Source: https://www.laleggepertutti.it/280416_ipoteca-agenzia-delle-entrate-e-riscossione-ultime-sentenze
Timestamp: 2019-10-14 21:59:58+00:00
Document Index: 36443267

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'art. 33', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 96', 'sentenza ', 'art. 3']

Ipoteca Agenzia delle Entrate e Riscossione: ultime sentenze
Imposte di registro, catastale e ipotecaria; contribuenti; pretesa tributaria; Agenzia delle Entrate e Riscossione; accesso agli atti; avviso di liquidazione; decadenza dall’agevolazione prima casa.
1 Notaio delegato all’espropriazione immobiliare
2 Trust autodichiarato
3 Domanda di accesso agli atti interruttivi della prescrizione
4 Revisione del titolo di tassazione dell’imposta di registro
5 Revoca dell’agevolazione prima casa
6 Come saldare il proprio debito?
7 Trasferimento dei beni in trust e pagamento delle imposte di donazione
8 Indice di indebitamento
9 Sequestro conservativo dei beni mobili
10 Somme sottoposte a tassazione
11 Infondatezza della pretesa tributaria
12 Attività di riscossione
Notaio delegato all’espropriazione immobiliare
Cassazione civile sez. trib., 15/01/2019, n.724
In tema d’imposta ipotecaria e catastale, l’istituzione di un “trust” cd. “autodichiarato”, con conferimento di immobili e partecipazioni sociali per una durata predeterminata o fino alla morte del disponente, i cui beneficiari siano i discendenti di quest’ultimo, è riconducibile alla donazione indiretta ed è soggetto all’imposta in misura fissa, atteso che la “segregazione”, quale effetto naturale del vincolo di destinazione, non comporta, però, alcun reale trasferimento o arricchimento, che si realizzeranno solo a favore dei beneficiari, successivamente tenuti al pagamento dell’imposta in misura proporzionale.
Comm. trib. reg. L’Aquila, (Abruzzo) sez. III, 08/05/2018, n.431
Domanda di accesso agli atti interruttivi della prescrizione
La domanda di accesso avente ad oggetto gli atti interruttivi della prescrizione presupposti dalla comunicazione di iscrizione ipotecaria dell’Agenzia delle Entrate è riferita ad atti specifici (in quanto inseriti in un individuato procedimento di riscossione) e determinabili mediante il riferimento alla nota di iscrizione ipotecaria che li presuppone.
Ne deriva che tale richiesta non costituisce un tentativo di esperire un controllo generalizzato sull’attività di riscossione del concessionario, ma una pretesa di ostensione funzionale al diritto di difesa della parte interessata, addotto a motivazione della richiesta stessa.
TAR Firenze, (Toscana) sez. I, 30/11/2017, n.1489
Revisione del titolo di tassazione dell’imposta di registro
In tema di imposta di registro, decorso il termine di tre anni dalla data della registrazione dell’atto, ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. n. 131 del 1986 (ora 77 del t.u. approvato con D.P.R. n. 131 del 1986), si prescrive la possibilità di ottenere una revisione del titolo di tassazione, rimanendo preclusa per l’amministrazione, come per il contribuente, l’invocabilità di diritti che presuppongono la modificazione del predetto titolo, mettendo in discussione il criterio di tassazione adottato in relazione alla natura dell’atto.
(Nella specie, la S.C., confermando le statuizioni del giudice di merito, ha rigettato il ricorso del contribuente, che, dopo più di tre anni dalla registrazione di un atto di compravendita, aveva impugnato il provvedimento con cui l’Agenzia delle Entrate aveva recuperato maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale a seguito della revoca delle agevolazioni di cui all’art. 33, comma 3, della l. n. 388 del 2000, senza contestare tale revoca, ma allegando che l’atto doveva essere assoggettato ad Iva.)
Cassazione civile sez. trib., 20/09/2017, n.21811
Attesa la natura accertativa dell’avviso di liquidazione col quale l’Agenzia delle Entrate procede al recupero delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale ritenute dovute per effetto della decadenza dall’agevolazione d’imposta denominata come “prima casa”, l’atto deve essere motivato specialmente quando il contribuente abbia fornito la prova negativa sulla diversa destinazione dei locali che concorrono a realizzare la superficie utile complessiva dell’abitazione “prima casa”.
Pertanto, è illegittimo l’avviso di liquidazione che, ai fini della qualificazione dell’immobile, si limiti a riportare la norma regolamentare (d.m. 2 agosto 1969, art. 5) ed a riportare i dati oggettivi catastali, allorché gli elementi di fatto indicati dal contribuente siano stati disattesi dall’Ufficio (nel caso di specie, la Suprema Corte ha cassato la sentenza della commissione tributaria regionale riconoscendone l’illegittimità nella parte in cui aveva ritenuto soddisfatto il requisito motivazionale dell’avviso di liquidazione che si era limitato a riportare la norma regolamentare (d.m. 2 agosto 1969, art. 5), in relazione alla quale si è ritenuto doversi attribuire all’immobile in questione la qualifica di lusso, mancando invece del tutto in entrambi gli atti menzionati l’indicazione dei presupposti di fatto che dessero conto in concreto della fattispecie ritenuta tale da determinare la decadenza dall’agevolazione).
Cassazione civile sez. trib., 18/05/2016, n.10192
Come saldare il proprio debito?
Laddove il contribuente abbia instaurato un rapporto sincero e collaborativo con l’Agenzia delle entrate e con la riscossione, impegnandosi a saldare interamente il proprio debito, per evitare le spese relative alla fideiussione, l’iscrizione dell’ipoteca sui suoi immobili da parte del concessionario della riscossione risulta illegittima, in quanto violazione dello Statuto del contribuente.
Comm. trib. prov.le Genova sez. XIII, 14/04/2008, n.81
Trasferimento dei beni in trust e pagamento delle imposte di donazione
In tema di trasferimento dei beni in trust, è illegittima la richiesta da parte dell’Agenzia dell’Entrate relativamente al pagamento in misura proporzionale delle imposte di donazione, questo perché per il beneficiario “finale”, al momento dell’istituzione del trust, è titolare di una mera aspettativa nei confronti dei beni trasferiti, e solo quando si realizzerà effettivamente detto trasferimento si realizza il presupposto impositivo per l’applicazione dell’imposta di donazione. Pertanto deve applicarsi l’imposizione di donazione, ipotecaria e catastale in misura fissa.
Comm. trib. prov.le Latina sez. I, 14/05/2015, n.716
Il mancato pagamento delle rate, successive alla prima, concordate nell’accertamento con adesione, da parte di una società in liquidazione e con un indice di indebitamento pari a 12,95 giustifica, in assenza della prestazione di una garanzia (cauzione o fideiussione bancaria o assicurativa), l’autorizzazione in favore dell’Agenzia delle entrate all’iscrizione di ipoteca sugli immobili della società contribuente.
Comm. trib. prov.le Modena sez. I, 20/01/2014, n.48
Sequestro conservativo dei beni mobili
Nel caso ci sia in atto una rateizzazione di quanto dovuto sia con l’Agenzia delle entrate sia con Equitalia e il contribuente stia provvedendo regolarmente al pagamento, non sussistono i presupposti per autorizzare il sequestro conservativo dei beni mobili o l’iscrizione ipotecaria dei beni immobili del contribuente stesso.
Comm. trib. prov.le Lecce sez. I, 27/05/2013, n.175
Somme sottoposte a tassazione
Il notaio, quale riscossore “ex lege” delle somme sottoposte a tassazione, ne diventa depositario ed è, in tal guisa, tenuto al versamento delle medesime all’Agenzia delle entrate, assumendo l’indiscussa veste di agente contabile, sottoposto alla giurisdizione della Corte dei conti, in quanto soggetto chiamato al maneggio di danaro per essere tenuto, “ope legis”, alla riscossione ed al successivo versamento di somme costituenti pecunia pubblica (imposte di registro, ipotecarie e catastali).
Corte Conti reg., (Molise) sez. giurisd., 28/11/2011, n.169
Infondatezza della pretesa tributaria
La pervicace resistenza in giudizio dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate e la sua ostinata volontà di resistere nel giudizio vertente sulla cartella di pagamento nonostante la cosciente infondatezza della pretesa tributaria presupposta, già accertata con sentenza passata in giudicato, oltre all’aver consentito al Concessionario della riscossione di attivare la procedura esecutiva e di iscrivere ipoteca giudiziale su bene immobile della ricorrente con palese nocumento patrimoniale in ragione della impossibilità di rinegoziare il contratto di mutuo, sono condotte gravemente negligenti e tali da configurare la lite c.d. «temeraria», con conseguente responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., ma anche produttive di danni morali risarcibili, connessi al patema d’animo ed allo stress ingenerati nel contribuente; con la conseguenza che il giudice tributario, determinato il quantum risarcibile in via equitativa, pronuncia la condanna dell’Agenzia delle Entrate per responsabilità aquiliana e, quanto ai profili di danno erariale, deve disporre la comunicazione della sentenza alla Procura Regionale della Corte dei conti, per le valutazioni di competenza.
Comm. trib. prov.le Roma sez. XXVI, 04/04/2008, n.52
Per effetto dell’art. 3 d.l. n. 203 del 2005, convertito nella l. n. 248 del 2005, dal 1 ottobre 2006, la riscossione è passata da una forma di gestione in concessione a enti privati (i concessionari della riscossione), ad una gestione diretta mediante una s.p.a. pubblica ad hoc, qual era la Riscossione s.p.a. e qual è, ora, Equitalia s.p.a.; quest’ultima è stata concepita e agisce come una holding company, perché, da un lato, essa stessa ha il controllo di tutta l’attività di riscossione – sia attraverso il diretto compimento di atti, sia attraverso la partecipazione maggioritaria, o totalitaria, al capitale sociale degli ex concessionari della riscossione – e, dall’altro, agli enti in precedenza concessionari del servizio di riscossione che siano stati acquisiti dalla predetta società è stata conservata la soggettività giuridica e la capacità di agire e svolgere l’attività di riscossione, mutato solo il titolo giuridico che legittima tale attività, ossia, non più in virtù di una concessione, ma in quanto agenti della riscossione partecipate, sì che, a decorrere dall’1 ottobre 2006, i riferimenti contenuti in norme vigenti ai concessionari del servizio nazionale della riscossione si intendono riferiti alla Riscossione s.p.a. ed alle società dalla stessa partecipate, così come la Riscossione s.p.a. e le società ex concessionarie dalla stessa partecipate sono equiparate ai soggetti pubblici ed hanno piena legittimazione attiva alle corrispondenti attività.
Comm. trib. prov.le Cosenza sez. I, 28/11/2007, n.570