizio successivo sia stato già approvato, con l'evidente scopo di garantire il principio generale della continuità aziendale, nonché della certezza e stabilità agli atti societari.
Tribunale Milano sez. VIII 05 giugno 2006 n. 6632
L'impugnazione delle delibere assembleari di approvazione del bilancio di s.p.a. è deferibile ad arbitri anche se si discuta della violazione delle regole di chiarezza, veridicità e correttezza e di impiego delle riserve.
Tribunale Napoli 09 giugno 2010