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Timestamp: 2018-06-18 14:21:19+00:00
Document Index: 74930102

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'sentenza ', 'art.108', 'art. 195', 'sentenza ', 'art. 429', 'art. 22']

Guido Leone Buono
1 REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI TRENTO IN NOME DEL POPOLO ITALIANO il dott. Giorgio Flaim, quale giudice del lavoro, ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa per controversia in materia di lavoro promossa con ricorso depositato in data d a B. J. rappresentato e difeso dall avv. A. C. ed elettivamente domiciliato presso ricorrente contro E. A. s.n.c. di B. L. & C. rappresentata e difesa dall avv. G. M. e dall avv. G. M., ed elettivamente domiciliata presso lo studio di costoro, in convenuto CONCLUSIONI DEL RICORRENTE In via principale: accertare e dichiarare la responsabilità della società E. A. s.n.c. di B. L. & C., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, per inadempimento agli obblighi derivanti dal contratto di lavoro in essere con B. J., ai sensi del combinato disposto degli artt. 1218, 2043 e 2087 c.c., e, per l'effetto, condannare la società E. A. s.n.c. di B. L. & C., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, al risarcimento dei danni alla persona, ed in particolare il danno biologico differenziale, danno biologico derivante da inabilità temporanea, danno morale ed esistenziale; danni tutti questi subiti da B. J. a causa ed in diretta conseguenza dei fatti e dei comportamenti descritti nella narrativa in fatto e nelle argomentazioni in diritto, quantificati nella somma complessiva di ,87, comprensiva della rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT e degli interessi compensativi 1
2 sulle somme via via rivalutate fino alla data del , oltre agli interessi nella misura legale sulla somma complessiva da tale data fino al saldo ovvero in quella diversa maggiore o minore misura che il tribunale vorrà ritenere giusta e/o equa oltre a rivalutazione ed interessi legali, condannare la società E. A. s.n.c. di B. L. & C., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, a rimborsare a B. J. gli importi versati per le spese sostenute per la consulenza medico- legale, per un importo pari ad 360,00. In ogni caso: con vittoria di spese, competenze ed onorari di giudizio, oltre 12,5% per spese generali, IVA e CNPA. CONCLUSIONI DEL CONVENUTO Accertare e dichiarare; a) in primis l improponibilità della domanda così come impostata sulla base di una responsabilità contrattuale della parte convenuta ex artt e 1218 cod.civ.; b) subordinatamente, se ritenuta invece ammissibile la domanda sotto un profilo di responsabilità penalmente rilevante ex art. 10 D.P.R , n (salvo gravame), respingere in limine la domanda stessa non essendo offerta prova alcuna di fatti di rilevanza penale tali da sostenere siffatta domanda; c) in via di ulteriore subordine, accertare e dichiarare inesistente qualsiasi elemento di colpa penalmente rilevante del datore di lavoro, dovendo il fatto lesivo essere riferito ad esclusivo comportamento colposo della vittima; d) in ancora più graduato subordine, accertare e dichiarare, determinandolo nella sua gravità e percentuale, il concorrente comportamento colposo della vittima nella determinazione del fatto; e) ove ritenuto necessario, nonostante le eccezioni e domande di cui sopra, determinare l'ammontare del danno subito dal ricorrente, accertarne l entità e la relativa monetizzazione in relazione alle voci richieste dal ricorrente, escluso il non provato danno patrimoniale; 2
3 f) rapportare tale danno risarcibile alla quota di responsabilità eventualmente attribuibile alla parte convenuta e dedurre da tale quota quanto dal ricorrente già percepito dall I.N.A.I.L.; g) ove il risultato di tale operazione dovesse dare un saldo positivo, ridurre la somma pretesa dal ricorrente a quella così risultante; in casa diverso dichiarare inesistente il danno differenziale risarcibile; h) ferme le contestazioni in ordine all an e con salvezza di gravame, se non accolte. i) con vittoria di spese e competenze del giudizio, con accessori di legge. MOTIVAZIONE Il thema decidendum residuato dopo la sentenza non definitiva n. 38/2010 di data (con cui si è statuito che l infortunio, occorso al ricorrente in data , è eziologicamente collegato nella misura del 70% alla condotta colposa tenuta nell occasione dalla società datrice convenuta e consistita nella violazione dell obbligo ex art cod.civ. nonché della norma di prevenzione ex art.108 d.p.r. 547/1955 e nella misura del 30% alla condotta colposa del lavoratore ricorrente, consistita nella violazione dell obbligo di diligenza ex art cod.civ.) concerne l accertamento di quali lesioni siano derivate al ricorrente dall infortunio de quo e di quali diminuzioni temporanee e permanenti dette lesioni abbiano comportato alla sua integrità psico-fisica, nonché la quantificazione dei conseguenti danni risarcibili. * * * Il c.t.u. dott. D., previo esame dei dati anamnestici e della documentazione medica in atti, ha ritenuto, attraverso congrua e logica motivazione di ordine tecnicoscientifico, (rimasta immune da censure, anche se nelle note finali autorizzate la difesa del ricorrente ha richiamato una precedente consulenza di parte, la quale, tuttavia non è stata fatta valere durante lo svolgimento degli incombenti ex art. 195 ult.co. c.p.c.), che dalle patologie conseguite in pregiudizio del ricorrente dall infortunio del ( esiti chirurgici di reimpianto delle prime tre dita della mano sinistra con residuo deficit articolare della MF ed IF del pollice; anchilosi 3
4 interfalangica prossimale in estensione ed interfalangica distale in semiflessione dell'indice sinistro; presa ridotta ed ipovalida; pinza pollice indice - medio possibili, ma ipovalida soprattutto per oggetti di piccole dimensioni; nocumento estetico fisiognomico per deformazione a mano sinistra in esito a reimpianto delle prime dita ed esiti cicatriziali sia alle dita che in fossa iliaca sinistra ), gli sono derivate: una menomazione all integrità psico-fisica permanente parziale del 17%, una menomazione all integrità psico-fisica temporanea totale di 60 giorni, una menomazione all integrità psico-fisica temporanea parziale al 75% di 60 giorni, una menomazione all integrità psico-fisica temporanea parziale al 50% di 90 giorni, una menomazione all integrità psico-fisica temporanea parziale al 25% di 223 giorni. a) In conformità all'orientamento assunto dai giudici di questo tribunale si ritiene di adottare per la quantificazione del danno biologico le nuove tabelle 2009 elaborate dal tribunale di Milano, le quali ora propongono una liquidazione congiunta: 1) sia del danno non patrimoniale conseguente a lesione permanente dell integrità psicofisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale, sia nei suoi risvolti anatomo-funzionali e relazionali medi, sia in quelli peculiari (cd. danno biologico standard e cd. personalizzazione per particolari condizioni soggettive del danno biologico) 2) sia del danno non patrimoniale conseguente alle medesime lesioni in termini di dolore, sofferenza soggettiva, in via di presunzione in riferimento ad un dato tipo di lesione (cd. danno morale). A tal fine è stata, in primo luogo, redatta una tabella di valori monetari medi corrispondenti al caso di incidenza della lesione in termini standardizzabili in 4
5 quanto frequentemente ricorrenti (sia circa gli aspetti anatomo-funzionali, sia circa gli aspetti relazionali, sia circa gli aspetti di sofferenza soggettiva); in secondo luogo sono state fissate percentuali di aumento di tali valori medi da utilizzarsi, onde consentire una adeguata personalizzazione complessiva della liquidazione, laddove il caso concreto presenti peculiarità che vengano allegate e provate (anche in via presuntiva) dal danneggiato, in particolare: sia quanto agli aspetti anatomo-funzionali e relazionali (ad es. lavoratore soggetto a maggior sforzo fisico senza conseguenze patrimoniali; lesione al dito del pianista dilettante ), sia quanto agli aspetti di sofferenza soggettiva (ad es. dolore al trigemino, specifica penosità delle modalità del fatto lesivo), ferma restando la possibilità che il giudice moduli la liquidazione oltre i valori massimi in relazione a fattispecie del tutto eccezionali rispetto alla casistica comune degli illeciti. Sempre il tribunale di Milano ha proposto anche in riferimento al danno non patrimoniale temporaneo derivante da lesione alla persona una liquidazione congiunta del danno cd. biologico e del danno cd. morale, elevando i precedenti valori fissati per il solo danno cd. biologico da un minimo di 88,00 ad un massimo di 132,00, così da consentire l adeguamento del risarcimento alle caratteristiche del caso concreto. b) Considerato che all'epoca del fatto il danneggiato aveva un'età di 29 anni (non è condivisibile il riferimento che le parti convenute fanno nelle note finali autorizzate all epoca di cessazione del danno biologico temporaneo, dovendosi stabilire il valore capitale di un danno permanente) e che dalle alle lesioni subite nell infortunio de quo è derivata una menomazione all integrità psico-fisica permanente parziale del 17%, il danno non patrimoniale permanente medio ammonta ad (3.520,45x17x0,885=) ,00. 5
6 Il caso in esame presenta, però, una peculiarità che impone un adeguata personalizzazione del danno: infatti il c.t.u. pur ritenendo che il ricorrente può seguitare a svolgere l attività lavorativa nella stessa categoria di appartenenza e considerata la giovane età del lavoratore menomazioni del pollice ed indice, esiti di infortunio alla mano sinistra non pregiudicano svolgimento di attività lavorative manuali confacenti alle sue attitudini e sono idonei alla produzione di altre fonti di reddito; infatti il lavoratore può svolgere altre attività manuali e quindi può adattarsi a nuove e diverse occupazioni senza alcuna riqualificazione e senza alcun declassamento economico riconosce che la riduzione di presa alla mano sinistra può esporre il ricorrente a maggior rischio di infortunio ed inoltre dovrebbero essere limitati lavori che richiedono l'uso di strumenti a presa tra pollice ed indice, e quindi, afferma che tali pregiudizi sono risarcibili ricorrendo al criterio del cd. punto pesante sui primi 11 punti di danno biologico, cioè sul valore del danno riconosciuto per la sola componente disfunzionale della mano sinistra ; quindi appare equo applicare al danno non patrimoniale medio, commisurato all incidenza standard delle lesioni, una maggiorazione, a titolo di personalizzazione, pari al 15%, di talché il danno non patrimoniale permanente complessivamente risarcibile al ricorrente ammonta ad (52.965, ,00=) ,00. Per effetto dell accertato concorso di colpa del 30% tale danno va ridotto ad ,00. Sennonché, come statuito nella sentenza non definitiva n. 38/2010, il diritto del ricorrente ad ottenere dalla società convenuta il risarcimento del danno biologico da menomazione permanente concerne la parte eccedente l ammontare dell indennizzo erogato a tale titolo dall I.N.A.I.L. (integrante il cd. danno differenziale); emerge dalla certificazione I.N.A.I.L. del che l Istituto ha già corrisposto al ricorrente ,78 a titolo di ratei di rendita relativi al periodo , di cui 5.689,00 sono riferibili all indennizzo del danno biologico; 6
7 inoltre il valore capitale della rendita per indennizzo del danno biologico al ammonta ad ,13; ne deriva che l importo complessivo delle prestazioni che l I.N.A.I.L. ha già erogato e che erogherà al ricorrente a titolo di indennizzo del danno biologico permanente ( ,00) supera l ammontare del danno biologico civilmente risarcibile ( ,00), di talché nulla spetta al ricorrente a titolo di danno biologico permanente differenziale. c) Il danno biologico temporaneo ammonta applicando, nell ambito dell intervallo da 88,00 ad 132,00, un valore commisurato proporzionalmente alla entità delle lesioni in sé considerate (17%) ad [(95,00x60=) 5.700,00 + (95,00x60/75=) 5.386,00 + (95,00x90/50=) 4.275,00 + (95,00x223/25=) 5.296,00 =] ,00. Per effetto dell accertato concorso di colpa del 30% tale danno va ridotto ad ,00. Tale somma, essendo liquidata con riferimento al valore della moneta risalente al gennaio 2009, data di redazione delle tabelle di Milano qui applicate, va maggiorata, ai sensi dell'art. 429 co.3 c.p.c. (norma "risuscitata" dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 22 co.36 L , n.724 ex Corte Cost , n.459;): a) del maggior danno da svalutazione liquidato sulla base della variazione percentuale degli indici ISTAT, intervenuta dalla data di redazione delle tabelle Milano (gennaio 2009) fino ad oggi, b) degli interessi legali su detta somma, devalutata secondo la variazione degli indici ISTAT intervenuta dalla data del fatto ( ) sino alla redazione delle tabelle di Milano (gennaio 2009) e poi via via rivalutata anno per anno sino all'effettivo pagamento; ciò in ossequio al criterio stabilito da Cass. S.U , n.1712 (e seguito successivamente da Cass , n.5876; Cass , n.8947; Cass , n.4186; Cass , n.11618;), secondo cui gli interessi sui debiti di valore vanno calcolati sulla somma corrispondente al valore della 7
8 somma al momento dell'illecito, via via rivalutata anno per anno sulla base degli indici ISTAT. * * * Stante la parziale soccombenza reciproca, si dispone la compensazione delle spese tra le parti nella misura di un terzo. I convenuti vanno condannati alla rifusione in favore del ricorrente dei residui due terzi. P.Q.M. Il tribunale ordinario di Trento - sezione per le controversie di lavoro, in persona del giudice istruttore, in funzione di giudice unico, dott. Giorgio Flaim, definitivamente pronunciando, ogni altra domanda ed eccezione rigettata, così decide: 1. Accertato che l importo complessivo delle prestazioni che l I.N.A.I.L. ha già erogato e che erogherà al ricorrente a titolo di indennizzo del danno biologico permanente ( ,00) supera l ammontare del danno biologico civilmente risarcibile ( ,00), rigetta la domanda, proposta dal ricorrente, di risarcimento del danno biologico permanente differenziale. 2. Condanna la società E. A. s.n.c. di B. L. & C. a pagare, in favore di B. J., a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale temporaneo, la somma di ,00, aumentata: a) del maggior danno da svalutazione liquidato sulla base della variazione percentuale degli indici ISTAT, intervenuta dalla data di redazione delle tabelle di Milano (gennaio 2009) fino ad oggi, b) degli interessi legali su detta somma devalutata secondo la variazione degli indici ISTAT intervenuta dalla data del fatto ( ) sino alla redazione delle tabelle di Milano (gennaio 2009) e poi via via rivalutata anno per anno fino all'effettivo pagamento. 3. Dispone la compensazione delle spese nella misura di un terzo. 8
9 4. Condanna la società convenuta alla rifusione, in favore del ricorrente, dei residui due terzi, liquidati nella somma complessiva di 1.700,00, oltre al 12,50% su diritti ed onorari per spese generali, ad I.V.A. e C.N.P.A., di cui ==== per spese, 900,00 per diritti ed 800,00 per onorari. Trento, 26 ottobre 2010 IL CANCELLIERE Tiziana Oss Cazzador IL GIUDICE dott. Giorgio Flaim 9