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Timestamp: 2020-08-12 10:39:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 612', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Posted on 17 Novembre 2012 by Avv. Giuseppe Tripodi
Corte di Cassazione Sentenza n. 44855/2012
La Cassazione affronta nuovamente il tema dello stalking ma questa volta i giudici sono stati chiamati a decidere se un determinato comportamento, consistente nell’invio continuo di mail, debba o meno considerarsi tale da configurare la citata fattispecie di reato.
Recentemente la Corte aveva stabilito che il disturbo arrecato (dallo stalker alla vittima) con l’invio continuo di SMS era da considerarsi invasivo e idoneo alla configurazione del reato perché “il reato di cui all’art. 612 bis c.p. non richiede una particolare durata temporale delle condotte, essendo sufficiente la mera reiterazione delle stesse, ravvisabile anche nella commissione di due episodi di minaccia o molestia“ (sentenza n. 14997 del 18 aprile 2012).
In particolare, nella sentenza appena descritta la Corte ha ritenuto anche irrilevante il fatti che l’imputato abbia commesso il reato ubriaco e quindi, come sostenuto dalla sua difesa, non in grado di intendere e volere.
Le situazioni che si possono creare in materia di stlaking sono comunque tutte da valutare caso per caso infatti non sono rare le situazioni che hanno originato diversi trattamenti per lo stlaker o il presunto tale fino addirittura a disporre e giustificare nei confronti di quest’ultimo (nei casi un cui sia davvero assillante e recidivo) la custodia cautelare in carcere anche prima del processo non reputando esser sufficienti la misura degli arresti domiciliari oppure inibire allo stalker l’uso di pc e telefono (Sentenza n. 44133/11).
Il caso trattato dalla V Sezione penale della Suprema Corte di Cassazione riguarda invece l’invio continuo di Mail e ció che colpisce in questa ultima sentenza riguarda la differenza sostanziale che i giudici hanno fatto rispetto all’invio di SMS.
Se gli SMS sono invasivi e disturbano la vittima non é la stessa cosa per le mail perché possono essere cancellate senza essere aperte.
Questo é ció che ha stabilito la Corte con la sentenza n. 44855/2012 in cui ha affermato che non si configura alcuna molestia se giunge alla vittima sotto forma di mail.
Questa decisione é stata presa trattando il caso di un ufficiale addetto alle comunicazioni radio che a bordo di una nave crociera aveva conosciuto una ragazza instaurando con la stessa una relazione poi finita male.
La Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso presentato dall’imputato perché non ha ritenuto invasivi i messaggi di posta elettronica inviati dall’ufficiale di Marina alla donna che lo aveva respinto.
Certamente le suddette mail importunavano la donna ma il fatto che questa potesse cestinarle senza leggerle ha portato il giudizio della corte verso una decisione diversa rispetto a quella presa per gli SMS.
Infatti, proprio per questo motivo, accolto dalla Cassazione, i giudici hanno emesso una sentenza diversa rispetto a quella della Corte d’Appello di Milano che aveva condannato l’uomo per i reati di tentata violenza privata, molestie, accesso abusivo ad un sistema informatico e intercettazione di comunicazioni telemariche.
Secondo i giudici del Palazzaccio “il reato di molestie non si può verificare qualora si tratti di messaggi di posta elettronica privi, in quanto tali, del carattere della invasività” tipivpca dei messaggi sms.
La Cassazione ha pertanto inviato tutto nuovamente alla Corte d’Appello per riconsiderare e rideterminare (al ribasso) la pena nei confronti dell’ufficiale.
In conclusione, per la Cassazione anche una valanga di mail non inquadrano non costituiscono stalking perché «il fatto non è previsto dalla legge come reato».