Source: http://www.analisilegale.it/normativa-inquinamento-acustico-avvocato/
Timestamp: 2019-02-21 14:57:39+00:00
Document Index: 82676089

Matched Legal Cases: ['art. 844', 'art. 659', 'art. 844', 'art. 659', 'art. 844', 'art. 659']

Normativa sul rumore - inquinamento acustico
Rumore – inquinamento acustico: leggi e normativa
Una panoramica generale delle principali leggi e norme che regolano il rumore – inquinamento acustico (avvocato C. Peruzzi)
La materia del rumore – inquinamento acustico è regolata da molteplici leggi, per cui è consigliabile analizzare quella applicabile al tuo caso con l’aiuto di un avvocato. Il tuo legale individuerà la normativa migliore per ottenere una piena tutela. Difendersi da un rumore-inquinamento acustico è possibile, soprattutto dopo l’entrata in vigore della legge amministrativa n. 447/1995 (legge quadro sull’inquinamento acustico). Tuttavia la materia è regolata anche da ulteriori norme civili, penali e amministrative.
La normativa di riferimento: leggi civili, penali ed amministrative
Come detto, l’inquinamento acustico è regolato da leggi relative a più settori del diritto. Norme civili, come l’art. 844 del codice civile, regolano i rapporti tra persone invocabili davanti al Giudice Civile. Le norme penali, come l’art. 659 del codice penale, stabiliscono quando la violazione costituisce reato. In tal caso è possibile denunciare o querelare chi provoca il rumore. Le norme amministrative, come la legge quadro n 447 del 1995, con i relativi decreti di attuazione, pongono limiti pubblicistici. Si può allora chiedere l’intervento di una pubblica autorità di controllo. Tra la normativa amministrativa vanno considerate le specifiche leggi che disciplinano le fonti del rumore: l’isolamento acustico degli edifici, il traffico stradale, ferroviario ed aereo, la misura del rumore delle discoteche, ecc.
La normale tollerabilità del rumore fissata dalle norme civili e penali
Il dato da cui partire è che il rapporto tra le varie norme, civili e penali, è di reciproca autonomia e complementarietà.
L’art. 844 del codice civile è una norma di carattere generale. Vi è fissato un limite per le emissioni di rumore basato su concetto di “normale tollerabilità”. Il giudice dunque fa una valutazione basata, non sempre e non solo sulle regole amministrative. Può esservi un inquinamento acustico anche quando le norme amministrative sono rispettate, ma il rumore non è comunque tollerabile. Per stabilire quando il rumore è intollerabile, ci si basa principalmente sulle indicazioni date dalla medicina. Semplificando, tendenzialmente sono intollerabili le immissioni che superino di tre decibel il rumore di fondo. Approfondisci qui, se vuoi maggiori informazioni sui limiti di decibel consentiti.
L’art. 659 del codice penale si basa ugualmente sulla “normale tollerabilità”, anche se il presupposto per vedere integrato il reato in oggetto è più stretto. La condotta deve infatti provocare disturbo ad un numero indeterminato di persone ed i rumori e schiamazzi devono superare il livello di normale tollerabilità. Laddove tali soglie non vengono raggiunte, il problema può essere inquadrato solo nell’ambito dei rapporti di vicinato disciplinati dal cod.civ.
L’accettabilità del rumore fissata dalle leggi amministrative
La normativa amministrativa, italiana o comunitaria, è invece diretta a tutelare il benessere della collettività mediante l’imposizione di prescrizioni a svariate attività umane. Per tale motivo la legge pubblicistica fissa inderogabili limiti al rumore, sia in sede di emissione (rumore prodotto della fonte), sia di immissione (rumore ricevuto dal soggetto passivo). Al fine di contemperare esigenze contrapposte, la legge amministrativa contempla deroghe e differenze tra zona e zona, stabilendo di volta in volta limiti di accettabilità del rumore per talune attività umane.
Normale tollerabilità civile e penale e limiti pubblicistici di accettabilità
Non vi è coincidenza tra la “normale tollerabilità” prevista dall’art. 844 codice civile e dall’art. 659 del codice penale, ed i “limiti di accettabilità” fissati dalla normativa amministrativa. In taluni casi i limiti di accettabilità sono assai stringenti, richiedendosi un’emissione assai minore a quella che potrebbe è comunemente tollerata, o, al contrario, molto maggiore. Ci occuperemo in altro momento delle specifiche prescrizioni dettate dalle leggi amministrative, italiane e comunitarie, ma già da ora si può affermare che, per quanto più solitamente interessa, cioè gli ambienti residenziali del “riposo”, il limite della normale tollerabilità è più stringente rispetto a quello pubblicistici della accettabilità. In altre parole, anche se un rumore rientra nei limiti di accettabilità, si potrebbe invocare la normativa civilistica e penale. Approfondisci qui, se vuoi maggiori informazioni sui decibel necessari a soddisfare questi due criteri.
Normativa processuale e sul risarcimento del danno
Un’importante precisazione è necessaria per avere un quadro esatto della tua situazione. Devi considerare anche le norme generali, relative al risarcimento del danno da immissione di rumore. Scopri qui la posizione della legge e della giurispudenza in tema di risarcimento danni. Infatti, per ottenere un ristoro economico, non si tratta solo di dimostrare l’esistenza del rumore, ma anche sei tenuto a dimostrare il danno. Un’ulteriore segnalazione. Il diritto rimane lettera morta se non è attuato da un giudice. Prima di scegliere qualunque strategia legale, devi conoscere pertanto conoscere le procedure processuali utili al tuo scopo. Il nostro ordinamento prevede procedure d’urgenza, dette anche cautelari. Tuttavia per il risarcimento del danno dovrai avviare una vera e propria causa “di merito”. Questi procedimenti, e soprattutto la causa di merito, possono essere costosi. Molto dipende dal valore delle tue richieste e dalle strategie adottate. Chiedi al tuo avvocato non solo un preventivo dei suoi onorari, ma anche delle tasse. Inoltre non limitarti alla prima fase, se ritieni che sarà necessario un pignoramento per recuperare spese e danni dal “danneggiante”.
analisilegale 18 luglio 2016 13 luglio 2017 Archivio articoli, TUTELA DEL PATRIMONIO Nessun commento
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