Source: http://www.lcfc.it/tutela-sanitaria/norme-defibrillatori/
Timestamp: 2019-03-24 17:05:23+00:00
Document Index: 11697342

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 90', 'art. 5']

Norme defibrillatori – Lega Calcio Friuli Collinare
Norme defibrillatori
Estratto del Decreto Legge n. 158/12 (cosiddetto Decreto Balduzzi)
Art. 7 comma 11
Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.
Decreto Ministero della Salute 24 aprile 2013
Regolamento attuativo dell’art. 7, comma 11 del D.L. 158/2012
1. Il presente decreto, in attuazione dell’art. 7, comma 11, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale, dispone garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte delle società sportive sia professionistiche sia dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.
Art. 2 Definizione dell’attività amatoriale. Certificazione
2. Coloro che praticano attività ludico – motoria in contesti organizzati e autorizzati all’esercizio nel rispetto delle disposizioni normative vigenti devono sottoporsi a controlli medici
periodici ai fini della certificazione attestante l’idoneità all’attività ludico-motoria secondo quanto previsto nell’allegato A.
4. All’atto dell’iscrizione o avvio delle attività il certificato è esibito all’incaricato della struttura o luogo presso cui si svolge l’attività ludico – motoria e conservato in tali sedi in copia fino alla data di validità o fino alla cessazione dell’attività stessa.
6. Ai soggetti di cui al comma 5, i quali non sono tenuti all’obbligo di certificazione, e’ comunque raccomandato un controllo medico prima dell’avvio dell’attività ludico-motoria per la
valutazione di eventuali fattori di rischio, con particolare attenzione ai soggetti che passano dalla sedentarietà alla pratica di tali attività o che si sottopongono a esercizio fisico di
particolare intensità. Nell’ambito delle campagne di comunicazione di cui al successivo art. 6 viene data ampia informazione di tali raccomandazioni.
b) coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti
2. I praticanti di attività sportive non agonistiche si sottopongono a controllo medico annuale che determina l’idoneità a tale pratica sportiva. La certificazione conseguente al controllo
medico attestante l’idoneità fisica alla pratica di attività sportiva di tipo non agonistico e’ rilasciata dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta, relativamente ai propri assistiti, o dal medico specialista in medicina dello sport su apposito modello predefinito (allegato C).
1. Per la partecipazione di non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI a manifestazioni non agonistiche o di tipo ludico-motorio, caratterizzate da particolare ed elevato impegno cardiovascolare, patrocinate dai suddetti organismi, quali manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20 Km, granfondo di ciclismo, di nuoto, di sci di fondo o altre tipologie analoghe, il controllo medico comprende la rilevazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma basale, uno step test o un test ergometrico con monitoraggio dell’attività cardiaca e altri accertamenti che il medico certificatore riterrà necessario per i singoli casi. Il certificato e’ rilasciato dai medici di cui all’art. 3, comma 2, su apposito modello predefinito (allegato D).
3. Le società di cui ai commi 1 e 2 si dotano di defibrillatori semiautomatici nel rispetto delle modalità indicate dalle linee guida riportate nell’allegato E del presente decreto (vedi nota sull’obbligo posto a carico delle associazioni). La disposizione di cui al presente comma non si applica alle società dilettantistiche che svolgono attività sportive con ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili.
5. Le società dilettantistiche attuano la disposizione di cui al comma 3 entro 40 mesi e 10 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto (vedi nota sull’entrata in vigoer dell’obbligo).
6. L’onere della dotazione del defibrillatore semiautomatico e della sua manutenzione è a carico della società. Le società che operano in uno stesso impianto sportivo, ivi compresi quelli
scolastici, possono associarsi ai fini dell’attuazione delle indicazioni di cui al presente articolo. Le società singole o associate possono demandare l’onere della dotazione e della
manutenzione del defibrillatore semiautomatico al gestore dell’impianto attraverso un accordo che definisca anche le responsabilità in ordine all’uso e alla gestione.
7. Ferme restando le disposizioni di cui al decreto ministeriale 18 marzo 2011 “Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni”, le Linee guida (Allegato E) stabiliscono le modalità di gestione dei defibrillatori semiautomatici da parte delle società sportive professionistiche e dilettantistiche. Il CONI, nell’ambito della propria autonomia, adotta protocolli di Pronto soccorso sportivo defibrillato (PSSD), della Federazione Medico Sportiva Italiana, nel rispetto delle disposizioni del citato decreto ministeriale 18 marzo 2011.
Nota sull’obbligo del defibrillatore a carico delle associazioni
È giunta notizia che qualche associazione ritiene che il Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013 attuativo dell’art. 7, comma 11 del D.L. 158/2012, che prevede l’obbligo di dotarsi di defibrillatori, non riguarderebbe le associazioni in quanto il decreto attuativo parla solo di “società dilettantistiche”.
Anche se è di palmare evidenza che le associazioni sono cosa diversa dalle società, una appena più attenta lettura dell’articolo 5 ci consente di comprendere che l’accezione “società dilettantistiche” ricomprende anche le associazioni. Proprio il primo comma dell’articolo in parola specifica infatti che: “Ai fini del presente decreto, si intendono società sportive dilettantistiche quelle di cui al comma 17 dell’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e successive modifiche e integrazioni.” La norma richiamata precisa che: “Le società e associazioni sportive dilettantistiche … possono assumere una delle seguenti forme: a) associazione sportiva priva di personalità giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del codice civile; … ”
Ma anche se tale richiamo esplicativo non ci fosse stato, una corretta interpretazione normativa ci porterebbe alla medesima conclusione.
Non ci si può infatti limitare a un’interpretazione che si fonda esclusivamente sul tenore letterale del testo, e non solo per il mancato tecnicismo con cui vengono scritte le norme. Per comprendere la portata di una norma si deve infatti far riferimento anche alle imprescindibili interpretazioni sistematica e teleologica. In altre parole la norma deve essere letta nel contesto normativo e tenendo conto dello scopo che si è proposto il legislatore.
Dal punto di vista sistematico è bene ricordare che il legislatore (e non solo) ha sempre usato in ambito sportivo l’accezione “società dilettantistiche” in modo così approssimativo e generico da far ragionevolmente ritenere che in tale definizione rientrino anche le associazioni. Del resto la quasi assoluta maggioranza delle cosiddette società dilettantistiche sono in realtà associazioni.
Da un punto di vista eziologico è di tutta evidenza che il legislatore abbia inteso imporre l’obbligo dell’uso del defibrillatore a tutto lo sport organizzato e quindi anche a carico delle associazioni. Del resto la distinzione tra associazioni e società riguarda prevalentemente aspetti di carattere patrimoniale, che, non avendo alcun rilievo nella materia in esame, non possono essere certamente posti a fondamento dell’asserita scelta che avrebbe fatto il legislatore di escludere le associazioni dall’obbligo di avere a disposizione il defibrillatore.
In conclusione consigliamo vivamente di non seguire l’azzardata tesi sopra descritta non solo per quanto abbiamo avuto modo di scrivere, ma anche per ragioni cautelative, viste le rilevanti responsabilità che possono derivare dal mancato rispetto dell’obbligo di dotarsi di defibrillatori.
Nota sull’entrata in vigore dell’obbligo del defibrillatore
La decorrenza dell’obbligo di dotarsi di defibrillatori, disposto dall’art. 5, punto 3, è stata prorogata varie volte (leggi qui le ragioni delle proroghe) fino al 30 giugno 2017 (Legge n. 229 del 15 dicembre 2016, di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge n. 189 del 17 ottobre 2016).
Decreto Ministero della Salute 26 giugno 2017.
Linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita da parte delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche
Art. 1. Dotazione ed impiego dei defibrillatori da parte delle società sportive dilettantistiche
b) qualora sia presente una persona debitamente formata all’utilizzazione del dispositivo durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate, durante lo svolgimento di attività sportive con modalità competitive ed attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva, nonché durante le gare organizzate da altre società dilettantistiche.
Art. 2. Obblighi
1. Nel caso di cui all’articolo 1, le associazioni e le società sportive dilettantistiche hanno l’obbligo di
accertare, prima dell’inizio delle gare e per il tramite di propri referenti all’uopo incaricati, la presenza del defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo, la regolare manutenzione e il funzionamento dello stesso, nel rispetto delle modalità indicate dalle linee guida di cui all’allegato E del decreto ministeriale 24 aprile 2013.
Art. 3. Inadempimento dell’obbligo
Art. 4. Attività sportive a ridotto impegno cardiocircolatorio e attività sportive svolte al di fuori degli impianti sportivi
1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 non si applicano alle gare organizzate dalle associazioni e società sportive dilettantistiche:
a) relative alle attività sportive di cui all’articolo 5, comma 3 del decreto ministeriale 24 aprile 2013, nonché a quelle a ridotto impegno cardiocircolatorio, elencate nell’allegato A al presente decreto;
b) al di fuori degli impianti sportivi.