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Timestamp: 2017-06-23 20:55:14+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 136', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 7']

La digitalizzazione della P.A. e le principali novità introdotte dal processo telematico: la disciplina ed il quadro normativo di riferimento
Avv. Miriam Scimemi	on19 Giugno 2017	dimensione font
Il primo gennaio 2017, a seguito di una lunga fase di sperimentazione, è entrato in vigore il Processo Amministrativo Telematico (PAT).
E’ bene fare il punto sul quadro normativo di riferimento che ha accompagnato la nascita del PAT. La disciplina sul processo telematico è stata posta con il d.P.R. 13 febbraio 2001 n. 123 che, ad oggi, rappresenta il punto di riferimento del processo amministrativo telematico.
Con il Codice dell’amministrazione digitale (CAD), adottato con d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, è stato raggiunto il traguardo del processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione.
Il legislatore italiano ha inteso riunire e riordinare le numerose norme già esistenti all’interno del Codice dell’amministrazione digitale, integrandole con nuove disposizioni, con lo scopo di racchiudere in un’unica fonte i principi, le regole, e gli istituti fondamentali per pervenire all’obiettivo della digitalizzazione e della dematerializzazione dell’attività amministrativa.
Alla luce del Regolamento EIDAS, n. 910 del 2014, emanato dall’Unione europea che ha definito un quadro omogeneo della digitalizzazione a livello europeo, è stato riformato il nuovo codice dell’amministrazione digitale che è entrato in vigore il 14 settembre 2016.
L’intento della riforma è di rendere reale ed effettiva la digitalizzazione della pubblica amministrazione e la semplificazione dei rapporti con cittadini e imprese.
Il nuovo Processo Amministrativo Telematico si pone in linea con l’obiettivo perseguito dal Governo della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
La prima grande riforma nel settore della Giustizia ha coinvolto dapprima il processo civile per poi estendersi anche alla giustizia amministrativa, comportando l’immissione del digitale nella routine degli uffici giudiziari.
Una tappa fondamentale dell’evoluzione normativa che ha condotto alle novità del processo amministrativo è raffigurata dal Codice del processo amministrativo (CPA), approvato con d.lgs. 2 luglio 2010, n.104.
L’art. 136 CPA al comma 2 bis, prevede che “tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti sono sottoscritti con firma digitale".
Tale previsione reca con sé l’obbligo generalizzato di formazione elettronica di tutti gli atti del processo, compresi i pareri resi dal Consiglio di Stato e dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana e gli atti delle segreterie relativi all’attività consultiva.
Lo scopo dell’informatizzazione del processo è quello di assicurare la snellezza, la concentrazione ed effettività della tutela al fine di garantire la ragionevole durata del processo.
Le novità, fortemente volute di recente dal legislatore, hanno come obiettivo l’ottimizzazione dell’efficienza del sistema giustizia per garantire processi più rapidi agevolando le attività quotidiane degli operatori del diritto.
Le innovazioni sono volte a sviluppare i sistemi di comunicazione tra tutti i soggetti che si occupano della giustizia amministrativa.
Il legislatore ha emanato il regolamento sul PAT (d.P.C.M. n. 40 il 16 febbraio 2016) stabilendo le regole tecnico-operative per la realizzazione del processo amministrativo telematico, mediante l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, come previsto dall’art. 2 dallo stesso regolamento. Tra le novità più importanti apportate dal regolamento vi sono le norme relative ai formati digitali degli atti processuali, che sono individuati tassativamente, così come la firma digitale.
Nell’ambito del processo amministrativo telematico, l’art. 12 comma 6, delle specifiche tecniche allegate al Regolamento sul PAT, prevede che la struttura della firma da apporre a tutti i documenti da depositare debba essere necessariamente del tipo PAdES.
Non sarà possibile apporre la firma del tipo CAdES utilizzata per la sottoscrizione dei documenti da depositare nel processo civile telematico.
La firma PAdES si caratterizza perché può essere apposta esclusivamente su un file formato PDF. Il documento firmato non subirà alcuna modifica nell’estensione, in quanto all’esito del processo di firma verrà generato un altro file PDF, che sarà verificabile senza la necessità di un software apposito ma mediante i principali lettori PDF, tramite Adobe Reader DC.
Tra le novità del processo amministrativo telematico vi è il fascicolo informatico, che sostituisce il tradizionale fascicolo cartaceo nell’ottica della dematerializzazione dei documenti delle pubbliche amministrazioni.
In merito alla procura alle liti il d.P.C.M. n. 40/2016 all’art. 8, comma 3 stabilisce che, se cartacea, si considera apposta in calce all’atto cui si riferisce solo quando è originariamente rilasciata su supporto cartaceo separato dal quale è estratta copia informatica, anche per immagine, depositato con modalità telematiche unitamente all’atto a cui si riferisce.
Dalla previsione normativa si desume che la cd. procura a margine non è più compatibile con il processo amministrativo telematico; infatti, la procura in forma cartacea potrà essere inserita nel PAT solo se rilasciata su foglio separato ovvero costituita da un documento separato da sottoscrivere digitalmente. Il regolamento ha, inoltre, posto al centro del processo amministrativo telematico il SIGA (Sistema informativo della giustizia amministrativa) stabilendone la struttura, l’organizzazione ed il funzionamento.
Il SIGA è l’insieme delle risorse hardware e software, mediante le quali la giustizia amministrativa tratta in via automatizzata attività, dati, servizi, comunicazioni e procedure relative allo svolgimento dell’attività processuale.
L’art. 4 del Regolamento individua i compiti del S.I.G.A disponendo che esso gestisce con modalità informatiche in ogni grado del giudizio:
· la formazione del fascicolo;
· le operazioni di individuazione del procedimento giurisdizionale;
· la tenuta dei registri;
· il deposito;
· la visualizzazione e l’estrazione delle copie degli atti del fascicolo;
· la pubblicazione dei provvedimenti giurisdizionali;
· le comunicazioni di segreteria;
· la trasmissione dei fascicoli.
All’infuori di tale elencazione esiste una competenza residuale per “ogni altra attività inerente al processo amministrativo telematico".
Per fare uso delle procedure del nuovo Processo Amministrativo Telematico, gli avvocati dovranno accedere all’apposita sezione nel sito istituzionale denominata “Portale dell’Avvocato”, mediante la quale registrandosi potranno accedere al SIGA.
Il portale dell’avvocato e il SIGA permettono agli avvocati di consultare e verificare in tempo reale tutti i documenti e i dati.
Tra le novità del processo amministrativo telematico vi è la previsione secondo la quale il deposito degli atti processuali può avvenire esclusivamente in modalità telematica, salvo specifiche ipotesi eccezionali dovute ad un malfunzionamento del sistema.
In particolare, le modalità previste sono:
· in via principale deposito a mezzo PEC;
· in via residuale deposito mediante upload..
Per il deposito telematico, sia via PEC che via upload, è necessario avvalersi di specifici moduli di deposito, disponibili, in formato PDF editabile, sul sito web ufficiale della Giustizia Amministrativa.
I moduli della giustizia amministrativa sono cinque, e si differenziano in relazione al tipo di atto che si deve depositare:
· modulo di deposito del ricorso introduttivo;
· modulo di deposito degli atti o documenti;
· modulo di deposito per le parti non rituali;
· modulo di deposito istanza;
· modulo di deposito richieste in segreteria.
E’ da evidenziare che, prima di procedere alla compilazione dei moduli di deposito, occorrerà verificare che la versione del modulo che si sta per compilare sia l’ultima resa disponibile nell’apposita area modulistica.
I moduli sono in formato PDF modificabile, suddivisi in campi compilabili, contenenti apposite aree destinate all’allegazione dei vari file da depositare.
Ciascun modulo prevede che gli atti e i documenti da depositare in giudizio debbano essere allegati all’interno del file PDF costitutivo il modulo di deposito, che costituisce il contenitore digitale di tutta la documentazione riguardante il singolo deposito.
Quest’ultimo è un aspetto di assoluta novità per lo scenario del processo telematico italiano.
Suscita dei dubbi la norma transitoria contenuta nell’art. 7 comma 4, del d.l. n. 168/2016, così come convertito dalla legge 25 ottobre 2016, n. 197, per la quale fino al 1° gennaio 2018 per i giudizi a cui si applica il PAT, dovrà essere depositata almeno una copia cartacea “di cortesia” sia del ricorso che degli altri scritti difensivi, con l’attestazione di conformità al relativo deposito telematico, che resta l’originale.
Si tratta, comunque, di una fase meramente transitoria.
Le novità del processo amministrativo telematico costituiscono la naturale evoluzione del sistema giustizia, e renderanno possibile un risparmio dei costi, l’efficienza e l’auspicabile immediatezza nelle comunicazioni tra gli operatori del diritto, muovendo i passi verso una ragionevole durata del processo amministrativo ormai “telematico”.	Ultima modifica il 19 Giugno 2017	Torna in alto	Archivio