Source: http://www.infosicurezza.eu/News/2011/01/0/News.aspx
Timestamp: 2020-03-29 11:44:20+00:00
Document Index: 98545744

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 89', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 11', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 2087', 'sentenza ', 'art. 1', 'art.72', 'sentenza ', 'art. 294', 'art. 7', 'art. 41', 'art 3', 'art. 21', 'art.15']

ECCO COME IL MOBBING DIVENTA UNA FORMA DI VIOLENZA PRIVATA ( 03-01-2011)
Il fenomeno del mobbing è sempre stato presente ma solo da qualche tempo è, in un certo senso, uscito allo scoperto.
Ecco che, in relazione alla più ampia problematica dello stress lavoro correlato, il mobbing diviene una problematica sociale di cui si parla sempre più spesso.
Ultima notizia relativa al mobbing è quella che riporta la sentenza n. 44803 della Suprema Corte che ha portato le accuse di maltrattamenti fatte ad un capo officina in violenza privata.
SICUREZZA SUL LAVORO: L’IMPRESA AFFIDATARIA ( 03-01-2011)
L'impresa affidataria è il centro di gravità della sicurezza e igiene nel cantiere.
L’art. 89 del D.Lgs.n.81/2008 fornisce una definizione della “ impresa affidataria” individuata quale “impresa titolare del contratto di appalto con il committente” e che, nella esecuzione dell'opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi.
Il D.Lgs. n. 106/2009, correttivo e integrativo del Testo Unico D.Lgs. n. 81/2008, ha introdotto una novità, all'articolo 89 lettera i), il quale prevede che nel caso di “consorzio tra imprese”, l’impresa affidataria è la consorziata assegnataria dei lavori o, nel caso di più assegnatarie, quella indicata nell’atto di assegnazione dei lavori, salvo l’accettazione da parte di quest’ultima.
Infine, con riferimento al momento dell’individuazione dell’impresa affidataria, l’Autorità ha precisato che tale momento non deve essere riferito a quello della presentazione delle offerte, ma a quello della stipula del contratto, con apposita comunicazione alla stazione.
Per quanto riguarda l’idoneità tecnico professionale dell’impresa affidataria occorre notare che, ai sensi del punto 01 dell'allegato XVII in disposto combinato con l'articolo 90 comma 9 lettera a) del D.Lgs. n. 81/2008, è penalmente vietato affidare contratti di appalto ad imprese affidatarie che non indichino “al committente o al responsabile dei lavori almeno il nominativo o i nominativi dei soggetti della propria impresa, con le specifiche mansioni, incaricato per l’assolvimento dei compiti di cui all’articolo 97.
Il legislatore ha assegnato all’ impresa affidataria l’importante ruolo di verificare concretamente in cantiere il rispetto delle prescrizioni poste a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Si tratta di compiti di coordinamento e di gestione operativa del cantiere, con controllo del livello di sicurezza in tutte le lavorazioni svolte sia dai propri lavoratori, sia dai subappaltatori”
Di fatto l'impresa affidataria nelle persone del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti della stessa, e ora anche di diritto ai sensi e agli effetti dell'art. 97 del D.Lgs.n. 81/2008, è il centro di gravità e il fulcro delle posizioni di garanzia della sicurezza nei cantieri mobili e temporanei.
La disposizione sull'idoneità tecnico professionale delle imprese affidatarie di cui al punto 01 dell'allegato XVII del D.Lgs. n. 81/2008 rende impossibile, in modo legalmente valido, l'affidamento di contratti di appalto ad imprese che si limitano esclusivamente a stipulare contratti e a subappaltare tutti i lavori, perché perlomeno la verifica continua di tutte le condizioni di sicurezza attraverso specifici incaricati è un obbligo inderogabile e penalmente sanzionato a carico del datore di lavoro dell'impresa affidataria, che è pure obbligato, si veda oltre, a frequentare corsi specifici in materia di sicurezza del lavoro.
In modo poi del tutto peculiare il D.Lgs. n. 81/2008 prevede all’art. 97 specifici e dettagliati obblighi di prevenzione e protezione nel cantiere a carico del datore di lavoro delle imprese affidatarie.
Una ulteriore importante novità introdotta dal D.Lgs. n. 106/2008 di modifica del D.Lgs. n. 81/2008 è l’obbligo di formazione in materia di sicurezza e salute dei lavoratori per quel che riguarda i datori di lavoro, ma anche ovviamente i dirigenti e i preposti, delle imprese affidatarie che operano nei cantieri mobili e temporanei.
La violazione di detto obbligo è punito con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 500 a 2.000 euro a carico di datore di lavoro e dirigente.
In caso di violazione di detto obbligo risponde penalmente non solo il datore di lavoro (o il dirigente) dell'impresa affidataria, ma anche il soggetto che deve “assicurare”, garantire, che tale obbligo sia adempiuto correttamente.Tale soggetto è il committente o il responsabile dei lavori.
Quindi qualora il committente o il responsabile dei lavori affidi incautamente il contratto d'appalto ad una impresa affidataria il cui datore di lavoro, nonché i cui dirigenti e preposti, non siano stati idoneamente formati in materia di igiene e sicurezza al fine di adempiere adeguatamente agli obblighi propri di cui all'art. 97 del D.Lgs. n. 81/2008 commetterà un reato penale punito con l'arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro.
SICUREZZA SUL LAVORO: LE RESPONSABILITA’ DEL COORDINATORE PER L’ESECUZIONE DEI LAVORI NEI CANTIERI ( 04-01-2011)
Con la sentenza n. 13236 dell‟8 aprile 2010 la Cassazione si è espresso in merito alla responsabilità del coordinatore per l‟esecuzione dei lavori nei cantieri temporanei o mobili per non aver adeguato ed aggiornato il piano di sicurezza e di coordinamento in relazione alle mutate condizioni di lavoro e di sicurezza sopravvenute in un cantiere edile durante alcuni lavori di scavo.
Secondo la suprema Corte il coordinatore per l‟esecuzione è infatti tenuto a sospendere eventualmente i lavori se si rende conto che gli stessi siano svolti con ulteriori e maggiori rischi per delle sopravvenute varianti ed in attesa che vengano installate le nuove e maggiori misure di sicurezza a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori impegnati nell‟effettuazione dei lavori medesimi.
SICUREZZA SUL LAVORO: NUOVI FINANZIAMENTI PER LA FORMAZIONE NELLE PMI ( 04-01-2011)
L‟articolo 11, comma 1, lettera b) del D. Lgs. 81/2008 prevede il finanziamento di progetti formativi specificamente dedicati alle piccole, medie e micro imprese, previo accordo fra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro.
Proprio per attuare questa indicazione, il 15 dicembre è stato siglato un accordo tra le organizzazioni datoriali e del mondo del lavoro per individuare i criteri per la definizione della campagna formativa che prevede lo stanziamento di 14 milioni di euro per l‟attuazione.
Gli obiettivi della campagna riguardano la sensibilizzazione e la promozione dei comportamenti sicuri nelle aziende.
Per la prima volta entreranno fra i soggetti beneficiari della formazione i lavoratori autonomi, i collaboratori delle imprese familiari e i piccoli imprenditori non artigiani.
A essere finanziati saranno i progetti sui settori e le mansioni ad alta incidenza di infortuni gravi e mortali e/o malattie professionali, e quelli che prevedono lavori in appalto e in ambienti confinati.
Inoltre verranno sovvenzionati gli interventi riguardanti la valutazione dei rischi e la qualificazione dei formatori anche con l‟obiettivo di far acquisire e migliorare le competenze relative alla gestione della formazione degli adulti in tema di salute e sicurezza sul lavoro.
Ai fini dell'accesso al finanziamento saranno privilegiati i progetti con strumenti, tecniche e contenuti per la formazione carattere innovativo/sperimentale, come ad esempio la formazione a distanza.
IL DPR N.214/2010: NUOVE REGOLE PER ASCENSORI E MONTACARICHI ( 04-01-2011)
Lo scorso 30 dicembre 2010 è entrato in vigore il DPR 5 ottobre 2010, n. 214. Il "Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, per la parziale attuazione della Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine e che modifica la Direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori" è stato pubblicato sulla G.U. n. 292 del 15 dicembre 2010.
D‟ora in poi, ascensori e montacarichi dovranno dunque sottostare a nuove regole. In particolare: il decreto individua una soglia di velocità (0,15 m/s) al di sotto della quale gli apparecchi di sollevamento rientreranno nell‟ambito di applicazione della direttiva macchine (Dir. 2006/42/CE) e al di sopra della quale dovranno sottostare alle regole previste per gli ascensori (DPR 162/99).
Dall'ambito di applicazione del regolamento in oggetto vengono esclusi, tra gli altri, anche gli apparecchi di sollevamento dai quali possono essere effettuati lavori, le scale mobili e i marciapiedi mobili. Resta in ogni caso l'obbligo, per qualsiasi tipo di ascensore, di una verifica periodica effettuata dagli organismi notificati abilitati dal MSE.
AMBIENTE: DAL 1° GENNAIO STOP AI SACCHETTI DI PLASTICA ( 04-01-2011)
Dal 1° gennaio 2011 è in vigore il divieto di commercializzazione dei sacchi da asporto merci non conformi ai requisiti di biodegradabilità indicati dagli standard tecnici europei vigenti (art. 1, comma 1130 della legge 26 dicembre 2006, n. 296, come modificato dall'art. 23, comma 21-novies del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.102).
In proposito, facendo seguito a numerosi quesiti, il Ministero dell‟Ambiente precisa in una nota che “resta consentito lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010, purché la cessione sia operata in favore dei consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito”.
Ci avviamo dunque verso un addio definitivo alle buste di plastica nei negozi; un risultato estremamente positivo per Legambiente che mette in evidenza come - solo in Italia - si consumano circa 20 miliardi di buste all'anno. Lo stop alla vendita dei sacchetti di plastica porterà con sé notevoli benefici all'ambiente e, secondo le associazioni dei consumatori, anche possibili risparmi per i clienti.
Il Ministero dell‟Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con le autorità competenti, comunicano che effettueranno i necessari controlli per verificare il rigoroso rispetto della normativa vigente.
MALATTIE PROFESSIONALI: GLI INSEGNANTI ( 05-01-2011)
Una ricerca condotta per la prima volta in Italia con l‟obiettivo di valutare i rischi lavorativi a danno della voce cui alcune categorie di lavoratori dimostra come sei insegnanti su dieci soffre di patologie del‟apparato fonatorio-vocale.
Bastano due anni di esposizione al rischio per determinare la trasformazione da lievi disturbi a patologie che possono diventare croniche e necessitano cure e terapie riabilitative estremamente dispendiose in termini di tempo e di costi. Se non si corre ai ripari queste patologie, dato l‟alto numero di impiegati nel settore dell‟educazione, rischiano di diventare una malattia professionale tra le più diffuse.
La ricerca è stata realizzata da esperti di Fisica Acustica del Politecnico di Torino, con la partecipazione dell‟Inail e la stretta collaborazione con una delle poche realtà esistenti a livello mondiale per le patologie della voce presso la Technical University in Danimarca.
L‟origine di queste patologie sta nella mancanza di attenzione data all‟acustica delle aule in cui questi i trovano ad operare. Le scuole italiane sono allocate in stabili spesso datati e non progettati secondo criteri ergonomici e di attenzione all‟isolamento acustico. Ne deriva quindi che gli insegnanti per farsi udire dagli alunni devono alzare la voce, devono sovrastare il rimbombo e il rumore di sottofondo e devono sforzare l‟apparato vocale tanto da danneggiarlo.
Oltre tutto la nostra legislazione si trova ad essere arretrata rispetto ai nuovi parametri OMS che fissano a 35 decibel il limite di rumore di fondo accettabile in un „aula scolastica e a 55 decibel il rumore tollerato nei corridoi e in locali esterni all‟aula.
In Italia la legislazione in materia è carente, le ultime rilevazioni risalgono al 1975. Difficile ottenere negli edifici scolastici il rispetto dei parametri fissati dall‟OMS, e lo è ancor di più nelle scuole materne e primarie dove i bambini più piccoli avrebbero al contrario bisogno di condizioni acustiche ancora migliori.
Il problema tuttavia non è insormontabile ma necessita un pronto intervento di riprogettazione acustica dei locali scolastici in modo da abbattere i livelli di rumore di fondo soprattutto intervenendo sulle pareti di fondo del‟aula e il soffitto contro le quali il suono rimbalza e produce effetti di eco e rimbombo.
TRENTINO ALTO ADIGE: UN ESEMPIO DA SEGUIRE ( 05-01-2011)
In tema di analisi dei dati infortunistici il Trentino Alto Adige si è dimostrato un esempio da seguire anche per tutte le altre regioni italiane. In Trentino Alto Adige si è infatti registrato in questi ultimi periodi un lieve miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro con un diminuzione degli infortuni e degli incidenti sul lavoro pari all‟1,7%; dato confortante rispetto alla media nazionale.
Il Trentino si distingue per un forte calo degli incidenti mortali che da 18 nel 2008 sono stati 10 nel 2009. Gli incidenti mortali sono avvenuti per metà nel settore agricolo e per metà a causa di incidenti stradali, tra i cui un solo incidente in itinere. I settori in cui si rileva un netto miglioramento sono il settore dei trasporti e delle comunicazioni con -17,4% di infortuni, le industrie manifatturiere, le costruzioni (-12,8%) e il commercio.
Da sottolineare quindi il miglioramento in uno dei settori più a rischio quale quello dell‟edilizia. Resta ad alto rischio il lavoro nell‟agricoltura che registra un aumento di incidenti del 7,9 %, mentre per l‟industria, artigianato e servizi si registra un calo del 3,2%, dato simile alla diminuzione di denuncie pervenute da lavoratori della Pubblica Amministrazione (3,2%).
Positiva la situazione per quanto riguarda gli incidenti stradali che sono una delle cause più ricorrenti per incidenti anche mortali. Diminuiscono del 6,5% gli incidenti nel tragitto casa-lavoro-casa. Nel dato complessivo gli incidenti su strada, sia in itinere che nello svolgimento delle mansioni, calano del 8,8%. In generale miglioramento anche le condizioni di sicurezza dei lavoratori stranieri per cui in media si registra un calo di incidenza di infortuni del 4, 1% con però forti differenze per quanto riguarda i comparti lavorativi: mentre nell‟industria il calo è del 5,5% nell‟agricoltura si registra un aumento di 24,8% di infortuni che hanno colpito lavoratori stranieri, tra cui la maggior parte sono di nazionalità marocchina e albanese. Ma il dato più rilevate del rapporto Inail Trentino Alto Adige 2009 riguarda le malattie professionali.
In questo ambito in netta controtendenza con il dato nazionale si registra un calo delle denuncie di malattie professionali del 18,5 %, casi registrati nelle quasi totalità nel comparto dell‟industria (231 casi su 243)e i restanti casi (12) nell‟agricoltura. Le malattie non tabellate, quelle per cui il lavoratore deve dimostrare la causa di lavoro, sono le più denunciate, in netto calo invece le malattie tabellate storiche quali ipoacusia, per cui sembra che azioni di prevenzione e protezioni siano state efficaci.
In aumento malattie dell‟apparato muscolo-scheletrico dovute a sovraccarico biomeccanico e le malattie causate da vibrazioni meccaniche.
MALATTIE PROFESSIONALI: IL RISARCIMENTO PER DANNI DA ESPOSIZIONE ALL’ AMIANTO ( 07-01-2011)
Nella sentenza n. 43786/2010 la Corte di Cassazione torna a parlare di risarcimenti per danni da esposizione alle fibre di amianto. Un lavoratore, era infatti morto, nel 2003, per mesotelioma pleurico dopo aver lavorato presso un'azienda ove veniva esposto a polveri di amianto. Il ricorso in fase di merito, aveva sostenuto l’ipotesi di omicidio colposo del datore di lavoro, contro cui era stato fatto appello nei diversi gradi di giudizio, fino alla Corte di Cassazione.
La Corte sottolinea inizialmente la difficoltà nello stabilire, per le malattie neoplastiche, in quale momento sia avvenuto l'avvio del processo che, talvolta dopo una lunghissima latenza, conduce alla formazione della prima cellula tumorale e quindi alla morte. Per i Giudici occorre preliminarmente accertare se la patologia che ha colpito il lavoratore abbia effettivamente la sua causa nell'esposizione lavorativa o in altri fattori contingenti od ulteriori esposizioni tossiche, extralavorative.
Per far valere la colpa del datore di lavoro, prosegue la Corte, occorre che ci sia un comportamento soggettivamente rimproverabile a costui: ovvero bisogna provare - a sua difesa - che l'attuazione delle cautele esistenti all'epoca dei fatti avrebbero significativamente abbattuto la probabilità, per il dipendente, di contrarre la malattia.
Nelle conclusioni di merito la Corte riscontra la totale assenza di misure di prevenzione, alcune molto semplici e di rilievo anche intuitivo, che avrebbero potuto diminuire drasticamente l'entità delle fibre disperse nell'ambiente di lavoro, e quindi ridurre significativamente la probabilità di contrarre la malattia: si parla di assenza degli apparati di aspirazione, di maschere individuali, ma anche di scarsa cautela nella movimentazione delle polveri.
In tal senso la Corte ha nuovamente rinviato al giudice di merito il riesame dei nessi di causalità fra evento lesivo ed esposizione lavorativa.
SICUREZZA SUL LAVORO: LA CORRESPONSABILITA’ TRA DATORE DI LAVORO E LAVORATORE ( 07-01-2011)
Si ritiene importante questa sentenza della Corte di Cassazione penale e fondamentale per determinare i limiti di corresponsabilità dei lavoratori con il datore di lavoro nel caso di un infortunio collegato ad una loro condotta che, benché potesse essere considerata abnorme, travalichi la mera esecuzione dei lavori affidati.
Dalla Corte suprema, infatti, così come poche volte è stato fatto in precedenza, è stato ritenuto sussistere un concorso di colpa del lavoratore nel caso in cui questi tenga una condotta non conforme alle istruzioni ricevute o nel caso che abbia volutamente trasgredito le disposizioni del datore di lavoro o abbia ancora adottato di sua iniziativa modalità pericolose nella esecuzione dei lavori affidatigli.
In tali casi, sostiene la Corte di Cassazione, pur non potendo essere considerato il comportamento del lavoratore abnorme perché prevedibile e rientrante nelle sue mansioni e pur in presenza di una condotta colposa dei soggetti che devono gestire la sicurezza, non può certamente essere escluso il suo concorso di responsabilità considerato che gli obblighi di prevenzione gravano anche sul lavoratore stesso. Si tratta solo, secondo la Corte di Cassazione, di stabilire i limiti della responsabilità concorrente.
La Corte di Cassazione nella sentenza n. 11579 del 25 marzo 2010, ha dunque formulato che, “ poiché gli obblighi di prevenzione gravano anche sui lavoratori (Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, articolo 6; Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, articolo 20) il concorso di colpa del lavoratore, pur in presenza di una condotta colposa dei soggetti che dovevano garantirne la sicurezza, non può certamente essere escluso.
Si tratta dunque di stabilire i limiti di questa responsabilità concorrente e questi limiti possono essere individuati nei casi in cui ci si trovi in presenza non solo di una condotta negligente o imprudente del lavoratore che, pur non potendo essere considerata abnorme (perché prevedibile e rientrante nelle sue mansioni), consenta di affermare che questi abbia travalicato dalla mera esecuzione delle mansioni affidategli” e cita in merito degli esempi quali “i casi in cui l'infortunato abbia volontariamente trasgredito alle disposizioni del datore di lavoro, o abbia adottato di sua iniziativa modalità pericolose di esecuzione del lavoro. In tali casi potrà affermarsi, ai fini civilistici che interessano, l'eventuale suo concorso di colpa”.
SICUREZZA SUL LAVORO: UNO STUDIO SUI RISCHI DEI SISTEMI DI ILLUMINAZIONE A LED ( 10-01-2011)
Lo studio ha messo in luce alcuni rischi finora sottovalutati e che devono invece essere presi attentamente in considerazione nelle scelte dei sistemi di illuminazione nei luoghi di lavoro. Lo studio ha inoltre rilevato possibili danni dovuti all’esposizione alla radiazione blu dei LED e danni dovuti all’abbagliamento.
La tecnologia d’illuminazione a LED è molto promettente e in via di sviluppo ma non se ne possono ignorare i rischi pertanto l’Anses raccomanda di escludere l’adozione di illuminazione a LED per l’illuminazione pubblica, di limitarne l’uso in ambienti di lavoro, e chiede di adeguare le norme riguardo la sicurezza fotobiologica dei LED per tener conto e tutelare le popolazioni e i lavoratori, quali gli installatori di impianti di illuminazione, particolarmente esposti a questo rischio.
SICUREZZA SU LAVORO: IL CASINO DE LA VALLEE ( 10-01-2011)
Il Casino de la Vallée S.p.A ha ricevuto ufficialmente il Certificato BS OHSAS – Occupational Health and Safety Assessment Series 18001:2007.
La certificazione OHSAS verifica l’applicazione volontaria, all’interno di un’organizzazione, di un sistema che permette di garantire adeguato controllo riguardo la Sicurezza e la Salute dei Lavoratori, oltre al rispetto delle norme cogenti. Nel caso specifico, la “Casa da gioco” ha ottenuto la Certificazione del SGSL adottando procedure che assicurano il presidio in azienda di questi delicatissimi temi.
Un traguardo impegnativo il cui raggiungimento viene accolto con grande soddisfazione dal vertice aziendale, anche per le positive ricadute che genera sulla tutela dei lavoratori e della clientela.
Infatti, grazie agli interventi previsti nel Piano di Sviluppo, quindi alla ristrutturazione del Casino de la Vallée e del Grand Hotel Billia, sarà possibile creare il SAINT-VINCENT RESORT & CASINO, obiettivo che verrà perseguito, a partire dal 2011, con importanti investimenti con l’obiettivo di proporre un’offerta di riferimento su base nazionale a livello di divertimento e di intrattenimento.
SOSTANZE CHIMICHE: I RISULTATI DELLE CLASSIFICAZIONI PRESENTATE ALL’ ECHA ( 11-01-2011)
Oltre 3 milioni le notifiche che sono state presentate all'ECHA entro la scadenza.
Tutte le imprese che fabbricano o importano sostanze chimiche sono state sollecitate a classificarle entro il 1° dicembre 2010 e a notificarle all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) entro il 3 gennaio 2011.
I fabbricanti e gli importatori che invece immettono sostanze pericolose sul mercato per la prima volta successivamente alla scadenza, devono notificare la classificazione all'ECHA entro un mese.
La classificazione è essenziale per stabilire se una sostanza chimica sia pericolosa per la salute e per l'ambiente e determinerà le informazioni da apportare sulle etichette delle sostanze chimiche che i lavoratori e i consumatori utilizzano. Le nuove regole sono stabilite nel regolamento UE sulla classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze chimiche (CEI) che allinea il sistema di classificazione UE al Sistema mondiale armonizzato (Globally Harmonised System) delle Nazioni Unite così da assicurare che gli stessi rischi siano descritti ed etichettati allo stesso modo in tutto il mondo.
Questi dati consentiranno all'ECHA di predisporre il primo inventario europeo delle sostanze pericolose e delle classificazioni armonizzate.
COMMISSIONE EUROPEA: LE DIFFORMITA’ DELLA LEGISLAZIONE ITALIANA IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO ( 11-01-2011)
Alla riapertura dei lavori del Parlamento Europeo, l’Esecutivo della Commissione Europea dovrà decidere se avviare una procedura di infrazione delle normative comunitarie in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro a danno dello stato italiano.
Il provvedimento nasce da una denuncia presentata da alcuni rappresentanti sindacali di aziende italiane che hanno chiesto alla Commissione Europea di valutare eventuali difformità tra la direttiva europea e la normativa italiana.
La legge europea che definisce obblighi e doveri connessi all’applicazione e all’osservanza di misure di sicurezza sui luoghi di lavoro è la 89/391/CEE. Secondo i promotori della denuncia l’attuale normativa italiana risulta per alcuni punti essere in contrasto con la suddetta.
In particolare si contestano alcune modifiche apportate dal D.Lgs. 106 dell’agosto 2009 al testo unico per la salute e sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/08.
I latori della denuncia affermano in primo luogo che il decreto 106/09 è in evidente contrasto con la norma europea laddove sancisce una tendenziale deresponsabilizzazione del datore di lavoro. Viene inoltre contestata la posticipazione dell’obbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato che il datore deve effettuare e altresì contestata la proroga dei termini finalizzati alla redazione del documento di valutazione dei rischi per imprese di nuova costituzione o per quelle già avviate.
Ad avviso dei sindacalisti italiani, queste norme sono in contrasto con le imposizioni fissate dalla direttiva europea. Nei prossimi giorni sarà ufficiale l’eventuale avvio della procedura di infrazione a carico dello stato italiano il cui esito si avrà in caso nei mesi successivi.
CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO INAIL ( 11-01-2011)
OLTRE ALLA SICUREZZA SUL LAVORO FINANZIATI ANCHE I MODELLI 231!
INAIL ha stanziato oltre 10 milioni di euro destinati alle imprese di qualsiasi dimensione e settore con sede produttiva situata in Lombardia.
L’obiettivo è incentivare interventi migliorativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sono però finanziabili anche progetti relativi all’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
Le aziende interessate possono prenotare le risorse a partire dal 12 gennaio 2011; il criterio di ammissione al finanziamento è cronologico, ovvero le risorse verranno assegnate in base alla data di presentazione della domanda.
Potranno essere finanziate una tra le tre seguenti tipologie:
3. adozione di modelli organizzativi (adozione di modelli organizzativi conformi al D.lgs 231/01, adozione ed eventuale certificazione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, progetti di responsabilità sociale (SA8000 o rendicontazione sociale asseverata).
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in regime de minimis pari al 50% delle spese ammissibili con un contributo massimo di 100.000 euro per azienda. L’agevolazione viene concessa a rendicontazione del progetto avvenuta, per programmi di investimento superiori a 30.000 euro è possibile ottenere un anticipo fino al 50%, previa fideiussione bancaria o assicurativa.
SICUREZZA SUL LAVORO ( 12-01-2011)
PROROGA DEI TERMINI PER COOPERATIVE SOCIALI ED ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
All’art. 1 del D.L. n. 225/2010 viene concessa la proroga al 31 marzo 2011 del termine fissato dall’art. 3, comma 3-bis, del D.L.vo n. 81/2008 per l’applicazione dei contenuti della predetta norma al settore delle cooperative sociali (Legge n. 381/1991), delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, dei volontari della Croce Rossa e del Corpo Nazionale soccorso alpino e speleologico, nonché dei volontari dei vigili del fuoco.
In considerazione delle particolari modalità di svolgimento della loro attività, l’applicazione della normativa di tutela del D.L.vo n. 81/2008 è subordinata all’emanazione di un decreto “concertato” tra Lavoro, Salute, Interno e Dipartimento della Protezione Civile, al termine di un iter procedimentale che prevede anche il parere della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza del lavoro.
Fonte: http://www.sicurezzalavoro.fvg.it
DAL CPT DI PALERMO UN REPORT SULL’ ANDAMENTO DELLE INADEMPIENZE E DEI RISCHI NEI CANTIERI EDILI
Il CPT (Comitato Paritetico Territoriale) di Palermo ha messo a disposizione un resoconto sull'andamento delle inadempienze alle norme di sicurezza e salute dei lavoratori e dei rischi nel settore delle costruzioni, frutto dell’analisi e dell’attività dei tecnici nelle visite di consulenza nei cantieri edili.
I dati fanno riferimento ai sopralluoghi effettuati in tutta la Provincia di Palermo dal CPT nel periodo dal 1/1/2004 al 30/9/2010.
INAIL: DAL 12 GENNAIO E’ POSSIBILE INVIARE LA DOMANDA PER GLI INCENTIVI ( 12-01-2011)
A partire dal 12 gennaio sarà possibile per tutte le imprese presentare la domanda per i nuovi incentivi ai progetti di investimento, di formazione e di adozione dei modelli organizzativi e di responsabilità sociale, finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nella sezione PUNTO CLIENTE del sito dell’Inail le imprese potranno procedere alla compilazione dei moduli con campi obbligati utili a verificare la possibilità di presentare la domanda di contributo.
Sono a disposizione 60 milioni di euro, ripartiti in budget regionali: l’incentivo è in conto capitale nella misura dal 50% al 75% dei costi del progetto ed è rivolto alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura oppure all’Albo degli Artigiani.
In caso di ammissione all’incentivo, l’impresa avrà un termine massimo di un anno per realizzare e rendicontare il progetto: entro 60 gg dalla rendicontazione, in caso di esito positivo delle verifiche, il contributo verrà erogato.
La chiusura delle richieste è fissata per il 14 febbraio 2011, ma potrebbe essere anticipata in caso di esaurimento dei fondi disponibili.
Fonte: http//www.insic.it/
AMIANTO: AL PIEMONTE IL RECORD DI MORTALITA’ ( 12-01-2011)
Il Piemonte è la regione d’Italia che ha il più alto numero di morti causati da mesoteliomi, i tumori associati all’inalazione di fibre di amianto. Il pensiero va all’istante al disastro di Casale Monferrato e alla silenziosa strage nel tempo di lavoratori Eternit. Ovvio e tutt’altro che sorprendente.
Ma non è così: a scorrere le tabelle e i capitoli del «Terzo rapporto» Ispesl e del Registro nazionale dei mesoteliomi, nella scheda dedicata al Piemonte spicca l’edilizia come il settore con più morti «sicuramente attribuibili ad esposizione professionale»: l’8,5 per cento del totale.
Fonte: http://www.diario-prevenzione.it/
LA CIRCOLARE N.41 E LE NOVITÀ IN AMBITO ISPETTIVO
Il 9 dicembre 2010 la Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato una circolare, la circolare n. 41, che fornisce chiarimenti operativi, al proprio personale ispettivo, sulle attività ispettive in relazione alle modifiche apportate dall’art. 33 della legge n. 183 del 2010 (Collegato Lavoro).
In particolare la circolare chiarisce alcuni punti relativi all’accesso ispettivo, al verbale interlocutorio, al potere di diffida e alla verbalizzazione unica.
STRESS LAVORO CORRELATO: GLI INSEGNANTI ( 12-01-2011)
Il mestiere di insegnante, anche se il rischio è largamente sottovalutato, è uno di quelli che espone maggiormente allo stress e alle sue conseguenze. Non è certo semplice tenere calmo un gruppo di 20 o più adolescenti, catturare la loro attenzione, far fronte a comportamenti che possono essere imprevedibili, relazionarsi con i genitori e i colleghi.
Ad aggravare la situazione inoltre c’è il logorante periodo di precariato che spesso contraddistingue questa carriera.
Nonostante ciò la categoria dei dirigenti scolastici è una di quelle maggiormente in ritardo nell’adempimento dell’obbligo di valutare lo stress lavoro correlato, come impone l’art .28 del D.lgs n. 81/2008. Anche se il termine previsto, era entro la fine del 2010, solo una percentuale irrisoria di scuole ha assolto a questo obbligo. Sarebbero circa 140, su un totale di 10.400 scuole italiane, quelle che hanno almeno chiesto cosa avrebbero dovuto fare per compilare il documento. Eppure sembra proprio che il disagio mentale tra questa categoria sia particolarmente elevato, anche in ragione stessa della sua composizione.
Età e genere dei lavoratori sono, infatti, due elementi che il datore di lavoro deve tenere in considerazione nel valutare il rischio: la categoria degli insegnanti sembra proprio avere delle caratteristiche tali da renderla più esposta.
Basti pensare che oltre l’80 per cento dei docenti sono donne – più predisposte allo stress, anche per il loro doppio ruolo di lavoratrici in casa e fuori casa – e che la metà ha un’età che si aggira intorno ai 50 anni, non anziani ma nemmeno più giovanissimi, molte alle prese con le difficoltà della menopausa.
Secondo un’indagine svolta nel 2009 su 2.186 docenti di diversi istituti italiani, provenienti da 12 regioni, circa 3 intervistati su 4 hanno dichiarato che lo stress presente nella loro vita deriva prevalentemente dall’attività lavorativa, più dunque che dalla gestione familiare, e circa un terzo ha dichiarato di aver subito nel corso della propria carriera almeno un’azione di mobbing.
I rapporti più difficili sarebbero certamente quelli con gli studenti seguiti da quelli con i loro genitori, mentre assai più sereno sembra il rapporto con colleghi.
Nelle scuole italiane lavorano circa 10mila docenti psicotici e 100mila con problemi psicologici meno gravi nonostante una certa opinione comune secondo la quale i docenti, per il numero ridotto di ore di lavoro e per la lunga pausa estiva di cui godono, sarebbero una classe privilegiata.
Fonte: http://www.quotidianosicurezza.it
SICUREZZA SUL LAVORO: ( 14-01-2011)
Nella giornata del 13 gennaio si è tenuto il convegno pubblico: "Un impegno continuo per la prevenzione", organizzato dalla Camera di Lavoro Metropolitana di Genova, e la Terza Assemblea annuale provinciale dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza.
Durante il convegno è stato illustrato e consegnato il "Prontuario sulla sicurezza", una guida dedicata ai lavoratori sul "Cosa fare in caso di". Non è facile, infatti, essere a conoscenza della normativa, più volte oggetto di modifiche, l'ultima delle quali nel 2009 con il Decreto legislativo 106 che ha ulteriormente modificato la Legge 81/08, ovvero il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro.
Il Prontuario, predisposto dallo Sportello Sicurezza, ha individuato una serie di istruzioni per l'uso con l'idea di fornire un sostegno all'agire quotidiano di chi si occupa di sicurezza sul posto di lavoro, attraverso questo agile strumento con il quale districarsi nel groviglio della normativa sul tema: una guida che possa indirizzare e sostenere coloro i quali, sindacalisti, delegati o rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, svolge questo complesso e delicato compito.
"Dal 2001 al 2009 - ha ricordato Antonio Perziano della segreteria della Camera del Lavoro, illustrando le elaborazioni Cgil sui dati Inail relativi agli infortuni e alle malattie professionali sul territorio – a differenza del trend ligure e nazionale che vede un lievissimo calo degli infortuni sul lavoro, gli ultimi dati ufficiali Inail rilevano per la nostra provincia un aumento di 500 infortuni tra il 2008 e il 2009 con 16.180 eventi nel 2009 contro i 15.691 nel 2008".
In aumento anche le malattie professionali che nel 2009 hanno subito un incremento del 10 per cento: "Nel 2009 - ha aggiunto Perziano - abbiamo avuto 535 casi accertati di malattia professionale, mentre nel 2008 erano stati 496, con il triste primato dell'asbestosi sulle altre malattie.
Fonte: http://www.insic.it
STRESS LAVORO-CORRELATO: ( 14-01-2011)
ON-LINE LA NEWSLETTER REALIZZATA DAL MINISTERO DEL LAVORO
È online la newsletter “Sicurezza e Prevenzione” realizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con la redazione del Sole 24 Ore.
La newsletter “ Sicurezza e Prevenzione” che chiude il 2010 è dedicata alla tematica dello stress-lavoro correlato che ha visto alla fine dello scorso anno la definizione delle indicazioni metodologiche per una sua valutazione del rischio da parte della Commissione Consultiva per la salute e la sicurezza sul lavoro.
INAIL: ESAURITI IN UN’ORA GLI INCENTIVI PER LA SICUREZZA ( 14-01-2011)
Enorme interesse manifestato dalle imprese nei confronti degli incentivi per gli investimenti in sicurezza.
Le imprese hanno confermato il loro enorme interesse nei confronti degli incentivi messi a disposizione dall'INAIL per gli investimenti in sicurezza: un importo pari a 60 milioni di euro nel giro di un'ora è stato esaurito".
Così il presidente dell'Istituto, Marco Fabio Sartori, ha commentato il successo dell'operazione che - ha garantito - non ha certo il carattere di una tantum. "Si tratta di un'iniziativa ormai strutturata e a regime, che potrà contare su risorse crescenti in modo significativo già a partire dall'anno in corso, per il quale sono previsti stanziamenti per 180 milioni di euro", ha aggiunto Sartori. "Entro il 2013 saranno disponibili circa 750 milioni di euro che consentiranno di soddisfare le esigenze di un gran numero di imprese, anche quelle oggi escluse dall'assegnazione della prima tranche".
A dimostrazione di quanto le imprese italiane abbiano apprezzato l'iniziativa la punta di oltre 12mila connessioni contemporanee che si è registrata sul portale dell'INAIL.
"Taluni disguidi tecnici, determinati dall'afflusso davvero straordinario di richieste, costituiranno occasione di perfezionamento di un sistema che si propone quale strumento prioritario di stimolo e incentivo delle politiche nazionali di sicurezza del lavoro", ha concluso Sartori.
APPALTI: ( 14-01-2011)
IN ARRIVO UNA NUOVA CIRCOLARE DAL MINISTERO DEL LAVORO
In arrivo una circolare del ministero del Lavoro per la regolamentazione degli appalti nel settore privato.
Ad annunciarlo è stato il responsabile del dicastero, Maurizio Sacconi, nel corso del suo intervento al Senato durante il dibattito sulla seconda relazione intermedia dell'attività svolta dalla commissione parlamentare d'inchiesta sulle morti bianche.
Il documento, ha precisato il rappresentante del governo, farà riferimento "al pieno ottemperamento degli obblighi di legge su costo del lavoro, per la tutela della salute e della sicurezza in modo che la logica del massimo ribasso non possa comprimere questi obblighi fondamentali".
Sacconi ha, inoltre, confermato l'imminente implemento del fondo per i lavoratori esposti all'amianto: "Il ministero dell'Economia ha controfirmato il regolamento e il fondo diventa operativo".
La dichiarazione ha suscitato la soddisfazione del senatore Felice Casson, vicepresidente del gruppo Pd. "Finalmente il governo e il ministro hanno firmato il regolamento", ha dichiarato. "Il 7 dicembre scorso il Senato aveva invitato all'unanimità per la terza volta il governo a intervenire il più rapidamente possibile.
Infine, Sacconi ha precisato le intenzioni del ministero anche in materia di incidenti domestici. "Si tratta di una realtà che merita maggiore attenzione", ha sostenuto il ministro, che ha incaricato "la consigliera nazionale di Parità a presentare un insieme di iniziative in merito. Confido di proporle presto alla commissione per rendere più diffusa l'assicurazione prevista dall'INAIL per le casalinghe".
LE DISOMOGENEITA’ NELL’APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO E L’ISTITUZIONE DEL SINP
"L'attuazione della nuova disciplina presenta ancora differenze e disomogeneità nelle varie parti d'Italia che occorre superare": così il presidente della Commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro, Oreste Tofani (Pdl), a proposito dell'applicazione del Testo unico sulla sicurezza, nel corso della relazione intermedia sull' attività dell'organismo, tenuta oggi al Senato.
Secondo la Commissione un passaggio essenziale sarà l'istituzione, "ormai prossima", del sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp), la banca dati che dovrà riunire tutte le informazioni inerenti gli infortuni, le malattie professionali e le attività di prevenzione e vigilanza svolte dai vari enti competenti.
Opportuna, inoltre, secondo Tofani, anche "l'introduzione di forme di incentivazione volte a premiare le imprese virtuose che investono nella sicurezza sul lavoro attraverso sgravi e agevolazioni fiscali e contributive".
Rigorosa applicazione delle sanzioni per chi non rispetta le norme e il rafforzamento della collaborazione e del coordinamento tra gli enti ispettivi: queste le direttrici d'intervento secondo il senatore, che ha anche auspicato "il completamento in tempi rapidi dell'attuazione della riforma attraverso l'adozione dei vari atti di normazione secondaria, in particolare decreti ministeriali e interministeriali che regolino gli aspetti di dettaglio della disciplina".
Un obiettivo, quest'ultimo, che rende necessario il superamento "delle resistenze e difficoltà che ancora permangano, dovute soprattutto alla oggettiva complessità tecnica della materia e alla necessità di mettere d'accordo i tre diversi gruppi di soggetti ai quali la normativa stessa affida l'elaborazione delle disposizioni: amministrazioni centrali, Regioni e parti sociali".
Consenso alla linea auspicata da Tofani è stato manifestato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "L'attività di implementazione del Testo unico ha comportato processi non semplici per la volontà espressa dal legislatore, e certamente condivisa, di sollecitare concertazione con le parti sociali e leale collaborazione con le Regioni", ha osservato il rappresentante del governo, che ha annunciato l'intenzione di "sollecitare le parti sociali a realizzare avvisi e posizioni comuni in termini molto più rapidi di quelli che si sono verificati fino a ora".
Ricordando i diversi atti in corso di definizione - dalla cosiddetta "patente per l'edilizia" alla disciplina relativa agli ambienti confinati - in merito al reimpiego delle persone vittime di infortuni, il ministro ha sottolineato "l'esigenza di fare qualcosa di più, e di farlo attraverso un'idea di presa in carico da parte dell'INAIL della persona che è risultata vittima di un infortunio o di una malattia professionale".
INCENTIVI INAIL: I NUMERI ( 17-01-2011)
I numeri parlano chiaro: a fronte dei 60 milioni di finanziamenti offerti dall'Istituto alle imprese che vogliono investire in prevenzione, il budget complessivo delle richieste pervenute in via telematica ha sfiorato i 778 milioni di euro. Una disparità tra offerta e domanda che, già da sola, fa comprendere la portata dell'interesse suscitato dall'iniziativa.
Ancora: le domande effettivamente rispondenti ai criteri di ammissibilità stabiliti nel bando e che, quindi, hanno avuto accesso alla "gara a tempo" sono risultate essere 19.410.
Nell'ambito di questo totale, invece, ne sono state ricevute 1.438, fino alla copertura del budget di 60 milioni di euro disponibili.
Entrando nel merito è possibile notare come per esempio, le imprese della Lombardia, regione per la quale l'INAIL aveva destinato 10,46 milioni di euro, hanno impiegato appena 22 minuti per "consumare" il budget.
Quelle del Veneto, invece, in appena 16 minuti hanno richiesto i 4,7 milioni di stanziamenti assegnati. Sono serviti, infine, 18 minuti alle imprese dell'Emilia Romagna (oltre 4,5 milioni), 22 minuti a quelle del Lazio (7,8 milioni) e 27 minuti a quelle della Sicilia (4,2 milioni circa). Insomma: in meno di mezz'ora quasi l'intero stanziamento è stato esaurito da una "valanga" di richieste.
Per quanto riguarda i progetti risultati destinatari dei fondi INAIL invece, il 74% ha interessato investimenti di rinnovo di attrezzature e impianti, il 20% l'adozione di nuovi modelli organizzativi e il 6% la formazione.
INCENTIVI INAIL: IL “CLICK DAY” ( 17-01-2011)
Esubero di accessi per il portale INAIL. Mercoledì scorso sette minuti di "black-out" in occasione dell'operazione "click day" hanno reso il servizio indisponibile per chiunque. Sulla Rete, per quell'intervallo di tempo, l'Istituto è stato irraggiungibile per tutti.
Il portale dell'INAIL è predisposto per gestire oltre 25mila sessioni di lavoro simultanee. Il click day - come noto - era programmato per le ore 14 del 12 gennaio, ma già prima di quell'ora oltre 20mila utenti stavano operando nell'aggiornamento continuo delle pagine in cui si sarebbe visualizzato il "bottone" di invio della domanda di finanziamento.
Tutto questo, ha provocato un incremento esponenziale degli accessi - rimasti abbondantemente e sempre sopra il milione, sia prima che immediatamente dopo le 14 - causando, così, il blocco del portale e, quindi, l'indisponibilità del servizio per sette minuti (dalle 14.03 alle 14.09). Durante questo intervallo - ribadisce l'INAIL - il servizio è stato reso indisponibile per tutti gli utenti.
Al ripristino (ore 14,09 circa), il servizio è ripreso regolarmente e non ci sono state disfunzioni di alcun tipo.
Al termine della giornata, il traffico registrato è stato di oltre 12 milioni di accessi per circa 1 milione 800 mila pagine e oltre 142mila login di utenti registrati, con valori di traffico mediamente triplicati rispetto a quelli medi giornalieri sull'intero portale INAIL.
L’ ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI DOMESTICI (L.493/99) ( 17-01-2011)
Ritirare il bollettino di pagamento (intestato ad INAIL Assicurazione Infortuni Domestici, P.le Pastore, 6 - 00144 Roma) presso gli Uffici Postali, le Sedi INAIL, le Associazioni di categoria (Donne Europee Federcasalinghe, Moica e Scale Ugl). Compilare il bollettino facendo attenzione ad inserire esattamente i dati e soprattutto il codice fiscale. Versare l'importo di € 12,91 presso gli uffici Postali alla data di maturazione dei requisiti assicurativi. Tale importo (o premio) non è frazionabile su base mensile, ed è deducibile ai fini fiscali.
Se tale termine scade in un giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo. Coloro che, per eventuali disguidi, non dovessero ricevere la suddetta documentazione a domicilio, dovranno utilizzare lo specifico bollettino di pagamento reperibile presso gli Uffici postali, le Sedi INAIL, le Associazioni di categoria e Patronati.
Pagamento del premio online.
È possibile richiedere il bollettino online. Tale funzione potrà essere utilizzata sia da coloro che non hanno ricevuto il bollettino di pagamento al proprio domicilio o lo hanno smarrito e sia da coloro che devono effettuare la prima iscrizione.
Per poter procedere con la richiesta è necessaria la registrazione al portale INAIL indicando il profilo "Cittadino". Per ulteriori informazioni sulla richiesta online del bollettino è possibile consultare il manuale appositamente predisposto.
§ in caso di prima iscrizione devono compilare il modulo di autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti per l'esonero. Il modello di autocertificazione (in formato pdf) è anche reperibile presso le Associazioni delle casalinghe, i Patronati, le Sedi INAIL e, una volta compilato, può essere consegnato agli stessi.
§ per gli anni successivi alla prima iscrizione:
§ se rientrano nei limiti di reddito restano automaticamente assicurati senza effettuare nessuna comunicazione
§ se superano i limiti di reddito devono pagare il premio di 12,91 euro entro il 31 gennaio
§ se perdono anche uno solo dei requisiti per l'iscrizione devono chiedere la cancellazione utilizzando l'apposito modello (.doc 30 kb).
§ Chiamando il numero verde 803.164
§ Sul portale internet www.inail.it
§ Presso tutte le Sedi INAIL
§ Presso le Associazioni delle Casalinghe (DonnEuropee Federcasalinghe 06-68806804, 091-6820335; Movimento Italiano Casalinghe/MOICA 030-2006951 dal lun. al ven. dalle ore 9.30 alle ore 12.00; Sindacato Casalinghe Lavoratrici Europee-SCALE UGL 06-32482242 - lun. mer. ven. dalle ore 15.00 alle ore 16.30) ed i Patronati
MARITTIMI: L’AUTOLIQUIDAZIONE DEL PREMIO INAIL 2010/2011 ( 17-01-2011)
La legge 30 luglio 2010, n. 122, di conversione con modificazioni del d.l. n. 78/2010, ha attribuito all'INAIL - Istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, ente pubblico non economico di previdenza, le funzioni in precedenza svolte dall'IPSEMA e dall'ISPESL, che vengono così concentrate in un unico soggetto.
La logica del provvedimento, che accresce la capacità di invervento dell'INAIL nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, è coerente con l'azione di sistema, da parte delle Istituzioni preposte, che il legislatore ha inteso attuare con l'emanazione del Decreto Legislativo n. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni.
Da un punto di vista organizzativo, nelle more del completamento del processo di integrazione in atto, i compiti già propri dell'IPSEMA verranno svolti, come per il passato, dalle Strutture del predetto Istituto.
Pertanto, per le attività connesse all'autoliquidazione 2010/2011 i datori di lavoro - come per tutte le occorrenze riguardanti l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali del personale della navigazione marittima, le prestazioni previdenziali per gli eventi di malattia e maternità nei confronti dello stesso personale - potranno continuare a rivolgersi alle Direzioni Compartimentali di Genova, Napoli, Palermo e Trieste, nonché ai Centri operativi di Mazara del Vallo, Messina e Molfetta.
Tali Strutture territoriali continuano infatti a svolgere le medesime attività che svolgevano prima della riforma normativa quali strutture dedicate al settore marittimo, come evidenzia il logo INAIL seguito dalla indicazione della ex struttura dell'Istituto soppresso (esempio: Direzione compartimentale di Genova ex Ipsema).
Nell'attesa di completare le attività di integrazione dei servizi all'utenza, le imprese dovranno continuare ad avvalersi dei servizi online messe a disposizione al precedente indirizzo internet www.ipsema.gov.it.
I servizi e le informazioni online per il settore marittimo sono raggiungibili anche tramite il sito ufficiale INAIL, www.inail.it.
In relazione a quanto sopra, si precisa che la modulistica dell'autoliquidazione, debitamente compilata secondo le allegate informazioni generali e le istruzioni impartite con la consueta circolare di prossima emanazione, deve essere inviata alla Direzione compartimentale presso la quale è accesa la posizione assicurativa oggetto della dichiarazione contributiva.
Gli uffici che ricevono le denunce, provvedono alla regolazione del premio e gestiscono le richieste di rateazione in quattro rate del premio, secondo le consuete modalità. In attesa di uniformare il sistema di riscossione, il versamento del premio 2010/2011 deve continuare ad avvenire mediante i bollettini di c/c postali allegati alla modulistica.
Si rammenta, infine, che l'autoliquidazione online del premio è disponibile sul sito ex IPSEMA.
Gli utenti possono accedere al servizio mediante user id e password già in uso.
Il processo di riorganizzazione, nel tenere conto delle specificità del settore marittimo, potrà costituire il presupposto per lo sviluppo e il potenziamento dei servizi istituzionali all'utenza.
Il Direttore Generale Giuseppe Lucibello
LA CAMPAGNA EUROPEA PER LA SICUREZZA SUL LAVORO ( 18-01-2011)
L’Agenzia Europea per la salute e sicurezza sul lavoro (EU-OSHA) invita i paesi europei a presentare casi studio/buone pratiche che contengano elementi e informazioni utili alla preparazione della campagna 2012-2013 che riguarderà la tematica della prevenzione nei luoghi di lavoro.
In particolare il focus della campagna sarà sviluppato intorno a due elementi fondamentali: la leadership e la partecipazione dei lavoratori nella prevenzione del rischio. Il termine ultimo per la presentazione è il 28 gennaio 2010.
EDILIZIA: L’ETICHETTATURA DEI PRODOTTI DA COSTRUZIONE CONTENENTI SOSTANZE PERICOLOSE ( 18-01-2011)
Il 18 gennaio il Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria, voterà per decidere sull’etichettatura dei prodotti da costruzione contenenti sostanze pericolose per la salute e la sicurezza dei lavoratori edili e gli utenti dei lavori di costruzione, conformemente alle indicazioni dettate dalla Commissione per il mercato interno.
La Commissione ha infatti approvato all'unanimità un accordo raggiunto con il Consiglio in dicembre su un nuovo regolamento comunitario sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione, su proposta del Parlamento.
Col nuovo regolamento la "dichiarazione di prestazione", già richiesta per ogni prodotto dovrà includere informazioni sulle sostanze pericolose, come richiesto dal REACH in modo da rendere il contenuto chiaro a tutti i potenziali utenti e di garantire un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza.
L’obiettivo del Regolamento è di semplificare, aggiornare e sostituire le attuali norme, semplificare le procedure in modo da ridurre la burocrazia, soprattutto per le micro-imprese, e garantire la trasparenza.
Le Micro-imprese potranno scegliere di utilizzare le nuove procedure semplificate di valutazione delle prestazioni, a condizione che possano dimostrare la conformità dei prodotti con i requisiti di metodi equivalenti a quelli previsti nelle norme armonizzate.
Nelle nuove regole è stata aggiunta l'esenzione dalla dichiarazione, dei requisiti di prestazione dei prodotti da costruzione fabbricati in modo tradizionale o in modo adeguato alla conservazione del patrimonio, in un processo non industriale.
Inoltre, molti emendamenti accolti dal Consiglio precisano e ricordano che, nel valutare le prestazioni di un prodotto da costruzione, si deve tener conto delle considerazioni di salute e di sicurezza relative al suo utilizzo in tutto il suo ciclo di vita.
Il Regolamento entrerà ufficialmente in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Tuttavia, molte delle sue disposizioni si applicheranno solo a partire dal 1° luglio 2013, per permettere alle aziende di adeguarsi alle nuove norme.
MANIGLIONI ANTIPANICO: ENTRO IL 12 FEBBRAIO 2011 L’OBBLIGO DEL MARCHIO CE ( 18-01-2011)
SICUREZZA SUL LAVORO: LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO ILLUMINAMENTO ( 18-01-2011)
Per far fronte a quel che prevede l’assetto normativo in materia, ossia, che, come previsto dal DLgs 81/08, il datore di lavoro debba provvedere a valutare tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro, e che, come prescritto dal comma 1 dell’allegato IV questi debba garantire un’adeguata illuminazione degli stessi, è stato elaborato un modello di valutazione del rischio illuminamento.
Quale vantaggio può portare? Cosa deve garantire un’adeguata illuminazione? E come si interviene ai fini di prevenire i danni causati alla salute imputabili all’illuminazione
“Il modello di valutazione del rischio derivante dall’illuminamento – spiega Luca Boarolo, tecnico di Polistudio – risponde all’esigenza di creare un vademecum che chiarisca un metodo di verifica dell’adeguatezza o meno dell’illuminamento nelle postazioni e nei luoghi di lavoro occupati dal personale operativo di un’azienda, con particolare riferimento all’illuminazione artificiale. E’ un modello che semplifica il lavoro di valutazione perché in grado di indirizzare passo per passo. ”
In cosa consiste il metodo di valutazione?
“E’ caratterizzato da un foglio di acquisizione dati che consente di raccogliere elementi utili – continua Boarolo – e una prevalutazione che aiuta a focalizzare le situazioni che possono nascondere un problema. Il valutatore è seguito punto per punto e guidato dalla prevalutazione all’esecuzione delle misure, fino all’elaborazione dei dati e alla stesura della valutazione stessa.”
Si parte quindi dalla misurazione dei parametri descrittori del rischio, ossia di quei valori effettivamente misurabili a livello strumentale, che vengono elaborati e confrontati con i requisisti di illuminamento richiesti dalla norma UNI 12464-1 del 2004.
Cosa deve garantire l’illuminazione?
“Su suggerimento anche del buon senso e non solo della normativa – chiarisce Boarolo – le condizioni ottimali al fine dello svolgimento del compito visivo richiesto sono quelle che fanno sentire il lavoratore a proprio agio. Quelle che consentono una visione chiara e nitida dell’oggetto su cui si lavora e permettono di distinguere i colori; quelle che garantiscono una certa uniformità di illuminazione; quelle che consentono una luce adeguata allo specifico compito visivo; quelle che prevedono un’adeguata collocazione delle fonti.”
Cosa può causare una cattiva illuminazione?
“Sfavorevoli condizioni di illuminazione possono esporre a rischi per la sicurezza per effetto di scarsa visibilità e/o al contrario per abbagli incontrollati; inoltre una non corretta illuminazione potrebbe costringere il lavoratore ad assumere una scorretta postura atta a compensare le insufficienze visive.”
Come si interviene in caso di rischio?
“Le misure di prevenzione e protezione vanno dallo studio dei punti luce all’uso di schermature e tendaggi, dal corretto posizionamento della postazione di lavoro rispetto alle fonti di illuminazione all’adeguamento dell’intensità fino alla costante manutenzione e pulizia delle superfici vetrate o illuminanti.”
SICUREZZA SUL LAVORO: UN ACCORDO TRA LE PARTI SOCIALI PER LA FORMAZIONE ( 19-01-2011)
Firmato di recente un importante accordo tra organizzazioni sindacali e datoriali per individuare congiuntamente criteri significativi e prioritari per la realizzazione della campagna di formazione destinata a beneficiari specificamente individuati la cui realizzazione e finanziamento sono previsti dall’ art. 11, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 81/08.
L’accordo è stato firmato dai rappresentanti dei maggiori sindacati e delle principali organizzazioni dei datori di lavoro che si sono accordati sui seguenti criteri di attuazione per la campagna di formazione.
A chi sarà rivolta la campagna?
Azioni formative saranno previste per RLS, per dipendenti e per datori di lavoro di microimprese e di imprese di piccole e medie dimensioni. Per la prima volta le formazione coinvolgerà anche i lavoratori autonomi, i piccoli imprenditori e i lavoratori stagionali.
Soggetti proponenti: chi potrà proporre progetti formativi?
L’attuazione della campagna sarà affidata a organizzazioni sindacali e datoriali di rilevanza nazionale che potranno avvalersi della collaborazione di terzi, e dagli organismi paritetici riconosciuti.
Quali saranno i contenuti della formazione?
Undici i punti definiti dall’accordo che vanno dalla sensibilizzazione e promozione dei comportamenti sicuri, alla valutazione stress lavoro correlato, a progetti formativi di contrasto all’uso di alcool e sostanze psicotrope sul luogo di lavoro.
Come verranno finanziati i progetti di formazione?
Per la realizzazione della campagna di formazione il ministero ha stanziato un fondo di 14 milioni di euro.
I soggetti proponenti accederanno ai fondi tramite bando. I progetti pervenuti saranno valutati secondo un meccanismo di punteggio, sancito nell’accordo tra le parti, che prevede una valutazione positiva per:
progetti innovativi che utilizzino metodologie didattiche sperimentali e tecnologie avanzate come nel caso della formazione a distanza;
la distribuzioni delle azioni formative su tutto il territorio nazionale;
progetti capaci di coinvolgere partenariati rilevanti;
progetti paritetici.
IL DVR SERVE A TUTELARE IL LAVORATORE ( 19-01-2011)
Come può un lavoratore sapere se è sottoposto a un carico di lavoro troppo alto e a una conseguente esposizione al rischio eccessiva?
In assenza di limiti fissati per legge il documento di riferimento è il Documento di Valutazione dei Rischi.
Il DVR, redatto sulla base della legislazione vigente, determina i limiti specifici attinenti a quella determinata situazione di lavoro, limiti stabiliti in base a calcoli, analisi, e misurazioni che il datore di lavoro deve aver effettuato con il Responsabile di Servizi di Prevenzione Protezione e con il Medico Competente.
Il consiglio quindi per ogni lavoratore che voglia verificare se gli standard di sicurezza sono rispettati nella sua azienda è quella di contattare il Responsabile della Sicurezza dei Lavoratori e di chiedere a lui di consultare il documento in oggetto e di confrontare quanto dichiarato con la realtà operativa.
IL RESPONSABILE DELLA SICUREZZA ATTRAVERSO LE FAQ DEL MINISTERO DEL LAVORO ( 19-01-2011)
Cosa serve e, nello specifico, quale formazione deve avere colui che in una azienda è nominato Responsabile Sicurezze a Prevenzione e Protezione (RSPP)?
A questa domanda, che certamente in molti si saranno posti, il Ministero del Lavoro ha recentemente provato a dar risposta attraverso un’apposita area del proprio portale, quella delle FAQ.
Si tratta di una sezione concepita per dare risposte precise, ma in un linguaggio più semplice e meno burocratico, alle aziende e ai cittadini che vogliano capire meglio la nuova normativa sulla sicurezza sul lavoro, in particolare le norme del Testo Unico 81/2008.
La domanda /risposta che riguarda i requisiti del RSSP è stata aggiunta di recente, il 30 novembre scorso. Non è l’unica ‘FAQ’ a riguardare questa figura; ci sono infatti altri schemi di domanda/risposta che risalgono al 2009 e al marzo del 2010 che spiegano, ad esempio, le modalità di organizzazione dei corsi che servono per formare questi addetti o come le aziende debbano regolarsi nel caso in cui il responsabile nominato vada in maternità.
La nuova spiegazione aggiunta a fine anno, invece, va a far luce sui titoli che possono facilitare il conseguimento della certificazione rilasciata alla fine del corso. Pur rimandando per la risposta integrale al testo ufficiale del ministero proviamo qui a riassumere quanto detto nella FAQ.
Il RSPP è una figura prevista dall’art. 32 del Testo Unico. Secondo la legge per essere chiamati a svolgere questo compito occorre aver ricevuto una specifica formazione con appositi corsi generalmente distinti in tre moduli formativi. Tuttavia, per coloro che sono laureati in specifiche discipline – per esempio lauree in architettura e alcuni corsi di studio in ingegneria (soprattutto civile, ambientale e dell’informazione) – c’è la possibilità di vedersi riconosciuti alcuni moduli del corso.
Si presume, infatti, che chi ha conseguito queste lauree magistrali – che sono divise in ‘classi’– abbia già su alcuni argomenti una formazione teorica tale da rendere superfluo seguire alcuni moduli (A, B, o tutti e due), che sono invece pensati per chi manca di queste conoscenze specifiche.
La laurea tuttavia, anche se conseguita in queste classi di studio, non esonera dal seguire il modulo C del corso che rimane comunque obbligatorio così come rimane obbligatorio seguire a cadenza quinquennale dei corsi di aggiornamento specifici.
SICUREZZA SUL LAVORO: UN SEMINARIO SULLA FORMAZIONE FINANZIATA ( 19-01-2011)
E' stato organizzato un seminario dal titolo "Accrescere la cultura della sicurezza con la formazione finanziata" che si terrà il 20 gennaio 2011 a Padova.
Il seminario, gratuito, è organizzato da AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) - insieme a due CFA (Centri di Formazione AiFOS): S5 Srl e la società di consulenza Lisa Servizi - con la collaborazione e il patrocinio di altre organizzazioni come INAIL (Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), CNAI (Coordinamento Nazionale Associazioni Imprenditori), ENBOA (Ente Nazionale Bilaterale delle Organizzazioni Autonome) e ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro).
MALATTIE PROFESSIONALI: DANNO MORALE E ONERE DELLA PROVA ( 20-01-2011)
La Cassazione civile nella sentenza n. 306 del 10 gennaio 2011, afferma che, in caso di responsabilità del datore di lavoro per danno morale occorso al lavoratore, deve provare di aver adottato le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore.
La Corte di Cassazione chiarisce sull’onere della prova, indicando che:
1. Il lavoratore deve provare l’esistenza del danno alla salute come pure la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'uno e l'altro elemento;
2. Il datore di lavoro ha l’onere di provare di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno medesimo.
La Cassazione ricorda dunque che l'imprenditore, in presenza di una malattia professionale è tenuto a provare di aver adottato, nel rispetto dell'art. 2087 c.c., "tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro".
La norma non comporta una forma di responsabilità oggettiva, eppure pone un onere probatorio a carico del datore di lavoro, che non può essere ribaltato sul lavoratore.
LE PRINCIPALI CAUSE DI INCENDIO NEGLI APPARTAMENTI ( 20-01-2011)
Una statistica del Centro d'informazione per la prevenzione degli incendi (CIPI) pubblicata nei giorni scorsi afferma che lampade e lampadine sono state le principali cause degli incendi d'appartamento in Svizzera nel 2010. Sono seguite dagli articoli per fumatori e dalle candele.
Il pericolo rappresentato dalle lampade è sottostimato: le lampadine possono diventare molto calde e di conseguenza infiammare i tessuti che si trovano troppo vicino, avverte il CIPI in un comunicato.
Per quanto riguarda le sigarette, il problema è generato dai fumatori che si addormentano con la cicca accesa, come pure dai mozziconi e dalle ceneri ancora caldi gettati nella spazzatura.
Secondo il CIPI, la maggioranza dei circa 14mila incendi che divampano ogni anno negli appartamenti in Svizzera potrebbero essere quindi evitati con un minimo di attenzione in più.
ILLEGITTIMO IL LICENZIAMENTO DOPO INCIDENTE SUL LAVORO. ( 20-01-2011)
Licenziato nel 2007 da un'impresa edile perchè, dopo un infortunio sul lavoro, le sue condizioni di salute erano peggiorate e non era stato più in grado di proseguire nella mansione di operaio edile specializzato.
Il giudice del lavoro di San Marino ha però dichiarato illegittimo il suo licenziamento. La causa giudiziaria contro l'azienda era stata intentata dai legali del sindacato Csu.
Il giudice del Lavoro, nella sentenza di primo grado, ha anche condannato l'azienda al pagamento delle differenze contributive e retributive maturate.
Fonte: www.diario-prevenzione.it
LAVORO E SALUTE: IL PUNTO DI VISTA DEI LAVORATORI ( 20-01-2011)
Un salariato su due che soffre di un problema di salute cronico ritiene che sia stato causato dal lavoro.
E' questo che indica una recente pubblicazione di DARES Direction de l'animation de la recherche, des études et des statistiques.
Circa un quarto dei lavoratori attivi si dichiarano sofferenti da affezioni causate o aggravate dal lavoro.
Lo stress , il mal di schiena e i dolori articolari sono le patologie più citate.
SICUREZZA SUL LAVORO: ( 20-01-2011)
OGGI ALLE ORE 15.30 SI TERRA’ UNO SCIOPERO SU TUTTI I TRENI
I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Fast e Orsa hanno annunciato, mediante comunicato stampa, una protesta per chiedere più sicurezza per i dipendenti del trasporto su ferro che unisce tutta l’Italia.
Lo sciopero, di dieci minuti, si terrà oggi dalle 15,30 su tutti i treni.
L’iniziativa è partita in seguito all’ennesimo incidente sul lavoro, verificatosi a Messina, dove ha perso la vita un dipendente di Rete Ferroviaria italiana.
Infatti, nel comunicato stampa, che annuncia l’astensione dal lavoro di oggi, si legge la motivazione: per «sensibilizzare il Gruppo Fs rispetto al tema della sicurezza, alla luce della sequenza di infortuni mortali ripetuti nel Gruppo Ferrovie dello Stato» .
In ogni caso, La Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ha aperto un'inchiesta per accertare l'esatta dinamica dell'incidente avvenuto a Messina Scalo. L’operaio è stato travolto e ucciso da un treno nell'imbocco della galleria Peloritana.
Due, al momento le ipotesi: un malore che lo ha fatto cadere sui binari mentre passava un treno, oppure risucchiato dal vuoto d'aria al passaggio del treno mentre stava lavorando.
Fonte: www.italia-news.it/
EDILIZIA: DAL CPT DI SIRACUSA INDICAZIONI UTILI PER LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI ( 21-01-2011)
Il C.P.T. di Siracusa - Comitato Paritetico Territoriale per la Prevenzione Infortuni, l'Igiene e l'Ambiente di Lavoro della Provincia di Siracusa - ha prodotto e raccolto sul suo sito un grande numero di materiali che contengono indicazioni utili per la gestione in sicurezza dei lavori edili, in modo particolare diversi documenti relativi agli impianti elettrici e agli impianti di messa a terra.
SICUREZZA SUL LAVORO: LA VOCE COME SINTOMO DI AFFATICAMENTO ( 21-01-2011)
Un gruppo di studiosi australiani del’Università di Melbourne ha condotto uno studio per rilevare l’affaticamento attraverso l’analisi della voce.
I risultati della ricerca aprono nuove possibilità per la sorveglianza e la gestione dello stato di affaticamento dei lavoratori e può risultare molto utile se applicata a lavori che implicano turni prolungati quali personale medico, militari o funzionari della pubblica sicurezza.
Questa metodologia permette infatti in modo non invasivo di avere un parametro sul livello di stanchezza raggiunto e sulla eventuale necessità di sospendere il turno di lavoro.
Con l’avanzare delle ore e dell’affaticamento si è rilevata una diffusa tendenza a rallentare il ritmo della parlata, a fare più pause, ad utilizzare toni di voce più profondi e allo stesso tempo di essere soggetti a un significativo aumento delle variazioni vocali.
Tutto questo è facilmente spiegabile anche facendo semplicemente capo al funzionamento dell’apparato fonatorio: più siamo stanchi più è difficile mantenere il controllo dei muscoli che producono il linguaggio.
TRASPORTI: I SINDACATI CHIEDONO UN INCONTRO AL GOVERNO ( 21-01-2011)
I segretari generali del settore trasporti di Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro urgente al governo per "chiarire le ragioni dell'oggettivo ritardo nella definizione dei decreti applicativi del Testo unico in materia di salute e sicurezza nei settori portuale, marittimo e ferroviario e per la ricerca di soluzioni condivise e produttive di risultati certi e tempestivi".
Lo chiedono in una lettera inviata al Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, dei Trasporti, Altero Matteoli e della Salute, Ferruccio Fazio, i segretari generali della Filt Cgil, Franco Nasso, della Fit Cisl, Claudio Claudiani e della Uiltrasporti, Giuseppe Caronia.
I sindacati esprimono "viva preoccupazione e ritenendo non più sopportabile da parte dei lavoratori interessati un ulteriore rinvio dei termini normativi per il riconoscimento del proprio diritto ad una sicurezza e salute equiparabile al resto del mondo lavorativo”.
INAIL: LA RIDUZIONE DEL PREMIO 2010/2011 ( 21-01-2011)
Entro il 31 gennaio 2011 è possibile inviare la pratica per la richiesta all’Inail della riduzione del premio assicurativo.
L’oscillazione del tasso è uno dei meccanismi di incentivazione per la sicurezza voluti dall’Inail che ha previsto che le aziende fino a 500 lavoratori che hanno attuato nell’anno ulteriori interventi migliorativi nel campo della prevenzione possano accedere a uno sconto del premio pari al 10%. Lo sconto ammonta invece al 5% del premio per le aziende con oltre 500 lavoratori.
Utile sapere che per numero di lavoratori si intende il numero di lavoratori medio relativo all’anno per cui si richiede lo sconto, quindi in questo caso, del il numero medio dei lavoratori di quell’azienda nel 2010.
Le aziende che si trovassero nelle condizioni di richiedere lo sconto dovranno compilare il modulo OT 24 che è composto da una sezione generale e da tre allegati.
Nella parte generale il richiedente, oltre a fornire dati identificativi, deve dichiarare di essere in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi e che nei luoghi di lavoro per cui si effettua domanda di riduzione son o rispettate le disposizioni in materia di prevenzione infortuni e di igiene nei luoghi di lavoro.
Per accedere alla riduzione del tasso medio è necessario aver effettuato almeno uno degli interventi della sezione A, per esempio:
a) L’azienda ha adottato o mantiene un comportamento socialmente responsabile secondo i principi della CSR (Responsabilità Sociale delle Imprese), sinteticamente evidenziato dalle dichiarazioni rilasciate dall’impresa stessa nel questionario di cui all’Allegato I, ed ha conseguentemente attuato interventi migliorativi delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro2.
b) L’azienda ha implementato o mantiene un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro:
1) certificato da organismi specificatamente accreditati, nel rispetto del regolamento RT12 SCR, presso ACCREDIA3 (comprese le aziende certificate secondo la Norma UNI 10617, ancorché non previste dal citato RT 12);
2) certificato da organismi accreditati presso altri enti di accreditamento4 (vedi Allegato II);
3) che risponde ai criteri definiti dalle Linee Guida UNI INAIL ISPESL e Parti Sociali, o da standard e da norme riconosciuti a livello nazionale e internazionale4 (vedi Allegato II).
c) L’azienda ha implementato ed adotta una procedura per la selezione dei fornitori che tiene conto dell’applicazione della normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro (vedi Allegato III).
d) L’azienda ha realizzato interventi rilevanti volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (interventi di prevenzione integrata, di CSR e SGSL) svolti in attuazione di accordi tra INAIL e Organizzazioni delle Parti Sociali o Organismi del Sistema della Bilateralità.
Per far sì che la domanda venga accettata, anche i relativi allegati devono essere debitamente compilati.
Alternativamente, l’azienda deve aver realizzato almeno tre interventi appartenenti alle seguenti sezioni di cui almeno uno deve appartenere alla sezione E (Formazione)
Tra gli interventi migliorativi possibili il documento cita ad esempio:
Il datore di lavoro coinvolge i lavoratori, anche applicando specifiche procedure, alle fasi di individuazione, valutazione e gestione dei rischi.
Le procedure per il pronto soccorso e la gestione delle emergenze (anche definite in collaborazione con gli enti pubblici preposti) sono testate tramite prove e simulazioni più di una volta l’anno.
Il datore di lavoro raccoglie e analizza in maniera sistematica le informazioni sugli incidenti avvenuti sulle macchine, gli impianti e le singole attrezzature.
Viene attuato un piano di monitoraggio, attraverso impianti automatizzati e/o contratti affidati a ditte specializzate, dell’esposizione dei lavoratori ad agenti chimici, fisici, biologici, oltre a quanto previsto dalla normativa vigente
Il medico competente ha visitato gli ambienti di lavoro almeno due volte l’anno e ha redatto un dettagliato verbale di sopralluogo
Viene adottata una metodologia per la verifica nel tempo dell’efficacia della formazione.
Vengono organizzati momenti formativi per comparto produttivo, garantendo la divulgazione dei dati e delle casistiche degli infortuni e delle malattie professionali nello specifico comparto.
L’impresa ha esteso a tutti i lavoratori la formazione in materia di montaggio, utilizzo e smontaggio dei ponteggi.
Il personale addetto all’autotrasporto ha effettuato uno specifico corso teorico-pratico di guida sicura
L’azienda ha adottato sui propri mezzi una scatola nera-registratore di eventi conforme alla norma CEI 79:2009.
E’ fatta salva la facoltà dell’Inail di procedere in sede di istruttoria o successivamente, alla verifica di quanto dichiarato dal richiedente.
INAIL: ULTERIORI 750 MILIONI DI EURO IN INCENTIVI PER LA SICUREZZA SUL LAVORO ( 24-01-2011)
Entro il 2013 l'INAIL renderà disponibili circa 750 milioni a favore della prevenzione e alcune criticità tecniche che si sono verificate nella gara a tempo per l'assegnazione della prima tranche non tolgono rilevanza a un intervento unico nel suo genere: un intervento che, per la prima volta, ha visto un istituto pubblico prodigarsi col massimo sforzo per "restituire" denaro alle aziende con criteri di immediatezza e trasparenza.
Il presidente dell'INAIL, Marco Fabio Sartori, ha aperto con questo messaggio l'incontro tenuto il 21 gennaio, a Roma, insieme al direttore generale Giuseppe Lucibello, con le rappresentanze di tutte le parti sociali - aziende e sindacati -per fare il bilancio sul "Click day".
Apprezzando il generale riconoscimento che le sigle hanno manifestato all'Istituto - in particolare, per avere sostenuto concretamente gli sforzi delle pmi per migliorare le condizioni di sicurezza e di salute dei lavoratori - Sartori ha sottolineato in modo forte agli interlocutori la volontà di raccogliere critiche e suggerimenti per perfezionare ulteriormente un percorso già condiviso con le parti sociali in vista delle prossime edizioni dell'operazione.
Infine, Sartori ha evidenziato alle parti sociali le principali ragioni che hanno caratterizzato il successo dell'intervento: infatti nell'ambito dei 1.438 progetti accettati al termine della gara a tempo, le imprese che usufruiranno dei fondi sono per il 98% aziende di micro, piccole e medie dimensioni e le loro principali attività appartengono ai comparti manifatturiero ed edile, settori dove la tipologia delle lavorazioni rende "storicamente" più elevato il rischio di incidenti.
VALUTARE CON UN SOFTWARE I COSTI DELL’INSICUREZZA ( 24-01-2011)
Quanto costa avere un'impresa carente dal punto di vista della prevenzione? Anche al di là dell'aspetto naturalmente primario dell'impatto sulla salute dei lavoratori, da un punto di vista economico questa carenza in cosa si traduce?
Lo strumento permette, così, alla singola azienda di quantificare i costi legati all'accadimento di un infortunio, calcolando sia quelli diretti che quelli indiretti. Inoltre consente di analizzare i costi assicurativi e quanto l'azienda investe in prevenzione.
Gli infortuni e le malattie professionali possono, infatti, comportare costi rilevanti per le aziende. Ma se questa è una realtà indiscutibile - in particolare per le piccole imprese, dove il peso finanziario degli incidenti sul lavoro può essere considerevole - tuttavia spesso non è comunque facile convincere i responsabili decisionali di quanto condizioni lavorative più salubri siano "redditizie".
Il progetto, sottolineano i realizzatori "vuole essere uno strumento di ausilio ai datori di lavoro e al management aziendale per una più corretta conoscenza dei costi legati alla salute e sicurezza sul lavoro e vuole fornire anche una indicazione di massima delle somme a disposizione per il miglioramento delle condizione di lavoro, affinché sia da stimolo a raggiungere i bassi livelli infortunistici delle aziende (del medesimo settore e dimensione) che hanno deciso di integrare la politica della sicurezza sul lavoro nella loro politica aziendale".
GESTIRE LA SICUREZZA: LA UNI ISO 31000 ( 24-01-2011)
- l’impegno costante da parte della direzione per l’introduzione di una efficace gestione del rischio e per la relativa definizione di politica e obiettivi,
- la progettazione della struttura di riferimento per gestire il rischio,
- la definizione delle responsabilità,
- l’integrazione della gestione del rischio nei processi organizzativi,
- l’assegnazione delle risorse,
- i meccanismi di comunicazione e reporting (interni ed esterni),
- l’attuazione della gestione del rischio,
- il monitoraggio, il riesame e il miglioramento continuo della struttura di riferimento.
LA DISMISSIONE DELL’AMIANTO: GLI EFFETTI SULLA SALUTE DEI LAVORATORI E DEI LORO FAMILIARI ( 24-01-2011)
E’ stato recentemente pubblicato un importante report sugli effetti dei processi di dismissione dell’amianto.
Il report è frutto della ricerca di un qualificato gruppo di lavoro composto da Fulvio Cavariani del Centro Regionale Amianto Lazio, Stefano Silvestri delI’ Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica della Regione Toscana, Mariano Alessi della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Orietta Sala del Centro Regionale Amianto ARPA Emilia Romagna e Benedetto Terracini del Centro Prevenzione Oncologica, Regione Piemonte e Università di Torino.
Il problema delle morti per amianto è ben lungi dall’essere risolto. E’ dal 1994 che l’uso diretto dell’amianto è vietato. La fabbrica dell’Eternit è chiusa dal 1986, dopo il fallimento, e le altre società del settore hanno dismesso la produzione di amianto al più tardi nel 1992.
Eppure il Terzo rapporto Ispesl e del Registro nazionale dei mesoteliomi continua contare i casi di decesso per mesotelioma, il tumore ai polmoni causato dall’inalazione di fibre di amianto.
Nel rapporto è il Piemonte la regione che conta il più alto numero di morti e questo potrebbe non stupire dato che Casale Monferrato, sede della fabbrica Eternit è situato in quella regione.
Negli anni ai lavoratori che si sono ammalati nella fabbrica, si sono aggiunti i familiari, prime fra tutte le mogli che venivano a contatto con le particelle del materiale lavando gli indumenti dei mariti, o gli abitanti del paese esposti a inquinamento ambientale dato da particelle di amianto liberate nell’aria provenienti dalla fabbrica o dalla cava.
Oggi la situazione si sta modificando. Leggendo con più attenzione i dati del rapporto ci si accorge che in realtà i decessi non sono più imputabili alla produzione di manufatti con cemento-amianto, né a fattori ambientali: oggi i decessi per la maggior parte riguardano i lavoratori nel settore dell’edilizia. Perché?
Perché questi lavoratori sono esposti all’altissimo rischio della dismissione dell’amianto. Le operazioni di bonifica degli ambienti contenenti amianto sono estremamente pericolose e troppo spesso eseguite con non sufficiente preparazione, cautela e protezione.
Benedetto Terracini, uno dei curatori del dossier avverte «L’uso industriale diretto dell’amianto è cessato completamente nel 1994. Continua quello indiretto del minerale ancora installato in edifici ed impianti, in matrice sia compatta sia friabile.
Quest’ultima caratteristica lo rende potenzialmente più pericoloso per la maggiore facilità di diffusione delle fibre nell’aria e per la sua presenza tuttora rilevante nelle coibentazioni ancora in opera.
Soprattutto in grandi impianti industriali e termici a servizio di processi produttivi, navi e traghetti, ma anche in edifici pubblici o di uso pubblico, come scuole, ospedali, teatri, palestre, grandi magazzini, chiese».
I dati pubblicati danno quindi nuove direzioni da seguire per tutelare efficacemente i lavoratori dall’esposizione a questo rischio che causa una delle più gravi e diffuse malattie professionali.
SICUREZZA SUL LAVORO: L’ESECUZIONE IN SICUREZZA DELLE ATTIVITÀ DI SCAVO ( 25-01-2011)
Fonte: www.diarioprevenzione.it
AUTOLIQUIDAZIONE INAIL 2010/2011: PROROGATO IL TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE DI RIDUZIONE DEL TASSO MEDIO DI TARIFFA ( 25-01-2011)
I datori di lavoro interessati alla riduzione del tasso per interventi di prevenzione effettuati, possono presentare la relativa domanda entro il 28 febbraio 2011 anziché entro il termine inizialmente previsto del 31 gennaio 2011.
FIRMATO IL DECRETO ATTUATIVO DELLA LEGGE ISTITUIVA DEL FONDO PER LE VITTIME DELL’AMIANTO ( 25-01-2011)
Con l’art. 1 della legge finanziaria n. 24 dicembre 2007, il Governo Prodi istituì un fondo vittime amianto.
Per le procedure e le modalità di erogazione del fondo, la stessa legge finanziaria rimandava ad un decreto attuativo da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, cioè entro marzo 2008.
Nel frattempo, come sappiamo, cambiò il Governo, e si attese più di tre anni per dare seguito a tale provvedimento.
Il 7 dicembre scorso il Senato aveva invitato all’unanimità per la terza volta il Ministro del lavoro e il Governo ad intervenire il più rapidamente possibile nell’emanazione del regolamento per avviare il fondo a favore delle vittime dell’amianto.
Il 13 gennaio 2011 è stato finalmente emanato il decreto attuativo recante la disciplina dell’organizzazione, del finanziamento e del comitato amministratore del fondo per le vittime dell’amianto, nonché delle procedure e delle modalità di erogazione delle prestazioni del fondo stesso.
SICUREZZA SUL LAVORO: I RISCHI NELLE INDUSTRIE AGROALIMENTARI ( 25-01-2011)
L’industria alimentare comprende una incredibile varietà di industrie e processi, tutti strettamente controllati a livello igienico ma non per questo poco pericolosi.
Questa industria ha infatti uno dei tassi più alti di infortuni del comparto manifatturiero (il 23,9% degli infortuni nelle industrie manifatturiere del 2006/2007).
Nello specifico, gli incidenti nell’industria alimentare sono causati nella maggior parte da macchinari e impianti: il 30 % dovuti a nastri trasportatori, il 12% causati da muletti, il 5% da seghe a nastro. Il 66% degli incidenti causati da macchine nell’industria dei biscotti sono occorsi durante i processi di pulizia e manutenzione.
La manutenzione di impianti macchinari nell’industria alimentare è importante per assicurare un ambiente di lavoro sano e sicuro e produzioni alimentari che rispettino gli standard igienici e di qualità.
Il comparto alimentare è sotto pressione per implementare l’efficienza produttiva e poter soddisfare le richieste del mercato per una grande varietà di prodotti.
Per questo succede che la maggior parte degli stabilimenti (il 57%) devono mettere in produzione due o tre diversi prodotti per linea al giorno.
Questo determina la necessità di effettuare velocemente operazioni di pulizia tra un processo e l’altro e pone una bella sfida per la manutenzione.
Per di più gli stabilimenti non si possono permettere di fermare la produzione e quindi chi lavora alla manutenzione e pulizia è chiamato a lavorare a tutte le ore, di notte e nei festivi.
La manutenzione nel comparto alimentare deve rispondere a tre requisiti:
efficienza dei costi,
minimo impatto sulla produzione,
nessun impatto sulla pulizia e qualità dei cibi prodotti.
Allo stesso tempo chi opera la manutenzione nel comparto alimentare si trova ad affrontare una varietà di rischi, che, anche se diversi da processo a processo, si possono elencare in via generale in
Incidenti legati al funzionamento di macchine;
Scivolate, cadute;
Carico fisico pesante;
AUTOLIQUIDAZIONE 2010/2011: I TASSI DI INTERESSE IN CASO DI PAGAMENTO RATEALE DEL PREMIO ( 25-01-2011)
L'Inail, con nota del 19 gennaio 2011, n. 377, comunica che il tasso di interesse da applicare al secondo, terzo e quarto rateo del premio relativo all'autoliquidazione 2010/2011 è pari al 2,10%.
Pertanto, per coloro che usufruiscono del pagamento rateale per l'autoliquidazione 2010/2011 in scadenza al 16 febbraio 2011, i coefficienti da moltiplicare per gli importi della seconda, terza e quarta rata scadenti il 16 maggio, 16 agosto e 16 novembre 2011, sono:
0,0051205480
Per coloro che usufruiscono del pagamento rateale per l'autoliquidazione 2010/2011 in scadenza al 16 giugno 2011, fermo restando che a tale data deve essere stato effettuato il versamento del 50% di quanto dovuto a tale titolo, i coefficienti da moltiplicare per gli importi della terza e quarta rata scadenti il 16 agosto e 16 novembre 2011, sono:
0,0035095890
0,008802740
AUTOLIQUIDAZIONE 2010/2011: LA RIDUZIONE CONTRIBUTIVA PER LE IMPRESE EDILI ( 26-01-2011)
La riduzione contributiva per il settore edile per l’anno 2010 è fissata nella misura dell’11,50% e si applica alla sola regolazione 2010.
La riduzione si applica ai datori di lavoro che occupano operai con orario di lavoro di 40 ore settimanali e alle società cooperative di produzione e lavoro per i soci lavoratori, esercenti attività edili, a condizione che siano regolari nei confronti di INAIL, INPS e Casse Edili.
LA BONIFICA DI MANUFATTI IN POSA CONTENENTI FIBRE VETROSE ( 26-01-2011)
La Regione Lombardia - Direzione Generale Sanità - ha approvato e pubblicato le Linee guida per la bonifica di manufatti in posa contenenti fibre vetrose artificiali.
Le linee guida sono finalizzate a:
diffondere le conoscenze delle varie tipologie di fibre vetrose artificiali in posa con particolare riferimento ai rischi a loro connessi che sono emersi e riportati dalla letteratura scientifica;
orientare sulle modalità operative dei lavori di bonifica di manufatti in posa contenti fibre vetrose artificiali ai fini di tutela della salute dei lavoratori e della popolazione;
orientare i Dipartimenti di Prevenzione Pedico delle ASL e le Unità Organizzative Ospedaliere di Medicina del Lavoro (UOOML) delle AO alla promozione di percorsi preventivi che coinvolgano le figure aziendali per la gestione corretta dei principali problemi evidenziati.
Fonte: www.sicurezzalavoro.fvg.it/
SICUREZZA SUL LAVORO ED ETA’ PENSIONABILE ( 26-01-2011)
Quali sono le condizioni di lavoro per la popolazione attiva in Europa? Salute e sicurezza sono sufficientemente tutelate in modo da permettere una sana e lunga vita lavorativa? I lavoratori, mantenendo queste condizioni, possono continuare a lavorare fino al compimento dei sessanta anni di età? La risposta è no, non sempre, per molti motivi.
In assoluto meno del 60% dei lavoratori ritiene di poter continuare a fare il lavoro che svolge fino a 60 anni. Un terzo dei lavoratori interpellati dichiara di ritenere che la sua salute e la sua sicurezza sono a rischio sui luoghi di lavoro.
Nonostante questo è in aumento il fenomeno del presenzialismo: andare al lavoro sempre e comunque, anche quando si è malati. La precarietà della vita lavorativa, pressioni datoriali e sociali, sono spesso causa di questo fenomeno che alla lunga può risultare molto dannoso, sia alla salute del lavoratore che all’azienda stessa.
La situazione peggiora quando si interpellano operai a bassa specializzazione: meno del 44% di questi risponde affermativamente all’ipotesi di poter lavorare fino ai 60 anni: la maggior parte ritiene di non potercela fare.
Non stupisce che le prospettive appaiono migliori per i coletti bianchi che per gli operai.
Altro aspetto spesso sottovalutato è poi l’impatto a lungo termine del lavoro sulla salute, a volte più preoccupante degli effetti immediati. Categoria in cui questo fenomeno emerge sono le donne che sono generalmente meno esposte a rischi diretti ma che nell’arco di tutta la loro vita lavorativa si misurano con difficoltà organizzative, di conciliazione con la vita familiare, di prospettiva di carriera, di difficoltà nei rapporti sociali sul lavoro, che determinano una costante situazione di disagio che può facilmente sfociare in sindromi da stress lavoro correlato.
La vita lavorativa è diversa a seconda di quale gradino occupazionale il lavoratore occupi: per chi è nei gradini più bassi l’accumulo di cattive condizioni di lavoro determina spesso una impossibilità fisica a continuare a lavorare.
Le attuali condizioni di lavoro cui è sottoposto un operaio edili, un addetto alle pulizie, o un operatore di call canter sono tali per cui è davvero problematico per questi poter mantenere il posto di lavoro oltre i 50/55 anni di età.
Se non si adopereranno le dovute precauzioni per migliorare le condizioni di lavoro delle fasce più basse l’innalzamento dell’età pensionabile metterà questi lavoratori nelle condizioni di licenziarsi e di vedere ridotte ulteriormente le loro pensioni che sono già ai livelli più bassi.
CLICK DAY: L’INAIL PUBBLICA L’ELENCO DELLE DOMANDE RICEVUTE ( 26-01-2011)
L'INAIL rende noti i nomi delle aziende le cui domande di finanziamento sono state ricevute nell'ambito dell'operazione "Click day" del 12 gennaio scorso.
L'elenco è consultabile da tutti cliccando sul banner "Incentivi alle imprese", situato nella parte in basso dell'home-page del portale dell'Istituto.
Le aziende sono catalogate in base alla regione, con relativa denominazione, sede territoriale e orario di invio telematico della domanda.
Il lettore verificherà che il numero finale di domande alla fine regolarmente accettate dal sistema informatico è risultato pari a 1.444: una cifra difforme dalle 1.438 dichiarate dall'INAIL il giorno successivo alla gara.
In riferimento a tale differenza, quindi, l'Istituto precisa che tale elenco comprende quattro domande la cui transazione è stata registrata due volte a causa di invii molteplici da parte di postazioni informatiche differenti (dunque, quattro casi di "duplicati" che sono stati, tuttavia, conteggiati una sola volta nel conto finale) e due domande risultate confermate alle aziende partecipanti a seguito della risoluzione di una difformità tecnica.
In definitiva i progetti accettati dall'Istituto nell'operazione "Click day" sono risultati essere 1.440
SICUREZZA SUL LAVORO: UNA NUOVA WEB TV DEDICATA ALLA SALUTE E ALLA SICUREZZA DEI LAVORATORI ( 27-01-2011)
Una nuova iniziativa che parte sul web con la piattaforma Livestream.
Obiettivo: parlare ogni giorno di sicurezza sul lavoro e diffondere le tematiche del Testo Unico 81 del 2008. E infatti, la nuova web tv si chiama “8108webTV” ed è on line da due giorni.
Il nuovo progetto si integra all’interno del primo social network dedicato alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori – di cui Quotidiano Sicurezza ha dato notizia – che in pochi settimane ha registrato già numerosi iscritti.
Gli ideatori della nuova web tv spiegano che il nuovo progetto rientra in una “Safety Internet Revolution, una vera rivoluzione che vuole mettere il turbo alle professioni che operano nel campo della sicurezza sul lavoro.” Spiegano ancora i promotori: “Le due redazioni lavoreranno autonomamente per fornire strumenti come il social network e la web TV , ma i due strumenti pensati apposta per integrarsi e offrire informazioni utili a migliaia di professionisti della sicurezza, RSPP, coordinatori per la sicurezza, Rappresentanti dei Lavoratori ,valutatori di sistemi di gestione, case editrici, software house, centri di formazione ed enti”.
Il social network della sicurezza e la nuova web tv “8108″ sono connessi alle principali piattaforme di condivisione: da Facebook a Linkedin, per intenderci. Seguendo la logica tipica di Interne: la condivisione delle informazioni.
IN EMILIA ROMAGNA INCENTIVI ALLE PM PER RIQUALIFICARE L’AMBIENTE E I LUOGHI DI LAVORO ( 27-01-2011)
La Regione Emilia Romagna, su proposta dell’assessore all’Ambiente, Sabrina Freda, e dell’assessore alle attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli, ha stanziato dieci milioni di euro con l’obiettivo di promuovere la qualità e la salubrità dei luoghi di lavoro e per favorire e promuovere la qualificazione ambientale ed energetica del sistema produttivo regionale.
Il bando fa capo ai finanziamenti previsti dal Piano Organizzativo, POR FESR, e a fondi regionali e risponde alle richieste dell’Asse 3 – Attività III.1.2. Sostenere progetti innovativi nel campo delle tecnologie energetico-ambientali volti al risparmio energetico ed all’utilizzo di fonti rinnovabili.
Il bando contribuisce a finanziare le piccole e medie imprese che attivano interventi di rimozione e smaltimento dei manufatti contenenti cemento-amianto, e quelle che intraprendono azioni per promuovere il risparmio energetico, la sostenibilità e l’autoproduzione di energia, attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici e la realizzazione di interventi di coibentazione e climatizzazione degli ambienti di lavoro.
Possono fare domanda di finanziamento le PMI, in particolare le imprese singole, i consorzi le società consortili tra piccole e medie imprese, che abbiano sede legale e/o operativa in Emilia Romagna. Queste potranno accedere ad un fondo di massimo 150.000 euro per progetto che, nel caso di interventi di bonifica di manufatti in amianto e cemento-amianto, verrà concesso sotto forma di contributo in conto capitale che, a partire dall’anno successivo decorrente dalla data del provvedimento che dispone l’erogazione del saldo, dovrà essere restituito nella misura pari al 50% del relativo importo, con l’applicazione di un tasso di interesse pari allo 0,50% ai sensi dell’art.72 della legge 289/2002.
La trasmissione delle domande di contributo deve avvenire tramite posta elettronica certificata (e contestualmente tramite trasmissione della copia cartacea per raccomandata), dovrà essere effettuata, pena la non ammissibilità delle stesse, nel periodo intercorrente tra il 1° aprile 2011 e il 2 maggio 2011, entro le ore 16.
Con questo bando, dichiara l’assessore alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli l’amministrazione emiliano-romagnola intende adeguare le realtà produttive territoriali ai più alti standard di efficienza energetica “migliorare le performance dell’impresa stessa, e contribuire a rilanciare una crescita sostenibile ed intelligente”
L’assessore all’Ambiente Sabrina Freda ha invece sottolineato come questo bando rappresenti un «Un beneficio per migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro” ribadendo l’importanza di assicurare ai lavoratori ambienti sani e sicuri perché il benessere dei lavoratori è il benessere.
STRESS LAVORO-CORRELATO: NECESSARIO UN PERCORSO DI ACCERTAMENTO OBIETTIVO ( 28-01-2011)
Sul posto di lavoro i carichi di tensione sono, spesso, all'ordine del giorno. Turni troppo lunghi, dissidi con i colleghi, ansia da prestazione, mettono a rischio il benessere dell'ufficio.
Ora, però, le aziende saranno obbligate per legge a misurare il livello di stress dei propri dipendenti. Lo dice la circolare del 18 novembre 2010 del ministero del Lavoro, in cui sono contenute le linee guida necessarie per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato, così come previsto dal Testo unico 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro.
Il nuovo documento obbliga le imprese da gennaio 2011, a rivedere il Documento di valutazione del rischio e definisce i principi e le procedure per valutare le cause dello stress.
Anche l'INAIL ha partecipato attivamente alla stesura del testo. Esperti dell'Istituto, tra cui due medici della Sovrintendenza, hanno fatto parte della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza del lavoro, che ha elaborato le indicazioni secondo i contenuti dell'Accordo europeo del 2004.
Per l'Istituto, infatti, queste patologie non sono una novità. Da tempo vengono compresi nella tutela assicurativa anche quei casi di patologie psichiche e psicosomatiche dovuti all' esposizione a un evento "stressogeno" acuto.
"Negli ultimi anni la problematica si è estesa alle situazioni patologiche che alcuni aspetti dell'organizzazione del lavoro possono avere su alcuni individui, che non sono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro", spiega Marta Clemente, dirigente della Sovrintendenza medica dell'Istituto. "In totale le denunce pervenute all'INAIL per questo tipo di disturbi sono circa 500 l'anno.
Solo nel 10-15% dei casi, però, sono state ritenute malattie di origine professionale. "Trattandosi di patologie a origine multifattoriale, il percorso metodologico per l'accertamento del nesso causale tra condizione/rischio e malattia denunciata segue lo stesso iter accertativo previsto per le altre malattie professionali", continua Clemente, "e necessita di un atteggiamento rigoroso e obiettivo, che riguarda non solo l'inquadramento clinico della malattia, ma soprattutto l'identificazione oggettiva dell'esistenza di un'efficiente causa lavorativa psicostressante".
Alla luce delle nuove disposizioni la valutazione del rischio stress correlato è un obbligo a carico del datore di lavoro, che dopo aver consultato i rappresentati dei lavoratori per la sicurezza, deve pianificare un percorso di intervento che comprende l'identificazione di eventuali fattori di pericolo, programmare le soluzioni correttive e monitorarne nel tempo gli effetti.
"La valutazione prende in esame non i singoli soggetti, ma gruppi omogenei di lavoratori che risultino esposti a rischi dello stesso tipo, secondo un'analisi che ogni datore di lavoro può autonomamente effettuare in ragione dell'organizzazione aziendale", aggiunge la dottoressa. "Possono essere, per esempio, i turnisti, i dipendenti di un determinato ufficio oppure chi svolge la medesima mansione".
"L'INAIL partecipa attivamente alla costruzione di una cultura della sicurezza al fine di migliorare la tutela della salute dei lavoratori principalmente attraverso l'attività di formazione e informazione ai lavoratori, ai datori di lavoro e alle altre figure coinvolte nel sistema", conclude Clemente. "Inoltre finanzia progetti di ricerca scientifica e mette a disposizione per le piccole e medie imprese fondi per la prevenzione.
E' molto interessante notare che le richieste per il finanziamento, pur riguardando a tutt'oggi per la maggior parte l'acquisto di attrezzature, vede un 20% finalizzato all'adozione di modelli organizzativi responsabili e un restante 6% per la formazione.
Questi ultimi due dati sembrano far emergere la consapevolezza anche da parte datoriale dell'importanza di una buona organizzazione del lavoro e della consapevolezza dei rischi. Vuol dire che le aziende stanno realmente introiettando la cultura della sicurezza".
SICUREZZA SUL LAVORO: IL MARCHIO CE SUL MACCHINARIO NON ESONERA COMPLETAMENTE IL DATORE DI LAVORO DALLE RESPONSABILITA’ ( 28-01-2011)
Nella recente sentenza 1226/2011, la Corte torna a confermare gli orientamenti precedentemente espressi in materia di responsabilità del datore di lavoro per infortuni ai dipendenti, in caso di macchinari pericolosi.
Ancora una volta il marchio CE apposto sul macchinario non esonera completamente il datore di lavoro da responsabilità: egli deve comunque accertarsi che le macchine messe a disposizione dei lavoratori siano in possesso di tutti i requisiti di legge relativi alla sicurezza.
Nel caso di specie si dibatteva della colpa del datore di lavoro per infortunio occorso ad un lavoratore adibito alla pulizia di una macchina monoblocco, privo di copertura nell'area di riavvolgimento del filo: pur utilizzando il guanto di protezione, la mano dell'operaio si è incastrata nel macchinario, procurando la frattura di un dito.
In primo grado, il Tribunale, confermato poi nelle conclusioni dalla Corte d’Appello, aveva condannato il datore di lavoro per non aver fornito al lavoratore le necessarie istruzioni d'uso e per l'imprudenza di aver messo a disposizione dei dipendenti un macchinario con difetto.
A nulla è valsa l’opposizione che la macchina presentasse un’anomalia in fase di costruzione, spostando la responsabilità sul costruttore. Quanto poi all’eventualità che il progresso abbia apportato miglioramenti alla sicurezza del macchinario, la Corte afferma che per esimere da responsabilità il datore di lavoro non è sufficiente che questi provi di aver munito la macchina di tutti gli accorgimenti di sicurezza conosciuti al tempo dell’acquisto ma “deve ispirare la sua condotta alle acquisizioni della migliore scienza ed esperienza” rapportandola al tempo presente.
Inoltre, il datore di lavoro non deve solo limitarsi ad assolvere il compito di informare i lavoratori sulle norme antinfortunistiche previste, ma deve attivarsi e controllare sino alla pedanteria, che tali norme siano assimilate dai lavoratori nella ordinaria prassi di lavoro, un impostazione già supportata in altri precedenti giurisprudenziali.
NUOVE NORME ANTINCENDIO NEGLI AEREOPORTI ( 28-01-2011)
Lo scorso 25 gennaio è stato siglato un accordo tra l’Enac e il Dipartimento dei Vigili del fuoco grazie al quale gli aeroporti di aviazione generale e le aviosuperfici, in attuazione della nuova normativa di settore, dovranno dotarsi di un presidio minimo per garantire un primo intervento di soccorso, in sostituzione delle attuali previsioni che regolano il servizio antincendio.
A tale scopo, pertanto, saranno emanati a breve regolamenti coordinati ed autonomi sia da parte dell’ENAC che del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco.
L’accordo è stato sottoscritto al termine dei lavori del Tavolo Istituzionale ENAC - Dipartimento dei Vigili del fuoco, istituito per armonizzare le normative antincendio negli aeroporti di aviazione generale e nelle aviosuperfici.
Tale intesa è frutto di una lunga istruttoria di approfondimento tecnico che ha visto coinvolte le competenze maturate nella sicurezza aeroportuale e nelle operazioni di aviazione generale, in combinazione con le esperienze del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco nella valutazione degli aspetti correlati agli interventi di emergenza.
"Il proficuo lavoro e la collaborazione istituzionale - ha evidenziato il presidente dell’Enac, Vito Riggio - hanno consentito di fornire risposte di alto profilo ad una tematica molto sentita nel settore dell'aviazione generale e dell'aeroportualità minore.
La nuova normativa, infatti, sempre nel massimo rispetto della sicurezza, allevierà importanti oneri gestionali, favorendo, al contempo, lo sviluppo dell'aviazione generale per le scuole volo, il volo sportivo e le altre tipologie di volo legate a questo segmento del settore".
SICUREZZA SUL LAVORO: LA GESTIONE DEI PERICOLI ( 28-01-2011)
Molti infortuni si verificano svolgendo attività banali come camminare, salire o scendere le scale, trasportare carichi.
In questi casi si è soliti sottovalutare i rischi, in quanto si pensa che non possa capitare nulla di pericoloso.
Tuttavia, le statistiche sugli infortuni dimostrano che un assicurato Suva su dieci è vittima ogni anno di un infortunio sul lavoro e questo non è dovuto al caso.
Per questo motivo è bene che tutti i lavoratori si impegnino attivamente per garantire la sicurezza e la tutela della salute sul posto di lavoro.
SUVA suggerisce dunque di testare le proprie conoscenze in materia di sicurezza e fornisce delle semplici "regole di base in materia di sicurezza sul lavoro per i lavoratori dei settori industria e artigianato", perchè gli infortuni non avvengono mai per caso.
SICUREZZA SUL LAVORO: UNA CHECK LIST PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DA ESPLOSIONE ( 31-01-2011)
La direttiva ATEX si occupa del controllo e della messa in sicurezza degli ambienti a rischio di esplosione.
Infatti, la check-list relativa al rischio Atex in ambiente di lavoro, intitolata “ Lista di controllo per la verifica dell’applicazione del Titolo XI del D.Lgs. 81/08”, permette di verificare alcuni importanti adempimenti per la prevenzione.
· Il datore di lavoro ha determinato l’eventuale presenza di sostanze infiammabili o combustibili sul luogo di lavoro? E le caratteristiche chimiche e fisiche di tali sostanze (infiammabilità, finezza, secchezza, reattività…) possono generare un’ ATEX (ATmosfere EXplosive)?
· Inoltre ha esaminato la possibilità di evitare la formazione delle atmosfere esplosive? E ha individuato la presenza delle fonti di accensione?
· Il datore di lavoro ha valutato i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti da atmosfere esplosive?
· Sono state adottate le misure protettive volte a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori?
· I lavoratori impegnati nei luoghi ATEX dispongono di adeguata formazione? Ci sono istruzioni scritte? Autorizzazioni al lavoro? Segnalazione delle aree nei punti di accesso?
· È presente una documentazione firmata dai lavoratori che comprovi la formazione?
· Il datore di lavoro ha elaborato il documento sulla protezione contro le esplosioni (art. 294 D.Lgs. 81/2008)?
SICUREZZA SUL LAVORO: UN APPLICATIVO PER VALUTARE LE SITUAZIONI DI RISCHIO ( 31-01-2011)
"L'impresa virtuale" è un applicativo che, attraverso animazioni in 3D, presenta alcune tipiche situazioni di rischio negli ambienti di lavoro e mostra quali sono i possibili interventi per la loro eliminazione o riduzione.
Può essere quindi utilizzato in modo individuale o nell’ambito di corsi di formazione, per stimolare la sensibilità alla individuazione dei rischi e delle idonee misure di prevenzione.
Naturalmente gli scenari presentati non hanno la pretesa di mostrare in maniera esaustiva tutti i rischi connessi alle attività di un'impresa: le soluzioni proposte infatti non sono di certo le uniche possibili.
Attraverso esempi concreti si è voluto rappresentare soprattutto il processo di gestione della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro che mira ad individuare e adottare le soluzioni più idonee a ridurre i rischi che non possono essere eliminati del tutto.
SICUREZZA SUL LAVORO: GLI ADEMPIMENTI NELL’AMBITO DEL TRASPORTO PUBBLICO NON DI LINEA ( 31-01-2011)
La problematica ha suscitato particolare interesse a seguito di un quesito posto da un RSPP operante nella regione Lazio in merito a visite mediche e corsi formazione resi obbligatori nell’ambito del trasporto pubblico non di linea nel Comune di Roma.
Alla luce delle disposizioni contenute del Testo Unico 81/2008, anche ‘I lavoratori autonomi con licenza taxi hanno dunque l'obbligo di fare la visita medica e i corsi obbligatori per i lavoratori??’.
Per adeguare la normativa che disciplina il trasporto pubblico non di linea a Roma al dettato del Decreto legislativo 81/2008, il Consiglio Comunale delibera di “adottare ogni misura necessaria all’applicazione del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. in materia diprevenzione e sicurezza nell’ambito del trasporto pubblico non di linea, sia a tutela dei lavoratori, sia dell’utenza che fruisce del servizio”.
E a tal fine dispone l’integrazione del Regolamento di settore con il dispositivo seguente.
“Ogni titolare di licenza o autorizzazione per il trasporto pubblico non di linea incluso nelle figure giuridiche di cui all’art. 7 L. n. 21/1992 ed artt. 2 e 3 del D.Lgs. 81/2008, nonché ogni sostituto alla guida nominato dal titolare, a prescindere dal rapporto contrattuale tra le parti, ha l’obbligo entro il 31 dicembre di ogni anno di:
- indicare medico competente, RSPP e RLS;
- fare il corso antincendio;
- effettuare annualmente aggiornamenti sulla sicurezza nel suo lavoro;
- assumere regolarmente l’eventuale sostituto;
- assicurarsi che il sostituto effettui i corsi e le visite d’obbligo annuali;
- sottoporsi ai controlli sanitari preventivi per la valutazione dei rischi a tutela della salute e della sicurezza ai sensi degli artt. 25 e 18 del D.Lgs. in argomento, con specifica attestazione dell’assenza di alcolismo o tossicodipendenze (art. 41) o di qualsivoglia malattia che metta a repentaglio la guida”.
- “i documenti attestanti la presenza dei suddetti requisiti dovranno essere consegnati all’Amministrazione Comunale, oltre che inseriti fra i titoli”;
- all’interno dell’autovettura dovrà tenersi anche il certificato medico di cui sopra a disposizione di eventuali controlli;
- “l’Amministrazione Comunale, qualora non riceva la certificazione suddetta, provvederà alla sospensione della licenza fino all’avvenuta regolarizzazione”.
Inoltre ai conducenti coi vetture adibite ai servizio taxi o al noleggio con conducente è stata inviata una “ Comunicazione relativa alla Deliberazione C.C. n. 55 del 17 giugno 2010” dove si forniscono “alcuni chiarimenti rispetto ai campo di applicazione del provvedimento, alla documentazione da produrre all'Amministrazione e da conservare all'interno della vettura al fine di esibirla in caso di controlli delle Forze dell'Ordine”.
Il documento ricorda che sono stati sollevati dubbi interpretativi relativamente all’applicabilità delle previsioni della Deliberazione n. 55/2010 ai “titolari di licenza e/o autorizzazione che, quali lavoratori autonomi (imprese individuali e artigiani) non si avvalgono dell'attività lavorativa di dipendenti”.
Si sottolinea che il quarto comma dell'art 3 del D.Lgs. 81/2008 prevede che la normativa del decreto legislativo si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati, fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente articolo. E al successivo comma 11 viene precisato che nei confronti dei lavoratori autonomi di cui all'articolo 2222 del Codice civile, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 21 e 26.
Il secondo comma dell'art. 21 prevede che alcune categorie di lavoratori (come i conducenti di taxi che siano titolari di impresa artigiana o individuale che non si avvalgono di prestazioni di lavoratori dipendenti) relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di:
- beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all'articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;
- partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all'articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali.
A questo punto il documento, pur “confermando la facoltatività per tali soggetti di procedere agli adempimenti previsti” dal D.Lgs.81/2008, ricorda che “per tutti i conducenti trova comunque applicazione la legge quadro n. 125 del 30 marzo 2001, che prevede all'art.15 comma 1 che:
nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
E le intese approvate dalle Conferenze Unificate (30/03/2006 e 30/10/2007), prevedono espressamente che gli addetti alla guida di veicoli stradali per i quali é richiesto il possesso della patente di guida categoria A,B,C,D,E, e quelli per i quali è richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente,.., rientrano nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sui lavoro, ovvero per la sicurezza e l’incolumità o la salute dei terzi" relativamente all'assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti o psicotrope.
Di conseguenza nel Comune di Roma “per tutti i conducenti, a garanzia dei terzi trasportati, vale l`obbligo di acquisire e produrre all'Amministrazione una certificazione rilasciata da un medico legale attestante l'idoneità alle attività di conducente”, contenente la specifica attestazione di “non essere dedito all'uso di sostanze alcoliche o stupefacenti”.
CARATTERISTICHE E IDONEITÀ DI FORMAZIONE/INFORMAZIONE DEI LAVORATORI ( 31-01-2011)
La Cassazione, con la Sentenza n. 34771 del 27 settembre 2010, si è espressa sull’obbligo di formazione ed informazione dei lavoratori da parte del datore di lavoro e sulle caratteristiche che tali istituti devono assumere perché siano ritenuti idonei ed efficaci.
Quello preso in esame in questa circostanza dalla Corte di Cassazione penale è il rischio esplosione che deve essere oggetto di idonea e dettagliata informazione dei lavoratori.
In particolare dalla suprema Corte non sono state ritenute sufficienti le misure prese dal datore di lavoro e consistite nell’aver messo a disposizione di un lavoratore, rimasto vittima di un infortunio sul lavoro, le schede di sicurezza relative alla sostanza che stava utilizzando e che durante la sua attività ha portato alle conseguenze lesive nei suoi confronti e nell’avere inoltre organizzato un incontro preliminare dello stesso lavoratore con il fornitore della sostanza pericolosa nell’ambito del quale sono state illustrate le modalità d’uso del prodotto ma non sono state messe in evidenza le caratteristiche della sua pericolosità ed i rischi derivanti dal suo utilizzo.
Aggravante e determinante inoltre è stata considerata dalla Corte di Cassazione la circostanza che nel caso preso in esame tale rischio di esplosione non era stato neanche oggetto della valutazione dei rischi aziendali e non era stato inserito nel documento di valutazione dei rischi elaborato dal datore di lavoro.
Secondo la suprema Corte dunque “il debito di sicurezza nei confronti del lavoratore a cui è tenuto il datore, prevede tra l'altro l'obbligo di informare i dipendenti dei rischi per la sicurezza e la salute in relazione all'attività svolta nell'impresa (Decreto Legislativo n. 626 del 1994, articolo 21, vigente all'epoca dei fatti) e di adeguata formazione in materia di sicurezza (articolo 22)”.
Secondo la Sez. IV, inoltre, per assolvere agli obblighi della formazione ed informazione non è sufficiente la "ragnatela" delle disposizioni date con una pluralità di documenti messi a disposizione del lavoratore. “Perché sia assolto l'obbligo di sicurezza previsto nelle citate norme” prosegue la Sez. IV, “è necessario che il lavoratore venga informato dei rischi specifici dell'utilizzo del prodotto. Tale specificità non deve arrestarsi alla esplicitazione di una mero divieto (es. utilizzare acqua fredda e non calda), ma deve indicare le conseguenze per la sicurezza e la salute che determinate modalità di lavoro possono comportare”.