Source: http://www.studiolegalemagri.it/pubblicazioni/amministrazione-di-sostegno-e-rendiconto.html
Timestamp: 2019-05-22 09:42:51+00:00
Document Index: 4115377

Matched Legal Cases: ['art 496', 'art. 405', 'art. 411', 'art. 380', 'art. 362', 'art. 46']

Tra gli adempimenti generalmente posti a carico dell’amministratore di sostegno con il decreto di nomina del giudice tutelare vi è anche quello della redazione e presentazione del rendiconto.
Tale documento costituisce, in buona sostanza, una sorta di bilancio periodico dell’attività svolta da parte dell’amministratore di sostegno, in cui devono essere riferite e documentate le entrate, le principali spese e le iniziative più importanti che hanno caratterizzato la vita del soggetto debole nel periodo a cui ci si riferisce.
Attraverso il rendiconto l’ads fornisce al Giudice notizie sulle condizioni di vita e di benessere del beneficiario, al fine di valutare la situazione personale e patrimoniale dello stesso in rapporto al suo progetto di vita.
Se abbiamo svolto il nostro incarico di amministratore di sostegno in modo diligente, – come un buon padre di famiglia, direbbe qualcuno -, non dobbiamo assolutamente temere di incorrere in sanzioni o responsabilità.
Il contenuto del rendiconto
In linea con il contenuto del decreto di nomina, che idealmente può essere il più vario, anche l’obbligo (e quindi il contenuto) del rendiconto può essere corrispondentemente graduato, non solo quanto alla periodicità dello stesso.
Non è infatti escluso che all’amministratore siano attribuite funzioni che non comportino maneggio di danaro (esempio: la mera prestazione di consenso informato, non essendovi necessità di un gestione economica). In queste situazioni, imporre un obbligo di rendiconto appare senza dubbio incongruo, non sussistendo alcuna reale utilità (AA.VV., Tutela e amministrazione di sostegno, Cedam 2012, pag. 361 ss.) , ma anzi determinerebbe un evidente aggravio dell’attività sia dell’amministratore che degli uffici giudiziari.
È importante sapere come si compila un rendiconto, quali documenti è possibile allegare ad esso e se vi siano formalità particolare da osservare.
Mancata presentazione del rendiconto
Nel caso in cui non venga presentato il rendiconto non vi è alcuna sanzione, ma tale circostanza potrà essere valutata dal giudice ai fini di un’eventuale sostituzione del soggetto che ricopre l’incarico di amministratore.
La mancata presentazione del rendiconto è circostanza non sanzionata espressamente dalle disposizioni in materia di amministrazione di sostegno, a differenza di quanto avviene per altre “tipologie” di rendiconto: ad esempio, l’erede con beneficio di inventario è soggetto all’obbligo del rendiconto, e l’inadempimento a tale obbligo, debitamente accertato con la costituzione in mora dell’erede, produce per il medesimo la decadenza dal beneficio (in tal senso, vd. art 496 c.c. e 749 c.p.c.).
Le disposizioni dettate dal codice civile in materia di amministrazione di sostegno sono rinvenibili nel Capo I (“Dell’amministrazione di sostegno”), Titolo XII del Libro I.
In particolare, l’art. 405 c.c., tra le indicazioni che devono necessariamente essere inserite nel decreto di nomina, vi è anche quella (n. 6) relativa alla “periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario”.
Tale elemento non pare riferirsi direttamente ad un rendiconto propriamente inteso (in cui a venire in considerazione è l’aspetto più prettamente patrimoniale della gestione), quanto piuttosto ad una “relazione” dell’amministratore avente ad oggetto la sfera personale e sociale del beneficiario.
È invece l’art. 411 c.c. a richiamare tra le norme applicabili all’amministrazione di sostegno anche l’art. 380 c.c., dettato in materia di tutela, che prevede l’obbligo del tutore di rendiconto annuale.
Nessun richiamo viene invece fatto all’art. 362 c.c.: ciò induce a ritenere che l’amministratore di sostegno non sia tenuto ad effettuare, all’inizio dell’incarico, con l’ausilio del cancelliere o del notaio, l’inventario dei beni mobili e immobili del beneficiario.
Ai sensi dell’art. 46 bis, disp. att. c.c., il rendiconto, – così come tutti gli atti ed i provvedimenti relativi all’amministrazione di sostegno -, non è soggetto all’obbligo di registrazione ed è esente dal contributo unificato.
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