Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-32023-del-11-12-2018
Timestamp: 2020-05-27 04:27:19+00:00
Document Index: 143813380

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 111', 'art. 117', 'art. 46', 'art. 32', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 32023 del 11/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32023 del 11/12/2018
Cassazione civile sez. I, 11/12/2018, (ud. 30/10/2018, dep. 11/12/2018), n.32023
sul ricorso nr. 11216 proposto da:
O.I., elettivamente domiciliato in Roma presso la
Massimo Gilardoni giusta procura speciale in data 9/3/2018;
avverso IL DECRETO n. 517/2018 del TRIBUNALE DI BRESCIA, in data
DE RENZIS Luisa, che ha concluso per il rigetto o inammissibilità
Il Tribunale di Brescia sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea, con decreto in data 19/2/2018, ha confermato il provvedimento di rigetto pronunciato dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Brescia in ordine alle istanze avanzate da O.I. nato in (OMISSIS), volte, in via gradata, ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, del diritto alla protezione sussidiaria ed il riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria.
Il richiedente asilo proveniente dalla Nigeria, aveva riferito alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Brescia di essere fuggito dal proprio paese dopo che un attentato aveva distrutto la Chiesa nella quale era andato a vivere dopo essere stato mandato via da casa dalla propria famiglia perchè di fede cristiana.
Avverso il decreto del Tribunale di Brescia ha proposto ricorso per cassazione O.I. affidato a cinque motivi.
Con il secondo e terzo motivo di ricorso il ricorrente solleva questione di legittimità costituzionale, in materia di controversie di protezione internazionale, del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, introdotto dalla L. n. 46 del 2017, art. 6, comma 1, lett. g), per violazione dell’art. 3 Cost., comma 1; art. 24 Cost., commi e 2; art. 111 Cost., commi 1, 2 e 5; art. 117 Cost., comma 1, quest’ultimo parametro così come integrato dall’art. 46, par. 3 della Direttiva numero 32/2013 e dagli artt. 6 e 13 della Cedu, rispettivamente in riferimento alla previsione del rito camerale ex artt. 737 c.p.c. e seg., ed al termine di impugnabilità del decreto solo in Cassazione entro 30 giorni dalla comunicazione a cura della cancelleria del decreto di primo grado.
Con il quinto motivo di ricorso il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32,comma 2, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto il Tribunale di Brescia, nonostante il rischio di un danno grave alla persona e le violenze subite dal ricorrente non ha riconosciuto il diritto alla protezione umanitaria.
In ordine poi ai motivi di carattere umanitario oppure risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato Italiano, in costanza dei quali lo straniero risulta titolare di un diritto soggettivo al rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari (Cass., sez. un., n. 19393/2009 e Cass., sez. un., n. 5059/2017), il giudice ha escluso una situazione di vulnerabilità inerente a diritti umani fondamentali.
Anche alla luce della nuova normativa, D.L. n. 113 del 2018, attualmente in fase di conversione, non cambia l’esito del giudizio non avendo il ricorrente dedotto alcun fatto a fondamento della originaria domanda di protezione umanitaria avente rilievo in riferimento ai casi di permesso speciale di cui al D.L. n. 113 del 2018.
Per quanto sopra si impone il rigetto del ricorso con condanna alle spese del ricorrente secondo il principio della soccombenza che si liquidano come in dispositivo.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che si liquidano in complessive Euro 1800,00 oltre spad.