Source: http://www.fatturazioneelettronica.eu/faq.asp
Timestamp: 2018-01-22 19:37:44+00:00
Document Index: 110726668

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 52', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 42', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 22', 'art. 21']

FAQ SERVIZIO FATT-PA NAMIRIAL
Come è stato introdotto l'obbligo di fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni?
Che cos’è il Sistema di Interscambio (SDI) e quali sono gli attori coinvolti?
Quali sono le tempistiche del nuovo obbligo di fatturazione elettronica verso le PA?
Quali sono i servizi che possono offrire gli intermediari?
Come deve essere predisposta la fattura elettronica e con quale contenuto?
Come posso fare a trovare il codice IPA corretto da inserire in FatturaPA?
Chi appone la firma digitale su ciascuna singola FatturaPA come soggetto emittente?
È obbligatorio adottare un registro sezionale in contabilità per le fatture elettroniche verso la PA?
Il nuovo obbligo della FatturaPA ha impatti sull’obbligo di variazione del luogo di conservazione?
Entro quanto deve essere fatta la comunicazione relativa alla variazione del luogo di conservazione?
Il conservatore outsourcer, depositario delle scritture, ha qualche obbligo di dichiarazione verso l'operatore economico, come indicatomi dal mio commercialista?
Nel 2014 ho emesso e conservato 3 fatture elettroniche attraverso il servizio di un altro fornitore. Posso in corso di esercizio emettere la fattura n. 4 con il fornitore intermediario Namirial?
Se si è in possesso di una P.IVA estera è obbligatorio emettere una fattura elettronica?
Quali sono i messaggi che il SdI può trasmettere al servizio Namirial?
Quali sono le notifiche di scarto/rifiuto e come ci dobbiamo comportare?
Il vostro servizio prevede una pre-verifica del file XML FatturaPA prima dell'invio?
Perché mi viene scartata una fattura con p.iva non valida dal SDI?
L'ente ha ricevuto e accettato la fattura elettronica, ma ritarda nel pagamento. Esiste un termine, ovvero un periodo entro il quale la PA è obbligata a pagare la fattura accettata?
Una volta inserita la fattura elettronica nel portale del servizio FATT-PA NAMIRIAL ed inviata al SdI dobbiamo forse inserirla manualmente nel sistema Piattaforma Certificazione dei Crediti (PCC)?
È vero che cambia la modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sulla fattura elettronica?
Le imprese assicurative sono obbligate o meno ad emettere fattura elettronica verso le scuole?
Come viene trattato il caso in cui si invia prima della fattura una nota sulla quale poi la PA paga e successivamente riceve fattura quietanziata?
Le prestazioni erogate dagli enti non profit o altri soggetti non titolari di partita IVA che emettono note di addebito di spese verso la Pubblica Amministrazione (Asl, ordini professionali, scuole, etc.) sono soggette all'obbligo di fatturazione elettronica?
Con quale formato devono essere trasmesse e ricevute le fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio?
Come è possibile ottenere il Codice Destinatario a 7 caratteri per le fatture elettroniche destinate a privati, secondo quanto previsto dalla normativa a partire dal 1 Gennaio 2017?
La scelta dell'opzione dovrà essere effettuata dal 31 marzo per il 2017. Se ho intenzione di aderire al regime premiale avrei dovuto iniziare a trasmettere dal 1 gennaio?
Fatturare elettronicamente a privati implica aver esercitato l'opzione?
La legge del 24 dicembre 2007 numero 244, nota come Finanziaria del 2008, con l'articolo 1, commi dal 209 al 213, istituisce nei rapporti commerciali con la Pubblica Amministrazione l'obbligo di emissione, trasmissione, conservazione e archiviazione delle fatture nel nuovo formato elettronico, vincolando l’avvio operativo all’emanazione di due decreti attuativi.
Il Decreto 7 marzo 2008, primo decreto ministeriale di attuazione, ha individuato il gestore del Sistema di Interscambio (SdI) della fatturazione elettronica che ha il ruolo di "snodo" tra gli attori interessati dal processo di fatturazione elettronica, nonché le relative attribuzioni e competenze.
Il Decreto 3 aprile 2013, n. 55 pubblicato in G.U. n. 118 del 22 maggio 2013 entrato in vigore il 6 giugno 2013 rende operativo il nuovo regolamento e detta le regole e le modalità per l’emissione, trasmissione e ricezione delle fatture nei rapporti tra operatori economici ed amministrazioni pubbliche.
Versione 2.0 del 4 dicembre 2014
- fornire i servizi di accreditamento al sistema;
- ricevere le fatture sotto forma di file con le caratteristiche della FatturaPA;
- validare e gestire i flussi;
- effettuare controlli sui file ricevuti (integrità, autenticità, univocità, rispetto del formato, presenza e correttezza formale dei dati obbligatori di fattura);
- inoltrare le fatture alle Amministrazioni destinatarie (uffici PA);
- notifica l’esito di invio/ricezione dei flussi agli utenti tramite ricevuta.
Operatore economico: l’ operatore economico in qualità di fornitore di beni e servizi emette le fatture o documenti passivi verso un’ Amministrazione pubblica tramite il Sistema di Interscambio. La PA stessa può essere fornitrice di beni e servizi.
Pubblica amministrazione: l’amministrazione pubblica è il soggetto che riceve il file FatturaPA dall’Operatore economico attraverso il Sistema di Interscambio.
Intermediari: nell’ interazione con il sistema di interscambio, l’ Intermediario è colui che invia o riceve i file FatturaPA o i file archivio per conto dell’ Operatore economico e/o dell’ Amministrazione pubblica.
Namirial con il proprio servizio FATT-PA si candida a svolgere questo ruolo e ad oggi eroga il servizio per migliaia di soggetti operatori economici (cedenti/prestatori).
Il Decreto interministeriale del 3 aprile 2013 numero 55, oltre a stabilire le regole in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica, ha fissato al 6 giugno 2014 la data di entrata in vigore dell'obbligo di fatturazione elettronica verso i Ministeri, le Agenzie fiscali e gli Enti previdenziali.
Il Decreto Irpef D.L. n. 66/2014 ha successivamente fissato al 31 marzo 2015 la scadenza per tutte le fatture emesse nei riguardi delle altre Pubbliche Amministrazioni, anche quelle locali.
Il Sistema di Interscambio è a disposizione delle PA che intendono avvalersene volontariamente sulla base di specifici accordi con i propri fornitori. In tali casi per ogni Ufficio destinatario della fatturazione elettronica è pubblicato in IPA la data a partire dalla quale il servizio di fatturazione elettronica è attivo, come disposto dalla Circolare n. 1/DF del 31 marzo 2014.
A decorrere dai termini precedenti, quindi, non è più possibile emettere fatture in formato cartaceo.
Mentre a decorrere dal termine di tre mesi dalle predette date di entrata in vigore del nuovo regolamento, le PA non possono più accettare nè procedere al pagamento di fatture che non siano state emesse e trasmesse in formato elettronico.
Gli intermediari degli Operatori Economici offrono i servizi per la predisposizione e/o la trasmissione delle fatture in formato elettronico.
- emettono, se richiesto, le fatture elettroniche per conto degli Operatori Economici;
- trasmettono le fatture al Sistema di Interscambio;
- adempiono, se richiesto, agli obblighi di conservazione.
Il servizio di intermediazione di Namirial e del suo gestore tecnico 2C Solution Srl (società controllata del Gruppo Namirial) garantisce all’operatore economico l’emissione per conto terzi, la trasmissione al SDI delle FatturePA, la gestione delle ricevute/notifiche e la conservazione digitale a norma sia delle FatturePA che delle relative notifiche/ricevute SDI.
La fatturaPA deve essere generata nel formato XML sulla base di uno schema i cui requisiti sono definiti in dettaglio dal regolamento e pubblicati sul sito del SDI (la struttura dello schema prevede tre parti: Header, Body e Ds signature).
Il servizio Namirial FATT-PA prevede prima dell’invio una pre-verifica rispetto alla conformità sintattica al predetto schema.
La fatturaPA è una fattura elettronica ai sensi dell’art. 21 del d.P.R. 633/72. Il contenuto informativo della FatturaPA prevede le informazioni da riportare obbligatoriamente in fattura in quanto rilevanti ai fini fiscali secondo la normativa vigente; in aggiunta a queste il formato prevede l’indicazione obbligatoria delle informazioni indispensabili ai fini di una corretta trasmissione della fattura al soggetto destinatario attraverso il Sistema di Interscambio, come ad esempio i codice IPA.
Si consiglia di verificare la valorizzazione dei campi obbligatori e la corretta associazione delle codifiche riportate in forma tabellare in calce al tracciato fatturaPA, in particolare su RegimeFiscale, tipo di cassa, modalità di pagamento, TipoDocumento, Natura.
Il contenuto informativo della fatturaPA è costituito da campi obbligatori ma anche da campi facoltativi che possono contenere informazioni utili all’Amministrazione e quindi divenire de facto necessari (obbligatori) a seguito degli accordi intercorsi nei contratti in essere con le PA (in particolare i dati su ordine di acquisto o contratto o convenzione e quindi ad esempio IdDocumento Numero Convenzione, codice Commessa Convenzione, dati DDT, ecc.). In particolare attenzione al codice CIG e CUP che di fatto sono obbligatori ai fini del pagamento delle fatture per specifici casi imposti dall’art. 25 del Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014 cosiddetto Decreto Irpef.
Consigliamo, quindi, nell’ambito della relazione commerciale di verificare con il singolo destinatario della pubblica amministrazione le eventuali informazioni da inserire richieste dalla PA in virtù del contratto in essere. Come esempio concreto riportiamo il comunicato dell’Agenzia delle Entrate rivolto a tutti i propri fornitori.
Il campo <CodiceDestinatario> nel tracciato FatturaPA è un elemento obbligatorio ed essenziale per il corretto recapito delle fatture ed è costituito dal codice identificativo univoco degli uffici destinatari (codice IPA) dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni www.indicepagov.it
Secondo le disposizioni contenute nelle Specifiche Operative per l'identificazione univoca degli uffici delle PA fornite dall’Agenzia per l’Italia Digitale le amministrazioni pubbliche devono identificare i propri uffici (Unità Organizzative) deputati in via esclusiva alla ricezione delle FE e curare il loro inserimento nel portale IPA al fine di ottenere l’assegnazione univoca del codice ufficio.
Come prescritto negli allegati C e D del Decreto n. 55/2013 e raccomandato anche nelle specifiche operative di AgID le amministrazioni devono comunicare il prima possibile ai propri fornitori l’identificativo univoco degli uffici deputati al ricevimento delle FE per tutti i contratti siano essi attualmente in corso o ancora da stipulare. Molte PA lo fanno pubblicando una nota, una news o un comunicato sul proprio sito internet.
Per l’operatore economico (cedente/prestatore) che vuole ricercare i dati sull’IPA del Servizio di Fatturazione al fine di compilare correttamente la propria fattura le modalità sono principalmente tre:
- accedere agli open data sul Servizio di Fatturazione Elettronica
- accedere tramite interfaccia web alla maschera di ricerca dei codici IPA.
- accedere attraverso chiamate in modalità riservata tramite protocollo LDAP ma è necessario registrarsi all’IPA tramite la compilazione di un form messo a disposizione sul sito
La Circolare n. 1/DF del 31 marzo 2014 ha introdotto il codice Ufficio di fatturazione Elettronica Centrale da utilizzare in alcuni casi di impossibilità di recapito della FE. Il Codice Ufficio di FE Centrale, denominato “Uff_fatturaPA”, assume il valore di default “999999” e può essere usato nel caso in cui:
1- il fornitore non abbia ricevuto la comunicazione del codice ufficio destinatario di fattura elettronica da parte dell’amministrazione e pur avendo riscontrato la presenza del codice IPA per l’amministrazione, il fornitore non sia in grado di individuare in modo univoco, sulla base dei dati contrattuali in proprio possesso, l’ufficio destinatario della fattura.
2- il fornitore non abbia ricevuto la comunicazione del codice ufficio destinatario di fattura elettronica da parte dell’amministrazione e abbia rilevato l’assenza in IPA dell’amministrazione stessa.
Nei casi in cui è possibile identificare univocamente il codice ufficio in quanto ad esempio in corrispondenza del codice fiscale del destinatario in IPA esiste un ed un solo Ufficio di FE lo SdI respinge la fattura inviando al mittente una “notifica di scarto”, ciò per evitare un utilizzo improprio del codice FE “Centrale”.
Nel caso di emissione per conto terzi, la FatturaPA deve contenere l'indicazione che la stessa sia "emessa, per conto del cedente o prestatore, da un terzo" (articolo 21, c. 2, lettera h.) secondo le specifiche indicate.
Con la compilazione e la sottoscrizione della Richiesta di Attivazione Servizio dell’Operatore Economico il Cliente Cedente/Prestatore autorizza preventivamente il terzo Namirial S.p.A all’emissione delle FatturePA. Le parti concordano nel contratto e prendono atto che la procedura di emissione adottata prevede la consegna da parte del Committente o dell’Operatore Economico degli elementi caratterizzanti l’operazione da fatturare, dei dati relativi al contenuto della fattura sia obbligatori che opzionali ma necessari in quanto richiesti espressamente dalla PA destinataria, del rispetto dell’obbligo di numerazione progressiva e dell’ordine cronologico nelle fatture inviate.
Nella conservazione dei documenti informatici è necessario garantire un’ordinata contabilità, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. a) del DM 17 giugno 2014. Inoltre vige il principio di omogeneità della modalità di conservazione per i documenti appartenenti alla medesima tipologia documentale e medesimo periodo d’imposta.
Per i predetti motivi è consigliabile adottare un registro sezionale Iva dedicato in contabilità solo per queste fatture, in quanto permette di gestire in modo distinto ed autonomo le fatture elettroniche emesse verso la PA. Con questa accortezza è possibile conservare solo le FatturePA con la modalità digitale e mantenere nella modalità tradizionale cartacea sia le altre fatture che i registri Iva.
Non è, infatti, necessario ed obbligatorio conservare nella modalità informatica anche il registro Iva a cui le FatturePA appartengono (Circolare AE n. 36 del 6 dicembre 2013).
Il nuovo obbligo della FatturaPA ha impatti sull'obbligo di variazione del luogo di conservazione?
Nei servizi di fatturazione elettronica che includono anche la conservazione digitale a norma dei documenti FatturaPA presso un soggetto terzo (outsourcer) Conservatore elettronico non vi è l’obbligo della comunicazione della variazione del luogo di conservazione elettronica dei documenti fiscalmente rilevanti tramite i modelli di comunicazione AA7 – AA9, secondo quanto previsto dall’art. 35 del D.P.R. n. 633 del 1972.
La Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 81/E del 25 settembre 2015 ha fornito un chiarimento ed una interpretazione nuova semplificando di fatto la digitalizzazione dei documenti fiscalmente rilevanti. Più nel dettaglio, l’Agenzia afferma nel parere che nei casi in cui la conservazione sia affidata ad un Conservatore soggetto terzo, che non assume la veste di depositario delle scritture, il contribuente non è tenuto a farne comunicazione mediante i modelli comunicativi sul luogo di conservazione (essendo, in ogni caso, gli estremi identificativi del conservatore riportati obbligatoriamente nel manuale della conservazione), nel presupposto che, in caso di accesso, i verificatori siano messi in condizione di visionare e acquisire direttamente, presso la sede del contribuente ovvero del “depositario” delle scritture contabili, la documentazione fiscale, compresa quella che garantisce l’autenticità ed integrità delle fatture, al fine di verificarne la corretta conservazione.
Nella risoluzione è indicato che il conservatore è il soggetto che opera per il processo di “conservazione elettronica” dei documenti fiscali, definito dal Codice dell’Amministrazione Digitale ed è individuato nel manuale di conservazione.
Il Conservatore può, peraltro, coincidere con il contribuente, oppure può assumere la veste del depositario (ossia di colui che gestisce la contabilità e che, ai fini fiscali, assume specifiche responsabilità), o può essere un soggetto terzo.
L’Agenzia delle Entrate precisa che nei casi in cui la conservazione sia affidata ad un Conservatore, che non assume la veste di depositario delle scritture, il contribuente non è tenuto a farne comunicazione mediante i modelli comunicativi sul luogo di conservazione (essendo, in ogni caso, gli estremi identificativi del conservatore riportati obbligatoriamente nel manuale della conservazione), nel presupposto che, in caso di accesso, i verificatori siano messi in condizione di visionare e acquisire direttamente, presso la sede del contribuente ovvero del “depositario” delle scritture contabili, la documentazione fiscale, compresa quella che garantisce l’autenticità ed integrità delle fatture, al fine di verificarne la corretta conservazione. La mancata esibizione dei documenti fiscalmente rilevante comporta gli effetti previsti dagli articoli 39 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 52 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Il contribuente che affida contrattualmente le attività di conservazione ad un soggetto terzo Conservatore elettronico che non veste il ruolo di depositario delle scritture contabili non è più tenuto alla comunicazione della variazione del luogo di comunicazione attraverso i modelli AA7 – AA9 disposta dall’art. 35, comma 2, lettera d), del D.P.R. n. 633/72. Lo specifica e chiarisce la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 81/E del 25 settembre 2015.
La risoluzione, inoltre, sottolinea che, naturalmente, in caso di accesso, i verificatori devono essere messi in condizione di visionare e acquisire direttamente, presso la sede del contribuente ovvero del “depositario” delle scritture contabili, la documentazione fiscale, compresa quella che garantisce l’autenticità ed integrità delle fatture, al fine di verificarne la corretta conservazione.
Viene, altresì, precisato da Agenzia dell’Entrate che la mancata esibizione dei documenti fiscalmente rilevante comporta gli effetti previsti dagli articoli 39 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 52 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Sì, confermiamo. Il servizio FATT-PA infatti prevede che il conservatore produca annualmente un dichiarazione ai sensi dell’art. 52, decimo comma, del D.P.R. 633/72 in cui sono dichiarate le tipologie documentali, rilevanti ai fini tributari e relative ad un determinato periodo d’imposta, conservate presso il conservatore.
Art. 5, comma 2, DM 17 giugno 2014 - Obbligo di comunicazione e di esibizione delle scritture e dei documenti rilevanti ai fini tributari
“2. In caso di verifiche, controlli o ispezioni, il documento informatico è reso leggibile e, a richiesta, disponibile su supporto cartaceo o informatico presso la sede del contribuente ovvero presso il luogo di conservazione delle scritture dichiarato dal soggetto ai sensi dell'art. 35, comma 2, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.”.
Assolutamente sì, l’importante è formalizzare l’incarico e gli affidamenti previsti contrattualmente.
I soggetti non residenti in Italia sono al momento esclusi dall'obbligo della fatturazione elettronica verso la PA, ai sensi dell’art. 6, comma 4, DM 3 aprile 2013 n. 55:
“4. Con successivo decreto verranno determinate le modalità di applicazione degli obblighi stabiliti all'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007 n. 244, e successive modificazioni, al momento escluse dal presente regolamento, alle fatture emesse da parte di soggetti non residenti in Italia e alle fatture, già trasmesse in modalità telematica, relative al servizio di pagamento delle entrate oggetto del sistema di versamento unificato di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonchè al servizio di trasmissione delle dichiarazioni di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322.”.
- una notifica di scarto: messaggio che SdI invia al trasmittente nel caso in cui il file trasmesso (file FatturaPA o file archivio) non abbia superato i controlli previsti;
- un file dei metadati: file che SdI invia al destinatario, insieme al file FatturaPA (solo per le pubbliche amministrazioni);
- una ricevuta di consegna: messaggio che SdI invia al trasmittente per certificare l’avvenuta consegna al destinatario del file FatturaPA. La ricevuta di consegna è sicuramente sufficiente a provare sia l’emissione della fattura elettronica, sia la sua ricezione da parte della pubblica amministrazione committente.
- una notifica di mancata consegna: messaggio che il SdI invia al trasmittente per segnalare la temporanea impossibilità di recapitare al destinatario il file FatturaPA. La notifica di mancata consegna è, invece, sufficiente a provare la ricezione della fattura da parte del SdI, e conseguentemente l’avvenuta trasmissione della fattura da parte del soggetto emittente verso il SdI e pertanto ai sensi dell’art. 21, comma 1, del d.P.R. 633/72 rappresenta prova dell’emissione della fattura;
- una notifica di esito committente: messaggio facoltativo che il destinatario può inviare al SdI per segnalare l’accettazione o il rifiuto della fattura ricevuta; la segnalazione può pervenire al SdI entro il termine di 15 giorni;
- una notifica di esito: messaggio con il quale il SdI inoltra al trasmittente la notifica di esito committente eventualmente ricevuta dal destinatario della fattura;
- uno scarto esito committente: messaggio che il SdI invia al destinatario per segnalare un’eventuale situazione di non ammissibilità o non conformità della notifica di esito committente;
- una notifica di decorrenza termini: messaggio che il SdI invia sia al trasmittente sia al destinatario nel caso in cui non abbia ricevuto notifica di esito committente entro il termine di 15 giorni dalla data della ricevuta di consegna o dalla data della notifica di mancata consegna ma solo se questa sia seguita da una ricevuta di consegna. Con questa notifica il SdI comunica al destinatario l’impossibilità di inviare, da quel momento in poi, notifica di esito committente e al trasmittente l’impossibilità di ricevere notifica di esito. La decorrenza dei termini è fissata per permettere la chiusura del ciclo di fatturazione nel SdIentro 15 gg e permettere quindi al soggetto emittente di registrare la fattura stessa, in osservanza agli adempimenti previsti dalla normativa IVA in merito alla registrazione.
- una attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito: messaggio che il SdI invia al trasmittente nei casi di impossibilità di recapito del file all’amministrazione destinataria per cause non imputabili al trasmittente (amministrazione non individuabile all’interno dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni oppure problemi di natura tecnica sul canale di trasmissione). In questi casi una volta ricevuto tale messaggio il fornitore della PA (operatore economico) dovrà direttamente trasmettere l’attestazione con la fattura inclusa tramite un servizio di posta elettronica o altro canale telematico o potrà metterla a disposizione dell’ufficio PA su portale telematico per il download. Nel seguito viene riportato il flusso rappresentativo del processo di fatturazione elettronica PA:
Il cedente/prestatore può verificare tutti i messaggi di notifica ricevuti dal SDI accedendo al portale web del servizio FATT-PA Namirial ed attivandosi con tempestività in caso di azioni correttive.
Notifica di Scarto (NS) dal Sistema di Interscambio
In questo caso i controlli SDI permetterebbero al cedente/prestatore anche di rinviare la fattura corretta con stesso numero e data di emissione.
Se, tuttavia, il cedente/prestatore ha già registrato la sua fattura prima di ricevere lo scarto NS allora il cedente/prestatore procede all’emissione di una nota di credito interna (quindi effettuando le annotazioni rettificative sui propri registri), ma senza inviarla al SdI. Poi emette una nuova fattura con nuovo numero e data ma medesima rappresentazione dell’operazione commerciale corretta e la invia al SdI.
Notifica di Rifiuto da parte dell’ente (Esito Committente di rifiuto)
L’esito committente di rifiuto può essere prodotto entro 15 gg dalla ricezione della fattura. Si evidenzio che l’ente pubblico in virtù dell’art. 42 del DL. N. 66/2014 ha 10 gg di tempo dalla ricezione per la registrazione in contabilità nel registro unico delle fatture d’acquisto o per eseguire le operazioni nel PCC, quindi potrebbe verificarsi due casistiche in base a cosa indica l’ente:
- la PA destinataria non ha registrato quella fattura in contabilità quando viene inviata la notifica di rifiuto del Committente e quindi non la registrerà più, allora va benissimo da parte del cedente/prestatore rinviare la fattura corretta con lo stesso numero e data;
- la PA destinataria ha già registrato quella fattura in contabilità quando viene inviata la notifica di rifiuto del Committente, allora generalmente deve essere emessa una nota di accredito da inviare allo SDI e poi nuova fattura. Questa strada è la più corretta soprattutto se il cedente/prestatore ha già registrato la sua fattura prima di ricevere il rifiuto esito committente allora il cedente/prestatore dovrebbe ai sensi dell’art. 26 del DPR 633/72 procedere comunque all’emissione di una nota di accredito da inviare allo SDI e poi emettere una nuova fattura con nuovo numero e data ma medesima rappresentazione dell’operazione commerciale corretta.
Nel caso in cui venga contestata la fattura dopo aver ricevuto la notifica di decorrenza termine è necessario da parte del cedente/prestatore emettere una nota di credito interna (quindi effettuando le annotazioni rettificative sui propri registri) e poi si invia la fattura con nuovo numero e data. Naturalmente non può essere inviata con lo stesso numero e data, in quanto lo SdI la percepisce come già inviata e la scarta.
Anche in questo caso avendo il cedente/prestatore sicuramente già registrato la sua fattura prima di ricevere il DT (15 gg) allora il cedente/prestatore dovrebbe ai sensi dell’art. 26 del DPR 633/72 procedere comunque all’emissione di una nota di credito da inviare allo SDI e poi emettere una nuova fattura con nuovo numero e data ma medesima rappresentazione dell’operazione commerciale corretta.
Comunque si consiglia di confrontarsi con la PA destinataria e capire le sue richieste in tal senso.
Il servizio FATT-PA di Namirial prevede dopo la validazione della compilazione del file XML una pre-verifica prima della trasmissione del documento al Sistema di Interscambio in modo da anticipare alcuni possibili errori riscontrabili dai controlli sintattici del SDI.
I controlli effettuati dal SDI possono essere verificati al seguente link.
Lo scarto del SDI per partita Iva non valida sono generati da un controllo su tutti i valori inseriti in merito a partita iva e codice fiscale.
Prima della trasmissione al SdI si consiglia di verificare bene la completezza e correttezza dei dati in anagrafica, in quanto lo SDI verifica la corrispondenza nell’anagrafica tributaria.
Il termine dei 30 giorni è derogabile in alcuni specifici casi al massimo a 60 giorni (per alcune categorie di Pubbliche Amministrazioni tassativamente definite, quali gli enti operanti in ambito sanitario o assistenziale).
Nonostante il predetto intervento del Legislatore per le operazione commerciali verso la PA ancora oggi si riscontrano pagamenti ritardati da parte della PA, anche se con tempistiche in riduzione.
A regime, molto probabilmente l’azione di monitoraggio della Ragioneria dello Stato sui flussi della fatturazione elettronica PA permetterà di regolarizzare le tempistiche di pagamento.
In caso del perdurare del mancato pagamento è possibile valutare con il vostro consulente fiscale la procedura di certificazione dei crediti tramite il portale PCC.
Nel caso di fatturazione elettronica i dati contenuti nelle fatture e le informazioni riferite alle fasi di invio e ricezione non devono essere immesse sul sistema Piattaforma Certificazione dei Crediti (PCC)dagli operatori dei creditori e delle amministrazioni debitrici in quanto sono acquisite automaticamente dal sistema di interscambio, mentre per le altre fasi del ciclo di vita dei debiti commerciali il meccanismo coincide con quello delle fatture cartacee.
Tuttavia nei casi in cui il sistema di interscambio produca la “notifica di scarto” o la “attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito”, i dati riferiti alle fatture devono essere immessi direttamente e manualmente sul sistema PCC in quanto non possono essere acquisiti automaticamente.
Pertanto, se non vengono visualizzate la fatturaPA nel PCC controllate che non sia stata prodotta dal SdI una corrispondente notifica di scarto NS o attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito.
La risoluzione n. 106/E del 2 dicembre 2014 statuisce che per consentire il versamento, mediante il modello F24, della predetta imposta di bollo viene istituito il codice tributo “2501”, denominato “Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – articolo 6 del decreto 17 giugno 2014”.
Le operazioni di assicurazione, di riassicurazione e di vitalizio sono operazioni esenti ai sensi dell’art. 10, comma 2, DPR 633/1972 (nel seguito Decreto Iva).
L’art. 22 del Decreto Iva, stabilisce che l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell'operazione anche per le operazioni esenti indicate ai numeri da 1) a 5) e ai numeri 7), 8), 9), 16) e 22) dell'art. 10, quindi si applica anche per le operazioni di assicurazione, di riassicurazione e di vitalizio.
La predetta regola è confermata dall’art. 1, commi 1 e 2, del DMEF 30 maggio 1989:
Il decreto ministeriale 12 aprile 1979, concernente modalità applicative dell'imposta sul valore aggiunto per le operazioni effettuate dalle società e dagli enti che esercitano le assicurazioni e le riassicurazioni, è sostituito dal seguente:
"Art. 1. - 1. Per le operazioni di cui ai numeri 1, 2, 4 e 8, escluse le locazioni non finanziarie e gli affitti di immobili strumentali, dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, per le quali non sussiste l'obbligo della fatturazione ai sensi dell'art. 22, n. 6, dello stesso decreto, le società e gli enti che esercitano le assicurazioni e le riassicurazioni, anche se utilizzano direttamente macchine elettrocontabili ovvero si avvalgono per la elaborazione dei dati di centri elettrocontabili gestiti da terzi, possono annotare nel registro di cui all'art. 24 del predetto decreto l'ammontare globale dei corrispettivi di dette operazioni effettuate in ciascun mese entro il secondo mese successivo a quello cui le operazioni si riferiscono. Per la registrazione dei corrispettivi costituiti dai premi e relativi accessori è data altresì facoltà di sostituire il registro di cui al citato art. 24 con il registro dei premi tenuto secondo le modalità e nei termini previsti dagli articoli 5 e seguenti della legge 29 ottobre 1961, n. 1216.
2. Se per le operazioni indicate nel comma 1 è obbligatoria l'emissione della fattura per averne il cliente fatto richiesta, il documento può essere emesso dalla sede centrale, dalle agenzie in gestione diretta od in gestione libera, dalle dipendenze ed uffici e può comprendere tutte le operazioni effettuate con lo stesso cliente in periodi di tempo non superiori al mese, a condizione che in ogni caso sia consegnato o spedito entro il mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.
Pertanto la discriminante affinché la fatturazione sia obbligatoria per le società e gli enti che esercitano le assicurazioni e le riassicurazionie quindi sia obbligatoria la modalità elettronica secondo il DM 3 aprile 2013, n. 55 è che il Cliente Scuola ne faccia formale richiesta (ad esempio in sede di contrattualizzazione o in generale di ordine quindi in un momento antecedente l’effettuazione dell'operazione).
In caso di richiesta formale del Cliente prima dell’effettuazione dell’operazione il Prestatore del Servizio non si può sottrarsi dall’obbligo esposto dall’art. 22 del Decreto Iva.
In caso di opposizione reiterata anche in sede contrattuale non resta che trovare altra società di assicurazione o rivolgersi al Ministero dell’Istruzione ed Agenzia delle Entrate per rappresentare il caso di rifiuto di fatturazione del prestatore anche nel caso di richiesta formale del Cliente.
Si consiglia di seguirei il seguente approccio:
1)	Se la nota che il professionista emette e trasmette all’ente pubblico per il pagamento è prevista dall’art. 21 del D.P.R. 633/72 “Art. 21. Fatturazione delle operazioni Per ciascuna operazione imponibile deve essere emessa una fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili”, allora il professionista per la nota deve utilizzare il processo di fatturazione elettronica previsto dal regolamento per il tramite del SDI.
Stessa cosa per la successiva fattura.
2)	Se invece la nota emessa è una prassi per attendere il pagamento e poi quindi emettere fattura quietanzata (con data di emissione molto antecedente) e quindi temporalmente avere una IVA da versare dopo il pagamento ricevuto, con il nuovo regolamento sulla fatturazione elettronica tale prassi scorretta non è assolutamente percorribile.
Se la nota dovesse servire a fornire un dettaglio maggiore sull’operazione rispetto al contenuto della fattura, è sempre possibile allegare dei documenti di dettaglio al tracciato XML FatturaPA come previsto dalle specifiche del nuovo regolamento (Decreto n. 55/2013).
Sul requisito della univocità della numerazione delle fatture non si fa differenza tra gestione fatture elettroniche e quelle cartacee, c’è piena parità e quindi per non sbagliare basta far riferimento alla
Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 1/E del 10 gennaio 2013 Articolo 21, comma 2, lettera b), del D.P.R. n. 633 del 1972 – Chiarimenti in materia di numerazione delle fatture.
Nella pratica confermiamo che è possibile ripartire da 1 e quindi continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare, in quanto l’identificazione univoca della fattura è, anche in tal caso, comunque garantita dalla contestuale presenza nel documento della data che, in base alla lettera a) del citato articolo 21, costituisce un elemento obbligatorio della fattura.
Inoltre, non vi sono criticità in merito alle verifiche da parte del Sistema di Interscambio, in quanto le verifiche al fine di intercettare un accidentale re-invio della stessa fattura (fattura duplicata nel medesimo anno di emissione), per la quale non sia stata inviata al soggetto trasmittente una notifica di scarto oppure di rifiuto da parte del destinatario. Il SdI controlla che la fattura che sta esaminando non sia stata già trasmessa ed elaborata, in relazione ai seguenti dati contenuti all’interno della fattura:
Le prestazioni erogate dagli enti non profit o altri soggetti non titolari di partita IVA che emettono note di addebito di spese verso la Pubblica Amministrazione (Asl, ordini professionali, scuole, etc.) sono soggette all’obbligo di fatturazione elettronica?
In altri termini, i soggetti che prima della scadenza del nuovo obbligo, non erano tenuti ad emettere fattura verso la P.A. perché non obbligati dalla normativa vigente, anche successivamente a tale data non sono obbligati ad emettere fattura elettronica. Questi soggetti, pertanto, potranno continuare a certificare le somme percepite in base a convenzioni con la P.A., emettendo note di debito in forma cartacea, senza l’obbligo di ricorrere alla fatturazione elettronica.
La fattura elettronica nelle relazioni commerciali tra soggetti privati (aziende, ditte, professionisti, ecc.) non è ancora obbligatoria, ma con l’emanazione del D.Lgs. 127/2015 il legislatore ne ha incentivato l'adozione mediante il Sistema di Interscambio grazie all’introduzione di un regime di incentivi fiscali, a partire da gennaio 2017. La fatturazione elettronica è, poi, un'opportunità di snellire i processi amministrativi, oltre che un risparmio di tempi e costi per ogni tipo di organizzazione. Inoltre, per le fatture elettroniche trasmesse e/o ricevute tramite il Sistema di Interscambio si ha l’esenzione dall’obbligo di trasmissione telematica dei dati fattura all’Agenzia dell’Entrate.
A partire da gennaio 2017 il formato FatturaPA va utilizzato sia per la fatturazione elettronica verso la PA sia per la fatturazione elettronica tra privati (B2B), secondo un unico tracciato XML e sempre attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), che è a disposizione anche per i rapporti commerciali tra privati, come previsto dal D.lgs. n. 127/2015.
Le Pubbliche Amministrazioni e i loro fornitori, oltre a tutti i soggetti che intendono utilizzare il Sistema di Interscambio per la fatturazione tra privati, devono quindi configurare i propri sistemi informatici per utilizzare esclusivamente il predetto tracciato XML ed il relativo schema XSD per tutte le trasmissioni di fatturazione. Il processo B2B è similare a quello della fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione e prevede la possibilità di intermediazione da parte di soggetti come Namirial per la gestione del processo a favore degli operatori economici.
Il Codice Destinatario a 7 caratteri, che può essere utilizzato solo per fatture elettroniche destinate ai soggetti privati, potrà essere reperito attraverso un nuovo servizio reso disponibile entro il 9 di Gennaio 2017 sul sito "www.fatturapa.gov.it", pagina "Strumenti – Gestire il canale".
Per i soggetti che invece intendano ricevere le fatture elettroniche attraverso il canale PEC, è previsto l'uso del codice destinatario standard ‘0000000’ purché venga indicata la casella PEC di ricezione in fattura nel campo PecDestinatario. Vale la pena ricordare che per le fatture elettroniche destinate ad Amministrazioni pubbliche si continua a prevedere l'uso del codice univoco ufficio a 6 caratteri, purché sia censito sul portale IPA, Indice delle Pubbliche Amministrazioni ("www.indicepa.gov.it").
No, però avrò l’obbligo di trasmettere i Dati delle fatture (trasmissione trimestrale), per l’anno 2017, le comunicazioni possono essere effettuate per il primo semestre entro il 16 settembre 2017 e per il secondo semestre entro il mese di febbraio 2018, per tutte le fatture emesse e ricevute, nonché per le bollette doganali e relative note di variazione. Per tutte le fatture elettroniche veicolate mediante il Sistema di Interscambio tale obbligo di trasmissione è automaticamente soddisfatto.
No, non necessariamente, è possibile inviare anche senza aver esercitato l’opzione senza però ricevere i vantaggi fiscali relativi all’esercizio.
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