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Timestamp: 2020-02-22 00:52:14+00:00
Document Index: 147762873

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 2', 'art. 2409', 'art. 2', 'art. 560', 'art. 676', 'art. 193', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 42', 'art. 32']

Antiriciclaggio le nuove linee guida approvate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti: Autovalutazione, Adeguata verifica della Clientela e conservazione dei documenti - Studio Cerbone
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Dopo l’approvazione delle regole tecniche, in tema di antiriciclaggio, avvenute a gennaio 2019 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili approva in data 22 maggio 2019 le “Linee Guida” in materia antiriciclaggio contenente le istruzioni dettagliate per l’adeguata verifica della clientela e per la corretta applicazione delle Regole tecniche – che andranno recepite entro sei mesi (23/07/2019). In particolare le linee guida sono state predisposte per fornire esemplificazioni e modulistica.
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti con l’informativa n.68 del 18 luglio 2019 ha stabilito lo slittamento al 1° gennaio 2020. “Il CNDCEC preso atto della prossima emanazione di disposizioni di modifica del D. Lgs 231/2007 (normativa antiriciclaggio) (….) ha deliberato di differire al prossimo 1° gennaio 2020 il termine a partire dal quale ritenere vincolanti per gli iscritti le regole Tecniche emanate lo scorso gennaio”
Con le Linee guida viene precisato che, “la prima autovalutazione del rischio dovrà essere predisposta successivamente alla pubblicazione della analisi nazionale del rischio attualmente in corso di predisposizione da parte del Comitato di Sicurezza Finanziaria”. Pertanto il nuovo obbligo di autovalutazione non scatterà alla data del 1° gennaio 2020 con la vincolatività delle regole tecniche ma dalla pubblicazione dell’ analisi nazionale del rischio. Precisando che “l’autovalutazione dovrà essere effettuata nei 120 giorni successivi all’emanazione dell’analisi nazionale”.
Inoltre per i professionisti non opera alcun obbligo di trasmissione dei dati risultanti dal processo di autovalutazione, fermo restando l’obbligo della conservazione della documentazione che deve essere tenuta a disposizione degli organismi di autoregolamentazione e delle Autorità individuate dall’articolo 21, comma 2, lett. a), D.Lgs. 231/2007.
Nel caso in cui l’obbligo di autovalutazione sia disatteso la normativa non sanziona tale comportamento. Le linee guida precisano che in tale ipotesi trova applicazione l’articolo 67, comma 1, lett. g), D.Lgs. 231/2007 il quale stabilisce che “Nell’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni accessorie, previste nel presente Titolo, il Ministero dell’economia e delle finanze e le autorità di vigilanza di settore, per i profili di rispettiva competenza, considerano ogni circostanza rilevante e, in particolare, tenuto conto del fatto che il destinatario della sanzione sia una persona fisica o giuridica: … g) l’adozione di adeguate procedure di valutazione e mitigazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, commisurate alla natura dell’attività svolta e alle dimensioni dei soggetti obbligati”
Il documento precisa che le norme primarie del D.Lgs. n. 231/2007 (come modificato dal D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90) e le Regole tecniche devono ritenersi vincolanti per i professionisti dell’area contabile-fiscale. In particolare si chiarisce che le linee guida hanno “valenza meramente esemplificativa, relative alle citate Regole Tecniche. Le soluzioni operative ivi proposte sono frutto di orientamenti interpretativi maturati in assenza di specifiche indicazioni da parte delle Autorità competenti; pertanto, nel caso in cui tali Autorità diffondano interpretazioni ufficiali su specifici aspetti, le presenti Linee Guida saranno aggiornate in conformità a tali orientamenti.”
Le linee guida sono divise in quattro parti è contengono anche una serie di di modelli operativi e check list che possono essere utilizzate per l’adeguata verifica della clientela e l’autovalutazione dello studio professionale. Le quattro parti sono:
Parte prima – Autovalutazione del rischio (artt. 15 e 16 del D.Lgs. n. 231/2007; Regola tecnica n. 1);
Parte seconda – Adeguata verifica della clientela (artt. da 17 –30 del D.Lgs. n. 231/07; Regola tecnica n. 2);
Parte terza – Conservazione di dati, documenti e informazioni (artt. 31–34 del D.Lgs. n. 231/07; Regola Tecnica n. 3);
Parte quarta – Conservazione negli studi associati e nelle società tra professionisti.
In premessa viene riportato un glossario,in cui sono indicate le “definizioni” utilizzate in materia di antiriciclaggio.
L’obbligo di cui agli articoli 15 e 16 del D.Lgs. n. 231/2007 (Autovalutazione del rischio) ricade sul professionista e non è delegabile e dovrà essere eseguito con cadenza triennale, salvo che non si ritenga opportuno in base all’analisi interna di procedere all’aggiornameto del documento di autovalutazione dei rischi prima della scadenza triennale.
Il commercialista per eliminare l’evento “rischioso” deve adottare i presidi e le procedure adeguati alla propria natura e alla propria dimensione per gestire e mitigare i rischi rilevati.
Le fasi per adempiere all’obbligo dell’autovalutazione del rischio (da non confondere con la valutazione inerente l’adeguata verifica della clientela) sono le seguenti:
Dopo le prime due fasi la determinazione del rischio residuo prevede l’adozione di misure organizzative per la sua gestione e mitigazione.
Il provvedimento della Banca d’Italia avente ad oggetto “Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari a fini di riciclaggio e finanziamento del terrorismo” sancisce l’obbligo di condurre un esercizio di autovalutazione dei rischi di riciclaggio trova applicazione a partire dal 1° gennaio 2020 e che i destinatari dell’obbligo dovranno trasmettere alla Banca d’Italia i risultati dell’esercizio di autovalutazione relativo al 2019 entro il 30 aprile 2020.
Fattori di rischio Criteri di valutazione Indici di rischiosità (da 1 a 4)
Tipologia clientela La valutazione va effettuata tenendo conto del numero dei clienti (in valore assoluto) e delle caratteristiche oggettive e soggettive della clientela; a titolo esemplificativo, incidono elementi quali il tipo di attività dei clienti (esposta o meno ad infiltrazioni criminali o legata a particolari settori più a rischio), l’inquadramento giuridico, la presenza o meno di organismi o Autorità di controllo (collegio sindacale, revisore, Organismo di vigilanza ex D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231), la complessità e la dimensione aziendale, il volume e l’ammontare delle transazioni del cliente, la presenza di persone politicamente esposte ovvero di soggetti sottoposti a indagini o procedimenti penali, ovvero aventi legami con soggetti a rischio o censiti in liste cd. antiterrorismo, la presenza di enti no profit con elementi di potenziale rischio di finanziamento del terrorismo, la qualifica di soggetto destinatario degli obblighi antiriciclaggio in capo allo stesso cliente del professionista.
Area geografica di operatività L’area geografica di operatività è da riferirsi tanto alla sede (o sedi diverse) dello studio professionale, quanto al territorio in cui si esplica la prestazione professionale a favore del cliente (che può coincidere o meno con la sede di quest’ultimo).
Canali distributivi Qualora i servizi professionali avvengano tramite collaborazioni esterne, corrispondenze, canali di pagamento, occorre tenere conto dei relativi rischi, specie se le prestazioni si sviluppano in aree potenzialmente pericolose o distanti rispetto alla sede del professionista.
Servizi professionali offerti La valutazione deve tenere conto dei diversi ambiti di attività professionale, con particolare riguardo alle prestazioni maggiormente esposte a tentativi di riciclaggio/FDT. A tale proposito, sono individuati i diversi livelli di rischio nella Regola tecnica n. 2, rispettivamente nella Tabella 1 (prestazioni a rischio inerente non significativo) e nella Tabella 2 (prestazioni a rischio inerente poco significativo, abbastanza significativo o molto significativo).
A – Rischio inerente
Fattori di rischio Rilevanza Indicatore di intensità
Tipologia di clientela 15% dei clienti ad alto rischio 2
Area geografica di operatività 10% dei clienti ad alto rischio 1
Canali distributivi Poco significativo 2
Servizi offerti Rischio inerente non significativo o poco significativo > 80% 1
Media aritmetica dei valori ottenuti 6 : 4 1,5
Livello di rischio inerente 1,5
Coefficiente di ponderazione 40%
B – Rischio inerente 0,6
Area Articolazione dell’assetto organizzativo
Formazione Piano di formazione previsto ed attuato
Organizzazione Organigramma e sistema di deleghe
Fattori di vulnerabilità Criteri di valutazione Indici di rischiosità (da 1 a 4)
Formazione Oggetto di valutazione è il livello di aggiornamento della conoscenza della normativa antiriciclaggio in capo a tutti i componenti dello studio (titolare/i, dipendenti, collaboratori, tirocinanti).
Organizzazione degli adempimenti di adeguata verifica della clientela Idoneità delle misure adottate per adempiere agli obblighi previsti dalla legislazione vigente in materia di adeguata verifica e dalle regole tecniche (ad esempio, esistenza e documentazione, attraverso l’utilizzo di apposita modulistica, di procedure per l’identificazione del cliente, dell’esecutore e del TE).
Organizzazione degli adempimenti relativi alla conservazione dei documenti, dati e informazioni Idoneità delle misure adottate per adempiere agli obblighi previsti dalla legislazione vigente in materia di conservazione (cartacea o informatica) e dalle regole tecniche (ad esempio, istituzione e aggiornamento di un sistema organico di conservazione dei fascicoli della clientela; individuazione dei soggetti legittimati ad alimentare e ad accedere al sistema).
Organizzazione in materia di segnalazione di operazioni sospette e comunicazione delle violazioni alle norme sull’uso del contante Idoneità delle misure adottate per adempiere agli obblighi previsti dalla legislazione vigente in materia di SOS e di comunicazione dell’uso illegittimo del contante (ad esempio, esistenza di una procedura interna per la rilevazione di anomalie riconducibili ad eventuali operazioni sospette di riciclaggio/FDT; diffusione interna degli indici di anomalia, nonché delle casistiche di riciclaggio/FDT elaborate da UIF).
Elementi Rilevanza Valore numerico
Formazione Poco significativa per presidi ordinari 2
Organizzazione degli adempimenti di adeguata verifica della clientela Poco significativa per presidi ordinari 2
Organizzazione degli adempimenti relativi alla conservazione dei documenti, dati e informazioni Poco significativa per presidi ordinari 2
Organizzazione in materia di segnalazione di operazioni sospette e comunicazione delle violazioni alle norme sull’uso del contante Abbastanza significativa per presidi lacunosi 3
Media aritmetica dei valori ottenuti 8 : 4 2
Livello di vulnerabilità 2
Coefficiente di ponderazione 60%
B – Livello di vulnerabilità 1,2
Il valore del livello di rischio residuo viene determinato dall’incrocio delle caselle del rischio inerente e della vulnerabilità che viene poi individuato tenendo presente la seguente scala graduata:
ai risultati dei due esempi precedenti, avremo:
La normativa sull’antiriciclaggio impone al commercialista gli obblighi in materia di identificazione e verifica dell’identità del cliente. Per l’adeguata verifica ordinaria, le linee guida, affermano che occorra eseguire controlli costanti biennali.
Il commercialista e/o professionista contabile deve procedere all’adeguata verifica del cliente, dell’esecutore e del titolare effettivo:
in occasione dell’esecuzione di un’operazione occasionale, disposta dal cliente, che comporti la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che sia effettuata con una operazione unica o con più operazioni che appaiono collegate per realizzare un’operazione frazionata;
quando vi sono dubbi sulla veridicità o sull’adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti ai fini dell’identificazione.
Le linee-guida pubblicate dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili affermano che in mancanza di indicazioni attuative ufficiali più circostanziate l’obbligo di cui al punto 2 sopraindicato si ritiene assolto attraverso l’acquisizione di una copia del documento di identità/riconoscimento.
Per il cliente diverso da persona fisica, occorre acquisire la denominazione, la sede legale e il codice fiscale o la partita Iva. I predetti dati possono essere verificati da una visura camerale, da un certificato equivalente per società di diritto estero, dall’atto costitutivo oppure dal certificato di attribuzione del codice fiscale o della partita Iva da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Per tali adempimenti è possibile avvalersi della modulistica riportata nelle linee guida di cui agli allegati AV.2 e AV3.
Nei casi in cui sussistano dubbi, incertezze o incongruenze sui dati identificativi contenuti nei documenti o sulle informazioni acquisite relative al cliente, al titolare effettivo e all’esecutore, il destinatario degli obblighi antiriciclaggio potrebbe provvedere al riscontro della veridicità dei dati e delle informazioni stesse attraverso la consultazione del sistema pubblico per la prevenzione del furto di identità di cui D.Lgs. n. 64/2011 (per effetto dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 90/2017 , tutti i destinatari degli obblighi antiriciclaggio possono accedere al sistema SCIPAFI, attraverso un’apposita convenzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Inoltre si rammenta che la procedura di identificazione e la verifica dell’identità del cliente, dell’esecutore e del titolare effettivo deve essere svolta, fermo restando il contenuto dall’art. 32, co. 2, lett. b) del Decreto, «contestualmente» al conferimento dell’incarico di svolgere una prestazione professionale continuativa od occasionale.
L’Articolo 17 comma 7 del D.Lgs. 231/2017 prevede l’esonero dagli obblighi di adeguata verifica della clientela per lo svolgimento:
dell’attività di mera redazione e trasmissione ovvero di sola trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali;
degli adempimenti in materia di amministrazione del personale di cui all’art. 2 co. 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12.
IDENTIFICAZIONE IN ASSENZA DEL CLIENTE (ART. 19)
Possono essere identificati pur non essendo fisicamente presenti i clienti:
i cui dati identificativi risultino da atti pubblici, da scritture private autenticate o da certificati qualificati utilizzati per la generazione di una firma digitale associata a documenti informatici
in possesso di un’identità digitale
i cui dati identificativi risultino da dichiarazione della rappresentanza e dell’autorità consolare italiana
che siano già stati identificati dal soggetto obbligato in relazione ad un altro rapporto o prestazione professionale in essere, purché le informazioni esistenti siano aggiornate e adeguate rispetto allo specifico profilo di rischio del cliente;
i cui dati identificativi siano acquisiti attraverso idonee forme e modalità, individuate dalle Autorità di vigilanza di settore
Il professionista deve effettuare la valutazione del rischio effettivo al fine di determinare la tipologia di adeguata verifica da adottare (semplificata, ordinaria, rafforzata), la stessa è costituita dalle seguenti fasi:
In materia nelle linee Guida sono elencate, in apposite tabelle, una serie di attività che per loro natura hanno un rischio intrinseco “non significativo” (a cui si applicano le misure semplificate), “poco significativo” (a cui si applicano le misure semplificate) “abbastanza significativo” (a cui si applicano le misure ordinarie) o “molto significativo” (a cui si applicano le misure rafforzate). Al fine di facilitare il compito dei soggetti obbligati alla normativa sull’antiriciclaggio sono presenti alcuni esempi pratici per l’individuazione del titolare effettivo nelle situazioni più complesse.
TABELLA 1: PRESTAZIONI A RISCHIO “NON SIGNIFICATIVO”
la rilevazione di un rischio non significativo si pone a valle di un processo di valutazione che, seppur non formalizzato, dovrà comunque essere svolto dal professionista
PRESTAZIONI PROFESSIONALI REGOLA DI CONDOTTA AI FINI DELLA ADEGUATA VERIFICA
1 Collegio sindacale senza revisione Acquisizione di copia del verbale di nomina e conservazione nel fascicolo intestato all’ente
2 Apposizione del visto di conformità su dichiarazioni fiscali Acquisizione di copia del documento di identità del cliente e conservazione nel fascicolo del cliente
3 Predisposizione di interpelli con richiesta di chiarimenti interpretativi circa l’applicazione di norme, ancorché contestualizzati a casi concreti con inoltro a Ministeri e Agenzie fiscali Acquisizione di copia del documento di identità del cliente e conservazione nel fascicolo del cliente
4 Amministratore giudiziario (ex art. 2409 c.c.)
Operazioni di vendita di beni mobili registrati e immobili nonché formazione del progetto di distribuzione, ex art. 2, co. 3, lett. e), l. 14.05.2005, n. 80 Custode giudiziale di beni ed aziende (art. 560, art. 676 c.p.c.)
Redazione di stime, giurate e non, su incarico dell’autorità giudiziale (art. 193 c.p.c.)
Componente Organismo di Composizione della Crisi ex legge n. 3/2012 Acquisizione e conservazione di una copia della nomina da parte dell’autorità giudiziaria
5 Docenze a corsi, convegni, master e simili anche mediante formazione a distanza
Direzione, coordinamento e/o consulenza scientifica per l’organizzazione di attività di
formazione in aula o a distanza Acquisizione e conservazione di copia dell’incarico professionale
6 Partecipazione a comitati di redazione e/o comitati scientifici di riviste, periodici, libri e
giornali sia cartacei che sul web
Redazione e aggiornamento di libri o di articoli e saggi su giornali, riviste, libri e banche dati
Direzione e/o coordinamento di riviste, periodici, libri, giornali cartacei e on-line, banche dati
Gestione di rubriche tematiche e/o di risposta a quesiti e/o chat su riviste, periodici, libri, giornali, banche dati, portali, ecc.
Pareri giuridici pro-veritate redatti sia oralmente che per iscritto, anche se per il tramite di terze società o enti di servizio che curano la gestione verso l’utente finale Acquisizione e conservazione di copia dell’incarico professionale
7 Componente di organismo di vigilanza ex d.lgs.231/2001 Acquisizione e conservazione della delibera/verbale di nomina nel fascicolo dell’ente
8 Invio telematico di Bilanci (elenco soci, verbali di approvazione di bilanci, relazione dei sindaci e dei revisori) e pratiche varie agli uffici pubblici competenti (ad esempio le “comunicazioni uniche d’impresa” e gli invii assimilati) Nessun adempimento (vige l’esonero ex art. 17 co. 7)
9 Predisposizione presso gli uffici pubblici competenti (SIAE, Ministero sviluppo economico, CCIAA ecc.) di pratiche di prima iscrizione e rinnovo per la tutela di
diritti (marchi, diritti di privativa, brevetti, software) Acquisizione e conservazione di copia del documento di identità del cliente nel fascicolo del cliente
Le le Linee Guida individuano, a seconda del risultato della valutazione del rischio del cliente, una serie di documenti, dati e informazioni che possono alimentare e integrare il fascicolo della clientela.
la fotocopia di un valido documento di identità del Cliente e dell’eventuale Esecutore;
visura del Registro imprese o certificato equivalente per società di diritto estero;
atti costitutivi e delibere pe i soggetti non tenuti all’iscrizione al Registro Imprese;
attestazione codice fiscale ed eventuale partita IVA;
lettera di incarico/mandato professionale;
scheda di adeguata verifica della clientela;
dichiarazione del Cliente art. 22 contenente anche l’individuazione del/i Titolare/i effettivo/i e scopo e natura della richiesta prestazione professionale, qualifica di PEP;
scheda modello AV.1 di determinazione del rischio effettivo;
eventuale attestazione di esecuzione degli obblighi di adeguata verifica della clientela da parte di altro professionista;
eventuale documentazione per l’esecuzione dell’adeguata verifica della clientela in modalità semplificata;
documentazione in merito ad eventuali condanne e procedimenti penali in corso a carico del Cliente / Titolare effettivo;
documentazione ricerche su internet/banche dati del Cliente/eventuale Esecutore/Titolare effettivo ai fini antiriciclaggio e contrasto del finanziamento al terrorismo;
documentazione circa la coerenza delle disponibilità del Cliente con il suo profilo economico/patrimoniale, se il Professionista ritiene di dovere approfondire questo aspetto;
visura camerale per la verifica delle cariche sociali/assoggettamento a procedure concorsuali del legale rappresentante e degli eventuali titolari effettivi;
documentazione comprovante l’esame della posizione giuridica del Cliente anche per l’espletamento dei compiti di difesa/eventualità di intentare o evitare un procedimento giudiziario;
documentazione relativa a modifiche anagrafiche o per il controllo costante nel tempo;
eventuale altra documentazione relativa all’operazione/prestazione professionale;
eventuale documentazione/dichiarazione relativa all’astensione (art. 42 D.Lgs. n. 231-2007);
eventuale documentazione relativa alla cessazione della prestazione professionale (verbale consegna documentazione, revoca-rinuncia all’incarico, cessazione partita IVA, cancellazione Registro imprese, ecc.);
ogni altro documento sia ritenuto utile conservare.
Per gli studi associati e le società tra professionisti potranno essere stabilite procedure interne e modalità organizzative che prevedano la funzione accentrata di conservazione della documentazione (paragrafo 3.3 delle regole tecniche).
Si ricorda che la tempestiva acquisizione (al massimo entro 30 giorni dalla data d’inizio/variazione/fine dell’incarico) dei documenti per il fascicolo cartaceo è comprovata dalla data e firma del professionista o di un suo delegato, apposta sui documenti.
Conservazione dei dati e delle informazioni
Lo scopo della conservazione è quello di evitare la perdita o la distruzione dei documenti e di mantenere nel tempo le loro caratteristiche di integrità, leggibilità e reperibilità.
Le modalità di conservazione possono essere sia cartacee che informatiche. Per cui i commercialisti possono avvalersi per la conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni sia cartacei ovvero informatici, fermo restando che i sistemi scelti consentano di garantire il rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e il loro trattamento esclusivamente per le finalità di cui al D.lgs. 231/2007. Inoltre occorre individuare chiaramente i soggetti legittimati ad alimentare il sistema di conservazione e quelli che possono accedere ai dati ed alle informazioni conservati e garantire l’accesso ai documenti, alle informazioni e ai dati cartacei per un periodo di dieci anni dalla cessazione del rapporto o della prestazione professionale o dall’esecuzione dell’operazione occasionale.
Oggetto dell’obbligo di conservazione è costituito dalla:
copia dei documenti acquisiti in occasione dell’adeguata verifica della clientela, sia per le prestazioni professionali che per le operazioni;
originale, ovvero copia avente efficacia probatoria ai sensi della normativa vigente, delle scritture e registrazioni inerenti esclusivamente alle operazioni.
Il sistema di conservazione cartacea o informatica deve garantire di ricostruire univocamente:
nel caso di prestazioni professionali:
nel caso di operazioni
In relazione alle operazioni, l’obbligo di conservazione opera esclusivamente nelle ipotesi marginali in cui si verifichi una vera e propria ‘interposizione’ del professionista e quindi quest’ultimo agisca quale mero mandatario del cliente, con o senza rappresentanza. L’incarico professionale avrà ad oggetto la movimentazione o il trasferimento di mezzi di pagamento, oppure la stipulazione di atti negoziali a contenuto patrimoniale in nome o per conto del cliente. In tali casi, il soggetto obbligato potrebbe agire in qualità di intermediario del cliente, utilizzando, a seconda del mandato ricevuto, fondi propri o fondi messi a disposizione dal cliente per eseguire l’operazione.
È considerata tempestiva l’acquisizione della documentazione effettuata entro trenta giorni dal conferimento dell’incarico (art. 32).
D.Lgs. 4 ottobre 2019 n. 125
CNDCEC, Linee guida 22 maggio 2019, n. 47, “Linee guida – Per la valutazione del rischio, adeguata verifica della clientela, conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni ai sensi del D.Lgs. n. 231/2007- (come modificato dal D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90)”
Antiriciclaggio: l’adeguata verifica della clientela