Source: http://www.slideshare.net/Assovaldisieve/gestione-dei-rifiuti-in-valdisieve
Timestamp: 2014-12-28 14:31:51+00:00
Document Index: 134411152

Matched Legal Cases: ['art. 177', 'art 266', 'art. 7', 'art.7', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 24', 'art.54', 'art.1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 142', 'art. 129', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 49']

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Rufina, 15 luglio 2008Presenta:Analisi sulla Gestione dei Rifiuti, sulla situazione della Val di Sieve,l’inceneritore, le alternative e proposte in merito._____________________________________________________________________________________________ 1ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 2.
INDICEPremessa 3Gestione Rifiuti 3Sviluppo sostenibile 3Definizione Rifiuto 4Gli obbiettivi gerarchici 5Gli ATO 5Le intese ambientali 6Il Ciclo chiuso 7L’impianto progettato 8Le critiche al progetto 9Localizzazione dell’impianto 10Fattori preferenziali, penalizzanti, escludenti, 11Perchè si parla di ampliamento 12Informazione ai cittadini 14L’analisi delle alternative 14BAT e MTD 15La raccolta differenziata 16Conclusioni 17Allegato 1:Filiera chiusa per la gestione dei rifiuti solidi-urbanihttp://xoomer.alice.it/assovaldisieve/ALLEGATO%201%20-%20Proposta%20Associazione.pdfAllegato 2:Bibliografia essenziale sui danni alla salute umana dell’inceneritore dei rifiutihttp://xoomer.alice.it/assovaldisieve/ALLEGATO%202%20-%20Bibliografia.pdf_____________________________________________________________________________________________ 2ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 3.
Agli amministratori e consiglieri, attuali e futuri, della Val di SievePremessa. Il documento che vi andiamo a presentare è frutto di un intenso lavoro di ricerca e di studiofatto dall’Associazione Valdisieve sulla gestione dei rifiuti e sui documenti relativi al progettopresentato da AER S.p.a., sia per quanto riguarda la Valutazione di Impatto Ambientale – VIA -che la Autorizzazione Integrata Ambientale - AIA. Il tema è estremamente attuale: si parla di comegestire le tonnellate di rifiuti che vengono prodotti giornalmente dai cittadini e dalle attivitàartigianali, commerciali e industriali. Mai, come in questo momento, il problema dei rifiuti è quotidianamente sui giornali e intelevisione, grazie anche alla cosiddetta “ emergenza campana”, se la si vuole continuare achiamare “emergenza”, visto che dura da 15 anni, che ha aperto gli occhi a molti anche se conposizioni diverse. La nostra riflessione nasce soprattutto dal fatto che dobbiamo prendere una decisioneimportante per il nostro territorio, che lo interesserà e lo toccherà profondamente per almeno altri30 anni. E questa responsabilità toccherà proprio a tutti noi. A Voi che già rappresentate o che viapprestate a rappresentare le istituzioni e a noi cittadini che abbiamo il diritto/dovere di collaboraree di partecipare attivamente. Il documento non affronta solo le problematiche relative al “ Nuovo Inceneritore di Rufina”,sulle quali vi preghiamo di riflettere, ma cerca di avere una visione più generale del problema perarrivare ad una corretta gestione dei rifiuti che tenga conto principalmente della salute deicittadini.Gestione dei Rifiuti La gestione dei rifiuti è un tema molto complesso che merita un’attenta analisi e non puòprescindere da un ambito di sviluppo sostenibile: Definizione di Sviluppo sostenibile • Sviluppo che assicura il soddisfacimento della qualità della vita mantenendosi entro la capacità di carico degli ecosistemi che la sostengono (UNC, UNEP, WWF, 1991); • “… miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende” (World Conservation Union, U.N. Environment Program and World Wild Fund for Nature, 1991) • Sviluppo che soddisfa i bisogni dellattuale generazione senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri (WCED, 1987; UNCED, 1992). Gli aspetti da considerare nella gestione dei rifiuti sono molteplici, che vanno dalla creazionedi prodotti di uso quotidiano, al loro smaltimento con le relative problematiche ambientali,passando dall’inquinamento sotto varie forme, al bilancio energetico, al bilancio economico,all’occupazione, ecc._____________________________________________________________________________________________ 3ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 4.
Definizione di rifiuto1: Rientrano sotto la definizione di rifiuti tutte quelle sostanze o oggetti cherisultano di scarto o avanzo alle più svariate attività umane. Il riferimento normativo di settore in Italia èrappresentato dalla la parte IV Testo Unico Ambientale (DL n° 152 del 3 aprile 2006, "Nuove norme inmateria ambientale" dallart. 177 allart 266.).I rifiuti sono classificati:Sulla base della provenienza, in:1. Rifiuti Urbani (o rifiuti solidi urbani, RSU): quelli gestiti dal servizio pubblico in regime di privativa. Letipologie sono individuate allart. 7 del Dlgs 22/97 e s.m.i:- i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;- i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a),assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dellarticolo 21, comma 2, lettera g) del Dlgs 22/97;- i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;- i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi dacqua;- i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;- i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiterialediversi da quelli di cui alle lettere b), e) ed e).2. Rifiuti Speciali. Sono rifiuti speciali tutti quelli diversi dai rifiuti urbani. Possono essere solidi o liquidi.Sono quelli che si originano dai cicli produttivi o da attività di servizio. I rifiuti speciali sono individuati dallart.7 del Dlgs 22/97 e s.m.i:- i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;- i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalleattività di scavo;- i rifiuti da lavorazioni industriali;- i rifiuti da lavorazioni artigianali;- i rifiuti da attività commerciali;- i rifiuti da attività di servizio;- i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e daaltri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;- i rifiuti derivanti da attività sanitarie;- i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;- i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;l-bis) il combustibile derivato da rifiuti qualora non rivesta le caratteristiche qualitative individuate da normetecniche finalizzate a definirne contenuti e usi compatibili con la tutela ambientale.Sulla base della pericolosità, in:Rifiuti (urbani o speciali) non pericolosi.Rifiuti (urbani o speciali) pericolosi. Prima del 01/02/2002, erano pericolosi i rifiuti non domestici precisatinellelenco di cui allallegato D del Dlgs 22/97. Dopo il 01/01/2002 sono pericolosi i rifiuti indicati nellaDecisione 2000/532/CE così come modificata ed integrata dalle Decisioni 2001/118/CE, 2001/119/CE e2001/573/CE e recepiti nella direttiva DM Ambiente e Tutela del Territorio del 09/04/2002.I rifiuti, inoltre, sono identificati mediante codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti). Il Catalogo Europeo deiRifiuti è un elenco standardizzato di tipologie di rifiuti, organizzato prevalentemente sulla base del loroprocesso di formazione. Ogni tipologia è identifica mediante codici a 6 cifre, delle quali le prime 2 indicano lamacrotipologia (CER2).Lo scopo è quello di identificare in maniera il più univoca possibile i rifiuti in ambito comunitario al fine diconsentire statistiche attendibili a supporto delle politiche ambientali in materia di rifiuti, per il monitoraggiodella loro corretta attuazione negli Stati Membri e la valutazione dellefficacia delle azioni previste ed attuatenel perseguimento degli obbiettivi di riduzione della produzione e pericolosità dei rifiuti, del loro riciclo erecupero e del loro corretto smaltimento definitivo (funzioni ex ante ed ex post).1 www.arpat.toscana.it/rifiuti/index.html_____________________________________________________________________________________________ 4ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 5.
Lelevato volume di rifiuti prodotti richiede una loro rigorosa gestione (cioè, laraccolta, il trasporto, il trattamento, il recupero e lo smaltimento definitivo) per annullare o almenocontenere gli impatti ambientali e sanitari.Gli obiettivi gerarchici Per tale motivo le attuali politiche ambientali comunitarie, nazionali e regionali prevedonoobiettivi ed azioni mirate a modificare gli attuali modelli di produzione, consumo e smaltimento. La legislazione italiana (Dlgs 22/97) e quella regionale (LR 25/98) prevedono infatti che lagestione dei rifiuti sia basata sui seguenti obiettivi gerarchici: • Prevenzione della produzione dei rifiuti (urbani ed industriali) e della loro pericolosità; • Riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti • Riciclaggio dei rifiuti; • Recupero di materia dai rifiuti; • Recupero di energia dai rifiuti; • Smaltimento finale dei rifiuti in condizioni di sicurezza per l uomo e l ambiente. La normativa prevede altresì che i rifiuti vengano trattati in impianti il più vicino possibile alluogo di produzione (principio di prossimità) allo scopo di ridurre gli impatti ambientali deitrasporti (e di facilitare il monitoraggio dei sopraindicati obiettivi). Per i rifiuti urbani il rispetto del principio di prossimità è un obbligo. I rifiuti urbanidevono essere smaltiti nell Ambito Territoriale Ottimale (ATO) ove sono prodotti garantendocomunque il rispetto degli obiettivi gerarchici di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti,riciclo, recupero di materia ed energia, smaltimento.Definizione di ATO:L’ATO è l’Ambito Territoriale Ottimale introdotto dallart. 23 del Dlgs 22/97 come unarea geografica ove,superando la frammentazione della gestione di più soggetti, viene garantita una gestione unitaria dei rifiuti(raccolta, trattamento e smaltimento) organizzando la gestione dei rifiuti urbani secondo criteri di efficienza,di efficacia e di economicità (art. 23, comma 1, L.R. 25/98 e s.m.i.. Gli ATO normalmente coincidono con ilterritorio provinciale, fatte salve diverse disposizioni regionali (che devono comunque tener conto dei principisopraindicati); in Toscana sono individuati dallart. 24, comma 1, della L.R. 25/98 e s.m.i.. Con la L.R.n.61/07 gli ATO vengono accorpati in 3 gruppi per area geografica interprovinciali che dovranno approvareed aggiornare il piano industriale, affidare il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ed individuare unsolo gestore affidatario. Nuovi ATO 2007 ex ATO PROVINCIA ATO 1 Massa Carrara ATO 2 Lucca Toscana COSTA ATO 3 Pisa ATO 4 Livorno ATO 5 Pistoia e Circondario Empolese Toscana CENTRO ATO 6 Firenze ATO 10 Prato ATO 7 Arezzo Toscana SUD ATO 8 Siena ATO 9 Grosseto Per i rifiuti speciali non esiste l obbligo tassativo di smaltimento all interno dell ATO ma ilprincipio di prossimità costituisce comunque un obiettivo da perseguire._____________________________________________________________________________________________ 5ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 6.
Gli obiettivi generali delle politiche ambientali in materia di rifiuti (ma soprattutto le azioni perprevenire e ridurre la produzione dei rifiuti e la loro pericolosità, per sostenere il riciclo ed ilrecupero di materia ed energia, per ridurre i rifiuti avviati a smaltimento definitivo e per garantireuna gestione unitaria basata su criteri di efficacia, efficienza ed economicità), sono contenuti neipiani di gestione dei rifiuti regionali e provinciali, emanati ai sensi dell 22 del Dlgs 22/97 e art.s.m.i.Le intese ambientali La normativa nazionale e regionale prevede, come strumenti per il raggiungimento degliobiettivi generali, anche la stipula di Accordi di programma con i soggetti interessati. In Toscana, dopo le opportune fasi di concertazione, sono state stipulate delle "Inteseambientali", (scaricabili dal sito web della Regione Toscana), per favorire l utilizzazione dimateriali raccolti in forma differenziata2: 1. Produzione di compost di qualità e promozione di un mercato dell impiego a fini agronomici; 2. Promozione del recupero e riciclaggio dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione; 3. Interventi di riduzione e promozione del riciclaggio degli imballaggi in plastica; 4. Interventi a favore della prevenzione ed avvio al riciclaggio dei beni durevoli dismessi; 5. Interventi di riduzione e promozione del riciclaggio dei rifiuti di imballaggio cellulosici, in vetro e legno. Per favorire il mercato dei prodotti realizzati con materiali derivanti dalle operazioni diriciclaggio dei rifiuti - condizione importante per dare attuazione agli obiettivi strategici dellanormativa sui rifiuti - è stato emanato il DM Ambiente e Tutela del Territorio n.180 del 05/08/03 chedetta norme affinché gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano ilfabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materialericiclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno. Per ciò che concerne invece I piani provinciali di gestione dei rifiuti urbani, questi sonopubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana (BURT) Al fine di rendere più efficace ed economica la gestione dei rifiuti era prevista la possibilità difare accordi tra gli ATO in modo da renderli autosufficienti. Per quanto ci concerne, nel sistema integrato di smaltimento dei rifiuti tra i Comuni delValdarno Fiorentino, della Valdisieve, dei Comuni del Valdarno Aretino e Castiglion Fibocchivenne sottoscritto un protocollo d’Intesa in collaborazione delle relative aziende di igieneurbana quali CSA S.p.A. con sede in Terranova Bracciolini ed AER S.p.A. con sede inPontassieve.I comuni interessati sono i seguenti:Per l’ex ATO6: Dicomano,Figline Val d’Arno, Incisa, Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano Sull’Arno, Rufina, San GodenzoPer l’ex ATO7: Castiglion Fibocchi, Terranova Bracciolini, Montevarchi Con l’entrata in vigore della L.R. 61/07 che accorpa gli ATO, si deve sottolineare come ex-ATO 6 e ex-ATO7 non sono confluiti nello stesso ATO accorpato e questo rende necessariaed inevitabile una revisione dell’accordo stesso.2 www.rete.toscana.it/sett/pta/rifiuti/smaltimento_e_raccolta_differenziata/intese/index.htm_____________________________________________________________________________________________ 6ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 7.
Il ciclo chiuso Comunque, lasciando da parte gli accordi tra ATO, extra ATO o nuove aree di riferimento, quando si parla di gestione dei rifiuti è ormai assodato che esiste un’unica soluzione a questa problematica, cioè quella di trovare una metodologia che rappresenti un “ciclo chiuso” che può essere applicata in più modi e con varie tecnologie, nella quale si considera tutta la “vita” del prodotto industriale che nasce come un prodotto di necessità quotidiana e che durante un arco temporale variabile viene definito rifiuto per poi essere successivamente smaltito o riutilizzato. PRODOTTO PRODOTTO CONSUMO CONFEZIONAMENTO SELEZIONE CONSUMOLAVORAZIONE RITIRO SMALTIMENTO SEPARAZIONE SEQUENZA CICLO CHIUSO LINEARE Il ciclo chiuso per la gestione dei rifiuti non può prescindere oltre che da una visione tecnica anche da una visione strategico politica dell’argomento, proprio perché questo può essere applicato con una vasta gamma di metodologie e tecnologie; ovvero, sta alle amministrazioni pubbliche decidere come trattare quello che viene definito rifiuto in funzione di una visione del territorio a lungo termine. E’ inoltre evidente che l’istallazione su un territorio di un qualsiasi tipo di impianto di trattamento rifiuti rappresenti un costo per la comunità da vari punti di vista come ad esempio quello ambientale, sanitario, paesaggistico ed economico visto che vincola il territorio per diverse decine di anni. Altrettanto evidente è che lo smaltimento definitivo dei rifiuti, industriali o domestici, rappresenta una perdita di risorse preziose, che potrebbero essere recuperate e riciclate contribuendo così a ridurre la richiesta di materie prime vergini, la cui lavorazione per la trasformazione in beni, costituisce a sua volta fonte di produzione dei rifiuti, producendo un bilancio energetico complessivo deficitario. _____________________________________________________________________________________________ 7 ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) – Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 8.
In particolare per quanto riguarda tutti gli impianti di termodistruzione, anche con recuperoenergetico, il bilancio energetico complessivo risulta negativo in quanto il costo (in terminienergetici) per produrre le materie prime vergini è maggiore dell’energia che si ottiene dalladistruzione di materiali che invece possono essere riciclati.L’impianto progettato Negli ultimi due, tre anni è emerso con forza il problema della gestione dei rifiuti solidi urbaniper l’intera Regione Toscana ed entrando nel merito della Valdisieve, più precisamene in loc.Selvapiana nel cuore del Chianti Rufina, è stato presentato un progetto, la cui proceduraautorizzativa è tutt’ora in corso, per la costruzione di un nuovo inceneritore. Tale impianto, per ilquale è prevista una durata di vita di trent’anni3, dovrebbe bruciare la frazione secca nonrecuperabile dei rifiuti urbani prodotti nell’area comprendente il Valdarno Fiorentino, il ValdarnoAretino a cavallo delle province di Firenze e Arezzo ed una quantità, non ben definita, di “tal quale”proveniente dalla Val di Sieve. Il “tal quale” è il rifiuto non suddiviso per tipologia di materiale ed è quello che viene gettatonei cassonetti dell’indifferenziato. Mancando un controllo sulla sua composizione, oltre a bruciare materiali che potrebberoessere recuperati, c’è il grave rischio che nella camera di combustione possano finire anchemateriali estremamente inquinanti e pericolosi contaminando la restante parte della frazione seccanon recuperabile. Tale impianto ha una potenzialità prevista compresa fra le 66.000 e le 70.650 tonnellateall’anno, corrispondente ad una potenzialità termica massima di 25.423.000 Kcal/h. (ritenuto ilmassimo potenziamento possibile date le caratteristiche fortemente limitanti dicollocazione dell’impianto nelle immediate vicinanze al fiume Sieve4). Tali potenzialitàrisultano paradossalmente in contrasto con le prescrizioni di carattere vincolante del PianoRegionale e Provinciale di gestione dei rifiuti che, per impianti di questo tipo, prevedono unataglia minima di 100.000 tonnellate all’anno corrispondenti ad una potenzialità termica superiorea 35.000.000 Kcal/h. La struttura edilizia dell’impianto, prevista dalle ultime integrazioni al progetto, raggiunge, neipunti di massimo ingombro fuori terra, la larghezza di m 40,00, la lunghezza di m 110,00 e l’altezzadi m 34,20, con il camino per l’espulsione dei fumi alto m 62,00. Per dare un’idea delle dimensionipreviste, si ricorda che l’edificio dell’attuale inceneritore è in pianta un quadrato di circa m 18 dilato, alto m 20 e camino di 50 m. Inoltre le dimensioni di progetto sono aumentate rispetto a quelleinizialmente previste per creare una struttura metallica di sostegno per le essenze vegetali cheandranno a ricoprire completamente l’esterno dell’impianto. Il paradosso è che per dare a questaopera ciclopica un adeguato inserimento nel contesto paesaggistico l’unica soluzione trovata èstata quella di coprirlo con piante rampicanti. L’Associazione Valdisieve” - associazione apartitica nata con la finalità di tutelarelambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vitae preservare i luoghi da ogni forma di inquinamento, nellambito territoriale dei Comuni dellaValdisieve e limitrofi - ha raccolto il diffuso malumore creatosi nella cittadinanza per la scarsainformazione fornita sull’argomento. Tenendo in considerazione le opinioni di tutti i soggettiinteressati, si è documentata, studiato la materia, partecipato e promosso convegni, ascoltatorelatori ed ha prodotto una specifica documentazione sul tema.3 pag, 61, punto 3.5. del SIA (Studio di Impatto Ambientale) “sintesi non tecnica” SINTESI-NON-TECNICA.pdf eCap. 3, pag. 19, punto 3.5.7. (3.05 Impatti sul suolo.pdf)4 pag. 23, Relazione AIA e Piano Provinciale approvato con DCR 88/98, cap. 8, pag. 66 Capitolo 08_____________________________________________________________________________________________ 8ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 9.
Il nostro obiettivo è stato, ed è tutt’oggi, quello di essere una liaison tra la persone e leamministrazioni locali per promuovere iniziative per la valorizzazione e la difesa del nostroterritorio e per fare informazione e proposte su vari argomenti. Essendo l’Associazione Valdisieve un’associazione ambientalista, buona parte delle nostreenergie sono state spese per seguire l’iter procedurale del nuovo impianto di “termovalorizzazione”“I Cipressi”, fare proposte alternative ed evidenziare quelle che a noi sono parse comeincongruenze su questo tipo di scelta per il trattamento della frazione ultima del rifiuto.Le critiche al progetto La nostra prima critica è andata al concetto di filiera proposta per la gestione dei rifiutiavallata per la nostra zona in quanto non è applicata come un ciclo chiuso ma come unasequenza lineare. Quest’ultimo tipo di filiera, nella quale nasce intrinsecamente il bisogno dell’usodi termodistruttori e discariche, rappresenta uno schema vecchio, fallimentare, figlio di unosviluppo non sostenibile in quanto si sprecano grandi quantità di risorse preziose e di energia. Il fatto di avere a monte, come ad esempio accade nella nostra zona, delle pratiche didifferenziazione e riciclo, riproduce solamente una sorta di sistema ibrido nel quale il problema sifocalizza soprattutto a valle, sul dimensionamento degli impianti, a seconda di quanto sianoapplicate efficacemente le pratiche di separazione, riciclo e riuso. A noi pare assurdo continuare a pensare che la terra sia una fonte inesauribile di materieprime vergini. Dobbiamo evitare di produrre materiali per usarli e poi distruggerli, quandopotremmo benissimo riciclarli e riusarli evitando di doverli riprodurre ex nuovo, inquinando esfruttando inutilmente le risorse del pianeta. Invece, la costruzione di un termodistruttore di rifiuti vincola ad avere una quantitàcostante di rifiuti in ingresso, necessità che contrasta con l’obiettivo di produrne meno e disviluppare il più possibile la raccolta differenziata. Queste le motivazioni per cui l’Associazione Valdisieve, confortata dalle molte esperienzepositive sparse per il mondo ed in Italia, propone una filiera chiusa senza l’ausilio di impianti per iltrattamento della frazione ultima del rifiuto, illustrata in dettaglio nell’ Allegato 1(http://xoomer.alice.it/assovaldisieve/ALLEGATO%201%20-%20Proposta%20Associazione.pdf ) ,basandosi su cinque punti : Riduzione alla fonte, Riciclaggio, recupero e riuso, Raccoltadifferenziata porta a porta, Strategia Rifiuti zero, Tanta Informazione seguendo quello che pernoi rappresenta una sorta di principio di responsabilità delle proprie scelte in un contesto disviluppo sostenibile e con la collaborazione attiva della cittadinanza.Aspetto sanitario L’aspetto sanitario è un punto particolarmente importante, in modo specifico per gli impiantidi termodistruzione. Migliaia di medici in Europa, il Consiglio Nazionale degli Ordini dei MediciFrancese, i Medici Irlandesi, la Federazione degli Ordini dell’ Emilia Romagna, e associazioni dimedici come l’ISDE, si sono attivati per chiedere una moratoria sulla loro costruzione. Il 02 Aprile 2008 sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca, l’ultima di una lunghissimaserie, condotta da La Veille Sanitarie in Francia5 nelle popolazioni residenti in prossimità di impiantidi incenerimento. In tale studio è stata tenuta sottocontrollo una popolazione di circa 2,5 milioni dipersone residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. Talericerca ha considerato l’esposizione a diossine valutate in diversi percentili, trovando un aumento5 http://www.chiaianodiscarica.it/doc/Studio%20Invs-Traduzione.pdf_____________________________________________________________________________________________ 9ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 10.
del rischio coerente col crescere dell’esposizione; in particolare nelle aree più esposte l’aumentodel rischio è: sarcomi + 22%, linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi + 18% nelle femmine,cancro al fegato +16%, tutti i cancri nelle donne +6% ed ancora, incremento del rischio diincidenza per mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e per i maschi addirittura + 23%.Oltretutto, a detta degli autori, il picco non è ancora stato raggiunto. Questo scenario, ormai scientificamente provato, rafforza ancor di più le nostre motivazionisul trovare sistemi alternativi all’incenerimento per la risoluzione di un problema di nontrascurabile entità. La costruzione di un qualsivoglia impianto non può essere decontestualizzata dalla localizzazione e da una Valutazione di Impatto Sanitario ante operam Eper questo che per quanto riguarda limpianto in progetto a Rufina abbiamo richiesto,purtroppo senza alcun successo, che venisse fatta la VIS, la Valutazione di Impatto Sanitario. A nostro parere è utile valutare con maggiore attenzione il rischio sanitario derivante dagliinceneritori, evidenziato nelle ricerche mediche recenti prodotte da vari studiosi. Sull’argomentoabbiamo già raccolto una bibliografia di oltre cento titoli ( Allegato 2-http://xoomer.alice.it/assovaldisieve/ALLEGATO%202%20-%20Bibliografia.pdf ).Localizzazione dell’impianto Quando si decide di costruire un impianto in una zona è bene sempre effettuare un analisicosti-benefici in riferimento alla localizzazione presa in esame. Per questo la Regione elenca ifattori preferenziali, che incrementano o danno benefici, quelli penalizzanti che incrementano icosti, e dei fattori escludenti che ne scartano la possibile esecuzione.Fattori preferenziali, penalizzanti ed escludenti per la costruzione di nuovi impianti.Tratti dal Piano Regionale - punto 5.1 pag 54 – (e poi quello Provinciale),: “Costituiscono fattori preferenziali per la valutazione”:- viabilità daccesso esistente o facilmente realizzabile, disponibilità di collegamenti stradali e ferroviariesterni ai centri abitati; -baricentricità del sito rispetto al bacino di produzione e al sistema di impianti per la gestione dei rifiuti.; - presenza di aree degradate da bonificare, discariche o cave. - dotazione di infrastrutture; - possibilità di trasporto intermodale dei rifiuti raccolti nelle zone più lontane dal sistema di gestione deirifiuti.” “Costituiscono fattori penalizzanti per la valutazione”:- Aree sottoposte a vincolo idrogeologico ai sensi della L. 3267/23;- Aree sismiche inserite nella classe 1 della D.C.R.T. 94/85;- Aree in frana o soggette a movimenti gravitativi;- Aree che ricadono negli ambiti fluviali “A2” e “B” di cui alla DCRT 230/94;- Siti con habitat naturali e aree significative per la presenza di specie animali o vegetali proposti perlinserimento nella rete europea Natura 2000, secondo le direttive Comunitarie 92/43 e 79/409;- Aree soggette a rischio di inondazione;- Zone di particolare interesse ambientale di cui alla L.431/85, sottoposte a tutela ai sensi della legge 29giugno 1939 n.1497, riferite a:_____________________________________________________________________________________________ 10ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 11.
- fiumi, torrenti e corsi d acqua e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metriciascuna (lettera c);- territori coperti da foreste e da boschi ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, fatto salvo quantoprevisto dalla L.R.73/96, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento ai sensi dellart.54 del R.D. 30dicembre 1923 n.3267 (lettera g);- aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici (lettera h); - zone umide inclusenellelenco di cui al D.P.R. n.448/76 (lettera i); - zone di interesse archeologico (lettera m);- Interferenza con i livelli di qualità delle risorse idriche superficiali e sotterranee;- Bellezze panoramiche individuate ai sensi del punto 4) dellart.1 della L.1497/39.- Aree protette perimetrate quali categorie a) di cui alla DCR n.296/88 almeno fino a quando non saràdefinitivamente approvato il Piano Territoriale di Coordinamento provinciale, che, per la parte relativa aisistemi paesaggistici ed ambientali, sostituirà integralmente il disposto della DCRT 296/88.- Impossibilità di realizzare soluzioni idonee di viabilità per evitare l’interferenza del traffico derivato dalconferimento dei rifiuti agli impianti di smaltimento con i centri abitati. ”Costituiscono fattori escludenti per la valutazione”:- Aree a quota superiore a 600 m s.l.m.;- Aree carsiche comprensive di grotte e doline ai sensi della L.R. 20/84;- Aree collocate nelle fasce di rispetto da punti di approvvigionamento idrico a scopo potabile (200 m o altradimensione superiore definita in base a valutazioni delle caratteristiche idrogeologiche del sito), ai sensi delDPR 236/88;- Zone di particolare interesse ambientale di cui alla L.431/85, sottoposte a tutela ai sensi della legge 29giugno 1939 n.1497, riferite a: - territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dallalinea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare (lettera a); - territori contermini ai laghi compresi in unafascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sui laghi (lettera b);- Aree che ricadono negli ambiti fluviali “A1” di cui alla DCRT 230/94;- Aree destinate al contenimento delle piene individuate dai Piani di bacino di cui alla L. 183/89;- Parchi e riserve naturali, nazionali, regionali e provinciali nonchè aree naturali protette di interesse locale,istituite ai sensi della L.R. 49/95 in attuazione della L. 394/91;- Aree protette perimetrate quali categorie b), c) e d) di cui alla DCRT 296/88 (Piano paesistico regionale edisciplina relativa al sistema regionale delle aree protette L.R. 52/82)*;- Aree con presenza di immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica,individuati ai sensi dei commi 1, 2, 3 dell’art.1 della L. 1497/39;- Aree con presenza di immobili e/o con presenza di cose di interesse paleontologico, che rivestono notevoleinteresse artistico, storico, archeologico, ai sensi dell’art. 1 lett. a) della L. 1089/39;- Aree individuate come invarianti strutturali a valenza ambientale definiti dagli atti di pianificazione di cuialla L.R. 5/95;- Aree entro la fascia di rispetto da strade, autostrade, gasdotti, oleodotti, cimiteri, ferrovie, beni militari,aeroporti;- Aree costiere di cui alla L.R. 74/82 e DCRT 47/90 e comunque in zona di dune mobili, consolidate esedimenti di duna. Chi conosce l’area su cui dovrebbe essere realizzato il nuovo inceneritore, facilmente individua molteplici fattori penalizzanti ed escludenti. Ma allora com’è che il progetto sta andando avanti? Il nostro timore è che stia passando unalinea di pensiero contorta che in estrema sintesi sostiene che “lanalisi costi-benefici per Rufinanon conta in quanto lì cera già un impianto e quindi se andava bene prima (quando questo tipo dianalisi non si faceva) va bene anche adesso”. Un approccio serio, rispettoso dell’ambiente, dei cittadini e della normativa, implicherebbe ilribaltamento della domanda: Se linceneritore non ci fosse stato, quella zona sarebbe adatta aospitare un nuovo impianto? secondo noi no, visti i fattori penalizzanti e, sopratutto, quelliescludenti. E qui entra in gioco lampliamento..._____________________________________________________________________________________________ 11ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 12.
Perchè si parla di ampliamento La possibilità di costruire un impianto con delle potenzialità in contrasto con il PianoRegionale di Gestione dei Rifiuti6, viene giustificata dal fatto che il previsto “termovalorizzatore”è considerato come un ampliamento dell’impianto attuale invece che un nuovo impianto. E’ chiaro che se l’impianto in progetto fosse considerato come un nuovo impianto lalegge ne vieterebbe la costruzione in quanto sono vari i fattori che ne inficiano lacostruzione: • E’ in un area di conca naturale per cui le emissioni degli inquinanti verrano spinte verso i vicini centri abitati Stentatolo, Masseto, S.Francesco, Rufina, Pontassieve; • Sarà visibile da tutti i punti rilevati circostanti; • E’ a monte dell’acquedotto comunale di Pontassieve e in prossimità di altri punti di derivazione e pozzi ad uso domestico e di altri usi7; • L’area e’ completamente compresa nella fascia di rispetto del fiume Sieve corrispondente a 150 metri dalle rispettive sponde8; • E’ all’interno della fascia di rispetto della Strada Statale 679; • In area sottoposta a Tutela Paesaggistica ed Ambientale del territorio aperto, abitati minori ed edifici sparsi10; • E’ in “area di pertinenza fluviale”, stralcio n. 54 degli elaborati cartografici per la “Riduzione del Rischio Idraulico” <carta di pertinenza fluviale dell’Arno e dei suoi affluenti>11;. • E’ in “Area Golenale” . Carta degli interventi strutturali per la riduzione del Rischio Idraulico12; • E’ in area interessata “da inondazioni ricorrenti”. Carta guida della aree allagate13; • E’ interamente in Pericolosità Idraulica Molto Elevata (P.I.4) e Elevata ( P.I.3) e media (P.I.2). “Piano di Stralcio: Assetto Idrogeologico”, stralcio n. 238 – livello di dettaglio14; • E’ interamente su un’area a “ Vulnerabilità Elevata degli acquiferi all’inquinamento”15; • Il Fiume Sieve è in “Ambito AB”16 ; • La zona è in “area sensibile”, art. 3 delle Norme di Attuazione del PTCP17, che è, dallo stesso, considerata Invariante Strutturale18. • E’ in un territorio con produzioni agricole di particolare qualita tipicità - come da all’Art.21 e del D.Lgs. 228/2001 - e soggetta a tutela, tanto chè tali aree sono definite non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti6 approvato con atto del Consiglio Regionale n.14 del 7 aprile 1998 ftp://ftp.regione.toscana.it/pub/pubdoc/rifiutip.doc7 dal SIT della Provincia di Firenze http://sitweb.provincia.fi.it/website/pozzi_p/8 D. Lgs. n. 42, del 22 gennaio 2004, art. 142 e D. Lgs. n. 157 del 24 marzo 2006, art. 129 http://sitweb.provincia.fi.it/website/z_risp/viewer.htm10 art. 7 delle Norme di Attuazione del PTCP, http://sitweb.provincia.fi.it/website/PTC_1/viewer.htm11 http://www.adbarno.it/cont/testo.php?id=97 stralcio n° 5412 http://www.adbarno.it/cont/testo.php?id=97 stralcio n° 5413 http://www.adbarno.it/cont/testo.php?id=97 stralcio n° 5414 http://www.adbarno.it/cont/testo.php?id=5015 PTCP Provincia di Firenze http://www.provincia.fi.it/sit/cartogr.htm - grado di vulnerabilità degli acquiferidall’inquinamento16 Piano strutturale del Comune di Pontassieve , pag. 36/37 della Relazione Geologica punto 3.0.http://www.comune.pontassieve.fi.it/p_territoriale/2006/atti/elaborati_piano.htm17 http://sitweb.provincia.fi.it/website/PTC_1/viewer.htm18 http://www.provincia.fi.it/ptcp/PTCP/Stlind.htm_____________________________________________________________________________________________ 12ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 13.
VEDUTA DI INSIEMEDistanze (aeree).Stentatoio 750 m. - S.Francesco- Pontassieve 1750/3000 m.Masseto 1400 - Rufina 2900 m. (via fiume) 2930 m dalla presa dell’acquedotto di Pontassieve_____________________________________________________________________________________________ 13ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 14.
Sintetizzando si fa passare per ampliamento un aumento dei volumi pari al 1300%,della potenzialità del 580% ed addirittura si prevede la demolizione del vecchio impianto perla ricostruzione di uno nuovo. Inoltre anche alcuni fattori preferenziali sono disattesi; per esempio la viabilità e il problemadei costi per realizzarla non concedono la possibilità di collegarsi alla linea ferroviaria, come inveceera auspicabile19 o la baricentricità del sito viene trascurata visto che i rifiuti dalla Valdisievedovranno andare verso l’impianto di selezione a Terranuova Bracciolini, tornare indietro per esserebruciati per poi ripartire sottoforma di ceneri per la discarica di Figline Valdarno, venendo meno alprincipio di prossimità ed al nuovo assetto geografico dei macro-ATO.Informazione ai cittadini Un altro tema che a noi sta molto a cuore è l’informazione alla cittadinanza, la quale a nostroparere, è stata completamente disattesa. Infatti, seppur sia stato seguito da parte delle autoritàcompetenti tutto l’iter minimo indicato dalla legislazione, occorre sottolineare però, una volontàminima nel favorire la partecipazione e la discussione pubblica dei cittadini alle scelte di merito. Per questo motivo e vista l’importanza della decisione da prendere sul territorio,l’Associazione Valdisieve in poche settimane ha raccolto più di 1.500 firme per richiedereun’inchiesta pubblica. Questa è una forma di informazione e partecipazione del cittadino previstadalle normative in materia di VIA. La legge regionale Toscana 79/1998 contempla linchiestapubblica allart. 15. Nonostante lo sforzo profuso purtroppo tale richiesta è stata rigettata dalla Provincia. Citando l’Assessore all’ambiente in riferimento alle osservazioni presentate alla VIA questoafferma: “Il parere dell’ufficio è di scegliere di non disporre dell’inchiesta pubblica perchécomporterebbe limpiego di tempo e di risorse senza che sia presumibile laggiunta di novitàsignificative”. Tempo e risorse sono state prontamente impiegate di contro per una “iniziativa dicomunicazione pubblica senza precedenti”, o meglio, “una gigantesca campagna dicomunicazione che metta a tacere gli pseudoscienzati del niente, che alimentano la paura in modoirrazionale”20, come definite dal Presidente della Provincia; di fatto una campagna pubblicitariasvoltasi in Provincia di Firenze e internet, rivelatasi favorevole proprio alla realizzazione deicosiddetti termovalorizzatori. In questo valzer delle mezze verità non vogliamo ignorare invece uno dei pochi momenti didialogo con i cittadini riunito in comitati e associazioni, che si è avuto con un forum a tema volutodalla giunta comunale di Rufina, e dal quale sono poi nate azioni virtuose quali la presa visione diesperienze di raccolte differenziate spinte (es. Priula, Capannori, ecc.) e la partenza della raccoltaporta a porta sperimentale nella zona dei Piani in Rufina (esperienza molto positiva dato chestando ai dati forniti da AER, in soli 6 mesi si è raggiunta una raccolta differenziata superioreall’80%). Una sperimentazione che dovrebbe estendersi a macchia d’olio, ma che stenta invece adecollare come dovrebbe.L’analisi delle alternative Un’altra cosa che a noi risulta del tutto incomprensibile nel progetto è la scelta obbligatadi un sistema di termodistruzione. E’ previsto, dalla direttiva 96/61/CE sulla base di principi especifiche Linee guida Ministeriali del 13/6/2005, di definire l’analisi delle alternative, ovvero,19 Integrazioni VIA agosto 2007 - collegamento ferroviario.pdf20 http://met.provincia.fi.it/comunicati/comunicato.asp?id=23557_____________________________________________________________________________________________ 14ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 15.
valutare le Migliori Tecniche Disponibili tra le Alternative Strategiche ed in particolareverificare l’attuabilità dei medesimi obiettivi considerando esperienze in atto a livello sia locale cheinternazionale.Le alternative e Migliori Tecniche Disponibili (MTD) o Best Available Tecnique (BAT)Nel rapporto conclusivo della Commissione del Ministero dellAmbiente e del Ministero per leRiforme e le Innovazioni nella P. A.21 di aprile 2007 si fa un elenco degli impianti di smaltimento,che rappresenta lo spettro delle Migliori Tecniche Disponibili ad oggi esistenti:1 Pretrattamento e Sequestrazione Trattamento in impianti TMB – Trattamento Meccanico Biologico - ed invio del residuo inertizzato adiscarica controllata2. Pirolisi e gassificazione pirolitica Pirolisi veloce Pirolisi lenta Pirogassificazione3. Incenerimento e gassificazione ossidativaIncenerimento e gassificazione ossidativa di bassa temperatura (< 850° C) - Smoldering (fumigazione/”dissociatore molecolare”) - Ossigassificazione a letto fluidoIncenerimento e gassificazione ossidativa di media temperatura (>850 ° C) - Combustione a griglia - Combustione a letto fluido - Co-combustione in impianto a carbone - Co-combustione in cementificio - Combustione e ossi-gassificazione in tamburo rotante - Ossigassificazione a letto fluidoIncenerimento e gassificazione ossidativa di alta temperatura (> 1500 °C) - Oxi-combustione - HiTAC- - Sistemi al plasma Ammesso e non concesso che si debbano comunque scegliere delle tipologie di impianto avalle di uno schema di gestione di rifiuti lineare, a noi appare estremamente superficiale la sceltadel termodistruttore in progetto, e la scarsa casistica di alternative presa in considerazione limitataad un solo tipo di impianto di incenerimento. Dal nostro lavoro, risulta evidente come l’inceneritore passi per essere come miglioresoluzione non perché effettivamente lo è, ma perché a monte non è stata fatta l’Analisi delleAlternative che contemplasse le BAT esistenti. Questo è un altro elemento che deriva dal far passare come ampliamento la costruzione delnuovo inceneritore. Anche in questo caso, come per la localizzazione, un approccio serio erispettoso dell’ambiente, dei cittadini e della normativa, implicherebbe il ribaltamento delladomanda: Se linceneritore non ci fosse stato, il termodistruttore a incenerimento, sarebbestata la tecnologia migliore ed idonea in relazione al sito prescelto? Secondo noi no, visti i limiti legati a questo tipo di combustione che immette inatmosfera inquinanti, per le limitazioni morfologiche, geografiche ed ambientali dovute allalocalizzazione, oltre ai numerosi limiti tipici di una “vecchia generazione” di tipologia diimpianti.21 Rapporto conclusivo della commissione per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti (.pdf) dal sito“ Borsa Rifiuti”: http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/13C-2DA-2D7_____________________________________________________________________________________________ 15ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 16.
La scelta di realizzare il cosiddetto termovalorizzatore invece di adottare forme di gestione eimpianti più virtuosi ed efficienti, come fatto per il teleriscaldamento a cippato a Pomino o impianti“Minihydro” (volti a favore del risparmio energetico), darebbe inoltre una brusca sterzataall’indirizzo in atto e che ha portato il Comune di Rufina a ricevere il premio 2008 “Toscanaefficiente” per il porta a porta effettuato nella zona dei Piani.La raccolta differenziata: La cosa inspiegabile è come mai, prima di costruire un qualsiasi impianto che provocheràcomunque un impatto sul territorio, non si è cercato di utilizzare sistemi molto meno impattanti. Ci stiamo riferendo alla raccolta differenziata spinta . Già il Decreto Ronchi imponeva il raggiungimento dei seguenti obiettivi: Obiettivo minimo di Scadenza temporale raccolta differenziata 03 Marzo 1999 15 % 03 Marzo 2001 25 % 03 Marzo 2003 35 % In base alle modifiche riportate nell’articolo 30 bis della Legge Regionale n° del 1998 gli 25obiettivi hanno subito uno slittamento temporale che prevedeva il raggiungimento del 35% dellaraccolta differenziata entro il 31 Dicembre 2004. L’ articolo 205 “misure per incrementare la raccolta differenziata” del D.Lgs 152/06 disponeche “in ogni Ambito Territoriale Ottimale (ATO) deve essere assicurata una raccolta differenziatadei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti”: Obiettivo minimo di Scadenza temporale raccolta differenziata 31 Dicembre 2006 35 % 31 Dicembre 2008 45 % 31 Dicembre 2012 65 % Nella nostra zona, salvo il quartiere dei Piani di Rufina e qualche piccola realtà in cui ci silimita alla raccolta della carta, in quanto molto redditizia e necessaria per aumentare la percentualedi raccolta differenziata generale, è ancora in vigore il classico sistema di raccolta stradale fondatosulla presenza di cassonetti dedicati, il quale, citando il rapporto conclusivo della Commissionedel Ministero dellAmbiente e del Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella P. A., nonconsente di gestire e verificare ne’ l’aspetto quantitativo ne’ quello qualitativo del materialeconferito. Al contrario, il sistema di raccolta domiciliare ottimizzato si e’ dimostrato particolarmenteefficace a colmare entrambe queste lacune. Sempre dal rapporto conclusivo della Commissione del Ministero dell Ambiente e delMinistero per le Riforme e le Innovazioni nella P. A. si dice: “a fronte di un ovvio aumento delcosto di raccolta, che però corrisponde ad un aumento occupazionale, il sistemadomiciliare consente la vendita al Conai dei materiali raccolti a prezzo pieno ed un minorcosto per lo smaltimento della frazione residuale. Questi plus economici sono sufficienti acompensare l’aumento del costo della raccolta”._____________________________________________________________________________________________ 16ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 17.
Conclusioni L’associazione Valdisieve, avendo a cuore la sua valle, i suoi prodotti , e sopratutto la salutedi chi ci abita, ha valutato molto attentamente i vari aspetti del tema della gestione dei rifiuti, nelmomento in cui, essendo a termine la vita utile dell’inceneritore esistente, si è resanecessaria una scelta strategica per il futuro. Questo documento vuole essere il nostro contributo per fare informazione, chiarezza efar riflettere sulle scelte da prendere. Quello che non accettiamo è il volere giustificare la costruzione degli inceneritorinascondendosi dietro il fantasma dell’emergenza rifiuti. Le inutili attese di anni, gli interessiilleciti e le macchinose strategie politiche hanno portato Napoli nel più profondo dei baratriminando alla base l’immagine dell’Italia e della Campania a livello internazionaleprovocando un incommensurabile disastro ecologico. Secondo uno studio promosso da Comieco22 la mancata organizzazione, da parte delleamministrazioni locali campane, di un efficace sistema di raccolta differenziata ha generato costiper la collettività pari a 102 milioni di euro tra il 1999 e il 2005. Nello stesso periodo nel restod’Italia i benefici del riciclo di carta e cartone sono stati pari a più di un miliardo di euro. “Unsistema efficiente consentirebbe di porre un freno all’annoso problema dei rifiuti in una regionesottoposta a commissariamento dal lontano 1994 e tuttora in stato di emergenza”, dichiara CarloMontaletti, Direttore Generale del Comieco. Il costo più pesante derivato da questa situazione è quello dello smaltimento, sopportato siadai cittadini campani con la tariffa sia dall’intero Sistema Paese con il sostegno economico alcommissariamento. Seguendo passo passo il progetto ed informandoci sull’argomento, quello che ci lasciaesterrefatti è che si sceglie di costruire un nuovo inceneritore (impropriamente definitotermovalorizzatore) in una zona del tutto inidonea. Cosa ancor più grave è che le recentiscoperte scientifiche ne dimostrano l’estrema pericolosità sanitaria. Poco importa se l’inceneritore rispetta i limiti di legge, così come li rispettano le varie industrieinsalubri della zona o il traffico ecc, quello che conta è valutare se la somma di tutti questifattori porta a un limite accettabile oppure no. Per questo è necessaria una VIS Valutazionedi Impatto Sanitario ante operam, mai eseguita. L’inceneritore inoltre non risolve neanche il problema della discarica, visto che circa il30% dei rifiuti in ingresso deve essere portato in discarica come rifiuto speciale, aumentandonela pericolosità iniziale, oltre a comportare uno spreco di denaro pubblico visto che posticiperà ilproblema. Dovessimo riassumere in una frase diremmo “L’impianto sbagliato nel posto sbagliato”perchè è: • Un impianto basato su una tecnologia vecchia sul nascere; • sensibilmente impattante a livello sanitario, oltre che dal punto di vista paesaggistico/ambientale; • più piccolo del minimale previsto dalle normative regionali (quindi presumibilmente anche non sostenibile a livello economico/produttivo); • troppo grande per i limiti di localizzazione: compresso tra il fiume Sieve e la strada statale n.67 (il piano provinciale parla infatti di ridotti ampliamenti consentibili);22 (http://www.rifiutilab.it/dettaglio_art.asp?id=1515&menuindex=2),_____________________________________________________________________________________________ 17ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com 18.
• Una nuova realizzazione fatta passare come ampliamento per evitare le tutele che gravano sul sito e che ne escluderebbero con ogni probabilità l’ammissibilità; La cosa inspiegabile è come mai, prima di costruire un qualsiasi impianto che provocheràcomunque un impatto sul territorio, non si è cercato di utilizzare sistemi molto meno impattanti? Oramai è assodato che il ciclo dei rifiuti deve avvenire attraverso un ciclo chiuso, in cuirecupero e riuso devono essere la priorità assoluta. Per questo sollecitiamo l’adozione di interventi che riducano la produzione dei rifiuti, unadiffusione capillare della di raccolta domiciliare spinta e di sistemi di differenziazione dei rifiuti, illoro riciclo e riuso; per questo invitiamo le nostre amministrazioni ad “ampliare” il sistema diraccolta porta a porta che è il primo vero intervento per contrastare anche una eventuale“emergenza rifiuti”, dato che in soli 6 mesi si riesce a raggiungere l’80% di differenziazione conenorme riduzione del rifiuto da discarica/inceneritore. Ad essa accostare un sistema di Tariffazione Puntuale che premi il cittadino virtuoso eche rispetti lo spirito dell’art. 49 del D.Lgs 22/9723in base al quale la tariffa è composta da duequote di cui una rapportata alla quantità di rifiuti conferiti, basata sul principio di : “Chi piùinquina, più paga”. Perché prima di costruire mega impianti con inevitabili impatti non se ne verifica prima lanecessità? Perché, se il costo per la comunità è lo stesso, non si decide di fare un sistemadi raccolta porta a porta studiato per la nostra zona? Cosa stiamo aspettando? In questo momento il procedimento è ancora in corso. E’ stato sospeso fino a Settembre ela Provincia ha richiesto ulteriori documenti e informazioni. Approfittiamo di questo tempo per evitare un clamoroso autogoal a lungo termine che siriverserà su noi cittadini e sul nostro territorio. Il tema dei rifiuti è troppo importante per il futuro e non deve essere affrontato attraverso scorciatoie e/o deroghe che rischiano di far saltare i fondamentali passaggi previsti dalla Comunità Europea e dalle normative nazionali e regionali, sulla riduzione dei rifiuti e delle emissioni. Sono questi i passaggi che ci garantiscono sicurezza e qualità delle cose fatte. (evitandoci future sanzioni). Ci rendiamo disponibili per ulteriore materiale e per un costruttivo confronto. “ASSOCIAZIONE VALDISIEVE”23 (per link in fondo http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/97022dl.htm)_____________________________________________________________________________________________ 18ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - LOC. SELVAPIANA, 45 - 50068 RUFINA (FI) –Codice fiscale 94135290487 Tel. 055 8369848 Fax 055 8316840 - e-mail: assovaldisieve@gmail.com English