Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2005/05/guida-allici-2005-imposta-comunale-sugli-immobili.html
Timestamp: 2019-04-25 20:01:58+00:00
Document Index: 120331271

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 5', 'art. 52', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 41', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 87', 'art. 16', 'sentenza ']

GUIDA ALL’ICI 2005 (imposta comunale sugli immobili) | Commercialista Telematico
I contribuenti devono presentare al Comune una apposita dichiarazione relativa al possesso degli immobili entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Si tratta della dichiarazione ICI che deve essere presentata, a norma dell’art. 10, comma 4, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, limitatamente agli immobili siti nel territorio dello Stato per i quali, nel corso dell’anno 2004, si sono verificate modificazioni nella soggettività passiva o nella struttura o destinazione dell’immobile che hanno determinato un debito di imposta.
Il modello di dichiarazione per l’anno 2005 è già stato approvato con apposito decreto ministeriale.
Non costituiscono causa di variazione e quindi non determinano l’obbligo di presentazione della dichiarazione:
– l’assoggettamento dell’immobile ad aliquota o aliquote diverse rispetto a quelle applicate per il 2003;
– l’applicazione, per l’abitazione principale, della detrazione nella misura annua superiore ad euro 103,29, o della riduzione dell’imposta fino alla metà, a seguito dell’apposita deliberazione adottata dal Comune;
– l’applicazione della detrazione o riduzione di imposta per gli alloggi regolarmente assegnati in locazione dagli IACP;
– l’aumento, rispetto al 1996, del 5% del valore catastale dei fabbricati e del 25% di quello dei terreni agricoli;
– l’aumento del valore contabile, per effetto dell’aggiornamento dei coefficienti di attualizzazione (Decreto Direttoriale del 15 marzo 2004, pubblicato sulla G.U. n. 70 del 24 marzo 2004), dei fabbricati interamente posseduti da imprese, distintamente contabilizzati, classificabili nel gruppo catastale D e sforniti di rendita catastale;
– la stipulazione di un contratto di locazione finanziaria nel corso dell’anno 2004, riguardante fabbricati il cui valore deve essere calcolato sulla base delle scritture contabili ai sensi del comma 3 dell’art. 5 del D.Lgs. n. 504/ 1992, poiché in tal caso soltanto dal
2005 si avrà la variazione della soggettività passiva.
CALCOLO IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI
Per quanto riguarda i fabbricati, l’ICI si calcola applicando l’aliquota deliberata dal Comune sulla base imponibile, costituita dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5%, e indi moltiplicata:
– per 100 per i fabbricati dei gruppi catastali A, B e C (con esclusione delle categorie A/10 e C/1);
– per 50 per i fabbricati del gruppo catastale D (opifici, ecc.) e della categoria A/10 (studi e uffici);
L’imposta è dovuta proporzionalmente ai mesi dell’anno solare per i quali si è protratto il possesso:
Il mese nel quale la titolarità si è protratta solo in parte è computato per intero in capo al soggetto che ha posseduto l’immobile per almeno 15 giorni, mentre non è computato in capo al soggetto che lo ha posseduto per meno di 15 giorni.
Per conoscerne la misura il contribuente può consultare gli estratti delle deliberazioni comunali disponibili o rivolgersi al Comune ove è ubicato l’immobile.
Sul sito ANCICNC.IT sono pure disponibili le aliquote aggiornate, la sintesi della varie delibere comunali e ogni altra informazione utile per adempiere correttamente.
Per l’unità immobiliare adibita a dimora abituale del contribuente è riconosciuta una detrazione dall’imposta dovuta pari a € 103,29 annue, da rapportare ai mesi durante i quali sussiste tale destinazione.
– elevare l’importo della detrazione fino a € 258, 23 in alternativa alla riduzione fino al 50% dell’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale;
– aumentare detta detrazione anche oltre € 258, 23 fino a concorrenza dell’intera imposta dovuta per l’abitazione principale.
Per conoscere se, quali condizioni ed in che misura sia stabilita la suddetta detrazione, il contribuente deve interpellare il Comune destinatario del versamento dell’imposta o collegarsi al suddetto sito www.ancicnc.t.
Riguardo poi all’ammontare della detrazione stabilita dal Comune per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, occorre ricordare che se detto ammontare non trova totale capienza nell’imposta dovuta per l’abitazione principale deve essere computato, per la parte residua, sull’imposta dovuta per le pertinenze.
– la prima rata, da pagare tra il 1° e il 30 giugno, è pari al 50% dell’imposta dovuta, calcolata sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei 12 mesi dell’anno precedente;
– la seconda rata, da pagare tra il 1° e il 20 dicembre a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, è calcolata applicando le aliquote e le detrazioni deliberate per l’anno in corso e sottraendo quanto già versato a titolo di acconto.
E’ possibile anche effettuare il versamento dell’ICI in un’unica soluzione entro il termine previsto per l’acconto, applicando le aliquote e le detrazioni stabilite dal Comune per l’anno in corso.
Se si posseggono più immobili nello stesso Comune, basterà un unico versamento per l’ICI complessivamente dovuta.
Ravvedimento operoso per i ritardatari
I ritardatari possono pagare l’ICI entro trenta giorni dalla scadenza applicando la sanzione ridotta del 3,75% dell’imposta dovuta, oltre agli interessi legali del 2,5% annuo, calcolati solo sul tributo ed in proporzione ai giorni di ritardo.
Se contribuente effettua il versamento dell’ICI con un ritardo di 22 giorni e l’imposta da pagare è pari ad € 120,00, il calcolo da effettuare è il seguente:
Le persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato possono avvalersi dell’ulteriore facoltà di effettuare il versamento dell’imposta dovuta in unica soluzione, dal 1° al 20 dicembre, con applicazione degli interessi del 3%.
Per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato si considera direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.
A parte l’autonomia regolamentare dei comuni che, in base all’art. 52 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, possono anche adottare differenti modalità di versamento, i pagamenti dell’ICI per l’anno 2005 vanno effettuati utilizzando il modello di bollettino di conto corrente postale approvato con il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero dell’interno, in data 10 dicembre 2001 (pubblicato sul Supplemento ordinario n. 272 alla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2001).
Esenzioni dal tributo
Sono esenti dall’ICI, ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs. n. 504/1992 per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte dalla legge:
a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province, nonché dai comuni, se diversi da quelli indicati nell’ultimo periodo del comma 1 dell’art. 4, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome di cui all’art. 41 della Legge 23 dicembre 1978, n. 833, dalle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali. Detta esenzione vale anche per i consorzi tra enti territoriali ed altri enti che siano individualmente esenti ai sensi di questa stessa disposizione;
c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art. 5-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601;
h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della Legge 27 dicembre 1977, n. 984. Per individuare detti terreni esenti si veda l’elenco allegato alla circolare ministeriale n. 9 del 14/06/1993;
i) gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali e comunque dai soggetti di cui all’art. 87, comma 1, lettera c), del T.U.I.R. di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’art. 16, lettera a), della Legge 20 maggio 1985, n. 222.
L’ente non commerciale soggetto passivo d’imposta per potere godere dell’esenzione dall’ICI, deve avere due requisiti: Il primo è quello di essere un ente non commerciale, il secondo è costituito dall’esercizio nel cespite. Per tale ultimo requisito necessita che l’esercizio dell’attività sia tipizzata (ad esempio per l’ente sportivo che nei propri locali effettivamente svolga la propria attività istituzionale: Tornei, gare, allenamenti, ed anche quanto necessaria, ai fini contabili e amministrativi, per organizzare tali attività), tra le altre, si veda la sentenza della Commissione Tributaria di Lucca n. 16/7/4 del 27/3/2004.