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Timestamp: 2019-08-22 07:19:36+00:00
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assegno di mantenimento «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
Nessuna riduzione del mantenimento anche se l’azienda di lui è in crisi martedì, Mar 10 2009
assegno di mantenimento and avvocati and avvocato and Cassazione and coniuge divorziato and diritto civile and diritto di famiglia and divorzi and giurisprudenza and mantenimento and mantenimento dei figli and processo civile and sentenza and separazioni and studi legali mgraziamei 9:09 am
L’assegno di mantenimento alla ex, casalinga, non va ridotto neppure se l’azienda di lui è in crisi.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 3916 del 18 febbraio 2009, ha respinto il ricorso di un imprenditore che versava 2mila euro alla ex moglie e altri 2mila per i figli e che chiedeva una riduzione dell’assegno perché era stato estromesso dalla guida dell’azienda.
C’è il diritto al mantenimento anche se il matrimonio non è consumato martedì, Feb 10 2009
assegno di mantenimento and avvocati and avvocato and Cassazione and diritto civile and diritto di famiglia and divorzi and giurisprudenza and mantenimento and matrimonio and processo civile and sentenza and separazioni and studi legali mgraziamei 9:22 am
Cass. I sez. civ. Sentenza n. 2721/09.
La Cassazione ha di recente stabilito che anche un matrimonio durato pochi giorni può bastare per far sorgere il diritto al mantenimento e ciò anche se il matrimonio non è stato consumato.
Infatti ciò che conta non è tanto la durata del matrimonio e dell’intimità, ma la differenza di reddito tra i due partners. Il fatto della mancata consumazione delle nozze e dell’estrema brevità della convivenza non sono circostanze idonee a cancellare la disparità di reddito tra i due coniugi.
Non mantiene i figli perché perde il lavoro, può essere assolto venerdì, Dic 5 2008
assegno di mantenimento and Cassazione and diritto civile and diritto di famiglia and divorzi and figli and mantenimento and mantenimento dei figli and sentenza and separazioni mgraziamei 10:02 am
Non commette un reato il genitore che improvvisamente non è più in grado di mantenere i figli.
Infatti può essere assolto il padre che, nonostante sia ancora giovane, non ha versato l’assegno perché, a un certo punto, ha perso il lavoro e si è accontentato di impieghi saltuari pur di guadagnare qualcosa.
La Cassazione con la sentenza n. 45273 del 4 dicembre 2008 allenta la linea dura nei confronti dei giovani genitore che perdono il lavoro e che per questo non riescono più a versare l’assegno.
Assegno di mantenimento – legittima la deducibilità ai fini Irpef solo se la quota viene stabilita dall’autorità giudiziaria venerdì, Dic 5 2008
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Agenzia Entrate, risoluzione 19.11.2008 n. 448/E.
Con l’interpello specificato in oggetto, concernente l’interpretazione dell’art. 10, comma 1, lett. c), del D.P.R. n. 917 del 1986, è stato esposto il seguente QUESITO TIZIO fa presente di essersi separato consensualmente dalla moglie nel corso del 2002 e di aver corrisposto alla stessa, a partire dalla medesima data, un assegno di mantenimento mensile di … euro, come risulta dal verbale di udienza del … 2002 (omologa del Tribunale di … del … 2003).
Nel provvedimento del Tribunale era previsto solo l’impegno dell’istante al pagamento dell’assegno di mantenimento senza alcuna precisazione in merito alla rivalutazione monetaria dello stesso.
Tuttavia, come confermato da uno studio legale, a partire dal 2004, il contribuente avrebbe dovuto applicare l’adeguamento Istat all’assegno di mantenimento, in analogia con quanto previsto in caso di scioglimento del matrimonio dall’art. 5, comma 7, della legge 1° dicembre 1970, n. 898, a pena di incorrere in un precetto di pagamento da parte della moglie.
A conferma dell’automatica rivalutazione dell’assegno in questione, TIZIO richiama la sentenza della Cassazione 5 agosto 2004, n. 15101…[continua…]