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Timestamp: 2020-01-27 19:06:53+00:00
Document Index: 148199229

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 44', 'art. 360', 'art. 92', 'art. 2']

Sentenza Cassazione Civile n. 16813 del 07/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16813 del 07/07/2017
Cassazione civile, sez. trib., 07/07/2017, (ud. 15/06/2017, dep.07/07/2017), n. 16813
sul ricorso 4229-2011 proposto da:
E.M. SPA, MERKER SPA IN AMMINISTRAZIONE
E.M. SPA, elettivamente domiciliato in ROMA VIA
SALLUSTIANA 15, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO FRATINI,
rappresentato e difeso dall’avvocato BRUNO NICOLA SASSANI;
AGENZIA DELLE ENTRATE, MERKER SPA IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA;
MERKER SPA IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA, elettivamente
AGENZIA DELLE ENTRATE, E.M. SPA;
avverso la sentenza n. 314/2010 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
PESCARA, depositata il 22/10/2010;
1. Con distinti ricorsi, poi riuniti, la società E.M. s.p.a. e la società Merker s.p.a. in amministrazione straordinaria impugnavano l’avviso di rettifica con cui l’agenzia delle entrate aveva elevato il valore dell’azienda ceduta dalla società Merker s.p.a. in amministrazione straordinaria da Euro 13.078.000 ad Euro 94.340.169, distinguendo tra il valore degli immobili determinato in Euro 23.084.468 ed il valore delle attrezzature e dei macchinari quantificato in Euro 71.255.701. La commissione tributaria provinciale di Pescara accoglieva il ricorso con sentenza che era confermata dalla commissione tributaria regionale dell’Abruzzo, sezione staccata di Pescara, sul rilievo che non era applicabile il D.P.R. n. 131 del 1986, che prevede che in caso di vendita di beni mobili ed immobili in sede di espropriazione forzata o all’asta pubblica la base imponibile è costituita dal prezzo di aggiudicazione; tuttavia il prezzo indicato nell’atto in Euro 13.078.000 era congruo poichè era stato determinato in una procedura di evidenza pubblica dopo quattro tentativi di vendita all’asta pubblica che non erano andati a buon fine sicchè non era stato possibile perseguire l’obiettivo di una cessione secondo le ordinarie regole di mercato. Inoltre si doveva considerare che sulla congruità del prezzo praticato soccorreva l’avallo dell’autorità governativa e l’impegno contrattuale del mantenimento in servizio dei 277 lavoratori.
2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione l’agenzia delle entrate affidato a due motivi. Si sono costituite la società E.M. s.p.a. e la società Merker s.p.a. le quali hanno svolto entrambe ricorso incidentale affidato ciascuno ad un motivo. La società Merker s.p.a. ha depositato memoria.
3. Con il primo motivo la ricorrente deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione al D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51, commi 2 e 4, e art. 52, comma 1. Sostiene che la CTR ha ritenuto erroneamente che la base imponibile fosse costituita dal prezzo di effettivo realizzo mentre avrebbe dovuto considerare che il valore doveva essere determinato sulla base della effettiva natura e consistenza del bene, a prescindere dalla logica liquidatoria che normalmente influenza le vendite realizzate nell’ambito di una procedura di amministrazione straordinaria.
4. Con il secondo motivo deduce insufficienza o contraddittorietà della motivazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, poichè la CTR ha erroneamente affermato che l’accertamento era illegittimo in quanto la cessione era avvenuta senza il rispetto delle ordinarie regole di mercato per ragioni non attribuibili alla volontà delle parti. Invero il prezzo era stato determinato in base alla volontà negoziale delle parti ed il mancato rispetto delle ordinarie regole di mercato legittimava l’accertamento perchè l’imponibile era dato dal valore effettivo dell’azienda secondo le regole di mercato e non dal prezzo effettivamente pattuito e corrisposto.
5. Con l’unico motivo di ricorso incidentale condizionato la società E.M. s.p.a., deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione al D.P.R. n. 131 del 1986, art. 44, sostenendo che tale norma è applicabile anche nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria alternativa alla dichiarazione di fallimento di una grande impresa in stato di insolvenza all’esito di una pubblica gara disciplinata dal D.Lgs. n. 270 del 1999.
6. Con l’unico motivo di ricorso incidentale la società Merker s.p.a. deduce omessa o contraddittoria motivazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in relazione al capo della decisione con cui la CTR aveva compensato le spese processuali relative ad entrambi i giudizi di merito.
2. Il ricorso incidentale svolto dalla società M. s.p.a. rimane assorbito.
3. Il ricorso incidentale svolto dalla società Merker s.p.a. è infondato. Invero nei giudizi instaurati dopo l’entrata in vigore della L. n. 263 del 2005 (e prima del 4 luglio 2009), come quello in oggetto, il giudice può procedere a compensazione parziale o totale delle spese processuali tra le parti in mancanza di soccombenza reciproca solo se ricorrono giusti motivi esplicitamente indicati nella motivazione, atteso il tenore dell’art. 92 c.p.c., comma 2, come modificato dall’art. 2, comma 1, lett. a), della legge citata (cfr. Cass. n. 11284 del 29 maggio 2015; Cass. n. 2033 del 30 gennaio 2014). E tale obbligo motivazionale è stato assolto nel caso specifico, avendo la CTR esplicitato le ragioni (la complessità ed opinabilità della materia trattata) che l’hanno indotta ad avvalersi della facoltà di compensare le spese processuali.
4. Il ricorso principale va, dunque, rigettato e le spese processuali, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza.
La corte rigetta il ricorso principale, dichiara assorbito il ricorso incidentale svolto dalla società M. s.p.a. e rigetta il ricorso incidentale svolto dalla società Merker s.p.a.. Condanna l’agenzia delle entrate a rifondere alle contribuenti le spese processuali che liquida in Euro 16.000,00 per ciascuna parte, oltre al rimborso delle spese forfettarie nella misura del 15% ed oltre agli accessori di legge.