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Timestamp: 2019-01-16 10:12:33+00:00
Document Index: 2984404

Matched Legal Cases: ['§ 10', '§ 10', 'art. 314', 'art. 8', 'art. 314', 'art. 8']

ï»¿ Â§ 10.6.26 - D.P.R. 11 febbraio 1961, n. 249. Disposizioni relative agli enti operanti nel settore sanitario.
Â§ 10.6.26 - D.P.R. 11 febbraio 1961, n. 249.
Disposizioni relative agli enti operanti nel settore sanitario.
Capitolo: 10.6 istituzioni
Data: 11/02/1961
Art. 1. Â Â Â Â Il Consorzio provinciale antitubercolare Ã¨ amministrato da un Comitato composto dal presidente dell'Amministrazione provinciale, che lo presiede, e da sei altri membri, nominati dal prefetto [...]
Art. 2. Â Â Â Â Il terzo comma dell'art. 314 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, Ã¨ sostituito dal seguente:
Art. 3. Â Â Â Â La Commissione di vigilanza sui manicomi, prevista dall'art. 8 della legge 14 febbraio 1904, n. 36, Ã¨ composta dal medico provinciale, che la presiede, da un funzionario dell'Amministrazione [...]
Art. 4. Â Â Â Â Il Ministero della sanitÃ promuove l'istituzione di appositi centri relativi alle malattie sociali per la tutela sanitaria delle popolazioni.
Art. 5. Â Â Â Â La istituzione e la gestione dei centri puÃ² essere affidata agli enti ospedalieri, ai Consorzi provinciali antitubercolari, ed a qualsiasi altro ente idoneo a svolgere azione di prevenzione e di [...]
Art. 6. Â Â Â Â I centri per le malattie sociali perseguono le seguenti finalitÃ :
Art. 7. Â Â Â Â Le Amministrazioni degli enti, presso i quali i centri sono istituiti, possono contribuire alla gestione dei centri medesimi, fornendo i locali, le attrezzature, il personale e i mezzi [...]
Art. 8. Â Â Â Â Il Ministero della sanitÃ concorre alle spese per l'istituzione ed il funzionamento di ciascun centro con un contributo da prelevarsi dai relativi stanziamenti di bilancio.
Art. 9. Â Â Â Â Per ciascun esercizio finanziario, in apposito capitolo di bilancio del Ministero della sanitÃ , sono stanziate somme da erogare in:
Art. 10. Â Â Â Â All'onere derivante dall'applicazione degli articoli 4 e seguenti del presente decreto, valutato per l'esercizio finanziario 1960-61 in lire un miliardo novecento milioni, si provvede mediante [...]
(G.U. 20 aprile 1961, n. 98).
CONSORZI ANTITUBERCOLARI
COMITATO ANTIMALARICO
COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI MANICOMI
Â Â Â Â Il Consorzio provinciale antitubercolare Ã¨ amministrato da un Comitato composto dal presidente dell'Amministrazione provinciale, che lo presiede, e da sei altri membri, nominati dal prefetto sentito il medico provinciale, dei quali uno scelto tra i medici dei ruoli del Ministero della sanitÃ o fra gli ufficiali sanitari della Provincia, uno scelto fra i membri del Consiglio provinciale di sanitÃ , uno in rappresentanza dell'Ordine dei medici e tre in rappresentanza degli enti consorziati.
Â Â Â Â Il terzo comma dell'art. 314 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, Ã¨ sostituito dal seguente:
Â Â Â Â La Commissione di vigilanza sui manicomi, prevista dall'art. 8 della legge 14 febbraio 1904, n. 36, Ã¨ composta dal medico provinciale, che la presiede, da un funzionario dell'Amministrazione dell'interno, designato dal prefetto e da un medico alienista nominato dal medico provinciale.
CENTRI PER LE MALATTIE SOCIALI
Â Â Â Â Il Ministero della sanitÃ promuove l'istituzione di appositi centri relativi alle malattie sociali per la tutela sanitaria delle popolazioni.
Â Â Â Â Il Ministro per la sanitÃ , sentito il Consiglio superiore di sanitÃ , determina con proprio decreto quali forme morbose possono essere qualificate come malattie sociali ai fini dell'applicazione della presente legge.
Â Â Â Â La istituzione e la gestione dei centri puÃ² essere affidata agli enti ospedalieri, ai Consorzi provinciali antitubercolari, ed a qualsiasi altro ente idoneo a svolgere azione di prevenzione e di assistenza di malattie.
Â Â Â Â I centri per le malattie sociali perseguono le seguenti finalitÃ :
Â Â Â Â a) curano la ricerca e l'accertamento dei casi di malattia e degli stati di predisposizione alla malattia;
Â Â Â Â b) attuano le misure di profilassi e di prevenzione;
Â Â Â Â c) erogano prestazioni ambulatoriali a favore dei malati;
Â Â Â Â d) promuovono, quando si renda opportuno, il ricovero dei malati in ospedale e quello dei bambini in colonie apposite;
Â Â Â Â e) effettuano il controllo sanitario dei guariti e degli stabilizzati;
Â Â Â Â f) eseguono studi e ricerche sull'origine delle malattie sociali e sui mezzi per prevenirle e combatterle;
Â Â Â Â g) curano, per la difesa contro le malattie sociali, la propaganda e la educazione sanitaria;
Â Â Â Â h) provvedono all'esecuzione dei programmi sanitari contro le malattie sociali, predisposti dal Ministero della sanitÃ .
Â Â Â Â Le Amministrazioni degli enti, presso i quali i centri sono istituiti, possono contribuire alla gestione dei centri medesimi, fornendo i locali, le attrezzature, il personale e i mezzi finanziari nei limiti statutari e delle possibilitÃ di bilancio.
Â Â Â Â La gestione dei centri Ã¨ distinta da quella degli altri servizi degli enti.
Â Â Â Â Il Ministero della sanitÃ concorre alle spese per l'istituzione ed il funzionamento di ciascun centro con un contributo da prelevarsi dai relativi stanziamenti di bilancio.
Â Â Â Â Il contributo per il funzionamento dei centri Ã¨ a carattere annuo continuativo. La misura del contributo e le modalitÃ di funzionamento del centro sono stabilite per convenzione tra l'Amministrazione interessata ed il Ministero della sanitÃ , di concerto con il Ministero del tesoro.
Â Â Â Â Per ciascun esercizio finanziario, in apposito capitolo di bilancio del Ministero della sanitÃ , sono stanziate somme da erogare in:
Â Â Â Â a) contributi per agevolare l'impianto ed il funzionamento di centri per le malattie sociali;
Â Â Â Â b) contributi per agevolare l'impianto e il funzionamento di colonie permanenti per bambini ammalati o predisposti alla malattia;
Â Â Â Â c) contributi per lo svolgimento di corsi di perfezionamento e per borse di studio in Italia e all'estero per il personale medico ausiliario.
Â Â Â Â All'onere derivante dall'applicazione degli articoli 4 e seguenti del presente decreto, valutato per l'esercizio finanziario 1960-61 in lire un miliardo novecento milioni, si provvede mediante riduzione del capitolo 61 per lire un miliardo quattrocento cinquanta milioni, del capitolo 62 per lire settanta milioni e del capitolo 72 per lire trecento ottanta milioni dello stato di previsione della spesa del Ministero della sanitÃ per lo stesso esercizio finanziario ed a carico dei corrispondenti capitoli per gli esercizi successivi.
Â Â Â Â Il Ministro per il tesoro Ã¨ autorizzato ad apportare con proprio decreto le variazioni di bilancio occorrenti per l'applicazione del presente decreto.