Source: http://www.muoversi.milano.it/web/portale-mobilita/parcheggi-biciclette
Timestamp: 2018-10-19 19:28:40+00:00
Document Index: 71361763

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1120', 'art. 1127', 'art. 1102', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 51']

Parcheggi biciclette - Portale Mobilità Milano
Il Comune di Milano ha scelto di installare nuove rastrelliere e sostituire i vecchi portabici con un nuovo modello funzionale e più sicuro contro i furti. I luoghi privilegiati sono le stazioni ferroviarie, della metropolitana, le scuole e, in generale, i luoghi che per le particolari funzioni svolte attraggono un gran numero di persone (ospedali, cinema, teatri, musei, palazzi pubblici, biblioteche, centri civici e sportivi, etc.).
Il Comune di Milano sta, inoltre, predisponendo in sola segnaletica una serie di aree miste sui marciapiedi (dedicate sia ai privati che ai veicoli in condivisione) e una serie di aree in sede stradale, sempre in sola segnaletica, esclusivamente dedicate ai veicoli del bikesharing free floating.
Al fine di contrastare il fenomeno dell'abbandono delle biciclette, l'Amministrazione è titolata alla rimozione, previo preavviso da affliggersi alla bicicletta stessa, una volta superato il limite temporale di 20 giorni per la sosta e l'utilizzo delle rastrelliere comunali. Questa disposizione fa parte delle linee guida per rafforzare il processo di rimozione delle biciclette abbandonate sulla pubblica via e prive degli apparati minimi essenziali per il loro funzionamento, previste dalla Deliberazione di Giunta n. 1322 del 5 luglio 2013.
L'attenzione non si ferma agli spazi pubblici, nel paragrafo sottostante sono esposti i riferimenti normativi che consentono di depositare la bicicletta all'interno dei cortili presenti nei luoghi di lavoro e di abitazione.
Parcheggiare le biciclette nei cortili
Il parcheggio della bicicletta all'interno dei cortili è autorizzato dal Regolamento Locale di Igiene del Comune di Milano (art. 3.5.2), che stabilisce: "in tutti i cortili esistenti o di nuova edificazione deve essere consentito il deposito delle biciclette di chi abita o lavora nei numeri civici collegati al cortile".
È prevista una sanzione amministrativa, da un minimo di 50 Euro a un massimo di 150 Euro, per la violazione di questa norma (viste le modifiche al Titolo IV introdotte dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 69 del 6 novembre 2003).
Non è obbligatorio invece destinare uno spazio in esclusiva al deposito delle biciclette o installare delle strutture portabiciclette.
La Legge Regionale n. 7 del 30 aprile 2009 prevede l'obbligo per i Comuni di inserire norme nei regolamenti edilizi per la realizzazione di spazi comuni negli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive per il deposito di biciclette.
L'acquisto e l'uso delle rastrelliere portabici
È demandata all'assemblea condominiale la decisione di acquisto e installazione di una rastrelliera o di una struttura coperta per il ricovero delle biciclette.
L'installazione di un portabiciclette o di una tettoia è consentita, previa approvazione dell'assemblea condominale, in quanto può costituire un'innovazione, ai sensi dell'art. 1120 del Codice Civile, volta al miglioramento e all'incremento della comodità d'uso delle parti comuni, nelle quali rientrano i cortili condominiali (art. 1127 del Codice Civile).
L'acquisto potrà essere a carico anche solo dei condomini interessati, con diritto di utilizzo esclusivo (art. 1102 del Codice Civile).
Il Regolamento condominiale e la bicicletta
Eventuali norme condominiali che vietano il parcheggio delle biciclette nel cortile devono essere modificate.
Una sentenza del Tribunale di Milano (n. 11380 del 12 aprile 1997) riporta che la generale destinazione dei cortili milanesi al riparo di biciclette, utilizzate da chi abita o lavora negli stabili dotati di cortile, non può essere contrastata dai titolari di diritti reali sui cortili stessi, siano essi proprietari singoli o, come nel caso di condominio, collettivi.
La stessa sentenza ha evidenziato che il Regolamento condominiale è subordinato, per la sua natura privata, sia al Regolamento Locale d'Igiene sia al Regolamento Edilizio del Comune di Milano (art. 51 comma 4).