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Timestamp: 2020-08-14 01:16:36+00:00
Document Index: 101431230

Matched Legal Cases: ['art. 371', 'art. 424', 'art. 424', 'art. 371', 'art. 411', 'art. 371', 'art. 24', 'art. 411', 'art. 357']

Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 7586 - pubb. 18/07/2012
Amministratore di sostegno, cura personale e collocamento in struttura protetta
Tribunale Varese, 30 Aprile 2012. Est. Buffone.
Amministrazione di sostegno – Collocamento della persona beneficiaria in struttura di protezione e cura – Art. 371 c.c. – Inapplicabilità all’amministrazione di sostegno – Superfluità del richiamo – Artt. 404, 405 c.c..
L’art. 371, comma I, n. 1 c.c. (richiamato dall’art. 424, comma I, c.c.) espressamente prevede che sia il giudice tutelare, sentito il tutore, ad individuare il luogo dove l’interdetto debba essere effettivamente domiciliato. Trattasi di normativa che si può senz’altro applicare anche all’interdetto (giusta l’art. 424 comma I c.c.) ma non tout court al beneficiario il quale, infatti, conserva un nocciolo duro di “volere” e non è destinatario diretto dell’art. 371 c.c. (non richiamato dall’art. 411, comma I, c.c.). Ebbene, il mancato rinvio all’art. 371 c.c., si spiega con la superfluità del richiamo, riconoscendo già gli artt. 405 e 408 citati, un potere/dovere di cura entro cui si inscrive anche il collocamento protettivo in una Comunità di assistenza e cura e, anche, il mutamento della residenza. Vi è, peraltro, che a livello sovranazionale il collocamento protettivo in Comunità è possibile alla luce della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, e ratificata dall’Italia per effetto degli artt. 1 e 2 della legge 3 marzo 2009 n. 18. Il trattato in esame riconosce espressamente (art. 24, comma III) il dovere di adottare “misure adeguate per proteggere le persone con disabilità, all’interno e all’esterno dell’ambiente domestico” anche per garantire il loro pieno inserimento nel tessuto sociale (v. Trib. Varese, Uff. Vol. Giud., decreto 18 aprile 2011). E’ conforme, come detto, la prevalente Dottrina che, ad esempio, in tempi recenti, ha affermato che “E’ vero che l’art. 411 c.c. non richiama, a proposito dell’amministrazione, l’art. 357 c.c., ma solo perché la complessiva disciplina speciale dettata dagli artt. 404 ss. c.c. rende il rinvio superfluo: v. artt. 405, comma VI, 408, comma I, 410 cod. civ.” (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)