Source: https://www.slideserve.com/Mercy/le-riforme-della-previdenza-obbligatoria
Timestamp: 2017-11-25 11:58:11+00:00
Document Index: 75463397

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.44', 'art 1', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 84']

PPT - Le riforme della previdenza obbligatoria PowerPoint Presentation - ID:1273067
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Le riforme della previdenza obbligatoria. Gli ultimi turbolenti anni della previdenza in Italia. A partire dagli anni ’90 la previdenza pubblica è cambiata in modo radicale 1992 Riforma Amato 1994 Riforma Berlusconi 1995 Riforma Dini 1997 Riforma Prodi 2004 Riforma Maroni … Perché?.
PowerPoint Slideshow about 'Le riforme della previdenza obbligatoria' - Mercy
Gli ultimi turbolenti anni della previdenza in Italia
Sistema a ripartizione  i contributi servono a pagare le pensioni
Necessità di un equilibrio tra entrate (contributi) e uscite (pensioni) ovvero tra lavoratori e pensionati
La popolazione invecchia!
DISAVANZO PENSIONISTICO
Come coprire un disavanzo pensionistico?
Come si riforma un sistema previdenziale?
Le tre leve di intervento
Leva n. 1 Ridurre l’ammontare delle pensioni pagate (= minori uscite)
Leva n. 2 Aumentare i contributi versati (= maggiori entrate)
Leva n. 3 Aumentare l’età minima per andare in pensione (= minori uscite e maggiori entrate)
Le riforme generalmente cercano di utilizzare tutte le leve a disposizione
Le riforme degli anni ’90
Pensione dipende dalla media delle ultime retribuzioni moltiplicata per una percentuale tanto più alta quanti più anni ho lavorato (max 2% per ogni anno di anzianità)
Ancora valido al 100% per chi aveva 18 anni di contributi alla fine del 1995
In parte (in base all’anzianità al 1995) valido per gli altri (misti)
Calcolo delle pensioni con il metodo contributivoper i lavoratori più giovani
la pensione pubblica è un “conto corrente virtuale”
i contributi versati si accumulano e producono un rendimento pari alla crescita media del PIL nominale
Al pensionamento il montante contributivo verrà convertito in rendita annuale moltiplicandolo per un coefficiente di trasformazione calcolato con criteri statistico-attuariali
Valido al 100% per chi ha iniziato a lavorare dal 1996
In parte (in base all’anzianità dal 1996 in poi) per gli altri (misti)
La Riforma Maroni (2004)
Innalzamento dell’età di accesso alle pensioni per coloro che maturano il diritto dopo il 1/1/2008
Irrigidimento delle possibilità di uscita per il pensionamento previste dalla Legge Dini (fino al 2007 da 57 a 65 anni)
Nuove regole per il pensionamento che variano in funzione del regime di calcolo delle prestazioni a cui il lavoratore appartiene …
Storia della previdenza complementare in Italia
In Italia, prima del D. Lgs. 124/93, esistevano un insieme eterogeneo di fondi pensione (i cd. preesistenti) rivolti principalmente a categorie particolari: dipendenti delle banche e delle assicurazioni, dirigenti delle imprese e dipendenti di imprese multinazionali,…
Questi fondi pensione avevano come obiettivo di integrare “ulteriormente” la copertura pensionistica
Dal 1993, fino al 2005 una serie di interventi normativi hanno regolato la figura del Fondo Pensione in Italia perseguendo una serie di obiettivi
“… assicurare più elevati livelli di copertura previdenziale” (Art. 1 D.Lgs. 124/93)
“… i lavoratori hanno diritto che siano provveduti e assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria …” (Art.38, co.2, Cost.)
Ripartizione e Capitalizzazione
I lavoratori pagano i contributi
L’Inps raccoglie i contributi e contemporaneamente li versa ai pensionati come pensione
Se i contributi sono più bassi delle pensioni  Squilibrio
I fondi pensione li raccolgono e li accantonano per investirli
Quando i lavoratori vanno in pensione, il fondo restituisce i contributi versati e i rendimenti con una pensione integrativa
Lo squilibrio non si può creare
Nel mese di dicembre del 2005 è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 252 che riforma il funzionamento del sistema di previdenza complementare
Le nuove regole sono entrate in vigore dal 1 gennaio 2007 e non più dal 1 gennaio 2008
La Covip ha emanato la regolamentazione su Statuto e Nota informativa
Le principali modifiche della riforma
Dall’entrata in vigore della riforma sarà riconosciuta al lavoratore la facoltà di trasferire il Tfr a qualsiasi forma pensionistica complementare, anche diversa da Previcooper
Portabilità governata
Il contributo del datore di lavoro potrà essere destinato solo alle forme pensionistiche previste dalla contrattazione collettiva
Se non si sceglie Previcooper(l’unico fondo al momento previsto nel CCNL) il datore di lavoro potrà decidere di non versare il suo contributo
I decreti attuativi: Quale Tfr viene versato al Fondo Tesoreria?
Periodo transitorio (già occupati al 31.12.06):
Il TFR che matura dal 1° gennaio 2007 al momento della scelta di devoluzione a un FP rimane in azienda se il lavoratore conferisce al FP tutto il TFR
In caso di silenzio, il TFR del semestre resta in azienda
Il TFR lasciato esplicitamente (in tutto o in parte) in azienda va al Fondo Tesoreria, se l’azienda ha almeno 50 addetti, con decorrenza dal 1° gennaio 2007
A regime (assunti dopo il 1.1.07)
Il TFR che matura dall’assunzione al momento della scelta di devoluzione a un FP (nel semestre) confluisce nel Fondo Tesoreria, se l’azienda ha almeno 50 addetti
In caso di silenzio, il TFR del semestre confluisce nel Fondo Tesoreria, se l’azienda ha almeno 50 addetti, mentre quello successivo viene versato al FP
Il TFR lasciato esplicitamente in azienda va al Fondo Tesoreria a decorrere dalla data di assunzione, se l’azienda ha almeno 50 addetti
Scelta espressa mediante moduli allegati al DM
I decreti attuativi: aspetti di rilievo
Come si calcolano i 50 addetti?
Media annuale 2006
Conteggiati tutti i lavoratori subordinati anche senza Tfr (i contratti a tempo parziale sono conteggiati proporzionalmente)
Quali lavoratori sono esclusi dal Fondo Tesoreria?
Contratti di durata inferiore a 3 mesi
Impiegati, quadri, dirigenti del settore agricolo
Lavoratori per i quali i contratti collettivi prevedono la corresponsione periodica delle quote di Tfr o l'accantonamento delle stesse quote a soggetti terzi
Comunicazione delle scelte tramite modulistica ad hoc e versamenti mensili di Tfr al Fondo Tesoreria
Pagamento del TFR da parte del datore di lavoro
Compensazione con altri contributi verso “enti previdenziali”
In caso di incapienza, paga l’Inps entro 30 giorni
I decreti attuativi: FondInps
Regole di funzionamento del Fondo di previdenza complementare residuale istituito dall’INPS
Permanenza della validità della scelta anche se si cambia lavoro
Regolamento conforme
Autorizzazione Covip
Comitato amministratore di 9 membri
Può essere multicomparto (possibili switch nel rispetto periodo minimo 1 anno)
Comparto garantito per la tacita devoluzione
Possibilità di contribuzione aggiuntiva
Possibilità adesione immediata a fondo pensione collettivo di nuova attivazione, ma trasferimento della posizione solo dopo 1 anno di permanenza
Raccogliere l’opzione di ogni lavoratore per il TFR tramite il modulo ufficiale.
Entro il 31 maggio informare i lavoratori silenti che dal 1 luglio il loro TFR maturando andrà a Previcooper.
Dichiarazione all’INPS sul computo degli addetti (art. 1 co 7).
Integrare denunce individuali E-MENS di cui all’art.44 DL 269/03 con scelte fatte dai lavoratori (art 1 co. 9).
Compensazioni per le imprese
Deducibilità dal reddito d’impresa del 4% del TFR versato (6% con meno di 50 dipendenti).
Esonero proporzionale del versamento dello 0,20% al fondo di garanzia.
Riduzione del costo del lavoro così come da l. 203/05, - 0,19% nel 2008 - a partire dagli oneri impropri fino a capienza, poi … esonero.
Credito sostitutivo: iniziative allo studio del Ministero e interne al movimento cooperativo
Le diverse forme pensionistiche complementari
Fondi Pensione contrattuali (art. 3) – (FPc)
Fondi Pensione aperti (art. 9) – (FPa)
Forme pensionistiche individuali (PIP):
adesione individuale a FPa (art. 9-bis)
polizze vita con finalità previdenziale (art. 9-ter)
Sono destinate a
Soci lavoratori e lavoratori dipendenti di cooperative
Soggetti che svolgono lavori di cura non retribuiti
Come funziona un Fondo Pensione Chiuso?
I lavoratori e le aziende eleggono i propri rappresentanti (i Delegati)
I Delegati eleggono il Consiglio di Amministrazione del Fondo
Il Consiglio dirige il Fondo e seleziona sul mercato, oltre ai dipendenti del Fondo stesso, i soggetti più adatti e con i costi più contenuti per le seguenti attività:
Gestire tutti gli aspetti amministrativi sulle iscrizioni, sui libri contabili, sui conti individuali degli iscritti (Service Amministrativo)
Gestire sul mercato le risorse investite dai lavoratori (Gestore finanziario)
Custodire le risorse dei lavoratori e controllare i gestori finanziari (Banca depositaria)
Pagare le pensioni integrative ai lavoratori che vanno in pensione (Gestore assicurativo)
Chi controlla il Fondo Pensione?
Autorità che vigila, autorizza e controlla tutti i Fondi Pensione
La Covip emana anche la regolamentazione del settore sulla base di Leggi e Decreti
Controlla che le procedure del fondo vengano rispettate
Custodisce le risorse dei lavoratori e controlla che i gestori finanziari seguano le indicazioni del Consiglio di Amministrazione e i vincoli di legge
Vigila sull’amministrazione del Fondo e sull’osservanza delle norme
Tale sistema di garanzie e controlli è previsto solo nei Fondi Pensione Contrattuali
Contributo del lavoratore, pari allo 0,55% della retribuzione
Le regole del multicomparto
Si può suddividere la posizione su più comparti. Nella domanda di adesione bisogna inserire la % di contribuzione che si vuole investire in ogni comparto
Permanenza minima nel comparto di 12 mesi.
Per il cambio comparto (switch) sono previste tre finestre
31 gennaio, 31 marzo e 30 settembre, con preavviso di due mesi.
Chi non sceglie all’atto della domanda d’iscrizione il comparto va nel comparto Sicuro.
Chi aderisce in maniera tacita va nel comparto Sicuro
Società di revisione contabile prescelta: KPMG S.p.A.
Sicuro 0,26% del patrimonio
L’evoluzione nel tempo delle spese
L’informazione agli iscritti
Comunicazione periodica annuale con estratto conto spedita al domicilio
Consultazione on line della propria posizione
Informazioni di carattere generale sul sito web del Fondo
La possibilità di ottenere una quota delle risorse accumulate nel Fondo pensione per far fronte a determinati bisogni dell’iscritto
Per quali motivazioni posso richiederla?
Per spese sanitarie per terapie e interventi straordinari
Per acquisto ed interventi di ristrutturazione della prima casa di abitazione
Dopo la riforma, per ulteriori esigenze dell’iscritto
Prima della riforma: fino al 100% delle risorse (ma solo dopo otto anni di iscrizione)
Dopo la Riforma: dipende dalla motivazione (causale)
Anticipazione dopo la riforma:quando e quanto posso richiedere?
Dipende dalla causale
Quanto: fino al 75% delle risorse accumulate
Per acquisto prima casa e ristrutturazioni edilizie
Quanto: fino al 75% della posizione
Quando: dopo 8 anni di iscrizione
Per “altre esigenze”
Quanto: fino al 30% della posizione
Anticipazione dopo la riforma:quante volte posso richiederla?
L’anticipazione si può richiedere anche più volte, ma deve sempre restare nel fondo almeno il 25% delle risorse
Nel calcolo si considerano anche i valori di anticipazioni già richieste
Un lavoratore ha accumulato 10.000 euro dopo 8 anni di partecipazione e richiede un’anticipazione pari al 75% per acquistare la prima casa: ottiene 7.500 euro (da tassare) e nel fondo pensione rimangono 2.500 euro
Dopo ulteriori 5 anni la sua posizione è risalita a 8.000 euro e il lavoratore ha bisogno di un’anticipazione per spese mediche
Può richiedere un’anticipazione, ma dovrà lasciare nel fondo pensione il 25% di 15.500 euro (8.000 che ha al momento più i 7.500 che ha già preso), ossia 3.750 euro
Il lavoratore potrà quindi ricevere un’anticipazione (da tassare) pari a 4.250 euro (8.000 – 3.750)
Anticipazioni e Tfr lasciato in azienda
La parte di Tfr che resta in azienda è indipendente dal Fondo Pensione
In altre parole, si possono richiedere
Anticipazioni solo al Fondo
Anticipazioni di Tfr solo all’azienda
Anticipazioni sia al Fondo sia all’azienda
Una richiesta, quindi, non pregiudica e non influenza in alcun modo l’altro strumento
La possibilità di riottenere le risorse accumulate nel fondo (in tutto o in parte) in presenza di determinate condizioni che comportano la perdita dei requisiti di partecipazione
Riscattando si smette di contribuire al Fondo pensione
In caso di “perdita o cessazione dei requisiti di partecipazione”
Per iscriversi al fondo si devono avere alcuni requisiti (per esempio essere un lavoratore in un determinato settore)
Tali requisiti si possono perdere a seguito di vari eventi (licenziamento, dimissioni, mobilità, cambio di attività, …)
In caso di decesso prima di andare in pensione
Dopo la Riforma: in caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa al di sotto di 1/3
Dopo la Riforma: in caso di accesso a CIGO e CIGS
Riscatto per morte
In caso di decesso del lavoratore prima di andare in pensione alcuni soggetti possono richiedere tutte le risorse accumulate
Solo se manca il coniuge, i figli
Solo se mancano coniuge e figli, i genitori, ma solo se fiscalmente a carico del lavoratore
Se mancano coniuge, figli e genitori (o se questi non sono a carico), altri soggetti che il lavoratore deve indicare al fondo tramite apposito modulo
Se non c’è nessuno dei precedenti soggetti le risorse del lavoratore vengono distribuite a tutti gli altri aderenti del fondo
In caso di decesso del lavoratore prima di andare in pensione il riscatto può essere richiesto dagli eredi
Se non ci sono eredi, il riscatto può essere richiesto da altri soggetti che il lavoratore ha indicato al fondo tramite apposito modulo
Riscatto:quando posso richiedere il totale delle risorse?
In caso di perdita dei requisiti di partecipazione
Se la perdita dei requisiti avviene per dimissioni o licenziamento la tassazione è altamente sfavorevole
Con una tassazione meno agevolata (vedi scheda 72)
In caso di cessazione dell’attività lavorativa con conseguente inoccupazione superiore a 48 mesi
In caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo
Con una tassazione più agevolata
Attenzione: se la situazione descritta nei due punti precedenti si verifica nei 5 anni che precedono la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche, non è possibile il riscatto ma l’aderente può chiedere la prestazione pensionistica complementare (rendita o capitale)
Riscatto:quando posso richiedere la metà delle risorse?
cessazione dell’attività lavorativa per un periodo di tempo compreso tra 12 e 48 mesi
procedure di mobilità, CIGO e CIGS
Riscattare tutta la posizione
È la soluzione più costosa in termini di tassazione
Lasciare le risorse nel fondo o trasferirle a un altro fondo pensione
È la soluzione meno costosa in quanto non viene tassata
Riscattare subito l’intera posizione
Aspettare 12 mesi (senza lavoro) e riscattare la metà
Aspettare 48 mesi (senza lavoro) e riscattare tutta la posizione
Tassazione in fasedi contribuzione e di rendimento
I contributi versati al fondo sono deducibili (fino a un certo limite)
Mentre contribuisco pago meno tasse
I rendimenti del fondo vengono tassati in modo agevolato rispetto ai rendimenti che si percepiscono su altri tipi di investimenti
Le forme di tassazione in Italia
L’insieme dei redditi di fine anno viene diviso in scaglioni e su ognuno si applica una aliquota (%) crescente
Sul reddito in questione si pagherà un’imposta pari alla media del rapporto negli ultimi anni (di norma 5) tra:
Imposte pagate con tassazione ordinaria / Reddito
Sul reddito in questione si pagherà un’aliquota di imposta fissa.
Tassazione delle prestazioni prima della Riforma
Per ragioni di semplicità trattiamo solo la tassazione dopo la Riforma
Cenni sulla tassazione prima della Rifoma
Le anticipazioni, i riscatti (non a seguito di licenziamento o dimissioni) e il capitale al pensionamento vengono tassati in modo simile al Tfr (aliquota media pagata sul reddito nei cinque anni precedenti: almeno il 23%)
La rendita e il riscatto a seguito di dimissioni o licenziamento si aggiungono al reddito ordinario e vi si paga l’Irpef
Dopo la Riforma: tassazione sostitutiva
Quasi tutte le prestazioni verranno tassate con la cosiddetta tassazione sostitutiva
L’aliquota è pari al 15%, ridotta di una quota pari a 0,30% per ogni anno di partecipazione a forma pensionistica complementare dopo il quindicesimo (con un limite massimo di riduzione di 6 punti).
Viene tassata solo la parte di anticipazione che deriva dai contributi versati (e dedotti), in quanto la parte derivante dai rendimenti è già stata tassata anno per anno
Anticipazione dopo la Riforma:Come viene tassata?
Se si richiede per spese mediche
Tassazione agevolata (15% decrescente al 9%)
Se si richiede per acquisto prima casa, ristrutturazioni edilizie o per “altre esigenze”
Riscatto: come viene tassato?
Il riscatto è tassato con l’imposta sostitutiva del 15% decrescente al 9%
Se si richiede il riscatto per perdita dei requisiti di partecipazione (senza attendere 12 o 48 mesi di inoccupazione, vedi schede numero 58 e 60) la tassazione è al 23%
Come vengono tassati la rendita e il capitale?
Sia la rendita sia il capitale che si percepiscono al pensionamento vengono tassati in modo agevolato: 15% decrescente al 9%
Un lavoratore aderisce al fondo pensione dopo l’avvio della Riforma, versando 1.000 euro l’anno per 15 anni. Alla fine del 15° anno matura il diritto alla prestazione pensionistica obbligatoria e decide di richiedere la prestazione.
Il suo montante è pari a 20.000 euro (15.000 euro di contributi dedotti e 5.000 euro di rendimenti già tassati). Decide di richiedere il 50% in forma di capitale e il 50% in forma di rendita:
Ruolo informativo delle aziende
A inizio semestre distribuzione del modello informativo
Vengono illustrate le alternative a disposizione:- mantenimento del Tfr presso l’azienda- devoluzione del Tfr a forma prescelta- possibili destinazioni del contributo datoriale in base agli accordi contrattuali di riferimento
Avvertimento che, nel caso di silenzio oltre un dato lasso temporale (i 6 mesi), si
verificherà l’adesione al FP di riferimento del lavoratore, individuato secondo la gerarchia
stabilita per il tacito conferimento e comunicato 30 giorni prima della scadenza
30 giorni prima scadenza semestre
Informativa ai “silenti” circa la possibile destinazione del Tfr
Il fondo presso la Tesoreria dello Stato
Legge Finanziaria per l’anno 2007
Per le imprese con almeno 50 addetti, tutto il Tfr che non verrà versato ai Fondi Pensione per adesione esplicita o tacita sarà devoluto all’Inps che provvederà a versarlo in un Fondo presso la Tesoreria dello Stato e destinato al finanziamento di infrastrutture.
Per le imprese con meno di 50 addetti, non cambia nulla: il Tfr che non verrà versato ai Fondi Pensione per adesione esplicita o tacita resterà nella disponibilità del datore di lavoro.
Le misure compensative descritte sono valide anche per il Tfr versato al Fondo presso la Tesorieria
È possibile ridurre tutto a una questione “monetaria”?
Gestione delle risorse umane più “previdente” (la riduzione della tutela pensionistica
nel tempo diventerà un fattore di instabilità del capitale umano in azienda)
Gestione dei flussi di cassa più efficiente nel caso di adesione alla previdenza complementare (riduzione del rischio di “esborsi improvvisi”)
Conviene di più il Tfr in azienda o nel fondo pensione?
La risposta dipende dal tipo di impresa e da alcune sue caratteristiche
(il trasferimento del Tfr al Fondo previsto dalla Finanziaria 2007 rende indifferente la scelta nelle aziende dai 50 dipendenti in su)
La quantificazione “monetaria” è in ogni caso propedeutica ad un ragionamento più ampio:
le grandezze monetarie in gioco, infatti, non possono costituire un elemento di scelta per la maggior parte delle imprese, anche quelle più piccole!!!
Quantificare i benefici fiscali
Dal reddito d'impresa è deducibile un importo pari al 4 per cento dell'ammontare del TFR annualmente destinato a forme pensionistiche complementari e al Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all'articolo 2120 del codice civile; per le imprese con meno di 50 addetti tale importo è elevato al 6 per cento.
Il beneficio fiscale opera se e solo se l’impresa è in utile per quanto riguarda l’IRES, mentre opera in ogni caso per quanto riguarda l’IRAP
Il beneficio fiscale nell’ipotesi 100% Tfr versato al fondo pensione o al Fondo previsto dalla Finanziaria 2007:Impresa >= 50 addetti: da 0,01% (no utile) a 0,10% (utile) delle retrib. lorde utili ai fini del TfrImpresa < 50 addetti: da 0,02% (no utile) a 0,15% (utile) delle retrib. lorde utili ai fini del Tfr
Quantificare i benefici non fiscali
Misure compensative stabili nel tempo
Eliminazione del contributo al fondo di garanzia dell’INPS: riduzione del costo del lavoro pari allo 0,20% (proporzionalmente al Tfr versato)
Taglio degli oneri impropri: riduzione del costo del lavoro crescente nel tempo dallo 0,19% nel 2008 al 0,28% dal 2014 in poi (proporzionalmente al Tfr versato)
Attenzione! Tali misure hanno un effetto più contenuto in caso di utile, dal momento che accrescono la base imponibile dell’IRES
Integrale devoluzione del Tfr alla previdenza complementare
In caso di utile effetti al netto del prelievo IRES
>= 50 (impresa con almeno 50 addetti)
< 50 (impresa con meno di 50 addetti)
Confronto fra Tfr in azienda e Tfr al Fondo Pensione (imprese con meno di 50 addetti)
Beneficio di segno positivo per le imprese che non utilizzano Tfr come fonte di auto-finanziamento
Di segno incerto per le imprese che utilizzano Tfr come fonte di auto-finanziamento
Tuttavia anche la persistenza di un costo annuo di rimpiazzo compreso fra lo 0,5% e l’1,5% delle retribuzioni lorde utili ai fini del Tfr non rappresenta un incremento delle spese dell’azienda insostenibile.
Confronto fra Tfr al Fondo Inps e Tfr al Fondo Pensione (imprese con almeno 50 addetti)
Per l’azienda non cambia nulla: in ogni caso il Tfr esce dall’azienda!!!
Possibili differenze operative legate al funzionamento del Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all'articolo 2120 del codice civile
L’impatto della cotribuzione datoriale
La contribuzione datoriale può essere configurata come un costo?
In termini strettamente contabili la contribuzione datoriale incide sul costo del lavoro in
misura diversa nel caso in cui l’impresa sia o meno in utile (es. ctb datore 1%):- No utile – costo del lavoro 1,1%- Utile – costo del lavoro 0,73%
Anche in questo caso l’ordine di grandezza monetaria non giustifica particolari resistenze
Impatto delle misure compensative
Monte retributivo nel 2007 € 900.000
Utile aziendiale?	Sì
Numero dipendenti	30
Tfr usato come fonte di Autofinanziamento?	Sì
Inflazione annua e crescita retribuzioni	2%
Rivalutazione annua lorda Tfr	3%
Anzianità media stimata del TFR	5 anni
Percentuale di Tfr maturando versato al fondo pensione per l'anno in corso	10%
Percentuale massima di Tfr maturando versato al fondo pensione raggiunta nel 2016	100%
Tasso debitore applicato dalla banca	8%
Valore misure compensative
Grazie alle misure compensative devo prendere in prestito una somma inferiore al flusso di Tfr destinato alla previdenza complementare
Effetto al termine
Anche con uno spread del 5% del tasso di interesse bancario rispetto alla rivalutazione del Tfr, il costo di rimpiazzo per l’azienda si assesta a regime all’1,55% del monte retributivo
In media, nei primi 10 anni il costo per l’azienda è solo dello 0,86% del monte retributivo e nei primi 20 anni è dell’1,20%
Se l’azienda riesce a spuntare un tasso di interesse del 7% il costo medio annuo in termini di monte retributivo scende allo 0,64% nei primi 10 anni e allo 0,90% nei primi 20 anni
Se l’azienda non usa il Tfr come autofinanziamento ha un vantaggio a regime, in termini di riduzione dei costi, dello 0,46% del monte retributivo (l’impatto delle misure comensative).
La Previdenza Complementare -Decreto l.vo n. 252 del 5 dicembre 2005 "disciplina delle forme pensionistiche complementari" (pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2005, supplemento ordinario n. 200) scelta sulla
Novità normative in materia di previdenza complementare -Le fonti: d.lgs. 252/2005 ddl finanziaria 2007 art. 84 memorandum d’intesa cgil cisl uil confindustria 23/10/2006 disposizioni c.o.v.i.p. 2006. la riforma: principali finalità.
Università degli Studi di Ca tania “Previdenza, fiscalità ed adempimenti del sostituto d’imposta” -Area del sostituto d’imposta e-mail [email protected] catania, 22 marzo 2011. i contenuti del corso. il trattamento previdenziale del