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Timestamp: 2017-04-28 18:01:35+00:00
Document Index: 162371581

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 52', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 42', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 42']

Regolamento n. 41 ISVAP del 15 Maggio 2012: Prevenzione del riciclaggio e dell'antiterrorismo | Regolamenti Isvap per l'Intermediario Ass. | Normativa Intermediari | Intermediari Ass.
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Regolamento n. 41 ISVAP del 15 Maggio 2012: Prevenzione del riciclaggio e dell'antiterrorismo - 5.0 out of 5
Categoria principale: Normativa Intermediari	Categoria: Regolamenti Isvap per l'Intermediario Ass.	Ultima modifica il Lunedì, 04 Marzo 2013 16:12	Visite: 20636	L’ISVAP ha pubblicato il regolamento n. 41 del 15 maggio 2012, riguardante "disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l'utilizzo delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231."
Il Regolamento ISVAP n. 41 del 15 maggio 2012 mette in atto l’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231 (nel seguito “decreto”) riguardante il settore assicurativo. Con tale decreto si chiarifica la normativa con la quale si previene il riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, oltre ai rapporti di collaborazione tra le Autorità di vigilanza di settore quindi il ruolo dell’ISVAP. Il Regolamento ISVAP n. 41 del 15 maggio 2012 prevede che l’ISVAP, in accordo con Banca d’Italia e CONSOB, emani disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni che prevengano l’utilizzo delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi ai fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, disposizioni in linea di continuità con quelle di cui al Regolamento n. 20 del 26 marzo 2008, per la gestione dei controlli interni, dei rischi, compliance ed esternalizzazione delle attività delle imprese di assicurazione. Al fine di evitare rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, si richiede alle imprese ed agli intermediari assicurativi, di dotarsi di risorse specializzate che attuino procedure e funzioni organizzative ben precise. Il Regolamento ISVAP n. 41 del 15 maggio 2012 si fonda inoltre, sul principio di proporzionalità al fine di dar modo agli interessati di attuare le nuove disposizioni in coerenza con la natura e le dimensioni dell’attività svolta e la relativa articolazione organizzativa.
Il Regolamento ISVAP n. 41 è composto da 27 articoli, ripartiti in IV Capi: Il Capo I fornisce disposizioni di carattere generale, con richiami a normative sul quale si fonda il potere regolamentare esercitato (art. 1), si definiscono le espressioni usate nel testo (art. 2) si definiscono i casi di applicazione (art. 3). Il Capo II del Regolamento ISVAP n. 41 è rivolto alle imprese di assicurazione ed è suddiviso in quattro sezioni: Sezione I: principi generali in tema di controllo interno Sezione II: ruolo attribuito agli organi sociali ed all’organismo di vigilanza nell’ambito del sistema dei controlli interni e gestione dei rischi Sezione III: presidi organizzativi antiriciclaggio Sezione IV: disposizioni in materia di gruppi assicurativi. Le Sezioni I e II rappresentano un proseguo delle previsioni citate nel Regolamento n. 20 del 26 marzo 2008, inerente definizione di ruoli, compiti e responsabilità degli organi sociali. Gli artt.i 4 e 5 definiscono gli obiettivi del sistema dei controlli interni e i compiti degli organi sociali al fine di prevenire l'utilizzo delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
Gli artt. 6, 7 ed 8 definiscono dettagliatamente i compiti dell’organo amministrativo, dell’alta direzione e dell’organo di controllo. L’art. 9 attribuisce all’organismo di vigilanza il compito di effettuare segnalazioni ai sensi dell’art. 52 secondo le disposizioni dell’articolo 6, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
La Sezione III disciplina i presidi organizzativi antiriciclaggio. Con l’art. 10 si istituisce la funzione antiriciclaggio al fine di contrastare il riciclaggio stesso e il finanziamento del terrorismo. Ogni impresa può svolgere tale funzione autonomamente ma con la presenza di adeguati presidi al fine di evitare conflitti di interesse. Tale attività sarà sottoposta periodicamente a verifiche di audit da parte della funzione di revisione interna. Gli artt. 11 e 12 determinano i compiti che la funzione antiriciclaggio è chiamata a svolgere e nomina del responsabile della funzione il quale non dovrà avere responsabilità di aree operative né deve essere gerarchicamente dipendente da soggetti responsabili di dette aree. In imprese di piccole dimensioni tale responsabilità sarà attribuita ad un amministratore che sia privo di deleghe.
L’art. 13 regola le disposizioni in materia di esternalizzazione della funzione antiriciclaggio secondo le condizioni previste dal capo VIII del Regolamento n. 20 del 26 marzo 2008. L’art. 14 regola i rapporti con le altre funzioni aziendali al fine di garantire collaborazione e coerenza nell’operatività aziendale. L’art. 15, ai sensi dell’art. 42, comma 4 del decreto si individua la competenza di eventuali segnalazioni di operazioni sospette provenienti da dipendenti, collaboratori o intermediari che costituiscono la “rete distributiva diretta” (agenti, banche, sim, poste e produttori diretti dell’impresa) nonché dai broker. Qualora l’impresa scelga di assegnare l’incarico ad un delegato del rappresentante legale, quest’ultimo deve possedere requisiti di indipendenza, autorevolezza e professionalità e non deve avere responsabilità dirette in aree operative. La delega deve essere tempestivamente formalizzata comunicandola all’Unità d’Informazione Finanziaria (UIF) e resa all’interno della struttura e presso la rete di vendita.
L’art. 16 evidenzia i compiti della funzione di revisione interna per l’antiriciclaggio e la revenzione del terrorismo. L’art. 17 stabilisce i presidi che le imprese sono tenute ad adottare nella commercializzazione dei prodotti assicurativi attraverso la rete distributiva diretta, al fine di rispettare le disposizioni in materia di contrasto al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo. L’art. 18 prescrive alle imprese la formazione del personale e dei collaboratori al fine di accrescere la conoscenza della normativa di antiriciclaggio. La formazione antiriciclaggio rientra in quella prevista dagli artt. 17 e 38 del Regolamento ISVAP n. 5/2006.
La Sezione IV fornisce disposizioni in materia assicurativa: L’art. 19 affida al capogruppo le decisioni strategiche per la gestione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. L’art. 20 regola l’esternalizzazione della funzione di antiriciclaggio al capogruppo ovvero ad altra società del gruppo, con l’obbligo per ciascuna impresa di individuare un referente o una specifica unità antiriciclaggio. L’art. 21 prevede un approccio globale al rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, con fissazione di standard generali in materia di identificazione e conoscenza della clientela, per i gruppi con operatività cross-border.
L’art. 22 regola le segnalazioni di operazioni sospette nell’ambito del gruppo, prevedendo la possibilità di conferire la delega di cui all’art. 42, comma 4, del decreto, al responsabile per la segnalazione delle operazioni sospette di una delle società del gruppo. Il Capo III del Regolamento ISVAP n. 41 si rivolge ad agenti e i mediatori di assicurazione, iscritti, rispettivamente nelle Sezioni A (agenti) e B (broker) del RUI. Gli artt. 23 e 24 stabiliscono l’obbligo di formazione in materia antiriciclaggio da parte dei broker e dei dipendenti e collaboratori degli agenti e dei broker. Eventuali responsabilità di illecito restano in capo agli intermediari in parola che, al momento della stipula degli accordi, dovranno definire le regole comportamentali alle quali i soggetti dovranno uniformarsi al fine di rendere i collaboratori, i produttori ed i dipendenti maggiormente responsabili della propria condotta. Il Capo IV contiene gli articoli 25 26 e 27 i quali disciplinano rispettivamente le abrogazioni, la pubblicazione e l’entrata in vigore e del Regolamento.
Esiti del Regolamento ISVAP n. 41
Regolamento ISVAP n.41
Relazione Regolamento ISVAP AREA Aree monotematiche