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Timestamp: 2018-01-16 15:43:30+00:00
Document Index: 37137191

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art 10', 'art 15', 'art. 1', 'art 8', 'artt 7', 'art. 17', 'art 8']

13-12-2017 - L'acconto Iva. - Entro il prossimo 27 dicembre si dovrà effettuare l’acconto Iva 2017. I metodi alternativi per la determinazione dell’acconto sono tre: metodo storico; metodo previsionale; metodo delle operazioni effettuate. Il primo è il più utilizzato, perché più semplice e sicuro. Gli altri due meglio si adattano a situazioni specifiche del soggetto. Ovviamente l’acconto versato poi potrà essere scomputato dall’imposta dovuta risultante dalla liquidazione effettuata per il mese di dicembre per i contribuenti mensili e per il quarto trimestre 2017 per i contribuenti trimestrali (speciali con pagamento entro il 16 febbraio 2018 e per i contribuenti trimestrali su opzione con pagamento entro il 16 marzo 2018). Metodo storico. La determinazione dell’acconto Iva con l’utilizzo del metodo storico prevede che l'acconto da versare sia pari all'88% del saldo a debito relativo al periodo precedente individuato sulla base della periodicità di liquidazione adottata dal contribuente: per i contribuenti mensili e mensili posticipati la base di riferimento sarà individuata sull’ammontare della liquidazione a debito relativa al mese di dicembre 2016 (che per i soggetti mensili posticipati è stata effettuata sulla base delle operazioni di novembre 2016); per i contribuenti trimestrali la base di riferimento sarà individuata sull’ammontare della liquidazione a debito relativa al quarto trimestre 2016. Metodo previsionale. In alternativa al metodo storico, il contribuente ha la facoltà di adottare il metodo revisionale, che consiste nel commisurare l’acconto sulla base del dato previsionale 2017 e cioè sulla base delle operazioni che verranno effettuate nel mese di dicembre, o nel quarto trimestre o nella dichiarazione annuale dell’anno in corso. Utilizzando tale metodo, per non incorrere in sanzioni, è necessario che a consuntivo l’acconto versato per il 2017 non risulti inferiore all’88% di quanto effettivamente dovuto per il mese di dicembre, quarto trimestre o dichiarazione Iva relativa al 2017 (modello Iva 2018). Metodo delle operazioni effettuate. L’ultimo metodo a disposizione del contribuente per il calcolo dell’acconto Iva dovuto è quello delle operazioni effettuate con il quale l’Iva dovuta in acconto è pari al 100% dell’importo che deriva effettuando un’apposita liquidazione Iva al 20 dicembre. Tale metodo consiste quindi nel determinare l’ammontare dell’acconto dovuto tenendo conto delle operazioni effettuate ai sensi dell’articolo 6 del D.P.R. 633/1972 facendo riferimento al periodo 1.12 – 20.12 (contribuente mensile), ovvero 1.10 – 20.12 (contribuente trimestrale). (Fonte Euroconference).
11-12-2017 - Avviso ai clienti che emetteranno o riceveranno fatture per provvigioni, mediazione ecc nell’anno 2018 (e per la produzione di provvigioni, ecc si avvalgono di dipendenti). - Oggetto: Invio raccomandata per applicazione ritenuta d’acconto ridotta del 23% sul 20% (anziché del 23% sul 50%) entro il 31/12/2017. Sulle provvigioni derivanti da attività di intermediazione commerciali vi è l’obbligo di operare la ritenuta d’acconto dell’IRPEF sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissioni, agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari. La provvigione da assoggettare a ritenuta è pertanto costituita dal compenso che spetta al commissionario, all’agente, al rappresentante di commercio, al mediatore e al procacciatore di affari per l’attività da essi prestata e da eventuali sovrapprezzi riconosciuti, da corrispettivi o proventi in natura e da ogni altro compenso inerente all’attività prestata, ivi compresi i rimborsi spese relativi all’attività stessa ed escluse le somme ricevute a titolo di rimborso spese anticipate per conto dei committenti, preponenti o mandanti. La base imponibile su cui calcolare la ritenuta è al lordo della trattenuta ENASARCO ed al netto dell’IVA. La ritenuta a titolo d’acconto dell’IRPEF ammonta al 23% sul 50% delle provvigioni corrisposte. a ritenuta è ridotta al 23% sul 20% (1/5) delle provvigioni medesime, se i percipienti dichiarino ai loro committenti che nell’esercizio della loro attività si avvalgono in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi. i fini della riduzione di cui sopra vengono definiti come dipendenti i soggetti che prestano la propria attività lavorativa alle dipendenze e sotto la direzione del soggetto percipiente le provvigioni, secondo le norme della legislazione sul lavoro. Si considerano terzi oltre ai collaboratori non dipendenti quali gli agenti, i subagenti, i mediatori o procacciatori d’affari, i produttori e le figure similari, anche i collaboratori dell’impresa familiare direttamente impegnati nell’esercizio dell’attività commerciale dell’impresa medesima, nonché gli associati delle associazioni in partecipazione il cui apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro. La dichiarazione per l’applicazione della ritenuta ridotta è da redigere in carta semplice e deve contenere i seguenti elementi: - i dati identificativi del dichiarante; - l’attestazione di avvalersi in via continuativa di dipendenti o di terzi (ciò si verifica allorché il percipiente si avvale, per la prevalente parte, dell’anno, dei suddetti dipendenti o terzi, anche se non delle stesse persone, oppure, se lo stesso si avvale dei soli terzi, quando ha sostenuto, nel periodo d’imposta precedente, costi per provvigioni in misura superiore al 30% dei compensi dallo stesso percepiti e imputabili a tale periodo); - la data; - la sottoscrizione del dichiarante. La dichiarazione in questione deve essere spedita entro il 31 dicembre di ciascun anno solare mediante raccomandata con avviso di ricevimento ed ha valore per l’anno seguente. Nel caso in cui durante l’anno successivo vi siano variazioni che consentono l’applicazione della ritenuta ridotta oppure ne fanno venir meno l’applicazione medesima, le variazioni stesse vanno comunicate al committente, preponente o mandante con una dichiarazione, da redigersi con le modalità sopra specificate, entro 15 giorni dal verificarsi delle predette variazioni. Per coloro che dovranno emettere tali fatture: raccomandiamo di premurarsi di trasmettere la raccomandata ove ne ricorrano i presupposti; Per coloro che ricevono questo genere di fatture: è INDISPENSABILE monitorino il ricevimento delle raccomandate di cui sopra prima di pagare fatture ove è esposta la ritenuta del 23% sul 20%. Recentemente è stato precisato che la dichiarazione non andrebbe inviata se è già stata presentata entro il 31/12 degli anni precedenti e non siano mutati i presupposti per la sua applicazione, considerato che la stessa risulta valida “anche oltre l’anno cui si riferisce”. La dichiarazione infatti avrebbe validità fino a revoca della stessa ovvero fino alla perdita dei requisiti che consentono l’applicazione dell’aliquota “ridotta”. Inoltre è stato previsto che la dichiarazione può essere trasmessa anche via pec.
06-12-2017 - Deducibilità dei compensi 2017 se pagati entro il 12/01/2018. - Ricordiamo che sotto il profilo fiscale, i compensi spettanti agli amministratori delle società sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti. Il compenso deve essere iscritto in bilancio per competenza, ma è fiscalmente deducibile secondo il principio di cassa allargato. Ai sensi di quanto previsto dall'art. 51 del Tuir (Testo Unico delle Imposte sul Reddito), si considerano percepiti nel periodo d'imposta 2017 anche i compensi corrisposti dai datori di lavoro entro il 12 gennaio dell'anno successivo a quello cui si riferiscono. Ciò significa che entro il 12 gennaio 2018 devono essere pagati i compensi del mese di dicembre 2017, affinché, dal punto di vista fiscale, possano essere considerati percepiti dal lavoratore nell'anno 2017.
20-11-2017 - Regole per applicazione marca da bollo da € 2,00 se in fattura è esposto un importo NON soggetto ad iva (esente, non imponibile, escluso ecc). - Con la presente riportiamo l’attenzione sui casi e sulle modalità di applicazione della marca da bollo sulle fatture. La marca da bollo che data deve avere? Uguale o antecedente la data di emissione della fattura. Posso dedurre le spese per l’acquisto delle marche? Sì, quando Vi recate dal tabaccaio predisponete una ricevuta (con la data, i Vostri dati, il n. di marche acquistate da euro 2 ed euro 16) e premurateVi di farvela timbrare dal rivenditore. Dove applicare la marca? La marca va apposta sull’originale da consegnare al cliente/committente. Per tale ragione se siete il soggetto che emette la fattura la copia: - Sulla Vostra copia (che porterete allo Studio per la registrazione e conservazione) la marca NON è presente. Sulla Vostra copia dovrete riportare la dicitura “Marca da bollo apposta sull’originale”; - Potete effettuare una copia della fattura con marca da bollo in originale e consegnarla allo Studio così avrete traccia della marca apposta sull’originale consegnato al cliente. Casi in cui è necessaria la marca. La marca va apposta quando TUTTA o PARTE della fattura (per un importo che supera 77,47 euro) non è soggetto ad iva in quanto: - Esente in base all’art 10 DPR 633/72; - Escluso in base all’art 15 DPR 633/72; - Fattura emessa da contribuente minimo ”Art 1, comma 104, L. 244/2007, DM 2.1.08”; - Fattura emessa da contribuente forfettario “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge n. 190/2014”; - Fatture emesse nei confronti di clienti che sono classificabili come “Esportatori abituali” art 8, lettera c) DPR 633/72 e hanno rilasciato dich. intento; - Fatture fuori campo iva in base gli artt. 2, 3, 4, 5; - Fatture fuori campo iva in base gli artt 7 e segg. DPR 633/1972; - Ricevute e quietanze rilasciate dai creditori (es. rimborso spese amministratori). Per le fatture elettroniche NON viene apposta la marca sul cartaceo ma è lo Studio che si occupa di conteggiare l’ammontare delle marche da bollo da versare e predisporre un f24 una volta all’anno per adempiere al pagamento. E’ opportuno verificare che sulla fattura elettronica venga riportata la dicitura “Imposta di bollo assolta in base all’Art. 6, DM 17.6.14”
Casi in cui NON è necessaria la marca. La marca NON va apposta quando sulla fattura sono riportate una delle seguenti diciture: - Reverse charge art. 17 DPR 633/72; - Art 74 DPR 633/72; - Esportazioni art 8 lettera a) e b) DPR 633/72; - Cessioni intracomunitarie; - Ricevute fiscali. Per le copie conformi delle fatture si applica la marca? Si applica lo stesso trattamento previsto per il documento originale. Ricordiamo che l’imposta (e le relative sanzioni) per il mancato versamento dell’imposta sono dovute SOLIDALMENTE da colui che emette il documento e nel caso in cui quest ultimo non provveda, da colui che lo riceve.
Per tale ragione sarà Vostra cura, nel caso in cui: - emettiate un documento: • verificate se ricorrono i presupposti per l’applicazione della marca; • in caso affermativo riportate la dicitura corretta di esenzione/non imponibilità/esclusione in fattura • applicare la marca sull’originale per il cliente • fare copia delle fattura consegnata al cliente dove è riportato il numero della marca/riportare la dicitura “marca da bollo applicata sull’originale” - riceviate una fattura che necessita la marca
- verificate se ricorrono i presupposti; - in caso affermativo verificare se la stessa è stata apposta e nel caso richiedere l’applicazione.