Source: http://www.dirittoeprocesso.com/2010/12/16/codice-del-consumo-parte-v-associazioni-dei-consumatori-e-accesso-alla-giustizia-artt-136-141/
Timestamp: 2017-06-23 10:15:49+00:00
Document Index: 92011823

Matched Legal Cases: ['art. 137', 'art. 140', 'art. 2', 'art. 140', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 38', 'art. 18']

Codice del consumo – Parte V – Associazioni dei consumatori e accesso alla giustizia (Artt. 136-141) | Diritto e Processo
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By webmaster - 16 dicembre 2010 (<<<Indice)
Parte V Associazioni dei consumatori e accesso alla giustizia Titolo I
1. Le associazioni dei consumatori e degli utenti inserite nell’elenco di cui all’art. 137 sono legittimate ad agire, ai sensi dell’art. 140, (1) a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti. Oltre a quanto disposto dall’art. 2, le dette associazioni sono legittimate ad agire nelle ipotesi di violazione degli interessi collettivi dei consumatori contemplati nelle materie disciplinate dal presente codice, nonchè dalle seguenti disposizioni legislative:
a) legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni, ivi comprese quelle di cui al testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, (2) e legge 30 aprile 1998, n. 122, concernenti l’esercizio delle attività televisive;
2. Gli organismi pubblici indipendenti nazionali e le organizzazioni riconosciuti in altro Stato dell’Unione europea ed inseriti nell’elenco degli enti legittimati a propone azioni inibitorie a tutela degli interessi collettivi dei consumatori, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, possono agire, ai sensi del presente articolo e secondo le modalità di cui all’art. 140, nei confronti di atti o comportamenti lesivi per i consumatori del proprio Paese, posti in essere in tutto o in parte sul territorio dello Stato.
(1) Le parole: “ai sensi dell’articolo 140” sono state inserite dall’art. 16, comma 1, del D.L.vo 23 ottobre 2007, n. 221.
(2) Le parole: “e successive modificazioni, ivi comprese quelle di cui al testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177” sono state inserite dall’art. 16, comma 1, del D.L.vo 23 ottobre 2007, n. 221.
1. I soggetti di cui all’articolo 139 sono legittimati nei casi ivi previsti (1) ad agire a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti richiedendo al tribunale:
2. Le associazioni di cui al comma 1, nonchè i soggetti di cui all’articolo 139, comma 2, possono attivare, prima del ricorso al giudice, la procedura di conciliazione dinanzi alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio, a norma dell’articolo 2, comma 4, lettera a), della legge 29 dicembre 1993, n. 580, nonchè agli altri organismi di composizione extragiudiziale per la composizione delle controversie in materia di consumo a norma dell’articolo 141. La procedura è, in ogni caso, definita entro sessanta giorni.
7. Con il provvedimento che definisce il giudizio di cui al comma 1 il giudice fissa un termine per l’adempimento degli obblighi stabiliti e, anche su domanda della parte che ha agito in giudizio, dispone, in caso di inadempimento, il pagamento di una somma di denaro da 516 euro a 1.032 euro, per ogni inadempimento ovvero giorno di ritardo rapportati alla gravità del fatto. In caso di inadempimento degli obblighi risultanti dal verbale di conciliazione di cui al comma 3 le parti possono adire il tribunale con procedimento in camera di consiglio affinchè, accertato l’inadempimento, disponga il pagamento delle dette somme di denaro. Tali somme di denaro sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze al fondo da istituire nell’ambito di apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero delle attività produttive, per finanziare iniziative a vantaggio dei consumatori.
12. Restano salve le procedure conciliative di competenza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di
cui all’articolo 1, comma 11, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
(1) Le parole: “nei casi ivi previste” sono state inserite dal D.L.vo 23 ottobre 2007, n. 221.
10. È escluso l’intervento di terzi ai sensi dell’articolo 105 del codice di procedura civile
(1) Articolo aggiunto dall’articolo 2, comma 446, L. 24 dicembre 2007, n. 244 e modificato dall’articolo 49, L. 23 luglio 2009, n. 99, tale disposizione si applica agli illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della predetta legge.
Le disposizioni di questo articolo entrano in vigore decorsi ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della L. 24 dicembre 2007, n. 244 , avvenuta il 1 gennaio 2008. Il testo precedente così disponeva:
“Art. 140-bis. Azione collettiva risarcitoria
6. Se l’impresa non comunica la proposta entro il termine di cui al comma 4 o non vi è stata accettazione nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione della stessa, il presidente del tribunale competente ai sensi del comma 1 costituisce un’unica camera di conciliazione per la determinazione delle somme da corrispondere o da restituire ai consumatori o utenti che hanno aderito all’azione collettiva o sono intervenuti ai sensi del comma 2 e che ne fanno domanda. La camera di conciliazione è composta da un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l’azione collettiva e da un avvocato indicato dall’impresa convenuta ed è presieduta da un avvocato nominato dal presidente del tribunale tra gli iscritti all’albo speciale per le giurisdizioni superiori. La camera di conciliazione quantifica, con verbale sottoscritto dal presidente, i modi, i termini e l’ammontare da corrispondere ai singoli consumatori o utenti. Il verbale di conciliazione costituisce titolo esecutivo. In alternativa, su concorde richiesta del promotore dell’azione collettiva e dell’impresa convenuta, il presidente del tribunale dispone che la composizione non contenziosa abbia luogo presso uno degli organismi di conciliazione di cui all’art. 38 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e successive modificazioni, operante presso il comune in cui ha sede il tribunale. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 39 e 40 del citato decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e successive modificazioni.” Art. 141. (1)
2. Il Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministro della giustizia, con decreto di natura non regolamentare, detta le disposizioni per la formazione dell’elenco degli organi di composizione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo che si conformano ai principi della raccomandazione 98/257/CE della Commissione, del 30 marzo 1998, riguardante i principi applicabili agli organi responsabili per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo, e della raccomandazione 2001/310/CE della Commissione, del 4 aprile 2001, concernente i principi applicabili agli organi extragiudiziali che partecipano alla risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo. (1) Il Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministero della giustizia, comunica alla Commissione europea gli organismi di cui al predetto elenco ed assicura, altresì, gli ulteriori adempimenti connessi all’attuazione della risoluzione del Consiglio dell’Unione europea del 25 maggio 2000, 2000/C 155/01, relativa ad una rete comunitaria di organi nazionali per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo.
(1) Comma così sostituito dall’art. 18, comma 1, del D.L.vo 23 ottobre 2007, n. 221.
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