Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-835-del-16-01-2020
Timestamp: 2020-08-05 11:28:30+00:00
Document Index: 97835881

Matched Legal Cases: ['art. 2233', 'art. 91', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 4']

Sentenza Cassazione Civile n. 835 del 16/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 835 del 16/01/2020
Cassazione civile sez. VI, 16/01/2020, (ud. 03/07/2019, dep. 16/01/2020), n.835
sul ricorso 6142 – 2019 R.G. proposto da:
S.M. – c.f. (OMISSIS) –
M.C. – c.f. (OMISSIS) –
D.P.C. – c.f. (OMISSIS) –
M.R. – c.f. (OMISSIS) –
V.M. – c.f. (OMISSIS) –
R.D. – c.f. (OMISSIS) –
P.S. – c.f. (OMISSIS) –
D.C.S. – c.f. (OMISSIS) –
P.L. – c.f. (OMISSIS) –
T.A. – c.f. (OMISSIS) –
D.C. – c.f. (OMISSIS) –
P.A. – c.f. (OMISSIS) –
S.M.T. – c.f. (OMISSIS) –
elettivamente domiciliati in Roma, alla via Golametto, n. 4, presso
lo studio dell’avvocato Giovambattista Ferriolo e dell’avvocato
Ferdinando Emilio Abbate che li rappresentano e difendono in virtù
di procura speciale in calce al ricorso.
avverso il decreto della corte d’appello di Perugia n. 2222/2018,
1. I ricorrenti indicati in epigrafe con ricorso ex lege n. 89 del 2001, alla corte d’appello di Roma – depositato nel settembre del 2011 – e successivamente, all’esito della declaratoria di incompetenza per territorio della corte di Roma, in riassunzione, alla corte d’appello di Perugia – depositato nel febbraio del 2015 – si dolevano per l’eccessiva durata del giudizio, del pari ex lege n. 89 del 2001, intrapreso dinanzi alla corte d’appello di Roma con ricorso depositato nel novembre del 2006.
Chiedevano che il Ministero della Giustizia fosse condannato a corrispondere loro un equo indennizzo per l’irragionevole durata del giudizio “presupposto”. Resisteva il Ministero della Giustizia.
2. Con decreto n. 2222 dei 19.2/18.7.2018 la corte di Perugia accoglieva il ricorso e condannava il Ministero a pagare a ciascun ricorrente la somma di Euro 708,00 oltre interessi nonchè a rimborsare ai difensori anticipatari, avvocato Giovambattista Ferriolo ed avvocato Ferdinando Emilio Abbate, dei ricorrenti le spese di lite, liquidate in Euro 210,00, oltre rimborso forfetario ed accessori di legge.
3. Avverso tale decreto hanno proposto ricorso i ricorrenti indicati in epigrafe; ne hanno chiesto sulla scorta di un unico motivo la cassazione con ogni susseguente statuizione anche in ordine alle spese, da distrarsi in favore dei difensori anticipatari.
4. Con l’unico motivo i ricorrenti denunciano la violazione e/o la falsa applicazione dell’art. 2233 c.c., comma 2 e dell’art. 91 c.p.c., in relazione al D.M. n. 55 del 2014 ed al D.M. n. 37 del 2018.
Deducono che la corte di Perugia, in rapporto al quantum – Euro 708,00 – dell’indennizzo accordato e dunque allo scaglione di riferimento (Euro 0,01 – Euro 1.100,00), ha liquidato i compensi in misura inferiore ai minimi.
Sussiste la denunciata violazione dei minimi tariffari, anche a tener conto delle diminuzioni massime, di cui al D.M. n. 55 del 2014, art. 4, comma 1, dei valori medi di cui al prospetto n. 12 – giudizi innanzi alla corte d’appello – delle tabelle allegate al medesimo D.M. n. 55 del 2014 (si applica al caso di specie, ratione temporis, il D.M. 8 marzo 2018, n. 37, pubblicato in G.U. n. 96 del 26.4.2018; l’impugnato decreto, si ribadisce, è stato depositato il 18.7.2018. Il D.M. n. 37 del 2018, in vigore dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (art. 7) ed applicabile alle liquidazioni successive alla sua entrata in vigore (art. 6), ha modificato il D.M. n. 55 del 2014, comma 1, nel senso che, al terzo periodo, le parole “possono essere aumentati, di regola, sino all’80 per cento, o diminuiti fino al 50 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “possono essere aumentati di regola sino all’80 per cento, ovvero possono essere diminuiti in ogni caso non oltre il 50 per cento”; e nel senso che, al quarto periodo, le parole “diminuzione di regola fino al 70 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “diminuzione in ogni caso non oltre il 70 per cento”).
6. In accoglimento del ricorso il decreto della corte di appello di Perugia n. 2222/2018 va cassato – nei limiti dell’addotta censura – con rinvio alla stessa corte in diversa composizione anche per la disciplina delle spese del giudizio di legittimità.
Il giudice di rinvio valuterà l’applicabilità al caso di specie della previsione di cui qal D.M. n. 55 del 2014, art. 4, comma 2.
La Corte accoglie il ricorso; cassa, nei limiti della censura di cui all’esperito ricorso, il decreto della corte di appello di Perugia n. 2222 dei 19.2/18.7.2018;
rinvia alla stessa corte, in diversa composizione, anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.