Source: https://www.diritto.it/in-che-modo-un-impresa-puo-dimostrare-la-dissociazione-completa-nei-confronti-di-un-proprio-cessato-legale-rappresentante-e-di-direttore-tecnico-condannato-triennio-anteriore-alla-pubblicazione-del/
Timestamp: 2018-03-25 03:04:18+00:00
Document Index: 176232891

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 75', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 75']

In che modo un’impresa può dimostrare la dissociazione completa nei confronti di un proprio, cessato, legale rappresentante e di direttore tecnico, condannato triennio anteriore alla pubblicazione del bando di gara, per il reato di turbata libertà degli
Intervenuta la condanna per turbata libertà degli incanti nel periodo rilevante da parte di soggetto che ha avuto cariche nella società e che in quella continua a detenere la posizione di socio, l’esclusione di questa dalla procedura concorsuale può essere evitata solo se vi è la prova di una dissociazione concreta dell’impresa : la dissociazione, non trattandosi di istituto giuridico codificato, può aver luogo in svariate forme ma è certo che deve risultare esistente, univoca e completa
Il Consigli di stato con la decisione numero 4804 dell’ 11 settembre 2007 ci insegna che:
< Si parla qui di sentenza di condanna per il reato di turbata libertà degli incanti, riportata nel periodo ritenuto rilevante dall’art. 75 del dpr. 554/99 (ossia nel triennio anteriore alla pubblicazione del bando di gara), da soggetto che aveva rivestito la qualità di legale rappresentante e di direttore tecnico della impresa.
Partendo da questo dato, e senza che vi fosse necessità di particolare motivazione per dimostrare che si trattava di condanna idonea ad assumere capacità qualificatoria in punto di “affidabilità morale e professionale”, il Tar si è orientato nel senso della doverosità dell’esclusione essendo mancata, da parte della impresa, la prova di “aver adottato atti o misure di completa dissociazione” (art. 75, lettera c) ed anzi risultando che la Società aveva “agito in direzione inequivocabilmente opposta ammettendo il Sig. ALFA Giuseppe come socio nella propria struttura sociale”.
La ricostruzione operata dal Tar è contestata a partire dal duplice rilievo che, quando è intervenuta la condanna, il Sig. B. non era più amministratore e che, comunque, la società nulla avrebbe potuto nei suoi confronti non consentendo l’attuale disciplina civilistica né la proposizione di azioni di responsabilità verso l’ex amministratore né provvedimenti di carattere espulsivo nei confronti dei soci.
La tesi non convince. La disposizione alla stregua della quale è predicata l’esclusione della società appellante è posta a tutela di un interesse che trascende quello dei soci e che si riferisce al mercato degli appalti pubblici.>
< Ciò vuol dire che l’obiettivo di interesse pubblico perseguito non può essere eluso facendo riferimento ad argomenti di carattere formalistico quali il venir meno della carica al momento della condanna o la mancanza di strumenti per modificare coattivamente la compagine sociale>
< La dissociazione, non trattandosi di istituto giuridico codificato, può aver luogo in svariate forme ma è certo che deve risultare esistente, univoca e completa.
Tanto non risulta nella fattispecie (nella quale alcuna azione è stata promossa dalla Società, che quanto meno aveva titolo ad azione risarcitoria) sicché la società deve restare soggetta alle conseguenze tipizzate dall’art. 75 dpr 554, ossia all’esclusione dalla gara>
REPUBBLICA ITALIANA N. 4804/07 REG.DEC.
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 974 REG.RIC.
Sull’appello n. 974/2006 proposto dalla soc. ALFA COSTRUZIONI S.R.L. IN PROPRIO E QUALE CAPOGRUPPO A.T.I.,
A.T.I. –** S.R.L. rappresentate e difese dall’avv. Roberto Prozzo con domicilio eletto in Roma Via Merulana, n. 234 presso l’avv. Giuliano Bologna;
la Soc. BETA COSTRUZIONI DI SERGIO BETA rappresentata e difesa dall’avv. Antonio Lamberti con domicilio eletto in Roma Viale Parioli, n. 67 presso l’avv. Antonio Lamberti;
la SOC. ETA FAP S.R.L. rappresentata e difesa dall’avv. Antonio Lamberti con domicilio eletto in Roma Viale Parioli, n. 67 presso l’avv. Antonio Lamberti;
la Soc. GAMMA S.R.L. rappresentata e difesa dall’avv. Antonio Lamberti con domicilio eletto in Roma Viale Parioli, n. 67 presso l’avv. Antonio Lamberti,
L’aggiudicazione, dopo un ripensamento nella fase della aggiudicazione provvisoria, ha avuto luogo in favore della Ati ALFA costruzioni – Lavori generali e contro questo provvedimento è insorto davanti al Tar Campania l’originario aggiudicatario (ati BETA costruzioni).
Il Tar, con la sentenza qui gravata dalla ati ALFA costruzioni s.r.l., ha annullato l’aggiudicazione sul rilievo che la stessa ati avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara poiché il Sig. Giuseppe ALFA, già legale rappresentante e direttore tecnico, aveva riportato condanna per turbata libertà degli incanti.
La sentenza del Tar, che ha annullato l’aggiudicazione a favore dell’ati ALFA costruzioni s.r.l. a partire dall’assorbente censura che questa avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara, merita conferma.
Si parla qui di sentenza di condanna per il reato di turbata libertà degli incanti, riportata nel periodo ritenuto rilevante dall’art. 75 del dpr. 554/99 (ossia nel triennio anteriore alla pubblicazione del bando di gara), da soggetto che aveva rivestito la qualità di legale rappresentante e di direttore tecnico della ALFA costruzioni.
Partendo da questo dato, e senza che vi fosse necessità di particolare motivazione per dimostrare che si trattava di condanna idonea ad assumere capacità qualificatoria in punto di “affidabilità morale e professionale”, il Tar si è orientato nel senso della doverosità dell’esclusione essendo mancata, da parte della ALFA costruzioni, la prova di “aver adottato atti o misure di completa dissociazione” (art. 75, lettera c) ed anzi risultando che la Società aveva “agito in direzione inequivocabilmente opposta ammettendo il Sig. ALFA Giuseppe come socio nella propria struttura sociale”.
La ricostruzione operata dal Tar è contestata a partire dal duplice rilievo che, quando è intervenuta la condanna, il Sig. ALFA Giuseppe non era più amministratore e che, comunque, la ALFA costruzioni nulla avrebbe potuto nei suoi confronti non consentendo l’attuale disciplina civilistica né la proposizione di azioni di responsabilità verso l’ex amministratore né provvedimenti di carattere espulsivo nei confronti dei soci.
N°. RIC.974/2006