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Timestamp: 2018-02-19 19:46:38+00:00
Document Index: 161890586

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 9', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ']

﻿CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 14 luglio 2017, n. 17479 - Dichiarazione dei redditi inviata telematica - Regolarità della trasmissione - Comunicazione dell'Agenzia delle Entrate attestante l'avvenuto ricevimento - Assenza - Omessa persentazione - Disconoscimento credito d’imposta per mancata acquisizione della dichiarazione - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 luglio 2017, n. 17479 – Dichiarazione dei redditi inviata telematica – Regolarità della trasmissione – Comunicazione dell’Agenzia delle Entrate attestante l’avvenuto ricevimento – Assenza – Omessa persentazione – Disconoscimento credito d’imposta per mancata acquisizione della dichiarazione
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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 luglio 2017, n. 17479
Tributi – Dichiarazione dei redditi – Presentazione telematica – Regolarità della trasmissione – Comunicazione dell’Agenzia delle Entrate attestante l’avvenuto ricevimento – Assenza – Omessa persentazione – Disconoscimento credito d’imposta per mancata acquisizione della dichiarazione
2. In particolare la CTR riteneva che il contribuente M.V.G. avesse dato prova della acquisizione al sistema della dichiarazione in via telematica a mezzo di intermediario, senza che fosse stata segnalata dal sistema di controllo formale dell’applicativo la presenza di un errore bloccante e che ciò integrava errore scusabile.
1. Con il primo motivo si denuncia la violazione dell’art. 3, comma 11, del d.P.R. n. 322/1998, in combinato disposto con l’art. 9, comma 11, del d.m. 31/07/98 (art. 360, primo comma, n.3, cod. proc. civ.) per avere erroneamente ritenuto la CTR che la dichiarazione, anche in presenza di un errore bloccante, potesse ritenersi acquisita al sistema; con il secondo motivo si denuncia la omessa motivazione (art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ.) per non avere esplicitato la CTR le ragioni giuridiche che la avevano condotta al rigetto dell’appello.
4. Come questa Corte ha già avuto modo di affermare, con principio che si intende ribadire, “In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la dichiarazione inviata in via telematica, ai sensi del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, art. 3, comma 2, (nel testo applicabile “ratione temporis”), si considera presentata nel giorno in cui è trasmessa, e si ritiene ricevuta, ai sensi del comma 10 del medesimo articolo, dal momento della comunicazione di ricevimento da parte dell’Amministrazione finanziaria, atto che assolve alla finalità di fornire prova dell’avvenuta, tempestiva, consegna da parte del contribuente e del regolare adempimento degli obblighi di presentazione. Tale disciplina si applica anche nel caso in cui si siano verificati i cosiddetti “errori bloccanti” della trasmissione telematica, che – con i tempi e le modalità di cui alla circolare n. 35 del 23 aprile 2002 del Ministero delle finanze – sono segnalati nel sistema telematico consultabile dal contribuente, il quale, messo in condizione di avvedersi in tempo utile dell’avvenuto “scarto” della propria dichiarazione, può porvi tempestivo rimedio.” (cfr. Cass. nn. 5403/2016, 16003/2015, 14197/2015, 675/2015, 11156/2014, 385/2013).
Quindi, in conformità a quanto disposto dal D.P.R. n. 322/1998, art. 3, comma 10, nel caso in esame, la dichiarazione avrebbe dovuto essere considerata presentata solo con la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate attestante l’avvenuto ricevimento.
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