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Timestamp: 2020-01-21 05:30:20+00:00
Document Index: 66099750

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 587', 'art. 587', 'art. 602', 'art. 1362', 'sentenza ']

TESTAMENTO: valido sotto forma di lettera inviata ad uno dei beneficiari – Forum Iuris
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TESTAMENTO: valido sotto forma di lettera inviata ad uno dei beneficiari
Cassazione civile, sezione seconda, sentenza n.26791 del 22/12/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dall’Avv. Costanza Cipullo
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 26791/2016, ha stabilito che è valido il testamento olografo redatto sotto forma di lettera indirizzata ed inviata ad uno dei beneficiari, a condizione che emerga in modo chiaro la volontà del testatore e la riferibilità allo stesso delle disposizioni in esso contenute.
Nel caso di specie il de cuius aveva redatto una lettera autografa in data 9.11.1997 indirizzata ad un amico, che sarebbe stato beneficiario del 5% dell’asse ereditario. Con tale lettera designava eredi il figlio del fratello della moglie premorta e due nipoti, figli della sorella premorta.
Il Tribunale di Velletri, innanzi al quale veniva riunita la causa intentata da una delle nipoti per il riconoscimento del precedente testamento del de cuius, dichiarava riuniti i processi e stabiliva la validità del testamento e di tutte le disposizioni in esso contenute. La domanda delle nipoti veniva rigettata anche in Appello. Le medesime quindi proposero ricorso in Cassazione deducendo, in primo luogo, la “violazione e la falsa applicazione dell’art. 587 c.c. ai sensi del 360 n. 3 c.p.c.” sostenendo, nonostante fosse già stato dichiarato valido in due gradi di giudizio, la mancanza nel testamento dei requisiti essenziali previsti dall’art. 587 c.c.
In secondo luogo deducevano la violazione dell’art. 602 c.c. in quanto assenti, nella lettera, i requisiti essenziali dell’olografia e della data.
La Suprema Corte rigettava il ricorso, ribadendo il principio secondo cui “il giudice di merito nell’interpretazione del testamento deve accertare, secondo il principio generale di ermeneutica enunciato dall’art. 1362 c.c. – applicabile, con gli opportuni adattamenti, anche in materia testamentaria – quale sia l’effettiva volontà del testatore, comunque espressa, valutando congiuntamente e in modo coordinato l’elemento letterale e quello logico dell’atto unilaterale, nel rispetto del principio di conservazione” (Cass. Civ. 23278/13; Cass. Civ. 4022/07).
Tale principio è perfettamente applicabile alla fattispecie in esame, trattandosi di espressione non anomala della volontà testamentaria (Cass. Civ. 8668/1990).
Inoltre, la Cassazione stabilisce che “non vi è alcun rigore formale nel riconoscimento di valore nella sottoscrizione del testamento olografo anche se non fatta con nome e cognome, purchè risulti con certezza la persona del testatore e l’espressione della di lui volontà testamentaria”. Essendo stati indicati nella lettera i nomi degli eredi e del beneficiario e l’esatto ammontare della quota destinata a quest’ultimo, in forza del principio di conservazione della manifestata volontà, risulta evidente l’infondatezza delle deduzioni delle ricorrenti.
In materia di testamento, si segnala, altresì, la seguente pronunzia già oggetto di approfondimento sulla rivista Forum Iuris:
Cassazione civile, sezione seconda, sentenza n.14070 del 08/07/2016: “Quando vi è contrasto tra la situazione di fatto afferente i beni ereditari, esistenti all’epoca della redazione del testamento, e il contenuto delle disposizioni testamentarie che li riguardino, il giudice deve procedere ad interpretare la disposizione testamentaria e non, invece, limitarsi a darne atto, affermando che i correlativi diritti non erano più esistenti”.
Topics: BENEFICIARI FORMA INVIATO LETTERA testamento VALIDO
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Costanza Cipullo
Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza nell'anno 2014, ha svolto il tirocinio forense presso un studio legale che si occupa prevalentemente di diritto civile. Nel settembre 2016 ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense e, successivamente, ha frequentato il Master in diritto ed impresa presso la Business School del Sole 24 Ore. Attualmente collabora presso uno studio legale milanese, occupandosi prevalentemente di contrattualistica con particolare attenzione ai contratti commerciali.