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Timestamp: 2020-08-12 10:29:37+00:00
Document Index: 59455626

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 27', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 18']

Cooperazione: Protocollo di intesa applicazione dlgs 626/94 5 ottobre 1995
Tipologia: Protocollo d’intesa per l’applicazione del D.Lgs. 19.9.94 n. 626
Data firma: 5 ottobre 1995
Parti: Coop-Form, Cgil, Cisl, Uil
Settori: Cooperazione
2.1. Livello nazionale
2.5. Livello regionale
2.9. Livello provinciale
2.12. Organismi paritetici di settore
4. Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
4.2. Imprese cooperative oltre 15 lavoratori
4.10. Procedure per l’elezione o individuazione dei RLS
5. Permessi per agibilità 6. Funzioni del rappresentante per la sicurezza
6.2. Consultazione
6.3. Riunioni periodiche
6.4. Informazione e documentazione
7. Formazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
8.2. Rappresentanza aziendale
8.3. Rappresentanza territoriale
Protocollo d’intesa per l’applicazione del D.Lgs. 19.9.94 n. 626 (concernente il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro) 5 ottobre 1995
1.1. Con il presente accordo le parti danno attuazione agli aspetti che il D.lgs. n. 626/94 demanda alla contrattazione collettiva.
Tenendo conto delle innovazioni sostanziali e in particolare degli orientamenti partecipativi cui le direttive europee e il decreto legislativo si ispirano, in ordine alle relazioni fra le parti in materia della gestione della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, le parti convengono sul carattere sperimentale della normativa del presente accordo e s’impegnano a verificarne l’efficacia al fine di un eventuale aggiornamento.
1.3. Il presente accordo ha validità fino al 30 giugno 1997 e se non disdetto almeno 3 mesi prima della sua scadenza, s’intenderà rinnovato di 1 anno e così di anno in anno.
1.4. Riaffermando l’impegno a una gestione della legislazione e degli accordi in tale materia fondata sulla partecipazione derivante dal comune interesse dell'impresa cooperativa e dei lavoratori al raggiungimento dei migliori risultati possibili in ordine a sicurezza e salute negli ambienti di lavoro, hanno stipulato il presente accordo che affronta i seguenti aspetti:
• strumenti di partecipazione;
• rappresentanza dei lavoratori (RLS);
• ruolo degli organismi bilaterali;
• modalità operative e funzionamenti degli organismi.
Ciascuna delle parti, entro 15 giorni dalla firma del presente accordo, designerà 1 rappresentante effettivo e 1 supplente per la costituzione di un Comitato paritetico nazionale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, che opererà collegandosi all’Ente bilaterale nazionale per la formazione e l’ambiente denominato Coop-Form, costituito ai sensi dell’Accordo interconfederale 24.7.94.
2.2. Tale Comitato svolgerà compiti di coordinamento delle attività in gestione del D.lgs. n. 626/94 in particolare:
• raccordandosi con le Istituzioni, i Ministeri o gli Enti competenti di livello nazionale, in particolare con la Commissione di cui all’art. 26, D.lgs. n. 626/94;
• promuovendo ricerche di fabbisogni formativi e progettazione di linee guida per la formazione per le varie categorie di operatori della sicurezza attingendo attraverso Coop-Form anche a finanziamenti eventualmente disponibili a livello nazionale e della UE. In caso di interesse omogeneo di più Regioni a tali iniziative, la richiesta sarà rivolta al Coop-Form nazionale;
• elaborando dati e analizzando le problematiche rilevate nelle imprese cooperative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e di gestione delle normative di cui al D.lgs. n. 626/94;
• elaborando e proponendo alle parti sociali linee guida, valutazioni e pareri sulle normative comunitarie e nazionali anche al fine di raggiungere posizioni comuni da proporre nelle sedi europee, parlamentari, governative e amministrative;
• proponendo sia a livello nazionale che europeo iniziative di sostegno nei confronti delle piccole imprese, in particolare cooperative, ai fini della tutela della salute nei luoghi di lavoro, favorendo inoltre la diffusione e lo scambio di informazioni in merito;
• costituendo, con la collaborazione dei Comitati bilaterali regionali e dei Comitati provinciali, l’anagrafe dei rappresentanti dei lavoratori (RLS) e degli addetti alla sicurezza nel settore della cooperazione.
2.3. I costi delle attività espletate dal Coop-Form nazionale (ricerca di fabbisogni – progetti di moduli formativi), ove non coperti da finanziamenti esterni, saranno posti a carico degli Enti bilaterali che realizzeranno le conseguenti iniziative.
2.4. La sede del Comitato nazionale è presso il Coop-Form, che assolve compiti di segreteria. Il Comitato elabora un proprio regolamento interno, mentre Coop-Form elabora un apposito regolamento per i rapporti con le attività della Commissione da sottoporre alle parti sociali.
Esso si collegherà, ove costituito e comunque alla sua costituzione, all’Ente bilaterale regionale Coop-Form.
• raccordarsi con le Regioni e con i Comitati regionali ex art. 27, D.lgs. n. 626/94, nonché con altri Enti ed Istituti competenti in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro;
• favorire l’elaborazione e diffusione di metodologie di valutazione del rischio;
• promuovere, ove le parti abbiano convenuto in tal senso, la costituzione dei Comitati provinciali di cui all’art. 20, D.lgs. n. 626/94 coordinandone l’attività;
• promuovere ricerche di fabbisogni e programmare interventi formativi nei confronti degli operatori per la sicurezza (responsabili delle imprese e rappresentanti dei lavoratori), anche in connessione con le iniziative del Coop-Form nazionale;
• verificare la rispondenza alle linee guida fissate a livello nazionale delle attività di formazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), ove tale compito non possa essere svolto a livello provinciale per la mancata costituzione del Comitato bilaterale provinciale;
• svolgere attività di supporto tecnico nei confronti degli organismi paritetici territoriali, facendo riferimento, in relazione alle diverse esigenze, ad esperti in materia giuridica, medicina del lavoro, chimica, biologia, ingegneria;
• costituire l’anagrafe regionale dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione nelle imprese cooperative della Regione, nonché quella dei rappresentanti delegati dai lavoratori;
• tenere ed aggiornare l’elenco dei medici competenti elaborato dalla Regione;
• proporre convenzioni da attuare tramite Coop-Form con enti e imprese di consulenza per servizi di assistenza alle imprese cooperative e per la formazione;
• promuovere eventuali altre attività concordate tra le parti regionali competenti;
• ove non vengano costituiti i Comitati provinciali bilaterali, espletare la funzione di prima istanza per la conciliazione delle controversie sorte in sede di applicazione della normativa.
2.7. Nel caso di riscontrati fabbisogni relativi alla fornitura di formazione, di ricerca e di servizi di assistenza, le parti, a livello regionale, possono indicare un contributo adeguato da parte delle imprese cooperative utilizzatrici da versare in un Fondo regionale appositamente costituito all’interno del Coop-Form regionale.
2.10. Tale Comitato, composto da 6 rappresentanti effettivi e 6 supplenti designati dalle Centrali cooperative e da Cgil, Cisl, Uil, oltre a quelli previsti dall’art. 20, D.lgs. n. 626/94, svolgerà anche i seguenti compiti:
• raccolta e tenuta degli elenchi dei lavoratori delegati alla sicurezza nelle imprese cooperative;
• raccolta e tenuta degli elenchi dei responsabili e degli addetti alla sicurezza nominati dalle imprese cooperative;
• promozione di indagini conoscitive su fabbisogni normativi in materia di sicurezza sia per delegati dei lavoratori (RLS) che per gli addetti designati dalle imprese;
• eventuali altre attività concordate tra le parti competenti.
2.11. Ove trattasi di interesse non limitato a un singolo territorio provinciale, la ricerca sarà promossa dal Comitato paritetico regionale di cui al punto 2.5., congiuntamente ai Comitati territoriali interessati, e a livello regionale saranno conseguentemente formulati progetti di moduli formativi.
Sono fatti salvi gli organismi paritetici di settore o di categoria competenti nelle materie disciplinate dal D.lgs. n. 626/94, nei confronti dei quali i Comitati bilaterali di vario livello previsti dal presente accordo sono impegnati ad instaurare le opportune forme di raccordo.
3.1. In caso di controversia insorta sull’applicazione della normativa di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in materia di diritti di rappresentanza, formazione e informazione, il Comitato provinciale o, in caso di mancata costituzione, quello regionale è l’organo di prima istanza per la conciliazione della stessa.
Il ricorso deve essere trasmesso dalle parti interessate al Comitato paritetico a mezzo lettera raccomandata r.r. e portato a conoscenza delle associazioni cooperative e delle OO.SS. che lo compongono.
Il Comitato paritetico di 1° grado esaurirà l’esame del ricorso entro e non oltre i successivi 30 giorni, salvo l’eventuale proroga unanimemente decisa, assumendo decisioni condivise dagli aventi diritto al voto, redigendo quindi verbale da portare a conoscenza delle parti interessate.
3.3. I compiti di segreteria del Comitato paritetico regionale o provinciale sono assolti nell’ambito del Coop-Form o dalle Associazioni cooperative firmatarie competenti per territorio.
L’opzione in merito al livello (provinciale o regionale) di costituzione del Comitato paritetico dovrà avvenire attraverso intese tra le parti firmatarie del presente accordo competenti per Regione entro 30 giorni dalla firma dello stesso.
L’opzione sarà comunicata al Comitato nazionale di cui al punto 2.1.
4.1. Nelle imprese cooperative le parti firmatarie del presente accordo, ai vari livelli di competenza, dovranno assumere le iniziative per l’identificazione della rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza entro 40 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo applicando le modalità di cui ai punti seguenti:
Nelle imprese cooperative o unità produttive delle stesse che occupano da 16 a 200 lavoratori, il RLS s’individua tra i componenti la RSU.
Laddove la contrattazione di categoria abbia previsto un numero di componenti le RSU superiore a quello dell’accordo del 13.9.94, la stessa contrattazione di categoria potrà identificare un numero di RLS superiore a 1 ma comunque sempre nell’ambito del numero complessivo dei componenti le RSU.
4.3. Nelle imprese cooperative o unità produttive delle stesse con più di 200 lavoratori, qualora la RSU risulti composta da 3 lavoratori, i RLS sono individuati nel numero di 2 tra i componenti delle RSU più 1 rappresentante eletto.
Ove la RSU risulti composta da un numero di lavoratori superiore a 3, i RLS saranno individuati tra i componenti la RSU.
Il numero dei rappresentanti sarà quello previsto dall’art. 18, comma 6, D.lgs. n. 626/94.
4.4. Resta inteso che la contrattazione nazionale di settore potrà definire un numero di RLS superiore a quello previsto dal citato art. 18, ma sempre entro il numero di componenti la RSU, in relazione a specifiche esigenze di prevenzione e protezione dai rischi rilevabili anche dai Comitati paritetici aziendali o di categoria istituiti dalla contrattazione.
4.5. Nelle aziende di cui sopra all’atto della costituzione della RSU, il candidato a RLS viene indicato specificatamente tra i candidati all’elezione della RSU medesima.
4.6. Ove la RSU sia già costituita, il/i nominativo/i del/i RLS è/sono individuato/i dalla RSU tra i suoi componenti con successiva ratifica nella 1a assemblea dei lavoratori.
4.7. In casi di RSU non ancora costituite ed operino ancora le RSA delle OO.SS. firmatarie del presente accordo, il/i RLS è/sono eletto/i dai lavoratori con le procedure di cui ai successivi commi 4.10 e 4.11. Il rappresentante così eletto rimane transitoriamente in carica fino all’elezione della RSU. Da quel momento trovano applicazione le norme stabilite dal presente accordo per le imprese nelle quali è presente la RSU (commi 4.2. e 4.6.).
4.8. In caso di dimissioni o di decadenza, il RLS rimane in carica fino a nuova elezione da tenersi entro 2 mesi dalle dimissioni o dalla decadenza medesima.
4.9. In caso di mancanza di rappresentanza sindacale aziendale, il RLS o i RLS è/sono nominato/i mediante elezione a suffragio universale con le procedure di cui ai successivi punti 4.10 e 4.11.
4.10. Procedure per l’elezione o individuazione dei RLS.
Per le imprese cooperative o unità produttive delle stesse, le Associazioni cooperative e le OO.SS. dei lavoratori competenti concorderanno le iniziative idonee allo svolgimento delle elezioni dei RLS.
L’elezione si svolgerà a suffragio universale scrutinio segreto con diritto di voto a tutti i lavoratori iscritti a libro matricola con eleggibilità limitata ai lavoratori non in prova con contratto a tempo indeterminato.
Prima dello svolgimento delle elezioni, l’assemblea dei lavoratori nomina tra gli stessi il segretario del seggio elettorale che dopo lo scrutinio delle schede redige il verbale di elezione e lo comunica alla direzione della cooperativa.
Il/i RLS così eletto/i dura/no nell’incarico per il tempo previsto dall’Accordo 13.9.94 sulle RSU o comunque fino alla decadenza della RSU.
4.11. La direzione della cooperativa, ricevuto il verbale di elezione, comunica al Comitato paritetico provinciale o regionale, tramite l’associazione cooperativa di appartenenza, i nominativi dei lavoratori eletti.
4.12. Per quanto non previsto nel presente accordo in materia di elezione, si fa riferimento all’accordo interconfederale 13.9.94 sulle RSU.
5.1. Il RLS ha diritto alle seguenti ore annue di permesso retribuito:
• 12 nelle imprese cooperative o unità produttive fino a 5 lavoratori;
• 30 nelle imprese cooperative o unità produttive da 6 a 15 lavoratori.
5.2. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori, per l’espletamento dei compiti di cui all’art. 19, D.lgs. n. 626/94, i RLS hanno diritto a permessi retribuiti aggiuntivi a quelli previsti per le RSU, pari a 40 ore annue per ogni rappresentante.
5.3. La contrattazione nazionale di settore e quella aziendale prevederà l’assorbimento delle ore di permesso spettanti ai RLS di quelle già riconosciute allo stesso titolo.
Tenuto conto di quanto previsto dall’art. 19, D.lgs. n. 626/94, le parti concordano sulle seguenti modalità per lo svolgimento delle funzioni attribuite al RLS.
Il diritto di accesso ai luoghi di lavoro non dovrà intralciare il normale svolgimento delle attività produttive e il suo esercizio, salvo casi di emergenza, sarà di volta in volta preventivamente segnalato alla direzione della cooperativa o dell’unità produttiva.
La visita ai luoghi di lavoro da parte del RLS può essere svolta insieme al responsabile del servizio di prevenzione e sicurezza della cooperativa o ad un addetto da essa incaricato.
La Direzione della cooperativa dovrà svolgere la consultazione con i RLS norma di legge con tempestività nei casi previsti dal D.lgs. n. 626/94.
In tale sede il RLS può formulare proposte in materia.
Delle riunioni consultive sarà redatto verbale sottoscritto anche dal o dai RLS. Il verbale dovrà riportare fedelmente i rilievi eventualmente espressi dalla rappresentanza dei lavoratori.
In mancanza della rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza, e in via transitoria fino alla sua istituzione, la consultazione potrà essere svolta con la RSA delle OO.SS. stipulanti il presente accordo.
In applicazione dell’art. 11, D.lgs. n. 626/94, le riunioni periodiche previste dal comma 1 sono convocate con almeno 5 giorni lavorativi di preavviso e su ordine del giorno scritto.
Il RLS può chiedere la convocazione della riunione periodica al presentarsi di gravi e motivate situazioni di rischio o di significative variazioni delle condizioni di prevenzione in azienda.
Le informazioni e la documentazioni fornite o date in visione dalla Direzione della cooperativa alla rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza hanno carattere assolutamente riservato ed esclusivamente connesso alla funzione esercitata.
In caso d’ipotesi di violazione del segreto aziendale, la cooperativa può rivolgersi al Comitato paritetico territoriale aprendo la conseguente controversia.
Il RLS riceverà dalla cooperativa le informazioni e la documentazione aziendali di cui alle lett. e) ed f), comma 1, art. 19, avrà diritto di consultare il rapporto di valutazione dei rischi di cui all’art. 4, comma 2, tenuto presso l’unità produttiva e potrà richiedere ogni informazione e documentazione prevista dalla legge e utile allo svolgimento dei propri compiti riguardanti l’igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le parti considerano essenziale la formazione ai fini di un’efficace prevenzione e protezione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
7.1. A tal fine, anche per iniziativa dell’Ente bilaterale Coop-Form nazionale e di quelli regionali, potranno essere decisi opportuni pacchetti formativi anche finalizzati a specifiche realtà produttive nonché ai rappresentanti nei Comitati paritetici territoriali.
7.2. Per quanto riguarda l’art. 19, comma 1, lett. g), D.lgs. n. 626/94, in via sperimentale si prevede un modulo di 32 ore di formazione di base per i RLS.
• conoscenze generali sugli obblighi e diritti previsti dalla legge;
• conoscenze fondamentali sui rischi e sulle relative misure di prevenzione/protezione;
7.4. Il datore di lavoro, ogniqualvolta vengano introdotte innovazioni che abbiano rilevanza ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, dovrà comunque prevedere un’integrazione della formazione.
8.1. Nelle imprese cooperative o nelle unità produttive delle stesse fino a 15 lavoratori il RLS può essere individuato in ambito aziendale o territoriale previo accordo a livello regionale da definirsi, da parte degli agenti contrattuali competenti, entro 30 giorni dalla firma del presente accordo secondo le indicazioni di cui al punto 8.3. e seguenti.
Lo svolgimento delle elezioni sarà preceduto da un’assemblea finalizzata ad offrire ai lavoratori le necessarie informazioni al riguardo (art. 18, D.lgs. n. 626/94).
Le funzioni del delegato dei lavoratori, che dura in carica 3 anni, sono quelle richiamate al punto 6. del presente accordo, fatte salve le diverse disposizioni di legge per le piccole imprese in materia di riunioni periodiche.
L’istituzione del rappresentante territoriale alla sicurezza può configurarsi di area, di comparto produttivo o interaziendale secondo scelte da definirsi a livello regionale dagli agenti contrattuali competenti entro il termine di cui al punto 8.1.
8.5. In tale accordo gli oneri proporzionalmente connessi ai permessi per l’esercizio delle prerogative legislative e per la formazione del rappresentante di area, di comparto o interaziendale, per la sicurezza, saranno mutualizzati tra le cooperative interessate sotto forma di quantità retributive orarie per il numero dei dipendenti, anche in un ammontare convenzionale e tali quote, versate dalle predette cooperative, saranno accantonate in un apposito Fondo costituito nell’ambito del Coop-Form regionale e separatamente contabilizzate.
8.6. Oltre agli oneri relativi al sostegno dell’attività formativa del rappresentante territoriale alla sicurezza saranno previsti nell’accordo anche quelli relativi alle attività dei Comitati paritetici rivolte agli stessi rappresentanti.
8.7. L’accordo regionale stabilirà ogni modalità relativa al versamento delle quote e alla tenuta del Fondo da parte del Coop-Form regionale, tenendo conto della provenienza dei flussi per area, comparto merceologico o livello interaziendale.
8.8. L’accordo regionale definirà infine le modalità di consultazione, di accesso ai luoghi di lavoro e alla documentazione, di informazione e formazione del RLS.
Qualora ad opera delle OO.SS. firmatarie intervengano, nei settori di attività nei quali è presente la cooperazione, per analoghe imprese non cooperative, condizioni contrattuali riferite ad istituti analoghi meno onerosi di quelle stabilite nel presente accordo, le parti, a richiesta di una di esse, s’incontreranno per assumere le opportune conseguenti determinazioni da rinviare a livello di settore.
In merito alla rappresentanza territoriale alla sicurezza riguardante comparti produttivi o gruppi aziendali categorialmente omogenei, Cgil, Cisl, Uil dichiarano che per agente contrattuale competente deve intendersi il livello categoriale secondo l’orientamento nazionale di categoria, anche come definito dal CCNL.
Roma, 5 ottobre 1995