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Timestamp: 2020-08-06 16:54:10+00:00
Document Index: 184450757

Matched Legal Cases: ['art. 137', 'art. 137', 'sentenza ', 'art. 177', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1']

Novita' normative - © Studio Notarile Gaetano Gino Verdirame - Udine - Friuli Venezia Giulia
Informazioni / Novità normative
Prorogato dal 30 giugno al 15 novembre 2020 l’affrancamento delle plusvalenze dei terreni e delle partecipazioni societarie
L'art. 137 del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34 (la cui legge di conversione è stata approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso 9 luglio, e ha spostato al 15 novembre il termine originariamente fissato dal D.L. al 30 settembre, e che dovrà essere approvata definitivamente dal Senato entro il 18 luglio prossimo) ha prorogato per il corrente anno la possibilità di affrancare le plusvalenze relative ai terreni edificabili o agricoli e alle partecipazioni societarie oltre la scadenza del 30 giugno 2020 prevista dalla legge di stabilità 2020 (L. 27 dicembre 2019, n. 160).
Le persone fisiche che possiedano un terreno non in regime di impresa, le società di persone e le altre società o associazioni ad esse fiscalmente equiparate e gli enti non commerciali potranno, pertanto, affrancare fino al 15 novembre 2020 i terreni posseduti al 1° luglio 2020 versando su tale fonte di "redditi diversi" l’imposta sostitutiva pari all’11% del loro valore rivalutato a tale data, in base ad un’apposita perizia estimativa da presentare entro il 15 novembre 2020.
L’imposta così determinata potrà essere pagata in unica soluzione entro tale termine o mediante tre rate annuali uguali, scadenti al 15 novembre del corrente anno e dei due successivi (con interessi dilatori al tasso fisso del 3% annuo).
La rideterminazione del valore del terreno o della partecipazione societaria e la conseguente obbligazione tributaria si considerano perfezionate col versamento dell’intera imposta sostitutiva o della sua prima rata (cfr. Circolare Agenzia delle Entrate n. 20/E del 18 maggio 2016).
Resta ovviamente ferma la facoltà (introdotta dal D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito con L. 12 luglio 2011, n. 106) di compensare l’imposta sostitutiva dovuta in base alla rivalutazione del terreno con l’imposta sostitutiva già versata in occasione della precedente rideterminazione.
Ecco il testo dell'art. 137, come modificato con la legge di conversione approvata alla Camera dei deputati:
"1. Le disposizioni degli articoli 5 e 7 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive modificazioni,
si applicano anche per la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in
mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1°
luglio 2020. Le imposte sostitutive possono essere rateizzate fino a un massimo di tre rate annuali di
pari importo, a decorrere dalla data del 15 novembre 2020; sull’importo delle rate successive alla prima
sono dovuti gli interessi nella misura del 3 per cento annuo, da versarsi contestualmente. La redazione
e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro la predetta data del 15 novembre 2020.
2. Sui valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni
edificabili e con destinazione agricola rideterminati con le modalità e nei termini indicati dal comma 1,
le aliquote delle imposte sostitutive di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n.
448, sono pari entrambe all’11 per cento e l’aliquota di cui all’articolo 7, comma 2, della medesima
legge è aumentata all’11 per cento."
Salva l’agevolazione prima casa anche se l’acquirente possiede già un immobile inidoneo ai concreti bisogni abitativi
Con l'ordinanza 2 luglio 2020, n. 13531, la Cassazioneha affermato che, per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale nell’acquisto della prima casa, il requisito del non possesso di altro immobile idoneo ad abitazione sussiste anche quando l’acquirente possieda già un alloggio ma questo non sia concretamente idoneo, per dimensioni e caratteristiche complessive, a soddisfare le attuali e concrete esigenze dell’acquirente e della sua famiglia.
La Cassazione, con sentenza 11/06/2020, n. 11225, ha stabilito che per poter fruire della riduzione dell’imposta di registro (dal 9% al 2%) quale beneficio nell’acquisto della prima casa destinata ad abitazione degli acquirenti, in caso di acquisto in comunione legale tra coniugi, il requisito della residenza nel Comune ove l’immobile è ubicato va riferito alla famiglia, ed è quindi necessario e sufficiente che l’immobile acquistato sia destinato a residenza familiare entro il termine di decadenza di 18 mesi dal giorno dell’acquisto. Non impedisce invece il godimento di tale agevolazione fiscale la circostanza che l’altro coniuge non abbia né trasferisca la propria residenza anagrafica nel Comune di ubicazione dell’immobile, qualora esso sia entrato nella comunione legale ex art. 177 c.c., purché sia destinato a residenza della famiglia.
Più tempo per soddisfare i requisiti delle agevolazioni c.d. prima casa
L’art. 24 del D.L. 08/04/2020, n. 23 (convertito con la legge di conversione 5 giugno 2020, n. 40) dispone la sospensione nel periodo tra il 23/2/2020 e il 31/12/2020 dei termini legali previsti per soddisfare le condizioni che consentono di beneficiare delle agevolazioni c.d. prima casa nell’acquisto di un immobile.
Ciò significa che per chi compra un immobile nel predetto periodo i termini di decadenza previsti per fare salvi i benefici prima casa inizieranno a decorrere dall’1/1/2021.
Chi invece ha acquistato un immobile prima del 23/2/2020, purché a tale data non fossero già scaduti i termini per soddisfare i requisiti richiesti per i benefici prima casa, potrà contare su una posticipazione della scadenza dei termini pari al periodo di sospensione.
I termini sospesi nel periodo suindicato sono quelli previsti dalla nota II-bis all'art. 1 della Tariffa parte I, allegata al D.P.R. 131/1986 (Testo unico Imposta di registro), ossia:
1) il termine di 18 mesi dall’acquisto dell’immobile per stabilire la propria residenza nel Comune ove esso è ubicato (lett. a, comma 1 della nota II-bis);
2) il termine di 1 anno dall'alienazione dell'immobile acquistato con i benefici prima casa per acquistare un altro immobile da adibire a propria abitazione principale, senza perdere il diritto all’agevolazione (comma 4 della nota II-bis, ultimo periodo);
3) il termine di 1 anno dall’acquisto dell’immobile per alienare a terzi il diritto di proprietà (o usufrutto, uso, abitazione o nuda proprietà) su un altro immobile ubicato in Italia, che lo stesso acquirente o il coniuge abbia in precedenza acquistato con le agevolazioni prima casa o con le altre agevolazioni previste nella stessa normativa (comma 4-bis della nota II-bis, introdotto dall' art. 1 della L. 208/2015, comma 55).
Non può ritenersi prorogato, invece, il termine di 5 anni prima del quale non è possibile cedere a titolo oneroso o gratuito l'immobile acquistato con le agevolazioni, a meno che entro un anno dalla medesima alienazione si acquisti un nuovo immobile destinato a prima casa e ammesso quindi alle relative agevolazioni. Sul punto si veda la Circolare 13/04/2020, n. 9/E dell'Agenzia delle entrate.