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Timestamp: 2019-01-18 11:33:10+00:00
Document Index: 144734963

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 36', 'art. 78', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 38', 'art. 25', 'art. 38', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 27', 'art. 25', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 25', 'art. 156', 'art. 25']

La decadenza dei crediti previdenziali
I termini di decadenza dei crediti per contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali
Avv. Giampaolo Morini - I contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali sono iscritti in ruoli resi esecutivi, a pena di decadenza [1]:
Crediti previdenziali: la disciplina sui termini di decadenza
Tali termini si applicano esclusivamente per i crediti iscritti a ruolo dopo l'entrata in vigore dell'art. 25 D.Lgs. n. 46/99 come disposto dal successivo art. 36 (norme transitorie), ovvero: a decorrere dal 1° gennaio 2004 così come aggiornato dall'art. 78 co. 24 L. 23.12.2000 n. 388 che ha sostituito il comma 6 dell'articolo 36 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, con il seguente: "Le disposizioni contenute nell'articolo 25 si applicano ai contributi e premi non versati e agli accertamenti notificati successivamente alla data del 1° gennaio 2001"; e dall'art. 38 co. 8 L. 27.12.2002 n. 289 che ha stabilito che il comma 6 dell'articolo 36 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, come modificato dal comma 24 dell'articolo 78 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è sostituito dal seguente: "Le disposizioni contenute nell'articolo 25 si applicano ai contributi e premi non versati e agli accertamenti notificati successivamente alla data del 1° gennaio 2003".
Infine l'art. 4 co. 25 L. 24.12.2003 n. 350 ha previsto che all'articolo 36, comma 6, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, e successive modificazioni, le parole: "1° gennaio 2003" sono sostituite dalle seguenti: "1° gennaio 2004".
Per l'effetto dell'articolo 30, comma 10, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122, che ha abrogato il comma 3 dell'art. 25 D.Lgs. n. 46/99 dopo l'iscrizione a ruolo l'ente, in pendenza di gravame amministrativo, non può più sospendere la riscossione con provvedimento motivato notificato al concessionario ed al contribuente. Ma solo revocarla ove sopravvenga fondato pericolo per la riscossione.
Periodo vigente dal 09/06/2001 al 30/05/2010
Nel periodo dal 09/06/2001 al 30/05/2010, dopo l'iscrizione a ruolo l'ente, in pendenza di gravame amministrativo, può sospendere la riscossione con provvedimento motivato notificato al concessionario ed al contribuente. Il provvedimento può essere revocato ove sopravvenga fondato pericolo per la riscossione.
Dalla vigenza del D.Lgs. 46/99 all'8.06.2001
Periodo compreso tra 1 gennaio 2010 e 31 dicembre 2012
Con l'art. 38 co. 12 D.L. 31 maggio 2010 n. 78, conv. In L. 30 luglio 2010 n. 122, il legislatore è intervenuto nuovamente stabilendo che: "Le disposizioni contenute nell'articolo 25 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, non si applicano, limitatamente al periodo compreso tra 1'1/1/2010 e il 31/12/2012, ai contributi non versati e agli accertamenti notificati successivamente alla data del 1° gennaio 2004, dall'Ente creditore".
La circolare INPS n. 108 del 9 agosto 2010
Al fine di potenziare il processo di riscossione da parte dell'INPS, ed al fine di risolvere i problemi interpretativi causati dai continui interventi normativi, con Circolare n. 108 del 9 agosto 2010, lINPS ha previsto che gli Enti Previdenziali, in via generale, debbano procedere all'iscrizione a ruolo dei contributi o premi non versati entro il 31 dicembre dell'anno successivo al termine fissato per il versamento. In caso di contributi o premi denunciati, comunicati tardivamente o riconosciuti, tale termine decorre dalla data della loro conoscenza da parte degli Enti impositori (l'art. 25, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46).
Inoltre l'INPS precisa che il comma 12, dell'art. 38, ha stabilito che le disposizioni contenute nella predetta norma non si applicano, limitatamente al periodo compreso fra il 1 gennaio 2010 ed il 31 dicembre 2012, ai contributi non versati e agli accertamenti notificati dall'Ente creditore successivamente alla data del 1° gennaio 2004.
Tale previsione sospende, nel predetto periodo, gli effetti della decadenza di cui al citato art. 25, e consente all'Istituto di procedere all'iscrizione a ruolo di tutti i crediti, anche riferiti a periodi di competenza precedenti, omessi, accertati e notificati, nel rispetto dei termini di prescrizione, a decorrere dal 1 gennaio 2004.
In base alla citata circolare, dunque, l'Inps, i termini di cui all'art. 25 non trovano applicazione nell'arco compreso tra tra il 2° gennaio 2010 ed il 31 dicembre 2012, per tutti i crediti accertati dopo il 1° gennaio 2004 (Cass. n. 9169/2013).
In direzione opposta alla Circolare INPS n. 108 del 9 agosto 2010, è, tuttavia andata la giurisprudenza.
Con sent. 9196/2013, la Cassazione ha innanzitutto precisato che per i ruoli emessi prima del 1 luglio 2005 il termine per la notifica era di cinque mesi dalla consegna del ruolo.
La Corte, ha infatti ritenuto che la promulgazione della L. n. 311 del 2004 ha modificato (innovando il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25) il termine di cui sopra, stabilendo che per i ruoli emessi successivamente al 1 luglio 2005 il concessionario è obbligato, a pena di decadenza, di notificare la cartella esattoriale:
In definitiva, la novità introdotta dalla L. n. 311 del 2004, è l'introduzione del principio della decadenza, secondo il quale la cartella esattoriale deve essere notificata entro una data certa.
Una ulteriore chiave interpretativa: l'art. 27 D. Lgs. 46/99
Una ulteriore interpretazione ha voluto estendere in via analogica il termine sancito dall'art. 25 DPR n. 602/73 per la notifica delle cartelle di pagamento per il recupero di crediti tributari. A sostegno di tale tesi vi sarebbe l'art. 27 D. Lgs. 46/99 che recita: "In deroga all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come sostituito dall'articolo 14 del presente decreto, sui contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali, decorso il termine previsto dall'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come sostituito dall'articolo 11 del presente decreto, le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sono calcolate, secondo le disposizioni che le regolano, dalla data della notifica e fino alla data del pagamento".
Dunque, di fonte ad una cartella di pagamento occorrerà controllare la data di iscrizione a ruolo e la data della notifica per eccepirne, all'Autorità Giudiziaria l'eventuale inosservanza dei termini, eccezione che non potrà essere rilavata d'ufficio dal Giudice come precisato dalla Corte di cassazione con sentenza n. 18019/2007.
Inoltre, secondo la giurisprudenza di legittimità, la natura sostanziale e non processuale degli atti impositivi, quale l'avviso di accertamento, non osta che ad essi sia applicabile il regime di sanatoria della nullità della notificazione per raggiungimento dello scopo dell'atto, previsto per gli atti processuali dagli artt. 156 e 160 c.p.c., considerato anche l'espresso richiamo alle norme sulla notificazioni dettate dal codice di procedura civile contenuto nel D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60 (Sez. 5, Sentenza n. 2272 del 31/01/2011, Rv. 616401). A maggior ragione la regola della sanatoria della nullità della notificazione per raggiungimento dello scopo dell'atto è applicabile alla cartella di pagamento, atto della riscossione avente la duplice natura di comunicazione dell'estratto del ruolo e di intimazione ad adempiere (D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 25, comma 2), di contenuto corrispondente al titolo esecutivo e dell'atto di precetto del processo di esecuzione disciplinati dal codice di rito. (conforme Sez. 2, Sentenza n. 4018 del 21/02/2007, Rv. 596730, che ha ritenuto l'applicabilità della sanatoria ex art. 156 c.p.c., alla nullità della notifica della cartella di pagamento[2].
È utile precisare che sino al 1° gennaio 2013, l'INPS poteva procedere direttamente con cartella esattoriale senza dover prima notificare l'avviso di addebito.
Per l'effetto dell'art. 25 c. 1 DPR 602/1973, dati i termini ivi sanciti, a decorrere dal 1° gennaio 2013 l'INPS dovrà procedere a notificare l'avviso di addebito, pena la decadenza, invece gli altri Enti Previdenziali, vigendo ancora l'iscrizione al ruolo esattoriale, dovranno procedere con la cartella esattoriale.
[1] Modificato dall' articolo 2, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 27 aprile 2001, n. 193
[2] Cassazione civile, sez. trib., 21/09/2016, (ud. 08/06/2016, dep.21/09/2016), n. 18480
(22/09/2017 - Avv.Giampaolo Morini) • Foto: 123rf.com