Source: http://ildirittopenale.blogspot.com/2012/01/
Timestamp: 2017-04-30 14:46:11+00:00
Document Index: 20339615

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 615', 'art. 591', 'art. 570', 'art. 629', 'art. 628', 'art. 571', 'art. 73', 'art. 73']

Il diritto penale: gennaio 2012
La norma (art. 615 ter c.p.) punisce la condotta di chi abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico, purché sia protetto, ovvero la condotta di chi ha diritto di escluderlo. Il legislatore ha assicurato la protezione del domicilio informatico quale spazio ideale di pertinenza della persona, ad esso estendendo la tutela della riservatezza della sfera individuale, quale bene costituzionalmente protetto. Tuttavia, l’art. 615 ter non si limita a tutelare solo i contenuti personali dei dati raccolti nei sistemi informatici protetti, ma offre una tutela più ampia che si concreta nello ius excludendi alios, quale che sia il contenuto dei dati racchiusi in esso.
Salta subito all'occhio una problematica. Continua a leggere...»
(lettera immaginaria sullo stato della Giustizia in Italia)*
Caro Professore, sono a scriverLe per darLe, come da Sua cortese richiesta, le ultime novità sulla mia carriera universitaria.Ho finalmente, e ripeto finalmente dopo quindici anni da ricercatore, vinto il concorso per professore associato di diritto processuale penale. Tecnicamente potrei definirmi un Suo collega, e so che Lei vorrebbe questo, ma La prego anticipatamente di non crearmi ulteriore imbarazzo: non ritengo di essere e mai sarò alla Sua altezza e, peraltro, desidero rimanere un Suo semplice discepolo. Spero Le siano giunti i miei ultimi pensieri sullo stato della Giustizia nel nostro amato Paese: anelo un Suo giudizio prima di inviarli alla redazione del giornale per la stampa finale. Come sa bene sono molto critico sulle ultime riforme, giacché non hanno assolutamente inciso sulla macchina giudiziaria che, allo stato, appare più un vecchio carrozzone. Continua a leggere...»
stato della giustizia in Italia
INTRODUZIONEI reati di tipo sessuale o concernenti la libertà sessuale e commessi nei confronti di minorenni sono disciplinati dagli articoli 600-bis e successivi. La lettura e la schematizzazione degli stessi risulta alquanto complessa. Le fattispecie normative sono ingarbugliate, presentano continui richiami a norme precedenti o successive, e risulta ardua una loro schematizzazione in base all’età del soggetto passivo. E’ quindi obiettivo dello scrivente quello di “riordinare” le norme, a seconda dell’età e del consenso del soggetto passivo all’atto, nonché a seconda della condotta e dell’età del soggetto attivo. Continua a leggere...»
reati libertà sessuale minori lecito illecito 600 bis sexies c.p.
La norma di cui all’art. 591 c.p. rubricata “Abbandono di persone minori o incapaci” punisce chiunque abbandoni un minore di quattordici anni ovvero una persona incapace, per qualsivoglia causa, di provvedere a se stessa e della quale abbia la custodia o debba avere cura, ovvero, ancora, chiunque abbandoni all’estero un cittadino italiano minore degli anni diciotto, a lui affidato per ragioni di lavoro.Il reato in questione si differenzia da quello disciplinato dall’art. 570 c.p. (violazione degli obblighi di assistenza familiare), poiché il bene tutelato non è il rispetto dell’obbligo legale di assistenza in quanto tale, bensì il pericolo per l’incolumità fisica, derivante dal suo inadempimento. Continua a leggere...»
Riflessioni su un caso al vaglio del Tribunale di Santa Maria C.V..
IL CASO: Il soggetto agente, dopo svariati atti estorsivi nei confronti della vittima nelle giornate precedenti, lo fa salire in macchina contro la sua volontà e, dopo un viaggio di pochi minuti, lo conduce dinanzi alla sua abitazione (della vittima), intimandogli con l’uso di un’arma bianca di recarsi all’interno e rubare in casa propria, per consegnare poi la refurtiva all’agente. Mentre il soggetto passivo è all’interno e sta cercando i beni da dare all’agente, quest’ultimo si allontana dal posto, per poi incontrare successivamente il primo al fine di richiedergli il pagamento. LE NORME “LETTERALMENTE” APPLICABILI: Estorsione (art. 629 c.p.); costringimento a compiere un reato, cioè il furto in abitazione, tramite minaccia (combinato disposto tra gli artt. 54 e 624 bis c.p.), rapina (art. 628 c.p.). Meno problematica la figura del sequestro di persona, la quale potrà trovarsi a concorrere con taluna delle suddette norme, a seconda di se venga riconosciuto il tempo giuridicamente apprezzabile di privazione della libertà personale. Continua a leggere...»
rapina estorsione furto
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime novità della Cassazione cliccate sul tasto "mi piace" qui al lato ------>La fattispecie delittuosa da prendere in considerazione è quella prevista e disciplinata nell’art. 571 c.p.. Tale disposizione è volta a reprimere la condotta di tutti coloro che, in forza della loro autorità, abusano dei mezzi di correzione e di disciplina nei confronti della persona loro sottoposta o a loro affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia o per l’esercizio di una professione o di un’arte, se dal fatto deriva un pericolo al corpo o alla mente. Il bene giuridico tutelato è l’interesse dello Stato alla salvaguardia della famiglia e di tutte le altre istituzioni interessate nei rapporti di disciplina. Continua a leggere...»
L’art. 73 d.p.r. 309/90 è la norma cardine su cui si impernia tutta la disciplina sanzionatoria in materia di sostanze stupefacenti. Nella formulazione attuale, la norma ha unificato il trattamento sanzionatorio delle condotte aventi ad oggetto le droghe pesanti e leggere, ma ha differenziato le condotte a seconda se siano o meno suscettibili di essere scriminate dalla destinazione all’uso esclusivamente personale. In particolare nel comma 1 sono previste condotte di produzione, preparazione e traffico, che sono comunque illecite a prescindere dalla finalità che le ha animate; al comma 1bis sono invece delineate condotte prodromiche all’uso personale, che sono comunque punibili penalmente soltanto laddove le sostanze che ne sono oggetto appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale ovvero, qualora si tratti di medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope quando questi eccedano il quantitativo prescritto dalla legge. Per le condotte di cui al comma 1 e 1bis sono comminate la pena detentiva da 6 a 20 anni di reclusione e la pena pecuniaria da 26.000 a 260.000 euro di multa.Nei commi 2, 2bis e 3 sono previsti alcuni reati propri, che possono essere commessi dai soggetti muniti di autorizzazione, i quali cedano illecitamente, mettano o procurino che altri mettano in commercio le sostanze e i medicinali (comma 2); producano o commercializzino le sostanze chimiche di base ed i precursori, utilizzabili per la produzione illecita di sostanze stupefacenti (comma 2bis); coltivino, producano o fabbrichino sostanze stupefacenti e psicotrope diverse da quelle stabilite nel decreto di autorizzazione (comma 3). Tutte le fattispecie contemplate sono punite con la pena detentiva da 6 a 22 anni di reclusione e la pena pecuniaria da 26.000 a 300.000 euro di multa.Nel comma 4 dell’art. 73 vengono sanzionate penalmente le attività di produzione e traffico già previste dal comma 1 aventi ad oggetto i medicinali: le pene sono però ridotte rispetto a quelle del 1 comma da un terzo alla metà.
associazione a delinquere traffico stupefacenti 73 casszzione d.p.r. 309/90