Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_procedura_civile/133
Timestamp: 2019-02-19 16:33:33+00:00
Document Index: 12466665

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 325', 'art. 45', 'in fine', 'art. 325', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 133', 'art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 133', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 133']

I. La sentenza è resa pubblica mediante deposito nella cancelleria del giudice che l'ha pronunciata.
II. Il cancelliere dà atto del deposito in calce alla sentenza e vi appone la data e la firma, ed entro cinque giorni, mediante biglietto contenente il testo integrale della sentenza (1), ne dà notizia alle parti che si sono costituite. (2) La comunicazione non e' idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all'art. 325. (1)
(1) L'art. 45 del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, ha sostituito, con effetto dal 25 giugno 2014, le parole «il dispositivo» con le parole «il testo integrale della sentenza». La citata legge di conversione ha aggiunto, in fine, con effetto dal 19 agosto 2014, il peirodo «La comunicazione non e' idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all'art. 325».
(2) Il d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv., con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80 aveva aggiunto un terzo comma, successivamente abrogato dalla legge 12 novembre 2011, n. 183 con effetto dal 31 gennaio 2012.
Dichiarazione di adottabilità - Sentenza di appello - Termine breve per l'impugnazione - Art. 17, comma 2, l. n. 184 del 1983 - “Lex specialis” - Applicabilità - Notifica in via telematica - Equiparazione - Fondamento.
In tema di opposizione alla dichiarazione di adottabilità, la notificazione d'ufficio della sentenza della Corte d'appello, effettuata ai sensi dell'art. 17, comma 1, della l. n. 184 del 1983, è idonea a far decorrere il termine breve d'impugnazione di cui al successivo comma 2 del medesimo articolo, tenuto conto che la natura di "lex specialis", da riconoscere alla previsione di detto termine, induce ad escludere l'applicabilità della norma generale di cui all'art. 133 c.p.c., senza che abbia alcun rilievo la circostanza che la notificazione sia avvenuta mediante strumenti telematici, atteso il chiaro tenore dell'art. 16, comma 4, del d.l. n. 179 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 221 del 2012, posto che il principio accelleratorio, sotteso alla disciplina in esame, trova la sua "ratio" nella preminente esigenza di assicurare la più rapida definizione dello "status" del minore, senza sacrificare in misura apprezzabile il diritto di difesa delle parti ricorrenti, sottoposto, in definitiva, solo ad un modesto maggiore onere. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Giugno 2018, n. 16857. Segue...
Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Notifica del testo integrale della sentenza reiettiva del reclamo effettuata dal cancelliere mediante posta elettronica certificata (PEC) – Decorrenza del termine breve per l'impugnazione in cassazione – Distinzione rispetto alla notificazione a mezzo ufficiale giudiziario – Insussistenza.
Fallimento – Procedimento – Presentazione di domanda di concordato preventivo prima della pubblicazione della sentenza – Effetti.
La deliberazione della sentenza costituisce solo una fase del procedimento di formazione della decisione, mentre (salvo ipotesi particolari) è la pubblicazione, a norma dell'art. 133 c.p.c., che rende ufficiale la consegna della sentenza, le attribuisce "giuridica esistenza nel mondo esterno" (v. Cass. n. 12573 del 1991) e la rende irretrattabile. Infatti, la deliberazione della sentenza è un atto meramente interno e acquista efficacia esterna per effetto del suo deposito contestualmente attestato dal cancelliere che attribuisce ad essa l'efficacia di certezza pubblica. Non è possibile, quindi, leggere l'art. 133 c.p.c. tenendo distinto il comma 1, che attribuisce al deposito l'efficacia di rendere pubblica la sentenza, dal comma 2, che impone al cancelliere di dare atto del deposito, perché senza attestazione del cancelliere non v'è pubblicazione della sentenza (v. Cass. n. 6991 del 2007). Ne consegue che, prima della pubblicazione, il giudice deve applicare le norme sopravvenute alla deliberazione (v. Cass. n. 26066 del 2014, n. 5855 del 2000).
(Sulla base di detti principi, è stata cassata la dichiarazione di fallimento del ricorrente, il quale, prima della pubblicazione della sentenza, aveva presentato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo.) (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Agosto 2016, n. 17297. Segue...
Reclamo avverso sentenza di fallimento - Comunicazione a mezzo PEC del testo integrale del decreto reiettivo dello stesso - Decorrenza del termine breve per l'impugnazione in cassazione - Inidoneità.
La comunicazione del testo integrale del decreto reiettivo del reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, effettuata (anteriormente all'entrata in vigore del nuovo testo dell'art. 133, comma 2, c.p.c., novellato dal d.l. n. 90 del 2014, n. 90, conv., con modif., dalla l. n. 114 del 2014) dalla cancelleria della corte d'appello per posta elettronica certificata (PEC), non è idonea a farne decorrere il termine breve per l'impugnazione in cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 Marzo 2016, n. 5374. Segue...