Source: http://assicurazioneok.it/notizie.html
Timestamp: 2019-03-26 00:10:39+00:00
Document Index: 78015574

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.170', 'sentenza ', 'art.116', 'art.116', 'art. 37', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 162', 'art. 1']

Notizie sicurezza e prevenzione
Ciclomotori: niente risarcimento per il terzo passeggero
Sicurezza stradale: Asaps, di notte ubriachi alla guida 1 su 20
Infortuni sul lavoro: Tra il 4% e il 20% è causato dall’alcol
Slitta al 1° ottobre del 2005 il patentino ciclomotori per i maggiorenni
Auto, agli italiani ripararla ora costa di più. Spesa media 661 euro nel 2004
Da luglio un premio per le patenti che non hanno subito tagli
Corso on line gratuito per conseguire il patentino. Un’iniziativa Miur-Fondazione Ania per gli studenti
Legittimi i segnali stradali senza il numero d'ordinanza sul retro
Costituito un fondo per la sostenibilità ambientale della mobilità
NEL 2004 -9% MORTI, + 12% INCIDENTI PER TIR
Patente a punti: mezzo milione di ricorsi ma c'è chi aspetta la sanatoria
L’Italia potrà raggiungere l'obiettivo UE - 50% degli incidenti, dei morti e dei feriti entro il 2010, se diminuirà mediamente di 18.589 incidenti, 414 morti e 29.450 feriti ogni anno
Campagna di comunicazione Ue: "Bimbi in auto, usare cinture"
Patente a punti: quella della Corte Costituzionale una sentenza attesa
Pubblicati i dati Istat 2003. Calano gli incidenti stradali
Patente a punti anche per gli stranieri
“Viaggiare sicuri per voi stessi e per gli altri”. Sicurstrada, ASAPS, ANVU, presentano la campagna sulla sicurezza stradale, sostenuta da Unipol Assicurazioni
Troppo alcool alla guida
L’analisi degli incidenti dopo 6 mesi della Patente a punti
Infortunio in itinere nella propria abitazione. Un documento Inail chiarisce i limiti spaziali del percorso tutelato
Definite le caratteristiche dei giubbotti catarifrangenti da tenere in auto
Il terzo trasportato sul ciclomotore che subisca danni fisici in seguito a sinistro, non ha diritto a risarcimento dall’assicurazione, dal momento che la polizza non puo’ coprire una condotta vietata dalla legge (in base all’art.170 del Codice della Strada). Lo afferma la sentenza 3322/2005 del Tribunale di Catania, secondo la quale il cosiddetto trasporto anomalo non rientra tra le eccezioni contrattuali inopponibili al danneggiato e nemmeno tra le clausole che prevedono l’eventuale contributo dell’assicurato al risarcimento del danno. Il danneggiato quindi accetta consapevolmente una condizione che esclude la responsabilita’ dell’assicurazione e, quindi, non puo’ rivendicare nulla per il comportamento scorretto che decide di mettere in atto.
L’uso del cellulare in auto, anche con il viva voce, aumenta il rischio di incidenti.
Utilizzare il telefono cellulare alla guida, anche con l’impiego di viva-voce o auricolari, aumenta di quattro volte il rischio di incidente grave.
L’incremento di rischio è stato valutato in uno studio, realizzato dall’Insurance Institute for Highway Safety e pubblicato dal British Medical Journal, comparando l’uso del telefonino nei dieci minuti prima dell’incidente con l’uso effettuato dallo stesso guidatore la settimana precedente.
Il campione dello studio è costituito da guidatori ricoverati in ospedale per ferite subirte in incidenti dall’aprile 2002 al luglio 2004.
La ricerca è stata svolta in Australia dove le compagnie telefoniche sono più inclini a fornire i dati relativi alle chiamate degli utenti, con il consenso degli stessi.
L’incremento quadruplo negli incidenti con feriti è costante tra i diversi gruppi di guidatori; lo stesso incremento è stato riscontrato considerando il gruppo degli uomini e quello delle donne, così come i gruppi degli over-30 e dei guidatori più attempati, così come tra coloro che utlizzavano il telefonino con sistemi vivavoce (o auricolare) e tra coloro che invece tengono il telefonino in mano mentre guidano.
Secondo i ricercatori, i risultati suggeriscono che vietare l’uso del cellulare in auto non necessariamente accresce il livello di sicurezza se ne viene consentito l’uso con sistemi quali il vivavoce o l’auricolare.
Uno studio, condotto nel 2003, era giunto a conclusioni simili.
Quando viaggiamo di notte e incrociamo 20 auto, almeno una di queste potrebbe essere guidata da una persona completamente ubriaca. E' la conclusione-choc cui arriva "Il Centauro", la rivista ufficiale dell'Associazione sostenitori amici polizia stradale, che nel prossimo numero pubblichera' un'analisi approfondita dei dati statistici diffusi dalla Polizia stradale sulle cosiddette "stragi del sabato sera" e relativi al periodo gennaio-maggio. "Tra la mezzanotte e le 6 - spiega Franco Taggi, direttore del reparto "Ambiente e traumi" dell'Istituto superiore di sanita' - la percentuale di automobilisti controllati dalla Polstrada che presentavano alcolemie superiori a 1,5 g/l (in pratica, ubriachezza evidente con incapacita' di valutare le distanze, gravi disturbi nell'equilibrio, eccitazione, etc, ndr) risultava pari al 5,3%. E questo corrisponde circa ad un conducente su 18. Ora, anche se mirati, i controlli in questione risentono sostanzialmente della situazione presente sulle strade in quelle fasce orari. Non e' certo una valutazione rassicurante". Nel periodo in questione, fa notare la rivista, la proporzione di conducenti controllati che presentavano una alcolemia superiore al limite di legge (0,5 g/l) e' diminuita di 4 punti percentuali, ma il consumo di alcool sembra crescere con l'eta': dato nemmeno troppo sorprendente per un Paese che conta un milione di alcolisti e 3-4 milioni di bevitori eccessivi. Sono gli over 32, dicono i dati della Stradale, a bere di piu', ma "a parita' di alcolemia - denuncia l'Asaps - il rischio di provocare un incidente grave o mortale aumenta rapidamente al diminuire dell'eta' del conducente. Tanto per dare un'idea, con un alcolemia di 1 g/l, un giovane di 20 anni ha un rischio doppio di un uomo di 50 anni". (AGI).
Secondo quanto dichiarato dell’Istituto Superiore di Sanità sul tema “Alcol e lavoro in occasione della Giornata per la prevenzione alcologica,è emerso che una percentuale compresa tra il 4 e il 20% di tutti gli incidenti sul lavoro in Italia risulta alcol correlata. L’abuso di alcol, non risulta essere un problema solo italiano, infatti secondo L'Organizzazione Internazionale per il Lavoro, il 10-12% di tutti i lavoratori di età superiore ai 16 anni ha problemi legati all'abuso o alla dipendenza da alcol. L’uso di alcol durante l’attività lavorativa può essere particolarmente dannoso in alcune lavorazioni in particolare quelle nelle quali è richiesta concentrazione, quelle nelle quali si utilizzano macchinari o si conducono veicoli. Inoltre viene segnalato come l'interazione dell'alcol con alcune sostanze chimiche può risultare particolarmente nocivo, ad esempio “il consumo di alcol associato all'esposizione a metalli, a pesticidi o a solventi può provocare danni al fegato e al sistema nervoso; la combinazione alcol- nitroglicerina può danneggiare l'apparato cardiovascolare, mentre se associate alle basse temperature le bevande alcoliche possono provocare patologie da raffreddamento e se consumate nel corso di attività rumorose possono essere fonte di danni all'apparato uditivo.” Considerando che il fegato elimina l’alcol, con la velocità di un bicchiere l’ora, è chiaro che il consumo di bevande alcoliche deve essere evitato anche nelle ore che precedono l’attività lavorativa.
Slitta al 1° ottobre del 2005 la decorrenza per l'obbligo di conseguire il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori, detto comunemente "patentino".
- Coloro che alla data del 30 settembre 2005 hanno raggiunto la maggiore età conseguono il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori previa presentazione di domanda al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri corredata da certificazione medica che attesti il possesso dei requisiti fisici e psichici di cui al comma 1-quater.";
- Coloro che sono già titolari di una patente di guida non possono conseguire il patentino. I titolari di certificato di idoneità alla guida sono tenuti a restituirlo ad uno dei competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri all’atto del conseguimento di una patente;
- Viene modificata la disposizione sull'incauto affidamento prevista dall'art.116 comma 12, aggiungendo la previsione della responsabilità di chi "lo affida o ne consenta la guida a persona che non abbia conseguito la patente di guida, il certificato di idoneità di cui ai commi 1-bis e 1-ter o il certificato di abilitazione professionale.";
- Scatta anche per gli adulti che guidano un ciclomotore sprovvisti di certificato o patente, la sanzione da 516 euro prevista dall'art.116 CdS, comma 13 bis, prima prevista solo per i minorenni.
Rimangono ancora alcuni dubbi da chiarire. Coloro che sono già maggiorenni alla data del 30 settembre dopo la presentazione della domanda corredata di certificato medico ( che attesti il possesso dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente A) poiché è impensabile che tutti ricevano il certificato entro il 1° ottobre, potranno guidare con copia della domanda e del certificato stesso, regolarmente protocollate?
Non emerge dal DL il limite della durata temporale del certificato, che non si può pensare possa essere permanente considerato il possibile scadimento dei requisiti psico fisici dei titolari a causa dell'età o altri fattori sopraggiunti.
Sono ben 23.060 milioni di euro quelli spesi dagli italiani nel 2004 per la manutenzione e le riparazioni delle loro autovetture. E' quanto emerge da un'analisi condotta dall'Osservatorio Autopromotec. Rispetto al 2003, precisa l'analisi, il fatturato per l'autoriparazione e' cresciuto del 3,29% per effetto congiunto della variazione nel numero delle operazioni eseguite e della dinamica dei prezzi. Cresciuta anche la spesa media per autovettura, 661 euro rispetto ai 651 del 2003.
Dal primo luglio prossimo, a due anni esatti dall'approvazione della legge sulla patente a punti, scattera' la ricarica di due punti per tutte le licenze che non hanno subito tagli. Il ministero dei Trasporti ha calcolato che la ricarica riguardera' circa 30 milioni di patenti per un totale di 60 milioni di punti, a fronte degli 11 milioni di punti (2,8 milioni di patenti) tolti dall'entrata in vigore della legge. Alla stessa data scattera' anche il secondo bonus, per coloro che in due anni hanno commesso solo un'infrazione. In sostanza torneranno a quota venti tutti i conducenti che, avendo subito tagli, non hanno pero' commesso altre infrazioni per due anni consecutivi.
Un corso di formazione a distanza, completamente gratuito, che consentirà ai ragazzi di sostenere gli esami per conseguire il patentino per la guida dei ciclomotori.
E’ il frutto di un Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale.
Dal 1 luglio 2004 infatti per tutti i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni che vogliono guidare un ciclomotore è obbligatorio un certificato d’idoneità alla guida. Il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale hanno realizzato una piattaforma interattiva per l’e–learning, i cui contenuti sono certificati dal Ministero stesso, per permettere ai ragazzi di accedere al corso attraverso il pc con una password fornita dalla loro scuola.
Ogni istituto dividerà i propri studenti in classi e assegnerà ogni classe ad un tutor che certificherà le ore di apprendimento necessarie per poter sostenere l’esame. Saranno tre personaggi di fumetti, ideati per l’iniziativa, ad accompagnare i ragazzi all’apprendimento delle regole della circolazione stradale. Il programma prevede tre moduli didattici: norme di comportamento, segnaletica e rispetto delle regole. Alla fine di ogni modulo sarà possibile sottoporsi ad un test di autovalutazione, certificato dal Ministero dei Trasporti.
I ragazzi potranno comunque accedere con la propria password alla piattaforma anche dal proprio computer collegandosi al sito www.patentinoonline.it
Pene piu' severe per i pirati della strada, mentre le vittime che hanno avuto la vita compromessa dall'incidente potranno ottenere parte dei risarcimenti economici - dal 30 al 50 % - prima della sentenza. Gli stessi processi inoltre avranno tempi piu' brevi. E' quanto previsto dalle disposizioni approvate alla Camera e ora all'esame del Senato, che modificheranno il Codice della strada. Le pene per lesioni gravi o gravissime passano da tre mesi ad un anno di reclusione, mentre per l'omicidio colposo la condanna minima passa da uno a due anni (la massima resta a cinque). Se l'incidente ha provocato una lesione grave o gravissima (più di 40 giorni di prognosi), al colpevole puo' essere sospesa la patente fino a due anni e, nel caso di omicidio, fino a quattro anni. Ai condannati il giudice potra ordinare sei ore alla settimana di lavoro di pubblica utilita in enti locali, associazioni di volontariato o di assistenza.
Da Assicura
La mancata apposizione degli estremi dell'ordinanza sul cartello stradale non costituisce presupposto idoneo a rendere il divieto inefficace. Con la nota 5846/PL/2004, il Ministero delle Infrastruttura ha precisato che le ordinanze hanno essenzialmente lo scopo di legittimare la collocazione dei segnali e per fissare termini di decorrenza del provvedimento connesso, anche in funzione dell'art. 37 del citato codice che, al comma 3, prevede il ricorso contro i provvedimenti e le ordinanze che dispongono o autorizzano la collocazione di segnaletica entro un termine che decorre proprio dallo stesso provvedimento.
Costituito un fondo per la sostenibilità ambientale, finanziato con un aumento delle accise sui carburanti, con una dotazione di 140 milioni di euro annui a decorrere dal 2006, che serviranno a sostenere le iniziative dei Comuni a tutela di un interesse primario dei cittadini e finanziare interventi in favore del trasporto pubblico locale. E' quanto prevede il decreto-legge n. 16 del 21 febbraio 2005 recante interventi urgenti per migliorare la qualità dellíaria nei centri urbani. Il provvedimento interviene altresì a sostegno del mantenimento di adeguati standard di ordine e sicurezza pubblica e favorisce il completamento delle opere infrastrutturali dellíANAS.
Sempre meno morti sulle strade italiane nel 2004: i decessi sono stati 3.735 contro i 4.191 del 2003, il 9% in meno. Gli incidenti sono scesi a 158.000 contro i 170.000 del 2003, con una diminuzione del 7%. I dati sono stati comunicati dal sottosegretario ai Trasporti Paolo Ugge' in una conferenza stampa a Roma. In controtendenza il dato sui mezzi pesanti. Nel 2004, infatti, i sinistri in cui sono stati coinvolti veicoli di portata superiore alle 3,5 tonnellate sono aumentati del 12%, passando dai 10.200 del 2003 agli 11.500 dello scorso anno. Non è ancora disponibile, fa sapere il ministero dei Trasporti il dato 2004 sui decessi in cui sono stati coinvolti automezzi pesanti.
Una valanga di ricorsi sta per abbattersi sui giudici di pace per contestare il taglio dei punti alla patente all'indomani della sentenza della Corte Costituzionale secondo cui la sanzione può essere applicata solo se viene identificato l'automobilista alla guida. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori sono circa mezzo milione i ricorsi in arrivo. I siti e le sedi delle associazioni sono state prese d'assalto da cittadini che vogliono sapere come fare ricorso e quindi riprendersi i punti persi. Intanto c'è grande attesa per una sanatoria che il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi, ha promesso a più riprese, ma che nei fatti ancora non è arrivata. Si vuole, infatti, trovare prima una soluzione per l'identificazione del conducente. I tecnici dei ministeri delle Infrastrutture e degli Interni stanno mettendo a punto un provvedimento che permetta di individuare con certezza chi commette l'infrazione. Non sarà facile. Si potrebbero usare le telecamere dei varchi dei centri storici, ma si dovrà tener conto delle norme sulla privacy per non andare incontro ad un 'niet' del Garante. «I moduli scaricati dai siti delle quattro associazioni aderenti ad Intesaconsumatori - dice Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori - sono oltre 500 mila. Le nostre sedi sono state letteralmente prese d'assalto e riceviamo centinaia di telefonate al giorno e oltre mille contatti giornalieri ai nostri siti». Tutto questo sottolinea il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, «finirà per intasare l'unico ramo della giustizia che ancora funziona: i giudici di pace». I consumatori, poi, lamentano la latitanza dei ministeri competenti, delle Infrastrutture e Trasporti e degli Interni: «I ministeri non ci hanno fatto sapere nulla - dice Lannutti -. Abbiamo chiesto un incontro per chiarire ai cittadini cosa debbano aspettarsi all'indomani della decisione della Consulta. Ma non ci hanno dato nessuna risposta. E intanto i ricorsi ai giudici di pace si moltiplicano». I consumatori, comunque, ribadiscono di approvare i principi della patente a punti, che ha ridotto gli incidenti stradali del 18%, ma si dicono «soddisfatti» della sentenza della Corte Costituzionale. «La norma che addossava ai proprietari dei veicoli l'obbligo della delazione era odiosa - dice Lannutti - si dovevano fornire il numero della patente e nome della persona alla guida dell'auto al momento della contravvenzione. Adesso, migliaia di automobilisti ai quali sono stati detratti i punti della patente o perché non hanno ricordato o perché si sono rifiutati di fare i delatori, hanno diritto di rivalsa e di congruo risarcimento danni verso il ministero delle Infrastrutture che non ha voluto mai ascoltare le ragioni degli utenti e dei consumatori». «Molte persone non hanno ancora ben chiaro la questione - spiega Paolo Landi, presidente dell'Adiconsum - mentre prima se non davo il nominativo di chi guidava mi venivano tolti comunque i punti dalla patente. Ora, invece, se non sono in grado di dare nominativo pagherò una multa aggiuntiva di 357 euro. In più la sentenza ha efficacia dalla data della pubblicazione. Per tutti i procedimenti in corso d'opera vale la nuova procedura, mentre per chi ha già chiuso col passato è necessario un provvedimento di sanatoria del governo». In attesa che il Governo vari la sanatoria, l'Adiconsum, spiega che «è opportuno fare domanda al Corpo che ha emesso la multa o al ministero per chiedere la restituzione dei punti - aggiunge Landi -. Comunque, probabilmente, la sanatoria prevederà il pagamento della multa per intero di 357 euro. E non credo che sia per tutti, ma solo per coloro che hanno fatto ricorso». E allora bisognerà vedere «se il gioco vale la candela - aggiunge Landi -. Recuperare cinque punti può costare molto caro. Allora è meglio aspettare due anni e rispettare il Codice della Strada per vederseli riaccreditare automaticamente». Allora, «attenzione a fare salti di gioia perché la multa sarà più salata - aggiunge Landi -. È stata solo sanata una questione di diritto, ma sul piano della convenienza pratica la situazione non è migliorata». L'Adiconsum ribadisce l'importanza della patente a punti quale strumento di deterrenza, ma considera opportuno cambiare le regole per il recupero dei punti. «È sbagliato monetizzare i punti - denuncia Landi -. Ora si recuperano i punti andando all'autoscuola e pagando il corso, ma nessuno controlla. È un meccanismo che si presta alla furbizia e al raggiro. Sarebbe meglio sospendere la patente per una settimana o quindici giorni quando si finiscono tutti i 20 punti disponibili. Monetizzare i punti, invece, diventa solo strumento per fare cassetta e ne usufruiscono solo le autoscuole».
Per l’Unione Europea gli incidenti i morti e i feriti devono calare del 50%, entro il 2010, tenendo come base di calcolo la sinistrosità del 1997. Poiché nel 1997, secondo i dati ufficiali Istat, si sono contati 190.031 incidenti, 6.226 morti e 270.962 feriti, è evidente che entro il 2010 il compito assegnato dall'Europa ai Paesi membri, per l'Italia si traduce in un risultato finale di 95.015 incidenti, 3.113 morti e 135.481 feriti. In sostanza considerando che per arrivare al 2010, vanno considerati i dati dei 7 anni mancanti, 2004 compreso, tenuto conto che dal 1997 al 2003 gli incidenti e i feriti sono addirittura aumentati del 18 % e i decessi sono calati di 211 con una percentuale in lieve diminuzione del 3,9%, il compito che ci spetta per recuperare il terreno perduto non sarà proprio agevole. Dal 2004 al 2010 compreso il calo complessivo, per centrare l'obiettivo Ue, dovrà essere di 130.126 incidenti, 2.902 morti e 206.179 feriti in meno, rispetto agli ultimi dati conosciuti, quelli del 2003. In sostanza per ognuno dei 7 anni mancanti dal 2004 al 2010 la diminuzione media dovrà essere di 18.589 incidenti, 414 morti e 29.454 feriti in meno. In percentuale, rispetto ai dati del 2003, gli incidenti dovranno diminuire entro il 2010 del 57,8%, i morti del 48,2%, i feriti addirittura del 64,6% . Un compito severo specie per il numero dei sinistri e dei feriti, ma non impossibile, soprattutto se si insisterà con più convinzione nel sistema dei controlli su strada dopo la PaP, e se si rivedrà il meccanismo del recupero punti. Si dovrà poi incentivare la rete dei controlli per la guida in stato di ebbrezza da alcol e sostanze, modificando anche la previsione sanzionatoria. Servono evidentemente maggiori finanziamenti per gli interventi, assolutamente non più rinviabili, nell'adeguamento e miglioramento del sistema stradale. Una partenza ad handicap, un traguardo non impossibile.
Al via campagna contro mancato utilizzo delle cinture e dei seggiolini per i bambini Bambini a rischio quando sono trasportati in auto in città. L'Unione Europea ha verificato che nella maggioranza dei casi non vengono utilizzate le cinture di sicurezza: l'Italia è quasi ultima in Europa, insieme alla Grecia. Per questo, l'Ue ha deciso di investire un milione e 400mila euro per incoraggiare l'uso delle cinture nelle automobili attraverso una campagna chiamata "Eurochires 2005".
Sentenza attesa quella della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittime le nuove norme del Codice della Strada che hanno introdotto la patente a punti, nella parte dell'articolo 126 bis comma 2, che prevede che, in caso di mancata identificazione del trasgressore, i punti devono esser tolti al proprietario del veicolo, salvo che questi non comunichi, entro 30 giorni, il nome e la patente di chi guidava in quel momento l'auto.
Il risultato, nei fatti, metterà in discussione l’’efficacia della patente a punti, dal momento che il deterrente maggiore alle infrazioni al Codice della Strada era proprio la sottrazione dei punti. Ora per poter decurtare i punti sarà necessario fermare ed identificare il guidatore. Attualmente il 90% circa delle infrazioni viene rilevato a distanza, senza il fermo dell’automobilista. I punti, quindi, che potranno essere sottratti diminuiranno, dal momento che non si determinerà chi era alla guida del veicolo quel determinato giorno, a quell’ora e la pubblica amministrazione potrà quindi solo applicare la multa. Diviene ancora più importante puntare sulla vigilanza con l’aumento delle pattuglie in servizio di vigilanza con il compito dell’immediata identificazione del conducente e contestazione della sanzione. In questo modo si ottiene un forte e benefico effetto dissuasivo ed educativo.
Questa sentenza mette in crisi l’impianto normativo della patente a punti, e segue l’altra decisione della Corte Costituzionale, relativa all’abolizione della cauzione per poter presentare ricorso al Giudice di Pace, che ha avuto l’effetto (visto che tanto non costa nulla) di ingolfare la giustizia con migliaia di ricorsi con la conseguenza che molte sanzioni vengono annullate per prescrizione.
E' indispensabile, per evitare di annullare gli effetti positivi del provvedimento del luglio 2003, che secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili ha ridotto del 5,9% gli incidenti, del 6,6% i feriti e del 10,7% le vittime, un intervento rapido del Governo, con un Decreto Legge, per chiudere le falle che si sono create ed intervenire sull’adeguamento di una norma che dopo un anno e mezzo di applicazione dimostra delle lacune che debbono essere colmate e già segnalate da tempo dagli esperti.
Fondamentale rimane, comunque, mantenere alta l’attenzione sul problema della sicurezza stradale, in modo da far crescere negli automobilisti la cultura della sicurezza e del rispetto delle regole che non debbono considerarsi come norme vessatorie ma utili per la salvaguardia della vita umana.
Testo SENTENZA della Corte costituzionale N.27 dell’ANNO 2005
Non è legittimo togliere i punti di patente a chi è solo proprietario dell'auto e non è stato identificato con certezza mentre commetteva l'infrazione: la Corte costituzionale ha cancellato con un colpo di spugna l'articolo 126 bis comma 2 del decreto legislativo 285 del 1992 per violazione dell'articolo 3 della Costituzione sull'uguaglianza di tutti i cittadini e sulla base della considerazione che la disposizione dava vita a una sanzione "assolutamente sui generis": in sostanza si infliggeva una sanzione personale ma non riconducibile "ad un contegno direttamente posto in essere dal proprietario del veicolo e consistente nella trasgressione di una specifica norma relativa alla circolazione stradale". E' irragionevole - argomenta ancora la sentenza - la scelta legislativa di porre la sanzione di togliere punti di patente (per certi versi assimilabile alla sospensione dell'autorizzazione alla guida) a carico del proprietario del veicolo che non sia anche il responsabile dell'infrazione stradale. A sollevare la questione di legittimità della norma, sotto diversi profili, erano stati numerosi giudici di pace. (24 gennaio 2005)
NIENTE TAGLI SUI PUNTI PATENTE PER LE VIOLAZIONI NON REGISTRATE
Non verranno tolti i punti sulla patente per le violazioni del Codice stradale non ancora comunicate all'Anagrafe nazionale del Ministero dei Trasporti. Lo stabilisce la circolare del ministero dell'Interno n. 300/A/1/41236/109/16/1, del 4 febbraio, riprendendo la sentenza 27/05 della Consulta, che aveva bocciato la possibilita' di sottrarre i punti al proprietario del veicolo se non viene indicato il nome della persona alla guida. I tagli non ancora registrati quindi saranno cancellati, mentre non e' chiaro l'esito delle decurtazioni gia' inserite in Anagrafe, sulle quali dovranno pronunciarsi i Ministeri dell'Interno e dei Trasporti.
225.141 incidenti (-5.9%), 6.015 morti (-10,7%), 318.961 feriti (-6,6%)
Patente a punti: contributo decisivo
In sei mesi: incidenti - 12% morti - 20% feriti
Costi sociali: 35.464 milioni di Euro=2,7% Pil
2003: calano gli incidenti stradali. Sono stati 225.141, il 5,9% in meno del 2002 (quando erano stati 239.354). Diminuiti anche morti (6.015, contro i 6.739 del 2002: -10,7%) e feriti (318.961, il 6,6% in meno del 2002, quando erano risultati 341.660). Decisivo il contributo della Patente a punti. Nei primi sei mesi di applicazione, (il secondo semestre 2003), infatti, gli incidenti sono diminuiti del 12%, i morti del 20% e i feriti del 14%. Le riduzioni più rilevanti si sono registrate nelle strade extraurbane (-18,6%), nelle statali e provinciali che attraversano i piccoli centri (-16,8%) e in autostrada (-15,9%). Più contenuta (-8,8%) la riduzione in città. I costi sociali dell'incidentalità 2003 ammontano a 35.464 milioni di Euro, pari al 2,7% del PIL. Più di 900 milioni di Euro i costi umani (spese sanitarie, danno biologico e morale, mancata produzione), risparmiati in soli 6 mesi grazie alla Patente a punti. E' questo, in estrema sintesi, il profilo del fenomeno incidentalità stradale, così come emerge dall'analisi dei dati ACI-Istat sugli incidenti stradali nel 2003, presentata a Rimini in occasione del secondo Salone Internazionale della Sicurezza Stradale. Malgrado la Patente a punti, tuttavia, il bilancio resta allarmante. 617 incidenti nel "giorno medio", con 16 morti e 874 feriti; giugno il "mese shock"; venerdì il "giorno nero". Le "18.00", l'ora più a rischio; la notte (dalle 22.00 alle 6.00 del mattino) il periodo con il più alto tasso di mortalità. Sulle strade urbane il maggior numero di incidenti (75%, sono il 6% sulle autostrade), con il 40,2% di morti (11,2% sulle autostrade). Guida distratta/andamento indeciso, mancato rispetto distanze di sicurezza ed eccesso di velocità le cause principali. 7.524 gli incidenti per ebbrezza da alcool, 1.970 quelli dovuti a malore o colpo di sonno, 7.490 causati da attraversamenti irregolari della strada da parte dei pedoni. Per quanto riguarda, invece, difetti o avarie dei veicoli, si segnalano 912 incidenti per rottura o insufficienza dei freni, 762 per scoppio o eccessiva usura dei pneumatici. Coinvolti soprattutto i conducenti, (65,3% dei decessi e 68,8% dei feriti), seguono i passeggeri trasportati, (22,1% dei morti e 25,8% dei feriti), e i pedoni, (12,7% dei morti e 5,4% dei feriti). Lombardia: (48.719 incidenti, con 936 morti e 66.971 feriti), Lazio: (27.099; 482; 37.891), ed Emilia Romagna: (24.712; 700; 34.158), le Regioni "più colpite", Valle d'Aosta, Molise e Basilicata quelle che hanno fatto registrare il minor numero di incidenti, rispettivamente: 413, 619 e 786. Per quanto riguarda le Province, invece, la "top ten" vede ai primi due posti Milano con 28.296 incidenti, seguita da Roma con 21.821. Agli ultimi posti Vibo Valentia con 279 incidenti e Potenza con 313.
Come noto, l’art. 6 ter del Decreto Legge 151/03 ha previsto un meccanismo di inibizione alla guida in Italia, nei confronti dei conducenti stranieri che abbiano conseguito la patente in un Paese dove non è in vigore la patente a punti. In particolare, l’art. 6-ter ha stabilito l’istituzione, presso il CED del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di una banca dati nella quale sono inserite le decurtazioni di punteggio comminate agli autisti stranieri.
I conducenti esteri che, in un anno, esauriscano i 20 punti, non possono guidare in Italia per un periodo di due anni.
Tale divieto è ridotto:
- ad un anno per gli stranieri che finiscano il punteggio a disposizione, nell’arco di due anni;
- a 6 mesi per gli stranieri che terminino i punti in un periodo compreso tra i due ed i tre anni.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso noto che la banca dati sopra indicata sarà pronta dal 25 Maggio 2004, ed all’interno della stessa saranno inserite anche le infrazioni commesse dallo scorso 13 Agosto 2003, data di entrata in vigore della già citata normativa.
Ciò costituisce un ulteriore passo in avanti verso la concreta attuazione del valore della sicurezza della circolazione stradale.
“Viaggiare sicuri per voi stessi e per gli altri”. Sicurstrada, ASAPS, ANVU, presentano la campagna sulla sicurezza stradale, sostenuta da Unipol Assicurazioni.
Presentata la campagna informativa sulla sicurezza stradale “Viaggiare sicuri per voi stessi e per gli altri” predisposta da Sicurstrada, ASAPS (Associazione Amici e Sostenitori Polizia Stradale) e ANVU (Associazione Professionale Polizia Locale e Municipale d’Italia) e sostenuta da Unipol Assicurazioni. Sicurstrada, ASAPS e ANVU hanno fermamente voluto questa campagna nazionale (che prevede affissioni e distribuzione di materiale informativo) ritenendo fondamentale la necessità di investire sull’informazione e sulla responsabilizzazione degli utenti della strada, affinché si diffonda la pratica di comportamenti corretti alla guida, il rispetto di tutte le categorie di utenti, a partire da quelli più deboli, in generale la civiltà e il buon senso, risorse in grado di limitare il numero di vittime più di qualsiasi misura repressiva o tardivamente punitiva. La necessità di tenere alta l’attenzione sui temi della sicurezza stradale è evidenziata dagli stessi dati del Ministero degli Interni, sull’efficacia della “patente a punti” che nel periodo 1 luglio – 31 dicembre 2003 hanno evidenziato risultati positivi, ma in riduzione rispetto ai primi 50 giorni dopo l’entrata in vigore delle nuove norme. Risultati in rallentamento che secondo gli esperti sono dovuti soprattutto all’esaurimento dell’effetto annuncio e della campagna dei media sulla patente a punti, oltre al fatto che il sistema dei controlli è tornato ad essere non adeguato alla necessità di mantenere elevata negli utenti una chiara percezione del rischio che si corre nel violare le norme del Codice. La volontà delle tre Associazioni di mettere la campagna a disposizione gratuitamente di Enti, Pubbliche Amministrazioni, Associazioni, che vogliano contribuire a diffonderla e a farla propria, ha l’obiettivo di sensibilizzare anche le Istituzioni a tenere elevata l’attenzione al problema. La campagna, a messaggio multiplo, e sviluppata tramite affissioni e pagine di pubblicità progresso sulla stampa, pone al centro una serie di quadri accompagnati da altrettanti slogan su cui riflettere (Clack, il suono della sicurezza, Non fare la testa di casco, indossalo!, L’unico pieno che non ti fa andare lontano, Spensierati si nasce, automobilisti si diventa, Il tuo nemico sulla strada non porta la divisa, La velocità frantuma ogni limite, e non solo quello…, Occupazione pacifica di suolo pubblico, Occhio a chi pedala, Nessun pedone merita il tuo scacco), e si pone l’obiettivo di mettere a fuoco le abitudini e i comportamenti scorretti da evitare, che rendono le nostre strade pericolose e mortali, temi classici come l’uso di cinture e casco, la riduzione della velocità e dell’assunzione di sostanze alcoliche, e temi più specifici come il rispetto degli anziani pedoni e ciclisti (utenti deboli) sulle strade ed il rispetto delle Forze dell’ordine che sulla strada operano per la sicurezza di tutti. Campagna che non pone al centro dell’attenzione solo la patente a punti con la possibilità di perdere la patente ma i comportamenti individuali, l’autoregolazione, la voglia di porre al centro il rispetto delle regole, la convivenza civile tra cittadini sulle strade. La prudenza in questa campagna diventa un valore, prudenza come simbolo di coraggio, contrapposto ai modelli culturali imperanti che vedono nella velocità, nel spingersi oltre i limiti, nel trasgredire i valori dell’uomo forte. La rete delle oltre 700 agenzie di Unipol presenti sul territorio nazionale divulgherà i contenuti della campagna ai suoi oltre 2 milioni di clienti con iniziative specifiche. Unipol da un decennio con Sicurstrada è stata ed è impegnata nell’educazione stradale dei giovani e degli studenti, ora anche degli adulti-lavoratori, in collaborazione con le Organizzazioni del mondo del lavoro dipendente ed autonomo per il problema degli infortuni professionali su strada ed “in itinere” e con le Organizzazioni dei pensionati sui temi della mobilità urbana degli utenti deboli.
Uno spaccato dell’ebbrezza alla guida nel 2002 (ultimi dati disponibili) in una rielaborazione dell’Asaps – Il Centauro dei dati Istat sull’attività di contrasto alla guida in stato di ebbrezza della sola Polizia Stradale nel 2002, permette di avere una visione della portata e delle caratteristiche del fenomeno abuso da alcol e stupefacenti .
Le contestazioni per guida in stato di ebbrezza, della sola Polstrada, nel 2002 sono state 25.389 (dati Istat) di queste 22.584, cioè l’89%, hanno riguardato i conducenti di automobili, 1.244 (4,9%) i conducenti di autocarri, 8 i conducenti di autobus, appena lo 0,03%, 388 i motociclisti (1,5%), a sorpresa sono stati invece 963 i ciclomotoristi risultati ebbri alla guida, pari al 3,8%, anche se va considerato che il parco ciclomotori è più che doppio rispetto a quello dei motociclisti. Sono stati addirittura 52 i ciclisti (0,2%) in stato di ebbrezza. Non si deve infatti dimenticare che l’applicazione dell’art. 186 CdS è riferita genericamente a chi guida. 3.922 violazioni sono state contestate dalla Stradale sulle autostrade (15,4%), 9.494 (37,4%) sulle strade extraurbane, 11.965 (47,1%) sulle strade urbane, e 8 su tratti imprecisati.
Complice è la notte, infatti 20.146 infrazioni sono state contestate dalle 22 alle 06 del mattino, pari al 79,3%, fascia oraria nella quale la Polizia Stradale fa un maggior uso degli etilometri, 3.739 (14,7%) nel pomeriggio dalle 15 alle 21 e appena 1.504 (5,9%), agli irriducibili che sono ebbri anche al mattino dalle 7 alle 14.
Circa le fasce d’età, 88 casi (0,3%) hanno riguardato i minori fino ai 17 anni, 5.586 (22%) hanno riguardato i giovani fra i 18 e i 24 anni, 8.352 (32,9%) adulti fra i 25 e i 32 anni, 11.358, cioè il 44,7%, ha riguardato gli over 32 anni.
Le contestazioni per guida in stato di ebbrezza da stupefacenti sono state 1.120, ma in questo caso la rilevazione presenta aspetti procedurali ancora più difficili e delicati, ora in via di parziale superamento. 997 gli automobilisti, pari all’89%, la stessa percentuale di abuso da alcol, 58 camionisti (5,1%, questo dato in parte sorprende), nessun conducente di autobus, 27 motociclisti (2,4%), 30 ciclomotoristi (2,7%), un solo ciclista.
Fra le fasce d’età degli assuntori di sostanze 6 (0,5%) avevano meno di 17 anni, 347 (30,9%) fra i 18 e i 24 anni, 426 (38%) fra 25 e i 32 anni, 338 (30,1%) oltre 32. Tre un’età imprecisata.
In 300 casi la rilevazione è avvenuta in autostrada, 26,7%, 242 su strada extraurbana (21,6%), 577 su strade urbane (51,5%).
La fascia oraria con la maggior rilevazione ancora la notte dalle 22 alle 06, con 470 controlli positivi (41,9%), 351 (31,3%) al pomeriggio dalle 15 alle 21, 299 (26,6%) al mattino dalle 7 alle 14.
Si consideri che mediamente dall’esame con alcoltest risulta positivo il 14% circa dei controllati, 16% uomini, 3,5% le donne.
Rimane il problema di fondo di un aumento delle verifiche che devono avere carattere continuativo e parametrarsi ai livelli degli altri stati europei.
L’analisi dei dati degli incidenti stradali del periodo 1° luglio – 31 dicembre 2003, cioè i primi 6 mesi dell’introduzione della patente a punti, è una conferma della tendenza positiva , stabilizzatasi ormai da novembre.
Nei primi 6 mesi del dopo Patente a punti, in un più significativo periodo misto estivo-invernale, secondo i dati raccolti dal Dipartimento della PS – Servizio Polizia Stradale riferiti ai soli rilievi della Polizia Stradale e dei Carabinieri (a cui si dovranno aggiungere poi i rilievi delle varie Polizie Municipali) gli incidenti sono stati 83.247, cioè 19.081 in meno rispetto ai 102.328 dello stesso periodo del 2002 (-18,65%).
I morti sono passati da 2.438 del 2002 a 1.991 dello stesso periodo del 2003, ben 447 in meno, (18,34%), i feriti sono passati da 74.741 a 57.738, -17.003, (-22,75%).
Le infrazioni totali rilevate da Polizia Stradale e Carabinieri sono state, nel secondo semestre del 2003, 1.568.985, con un calo di 184.303 (-8,94%) rispetto allo stesso periodo del 2002, quando furono 1.753.288.
I punti totali sottratti sono stati 613.644.
Sono state ben 2.544.985 le infrazioni contestate dalla Polizia Stradale nel 2002 (ultimi dati Istat disponibili), per infrazioni al codice della strada, quasi 7.000 al giorno. Vediamo di distinguerle prima per tipologia dei mezzi, poi per fasce orarie ed età dei conducenti.
Ovviamente la stragrande maggioranza ha riguardato le autovetture, ben 1.437.672, vale a dire il 56,3%, 587.434 le infrazioni che hanno riguardato gli autocarri, il 23,1%. Solo 8.296 gli autobus, 0.3%.
132.886 i motociclisti contravvenzionati, pari al 5,2%, 215.571 i ciclomotoristi pari all'8,5%, ma in questo caso il parco veicolare è più che doppio rispetto a quello dei motocicli, anche se si caratterizza percorrenze inferiori e soprattutto urbane.
1.195 i velocipedisti, lo 0.05%, 17.098 altri veicoli, 0,7 %.
Per 144.833 il tipo è imprecisato, 5,7%.
Delle 2.544.985 infrazioni ben 1.222.515, il 48% sono state rilevate il mattino nella fascia oraria 7-14, sono state invece 870.323 il 34,2%, quelle contestate nel pomeriggio dalle 15 alle 21.
Anche alla notte non si scherza con le violazioni della strada, spesso, per altro, più gravi come conseguenze. Ben 452.147 quelle contestate dalle 22 alle 6 del mattino, pari al 17,8%.
Circa le fasce d'età, secondo i dati Istat, i conducenti fino a 17 anni, contravvenzionati, sono stati 58.243, pari al 2,3%, con un balzo a 397.919 nella fascia 18-24 anni, pari al 15,6%. Sono stati invece 532.788 , 21%, fra i 25 e i 32 anni. Ben 1.163.098, cioè il 45,7% gli over 32.
392.937, il 15,4% risultano di età imprecisata.
Può essere considerato infortunio in itinere quello occorso ad un lavoratore caduto mentre percorre le scale condominiali per recarsi dalla propria abitazione al luogo di lavoro? Secondo la Corte di Corte di Cassazione, no. Con sentenza n. 9211/03, la Suprema Corte, negando l’indennizzabilità di tale infortunio, ha affermato il seguente principio: “l’infortunio in itinere, come tale indennizzabile, non appare configurabile oltre che nell’ipotesi di infortunio subito dal lavoratore nella propria abitazione (o nel proprio domicilio o dimora) - in relazione al quale non sono in verità mai sorti dubbi – anche in quella di infortunio verificatosi nelle scale condominiali od in altri luoghi di comune (e forzosa) proprietà privata”. Tale principio, e la relativa sentenza, sono ritenuti ad oggi dall’Inail il punto di riferimento per la trattazione degli infortuni occorsi nelle pertinenze e nelle aree condominiali dell’abitazione del lavoratore. Le disposizioni dell’12 del D.Lgs. n. 38/2000 (che ha esteso la tutela assicurativa agli infortuni occorsi ai lavoratori "durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro…..”) non avevano infatti chiarito se il rischio in itinere protetto includesse anche le pertinenze e le aree comuni (pianerottoli, scale, cortili, viali, strade interne, ecc.) rispettivamente dell'abitazione e del luogo di lavoro. Nel documento emanato il 12.1.3, l’istituto ha fornito alle sedi Inail istruzioni operative per la trattazione di questi casi. “Per quanto attiene agli infortuni occorsi nelle pertinenze e nelle aree comuni del luogo di lavoro, non vi è dubbio che – quando ne ricorrono tutti i presupposti – l’evento sia tutelabile e che vada inquadrato non come infortunio in itinere bensì come infortunio accaduto in attualità di lavoro, in quanto i confini dell’ambito aziendale, nella vasta accezione di cui all’art. 1, D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, “segnano il discrimine tra infortunio in itinere e occasione di lavoro all’interno dell’azienda” (Cassazione, n. 5937/01). La questione si presenta più complessa nel caso di infortuni occorsi nelle pertinenze e nelle aree condominiali dell’abitazione del lavoratore, trattandosi di decidere se tali luoghi che, pur essendo di suo esclusivo o comune “godimento”, egli deve comunque necessariamente percorrere per accedere alla via pubblica, rientrino o meno nel rischio in itinere protetto.”
In base ai principi espressi nella sentenza della Corte di Cassazione (n. 9211/03), l’Inail ha emanato le seguenti istruzioni operative:
Finalmente è stata fatta chiarezza sulle caratteristiche tecniche dei giubbotti e delle bretelle retro-riflettenti ad alta visibilità che devono essere indossati dai conducenti dei veicoli, immatricolati in Italia, se costretti a scendere dall'auto in caso di emergenza, come previsto dall’art. 162, comma 4-ter, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285). Con decreto del 30 dicembre 2003, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fissato tali caratteristiche, alla luce dei rilievi fatti dalla Commissione europea sullo schema di decreto inviato nell’autunno scorso. L’art. 1 del decreto prevede che i giubbotti e le bretelle retro-riflettenti ad alta visibilita' debbano essere conformi alle prescrizioni del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475 e successive modifiche di attuazione della direttiva 89/686/CEE, inoltre al fine di assicurare un appropriato livello di protezione per gli utilizzatori, i giubbotti e le bretelle ad alta visibilità devono essere realizzati con materiali conformi alle prescrizioni fotometriche applicabili ai materiali di classe 2, definite nella sezione 6.1 della norma armonizzata UNI EN 471. Prima di acquistare quindi il giubbotto è bene controllare con attenzione l’etichetta che deve riportare il marchio CE e l’indicazione Uni En 471. Ricordiamo che i conducenti dei veicoli avranno tempo fino al primo aprile 2004 per acquistare tale prodotti.
Periodo 1° luglio - 31 dicembre 2003
L’analisi dei dati degli incidenti stradali del periodo 1° luglio – 31 dicembre 2003, cioè i primi 6 mesi dell’introduzione della patente a punti, è una conferma della tendenza positiva , stabilizzatasi ormai da novembre. Nei primi 6 mesi del dopo Patente a punti, in un più significativo periodo misto estivo-invernale, secondo i dati raccolti dal Dipartimento della PS – Servizio Polizia Stradale riferiti ai soli rilievi della Polizia Stradale e dei Carabinieri (a cui si dovranno aggiungere poi i rilievi delle varie Polizie Municipali) gli incidenti sono stati 83.247, cioè 19.081 in meno rispetto ai 102.328 dello stesso periodo del 2002 (-18,65%). I morti sono passati da 2.438 del 2002 a 1.991 dello stesso periodo del 2003, ben 447 in meno, (18,34%), i feriti sono passati da 74.741 a 57.738, -17.003, (-22,75%). Le infrazioni totali rilevate da Polizia Stradale e Carabinieri sono state, nel secondo semestre del 2003, 1.568.985, con un calo di 184.303 (-8,94%) rispetto allo stesso periodo del 2002, quando furono 1.753.288. I punti totali sottratti sono stati 613.644.