Source: http://heraldrysaxecoburgogotha.blogspot.com/2009/02/attenzione-non-e-una-refereenza-la.html
Timestamp: 2018-03-19 14:33:12+00:00
Document Index: 174211698

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 114', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 113', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 114']

Ai Sensi Autotutela contro diffamazioni, calunnie, falso , intimidazioni di Barbaccia: Attenzione non e' una referenza la presenza di prelati in ordini cavallereschi illegittimi !!!
Attenzione non e' una referenza la presenza di prelati in ordini cavallereschi illegittimi !!!
lettera del Vicariato di Roma che come sapete vale per tutte le Chiese cattoliche sparse nel mondoo e quindi anche qui a Palermo.
giungono spesso, presso questo Vicariato, segnalazioni di celebrazioni presso le chiese e cappelle della nostra Diocesi di c.d. Ordini di nuovi cavalieri.
Inoltre Vi incollo la L.178/51 relativa agli Ordini Cavallereschi riconosciuti ed autorizzati in Italia.
Legge 3 marzo 1951, n. 178 (in Gazz. Uff., 30 marzo, n. 73). - Istituzione dell’Ordine “Al merito della Repubblica italiana” e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze (1).
È istituito l’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, destinato a dare una particolare attestazione a coloro che abbiano speciali benemerenze verso la Nazione.
L’Ordine è retto da un Consiglio composto di un cancelliere, che lo presiede, e di sedici membri.
Il cancelliere e i membri del Consiglio dell’Ordine sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dei Ministri.
L’Ordine è composto di cinque classi: cavalieri di gran croce, grandi ufficiali, commendatori, ufficiali e cavalieri.
Il numero massimo delle nomine che potranno farsi annualmente nelle cinque classi è determinato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti il Consiglio dei Ministri e il Consiglio dell’ordine (1).
(1) Vedi, anche, l’art. 3, d.p.r. 13 maggio 1952, n. 458.
Particolari forme di conferimento possono essere stabilite nello statuto previsto dall’art. 6 (1).
(1) Vedi d.p.r. 31 ottobre 1952.
Salve le disposizioni della legge penale, incorre nella perdita della onorificenza l’insignito che se ne renda indegno. La revoca è pronunciata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dell’Ordine.
Lo statuto dell’Ordine è approvato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dell’Ordine (1).
I contravventori sono puniti con la sanzione amministrativa sino a lire 2.500.000 (1).
L’uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche della Santa Sede e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro continua ad essere regolato dalle disposizioni vigenti (2).
Nulla è parimente innovato alle norme in vigore per l’uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche del Sovrano Militare Ordine di Malta.
(1) La sanzione originaria dell’ammenda è stata depenalizzata dall’art. 32, l. 24 novembre 1981, n. 689. L’importo della sanzione è stato così elevato dall’art. 114, primo comma, l. 689/1981 cit. Per effetto dell’art. 10, l. 689/1981, l’entità della sanzione non può essere inferiore a lire 4.000.
(2) Vedi r.d. 10 luglio 1930, n. 974.
Salvo quanto è disposto dall’art. 7, è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati. I trasgressori sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 1.250.000 a lire 2.500.000 (1).
Chiunque fa uso, in qualsiasi forma e modalità, di onorificenze, decorazioni o distinzioni di cui al precedente comma, anche se conferite prima dell’entrata in vigore della presente legge, è punito con la sanzione amministrativa da lire 250.000 a lire 1.750.000 (2).
(1) La misura della multa è stata così elevata dall’art. 113, secondo comma, l. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell’art. 32, secondo comma l. 689/1981 cit.
(2) La sanzione originaria dell’ammenda è stata depenalizzata dall’art. 32, l. 24 novembre 1981, n. 689. L’importo della sanzione è stato così elevato dall’art. 114, primo comma, l. 689/1981 cit.
L’Ordine della SS. Annunziata e le relative onorificenze sono soppressi.
L’Ordine della Corona d’Italia è soppresso e cessa il conferimento delle onorificenze dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1). È tuttavia consentito l’uso delle onorificenze già conferite, escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie.
(1) Vedi, anche, l. 5 novembre 1962, n. 1596.
Il Governo è autorizzato ad emanare le norme occorrenti per l’attuazione della presente legge (1).
(1) Vedi d.p.r. 13 maggio 1952, n. 458.
Sergio il 24 Gen 2009 alle 12:30 ha detto: E’ palese che quello che sta succedendo tra l’indifferenza generale è la violazione delle leggi dello Stato e delle leggi della Chiesa!
Pubblicato da heraldrynet of Almanach Imperial a 22:39