Source: https://www.fircislfocus.it/knowledgebase/codice-disciplinare/
Timestamp: 2020-08-13 00:18:33+00:00
Document Index: 24503910

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 24', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 54', 'art. 1']

Obblighi del dipendente (Art. 11 CCNL 2016-2018) - FIR CISL FOCUS
DOVERI DEL DIPENDENTE (art. 26 del CCNL del 21.2.2002 quadriennio e biennio economico 1998-1999)
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere di collaborare con impegno e responsabilità alla realizzazione dei compiti istituzionali dell’Ente, come definiti dalla programmazione scientifica e tecnologica e secondo gli assetti organizzativi propri dell’Ente stesso, rispettando i principi di buon andamento e imparzialità delle attività da svolgere ed anteponendo il rispetto della legge e l’interesse dell’Ente agli interessi privati propri ed altrui.
2. In tale specifico contesto, tenuto conto dell’esigenza, da un lato, di garantire la migliore qualità del servizio e, dall’altro, di salvaguardare, nel quadro della richiamata programmazione scientifica e tecnologica, l’autonomia nello svolgimento dell’attività di ricerca singolarmente o nell’ambito del gruppo all’uopo costituito, il dipendente deve in particolare:
b) rispettare il segreto d’ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme dei singoli ordinamenti ai sensi dell’art. 24 della legge 7 agosto 1990 n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi);
d) nei rapporti con l’utente, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso all’attività amministrativa previste dalla legge 7 agosto 1990 n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell’Ente nonché attuare le disposizioni dell’Ente in ordine alla legge 4 gennaio 1968 n. 15 e successive modificazioni in tema di autocertificazione;
e) rispettare l’orario di lavoro ed adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze, salvo quanto previsto dall’art. 58, comma 2 (Orario di lavoro);
f) durante l’orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali, con gli utenti ed i terzi una condotta informata a principi di correttezza, ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della persona;
g) non svolgere, durante l’orario di lavoro, attività estranee al servizio o all’attività di ricerca e progettazione (fatto salvo, comunque, quanto previsto dall’art. 60, comma 5 (Diritti)), rispettare i principi di incompatibilità previsti dalla legge e dai regolamenti, e nei periodi di assenza per malattia o infortunio non svolgere attività che possano ritardare il recupero psico-fisico;
h) attenersi alle disposizioni che gli vengono impartite per l’esecuzione della prestazione, salvo quanto previsto, in funzione dell’autonomia della ricerca, dall’art. 60, comma 1 (Diritti). Se le disposizioni sono palesemente illegittime, il dipendente è tenuto a farne immediata e motivata contestazione a chi le ha impartite; se le disposizioni sono rinnovate per iscritto, il dipendente ha il dovere di darvi esecuzione, salvo che le disposizioni stesse siano espressamente vietate dalla legge penale;
i) vigilare sul corretto espletamento dell’attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelle responsabilità attribuite;
k) non utilizzare beni e strumenti preordinati all’espletamento del servizio per finalità diverse da quelle istituzionali, tenuto conto, peraltro, di quanto previsto dagli artt. 58, comma 2 (Orario di lavoro), e 60, comma 1 (Diritti);
m) osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l’accesso ai locali delle amministrazioni da parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente autorizzate dal soggetto competente o ne abbiano titolo, persone estranee all’Ente stesso in locali non aperti al pubblico;
o) astenersi dal partecipare all’adozione di provvedimenti degli Enti che possano coinvolgere direttamente o indirettamente interessi propri.
[95] Le previsioni in materia di codice di comportamento dei dipendenti pubblici sono attualmente contenute nel D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 (Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165), emanato ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. 165/2001 (Codice di comportamento), come sostituito dall’ art. 1, comma 44, della legge 190/2012. (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione) Come previsto dal comma 5 del richiamato articolo 54, inoltre, ciascuna amministrazione definisce un proprio codice di comportamento che integra quello adottato con il D.P.R. sopra citato. In materia è, altresì, intervenuta la CIVIT con delibera n. 75/2013 del 24 ottobre 2013 riguardante “Linee guida in materia di codici di comportamento delle pubbliche amministrazioni”.