Source: https://www.buildingtechnology.eu/cosa-facciamo/diagnosi-energetica/
Timestamp: 2020-01-21 12:08:22+00:00
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Matched Legal Cases: ['arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 4', 'art. 8', 'arte 1']

Diagnosi energetica - Cosa Facciamo - BuildTech - Building Technology
La diagnosi energetica ha come obbiettivo:
• individuare le eventuali inefficienze energetiche di un sistema nelle sue attuali condizioni di esercizio;
• proporre le soluzioni per migliorare l’efficienza quantificandone i risparmi conseguenti;
• valutare la redditività economica di tali interventi.
Quali sono le fasi della diagnosi energetica?
Da un punto di vista operativo la procedura di diagnosi energetica può essere ripartita in 3 fasi: attività di pre-ispezione, attività di ispezione (sopralluogo), e attività di post-ispezione.
Fase 1 - Diagnosi Energetica: Pre - Ispezione
• Raccolta e analisi informazione su consumi energetici pregressi e sulla domanda di potenza (picchi);
• raccolta dei disegni e delle specifiche tecniche relativi al progetto architettonico, meccanico ed elettrico “as built” (esecutivo aggiornato con varianti in corso d’opera);
• realizzazione di piante dell’edificio per la raccolta, durante il sopralluogo, delle note sulla posizione degli apparati degli impianti di climatizzazione, dei sistemi di controllo, delle zone climatizzate, dei livelli di illuminazione e di quanto altro sia fonte di consumo di energia che vada rilevato durante l’ispezione;
• calcolo delle superfici utili e/o dei volumi climatizzati lordi dell’edificio;
• sviluppare una descrizione del profilo dell’edificio che includa l’età, la destinazione d’uso, la descrizione e le attuali condizioni dei sistemi architettonici, meccanici e elettrici, mettendo in evidenza i sistemi o apparatati a maggior consumo di energia;
• calcolare i possibili indicatori degli usi energetici (IE) e confrontarli con quelli di tipologie edilizie simili di riferimento: in generale un basso valore degli indici indica un basso potenziale di risparmio energetico;
• predisporre una lista di domande e chiarimenti da porre al gestore /utente dell’edificio/impianto all’atto della visita ispettiva.
Fase 2 - Diagnosi Energetica: Ispezione
Il sopralluogo, nelle diagnosi energetiche, è finalizzato all’ispezione dei sistemi effettivamente esistenti nelle loro condizioni attuali e a trovare le risposte alle domande che sono state predisposte nella fase di analisi preliminare.
Si può articolare nelle seguenti azioni:
• disporre di tutti gli strumenti necessari sul posto, cercando di pensare in anticipo a quali attrezzature e strumenti siano necessari per effettuare un’ispezione accurata;
• prima di iniziare l’ispezione della struttura, rivedere assieme all’energy manager o al conduttore dell’edificio i profili di consumo energetico definiti nella fase preliminare e discutere quegli aspetti della struttura in esame sui quali non si è ricevuta informazione;
• avere conferma della correttezza delle piante sui disegni predisposti ed eventualmente annotare le differenze più significative;
• annotare su tali piante la posizione di apparati quali le caldaie, i refrigeratori, i riscaldatori di ACS, gli apparati di cucina, i ventilatori di estrazione, ecc., così come i tipi di apparati di illuminazione, i livelli, gli interruttori, la posizione dei sensori fotometrici, le temperature degli ambienti, condizioni generali e altre osservazioni ritenute significative;
• riempire le schede per i dati da rilevare e parzialmente precompilate, organizzandole in modo da rappresentare la linea guida per l’ispezione e da evidenziare i dati mancanti non riportati nella documentazione ricevuta preliminarmente all’ispezione;
• fare fotografie e termografie (con la termocamera) di quanto ispezionato, inclusi gli apparati meccanici, luminosi, gli spazi di lavoro interni, le aree comuni e gli atri, e l’esterno dell’edificio incluso il tetto;
Fase 3 - Diagnosi Energetica: Post - Ispezione
L’attività post-ispezione nelle diagnosi energetiche è quella in cui si valutano le informazioni acquisite durante l’ispezione, si ricercano le possibili opportunità di risparmio energetico, si esprimono le raccomandazioni sui miglioramenti ai sistemi meccanici, strutturali e architettonici, elettrici e sulle procedure di gestione manutenzione.
Si può articolare nelle seguenti azioni:
• organizzare la documentazione fotografica;
• riesame degli appunti annotati durante l’ispezione, chiarendo subito i dubbi rimasti irrisolti e completando quelle informazioni che non si è avuto il tempo di appuntare durante la visita;
• realizzare un modello matematico per analizzare il comportamento energetico del sistema edificio impianto con l’applicativo certificato dal Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente;
• determinare per le opportunità di risparmio energetico e le procedure di gestione e manutenzione, il risparmio energetico e i costi associati attraverso strumenti standard, ordinando le misure possibili in funzione del rapporto costi/benefici ed evidenziando le situazioni che richiedono degli approfondimenti specialistici, anche con una seconda ispezione sul campo e/o misure strumentali dedicate;
• organizzare tutti i grafici, le descrizioni dell’edificio, la tabelle dati ricavate dall’ispezione, le note e le foto in un unico raccoglitore componibile;
• produrre il rapporto finale.
Quali normative per la diagnosi energetica?
Di seguito un elenco di riferimenti normativi per la diagnosi energetica:
• Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia;
• Direttiva 2006/32/CE concernente l’efficienza energetica degli usi finali dell’energia e i servizi energetici;
• Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili;
• Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia;
• Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica;
• Norme UNI CEI EN 16247 e, in particolare, alla norma UNI CEI EN 16247-2:2014 “Diagnosi energetiche Parte 2: Edifici”;
• UNI CEI/TR 11428:2011 “Gestione dell'energia - Diagnosi energetiche - Requisiti generali del servizio di diagnosi energetica”;
• UNI EN 12831:2006 “Impianti di riscaldamento negli edifici - Metodo di calcolo del carico termico di progetto”;
• UNI CEI EN 16212:2012 “Calcoli dei risparmi e dell‘efficienza energetica - Metodi top-down (discendente) e bottom-up (ascendente)”;
• UNI/TS 11300-Parte 1 “Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale”;
• UNI/TS 11300-Parte 2 “Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria”;
• UNI/TS 11300-Parte 3 “Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione estiva”;
• UNI/TS 11300-Parte 4 “Utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria”;
• UNI 10349:2016 sui dati climatici relativi al riscaldamento e raffrescamento degli edifici;
• DPR 26 agosto 1993, n. 412;
• lgs. 19 agosto 2005, n. 192 “Attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia”.
• lgs. 29 dicembre 2006, n. 311, “Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell'edilizia”.
• lgs. 30 maggio 2008, n. 115 “Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE”.
• lgs. 3 marzo 2011, n.28 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili;
• Legge 3 agosto 2013, n. 90;
• lgs. 4 luglio 2014, n. 102 e, in particolare, all’allegato 2 del decreto stesso;
• “Chiarimenti in Materia di Diagnosi Energetica nelle Imprese ai sensi dell’art. 8 del D.lgs. 102/14 – maggio 2015” emessi dal Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione generale per il mercato elettrico, le rinnovabili e l’efficienza energetica, il nucleare;
• DM 26 giugno 2015 “Adeguamento linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”.
• UNI EN 12464-1, 2011, “Luce e illuminazione - Illuminazione dei posti di lavoro - Parte 1: Posti di lavoro in interni".
• UNI EN 11165, 2005, “Luce e illuminazione - Illuminazione di interni - Valutazione dell'abbagliamento molesto con il metodo UGR”.
• UNI EN 1838, 2013. “Luce e illuminazione - Applicazione dell'illuminotecnica - Illuminazione di emergenza”.