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Timestamp: 2018-12-16 11:30:08+00:00
Document Index: 180333271

Matched Legal Cases: ['art.  20', 'art.  26', 'art. 2359', 'art.  1', 'art.\n8', 'art.\n2188', 'art. 17', 'art.  18', 'art.8', 'art.  18', 'art.  76', 'art. 18', 'art. 17', 'art.  2', 'art. 3', 'art. 2943']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 ottobre 2010, n. 215 - Regolamento di semplificazione del procedimento per il recupero dei diritti di segreteria non versati al registro delle imprese. (10G0234) - (GU n. 293 del 16-12-2010 - Geologi.info | Geologi.info
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 ottobre 2010, n. 215 – Regolamento di semplificazione del procedimento per il recupero dei diritti di segreteria non versati al registro delle imprese. (10G0234) – (GU n. 293 del 16-12-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 ottobre 2010, n. 215 - Regolamento di semplificazione del procedimento per il recupero dei diritti di segreteria non versati al registro delle imprese. (10G0234) - (GU n. 293 del 16-12-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 31/12/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 ottobre 2010 , n. 215
Regolamento di semplificazione del procedimento per il  recupero  dei
diritti  di  segreteria  non  versati  al  registro  delle   imprese.
(10G0234)
Visto l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e  successive
Vista la legge 24 novembre 2000, n. 340, allegato A, numero 10;
Vista  la  legge  29  dicembre   1993,   n.   580,   e   successive
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2  novembre  2005,
n. 254, ed in particolare l’articolo 26, comma 10;
Visto il decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, e  successive
Visto il regio decreto 14 aprile 1910, n. 639;
n. 581, e successive modificazioni;
Visto il decreto  del  Ministro  dell’industria,  del  commercio  e
dell’artigianato 11 maggio 2001, n. 359;
adottata nella riunione del 24 luglio 2009;
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella seduta del 12
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni  del  Senato  della
l’innovazione e del Ministro per  la  semplificazione  normativa,  di
concerto con i Ministri dello  sviluppo  economico,  dell’economia  e
delle finanze e della giustizia;
a) camera  di  commercio:  la  camera  di  commercio,  industria,
artigianato e agricoltura;
b) diritti di segreteria: i diritti  di  segreteria  per  atti  o
servizi connessi alla gestione del registro  delle  imprese  e  degli
altri ruoli, registri e albi e in genere per  i  servizi  adottati  o
resi  dalle  camere  di  commercio,   come   determinati   ai   sensi
dell’articolo 18, comma 2, della legge 29 dicembre 1993,  n.  580,  e
c) registro delle imprese:  il  registro  delle  imprese  di  cui
all’articolo 8 della legge 29 dicembre 1993,  n.  580,  e  successive
d) ufficio del registro delle imprese: l’ufficio della camera  di
commercio per la tenuta del registro delle imprese e  del  repertorio
delle notizie economiche e amministrative (REA).
– Il testo delle  note  qui  pubblicato  stata  redatto
dicembre 1985, al solo fine di facilitare la lettura  delle
disposizioni di legge alle  quali  e’  operato  il  rinvio.
Restano  invariati  il  valore  e  l’efficacia  degli  atti
della Repubblica  il  poteri  di  promulgare  le  leggi  ed
Governo e ordinamento della Presidenza  per  Consiglio  dei
«Art. 17 (Regolamenti). – 1 Con decreto del  Presidente
determinano le norme generali regolatrici della, materia  e
dettare norme contrarie a quelle dei  regolamenti,  emanati
sensi  del  comma  2,  proposta  del  Ministro   competente
decreto legislativo 3  febbraio  1993,  n.  29,  successive
loro  funzione,  o  sono  prive  di   effettivo   contenuto
normativo o sono comunque obsolete.».
– Si riporta il testo  dell’art.  20  della  elegge  15
marzo 1997, n.  59,  recante  «Delega  al  Governo  per  il
conferimento di funzioni e compiti  alle  regioni  ed  enti
la semplificazione amministrativa».
«Art. 20 – 1. Il Governo, sulla base di un programma di
priorita’ di interventi, definito,  con  deliberazione  del
pubbliche funzioni  con  particolari  riguardo  all’assetto
locali in allegato al disegno di legge  e’  presentata  una
b) indicazione esplicita, delle norme abrogate, fatta
salva, l’applicazione dell’articolo 15  delle  disposizioni
per quanto attiene alla informazione  alla  partecipazione,
al contraddittorio, alla  trasparenza,  e  pubblicita’  che
attengono i regolamenti previsti dal comma 2, del  presente
regolazione, dei mercati e alla tutela  della  concorrenza,
dell’attivita’  da  svolgere,  eventualmente  richieste  si
3) alla eliminazione dell’accesso  e  all’esercizio
delle attivita’ economiche e lavorative;
costituzionalmente   rilevanti,   per   la    realizzazione
5) alla  tutela  dell’identita’  e  qualita’  della
accertino  garantiscano  la  qualita’  delle   fasi   delle
poteri amministrativi autorizza tori o ridotte le  funzioni
private, dell’autoconformazione degli interessati a modelli
di regolazione, nonche’ di adeguati strumenti di verifica e
controllo successivi. I controllo  di  regolazione  vengono
definiti dalle  amministrazioni  competenti  in  relazione,
all’incentivazione della concorrenzialita’, alla  riduzione
dei costi privati per il rispetto dei parametri di pubblico
interesse,   alla   flessibilita’   dell’adeguamento    dei
parametri stessi alle esigenze  manifestatesi  nel  settore
regolato;
comuni, salvo il conferimento di funzioni a province citta’
metropolitane, regioni  e  Stato  al  fine  di  assicurarne
l’esercizio  unitario  ai   principi   di   sussidiarieta’,
differenziazione e adeguatezza; determinazione dei principi
fondamentali di attribuzione  delle  funzioni  secondo  gli
stessi criteri da parte  delle  regioni  nelle  materie  di
competenza legislativa contorrente;
3-bis.  Il  Governo,  nelle  materie  di   competenza
riordinando le competenze degli uffici, accorpando funzioni
per settori omogenei, sopprimendo gli organi che  risultano
superflui   e   costituendo   centri   interservizi    dove
spesa  e  contabili,  anche  mediante   prevedano   termini
perentori, prorogabili per una sola volta, per le  fasi  di
integrazione dell’efficacia  e  di  controllo  degli  atti,
decorsi i quali i provvedimenti si intendono adottati;
estesa   e   ottimale   utilizzazione   delle,   tecnologie
schemi base o modelli di riferimento  nei  quali  ai  sensi
decreto   legislativo   28   agosto   1997,   n.   281,   e
successivamente, dei pareri delle «Commissioni parlamentari
della Conferenza unificata e del Consiglio di  Stato,  sono
su richiesta del  Ministro  competente,  riunioni  tra  le,
richiesta  di   parere   alle   Commissioni   parlamentari,
regolamenti, possono essere comunque emanati.
amministrativi di  funzioni  anche  decisionali,  che  non,
in  forma   collegiale,   e   sostituzione   degli   organi
collegiali, con conferenze di servizi o con interventi, nei
relativi procedimenti, dei soggetti portatori di  interessi
diffusi;
l’amministrazione e per i cittadini,  costi,  piu’  elevati
dei benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione
8-bis. Governo verifica la coerenza degli obiettivi  di
semplificazione e di  qualita’  della  regolazione  con  la
della semplificazione e del riassetto normativo  Presidenza
del  Consiglio   dei   Ministri,   che   garantisce   anche
l’uniformita’   e   l’omogeneita’   degli   interventi   di
riassetto, e semplificazione. La Presidenza  del  Consiglio
dei  Ministri  garantisce,  in  caso,  di   inerzia   delle
amministrazioni  competenti,  l’attivazione  di  specifiche
iniziative di semplificazione di riassetto normativo.
procedimenti amministrativi possono formulare  osservazioni
e proporre suggerimenti per la modifica delle norme  stesse
e per il miglioramento amministrativa.»
Allegato A n. 10 della reca: legge 24 novembre 2000, n.
340. «Disposizioni per la delegificazione di norme e per la
semplificazione di procedimenti amministrativi –  Legge  di
semplificazione 1999», pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale
24 novembre 2010, n. 275.
«Procedimento per il recupero dei diritti di segreteria
non versati al registro delle imprese.
– Testo unico delle disposizioni di legge relative alla
riscossione  delle  entrare   patrimoniali   dello   Stato,
approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639;
– Legge 29 dicembre1993, n. 580, articoli 18».
artigianato e agricoltura.» e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 11 gennaio 1994, n. 7.
– Si riporta il testo  dell’art.  26  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  2  novembre  2005,  n.   254
recante: «Regolamento  per  la  disciplina  della  gestione
patrimoniale  e  finanziaria  delle  Camere  di  commercio»
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16  dicembre  2005,  n.
292, S.O.
«Art. 26(Criteri di valutazione). – 1 Gli immobili sono
iscritti nello stato patrimoniale al costo d’acquisto o  di
2. Le altre immobilizzazioni materiali sono iscritte al
minor valore tra il costo  d’acquisto  o  di  produzione  e
quello di stima o di mercato.
3. Le immobilizzazioni  immateriali  sono  iscritte  al
costo  d’acquisto  o  di  produzione;  fra  le  immateriali
possono  essere  iscritti  gli  oneri  ed  i  costi  aventi
utilita’ pluriennale.
4. Il  valore  di  iscrizione  delle  immobilizzazioni,
materiali  ed  immateriali,  che  alla  data  di   chiusura
dell’esercizio  risulta  durevolmente  inferiore  a  quello
determinato ai sensi dei commi 1, 2 e 3, e’ ridotto a  tale
minore valore.
5.  Il  valore  di  iscrizione  delle  immobilizzazioni
materiali ed immateriali e’  incrementato  degli  oneri  di
diretta imputazione compresi quelli finanziari relativi  ai
finanziamenti passivi; esso, inoltre,  e’  sistematicamente
ammortizzato in  relazione  alla  residua  possibilita’  di
utilizzazione del bene. I costi di impianto, di ricerca, di
sviluppo e l’avviamento  acquisito  a  titolo  oneroso,  se
iscritti  tra   le   immobilizzazioni   immateriali,   sono
ammortizzati in cinque esercizi  previo  parere  favorevole
del collegio dei revisori dei conti.
6. Le modifiche dei criteri di ammortamento, di cui  al
comma   5,   sono   adeguatamente   motivate   nella   nota
7. Le partecipazioni in imprese controllate o collegate
di cui all’ art. 2359, primo  comma,  numero  1),  e  terzo
comma, del codice civile, sono iscritte per un importo pari
alla corrispondente frazione del patrimonio netto risultate
dall’ultimo bilancio approvato; quando la partecipazione e’
iscritta per la prima volta puo’ essere iscritto  il  costo
d’acquisto, se di ammontare  superiore,  a  condizione  che
siano fornite adeguate motivazioni nella nota  integrativa.
Negli  esercizi   successivi   le   plusvalenze   derivanti
dall’applicazione del metodo del patrimonio netto  rispetto
all’importo   iscritto   nell’esercizio   precedente   sono
accantonate  in  un’apposita  riserva  facente  parte   del
patrimonio netto; le eventuali minusvalenze  sono  imputate
direttamente a tale riserva se esistente, ovvero,  riducono
proporzionalmente il valore della  partecipazione;  qualora
l’importo del patrimonio  netto  sia  negativo  il  maggior
valore rispetto a quello della partecipazione  iscritto  in
bilancio e’ imputato al conto economico.
8. Le partecipazioni, diverse da quelle di cui al comma
7, sono iscritte al costo d’acquisto o di sottoscrizione.
9. I valori mobiliari diversi dalle partecipazioni ed i
titoli di Stato, garantiti dallo  Stato  o  equiparati  per
legge, sono iscritti al costo d’acquisto  maggiorato  degli
interessi di competenza dell’esercizio.
10. I crediti  sono  iscritti  secondo  il  presumibile
valore di realizzazione. L’ammontare dei  crediti  iscritto
nello stato patrimoniale e’ svalutato dopo che siano  stati
esperiti tutti gli atti per ottenerne la riscossione.  Tali
atti  sono  esclusi  se  la  stima  del  costo   per   tale
esperimento supera l’importo da recuperare.
11. I debiti sono iscritti al valore di estinzione.
12. Le rimanenze sono iscritte al minor valore  tra  il
costo d’acquisto, determinato anche secondo quanto previsto
al  comma  5  ed  il  valore  di  realizzazione  desumibile
dall’andamento  del  mercato;  il  minor  valore  derivante
dall’applicazione dei prezzi di  mercato  non  puo’  essere
mantenuto nei successivi bilanci, se  sono  venuti  meno  i
motivi.»
– Il decreto,  legislativo  26  febbraio  1999,  n.  46
recante.  «Riordina  della  disciplina  della   riscossione
mediante ruolo, a norma  dell’art.  1  della  legge  n.  28
settembre  1998,  n.  337  «e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 5 marzo 1999, n. 53, S.O.
– Il Regio decreto 14  aprile  1910,  n.  639  recante:
«Approvazione del testo unico delle disposizioni  di  legge
relative alla riscossione delle entrate patrimoniali  dello
Stato.» pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  30  settembre
1910, n. 227.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre
1995, n. 581 recante: «Regolamento di attuazione  dell’art.
8 della legge n. 29 dicembre 1993, n. 580,  in  materia  di
istituzione del registro, delle  imprese  di  cui  all’art.
2188 del  codice  civile.»  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 3 febbraio 1996, n. 28, S.O.
– Il decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e  dell’artigianato  11  maggio  2001,  n.   359   recante:
«Regolamento per l’attuazione dell’art. 17 della  legge  n.
23 dicembre 1999,  n.  488,  in  materia  di  accertamento,
riscossione e  liquidazione  del  diritto  annuale  versato
dalle  imprese  in  favore  delle  camere   di   commercio,
industria, artigianato e agricoltura.» e’ pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 2 ottobre 2001, n. 229.
– Si riporta il  testo  del  comma  2  dell’art.  18  e
dell’art.8 della citata legge  29  dicembre  1993,  n.  580
recante:  «Riordinamento   delle   camere   di   commercio,
industria, artigianato e agricoltura.»:
«2.   Le   camere   di   commercio   sono,   altresi’
destinatarie di contributi del bilancio  dello  Stato,  per
l’espletamento di funzioni delegate.»
«Art. 8 (Registro delle  imprese)  –  1.  E’  istituito
informativa su tutto  il  territorio  nazionale  .e,  fatte
salve  le  disposizioni  legislative  e  regolamentari   in
materia, nonche’ gli atti amministrativi generali  da  esse
previsti, il Ministero dello sviluppo  economico,  d’intesa
con il Ministero della  giustizia,  sentita  l’Unioncamere,
emana direttive sulla tenuta del registro.
giunta nella persona del segretario generale, ovvero di  un
conservatore e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
pubblicita’ per tutte le imprese soggette  ad,  iscrizione,
garantendo la tempestivita’, dell’informazione su tutto  il
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.»
l. Il presente regolamento disciplina il procedimento  di  recupero
coattivo dei diritti di segreteria  non  versati,  che  costituiscono
proventi delle camere di commercio ai sensi dell’articolo 18, commi 1
e 2, della legge 29 dicembre 1993, n. 580.
2. E’ comunque fatto salvo il diritto della camera di commercio  di
avvalersi della facolta’ prevista dall’articolo 76,  comma  1,  della
legge 21 novembre 2000, n. 342.
– Si riporta il testo del comma 1  dell’art.  18  della
citata legge 29 dicembre 1993, n. 580:
«Art. 18 (Finanziamento delle camere di  commercio).  –
1. A1 finanziamento ordinario delle camere di commercio  si
provvede mediante:
a) il diritto annuale come determinato ai  sensi  dei
commi 4, 5 e 6;
b) i proventi derivanti dalla gestione di attivita’ e
dalla  prestazione  di   servizi   e   quelli   di   natura
c) le entrate  e  i  contributi  derivanti  da  leggi
statali, da leggi regionali, da convenzioni o  previsti  in
relazione alle attribuzioni delle camere di commercio;
d)   i   diritti   di    segreteria    sull’attivita’
certificativa svolta e sulla iscrizione in ruoli,  elenchi,
registri e albi tenuti ai sensi delle disposizioni vigenti;
e) i contributi volontari, i lasciti e  le  donazioni
di cittadini o di enti pubblici e privati;
f) altre entrate e altri contributi.».
– Si riporta il testo del comma 1  dell’art.  76  della
legge 21 novembre 2000, n. 342 recante: «Misure in  materia
fiscale»: «Art. 76 (Cessione di crediti tributari da  parte
di enti locali e Camere di commercio). – 1. Gli enti locali
e  le  Camere  di  commercio,  industria,   artigianato   e
agricoltura, per le entrate di cui all’art. 18 della, legge
29 dicembre  1993,  n.  580,  e  successive  modificazioni,
possono cedere a terzi a  titolo  oneroso  i  loro  crediti
tributari, compresi gli accessori per interessi, sanzioni e
penalita’. I rapporti tra l’ente  locale  o  la  Camera  di
commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura  ed  il
cessionario sono regolati in via convenzionale.»
1. Verificati gli importi dei diritti di segreteria  che  risultano
non pagati, aumentati degli accessori a qualunque titolo  dovuti,  le
camere di commercio procedono alla valutazione circa  la  convenienza
economica della procedura di  recupero  ai  sensi  dell’articolo  26,
comma 10, del decreto del  Presidente  della  Repubblica  2  novembre
2005, n. 254.
2. La valutazione di cui al comma 1 viene  comunicata  al  collegio
dei revisori dei conti di cui all’articolo 17 della legge 29 dicembre
1993, n. 580.
3.  Valutata  la  convenienza  al  recupero,  il  responsabile  del
procedimento intima all’interessato di pagare le somme dovute, con le
modalita’ in uso presso le camere di commercio, entro il  termine  di
trenta giorni dalla ricezione della intimazione, avvertendo  che,  in
mancanza,  si  procedera’  alla  riscossione  coattiva   dell’importo
mediante iscrizione a ruolo. La suddetta  intimazione  vale  atto  di
costituzione in mora del debitore, anche ai sensi dell’articolo 2943,
comma 3, del codice civile.
4. La riscossione coattiva dei diritti di segreteria e’  effettuata
mediante ruolo.
Dato a Roma, addi’ 20 ottobre 2010
Brunetta, Ministro per la
pubblica amministrazione e l’innovazione
Registrato alla Corte dei conti il 2 dicembre 2010
Ministeri istituzionali, registro n. 19, foglio n. 319
– Si riporta il teste dell’art. 17 della  citata  legge
29 dicembre 1993,  n.  580  recante:  «Riordinamento  delle
camere   di    commercio,    industria,    artigianato    e
agricoltura.»: «17 (Collegio dei revisori dei conti). –  Il
collegio dei revisori dei conti e’ e nominato dal consiglio
ed composto  da  tre  membri  effettivi  e  da  tre  membri
supplenti,   designati   rispettivamente    dal    Ministro
dell’economia e delle finanze, con funzioni di  presidente,
dal Ministro dello  sviluppo  economico  e  dal  Presidente
della  giunta  regionale.  I  membri  effettivi  e   quelli
supplenti devono essere iscritti all’albo dei revisori  dei
conti, salvo  che  si  tratti  di  dirigenti  o  funzionari
pubblici e nel rispetto del  vincolo  di  cui  all’art.  2,
comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286.
2. Il collegio dei revisori dei conti  dura  in  carica
quattro anni e i suoi membri possono essere  designati  per
due sole volte consecutivamente. Ove nei collegi si proceda
a  sostituzione  di  un  singolo  componente,   la   durata
dell’incarico del nuovo revisore e  limitata  alla  residua
parte del quadriennio in corso, calcolata a decorrere  data
di  adozione  della  deliberazione  di  nomina  dell’intero
3. Qualora una delle amministrazioni di cui al comma 1,
non proceda, entro il termine di cui all’art. 3 del decreto
legge 16 maggio 1994, n. 293, convertito con  modificazioni
nella legge 15 luglio 1994, n. 444, alla  designazione  del
membro    effettivo,    il    revisore    mancante    sara’
provvisoriamente sostituito da uno dei  revisori  supplenti
designati dalle  altre  amministrazioni  rappresentate  nel
4. I principi di cui al comma 3 si applicano  anche  al
collegio dei revisori delle aziende speciali.
5. I revisori dei conti hanno diritto di  accesso  agli
atti e ai documenti della camera di commercio.
6. Il collegio dei revisori dei conti,  in  conformita’
allo statuto, alle disposizioni della presente legge,  alle
relative norme di attuazione esercita  la  vigilanza  sulla
regolarita’ contabile e finanziaria della  gestione  della,
camera  di  commercio  e  attesta  la  corrispondenza   del
bilancio  d’esercizio  alle  risultanze,  delle   scritture
contabili, redigendo una relazione da allegare al  progetto
di bilancio d’esercizio predisposto dalla giunta.
7. Con decreto del Ministero dello sviluppo  economico;
di  concerto  con  il  Ministero  dell’economia  e   delle,
finanze, sono stabiliti i contenuti in  base  ai  quali  e’
redatta la relazione di cui al comma 6,  nonche’  eventuali
modalita’ operative  per  lo  volgimento  dei  compiti  del
8. Al collegio dei revisori dei conti  si  applicano  i
principi del  codice  civile  relativi  ai  sindaci  delle,
societa’ per azioni, in quanto compatibili.».
– Si riporta il testo dell’art. 2943 del codice  civile
: «Art. 2943 (Interruzione da parte  del  titolare).  –  La
prescrizione e’ interrotta  dalla  notificazione  dell’atto
con  il  quale  si  inizia  un  giudizio,  sia  questo   di
cognizione ovvero conservativo o esecutivo.
E’ pure interrotta dalla domanda proposta nel corso  di
L’interruzione si verifica anche se il giudice adito e’
La prescrizione e’ inoltre  interrotta  da  ogni  altro
atto che valga a costituire in mora il debitore e dell’atto
notificato  con  il  quale  una  parte,  in   presenza   di
compromesso o clausola compromissoria, dichiara la  propria
intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone
la domanda e procede, per quanto  le  spetta,  alla  nomina
degli arbitri.».
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 ottobre 2010, n. 215 – Regolamento di semplificazione del procedimento per il recupero dei diritti di segreteria non versati al registro delle imprese. (10G0234) – (GU n. 293 del 16-12-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:57:55+00:00