Source: http://www.gurs.regione.sicilia.it/Pareri/P990167.HTM
Timestamp: 2018-12-16 02:34:49+00:00
Document Index: 170830693

Matched Legal Cases: ['art.22', 'art.1', 'art.22', 'art.22', 'art.9', 'art.1', 'art.22']

Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana - Parere 167 del 1999
Gruppo II /167.99.11
OGGETTO: Imprenditoria giovanile - Esatta interpretazione delle norme che prevedono i requisiti di ammissibilità ai contributi - L.r. 25/93 e D.P. Reg. n.50/95.
1. Con la nota in riferimento è stato chiesto il parere dello scrivente Ufficio su talune perplessità manifestate dal Nucleo di Valutazione e relative alla esatta interpretazione dell'art.22 L.r. n.25/1993 e dell'art.1 D.P. Reg. n.50/1995 (Regolamento attuativo).
In particolare, si chiede di conoscere se i progetti da ammettere ai benefici di cui all'art.22 L.r. 25/93 debbano essere proposti da "nuove" imprese e, quindi, da imprese non ancora operanti, o possono essere proposti da imprese tendenti ad ampliare l'attività esistente; se i giovani della società proponente possono o meno esercitare altra attività di impresa o essere soci di altra società con attività avviata.
2. Sui quesiti posti, ritiene lo scrivente Ufficio di poter condividere l'orientamento manifestato nella relazione a firma dell'ing. XXXX, allegata agli atti. Invero, l'art.22 della L.r. 25/93 ha lo scopo di "favorire lo sviluppo della imprenditoria giovanile" la qualcosa, in assenza di disposizioni contrarie o limitative, può avvenire o favorendo il sorgere di nuove imprese giovanili o incentivando lo sviluppo di quelle già esistenti purchè, ovviamente, in possesso delle caratteristiche normativamente previste.
Come esattamente rilevato nella relazione prima citata, conforta tale orientamento la circostanza che tra i requisiti di ammissibilità alle agevolazioni, il regolamento prevede l'assenza di dichiarazione di fallimento, requisito che non avrebbe alcun senso se riferito ad imprese che non hanno mai operato.
Ciò che occorre accertare è che si tratti di effettivo progetto di sviluppo produttivo (e, pertanto, di un "quid" nuovo rispetto alla attività espletata) e non di una delle ipotesi (ammodernamento, ristrutturazione, ampliamento ecc) di cui all'art.9 comma 8° del regolamento (D.P. Reg. n.50/95).
Anche sul secondo punto si condivide l'orientamento manifestato nella relazione allegata agli atti. Nè la legge, nè il regolamento, infatti, impongono il divieto per i soci, di partecipare ad altra impresa o di essere soci di altra società, fatta eccezione per la disposizione contenuta nell'art.1, comma 3, lett. c D.P. Reg. n.50/95 che richiede espressamente, come requisito necessario per l'ammissibilità ai benefici, il non far parte e non aver fatto parte di altre società finanziate ai sensi dell'art.22 l.r. 25/93 e della L.r. n.37/78.
In definitiva la linea interpretativa svolta nella relazione a firma dell'ing. XXXX appare conforme al dettato normativo e come tale condivisibile.