Source: https://firenze5stelle.wordpress.com/referendum-12-e-13-giugno-2011-i-quesiti-referendari/
Timestamp: 2018-07-20 22:02:39+00:00
Document Index: 170192113

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 23', 'art.30', 'art.15', 'sentenza ', 'art. 154']

REFERENDUM 12 e 13 GIUGNO 2011: i quesiti referendari | Firenze 5 Stelle - MoVimento
Ai referendum del 12/13 giugno per dire NO devi segnare SI. Vuoi eliminare il ricorso all’energia nucleare? SI. Vuoi cancellare la privatizzazione dell’acqua? SI & SI‘. Vuoi sbarazzarti del legittimo impedimento? SI. Il referendum passa se si raggiunge il quorum. Occorre che vadano a votare 25 milioni di italiani. Per questo dobbiamo informare, da subito.
Copia, incolla, DIFFONDI ….grazie
Il 12 e 13 Giugno, per abrogare gli articoli, le Leggi o i Decreti Legge che vengono proposti, il vostro segno con la matita deve essere fatto sulla casella del SI
Costruzione di centrali. Il quesito
«Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante ‘Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?’. Con questo quesito si vuole abrogare la norma per la «realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare».
«Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 ‘Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria’ convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante ‘Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia’ e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante ‘Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea’ convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?». Con questo quesito si vuole fermare la privatizzazione dell’acqua. Si propone l’abrogazione della norma sulla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica che stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
I profitti del gestore e i costi sulla bolletta . Il secondo quesito
«Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 ‘Norme in materia ambientale’, limitatamente alla seguente parte: ‘dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito’?» Si propone di eliminare la disposizione in base alla quale la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’«adeguatezza della remunerazione del capitale investito». Si consente cioè al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza prevedere un reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Abrogazione dello scudo giudiziario . Il quesito
«Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante ‘disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?». E’ il quesito proposto dall’Italia dei valori che riguarda lo scudo giudiziario per il presidente del consiglio e i ministri. Dopo la dichiarazione di parziale incostituzionalità della legge, la Corte di Cassazione ha autorizzato lo svolgimento del referendum.