Source: http://autonomielocali.regione.fvg.it/aall/opencms/AALL/Servizi/pareri/specifico.jsp?txtidpareri=47230
Timestamp: 2017-11-21 00:33:32+00:00
Document Index: 80042048

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 14', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 56', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 56', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 393']

Protocollo 3606
Convenzione per la gestione associata del servizio di polizia locale con Comuni non aderenti allUnione territoriale intercomunale.
In seguito alla stipula di una convenzione per la gestione associata del servizio di polizia locale, sono gli Enti partecipanti alla convenzione che, di comune accordo, decidono chi assumerà il ruolo di Ente capofila.
L'art. 13, comma 10, lett. b), della L.R. n. 26/2014, prevede in capo all'Assemblea dell'Unione la competenza ad adottare la generalità dei regolamenti, indipendentemente dal fatto che abbiano ad oggetto, o meno, l'organizzazione di un servizio.
Gli Enti locali che sottoscrivono la Convenzione sono liberi di determinare, ai sensi dell'art. 14, comma 2, della L.R. 9/2009, i criteri di ripartizione, le modalità di incasso e di gestione degli introiti derivanti dall'accertamento di violazioni elevate dagli operatori del Corpo di polizia locale, con la sola accortezza che per i Comuni aderenti all'Unione, sarà l'Unione stessa a gestire tali somme per le necessità dell'intero territorio di propria competenza.
Il Vice Presidente dell'Unione territoriale intercomunale chiede se, in seguito alla stipula di una convenzione per la gestione associata del servizio di polizia locale con Comuni non aderenti all'Unione, inclusi nella medesima area territoriale adeguata di cui all'allegato C bis della legge regionale 12 dicembre 2014, n. 26, sia possibile attribuire il ruolo di Ente capofila ad uno dei Comuni che non appartengono all'Unione.
L'art. 26 della L.R. 26/2014 è la norma generale di riferimento sull'esercizio associato di funzioni tra Comuni, per il tramite dell'Unione cui aderiscono.
La L.R. 29 aprile 2009, n. 9 è la normativa speciale di riferimento per le politiche di sicurezza e ordinamento della polizia locale. L'art. 10 prevede che la polizia locale sia organizzata in Corpi, cui siano addetti, in via transitoria fino al 31 dicembre 2017 (art. 56 L.R. 28 giugno 2016, n. 10), almeno 8 operatori e, a far data dal 1° gennaio 2018, almeno 12 operatori, ridotti a 8 qualora il Comune di riferimento o la maggioranza dei Comuni associati sia montana.
Per legge dunque, è obbligatorio per i Comuni istituire i Corpi di polizia locale, al fine dell'esercizio delle funzioni di cui all'art. 8 L.R. 9/2009.
Qualora il requisito numerico previsto all'art. 10, comma 2, della L.R. 9/2009 non venga soddisfatto all'interno dell'Unione cui il Comune ha aderito, sarà necessario prevedere una gestione associata del Servizio di polizia locale mediante convenzione, con altre Unioni territoriali intercomunali o con Comuni non partecipanti all'Unione, ciò al fine di garantire la funzionalità del Servizio di polizia locale mediante il Corpo.
In base all'art. 56, comma 5bis, della L.R. 10/2016[1] infatti, <>.
In tale ipotesi l'Unione si troverà equiparata ai Comuni che sottoscrivono l'atto associativo, con gli stessi poteri e con i medesimi doveri.
La risposta al quesito è dunque affermativa, in quanto saranno gli Enti partecipanti alla convenzione che, di comune accordo, decideranno chi assumerà il ruolo di Ente capofila, che potrà essere anche un Comune non partecipante all'Unione.
Il secondo quesito posto è relativo a quale sia l'organo dell'Unione competente per l'approvazione del regolamento del Corpo di polizia locale.
In seguito alla costituzione del Corpo di polizia locale mediante convenzione, ciascuno degli enti partecipanti, sia l'Unione che i singoli Comuni, provvederanno all'approvazione del regolamento del Corpo di polizia locale attraverso il proprio organo competente.
Per quanto riguarda l'Unione, l'art. 13, comma 10, lett. b), della L.R. n. 26/2014, prevede in capo all'Assemblea dell'Unione la competenza ad adottare la generalità dei regolamenti, indipendentemente dal fatto che abbiano ad oggetto, o meno, l'organizzazione di un servizio. Sarà dunque tale organo a procedere all'approvazione del Regolamento del Corpo di polizia locale, in base a quanto stabilito dagli artt. 12, 13 e 26 della L.R. 26/2014.
Per quanto riguarda i Comuni non partecipanti all'Unione che sottoscrivono la Convenzione, gli stessi procederanno all'approvazione del regolamento del Corpo, come di consueto, attraverso il competente organo comunale.
Infine, con riferimento alla questione inerente la spettanza degli introiti delle sanzioni elevate in un Comune aderente all'Unione, sentito il Servizio finanza locale, si formulano le seguenti osservazioni.
Nel caso di specie, come già detto, l'Unione che stipula una convenzione con Comuni non aderenti all'Unione è, a livello di gestione associata, sul medesimo piano dei Comuni partecipanti.
Anche per quanto riguarda gli introiti delle sanzioni dunque, ci si comporterà com'è stato fatto sino ad oggi nel caso in cui più Comuni decidessero di gestire in forma associata il servizio di polizia locale mediante convenzione: si stabiliranno all'interno della convenzione stessa i criteri, le modalità d'incasso e di ripartizione delle somme introitate derivanti da sanzioni elevate dagli operatori del Corpo di polizia locale (art. 14, comma 4, lett. e) della L.R. 9/2009).
Preme sottolineare che i soggetti giuridici coinvolti nella gestione associata in questione, sono quelli che stipulano la convenzione: i Comuni che non partecipano all'Unione e l'Unione stessa.
Quindi, nei criteri di ripartizione, si dovrà tenere presente che l'Unione si presenta come un ente pubblico territoriale, autonomo centro di interessi e di imputazioni, che ha pieno titolo ad incassare e gestire tali entrate, in seguito al conferimento in Unione della funzione di polizia locale, avvenuto in data 1 gennaio 2017, atteso che tale gestione ricade nell'ambito della funzione.
Nel caso oggetto del quesito quindi, i soggetti giuridici che sottoscrivono la Convenzione sono liberi di determinare, ai sensi dell'art. 14, comma 2, L.R. 9/2009, i criteri di ripartizione, le modalità di incasso e di gestione degli introiti derivanti dall'accertamento di violazioni elevate dagli operatori del Corpo di polizia locale, con la sola accortezza che per i Comuni aderenti all'Unione, sarà l'Unione stessa a gestire tali somme per le necessità dell'intero territorio di propria competenza.
Si rammenta infine che in base a quanto stabilito dall'art. 393 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada): 1. Gli enti locali sono tenuti ad iscrivere nel proprio bilancio annuale apposito capitolo di entrata e di uscita dei proventi ad essi spettanti a norma dell'articolo 208 del codice. 2. Per le somme introitate e per le spese effettuate, rispettivamente ai sensi dell'articolo 208, commi 1 e 4, del codice, gli stessi enti dovranno fornire al Ministero dei lavori pubblici il rendiconto finale delle entrate e delle spese.
Limitatamente al punto 4), il quesito è stato trasmesso per competenza al Servizio sistema integrato del pubblico impiego regionale e locale, cui il presente parere è trasmesso per conoscenza.
[1] Comma introdotto dall'articolo 18 della legge regionale n. (164-02) recante: 'Funzioni onorifiche delle soppresse Province e altre norme in materia di enti locali, Centrale unica di committenza regionale, personale del Comparto unico del pubblico impiego regionale e locale, trasporti e infrastrutture", approvata dal Consiglio regionale il 6 aprile 2017, di prossima pubblicazione nel BUR.