Source: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=11847
Timestamp: 2017-10-20 06:50:26+00:00
Document Index: 24126524

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 13']

"Buona Scuola" domani al Senato: tutto quello che devi sapere sulla "riforma" prima che sia troppo tardi... - World Affairs - L'Antidiplomatico
World Affairs / "Buona Scuola" domani al Senato: tutto quello che devi sapere sul...
"Buona Scuola" domani al Senato: tutto quello che devi sapere sulla "riforma" prima che sia troppo tardi...
Appello ai senatori contro "la Buona scuola” della Giannini da chi la scuola la vive, come precaria, da diversi anni
Con il ddl che arriva domani al Senato è tempo di mobilitare correttamente l'attenzione sulla distruzione pianificata di un’istituzione, la più importante da sempre in una società, fino ad oggi pubblica in Italia. Su quella che Renzi e Boschi si sono auto-definiti la riforma della “buona” scuola avete letto tanto e capito molto poco. Ma è così che opera la stampa in connubio con la politica con l’obiettivo di non filtrare mai messaggi chiari all’opinione pubblica.
Se siete curiosi di sapere quale sarebbe l’impatto di questa “riforma” sulla scuola vi chiediamo solo cinque minuti del vostro tempo. Cinque minuti da dedicare a quest’appello scritto ai senatori da chi la scuola la vive ogni giorno: Maria Letizia Bosco, professoressa di Latino e Greco in un liceo di Roma e responsabile del PUMA (precari unicobas movimento autogestito).
Appello ai senatori contro "la Buona scuola” della Giannini
Non è lo spirito di conservazione o un presunto ‘corporativismo’ che ci spinge a queste considerazioni: cambiare si può e si deve, ma non certo prima di aver fatto i conti con il passato.
Riteniamo quindi necessaria la definizione di un incremento degli organici della scuola volto alla riqualificazione del nostro sistema di istruzione. Tale incremento deve essere basato sui seguenti criteri: rispettare le norme sulla sicurezza nella formazione delle classi, evitando a tutti i costi la formazioni di classi sovraffollate; nella scuola primaria soddisfare la domanda di tempo pieno delle famiglie, ripristinando le compresenze e l’articolazione genuinamente modulare della didattica, fiore all’occhiello del nostro sistema di istruzione in ambito internazionale; nelle scuole secondarie si dovranno rivedere i quadri orario riformati dalla Gelmini e incrementare le ore di insegnamento delle materie che hanno subito riduzioni (il latino, l’italiano, la storia dell’arte ecc. ) o antididattici accorpamenti disciplinari (cfr. la geo-storia!); prevedere una deroga alla riconduzione forzata a 18 ore delle cattedre lì dove essa renda impossibile la continuità didattica, comporti la formazione di cattedre eccessivamente frammentarie, comprometta l’omogeneità dei consigli di classe.
Non basta che alcuni di questi obiettivi (la rimodulazione del monte orario rispetto a quanto stabilito dal DPR 89/2009 - la riforma Gelmini del primo ciclo di istruzione - la riduzione del numero degli alunni per classe, il potenziamento delle competenze linguistiche e delle attività laboratoriali, etc.) siano stati individuati tra le priorità cui destinare le risorse per il potenziamento dell’offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche (art. 2, c.3), riteniamo che essi debbano essere definiti a livello nazionale come irrinunciabili e per questo garantiti. In caso contrario si rischia di compromettere l’omogeneità dell’offerta formativa delle nostre scuole e la garanzia di un’istruzione di qualità per tutti i nostri studenti.
La legge non chiarisce poi a chi verranno conferiti gli incarichi di supplenza per periodi superiori ai dieci giorni, dal momento che la prima fascia delle graduatorie di istituto perderà la sua efficacia a partire dall’a.s. 2016/2017(art. 10 c. 11) e rimane nel testo quella norma odiosa secondo la quale agli insegnanti inseriti nelle altre fasce già destinatari di contratti a termine della durata di trentasei mesi non potranno essere conferiti altri incarichi a tempo determinato (art. 14); per tale personale è previsto solo un risarcimento in denaro attraverso un fondo istituito allo scopo (art. 14, c. 2). Si permette in questo modo di aggirare una sentenza di condanna contro gli abusi sui contratti a termine e legittimare, con disarmante disinvoltura, una pratica “usa e getta” nell’utilizzo dei precari della scuola.
Un'altra questione affrontata con inaccettabile superficialità nella presente legge è la valutazione dei docenti. Viene infatti istituito un comitato di valutazione (art. 13, c. 4) presieduto dal dirigente scolastico e composto da due docenti e da due rappresentanti dei genitori, nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione, da un rappresentante dei genitori e uno degli studenti nel secondo ciclo. La partecipazione alla valutazione dei docenti estesa ai genitori e agli studenti è una scelta irresponsabile, inapplicabile e nociva in quanto ingenera una pericolosa confusione di ruoli che mina il delicato compito degli insegnanti e il rapporto insegnamento-apprendimento; sembra peraltro dettata dall’esplicita intenzione di mortificare la professionalità dei docenti facendoli passare per una categoria di lavoratori le cui competenze didattico-disciplinari e socio-psico-pedagogiche possono essere criticate e messe in discussione da chiunque, senza la necessità di istituire un apposito profilo professionale debitamente formato.
Notizia del: 02/06/2015