Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4715:chimici-concia-industria-ccnl-31-marzo-1983&catid=59&Itemid=139
Timestamp: 2019-06-16 23:00:51+00:00
Document Index: 112060199

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54']

Chimici - Concia, Industria: CCNL, 31 marzo 1983
Data firma: 31 marzo 1983
Validità: 01.04.1983 - 31.12.1985
Parti: Unic e Fulc (Filcea-Cgil, Flerica-Cisl e Uilcid-Uil)
I) Diritti di informazione
II) Appalti e decentramento produttivo
III) Mobilità
IV) Handicappati
Parte I - Costituzione del rapporto di lavoro ed inquadramento
Art. 3 - Disciplina dell’apprendistato
Art. 4 - Classificazione del personale - Organizzazione del lavoro
Parte II Operai e riposi
Art. 7 - Orario di lavoro - Part-time
Art. 9 - Riposo settimanale e giorni festivi
Art. 10 - Riposi aggiuntivi
Art. 21 - Trattamento economico per la festività della Pasqua
Art. 23 - Computo della maggiorazione per lavoro a turni agli effetti degli istituti contrattuali
Art. 24 - Indennità speciali per i lavoratori di cui al gruppo 1 dell’art. 4
a) Indennità per disagiata sede
b) Indennità di cassa
Art. 30 - Disposizioni per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o a mansioni di semplice attesa o custodia
Parte IV Sospensione ed interruzione del rapporto di lavoro
Art. 33 - Permessi di entrata nell’azienda
Art. 39 - Malattia e infortunio
Art. 40 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio Art. 41 - Trattamenti previdenziali ed assicurativi
Parte V Ambiente e prevenzione
Convenzione per l’applicazione nell’industria conciaria dell’accordo aggiuntivo per le lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose
Parte VI Norme specifiche e disciplinari
1) Controversie individuali plurime
Art. 51 - Visite di inventario e di controllo
Art. 54 - Multe, ammonizioni scritte e sospensioni
Parte VII Risoluzione del rapporto di lavoro
Art. 56 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 58 - Previdenza
Parte VIII Diritti sindacali
Art. 62 - Consiglio di fabbrica
Art. 63 - Commissioni interne e Delegato d’impresa
Art. 64 - Assemblee
Art. 68 - Versamento dei contributi sindacali
Parte IX Norme generali
Art. 69 - Abrogazione dei precedenti contratti: opzione
Art. 71 - Piccole aziende
Art. 73 - Distribuzione del contratto ed esclusiva di stampa
Parte X Intese generali delle Parti stipulanti
2) Utilizzazione degli impianti
Allegato 1 - Legge 18 dicembre 1973, n. 877 Nuove norme per la tutela del lavoro a domicilio
Allegato 2 - Legge 20 maggio 1970, n. 300 Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e della attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento (Statuto dei lavoratori)
Allegato 3 - Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 Tutela delle lavoratrici madri
Allegato 4 - Legge 9 dicembre 1977, n. 903 Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro
Allegato 5 - Legge 29 maggio 1982, n. 297 Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica
Allegato 6 - Valori limite soglia per sostanze chimiche nell’atmosfera di ambienti di lavoro adottati dalla American Conference of Governmental Industrial Hygienists aggiornati al 1982
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti dalle aziende esercenti l’industria conciaria
Addì, 31 marzo 1983 in Milano tra l’Unione nazionale industria conciaria e la Federazione unitaria lavoratori chimici-Fulc (Filcea-Cgil, Flerica-Cisl e Uilcid-Uil), con la partecipazione di una numerosa delegazione in rappresentanza dei CdF, strutture comprensoriali e regionali della Fulc, con l’assistenza della Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil; è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle aziende del settore conciario.
Occupazione, investimenti
Le parti, convengono di realizzare incontri periodici, ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, le quali al termine dell’esame congiunto esprimono la loro autonoma valutazione.
A) Annualmente tra le organizzazioni nazionali stipulanti vengono illustrati:
- le previsioni degli investimenti complessivi dei settori pelli, cuoio, pelli pregiate (rettili e pellicceria);
- le previsioni degli investimenti ecologico-ambientali e la portata degli oneri, diretti ed indiretti, sopportati in materia dalla categoria;
- le previsioni sulla variazione della quantità e composizione dell’occupazione, conseguente ai processi nazionali di riorganizzazione, di delocalizzazione e di innovazione tecnologica;
- le previsioni quantitative e qualitative di turnover;
- le previsioni basate sulle indicazioni delle categorie utilizzatrici (calzaturieri, pellettieri, confezionisti, mobilieri, vari) e correlata alla distribuzione ed agli orari di lavoro, dei programmi produttivi e dell’andamento dell’offerta del settore, possibilmente per comparti produttivi;
- l’entità globale dei finanziamenti pubblici (Stato, Regioni) con l’indicazione delle leggi di riferimento e delle finalità (produttive, ecologico-ambientali, ricerca, servizi);
- i progetti di intervento della categoria sui rischi accertati di maggiore gravità e diffusione nell’ambiente di lavoro;
- i piani di intervento e le attività, comprese quelle di collaborazione con enti pubblici (SSN- Stazione sperimentale di Napoli, CNR-Consiglio nazionale delle ricerche, ecc.) ed altri organismi, nei campi della depurazione delle acque, nei sistemi di abbattimento, nel recupero e nello smaltimento;
- i processi di ristrutturazione e delocalizzazione del settore nel suo insieme;
- il numero degli occupati per qualifica, livello, sesso e grandi fasce di età;
- le sperimentazioni dei contratti di formazione-lavoro per l’incremento dell’occupazione giovanile;
- l’introduzione di innovazioni tecnologiche con significativi riflessi sui livelli occupazionali;
- la natura delle attività produttive conferite in conto terzi.
B) Annualmente a livello locale:
I) l’associazione nazionale stipulante illustra, con la partecipazione eventuale dell’organizzazione imprenditoriale locale e comunque presso la sua sede, con riferimento ai comprensori di Arzignano - Val Chiampo; Turbigo - Castano-Robecchetto; S. Croce - Fucecchio - S. Miniato - Castelfranco; Solofra ed altri eventualmente individuati dalle parti stipulanti:
- le previsioni degli investimenti ecologico-ambientali e la portata degli oneri, diretti ed indiretti, sopportati in materia;
- i progetti del settore di intervento e di collaborazione con enti pubblici ed altri organismi nei campi della depurazione delle acque, nei sistemi di abbattimento, nel recupero e nello smaltimento;
- l’introduzione di innovazioni tecnologiche che abbiano significativi riflessi sui livelli occupazionali;
- la natura delle attività produttive conferite in conto terzi;
II) l’associazione nazionale o quella territoriale competente illustra con riferimento alle situazioni interregionale o regionale o provinciale, purché lo stanziamento conciario relativo sia numericamente significativo:
C) Annualmente negli stabilimenti e nei gruppi 1 che superano le 130 unità di occupati, vengono illustrati:
- le previsioni degli investimenti complessivi, inclusi quelli ecologico-ambientali;
- il numero degli addetti e la loro distinzione per qualifica, livello, età, sesso;
- i processi di ristrutturazione e delocalizzazione;
- la portata degli oneri, diretti ed indiretti, sopportati nel campo ecologico-ambientale (depurazione acque, sistemi di abbattimento, recupero e smaltimento);
1 Per "Gruppi" si intendono i complessi industriali di particolare importanza nell’ambito del settore conciario, articolati in più stabilimenti e dislocati in più zone del territorio nazionale e con rilevante influenza nell’area della concia.
1) Le aziende informano periodicamente i Consigli di fabbrica:
- su eventuali casi di ricorso a lavoro a domicilio (fermo restando il disposto della legge 18 dicembre 1973, n. 877);
- su eventuali casi di scorporo di attività del proprio ciclo produttivo che abbiano riflessi sull’occupazione complessiva; ciò per consentire alle OSL la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali nel territorio.
Dati aggregati sulla natura delle attività conferite in appalto verranno forniti alle OSL in occasione degli incontri nazionali e territoriali previsti nella parte I.
I Gruppi industriali e gli stabilimenti significativi di cui alla parte prima, forniranno annualmente, a consuntivo, il dato medio del numero dei lavoratori delle ditte appaltatrici che hanno prestato la propria attività all’interno delle unità produttive.
Le parti si danno atto con la regolamentazione di cui sopra che non intendono pregiudicare l’organizzazione del ciclo produttivo conciario.
2) Per le attività manutentive degli impianti di produzione, le quali presentino una sostanziale omogeneità e affinità tecnologica con le attività dello stabilimento, le Aziende concorderanno con i Consigli di fabbrica le possibili soluzioni sostitutive degli appalti, da realizzare gradualmente con l’impiego di personale dipendente dalle aziende stesse.
Gli eventuali problemi occupazionali derivanti dalla contrazione del ricorso all’appalto saranno oggetto di esame a livello sindacale comprensoriale.
3) Allo scopo di consentire una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti in materia di prestazione di lavoro, le Aziende inseriranno nei contratti di appalto apposite clausole che vincolino le imprese appaltatrici all’osservanza degli obblighi ad esse derivanti dalle norme di legge: assicurative, previdenziali, d’igiene e sicurezza del lavoro nonché dei rispettivi Contratti di lavoro.
4) Per l’assolvimento degli obblighi derivanti alle imprese appaltatrici dalla legge 20 maggio 1970, n. 300, le Aziende appaltanti si dichiarano disponibili a facilitare, per quanto possibile, la materiale realizzazione delle condizioni di agibilità.
6) Le norme di cui al presente articolo non si applicano nei confronti delle Aziende che occupano non più di 60 lavoratori di cui al gruppo 3) dell’art. 4 del presente Contratto.
Le aziende considereranno con la maggiore attenzione, compatibilmente con le proprie possibilità tecnico-organizzative, il problema dell’inserimento nelle proprie strutture degli handicappati, riconosciuti invalidi civili ai sensi della legge n. 482/1968, in funzione delle capacità lavorative degli stessi.
Per la disciplina dell’apprendistato si fa riferimento alle leggi vigenti.
Il periodo di apprendistato avrà la durata massima di 6 mesi, ma a seconda dell’età di assunzione e del titolo di istruzione in possesso degli apprendisti sarà convenientemente ridotto come risulta dalla tabella seguente:
A) Licenza di istituto professionale di Stato ad indirizzo conciario o scuola tecnica industriale ad indirizzo conciario o ammissione al 3o anno di istituto tecnico industriale ad indirizzo conciario o titolo equipollente
4 mesi 3 mesi 3 mesi
B) Licenza di scuola media inferiore
6 mesi 6 mesi 4 mesi 4 mesi
Ai fini della durata dell’apprendistato i periodi di servizio prestati presso altri datori di lavoro vengono cumulati a tutti gli effetti purché' essi non siano separati l’uno dall’altro da interruzioni superiori ad un anno e purché i precedenti periodi siano stati prestati presso azienda industriale conciaria svolgente attività nello stesso genere di produzione.
Gli apprendisti, ad eccezione di quelli classificati al punto A della tabella, dovranno seguire i corsi di istruzione complementare per tre ore per ciascuna settimana.
- i concetti di valorizzazione della professionalità in termini di polivalenza, autonomia, vanno colti mediante i correttivi apportati alla struttura classificatoria;
- i miglioramenti classificatori - che non siano di mero aggiustamento parametrale - devono avere un corrispettivo per le Aziende in termini di produttività tecnico-economica;
a) la pratica realizzazione del nuovo inquadramento in Azienda per il personale che già svolge le mansioni meglio inquadrate è un fatto automatico con lo strumento delle declaratorie e dei profili;
b) dove non esistano già le nuove figure professionali di cui alle categorie 4 e 5 l’Azienda, sempre che queste figure siano compatibili con la tecnologia aziendale e compensate da produttività, ricercherà le modifiche nella distribuzione delle mansioni funzionali alla realizzazione di tali figure, passando anche attraverso addestramento e fasi sperimentali reversibili;
c) i programmi di addestramento relativi vanno portati a conoscenza dei CdF.
Le parti dichiarano che lo sviluppo della produttività tecnico-economica passa anche attraverso un migliore utilizzo di tutte le risorse tecniche ed umane e la valorizzazione della professionalità che possono essere ricercate mediante nuove forme organizzative consistenti in una diversa distribuzione di mansioni del ciclo produttivo.
L’Azienda adotterà definitivamente il sistema sperimentato, compresa l’eventuale rotazione, dopo un esame dei risultati con il CdF, assistito dai componenti del Gruppo interessato.
Le parti stipulanti si incontreranno entro il 1o quadrimestre 1985 per:
- verificare la rispondenza dei profili con nuove figure di professionalità già acquisite ed individuate, sia individuali che di gruppo, al fine di superare concentramenti sui livelli più bassi;
riconoscere la professionalità acquisita per rotazione attuata o per sperimentazioni di nuove organizzazioni del lavoro attuate, stabilendo criteri obiettivi per realizzare passaggi di livelli conseguenti da applicare in fabbrica, riferiti alla produttività, acquisita anche attraverso l’organizzazione del lavoro;
- distribuire in modo omogeneo ed armonico il personale sulla scala parametrale per renderla percorribile e rendere accessibili i vari livelli in base a declaratorie e profili concordati, creando un intreccio reale nella parte centrale della scala stessa.
La durata massima dell’orario normale è regolata dalle leggi e nulla viene innovato a tali disposizioni.
L’orario di lavoro è: a) normale, b) supplementare, c) straordinario.
In relazione all’esigenza di una rigorosa attuazione dell’orario contrattuale di lavoro, le parti si danno atto che gli organici devono consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali, tenendo conto altresì dell’assenteismo medio per morbilità, infortuni ed altre assenze retribuite.
a) L’orario settimanale del singolo lavoratore è di 40 ore ed è normalmente concentrato in 5 giorni; eventuali eccezioni vanno concordate con il CdF.
L’orario normale di lavoro può essere realizzato anche come media su un arco di più settimane.
In relazione alle previsioni del mercato, di cui alla 1a parte del CCNL, l’azienda può attuare, previa contrattazione delle modalità operative di applicazione, programmi tendenzialmente annuali di orario, comprendenti settimane con prestazioni lavorative superiori alle 40 ore e settimane a prestazioni lavorative inferiori a tale limite.
Le variazioni dell’orario aziendale rispetto al programma saranno preventivamente comunicate al CdF, salvo i casi di comprovate necessità e urgenza.
Nei casi di distribuzione dell’orario normale su un arco di più settimane di cui alla presente lettera non costituisce lavoro supplementare quello attuato oltre le 40 ore settimanali.
Le quantità minime delle prestazioni orarie al lordo dei riposi dovuti per legge e per CCNL (ferie, festività coincidenti con giornate lavorative, riposi aggiuntivi di cui all’art. 10 CCNL, riduzione oraria di cui all’Accordo del 22 gennaio 1983), vengono convenzionalmente indicate in:
2088 (2504 per i lavoratori discontinui) ore in 52 settimane+1 gg. nel 1983;
2096 (2512 per i lavoratori discontinui) ore in 52 settimane+2 gg. nel 1984;
2088 (2504 per i lavoratori discontinui) ore in 52 settimane+1 gg. nel 1985;
b) l’orario supplementare si aggiunge a quello normale e può raggiungere nella settimana il limite massimo delle 48 ore di prestazione e 60 ore per i lavoratori discontinui. Esso deve trovare giustificazione in esigenze imprescindibili ed indifferibili, quali la necessità di far fronte a commesse e a situazioni di punta del mercato con vincolanti termini di consegna, la salvaguardia dell’integrità della pelle nelle varie fasi di lavorazione (purché non dia luogo in comprovati comportamenti antisindacali), il far fronte ad adempimenti amministrativi o di legge concentrati in particolari periodi dell’anno.
Il ricorso al lavoro supplementare non può avvenire per correlative diminuzioni dell’organico.
Le aziende forniscono su richiesta al CdF mensilmente il numero delle ore supplementari complessivamente prestate per servizio o reparto.
c) L’orario straordinario è quello prestato oltre le 48 ore di prestazione settimanale per i lavoratori continui e le 60 ore di prestazione settimanale per i discontinui.
Esso è eccezionale e deve trovare giustificazione in esigenze imprescindibili ed indifferibili.
Salvo i casi di urgenza e necessità il lavoro straordinario va preventivamente contrattato con il CdF.
Le aziende forniscono su richiesta del CdF mensilmente il numero delle ore straordinarie complessivamente prestate per servizio o reparto.
Nessun lavoratore può esimersi dall’effettuare, nei limiti previsti dalla legge e dal presente Contratto, il lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento. Il lavoro supplementare e straordinario - fermo restando quanto previsto ai precedenti punti b) e c) - nonché il lavoro festivo dovrà essere disposto ed autorizzato dalla Direzione aziendale.
I) Premesso che il perseguimento di un maggior livello di produttività delle imprese costituisce comune obiettivo delle Parti e che la crescita dell’occupazione può essere perseguita anche migliorando il livello di competitività e cogliendo le opportunità offerte dal mercato, le Parti, riconoscendo la necessità di applicare le norme contrattuali di cui al presente articolo in modo da facilitare il conseguimento di tali obiettivi, convengono di verificare, in occasione degli incontri previsti nella 1a parte del presente Contratto, la corretta attuazione delle norme del presente articolo.
In questo contesto, le Parti, a livello nazionale, esamineranno anche eventuali casi particolari in rapporto alla situazione di mercato, alle caratteristiche tecnologiche, organizzative e occupazionali delle aziende e con particolare riferimento a quelle dislocate nel Mezzogiorno, al fine di accertare la possibilità di conseguire una maggiore produttività tecnico-economica combinando una maggiore durata nel periodo settimanale di utilizzo degli impianti con diversi regimi dell’orario di lavoro del personale addettovi. Tali regimi saranno ricavabili ricorrendo alla utilizzazione, in aggiunta a quelle previste per il personale giornaliero (6 giornate), di ulteriori giornate di riposo fino a raggiungere l’orario dei turnisti a ciclo continuo.
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il non godimento delle ferie deve essere compensato con un’indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute da calcolare nella misura della retribuzione globale di fatto in atto al momento della liquidazione.
Parte II Trattamento economico
Ferme restando le norme di legge in materia, l’effettuazione del lavoro a cottimo, sia individuale che collettivo, è disciplinata dalle norme seguenti:
d) indicazione della tariffa di cottimo (a tempo od a prezzo o ad indice di rendimento);
L’analisi della lavorazione nelle singole operazioni e la elaborazione completa della tabella (o tariffa) compresi i tempi parziali o gli elementi equivalenti, sarà a disposizione del CdF che ne potrà prendere visione fermo restando l’obbligo di riservatezza sulle informazioni acquisite.
4) Il CdF rappresenterà i lavoratori nelle controversie relative alle tabelle (o tariffe).
Delegati dei lavoratori direttamente interessati alla singola tabella (o tariffa) controversa e da essi designati di volta in volta nel proprio ambito, in numero proporzionale alla loro consistenza e comunque non superiore a 3, parteciperanno alla discussione in uno con il CdF.
6) Il CdF, qualora constati che le effettive condizioni di esecuzione di una lavorazione, cui si riferisce una tabella di cottimo (o tariffa) consolidata, abbiano cessato di corrispondere a quelle esistenti alla fine del periodo di assestamento della tabella medesima, segnalerà il caso all’azienda.
L’Azienda preciserà se le modifiche abbiano carattere transitorio e siano superabili, con ripristino delle condizioni precedenti entro un periodo massimo di 30 giorni di calendario. In caso affermativo verranno corrisposti bonifici in proporzione al grado di variazione riscontrato al momento della segnalazione del CdF all’azienda e per la successiva durata delle variazioni, tali che il lavoratore non subisca perdite per cause a lui non imputabili.
Qualora invece le modifiche abbiano carattere permanente, o comunque non siano superabili nel termine di cui sopra, l’azienda provvederà a disporre tabelle di cottimo (o tariffe) revisionate, definitive o transitorie, regolarmente suscettibili di assestamento e di contestazione a norma dei precedenti punti 4 e 5.
Qualora esista divergenza sulla stessa esistenza di modifiche nelle condizioni di esecuzione del lavoro, il CdF potrà instaurare regolare controversia.
A) Per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia, le clausole del presente Contratto (normative ed economiche) si intendono sostituite da quelle speciali riportate nella presente norma, limitatamente, però alle particolari disposizioni in esse contemplate.
B) Tra i lavoratori anzidetti quelli di cui al gruppo 3) dell’art. 4 sono inquadrati nelle categorie sottoelencate:
- livello 2°: vi appartengono autisti meccanici, conduttori patentati ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedono analogo grado di specializzazione;
- livello 1°: vi appartengono autisti non meccanici, guardie notturne o diurne ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedono analogo grado di qualificazione;
- livello 1°: vi appartengono portieri in genere, uscieri, addetti al servizio mensa, inservienti addetti ai servizi igienici, a spogliatoi, a mense, a refettori ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedono il possesso di semplici capacità o conoscenze pratiche.
C) Nel rispetto delle norme di legge sull’orario di lavoro e degli accordi interconfederali che ne consentono la protrazione oltre i normali limiti, l’orario normale non deve superare le 48 ore settimanali per gli operai già ad orario settimanale di 60 ore e le 45 ore settimanali per quelli già ad orario settimanale di 54 ore.
In relazione alla particolarità delle mansioni svolte, detto orario potrà essere attuato anche in un ciclo plurisettimanale predeterminato con riposi compensativi, fermo restando quanto disposto dall’art. 7 sulla distribuzione dell’orario di lavoro.
È ammesso per tutti i lavoratori il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute per cause di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate tra le Organizzazioni sindacali periferiche di categoria, purché esso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
All’atto della presentazione del certificato di gravidanza, al termine stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, l’azienda deve provvedere a spostare le lavoratrici alle quali siano corrisposte le indennità stabilite dalle norme per le lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose, ad altre lavorazioni che non siano quelle previste dalle predette norme, mantenendo peraltro alla lavoratrice, ma limitatamente al periodo antecedente al parto, l’indennità da essa percepita ai sensi delle norme stesse.
Non sono ammesse le lavorazioni nelle quali la concentrazione di vapori, polveri, sostanze tossiche, nocive o pericolose superi i limiti massimi (MAC) stabiliti dalle tabelle dell’American Conference of Governmental Industrial Hygienist' s secondo i criteri di applicazione indicati nelle tabelle stesse.
Nel caso in cui dalle competenti autorità italiane vengano elaborate nuove e specifiche tabelle e le stesse vengano emanate con carattere di norme cogenti esse saranno assunte contrattualmente.
Ai fini dei controlli e delle iniziative promozionali di competenza delle RSA ai sensi dell’art. 9 della legge n. 300/70 e della legge n. 833, vengono attribuiti al CdF i seguenti compiti:
- esaminare con la Direzione aziendale le eventuali esigenze di manutenzione finalizzata alla prevenzione e alla sicurezza;
- promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione a norma dell’art. 9 della legge n. 300 del 20 maggio 1970, di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l’integrità del lavoratore;
- concordare con la Direzione aziendale ogni qualvolta se ne ravvisi congiuntamente l’esigenza, l’effettuazione di indagini e accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi in relazione a quanto previsto dall’art. 20 ultimo comma della legge n. 833 ai servizi di Igiene ambientale e Medicina del lavoro delle USL o in alternativa ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo;
- ricorrere in caso di mancato accordo sulla scelta dell’Istituto a tecnici particolarmente qualificati iscritti agli albi professionali;
- concordare di volta in volta con la Direzione aziendale - nei casi in cui, a seguito delle indagini ambientali, anche tenuto conto dei riflessi sul gruppo dei lavoratori direttamente esposti, vengono individuate situazioni di particolare rischio - l’attuazione di accertamenti medici scientifici per il personale interessato all’area di rischio individuata.
I medici ed i tecnici sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sulle tecniche di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell’incarico loro affidato.
Per l’espletamento dei compiti suindicati, il CdF di ogni stabilimento individuerà i suoi membri incaricati di trattare con la Direzione aziendale nel numero da 3 a 6.
Agli incontri con l’azienda potranno partecipare, con i membri del CdF come sopra individuati, lavoratori del gruppo direttamente esposto alle specifiche condizioni ambientali in discussione.
a) i programmi di investimento concernenti il miglioramento dell’ambiente di lavoro e la sicurezza;
b) informazioni attinenti agli eventuali rischi cui sono esposti i lavoratori, connessi con le sostanze impiegate nel ciclo produttivo, rischi noti sulla base delle acquisizioni medico-scientifiche sia a livello nazionale che internazionale;
c) per gli agenti di rischio eventualmente derivanti da nuove sostanze immesse nel ciclo produttivo o da nuove tecnologie utilizzate, in via preventiva, informazioni sui rischi stessi e le relative acquisizioni medico-scientifiche sia a livello nazionale che internazionale;
d) informazioni tramite scheda da definire a livello nazionale tenendo anche conto di esperienze già realizzate, sulle caratteristiche tossicologiche delle sostanze impiegate nel ciclo produttivo, caratteristiche tossicologiche note sulla base delle acquisizioni medico-scientifiche, sia a livello nazionale che internazionale;
e) l’attività preventiva per la sorveglianza dei fattori di rischio svolta, in relazione a quanto previsto dall’art. 21 della legge 833/78, nell’ambito degli indirizzi eventualmente fissati dai piani sanitari regionali.
Laddove condizioni oggettive lo rendano necessario, l’Azienda esaminerà con il CdF la possibilità di installare idonee apparecchiature di analisi continua, o volte a mantenere sotto controllo gli agenti di rischio nel posto di lavoro.
A livello regionale e di area integrata, le Associazioni imprenditoriali, nel quadro dei previsti incontri informativi annuali forniranno alle OSL le previsioni di investimenti relativi ai miglioramenti ambientali-ecologici.
b) il registro dei dati biostatistici, tenuto e aggiornato a cura dei servizi sanitari di fabbrica. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici nonché le assenze per infortunio, malattia professionale e malattia comune; il registro sarà tenuto dall’Azienda a disposizione del CdF e dei lavoratori;
Per quanto riguarda il personale femminile, saranno annotati anche i dati relativi al concepimento, aborto, gravidanza, sterilità, fertilità, parto e salute del bambino, equilibrio ormonale, patologia dell’apparato genitale e del seno, dati forniti e aggiornati sulla base di certificazioni prodotte dalla lavoratrice e rilasciate dalle Unità sanitarie locali o dai consultori o dal medico curante.
In sezioni separate, tenute in duplice copia, saranno inoltre annotati i dati relativi al reparto, posizione e attività del lavoratore, degli eventuali agenti di rischio e la durata dell’esposizione nonché se il lavoro è svolto o meno in turno.
Il lavoratore ed il medico curante da lui autorizzato possono prendere visione in ogni momento del libretto personale, ottenere delucidazioni ed informazioni dal medico di fabbrica ed estratti del libretto stesso.
d) scheda delle caratteristiche di impianto, da realizzare entro un anno dalla data di decorrenza del contratto per gli impianti sottoposti ai rischi di esplosione, alta infiammabilità, scoppio ed emissione di sostanze pericolose di cui al DM 17 dicembre 1977 e successive modifiche.
- esaminare la necessità di eventuali integrazioni delle tabelle dell’ACGH a fronte di dimostrate situazioni di rischio derivanti da agenti chimici non previsti dall’American Conference. Le eventuali integrazioni andranno esaminate sulla base di proposte di limiti di provata applicabilità avanzate da Enti scientifici nazionali e internazionali.
- esaminare le problematiche relative alle sostanze cancerogene mutagene, tenendo conto sia delle risultanze dei lavori delle commissioni di studio ufficialmente costituite e degli istituti previsti dalla legge di riforma sanitaria, sia delle valutazioni di Enti di ricerca scientifica di indiscussa competenza (IARC, Comitato scientifico centrale per l’esame della tossicità ed ecotossicità dei composti della CEE, Commissione cancerogenesi e mutagenesi, National Cancer Institute, EPA, NIOSH, OSHA, Stazione sperimentale);
Le disposizioni contrattuali contenute nel presente articolo saranno da coordinare con eventuali norme di legge o altre norme comunque obbligatorie per le Aziende, disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento all’istituendo servizio sanitario nazionale. I dati biostatistici e ambientali saranno a disposizione del costituendo servizio sanitario nazionale e degli Enti di diritto pubblico preposti nell’ambito delle Regioni alla tutela della salute dei lavoratori.
Art. 1 - Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e, per gli aventi diritto, le disposizioni ministeriali per la somministrazione del latte, mentre si riconferma la necessità che nulla sia omesso, sia da parte delle aziende, sia da parte dei lavoratori, per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare pericolo o nocività, si conviene che agli operai normalmente addetti a lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose in relazione alle tipiche condizioni di lavoro proprie dell’industria conciaria, e agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente e sovraintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività, pericolosità o particolare gravosità ambientale di lavoro.
1) lavoratori esposti all’azione di sostanze ad elevato grado di tossicità allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica prescritti dalla legge, possano ad essi derivare gravi intossicazioni (acute, subacute e croniche);
2) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di medio grado o di sostanze irritanti, allorché nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivare intossicazioni o persistenti lesioni della pelle o delle mucose;
3) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di grado minore o di sostanze meno irritanti, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivare temporanee intossicazioni o lesioni irritative della pelle, degli occhi o delle mucose, nonché lavoratori operanti normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Casi eccezionali di concorso di più elementi sfavorevoli, sia di nocività e sia di nocività e pericolosità, possono essere esaminati al fine di spostare al grado superiore la misura dell’indennità. Per gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali l’assegnazione ai gruppi di cui sopra non coincide necessariamente con l’assegnazione effettuata, agli stessi fini, degli operai addetti alle medesime lavorazioni, bensì sarà determinata dalle specifiche modalità e circostanze delle prestazioni dei singoli lavoratori di cui trattasi.
1° gruppo ............... L. 270 orarie
2° gruppo ............... L. 160 orarie
3° gruppo ............... L. 115 orarie
Art. 3 - Per gli operai addetti a lavorazioni molto sporchevoli e per gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali che nello svolgimento delle loro mansioni sono soggetti a notevole insudiciamento, ferme restando le disposizioni concordate per la fornitura degli abiti da lavoro, le aziende sono tenute a fornire mezzi detersivi idonei e sufficienti.
Art. 5 - Qualora per sopravvenuto miglioramento degli impianti e per modifiche del processo produttivo non sussistessero più le condizioni per le quali l’indennità era stata concordata, si farà luogo, mediante accordo fra le parti, allo spostamento ad altro grado o alla soppressione dell’indennità.
Art. 6 - L’indennità di cui al presente accordo deve essere corrisposta anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti, ecc.), comandati a prestare la loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto all’indennità, purché questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque l’indennità deve essere corrisposta solo per le ore di effettiva permanenza nel reparto.
Per gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali, le aziende hanno la facoltà di forfetizzare in misura giornaliera o mensile, d’intesa con gli interessati, l’indennità ad essi spettante a norma delle disposizioni sopra citate.
Art. 8 - Per i lavoratori delle aziende presso le quali, attraverso la fissazione dei trattamenti economici, anche collettivi, sia già stato tenuto conto delle particolari condizioni di lavoro, oggetto del presente accordo, le parti e le organizzazioni interessate, concorderanno l’adeguamento di detto trattamento con quello derivante per lo stesso titolo dalle disposizioni del presente accordo, effettuando, se del caso, il relativo conguaglio.
Art. 9 - In relazione al precedente art. 4 è stabilito quanto segue:
Per i lavoratori che al momento dell’invio in ferie siano stati addetti continuativamente da almeno tre mesi alle lavorazioni di cui al presente accordo, la competente indennità sarà computata nella retribuzione da corrispondere per il periodo feriale.
In tali ricorrenze la competente indennità sarà corrisposta allorché' il lavoratore ne abbia goduto da almeno una settimana.
Agli effetti di tali istituti l’indennità competente a norma del presente accordo sarà calcolata nella retribuzione, ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nell’anno o nel minor periodo di servizio prestato, nelle lavorazioni di cui trattasi.
Per quanto concerne gli operai, le aziende hanno la facoltà di liquidare la quota di gratifica afferente alla indennità in parola o per ciascun periodo di paga mediante addizionale dell’8,33 per cento sulla indennità corrisposta per il periodo stesso o mensilmente od a periodi più lunghi o a fine anno.
Art. 10 - Per i lavoratori ausiliari di cui all’art. 6 (operanti saltuariamente negli ambienti nocivi) le indennità da computarsi per ogni giorno di ferie e di festività infrasettimanali e nazionali, si intendono ragguagliate alla durata media di presenza calcolata ai sensi del predetto articolo.
A) Riconosciuta l’opportunità di indicare alle parti direttamente interessate all’applicazione dell’accordo aggiuntivo sulle lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose - di cui al CCNL 7 marzo 1968 - criteri orientativi uniformi in relazione all’esistenza nelle aziende conciarie di comuni caratteristiche di lavorazione; ritenendosi peraltro far salva alle parti direttamente interessate la facoltà di adeguare gli accordi particolari ai sensi degli artt. 2, comma secondo, 4, 5 e 6 dell’accordo aggiuntivo sopra citato, si conviene:
3) preparazione di vernici e colori a base di solventi tossici volatili (benzolo, toluolo, xilolo, acetone) e loro soluzioni contenenti almeno il 30 per cento di tali solventi;
5) applicazione a mano di paste e soluzioni contenenti più del 3 per cento di formalina;
8) preparazione di paste o soluzioni occorrenti per la depilazione con manipolazione di solfuro d’arsenico o solfuro in polvere quando non esistano efficienti impianti di aspirazione.
7) lavori che comportino l’uso della maschera;
9) ingrassaggio a mano in camera calda (temperatura oltre i 40° C).
B) Considerata inoltre la singolare condizione di particolare gravosità del lavoro svolto per l’ingrassatura in camera calda a temperatura superiore ai 40° C - condizione già in precedenza riconosciuta - si conviene:
- di attribuire ai lavoratori addetti a tale operazione una indennità di lire 160.
C) Le organizzazioni stipulanti si danno atto di aver inteso disciplinare per quanto concerne le lavorazioni di concia per le pelli bovine, equine, ovine e caprine - esclusa quindi la concia delle pelli da pellicceria, per la quale si provvederà localmente tra le parti direttamente interessate a un termine dell’accordo aggiuntivo di cui sopra - e si danno altresì atto che l’applicazione della presente convenzione debba decorrere dalla stessa data di applicazione dell’accordo aggiuntivo in questione.
L’azienda inoltre:
1) può sottoporre, col consenso del lavoratore, nell’ambito della materia disciplinata dall’art. 42, il lavoratore medesimo addetto alle lavorazioni nocive non comprese fra quelle considerate tali dalla legge a visite mediche;
2) è tenuta a dotare i lavoratori dei mezzi di difesa necessari contro l’azione di agenti che, per la loro specifica natura, possono riuscire nocivi alla salute del lavoratore nell’esercizio delle sue mansioni. I mezzi protettivi di uso personale, come zoccoli, maschere, guanti, occhiali, stivali di gomma, ecc., sono forniti a cura e carico dell’azienda, sono assegnati in dotazione, possibilmente personale, per tutta la durata del lavoro e devono essere mantenuti in stato di efficienza;
3) deve disporre che i lavoratori addetti a reparti dove si svolgono lavorazioni di sostanze nocive, consumino i pasti fuori dei reparti stessi, in locale adatto.
Da parte sua il lavoratore è tenuto all’osservanza scrupolosa delle prestazioni che, nell’osservanza delle leggi, gli verranno impartite dall’azienda, per la tutela della sua salute; in particolare è tenuto a servirsi dei mezzi protettivi fornitigli dall’azienda soltanto durante il lavoro, curando altresì la perfetta conservazione dei mezzi stessi.
L’azienda curerà che gli indumenti dei lavoratori siano convenientemente custoditi in appositi armadietti.
A tutti i lavoratori di cui al gruppo 3) dell’art. 4 le aziende forniranno gratuitamente in uso un abito da lavoro all’atto della conferma in servizio.
L’azienda rinnoverà di anno in anno ai lavoratori gli abiti da lavoro, sostenendo in proprio la relativa spesa con facoltà di richiedere la restituzione dell’abito usato.
Ai lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramento al vestiario o che ne richiedano uno speciale devono essere forniti dalle aziende, gratuitamente in uso, gli abiti da lavoro nella misura di uno o più all’anno a seconda del grado di usura che, per la loro natura, possono produrre le lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare l’efficienza degli abiti agli effetti della sicurezza o dell’igiene sul lavoro.
- addetti ai bottali di concia al cromo ed al vegetale;
- addetti all’estrazione delle pelli dai calcinai;
- addetti all’allattamento a mano delle pelli al solfuro;
Ai lavoratori addetti ai servizi ausiliari che per le mansioni loro attribuite si trovino saltuariamente nelle condizioni suaccennate, dovrà pure essere fornito gratuitamente l’abito da lavoro, tenendo conto, agli effetti del numero dei ricambi, del grado di esposizione agli agenti deterioranti.
Agli impiegati tecnici di stabilimento o laboratorio od ai lavoratori di cui al gruppo 2) dell’art. 4 verrà fornito gratuitamente ogni anno un abito da lavoro (tuta o camice, ecc.)
Ai minori ed alle donne di qualsiasi età che devono osservare un orario di lavoro superiore a sei ma non superiore a otto ore sarà concesso un riposo intermedio di almeno mezz' ora in caso di lavoro in turni e di un’ora in caso di lavoro non effettuato in turni ed in ogni caso di un’ora quando l’orario di lavoro superi le otto ore.
Le controversie individuali e plurime aventi per oggetto l’applicazione delle norme che disciplinano il rapporto di lavoro dovranno essere sottoposte a tentativo di composizione pacifica secondo le procedure di cui al presente articolo, escludendosi fino al completo esaurimento di esse il ricorso alla Autorità giudiziaria o a forme di azione sindacale.
a) le controversie relative ai licenziamenti individuali e collettivi per le quali si applicano le procedure previste dai particolari accordi interconfederali in vigore, nonché da leggi;
b) le controversie di cui all’accordo aggiuntivo di cui al precedente art. 42 del presente Contratto;
c) le procedure previste dagli artt. 14 e 15 dell’accordo interconfederale 18 aprile 1966 per la costituzione ed il funzionamento delle Commissioni interne.
Il lavoratore che ritenga disattesa nei propri confronti una norma disciplinante il rapporto di lavoro e ritenga di ricorrere contro un provvedimento aziendale presenterà reclamo verbale al superiore diretto. Quest' ultimo, entro una settimana, comunicherà verbalmente al reclamante l’accettazione o il rigetto del reclamo stesso.
In caso di mancata risposta entro il termine previsto, ovvero nel caso in cui il reclamo venga respinto, il lavoratore può riproporre entro dieci giorni il reclamo tramite il CdF dinanzi alla Direzione aziendale. Il reclamo deve essere esaminato e discusso entro dieci giorni dalla presentazione.
Qualora problemi relativi all’applicazione delle norme contrattuali in vigore riguardino più lavoratori o comunque coinvolgano un interesse collettivo, la predetta rappresentanza può assumere l’iniziativa di proporre la questione dinanzi alla locale Direzione aziendale, informandone contemporaneamente le Associazioni sindacali locali di categoria. La questione deve essere discussa entro venti giorni dalla richiesta.
Qualora non si raggiunga un accordo tra Direzione aziendale e CdF, il lavoratore interessato, o la predetta rappresentanza in caso di controversia plurima, può sottoporre il suo reclamo all’esame di una o più Organizzazioni sindacali, firmatarie del presente Contratto, territorialmente competenti.
Questa potrà richiedere entro dieci giorni dal mancato accordo all’Organizzazione dei datori di lavoro competente per territorio un esame congiunto della controversia che dovrà essere compiuto entro dieci giorni dalla richiesta.
L’azienda avrà cura di mettere i lavoratori a conoscenza dell’organizzazione tecnica disciplinare di fabbrica e di reparto, in modo da evitare possibili equivoci circa le persone dalle quali, oltre che dal superiore diretto, ciascun lavoratore dipende e alle quali è tenuto a rivolgersi in caso di necessità.
D’altra parte il lavoratore deve essere messo in grado di conservare quanto consegnatogli; in caso contrario ha diritto di declinare le proprie responsabilità informandone tempestivamente, però, la Direzione dell’azienda.
Il lavoratore risponderà delle perdite e degli eventuali danni agli oggetti in questione che siano imputabili a sua colpa o negligenza […]
Il lavoratore non può apportare nessuna modifica agli oggetti affidatigli senza l’autorizzazione del superiore diretto.
Qualunque variazione da lui fatta arbitrariamente dà diritto all’azienda di rivalersi per i danni di tempo e di materiali subiti.
L’eventuale regolamento interno, da attuarsi con i modi previsti dall’art. 3, n. 3 del vigente accordo interconfederale sulle Commissioni interne deve essere esposto in modo chiaramente visibile.
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con i provvedimenti seguenti:
2) multa fino all’importo di 3 ore di paga e dell’eventuale contingenza;
Le organizzazioni sindacali periferiche di categoria possono stipulare, su richiesta delle singole aziende, accordi modificativi del presente articolo al fine di elevare il limite di durata della sospensione previsto al punto 4.
Incorre nei provvedimenti della multa, dell’ammonizione scritta o della sospensione, il lavoratore:
a) che non si presenti al lavoro come previsto dall’art. 36 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
f) che, per disattenzione, procuri guasti non gravi, sperpero non grave di materiale dell’azienda; che non avverta subito i superiori diretti di eventuali guasti al macchinario o di eventuali irregolarità nell’andamento del lavoro;
h) che in qualunque modo trasgredisca alle norme del presente Contratto, nei regolamenti interni o che commetta mancanze recanti pregiudizio alla disciplina, alla morale o all’igiene.
La multa non può superare l’importo di 3 ore di retribuzione e va applicata per la mancanza di minor rilievo. La sospensione dal servizio e dalla retribuzione non può essere disposta per più di tre giorni e va applicata per le mancanze di maggior rilievo.
a) trascuranza nell’adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 54;
c) recidiva al divieto di fumare di cui al punto d) dell’art. 54 sempre che l’infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
d) inosservanza del divieto di fumare quando tale infrazione sia gravemente colposa perché suscettibile di provocare incidenti alle persone, agli impianti, ai materiali;
e) furto o danneggiamento volontario al materiale dell’azienda;
h) costruzione entro le officine dell’azienda di oggetti per uso proprio o per conto terzi, con danno dell’azienda stessa;
i) gravi guasti provocati per negligenza al materiale dell’azienda;
l) abbandono del posto di lavoro che implichi pregiudizio alla incolumità delle persone ed alla sicurezza degli impianti, comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi;
m) diverbio litigioso, seguito da vie di fatto, avvenuto nel recinto dello stabilimento e che rechi grave perturbamento alla vita aziendale;
o) recidiva nella mancanza di cui al punto f) dell’art. 54.
a) di voler affidare, nelle singole unità produttive con almeno 15 dipendenti, al CdF, in quanto unitariamente costituito, la rappresentanza sindacale dei lavoratori, nonché tutti i compiti di tutela e la funzione di agente contrattuale per le materie proprie del livello aziendale;
b) che nel CdF, composto soltanto da lavoratori in forza alle unità produttive, si identificano unitariamente le rappresentanze sindacali aziendali di cui alla legge 20 maggio 1970, n. 300.
Per i rapporti con la Direzione aziendale il CdF, fermi restando i propri poteri decisionali e di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all’uopo costituita nel suo ambito. I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di 9 per le unità maggiori - verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del CdF tramite le Organizzazioni sindacali provinciali.
La predetta comunicazione sarà fatta pervenire alla Direzione aziendale per il tramite delle Associazioni competenti dei datori di lavoro.
Nell’esercizio dei suoi compiti la predetta struttura esecutiva potrà farsi assistere da altri delegati componenti il CdF e/o da lavoratori dei reparti interessati, in relazione alle materie in discussione.
Del monte ore di cui sopra, potranno essere ammessi a beneficiare anche i lavoratori non facenti parte del CF, ma chiamati ad affiancare la struttura esecutiva nell’esercizio dei compiti ad essa affidati.
Per le imprese da 5 a 40 dipendenti sono confermate le norme previste dall’Accordo interconfederale 18 aprile 1966 inerenti il delegato d’impresa, i suoi compiti e la relativa tutela.
Tali assemblee saranno tenute in luoghi idonei posti a disposizione dell’azienda in fabbrica o nelle immediate vicinanze, ma comunque fuori dagli ambienti dove si svolge l’attività lavorativa.
Normalmente le assemblee saranno tenute all’inizio o alla fine dell’orario di lavoro o della sosta giornaliera.
Lo svolgimento delle assemblee durante l’orario di lavoro è limitato a 10 ore all’anno nelle unità produttive con più di 15 dipendenti e ad 8 ore all’anno nelle industrie sotto i 15 dipendenti, compensate con la retribuzione ordinaria che ciascun lavoratore avrebbe percepito se avesse prestato l’attività lavorativa secondo il proprio orario normale di lavoro.
Il suddetto numero di 10 ore verrà calcolato per anni di calendario.
Il numero massimo di assemblee nell’anno è fissato in 8.
Nei comprensori di cui alla prima parte del CCNL le rappresentanze locali degli imprenditori e dei lavoratori potranno concordare 2 assemblee all’anno in appositi luoghi.
Per i lavoratori che vi parteciperanno il numero delle assemblee retribuite sarà proporzionalmente ridotto.
Per le piccole aziende industriali che occupano non più di 8 lavoratori, si conviene che attraverso accordi da stipularsi fra le competenti organizzazioni sindacali provinciali si potrà addivenire a temperamenti che valgono a limitare l’onere di qualche istituto contrattuale.
Al fine di migliorare le relazioni sindacali in azienda e ridurre la conflittualità le Parti assumono l’impegno, anche in relazione all’Accordo 22 gennaio 1983, di favorire in caso di controversie collettive tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle stesse attraverso un esame congiunto tra Direzione aziendale e CdF. In particolare, se la controversia ha come oggetto l’applicazione o l’interpretazione di norme contrattuali, di legge e dei diritti di informazione di cui alla 1a Parte del CCNL, l’esame avverrà, a richiesta di una delle parti aziendali, con l’intervento delle Organizzazioni stipulanti.
Nel caso di controversie interpretative le parti stipulanti devono incontrarsi tempestivamente per la definizione.
Le Parti si danno atto di aver tenuto presente, nella redazione del Contratto, l’Accordo 22 gennaio 1983, le cui norme, anche se non esplicitamente citate, si intendono richiamate ad ogni effetto utile.