Source: https://www.anmicbari.com/2020/01/25/compensazione-illegittima-assegno-sociale-e-accompagnamento-2/
Timestamp: 2020-07-11 06:50:49+00:00
Document Index: 68948466

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 69', 'art. 11']

Compensazione illegittima assegno sociale e accompagnamento - ANMIC BARI
Compensazione illegittima assegno sociale e accompagnamento
25/01/2020 redazione ANMIC BARI RACCONTA 80 Views 0 Commenti
RIGETTATO IL RICORSO DELL’INPS CONTRO UN PENSIONATO DISABILE CON ACCOMPAGNAMENTO
Compensazione illegittima assegno e accompagnamento. L’assegno sociale e l’indennità di accompagnamento hanno natura diversa e non è possibile compensare debiti del contribuente con crediti dell’ente.
Compensazione illegittima assegno e accompagnamento: la decisione della Corte
La Corte d’appello di Palermo ha dichiarato illegittima la compensazione in misura eccedente del quinto operata dall’Inps tra il credito vantato dall’Istituto nei confronti di un pensionato per ricalcolo dell’assegno sociale di cui il pensionato era titolare, e il debito dell’Inps verso lo stesso pensionato a titolo di arretrati per indennità di accompagnamento (in riferimento al periodo 1/10/2012-30/11/2013).
La decisione è stata poi confermata dalla Corte di Cassazione con la sentenza della CASS.CIV., SEZ. LAV. N. 30220/2019 DEL 20/11/2019.
“Secondo la Corte – riporta la sentenza – l’Inps poteva recuperare l’indebito anche mediante trattenute sulla pensione in via di compensazione sulla prestazione dovuta, fatto salvo, comunque, il trattamento minimo della pensione, nel limite del quinto in quanto limite operava anche sugli arretrati di pensione. Secondo la Corte l’Inps illegittimamente aveva trattenuto l’intero importo dell’indebito (pari a euro 5.056,96) in unica soluzione e non invece come dovuto entro i limiti del quinto”.
Compensazione illegittima assegno e accompagnamento: i fatti
pensionato doveva restituire all’Inps euro 5.056,96 a seguito di un indebito
formatosi sull’assegno sociale di cui era titolare e che, tuttavia, il
ricorrente, a seguito della sentenza del Tribunale di Palermo, aveva ottenuto
il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento con i relativi arretrati.
“L’Inps
– spiega la sentenza – ha proceduto alla compensazione in unica soluzione
dell’indebito di euro 5.056,96 sull’importo di euro 6.970,88, dovuto per
arretrati di indennità di accompagnamento. Il pensionato si duole che la
compensazione non sia avvenuta solo nei limiti del quinto”.
L’art. 69 della legge 153/1969, Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale, dispone che le pensioni, gli assegni e le indennità (spettanti in forza del regio decreto-legge 4/10/1935 n. 1827 e smi), nonché gli assegni (di cui all’art. 11 della legge 5/11/1968 n. 1115) spettanti a carico dell’Inps “possono essere ceduti, sequestrati e pignorati, nei limiti di un quinto del loro ammontare, per debiti verso l’Istituto nazionale della previdenza sociale derivanti da indebite prestazioni percepite a carico di forme di previdenza gestite dall’Istituto stesso, ovvero da omissioni contributive, escluse, in questo caso, le somme dovute per interessi e sanzioni amministrative”. In ogni caso la stessa norma prevede che sia fatto salvo – per le pensioni ordinarie – l’importo corrispondente al trattamento minimo.
Il credito dell’Inps e il debito del pensionato
semplici, fatto salvo il diritto di avvalersi come ogni creditore, l’Inps può
recuperare gli indebiti o le omissioni contributive anche mediante trattenute
sulla pensione, in via di compensazione, col duplice limite che la somma
oggetto di cessione, sequestro, pignoramento o trattenuta non superi la misura
di un quinto della pensione (o assegno o indennità) e che sia fatto salvo,
comunque, il trattamento minimo della pensione stessa.
recupero, dunque, deve essere “necessariamente rateale e opera sulla medesima
pensione cui l’indebito si riferisce”.
collegio, dunque, ritiene che “nella fattispecie in esame non ricorra il
requisito dell’identità di titolo tra le somme dovute dall’Istituto per indennità
di accompagnamento e quelle dovute dal ricorrente sull’assegno sociale non
avendo origine, i rispettivi crediti e debiti, dal medesimo rapporto”.
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