Source: https://elenafalletti.wordpress.com/2012/12/17/rassegna-mensile-di-giurisprudenza-in-materia-di-internet/
Timestamp: 2017-08-19 20:22:34+00:00
Document Index: 83458547

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 2050', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 10']

Rassegna mensile di giurisprudenza in materia di Internet | Elena Falletti
December 17, 2012 by Elena Falletti
Rassegna mensile di giurisprudenza in materia di Internet
pubblicata sul Quotidiano giuridico del 13 dicembre 2012
Google obbligata a svelare l’identità del titolare di un account di Gmail.
United States District Court Northern California, Huntington Ingalls Inc. v. Doe, 21.11.12
Il caso riguarda la citazione in giudizio di Google da parte di un fornitore che aveva quale contatto email di un cliente un account di posta Gmail risultato errato. La questione è nata nel momento in cui il cliente non ha adempiuto. I giudici federali della California hanno intimato a Google di svelare i dati del titolare dell’account in questione affinché il fornitore potesse ottenere informazioni sufficienti per l’identificazione del cliente e citarlo in giudizio.
Poste Italiane responsabile per i prelievi illegittimi dai conti correnti Postepay online dei risparmiatori
Ufficio del Giudice di Pace di Palermo, 23.10.12
Poste Italiane è stata condannata per non aver adottato idonee misure di sicurezza, come ulteriori credenziali d’accesso rispetto alla sola userid e password, per la protezione da interferenze illecite di terzi su sistemi informatici adibiti al prelievo di denaro da conto corrente online. Ulteriormente, l’azienda è stata condannata ai sensi dell’art. 15 del Codice della Privacy, secondo cui “chiunque cagiona un danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi dell’art. 2050 del codice civile”, norma quest’ultima che disciplina la responsabilità da cose in custodia, particolarmente rigorosa, laddove si richiede la prova, per il responsabile, “di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno”.
Pubblicazione di commenti su forum online e consapevolezza della diffamazione
Cour de Cassation, 30.10.12
Il presidente di una associazione e titolare del relativo sito web non è responsabile per la pubblicazione di commenti. Il punto centrale di questa sentenza riguarda la cassazione della sentenza d’appello nella cui motivazioni i giudici non avevano specificato argomentazioni sull’animus dell’imputato, in quanto avevano deciso senza valutare se questi fosse stato preventivamente messo a conoscenza o meno del contenuto del messaggio ritenuto diffamatorio o, in caso contrario, si fosse astenuto dal rimuoverlo prontamente appena fosse stato consapevole dell’illiceità.
Sussiste la responsabilità del motore di ricerca per diffamazione
Nuova vittoria di Mr Trkulja nelle aule giudiziarie, dopo aver ottenuto la condanna di Yahoo! per aver diffuso la falsa notizia della sua affiliazione a una banda criminale di Melbourne (Trkulja v Yahoo! Inc LLC & Anor [2012] VSC 88, del 15 marzo 2012). Infatti anche in questo caso il giudice ha confermato che l’attività dei motori di ricerca equivale a quella editoriale ai fini dell’applicazione delle norme in materia di defamation qualora tali programmi producano risultati non aderenti al vero.
Convalidato per ricettazione il sequestro preventivo del sito di Awaxhome
Tribunale di Milano, Ufficio del Giudice delle indagini preliminari, 16.11.12
Awaxhome era un sito dove venivano raccolte le versioni online di giornali e periodici editi in tutto il mondo, particolare quelle del querelante: la casa editrice Mondadori. Il GIP di Milano ha convalidato la richiesta di sequestro preventivo per i reati di reato di ricettazione poiché oltre a condividere senza autorizzazione materiale protetto dal diritto d’autore, consultabile attraverso un motore di ricerca, i gestori del sito ne traevano vantaggio in quanto il medesimo ospitava inserzioni pubblicitarie.
Necessario il consenso informato del consumatore per l’accettazione di email pubblicitarie
OLG München 29 U 1682-1612, 27.09.12
Al fine di considerare valida l’accettazione di email pubblicitarie è necessario che l’inserzionista predisponga uno specifico consenso informato da sottoporre al consumatore e l’inserzionista deve conservare copia di tale documentazione.
Facebook, diritto alla riservatezza e creazione di gruppi mirati
Il caso concerne il sig. XY, reiterato molestatore sessuale, che si è rivolto alle autorità nordirlandesi, affinchè imponessero a Facebook la chiusura di un gruppo intitolato: “Keeping Our Kids Safe from Predators”, oppure il controllo da parte di Facebook sulla pubblicazione di materiali a lui attinenti. I giudici hanno stabilito che i contenuti pubblicati sulle pagine del gruppo in questione costituiscono illecita molestia dell’attore e la pubblicazione di siffatti materiali, anche se in forma meno estrema, viola comunque i diritti dell’attore di non vedersi sottoposto a trattamenti inumani e degradanti ai sensi dell’art. 3 CEDU nonché costituiscono violazione del suo diritto alla vita privata e famigliare ai sensi dell’art. 8 CEDU.
Libertà di manifestazione del pensiero, spazio pubblico e Internet
Affaire Mouvement Raëlien Suisse c. Suisse, Appl. n. 16354/06, 13.7.12
Non costituisce violazione dell’art. 10 CEDU il divieto posto dalle autorità di Neuchatel a carico del Movimento dei Raeliani di diffondere il loro messaggio mistico – religioso negli spazi pubblici adibiti ad affissioni, poiché il medesimo non costituisce messaggio di natura politica e tuttavia permangono loro disponibili altri canali, quale ad esempio Internet.
Fenicotteri e petrolchimico