Source: https://www.studioassistenzalegale.it/diritto-penale/appello
Timestamp: 2019-04-19 01:07:23+00:00
Document Index: 137988172

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 593', 'sentenza ', 'art. 428', 'art. 443', 'art. 448']

Sei qui: Home Diritto Penale Appello
Pubblicato: Mercoledì, 22 Ottobre 2014 13:23
L'Appello è un mezzo di impugnazione concesso dalla legge alla parte per chiedere la riforma totale o parziale di un provvedimento del giudice che essa ritiene ingiusto.
La disciplina dell'appello avverso le sentenze emesse dal giudice di primo grado è stata significativamente incisa dalla L. 20-2-2006, n. 46 (c.d. legge Pecorella) e dalla successiva sentenza della Corte costituzionale n. 27/2007, a seguito della quale il pubblico ministero può proporre appello nei confronti delle sentenze di condanna e di proscioglimento, mentre l'imputato può appellare le sentenze di proscioglimento solo nel caso di sopravvenienza o scoperta di nuove prove decisive dopo il giudizio di primo grado (art. 593, comma 2, c.p.p.).
L'appello è esperibile nel termine di 15, 30 o 45 giorni a seconda, rispettivamente che la motivazione sia contestuale al dispositivo, depositata nei 30 giorni successivi oppure in un termine ancora più lungo.
La sfera di cognizione del Giudice d'appello è più ristretta rispetto a quella del Giudice di primo grado, in quanto si tratta di un mezzo di impugnazione devolutivo, cioè operante nei limiti dei motivi d'appello proposti; inoltre, non tutte le sentenze di primo grado, sia di proscioglimento che di condanna, sono appellabili. In particolare, alla luce del quadro normativo ridisegnato dalla L. 46/2006 e dalla sentenza n. 27/2007 della Corte costituzionale, sono inappellabili:
— le sentenze di non luogo a procedere emesse in sede di udienza preliminare, per le quali il nuovo testo dell'art. 428 c.p.p. (mod. dalla L. 46/2006) ammette il solo rimedio del ricorso per cassazione;
— per il P.M., le sentenze di condanna emesse in sede di giudizio abbreviato, salvo che queste mutino il titolo del reato; per il P.M. e l'imputato, le sentenze di proscioglimento (art. 443 c.p.p.);
— per il P.M. e l'imputato, le sentenze di patteggiamento, con la possibilità, per il P.M., di impugnativa nella sola ipotesi in cui la pena sia stata applicata dal giudice che abbia ritenuto ingiustificato il suo dissenso (art. 448 c.p.p.).