Source: http://www.bcommstudio.com/informativa-2-2019-regime-forfettario-unico-nuovo-limite-ai-ricavi-e-flat-tax-dal-2020/
Timestamp: 2020-07-04 15:13:21+00:00
Document Index: 22386664

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 70', 'art. 50', 'art. 60', 'art. 53', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 25', 'art. 36', 'art. 40', 'art. 10', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 19']

Informativa 2/2019 Regime forfettario: unico nuovo limite ai ricavi e flat tax dal 2020 - Studio di Umberto Bono & Partners
By contabile@bcommstudio.com 29 Gennaio 2019 Circolare
REGIME FORFETTARIO: UNICO NUOVO LIMITI AI RICAVI
E FLAT TAX DAL 2020
Il regime forfettario è stato istituito dall ’art. 1, nei commi da 54 ad 89, Legge n. 190/2014, e modificato in maniera importante dalla Legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016).
Secondo le norme in vigore fino al 31 dicembre 2018, ai sensi del comma 54, potevano accedere al regime i soggetti che nell’ anno precedente abbiano rispettato le seguenti condizioni relative a:
Per quanto riguarda i ricavi è necessario che nell’ anno solare precedente, i contribuenti abbiano conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO 2007 relativo all ’attività d’impresa o professionale esercitata.
Si ricorda che la Legge di Stabilità 2016 ha aumentato il limite dei ricavi/compensi per ciascuno dei 9 gruppi di attività a decorrere dal 2016.
Di seguito i valori in vigore:
Commercio (al dettaglio e all’ ingrosso) 50.000
In particolare, deve essere verificato che nell’ anno precedente sia rispettato il limite di € 5.000 relativamente a spese per:
– lavoro accessorio di cui all’ art. 70, D.Lgs. n. 276/2003 (voucher);
– collaboratori coordinati e continuativi o collaboratori a progetto, ossia soggetti titolari di redditi di cui all’ art. 50, comma 1, lett. c) e c)-bis, T.U.I.R.;
– spese per prestazioni di lavoro effettuate dall’ imprenditore medesimo o dai suoi familiari, di cui all’ art. 60, T.U.I.R., ossia prestazioni non ammesse in deduzione ai fini reddituali;
– compensi corrisposti ad associati in partecipazione con apporto di esclusivo lavoro, titolari di redditi di cui all’ art. 53, comma 2, lett. c), T.U.I.R..
Attenzione: Secondo la legge di bilancio 2019 tale causa di esclusione risulta completamente cancellata.
Terzo requisito, attualmente in vigore, per accedere e/o permanere al regime fiscale forfeTtario, previsto nella lettera c), art. 1, comma 54, Legge di Stabilità 2015, è che il costo complessivo dei beni strumentali al 31.12 dell’esercizio precedente, al lordo dell’ammortamento, sia non superiore a € 20.000.
Secondo l’art. 1, comma 54, lettera c) il contribuente può accedere al regime forfettario se: “il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non supera 20.000 euro”.
Si noti l’importante differenza rispetto al regime dei minimi: il limite dimensionale relativo ai beni strumentali previsto ai fini dell’accesso al regime forfettario non è misurato, come accadeva per i contribuenti minimi, in termini di flusso di acquisizioni di beni strumentali nell’ arco del triennio solare precedente, ma di ammontare complessivo del costo dei beni posseduti al 31 dicembre.
ATTENZIONE: Con la Legge di bilancio 2019 tale causa è stata eliminata.
Il nuovo comma 57 della legge di stabilità 2015, come modificato dal comma 9, lettera c), prevede che non possono avvalersi del regime forfettario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’ esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni (nuova lettera d) del comma 57 della legge di stabilità 2015).
– sono esonerati dall’ applicazione dell’IVA e dai relativi adempimenti, fermo restando l’obbligo di fatturazione elettronica.
L’utilizzo del regime fiscale in oggetto comporta, per espressa disposizione di legge i medesimi esoneri da adempimenti applicabili al regime forfettario incluse le semplificazioni in materia di sostituti d’imposta.
La legge di Bilancio 2019 ha previsto un nuovo regime forfettario destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni, e ha ampliato, rispetto al regime forfettario vigente nei periodi 2015-2018, la platea dei soggetti che vi possono accedere, innalzando e uniformando il limite massimo di ricavi/compensi a € 65.000 per tutti i destinatari e riducendo i requisiti necessari per fruire del regime. I soggetti forfettari determinano il reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo d’imposta il coefficiente di redditività diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. Sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP. Con quali aliquote?
A decorrere dal 2019 viene prevista, per i contribuenti di dimensioni minime, la rivisitazione del regime forfettario vigente nei periodi 2015-2018 con un “nuovo” regime che prevede il pagamento forfettario di un’unica imposta in sostituzione di quelle dovute, con eventuali differenziazioni in funzione del settore economico e del tipo di attività svolta: l’art. 1, commi da 9 a 11, della legge di Bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha, nella sostanza, riscritto il precedente regime forfettario, destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni, ampliando la platea dei soggetti che vi possono accedere, innalzando e uniformando il limite massimo di ricavi/compensi a € 65.000 per tutti i soggetti e riducendo i requisiti necessari per fruire del regime.
Attenzione:Il regime forfettario rappresenta il regime naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché siano in possesso di determinati requisiti e, contestualmente, non incorrano in una delle cause di esclusione previste: a differenza di quanto previsto per il regime fiscale di vantaggio, possono accedervi i soggetti già in attività.
Il regime forfettario, inoltre, non prevede una scadenza legata ad un numero di anni di attività o al raggiungimento di una particolare età anagrafica; la sua applicazione è, pertanto, subordinata solo al verificarsi delle condizioni di seguito descritte.
Possono accedere (e permanere) al regime i soggetti che svolgono un’attività d’impresa, arte o professione che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000. Il limite di ricavi/compensi è unico per qualsiasi soggetto aderisca al regime forfettario e a prescindere dal settore economico di appartenenza.
Attenzione : Quando il contribuente esercita più attività, contraddistinte da codici ATECO differenti, ai fini del diritto all’ accesso o alla permanenza nel regime forfettario, occorre considerare la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.
I ricavi o i compensi percepiti da coloro che applicano il “nuovo” regime forfettario, in ragione dell’esiguità della misura dell’imposta sostitutiva, non sono soggetti alla ritenuta d’acconto: è necessario che il contribuente rilasci un’apposita dichiarazione al sostituto d’imposta dalla quale risulti che il reddito cui le somme percepite afferiscono è soggetto all’ imposta sostitutiva. Tuttavia, ove il contribuente erroneamente abbia subito delle ritenute e non sia più possibile correggere l’errore, le stesse potranno essere chieste a rimborso, con le modalità previste all’ articolo 38 del D.P.R. n. 602/1973, ovvero in alternativa, scomputate in dichiarazione dei redditi, a condizione che le stesse siano state regolarmente certificate dal sostituto d’imposta.
Ulteriormente, non possono aderire al regime dei forfettari i contribuenti che nello stesso periodo d’imposta di eventuale fruizione del regime agevolato:
a) si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfettari di determinazione del reddito quali:
– agricoltura e attività connesse e pesca (artt. 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633/1972);
– vendita sali e tabacchi (art. 74, comma 1, D.P.R. n. 633/1972);
– commercio dei fiammiferi (art. 74, comma 1, D.P.R. n. 633/1972);
– editoria (art. 74, comma 1, D.P.R. n. 633/1972);
– gestione di servizi di telefonia pubblica (art. 74, comma 1, D.P.R. n. 633/1972);
– rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta (art. 74, comma 1, D.P.R. n. 633/1972);
– intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972(art. 74, comma 6, D.P.R. n. 633/1972);
– agenzie di viaggi e turismo (art. 74-ter D.P.R. n. 633/1972);
– vendite a domicilio (art. 25-bis, comma 6, D.P.R. n. 600/1973);
– rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione (art. 36 D.L. n. 41/1995);
– agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione (art. 40-bis D.L. n. 41/1995);
b) sono non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea, o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, e producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
c) effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati e relative porzioni o di terreni edificabili (di cui all’art. 10, comma 1, n. 8), D.P.R. n. 633/1972), ovvero cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi (di cui all’art. 53, comma 1, D.L. n. 331/1993, convertito con modificazioni dalla legge n. 427/1993);
d) partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o imprese familiari di cui all’art. 5 del TUIR, o che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
Attenzione: L’introduzione del riferimento alle società a responsabilità limitata “non in regime di trasparenza” va letta come causa preclusiva solamente se consente il controllo, anche indiretto, della società e la società opera in realtà economiche riconducibili a quel socio che svolge l’attività in regime forfettario.
La norma appare intesa ad evitare un incentivo indiretto alla trasformazione di rapporti di lavoro dipendente in altre forme contrattuali che godono dell’agevolazione. Si segnala, inoltre, che dalla norma viene espunto il vigente tetto dei 30.000 euro, percepiti da reddito da lavoro dipendente o assimilabile, oltre il quale opera l’esclusione dal regime forfettario.
Attenzione: Il contribuente forfettario può effettuare le seguenti operazioni con l’estero:
– cessioni di beni intracomunitarie;
– acquisti di beni intracomunitari;
– prestazioni di servizi ricevute da soggetti non residenti o rese ai medesimi;
– importazioni, esportazioni ed operazioni ad esse assimilate, fermo restando l’impossibilità di avvalersi della facoltà di acquistare utilizzando il plafond ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. c) e comma 2 del D.L. n. 331/1993 (comma 58, lett. e)).
L’applicazione del regime comporta, altresì, la rettifica dell’IVA già detratta negli anni in cui si è applicato il regime ordinario, ai sensi dell’art. 19-bis2 del D.P.R. n. 633/1972 (comma 61).
Si ricorda che, nel caso di ingresso nel regime, l’IVA relativa a beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati deve essere rettificata in un’unica soluzione, senza attendere il materiale impiego degli stessi, fatta eccezione per i beni ammortizzabili, compresi i beni immateriali, la cui rettifica va eseguita soltanto se non siano ancora trascorsi quattro anni da quello della loro entrata in funzione, ovvero dieci anni dalla data di acquisto o di ultimazione se trattasi di fabbricati o loro porzioni.