Source: https://www.soldioggi.it/indennita-di-cassa-17991.html
Timestamp: 2020-08-15 14:17:58+00:00
Document Index: 165165387

Matched Legal Cases: ['art. 205', 'art. 11', 'art. 205', 'art. 32', 'art. 15', 'Cass. Sez. ']

Indennità di cassa 2020: ccnl commercio, obbligatoria, non corrisposta | Soldioggi
In azienda le mansioni da svolgere sono tante e delle volte ci sono dei lavoratori impiegati nella gestione dei pagamenti, degli incassi, insomma nel maneggio di denaro. Hanno quindi un lavoro di responsabilità e come tale, in busta paga, il datore di lavoro riconosce un’integrazione, ossia una somma che si aggiunge alla paga base.
In questa guida completa sull’indennità di cassa ti spiego cos’è e come funziona, a chi spetta, quali sono le specifiche indennità previste dai vari CCNL, a quanto ammonta, quando e perché è obbligatoria ed infine cosa succede in caso di indennità di cassa non corrisposta, per esempio se sei una cassiera senza indennità impiegata in un supermercato.
Cassiera senza
L’indennità di cassa è una retribuzione aggiuntiva di spettanza al lavoratore che in azienda ha lo specifico compito di ricevere o inviare denaro, gestire le entrate e le uscite. Il dipendente che ha compito di cassa ha diritto a questa indennità aggiuntiva, visibile in busta paga. Il fatto di maneggiare denaro è una responsabilità e come tale va pagata di più rispetto a un altro dipendente che non ha a che fare col denaro, ecco perché alla sua busta paga si aggiunge tale corrispettivo.
Tipico esempio è quello di un dipendente di banca che lavora allo sportello: lavora ogni giorno con il denaro, ha una grande responsabilità e come tale deve essere pagata di più rispetto a chi non maneggia denaro! La retribuzione dei dipendenti, in tutti i CCNL è commisurata alle mansioni e alle responsabilità e quella di gestire il denaro aziendale è anch’essa una responsabilità, non di poco conto: il lavoratore “merita” di essere pagato di più.
L’indennità di cassa, bisogna precisarlo, non è solo una retribuzione aggiuntiva per il lavoratore che ha certe responsabilità, ma funziona anche come garanzia: se a fine giornata ci sono degli ammanchi di cassa l’azienda può scalarli dall’indennità del lavoratore, evitando di toccare la retribuzione ordinaria.
L’indennità di cassa è infatti una parte di paga in più, che funge sia da “premio” per ripagare il dipendente della responsabilità che svolge, sia da garanzia per l’azienda.
Inoltre, se l’azienda a fine giornata ha un ammanco di denaro e decurta tale ammanco dall’indennità mensile del dipendente, se non ci sono altre ragioni valide non può licenziarlo, quindi l’indennità di cassa tutela il lavoratore anche nel mantenimento del posto di lavoro.
Questo è un fattore molto importante, perché se anche ci sono degli ammanchi di cassa non è detto con certezza che il lavoratore abbia rubato, potrebbe essere anche un errore di conteggio. Ecco perché grazie all’indennità si tutela sia il lavoratore sia l’azienda, che anche in caso di errori di conteggio o altri errori, riacquisisce il denaro mancante.
Chi ne ha diritto. L’indennità di cassa spetta ai lavoratori che svolgono le seguenti mansioni:
Maneggio di denaro in maniera continua. È dunque importante sottolineare che se il lavoratore si trova in cassa occasionalmente, non ha diritto all’indennità; il suo deve essere un lavoro continuo. Tipico esempio è quello della cassiera di un negozio che ogni giorno riceve pagamenti all’interno; altro tipico esempio è quello dell’impiegato che paga i fornitori e che quindi effettua pagamenti all’esterno.
Custodia del denaro. L’indennità spetta non solo a chi effettua o riceve pagamenti per conto dell’azienda, ma anche a chi ne custodisce i fondi.
Cambio di valuta, ossia gli impiegati che hanno il compito di cambiare le valute per i pagamenti internazionali.
Il lavoratore ha diritto all’indennità di cassa solo per il periodo in cui effettivamente maneggia il denaro. Quindi se per esempio è in malattia l’indennità non gli spetta, l’azienda la verserà al suo sostituto.
Quanto spetta. Sono i singoli contratti collettivi (CCNL Commercio, CCNL bancari, CCNL Tursmo, ecc.) a stabilire l’importo dell’indennità di cassa. Il singolo CCNL stabilisce:
Presupposti e requisiti per averne diritto;
Ammontare; alcuni CCNL stabiliscono una percentuale della retribuzione base (per esempio il CCNL Metalmeccanici prevede integrazione del 6% della retribuzione minima tabellare della categoria di appartenenza) mentre altri un importo fisso.
Il datore di lavoro non può mai scendere al di sotto di questi limiti stabiliti dal CCNL, può offrire al dipendente una maggiore indennità di cassa, quindi offrire un trattamento di maggior favore per esempio con un Contratto Integrativo Aziendale, ma mai meno di quanto stabilito dai CCNL.
Noi di Soldioggi.it abbiamo preso i vari CCNL e abbiamo estrapolato le informazioni e le regole stabilite per l’idennità di cassa. Scaricando i seguenti file quindi, puoi leggere le informazioni che desideri senza dover andare a spulciare il CCNL e perderti tra le miriadi di informazioni alla ricerca di quelle che it interessano.
Se sei chiamato a sostituire un dipendente che adibito a mansioni di cassa e/o maneggio di denaro, nel periodo di sostituzione l’indennità di cassa va a te.
Scarica subito la parte del CCNL bancari che si riferisce all’indennità di cassa (allegato n.5 del CCNL bancari).
Indennità di cassa CCNL Commercio e Terziario
Scarica subito la parte del CCNL Commercio e Terziario, ossia l’art. 205 del CCNL che si riferisce all’indennità di cassa.
Indennità di cassa CCNL Metalmeccanici Industria
Scarica subito la parte del CCNL metalmeccanici, ossia l’art. 11 del CCNL che si riferisce all’indennità di cassa.
Indennità di cassa CCNL Commercio Terziario
Scarica subito la parte del CCNL Commercio Terziario, ossia l’art. 205 del CCNL che si riferisce all’indennità di cassa.
Indennità di cassa CCNL Studi Professionali
Scarica subito la parte del CCNL Studi Professionali, ossia l’art. 32 del CCNL che si riferisce all’indennità di cassa.
Indennità di cassa CCNL Trasporti
Scarica subito la parte del CCNL Trasporti, ossia l’art. 15 del CCNL che si riferisce all’indennità di cassa.
Il datore di lavoro deve corrispondere l’indennità di cassa a tutti i dipendenti impegnati in attività di cassa o di gestione del denaro. I singoli CCNL stabiliscono l’importo di indennità di casa da pagare in busta paga. Nel paragrafo precedente puoi scaricare i CCNL dei vari settori con particolare riferimento proprio agli articoli che trattano tale indennità.
Il datore di lavoro non può mai andare al di sotto di quelli minimi stabiliti dai CCNL. Volendo, può inserire un importo aggiuntivo, quindi aumentare l’indennità di cassa, ma non può mai attribuire un importo inferiore a quello stabilito dal CCNL di riferimento.
Il datore di lavoro è obbligato a pagare l’indennità di cassa se previsto da uno dei seguenti contratti:
Contratto Interno Aziendale;
Specifico contratto individuale.
Se il datore di lavoro trova dei soldi in meno in cassa, allora è legittimato a trattenerli dalla tua busta paga, decurtando appunto l’indennità di cassa, che quindi funziona anche come garanza in caso di questi deficit.
Mancata corresponsione indennità di cassa. Se il CCNL o nel tuo contratto non prevede indennità di cassa e il datore di lavoro trova un ammanco di denaro, non significa che l’azienda non può rivalersi sul lavoratore. Dunque, anche se non hai un’indennità di cassa, sarai comunque ritenuto responsabile degli ammanchi e se la faccenda è grave il datore di lavoro può persino licenziarti in tronco.
Se invece hai l’indennità di cassa, l’azienda può decurtarti il mancante sulla tua busta paga (ma è chiaro che anche in questo caso i rapporti col datore di lavoro non saranno più idilliaci, soprattutto se si tratta di somme più importanti). Si applicano quindi le regole di correttezza e buona fede (Cass. Sez. Lavoro n. 7055/2009).
Ammanchi di cassa in supermercato. Lavori come cassiera in un supermercato ma nella tua busta paga non c’è l’indennità di cassa. In questo caso, se a fine giornata ci sono degli ammanchi, il datore di lavoro non può decurtarli dal tuo stipendio: il rischio degli ammanchi rimane a carico del tuo datore di lavoro.
È chiaro però che, se la situazione si protrae e si parla di grandi somme, il tuo datore di lavoro vorrà vederci chiaro, per capire se si tratta di un vero e proprio furto, da parte chi, oppure se ci sono solo degli errori di conteggio.
A fine giornata, con la chiusura di cassa puoi controllare l’immediata quadratura e accorgerti sin da subito se quel giorno ic sono degli ammanchi.
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