Source: https://dait.interno.gov.it/pareri?page=4
Timestamp: 2020-06-04 05:57:03+00:00
Document Index: 28514813

Matched Legal Cases: ['art.39', 'art.6', 'art.1', 'art.1', 'art.49', 'sentenza ']

La raccolta | Page 5 | Dipartimento per gli affari interni e territoriali
Incompatibilità e ineleggibilità. Revisore provincia-consigliere comunale
Le ipotesi di incompatibilità alle cariche presso gli enti locali, non possono essere derogate né estese per analogia ad altri casi che non siano quelli previsti dal legislatore
Modifica statutaria concernente la durata del mandato del Presidente del Consiglio. Entrata in vigore
Le modifiche dello statuto finalizzate a limitare la durata del mandato di Presidente del consiglio entrano in vigore a partire dalla successiva consiliatura.
Sostituzione del Presidente del consiglio comunale
Ai sensi dell’art.39, comma 3, del decreto legislativo n.267/00, è previsto che nei comuni sino a 15.000 abitanti il consiglio è presieduto dal sindaco, "salvo differente previsione statutaria", mentre il comma 1, dello stesso articolo 39 stabilisce che le funzioni vicarie del presidente del consiglio, quando lo statuto non dispone diversamente, sono esercitate dal consigliere anziano.
Come da consolidato orientamento del Consiglio di Stato (cfr. parere n.94/1996) qualora il vice sindaco sia assessore esterno egli non potrà presiedere un consesso di cui non è componente.
Conferimento di deleghe ai consiglieri comunali
Nell'ambito dell'autonomia statutaria dell'ente locale, sancita dall'art.6 del decreto legislativo n.267/00, è ammissibile la disciplina di deleghe interorganiche, purché il contenuto delle stesse sia coerente con la funzione istituzionale dell'organo cui si riferisce. Il consigliere può essere incaricato di studi su determinate materie, di compiti di collaborazione circoscritti all'esame e alla cura di situazioni particolari, che non implichino la possibilità di assumere atti a rilevanza esterna, né, infine, di adottare atti di gestione spettanti agli organi burocratici.
Delibere di giunta recante i criteri per l’assegnazione degli alloggi di emergenza sociale
Delibera di giunta recante i criteri per l'assegnazione degli alloggi di emergenza sociale.
L'atto di giunta non può essere ritenuto quale fonte competente a modificare i criteri previsti dal regolamento consiliare in materia di assegnazioni di alloggi di emergenza sociale neppure in via transitoria o sperimentale.
Composizione giunta. Violazione art.1, comma 137, legge n.56/14
Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”. Il Tar Catanzaro ha osservato come sia necessario contemperare l'applicazione della prescrizione contenuta nell'art.1, comma 137, della legge 7 aprile 2014, n.56 con l’esigenza di evitare “…un'interruzione dell'esercizio delle funzioni politico-amministrative ovvero provocare un ostacolo al loro concreto ed effettivo esplicitarsi”. Ad avviso del citato giudice amministrativo, il giusto bilanciamento dei principi costituzionali in gioco impone di ritenere che l'impossibilità in concreto di rispettare la percentuale di rappresentanza di genere debba risultare in modo puntuale ed inequivoco e debba avere un carattere tendenzialmente oggettivo.
Regolamento sul diritto di accesso dei consiglieri comunali
Diritto di accesso dei consiglieri comunali. In base a giurisprudenza consolidata le notizie acquisite dai consiglieri comunali nell’esercizio del proprio diritto di accesso sono divulgabili, se ciò non è espressamente vietato da disposizioni normative specifiche, le disposizioni regolamentari non sembrano giustificate.
Art.43 del decreto legislativo n.267/00. Richiesta di parere in materia di accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali
Il diritto del consigliere comunale ad ottenere dall’ente tutte le informazioni utili all’espletamento del mandato non incontra alcuna limitazione derivante dalla loro eventuale natura riservata, in quanto il consigliere è vincolato al segreto d’ufficio. Anche in presenza di una norma regolamentare che limita l’accesso agli atti amministrativi relativi a procedimenti “conclusi”, la richiesta appare ammissibile, stante, peraltro, l’obbligo di riservatezza a cui è tenuto il consigliere comunale.
Qualora, in base alle norme regolamentari che disciplinano i quorum, la maggioranza impedisca la materiale tenuta della seduta di consiglio mediante l'allontanamento dei propri consiglieri, si richiamano le osservazioni del TAR Sicilia, Catania, sez.I 18/7/2006, n.1181, in tema di c.d. "ostruzionismo di maggioranza". Nella citata pronuncia viene ritenuto che il comportamento preordinato al conseguimento della mancanza del numero legale delle assemblee rappresentative costituisce un’inammissibile prevaricazione della maggioranza nei confronti delle minoranze, alle quali viene impedito di esercitare il proprio ruolo di opposizione e quindi l'esercizio di un diritto politico costituzionalmente garantito. Secondo il Tar citato, l’art.49 della Costituzione preclude ai partiti politici e ai loro rappresentanti “…qualunque opera non solo di aperto sabotaggio ma anche di subdola, lenta e surrettizia erosione delle istituzioni democratiche…”.
Richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio comunale con o.d.g. “Revoca del Presidente del Consiglio comunale”
In carenza di una specifica previsione statutaria, visto peraltro che il decreto legislativo n.267/00 non prevede espressamente la possibilità di revoca del presidente del consiglio, la giurisprudenza tende ad affermare costantemente l’illegittimità della revoca del presidente del consiglio (v., tra l’altro, T.A.R. Piemonte Sez. I, 4.9.2009, n.2248). Con sentenza n.479/2018 del 24/01/2018 il T.A.R. Campania (Sezione Prima) ha osservato che l'istituto della revoca del presidente del consiglio comunale, rientrando nel novero delle "norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente", può essere legittimamente disciplinato solo dallo Statuto comunale (T.A.R. Catania, sez. I, 11706/2015 n.1653, T.A-R. Catania, sez. I, 18/05/2015 n. 1326).
Incarico del revisore. Inizio differito da delibera
L'organo di revisione contabile dura in carica tre anni a decorrere dalla data di esecutività della delibera consiliare. Il differimento dell'inizio della decorrenza del triennio di incarico in virtù della delibera di nomina non è contemplato dalla normativa in materia.
Composizione dell'organo di revisione delle unioni
Nelle Unioni di comuni che esercitano in forma associata tutte le funzioni fondamentali dei comuni membri il revisore dell'unione svolge l'incarico anche nei comuni che ne fanno parte. L'organo è composto da un unico revisore nel caso in cui la popolazione complessiva dei comuni non superi i 10.000 abitanti o da un collegio di tre membri, per le unioni che superano tale limite.
Organo di revisione del comune non più in unione
Il comune, non più appartenente all'unione, non può continuare ad avvalersi del revisore unionale in quanto ciò si concretizzerebbe nella scelta del proprio organo di revisione, in palese contrasto con le nuove modalità di scelta.
Limiti all'affidamento degli incarichi
Il revisore non può accettare la nomina in una seconda provincia se la stessa non ha previsto specifica deroga all'articolo 238 del testo unico n.267 del 2000
Procedura di nomina dell'organo di revisione economico-finanziaria dell'Unione
Occorre procedere per tempo all'avvio delle procedure di scelta finalizzate alla nomina dell'organo in conformità alle disposizioni vigenti in materia.
Compenso revisore in Regione a statuto speciale
La possibilità di rimodulare il compenso del revisore contabile di ente appartenente a regione a statuto speciale rientra nell'autonomia decisionale dell'ente stesso
Delega a Presidente del consigliere comunale
Il consigliere può essere incaricato di studi su determinate materie, di compiti di collaborazione circoscritti all'esame e alla cura di situazioni particolari, che non implichino la possibilità di assumere atti a rilevanza esterna, né, infine, di adottare atti di gestione spettanti agli organi burocratici. Il Presidente del Consiglio può essere delegato dal Sindaco al pari degli altri consiglieri per la cura di affari particolari, purché non gli si attribuiscano anche poteri di gestione assimilabili a quelli degli Assessori e dei Dirigenti.