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Timestamp: 2019-04-20 09:08:08+00:00
Document Index: 50762533

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 44', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 49']

Test e Quiz CODICE CIVILE DELLE PERSONE E DELLA FAMIGLIA 2, Preparazione Concorsi Pubblici
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CODICE CIVILE DELLE PERSONE E DELLA FAMIGLIA 2
1. L’associato può recedere dall’associazione riconosciuta di cui fa parte? (art. 24 c.c.)
Sì, salvo che non ricopra cariche sociali.
No, salvo che l’associazione sia stata costituita a tempo indeterminato.
Sì, purché non abbia assunto l’obbligo di farne parte per un tempo determinato.
No, salvo che ricorra una giusta causa.
Non so rispondere
2. Gli associati che siano stati esclusi da un’associazione riconosciuta possono ripetere i contributi versati? (art. 24 c.c.)
Sì, sempre.
Sì, a condizione che abbiano versato più di cinquantamila euro.
Sì, a condizione che abbiano versato più di cinquemila euro.
3. Gli associati che abbiano cessato di appartenere ad un’associazione riconosciuta possono ripetere i contributi versati? (art. 24 c.c.)
Sì, a condizione che non siano stati esclusi per gravi motivi.
4. Gli associati receduti da un’associazione riconosciuta hanno diritti sul patrimonio dell’associazione? (art. 24 c.c.)
Sì, a condizione che abbiano receduto per gravi motivi.
5. In tema di associazioni riconosciute, a norma del codice civile è trasmissibile la qualità di associato? (art. 24 c.c.)
Sì, ma solo a causa di morte.
No, salvo che la trasmissione sia consentita dall’atto costitutivo o dallo statuto.
Sì, salvo che la trasmissione sia esclusa dall’atto costitutivo o dallo statuto.
6. Avverso la deliberazione dell’assemblea dell’associazione riconosciuta che ha disposto l’esclusione dell’associato, questi può ricorrere, nei termini di legge: (art. 24 c.c.)
Alla stessa autorità che ha proceduto al riconoscimento.
Ai probiviri.
Agli amministratori.
All’autorità giudiziaria.
7. Quando gli amministratori non agiscono in conformità dello statuto o dello scopo della fondazione o della legge, l’autorità amministrativa può sciogliere l’amministrazione e nominare: (art. 25 c.c.)
Nuovi amministratori.
Nessun rappresentante, demandandone la nomina agli organi della fondazione.
Un liquidatore.
Un commissario straordinario.
8. Quando le disposizioni contenute nell’atto di fondazione non possono attuarsi, chi, a norma del codice civile, provvede alla nomina e sostituzione degli amministratori? (art. 25 c.c.)
Il tribunale, sentito il pubblico ministero.
Il fondatore od i suoi eredi.
L’autorità amministrativa.
Il tribunale.
9. L’eventuale unificazione dell’amministrazione di più fondazioni, nel possibile rispetto della volontà del fondatore, può essere disposta: (art. 26 c.c.)
Da nessuna autorità.
Dal pubblico ministero.
Dall’autorità amministrativa.
10. Nei casi previsti dallo statuto, dall’atto costitutivo o dalla legge, l’estinzione delle associazioni riconosciute e delle fondazioni è dichiarata dall’autorità amministrativa d’ufficio o su istanza: (art. 27 c.c.)
Degli amministratori e degli associati.
Dell’assemblea, previa apposita delibera.
Di qualunque interessato.
Dei soli amministratori.
11. Oltre che per le cause previste nell’atto costitutivo e nello statuto, un’associazione riconosciuta si estingue fra l’altro: (art. 27 c.c.)
Quando lo richiedano i creditori.
Quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile.
Dopo che siano decorsi cinquanta anni dalla data del riconoscimento.
Qualora uno degli amministratori venga dichiarato fallito.
12. L’autorità amministrativa, anziché all’estinzione, può provvedere alla trasformazione della fondazione, tranne nel caso che: (art. 28 c.c.)
Lo scopo originario della fondazione sia stato raggiunto.
I fondi disponibili si siano rivelati insufficienti per il raggiungimento dell’originario scopo.
Gli amministratori, preventivamente sentiti, manifestino il loro dissenso.
I fatti che darebbero luogo alla trasformazione sono considerati, nell’atto di fondazione, come causa di estinzione.
13. Possono gli amministratori di una fondazione compiere nuove operazioni dal momento in cui viene loro comunicato il provvedimento che dichiara l’estinzione della fondazione stessa? (art. 29 c.c.)
Sì, ma solo se autorizzati dall’assemblea, senza rispondere personalmente e solidalmente insieme con l’ente.
Sì, purché si tratti di atti di straordinaria amministrazione e senza assumere responsabilità personale e solidale.
No, e qualora trasgrediscano a questo divieto assumono responsabilità personale e solidale.
Sì, impegnando validamente l’ente e senza rispondere personalmente e solidalmente insieme con esso.
14. In caso di devoluzione dei beni di una fondazione, i creditori della stessa che durante la liquidazione non hanno fatto valere il loro credito possono chiedere il pagamento a coloro ai quali i beni sono stati devoluti? (art. 31 c.c.)
Sì, ma solo se la devoluzione ha avuto per oggetto beni immobili.
Sì, entro l’anno dalla chiusura della liquidazione, in proporzione e nei limiti di ciò che hanno ricevuto coloro ai quali i beni sono stati devoluti.
Sì, entro i termini di prescrizione del diritto di credito e senza alcuna limitazione.
15. Nel caso di scioglimento o di trasformazione di una associazione riconosciuta alla quale siano stati donati o lasciati beni con destinazione a scopo diverso da quello proprio dell’ente, l’autorità amministrativa devolve i beni, con lo stesso onere: (art. 32 c.c.)
Agli associati.
Ad altre persone giuridiche che hanno fini analoghi.
Allo Stato.
A chi ha effettuato il lascito o la donazione.
16. In quale ipotesi gli amministratori ed i liquidatori delle associazioni riconosciute e delle fondazioni sono puniti con la sanzione amministrativa da dieci euro a cinquecentosedici euro? (art. 35 c.c. )
Nel caso che causino un danno alla persona giuridica.
In nessuna ipotesi.
Ove non convochino l’assemblea nei termini previsti.
Ove non richiedano le iscrizioni nel pubblico registro delle persone giuridiche di tutti i dati di legge, nei termini e con le modalità previste.
17. Secondo il codice civile l’atto costitutivo di un’associazione che non intende chiedere il riconoscimento deve necessariamente contenere norme relative all’estinzione dell’associazione ed alla devoluzione del patrimonio? (art. 36 c.c.)
No, salvo che si tratti di associazioni culturali.
Sì, solo se gli associati abbiano conferito denaro.
18. Secondo il codice civile l’amministrazione delle associazioni che non intendono chiedere il riconoscimento come persone giuridiche è regolata: (art. 36 c.c.)
Dagli accordi degli associati solo se debitamente pubblicati.
Da un decreto prefettizio.
Dagli accordi degli associati, senza altre formalità.
Dagli accordi degli associati solo se debitamente omologati dall’autorità giudiziaria.
19. A norma del codice civile, come è regolato l’ordinamento interno delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche? (art. 36 c.c.)
Esclusivamente dagli usi e consuetudini.
Dalle norme in materia di società cooperative.
Dagli accordi degli associati.
Dalle norme in materia di associazione in partecipazione.
20. Il codice civile prescrive una forma particolare per la costituzione di un’associazione che non intende chiedere il riconoscimento?
Sì, la scrittura privata.
Sì, l’atto pubblico.
Sì, la scrittura privata autenticata.
21. Secondo la norma dettata dal codice civile, può il singolo associato di un’associazione non riconosciuta, finché questa dura, pretenderne la quota in caso di recesso? (art. 37 c.c.)
Sì, in ogni caso.
Sì, solo se l’associazione è proprietaria di beni immobili.
No, salvo che vi sia stato conferimento iniziale di denaro.
22. A norma del codice civile, i singoli associati di un’associazione non riconosciuta possono chiedere la divisione del fondo comune finché dura l’associazione stessa? (art. 37 c.c.)
Sì, purché prestino idonea garanzia.
Sì, purché il fondo comune sia di valore superiore a cinquantamila euro.
23. Per le obbligazioni delle associazioni non riconosciute assunte dalle persone che le rappresentano rispondono: (art. 38 c.c.)
Le sole associazioni con il fondo comune.
Tutti gli associati personalmente e solidalmente tra loro.
Le associazioni con il fondo comune e, personalmente e solidalmente, le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione medesima.
Solo coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.
24. Quale requisito di forma è richiesto per la valida costituzione di un comitato per il quale non verrà chiesto il riconoscimento?
L’atto pubblico.
La scrittura privata.
La scrittura privata autenticata.
25. Nel comitato non riconosciuto chi risponde della conservazione dei fondi e della loro destinazione allo scopo annunziato? (art. 40 c.c.)
Il comitato stesso nei limiti dei fondi raccolti.
Tutti i partecipanti al comitato.
Il comitato nei limiti del fondo raccolto e gli organizzatori in proprio.
Gli organizzatori e coloro che assumono la gestione dei fondi raccolti.
26. Il comitato non riconosciuto può stare in giudizio nella persona: (art. 41 c.c.)
Di qualsiasi partecipante.
Dell’organizzatore.
Di nessuno, non potendo essere parte di un giudizio.
Del presidente.
27. Nei comitati che non abbiano ottenuto la personalità giuridica, delle obbligazioni assunte rispondono: (art. 41 c.c.)
Tutti i componenti del comitato ed i sottoscrittori delle oblazioni, in solido tra loro.
I soli organizzatori.
Il solo comitato nei limiti del fondo raccolto.
Tutti i componenti del comitato medesimo, personalmente e solidalmente.
28. La devoluzione dei beni del comitato, in caso di insufficienza dei fondi per il raggiungimento dello scopo, o di irraggiungibilità dello stesso, od in caso di avvenuto raggiungimento dello scopo con residuo di fondi, è stabilita: (art. 42 c.c.)
Dal presidente del comitato.
Dall’autorità governativa, se detta devoluzione non è stata disciplinata al momento della costituzione.
Da tutti i partecipanti del comitato e dai sottoscrittori.
Dai promotori ed organizzatori dello stesso.
29. Il luogo di domicilio e quello di residenza: (art. 44 c.c.)
Non coincidono mai.
Coincidono sempre.
Debbono coincidere.
Possono coincidere.
30. Il luogo di residenza della persona fisica è: (art. 43 c.c)
Quello in cui lavora.
Quello in cui ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi.
Quello in cui ha l’abituale dimora.
Quello in cui paga le imposte.
31. Il domicilio di una persona è: (art. 43 c.c. )
Nel luogo in cui ha la dimora abituale.
Nel luogo in cui esplica la sua attività lavorativa.
Nel luogo in cui la stessa ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi.
Nel luogo in cui ha stabilito la propria residenza.
32. Il trasferimento della residenza della persona fisica può essere opposto ai terzi in buona fede: (art. 44 c.c.)
Solo se la nuova residenza viene a coincidere con il preesistente domicilio.
Solo se è stato denunciato nei modi prescritti dalla legge.
In nessun caso.
33. Ove il domicilio e la residenza di una persona fisica coincidano e la stessa trasferisca in altro luogo solo la residenza, davanti ai terzi in buona fede si considera trasferito anche il domicilio, tranne che: (art. 44 c.c.)
Il terzo non sappia, comunque, che il luogo in cui la persona ha la sede principale dei suoi affari ed interessi è rimasta immutata.
Non si sia fatta diversa dichiarazione nell’atto con il quale è stato denunciato il trasferimento della residenza.
Non risulti in qualsiasi modo la volontà della persona di differenziare i luoghi di domicilio e residenza.
Il preesistente domicilio coincida con quello fiscale scelto dalla persona.
34. Tizio e Caia, coniugi, risiedono l’uno a Torino e l’altro a Lampedusa e non è stata fissata una residenza della famiglia; il loro figlio minore, soggetto alla loro potestà, convive con la madre Caia. Qual è il domicilio del minore? (art. 45 c.c.)
Quello del padre Tizio.
In ogni caso quello del luogo della celebrazione del matrimonio.
Quello della madre Caia.
In ogni caso quello del luogo di nascita del minore.
35. Il domicilio dei coniugi: (art. 45 c.c.)
Deve necessariamente coincidere, ma nel solo caso che gli stessi abbiano figli minori.
Può non coincidere, ma nel solo caso che entrambi abbiano una loro attività lavorativa.
Deve necessariamente coincidere.
Coincidendo con il luogo in cui hanno la sede principale dei propri affari ed interessi, può essere diverso per ciascuno di loro.
36. L’interdetto ha domicilio nel luogo in cui: (art. 45 c.c.)
Nel luogo in cui lo stesso risiede.
Ha il proprio domicilio il tutore.
Nel luogo in cui è stata aperta la tutela.
Ha la sede principale dei suoi affari ed interessi.
37. Il minore, figlio di genitori separati, ha il proprio domicilio nel luogo in cui: (art. 45 c.c.)
Viveva all’epoca della separazione, purché in tale luogo continui ad avere il proprio domicilio uno dei genitori.
È stata pronunciata la separazione dei coniugi, salva diversa statuizione del giudice tutelare.
Lo ha fissato il tribunale che ha pronunciato la separazione.
Ha il domicilio il genitore con il quale convive.
38. Quando la legge fa dipendere determinati effetti dalla residenza o dal domicilio, per le persone giuridiche si ha riguardo: (art. 46 c.c.)
Al luogo in cui è stabilita la loro sede.
Nel luogo stabilito dalla autorità governativa.
Al luogo in cui sono state riconosciute.
Al luogo in cui ha il proprio domicilio il rappresentante legale.
39. Ove, per le persone giuridiche, non vi sia coincidenza tra la sede stabilita o risultante dal registro e quella effettiva, i terzi possono considerare come sede: (art. 46 c.c.)
A scelta, quella stabilita nell’atto costitutivo e nello statuto o quella risultante dal registro.
Anche quella effettiva.
Solo quella stabilita nell’atto costitutivo e nello statuto.
Solo quella risultante dal registro.
40. Per l’elezione del domicilio speciale, possibile per determinati atti od affari, è prevista: (art. 47 c.c.)
Nessuna forma.
La forma scritta.
La forma scritta od orale, a seconda della natura dell’atto o dell’affare.
Anche la forma orale, purché debitamente pubblicizzata.
41. Ove una persona scompaia e non dia più notizie di sé, può essere nominato il curatore in presenza di un procuratore nominato dallo scomparso? (art. 48 c.c.)
No, in nessun caso.
Sì, ma soltanto per gli atti che il procuratore non sia abilitato a compiere.
Sì, ma solo nel caso che la scomparsa si protragga da almeno due anni.
42. Tizio, soggetto a tutela, non è più comparso nel luogo del suo ultimo domicilio e non se ne hanno più notizie. In questo caso si fa luogo alla nomina di un curatore? (art. 48 c.c.)
Sì, solo se Tizio è minore.
No, salvo che la richiesta provenga dai presunti eredi legittimi.
43. I genitori esercenti la potestà sul minore Tizietto, scomparso dal luogo del suo ultimo domicilio e di cui non si hanno più notizie, essendo necessario il compimento di atti tendenti alla conservazione del patrimonio dello stesso, fanno istanza per la nomina di un curatore dello scomparso. In questo caso: (art. 48 c.c.)
Non si fa luogo alla nomina del curatore in quanto vi sono i legali rappresentanti.
Alla nomina si fa luogo solo se Tizietto è scomparso da più di un anno.
Si fa comunque luogo alla nomina del curatore.
Alla nomina si fa luogo solo se Tizietto aveva meno di sedici anni al momento della scomparsa.
44. Qual è il giudice competente a nominare il curatore dello scomparso? (art. 48 c.c.)
Qualunque tribunale.
Il presidente del tribunale del suo ultimo domicilio.
Il tribunale del suo ultimo domicilio o dell’ultima sua residenza.
Il tribunale del luogo in cui si aprirebbe la successione in caso di morte dello scomparso.
45. Dopo quanti anni dal giorno a cui risale l’ultima notizia dello scomparso, può essere domandato al tribunale che ne sia dichiarata l’assenza? (art. 49 c.c.)