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Timestamp: 2019-04-23 20:15:46+00:00
Document Index: 53257035

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 5', 'art.5', '§4', 'art.5', '§1', 'art.3', 'art.5', 'art. 6', 'art. 2', 'art.10']

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 29/10/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 29/10/2015
Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 29 ottobre 2014
Bestry c. Polonia 57675/10 2 Bestry è un ex parlamentare polacco, organizza una conferenza stampa il 30 ottobre del 2006 in cui attacca alcuni giornalisti appartenenti a tre diverse testate e li accusa di aver divulgato fatti che lo vedevano coinvolto in uno scandalo per abusi sessuali. In tale occasione accusa inoltre i giornalisti di aver ricevuto del danaro in cambio, mentre il giorno seguente per mezzo stampa, in un’intervista prende di mira le relative testate accusandole di complotto. In risposta il capo redattore e la casa editrice del quotidiano Super Express citano in giudizio il ricorrente che, sia in primo grado, che in appello viene condannato a presentare pubbliche scuse, ora per le dichiarazioni rilasciate durante a conferenza stampa, ora per quelle contenute nell’intervista. La vicenda prosegue nei procedimenti penali con la denuncia presentata da un giornalista del Super Express, in forza della quale Bestry viene condannato nel 2009 al pagamento di una somma di danaro per il rato di diffamazione. Non contento, il parlamentare, denuncia a sua volta lo stesso giornalista per calunnia; quest’ultimo viene però assolto sia in primo sia in secondo grado. Oggi la doglianza presentata dal ricorrente Bestry ex art. 10 CEDU (libertà di espressione) non incontra il favore dei giudici di Strasburgo Articolo 10 Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - {} generale (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Hadžimejlić e Altri v. Bosnia-Erzegovina 3427/13,
74569/13, 7157/14 2 1)	Tre cittadini della Bosnia Erzegovia affetti da schizofrenia, scotano ancora nella casa di cura la loro condanna a Drin. A seguito di un ricorso presentato al giudice costituzionale, si apprende l’illegittimità della loro detenzione perché manchevole di un controllo giurisdizionale. Nonostante la pronuncia della Corte costituzionale i ricorrenti non hanno potuto ancora beneficiare degli effetti esecutivi. Per tali ragioni si rivolgono in Corte europea per denunciare l’illegittimità della detenzione ex art. 5 della Convenzione. Articolo 5 Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - Privazione della libertà procedura prevista dalla legge)
Myumyun c. Bulgaria 67258713 2 Il signor Myumyun il 20 febbraio del 2012 viene picchiato brutalmente dagli agenti di polizia durante un interrogatorio. Le manganellate, le scosse elettriche hanno come scopo l’ammissione di colpevolezza riguardo ad un furto con scasso. Pochi giorni dopo il ricorrente sporge denuncia: agli ufficiali coinvolti nei maltrattamenti viene impedito di partecipare ai concorsi interni per un periodo di tre anni, ma la loro responsabilità penale rispetto alle lesioni provocate a Myumyun diviene sanzione amministrativa. Il ricorrente denuncia oggi in Corte Edu invocando l’articolo 3 CEDU a causa delle misure totalmente inadeguate adottate per nei confronti degli agenti bulgari. Articolo 3 Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Tortura
Miķelsons c. Lituania 46413/10 3 Il signor Mikelson il 15 giugno del 2010 viene arrestato dalla polizia giudiziaria lettone con l’accusa di abuso d’ufficio e riciclaggio. La sua detenzione, che integrante un’esigenza cautelare, viene autorizzata dal giudice più di 48 ore dopo (la legge nazionale ne prevede 48). Per tali motivi la Corte Edua mette la violazione ex art.5§4; mentre respinge la richiesta del ricorrente rispetto all’acquisizione del fascicolo da parte del suo legale nel momento immediatamente successivo al suo arresto (art.5§1 CEDU). Articolo 5 Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Chyła c. Polonia 8384/08 3 Il signor Chyla, cittadino polacco, denuncia oggi in Corte Edu una serie di circostanze relative alla suo regime di detenzione perché ritenuto pericoloso dal 2006 al 2010, dapprima come misura cautelare poi come vera e propria condanna. Durante il primo anno gli è stato impedito di ricevere alcuna visita, successivamente gli è stata negata qualsiasi attività ricreativa (sia sportiva sia rieducativa). Per quanto riguarda l’esercizio del suo diritto di voto (elezioni europee del 2009), gli è stato sì concesso, ma ad una condizione, quella di esser preventivamente denudato per la perquisizione: al suo rifiuto, è stato riaccompagnato nella cella. Oggi la Corte edu individua la violazione dell’art.3 CEDU (trattamenti inumani e degradanti) , la violazione dell’art.5 CEDU e dell’art. 6 CEDU diritto ad un equo processo). Articolo 3
Articolo 6 Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante) (aspetto sostanziale)
Olszewscy c. Polonia
99/12 3 Wiesław Olszewski e Grażyna Olszewska sono i genitori di MO studente scomparso in circostanze non ancora accertate il 14 febbraio del 2010. Il giovane, dopo la sua festa di laurea decide di fare ritorno al campus universitario percorrendo una scorciatoia, tale percorso lo ha portato ad attraversare un’area soggetta al controllo della polizia di frontiera; per tali ragioni questi viene fermato e condotto in caserma per poi esser rilasciato alle 4.30 del mattino. I genitori, dopo le vane ricerche, vengono avvisati del fermo dagli agenti solo cinque giorni dopo. Il Pubblico ministero ha più volte interrotto e ripreso le indagini, così come quelle nei co fronti degli agenti presenti la sera del 14 febbraio. I ricorrenti oggi ottengono giustizia rispetto alle indagini inadeguate condotte dalle autorità polacche ex art. 2 CEDU. Articolo 2 Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - La vita) (aspetto sostanziale)
Stankiewicz E Altri v. Polonia 48053/11 2 Andrzej Stankiewicz giornalista polacco nel settembre del 2005 firma un articolo nel quale descrive le modifiche legislative in materia fiscale; in particolare giudica tale novella una mano tesa agli affari mafiosi, in forza di un emendamento- proposto da una nota tributarista la signora DS- perché capace di limitare l’azione probatoria dei magistrati e di perseguire dunque i reati fiscali della “mafia del petrolio”.
La signora DS a sua volta denuncia il giornalista e il capo redattore della testata Rzeczpospolita: dopo pronunce diametralmente opposte in primo grado e in appello, nel 2011 la Corte di Cassazione accoglie il ricorso e condanna i ricorrenti alle scuse, oltre che ad una multa, per aver infangato il buon nome della signora DS. Oggi la Corte Edu “condanna” la Polonia per la violazione della libertà di espressione ex art.10 CEDU. Articolo 10 Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - {} generale (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Parrocchia Greco-Cattolica c. Romania 32419/04 3 La Chiesa greco- cattolica rumena, ottiene giustizia in Corte edu in merito ad un processo durato oltre un tempo ragionevole: il caso riguardava la ridistribuzione dei luoghi di culto e delle proprietà appartenenti, prima dell’avvento del regime sovietico, alle varie confessioni. La legislazione rumena prevede la risoluzione di queste controversie prima in via stragiudiziale, attraverso accordi; ma nel caso specifico infatti si sono numerose riunioni intercorse tra il 1989 ed il 2002 non hanno prodotto alcun risultato concreto. Per tali ragioni la chiesa ricorrente ha adito le vie legali che però tra pronunce discordanti e continui rinvii ottiene un giudicato solo nel 2011: un tempo processuale insostenibile per il Giudice di Strasburgo. Articolo 6 Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento Civile
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