Source: https://iusmanagement.org/2020/04/17/anche-se-la-cartella-esattoriale-non-e-stata-notificata-puo-configurarsi-il-debito-tributario-definitivamente-accertato/
Timestamp: 2020-07-08 04:39:21+00:00
Document Index: 97461943

Matched Legal Cases: ['sentenza\t', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 80', 'art. 48', 'art. 48']

Anche se la cartella esattoriale non è stata notificata, può configurarsi il debito tributario definitivamente accertato | Ius & management
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Anche se la cartella esattoriale non è stata notificata, può configurarsi il debito tributario definitivamente accertato
Di Dario Di Maria ¶ Inviato su Appalti, Fisco, Ius, Management, Uncategorized	¶ Tag avviso di accertamento, cartella esattoriale, Consiglio di Stato, sentenza	¶ Lascia un commento
Consiglio di Stato, sentenza n. 2397 del 15 aprile 2020
La circostanza che all’avviso di accertamento non impugnato non sia seguita una cartella di pagamento (e, prima ancora, che non vi sia stata iscrizione a ruolo delle somme dovute) non è d’impedimento a ritenere la violazione definitivamente accertata. Infatti la cartella di pagamento è il primo atto della fase di riscossione, che può essere contestata per vizi formali, ma senza che possa più discutersi dell’esistenza del debito tributario, che è iscritto a ruolo solo dopo la definitività degli stessi (cfr. Cons. Stato, V, 3 aprile 2018, n. 2049). Sicché – ai fini contrattuali per cui è causa – non ha rilevanza l’argomento dell’appellante di essere ancora per lui possibile impugnare la cartella esattoriale all’atto della notifica.
Detto altrimenti e sempre con riguardo alla norma in esame, se la cartella di pagamento è mero strumento della riscossione che segue una notifica di un precedente avviso di accertamento (contenente una pregressa richiesta di pagamento di debito tributario), la definitività dell’accertamento decorre non già dalla notifica della cartella di pagamento, bensì da quella dell’avviso di accertamento (principio consolidato, cfr. Cons. Stato, V, 14 dicembre 2018, n. 7058; V, 12 febbraio 2018, n. 856).
Per le esposte considerazioni la sentenza di primo grado che ha considerato “definitivamente accertato” il debito tributario a carico della Società Cattolica di Assicurazioni per essere divenuto inoppugnabile l’avviso di accertamento (come pure l’atto di contestazione), senza attribuire rilevanza alla mancata notifica di una conseguente cartella di pagamento, merita conferma.
La violazione contestata, d’altra parte, appare in effetti essere «grave».
Il rinvio dell’art. 80, comma 4, d.lgs. n. 50 ai commi 1 e 1 –bis dell’art. 48-bis è solo al fine di determinare la soglia di tollerabilità della violazione tributaria.
Pertanto, la circostanza che nell’art. 48 – bis il debito tributario – in presenza del quale il beneficiario del pagamento di una pubblica amministrazione è considerato inadempiente – sia riferito ad una “cartella di pagamento notificata”, non impone l’avvio della procedura di riscossione anche per disporre l’esclusione da una procedura di gara; come in precedenza chiarito il codice dei contratti pubblici ha autonomamente individuato gli atti impositivi dai quali può derivare una pretesa tributaria che, se definitivamente accertata, comporta l’esclusione dalla gara.