Source: https://news.avvocatoandreani.it/articoli/insegnante-sostengo-deve-avere-competenze-specifiche-adeguate-all-handicap-dell-alunno-104738.html
Timestamp: 2020-07-10 10:24:44+00:00
Document Index: 93871262

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Il docente di sostegno deve possedere le conoscenze specifiche che consentano l'efficace ed ottimale espletamento della sua funzione, proprio con riferimento all'handicap di fronte al quale egli si trova ad operare.
CdS Sez. VI 11/10/2018 n. 0581/2018 - Pres. Sergio SANTORO , Est. Francesco MELE.
“L’assegnazione di un insegnante di sostegno costituisce, per l’alunno disabile, un diritto soggettivo condizionato dalla circostanza che esso deve essere di volta in volta commisurato alle specifiche difficoltà riscontrate nell’area dell’ apprendimento, variabili da soggetto a soggetto in relazione al tipo di handicap, al suo livello di gravità, alle connotazioni ed alla possibile evoluzione della malattia, anche in relazione ad eventuali effetti migliorativi riscontrabili nel corso del tempo per il decorso della malattia, oppure anche grazie agli interventi attuati”
In tal senso si è espresso il TAR Calabria, sede di Catanzaro, Sez. II con la sentenza n. 880 /2014 (Pres. Salvatore SCHILLACI, Est. Nicola DURANTE) decidendo sul ricorso proposto dai genitori di una bambina non vedente a cui era stato assegnato un insegnante di sostegno specializzato in educazione fisica.[1]
Nonostante la chiarezza della sentenza citata , la minore, nel suo percorso didattico, sin dalla scuola primaria che nella secondaria e a tutt’oggi che frequenta le superiori, si è vista assegnare insegnanti di sostegno non specializzati, alcuni in possesso del titolo di specializzazione polivalente, altri sprovvisti anche di tale titolo e comunque sempre non conoscitori del sistema di scrittura Braille e privi di competenze in tiflotecnica e tiflodidattica.
I genitori , quindi, sono stati costretti a ricorrere nuovamente alla giustizia amministrativa per chiedere, oltre all’accertamento del diritto della minore ad avere un insegnante specializzato in Braille ed esperto in tiflotecnica e tiflodidattica, l’annullamento del provvedimento di assegnazione dell’insegnante di sostegno.
Il TAR Calabria Catanzaro Sez. II ha accolto il ricorso con la sentenza n. 208/2016 del 02/02/2016 ed annullato il provvedimento di assegnazione dell’insegnante non specializzato. Il MIUR ha proposto ricorso in appello ritenendo la sentenza errata laddove ha reputato inadempiente l’amministrazione scolastica la quale, per contro, si è adoperata in ogni modo per reperire un insegnante di sostegno specializzata. Tra l’altro ha sostenuto che la normativa vigente in materia di formazione degli insegnanti di sostegno (D.M. n. 249/2010 e D.M. 30 settembre 2011) non prevede la figura dell’insegnante di sostegno specializzato in Braille : “gli insegnanti di sostegno si formano attraverso la partecipazione ai corsi di specializzazione delle SSIS per cui posseggono un titolo polivalente e non sono in possesso di una formazione specifica sulle minorazioni sensoriali ed ha concluso sostenendo che la preparazione specialistica per specifici handicap sensoriali devono essere acquisite in sede di formazione di servizio”.
Il Consiglio di Stato , con la sentenza che si commenta ha posto un’importante pietra miliare sull’argomento rigettando tutti i motivi di appello del MIUR e andando ben oltre la richiesta specializzazione e conoscenza del BRAILLE. Innanzitutto, con la sentenza in commento, si è accertato il diritto della minore ad avere un insegnante di sostegno specializzato nella lingua Braille . Il docente di sostegno, per poter essere considerato valida ( e non inutile) presenza, idonea a favorire l’integrazione e l’inserimento del disabile nel contesto scolastico, deve essere dotato delle conoscenze tecniche necessarie ad affrontare e gestire l’handicap di fronte al quale si trova ad operare. Quindi, dovendosi relazionare costantemente con l’alunno, deve avere : 1) conoscenza dei mezzi espressivi cui si serve l’alunno per comunicare; 2) tecniche di insegnamento che consentano in modo ottimale l’attività di insegnamento a tali categorie di soggetti; 3) l’attività di sostegno per essere effettiva richiede che la “specializzazione” sia concretamente parametrata e definita in riferimento alla tipologia ed alla consistenza dell’handicap con cui il docente si rapporta e per cui deve svolgere l’attività di integrazione scolastica.[2]
A ben vedere non si tratta di competenze che riguardano solo la mera conoscenza del codice BRAILLE o l’uso di qualche strumento tiflologico, bensì riguardano la conoscenza delle modalità di approccio dell’alunno all’uso degli strumenti didattici; la conoscenza delle modalità di progettazione degli spazi e dell’organizzazione in classe; la conoscenza di tutte le fasi riguardanti l’autonomia personale , l’educazione senso-percettiva, l’uso del linguaggio appropriato per evitare l’eccessivo verbalismo tipico dei non vedenti ecc. Solo così può essere assicurata la piena realizzazione degli obiettivi educativi e di formazione che deve garantire l’istituzione scolastica. La sentenza in commento, inoltre, si spinge avanti fino a ritenere che il diritto del disabile all’istruzione ed all’integrazione scolastica è preminente al punto da obbligare l’istituzione scolastica a ricorrere anche a canali diversi dal mero attingimento delle graduatorie per reperire un insegnante di sostegno specializzato.
Inoltre, il Consiglio di Stato non manca di puntualizzare che l’esistenza di un obbligo per gli enti locali di fornire l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap non esclude affatto che l’attività di sostegno debba svolgersi con docenti muniti di specifica specializzazione. Il dettato normativo in tal senso è chiaro [3] allorquando dispone che nelle scuole di ogni ordine e grado, “fermo restando l’obbligo degli enti locali di fornire l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali, sono garantite attività di sostegno mediante l’assegnazione di docenti specializzati”.
[3] Cit. articolo 13, co.3 L. 104 del 1992 il testo dell'articolo
Avv. Giovanna Fronte.
Notifica PEC senza la dizione 'notificazione ai sensi della L. n. 53 del 1994': conseguenze Compenso dell'avvocato in materia tributaria e competenza in caso di lite con il cliente
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