Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23728-del-01-10-2018
Timestamp: 2019-04-26 12:10:34+00:00
Document Index: 20805984

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 2', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Cassazione Civile n. 23728 del 01/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23728 del 01/10/2018
Cassazione civile sez. VI, 01/10/2018, (ud. 05/07/2018, dep. 01/10/2018), n.23728
sul ricorso 27855-2016 proposto da:
avverso il decreto n. cronol. 3374/2016 del tribunale di Napoli,
depositato il 28/10/2016;
il Ministero della Giustizia ricorre per cassazione nei confronti del provvedimento col quale il tribunale di Napoli ha liquidato in favore di P.F. la somma di Euro 8.352,00 a titolo di risarcimento per le condizioni di detenzione subite in distinti periodi tra il (OMISSIS), presso la casa circondariale di (OMISSIS) e presso la casa circondariale di (OMISSIS), in violazione dell’art. 35-ter ord. pen.;
con l’unico motivo di ricorso il ministero denunzia la violazione degli artt. 1218,2946 e 2947 c.c., nonchè dell’art. 35-ter citato;
sostiene che il tribunale avrebbe erroneamente rigettato l’eccezione di prescrizione, ritenendo il credito soggetto al termine decennale in ragione del tipo di responsabilità da “contatto”, anzichè al termine quinquennale;
il ricorso è manifestamente infondato, dovendosi soltanto correggere la motivazione dell’ordinanza gravata;
il tribunale ha ritenuto che al rimedio in questione fosse applicabile il termine decennale di prescrizione con decorrenza unitaria dal 28-12-2008, nella quale aveva avuto inizio il periodo di detenzione sofferto in condizioni non conformi a quanto previsto dall’art. 3 Cedu;
tale periodo peraltro, sempre in base al decreto impugnato, era già cessato al momento del deposito del ricorso (22-12-2014);
la motivazione del tribunale va corretto in ciò: che questa Corte ha di recente chiarito che il diritto alla somma di denaro (otto Euro) per ciascuna giornata di detenzione in condizioni non conformi ai criteri di cui all’art. 3 Cedu, previsto dall’art. 35-ter ord. pen., comma 3 si prescrive in dieci anni, i quali decorrono dal compimento di ciascun giorno di detenzione nelle indicate condizioni; e coloro che abbiano cessato di espiare la pena detentiva prima dell’entrata in vigore della nuova norma hanno anch’essi diritto all’indennizzo per i periodi anteriori – salvo che non siano incorsi in decadenza D.L. n. 92 del 2014, ex art. 2 (cosa peraltro non eccepita nel caso di specie) -, ma il termine di prescrizione decorre, in tal caso, dal 28-6-2014, data di entrata in vigore del D.L. citato (Cass. Sez. U n. 11018-18); consegue che in ogni caso, con la detta precisazione, è errata la tesi del ministero, secondo cui il termine di prescrizione sarebbe invece quinquennale (peraltro senza esplicitazione di una specifica decorrenza).