Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/forma-del-negozio-giuridico
Timestamp: 2018-12-16 04:55:03+00:00
Document Index: 2415203

Matched Legal Cases: ['art. 1888', 'art. 1352', 'art. 57', 'art. 26', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 48', 'art. 56', 'art. 60']

Forma del negozio giuridico – La Legge per tutti
Forma del negozio giuridico nel diritto civile
Per Forma del negozio giuridico si intende la manifestazione esteriore di un atto.
Nel nostro ordinamento vige il principio della libertà della Forma del negozio giuridico, espressione del principio dell’autonomia contrattuale [vedi Autonomia negoziale], che consente al dichiarante di emettere la dichiarazione di volontà nella forma che preferisce.
Talora è richiesta dalla legge la Forma del negozio giuridico scritta come prova del negozio, e in tal caso si parla di Forma del negozio giuridico ad probationem (= ai fini della prova). Quando la forma scritta è imposta ai fini probatori (così come quando è richiesta ad substantiam), il contratto non può essere provato per testimoni [vedi Testimonianza] o per presunzioni semplici [vedi Presunzione], ma occorre un documento scritto dal quale risulti che una volontà sia stata comunque manifestata (es. art. 1888 c.c.).
In alcuni casi, l’ordinamento subordina la validità del negozio all’uso di una Forma del negozio giuridico determinata (ad substantiam). La prescrizione di una Forma del negozio giuridico ad substantiam risponde a una duplice esigenza:
— richiamare l’attenzione del dichiarante sull’importanza dell’atto che compie;
Questa Forma del negozio giuridico ad substantiam, richiesta per alcuni negozi (e cioè i negozi solenni o formali), rappresenta un onere per il dichiarante che, senza l’osservanza di essa, non può realizzare l’intento negoziale. Infatti, il negozio privo della forma necessaria è nullo [vedi Nullità].
Le parti possono stabilire la necessità di una Forma del negozio giuridico particolare per un futuro negozio che dovranno stipulare, e in tale ipotesi si parla di Forma del negozio giuridico convenzionale. La volontà delle parti di adottare una determinata Forma del negozio giuridico deve risultare da atto scritto e, salvo che sia espressamente stabilito che la Forma del negozio giuridico debba essere ad probationem, si presume che essa sia voluta ad substantiam (art. 1352 c.c.). Tale determinazione volontaria, comunque, non è possibile quando è stabilita dalla legge una determinata Forma del negozio giuridico o una Forma del negozio giuridico più rigorosa.
Forma del negozio giuridico nel diritto internazionale privato
Nel d.i.p. la Forma del negozio giuridico è regolata:
— da norme specifiche all’interno della 218/95;
— dalla lex substantiae, ovvero la legge che regola la sostanza dell’atto, in assenza di norme specifiche.
Il legislatore tende alla conservazione del negozio posto in essere. Il favor validitatis è perseguito attraverso:
— l’adozione di una regolamentazione specifica che separa la forma dalla regolamentazione della sostanza dell’atto (utilizzando la tecnica del depecage);
— il ricorso a criteri diversi rispetto a quelli che regolano la sostanza. Spesso è previsto un concorso alternativo di criteri di collegamento che consentono un maggiore spettro di opportunità ai fini della validità. Colui che agisce chiedendo l’invalidità dell’atto deve infatti darne la prova relativamente ad ognuno degli ordinamenti richiamati dalla norma.
L’art. 57 richiama la Convezione di Roma del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, aderendo alla sua disciplina anche in tema di forma. Anche la convenzione è ispirata al favor validitatis e ai fini della validità formale prevede un concorso alternativo di criteri di collegamento.
Le norme specifiche prevedono tutte il concorso alternativo di criteri di collegamento:
— forma della promessa di matrimonio. È valida se è ritenuta tale da (art. 26): Lex personae di almeno uno tra i coniugi al momento della celebrazione; legge dello Stato di comune residenza;
— forma dell’accordo che regola i rapporti patrimoniali tra coniugi. È valido se è considerato tale da (art. 30, comma 2): lex substantiae; lex loci actus;
— forma del riconoscimento del figlio naturale. È valido se è considerato tale da (art. 35, comma 3): lex loci actus; lex substantiae;
— forma del testamento. È valido se considerato tale da (art. 48): lex loci actus, lex personae del testatore al momento della morte, legge dello stato di domicilio del testatore al momento dell’atto o al momento dell’atto o al momento della morte, legge dello stato di residenza del testatore al momento dell’atto o al momento della morte;
— forma della donazione. È valida se considerata tale da (art. 56, comma 3): lex substantiae, lex loci actus;
— forma dell’atto di conferimento della rappresentanza volontaria. È valido se ritenuto tale da (art. 60, comma 2): lex substantiae, lex loci actus.