Source: http://www.ilmutamento.it/approfondimenti/contenuto/a/14/t/la-nuova-legge-sulle-associazioni-professionali
Timestamp: 2018-12-19 04:29:35+00:00
Document Index: 145679106

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 2229', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 1', 'art.\n3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 81', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 27']

﻿ La nuova legge sulle Associazioni Professionali - Il Mutamento
Pubblichiamo un estratto della lettera aperta sul tema, del dr Rolando Ciofi del MOPI (Movimento Psicologi Indipendenti).
"Il 19 dicembre 2012 è stato un giorno importante per il mondo delle professioni nel nostro paese.
L'impegno del Colap egregiamente presieduto da Giuseppe Lupoi, che ringrazio per il suo preciso e costante lavoro, ha finalmente prodotto le condizioni per un radicale impulso al mondo professionale tutto, quello delle professioni non regolamentate certo, ma anche quello delle professioni ordinistiche che da oggi non saranno più le stesse.
Nel mondo della psicologia professionale si apre una nuova era. Piaccia o non piaccia esiste ora una "famiglia delle professioni di ambito psicologico" che affianca le tradizionali professioni di ambito psicologico, in primis quella di psicologo ma anche la psicoterapia medica e psicologica e la
Le nuove professioni nel nostro ambito (mediazione, counseling, coaching, musicoterapia,psicopedagogia, etc.) si affiancheranno alle tradizionali, psicologia, psicoterapia, psichiatria, e tutte insieme offriranno all'utenza una moltitudine di possibili prestazioni sempre più articolate e
specificamente rispondenti alla domanda dei cittadini.
...è venuto il momento di allacciare rapporti ufficiali e stringere sinergie con il mondo delle professioni non regolamentate a noi affini. I settori di collaborazione possibile sono molti ed ancora (anche se ancora per poco) tali professioni necessitano della collaborazione con gli psicologi, in vari settori sia culturali che politico professionali.
Sarebbe davvero una sciocchezza non cogliere questa opportunità e proseguire sulla strada delle sterili polemiche, oggi non più plausibili neppure sul piano ordinamentale."
1. La presente legge, in attuazione dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione e nel rispetto dei principi
dell'Unione europea in materia di concorrenza e di liberta' di circolazione, disciplina le professioni non
2. Ai fini della presente legge, per «professione non organizzata in ordini o collegi», di seguito denominata
«professione», si intende l'attivita' economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a
favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il
concorso di questo, con esclusione delle attivita' riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi
dell'art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attivita' e dei mestieri artigianali,
commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.
3. Chiunque svolga una delle professioni di cui al comma 2 contraddistingue la propria attivita', in ogni
documento e rapporto scritto con il cliente, con l'espresso riferimento, quanto alla disciplina applicabile, agli
estremi della presente legge. L'inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti
e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6
settembre 2005, n. 206, ed e' sanzionato ai sensi del medesimo codice.
4. L'esercizio della professione e' libero e fondato sull'autonomia, sulle competenze e sull'indipendenza di
giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell'affidamento del pubblico e della
clientela, della correttezza, dell'ampliamento e della specializzazione dell'offerta dei servizi, della
responsabilita' del professionista.
5. La professione e' esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma
del lavoro dipendente.
1. Coloro che esercitano la professione di cui all'art. 1, comma 2, possono costituire associazioni a carattere
professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza
esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole
deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.
2. Gli statuti e le clausole associative delle associazioni professionali garantiscono la trasparenza delle
attivita' e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati, l'osservanza dei principi
deontologici, nonche' una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all'effettivo raggiungimento
delle finalita' dell'associazione.
3. Le associazioni professionali promuovono, anche attraverso specifiche iniziative, la formazione
permanente dei propri iscritti, adottano un codice di condotta ai sensi dell'art. 27-bis del codice del consumo,
di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, vigilano sulla condotta professionale degli associati e
stabiliscono le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del medesimo codice.
4. Le associazioni promuovono forme di garanzia a tutela dell'utente, tra cui l'attivazione di uno sportello di
riferimento per il cittadino consumatore, presso il quale i committenti delle prestazioni professionali possano
rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti, ai sensi dell'art. 27-ter del codice del consumo,
di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, nonche' ottenere informazioni relative all'attivita'
professionale in generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti.
5. Alle associazioni sono vietati l'adozione e l'uso di denominazioni professionali relative a professioni
6. Ai professionisti di cui all'art. 1, comma 2, anche se iscritti alle associazioni di cui al presente articolo, non
e' consentito l'esercizio delle attivita' professionali riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti,
salvo il caso in cui dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l'iscrizione al relativo albo
7. L'elenco delle associazioni professionali di cui al presente articolo e delle forme aggregative di cui all'art.
3 che dichiarano, con assunzione di responsabilita' dei rispettivi rappresentanti legali, di essere in possesso
dei requisiti ivi previsti e di rispettare, per quanto applicabili, le prescrizioni di cui agli articoli 5, 6 e 7 e'
pubblicato dal Ministero dello sviluppo economico nel proprio sito internet, unitamente agli elementi
concernenti le notizie comunicate al medesimo Ministero ai sensi dell'art. 4, comma 1, della presente legge.
1. Le associazioni professionali di cui all'art. 2, mantenendo la propria autonomia, possono riunirsi in forme
aggregative da esse costituite come associazioni di natura privatistica.
2. Le forme aggregative rappresentano le associazioni aderenti e agiscono in piena indipendenza e
3. Le forme aggregative hanno funzioni di promozione e qualificazione delle attivita' professionali che
rappresentano, nonche' di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse connesse e di
rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi politiche e istituzionali. Su mandato delle singole
associazioni, esse possono controllare l'operato delle medesime associazioni, ai fini della verifica del rispetto
e della congruita' degli standard professionali e qualitativi dell'esercizio dell'attivita' e dei codici di condotta
1. Le associazioni professionali di cui all'art. 2 e le forme aggregative delle associazioni di cui all'art. 3
pubblicano nel proprio sito web gli elementi informativi che presentano utilita' per il consumatore, secondo
criteri di trasparenza, correttezza, veridicita'. Nei casi in cui autorizzano i propri associati ad utilizzare il
riferimento all'iscrizione all'associazione quale marchio o attestato di qualita' e di qualificazione
professionale dei propri servizi, anche ai sensi degli articoli 7 e 8 della presente legge, osservano anche le
prescrizioni di cui all'art. 81 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
2. Il rappresentante legale dell'associazione professionale o della forma aggregativa garantisce la correttezza
delle informazioni fornite nel sito web.
3. Le singole associazioni professionali possono promuovere la costituzione di comitati di indirizzo e
sorveglianza sui criteri di valutazione e rilascio dei sistemi di qualificazione e competenza professionali. Ai
suddetti comitati partecipano, previo accordo tra le parti, le associazioni dei lavoratori, degli imprenditori e
dei consumatori maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Tutti gli oneri per la costituzione e il
funzionamento dei comitati sono posti a carico delle associazioni rappresentate nei comitati stessi.
1. Le associazioni professionali assicurano, per le finalita' e con le modalita' di cui all'art. 4, comma 1, la
piena conoscibilita' dei seguenti elementi:
e) requisiti per la partecipazione all'associazione, con particolare riferimento ai titoli di studio relativi alle
attivita' professionali oggetto dell'associazione, all'obbligo degli appartenenti di procedere all'aggiornamento
professionale costante e alla predisposizione di strumenti idonei ad accertare l'effettivo assolvimento di tale
obbligo e all'indicazione della quota da versare per il conseguimento degli scopi statutari;
2. Nei casi di cui all'art. 4, comma 1, secondo periodo, l'obbligo di garantire la conoscibilita' e' esteso ai
a) il codice di condotta con la previsione di sanzioni graduate in relazione alle violazioni poste in essere e
l'organo preposto all'adozione dei provvedimenti disciplinari dotato della necessaria autonomia;
d) la presenza di una struttura tecnico-scientifica dedicata alla formazione permanente degli associati, in
forma diretta o indiretta;
e) l'eventuale possesso di un sistema certificato di qualita' dell'associazione conforme alla norma UNI EN
f) le garanzie attivate a tutela degli utenti, tra cui la presenza, i recapiti e le modalita' di accesso allo sportello
1. La presente legge promuove l'autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell'attivita' dei soggetti
che esercitano le professioni di cui all'art. 1, anche indipendentemente dall'adesione degli stessi ad una delle
associazioni di cui all'art. 2.
2. La qualificazione della prestazione professionale si basa sulla conformita' della medesima a norme
tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI, di seguito denominate «normativa tecnica UNI», di cui alla
direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, e sulla base delle linee guida
CEN 14 del 2010.
3. I requisiti, le competenze, le modalita' di esercizio dell'attivita' e le modalita' di comunicazione verso
l'utente individuate dalla normativa tecnica UNI costituiscono principi e criteri generali che disciplinano
l'esercizio autoregolamentato della singola attivita' professionale e ne assicurano la qualificazione.
4. Il Ministero dello sviluppo economico promuove l'informazione nei confronti dei professionisti e degli
utenti riguardo all'avvenuta adozione, da parte dei competenti organismi, di una norma tecnica UNI relativa
alle attivita' professionali di cui all'art. 1.
1. Al fine di tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, le
associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti, previe le necessarie verifiche, sotto la
responsabilita' del proprio rappresentante legale, un'attestazione relativa:
c) agli standard qualitativi e di qualificazione professionale che gli iscritti sono tenuti a rispettare
nell'esercizio dell'attivita' professionale ai fini del mantenimento dell'iscrizione all'associazione;
d) alle garanzie fornite dall'associazione all'utente, tra cui l'attivazione dello sportello di cui all'art. 2, comma
e) all'eventuale possesso della polizza assicurativa per la responsabilita' professionale stipulata dal
f) all'eventuale possesso da parte del professionista iscritto di una certificazione, rilasciata da un organismo
accreditato, relativa alla conformita' alla norma tecnica UNI.
2. Le attestazioni di cui al comma 1 non rappresentano requisito necessario per l'esercizio dell'attivita'
1. L'attestazione di cui all'art. 7, comma 1, ha validita' pari al periodo per il quale il professionista risulta
iscritto all'associazione professionale che la rilascia ed e' rinnovata ad ogni rinnovo dell'iscrizione stessa per
un corrispondente periodo. La scadenza dell'attestazione e' specificata nell'attestazione stessa.
2. Il professionista iscritto all'associazione professionale e che ne utilizza l'attestazione ha l'obbligo di
informare l'utenza del proprio numero di iscrizione all'associazione.
1. Le associazioni professionali di cui all'art. 2 e le forme aggregative di cui all'art. 3 collaborano
all'elaborazione della normativa tecnica UNI relativa alle singole attivita' professionali, attraverso la
partecipazione ai lavori degli specifici organi tecnici o inviando all'ente di normazione i propri contributi
nella fase dell'inchiesta pubblica, al fine di garantire la massima consensualita', democraticita' e trasparenza.
Le medesime associazioni possono promuovere la costituzione di organismi di certificazione della
conformita' per i settori di competenza, nel rispetto dei requisiti di indipendenza, imparzialita' e
professionalita' previsti per tali organismi dalla normativa vigente e garantiti dall'accreditamento di cui al
2. Gli organismi di certificazione accreditati dall'organismo unico nazionale di accreditamento ai sensi del
regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, possono rilasciare,
su richiesta del singolo professionista anche non iscritto ad alcuna associazione, il certificato di conformita'
alla norma tecnica UNI definita per la singola professione.
2. La pubblicazione di informazioni non veritiere nel sito web dell'associazione o il rilascio dell'attestazione
di cui all'art. 7, comma 1, contenente informazioni non veritiere, sono sanzionabili ai sensi dell'art. 27 del
codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.
1. Dall'attuazione degli articoli 2, comma 7, 6, comma 4, e 10 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio dello Stato. Il Ministero dello sviluppo economico provvede agli adempimenti ivi previsti
con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge