Source: http://www.avvocatocopelli.com/cani-in-spiaggia/
Timestamp: 2019-09-22 02:54:54+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 32', 'art. 4', 'sentenza ', 'art 4']

mercoledì 17, 2015
Ecco arrivata l’estate, e come ogni anno per chi è detentore inizia il problema della ricerca di un luogo dove Fido possa accedere tranquillamente senza il rischio di sanzioni.
In particolare per tutti coloro che si recheranno al mare con il proprio Amico peloso è opportuno che facciano attenzione a determinati divieti.
Nello specifico per poter vietare l’ingresso ai bagnati con Fido al seguito, occorre che i Comuni emettano un’ordinanza che preveda:
– il divieto motivato,
– l’estensione oraria di tale divieto;
– e che la medesima ordinanza sia firmata dal Sindaco.
Se manca anche solo una di queste indicazioni l’ordinanza non è valida! Altrimenti, seppure in presenza di una ordinanza regolarmente firmata, il divieto è da considerarsi nullo!
Occorre pertanto, verificare che esistano realmente le ordinanze e che i cartelli di divieto contengano le informazioni regolamentari. In caso contrario qualunque richiesta di allontanarsi dalla spiaggia con il proprio cane fatta anche con i vigili è illegale e ogni multa è impugnabile davanti al Giudice di Pace senza essere preventivamente pagata.
Interessante sotto questo profilo è la sentenza del Tar della Calabria che ha dichiarato “illegittimo” il divieto di portare Fido sotto l’ombrellone in quanto munito di status giuridico.
I magistrati calabrese erano stati chiamati a decidere sul ricorso presentato da alcune associazioni ambientalistiche contro l’ordinanza con la quale, nell’estate del 2013, il Comune di Melito di Porto Salvo aveva interdetto a quattro zampe e affini l’ingresso ai lidi. Di fronte alle proteste il Municipio Melitese aveva subito innestato la marcia indietro, ma il contenzioso ha seguito il suo corso e poco tempo fa è arrivato il verdetto. Sfavorevole all’ente poiché hanno sentenziato i giudici , “la scelta da esso adottata risulta irragionevole, illogica , irrazionale: l’amministrazione avrebbe dovuto individuare le misure comportamentali più adeguate, piuttosto che porre un divieto assoluto all’accesso all’arenile”. Anche perchè “l’ordinanza impugnata contrasta con la finalità di realizzare un corretto rapporto uomo-animale-ambiente, costituendo un limite non consentito alla libera circolazione degli individui. Ovvero delle persone , ma pure dei cani , al pari dei loro amici bipedi riconociuti titolari di tutela giuridica e di precisi diritti.
Si riporta di seguito il testo integrale della sentenza del TAR della Calabria:
TAR Calabria – Annullata ordinanza “no cani in spiaggia libera” di Melito di Porto Salvo
(Sentenza del TAR Calabria n. 225 del 28 maggio 2014. Tratta dal sito dei Tribunali Amministrativi regionali).
Comune di Melito di Porto Salvo (omissis)
dell’art. 4 lett. G) dell’ordinanza prot. n. 9556 emessa dal Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Melito di Porto Salvo in data 10\5\13 nella parte in cui vieta ai conduttori di animali di poter accedere alle spiagge libere durante la stagione balneare.
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Melito di Porto Salvo;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 16 aprile 2014 la dott.ssa Angela Fontana e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Il Comune di Melito di Porto Salvo ha emesso in data 10 maggio 2013 l’ordinanza balneare 9556, il cui art. 4, lett g), vieta ai conduttori di animali l’accesso alle spiagge libere durante la stagione balneare.
Con il ricorso in epigrafe n. 357 del 2013, le ricorrenti chiedono l’annullamento dell’art. 4, lett. g), della citata ordinanza nella parte in cui ha vietato ai conduttori di animali di accedere alle spiagge libere durante la stagione balneare.
L’Amministrazione resistente si è costituita in giudizio, ribadendo la legittimità degli atti impugnati ed anzitutto deducendo la inammissibilità del ricorso per mancata impugnativa nei termini sia del Regolamento demaniale che del Piano Comunale di Spiaggia, i quali dovrebbero essere qualificati come atti presupposti immediatamente lesivi degli interessi delle ricorrenti.
Questo Tribunale – con l’ordinanza n. 174 del 2013 – ha accolto la domanda cautelare di sospensione dell’efficacia del provvedimento (nei limiti richiesti dalle ricorrenti), sollecitando il Comune ad individuare due tratti di spiaggia libera ove consentire l’accesso ai conduttori di animali con tutte le disposizioni idonee a garantire il decoro, l’igiene e la pulizia, secondo quanto previsto dall’art. 32 del Piano Spiaggia.
Il Comune – in esecuzione della ordinanza cautelare – con il provvedimento n 15495 del 5 agosto 2013 ha “rettificato” l’art. 4, lettera g), ed ha individuato temporaneamente e solo per la stagione estiva 2013 due tratti di spiaggia “animal friendly”, rispettivamente in località Manti ed in Località Pilati.
Preliminarmente il Collegio ritiene non accoglibile la richiesta formulata dall’Amministrazione resistente e finalizzata ad ottenere una sentenza che dichiari la cessazione della materia del contendere, per le seguenti ragioni.
La giurisprudenza ha avuto modo di precisare (cfr in termini TAR Reggio Calabria Sent. N. 152/2014) che – quando è emesso un atto in sede di riesame, per eseguire l’ordinanza cautelare ‘propulsiva’ e anche se esso ha un contenuto favorevole all’originario ricorrente – non si determina né la cessazione della materia del contendere, né la sopravvenuta carenza di interesse.
L’ Amministrazione resistente ha altresì eccepito la inammissibilità del ricorso, perche non sono stati impugnati gli atti presupposti, cioè il Regolamento per la disciplina di utilizzo del demanio marittimo e il Piano Comunale di Spiaggia,
Passando al merito del ricorso, il Collegio lo ritiene fondato e dunque da accogliersi.
5.a Le ricorrenti deducono che l’ordinanza balneare gravata – all’art 4, lett. g) – irragionevolmente impone ai conduttori di animali il divieto – salvo il caso dei cani di salvataggio e dei cani guida di portatori di handicap – di accesso alle spiagge libere, in assenza di una motivazione che giustifichi tale scelta e senza specificare quali cautele comportamentali siano necessarie per la tutela dell’igiene delle spiagge, ovvero della incolumità dei bagnanti.