Source: http://www.coffeenews.it/le-categorie-del-catasto-fabbricati-in-dettaglio
Timestamp: 2017-07-25 13:00:57+00:00
Document Index: 31145434

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art. 10', 'art. 2135', 'art.10', 'sentenza ', 'sentenza ']

I gruppi di categorie che rappresentano il patrimonio immobiliare urbano sono cinque, si distinguono in immobili a destinazione ordinaria e immobili a destinazione speciale e particolare. Quello che segue è l’elenco delle attuali categorie; per ogni categoria segue una breve descrizione delle caratteristiche ordinarie dettate dalle circolari e note del Catasto: Circolare n. 5 del 14 marzo 1992 della Direzione Generale del Catasto e dei SS.TT.EE.; nota C1/1022/94 della Direzione Centrale del Catasto e dei Servizi Geotopocartografici e della Conservazione dei RR.II.; Circolare n. 4 del 16 maggio 2006, che ne hanno ridefinito alcune caratteristiche, rispetto all’impianto del catasto, a seguito della prima revisione degli estimi.
DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE CATASTALI
GRUPPO “A’’
(Unità immobiliari per uso di abitazioni o assimilabili)
Nell’assegnare le uu.ii. a queste categorie si deve badare che essendo la qualificazione dei tipi relativi variabile da luogo a luogo, essa deve corrispondere al significato che ha localmente e che inoltre l’assegnazione a determinata categoria va fatta in base alla destinazione propria di ciascuna uu.ii. risultante dalle sue caratteristiche costruttive e non in base all’uso attuale o alle destinazioni che la parte richiede.
Unità immobiliari costituite da un unico fabbricato o comprendenti almeno un intero piano. Di solito sono in ottima posizione centrale o eccentrica, isolata o se contigue, con ampio spazio circostante, dotato di verde ed eventuale parcheggio auto. Hanno affaccio su strada principale, su piazza o verde pubblico. In alcuni casi possono far parte di questa categoria anche miniappartamenti ricavati dal frazionamento di ville, qualora si trovino in posizioni di particolare pregio o prestigio. Nei fabbricati cui appartengono le abitazioni di tipo signorile ai piani sottostanti è ammessa la compresenza delle categorie C/6, C/1, A/10 o D/5 (magazzini e laboratori). Hanno caratteristiche costruttive tali che spiccatamente si differenziano da tutte le altre uu.ii., sia per la solidità, conservazione e manutenzione delle strutture murarie e sia perché costituite da un gran numero di vani alcuni dei quali di grande ampiezza. La dotazione di impianti è completa o esuberante. Sono dotate di spazio verde, di
parcheggio auto, di eventuale guardiola custode, sale riunione, ecc. Le parti esterne del fabbricato sono ben rifinite: piastrelle o marmo o pietra naturale con intonaco resino-plastica. Infissi e serramenti in legno di pregio. Atrio e scale in marmo o pietra naturale o cotto pregiato. I vani di queste uu.ii. sono sempre ben aerati ed illuminati e con finimenti lussuosi o per lo meno ricchi: bagni e cucina piastrellati. Se ubicate in zone alluvionali si inseriranno nelle classi minime.
Unità immobiliari costituite da appartamenti ben rifiniti e decorosi sia nelle parti esterne (facciate semplici ma piacevoli, ingressi più o meno ampi, scale comode e luminose, ecc.) che nelle interne (pavimenti in buon materiale, coloriture e
tappezzerie discretamente ben rifinite, infissi in legno ben connessi e di lavorazione accurata, ecc.). Queste uu.ii.,specialmente alle alte classi, hanno i vani ben disimpegnati, con minimo due camere più servizi, ben aerati ed illuminati e sono munite di impianti fissi di riscaldamento, ascensore (oltre il terzo piano), citofono e bagno. In detta categoria rientrano altresì i fabbricati “a schiera” da non comprendere nelle classi minime.
Nelle località a vocazione turistica possono essere classificate in A/2 anche abitazioni prive di riscaldamento. Se ubicate in zone alluvionali si inseriranno nelle classi minime.
Unità immobiliari poste in fabbricati di costruzione alquanto recente e costituite da alloggi decorosi ma costruiti con la massima economia ed aventi pertanto strutture leggere, pavimenti semplici, vani di ampiezza normale (medio-piccola) con accessori e dipendenze strettamente sufficienti. Munite di riscaldamento centralizzato ma non sempre di ascensore e di citofono, completezza di impianti tecnologici e dotazione di non più di un servizio igienico. Sono compatibili con la categoria anche quelle unità immobiliari (minialloggi) di consistenza inferiore a quella propria delle abitazioni di tipo economico e quelle appartenenti a quella propria delle abitazioni di tipo economico e quelle appartenenti a fabbricati a schiera, con caratteristiche costruttive, tecnologiche, di rifinitura e dotazioni propri della categoria Si trovano generalmente nei grandi centri e costituiscono o grandi isolati a più piani con molti alloggi di tre o quattro vani ciascuno ovvero casette a uno o due piani con pochissimi alloggi. Hanno esposizione prevalente alquanto insoddisfacente. Se ubicate in zone alluvionali si inseriranno nelle classi minime.
Unità immobiliari costituite da tre o quattro vani con strutture ordinarie, non sempre ben conservate. Opere esterne semplici, vani di dimensioni medie quasi sempre non disimpegnati, con accessi anche da balconi esterni. Sprovvisti quasi sempre di impianti di riscaldamento e bagno, gabinetto esterno sovente in comunione, e se nelle ultime classi questi impianti esistono, sono sempre molto semplici e di tipo comunissimo. Hanno finiture semplici, anche rustiche. Nei piccoli centri, tali unità costituiscono a volte un unico fabbricato con finimenti rustici, mentre invece in città si compongono di piccoli appartamenti
situati o in caseggiati a carattere popolare, ovvero in fabbricati di aspetto civile, ma in tal caso posti agli ultimi piani e con prospetto sul cortile. Tale categoria non trova più applicazione alle unità immobiliari abitative di recente edificazione, ma può essere attribuita ad abitazioni di vecchia costruzione con grado di finimento semplice, con dotazione scarsa di impianti e
non corrispondenti agli standard correnti. Possono ritenersi compatibili con la categoria, sempre che il fabbricato non sia
stato costruito in zona a vocazione di ville e villini (quindi in zona rurale), le unità immobiliari costruite in aderenza ad altri fabbricati oppure quelle isolate e dotate di attinenze scoperte di modestissima entità, a condizione che le caratteristiche costruttive e di rifinitura siano di modesto livello e la dotazione di impianti e servizi limitata. Se ubicate in zone alluvionali si inseriranno nelle classi minime.
Con la Circolare n. 5 del 14 Marzo 1992 la categoria A/5 (come pure la A/6) è stata annullata, in quanto non rappresenta più tipologie abitative ordinarie. Rimangono quelle già esistenti nella banca dati catastale, che vengono variate di categoria in occasione della prima variazione. "Unità immobiliari appartenenti a fabbricati edificati nel periodo antecedente gli ultimi eventi bellici, non ristrutturati e con livelli costruttivi e di dotazione di impianti e servizi insufficienti oppure ordinariamente inferiori agli standard attuali; rifinitura di modesto livello e vetustà ".
Come le abitazioni del tipo ultrapopolare (A/5), entrambi rispondenti, nello spirito della norma, a realtà edilizie e di utilizzazione consuete all’epoca della formazione del N.C.E.U., attualmente non rappresentano più tipologie abitative ordinarie perché al di fuori degli standard minimi indispensabili per l’uso cui dette categorie fanno riferimento. Gli immobili già censiti in dette categorie sono caratterizzati dall’assenza o carenza degli indispensabili servizi igienici e, spesso, anche di altre dotazioni ora ritenute indispensabili. Attualmente dette unità vengono adeguate alle minime condizioni abitative – e, quindi, meritano un nuovo appropriato classamento – o non hanno subito interventi di riadattamento e, quindi, per il principio dell’ordinarietà, non possono che essere classate – sia pure nelle classi più basse – nella categoria che rappresenta le unità più povere di
dotazioni: categoria A/4.
Costruzioni isolate a pianta irregolare, piacevoli alla vista, costituite da una o due unità immobiliare con vani di dimensione media ben disimpegnati ed aerati. Sono provvisti di impianti completi e accessori e quasi sempre sono circondate da
cortile ampio o verde. Rifiniture interne di discreto pregio con pareti interne rivestite in piastrelle nei bagni e cucina.
L’abitazione in villini (A/7) ha un numero di vani mai inferiore a tre più cucina e servizi. Sono compatibili con la categoria quelle unità immobiliari appartenenti a fabbricati a schiera e quelle di consistenza notevolmente inferiore a quella propria delle abitazioni in villini, e cioè, i minialloggi stagionali. In detti fabbricati è ammessa la compresenza di soli C/6 e C/7. Qualora l’affaccio di queste unità avviene su zone inquinate o a scarso apprezzamento insediativo si accerterà l’u.i. nella classe minima. Se ubicate in zone alluvionali si inseriranno nelle classi minime.
Costruzioni isolate e costituite di una sola unità immobiliare, più o meno lussuosa, ma sempre con finimenti ricchi. Hanno impianti completi e sono provviste di tutte le dipendenze ed accessori. Sono costituite da un numero elevato di vani con rifiniture interne di discreto pregio con pareti interne rivestite in piastrelle nei bagni e cucina. Sono ubicate generalmente nella periferia dei centri più importanti oppure in campagna in zone di villeggiatura circondate da abbondante verde (parco,giardino, cortile). Ad eccezione delle ville situate in zone ricercate dei piccoli comuni, utilizzate per villeggiatura, tutte le altre servono sempre ad uso padronale. In detti fabbricati è ammessa la compresenza di soli C/6 e C/7. Se ubicate in zone inquinate si inserirà nella classe minima. Se ubicate in zone alluvionali si inseriranno nelle classi minime.
Castelli e palazzi eminenti che per la loro struttura, la ripartizione degli spazi interni e i volumi edificati non sono comparabili con le unità tipo delle altre categorie. Essi, ordinariamente, costituiscono una sola unità immobiliare. E’, però, compatibile con l’attribuzione della categoria A/9 la presenza di altre unità funzionalmente indipendenti, censibili nelle altre categorie.
Uffici privati open space. Dette unità immobiliari sono caratterizzate dalla presenza di ampie superfici da attrezzare con pareti mobili, secondo le esigenza temporali dell’ufficio. Sarà però opportuno individuare la superficie del vano medio, abitualmente definita in sede di modulazione degli spazi, ed integrare opportunamente il quadro delle unità tipo. Scuole private (Commissione tributaria Centrale sez.18.a – 14 gennaio 1977), agenzie assicurative, laboratori professionali (per esempio gabinetti medici ubicati nei piani elevati, laboratori odontotecnici, laboratori per analisi, ecc.)
Per esempio baite, baracche in zone terremotate, chalet, dammusi, nuraghi, rifugi di montagna, sassi, trulli, ecc.
GRUPPO “B’’
(Unità immobiliari per uso di alloggi collettivi)
Educandati, ricoveri, orfanatrofi, ospizi, conventi, seminari, caserme.
poliambulatori, fabbricati di proprietà dell’I.N.P.S. adibiti a sanatori antitubercolari, preventori, convalescenziari, ecc.
Compresi gli uffici vescovili e parrocchiali adibiti a uffici e costituenti unità immobiliari indipendenti.
Osservatori astronomici, osservatori meteorologici, ecc.
Pinacoteche, musei, gallerie, accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9; circoli ricreativi. Questi ultimi sono da assegnare alla categoria B/6 quando il circolo ricreativo non ha fine di lucro e, in quanto tale, è assimilabile alle unità immobiliari adibite ad attività culturali. Quando, invece, hanno fine di lucro dovranno essere dichiarati con la categoria propria dell’unità immobiliare, secondo l’uso ordinario della stessa e cioè: abitazione, magazzino, negozio, ufficio privato, ecc.
Quando la cappella privata è annessa ad abitazione, non costituisce separata unità immobiliare e va, pertanto, computata nella consistenza dell’unità immobiliare di cui fa parte, a meno che non abbia accesso diretto da strada, cortile, androne, giardino, ecc.; se la cappella privata, oltre a essere adibita all’esercizio pubblico dei culti, ha le caratteristiche proprie all’uso specifico cui è destinata si assegna alla categoria E/7 e si assoggetta o meno alla determinazione della rendita catastale, secondo che sia ceduta in affitto o gratuitamente.
La categoria B/8 rappresentava i magazzini sotterranei adibiti alla conservazione delle derrate alimentari. Tale destinazione non è più riscontrabile nella ordinarietà e, pertanto, le unità censite nella categoria dovranno trovare appropriata collocazione nella categoria del gruppo ‘C’, in relazione all’uso cui sono destinate.
GRUPPO “C’’
(Unità immobiliari comprendente i locali di uso terziario e commerciale)
I locali occupati da barbieri, modiste, orologiai, nonché gli uffici telefonici, le ricevitorie postali, i banchi del lotto, le esattorie delle imposte dirette, le agenzie bancarie o assicurative, le biglietterie, le sale d’aspetto delle linee automobilistiche di servizio pubblico, ambulatori medici, ecc. posti in comuni locali che hanno ingresso diretto dalla strada pubblica e le comuni
caratteristiche dei locali per bottega, i locali adibiti ad esposizione o a "musicstore" ed in genere quei singoli o gruppi di locali – costituenti unità immobiliari – dove si effettua la vendita, con prevalenza al dettaglio, di merci, di manufatti, prodotti, derrate, ecc. e quei locali dove la vendita si accompagna con prestazioni di servizio come, ad esempio, trattorie e ristoranti, pizzerie, panetterie (intese come locali di vendita al minuto del pane), bar, caffè, ecc.
Fienili agricoli e non agricoli, soffitte e cantine disgiunte dall’abitazione; quei locali dove si esercita la vendita all’ingrosso di merci, manufatti, prodotti,derrate, ecc. o solo adibiti a contenere questi ultimi, ma che non abbiano apprestamenti per mostre (vetrine). Generalmente i locali della categoria C/2 sono di maggiori dimensioni di quelli della categoria C/1, sono ubicati in posizione prevalentemente eccentrica e non hanno, di solito, apprestamenti per mostre.
Anche quando sono costituiti da diversi tipi di costruzione, come, ad esempio, una falegnameria con tettoia per deposito legnami o dei locali utilizzati per la lavorazione artigianale del marmo; caseifici, forni da pane, macelli e molini di scarsa importanza economica e quando occupano comuni locali suscettibili di diversa destinazione ordinaria senza radicali trasformazioni ed anche non presentano le caratteristiche richieste dall’art. 10 della legge, senza tener conto dell’entità del reddito dell’industria in essi locali esercitata; officine per la riparazione di autoveicoli; impianti per lavaggio autovetture, se dotati di attrezzature semplici e, quindi, con esclusione di impianti fissi nei locali; le porzioni di stazioni di servizio adibite ad autofficine e/o autolavaggio chiuso, con idonea attrezzatura e relativa area asservita; tutti quei locali nei quali gli artigiani (p.e. i fabbri, falegnami, ecc.) provvedono alla lavorazione e trasformazione di semilavorati, in prodotti finiti. "Questi locali adibiti a laboratori artigianali sono normalmente ubicati in periferia o nel corpo della città e solo eccezionalmente in località centrali. Di
regola non hanno gli adattamenti delle botteghe per la vendita, sebbene talvolta l’artigiano lavori non soltanto per commissione ma anche per la vendita diretta alpubblico."
Compresi quelli costruiti o adattati per tali speciali scopi e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni, se non hanno fine di lucro, ricreatori religiosi; costruzioni destinate all’esercitazione dei pompieri; sale per
ginnastica, locali e fabbricati per dopolavoro. In ogni caso non le palestre private a fine di lucro.
(compresi quelli costruiti o adattati per tali speciali scopi e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni, se non hanno fine di lucro). In parole povere: le colonie. Gli stabilimenti balneari a fine di lucro vanno accampionati in D/8.
Box per auto, posti auto scoperti, rimesse per autoveicoli o per imbarcazioni, autorimesse. Queste ultime se costruite o adattate per tale destinazione e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni, se non hanno fine di lucro e se non rientrano nell’art. 10 della legge 11 ago-sto 1939, n. 1249, come modificato dal D.L. 9 aprile 1948, n. 514.
Lavatoi pubblici coperti; posti auto su aree private coperte o su piani "pilotis". Queste ultime unità immobiliari, caratterizzate da spazi – delimitati con segnaletica a terra – ricavati su aree o spazi coperti privati, quali i piani "pilotis", e che venivano censite nella categoria C/6, troveranno collocazione nella categoria C/7, opportunamente integrata nelle sue unità tipo.
(Comprendente le categorie speciali a fine produttivo o terziario)
Fabbricati ove si svolge un’attività industriale a mezzo di meccanismi inamovibili per necessaria infissione, ovvero gli stabilimenti o le fabbriche che occupano interi fabbricati o porzioni di fabbricati nei quali si svolge un’attività intesa a produrre un bene economico e, comunque, capace di trasformare la materia prima in prodotti finiti e vendibili (ad esempio una fabbrica di automobili o di motocicli, un polverificio, uno zuccherificio, una distilleria, ecc.), o intesa a generare prodotti e servizi per venderli ad altri o ricavarne un utile (ad esempio, autosilos dotati di impianti di sollevamento delle autovetture per l’attività di ricovero delle stesse); falegnamerie che non hanno carattere artigianale, cabine elettriche, centrali idroelettriche; rientrano nella stessa categoria anche i forni da pane, caseifici e molini di rilevante importanza economica e cioè, quando, per le
condizioni di fatto, si possono, loro riconoscere le caratteristiche di opifici.
Villaggi turistici; case di riposo o pensionati per anziani; locande. (quando abbiano le caratteristiche per rientrare nell’art.10 della Legge)
Arene, discoteche, parchi giochi, parchi zoo e zoosafari. (quando abbiano le caratteristiche per rientrare nell’art.10 della Legge).
D/4 – CASE DI CURA E OSPEDALI, POLIAMBULATORI (QUANDO ABBIANO FINE DI
Limitatamente ai fabbricati o parti autonome di essi e non le comuni agenzia bancarie o quelle assicurative che devono rientrare, secondo il concetto dell’ordinarietà prevalente (non occasionale) nella zone ed in base alle caratteristiche costruttive e all’uso appropriato, in una delle categorie dei gruppi A (p.e. A/10) o C (p.e. C/1). (quando abbiano le caratteristiche per rientrare nell’art.10 della Legge).
Sale per bowling, stadi e piscine; aree con attrezzature sportive; campi sportivi senza costruzioni (p.e.: calcetto, tennis, palla a volo, basket, baseball, ecc.) o con semplici gradinate (quando abbiano fine di lucro); impianti con attrezzature sportive, anche con coperture pressurizzate. Si considerano attrezzature sportive anche i campi da golf, i maneggi e simili. (quando non abbiano le caratteristiche per rientrare nell’art. 10 della Legge edabbiano fine di lucro).
Per esempio un fabbricato costruito per soddisfare determinate esigenze di un opificio industriale al quale non può essere incorporato perché da esso distaccato. Sono compresi in essi i caselli esistenti negli svincoli autostradali e i locali per deposito di attrezzi esistenti lungo le autostrade concesse all’industria privata, gli impianti per lavaggio auto se del tipo automatico con presenza di attrezzature specifiche e sempreché non rientrino a far parte delle stazioni di servizio; le discariche per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani con gestione reddituale; aree di deposito di rottami, inerti, ecc. nel caso in cui, oltre al deposito, nelle aree si svolga l’attività di lavorazione e commercializzazione del materiale, anche se con carattere sussidiario; gli impianti di depurazione delle acque di rifiuto di proprietà di persona o società esterna o estranea al complesso abitativo (condomini "orizzontali" o consorzi residenziali) per cui si possa ipotizzare che la relativa gestione sia reddituale; le porzioni di costruzioni utilizzate dai concessionari d’auto, se dotati di locali con attrezzature specifiche per le operazioni di manutenzione degli autoveicoli; i caselli ferrotranviari; centrali del latte; i fabbricati per gli impianti di estrazione di
acque dal sottosuolo ed in genere le industrie denominate "di occupazione" ovverosia le "industrie estrattive" (quelle cioè, che hanno lo scopo di ricavare direttamente dal sottosuolo i suoi prodotti).
Sono compresi in essi: le aree per deposito di rottami o inerti, porti turistici, ecc. qualora la loro destinazione sia di semplice stoccaggio; capannoni industriali utilizzati per la conservazione dei surgelati; macelli; campeggi; fiere; spazi espositivi; mostre; mercati; compendi commerciali; fabbricati destinati a grande distribuzione, specialmente nei casi di grossi complessi e con rilevanti caratteristiche prettamente commerciali come i grandi magazzini di supermercati, ipermercati ed autogrill autostradali; autosilos privi di impianti di sollevamento ed i parcheggi "a raso" di tipo pubblico; parcheggi a pagamento su aree private; i posti barca nei porti turistici costituiti da ben delimitati specchi d’acqua sui quali vengono esercitati diritti reali – ancorché in regime di concessione demaniale – e caratterizzati dalla presenza di servizi, quali l’approdo, anche se del tipo galleggiante, l’allaccio per la fornitura d’acqua, luce, telefono, oltre ad eventuali locali di uso esclusivo; serre, nel caso in cui la loro funzione sia di solo stoccaggio di piante e fiori, anche se in stato vegetativo, in quanto è preminente l’attività commerciale.
Nel caso in cui le caratteristiche di destinazione e tipologiche sia tali da non consentire, senza radicali trasformazioni, una destinazione diversa da quella per la quale furono costruiti (costruzioni strumentali all’esercizio dell’attività agricola diverse dalle abitazioni, quali, ad esempio, i silos in muratura per stagionatura di foraggi o per la conservazione di cereali, locali o strutture a servizio dell’attività agricola adibite alla mera "protezione" di piante allo stato vegetativo non su suolo naturale, che siano, però, prodotti delle colture praticate dall’azienda cui i manufatti stessi sono asserviti, ecc.), comprese quelle
costruzioni destinate ad attività agrituristiche. Sono riconosciute rurali le costruzioni, appartenenti al possessore o
all’affittuario dei terreni, che servono:
d) alla protezione delle piante, alla conservazione dei prodotti agricoli e alle attività di manipolazione e trasformazione di cui alla lett. c) del comma 2 dell’articolo 3216.L’agriturismo. I requisiti essenziali, oggettivi e soggettivi, che configurano e
caratterizzano l’attività di agriturismo sono:
− l’esistenza di un’azienda agricola condotta da un imprenditore agricolo ai sensi
dell’art. 2135 c.c.;
− l’espletamento di un’attività di ricezione ed ospitalità in strutture interne
all’azienda suddetta;
− la prevalenza delle attività agricole (dirette o connesse) rispetto a quella di
gestione dell’agriturismo;
− la somministrazione prevalente di prodotti propri o derivati da materie prime
direttamente provenienti dal fondo.
costituiti da ben delimitati specchi d’acqua, sui quali vengono esercitati diritti reali ancorché in regime di concessione demaniale, caratterizzati dalla presenza di servizi, quali l’approdo al molo (anche di tipo galleggiante) l’allaccio alla
fornitura di acqua, luce, telefono, oltre ad eventuali locali di deposito di uso esclusivo. Nella stessa categoria andranno censiti gli stabilimenti balneari, oggetto di concessione demaniale, che hanno fine di lucro. Si noterà che alcune categorie del gruppo D ripetono le definizioni di altre categorie dei gruppi precedenti: D/4 e B/2, D/6 e C/4, D/7 e C/3, D/8 e C/1. Ciò che distingue le categorie del gruppo D da quelle del gruppo C è la presenza d’impianti fissi e la loro caratteristica di poter essere modificate nella destinazione solo con radicali lavori di trasformazione; mentre le D/4 (le cliniche private) differiscono dalle B/4 in quanto hanno fine di lucro. È bene ricordare che i locali destinati ad abitazione del personale di custodia degli immobili di categoria D (con la sola eccezione degli alloggi per i guardiani delle dighe) devono sempre essere dichiarati separatamente dall’azienda, come unità immobiliari appartenenti al gruppo A.
(Comprendente le categorie particolari a uso pubblico o di interesse collettivo)
stazioni ferroviarie, porti, aeroporti, stazioni per metropolitane, funivie, sciovie,ecc.
(esenti permanentemente dall’imposta fabbricati).
Edicole per giornali, i chioschi per bar, per rifornimento di autoveicoli, per sale di aspetto di tranvie; le stazioni autotranviarie; le stazioni di servizio autostradali adibite a vendita di carburanti e lubrificanti dotati di area scoperta pertinente di eventuale autolavaggio (a spazzole rotanti), di chiosco, di piccolo locale di deposito, nonché di locale per una esigua e contenuta attività di vendita dei principali articoli di autoaccessori; tettoie ad uso pubblico sulle spiagge, padiglioni di Enti Comunali di Assistenza, pese pubbliche, gli orinatoi pubblici (vespasiani); gli impianti di depurazione delle acque di rifiuto a gestione
residenziale pubblica o privata, senza scopo di lucro.
Per mercati, per posteggio bestiame, ecc. tettoie infisse su suolo pubblico o di transito adibite a mercato pubblico; aree attrezzate a sosta per caravan, senza fine di lucro; l’unità immobiliare destinata a fiera costituita soprattutto da aree
scoperte, di volta in volta appositamente attrezzate con strutture e stand amovibili per le esigenze espositive, attrezzate unicamente con semplici costruzioni destinate a soddisfare le esigenze primarie (biglietteria, servizi igienici, accoglienza, etc.). Solo in tale fattispecie, che rappresenta una naturale evoluzione del concetto di “recinto”, l’unità immobiliare è censita nel gruppo E ed in particolare nella categoria E/4. (esenti permanentemente dalla imposta fabbricati).
(esenti permanentemente dalla imposta fabbricati).
Quando detti fabbricati sono di proprietà di privati si assoggettano o meno alla determinazione della rendita catastale secondo che siano ceduti in affitto o gratuitamente.
(esenti permanentemente dalla imposta fabbricati)
Ad esempio: le discariche per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani (quando la loro gestione non configura fonte reddituale); i magazzini per consorzi agrari, gli acquedotti civici (torri piezometriche, vasche per la riserva idrica, locali per i depuratori e regolazione dell’acqua potabile), i mattatoi pubblici, i campi sportivi pubblici, i campi di tiro a segno, le piscine, ecc. (esenti permanentemente dalla imposta fabbricati)
Le entità urbane di tipo F sono state istituite contemporaneamente alla procedura DOCFA per identificare quei casi in cui l’u.i. non produce reddito. Sono tipologie sempre esistite, ma che sono state codificate per permettere alla macchina di riconoscerle. Il gruppo F non ha alcuna rendita catastale, non deve essere mai rappresentato in planimetria, ma sempre e solo sull’elaborato planimetrico. È composto dallecategorie:
Aree di corte urbana che, per qualche motivo (di solito per effettuare una successiva compravendita) non sono legate ad alcuna unità immobiliare appartenente agli altri gruppi.
Si tratta delle unità che in parte o in toto sono inabitabili: unità parzialmente demolite, dirute, o che, in ogni caso, non producono reddito. Per queste unità è necessaria una relazione tecnica che sia breve, ma non lapidaria, contenente i
dati del tecnico dichiarante; gli identificativi catastali dell’u.i.; la descrizione dello stato dei luoghi, con particolare riferimento alle strutture, le dotazioni tecnologiche e lo stato di manutenzione; documentazione fotografica (consigliabile, ma non obbligatoria). Non è consentito dichiarare unità collabenti partendo da unità già denunciate, quindi è possibile presentare un’u.i. in F/2 solo con documenti di ACCATASTAMENTO, ma mai in variazione. Il solo modo di intervenire con DOCFA su u.i. divenute inagibili è la DEMOLIZIONE TOTALE.
Si tratta di u.i. esclusivamente di nuova costruzione per le quali non risulta ancora ultimata la costruzione. Si ricorre a questa categoria, in genere, quando è necessario fare una compravendita prima dell’ultimazione del fabbricato. Anche in questo caso deve essere allegata una breve relazione tecnica, contenente: i dati del tecnico dichiarante; gli identificativi catastali dell’u.i.; la descrizione dei lavori eseguiti; seguiti dalla dichiarazione "in vista di una sua utilizzazione per atti traslativi o per altra funzione giuridica".
Sono il corrispondente delle F/3 per la denuncia di variazione. Si tratta di u.i. non ancora definite, p.e.: frazionamento di ville da cui sono ricavati miniappartamenti per i quali non siano ancora definiti la forma e/o il numero delle u.i. e per i quali,
come nel caso precedente, è necessario addivenire a un atto di compravendita; oppure le porzioni di u.i. incapaci di produrre reddito autonomamente, come nel caso di stanze che vengono scorporate da un appartamento per essere compravendute, ecc. Anche per questa categoria si richiede una breve relazione tecnica.
Qualora una ditta diversa da quella del piano sottostante intenda sopraelevare, si istituisce il lastrico solare per poter procedere alla compravendita del lastrico stesso.
agenzia del territorio catasto ubano categorie catastali categorie catastali in dettaglio circolare n. 4 del 16 maggio 2006 circolare n. 5 del 14 marzo 1992 dalla categoria A alla categoria F
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255 commenti	gennaro 21 gennaio 2012 a 22:01
vorrei soddisfare una mia curiosità se è possibile… uno studio qualsiasi (avvocati, ingegneri, geometri o qualsiasi libero professionista) che ha accesso sulla strada (tipo negozio) come deve essere accatastato?? A/10 o con la lettera C?? e se accatastato in diversa destinazione quanto costa più o meno la voltura?? Grazie e mi congratulo per il sito è completissimo…
amedeu 22 gennaio 2012 a 14:58
Più che la voltura, passare da una categoria C da una categoria A/10, pensiamo ti occorra l’autorizzazione comunale (DIA) di cambio di destinazione d’uso.
rosa 28 marzo 2012 a 11:24
il geometra accampa scuse per non darmi il progetto che mi fece anni fa per ampliare un terrazzino(mai fatto)Io volevo ripresentarlo nuovamente in comune ma lui trova scuse Rispondetemi vi prego
amedeu 28 marzo 2012 a 13:23
Anche un progetto ha i suoi limiti di tempo.
Se parli di anni fa, probabilmente le cose sono molto cambiate da allora, dal punto di vista costruttivo (con la legge antisismica), per l’urbanistica, in quanto, può darsi che per la tua zona non valgano più le norme di allora, per la tariffa corrisposta allora al geometra e che forse comprendeva una parte del lavoro che ti ha eseguito e chiuso (anche se non hai costruito).
La tua pretesa verso un progetto fatto anni fa , può sembrare, a chi la ascolta, un poco azzardata.
rosa 28 marzo 2012 a 18:25
non mi sono spiegata -non discuto la validità o meno del progetto ma il fatto che il geometra non me lo ridia indietro
amedeu 28 marzo 2012 a 20:09
Scrivigli una lettera Raccomandata con RR chiedendogli una copia di tale progetto, regolarmente pagato, mai avuto, e da mettere ai tuoi atti.
rosa 29 marzo 2012 a 08:03
Carlo 22 novembre 2012 a 20:25
Vivo a L’Aquila. A seguito del sisma l’edificio nel quale vivevo è stato dichiarato inagibile. Attualmente sono in corso i lavori di riedificazione (stesso volume, prospetto etc.) successivi alla demolizione dell’edificio. Chiedo cosa fare a livello catastale. Quali siano gli adempimenti da fare. Mi spiego: Bisogna “disaccatastare” il vecchio edifico e i relativi sub del condominio e riaccatastare ex novo il tutto dopo i lavori? Oppure c’è un’altra soluzione? Bisogna riassegnare i sub con atto notarile e fare un nuovo accatastamento?
amedeu 26 novembre 2012 a 18:59
Poichè nella tua condizione si trovano, purtroppo, molti tuoi concittadini, sarebbe opportuno che tu prendessi contatto con l’Agenzia del Territorio (Catasto) ponendogli la tua quiestione.
Stefano 14 dicembre 2012 a 14:59
Nelle circolari e nella nota da Voi citate all’inizio dell’articolo (che ho scaricato e letto) non trovo esplicito inserimento nella E/9 degli acquedotti civici come invece da Voi indicato indicato nella declaratoria; avete quindi altra fonte UFFICIALE dove questo esempio e’ fatto in maniera chiara? potete citarla? Vi ringrazio
amedeu 16 dicembre 2012 a 13:17
Siamo sempre stati in possesso di tali “declaratorie”, per cui se riesci a trovare una variante (Magari presso l’ufficio dell’Agenzia del Territorio), ti saremmo grati di farcelo sapere.
Stella 12 febbraio 2013 a 00:48
Salve, sto valutando di acquistare un ex-fabbricato rurale (finora mai denunciato al catasto fabbricati, perciò dovrò provvedere io), ma dal momento che non posso completarlo subito per renderlo abitabile vorrei sapere in che categoria verrà presumibilmente accatastato (il piano terra è costituito da un unico locale, di altezza inferiore a 260 cm, con infissi e servizio igienico, il piano sottotetto è al rustico e non ha infissi nè impianti). Grazie
amedeu 12 febbraio 2013 a 19:03
Dipende dalla Regione nella quale abiti.
Per certe zone rurali, diventa semplice mutare la destinazione d’uso, in altre, invece, occorrono addirittura delle autorizzazioni di deruralizzazione dell’immobile.
Devi contattare l’ufficio Edilizia Privata del Comune e fare la stessa domanda che hai avanzato a noi.
Stella 12 febbraio 2013 a 23:36
Ok, grazie (abito in Lombardia, e da quanto mi hanno detto in Comune la denuncia al catasto fabbricati come ex-rurale è d’obbligo, anzi avrebbe già dovuto essere stata fatta dal proprietario precedente)
Alessandra 13 febbraio 2013 a 14:39
Buongiorno, sono un’imprenditrice agricola iscritta alla Camera di Commercio, REA, ho la partita Iva. Non sono IAP (imprenditrice agricola professionale), cioè, non raggiungo un reddito annuo che supera i 7000 € e quindi non sono soggetta a tassazione e contribuzione.
Sto realizzando una struttura agricola connessa alla mia piccola attività. E’ un fabbricato per cui ho ottenuto i permessi a costruire a novembre. Ha una superficie di 75 mq ed è presente un servizio igienico. Sorgerà su di un terreno agricolo di mia proprietà. Il fabbricato avrà un numero totale di 4 locali. Verrà svolto tutto ad opera d’arte e rispettando le normative (su impianti, su altezze, su dimensioni finestre, disimpegni ecc…. ecc…).
Volevo sapere, prendendo spunto da cio’ che contempla la categoria D/10, se sarà possibile appunto, accatastandolo come D/10, risiedere in quell’immobile, insieme a miei 2 familiari conviventi e a mio carico.
Cito testualmente: “a) all’abitazione delle persone addette alla coltivazione della terra, alla custodia dei fondi, del bestiame e degli edifici rurali e alla vigilanza dei lavoratori agricoli, nonché dei familiari conviventi a loro carico, sempre che le caratteristiche dell’immobile siano rispondenti alle esigenze delle attività esercitate”.
amedeu 14 febbraio 2013 a 17:45
Siamo alquanto dubbiosi, poichè la categoria D/10 specifica: ” D/10 – FABBRICATI PER FUNZIONI PRODUTTIVE CONNESSE ALLE ATTIVITÀ AGRICOLE.”
Per quanto, devi avere una conferma dai tecnici della locale Agenzia del Territorio.
davide 4 marzo 2013 a 18:47
Salve vorrei aprire un asilo privato in un locale di circa 120 mq ma non so come è accatastato. deve essere D11, oppure essendo privato è sufficente un accatastamento C10, o addiritura A/2?
amedeu 4 marzo 2013 a 19:53
Deve essere D11; leggi questo nostro articolo
http://www.coffeenews.it/le-categorie-del-catasto-fabbricati-in-dettaglio.
Devi comunque sentire l’ufficio Urbanistica del tuo Comune, in quanto, riteniamo, che gli asili privati, così come quelli pubblici, debbano essere collocati in aree destinate a tale scopo, secondo il vigente PRG.
Massimo 28 aprile 2013 a 18:12
vorrei aprire un centro medico fisisoterapico con annessa palestra per recupero funzionale ed una serie di studi medici. Ho preso in esame una unità immobiliare al primo piano accessoriato di scale e ascensore a norma e tutte le dotazioni di sicurezza di legge necessarie, tale unità è accatastata con codice D8 ed è situata in una struttura commerciale.
Qualora volessi attuare una atività come su descritta anche come Società di servizi nel campo medico-sanitario, per tale scopo è consentito l’uso di tale u.i. o necessità un cambiamento di destinazione d’uso?
amedeu 2 maggio 2013 a 00:04
Quanto cita la categoria “D/8 – FABBRICATI COSTRUITI O ADATTATI PER LE SPECIALI ESIGENZE DI UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE E NON SUSCETTIBILI DI DESTINAZIONE DIVERSA
SENZA RADICALI TRASFORMAZIONI…….” potrebbe consentire, previa la realizzazione di certe opere tale variazione di destinazione d’uso; devi però controllare attentamente contattando un tecnico dell’Edilizia Privata, oppure Sportello Unico del tuo Comune.
Fabio 2 maggio 2013 a 11:36
Salve, sono un ingegnere e sto seguendo dei lavori per un ristorante situato in un antico agglomerato di fabbricati situati nel centro storico di un paese e che risultano accatastaio nelle categoria A/6 e A/4. Penso che si dovrebbe eseguire la variazione di categoia catastale in C/1 “negozi e botteghe”. Vorrei sapere qual è l’iter da seguire per effettuare la variazione catastale. Grazie.
amedeu 2 maggio 2013 a 14:37
Fabio 3 maggio 2013 a 17:38
Ci riprovo, con la speranza che questa volta possa andare meglio
Sto seguendo dei lavori per un ristorante ricavato da un antico agglomerato di fabbricati situati nel centro storico di un paese e che risultano accatastati nelle categorie A/6 e A/4. Penso che si dovrebbe eseguire la variazione di categoria catastale in C/1 “negozi e botteghe”. Vorrei sapere qual è l’iter da seguire per effettuare la variazione catastale. Grazie.
amedeu 3 maggio 2013 a 19:19
Per la variazione degli atti catastali dovrai eseguire la redazione della procedura DOCFA.
Tramite via telematica con l’Agenzia del Territorio (Ex Catasto) dovrai inoltrare la domanda, corredata dalla varia documentazione: visura catastale ecc.
A carico del proprietario dichiarante, resta il compito di produrre copia di altra documentazione quale: le planimetrie catastale antecedenti, il titolo di proprietà (atto notarile di vendita, atto di donazione, copia successione, o altro): inoltre è necessario che presenti gli atti autorizzativi comunali inerenti l’edificio, quali il Permesso di Costruire, DIA, SCIA.
Tutte le informazioni relative alla procedura DOCFA dovranno essere presentate su supporto informatico che permetterà l’aggiornamento immediato degli atti catastali.
Segue il completamento.
Comunque, ti consigliamo di leggere l’intera sequenza presso il seguente link dell’Agenzia del territorio
http://www.agenziaterritorio.it/site.php?id=4022
Luca 18 maggio 2013 a 18:26
Salve, sono un agronomo, una mia cliente, un imprenditrice agricola, ha ristrutturato una stalla ed un magazzino per effettuare l’attività di trasformazione dei prodotti agricoli, un magazzino ed un piccolo punto vendita, attualmente il fabbricato che è stato demolito e ricostruito ed ampliato, ha la categoria catastale C/6 ed in parte C/2. Volevo sapere se per effettuare le attivitá di cui sopra dobbiamo variare le categorie catastali e portare tutte a D/10? Le chiedo questo perchè il geometra vuole per forza variare la categoria catastale in C/3, ma la cosa non mi convince affatto.
amedeu 18 maggio 2013 a 23:53
La categoria D10 sembrerebbe più indicata per attività legate all’agricoltura.
Leggi attentamente le dizioni delle due categorie nell’articolo dal quale ci hai scritto.
Comunque, per toglierti ogni dubbio, puoi sentire i tecnici del locale catasto.
Annalisa 5 giugno 2013 a 09:39
sono da sempre proprietaria di un immobile adibito ad abitazione principale di categoria A/3 con annessa cantina di mq.2 stranamente accatastata come cat. A/4 (come si rileva anche dal rogito notarile di acquisto). Nella stessa situazione si trovano tutti i condomini del palazzo. Ai fini Ici/Imu la cantina è sempre stata considerata pertinenza dell’abitazione principale e ad essa sono quindi state applicate aliquote e/o esenzioni relative alle abitazioni principali.
La scorsa settimana mi sono recata al Caf per farmi fare i conteggi per imposte dei redditi ed Imu e l’impiegato di turno mi ha sollevato il problema asserendo che non era possibile considerare la cantina pertinenza dell’abitazione principale in quanto accatastata A/4, e conseguentemente ha calcolato sulla stessa l’Imu applicando l’aliquota in vigore per le seconde case. A me risulta che spesso le cantine siano addirittura accatastate congiuntamente all’abitazione, quindi “indirettamente” con categorie catastali A, per cui non capisco se sia un problema reale o meno.
Mi domando poi se sono cambiate le regole dallo scorso anno ad oggi. Nel caso per quale motivo gli altri condomini continuano a non pagare l’Imu sulla cantina?
amedeu 6 giugno 2013 a 17:56
La categoria catastale A/4 corrisponde ad una “– ABITAZIONI DI TIPO POPOLARE
Unità immobiliari costituite da tre o quattro vani con strutture ordinarie, non sempre ben conservate…..”
per cui non notiamo tutta la differenza che ha riscontrato l’impiegato.
Annalisa 6 giugno 2013 a 18:31
Quindi posso continuare a considerarla cantina pertinenziale all’abitazione principale?
amedeu 6 giugno 2013 a 18:57
A nostro parere si.
Annalisa 7 giugno 2013 a 09:17
Grazie per il supporto professionale.
Giuseppe 8 luglio 2013 a 11:03
Salve, avrei necessità di chiarimenti se un locale di categoria C6 può essere adibito al solo rimessaggio o se può contenere oggetti di uso familiare a deposito (oggetti casalinghi non utilizzati, piccoli rifornimenti di derrate/prodotti di pulizia, attrezzi, etc.).
Quanto sopra è espressamente regolamentato da norme?
amedeu 8 luglio 2013 a 16:02
Se un locale viene adibito ad autorimessa o rimessaggio imbarcazioni ecc, è soggetto alle normative dei Vigili del Fuoco.
Se vuoi entrare nei particolari, per tue esigenze, devi contattare l’ufficio Prevenzione Incendi di detto Comando.
Claudia 10 luglio 2013 a 17:47
Buongiorno, vorrei aprire uno showroom di abbigliamento e ho visto una soluzione che mi piace molto sita al 1° piano di un bel palazzo storico. Non voglio un negozio fronte strada per garantire privacy alla clientela e quindi questa sarebbe la soluzione perfetta per le mie esigenze.
L’unità è accatastata come A10… va bene per la mia attività o devo chiedere il cambio di destinazione d’uso ai proprietari? Preciso che l’immobile è in locazione. Grazie anticipatamente per la Vs risposta.
amedeu 12 luglio 2013 a 09:52
Nella categoria A10 non ci sono comprese attività o saloni di esposizione
Comunque, ti consigliamo di contattare lo Sportello Unico del Comune o ufficio Edilizia Privata per eventuali chiarimenti e per sapere anche l’altezza interna che deve avere uno showroom.
Graziano 26 luglio 2013 a 17:05
hanno aperto nel negozio sotto il mio appartamento un officina di riparazione moto. L’officina emana odori sgradevoli di gomma, gas di scarico, benzina, ecc, che si sentono in casa e nel mio giardino più o meno constantemente e secondo me quest’officina non ha titolo per operare in quel negozio che infatti è classificato come C/1.
Cosa ne pensate? Cosa posso fare per liberarmi da questo supplizio?
Graziano di padova
amedeu 27 luglio 2013 a 14:26
Il consiglio che possiamo darti è quello di rivolgerti ai Vigili Urbani ed alla ASL (Ufficio di Igiene) della tua zona, richiedendo un sopralluogo per rumori e cattive esalazioni.
SERENA 30 luglio 2013 a 09:01
BUongiorno, vorrei sapere se su un terreno di categoria c/6 annesso alla mia abitazione è possibile costruire una piscina.
amedeu 30 luglio 2013 a 18:40
Probabilmente il tuo terreno avrà una destinazione urbanistica di Piano Regolatore Generale.
Devi controllare quella, e puoi farlo presso lo sportello unico o l’ufficio Urbanistica del Comune.
david 30 luglio 2013 a 15:14
io ho un’attivita di commercio al dettaglio che svolgo nei vari mercati settimanali.al momento utilizzo come deposito merci un fondo classificto d/7 in una zona industriale;il comune ha intenzione di farmi lasciare l’edificio poichè anche se non svolgo lì la mia attività di commercio,la pertinenza di tale edificio risulta commerciale(vista la mia attività).Chi è nel giusto e se il comune ha ragione verso quale tipologia mi dovrei orientare?
amedeu 30 luglio 2013 a 21:14
Come avrai letto nel nostro articolo, la categoria D7 cita: “D/7 – FABBRICATI COSTRUITI O ADATTATI PER LE SPECIALI ESIGENZE DI
UN’ATTIVITÀ INDUSTRIALE E NON SUSCETTIBILI DI DESTINAZIONE DIVERSA SENZA RADICALI TRASFORMAZIONI.”
Se ne deduce che il Comune voglia farti spostare in area idonea, tipo zona Artigianale e Commerciale.
giuseppe 6 agosto 2013 a 21:59
vorrei sapere, se per un piccolo caseificio con annessa la vendita al dettaglio se la categoria catastale C1 va bene, ovvero l’area caseificio è di circa 70 mq sita nel centro del paese?
amedeu 8 agosto 2013 a 12:05
Leggi attentamente la dizione che si da nel nostro articolo relativamente a detta destinazione, e poi confrontati con l’ufficio addetto comunale (Commercio?)
grazia 18 agosto 2013 a 13:07
nel 2004 ho fatto eseguire una ristrutturazione di un appartamento unifamiliare ; da un controllo recente risulta che la sagoma riportata nella mappa catastale del fabbricato principale (abitazione e garage) non corrisponde allo stato di fatto, probabilmente per inseguita presentazione dell’elaborato di aggiornamento della mappa(Tipo mappale) in occasione della avvenuta ristrutturazione dello stesso.
Posso rivalermi sul professionista del 2004 o devo affidare la rettifica ad un nuovo professionista?? Grazie
amedeu 20 agosto 2013 a 09:14
Dipende cosa avevi concordato con il professionista, e quali prestazioni gli hai pagato; nel senso che, se era compreso anche l’accatastamento o la variazione dello stesso.
Devi leggere, se lo avete firmato, il contratto di affidamento dei lavori, oppure la notula dettagliata contenente tutto ciò che ha eseguito il medesimo.
antonio 27 agosto 2013 a 09:51
buogiorno volevo chiedervi un parere sull’accatastamento per nome e conto del mio comune di un fabbricato composto da due piani, al piano terra è posto un mercato ortofrutticolo diviso in box che il comune da in comodato d’uso gratuito ai contadini della zona ed al piano primo un ufficio pubblico, per quest’ultimo la categoria la catastale è B/4 mentre per il mercato avevo pensato alla categoria E/3, che ne pensate ?
amedeu 27 agosto 2013 a 17:08
Una destinazione alquanto anomale: verrebbe da dire D8 anzichè E3.
Per cui ti suggeriamo di chiarirti con il tecnico catastale addetto.
Francesco 9 settembre 2013 a 10:58
Lavatoio pubblico coperto. Vari manufatti di questo genere di pubblica proprietà ed utilizzo non risultano avere una connotazione catastale neanche quando gli stessi sono aree chiuse con ampi finestroni aperti e coperti; quasi sempre questi edifici sono sprovvisti della benché minima identificazione catastale (n. particella)
Sebbene tali edifici troverebbero connotazione nella categoria C/7, la domanda è questa: l’ente possessore, in genere il comune, è obbligato ad accatastare questo genere di fabbricato, ovvero a richiedere almeno una minima identificazione catastale (n. di partiecella)? Potreste cortesemente darmi delle indicazioni normative in tal senso? Grazie
amedeu 10 settembre 2013 a 15:05
Dovrebbero essere accatastati nella categoria E9 “Edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del gruppo E”.
Fernando 21 settembre 2013 a 21:04
Buongiorno, mi rivolgo a questo interessante e competente sito per sottoporre il seguente quesito:
un fabbricato ex rurale ora accatastato come collabente può essere successivamente accatastato con categorie A e C?
amedeu 22 settembre 2013 a 13:39
Le categorie collabenti sono state istituite per quegli immobili che, al momento no hanno reddito, ma che potenzialmente possono averlo.
Leggi le 5 categorie (Da F1 a F5) di questo nostro articolo, e cerca di individuare quella categoria che si identifica con il tuo caso.
A nostro parere un edificio agricolo, se agibile, può essere classificato in altra categoria
giuseppe 3 ottobre 2013 a 20:32
vorrei aprire un caseificio con annesso punto vendita. Il locale dove svolgerei l’attività è di 220 mq. Vista la metratura molta ampia, vorrei vendere, oltre il prodotto, anche pane e salumi con angolo bar. Il locale è accatastato come D1, leggendo sul vostro sito si evince che con questa categoria si può svolgere attività di caseificio, ma vorrei sapere se posso svolgere anche le attività indicare sopra.
In attesa di un Vs riscontro, si porgono cordiali saluti.
amedeu 4 ottobre 2013 a 18:55
Sembrerebbe di si, in quanto si cita: “D1……intesa a generare prodotti e servizi per venderli ad altri o ricavarne un utile …..”
Puoi comunque controllare recandoti presso l’ufficio comunale che tratta licenze per il commercio.
ENZO 23 ottobre 2013 a 11:51
Sono in procinto di acquistare un immobile categoria D2 di 3 piani, composto da mini resicence con attacco gas autonomo con servizi, acquistandolo come persona fisica, senza iniziare l’attività alberghiera con apertura di P.IVA, iscrizione di CCIAA ecc.., come posso fittare le singole unità da privato?
Premetto che le singole unità non sono accatastate singolarmente ma è accatastato, ovviamente, l’ntero fabbricato di 3 piani come D2
amedeu 24 ottobre 2013 a 12:55
Devi affittarle secondo tali indicazioni
Villaggi turistici; case di riposo o pensionati per anziani; locande. (quando abbiano le caratteristiche per rientrare nell’art.10 della Legge
Enrico 24 ottobre 2013 a 23:26
Buonasera avrei bisogno di una delucidazione. Pochi giorni fa sono andata a vedere una casa in vendita molto carina. Da un casolare ristrutturato sono stati creati 6 appartamenti. 2 piani terra con entrata indipendente e 4 appartamenti primo e secondo piano con entrata comune. A questi 4 appartamenti sono state collegate 4 aree urbane senza rendita catastale all’interno della corte adibita a parcheggio per i 4 appartamenti che hanno entrata comune. Visto che gli appartamenti sono privi di cantina, volevo chiedere prima di tutto cosa comporta l’area urbana senza rendita catastale ed inoltre se su tale area collegata all’appartamento da me visto é possibile mettere una casetta di legno per poter sopperire alla mancanza della cantina invece che utilizzarla come parcheggio per il veicolo.
amedeu 26 ottobre 2013 a 09:54
Cosa intendi per area urbana?
Se è all’interno della corte adibita a posti auto deve essere un’area privata. Vero?
Se è così, anche se non ha rendita catastale, sarà stata assegnata, oppure è comune a tutti?
In ogni caso, a nostro parere, non puoi metterci un prefabbricato in legno, a meno che lo stesso non ti venga approvato dal Comune.
Ma se presenti il progetto in Comune devi avere l’autorizzazione di tutti i condomini.
Suarez 26 ottobre 2013 a 10:53
un fabbricato accatastato come C/2 con due appartamenti di perninenza sopra non acatastati costruzione che sorge su area artigianale il tutto non ultimato può essere trasformato il tutto in B/6 per un circolo arci ricreativo… privato le imposte di registro di un B/6 costo? grazie
amedeu 26 ottobre 2013 a 12:06
Per Suarez.
C’è un cambio di destinazione d’uso che va autorizzato dal Comune prima di accatastarlo.
Forse ti occorre una DIA o SCIA.
Senti il tuo Comune
andrea 26 ottobre 2013 a 23:06
Due unità immobiliari. Una al piano terra e l’altra piano primo. Categoria a/7.
Su quella al piano terra ho eseguito un ampliamento. Dovendo ripresentare la scheda catastale di questa unità il geometra mi dice che avendo eseguito l’ampliamento su un terreno che era di proprietà comune inevitabilmente la parte ampliata e anche di proprietà dell’appartamento al piano primo. Considerate che le unità immobiliari sono una di mia proprietà e l’altra di mio padre. A loro dire avrei stessa unità 2 schede catastali con diverse proprietà. E possibile? Che macello avrei al pagamento di imu tari e via discorrendo? Già mi vedo il caf a presentare la situazione… Ma chiudere un occhio no? Che ne pensate?
amedeu 27 ottobre 2013 a 09:31
Puoi ricorrere al diritto di superficie previsto dagli articoli 952/956 del codice civile
In questo caso puoi essere proprietario della casa e non del terreno che hai occupato parzialmente (Area a comune).
Quindi come pagamento delle imposte (IMU o Tares) lo potrai eseguire regolarmente sulla casa.
Ciò, puoi facilmente regolarizzarlo, essendo il comproprietario del terreno il padre.
La difficoltà, difatti, esiste nel modo di accedere a tale diritto, che avviene: per usucapione, per testamento o per contratto
E’ comunque una soluzione accettabile anche per un vicino che non sia parente
Comunque è una situazione che devi affinare con un legale della tua zona, portandogli in visione contratti, progetto e planimetrie catastali.
Enrico 30 ottobre 2013 a 01:03
Si tale area urbana è all’interno della corte e sono 4 posti auto però non delineati da strisce e sono assegnati singolarmente ai 4 appartamenti. Quindi devo comunque prima avere l’autorizzazione dagli altri condomini…??
amedeu 30 ottobre 2013 a 10:23
Si, come spiegato nella nostra prima risposta.
Corrado 28 novembre 2013 a 17:53
Salve, vorrei sapere se è possibile aprire uno studio di registrazione e sala prove per musicisti in un locale accatastato A10. Grazie
amedeu 28 novembre 2013 a 20:22
Pensiamo di no: A/10 – UFFICI E STUDI PRIVATI
Francesca 25 gennaio 2017 a 13:25
Salve, ho un problema analogo, vorrei sapere se è possibile aprire uno studio di registrazione e sala prove per musicisti in un locale accatastato C/2. Grazie. Francesca
amedeu 27 gennaio 2017 a 13:48
Devi controllare presso l’ufficio del commercio del Comune, quale sono le caratteristiche che si richiedono per locali adibiti a studi di registrazione.
Dopo di che devi controllare se i vani che possiedi hanno, o potranno avere (A seguito di lavori autorizzati) le caratteristiche richieste (Esempio finestrature, superficie calpestabile = mq ?, ecc).
Se risulterà possibile, puoi chiedere di effettuare i lavori di adeguamento all’ufficio Edilizia privata comunale, che ti potrà lasciare, o meno, il permesso.
Eseguiti i lavori, dovrai adeguare le piante catastali alla nuova categoria ottenuta.
Naturalmente ti occorrerà un tecnico professionista, che ti segua il caso e accerti a priori la fattibilità del tutto.
Matte 2 dicembre 2013 a 18:57
io devo accatastare un immobile che verrà destinato al deposito di autovetture, ma non alla loro vendita. L’immobile ha superficie di mq. 5160.
Sono in dubbio se sia possibile censirlo con categoria C/2, o se vista la superficie io debba accatastarlo in D/1.
amedeu 3 dicembre 2013 a 19:13
Per Matte.
Parli di utilizzare un immobile della superficie di più di mezzo ettaro, da destinare a deposito autovetture.(?)
Gli uffici preposti sono: l’ufficio Prevenzione Incendi presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, e l’ufficio Edilizia privata del tuo Comune.
Matte 4 dicembre 2013 a 09:55
Si, è un fabbricato industriale che si sviluppa su due piani fuori terra, della superficie di mq. 2580 x piano. Non si effettueranno vendite o trasformazioni di beni, ma è un semplice deposito di autovetture. Il mio dubbio è se, vista la superficie, sia possibile censirlo in C/2 come semplice deposito o se sia necessario accatastarlo in categoria D.
amedeu 5 dicembre 2013 a 18:45
Devi andare a parlare con un tecnico del Catasto ed affrontare questo discorso con lui.
Roberto 4 dicembre 2013 a 16:30
come posso cambiare la destinazione d’uso di un immobile accatastato in B1 (collegi e convitti) in D2 (hotel)?
Ad oggi la struttura ospita in pernottamento una particolare categoria professionale, ma vorrei in futuro trasformarla in un albergo turistico.
La ringrazio per la Sua disponibilità e per la professionalità che ho letto nelle precedenti risposte.
amedeu 5 dicembre 2013 a 18:57
La categoria catastale è una conseguenza dell’edificio collocato in una determinata zona urbanistica.
Devi, dunque, controllare sul Piano regolatore Generale del tuo Comune, se l’immobile si trova in area dove è permesso la realizzazione di un Hotel.
Controlla inoltre le Norme di Attuazione del PRG, relativamente alla zona individuata (C’è un articolo indicato con una lettera dell’alfabeto, che devi leggere)
Se si, devi poi adeguare detto immobile agli standard urbanistici che il Comune applica per detta zona.
conseguentemente, se devi apportare delle modifiche all’edificio, oppure cambiare la destinazione d’uso (Da collegio convitto a Hotel), devi presentare un progetto per ottenere l’approvazione comunale.
marisa 8 dicembre 2013 a 19:34
sono proprietaria di un locale accatastato in C1 (negozi e botteghe), però non è utilizzato nè come negozio nè come bottega, ma da anni è solo un locale inutilizzato. Vorrei sapere se posso cambiare la categoria di accatastamento e con quale. Grazie
amedeu 9 dicembre 2013 a 22:00
Puoi cambiarla secondo quanto è previsto nella normativa del Piano Regolatore (E del Commercio) del tuo Comune.
Quindi devi verificare la destinazione urbanistica della zona ove sorge l’immobile e leggere cosa prevedono le relative Norme di Attuazione.
Simona 10 dicembre 2013 a 11:46
Buongiorno, volevo sapere a quanto ammonta la sanzione per accatastare un fabbricato rurale in abitazione, ora classificato come C/6
amedeu 10 dicembre 2013 a 15:51
Per prima cosa devi accertarti presso gli uffici comunali che sia possibile, per la zona che ti interessa, una trasformazione della destinazione d’uso da C/6 ad A- Abitazione.
Se si, potrai prendere contatti con il tecnico da te incaricato per richiedere l’atorizzazione comunale (DIA) e per la modifica della categoria al catasto.
Ti farà conoscere le spese ed i costi relativi.
domenico 20 dicembre 2013 a 08:00
salve, vorrei un aiuto,
ho avuto in concessione un’area verde comunale per 29 anni, sul quale ho costruito un chiosco-bar amovibile, il mio ingegnere mi ha detto che non si accatasta, mentre il dirigente dell UTC, mi ha detto il contrario, cosa devo fare??? grazie
amedeu 20 dicembre 2013 a 13:33
Essendo una struttura rimovibile, tipo un chiosco di giornali, non dovrebbe essere accatastata, in quanto a carattere puramente provvisorio.
Comunque prendi informazioni anche presso un tecnico della locale Agenzia del territorio (Catasto).
pierluigi 24 dicembre 2013 a 16:08
salve, mi occorre una delucidazione
posseggo un terreno che è classificato C3-1 “ambiti strategici di formazione della struttura urbana” e chiaramente fa parte ad un comparto.
Sto pagando l’IMu come terreno edificabile,la domanda è se sia giusto secondo voi pagare come tale classificazione oppure dovrei pagare per un terreno agricolo?
Ho letto una sentenza della corte suprema di cassazione che dovrei pagare come terreno agricolo , in quanto non posso usufruire del terreno per edificare.
amedeu 25 dicembre 2013 a 22:23
Per Pierluigi.
La zona C3-1 sembra far parte delle zone C in generale definite fabbricabili, ma la effettiva costruibilità la devi verificare sul PRG e sulle relative Norme di Attuazione del tuo Comune.
Premesso quanto sopra, se in detto terreno ti è consentito edificare, sia pur tramite comparto di proprietari ed a mezzo di un piano urbanistico particolareggiato (Lottizzazione, ecc), l’IMU, purtroppo ti viene fatta pagare fino dal momento in cui tale terreno è stato immesso come edificabile nella cartografia e nelle norme del Piano Regolatore Generale.
Questo, in parte è ingiusto, in quanto prima di arrivare alla vera fabbricazione di edifici, passa molto tempo (Non mesi, ma addirittura anni), ammesso poi che i proprietari si mettano d’accordo per costituire un comparto.
Però, purtroppo, i Comuni chiedono da subito l’IMU.
Il fatto che tu abbia trovato una sentenza della corte di Cassazione che dice il contrario, può esserti di enorme aiuto nel fare un ricorso tributario.
Devi però leggere molto attentamente la sentenza, e non solo la decisione finale, ma il corpo della stessa.
Questo, in quanto, talvolta, sembra di aver trovato l’atto che fa per noi, ma poi, leggendolo attentamente dieci volte, appare immancabilmente quel “capello” che ce la fa apparire diversa dal nostro caso.
davide 11 febbraio 2014 a 12:09
ho un locale sulla strada accatastato C1, di circa 90 mq, vorrei mettere una sorta di centro motorio, sono istruttore ISEF, e vorrei mettere poche macchine per riabilitazione. So che le palestre sono accatastate C4, posso comunque lasciare l’accatastamento C1 che è la categoria C piu’ alta?
Grazie pe rle informazioni.
amedeu 15 febbraio 2014 a 20:57
Riteniamo che gli uffici comunali addetti a rilasciarti il permesso per tale attività (Commerciale-sportiva?) ti richiedano i dati catastali ed urbanistici relativi all’attività ed ai locali che vuoi utilizzare.
Può darsi che tali locali abbiano le caratteristiche richieste e non contrastino con la destinazione di zona, ma devi informarti presso lo Sportello Unico in Comune.
Davide 12 febbraio 2014 a 14:11
ho un locale accatastato C1 poichè serviva per un negozio, prima era A10, pagato le relative spese comprese di monetizzazione parcheggi, ora voglio aprire un picoclo centro motorio con qualche attrezzo per far fare ginnastica. Posso tenerlo accatastato come C1 ? (ho letto che le palestre sono C4)
amedeu 15 febbraio 2014 a 21:00
ROSA MARIA 13 febbraio 2014 a 20:02
Tipologia catastale per un giardino
Buonasera! Gradirei avere un Suo suggerimento……. Sono proprietaria di una villetta a schiera costituita da 2 Piani identici, circondata su 3 lati (in quanto è l’ultima villetta) da un piccolo giardino.
A suo tempo l’ingegnere che accatastò il fabbricato, accorpò (di sua iniziativa) il giardino al 1° Piano, accatastandolo con Cat. A/10, mentre il 2° Piano fu accatastato con Cat. A/3. Questo accorpamento ha determinato per il 1° Piano una Rend. Cat. 5 volte maggiore della Rend. Cat. del 2° Piano. Ora gradirei sapere come si può accatastare il giardino (che ha solo una funzione decorativa) senza accorparlo alle unità abitative, che sono entrambe destinate ad essere affittate come abitazioni principali.
Inoltre è possibile considerare il giardino una “pertinenza scoperta”?
In attesa di un Vs. riscontro, ringrazio e saluto cordialmente. ROSA MARIA
amedeu 18 febbraio 2014 a 13:37
Per Rosa Maria.
A/10 sta ad indicare la categoria dedicata agli uffici privati.
Se nel frattempo vi è stato un cambio di destinazione d’uso (Ad appartamento), devi effettuare la variazione presso il locale Catasto,.
Di conseguenza ridurranno anche le rendite catastali.
rita 22 febbraio 2014 a 16:23
sono socia con mio padre e sorella di una Società agricola Semplice (equiparata a Coltivatore Diretto) con annessi fabbricati D10 per i quali abbiamo ottenuto permesso dal comune per trasformazione in Agriturismo, e con rapporto di ore agricole superiore a quelle agrituristiche.
Mi stanno proponendo di acquistare una indipendente A/7, con un terreno che originariamente era agricolo che però negli anni è stato inserito come Ente Urbano, in un’altra Regione diversa da quella in cui si trova l’attuale agritursimo. L’idea è di poter trasformare l’attaule A/7 in D10 come potenziamento e espansione dell’agriturismo già esistente. I terreni agricoli resterebbero quelli esistenti e le ore agricole resterebbero comunque prevalenti. Vorrei sapere cosa fare per trasformazre l’ A7 in D10, basta una relazione agricola al comune o ci vuole qualche altra cosa? Grazie
amedeu 22 febbraio 2014 a 20:45
Molto dipende dalle leggi regionali, che sono molte e differenti fra di loro, per cui ti conviene chiedere informazioni precise presso i tecnici dell’ufficio Edilizia Privata del Comune.
gaia 3 marzo 2014 a 12:43
avrei bisogno di un informazione, come faccio a capire se il mio locale ristorante risulta storico?
amedeu 3 marzo 2014 a 19:27
Come ristorante o come edificio?
Mari 10 marzo 2014 a 20:38
Sto valutando l’acquisto di una villetta in cui in un locale accatastato come cantina sono stati inseriti un lavatoio (per lavare i panni) e un servizio igienico nascosto da una porta a soffietto. E’ possibile mantenere la dicitura cantina o bisogna o modificare (o in alternativa togliere ciò che è di più)?
amedeu 11 marzo 2014 a 18:43
Il notaio dovrebbe farti il contratto solo se lo stato di fatto corrisponde al progetto approvato in Comune, pena nullità dello stesso.
Devi, perciò, controllare presso l’ufficio Edilizia Privata del Comune il progetto approvato (E’ tuo diritto), poi far regolarizzare dal venditore, oppure stipulare l’atto.
guido 10 marzo 2014 a 23:52
Nel 1986 ho chiesto il condono per un immobile con terreno ed ho accatastato anche una tettoia in legno aperta di 12 mq., fatta dai muratori per ricoverare i materiali, ma subito demolita per diniego dei beni ambientali. Nel caso vendessi l’immobile, è necessario l’allineamento catastale o posso ignorare il tutto? Oppure, è sufficiente una comunicazione? Quanto può costare cancellare un rettangolo già pagato nel condono e mai usufruito?
Grazie per l’eventuale chiarimento. Saluti guido
amedeu 11 marzo 2014 a 18:47
Per il costo sarà sufficiente che tu lo chieda ad un geometra professionista della tua zona, il quale dovrebbe eseguire la modifica delle planimetrie catastali (Forse anche del tipo mappale) e riportarlo alla situazione reale.
silvia 3 aprile 2014 a 12:44
ho fatto la domanda sotto un titolo sbagliato e qui la riformulo. una cliente vorrebbe locare uno spazio dove trasferire la sua attività che consiste in palestra di pilates con all’interno studio professionale ( fisioterapia), la destinazione catastale del locale al piano terra, con altezza superiore ai tre metri, dotato di servizi igienici è C1. Deve presentare in comune la richiesta di cambiamento d’uso? e se si in quale categoria? aggiungo che non sono necessarie opere interne per adeguare il locale alla nuova attività.
grazie molte per la cortesia e professionalità
amedeu 4 aprile 2014 a 11:42
Al Comune non interessa la categoria catastale, ma solamente la destinazione di zona di Piano regolatore Generale nel quale si trovano ubicati detti fondi.
Se le Norme di Attuazione dl PRG consentono, per tale zona, la realizzazione di quanto tu chiedi, dovrai richiedere un cambio di destinazione d’uso.
Questo, in quanto (E adesso vanno considerate le categorie) la zona C/1 non prevede palestra o studi di fisioterapia.
Una volta avuto il cambio di destinazione d’uso (Da verificare in Comune se è oneroso), potrai accatastare i nuovi locali, probabilmente in categoria C/4 o C/5.
francesco 17 maggio 2014 a 15:15
ho comprato casa con locale c2 pertinenza casa tutto cn agevolazione 1 casa,per aprire 1 circolo”club” con somministrazione bevande posso lasciarlo con questa destinazione d’uso?
amedeu 17 maggio 2014 a 16:28
Se la richiesta è avanzata dal punto di vista catastale, puoi tenerla; se invece implica una accettazione da parte del Comune, della ASL e di altri Enti addetti, al rilascio dell’autorizzazione per esercitare tale attività, devi contattare gli uffici preposti e verificare con essi se i parametri edilizio urbanistici di tale locale permettono di svolgere ciò che vuoi fare (Altezza, superficie calpestabile, superficie finestrata, servizi igienici ecc.)
francesco 19 luglio 2014 a 00:02
prima del mio acquisto in questo locale c’era 1 bar trattoria e il locale era c1 poi l’hanno declassato c2 ed io l’ho acquistato.altezza ok,180 mt calpestabili,finestre e vetrate ok 3 ingressi uscite,4bagni uomini,donne,personale,disabili,tutti con antibagno ecc.a quale ufficio rivolgermi per domande?
amedeu 19 luglio 2014 a 17:59
Presso l’ufficio addetto dell’Agenzia del Territorio (Catasto), chiedendo all’ufficio preposto una verifica di accertamento della categoria catastale.
Ti diranno come procedere
Alessandro 23 maggio 2014 a 07:23
Buongiorno. Ho trovato un locale composto da due strutture annesse oggi diventato open space ma con due categorie catastali differenti, (a10 e c2) ora la mia domanda è: dovendo rifare i lavori, nella zona accatastata c2 posso realizzare i bagni per i clienti e relativo spogliatoio? O devo per forza far rientrare tali strutture all’interno della zona accatastata a10? (che userò come gabinetto medico/fisioterapico)
amedeu 24 maggio 2014 a 19:24
Di regola no, in quanto nella categoria C2 dovrebbero starci solo i locali tipo ripostiglio o magazzino.
Comunque, la tua richiesta non ci sembra molto scandalosa, in quanto vuoi aprire un laboratorio medico che necessita di WC per i clienti.
Prova a sottoporre la questione al dirigente dell’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune, cercando di fargli comprendere che il tutto viene realizzato all’interno di un’unico locale (Così ci sembra di comprendere).
zeffiro 14 giugno 2014 a 21:59
ho in costruzione una casa in campagna di civile abitazione posso chiedere di cambiarla in bar o pizzeria? grazie per la risposta
amedeu 15 giugno 2014 a 10:30
Per Zeffiro.
Devi informarti, in sequenza, presso l’ufficio Urbanistica e l’ufficio comunale addetto al Piano del Commercio (ex Annona ed ex Commercio).
TI diranno se è possibile.
Pippo 15 giugno 2014 a 11:22
Vorrei affittare un alloggio categoria A/3 in una palazzina di 6 alloggi complessivi ma il potenziale conduttore vorrebbe adibilrlo a laboratorio per confezionamento decorazioni floreali; è possibile? come devo fare il contratto?
amedeu 15 giugno 2014 a 14:32
Per Pippo.
Se l’alloggio e di tipo economico cat. catastale A3, puoi destinarlo solo a tale uso.
Ogni variazione di utilizzo deve corrispondere al contenuto del PRG comunale ed inoltre deve essere approvata con progetto da parte del Comune stesso e regolarizzata al catasto.
Per cui vediamo molto difficile l’operazione che vuoi effettuare.
flavia 16 giugno 2014 a 17:43
ho un’abitazione costruita metà nel 1974 e metà nel 1989 accatastata in a3 perché nata come ampliamento dell’abitazione di mio padre poi fatte le volture nel 1991 è passata in a7 premetto che ci sono 2 bagni ,1 per la zona giorno e 1 zona notte ,3 camere+ cucina soggiorno. al piano interrato alto m.1,80 abbiamo una parte adibita a garage per 1 auto e il resto ripostiglio e ricovero attrezzi da giardino. vorrei sapere se lo scantinato può essere considerato stanze .il geometra che ho chiamato per la recinzione mi ha rifatto la visura catastale togliendo garage e ripostigli e mettendo tutto in a7 prima erano inc6 . A suo parere tutto questo è regolare? grazie e Saluti
amedeu 18 giugno 2014 a 09:21
In C6 è il garage o autorimessa ad uso privato, mentre i ripostigli sono in categoria C2.
Perchè il professionista abbia effettuato tali variazioni, non possiamo ipotizzarlo, in quanto non siamo in grado di vedere tali locali.
Può darsi che abbiano le caratteristiche di quella che oggi viene definita “Cantinetta”, e che in effetti è una appendice della abitazione (Villino A7).
Puoi recarti presso l’Agenzia del Territorio o Catasto, portando le planimetrie ed eventuali fotografie dei ripostigli, e parlare con un tecnico addetto, che potrà darti le spiegazioni in merito.
Devi comunque valutare quanto sopra, in base alla superficie dei ripostigli ed alla loro incidenza sulla rendita catastale.
cristina 18 giugno 2014 a 10:03
buongiorno..ho inviato la mia domanda qualche giorno fa riguardo all installazione di un ventilatore a pale a soffitto..per il problema che ho incontrato del “vuoto”sotto l intonaco del soffitto all ultimo piano di una palazzina..purtroppo non riesco a trovare la risposta perchè la “ricerca di un argomento”mi rimanda a google e non appare l’argomento su coffeenews..perdonate la mia scarsa dimestichezza con il pc..potete mica spiegarmi dove trovo la risposta al mio quesito?sempre che io riesca a trovare la risposta a questo. grazie moltissimo!!! cristina
amedeu 18 giugno 2014 a 21:49
Risposta del 15 giugno in tale articolo e categoria
cristina 19 giugno 2014 a 01:03
trovato!! grazie. Cristina
Francesco 18 giugno 2014 a 11:25
La destinazione d’uso INDUSTRIALE è compatibile con un edificio accatastato D8?
Sto rispondendo ad un bando di gara di una ditta che cerca un capannone industriale per svolgere la propria attività (trasferenza/trasbordo rifiuti) mentre il mio capannone è accatastato D8: posso comunque proporlo?
amedeu 19 giugno 2014 a 19:29
Nella categoria D8 non abbiamo trovato la dizione relativa al tipo di attività che ti interessa.
Ti suggeriamo, comunque, di contattare l’ufficio Urbanistica del Comune per chiedere se esiste la possibilità di tale attività, che fra l’altro, a noi, sembra impegnativa.
NADIA 30 giugno 2014 a 10:50
ingiustamente il catasto mi ha assegnato la classe A/7 alla mia abitazione . Ho trovato nei vostri articoli che è ammessa la compresenza di soli C/6 e C/7. In realtà noi abbiamo : due unità immobiliari A/7 un C/6 ed un C/2 utilizzato come deposito fieno e trattori (tutto materiale agricolo ).
L’abitazione e le pertinenze sono tutte unite fra di loro !! Per andare nel C/2 si accede direttamente dall’abitazione tramite la scala principale.
Posso sapere quale normativa disciplina il fatto che nell’immobile non sono ammessi i C/2 ?
amedeu 30 giugno 2014 a 12:51
Hai interpretato male le risposte, o forse le domande erano formulate diversamente.
Due categorie anche diverse, possono coesistere, ma logicamente c’è un limite a tutto, nel senso che un’officina meccanica non potrebbe coesistere con una civile abitazione, (anche se nelle città esistono abitazioni soprastanti ad officine meccaniche).
Vogliamo dire che le categorie catastali dipendono dalla destinazione d’uso di uno o più locali, ma che tale uso deve essere compatibile con la destinazione urbanistica di zona.
Le eccezioni, non confermano la regola.
Comunque, per chiarire la tua situazione, fai eseguire un sopralluogo da un tecnico professionista della tua zona, il quale, all’occorrenza potrà chiedere una variazione catastale di categoria.
Cosmo 7 luglio 2014 a 18:16
vorrei aprire uno studio professionale per la realizzazione di immagini fotografiche in un locale accatastato C1, tenuto conto che non si tratta di impresa commerciale in quanto ho la partita iva come libero-professionista in quanto la mia attività prevede la vendita di “servizi”, vi risulta quindi possibile aprire uno studio professionale in un locale accatastato c1? dove posso consultare delle normative che riguardano tutte le tipologie professionali ammesse nella tipologia C1?
nel ringraziarvi anticipatamente della vostra cortesia vi porgo i miei migliori saluti
amedeu 8 luglio 2014 a 11:00
Per Cosmo.
Devi verificarlo presso una associazione piccoli artigiani della tua zona, dove dovrebbero essere informatissimi su tali questioni.
Difatti, a nostro parere, la possibilità di usare un tale locale, se una persona ha certe caratteristiche (Unico lavoratore, locale non aperto al pubblico, ecc) dipende non dalla categoria catastale, bensì dalle condizioni igieniche e di sicurezza del locale nel quale vai a esercitare tale attività
iviana 6 agosto 2014 a 18:10
sono un privato. Ho acquistato una casa con annesso capannone d10 che ha perso la ruralità. in questo capannone tengo dei cavalli ad uso personale e di alcuni amici senza lucro. posso continuare a mantenere la categoria d10? Inoltre vorrei sapere se posso fare una asd con sede nel capannone.
Nei terreni agricoli che ho volevo fare un maneggio coperto mettendo una tensostruttura ma mi hanno detto che non posso perchè il terreno dovrebbe essere ad uso sportivo anche se per fare il capannone non ho bisogno di alcuna concessione edilizia.
amedeu 10 agosto 2014 a 19:09
Per Ivania.
Se il capannone ha la destinazione D10, non vediamo perchè tu non possa mantenerla.
Piuttosto, le attività sportive o meno che vuoi svolgere, e l’uso degli immobili che hai, devono essere conformi a quanto stabilito per detta zona dal Piano regolatore Generale del tuo Comune.
Se ricadi in zona agricola, devi leggere la normativa di attuazione del PRG limitatamente a detta zona ed attenerti alla stessa.
CARLO 25 agosto 2014 a 20:37
Salve, ho presentato al mio comune un progetto di demolizione e ricostruzione (piano casa sicilia) con relativo ampliamento di un rudere accatastato A/5 (abitazione ultrapopolare) dal 1977, il comune mi riigetta il progetto con la seguente motivazione “EDIFICIO ESISTENTE MA NON AD USO RESIDENZIALE”. Secondo lei è possibile una tale interpretazione per una casa che da sempre e catastata come abitazione anche se non abitabile?
Facci riferimento anche alla sentaenza del consiglio di stato(IV 26.03.2013 nr. 1712) . Cordiali saluti
amedeu 27 agosto 2014 a 20:24
Occorre ricordarsi che il catasto non è probatorio, quindi non costituisce prova valida.
Il Comune è sicuramente in possesso di notizie certe sulla destinazione di zona i detto rudere.
Scrivi al dirigente dell’ufficio Edilizia Privata del Comune e chiedi le motivazioni precise su cui si basa detto parere.
Rossana 27 agosto 2014 a 12:31
Buongiorno, avrei bisogno di una informazione. Ho acquistato nel 2007 un appartamento con annesso un fabbricato di circa 25mq, accatastato come C6. Ora vorrei destinarlo a piccolo locale per mio figlio grande. Vorrei sapere se e’ possibile fornire il fabbricato di un impianto di riscaldamento o di una stufa. Grazie
amedeu 27 agosto 2014 a 21:10
Per Rossana.
Riteniamo sia difficile che tu possa presentare e regolarizzare un impianto di riscaldamento.
EMILIANO 5 settembre 2014 a 17:20
BUONGIORNO, LE PONGO UN QUESITO DI NATURA CATASTALE, OVVERO MI RITROVO AD ACCATASTARE UN FABRICATO COMMERCIALE, GIA’ CENSITO AGLI ATTI COME C/1, ORA LA COMMITTENZA MI CHIEDE PER SGRAVI FISCALI DI VARIARE LA CATEGORIA IN D/8, COME DOVREBBE ESSERE OPPORTUNO, VISTO LE CARATTERISTICHE INTRINSECHE DELL’UNITA’ IMMOBILIARE. IL MIO PROBLEMA E’ CHE L’AGENZIA DEL TERRITORIO MI HA CHIESTO UN’ISTANZA IN AUTOTUTELA E DEVO REPERIRE DEI DATI CHE DIMOSTRINO CHE E’ PIU’ OPPORTUNO ACCATASTARE L’UNITA’ IMMOBILIARE NEL GRUPPO D CHE IN C. COME POSSO PROCEDERE? LA RINGRAZIO ANTICIPAMENTE
amedeu 6 settembre 2014 a 09:37
Riteniamo sia necessario che tu riempa e firmi una Istanza unica in Autotutela, di cui al modello dell’Agenzia delle Entrate tipo il seguente.
http://www.geometricb.it/attachments/normativa/agenzia%20territorio/modulistica/Modello%20Unico%20Istanza%20AE.pdf
claudio 15 settembre 2014 a 11:06
Salve volevo sapere sotto quale gruppo catastale si può inserire l’attività di sala prove per gruppi musicali e studio produzione musicali. Grazie mille
amedeu 15 settembre 2014 a 18:47
Nel Gruppo D. D3 o D11.
claudio 15 settembre 2014 a 19:26
Grazie Amedeu della rapida risposta. Io ho un piccolo capannone con gruppo d/7. Immagino non vada bene e debba per forza fare un cambio catastale. Sono molte le differenze tra il gruppo di è d7 a tal punto da cambiare loco oppure è un cambiamento abbastanza agevole?
amedeu 17 settembre 2014 a 20:42
La categoria D7 è legata alle attività industriali.
L’attività che vuoi aprire, non è tanto legata alla categoria catastale, quanto alla destinazione di zona del Piano Regolatore Generale del tuo comune, ed alle richieste che ti potrà avanzare l’ufficio commercio e artigianato comunale.
Se la destinazione di zona consente la tua attività, allora a quel punto dovrai controllare se le caratteristiche edilizie richieste corrispondono alla vigente normativa (Altezza, superficie calpestabile, superficie finestrata, bagni wc per il pubblico e per i portatori di handicap e così via).
bruno 17 ottobre 2014 a 12:33
chiara 23 ottobre 2014 a 13:31
Salve, seguendo queste conversazioni mi sembra di capire che un fabbricato, perchè possa essere utilizzato da un’attività commerciale, deve essere collocato su una zona la cui destinazione d’uso urbana consenta quella specifica attività. A tale proposito vorrei chiedere: sono proprietaria di un tre fabbricati situati su un’area destinata a verde urbano, accatastati rispettivamente come D/8, C/1 e C/2. Posso affittare i fabbricati e il terreno di pertinenza ad una ditta di sfascia carrozze? Grazie mille!
amedeu 23 ottobre 2014 a 21:24
A parte le categorie catastali e che potrai controllare nel nostro articolo, ciò che ci preoccupa è la destinazione urbanistica di zona “Verde Urbano” e che probabilmente ti sarà di grosso ostacolo.
Non ti rimane altro che effettuare un controllo presso gli uffici Edilizia privata e Commercio (Ex Annona) del tuo Comune.
Tony 22 novembre 2014 a 15:26
Gentilmente vorrei sapere per aprire un’ attività di produzione e vendita di prodotti caseari, con alle spalle il laboratorio comunicante a vista tramite una vetrata, andrebbe bene un locale accatastato C1 ????
amedeu 23 novembre 2014 a 19:47
Come vendita al dettaglio, sembrerebbe di si (A parte il laboratorio da verificare).
Ti conviene informarti presso l’ufficio del Commercio (Ex Annona) in Comune
giuseppe 19 dicembre 2014 a 14:35
Buongiorno, un locale accatastato come C3 con agibilità per laboratorio e restauro per mobili antichi può essere adibita ad un’attività di falegnameria che richiede credo una accatastamento cat D1? il tutto è localizzata in un seminterrato , la superficie dell’attività è di circa 480mq e ricopre tutta la superficie dello stabile.
Sono state effettuate violazioni in fatto di autorizzazioni e come bisogna comportarsi per tutelarsi? grazie
amedeu 21 dicembre 2014 a 20:42
Per regolarizzare eventuali difformità o abusi edilizi devi rivolgerti da un tecnico professionista della tua zona, il quale eseguirà un sopralluogo, indicandoti poi l’eventuale strada da seguire.
Il tecnico potrà aiutarti anche relativamente al primo quesito, che comunque potrai verificare anche di persona, rivolgendo la stessa domanda all’ufficio comunale del Commercio ed artigianato (Ex Annona) ed all’ufficio di Igiene Pubblica della locale ASL.
>Amedeu e c.
Carlo 14 gennaio 2015 a 00:44
Salve, vorrei porvi queste domande per avere maggiori chiarimenti in merito a laboratorio C3 in Milano,ecco vorrei chiedere se ci realizzassi uno spazio espositivo per associazione culturale artistica no profit e quindi possibili mostre persone invitate all interno della struttura, ecco tutto questo può secondo la vostra esperienza essere oggetto di sanzioni e quindi proibita da ciò che impone l accatastamento C3, grazie a tutti.
amedeu 15 gennaio 2015 a 11:15
Ciò che conta sono le caratteristiche dell’ambiente che ti richiederanno in Comune (Altezza interna, superficie finestrata, ecc), per cui, se il tuo fondo non ha la categoria giusta al catasto, ma ha le caratteristiche tecniche e ricade in zona di PRG comunale che prevede tali attività, potrai realizzarla.
Devi sentire i tecnici degli uffici Urbanistica e Edilizia Privata del tuo Comune.
Roberta 9 febbraio 2015 a 22:25
Sono una psicoterapeuta e vorrei acquistare un appartamento ad uso esclusivo studio privato. Attualmente è un A2..strutturalmente resterà identico a prima..devo cambiare la destinazione in A10?grazie
amedeu 11 febbraio 2015 a 19:14
La maggioranza degli studi medici posti nelle nostre città sono collocati in appartamenti in affitto oppure in proprietà.
Il problema ti sorge allorchè dovrai pagare le relative tasse, IMU compresa, per cui la destinazione che dovrai obbligatoriamente mettere è la A10.
Volendo regolarizzare il tutto dovresti effettuare un cambio di destinazione d’uso (Oneroso) in Comune, e una variazione catastale.
Prima di fare tutto ciò, consultati con un addetto dell’ufficio Tributi del tuo Comune.
Luca i 4 marzo 2015 a 18:20
Buongiorno, vorrei chiedervi per cortesia in quale categoria catastale dovrebbe essere inserito un rifugio per animali (canile, gattile..), “struttura privata di tipo amatoriale” (è una definizione tratta dal regolamento regionale Lombardia), gestito da una Onlus e dove non si svolge attività di vendita (né animali né altro). La struttura può essere utilizzata diversamente senza dover subire radicali interventi di trasformazione. Attualmente è C/3 (totalmente ristrutturata, veniva utilizzata come se fosse A/10).
amedeu 4 marzo 2015 a 21:58
Probabilmente in categoria E3.
Però ti consigliamo di parlarne con tecnici dell’ufficio Urbanistica del tuo Comune.
Carlo 23 marzo 2015 a 17:38
sto prendendo in affitto un locale accatastato in D8, devo andare a farci un attività di vendita al dettaglio, il locale è di circa 600mq. Il proprietario mi chiede se posso passare a categoria C1 cosi a dir suo “paga meno tasse” (suppongo da una rendita catastale più bassa).
Sentendo però i vecchi inquilini loro erano passati a D8 per una questione di “parcheggi”….non riesco a venirne a capo. Avete qualche idea?
amedeu 23 marzo 2015 a 19:20
Leggi attentamente la descrizione delle due categorie (C1 e D8) nell’articolo dal quale ci hai scritto.
Dopo di che, deciso, se non vuoi fare altrimenti, fai il tuo interesse e non quello dell’altro.
Claudio 26 marzo 2015 a 22:09
Vorrei sapere se un’ Associazione sportiva dilettantistica, in Toscana, fondata a giugno del 2011, può avere una sede in un immobile di due piani, con una parte accatastata in categoria A/10 e l’ altra in categoria D/1.
i proprietari dell’ immobile vorrebbero rendere nullo il contratto contestando la destinazione d’ uso dopo ben 4 anni.
Mi dicono che per le no profit è necessario che le categorie siano compatibili con la presenza di persone.
Ad esempio, so che in un magazzino non sarebbe possibile.
amedeu 28 marzo 2015 a 14:06
Forse è la categoria D/1 (Opifici) che crea delle difficoltà.
Ti consigliamo di chiedere informazioni presso l’ufficio Commercio comunale, dove potranno sicuramente aiutarti.
vinicio 9 aprile 2015 a 17:32
su un locale commerciale quindi c1 e’ possibile avviare attivita’ artigianale o bisogna cambiare la destinazione d’uso
amedeu 9 aprile 2015 a 18:16
Per Vinicio.
Normalmente i Comuni riuniscono queste attività in zone artigianali e per la piccola industria, ubicate in zone ben stabilite.
Comunque, ti suggeriamo di informarti presso l’ufficio Commercio (Ex Annona) del tuo Comune.
antonio 27 aprile 2015 a 12:47
dei locali posti al piano secondo f.t. di un immobile, per essere destinati a sede dui un’agenzia assicurativa (quindi anche aperta al pubblico) devono essere accatastati come A10 o B4?
amedeu 27 aprile 2015 a 17:10
Di regola A10, comunque per essere certo che le caratteristiche di detti locali corrispondano a quanto richiesto dalle vigenti leggi, recati presso l’ufficio Commercio (Ex Annona) del Comune.
Lucio 13 maggio 2015 a 15:56
Ciao, ho presentato al suap di salerno scia x lAvori (devo aprire un’agenzia immobiliare) il locale sito in zona centrale è al piano terra con ampia vetrina cat. C/1) mi è arrivata la sospensione dei lavori e mi chiedono un cambio di categoria catastale in A/10; stupito ho chiusa un ufficio più piccolo che era in c/1 e sono stato 10 anni in uno enorme sempre c-1 svolgenti attività di intermediazione, ho spiegato che la ns attività non rientra tra quelle professionali (iscritte al l’albo) che il 95% delle Ag. Sono in categoria c1 che pago i contributi allimps come commerciante, che sono iscritto al registro delle imprese ma non c’è stato verso. Ora inizio a pagare anche il canone di locazione e sono incasinato come posso fare? Grazie
amedeu 14 maggio 2015 a 20:14
Se leggi attentamente la dizione della categoria C1 di cui al nostro articolo, ti renderai conto che non riguarda una agenzia immobiliare.
Il fatto che precedentemente tu avessi la tua attività in categoria C1, purtroppo non ti può aiutare, così come non può farlo l’esistenza di tante agenzie in tale categoria.
E’ pur vero che potresti fare un esposto contro queste, ma in definitiva non ci guadagneresti nulla e ti attireresti solo la loro inimicizia.
Piuttosto domanda in Comune se puoi trasformare i locali nella categoria A/10, ammesso che abbiano i requisiti di legge.
Purtroppo è l’unica via da seguire.
elisabetta 9 giugno 2015 a 10:15
ho un fienile accatastato in cat. C1 e C2 in quanto era adibito a vendita. Ora invece è diventato sede di una Associazione Sportiva Culturale senza scopo di lucro. Quall’è la categoria giusta di accatastamento? B6? oppure C4? Le risulta che se un fabbricato è assegnato ad un’associazione sportiva il proprietario abbia una riduzione sul pagamento dell’IMU?
Grazie mille state svolgendo un servizio utilissimo e dettagliatissimo! Complimenti!
amedeu 9 giugno 2015 a 19:28
Dovrebbe essere C4.
Vedi se può aiutarti questo link
/www.comune.cremona.it/node/421461
Francesco 30 giugno 2015 a 13:36
vorrei sapere cosa si intende nel regolamento condominiale con la sigla UU.II. La ringrazio in anticipo per la cortese risposta.
amedeu 30 giugno 2015 a 16:03
Oggi si tende ad abbreviare tutto.
Riteniamo voglia dire Unità Immobiliari.
Daniela 2 luglio 2015 a 00:05
Salve, sarei interessata ad acquistare una casa che è in costruzione in una zona artigianale ;parlando con il costruttore, mi ha rassicurato in merito alla possibilità di vendermi la casa, senza i locali commerciali annessi, dicendomi che non ci sono problemi riguardo all’agibilità della casa, che è accatastata come A3, quindi potrò avere la residenza ecc.. ma l’ufficio tecnico del comune ritiene che la casa deve essere del custode dell’attività! Quindi? Come funziona? Nn è possibile vendere case A3 ,quindi abitabili, a privati senza p.iva e attività in zone artigianali?grazie mille per la risposta
amedeu 2 luglio 2015 a 17:42
Effettua un controllo sulla convenzione che regol,a fin dal momento della sua partenza, detta zona artigianale.
Potrai trovarla in Comune presso l’ufficio Urbanistica o presso l’Edilizia Privata.
La scocciatura sarà di leggerla tutta attentamente.
gerry 3 luglio 2015 a 21:26
salve, ho trovato un negozio piano terra di 100 metri quadri, è un C1 volevo
aprire uno studio odontoiatrico (non una struttura complessa ambulatoriale ) , posso farlo ? anche se non un A10
amedeu 6 luglio 2015 a 16:09
Per Gerry.
Dipende dalle caratteristiche di tale fondo, quali la salubrità, l’altezza, la superficie finestrata e i servizi igienici a disposizione.
Recati presso l’ufficio Edilizia Privata del Comune e chiedi di sapere i parametri urbanistici necessari per aprire locali quali tu desideri.
Questo per controllarli anche in base al Regolamento Edilizio e sanitario locale.
Nicolò 4 luglio 2015 a 21:37
Ciao Amedeu, ho un Ufficio Posta Privato, aperto anche al pubblico, in una A/10. Adesso voglio fornirmi di licenza di vendita di alcuni prodotti ed il sistema mi dice che deve essere C/1. Come devo coniugare la cosa?!? Posso svolgere il servizio postale in A/10… mi viene il dubbio. Grazie
amedeu 6 luglio 2015 a 16:33
Devi controllare i requisiti di dei locali e vedere se i loro parametri corrispondono a quelli previsti per tale categoria.
Comunque contatta l’ufficio preposto presso il tuo Comune.
Giuseppe 10 luglio 2015 a 16:10
Ciao, ho un locale che è passato da categoria C/1 a categoria A/10. Ora mi rovo a pagare un prezzo superiore di Imu, è corretto? La categoria A/10 è soggetta ad una tassazione superiore o bisogna tener conto di altro? Grazie.
amedeu 10 luglio 2015 a 17:19
Devi prendere contatto sia con l’ufficio tributi del tuo Comune che con quello del Catasto per la verifica della categoria.
Sabrina 13 luglio 2015 a 15:56
Ciao Amedeu! Vorrei aprire un piccolo centro di massaggio olistico in un locale di mia proprietà, categoria C2, 50 mq per 2,40 m d’altezza, pertinenza dell’appartamento principale. Ritieni sia fattibile o debbo fare un cambio di destinazione? Se sì, quale? Ti ringrazio.
amedeu 13 luglio 2015 a 19:46
Probabilmente l’altezza di mt 2,40 non è sufficiente per il tipo di attività che vuoi fare.
Comunque prendi informazioni presso l’ufficio urbanistica del tuo Comune.
Angelo 4 settembre 2015 a 18:37
Buonasera, chiedo un chiarimento che non sono riuscito a trovare in rete.
Volevo cambiare la destinazione d’uso ad una porzione di A/7 precisamente il sottotetto ad uso lavatoio, rientrante come in termini di altezze nell’applicabilità della legge regionale n. 33 del 2007 della regione Puglia. Ma il dirigente preposto del comune mi si oppone dicendo che essendoci un impianto di riscaldamento non è possibile procedere e che dovrei presentare un CIL per ripristinare lo stato dei luoghi e poi reinoltrare nuovamente istanza per il recupero del sottotetto in quanto secondo lui, i lavatori non possono avere impianti di alcun tipo addirittura nemmeno il citofono o un campanello. Potreste darmi un chiarimento in merito in quanto l’alternativa sarebbe di ricevere il diniego della pratica, creandomi per questo un precedente (e ricorrere poi nei confronti del dirigente….)
amedeu 4 settembre 2015 a 19:02
Non ci è chiaro cosa voglia dire che c’è il riscaldamento, di chi e perchè?
Inoltre cerca di spiegare più accuratamente il problema, se vuoi una risposta attendibile.
Angelo 4 settembre 2015 a 20:18
Ringrazio intanto per l’intervento e cerco di chiarire meglio….al momento dell’acquisto dell’immobile, la porzione in oggetto era provvista già di impianto di riscaldamento e caldaia a servizio del vano lavatoio (porzione appunto dell’ A/7 formato il tutto composto da alcuni locali al piano rialzato più il lavatoio appunto al piano primo).
La risposta del dirigente comunale affidatario della pratica di recupero del sottotetto è stata (in via ufficiosa) : non è possibile procedere in in quanto in un lavatoio non può essere presente ne un impianto di riscaldamento in quanto è un LAVATOIO. Spero questa volta di essere stato più chiaro.
amedeu 5 settembre 2015 a 16:16
Vediamo se abbiamo ben compreso, anche se non hai ripetuto tutta la domanda, che per noi è ormai stata archiviata.
I vani ubicati nel sottotetto, se adibiti a locali di abitazione devono rispettare i parametri di cui al DM 5/7/1975
Quindi come lavatoi potrebbero essere equiparati a ripostigli ed avere una altezza interna di mt 2,40 (Media) ma non necessariamente provvisti di areazione diretta.
A nostro parere questi sono i presupposti indispensabili per un locale lavatoio.
Non è detto, però, che debba essere sprovvisto di riscaldamento (Se ha i suddetti requisiti), in quanto chi lo usa d’inverno può non volere lavare al freddo.
Angelo 4 settembre 2015 a 20:21
INTEGRAZIONE : Quindi la domanda è : E’ mai possibile che nei locali adibiti a lavatoio non ci possa essere un impianto di riscaldamento (magari anche per agevolare l’asciugatura in inverno dei panni) e che anche ove non vi dovessero essere non devono i comuni agevolare con o senza lavori le operazioni di recupero del sottotetto ?
amedeu 5 settembre 2015 a 16:17
Certo, anche per asciugare i panni in inverno.
Angelo 7 settembre 2015 a 11:17
Infatti era l’ultima, la risposta che mi aspettavo “…Certo, anche per asciugare i panni in inverno.
Ma pare che secondo il dirigente del comune, “responsabile del procedimento” io debba rimuovere i termosifoni per poter usufruire della legge per i recupero del sottotetto in quanto, secondo lui, in un lavatoio non devono esserci!!! C’è qualche legge o indicazione al quale io possa fare riferimento circa la presenza di questi benedetti termosifoni senza che me li faccia rimuovere ?
amedeu 8 settembre 2015 a 11:39
Che ci risulti, no, probabilmente il tecnico comunale fa riferimento a una legge regionale, della quale, però, puoi farti dare gli estremi.
Non può dettare delle condizioni se non sono suffragate da regolamenti o leggi.
Marino 8 settembre 2015 a 22:49
Io ho un locale con categoria d1 di circa 400 mq posso fittarlo ad una pizzeria?
amedeu 9 settembre 2015 a 09:53
Per la verità la D1 è una categoria che potrebbe adattarsi a pizzeria
Ma a parte la destinazione catastale, che può non essere quella giusta e che puoi, però, modificare in seguito, il locale, per accogliere tale attività deve avere le caratteristiche richieste dal Comune (Uffici Edilizia Privata e Commercio), sia nell’altezza interna, nella superficie finestrata, nella presenza di servizi igienici e quant’altro richiesto da detti uffici.
Recati in Comune per informarti accuratamente di tali parametri necessari.
Angelo 9 settembre 2015 a 15:23
Ho approfindito, il tecnico dice che c’è una determina comunale che hanno approvato, dove i sottotetti ed i lavatoi non possono essere muniti di impianto di riscaldamento e che secondo il suo parere va al di sopra della legge regionale in quanto un regolamento del comune.
Pertanto se voglio fare la trasformazione devo rimuovere i radiatori con un CIL e poi riproporre la domanda con le foto senza i radiatori, solo così potrà approvarmela.
Ma che senso ha????!!!!
amedeu 9 settembre 2015 a 17:12
Una determina comunale deve uniformarsi sempre alle leggi regionali, e non viceversa.
Non per mancanza di fiducia verso il tecnico, ma fatti dare gli estremi della determina e poi ricercala attentamente e leggila, via internet, nel sito del Comune.
Angelo 11 settembre 2015 a 12:37
Grazie gentilissimo lo farò
Marino 9 settembre 2015 a 20:29
Grazie mille per l informazione…comunque parliamo di un locale con altezza di 3.70 m circa..spero solo che dipenda dall ufficio commercio perché nn si può cambiare la destinazione d uso…parliamo solo di un d1 e da quello che so questa categoria è adatto per la trasformazione del prodotto, è la pizzeria penso che possa rientrare in un discorso del genere
Cristian 14 settembre 2015 a 11:02
Buon giorno e grazie anticipatamente
Sono in affitto in un locale D7 e devo svolgerci l’attività di tatuatore.
Il locale era open space ed ho fatto fare gli ambienti idonei,posso svolgere questa attività in una categoria D7?
Grazie mille siete molto utili!!!
amedeu 15 settembre 2015 a 18:11
Catastalmente non riusciamo a inquadrarlo nella categoria D7 (Per assurdo tornerebbe meglio la D4).
Comunque, se il tuo locale ha i requisiti di altezza, di illuminazione, areazione ed è fornito da un servizio igienico, così come previsto dal Regolamento Edilizio Comunale (Che puoi visionare anche via Internet presso il sito del tuo Comune), non dovresti avere difficoltà ad ottenere il permesso commerciale per esercitare la tua attività.
Dopo di che, o contemporaneamente (Ammesso sempre che vi siano tali requisiti), puoi richiedere il cambio di categoria al catasto (Dove accerterai anche la categoria giusta di passaggio).
Michele 15 ottobre 2015 a 23:56
Buongiorno, sto cercando un appartamento a Milano, mi hanno proposto un appartamento all’ultimo piano accatastato C3. Volevo sapere se posso chiedere la residenza. Le altezze sono a norma e ci sono 2 bagni, uno cieco l’altro con finestra. Inoltre se dopo averlo acquistato volessi fare un cambio di destinazione d’uso in A2 o A3 questo sarebbe possibile? quanto potrebbe costare?
amedeu 18 ottobre 2015 a 11:58
C3 comprende l’esistenza di un laboratorio per arte e mestieri, per cui se vuoi trasformarlo in abitazione A2 o A3, ci deve essere una richiesta e autorizzazione comunale, con pagamento dei rispettivi oneri di urbanizzazione, in quanto trattasi di un mutamento di destinazione d’uso.
Tale autorizzazione dipende dalla constatazione dei parametri urbanistici dei locali che ti hanno proposto, e più propriamente dall’altezza interna, dalle superfici finestrate e da altri fattori che potrai meglio leggere in questo nostro articolo
Per quanto riguarda il pagamento degli oneri devi informarti presso l’ufficio Edilizia Privata del Comune.
Max 23 ottobre 2015 a 21:57
vorrei acquistare un appartamento sito in Roma, categoria catastale A/10 (rendita 3.346,64 euro). Chiedo se il cambio di destinazione è a carico della parte venditrice e quanto tempo in media occorre per la trasformazione ad uso abitativo. L’idea è di utilizzare l’immobile acquistato per attività ricettiva.
amedeu 24 ottobre 2015 a 11:48
Il pericolo di simili acquisti sta nel fatto che una volta acquistato l’appartamento in categoria A10, in seguito tu non riesca ad ottenere dal Comune (Il Catasto non è probatorio e muta la categoria solo dopo l’approvazione Comunale) la modifica di tale categoria.
Quindi, ti consigliamo, prima di fare l’atto, di assicurarti in Comune di tale possibilità, legata molto alla destinazione urbanistica e al Piano ex Commercio.
Damiano 16 novembre 2015 a 17:57
Buonasera, sono in possesso di un locale precedentemente accatastati come A2.
successivamente ho fatto il passaggio ad A10. Devo oera presentare la domanda per l’attivazione della fornitura gas metano. Posso comunque richiedere la fornitura del gas nonostante è un A10 e c’è la cucina? o devo smantellare la cucina?
amedeu 16 novembre 2015 a 19:19
La destinazione A 10 si riferisce a studi privati e, riteniamo, che sia molto difficile che ti autorizzino la permanenza di una cucina.
Comunque parlane con il dirigente dell’ufficio Edilizia Privata del Comune.
loris 16 dicembre 2015 a 20:06
Salve dovendo fare un cambio di destinazione uso da A10 ad A3, vi chedo se tali immobili possano rientrare nella stessa categoria funzionale.
amedeu 24 dicembre 2015 a 12:42
Per Loris.
Sono due categorie diverse
Dino 25 dicembre 2015 a 19:18
Salve, desideravo sapere se si può effettuare il cambio di destinazione d’uso da posto auto coperto su piano pilotis a civile abitazione effettuando i lavori necessari di adeguamento spostando nell’attuale giardino il posto auto.
amedeu 27 dicembre 2015 a 20:01
E’ una risposta che potrai avere solamente presso l’ufficio urbanistica del Comune.
Recatici con una planimetria del lotto e eventualmente con una pianta del piano terreno dell’edificio e delle aree attigue (Pilotis compresi).
Sapranno dirti con esattezza cosa prevede per la tua zona lo strumento urbanistico approvatp (PRG o altro).
Elvira 20 gennaio 2016 a 17:14
chiedo delucidazioni in merito all’accatastamento di un pseudo-garage in via di costruzione e senza classificazione.
Mi spiego meglio. sono proprietaria di uno stabile di tre appartamenti ma quello al piano terra non è mai stato completato e ad oggi risulta, “in corso di costruzione” e senza alcuna classificazione catastale. E’ di circa 200mq ed avendo intenzione di aprire un’associazione culturale su una superficie di 50mq , vorrei sapere e capire qual’è l’iter burocratico da seguire ed eventualmente in quale categorie dovrebbero rientrare la parte da destinare all’associazione e l’altra che rimarrà inutilizzata.
amedeu 21 gennaio 2016 a 20:32
Il catasto non è probatorio, ma lo sono invece le autorizzazioni comunali.
Per cui devi recarti presso l’ufficio Urbanistica del tuo Comune e parlare con un tecnico addetto.
Devi controllare in quale zona urbanistica ricade l’edificio e successivamente cosa prevedono le norme di attuazione del PRG per detta zona.
Se tali norme ti consentono la realizzazione delle destinazioni d’uso che vuoi realizzare, devi richiederlo tramite una SCIA presentata da un tecnico professionista.
Successivamente a detta autorizzazione e a lavori ultimati potrai accampionare al catasto le nuove categorie.
Elvira 22 gennaio 2016 a 13:25
Grazie infinite per la sua disponibilità e soprattutto chiarezza.
marzia 26 gennaio 2016 a 19:51
prima di tutto grazie di tutte queste informazioni che mi hanno chiarito un pò le idee…
ma qualche domanda ancora mi gira per la testa…
ho nella provincia di biella una casa a2 di proprietà con annesso un c6 nel giardino (formato da una cantina al piano di sotto, dove si teneva la legna, e una costruzione al piano di sopra con soffitti più alti, sicuramente dove veniva tenuto il grano o il raccolto)
appena ne avrò la possibilità farò le mie domande anche al comune di appartenenza e ad un geometra del posto ma intanto mi chiedevo se fosse possibile richiedere un cambio destinazione d’uso per trasformare in c3 (laboratorio) la parte sotto, e in a2 (o a4) la parte sopra…
sarebbero 2 cambi da un originario c6
diciamo che la mia idea è di creare casa e bottega
spero di non averle fatto perdere tempo..
amedeu 29 gennaio 2016 a 14:26
Per Marzia.
Il cambio di destinazione d’uso dei locali, non dipende, come erroneamente si crede, dal catasto, bensì dal Comune,ed esattamente dall’ufficio Urbanistica e da quello ex Annona (Commercio).
Se il Piano Regolatore Generale e quello del Commercio prevedono, per la zona dove abiti, le destinazioni d’uso che desideri, presentando apposita domanda (Onerosa o non a seconda delle richieste)in Comune, e tramite un tecnico professionista abilitato, potrai ottenere o meno tale trasformazione.
Solo successivamente potrai (Una volta approvato) fare effettuare l’allineamento all’ufficio del Catasto.
Giulio 11 febbraio 2016 a 11:01
Buongiorno, una edicola chiosco accatastata in categoria C/1 come immobile. esistente su suolo pubblico e rantolante gli ultimi respiri di sussistenza, vorrebbe cambiare destinazione d’uso, cosa non permessa.
Ci si chiede pertanto, essendo accatastata come immobile dovrebbe essere inamovibile se si continua a pagare l’affitto al comune e si riconsegna l’attuale licenza ma, contemporaneamente si richieda una nuova licenza commerciale (o si invii comunicazione di
nuova attività) sullo stesso immobile, tale procedura sarebbe attuabile?
amedeu 13 febbraio 2016 a 10:26
Normalmente il Comune accampiona al catasto chioschi o strutture similari, che siano in muratura, o comunque perfettamente ancorate al terreno.
Nel caso di chioschi movibili, molte volte sono i gestori degli stessi che eseguono l’accatastamento tramite propri tecnici: in questi casi il Comune, normalmente, non li riconosce.
Quindi tu sai esattamente in quale situazione ti trovi.
A parte ciò, tali chioschi vengono realizzati su aree pubbliche, per cui è sempre il Comune che ne dispone la durata e la fine.
Prova a parlare con il dirigente dell’ufficio Patrimonio del Comune e ascolta la versione che ti darà.
Paolo 16 febbraio 2016 a 18:54
Buonasera , e complienti per il forum, avrei una questione da porle.
Ho eseguito una pratica per il cambio d’uso senza opere per trasformare un negozio in ufficio.
Il negozio è accatastato in c/1. non ho fatto un nuovo docfa per portare il negozio in A/10 in quanto pur essendo cambiato l’uso catastalmente si considerano le caratteristiche costruttive e non insediative infatti è con accesso diretto da pubblica via o piazza, è al piano terra e ha le vetrate sui lati.
riferimenti:(circolare n.2 del 20/02/1984)
inoltre per fare un cambio d’uso è sufficiente farlo con una CILA, dato che il comune chiede questa procedura?
amedeu 19 febbraio 2016 a 19:00
E’ importante l’autorizzazione degli uffici preposti del Comune per ottenere tutti i permessi conseguenziali.
Un nuovo allineamento catastale è secondario e lo potrai fare a permessi comunali avuti.
Circa la CILA può andare bene se il Comune è d’accordo, più che altro sulla gratuità dell’autorizzazione.
Paolo 20 febbraio 2016 a 12:45
sono d’accordo e ritengo utile sempre avere la conferma da parte degli uffici Comunali preposti, anche pur avendo a volte interpretazioni diverse su quanto legiferato negli anni.
Per quanto riguarda l’allineamento catastale, citava di farlo secondariamente, però secondo me, viste le caratteristiche costruttive e non insediative per me rimane in C/1 anche se ho eseguito il CAMBIO D’USO SENZA OPERE DA NEGOZIO A UFFICIO. (per quanto citato nel commento in precedenza)
Fabiana 27 febbraio 2016 a 19:45
Scrivo perchè avrei bisogno di sapere se ci sono e, in caso positivo, quali sono i requisiti per poter richiedere un cambio di destinazione da A2 ad A10 di un immobile che sto acquistando a Pescara.Si tratta di un appartamento in condominio di sala, cucina, tre camere ed un bagno. Il fabbricato è degli anni 60, quindi, chiaramente gli impianti non sono a norma. Ma, poichè per ottenere il leasing è necessario il cambio di destinazione d’uso ed attualmente ho solo fatto il preliminare, dovrei, in accordo con l’attuale proprietario, fare prima il riaccatastamento a suo nome ma a mie spese e poi fare il rogito.
Intendo dire, c’è una normativa da consultare per verificare che ci siano i requisiti necessari (secondo bagno, impianti già a norma, ecc.) o posso intanto fare il cambio di destinazione d’uso nello stato in cui si trova l’appartamento attualmente (il che mi permetterebbe di poter ottenere il leasing) e poi, con calma, fare i lavori che servono per adeguare l’immobile alle mie esigenze?
amedeu 29 febbraio 2016 a 18:57
La via regolare per ottenere un cambio di destinazione d’uso, è quella di adeguare l’immobile alle aspettative relative alla categoria A10.
“A/10 – UFFICI E STUDI PRIVATI
Uffici privati open space. Dette unità immobiliari sono caratterizzate dalla presenza di ampie superfici da attrezzare con pareti mobili, secondo le esigenza temporali dell’ufficio. Sarà però opportuno individuare la superficie del vano medio, abitualmente definita in sede di modulazione degli spazi, ed integrare opportunamente il quadro delle unità tipo. Scuole private (Commissione tributaria Centrale sez.18.a – 14 gennaio 1977), agenzie assicurative, laboratori professionali (per esempio gabinetti medici ubicati nei piani elevati, laboratori odontotecnici, laboratori per analisi, ecc.)”
Per la quale categoria dovresti richiedere i dettagli all’ufficio igiene pubblica dell’ASL della tua zona e all’ufficio Edilizia Privata comunale, dove dovrai presentare l’eventuale SCIA per l’approvazione di variazione di destinazione d’uso.
La pratica catastale va aggiornata dopo il termine dei lavori.
Maria 7 marzo 2016 a 19:18
Buonpomeriggio, ho una perplessita’ su una vendita di un immobile. Con una lottizzazione regolarmente registrata, il Comune dove abito (concede su un’area di 35000 mq di prato irriguo agricolo vincolato una parziale edificazione portando 8000 mq. ad edificabile C1 piu’ circa 5000 mq di cessione gratuita per opere di urbanizzazione. Sugli 8000 mq nel corso dei 10 anni (durata concessione) il lotto viene suddiviso n 13 particelle su cui vengono costruite13 villette. Le villette vengono vendute ma sugli atti di vendita si fa riferimento alla particella madre di 35000 mq. (mi spiego meglio – tutte le particelle che sono state poi edificate risultano nascere dall’unica particella prato irriguo – cosi e’ indicato nell’atto -cosi’ risulta all’agenzia delle entrate ancora oggi, poi risulta passaggio ad ente urbano e poi a fabbricato) Ma e’ regolare cio’??? o manca la creazione della particella fabbricabile di 8000 mq. e le aree cedute gratuitamente???
Dico questo perché la particella madre di 35000 mq. quadri rimane in essere sino al 2014 (ben dopo 5 anni dalla conclusione dei fabbricati) e poi improvvisamente viene soppressa.
Nasce una nuova particella nello stesso giorno che in teoria dovrebbe essere la rimanenza del terreno dopo la edificazione e il passaggio delle strade al Comune. Anzi una di queste particelle (strada non risulta mai volturata e sarebbe l’entrata a due villette!!!! il Comune sta verificando) Ma a me non pare corretto, in quanto se vado a ritroso nel tempo trovo che tutte le villette nascono da un prato irriguo agricolo non edificabile, e un domani???? potremmo avere problemi per una futura vendita???? Al rogito non ci e’ stato consegnato nessun documento di attestazione urbanistica del terreno (tra l’altro due villette hanno un vincolo cimiteriale e per di piu’ una piccola fetta di giardino che e’ rimasta zona agricola???) Non so che pensare!!!!!
amedeu 8 marzo 2016 a 10:56
Trattasi di una lottizzazione, per cui il riferimento contrattuale deve essere riferito alla stessa, verde pubblico, strade e parcheggi compresi.
In detti atti era bene specificare che l’area edificabile C1 era limitata a mq 8.000.
I terreni relativi alle strade, verde pubblico e parcheggi dovevano subire, in seguito, la sorte destinata loro in convenzione e quindi essere acquisiti dal Comune.
Relativamente all’intromissione nella zona di rispetto cimiteriale è sufficiente che gli edifici non ricadano nella stessa.
Per il fatto che una parte dei lotti di due villette siano in zona agricola, va verificato se il lotto originario previsto in lottizzazione e sul quale è stato ricavato l’indice di fabbricabilità e gli altri parametri, corrisponda o meno a quelli realizzati nella realtà.
Se così non fosse, è scorretto usare una parte agricola (Probabilmente senza indici di F.) come edificabile.
Le difficoltà che potrai incontrare in futuro riguarderà l’ufficio delle entrate sulla valutazione del tuo lotto edificabile, il quale, di regola, deve essere individuato e pagato relativamente al singolo lotto individuato sulla planimetria della lottizzazione e non su altre aree.
Se ciò avvenisse, fatti fare un certificato di destinazione urbanistica del tuo lotto dal Comune e portalo all’ufficio imposte locali.
Maria 9 marzo 2016 a 09:11
Grazie, sempre sollecito e corretto.
Una sola domanda, ho particelle con servitu’ di passaggio pedonale e carrabile, in atto notarile, anche loro provenienti da “prato irriguo”, lo sono ancora oggi. Mi devo preoccupare anche di queste particelle????
Comunque, per specifica, una solo delle due villette ha ancora oggi una fetta di prato irriguo, area cintata nella proprieta’ e, devo anche dire che il vicino in questo piccolo triangolo ha pure edificato un box doppio.
amedeu 9 marzo 2016 a 11:07
La tua preoccupazione è limitata all’uso della servitù di passaggio a favore di ?? che, per potere seguitare a sussistere, deve essere esercitata per 20 anni in maniera continua, pacifica e pubblica, altrimenti dopo il 20° anno può decadere per estinzione per usucapione
Riguardo ai box del vicino, se vuoi approfondire la questione, recati presso l’ufficio Edilizia Privata del Comune e chiedi di visionare il progetto relativo a detti due box.
Se non esiste vuol dire che sono abusivi e se invece viene recuperato, potrai controllare quale terreno e quali indici hanno sfruttato per la loro edificazione: indici del terreno agricolo (Forse fuori convenzione) o parametri dell’intero edificio condominiale.
Rb 11 marzo 2016 a 13:16
Buongiorno, mi è stato chiesto di accatastare una situazione un po’ complicata. Un appartamento di quattro stanze è stato diviso,NELLA PRATICA COMUNALE, con abitazione in due stanze,e studio professionale nelle altre due. DI FATTO le due stanze sono un centro estetico/parrucchiere, come da permesso concesso dal settore commercio del Comune. Come mi devo muovere? Nel caso di uso promiscuo, qual è quello prevalente? Ovviamente abitazione e centro estetico hanno lo stesso ingresso…
amedeu 12 marzo 2016 a 10:53
Per Rb.
Se hai l’autorizzazione comunale e in particolare dell’ufficio del Commercio, lo studio professionale per estetica sarà stato valutato tenendo conto anche del bagno wc a uso dei clienti, per cui, a logica, verrebbe a mancare il Wc per l’appartamento.
Premesso che è strana l’autorizzazione in promiscuità come a te rilasciata.
Comunque l’appartamento potrebbe essere ad uso dell’estetista, per cui il tutto diventerebbe più coerente.
Circa la regolarizzazione al catasto, ammesso che ti sia stata richiesta, diventa più difficile: se puoi evitala, altrimenti devi domandare a un tecnico del catasto.
adriana 14 marzo 2016 a 22:53
Buonasera dovremmo aprire un’attività con ambulatorio di fisioterapia e possibilità per due persone alla volta di attività fisica per riabilitazione svolta con dei macchinari di elettrostimolazione in un locale a piano terra accatastato C1 è possibile?
amedeu 15 marzo 2016 a 14:10
Il più delle volte, non è la categoria catastale che interessa agli uffici comunali preposti per il rilascio dei nulla osta, ma sono le condizioni soggettive nelle quali si trova il locale.
IL locale deve rispettare la superficie, la finestratura, avere il bagno wc per i clienti e quanto altro richiesto per motivi igienico sanitari dalla locale ASL (Ufficio Igiene pubblica).
Alex 23 marzo 2016 a 10:53
Salve, sto aprendo un laboratorio di trasformazione di prodotti agricoli in conserve, sughi e altri prodotti alimentari, tutti confezionati. Vorrei inserire anche un piccolo punto vendita al dettaglio. Inizierei con piccole quantità, per vedere come va. Non riesco proprio a capire se il locale che devo cercare è un c3 oppure un d1. Ringrazio per tutto il lavoro che svolgete e spero che riusciate ad aiutarmi.
amedeu 24 marzo 2016 a 10:27
Potrebbe andare bene il C3, se non fosse per la vendita al dettaglio più affine al D1.
Ti suggeriamo di contattare l’ufficio Commercio (Ex Annona) del tuo Comune, dove ti chiariranno la categoria.
Probabilmente, al di là di quella che potrà essere la categoria, ti indicheranno le caratteristiche tecniche fisiche che deve avere detto locale (Bagno handicappati, altezza interna, areazione interna ecc.)
Alex 24 marzo 2016 a 14:58
Perfetto! Grazie ancora!!
Nicola A. 27 marzo 2016 a 23:39
Le nuove strutture per servizi igienico-sanitari e i nuovi volumi tecnici possono essere realizzati a condizioni che:
a) non sia possibile utilizzare gli immobili esistenti per comprovati motivi strutturali e di sicurezza;
b) le strutture e i volumi siano adeguatamente inseriti nel contesto rurale.
amedeu 29 marzo 2016 a 18:20
Manca la domanda.
Laura 18 aprile 2016 a 15:03
Salve si potrebbe aprire un asilo diurno per cani in locali accatastati A/10. Il proprietario dice di si. …..in attesa di sentire Asl e Comune avrei piacere di ricevere un Vs.parere. Grazie
amedeu 18 aprile 2016 a 17:30
Riteniamo di no, in quanto si riferisce a scuole per persone.
Comunque senti il Comune e la ASL di zona.
Laura 18 aprile 2016 a 21:44
Valerio 12 maggio 2016 a 16:43
Salve avrei una domanda da porre, devo effettuare il cambio di destinazione d’uso per un appartamento situato al piano terra, di due vani, centro storico, attualmente di categoria A3. Il cambio di destinazione d’uso deve essere fatto per esercitare l’attività di estetista, mi sono documentato su internet e informato al comune di pertinenza, e non ho avuto una risposta esatta o chiara, quello che ho capito è che potrebbero andare bene sia C1, C3 che A10. Quale delle 3 categorie sarebbe la più conveniente ? Inoltre mi pare di aver capito da un geometra del comune che nel passaggio in categoria C3 non si pagano gli oneri, è vero anche questo?
amedeu 14 maggio 2016 a 20:49
Il controllo lo devi fare incrociato, domandando agli addetti dell’ufficio del Commercio comunale (Ex Annona) quale categoria può andare per loro bene, per l’attività che devi aprire.
Anche se, a nostro parere, la categoria catastale in effetti interessa solo dal punto di vista del pagamento delle tasse e oneri vari.
Dal punto di vista urbanistico, è sufficiente che tale attività tu la apra in un immobile avente le caratteristiche prescritte, quali destinazione di zona, altezza, ventilazione, superfici finestrate ecc.
Consigliati per questo con il tuo tecnico.
Roberto 15 maggio 2016 a 17:04
Salve siamo un associazione sportiva dilettantistica e vorremo prendere un locale in affitto per svolgere attività come ginnastica posturale, yoga e pilate. Abbiamo trovato un locale c6. Un ASD può svolgere attività in questo tipo di locali? Nessuno sa darci una risposta. Il locale si trova a Roma ed ha una metratura di circa 100m2 ha due bagni e molte finestre ma senza uscita di sicurezza. Saprebbe dirmi qualcosa in merito oppure a chi devo rivolgermi per avere questo tipo di informazione? Grazie mille per l’attenzione. Roberto
amedeu 16 maggio 2016 a 21:28
Il locale deve rispettare la superficie, la finestratura prevista nel vigente Regolamento Edilizio (!/8 della superficie calpestabile), avere il bagno wc per i clienti e quanto altro richiesto per motivi igienico sanitari dalla locale ASL (Ufficio Igiene pubblica).
Può essere, invece l’ufficio del Commercio comunale (Ex Annona) a richiederti la categoria catastale, ma spesso nei Comuni vige il Piano del Commercio o similari, per cui informandoti, spesso, si può superare anche tale ostacolo.
ANTONIO 24 maggio 2016 a 15:28
Salve, circa 8 mesi fa ho fatto un cambio di destinazione d’uso da residenziale ad artigianale per poter aprire una parruccheria da donna in centro storico, posta al piano primo di un immobile di maggiore consistenza. Oggi il catasto notifica al proprietario un cambio da C/3 ad A/10. Cosa debbo fare? Ho parlato con un geometra del catasto il quale sostiene che da ora in avanti gli estetisti ed i parrucchieri saranno A/10 se al piano primo e C/1 se al piano terreno con vetrine che affacciano su strada principale.
Cosa ne pensate? Dicono che ci sono note del ministero che ha chiarito in merito. Nella notifica fatta alla parte non ne fanno cenno….Grazie
amedeu 26 maggio 2016 a 19:05
Non siamo riusciti a trovare la nota ministeriale cui accenni.
Fatti dare gli estremi della stessa dal tecnico e poi ricercala su internet.
Dopo di che potrai accettare o contestare tale decisione.
David 16 giugno 2016 a 12:15
devo affittare dei locali uso ufficio.
Se al catastano risultano attualmente in classe C1 la proprietà deve effettuare il cambio destinazione d’uso in A10 , o può rimanere lo stesso ?
I locali, come previsto per la categoria C1 , non sono provvisti di impianto elettrico.
Gli uffici però sono in categoria A10, quindi:
A chi spetta la realizzazione dello stesso, a me o alla proprietà?
C’è qualcosa che regolamenta questo argomento ?
amedeu 17 giugno 2016 a 17:12
La categoria che ti serve per ufficio è la A10, per cui se è in C1 deve essere fatto il cambio della stessa.
Ti consigliamo di farci pensare a chi ti affitta i locali, in quanto gli uffici comunali potrebbero anche non approvare la richiesta di cambio di destinazione di uso e ti ritroveresti con dei vani inutilizzabili per l’attività che devi svolgere.
Inoltre l’impianto elettrico necessita di una pratica specifica a firma di un tecnico professionista e lavori eseguiti da una ditta regolarmente inscritta alla Camera di Commercio e che a lavori ultimati deve rilasciare una attestazione di regolare esecuzione.
Stefano 28 giugno 2016 a 17:26
ho cercato in giro sul web ma non ho trovato nulla di interessante fino al momento in cui non ho trovato il vostro sito.
Desidero sapere,se possibile,a quale categoria catastale rientrerebbe un laboratorio con codice ateco 10.89.09 ovvero laboratorio produzione di altri prodotti alimentari nca.
amedeu 30 giugno 2016 a 16:44
A secondo della grandezza e importanza dovrebbe essere inserito in C3 o D1.
Senti comunque l’addetto a tali compiti presso l’ufficio del Commercio (Ex Annona) in Comune.
Vincenzo 24 luglio 2016 a 18:07
Salve vorrei gentilmente sapere come faccio a non pagare imu tari tasi ad un capannone adibito a ristorante che sto per chiudere? Chi mi ha detto che devo abbatter lo chi mi ha detto di staccare le utenze ma niente di chiaro.grazie
amedeu 26 luglio 2016 a 10:02
Le uniche certezze le avrai contattando l’ufficio Tributi del Comune e parlando con il suo dirigente.
Spiega accuratamente la tua situazione e, vedi quale risultato esce da tale colloquio.
Normalmente gli addetto a tale servizio, se interpellai gentilmente, sono a disposizione del pubblico e non, come molti immaginano, pensano solamente a punirli con imposte ritenute ingiuste.
Michele 19 agosto 2016 a 02:49
Salve, Sono in procinto di acquistare un appartamento (come investimento) attualmente affittato ed addibito a asilo nido (con convenzione tagensmutter).
Io intendo mantenere il contratto d affitto (sara fatta voltura) ma scopro leggendo il vs articolo che probabilmente non è regolamentare..
Mi spiego, l appartamento che ospita il nido in affitto a seguito visura catastale risilulta in A2 classe 4 e intavolato come cucina con 4 uffici, ripostiglio e bagno..
Questo vuol dire che gia ora non sono in regola x esercitare l’attivitâ di asilo nido? Quali problemi potrebbero sorgere?
É obbligo in questo caso far cambiare categoria?
amedeu 25 agosto 2016 a 16:33
La categoria catastale deve corrispondere alla situazione di fatto.
Però, non è detto che tu non possa mutare detta categoria.
Naturalmente l’immobile deve avere tutti i requisiti di legge (Salubrità, vivibilità, altezza, areazione, superficie finestrata ecc) previsti, in particolare dalla legge, ma ritrovabili nei Regolamenti edilizi comunali.
Da puntualizzare che nel mese di settembre dovrebbe uscire definitivamente il Regolamento Edilizio unico per tutti i Comuni d’Italia.
Per verificare se il tuo fabbricato è conforme alla destinazione di asilo, devi controllare presso gli uffici comunali Edilizia privata e Commercio (Ex Annona).
I tecnici addetti sapranno dirti specificatamente quali sono tutti i requisiti richiesti.
Una volta adeguato, potrai accatastare il fabbricato nella categoria che desideri.
paolo 14 ottobre 2016 a 20:40
Buongiorno, desidero porLe un quesito, mio cugino (coltivatore diretto) ha ereditato dal Padre un terreno pascolativo per le mucche, dove vi è una piccola casetta con porta la quale ha una piccola finestrella sulla parte alta della stessa, senza servizi composta di un solo ambiente. A lato di questa casetta vi è una tettoia per il ricovero del fieno da dare alle bestie in inverno. Orbene, recentemente ha ricevuto dal Catasto per mezzo Agenzia delle Entrate una cartella con ingenti somme da pagare perchè questi manufatti non sono mai stati accatastati, Le chiedo ma davvero devono essere accatastati manufatti di tal genere?
amedeu 16 ottobre 2016 a 19:27
Si vanno accatastati e il termine di scadenza per farlo è scaduto il 31 maggio 2013.
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/aggiornare+dati+catastali+e+ipotecari/fabbricati+rurali/scheda+info+fabbricati+rurali
Stefania 11 novembre 2016 a 20:44
Vorrei capire se il nostro rustico accatastato c2 (di pertinenza del nostro appartamento), con tre muri perimetrali chiusi e un terzo aperto su vano scale, in comune con un altro appartamento, è chiudibile con muro su questo terzo lato, al fine di dividere in modo non più ambiguo le due proprietà, per poi poter così vendere.
amedeu 13 novembre 2016 a 18:45
Ci sembra di comprendere che tale area permette l’accesso a entrambi gli appartamenti.
In questo caso può essere divisa ma occorre l’autorizzazione anche dell’altro proprietario e, un permesso comunale.
giampiero 1 marzo 2017 a 13:38
locale e tettoia rifiuti condominiale costruito con regolare permesso di costruire in milano
deve essere accatastato alla fine dei lavori previo TM e DOCFA?
ha potenzialità reddituale?
è un BCNC essendo a servizio di tutto il condominio?
deve essere denunciato entro il 31 gennaio dell’anno successivo?
ci sono sanzioni amministrative se non è stato fatto entro il gennaio?
amedeu 3 marzo 2017 a 19:47
Per Giampiero.
Per essere maggiormente sicuro, devi chiedere ad un operatore tecnico presso il locale Ufficio del Territorio (Catasto).
giovanni 2 marzo 2017 a 12:58
Buongiorno, per conto di un cliente dovrei censire catastalmente un immobile di mq. 280 lordi in cui sono state realizzate delle sale di prova musicali, ho letto in alcuni forum che non dovrebbe avere categoria D/3 in quanto non supera i 350 mq, nel contempo ho letto nella vs discussione che potevano ricadere in categoria A/10, un collega ha parlato con un tecnico catastale e sembrava di essere giunto alla conclusione di censirlo come C/3 in realtà gli è stata respinta la pratica con consiglio di censirlo in A/10, un bel mistero……..
Grazie in anticipo a chi potrà darmi il proprio parere
amedeu 2 marzo 2017 a 15:55
Nel nostro articolo c’è la descrizione delle categorie catastali, per cui, secondo le precise caratteristiche dell’attività da aprire potrai trovarne l’esatta collocazione.
Talvolta, però, le differenze sono così minime che diventa difficile posizionare l’attività in una categoria.
Sta a te vagliare le componenti dell’attività del tuo cliente e poi, una volta persuaso dovrai semplicemente dialogare con il tecnico catastale.
Se le tue argomentazioni risulteranno giuste, riteniamo che non esista tecnico che possa respingerle.
Altrimenti devi seguire ciò che decide costui.
Potrebbe anche esserti di aiuto trovare una attività similare e chiedere in quale categoria è stata accampionata.
Marisa 16 marzo 2017 a 11:38
Buongiorno, io ho un locale sito al piano terra con accesso direttamente dalla strada accatastato con categoria C1. L’ho affittato ad un medico che ha già fatto dei lavori e ora la asl gli ha chiesto la categoria A10. Io non vorrei cambiare la categoria del mio locale, cosa posso fare? Grazie.
amedeu 17 marzo 2017 a 12:16
Se la ASL di zona gli ha richiesto la categoria A10, purtroppo hai due sole soluzioni: o regolarizzarti con la richiesta della ASL o rinunciare ad affittare il locale per tale scopo.
Paolo 24 aprile 2017 a 13:39
Un parcheggio sotterraneo può essere adibito a laboratorio di arti marziali??
Occorrono dei permessi speciali??
amedeu 24 aprile 2017 a 16:53
Ti occorrono le autorizzazioni comunali relativamente al rispetto delle condizioni edilizio urbanistiche riferite all’altezza interna dei vani, alla superficie calpestabile e finestrata.
Il Comune ti richiederà sicuramente i nulla osta dei Vigili del Fuoco inerente le uscite di sicurezza e antincendio.
Relativamente alla ASL, dovrai rispettare le norme igienico sanitarie relative all’umidità, all’areazione illuminazione e alla predisposizione dei bagni interni (Compreso quelli per gli handicappati),
Ti suggeriamo, comunque, di recarti presso l’ufficio Edilizia Privata comunale, dove sapranno dirti con esattezza tutta la documentazione che ti serve e i requisiti che devono avere i vani per essere adibiti a tale attività.
giuseppe 13 maggio 2017 a 11:56
con la premessa che sono ignorante in materia, ma interessato ad approfondire un argomento che puo essere condiviso da molti .
ARGOMENTO: U.I.U. in aree alluvionali
sulla scheda da voi pubblicata ” le categorie del catasto fabbricati in dettaglio” si dice che A/2 abitazioni di tipo civile se ubicate in zona alluvionali si inseriscano in classi minime.
per saperne di piu sono andato a verificare le circolari da voi menzionate;(circolare n . 5 del 14/3/92 della direzione generale del catasto e dei SS.TT.EE; nota C.1/1022/94 della direzione centrale e dei servizi geotopocartografici e della conservazione dei RR.II ; circolare n. 4 16 maggio 2006 ,ma non vi hotrovato nessuna menzione al caso .
LA MIA DOMANDA :quale e la legge che la rende attuativa?
vi ringrazio per l’attenzione concessami nonostante l’ignoranza.
amedeu 14 maggio 2017 a 18:29
nell’articolo è scritto: “……. dettate dalle circolari e note del Catasto…………..”
Non sappiamo onestamente quale nota del catasto abbia dato origine a tale dicitura e ci siamo limitati a riportare il contenuto dell’accordo.
Per saperne di più, dovresti prendere contatto con una Agenzia del Territorio della tua zona.
Sara 17 maggio 2017 a 17:21
Buongiorno, ho un terreno registrati ad uso ricreativo, devo accatastare la piscina che sarebbe ad uso privato e non a fini di lucro se nel comune non ci fosse la possibilità di accatastarla con c4 come posso fare? E poi detta piscina andrebbe ad incidere sulla rendita catastale considerando che è di circa 100 mq?
amedeu 21 maggio 2017 a 09:32
La piscina molte volte fa passare una unità immobiliare in casa di lusso.
Per cui ti consigliamo di appoggiarti a un tecnico professionista della tua zona, il quale si potrà informare presso il locale ufficio dell’Agenzia del Territorio (Catasto).
Dopo di che ti potrà dire come meglio comportarsi.
Giuseppa 22 giugno 2017 a 18:09
Buonasera, avrei bisogno di sapere se un immobile cat. D8 può essere utilizzato come magazzino di deposito e stoccaggio di prodotti alimentari. Specifico che non si tratta di attività commerciale, ma di attività a carattere sociale trattandosi di beni ceduti gratuitamente.
amedeu 22 giugno 2017 a 20:03
Per Giuseppa.
Stando al contenuto nell’articolo dal quale ci hai scritto, della categoria D8, sembrerebbe che esista la possibilità, in quanto magazzino di deposito e stoccaggio.
Comunque, più che la categoria catastale ti serve la destinazione d’uso secondo il Piano Regolatore del tuo Comune.
Informazione che puoi avere presso l’ufficio Edilizia Privata Comunale.
Per la parte commerciale devi, invece, sentire l’ufficio Commercio comunale (Ex Annona).
giovanni 20 luglio 2017 a 09:36
sono compropretario con i miei fratelli e cugini di una cappella in disuso da piu’ di 50 anni con accesso dalla strada comunale risultante nel catasto terreni.
Ci è stato notificato l’avviso dall’agenzia delle entrate di non aver ottemperato al passaggio dal catasto terreni a quello urbano.
Volendo rettificare posso dichiarare che è un fabbricato inidoneo ad utilizzazioni produttive di reddito a causa dell’accentuato livello di degrado ( fabbricato” collabente” ) , visto che la cappella è fatiscente e non utilizzata, o rientra nella cat. E/7, ..?
amedeu 22 luglio 2017 a 10:14
Potrebbe essere classificata in categoria F2 – unità collabente, ma ti necessita un tecnico che prenda contatti con il catasto per un nuovo allineamento.
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