Source: http://contrattobadanti.blogspot.it/2015/07/
Timestamp: 2017-07-22 02:50:49+00:00
Document Index: 19302271

Matched Legal Cases: ['art. 591', 'art. 433', 'art. 458', 'art. 591', 'art. 438', 'art. 441', 'sentenza ']

contratto badanti: luglio 2015
Chi paga se la badante si fa male e va in infortunio?
Nel caso la badante si faccia male, l'Inail copre l'infortunio, purchè sia avvenuto durante le ore di lavoro e quindi in casa dell'assistito. Cioè solo in caso si tratti di infortunio sul lavoro.
E' prevista un'indennità giornaliera per inabilità temporanea che renda impossibile lavorare.
C'è un eventuale rendita per inabilità che venga riconosciuta permanente.Può essere anche pagato un assegno una tantum, agli eredi in caso di morte della lavoratrice.In caso l'infortunio richieda ausili o protesi queste verranno fornite gratuitamente dopo verifica medica da parte di uno specialista. Possono anche essere dispensate, cure (solo le cure e non viaggi e residenze) presso località climatiche o termali, e le normali cure ambulatoriali normalmente erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Occorre fare una denuncia alle forze dell'ordine e all'Inail.
cosa può succedermi se pago la badante metà in nero?
Nell'immediato probabilmente nulla. Sarà difficile che qualcuno venga a controllare. I problemi inizieranno alla fine del lavoro quando la badante (anche se avesse chiesto lei stessa di essere pagata in nero, aprirà una vertenza per aver lavorato ore che non le sono mai state pagate). Non essendoci nulla di scritto, sarà difficile poter dimostrare che l'avete pagata. Con una denuncia del genere, per aver frodato l'INPS, e aver "frodato" la badante, che sarà stata "costretta" a non pagare tasse, e quindi una conseguenza indotta di frode verso il fisco, è prevista una pena come il carcere. Pagate il giusto, in regola e registrate tutto senza regalare nulla. Oggi le badanti hanno a disposizione avvocati, anche della loro stessa nazionalità, che vivono in Italia di vertenze.
La badante deve avvisare subito il datore di lavoro e presentare un certificato medico. Se convivente, il certificato è necessario solo se il datore di lavoro lo richiede o se la malattia arriva quando la badante non è presente in casa del suo assistito (ferie, giorno libero, festa ecc.).
L'indennità di malattia è a carico del datore di lavoro.
Quindi il datore di lavoro dovrà pagare il 50% della paga, fino al terzo giorno consecutivo di malattia (più l'eventuale indennità di vitto e alloggio se non usufruita). Dal quarto giorno in poi, il datore di lavoro pagherà il 100% della retribuzione (paga intera), fino al raggiungimento massimo dei giorni dovuti in base all'anzianità di lavoro della badante. I giorni successivi a questo termine, non verranno pagati né dal datore di lavoro né da alcun ente previdenziale.
Il datore di lavoro è tenuto a pagare fino un massimo di 8 giorni consecutivi in un anno, per anzianità di servizio fino a 6 mesi. Fino a 10 giorni consecutivi nell'anno, per anzianità da 6 mesi a due anni. Fino a 15 giorni consecutivi per anzianità oltre due anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro.
La badante non può essere licenziata durante il periodo di malattia e il posto va conservato per 10 giorni per chi ha fatto sino a 6 mesi di lavoro presso lo stesso datore di lavoro, mentre il posto sarà conservato per 45 giorni per chi ha anzianità di servizio da 6 mesi a 2 anni, e sarà conservato per 180 giorni per chi ha un'anzianità di servizio di oltre 2 anni.
Quante badanti può assumere un anziano con accompagnamento?
Infinite, purchè abbia abbastanza soldi per pagarle tutte regolarmente. I comuni non aiutano di più chi assume più badanti e l'accompagnamento o il riconoscimento dell'invalidità al 100% con diritto all'assegno di 509 Euro mensili, non dipende dal numero di badanti assunte. Può averlo anche un anziano accudito dalla famiglia.
La Social Card è una carta simile alle prepagate emessa da Poste Italiane. Viene concessa a italiani e stranieri che abbiano più di 65 anni e che siano in condizioni disagiate (in difficoltà economica). Non sono caricati soldi ma si può comprare a debito per 40 Euro al mese. Poi pagherà lo stato. Viene "caricata" ogni due mesi e la si può usare per pagare le bollette della luce e del gas e per acquistare prodotti alimentari. Si acquista nei negozi/supermercati convenzionati che espongono (vetrofania), il simbolino azzurro, con disegnato un carrello della spesa e la scritta "CARTA ACQUISTI" (non può essere usata per ritirare contante come una carta Bancomat). Come si ottiene? Primo passo, si va in un CAF con i documenti delle proprietà che si hanno (depositi, conti, correnti, titoli, immobili ecc.). Il modello compilato (serve per la richiesta dell'ISEE) viene inviato all'INPS, che fa tutte le verifiche del caso e in una quindicina di giorni ritorna online il modello certificato al CAF. Si va ora in un patronato, con carta d'identità, codice fiscale, modello ISEE e li compilano il modulo di richiesta che andrà riverificato ogni anno con il modello ISEE annualmente aggiornato (Con il modello ISEE si può chiedere un'agevolazione anche sulle tariffe di luce e gas, si fa sempre al CAF). Il modello può anche essere ritirato alle poste, è di semplice compilazione, si indicano i propri dati, un documento di riconoscimento, il codice fiscale, i componenti del nucleo famigliare e si spunta la casella di prima richiesta o di rinnovo della carta. Con il modello compilato si va alle poste, che inseriscono i dati e inviano di nuovo tutto all'INPS e poi si resta in attesa arrivi a casa la lettera di conferma che la carta è stata assegnata, e che si può ritirare all'ufficio postale dove è stata iniziata la pratica. Non tutte gli uffici postali sono abilitati a dialogare online con l'INPS, ma sul sito delle "Poste" si possono individuare quelli più vicini alla propria abitazione.
caf patronato,
Succede che uno dei due anziani genitori abbia bisogno di maggior assistenza dell'altro. Capita che quello che sta meglio non voglia badanti in casa. Capita che quello che sta peggio non pensi di stare così male da dover andare in un ospizio. Non sempre i figli possono impegnarsi in prima persona. Che fare? Lasciare le cose come stanno e aspettare, sperando che i genitori accettino col tempo una persona in casa o occuparsi personalmente dei genitori e abbandonare in tarda età il lavoro? La vita media dura sempre di più e ci si ritrova anziani ad accudire anziani. Abbandonare il lavoro pensando poi eventualmente di riprenderlo, è irrazionale, con la già troppa disoccupazione giovanile che c'è. Lasciare il lavoro, vorrebbe dire, compromettere definitivamente gli anni di contributi accumulati, rendendo ancora più precario il proprio "ultimo" futuro, nel periodo della vita in cui si è più fragili? Non agire è perseguito penalmente dal codice penale art. 591 e si chiama "abbandono di incapace", perchè un anziano in difficoltà, anche se completamente lucido, non è ovviamente sufficiente a se stesso e quindi anche incapace.
1) Farsi firmare dal genitore che si oppone all'assistenza (con la certezza, sia in grado effettivamente di intendere e volere, altrimenti si sbaglierebbe due volte) una dichiarazione di responsabilità dove sia scritto ben chiaro che "si impedisce al figlio/i di assumere badanti per i genitori ammalati e/o in difficoltà". Per tutelarsi (se non moralmente) almeno giuridicamente da future denunce da parte di chicchessia (medici, Asl, forze dell'ordine, assistenti sociali ecc.)
2) rinunciare al proprio lavoro e occuparsene direttamente.
Cosa si rischia non occupandosene?
Chi ha dei genitori non autosufficienti e non se ne occupa, è perseguibile penalmente con una condanna da sei mesi a cinque anni di carcere. La pena passa da uno a sei anni di carcere se la non curanza porta a lesioni personali dell'anziano e da tre a otto anni se ne consegue la morte. Le pene possono anche essere aumentate se chi dovrebbe aver cura della persona non autosufficiente è il coniuge capace di intendere, volere e accudire o figlio legittimo, adottato o tutore. E' sempre meglio convincere il coniuge che sta meglio, ad accettare l'idea di avere un aiuto in casa per l'anziano che sta peggio. Le pene alle quali si va in contro, delle volte sono argomento convincente.
intendere,
tutore,
I parenti prossimi sono tenuti a contribuire per legge al sostegno materiale dell'anziano. Il grado di parentela e l'ordine contributivo in questo impegno sono stabiliti dall' art. 433, 441 e 443 del codice civile.
Il coniuge dell'anziano e i figli non possono esimersi dal farlo nemmeno rinunciando all'eredità. L'art. 458 stabilisce poi che non è possibile rinunciare ad un'eredità quando questa non sia ancora in corso. L'art. 591 del codice penale stabilisce chi viene perseguito in caso di abbandono di incapace e la vecchiaia di per se è una precaria incapacità all'essere autosufficienti.
L'unico limite è fissato nell'intera capacità di chi deve dare ("non oltre", quindi non si è tenuti ad esporsi a debiti per passare gli alimenti al genitore). Ciò però vuol anche dire che tutti dovranno presumibilmente dare un contributo in parti uguali (anche perchè se così non fosse, si avvantaggerebbe di più il figlio spendaccione rispetto a quello risparmioso). In pratica la cifra verrà ripartita in parti uguali come se si trattasse di dividere l'eredità salvo diversa valutazione del giudice. La cifra da raccogliere sarà quella sufficiente a una vita decorosa dell'anziano (art. 438 e art. 441 del codice civile) e tutti i figli dovranno concorrere in proporzione alle rispettive effettive possibilità economiche oppure dovranno farsi carico a turno di ospitare l'anziano o pagargli una retta presso una struttura o una badante nella sua abitazione. Il giudice può anche decidere con carattere d'urgenza che uno solo dei figli si faccia temporaneamente carico del genitore in attesa di una più equa ripartizioni di impegno e di denaro.
Generalmente per risolvere le cose si nomina un amministratore di sostegno che può essere estraneo o della stessa famiglia che si impegni a raccogliere le sostanze necessarie e che risponde direttamente al giudice tutelare. Se non si viene a un'accordo si può denunciare la situazione ai carabinieri, all'ASL competente, o ad un'assistente sociale
Quanti giorni di ferie spettano alla badante ogni anno?
26 giorni, qualsiasi sia il numero di ore lavorate. Le ferie non potranno essere divise in più di due periodi l’anno, e comunque concordati in modo da rispettare le esigenze del lavoro e della badante. Durante il periodo di assenza per ferie, la badante ha diritto alla stessa paga che prenderebbe se lavorasse. Il diritto alle ferie è irrinunciabile e generalmente viene utilizzato da giugno a settembre. Le ferie non possono essere fatte durante il periodo di: preavviso, malattia, infortunio o maternità. La badante convivente che usufruisce di vitto e alloggio, ha diritto, per il periodo delle ferie, al compenso sostitutivo (poco più di 5 Euro per vitto e alloggio, salvo aggiornamenti del contratto). In caso di licenziamento, dimissioni, o inizio del periodo di ferie, prima di aver raggiunto un anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, spetteranno alla badante tanti dodicesimi del periodo di ferie quanti sono i mesi di lavoro effettivamente fatti. Quindi 26 giorni anno, diviso 12 mesi, uguale a 2,17 giorni ogni mese di lavoro. Nel calcolo delle ferie non sono compresi i giorni liberi concessi dal datore di lavoro a causa di propri impedimenti per visite mediche, ricoveri, periodi riabilitativi ecc. Per lavoratrici che abitano molto lontano dal posto di lavoro e tornano a casa durante il periodo di ferie, compatibilmente con le esigenze di lavoro, potranno essere uniti i giorni previsti per due anni (52 giorni consecutivi) da farsi una sola volta dopo due anni di lavoro.
Chi aiuta l'anziano che non può pagare la badante?
Assumere una badante spesso si rivela più dispendioso del prenderne una da una cooperativa. Ma quali sono gli aiuti che possono venire dallo stato o da altri enti a favore di una situazione di precarietà economica? Le prime due cose da fare, sono una economica e l'altra medica. Per accedere a dei contributi occorre dimostrare effettivamente di essere poveri. Il primo passo consiste nella compilazione del modello ISEE. Basta andare in un patronato che assiste anziani e portarsi: CUD dell'Inps (presupponendo si tratti di pensionato), eventuale denuncia dei redditi dell'anno precedente, proprietà immobiliari, portafoglio titoli, giacenza media sui conti correnti dell'anno precedente (la manda ogni istituto di credito banca/posta con l'estratto conto di fine anno). Il patronato inserisce i dati e invia tutto all'INPS che nel giro di 15/20 giorni risponde. A quel punto se si rientra in determinati parametri si potranno avere sconti su luce, acqua e gas e magari si riuscirà ad avere una social card (una carta tipo "bancomat", precaricata da spendere fino ad esaurimento della cifra messa a disposizione). La seconda operazione da fare e inoltrare una richiesta motivata di invalidità all'Inps. Si parte con delle visite specialistiche che attestino handicap che rendono impossibile la vita in modo autosufficiente, cecità, infermità motoria, sordità decadimento cognitivo ecc. Tramite il medico di base si prepara un apposito modulo che attraverso un patronato viene inviato online all'INPS. Seguirà una chiamata per una visita medica fiscale per accertare la veridicità degli scritti presentati. Se verrà riconosciuta un'invalidità al 100% si otterrà un assegno di accompagnamento di 509 Euro mensili. Ci possono poi essere aiuti comunali erogabili sempre in base all'ISEE, o magari contributi per chi assume una badante. Certi comuni lo fanno altri no dipende dalla disponibilità di cassa. Occorre informarsi presso il proprio comune ,meglio se con già il modello ISEE in mano.
L'assistente sociale è una figura professionale che opera autonomamente in favore di individui o gruppi (famiglia) in difficoltà. Autonomamente ma subordinatamente alla struttura nella quale è stato assunto. Operare, non vuol dire risolvere tutti i problemi, e certe volte il lavoro dell'assistente sociale, può persino risultare d'intralcio al quieto vivere di una famiglia.
L'assistente sociale si incontra soprattutto nelle strutture pubbliche, per esempio: ospedali, consultori familiari, comuni, nelle strutture geriatriche, nelle unità che valutano handicap. nelle comunità di accoglienza, nei tribunali ecc..
Generalmente cosa può fare per una famiglia con un anziano in difficoltà? Se lo si trova in comune può disporre di una serie di supporti e aiuti che il comune da (se il comune stesso però, ha deliberato e ha stanziato fondi per il sociale). Può indirizzare la famiglia verso organizzazioni che prestano aiuti specifici (patronato, ASL, Inps, medico di base, RSA ecc.). Lo si può trovare anche in ospedale, dove può fare da tramite tra RSA, ASL e struttura ospedaliera, per facilitare la famiglia nel trovare soluzioni idonee al proprio anziano. Difficilmente un assistente sociale trova una soluzione per tutti, perchè contattando diversi soggetti che gestiscono in modo autonomo il problema del non autosufficiente, è costretto a demandare ad altri il problema, ed eventualmente anche la soluzione. L'assistente sociale da indicazioni, chiede l'intervento comunale, può anche chiedere l'intervento delle forze dell'ordine, indirizza verso soluzioni assistenziali a domicilio, mettendo eventualmente in contatto ASL e privato, ma poi è il cittadino che deve darsi da fare, salvo casi di grave conclamato disagio, per il quale non esista famiglia, o pur essendoci, non sia nella condizione economica e mentale per risolvere una situazione estremamente difficile.
Posso pagare mensilmente TFR e tredicesima alla badante?
La tredicesima, per sua istituzione, è la mensilità da pagare a Dicembre per potersi permettere quelle spese in più che non si sono potute fare durante l'anno.
Il TFR è acronimo di Trattamento Fine Rapporto, cioè una somma che serve, in caso di fine/perdita/rinuncia del lavoro, a superare il periodo durante il quale si è in cerca di altra occupazione.
Il TFR poi, andrebbe anticipato solo in due casi:
- Spese per cure di malattie importanti.
- Acquisto di casa per se o per i propri figli.
Inoltre, non è possibile pretendere (una sola volta per la durata dello stesso contratto di lavoro) oltre il 70% del TFR totale, e non prima dell'ottavo anno consecutivo di lavoro presso il medesimo datore di lavoro. Tutto ciò è previsto dall'articolo 2120 del Codice Civile. Salvo condizioni di maggior favore. Questa è una norma minima a tutela del lavoratore che ne abbia reale e documentata necessità. Art. 2120 infatti termina con questa nota "Condizioni di miglior favore possono essere previste dai contratti collettivi o da patti individuali". Ciò significa che, se le parti si accordano (e lo scrivono chiaramente nel contratto), sia tredicesima sia TFR, possono essere spalmati mensilmente sullo stipendio considerando questa una pratica di maggior favore verso il lavoratore/lavoratrice.
C'è poi una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione "Sezione lavoro" n. 8255 del 7 Aprile 2010, che chiarisce le modalità di quello che viene chiamato "Patto di conglobamento". Sia TFR che tredicesima possono essere quindi spalmati mensilmente in busta paga, purchè se ne evidenzi e se ne distingua, specificatamente, cifra e natura in busta paga. Cioè occorre tenere separate le voci: stipendio base, eventuale superminimo, giorni di ferie pagati, ore straordinarie, quota mensile TFR, quota mensile tredicesima. In modo che in caso di controversie sia facile risalire alla reale cifra versata per ciascuna voce. E' consigliabile non legare queste cifre alla paga oraria perchè la modificherebbe senza ragione, ma più facilmente come anticipo fisso da portare a conguaglio/saldo a fine anno o fine lavoro.
conglobamento,
spalmare,
Il lavoro di badante si concilia poco con il tipo di occupazione alla pari, ma potrebbero esserci casi dove le due cose possono conciliarsi. "Alla pari" è principalmente un soggiorno per studi in un'altra nazione dove una ragazza va per alcuni mesi per imparare meglio una lingua o per approfondire degli studi ( Legge n. 304/1973). Si può fare da 18 a 30 anni e solitamente il lavoro consiste in piccole pulizie domestiche in cambio di vitto e alloggio gratuito e un piccolo compenso (pocket money) per le piccole spese. Viaggio andata e ritorno e frequenza presso la scuola sono a carico della ragazza. Solitamente il lavoro (leggero) è quello tipico da baby sitter. Non è un lavoro di subordinanza, e la ragazza è trattata come fosse una di famiglia, ha ore libere per uscire per i suoi studi e un giorno alla settimana libero per lo svago. Sono lavori che vengono generalmente gestiti da agenzie specializzate in soggiorno/studio/lavoro. Il lavoro richiesto è comunque la cosa che subordina il resto, quindi prima vengono soddisfatte le esigenze della famiglia e poi si concilia lo studio. La ragazza comunque può scegliere di cambiare famiglia entro le prime due settimane, se la situazione è tale di impedirgli lo studio o per altri motivi personali.
I documenti che si presentano sono:
permesso di studio o lavoro
lettera di presentazione della famiglia di provenienza con elencati studi fatti, competenze i motivi degli studi da fare ecc.
referenze di altre famiglie
certificato penale che attesti l'integrità morale della persona
Il contratto non prevede un elenco di cose da fare. La badante è però una lavoratrice ad ore, e le ore che ha pattuito, si impegna a farle firmando il contratto di lavoro. La badante è di supporto ad un anziano o a un disabile e alla famiglia nell'occuparsi della persona da seguire. La badante aiuta o fa tutte le cose, che nel vivere quotidiano, la persona non più autosufficiente farebbe se fosse autonoma in una normale vita da casa. Non ci sono lavori che non deve o può rifiutarsi di fare, perchè è una lavorante assunta e il datore di lavoro non è lo stato, il sindacato, o il contratto, ma la famiglia che la paga. E' bene quindi concordare prima di firmare quali saranno i lavori da fare e in che ore e con che frequenza farli. Solitamente in famiglia c'è una persona che si occupa di tutte le cose e a questa persona la badante farà riferimento. E' opportuno che una persona sola della famiglia, si incarichi di tenere i rapporti con la badante e la persona da assistere. Non tutte le famiglie, le esigenze, le malattie e gli anziani sono uguali, occorrerà concordare preventivamente un tipo di servizio che soddisfi la famiglia e sia possibile e compatibile con le capacità della badante. Si tratta di tenere in ordine la casa e fare in modo che la persona non autosufficiente possa vivere una vita decorosa ed essenziale (cucinare, igiene della persona e pulizie di casa).
anziano disabile,
Ovviamente no. Anche se la badante ha residenza a casa dell'anziano che assiste fa famiglia a se. Quindi la badante avrà una sua residenza a casa dell'assistito e un suo stato di famiglia formato da un unico componente (lei stessa) e l'anziano o eventualmente il/i familiare/i che abita/abitano assieme all'anziano faranno famiglia a se. La badante è un costo/spesa non un reddito/guadagno per l'anziano.
Non è cattiveria, non è non voler sentire i parenti o la badante ma è assenza dalla vita, in attesa dell'evento unico che un anziano non vorrebbe, ma inevitabilmente si avvicina. I pensieri sono tanti e troppi da guardare spesso nel vuoto, negli interrogativi di questo passo, le non aspettative e la non importanza di tutto ciò che si è vissuto, che lo porta quasi sempre prima alla depressione e poi alla constatazione della non vita.
Quanto posso chiedere per un anziano con l'Alzheimer?
Il contratto nazionale non fa riferimento alle malattie o al numero delle persone da assistere, ma fa differenza su convivenza o meno, fra le diverse capacità e esperienze della lavoratrici con livelli di assunzione diversi e in base alle ore di lavoro richieste. Anche se le malattie incidono molto, sull'impegno e sul tipo di lavoro da fare, non fa nessuna differenza sul Contratto Nazionale, perchè le varianti sarebbero troppe. Per malattie che impegnano molto, si può provare a chiedere un'integrazione alla paga base (una cifra più alta del minimo) o non accettare il lavoro. Gli anziani vengono tutti considerati sofferenti di più malattie (pluri patologie), altrimenti non avrebbero bisogno di assistenza.
Una badante assunta a tempo pieno (54 ore settimanali) costa 1.150 Euro (per 12 mesi) se è di livello A-Super, anche se la sua retribuzione mensile in busta paga è 733,03 Euro. Per il livello B-Super si spendono 1.270 Euro (per 12 mesi) anche se il suo stipendio in busta paga è 845,80 Euro. Costa 1.400 euro (per 12 mesi) nella versione più classica (livello C-Super) per un anziano non autosufficiente anche se alla badante in busta paga vanno 958,58 Euro. Se poi la badante è una persona con qualifiche specifiche (Infermiera ecc.) e quindi rientra nell'inquadramento D-Super il costo sale a 1.860 Euro (per 12 mesi) anche se alla badante in busta paga vanno 1.350,88 Euro. Da questo conto approssimativo alla decina di Euro, sono escluse eventuali ore straordinarie, la sostituzione della badante durante il suo mese di ferie, le due ore libere, la mezza giornata libera e le Domeniche (24). Sono ormai costi che non tutte le famiglie sono in grado di sostenere. Pubblicato da
inquadramento,
E’ un contratto con il quale una badante è assunta e impegnata solo per una parte del numero di ore di lavoro massime settimanali.
Si distingue anche di:
Part-time orizzontale: quando la riduzione di ore di lavoro riguarda in ugual misura tutti i giorni (per esempio 4 ore di lavoro ogni giorno)
Part-time verticale: ci si accorda per un numero di ore massime (tempo pieno) solo per alcuni giorni la settimana o al mese (per esempio: 10 ore di lavoro solo il Martedi, Mercoledì e Giovedì ogni settimana)
Part-time misto: quando il datore di lavoro e la/il lavoratrice/lavoratore si accordano su orari particolari (per esempio: ogni giorno ore diverse o in base alla necessità, ma con orari riconducibili a un numero di ore fisse settimanali o mensili).
lavoro contratto,
che differenza c'è tra residenza e domicilio della badante?
La residenza è il luogo dove si risiede abitualmente e può anche coincidere con il domicilio.
Il domicilio, invece, è il luogo dove una persona stabilisce la sede dei propri affari. Art. 43 e 44 del Codice Civile. Nessuna delle due condizioni, da comunque diritto di proprietà o privilegio. Per esempio: si può risiedere in un luogo ospiti di un datore di lavoro, oppure in affitto in un residence, e si possono domiciliare in banca certi pagamenti/utenze. Quindi, per esempio, per un'azienda fornitrice, l'utente ha residenza dove riceve il servizio (elettricità, acqua, gas ecc.), in una certa via, ad un numero ben definito, mentre il domicilio può essere presso una banca. Solitamente, per una persona fisica, con lavoro dipendente, domicilio (a meno delle utenze) e residenza coincidono.
Se una persona ha la residenza in un residence, il portiere, il proprietario del residence, possono anche non esserne a conoscenza, ma certamente, chi ci abita, non ha alcun diritto di proprietà o prelazione, se non paga è fuori (con o senza residenza, in quel posto, all'appartamento interno n*...)
Full time non specifica nulla, vuole dire a tempo pieno cioè non a qualche ora al giorno. Solitamente si parla di lavoro a ore (part time) quando non si è conviventi e si lavorano massimo 25 ore la settimana. Oppure di lungo orario quando si fanno 44 ore settimanali non conviventi (si dice genericamente full time). Si dice anche badante convivente full time quando l'impegno è di 54 ore con presenza in casa di notte e due ore libere al giorno più mezza giornata e la Domenica libera. Si dice badante convivente part time quando il lavoro pur essendo in convivenza e di 30 ore settimanali.
Se l'anziano non riesce a pagarsi la badante, i figli devono contribuire?
Se i figli non riescono a pagarsi la scuola materna deve pagare il genitore?
Chi dovrebbe pagare? Il vicino di casa? La badante? Lo stato?
Se il reddito è particolarmente basso con un ISEE documentata, certi comuni danno ancora aiuti parziali ma altrimenti sono i parenti a dover pagare. Chi altri?
Va tenuto presente anche che è un dovere morale contribuire ma c'è una norma del Codice Penale abbastanza chiara che dice:
ARTICOLO 591 Abbandono di persone minori o incapaciChiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere la cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Le pene sono aumentate se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore o dal coniuge, ovvero dall'adottante o dall'adottato.
Inoltre il Codice Civile stabilisce bene l'ordine delle persone "obbligate" al sostentamento dei famigliari.
All' obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine:
2) i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi; (3)
3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti; (4)
Nell'ordine, queste sono anche le persone che possono assumere la badante in luogo dell'anziano.
in nero,
Si, perchè se non ne ha già una, e se è convivente, la casa dell'assistito è anche il luogo dove risiede abitualmente. La residenza serve per votare, per avere la carta d'identità, il codice fiscale, la tessera sanitaria e non costituisce comunque nessuna forma di altro privilegio per la badante, trattandosi di residenza subordinata al tipo di lavoro e non da contratto d'affitto. La residenza va data alla sola badante ed è bene limitare la presenza in casa alla sola lavoratrice e non a sue amiche, compagni, parenti ecc.. E' bene definire su un foglio a parte, all'atto del contratto di lavoro, oltre alle varie disposizioni di come andranno svolto le mansioni, che la casa è luogo di lavoro e non saranno tollerate visite o presenze diverse da quelle della sola badante. E' bene evitare di dare l'ospitalità a figli o mariti perchè in caso di vertenza, questi potrebbero far valere occupazioni inventate come supporto alla badante assunta (autisti, fattorini, uomini di forza ecc.), ma pagati in nero o obbligati a pagare un affitto in nero per il solo fatto di avere la residenza (che poi chiederebbero in comune) in casa vostra. Se non è necessario dare la residenza, perchè la badante ne ha già una sua in Italia, va comunque comunicata l'ospitalità in comune
Col.f vuol dire "collaboratrice famigliare". Badante si intende invece "assistente famigliare". La colf come la badante possono essere conviventi o non conviventi. La colf collabora con tutta la famiglia a mantenere in ordine la casa e da un aiuto per le faccende domestiche (pulire, lavare, stirare, cucinare ecc.). La badante non è una persona che lavora prevalentemente per la casa o per la famiglia, ma aiuta nella vita quotidiana, un anziano o un disabile non in grado di svolgere una vita in modo autosufficiente, oppure segue una persona autosufficiente, che per età è consigliabile sia affiancata da qualcuno. La badante come la colf, non è detto debbano aiutare una sola persona (spesso capitano due anziani) il lavoro non è basato sul numero dei componenti della famiglia ma in base alle ore lavorate. La badante in supporto alla persona in difficoltà, fa tutto quello che quella persona non è più in grado di fare da sola quindi lava, pulisce e cucina come la colf)
Tutti gli "accordi fra lavoratori e loro datori di lavoro" sono composti da due parti. Una è fatta da tutte le leggi, regole pubbliche e generali alle quali i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro hanno concordato di darsi e di rispettare. Questa parte scritta è il Contratto Nazionale (CCNL), diventa la base delle regole sotto la quale non è possibile andare. Per esempio: "se in questo gruppo di regole c'è l'indicazione a fissare in 26 giorni al mese il periodo di ferie, significa che chi lavora e chi da lavoro accettano minimo questa regola. Il contratto è bene sia poi integrato da uno scritto che risponda alle esigenze individuali del lavoro che si andrà effettivamente a svolgere. Sono le regole che lavoratore e datore di lavoro concordano privatamente fra di loro. Per esempio, il giorno libero per motivi religiosi è il Giovedì anzichè la Domenica, mentre la mezza giornata liberà sarà il pomeriggio della Domenica, e per esempio che il lavoro inizierà alle 9 e finirà alle 14, ricomincerà alle 17 e finirà alle 22. Queste regole private vanno concordate e se non c'è accordo non c'è lavoro.
Dipende dal contratto che ogni badante fissa con il proprio datore di lavoro. Non si dovrebbe parlare di giorni di lavoro ma di ore settimanali. Poniamo 54 ore settimanali. In quel caso la badante è tenuta a lavorare 10 ore effettive ogni giorno (divise in due per poter dare una pausa di due ore) per 5 giorni e 4 ore il sesto giorno. Che poi il mese abbia 4 settimane o ne abbia 4 e tre giorni non ha nessuna importanza ai fini della busta paga che sarà sempre la stessa. 950 euro circa mese. Pubblicato da
Per una badante straniera prima occorre un lavoro (datore di lavoro), poi una residenza (in Comune), poi l'eventuale permesso di soggiorno (SUI-sportello unico immigrazione, se la badante è extra UE unione eeuropea), quindi l'attribuzione del codice fiscale (Agenzia delle entrate) e alla fine la "Tessera sanitaria" (ASL dove poi si sceglie anche il proprio medico di base). La tessera sanitaria scade con la scadenza del permesso di soggiorno e quindi va rinnovata appena si torna ad avere un nuovo e regolare permesso di soggiorno.
una volta fatta la residenza nessuno ti può cacciare?
La residenza è una condizione che stabilisce solo dove si risiede abitualmente. Con una residenza fissa il comune può stampare la carta d'identità. Il documento serve allo stato per identificare e sapere dove sono e quanti sono i cittadini sul terreno; è un documento pubblico. Nessuno può violare o imporre ad un privato di ospitare, o dare la residenza ma è corretto darla quando si ha una badante convivente. La residenza è accessoria al lavoro e non viceversa. Cioè la residenza è una conseguenza del lavoro di badante e non è il lavoro che esiste perchè c'è residenza. Finito il lavoro, finita la residenza perchè non c'è contratto d'affitto assieme al contratto di lavoro, e quindi nemmeno si può parlare di "sfratto" ma solo di chiusura del rapporto di lavoro e quindi fine della residenza.
carta d'identità.,
Non esiste assunzione ... in nero e di conseguenza non esiste TFR. Non assumete in nero per evitarvi vertenze, ma anche pesanti sanzioni in caso di infortunio. Non accettate di essere assunte in nero per non perdervi l'assicurazione e le cure mediche, in malattia o in caso di infortunio. In "nero" non si esiste e non esiste contratto. In nero non ci sono ore libere, ferie, tredicesima, TFR e nemmeno indennità di disoccupazione in caso di licenziamento. Senza assunzione regolare (per chi ne ha necessità) non c'è nemmeno permesso di soggiorno, codice fiscale, carta d'identità e tessera sanitaria.
Se la badante chiede il ricongiungimento familiare ...
La badante come tutte le persone che abitano, lavorano, vivono all'estero può chiedere il ricongiungimento famigliare. Questa è una procedura fra un emigrante (privato) e lo stato (pubblico) che lo ospita. Nulla a che vedere con il lavoro o la famiglia dell'assistito (privato). Si presume che la badante abbia un luogo dove stabilire la propria residenza, con il resto della sua famiglia per la quale chiede il ricongiungimento. L'ospitalità o la residenza presso l'assistito hanno valore unicamente all'interno del rapporto di lavoro e non hanno nulla a che vedere con i famigliari attuali o futuri della badante. Vale anche per le persone in maternità e i figli che ne verranno.
famigliare,
non c'è un'età come la pensione. L'accompagnamento si prende quando la persona ha bisogno d'essere accompagnata e seguita nelle normali funzioni della sua vita giornaliera. Cioè quando la persona da sola non riesce più ad essere autonomamente in grado di gestirsi. Incapacità a muoversi, sordità, cecità, che non gli permettano di chiamare e rispondere al telefono in caso di bisogno, decadimento cognitivo che gli impedisca di vivere senza procurare danno a se e alle cose. Non esiste un'età. Per qualcuno può essere 90 anni per altri 30. Va presentata domanda all'INPS, attraverso un patronato su richiesta del medico di base.
decadimento cognitivo,
Fare le cose in regola. Fare riferimento al contratto nazionale per tutto quello non esplicitamente concordato, cercare di capire chi si assume e soprattutto mettere per iscritto tutte le regole extra contratto, le competenze e le mansioni, su un foglio allegato a parte al contratto, controfirmare tutto da datore di lavoro e badante. "Carta canta villan dorme". Non familiarizzare troppo con la dipendente ma mantenere separati e ben distinti i ruoli di datore di lavoro e di dipendente. Pagare sempre e solo con bonifico o assegno in modo che resti traccia di tutto. Far firmare sempre ogni concessione aggiunta: ferie , malattia, permessi