Source: http://www.chimici.info/normativa/istituto-per-la-vigilanza-sulle-assicurazioni-private-e-di-interesse-collettivo-provvedimento-12-luglio-2012/
Timestamp: 2018-01-20 01:18:30+00:00
Document Index: 78464679

Matched Legal Cases: ['art.  15', 'art.  210', 'art.  13', 'art.  15', 'art.\n65', 'art. 2', 'art.\n2409', 'art. 2409', 'art. 6', 'art. 217', 'art.  218', 'art. 91', 'art.  1', 'art. 3', 'art. 15', 'art.\n2429', 'art. 11', 'art. 4', 'art.  4', 'art.  5', 'art. 4', 'art.\n4', 'art.  4', 'art.  3', 'art.  4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 3', 'art.\n4', 'art. 3', 'art. 11', 'art.  15', 'art.  3', 'art.  10', 'art.  10', 'art. 8', 'art.   10', 'art.  10', 'art.  10', 'art.\n3', 'art. 5', 'art.  10', 'art. 10', 'art.  3', 'art.  10', 'art. 10', 'art. 11', 'art.   10', 'art.  11', 'art.  10', 'art.  11', 'art. 31', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 10', 'art.  3', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 17']

ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE E DI INTERESSE COLLETTIVO - PROVVEDIMENTO 12 luglio 2012 | Chimici.info
<MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 13 aprile 2012
DECRETO LEGISLATIVO 28 giugno 2012, n. 104 – Attuazione della direttiva 2010/30/UE, relativa all’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura ed informazioni uniformi relativa ai prodotti. (12G0126) – (GU n. 168 del 20-7-2012>
ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE E DI INTERESSE COLLETTIVO – PROVVEDIMENTO 12 luglio 2012
ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE E DI INTERESSE COLLETTIVO - PROVVEDIMENTO 12 luglio 2012 - Attuazione delle disposizioni in materia di criteri di valutazione dei titoli di debito emessi o garantiti da Stati dell'Unione Europea introdotte dal decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito con legge 24 febbraio 2012, n. 14, che ha modificato il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, contenente misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione ed imprese convertito con legge 28 gennaio 2009, n. 2. (Regolamento n. 43). (12A07912) - (GU n. 166 del 18-7-2012 )
PROVVEDIMENTO 12 luglio 2012
Attuazione delle disposizioni in materia di  criteri  di  valutazione
dei titoli di debito emessi o garantiti da Stati dell’Unione  Europea
introdotte dal decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito con
legge 24 febbraio 2012, n. 14, che ha modificato il decreto-legge  29
novembre 2008, n. 185, contenente misure urgenti per  il  sostegno  a
famiglie, lavoro, occupazione ed  imprese  convertito  con  legge  28
gennaio 2009, n. 2. (Regolamento n. 43). (12A07912)
Titolo I   Disposizioni di carattere generale
L’ISTITUTO  PER  LA  VIGILANZA  SULLE  ASSICURAZIONI  PRIVATE  E   DI
Vista  la  legge  12  agosto  1982,  n.  576,   e   le   successive
modificazioni ed integrazioni, recante  la  riforma  della  vigilanza
sulle assicurazioni;
Visto  il  decreto  legislativo  26  maggio  1997,  n.  173,  e  le
successive modificazioni e integrazioni, recante  l’attuazione  della
direttiva 91/674/CEE in materia di conti annuali e consolidati  delle
Visto il decreto  legislativo  7  settembre  2005,  n.  209,  e  le
successive modificazioni e  integrazioni,  recante  il  Codice  delle
Visto il decreto-legge 29 novembre  2008,  n.  185  recante  misure
urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione ed imprese  e
per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico nazionale,
convertito in legge 28  gennaio  2009,  n.  2,  come  modificato  dal
decreto-legge n. 216 del 29 dicembre 2011,  convertito  in  legge  24
febbraio  2012,  ed  in  particolare  l’art.  15,  commi   15-quater,
15-quinquies, 15-sexies,  15-septies  e  15-octies,  che  considerata
l’eccezionale e  prolungata  situazione  di  turbolenza  dei  mercati
finanziari,  introduce  la  facolta’  per  le  imprese  del   settore
assicurativo di valutare i titoli di debito  emessi  o  garantiti  da
Stati dell’Unione Europea non destinati a permanere durevolmente  nel
loro patrimonio in  base  al  loro  valore  d’iscrizione  cosi’  come
risultante  dall’ultimo  bilancio  o,  ove  disponibile,  dall’ultima
relazione  semestrale  regolarmente  approvati  anziche’  al   valore
desumibile dall’andamento dei mercati, fatta eccezione per le perdite
di carattere durevole, ed  introduce  altresi’  la  facolta’  per  le
imprese  di  cui  all’art.  210  commi  1  e  2  del   Codice   delle
Assicurazioni Private di tener conto, ai fini  della  verifica  della
solvibilita’  corretta,  del  valore  di  iscrizione   nel   bilancio
individuale  dei  titoli  di  debito  emessi  o  garantiti  da  Stati
dell’Unione  Europea   destinati   a   permanere   durevolmente   nel
patrimonio, attribuendo all’ISVAP  il  compito  di  disciplinare  con
regolamento le relative modalita’ e condizioni di attuazione;
Visto  il  decreto-legge  6  luglio  2012,   n.   95,   concernente
invarianza dei servizi ai cittadini ed, in  particolare,  l’art.  13,
comma 28;
1. Il presente  Regolamento  e’  adottato  ai  sensi  dell’art.  15
(riallineamento e rivalutazione volontari di valori contabili), commi
15-quater,  15-quinquies,  15-sexies,  15-septies  e  15-octies   del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, contenente misure urgenti per
il  sostegno  a  famiglie,  lavoro,  occupazione  ed  imprese  e  per
ridisegnare in funzione anti-crisi  il  quadro  strategico  nazionale
a) «attivi a copertura»: le  attivita’  ammissibili  a  copertura
delle riserve tecniche ai sensi del titolo III, capo III, e dell’art.
65 del decreto legislativo 7  settembre  2005,  n.  209,  recante  il
b)  «attivita’   finanziarie   disponibili   per   la   vendita»:
investimenti  compresi  nella  voce  4.5  dello  Stato   Patrimoniale
Consolidato – Attivita’ di cui all’allegato 5 al Regolamento ISVAP n.
7 del 13 luglio 2007;
c) «data di riferimento»: il 31 dicembre per il bilancio ed  il  30
giugno per la relazione semestrale;
d) «decreto»: il decreto legislativo 7 settembre  2005,  n.  209,
recante il Codice delle Assicurazioni Private;
e) «decreto-legge anticrisi»: il decreto-legge 29 novembre  2008,
n. 185, recante misure urgenti per il sostegno  a  famiglie,  lavoro,
occupazione ed imprese e per ridisegnare  in  funzione  anticrisi  il
quadro strategico nazionale, convertito in legge 28 gennaio 2009,  n.
2, come modificato dal decreto-legge n. 216  del  29  dicembre  2011,
convertito in 24 febbraio 2012, n. 14;
f) «impresa di assicurazione italiana»: la societa’  avente  sede
legale in Italia e  la  sede  secondaria  in  Italia  di  impresa  di
assicurazione o riassicurazione  avente  sede  legale  in  uno  Stato
Terzo,  autorizzata  all’esercizio  delle   assicurazioni   o   delle
operazioni di cui all’art. 2 del decreto o della riassicurazione;
g) «ISVAP» o  «Autorita’»:  l’Istituto  per  la  vigilanza  sulle
h) «organo amministrativo»: il consiglio  di  amministrazione  o,
nelle  imprese  che  hanno  adottato  il  sistema  di  cui   all’art.
2409-octies del codice civile, il consiglio di gestione  ovvero,  per
le sedi secondarie, il rappresentante generale;
i) «organo di controllo»: il collegio sindacale o, nelle  imprese
che hanno adottato il sistema di cui all’art. 2409-octies del  codice
civile, il consiglio di sorveglianza o il comitato per  il  controllo
sulla gestione;
j) «principi  contabili  internazionali»:  i  principi  contabili
internazionali e le  relative  interpretazioni  adottati  secondo  la
procedura di cui all’art. 6  del  Regolamento  CE  n.  1606/2002  del
Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
k) «patrimonio libero»: le attivita’ nel patrimonio  dell’impresa
non destinate a copertura delle riserve tecniche;
l) «titoli di Stato  UE  durevoli»:  investimenti  in  titoli  di
debito emessi o garantiti da Stati dell’Unione Europea compresi nella
classe C.III dello Stato Patrimoniale Attivo di cui all’allegato 1 al
Regolamento ISVAP n. 22 del 4  aprile  2008,  destinati  a  permanere
durevolmente nel patrimonio dell’impresa e come tali classificati nel
portafoglio ad utilizzo durevole alla data di riferimento;
m) «titoli di Stato UE non durevoli»: investimenti in  titoli  di
Regolamento ISVAP n. 22 del 4 aprile 2008, non destinati a  permanere
durevolmente nel patrimonio dell’impresa e  come  tali  presenti  nel
portafoglio ad utilizzo non durevole alla data di riferimento;
n)  «valore  approvato»:  il  valore  risultante  dall’ultimo   –
rispetto alla data di riferimento – bilancio di esercizio o relazione
semestrale approvato ai sensi del  Regolamento  ISVAP  n.  22  del  4
aprile 2008;
o) «valore di iscrizione nel  bilancio  individuale»:  il  valore
risultante dal bilancio di esercizio ai sensi del  Regolamento  ISVAP
n. 22 del 4 aprile 2008;
p)  «verifiche  di  solvibilita’   corretta»:   il   margine   di
solvibilita’ corretta di cui all’art. 217 del decreto  legislativo  7
settembre  2005,  n.  209  nonche’,  ove  applicabile,  il  test   di
solvibilita’ della controllante di  cui  all’art.  218  del  medesimo
1. I Titoli II, IV e V del presente Regolamento si  applicano  alle
imprese di assicurazione e di riassicurazione  con  sede  legale  nel
territorio della Repubblica italiana e alle sedi secondarie in Italia
di imprese di assicurazione e di riassicurazione aventi  sede  legale
in uno Stato terzo che, in base all’art. 91, comma  2,  del  decreto,
redigono  il  bilancio  di  esercizio  in  conformita’   al   decreto
legislativo 26 maggio 1997, n. 173.
2. I Titoli III, IV e V del presente Regolamento si applicano  alle
imprese sotto indicate che, ai fini delle verifiche  di  solvibilita’
corretta utilizzano, ai sensi del Regolamento  ISVAP  n.  18  del  12
marzo 2008, il metodo del bilancio consolidato redatto in conformita’
ai principi contabili internazionali:
a) imprese di assicurazione  italiane  che  sono  controllanti  o
partecipanti in almeno un’impresa di assicurazione, in un’impresa  di
assicurazione avente sede legale in uno Stato terzo o  in  un’impresa
di riassicurazione;
b) imprese di assicurazione  italiane  che  sono  controllate  da
un’impresa  di  partecipazione   assicurativa,   da   un’impresa   di
assicurazione avente sede legale in uno Stato terzo o  da  un’impresa
c) imprese di assicurazione italiane che sono controllate da  una
societa’ di partecipazione  finanziaria  mista  di  cui  all’art.  1,
lettera v), del decreto legislativo n. 142 del 30  maggio  2005,  che
sia un’impresa capogruppo di un conglomerato finanziario a prevalente
attivita’ assicurativa;
d) sedi secondarie  in  Italia  di  imprese  di  assicurazione  e
riassicurazione aventi sede legale in uno  Stato  terzo  e  che  sono
controllanti o partecipanti in almeno un’impresa di assicurazione, in
un’impresa di assicurazione avente sede legale in uno Stato  terzo  o
in un’impresa di riassicurazione.
Titolo II  Esercizio della facolta’ di valutare i titoli di debito emessi ogarantiti da Stati dell’Unione Europea non destinati a permaneredurevolmente nel patrimonio dell’impresa ad un valore diverso daquello di mercato alla data di riferimento e connessa disciplina degli strumenti di vigilanza prudenziale
Modalita’ di esercizio della facolta’
1. Considerata l’eccezionale e prolungata situazione di  turbolenza
dei mercati finanziari, l’impresa di cui all’art. 3, comma 1, che, ai
sensi dell’art. 15-quater del decreto-legge  anticrisi,  esercita  la
facolta’ di valutare i titoli di Stato  UE  non  durevoli  all’ultimo
valore approvato, ovvero, per i titoli non presenti nel portafoglio a
tale data,  al  costo  d’acquisizione,  salvo  perdite  di  carattere
durevole, verifica la coerenza dell’esercizio di tale facolta’ con la
struttura degli impegni in essere e le scadenze dei relativi esborsi.
2. La facolta’  di  cui  al  comma  1  puo’  essere  esercitata  in
relazione a singoli titoli il cui valore  di  mercato  alla  data  di
riferimento sia inferiore all’ultimo valore approvato ovvero al costo
d’acquisizione.
3. L’organo amministrativo dell’impresa  in  sede  di  delibera  di
approvazione  del  progetto  di  bilancio,  ovvero  della   relazione
semestrale, approva anche una relazione  separata,  sottoscritta  dal
responsabile della  funzione  di  Risk  Management,  che  attesti  la
coerenza delle scelte effettuate ai sensi del comma  1,  completa  di
una  situazione  previsionale  dei  flussi  di  cassa  dell’esercizio
4. La relazione di cui al comma 3,  predisposta  su  base  mensile,
contiene l’analisi quantitativa degli importi dei pagamenti  e  degli
incassi attesi e l’illustrazione dei valori desumibili dall’andamento
dei mercati relativi ai titoli di Stato UE non durevoli per  i  quali
la facolta’ e’ esercitata.  Tale  relazione  e’  redatta  utilizzando
ipotesi prudenziali nella stima dei flussi attesi ed e’  accompagnata
da analisi di sensitivita’ atte a verificare la coerenza delle scelte
effettuate anche in ipotesi di scenari stressati.
5. La relazione di cui  al  comma  3  e’  trasmessa  all’organo  di
controllo per le eventuali osservazioni nel termine di  cui  all’art.
2429, comma 1, del codice civile o, per la relazione semestrale,  nel
termine di cui all’art. 11 del Regolamento ISVAP n. 22 del  4  aprile
6.  L’impresa  riporta   nella   nota   integrativa   al   bilancio
d’esercizio, di cui all’allegato 2 al Regolamento ISVAP n. 22  del  4
aprile 2008, ovvero nel commento alla  relazione  semestrale  di  cui
all’allegato  6  al  medesimo  Regolamento,  i  criteri  seguiti  per
l’individuazione e per la valutazione dei  titoli  di  Stato  UE  non
durevoli per i quali e’ stata esercitata la facolta’ di cui al  comma
1 (parte A, punto i della nota integrativa, parte B del commento alla
relazione semestrale).
7.  L’impresa  riporta   nella   nota   integrativa   al   bilancio
all’allegato 6 del medesimo Regolamento, un  prospetto  di  raffronto
del valore iscritto in bilancio, ovvero nella  relazione  semestrale,
dei titoli di Stato UE non durevoli per i quali e’  stata  esercitata
la facolta’ di cui al comma  1  con  il  relativo  valore  desumibile
dall’andamento dei mercati distintamente per le gestioni vita e danni
(parte B, sezione 2, punti 2.2 e 2.3.1 della nota integrativa,  parte
C, punti 4 e 5 del commento alla relazione semestrale).
Riserva indisponibile
1. L’impresa che esercita la facolta’ di cui all’art. 4,  comma  1,
accantona un importo di utili pari all’ammontare della differenza tra
i valori iscritti in bilancio dei titoli per i quali la  facolta’  e’
esercitata ed i relativi valori desumibili dall’andamento di  mercato
alla data di riferimento, al netto del relativo onere fiscale.
2.  Qualora  gli  utili  dell’esercizio  o  le  riserve  di   utili
disponibili  non  siano   sufficienti   a   costituire   la   riserva
indisponibile  per  l’ammontare  determinato  secondo  il  comma   1,
l’impresa destina a tal fine gli utili degli esercizi successivi.
3.  L’impresa  indica  in  nota  integrativa  (parte  C,  punto  1)
l’ammontare della  riserva  indisponibile  di  utili,  al  netto  del
relativo effetto fiscale, distintamente per la gestione  danni  e  la
gestione vita, evidenziandone la  parte  che  impegna  gli  utili  di
4.  L’impresa  indica  nel  commento  alla   relazione   semestrale
l’ammontare della differenza  tra  i  valori  iscritti  in  relazione
semestrale dei titoli per i quali la  facolta’  e’  esercitata  ed  i
relativi valori desumibili dall’andamento di  mercato  alla  data  di
riferimento, al netto del relativo onere fiscale.
Attivi a copertura delle riserve tecniche
monitora su base mensile la differenza tra il valore di  bilancio  ed
il valore di mercato per ciascun titolo per il quale e’ esercitata la
facolta’  stessa,  con  evidenza  distinta  dei  titoli  assegnati  a
copertura  delle  riserve  tecniche  e  di  quelli  appartenenti   al
patrimonio libero. Il monitoraggio tiene conto dell’andamento di tale
differenza a seguito della cessione o della  valutazione  dei  titoli
2. L’impresa che esercita la facolta’ di cui all’art.  4,  comma  1
individua un elenco di attivi del patrimonio libero di ammontare pari
alla differenza di cui al comma 1 relativa agli attivi  a  copertura,
indicandone le caratteristiche qualitative e l’eventuale idoneita’  a
copertura delle riserve tecniche.
3. L’ISVAP, oltre ai casi gia’ previsti  dalla  vigente  normativa,
puo’ chiedere l’immediata integrazione degli attivi a copertura delle
riserve  tecniche  nel  caso  in  cui  l’impresa  non  adempia   alle
disposizioni  di  cui  al  comma  2  o,  pur  in  costanza  di   tale
adempimento, in caso di inadeguato livello di liquidita’  o  qualita’
degli attivi di cui al comma 2.
4. In ogni caso, se la differenza di cui al comma 1  relativa  agli
attivi a copertura non si sia azzerata prima di 6  mesi  dall’entrata
in  vigore  delle  disposizioni   di   attuazione   della   direttiva
2009/138/CE, l’impresa presenta all’ISVAP, entro i successivi  trenta
giorni,  un  piano  di  transizione  che  illustri  le  modalita’  di
adeguamento alle nuove disposizioni della direttiva.
1. La riserva indisponibile di cui  all’art.  5  e’  ammessa  quale
elemento costitutivo del margine di solvibilita’.
2. L’impresa che utilizza la riserva indisponibile a copertura  del
margine  di  solvibilita’  calcola  trimestralmente   la   situazione
aggiornata  del  margine  e  predispone,  nel  caso   di   perdurante
necessita’ di utilizzare tale riserva tra gli elementi del margine di
solvibilita’ disponibile, prima di  6  mesi  dall’entrata  in  vigore
delle disposizioni di  attuazione  della  direttiva  2009/138/CE,  un
piano di transizione che illustri le modalita’  di  adeguamento  alle
nuove disposizioni della direttiva da presentare  all’ISVAP  entro  i
successivi 30 giorni.
3. Ai fini del comma 1,  la  riserva  indisponibile  si  riduce  in
misura corrispondente all’importo delle minusvalenze,  al  netto  del
relativo effetto fiscale, in  relazione  all’eventuale  cessione  dei
titoli per i  quali  l’impresa  ha  esercitato  la  facolta’  di  cui
all’art. 4, comma 1, e varia per effetto della valutazione dei titoli
stessi aggiornata a ciascun trimestre.
4. Indipendentemente dall’esercizio della facolta’ di cui  all’art.
4, comma 1, il valore  di  bilancio  relativo  ai  titoli  emessi  da
entita’ di cui sia stata  dichiarata  l’insolvenza  o  nei  confronti
delle quali sia stata avviata una procedura concorsuale  e’  detratto
dal computo degli elementi del margine di solvibilita’ disponibile.
Margine di solvibilita’ corretta
e solvibilita’ dell’impresa controllante
1. La  riserva  indisponibile  iscritta  in  bilancio  per  effetto
dell’esercizio della facolta’ di  cui  al  comma  1  dell’art.  4  e’
ammessa  quale  elemento  costitutivo  del  margine  di  solvibilita’
2. Ai fini del comma 1, gli  importi  della  riserva  indisponibile
a. nella voce 18 del modello 1 e del modello 2 (allegati 1 e 2 al
Regolamento ISVAP n. 18 del 12 marzo 2008)  quando  le  verifiche  di
solvibilita’  corretta  sono  effettuate  applicando  il  metodo  del
b. nella voce 12 del modello 3 e del modello 4 (allegati 3 e 4 al
solvibilita’ corretta sono  effettuate  applicando  il  metodo  della
deduzione ed aggregazione.
Informativa di vigilanza
1. L’impresa  di  cui  all’art.  3,  comma  1,  comunica  all’ISVAP
l’esercizio della facolta’ di cui  all’art.  4,  comma  1,  entro  15
giorni   dall’adozione   della    relativa    delibera    dell’organo
amministrativo, unitamente ai prospetti  di  cui  all’allegato  1  al
2. L’impresa che esercita la facolta’ di cui all’art. 4,  comma  1,
ed utilizza la riserva indisponibile quale elemento  costitutivo  del
margine di solvibilita’  trasmette  all’ISVAP,  entro  trenta  giorni
dalla chiusura di ciascun trimestre,  la  situazione  aggiornata  del
margine di solvibilita’ di cui all’art. 7, comma  2  e  l’elenco  dei
titoli, secondo  i  prospetti  di  cui  all’allegato  1  al  presente
3. I prospetti di cui all’allegato 1 al presente  Regolamento  sono
trasmessi  anche  informaticamente  secondo  le  istruzioni   fornite
dall’ISVAP.
4. L’impresa di cui all’art. 3, comma 1,  comunica  tempestivamente
all’ISVAP la cessazione dell’esercizio della facolta’ di cui all’art.
4, comma 1.
Titolo III  Esercizio della facolta’ di valutare i titoli di debito emessi ogarantiti da Stati dell’Unione Europea destinati a permaneredurevolmente nel patrimonio dell’impresa, ai fini delle verifiche disolvibilita’ corretta, al valore di iscrizione nel bilancio individuale delle imprese di assicurazione
Facolta’ di valutazione dei titoli emessi
o garantiti da Stati dell’Unione Europea durevoli
dei mercati finanziari, l’impresa di cui all’art. 3, comma 2, ai fini
delle verifiche di  solvibilita’  corretta,  puo’  tenere  conto  del
valore di  iscrizione  nel  bilancio  individuale  delle  imprese  di
assicurazione italiane incluse nell’area di  consolidamento,  con  il
metodo dell’integrazione globale o proporzionale, dei titoli di Stato
UE durevoli classificati nel bilancio consolidato  tra  le  attivita’
finanziarie disponibili per la vendita.
2. L’esercizio della facolta’ di cui al comma 1 avviene secondo  le
modalita’ e le condizioni previste dall’art. 11, nel  rispetto  delle
finalita’ di permanenza di risorse finanziarie nell’ambito del gruppo
corrispondenti   alla   differenza   di    valutazione    conseguente
all’esercizio della facolta’ e di coerenza  con  altri  benefici  che
direttamente   o   indirettamente   incidono   sulle   verifiche   di
solvibilita’ corretta, secondo quanto disposto  dall’art.  15,  commi
15-sexies e 15-septies, del decreto-legge anticrisi.
3. L’esercizio della facolta’ di cui  al  comma  1  e’  oggetto  di
delibera dell’organo amministrativo dell’impresa di cui  all’art.  3,
comma 2, che illustra  i  criteri  per  l’individuazione  dei  titoli
oggetto di esercizio della facolta’ e  l’impatto  di  tale  esercizio
sulle verifiche di solvibilita’ corretta.
Modalita’ e condizioni di esercizio della facolta’
1. La facolta’  di  cui  all’art.  10  puo’  essere  esercitata  in
relazione a singoli  titoli  classificati  nel  bilancio  consolidato
dell’esercizio di riferimento  per  il  calcolo  delle  verifiche  di
solvibilita’ corretta tra le attivita’ finanziarie disponibili per la
vendita, il cui valore di iscrizione alla medesima data sia inferiore
al valore di iscrizione nel bilancio  individuale  delle  imprese  di
assicurazione italiane incluse nell’area  di  consolidamento  che  li
detengono.
2. L’impresa che esercita la facolta’ di cui  all’art.  10  calcola
l’ammontare pari alla differenza tra  il  valore  di  iscrizione  dei
titoli  nel  bilancio  individuale  dell’esercizio   di   riferimento
dell’impresa che li detiene ed il relativo valore di  iscrizione  nel
bilancio consolidato del medesimo esercizio dell’impresa  di  cui  si
sta effettuando la verifica di solvibilita’ corretta, al netto  della
parte  attribuibile  agli  assicurati  e  imputata  alle   passivita’
3. L’ammontare di cui al  comma  2  e’  oggetto  di  verifica,  per
finalita’  di  vigilanza,  da  parte  della  societa’  di   revisione
incaricata della revisione del bilancio consolidato.
4. L’ammontare  di  cui  al  comma  2  e’  ammesso  quale  elemento
costitutivo della solvibilita’ corretta unitamente agli importi della
riserva indisponibile di cui all’art. 8.
5. Ai fini del comma 4, l’importo ammissibile e’ incluso nella voce
18 del modello 1 e del modello 2 di  cui  agli  allegati  1  e  2  al
Regolamento ISVAP n. 18 del 12 marzo 2008.
6.  L’impresa  che  esercita  la  facolta’  di  cui  all’art.   10,
nell’adempiere agli obblighi di informativa pubblica sulla situazione
di   solvibilita’   corretta,   evidenzia   l’impatto    quantitativo
dell’esercizio  della  facolta’  sulle  verifiche   di   solvibilita’
corretta ed in particolare sull’ammontare degli elementi costitutivi.
7. L’impresa che esercita la facolta’ di cui all’art.  10  comunica
alle imprese che detengono i titoli per  i  quali  e’  esercitata  la
facolta’ stessa l’ammontare della differenza di valutazione di cui al
comma 2 nonche’  l’importo  utilizzato  ai  fini  della  solvibilita’
corretta riveniente da ciascuna delle medesime imprese.
8. L’ammontare comunicato ai  sensi  del  comma  7  e’  oggetto  di
delibera dell’organo amministrativo di  ciascuna  delle  imprese  che
detengono i titoli, al  fine  di  consentirne  l’inclusione  tra  gli
elementi costitutivi della solvibilita’ corretta.
9.  Per  le  finalita’  di  cui  all’art.  10,  comma  2,  l’organo
amministrativo  delle  imprese  di  assicurazione  italiane   incluse
nell’area di consolidamento, ivi compresa l’impresa di  cui  all’art.
3, comma 2, nel  deliberare  circa  la  distribuzione  di  dividendi,
assicura  che  permangano  all’interno  dell’impresa  stessa  risorse
almeno pari all’ammontare utilizzato quale elemento costitutivo della
solvibilita’ corretta attribuito a ciascuna  impresa  che  detiene  i
titoli ai sensi del comma  7,  tenuto  conto  di  eventuali  benefici
derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui al  Titolo  II.
Qualora gli utili dell’esercizio o le riserve di  utili  disponibili,
al netto della quota eventualmente  gia’  attribuita  ai  fini  della
costituzione della riserva indisponibile di cui all’art. 5, non siano
sufficienti ad assorbire tale importo, le  imprese  vincolano  a  tal
fine gli utili degli esercizi successivi.
10.  I  soci  delle  imprese  di  assicurazione  italiane   incluse
nell’area di  consolidamento,  compresa  l’impresa  che  esercita  la
facolta’ di cui all’art.  10,  sono  informati  dell’esercizio  della
facolta’ e del relativo importo  attribuito  a  ciascuna  impresa  ai
sensi  del  comma  7.  Nel  caso  in  cui   l’assemblea   dei   soci,
discostandosi da quanto proposto dall’organo amministrativo ai  sensi
del comma 9, deliberi una  distribuzione  di  dividendi  superiore  a
quella proposta, l’importo  eccedente  non  e’  computabile  tra  gli
11. L’impresa che esercita la facolta’ di cui all’art. 10  monitora
su base semestrale la differenza di cui al comma 2 per i titoli per i
quali e’ esercitata la facolta’ stessa e  calcola  semestralmente  la
situazione aggiornata della solvibilita’  corretta.  Il  monitoraggio
tiene conto dell’andamento della differenza a seguito della  cessione
o della valutazione dei titoli nel periodo.
1. L’impresa  di  cui  all’art.  3,  comma  2,  comunica  all’ISVAP
l’esercizio della  facolta’  di  cui  all’art.  10  entro  15  giorni
dall’adozione della relativa delibera dell’organo amministrativo.
2. Le imprese che detengono i titoli per i quali e’  esercitata  la
facolta’ di cui all’art. 10, comunicano all’ISVAP  l’ammontare  della
differenza di valutazione nonche’ l’importo utilizzato ai fini  della
solvibilita’ corretta riveniente da ciascuna delle medesime  imprese,
entro 15 giorni dall’adozione  della  relativa  delibera  dell’organo
amministrativo di cui all’art. 11, comma 8.
3.  L’impresa  che  esercita  la  facolta’  di  cui  all’art.   10,
nell’adempiere  agli  obblighi  di  informativa  di  vigilanza  sulla
solvibilita’ corretta di cui al Regolamento ISVAP n. 18 del 12  marzo
2008 trasmette all’ISVAP l’elenco dei titoli per cui ha esercitato la
facolta’, secondo il prospetto di  cui  all’allegato  2  al  presente
Regolamento unitamente alla relazione  della  societa’  di  revisione
sulle procedure di verifica effettuate ai sensi dell’art.  11,  comma
4. Il prospetto di cui all’allegato 2 al  presente  Regolamento  e’
trasmesso  anche  informaticamente  secondo  le  istruzioni   fornite
5. L’impresa che  esercita  la  facolta’  di  cui  all’art.  10  ed
utilizza l’ammontare di cui all’art.  11,  comma  2,  quale  elemento
costitutivo della solvibilita’  corretta,  trasmette  all’ISVAP,  nei
termini di cui all’art. 31 del Regolamento ISVAP n. 7 del  13  luglio
2007 previsti per la relazione semestrale consolidata, la  situazione
aggiornata di solvibilita’ corretta di cui all’art. 11, comma 11.
6. L’impresa di cui all’art. 3, comma 2,  comunica  tempestivamente
Titolo IV   Poteri dell’ISVAP
Strumenti di vigilanza prudenziale
a fini di stabilita’
1.  L’ISVAP,  qualora  ravvisi  un  possibile  pregiudizio  per  la
solvibilita’  dell’impresa  che  si  avvale  della  facolta’  di  cui
all’art. 4,  comma  1  e  per  la  solvibilita’  corretta  a  seguito
dell’esercizio della facolta’ di cui all’art. 10  puo’  imporre  alle
imprese di cui  all’art.  3  disposizioni  di  carattere  particolare
aventi ad oggetto il governo  societario,  i  requisiti  generali  di
organizzazione, i sistemi di remunerazione e, ove  la  situazione  lo
richieda, adottare provvedimenti restrittivi o limitativi concernenti
la distribuzione degli utili o di altri elementi del patrimonio.
2. Nel caso di esercizio della facolta’ di cui all’art. 10 da parte
delle imprese di cui all’art. 3, comma 2 ai fini delle  verifiche  di
solvibilita’  corretta,  l’ISVAP  puo’  imporre  le  disposizioni  di
carattere particolare di cui al comma 1  anche  nei  confronti  delle
imprese   di   assicurazione   italiane    incluse    nell’area    di
Titolo V   Disposizioni finali
Modifiche ai Regolamenti ISVAP n. 18
del 12 marzo 2008 e n. 19 del 14 marzo 2008
1. I prospetti dimostrativi del margine di  solvibilita’  dei  rami
vita e danni di cui agli allegati I e II al Regolamento ISVAP  n.  19
del 14 marzo 2008 sono sostituiti dagli allegati 3 e  4  al  presente
2. A partire dall’esercizio 2012 e fino all’entrata in vigore delle
disposizioni di attuazione della direttiva  2009/138/CE  i  prospetti
dimostrativi del margine di solvibilita’ dei rami vita e danni di cui
al comma 1 sono  corredati  rispettivamente  dagli  allegati  6  e  4
compilati secondo le istruzioni ivi riportate.
3. Gli schemi  per  l’applicazione  dei  filtri  prudenziali  e  le
relative istruzioni di compilazione  di  cui  all’allegato  A-bis  al
Regolamento ISVAP n. 18 del  12  marzo  2008  sono  sostituiti  dagli
allegati 5 e 6 al presente Regolamento.
1. Secondo i termini di cui all’art. 17 sono abrogati:
a) il Regolamento ISVAP n. 28 del 17 febbraio 2009;
b) il Regolamento ISVAP n. 37 del 15 marzo 2011.
1. Il presente Regolamento e’ pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
della  Repubblica  italiana,  nel  Bollettino  e  sul  sito  internet
1. Il presente Regolamento entra in vigore il giorno  successivo  a
2. Le disposizioni del presente Regolamento si applicano a  partire
dall’esercizio 2012 e fino all’entrata in vigore  delle  disposizioni
di attuazione della direttiva 2009/138/CE del  Parlamento  Europeo  e
del Consiglio, del  25  novembre  2009,  in  materia  di  accesso  ed
esercizio delle attivita’ di assicurazione e riassicurazione.
Il Commissario Straordinario: Giannini
ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE E DI INTERESSE COLLETTIVO – PROVVEDIMENTO 12 luglio 2012 redazione redazione 2015-05-19T09:07:33+00:00