Source: https://iris.unibocconi.it/handle/11565/4000659
Timestamp: 2018-11-16 09:12:39+00:00
Document Index: 100933002

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 46', 'art. 46', 'sentenza ', 'art. 46', 'art. 46']

Strasburgo ha deciso, la causa è finita: la Cassazione chiude il caso Contrada | IRIS Università Commerciale Luigi Bocconi Attenzione: i dati modificati non sono ancora stati salvati. Per confermare inserimenti o cancellazioni di voci è necessario confermare con il tasto SALVA/INSERISCI in fondo alla pagina
Poco più di due anni dopo l’ormai celeberrima con cui la Corte EDU, il 14 aprile 2015, aveva dichiarato la violazione da parte dello Stato italiano del principio di legalità penale in relazione alla sua condanna per concorsto esterno in associazione mafiosa, la sentenza di condanna di Bruno Contrada viene ora “annullata” e dichiarata “ineseguibile e improduttiva di effetti penali” dalla prima sezione della Cassazione. L’Italia dà così esecuzione a un giudicato europeo vincolante per lo Stato soccombente ex art. 46 CEDU, grazie a una doverosa ma – nell’attuale momento spirituale della magistratura italiana rispetto al diritto europeo – nient’affatto scontata pronuncia della nostra Suprema Corte. E assieme, la Cassazione coglie l’occasione per riaffermare a chiare lettere, a chi se la fosse dimenticata, la propria consolidata giurisprudenza sull’efficacia immediatamente precettiva delle norme convenzionali, tra cui si iscrive lo stesso art. 46 CEDU.
Titolo: Strasburgo ha deciso, la causa è finita: la Cassazione chiude il caso Contrada
Abstract: Poco più di due anni dopo l’ormai celeberrima con cui la Corte EDU, il 14 aprile 2015, aveva dichiarato la violazione da parte dello Stato italiano del principio di legalità penale in relazione alla sua condanna per concorsto esterno in associazione mafiosa, la sentenza di condanna di Bruno Contrada viene ora “annullata” e dichiarata “ineseguibile e improduttiva di effetti penali” dalla prima sezione della Cassazione. L’Italia dà così esecuzione a un giudicato europeo vincolante per lo Stato soccombente ex art. 46 CEDU, grazie a una doverosa ma – nell’attuale momento spirituale della magistratura italiana rispetto al diritto europeo – nient’affatto scontata pronuncia della nostra Suprema Corte. E assieme, la Cassazione coglie l’occasione per riaffermare a chiare lettere, a chi se la fosse dimenticata, la propria consolidata giurisprudenza sull’efficacia immediatamente precettiva delle norme convenzionali, tra cui si iscrive lo stesso art. 46 CEDU.
http://hdl.handle.net/11565/4000659