Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=3947
Timestamp: 2020-02-24 16:13:34+00:00
Document Index: 71408515

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 69', 'art. 5', 'art. 69', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 69', 'art. 5']

AG22-08
Oggetto: procedura aperta per l’affidamento del servizio di pulizia di uffici comunali e giudiziari, biblioteche civiche e musei cittadini del Comune di Torino. Istanza di parere ai sensi dell’art. 69, comma 3, del D.Lgs. 163/2006.
Con nota pervenuta in data 14 luglio 2008, codesto Comune ha richiesto a questa Autorità una pronuncia sulla compatibilità con il diritto comunitario ai sensi dell’art. 69 del D. Lgs. n.163/2006 in merito alla quale il Consiglio dell’Autorità nell’adunanza del 3 settembre 2008 ha approvato le seguenti considerazioni.
Codesto Comune ha rappresentato di avere approvato con determinazione n° mecc. 20084228 del 3 luglio 2008 l’indizione di una gara a procedura aperta per l’affidamento del servizio di pulizia di edifici comunali, suddiviso in sei lotti, ed ha specificato che, nell’ambito di tale contratto, è previsto che “nel rispetto dell’art. 5, comma 4, Legge 381/1991, l’aggiudicatario del servizio sarà tenuto ad eseguire le prestazioni impiegando le persone svantaggiate nelle percentuali di seguito indicate: non inferiore al 30% del personale impiegato per i lotti 1,2,3,4 e 6 e non inferiore al 20% del personale impiegato per il lotto 5”.
Su tale clausola, si chiede che l’Autorità si pronunci ex art. 69, comma 3, del D.Lgs. n.163/2006.
Nel caso di specie, la clausola, debitamente inserita nel capitolato speciale di appalto, fa espresso riferimento a quanto previsto nell’art. 5, comma 4, della L.n. 381/1991, a norma del quale “Per le forniture di beni o servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, il cui importo stimato al netto dell'IVA sia pari o superiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, gli enti pubblici compresi quelli economici, nonché le società di capitali a partecipazione pubblica, nei bandi di gara di appalto e nei capitolati d'onere possono inserire, fra le condizioni di esecuzione, l'obbligo di eseguire il contratto con l'impiego delle persone svantaggiate di cui all'articolo 4, comma 1”
Occorre quindi valutare se la clausola di che trattasi, conforme ad una espressa previsione normativa nazionale, possa dirsi compatibile con il diritto comunitario.
Allo scopo, sembra opportuno premettere alcune osservazioni.
Il D.Lgs. n. 163/2006, recependo specifiche istanze di cui alla direttiva n. 2004/18/CE, ha attribuito particolare rilievo, nell’ambito dell’aggiudicazione e della esecuzione degli appalti pubblici, alle esigenze sociali.
In primo luogo, è stato stabilito, all’art. 2, recante i “Principi”, che “il principio di economicità può essere subordinato, entro i limiti in cui sia espressamente consentito dalle norme vigenti e dal presente codice, ai criteri, previsti dal bando, ispirati a esigenze sociali, nonché alla tutela della salute e dell’ambiente e alla promozione dello sviluppo sostenibile”.
Quindi, è stato inserito, nella parte relativa ai “requisiti dei partecipanti alle procedure di affidamento”, dedicata ai profili soggettivi della procedura di appalto, l’art. 52 sugli appalti riservati, che attribuisce alle stazioni appaltanti la facoltà di riservare la partecipazione, in relazione a singoli appalti, o in considerazione dell’oggetto di determinati appalti, a laboratori protetti, oppure riservarne l’esecuzione nel contesto di programmi di lavoro protetti, quando la maggioranza dei lavoratori interessati è composta di disabili.
Con specifico riferimento a quest’ultima disposizione, occorre osservare che, pur in presenza di una clausola di salvaguardia che fa salve le norme vigenti sulle cooperative sociali, gli operatori economici in favore dei quali la riserva opera (i “laboratori protetti”) sono individuati sulla base di parametri di derivazione comunitaria.
L’apparente contrasto tra la citata clausola di salvaguardia e l’individuazione dei laboratori protetti quale beneficiari della riserva di partecipazione è stata affrontata e risolta da questa Autorità nella determinazione n. 2/2008, dove si è reputato che la clausola in discorso (“Fatte salve le norme vigenti sulle cooperative sociali e sulle imprese sociali”) stia ad indicare che le due discipline - quella dell’art. 52 del Codice dei contratti e quella della L.n. 381/91 e s.m.i sulle cooperative sociali – si muovono in ambiti di autonomia.
Pertanto, è stato ritenuto che le cooperative sociali, come d’altronde ogni altro soggetto giuridico, possono avvalersi della riserva di cui all’art. 52, a condizione che siano in grado di accreditarsi quali laboratori protetti e, quindi, possiedano i requisiti che, in assenza di una definizione normativa nazionale, sono stati ritenuti qualificanti ai fini dell’integrazione del citato istituto di derivazione comunitaria ((i)essere un soggetto giuridico, costituito nel rispetto della vigente normativa, che esercita in via stabile e principale un’attività economica organizzata; (ii) prevedere nei documenti sociali, tra le finalità dell’ente, quella dell’inserimento lavorativo delle persone disabili; (iii) avere nel proprio ambito una maggioranza di lavoratori disabili che, in ragione della natura o della gravità del loro handicap, non possono esercitare un’attività professionale in condizioni normali).
Conseguentemente, alla luce di quanto sopra, con riferimento alla valutazione ex art. 69 della clausola introdotta da codesto Comune nell’appalto di cui all’oggetto, si ritiene che essa possa ritenersi compatibile con il diritto comunitario nei limiti in cui non discrimini gli operatori economici diversi dalle cooperative sociali che siano in grado di soddisfare le prescritte condizioni di esecuzione.
Ovvero, la clausola di esecuzione predisposta “nel rispetto dell’art. 5, comma 4, Legge 381/1991” non può che limitarsi ad individuare condizioni di esecuzione (impiego di persone svantaggiate in date percentuali) che debbono poter essere soddisfatte da qualsiasi operatore economico.
A tal proposito si suggerisce di evidenziare che trattasi di condizione di esecuzione che può essere soddisfatta da qualunque operatore economico che si impegni in sede di gara ad eseguire il contratto secondo le prescrizioni richiamate.