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Timestamp: 2020-04-01 14:06:36+00:00
Document Index: 74365811

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 30', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 45', 'sentenza ']

Corso di formazione in MG: la accettazione della partecipazione al corso quale sovranumerario, preclude la richiesta di borsa di studio. - Torquati Assicurazioni
Cons. Stato Sez. III, Sent., (ud. 25-07-2019) 04-09-2019, n. 6094
sul ricorso numero di registro generale 1706 del 2019, proposto da
A.B., rappresentato e difeso dagli …….;
Ministero della Salute, e Regione Siciliana – Assessorato Regionale della Salute, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
S.O., A.R., R.G. non costituiti in giudizio;
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) n. 10288/2018, resa tra le parti, non notificata, con cui era dichiarata, in parte, la cessata la materia del contendere ed, in parte, l’inammissibilità con riferimento alla domanda risarcitoria, del ricorso proposto per l’annullamento in parte qua:
a) della graduatoria unica del concorso per l’ammissione al Corso triennale di formazione
specifica in medicina generale per il triennio 2014/2017, nella quale parte ricorrente risultava collocato oltre l’ultimo posto utile e, quindi, non ammesso al corso ivi comprese le successive revisioni e rettifiche;
a1) del d.d.g. 21 ottobre 2014 n. 1717 di approvazione della graduatoria e delle prove di concorso ivi comprese le successive revisioni e rettifiche;
b1) dei verbali della Commissione del concorso ove parte ricorrente ha svolto la prova di ammissione e del D.D.G. 1300/14 di nomina delle Commissioni;
c) del d.m. del Ministero della Salute del 7 marzo 2006, come modificato dal D.M. 26 agosto 2014 “principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specialistica in Medicina Generale” nella parte in cui omette di stabilire l’attivazione di un’unica graduatoria nazionale;
d) dell’avviso del Ministero della Salute pubblicato in G.U. concorsi, il 29 aprile 2014, n. 33 nonché del bando di concorso Regionale 20 febbraio 2014, n. 1684 nella parte in cui dispongono circa la pubblicazione di una graduatoria regionale dei partecipanti anziché nazionale;
e) dei verbali 6 novembre e 1 dicembre del Ministero della Salute nella parte in cui valuta i rilievi dei candidati sulle domande non più in forma anonima ed ormai a graduatorie pubblicate;
f) della prova di ammissione predisposta dalla Commissione ministeriale nella parte in cui non provvede ad una verbalizzazione analitica circa la scelta di somministrare i quesiti contestati ed indicati a verbale dell’1 dicembre 2014 omettendo di validarli in maniera compiuta e chiara nonché dei quesiti (numerati come da verbale 10 luglio 2014) nn. 42 – n. prog. 29893 – (ECG), nella parte in cui non attribuisce il punteggio positivo anche a chi ha risposto “presenza dell’onda U” e 114 – n. prog. 29955 – (angina) nella parte in cui non attribuisce il punteggio positivo esclusivamente a chi ha risposto “digossina” anziché a chi ha risposto “nitrati”;
del diritto di parte ricorrente ad ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi a causa dell’illegittimità del concorso;
e per la condanna in forma specifica ex art. 30 co. 2 c.p.a. delle Amministrazioni intimate all’adozione del relativo provvedimento di ammissione al corso su indicato per cui è causa nonché, ove occorra e, comunque, in via subordinata, al pagamento delle relative somme, con interessi e rivalutazione, come per legge;
Visti gli atti di costituzione in giudizio de Ministero della Salute e della Regione Siciliana – Assessorato Regionale della Salute;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 25 luglio 2019 il Cons. Solveig Cogliani e uditi per la parte appellante l’Avvocato Salvatore Di Pardo su delega dell’Avvocato Delia Santo e l’Avvocato dello Stato Isabella Piracci;
I – Con il ricorso in appello indicato in epigrafe, il sig. A.B. – premesso di aver partecipato al concorso per l’ammissione al corso di formazione in Medicina generale bandito nell’anno 2014 dalla Regione Sicilia – essendo stato ammesso in sovrannumero successivamente al riconoscimento dell’erroneità di una delle domande, esponeva che a seguito della L.R. n. 16 dell’11 agosto 2017 sulla base della quale “i medici ammessi con riserva ed in sovrannumero e senza corresponsione di borsa di studio al corso triennale di formazione specifica in Medicina generale per il triennio 2014-2017 nella Regione, che hanno partecipato a tutte le attività pratiche e teoriche del corso e che hanno superato positivamente le verifiche intermedie nel biennio 2014/2016, in considerazione anche della carenza di medici di medicina generale nella Regione siciliana, sono legittimati a portare a compimento, senza pregiudizio dei diritti acquisiti dai soggetti titolari di borsa di studio, le attività di frequenza utili al conseguimento del diploma di formazione specifica in medicina generale” – avendo conseguito il titolo chiedeva, dunque, all’esito del percorso triennale, il riconoscimento della corrispondente borsa, considerando tale domanda già ricompresa nell’originaria domanda contenuta in ricorso e, tuttavia, il giudice di prime cure dichiarava inammissibile la domanda, perché riteneva la formulazione di una nuova voce di danno, introdotta unicamente con memoria non notificata.
Si è costituita l’Amministrazione per resistere, deducendo che l’ammissione è avvenuta ai sensi della L.R. n. 16 del 2017, perciò senza borsa.
Con successiva memoria l’Amministrazione ha ribadito la propria difesa, contro-deducendo che l’appellante avrebbe sostanzialmente rinunziato a qualsivoglia pretesa circa la corresponsione della borsa di studio accettando il meccanismo straordinario di cui all’art. 45 L.R. n. 16 del 2017.
Con memoria di replica l’appellante ha evidenziato che la sentenza di primo grado nulla ha affermato riguardo l’incompatibilità del beneficio ex art. 45 L.R. n. 16 del 2017 cit. e la borsa, essendosi dunque formato giudicato implicito a riguardo, rispetto al quale l’Amministrazione avrebbe semmai dovuto proporre appello incidentale.
Dunque, delle due l’una: o è errata la pronunzia di cessazione della materia del contendere se intesa con riferimento alla piena soddisfazione della pretesa azionata, poiché l’istante in effetti ha sempre chiesto in via prioritaria l’ammissione con borsa, contestando l’esito della graduatoria; oppure, deve ritenersi erroneamente data la pronunzia di inammissibilità poiché la corresponsione della somma dovuta per la borsa, proprio ad esito dell’accettazione del meccanismo di cui all’art. 45 L.R. n. 16 del 2017, risulta domandata a titolo risarcitorio.
IV – Ciò posto va rilevato, tuttavia, che l’oggetto principale del presente contenzioso è la graduatoria degli aventi titolo a partecipare al corso di formazione specifica in medicina generale articolato dunque su base regionale. Al riguardo, va considerato che il D.Lgs. n. 368 del 1999 ed il decreto del Ministero della Salute 7 marzo 2006 (attuativo della normativa di rango primario) prevedono specifici bandi regionali e la formazione di graduatorie a livello regionale.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge e, per l’effetto, conferma la sentenza n. 10288/2018.