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Timestamp: 2020-02-23 20:01:34+00:00
Document Index: 149181551

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 380', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4']

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Addetto ai servizi di controllo attività di intrattenimento e di spettacolo
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Inviato: mar nov 27, 2018 2:24 pm
personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo.
Decreto ministeriale 6 ottobre 2009
PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201802764 - Public 2018-11-26 -
Numero 02764/2018 e data 26/11/2018 Spedizione
Adunanza di Sezione del 14 novembre 2018
NUMERO AFFARE 01802/2018
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal signor -OMISSIS-, contro Prefetto della Provincia di Torino, avverso diniego iscrizione nell'elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo.
Il ricorso straordinario in esame è finalizzato ad ottenere l'annullamento del decreto prot. n. 19128 del 2017 area I ter del 18 settembre 2017 con il quale il Prefetto di Torino ha denegato l'iscrizione del signor -OMISSIS- nell'elenco del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo di cui al decreto ministeriale 6 ottobre 2009, nonché degli atti presupposti.
Il provvedimento impugnato è stato adottato dal Prefetto di Torino dopo aver acquisito i pareri sfavorevoli della Questura di Torino e del Comando della stazione dei carabinieri di Carmagnola ed è motivato dall'assenza del requisito della buona condotta.
In data 3 agosto 2017 sono stati notificati al ricorrente i motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, cui hanno fatto seguito le osservazioni dell'interessato.
Il ricorso straordinario deduce la violazione dell'articolo 1, comma 4, lettera c) del decreto ministeriale 6 ottobre 2009 e l’eccesso di potere per erronea presupposizione e carente istruttoria (primo motivo), nonché la violazione dell'articolo 11 del TULPS in relazione all’art. 1 comma 4, lettera c) del D.M. 6 ottobre 2009 e l'eccesso di potere per erronea presupposizione e carente istruttoria (secondo motivo).
La relazione ministeriale ritiene che il ricorso non sia fondato.
Con il primo motivo il ricorrente afferma che l'articolo 1, comma 4, lettera c), del D.M. 6 ottobre 2009 prevede un elenco tassativo dei reati che ostano, in caso di denuncia o condanna nei cinque anni precedenti all'istanza, all’ iscrizione nell'elenco in questione e che nei confronti del ricorrente non si riscontri la sussistenza di alcuna fattispecie ostativa.
Con il secondo motivo viene lamentato che solo nel provvedimento impugnato (ma non nella comunicazione resa ai sensi dell'articolo 10 bis della legge n. 241 del 1990) si fa riferimento alla necessaria sussistenza del requisito della buona condotta. In tal modo si sarebbe realizzata una violazione dei principi del contraddittorio e del diritto di difesa.
In ogni caso, sulla base della giurisprudenza costituzionale e di quella amministrativa, la prova della buona condotta non dovrebbe essere onere dell'interessato e la sua sussistenza dovrebbe essere valutata in concreto e in relazione alla autorizzazione richiesta, cosa che nel caso di specie - ad avviso del ricorrente - non sarebbe avvenuta.
I motivi proposti, che possono essere esaminati congiuntamente, non sono fondati.
L'art. 1, comma 4, del decreto del Ministro dell’interno 6 ottobre 2009, n. 41342, (“Determinazione dei requisiti per l'iscrizione nell'elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego, di cui ai commi da 7 a 13 dell'articolo 3 della legge 15 luglio 2009, n. 94”), dispone che: "Fermo restando il possesso dei requisiti di cui all'art. 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, l'iscrizione nell'elenco di cui al comma 1, è subordinata al possesso dei seguenti ulteriori requisiti [...]".
L'art. 11, secondo comma del TULPS, a sua volta, prevede che "le autorizzazioni di polizia possono essere negate ... a chi non può provare la sua buona condotta".
In primo luogo, quindi, non può dubitarsi che - secondo i principi generali in tema di autorizzazioni di polizia relative all’esercizio di attività professionali nel settore della sicurezza pubblica (CDS, n. 1610-2015, parere) - ai fini dell’iscrizione nell’elenco sia anche previsto il requisito della buona condotta, come si desume dal richiamo contenuto nel citato decreto ministeriale ai requisiti generali previsti dall’articolo 11 del T.U.L.P.S..
Tale ultima disposizione, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 440/1993, pone a carico dell'amministrazione la prova dell'assenza, da parte del richiedente, dei requisiti richiesti ai fini del rilascio delle autorizzazioni. Onere cui – come subito si vedrà - l’Amministrazione ha puntualmente adempiuto.
Peraltro, nell’assolvimento di tale onere e nella valutazione della sussistenza del predetto requisito, l’Autorità di pubblica sicurezza è investita di ampia discrezionalità in relazione all’esigenza di perseguire le finalità di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica che impongono a chi aspira ad essere iscritto nell’elenco una condotta immune da censure.
Il giudizio di non affidabilità è quindi giustificabile anche in situazioni che non hanno dato luogo a condanne penali o misure di pubblica sicurezza, ma semplicemente a fatti non ascrivibili a buona condotta.
Tale valutazione – che deve comunque essere adeguatamente motivata - è sindacabile soltanto sotto il profilo dell’attendibilità e del rispetto dei canoni di ragionevolezza e di coerenza, essendo il relativo giudizio connotato da elevati elementi di discrezionalità in considerazione delle finalità per le quali il potere stesso risulta attribuito.
Orbene, nel caso di specie, la valutazione dell’Amministrazione secondo cui non sussiste nel ricorrente il requisito della buona condotta, è attendibile, ragionevole e coerente.
A carico del richiedente, difatti, risultavano i seguenti precedenti, puntualmente indicati nel provvedimento impugnato: in data 12/02/2005: -OMISSIS-; in data 11/01/2008: -OMISSIS-; ·in data 7/12/2010: -OMISSIS-; in data 7/03/2012: -OMISSIS-; in data 16/9/2016: -OMISSIS- -OMISSIS-
Del resto la Questura di Torino descriveva il ricorrente come “un soggetto di pessima condotta che si accompagna a persone pregiudicate” (nota del 27 luglio 2017) e i carabinieri di Carmagnola lo descrivevano come “di pessima condotta morale; in pubblico gode di altrettanta stima e considerazione” (nota del 20 marzo 2017).
Gli elementi su cui si è fondata tale valutazione – che si sono succeduti nell’arco temporale 2005-2016 - erano comunque già indicati nella comunicazione resa ai sensi dell'articolo 10-bis della legge n. 241, che espressamente richiamava i requisiti soggettivi di cui all'articolo 1, comma 4, del decreto ministeriale del 2009 nel quale venivano confermati i requisiti di cui all'articolo 11 del TULPS e quindi anche la buona condotta.
Non giova al ricorrente il richiamo alla decisione del Consiglio di Stato n. 3816/2006, attesa l’evidente peculiarità delle fattispecie che in materia possono sussistere (in quella circostanza, comunque, si trattava di contravvenzioni cui era stata applicata l’amnistia, di carattere lieve e risalenti nel tempo rispetto; la buona condotta morale e civile era stata ritenuta in sede di istruttoria dai Carabinieri, etc.). E analogamente per il richiamo alla sentenza n. 2227/2008 (ove nessuna condotta illecita risultava direttamente ascritta al ricorrente, né nei suoi confronti pendevano denunzie per comportamenti riprovevoli sotto il profilo penale o amministrativo).
Il ricorso pertanto è infondato.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare il ricorrente.
Re: Addetto ai servizi di controllo attività di intrattenimento e di spettacolo
Inviato: mar nov 27, 2018 2:44 pm
Modifica al decreto 6 ottobre 2009 relativo alla determinazione dei requisiti per l'iscrizione nell'elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attivita' di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego, di cui ai commi da 7 a 13, dell'articolo 3, della legge 15 luglio 2009, n. 94. (16A08625) (GU n.291 del 14-12-2016)
Visto l'art. 3 della legge n. 94 del 15 luglio 2009, recante «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica» e, in particolare, i commi dal 7 al 13 che autorizzano e disciplinano l'impiego di personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti la pubblico o in pubblici esercizi anche a tutela dell'incolumità dei presenti;
Visto il decreto del Ministro dell'interno del 17 dicembre 2010, recante «Proroga decreto ministeriale 6 ottobre 2009 - Regolamentazione dell'impiego del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo nei luoghi aperti al pubblico», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2010, n. 304;
Visto il decreto del Ministro dell'interno del 30 giugno 2011, recante «Modifiche al decreto del Ministro dell'interno del 6 ottobre 2009», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 luglio 2011, n. 167;
Visto il decreto del Ministro dell'interno del 15 giugno 2012, recante «Modifiche al decreto del Ministro dell'interno 6 ottobre 2009» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 luglio 2012, n. 166;
Modifiche al decreto del Ministro dell'interno 6 ottobre 2009 recante determinazione dei requisiti per l'iscrizione nell'elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività d'intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego, di cui ai commi da 7 a 13 dell'art. 3 della legge 15 luglio 2009, n. 94.
1. Al decreto del Ministro dell'interno 6 ottobre 2009, come modificato dai decreti del Ministro dell'interno , in data 31 marzo 2010, 17 dicembre 2010, 30 giugno 2011 e 15 giugno 2012, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'art. 1, al comma 3, dopo il primo periodo, è aggiunto il seguente: «Decorsi trenta giorni dalla presentazione della domanda d'iscrizione, il personale può essere avviato allo svolgimento dell'attività, nelle more che il Prefetto perfezioni l'iscrizione all'elenco di cui al comma 1 ovvero formalizzi il provvedimento di diniego.»;
b) all'art. 1, comma 4, la lettera c) è sostituta dalla seguente: «c) non risultino, negli ultimi cinque anni, denunciati o condannati anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati di cui all'art. 4, primo e secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, all'art. 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, all'art. 2, comma 2, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, nonché per uno dei delitti contro l'ordine pubblico e dei delitti di comune pericolo mediante violenza, di cui al libro II, titolo V e titolo VI, capo I, e titolo XII del codice penale, nonché per i delitti di cui all'art. 380, comma 2, lettere f) ed h), del codice di procedura penale;»
c) all'art. 1, comma 4, dopo la lettera g), è aggiunta la seguente lettera: «h) essere in possesso di contratto di lavoro con il gestore delle attività di cui al comma 1 ovvero con il titolare dell'istituto di cui al comma 2»;
d) all'art. 2, comma 1, dopo le parole: «l'attualità dei requisiti» sono aggiunte le seguenti: «Il personale può continuare a svolgere le attività di cui all'art. 5 nelle more del completamento delle procedure di revisione biennale.»;
e) all'art. 4, al comma 1-ter, dopo le parole: «responsabilità penale, civile e amministrativa,» sono aggiunte le seguenti: «dandone comunicazione preventiva al Questore competente,»;
f) all'art. 4, al comma 1-ter, dopo l'ultimo capoverso, è aggiunto il seguente: «L'impiego di personale non iscritto nell'elenco con mansioni di supporto, anch'esso in possesso di contratto di lavoro subordinato con il gestore delle attività di cui al comma 1 ovvero con il titolare dell'istituto di cui al comma 2, è consentito anche negli ambiti di cui alle lettere a), b), c) del comma 1, alle condizioni e nelle aliquote stabilite dai Protocolli d'intesa territoriali di cui all'Accordo quadro tra Ministero dell'interno e associazioni dei gestori di discoteche e dei servizi di controllo delle attività d'intrattenimento e spettacolo del 21 giugno 2016;