Source: http://www.professionisti.it/enciclopedia/voce/89/violazione-degli-obblighi-di-assistenza-familiare
Timestamp: 2019-09-18 13:38:43+00:00
Document Index: 60293697

Matched Legal Cases: ['art 570', 'art 570', 'art. 3', 'art. 570', 'art 570', 'art 570', 'art 570', 'art. 570', 'art. 570', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 570']

Art 570 cp: violazione obblighi assistenza familiare
Violazione degli obblighi di assistenza familiare: definizione
L’articolo 570 del codice penale, una delle norme che, per la sua formulazione, è tra le più antiquate del sistema penale, punisce almeno tre differenti comportamenti, distinti in:
Abbandono del domicilio domestico (o “abbandono del tetto coniugale”) sottraendosi agli obblighi di assistenza familiare.
Malversazione o dilapidazione dei beni del minore o del coniuge.
Omessa prestazione dei mezzi di sussistenza ai discendenti d’età minore o al coniuge (non separato per sua colpa).
Secondo l’interpretazione tradizionale, lo scopo della norma è di colpire con la sanzione penale colui che si sottrae ai doveri di solidarietà, sinteticamente definiti “di assistenza familiare”, che discendono dall’assunzione del ruolo di genitore o dallo status di coniuge.
L’art 570 cp ha un ambito di applicazione più ampio, ma il comportamento più diffuso nella prassi è quello di chi si sottrae agli obblighi di natura economica derivanti dalla condizione di genitore: in particolare, il legislatore penale punisce -con pena che può andare da 15 giorni fino ad un anno di reclusione, qui applicata congiuntamente alla multa (il cui importo massimo è di € 1.032)- chi, come sopra accennato, malversa o dilapida i beni del figlio minore o del coniuge ma soprattutto (ed è la fattispecie di gran lunga più frequente) chi “fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro” (nonché, prosegue la norma: “agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa”).
I mezzi di sussistenza sono gli strumenti destinati a far fronte alle esigenze minime di vita (per esempio: cibo, alloggio, riscaldamento) di coloro che ne hanno diritto, strumenti che non vanno confusi, almeno concettualmente, con il mantenimento e con il relativo assegno, disposto nel giudizio civile in applicazione degli artt. 155 e 156 cod. civ. (su cui si vedano le voci assegno di mantenimento dei figli e assegno di mantenimento al coniuge).
La legge del 2006 sul cosiddetto affido condiviso ha tuttavia introdotto un nuovo reato che, senza abolire l’art 570 cp, ha profondamente inciso sulla materia: l’art. 3 della legge n. 54/2006 infatti punisce (con le stesse pene previste dall’art. 570 c.p.) la "violazione degli obblighi di natura economica", ossia quegli obblighi che conseguono alla decisione del giudice civile che fissa a carico di uno dei genitori il contributo per il mantenimento dei figli, in misura proporzionale al reddito dello stesso genitore.
A differenza di quanto disposto nell’art 570 cp, dove la condotta pregiudizievole consiste nel far mancare i mezzi di sussistenza a chi versa in stato di bisogno, la nuova norma introdotta con la legge del 2006 punisce il semplice mancato versamento della somma stabilita (dal giudice) in favore dei figli, togliendo di fatto ogni valutazione in merito alla sussistenza o meno dello stato di bisogno. Pertanto, la semplice mancata corresponsione dell’assegno disposto in sede civile determinerà la commissione del reato.
Il reato introdotto dalla legge n. 54/2006, orientato alla tutela della prole, è sempre procedibile d’ufficio. Il reato previsto dall’art 570 cp –articolato in diverse fattispecie- è procedibile d’ufficio solo se commesso in danno di minori; negli altri casi è invece necessaria la querela della persona offesa.
Chi ritiene di sporgere querela o di fare denuncia del reato non deve necessariamente rivolgersi ad un professionista, essendo sufficiente recarsi in Questura o ad una Stazione dei Carabinieri, dove potrà anche fare redigere un verbale della propria denuncia (o querela) e sottoscriverlo. Chi è accusato del reato –ovviamente- non potrà che rivolgersi all’avvocato penalista.
Chi è senza lavoro, e quindi senza stipendio, risponde del reato?
Colui che è privo di redditi da lavoro non va esente da responsabilità penale, essendo chiamato ad adempiere a un dovere di solidarietà. E’ scusabile soltanto chi versa in una situazione di incapacità temporanea, dovuta a circostanze eccezionali e non da lui causate.
Il reato previsto dall’art 570 cp viene commesso anche se al mantenimento dei figli provvede l’altro coniuge?
Sì. Secondo la più diffusa interpretazione, la semplice circostanza che l’altro genitore o altri parenti provvedano al mantenimento non esime certo dal dovere di assistenza familiare, che segue al fatto di essere genitore.
I mezzi di sussistenza corrispondono all’assegno di mantenimento?
No. Il contributo di mantenimento si ricollega, per lo più, al tenore di vita di chi ne beneficia, mentre i mezzi di sussistenza previsti dall’art. 570 c.p. coincidono con quanto occorre a soddisfare le esigenze minime dell’avente diritto.diritto.
Chi ha diritto alla corresponsione dei mezzi di sussistenza secondo la legge penale ?
I beneficiari sono soltanto le figure familiari più vicine. Infatti secondo l’art. 570 c.p. commette il reato di violazione degli obbighi di assistenza familiare colui che non provvede a fornire i mezzi di sussistenza ai figli minori, ai figli inabili al lavoro, ai genitori e al coniuge.
Chi non provvede a versare il contributo di mantenimento disposto dal giudice in favore dei figli commette un reato?
Si. La mancata corresponsione dell’assegno di mantenimento in favore dei figli è penalmente rilevante per effetto dell’art. 3 legge n. 54/2006 -che trova applicazione per la prole di genitori separati oppure per i figli naturali nati da unioni di fatto o convivenze more uxorio- e per effetto dell’art. 12sexies legge n. 898/1970 che opera qualora il genitore obbligato non versi l’assegno determinato dal giudice in sede di divorzio.A queste due ipotesi di reato va aggiunta, ovviamente, anche la mancata prestazione dei mezzi di sussistenza prevista dal codice penale (art. 570) che opererà nelle situazioni in cui, omettendo il versamento disposto dal giudice, si venga meno anche al più stringente dovere di fornire strumenti minimi di sussistenza al minore in stato di bisogno.
Anche chi non è sposato né divorziato può commettere reato se non provvede a versare l’assegno di mantenimento per i figli?
Si. L’obbligo di mantenimento dei figli e, soprattutto, di corrispondere loro i mezzi di sussistenza, segue al solo fatto di essere genitore, a prescindere dal matrimonio.
18/11/2011 09:49:59
...e se, ad essere abbandonato a se stesso è un fratello che ha tentato suicidio perchè malato di cuore (e per questo ha perso il lavoro)? Senza genitori. neanche quarantenne. i fratelli non hanno dovere di dargli assistenza?
non trovo nulla su questo argomento. solo su genitori e coniugi! Grazie
16/01/2012 18:45:29
se per esempio mio marito m impedisse di aiutare mia sorella malata di tumore?
di del 05/10/2015
I delitti contro lo stato di famiglia fanno parte dei delitti contro la famiglia indicati dall'XI ti..