Source: https://www.pesaro.bcc.it/regolamento-assembleare/
Timestamp: 2018-12-10 02:08:58+00:00
Document Index: 185489231

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 8', 'art. 45', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 29', 'art. 18']

Regolamento assembleare – BCC Pesaro
Regolamento assembleareDagomedia2017-04-26T11:49:34+00:00
Regolamento approvato dall’Assemblea dei Soci del 30/04/2011 della Banca di Pesaro Credito Cooperativo
L’avviso di convocazione deve indicare chiaramente le materie da trattare. Se si intende modificare un articolato, l’avviso deve indicare le disposizioni di cui si propone la modifica.
All’avviso di convocazione è allegata una informativa ritenuta utile dal Consiglio di Amministrazione per la illustrazione dei punti all’ordine del giorno.
Il modulo di delega allegato all’avviso di convocazione deve ricordare che non è consentito rilasciare deleghe senza il nome del delegato, né autenticare firme di deleganti che non indichino contestualmente il nome del delegato.
Presso le succursali della Banca deve essere depositata una copia dei documenti il cui deposito presso la sede sociale è obbligatorio; di questo deposito si deve far menzione nell’avviso di convocazione.
L’assemblea dei soci è convocata presso la sede della Banca o in altro luogo indicato nell’avviso di convocazione, scelto preferibilmente all’interno delle Province ove può operare la Banca. Questo luogo deve essere idoneo a contenere i soci che, secondo una ragionevole previsione degli amministratori, parteciperanno ai lavori assembleari.
In considerazione delle materie da trattare l’ora dell’adunanza deve essere fissata in modo da facilitare la partecipazione ed assicurare un’adeguata discussione assembleare.
L’avviso di convocazione dell’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, sarà pubblicato con le modalità previste dall’art. 24 dello statuto sociale e sarà altresì affisso, in modo visibile, nella sede sociale e nelle succursali della Banca.
In conformità al disposto del terzo comma dell’art. 25 dello statuto il Consiglio di Amministrazione può autorizzare ad autenticare le deleghe di voto i membri del consiglio di amministrazione, il direttore della Banca e i dipendenti della Banca.
La delega deve essere depositata nelle ore d’ufficio entro e non oltre il secondo giorno lavorativo precedente la data fissata per l’adunanza in prima convocazione, presso la sede della Banca.
Possono intervenire e hanno diritto di voto coloro che, il giorno dell’adunanza assembleare, risultano iscritti da almeno novanta giorni nel libro dei soci.
Possono intervenire altresì i sindaci, un rappresentante della Federazione Nazionale (Federcasse) e un rappresentante della Federazione locale cui la Banca aderisce.
Possono infine intervenire gli altri soggetti, la presenza dei quali è ritenuta utile o dal consiglio di amministrazione in relazione agli argomenti da trattare, o dal presidente dell’assemblea per lo svolgimento dei lavori. I soggetti indicati in questo comma possono partecipare alla
discussione assembleare, solo se espressamente autorizzati dal presidente dell’assemblea.
La verifica della legittimazione all’intervento in assemblea ha inizio, nel luogo di svolgimento dell’adunanza, almeno un’ora prima dell’orario fissato per l’inizio dell’assemblea, salvo diverso termine stabilito nell’avviso di convocazione.
L’incaricato, verificata la legittimazione all’intervento, consegna in via definitiva al socio un numero di schede pari ai voti esercitabili da costui; le schede di voto sono di colore diverso a seconda che il relativo voto possa essere espresso in nome proprio o per delega. Agli intervenuti senza diritto di voto è rilasciato un cartellino di riconoscimento.
Gli incaricati devono annotare in un apposito registro, tenuto anche su supporto informatico, l’orario di ingresso di ciascun socio e il numero di schede consegnategli.
In caso di contestazione sulla legittimazione all’intervento o sul numero di voti esercitabili decide il presidente dell’assemblea.
Apparecchi fotografici o video o similari, nonché strumenti di registrazione e apparecchi di telefonia mobile non possono essere utilizzati nel luogo dell’adunanza, salva espressa autorizzazione del presidente dell’assemblea.
Nell’ora indicata nell’avviso di convocazione assume la presidenza dell’assemblea la persona individuata ai sensi del primo comma dell’art. 26 dello statuto o, in caso di sua assenza, la persona eletta dall’assemblea presieduta per tale incombenza dal più anziano come socio.
Il presidente, nel dirigere i lavori assembleari, deve garantire il diritto di informazione del socio e deve facilitare un confronto costruttivo di opinioni.
Nel corso dell’adunanza il presidente può sospendere i lavori assembleari per un breve periodo, motivando la relativa decisione.
Il presidente, previo avvertimento, ha il potere di far allontanare dal luogo dell’adunanza, anche per una sola fase dei lavori assembleari, chiunque ne ostacoli il regolare svolgimento.
Il presidente può adottare qualsiasi altro provvedimento ritenuto opportuno per garantire il corretto svolgimento dei lavori assembleari e l’esercizio dei diritti da parte degli intervenuti.
Il presidente dell’assemblea, appena assunte le proprie funzioni, verifica il raggiungimento del quorum costitutivo, ove richiesto; se questo quorum è raggiunto, il presidente dichiara l’assemblea validamente costituita; altrimenti rinvia l’assemblea ad altra convocazione; in caso di
seconda convocazione, se non si raggiunge il quorum costitutivo dopo almeno due ore da quella indicata nel relativo avviso, il presidente comunica ciò agli amministratori, affinché costoro convochino nuovamente l’assemblea entro trenta giorni.
Una volta raggiunto il quorum costitutivo, è irrilevante per la prosecuzione dei lavori l’eventuale diminuzione, al di sotto di tale quorum, del numero di voti spettanti ai soci presenti.
Il socio che esce dal luogo dell’adunanza si considera comunque presente, a meno che costui abbia espressamente richiesto agli incaricati di registrare la propria uscita dall’assemblea; in tal caso gli incaricati registrano anche il relativo orario di uscita. Il socio, una volta fatta registrare la propria uscita, può richiedere di essere riammesso ai lavori assembleari con una nuova registrazione del proprio ingresso.
Il presidente, accertata la regolare costituzione dell’assemblea, dichiara aperti i lavori, rendendo noto il numero dei soci presenti con diritto di voto e dando notizia dell’intervento in assemblea di soggetti diversi dai soci.
L’assemblea, su proposta del suo presidente, elegge, mediante votazione per alzata di mano, il segretario, se diverso dal notaio presente, ed un numero di scrutatori considerato congruo rispetto al numero dei soci presenti.
Il segretario e il notaio possono farsi assistere da persone di loro fiducia ed avvalersi di apparecchi di registrazione al solo fine di facilitare la predisposizione del verbale assembleare.
Una volta stabilite le modalità di votazione e di scrutinio e prima dell’apertura della discussione sulle materie elencate nell’ordine del giorno, il presidente può decidere che la loro trattazione avvenga sia secondo un ordine diverso da quello risultante dall’avviso di convocazione, sia accorpandole in gruppi omogenei. Il presidente può altresì disporre che si voti sulle singole proposte di deliberazione al termine della discussione su ciascuna materia corrispondente oppure al termine della discussione di tutte o alcune delle materie indicate nell’avviso di convocazione.
Il presidente dell’assemblea o le persone designate dal Consiglio di amministrazione illustrano le materie elencate nell’ordine del giorno e le proposte sottoposte all’approvazione dell’assemblea.
L’illustrazione della relazione sulla gestione non può durare più di 90 minuti, mentre l’illustrazione delle relazioni del collegio sindacale e dell’incaricato del controllo contabile non può durare più di 30 minuti, a meno che questi controllori illustrino ai soci eventuali irregolarità
Il presidente dell’assemblea regola la discussione, dando la parola a chi è legittimato a chiederla.
Ogni socio può intervenire una sola volta su ciascun argomento o gruppi di argomenti posti in discussione, facendo osservazioni, chiedendo informazioni e formulando proposte. La richiesta di intervento, presentata secondo le modalità eventualmente fissate dal presidente, può essere avanzata fino a quando il presidente non dichiari chiusa la relativa discussione.
Ogni intervento non può durare, di regola, più di dieci minuti. Prima della scadenza del termine stabilito, il presidente invita l’oratore a concludere e, scaduto il termine o in caso di intervento abusivo o non autorizzato, può togliergli la parola.
Il presidente risponde normalmente al termine di tutti gli interventi sullo stesso argomento.
Esaurita la trattazione di tutte le materie indicate nell’ordine del giorno, il presidente dichiara chiusa la discussione.
Il presidente, prima di dare inizio alle votazioni, riammette i soci esclusi ai sensi del quarto comma dell’art. 8 ed accerta, anteriormente ad ogni votazione per alzata di mano, il numero dei voti esercitabili dai soci presenti.
Il presidente soprintende alle votazioni, predisponendo un’idonea organizzazione.
Il presidente mette in votazione prima le proposte di deliberazione presentate dal consiglio di amministrazione e poi, eventualmente, le altre. Se si devono approvare una o più norme statutarie o regolamentari, si votano in blocco, salvo che uno o più soci propongano un testo alternativo di una o più di queste norme; per le norme con testi alternativi il presidente mette in votazione prima il testo proposto dal consiglio di amministrazione e poi, eventualmente, gli altri testi; se sono state approvate norme con un testo diverso da quello proposto dal consiglio di amministrazione, il presidente pone in votazione l’intero articolato dopo averne verificata la coerenza interna.
Le proposte di deliberazione sono votate in modo palese, con controprova.
Il socio dissenziente od astenuto deve comunicare la propria identità al segretario durante o subito dopo la votazione.
Una volta votate tutte le proposte di deliberazione, il presidente dichiara chiuse le votazioni.
Entro la fine di gennaio dell’anno in cui l’assemblea deve eleggere la totalità delle cariche sociali, la Banca affigge in modo visibile nella sede sociale e, ove presenti, nelle succursali della Banca, un avviso contenente la modalità di esercizio del diritto di candidarsi.
Ad ogni rinnovo delle cariche sociali, il consiglio di amministrazione uscente presenterà all’assemblea dei soci una lista di candidati per l’elezione:
del consiglio di amministrazione, in numero pari a quelli individuati con apposita delibera da assumere nell’assemblea per l’approvazione del Bilancio dell’anno precedente a quello del rinnovo delle cariche sociali;
del collegio sindacale, individuando n. 3 candidati a sindaci effettivi, di cui uno designato alla carica di presidente del collegio, e n. 2 candidati a sindaci supplenti scelti preferibilmente tra i soci;
del collegio dei probiviri, individuando n. 2 candidati a componenti effettivi e n. 2 supplenti scelti al di fuori della base sociale. Ai sensi dell’art. 45 dello statuto sociale, infatti, il Presidente del Collegio, è designato dalla Federazione Marchigiana delle Banche di Credito Cooperativo e il suo nome sarà reso noto all’assemblea prima delle votazioni.
Qualsiasi candidatura, diversa da quella di cui al 1° comma del presente articolo, presentata mediante appositi moduli predisposti dalla Banca e trasmessa personalmente o mediante raccomandata con avviso di ricevimento, deve pervenire presso la sede sociale entro la fine del
mese di febbraio dell’anno di convocazione dell’assemblea chiamata ad eleggere le cariche sociali.
Il modulo di presentazione della candidatura, al quale sono allegati i documenti ivi indicati, deve essere sottoscritto con firma autenticata dai soggetti elencati nel primo comma dell’art. 5 e deve contenere tra l’altro le seguenti dichiarazioni del candidato:
l’attestazione di non trovarsi in alcuna situazione di ineleggibilità, nonché di possedere tutti i requisiti prescritti dalla legge e dallo statuto per la carica per cui si candida;
l’accettazione preventiva dell’incarico, in caso di elezione;
l’impegno, in caso di elezione, ad adempiere i doveri legati alla carica per cui si candida con la diligenza e la professionalità richieste, nella consapevolezza delle correlate responsabilità;
l’impegno per i candidati amministratori, in caso di elezione, ad adempiere l’obbligo di formazione permanente di cui al secondo comma dell’art. 18;
la comunicazione, per i candidati amministratori e sindaci, dei loro incarichi di amministrazione e di controllo in altre società;
l’eventuale indicazione di appartenere ad una determinata lista di candidati.
Il consiglio di amministrazione accerta la regolarità formale delle candidature presentate.
Verrà redatta una scheda di votazione per ogni organo statutario da eleggere: consiglio di amministrazione, collegio sindacale, collegio dei probiviri. La scheda di votazione verrà redatta suddividendo in colonne i nominativi dei candidati con trascrizione in ordine alfabetico degli stessi. Nella prima colonna a partire da sinistra verrà indicata la lista presentata dal consiglio di amministrazione uscente, quindi in altrettante colonne le liste alternative che dovranno obbligatoriamente essere composte da un numero di candidati pari alla totalità degli amministratori
da eleggere. L’eventuale ultima colonna conterrà l’elenco delle autocandidature presentate dagli aventi diritto.
Il presente articolo si applica solo se l’assemblea deve eleggere la totalità delle cariche sociali.
L’elenco di tutti i candidati è affisso in modo visibile nella sede sociale e, ove presenti, nelle succursali della Banca.
Si possono candidare alla carica di amministratore i soci il cui nome è iscritto nel libro dei soci da almeno un anno ed aventi i requisiti di professionalità, onorabilità ed indipendenza richiesti dalla legge e dallo statuto. Se la Banca si trova in uno stato di difficoltà accertato dal Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo, si può derogare al requisito di anzianità come socio per i candidati individuati in accordo con tale Fondo.
Non può candidarsi l’amministratore uscente che non ha conseguito durante il proprio mandato triennale 6 crediti formativi, con un minimo annuale di 2 crediti formativi per ogni anno di carica e a partire dall’approvazione del regolamento assembleare. Il Consiglio Nazionale di Federcasse attribuisce i crediti formativi agli eventi formativi da esso riconosciuti. Lo stesso Consiglio predetermina le ipotesi di dispensa parziale o totale dall’obbligo di formazione permanente degli amministratori.
2 bis. Al fine di favorire una composizione dell’organo rispondente alle esigenze di esperienza, competenza e ricambio del governo della società, il Consiglio di Amministrazione e i soci presenteranno liste di candidati che, per almeno la metà del loro numero, siano in possesso dei requisiti di cui all’art. 2, comma 1, del decreto del Ministro del Tesoro del 18 marzo 1998, n. 161, e che, qualora eletti, determinino in Consiglio una anzianità di carica complessiva media – data dal numero dei mandati già ricoperti nella Banca da ciascun amministratore diviso il numero degli amministratori che compongono l’Organo – non superiore a 15 esercizi.
La lista proposta dal Consiglio uscente dovrà necessariamente contenere, fra i candidati al consiglio di amministrazione, almeno un nominativo nuovo rispetto agli amministratori eletti nella tornata precedente. Salvo diverso accordo in seno al Consiglio di Amministrazione sul nominativo uscente la designazione avverrà per anzianità di carica.
Ciascuna candidatura diversa da quella proposta dagli amministratori uscenti deve essere presentata da un numero di soci non inferiore a 20, legittimati a votare nell’assemblea chiamata ad eleggere le cariche sociali. Ciascun socio può concorrere a presentare un numero di candidature non superiore al numero di amministratori da eleggere e, in caso di inosservanza, la sua sottoscrizione non è computata valida per alcun candidato da lui sostenuto. La firma del socio sostenitore deve essere autenticata dai soggetti elencati nel primo comma dell’art. 5.
La determinazione del numero degli amministratori, da parte dell’assemblea dei soci, sarà presa l’anno precedente al rinnovo delle cariche sociali e, più esattamente, dall’assemblea ordinaria convocata per l’approvazione del bilancio.
L’elezione del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale e del collegio dei probiviri avviene mediante una o più schede elettorali. Tuttavia l’assemblea, su proposta del suo presidente, può deliberare, con la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, l’elezione di tali cariche sociali mediante votazione palese; in questo caso, il presidente pone in votazione i singoli candidati iniziando da quelli proposti dal consiglio di amministrazione uscente.
Se i candidati sono pari alle cariche da eleggere, il presidente può proporre all’assemblea di votare per alzata di mano e pone contestualmente in votazione tutti i candidati.
Il socio, appena prima di entrare nella cabina elettorale, riceve un numero di schede elettorali pari alle schede di voto a lui attribuite ai sensi del secondo comma dell’art. 7. In caso di utilizzo parziale delle schede elettorali il socio non può astenersi con le schede inutilizzate.
Il voto è espresso apponendo una croce sul quadrato a fianco dei candidati prescelti o intesta all’intera lista prescelta.
Sono nulli i voti espressi in modo da non consentire l’individuazione univoca della volontà del votante.
Il presidente soprintende allo scrutinio, predisponendo un’idonea organizzazione.
Lo scrutinio è effettuato dai soli scrutatori nominati dall’assemblea ed è visibile dai soci presenti in assemblea. Se vi sono contestazioni, decide il presidente dell’assemblea.
In caso di votazione per alzata di mano, si computano soltanto i voti risultati minoritari e quelli esprimibili dagli astenuti e, per differenza, si computano i voti risultati maggioritari.
In caso di votazione con scheda elettorale, si computano le schede depositate nell’urna e poi si scrutinano le singole schede.
Risultano eletti alle cariche sociali i candidati che hanno ottenuto più voti secondo i criteri dell’art. 28 dello Statuto Sociale.
Il presidente può altresì dichiarare chiusa l’adunanza, se, dopo una sua eventuale sospensione disposta ai sensi del terzo comma dell’art. 8, riscontra l’impossibilità di funzionamento dell’assemblea.
In caso di proroga dell’assemblea ai sensi dell’art. 29 dello statuto, possono partecipare alla successiva adunanza i soli soci intervenuti in quella precedente. Il presidente dell’assemblea si preoccupa di apporre i sigilli alle urne, se non è ancora iniziato lo scrutinio dei voti.
Sono conservati presso la sede sociale i documenti relativi ai lavori assembleari e, in particolare, le deleghe di voto.
Il presente regolamento può essere modificato dall’assemblea ordinaria dei soci, se tale materia è stata previamente indicata nell’avviso di convocazione dell’assemblea.
Il presente regolamento è liberamente consultabile dai soci presso la sede sociale e, ove presenti, presso le succursali della Banca.
Ciascun socio ha diritto ad avere una copia gratuita di questo regolamento. Di esso si deve fare menzione in ogni avviso di convocazione dell’assemblea dei soci.
Articolo 26 (Disposizione transitoria)
La disposizione del comma 2 bis dell’art. 18 si applica conteggiando i mandati già espletati prima dell’introduzione del suddetto articolo e sino alla data fissata per il rinnovo delle cariche.