Source: http://www.ingegneri.info/normativa/decreto-legislativo-4-marzo-2010-n-28-attuazione-dellarticolo-60-della-legge-18-giugno-2009-n-69-in-materia-di-mediazione-finalizzata-alla-conciliazione-delle-controversie-civili-e-commercial/
Timestamp: 2018-12-12 23:43:46+00:00
Document Index: 162405734

Matched Legal Cases: ['art.  60', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 38', 'art. 27', 'art.  128', 'art.  115', 'art.  7', 'art.  137', 'art. 140', 'art. 139', 'art. 2', 'art. 141', 'art.  139', 'art. 37', 'art. 33', 'art. 1', 'art. 96', 'art.\n11', 'sentenza ', 'art. 283', 'sentenza ', 'art.  667', 'art. 426', 'art.  703', 'art. 21', 'art. 669', 'art.\n669', 'art. 2', 'art. 375', 'art. 6', 'art.   2056', 'art.  116', 'art. 271', 'art. 2643', 'art.  2', 'art. 5', 'art. 88', 'art. 91', 'art.  140', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 141', 'art.  2', 'art.  60', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 61', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art.  2', 'art.  76', 'art. 92', 'sentenza\n', 'art. 80', 'art.  2', 'art. 17', 'art.  17', 'art.  3', 'art. 3', 'art. 74', 'art.  3', 'art. 49', 'art. 20', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 15', 'art.  87', 'art.  95', 'art.  10', 'art. 1', 'art. 127', 'art. 126', 'art.  115', 'art. 60', 'art.  409']

DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2010, n. 28 - Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. (10G0050) (GU n. 53 del 5-3-2010 | Ingegneri.info
<AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 14 dicembre 2009
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33 – Regolamento di attuazione del Codice della proprieta’ industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044) (GU n. 56 del 9-3-2010>
DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2010, n. 28 – Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. (10G0050) (GU n. 53 del 5-3-2010
DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2010, n. 28 - Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. (10G0050) (GU n. 53 del 5-3-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/03/2010
Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno  2009,  n.  69,  in
materia  di   mediazione   finalizzata   alla   conciliazione   delle
controversie civili e commerciali. (10G0050)
Capo I   DISPOSIZIONI GENERALI
Visto l’articolo 60 della legge 19  giugno  2009,  n.  69,  recante
a) mediazione: l’attivita’, comunque  denominata,  svolta  da  un
terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o piu’  soggetti  sia
d) organismo: l’ente pubblico o privato,  presso  il  quale  puo’
del Ministro della giustizia ai sensi dell’articolo 16  del  presente
decreto, nonche’, sino all’emanazione di tale  decreto,  il  registro
– Si riporta il testo degli  articoli  76  e  87  della
«Art. 76. L’esercizio della  funzione  legislativa  non
«Art. 87. Il Presidente della  Repubblica  e’  il  capo
Conferisce le onorificenze della Repubblica .».
– Si riporta il  testo  dell’art.  60  della  legge  19
la semplificazione, la competitivita’ nonche’ in materia di
«Art. 60 (Delega al Governo in materia di mediazione  e
– 1. Il Governo e’ delegato ad  adottare,  entro  sei  mesi
piu’ decreti legislativi in  materia  di  mediazione  e  di
conformita’ ai principi e criteri direttivi di cui al comma
dell’espressione dei  pareri  da  parte  delle  Commissioni
successivamente, la scadenza di quest’ultimo  e’  prorogata
3. Nell’esercizio della delega di cui al  comma  1,  il
disponibili, senza precludere l’accesso alla giustizia;
destinati all’erogazione del servizio di conciliazione;
normativa comunitaria, anche attraverso l’estensione  delle
n. 5, e in ogni caso attraverso  l’istituzione,  presso  il
conciliazione, di seguito denominato ”Registro”, vigilati
dell’art. 2 della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  ad
ottenere  l’iscrizione  di  tali  organismi  nel   medesimo
d) prevedere che i  requisiti  per  l’iscrizione  nel
e) prevedere la possibilita’, per  i  consigli  degli
materie,   la   facolta’   di   istituire   organismi    di
prevedere la facolta’  del  conciliatore  di  avvalersi  di
esperti, iscritti nell’albo dei  consulenti  e  dei  periti
m)  prevedere  che   le   indennita’   spettanti   ai
n) prevedere il dovere dell’avvocato di informare  il
cliente,  prima  dell’instaurazione  del  giudizio,   della
possibilita’ di avvalersi dell’istituto della conciliazione
nonche’ di ricorrere agli organismi di conciliazione;
contempo, l’invarianza del gettito attraverso gli  introiti
dall’anno   precedente   l’introduzione   della   norma   e
giustizia di cui all’art. 2 del decreto-legge 16  settembre
dell’accordo  proposto   in   sede   di   procedimento   di
rifiutato l’accordo  successivamente  alla  proposta  dello
stesso, condannandolo altresi’, e nella stessa  misura,  al
vincitore al pagamento di un’ulteriore somma  a  titolo  di
contributo unificato ai sensi dell’ art. 9 del testo  unico
un  regime  di  incompatibilita’  tale  da   garantire   la
neutralita’,   l’indipendenza   e    l’imparzialita’    del
efficacia  esecutiva  per  l’espropriazione  forzata,   per
l’esecuzione in forma specifica e  costituisca  titolo  per
l’iscrizione di ipoteca giudiziale.».
– La direttiva 2008/52/CE e’ pubblicata nella  Gazzetta
Ufficiale dell’Unione europea – serie L 136/3 del 24 maggio
– Il decreto del Ministro  della  giustizia  23  luglio
2004, n. 222 reca: «Regolamento recante  la  determinazione
dei criteri e delle  modalita’  di  iscrizione  nonche’  di
all’art. 38 del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5.».
1. Chiunque puo’ accedere alla mediazione per la  conciliazione  di
paritetiche relative alle controversie civili e commerciali,  ne’  le
Capo II   DEL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE
dell’organismo scelto dalle parti.
procedimento ai sensi dell’articolo 9, nonche’  modalita’  di  nomina
del mediatore che ne  assicurano  l’imparzialita’  e  l’idoneita’  al
corretto e sollecito espletamento dell’incarico.
formalita’.
4. La  mediazione  puo’  svolgersi  secondo  modalita’  telematiche
previste dal regolamento dell’organismo.
all’articolo 2 e’ presentata mediante deposito di  un’istanza  presso
un  organismo.  In  caso  di  piu’  domande  relative   alla   stessa
controversia, la mediazione si svolge davanti all’organismo presso il
quale e’ stata presentata la prima domanda. Per determinare il  tempo
2. L’istanza deve indicare l’organismo, le parti,  l’oggetto  e  le
3. All’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato e’ tenuto  a
informare   l’assistito   della   possibilita’   di   avvalersi   del
agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L’avvocato informa
altresi’ l’assistito dei casi in cui l’esperimento  del  procedimento
di  mediazione  e’  condizione  di   procedibilita’   della   domanda
giudiziale. L’informazione deve  essere  fornita  chiaramente  e  per
contratto tra l’avvocato e l’assistito e’ annullabile.  Il  documento
che contiene l’informazione e’  sottoscritto  dall’assistito  e  deve
essere allegato all’atto  introduttivo  dell’eventuale  giudizio.  Il
provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 1, informa  la  parte  della
facolta’ di chiedere la mediazione.
Condizione di procedibilita’
1. Chi intende esercitare in giudizio  un’azione  relativa  ad  una
circolazione di veicoli e natanti, da  responsabilita’  medica  e  da
pubblicita’, contratti assicurativi, bancari e finanziari, e’  tenuto
istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo  unico  delle
ivi  regolate.  L’esperimento  del  procedimento  di  mediazione   e’
condizione    di    procedibilita’    della    domanda    giudiziale.
L’improcedibilita’ deve essere eccepita  dal  convenuto,  a  pena  di
decadenza, o rilevata d’ufficio  dal  giudice,  non  oltre  la  prima
udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione e’ gia’ iniziata, ma
non si e’ conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza  del
termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo  provvede  quando  la
mediazione non e’ stata  esperita,  assegnando  contestualmente  alle
valutata la  natura  della  causa,  lo  stato  dell’istruzione  e  il
comportamento delle parti, puo’ invitare le stesse a  procedere  alla
mediazione.  L’invito  deve   essere   rivolto   alle   parti   prima
dell’udienza di precisazione delle conclusioni  ovvero,  quando  tale
udienza non e’ prevista, prima della discussione della causa.  Se  le
parti aderiscono all’invito, il giudice fissa la  successiva  udienza
dopo la scadenza del termine di  cui  all’articolo  6  e,  quando  la
mediazione non e’ gia’ stata avviata,  assegna  contestualmente  alle
concessione  dei  provvedimenti   urgenti   e   cautelari,   ne’   la
a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione,  fino
mutamento del rito di cui all’articolo 667 del  codice  di  procedura
provvedimenti di cui all’articolo 703, terzo  comma,  del  codice  di
relativi all’esecuzione forzata;
commi 3 e 4, se il contratto, lo statuto  ovvero  l’atto  costitutivo
dell’ente prevedono una clausola di mediazione o conciliazione  e  il
tentativo non risulta esperito, il giudice o l’arbitro, su  eccezione
all’articolo 6. Allo stesso modo il  giudice  o  l’arbitro  fissa  la
conciliazione  sono  iniziati,  ma  non  conclusi.  La   domanda   e’
presentata davanti all’organismo indicato dalla clausola, se iscritto
iscritto, fermo il rispetto del criterio di cui all’articolo 4, comma
contratto o allo statuto o all’atto costitutivo, l’individuazione  di
altresi’ la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce
di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di cui all’articolo
11 presso la segreteria dell’organismo.
– Il decreto legislativo 8 ottobre 2007, n.  179  reca:
«Istituzione di procedure di conciliazione e di  arbitrato,
risparmiatori e gli investitori in attuazione dell’art. 27,
commi 1 e 2, della legge 28 dicembre 2005, n. 262.».
– Si riporta il testo  dell’art.  128-bis  del  decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385  (Testo  unico  delle
«Art. 128-bis (Risoluzione delle controversie). – 1.  I
soggetti di  cui  all’art.  115  aderiscono  a  sistemi  di
d’Italia, sono determinati i criteri di  svolgimento  delle
composizione dell’organo decidente,  in  modo  che  risulti
assicurata    l’imparzialita’    dello    stesso    e    la
rappresentativita’ dei soggetti interessati.  Le  procedure
devono in ogni caso assicurare la rapidita’, l’economicita’
della soluzione delle controversie e  l’effettivita’  della
3-bis. La Banca d’Italia, quando riceve un  reclamo  da
indica al reclamante la possibilita’  di  adire  i  sistemi
previsti ai sensi del presente articolo.».
– Si riporta il testo degli articoli 37, 140 e  140-bis
del consumo, a norma  dell’art.  7  della legge  29  luglio
«Art. 37 (Azione  inibitoria).  –  1.  Le  associazioni
rappresentative dei consumatori, di cui  all’art.  137,  le
convenire in giudizio il professionista o l’associazione di
l’utilizzo di condizioni generali di contratto e richiedere
al giudice competente che inibisca l’uso  delle  condizioni
di cui sia accertata l’abusivita’  ai  sensi  del  presente
2. L’inibitoria puo’ essere concessa, quando  ricorrono
3. Il giudice puo’ ordinare che  il  provvedimento  sia
pubblicato in uno o piu’ giornali,  di  cui  uno  almeno  a
dell’art. 140».
«Art. 140 (Procedura). – 1. I soggetti di cui  all’art.
uno o piu’ quotidiani a diffusione nazionale oppure  locale
nei casi in  cui  la  pubblicita’  del  provvedimento  puo’
2. Le  associazioni  di  cui  al  comma  1,  nonche’  i
soggetti di cui all’art. 139, comma  2,  possono  attivare,
agricoltura competente per territorio, a norma dell’art. 2,
nonche’    agli    altri    organismi    di    composizione
materia di consumo a norma dell’art. 141. La procedura  e’,
dalle  parti  e  dal   rappresentante   dell’organismo   di
composizione  extragiudiziale  adito,  e’  depositato   per
l’omologazione nella cancelleria del  tribunale  del  luogo
nel quale si e’ svolto il procedimento di conciliazione.
la regolarita’ formale del processo  verbale,  lo  dichiara
5. In ogni caso l’azione di cui al comma 1 puo’  essere
chiamato in giudizio ai sensi del comma 1, puo’ attivare la
pregiudizio per l’azione  giudiziale  da  avviarsi  o  gia’
l’adempimento degli obblighi stabiliti e, anche su  domanda
ritardo rapportati alla gravita’  del  fatto.  In  caso  di
affinche’, accertato l’inadempimento, disponga il pagamento
versate all’entrata del bilancio  dello  Stato  per  essere
riassegnate con decreto del Ministro dell’economia e  delle
finanze al  fondo  da  istituire  nell’ambito  di  apposita
unita’ previsionale di base dello stato di  previsione  del
l’azione inibitoria si svolge a  norma  degli  articoli  da
10. Per le associazioni di cui  all’art.  139  l’azione
inibitoria prevista dall’art. 37  in  materia  di  clausole
dell’art. 33 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80.
competenza   dell’Autorita’   per   le    garanzie    nelle
comunicazioni di cui all’art. 1, comma 11, della  legge  31
luglio 1997, n. 249.».
«Art. 140-bis  (Azione  di  classe).  –  1.  I  diritti
al comma 2 sono tutelabili  anche  attraverso  l’azione  di
associazioni cui da’ mandato o comitati cui partecipa, puo’
agire per l’accertamento della  responsabilita’  e  per  la
a)  i  diritti  contrattuali  di  una  pluralita’  di
tutela di cui al presente articolo aderiscono all’azione di
classe, senza ministero di difensore.  L’adesione  comporta
previsto dal comma  15.  L’atto  di  adesione,  contenente,
oltre  all’elezione  di  domicilio,   l’indicazione   degli
relativa  documentazione  probatoria,  e’   depositato   in
cancelleria, anche tramite l’attore, nel termine di cui  al
che hanno aderito successivamente, dal  deposito  dell’atto
4. La domanda e’ proposta al tribunale ordinario avente
sede nel capoluogo della regione in cui ha sede  l’impresa,
ma per la Valle  d’Aosta  e’  competente  il  tribunale  di
Giulia e’  competente  il  tribunale  di  Venezia,  per  le
Marche, l’Umbria, l’Abruzzo e il Molise  e’  competente  il
tribunale di Roma e per la  Basilicata  e  la  Calabria  e’
notificato anche all’ufficio del pubblico ministero  presso
il tribunale adito, il quale puo’ intervenire limitatamente
al giudizio di ammissibilita’.
6. All’esito della prima udienza  il  tribunale  decide
con ordinanza sull’ammissibilita’ della  domanda,  ma  puo’
del  decidere  e’  in  corso   un’istruttoria   davanti   a
un’autorita’ indipendente ovvero  un  giudizio  davanti  al
giudice   amministrativo.   La   domanda   e’    dichiarata
inammissibile quando e’  manifestamente  infondata,  quando
non ravvisa l’identita’ dei diritti individuali  tutelabili
ai sensi del comma 2,  nonche’  quando  il  proponente  non
appare in grado di curare adeguatamente  l’interesse  della
7.  L’ordinanza  che  decide  sulla  ammissibilita’  e’
reclamabile  davanti  alla  corte  d’appello  nel   termine
notificazione se anteriore. Sul reclamo la corte  d’appello
dell’ordinanza  ammissiva  non  sospende  il   procedimento
8. Con  l’ordinanza  di  inammissibilita’,  il  giudice
regola le spese, anche ai sensi dell’art. 96 del codice  di
procedura civile, e ordina la piu’ opportuna pubblicita’  a
9.  Con  l’ordinanza  con  cui  ammette   l’azione   il
tribunale fissa termini e modalita’  della  piu’  opportuna
pubblicita’,  ai  fini  della  tempestiva  adesione   degli
appartenenti alla classe. L’esecuzione della pubblicita’ e’
condizione di procedibilita’ della domanda. Con  la  stessa
classe o devono ritenersi esclusi dall’azione;
centoventi giorni dalla scadenza di quello per l’esecuzione
della pubblicita’, entro il quale  gli  atti  di  adesione,
anche a mezzo dell’attore, sono depositati in  cancelleria.
Copia   dell’ordinanza   e’   trasmessa,   a   cura   della
cura ulteriori forme  di  pubblicita’,  anche  mediante  la
10. E’ escluso l’intervento di terzi ai sensi dell’art.
11.  Con  l’ordinanza  con  cui  ammette  l’azione   il
tribunale  determina  altresi’  il  corso  della  procedura
assicurando,  nel  rispetto  del  contraddittorio,  l’equa,
prove  o  argomenti;  onera  le  parti  della   pubblicita’
modo che ritiene piu’ opportuno l’istruzione  probatoria  e
formalita’ non essenziale al contraddittorio.
sentenza di condanna con cui liquida,  ai  sensi  dell’art.
che hanno  aderito  all’azione  o  stabilisce  il  criterio
caso di accoglimento di un’azione di  classe  proposta  nei
utilita’, il tribunale tiene conto di  quanto  riconosciuto
13. La corte d’appello, richiesta dei provvedimenti  di
cui all’art. 283 del  codice  di  procedura  civile,  tiene
altresi’  conto  dell’entita’   complessiva   della   somma
gravante sul debitore, del numero  dei  creditori,  nonche’
delle  connesse  difficolta’  di  ripetizione  in  caso  di
accoglimento del gravame. La corte puo’  comunque  disporre
resti vincolata nelle forme ritenute piu’ opportune.
14. La sentenza che definisce  il  giudizio  fa’  stato
anche nei confronti degli aderenti. E’ fatta salva l’azione
individuale dei  soggetti  che  non  aderiscono  all’azione
dopo la scadenza del termine per l’adesione  assegnato  dal
termine sono riunite d’ufficio  se  pendenti  davanti  allo
chiusura anticipata del processo.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  667  del  codice  di
«Art.  667  (Mutamento  del  rito).  –  Pronunciati   i
ordinanza di mutamento di rito ai sensi dell’art. 426.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  703  del  codice  di
«Art. 703 (Domande di reintegrazione e di  manutenzione
nel  possesso).  –  Le  domande  di  reintegrazione  e   di
giudice competente a norma dell’art. 21.
L’ordinanza che  accoglie  o  respinge  la  domanda  e’
reclamabile ai sensi dell’art. 669-terdecies.
comma, il giudice fissa dinanzi  a  se’  l’udienza  per  la
prosecuzione del giudizio  di  merito.  Si  applica  l’art.
669-novies, terzo comma.».
quinto periodo del  comma  1  dell’articolo  5,  non  e’  soggetto  a
1. Il periodo di  cui  all’articolo  6  e  il  periodo  del  rinvio
disposto dal giudice ai  sensi  dell’articolo  5,  comma  1,  non  si
computano ai fini di cui all’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n.
– Si riporta il testo dell’art. 2 della legge 24  marzo
dell’art. 375 del codice di procedura civile.):
«Art. 2 (Diritto all’equa riparazione).  –  1.  Chi  ha
diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali, ratificata
all’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione, ha  diritto  ad
2. Nell’accertare la violazione il giudice considera la
complessita’ del caso  e,  in  relazione  alla  stessa,  il
nonche’  quello  di  ogni  altra   autorita’   chiamata   a
dell’art.   2056   del   codice   civile,   osservando   le
b) il danno non patrimoniale e’ riparato,  oltre  che
adeguate   forme   di   pubblicita’   della   dichiarazione
dell’avvenuta violazione.».
1. All’atto della presentazione della  domanda  di  mediazione,  il
responsabile dell’organismo designa un mediatore  e  fissa  il  primo
all’altra parte con ogni mezzo idoneo ad  assicurarne  la  ricezione,
specifiche competenze tecniche, l’organismo puo’ nominare uno o  piu’
2. Il procedimento  si  svolge  senza  formalita’  presso  la  sede
dell’organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento  di
procedura dell’organismo.
3. Il mediatore  si  adopera  affinche’  le  parti  raggiungano  un
4. Quando non puo’ procedere ai sensi del comma 1, ultimo  periodo,
il mediatore puo’  avvalersi  di  esperti  iscritti  negli  albi  dei
dell’organismo deve prevedere le modalita’ di calcolo e  liquidazione
procedimento di mediazione il  giudice  puo’  desumere  argomenti  di
prova nel successivo giudizio ai  sensi  dell’articolo  116,  secondo
– Si riporta il  testo  dell’art.  116  del  codice  di
«Art. 116 (Valutazione delle prove). – Il giudice  deve
Il giudice  puo’  desumere  argomenti  di  prova  dalle
risposte che le  parti  gli  danno  a  norma  dell’articolo
delle parti stesse nel processo.».
nell’organismo o comunque nell’ambito del procedimento di  mediazione
e’ tenuto all’obbligo di  riservatezza  rispetto  alle  dichiarazioni
dichiarante o dalla quale provengono le informazioni, il mediatore e’
altresi’ tenuto alla riservatezza nei confronti delle altre parti.
proseguito dopo l’insuccesso della mediazione, salvo  consenso  della
contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni  non  e’  ammessa
prova testimoniale e non puo’ essere deferito giuramento decisorio.
2. Il mediatore non puo’ essere  tenuto  a  deporre  sul  contenuto
procedimento di mediazione, ne’ davanti all’autorita’ giudiziaria ne’
davanti ad altra autorita’. Al mediatore si applicano le disposizioni
dell’articolo 200 del codice di procedura penale e  si  estendono  le
garanzie previste per il difensore dalle  disposizioni  dell’articolo
– Si riporta il testo degli  articoli  103  e  200  del
«Art. 103 (Garanzie di liberta’ del difensore). – 1. Le
stabilmente attivita’ nello stesso ufficio  sono  imputati,
limitatamente ai  fini  dell’accertamento  del  reato  loro
nonche’ presso i consulenti tecnici non si puo’ procedere a
sequestro di carte o documenti relativi  all’oggetto  della
3.  Nell’accingersi  a  eseguire  una  ispezione,   una
perquisizione o un sequestro nell’ufficio di un  difensore,
l’autorita’  giudiziaria  a  pena  di  nullita’  avvisa  il
consiglio  dell’ordine  forense  del   luogo   perche’   il
fa richiesta, e’ consegnata copia del provvedimento.
5.  Non  e’  consentita  l’intercettazione  relativa  a
ne’ a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite.
della corrispondenza tra l’imputato e il proprio  difensore
che  l’autorita’  giudiziaria  abbia  fondato   motivo   di
7. Salvo quanto previsto dal comma 3 e dall’art. 271, i
essere utilizzati.».
«Art. 200 (Segreto professionale).  –  1.  Non  possono
i casi in cui hanno l’obbligo  di  riferirne  all’autorita’
non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano;
la legge riconosce la facolta’  di  astenersi  dal  deporre
applicano ai giornalisti professionisti iscritti  nell’albo
fiduciario nell’esercizio della loro professione.  Tuttavia
reato per cui si procede e la loro veridicita’ puo’  essere
accertata solo  attraverso  l’identificazione  della  fonte
la fonte delle sue informazioni.».
1. Se e’  raggiunto  un  accordo  amichevole,  il  mediatore  forma
processo verbale al quale e’ allegato il testo dell’accordo medesimo.
Quando l’accordo non e’ raggiunto, il mediatore  puo’  formulare  una
di cui all’articolo 13.
2. La proposta  di  conciliazione  e’  comunicata  alle  parti  per
entro sette giorni, l’accettazione o il rifiuto  della  proposta.  In
Salvo diverso accordo delle parti, la  proposta  non  puo’  contenere
3. Se e’ raggiunto l’accordo amichevole di cui al comma 1 ovvero se
mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle
parti o la loro impossibilita’ di sottoscrivere. Se con l’accordo  le
dall’articolo 2643 del codice civile, per procedere alla trascrizione
autenticata da un pubblico ufficiale a  cio’  autorizzato.  L’accordo
raggiunto,  anche  a  seguito  della  proposta,  puo’  prevedere   il
verbale con l’indicazione della proposta; il verbale e’  sottoscritto
dalle parti e dal mediatore, il quale  certifica  l’autografia  della
sottoscrizione delle parti o la loro impossibilita’ di sottoscrivere.
Nello  stesso  verbale,  il  mediatore   da’   atto   della   mancata
5.  Il  processo  verbale  e’  depositato  presso   la   segreteria
dell’organismo e di esso  e’  rilasciata  copia  alle  parti  che  lo
– Si riporta il testo dell’art. 2643 del codice civile:
«Art. 2643 (Atti soggetti a trascrizione). – Si  devono
1) i contratti che  trasferiscono  la  proprieta’  di
dell’enfiteuta;
servitu’ prediali, il diritto di uso sopra  beni  immobili,
6)  i  provvedimenti  con  i  quali   nell’esecuzione
forzata si trasferiscono la proprieta’ di beni  immobili  o
10) i contratti di societa’ e di associazione  con  i
societa’ o  dell’associazione  eccede  i  nove  anni  o  e’
l’effetto indicato dal numero precedente;
menzionati nei numeri precedenti.».
1. Il verbale  di  accordo,  il  cui  contenuto  non  e’  contrario
all’ordine pubblico o a norme imperative, e’ omologato, su istanza di
parte e previo accertamento  anche  della  regolarita’  formale,  con
l’organismo. Nelle controversie transfrontaliere di cui  all’articolo
del 21 maggio 2008,  il  verbale  e’  omologato  dal  presidente  del
tribunale nel cui circondario l’accordo deve avere esecuzione.
l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica  e  per
l’iscrizione di ipoteca giudiziale.
– Si riporta  il  testo  dell’art.  2  della  direttiva
«Art. 2 (Controversie transfrontaliere). – 1.  Ai  fini
e’ domiciliata o risiede abitualmente in uno  Stato  membro
b) il ricorso  alla  mediazione  e’  ordinato  da  un
c) l’obbligo di ricorrere  alla  mediazione  sorge  a
d) ai fini dell’art. 5, un  invito  e’  rivolto  alle
8 per controversia transfrontaliera si intende altresi’ una
arbitrato risultante da una  mediazione  tra  le  parti  e’
3. Ai fini  dei  paragrafi  1  e  2,  il  domicilio  e’
stabilito  in  conformita’  degli  articoli  59  e  60  del
regolamento (CE) n. 44/2001.».
nonche’  al  versamento  all’entrata  del  bilancio  dello  Stato  di
un’ulteriore somma di importo corrispondente al contributo  unificato
dovuto. Resta ferma l’applicabilita’  degli  articoli  92  e  96  del
si applicano altresi’ alle  spese  per  l’indennita’  corrisposta  al
mediatore e per il compenso dovuto all’esperto di cui all’articolo 8,
ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, puo’ nondimeno  escludere  la
l’indennita’ corrisposta  al  mediatore  e  per  il  compenso  dovuto
all’esperto di cui all’articolo 8, comma 4. Il giudice deve  indicare
– Si riporta il testo degli articoli 92 e 96 del codice
«Art.  92  (Condanna  alle  spese  per  singoli   atti.
Compensazione delle spese). – Il giudice,  nel  pronunciare
la condanna di cui all’articolo precedente, puo’  escludere
vincitrice, se le ritiene eccessive o  superflue;  e  puo’,
trasgressione al dovere di cui all’art. 88, essa ha causato
Se vi e’ soccombenza reciproca o concorrono altre gravi
motivazione, il giudice puo’ compensare, parzialmente o per
intero, le spese tra le parti.».
convenuto nel processo verbale di conciliazione.».
«Art. 96 (Responsabilita’ aggravata). – Se risulta  che
mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza  dell’altra
dei danni, che liquida, anche d’ufficio, nella sentenza.
Il giudice che accerta l’inesistenza  del  diritto  per
cui  e’  stato  eseguito  un  provvedimento  cautelare,   o
giudiziale,  oppure  iniziata   o   compiuta   l’esecuzione
risarcimento dei danni l’attore o il creditore  procedente,
danni e’ fatta a norma del comma precedente.
dell’art. 91, il giudice, anche  d’ufficio,  puo’  altresi’
determinata.».
1. Al mediatore e ai suoi ausiliari e’ fatto  divieto  di  assumere
alla prestazione dell’opera o del servizio; e’ fatto loro divieto  di
a) sottoscrivere, per ciascun affare per il quale  e’  designato,
una dichiarazione di imparzialita’ secondo le  formule  previste  dal
regolamento di procedura applicabile, nonche’ gli  ulteriori  impegni
b) informare immediatamente l’organismo e le parti delle  ragioni
di possibile pregiudizio all’imparzialita’  nello  svolgimento  della
dell’ordine pubblico e delle norme imperative;
del responsabile dell’organismo.
3. Su istanza di parte,  il  responsabile  dell’organismo  provvede
la diversa competenza a decidere sull’istanza, quando  la  mediazione
e’ svolta dal responsabile dell’organismo.
1. Quando e’ esercitata l’azione di classe  prevista  dall’articolo
intervenuta dopo la scadenza del termine per l’adesione,  ha  effetto
– Per il testo dell’art.  140-bis  di  cui  al  decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206, vedi note all’art. 5.
Capo III   ORGANISMI DI MEDIAZIONE
1. Gli enti pubblici o privati, che diano garanzie di  serieta’  ed
mediazione nelle materie di cui all’articolo 2 del presente  decreto.
2. La formazione del registro e la sua revisione, l’iscrizione,  la
sospensione e  la  cancellazione  degli  iscritti,  l’istituzione  di
internazionali, nonche’ la determinazione delle indennita’  spettanti
con il Ministro dello sviluppo economico. Fino all’adozione  di  tali
dall’articolo  141  del  codice  del  consumo,  di  cui  al   decreto
3. L’organismo, unitamente alla domanda di iscrizione nel registro,
eventualmente utilizzate dall’organismo,  in  modo  da  garantire  la
indennita’ spettanti  agli  organismi  costituiti  da  enti  privati,
proposte  per  l’approvazione  a  norma  dell’articolo  17.  Ai  fini
dell’iscrizione nel registro  il  Ministero  della  giustizia  valuta
l’idoneita’ del regolamento.
4. La vigilanza sul registro  e’  esercitata  dal  Ministero  della
5. Presso il Ministero della giustizia e’  istituito,  con  decreto
ministeriale, l’elenco dei formatori per la  mediazione.  Il  decreto
stabilisce  i  criteri  per  l’iscrizione,  la   sospensione   e   la
cancellazione   degli   iscritti,   nonche’   per   lo    svolgimento
dell’attivita’ di formazione, in modo da garantire elevati livelli di
formazione dei mediatori. Con lo stesso decreto, e’ stabilita la data
6. L’istituzione  e  la  tenuta  del  registro  e  dell’elenco  dei
formatori avvengono nell’ambito delle risorse  umane,  finanziarie  e
strumentali gia’ esistenti, e  disponibili  a  legislazione  vigente,
– Per il  decreto  del  Ministero  della  giustizia  23
luglio 2004 n. 222 vedi note all’art. 1.
recante  approvazione  delle  indennita’   spettanti   agli
organismi di conciliazione a norma dell’art. 39 del  D.Lgs.
– Si riporta il testo dell’art. 141 del citato  decreto
«Art.   141   (Composizione    extragiudiziale    delle
controversie).  –  1.  Nei  rapporti  tra   consumatore   e
2. Il Ministro dello sviluppo economico,  d’intesa  con
dell’elenco degli organi  di  composizione  extragiudiziale
assicura,  altresi’,  gli  ulteriori  adempimenti  connessi
all’attuazione della risoluzione del Consiglio  dell’Unione
quelli costituiti ai sensi  dell’art.  2,  comma  4,  della
5. Il consumatore non puo’  essere  privato  in  nessun
sia    l’esito    della    procedura    di     composizione
extragiudiziale.».
1. In attuazione dell’articolo 60, comma 3, lettera o), della legge
articolo, commi 2 e 3, e dall’articolo 20, rientrano tra le finalita’
ai sensi del comma 7 dell’articolo 2, lettera b),  del  decreto-legge
13 novembre 2008, n. 181, e dei commi  3  e  4  dell’articolo  7  del
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 30 luglio 2009, n.
procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta  di  bollo  e  da
3. Il verbale di accordo e’ esente dall’imposta di  registro  entro
il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti  l’imposta  e’  dovuta
4.  Con  il  decreto  di  cui  all’articolo  16,  comma   2,   sono
a) l’ammontare minimo e massimo delle indennita’  spettanti  agli
organismi  pubblici,  il  criterio  di  calcolo  e  le  modalita’  di
b) i criteri per l’approvazione delle  tabelle  delle  indennita’
c)  le  maggiorazioni  massime  delle  indennita’   dovute,   non
superiori al venticinque per cento, nell’ipotesi  di  successo  della
d) le riduzioni minime delle indennita’ dovute nelle  ipotesi  in
cui  la  mediazione  e’  condizione  di   procedibilita’   ai   sensi
dell’articolo 5, comma 1.
5. Quando la  mediazione  e’  condizione  di  procedibilita’  della
domanda ai sensi dell’articolo  5,  comma  1,  all’organismo  non  e’
dovuta alcuna indennita’ dalla parte che si  trova  nelle  condizioni
per  l’ammissione  al  patrocinio  a  spese  dello  Stato,  ai  sensi
dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e
la  parte  e’  tenuta  a  depositare  presso   l’organismo   apposita
dichiarazione   sostitutiva   dell’atto   di   notorieta’,   la   cui
sottoscrizione  puo’  essere  autenticata  dal  medesimo   mediatore,
nonche’ a produrre, a pena di  inammissibilita’,  se  l’organismo  lo
richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicita’ di
6. Il Ministero della giustizia provvede, nell’ambito delle proprie
attivita’ istituzionali, al monitoraggio delle mediazioni concernenti
i soggetti esonerati dal pagamento dell’indennita’ di mediazione. Dei
con il decreto di cui all’articolo  16,  comma  2,  delle  indennita’
dell’attivita’  prestata  a  favore  dei  soggetti   aventi   diritto
all’esonero.
7. L’ammontare dell’indennita’ puo’ essere rideterminato  ogni  tre
anni in relazione alla variazione, accertata dall’Istituto  Nazionale
di Statistica, dell’indice dei prezzi al consumo per le  famiglie  di
commi 2 e 3, valutati in 5,9 milioni di euro per l’anno 2010 e  7,018
milioni di euro a decorrere  dall’anno  2011,  si  provvede  mediante
corrispondente riduzione della quota delle risorse del  «Fondo  unico
giustizia»  di  cui  all’articolo  2,  comma  7,   lettera   b)   del
fine, resta acquisita all’entrata del bilancio dello Stato.
9.  Il  Ministro  dell’economia  e  delle   finanze   provvede   al
resta  acquisito  all’entrata  l’ulteriore   importo   necessario   a
– Si riporta il  testo  dell’art.  60  della  legge  18
conciliazione, di seguito denominato  «Registro»,  vigilati
contributo unificato ai sensi dell’art. 9 del  testo  unico
– Si riporta il testo dell’art. 2, comma 7, del decreto
materia   di   funzionalita’   del   sistema   giudiziario)
«Art. 2 (Fondo unico giustizia).
1 – 6 (Omissis);
ministri, su proposta del Ministro  dell’economia  e  delle
il Ministro  dell’interno,  sono  stabilite,  fermo  quanto
«Fondo unico giustizia», anche frutto di utili  della  loro
in base a criteri statistici e con modalita’  rotativa,  da
dell’interno per la tutela della sicurezza pubblica  e  del
soccorso pubblico, fatta salva l’alimentazione del Fondo di
solidarieta’ per le vittime delle  richieste  estorsive  di
cui all’art. 18,  comma  1,  lettera  c),  della  legge  23
solidarieta’ delle vittime dei reati di tipo mafioso di cui
all’art. 1 della legge 22 dicembre 1999, n. 512;
c) all’entrata del bilancio dello Stato.
7-bis – 10 (Omissis).».
– Si riporta il testo dell’art. 7,  commi  3  e  4  del
decreto del  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze  30
luglio 2009, n 127 (Regolamento di attuazione dell’art. 61,
con modificazioni, dalla legge n.  133  del  2008,  nonche’
dell’art. 2 del decreto-legge n. 143 del 2008,  convertito,
«Art. 7 (Destinazioni al Ministero  dell’interno  e  al
Ministri di cui al comma 1  sono  altresi’  determinate  le
della giustizia ai sensi dell’art. 2, comma 7, lettera  b),
dell’economia e delle finanze, al fondo da ripartire per le
esigenze  correnti  connesse  all’acquisizione  di  beni  e
servizi dell’amministrazione di cui all’art. 1, comma 1304,
l’Ufficio centrale del bilancio,  nonche’  alle  competenti
dalla legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  tra  le  unita’
previsione, secondo le utilizzazioni  di  cui  all’art.  2,
5 – (Omissis).».
– Si riporta il testo dell’art.  76,  del  decreto  del
«Art. 76  (Condizioni  per  l’ammissione).  –  1.  Puo’
essere ammesso al patrocinio chi e’ titolare di un  reddito
imponibile ai  fini  dell’imposta  personale  sul  reddito,
risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a  euro
2. Salvo quanto previsto dall’art. 92, se l’interessato
convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito e’
dall’imposta sul reddito delle persone  fisiche  (IRPEF)  o
che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta,
sono oggetto della causa diritti della personalita’, ovvero
4-bis. Per i  soggetti  gia’  condannati  con  sentenza
limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell’art. 80,
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonche’
l’attivita’  delle  associazioni  previste   dallo   stesso
609-bis, 609-quater e 609-octies  del  codice  penale  puo’
reddito previsti dal presente decreto.».
cui all’articolo 16.
personale e utilizzando locali nella propria disponibilita’.
sensi dell’articolo 2, comma 4, della legge 29 dicembre 1993, n. 580,
stabiliti dai decreti di cui all’articolo 16.
«Art. 2 (Compiti e funzioni).
associativi, ad enti, a consorzi e a societa’.
5-9 (Omissis).».
Capo IV   DISPOSIZIONI IN MATERIA FISCALE  E INFORMATIVA
1. Alle parti che corrispondono l’indennita’ ai soggetti  abilitati
a svolgere il procedimento di  mediazione  presso  gli  organismi  e’
d’imposta commisurato all’indennita’ stessa, fino  a  concorrenza  di
3. In caso di insuccesso della mediazione, il  credito  d’imposta  e’
ridotto della meta’.
2. A decorrere dall’anno  2011,  con  decreto  del  Ministro  della
giustizia, entro  il  30  aprile  di  ciascun  anno,  e’  determinato
l’ammontare delle risorse a  valere  sulla  quota  del  «Fondo  unico
giustizia»  di  cui  all’articolo  2,  comma  7,  lettera   b),   del
credito d’imposta di cui al comma 1 relativo alle mediazioni concluse
nell’anno precedente. Con  il  medesimo  decreto  e’  individuato  il
credito d’imposta effettivamente spettante in  relazione  all’importo
e, comunque, nei limiti dell’importo indicato al comma 1.
3. Il Ministero della giustizia comunica all’interessato  l’importo
del credito d’imposta spettante entro 30 giorni dal termine  indicato
all’Agenzia delle entrate  l’elenco  dei  beneficiari  e  i  relativi
4. Il credito d’imposta deve essere indicato, a pena di  decadenza,
nella dichiarazione dei redditi ed e’ utilizzabile a decorrere  dalla
compensazione ai sensi dell’articolo 17  del  decreto  legislativo  9
luglio 1997, n. 241, nonche’, da  parte  delle  persone  fisiche  non
titolari di redditi d’impresa o di lavoro  autonomo,  in  diminuzione
delle imposte sui redditi. Il  credito  d’imposta  non  da’  luogo  a
imposte sui redditi, ne’ del valore della produzione  netta  ai  fini
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive  e  non  rileva  ai
annualmente al versamento dell’importo  corrispondente  all’ammontare
delle risorse  destinate  ai  crediti  d’imposta  sulla  contabilita’
speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate – Fondi di bilancio».
– Per  il  testo  dell’art.  2,  comma  7,  del  citato
note all’art. 17.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  17  del   decreto
dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto, nonche’  di
«Art.  17  (Oggetto).  –  1.  I  contribuenti  eseguono
all’INPS e delle altre somme a favore  dello  Stato,  delle
inferiori all’anno dell’imposta sul  valore  aggiunto,  per
importi  superiori  a  10.000  euro  annui,   puo’   essere
dell’istanza da cui il credito emerge.
versamento diretto ai  sensi  dell’art.  3  del  D.P.R.  29
comma del citato art. 3 resta ferma la facolta’ di eseguire
provinciale dello Stato; in tal  caso  non  e’  ammessa  la
b) all’imposta sul valore aggiunto  dovuta  ai  sensi
e quella dovuta dai soggetti di cui all’art. 74;
e dell’imposta sul valore aggiunto;
d)  all’imposta  prevista  dall’art.  3,  comma  143,
cui all’art. 49, comma 2, lettera a), del testo unico delle
g) ai premi per l’assicurazione contro gli  infortuni
rateale ai sensi dell’art. 20;
h-bis)  al  saldo  per  il  1997   dell’imposta   sul
Servizio sanitario nazionale di cui all’art. 31 della legge
dall’art. 4 del D.L. 23 febbraio 1995, n.  41,  convertito,
h-quater)  al  credito   d’imposta   spettante   agli
2-bis (abrogato).».
– Si riporta il testo degli articoli 61 e 109, comma  5
«Art. 61 [63, comma 4] (Interessi passivi).  –  1.  Gli
interessi passivi  inerenti  all’esercizio  d’impresa  sono
l’ammontare dei ricavi e altri proventi  che  concorrono  a
formare il reddito d’impresa o che  non  vi  concorrono  in
quanto esclusi e l’ammontare complessivo di tutti i  ricavi
sensi del comma 1 del presente  articolo  non  da’  diritto
alla detrazione dall’imposta prevista alle lettere a) e  b)
del comma 1 dell’art. 15.».
«Art. 109 [75 e 98] (Norme generali sui componenti  del
reddito d’impresa).
contributivi e di utilita’ sociale, sono  deducibili  se  e
nella misura in cui si riferiscono ad attivita’ o  beni  da
esclusi. Se si riferiscono indistintamente ad  attivita’  o
beni produttivi di proventi computabili e  ad  attivita’  o
la parte corrispondente al  rapporto  tra  l’ammontare  dei
d’impresa o che non  vi  concorrono  in  quanto  esclusi  e
l’ammontare complessivo di tutti i ricavi  e  proventi.  Le
plusvalenze di  cui  all’art.  87,  non  rilevano  ai  fini
dell’applicazione del periodo  precedente.  Fermo  restando
bevande, diverse da quelle di cui al comma 3 dell’art.  95,
6-9 (omissis).».
per l’informazione e l’editoria della Presidenza  del  Consiglio  dei
– La legge 7 giugno  2000,  n.  150  reca:  «Disciplina
delle attivita’ di informazione e  di  comunicazione  delle
Capo V   ABROGAZIONI, COORDINAMENTI  E DISPOSIZIONI TRANSITORIE
1. All’articolo 10, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 21
novembre 2007, n. 231, dopo il numero 5)  e’  aggiunto  il  seguente:
«5-bis) mediazione, ai sensi dell’articolo 60 della legge  18  giugno
2009, n. 69;».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  10,  del  decreto
2005/60/CE concernente  la  prevenzione  dell’utilizzo  del
«Art. 10 (Destinatari). – 1. Le disposizioni  contenute
applicano altresi’:
a) alle societa’ di gestione accentrata di  strumenti
b)   alle   societa’   di   gestione   dei    mercati
c)  alle  societa’  di  gestione   dei   servizi   di
d)  alle  societa’  di  gestione   dei   sistemi   di
e) alle seguenti attivita’, il  cui  esercizio  resta
dichiarazione  di  inizio   di   attivita’   specificamente
1)    commercio,    comprese    l’esportazione    e
l’importazione, di  oro  per  finalita’  industriali  o  di
investimento, per il quale e’ prevista la dichiarazione  di
cui all’art. 1 della legge 17 gennaio 2000, n. 7;
l’esportazione e l’importazione di oggetti preziosi, per il
quale e’ prevista la licenza di cui all’art. 127 del TULPS;
imprese  artigiane,  all’iscrizione  nel   registro   degli
dichiarazione preventiva prevista dall’art. 126 del TULPS;
5) esercizio di case d’asta o galleria  d’arte  per
il quale e’ prevista alla licenza  prevista  dall’art.  115
5-bis) mediazione, ai sensi dell’art. 60 della  legge
18 giugno 2009, n. 69.».
nonche’ le disposizioni concernenti i procedimenti  di  conciliazione
relativi alle controversie di cui  all’articolo  409  del  codice  di
– Si riporta il  testo  dell’art.  409  del  codice  di
«Art. 409 (Controversie individuali di  lavoro).  –  Si
non inerenti all’esercizio di una impresa;
diretto, nonche’  rapporti  derivanti  da  altri  contratti
che svolgono  esclusivamente  o  prevalentemente  attivita’
ed altri rapporti di lavoro pubblico, sempreche’ non  siano
devoluti dalla legge ad altro giudice.».
1. Le disposizioni di  cui  all’articolo  5,  comma  1,  acquistano
DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2010, n. 28 – Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. (10G0050) (GU n. 53 del 5-3-2010 redazione redazione 2015-05-05T18:44:05+00:00