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Timestamp: 2013-05-22 20:14:35+00:00
Document Index: 96493880

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

(1117) Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)
(316) CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA. - Nuove norme per l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione (1253) FINOCCHIARO ed altri. - Delega al Governo in materia di federalismo fiscale PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 1117, nel testo proposto dalle Commissioni riunite Ricorda che nella seduta pomeridiana di ieri è stato approvato l'articolo 13 ed è stato accantonato l'emendamento 13.0.501. Passa all'esame dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti.
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti all'articolo 14.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Condivide il parere del relatore.
Con distinte votazioni, la prima delle quali seguita da controprova chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), sono respinti gli emendamenti 14.700 e 14.500. Il Senato approva quindi l'articolo 14.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 15 e dei relativi emendamenti.
GERMONTANI (PdL). Trasforma l'emendamento 15.506 nell'ordine del giorno G15.506 (v. Allegato A), sottoscritto da tutte le senatrici del Gruppo. L'atto di indirizzo impegna il Governo, in sede di attuazione della delega, a osservare il principio di promozione delle pari opportunità, con particolare riguardo agli interventi speciali di cui al quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione. (Applausi dal Gruppo PdL).
ADAMO (PD). Le senatrici del Gruppo PD sottoscrivono l'ordine del giorno, trattandosi di affermare il principio della promozione delle pari opportunità, come proposto con emendamenti del Gruppo.
AZZOLLINI, relatore. E' contrario agli emendamenti, ma favorevole all'ordine del giorno G15.506.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Condivide il parere del relatore. Il Governo accoglie l'ordine del giorno G15.506.
Il Senato respinge l'emendamento 15.500.
PROCACCI (PD). Ritira l'emendamento 15.501 e chiede una riconsiderazione del parere sull'emendamento 15.502 (testo 2) che, correggendo il testo originariamente presentato, prevede che i finanziamenti dell'Unione europea non possano essere sostitutivi dei contributi speciali dello Stato.
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 15.502 (testo 2).
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Condivide il parere favorevole.
INCOSTANTE (PD). Sottoscrive l'emendamento 15.502 (testo 2).
IZZO (PdL). Aggiunge la sua firma e quella del senatore Nessa all'emendamento 15.502 (testo 2).
PRESIDENTE. Anche i senatori Valentino, Centaro e Costa hanno aggiunto la loro firma. Invita i senatori che intendono sottoscrivere l'emendamento a far pervenire la relativa comunicazione alla Presidenza.
Il Senato approva l'emendamento 15.502 (testo 2) e respinge l'emendamento 15.503.
INCOSTANTE (PD). Dichiara voto favorevole sull'emendamento 15.504 che, nell'attuazione del quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione, impedisce che dalla prossimità degli enti locali al confine con altri Stati o con le Regioni a statuto speciale derivino specifici vantaggi.
Il Senato respinge l'emendamento 15.504.
IZZO (PdL). Ritira l'emendamento 15.700.
PRESIDENTE. L'emendamento 15.505 è stato ritirato.
Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 15.507 e 15.508.
INCOSTANTE (PD). Chiede una riconsiderazione del parere espresso sull'emendamento 15.509.
AZZOLLINI, relatore. Ribadisce il parere contrario.
Il Senato respinge l'emendamento 15.509.
PROCACCI (PD). A nome del Gruppo, dichiara voto favorevole sull'articolo 15 esprimendo apprezzamento per l'introduzione del metodo della programmazione pluriennale degli interventi speciali e per l'attenzione rivolta ai territori montani, alle isole minori e alle aree sottoutilizzate.
Il Senato approva l'articolo 15, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 16 e dei relativi emendamenti.
AZZOLLINI, relatore. L'emendamento 16.400, recependo istanze avanzate dalla senatrice Sbarbati, introduce tra i criteri direttivi del coordinamento fiscale dei diversi livelli di governo un sistema premiante per enti che partecipino a progetti strategici di carattere ambientale a vantaggio della comunità nazionale. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 16.500, 16.501, 16.505 e 16.506 sono stati ritirati.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD) e GIAMBRONE (IdV), sono respinti gli emendamenti 16.502 (identico al 16.503), 16.701 e 16.504. E' respinto anche l'emendamento 16.700. Il Senato approva invece l'emendamento 16.400.
BARBOLINI (PD). Annuncia il voto favorevole del Gruppo all'articolo 16, che contempla misure idonee ad indurre, attraverso meccanismi premiali, comportamenti virtuosi da parte degli amministratori locali.
SBARBATI (PD). Esprime la propria soddisfazione per l'accoglimento della proposta modificativa relativa al ristoro del disagio sopportato dai territori in cui sorgono raffinerie tramite il trasferimento di parte delle accise.
Il Senato approva l'articolo 16, nel testo emendato. Risulta quindi respinto l'emendamento 16.0.500.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 17 e dei relativi emendamenti.
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Esprime parere conforme a quello del relatore.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 17.700 e 17.500.
BARBOLINI (PD). Le norme relative al patto di convergenza, che consentono di armonizzare meglio l'intera materia, sono frutto del contributo costruttivo del Partito Democratico e giustificano il voto favorevole sull'articolo 17. Si pongono così in stretto rapporto le esigenze dei cittadini con i livelli delle prestazioni che gli enti locali sono tenuti a fornire. (Applausi dal Gruppo PD).
Il Senato approva l'articolo 17.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 18 e dei relativi emendamenti.
BASTICO (PD). Illustra l'emendamento 18.0.500, con il quale si sollecita la presentazione da parte del Governo di una riforma che incida sull'organizzazione delle funzioni degli enti locali. L'adozione della Carta delle autonomie, su cui il Governo ha espresso il proprio impegno, è obiettivo se non propedeutico certamente condizionante la realizzabilità del federalismo fiscale, tanto è vero che il testo in esame individua al riguardo una normativa di carattere transitorio.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Concorda con il relatore.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 18.500. Risultano quindi respinti gli emendamenti 18.501 e 18.502.
INCOSTANTE (PD). Sebbene l'impegno del Governo a presentare in tempi rapidi la Carta delle autonomie e gli interventi correttivi accolti in Commissione rappresentino un segnale particolarmente positivo, la scelta di dare attuazione all'articolo 119 della Costituzione senza prima aver riformato l'impianto delle funzioni dei diversi livelli di governo motiva il voto contrario del Gruppo sull'articolo 18.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Pur comprendendo le ragioni della contrarietà politica espressa dalla senatrice Incostante, rileva come l'Esecutivo stia provvedendo a colmare un vuoto legislativo che perdura da troppo tempo e si accinga ad intervenire sulle questioni rimaste irrisolte, già a partire dal testo in esame, come nel caso delle Città metropolitane.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 18. Il Senato, quindi, respinge l'emendamento 18.0.500.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti.
ADAMO (PD). L'emendamento 19.505 ha lo scopo di attivare strumenti fiscali idonei a rendere possibili le forme di federalismo differenziato previste dal comma 3 dell'articolo 116 della Costituzione. (Applausi dal Gruppo PD).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 19.500. Risulta quindi respinto l'emendamento 19.600 prima parte, con preclusione della restante parte e dell'emendamento 19.501.
PROCACCI (PD). Dichiara il voto favorevole all'emendamento 19.502, sottolineando come sia ancora sconosciuto l'impatto finanziario del provvedimento.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD) e CINTOLA (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge gli emendamenti 19.502, 19.503 e 19.505. Risulta respinto l'emendamento 19.504.
STIFFONI, segretario. Dà lettura dell'ordine del giorno G19.300 (v. Allegato A).
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere favorevole sull'ordine del giorno.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Accoglie l'ordine del giorno G19.300.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 19.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 20 e dei relativi emendamenti.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Ribadendo l'inopportunità e l'incostituzionalità che il fondo di perequazione sia gestito non dallo Stato ma dalle Regioni, evidenzia l'eccessiva genericità dei principi e dei criteri direttivi della delega, specie laddove subordina le finanze di Comuni e Province alle decisioni politiche delle Regioni. Inoltre, l'aver assegnato ai Comuni la facoltà di disporre discrezionalmente delle tasse patrimoniali (ancorché non sulla prima casa) rischia di provocare un incremento sensibile del prelievo fiscale a carico dei cittadini. Per queste ragioni propone la soppressione dell'articolo.
BARBOLINI (PD). In assenza della Carta delle autonomie di un riferimento preciso alle funzioni fondamentali degli enti locali, per valutare l'entità delle spese da essi attualmente sostenute si fa provvisoriamente riferimento all'elenco contenuto nel decreto del Presidente della Repubblica n. 194 del 1996. Tale elenco appare però incompleto e obsoleto, mancando elementi importanti come la promozione culturale e sportiva, la manutenzione urbana e gli interventi per i minori.
PROCACCI (PD). Sottolinea l'importanza dell'emendamento 20.503 che, in parte riprendendo le tematiche appena esposte dal senatore Barbolini e in parte ribadendo l'impossibilità di conoscere l'impatto finanziario reale del provvedimento in esame, sopprime la quantificazione provvisoria tra spese fondamentali e non fondamentali.
PARDI (IdV). Illustrando l'emendamento 20.506 sottolinea che la previsione di una delega concessa per un tempo indeterminato contrasta con l'articolo 76 della Costituzione.
BASTICO (PD). L'elenco delle funzioni per Comuni, Province e aree metropolitane proposto all'emendamento 20.508 dimostra che si sarebbe potuto definire meglio nel provvedimento di delega l'organizzazione delle funzioni fondamentali delle autonomie locali, piuttosto che rimandare all'elenco stilato in un periodo antecedente alla riforma del Titolo V. L'articolo 20 si limita a definire norme di finanziamento ma non interviene, come invece sarebbe stato opportuno, sull'assetto istituzionale.
DONAGGIO (PD). Nella definizione della quota di partecipazione all'IRPEF destinata ai Comuni non è opportuno limitarsi a fare rinvio ai decreti attuativi: un'indicazione delle percentuali per il periodo transitorio può essere inserita già nel disegno di legge in esame, come suggerisce l'emendamento 20.701. (Applausi dal Gruppo PD).
AZZOLLINI, relatore. L'emendamento 20.850, testé distribuito, recepisce i suggerimenti dell'opposizione, in particolare in merito al servizio idrico integrato. La finalità è quella di garantire l'erogazione dei servizi sociali da parte dei Comuni.
Esprime quindi parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 20, ad eccezione degli emendamenti 20.400 e 20.850.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Il parere è conforme a quello del relatore. I riferimenti alle funzioni fondamentali degli enti locali contenuti nel disegno di legge sono meramente finalizzati alla quantificazione dei costi standard e che la loro compiuta definizione sarà disposta con un successivo provvedimento, che verrà prontamente sottoposto all'esame del Parlamento: il Governo si impegna infatti a presentare, nel prossimo Consiglio dei ministri, un disegno di legge contenente il cosiddetto Codice delle autonomie, mentre è stato comunicato che un disegno di legge a firma della senatrice Bastico sul medesimo argomento sarà posto all'ordine del giorno della Commissione affari costituzionali già dalla prossima settimana.
Il Senato respinge gli emendamenti 20.600, 20.501 (identico all'emendamento 20.502), 20.503, 20.504 (identico all'emendamento 20.505) e 20.507. Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori GIAMBRONE (IdV) e INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 20.500, 20.506 e 20.508 (testo corretto).
MORANDO (PD). L'emendamento 20.701 garantisce ai Comuni, a partire dal 2010 e fino alla piena attuazione della riforma, la compartecipazione all'IRPEF fino al 20 per cento del gettito territorialmente prodotto. Tale disposizione, che prevista a regime risulterebbe poco coerente con l'impianto normativo complessivo, appare invece opportuna se applicata per un periodo transitorio, al fine di compensare i Comuni del mancato introito causato dall'abolizione dell'ICI. (Applausi dal Gruppo PD).
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Aggiunge la firma all'emendamento.
STRADIOTTO (PD). Sottoscrive l'emendamento.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 20.701. Il Senato approva l'emendamento 20.400 e respinge gli emendamenti 20.702 (testo 2), 20.703 e 20.704.
INCOSTANTE (PD). L'emendamento 20.850, riguardante i servizi per l'infanzia e i minori prestati dai Comuni, è il frutto virtuoso dell'approfondimento e del confronto parlamentare e consente un significativo miglioramenti al testo dell'articolo.
Il Senato approva l'emendamento 20.850. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 20.705.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'ordine del giorno G20.300 (v. Allegato A). Essendo stato accolto dal Governo non verrà posto in votazione.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 20, nel testo emendato e respinge l'emendamento 20.0.500.
AZZOLLINI, relatore. Chiede l'accantonamento dell'articolo 21 e dei relativi emendamenti, per consentire un maggiore approfondimento.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento e passa all'esame dell'articolo 22 e dei relativi emendamenti.
INCOSTANTE (PD). Chiede una breve sospensione per esaminare attentamente gli articoli 21 e 22.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Chiede di sospendere i lavori , per arrivare alla stesura di un testo quanto più possibile condiviso.
La seduta, sospesa alle ore 10,55, è ripresa alle ore 11,40.
PRESIDENTE. Il Governo ha presentato l'emendamento 21.800 (v. Allegato A): dispone il termine per presentare eventuali sub-emendamenti e sospende la seduta fino alle 12,10 per consentire ai Gruppi ulteriori approfondimenti.
La seduta, sospesa alle ore 11,41, è ripresa alle ore 12,40.
ASTORE (IdV). Non avendo potuto partecipare al confronto intervenuto nella sospensione dei lavori, chiede ulteriore tempo per prendere visione degli emendamenti e subemendamenti presentati.
PRESIDENTE. I testi dei nuovi emendamenti e subemendamenti sono in distribuzione.
GIAMBRONE (IdV). Si associa alla richiesta del senatore Astore, visto che i testi delle nuove proposte emendative - tra cui l'emendamento 21.800 - sono stati appena distribuiti.
PRESIDENTE. Ai senatori è stato messo a disposizione del tempo adeguato per esaminare l'emendamento 21.800 e per presentare subemendamenti, che sono ora in distribuzione.
AZZOLLINI, relatore. Il Gruppo del senatore Astore ha senz'altro avuto il tempo di visionare attentamente l'emendamento del Governo, visto cha ha presentato su di esso un subemendamento.
PRESIDENTE. Risulta infatti che il subemendamento 21.800/2 sia stato presentato da senatori del Gruppo dell'Italia dei Valori. Passa quindi all'esame dell'articolo 21 e dei relativi emendamenti.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). L'emendamento 21.700 mira a sopprimere l'articolo 21, il quale contiene norme che si sovrappongono alla disciplina contenuta negli statuti speciali delle Regioni in materia di contribuzione dello Stato alla realizzazione di opere pubbliche, così ledendo una prerogativa esclusiva ed introducendo peraltro una normativa non condivisibile, la quale attribuisce ad una non meglio precisata cabina di regia il compito di stabilire, per tutto il Paese, quali opere debbano essere realizzate. Quanto all'emendamento 21.800, anch'esso è in aperta violazione con disposizioni contenute negli statuti delle Regioni speciali ed è inoltre criticabile che per finanziare i collegamenti con le isole minori il Governo ricorra a dei fondi speciali, posto che la continuità territoriale rientra tra i livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantite dallo Stato con priorità e continuità. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD).
PARDI (IdV). Gli emendamenti 21.500 e 21.501 sono volti ad introdurre modifiche atte a meglio tutelare i territori interessati dall'estrazione degli oli minerali e le realtà territoriali svantaggiate.
CABRAS (PD). Illustra il contenuto del subemendamento 21.800/1 e osserva che la disciplina contenuta nell'articolo 21 non lede le prerogative delle Regioni a statuto speciale, dato che le perequazioni inerenti alle differenze fiscali e infrastrutturali non fanno distinzione alcuna tra Regioni, come ben si evince da un'attenta lettura dell'articolo 119 della Costituzione.
BIANCO (PD). L'emendamento 21.701 (testo 2), presentato insieme a senatori della maggioranza intende migliorare un articolo che rappresenta comunque un grande risultato positivo del lavoro svolto in Commissione: prevede che nel deficit infrastrutturale, insieme con il trasporto pubblico locale, venga considerato anche gli ulteriori problemi di competitività delle isole.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. L'emendamento 21.701 (testo 2) presenta differenze di modesto rilievo rispetto all'emendamento del Governo ed invita quindi i presentatori a riformularne il testo così da garantire la piena identità delle proposte emendative.
VIZZINI (PdL). Accoglie l'invito del ministro Calderoli e si dichiara disponibile a modificare anche il subemendamento presentato.
GASPARRI (PdL). Conviene sulla proposta avanzata dal ministro Calderoli, esprimendo soddisfazione per gli emendamenti in oggetto, i quali rispondono alle esigenze della realtà insulare italiana sul piano delle infrastrutture ordinarie, anche per quanto riguarda le vicende del trasporto locale e dei collegamenti con le isole. La piena convergenza sull'emendamento del Governo dovrebbe inoltre essere accolta con particolare favore dall'opposizione, in quanto consente l'esplicitazione del riferimento all'articolo 119 della Costituzione, riformato nel 2001 dal Governo di centrosinistra.
ZANDA (PD). L'iniziativa emendativa del Governo è intervenuta successivamente alla presentazione dell'emendamento 21.701 (testo 2) e sarebbe pertanto stato opportuno procedere alla riformulazione dell'emendamento 21.800 e mettere in votazione la proposta emendativa di origine parlamentare. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Non rientrando nelle competenze della Presidenza pronunciarsi sul dibattito relativo alla primogenitura o meno dell'emendamento 21.701 (testo 2), si limita ad osservare che, stante la disponibilità del presidente Vizzini a riformulare il testo dell'emendamento per renderlo identico a quello del Governo, a sua volta modificato dall'emendamento 21.800/1, si procederà quindi alla votazione dei due emendamenti.
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere contrario su tutte le proposte emendative e subemendative, ad eccezione degli emendamenti 21.800 e 21.701 (testo 3) e del subemendamento 21.800/1.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Preannuncia il voto favorevole sull'emendamento 21.700, soppressivo dell'articolo 21, di cui non condivide anzitutto la previsione che, nella fase transitoria di attuazione del federalismo fiscale, tutti gli organi di programmazione economica, a cominciare dal CIPE, siano di fatto sostituiti da una cabina di regia chiamata a compiere una ricognizione delle opere pubbliche da realizzare e degli interventi attuativi dell'articolo 119, comma 5. Le disposizioni in oggetto sono inoltre da rigettarsi in quanto lesive delle prerogative riconosciute alle Regioni a statuto speciale e tali da non garantire il principio della continuità territoriale secondo forme e criteri adeguati. (Applausi del senatore Fosson).
Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori GIAMBRONE (IdV) e INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 21.700 e approva gli emendamenti 21.800/1 e 21.800 (nel testo emendato), identico al 21.701 (testo 3). Sono inoltre respinti gli emendamenti 21.500, 21.501 e 21.800/2.
CUFFARO (UDC-SVP-Aut). Dichiara voto favorevole all'emendamento 21.502 che, tra i principi e criteri direttivi cui deve essere improntata la ricognizione degli interventi infrastrutturali da ricondurre nell'ambito di quelli previsti dall'articolo 119 della Costituzione, introduce il criterio della valutazione della capacità produttiva energetica, reale e potenziale, di ciascuna Regione.
Il Senato respinge gli emendamenti 21.502 e 21.503.
BIANCO (PD). A nome del Gruppo dichiara voto favorevole sull'articolo 21 che ha fatto registrare miglioramenti significativi. Si prevede infatti che la perequazione tenga conto delle differenti dotazioni infrastrutturali delle Regioni. Ricorda infine al senatore D'Alia che, per il loro valore costituzionale, le norme delle Regioni a statuto speciale non possono essere superate da norme ordinarie e che gli interventi infrastrutturali aggiuntivi, menzionati all'articolo 21, avranno effetti positivi per il Mezzogiorno. (Applausi dal Gruppo PD).
Il Senato approva l'articolo 21, nel testo emendato.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Preannunciando la presentazione di un emendamento sulle aree metropolitane, chiede l'accantonamento dell'articolo 22.
PRESIDENTE. Non facendosi osservazioni, accantona l'articolo 22 e i relativi emendamenti. Passa quindi all'esame dell'articolo 23 e dei relativi emendamenti.
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti all'articolo 23.
Il Senato respinge gli emendamenti 23.500, 23.501 e 23.502 e approva l'articolo 23. E' quindi respinto l'emendamento 23.0.500.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 24 e dei relativi emendamenti.
LUMIA (PD). L'emendamento 24.502 prevede che, nell'ambito del coordinamento della finanza delle Regioni a statuto speciale, si tenga conto del deficit nelle dotazioni infrastrutturali e dei servizi sociali e sanitari. L'emendamento 24.505 introduce un esplicito riferimento alla fiscalità compensativa e di vantaggio per indurre le autonomie speciali a investire in progetti di ammodernamento delle infrastrutture. L'emendamento 24.506 prevede la definizione in modo pattizio delle norme per le Regioni a statuto speciale che prevedano condizioni di maggiore vantaggio nell'accertamento e riscossione dei redditi delle imprese aventi stabilimenti nel territorio della Regione.
PARDI (IdV). Illustra gli emendamenti 24.509 e 24.700. Il primo mira a sopprimere un comma che, a causa della formulazione ambigua, rende incerto il contributo delle Regioni speciali agli obiettivi di perequazione. Il secondo tende a ridimensionare il concetto di autonomia speciale, che rischia di comportare la sottrazione agli obblighi della solidarietà nazionale.
SANNA (PD). Ritira l'emendamento 24.510 in considerazione del fatto che nel testo proposto dalle Commissioni è stato accolto il principio secondo cui gli esiti della negoziazione tra Stato e Regioni sono sottoposti alla verifica del Parlamento.
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti in esame.
Il Senato respinge gli emendamenti 24.600, 24.501, 24.504, 24.507, 24.509 e 24.700. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD) e LUMIA (PD), sono respinti gli emendamenti 24.500, 24.502, 24.503, 24.505, 24.506 e 24.508.
PEDICA (IdV). Invita la Presidenza a controllare la regolarità delle operazioni di voto ed a sanzionare con i preannunciati provvedimenti i senatori che si rendessero responsabili di comportamenti irregolari.
PRESIDENTE. E' compito precipuo dei senatori Segretari vigilare sulla correttezza delle votazioni e lo stanno svolgendo con grande attenzione.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 24. (Proteste dei senatori Pedica e Incostante sulla regolarità delle operazioni di voto. Commenti del senatore Gramazio).
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 25 e dei relativi emendamenti.
LANNUTTI (IdV). Poiché il federalismo fiscale dovrebbe comportare un'amministrazione pubblica più efficiente e meno costosa, l'emendamento 25.501 esplicita che l'attuazione della presente legge non deve comportare nuovi o maggiori oneri.
BARBOLINI (PD). L'emendamento 25.300 prevede una graduale riduzione della pressione fiscale, secondo procedure di coordinamento dinamico della finanza pubblica. Di tale riduzione devono beneficiare prioritariamente i lavoratori dipendenti a basso reddito, i lavoratori precari, le famiglie con figli minori e i pensionati a basso reddito. BALDASSARRI (PdL). L'articolo 25 prevede espressamente, a salvaguardia dei saldi del bilancio statale, che sia rispettato il Patto europeo di stabilità: garantisce cioè la tenuta dei saldi di bilancio. Nulla impedisce però che i saldi di bilancio siano rispettati aumentando, insieme alla spesa, la pressione fiscale. L'emendamento 25.701, prevedendo una graduale riduzione della pressione fiscale complessiva ai livelli che il centrodestra lasciò nel 2006 dopo la sua esperienza di Governo, introduce un'ulteriore garanzia circa il rapporto tra entrate e spese. Se è vero, infatti, che il federalismo fiscale rende l'amministrazione più prossima al cittadino, anche a livello statale deve essere più trasparente il rapporto tra imposte pagate e servizi erogati. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
AZZOLLINI, relatore. Invita alla trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 25.701. Esprime parere favorevole sull'emendamento 25.400 e contrario sui restanti emendamenti.
PRESIDENTE. Ricorda che l'emendamento 25.700 è stato ritirato.
Il Senato respinge gli emendamenti 25.500 e 25.501. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), è respinto l'emendamento 25.300. Il Senato approva l'emendamento 25.400.
BALDASSARRI (PdL). Ritira l'emendamento 25.701 e presenta l'ordine del giorno G25.701. Chiede che ne sia data lettura e che l'Assemblea si pronunci con una votazione nominale elettronica. (Applausi ironici dai banchi dell'opposizione. Richiami del Presidente).
ROSSI Nicola (PD). L'invito al ritiro della norma di salvaguardia proposta dal senatore Baldassarri dovrebbe fondarsi su valutazioni e previsioni che ieri il ministro Tremonti ha confessato di non essere, al momento, in grado di fare. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. L'articolo 25 già contiene adeguate misure di garanzia rispetto al livello massimo di imposizione fiscale e l'introduzione di una previsione normativa così specifica comporterebbe un'eccessiva rigidità. Tuttavia il Governo è pronto ad assumere l'impegno a perseguire gli obiettivi proposti con l'ordine del giorno. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
MORANDO (PD). Considerato che la causa dell'elevato livello della pressione fiscale in Italia è il consistente debito pubblico, dovuto principalmente ad una spesa corrente primaria incontrollata, l'obiettivo di riduzione progressiva della tassazione generale proposto prima nell'emendamento e poi nell'ordine del giorno del senatore Baldassarri può essere coerentemente perseguito solo nel caso in cui si agisca anche sul fronte della spesa, altrimenti si tratta di una disposizione propagandistica. (Applausi dal Gruppo PD).
AZZOLLINI, relatore. Il testo dell'articolo 25, che recepisce molti dei suggerimenti avanzati in Commissione, già specifica lo stretto rapporto intercorrente tra la riduzione della spesa corrente e la riduzione della tassazione; inoltre, nel trasferimento di funzioni tra i diversi livelli amministrativi, sono esplicitamente evitate duplicazioni di risorse umane e finanziarie e, conseguentemente, aumenti di pressione fiscale. L'ordine del giorno G25.701 quindi è condivisibile solo in quanto precisa meglio ciò che è già contemplato nel testo dell'articolo. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
STIFFONI, segretario. Dà lettura dell'ordine del giorno G25.701.
BALDASSARRI (PdL). Ringraziando il Governo per aver anticipato l'accoglimento di un importante impegno politico, dichiara la disponibilità a specificare meglio l'obiettivo di riduzione della spesa corrente primaria, secondo le indicazioni del senatore Morando.
MORANDO (PD). Propone di inserire prima dell'obiettivo di riduzione della pressione fiscale, puntualmente declinato nell'ordine del giorno, la definizione precisa dell'obiettivo di riduzione della spesa corrente primaria, della spesa corrente e della spesa in conto capitale dello Stato centrale e di ogni comparto della pubblica amministrazione.
BALDASSARRI (PdL). Accoglie la proposta del senatore Morando e presenta l'ordine del giorno G25.701 (testo 2). (v. Allegato A).
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere favorevole sugli ordini del giorno G25.701 (testo 2), G25.100 e G25.200.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Accoglie gli ordini del giorno G25.701 (testo 2), G25.100 e G25.200.
Il Senato approva l'articolo 25, nel testo emendato, e l'articolo 26.
CALDEROLI, ministro per la semplificazione normativa. Propone di proseguire con le votazioni degli ultimi emendamenti anche oltre l'orario previsto per il termine della seduta. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e del senatore Galperti).
PRESIDENTE. Non facendosi osservazioni accoglie la richiesta del Ministro. Comunica che è stato presentato e poi ritirato dal Governo l'emendamento 21.0.500 e che il relatore ha presentato l'emendamento 21.0.100 sulle Città metropolitane.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Lamenta l'indisponibilità del testo dell'emendamento appena presentato dal relatore.
LEGNINI (PD). Temendo che le operazioni di voto degli ultimi emendamenti possano protrarsi per un tempo superiore a quello ipotizzato dal Ministro, propone di rinviarle alla seduta pomeridiana, magari anticipandone l'orario di inizio.
PRESIDENTE. Propone quindi di anticipare la seduta pomeridiana, prevista per le ore 17, alle ore 16.
QUAGLIARIELLO (PdL). Condivide la proposta del Presidente.
PRESIDENTE.Rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo alla seduta pomeridiana. Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 14,04.