Source: https://www.diffamazioni.it/595-cp-e-significato-diffamazione/
Timestamp: 2019-06-19 02:40:28+00:00
Document Index: 84985303

Matched Legal Cases: ['art. 595', 'art. 595', 'art. 595', 'art. 595', 'art. 57', 'art. 57', 'art. 13', 'art. 595', 'art. 595']

L'articolo 595 cp e il significato della diffamazione - Diffamazioni.it
Agosto 7, 2018 0Comments
L’articolo 595 cp (codice penale) disciplina il reato di diffamazione. L’articolo si trova nell’ambito del Titolo XII del codice penale, dedicato ai “delitti contro la persona”. In questo Titolo si trova all’interno del Capo II, intitolato “Dei delitti contro l’onore“. Nello stesso capo si trovava, oltre al reato di diffamazione, anche quello di ingiuria, il quale però è stato ormai depenalizzato.
Contesto dell’articolo 595 cp
Il reato di diffamazione sanzionato dall’articolo 595 cp è dunque un delitto contro “l’onore”. Questo termine rinvia all’insieme delle condizioni da cui dipende il valore sociale di una persona. Come vedremo, bisogna affiancare al concetto di “onore” quello di “decoro”. Per “decoro” si intende invece l’insieme delle qualità fisiche, intellettuali e sociali della persona.
Entrambi questi concetti hanno un senso:
soggettivo: in questo caso onore e decoro significano il sentimento che ciascuna persona ha del proprio valore sociale (decoro) e morale (onore).
oggettivo: onore e decoro in questo senso di identificano con la reputazione di cui ciascuno gode in società.
L’ingiuria offende l’onore e il decoro in senso soggettivo, mentre la diffamazione li offende in senso oggettivo. In altre parole, la diffamazione è una offesa alla reputazione della persona.
Testo dell’articolo 595 del codice penale
L’articolo 595 cp, intitolato “Diffamazione“, così dispone…
Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065,
Spiegazione dell’articolo
Commi 1 e 2 dell’art. 595 cp
Il primo comma dichiara che la diffamazione ricorre “fuori dai casi dell’articolo precedente”. Si tratta di un riferimento all’articolo 594 del codice penale che disciplinava il reato di ingiuria. Ormai l’ingiuria è stata depenalizzata e costituisce ora un illecito civile, tuttavia la definizione rimane valida. L’ingiuria è definita come offesa contro “l’onore o il decoro di una persona presente“. Se ne deduce che l’offesa alla reputazione che caratterizza la diffamazione (art. 595 cp) si verifica quando la persona offesa non è presente.
Il significato della diffamazione è dunque il seguente: la diffamazione è l’offesa alla reputazione di una persona assente, realizzata comunicando con più persone.
La diffamazione è un reato c.d. “comune”, in quanto chiunque può realizzare l’offesa. Parimenti, la persona offesa può essere chiunque. Anzi, la giurisprudenza afferma che l’offesa alla reputazione può riferirsi anche a una società o altra persona giuridica, o persino ad un ente di fatto.
Quando l’offesa è “semplice”, cioè quando non ricorrono circostanze particolari menzionati nei commi successivi, essa è punita con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032. La punizione è più grave nell’ipotesi disciplinata nel secondo comma. Qui abbiamo una prima forma di diffamazione “aggravata” dalla circostanza che l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Se affermiamo che qualcuno è “stupido”, “ladro”, “infedele”, l’offesa è generica. Al contrario, l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato se affermassimo – ad esempio – “Tizio ha rubato più volte in casa dell’anziana signora Priscilla”. Oppure “l’infedele Tizio ha tradito la moglie con due amiche sue”.
Bisogna notare tuttavia che ormai per le ipotesi di diffamazione di cui al primo e al secondo comma dell’art. 595 cp, sussiste generalmente la competenza del giudice di pace e le pene previste sono quelle tipicamente comminate da questo giudice. Infatti, il decreto legislativo 274 del 2000 ha attribuito la diffamazione semplice e quella aggravata solo dall’attribuzione di un fatto determinato alla competenza del giudice di pace. (Tranne che in casi particolari). Questo giudice può applicare la pena pecuniaria della multa da 258 euro a 2.582 euro oppure la pena della permanenza domiciliare da sei giorni a trenta giorni. Ancora, può applicare la pena del lavoro di pubblica utilità per un periodo da dieci giorni a tre mesi.
Commi 3 e 4 dell’art. 595 cp.
Gli ultimi due commi disciplinano forme più gravi di diffamazione. Un primo gruppo di ipotesi aggravate è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516. Si tratta della…
Diffamazione a mezzo stampa. Per “stampa” si intende le “riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione” (legge 47 del 1948). Il codice penale punisce anche il direttore o vicedirettore responsabile di un periodico (art. 57 c.p.). Ciò si realizza quando la diffamazione è avvenuta perché non hanno – per loro colpa – controllato i contenuti del periodico. Nell’ipotesi di stampa non periodica, lo stesso vale per l’editore oppure per lo stampatore (art. 57 bis). Si tenga conto che, se la diffamazione a mezzo stampa consiste inoltre nell’attribuzione di un fatto determinato, si applicano le disposizioni più gravi contemplate dall’art. 13 della legge sulla stampa. (Clicca qui per approfondire).
Diffamazione commessa con qualsiasi altro mezzo di pubblicità. Questo può assumere diverse forme, anche digitali. Pensiamo a tutte le forme di comunicazione tramite internet rivolte a un pubblico indeterminato. (Ad esempio, la diffamazione su Facebook). “Mezzi di pubblicità” sono naturalmente anche la radio e la televisione.
Diffamazione realizzata in atto pubblico.
L’ultimo comma dell’art. 595 cp prevede che le “pene sono aumentate” se l’offesa è diretta verso determinate Istituzioni e autorità. Ciò significa che se una qualsiasi forma di diffamazione riguarda questi soggetti, il reato è ulteriormente aggravato. Inoltre la pena è ancora aumentata fino a un terzo.
Alcune osservazioni di procedura penale…
Per il reato di diffamazione non sono consentite le misure dell’arresto, del fermo e misure cautelari personali.
Come già menzionato, il giudice di pace è normalmente competente per le ipotesi di cui al primo e secondo comma. Negli altri casi è competente il Tribunale monocratico.
Il reato disciplinato dall’art. 595 cp non è procedibile d’ufficio ma a querela di parte. In altre parole, la persona offesa deve manifestare la volontà che si proceda penalmente contro il colpevole.
Scopri di più sul reato di diffamazione leggendo: Reato di diffamazione: cosa è? quando si verifica?
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