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Timestamp: 2020-07-04 19:06:56+00:00
Document Index: 43307143

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 346', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 366']

Sentenza Cassazione Civile n. 3080 del 06/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3080 del 06/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/02/2017, (ud. 06/12/2016, dep.06/02/2017), n. 3080
sul ricorso 26655-2014 proposto da:
D.C., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR
GEFIL SPA;
avverso la sentenza n. 707/2014 del TRIBUNALE di LA SPEZIA,
“1.- Con la sentenza impugnata il Tribunale di La Spezia ha rigettato l’appello proposto da Gefil spa avverso la sentenza del Giudice di Pace di La Spezia con la quale era stata accolta l’opposizione proposta dall’avv. D. avverso un’ingiunzione di pagamento della somma di Euro 152,82 per violazioni al codice della strada (con condanna di GEFIL SPA al pagamento delle spese del primo grado, liquidate nell’importo di Euro 400,00, oltre accessori); il giudice d’appello ha compensato le spese del secondo grado.
Il ricorso è proposto con due motivi avverso questa compensazione.
2.- Col primo motivo si deduce “violazione e falsa applicazione di norme di diritto relativamente agli artt. 91 e 92 c.p.c. in quanto il Tribunale della Spezia ha inteso compensare le spese di lite senza tener conto della soccombenza dell’Ente impositore ed in assenza di idonea motivazione; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo”.
2.1.- Col secondo motivo si deduce “violazione o falsa applicazione di norme di diritto relativamente agli artt. 346 e 333 c.p.c. in quanto il Tribunale della Spezia non ha inteso le difese mosse dall’avv. D. quale riproposizione delle domande ed eccezioni ex art. 346 c.p.c., classificandole invece quale appello incidentale irrituale e pertanto inammissibile, e ciò anche ai fini della compensazione delle spese di lite”.
3.- Quest’ultimo motivo e la seconda censura del primo motivo sono inammissibili.
Quanto al vizio di “omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo”, esso è dedotto facendo riferimento alla norma dell’art. 360 c.p.c., n. 5 nel testo non applicabile al caso di specie.
Dal momento che la sentenza impugnata è stata pubblicata il 15 luglio 2014, si applica l’art. 360 c.p.c., n. 5, come sostituito dal D.L. n. 83 del 2012, art. 54, comma 1, lett. b), convertito nella L. n. 134 del 2012, che consente esclusivamente la censura di “omesso esame circa un fiuto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti”;
censura, quest’ultima, diversa da quella in esame.
3.1.- Quanto al secondo motivo, l’inammissibilità consegue al mancato rispetto dell’art. 366 c.p.c., n. 6. Infatti, il motivo si basa sul contenuto dell’atto introduttivo del primo grado di giudizio e della comparsa di costituzione in appello ed il ricorso non ne riporta le parti essenziali ai fini dell’ammissibilità della censura.
4.- La prima censura del primo motivo è infine da rigettare.
Il giudice ha indicato le ragioni di compensazione delle spese del secondo grado di giudizio; risulta perciò rispettato l’obbligo di motivazione su cui tanto insiste il ricorrente.
Quanto al relativo contenuto si osserva che, sebbene il giudice abbia fatto riferimento ai giusti motivi, l’iter logico-giuridico seguito per pervenire alla decisione rende evidente come questa sia, almeno in parte, basata su una valutazione di soccombenza reciproca (per come è fatto palese dal riferimento alle “domande rispettivamente avanzate”). Questa valutazione non è censurata col primo motivo; il secondo motivo, che è da intendersi sostanzialmente riferito proprio a tale valutazione, è, invece, inammissibile per le ragioni già dette.
La memoria depositata dal ricorrente non offre argomenti per superare detti motivi, nè la riproduzione degli atti processuali ivi contenuta è idonea a colmare le lacune riscontrate nel ricorso per cassazione (cfr. Cass. ord. n. 26670/14, tra le altre).