Source: https://www.slideshare.net/annatapessima/1-generalit-amianto
Timestamp: 2017-06-24 16:46:21+00:00
Document Index: 27654510

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.9', 'art.10', 'art. 12', 'art. 212', 'art 248', 'art 248', 'art.9']

1 Generalità Amianto
Normativa in materia di amianto
by Alessandro Iacovazzi
introduzione al monitoraggio ambien...
by Corrado Cigaina
rischio amianto: approfondimenti le...
5 Tecniche Amianto Friabile
by Luca Vecchiato
120218 isola amianto_rocce_v2_web
by wwfgenova
Chiariamoci un poco le idee
by ILoveGENOVA
Luca Vecchiato, Responsabile Energia at ECO-Management
, Titolare
at in proprio
Inserire titolo dell’iniziativa Aggiungere foto di pavimenti, tetti, vchgcjhckjcgh 1 Generalità Amianto
AMIANTO: Normativa e aspetti di sicurezza 2.
COS’E’ L’AMIANTO? L’amianto è un minerale che si trova in natura, in diverse parti del globo terrestre, e si ottiene facilmente, dopo macinazione, dalla roccia madre estratta in miniere a cielo aperto. 3.
PRODUZIONE NEL XX SECOLO IL MAGGIOR PRODUTTORE MONDIALE DI AMIANTO E’ STATA L’ UNIONE SOVIETICA CON IL 50% DELLA PRODUZIONE LA PRODUZIONE DELL’ ITALIA ERA DEL 2,5% DI QUELLA MONDIALE 100.000 TONNELLATE NEL 1987 stima di 1 miliardo di mq di lastre poste in opera PRINCIPALI CAVE ITALIANE BALANGERO (PIEMONTE) amianto a fibra corta VAL MALENCO (SONDRIO) amianto a fibra lunga 4.
Tipi di amianto Esistono 6 tipi merceologici di amianto questi sono distinguibili solo al microscopio (ingrandimento 150 volte) in base alla differente colorazione e conformazione delle fibre Dal punto di vista mineralogico esistono due grandi gruppi: CRISOTILO (amianto bianco) dal greco: fibra d’oro è stato il più utilizzato c.a. 80% del totale il relazione alle caratteristiche refrattarie e di resistenza meccanica Serpentino (silicato di magnesio) 5.
Anfiboli (silicati di calcio e magnesio) ACTINOLITE dal greco: pietra raggiata TREMOLITE dal nome della Val Tremola (Svizzera) ANTOFILLITE dal greco: garofano AMOSITE (amianto bruno) Asbestos Mines of South Africa CROCIDOLITE (amianto blu) dal greco: fiocco di lana 6.
La fibrosità FIBRA (DEFINIZIONE): UNA QUALUNQUE PARTICELLA CHE PRESENTA FORMA ALLUNGATA LUNGO UNA DIREZIONE PREFERENZIALE UNA PARTICELLA SI DEFINISCE A FORMA FIBROSA QUANDO LA SUA LUNGHEZZA E’ MAGGIORE DI 3 VOLTE LA LARGHEZZA CARATTERISTICHE DELLE FIBRE DI AMIANTO 7.
L’AMIANTO Fibre di crocidolite Fibra di crisotilo 8.
Differenza fra la grandezza delle fibre di amosite con quella di un capello umano fibra di amianto crisotilo al microscopio elettronico I minerali sono caratterizzati dalla proprietà di sfaldarsi quasi all’infinito producendo fibre. 9.
Caratteristiche dell’amianto <ul><li>VIRTUALMENTE INDISTRUTTIBILE </li></ul><ul><li>NON INFIAMMABILE </li></ul><ul><li>RESISTENTE : </li></ul><ul><li>agli acidi </li></ul><ul><li>alla trazione </li></ul><ul><li>MOLTO FLESSIBILE </li></ul><ul><li>FACILMENTE FILABILE </li></ul><ul><li>DOTATO DI PROPRIETÀ: </li></ul><ul><li>fonoassorbenti </li></ul><ul><li>termoisolanti </li></ul><ul><li>BASSO COSTO DI PRODUZIONE </li></ul>
DANNI ALLA SALUTE LE FIBRE DI AMIANTO PENETRANO NELL’ORGANISMO PRINCIPALMENTE ATTRAVERSO L’ARIA RESPIRATA . L’inalazione di amianto determina sull’apparato respiratorio una serie di patologie a carico delle pleure e/o del polmone 11.
L’AMIANTO Le fibre inalate con diametro < 3 μ penetrano nelle vie respiratorie e restano nei polmoni. Le fibre di CRISOTILO, ricurve, penetrano meno di quelle di ANFIBOLI, che sono dritte. Una parte delle fibre più corte viene allontanata dal sistema di depurazione. Un’altra frazione (specie gli ANFIBOLI), viene ricoperta da un complesso proteine/ferro, con formazione dei CORPUSCOLI DELL’ASBESTO 12.
Grazie al suo basso costo di lavorazione è stato largamente usato in passato in oltre 3000 tipi diversi di manufatti, da solo o insieme a leganti che ne costituivano la matrice più o meno friabile. 13.
LOCALIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE DELLE STRUTTURE EDILIZIE <ul><ul><ul><li>Classificazione dei materiali contenenti amianto </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>I materiali contenenti amianto presenti negli edifici possono essere divisi in tre grandi categorie: </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>1) materiali che rivestono superfici applicati a spruzzo o a cazzuola; </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>2) rivestimenti isolanti di tubi e caldaie; </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>3) una miscellanea di altri materiali comprendente, in particolare, pannelli ad alta densità ( cemento-amianto ), pannelli a bassa densità (cartoni) e prodotti tessili . </li></ul></ul></ul></ul>
Utilizzo nell’industria <ul><li>IMPASTATO CON ALTRI MATERIALI: </li></ul><ul><li>Amianto a spruzzo: </li></ul><ul><ul><li>isolante termico nei cicli ad alte temperature (es. centrali termiche, stabilimenti chimici e siderurgici, fonderie, ind. ceramica e laterizi…) </li></ul></ul><ul><ul><li>isolante termico nei cicli con basse temperature (es. impianti </li></ul></ul><ul><ul><li>frigoriferi o di condizionamento…) </li></ul></ul><ul><ul><li>isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per imp. elettrici </li></ul></ul><ul><ul><li>nel settore trasporti per coibentare treni, navi, autobus... </li></ul></ul>
Utilizzo nell’edilizia <ul><li>INTONACI: </li></ul><ul><li>Con malta tradizionale </li></ul><ul><li>A spruzzo </li></ul>
Utilizzo nell’industria <ul><li>TESSITURA : </li></ul><ul><li>corde - nastri - guaine: </li></ul><ul><ul><li>fasciare tubazioni calde per evitare ustioni </li></ul></ul>
<ul><li>Corde in crisotilo (nuove ) </li></ul>
<ul><li>Corde in crisotilo degradate </li></ul>
Utilizzo nell’edilizia <ul><li>ETERNIT O CEMENTO-AMIANTO: </li></ul><ul><li>Canne fumarie </li></ul>
Utilizzo nell’edilizia <ul><li>ETERNIT O CEMENTO-AMIANTO: </li></ul><ul><li>Tubi: </li></ul><ul><ul><li>acquedotti </li></ul></ul><ul><ul><li>fognature </li></ul></ul><ul><li>Serbatoi </li></ul>
<ul><li>Cartoni di </li></ul><ul><li>amianto -per </li></ul><ul><li>guarnizioni </li></ul>
<ul><li>Piastrelle vinil-amianto (crisotilo) </li></ul>
<ul><ul><ul><li>Friabili: materiali che possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione manuale </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Compatti: materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l'impiego di attrezzi meccanici (dischi abrasivi, frese, trapani, ecc.) </li></ul></ul></ul>DEFINIZIONI 24.
<ul><ul><ul><li>Campionamento ed analisi dei materiali </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Prima di procedere al campionamento dei materiali : </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>1) Ricerca e verifica della documentazione tecnica disponibile sull'edificio, per accertarsi dei vari tipi di materiali usati nella sua costruzione,………. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>2) Ispezione diretta dei materiali per identificare quelli friabili e potenzialmente contenenti fibre di amianto. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>3) Verifica dello stato di conservazione dei materiali friabili, per fornire una prima valutazione approssimativa sul potenziale di rilascio di fibre nell'ambiente. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>4) Campionamento dei materiali friabili sospetti, e invio presso un centro attrezzato, per la conferma analitica della presenza e del contenuto di amianto. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>5) Mappatura delle zone in cui sono presenti materiali contenenti amianto. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>6) Registrazione di tutte le informazioni raccolte in apposite schede da conservare come documentazione e da rilasciare anche ai responsabili dell'edificio </li></ul></ul></ul>
<ul><ul><ul><li>VALUTAZIONE DEL RISCHIO </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Per la valutazione della potenziale esposizione a fibre di amianto del personale presente nell'edificio sono utilizzabili due tipi di criteri : </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>- l'esame delle condizioni dell'installazione, al fine di stimare il pericolo di un rilascio di fibre dal materiale; </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>- la misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all'interno dell'edificio (monitoraggio ambientale). </li></ul></ul></ul></ul>
In particolare ha trovato applicazione: … nelle coperture sotto forma di lastre piane o ondulate, … 27.
Nell’industria è stato utilizzato come materia prima per produrre innumerevoli oggetti , come isolante termico nei cicli ad alte o basse temperature, barriera antifiamma e materiale fonoassorbente In particolare ha trovato applicazione: 28.
Nei mezzi di trasporto: freni, frizioni, vernici, coibentazioni di treni, navi e autobus In particolare ha trovato applicazione: 29.
Per manufatti vari: … In particolare ha trovato applicazione: 30.
In particolare ha trovato applicazione: Nei prodotti di uso domestico: forni, guanti da forno, caldaie, teli da stiro, vasi … 31.
In tali manufatti ed applicazioni le fibre possono essere libere o debolmente legate: si parla in questi casi di amianto in matrice friabile (materiali che possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polveri con la semplice pressione manuale) 32.
oppure le fibre possono essere fortemente legate in una matrice stabile e solida come il cemento amianto o il vinile amianto: si parla in questo caso di amianto in matrice compatta (materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l’impiego di attrezzi meccanici) 33.
Le prime norme <ul><li>La prima norma italiana , che prende in considerazione il rischio amianto, è del 1936 (R.D. n. 1720/36). </li></ul><ul><li>Viene specificata la tipologia dei lavori pericolosi , faticosi ed insalubri, tra questi: </li></ul><ul><ul><li>le lavorazioni d’amianto , limitatamente alle operazioni di mescola, filatura e tessitura; </li></ul></ul><ul><ul><li>la macinazione di amianto , calce, gesso, cementi. </li></ul></ul><ul><li>Con il DPR n. 303/56 vengono affrontate le problematiche relative alla tutela dell’igiene dei lavoratori, quindi anche quelli esposti alle polveri d’amianto. </li></ul>
Decreto Ministeriale 12 febbraio 1971 <ul><li>Il legislatore aveva disposto che le aziende, produttrici di amianto e di manufatti contenenti amianto, venissero: </li></ul><ul><li>classificate come “ Industrie Insalubri di I Classe ”; </li></ul><ul><li>collocate fuori dall’abitato , fatte salve quelle aziende il cui titolare avesse dimostrato di aver adottato tutte le cautele/tecnologie atte a ridurre il rischio provocato dall’attività. </li></ul>
… successivamente <ul><li>Nel marzo del 1978, l’organizzazione statunitense E.P.A. (Environmental protection Agency) promulgò la prima direttiva con riferimento alle condizioni per le operazioni di lavoro in presenza di amianto ; </li></ul><ul><li>Dopo anni di studio, aumentava sempre più la consapevolezza e la certezza che l’esposizione professionale, alle polveri di amianto, era in grado di esporre, non solo al rischio di contrarre l’ asbestosi , ma anche il cancro . </li></ul>
La legislazione statale Ordinanza ministeriale del 26/06/86 ABBROGATO E sostituito con il titolo VI-Bis D.Lgs. 626/94 (D.Lgs. 257/2006) Legge n. 257/92 Decreti attuativi D.P.R. n. 215/88 D.Lgs. n. 277/91 37.
Restrizione nell’uso della crocidolite <ul><li>L’ O.M.S. del 26/06/86 è il primo provvedimento restrittivo emanato in materia di amianto; </li></ul><ul><li>Introduce restrizioni all’immissione sul mercato ed all’uso della crocidolite e dei prodotti che lo contengono . </li></ul><ul><li>Con la Circolare esplicativa del 1 luglio 1986 n. 42, si limita in pratica il divieto d’uso della crocidolite alle tubazioni in cemento amianto, per l’adduzione d’acqua potabile aggressiva, cioè in grado di corrodere le tubazioni. </li></ul>
D.P.R. n. 215/88 <ul><ul><ul><li>Regola le restrizioni in materia di immissione sul mercato e commercializzazione nel territorio nazionale dell'amianto e dei prodotti che lo contengono. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Sono vietate l'immissione sul mercato e la commercializzazione della crocidolite e dei prodotti che la contengono. </li></ul></ul></ul>
Recepimento delle Direttive Comunitarie <ul><li>L’O.M.S. ritiene impossibile valutare una concentrazione nell’aria d’amianto, tale da garantire un rischio nullo per la popolazione. </li></ul><ul><li>Negli anni ’80 vennero emanate 5 Direttive comunitarie, recepite con il D.Lgs. 15/08/91 n.277 a tutela dei lavoratori esposti a: rumore - piombo ed amianto. </li></ul><ul><li>Questa nuova Norma, essendo specifica, prevale sulle misure e le cautele disposte dal DPR 303/56 . </li></ul>
D.Lgs. 15/08/1991 n. 277 capo III (ABROGATO) <ul><li>Viene vietato l’utilizzo dell’amianto in forma isolante (a bassa densità) e a spruzzo; </li></ul><ul><li>Introduce i rischi connessi all’esposizione ad amianto; </li></ul><ul><li>introduce lo strumento del “piano di lavoro”, per interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto, finalizzato a tutelare sia la salute degli operatori che dell’ambiente. </li></ul>Non vieta totalmente l’uso dell’amianto ma tratta le problematiche attinenti la salute degli esposti 41.
D.Lgs. 15/08/1991 n. 277 capo III (ABROGATO) <ul><li>Inoltre: </li></ul><ul><li>vengono maggiormente responsabilizzati il datore di lavoro, i dirigenti ed i preposti. </li></ul><ul><li>Entrano nel processo di prevenzione (e controllo del rischio) “figure” innovative , ovvero: </li></ul><ul><ul><li>il medico competente (in possesso della specialità in Medicina del Lavoro o equipollente), </li></ul></ul><ul><ul><li>i rappresentanti dei lavoratori . </li></ul></ul><ul><li>Diventano “soggetti attivi” anche i lavoratori ed i loro rappresentanti. </li></ul>
Legge n. 257 del 27 marzo 1992 ( Cessazione nell’uso di materiale contenente amianto) <ul><li>La normativa sino ad ora esaminata ha: </li></ul><ul><li>tenuto viva l’attenzione sul “problema amianto”, </li></ul><ul><li>portato alla decisione politica , di: </li></ul><ul><li>VIETARE l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione dell’amianto e/o di manufatti che lo contengono. </li></ul>
LEGGE 27 marzo 1992, N. 257 Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto In ITALIA 44.
LEGGE 27 marzo 1992, N. 257 Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto NORME DI ATTUAZIONE (art.6) TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE (CAPO III) Obbligo di Relazione annuale per le imprese che utilizzano, smaltiscono e/o bonificano amianto (art.9) Adozione dei Piani regionali di protezione dall’amianto (art.10): censimento, corsi di formazione professionale per bonificatori, individuazione dei siti per smaltimento, vigilanza delle Aziende USL Iscrizione delle imprese di smaltimento e rimozione all’Albo Nazionale Gestione Rifiuti – categ. 10 (art. 12) 45.
I decreti emanati finora prevedono, oltre ad affrontare le problematiche legate all’amianto negli ambienti di vita e di lavoro comprese le misure a sostegno dei lavoratori esposti, le metodologie tecniche per il controllo, la manutenzione e la bonifica di materiali contenenti amianto. Dal 1994 al 2001 sono stati emanati 10 decreti attuativi LEGGE 27 marzo 1992, N. 257 Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto 46.
DECRETO MINISTERO SANITA’ 6 settembre 1994 CAMPO DI APPLICAZIONE Tutti gli edifici nei quali siano in opera MCA dai quali può derivare esposizione a fibre di amianto Sono escluse le unità operative dove l’amianto era presente nel ciclo produttivo 47.
DECRETO MINISTERO SANITA’ 6 settembre 1994 Classificazione MCA, friabile e compatto, campionamento e analisi Contiene normative e metodologie tecniche per 1- localizzazione e caratterizzazione delle strutture edilizie 2- valutazione del rischio Criteri per esame MCA, per scelta bonifica, procedura di ispezione, valori limite di inquinamento 3- metodi di bonifica Rimozione, incapsulamento, confinamento 48.
DECRETO MINISTERO SANITA’ 6 settembre 1994 Materiali che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione manuale Classificazione materiali contenenti amianto FRIABILI COMPATTI Materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l’impiego di attrezzi meccanici (dischi abrasivi, frese, trapani, ecc..) 49.
DECRETO MINISTERO SANITA’ 6 settembre 1994 Procedura obbligatoria per proprietario immobile o responsabile dell’attività che vi si svolge Contiene normative e metodologie tecniche per 4- programma di controllo e manutenzione dei MCA in sede 5- misure di sicurezza per interventi di bonifica MCA friabili, tubazioni e tecniche di glove-bag 6- criteri per la certificazione della restituibilità di ambienti bonificati 7- coperture in cemento amianto Misure di sicurezza, procedure operative di bonifica 50.
DECRETO MINISTERO SANITA’ 6 settembre 1994 ALLEGATI 1-determinazione quantitativa in campioni di massa 3- identificazione qualitativa fibre di amianto 2- determinazione quantitativa di fibre disperse indoor 4- criteri per la corretta scelta dei DPI vie respiratorie 5- scheda per l’accertamento della presenza di MCA negli edifici 51.
<ul><li>Le norme del Decreto Legislativo n. 257/2006 si applicano alle attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali </li></ul><ul><li>- manutenzione </li></ul><ul><li>rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto </li></ul><ul><li>smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti nonché bonifica delle aree interessate. </li></ul>
<ul><li>Il nuovo valore limite di esposizione per l'amianto e' fissato a 100 fibre/litro , misurato in rapporto ad una media ponderata nel tempo di riferimento di 8 ore. I datori di lavoro devono provvedere affinché nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto nell'aria superiore a tale valore limite. </li></ul>
I lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto devono essere effettuati solo da imprese rispondenti ai requisiti di cui all'articolo 30, comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, come sostituito dall'art. 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006 previa presentazione del PIANO DI LAVORO 54.
Nel testo del nuovo Decreto vi sono diverse novità per le imprese edili . OBBLIGO DI INDIVIDUARE L'EVENTUALE PRESENZA DI AMIANTO PRIMA DI INIZIARE LAVORI DI DEMOLIZIONE O DI MANUTENZIONE obbligo dei datori di lavoro, prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, di adottare qualsiasi misura necessaria per individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto di amianto, eventualmente chiedendo informazioni ai proprietari dei locali. Se sussiste il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, è necessario applicare le disposizioni previste dal Decreto. (obbligo soggetto a sanzione) 55.
OBBLIGO DI INSERIRE NEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI I RISCHI DOVUTI ALLA PRESENZA DI AMIANTO al fine di stabilire la natura ed il grado di esposizione e le misure preventive e protettive da attuare (obbligo soggetto a sanzione) 56.
D.Lgs.n. 81/2008, mod. D.lgs.106/09 Titolo IX Capo III del D.Lgs.81/2008 “Protezione dai rischi connessi all’esposizione ad amianto” <ul><li>Il Decreto è entrato in vigore il 15 maggio 2008, </li></ul><ul><li>le modifiche il 20 agosto 2009 ed ha abrogato </li></ul><ul><li>il titolo IV del D.lgs. 626/94 </li></ul>
D.Lgs.n. 81/2008 Campo di applicazione (Art. 246) Le norme si applicano alle attività che, dopo la “dismissione” possono comportare esposizione ad amianto : <ul><li>MANUTENZIONE </li></ul><ul><li>RIMOZIONE </li></ul><ul><li>RIFIUTI (smaltimento e trattamento ) </li></ul><ul><li>BONIFICA AREE INTERESSATE (es.: siti </li></ul><ul><li>dismessi ) </li></ul>
Sezione II OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO <ul><li>INDIVIDUAZIONE DELLA PRESENZA DI AMIANTO ( 248) </li></ul><ul><li>VALUTAZIONE DEL RISCHIO (249 ) </li></ul><ul><li>NOTIFICA ( 250 ) </li></ul><ul><li>MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ( 251 ) </li></ul><ul><li>MISURE IGIENICHE (252 ) </li></ul><ul><li>CONTROLLO DELL’ ESPOSIZIONE (253 ) </li></ul><ul><li>VALORE LIMITE ( 254 ) </li></ul><ul><li>OPERAZIONI LAVORATIVE PARTICOLARI ( 255 ) </li></ul><ul><li>LAVORI DI DEMOLIZIONE O RIMOZIONE DELL’AMIANTO ( 256) </li></ul><ul><li>INFORMAZIONE DEI LAVORATORI ( 257 ) </li></ul><ul><li>FORMAZIONE DEI LAVORATORI ( 258 ) </li></ul><ul><li>SORVEGLIANZA SANITARIA (259 ) </li></ul><ul><li>REGISTRO DI ESPOSIZIONE E CARTELLE SANITARIE DI RISCHIO (260) </li></ul><ul><li>MESOTELIOMI (261 ) </li></ul>
IL DATORE DI LAVORO DEVE: D.Lgs.n. 81/2008 Prima di iniziare lavori di manutenzione o demolizione (comma 1) (art 248) <ul><li>INDIVIDUARE IL PERICOLO </li></ul>
D.Lgs.n. 81/2008 (art 248) <ul><li>Con “ ogni misura necessaria ” anche chiedendo informazioni al proprietario dei locali </li></ul><ul><li>Se esiste il “ minimo dubbio ” sulla presenza di </li></ul><ul><li>amianto applica il Capo III </li></ul>
Il DdL deve dimostrare (con prova documentale) di aver valutato l’eventuale presenza di amianto <ul><li>Per i cantieri edili può essere esplicitato nel POS </li></ul><ul><li>Per le attività di manutenzione eseguite da personale dipendente può </li></ul><ul><li>essere esplicitato nel documento </li></ul><ul><li>di valutazione dei rischi </li></ul>
IL DATORE DI LAVORO DEVE: <ul><li>VALUTARE IL RISCHIO AMIANTO </li></ul><ul><li>Per stabilire l’esposizione dei lavoratori </li></ul><ul><li>Per individuare le misure di prevenzione e protezione </li></ul>D.Lgs.n. 81/2008 (Art. 249) 63.
<ul><li>La possibilità dell’ “Autocertificazione” (per meno di 10 dipendenti) risultava “di fatto” superata dalla necessità di stilare, nei casi previsti: </li></ul><ul><li>il Piano Operativo di Sicurezza ( POS ) </li></ul><ul><li>il Piano di Lavoro </li></ul><ul><li>l’obbligo di effettuare la misurazione periodica da inserire nel Documento </li></ul><ul><li>l’obbligo di trasmettere la Relazione annuale (art.9 - Legge 257/92) </li></ul>L’articolo 29 – 81/2008 Il Datore di Lavoro deve redigere il Documento 64.
NOTIFICA (Art.250 ) PRIMA DELL’INIZIO DEI LAVORI : (manutenzione, rimozione, smaltimento/trattamento rifiuti, bonifica aree) c.1) Il Datore di Lavoro presenta una NOTIFICA alla AUSL c. 2) Elementi della Notifica c.3) Il Datore di Lavoro provvede che i lavoratori o i loro rappresentanti abbiano accesso alla documentazione c.4) Ogniqualvolta ci siano modifiche delle condizioni di lavoro e di esposizione deve essere inoltrata una NUOVA notifica 65.
<ul><ul><ul><li>Manutenzione di impianti/strutture senza rimozione di amianto; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Lavori di lattoneria su coperture in eternit ; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Incapsulamento e confinamento ; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Trattamento e smaltimento di MCA rimosso ; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Lavorazioni negli impianti di stoccaggio </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Piccoli lavori manutentivi su acquedotti . </li></ul></ul></ul><ul><li>In generale si considerano soggette a NOTIFICA le seguenti attività: </li></ul>
Misure di Prevenzione e Protezione <ul><ul><ul><li>l’esposizione dei lavoratori all’ amianto nel luogo di lavoro deve essere </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>ridotta al minimo e, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>in ogni caso, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>al di sotto del Valore Limite </li></ul></ul></ul>D.Lgs.n. 81/2008 (Art. 251) 67.
Le misure igieniche <ul><li>Per tutte le attività lavorative sono individuate tre tipologie di misure igieniche: </li></ul><ul><li>zone limitate e dedicate </li></ul><ul><li>individuazione e organizzazione per i DPI </li></ul><ul><li>locali e strutture </li></ul>D.Lgs.n. 81/2008 (Art. 252) 68.
Controllo dell’esposizione (Art.253) <ul><li>Il Datore di Lavoro </li></ul><ul><li>effettua PERIODICAMENTE la MISURAZIONE dell’esposizione (comma 1) </li></ul><ul><li>al fine del rispetto del valore limite </li></ul><ul><li>in funzione della valutazione iniziale del rischio </li></ul><ul><li>riporta nel Documento i risultati delle misurazioni </li></ul><ul><li>consulta i lavoratori sui campionamenti (comma 3) </li></ul>D.Lgs.n. 81/2008 69.
Valore Limite (Art. 254) <ul><li>Il Nuovo Valore Limite è 0,1 ff/cm 3 </li></ul><ul><li>Non può essere superato </li></ul><ul><li>Il Valore precedente (D.Lgs.277/91) </li></ul><ul><li>era di 0,2 e 0,6 ff/cm 3 </li></ul>D.Lgs.n. 81/2008 0,1 ff/cm 3 70.
Operazioni lavorative particolari (Art. 255) D.Lgs.n. 81/2008 Se il valore di esposizione supera il valore limite, il DdL adotta adeguate misure: a) Esige l’uso dei DPI forniti b) Affigge segnaletica avvertimento c) Adotta misure per impedire la dispersione di polvere d) Consulta i lavoratori o RLS 71.
Il Datore di Lavoro Lavori di Demolizione o Rimozione (Art. 256) <ul><li>PREDISPONE UN </li></ul><ul><li>PIANO DI LAVORO </li></ul><ul><li>DA PRESENTARE ALL’AZIENDA USL </li></ul><ul><li>almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori (comma 5) </li></ul><ul><li>DI RIMOZIONE DEL MATERIALE </li></ul><ul><li>CONTENENTE AMIANTO (comma 2) </li></ul>D.Lgs.n. 81/2008 72.
Lavori di Demolizione o Rimozione (Art. 256) I lavori di demolizione e rimozione dell’amianto possono essere effettuati solo da imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali categoria 10 A e/o 10 B (comma 1) D.Lgs.n. 81/2008 73.
<ul><li>E’ previsto che l’ AUSL rilasci “prescrizioni, integrazioni o richiesta di modifiche” </li></ul><ul><li>I lavori possono iniziare dopo 30 giorni dalla presentazione del Piano </li></ul><ul><li>Nel Piano (che sostituisce la Notifica ) deve essere prevista la data di inizio lavori </li></ul><ul><li>Nel Piano deve essere prevista la verifica alla fine dei lavori dell’assenza di rischi dovuti all’amianto </li></ul><ul><li>Diminuita l’entità delle sanzioni </li></ul>importante 74.
<ul><li>La data di presentazione del piano coincide con la data del timbro di invio postale o assunzione di protocollo per consegna a mano </li></ul><ul><li>I lavori possono iniziare prima dei 30 giorni solo per motivi di urgenza e devono essere specificate la data e l’ora di inizio </li></ul>importante 75.
<ul><li>La verifica alla fine dei lavori dell’assenza di rischi dovuti all’amianto consiste in: </li></ul><ul><li>- ispezione visiva (MCA compatto) </li></ul><ul><li>- certificazione di restituibilità (MCA friabile e MCA indoor scuole e/o ospedali) </li></ul>
Informazione dei lavoratori (Art. 257) <ul><li>Prima di adibire i lavoratori ad attività che espongono ad amianto, il DdL fornisce loro informazioni su: </li></ul><ul><li>Rischi per la salute </li></ul><ul><li>Norme igieniche da osservare </li></ul><ul><li>DPI (scelta, uso, pulizia, limiti ) </li></ul><ul><li>Misure preventive </li></ul><ul><li>Esistenza del Valore Limite </li></ul>D.Lgs.n. 81/2008 77.
Formazione dei lavoratori (Art. 258) <ul><li>Fatto salvo l’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008 i lavoratori esposti o potenzialmente esposti, devono essere formati ad intervalli regolari , su : </li></ul><ul><li>Proprietà e materiali , </li></ul><ul><li>Procedure di lavoro sicure, di emergenza, di decontaminazione; attrezzature di protezione, </li></ul><ul><li>Attività lavorative che espongono all’amianto </li></ul>D.Lgs.n. 81/2008 78.
Formazione dei lavoratori (Art. 258) <ul><li>DPI (scelta, uso, pulizia, limiti) </li></ul><ul><li>Eliminazione dei rifiuti , </li></ul><ul><li>Sorveglianza medica </li></ul><ul><li>Il contenuto della formazione deve essere facilmente </li></ul><ul><li>comprensibile </li></ul>D.Lgs.n. 81/2008 79.
Formazione dei lavoratori (continua) Possono essere adibiti alla rimozione dell’amianto e alla bonifica delle aree ( esclusivamente) i lavoratori che hanno frequentato il Corso previsto dall’articolo 10 della L.257/92 (i Corsi Regionali per Addetti di 30 ore e per Tecnici di 50 ore) 80.
Sorveglianza sanitaria (Art. 259) <ul><li>a) prima di adibire il lavoratore alla attività; </li></ul><ul><li>b) periodicamente, almeno ogni tre anni </li></ul><ul><li>o con periodicità minore fissata dal medico competente. La motivazione della diversa periodicità è riportata in cartella sanitaria, </li></ul><ul><li>c) alla cessazione del rapporto di lavoro con le indicazioni, del MC, da osservare e sulla opportunità di successivi accertamenti, se iscritti nel registro almeno una volta </li></ul><ul><li>d) il MC può effettuare altri esami </li></ul>D.Lgs.n. 81/2008 Per verificare anche la possibilità di indossare i DPI Recommended
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