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Timestamp: 2018-12-11 10:17:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.53', 'sentenza ', 'art.53', 'art. 16', 'art. 53', 'sentenza ', 'art.53', 'sentenza ', 'art.4', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 53', 'art. 16', 'art. 53', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 53', 'art. 53', 'sentenza ', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 6']

assegno funzionale - GrNet.it
Messaggio da mauri67 » lun nov 18, 2013 1:57 pm
A Novembre di quest'anno ho compiuto i 27 anni per l'attribuzione dell'assegno funzionale , considerando che dovrei essere riformato verso febbraio -Marzo 2014, vi chiedo se l'assegno in questione mi verrà calcolato ai fini pensionistici oppure dovrò fare qualche ricorso. Grazie delle vostre sicure è precise delucidazioni.-
Messaggio da angri62 » lun nov 18, 2013 3:13 pm
mauri67 ha scritto: A Novembre di quest'anno ho compiuto i 27 anni per l'attribuzione dell'assegno funzionale , considerando che dovrei essere riformato verso febbraio -Marzo 2014, vi chiedo se l'assegno in questione mi verrà calcolato ai fini pensionistici oppure dovrò fare qualche ricorso. Grazie delle vostre sicure è precise delucidazioni.-
per ora è tutto bloccato, fino alla fine del 2014. poi chissà?
Messaggio da Antonio_1961 » lun nov 18, 2013 3:29 pm
Tutto bloccato, pensionati e non.
Messaggio da mauri67 » lun nov 18, 2013 4:14 pm
Si lo so che per tutto il 2014 è bloccato, ma quello che chiedevo che se poi in seguito allo sblocco dell'assegno
funzionale ne usufrruirò anche io
Messaggio da ema » lun nov 18, 2013 7:22 pm
No, tutto bloccato vuol dire che chi non percepirà l'assegno in servizio non lo prenderà neppure in pensione!
Messaggio da Antonio_1961 » lun nov 18, 2013 7:39 pm
mauri67 ha scritto: Si lo so che per tutto il 2014 è bloccato, ma quello che chiedevo che se poi in seguito allo sblocco dell'assegno
Quando si sblocca la perciperanno tutti. intanto la domanda , ti consiglio di farla lo stesso.
Messaggio da panorama » sab ago 16, 2014 10:26 pm
SICILIA	SENTENZA	916	23/07/2014
SICILIA SENTENZA 916 2014 PENSIONI 23/07/2014
SENTENZA N. 916/2014
sul ricorso in materia pensionistica, depositato in data 30/6/2010 ed iscritto al n. 57357 del registro di segreteria, promosso da C. F. residente in omissis, in proprio.
nei confronti del Ministero della difesa- Centro amministrativo dell’Esercito italiano.
Esaminati gli atti e documenti del fascicolo processuale trattato all’udienza del 28/4/2014 uditi per il Comando generale dei carabinieri è presente il Ten. Col. Salvatore Di Benedetto.
Il ricorrente già dipendente dell’Esercito italiano con la qualifica di generale di brigata, collocato in pensione dal 20/4/2006, ha chiesto la maggiorazione del 18% sull’indennità di impiego operativo pensionabile, l’indennità di ausiliaria e i sei aumenti periodici biennali di stipendio ai sensi dell’art.4 comma 2 del d.lgd.165/1997,con l’applicazione dell’art.53 DPR1092/1973.
Con successiva memoria ha precisato che è intervenuta sentenza della sezione di appello Sicilia n.380/2011 con la quale è stata riconosciuta detta maggiorazione per gli aumenti periodici stipendiali .
L’amministrazione si è costituita, chiedendo il rigetto del ricorso precisando che gli aumenti periodici costituiscono un assegno autonomo che non rientra nella base pensionabile di cui all’art.53 del DPR 1092/1973.
Il ricorso del signor C. F. è parzialmente fondato.
L’art. 16 della legge 177/1976 che ha modificato l’art. 53 del DPR 1092/1973, prevede ed include varie voci retributive ai fini della determinazione della base pensionabile assoggettabile all’aumento del 18%, ma non include l’indennità di impiego operativo pensionabile e l’indennità di ausiliaria
Orbene, il fatto che tali emolumenti che hanno indubbiamente natura retributiva e che il primo concorre a determinare la base pensionabile, non significa che l’assegno stesso sia assogettabile alla maggiorazione del 18% .
Le Sezioni riunite della Corte dei conti con la sentenza n.9/2006QM, hanno affermato la diversità tra retribuzione individuale di anzianità e assegno funzionale che hanno natura giuridica diversa con proprie caratteristiche peculiari.
In quanto la prima è una voce stipendiale costituita dalla somma degli scatti e delle classi stipendiali maturate sino al 31/12/1986 e quindi voce integrativa dello stipendio.
L’assegno funzionale, diversamente è un elemento accessorio collegato all’incremento della professionalità, seppur presupposta sulla base di una anzianità di servizio pur mantenendo al sua natura retributiva.
Di fatto la locuzione si “aggiungono” ha un senso logico per distinzione dell’autonomia dell’assegno per la sua diversa natura giuridica visto che esso non viene assorbito dalla RIA, ma ne rimane distinto.
Tali considerazioni sono estensibili anche alla indennità di impiego operativo, mentre l’indennità di ausiliaria per sua specifica natura non rientra in ogni caso nella base stipendiale non essendo tra l’altro prevista tra le voci dell’art.53 del DPR 1092/1973.
E quindi, in conformità alla sopra citata giurisprudenza, si ritiene che l’assegno funzionale non possa essere incluso nella base pensionabile e soggetto alla maggiorazione del 18%.
Diversamente, come chiarito dalla sentenza della Sezione di appello Sicilia n.380/2011, gli aumenti periodici stipendiali di cui all’art.4 comma 2 del d.lgs.165/1997, sostitutivi del beneficio della promozione, sono a tutto gli effetti un aumento stipendiale e quindi assoggettabile alla maggiorazione del 18%.
Dunque, la domanda del ricorrente deve essere accolta parzialmente nei termini e nei limiti sopra evidenziati, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nel maggiore dei due valori, ritenendo giusta, vista la peculiarità della materia la compensazione delle spese
la Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana, giudice unico per le pensioni , definitivamente pronunciando, accoglie parzialmente il ricorso del signor C. F. nei termini e nei limiti di cui in motivazione.
Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 28 aprile 2014.
Palermo, 22 Luglio 2014.
Pubblicata il 23 Luglio 2014.
Messaggio da Marco0064 » dom ago 17, 2014 1:09 pm
quindi cbi ha maturato l'assegno funzionale non rientra nell'aumento della base oensionabi,e del 18% ma ne mantiene il diritto giuridico alla professionalita' e anzianita' quindi si matura anche se sei in pensione e l'hai maturato..
Messaggio da panorama » mar nov 14, 2017 12:51 pm
riliquidazione della pensione, con la maggiorazione del 18% dell’assegno personale di funzione.
La Corte dei Conti di Bari precisa:
1) - Senonchè, a porre un punto fermo in giurisprudenza, sono intervenute le Sezioni Riunite ad affermare – in sede di risoluzione di questione di massima ( cfr. 9/QM/2006 ) – che nessun rilievo può essere riconosciuto all’espressione “ si aggiungono alla retribuzione individuale di anzianità “ utilizzata dal legislatore nell’istituire gli assegni in questione, previsti a favore degli appartenenti alle Forze Armate dall’art. 1, comma 9, del d.l. 379/1987 ( convertito nella L. 468/1987 ) e degli appartenenti ai Corpi di Polizia dall’art. 6 del d.l. n. 387 ( convertito nella l. 472/1987 ).
- ) - Essa, infatti, ha il significato di evidenziare l’autonomia di tali emolumenti in ragione della diversa natura giuridica, stante il fatto che essi non vanno a confluire indistintamente nella r.i.a., ma invece si cumulano a questa nel confluire nello stipendio di base, senza restare assorbiti al suo interno, mantenendo così le loro caratteristiche peculiari.
2) - In tal senso è la ormai consolidata giurisprudenza delle Sezioni di appello ( cfr., tra tutte, Sez. III, 139/07 ).
3) - Rimandando alle argomentazioni espresse sia dalle Sezioni Riunite che dalle Sezioni di appello, ritiene questo Giudice infondato il ricorso
PUGLIA	SENTENZA	298	15/06/2017
PUGLIA SENTENZA 298 2017 PENSIONI 15/06/2017
Sent. 298/2017
nel giudizio, iscritto al n. 31658, del registro di segreteria, sul ricorso proposto dai Sigg.ri: ANGIULLI ANGELO; ANTONUCCI PIETRO; BRUNO CARMINE; CALABRETTO MARIO; CALOGIURI ANTONIO; CASTELLANO VITO; CISTERNINO LEO; CORNACCHIA ANTONIO; CUCURACHI GIOVANNI; DE FILIPPIS FERNANDO; DE GIORGI ROBERTO; DE LUCA ANTONIO; DE SANTIS ANGELO; DELL'ANNA ENZO; DI CASTRI TOMMASO; DI FEDE ANTONINO; DONNO PIETRO; FERRANTINO GIUSEPPE; FRASSANITO MARIO; GARZIA ANTONIO; GRASSO GIORGIO; GRECO ELIO; INNOCENTE FERNANDO; LIONETTO GIUSEPPE; MANNI PIETRO; MARTELLA SALVATORE; MELCORE FRANCESCO; NACHIRA VINCENZO; NICOLI' DAMIANO; PERRONE ANTONIO; PETRACCA MICHELE; PETRUZZI SERGIO; PODO ROMOLO; PREITE ANTONIO; RESTA FRANCESCO PIO; ROLLO LUCIANO; SANTORO FERNANDO; SIMONE TOMMASO; TAMBORRINO DOMENICO; TARANTINO COSIMO; TONDI VITO; VERGARI GIANPIETRO; VERGINE ORONZO; ZULLINO SALVATORE LUIGI
tutti rapp.ti e difesi dall’avv. Antonio Pasca, giusta mandati allegati;
- Ministero dell’Interno, in persona del Ministro p.t.;
- I.N.P.S., in persona del legale rappresentante p.t.
del diritto alla riliquidazione della pensione, con la maggiorazione del 18% dell’assegno personale di funzione
delle Amministrazioni intimate al pagamento delle somme spettanti, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali; con vittoria di spese, competenze ed onorari di giudizio.
Udito alla pubblica udienza del 28 aprile 2017 l’avv. Marco Palieri, in rappresentanza dei ricorrenti, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso;
Visto l'atto introduttivo del giudizio, depositato in data 27 maggio 2013;
Vista la nota del Comando regione Carabinieri Puglia – Serv. Amm., depositata in data 21 luglio 2005;
Con il ricorso in epigrafe, ritualmente notificato al Ministero dell’Interno e all’Istituto di Previdenza, i sopra generalizzati chiedono a questa Corte che, nell’aumento previsto dalla legge n. 177/1976 del 18%, operato sulla retribuzione individuale di anzianità (di seguito “r.i.a.”), sia computata anche la voce relativa all’assegno funzionale previsto dall’articolo 1, comma 9, D.L. 379/1987 – convertito nella L. 468/1987.
Espongono i ricorrenti di essere ex appartenenti alla Polizia di Stato e di percepire, prima della cessazione dal servizio, l’assegno funzionale annuo previsto dalla summentovata normativa.
Argomentano i sunnominati che l’art. 53 del D.P.R. 29.12.1973 n. 1092 prevede che la base pensionabile debba essere aumentata del 18% e precisa che tale base pensionabile è costituita dall’ultimo stipendio o paga, con l’aggiunta di alcuni assegni e indennità tassativamente indicati. Tra questi ultimi assegni o indennità non viene indicato l’emolumento in questione che, tuttavia, rientra a pieno titolo nella base pensionabile in quanto è parte della r.i.a. e come tale fa parte dell’ultimo stipendio percepito dai ricorrenti. Ciò in quanto vanno considerate componenti stipendiali, al di là della mera denominazione formale, quelle voce che hanno natura retributiva ed i caratteri della ordinarietà, fissità, continuità, predeterminazione e periodicità.
Di qui la richiesta di riliquidazione dei trattamenti pensionistici, sulla base della maggiorazione del 18% dell’assegno personale di funzione, oltre al pagamento degli interessi legali e della rivalutazione monetaria, nonché delle spese di giudizio.
Il thema decidendum del presente giudizio è rappresentato dall’assoggettabilità o meno dell’assegno funzionale in parola all’aumento del 18%, previsto dall’art. 16 della legge n. 177/1976, con conseguente ricomputo del trattamento liquidato ai ricorrenti a titolo di pensione.
La questione si prospetta di non agevole soluzione, sia per le diverse strade percorse dalla giurisprudenza sia per lo stratificarsi di una serie di norme che, come spesso avviene nel nostro sistema legislativo, a causa della scarsa tecnica utilizzata nella normazione, non sono tra loro coordinate e comunque riescono di difficile lettura.
Nel caso di specie, la voce dell’assegno funzionale non è stata sottoposta alla maggiorazione del 18% prevista per le voci stipendiali.
Com’è noto, in forza dell’art. 53 del d.p.r. n. 1092 del 29.12.1973, ai fini della determinazione del trattamento di quiescenza del personale militare, la base pensionabile, costituita dall’ultimo stipendio o dall’ultima busta paga e dagli assegni o indennità pensionabili indicati nel successivo elenco (quali l’assegno perequativo e l’ assegno personale pensionabile, l’ indennità di funzione per i generali di brigata ed i colonnelli, l’assegno personale previsto dal d.p.r. n. 3 del 1957) integralmente percepiti, è aumentata del 18%.
La succitata norma stabilisce che nessun altro assegno o indennità, anche se pensionabili, possono essere considerati “se la relativa disposizione di legge non ne prevede espressamente la valutazione nella base pensionabile”.
L’art. 1, comma 9, del d.l. 16.9.1987, n. 379, convertito, con modificazioni, dalla legge 14.11.1987, n. 468, (norma introdotta in via di urgenza per la concessione di miglioramenti economici al personale militare e per la riliquidazione delle pensioni dei dirigenti civili e militari dello Stato e del personale ad essi collegato ed equiparato) ha stabilito per i sottufficiali delle forze armate , che abbiano compiuto 19 anni di servizio, un assegno funzionale annuo lordo di determinato importo; di più elevata misura spetta a coloro che abbiano compiuto 29 anni di servizio. La norma stabilisce che i predetti importi “si aggiungono alla retribuzione individuale di anzianità” e, successivamente, che “hanno effetto sulla tredicesima mensilità, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sulle indennità di buonuscita e di licenziamento, sull’assegno alimentare ex d.p.r. n. 3 del 1957”.
Analoga disposizione è stata introdotta dall’articolo 6 del D.L. 387/1987 ( convertito nella L. 472/1987 ).
Infine l’art. 16 della legge 29 aprile 1976, n. 177 ha modificato il citato art. 53 d.p.r. n. 1092/1973, che – come già menzionato – elenca gli elementi che fanno parte della base pensionabile (stabilendo altresì una sorta di numerus clausus).
Occorre pertanto stabilire se l’assegno funzionale (di per sé pensionabile) costituisca voce della c.d. “base pensionabile”.
Militano a favore della risposta negativa l’argomento letterale dell’art. 53, cit. (che non comprende, anche dopo la modifica della legge 177/76, alcuna menzione di questo assegno, ovvero di indennità similari) e la stessa legge istitutiva (d.l. 379/87 conv. in legge n. 468/87), che non qualifica tale assegno come componente della retribuzione individuale di anzianità (argumentum a contrario).
Tali sono stati gli argomenti a base della sentenza della sez. Lombardia n. 469/97 in data 20 giugno 1997 nonché della Sezione Controllo ( determinazione. n. 23 del 18 maggio 1990 ).
Quest’ultima decisione, infatti, ritiene che l’assegno “non può considerarsi elemento essenziale o costitutivo dello stipendio, bensì solo parte della retribuzione nel suo complesso e, quindi, in definitiva assegno di natura accessoria o additiva dello stipendio, non suscettibile in sede di liquidazione o riliquidazione del trattamento di quiescenza, dell’incremento del 18%”.
Secondo una parte della giurisprudenza della Corte dei conti, l’assegno personale di funzione “ si aggiunge “ alla r.i.a e ne condivide natura e sorte, con la conseguenza che non potrebbe essere incluso nella base pensionabile ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 43 del D.p.r. n. 1092/1973 ( in tal senso: Sez. Veneto, 1091/2002; Sez. Abruzzo, 706/2002; Sez. Lazio, 1653/2002; Sez. Sardegna, 440/2002 )
Con la sentenza parziale n. 773/2005, emessa in un giudizio collegato a quello in questione, la Corte ha aderito al suddetto orientamento giurisprudenziale favorevole alla maggiorazione del 18% sull’assegno personale di funzione.
Senonchè, a porre un punto fermo in giurisprudenza, sono intervenute le Sezioni Riunite ad affermare – in sede di risoluzione di questione di massima ( cfr. 9/QM/2006 ) – che nessun rilievo può essere riconosciuto all’espressione “ si aggiungono alla retribuzione individuale di anzianità “ utilizzata dal legislatore nell’istituire gli assegni in questione, previsti a favore degli appartenenti alle Forze Armate dall’art. 1, comma 9, del d.l. 379/1987 ( convertito nella L. 468/1987 ) e degli appartenenti ai Corpi di Polizia dall’art. 6 del d.l. n. 387 ( convertito nella l. 472/1987 ). Essa, infatti, ha il significato di evidenziare l’autonomia di tali emolumenti in ragione della diversa natura giuridica, stante il fatto che essi non vanno a confluire indistintamente nella r.i.a., ma invece si cumulano a questa nel confluire nello stipendio di base, senza restare assorbiti al suo interno, mantenendo così le loro caratteristiche peculiari.
In tal senso è la ormai consolidata giurisprudenza delle Sezioni di appello ( cfr., tra tutte, Sez. III, 139/07 ).
Rimandando alle argomentazioni espresse sia dalle Sezioni Riunite che dalle Sezioni di appello, ritiene questo Giudice infondato il ricorso
La Corte dei conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Puglia, definitivamente pronunciando,
il ricorso n° 31658.
Così deciso in Bari, nella Camera di Consiglio del ventotto aprile duemiladiciassette.
Depositata in Segreteria il 15/06/2017
Messaggio da panorama » dom set 02, 2018 12:35 pm
1. A decorrere dal 1° gennaio 2018, le misure annue dell’assegno funzionale pensionabile di cui all’articolo 31, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2009, n. 51, riferite al personale del ruolo Appuntati e Carabinieri/Finanzieri con 17 anni di servizio, sono incrementate di euro 10,00.