Source: https://www.athenacasa.it/la-tassazione-delle-plusvalenze/
Timestamp: 2019-02-16 17:28:43+00:00
Document Index: 18015841

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 67', 'art. 1']

Nel caso di cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti nelle ipotesi considerate dall’art. 67, primo comma, lett. b) del T.U.I.R. di cui al DPR. 917/1986, la plusvalenza (cioè la differenza tra il prezzo di acquisto o di costruzione aumentato di ogni altro costo inerente ed il prezzo di rivendita) costituisce reddito imponibile, e quindi deve essere denunziata nella dichiarazione dei redditi.
In alternativa l’art. 1 comma 496 legge 23 dicembre 2005 n. 266 (legge finanziaria 2006), così come modificato dall’art. 2 comma 21 della legge 286/2006 (collegato fiscale alla finanziaria 2007) e dall’art. 1 comma 310 legge 296/2006 (finanziaria 2007) consente di assoggettare tale plusvalenza, peraltro solo nel caso di fabbricati e terreni non edificabili acquistati o costruiti da meno di cinque anni, ad un’imposta sostitutiva sul reddito pari al 20%, con conseguente venire meno dell’obbligo della sua denuncia nella dichiarazione dei redditi. Nel caso invece di terreni edificabili, che ai sensi dell’art. 67 lett. b) TUIR generano in ogni caso plusvalenza, a prescindere dal titolo di acquisto e dall’epoca di acquisto, il contribuente non potrà più avvalersi dell’imposta sostitutiva del 20%, ma dovrà denunciare la plusvalenza così realizzata nella dichiarazione dei redditi.
In realtà la norma dell’art. 1 comma 496 legge 266/2005 fa riferimento alle cessioni a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, e tra gli immobili così genericamente indicati dalla norma in commento ben si potrebbero far rientrare anche i terreni edificabili acquistati da meno di cinque anni.