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Timestamp: 2018-06-19 18:24:07+00:00
Document Index: 47718241

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'e contrario', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 80', 'art. 73']

coltivazione stupefacenti - la soglia del penalmente rilevante
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la coltivazione delle sostanze stupefacenti, considerazioni sull'efficacia drogante e sul rilievo del principio attivo ricavabile dalla pianta ai fini della configurabilità dell'illecito penale - gli arresti giurisprudenziali
Il comma 3 dell'art. 73 DPR punisce con le stesse pene del comma 1 chiunque coltiva, produce o fabbrica sostanze stupefacenti o psicotrope diverse da quelle stabilite nel decreto di autorizzazione.
Con riferimento specifico alla coltivazione degli stupefacenti, in giurisprudenza si era consolidata la distinzione tra coltivazione domestica per uso personale e coltivazione agricola che poteva preludere ad un uso non esclusivamente personale.
Sulla scorta di tale distinzione, poi, era da considerarsi illecita penalmente solo la coltivazione agricola e non già la coltivazione domestica da ritenersi un mero illecito di carattere amministrativo,
La coltivazione, secondo le Sezioni Unite 24 aprile 2008 n. 28605, invece deve considerarsi sempre punibile, salva l'ipotesi in cui difetti l'offensività perchè possa, ex ante, affermarsi con certezza la mancanza dell'efficacia drogante della sostanza ricavabile dalla pianta.
In merito all'efficacia drogante del principio attivo della sostanza commercializzata deve segnalarsi la soluzione di segno apparentemente contrario con riferimento al fatto della cessione o della detenzione ai fini della cessione. Cassazione penale sez. un. 24 giugno 1998 n. 9973 Kremi ha, infatti, chiarito che integra il reato di cui all'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 la cessione a terzi di sostanza stupefacente pur se contenente un principio attivo così modesto da farne escludere l' efficacia drogante .
Con riferimento all'illiceità penale della condotta di coltivazione, si rileva come la giurisprudenza abbia chiarito che l'ignoranza della legge penale non esclude la responsabilità penale nonostante le oscillazioni giurisprudenziali.
Sempre in tema di coltivazione, deve ricordarsi l'applicabilità dell'ipotesi lieve di cui al comma 5 dell'art. 73 del DPR n 309/90 e dell'aggravante di cui all'art. 80.
Infine, occorre segnalare che i regolamenti comunitari permettono la coltivazione di canapa con THC inferiore al 2% e che tale normativa comunitaria è stata di recente confermata dalla Corte di Giustizia. Resta da verificare se l'orientamento giurisprudenziale sin qui illustrato subirà un parziale reviremente all'esito della valutazione dei principi emersi in ambito comunitario.
Cassazione penale sez. un. 24 aprile 2008 n. 28605
Costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività non autorizzata di coltivazione di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, anche quando sia realizzata per la destinazione del prodotto ad uso personale, atteso che è impossibile determinare "ex ante" la potenzialità drogante ricavabile dalla coltivazione, così da rendere ipotetiche e comunque meno affidabili le valutazioni in merito alla destinazione della droga all’uso personale piuttosto che alla cessione. Spetterà, comunque, al giudice verificare se la condotta, di volta in volta contestata all’agente ed accertata, sia assolutamente inidonea a porre a repentaglio il bene giuridico protetto, risultando in concreto inoffensiva.
Cassazione penale sez. un. 24 giugno 1998 n. 9973 Kremi
Integra il reato di cui all'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 la cessione a terzi di sostanza stupefacente pur se contenente un principio attivo così modesto da farne escludere l' efficacia drogante .