Source: https://www.legal-blog.it/category/tributario/
Timestamp: 2017-08-24 08:52:14+00:00
Document Index: 25657695

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 86', 'art. 100']

tributario | Legal blog
31 gennaio 2014 by Redazione Leave a Comment
Sull’abuso del copia e incolla nella redazione delle sentenze si è detto e scritto molto (qualche considerazione si può leggere anche su questo blog). Una recente ordinanza della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (ordinanza interlocutoria 27 gennaio 2014, n. 1531, Presidente M. Adamo, Estensore E. Cirillo) affronta funditus l’argomento e, considerata la duplice chiave di lettura con possibili contrastanti soluzioni, rimette al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, ritenuta di massima di particolare importanza, se debba considerarsi nulla, o meno, la sentenza della Commissione Tributaria Regionale la cui motivazione costituisce integrale trascrizione delle controdeduzioni depositate dall’Agenzia delle Entrate, senza che siano adeguatamente esplicitate le ragioni dell’adesione alla relativa tesi. Come sottolineato nelle conclusioni della ordinanza, la soluzione della questione potrà avere ricadute anche al di fuori del processo tributario, nei processi civili e penali (nonché nei giudizi disciplinari su comportamenti similari).
Aggiornamento: con la sentenza 21 ottobre 2014 – 16 gennaio 2015, n. 642, le Sezioni Uniti civili della Corte di Cassazione hanno affermato il seguente principio di diritto:
Nel processo civile – ed in quello tributario, in virtù di quanto disposto dal secondo comma dell’art. 1 d.lgs. n. 546 del 1992- non può ritenersi nulla la sentenza che esponga le ragioni della decisione limitandosi a riprodurre il contenuto di un atto di parte (ovvero di altri atti processuali o provvedimenti giudiziari) eventualmente senza nulla aggiungere ad esso, sempre che in tal modo risultino comunque attribuibili al giudicante ed esposte in maniera chiara, univoca ed esaustiva, le ragioni sulle quali la decisione è fondata. È inoltre da escludere che, alla stregua delle disposizioni contenute nel codice di rito civile e nella Costituzione, possa ritenersi sintomatico di un difetto di imparzialità del giudice il fatto che la motivazione di un provvedimento giurisdizionale sia, totalmente o parzialmente, costituita dalla copia dello scritto difensivo di una delle parti.
archiviato in: giustizia, tributario etichette: copia incolla, motivazione, nullità, sentenza
27 maggio 2009 by Gioacchino Celotti Leave a Comment
Con l’ordinanza n. 14831 del 2008, le SS.UU. della Corte di Cassazione avevano già risolto la dibattuta questione della giurisdizione in materia di fermo amministrativo. E ciò avevano fatto con l’affermazione del principio secondo il quale il giudice tributario innanzi al quale sia stato impugnato un provvedimento di fermo di beni mobili registrati… deve accertare quale sia la natura – tributaria o non tributaria – dei crediti posti a fondamento del provvedimento in questione, trattenendo, nel primo caso, la causa presso di sé, interamente o parzialmente (se il provvedimento faccia riferimento a crediti in parte di natura tributaria e in parte di natura non tributaria), per la decisione del merito, e rimettendo, nel secondo caso, interamente o parzialmente, la causa innanzi al giudice ordinario, in applicazione del principio della translatio iudicii. Allo stesso modo deve comportarsi il giudice ordinario eventualmente adito. Il debitore, in caso di provvedimento di fermo che trovi riferimento in una pluralità di crediti di natura diversa, può comunque proprorre originariamente separati ricorsi innanzi ai giudici diversamente competenti.
Il dibattito è proseguito intorno alla parallela problematica della autonoma impugnabilità del c.d. preavviso, non solo per l’oggettiva incertezza in ordine alla qualificazione giuridica dell’atto ma, soprattutto, per la congerie di interpretazioni, spesso contrapposte, che la giurisprudenza ha saputo produrre, non sempre con esiti felici per il contribuente medesimo.
Da ultimo le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, sia pure decidendo un ricorso per regolamento di giurisdizione (ed affermando la giurisdizione delle Commissioni Tributarie laddove alla base della procedura di fermo si collochi un credito di natura tributaria), con l’ordinanza n. 10672 dell’11 maggio 2009 hanno affermato il seguente principio di diritto:
il preavviso di fermo amministrativo ex art. 86 D.P.R. n. 602 del 1973 che riguardi una pretesa creditoria dell’ente pubblico di natura tributaria è impugnabile innanzi al giudice tributario in quanto atto funzionale, in una prospettiva di tutela del diritto di difesa del contribuente e del principio di buon andamento della pubblica amministrazione, a portare a conoscenza del medesimo contribuente, destinatario del provvedimento di fermo, una determinata pretesa tributaria rispetto alla quale sorge ex art. 100 c.p.c. l’interesse del contribuente alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva.
archiviato in: procedura civile, tributario etichette: fermo amministrativo, preavviso di fermo, tributario