Source: http://www.fimmgfirenze.org/index.php?name=GestNews&file=index&req=visualizza_dettaglio&id_news=1056&id_arg=44
Timestamp: 2018-02-18 06:26:18+00:00
Document Index: 868457

Matched Legal Cases: ['art.76', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 12', 'art.21']

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Firenze lì, 25 Maggio 2017
Oggetto: Certificazioni per Bonus Bebè INPS
Si invia di seguito la normativa inerente la certificazione per il bonus bebè.
Il sunto è che dobbiamo fare tali certificazioni a titolo gratuito e su supporto informatico
Vice Segretario Nazionale FIMMG e Segretario Provinciale FIMMG Firenze
Al rilascio dei certificati medici di cui al presente testo unico, salvo i casi di ulteriore specificazione, sono abilitati i medici del Servizio sanitario nazionale.
I medici dei servizi ispettivi del Ministero del lavoro hanno facolta' di controllo.
Tutti i documenti occorrenti per l'applicazione del presente testo unico sono esenti da ogni imposta, tassa, diritto o spesa di qualsiasi specie e natura.
La legge come si vede al comma 1 dell'art.76 dell'epoca definisce abilitati i medici del Servizio sanitario nazionale senza specificarne le caratteristiche contrattuali o di area (specialistica o generalistica), con successiva interpretazione e con circolare n.62 del 29/04 2010, l'INPS afferma che per medici del SSN si intendono anche i medici convenzionati ed in particolare anche i convenzionati in medicina generale come appare da quanto segue al punto 4 della suddetta circolare:
L’art. 76 del D.Lgs. 151/2001 dispone che:
“Al rilascio dei certificati medici di cui al presente testo unico (maternità/paternità – D.Lgs. 151/2001),salvi i casi di ulteriore specificazione, sono abilitati i medici del servizio sanitario nazionale (SSN).
Qualora i certificati siano redatti da medici diversida quelli di cui al comma 1, il datore di lavoro o l’istituto presso il quale la lavoratrice è assicurata per il trattamento di maternità hanno facoltà di accettare i certificati stessi ovvero di richiederne la regolarizzazione alla lavoratrice interessata”.
L’applicazione della norma succitata ha portato a ritenere che, ai fini delle disposizioni di cui al Testo Unico maternità/paternità, i medici convenzionati con il SSN non fossero da ricomprendere nella categoria dei “medici del SSN” ma nella categoria dei “medici diversi”. Conseguentemente, per i certificati redatti dai medici convenzionati trovava applicazione il comma 2 dell’art. 76 del D.Lgs. 151/2001 (accettazione o regolarizzazione).
Recentemente il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, interpellato in merito all’interruzione di gravidanza intervenuta prima del 180° giorno (aborto), ha chiarito che, ai fini dell'esclusione dei periodi di malattia connessa a gravidanza dal computo del limite massimo indennizzabile (180 giorni) per malattia nell’arco dell’anno solare, non è necessaria la certificazione rilasciata da un medico specialista del SSN, ma è sufficiente la certificazione redatta anche dal proprio medico curante di medicina generale convenzionato.
Con l’occasione, il citato Ministero, ha chiarito inoltre che, ai fini del Testo Unico maternità/paternità, i medici convenzionati devono ritenersi compresi nella categoria dei medici del SSN di cui al comma 1 dell’art. 76 del D.Lgs. 151/2001: conseguentemente, i certificati medici redatti dai medici convenzionati devono considerarsi equivalenti a quelli rilasciati dai medici di struttura pubblica (SSN) e, pertanto, devono essere accettati dall’Istituto e dal datore di lavoro.
Per buona memoria, in merito alle strutture che possono considerarsi “convenzionate”, è utile fare riferimento alle precisazioni a suo tempo fornite con circolare n. 32 del 03.03.2006.
Tale interpretazione potrebbe essere considerata eccedente la legge in considerazione di quanto previsto chiaramente rispetto alla flessibilità del congedo di maternità previsto dall'art. 20 della stessa legge 151/2001 dove appare chiaro come rispetto alla certificazione venga richiesta una certificazione specialistica o competente:
Art. 20. Flessibilità del congedo di maternità (legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 4-bis; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 12, comma 2)
Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della sanità e per la solidarietà sociale, sentite le parti sociali, definisce con proprio decreto l'elenco dei lavori ai quali non si applicano le disposizioni del comma 1.
Comunque a chiarire un ruolo dell'area convenzionata nella certificazione di gravidanza e a definirne l'esclusivo invio telematico con data presunta del parto etc.. interviene la legge 98 del 2013, legge di conversione del decreto 69/2013 "decreto del fare", che introduce a integrazione della suddetta legge 151/2001 all'art.21 il comma 1 bis che recita:
All'articolo 21 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni:
«1-bis. A decorrere dal termine indicato nel comma 2-ter, il certificato medico di gravidanza indicante la data presunta del parto deve essere inviato all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) esclusivamente per via telematica direttamente dal medico del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato, secondo le modalità e utilizzando i servizi definiti con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, utilizzando il sistema di trasmissione delle certificazioni di malattia, di cui al decreto del Ministro della salute 26 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2010, n. 65. »;