Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=52
Timestamp: 2020-02-20 09:21:20+00:00
Document Index: 21214596

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 27', 'art. 117']

Sentenza 52/2012 (ECLI:IT:COST:2012:52)
Massima n. 36136 Massima successiva
Appalti pubblici - Norme della Regione Marche - Procedure di aggiudicazione di lavori od opere pubblici di interesse regionale - Criteri di premialità connessi alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro - Sopravvenienza normativa incidente sulle norme censurate - Possibilità che le norme siano state applicate medio tempore - Necessità di procedere allo scrutinio nel merito ed esclusione che possa dichiararsi la cessazione della materia del contendere.
Non può dichiararsi cessata la materia del contendere, dovendosi così procedere allo scrutinio nel merito delle censure avanzate con il ricorso, in quanto, anche se successivamente alla sua presentazione, l'art. 22 della legge della Regione Marche n. 20 del 2011 ha modificato l'art. 2 impugnato, abrogando il comma 5 e sostituendo il comma 4, tuttavia si è in assenza di elementi tali da far ritenere che le disposizioni censurate - rimaste in vigore per oltre sei mesi nella loro formulazione originaria - non abbiano trovato attuazione medio tempore.
- V. le citate sentenze n. 341 del 2010 e n. 164 del 2009.
legge della Regione Marche 04/04/2011 n. 4 art. 2 co. 4
legge della Regione Marche 04/04/2011 n. 4 art. 2 co. 5
Massima n. 36137 Massima successiva Massima precedente
Appalti pubblici - Norme della Regione Marche - Procedure di aggiudicazione di lavori od opere pubblici di interesse regionale - Elementi di valutazione connessi alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro - Considerazione quali criteri di ammissibilità delle offerte anziché quali criteri di valutazione delle offerte medesime - Contrasto con la disciplina statale in tema di qualificazione e selezione dei concorrenti, espressione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela della concorrenza - Illegittimità costituzionale , nel testo vigente prima dello ius superveniens - Assorbimento degli ulteriori profili di censura.
Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, commi 4 e 5, della legge della Regione Marche 4 aprile 2011, n. 4, nel testo vigente prima delle modifiche apportate dall'art. 22 della legge della Regione Marche 31 ottobre 2011, n. 20, per violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., in materia di tutela della concorrenza, perché le disposizioni regionali impugnate dettano una disciplina diversa da quella del d.lgs. n. 163 del 2006, in quanto individuano negli «elementi di valutazione connessi con la tutela della salute e della sicurezza nel cantiere» un criterio di ammissibilità delle offerte, laddove le norme statali li configurano come criteri di valutazione delle offerte medesime.
- V. la citata sentenza n. 43 del 2011.
legge della Regione Marche 31/10/2011 n. 20 art. 22
Massima n. 36138 Massima precedente
Appalti pubblici - Norme della Regione Marche - Procedure di aggiudicazione di lavori od opere pubblici di interesse regionale - Elementi di valutazione connessi alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro - Considerazione quali criteri di ammissibilità delle offerte anziché quali criteri di valutazione delle offerte medesime - Contrasto con la disciplina statale in tema di qualificazione e selezione dei concorrenti, espressione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela della concorrenza - Ius superveniens sostanzialmente coincidente con la formulazione della disposizione impugnata - Illegittimità costituzionale in via consequenziale.
Va dichiarata l'illegittimità costituzionale, in via consequenziale, dell'articolo 2, comma 4, della legge della Regione Marche n. 4 del 2011, nel testo sostituito dall'art. 22 della legge della Regione Marche n. 20 del 2011, in quanto lo ius superveniens è sostanzialmente coincidente con la disposizione impugnata. Sia il testo originario, sia quello vigente, individuano infatti negli «elementi di valutazione connessi con la tutela della salute e della sicurezza nel cantiere» un criterio di ammissibilità delle offerte, prevedendo - il primo come obbligo, il secondo come facoltà per la stazione appaltante - l'inserimento di tale soglia negli atti posti a base della procedura di aggiudicazione. Ne discende, anche in questo caso, in via consequenziale ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, la violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., in materia di tutela della concorrenza.