Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=74
Timestamp: 2020-02-19 21:56:12+00:00
Document Index: 162204571

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 13', 'art. 47', 'art. 30', 'art. 117', 'art. 17', 'art. 53', 'art. 4', 'art. 53', 'art. 117']

Sentenza 74/2012 (ECLI:IT:COST:2012:74)
Norme impugnate: Artt. 13, c. 1°, 17, c. 1°, 30, c. 4°, e 47 della legge della Provincia autonoma di Trento 07/04/2011, n. 7.
Massime: 36188 36189 36190 36191
Atti decisi: ric. 58/2011
Massima n. 36188 Massima successiva
Appalti pubblici - Norme della Provincia autonoma di Trento - Facoltà per le amministrazioni aggiudicatrici di sostituire il certificato di collaudo con quello di regolare esecuzione dei lavori, qualora la spesa risultante dal conto finale, al netto del ribasso, non superi la soglia comunitaria - Necessità che i lavori, afferenti al settore dei beni culturali, siano affidati a seguito di presentazione del progetto esecutivo o del progetto definitivo con l'integrazione del capitolato speciale di appalto - Ricorso del Governo - Ius superveniens regionale incidente su alcune delle norme impugnate - Atto di rinunzia parziale al ricorso accettato dalla controparte - Estinzione del processo.
Ne consegue che, limitatamente alle disposizioni da ultimo menzionate Va dichiarata l'estinzione del processo, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, in quanto, a seguito di intervenute modifiche normative, il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato atto di rinuncia parziale al ricorso e la Provincia di Trento ha poi depositato formale accettazione di tale rinuncia parziale.
legge della Provincia autonoma di Trento 07/04/2011 n. 7 art. 13 co. 1
legge della Provincia autonoma di Trento 07/04/2011 n. 7 art. 47
Massima n. 36189 Massima successiva Massima precedente
Appalti pubblici - Norme della Provincia autonoma di Trento - Ricorso al subappalto - Casi in cui siano necessari lavori o componenti ad alto contenuto tecnologico o comunque caratterizzati da una rilevante complessità tecnica, che superino il valore del 15 per cento dell'importo totale dei lavori - Omesso riferimento all'elenco delle opere specialistiche e ai requisiti di specializzazione definiti dal regolamento governativo - Ricorso del Governo - Ius superveniens regionale satisfattivo delle pretese del ricorrente - Mancata applicazione medio tempore della norma impugnata - Cessazione della materia del contendere.
Si deve dichiarare la cessazione della materia del contendere in quanto il legislatore provinciale ha colmato la lacuna lamentata nel ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, integrando la precedente disciplina. Occorre, inoltre, considerare che, nella memoria depositata, la Provincia ha affermato che la nuova disposizione non fa che chiarire quella che era già la ratio della normativa provinciale in materia di subappalto e che, dunque, la disposizione impugnata non ha mai ricevuto applicazione in contrasto con la normativa statale; circostanza questa non contestata dal Presidente del Consiglio dei ministri ricorrente. La disposizione impugnata non ha, quindi, prodotto alcuna violazione dell'ordine costituzionale, neppure nel breve lasso temporale che ha preceduto l'esplicito adeguamento alla normativa statale.
legge della Provincia autonoma di Trento 07/04/2011 n. 7 art. 30 co. 4
Massima n. 36190 Massima successiva Massima precedente
Appalti pubblici - Norme della Provincia autonoma di Trento - Modalità di determinazione del prezzo - Attribuzione ad un regolamento provinciale del potere di individuare i casi in cui i lavori pubblici sono individuati a corpo o a misura o parte a corpo e parte a misura - Ricorso del Governo - Eccezione di inammissibilità per genericità della censura - Reiezione.
Non può essere accolta l'eccezione di inammissibilità prospettata dalla resistente, basata sulla genericità della censura, in quanto nel ricorso introduttivo l'Avvocatura generale dello Stato individua tanto la disposizione oggetto della censura quanto i parametri statutari e costituzionali che si assumono violati (artt. 4 e 8 dello statuto di autonomia speciale e art. 117, secondo comma, lettera l, Cost.) e sviluppa, sia pur sinteticamente, l'illustrazione delle relative censure, incentrandole sul limite dell'ordinamento civile che anche le Province autonome sono tenute a rispettare nell'esercizio dell'autonomia loro garantita.
legge della Provincia autonoma di Trento 07/04/2011 n. 7 art. 17 co. 1
Massima n. 36191 Massima precedente
Appalti pubblici - Norme della Provincia autonoma di Trento - Modalità di determinazione del prezzo - Attribuzione ad un regolamento provinciale del potere di individuare i casi in cui i lavori pubblici sono individuati a corpo o a misura o parte a corpo e parte a misura - Contrasto con la normativa statale, costituente principio generale dell'ordinamento civile ed espressione dell'esigenza di prevedibilità della spesa pubblica, secondo cui i contratti pubblici debbono essere stipulati "a corpo", con facoltà di stipulare "a misura" solo contratti di importo inferiore a 500.000 euro ed alcuni tipi di contratto nominativamente individuati - Esorbitanza dalle competenze statutarie - Violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordinamento civile - Illegittimità costituzionale.
Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'articolo 17, comma 1, della legge della Provincia autonoma di Trento 7 aprile 2011, n. 7, che stabilisce che «Il regolamento di attuazione può individuare i casi in cui i lavori pubblici sono individuati a corpo o a misura o parte a corpo e parte a misura», in contrasto quindi con la normativa statale, la quale, invece, all'art. 53, comma 4, del d.lgs. n. 163 del 2006, prevede che i contratti pubblici debbono essere stipulati "a corpo", consentendo alle stazioni appaltanti la facoltà di stipulare "a misura" solo i contratti di importo inferiore a 500.000 euro. Infatti, la competenza della Provincia autonoma di Trento nell'ambito dei lavori pubblici di interesse regionale è perimetrata dall'art. 4 dello statuto, che annovera, tra gli altri, il limite del rispetto dei «principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica»: tale limite include anche i principi dell'ordinamento civile, tra i quali sono ricompresi quelli afferenti i rapporti privatistici relativi alle fasi di conclusione ed esecuzione del contratto di appalto nel settore degli appalti pubblici, in quanto, in tale fase, l'amministrazione agisce non nell'esercizio di poteri amministrativi, bensì nell'esercizio della propria autonomia negoziale.
- V. le citate sentenze n. 114 del 2011 e n. 221 e n. 45 del 2010
decreto legislativo 12/04/2006 n. false art. 53 co. 4
nel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 13, comma 1, 17, comma 1, 30, comma 4, e 47 della legge della Provincia autonoma di Trento 7 aprile 2011 n. 7, recante «Modificazioni della legge provinciale sui lavori pubblici, della legge provinciale sulla ricerca e della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino)», promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso spedito il 9 giugno, ricevuto dalla resistente il 9 giugno, depositato nella cancelleria il 13 giugno 2011 ed iscritto al n. 58 del registro ricorsi 2011.
udito nell’udienza pubblica del 6 marzo 2012 il Giudice relatore Marta Cartabia;
uditi l’avvocato dello Stato Maria Letizia Guida per il Presidente del Consiglio dei ministri e l’avvocato Giandomenico Falcon per la Provincia autonoma di Trento.
1.– Con ricorso spedito per la notifica il 9 giugno 2011 (ricevuto dalla resistente il 15 giugno 2011) e depositato in cancelleria il 13 giugno, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato gli articoli 13, comma 1, 17, comma 1, 30, comma 4, e 47 della legge della Provincia autonoma di Trento 7 aprile 2011, n. 7, recante «Modificazioni della legge provinciale sui lavori pubblici, della legge provinciale sulla ricerca e della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino)», relativi all’ambito materiale degli appalti pubblici.
1.– Con ricorso spedito il 9 giugno 2011, ricevuto dalla resistente il 15 giugno 2011 e depositato in cancelleria il 13 giugno, il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato gli artt. 13, comma 1, 17, comma 1, 30, comma 4, e 47 della legge della Provincia autonoma di Trento 7 aprile 2011, n. 7, recante «Modificazioni della legge provinciale sui lavori pubblici, della legge provinciale sulla ricerca e della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino)», modificativi della legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26 (Norme in materia di lavori pubblici di interesse provinciale e per la trasparenza negli appalti), con riferimento all’art. 117, primo comma e secondo comma, lettere e) e l), della Costituzione, nonché agli artt. 4 e 8 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige).