Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/15112-spese-processuali-e-violazione-dei-minimi-tariffari-stabiliti-la-cassazione-fa-il-punto.asp
Timestamp: 2020-08-06 22:56:43+00:00
Document Index: 15316028

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 384', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 75', 'art. 384']

Sabrina Caporale | 01 feb 2014
"Il giudice di merito deve motivare la scelta di ridurre gli importi richiesti dalle parti nella nota spese ritualmente depositata, tuttavia è consentito alla Corte di cassazione, ove non siano necessari accertamenti di fatto, verificare la correttezza della suddetta liquidazione e, in caso positivo, rigettare il ricorso integrando la motivazione della sentenza impugnata, in applicazione dell'art. 384, comma 4, c.p.c."
Oggetto del ricorso, la sentenza con la quale il giudice di merito - nella specie la Corte d'Appello competente - riduceva le spese processuali a carico della parte soccombente in misura inferiore al minimo tariffario stabilito (d.m. 8.4.2004 n. 127), e alla nota spese ritualmente depositata dall'appellante all' esito del giudizio di primo grado.
Due le questioni portate dinanzi alla Cassazione: Prima tra tutte, quella di stabilire se - come nel caso di specie- dinanzi alla scelta del giudice di merito di ridurre immotivatamente le somme richieste dal difensore con la nota spese, ci si trovi di fronte a un difetto assoluto di motivazione e se, tale sia in grado di imporre ipso iure la cassazione con rinvio della sentenza senza alcun'altra considerazione, ovvero se, al contrario, posto il caso suddetto, vi sia la possibilità in sede di legittimità di verificare comunque la congruità delle spese liquidate dal giudice di merito, onde limitarsi a correggerne la motivazione, ai sensi dell'art. 384, ultimo comma, c.p.c..
L'art. 75 disp. att. c.p.c.- afferma la Corte - impone al difensore, al momento del passaggio in decisione della causa, di "unire al fascicolo di parte la nota delle spese, indicando in modo distinto e specifico gli onorari e le spese, con riferimento all'articolo della tariffa dal quale si desume ciascuna partita".
Se tutto ciò è vero, è allora evidente che la scelta effettuata dalla Corte d'Appello di non motivare la riduzione delle spese processuali a carico della soccombente, è in palese contrasto col principio per cui "il dissenso del giudice dalle somme richieste con la notula o la liquidazione di importi inferiori al minimo tariffario dev'essere espressamente motivata".
«L'art. 384, ultimo comma, c.p.c., stabilisce che "non sono soggette a cassazione le sentenze erroneamente motivate in diritto, quando il dispositivo sia conforme al diritto; in tal caso la Corte si limita a correggere la motivazione".