Source: https://aliprandi.blogspot.it/2013/09/
Timestamp: 2017-09-21 06:52:33+00:00
Document Index: 109353514

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 175', 'art. 51', 'art. 357', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 6']

SIMONE ALIPRANDI BLOG: settembre 2013
Diritto d'autore: tra il vecchio e il nuovo. Convegno alla Camera dei Deputati
ADDENDUM del 02/10/13: Sul sito di RadioRadicale è disponibile l'audio integrale del convegno.
Questa settimana prenderò parte come relatore al convegno DIRITTO D'AUTORE: TRA IL VECCHIO E IL NUOVO che si terrà mercoledì 2 ottobre presso la Camera dei Deputati (Sala della Mercede - via della Mercede 55, Roma).
Qui sotto il programma della giornata. Cliccando sull'immagine qui a fianco, la potrete scaricare a dimensione ingrandita.
LE LEGGI e LA REGOLAMENTAZIONE (10:00 - 11:00)
GUIDO SCORZA - avvocato
Diritto d'autore, una riforma necessaria
FULVIO SARZANA - avvocato, studio Lidis (keynote speaker)
SIMONE ALIPRANDI - avvocato, Copyleft-Italia.it
Nuovi modelli di gestione dei diritti d'autore
LA PIRATERIA, GLI AUTORI E I CONSUMATORI (11:00 - 12:00)
CARLO BLENGINO - avvocato
Diritto d'autore e responsabilità degli intermediari
MARCO PIERANI - Ass. Altroconsumo
ADRIANO BONFORTI - Ass. Patamu
LE PROPOSTE DELLA POLITICA (12:00 - 13:00)
L'INFORMAZIONE, LA SCUOLA e L'UNIVERSITÀ (14:30 - 16:00)
VINCENZO VITA - Ass. Articolo 21
Il diritto all'informazione nell'era del digitale
ALESSANDRO GILIOLI - L'Espresso
Diritto d'autore e diritto di reputazione
ANTONELLA DE ROBBIO - Ass. Biblioteche
Le biblioteche e il diritto d'autore
MARIA CHIARA PIEVATOLO - docente filosofia Univ. Pisa
GIULIO DE PETRA - Fondazione Ahref
DIBATTITO E CONCLUSIONI (16:00 - 17:00)
PAOLO GENTILONI - deputato PD, già ministro delle Comunicazioni
NICOLA D'ANGELO - Magistrato, ex commissario Agcom
GENNARO MIGLIORE - Capogruppo SEL Camera Deputati
Pubblicato da Simone Aliprandi a 14:54 Nessun commento:
Etichette: copyleft, copyright, copyright/copyleft, diritto d'autore
In questi giorni ho raccolto diverse conferme riguardo alla questione della non obbligatorietà del borderò SIAE. Sono molti i giuristi e gli operatori del settore che concordano con la teoria dell'abrogazione implicita dell'art. 51 r.d. 1369/42. La SIAE fa finta di non sentire, persistendo nel silenzio; e si attendono riscontri dagli editori delle principali banche dati legislative.
Leggo con piacere anche il recente sviluppo messo in luce ancora una volta dal musicista Andrea Caovini e dal sito Patamu.com: il rinvenimento di una lettera diramata dalla Direzione Generale Siae alle sue sedi periferiche relativa alla possibilità di sostituire il programma musicale con una autocertificazione.
Dalla sua lettura emerge che
In conseguenza della legge 30/97 che ha abolito il diritto demaniale ed abrogato gli artt. 175 e 176 della L. 633/41, le utilizzazioni delle opere di pubblico dominio sono libere. La redazione del programma musicale può, pertanto, essere sostituita, qualora ne venga fatta esplicita richiesta, da una dichiarazione in fede rilasciata dai soggetti organizzatori.
L'autocertificazione deve essere presentata anticipatamente rispetto all'evento spettacolistico e può essere prodotta soltanto nel caso in cui il repertorio programmato preveda l'esecuzione di composizioni interamente di pubblico dominio o non tutelate. Tale dichiarazione dovrà essere sempre corredata da un elenco dettagliato e fedele dei brani che saranno utilizzati o, in sostituzione, da locandine, programmi di sala o qualsiasi altra documentazione idonea a consentire alla SIAE di verificare la correttezza di quanto segnalato.
Segnalo però un paio di perplessità a riguardo, perchè ho l'impressione che stiamo perdendo un po' la bussola del dibattito.
La prima perplessità mi è stata segnalata da alcuni organizzatori di eventi di musica Creative Commons o comunque autoprodotta e implica una interpretazione a dir poco rigida di questa "lettera" da parte degli incaricati SIAE. Essi infatti sono disposti a prendere in considerazione solo due ipotesi: A) musica con diritto d'autore gestito da SIAE, oppure B) musica di pubblico dominio o comunque non tutelata. Non è contemplata un'ipotesi C come ad esempio la musica rilasciata con licenze Creative Commons, o in generale con un regime di diritto d'autore -per così dire- "autogestito" dall'autore (cosa sempre concessa dalla legge). Basta conoscere la base del diritto d'autore per sapere che, se una musica non è di pubblico dominio, non è necessariamente un'opera con diritti gestiti da una collecting society.
Ne consegue quindi che, in mancanza di un'interpretazione che consideri l'ipotesi C, questa lettera non risolve del tutto il problema.
La seconda invece è ancora strettamente legata alle riflessioni compiute sull'abrogazione implicita dell'art. 51.
Se si appurasse al 100% che questo tanto discusso articolo fosse abrogato, una domanda mi sorge spontanea: quale sarebbe la norma che obbliga l'organizzatore di un evento musicale a rendere una comunicazione a SIAE (quand'anche in forma di autocertificazione)? A ben vedere, la lettera del sito ANCI dà per scontato che comunque vi sia un obbligo di comunicazione a SIAE nel caso di eventi pubblici con musica. Ma quest'obbligo ha come unica base giuridica una norma che puzza di abrogazione da ben 16 anni.
Quali le conseguenze? Semplice: in mancanza di un intervento legislativo che vada a colmare il buco lasciato dall'art. 51, non esisterebbe alcuna norma dello Stato che obblighi ad effettuare comunicazioni a SIAE per gli eventi pubblici con musica; dunque, sarebbe onere degli incaricati SIAE preoccuparsi di fare controlli dove e quando li ritenessero necessari (ma senza sapere dove e quando farli!).
Infatti, le uniche altre norme che si occupano della redazione del programma musicale (borderò) sono contenute nello statuto e nel regolamento generale SIAE e dunque non rappresentano norme dello Stato bensì norme interne (rivolte agli associati).
Si torna sempre al solito punto. Dunque, cosa servirebbe adesso?
Innanzitutto SIAE dovrebbe al più presto aggiornare il file PDF con il testo del r.d. 1369/42 togliendo l'art. 51 o quantomeno aggiungendovi una nota che segnali l'abrogazione in via implicita.
Gli editori di banche dati giuridiche dovrebbero a loro volta segnalarlo nei loro prodotti online e anche nelle edizioni cartacee dei codici.
Inoltre SIAE dovrebbe pubblicare chiare linee guida sul tema, rivolte sia agli utenti sia ai vari incaricati SIAE, in modo da evitare interpretazioni discordanti.
E poi se anche il legislatore volesse finalmente occuparsi della questione... Ma non vorrei chiedere troppo.
Pubblicato da Simone Aliprandi a 01:09 10 commenti:
Etichette: borderò, deposito SIAE, monopolio SIAE, non pagare la SIAE, pagare la SIAE, SIAE
Stefano Quintarelli, imprenditore nel campo dell'ICT e, dal febbraio scorso, anche membro della Camera dei Deputati, si è preso a cuore la controversa questione delle norme che regolamentano la compilazione del cosiddetto borderò SIAE e ha scritto una lettera formale (su carta intestata della Camera) inviata al Direttore Generale Blandini.
L'obbiettivo sembra essere quello di indurre la dirigenza SIAE ad esprimersi in modo ufficiale e definitivo; già il mondo della rete (compreso il sottoscritto) nelle scorse settimane si era attivato in tal senso senza però raccogliere alcun esito. Addirittura è stata avviata una petizione pubblica, sottoscrivibile online a questo link.
Ora stiamo a vedere se anche la voce di un parlamentare rimarrà inascoltata.
Di seguito si riporta il testo integrale della lettera di Quintarelli, tratta dal suo blog personale:
In queste settimane di fine estate si è (ri)acceso in rete un interessante dibattito relativo alla vigenza dell'art. 51 del regolamento di attuazione della legge sul diritto d'autore: norma centrale per la gestione di alcune pratiche presso gli uffici SIAE da parte di organizzatori di eventi musicali.
Alcuni giuristi, anche piuttosto illustri, si sono espressi a favore di una ricostruzione teorico-giuridica che porterebbe all'abrogazione implicita di tale norma. Questa interpretazione pare confermata anche in alcune versioni consolidate e coordinate del testo normativo rilasciate da autorevoli fonti, come ad esempio quella del sito www.ubertazzi.it.
L'abrogazione implicita deriverebbe infatti dall'abolizione del "diritto demaniale" operata dal d.l. 669/1996. L'art. 51 del regolamento è infatti una norma strettamente dedicata all'attuazione dell'art. 175 legge 633/41 e fa parte del Capo V interamente dedicato al diritto demaniale, non più contemplato dalla legge. Cadendo la norma principale (ed essendo in questo caso estirpato dall'ordinamento uno specifico diritto), a rigor di logica e secondo i principi fondamentali del diritto dovrebbero cadere anche tutte le relative norme di attuazione; ciò anche in mancanza di un'espressa disposizione abrogativa.
Tuttavia, sul sito della SIAE è tutt'ora presente una versione del regolamento che prevede la vigenza di quella norma e che non riporta nemmeno una nota a sottolineare l'intervento della riforma del 1996 (abolizione del diritto demaniale). Inoltre molti utenti segnalano che i vari funzionari e mandatari SIAE continuano a fornire agli utenti indicazioni non uniformi su questo aspetto.
Lo stesso problema si pone in riferimento all'articolo 55 dello stesso regolamento.
Mi sono permesso quindi di rivolgermi a lei per chiedere chiarimenti sulla questione, che mi sembra particolarmente seria e delicata. Pensavo inoltre che sarebbe auspicabile, se non fondamentale, che SIAE diffondesse quanto prima un comunicato ufficiale a fini di chiarimento nonché delle linee guida chiare e specifiche sugli adempimenti necessari in tutti quei casi in cui, per effetto dell'abrogazione dell'art. 51, la compilazione del Programma Musicale (cd. borderò) non sia obbligatoria.
In attesa di un suo cortese riscontro, porgo distinti saluti.
On. Giuseppe Stefano Quintarelli
Etichette: borderò, deposito SIAE, monopolio SIAE, non pagare la SIAE, pagare la SIAE, quintarelli, SIAE
Come la vuole la licenza? Liscia, gassata o… copyleft? Questa sembra essere idealmente la domanda posta dal sito ChooseALicense; tre “gusti” principali per rendere facile la...
Articolo uscito su Apogeonline il 20 settembre 2013.
Pubblicato da Simone Aliprandi a 17:30 Nessun commento:
Etichette: apogeonline, copyleft, FOSS, free software, licenses, licensing, licenze, open source, software libero
RISPOSTA: Sì, ma solo nell'esercizio delle loro funzioni di controllo. Infatti, la SIAE, pur nascendo come entità associativa di autotutela degli interessi economici degli autori, ha poi visto una trasformazione in ente pubblico e un progressivo ampliamento delle sue funzioni grazie ai vari interventi legislativi che le hanno attribuito veri e propri poteri di controllo e ispezione.
Ne consegue che per giurisprudenza costante gli ispettori SIAE (indipendentemente che svolgano la loro attività in via subordinata o volontaria, retribuita o a titolo gratuito) debbano essere intesi come pubblici ufficiali, in quanto svolgono specifiche funzioni pubbliche (di carattere amministrativo e tributario), con redazione di verbali e atti certificativi autoritativi, ai sensi dell'art. 357 codice penale (norma che definisce il concetto di “pubblico ufficiale”).
Attenzione però, che solo alcuni degli operatori SIAE hanno specifiche funzioni di ispezione; altri hanno solo mansioni per così dire "d'ufficio".
E' comunque buona norma chiedere loro di qualificarsi correttamente all'inizio dell'eventuale controllo.
puntata n. 26 della rubrica "Chiedilo all'avvocato" per il sito Rockit.it. Vedi tutte le altre puntate.
Pubblicato da Simone Aliprandi a 20:00 Nessun commento:
Etichette: pagare la SIAE, rockit, SIAE
Secondo te l'art. 51 r.d. 1369/42 (che rende la compilazione del Programma Musicale SIAE sempre obbligatoria) è ancora in vigore, oppure è stato abrogato implicitamente con l'abolizione del diritto demaniale?
Da più parti è stato sollevato un dubbio sulla vigenza dell'art. 51 r.d. 1369/42. La norma non è mai stata oggetto di abrogazione esplicita, tuttavia essa fa parte di un CAPO V intitolato "Diritto demaniale" e dunque contenente le norme di attuazione di tale diritto. Inoltre l'art. 51 è rubricato come "Art. 175 della legge 633/41", dunque si pone espressamente come norma di attuazione di tale articolo. Il decreto legge n. 669 del 1996, art. 6, co. 4 (convertito in legge n. 30 del 1997) ha espressamente abolito il diritto demaniale ed esplicitamente abrogato gli articoli 175 e 176 della legge 633/41. Ne conseguirebbe (a rigor di logica e a rigor di principi fondamentali del diritto) l'abrogazione implicita di tutte le norme attuative del diritto demaniale tra cui appunto anche l'articolo 51. Il problema ha causato in rete un acceso dibattito dovuto al fatto che SIAE sul suo sito diffonde un testo coordinato e consolidato del regoalmento che invece mantiene gli articoli 51 e 55 (entrambi del CAPO V) come ancora vigenti. Al contrario, fonti autorevoli come il Codice del diritto d'autore curato dal Professor Ubertazzi e il sito Medialaws danno come interamente abrogato il CAPO V.
Il sondaggio (ovviamente anonimo e senza alcuna forma di tracciatura) è rimasto aperto dal pomeriggio del 12/09/13 fino alle ore 23.59 del 20/09/13. Ha raccolto la partecipazione di 43 persone con i risultati rappresentati nell'immagine qui sotto.
Grazie per la collaborazione a tutti coloro (soprattutto ai giuristi) che hanno voluto esprimere il loro parere a riguardo. E un grazie a tutti coloro che hanno diffuso a loro volta il link al questionario.
[ultimo aggiornamento di questo post: 21/09/13 ore 11.09]
Pubblicato da Simone Aliprandi a 10:27 Nessun commento:
Etichette: borderò, copyright, diritto d'autore, monopolio SIAE, non pagare la SIAE, pagare la SIAE, SIAE
Creative Commons: è stata annunciata e inaugurata la versione 4.0 e dei tre cambi di versione avvenuti dalla nascita del progetto ad oggi, questo è sicuramente quello che porta maggiori innovazioni.
Basti pensare alla principale, ovvero quella dell'abbandono della scelta di effettuare un porting nazionale delle licenze per ciascuno dei 70 Paesi in cui è attiva Creative Commons tramite le sue varie Affiliate Institutions. [continua]
Articolo uscito su MySolutionPost l'11 settembre 2013.
Etichette: cc global summit, creative commons, database right, diritto sui generis, licenses, licensing, licenze, open content, open data
Quel concetto elastico di “dovere” nel pubblico. Vedremo quanto urgenti
Il Decreto Legge 8 agosto 2013 n. 91 introduce un principio stile "open by law" nell’ambito delle pubblicazioni scientifiche e di ricerca pubblicate con fondi pubblici. Però... [continua]
Articolo uscito su Apogeonline il 10 settembre 2013.
Pubblicato da Simone Aliprandi a 22:09 Nessun commento:
Etichette: agenda digitale, editoria open, editoria scientifica, editoria scolastica, open access, open by default, open by law, open data, openaccess
Pubblicato da Simone Aliprandi a 15:21 Nessun commento:
Articolo uscito il 4 settembre 2013 su LaLeggePerTutti - Business e rilasciato sotto licenza CC BY-SA.
È sempre obbligatorio compilare e consegnare il programma musicale (comunemente detto borderò) in occasione di eventi e spettacoli? Anche quando si suona musica di pubblico dominio o comunque fuori dalla gestione di SIAE? Secondo la teoria più diffusa sembrerebbe di sì... eppure emergono alcuni legittimi dubbi. Cerchiamo di ricostruire attentamente il tutto.
In questi giorni di fine estate in rete è tornato in auge un tema abbastanza ricorrente in materia di diritto d'autore e SIAE: quello dell'obbligo (o presunto tale) di redigere il programma musicale (il cosiddetto “borderò”) per ogni occasione in cui venga suonata o semplicemente riprodotta della musica in pubblico.
Il dibattito si è fatto più acceso in questi giorni a causa di alcuni articoli pubblicati dal sito di Patamù.com che si occupa proprio di offrire alcuni servizi in materia di tutela e gestione dei diritti d'autore: un articolo narra la rocambolesca esperienza di un comune organizzatore di eventi musicali a livello locale e l'altro approfondisce il tutto dal punto di vista giuridico (grazie all'intervento di una collega avvocato). La questione è davvero interessante e contorta e credo che sia opportuno cercare di chiarirla una volta per tutte. Anche perché tocca davvero moltissime persone (musicisti, organizzatori di eventi, gestori di locali, enti pubblici, associazioni culturali) che non sempre hanno gli strumenti per interpretare correttamente il quadro normativo e più facilmente rimangono vittime della burocrazia.
Pubblicato da Simone Aliprandi a 12:33 9 commenti:
Etichette: borderò, diritti connessi, diritto d'autore, monopolio SIAE, non pagare la SIAE, pagare la SIAE, programma musicale, SIAE
La crisi economica degli avvocati italiani e la questione delle incompatibilità
Segnalo interessante articolo sul problema delle incompatibilità professionali dell'avvocato che risultano sempre più irragionevoli alla luce delle recenti (e sicuramente non piacevoli) evoluzioni del mercato.
L'articolo si intitola Sulla crisi economica degli avvocati italiani ed è uscito il 13 maggio 2013 su Diritto.it (LINK) a firma di Maurizio Perelli. Riporto qui il passo più rilevante, ma invito alla lettura integrale dell'articolo.
[...] Sarebbe utile, per superare la gravissima crisi (di lavoro e di reddito) degli avvocati italiani [...], consentire agli avvocati di fare, con le necessarie garanzie per l'indipendenza e l'autonomia della professione forense, anche un altro lavoro (dipendente o autonomo).
Se manca il lavoro a decine di migliaia di avvocati non li si costringa alla fame!
Inoltre, gli avvocati liberati da irragionevoli incompatibilità potrebbero essi stessi dar lavoro a dipendenti e fare impresa.
Siano poi i Consigli degli Ordini forensi a controllare in concreto se la ulteriore attività che l'avvocato voglia fare sia effettivamente fonte di conflitto di interessi, o sia minaccia seria all'indipendenza e autonomia che devono esser richieste a un avvocato [...].
Il punto di vista dell'autore può di primo acchito sembrare eccessivo, ma ad una lettura completa risulta abbastanza condivisibile, specie se si guarda alla reale situazione di gran parte degli avvocati italiani. Inutile far finta che non sia così e cercare di tenere strette le maglie della professione con norme anacronistiche.
Pubblicato da Simone Aliprandi a 15:58 Nessun commento:
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