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Timestamp: 2018-10-16 04:49:14+00:00
Document Index: 129042022

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 157', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 23', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 2']

Divieti di sosta: multe annullate per mancanza di spazi liberiIl Tuo Legale | Il Tuo Legale
Posted on 14 febbraio 2007 13 febbraio 2015 by Avv. Francesca Zambonin
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza a Sezioni Unite Civili del 9 gennaio 2007 n. 116, ha sancito la nullità delle multe elevate per non aver pagato il ticket di parcheggio nei parcheggi a pagamento, quando nelle vicinanze di tale parcheggi non sia stato predisposto anche un parcheggio libero.
Attenzione però, perchè lobbligo di predisporre parcheggi liberi non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 del Codice della Strada “area pedonale” e “zona a traffico limitato, nonché per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968 n. 1444 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate, nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.
CORTE DI CASSAZIONE Sezioni Unite Civili, 9 gennaio 2007 (Ud. 16/11/2006), Sentenza n. 116
CIVILE SEZIONI UNITE
Con ricorso depositato il 30 novembre 2001 presso la Cancelleria del Giudice di Pace di Cagliari l’Avv. G. S. per sé e per la moglie B. P. si opponeva all’intimazione di pagamento di alcune sanzioni applicate dal Comando della Polizia Municipale del Comune di Quartu Sant’Elena per ripetute violazioni all’art. 157 CdS (parcheggio dell’autovettura di proprietà della P., utilizzata dal S., in zona a pagamento senza l’esposizione del tagliando attestante il pagamento delle somme dovute per la sosta).
Il ricorrente chiedeva che venissero dichiarati nulli ed inefficaci tutti i verbali di accertamento e di contestazione notificatigli per manifesta nullità delle delibere della Giunta Municipale e delle ordinanze del Sindaco di Quartu adottate in materia di parcheggi a pagamento nel centro cittadino, nullità derivante dalla mancata previsione di adeguate aree destinate al libero parcheggio, come previsto dal comma 8 dell’art. 7 Cds.
Con sentenza deliberata e depositata il 3 luglio 2002, il Giudice di Pace di Cagliari, in accoglimento del ricorso, dichiarava la nullità ed inefficacia di tutti i verbali di accertamento e contestazione per sosta vietata impugnati, dei quali ordinava la revoca, condannando il Comune di Quartu S.E al rimborso delle spese processuali.
c) che erano inoltre state emanate ordinanze del Sindaco di Quartu S.E., istitutive di ulteriori parcheggi a pagamento, nel periodo dal 18 maggio 1994 al 2 marzo 2001, in nessuna delle quali era state tenuto conto del dettato dell’art. 8 CdS (salvo che nell’ordinanza n. 110 del 6 giugno 1994 che aveva previsto l’istituzione di un parcheggio libero in una zona lontanissima);
3. Con il secondo motivo il ricorrente denuncia difetto di giurisdizione, nonché violazione e falsa applicazione dell’art. 23, terz’ultimo comma, della legge 24 novembre 1981 n. 689, nel suo coordinamento con gli artt. 4 e 5 della legge 20 marzo 1865 n. 22 48, all. E.
Il Giudice di pace di Cagliari ha disapplicato le delibere della Giunta comunale e le ordinanze del Sindaco istitutive dei parcheggi a pagamento riguardanti le contestate infrazioni perché esse (delibere n. 1469 del 21.8.1989, n. 1424 del 16.9.1991 e n. 621 del l’11.5.1994, nonché una serie di ordinanze del Sindaco comprese tra il periodo 18.5.1994 – 2.3.2001) non prevedevano la istituzione di parcheggi liberi né davano atto della preesistenza di tali parcheggi, in violazione dell’art. 8 CdS.
Evidentemente si voleva fare riferimento all’art. 7, comma 8 CdS secondo cui “Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 “area pedonale” e “zona a traffico limitato, nonché per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968 n. 1444 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico”.
Il Giudice di pace ha osservato anche che solo l’ordinanza n. 110 del 6 giugno 1994 aveva previsto l’istituzione di un parcheggio libero, ma questo era situato in zona lontanissima dall’area riguardante le contestate violazioni. Né poteva ritenersi, secondo il medesimo giudice, che l’obbligo di riservare un’adeguata area destinata a parcheggio libero non sussistesse con riferimento ai casi esaminati, in quanto i parcheggi rientravano nella zona definita “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro del Lavoro (più esattamente, dei Lavori Pubblici) 2 aprile 1968, perché il Comune non aveva mai definito come tale l’area in questione né aveva prodotto documentazione da cui risultasse che le strade di cui si trattava rientrassero in agglomerati urbani di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale.
Osserva il Collegio che, in tal modo, il giudice di merito non ha esercitato un inammissibile controllo su scelte di merito rimesse all’esercizio del potere discrezionale dell’amministrazione, ma ha solo rilevato vizi di legittimità dei provvedimenti amministrativi istitutivi delle zone di parcheggio a pagamento, consistenti nella violazione dell’obbligo di prevedere anche aree di parcheggio libero. Nel medesimo senso, con riferimento all’art. 4, comma 8, del codice della strada approvato con d.P.R. 15 giugno 1959 n. 393, si sono già pronunciate queste Sezioni Unite, con la sentenza n. 6348 del 4 dicembre 1984 n. 6348, secondo cui, in ipotesi di irrogazione di sanzione pecuniaria per la sosta di autoveicolo senza l’osservanza delle fasce orarie, fissate nella relativa zona da ordinanza del sindaco, il controllo del giudice ordinario nel giudizio di opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione irrogativa della sanzione, se resta escluso con riguardo alle valutazioni di merito attinenti all’esercizio del potere discrezionale dell’amministrazione, deve ritenersi consentito con riguardo agli eventuali vizi di legittimità del provvedimento medesimo (sia pure al limitato fine della sua disapplicazione) come quello consistente nella violazione dell’obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui venga vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento.
Sul punto il ricorrente non ha formulato specifiche censure deducendo vizi di violazione di legge né ha lamentato difetto di motivazione in relazione al possesso in concreto, da parte delle aree interessate, dei caratteri necessari per rientrare nella zona definita “A” dell’art. 2 citato.
La Corte dichiara improcedibile il controricorso, di chiara la giurisdizione del giudice ordinario e rigetta il ricorso.
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