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Timestamp: 2018-06-21 23:38:10+00:00
Document Index: 175498439

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 111', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 11']

Processo penale e Giusto Processo: Giudici di Pace senza le stesse garanzie dei Magistrati ordinari se una parte in causa è avvocato? Dubbi d’incostituzionalità e violazione Cedu
Regola codicistica vuole che nel caso un Magistrato ordinario dovesse conoscere i fatti di altro Magistrato si genera un’incompatibilità precisa ai sensi dell’art. 11 c.p.p.
Facendo un paragone di posizione e ruoli si potrebbe affermare che vi sia conflitto d’interesse (derivato) per il Giudice di Pace rispetto ai fatti processuali (ad esempio) derivanti dall’esercizio professionale di un Avvocato.
In ragione di ciò, l’art. 10 della legge n. 374/1991 (norma istitutiva dei Giudici di Pace) sarebbe in netto contrasto con i principi processuali costituzionali perché seppure prescrive che al Giudice di Pace spetta osservare, quale magistrato onorario, i “doveri previsti per i magistrati ordinari”, d’altra parte nulla prevede in merito alle incompatibilità strutturali native e relative competenze che invece sono previste dall’art. 11 c.p.p. per i magistrati ordinari (in virtù del quale un giudice non può conoscere e giudicare i fatti di altro giudice della stessa Corte d’Appello).
In tale ottica si pensa quantomeno che vi sia l’illegittimità costituzionale dell’art. 10 della legge n. 374/1991 in combinato disposto con l’art. 11 c.p.p. poiché in violazione degli artt. 3, 24 e 111 Cost.
– dall’art. 3 Cost. in quanto il cittadino sarebbe in una posizione di diseguaglianza con le altre parti processuali laddove una di esse dovesse risultare un Avvocato ed i fatti del processo derivanti dall’esercizio delle funzioni di quest’ultimo;
– dall’art. 24 Cost. in quanto il diritto di difesa potenzialmente fruibile dal cittadino sarebbe limitato dal fatto che la posizione processuale non è pienamente garantita a priori in virtù della diseguaglianza predetta in quanto il Giudice onorario proviene dallo stesso ordine professionale dell’Avvocato parte in causa;
– dall’art. 111 Cost. in quanto non si rispetterebbe alcun principio di Giusto Processo dal momento che il Giudice di Pace non risulterebbe terzo, imparziale e pienamente neutrale alla questione processuale derivante dall’esame dei fatti generati dall’esercizio della professione di Avvocato di una delle parti in causa.
L’art. 10 della legge n. 374/1991 appare, quindi, carente di quelle previsioni di garanzia strutturali native e della previsione puntuale delle incompatibilità (in rapporto ai fatti che si devono giudicare) che devono permettere al giudice onorario de quo di svolgere la propria funzione magistratuale attuando il Giusto Processo; quest’ultimo deve essere caratterizzato da precostituita terzietà, neutralità ed imparzialità funzionali alla concreta attuazione dell’eguaglianza sostanziale delle parti in causa.
A maggior ragione, quanto innanzi assumerebbe pregio se si pensasse (facendo un paragone ideologico) al fatto che per i magistrati ordinari nel processo penale, ai fini dell’applicazione dell’incompatibilità strutturale ex art. 11 c.p.p., vale già di per sé il principio di appartenenza al medesimo organo costituzionale denominato “C.S.M.” e perciò non si comprende perché la medesima incompatibilità per appartenenza non debba essere applicata anche agli Avvocati in veste di Giudice di Pace.
Tutto ciò, anche in un’ottica di una giurisdizione euro-unitaria, comporterebbe la violazione dell’art. 6 della Cedu in quanto un processo penale che non abbia le garanzie innanzi descritte viola il diritto della persona ad avere un equo processo innanzi ad un giudice indipendente ed imparziale.
Il caso normativo su esposto si pone come un vero e proprio problema costituzionale che potrebbe essere risolto solo con l’intervento della Corte Costituzionale, effettuando un vaglio di costituzionalità della norma di cui all’art. 10 della legge 374/1991 laddove quest’ultima non prevede che le stesse garanzie previste per i magistrati ordinari ex art. 11 c.p.p. debbano essere applicate anche per gli onorari Giudice di Pace, o direttamente del legislatore attivando una procedura legislativa (per l’appunto) che riformi dalla base il sistema di cui innanzi.