Source: https://www.miolegale.it/norme/usura-legge-108-1996/
Timestamp: 2018-09-23 01:26:43+00:00
Document Index: 145398342

Matched Legal Cases: ['art. 644', 'art. 643', 'art. 444', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 132', 'art. 32', 'art. 266', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 645', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 145']

Usura Legge 108 1996 Disposizioni in materia di usura. | MioLegale.it
Home Banca Borsa Mercati finanziari Usura Legge 108 1996 Disposizioni in materia di usura.
(Gazz. Uff., 9 marzo 1996, n. 58 - Suppl. Ord.)
1. L’art. 644 del codice penale è sostituito dal seguente:
“Art. 644 ( Usura ). — Chiunque, fuori dei casi previsti dall’art. 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sè o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da lire sei milioni a lire trenta milioni.
Nel caso di condanna, o di applicazione di pena ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al presente articolo, è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni”.
2. L’art. 644-bis del cod. pen. è abrogato.
1. Il Ministro del tesoro, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi tenuti dall’Ufficio italiano dei cambi e dalla Banca d’Italia ai sensi degli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura. I valori medi derivanti da tale rilevazione, corretti in ragione delle eventuali variazioni del tasso ufficiale di sconto successive al trimestre di riferimento, sono pubblicati senza ritardo nella Gazzetta Ufficiale (1).
2. La classificazione delle operazioni per categorie omogenee, tenuto conto della natura, dell’oggetto, dell’importo, della durata, dei rischi e delle garanzie è effettuata annualmente con decreto del Ministro del tesoro, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi e pubblicata senza ritardo nella Gazzetta Ufficiale .
4. Il limite previsto dal terzo comma dell’articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non puo’ essere superiore a otto punti percentuali. (2).
(1) Vedi il D.M. 21 settembre 2001, D.M. 26 marzo 2009, il D.M. 26 marzo 2012, il D.M. 25 marzo 2013 , il D.M. 24 giugno 2013, il D.M. 24 settembre 2013 , il D.M. 24 marzo 2014 ,il D.M. 25 giugno 2014. , il D.M. 30 settembre 2014, il D.M. 24 settembre 2015, il D.M. 21 dicembre 2015, il D.M. 24 marzo 2016 e il D.M. 24 giugno 2016.
(2) Comma modificato dall’articolo 8, comma 5, lettera d), del D.L. 13 maggio 2011 n. 70. Vedi, inoltre, l’articolo 2, comma 2, del D.M. 21 dicembre 2015 e l’articolo 2, comma 2, del D.M. 24 giugno 2016.
1. La prima classificazione di cui al comma 2 dell’articolo 2 verrà pubblicata entro il termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Entro i successivi centottanta giorni sarà pubblicata la prima rilevazione trimestrale di cui al comma 1 del medesimo articolo 2. Fino alla pubblicazione di cui al comma 1 dell’articolo 2 è punito a norma dell’articolo 644, primo comma, del codice penale chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 643 del codice penale, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, da soggetto in condizioni di difficoltà economica o finanziaria, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e ai tassi praticati per operazioni similari dal sistema bancario e finanziario, risultano sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità. Alla stessa pena soggiace chi, fuori del caso di concorso nel delitto previsto dall’articolo 644, primo comma, del codice penale, procura a soggetto che si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria una somma di denaro o altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto, risulta sproporzionato rispetto all’opera di mediazione.
1. Il secondo comma dell’art. 1815 del codice civile è sostituito dal seguente:
1. Nell’art. 132, comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, le parole: “quattro anni” sono sostituite dalle seguenti: “cinque anni”.
1. Sono fatte salve le disposizioni contenute nell’articolo 12- sexies del D.L. 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, introdotto dall’articolo 2 del D.L. 20 giugno 1994, n. 399, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 501.
1. Nell’art. 32- quater del codice penale, dopo la parola: “640- bis ,” è inserita la seguente: “644,”.
1. Nella lettera f ) del comma 1 dell’art. 266 del codice di procedura penale, dopo le parole: “reati di ingiuria, minaccia,” sono inserite le seguenti: “usura, abusiva attività finanziaria,”.
2. Nel comma 1 dell’art. 10 del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, le parole: “dei delitti di cui agli articoli 629, 648- bis e 648- ter del codice penale,” sono sostituite dalle seguenti: “dei delitti di cui agli articoli 629, 644, 648- bis e 648- ter del codice penale,”.
1. Nel comma 1 dell’art. 14 della legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modificazioni, le parole: “ovvero ai soggetti indicati nel n. 2) del primo comma dell’art. 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, quando l’attività delittuosa da cui si ritiene derivino i proventi sia una di quelle previste dagli articoli 629, 630, 648- bis o 648- ter del codice penale, ovvero quella di contrabbando.” sono sostituite dalle seguenti: “ovvero ai soggetti indicati nei numeri 1) e 2) del primo comma dell’art. 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, quando l’attività delittuosa da cui si ritiene derivino i proventi sia una di quelle previste dagli articoli 629, 630, 644, 648- bis o 648- ter del codice penale, ovvero quella di contrabbando.”.
2. All’art. 3- quater della legge 31 maggio 1965, n. 575, introdotto dall’art. 24 del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, sono apportate le seguenti modificazioni:
a ) nel comma 1, le parole: “ovvero di persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti previsti dagli articoli 416- bis , 629, 630, 648- bis e 648- ter del codice penale,” sono sostituite dalle seguenti: “ovvero di persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti indicati nel comma 2,”;
b ) nel comma 2, le parole: “persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti previsti dagli articoli 416- bis , 629, 630, 648- bis e 648- ter del codice penale,” sono sostituite dalle seguenti: “persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti previsti dagli articoli 416- bis , 629, 630, 644, 648- bis e 648- ter del codice penale,”.
1. Prima dell’art. 645 del codice penale è inserito il seguente:
“Art. 644- ter ( Prescrizione del reato di usura ). — La prescrizione del reato di usura decorre dal giorno dell’ultima riscossione sia degli interessi che del capitale”.
a ) nell’art. 1, comma 4, le parole: “alla data di entrata in vigore del presente decreto” sono sostituite dalle seguenti: “alla data del 1° gennaio 1990”;
b ) nell’art. 3, comma 3, dopo le parole: “dalla data dell’evento lesivo” sono aggiunte le seguenti: “ovvero dalla data in cui l’interessato ha conoscenza che dalle indagini preliminari sono emersi elementi dai quali appare che l’evento lesivo consegue a un fatto delittuoso commesso per taluna delle finalità indicate nell’art. 1”;
c ) nell’art. 4:
1) al comma 1, secondo periodo dopo le parole: “dell’ammontare del danno patrimoniale, dettagliatamente documentato” sono aggiunte le seguenti “, salvo quanto previsto dal comma 2- bis “;
“2- bis . L’ammontare del danno patrimoniale è determinato comprendendo la perdita subita e il mancato guadagno. Se quest’ultimo non può essere provato nel suo preciso ammontare, è valutato con equo apprezzamento delle circostanze del caso tenendo conto anche della riduzione di valore dell’avviamento commerciale”;
3) al comma 4, secondo periodo, le parole: “comprovante l’impiego delle somme già corrisposte per il ripristino dei beni distrutti o danneggiati” sono sostituite dalle seguenti: “comprovante che le somme già corrisposte non sono state impiegate per finalità estranee all’esercizio dell’attività in relazione alla quale si è verificato l’evento lesivo”.
2. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo si provvede nei limiti della dotazione finanziaria del Fondo di solidarietà per le vittime dell’estorsione di cui all’art. 5 del citato decreto-legge n. 419 del 1991 e successive modificazioni.
1. Le domande di cui all’articolo 3 del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni, il cui termine di presentazione sia spirato alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere presentate, a pena di decadenza, entro novanta giorni dalla stessa data.
2. Per le domande relative a fatti verificatisi tra il 1° gennaio 1990 e il 2 novembre 1991, il termine fissato dal medesimo articolo 3 del citato decreto-legge n. 419 del 1991 decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Anche d’ufficio, il comitato previsto dall’articolo 5 , comma 2, del citato decreto-legge n. 419 del 1991 procede al nuovo esame delle domande per le quali è stato proposto o deciso il rigetto perché presentate oltre i termini fissati a pena di decadenza.
1. È istituito presso l’ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative anti-racket il “Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura”.
2. Il Fondo provvede alla erogazione di mutui senza interesse di durata non superiore al decennio a favore di soggetti che esercitano attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, i quali dichiarino di essere vittime del delitto di usura e risultino parti offese nel relativo procedimento penale. Il Fondo è surrogato, quanto all’importo dell’interesse e limitatamente a questo, nei diritti della persona offesa verso l’autore del reato. La concessione del mutuo è esente da oneri fiscali (1).
2-bis. Fermo quanto previsto dal comma 7, l’erogazione dei mutui di cui al comma 2 e’ consentita anche in favore dell’imprenditore dichiarato fallito, previo provvedimento favorevole del giudice delegato al fallimento, a condizione che il medesimo non abbia riportato condanne definitive per i reati di cui al titolo VI del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, ovvero per delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica, l’amministrazione della giustizia, il patrimonio, l’economia pubblica, l’industria e il commercio, a meno di intervenuta riabilitazione ai sensi degli articoli 178 e seguenti del codice penale. Avverso il provvedimento contrario del giudice delegato e’ ammesso reclamo al tribunale fallimentare, del quale non puo’ far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato (2).
2-ter. Le somme erogate a titolo di mutuo ai sensi del comma 2-bis non sono imputabili alla massa fallimentare ne’ alle attivita’ sopravvenute dell’imprenditore fallito e sono vincolate, quanto a destinazione, esclusivamente all’utilizzo secondo le finalita’ di cui al comma 5 (3).
3. Il mutuo puo’ essere concesso, anche nel corso delle indagini preliminari, previo parere favorevole del pubblico ministero, sulla base di concreti elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari medesime (4).
4. L’importo del mutuo è commisurato al danno subìto dalla vittima del delitto di usura per effetto degli interessi e degli altri vantaggi usurari corrisposti all’autore del reato. Il Fondo può erogare un importo maggiore quando, per le caratteristiche del prestito usurario, le sue modalità di riscossione o la sua riferibilità a organizzazioni criminali, sono derivati alla vittima del delitto di usura ulteriori rilevanti danni per perdite o mancati guadagni.
5. La domanda di concessione del mutuo deve essere presentata al Fondo entro il termine di sei mesi dalla data di presentazione della denuncia per il delitto di usura ovvero dalla data in cui la persona offesa ha notizia dell’inizio delle indagini per il delitto di usura. Essa deve essere corredata da un piano di investimento e utilizzo delle somme richieste che risponda alla finalità di reinserimento della vittima del delitto di usura nella economia legale. In nessun caso le somme erogate a titolo di mutuo o di anticipazione possono essere utilizzate per pagamenti a titolo di interessi o di rimborso del capitale o a qualsiasi altro titolo in favore dell’autore del reato (5).
6. La concessione del mutuo è deliberata dal Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative anti-racket sulla base della istruttoria operata dal comitato di cui all’articolo 5, comma 2, del D.L. 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172. Il Commissario straordinario può procedere alla erogazione della provvisionale anche senza il parere di detto comitato. Può altresì valersi di consulenti.
7. I mutui di cui al presente articolo non possono essere concessi a favore di soggetti condannati per il reato di usura, anche tentato, o per taluno dei reati consumati o tentati di cui agli articoli 380 e 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, ovvero sottoposti a misure di prevenzione personali o patrimoniali ovvero alla speciale misura di cui all’articolo 34 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Nei confronti dei soggetti indagati o imputati per taluno di detti reati ovvero proposti per le suddette misure, la concessione del mutuo non puo’ essere consentita e, ove sia stata disposta, e’ sospesa fino all’esito dei relativi procedimenti (6).
8. I soggetti indicati nel comma 2 sono esclusi dalla concessione del mutuo se nel procedimento penale per il delitto di usura in cui sono parti offese, ed in relazione al quale hanno proposto la domanda di mutuo, hanno reso dichiarazioni false o reticenti. Qualora per le dichiarazioni false o reticenti sia in corso procedimento penale, la concessione del mutuo è sospesa fino all’esito di tale procedimento.
a) se il procedimento penale per il delitto di usura in relazione al quale il mutuo o la provvisionale sono stati concessi si conclude con provvedimento di archiviazione, salvo quanto previsto dalla lettera a-bis), ovvero con sentenza di non luogo a procedere, di proscioglimento o di assoluzione (7);
a-bis) quando il procedimento penale non possa ulteriormente proseguire per prescrizione del reato, per amnistia o per morte dell’imputato e il giudice debba emettere per tali motivi il provvedimento di archiviazione o la sentenza, in qualsiasi fase o grado del processo, ai sensi dell’articolo 129, comma 1, del codice di procedura penale, quando allo stato degli atti non esistano elementi documentati, univoci e concordanti in ordine all’esistenza del danno subito dalla vittima per effetto degli interessi o di altri vantaggi usurari (8);
a) da uno stanziamento a carico del bilancio dello Stato pari a lire 10 miliardi per l’anno 1996 e a lire 20 miliardi a decorrere dal 1997; al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1996-1998, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1996, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio;
b) dai beni rivenienti dalla confisca ordinaria ai sensi dell’articolo 644, sesto comma, del codice penale;
c) da donazioni e lasciti da chiunque effettuati (9).
12. È comunque fatto salvo il principio di unità di bilancio di cui all’art. 5, legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
13. Il Governo adotta, ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, apposito regolamento di attuazione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge (10) (11).
(1) Comma, da ultimo, così modificato dall’art. 145, legge 23 dicembre 2000, n. 388.
(2) Comma inserito dall’articolo 1, comma 1, lettera a), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.
(3) Comma inserito dall’articolo 1, comma 1, lettera a), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.
(4) Comma sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera b), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.
(5) Comma modificato dall’articolo 1, comma 1, lettera c), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.
(6) Comma sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera d), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.
(7) Lettera sostituita dall’articolo 1, comma 1, lettera e), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.
(8) Lettera inserita dall’articolo 1, comma 1, lettera e), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.
(9) A norma dell’ articolo 4, comma 19, della L. 12 novembre 2011, n. 183, a decorrere dal 2012 gli stanziamenti per l’alimentazione del Fondo di rotazione per la solidarieta’ alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura sono fissati in euro 1.000.000.
(10) Per il regolamento di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, vedi il D.P.R. 29 gennaio 1997, n. 51.
(11) Per l’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, vedi l’ articolo 6-ter del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300.
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