Source: http://www.uicmantova.it/GUIDA%20MODIFICATE%20PER%20I%20SERVIZI%20DI%20INCLUSIONE%20SCOLASTICA.htm
Timestamp: 2020-06-03 15:07:45+00:00
Document Index: 170903754

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 6']

TESTO LINEE GUIDA MODIFICATE PER I SERVIZI DI INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DISABILI VISIVI.
Linee guida MODIFICATE per lo svolgimento dei servizi di inclusione scolastica per gli studenti con disabilità sensoriale in relazione a ogni grado di istruzione e alla formazione professionale.
6 Interventi a sostegno dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità sensoriale
La Regione garantisce la realizzazione di interventi per l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità sensoriale, fermo restando che è onere dei Comuni ai sensi (art.6 comma 1-bis L.R. 19/2007) della normativa vigente, garantire l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli studenti. Gli interventi, realizzati per l’inclusione scolastica sulla base dei progetti individuali, sono volti a sopperire alle difficoltà nella comunicazione e nella partecipazione che possono incontrare gli studenti nel raggiungimento dei risultati scolastici e formativi a causa di menomazioni visive e uditive. I progetti tengono conto delle indicazioni provenienti dai servizi sociali dei comuni, dagli specialisti e dalle diverse realtà che, a vario titolo, si occupano dei bambini e dei ragazzi con disabilità sensoriale (istituti scolastici, aziende socio-sanitarie- territoriali, ecc.), al fine di promuovere una cultura di effettiva inclusione.
Lo studente con disabilità sensoriale ha diritto agli interventi e ai servizi in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e all’efficacia delle terapie riabilitative.
Nei casi di pluridisabilità sensoriale, deve essere individuato in accordo con la famiglia e su indicazione specialistica, l’intervento più opportuno, tenuto conto dello specifico bisogno dello studente nell’ambito del contesto scolastico.
Gli interventi riguardano nello specifico:
a) Assistenza alla comunicazione per studenti con disabilità visiva
Il servizio è realizzato da una figura educativa con adeguata esperienza e/o formazione che supporta lo studente con disabilità visiva nelle diverse attività al fine di completare, integrare e sviluppare il relativo percorso di crescita e autonomia.
L’assistente alla comunicazione deve integrare la propria attività a quella delle altre figure (docenti curriculari, insegnati di sostegno e personale ATA), senza sovrapporre compiti e funzioni, ma valorizzando i diversi ambiti di intervento.
Le azioni dell’assistente alla comunicazione si realizzano nel contesto classe e nell’intero ambiente scolastico, con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli studenti nel processo di integrazione e inclusione, secondo un modello di partecipazione attiva. Il servizio è svolto a scuola e, laddove previsto nel Piano Individuale, anche a domicilio.
L’assistente alla comunicazione per studenti con disabilità visiva, in particolare, svolge le seguenti attività:
condivide e sostiene la metodologia per le attività scolastiche demandate a casa;
condivide con la famiglia il processo di crescita e autonomia globale dello studente;
si raccorda con gli enti erogatori scolastici, il tiflologo e la famiglia;
collabora con il personale docente e non docente della scuola;
L’assistente alla comunicazione, laddove previsto dal Piano Individuale, svolge il proprio servizio, per un numero minimo di 3 ore settimanali e per un numero massimo di 10 ore settimanali.
Il costo orario medio dell’educatore dedicato al singolo intervento è pari ad € 20,00/h (IVA inclusa) per un numero massimo di 34 settimane per ogni ordine e grado di istruzione, per i corsi di istruzione e formazione professionale ed un numero massimo di 38 settimane per la scuola dell’infanzia.
Agli studenti che, al termine dell’anno scolastico, sostengono l’esame di Stato dei percorsi di istruzione o l’esame di qualifica o diploma dei percorsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale, può essere riconosciuto un monte ore aggiuntivo straordinario finalizzato e parametrato alla durata delle prove d’esame, per un massimo di 12 ore.
b) Servizio di assistenza alla comunicazione a favore di studenti con disabilità uditiva
Il servizio è realizzato da una figura educativa che supporta lo studente con disabilità uditiva è volto a sopperire alla funzione comunicativa la cui compromissione, se non supportata, può causare difficoltà e svantaggi nel processo d’apprendimento, nell’inclusione scolastica e nella socializzazione.
Gli interventi si concretizzano nell’affiancamento dello studente da parte di enti erogatori specializzati nelle difficoltà comunicative, adeguandosi alle esigenze e al contesto di ciascuno studente e secondo modalità e metodi di trattamento necessari come la lingua dei segni italiana (LIS) a favore degli studenti sordi segnanti e l’oralismo a favore degli studenti sordi non segnanti.
L’assistente alla comunicazione deve integrare la propria attività a quella delle altre figure (docenti curriculari, insegnati di sostegno e personale ATA). Le azioni dell’assistente alla comunicazione si realizzano nel contesto classe e nell’intero ambiente scolastico, con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli studenti nel processo di integrazione e inclusione, secondo un modello di partecipazione attiva. Il servizio è svolto a scuola e, laddove previsto nel Piano Individuale, anche a domicilio.
L’assistente alla comunicazione per sordi svolge le seguenti attività:
facilita la comunicazione dello studente con gli insegnanti e i compagni di classe;
rende accessibile allo studente l’insieme dei contenuti didattici e le informazioni attraverso la lingua dei segni italiana (LIS), l’ISE (Italiano Segnato Esatto) o la labializzazione;
utilizza le strategie più adeguate derivanti dalla conoscenza e della psicologia evolutiva nel campo della sordità e della psicologia dell’età evolutiva per accrescere le competenze comunicative dello studente ed accogliere le sue esperienze emotive e relazionali;
facilita l’integrazione dello studente all’interno della classe e del contesto scolastico;
stabilisce un corretto rapporto con le famiglie;
collabora alla stesura del piano educativo individualizzato (PEI) ;
media nell’ascolto delle lezioni d’aula per favorire la comprensione del linguaggio verbale e l’accesso ai contenuti didattici;
facilita l’acquisizione da parte dello studente di un metodo di studio quanto più possibile autonomo;
partecipa agli incontri tra la scuola e la famiglia organizzati dalla scuola.
L’assistente alla comunicazione svolge il proprio servizio per un numero minimo di 3 ore settimanali e per un numero massimo di 11 ore settimanali.
Agli studenti che, al termine dell’anno scolastico, sostengono l’esame di Stato dei percorsi di istruzione o l’esame di qualifica o diploma dei percorsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale può essere riconosciuto un monte ore aggiuntivo straordinario finalizzato e parametrato alla durata delle prove d’esame, per un massimo di 12 ore.
c) Consulenza tiflologica
La consulenza tiflologica deve essere sempre prevista in ogni Piano Individuale come intervento di carattere pedagogico, didattico e informatico; ha l’obiettivo di offrire a tutte le figure coinvolte nel processo educativo dello studente con disabilità visiva (studente, scuola e famiglia) la possibilità di individuare e acquisire metodologie e criteri didattici e operativi atti a favorirne un efficace percorso educativo e di apprendimento, sviluppando al meglio le proprie possibilità.
L’intervento di consulenza tiflologica è condotto dal tiflologo, pedagogista specializzato nelle aree educative che svolge una funzione operativa di confronto con gli insegnanti per il trasferimento delle indicazioni curricolari all’effettiva potenzialità di apprendimento dello studente. A tal fine, traduce e adatta la didattica, comune a tutti gli allievi, in tiflodidattica, comune a tutti e all’allievo che non vede.
Il tiflologo svolge una funzione operativa di confronto con gli insegnanti per il trasferimento delle indicazioni curricolari alla effettiva potenzialità di apprendimento dell’allievo con disabilità visiva.
Il tiflologo svolge, in particolare, le seguenti funzioni:
partendo dalla diagnosi funzionale, dal piano dinamico funzionale e dall’osservazione dello studente, fornisce indicazioni utili e coerenti alla definizione del PEI;
interviene con indicazioni/suggerimenti metodologici didattici e operativi nella conduzione delle attività scolastiche volte a favorire lo sviluppo degli apprendimenti dello studente;
fornisce supporti, materiali e sussidi tiflodidattici coerenti con il percorso della scuola e dello studente;
introduce e sviluppa il percorso formativo dello studente in ambiente tecnologico (tifloinformatico) per i diversi gradi della scuola, in relazione al relativo livello di istruzione;
fornisce indicazioni, suggerimenti e consigli alla famiglia dello studente.
Lo standard del servizio di consulenza tiflologica è rappresentato nella sottostante tabella:
d) Fornitura di materiale didattico speciale e dei libri di testo
Il servizio, è destinato a studenti con disabilità visiva e uditiva che frequentano gli istituti scolastici di primo e secondo ciclo e formativi e consiste nella fornitura di materiale didattico speciale e dei libri di testo in base al percorso scolastico e ai bisogni individuali dello studente, come di seguito specificato:
per gli studenti non vedenti/ipovedenti:
materiale (tiflo) didattico a caratteri ingranditi a favore di studenti con disabilità visiva - specifico per studenti ipovedenti- e realizzato secondo criteri individuati in collaborazione con il tiflologo;
libri di testo scolastici elaborati secondo criteri tiflodidattici ed efficaci nella loro fruibilità in braille, a caratteri ingranditi e su supporto informatico (se in registrazione vocale, realizzati in modalità Daisy).
L’importo massimo riconoscibile è pari, rispettivamente, a € 1.500,00 per gli alunni dalla scuola dell’infanzia e di € 2.500,00 per gli studenti della scuola, primaria, secondaria di primo e secondo ciclo e per gli studenti dei percorsi di istruzione e formazione professionale.
Agli studenti non vedenti/ipovedenti, salvo impedimenti oggettivi personali riscontrati dal tiflologo, nei modi e nei tempi confacenti allo sviluppo cognitivo e al percorso formativo dello studente, deve essere insegnato l’uso del sistema di letto/scrittura Braille.
Per gli studenti ipovedenti, l’uso delle fotocopie ingrandite, deve essere limitato a sporadiche occasioni, dovute a necessità impreviste, urgenti, o dettate da particolari situazioni didattiche non preventivamente programmabili in tempo utile a consentire la preparazione di materiale ingrandito e fruibile da computer o da stampa.
per gli studenti sordi è utile l’utilizzo di strumenti che facilitino i processi di apprendimento: le nuove tecnologie per la didattica possono aiutare a superare o diminuire le difficoltà di apprendimento e contribuire al successo formativo.
Le tecnologie informatiche consentono infatti adattamenti nell’utilizzo dei computer, l’uso di immagini e di animazioni, sottotitoli ecc.
Nella didattica, i docenti possono preparare lezioni con PowerPoint o costruire ipertesti, mentre gli studenti possono utilizzare diversi software specifici di supporto all’apprendimento, vocabolari multimediali, editor testuali con immagini ed altro ancora. Esistono infatti sistemi interattivi dinamici, che consentono metodologie didattiche attive, costruttivistiche e soluzioni strategiche centrate sulla rappresentazione, come ad esempio le mappe concettuali per lo studio. Per chi utilizza la lingua dei segni italiana (LIS), inoltre, sono disponibili dizionari italiano-LIS.
Sono inoltre molto utili per i sordi oralisti (non segnanti) o con impianto cocleare gli strumenti di trasmissione audio di uso personale come i cavi ad induzione, bluetooth collegabili ai computer per le comunicazioni audio-video o gli strumenti per il riconoscimento vocale, o qualunque sistema, attrezzatura o ausilio che faciliti notevolmente le comunicazioni a distanza anche in ambito scolastico, fatto salvo che non siano stati finanziati nell’ambito della L.R. 23/99 o ai sensi dell’art. 7 comma 3 del D.Lgs. 13 aprile 2017 n. 63.
Gli strumenti didattici sono utili sia allo svolgimento del lavoro dell’assistente e per l’apprendimento dell’alunno/studente sordo; generalmente per i più piccoli si tratta di video-libri (DVD) interattivi che consentano differenti modalità di fruizione (come ad esempio: Lingua dei Segni Italiana, ma anche audio per la condivisione dello strumento con i compagni di classe udenti il tutto supportato da immagini e testo).
Testi specifici adatti agli studenti sordi sono quelli che consentono di insegnare e di imparare con l’uso delle mappe e di strategie logico-visive per l’organizzazione delle conoscenze; schede visive per imparare la Lingua dei Segni, racconti illustrati per stimolare le abilità percettive, software per mappe concettuali didattiche.
L’importo massimo riconoscibile è pari, rispettivamente, a € 700,00 per gli alunni dalla scuola dell’infanzia e di € 1.500,00 per gli studenti della scuola, primaria, secondaria di primo e secondo ciclo e per gli studenti dei percorsi di istruzione e formazione professionale.
6.1 Destinatari e determinazione del fabbisogno assistenziale
Sono destinatari degli interventi di assistenza alla comunicazione, servizio tiflologico e materiale didattico speciale gli studenti residenti in Lombardia o in altri comuni ma con specifiche situazioni familiari (a titolo esemplificativo:
- affido presso famiglie residenti nella Regione, collocamento presso famiglie/comunità del territorio regionale designato dal Tribunale competente), frequentanti percorsi educativi, scolastici e formativi dalla scuola dell’infanzia all’istruzione secondaria di secondo grado e alla formazione professionale di secondo ciclo e in possesso di certificazione di disabilità sensoriale e di diagnosi funzionale nella quale sia esplicitata la necessità di assistenza per la comunicazione (Verbale del collegio di accertamento per l’individuazione dell’alunno disabile, ai sensi del D.P.C.M. n. 185/2006, della D.G.R n. 3449/2006, integrata dalla DGR n. 2185 del 4.08.2011).
Sono definiti disabili sensoriali:
a) studenti con disabilità visiva, e precisamente:
persone affette da cecità assoluta (art. 2, legge 138/2001);
persone affette da cecità parziale (art. 3, legge 138/2001);
persone ipovedenti gravi (art. 4, legge 138/2001);
persone ipovedenti medio-grave (art. 5, legge 138/2001);
persone affette da cecità assoluta o parziale o ipovisione grave, con disabilità plurime;
b) studenti sordi, quali nello specifico:
soggetti affetti da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio (Rif. Legge 26 maggio 1970, n. 381 art. 1);
soggetti ipoacusici con perdita uditiva superiore a 60 dB da entrambe le orecchie (Decreto del Ministro della Sanità - 5 febbraio 1992), pur corretta da protesi acustica.
A decorrere dal 1° gennaio 2019, l’accertamento dello stato di alunno con disabilità, la valutazione diagnostico-funzionale nonché tutte le procedure per l’accompagnamento dello studente disabile ai fini dell’inclusione scolastica sono effettuate con le modalità di cui agli articoli 5 e 6 del D. Lgs. n. 66/2017. In particolare, il livello di fabbisogno assistenziale è determinato sulla base dei predetti criteri nell’ambito del profilo di funzionamento di cui all’art. 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
6.2 Modello organizzativo
I servizi di inclusione scolastica a favore degli studenti con disabilità sensoriale sono garantiti dalle ATS per il tramite di enti erogatori idonei in forma singola o in rete. L’ATS individua gli enti erogatori con apposita manifestazione di interesse sulla base dei seguenti criteri:
1. soggetti attivi sul territorio regionale che svolgono attività di inclusione scolastica per studenti con disabilità sensoriale attraverso l’impiego di personale qualificato di comprovata esperienza nella didattica per gli studenti con disabilità sensoriale e/o in possesso di attestati di frequenza a percorsi formativi/aggiornamento relativi alle disabilità uditiva e visiva;
2. soggetti che hanno svolto in precedenza sul territorio regionale attività di inclusione scolastica per studenti con disabilità sensoriale attraverso l’impiego di personale qualificato di comprovata esperienza nella didattica per gli studenti con disabilità sensoriale e/o in possesso di attestati di frequenza a percorsi formativi/aggiornamento relativi alle disabilità uditiva e visiva;
3. soggetti che hanno personale solo in parte qualificato o esperto in grado di svolgere attività di inclusione scolastica ma che dimostrino di essere in grado di dotarsi delle figure e degli operatori con la necessaria formazione ed esperienza per poter svolgere i servizi di inclusione scolastica per gli studenti con disabilità sensoriale e/o in possesso di attestati di frequenza a percorsi formativi/aggiornamento relativi alle disabilità uditiva e
Le ATS provvedono a pubblicare la manifestazione di interesse secondo lo schema approvato da Regione Lombardia, all’istruttoria delle domande pervenute e approvano l’elenco degli enti erogatori risultati idonei entro il 30 aprile.
L’erogazione dei servizi a favore degli studenti con disabilità è sostenuta dalla Regione mediante attribuzione alle ATS, delle risorse finanziarie necessarie sulla base del fabbisogno annuo rilevato nell’anno scolastico 2017/2018.
L’erogazione dei servizi a favore degli studenti con disabilità è garantita secondo quanto previsto dal Piano Individuale presentato dall’ente erogatore. L’ente erogatore deve essere in grado di garantire le diverse tipologie di intervento (servizio di assistenza alla comunicazione, servizio di tiflodidattica/tifloinformatica, servizio di traduzione testi ecc..).
L’individuazione dell’ente erogatore è determinata dalla scelta della famiglia, preferibilmente in raccordo con la scuola.
Le ATS promuovono forme di collaborazione e coordinamento territoriale nella cabina di Regia di cui all’art. di cui all’art. 6, comma 6, lett. f) della l.r. 33/2009 al fine di garantire parità di trattamento ed omogeneità dei servizi in relazione alle differenti tipologie e gradi di disabilità.
6.3 Modalità di attivazione del servizio
Il Servizio di Inclusione scolastica è attivato a seguito di domanda presentata da uno dei genitori o da chi rappresenta lo studente minore o dallo studente stesso, se maggiorenne, correlata dalla documentazione sanitaria di cui al paragrafo 6.l. La domanda può essere presentata a partire dal 2 maggio e comunque entro la fine dell’anno scolastico precedente a quello per cui viene richiesto l’intervento, ai Servizi Sociali del Comune di residenza. In alternativa la domanda può essere presentata all’istituto Scolastico frequentato; in quest’ultimo caso è onere dell’Istituto Scolastico trasmettere al Comune la domanda completa della documentazione necessaria.
L’ATS, invia ad ogni famiglia l’elenco degli enti erogatori idonei. La famiglia deve scegliere tempestivamente l’ente erogatore e definire con lo stesso il Piano Individuale.
6.4 Modalità di erogazione del servizio
L’ente erogatore, fornisce tutti gli interventi previsti nel Piano Individuale garantendo le figure dell’assistente alla comunicazione, il tiflologo laddove previsto e il materiale didattico.
L’ente erogatore fornisce i servizi di inclusione scolastica al disabile sensoriale, nel caso di pluridisabilità dello studente deve essere punto di riferimento per la scuola, la famiglia e le diverse realtà, cui lo studente, anche attraverso la famiglia, si rivolge.
Gli enti erogatori sono sempre responsabili dell’esecuzione degli interventi e servizi assunti nei confronti delle ATS, degli istituti scolastici e formativi e di terzi. Essi sono responsabili altresì dell’operato dei loro dipendenti o degli eventuali danni che dal personale potessero derivare ai citati enti.
6.5 Criteri, modalità e tempistiche di assegnazione del contributo
La Regione garantisce alle ATS le risorse finanziarie per l’attivazione dei servizi per l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità sensoriale.
L’Ente Erogatore individua una figura responsabile del Piano Individuale e dei successivi eventuali aggiornamenti che deve coordinare i diversi servizi che vengono attivati in favore dello studente e i diversi soggetti coinvolti (scuola, famiglia, servizi sociali…). Per tale funzione è corrisposta all’ente erogatore, per ciascun piano individuale, una cifra forfettaria di € 150,00.
Il Piano Individuale, tenuto conto del valore dei singoli interventi e in relazione alla gravità e alle effettive esigenze dello studente, è determinato fino a un massimo di € 5.800,00. In ogni caso le ATS possono validare Piani Individuali di valore superiore a € 5.800,00 al netto dei € 150,00 forfettari fino ad un massimo di € 7.500,00 nel caso di gravi e particolari esigenze o interventi caratterizzati da elementi didattico-educativi innovativi e di eccellenza presenti sul territorio. Il valore compreso tra l’importo pari a € 5.800,00 e il valore massimo di € 7.500,00 è validato dalla ATS in presenza di economie e può essere riconosciuto con criterio forfettario.
È invece sempre possibile per ATS validare piani superiori a € 5.800,00 e nel limite massimo di € 7.500,00 nel caso siano studenti pluridisabili, o figli di genitori disabili sensoriali o conviventi con fratelli disabili sensoriali.
Le medesime modalità sono applicabili anche in caso di rimodulazione del Piano di Intervento durante l’anno scolastico per l’incremento e/o la riduzione degli interventi, determinata dalla variazione del bisogno assistenziale.
La Regione provvede a liquidare alle ATS le risorse necessarie in tre fasi:
. Prima quota pari ad almeno il 50% entro la fine di luglio;
. Seconda quota pari al 30% a rendicontazione della prima quota a partire da gennaio;
. Terza quota del 20% a saldo della rendicontazione finale.
Le ATS devono utilizzare le eventuali risorse residue dell’anno scolastico precedente previa comunicazione alla Regione che ne tiene conto in fase di erogazione della seconda quota del 30%.
Le ATS corrispondono le risorse agli enti erogatori in tre fasi:
. Anticipo del 30% a inizio anno scolastico unitamente alla quota forfettaria di € 150,00 per ciascun piano individuale;
. 30% alla presentazione della dichiarazione dell’ente erogatore di aver realizzato gli interventi del Piano per almeno il 50%;
. Il saldo a seguito di verifica da parte della ATS dell’attività svolta dall’ ente erogatore e dei singoli Piani di Intervento.
Ai fini della liquidazione del contributo, gli enti erogatori qualificati sono tenuti a trasmettere alle ATS tramite il sistema informativo regionale (SIAGE) la seguente documentazione:
Relazioni di rendicontazione intermedia e finale giustificative delle spese sostenute;
Attestazione di regolare esecuzione del servizio completa dei giustificativi di spesa.
6.6 Verifiche, monitoraggio e rendicontazione
Le ATS governano e vigilano sul rispetto dei livelli minimi previsti nelle linee guida.
Le ATS sono inoltre tenute ad alimentare il monitoraggio regionale sull’apposito sistema informativo, (SIAGE) trasmettendo i dati relativi all’attivazione dei servizi e all’assegnazione dei contributi.
Gli enti erogatori qualificati trasmettono mediante il sistema informativo (SIAGE) la documentazione attestante l’erogazione del contributo e la documentazione dei servizi erogati con i relativi atti contabili, al fine di consentire le verifiche - a campione - svolte dagli uffici della Regione.
Le ATS destinatarie del finanziamento regionale sono tenute a conservare - per ciascun anno scolastico e formativo - la documentazione giustificativa dei servizi erogati dagli enti erogatori qualificati e i relativi atti contabili, al fine di consentire le verifiche - a campione - svolte dagli uffici della Regione.
Al fine di verificare il regolare svolgimento degli interventi, nonché l’efficienza e l’efficacia della loro gestione, è facoltà delle ATS, con le modalità ritenute più opportune, disporre controlli per verificare la rispondenza del servizio fornito dall’ ente erogatore qualificato rispetto alle presenti linee