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Timestamp: 2019-10-23 21:07:44+00:00
Document Index: 66205580

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 4', 'art. 6']

competenza in merito alle spese di integrazione scolastica scuole superiori
francodan il Mer 16 Nov 2011 - 4:59
dott. Giancarlo Astegiano	Consigliere
dott. Gianluca Braghò	Referendario
dott. Massimo Valero	Referendario
dott. Alessandro Napoli	Referendario
dott.ssa Laura De Rentiis	Referendario (relatore)
dott. Donato Centrone	Referendario
dott. Francesco Sucameli	Referendario
dott. Cristiano Baldi	Referendario
dott. Andrea Luberti	Referendario
dott. Fabio Franconiero	Referendario
nell’adunanza del 8 novembre 2011
Vista la nota pervenuta il 24 agosto 2011 con la quale il Sindaco del Comune Marcaria (MN) ha chiesto un parere in materia di contabilità pubblica;
Vista l’ordinanza con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per l’adunanza del 6 ottobre 2011 per deliberare sulla richiesta proveniente dal Sindaco del Comune di Marcaria;
Rilevato che all’adunanza del 6 ottobre 2011, la discussione del parere è stata rinviata all’8 novembre 2011 per approfondimenti;
Il Sindaco del Comune di Marcaria ha posto alla Sezione un quesito del seguente tenore: <<si chiede alla S.V. di precisare a quale ente competono gli oneri relativi alla gestione del servizio educativo-assistenziale alla persona a favore degli alunni minori disabili o in situazione di svantaggio,- iscritti e frequentanti la Scuola Secondaria di Secondo Grado>>.
Il primo punto da esaminare concerne la verifica in ordine alla circostanza se la richiesta proveniente dal Comune di Marcaria rientri nell’ambito delle funzioni attribuite alle Sezioni regionali della Corte dei conti dall’art. 7 comma ottavo, della legge 6 giugno 2003, n. 131, norma in forza della quale Regioni, Province e Comuni possono chiedere a dette Sezioni pareri in materia di contabilità pubblica, nonché ulteriori forme di collaborazione ai fini della regolare gestione finanziaria, dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa.
Con specifico riferimento alla richiesta oggetto della presente pronuncia la Sezione osserva che rientra nella materia della contabilità pubblica, poiché il parere investe la soggezione ad un obbligo di servizio pubblico, con ricaduta dei connessi oneri finanziari sull’ente obbligato. Non osta poi all’espressione dell’attività consultiva di questa Sezione una sottostante possibile controversia tra due enti pubblici, ambedue in vari aspetti cointeressati alla soluzione della questione, dal momento che non è in atto un’attività giurisdizionale tra i due enti sul punto. Va anzi posto in evidenza che il corretto esercizio delle funzioni intestate a questa Sezione, organo autonomo e neutrale di garanzia di tutti i soggetti che costituiscono la Repubblica, in special modo se verranno articolate attraverso forme di contraddittorio con la compresenza di tutti i soggetti pubblici coinvolti, potranno prevenire il contenzioso e produrre un più snello svolgimento dell’attività degli enti.
Venendo al merito della richiesta, occorre preliminarmente osservare che il Sindaco, senza precisare se in proposito l’ente ha concluso accordi di programma o convenzioni con altri enti, formula alla Sezione un quesito del seguente tenore: <<precisare a quale ente competono gli oneri relativi alla gestione del servizio educativo-assistenziale alla persona a favore degli alunni minori disabili o in situazione di svantaggio,- iscritti e frequentanti la Scuola Secondaria di Secondo Grado>>.
Nonostante la genericità della richiesta di parere, non sembra che lo stesso riguardi anche la questione che attiene alla formazione delle classi e degli organici. Il quesito sembra, piuttosto, riguardare la questione ove l’alunno disabile venga ammesso in istituto di istruzione superiore quale sia l’ente tenuto ad assicurare il servizio di trasporto al portatore di handicap.
In assenza di indicazioni più specifiche, questa Sezione richiama quanto già statuito nelle precedenti deliberazioni (n. 55/pareri/2008 del 22 luglio 2008 e n. 5/pareri/2008 del 18 febbraio 2008) in merito alla individuazione del soggetto tenuto ad assicurare il servizio di assistenza scolastica agli alunni portatori di handicap.
Nel panorama interpretativo hanno trovato spazio sia la tesi che il servizio educativo-assistenziale per i richiamati soggetti rientri tra i servizi a tutela della persona e della comunità (pertanto, di competenza del comune), sia la tesi che ritiene che detto servizio costituisca supporto organizzativo per l’integrazione scolastica nelle scuole superiori (conseguentemente, di competenza delle province).
In generale va affermato che l’art. 139 del D.Lgs 112/98 in attuazione della L. n. 59/97, espressamente stabilisce nella distribuzione della competenza tra gli enti coinvolti che il supporto organizzativo all’integrazione scolastica nelle scuole superiori deve essere assicurato dalle province (così, ad esempio, il servizio di trasporto abitazione – sede scolastica rientra nella nozione di “supporto organizzativo” e, come tale, lo svolgimento del servizio di trasporto è di competenza della provincia). In altre parole, la soluzione data da questa Sezione, che cioè, il servizio di trasporto degli alunni diversamente abili rientra nella nozione di supporto organizzativo per l’integrazione scolastica, si attesta sulla strumentalità necessaria del servizio di trasporto per l’esercizio del diritto di istruzione da parte dei soggetti portatori di handicap.
Dunque, il costo del servizio di trasporto (abitazione-sede scolastica di grado superiore) in favore di un portatore di handicap, poiché è finalizzato ad assicurare la piena integrazione scolastica del portatore di handicap medesimo, va addossato alla Provincia. Altro problema è quello del reperimento delle risorse necessarie per la resa del sevizio. Queste debbono essere assicurate dagli stanziamenti di bilancio, nei quali confluiscono anche i trasferimenti statali e regionali.
Ad ogni modo, anche in forza del principio di sussidiarietà, poiché questo servizio è finalizzato a consentire l’espletamento di un diritto costituzionale garantito, in quanto tale la sua erogazione non può essere interrotta. Infatti, il Comune ha l’onere di attivarsi per scongiurare una sua eventuale interruzione salvo poi chiedere il rimborso della spesa sostenuta sino al momento in cui l’ente obbligato (ovvero, la Provincia) non provvederà in proprio al servizio.
In conclusione, <<i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazioni di svantaggio di cui all’art. 139, comma 1 lett. c) del D. Lgs. 112/1998 rientrano nella competenza delle Province>>. Infatti, <<i contenuti essenziali dell’art. 139, c. 7 del D. Lgs 112/1998 sono stati recepiti nell’art. 4, comma 122 della L. r. n 1/2000 e nell’art. 6 della l. r. n 19/2007. Pertanto, spettando alla Regione la competenza legislativa nell’ambito dei principi fissati dalla legge statale, l’attribuzione trova fondamento nella normativa regionale vigente che, in materia di istruzione secondaria superiore, incardina nelle Province i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni portatori di handicap o in situazioni di svantaggio. Appare evidente l’intenzione del legislatore nazionale, seguita dal legislatore regionale, di distinguere dai servizi sociali i servizi di supporto organizzativo dal servizio di istruzione, legando questi ultimi alle competenze in materia di istruzione scolastica. Essi, pertanto, per la specialità della previsione normativa finalizzata ad assicurare l’effettività del diritto all’istruzione, non possono essere inseriti nell’ambito dei servizi di integrazione sociale.
D’altro canto la nozione di supporto organizzativo non può non comprendere gli strumenti necessari per l’esercizio del diritto all’istruzione e perciò in primo luogo il trasporto che consente la presenza fisica del soggetto diversamente abile nella scuola>> (Così, Lombardia n. 55/pareri/2008 del 22 luglio 2008).
Ad ogni modo, come questa Sezione ha già posto in evidenza nei precedente pareri n. 5/2008 en. 55/2008, <<appare quanto mai opportuno che l’intervento di cui si parla, eventualmente integrato con altre forme di sostegno, venga regolato sia per la resa dei servizi sia per la ripartizione degli oneri economici e delle connesse modalità di finanziamento, da moduli convenzionali tra la Regione, le Province e i Comuni, ovvero con accordi tra detti enti trasfusi in leggi regionali, alla cui competenza è attribuita la materia.
L’affermazione dei principi della collaborazione tra gli enti che formano la Repubblica e della connessione tra resa del servizio ed attribuzioni delle risorse economiche è infatti particolarmente significativa nel momento in cui si prospettano forme di federalismo ed in materie nelle quali più pregnante è il principio di sussidiarietà>>.
(Dott.ssa Laura De Rentiis)	(Dott. Nicola Mastropasqua)
(Dott.ssa D
Re: competenza in merito alle spese di integrazione scolastica scuole superiori
Ospite il Sab 19 Nov 2011 - 7:20
Sentenza che ricalca quelle già espresse in precedenza. Il problema è che la Provincia, nel mio caso quella di Lodi, non ne vuole proprio sapere nè di accollarsi la spesa per il servizio nè di stipulare una convenzione con il Comune. Semplicemnte afferma che non spetta a loro e che sono i Comuni che devono sobbarcarsi la spesa. Questo nonostante TAR di Milano e di Berscia su ricorso promossi da genitori abbiano ordinato alla Provincia di Milano si garantire il servizio di assistenza educativa assumendone i relativi costi, nonostante ci siano pareri del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti Lombardia che individuano nella Provincia l'Ente a cui compete sia il trasporto sia il servizio di assistenza educativa per disabili frequentanti la scuola superiore. Ad oggi il Comune ha garantito l'assistenza riservandosi di chiedere il rimborso alla Provincia (che faremo quanto prima)
L'ANCI dal canto suo in una recente circolare, dopo aver ribadito che questa spesa compete alla Provincia si è dichiarata disposta a sostenere quei Comuni che adiranno in giudizio nei confronti delle Province. Purtroppo anche la Regione Lombardia nicchia e alla fine questa storia è l'ennesima vergogna italiana, sulle spalle poi di persone già svantaggiate.
E il problema si riflette anche sui Responsabili di servizio che devono esprimere il parere di regolarità contabile e copertura finanziaria. Boh.. ripeto, è una vergogna nazionale.