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Timestamp: 2017-07-28 02:29:26+00:00
Document Index: 177036843

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art.21', 'art.28', 'art.1']

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Archivio Gennaio 2008	27 gennaio 2008: giornata della memoria
"Giorno della Memoria" 2008 Come noto, il 27 gennaio (data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz) ricorre il "Giorno della Memoria", istituito dal Parlamento italiano con la legge n.211 del 20 luglio 2000, al fine di ricordare la Shoah e rendere omaggio alle numerose vittime, nonché a tutti coloro che, a rischio della propria vita, si sono opposti al folle progetto di sterminio.
In occasione di questa drammatica ricorrenza tutte le istituzioni sono impegnate nel realizzare iniziative volte ad analizzare le circostanze che hanno dato avvio ad uno dei periodi più oscuri della storia dell’Europa e ad approfondire gli eventi che ne hanno segnato il tragico sviluppo affinché ne venga conservata la memoria. Le istituzioni scolastiche sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale nella trasmissione della memoria fra le nuove generazioni. Ricordare è un dovere morale prima ancora che istituzionale affinché gli errori del passato siano un monito per il presente ed il futuro. In particolar modo in una società come quella attuale caratterizzata dalla presenza di diverse culture e religioni, è necessario che la conoscenza e la memoria della Shoah siano radicate nella coscienza collettiva. Il ricordo di quegli eventi possono aiutare a comprendere le ramificazioni del pregiudizio e del razzismo e contribuire alla realizzazione di una pacifica convivenza.
La memoria della Shoah permette di far maturare nei giovani un’etica della responsabilità individuale e collettiva, cooperando al processo di promozione dell’esercizio di una cittadinanza attiva e consapevole, rispetto alla quale la scuola ne è luogo privilegiato.
Anche quest’anno il Ministero della Pubblica Istruzione, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha indetto il concorso nazionale "I giovani ricordano la Shoah". I vincitori verranno premiati nel corso di una manifestazione che si terrà il prossimo 25 gennaio all’interno della Risiera di San Sabba. IL MINISTRO F.to Giuseppe Fioroni Sull’argomento segnaliamo il nostro sito: http://digilander.libero.it/lashoah
Inoltre nell’ Area Docenti http://mediapietramelara.supereva.it si puo’ scaricare la copia del Corriere della Sera del ’38 recante in prima pagina l’articolo sull’ emanazione delle leggi razziali in italia
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D.M. n. 8 Ministero della Pubblica Istruzione Roma, 15 gennaio 2008
VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante le disposizioni legislative riguardanti le scuole di ogni ordine e grado;
VISTA la legge 23 dicembre 1998, n. 448 (finanziaria 1999), ed in particolare l’art. 27, comma 1;
VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), ed in particolare l’art. 1, comma 628;
VISTO il decreto ministeriale 7 dicembre 1999, n. 547, contenente le norme e avvertenze tecniche per la compilazione del libro di testo da utilizzare nella scuole dell’obbligo e i criteri per la determinazione del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per ciascun anno della predetta scuola;
CONSIDERATO che la dotazione libraria della scuola secondaria di primo grado deve fare riferimento anche all’insegnamento della seconda lingua straniera;
RITENUTO necessario determinare un adeguamento del tetto di spesa complessivo, in relazione al mutato quadro di riferimento dell’editoria scolastica per la scuola secondaria di primo grado;
VALUTATA l’opportunità di incrementare il tetto di spesa dell’intera dotazione libraria della scuola secondaria di primo grado, rapportandolo agli incrementi del tasso d’inflazione;
VISTO il tasso effettivo di inflazione per l’anno 2006, pari al 2,1%;
D E C R E T AART. 1 – Per l’anno scolastico 2008/2009, il prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per le discipline di ciascun anno di corso della scuola secondaria di primo grado, da assumere quale limite all’interno del quale i docenti sono tenuti ad operare le proprie scelte, è così determinato:
1^ media € 286,00; 2^ media € 111,00; 3^ media € 127,00
ART. 2 – Eventuali superamenti del prezzo massimo complessivo nella prima classe possono essere compensati, nei successivi anni, rispetto al prezzo massimo complessivo della seconda e della terza classe ART. 3 – Eventuali incrementi degli importi indicati ai precedenti articoli debbono essere contenuti entro il limite massimo del 10%. In tal caso le relative delibere di adozione dei testi scolastici debbono essere adeguatamente motivate da parte del Collegio dei docenti ed approvate dal Consigli di istituto. IL MINISTROFioroni Condividi su Facebook.	Categorie:Senza categoria	Tag: libri, medie, scuole, testo	D.M. 7 libri di testo scuole elementari
D.M. n. 7 Ministero della Pubblica Istruzione Roma, 15 gennaio 2008
VISTO il D.P.R. 28 febbraio 1988, n. 161, concernente la compilazione dei libri di testo per l’insegnamento della religione cattolica;
VISTO il D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297, recante le disposizioni legislative riguardanti le scuole di ogni ordine e grado;
VISTA la legge 29 dicembre 1998, n. 448, ed in particolare l’articolo 27;
VISTO il D.M. 7 dicembre 1999, n. 547, con il quale è stato adottato il regolamento relativo all’approvazione delle norme e avvertenze tecniche per la compilazione del libro di testo da utilizzare nella scuola dell’obbligo ed ai criteri per la determinazione del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per ciascun anno della predetta scuola;
VISTO il D.M. n. 44 del 22 maggio 2007, con il quale è stato stabilito il prezzo di copertina dei libri di testo per la scuola primaria per l’anno scolastico 2007/2008;
VISTA la sentenza del TAR del Lazio n. 4289 del 31 maggio 2005, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 5076/2007, con cui è stato riconosciuto agli editori il diritto all’adeguamento annuale dei prezzi di copertina dei testi della scuola primaria, in applicazione del protocollo d’intesa n. 125446 del 18.03.1997, sottoscritto presso l’allora Ministero dell’industria, commercio e artigianato;
RICONOSCIUTA la necessità di incrementare, per l’anno scolastico 2008/2009, i prezzi stabiliti con il predetto D.M. n. 44/2007;
VISTO il tasso effettivo di inflazione per l’anno 2006, pari al 2,1%; D E C R E T A Articolo 1(Prezzo di copertina)Il prezzo di copertina di ciascun volume comprensivo di I.V.A., in relazione alle specifiche caratteristiche, è stabilito, per l’anno scolastico 2008/2009, come segue: Classe
Libro della prima classe
Articolo 2(Sconto d’uso)Per gli acquisti effettuati a carico del Ministero della Pubblica Istruzione e degli Enti Locali viene praticato dai librai uno sconto non inferiore allo 0,25 per cento sul prezzo di copertina. IL MINISTROFioroni Condividi su Facebook.	Categorie:Senza categoria	Tag: elementari, libri	Adozione dei libri di testo e tetti di spesa
Circolare n. 9 Prot. n. 373 Ministero della Pubblica IstruzioneDipartimento per l’IstruzioneDirezione Generale per gli Ordinamenti Scolastici Roma, 15 gennaio 2008
Oggetto: Adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2008/2009. PremessaLa problematica relativa ai libri di testo ha assunto negli ultimi anni una particolare rilevanza sia per il ruolo strumentale che essi possono svolgere anche in regime di autonomia scolastica a sostegno dei processi di innovazione in corso sia per l’incidenza che esercitano in ambito sociale con riflessi sul diritto allo studio.
L’adozione dei libri di testo, adempimento che, come è noto, rientra tra i compiti attribuiti al collegio dei docenti e ai consigli di classe/interclasse, rappresenta espressione dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche, che si realizza anche con la scelta consapevole e mirata e l’utilizzazione di metodologie e strumenti didattici coerenti con il Piano dell’Offerta Formativa.
Il relativo provvedimento formale del collegio dei docenti deve essere adeguatamente motivato per quanto attiene alle scelte effettuate, soprattutto per rendere edotte le famiglie, su cui grava, ad eccezione della scuola primaria, l’onere finanziario dell’acquisto dei testi scolastici.
Considerato che il complesso dei prodotti editoriali risulta sempre più arricchito, si ritiene opportuno che, nella fase preliminare delle adozioni, vengano previste modalità specifiche di valutazione dei contenuti dei testi proposti all’attenzione dei docenti, attraverso momenti collegiali di confronto, esame e valutazione, che vedano il coinvolgimento di genitori e, nella scuola secondaria superiore, anche di studenti.Dotazioni librarie e tetti di spesaCome per il corrente anno scolastico, la dotazione libraria della scuola primaria risulta configurata come segue:
Il libro della prima classe e il libro di Lingua inglese
II e III classe
Sussidiario e il libro di Lingua inglese
Sussidiario dei linguaggi, Sussidiario delle discipline e il libro di Lingua inglese
I docenti attualmente impegnati nelle classi terminali della scuola primaria hanno, preferibilmente, cura di proporre al collegio dei docenti la scelta dei testi per le classi I, II e III, mentre i docenti impegnati nelle classi terze, i testi per le classi IV e V. Relativamente all’insegnamento della religione cattolica, per gli alunni che intendano avvalersene, i testi per la scuola primaria sono i seguenti:
volume I – per la classe prima e per il primo biennio (classi II e III), composto di 80 pp.; volume II – per il secondo biennio (classi IV e V), composto di 80 pp. Relativamente alla scuola primaria, si richiama l’attenzione sulla opportunità che, al fine di evitare comportamenti impropri, le cedole librarie vengano esclusivamente consegnate ai genitori degli alunni ovvero a coloro che ne esercitano la potestà parentale.
Con gli allegati decreti ministeriali sono fissati i prezzi di copertina dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa della scuola secondaria di primo grado, entro cui i docenti devono effettuare la scelta dell’intera dotazione libraria. Con apposito decreto ministeriale in corso di definizione viene stabilito, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, il prezzo massimo complessivo della dotazione libraria per l’intero ciclo di studi la scuola secondaria superiore. Tempi e modalità per l’adozionePer quanto attiene la definizione delle norme e avvertenze tecniche per la compilazione dei libri di testo per il primo e secondo anno della scuola secondaria superiore trova applicazione l’allegato A, annesso al decreto ministeriale n. 547 del 7.12.1999, di cui ad ogni buon conto si allega copia. Le adozioni dei testi scolastici sono deliberate nella seconda decade del mese di maggio per tutti gli ordini di scuola.
Nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria superiore i dirigenti scolastici sono tenuti a prestare particolare attenzione al rispetto dei limiti di spesa, entro cui il collegio dei docenti deve effettuare la scelta dei libri di testo.
Nel caso in cui non venga rispettato il tetto di spesa previsto e la scelta adottata motivatamente dal collegio dei docenti ecceda tale limite, la decisione deve essere approvata dal consiglio di istituto (art. 2, comma 4 del decreto ministeriale n. 547/1999).
Particolare attenzione deve inoltre essere prestata da parte dei collegi dei docenti alle nuove edizioni, le quali, a norma dell’allegato A annesso al citato decreto n. 547/1999, sono consentite solo in caso di obiettive necessità determinate da sostanziali innovazioni scientifiche o didattiche, mediante aggiunta, eliminazione, sostituzione o riedizione di singole parti o sezioni. Le nuove edizioni del libro di testo debbono, inoltre, recare l’indicazione puntuale delle modifiche resesi necessarie. Di tali indicazioni i docenti devono tener conto, al fine di valutare se le integrazioni apportate siano determinanti rispetto al piano di insegnamento programmato e, nel caso in cui le modifiche non abbiano rilevanza in tal senso, in sede di adozione deve essere apposta la precisazione che il testo è valido anche per precedenti edizioni.
Effettuate le adozioni, le istituzioni scolastiche affiggono all’albo della scuola l’elenco dei libri di testo prescelti, inserendo, altresì, nel proprio sito web – se attivato – analoga elencazione.Comunicazione delle adozioni e verificheLe istituzioni scolastiche devono comunicare, entro e non oltre il 10 giugno 2008, sulla base di specifiche istruzioni che saranno tempestivamente comunicate, all’AIE e all’Ufficio scolastico regionale i dati delle adozioni effettuate.
I direttori degli Uffici scolastici regionali, ricevuto l’elenco delle adozioni effettuate, verificano il rispetto dei limiti di spesa da parte delle singole istituzioni scolastiche e, nel caso di superamento del tetto di spesa, provvedono a contestare ai dirigenti scolastici il mancato rispetto dei limiti di spesa, invitandoli a far conoscere le relative motivazioni.
A tale specifico riguardo, si richiama l’attenzione dei dirigenti scolastici sulla esigenza di porre in essere una attenta opera di sensibilizzazione nei confronti del collegio dei docenti, affinché le scelte effettuate siano tali da consentire il rispetto dei limiti di spesa. L’assegnazione di altro docente nella classe, a decorrere dal 1° settembre 2008, non consente in alcun modo una diversa scelta dei testi già effettuata.
Per mettere a disposizione degli alunni non vedenti libri di testo adeguati, in tempo utile rispetto all’inizio delle lezioni, è indispensabile che i dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche presso cui risultino presenti tali alunni, effettuate le adozioni, si attivino immediatamente, per agevolare la trascrizione dei testi. Noleggio e comodato d’usoSi richiama, altresì, l’attenzione sulle innovazioni introdotte dalla legge n. 296/2006 (finanziaria 2007), circa la concessione in comodato d’uso, a fronte di particolari esigenze, dei libri di testo agli studenti che adempiono l’obbligo d’istruzione, nonché sull’estensione della gratuità parziale dei libri di testo agli studenti del primo e del secondo anno dell’istruzione secondaria superiore. A tal fine sono state ripartite, su base regionale, specifiche risorse finanziarie.
Una ulteriore innovazione introdotta dalla citata legge n. 296/2006 riguarda il noleggio di libri scolastici agli studenti da parte di istituzioni scolastiche, reti di scuole e associazioni dei genitori. In tal caso, come già precisato con nota circolare prot. n. 7919 del 24 luglio 2007, deve essere salvaguardato il diritto d’autore, mediante apposita autorizzazione da parte dell’avente diritto per i testi noleggiati. IL DIRETTORE GENERALEMario G. Dutto Condividi su Facebook.	Categorie:Senza categoria	Tag: adozione, libri	Limiti di reddito per l’esonero dal pagamento delle tasse scolastiche a.s. 2008 / 2009
C.M. n. 10PROT.AOODGOS n. 605 Ministero della Pubblica IstruzioneDIPARTIMENTO PER L’ISTRUZIONEDirezione Generale per gli Ordinamenti Scolastici Ufficio VII Roma, 18 gennaio 2008
OGGETTO: Limiti di reddito per l’esonero dal pagamento delle tasse scolastiche per l’anno scolastico 2008 – 2009.
Com’è noto, l’art.21-9° comma della legge 11-3-1988,n.67 (legge finanziaria 1988) stabilisce, tra l’altro, che i limiti di reddito previsti dall’art.28 -4° comma della legge 28-2-1986,n.41 (legge finanziaria 1986) sono rivalutati, a decorrere dall’anno 1988,in ragione del tasso d’inflazione annuo programmato.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro ha comunicato in data 7 gennaio 2008 che il tasso d’inflazione programmato per il 2008 è pari al 1,7%. I limiti massimi di reddito, ai fini dell’esenzione dalle tasse scolastiche, pertanto, sono rivalutati, per l’anno scolastico 2008-2009, come dal seguente prospetto in euro: per i nuclei familiari formati dal seguente numero di persone
limite massimo di reddito per l’anno scolastico 2007-2008 riferito all’anno d’imposta 2006 rivalutazione in ragione del 1,7 %, con arrotondamento all’unità di euro superiore limite massimo di reddito espresso in euro per l’a.s. 2008-2009 riferito all’anno d’imposta 2007 1
euro 7.961,00
euro 10.234,00
euro 12.222,00
euro 14.209,00
15.835,00
euro 16.105,00
euro 301,00
euro 17.996,00
Si rammenta che con la C.M. n. 2 del 4-1-2006 e con la C.M. n.13 del 30-1-2007 è stato comunicato che gli studenti che si iscrivono al primo, secondo e terzo anno dei corsi di studio degli istituti di istruzione secondaria superiore sono esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche erariali.
L’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n.296 (legge finanziaria 2007) ha disposto, tra l’altro, che resta fermo il regime di gratuità ai sensi dell’articolo 28, comma 1 del decreto legislativo 17 ottobre 2005,n.226.
L’art.1 del D.M. 22 agosto 2007, n 139 – regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione – ha stabilito che l’istruzione obbligatoria è impartita per almeno dieci anni e si realizza secondo le disposizioni indicate all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006,n.296.
Viene, pertanto, confermato l’esonero dal pagamento delle tasse scolastiche erariali per gli studenti che si iscrivono al primo, al secondo e terzo anno dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore. IL DIRETTORE GENERALEMario G. Dutto Condividi su Facebook.	Categorie:Senza categoria	Tag: esonero, tasse	Esenzione prestazioni didattiche dall’I.V.A
Prot. n.602 DIPARTIMENTO PER L’ISTRUZIONEDirezione Generale per gli Ordinamenti scolastici Roma, 18 Gennaio 2008
Oggetto: Esenzione prestazioni didattiche dall’I.V.A – Adempimenti Ministero pubblica istruzione. L’articolo 1 bis, comma 7, della legge 3 febbraio 2006, n. 27, di conversione del decreto legge 5 dicembre 2005, n. 250, ha abrogato l’articolo 352 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 privando l’Amministrazione scolastica della competenza ad emettere i provvedimenti di "presa d’atto" relativamente alle scuole meramente private.Tale abrogazione ha aperto problemi in ordine all’esenzione dall’I.V.A. delle prestazioni didattiche in quanto l’articolo 10, n. 20, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 consente tale regime fiscale alle scuole "riconosciute" da pubbliche amministrazioni. Della questione si sono occupati anche l’Autorità per la concorrenza sul mercato e la Commissione europea chiedendo chiarimenti in ordine ai profili di disparità di trattamento fiscale, pur in presenza di sostanziale identità di attività svolta, che si producono tra soggetti in possesso del provvedimento di "presa d’atto" e quelli che non possono averla a seguito del nuovo quadro normativo introdotto dalla legge 27/2006. La questione rientra nelle competenze del Ministero dell’economia e delle finanze essendo le problematiche fiscali estranee al quadro di attribuzioni di questo Ministero che viene peraltro ad essere indirettamente coinvolto in quanto ritenuto depositario delle competenze tecniche necessarie per valutare la natura educativa e di istruzione delle attività svolte dai soggetti interessati.In spirito di collaborazione interministeriale, pur nel ribadire l’estraneità delle questioni fiscali al proprio ambito di competenza, questo Ministero ha stabilito interlocuzioni con l’Agenzia delle entrate cui la presente è diretta per conoscenza, proponendo soluzioni operative al delicato problema apertosi. Tali soluzioni sono state, almeno in parte, condivise e la presente circolare fornisce indicazioni sugli adempimenti che il Ministero della pubblica istruzione, attraverso i propri organi periferici, può svolgere per consentire un "riposizionamento" dell’azione dell’Amministrazione statale in materia di esenzione dall’I.V.A. delle prestazioni didattiche in conseguenza del venir meno di ogni possibilità di riconoscimenti formali.
1. AMBITO DI APPLICAZIONEPrima di fornire istruzioni procedurali si ritiene necessario circoscrivere l’ambito dei, pur limitati, adempimenti che questo Ministero può svolgere sulla materia senza esorbitare dai propri compiti istituzionali.La questione non riguarda né i soggetti nei cui confronti sia stato emesso decreto attributivo della parità scolastica né quelli che, all’esito dell’entrata in vigore dello specifico regolamento previsto dalla legge n. 27/2006, saranno iscritti negli appositi elenchi regionali. In tali ipotesi infatti il problema non si pone in quanto esistendo un provvedimento di formale riconoscimento si versa in fattispecie rispetto alle quali la legge 27/2006 non ha alcuna incidenza. Il campo nel quale sono chiamate ad operare le SS.LL. è costituito esclusivamente da quelle ipotesi nelle quali vi sia un soggetto che eserciti, al di fuori di ogni riconoscimento, il diritto costituzionale di libertà di insegnamento sancito dall’articolo 33 della Costituzione.Peraltro il D.P.R. 633/’72 fa riferimento a "riconoscimenti" di "pubbliche amministrazioni" non conferendo quindi a questo Ministero alcuna competenza esclusiva nella gestione della materia. Ne deriva la limitazione del campo di attività delle SS.LL. ai casi in cui si tratta di soggetti che esercitano attività rispetto alle quali sia ravvisabile una competenza tecnica dell’Amministrazione scolastica in quanto riconducibile a prestazioni didattiche corrispondenti ad aree presenti negli assetti ordinamentali propri dell’istruzione (lingua, musica, istruzione professionale, ecc…) e non ascrivibili alla competenza di altre pubbliche amministrazioni (Università, Regioni, Ministero beni culturali, ecc…).
2. ADEMPIMENTI E PROCEDUREPur nella consapevolezza che, nell’ambito delle procedure fiscali, l’esenzione dall’I.V.A. non costituisce beneficio al quale si accede presentando apposita istanza, ma trova applicazione quando ricorrano i presupposti previsti dalla norma fiscale, è da escludere che la collaborazione interministeriale possa risolversi nell’instaurazione di un rapporto diretto fra i soggetti interessati e gli organi di questo Ministero. Ciò non solo creerebbe equivoci nell’opinione pubblica autorizzando a pensare che il Ministero della pubblica istruzione eserciti ancora una vigilanza sull’attività degli stessi e garantisca la qualità delle attività ma sarebbe del tutto ultronea rispetto al quadro normativo inserendo nel procedimento che porta il privato a fruire del regime fiscale di esenzione atti di un’Amministrazione totalmente priva di competenze istituzionali nel settore.La collaborazione ministeriale può realizzarsi esclusivamente mediante l’esercizio di una competenza propria di questa Amministrazione che costituisca espressione delle conoscenze tecniche nella stessa istituzionalmente presenti. Pertanto, a richiesta delle Agenzie delle entrate competenti per territorio ed esclusivamente alle stesse, saranno rilasciati pareri tecnici relativi all’ascrivibilità dell’attività svolta dai soggetti di volta in volta interessati ad una delle categorie concettuali indicate nell’articolo 10, n. 20, del citato D.P.R. 633/’72, fermo restando quanto in precedenza ricordato nel paragrafo 1. Qualora la documentazione trasmessa dalle Agenzie non dovesse risultare sufficiente alla formulazione del parere tecnico sarà cura delle SS.LL. richiedere alle stesse di disporre un supplemento di istruttoria presso il soggetto privato interessato.Le SS.LL. vorranno adottare i provvedimenti organizzativi interni atti a corrispondere ai compiti sopradescritti. Si ringrazia per la collaborazione. IL CAPO DIPARTIMENTO- Giuseppe Cosentino Condividi su Facebook.	Categorie:Senza categoria	Tag: esenzione	Versamento Partita del Cuore Telethon
Pubblichiamo copia del versamento di quanto ricavato durante la Prtita del Cuore in favore di Telethon. Ringraziamo tutti per aver partecipato.
Condividi su Facebook.	Categorie:Senza categoria	Tag: cuore, partita, telethon	Obbligo Istruzione: linee guida
Il Ministro Fioroni, dopo aver acquisito le proposte contenute nel parere espresso dal CNPI il 18 dicembre u.s., con lettera del 27 dicembre, inviata ai Docenti, ai Dirigenti scolastici e a tutto il Personale della Scuola, ha trasmesso le linee guida sull’obbligo d’istruzione (decreto n. 139 del 22 agosto 2007). Al documento è allegata una Scheda di rilevazione dati per ottenere delle prime indicazioni sul recepimento e la conoscenza della nuova normativa. Le linee guida si possono scaricare dall’ Area Docenti di: http://mediapietramelara,supereva.it
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Decreto del Presidente della Repubblica 21 novembre 2007, n. 235 (in GU 18 dicembre 2007, n. 293) Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione; Visto l’articolo 328 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297; Visto l’articolo 21, commi 1, 2 e 13, della legge 15 marzo 1997, n. 59; Vista la legge 27 maggio 1991, n. 176, di ratifica della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989; Visti gli articoli 104, 105 e 106 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti o sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309; Visti gli articoli 12, 13, 14, 15 e 16 della legge 5 febbraio 1992, n. 104; Visto l’articolo 36 della legge 6 marzo 1998, n. 40; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567, e successive modificazioni; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria; Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, espresso nell’Adunanza del 25 luglio 2007; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza del 17 settembre 2007; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 12 ottobre 2007; Sulla proposta del Ministro della pubblica istruzione; Emana il seguente regolamento: Art. 1. Modifiche all’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249 1. L’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, è sostituito dal seguente: "Art. 4 (Disciplina). – 1. I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comporta-menti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell’articolo 3, al corretto svolgimento dei rapporti all’interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri di seguito indicati. 2. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica. 3. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto. 4. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità. 5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica. 6. Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono adottati dal consiglio di classe. Le sanzioni che comportano l’allontanamento superiore a quindici giorni e quelle che implicano l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi sono adottate dal consiglio di istituto. 7. Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai quindici giorni. 8. Nei periodi di allontanamento non superiori a quindici giorni deve essere previsto un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica. Nei periodi di allontanamento superiori ai quindici giorni, in coordinamento con la famiglia e, ove necessario, anche con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria, la scuola promuove un percorso di recupero educativo che miri all’inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica. 9. L’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l’incolumità delle persone. In tale caso, in deroga al limite generale previsto dal comma 7, la durata dell’allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo. Si applica, per quanto possibile, il disposto del comma 8. 9-bis. Con riferimento alle fattispecie di cui al comma 9, nei casi di recidiva, di atti di violenza grave, o comunque connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale, ove non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l’anno scolastico, la sanzione è costituita dall’allontanamento dalla comunità scolastica con l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi o, nei casi meno gravi, dal solo allontanamento fino al termine dell’anno scolastico. 9-ter. Le sanzioni disciplinari di cui al comma 6 e seguenti possono essere irrogate soltanto previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si desuma che l’infrazione disciplinare sia stata effettivamente commessa da parte dello studente incolpato. 10. Nei casi in cui l’autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d’anno, ad altra scuola. 11. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d’esame sono inflitte dalla commissione di esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.". Art. 2. Modifiche all’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249 1. L’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, è sostituito dal seguente: "Art. 5 (Impugnazioni). – 1. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante eletto dagli studenti nella scuola secondaria superiore e dai genitori nella scuola media, che decide nel termine di dieci giorni. Tale organo, di norma, è composto da un docente designato dal consiglio di istituto e, nella scuola secondaria superiore, da un rappresentante eletto dagli studenti e da un rappresentante eletto dai genitori, ovvero, nella scuola secondaria di primo grado da due rappresentanti eletti dai genitori, ed è presieduto dal dirigente scolastico. 2. L’organo di garanzia di cui al comma 1 decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento. 3. Il Direttore dell’ufficio scolastico regionale, o un dirigente da questi delegato, decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, anche contenute nei regolamenti degli istituti. La decisione è assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia regionale composto per la scuola secondaria superiore da due studenti designati dal coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti, da tre docenti e da un genitore designati nell’ambito della comunità scolastica regionale, e presieduto dal Direttore dell’ufficio scolastico regionale o da un suo delegato. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori. 4. L’organo di garanzia regionale, nel verificare la corretta applicazione della normativa e dei regolamenti, svolge la sua attività istruttoria esclusivamente sulla base dell’esame della documentazione acquisita o di eventuali memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o dall’Amministrazione. 5. Il parere di cui al comma 4 è reso entro il termine perentorio di trenta giorni. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere, o senza che l’organo di cui al comma 3 abbia rappresentato esigenze istruttorie, il direttore dell’ufficio scolastico regionale può decidere indipendentemente dall’acquisizione del parere. Si applica il disposto di cui all’articolo 16, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241. 6. Ciascun ufficio scolastico regionale individua, con apposito atto, le modalità più idonee di designazione delle componenti dei docenti e dei genitori all’interno dell’organo di garanzia regionale al fine di garantire un funzionamento costante ed efficiente dello stesso. 7. L’organo di garanzia di cui al comma 3 resta in carica per due anni scolastici.". Art. 3. Patto educativo di corresponsabilità e giornata della scuola 1. Dopo l’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, è inserito il seguente: "Art. 5-bis (Patto educativo di corresponsabilità). – 1. Contestualmente all’iscrizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un Patto educativo di corresponsabilità, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie. 2. I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonché di elaborazione e revisione condivisa, del patto di cui al comma 1. 3. Nell’ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, ciascuna istituzione scolastica pone in essere le iniziative più idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell’offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilità.". Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 21 novembre 2007 NAPOLITANO Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri Fioroni, Ministro della pubblica istruzione Visto, il Guardasigilli: Mastella Registrato alla Corte dei conti il 7 dicembre 2007 Una copia integrale dello Statuto si puo’ scaricare dal nostro sito Area Studenti
http://mediapietramelara.supereva.it
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SNALSCircolare iscrizione ogni ordine e grado a.s. 2008 / 2009
E’ stata emessa la circolare definitiva sulle iscrizioni alle Scuole dell’Infanzia e delle classi delle scuole di ogni ordine e grado relativa all’anno scolastico 2008/2009, la cui scadenza è fissata al 30 gennaio 2008 anziché al 26 come riportato dalla bozza (C.M. n. 110/07).
La Segreteria Generale ha operato una comparazione del testo licenziato rispetto alla bozza, onde verificare se le osservazioni formulate dalla nostra delegazione fossero state recepite. Dall’esame del testo è emerso, con soddisfazione, che tutte le nostre osservazioni sono state opportunamente recepite e, in particolare, il nuovo testo riporta le seguenti variazioni:
§ Nella premessa è stata recepita la nostra proposta di non consegnare l’intero POF ad ogni genitore al momento dell’iscrizione bensì "una in forma essenziale" onde evitare notevoli sprechi di carta, toner, ecc.;
§ è bene fare attenzione al capoverso in cui si parla delle nuove misure di sostegno per gli studenti delle scuole secondarie per il recupero dei debiti formativi. Come si ricorderà è stata presentata in bozza anche la direttiva sul recupero dei debiti formativi anche per la scuola media di 1° grado, sulla quale la Segreteria Generale ha formulato delle osservazioni sostanziali, e siamo in attesa dell’avvio del confronto;
§ E’ stata cancellata, per quanto attiene alle domande di iscrizione, la dicitura "al di fuori del territorio di appartenenza", in quanto la nostra delegazione aveva fatto rilevare che non ci sono norme che definiscono un territorio di appartenenza, anzi è vero il contrario.
2.2. Gli orari di funzionamento
§ E’ stato cancellato per quanto attiene il tempo scuola ordinario il "di norma" introducendo correttamente "per un massimo di 30 ore settimanali";
§ è stato introdotto ai sensi della legge 176/07 che "il tempo pieno, infatti, richiede, come è noto, la disponibilità di adeguate strutture edilizie e delle attrezzature idonee, nonché l’esplicito impegno dell’Ente locale ad assicurare il servizio di mensa".
§ La circolare ha cassato rispetto alla bozza "… è previsto, di norma, un orario complessivo di 30 ore settimanali …" introducendo quanto da noi sostenuto che le ore complessive sono 33, comprensive di orario obbligatorio e facoltativo opzionale, motivando che la legge "Moratti" è tutt’ora vigente;
§ è stato cassato, inoltre. per quanto attiene le lingue straniere "… discipline obbligatorie rientrano l’insegnamento della lingua inglese (mediamente per tre ore settimanali) e di una seconda lingua comunitaria (mediamente per due ore settimanali)". E’ stata accolta la nostra eccezione per cui il nuovo testo riporta "… Nelle discipline obbligatorie rientrano l’insegnamento della lingua inglese e di una seconda lingua comunitaria", ai sensi del D.L.vo n. 226/05.
5. Scuola Secondaria di II grado
§ E’ stata variata la procedura di iscrizione con la sottoscrizione del Patto educativo di corresponsabilità, adeguandola opportunamente al nuovo Statuto delle studentesse e degli studenti;
§ è stato introdotto, ex novo, il comma "… Per gli studenti che intendono avvalersi della possibilità di accedere ai percorsi di istruzione e formazione professionale, il dirigente assume agli atti la manifestazione formale della ….".
§ E’ stato introdotto un ultimo comma che rappresenterà un nuovo aggravio di lavoro per i Dirigenti scolastici della Scuola Secondaria di I grado, con seri dubbi sulla capacità di controllo della frequenza per quegli alunni che si iscrivono ai percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale.
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