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Timestamp: 2019-07-19 06:44:37+00:00
Document Index: 22292927

Matched Legal Cases: ['art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art 95', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

﻿ Edilizia - Zone sismiche BOLOGNA TREVISO BERGAMO VARESE MONZA - Reato di cui all'art. 95 d.p.r. n. 380 del 2001 - Soggetti attivi - Proprietario committente dei lavori - Responsabilità omissiva - Presupposti. Corte di Cassazione|Sezione 3|Penale|Sentenza|1 ottobre 2018| n. 43178 Il reato di cui all'art. 95 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, può essere commesso da chiunque violi o concorra a violare gli obblighi imposti dalla legge per l'esecuzione di interventi edilizi in zone sismiche e, quindi, anche dal proprietario committente delle opere che abbia omesso di vigilare sull'attività del professionista incaricato del deposito presso gli uffici competenti del progetto antisismico. - Avvocato Penalista Bologna Edilizia - Zone sismiche BOLOGNA TREVISO BERGAMO VARESE MONZA - Reato di cui all'art. 95 d.p.r. n. 380 del 2001 - Soggetti attivi - Proprietario committente dei lavori - Responsabilità omissiva - Presupposti. Corte di Cassazione|Sezione 3|Penale|Sentenza|1 ottobre 2018| n. 43178 Il reato di cui all'art. 95 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, può essere commesso da chiunque violi o concorra a violare gli obblighi imposti dalla legge per l'esecuzione di interventi edilizi in zone sismiche e, quindi, anche dal proprietario committente delle opere che abbia omesso di vigilare sull'attività del professionista incaricato del deposito presso gli uffici competenti del progetto antisismico.
da Armaroli | Feb 19, 2019 | abusi edilizi reato, News | 0 commenti
Edilizia – Zone sismiche BOLOGNA TREVISO BERGAMO VARESE MONZA – Reato di cui all’art. 95 d.p.r. n. 380 del 2001 – Soggetti attivi – Proprietario committente dei lavori – Responsabilità omissiva – Presupposti. Corte di Cassazione|Sezione 3|Penale|Sentenza|1 ottobre 2018| n. 43178
Il reato di cui all’art. 95 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, può essere commesso da chiunque violi o concorra a violare gli obblighi imposti dalla legge per l’esecuzione di interventi edilizi in zone sismiche e, quindi, anche dal proprietario committente delle opere che abbia omesso di vigilare sull’attività del professionista incaricato del deposito presso gli uffici competenti del progetto antisismico.
Abuso edilizio – Dpr 380 del 2001 – Prevenzione sismica – Omessa comunicazione – Affermazione di responsabilità – Presupposti – Obbligo di vigilanza – Motivazione del giudice di merito – Articolo 131 bis cp – Particolare tenuità del fatto – Esclusione – Prescrizione – Decorrenza del termine – Estinzione del reato Reati urbanistici – Violazione della normativa antisismica – Omessa comunicazione agli organi competenti – Omesso deposito degli elaborati progettuali – Autorimessa – Costruzione di muro perimetrale senza strutture di cemento armato – Pericolo per gli individui occupanti l’immobile – Configurabilità del reato contravvenzionale ex art 95 Dpr 380/2001 – Reato permanente – Decorrenza della prescrizione – Data della sentenza di condanna di primo grado
Con riferimento al primo motivo di impugnazione – con il quale si contesta la applicabilita’ della disciplina penale antisismica alla fattispecie in questione, posto che, essendo le opere eseguite dai ricorrenti opere interne, esse non comportavano alcun pericolo per la pubblica incolumita’ – rileva la Corte che la normativa in materia di sicurezza rispetto agli eventi sismici comporta la esistenza dell’obbligo di depositare presso i competenti uffici del Genio civili gli elaborati progettuali relativi a tutte le opere edili che possano costituire, in caso di loro rovina, un pericolo per la pubblica incolumita’; va, peraltro, chiarito che il concetto di pericolo per la pubblica utilita’ non deve intendersi riservato solo ad ipotesi in cui sia coinvolta la sicurezza di una pluralita’ indistinta di soggetti, dovendosi, viceversa, ritenere che la disciplina in materia antisismica prevista dal Testo Unico dell’edilizia trovi applicazione anche nel caso in cui la costruzione si trovi all’interno di una proprieta’ privata, posto che essa e’ volta a tutelare dagli effetti degli eventi sismici anche il possibile danno alla integrita’ fisica del singolo individuo e, quindi, dello stesso proprietario del manufatto (Corte di cassazione, Sezione 3 penale, 8 aprile 2008, n. 14432).
Nel caso in questione, con valutazione certamente condivisibile, il Tribunale di Avellino ha ritenuto che le opere realizzate dai due ricorrenti, data la loro entita’ non trascurabile, si parla infatti di un muro perimetrale in mattoni forati ed intonaco costruito all’interno di un prefabbricato adibito ad autorimessa, fossero tali da costituire un potenziale pericolo, in caso di avversi eventi sismici, quanto meno per gli individui occupanti lo spazio delimitato dal muro di recente edificazione.
Ne’ ha un qualche rilievo la circostanza che i manufatti de quibus non abbiano comportato la realizzazione di opere imponenti con l’utilizzo di strutture in cemento armato; infatti, come questa Corte ha avuto occasione di precisare anche di recente, integra la contravvenzione di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, articolo 95, qualsiasi intervento edilizio, con la sola eccezione di quelli di semplice manutenzione ordinaria – fattispecie quest’ultima certamente esulante rispetto a quella ora in questione, attesa la indiscutibile natura innovativa delle opere di cui si parla – effettuato in zona sismica, comportante o meno l’esecuzione di opere in conglomerato cementizio armato, che non sia preceduto dalla previa denuncia al competente ufficio con presentazione di un progetto redatto da tecnico abilitato (Corte di cassazione, Sezione 3 penale, 20 novembre 2014, n. 48005; idem Sezione 3 penale 24 settembre 2010, n. 34604).
Con sentenza del Tribunale di Bologna del 27 settembre 2016, Patrizia (OMISSIS) e Andrea (OMISSIS) venivano condannati alla pena di Euro 1.000 di ammenda ciascuno, in ordine al reato di cui agli articolo93, 94 e 95 del d.P.R. 380/2001, perche’, la (OMISSIS) quale proprietaria committente e (OMISSIS) nella veste di direttore dei lavori strutturali, omettevano le comunicazioni agli uffici competenti per la prevenzione sismica, con riferimento alla realizzazione, in un edificio di interesse storico, di ampliamenti di volumi e di altezze posti in essere dopo la demolizione di un preesistente immobile, opere iniziate a Bologna nel 2008 e in corso di completamento alla data dell’ultimo sopralluogo dell’aprile 2012.
Avverso la sentenza del Tribunale emiliano, (OMISSIS) e (OMISSIS), tramite i rispettivi difensori, hanno proposto ricorso per cassazione.
Iniziando dal ricorso della (OMISSIS), i cui due motivi possono essere trattati congiuntamente, concernendo entrambi l’ascrivibilita’ all’imputata della condotta illecita, occorre evidenziare che la sentenza impugnata, lungi dall’evocare inammissibili forme di responsabilita’ oggettiva, ha ragionevolmente ritenuto addebitabile alla ricorrente la condotta omissiva contestata (punibile anche a titolo di colpa, trattandosi di fattispecie contravvenzionale) in base alla considerazione che l’imputata, nel cui interesse e’ avvenuta la costruzione, aveva quale proprietaria committente l’onere di vigilare sull’attivita’ del professionista che ella aveva incaricato, non per sindacarne il merito, ma almeno per verificare il rispetto del deposito del progetto antisismico, risultando per converso del tutto assertiva la tesi difensiva di un presunto complotto ordito per ragioni non meglio chiarite ai danni della (OMISSIS) (e da costei in ogni caso mai denunciato alle Autorita’ competenti), tale da impedirle addirittura di accedere alla sua proprieta’.
A conclusioni analoghe deve pervenirsi anche in ordine alla posizione di (OMISSIS); ed invero, iniziando proprio dal motivo nuovo esposto nella memoria integrativa, occorre evidenziare che alcuna violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza e’ ravvisabile nella circostanza che il Tribunale abbia in alcuni passaggi della motivazione definito il ricorrente non “direttore dei lavori strutturali”, come indicato nell’imputazione, ma in altro modo, ad esempio “ingegnere strutturista” o “progettista”, essendo ben chiaro che, al di la’ dell’espressione lessicale utilizzata, tra i compiti dell’ing. (OMISSIS) rientrava anche la verifica del deposito del progetto sismico, avendo la stessa difesa evidenziato che il ricorrente, a costruzione in corso, ovvero nel febbraio 2009, e’ subentrato all’ing. (OMISSIS), primo direttore dei lavori, ereditandone pertanto i doveri, tra cui quello di curare il deposito del progetto antisismico.