Source: http://www.dipendentigiustizia.org/ldg-blog/2
Timestamp: 2018-12-15 09:07:54+00:00
Document Index: 7758258

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 21', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 21', 'art 21', 'art 21', 'art. 73']

Comitato Lavoratori della Giustizia
DIFFIDA ALLE OOSS
azione promossa dal gruppo "Giudiziari d'Italia Uniti"
Vogliamo condividere ed aiutare a diffondere una buona iniziativa del Gruppo Autogestito "giudiziari Uniti D'Italia" .
A seguito trovate una diffida da compilare, firmare e inviare alle OOSS con la quale di chiede di non firmare accordi e/o modifica del contratto integrativo se prima non sarà sanata con un intervento legislativo la condizione di disparità dei dipendenti giudiziari avviando una procedura di la progressione di carriera..
La diffida dovrebbe essere compilata singolarmente e inviata da una propria mail, ovviamemte chi ne è sprovvisto puo' farlo dall'indirizzo mail di un collega (in questo caso va evidenziato che si tratta di invio " per conto di..." .) Se si preferisce puo' essere compilata collettivamente.
E' necessario farsi ascoltare anche attraverso le Organizzazioni Sindacali.
Se preferite scaricare la versione PDF potete trovarla nell' Area Riservata- sezione "ricorsi" di questo Sito
e pc a
In riferimento alla contrattazione per l' imminente stipula del nuovo accordo integrativo, il/la sottoscritto/a ............................................................................, dipendente del Ministero della Giustizia - Dipartimento Organizzazione Giudiziaria, in servizio presso ..........................................................................................................................................................., CHIEDE
a codeste organizzazioni deputate alla tutela dei lavoratori di SOSTENERE LA PRIORITA' DELLA RIQUALIFICAZIONE di tutti i dipendenti giudiziari - da avviare con intervento legislativo ad hoc - rispetto ad ogni altro ulteriore intervento sugli organici. Nelle more diffida codeste organizzazioni, che devono agire nel rispetto della volontà dei lavoratori dei quali hanno la rappresentanza:
1) a vigilare affinché non vengano perpetuate, ancora, immissioni di personale da mobilità esterna che sviliscono il ruolo dei giudiziari mortificandone la professionalità;
2) a vigilare affinché non si proceda ad assunzioni negli uffici giudiziari in spregio delle norme e della Costituzione;
3) a non proseguire nella contrattazione e non a sottoscrivere accordi contrattuali fino a quando l'Amministrazione non avrà dato risposta concreta alle legittime aspettative di carriera di tutti i giudiziari.
Data …………………………………………….
In data odierna, presso la sede dell’A.N.M. in Roma, si è tenuto un incontro a cui hanno partecipato il Presidente dott. Piercamillo Davigo, il Segretario nazionale dott. Francesco Minisci, i componenti della giunta esecutiva nazionale, le Organizzazioni Sindacali sottoscrittrici del presente comunicato, il C.L.G., l’A.D.G.I. ed una rappresentanza dei lavoratori giudiziari in protesta spontanea autogestita al fine di valutare le possibili iniziative per affrontare il problema della cronica carenza di organico negli uffici giudiziari anche in rapporto alla mancata progressione del personale in servizio.
Le OO.SS. non presenti, ancorché ritualmente invitate, hanno deciso di non partecipare ed hanno inoltrato all’A.N.M. una nota nella quale illustravano le ragioni della loro assenza.
I presenti non comprendono tali motivazioni, soprattutto in riferimento a quanto indicato nell’articolo pubblicato stamane sul giornale “IL DUBBIO”, ritenendo che l’interlocuzione con i rappresentanti del personale di magistratura sia comunque importante per il perseguimento degli obbiettivi da anni auspicati dal personale giudiziario.
Nel corso dell’incontro tutti gli intervenuti hanno avuto la possibilità di esporre dettagliatamente le problematiche inerenti il personale giudiziario sottolineando la necessità immediata di risolvere il problema della mancata progressione in carriera dei giudiziari.
Gli esponenti dell’A.N.M. hanno condiviso le istanze formulate dai lavoratori e si sono resi disponibili, nel corso dell’incontro fissato per il 24 ottobre con il Ministro Orlando ed il Presidente Renzi, a farsi portavoce della richiesta di un immediato intervento legislativo finalizzato all’attuazione delle legittime aspettative, sia in termini di carriera che di dignità, per tutto il personale giudiziario.
- Pina Todisco e Giovanni Martullo per USB
- Piero Piazza per F.L.P.
- Giuliana Andreozzi e Mariella Lodato per FEDERAZIONE INTESA F.P.
- Clelia delle Curti per il C.L.G.
- Cinzia Pietrucci per A.D.G.I.
- Laura Diaferio in rappresentanza dei lavoratori giudiziari protesta autogestita
- Oscar Patscot per USB nonché quale partecipante alla protesta autogestita.
Giustizia: Anm, condizioni lavoro personale priorita' assoluta
Giustizia: Anm, condizioni lavoro personale priorita' assoluta =
(AGI) - Roma, 14 ott. - Le condizioni di lavoro del personale
amministrativo rappresentano una "priorita' assoluta" per i
magistrati: per questo l'Anm garantisce "il piu' totale
appoggio" alle istanze avanzate dai rappresentanti del
personale di cui si fara' "portatrice presso gli organi
istituzionali, fin dai prossimi incontri", come quello con il
presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Guardasigilli Andrea
Orlando fissato per il 24 ottobre.
La Giunta dell'Associazione nazionale magistrati ha
incontrato oggi una rappresentanza del personale
amministrativo. Nel corso della riunione, svolta in un clima di
"grande collaborazione", fa sapere il sindacato delle toghe,
sono state affrontate tutte le criticita' e le problematiche
degli uffici giudiziari. La rappresentanza del personale
amministrativo, esprimendo apprezzamento per la convocazione da
parte dell'Anm, ha evidenziato, tra l'altro, la necessita' che
"si proceda con urgenza alla riqualificazione del personale",
attraverso adeguate forme di progressione economica e
giuridica. (AGI)
FUNZIONARI CONTRO CANCELLIERI
ricorso depositato da un gruppo di Funzionari contro la procedura di accesso all'area 3 dei Cancellieri
Vi comunichiamo che nella sezione "Ricorsi" di questo sito è disponibile la copia (con omissis) del ricorso depositato da un gruppo di Funzionari Giudiziari contro la procedura di selezione riservata ai Cancellieri per l'accesso all'area 3.
I colleghi Funzionari chiedono l'annullamento della procedura, quale misura cautelare e la trasmissione alla Corte Costituzionale sollevando anche questione di illegittimità del bando per violazione dell'art. 52 T.U. 165/01 (legge Brunetta) in quanto è stato permesso l'accesso all'area 3 anche a cancellieri non provvisti di titolo di laurea.
Qualunque cancelliere che intenda costituirsi in giudizio in difesa dei propri diritti ed interessi legittimi potrà contattare questo Comitato per avere la copia integrale dell'atto.
RICORDATE CHE IL TERMINE PER COSTITUIRSI E' IL 10. DICEMBRE 2016
AVVISO PER CONTABILI E ASSISTENTI INFORMATICI
Questo Comitato, già promotore a giugno 2015 di circa 700 ricorsi (collettivi) al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro per la dichiarazione di nullità del contratto integrativo del 29.07.10 ha deciso, su proposta dei 4 contabili ricorrenti a Salerno, di sollevare, con istanza di parte, la questione di legittimità costituzionale della norma di cui all'art. 21 quater Legge n. 132/15 avanti al GDL di Salerno per violazione dell'art. 3 Cost. esclusivamente nella parte in cui la previsione normativa non include i profili tecnici ex b3.
Tale eccezione non tende all'annullamento della norma di legge ma mira ad ottenere una sentenza addittiva che estenda la norma di cui all'art. 21 quater anche a contabili e informatici ( ex b3 ).
Sul punto si evidenzia che:
1 ) L'udienza innanzi al GDL di Salerno è stata rinviata a gennaio 2017 e se il Giudice dichiarerà non manifestamente infondata la questione invierà gli atti alla Corte Costituzionale davanti alla quale sarà opportuno costituirsi per meglio perorare la causa.
E' dunque necessario che, in tal caso, oltre ai 4 contabili ricorrenti, tutti gli altri contabili ed informatici contribuiscano alle spese legali - eccessivamente onerose se ripartite solo tra 4 ricorrenti ma irrisorie se ripartite in 300 - dato che gli effetti positivi si estenderebbero a tutti loro.
2 ) L'Amministrazione, già da luglio 2015 si è impegnata a presentare emendamento per l'estensione del 21 quater ai profili tecnici ex b3: se effettivamente, entro novembre/ dicembre 2016 (presumibilmente in Legge di Stabilità) presenterà tale emendamento e il Parlamento l'approverà, l'istanza di cui sopra sarà ritirata.
Preghiamo i profili interessati di individuare un referente che si adoperi per coadiuvare questo Comitato nella divulgazione delle odierne informazioni e dei successivi aggiornamenti al riguardo, e proceda alla raccolta fondi, da versare esclusivamente se a gennaio occorrerà costituirsi innanzi alla Corte Costituzionale.
RESOCONTO RIUNIONE CON ANM DEL 14.10.16
in calce il documento consegnato all'ANM
Atto costitutivo reg.to Cassino n.3074 - serie 3 del 18/11/13
Facebook: Comitato Lavoratori Giustizia Twitter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS
In data odierna questo Comitato ha partecipato all’incontro con l’Associazione Nazionale Magistrati presso il Palazzo della Cassazione in Roma. Preliminarmente il Presidente Davigo ha dato atto dell’assenza dei rappresentanti CGIL CISL e UIL, che con una nota della quale è stata data lettura hanno comunicato di ritenersi gli unici legittimati a rappresentare ufficialmente i lavoratori della Giustizia in forza della maggioranza di tessere e consensi. Assenti anche i rappresentanti UNSA, che in un articolo di stampa segnalano di declinare l’invito paventando strumentalizzazioni da parte della magistratura. Al riguardo, il Presidente ha fatto presente che sono solidali alle nostre proteste perché il grado di soddisfazione, la motivazione, il benessere degli ausiliari della magistratura si riverbera inevitabilmente sul lavoro dei magistrati. Ha aggiunto, inoltre, che sono sufficientemente uniti e determinati da non aver bisogno di coinvolgerci nelle proteste per fini utilitaristici ma anzi di essere in grado di farsi portavoce delle nostre istanze. Il direttivo di questo Comitato, intervenendo sul punto, ha sottolineato l’acquiescenza prestata per anni dalla magistratura non solo nei confronti delle scellerate manovre di mobilità, attraverso le quali negli uffici giudiziari sono avvenuti paradossali innesti che contribuiscono a far apparire all’esterno che il lavoro qualificato che svolgiamo non richieda competenze specifiche, ma anche avallando i tirocini formativi e forme di precariato inammissibili, nonostante le nostre reiterate proteste. Tale erronea valutazione è smentita dalla circostanze che negli uffici le unità transitate con la mobilità non sono state ritenute idonee dai Capi e dai Dirigenti ad affiancare Pubblici Ministeri e Giudici e collocate in uffici diversi da quelli gravati dagli intollerabili arretrati che preoccupano la magistratura e i vertici ministeriali. E’ stato evidenziato che, in questo modo, ai lavoratori giudiziari è stato inferto un ulteriore colpo alla dignità professionale, dopo anni di assenza di gratificazioni come di meccanismi premiali o di incentivazione. La richiesta, determinata e diretta, è stata di cominciare i magistrati a riconoscerci parte del sistema Giustizia facendo proprie le nostre rivendicazioni, così riassunte: si proceda, in fretta (prima che altri transiti con mobilità occupino tutti i posti), ad avviare con legge la progressione di carriera di tutti i dipendenti giudiziari. La richiesta è quella che il Comitato Lavoratori Giustizia formula da circa 4 anni: in questa sede è stato chiesto alla magistratura di farla propria, in considerazione del ruolo dei giudiziari di integrare la funzione giurisdizionale e dunque dell’indispensabilità e specificità del nostro ruolo nel sistema Giustizia. L’ANM ha assicurato che ci affiancherà nella battaglia per la riqualificazione fino alla fine, eventualmente elaborando strategie comuni e iniziative congiunte. In allegato, il documento depositato al Presidente al termine dei lavori con esplicite doglianze e richieste determinate.
Al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati
In occasione della precedente convocazione in data 1° ottobre, nel corso della quale tutti i Capi degli Uffici giudiziari hanno denunciato, ancora, l’“imponente scopertura di organico del personale amministrativo (rectius, giudiziario, n.d.r.) e l’intollerabile carenza di risorse”, in rappresentanza dei dipendenti giudiziari aderenti a questo Comitato abbiamo fatto pervenire le nostre osservazioni.
Abbiamo rappresentato, innanzitutto, che la grave carenza di organico del personale giudiziario (mancano circa 9.000 unità) non è una calamità improvvisa, bensì il risultato di scelte politiche che hanno finito per gravare sugli stessi lavoratori i quali, in numero sempre più ridotto, hanno fatto fronte con responsabilità a carichi di lavoro sempre crescenti, SOSTENENDO RIFORME A COSTO ZERO senza alcun riconoscimento delle competenze e abilità acquisite;
abbiamo posto l’accento sulle scandalose manovre di mobilità esterna, con le quali sono state già immesse negli uffici giudiziari circa 700 unità assolutamente sprovviste delle competenze tecnico – giuridiche indispensabili per assolvere al delicato compito di integrare la funzione giurisdizionale, senza adeguata formazione: torniamo a ripetere che, a nostro avviso, colmare le lacune in organico, non equivale semplicemente a “far quadrare i numeri”: i lavoratori giudiziari non sono “numeri”, ma espressione di autentica e riconosciuta professionalità in considerazione del fondamentale ruolo di ausiliari della Magistratura.
Di recente, ha fatto scalpore l’innesto di unità provenienti dalla Croce Rossa Italiana, inquadrate come cancellieri, funzionari, direttori che, nelle intenzioni del Ministero, avrebbero dovuto dovrebbero smaltire gli intollerabili arretrati nel settore penale. In concreto, i Capi e di Dirigenti di molti Uffici, ritenendo questo personale inadeguato ad assistere i magistrati, l’hanno collocato in uffici diversi da quelli gravati da ritardi e arretrati, continuando ad avvalersi, in quegli uffici, di personale esperto. Dunque, oltre al paradosso che vive quotidianamente il personale giudiziario, reclutato per l’affiancamento dei nuovi arrivati, con la beffa di conservare una qualifica inferiore rispetto ai dipendenti da “istruire” pur avendo acquisito nel tempo una professionalità incontestabile, registriamo il fallimento totale di questa mobilità obbligatoria – dopo analogo fallimento di quella volontaria – in quanto strumento totalmente inappropriato a risolvere l’emergenza di cui parliamo oggi. Sottolineiamo anche il disagio manifestato dai lavoratori in mobilità, catapultati in una realtà lavorativa non omogenea a quella di provenienza, senza adeguata formazione.
Ci chiediamo come sia possibile che i vertici ministeriali, che coordinavano fino a poco fa gli Uffici giudiziari e che pertanto ben conoscono la specificità di funzioni dei dipendenti giudiziari e la professionalità richiesta, abbiano potuto individuare la soluzione alle carenze in questa mobilità selvaggia che invece arreca ulteriori ritardi al servizio Giustizia e svilisce, ancora, la funzione degli ausiliari della magistratura.
Negli Uffici giudiziari è esploso il conflitto che questo Comitato aveva più volte preannunciato: il personale di ruolo, in attesa della cd. riqualificazione da oltre 20 anni, si è visto scavalcare da personale che non solo non ha alcuna esperienza e titoli coerenti con il ruolo attribuito ma beneficia di una retribuzione, a parità di qualifica, maggiorata del 40%.
Per prevenire questi scontri avevamo chiesto al Ministro, con forza, la progressione di carriera di tutti i dipendenti giudiziari prima di ogni altro intervento sugli organici: la formazione permanente e la riqualificazione del personale di ruolo avrebbero consentito a questo personale di coordinare, con l’esperienza, le altre figure professionali subentranti. Il Ministro si era assunto l’impegno di far procedere almeno parallelamente mobilità e riqualificazione: ad oggi, invece, mentre subiamo gli effetti della mobilità, sono circa 36.000 i dipendenti giudiziari in attesa di valorizzazione che non hanno alcuna certezza al riguardo.
Per questo, chiediamo a codesta Associazione di intervenire nel dibattito sulla carenza d’organico sostenendo la PRIORITA’ della progressione di carriera di tutto il personale di ruolo, dagli ausiliari ai direttori, a fronte di un recente bando di selezione (che non soddisfa le aspettative dei giudiziari) per la ricollocazione in area direttiva di un’esigua parte di cancellieri e ufficiali giudiziari – in ossequio a quanto disposto dal Giudice del Lavoro – che viene scorrettamente propagandata come riqualificazione - così apparendo discriminatoria per gli altri profili professionali - e che ha inspiegabilmente escluso i profili tecnici – contabili, assistenti informatici e linguistici – dei quali il Ministro pare essersi dimenticato.
Auspichiamo che l’interlocuzione avviata finalmente, oggi, con tutte le componenti del settore giustizia “al fine di elaborare una piattaforma comune di rivendicazioni da sottoporre al Ministro della Giustizia” sia rivolta anche, nel comune interesse, ad ottenere risposte adeguate in ordine alla formazione e riqualificazione del personale nonché in ordine a nuove assunzioni nel rispetto delle norme e della Costituzione.
A proposito delle nuove assunzioni, ci preme evidenziare che ci aspettiamo che codesta Associazione intervenga affinché l’Amministrazione, col “pretesto” dell’allarme per gli inammissibili ritardi, non assuma ulteriori provvedimenti d’urgenza in spregio delle norme costituzionali, com’è avvenuto per i tirocini formativi, nonostante le nostre reiterate proteste. Osserviamo che, ad esempio, un concorso riservato a categorie che sembrano godere di particolare attenzione da parte della politica come i tirocinanti della giustizia (già work experience) o che assegni ad essi irrazionali punteggi di precedenza o preferenza, determinerebbe un vulnus a tutti i giovani disoccupati e inoccupati che hanno diritto di aspirare ad accedere agli uffici pubblici superando un regolare concorso aperto a tutti i cittadini, a parità di condizioni, in possesso dei requisiti di legge : diritto dei quali chiediamo a tutti i presenti di sentirsi garanti.
Chiediamo, pertanto, che codesta Associazione, a tutela della dignità professionale dei dipendenti che affiancano da oltre 20 anni i magistrati, e per il recupero della massima efficienza del servizio Giustizia, rivolga il suo impegno, perché venga posto rimedio allo scempio della mobilità, ristabilendo ordine, ruoli e priorità negli Uffici, e che, nel contempo, vengano considerate come prioritarie per il buon andamento dell’Amministrazione giudiziaria la formazione permanente e la valorizzazione di tutti i dipendenti giudiziari di ruolo.
Chiediamo che codesta Associazione si faccia portavoce delle legittime istanze del personale giudiziario che esige un immediato intervento legislativo che preveda la progressione economica e giuridica di tutti i profili; in subordine:
la completa e immediata attuazione di quanto disposto dall’ art 21 quater sopra richiamato con programmazione di tempi certi per il completamento dei passaggi di tutti gli aventi diritto in area III, con estensione della previsione e delle relative procedure anche ai profili tecnici - anch’essi ex b3 ma inspiegabilmente esclusi ;
il reperimento di risorse per attuare in tempi certi un programma per la progressione di carriera all'interno delle aree e per il passaggio di tutti gli ausiliari dalla I alla II area.
dott.ssa Clelia Delle Curti dott.ssa Annarita Stati
da ANM a seguito della riunione con il POresidente del Consiglio
I: CLG - ISTANZE A SEGUITO DELL'INCONTRO DEL 14.10.16
martedì 25 ottobre 2016 - 21:39
Da: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."><Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>
A: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">segretario <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>
Facendo seguito alle comunicazioni precedenti, questo Comitato si pregia richiedere, in rappresentanza dei lavoratori giudiziari aderenti, gli esiti dell incontro di ieri 24 ottobre con il Presidente del Consiglio.
Abbiamo appreso dagli organi di stampa che il Presidente del Consiglio Renzi avrebbe assicurato risorse per la riqualificazione del personale giudiziario, e saremmo pertanto interessati a conoscere i dettagli dell impegno assunto in termini di entita' delle risorse da destinare e di tempi e modalità per realizzare la tanto agognata riqualificazione di tutti i dipendenti giudiziari.
Esprimiamo vivo apprezzamento per la solidarietà concreta di codesta Associazione rispetto alle nostre legittime aspettative di carriera, restando disponibili a fornire aggiornamenti sul punto, laddove richiesti. In attesa di riscontro, porgiamo deferenti ossequi.
NOTA MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
mercoledì 26 ottobre 2016 - 15:59
Da: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Segretario Associazione Nazionale Magistrati <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>
Su disposizione del Presidente e del Segretario Generale dell’ANM provvediamo ad inoltrarvi in allegato copia della nota indirizzata al Ministro della Giustizia con la quale sono state trasmesse le firme raccolte dal personale amministrativo in tutto il territorio nazionale a sostegno della richiesta di riqualificazione dello stesso personale.
RIUNIONE ANM 14.10.2016
Vi informiamo che l'Associazione Nazionale Magistrati ha invitato questo Comitato - oltre ad ADGI e alle rappresentanze sindacali formali- a partecipare a un incontro il prossimo 14 ottobre avente ad oggetto possibili soluzioni al problema della carenza di organico negli uffici giudiziari. "RIQUALIFICAZIONE DI TUTTI I DIPENDENTI GIUDIZIARI PRIMA DI OGNI ALTRO INTERVENTO SUGLI ORGANICI " E "NUOVE ASSUNZIONI NEL RISPETTO DELLE NORME E DELLA COSTITUZIONE" sono DA SEMPRE le richieste di questa LIBERA ASSOCIAZIONE (si vedano blog e pagina fb). INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI a far pervenire, con riguardo all oggetto dell incontro del 14 ottobre, le proprie osservazioni e proposte ESCLUSIVAMENTE all' indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. perché vengano doverosamente rappresentate in quella sede. Grazie. COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA
ISTANZA AFFIDATA ALL'ANM PER L'INCONTRO CON IL GOVERNO DEL 24.10.16
segue l'incontro con ANM del 14.10.16
Atto costitutivo reg.to Cassino n.3074 - serie 3 de18/11/13
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org –
Facebook: Comitato Lavoratori Giustizia
Twitter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS
Facendo seguito all’interlocuzione del 14.10.2016, si formulano le proposte che seguono, in riferimento alla valorizzazione dei dipendenti di ruolo con preghiera di farvene portavoce:
immediato intervento legislativo che disponga la progressione di carriera all’interno delle aree e tra la prima e la seconda area, riservata ai dipendenti già in ruolo prima dell’inizio delle procedure di mobilità e di assunzione idonei di altri concorsi, al fine di parificare le posizioni giuridiche;
completa e immediata attuazione alla norma di cui all’ art 21 quater Legge 132/15 con programmazione di tempi certi per il completamento dei passaggi di tutti gli aventi diritto in area III, con estensione della previsione e delle relative procedure anche a tutti i profili tecnici ex B3;
progressiva equiparazione degli stipendi del personale del Ministero della Giustizia di ruolo con quelli del personale proveniente dalla mobilità volontaria e obbligatoria (i quali a parità di profilo percepiscono un assegno ad personam fino a 1.600 euro in aggiunta al normale stipendio);
modifica della normativa in materia di impiego dei proventi dell’attività giudiziaria di cui al Fondo Unico Giustizia che ne preveda il COMPLETO UTILIZZO in favore degli uffici giudiziari, del loro funzionamento, comprendendo il pagamento di emolumenti straordinari e di indennità e corsi di formazione permanente per il personale giudiziario;
nuovi concorsi pubblici, per titoli ed esami, da bandirsi nell’assoluto rispetto delle norme e della Costituzione, ovvero accessibili a tutti i cittadini in possesso dei requisiti di legge per accedere ad un ufficio pubblico;
ricomprendere la disciplina del rapporto di lavoro del personale di ruolo dell’Organizzazione giudiziaria nell’ambito esclusivo della normativa di diritto pubblico, coerentemente con la disciplina riguardante il personale di magistratura e nell’ottica dell’unitarietà del Servizio giustizia ovvero della specificità del medesimo servizio.
Il direttivo del COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA
ANM in congresso il 01.10.16 dimentica l'anziano dipendente della Giustizia
abbiamo chiesto che del presente documento venga data lettura all'incontro del 01.10.16
Ai Capi degli Uffici Giudiziari
Al Procuratore Nazionale Antimafia
Ai Procuratori Aggiunti
In occasione della convocazione – deliberata il 16 luglio - del Comitato Direttivo Centrale straordinario di codesta Associazione il prossimo 1° ottobre, al quale parteciperanno tutti i Capi degli Uffici giudiziari per denunciare, ancora, l’“imponente scopertura di organico del personale amministrativo (rectius, giudiziario, n.d.r.) e l’intollerabile carenza di risorse”, i dipendenti giudiziari aderenti a questo Comitato si pregiano formulare le proprie osservazioni.
L’allarme lanciato in questi giorni segue l’intervento del CSM (del trascorso mese di giugno) che, individuando nella carenza di organico la priorità da affrontare per il buon funzionamento della Giustizia, ha chiesto al Ministro, esattamente come ora chiede ANM, nuovi concorsi per il reclutamento di personale qualificato; in particolare, il CSM ha evidenziato che il personale non qualificato produce in alcuni uffici giudiziari “mostri, come le false pendenze” addebitate ad un organico insufficiente ed a personale “che non è in grado di inserire correttamente gli esiti definitivi dei processi”[1].
Al riguardo, a tutela dei dipendenti giudiziari di ruolo che, come noto a codesta Associazione, al CSM e ai Capi degli Uffici, sostengono da oltre 20 anni riforme a costo zero, in assenza di formazione come di meccanismi di incentivazione, è doveroso rappresentare quanto segue:
innanzitutto, la grave carenza di organico del personale giudiziario (mancano circa 9.000 unità) non è una calamità improvvisa, bensì il risultato di scelte politiche che hanno finito per gravare soprattutto sugli stessi lavoratori i quali, in numero sempre più ridotto, hanno fatto fronte con responsabilità a carichi di lavoro sempre crescenti, adeguandosi alle innovazioni senza alcun riconoscimento delle competenze e abilità acquisite;
all’allarme della magistratura il governo ha risposto con le scellerate manovre di mobilità esterna, con le quali sono state già immesse negli uffici giudiziari circa 700 unità assolutamente sprovviste delle competenze tecnico – giuridiche indispensabili per assolvere al delicato compito di integrare la funzione giurisdizionale, senza adeguata formazione: torniamo a ripetere che, a nostro avviso, colmare le lacune in organico, a nostro avviso, non equivale semplicemente a “far quadrare i numeri”: i lavoratori giudiziari non sono “numeri”, ma espressione di autentica e riconosciuta professionalità in considerazione del fondamentale ruolo di ausiliari della Magistratura.
In altre parole, confermiamo che ad oggi, come osservato dal CSM, su segnalazione dei Capi dei Distretti, negli uffici giudiziari è stato immesso personale, ripetiamo, “che non è in grado di inserire correttamente gli esiti definitivi dei processi”, dunque, inadeguato.
Da dove viene questo personale che scopriamo oggi essere INADEGUATO?
Ecco, di seguito, chi sono le figure professionali (e non) che sono state inviate, esplicitamente oppure no, per tamponare (in attesa di regolare concorso pubblico dopo l’ultimo bandito nel 1997), le carenze d’organico:
Personale proveniente da Enti in esubero:
si tratta di personale proveniente da realtà lavorative per nulla assimilabili alla realtà di un ufficio giudiziario (basti pensare ai recenti, scandalosi innesti di personale proveniente dalla Croce Rossa Italiana); non più giovani, con profili professionali elevati in quanto nell’amministrazione di provenienza hanno beneficiato di varie progressioni di carriera, incontrano le difficoltà e le legittime resistenze del personale giudiziario al quale sono affiancati, che nelle more deve svolgere un doppio lavoro, con la beffa di conservare una qualifica inferiore pur avendo acquisito nel tempo una professionalità incontestabile
Tirocinanti ex art. 73 d,l, 69/2013:
sono giovani laureati affidati ai singoli magistrati al fine di ricevere “un’ulteriore opportunità formativa”[2], in altre parole la vantaggiosa occasione di approfondire i propri studi, con una borsa di studio, piuttosto che iscriversi alla Scuola di specializzazione delle professioni legali che, a differenza del tirocinio, prevede il pagamento di una retta e la frequenza annuale obbligatoria. Dovrebbero essere parte della fantomatica strutture dell’Ufficio per il processo, che in molti Distretti, ad oggi, NON ESISTE.
In concreto, i tirocinanti non hanno alcun obbligo di presenza e di orari, affiancano il magistrato affidatario nello studio dei fascicoli, seguono le udienze, aiutano il magistrato nella stesura delle sentenze, di decreti di archiviazione e decreti di fissazione udienza, sotto la diretta sorveglianza del magistrato.
L’arrivo dei tirocinanti ha complicato il lavoro delle cancellerie in quanto:
le udienze si prolungano ulteriormente perché in camera di consiglio il magistrato è impegnato anche in questa attività “didattica” a beneficio del tirocinante;
gli armadi dei giudici si svuotano in quanto delegano ai tirocinanti parte del loro lavoro mentre gli adempimenti di cancelleria si sovrappongono creando intollerabili disagi nella gestione delle attività prodromiche e successive alle udienze.
Tirocinanti in perfezionamento presso l’Ufficio per il processo:
sono stati ammessi a svolgere un ulteriore periodo di perfezionamento della durata di 12 mesi, al fine di acquisire nuove competenze e pertanto detto periodo non è in alcun modo assimilabile ad un rapporto di lavoro subordinato. In concreto sono temporaneamente assegnati alle cancellerie. Si tratta di personale già acquisito dal 2011 senza concorso perpetuando tirocini illegittimi in spregio delle norme costituzionali, denotando, anche questa scelta, un’inadeguata politica sul personale che crea altresì un vulnus a tutti i giovani, disoccupati o inoccupati, che ambiscono ad accedere agli uffici pubblici superando un regolare concorso.
Tirocinanti finanziati con fondi europei:
in diverse Regioni vengono inseriti negli uffici giudiziari con mansioni non specifiche, nonostante il divieto del Ministero del Lavoro motivato dalla circostanza che mirando gli stage di Garanzia Giovani all'inserimento lavorativo, non ha alcun senso che vengano attivati all'interno di uffici pubblici, che ovviamente al termine del percorso formativo non hanno alcun modo di assumere i giovani[3].
Personale precario:
si tratta di varie figure acquisite dalle Regioni temporaneamente – secondo sconosciute procedure selettive – che vengono “cedute” agli uffici giudiziari sulla base di convenzioni stipulate dalle Regioni; tra di essi vi sono minorenni, pensionati, detenuti in permesso (questi ultimi, ad esempio, a Milano si occupano della digitalizzazione dei fascicoli!).
In questa eterogenea massa di persone che occupano a vario titolo gli uffici, né l’utenza qualificata (avvocati) né i cittadini sono messi in condizione di distinguere l’interlocutore al quale si rivolgono; verosimilmente anche i magistrati, in qualche caso, non distinguono il personale giudiziario competente e qualificato dalle altre categorie.
Ci sorprende che improvvisamente si ponga il problema (evidentemente politico) della carenza di risorse, e pur non volendo affatto ipotizzare che qualcuno si faccia scudo della carenza di personale, ci chiediamo perché le alte cariche che tardivamente hanno denunciato questi arretrati intollerabili, abbiano ignorato le esortazioni rivolte in questi ultimi anni da questo Comitato a vigilare sulla legittimità dei tirocini, a richiedere la formazione permanente e la cd. riqualificazione del personale di ruolo, a non consentire questa mobilità selvaggia che avrebbe arrecato – e di fatto arreca – ulteriori ritardi al servizio Giustizia. Abbiamo chiesto, con forza, la progressione di carriera di tutti i dipendenti giudiziari prima di ogni altro intervento sugli organici: la formazione permanente e la riqualificazione del personale di ruolo avrebbero consentito a questo personale di coordinare, con l’esperienza, le altre figure professionali subentranti prevenendo il conflitto che invece è derivato da un’ingiustificata inversione dei ruoli che contribuisce allo svilimento delle nostre funzioni.
E’ auspicabile che, come deliberato il 16 luglio, venga attivata una interlocuzione in tempi rapidi con tutte le componenti del settore giustizia “al fine di elaborare una piattaforma comune di rivendicazioni da sottoporre al Ministro della Giustizia” e di ottenere risposte adeguate in ordine alla formazione e riqualificazione del personale nonché in ordine a nuove assunzioni nel rispetto delle norme e della Costituzione.
In mancanza di tale necessaria interlocuzione, è verosimile che l’Amministrazione, pressata dalla magistratura, possa essere indotta ad assumere ulteriori provvedimenti d’urgenza in spregio delle norme costituzionali, com’è avvenuto per i tirocini, nonostante le nostre reiterate proteste. Tali provvedimenti, come ad esempio un concorso riservato a categorie che sembrano godere di particolare attenzione da parte della politica come i tirocinanti della giustizia (già work experience) o che assegni ad essi punteggi di precedenza o preferenza, determinerebbero un vulnus a tutti i giovani disoccupati e inoccupati che aspirino ad accedere agli uffici pubblici superando un regolare concorso aperto a tutti i cittadini, a parità di condizioni, in possesso dei requisiti di legge.
Chiediamo, pertanto, che codesta Associazione vigili affinché, dopo lo scempio della mobilità, che sta causando non pochi problemi al servizio giustizia, non vengano adottati provvedimenti discriminatori e che, nel contempo, vengano considerate come prioritarie per il buon andamento dell’Amministrazione giudiziaria la formazione permanente e la valorizzazione di tutti i dipendenti giudiziari di ruolo.
[1] La Repubblica, 15.06.2016
[2] www.giustizia.it Ufficio per il processo
[3] «Attraverso l'attivazione dei percorsi di tirocinio», si legge in una nota ministeriale datata 3 aprile 2015, si intende favorire «l'inserimento / reinserimento nel mondo del lavoro di giovani disoccupati e/o inoccupati» e questi tirocini devono avere uno sbocco lavorativo almeno in potenza: si deve cioè mirare, «entro sessanta giorni dalla fine del tirocinio», primariamente all'«inserimento occupazionale dei giovani che concludono con successo il percorso».