Source: https://cobasterni.blogspot.com/2012/08/
Timestamp: 2018-06-18 15:25:23+00:00
Document Index: 143447584

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.1', 'art. 4', 'art. 3', 'art.1', 'art.7', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 9', 'art.73', 'art.7', 'art. 21', 'art. 33', 'art. 33', 'sentenza ']

venerdì 31 agosto 2012 · Posted in 31 AGOSTO, precari scuola, SCADENZA CONTRATTO
Per il ritardo delle operazioni di immissione in ruolo per l’anno scolastico 2012-’13, che si concludono oggi 31 agosto, le nomine a tempo determinato per lo stesso anno (supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche) dalle Graduatorie ad Esaurimento saranno effettuate dal 5 al 7 settembre ed oltre. A cura degli U.S.T. devono ancora uscire i calendari delle convocazioni con i posti disponibili.
Inutile dire che il danno economico per i supplenti fino al termine delle attività didattiche, il cui contratto è scaduto il 30 giugno scorso (anche se si tratta di una settimana o 10 giorni di disoccupazione in più), per personale che tra l’altro sta ancora aspettando la liquidazione delle ferie maturate e non godute, bloccata dal decreto sulla spending-review e che solo ora, grazie anche alle diffide Cobas, probabilmente sarà messa a pagamento, è notevole.
Ma ancora più odioso è il danno per i supplenti annuali, ai quali il contratto scade oggi: infatti – a parte il mancato pagamento di qualche giorno di stipendio, cosa non accettabile, e l’impossibilità di partecipare alle operazioni di inizio d’anno scolastico (collegi docenti ed attività varie) – a costoro viene interrotta la continuità – anche se di pochi giorni – del rapporto di lavoro, nel caso questi fossero in posizione utile in graduatoria per stipulare, anche per l’a.s. 2012-’13, un contratto fino al prossimo 31 agosto.
Esiste da anni un contenzioso, con centinaia di ricorsi al Giudice del Lavoro, sulla trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, per il personale con almeno 36 mesi continuativi di servizio senza soluzione di continuità, ai sensi della Direttiva Europea 99/70, che alla clausola 5 impone che gli Stati membri l’adozione di misure preventive finalizzate “a evitare la reiterazione abusiva dei contratti a termine (ragioni obiettive per la stipulazione, numero dei rinnovi o durata massima dei contratti), oltre che a prevedere, se del caso, quando ricorre una successione di contratti e l'eventuale loro trasformazione a tempo indeterminato”.
Tale principio di diritto rischia di essere condizionato in negativo nel caso di illegittima interruzione del rapporto di continuità della situazione lavorativa del personale scolastico.
In caso di interruzione del contratto di lavoro per più di 5 gg. – dovrà essere prodotta la richiesta di indennità di disoccupazione ordinaria, anche per garantirsi la copertura previdenziale del periodo di disoccupazione; la domanda va presentata entro il 68° giorno dal licenziamento, interruzione del rapporto di lavoro. Si suggerisce di presentarla dal momento contestuale in cui avviene l'interruzione del rapporto di lavoro poiché l'indennità decorre dall'8° giorno dal licenziamento, se la domanda è stata presentata entro i primi 7 giorni e dal 5° giorno successivo alla presentazione della domanda negli altri casi. Ricordando a tal proposito che l'indennità di disoccupazione viene corrisposta ogni mese con uno specifico assegno ed è concessa per un periodo massimo di 8 mesi, che può arrivare a 12 mesi per chi ha compiuto 50 anni, e si deve avere l' anzianità assicurativa di due anni e quella contributiva di un anno (52 contributi settimanali) nel biennio precedente la cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro.
L'importo sarà determinato con la misura normativamente prevista (60% per i primi sei mesi; 50% per i due mesi successivi; 40% per i restanti mesi).
Il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione ordinaria decade nel caso di un nuovo rapporto di lavoro dipendente di oltre 5 giorni e dopo tale rapporto di lavoro dipendente è possibile presentare una nuova domanda oppure nel caso di qualsiasi rapporto di lavoro parasubordinato da denunciare al centro per l'impiego competente in base alla residenza.
giovedì 30 agosto 2012 · Posted in Antifascismo, Bersanate
L’uso dell’accusa di fascismo all’interno della sinistra, e poi del centrosinistra, è vecchio più o meno quanto le camice nere. A lungo, entro modi e linguaggi molto diversi, l’accusa di fascismo è servita per indicare un pericolo esterno (il fascismo, appunto, in molteplici forme) ma anche quello di un forte autoritarismo interno alla sinistra (ed è qui che l’accusa di fascismo è stata scambiata, poi sostituita, con quella di stalinismo). La novità storica, preceduta da significative censure contro singole lotte all’epoca dell’occupazione delle terre in Sicilia, irrompe con il ’77 quando il Pci costruisce l’accusa di “diciannovismo” nei confronti del movimento. E’ la prima volta in cui un movimento di sinistra viene accusato, dal maggior partito della sinistra, di contribuire a generare il fascismo. Accusa, quella di diciannovismo, che non è di poco conto nella cultura antifascista ma, cosa spesso dimenticata, ricavata da un concetto che nasce da un libro di Pietro Nenni (“Il diciannovismo”, uscito nel quarantennale della marcia su Roma). Le tesi di Nenni sono piuttosto chiare: l’ascesa del fascismo è stata favorita dall’estremismo di destra e dal massimalismo di sinistra, e anche da ibridazioni tra questi due estremi, che hanno delegittimato il parlamento, isolato la sinistra riformista, spaccato in due la classe operaia. Nenni scrive all’epoca dell’accordo storico tra Dc e Psi ed è evidente l’uso politico, proprio perchè Nenni aveva anche la stoffa dello storico, di queste concezioni: mentre il Psi va al governo con la Dc, chi lo critica rischia di guardare oggettivamente al massimalismo genere 1919, facendo il gioco delle destre. Un modo, all’epoca elegante, per pararsi a sinistra mentre ci si alleava con la Dc, un partito che pochissimi anni prima, proprio grazie all’intesa con le destre, aveva costituito il governo Tambroni. L’accusa di diciannovismo rivolta dal Pci, all’epoca nell’area di governo della Dc di Andreotti, nei confronti del movimento del’77 non sarà però una polemica politica nascosta sotto le pieghe di significato costruite dalla storiografia. Si tratterà di una accusa, diretta, sul campo contro un’area politica ed una generazione. L’accusa di preparare il fascismo, grazie alla quale il Pci si comportò di conseguenza con una stagione di leggi speciali “a difesa della democrazia”. E che il lessico e i riti di quella stagione siano ancora celebrati oggi dalle istituzioni deve essere oggetto di riflessione.
Il diciannovismo del ’77 marca però uno spartiacque storico: da quel momento in poi l’accusa di fascismo, o di connivenza con le destre pericolose per la democrazia, sarà rivolta in maniera quasi esclusiva verso sinistra. Le polemiche sul rischio di fascismo saranno rivolte contro quei soggetti di sinistra non riconducibili alle strategie della sinistra istituzionale prima o del centrosinistra poi. Non è finita: chi, da quel momento in poi e specie dagli anni ‘80, leggerà la storia in modo diverso da quella del principale partito del centrosinistra sarà accusato di revisionismo. Come per i Nolte o i Faurisson. Verso il resto della società italiana, specie verso destra, dopo la fine del Pci il centrosinistra non sarà così intransigente. Da Luciano Violante che, aprendo la legislatura della bicamerale (quella delle “riforme” da fare con Berlusconi) parlò apertamente e pubblicamente di comprensione delle ragioni ideali dei “ragazzi di Salò” (usando praticamente le stesse espressioni di uno scritto di Giovanni Gentile sulle ragioni dell’adesione al fascismo repubblichino) alla istituzione della festa della memoria sulle foibe (comunque la si veda, tema caro alla destra italiana del dopoguerra) all’azzeramento della memoria delle stragi coloniali italiane in Africa e Dalmazia, alla riduzione ai minimi termini del ruolo dell’antifascismo nella vita pubblica etc.
Per arrivare alla cronaca si capisce perché Bersani accusi di fascismo, e di diciannovismo, Grillo e Di Pietro mentre esponenti nazionali del Pd allegramente presentano (alle feste democratiche) i libri sulla sessualità del Duce (scritto così come fanno a destra). E mentre si tace, al livello politico nazionale che conta, sulla rete di camerati messa in piedi dal sindaco Alemanno per governare Roma, sulle aggressioni che i fascisti (quelli veri) non mancano mai di fare, sulle recenti e gravi commemorazioni pubbliche al generale Graziani (fascista e autore di gravissime stragi, anche con uso massiccio di gas, in Libia e in Abissinia). La spiegazione di tutto questo non è certo difficile: l’accusa di fascismo oggi va spesa solo verso chi si pensa essere qualcuno che ti sottrae i consensi che hai all’interno. Serve quindi per accumulare pressione politica nel processo di costruzione, o di rigenerazione, della propria superiorità morale, delegittimare i propri competitor politici di area, compattare il proprio elettorato ed evitare, ammonendolo implicitamente, che si senta tentato da un nuovo tipo di rappresentanza.
Allo stesso tempo, verso l’esterno, la legittimazione di temi, fatti, argomenti e concetti di destra (sulla naturalizzazione nel Pd del decisionismo, che è una mistica politica della destra, traghettata in “democrazia” anche qui dal Psi ci sarebbe molto da dire) serve non solo per mantenere un livello diplomatico con l’avversario (non più nemico, anzi alleato vista la composizione del governo di oggi) ma anche per attirarne gli elettori. Secondo la logica del partito generalista, il catch-all-party del marketing politico americano (del resto dalle primarie al nome, nel Pd si è importato molto da oltreoceano, in passato anche qualche costoso consulente) per cui per vincere (concetto ripetuto fino all’ossessione dal Pd, rimuovendo il nome di chi nella politica italiana ha costruito la propria fama sull’uso di quel concetto) bisogna saper pescare elettori anche nello schieramento avversario. E se accusi gli elettori di destra di essere fascisti, specie quando lo sono, si sentiranno talmente stigmatizzati e disprezzati da non votarti mai. Perchè hai delimitato nettamente il campo, provando ad emarginare gli altri, mentre, per attirare voti dall’altra parte, devi confondere i confini. Strategia consapevolmente diciannovista quella del Pd, confondere i confini, ma guai ad ammetterlo. Bisogna, appunto, vincere e per questo ci vogliono anche i voti della destra. I cui elettori saranno sempre rappresentati come “moderati”, secondo la strana bussola della politica italiana di oggi in cui gli estremisti pericolosi stanno a sinistra o in chi critica il centrosinistra ma non è di destra. Già perchè in tutto questo antifascismo del Pd, impossibile trovare una campagna, ma neanche una parola, sulle nuove destre quelle vere. Non a caso quindi, al momento della stesura della carta dei valori fondativi del Pd, l’antifascismo non trovò posto. Seguirono polemiche, aggiustamenti, ma il dato parlava, e parla, da solo.
Il Pd è quindi un partito sia “antifascista” che postdemocratico, sia vigile nei confronti del diciannovismo che revisionista e silenzioso, a livello nazionale, rispetto agli eccessi delle destre. Come devono esserlo i cartelli elettorali, che prendono voti sapendo intercettare i flussi di opinione pubblica usando le categorie in quel momento utili per intercettarli. Con una regola aurea tutta italiana: usare la categoria di fascismo all’interno del proprio campo elettorale (centrosinistra, sinistre, elettori in uscita) e mai verso i fascisti. Non è poi nemmeno da trascurare la categoria di “fascista del web” che, per quanto assurda e usata per temperare l’accusa di fascismo a Di Pietro e Grillo, svela quel sottofondo di cultura della fobia della rete ormai preda del gruppo dirigente del Pd. Intendiamoci, dopo i primi entusiasmi dell’epoca della fondazione del partito, i social network si sono rivelati per il Pd un vero e proprio, continuo Vietnam. La rete in Italia si esprime come una critica infinita ad ogni aspetto del Pd, le stesse pagine Facebook del partito democratico servono più come critica che come sostegno. Meglio allora accoppiare il sostantivo “web” all’aggettivo “fascista” nel tentativo di far scattare, con il meccanismo del sospetto, tattiche di controllo dell’elettorato. Dietro Bersani, che parla in tv contro il pericoli di fascismo provenienti dal web, c’è il tentativo di rilegittimare la credibilità uno strumento oggi regressivo della comunicazione politica, la televisione, perchè è l’unico che è in mano al ceto politico istituzionale.
Ma sia il Pd che Di Pietro o Grillo sono i prodotti di una lunga stagione, detta “della fine delle ideologie” (riprendendo, ben oltre il contesto storico che le hanno prodotte, le teorie di Daniel Bell) che i confini tra destra e sinistra li ha smontati quanto possibile. Ma si tratta, al momento, di prodotti diversi. Quello Pd, che si esercita in nome del “non ci sono alternative” cerca di produrre argomenti validi per creare consenso attorno alla più cruda stagione di neoliberismo di questo paese. Quello di Grillo e Di Pietro si esercita parlando a chi è “effetto collaterale” di queste politiche, che ha persino possibilità di diventare maggioritario. Si tratta, ogni modo, di differenti tipi di catch-all-party, destinati a riprodurre stratificazione e verticalizzazione sociale proprio perchè sovrappongono tipi di elettorato socialmente molto diversi tra di loro. Le accuse di “corruzione” o di “populismo”, la prima rivolta da Grillo al Pd la seconda a ruoli di accusa invertiti, sono quindi speculari perché rivolte tra cartelli elettorali generalisti. Che si contendono non solo fasce di elettorato ma anche un metodo: accumulare consenso sovrapponendo strati di società diversi provenienti indifferentemente da destra o da sinistra.
Certo, dall’accusa di diciannovismo rivolta al movimento dal Pci, mentre faceva l’accordo con la Dc di Andreotti, e quella rivolta a Grillo, mentre il Pd ha l’accordo di governo con l’Udc, siamo all’ennesima conferma dell’analisi marxiana che vede la storia accadere come tragedia per ripetersi poi come farsa. Del resto l’accumulazione della politica come spettacolo, con un comico che va contro un segretario di partito che ha fatto da spalla ad un altro comico (un successone su youtube), si riproduce proprio in questi passaggi. Ma non va affatto sottovalutata la concretezza che sta dietro questa continua accumulazione di spettacolo propedeutica alla estrazione di consenso politico. Il Pd cerca la vittoria elettorale per garantire la più pericolosa e letale, persino rispetto alle precedenti, ristrutturazione liberista della società italiana. Al netto della propaganda dove il partito democratico si è smarcato dal linguaggio liberista, per raccogliere consensi in chi ha subito le stesse politiche che il Pd ha votato, si tratta di un disegno criminale che garantirebbe a questo paese di percorrere fino in fondo un decennio perduto che lo stesso Fmi, guardiano del liberismo mondiale, esplicitamente vede per le stesse politiche liberiste in Europa. Bersani quindi non è tanto un fallito, come dice Grillo, ma quel genere di disperato che, per mantenere gli assetti di potere di cui fa parte, è disposto a cacciare un intero paese in un ulteriore decennio di disgrazie già previste e analizzate come tali. Strepitoso che la propaganda Pd chiami tutto questo “senso di responsabilità”. E che diversi residui della sinistra sperino, in qualche modo, di allearsi con questo genere di disperati.
Grillo rappresenta invece la malattia di un sistema politico che, per quello che può accadere, può anche candidarsi ad uccidere il malato. Soprattutto se si tratta di quel genere di malattia che si riproduce velocemente senza che il malato che la ospita possa efficacemente produrre anticorpi, magari grazie ad una cura. Probabilmente, senza aderire a nessuna delle offerte politiche in campo, c’è però da augurarsi che la malattia faccia velocemente, soprattutto in modo virulento, il suo corso. In politica bisogna affrontare un problema alla volta.
Ed oggi la possibilità che il Pd trascini il paese nell’abisso, possibilità concreta dietro la fraseologia banale di un partito senza alcun spessore culturale e umano, è il primo vero problema da affrontare. Di antifascisti come Bersani gli antifascisti reali non solo non sanno che farsene. Ma soprattutto vedono il pericolo nero del fascismo liberista delle procedure, dei protocolli, dei trattati di cui il Pd è spontaneo portatore."
mercoledì 22 agosto 2012 · Posted in pensioni scuola
Come abbiamo riportato, il giudice del lavoro di Venezia (e prima anche di Oristano) ha accolto la richiesta del comitato “Quota 96”, ordinando il pensionamento di circa 50 ricorrenti con decorrenza dal 1 settembre 2012. Che potrebbe succedere ora? L’abbiamo chiesto all’avvocato Domenico Naso che sta patrocinando le cause del comitato.
Tutto ebbe origine, possiamo dire, con la legge Fornero sulle pensioni del novembre scorso, la quale stabilì che i benefici della vecchia legge legati alle quote, età anagrafica più età contributiva, per il pubblico impiego erano validi fino al 31 dicembre 2011, non tenendo conto volutamente, viste le tante interpellanze parlamentari e gli interventi in commissione cultura e bilancio da parte soprattutto delle parlamentari Ghizzoni e Bastico, della specificità della scuola che ha da sempre usufruito di una sola finestra di uscita in coincidenza con la fine dell’anno scolastico. Una legge estremamente punitiva perché sposta improvvisamente di ben 4 anni l’uscita di quel personale della scuola, che stava invece per maturare il diritto proprio al 31 agosto, e che non tiene nemmeno conto che l’insegnamento ha bisogno serenità e certezze, visto i delicati compiti che deve svolgere ogni giorno.
Proprio per la forza di tale normativa sono certo che anche il Tribunale di Roma e quello di Milano quando dovranno affrontare nel merito la questione avranno modo di rivalutare le decisioni assunte in via sommaria e d'urgenza ed orientarsi nella direzione già tracciata dagli altri Tribunali.
D:Può capitare che gli insegnanti di Venezia e di Oristano vadano in pensione e gli altri no? Almeno quelli delle circoscrizioni che hanno avuto esito negativo o attendista e quelli che ancora aspettano?
R: Si è possibile ed è una soluzione che avevamo già preso in considerazione quando è stato avviato il contenzioso presso tutti i tribunali d'Italia. Ma l'aspetto importante non è chi per primo potrà andare in pensione, ma l'affermazione di un diritto che possa consentire a tutti i ricorrenti nel corso del prossimo anno scolastico 2012/2013 di raggiungere lo stesso risultato.
D: Di fronte a queste che più comunemente chiamiamo “sentenze”, non dovrebbe la politica prenderne atto e lasciare al personale della scuola che matura i diritti al 31 agosto la libertà di uscire dal lavoro.
R:Francamente, è una domanda alla quale non sono in grado di dare una risposta, posso dire che una proposta di modifica è stata più volte discussa in Parlamento, ma la volontà politica del Parlamento si è arresa innanzi alla indisponibilità del Governo nel trovare la necessaria copertura finanziaria.
di Pasquale Almirante La Tecnica della Scuola, 21.8.2012
venerdì 17 agosto 2012 · Posted in guida immissioni ruolo, precari scuola
Il Ministero ha emanato il decreto n. 74/2012 e la circolare n. 6103 del 10 agosto 2012 sulle nomine in ruolo per l'a.s. 2012/13. Le nomine vanno conferite per il 50% dalle graduatorie di merito del concorso ordinario e per il 50% dalle graduatorie ad esaurimento. Analizziamo in modo analitico i contenuti, ricordando che le operazioni avranno inizio dopo giorno 20 agosto ed entro il 31. Il 1° settembre 2012 scatta la decorrenza giuridica ed economica del contratto.Quante assunzioni saranno realizzate? Il contingente è stato fissato in 21.112 unità di personale docente ed educativo (corrispondente esattamente al numero delle cessazioni). Il Ministero ha poi distribito questo numero tra le classi di concorso, posti di insegnamento risultate vacanti in ogni provincia. Il numero indicato nelle tabelle è il numero massimo di assunzioni che l'Ufficio preposto può realizzare.Quando si svolgeranno le operazioni di nomina?Il Ministero ha comunicato che le operazioni avranno avvio dopo il 20 agosto. Per l'a.s. 212/13 il Ministero affianca alle modalità tradizionali di convocazione (telegramma per il concorso ordinario, avviso sui siti degli Uffici Scolastici Provinciali) la possibilità di essere convocati tramite PEC. L'utilizzo della Posta Elettronica Certificata (PEC), per quanto auspicato nell'ottica del progetto di informatizzazione in atto del rapporto tra P.A e cittadino, non può considerarsi esclusivo. Pertanto verificate che la PEC funzioni, altrimenti riceverete la convocazione tradizionaleLe note del Ministero Nota Prot. n. AOODGPER 5838 del 31/7/2012 Nota 5909 del 2 agosto 2012 N. B. Si procederà alle nuove assunzioni solo dopo aver concluso tutte le operazioni di utilizzazione e di assegnazione provvisoria previste dalla normativa vigente.Il Ministero quest'anno ha dato delle indicazioni ben preciseLe operazioni di nomina dovranno essere effettuate al netto dei posti accantonati sul contingente dell"a.s. 2010/2011, da ricoprirsi a seguito dello scioglimento delle vertenze relative ai docenti inseriti " a pettine" nelle graduatorie ad esaurimento a seguito di provvedimenti giudiziari.Graduatoria esauritaSe il posto non può essere assegnatoin assenza della graduatoria per esaurimento della graduatoria interessata perchè il posto in organico di diritto è venuto meno nell'adeguamento all'organico di fatto per effetto dell'utilizzazione di personale docente in esubero l'eccedenza deve essere destinata ad altra graduatoriaCome viene compiuta la scelta?Il posto dovrà essere destinato, se possibile, nello stesso ordine e grado di istruzione, compreso il sostegno.Si terrà conto delle esigenze accertate in sede locale, con particolare riguardo agli insegnamenti per i quali da tempo esista la disponibilità del posto e agli insegnamenti per i quali non sia stata prevista l'attribuzione di contingenti, ma che diano garanzia di assorbimento nell'organico.Per i posti di sostegno, in caso di mancanza di candidati le eccedenze vanno assegnate al sostegno di altra area o di altro ordine o grado di scuola, prima di destinarle ad incrementare posti comuni.Come si assegnano i posti del contingenteInnanzitutto bisogna vedere se ci sono recuperi da effettuare rispetto alla precedente tornata di immissioni in ruolo poi procedere alla suddivisione al 50% tra le due graduatorie (GM e GaE) qualora il numero risulti dispari l'unità eccedente viene assegnata alla graduatoria penalizzata nella precedente tornata di nomine. Le riserveLa quota di riserva da calcolare sulla dotazione di 10.000 unità di personale riferita all'a.s. 2010/11 va correttamente imputata e calcolata in base al nuovo totale complessivo delle assunzioni riferibile al medesimo anno scolastico.Circa le assunzioni a favore del personale avente titolo alla riserva di posti iscritto nelle graduatorie ad esaurimento, si richiamano le sentenze della Corte di Cassazione, sezioni unite, n. 4110 del 22/02/2007 e sezione Lavoro, n.19030 dell'11 settembre 2007, secondo cui la graduatoria ad esaurimento deve essere considerata, ai fini della copertura dei posti riservati ai sensi della legge 68/99, come graduatoria unica.Si richiama, inoltre, l'attenzione delle SS.LL. sull'obbligo di applicare alle assunzioni del personale scolastico, la normativa di cui all'art. 3, comma 123, della legge 244/07 che assimila, ai fini del collocamento obbligatorio, gli orfani o, in alternativa, il coniuge superstite, di coloro che siano morti per fatto di lavoro, ovvero siano deceduti a causa dell'aggravarsi delle mutilazioni o infermità che hanno dato luogo a trattamento di rendita da infortunio sul lavoro, alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata di cui all'art.1, comma 2, della legge 407/98.Assunzioni su posto di sostegnoAvvengono sempre al 50% tra le due graduatorie (ricordiamo che per le Graduatorie di merito ogni anno vengono ricostituiti gli elenchi aggiuntivi, comprendenti coloro che avevano svolto il concorso e solo successivamente hanno acquisito la specializzazione per il sostegno) Saranno utilizzati i rispettivi elenchi. Per la scuola secondaria di II grado, tali elenchi includono i docenti inseriti nelle graduatorie concorsuali, relative alle classi di concorso rientranti nelle singole aree disciplinari, di cui all'art. 4 del D.M. 26 aprile 1993 n. 132, secondo i punteggi e le precedenze delle graduatorie di origine.Nella scuola secondaria di I grado tutte le classi di concorso sono inserite in un'unica area disciplinare.Il personale in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito nei corsi speciali riservati di cui all'art. 3 del D.M. 21/05, nonché il personale di cui all'art.1, comma 2, lettere a), b) e c) dello stesso D.M. (docenti in possesso del titolo di specializzazione per il sostegno, che sono stati ammessi ai corsi in quanto hanno prestato 360 gg. di servizio sul sostegno) è obbligato a stipulare, ai sensi dell'art.7, comma 9, del D.M.21/05, contratto a tempo indeterminato e determinato con priorità su posto di sostegno.Completate le nomine dagli elenchi, per la graduatoria del concorso si passa allo scorrimento degli elenchi aggiuntivi.L'accettazione o la rinuncia nell'ambito del medesimo anno scolastico di una proposta di assunzione a tempo indeterminato su posto di sostegno consentono di accettare nello stesso anno scolastico e nella stessa provincia successiva proposta per altri insegnamenti di posto comune sulla base della medesima o altra graduatoria, salvo per i candidati vincolati alla nomina prioritaria su posto di sostegno.Per il personale docente destinatario di nomina su posto di sostegno relativo a qualsiasi ordine e grado di scuola permane l'obbligo di permanenza quinquennale su tale tipologia di posto.Le assunzioni sui posti di sostegno saranno disposte sotto condizione di accertamento della regolarità formale e sostanziale del titolo di specializzazione.Nel caso di nomine su posti di sostegno da effettuare nella scuola secondaria sulla base di elenchi in cui confluiscano più classi di concorso, e per cui debbano essere utilizzate graduatorie di merito di concorsi precedenti - su base provinciale - e graduatorie di merito di concorsi banditi nel 1999 - su base regionale - considerata la disomogeneità delle graduatorie e la complessità dei relativi adempimenti, si ritiene di procedere con la formulazione di un unico elenco graduato compilato a cura dei Direttori Regionali, in cui siano collocati, nel rispetto del punteggio conseguito nel concorso, tutti i candidati dei concorsi ordinari banditi nell'anno 1990 (e non reiterati nell'anno 1999) e tutti i candidati dei concorsi ordinari indetti nell'anno 1999 che abbiano conseguito il titolo di specializzazione entro il termine di scadenza di presentazione della domanda di partecipazione ai concorsi indetti con DD.MM. 31.3.1999 e 1.4.1999, fermo restando che i candidati dei concorsi ordinari banditi nell'anno 1990 possono aspirare solo ai posti e alle cattedre della provincia nella cui graduatoria sono inseriti.Gli elenchi aggiuntivi saranno utilizzati dopo l'assunzione degli aspiranti di questa graduatoria unica (ma che è esaurita in quasi tutta Italia, infatti le nomine dagli elenchi aggiuntivi di sostegno sono sempre numerose).Le assunzioni sui posti di sostegno saranno disposte sotto condizione di accertamento della regolarità formale e sostanziale del titolo di specializzazione.Personale educativoAnche per l'assunzione a tempo indeterminato del personale educativo tutte le nomine dovranno essere effettuate ripartendo al 50% la graduatoria del concorso ordinario e la graduatoria ad esaurimento. Si procede alle nomine nei convitti ed educandati secondo le prescrizioni di cui all'art. 4 ter, comma 3, della legge 333 del 20 agosto 2001.Strumento musicale nella scuola media (classe 77/A)Dopo aver assicurato le assunzioni in relazione alle effettive disponibilità a tutti i docenti presenti in seconda fascia ( ex prima fascia), le eventuali residue disponibilità sono ripartite tra i docenti inseriti in terza fascia(ex seconda fascia).Nomine in ruolo in surroga Assunzioni in ruolo effettuate entro il 31 agosto possono non andare a buon fine (il docente non accetta la proposta), pertanto sarà necessario proporre nuovamente la cattedra. Dopo il 31 agosto i contratti a tempo indeterminato avranno la decorrenza giuridica dall'a.s. 2012/2013 ed assunzione in servizio dall'anno scolastico successivo.Cosa comporta accettare o rinunciare alla proposta?L'accettazione o la rinuncia nell'ambito del medesimo anno scolastico di una proposta di assunzione a tempo indeterminato su posto di sostegno consentono di accettare nello stesso anno scolastico e nella stessa provincia successiva proposta per altri insegnamenti di posto comune sulla base della medesima o altra graduatoria, salvo quanto previsto dal precedente punto A.9 e dal successivo A.16, 2° cpv., per i candidati vincolati alla nomina prioritaria su posto di sostegno.L'accettazione di una proposta di assunzione a tempo indeterminato in una provincia consente, nello stesso anno scolastico, di accettare un'eventuale altra proposta a tempo indeterminato per altra classe di concorso, posto o per una diversa tipologia di posto (posto comune/sostegno) nella medesima provincia ovvero nell'altra provincia per coloro che hanno titolo ad essere inclusi in due province. I candidati vincolati alla nomina prioritaria su posto di sostegno, non possono esercitare la successiva opzione dell'accettazione della nomina su posto comune, per insegnamenti collegati ad abilitazioni conseguite ex D.M. 21/05.DocumentazioneSi ricorda l'obbligo che, entro tre giorni dalla stipula del contratto a tempo indeterminato, devono essere attivate, da parte dell'Ufficio Scolastico Territoriale competente, tutte le necessarie operazioni relative al controllo della regolarità dell'attuale punteggio di graduatoria nel rispetto di quanto previsto dall'art. 15 della legge n. 183/2011, in materia di autocertificazioni.Trasferimento, utilizzazione e assegnazione provvisoria in altra provinciaSecondo le disposizioni di cui all'art. 9 comma 21 del D.L. n. 70/2011, convertito in Legge 12/07/2011 n. 106, i docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l'assegnazione provvisoria o l'utilizzazione in altra provincia, dopo cinque anni di effettivo servizio nella provincia di titolarità.Vincolo su sostegnoPer il personale docente destinatario di nomina su posto di sostegno relativo a qualsiasi ordine e grado di scuola permane l'obbligo di permanenza quinquennale su tale tipologia di posto.Part time per i docenti neo immessi in ruoloE' possibile stipulare, avendone i requisiti e le condizioni, contratti in regime di part-time, secondo quanto previsto dall'art.73 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008.Assunzioni in scuole speciali per minorati della vista e dell'udito e didattica MontessoriSul contingente di posti destinati alle assunzioni in ruolo nelle scuole speciali per minorati della vista e dell'udito può essere nominato solo il personale inserito nelle corrispondenti graduatorie ad esaurimento, che dovrà permanere per almeno cinque anni su tale tipologia di posto (art.7, del D.M. 42 dell'8aprile 2009).Nelle sezioni di scuola dell'infanzia o nelle classi di scuola primaria che attuano la didattica differenziata Montessori, può essere nominato solo il personale in possesso del titolo di specializzazione nella specifica metodologia didattica, conseguito presso l'Opera Nazionale Montessori.Assunzione per lingua inglese scuola primariaAll'atto della individuazione e della accettazione della nomina i docenti immessi in ruolo nella scuola primaria dovranno rilasciare apposita dichiarazione in merito al possesso dei requisiti per l'insegnamento della lingua inglese. Nell'ipotesi di dichiarazione negativa, al candidato viene notificato, contestualmente, l'obbligo di partecipazione al primo corso utile di formazione per l'insegnamento della lingua inglese. Quanto sopra dedeve essere notificato anche al dirigente scolastico che amministrerà il docente per l'a.s. 2012/2013.Scelta della sedeLa scelta della sede provvisoria a livello provinciale è assegnata prioritariamente al personale che si trova nelle condizioni previste, nell'ordine, dall'art. 21 e dall'art. 33, commi 5, 6 e 7 della legge 104/92.La precedenza viene riconosciuta alle condizioni previste dal vigente contratto nazionale integrativo sulla mobilità del personale di ruolo.La priorità nella scelta della sede, per chi beneficia del citato art. 33, è limitata alla sola provincia ove risiede il congiunto da assistere.I docenti assunti nell'a.s. 2012/13 sceglieranno una sede provvisoria, scegliendo tutte quelle a tal fine disponibili sino alla conclusione del medesimo anno scolastico.La sede definitiva verrà attribuita secondo i criteri e le modalità da determinare con il contratto sulla mobilità relativo all'anno scolastico 2013/2014.
da Orizzonte scuola, 16.8.2012
AUTORIZZATE 21.112 ASSUNZIONI IN RUOLO SOLO DEL PERSONALE DOCENTE, PARI AL NUMERO DEI PENSIONATI, E NESSUNA PER IL PERSONALE ATAL’IMBROGLIO DELLE ASSUNZIONI CHE….. COPRONO APPENA IL TURN OVER
Considerato che per l’anno scolastico 2012/2013 il numero delle cessazioni è risultato per il personale docente ed educativo pari a n. 21.112 unità, il Governo ha autorizzato un numero pari di immissioni in ruolo. In diverse regioni però, soprattutto al sud dove vi sono consistenti esuberi dovuti non solo all’andamento demografico, ma anche ai tagli della cosiddetta riforma Gelmini (che alle superiori è arrivata al terzo anno di corso), le immissioni in ruolo saranno pari alla metà (o poco più) delle cessazioni dal servizio. I criteri di nomina per i docenti rimangono quelli già utilizzati in precedenza: il 50% delle assunzioni avverrà da Graduatorie di merito dei concorsi ordinari, banditi addirittura nel 1999, il rimanente 50% dalle graduatorie ad esaurimento. Per il personale Assistente Tecnico ed Amministrativo non è stato autorizzato per il momento alcun posto, anche perché l’Amministrazione, nonostante la dura resistenza del personale docente inidoneo, intenderebbe far transitare appunto nei posti vacanti del personale ATA i docenti che si sono ammalati e che in questi anni sono stati utilizzati ad altri compiti nelle scuole (biblioteche, etc). Intanto c’è da dire, ma nessuno finora l’ha detto, che, ai sensi del Contratto separato e in deroga al Contratto Nazionale, firmato da Cisl-Uil, Snals e Gilda il 19 luglio del 2011, anche per questa tornata è previsto per i neoassunti il congelamento della ricostruzione di carriera: il primo gradone di carriera (fascia 0-2) per i neoassunti non c’è più, in pratica i neoassunti manterranno fino al nono anno di servizio lo stipendio da precari. Nella scuola, la percentuale del personale con contratti a tempo determinato è altissima. Circa un sesto dei Docenti e quasi la metà degli ATA - per circa 220.000 unità - sono precari. Questo sia per avere una quota di personale da poter facilmente lasciare a casa quando si attuano tagli straordinari alla stregua della cosiddetta riforma Gelmini, sia per una questione di risparmio. E’ per questo motivo che moltissimi sono i posti che vengono mantenuti ad arte in organico di fatto sui quali occupare supplenti fino al 30 giugno, evitando di trasformarli in organico di diritto, sui quali, previa autorizzazione interministeriale, sono possibili le immissioni in ruolo. Mediamente il personale precario percepisce - per svolgere la stessa prestazione lavorativa - in un anno - circa 9.000 € lordi in meno del personale a tempo indeterminato (con la recente “spending review”, tra l’altro, ai precari si vogliono scippare persino i soldi delle ferie maturate e non godute in spregio, non solo al Contratto di Lavoro Collettivo, ma persino alla Costituzione). Questo per lo stipendio estivo che i supplenti fino al termine dell’attività didattica non percepiscono e per la progressione di carriera (gli scatti di anzianità) di cui precari, anche se hanno lustri e lustri di servizio, non godono. E’ per questo motivo che l’Amministrazione effettua le immissioni in ruolo con il contagocce, non garantendo neppure, o garantendo appena, il normale turn-over con le cessazioni dal servizio di coloro che vanno in pensione. Si tratta di una questione di sfruttamento: poter sottopagare una quota consistente di personale per svolgere la stessa attività professionale, anche a costo di precarizzare il servizio scolastico e non garantire la continuità didattica agli studenti. Basti pensare che nell’anno scolastico 2011-2012, appena trascorso, nonostante fosse l’ultimo del piano straordinario triennale di tagli della Gelmini (143.000 posti di docenti e ata in meno), il MIUR ha stipulato, solo per il personale docente, oltre 120 mila contratti di supplenza di lunga durata: 38 mila per il sostegno, gli altri su cattedre ordinarie, di cui 71 mila fino al 30 giugno. Ed altrettanti, se non di più, visto l’aumento degli studenti soprattutto nelle regioni del Nord, saranno stipulati per l’a.s. 2012-2013. Se pensiamo ai 1991 posti per il sostegno ai disabili autorizzati per le immissioni in ruolo, a fronte dei circa 38.000 posti di sostegno che l’anno scorso sono stati occupati con una supplenza fino al termine delle attività didattiche, risulta chiara l’assoluta esiguità dei numeri delle prossime assunzioni. Senza contare che il DM n. 74 del 10 agosto 2012, che disciplina le nuove assunzioni, dice esplicitamente che, prima di assegnare i posti, si tratta di verificare la possibilità di coprirli con personale in esubero di altre discipline, anche se non abilitato per quel posto d’insegnamento, quindi il numero dei posti potrà persino essere inferiore a quello autorizzato. Insomma non c’è molto da festeggiare per le 21.112 assunzioni di docenti, a parte naturalmente per chi entrerà in ruolo dal prossimo settembre, spesso dopo 10-15 o anche venti anni di precariato ed umiliazioni. E’ per questo che si tratta, nella scuola ma non solo, di aprire una nuova stagione di conflittualità che faccia pagare la crisi a chi l’ha provocata e non ai lavoratori, agli studenti, ai precari e ai pensionati, rivendicando nello specifico:- LA FINE DELLA PRECARIETA’, CON LE ASSUNZIONI SU TUTTI I POSTI DISPONIBILI, NON SOLO QUELLI DI ORGANICO DI DIRITTO, MA ANCHE QUELLI CHE SI OSTINANO A MANTENERE IN ORGANICO DI FATTO;- IL RITIRO DEI TAGLI;- LA PARITA’ DI TRATTAMENTO TRA PERSONALE A TEMPO DETERMINATO ED INDETERMINATO, come già i Tribunali del Lavoro di tutta Italia stanno sancendo, emettendo sentenze favorevoli ai precari che sono ricorsi per il diritto appunto a percepire gli scatti di anzianità anche nel periodo pre-ruolo.Solo la parità di trattamento - e quindi l’abolizione dello sfruttamento di precarie e precari - potrà in futuro, abolendo la convenienza per lo Stato di mantenere la precarietà stessa, risolvere i problemi del precariato della scuola.
Effetto Domino. Riva finanziava Bersani. Vendola inchiodato all'Ilva. E la Fiom dove va?
E' proprio vero, follow the money, segui la pista del denaro e tutto si chiarirà.
LE FESTIVITA' hanno portato, sulla vicenda Ilva, la notizia, divulgata dal Fatto, del finanziamento diretto dell'industriale Riva a Pierluigi Bersani. Si, proprio l'attuale segretario del Pd, che nel periodo in cui riceveva il finanziamento di 98.000 euro (2006-7) era ministro dello sviluppo economico. Cifre e rendicontazioni ufficiali, niente di oscuro o di non certificabile. Solo che se nel 2007 il finanziamento diretto di Riva a Bersani poteva passare inosservato oggi è qualcosa che si nota come un grattacielo in un giardino.
C'è un ultimo aspetto da non trascurare: Vendola è ufficialmente sotto inchiesta della magistratura pugliese per favoreggiamento in un concorso. Vicenda che, sul piano dell'immagine nazionale, può pesare specie se continua. Un presidente della regione in questa condizione cosa è? Un soggetto oggettivamente condizionato dalla magistratura o uno che cerca di sfruttare l'occasione Ilva per condizionarla? Ecco i danni dei partiti-personaggio, dove un uomo solo deve rimanere in piedi e fare tutto sennò crolla il partito perchè rimane privo di immagine. Evidentemente il berlusconimo ha tracimato ben oltre l'argine originario
Intanto una intercettazione telefonica tra membri della famiglia Riva riporta questa frase, a commento delle richieste ufficiali di dati su quello che accadeva all'Ilva "vendiamogli fumo, diciamo che va tutto bene". Ecco il profilo sociologico dei finanziatori dell'ex ministro Bersani oggi segretario del Pd. L'indispensabile alleato di Vendola, ci mancherebbe.
La vicenda Ilva ci mostra anche come si siano trasformati i partiti: in cartelli elettorali dove rimane il rapporto diretto, finanziario con la grande industria mentre quello con le popolazioni è completamente sganciato. Si comprende come l'esito di avvicinamento al modello Usa sia ormai compiuto: grandi sponsor verso un partito e, per prendere voti, campagne spettacolo. Rispetto agli Usa mancano però le grandi autorità, ad esempio a protezione dell'ambiente come l'Epa. Se l'Italia costruisce i propri profitti grazie al differenziale di sicurezza si può star sicuri che queste autorità, se ci saranno, saranno solo una concessione simbolica o clientelare. Da considerare però l'effetto domino. Un partito, il PD, è legato materialmente ad una industria (il finanziamento esplicito ha un valore politico niente affatto da trascurare, esprime l'esistenza di una sponsorizzazione) i partiti alleati e sindacati di area devono tener quindi conto non degli interessi della popolazione (in questo caso, non morire) ma dei legami concreti di interesse che ha il partito più grande. Un insegnamento per le future vertenze e per il dopo 2013 se Pd e Sel governeranno con l'Udc? Una cosa è certa: se lo scenario politico rimane questo la soluzione Ilva verrà trovata al ribasso mentre lo schema di risoluzione delle emergenze sarà sempre simile a questo emerso con Taranto. Un effetto domino con risultati pessimi se non letali per la società italiana.
· Posted in insegnamento religione cattolica, privilegi, sentenza corte appello PG
UAAR , unione atei agnostici e razionalisti
Ancora sulla lettera dei docenti cattolici milanesi
mercoledì 15 agosto 2012 · Posted in lotta di classe, taranto
venerdì 10 agosto 2012 · Posted in beffa, lettera, profumo, risposta
E' appena arrivata questa email del ministro Profumo, un primo sintetico commento potrebbe essere: oltre al danno anche le beffe.
Nonostante la canicola agostana si impone però qualche commento in più della sgradita email grondante di retorica gratuita e melensa, con vari richiami a quella comunità (educativa) che il DDL 953 (la legge Aprea) appena calendarizzato dalla VII commissione della Camera vorrebbe disarticolare.
I riferimenti culturali e gli accadimenti nel mondo della scuola cui il ministro Profumo fa riferimento sono due:
· il 150° anniversario dell’unità (e ti pareva...gli ultimi fuochi d'artificio da spendere per questo evento/bufala, patriottardo e vuoto che comunque riguardava il primo trimestre dell’a.s.)
· l'attentato alla scuola di Brindisi, che prima è stato usato strumentalmente per unire a coorte (dell'obbligatorietà della studio di quel tristo motivetto dell'inno di Mameli andrebbe fatto un discorso a parte) la scuola col nemico interno della criminalità organizzata, poi, una volta derubricata la cosa ad attentato-Ikea (bomba fatta in casa) continua ad essere usato in maniera cinica ma si sa è sempre utile pescare nel torbido della lacrima facile per le giovini vite spezzate (e molto di tendenza e giovanilistico è il chiamare la vittima per nome...)
I richiami all’ammodernamento del sistema scolastico ed universitario sono diversi e non si capisce di cosa si parli, ma l’appello alle “risorse interiori”, alla “generosa disponibilità” e ai “grandi slanci” non costano nulla e stendono un velo pietoso ai tagli alle risorse ed al personale che continuano la macelleria sociale della Gelmini.
Ancora più triste la lista della spesa finale, se dobbiamo fare il bilancio di questo anno scolastico (il tutto, ancora una volta a costo zero…):
· Il ministro parla vagamente della modernizzazione della maturità (che da anni è esame di Stato, sarebbe il caso di avvisarlo..) e non si riesce a capire quale orgoglio di essere italiani si sia generato in centinaia di migliaia di persone (sic) per il fatto che i plichi sono stati inviati (con qualche casino, ma tant’è..) online
· Profumo passa poi al programma “temerario” per la ripresa autunnale ma non si capisce a cosa si riferisca. Sembra più che altro una minaccia, visto che il resto si compone di parole in libertà costruite intorno al concetto-feticcio di dematerializzazione. Quelli che si dematerializzano da anni sono le decine di migliaia di cattedre per i precari e i posti di lavoro per gli ATA. Invece il ministro fa riferimento all’ aggiornamento del sito Universitaly (o yeah) e di quello della scuola, “arricchito di nuove informazioni”. Punto.
Poi in un contesto così pesante di crisi economica, occupazionale, di tagli e disoccupazione giovanile in aumento esponenziale arriviamo al ridicolo: “Saranno anche disponibili dati sul mercato del lavoro ed in particolare sulla domanda della aziende in modo da collegare meglio formazione e lavoro”.
Un accenno all’unico ambiente che verrà tutelato: quello virtuale, che ancora è a costo zero (o quasi). Non gli ambienti/edifici scolastici ridotti in condizioni semplicemente pietose (nonché criminalmente pericolose come vediamo dalle indagini sul territorio nazionale e come ci ha ricordato il terremoto in Emilia o la tragedia di San Giuliano). Molto meglio parlare di “nuvola scolastica” (strano non abbia usato cloud, che fa più figo), così vicina al polverone retorico da due soldi costituito dalla missiva ministeriale.
Conclude con il ripetuto richiamo ad un nuovo concorso per i docenti: sono mesi che lo ripete senza che nulla si veda all’orizzonte, parlare di “programmare molto presto un concorso per insegnanti” non costa un eurocent e fa sperare tanti, non sicuramente quei precari storici che da anni mandano avanti la scuola e avrebbero voluto qualcosa in più delle assunzioni appena realizzate, sempre inferiori ai pensionamenti. Per non dire nulla degli ATA che non hanno avuto neppure questa “concessione” (il lavoro, come ci ha spiegato la Fornero non è più un diritto).
Vorremmo domandare -visto che i tagli alle cattedre continuano in sintonia con la “riforma “ Gelmini- cosa pensa di fare il ministro con i precari storici, ormai su con gli anni. Oppure ancora peggio con quella categoria da rottamare (per lorsignori) dei docenti inidonei, in lotta da settimane per la loro dignità ed i loro diritti.
Di questo neanche una parola, il richiamo finale, dovuto forse ad un colpo di sole è di unirsi tutti per l’ammodernamento, per primeggiare in Europa e nel mondo. Senza una parola ad investimenti o assunzioni, come è accaduto nella vicina Francia, ma solo appellandosi all’unità, della serie volere è potere.
Noi vorremmo capire il rapporto c’è tra queste parole e la realtà, per esempio la“fuga dei cervelli”, degli universitari, dei ricercatori che non trovano né le risorse, né le condizioni, né gli investimenti per poter non tanto primeggiare nel mondo ma più semplicemente fare ricerca o sopravvivere.
Avremmo preferito un decoroso silenzio a questa valanga di stronzate, ma come insegna il Preside Monti, oltre che massacrare le pensioni, i diritti dei lavoratori, l’articolo 18 continuando con i tagli lineari (chiamandoli però spending rewiew), la precarizzazione del mercato del lavoro e delle vite bisogna fare la lezioncina. L’Europa ce lo chiede. Come dicevamo all’inizio: oltre il danno, anche le beffe.
Da: "noreply@istruzione.it"
A: comunicazioni.docenti@istruzione.it
Inviato: Venerdì 10 Agosto 2012 15:25
Oggetto: Buone vacanze dal Ministro dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca, Francesco Profumo