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Timestamp: 2020-04-06 13:28:19+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 2651 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2651 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 24/11/2016, dep.01/02/2017), n. 2651
sul ricorso 13767/2015 proposto da:
O.A., elettivamente domiciliato in Roma Viale Giuseppe
Mazzini n. 145 presso lo studio dell’avvocato ENRICO BALDELLI,
rappresentato e difeso dall’avvocato BRUNO GIANNICO, giusta procura
alle liti in calce all’atto di costituzione;
avverso la sentenza n. 10730/18/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI, del 14/10/2014 depositata il 09/12/2014;
udito l’Avvocato GIANNICO BRUNO difensore del resistente che chiede
l’improcedibilità del ricorso, in subordine trattazione in Pubblica
L’Agenzia delle Entrate impugna con ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo la sentenza resa dalla CTR Campania meglio indicata in epigrafe che ha confermato l’illegittimità del diniego di condono L. n. 289 del 2002, ex art. 12, richiesto da O.A. sul presupposto dell’avvenuto pagamento tempestivo della prima rata e dell’integrale pagamento delle restanti sia pure con qualche ritardo.
La parte intimata ha depositato memoria scritta.
Premesso che il ricorso deve ritenersi ritualmente notificato al difensore della parte contribuente in sede di appello, facendo stato, in assenza di querela di falso, le attestazioni compiute dall’ufficiale postale in sede di notifica il ricorso, prospettato in relazione alla violazione della L. n. 289 del 2002, art. 12, è manifestamente fondato alla luce dei principi affermati da questa Corte (Cass. 24316/2010; Cass. 20746/2010; Cass. n. 104/2014) secondo cui l’efficacia della sanatoria ex art. 12 L. cit. è condizionata all’integrale pagamento dell’importo dovuto, mentre l’omesso o anche soltanto il ritardato versamento delle rate successive alla prima regolarmente pagata, escludono il verificarsi della definizione della lite pendente.
A tale principio non si è attenuto il giudice di merito.
Spetterà, peraltro, al giudice del rinvio verificare se, nel caso concreto, in cui la CTR ha dato atto che il versamento della seconda rata è avvenuto “con qualche ritardo”, alla luce di quanto chiarito da Cass. n. 12090/2012, il contribuente abbia effettuato il versamento della seconda rata nel termine prorogato dal D.M. 8 aprile 2004, art. 1, comma 2, lett. g), emanato in attuazione del D.L. n. 143 del 2003, art. 1, comma 2 e, dunque, in maniera tempestiva.
Sulla base di tali considerazioni, il ricorso va accolto e la sentenza cassata con rinvio ad altra sezione della CTR Campania anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.