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Timestamp: 2020-07-09 10:52:40+00:00
Document Index: 44784036

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 27', 'art. 36', 'art. 21']

Consiglio di Stato, Sezione Sesta, Sentenza n. 6954 del 2018, pubbl. il 10/12/2018 – Studio Legale Berto
Consiglio di Stato, Sezione Sesta, Sentenza n. 6954 del 2018, pubbl. il 10/12/2018
1 – […] realizzava, su un’area di sua disponibilità sita in …, lavori di sbancamento, finalizzati alla realizzazione di un locale interrato.
2 – Il Comune […], con ordinanza n. … dell’…1995, disponeva la sospensione dei lavori e, con successiva ordinanza n. …, notificata in data … 1996, ordinava all’appellante l’immediata demolizione delle opere.
3 – Il Comune …., con ordinanza n. …. c.a. …./95 del … 1996, disponeva l’acquisizione dell’opera al patrimonio comunale.
4 – Nelle more della decisione del giudizio, l’appellante presentava al Comune … istanza di accertamento di conformità dell’immobile, ai sensi dell’art. 36 del T.U. n. 380/2001.
5 – Con sentenza n. 2558 del 2012, il T.A.R. per la Campania, previa riunione dei due ricorsi (n. 939/96 e 7066/96), dichiarava: inammissibile l’impugnativa dell’ordinanza di sospensione lavori n. …/UOA; rigettava l’impugnazione dell’ordinanza di demolizione n. …./U0A; accoglieva, solo in parte, l’impugnazione dell’ordinanza di acquisizione nella parte in cui inglobava anche 600 mq, ulteriori rispetto all’area di sedime, senza motivare in ordine alla necessità di acquisire detta area ed alle modalità di sua determinazione.
Rileva inoltre chele opere in esame si inseriscono nell’ambito di un contesto territoriale interamente urbanizzato, ragion per cui, secondo l’appellante, la costruzione sine titulo andava sanzionata con un provvedimento che motivasse ampiamente sulle ragioni ostative alla conservazione del manufatto, non potendosi invocare la mera abusivitàdell’opera per affermare la vincolatività dell’ordine di demolizione.
A questo riguardo, deve infatti ricordarsi che la eventuale (allo stato indimostrata) legittimità sostanziale delle opere, in rapporto al regime dell’area sulla quale accedono, deve necessariamente essere valutata nell’ambito di un procedimento di sanatoria, non potendosi gravare l’amministrazione dell’onere di valutare d’ufficio tale eventualità. Tanto si evince dall’art. 31 e dall’art. 27 d. P.R. n. 380/2001, che impongono all’amministrazione comunale di reprimere l’abuso, senza alcuna valutazione di sanabilità, nonché dall’art. 36, che rimette all’esclusiva iniziativa del privato l’attivazione del procedimento di accertamento di conformità urbanistica.
Il T.A.R. ha fatto corretta applicazione dei principi consolidati che regolano la materia, in base ai quali deve escludersi che la violazione delle norme in tema di partecipazione al procedimento dia luogo all’annullamento dell’atto ogni qual volta risulti che l’esito del procedimento non sarebbe stato differente, anche se vi fosse stata la partecipazione dell’interessato, il che accade quando il quadro normativo di riferimento e gli elementi di fatto raccolti nel corso dell’istruttoria non presentano margini di incertezza sufficientemente apprezzabili e l’eventuale annullamento del provvedimento finale per accertata violazione dell’obbligo di formale comunicazione non priverebbe l’Amministrazione del potere di adottare un nuovo provvedimento di contenuto analogo (cfr. Consiglio di Stato, Sez. VI, 5 marzo 2002).
Al riguardo, deve solo aggiungersi che, nel caso in esame, si versa nell’ambito della repressione degli abusi edilizi, che costituisce attività dovuta e vincolata dell’amministrazione, con la conseguenza che, ai fini dell’adozione delle ordinanze di demolizione, non è necessario l’invio della comunicazione di avvio del procedimento, non potendosi in ogni caso pervenire all’annullamento dell’atto alla stregua dell’ art. 21-octies, legge 241/1990 (cfr. Cons. St., sez. IV, n. 734 del 2014; Cons. St., sez. V, n. 3337 del 2012; Cons. St., sez. V, n. 4764 del 2011).
10.2 – Non scalfisce la conclusione che precede il dedotto mancato esame dell’eventuale conformità sostanziale dell’opera, che esula dall’ambito del procedimento di repressione dell’abuso, come già chiarito nel punto che precede. Pertanto, risulta inammissibile la istanza di ammissione di CTU, o verificazione, al fine di accertare la compatibilità delle opere oggetto degli impugnati provvedimenti rispetto al vigente Piano Regolatore Generale del Comune …. ed all’attuale assetto urbanistico della zona su cui insistono i manufatti abusivi.
11.2 – Nel caso in esame, il verbale di sopralluogo del … 1996 ha accertato la mancata ottemperanza all’ordine di demolizione, legittimando il conseguente provvedimento di acquisizione.