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Timestamp: 2018-09-22 03:29:18+00:00
Document Index: 114428740

Matched Legal Cases: ['art. 140', 'art. 1342', 'art. 140', 'art. 5', 'art. 140', 'art. 163', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 140']

Ti trovi su GiustiziaPerTutti.com Consumatori Class Action CLASS ACTION: FINALMENTE E' LEGGE!
Giovedì 28 Gennaio 2010 18:46	Scritto da Avv.p. Stefania Prezioso
1) Innanzitutto la Legge sulla class action ha individuato in maniera dettagliata i diritti che -da questo mese in poi- potranno essere tutelati con questa azione collettiva.
A norma del rinnovato articolo 140-bis del Codice del Consumo, questa azione di classe può essere intrapresa a tutela di tutti gli interessi collettivi di una pluralità di consumatori e utenti i quali versano in una situazione di identica posizione nei confronti di un'unica impresa.
Quindi l'azione di classe deve essere sempre indirizzata ad un unico soggetto convenuto, per far valere posizioni soggettive identiche in relazione anche a diritti contrattuali o ai cosiddetti “contratti di massa”.
Dunque -a differenza del vecchio testo dell’art. 140-bis del codice del Consumo- l’esperibilità della class action non viene più limitata solo alla specifica tipologia dei contratti disciplinati dall’art. 1342 del Codice civile ( contratti conclusi mediante moduli o formulari), ma si allarga ad ogni ipotesi contrattuale con la quale vengano a confrontarsi i diritti (sempre contrattuali) di una pluralità di consumatori e utenti che si trovano in una situazione identica nei confronti di una medesima impresa. Si pensi a titolo di esempio ai contratti conclusi via internet oppure ad una pluralità di cittadini-utenti accomunati dall’aver accettato accordi conclusi attraverso modelli o formulari identici: i cosiddetti “contratti seriali”. Oppure, ancora, decisi a tutelare i diritti di un difetto di fabbricazione di un prodotto immesso sul mercato dalla stessa impresa. Mi preme però sottolineare che la legge non pone nessun limite -né minimo né massimo- sul numero di persone che possano intentare, insieme, una class action: astrattamente, dice la norma, “la pluralità dei consumatori o di utenti potrebbe essere ravvisabile anche quando questi siano soltanto due, ovvero, al contrario, siano un numero indefinito".
2) La sede dell’impresa decide la competenza per territorio: in questo modo la legge sulle class action vuole tendere a semplificare e razionalizzare la legittimazione processuale a promuovere le azioni di classe, andando ad eliminare, quindi, qualsiasi posizione preferenziale delle associazioni dei consumatori.
Infatti ai sensi dell’art. 140-bis, comma 4, la domanda di classe deve essere instaurata, di regola, avanti “al Tribunale ordinario avente sede nel capoluogo della regione in cui ha sede l’impresa”. Però i Tribunali competenti a decidere le azioni collettive sono solo 11, essi sono:
1) Torino (per il Piemonte e Val d’Aosta)
2) Milano (per la Lombardia)
3) Venezia (per il Veneto, il Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia)
4) Bologna (per l’Emilia Romagna)
5) Genova (per la Liguria)
6) Firenze (per la Toscana)
7) Roma (per il Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise)
8) Napoli (per la Campania, Basilicata e Calabria)
9) Bari (per la Puglia)
10) Palermo (per la Sicilia)
11) Cagliari (per la Sardegna)
Questo fa sì che le azioni di classe celebrate esclusivamente –e tassativamente- negli 11 Tribunali individuati dal legislatore, possano consentire una “specializzazione” dei magistrati addetti. La circostanza che la competenza per territorio debba essere determinata avendo unicamente riguardo al luogo in cui l’impresa convenuta ha la sede, fa riferimento, in virtù della regola generale di cui all’art. 5 del C.p.c., al momento della proposizione della domanda (restando irrilevante l’eventuale spostamento della sede verificatosi in un momento successivo).
Il comma 5 del nuovo art. 140-bis del Codice del Consumo precisa che l’atto introduttivo deve rivestire la forma dell’atto di citazione. Sono dunque destinate a trovare applicazione tutte le prescrizioni stabilite per il processo ordinario di cognizione dagli art. 163 e ss. Del C.p.C.
3) Cosa comporta per il cittadino l’adesione alla class action?
L’adesione all’azione di classe comporta: 1) la rinuncia a ogni azione restitutoria o risarcitoria individuale fondata sul medesimo titolo 2) l'interruzione e la sospensione, fino al momento in cui passa in giudicato la sentenza che definisce il giudizio di classe, del decorso della prescrizione del diritto fatto valere 3) fa sì che la sentenza che definisce il giudizio faccia stato anche nei confronti degli aderenti.
Con i seguenti limiti: a) le rinunce e le transazioni intervenute tra le parti non pregiudicano i diritti degli aderenti che non vi hanno espressamente consentito. b) i diritti degli aderenti sono fatti salvi anche nei casi di estinzione del giudizio o di chiusura anticipata del processo.
4) Professionisti e PA sono esclusi dall’ambito di applicabilità: Questa previsione, impone di limitare -ex art. 140-bis del Codice del Consumo- questo procedimento soltanto nei confronti delle imprese private. Non potrà essere esperito verso i professionisti o la Pubblica Amministrazione.
Però, i singoli cittadini, gli utenti e le associazioni dei consumatori potranno promuovere ricorsi alla giustizia amministrativa affichè sia richiesto agli uffici pubblici non un risarcimento in denaro –espressamente escluso- quanto di rimediare ai disservizi garantendo prestazioni coerenti con gli standard di qualità.
In conclusione -da oggi in poi- se fate parte di un gruppo di persone e lamentate un danno nei confronti di un'unica società potrete contare su uno strumento del tutto nuovo per la tutela dei vostri diritti: "la class action!"
Lo studio legale Catapano resta a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento o richiesta di tutela in merito a questa nuova azione risarcitoria.