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Timestamp: 2020-04-05 17:31:57+00:00
Document Index: 163324643

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 51', 'sentenza ', 'art. 57', 'art. 57']

Sentenza Cassazione Civile n. 21837 del 07/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21837 del 07/09/2018
Cassazione civile sez. trib., 07/09/2018, (ud. 20/04/2018, dep. 07/09/2018), n.21837
Sul ricorso iscritto al numero 14605 del ruolo generale dell’anno
193/21/10 depositata in data 12 aprile 2010, non notificata;
– con sentenza n. 193/21/10 depositata in data 12 aprile 2010, non notificata, la Commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Caltanissetta, accoglieva l’appello dell’Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore, nei confronti di L.D.R. avverso la sentenza n. 206/02/07 della Commissione tributaria provinciale di Enna, dichiarando, in riforma di quest’ultima, la legittimità dell’avviso di accertamento n. (OMISSIS) con il quale l’Ufficio, previo p.v.c. della Guardia di finanza, aveva contestato al contribuente, ai fini S.S.N. e Irpef, per l’anno 1997, maggior reddito di impresa, determinato D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 32 e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51, per omessa contabilizzazione di ricavi a fronte di assunte prestazioni di servizio effettuate nei confronti del Comune di Aidone;
– il giudice di appello, in punto di fatto, premetteva che: 1) a seguito di accertamenti bancari confluiti nel p.v.c. della G.d.F., con l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) l’Ufficio aveva contestato al L.D.R., esercente attività di trasporto di merci su strada, per l’anno 1997, ai fini S.S.N. e Irpef, maggior reddito d’impresa per omessa contabilizzazione di corrispettivi di assunte prestazioni di servizio espletate nei confronti del Comune di Aidone, risultati accreditati sul conto corrente del contribuente da tal C., a seguito di mandati di pagamento emessi dall’ente comunale; 2) avverso l’avviso di accertamento, il contribuente aveva proposto ricorso alla CTP di Enna che l’aveva parzialmente accolto limitatamente alle riprese fiscali afferenti le operazioni bancarie, ritenendo tassabili, ai fini dell’imposizione diretta e dell’Iva, i ricavi “insussistenti e pagati”; 3) avverso la sentenza della CTP aveva proposto appello l’Ufficio rilevando, tra l’altro, che le somme accreditate dal C. sul conto del L.D.R. costituivano ricavi e andavano sottoposte a tassazione ancorchè come asserito dal contribuente – fossero riconducibili ad attività illecita e fraudolenta; 4) aveva spiegato appello incidentale il contribuente rilevando che i mandati di pagamento emessi dal Comune di Aidone si riferivano a prestazioni d’opera fittizie per cui le relative movimentazioni bancarie non potevano essere considerate ricavi;
– rimane intimata l’Agenzia delle entrate mentre deposita “atto di costituzione” il Ministero dell’economia e delle finanze, in persona del Ministro pro tempore;
– va preliminarmente dichiarata l’inammissibilità dell'”atto di costituzione” del Ministero dell’economia e delle finanze, in persona del Ministro pro tempore, non essendo quest’ultimo parte nel giudizio;
– tale specificazione era tanto più necessaria in considerazione del principio per cui ad essere inammissibili in appello, ex art. 57, comma 2 cit., sono soltanto le nuove eccezioni in senso proprio, o stretto; non anche le eccezioni in senso lato e le mere difese ed argomentazioni giuridiche, per contro sempre proponibili: “nel giudizio tributario, il divieto di proporre nuove eccezioni in sede di gravame, di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57 concerne tutte le eccezioni in senso stretto, consistenti nei vizi d’invalidità dell’atto tributario o nei fatti modificativi, estintivi o impeditivi della pretesa fiscale, mentre non si estende alle eccezioni improprie o alle mere difese e, cioè, alla contestazione dei fatti costitutivi del credito tributario o delle censure del contribuente, che restano sempre deducibili” (Cass. n.11223 del 2016; in termini, da ultimo, Cass. n. 8275 del 2018; n. 21889 del 2017);