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Timestamp: 2020-04-04 15:52:44+00:00
Document Index: 29089115

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 49']

Trasmissione via satellite di partite di calcio – Commercializzazione di schede di decodificazione lecitamente immesse sul mercato in altri Stati membri – Tutela dei servizi ad accesso condizionato
"Durante ogni allenamento, qualunque sia il tuo sport, ti senti distrutto perch� in ogni allenamento devi andare oltre quello che sul momento ti sembra il tuo limite: tu cominci a correre, a scattare a calciare e dopo un po' ti sembra di aver esaurito ogni energia, mentre hai solo esaurito quello che io chiamo "primo fiato". A quel punto bisogna sforzarsi per superare la piccola crisi che sembra bloccarti, per arrivare al "secondo fiato": che ovviamente arriva solo dopo qualche minuto di sofferenza. Quando l'allenatore d� lo stop senti il cuore che batte vertiginosamente, sembra che debba scoppiarti nel petto: devi riuscire a ricondurlo al suo ritmo normale in meno di due minuti; se non ci riesci � meglio che apri una tabaccheria o tenti di diventare Presidente del Consiglio: vuol dire che hai sbagliato mestiere". - Johan Cruijff
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Secondo l’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea le clausole di esclusività territoriale relative alla trasmissione televisiva di incontri di calcio sono in contrasto con il Diritto dell’Unione Europea
Football Association Premier League Ltd e altri
QC Leisure e altri
(domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dalla High Court of Justice, Chancery Division, Regno Unito)
(domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dalla High Court of Justice, Administrative Court, Regno Unito)
IV – Valutazione giuridica
A – Sulla direttiva 98/84/CE
B – Sulla direttiva 2001/29/CE
ii) Sull’applicabilità dell’art. 3, n. 1, della direttiva 2001/29/CE
C – Sulla direttiva 93/83/CEE
2. A tal fine la Football Association Premier League Ltd. (in prosieguo: la «FAPL»), l’organizzazione della Premier League (campionato di calcio di serie A britannico) si occupa della commercializzazione delle partite della detta federazione per ottimizzare lo sfruttamento dei diritti sulla trasmissione in diretta degli incontri. Essa concede ai suoi concessionari, in linea di principio, il diritto esclusivo di trasmettere le partite nel rispettivo territorio, coincidente per lo più con il rispettivo Stato, e di sfruttarle economicamente. Proprio allo scopo di garantire l’esclusiva degli altri concessionari, essi sono tenuti, nel contempo, ad impedire che le loro trasmissioni possano essere viste al di fuori del detto territorio.
5. Si pongono, tuttavia, anche questioni inerenti a diverse direttive. La direttiva 98/84/CE sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato (2) è rilevante nella specie in quanto l’esclusiva sulle trasmissioni via satellite viene assicurata attraverso la codifica del segnale. La FAPL sostiene che la direttiva vieterebbe l’uso di schede di decodificazione al di fuori del territorio assegnato. Dal punto di vista degli importatori, invece, la direttiva legittimerebbe la libera circolazione delle dette schede.
6. Ulteriori questioni riguardano la portata dei diritti di trasmissione ai sensi della direttiva 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione (3), nel senso se la comunicazione delle trasmissioni incida sul diritto alla riproduzione delle opere e se la comunicazione nei locali pubblici costituisca una comunicazione al pubblico (4).
7. Sorgono, infine, anche questioni relative agli effetti di una licenza concessa in base alla direttiva 93/83/CEE, per il coordinamento di alcune norme in materia di diritto d’autore e diritti connessi applicabili alla radiodiffusione via satellite e alla ritrasmissione via cavo. Occorrerà verificare se il consenso alla ritrasmissione via satellite in uno Stato membro attribuisca il diritto alla ricezione della trasmissione in un altro Stato membro e a mostrarla su uno schermo.
9. L’art. 11bis, n. 1, della convenzione di Berna stabilisce:
10. L’accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio, che figura all’allegato 1 C dell’accordo di Marrakech che istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio, è stato approvato a nome della Comunità europea con la decisione del Consiglio 22 dicembre 1994, 94/800/CE, relativa alla conclusione a nome della Comunità europea, per le materie di sua competenza, degli accordi dei negoziati multilaterali dell’Uruguay Round (1986‑1994) (GU L 336, pag. 1) (5) (in prosieguo: l’«accordo TRIPs»).
13. L’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (in prosieguo: l’«OMPI») ha adottato a Ginevra il 20 dicembre 1996 il trattato sulle interpretazioni ed esecuzioni e sui fonogrammi e il trattato sul diritto d’autore. Questi due trattati sono stati approvati a nome della Comunità con la decisione del Consiglio 16 marzo 2000, 2000/278/CE (6) in riferimento ai settori rientranti nella sua competenza.
17. È pur vero che l’Unione europea non è parte contraente della convenzione di Roma, ma le parti dell’accordo sullo Spazio economico europeo (8) si obbligano, a termini dell’art. 5 del protocollo n. 28 al detto accordo, concernente la proprietà intellettuale dell’accordo SEE, ad aderire entro il 1° gennaio 1995, alle seguenti convenzioni multilaterali nel settore della proprietà industriale, intellettuale e commerciale:
Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche (Atto di Parigi, 1971);
Convenzione internazionale relativa alla protezione degli artisti interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi di radiodiffusione (Roma, 1961).
18. La direttiva 98/84/CE, sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato, ha un ruolo centrale nelle questioni pregiudiziali.
19. L’art. 1 descrive l’oggetto della direttiva 98/84/CE:
20. L’art. 2 della direttiva 98/84/CE definisce le nozioni di riferimento. Hanno particolare importanza le nozioni di dispositivo per l’accesso condizionato, di dispositivo illecito e di settore coordinato:
21. L’art. 3 della direttiva 98/84/CE stabilisce quali misure debbano essere adottate nel mercato interno per quanto riguarda i servizi ad accesso condizionato e i dispositivi di controllo:
b) limitare la libera circolazione dei dispositivi per l’accesso condizionato,
per motivi rientranti nel settore coordinato dalla presente direttiva».
22. L’art. 4 della direttiva 98/84/CE indica quali attività devono essere vietate:
23. La fattispecie in esame verte su due aspetti della direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione: il diritto di riproduzione e il diritto di comunicazione al pubblico
24. Il diritto di riproduzione è sancito nell’art. 2 della direttiva 2001/29/CE:
25. L’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29/CE prevede una limitazione per talune riproduzioni determinate da una funzione tecnica:
c) di un’opera o di altri materiali».
26. L’art. 3 della direttiva 2001/29/CE disciplina i diritti connessi con la comunicazione al pubblico:
27. Il ventitreesimo ‘considerando’ della direttiva 2001/29/CE così recita:
28. La direttiva 2001/29/CE integra la preesistente direttiva del Consiglio 19 novembre 1992, 92/100/CEE, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale (9), consolidata dalla direttiva 2006/115/CE (10). Quest’ultima contiene, nell’art. 8, n. 3, un ulteriore diritto relativo alla comunicazione al pubblico della trasmissione:
29. La gestione della proprietà intellettuale nel settore della radiodiffusione via satellite è oggetto della direttiva 93/83/CEE. Ai fini dell’interpretazione di tale direttiva taluni ‘considerando’ rivestono particolare importanza:
(7) La libera diffusione di programmi risulta ulteriormente ostacolata dalle incertezze che sussistono attualmente sul piano giuridico in relazione alla necessità di stabilire se, per la diffusione di programmi via satellite i cui segnali possono essere ricevuti direttamente, i diritti debbano essere acquisiti esclusivamente nel paese di emissione oppure se debbano essere acquisiti in tutti i paesi in cui avviene la ricezione; che in virtù della parità di trattamento, sotto il profilo del diritto d’autore, dei satelliti di radiodiffusione diretta e dei satelliti di telecomunicazione, tale incertezza normativa riguarda attualmente quasi tutti i programmi diffusi via satellite nella Comunità.
30. Per la fattispecie in esame rilevano, in particolare, le definizioni di cui all’art. 1, n. 2, lett. a), b), c), della direttiva 93/83/CEE.
31. L’art. 2 della direttiva 93/83/CEE riconosce, inoltre, uno specifico diritto dell’autore in relazione alla comunicazione via satellite:
39. I ricorsi vertono sull’uso nel Regno Unito di carte estere, che consentono l’accesso alle trasmissioni estere delle partite di calcio della Premier League in diretta via satellite. I ricorrenti sostengono che il commercio e l’uso di tali carte nel Regno Unito violerebbero i loro diritti conferiti dalle norme nazionali di trasposizione della direttiva 98/84/CE, nonché i diritti d’autore su diverse opere artistiche e musicali, video e registrazioni sonore, che costituirebbero una parte della cronaca delle partite della Premier League.
A. Sull’interpretazione della direttiva 98/84/CE
a) Se, nel caso in cui un dispositivo di accesso condizionato venga elaborato da o col consenso di un prestatore del servizio e venduto subordinatamente ad un’autorizzazione limitata ad utilizzare il dispositivo solo per ottenere l’accesso al servizio protetto in circostanze particolari, tale dispositivo diventi un «dispositivo illecito» ai sensi dell’art. 2, lett. e), della direttiva 98/84/CE, qualora esso venga usato per dare accesso a questo servizio protetto in un luogo o in un modo o da parte di un soggetto al di fuori dell’autorizzazione del prestatore del servizio.
2. Oggetto della domanda
nel caso in cui una prima impresa trasmetta il contenuto di un programma (compreso immagini, suono e commento in inglese) sotto forma codificata ad una seconda impresa la quale a sua volta ritrasmetta al pubblico il contenuto del programma (al quale ha aggiunto il suo logo e, eventualmente, un commento audio aggiuntivo):
a) Se la trasmissione da parte della prima impresa costituisca un servizio protetto di «trasmissioni televisive» ai sensi dell’art. 2, lett. a), della direttiva 98/84/CE e dell’art. 1, lett. a), della direttiva 89/552/CEE [(11)].
b) Se sia necessario che la prima impresa sia un’emittente ai sensi dell’art. 1, lett. b), della direttiva 89/552/CEE affinché si possa considerare che fornisca un servizio protetto di «trasmissioni televisive» ai sensi del primo trattino dell’art. 2, lett. a), della direttiva 98/84/CE.
d) Se sulla soluzione della questione sub c) incida il fatto che il primo e il secondo prestatore del servizio usino differenti sistemi di decodifica e dispositivi di accesso condizionati differenti.
Se il «possesso a fini commerciali» di cui all’art. 4, lett. a) della direttiva si riferisca solo al possesso finalizzato al commercio (ad esempio, la vendita) di dispositivi illeciti,
o si estenda al possesso di un dispositivo da parte di un utilizzatore finale nel corso di un’attività di qualsiasi tipo.
B. Sull’interpretazione della direttiva 2001/29/CE
4. Diritto di riproduzione
c) Se il diritto di riproduzione di cui all’art. 2 si estenda alla creazione di immagini transitorie su uno schermo televisivo.
5) Rilevanza economica propria
a) Se si debba ritenere che copie di un’opera create all’interno di un decodificatore televisivo satellitare o su uno schermo televisivo collegato al decodificatore, e il cui unico intento sia di consentire un uso dell’opera non altrimenti limitato dalla legge, abbiano un «rilievo economico proprio» ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29/CE per il fatto che tali copie forniscano l’unica base dalla quale il titolare dei diritti possa derivare un compenso per l’uso dei suoi diritti.
6) Comunicazione al pubblico su filo o senza filo
a) Se un’opera tutelata dal diritto d’autore venga comunicata al pubblico su filo o senza filo ai sensi dell’art. 3 della direttiva 2001/29/CE, qualora una trasmissione satellitare venga ricevuta in locali commerciali (ad esempio un bar) e comunicata o mostrata in quei locali mediante un singolo schermo televisivo e altoparlanti al pubblico ivi presente.
i) il pubblico presente costituisca un nuovo pubblico non contemplato dall’emittente (in questo caso perché una scheda di decodificazione nazionale che deve essere utilizzata in uno Stato membro venga utilizzata per un ascolto commerciale in un altro Stato membro);
c) In caso di soluzione affermativa di uno dei quesiti sub b), quali elementi debbano essere presi in considerazione nel determinare se vi sia una comunicazione dell’opera che ha avuto origine da un luogo in cui il pubblico non è presente.
C. Sull’interpretazione della direttiva 93/83/CEE e degli artt. 28, 30 e 49 del Trattato CE
7) Protezione in base alla direttiva 93/83/CEE
Se sia compatibile con la direttiva 93/83/CEE o con gli artt. 28, 30 o 49 del Trattato CE il fatto che il diritto d’autore nazionale preveda che, qualora copie transitorie di opere inserite in una trasmissione via satellite vengano create all’interno di un decodificatore satellitare o su uno schermo televisivo, sussista una violazione del diritto d’autore in base alla normativa del paese di ricezione della trasmissione. Se abbia un’incidenza il fatto che la trasmissione venga decodificata mediante una scheda di decodificazione satellitare rilasciata dal prestatore di un servizio di trasmissione via satellite in un altro Stato membro subordinatamente alla condizione che la scheda di decodificazione satellitare venga autorizzata solo perché sia usata in tale altro Stato membro.
D. Sull’interpretazione delle norme del Trattato sulla libera circolazione delle merci e dei servizi di cui agli artt. 28, 30 e 49 CE nel contesto della direttiva 98/84/CE
8) Tutela in base agli artt. 28 e/o 49 CE
a) Nel caso in cui la soluzione della questione 1 sia nel senso che un dispositivo per l’accesso condizionato elaborato dal prestatore del servizio o con il suo consenso divenga un «dispositivo illecito» ai sensi dell’art. 2, lett. e) della direttiva 98/84/CE allorché venga usato al di là dell’autorizzazione concessa dal prestatore del servizio a dare accesso ad un servizio protetto, quale sia l’oggetto specifico del diritto con il riferimento alla sua funzione essenziale conferita dalla direttiva sull’accesso condizionato.
b) Se gli artt. 28 o 49 del Trattato CE si oppongano all’esecuzione di una disposizione del diritto nazionale in un primo Stato membro che renda illecita l’importazione o la vendita di una scheda di decodificazione satellitare rilasciata dal prestatore di un servizio di trasmissione via satellite in un altro Stato membro subordinatamente alla condizione che la carta di decodificazione satellitare venga autorizzata solo affinché sia usata in tale altro Stato membro.
9) Se la protezione concessa all’inno possa essere più ampia di quella concessa al resto della trasmissione.
Se gli artt. 28, 30 o 49 del Trattato CE ostino all’esecuzione di una disposizione di diritto d’autore nazionale che renda illecito eseguire o rappresentare in pubblico un’opera musicale allorché tale opera sia inserita in un servizio protetto cui sia consentito l’accesso e che venga rappresentato in pubblico mediante una scheda di decodificazione satellitare allorché tale scheda sia stata emessa dal prestatore del servizio in un altro Stato membro subordinatamente alla condizione che la scheda di decodificazione venga autorizzata solo affinché sia usata in tale altro Stato membro. Se abbia una certa incidenza il fatto che l’opera musicale sia un elemento irrilevante del servizio complessivamente protetto e il diritto nazionale d’autore non si opponga alla rappresentazione e all’esecuzione in pubblico degli altri elementi del servizio.
E. Sull’interpretazione delle norme del Trattato sulla concorrenza ai sensi dell’art. 81 CE
10) Tutela in base all’art. 81 CE
Allorché un fornitore di programma rilasci una serie di licenze esclusive ciascuna per il territorio di uno o più Stati membri in base alle quali l’emittente sia autorizzato a trasmettere il contenuto del programma solo nell’ambito di tale territorio (compresa la trasmissione via satellite) e in ogni licenza sia contenuto un obbligo contrattuale in base al quale l’emittente debba evitare che le sue schede di decodificazione satellitare, che consentono la ricezione dei programmi oggetto di licenza vengano usate al di fuori del territorio cui si riferisce la licenza, quale criterio giuridico debba applicare il giudice nazionale e quali circostanze debba prendere in considerazione nel decidere se la restrizione contrattuale sia incompatibile con il divieto imposto dall’art. 81, n. 1.
a) se l’art. 81, n. 1, debba essere interpretato nel senso che si applichi a tale obbligo per il solo motivo che debba ritenersi che esso abbia per oggetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza;
b) in tal caso, se si debba anche dimostrare che l’obbligo contrattuale per poter ricadere nel divieto imposto dall’art. 81, n. 1, impedisca, restringa o falsi considerevolmente il gioco della concorrenza.
42. Tale domanda di pronuncia pregiudiziale si fonda su un procedimento penale a carico della sig.ra Murphy, proprietaria di un pub, la quale aveva mostrato partite della Premier League usando una scheda di decodificazione greca. La Media Protection Services Ltd. promuoveva un procedimento nei suoi confronti e otteneva, in due gradi di giudizio, l’irrogazione di una sanzione pecuniaria, costituendo tale scheda un dispositivo illecito ai sensi delle norme di trasposizione della direttiva 98/84/CE. Avverso tale condanna la sig.ra Murphy proponeva impugnazione dinanzi alla High Court.
Sull’interpretazione della direttiva 98/84/CE
1. Quali siano le circostanze in cui un dispositivo per l’accesso condizionato costituisca un «dispositivo illecito» ai sensi dell’art. 2, lett. e), della direttiva 98/84/CE.
2. In particolare, se un dispositivo per l’accesso condizionato costituisca un «dispositivo illecito» ove sia stato acquisito in circostanze in cui:
i) il dispositivo per l’accesso condizionato sia stato realizzato da un prestatore di servizi ovvero con il suo consenso e sia stato originariamente fornito subordinatamente ad autorizzazione contrattuale limitata di utilizzo del dispositivo per accedere ad un servizio protetto solo in un primo Stato membro e sia stato utilizzato per accedere a tale servizio protetto ricevuto in un altro Stato membro,
ii) il dispositivo per l’accesso condizionato sia stato realizzato da un prestatore di servizi ovvero con il suo consenso e sia stato originariamente ottenuto e/o attivato fornendo nome e residenza falsi nel primo Stato membro, eludendo in tal modo le limitazioni territoriali contrattuali imposte all’esportazione di tali dispositivi per uso al di fuori del primo Stato membro,
3. In caso di risposta negativa a qualsiasi quesito della questione sub 2), se l’art. 3, n. 2, di tale direttiva osti a che uno Stato membro invochi una disposizione nazionale che impedisca l’uso di tali dispositivi per l’accesso condizionato nelle circostanze di cui alla summenzionata questione sub 2).
4. In caso di risposta negativa a qualsiasi quesito della questione sub 2), se l’art. 3, n. 2), di tale direttiva sia invalido:
5. In caso di risposta affermativa alla questione sub 2), se gli artt. 3, n. 1, e 4 di tale direttiva siano invalidi, in quanto impongono agli Stati membri di imporre restrizioni all’importazione di «dispositivi illeciti» da altri Stati membri e ad altre operazioni con dispositivi medesimi, anche nel caso in cui siffatti dispositivi possano essere legittimamente importati e/o utilizzati per ricevere servizi di diffusione via satellite transfrontalieri in forza delle norme sulla libera circolazione delle merci ai sensi degli artt. 28 CE e 30 CE e/o sulla libertà di fornire e ricevere servizi ai sensi dell’art. 49 CE.
6. Se gli artt. 28 CE, 30 CE e/o 49 CE
2011-02-05 - Fonte: Dir. Sportivo
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