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Timestamp: 2017-11-22 05:25:10+00:00
Document Index: 96267904

Matched Legal Cases: ['art.  38', 'art.\n8', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art.  15', 'art.  33', 'art.  28', 'art.  9', 'art.  25', 'art. 11', 'art.\n17', 'art.  28', 'art. 11', 'art. 23', 'art.  6', 'art.  2', 'art. 11', 'art. 1', 'art.  2409', 'art. 4', 'art.  2', 'art.  3', 'art. 1', 'art.  39', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 10', 'art.  43', 'art.  55', 'art. 28', 'art.  6', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 22', 'art.\n12', 'art. 51', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art.  37', 'art. 1', 'art.  6', 'art. 1', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 36', 'art.\n23', 'art. 274', 'art.  39', 'art.\n5', 'art.  26', 'art.  28', 'art. 23', 'art.  28', 'art. 19', 'art.\n21', 'art.  30', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 17', 'art. 20', 'art.   17', 'art. 7', 'art.  7']

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 21 maggio 2010, n. 123 - Regolamento recante norme concernenti la fusione dell'APAT, dell'INFS e dell'ICRAM in un unico istituto, denominato Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), a norma dell'articolo 28, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0143) - (GU n. 179 del 3-8-2010 | Chimici.info
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 21 maggio 2010, n. 123 – Regolamento recante norme concernenti la fusione dell’APAT, dell’INFS e dell’ICRAM in un unico istituto, denominato Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), a norma dell’articolo 28, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0143) – (GU n. 179 del 3-8-2010
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 21 maggio 2010, n. 123 - Regolamento recante norme concernenti la fusione dell'APAT, dell'INFS e dell'ICRAM in un unico istituto, denominato Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), a norma dell'articolo 28, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0143) - (GU n. 179 del 3-8-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/08/2010
DECRETO 21 maggio 2010 , n. 123
Regolamento recante norme concernenti la fusione dell’APAT, dell’INFS
e dell’ICRAM in un unico istituto, denominato Istituto superiore  per
la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), a norma  dell’articolo
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0143)
Visto l’articolo 38 del decreto legislativo n. 300  del  30  luglio
1999, e successive modificazioni;
Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157 e successive modificazioni;
Visto l’articolo 1-bis del decreto-legge 4 dicembre 1993,  n.  496,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61;
Visto il decreto legislativo 5 giugno 1998, n.  204,  e  successive
Visto  il  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e   in
particolare l’articolo 15, comma 2;
Visto l’articolo 28, del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
convertito, in legge, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,
n. 133, e, in particolare, il comma  3,  il  quale  prevede  che  con
decreto  interministeriale  siano  definite   le   norme   istitutive
dell’ente, denominato Istituto  superiore  per  la  protezione  e  la
ricerca  ambientale  (ISPRA),  derivante  dalla  fusione   dell’APAT,
dell’INFS  e  dell’ICRAM,  contestualmente  soppressi,  in  un  unico
istituto denominato Istituto superiore per la protezione e la ricerca
Visto l’articolo 9, comma 4 del decreto-legge 28  aprile  2009,  n.
39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77;
Visto l’articolo 25, comma 2, lettera e),  della  legge  23  luglio
Visto l’articolo 17, comma 35-octies, del decreto-legge  1°  luglio
della sezione consultiva per gli atti normativi del 15 febbraio 2010;
400, inviata con nota del 24 maggio 2010;
Repubblica non si sono espresse nei termini previsti;
1. L’Istituto superiore per la protezione e la  ricerca  ambientale
(ISPRA), di seguito denominato anche Istituto, e’  ente  pubblico  di
ricerca, dotato di personalita’ giuridica di diritto  pubblico  e  di
autonomia    tecnico-scientifica,     organizzativa,     finanziaria,
gestionale, patrimoniale e contabile. Nell’ISPRA, retto dal  presente
regolamento, nonche’ da uno statuto deliberato ed  emanato  ai  sensi
dell’articolo 14, confluiscono il personale, le risorse finanziarie e
strumentali e i rapporti attivi  e  passivi  dell’APAT,  dell’INFS  e
dell’ICRAM, soppressi a decorrere  dalla  data  di  insediamento  dei
commissari di cui all’articolo 28,  comma  5,  del  decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito in legge,  con  modificazioni,  dalla
2. L’ISPRA e’  istituto  tecnico-scientifico  di  cui  il  Ministro
indicato  anche  come  Ministro,  si  avvale   nell’esercizio   delle
attribuzioni conferite dalla normativa vigente.
3. L’ISPRA e’ sottoposto alla  vigilanza  del  Ministro,  il  quale
impartisce le direttive generali alle quali l’Istituto si attiene nel
perseguimento dei compiti istituzionali.
4. L’ISPRA ha sede in Roma. Per il conseguimento  dei  propri  fini
istituzionali puo’ istituire sedi operative sul territorio  nazionale
nei  limiti  delle  risorse  umane  e  finanziarie  disponibili,   in
particolare per assicurare assistenza tecnica e consulenza strategica
alle amministrazioni pubbliche, anche nel quadro  della  cooperazione
interistituzionale tra amministrazioni centrali, regionali  e  locali
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  38,  del  decreto
legislativo  n.  300,  del  30  luglio  1999  e  successive
modificazioni,  recante  «Riforma  dell’organizzazione  del
59.» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n.
203, (S.O.):
«Art. 38 (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per
i servizi tecnici). – 1.  E’  istituita  l’agenzia  per  la
protezione dell’ambiente e  per  i  servizi  tecnici  nelle
2.  L’agenzia  svolge  i   compiti   e   le   attivita’
tecnico-scientifiche  di   interesse   nazionale   per   la
idriche  e   della   difesa   del   suolo,   ivi   compresi
l’individuazione e  delimitazione  dei  bacini  idrografici
3.  All’agenzia   sono   trasferite   le   attribuzioni
dell’agenzia nazionale  per  la  protezione  dell’ambiente,
quelle dei servizi tecnici nazionali  istituiti  presso  la
Presidenza del Consiglio  dei  Ministri,  ad  eccezione  di
4. Lo statuto dell’agenzia, emanato ai sensi  dell’art.
8, comma 4, prevede l’istituzione di un consiglio  federale
rappresentativo delle agenzie regionali per  la  protezione
dell’ambiente, con funzioni consultive  nei  confronti  del
direttore generale e del  comitato  direttivo.  Lo  statuto
prevede altresi’ che il comitato direttivo sia composto  di
quattro  membri,  di  cui  due  designati   dal   Ministero
dell’ambiente e due designati dalla  Conferenza  permanente
autonome di Trento e  di  Bolzano.  Lo  statuto  disciplina
inoltre le funzioni e le competenze degli  organismi  sopra
indicati e la  loro  durata,  nell’ambito  delle  finalita’
indicate dagli articoli 03, comma 5, e 1, comma 1,  lettera
b), del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496,  convertito,
5. Sono soppressi l’agenzia nazionale per la protezione
la Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri.  Il  relativo
personale   e   le   relative   risorse   sono    assegnate
all’agenzia.».
– La legge 11  febbraio  1992,  n.  157,  e  successive
modificazioni, recante «Norme per la protezione della fauna
selvatica  omeoterma  e  per  il  prelievo  venatorio.»  e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25  febbraio  1992,  n.
46, (S.O.).
– Si riporta il testo dell’art. 1-bis del decreto-legge
4 dicembre 1993,  n.  496,  recante  «Disposizioni  urgenti
sulla   riorganizzazione   dei   controlli   ambientali   e
istituzione  della  Agenzia  nazionale  per  la  protezione
dell’ambiente.» convertito, con modificazioni, dalla  legge
21  gennaio  1994,  n.  61  e  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale 4 dicembre 1993, n. 285:
«Art.   1-bis   (Disposizioni   concernenti   organismi
operanti  nel  settore  ambientale).  –  1.  In   sede   di
riorganizzazione  del  Ministero  dell’ambiente,  ai  sensi
dell’art. 6 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29,
da effettuare entro il 3l dicembre 1994, si provvede  anche
al   riordino   delle   commissioni    e    dei    comitati
tecnico-scientifici operanti presso il  medesimo  Ministero
tenendo conto delle competenze attribuite all’ANPA ai sensi
del presente decreto e provvedendo altresi’ al  conseguente
trasferimento all’Agenzia del personale non piu’  impiegato
presso le suddette commissioni  e  i  suddetti  comitati  e
delle corrispondenti risorse finanziarie.
2. I componenti delle commissioni e dei comitati di cui
al comma 1,  trasferiti  all’ANPA  ai  sensi  del  medesimo
comma,  continuano  a   prestare   la   propria   attivita’
nell’ambito  dell’Agenzia  in  analoga  posizione   e   con
analoghe funzioni fino alla scadenza dell’incarico. Qualora
siano appartenenti al personale  civile  e  militare  dello
Stato e degli enti pubblici, anche  economici,  essi,  alla
scadenza dell’incarico, sono inquadrati a domanda nel ruolo
organico dell’ANPA.
3.  Con  apposito  regolamento  si  provvede  anche  al
riordino    delle    commissioni     e     dei     comitati
tecnico-scientifici  operanti   presso   altri   Ministeri,
istituti ed enti pubblici, tenendo conto  delle  competenze
attribuite all’ANPA ai sensi del presente decreto.
4. A decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del
regolamento di cui all’art. 1-ter, comma  5,  del  presente
decreto, le iniziative adottate in attuazione dell’art. 18,
comma 1, lettera e), della legge  11  marzo  1988,  n.  67,
relative  al  sistema   informativo   e   di   monitoraggio
ambientale e le relative dotazioni tecniche sono trasferite
all’ANPA secondo le  modalita’  definite  con  il  medesimo
regolamento. E’ abrogato  l’ultimo  periodo  del  comma  5,
dell’art. 9, della legge 18 maggio 1989,  n.  183.  Restano
ferme  tutte  le  altre  competenze  dei  Servizi   tecnici
5. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto, la Direzione per
la sicurezza nucleare e la protezione  sanitaria  dell’ENEA
(ENEA-DISP),  i  relativi   compiti,   il   personale,   le
strutture, le dotazioni tecniche e le  risorse  finanziarie
sono trasferiti all’ANPA. A  decorrere  dalla  stessa  data
sono abrogati l’art. 4 della legge 18 marzo 1982, n. 85,  e
l’art. 3 della legge 25 agosto 1991, n. 282.
6. Per le attivita’ relative all’ambiente marino l’ANPA
si avvale dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica
e tecnologica applicata al mare (ICRAM), che e’ posto sotto
la vigilanza del Ministero dell’ambiente. Le  modalita’  di
coordinamento ed integrazione tra l’ANPA e l’ICRAM, nonche’
le norme di organizzazione e le competenze dell’ICRAM  sono
stabilite con decreto del Ministro  dell’ambiente,  emanato
di concerto con il Ministro per la funzione pubblica  entro
di conversione del presente decreto.  In  applicazione  del
presente  comma,  a  decorrere  dall’esercizio  finanziario
1994, il contributo ordinario  per  le  spese  relative  al
funzionamento  dell’ICRAM  e’  iscritto  nello   stato   di
previsione del Ministero dell’ambiente.
7. Al fine dell’attuazione delle disposizioni di cui al
presente articolo, il Ministro del tesoro e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni  di
8. Il contingente di personale di cui all’art. 3, comma
9, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e’  composto  anche
mediante apposito  comando  di  dipendenti  di  ogni  altra
amministrazione   dello   Stato   o   delle   societa’    a
partecipazione statale  di  prevalente  interesse  pubblico
ovvero  mediante  ricorso  alla  mobilita’   volontaria   e
d’ufficio prevista dalle vigenti disposizioni in materia.».
– Il decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, recante
lettera  d),  della  legge  15  marzo  1997,  n.  59.»   e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° luglio 1998, n. 151.
del Consiglio  dei  Ministri.»  pubblicata  nella  Gazzetta
– Si riporta il testo del comma 2,  dell’art.  15,  del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  recante  «Norme
amministrazioni  pubbliche.»  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106, (S.O.):
«2.  Nelle  istituzioni  e  negli  enti  di  ricerca  e
sperimentazione, nonche’ negli altri istituti  pubblici  di
cui al sesto comma  dell’art.  33  della  Costituzione,  le
attribuzioni  della   dirigenza   amministrativa   non   si
estendono     alla     gestione     della     ricerca     e
dell’insegnamento.».
– Si riporta il testo del comma 3,  dell’art.  28,  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante «Disposizioni
la perequazione tributaria.» convertito, con modificazioni,
dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133  e  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2008, n. 147, (S.O.):
«3. Con decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della
tutela del territorio e del mare, da adottare  di  concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze,  sentite  le
che  si  esprimono  entro  venti  giorni  dalla   data   di
assegnazione, sono determinati, in coerenza  con  obiettivi
amministrazione e  controllo,  la  sede,  le  modalita’  di
l’utilizzo  del  personale,  nel  rispetto  del   contratto
collettivo nazionale di lavoro del comparto degli  enti  di
delle risorse dell’ISPRA. In sede di  definizione  di  tale
decreto si tiene conto dei risparmi da realizzare a  regime
e controllo degli enti soppressi, nonche’ conseguenti  alla
razionalizzazione  delle  funzioni  amministrative,   anche
attraverso l’eliminazione delle duplicazioni  organizzative
e funzionali, e al minor fabbisogno di risorse  strumentali
e logistiche.».
– Si riporta il testo del comma  4,  dell’art.  9,  del
decreto-legge 28 aprile 2009, n.  39,  recante  «Interventi
urgenti in favore delle popolazioni  colpite  dagli  eventi
sismici nella regione Abruzzo nel mese  di  aprile  2009  e
ulteriori  interventi  urgenti   di   protezione   civile.»
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno  2009,
n. 77 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 aprile 2009,
n. 97:
«4. L’ISPRA, nell’ambito del consiglio federale  presso
di esso operante, assicura il coordinamento delle attivita’
realizzate   dell’Agenzia   regionale   per    la    tutela
dell’ambiente dell’Abruzzo ai sensi del presente  articolo,
nonche’ il  necessario  supporto  tecnico-scientifico  alla
regione Abruzzo.».
– Si riporta il  testo dell’art.  25,  della  legge  23
luglio 2009, n. 99, recante «Disposizioni per lo sviluppo e
di energia.» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31  luglio
2009, n. 176, (S.O.):
a) previsione della possibilita’ di dichiarare i siti
b) definizione di elevati livelli  di  sicurezza  dei
c) riconoscimento di benefici  diretti  alle  persone
d) previsione  delle  modalita’  che  i  titolari  di
e)   acquisizione   di    dati    tecnico-scientifici
predisposti  da  enti  pubblici  di  ricerca,  ivi  incluso
ambientale (ISPRA), e universita’;
f) determinazione delle modalita’  di  esercizio  del
g) previsione che la  costruzione  e  l’esercizio  di
h)  previsione   che   l’autorizzazione   unica   sia
rilasciata a seguito di  un  procedimento  unico  al  quale
partecipano  le  amministrazioni  interessate,  svolto  nel
rispetto dei principi di semplificazione e con le modalita’
di cui alla legge 7 agosto 1990, n.  241;  l’autorizzazione
deve comprendere la  dichiarazione  di  pubblica  utilita’,
i)  previsione  che  le  approvazioni   relative   ai
requisiti  e  alle  specifiche  tecniche   degli   impianti
nucleari, gia’  concesse  negli  ultimi  dieci  anni  dalle
Autorita’  competenti  di  Paesi  membri  dell’Agenzia  per
l’energia nucleare dell’Organizzazione per la  cooperazione
e  lo  sviluppo  economico  (AENOCSE)  o  dalle   autorita’
competenti di Paesi con  i  quali  siano  definiti  accordi
bilaterali di cooperazione tecnologica  e  industriale  nel
settore  nucleare,  siano  considerate  valide  in  Italia,
previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;
l) previsione che gli oneri relativi ai controlli  di
m)  individuazione  degli  strumenti   di   copertura
n) previsione delle modalita’ attraverso le  quali  i
o) previsione  di  opportune  forme  di  informazione
p) previsione di sanzioni  per  la  violazione  delle
norme prescrittive previste nei decreti legislativi;
q) previsione, nell’ambito delle risorse di  bilancio
4. Al comma 4 dell’art. 11 del decreto  legislativo  16
– Si riporta il testo del  comma  35-octies,  dell’art.
17, del  decreto-legge  1°  luglio  2009,  n.  78,  recante
«Provvedimenti anticrisi,  nonche’  proroga  di  termini.»,
n. 102 e pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  1°  luglio
2009, n. 150:
«35-octies. Atteso  il  progressivo  ampliamento  delle
dirigenziale equivalenti sul piano finanziario.».
– Si riporta il testo del comma 5,  dell’art.  28,  del
citato decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito  in
legge, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.
«5. Per  garantire  l’ordinaria  amministrazione  e  lo
svolgimento delle attivita’  istituzionali  fino  all’avvio
dell’ISPRA, il Ministro dell’ambiente e  della  tutela  del
territorio e del mare, con  proprio  decreto,  da  emanarsi
entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del
presente   decreto,   nomina   un   commissario    e    due
subcommissari.».
1. L’Istituto svolge attivita’ di ricerca,  consulenza  strategica,
assistenza   tecnico-scientifica,   sperimentazione   e    controllo,
conoscitiva, di monitoraggio e valutazione, nonche’ di informazione e
formazione, anche  post-universitaria,  in  materia  ambientale,  con
riferimento  alla  tutela  delle  acque,  alla  difesa  dell’ambiente
atmosferico, del suolo, del sottosuolo, della biodiversita’ marina  e
terrestre e delle  rispettive  colture,  nonche’  alla  tutela  della
natura e della fauna  omeoterma,  esercitando  le  funzioni  gia’  di
competenza dell’APAT, dell’ICRAM e dell’INFS.
2. Con riferimento alle  attivita’  di  cui  al  comma  precedente,
l’Istituto promuove, anche attraverso il Consiglio  federale  di  cui
all’articolo 15 del presente regolamento,  lo  sviluppo  del  sistema
nazionale delle Agenzie e dei controlli in materia ambientale di  cui
cura il coordinamento, e garantisce l’accuratezza delle misurazioni e
il rispetto degli obiettivi di qualita’ e di convalida dei dati anche
attraverso l’approvazione di sistemi di  misurazione,  l’adozione  di
linee guida e l’accreditamento dei laboratori.
1. Al conseguimento dei fini istituzionali, l’ISPRA provvede:
b) con risorse provenienti da amministrazioni ed enti pubblici  e
privati, nonche’ da organizzazioni internazionali;
c) con i proventi di beni costituenti  il  proprio  patrimonio  o
derivanti  dallo  sfruttamento  economico  di  eventuali  brevetti  e
d) con  i  proventi  derivanti  dalle  attivita’  di  promozione,
vendita di servizi e  prodotti  e,  ove  non  sussistano  profili  di
incompatibilita’ in relazione ai compiti istituzionali dell’Istituto,
consulenza e collaborazione con  soggetti  pubblici  e  privati,  ivi
comprese le risorse finanziarie aggiuntive derivanti dall’inserimento
in programmi di ricerca  nazionali  e  internazionali  ai  sensi  del
decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, nonche’  dalla  diffusione
delle proprie pubblicazioni.
2.  Per  l’amministrazione  e  la  contabilita’  l’Istituto   emana
apposito regolamento sulla  base  delle  disposizioni  contenute  nel
decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97.
3. L’Istituto e’ sottoposto alle disposizioni di cui alla legge  29
ottobre 1984, n. 720 e successive modificazioni, ed e’ inserito nella
tabella A allegata alla stessa legge.
–  Il  decreto  legislativo  5  giugno  1998,  n.  204,
recante:   «Disposizioni   per   il    coordinamento,    la
programmazione e la valutazione  della  politica  nazionale
relativa alla ricerca scientifica e  tecnologica,  a  norma
dell’art. 11, comma 1, lettera d),  della  legge  15  marzo
1997, n. 59.» e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  1°
luglio 1998, n. 151.
febbraio 2003,  n.  97,  recante  «Regolamento  concernente
cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70.» e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 6 maggio 2003, n. 103, (S.O.).
– La  legge  29  ottobre  1984,  n.  720  e  successive
modificazioni,  recante   «Istituzione   del   sistema   di
tesoreria  unica  per  enti  ed  organismi  pubblici.»   e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  29  ottobre  1984,  n.
– Si riporta il testo della  tabella  A  allegata  alla
citata  legge  29  ottobre  1984,  n.  720   e   successive
Agenzia  nazionale  per  la  protezione   dell’ambiente
Agenzia  per  i  servizi  sanitari  regionali,  decreto
legislativo n. 266/1993
Agenzia  per  la  diffusione  delle   teconologie   per
Aziende  e  consorzi  fra   province   e   comuni   per
Aziende sanitarie e aziende ospedaliere di cui  decreto
legislativo n. 502/1992
Camere  di   commercio,   industria,   artigianato   ed
agricoltura ed aziende speciali ad esse collegate
Centro europeo dell’educazione (CEDE)
Comitato nazionale per le ricerche e  per  lo  sviluppo
dell’energia nucleare e delle energie alternative (ENEA)
Comitato per l’intervento nella SIR
Commissione  nazionale  per  la  societa’  e  la  borsa
Comuni,  con  esclusione  di  quelli  con   popolazione
inferiore  a  5000  abitanti   che   non   beneficiano   di
Comunita’ montane, con popolazione complessiva  montana
non inferiore a 10000 abitanti
Consiglio  per  la  ricerca  e  la  sperimentazione  in
Consorzi istituiti  per  l’esercizio  di  funzioni  ove
partecipino province e comuni con  popolazione  complessiva
non inferiore a 10000 abitanti, nonche’ altri enti pubblici
Consorzi per i nuclei di industrializzazione e consorzi
per l’area di sviluppo  industriale  a  prevalente  apporto
finanziario degli enti territoriali
Consorzio canale Milano-Cremona-Po
Consorzio obbligatorio per l’impianto, la gestione e lo
sviluppo dell’area per la ricerca scientifica e tecnologica
Consorzio per la zona agricola industriale di Verona
Ente  autonomo  “Esposizione  triennale  internazionale
delle   arti   decorative   ed   industriali   moderne    e
dell’architettura moderna” di Milano
Ente autonomo esposizione quadriennale d’arte in Roma
Ente mostra d’oltremare di Napoli
Ente nazionale per il cavallo italiano
Ente nazionale per la cellulosa e la carta
Ente per il  museo  nazionale  della  scienza  e  della
tecnica “Leonardo da Vinci” in Milano
Ente per le scuole materne della Sardegna (ESMAS)
Ente per lo sviluppo, l’irrigazione e la trasformazione
fondiaria in Puglia e Lucania
Ente risorse idriche molise (ERIM)
Fondo   gestione   istituti   contrattuali   lavoratori
Gestione   governativa   dei   servizi   pubblici    di
Gestioni governative ferroviarie
Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico  di
diritto pubblico di cui al decreto  legislativo  30  giugno
1993, n. 269
Istituti  regionali  di  ricerca,   sperimentazione   e
aggiornamento educativo (IRRSAE)
Istituti sperimentali agrari
Istituto  centrale  per  la   ricerca   scientifica   e
tecnologica applicata alla pesca marittima
Istituto di biologia della selvaggina
Istituto elettrotecnico  nazionale  “Galileo  Ferraris”
Istituto  nazionale   di   studi   ed   esperienze   di
architettura navale (Vasca navale)
Istituto di servizi per il mercato agricolo  alimentare
Istituto per lo sviluppo della formazione professionale
Istituto superiore per la prevenzione  e  la  sicurezza
del lavoro (ISPESL)
Istituzioni di cui all’art. 23,  secondo  comma,  della
Jockey club d’Italia
Organi  straordinari  della  liquidazione  degli   enti
Osservatori astronomici, astrofisici e vulcanologici
Policlinici  universitari,   decreto   legislativo   n.
Riserva fondo lire UNRRA
Societa’ degli Steeple-chases d’Italia
Stazione zoologica “Antonio Dohrn” di Napoli
Unioni  di  comuni  con  popolazione  complessiva   non
inferiore a 10000 abitanti
Universita’ statali, istituti istruzione  universitaria
e enti ed organismi per il diritto allo studio a  carattere
1. Gli organi dell’Istituto, nominati ai sensi degli articoli 5, 6,
7 e 9, sono:
2.  Il  presidente  e  i   componenti   degli   organi   collegiali
dell’Istituto durano in carica tre anni e possono  essere  confermati
3. Al presidente e ai componenti degli organi  collegiali  previsti
dal presente regolamento spettano gli emolumenti da determinarsi  con
del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
1. Il presidente e’ nominato, ai sensi dell’articolo  6,  comma  2,
del decreto legislativo 5  giugno  1998,  n.  204,  con  decreto  del
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,  tra  persone
di alta qualificazione scientifica o istituzionale nelle  materie  di
competenza dell’Istituto, previo  parere  motivato  delle  competenti
commissioni parlamentari permanenti competenti per  materia.  Decorsi
venti giorni dalla trasmissione alle commissioni, ove il  parere  non
sia stato reso, si procede comunque alla nomina.
b)   predispone   il   piano   triennale   delle   attivita’    e
l’aggiornamento del programma di ricerca dell’Istituto, in base  alle
direttive  generali  del  Ministro  vigilante,  tenendo  conto  degli
eventuali suggerimenti e proposte di cui all’articolo 8, comma  2,  e
stipula la convenzione con il Ministro, di cui all’articolo 12, comma
4, predisposta in coerenza con le direttive generali anzidette;
c) assicura l’unita’ di indirizzo delle attivita’ dell’ente;
d) convoca e  presiede  il  consiglio  di  amministrazione  e  ne
stabilisce l’ordine del giorno di cui all’articolo 6, predisponendo i
relativi atti, nonche’ provvede nelle materie e per gli atti delegati
dal consiglio stesso, ovvero nei  casi  d’urgente  necessita’,  salva
ratifica  da  parte  dello  stesso  organo   nella   prima   riunione
e) convoca e presiede il consiglio scientifico;
f) vigila sull’esecuzione delle delibere e  verifica  l’attivita’
svolta dall’Istituto, avvalendosi del servizio di controllo interno;
g) esercita ogni competenza non attribuita espressamente ad altri
organi dalla legge, dai regolamenti e dallo statuto.
– Si riporta il testo del comma  2,  dell’art.  6,  del
decreto  legislativo  5  giugno  1998,  n.   204,   recante
lettera d), della legge 15 marzo 1997, n.  59.»  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 1° luglio 1998, n. 151:
«2. La nomina dei presidenti  degli  enti  di  ricerca,
dell’Istituto per  la  ricerca  scientifica  e  tecnologica
sulla  montagna,  dell’ASI  e  dell’ENEA  e’  disposta  con
Ministro competente, sentite  le  commissioni  parlamentari
competenti,  fatte  salve  le  procedure  di   designazione
previste dalla  normativa  vigente  per  specifici  enti  e
istituzioni. I presidenti degli enti  di  cui  al  presente
comma possono  restare  in  carica  per  non  piu’  di  due
mandati. Il  periodo  svolto  in  qualita’  di  commissario
straordinario  e’  comunque  computato  come   un   mandato
presidenziale. I presidenti degli enti di cui  al  presente
comma, in  carica  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto, la cui permanenza nella stessa  eccede  i
predetti limiti, possono terminare il mandato in corso.».
1. Il consiglio di  amministrazione  e’  composto,  oltre  che  dal
presidente dell’Istituto, da sei membri,  nominati  con  decreto  del
scelti tra persone  con  competenze  tecniche  e/o  scientifiche  e/o
gestionali nei settori di competenza dell’Istituto.
2. Il consiglio di amministrazione svolge funzioni di  indirizzo  e
di programmazione delle attivita’ dell’Istituto e di  monitoraggio  e
verifica  sulla   loro   esecuzione,   assicurando   prioritariamente
l’attuazione delle direttive  generali  del  Ministro  vigilante.  In
a) delibera lo statuto e le relative modifiche con la maggioranza
assoluta dei suoi componenti;
b)  verifica  la  compatibilita’  finanziaria  dei  programmi  di
c) delibera i bilanci preventivi e i conti consuntivi, nonche’ le
d) delibera il regolamento di amministrazione e contabilita’,  la
pianta organica e gli atti organizzativi. Delibera: inoltre il  piano
del fabbisogno del  personale  e  gli  atti  regolamentari  generali,
trasmettendoli  per  l’approvazione  al  Ministero  vigilante  e   al
Ministero  dell’economia  e  delle  finanze;  delibera,  sentito   il
Consiglio scientifico, il piano triennale delle attivita’;
e) nomina il direttore generale, su proposta del presidente.
3. Le sedute del consiglio sono convocate dal  presidente  mediante
avviso,  contenente  l’ordine  del  giorno,  da  far   pervenire   ai
consiglieri per mezzo di posta elettronica almeno otto  giorni  prima
della data fissata per la seduta. Il consiglio puo’ essere convocato,
inoltre, su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti.
4. Per la validita’ delle riunioni del consiglio di amministrazione
occorre la presenza di almeno la meta’ piu’ uno  dei  componenti.  Le
delibere sono adottate a maggioranza dei presenti; in caso di parita’
di voti prevale quello del presidente.
5. In caso di urgenza, il presidente puo’  convocare  il  consiglio
con preavviso di quarantotto ore o, su  richiesta  del  collegio  dei
revisori rivolta al presidente, quando cio’ si renda  necessario  per
l’esercizio dei poteri ad esso inerenti.
6. Il segretario, nominato dal consiglio di amministrazione, redige
e cura la tenuta dei verbali di ciascuna seduta. Ciascun  verbale  e’
1. Il collegio dei revisori dei conti e’ nominato con  decreto  del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  ed
e’ composto da tre membri effettivi e due  supplenti.  Un  componente
effettivo, con funzioni di presidente,  scelto  tra  i  dirigenti  di
livello dirigenziale generale, ed uno supplente  sono  designati  dal
Ministero  dell’economia  e  delle  finanze  tra  i   dirigenti   del
Dipartimento della  Ragioneria  generale  dello  Stato.  I  rimanenti
componenti sono scelti tra i dirigenti del Ministero dell’ambiente  e
della tutela del territorio e  del  mare  iscritti  al  registro  dei
revisori     contabili     ovvero     di     comprovata     capacita’
giuridico-amministrativa. Almeno uno di tali componenti e’ scelto tra
i  dirigenti  di   livello   dirigenziale   generale   del   Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da  collocare
fuori  ruolo   per   la   durata   del   mandato,   con   contestuale
indisponibilita’ di posti di funzione  dirigenziale  equivalenti  sul
piano finanziario effettivamente ricoperti.
2. Il collegio  dei  revisori  esercita  il  controllo  interno  di
regolarita’ amministrativa e contabile previsto dall’articolo  2  del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286.  Ad  esso  e’  attribuito
anche il controllo contabile di cui all’articolo 2409-bis del  codice
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  2,  del   decreto
legislativo 30 luglio 1999, n.  286,  recante  «Riordino  e
norma dell’art. 11 della  legge  15  marzo  1997,  n.  59.»
quelli di cui all’art. 1, comma 62, della legge 23 dicembre
dalla vigente legislazione, i servizi ispettivi di  finanza
della  Ragioneria  generale  dello  Stato  e   quelli   con
– Si riporta il testo  dell’art.  2409-bis  del  codice
«Art. 2409-bis (Controllo contabile).  –  Il  controllo
contabile sulla  societa’  e’  esercitato  da  un  revisore
contabile o da  una  societa’  di  revisione  iscritti  nel
Nelle  societa’  che  fanno  ricorso  al  mercato   del
capitale di rischio il controllo contabile e’ esercitato da
una  societa’  di  revisione  iscritta  nel  registro   dei
revisori  contabili,  la  quale,   limitatamente   a   tali
incarichi, e’ soggetta alla  disciplina  dell’attivita’  di
revisione prevista per le societa’ con  azioni  quotate  in
mercati regolamentati ed alla vigilanza  della  Commissione
Lo statuto delle societa’  che  non  fanno  ricorso  al
mercato del capitale di rischio e che non siano tenute alla
redazione del bilancio consolidato puo’  prevedere  che  il
controllo contabile sia esercitato dal collegio  sindacale.
In tal caso il collegio sindacale e’ costituito da revisori
contabili  iscritti  nel  registro  istituito   presso   il
1. Il consiglio scientifico,  nominato  con  decreto  del  Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e’ composto:
a) dal Presidente e  da  cinque  membri,  scelti  tra  professori
universitari, ricercatori, tecnologi o esperti, anche  stranieri,  di
comprovata qualificazione  scientifica,  nei  settori  di  competenza
b)  da  un  membro  eletto  dal   personale   tecnico-scientifico
dell’ISPRA, al quale non e’ attribuito alcun emolumento aggiuntivo.
2.  Il  consiglio  formula   suggerimenti   e   proposte   per   la
predisposizione del piano triennale  e  l’aggiornamento  annuale  dei
piani di ricerca, nonche’ per il migliore svolgimento delle  funzioni
attribuite  dalla  legge  all’Istituto.  Il   consiglio   scientifico
definisce, nei modi previsti dal decreto legislativo 5  giugno  1998,
n. 204, strumenti  e  modalita’  per  la  valutazione  dell’attivita’
scientifica dell’ente.
3. Il consiglio scientifico si riunisce di norma ogni tre mesi.
– Per il decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204,  si
1. Il direttore generale, il cui rapporto e’ regolato con contratto
di diritto privato della durata di tre  anni,  rinnovabile  una  sola
volta, e’ nominato, su proposta  del  presidente,  con  delibera  del
consiglio di amministrazione. Il trattamento economico del  direttore
generale e’ determinato con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e
dell’economia e delle finanze,  sulla  proposta  del  presidente.  Il
direttore generale,  scelto  tra  persone  in  possesso  di  adeguati
requisiti tecnico-professionali, esercita le funzioni stabilite dalla
a) e’ responsabile della gestione  amministrativa  e  finanziaria
b)  sovrintende  ed   e’   responsabile   dell’attuazione   delle
deliberazioni del consiglio di amministrazione e  svolge  ogni  altro
compito attribuitogli dal presente regolamento;
c) adotta gli atti ed i provvedimenti amministrativi ed  esercita
i poteri di spesa e quelli di acquisizione delle entrate  nell’ambito
delle risorse finanziarie assegnate dal consiglio di amministrazione,
in coerenza con quanto previsto dalla convenzione di cui all’articolo
12, comma 4;
d) instaura le liti e vi  resiste  con  potere  di  conciliare  e
transigere, avvalendosi dell’Avvocatura generale dello Stato;
e) predispone la relazione annuale sull’attivita’  svolta  e  sui
risultati della gestione;
f)  predispone  lo  schema  di  bilancio  di  previsione  e   del
rendiconto generale, avvalendosi del servizio di controllo interno, e
propone al consiglio di amministrazione le  eventuali  variazioni  al
g) predispone lo schema di pianta organica e  di  regolamento  di
amministrazione e contabilita’.
3. Il direttore generale interviene, senza diritto  di  voto,  alle
sedute del consiglio di amministrazione.
Personale e assetto organizzativo
1. L’ISPRA, nell’esercizio della  propria  potesta’  regolamentare,
adegua il proprio ordinamento ai principi dell’articolo 4 e del  capo
II del Titolo II del decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,
nonche’ della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. Le procedure per la definizione e l’attuazione dei programmi per
l’assunzione e l’utilizzo  del  personale  a  tempo  indeterminato  e
determinato dell’ISPRA sono disciplinate dall’articolo 39 della legge
27 dicembre 1997, n. 449 e dall’articolo 35 del  decreto  legislativo
30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni,  in  quanto
applicabile agli enti di ricerca.
3. Il personale del ruolo degli enti soppressi di cui  all’articolo
28, comma 1 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’  inquadrato  nel
ruolo dell’ISPRA mantenendo il proprio stato giuridico ed  economico.
Il numero delle unita’ di  personale  non  puo’  eccedere  il  limite
complessivo di cui alla tabella A allegata al presente decreto.
4.  La  direzione  dei  dipartimenti  puo’  essere   attribuita   a
professori universitari di ruolo, ricercatori e tecnologi  dell’ISPRA
o di altri enti di ricerca o a dirigenti pubblici o privati dotati di
alta  qualificazione  ed   esperienza   professionale.   Si   applica
l’articolo 23 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  e,  con
riferimento all’utilizzazione in posizioni  dirigenziali  di  esterni
all’ISPRA si applicano altresi’ le disposizioni di cui ai commi da  4
a 6 dell’articolo 19 del medesimo decreto legislativo.
5. Lo  statuto  di  cui  all’articolo  14  e’  redatto  secondo  il
principio di unificazione delle funzioni di carattere amministrativo,
organizzativo e funzionale e  del  conseguente  minor  fabbisogno  di
risorse strumentali e logistiche.
– Si riporta il testo dell’art. 4  del  citato  decreto
«Art. 4 (Indirizzo politico-amministrativo. Funzioni  e
responsabilita’). (Art. 3 del decreto legislativo n. 29 del
1993,  come  sostituito  prima  dall’art.  2  del   decreto
legislativo n. 470 del 1993 poi  dall’art.  3  del  decreto
dall’art. 1 del decreto legislativo n. 387 del 1998). –  1.
Gli organi di governo esercitano le funzioni  di  indirizzo
politico-amministrativo,  definendo  gli  obiettivi  ed   i
programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti
nello  svolgimento  di  tali  funzioni,  e  verificano   la
rispondenza dei risultati dell’attivita’  amministrativa  e
della gestione agli indirizzi impartiti. Ad essi  spettano,
–  Il  capo  II  del  titolo  II  del  citato   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, reca: «Dirigenza».
– La legge 7 agosto 1990, n. 241, recante: «Nuove norme
accesso ai documenti amministrativi.» e’  pubblicata  nella
– Si riporta il testo  dell’art.  39,  della  legge  27
dicembre  1997,   n.   449,   recante:   «Misure   per   la
stabilizzazione della finanza pubblica.»  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 1997, n. 302, S.O.
«Art. 39 (Disposizioni  in  materia  di  assunzioni  di
personale  delle  amministrazioni  pubbliche  e  misure  di
potenziamento e di incentivazione del part-time). –  1.  Al
fine di  assicurare  le  esigenze  di  funzionalita’  e  di
ottimizzare le risorse per il  migliore  funzionamento  dei
servizi compatibilmente con le disponibilita’ finanziarie e
di bilancio, gli organi di  vertice  delle  amministrazioni
pubbliche sono tenuti  alla  programmazione  triennale  del
fabbisogno di personale, comprensivo delle  unita’  di  cui
alla legge 2 aprile 1968, n. 482.
ordinamento autonomo, fatto salvo quanto  previsto  per  il
personale della scuola dall’art. 40, il numero  complessivo
dei dipendenti in servizio e’ valutato su basi  statistiche
omogenee, secondo criteri e parametri stabiliti con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri di  concerto  con
il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica. Per l’anno 1998, il predetto decreto e’  emanato
entro il 31 gennaio  dello  stesso  anno,  con  l’obiettivo
della riduzione complessiva del personale in servizio  alla
data del 31 dicembre 1998, in misura  non  inferiore  all’1
per cento rispetto al numero delle unita’ in servizio al 31
dicembre  1997.  Alla  data  del  31  dicembre  1999  viene
assicurata  una  riduzione  complessiva  del  personale  in
servizio in misura non inferiore all’1,5 per cento rispetto
al numero  delle  unita’  in  servizio  alla  data  del  31
dicembre 1997. Per l’anno 2000 e’ assicurata una  ulteriore
riduzione  non  inferiore  all’1  per  cento  rispetto   al
personale in servizio al 31 dicembre 1997. Per l’anno  2001
deve essere  realizzata  una  riduzione  di  personale  non
inferiore all’1 per cento rispetto a quello in servizio  al
31 dicembre 1997, fermi restando gli obiettivi di riduzione
previsti per gli anni precedenti, e fatta salva la quota di
riserva di cui all’art. 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68.
Nell’ambito  della  programmazione  e  delle  procedure  di
autorizzazione    delle     assunzioni,     deve     essere
prioritariamente garantita l’immissione in  servizio  degli
addetti a compiti di sicurezza pubblica e dei vincitori dei
concorsi espletati alla data del  30  settembre  1999.  Per
ciascuno degli anni 2003 e 2004, le  amministrazioni  dello
Stato anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli  enti
pubblici non economici con organico superiore a 200  unita’
sono tenuti a realizzare una  riduzione  di  personale  non
2-bis. Allo  scopo  di  assicurare  il  rispetto  delle
percentuali annue di riduzione  del  personale  di  cui  al
comma 2, la programmazione delle assunzioni tiene conto dei
risultati  quantitativi  raggiunti  al  termine   dell’anno
precedente,  separatamente  per  i  Ministeri  e  le  altre
per gli enti pubblici non economici con organico  superiore
a duecento unita’, nonche’ per le Forze armate, le Forze di
polizia ed il Corpo nazionale  dei  vigili  del  fuoco.  Ai
predetti fini i Ministri per la  funzione  pubblica  e  del
tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione  economica
riferiscono  al  Consiglio  dei  Ministri  entro  il  primo
bimestre di ogni anno.
3.  Per  consentire  lo  sviluppo   dei   processi   di
riqualificazione delle amministrazioni  pubbliche  connessi
all’attuazione della riforma amministrativa, garantendo  il
rispetto  degli  obiettivi  di  riduzione  programmata  del
personale, a decorrere  dall’anno  2000  il  Consiglio  dei
Ministri, su proposta dei Ministri per la funzione pubblica
e  del  tesoro,  del  bilancio   e   della   programmazione
economica, definisce  preliminarmente  le  priorita’  e  le
necessita’  operative  da  soddisfare,  tenuto   conto   in
particolare delle correlate  esigenze  di  introduzione  di
nuove professionalita’. In  tale  quadro,  entro  il  primo
semestre  di  ciascun  anno,  il  Consiglio  dei   Ministri
determina il numero massimo  complessivo  delle  assunzioni
delle amministrazioni di cui al comma 2 compatibile con gli
obiettivi  di  riduzione  numerica  e  con  i  dati   sulle
cessazioni  dell’anno  precedente.  Le  assunzioni  restano
comunque subordinate all’indisponibilita’ di  personale  da
trasferire secondo le  vigenti  procedure  di  mobilita’  e
possono essere disposte esclusivamente presso le  sedi  che
presentino   le   maggiori   carenze   di   personale.   Le
disposizioni del presente articolo si applicano anche  alle
assunzioni previste da norme speciali o derogatorie.
3-bis.  A  decorrere  dall’anno  1999   la   disciplina
autorizzatoria  di  cui  al  comma  3   si   applica   alla
generalita’ delle amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad
ordinamento autonomo, e  riguarda  tutte  le  procedure  di
reclutamento e le nuove assunzioni di personale. Il decreto
del Presidente del Consiglio dei  Ministri,  da  emanare  a
decorrere dallo stesso anno, entro il 31  gennaio,  prevede
criteri, modalita’  e  termini  anche  differenziati  delle
assunzioni da disporre rispetto a quelli indicati nel comma
3, allo scopo di tener conto  delle  peculiarita’  e  delle
specifiche esigenze  delle  amministrazioni  per  il  pieno
adempimento dei compiti istituzionali.
4. Nell’ambito della programmazione di cui ai commi  da
1 a 3, si procede comunque all’assunzione di  3.800  unita’
di personale, secondo le modalita’ di cui ai commi da  5  a
5. Per il potenziamento delle  attivita’  di  controllo
dell’amministrazione finanziaria si provvede con i  criteri
e le modalita’ di cui al comma 8  all’assunzione  di  2.400
unita’ di personale.
6. Al fine di potenziare la  vigilanza  in  materia  di
lavoro e previdenza, si provvede altresi’ all’assunzione di
300 unita’ di personale  destinate  al  servizio  ispettivo
delle Direzioni provinciali e regionali del  Ministero  del
lavoro e della  previdenza  sociale  e  di  300  unita’  di
personale destinate all’attivita’  dell’Istituto  nazionale
della previdenza sociale; il predetto Istituto  provvede  a
destinare un numero non inferiore  di  unita’  al  Servizio
7.  Con  regolamento  da  emanare   su   proposta   del
Presidente del Consiglio dei Ministri e  del  Ministro  del
Ministro per la funzione pubblica e  con  il  Ministro  del
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente legge, previo parere delle competenti  Commissioni
parlamentari, ai sensi dell’art. 17, comma 2,  della  legge
23 agosto 1988, n.  400,  sono  indicati  i  criteri  e  le
modalita’, nonche’ i processi formativi,  per  disciplinare
il passaggio, in  ambito  regionale,  del  personale  delle
amministrazioni dello Stato, anche in deroga alla normativa
vigente in materia di mobilita’ volontaria o concordata, al
servizio ispettivo delle Direzioni regionali e  provinciali
del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.
8. Le assunzioni sono effettuate con i seguenti criteri
e modalita’:
a) i concorsi sono espletati su base circoscrizionale
corrispondente ai territori regionali  ovvero  provinciali,
per la provincia autonoma di Trento, o compartimentale,  in
relazione all’articolazione periferica dei dipartimenti del
b) il numero dei posti da mettere  a  concorso  nella
settima qualifica  funzionale  in  ciascuna  circoscrizione
territoriale e’ determinato sulla base  della  somma  delle
effettive vacanze di organico  riscontrabili  negli  uffici
aventi sede  nella  circoscrizione  territoriale  medesima,
fatta eccezione per quelli ricompresi nel territorio  della
provincia autonoma di Bolzano, con riferimento  ai  profili
professionali  di  settima,   ottava   e   nona   qualifica
funzionale, ferma restando, per le ultime  due  qualifiche,
la  disponibilita’  dei  posti  vacanti.  Per  il   profilo
professionale di ingegnere direttore la determinazione  dei
posti da mettere a concorso viene effettuata con le  stesse
modalita’, avendo a riferimento  il  profilo  professionale
medesimo  e  quello  di  ingegnere  direttore  coordinatore
appartenente alla nona qualifica funzionale;
c) i concorsi consistono in  una  prova  attitudinale
basata su una serie di quesiti a risposta  multipla  mirati
all’accertamento del grado di cultura generale e specifica,
nonche’ delle attitudini ad acquisire  le  professionalita’
specialistiche nei settori giuridico, tecnico, informatico,
contabile,  economico  e  finanziario,  per   svolgere   le
funzioni  del  corrispondente  profilo   professionale.   I
candidati  che  hanno  superato  positivamente   la   prova
attitudinale  sono  ammessi  a   sostenere   un   colloquio
d)   la    prova    attitudinale    deve    svolgersi
esclusivamente nell’ambito di ciascuna delle circoscrizioni
e) ciascun candidato puo’  partecipare  ad  una  sola
9. Per le graduatorie  dei  concorsi  si  applicano  le
disposizioni dell’art. 11, commi settimo  e  ottavo,  della
legge 4 agosto 1975, n.  397,  in  materia  di  graduatoria
unica nazionale, quelle dell’art. 10, ultimo  comma,  della
stessa  legge,  con   esclusione   di   qualsiasi   effetto
economico, nonche’ quelle di cui al comma  2  dell’art.  43
del  decreto  legislativo  3  febbraio  1993,  n.   29,   e
10. Per assicurare forme piu’ efficaci di  contrasto  e
prevenzione  del   fenomeno   dell’evasione   fiscale,   il
Dipartimento delle  entrate  del  Ministero  delle  finanze
individua all’interno del contingente di cui  all’art.  55,
comma 2, lettera  b),  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 27 marzo  1992,  n.  287,  due  aree  funzionali
composte da personale di alta professionalita’ destinato ad
operare in sede regionale, nel settore dell’accertamento  e
del contenzioso. Nelle aree predette sono inseriti,  previa
specifica formazione da svolgersi in ambito periferico,  il
personale destinato al Dipartimento delle entrate ai  sensi
del comma 5, nonche’ altri  funzionari  gia’  addetti  agli
specifici settori, scelti sulla base della loro  esperienza
professionale e formativa, secondo criteri e  modalita’  di
11. Dopo l’immissione in servizio del personale di  cui
al comma 5, si procede alla riduzione  proporzionale  delle
dotazioni organiche delle qualifiche  funzionali  inferiori
alla settima nella  misura  complessiva  corrispondente  al
personale effettivamente assunto  nel  corso  del  1998  ai
sensi del comma 4, provvedendo separatamente per i  singoli
13. Le graduatorie dei concorsi per esami,  indetti  ai
sensi dell’art. 28, comma  2,  del  decreto  legislativo  3
febbraio  1993,  n.   29,   e   successive   modificazioni,
conservano validita’ per un periodo di diciotto mesi  dalla
data della loro approvazione.
14. Per  far  fronte  alle  esigenze  connesse  con  la
salvaguardia  dei  beni  culturali  presenti   nelle   aree
soggette  a  rischio  sismico  il  Ministero  per  i   beni
culturali e ambientali, nell’osservanza di quanto  disposto
dai commi 1 e 2, e’ autorizzato, nei limiti delle dotazioni
organiche complessive, ad assumere 600 unita’ di  personale
anche in eccedenza ai contingenti previsti  per  i  singoli
profili  professionali,  ferme  restando  le  dotazioni  di
ciascuna   qualifica   funzionale.   Le   assunzioni   sono
effettuate tramite concorsi  da  espletare  anche  su  base
regionale mediante una prova  attitudinale  basata  su  una
serie   di   quesiti    a    risposta    multipla    mirati
specialistiche nei settori tecnico, scientifico, giuridico,
contabile,  informatico,  per  svolgere  le  funzioni   del
corrispondente profilo professionale. I candidati che hanno
superato con esito  positivo  la  prova  attitudinale  sono
ammessi  a  sostenere   un   colloquio   interdisciplinare.
Costituisce titolo  di  preferenza  la  partecipazione  per
almeno un  anno,  in  corrispondente  professionalita’,  ai
piani o progetti di cui all’art.  6  del  decreto-legge  21
marzo 1988, n. 86,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 20 maggio 1988, n. 160, e successive modificazioni.
15. Le amministrazioni dello  Stato  possono  assumere,
nel limite di 200  unita’  complessive,  con  le  procedure
previste  dal   comma   3,   personale   dotato   di   alta
professionalita’,  anche  al  di  fuori   della   dotazione
organica risultante dalla rilevazione dei carichi di lavoro
prevista dall’art. 3, comma  5,  della  legge  24  dicembre
1993, n. 537, in ragione delle necessita’ sopraggiunte alla
predetta   rilevazione,   a   seguito   di    provvedimenti
legislativi  di  attribuzione   di   nuove   e   specifiche
competenze alle  stesse  amministrazioni  dello  Stato.  Si
applicano per le assunzioni di cui  al  presente  comma  le
disposizioni previste dai commi 8 e 11.
16. Le assunzioni  di  cui  ai  commi  precedenti  sono
subordinate all’indisponibilita’ di idonei in concorsi gia’
espletati  le  cui  graduatorie  siano  state  approvate  a
decorrere dal  1°  gennaio  1994  secondo  quanto  previsto
dall’art. 1, comma 4, della legge 28 dicembre 1995, n. 549,
che richiama le disposizioni di cui all’art. 22,  comma  8,
della legge 23 dicembre 1994, n. 724.
17. Il termine del 31 dicembre 1997, previsto dall’art.
12, comma 3, del decreto-legge 31 dicembre  1996,  n.  669,
1997, n. 30,  in  materia  di  attribuzione  temporanea  di
mansioni superiori, e’ ulteriormente differito alla data di
entrata in vigore  dei  provvedimenti  di  revisione  degli
ordinamenti professionali e,  comunque,  non  oltre  il  31
18. Allo scopo di ridurre la spesa derivante  da  nuove
assunzioni il Consiglio dei Ministri, con la determinazione
da adottare ai sensi del comma 3, definisce, entro il primo
semestre  di  ciascun  anno,  anche  la   percentuale   del
personale da assumere annualmente con contratto di lavoro a
tempo parziale o altre tipologie  contrattuali  flessibili,
salvo che per le Forze armate, le Forze di  polizia  ed  il
Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Tale percentuale  non
puo’ essere inferiore al  50  per  cento  delle  assunzioni
autorizzate salvo che le corrispondenti riduzioni di  spesa
siano  ugualmente  realizzate  anche  mediante  ricorso  ad
ulteriori tipologie di assunzioni comportanti oneri unitari
inferiori  rispetto  a  quelli  derivanti  dalle  ordinarie
assunzioni di personale. Per  le  amministrazioni  che  non
hanno raggiunto una quota di  personale  a  tempo  parziale
pari almeno al 4 per cento del totale  dei  dipendenti,  le
assunzioni  possono  essere  autorizzate,  salvo   motivate
deroghe, esclusivamente con  contratto  a  tempo  parziale.
L’eventuale trasformazione a tempo pieno  puo’  intervenire
purche’  cio’  non  comporti  riduzione  complessiva  delle
unita’ con rapporto di lavoro a tempo parziale.
18-bis. E’ consentito l’accesso ad un regime di impegno
ridotto  per  il  personale  non  sanitario  con  qualifica
dirigenziale che  non  sia  preposto  alla  titolarita’  di
uffici, con conseguenti effetti sul  trattamento  economico
secondo criteri definiti dai contratti collettivi nazionali
19. Le regioni, le province autonome  di  Trento  e  di
Bolzano,  gli  enti  locali,  le   camere   di   commercio,
industria, artigianato e agricoltura, le aziende e gli enti
del Servizio sanitario nazionale, le universita’ e gli enti
di ricerca adeguano i propri ordinamenti ai principi di cui
al comma 1 finalizzandoli alla riduzione programmata  delle
spese di personale.
20.  Gli  enti  pubblici  non  economici  adottano   le
determinazioni necessarie per l’attuazione dei principi  di
cui ai commi 1 e  18,  adeguando,  ove  occorra,  i  propri
ordinamenti con l’obiettivo di una  riduzione  delle  spese
per il personale. Agli  enti  pubblici  non  economici  con
organico  superiore  a  200  unita’  si  applica  anche  il
disposto di cui ai commi 2 e 3.
20-bis. Le amministrazioni pubbliche alle quali non  si
applicano discipline autorizzatorie delle assunzioni, fermo
restando quanto previsto dai commi 19 e 20, programmano  le
proprie politiche di assunzioni adeguandosi ai principi  di
riduzione  complessiva  della  spesa   di   personale,   in
particolare per nuove assunzioni, di cui ai commi 2-bis, 3,
3-bis e 3-ter, per quanto applicabili,  realizzabili  anche
mediante l’incremento della quota di  personale  ad  orario
ridotto o con altre tipologie contrattuali  flessibili  nel
quadro delle assunzioni compatibili con gli obiettivi della
programmazione e giustificate dai processi di riordino o di
trasferimento di funzioni e competenze. Per le  universita’
restano ferme le disposizioni dell’art. 51.
20-ter.    Le    ulteriori     economie     conseguenti
all’applicazione  del  presente  articolo,  realizzate   in
ciascuna  delle  amministrazioni  dello  Stato,  anche   ad
ordinamento  autonomo,  e  presso  gli  enti  pubblici  non
economici con organico superiore a  duecento  unita’,  sono
destinate, entro  i  limiti  e  con  le  modalita’  di  cui
all’art. 43,  comma  5,  ai  fondi  per  la  contrattazione
integrativa  di  cui  ai   vigenti   contratti   collettivi
nazionali di lavoro ed alla retribuzione di  risultato  del
personale dirigente. Con  la  medesima  destinazione  e  ai
sensi del predetto art. 43, comma 5, le  amministrazioni  e
gli  enti  che  abbiano  proceduto  a  ridurre  la  propria
consistenza di personale di una percentuale superiore  allo
0,4  per  cento  rispetto  agli  obiettivi  percentuali  di
riduzione  annua  di  cui  al  comma  2  possono   comunque
utilizzare le maggiori economie conseguite.
21.  Per  le  attivita’  connesse  all’attuazione   del
presente articolo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri
ed  il  Ministero  del  tesoro,  del   bilancio   e   della
programmazione economica  possono  avvalersi  di  personale
comandato da altre amministrazioni dello Stato,  in  deroga
al contingente determinato ai sensi della legge  23  agosto
1988, n. 400, per un numero massimo di 25 unita’.
22. Al fine dell’attuazione della legge 15 marzo  1997,
n.  59,  la  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri   e’
autorizzata, in  deroga  ad  ogni  altra  disposizione,  ad
avvalersi di un contingente  integrativo  di  personale  in
posizione di comando o di fuori ruolo, fino ad  un  massimo
di cinquanta unita’, appartenente alle  amministrazioni  di
cui agli articoli 1, comma 2, e 2, commi 4 e 5, del decreto
legislativo  3  febbraio  1993,  n.  29,  nonche’  ad  enti
pubblici economici. Si applicano le  disposizioni  previste
dall’art. 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
degli enti di appartenenza e i relativi oneri  rimangono  a
carico di tali amministrazioni o enti. Al personale di  cui
al  presente  comma  sono  attribuiti  l’indennita’  e   il
trattamento economico accessorio spettanti al personale  di
ruolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, se  piu’
favorevoli. Il servizio prestato presso la  Presidenza  del
Consiglio  dei  Ministri  e’  valutabile  ai   fini   della
progressione della carriera e dei concorsi.
23. All’art. 9, comma 19, del decreto-legge 1°  ottobre
novembre 1996, n. 608, le parole: “31 dicembre  1997”  sono
sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 1998”. Al comma  18
dell’art. 1 della legge 28  dicembre  1995,  n.  549,  come
modificato dall’art. 6, comma 18, lettera c),  della  legge
15 maggio 1997, n. 127, le parole “31 dicembre  1997”  sono
sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 1998”.  L’eventuale
trasformazione dei contratti previsti dalla citata legge n.
549 del 1995 avviene nell’ambito  della  programmazione  di
cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo.
24. In deroga a quanto previsto dall’art. 1, comma 115,
della legge 23 dicembre 1996, n. 662, l’entita’ complessiva
di giovani iscritti alle liste di leva di cui  all’art.  37
del decreto del Presidente  della  Repubblica  14  febbraio
1964,  n.  237,  da  ammettere  annualmente   al   servizio
ausiliario di leva nelle Forze di polizia, e’  incrementato
di 3.000  unita’,  da  assegnare  alla  Polizia  di  Stato,
all’Arma dei carabinieri  ed  al  Corpo  della  guardia  di
finanza,   in   proporzione   alle   rispettive   dotazioni
organiche.  A  decorrere  dall’anno  1999  e’  disposto  un
ulteriore incremento di 2.000 unita’ da assegnare  all’Arma
dei   carabinieri,   nell’ambito   delle    procedure    di
programmazione ed autorizzazione delle assunzioni di cui al
25.  Al  fine  di  incentivare  la  trasformazione  del
rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici da tempo pieno a
tempo parziale e garantendo in ogni caso che  cio’  non  si
ripercuota negativamente  sulla  funzionalita’  degli  enti
pubblici con un basso numero di dipendenti, come i  piccoli
comuni e le comunita’ montane, la contrattazione collettiva
puo’ prevedere che i  trattamenti  accessori  collegati  al
raggiungimento  di  obiettivi  o  alla   realizzazione   di
progetti,  nonche’  ad  altri  istituti  contrattuali   non
collegati alla durata della  prestazione  lavorativa  siano
applicati in favore del personale a tempo parziale anche in
misura non frazionata o non direttamente  proporzionale  al
regime orario adottato. I decreti di cui all’art. 1,  comma
58-bis, della legge 23 dicembre 1996,  n.  662,  introdotto
dall’art.  6  del  decreto-legge  28  marzo  1997,  n.  79,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio  1997,
n. 140, devono essere emanati entro  novanta  giorni  dalla
data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge.   In
mancanza, la trasformazione del rapporto di lavoro a  tempo
parziale puo’ essere negata esclusivamente nel caso in  cui
l’attivita’ che  il  dipendente  intende  svolgere  sia  in
palese contrasto con quella svolta presso l’amministrazione
di appartenenza o in concorrenza  con  essa,  con  motivato
provvedimento emanato  d’intesa  fra  l’amministrazione  di
appartenenza e la Presidenza del Consiglio dei  Ministri  –
26. Le domande di trasformazione del rapporto di lavoro
da tempo pieno a tempo parziale, respinte prima della  data
di entrata in vigore della presente legge, sono riesaminate
d’ufficio secondo i criteri  e  le  modalita’  indicati  al
comma 25, tenendo conto dell’attualita’ dell’interesse  del
27. Le disposizioni dell’art. 1, commi 58 e  59,  della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, in materia di  rapporto  di
lavoro  a  tempo  parziale,  si  applicano   al   personale
dipendente delle regioni e degli enti  locali  finche’  non
diversamente disposto da  ciascun  ente  con  proprio  atto
28. Nell’esercizio dei compiti attribuiti dall’art.  1,
comma 62, della legge 23 dicembre 1996, n.  662,  il  Corpo
della guardia di finanza agisce avvalendosi dei  poteri  di
polizia tributaria  previsti  dal  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e dal decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.  Nel
corso delle verifiche previste dall’art. 1, comma 62, della
legge 23 dicembre  1996,  n.  662,  non  e’  opponibile  il
segreto d’ufficio.».
– Si riporta il testo dell’art. 35 del  citato  decreto
«Art. 35 (Reclutamento del personale). (Art. 36,  commi
da 1 a 6 del decreto  legislativo  n.  29  del  1993,  come
sostituiti prima dall’art. 17 del  decreto  legislativo  n.
546 del 1993 e poi dall’art. 22 del decreto legislativo  n.
80 del 1998, successivamente modificati dall’art. 2,  comma
2-ter del decreto-legge 17 giugno 1999, n. 180  convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 269 del 1999; art. 36-bis
del decreto legislativo n. 29 del 1993, aggiunto  dall’art.
23 del decreto legislativo n. 80 del 1998 e successivamente
modificato dall’art. 274, comma 1, lettera aa) del  decreto
legislativo n. 267  del  2000).  –  1.  L’assunzione  nelle
amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale
a) tramite procedure selettive, conformi ai  principi
del comma 3, volte all’accertamento della  professionalita’
richiesta, che garantiscano in  misura  adeguata  l’accesso
b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste  di
collocamento ai sensi della  legislazione  vigente  per  le
qualifiche e profili per  i  quali  e’  richiesto  il  solo
requisito della  scuola  dell’obbligo,  facendo  salvi  gli
eventuali    ulteriori     requisiti     per     specifiche
2.  Le   assunzioni   obbligatorie   da   parte   delle
amministrazioni pubbliche, aziende  ed  enti  pubblici  dei
soggetti di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68,  avvengono
per  chiamata  numerica  degli  iscritti  nelle  liste   di
collocamento  ai  sensi  della  vigente  normativa,  previa
verifica della  compatibilita’  della  invalidita’  con  le
mansioni da svolgere. Per il coniuge  superstite  e  per  i
figli  del  personale  delle  Forze  armate,  delle   Forze
personale     della     Polizia     municipale     deceduto
nell’espletamento del servizio, nonche’ delle  vittime  del
terrorismo e della criminalita’  organizzata  di  cui  alla
legge 13 agosto 1980, n. 466, e successive modificazioni ed
integrazioni,  tali  assunzioni  avvengono   per   chiamata
diretta nominativa.
3.  Le  procedure  di  reclutamento   nelle   pubbliche
4. Le determinazioni relative all’avvio di procedure di
reclutamento sono adottate da  ciascuna  amministrazione  o
ente  sulla  base  della   programmazione   triennale   del
fabbisogno di personale deliberata ai  sensi  dell’art.  39
della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  e   successive
modificazioni ed integrazioni. Per le amministrazioni dello
Stato, anche  ad  ordinamento  autonomo,  le  agenzie,  ivi
compresa l’Agenzia autonoma per la gestione  dell’albo  dei
segretari comunali e provinciali,  gli  enti  pubblici  non
economici e gli enti di  ricerca,  con  organico  superiore
alle 200 unita’, l’avvio  delle  procedure  concorsuali  e’
subordinato  all’emanazione   di   apposito   decreto   del
Presidente del  Consiglio  dei  Ministri,  da  adottare  su
proposta del Ministro per la funzione pubblica di  concerto
4-bis. L’avvio  delle  procedure  concorsuali  mediante
l’emanazione  di  apposito  decreto  del   Presidente   del
Consiglio  dei  Ministri,  di  concerto  con  il   Ministro
anche alle procedure di reclutamento  a  tempo  determinato
per contingenti superiori alle  cinque  unita’,  inclusi  i
contratti di formazione  e  lavoro,  e  tiene  conto  degli
aspetti finanziari, nonche’ dei criteri previsti  dall’art.
5.  I  concorsi  pubblici  per  le   assunzioni   nelle
amministrazioni dello Stato e  nelle  aziende  autonome  si
espletano di norma a livello regionale. Eventuali  deroghe,
per ragioni tecnico-amministrative o di economicita’,  sono
autorizzate dal Presidente del Consiglio dei Ministri.  Per
gli  uffici  aventi  sede  regionale,   compartimentale   o
provinciale   possono   essere   banditi   concorsi   unici
circoscrizionali per l’accesso alle varie professionalita’.
5-bis. I vincitori dei concorsi devono permanere  nella
sede di prima destinazione per un periodo non  inferiore  a
5-ter. Le graduatorie dei concorsi per il  reclutamento
vigenti  per  un  termine  di  tre  anni  dalla   data   di
pubblicazione.  Sono  fatti  salvi  i  periodi  di  vigenza
inferiori previsti da leggi regionali. Il  principio  della
parita’ di condizioni per l’accesso ai pubblici  uffici  e’
garantito, mediante specifiche disposizioni del bando,  con
riferimento al luogo di residenza dei  concorrenti,  quando
tale requisito sia strumentale all’assolvimento di  servizi
6. Ai fini delle  assunzioni  di  personale  presso  la
Presidenza del Consiglio dei Ministri e le  amministrazioni
che  esercitano  competenze  istituzionali  in  materia  di
difesa e sicurezza dello Stato, di  polizia,  di  giustizia
ordinaria,  amministrativa,  contabile  e  di   difesa   in
giudizio  dello  Stato,  si  applica  il  disposto  di  cui
all’art.  26  della  legge  1°  febbraio  1989,  n.  53,  e
7. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici  e  dei
servizi  degli  enti   locali   disciplina   le   dotazioni
organiche, le modalita’  di  assunzione  agli  impieghi,  i
requisiti  di  accesso  e  le  procedure  concorsuali,  nel
– Si riporta il  comma  1,  dell’art.  28,  del  citato
«Art. 28 (Misure per garantire la razionalizzazione  di
strutture tecniche statali. – 1.  E’  istituito,  sotto  la
vigilanza del Ministro dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio  e  del  mare,  l’Istituto  superiore   per   la
– Si riporta il testo dell’art. 23 del  citato  decreto
«Art. 23 (Ruolo dei dirigenti). (Art.  23  del  decreto
1998). – 1. In ogni amministrazione dello Stato,  anche  ad
accesso di cui  all’art.  28.  I  dirigenti  della  seconda
all’art. 19, comma 11, per un periodo pari almeno a  cinque
anni senza essere incorsi nelle misure  previste  dall’art.
21 per le ipotesi di responsabilita’ dirigenziale.
dei posti disponibili, in base  all’art.  30  del  presente
– Si riporta l’art. 19, del citato decreto  legislativo
30 marzo 2001, n. 165:
«Art. 19 (Incarichi di funzioni dirigenziali). (Art. 19
del decreto legislativo n. 29  del  1993,  come  sostituito
legislativo n. 387 del 1998). – 1. Ai fini del conferimento
di ciascun  incarico  di  funzione  dirigenziale  si  tiene
conto, in relazione  alla  natura  e  alle  caratteristiche
degli  obiettivi  prefissati  ed  alla  complessita’  della
struttura interessata, delle attitudini e  delle  capacita’
professionali  del   singolo   dirigente,   dei   risultati
conseguiti   in    precedenza    nell’amministrazione    di
all’art. 21, comma 1,  secondo  periodo.  L’amministrazione
che, in dipendenza dei processi di riorganizzazione  ovvero
alla scadenza, in assenza di una valutazione negativa,  non
intende confermare l’incarico conferito  al  dirigente,  e’
tenuta a darne idonea e motivata comunicazione al dirigente
stesso con  un  preavviso  congruo,  prospettando  i  posti
disponibili per un nuovo incarico.
1. Se dipendenti pubblici, il presidente e  il  direttore  generale
sono collocati in aspettativa senza assegni o in posizione  di  fuori
ruolo in conformita’ ai rispettivi ordinamenti e, se  necessario,  ai
sensi dell’articolo 17, comma 14 della legge 15 maggio 1997, n.  127,
dalle rispettive amministrazioni di appartenenza, a  decorrere  dalla
2. Il presidente, i componenti del consiglio di  amministrazione  e
il  direttore  generale  non  possono  ricoprire  incarichi  politici
elettivi a livello comunitario, nazionale  e  regionale,  ne’  essere
componenti  della  giunta  regionale,  o   rivestire   l’ufficio   di
presidente  o  assessore  alla  giunta  provinciale,  di  sindaco   o
assessore o consigliere comunale nei comuni con popolazione superiore
a 20.000 abitanti. Il  presidente,  i  componenti  del  consiglio  di
amministrazione  e  il  direttore   generale   non   possono   essere
amministratori o dipendenti di imprese o societa’  di  produzione  di
beni  o  servizi   che   partecipano   ad   attivita’   e   programmi
– Si riporta il testo del comma 14, dell’art. 17, della
legge 15 maggio 1997, n. 127, recante: «Misure urgenti  per
procedimenti di decisione e di  controllo.»  e’  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 17 maggio 1997, n. 113, (S.O.):
1.  La  Corte  dei  conti  esercita  il  controllo  sulla  gestione
finanziaria dell’Istituto con le modalita’ previste  dalla  legge  21
2. Le deliberazioni concernenti la pianta organica e il regolamento
di amministrazione e contabilita’  sono  sottoposte  all’approvazione
del Ministero vigilante di concerto con il Ministero dell’economia  e
delle finanze. Con decreto del Ministro  possono  essere  individuate
ulteriori   deliberazioni   o   ulteriori    atti    da    sottoporre
all’approvazione ministeriale.
3. Il  bilancio  di  previsione  e’  deliberato  dal  Consiglio  di
amministrazione non oltre il 31 ottobre dell’anno precedente a quello
cui il bilancio si riferisce. Il rendiconto  generale  e’  deliberato
entro il mese  di  aprile  successivo  alla  chiusura  dell’esercizio
finanziario. Entro 10 giorni dalle relative delibere, il bilancio  di
previsione, le relative variazioni ed  il  rendiconto  generale  sono
trasmessi al Ministero vigilante  ed  al  Ministero  dell’economia  e
delle finanze ai fini dell’approvazione. Si applicano le disposizioni
contenute nel decreto del  Presidente  della  Repubblica  9  novembre
1998, n. 439.
4. Il Ministro e l’ISPRA stipulano una convenzione  triennale,  con
adeguamento finanziario e degli obiettivi per ciascun esercizio,  con
la quale, previa ricognizione dei servizi ordinari, sono  individuate
anche le eventuali  ulteriori  attivita’,  non  incompatibili  con  i
servizi ordinari, svolgibili da ISPRA, nonche’ le risorse allo  scopo
disponibili.   Nella   convezione   si   provvede    altresi’    alla
identificazione degli indicatori con  cui  misurare  l’andamento  dei
servizi ordinari e delle attivita’ ulteriori, anche attraverso azioni
di monitoraggio, nonche’ delle misure idonee a consentire  l’efficace
esercizio della vigilanza sull’Istituto, anzitutto sotto  il  profilo
della tempestivita’ e completezza dei flussi informativi.
5.  Il   presidente,   anche   con   riferimento   agli   obiettivi
programmatici contenuti nella convenzione di cui al comma precedente,
trasmette al Ministro vigilante una relazione annuale  sui  risultati
dell’attivita’ dell’Istituto.
6. Nei casi di  accertate  e  gravi  irregolarita’,  di  comprovata
difficolta’ di funzionamento, di inosservanza delle  linee  direttive
emanate dal Ministro vigilante  o  di  mancato  raggiungimento  degli
obiettivi indicati, puo’ essere disposta, con  decreto  del  Ministro
dell’ambiente e  della  tutela  del  territorio  e  del  mare  previa
motivata comunicazione alle Commissioni parlamentari  competenti,  la
cessazione del presidente dalle sue funzioni e  lo  scioglimento  del
consiglio  di  amministrazione,  con   contestuale   nomina   di   un
commissario straordinario per l’amministrazione dell’Istituto per  la
durata massima di dodici mesi.
–  La  legge   21   marzo   1958,   n.   259,   recante
«Partecipazione della Corte dei conti  al  controllo  sulla
gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce
in via ordinaria.» e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 8
aprile 1958, n. 84.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre
1998,  n.  439,  recante  «Regolamento  recante  norme   di
semplificazione  dei  procedimenti  di  approvazione  e  di
rilascio di pareri, da parte dei  Ministeri  vigilanti,  in
ordine alle delibere adottate dagli organi collegiali degli
enti pubblici non economici in materia di approvazione  dei
bilanci  e  di   programmazione   dell’impiego   di   fondi
disponibili, a norma dell’art. 20, comma 8, della legge  15
marzo 1997, n. 59.» e’ pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
21 dicembre 1998, n. 297.
1.   Nell’ambito   delle   proprie    competenze    e    garantendo
prioritariamente l’efficace svolgimento  delle  attivita’  ricomprese
nella convenzione  di  cui  all’articolo  12  del  presente  decreto,
l’ISPRA, previa comunicazione al Ministro, puo’ svolgere incarichi di
carattere tecnico-scientifico, mediante  convenzioni,  per  conto  di
pubbliche amministrazioni, enti e organizzazioni pubbliche o private,
anche internazionali.  L’ISPRA  puo’,  altresi’,  ferma  restando  la
previa comunicazione di cui  al  periodo  precedente,  partecipare  o
costituire  consorzi  con  amministrazioni   pubbliche   e   private,
2. In ogni caso, le attivita’ di cui al presente articolo non  sono
consentite ove sussistano situazioni di incompatibilita’ in relazione
ai compiti istituzionali dell’Istituto.
1. Lo statuto dell’ISPRA e’  approvato  con  decreto  del  Ministro
con il Ministero dell’economia e delle finanze.
2. Lo statuto dell’ISPRA assicura la separazione dell’attivita’  di
ricerca e di consulenza tecnico-scientifica da quella amministrativa,
e  disciplina   l’organismo   indipendente   di   valutazione   della
performance di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre
legislativo 27 ottobre 2009, n. 150,  recante:  «Attuazione
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  31  ottobre  2009,  n.
254, (S.O.):
1. Al fine di promuovere lo sviluppo del  sistema  nazionale  delle
Agenzie e dei controlli in materia ambientale, coordinato dall’ISPRA,
presso quest’ultimo  opera  il  Consiglio  federale,  presieduto  dal
Presidente dell’ISPRA e composto dal Direttore Generale e dai  legali
rappresentanti delle ARPA-APPA.
in discipline ambientali
1. In attuazione dell’articolo 17-bis del decreto-legge 30 dicembre
2010, n. 26, il Ministro dell’ambiente e della tutela del  territorio
e del mare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
disciplina entro novanta giorni dalla data di entrata in  vigore  del
presente provvedimento, con  decreto  di  natura  non  regolamentare,
l’organizzazione ed il funzionamento della scuola di specializzazione
in discipline ambientali di cui all’articolo 7, comma 4  della  legge
11 febbraio 1992, n. 157.
–  Si   riporta   il   testo   dell’art.   17-bis   del
decreto-legge  30   dicembre   2009,   n.   195,   recante:
«Disposizioni urgenti per  la  cessazione  dello  stato  di
emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per
l’avvio della fase post emergenziale nel  territorio  della
regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri  ed  alla  protezione
civile.», convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  26
febbraio 2010, n. 26 e pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
30 dicembre 2009, n. 302:
«Art. 17-bis (Formazione degli operatori ambientali). –
1.  In  considerazione  del  carattere   strategico   della
formazione e della ricerca per attuare  e  sviluppare,  con
efficienza e continuita’,  le  politiche  di  gestione  del
ciclo dei rifiuti e di protezione  e  valorizzazione  delle
risorse ambientali, la scuola di  specializzazione  di  cui
all’art. 7, comma 4, della legge 11 febbraio 1992, n.  157,
e successive  modificazioni,  a  decorrere  dalla  data  di
decreto,   assume   la   denominazione   di   “Scuola    di
specializzazione in discipline ambientali”.  All’attuazione
del presente  comma  si  provvede  con  le  risorse  umane,
– Si riporta il testo del comma 4, dell’art.  7,  della
legge 11 febbraio 1992, n.  157,  recante:  «Norme  per  la
protezione  della  fauna  selvatica  omeoterma  e  per   il
prelievo venatorio.» e pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale
25 febbraio 1992, n. 46, (S.O.):
«4. Presso l’Istituto nazionale per la fauna  selvatica
sono   istituiti    una    scuola    di    specializzazione
post-universitaria sulla biologia e la conservazione  della
fauna selvatica e corsi di preparazione  professionale  per
la gestione della fauna selvatica  per  tecnici  diplomati.
presente legge una commissione istituita  con  decreto  del
Presidente del  Consiglio  dei  Ministri,  composta  da  un
rappresentante  del  Ministro  dell’agricoltura   e   delle
foreste, da un rappresentante del  Ministro  dell’ambiente,
da un rappresentante  del  Ministro  della  sanita’  e  dal
direttore  generale  dell’Istituto  nazionale  di  biologia
della selvaggina in carica alla data di entrata  in  vigore
della presente legge, provvede ad adeguare lo statuto e  la
pianta organica dell’Istituto ai nuovi compiti previsti dal
presente  articolo  e  li  sottopone  al   Presidente   del
Consiglio dei Ministri, che li approva con proprio decreto.
Con regolamento, da adottare con decreto del Presidente del
Consiglio   dei   Ministri   su   proposta   del   Ministro
concerto  con  il   Ministro   delle   politiche   agricole
alimentari e forestali, sono disposte tutte  le  successive
modificazioni statutarie  che  si  rendano  necessarie  per
rimodulare   l’assetto    organizzativo    e    strutturale
dell’Istituto  nazionale  per  la  fauna  selvatica,   onde
consentire  ad  esso  l’ottimale  svolgimento  dei   propri
compiti, in  modo  da  realizzare  una  piu’  efficiente  e
razionale gestione delle risorse finanziarie disponibili.».
1. In sede di prima applicazione,  all’atto  dell’insediamento  dei
nuovi organi, il consiglio di amministrazione  delibera  il  bilancio
unificato, come atto preliminare per assicurare la continuita’  delle
Registrato alla Corte dei conti il 23 luglio 2010
territorio, registro n. 9, foglio n. 94
Rimodulazione dotazione organica
Dirigente Iº            6
Dirigente IIº          55
I                      80
II                    220
III                   452
IV                    170
V                     200
VI                    155
VII                   135
VIII                   10
IX                      0
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 21 maggio 2010, n. 123 – Regolamento recante norme concernenti la fusione dell’APAT, dell’INFS e dell’ICRAM in un unico istituto, denominato Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), a norma dell’articolo 28, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0143) – (GU n. 179 del 3-8-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:06:20+00:00