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Timestamp: 2018-01-20 05:10:49+00:00
Document Index: 140703555

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art.9', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 43', 'arti\n57561', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 10', 'art.7', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 5', 'art.6', 'art. 43', 'art.6', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 45', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 23', 'art. 274', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 43', 'art. 22', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 43', 'art. 6', 'art.7', 'art.44', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 44', 'art. 25', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 43', 'art. 17', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 29', 'art.18', 'art. 30', 'art. 19', 'art. 34', 'art. 31', 'art. 19', 'art. 45', 'art. 32', 'art. 19', 'art. 35', 'art. 50', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 72', 'art. 36', 'art. 73', 'art. 37', 'art. 28', 'art. 45', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 21', 'art. 37', 'art. 9', 'art. 45', 'art. 20', 'art. 45', 'art. 22', 'art. 89', 'art. 51', 'art. 11', 'art. 69', 'art. 38', 'art. 43', 'art. 21', 'art. 43', 'art. 22', 'art. 28', 'art. 54', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 508', 'art. 53', 'art. 10', 'art. 141', 'art. 4', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 6', 'art. 66', 'art. 83', 'art. 70', 'art. 120', 'art. 91', 'art. 2', 'art. 125', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 30', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 53', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 11', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 54']

D. Leg.vo 30/03/2001, n. 165 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN5340
G.U. Suppl. Ord. 09/05/2001, n. 112
- Avviso di rettifica pubblicato in G.U. 16/10/2001, n. 241
- L. 29/07/2003, n. 229
- D.L. 28/05/2004, n. 136 (L. 27/07/2004 n. 186)
- L. 30/09/2004, n. 252
- D.L. 31/01/2005, n. 7 (L. 31/03/2005, n. 43)
- L. 27/07/2005, n. 154
- D. Leg.vo 13/10/2005, n. 217
- D.L. 18/05/2006, n. 181 (L. 17/07/2006 n. 233)
- D.P.R. 10/07/2008 n. 140,
- D. Leg.vo 27/10/2009, n. 150
- C. Cost. 04/04/2011, n. 124
- D.L. 06/07/2011 n. 98 (L. 15/07/2011, n. 111)
- C. Cost. 20/07/2011, n. 246
- Errata Corrige pubblicata in G.U. 27/07/2011 n. 173
- D. Leg.vo 01/08/2011, n. 141
- L. 22/03/2012, n. 38
- D.P.R. 16/04/2013, n. 70
- D.L. 31/08/2013, n. 101 (L. 30/10/2013 n. 125)
- D.L. 12/09/2013, n. 104 (L. 08/11/2013 n. 128)
- D.P.R. 04/09/2013, n. 122
- Sentenza C. Cost. 05/06/2015, n. 98
- D. Leg.vo 20/06/2016, n. 116
- D. Leg.vo 25/11/2016, n. 218
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Art. 1- Finalità ed ambito di applicazione (Art. 1 del d.lgs. n. 29 del 1993, come modificato dall'art. 1 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Le disposizioni del presente decreto disciplinano l'organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, tenuto conto delle autonomie locali e di quelle delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dell'articolo 97, comma primo, della Costituzione, al fine di:
a) accrescere l'efficienza delle amministrazioni in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei Paesi dell'Unione europea, anche mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativ
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Art. 2 - Fonti (Art. 2, commi da 1 a 3 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituiti prima dall'art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1993 e poi dall'art. 2 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Le amministrazioni pubbliche definiscono, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi secondo i rispettivi ordinamenti, le linee fondamentali di organizzazione degli uffici; individuano gli uffici di maggiore rilevanza e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi; determinano le dotazioni organiche complessive. Esse ispirano la loro organizzazione ai seguenti criteri:
a) funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità. A tal fine, periodicamente e comunque all'atto della definizione dei programmi operativi e dell'assegnazione delle risorse, si procede a specifica verifica e ad eventuale revisione;
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Art. 3 - Personale in regime di diritto pubblico (Art. 2, commi 4 e 5 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti dall'art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1993 e successivamente modificati dall'art. 2, comma 2 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. In deroga all'articolo 2, commi 2 e 3, rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti: i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia nonché i dipendenti degli enti che svolgono la loro attività nelle materie contemplate dall'artic
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Art. 4 - Indirizzo politico-amministrativo. Funzioni e responsabilità (Art. 3 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 2 del d.lgs n. 470 del 1993 poi dall'art. 3 del d.lgs n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 1 del d.lgs n.387 del 1998)
1. Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento ditali funzioni, e verificano la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. Ad essi spettano, in particolare:
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Art. 5 - Potere di organizzazione (Art. 4 del d.lgs n.29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 3 del d.lgs n. 546 del 1993, successivamente modificato dall'art.9 del d.lgs n. 96 del 1997, e nuovamente sostituito dall'art. 4 del d.lgs n.80 del 1998)
1. Le amministrazioni pubbliche assumono ogni determinazione organizzativa al fine di assicurare l'attuazione dei principi di cui all'articolo 2, comma 1, e la rispondenza al pubblico interesse dell'azione amministrativa.
2. Nell'ambito d
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Art. 6 - Organizzazione degli uffici e fabbisogni di personale
N83 N116
1. Le amministrazioni pubbliche definiscono l’organizzazione degli uffici per le finalità indicate all’articolo 1, comma 1, adottando, in conformità al piano triennale dei fabbisogni di cui al comma 2, gli atti previsti dai rispettivi ordinamenti, previa informazione sindacale, ove prevista nei contratti collettivi nazionali. N84
2. Allo scopo di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche disponibili e perseguire obiettivi di performance organizzativa, efficienza, economicità e qualità dei servizi ai cittadini, le amministrazioni pubbliche adottano il piano triennale dei fabbisogni di personale, in coerenza con la pianificazione pluriennale delle attività e della performance, nonché con le linee di indirizzo emanate ai sensi dell’artic
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Art. 6-bis - Misure in materia di organizzazione e razionalizzazione della spesa per il funzionamento delle pubbliche amministrazioni
1. Le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, nonché gli enti finanziati direttamente o indirettamente a carico del bilancio dello Stato sono autorizzati, nel rispetto dei principi di concorrenza e di trasparenza, ad acquistare sul mercato i servizi, originar
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Art. 6-ter - Linee di indirizzo per la pianificazione dei fabbisogni di personale
1. Con decreti di natura non regolamentare adottati al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definite, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, linee di indirizzo per orientare le amministrazioni pubbliche nella predisposizione dei rispettivi piani dei fabbisogni di personale ai sensi dell’articolo 6, comma 2, anche con riferimento a fabbisogni pri
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Art. 7 - Gestione delle risorse umane (Art. 7 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 5 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi modificato dall'art. 3 del d.lgs n. 387 del 1998)
1. Le pubbliche amministrazioni garantiscono parità e pari opportunità tra uomini e donne e l'assenza di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all'età, all'orientamento sessuale, alla razza, all'origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua, nell'accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro. Le pubbliche amministrazioni garantiscono altresì un ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo e si impegnano a rilevare, contrastare ed eliminare ogni forma di violenza morale o psichica al proprio interno.
2. Le amministrazioni pubbliche garantiscono la libertà di insegnamento e l'autonomia professionale nello svolgimento dell'attività didattica, scientifica e di ricerca.
3. Le amministrazioni pubbliche individuano criteri certi dì priorità nell'impiego flessibile del personale, purché compatibile con l'organizzazione degli uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio personale, sociale e familiare e dei dipendenti impegnati in attività di volontariato ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266.
4. Le amministrazioni pubbliche curano la formazione e l'aggiornamento del personale, ivi compreso quello con qualifiche dirigenziali, garantendo altresì l'adeguamento dei programmi formativi. al fine di contribuire allo sviluppo della cultura di genere della pubblica amministrazione.
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Art. 7-bis - Formazione del personale
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Art. 8 - Costo del lavoro, risorse finanziarie e controlli (Art. 9 del d.lgs n.29 del 1993)
1. Le amministrazioni pubbliche adottano tutte le misure affinché la spesa per
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Art. 9 - Partecipazione sindacale
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 5, comma 2, i contratti collettivi na
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Art. 10 - Trasparenza delle amministrazioni pubbliche (Art.11 del d.lgs n. 29 del 1993, come modificato dall'art. 43, comma 9 del d. lgs. n. 80 del 1998)
1. L'organismo di cui all'articolo 2, comma 1, lettera mm), della legge 23 ottobre 1992, n.421, ai fini della trasparenza e rapidità del procedimento, definisce, ai sensi dell'arti
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Art. 11 - Ufficio relazioni con il pubblico (Art. 12, commi da 1 a 5-ter del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti dall'art. 7 del d.lgs n. 546 del 1993 e successivamente modificati dall'art. 3 del decreto legge n. 163 del 1995, convertito con modificazioni dalla legge n. 273 del 1995)
1. Le amministrazioni pubbliche, al fine di garantire la piena attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni ed integrazioni, individuano, nell'ambito della propria struttura uffici per le relazioni con il pubblico.
2. Gli uffici per le relazioni con il pubblico provvedono, anche mediante l'utilizzo di tecnologie informatiche:
a) al servizio all'utenza per i diritti di partecipazione di cui al capo III della
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Art. 12 - Uffici per la gestione del contenzioso del lavoro (Art. 12-bis del d.lgs n.29 del 1999, aggiunto dall'art. 7 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. Le amministrazioni pubbliche provvedono, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, a
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Capo II – Dirigenza
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Sezione I - Qualifiche, uffici dirigenziali ed attribuzioni
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Art. 13 - Amministrazioni destinatarie (Art. 13 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 3 del d. lgs. n. 470 del 1993 e poi dall'art. 8 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Le disposizioni del presente capo si applicano alle amministrazioni dello Stato, a
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Art. 14 - Indirizzo politico-amministrativo (Art. 14 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 8 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall'art. 9 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Il Ministro esercita le funzioni di cui all'articolo 4, comma 1. A tal fine periodicamente, e comunque ogni anno entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, anche sulla base delle proposte dei dirigenti di cui all'articolo 16:
b) effettua, ai finì dell'adempimento dei compiti definiti ai sensi della lettera a), l'assegnazione ai dirigenti preposti ai centri di responsabilità delle rispettive amministrazioni delle risorse di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), del presente decreto, ivi comprese quelle di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni ed integrazioni, ad esclusione delle risorse necessarie per il funzionamento degli uffici di cui al comma 2;
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Art. 15 - Dirigenti (Art. 15 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 4 del d.lgs. n. 470 del 1993 e successivamente modificato dall'art. 10 del d.lgs. n. 80 del 1998; Art. 27 del d.lgs. n. 29 del 1993, commi 1 e 3, come sostituiti dall'art.7 del d.lgs. n. 470 del 1993)
1. Nelle amministrazioni pubbliche di cui al presente capo, la dirigenza è articolata nelle due fasce dei ruoli di cui all'articolo 23. Restano salve le particolari disposizioni concernenti le carriere diplomatica e prefettizia e le carriere delle Forze di polizia e delle Forze armate. Per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, è fatto salvo quanto previsto dall'articolo 6.
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Art. 16 - Funzioni dei dirigenti di uffici dirigenziali generali (Art.16 del d.lgs. n.29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 9 del d.lgs. n.546 del 1993 e poi dall'art. 11 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 4 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. I dirigenti di uffici dirigenziali generali, comunque denominati, nell'ambito di quanto stabilito dall'articolo 4 esercitano, fra gli altri, i seguenti compiti e poteri:
a-bis) propongono le risorse e i profili professionali necessari allo svolgimento dei compiti dell'ufficio cui sono preposti anche al fine dell'elaborazione del documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale di cui all'articolo 6, comma 4;
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Art. 17 - Funzioni dei dirigenti (Art. 17 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 10 del d.lgs. n. 546 del 1993 e poi dall'art. 12 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. I dirigenti, nell'ambito di quanto stabilito dall'articolo 4,esercitano, fra gli altri, i seguenti compiti e poteri:
a) formulano proposte ed esprimono pareri ai dirigenti degli uffici dirigenziali generali;
b) curano l'attuazione dei progetti e delle gestioni ad e
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Art. 17-bis - Vicedirigenza
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Art. 18 - Criteri di rilevazione e analisi dei costi e dei rendimenti (Art. 18 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 5 del d.lgs. n. 470 del 1993)
1. Sulla base delle indicazioni di cui all'articolo 59 del presente decreto, i dirigenti preposti ad uffici dirigen
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Art. 19 - Incarichi di funzioni dirigenziali (Art. 19 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 11 del d.lgs. n. 546 del 1993 e poi dall'art. 13 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 5 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. Ai fini del conferimento di ciascun incarico di funzione dirigenziale si tiene conto, in relazione alla natura e alle caratteristiche degli obiettivi prefissati ed alla complessità della struttura interessata, delle attitudini e delle capacità professionali del singolo dirigente, dei risultati conseguiti in precedenza nell'amministrazione di appartenenza e della relativa valutazione, delle specifiche competenze organizzative possedute, nonché delle esperienze di direzione eventualmente maturate all'estero, presso il settore privato o presso altre amministrazioni pubbliche, purché attinenti al conferimento dell'incarico. Al conferimento degli incarichi e al passaggio ad incarichi diversi non si applica l'articolo 2103 del codice civile.
1-bis. L'amministrazione rende conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul sito istituzionale, il numero e la tipologia dei posti di funzione che si rendono disponibili nella dotazione organica ed i criteri di scelta; acquisisce le disponibilità dei dirigenti interessati e le valuta.
1-ter. Gli incarichi dirigenziali possono essere revocati esclusivamente nei casi e con le modalità di cui all'articolo 21, comma 1, secondo periodo.
2. Tutti gli incarichi di funzione dirigenziale nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, sono conferiti secondo le disposizioni del presente articolo. Con il provvedimento di conferimento dell'incarico, ovvero con separato provvedimento del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro competente per gli incarichi di cui al comma 3, sono individuati l'oggetto dell'incarico e gli obiettivi da conseguire, con riferimento alle priorità, ai piani e ai programmi definiti dall'organo di vertice nei propri atti di indirizzo e alle eventuali modifiche degli stessi che intervengano nel corso del rapporto, nonché la durata dell'incarico, che deve essere correlata agli obiettivi prefissati e che, comunque, non può essere inferiore a tre anni né eccedere il termine di cinque anni. La durata dell'incarico può essere inferiore a tre anni se coincide con il conseguimento del limite di età per il collocamento a riposo dell'interessato. Gli incarichi sono rinnovabili. Al provvedimento di conferimento dell'incarico accede un contratto individuale con cui è definito il corrispondente trattamento economico
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Art. 20 - Verifica dei risultati (Art. 20 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art.6 del d.lgs. n. 470 del 1993 e successivamente modificato prima dall'art. 43, comma 1 del d.lgs. n. 80 del 1998 poi dall'art.6 del d.lgs. n. 387 del 1998 e, infine, dagli artt. 5, comma 5 e 10, comma 2 del d.lgs. n. 286 del 1999)
1. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri e per le amministrazioni che esercitano competenze in materia di difesa
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Art. 21 - Responsabilità dirigenziale (Art. 21, commi 1, 2 e 5 del d. lgs. n. 29 del 1993, come sostituiti prima dall'art. 12 del d.lgs. n. 546 del 1993 e poi dall'art. 14 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificati dall'art. 7 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. Il mancato raggiungimento degli obiettivi accertato attraverso le risultanze del sistema di valutazione di cui al Titolo II del decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni ovvero l'inosservanza delle direttive imputabili al dirigen
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Art. 22 - Comitato dei garanti
1. I provvedimenti di cui all'articolo 21, commi 1 e 1-bis, sono adottati sentito il Comitato dei garanti, i cui componenti, nel rispetto del principio di genere, sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Comitato dura in carica tre anni e l'incarico non è rinnovabile.
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Art. 23 - Ruolo dei dirigenti
1. In ogni amministrazione dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, è istituito il ruolo dei dirigenti, che si articola nella prima e nella seconda fascia, nel cui ambito sono definite apposite sezioni in modo da garantire la eventuale specificità tecnica. I dirigenti della seconda fascia sono reclutati attraverso i meccanismi di accesso di
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Art. 23-bis - Disposizioni in materia di mobilità tra pubblico e privato
1. In deroga all'articolo 60 del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, i dirigenti delle pubbliche amministrazioni, nonché gli appartenenti alla carriera diplomatica e prefettizia e, limitatamente agli incarichi pubblici, i magistrati ordinari, amministrativi e contabili e gli avvocati e procuratori dello Stato sono collocati, salvo motivato diniego dell'amministrazione di appartenenza in ordine alle proprie preminenti esigenze organizzative, in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività presso soggetti e organismi, pubblici o privati, anche operanti in sede internazionale, i quali provvedono al relativo trattamento previdenziale. Resta ferma la disciplina vigente in materia di collocamento fuori ruolo nei casi consentiti. Il periodo di aspettativa comporta il mantenimento della qualifica posseduta. È sempre ammessa la ricongiunzione dei periodi contributivi a domanda dell'interessato, ai sensi della legge 7 febbraio 1979, n. 29, presso una qua
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Art. 24 - Trattamento economico (Art. 24 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 13 del d.lgs. n. 546 del 1993 e poi dall'art. 16 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato prima dall'art. 9 del d.lgs n. 387 del 1998 e poi dall'art. 26, comma 6 della legge n. 448 del 1998)
1. La retribuzione del personale con qualifica di dirigente è determinata dai contratti collettivi per le aree dirigenziali, prevedendo che il trattamento economico accessorio sia correlato alle funzioni attribuite, alle connesse responsabilità e ai risultati conseguiti. La graduazione delle funzioni e responsabilità ai fini del trattamento accessorio è definita, ai sensi dell'articolo 4, con decreto ministeriale per le amministrazioni dello Stato e con provvedimenti dei rispettivi organi di governo per le altre amministrazioni o enti, ferma restando comunque l'osservanza dei criteri e dei limiti delle compatibilità finanziarie fissate dal Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro “dell’economia e delle finanze” N89.
1-bis. Il trattamento accessorio collegato ai risultati deve costituire almeno il 30 per cento della retribuzione complessiva del dirigente considerata al netto della retribuzione individuale di anzianità e degli incarichi aggiuntivi soggetti al regime dell'onnicomprensività.
1-ter. I contr
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Art. 25 - Dirigenti delle istituzioni scolastiche (Art. 25-bis del d.lgs. n. 29 del 1993, aggiunto dall'art. 1 del d.lgs. n. 59 del 1998; Art. 25-ter del d.lgs. n. 29 del 1993, aggiunto dall'art. 1 del d.lgs. n. 59 del 1998)
1. Nell'ambito dell'amministrazione scolastica periferica è istituita la qualifica dirigenziale per i capi di istituto preposti alle istituzioni scolastiche ed educative alle quali è stata attribuita personalità giuridica ed autonomia a norma dell'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni ed integrazioni. I dirigenti scolastici sono inquadrati in ruoli di dimensione regionale e rispondono, agli effetti dell'articolo 21, in ordine ai risultati, che sono valutati tenuto conto della specificità delle funzioni e sulla base delle verifiche effettuate da un nucleo di valutazione istituito presso l'amministrazione scolastica regionale, presieduto da un dirigente e composto da esperti anche non appartenenti all'amministrazione stessa.
2. Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell'istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di d
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Art. 26 - Norme per la dirigenza del Servizio sanitario nazionale (Art. 26, commi 1, 2-quinquies e 3 del d.lgs n. 29 del 1993, modificati prima dall'art. 14 del d.lgs. n. 546 del 1993 e poi dall'art. 45, comma 15 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Alla qualifica di dirigente dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo del Servizio sanitario nazionale si accede mediante concorso pubblico per titoli ed esami, al quale sono ammessi candidati in possesso del relativo diploma di laurea, con cinque anni di servizio effettivo corrispondente alla medesima professionalità prestato in enti del Servizio sanitari
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Art. 27 - Criteri di adeguamento per le pubbliche amministrazioni non statali (Art. 27-bis del d.lgs. n. 29 del 1993, aggiunto dall'art. 17 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Le regioni a statuto ordinario, nell'esercizio della propria potestà statutaria, legislativa e regolamentare, e l
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Sezione II - Accesso alla dirigenza e riordino della Scuola superiore della pubblica amministrazione
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Art. 28 - Accesso alla qualifica di dirigente della seconda fascia
1. L'accesso alla qualifica di dirigente nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non economici avviene per concorso N39 indetto dalle singole amministrazioni ovvero per corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione.
2. N40
3. N41
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Art. 28-bis - Accesso alla qualifica di dirigente della prima fascia
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 19, comma 4, l'accesso alla qualifica di dirigente di prima fascia nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non economici avviene, per il cinquanta per cento dei posti, calcolati con riferimento a quelli che si rendono disponibili ogni anno per la cessazione dal servizio dei soggetti incaricati, tramite concorso pubblico per titoli ed esami indetto dalle singole amministrazioni, sulla base di criteri generali stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previo parere della Scuola superiore della pubblica amministrazione.
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Art. 29 - Reclutamento dei dirigenti scolastici
1. Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante corso-concorso selettivo di formazione bandito dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, per tutti i posti vacanti nel triennio, fermo restando il regime autorizzatorio in materia di assunzioni di
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Capo III - Uffici, piante organiche, mobilità e accessi
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Art. 29-bis - Mobilità intercompartimentale
1. Al fine di favorire i processi di mobilità fra i comparti di contrattazione del personale delle pubbli
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Art. 30 - Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse (Art. 33 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 13 del d.lgs. n. 470 del 1993 e poi dall'art. 18 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 20, comma 2 della Legge n. 488 del 1999)
1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all'art. 2, comma 2, appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento, previo assenso dell'amministrazione di appartenenza. Le amministrazioni, fissando preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste, pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere. In via sperimentale e fino all'introduzione di nuove procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di personale delle amministrazioni pubbliche, per il trasferimento tra le sedi centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici nazionali non è richiesto l'assenso dell'amministrazione di appartenenza, la quale dispone il trasferimento entro due mesi dalla richiesta dell'amministrazione di destinazione, fatti salvi i termini per il preavviso e a condizione che l'amministrazione di destinazione abbia una percentuale di posti vacanti superiore all'amministrazione di appartenenza. Per agevolare le procedure di mobilità la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica istituisce un portale finalizzato all'incontro tra la domanda e l'offerta di mobilità. N63
1-bis. L'amministrazione di destinazione provvede alla riqualificazione dei dipendenti la cui domanda di trasferimento è accolta, eventualmente avvalendosi, ove sia necessario predisporre percorsi specifici o settoriali di formazione, della Scuola nazionale dell'amministrazione. All'attuazione del presente comma si provvede utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. N63
1-ter. La dipendente vittima di violenza di genere inserita in specifici percorsi di protezione, debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza, può presentare domanda di trasferimento ad altra amministrazione pubblica ubicata in un comun
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Art. 31 - Passaggio di dipendenti per effetto di trasferimento di attività (Art. 34 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 19 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Fatte salve le disposizioni speciali, nel caso di trasferimento o conferimento di
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Art. 32 - Collegamento con le istituzioni internazionali, dell'Unione europea e di altri Stati. Esperti nazionali distaccati
1. Le amministrazioni pubbliche favoriscono e incentivano le esperienze del proprio personale presso le istituzioni europee, le organizzazioni internazionali nonché gli Stati membri dell'Unione europea, gli Stati candidati all'adesione all'Unione e gli altri Stati con i quali l'Italia intrattiene rapporti di collaborazione, ai sensi della lettera c), al fine di favorire lo scambio internazionale di esperienze amministrative e di rafforzare il collegamento tra le amministrazioni di provenienza e quelle di destinazione. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche possono
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Art. 33 - Eccedenze di personale e mobilità collettiva
1. Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista dall'articolo 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono tenute ad osservare le procedure previste dal presente articolo dandone immediata comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica.
3. La mancata attivazione delle procedu
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Art. 34 - Gestione del personale in disponibilità (Art. 35-bis del d. lgs. n. 29 del 1993, aggiunto dall'art. 21 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Il personale in disponibilità è iscritto in appositi elenchi secondo l'ordine cronologico di sospensione del relativo rapporto di lavoro.
2. Per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo e per gli enti pubblici non economici nazionali, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri forma e gestisce l'elenco, avvalendosi anche, ai fini della riqualificazione professionale del personale e della sua ricollocazione in altre amministrazioni, della collaborazione delle strutture regionali e provinciali di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e realizzando opportune forme di coordinamento con l'elenco di cui al comma 3.
3. Per le altre amministrazioni, l'elenco è tenuto dalle strutture regionali e provinciali di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e successive modificazioni ed integrazioni, alle quali sono affidati i compiti d
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Art. 34-bis - Disposizioni in materia di mobilità del personale
1. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2,con esclusione delle amministrazioni previste dall'articolo 3, comma 1, ivi compreso il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, prima di avviare le procedure di assunzione di personale, sono tenute a comunicare ai soggetti di cui all'articolo 34, commi 2 e 3, l'area, il livello e la sede di destinazione per i quali si intende bandire il concorso nonché, se necessario, le funzioni e le eventuali specifiche idoneità richieste.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Ministero dell'ec
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Art. 35 - Reclutamento del personale (Art. 36, commi da 1 a 6 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituiti prima dall'art. 17 del d.lgs. n. 546 del 1993 e poi dall'art. 22 del d.lgs. n. 80 del 1998, successivamente modificati dall'art. 2, comma 2-ter del decreto legge 17 giugno 1999, n. 180 convertito con modificazioni dalla legge n. 269 del 1999; Art. 36-bis del d.lgs. n. 29 del 1993, aggiunto dall'art. 23 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 274, comma 1, lett. aa) del d.lgs. n. 267 del 2000)
1. L'assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro:
a) tramite procedure selettive, conformi ai principi del comma 3, volte all'accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l'accesso dall'esterno;
2. Le assunzioni obbligatorie da parte delle amministrazioni pubbliche, aziende ed enti pubblici dei soggetti di cui alla legge 12 marzo 1999, n.68, avvengono per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della vigente normativa, previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere. Per il coniuge superstite e per i figli del personale delle Forze armate, delle Forze dell'ordine, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del personale della Polizia municipale deceduto nell'espletamento del servizio, nonché delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466, e successive modificazioni ed integrazioni, tali assunzioni avvengono per chiamata diretta nominativa.
3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi:
a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscan9 l'imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all'ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione;
b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requi
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Art. 35-bis. - Prevenzione del fenomeno della corruzione nella formazione di commissioni e nelle assegnazioni agli uffici
1. Coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato
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Art. 36 - Personale a tempo determinato o assunto con forme di lavoro flessibile
1. Per le esigenze connesse con il proprio fabbisogno ordinario le pubbliche amministrazioni assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato seguendo le procedure di reclutamento previste dall'articolo 35.
2. “Le amministrazioni pubbliche possono stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, contratti di formazione e lavoro e contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato, nonché avvalersi delle forme contrattuali flessibili previste dal codice civile e dalle altre leggi sui rapporti di lavoro nell’impresa, esclusivamente nei limiti e con le modalità in cui se ne preveda l’applicazione nelle amministrazioni pubbliche.” N99 “Le amministrazioni pubbliche possono stipulare i contratti di cui al primo periodo del presente comma soltanto per comprovate esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale e nel rispetto delle condizioni e modalità di reclutamento stabilite dall’articolo 35.” N99 “I contratti di lavoro subordinato a tempo determinato possono essere stipulati nel rispetto degli
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Art. 37 - Accertamento delle conoscenze informatiche e di lingue straniere nei concorsi pubblici (Art. 36-ter del d.lgs. n.29 del 1993, aggiunto dall'art. 13 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. A decorrere dal 1^ gennaio 2000 i bandi di concorso per l'accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, prevedono l'accertamento della conoscenza dell'usa delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche pi&
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Art. 38 - Accesso dei cittadini degli Stati membri della Unione europea (Art. 37 d.lgs n. 29 del 1993, come modificato dall'art. 24 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. I cittadini degli Stati membri dell'Unione europea "e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente" N47possono accedere ai posti di lavoro presso te amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengon
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Art. 39 - Assunzioni obbligatorie delle categorie protette e tirocinio per portatori di handicap (Art. 42 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1993 e modificato prima dall'art. 43, comma 1 del d.lgs. n. 80 del 1998 e poi dall'art. 22, comma 1 del d.lgs n. 387 del 1998)
1. Le amministrazioni pubbliche promuovono o propongono programmi di assunzioni per portatori di handi
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Art. 39-bis - Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità)
1. Presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri è istituita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità, di seguito Consulta.
2. La Consulta è composta da un rappresentante del Dipartimento della funzione pubblica, u
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Art. 39-ter - Responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilità
1. Al fine di garantire un’efficace integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità, le amministrazioni pubbliche con pi&
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Art. 39-quater - Monitoraggio sull’applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68
1. Al fine di verificare la corretta e uniforme applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68, le amministrazioni pubbliche, tenute a dare attuazione alle disposizioni in materia di collocamento obbligatorio, inviano il prospetto informativo di cui all’
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TITOLO III - CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E RAPPRESENTATIVITÀ SINDACALE
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Art. 40 - Contratti collettivi nazionali e integrativi (Art. 45 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 15 del d.lgs. n. 470 del 1993 e dall'art. 1 del d.lgs. n. 396 del 1997 e successivamente modificato dall'art. 43, comma 1 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. La contrattazione collettiva disciplina il rapporto di lavoro e le relazioni sindacali e si svolge con le modalità previste dal presente decreto. Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilità, la contrattazione collettiva è consentita nei limiti previsti dalle norme di legge. Sono escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti all’organizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi dell’articolo 9, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali, nonché quelle di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421. N84
2. Tramite appositi accordi tra l'ARAN e le Confederazioni rappresentative, secondo le procedure di cui agli articoli 41, comma 5, e 47, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono definiti fino a un massimo di quattro comparti di contrattazione collettiva nazionale, cui corrispondono non più di quattro separate aree per la dirigenza. Una apposita “area o” N78 sezione contrattuale di un'area dirigenziale riguarda la dirigenza del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale, per gli effetti di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. Nell'ambito dei comparti di contrattazione possono essere costituite apposite sezioni contrattuali per specifiche professionalità.
3. La contrattazione collettiva disciplina, in coerenza con il settore privato, la struttura contrattuale, i rapporti tra i diversi livelli e la durata dei contratti collettivi nazionali e integrativi. La durata viene stabilita in modo che vi sia coincidenza fra la vigenza della disciplina giuridica e di quella economica.
3-bis. Le pubbliche amministrazioni attivano autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa, nel rispetto dell'artic
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Art. 40-bis - Controlli in materia di contrattazione integrativa
2. Per le amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, nonché per gli enti pubblici non economici e per gli enti e le istituzioni di ricerca con organico superio
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Art. 41 - Poteri di indirizzo nei confronti dell'ARAN
1. Il potere di indirizzo nei confronti dell'ARAN e le altre competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale sono esercitati dalle pubbliche amministrazioni attraverso le proprie istanze associative o rappresentative, le quali costituiscono comitati di settore che regolano autonomamente le proprie modalità di funzionamento e di deliberazione. In ogni caso, le deliberazioni assunte in materia di indirizzo all'ARAN o di parere sull'ipotesi di accordo nell'ambito della procedura di contrattazione collettiva di cui all'articolo 47, si considerano definitive e non richiedono ratifica da parte delle istanze associative o rappresentative delle pubbliche amministrazioni del comparto.
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Art. 42 - Diritti e prerogative sindacali nei luoghi di lavoro (Art. 47 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 6 del d.lgs. n. 396 del 1997)
1. Nelle pubbliche amministrazioni la libertà e l'attività sindacale sono tutelate nelle forme previste dalle disposizioni della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni ed integrazioni. Fino a quando non vengano emanate norme di carattere generale sulla rappresentatività sindacale che sostituiscano o modifichino tali disposizioni, le pubbliche amministrazioni, in attuazione dei criteri di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b) della legge 23 ottobre 1992, n. 421, osservano le disposizioni seguenti in materia di rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini dell'attribuzione dei diritti e delle prerogative sindacali nei luoghi di lavoro e dell'esercizio della contrattazione collettiva.
2. In ciascuna amministrazione, ente o struttura amministrativa di cui al comma 8, le organizzazioni sindacali che, in base ai criteri dell'articolo 43, siano ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, possono costituire rappresentanze sindacali aziendali ai sensi dell'articolo 19 e seguenti della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni ed integrazioni. Ad esse spettano, in proporzione alla rappresentatività, le garanzie previste dagli articoli 23, 24 e 30 della medesima legg
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Art. 43 - Rappresentatività sindacale ai fini della contrattazione collettiva (Art. 47-bis del d.lgs. n. 29 del 1993, aggiunto dall'art.7 del d.lgs. n. 396 del 1997, modificato dall'art.44, comma 4 del d.lgs. n. 80 del 1998; Art. 44 comma 7 del d.lgs. n. 80 del 1998, come modificato dall'art. 22, comma 4 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. L'ARAN ammette alla contrattazione collettiva nazionale le organizzazioni sindacali che abbiano nel comparto o nell'area una rappresentatività non inferiore al 5 per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale. Il dato associativo è espresso dalla percentuale delle deleghe per il versamento dei contributi sindacali rispetto al totale delle deleghe rilasciate nell'ambito considerato. Il dato elettorale è espresso dalla percentuale dei voti ottenuti nelle elezioni delle rappresentanze unitarie del personale, rispetto al totale dei voti espressi nell'ambito considerato.
2. Alla contrattazione collettiva nazionale per il relativo comparto o area partecipano altresì le confederazioni alle quali le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva ai sensi del comma 1 siano affiliate.
3. L'ARAN sottoscrive i contratti collettivi verificando previamente, sulla base della rappresentatività accertata per l'ammissione alle trattative ai sensi del comma 1, che le organizzazioni sindacali che aderiscono all'ipotesi di accordo rappresentino nel loro complesso almeno il 51 per cento come media tra dato associativo e dato elettorale n
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Art. 44 - Nuove forme di partecipazione alla organizzazione del lavoro (Art. 48 del d.lgs. n.29 del 1993, come sostituito dall'art. 16 del d.lgs. n. 470 del 1993)
1. In attuazione dell'articolo 2, comma 1 lettera a), della legge 23 ottobre 1992, n.
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Art. 45 - Trattamento economico (Art. 49 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 23 del d.lgs. n. 546 del 1993)
1. Il trattamento economico fondamentale ed accessorio fatto salvo quanto previsto all'articolo 40, commi 3-ter e 3-quater, e all'articolo 47-bis, comma 1, è definito dai contratti collettivi.
2. Le amministrazioni pubbliche garantiscono ai propri dipendenti di cui all'articolo 2, comma 2, parità di trattamento contrattuale e comunque trattamenti non inferiori a quelli previsti dai rispettivi contra
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Art. 46 - Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Art. 50, commi da 1 a 12 e 16 del d.lgs. n. 29 del 1993,come sostituiti prima dall'art. 17 del d.lgs. n. 470 del 1993 e poi dall'art. 2 del d.lgs. n. 396 del 1997)
1. Le pubbliche amministrazioni sono legalmente rappresentate dall'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - ARAN, agli effetti della contrattazione collettiva nazionale. L'ARAN esercita a livello nazionale, in base agli indirizzi ricevuti ai sensi degli articoli 41 e 47, ogni attività relativa alle relazioni sindacali, alla negoziazione dei contratti collettivi e alla assistenza delle pubbliche amministrazioni ai fini dell'uniforme applicazione dei contratti collettivi. Sottopone alla valutazione della commissione di garanzia dell'attuazione della legge 12 giugno 1990, n. 146, e successive modificazioni e integrazioni, gli accordi nazionali sulle prestazioni indispensabili ai sensi dell'articolo 2 della legge citata.
2. Le pubbliche amministrazioni possono avvalersi dell'assistenza dell'ARAN ai fini della contrattazione integrativa. Sulla base di apposite intese, l'assistenza può essere assicurata anche collettivamente ad amministrazioni dello stesso tipo o ubicate nello stesso ambito territoriale. Su richiesta dei comitati di settore, in relazione all'articolazione della contrattazione collettiva integrativa nel comparto ed alle specifiche esigenze delle pubbliche amministrazioni interessate, possono essere costituite, anche per periodi determinati, delegazioni dell'ARAN su base regionale o pluriregionale.
3. L'ARAN cura le attività di studio, monitoraggio e documentazione necessarie all'esercizio della contrattazione collettiva. Predispone a cadenza semestrale, ed invia al Governo, ai comitati di settore dei comparti regioni e autonomie locali e sanità e alle commissioni parlamentari competenti, un rapporto sull'evoluzione delle retribuzioni di fatto dei pubblici dipendenti. A tale fine l'ARAN si avvale della collaborazione dell'ISTAT per l'acquisizione di informazioni statistiche e per la formulazione di modelli statistici di rilevazione. L'ARAN si avvale, altresì, della collaborazione del Ministero dell'economia e delle finanze che garantisce l'accesso ai dati raccolti in sede di p
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Art. 47 - Procedimento di contrattazione collettiva
1. Gli indirizzi per la contrattazione collettiva nazionale sono emanati dai Comitati di settore prima di ogni rinnovo contrattuale.
2. Gli atti di indirizzo delle amministrazioni di cui all'articolo 41, comma 2, emanati dai rispettivi comitati di settore, sono sottoposti al Governo che, nei successivi venti giorni, può esprimere le sue valutazioni per quanto attiene agli aspetti riguardanti la compatibilità con le linee di politica economica e finanziaria nazionale. Trascorso inutilmente tale termine l'atto di indirizzo può essere inviato all'ARAN.
3. Sono altresì inviati appositi atti di indirizzo all'ARAN in tutti gli altri casi in cui è richiesta una attività negoziale. L'ARAN informa costantemente i comitati di settore e il Governo sullo svolgimento delle trattative.
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Art. 47-bis - Tutela retributiva per i dipendenti pubblici
1. Decorsi sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria che dispone in materia di rinnovi dei contratti collettivi per il periodo di riferimento, gli incrementi previsti per il
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Art. 48 - Disponibilità destinate alla contrattazione collettiva nelle amministrazioni pubbliche e verifica (Art. 52 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituto prima dall'art. 19 del d.lgs. n. 470 del 1993 e poi dall'art. 5 del d.lgs. n. 396 del 1997 e successivamente modificato dall'art. 14, commi da 2 a 4 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. Il Ministero “dell’economia e delle finanze” N89, quantifica, in coerenza con i parametri previsti dagli strumenti di programmazione e di bilancio di cui all'articolo 1-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni e integrazioni. l'onere derivante dalla contrattazione collettiva nazionale a carico del bilancio dello Stato con apposita norma da inserire nella legge finanziaria ai sensi dell'articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni ed integrazioni. Allo stesso modo sono determinati gli eventuali oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato per la contrattazione integrativa delle amministrazioni dello Stato di cui all'ar
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Art. 49 - Interpretazione autentica dei contratti collettivi
1. Quando insorgano controversie sull'interpretazione dei contratti collettivi, le parti che li han
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Art. 50 - Aspettative e permessi sindacali (Art. 54, commi da 1 a 3 e 5 del d.lgs. n. 29 del 1993, come modificati prima dall'art. 20 del d.lgs n. 470 del 1993 poi dall'art. 2 del decreto legge n. 254 del 1996, convertito con modificazioni dalla legge n. 365 del 1996, e, infine, dall'art. 44, comma 5 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Al fine del contenimento, della trasparenza e della razionalizzazione delle aspettative e dei permessi sindacali nel settore pubblico, la contrattazione collettiva ne determina i limiti massimi in un apposito accordo, tra l'ARAN e le confederazioni sindacali rappresentative ai sensi dell'articolo 43.
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Art. 50-bis. - Personale delle rappresentanze diplomatiche e consolari e degli istituti italiani di cultura all'estero
1. In considerazione di quanto disposto dall'articolo 42, comma3-bis, le disposizioni
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TITOLO IV - RAPPORTO Dl LAVORO
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Art. 51 - Disciplina del rapporto di lavoro (Art. 55 del d.lgs. n. 29 del 1993)
1. Il rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche è disc
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Art. 52 - Disciplina delle mansioni (Art. 56 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 25 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 15 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per e quali è stato assunto o alle mansioni equivalenti nell'ambito dell'area di inquadramento ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a). L'esercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla qualifica di appartenenza non ha effetto ai fini dell'inquadramento del lavoratore o dell'assegnazione di incarichi di direzione.
1-bis. I dipendenti pubblici, con esclusione dei dirigenti e del personale docente della scuola, delle accademie, conservatori e istituti assimilati, sono inquadrati in almeno tre distinte aree funzionali. Le progressioni all'interno della stessa area avvengono secondo
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Art. 53 - Incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi (Art. 58 del d.lgs. n. 29 del 1993, come modificato prima dall'art. 2 del decreto legge n. 358 del 1993, convertito dalla legge n. 448 del 1993, poi dall'art. 1 del decreto legge n. 361 del 1995, convertito con modificazioni dalla legge n. 437 del 1995, e, infine, dall'art. 26 del d.lgs. n. 80 del 1998 nonché dall'art. 16 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. Resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli articoli 60 e seguenti del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, salva la deroga prevista dall'articolo 23-bis del presente decreto, nonché, per i rapporti di lavoro a tempo parziale, dall'articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 marzo 1989, n. 117 e dall'articolo 1, commi 57 e seguenti della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Restano ferme altresì le disposizioni di cui agli articoli 267, comma 1, 273, 274, 508 nonché 676 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, all'articolo 9, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1992, n. 498, all'articolo 4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, ed ogni altra successiva modificazione ed integrazione della relativa disciplina.
3. Ai fini previsti dal comma 2, con appositi regolamenti, da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono individuati gli incarichi consentiti e quelli vietati ai magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, nonché agli avvocati e procuratori dello Stato, sentiti, per le diverse magistrature, i rispettivi istituti.
3-bis. Ai fini previsti dal comma 2, con appositi regolamenti emanati su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con i Ministri interessati, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 R, e successive modificazioni, sono individuati, secondo criteri differenziati in rapporto alle diverse qualifiche e ruoli professionali, gli incarichi vietati ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2. N19
4. Nel caso in cui i regolamenti di cui al comma 3 non siano emanati, l'attribuzione degli incarichi è consentita nei soli casi espressamente previsti dalla legge o da altre fonti normative.
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Art. 54 - Codice di comportamento
1. Il Governo definisce un codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni al fine di assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell'interesse pubblico. Il codice contiene una specifica sezione dedicata ai doveri dei dirigenti, articolati in relazione alle funzioni attribuite, e comunque prevede per tutti i dipendenti pubblici il divieto di chiedere o di a
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Art. 54-bis. - Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti
1. Il pubblico dipendente che, nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione, segnala al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza di cui all’articolo 1, comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190, ovvero all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all’autorità giudiziaria ordinaria o a quella contabile, condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione. L’adozione di misure ritenute ritorsive, di cui al primo periodo, nei confronti del segnalante è comunicata in ogni caso all’ANAC dall’interessato o dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell’amministrazione nella quale le stesse sono state poste in essere. L’ANAC informa il Di
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Art. 55 - Responsabilità, infrazioni e sanzioni, procedure conciliative
1. Le disposizioni del presente articolo e di quelli seguenti, fino all'articolo 55-octies, costituiscono norme imperative, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile, e si applicano ai rapporti di lavoro di cui all'articolo 2, comma 2, alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2. “La violazione dolosa o colposa delle suddette disposizioni costituisce illecito disciplinare in capo ai dipendenti preposti alla loro applicazione.”
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Art. 55-bis - Forme e termini del procedimento disciplinare
1. Per le infrazioni di minore gravità, per le quali è prevista l’irrogazione della sanzione del rimprovero verbale, il procedimento disciplinare è di competenza del responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente. Alle infrazioni per le quali è previsto il rimprovero verbale si applica la disciplina stabilita dal contratto collettivo. N121
2. Ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento e nell’ambito della propria organizzazione, individua l’ufficio per i procedimenti disciplinari competente per le infrazioni punibili con sanzione superiore al rimprovero verbale e ne attribuisce la titolarità e responsabilità. N121
3. Le amministrazioni, previa convenzione, possono prevedere la gestione unificata delle funzioni dell’ufficio competente per i procedimenti disciplinari, senza maggiori oneri per la finanza pubblica. N121
4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 55-quater, commi 3-bis e 3-ter, per le infrazioni per le quali è prevista l’irrogazione di sanzioni superiori al rimprovero verbale, il responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente, segnala immediatamente, e comunque entro dieci giorni, all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari i fatti ritenuti di rilevanza disciplinare di cui abbia avuto conoscenza. L’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari, con immediatezza e comunque non oltre trenta giorni decorrenti dal ricevimento della predetta segnalazione, ovvero dal momento in cui abbia altrimenti avuto piena conoscenza dei fatti ritenuti di rilevanza disciplinare, provvede alla contestazione scritta dell’addebito e convoca l’interessato, con un p
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Art. 55-ter - Rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento penale
1. Il procedimento disciplinare, che abbia ad oggetto, in tutto o in parte, fatti in relazione ai quali procede l'autorità giudiziaria, è proseguito e concluso anche in pendenza del procedimento penale. N107 “Per le infrazioni per le quali è applicabile una sanzione superiore alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a dieci giorni, l’ufficio competente per i procedimenti disciplinari” N125, nei casi di particolare complessità dell'accertamento del fatto addebitato al dipendente e quando all'esito
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Art. 55-quater - Licenziamento disciplinare
f) condanna penale definitiva, in relazione alla quale è prevista l'interdizi
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Art. 55-quinquies - False attestazioni o certificazioni
1. Fermo quanto previsto dal codice penale, il lavoratore dipendente di una pubblica amministrazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 400 ad euro
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Art. 55-sexies - Responsabilità disciplinare per condotte pregiudizievoli per l'amministrazione e limitazione della responsabilità per l'esercizio dell'azione disciplinare
1. La violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa, che abbia determinato la condanna dell’amministrazione al risarcimento del danno, comporta comunque, nei confronti del dipendente responsabile, l’applicazione della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi, in proporzione all’entità del risarcimento, salvo che ricorrano i presupposti per l’applicazione di una più grave sanzione disciplinare.
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Art. 55-septies - Controlli sulle assenze
1. Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. “I controlli sulla validità delle suddette certificazioni restano in capo alle singole amministrazioni pubbliche interessate.” N100
2. In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica è inviata per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia, all'Istituto nazionale della previdenza sociale, secondo le modalità stabilite per la trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato dalla normativa vigente, e in particolare dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto dall'articolo 50, comma 5-bis, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, introdotto dall'articolo 1, comma 810, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dal predetto Istituto è immediatamente “resa disponibile” N128, con le medesime modalità, all'amministrazione interessata. “L’Istituto nazionale della previdenza sociale utilizza la medesim
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Art. 55-octies - Permanente inidoneità psicofisica
1. Nel caso di accertata permanente inidoneità psicofisica al servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 2, comma 2, l'amministrazione può risolvere il rapporto di lavoro. Con regolamento da emanarsi, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b), della
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Art. 55-novies - Identificazione del personale a contatto con il pubblico
1. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che svolgono attività a contatto con il pubblico sono tenuti a rendere conoscibile il proprio nominativ
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Art. 56 - Impugnazione delle sanzioni disciplinari (Art. 59-bis del d.lgs. n. 29 del 1993, aggiunto dall'art. 28 del d.lgs. n. 80 del 1998)
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Art. 57 – Pari opportunità (Art. 61 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 29 del d.lgs. n. 546 del 1993, successivamente modificato prima dall'art. 43, comma 8 del d.lgs. n. 80 del 1998 e poi dall'art. 17 del d.lgs. n. 387 del 1998)
01. Le pubbliche amministrazioni costituiscono al proprio interno, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il "Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni" che sostituisce, unificando le competenze in un solo organismo, i comitati per le pari opportunità e i comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, costituiti in applicazione della contrattazione collettiva, dei quali assume tutte le funzioni previste dalla legge, dai contratti collettivi relativi al personale delle amministrazioni pubbliche o da altre disposizioni.
02. Il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni ha composizione paritetica ed è formato da un componente designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello di amministrazione e da un pari numero di rappresentanti dell'amministrazione in modo da assicurare nel complesso la presenza paritaria di entrambi i generi. Il presidente del Comitato unico di garanzia &egra
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TITOLO V - CONTROLLO DELLA SPESA
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Art. 58 - Finalità (Art. 63 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 30 del d.lgs. n. 546 del 1993)
1. Al fine di realizzare il più efficace controllo del costo del lavoro, il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, provvede all’acquisizione delle informazioni relative al pe
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Art. 59 - Rilevazione dei costi (Art. 64 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 31 del d.lgs. n. 546 del 1993)
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Art. 60 - Controllo del costo del lavoro (Art. 65 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 32 del d.lgs. n. 546 del 1993)
1. Il Ministero “dell’economia e delle finanze” N89, “- Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato” N78 d'intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, definisce “le modalità di acquisizione” N89 della consistenza del personale, in servizio e in quiescenza “presso le amministrazioni pubbliche” N78, e delle relative spese, ivi compresi gli oneri previdenziali e le entrate derivanti dalle contribuzioni, anche per la loro evidenziazione “, limitatamente al personale dipendente dei ministeri,” N78 a preventivo e a consuntivo, mediante allegati “al bilancio dello Stato” N89. Il Ministero “dell’economia e delle finanze” N89 “- Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato” N78 elabora, “altresì, il” N89
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Art. 61 - interventi correttivi del costo del personale (Art. 66 del d.lgs. n. 29 del 1993)
1. Fermo restando il disposto dell'articolo “17, comma 12-bis, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,” N89 e successive modificazioni ed integrazioni, e salvi i casi di cui ai commi successivi, qualora si verifichino o siano prevedibili, per qualunque causa, scostamenti rispetto agli stanziamenti previsti per le spese destinate al personale, il Ministro “dell’economia e delle finanze”
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Art. 62 - Commissario del Governo (Art. 67 del d.lgs. n. 29 del 1993)
1. Il Commissario del Governo, fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'
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TITOLO VI - GIURISDIZIONE
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Art. 63. - Controversie relative ai rapporti di lavoro (Art. 68 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 33 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall'art. 29 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art.18 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. Sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, ad eccezione di quelle relative ai rapporti di lavoro di cui al comma 4, incluse le controversie concernenti l'assunzione al lavoro, il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali e la responsabilità dirigenziale, nonché quelle concernenti le indennità di fine rapporto, comunque denominate e corrisposte, ancorché vengano in questione atti amministrativi presupposti. Quando questi ultimi siano rilevanti ai fini della decisione, il giudice li disapplica, se illegittimi. L'impugnazione davanti al giudice amministrativo dell'atto amministrativo rilevante nella controversia non è causa di
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Art. 63-bis - Intervento dell'ARAN nelle controversie relative ai rapporti di lavoro
1. L'ARAN può intervenire nei giudizi innanzi al giudice ordinario, in funzion
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Art. 64 - Accertamento pregiudiziale sull'efficacia, validità ed interpretazione dei contratto collettivi (Art. 68-bis del d.lgs. n. 29 del 1993, aggiunto dall'art. 30 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 19, commi 1 e 2 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. Quando per la definizione di una controversia individuale di cui all'articolo 63, è necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente l'efficacia, la validità o l'interpretazione delle clausole di un contratto o accordo collettivo nazionale, sottoscritto dall'ARAN ai sensi dell'articolo 40 e seguenti, il giudice, con ordinanza non impugnabile, nella quale indica la questione da risolvere, fissa una nuova udienza di discussione non prima di centoventi giorni e dispone la comunicazione, a cura della cancelleria, dell'ordinanza, del ricorso introduttivo e della memoria difensiva all'ARAN.
2. Entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma 1, l'ARAN convoca le organizzazioni sindacali firmatarie per verificare la possibilità di un accordo sull'interpretazione autent
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Art. 65 - Tentativo obbligatorio di conciliazione nelle controversie individuali (Art. 69 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 34 del d.lgs. n. 546 del 1993 e poi dall'art. 31 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato prima dall'art. 19, commi da 3 a 6 del d.lgs. n. 387 del 1998 e poi dall'art. 45, comma 22 della legge n. 448 del 1998)
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Art. 66 - Collegio di conciliazione(Art. 69-bis del d.lgs. n. 29 del 1993, aggiunto dall'art. 32 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 19, comma 7 del d.lgs. n. 387 del 1998)
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TITOLO VII - DISPOSIZIONI DIVERSE E NORME TRANSITORIE FINALI
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Art. 67 - Integrazione funzionale del Dipartimento della funzione pubblica con la Ragioneria generale dello Stato (Art. 70 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 35 del d.lgs. n. 546 del 1993)
1. Il più efficace perseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 48, commi da 1 a 3, ed agli articoli da 58 a 60 è realizzato attraverso l'integrazione funzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica con il Ministero “dell’economia e delle finanze” N89 - Dipartimento della Ragioneria
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Art. 68 - Aspettativa per mandato parlamentare (Art. 71, commi da 1 a 3 e 5 del d.lgs. n. 29 del 1993)
1. I dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo e nei Consigli regionali sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandat
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Art. 69 - Norme transitorie (Art. 25, comma 4 del d.lgs. n. 29 del 1993; art. 50, comma 14 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 17 del d.lgs. n. 470 del 1993 e poi dall'art. 2 del d.lgs. n. 396 del 1997; art. 72, commi 1 e 4 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituiti dall'art. 36 del d.lgs. n. 546 del 1993; art. 73, comma 2 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 37 del d.lgs. n. 546 del 1993; art. 28, comma 2 del d.lgs. n. 80 del 1998; art. 45, commi 5, 9, 17 e 25 del d.lgs. n. 80 del 1998, come modificati dall'art. 22, comma 6 del d.lgs. n. 387 del 1998; art. 24, comma 3 del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. Salvo che per le materie di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421, gli accordi sindacali recepiti in decreti del Presidente della Repubblica in base alla legge 29 marzo 1983, n. 93, e le norme generali e speciali del pubblico impiego, vigenti alla data del 13 gennaio 1994 e non abrogate, costituiscono, limitatamente agli istituti del rapporto di lavoro, la disciplina di cui all'articolo 2, comma 2. Tali disposizioni sono inapplicabili a seguito della stipulazione dei contratti collettivi del quadriennio 1994-1997, in relazione ai soggetti e alle materie dagli stessi contemplati. Tali disposizioni cessano in ogni caso di produrre effetti dal momento della sottoscrizione, per ciascun ambito di riferimento, dei contratti collettivi del quadriennio 1998-2001.
2. In attesa di una nuova regolamentazione contrattuale della materia, resta ferma per i dipendenti di cui all'articolo 2, comma 2, la disciplina vigente in materia di trattamento di fine rapporto.
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Art. 70 - Norme finali (Art. 73, commi 1, 3, 4, 5 e 6-bis del d.lgs. n. 29 del 1993, come modificati dall'art. 21 del d.lgs. n. 470 del 1993, successivamente sostituiti dall'art. 37 del d.lgs. n. 546 del 1993 e modificati dall'art. 9, comma 2 del d.lgs. n. 396 del 1997, dall'art. 45, comma 4 del d.lgs n. 80 del 1998 e dall'art. 20 del d.lgs. n. 387 del 1998; art. 45, commi 1, 2, 7, 10, 11, 21, 22 e 23 del d.lgs. n. 80 del 1998, come modificati dall'art. 22, comma 6 del d.lgs. n. 387 del 1998, dall'art. 89 della legge n. 342 del 2000 e dall'art. 51, comma 13, della legge n. 388 del 2000)
1. Restano salve per la regione Valle d'Aosta le competenze in materia, le norme di attuazione e la disciplina sul bilinguismo. Restano comunque salve, per la provincia autonoma di Bolzano, le competenze in materia, le norme di attuazione, la disciplina vigente sul bilinguismo e la riserva proporzionale dì posti nel pubblico impiego.
2. Restano ferme le disposizioni di cui al titolo IV, capo II del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, riguardanti i segretari comunali e provinciali, e alla legge 7 marzo 1986, n. 65 – esclusi gli articoli 10 e 13 - sull'ordinamento della Polizia municipale. Per il personale disciplinato dalla stessa legge 7 marzo 1986, n. 65 il trattamento economico e normativo è definito nei contratti collettivi previsti dal presente decreto, nonché, per i segretari comunali e provinciali, dall'art. 11, comma 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465.
3. Il rapporto di lavoro dei dipendenti degli enti locali è disciplinato dai contratti collettivi previsti dal presente decreto nonché dal
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Art. 71 - Disposizioni inapplicabili a seguito della sottoscrizione di contratti collettivi
1. Ai sensi dell'art. 69, comma 1, secondo periodo, a seguito della stipulazione dei contratti collettivi per il quadriennio 1994-1997, cessano di produrre effetti per ciascun ambito di riferimento le norme di cui agli allegati A) e B) al presente decreto, con le decorre
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Art. 72 - Abrogazioni di norme (Art. 74 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito dall'art. 38 del d.lgs. n. 546 del 1993 e modificato prima dall'art. 43, comma 2 del d.lgs. n. 80 del 1998 e poi dall'art. 21 del d.lgs. n. 387 del 1998; art. 43, commi 1, 3, 4, 5, 6 e 7 del d.lgs. n. 80 del 1998, come modificati dall'art. 22, commi da 1 a 3 del d.lgs. n. 387 del 1998; art. 28, comma 2 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Sono abrogate o rimangono abrogate le seguenti norme:
a) articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3;
b) capo I, titolo I, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, e successive modificazioni ed integrazioni, ad eccezione delle disposizioni di cui agli articoli da 4 a 12, nonché 15, 19, 21, 24 e 25, che, nei limiti di rispettiva applicazione, continuano ad applicarsi al personale dirigenziale delle carriere previste dall'articolo 15, comma 1, secondo periodo del presente decreto, nonché le altre disposizioni del medesimo decreto n. 748 del 1972 incompatibili con quelle del presente decreto;
c) articolo 5, commi secondo e terzo della legge 11 agosto 1973, n. 533;
d) articoli 4, commi decimo, undicesimo, dodicesimo e tredicesimo e 6 della legge 11 luglio 1980, n. 312;
e) articolo 2 del decreto legge 6 giugno 1981, n. 283, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 1981, n. 432;
f) articoli da 2 a 15, da 17 a 21, 22, a far data dalla stipulazione dei contratti collettivi per il quadriennio 1994-1997; 23, 26, comma quarto, 27, comma primo, n. 5, 28 e 30, comma terzo della legge 29 marzo 1983,
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Art. 73 - Norma di rinvio
1. Quando leggi, regolamenti, decreti, contratti collettivi od altre norme o provvedi
57561 4263360
Testo vigente al 20/07/2011.
D. Leg.vo 03/02/1993, n. 29
Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego.
Articolo 54-bis.
La Legge modifica l’art. 54-bis del D. Leg.vo 165/2001 e l'art. 6 del D. Leg.vo 231/2001 sul tema del cd. whistleblowing.
Si tratta di disposizioni finalizzate alla protezione del dipendente o collaboratore, sia pubblico che privato, che segnali illeciti di cui è venuto a conoscenza nell'ambito del proprio rapporto di lavoro.
Articoli 2, 3, 5, 6, 6-bis, 6-ter, 7, 30, 35, 36, 37, 39, 39-bis, 39-ter, 39-quater, 40, 53, 55, 55-bis, 55-ter, 55-quater, 55-quinquies, 55-sexies, 55-septies, 58, 59, 60, 61, 63.
Il decreto, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f) g), h), l), m), n), o), q), r), s) e z), della L. 124/2015, modifica molti articoli del D. Leg.vo 165/2001 in materia di ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, con particolare riferimento al codice disciplinare, al regime delle visite fiscali ed alle regole per i concorsi e la stabilizzazione dei precari.
Articolo 35, comma 4
Modifiche all'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di licenziamento disciplinare.
Articolo 55-quater, commi 1-bis, 3-bis, 3-ter, 3-quater e 3-quinquies
Il presente provvedimento - adottato in attuazione dell’art. 17, comma 1, lettera s), della L. 124/2015 ("riforma della P.A. - Madia") - introduce norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti finalizzate ad accelerare e rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l'esercizio dell'azione disciplinare.
Articolo 29, comma 1; articolo 41, commi 2 e 5;
Articolo 30, comma 1-ter.
Articolo 19, comma 6-quater; Articolo 30, commi da 1 a 2; Articolo 34; Articolo 35, comma 4; Articolo 54-bis, comma 1.
Articolo 23-bis, comma 10
Articolo 7, comma 6; articolo 19, commi 5-bis e 6; articolo 35, comma 4; articolo 36, commi 2, 3, 5-ter e 5-quater; articolo 53, comma 6, alinea e lettera f); articolo 55-septies, comma 5-ter; articolo 60, commi 2 e 3
Articolo 40-bis, comma 4
Articoli 7, comma 6, lett. c); 35, commi 3-bis, 3-ter
Articolo 57, commi 1 e 1-bis
Articoli 35-bis, 53, 54, 54-bis,
Articolo 19, comma 6-quater
D. Leg.vo 01/08/2011, n. 141
Determ. ANAC 28/04/2015, n. 6
Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower).
Articolo 54-bis
Il documento fornisce orientamenti applicativi delle disposizioni contenute nell’art. 54-bis del D. Leg.vo 165/2001 relativo alla tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, articolo introdotto dall’art. 1, comma 51, della L. 190/2012 e successivamente modificato dall’art. 31 del D.L. 90/2014 (conv. L. 114/2014) che ha designato l’ANAC quale soggetto destinatario delle segnalazioni.
La Determinazione in questione definisce quindi le modalità e le procedure con le quali l’ANAC riceve e gestisce le segnalazioni in commento. Le Linee guida possono peraltro costituire un utile riferimento anche per tutte le altre amministrazioni tenute ad applicare l’art. 54-bis del D. Leg.vo 165/2001, per la gestione delle segnalazioni di cui esse sono destinatarie, e cioè quelle provenienti da propri dipendenti.
Delib. CiVIT 24/10/2013, n. 75
Linee guida in materia di codici di comportamento delle pubbliche amministrazioni (art. 54, comma 5, d.lgs. n. 165/2001).
Articolo 54, comma 5
In attuazione dell’art. 54, comma 5, del D. Leg.vo 161/2001, la presente Delibera definisce le linee guida, i criteri ed i modelli uniformi per singoli settori o tipologie di amministrazione, ai fini dell’adozione dei singoli codici di comportamento da parte di ciascuna amministrazione.
Circ. Ass.R. Sicilia 02/08/2017, n. 12
Scissione dei pagamenti ai fini IVA (“split payment”) - D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni in legge 21 giugno 2017, n. 96 .
Ampliato significativamente l’ambito soggettivo di applicazione dello "split payment". A partire dal 01/07/2017 sono tenuti al regime della scissione dei pagamenti ai fini IVA gli enti pubblici regionali inseriti nell’elenco delle Pubbliche amministrazioni curato dall’ISTAT ai fini statistici, ex art. 1 della L. n. 196/2009, e quelli comunque rientranti nel novero delle Pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D. Leg.vo n. 165/2001.
Com. ANAC 09/11/2016
Codice di comportamento delle università pubbliche.
A seguito dell’attività di vigilanza sul rispetto della normativa di prevenzione della corruzione, l’ANAC ha riscontrato alcune carenze nei codici di comportamento adottati dalle università pubbliche. Si è rilevato, infatti, che spesso la disciplina in materia di conflitto di interessi non considera le ipotesi in cui sia coinvolto il rettore.
Con il presente Comunicato l’ANAC informa gli atenei pubblici che è necessario che i codici di comportamento delle università, attuativi della L. 190/2012, ove siano rivolti ai soli dipendenti tecnico-amministrativi, contengano un espresso riferimento al codice etico per quanto riguarda il personale docente, ivi compreso il rettore. Occorre inoltre che i codici etici contengano regole di condotta e misure concrete di controllo, in conformità ai principi del D.P.R. 62/2013, anche con riguardo al rettore.
Atto Reg. Dir.R. Lazio 04/10/2016, n. G11219
Costituzione della Commissione di valutazione ai sensi dell'art. 8 commi 3 e 4 delle "Linee guida per l'attuazione delle disposizioni introdotte dall'art. 19 della Legge Regionale n. 12 del 10 agosto 2016" approvate con Deliberazione della Giunta regionale n. 540 del 20 settembre 2016.
Interpretazione e applicazione dell’articolo 5, comma 9, del decreto-legge n. 95 del 2012, come modificato dall’articolo 6 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90.
La Circolare reca disposizioni interpretative dell’art. 5, comma 9, del D.L. 95/2012 (L. 135/2012), che concerne i limiti all'attribuzione di consulenze e incarichi dirigenziali pubblici a personale in quiescenza, a seguito delle modifiche a questo apportate dall’art. 6 del successivo D.L. 90/2014 (L. 114/2014), che ha ampliato l’ambito di applicazione delle disposizioni in esame.
Nota Min. Istruzione, Univ. e Ric. 03/12/2014, n. 18074
Attività libero-professionale dell'Ingegnere docente - autorizzazione del dirigente scolastico - limiti e prassi applicative - ipotesi di silenzio - assenso - richiesta parere.
Il documento - emesso in risposta all’istanza presentata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri ma contenente considerazioni che possono essere estese a qualsiasi categoria - fornisce chiarimenti in tema di limiti all’attività libero professionale dei docenti scolastici, ed all'autorizzazione da parte del Dirigente scolastico, ai sensi dell’art. 508 del D. Leg.vo 16/04/1994, n. 297 e dell’art. 53 del D. Leg.vo 30/03/2001, n. 165. In particolare a proposito dell'autorizzazione il documento chiarisce quali siano i termini per la conclusione del procedimento e quale il significato dell'eventuale silenzio del Dirigente.
Delib. ANAC 21/10/2014, n. 145
Parere dell’Autorità sull'applicazione della L. n. 190/2012 e dei decreti delegati agli ordini e ai collegi professionali.
La Delibera, con ciò anche contraddicendo il parere recentemente espresso da autorevole dottrina, ritiene applicabili le disposizioni di prevenzione della corruzione di cui alla L. 190/2012 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione) e dei relativi decreti legislativi attuativi anche agli Ordini e ai Collegi professionali, che sono dunque tenuti a darvi immediata attuazione.
Il provvedimento acquista efficacia dalla data della sua pubblicazione sul sito istituzionale dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), che decorsi 30 giorni potrà iniziare le attività di vigilanza e controllo. Il Consiglio dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, nella seduta del 18/11/2014, ha peraltro disposto la modifica della Delibera, stabilendo che il termine per l’inizio dell’attività di controllo venga individuato nel 01/01/2015.
Procedure per la gestione delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenze derivanti da calamità naturali.
Il provvedimento reca in allegato:
Strumenti schedografici
Scheda per il rilievo speditivo del danno sul patrimonio culturale in caso di calamità naturali - modelli: I-EC, EM, P-ES, C-ES;
Scheda per il rilievo del danno ai beni culturali - chiese modello A-DC (si tratta dello stesso modello allegato al D.P.C.M. 23/02/2006, corredato peraltro di "Manuale a supporto della compilazione" - si segnala altresì in proposito che un più esteso "Manuale per la compilazione della scheda per il rilievo del danno ai beni culturali, Chiese MODELLO A – DC" è stato pubblicato in allegato al D.P.C.M. 13/03/2013);
Scheda per il rilievo del danno ai beni culturali - palazzi modello B-DP (si tratta dello stesso modello allegato al D.P.C.M. 23/02/2006, corredato peraltro di "Manuale a supporto della compilazione");
Scheda per il rilievo del danno ai beni culturali - beni mobili modello C-BM (si tratta dello stesso modello allegato al D.P.C.M. 03/05/2001);
Scheda di accompagnamento dei beni mobili rimossi;
Scheda di intervento sui beni mobili;
Scheda di pronto intervento;
Scheda di monitoraggio della progettazione;
Scheda di monitoraggio delle attività di rilievo del danno e di messa in sicurezza.
Disciplinare operativo per l’utilizzo dell’applicativo «Community Mibac» e per l’archiviazione informatica dei file;
Schema della struttura per la gestione delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenze derivanti da calamità naturali.
Circ. Ass.R. Sicilia 04/10/2013, n. 2
Forniture e servizi: incentivo.
Legge n. 190 del 2012 - Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione.
Legge n. 190 del 2012 – Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione.
Schema Idrico Basento – Bradano – Tronco di Acerenza – Distribuzione III Lotto. Importo a base di appalto 77 milioni di Euro.
1. Ai sensi dell’art. 10, comma 5 del D. Lgs. n. 163/2006 il RUP deve essere nominato fra i tecnici di ruolo, dotati di adeguata professionalità, della stazione appaltante. L’evenienza che il RUP appartenga all’Amministrazione è infatti strettamente interconnessa con il ruolo propositivo - pianificatore posto in capo a tale figura che dovrebbe addirittura suggerire alla propria Amministrazione l’opera e studiarne la convenienza e la fattibilità; il codice infatti e l’attuale regolamento indicano che il RUP deve essere nominato ancor “prima della fase di predisposizione dello studio di fattibilità”, o comunque prima dell’avvio della progettazione.
2. Ai sensi dell’art. 141 del codice dei contratti pubblici il conferimento dell’incarico di collaudo a soggetti esterni alla stazione appaltante costituisce una ipotesi residuale, cui si può ricorrere solo in presenza di carenze in organico certificate dal responsabile del procedimento e tenendo conto che la nomina dei collaudatori deve avvenire a cura dell’organo tecnico della stazione appaltante.
3. Non è conforme ai dettami della legge sui lavori pubblici (D.Lgs. n. 163/2006) e non in linea con i principi normativi del decreto legislativo n. 29/1993 e del decreto legislativo n. 165/2001 l’attribuzione dell’onere di designazione del Presidente della Commissione di gara ad un organo politico (Presidente di Regione). La nomina del Commissario Presidente a cura di un organo politico contravviene, infatti, al principio della separazione delle attribuzioni spettanti agli organi politici da quelle di competenza degli organi amministrativi e tecnici, principio valido per qualunque Amministrazione, centrale, locale o territoriale, che abbia organi di vertice espressione, diretta o indiretta, di rappresentanza politica. Tale principio, come enunciato dall’articolo 3 del decreto legislativo n. 29/1993 e dall’art. 4 del decreto legislativo n. 165/2001, consiste nell'attribuzione di funzioni distinte agli organi politici e agli organi burocratici di vertice ovvero i dirigenti, per cui agli organi politici spetta l'adozione degli atti a contenuto normativo e delle direttive volte a orientare l'attività degli uffici amministrativi; ai vertici burocratici spetta l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi e, più in generale, di tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno. Dal delineato quadro normativo appare esplicita l’intenzione del legislatore di sottrarre all’area politica la gestione delle procedure di gara, indicando nei dirigenti i responsabili delle fasi procedimentali. (Consiglio di Stato V, 29 agosto 2006, n. 5047 - Consiglio di Stato V, 28/12/2007, n. 6723 - T.A.R. Napoli, Sez. VIII, 29 gennaio 2007/14 febbraio 2007, n. 1111).
4. Il Presidente della commissione di gara deve essere necessariamente individuato all’interno della stazione appaltante (dirigente o, in via eccezionale, funzionario apicale dell’amministrazione, ex art. 84, comma 3, del D. Lgs. n. 163/2006), mentre per gli altri componenti è ammesso, in alternativa, il ricorso a funzionari di altre amministrazioni aggiudicatrici o a professionisti esterni, con ricorso in tale ultimo caso esclusivamente alle professionalità ivi indicate (art. 84, comma 8 del D. Lgs. n. 163/2006) (in tal senso, Parere sulla Normativa del 05.05.2011 – rif. AG 14/2001), ma a patto che sia stata accertata e certificata dal RUP la carenza di organico o di adeguate professionalità presenti all’interno della S.A.
Esercizio di attività commerciali e artigianali su aree pubbliche in forma ambulante o su posteggio, nonché di qualsiasi altra attività non compatibile con le esigenze di tutela del patrimonio culturale.
Decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44 - Consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale – Consultazioni personali – Modifiche alla Tabella dei tributi speciali catastali e alla Tabella delle tasse ipotecarie. Prime indicazioni.
La Circolare ha fornito i primi chiarimenti in merito alle disposizioni relative alla consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale, ed alla modifica della Tabella dei tributi speciali catastali e della Tabella delle tasse ipotecarie, introdotte con i commi da 5-bis a 5-undecies dell’art. 6 del D.L. 16/2012 (convertito in legge dalla L.44/2012). Tra le varie norme, ci si sofferma in particolare su quella in base alla quale la consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale avviene gratuitamente e in esenzione da tributi se richiesta in relazione a immobili dei quali il richiedente è titolare anche in parte del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento. Viene riportata un'ampia rassegna di casi pratici e chiarendo quali di questi casi possono usufruire della gratuità prevista dal citato D.L. 16/2012.
In allegato alla Circolare anche la tabella completa dei tributi speciali catastali come risultante dalle modifiche legislative introdotte dal menzionato D.L. 16/2012.
Deliberaz. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 01/08/2012, n. 77
Interventi su edifici scolastici di proprietà della Provincia di L’Aquila ubicati nei Comuni di Avezzano e Sulmona.
1. L’art. 66 del D.lgs. n. 163/2006, contenente le indicazioni relative alle modalità di pubblicazione dei bandi, non può essere derogato dal Soggetto attuatore, salvo nei casi di espressa previsione nell’OPCM che regola le funzioni del Commissario delegato.
2. Ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs. n. 163/2006, i criteri di valutazione dell’offerta da stabilire nel bando di gara devono essere pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto. Negli interventi di messa in sicurezza di edifici scolastici è opportuno che il bando indichi criteri di valutazione relativi alla “qualità” delle soluzioni proposte (dal punto di vista architettonico e funzionale, dell’efficienza energetica, ecc.) che assumono rilevanza nel caso in cui al concorrente sia affidato il compito di sviluppare la soluzione progettuale più idonea partendo dal progetto preliminare. Ne consegue che, in correlazione ad una progettazione preliminare volta alla messa in sicurezza dell’edificio con interventi di miglioramento strutturale, il successivo livello progettuale dovrebbe sviluppare la soluzione tecnica indicata, definendo nello specifico, con elencazione dettagliata, le lavorazioni da eseguire.
3. Nei contratti che hanno per oggetto anche la progettazione definitiva, il termine per la ricezione delle offerte, a norma del co. 6 dell’art. 70, D.Lgs. n. 163/2006, non può essere inferiore a 80 giorni dalla data di trasmissione del bando di gara, fermo restando che anche in caso di deroga motivata dall’urgenza, la riduzione dei termini non può superare il limite dei 45 giorni previsto dal comma 11, per le procedure che abbiano ad oggetto anche la progettazione definitiva, dovendosi in ogni caso considerare che tempi ridotti per la presentazione delle offerte, cui è correlata una compressione dei tempi per la redazione degli elaborati progettuali, possono determinare progetti di qualità carente, soprattutto privi di adeguate indagini e rilievi preventivi, con conseguenti difficoltà in fase di esecuzione.
4. Il collaudo è ricompreso fra le attività tecniche per le quali l’articolo 92, comma 5, del Codice ha stabilito un incentivo nella misura del 2% dell'importo posto a base di gara in favore del personale interno coinvolto nell'espletamento delle stesse. Come sottolineato nella determinazione AVCP n. 2 del 25.09.2009: “la remunerazione della prestazione svolta dai dipendenti di altre amministrazioni aggiudicatrici in favore della stazione appaltante è necessario che sia oggetto di apposite intese fra le pubbliche amministrazioni, utilizzando l'incentivo ex articolo 92, comma 5 del Codice come termine di raffronto, fatto salvo il rimborso delle spese sostenute per l'espletamento dell'incarico”.
5. L’art. 120, comma 2-bis, del D.Lgs. n. 163/2006 equipara, ai fini della procedura di affidamento dell’incarico di collaudo, il personale interno alla Stazione appaltante e quello appartenente ad altre amministrazioni aggiudicatrici, specificando che solo nell’ipotesi di carenza di tali tipologie di soggetti si possa far ricorso a professionisti esterni secondo le modalità previste dall’art. 91 del Codice.
Affidamento del servizio di consulenza e brokeraggio assicurativo e della Polizza di responsabilità civile (RCT/RCO) derivante dall’esercizio di attività istituzionali e/o strumentali della Provincia di Frosinone per il periodo 21.03.2011-21.03.2012.
1. La predisposizione di capitolati di gara generici, privi di una compiuta declinazione delle clausole rilevanti, delle informazioni necessarie ad una corretta valutazione dei rischi e di meccanismi di sanzione nei confronti dell’aggiudicatario in caso di esecuzione del contratto in modo difforme dalla lex specialis di gara è da ritenersi in violazione dei principi di libera concorrenza, trasparenza e non discriminazione, di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 163/200.
2. Non è conforme ai principi di efficacia e di economicità di cui al Codice dei contratti l’inserimento, senza alcuna giustificazione, nel capitolato di gara, di una clausola che riconosce un diritto indiscriminato di recesso unilaterale a favore dell’aggiudicatario.
3. Gli affidamenti di incarichi di intermediazione assicurativa sono soggetti all’applicazione del Codice dei contratti ed in particolare all’art. 125 del D.Lgs. n. 163/2006 che disciplina gli affidamenti in economia. La gestione della procedura di trattativa privata per la scelta dell’impresa di assicurazione è un’attività che il Codice dei Contratti riserva alla stazione appaltante e non è previsto che sia svolta da un soggetto esterno ad essa.
Ambito di applicazione delle novelle introdotte dall'articolo 15, legge n. 183 del 2011 in materia di certificazione.
Par. P.C.M. 14/10/2008, n. 51
Incarichi individuali conferiti dalle pubbliche amministrazioni ai sensi dell’art. 7, comma 6, del D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.
Articolo 7, comma 6.
L'ufficio per il personale delle P.A. del Dipartimento della Funzione Pubblica ha fornito un importante chiarimento in materia di affidamento di incarichi a soggetti esterni alla pubblica amministrazione, con particolare riguardo al possesso della comprovata specializzazione universitaria e della rispondenza della laurea triennale a tale requisito.
In sintesi l'Amministrazione ha ribadito che il requisito della comprovata specializzazione universitaria non è necessario, salvo la verifica dell'esperienza, solo per i professionisti iscritti in ordini o albi, oltre che per i soggetti operanti nel campo dell'arte, spettacolo, artigianato, come espresso dal novellato comma 6, art. 7, D. Leg.vo 165/2001, ed ha precisato che, al di fuori di dette eccezioni, il titolo di laurea triennale non è sufficiente ad integrare tale requisito, essendo a tal fine necessario il possesso della laurea magistrale o del titolo equivalente. A tal riguardo comunque, richiamando quanto espresso dalla Circolare n. 2/2008 della Presidenza del Consiglio, si è ribadito che è riconosciuta la specializzazione richiesta anche ai soggetti in possesso della laurea triennale purché integrata con percorsi completi e formalmente definiti dall'ordinamento professionale di riferimento.
Si sottolinea inoltre nel caso di conferimento di incarico a soggetti iscritti in ordini o albi, che nonostante l'eccezione sopra esposta, è comunque facoltà dell'amministrazione preferire il professionista provvisto di specializzazione universitaria, sempre in relazione alla specificità della prestazione.
Risulta significativa infine la considerazione espressa nel parere in commento, secondo cui la valutazione dell'amministrazione sulla sufficienza del requisito minimo o sulla necessità di richiederne di superiori deve comunque discendere dalla natura dell'incarico da conferire e dal suo livello di qualificazione.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata da Autogrill S.p.A. – affidamento in subconcessione in esclusiva delle aree esistenti e da realizzare all’interno dell’aerostazione di Palermo “Falcone e Borsellino” destinate allo svolgimento dell’attività di ristorazione e di somministrazione di alimenti e bevande. S.A.: Gesap S.p.A. - Società di gestione dell’aeroporto.
1. In tema di offerta anomale, spetta all’Amministrazione il compito di svolgere il giudizio tecnico sulla congruità, serietà, sostenibilità e realizzabilità dell’offerta. Gli apprezzamenti compiuti dall’Amministrazione in sede di riscontro dell’anomalia delle offerte, infatti, costituiscono espressione di un potere di natura tecnico-discrezionale, improntato a criteri di ragionevolezza, logicità e proporzionalità, che rientra tra le prerogative della stazione appaltante e, in particolare, della commissione giudicatrice, salvo non emergano evidenti vizi di ricostruzione dell’iter logico-argomentativo.
2. Sono soggette alle prescrizioni di cui all’art. 13, comma 1, del D.L. n. 223/2006 come convertito dalla legge 4 agosto 2006 n. 248 (cosiddetto Decreto Bersani) anche le società nelle quali la partecipazione dell’ente locale alla società sia meramente indiretta, al fine di evitare che l’applicazione del divieto alle sole partecipazioni dirette, rappresenti un facile strumento di elusione della norma mediante meccanismi di partecipazioni societarie mediate (cfr. Corte Costituzionale, 1 agosto 2008, n. 326).
3. In base al combinato disposto degli art. 30, c. 3 e art. 6, c. 5 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, al fine di assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità l’attività di vigilanza dell’Autorità si estende anche alle procedure ad evidenza pubblica indette per l’affidamento di concessioni di servizi e di beni demaniali. Anche in tali fattispecie, pertanto, può essere avviato il procedimento precontenzioso di cui all’art. 6, co. 7, lett. n), del D.Lgs. n. 163/2006.
Circ. P.C.M. 11/03/2008, n. 2
Legge 24 dicembre 2007, n. 244, disposizioni in tema di collaborazioni esterne.
La Circolare riguarda le nuove disposizioni in materia di collaborazioni esterne alla P.A. introdotte dalla Finanziaria 2008. La novità principale è la modifica introdotta dal comma 76, art. 3 della L. 244/2007, all'art. 7, comma 6 del D. Leg.vo n. 165/2001. Secondo la Circolare in oggetto, quanto disposto dal nuovo comma 6 dell'art. 7 del D. Leg.vo 165/2001 indica quale requisito minimo necessario il possesso della laurea magistrale o del titolo equivalente, inclusi i percorsi didattici universitari completi e definiti formalmente dai rispettivi ordinamenti, finalizzati alla specializzazione richiesta, in aggiunta alla laurea triennale. Alla luce di questa interpretazione le amministrazioni non potrebbero stipulare contratti di lavoro autonomo con persone con una qualificazione professionale inferiore, e quindi i tecnici diplomati e laureati triennali. Inoltre, il riferimento all'esperienza ed alla particolarità della competenza, che deve essere coerente con l'oggetto dell'incarico, e la necessità di una procedura comparativa per il conferimento degli incarichi, portano secondo la Circolare a considerare la necessità di reperire collaboratori che operano da tempo nel settore di interesse.
Sent. C. Stato 17/07/2017, n. 3513
Professioni - Consulente tecnico d'ufficio - Incarico affidato a dipendente pubblico - Preventiva autorizzazione - Non è necessaria.
Il divieto generale per i dipendenti pubblici di assumere senza autorizzazione dell’amministrazione cui appartengono incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, previsto dall’art. 53, commi 7, 8 e 9, del D. Leg.vo 165/2001 - che corrispondentemente proibisce alle altre amministrazioni, agli enti pubblici economici e ai privati di conferire tali incarichi senza autorizzazione - non si applica agli incarichi di consulenza tecnica conferiti dall’Autorità giudiziaria. dei quali si controverte in questo processo.
Sent. C. Cass. civ. 10/10/2016, n. 20327
Appalti e contratti pubblici - Lavoro - Mancato pagamento delle retribuzioni - Responsabilità solidale del committente - Esclusione della P.A. - Artt. 1 e 29, D. Leg.vo 276/2003.
Il Comune non è responsabile in solido con l'appaltatore per il mancato pagamento delle retribuzioni dei lavoratori impegnati nell'esecuzione dell'opera pubblica. La diversa disciplina rispetto al settore privato trova la sua ragion d'essere in una serie di controlli previsti nel corso dell’appalto pubblico ed assenti nel privato, ma anche nella necessità di preservare i conti dello Stato in modo da non esporre le Amministrazioni ad una alea contabile.
Ai sensi dell'art. 1, comma 2, del D. Leg.vo 276/2003 non è applicabile alle Pubbliche amministrazioni la responsabilità solidale prevista dall'art. 29, comma 2, del richiamato decreto. L'art. 9 del D.L. 76/2013, nella parte in cui prevede la inapplicabilità dell'art. 29 ai contratti di appalto stipulati dalle Pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1 del D. Leg.vo 165/2001, non ha carattere di norma di interpretazione autentica, dotata di efficacia retroattiva, ma lo stesso non ha innovato il quadro normativo previgente, avendo solo esplicitato un precetto già desumibile dal testo originario dell’art. 29 e dalle successive integrazioni.
Sent. C. Cass. civ. 16/04/2015, n. 7776
Professionisti - Dipendenti di Ente pubblico - Iscrizione all'albo - Esclusività della prestazione professionale - Pagamento della quota - Grava sull'Ente datore di lavoro.
Nel caso del lavoratore dipendente, quando sussista il vincolo di esclusività, l’iscrizione all’Albo è funzionale allo svolgimento dell’attività professionale svolta nell’ambito della prestazione del lavoro dipendente, pertanto la relativa tassa rientra tra i costi per lo svolgimento di detta attività che dovrebbero - in via normale e al di fuori dei casi in cui è permesso svolgere altre attività lavorative - gravare sull’Ente che beneficia in via esclusiva dei risultati di detta attività. Conseguentemente la somma dovrà essere rimborsata al professionista dipendente nel caso in cui sia stata da questi anticipata.
Sent.C. Conti 23/12/2008, n. 2093
1. Professionista - Incarico professionale - Da P.A. - A professionista esterno – Condizioni
1a. (CTRP-PA) - Ved. «Incarico da pubblica amministrazione a professionista esterno».
Sent.C. Cass. 19/12/2008, n. 29828
1. Professionisti - Dipendenti di enti pubblici non economici - Dipendenti con mansioni professionali richiedenti l’iscrizione ad albi professionali - Diritto ad una distinta disciplina ex art. 11, L. 1997/59 - Portata
1. La disposizione dell’art. 11, comma 4, lett d) della L. 15 marzo 1997 n. 59, secondo cui nei contratti collettivi del comparto dei dipendenti di enti pubblici non economici deve essere stabilita una disciplina distinta da quelle delle altre categorie di lavoratori per le figure professionali svolgenti mansioni comportanti l’iscrizione ad albi professionali, costituisce una delega ampia alle parti collettive, che non predetermina in maniera dettagliata i limiti della specialità della disciplina contrattuale e neanche richiede, in particolare, moduli classificatori del tutto distinti da quelli del restante personale, atteso che obiettivo minimo del legislatore è il riconoscimento delle specifiche professionalità e delle sfere di autonomia e responsabilità ricollegate a talune attività professionali, ai fini dell’assegnazione delle mansioni, e che, comunque, tale riconoscimento non può comportare l’automatica assimilazione normativa e retributiva, tra professionisti diplomati e professionisti laureati. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il diritto di alcuni dipendenti dell’Inpdap, geometri e periti industriali iscritti ai rispettivi albi professionali e inquadrati nell’area «C» del contratto integrativo nazionale, ad essere inquadrati nell’«area professionisti» del medesimo contratto).
1. Dipendenti pubblici - Incarico professionale - Da P.A. - Divieto per il principio di onnicomprensività del trattamento economico - Eccezioni.
1. Per i dipendenti pubblici vige il principio di onnicomprensività del trattamento economico per cui non è possibile remunerare il dipendente con compensi extra-ordinem per compiti rientranti nelle mansioni dell’ufficio ricoperto; conseguentemente ad essi, salvo i casi espressamene previsti da apposite disposizioni, non possono essere conferiti incarichi libero-professionali.
CTU, il dipendente pubblico può accettare incarichi anche senza autorizzazione (C. Stato 3513/2017)
Secondo il Consiglio di Stato, l’attività di Consulente tecnico d’ufficio è ricollegabile non ad un rapporto contrattuale di qualche genere, ma all’adempimento di una funzione pubblica nell’interesse dell’amministrazione della Giustizia, ragion per cui non si applicano le norme sulla necessaria preventiva autorizzazione contenute nell’art. 53 del D. Leg.vo 165/2001 e rivolte unicamente ai soggetti ivi indicati (pubbliche amministrazioni, enti pubblici economici, soggetti privati).
La tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (Determ. ANAC 6/2015)
Questo articolo esamina le Linee guida interpretative diffuse dall’ANAC con la propria Determinazione 28/04/2015, n. 6, concernenti l’applicazione dell’art. 54-bis del D. Leg.vo 165/2001 relativo alla tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti. La sintesi abbraccia i principali chiarimenti forniti dall’ANAC - destinataria delle segnalazioni ai sensi della disposizione in oggetto - in merito all’ambito di applicazione, tipologia di segnalazioni gestite, condizioni per l’applicazione delle tutele e loro cessazione.
Prestazioni saltuarie e collaborazioni “a progetto" degli iscritti agli albi - Obblighi fiscali e previdenziali
L’attività libero professionale può essere svolta se è compatibile e non reca pregiudizio a quella di docente, anche in termini di minore rendimento. Termini di conclusione del procedimento autorizzativo e silenzio "significativo" del Dirigente scolastico.
Tributi locali, enti bloccati da Italia Oggi Sette
Pagamenti online a tutte le p.a. da Italia Oggi
Reato del manager, paga la spa da Italia Oggi
Punibile la denuncia di natura calunniosa o diffamatoria da Il Sole 24 Ore