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Timestamp: 2019-12-11 14:52:39+00:00
Document Index: 91167894

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 19', 'art. 65', 'art. 79', 'art. 26', 'art. 78', 'art. 87', 'art. 21', 'art. 69', 'art. 67', 'art. 69', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 1', 'art 3']

Da RUP a RUOP gli adempimenti da fare - In evidenza - Regione Umbria
A seguito dell'emanazione del regolamento 2016/2031/UE del Parlamento Europeo del 26 ottobre 2016 che modifica il regime fitosanitario introducendo nuovi adempimenti a carico dei Paesi Membri e delle aziende, la cui applicazione è stabilita a decorrere dal 14 dicembre2019, si ritiene necessario fornire indicazioni al fine di assicurare la necessaria continuità operativa agli operatori interessati dalle anzidette modifiche.
Ai sensi dell'art. 2 punto 9 del predetto regolamento è Operatore Professionale un soggetto che svolge a titolo professionale una o più attività di impianto, riproduzione, produzione, coltivazione, moltiplicazione, messa a disposizione sul mercato, immagazzinamento e spostamento nel territorio dell'Unione e nei Paesi Terzi di vegetali, parti di vegetali, prodotti vegetali e agli altri oggetti e ne è giuridicamente responsabile.
L'art. 65 comma 1 istituisce presso il Servizio Fitosanitario il Registro Ufficiale degli Operatori Professionali (RUOP). Ai sensi del punto 4 dell'art. 66 i soggetti attualmente iscritti al RUP (Registro Ufficiale dei Produttori), istituito ai sensi del D. Lgs 214/2005 e i soggetti autorizzati secondo quanto previsto dall'art. 19 del predetto Decreto che producono o commercializzano all'ingrosso piante e relativi materiali di propagazione, destinati alla vendita o comunque ad essere ceduti a terzi a qualunque titolo, alla data del 13 dicembre 2019, potranno essere inseriti nel nuovo registro RUOP, senza il pagamento di alcuna tariffa e senza presentazione di alcuna nuova domanda, se tutti gli elementi essenziali per la registrazione previsti dal medesimo articolo sono già a disposizione del Servizio Fitosanitario Regionale. L'Operatore Professionale è tenuto a presentare un aggiornamento di tali elementi, secondo le indicazioni che saranno fornire dal Servizio Fitosanitario Regionale, indicando la collocazione dei siti e le attività che l'operatore intende svolgere nonché l'elenco di tutte le specie che intende produrre entro e non oltre il 14 marzo 2020.
Anche in caso negativo, entro tale data, al fine di consentire al Servizio Fitosanitario di effettuare gli opportuni controlli, dovrà essere inviata una dichiarazione, a cura dell'Operatore Professionale in cui si attesta che non sono intervenute variazioni rispetto agli elementi già in possesso del Servizio Fitosanitario.
Considerato che l'art. 65 del regolamento (UE) 2016/2031 prevede che un Operatore Professionale debba essere registrato una sola volta, ai fini della registrazione, deve essere presa in considerazione la sede legale dell'operatore stesso. Pertanto gli Operatori che hanno centri aziendali dislocati in diverse regioni saranno registrati unicamente presso il Servizio Fitosanitario della regione in cui vi è la sede legale della ditta.
I produttori, i centri di raccolta collettivi, i centri di trasformazione e i commercianti all'ingrosso di tuberi di patata da consumo, per il momento, non transitano nel RUOP ma i dati saranno conservati nel preesistente registro, a cura del Servizio Fitosanitario, in attesa di nuove disposizioni europee.
Acquisiti gli elementi di cui sopra questo Servizio Fitosanitario provvederà, senza ulteriore istruttoria, all'iscrizione dell'Operatore Professionale al RUOP comunicando il nuovo numero di registrazione che sarà costituito dalle sole cifre numeriche del numero di registrazione già in possesso (numero relativo al RUP) con anteposto dalla sigla "IT".
Esempio: operatore iscritto al RUP attuale codifica 10/0001 operatore iscritto al RUOP nuova codifica IT-10-0001.
Anche gli iscritti al RUP registrati o accreditati ai sensi della normativa sulla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione mantengono il precedente numero di registrazione, già in possesso, anteposto con la sigla "IT" senza l'indicazione del codice della Provincia.
Esempio: operatore iscritto al RUP accreditato per materiale di moltiplicazione: attuale codifica PG/10/0001 operatore iscritto al RUOP accreditato per materiale di moltiplicazione:
Nuova codifica IT-10-0001.
Agli Operatori Professionali che saranno registrati ex novo dopo il 14 dicembre 2019 questo Servizio provvederà ad assegnare il nuovo numero di registrazione secondo le nuove normative.
Passaporto delle piante: ai sensi dell'art. 79 comma 1 del reg. 2031/2016, a partire dal 14 dicembre 2019, il "passaporto della piante" è necessario per tutti i vegetali destinati alla piantagione o che subiscono un processo di ricoltivazione o che non vengono ceduti a utilizzatori finali non professionisti; non rientrano in questa categoria sementi, fiori recisi, alberi di Natale, patate da consumo e altri prodotti vegetali che non sono destinati ad essere ulteriormente coltivati e che, pertanto, non pongono alcun rischio fitosanitario.
Gli Operatori Professionali, attualmente iscritti al RUP e già autorizzati all'emissione del passaporto delle piante ai sensi dell'art. 26 del D.Lgs 214/2005 mantengono la validità dell'autorizzazione ai sensi dell'art. 78 del reg. 2031/2016 e, quindi possono continuare ad emettere il passaporto, senza ulteriori autorizzazioni, per le specie già autorizzate, in quanto sono ritenuti in grado di ottemperare al requisito di "professionalità" ossia sono in possesso delle conoscenze necessarie per effettuare i controlli di cui all'art. 87 del regolamento riguardanti gli organismi nocivi da quarantena rilevanti per l'Unione e organismi nocivi non da quarantena che possono colpire le piante, e al requisito di "tracciabilità" poiché, disponendo del cosiddetto "registro dei passaporti" previsto dall'art. 21 lettera b) del D.Lgs 214/2005, soddisfano agli obblighi di cui agli art. 69 e 70 del reg. 2031/2016.
Qualora vengono commercializzate specie per le quali, non si è in possesso dell'autorizzazione all'uso del passaporto, è necessario, entro il 14 dicembre 2019, aggiornare la propria posizione comunicando l'elenco di tali specie.
Si fa presente che il "passaporto delle piante" non può più essere apposto sui documenti di accompagnamento della merce (fatture, DDT ecc.) ma deve obbligatoriamente essere apposto sull'unità di vendita di piante, prodotti vegetali e altri oggetti, prima del loro spostamento nel territorio dell'Unione. Il Regolamento di esecuzione (UE) 2017/2313 del 13 dicembre 2017 stabilisce le specifiche tecniche del "passaporto" che è costituito da una etichetta che deve contenere i seguenti 6 elementi:
bandiera dell'Unione in alto a sinistra stampata in bianco e nero o a colori
dicitura "Passaporto delle Piante" in alto a destra in inglese e in italiano. In questo caso le due diciture devono essere separate da una barra obliqua (/)
lettera (A), seguita dalla denominazione botanica della specie e, facoltativamente, della varietà
lettera (B), seguita dal codice di due lettere di cui all'art. 67 lettera a) del regolamento 2031/2016 relativo allo stato membro, ossia per l'Italia "IT" seguita dal "codice di registrazione" dell'Operatore Professionale, già in possesso e in uso
lettera (C), se del caso, "codice di tracciabilità" della pianta, del prodotto vegetale e altro oggetto e la codifica del "centro aziendale". In base alla nota tecnica del MIPAAF-DISR 5 (prot. Uscita N. 0034148 del 14.10. 2019) Il Servizio fitosanitario regionale competente per territorio in cui ricade il centro aziendale e che conferma l'autorizzazione all'uso del passaporto dispone che l'Operatore Professionale integri il codice di tracciabilità, previsto nell'allegato VII parte A lettera e) del Regolamento (UE) 2016/2031, con le seguenti indicazioni: Sigla della provincia ove è ubicato il sito di produzione seguita dal numero progressivo assegnato dall'OP ad ogni centro aziendale.
ES: PG 0001 XXXXXXX(X=codice di tracciabilità aziendale stabilito dall'OP)
PG 0002 XXXXXXX(X=codice di tracciabilità aziendale stabilito dall'OP)
Per una maggiore informazione, in relazione alle nuove norme in materia di passaporti delle piante si evidenzia che tali passaporti, emessi da operatori professionali autorizzati, devono essere conformi a uno dei modelli presenti nell'Allegato al regolamento (UE) 2017/2313:
Per le piante, i materiali di moltiplicazione e le sementi non certificati si utilizzano i modelli indicati nelle Parti A e B dell'allegato al suddetto regolamento.
Per i materiali pre-base, base e certificato (fruttiferi, vite e sementi), ai sensi delle normative di settore, possono essere utilizzati i modelli di cui alle parti C e D dell'allegato al Regolamento, che prevedono il passaporto delle piante PP e ZP combinato con il cartellino/etichetta di certificazione.
Si precisa che per i materiali di moltiplicazione della vite il numero di iscrizione al RUOP sostituisce l'attuale matricola vivaistica, inoltre, il codice di tracciabilità aziendale deve rispondere alle indicazioni di cui sopra.
Per i materiali di moltiplicazione CAC e le sementi standard devono essere utilizzati i modelli indicati nelle Parti A e B dell'allegato al regolamento (UE) 2017/2313.
Si precisa che il "Passaporto delle Piante", chiaramente leggibile e con le informazioni inalterabili e permanenti, non necessariamente deve intendersi come nuova etichetta ma può essere integrato in eventuali altre etichette presenti purché tutte le informazioni riguardanti il "passaporto" siano contenute in un riquadro separato dalle altre indicazioni.
Il "Passaporto delle Piante" può essere apposto su un vaso, cassetta, alveolato, mazzo ecc. e, se le piante, prodotti vegetali o altri oggetti sono trasportati in un imballaggio, in un fascio o in un contenitore, può essere apposto su tale imballaggio, fascio o contenitore.
Le piante, i materiali di moltiplicazione e le sementi introdotti, movimentati nella UE o prodotti prima del 14 dicembre 2019, nel rispetto dei requisiti previsti dalle seguenti direttive 66/401/EEC, 66/402/EEC, 68/193/EEC, 98/56/EC, 2002/55/EC, 2002/56/EC, 2002/57/EC, 2008172/EC e 2008/90/EC, anche in relazione agli organismi regolamentati non di quarantena (RNQP), beneficiano di un periodo transitorio fino al 14dicembre 2020. I passaporti delle piante per questi materiali devono attestare unicamente la loro conformità alle norme relative agli organismi nocivi da quarantena, agli organismi nocivi da quarantena per le zone protette e alle misure di emergenza.
Il "codice di tracciabilità" della merce è una componente fondamentale del nuovo sistema. La modalità di composizione di questo codice è a discrezione dell'Operatore Professionale ed ha la finalità di consentire, in caso di infestazioni dovute a organismi regolamentati, di poter risalire alle piante malate. Pur non essendovi più l'obbligo del cosiddetto "registro dei passaporti" vidimato dal Servizio Fitosanitario, l'art. 69 del reg. 2031/2016 ai commi 1 e 2 stabilisce che un Operatore Professionale al quale sono fornite piante, prodotti vegetali ed altri oggetti registri i dati che gli consentano di identificare per ogni unità di vendita di pianta, prodotto vegetale o altro oggetto, gli operatori professionali che l'hanno fornita. Analogamente l'Operatore Professionale che fornisce piante, prodotti vegetali o altri oggetti registra i dati che gli consentono di identificare gli operatori professionali ai quali è stata fornita. Il comma 3 del predetto articolo stabilisce, altresì, che l'Operatore Professionale autorizzato al rilascio del passaporto delle piante registri almeno l'operatore che ha fornito l'unità di vendita, l'operatore al quale l'unità di vendita è stata fornita le informazioni relative al passaporto delle piante. Questi dati devono essere conservati per almeno tre anni.
AI momento, ai sensi del regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019 del 18/12/2018 che istituisce un elenco provvisorio di piante, prodotti vegetali o altri oggetti ad alto rischio, ai sensi dell'art. 42 del reg. 2031/2016, l'indicazione del ‘codice di tracciabilità" su passaporto delle piante è obbligatorio per le seguenti specie Acacia, Acer, Albizia, Alnus, Annona, Bauhinia, Berberis, Betulla, Caesalpinia, Cassia, Castanea, Corpus, Corylus, Crateagus, Diospyros, Fagus, Ficus carica, Fraxinus, Hamamelis, Jasminium, Juglans, Ligustrum, Lonicera, Malus, Nerium, Persea, Populus, Prunus, Quercus, Robinia, Salix, Sorbus, Taxus, Tilia, Ulmus e per le specie indicate nella decisione di esecuzione (UE) 2017/2352 relativamente alle specie sensibili a Xilella fastidiosa ossia Lavandula dentata, Nerium oleander, Oleae europea, Polygola myrtofolia, Prunus dulcis.
Per tutte le altre specie il "codice di tracciabilità" deve obbligatoriamente essere presente presso le aziende per poter consentire l'esecuzione dei necessari controlli da parte degli Ispettori Fitosanitari.
Non è richiesta l'emissione del "passaporto delle piante" nel caso di vendita a utilizzatori non professionali.
Le merci ordinate via internet (vendita a distanza) possono essere cedute, anche a privati, solo se accompagnate dal "passaporto delle piante".
Ai sensi dell'art. 4 del regolamento di esecuzione (UE) 2017/2313 della Commissione i "passaporti delle piante" rilasciati prima del 14 dicembre 2019 a norma della Direttiva 92/105/CEE rimangono validi fino al 14 dicembre 2023.
Ai sensi dell'art. 1 del regolamento di esecuzione (UE) 2019/66 del 16/01/2019 questo Servizio effettuerà controlli ufficiali almeno con cadenza annuale in tutti i siti di produzione stabilendo, in maniera insindacabile, la operatività e la sistematicità in relazione alla possibilità di individuare la presenza o la sintomatologia di organismi nocivi.
Ai sensi dell'art 3 del predetto regolamento gli Operatori Professionali possono adottare un piano di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi a norma dell'articolo 91 del reg. 2031/2016. Tale piano deve essere preventivamente approvato da questo Servizio.
LINK : Regolamento di Esecuzione (UE) 2017/2313 della Commissione
28/11/19 28/11/19 oggetti della pagina: In evidenza sezione di competenza: Agricoltura