Source: http://www.vasroma.it/audizione-sul-ptpr-della-x-commissione-urbanistica-della-regione-lazio/
Timestamp: 2019-06-25 14:33:17+00:00
Document Index: 159093702

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 135', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 117', 'art. 5', 'art. 135']

Audizione sul PTPR della X Commissione Urbanistica della Regione Lazio – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
Con decisione n. 59 del 20 dicembre 2018 la Giunta Regionale del Lazio ha deciso di sottoporre alla approvazione del Consiglio regionale del Lazio quella che è poi diventata la Proposta di deliberazione consiliare n. 26 del 4 gennaio 2019, relativa alla “Approvazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale ai sensi degli articoli 21, 22 e 23 della legge regionale 6 luglio 1998 n. 24 (pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e successive modifiche e degli articoli 135, 143, 156 e 141 bis del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 (codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e successive modifiche”.
La proposta è stata assegnata alle Commissioni X (Urbanistica), I (Affari Costituzionali), V (Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo) e VIII (Ambiente).
Il 25 gennaio 2019 l’iter del PTPR è stato avviato dal Presidente della X Commissione Urbanistica Marco Cacciatore con l’audizione dell’Assessore all’Urbanistica Massimiliano Valeriani e della direttrice regionale per le politiche abitative e la pianificazione territoriale, paesistica e urbanistica Manuela Manetti.
Prima dell’inizio della audizione il responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) Rodolfo Bosi ha consegnato di persona all’Assessore Valeriani ed alla Segreteria della X Commissione una copia cartacea a colori delle “Osservazioni alla proposta di indirizzi su cui impostare la modifica del PTPR” presentata e illustrata e commentata nel corso dell’incontro con i consiglieri regionali organizzato dalla “forze produttive” (vedi http://www.vasroma.it/incontro-con-i-consiglieri-regionali-sul-ptpr-del-lazio-organizzato-dalle-forze-produttive/) (Nota VAS prot. n. 3 del 25 gennaio 2019)
Il Presidente della X Commissione ha esordito facendo presente che da 12 anni la Regione Lazio ha sempre prorogato la scadenza ultima entro cui approvare il PTPR, fissata al 14 febbraio di ogni anno: con riferimento all’incontro con i consiglieri regionale che si è tenuto martedì 22 gennaio 2019 (vedi http://www.vasroma.it/incontro-con-i-consiglieri-regionali-sul-ptpr-del-lazio-organizzato-dalle-forze-produttive/) ha dato per certa la proroga al 14 febbraio 2020 ed ha fatto sapere che la prossima seduta della Commissione da lui presieduta si terrà all’indomani della proroga approvata per legge.
Ha messo in evidenza che si tratta di un procedimento che arriverà a compimento solo se si sarà la volontà politica di trovare una intesa rispetto ad esempio alle 22.000 osservazioni presentate e controdedotte.
Ha dato quindi la parola all’Assessore all’urbanistica.
Massimiliano Valeriani (PD) ha ringraziato tutti i presenti, facendo presente che si tratta di un ringraziamento non di forma, ma di sostanza, perché il PTPR va valutato in tutta la sua effettiva dimensione.
Ha messo in risalto che «da 20 anni stiamo inseguendo questo obiettivo senza riuscirvi.
Con questo passaggio in Commissione abbiamo voluto dare avvio al dibattito su una gigantesca questione politica.
Ha sottolineato l’importanza di «aver fatto due volte il passaggio in Giunta [sia nella passata che nella presente legislatura, ndr.]»: «avremmo voluto da 5-6 mesi la discussione che facciamo oggi, con l’obbligo di prorogare ancora per un anno l’approvazione del PTPR.
Oggi ci vogliamo mettere la faccia, apprendo la seduta della Commissione.
Dobbiamo raggiungere questo obiettivo per diverse ragioni.»
L’Assessore ha parlato di «conflitto sulla giungla di norme che creano problemi soprattutto alle amministrazioni comunali: è quindi un dovere raggiungere questo obiettivo senza banalizzare le difficoltà.
I contenuti del PTPR li esporrà l’Arch. Manetti: cè ad ogni modo da fare i conti con ulteriori elementi di difficoltà, dovute al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che ha imposto la copianificazione.»
Si tratta quindi di un PTPR condiviso con il MIBAC grazie ad una “intesa” del 2016.
Il tema è quindi anche questo: approvare il PTPR con un testo delle Norme che sia scostante rispetto a quello concordato con il MIBAC.
C’è anche da fare delle semplificazioni per i Comuni, raggiungendo un momento di sintesi.
L’Assessore si è quindi soffermato sulle grandi questioni.
Sul PTPR pubblicato a suo tempo sono state presentate più di 21.000 osservazioni: ne deriva quindi il problema delle forme e dei modi di analisi di queste osservazioni da parte della Commissione, costituendo ad esempio un organismo di lavoro che sia efficiente.
Ha fatto sapere che nel tavolo di copianificazione sono state esaminate tutte le più di 21.000 osservazioni e che nel PTPR sono state «assorbite» un migliaio circa di queste che come “fotografia” si dovrebbero approvare nel PTPR : sono rimaste fuori quindi circa 1.000 osservazioni.
A tal ultimo riguardo l’Assessore ha tenuto a precisare che si tratta di una “forma” quasi più importante della “sostanza”.
Ha messo in risalto che, se non c’è un accordo di massima fra tutte le forze politiche su come “gestire” tutte queste osservazioni, si viene allora a creare un grosso problema.
L’Assessore ha quindi portato a conoscenza delle tipologie di osservazioni, precisando che ci sono anche quelle parzialmente accolte: se nella discussione si rimettono in gioco le osservazioni bocciate nel tavolo della copianificazione, si rischia allora di bocciare tutto il meccanismo.
Non c’è dubbio quindi che il doppio licenziamento del PTPR in sede di copianificazione va rispettato nelle sue linee di massima.
L’Assessore ha aggiunto che ad ogni modo il PTPR non è solo il frutto di una copianificazione, dal momento che agli atti trasmessi sono state aggiunte in allegato altre documentazioni su cui sarà il Consiglio Regionale a decidere.
Ha concluso parlando di «concertazione su 2 sottosistemi», approvando alla fine il PTPR «come elemento di giustizia per tutti quelli che da molto tempo aspettano risposte sulle osservazioni. Sul controllo del Piano e sugli allegati è opportuno dare la parola alla Direzione Tecnica.»
Prima ancora che l’Arch. Manuela Manetti riuscisse a prendere la parola, è intervenuto il consigliere Antonio Aurigemma (Forza Italia) che ha volto fare, come da lui stesso dichiarato un «intervento politico», facendo presente all’Assessore che «lavoriamo insieme dal tempo del Campidoglio».
Ha chiesto quindi all’Assessore, senza peli sulla lingua, se il PTR «è uno strumento da approvare perché bisogna metterci una medaglietta oppure perché deve essere un giusto strumento che garantisca al tempo stesso sia la tutela che lo sviluppo».
Massimiliano Valeriani gli ha risposto che «proponiamo l’approvazione del PTPR con la vecchia cartografia, ma con allegata anche la cartografia del 2014».
Dopo aver ringraziato per l’invito che le è stato rivolto, l’Arch. Manuela Manetti ha esordito affermando che il PTPR è apparentemente complesso, ma non lo è se ci si entra dentro.
Ha fatto presente che il PTPR è un unico piano paesistico composto di 4 Tavole, dietro le quali c’è stata a monte tutta una istruttoria, basata su criteri oggettivi.
Ha quindi precisato che con il PTPR è stato coperto l’intero territorio regionale, ma con 2 valenze di verde: cogenti su tutti il territorio a vario titolo vincolato, di solo indirizzo sul resto del territorio.
Ha specificato che le Tavole A coprono l’intero territorio regionale con queste due valenze, mentre le Tavole B riportano tutti i tipi di vincoli, con in più quelli relativi ai beni “tipizzati”, per cui non possono essere modificate.
La “cogenza” o meno su ogni parte del territorio viene dal confronto delle Tavole B che «si riverberano sulle Tavole A.»
L’Arch. Manetti ha fatto sapere che le Tavole C e D sono di solo indirizzo: queste ultime riportano le osservazioni accolte presentate dai Comuni che hanno modificato il PTPR e che non sono quindi modificabili.
Ha portato inoltre a conoscenza che ci sono degli allegati vari da considerare al apri di linee guida, comunque senza valore prescrittivo.
Ci sono poi le Norme del PTPR.
L’Arch. Manetti ha poi spiegato cosa è contenuto nell’allegato licenziato dalla Giunta, facendo sapere che si tratta del PTPR così come adottato ed oggi vigente, su cui sono stati sovrapposti i vincoli imposto dopo il 2007 (data dell’adozione).
Ha quindi sottolineato che «siccome ci rendiamo conto che la cartografia è vecchia, ci tengo a precisare che non è ad ogni modo il “Piano”: se la cartografia più aggiornata viene sovrapposta a quella del PTPR adottato non è che cambiamo i paesaggi individuati [come ambiti nel PTPR, ndr.]. La cartografia aggiornata serve solo per vedere come è stato modificato il territorio».
Ha fatto sapere che sono stati corretti d’ufficio anche gli errori materiali riscontrati (specie su entrambe le sponde dei corsi d’acqua).
Ha quindi portato a conoscenza della istruttoria, con tutto il percorso della fase pubblicitaria (con la presentazione delle osservazioni), che è stata valutata dal MIBACT in base al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, «di rango superiore», mettendo in atto una copianificazione applicata in un tavolo dove il MIBACT – assieme alla Regione – ha fatto le sue controdeduzioni a tutte le osservazioni presentate al MIBACT.
L’Arch. Manetti ha fatto poi sapere che, oltre alle circa mille osservazioni accolte, «abbiamo declinato un’altra serie di osservazioni, basate sempre su criteri oggettivi», che ha elencato nel modo seguente:
– osservazioni bocciate per violazione delle norme vigenti in materia che sono sovraordinate;
– osservazioni senza un valore cogente e quindi non da analizzare e da controdedurre;
– osservazioni parzialmente accolte;
– osservazioni da confrontare, che hanno riguardato osservazioni accolte, che automaticamente «trascinano» verso la loro classificazione definitiva.
Ha precisato che il Consiglio regionale ha la possibilità di valutare tutte le controdeduzioni, che – benché riferite ad osservazioni georeferenziate – non sono state riportate sul territorio.
C’è infine un unico testo delle Norme Tecniche del PTPR, che sono state concordate nel tavolo di copianificazione.
L’Arch. Manetti ha fatto sapere che, dopo aver firmato l’intesa con il MIBACT, l’atto successivo è la firma dell’Accordo, dopo il quale non ci sarà più possibilità di modifiche del PTPR: le sue norme scattano dopo la firma dell’Accordo.
Sul piano delle procedure relative al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche ha detto che non tutti i Comuni hanno la subdelega al loro rilascio, mentre il MIBAC si pronuncia sempre su tutto, tramite le Soprintendenze competenti per territorio.
Ha concluso il suo intervento dichiarando sia completa disposizione, anche se la sua struttura è sottodimensionata, in quanto costituita soltanto – oltre che da lei – dagli Arch. Massimo Ferro e Roberta Boldini.
A disposizione sono anche l’Avv. Maria Aiello dell’Area legislativa e l’Arch. Maria Luisa Salvatori dell’Area Urbanistica e Copianificazione.
A questo punto il Presidente della X Commissione, dopo aver fatto approvare una serie di verbali di precedenti sedute della Commissione, ha dato spazio agli interventi dei consiglieri presenti.
È intervenuto per primo Emiliano Minnucci (PD), che ha esordito affermando che «probabilmente sarà più difficile approvare il PTPR che i verbali»: ha poi aggiunto che «siamo nel ventennale pieno», visto che il primo “Accordo di collaborazione istituzionale” con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è stato sottoscritto il 9 febbraio 1999.
Ha proseguito facendo presente che il PTPR è uno strumento di natura evidentemente consiliare, che è di confronto sui contenuti, per cui solo con uno spirito complessivo di collaborazione «possiamo arrivare a dama».
Ha quindi messo in evidenza che «bisogna avere chiara l’idea che, se alcuni consiglieri facessero su alcune questioni un puto di battaglia, si produrrebbe un ostacolo e lo stop per procedere alla approvazione del PTPR», aggiungendo che «proprio l’anomalia di questo Consiglio scaturito dalle ultime elezioni senza una maggioranza certa dà la possibilità di raggiungere intese larghe.
Grande aspettativa ma al tempo stesso preoccupazione perché o sia avrà tutele e contestualmente sviluppo oppure “sbagliando taglio” si avrà un “ingessamento”».
Ha proseguito affermando che «allora alcune cose vanno messe in chiaro, approfondendo le questioni tecniche su tutta la “zona grigia”».
A quest’ultimo riguardo ha detto che la ricognizione della cogenza del PTPR vale per il 70% del territorio regionale, mentre lasciare l’insieme degli “indirizzi“ per il restante territorio può dar luogo ad un’area di incertezza («l’indirizzo che cos’è? O è bianco o è nero»): chiede quindi un approfondimento sugli “indirizzi”.
Per quanto riguarda la questione della cartografia, dopo aver citato a tale riguardo l’incontro che c’è stato lo scorso 22 gennaio, ha fatto sapere che «trovo assurdo che una cartografia aggiornata produrrebbe un “condono edilizio” [come riportato da alcuni giornali, ndr.], perché produrrebbe invece un obbligo istituzionale su cui andrà fatto un ragionamento».
Ha chiuso il suo intervento con un invito ad utilizzare positivamente l’anno di ulteriore proroga che verrà concesso per l’approvazione del PTPR.
È quindi intervenuto il consigliere Fabrizio Ghera (Fratelli d’Italia), che ha fatto anche lui riferimento all’incontro con i consiglieri che c’è stato martedì 22 gennaio 2019 per affermare che il 1° tema da valutare è quello di capire cosa è accaduto sul territorio dopo l’adozione del PTPR, sottolineando che non si può intervenire e ragionare in tempo troppo stretti (da qui al prossimo 14 febbraio).
Ha comunque auspicato un confronto con tutte le forze sociali, per arrivare ad approvare uno «strumento che eviti scollature, con forzature che vadano a scontrarsi», per cui tutte le forze politiche debbono avere un ruolo propositivo.
Ha quindi messo in evidenza che la tutela del territorio va benissimo, ma c’è un gruppo di forze produttive che è fermo, per cui va tenuta in considerazione anche l’occupazione.
Rimane poi il tema della semplificazione: al riguardo ha parlato di Roma paralizzata da situazioni che potrebbero essere tranquillamente risolte: «siamo contro il consumo di suolo, ma non accettiamo che il riuso sia impedito».
Ha preso poi la parola Gaia Pernarella (M5S), che ha esordito con un tono sconsolato affermando che siamo di nuovo a parlare del PTPR: ha ricordato la scorsa legislatura quando è stato iniziato l’iter che non è poi andato più avanti.
Ha dichiarato quindi che il PTPR costituisce una pianificazione necessaria per il territorio laziale: si è soffermata sull’utilizzo quasi sistematico della proroga che è ormai in contrasto con la normativa vigente in materia, perché non si può rimandare all’infinito.
Ha fatto sapere di essersi concentrata sulle osservazioni soprattutto degli enti locali, riscontrando pareri discordanti tra una Commissione e l’altra, per cui fondamentale è dare una chiarezza del territorio.
Spera che l’ennesima proroga non sia motivo di recriminazione da parte dei cittadini, specie di tutti quelli che hanno presentato osservazioni.
Aspetta che il Legislativo e gli uffici competenti arrivino a capire quale sia la strada da indicare per arrivare ad una corretta approvazione del PTPR.
Ha concluso il suo intervento dichiarando psi a favore di una Regione che sia fortemente dalla parte di vincoli che non debbono essere elusi.
È intervenuto Eugenio Patané (PD), che ha iniziato affermando che la complessità del PTPR è superiore a quelle del PRG di Roma del 2008.
Ha proseguito affermando che «non è uno scherzo.
“Andare a dama” è approvare il PTPR, ma ci vuole una volontà politica e di apertura: prima ancora di entrare nel merito dei contenuti [su singoli punti da modificare, ndr.] vorrei fare un passo indietro per capire quale è la corretta procedura, perché non è un problema di forma, ma di sostanza».
Ha quindi posto anche lui delle domande.
1 – Siccome è certo che il PTPR è un atto di copianificazione ed il MIBAC interviene sui suoi contenuti, si ha «una spada di Damocle sulla approvazione definitiva: ad esempio riguardo ad un eventuale cambio della cartografia, un minuto dopo questa volontà del Consiglio deve essere “interpretata” dal MIBAC».
2 – Si è chiesto su che cosa si deve esprimere il Consiglio regionale e si è risposto che si deve esprimere sulla Relazione istruttoria contenete le controdeduzioni, per cui «potremmo emendare la Relazione istruttoria».
Ha parlato dell’ultima modifica del PTPR di dicembre, con la normativa del 2007 e quella copianificata.
Tutte queste questioni procedurali sono sostanziali: ha citato il PTPR della Toscana ritoccato alla fine dal MIBACT.
Subito dopo vengono le questioni contenutistiche, che sono una marea e su cui non si è voluto soffermare.
Ha concluso affermando che va bene la proroga, ma poi «ci si dica cosa possiamo fare correttamente».
A tal ultimo riguardo il Presidente Marco Cacciatore ha detto che gli uffici legislativi faranno un vademecum.
L’Assessore Massimiliano Valeriani ha quindi replicato a tutti gli interventi, affermando che «è bene aprire questa “sessione” urbanistica, ma con la volontà di chiuderla in questa XI legislatura».
Al consigliere Ghera ha fatto presnete che c’è sempre e comunque una prerogativa del Consiglio Regionale di cercare di raggiungere una condivisione sulle complessive 21.213 osservazioni presentate.
Ha detto bene il consigliere Minnucci, perché ha focalizzato una parte del discorso fatto dall’Assessore: bisogna collegarsi al lavoro istruttorio, specie riguardo alle osservazioni dei Comuni, di cui ne sono state bocciate 4.000 e oltre perché in violazione delle norme, a cui si aggiungono circa altre 8.000 osservazioni di privati parimenti bocciate per lo stesso motivo.
Ha quindi messo in risalto che «o circoscriviamo un perimetro su cui operare oppure è un macello. È nella facoltà e sovranità del Consiglio indicare la strada da seguire, ma più ci discostiamo e più diventa difficile poi arrivare alla sottoscrizione dell’Accordo con il MIBAC sulla approvazione definitiva».
A replicare agli interventi dei consiglieri è stata subito dopo l’Arch. Manuela Manetti che ha provato a dare delle risposte generali.
Al consigliere Minnucci ha fatto presente che in questo momento non c’è nessun cambio di “metodo”, perché il PTPR «non arriva ora come se fosse calato dall’alto, visto che tutti gli amministratori del Lazio lo conoscono e lo rispettano».
Con riguardo al resto del territorio su cui il PTPR non dovrebbe dare alcun “indirizzo” l’Arch. Manetti ha richiamato l’art. 135 del D.Lgs. n. 42/2004 che prescrive una pianificazione estesa a tutto il territorio regionale, «come abbiamo fatto in base alla cartografia disponibile allora, ma con criteri oggettivi e non scientifici.
Cambiare la cartografia non modifica le Tavole A.
Il paesaggio non tutela le trasformazioni del territorio che sono urbanistiche.
Anche cambiando la cartografia, non vado ad incidere sul PTPR, che non deve quindi rifare la fase pubblicistica».
La interrompe a questo punto in tono provocatorio di sfida il consigliere Emiliano Minnucci: «E se non c’è più un bosco, magari distrutto dal fuoco?».
L’Arch. Manetti ha replicato affermando che le modifiche consentite dai PRG sono sempre nel rispetto delle norme e degli ambiti di paesaggio del PTPR.
Riguardo all’adeguamento chiesto dal consigliere Ghera ha fatto sapere che il PTPR può essere approvato così com’è e poi entro due anni può essere adeguato, così come prescrive il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio: «Tradotto: un conto è se oggi cambio una sola virgola che costringe a rifare ex novo il procedimento e un conto è se mi attengo alle controdeduzioni.
Sulle procedure da seguire non mi spingo perché ci sarà una apposita Circolare».
Il consigliere Eugenio Patanè è intervenuto per affermare che un conto è la modalità di copianificazione e un conto è l’intesa sui contenuti copianificati: ha espresso la sua preoccupazione citando la sentenza che c’è stata da parte del Consiglio di Stato sul caso Toscana.
L’Arch. Manetti ha concluso il suo intervento facendo presente che un conto è la cartografia ed un conto è la Carta dell’Uso del Suolo, che è sempre quella vecchia aggiornata al 2014, che «non riteniamo di inserire nel PTPR perché potrebbe ingenerare delle modifiche: pensiamo di poterla considerare in sede di adeguamento.»
Il Presidente Marco Cacciatore ha considerato ottimo l’intervento di Patanè sulle 21.000 osservazioni.
Da Presidente della X Commissione ritiene che il PTPR è un passo in avanti perché costituisce un vantaggio non solo sul piano della tutela, ma anche sul fronte delle imprese.
Ha quindi voluto far presente che la legge regionale n. 38/1999 è comunque al di sotto del PTPR e si è augurato che qualunque ostruzionismo non dovrà comunque bloccare l’approvazione del PTPR.
Ha quindi considerato chiusa l’audizione.
N.B. – Dagli interventi dei consiglieri regionali trapela una certa insofferenza e preoccupazione, per non dire una aperta contrarietà, per il fatto che a dire l’ultima parola sulla approvazione definitiva sia il MIBAC, come correttamente fatto presente dall’Arch. Manuela Manetti.
I consiglieri sembrano aver dimenticato che il compito ed il ruolo del Consiglio Regionale è anche e soprattutto quello di dover rispettare e far rispettare il principio fondamentale sancito dall’art. 9 della costituzione ai sensi del quale spetta allo Stato e non alla Regione dover tutelare il paesaggio ed il patrimonio storico artistico della nazione.
Sembrano aver dimenticato che ai sensi della lettera s) del successivo art. 117 lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, mentre anche alla Regione Lazio spetta la legislazione concorrente in materia sia di governo del territorio che di valorizzazione dei beni culturali e ambientali.
La legislazione concorrente si è concretizzata con la cosiddetta “legge Galasso” n. 431/1985, nel rispetto della quale «le regioni sottopongono a specifica normativa d’uso e di valorizzazione ambientale il relativo territorio mediante la redazione di piani paesistici o di piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesistici ed ambientali, da approvarsi entro il 31 dicembre 1986.»
A quel momento la Regione Lazio aveva dato incarico ad una serie di professionisti di redigere i Piani Territoriali di Coordinamento (P.T.C.) per tutto il territorio regionale, suddiviso in ambiti, ai sensi dell’art. 5 della legge urbanistica n. 1150/1942: agli stessi professionisti è stato dato allora incarico di redigere i Piani Territoriali Paesistici, che sono stati estesi all’intero territorio e poi quasi tutti adottati dalla Giunta Regionale tra il 1987 ed il 1988.
La “legge Galasso” è stata in seguito abrogata ma recepita dapprima dal D.Lgs. n. 490/1999, e poi dal D.Lgs. n. 42/2004 con cui è stato emanato il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, che al 1° comma dell’art. 135 ha prescritto la seguente disposizione: «Lo Stato e le regioni assicurano che tutto il territorio sia adeguatamente conosciuto, salvaguardato, pianificato e gestito in ragione dei differenti valori espressi dai diversi contesti che lo costituiscono.
A tale fine le regioni sottopongono a specifica normativa d’uso il territorio mediante piani paesaggistici, ovvero piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici, entrambi di seguito denominati: “piani paesaggistici”».
Ne deriva che anche il PTPR ha valenza di “piano urbanistico-territoriale” per quel restante 30% di territorio regionale non soggetto ad alcun vincolo paesaggistico, senza “cogenza” urbanistica, ma solo con valenza propositiva e di indirizzo, che va quindi mantenuta perché non può essere abolita.
Quanto al rimanente 70% di territorio vincolato, il cambio di cartografia non cambia le Tavole A con i rispettivi ambiti di paesaggio che possono essere parzialmente modificati solo in recepimento del migliaio circa di osservazioni accolte in sede di controdeduzioni congiunta tra Regione e MIBAC.
Il disallineamento del PTPR con l’assetto attuale del territorio ci sarà sempre, anche dopo l’aggiornamento delle cartografie sulla base dell’ultimo volo disponibile, perché anche successivamente continueranno pur sempre ad essere realizzate le trasformazioni del territorio, che potranno però e dovranno avvenire sempre e comunque nel rispetto di quanto consentono le norme del PTPR in generale su tutti gli ambiti di paesaggio ed in particolare tanto nel “paesaggio naturale” quanto nel “paesaggio agrario”.