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Timestamp: 2020-01-26 01:16:23+00:00
Document Index: 159012436

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 20']

0.142.113.729
Abkommen vom 28. August 2006 zwischen dem Schweizerischen Bundesrat und der Regierung der Hellenischen Republik über die Rückübernahme von Personen mit irregulärem Aufenthalt (mit Prot.)
Accord du 28 août 2006 entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République hellénique relatif à la réadmission de personnes en situation irrégulière (avec prot.)
Accordo del 28 agosto 2006 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione irregolare (con Prot.)
I. Riammissione di cittadini delle Parti contraenti
II. Riammissione di cittadini di Stati terzi o di apolidi
III. Transito in vista della riammissione
IV. Protezione dei dati
V. Disposizioni generali e finali
Art. 1 Indicazioni che la domanda di riammissione per un cit...
Art. 2 Documenti con cui è provato o reso verosimile che una...
Art. 3 Indicazioni che la domanda di riammissione di un citt...
Art. 4 Documenti con cui l’entrata o il soggiorno di un citt...
Art. 5 Modalità per la trasmissione di una domanda di transi...
Art. 6 Aeroporti e servizi competenti per la riammissione e ...
Art. 7 Procedura di regolamento delle spese attinenti alla r...
Art. 8 Lingua di comunicazione
Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione irregolare
Concluso il 28 agosto 2006
Entrato in vigore mediante scambio di note il 12 febbraio 2009
(Stato 12 febbraio 2009)
Il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica
detti qui di seguito « le Parti contraenti»,
mossi dal desiderio di promuovere e potenziare la collaborazione tra le due Parti contraenti
nel quadro degli sforzi internazionali per la lotta contro l’immigrazione illegale,
in conformità agli accordi e ai trattati internazionali vincolanti e sul fondamento della reciprocità,
(1) Su domanda dell’altra Parte contraente, ciascuna Parte contraente riammette senza formalità ogni persona che non adempie o non adempie più le condizioni vigenti di entrata o di dimora sul territorio della Parte contraente richiedente, se viene provato o ragionevolmente reso verosimile che questa persona possiede la cittadinanza della Parte contraente richiesta.
(2) Il paragrafo 1 si applica se viene provata o ragionevolmente resa verosimile la cittadinanza in base ai documenti elencati nell’articolo 2 del Protocollo d’applicazione concluso dai Ministeri competenti delle due Parti contraenti.
(3) La Parte contraente richiedente riammette questa persona alle stesse condizioni, se da una verifica successiva risulta che al momento di lasciare il territorio della Parte contraente richiedente, questa persona non possedeva la cittadinanza della Parte contraente richiesta. La Parte contraente richiesta originaria presenta la domanda rispettiva entro trenta (30) giorni dalla riammissione.
(1) Se la cittadinanza è ragionevolmente resa verosimile giusta l’articolo 2 para-grafo 2 del Protocollo d’applicazione, la rappresentanza diplomatica o consolare della Parte contraente richiesta appronta senza indugio un documento sostitutivo del passaporto (lasciapassare).
(2) Se vengono messi in dubbio oppure non sono disponibili i documenti presentati per rendere verosimile la cittadinanza, la rappresentanza diplomatica o consolare della Parte contraente richiesta predispone quanto prima, ma al più tardi entro cinque (5) giorni feriali dalla ricezione della domanda, un’audizione della persona in questione. La Parte contraente richiedente organizza l’audizione d’intesa con le autorità consolari della Parte contraente richiesta.
(3) Se durante l’audizione è stabilito che la persona in questione possiede la cittadinanza della Parte contraente richiesta, la rappresentanza diplomatica o consolare appronta senza indugio, ma al più tardi entro quattro (4) giorni feriali dalla fine dell’audizione, un documento sostitutivo del passaporto (lasciapassare).
(1) Le indicazioni che devono essere contenute nella domanda di riammissione come anche le modalità per la trasmissione della domanda sono riportate nel Protocollo d’applicazione.
(2) I costi causati dalla riammissione per il trasporto della persona in questione fino alla frontiera della Parte contraente richiesta vengono assunti dalla Parte contraente richiedente.
(3) Nel caso di cui all’articolo 1 paragrafo 3 del presente Accordo i costi per il trasporto della persona in questione fino alla frontiera della Parte contraente richiedente originaria vengono assunti dalla Parte contraente richiesta originaria.
(1) Su richiesta della Parte contraente richiedente, la Parte contraente richiesta riammette senza formalità i cittadini di Stati terzi o apolidi che, conformemente alla legislazione della Parte contraente richiedente non adempiono o non adempiono più le condizioni vigenti di entrata o di soggiorno sul territorio della Parte contraente richiedente se è provato o reso verosimile che queste persone sono entrate sul territorio della Parte contraente richiedente dopo aver soggiornato, dimorato o essere transitate sul territorio della Parte contraente richiesta durante gli ultimi dodici (12) mesi.
(2) Su richiesta della Parte contraente richiedente, la Parte contraente richiesta riammette senza formalità i cittadini di Stati terzi o apolidi entrati sul territorio della Parte contraente richiedente che non adempiono le condizioni vigenti di entrata o di soggiorno e che posseggono un visto o un titolo di dimora valido rilasciato dalla Parte contraente richiesta.
(3) Se le autorità competenti di ciascuna Parte contraente hanno rilasciato un visto o un titolo di dimora alla persona di cui al paragrafo 2, la responsabilità della riammissione è assunta dalla Parte contraente, il cui visto o titolo di dimora scade più tardi.
(4) Ciascuna Parte contraente prende tutti i provvedimenti necessari affinché le persone citate nel presente articolo siano riammesse direttamente nel loro Paese di origine.
L’obbligo di riammissione giusta l’articolo 4 del presente Accordo non sussiste per:
i cittadini di Stati terzi o apolidi che al momento dell’entrata erano in possesso di un visto o un titolo di dimora valido rilasciato dalle autorità della Parte contraente richiedente o ai quali le autorità della Parte contraente richiedente hanno rilasciato un titolo di dimora dopo l’entrata sul suo territorio;
i cittadini di Stati terzi o apolidi la cui riammissione da parte della Parte contraente richiedente non è stata richiesta entro dodici (12) mesi dalla loro entrata illegale o che hanno lasciato il territorio della Parte contraente richiesta più di un (1) anno prima;
i cittadini di Stati terzi limitrofi o apolidi giusta la Convenzione di New York del 28 settembre 19541 sullo statuto degli apolidi di Stati terzi limitrofi che hanno concluso un accordo di riammissione con la Parte contraente richiedente, secondo il quale siffatte persone possono essere allontanate;
i cittadini di Stati terzi o altre persone che la Parte contraente richiedente ha riconosciuto come rifugiati giusta la Convenzione di Ginevra del 28 luglio 19512 sullo statuto dei rifugiati nella versione del Protocollo di New York del 31 gennaio 19673 sullo statuto dei rifugiati oppure come apolidi giusta la Convenzione di New York del 28 settembre 1954 sullo statuto degli apolidi.
3 RS 0.142.301
(1) L’articolo 4 paragrafo 1 del presente Accordo si applica se l’entrata di cittadini di Stati terzi sul territorio della Parte contraente richiesta oppure il loro soggiorno su questo territorio è provato o ragionevolmente reso verosimile segnatamente con uno dei documenti o mezzi elencati nell’articolo 4 del Protocollo d’applicazione.
(2) Le indicazioni che devono essere contenute nella domanda di riammissione come anche le modalità per la trasmissione della domanda sono indicate nel Protocollo d’applicazione.
(3) I costi per il trasporto della persona in questione fino alla frontiera della Parte contraente richiesta vengono assunti dalla Parte contraente richiedente.
(1) La Parte contraente richiedente riammette una persona che, secondo verifiche svolte dopo la sua riammissione dalla Parte contraente richiesta, risulta non aver adempiuto le condizioni previste dall’articolo 4 del presente Accordo al momento di lasciare il territorio della Parte contraente richiedente.
(2) La Parte contraente richiesta originaria presenta la domanda pertinente entro trenta (30) giorni dall’avvenuta riammissione.
(3) I costi causati dalla riammissione per il trasporto della persona in questione fino alla frontiera della Parte contraente richiedente originaria vengono assunti dalla Parte contraente richiesta originaria.
(1) Ciascuna Parte contraente autorizza, su richiesta della Parte contraente richiesta, il transito di cittadini di Stati terzi oggetto di una decisione di allontanamento o di rifiuto d’entrata emanata dalla Parte contraente richiedente. Il transito avviene per via aerea. In questo caso non è necessario un visto di transito rilasciato dalla Parte contraente richiesta.
(2) La Parte contraente richiedente assume l’intera responsabilità durante tutto il viaggio di un cittadino di uno Stato terzo verso lo Stato di destinazione e riammette tale persona qualora, per un motivo qualsiasi, l’allontanamento o il rifiuto d’entrata non possa essere eseguito.
(3) La Parte contraente richiedente comunica alla Parte contraente richiesta se la persona da far transitare deve essere scortata. La Parte contraente richiesta può:
assicurare essa stessa la scorta; in questo caso la Parte contraente richiedente le rimborsa i costi risultanti;
assicurare la scorta in collaborazione con la Parte contraente richiedente;
autorizzare la Parte contraente richiedente ad assicurare la scorta sul proprio territorio.
La trasmissione della domanda di autorizzazione al transito per allontanamento o consecutivo a un rifiuto d’entrata avviene direttamente tra le autorità interessate, alle condizioni precisate nel Protocollo d’applicazione.
(1) Se il transito avviene sotto scorta di polizia, gli agenti di scorta svolgono il loro incarico in borghese, non armati e muniti dell’autorizzazione di transito.
(2) Durante il transito gli agenti di scorta garantiscono la custodia del cittadino di uno Stato terzo e si assicurano che questi si imbarchi sull’aeroplano. A tal fine ricevono il sostegno delle autorità competenti della Parte contraente richiesta e ne devono seguire le istruzioni.
(3) Se del caso, la Parte contraente richiesta si assume la responsabilità per la custodia e l’imbarco del cittadino di uno Stato terzo.
(4) La Parte contraente richiedente prende tutte le misure necessarie affinché il cittadino di uno Stato terzo sia fatto transitare nell’aeroporto della Parte contraente richiesta quanto prima.
Se, durante un transito, l’imbarco della persona oggetto di una decisione d’allontanamento o di rifiuto d’entrata è rifiutato o impossibile, la Parte contraente richiedente riprende in consegna questa persona immediatamente o entro quarant’otto (48) ore al massimo dal suo arrivo all’aeroporto.
Se le autorità della Parte contraente richiesta partecipano al transito, comunicano alle autorità delle Parte contraente richiedente tutti i contrattempi sopravvenuti durante il transito.
(1) Le autorità della Parte contraente richiesta garantiscono agli agenti di scorta della Parte contraente richiedente che svolgono il loro incarico conformemente al presente Accordo, la medesima protezione e assistenza che garantirebbero ai loro propri agenti di scorta.
(2) Gli agenti di scorta della Parte contraente richiedente che svolgono il loro incarico sul territorio della Parte contraente richiesta sono trattati nel medesimo modo come i rispettivi agenti della Parte contraente richiesta riguardo ai reati perpetrati di cui possono essere vittime o autori. Sottostanno alle prescrizioni in materia di responsabilità civile e penale della Parte contraente richiesta.
(3) L’esecuzione delle prescrizioni in materia di responsabilità civile e penale compete in primo luogo alla giurisdizione della Parte contraente richiesta. Se la Parte contraente richiesta non vuole esercitare i suoi poteri legali, lo comunica immediatamente alla Parte contraente richiedente. In seguito la Parte contraente richiedente esercita i propri poteri legali in base alla giurisdizione nazionale.
Gli agenti di scorta della Parte contraente richiedente che effettuano un transito sul territorio della Parte contraente richiesta sulla base del presente Accordo devono poter comprovare in ogni momento la propria identità, il tipo di incarico e la funzione, mostrando l’autorizzazione di transito rilasciata dalla Parte contraente richiesta.
(1) Qualora un agente di scorta della Parte contraente richiedente, in missione sul territorio della Parte contraente richiesta in applicazione del presente Accordo, subisca un danno durante l’esecuzione o in relazione alla missione, la Parte contraente richiedente assume il risarcimento dei danni, senza esercitare regresso nei confronti della Parte contraente richiesta.
(2) Qualora un agente di scorta della Parte contraente richiedente, in missione sul territorio della Parte contraente richiesta in applicazione del presente Accordo, causi un danno durante l’esecuzione o in relazione alla missione, la Parte contraente richiedente assume il risarcimento dei danni, conformemente al diritto della Parte contraente richiesta.
(3) La Parte contraente sul cui territorio sono causati i danni di cui al paragrafo 1 provvede al risarcimento di tali danni alle condizioni applicabili ai danni causati dai propri agenti.
(4) La Parte contraente i cui agenti hanno causato danni a terzi sul territorio dell’altra Parte contraente rimborsa integralmente a quest’ultima le somme versate alle vittime o ai loro aventi diritto.
(5) Fatto salvo l’esercizio dei propri diritti nei confronti di terzi e a eccezione di quanto disposto dal paragrafo 4, ciascuna Parte contraente rinuncia, nel caso di cui al paragrafo 2, a chiedere all’altra Parte contraente il rimborso dell’importo dei danni subiti.
Il transito per allontanamento o consecutivo a un rifiuto d’entrata può essere rifiutato segnatamente se:
il cittadino di uno Stato terzo rischia, nello Stato di destinazione, di essere perseguitato a causa della sua razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o a causa delle sue opinioni politiche;
il cittadino di uno Stato terzo rischia, nello Stato di destinazione, di essere accusato o condannato per fatti commessi prima del transito;
il transito della persona in questione è considerato pericoloso per l’ordine pubblico, la sicurezza nazionale, la salute pubblica o le relazioni internazionali della Parte contraente richiesta.
(1) I dati che vengono comunicati in relazione con la riammissione di persone possono concernere esclusivamente:
i dati personali riguardanti la persona da riammettere nonché, se necessario, quelli riguardanti i suoi familiari (cognome, nome, tutti i cognomi precedenti, soprannomi o pseudonimi, nomi fittizi, data e luogo di nascita, sesso, cittadinanza attuale e precedente);
la carta d’identità, il passaporto o altri documenti attestanti l’identità della persona;
altre informazioni necessarie all’identificazione della persona da riammet-tere, nonché
soggiorni intermedi e itinerari.
(2) I dati personali possono essere trattati unicamente dalle autorità competenti per l’esecuzione del presente Accordo ed esclusivamente ai fini del presente Accordo. La Parte contraente che trasmette i dati deve accertarsi della loro esattezza, come pure della necessità e della proporzionalità rispetto allo scopo perseguito con la comunicazione. Se i dati trasmessi sono inesatti oppure la trasmissione era indebita, la Parte contraente che ha ricevuto i dati deve essere immediatamente avvertita; questa deve rettificare o distruggere i dati in questione. Oltre alle autorità competenti per l’applicazione del presente Accordo i dati personali possono essere ritrasmessi ad altre autorità soltanto previa autorizzazione scritta della Parte contraente che li ha comunicati. I dati personali trasmessi sono conservati soltanto fino a quando lo esige lo scopo per il quale sono stati comunicati.
(4) Per quanto riguarda l’elaborazione dei dati personali e i diritti della persona in questione, è applicato il diritto nazionale in materia di protezione dei dati di ciascuna Parte contraente.
(1) Le competenti autorità delle Parti contraenti cooperano e si consultano per quanto necessario al fine di verificare l’applicazione del presente Accordo.
(2) Ciascuna Parte può richiedere la riunione di esperti dei due Governi al fine di risolvere questioni relative all’applicazione del presente Accordo.
(1) Il Protocollo d’applicazione, concluso tra il Dipartimento federale di giustizia e polizia della Confederazione Svizzera e il Ministero dell’Ordine pubblico della Repubblica ellenica disciplina oltre alle procedure d’applicazione del presente Accordo anche:
gli aeroporti, utilizzabili per la riammissione e il transito;
i termini per il trattamento delle domande di riammissione o di transito;
le autorità cui compete la presentazione e il trattamento delle domande di riammissione o di transito.
(2) Qualsiasi modifica dei dati concernenti le autorità competenti e gli aeroporti, utilizzabili per la riammissione e il transito è comunicata, senza indugio, all’autorità competente dell’altra Parte contraente.
Il presente Accordo non pregiudica gli obblighi delle Parti contraenti derivanti:
dalla Convenzione di Ginevra del 28 luglio 19511 sullo statuto dei rifugiati nella versione del Protocollo di New York del 31 gennaio 19672;
dagli accordi e dalle convenzioni internazionali vincolanti in materia di tutela dei diritti dell’uomo;
dall’Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea relativo ai criteri e ai meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente per l’esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera3 dopo la sua entrata in vigore e applicazione;
dai trattati internazionali in materia di estradizione.
3 RS 0.142.392.68
Il presente Accordo si applica analogamente al territorio del Principato del Liechtenstein e ai suoi cittadini.
(1) Il presente Accordo entra in vigore trenta (30) giorni dopo la ricezione dell’ultima notifica, con la quale una delle due Parti contraenti comunica la conclusione delle procedure nazionali necessarie.
(2) Il presente Accordo è concluso a tempo indeterminato. Ciascuna Parte contra-ente può denunciare in qualsiasi momento l’Accordo rispettando un termine di tre (3) mesi mediante notifica scritta per via diplomatica. La denuncia vale anche per il Principato del Liechtenstein.
(1) Ciascuna Parte contraente può sospendere il presente Accordo, mediante perti-nente notifica immediata all’altra Parte contraente, per gravi motivi segnatamente per la protezione della sicurezza nazionale, dell’ordine pubblico o della salute pubblica, fatte salve le disposizioni relative alla riammissione di cittadini delle Parti contraenti. L’abrogazione di una siffatta misura è comunicata senza indugio all’altra Parte contraente per scritto e per via diplomatica.
(2) La sospensione entra in vigore il primo giorno del mese successivo a quello in cui l’altra Parte contraente ha ricevuto la notifica.
In fede di che, i rappresentanti delle Parti contraenti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente Accordo.
Fatto a Berna il 28 agosto 2006 in due esemplari originali in lingua tedesca, greca e inglese, ogni testo facente parimenti fede. In caso di divergenze d’opinione sull’interpretazione del presente Accordo è determinante il testo inglese.
Per il Governo della Repubblica ellenica:
Vyron G. Polydoras
Il Dipartimento federale di giustizia e polizia della Confederazione Svizzera e il Ministero dell’Ordine pubblico della Repubblica ellenica (detti di seguito «Parti contraenti») per l’applicazione dell’Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione irregolare (detto di seguito «Accordo») hanno convenuto quanto segue:
Art. 1 Indicazioni che la domanda di riammissione per un cittadino di una Parte contraente deve contenere e modalità per la trasmissione (art. 3 par. 1)
1. Ciascuna domanda di riammissione di un cittadino di una Parte contraente, presentata giusta l’articolo 1 dell’Accordo, deve contenere segnatamente le seguenti indicazioni:
i dati personali della persona in questione, fatto salvo l’articolo 18 dell’Accordo;
le indicazioni relative ai documenti menzionati nell’articolo 2 del presente Protocollo d’applicazione che attestano o rendono verosimile la cittadinanza.
2. Per la domanda di riammissione va utilizzato un modulo corrispondente al modello tipo di cui all’allegato I1 del presente Protocollo. Tutte le voci del modulo devono essere compilate o cancellate.
3. Ciascuna domanda di riammissione è trasmessa direttamente all’autorità competente per una via di trasmissione appropriata, in particolare per telefax.
4. La Parte contraente richiesta risponde alla domanda di riammissione quanto prima, ma al più tardi entro due (2) giorni feriali dalla ricezione della domanda. Nel caso previsto nell’articolo 2 paragrafo 2 dell’Accordo il termine può essere prorogato di cinque (5) giorni feriali.
5. La consegna di una persona da riammettere avviene soltanto quando la Parte contraente richiesta ha accettato la domanda di riammissione e lo ha comunicato alla Parte contraente richiedente. L’accettazione relativa all’ammissione è valida di regola per trenta (30) giorni. Questo termine può essere prorogato d’intesa fra le due Parti contraenti.
6. Se la persona da riammettere ha bisogno di cure mediche, nella misura in cui sia nell’interesse della persona in questione la Parte contraente richiedente fornisce inoltre informazioni sulla necessità di un trattamento medico specifico o di un’altra assistenza, di sorveglianza o di trasporto in ambulanza.
7. La Parte contraente richiedente comunica alla Parte contraente richiesta l’orario di arrivo della persona da riammettere con almeno quarant’otto (48) ore d’anticipo.
1 Gli all. I–III non sono pubblicati nella RU.
Art. 2 Documenti con cui è provato o reso verosimile che una persona possiede la cittadinanza di una Parte contraente (art. 1 par. 2).
1. La cittadinanza della persona è provata con i seguenti documenti validi:
libretto di famiglia con indicazioni relative al luogo di origine in Svizzera.
Per la Repubblica ellenica:
2. La cittadinanza della persona è resa verosimile con uno dei seguenti documenti:
uno dei documenti menzionati nel paragrafo 1, la cui validità è scaduta;
un documento rilasciato dalle autorità della Parte contraente richiesta dal quale si evince l’identità della persona in questione (licenza di condurre, libretto di marinaio, libretto militare o un altro documento rilasciato dalle autorità militari ecc.);
un documento di registrazione consolare o un estratto del registro dello stato civile;
un altro documento rilasciato dall’autorità competente della Parte contraente richiesta;
dichiarazioni rilasciate dalla persona in questione debitamente verbalizzate dalle autorità amministrative e giudiziarie;
dichiarazioni rilasciate da testimoni affidabili debitamente verbalizzate;
Art. 3 Indicazioni che la domanda di riammissione di un cittadino di uno Stato terzo o di un apolide deve contenere e modalità per la trasmissione (art. 6 par. 2)
1. Ciascuna domanda di riammissione di un cittadino di uno Stato terzo o di un apolide presentata giusta l’articolo 4 dell’Accordo deve contenere segnatamente le seguenti indicazioni:
i dati personali e cittadinanza della persona in questione, fatto salvo l’articolo 18 dell’Accordo;
indicazioni relative ai documenti menzionati nell’articolo 4 del presente Protocollo che provano o rendono verosimile l’entrata o il soggiorno della persona in questione sul territorio della Parte contraente richiesta.
2. Per la domanda di riammissione va utilizzato un modulo corrispondente al modello tipo di cui all’allegato 2 del presente Protocollo. Tutte le voci del modulo devono essere compilate o cancellate.
4. La Parte contraente richiesta risponde alla domanda di riammissione quanto prima, ma al più tardi entro cinque (5) giorni feriali dalla ricezione della domanda.
5. La consegna della persona da riammettere avviene soltanto quando la Parte contraente richiesta ha accettato la domanda di riammissione e lo ha comunicato alla Parte contraente richiedente. L’accettazione relativa all’ammissione è valida normalmente per trenta (30) giorni. Questo termine può essere prorogato d’intesa fra le due Parti contraenti.
7. La Parte contraente richiedente comunica alla Parte contraente richiesta l’orario di arrivo della persona da riammettere con almeno tre (3) giorni feriali di anticipo.
8. Se la domanda di riammissione si basa sul fatto che la persona da riammettere possiede documenti falsi o contraffatti, la Parte contraente richiedente è tenuta a trasmettere tali documenti alla Parte contraente richiesta, se è stata comunicata l’accettazione della riammissione.
Art. 4 Documenti con cui l’entrata o il soggiorno di un cittadino di uno Stato terzo o di un apolide sul territorio della Parte contraente richiesta è provato o reso verosimile (art. 6 par.1)
1. L’entrata o il soggiorno di un cittadino di uno Stato terzo o di un apolide sul territorio della Parte contraente richiesta è provato o reso verosimile con uno dei mezzi seguenti:
timbro d’entrata o di uscita o altre indicazioni equivalenti su documenti di viaggio o carte d’identità autentici, falsificati o contraffatti;
titolo di soggiorno scaduto da meno di tre (3) mesi;
visto scaduto da meno di tre (3) mesi;
biglietto di viaggio intestato alla persona in questione attestante l’entrata sul territorio della Parte contraente richiesta o l’entrata sul territorio della Parte contraente richiedente con provenienza dal territorio della Parte contraente richiesta.
2. L’entrata o il soggiorno di un cittadino di uno Stato terzo o di un apolide sul territorio della Parte contraente richiesta è reso verosimile con uno dei documenti o una delle indicazioni seguenti:
un documento rilasciato dall’autorità competente della Parte contraente richiesta da cui si evince l’identità della persona in questione, ad esempio licenza di condurre, libretto di marinaio o licenza di porto d’armi;
titolo di dimora scaduto da oltre tre (3) mesi;
fotocopia di uno dei documenti sopra elencati, nella misura in cui, nel raffronto con il documento originale presentato dalla Parte contraente richiesta, risulti autentico;
impronte digitali della persona in questione prese antecedentemente dalla Parte contraente richiesta;
veicoli registrati sul territorio della Parte contraente richiesta utilizzati dalla persona in questione;
scontrini di cassa di centri commerciali in possesso della persona in questione;
dichiarazioni del rappresentante di un’autorità;
dichiarazioni non contraddittorie e sufficientemente precise della persona in questione che contengono informazioni oggettivamente comprovabili che possono essere verificate dalla Parte contraente richiesta;
dati verificabili attestanti che la persona in questione abbia ricorso ai servizi di un’agenzia di viaggio o di un passatore.
3. Non viene tenuto conto di documenti che conformemente alla legislazione della Parte contraente richiesta, possono essere gestiti o acquisiti da terzi, senza che questi debbano essere presenti in persona sul territorio della Parte contraente richiesta.
Art. 5 Modalità per la trasmissione di una domanda di transito per l’allontanamento o consecutiva a un rifiuto d’entrata decisa dalla Parte contraente richiedente (art. 9)
1. Ciascuna domanda di transito inoltrata conformemente all’articolo 8 dell’Accordo deve contenere segnatamente le seguenti indicazioni:
i dati personali e la cittadinanza della persona in questione, fatto salvo l’articolo 18 dell’Accordo;
documento di viaggio intestato alla persona in questione;
data del viaggio, mezzo di trasporto, ora e luogo d’arrivo sul territorio della Parte contraente richiesta, ora e luogo del decollo dal territorio della Parte contraente richiesta, Paese e luogo di destinazione;
indicazioni concernenti gli agenti di scorta (dati personali, qualifica, documento di viaggio).
2. Per la domanda di transito va utilizzato un modulo corrispondente al modello tipo di cui all’allegato 3 del presente Protocollo. Tutte le voci del modulo devono essere compilate o cancellate.
3. La domanda viene trasmessa alle autorità competenti delle Parti contraenti per una via di trasmissione appropriata, in particolare per telefax, in giorni feriali almeno quarant’otto (48) ore prima del transito o, se il transito avviene un sabato, una domenica o un giorno festivo, almeno settantadue (72) ore prima del transito.
4. La Parte contraente richiesta risponde alla domanda quanto prima, ma al più tardi entro ventiquattro ore (24) in giorni feriali o se la ricezione della domanda avviene un sabato, una domenica o un giorno festivo, al più tardi entro quarant’otto (48) ore.
Art. 6 Aeroporti e servizi competenti per la riammissione e il transito (art. 20)
1. Per la Parte contraente svizzera:
2. Per la Parte contraente ellenica:
Eleftherios Venizelos Airport a Atene
Macedonia Airport a Salonicco
3. Le seguenti autorità delle Parti contraenti sono autorizzate a presentare e a ricevere domande di riammissione o di transito e di occuparsi di questioni controverse:
La seguente autorità è competente per la richiesta, la ricezione e il trattamento delle domande di riammissione:
Dipartimento federale di giustizia e polizia Ufficio federale della migrazione1 Divisione Dimora e aiuto al ritorno Indirizzo postale: Quellenweg 6, CH-3003 Berne-Wabern Fax: (0041) 31 325 92 33 Tel.: (0041) 31 325 92 02
La seguente autorità è competente per la domanda, la ricezione e il trattamento delle domande di transito per la Confederazione Svizzera:
Dipartimento federale di giustizia e polizia Sezione Organizzazione della partenza (Servizio swissREPAT)2 Indirizzo: Casella postale 2478, CH- 8085 Zurigo aeroporto Fax: (0041) 43 816 74 58 Tel.: (0041) 43 816 74 55
La seguente autorità è competente per le domande di riammissione e di transito:
Hellenic Police Headquarters Aliens Division Indirizzo: 4 P – Kanellopouloustr., 10177 – Atene Fax: (0030) 210 – 692 95 16 Tel.: (0030) 210 – 697 71 25
1 Ora: Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Ambito direzionale Asilo, Divisione Dublino. Indirizzo: Quellenweg 6, CH 3003 Berna-Wabern, Fax: ++41 /58 325 92 33 Tel: ++41 /58 325 92 02, ++41 /58 325 93 69 (vedi RU 2014 4451).
2 Ora: Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Ambito direzionale Cooperazione internazionale, Divisione Ritorno, Sezione swissREPAT. Indirizzo: Casella postale 314, 8058 Zurigo-Aeroporto, Fax: ++41 /43 816 74 85, Tel: ++41 /43 816 74 55 (vedi RU 2014 4451).
Art. 7 Procedura di regolamento delle spese attinenti alla riammissione e al transito
Il rimborso di tutte le spese attinenti all’esecuzione delle disposizioni previste dall’Accordo, anticipate dalla Parte contraente richiesta benché siano a carico della Parte contraente richiedente, è regolato entro sessanta (60) giorni a contare dalla ricezione della fattura.
Nella misura in cui le Parti contraenti non convengano altrimenti, le autorità competenti delle Parti contraenti nell’applicazione dell’Accordo impiegano la lingua inglese per l’informazione orale e scritta.
1. Il presente Protocollo entra in vigore contemporaneamente all’Accordo.
2. Il presente Protocollo non è applicabile durante la sospensione dell’Accordo.
3. Il presente Protocollo scade contemporaneamente all’Accordo.
4. Le modifiche del presente Protocollo vengono decise d’intesa tra il Dipartimento federale di giustizia e polizia della Confederazione Svizzera e il Ministero dell’Ordine pubblico della Repubblica ellenica.
Fatto a Berna il 28 agosto 2006 in due esemplari originali in lingua tedesca, greca e inglese, ogni testo facente parimenti fede. In caso di divergenze d’opinione sull’interpretazione del presente Protocollo è determinante il testo inglese.
Per il Dipartimento federale di giustizia e polizia della Confederazione Svizzera:
Per il Ministero dell’Ordine pubblico della Repubblica ellenica:
RU 2009 755
1 Il testo originale.
zwischen dem Schweizerischen Bundesrat und der Regierung der Hellenischen Republik über die Rückübernahme von Personen mit irregulärem Aufenthalt
Abgeschlossen am 28. August 2006
In Kraft getreten durch Notenaustausch am 12. Februar 2009
(Stand am 12. Februar 2009)
Der Schweizerische Bundesrat und die Regierung der Hellenischen Republik
in der Absicht, die Zusammenarbeit zwischen den beiden Vertragsparteien auszubauen und zu fördern,
im Rahmen der internationalen Anstrengungen zur Bekämpfung der illegalen Zuwanderung,
in Übereinstimmung mit den für sie verbindlichen internationalen Verträgen und Abkommen und auf der Grundlage der Gegenseitigkeit,
I. Rückübernahme von Staatsangehörigen der Vertragsparteien
(2) Absatz 1 ist anwendbar, wenn die Staatsangehörigkeit durch die Dokumente, die in Artikel 2 des von den zuständigen Ministerien beider Vertragsparteien abgeschlossenen Durchführungsprotokolls aufgelistet sind, nachgewiesen oder glaubhaft gemacht wird.
(3) Die ersuchende Vertragspartei nimmt diese Person unter denselben Voraussetzungen wieder zurück, wenn eine Nachprüfung ergibt, dass sie zum Zeitpunkt der Ausreise aus dem Hoheitsgebiet der ersuchenden Vertragspartei die Staatsangehörigkeit der ersuchten Vertragspartei nicht besass. Das entsprechende Gesuch ist von der ursprünglich ersuchten Vertragspartei innerhalb von dreissig (30) Tagen nach der Rückübernahme einzureichen.
(1) Wird die Staatsangehörigkeit nach Artikel 2 Absatz 2 des Durchführungsprotokolls glaubhaft gemacht, stellt die diplomatische oder konsularische Vertretung der ersuchten Vertragspartei unverzüglich das erforderliche Passersatzpapier (Laisser-passer) aus.
(2) Werden die zur Glaubhaftmachung der Staatsangehörigkeit vorgelegten Dokumente angezweifelt oder sind keine Dokumente vorhanden, veranlasst die diplomatische oder konsularische Vertretung der ersuchten Vertragspartei so rasch wie möglich, spätestens aber innerhalb von fünf (5) Arbeitstagen nach Eingang des Gesuchs, eine Anhörung der betroffenen Person. Die ersuchende Vertragspartei organisiert die Anhörung im Einvernehmen mit den konsularischen Behörden der ersuchten Vertragspartei.
(3) Wird bei der Anhörung festgestellt, dass die betroffene Person die Staatsangehörigkeit der ersuchten Vertragspartei besitzt, stellt die diplomatische oder konsularische Vertretung unverzüglich, spätestens aber innerhalb von vier (4) Arbeitstagen nach der Anhörung, das erforderliche Passersatzpapier (Laisser-passer) aus.
(1) Die Angaben, die das Rückübernahmegesuch enthalten muss, sowie die Modalitäten der Übermittlung des Gesuchs sind im Durchführungsprotokoll festgelegt.
(2) Die bei der Rückübernahme anfallenden Kosten für die Beförderung der betroffenen Person bis zur Grenze der ersuchten Vertragspartei trägt die ersuchende Vertragspartei.
(3) Im Falle von Artikel 1 Absatz 3 dieses Abkommens trägt die ursprünglich ersuchte Vertragspartei die bei der Rückübernahme anfallenden Kosten für die Beförderung der betroffenen Person bis zur Grenze der ursprünglich ersuchenden Vertragspartei.
II. Rückübernahme von Drittstaatsangehörigen oder Staatenlosen
(1) Auf Antrag der ersuchenden Vertragspartei übernimmt die ersuchte Vertragspartei ohne Formalitäten Drittstaatsangehörige oder Staatenlose, die nach den Rechtsvorschriften der ersuchenden Vertragspartei die Voraussetzungen für die Einreise oder den Aufenthalt nicht oder nicht mehr erfüllen, wenn nachgewiesen oder glaubhaft gemacht wird, dass diese Personen in das Hoheitsgebiet der ersuchenden Vertragspartei eingereist sind, nachdem sie sich während der letzten zwölf (12) Monate im Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei aufgehalten hatten, dort gewohnt hatten oder durch dieses Gebiet durchgereist waren.
(2) Erfüllt ein Drittstaatsangehöriger oder Staatenloser, der in das Hoheitsgebiet der ersuchenden Vertragspartei eingereist ist, die geltenden Voraussetzungen für die Einreise oder den Aufenthalt nicht und besitzt er ein gültiges Visum oder einen gültigen Aufenthaltstitel, das oder der ihm von der ersuchten Vertragspartei ausgestellt worden ist, übernimmt die ersuchte Vertragspartei auf Antrag der ersuchenden Vertragspartei diese Person ohne Formalitäten.
(3) Haben die zuständigen Behörden beider Vertragsparteien der in Absatz 2 genannten Person ein Visum oder einen Aufenthaltstitel ausgestellt, liegt die Verantwortung für die Rückübernahme bei der Vertragspartei, deren Visum oder Aufenthaltstitel später abläuft.
(4) Die Vertragsparteien treffen alle erforderlichen Massnahmen, um die in diesem Artikel genannten Personen direkt in ihr Herkunftsland zurückzuführen.
Die Rückübernahmeverpflichtung nach Artikel 4 dieses Abkommens gilt nicht gegenüber:
Drittstaatsangehörigen oder Staatenlosen, die zum Zeitpunkt der Einreise ein gültiges Visum oder einen gültigen Aufenthaltstitel besassen, das oder der von den Behörden der ersuchenden Vertragspartei ausgestellt wurde, oder denen die Behörden der ersuchenden Vertragspartei nach der Einreise einen Aufenthaltstitel ausgestellt haben;
Drittstaatsangehörigen oder Staatenlosen, deren Rückübernahme die ersuchende Vertragspartei nicht innerhalb von zwölf (12) Monaten nach ihrer illegalen Einreise beantragt hat oder die das Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei mehr als ein (1) Jahr vorher verlassen haben;
Angehörigen eines benachbarten Drittstaates oder von diesem anerkannte Staatenlose gemäss dem New Yorker Abkommen vom 28. September 19541 über die Rechtsstellung der Staatenlosen, die mit der ersuchenden Vertragspartei ein Rückübernahmeabkommen abgeschlossen hat, aufgrund dessen diese Personen zurückgeführt werden können;
Drittstaatsangehörigen oder anderen Personen, die die ersuchende Vertragspartei entweder aufgrund des Genfer Abkommens vom 28. Juli 19512 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge in der Fassung des New Yorker Protokolls vom 31. Januar 19673 als Flüchtlinge oder aufgrund des New Yorker Abkommens vom 28. September 1954 über die Rechtsstellung der Staatenlosen als Staatenlose anerkannt hat.
3 SR 0.142.301
(1) Artikel 4 Absatz 1 dieses Abkommens ist anwendbar, wenn die Einreise von Drittstaatsangehörigen oder Staatenlosen in das Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei oder ihr dortiger Aufenthalt in diesem Gebiet namentlich mit einem in Artikel 4 des Durchführungsprotokolls aufgeführten Dokument oder Beweismittel nachgewiesen oder glaubhaft gemacht wird.
(2) Die Angaben, die das Rückübernahmegesuch enthalten muss, sowie die Modalitäten der Übermittlung des Gesuchs sind im Durchführungsprotokoll festgelegt.
(3) Die Kosten für die Beförderung der betroffenen Person bis zur Grenze der ersuchten Vertragspartei trägt die ersuchende Vertragspartei.
(1) Die ersuchende Vertragspartei nimmt eine Person wieder zurück, wenn nach deren Rückübernahme durch die ersuchte Vertragspartei zusätzliche Abklärungen ergeben, dass diese Person zum Zeitpunkt ihrer Ausreise aus dem Hoheitsgebiet der ersuchenden Vertragspartei die Voraussetzungen nach Artikel 4 dieses Abkommens nicht erfüllte.
(2) Das entsprechende Gesuch ist von der ursprünglich ersuchten Vertragspartei innerhalb von dreissig (30) Tagen nach der Rückübernahme einzureichen.
(3) Die bei der Rückübernahme anfallenden Kosten für die Beförderung der betroffenen Person bis zur Grenze der ursprünglich ersuchenden Vertragspartei trägt die ursprünglich ersuchte Vertragspartei.
III. Durchbeförderung zur Rückübernahme
(1) Jede Vertragspartei gestattet auf Antrag der anderen Vertragspartei die Durchbeförderung von Drittstaatsangehörigen, die von einem Wegweisungsentscheid oder einer Einreiseverweigerung der ersuchenden Vertragspartei betroffen sind. Die Durchbeförderung erfolgt auf dem Luftweg. In diesen Fällen braucht die ersuchte Vertragspartei kein Transitvisum auszustellen.
(2) Die ersuchende Vertragspartei übernimmt die volle Verantwortung während der gesamten Reise eines Drittstaatsangehörigen in dessen Zielland, und sie nimmt diese Person wieder zurück, wenn die Rückführung oder die Einreiseverweigerung aus irgendeinem Grund nicht vollzogen werden kann.
(3) Die ersuchende Vertragspartei teilt der ersuchten Vertragspartei mit, ob die von der Durchbeförderung betroffene Person begleitet werden muss. Die ersuchte Vertragspartei kann:
die Begleitung selber übernehmen, wobei ihr die ersuchende Vertragspartei die dadurch entstandenen Kosten zurückerstattet;
die Begleitung in Zusammenarbeit mit der ersuchenden Vertragspartei sicherstellen;
die ersuchende Vertragspartei ermächtigen, die Begleitung in ihrem Hoheitsgebiet sicherzustellen.
Das Gesuch um Bewilligung der Durchbeförderung zur Rückführung oder der Durchbeförderung im Anschluss an eine Einreiseverweigerung wird gemäss den im Durchführungsprotokoll festgelegten Modalitäten direkt von der einen zuständigen Behörde an die andere übermittelt.
(1) Erfolgt die Durchbeförderung unter Polizeibegleitung, führen die Begleitbeamten ihren Auftrag in Zivilkleidung, unbewaffnet und mit einer Transitbewilligung aus.
(2) Während der Durchbeförderung stellen die Begleitbeamten die Überwachung des Drittstaatsangehörigen sicher und sorgen dafür, dass dieser an Bord des Flugzeugs geht. Dabei erhalten sie Unterstützung von den zuständigen Behörden der ersuchten Partei und sind dieser unterstellt.
(4) Die ersuchende Vertragspartei trifft alle erforderlichen Massnahmen, damit der Drittstaatsangehörige im Flughafen der ersuchten Vertragspartei so rasch wie möglich durch befördert wird.
Wenn bei einer Durchbeförderung das Anbordgehen der Person, die von einem Wegweisungsentscheid oder einer Einreiseverweigerung betroffen ist, verweigert wird oder nicht möglich ist, nimmt die ersuchende Vertragspartei diese Person unverzüglich oder innerhalb von höchstens achtundvierzig (48) Stunden nach deren Ankunft am Flughafen wieder zurück.
Sind die Behörden der ersuchten Vertragspartei an der Durchbeförderung beteiligt, unterrichten sie die Behörden der ersuchenden Vertragspartei über alle während der Durchbeförderung eingetretenen Zwischenfälle.
(1) Die Behörden der ersuchten Vertragspartei gewähren den Begleitbeamten der ersuchenden Vertragspartei, die gemäss diesem Abkommen ihre Aufgaben erfüllen, denselben Schutz und dieselbe Unterstützung, die sie den entsprechenden Beamten des eigenen Landes gewähren würden.
(2) Die Begleitbeamten der ersuchenden Vertragspartei, die im Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei ihre Aufgaben erfüllen, werden gleich behandelt wie die entsprechenden Beamten der ersuchten Vertragspartei, was Straftaten anbelangt, deren Opfer sie werden oder die sie selber begehen. Sie unterstehen den zivil- und strafrechtlichen Haftungsvorschriften der ersuchten Vertragspartei.
(3) Für den Vollzug der zivil- und strafrechtlichen Haftungsvorschriften ist in erster Linie die Gerichtsbarkeit der ersuchten Vertragspartei zuständig. Will die ersuchte Vertragspartei ihre gesetzliche Befugnis nicht ausüben, teilt sie dies der ersuchenden Vertragspartei unverzüglich mit. Daraufhin übt die ersuchende Vertragspartei ihre eigene gesetzliche Befugnis gemäss ihrem innerstaatlichen Recht aus.
Die Begleitbeamten der ersuchenden Vertragspartei, die gestützt auf dieses Abkommen im Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei eine Durchbeförderung vornehmen, müssen jederzeit in der Lage sein, ihre Identität, die Art ihres Auftrags und ihre Diensteigenschaft zu belegen, indem sie die von der ersuchten Vertragspartei ausgestellte Durchbeförderungsbewilligung vorzeigen.
(1) Erleidet ein Begleitbeamter der ersuchenden Vertragspartei, während er im Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei gemäss diesem Abkommen seine Aufgaben erfüllt, einen Schaden, der bei der Ausführung seines Auftrags eintritt oder mit diesem sonstwie in Zusammenhang steht, zahlt die ersuchende Vertragspartei einen entsprechenden Schadenersatz, ohne dass sie auf die ersuchte Vertragspartei Rückgriff nehmen kann.
(2) Verursacht ein Begleitbeamter der ersuchenden Vertragspartei, während er im Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei gemäss diesem Abkommen seine Aufgaben erfüllt, einen Schaden, der bei der Ausführung seines Auftrags eintritt oder mit diesem sonstwie in Zusammenhang steht, haftet die ersuchende Vertragspartei für diesen Schaden gemäss dem innerstaatlichen Recht der ersuchten Vertragspartei.
(3) Die Vertragspartei, in deren Hoheitsgebiet der in Absatz 1 genannte Schaden verursacht wird, hat diesen Schaden so zu ersetzen, wie sie ihn ersetzen müsste, wenn ihre eigenen Beamten ihn verursacht hätten.
(4) Die Vertragspartei, deren Begleitbeamte im Hoheitsgebiet der anderen Vertragspartei einer Person einen Schaden zugefügt haben, erstattet dieser anderen Vertragspartei den Gesamtbetrag des Schadenersatzes, den diese an die Geschädigten oder ihre Rechtsnachfolger geleistet hat.
(5) Vorbehaltlich der Ausübung ihrer Rechte gegenüber Dritten und mit Ausnahme der Bestimmung von Absatz 4 verzichtet jede Vertragspartei im Falle von Absatz 2 darauf, von der anderen Vertragspartei den Betrag des ihr entstandenen Schadens zurückzufordern.
Die Durchbeförderung zur Rückführung oder die Durchbeförderung im Anschluss an eine Einreiseverweigerung kann namentlich verweigert werden:
wenn der Drittstaatsangehörige Gefahr läuft, im Zielland wegen seiner Rasse, Religion, Staatsangehörigkeit, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen seiner politischen Überzeugung verfolgt zu werden;
wenn der Drittstaatsangehörige Gefahr läuft, im Zielland wegen Handlungen, die er vor der Durchbeförderung begangen hat, angeklagt oder verurteilt zu werden;
wenn die Durchbeförderung der betroffenen Person die öffentliche Ordnung, die nationale Sicherheit, die öffentliche Gesundheit oder die internationalen Beziehungen der ersuchten Vertragspartei gefährden könnte.
(1) Personendaten, die im Zusammenhang mit der Rückübernahme von Personen übermittelt werden, dürfen ausschliesslich betreffen:
die Identitätskarte, den Reisepass oder andere Dokumente, mit denen sich die Identität der betroffenen Personen nachweisen lässt;
weitere Einzelheiten, die für die Identifizierung der rückzuübernehmenden Person erforderlich sind, sowie
Zwischenaufenthalte und Reisewege.
(2) Personendaten dürfen nur von den für die Durchführung dieses Abkommens zuständigen Behörden und ausschliesslich für die Zwecke dieses Abkommens bearbeitet werden. Die übermittelnde Vertragspartei muss sich vergewissern, dass die übermittelten Daten richtig, für den mit der Übermittlung verbundenen Zweck erforderlich und diesem angemessen sind. Sind die übermittelten Daten unrichtig oder war deren Übermittlung widerrechtlich, muss die empfangende Vertragspartei unverzüglich benachrichtigt werden; sie muss die betreffenden Daten entweder berichtigen oder vernichten. Personendaten dürfen nur mit dem schriftlichen Einverständnis der übermittelnden Vertragspartei an andere Behörden als die für die Durchführung dieses Abkommens zuständigen Behörden weitergeleitet werden. Die übermittelten Personendaten dürfen nur so lange aufbewahrt werden, wie es der Zweck, zu dem sie übermittelt wurden, erfordert.
(4) Was die Bearbeitung von Personendaten und die Rechte der von der Bearbeitung betroffenen Personen anbelangt, bleibt das nationale Datenschutzrecht jeder Vertragspartei anwendbar.
V. Allgemeine Bestimmungen und Schlussbestimmungen
(1) Die zuständigen Behörden der Vertragsparteien arbeiten zusammen und beraten sich, soweit dies für die Durchführung dieses Abkommens erforderlich ist.
(2) Jede Vertragspartei kann die Einberufung von Expertentreffen beider Regierungen verlangen, um Fragen zur Durchführung dieses Abkommens zu klären.
(1) Im Durchführungsprotokoll, das zwischen dem Justiz- und Polizeidepartement der Schweizerischen Eidgenossenschaft und dem Ministerium für öffentliche Ordnung der Hellenischen Republik abgeschlossen wird und das die Verfahren für die Durchführung dieses Abkommens regelt, ist auch Folgendes festgelegt:
die Flughäfen, die für die Rückübernahme und die Durchbeförderung zu benutzen sind;
die Fristen für die Behandlung der Rückübernahme- und Durchbeförderungsgesuche;
die Behörden, die für die Einreichung und Behandlung der Rückübernahme- und Durchbeförderungsgesuche zuständig sind.
(2) Jede Änderung der Angaben über die zuständigen Behörden und die Flughäfen, die für die Rückübernahme oder die Durchbeförderung zu benutzen sind, wird der zuständigen Behörde der anderen Vertragspartei unverzüglich mitgeteilt.
Von diesem Abkommen unberührt bleiben die Verpflichtungen der Vertragsparteien, die sich ergeben aus:
dem Genfer Abkommen vom 28. Juli 19511 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge in der Fassung des New Yorker Protokolls vom 31. Januar 19672;
den für sie verbindlichen internationalen Verträgen und Konventionen zum Schutz der Menschenrechte;
dem Abkommen zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Europäischen Gemeinschaft über die Kriterien und Verfahren zur Bestimmung des zuständigen Staates für die Prüfung eines in einem Mitgliedstaat oder in der Schweiz gestellten Asylantrags3 nach dessen Inkraftsetzen und Anwendung;
internationalen Auslieferungsverträgen.
3 SR 0.142.392.68
(1) Dieses Abkommen tritt dreissig (30) Tage nach Eingang der letzten Notifikation in Kraft, mit welcher eine der beiden Vertragsparteien die andere über den Abschluss der erforderlichen landesrechtlichen Verfahren benachrichtigt.
(2) Dieses Abkommen wird auf unbestimmte Zeit abgeschlossen. Jede Vertragspartei kann das Abkommen jederzeit, unter Einhaltung einer Frist von drei (3) Monaten, durch schriftliche Mitteilung auf diplomatischem Weg kündigen. Die Kündigung gilt auch für das Fürstentum Liechtenstein.
(1) Jede Vertragspartei kann dieses Abkommen, mit Ausnahme der Bestimmungen über die Rückübernahme von Staatsangehörigen der Vertragsparteien, aus wichtigen Gründen, namentlich zum Schutz der nationalen Sicherheit, der öffentlichen Ordnung oder der öffentlichen Gesundheit, durch eine unverzügliche entsprechende Notifikation an die andere Vertragspartei suspendieren. Die Aufhebung einer solchen Massnahme wird der anderen Vertragspartei auf diplomatischem Weg unverzüglich schriftlich mitgeteilt.
(2) Die Suspendierung tritt am ersten Tag des Monats nach Eingang der betreffenden Notifikation bei der anderen Vertragspartei in Kraft.
Zu Urkund dessen haben die hierzu gehörig Bevollmächtigten dieses Abkommen unterzeichnet.
Geschehen zu Bern, am 28. August 2006 in je zwei Urschriften in deutscher, griechischer und englischer Sprache, wobei jeder Text gleichermassen authentisch ist. Bei Meinungsverschiedenheiten über die Auslegung dieses Abkommens ist der englische Wortlaut massgebend.
Für die Regierung der Hellenischen Republik:
Das Justiz- und Polizeidepartement der Schweizerischen Eidgenossenschaft und das Ministerium für öffentliche Ordnung der Hellenischen Republik (nachstehend «Vertragsparteien» genannt) haben die Durchführung des Abkommens zwischen dem Schweizerischen Bundesrat und der Regierung der Hellenischen Republik über die Rückübernahme von Personen mit irregulärem Aufenthalt (nachstehend «Abkommen» genannt) wie folgt vereinbart:
Art. 1 Angaben, die das Rückübernahmegesuch für einen Staatsangehörigen einer Vertragspartei enthalten muss, und Modalitäten der Übermittlung (Art. 3 Abs. 1)
1. Jedes Rückübernahmegesuch für einen Staatsangehörigen einer Vertragspartei, das nach Artikel 1 des Abkommens eingereicht wird, muss insbesondere folgende Angaben enthalten:
Personalien der betroffenen Person, vorbehalten bleibt Artikel 18 des Abkommens;
Angaben zu den in Artikel 2 dieses Protokolls aufgeführten Dokumenten, mit denen die Staatsangehörigkeit nachgewiesen oder glaubhaft gemacht wird.
2. Für das Rückübernahmegesuch ist ein Formular zu verwenden, das der Formularvorlage in Anhang 11 dieses Protokolls entspricht. Sämtliche Abschnitte des Formulars sind entweder auszufüllen oder durchzustreichen.
3. Jedes Rückübernahmegesuch wird der zuständigen Behörde auf einem geeigneten Übermittlungsweg, insbesondere per Telefax, direkt übermittelt.
4. Die ersuchte Vertragspartei beantwortet das Rückübernahmegesuch so schnell wie möglich, spätestens aber innerhalb von zwei (2) Arbeitstagen nach Eingang des Gesuchs. Im Falle von Artikel 2 Absatz 2 des Abkommens kann diese Frist um fünf (5) Arbeitstage verlängert werden.
5. Die Übergabe der rückzuübernehmenden Person erfolgt erst, nachdem die ersuchte Vertragspartei dem Rückübernahmegesuch zugestimmt und dies der ersuchenden Vertragspartei mitgeteilt hat. Die Zustimmung zur Rückübernahme gilt in der Regel dreissig (30) Tage lang. Diese Frist kann nach Absprache zwischen den Vertragsparteien verlängert werden.
6. Ist die rückzuübernehmende Person auf medizinische Betreuung angewiesen, liefert die ersuchende Vertragspartei zudem, sofern dies im Interesse dieser Person liegt, Informationen darüber, ob sie einer besonderen ärztlichen oder anderen Behandlung bedarf, überwacht oder mit der Ambulanz transportiert werden muss.
7. Die ersuchende Vertragspartei teilt der ersuchten Vertragspartei die Ankunftszeit der rückzuübernehmenden Person mindestens achtundvierzig (48) Stunden vorher mit.
1 Die Anhänge 1–3 werden in der AS nicht veröffentlicht.
Art. 2 Dokumente, mit denen nachgewiesen oder glaubhaft gemacht wird, dass eine Person die Staatsangehörigkeit einer Vertragspartei besitzt (Art. 1 Abs. 2)
1. Die Staatsangehörigkeit der Person wird mit den folgenden gültigen Dokumenten nachgewiesen:
Für die Hellenische Republik:
Staatsangehörigkeitsausweis.
2. Die Staatsangehörigkeit der Person wird mit einem der folgenden Dokumente glaubhaft gemacht:
ein anderes von der zuständigen Behörde der ersuchten Vertragspartei ausgestelltes Dokument;
Art. 3 Angaben, die das Rückübernahmegesuch für einen Drittstaatsangehörigen oder Staatenlosen enthalten muss, und Modalitäten der Übermittlung (Art. 6 Abs. 2)
1. Jedes Rückübernahmegesuch für einen Drittstaatsangehörigen oder Staatenlosen, das nach Artikel 4 des Abkommens eingereicht wird, muss insbesondere folgende Angaben enthalten:
Personalien und Staatsangehörigkeit der betroffenen Person, vorbehalten bleibt Artikel 18 des Abkommens;
Angaben zu den in Artikel 4 dieses Protokolls aufgeführten Dokumenten, welche die Einreise der betroffenen Person in das Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei oder deren Aufenthalt in diesem Gebiet nachweisen oder glaubhaft machen.
2. Für das Rückübernahmegesuch ist ein Formular zu verwenden, das der Formularvorlage in Anhang 2 dieses Protokolls entspricht. Sämtliche Abschnitte des Formulars sind entweder auszufüllen oder durchzustreichen.
4. Die ersuchte Vertragspartei beantwortet das Rückübernahmegesuch so schnell wie möglich, spätestens aber innerhalb von fünf (5) Arbeitstagen nach Eingang des Gesuchs.
7. Die ersuchende Vertragspartei teilt der ersuchten Vertragspartei die Ankunftszeit der rückzuübernehmenden Person mindestens drei (3) Arbeitstage vorher mit.
8. Stützt sich das Rückübernahmegesuch darauf, dass die rückzuübernehmende Person gefälschte oder verfälschte Dokumente besitzt, muss die ersuchende Vertragspartei diese Dokumente der anderen Vertragspartei übermitteln, wenn die Zustimmung zur Rückübernahme erteilt worden ist.
Art. 4 Dokumente, mit denen die Einreise eines Drittstaatsangehörigen oder Staatenlosen in das Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei oder sein dortiger Aufenthalt nachgewiesen oder glaubhaft gemacht wird (Art. 6 Abs. 1)
1. Die Einreise eines Drittstaatsangehörigen oder Staatenlosen in das Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei oder sein dortiger Aufenthalt wird mit einem der folgenden Beweismittel nachgewiesen:
Einreise- oder Ausreisestempel oder andere gleichwertige Vermerke in echten, verfälschten oder gefälschten Reisedokumenten oder Identitätsausweisen;
Reiseticket, das auf den Namen der betroffenen Person ausgestellt ist und ihre Einreise in das Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei oder ihre Weiterreise in das Hoheitsgebiet der ersuchenden Vertragspartei belegt.
2. Die Einreise eines Drittstaatsangehörigen oder Staatenlosen in das Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei oder sein dortiger Aufenthalt wird mit einem der folgenden Dokumente oder einer der folgenden Angaben glaubhaft gemacht:
von der zuständigen Behörde der ersuchten Vertragspartei ausgestelltes Dokument, mit dem sich die Identität der betroffenen Person feststellen lässt, wie z. B. Führerausweis, Seemannsbuch oder Waffenschein;
von der ersuchten Vertragspartei zu einem früheren Zeitpunkt abgenommene Fingerabdrücke der betroffenen Person;
von der betroffenen Person benutzte Fahrzeuge, die im Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei registriert sind;
Hotel-, Krankenkassen- oder sonstige Quittungen;
Kassenzettel von Einkaufszentren, die sich im Besitz der betroffenen Person befinden;
Aussagen des Vertreters einer Behörde;
überprüfbare Angaben, wonach die betroffene Person die Dienste einer Reiseagentur oder eines Schleppers in Anspruch genommen hat.
3. Dokumente, die nach den Rechtsvorschriften der ersuchten Vertragspartei von Drittpersonen verwaltet oder erworben werden können, ohne dass diese im Hoheitsgebiet der ersuchten Vertragspartei persönlich anwesend sein müssen, fallen ausser Betracht.
Art. 5 Modalitäten der Übermittlung eines Durchbeförderungsgesuchs zur Rückführung oder im Anschluss an eine Einreiseverweigerung durch die ersuchende Vertragspartei (Art. 9)
1. Jedes Durchbeförderungsgesuch, das nach Artikel 8 des Abkommens eingereicht wird, muss insbesondere folgende Angaben enthalten:
2. Für das Durchbeförderungsgesuch ist ein Formular zu verwenden, das der Formularvorlage in Anhang 3 dieses Protokolls entspricht. Sämtliche Abschnitte des Formulars sind entweder auszufüllen oder durchzustreichen.
3. Das Gesuch wird an Arbeitstagen mindestens achtundvierzig (48) Stunden vor der Durchbeförderung oder, wenn die Durchbeförderung auf einen Samstag, Sonntag oder Feiertag fällt, mindestens zweiundsiebzig (72) Stunden vorher auf einem geeigneten Übermittlungsweg, insbesondere per Telefax, den zuständigen Behörden der Vertragsparteien übermittelt.
4. Die ersuchte Vertragspartei beantwortet das Gesuch so schnell wie möglich, an Arbeitstagen spätestens innerhalb von vierundzwanzig (24) Stunden oder, wenn das Gesuch an einem Samstag, Sonntag oder Feiertag eingereicht wird, spätestens innerhalb von achtundvierzig (48) Stunden.
Art. 6 Flughäfen und zuständige Stellen für die Rückübernahme und Durchbeförderung (Art. 20)
1. Für die schweizerische Vertragspartei:
2. Für die hellenische Vertragspartei:
Eleftherios Venizelos Airport Athen
3. Folgende Behörden der Vertragsparteien sind ermächtigt, Rückübernahme- oder Durchbeförderungsgesuche einzureichen und entgegenzunehmen sowie strittige Fragen zu behandeln:
Die zuständige Behörde für das Ersuchen, den Erhalt und die Behandlung von Rückübernahmegesuchen ist:
Eidgenössisches Justiz- und Polizeidepartement Bundesamt für Migration1 Abteilung Aufenthalt und Rückkehrförderung Adresse: Quellenweg 6, CH-3003 Bern-Wabern Fax: (0041) 31 325 92 33 Tel.: (0041) 31 325 92 02
Die zuständige Behörde für das Ersuchen, den Erhalt und die Behandlung von Durchbeförderungsgesuchen ist:
Eidgenössisches Justiz- und Polizeidepartement Sektion Auresieorganisation (swissREPAT)2 Adresse: Postfach 2478, CH-8058 Zürich-Flughafen Fax: (0041) 43 816 74 58 Tel.: (0041) 43 816 74 55
Die für Rückübernahme- und Durchbeförderungsgesuche zuständige Behörde ist:
Hellenic Police Headquarters Aliens Division Adresse: 4 P – Kanellopoulou str., 10177 – Athens Fax: (0030) 210 – 692 95 16 Tel.: (0030) 210 – 697 71 25
1 Heute: Staatssekretariat für Migration (SEM), Direktionsbereich Asyl, Abteilung Dublin, Postadresse: Quellenweg 6, CH-3003 Bern-Wabern, Fax: ++41 /58 336 92 33 Tel: ++41 /58 325 92 02, ++41 /58 325 93 69 (siehe AS 2014 4451).
2 Heute: Staatssekretariat für Migration (SEM), Direktionsbereich Internationale Zusammenarbeit, Abteilung Rückkehr, Sektion swissREPAT, Postadresse: Postfach 314, 8058 Zürich-Flughafen, Fax: ++41 /43 816 74 58, Tel: ++41 /43 816 74 55 (siehe AS 2014 4451).
Art. 7 Begleichung der bei einer Rückübernahme oder Durchbeförderung entstehenden Kosten
Sämtliche von der ersuchten Vertragspartei bezahlten Kosten in Zusammenhang mit der Anwendung der Bestimmungen des Abkommens werden, soweit sie zu Lasten der ersuchenden Vertragspartei gehen, innerhalb von sechzig (60) Tagen nach Rechnungseingang beglichen.
Art. 8 Kommunikationssprache
Art. 9 Schlussbestimmungen
1. Dieses Protokoll tritt gleichzeitig mit dem Abkommen in Kraft.
2. Dieses Protokoll ist während der Suspendierung des Abkommens nicht anwendbar.
3. Dieses Protokoll endet gleichzeitig mit dem Abkommen.
4. Änderungen dieses Protokolls werden im gegenseitigen Einvernehmen zwischen dem Justiz- und Polizeidepartement der Schweizerischen Eidgenossenschaft und dem Ministerium für öffentliche Ordnung der Hellenischen Republik beschlossen.
Geschehen zu Bern, am 28. August 2006, in je zwei Urschriften in deutscher, griechischer und englischer Sprache, wobei jeder Text gleichermassen authentisch ist. Bei Meinungsverschiedenheiten über die Auslegung dieses Protokolls ist der englische Wortlaut massgebend.
Für das Ministerium für öffentliche Ordnung der Hellenischen Republik:
AS 2009 755
entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République hellénique relatif à la réadmission de personnes en situation irrégulière
Conclu le 28 août 2006
Entré en vigueur par échange de notes le 12 février 2009
(Etat le 12 février 2009)
Le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République hellénique
(appelés ci-après Parties contractantes),
désireux de développer et de promouvoir la coopération entre les Parties contractantes,
dans le cadre des efforts internationaux de lutte contre l’immigration illégale,
dans le respect des traités et accords internationaux et dans le respect du principe de réciprocité,
I. Réadmission des ressortissants des Parties contractantes
(1) A la demande de l’autre Partie contractante, chaque Partie contractante réadmet sur son territoire sans formalités toute personne qui ne remplit pas ou ne remplit plus les conditions requises pour entrer ou séjourner sur le territoire de la Partie contractante requérante, s’il est établi ou raisonnablement présumé qu’elle possède la nationalité de la Partie contractante requise.
(2) L’al. 1 s’applique si la nationalité est établie ou peut être raisonnablement présumée sur la base des documents énumérés dans l’art. 2 du Protocole d’application conclu par les Ministères compétents des deux Parties contractantes.
(3) La Partie contractante requérante réadmet cette personne dans les mêmes conditions si des contrôles postérieurs démontrent qu’elle ne possédait pas la nationalité de la Partie contractante requise au moment de sa sortie du territoire de la Partie contractante requérante. La requête correspondante est soumise par la Partie contractante initialement requise dans les trente (30) jours suivant la réadmission.
(1) Si la nationalité est raisonnablement présumée conformément à l’art. 2, al. 2 du Protocole d’application, les autorités diplomatiques ou consulaires de la Partie contractante requise délivrent sans délai le document de voyage nécessaire.
(2) Si les documents présentés pour présumer raisonnablement de la nationalité font l’objet d’une contestation, ou en l’absence de tout document disponible, les autorités diplomatiques ou consulaires de la Partie contractante requise procèdent à l’audition de la personne concernée dans les meilleurs délais, mais au plus tard dans les cinq (5) jours ouvrables suivant la réception de la demande. L’audition est organisée par la Partie contractante requérante d’entente avec les bureaux consulaires de la Partie contractante requise.
(3) Si, à l’issue de l’audition, il peut être établi que la personne concernée possède la nationalité de la Partie contractante requise, l’autorité diplomatique ou consulaire délivre sans délai un document de voyage, mais au plus tard dans les quatre (4) jours ouvrables suivant l’audition.
(1) Les informations qui doivent figurer dans la demande de réadmission et les modalités de transmission de la demande sont définies dans le Protocole d’application.
(2) Les frais de transport relatifs à la réadmission de la personne concernée à la frontière de la Partie contractante requise sont supportés par la Partie contractante requérante.
(3) Dans le cas prévu à l’art. 1, al. 3 du présent Accord, les frais de transport relatifs à la réadmission de la personne concernée jusqu’à la frontière de la Partie contractante initialement requérante sont supportés par la Partie contractante initialement requise.
II. Réadmission des ressortissants d’états tiers ou d’apatrides
(1) A la demande de la Partie contractante requérante, la Partie contractante requise réadmet sans formalité tout ressortissant d’un Etat tiers ou apatride qui, conformément à la législation de la Partie contractante requérante, ne remplit pas ou plus les critères d’entrée ou de séjour s’il est établi ou s’il est raisonnablement présumé que cette personne est entrée sur le territoire de la Partie contractante requérante après avoir séjourné, résidé ou transité sur le territoire de la Partie contractante requise au cours des douze (12) derniers mois.
(2) Lorsqu’un ressortissant d’un Etat tiers ou un apatride qui est entré sur le territoire de la Partie contractante requérante ne remplit pas les conditions en vigueur pour l’entrée ou le séjour et si cette personne est en possession d’un visa en cours de validité ou d’une autorisation de séjour en cours de validité octroyée par la Partie contractante requise, celle-ci réadmet cette personne sans formalité à la demande de la Partie contractante requérante.
(3) Lorsque les autorités compétentes des deux Parties contractantes ont émis un visa ou une autorisation de séjour à la personne mentionnée à l’al. 2 du présent article, la responsabilité de la réadmission incombe à la Partie contractante dont le visa ou l’autorisation de séjour expire en dernier.
(4) Les Parties contractantes prennent toutes les mesures nécessaires pour renvoyer les personnes concernées par le présent article directement dans leur pays d’origine.
L’obligation de réadmission au sens de l’art. 4 du présent Accord ne s’applique pas dans les cas suivants:
à un ressortissant d’un Etat tiers à un apatride qui, à son arrivée, détient un visa en cours de validité ou une autorisation de séjour en cours de validité émise par les autorités de la Partie contractante requérante ou à qui les autorités de la Partie contractante requérante ont octroyé une autorisation de séjour après son entrée;
à un ressortissant d’un Etat tiers à un apatride dont la réadmission n’a pas été demandée par la Partie contractante requérante dans le délai de douze (12) mois suivant l’entrée illégale, ou a un ressortissant d’un Etat tiers qui a quitté le territoire de la Partie contractante requise plus d’un (1) an auparavant;
à un ressortissant d’un Etat tiers voisin ou à un apatride reconnu par cet Etat au sens de la Convention relative au statut des apatrides1 conclue à New York le 28 septembre 1954 et qui a conclu un accord de réadmission avec la Partie contractante requérante selon lequel cette personne peut y être renvoyée;
à un ressortissant d’un Etat tiers ou à une personne à qui la Partie contractante requérante a reconnu la qualité de réfugié conformément à la Convention relative au statut des réfugiés2 conclue à Genève le 28 juillet 1951, telle qu’amendée par le Protocole de New York3 du 31 janvier 1967, ou à un apatride, conformément à la Convention relative au statut des apatrides conclue à New York le 28 septembre 1954.
(1) L’art. 4, al. 1 du présent Accord s’applique si l’entrée d’un ressortissant d’un Etat tiers ou d’un apatride sur le territoire de la Partie contractante requise ou son séjour est établi ou peut être raisonnablement présumé, en particulier sur la base d’un document ou de preuves énumérés à l’art. 4 du Protocole d’application.
(2) Les informations qui doivent figurer dans la demande de réadmission et les modalités de transmission de la demande sont définies dans le Protocole d’application.
(3) Les frais de transport relatifs à la personne concernée à la frontière de la Partie contractante requise sont supportés par la Partie contractante requérante.
(1) La Partie contractante requérante réadmet sur son territoire toute personne si des contrôles postérieurs à sa réadmission sur le territoire de la Partie contractante requise établissent qu’elle ne remplissait pas les conditions requises dans l’art. 4 au moment de son départ du territoire de la Partie contractante requérante.
(2) Les demandes en ce sens doivent être soumises par la Partie contractante initialement requise dans les trente (30) jours suivant la réadmission.
(3) Les frais de transport relatifs à la réadmission de la personne concernée à la frontière de la Partie contractante initialement requérante sont supportés par la Partie contractante initialement requise.
III. Transit aux fins de réadmission
(1) A la demande de l’autre Partie contractante, chaque Partie contractante autorise le transit sur son territoire de tout ressortissant d’un Etat tiers qui fait l’objet d’une décision de renvoi ou de refus d’entrée par la Partie contractante requérante. Le transit s’effectue par la voie aérienne. L’octroi d’un visa de transit par la Partie contractante requise n’est pas exigé.
(2) La Partie contractante requérante assume l’entière responsabilité de la poursuite du voyage d’un ressortissant d’un Etat tiers vers son pays de destination et s’engage à reprendre cette personne si, pour une raison quelconque, le renvoi ou le refus d’entrée ne peut pas être exécuté.
(3) La Partie contractante requérante informe la Partie contractante requise s’il est nécessaire que la personne sujette au transit soit accompagnée par des agents d’escorte. La Partie contractante requise peut:
assurer elle-même l’escorte; dans ce cas les frais encourus sont remboursés par la Partie contractante requérante;
assurer l’escorte en collaboration avec la Partie contractante requérante;
autoriser la Partie contractante requérante à assurer l’escorte sur son territoire.
La demande d’autorisation de transit à des fins de renvoi ou à la suite du refus d’entrée doit être transmise immédiatement d’une autorité responsable à l’autre conformément aux conditions spécifiées dans le Protocole d’application.
(1) Si le transit s’effectue sous escorte de police, les agents d’escorte de la Partie contractante requérante doivent assurer leur mission en civil, sans armes et être munis d’une autorisation de transit.
(2) Les agents d’escorte sont responsables pendant le transit de la surveillance du ressortissant d’un Etat tiers et veillent à ce que cette personne embarque à bord de l’avion. Ils reçoivent l’assistance des autorités compétentes de la Partie contractante requise et accomplissent leur mission sous l’autorité de celles-ci.
(3) En cas de nécessité, la Partie contractante requise peut assumer la responsabilité de la surveillance et l’embarquement du ressortissant d’un Etat tiers à bord de l’avion.
(4) La Partie contractante requérante doit prendre toutes les mesures nécessaires afin d’assurer que le transit du ressortissant de l’Etat tiers s’effectue aussi rapidement que possible dans l’aéroport de la Partie contractante requise.
Si la personne sujette au renvoi ou au refus d’entrée se voit refuser l’embarquement, ou si l’embarquement est impossible, la Partie contractante requérante reprend immédiatement cette personne en charge ou au plus tard quarante-huit (48) heures après son arrivée à l’aéroport.
Si les autorités de la Partie contractante requise participent à l’exécution du transit, elles informent les autorités de la Partie contractante requérante de tous les incidents survenus pendant le transit.
(1) Les autorités de la Partie contractante requise accordent aux agents d’escorte de la Partie contractante requérante la même protection et assistance dans l’accomplissement de leur mission sur le territoire de la Partie contractante requise que celles qu’elles accorderaient aux agents de son pays accomplissant une mission similaire.
(2) Les agents d’escorte de la Partie contractante requérante sont, en matière d’infractions pénales commises contre eux ou par eux, traités de la même manière que les propres agents de la Partie contractante requise. Ils sont soumis aux lois en matière de responsabilité civile et pénale de la Partie contractante requise.
(3) L’exécution des lois en matière de responsabilité civile et pénale relève en premier lieu de la juridiction de la Partie contractante requise. Si la Partie contractante requise ne désire pas exercer son autorité légale, elle en informe sans délai la Partie contractante requérante. Celle-ci exerce alors sa propre autorité légale conformément à sa législation nationale.
Les agents d’escorte de la Partie contractante requérante qui effectuent, sur la base du présent Accord, le transit sur le territoire de la Partie contractante requise doivent, en tout temps, être en mesure de prouver leur identité, la nature de leur mission et leur statut officiel, en présentant l’autorisation de transit émise par la Partie contractante requise.
(1) Si un agent d’escorte de la Partie contractante requérante subit un dommage dans l’accomplissement de sa mission sur le territoire de la Partie contractante requise en relation avec l’application du présent Accord, la Partie contractante requérante supporte le dommage et renonce à toutes prétentions en compensation de la part de l’autre Partie contractante.
(2) Si un agent d’escorte de la Partie contractante requérante cause un dommage dans l’accomplissement de sa mission en relation avec l’application du présent Accord sur le territoire de la Partie contractante requise, la Partie contractante requérante répond des dommages conformément à la législation de la Partie contractante requise.
(3) La Partie contractante sur le territoire de laquelle a été causé le dommage mentionné à l’al. 1 du présent article répare ce dommage dans les mêmes conditions que celles s’appliquant à un dommage causé par ses propres agents.
(4) La Partie contractante dont les agents d’escorte ont causé un dommage à toute autre personne sur le territoire de l’autre Partie contractante rembourse à celle-ci la totalité des montants versés aux victimes ou à leurs personnes à charge.
(5) Nonobstant l’exercice de ses droits vis-à-vis de tierces parties et à l’exception des dispositions de l’al. 4 du présent article, chaque Partie contractante renonce dans le cas prévu par l’al. 2 du présent article à demander le remboursement des dommages subis du fait de l’autre Partie contractante.
Le transit pour éloignement ou consécutif à un refus d’entrée peut être refusé dans les cas suivants:
lorsqu’un ressortissant d’un Etat tiers risque, dans le pays de destination ou dans un autre pays de transit, d’être persécuté en raison de sa race, de sa religion, de sa nationalité, de son appartenance à un groupe social déterminé ou de ses opinions politiques;
lorsqu’un ressortissant d’un Etat tiers risque de faire l’objet d’une procédure pénale ou d’une condamnation pour des faits commis avant le transit;
lorsque le transit de la personne concernée est susceptible de compromettre l’ordre public, la sécurité nationale ou les relations internationales de la Partie contractante requise.
(1) Les données personnelles communiquées dans le cadre de l’application du présent Accord ne peuvent concerner que les éléments suivants:
données personnelles de la personne réadmise et, si nécessaire, des membres de sa famille (nom de famille, prénom, tout autre nom précédent, surnoms ou pseudonymes, date et lieu de naissance, sexe, nationalité actuelle et toute nationalité antérieure);
carte d’identité ou passeport, ou toute autre document prouvant l’identité des personnes concernées;
lieux de séjour et itinéraires.
(2) Les données personnelles ne peuvent être traitées que par les autorités compétentes pour l’application du présent Accord et seulement dans les buts prévus par celui-ci. La Partie contractante qui communique les données s’assure qu’elles sont exactes, nécessaires et n’excèdent pas les motifs pour lesquels elles sont communiquées. S’il s’avère que les données sont inexactes ou qu’elles ont fait l’objet d’une communication illégale, la Partie contractante destinataire doit en être avisée immédiatement et doit procéder à la correction ou à la destruction de ces données. La Partie contractante qui communique les données doit donner son accord écrit avant toute communication de ces données à d’autres autorités que celles chargées de l’application du présent Accord. Les données personnelles communiquées ne sont conservées que le temps nécessaire pour atteindre le but pour lequel elles ont été communiquées.
(4) Le droit national de chaque Partie contractante relatif à la protection des données reste applicable au traitement des données personnelles et aux droits des personnes concernées par ces données.
V. Dispositions générales et finales
(1) Les autorités compétentes des Parties contractantes coopèrent et se consultent mutuellement si nécessaire pour l’application du présent Accord.
(2) Chaque Partie contractante peut demander la convocation d’une réunion d’experts des deux gouvernements pour la clarification de toute question relative à l’application du présent Accord.
(1) Le Protocole d’application à conclure entre le Département fédéral de justice et police de la Confédération suisse et le Ministère de l’Ordre public de la République hellénique régit les procédures d’application du présent Accord ainsi que les points suivants:
la désignation des aéroports utilisés pour la réadmission et le transit;
les délais de traitement des demandes de réadmission et de transit;
les autorités responsables pour le dépôt et le traitement des demandes de réadmission et de transit.
(2) Tout changement concernant les autorités compétentes ou les aéroports à utiliser pour la réadmission ou le transit est communiqué immédiatement à l’autorité compétente de l’autre Partie contractante.
Le présent Accord n’affecte pas les obligations des Parties contractantes découlant:
de la Convention relative au statut des réfugiés1 conclue à Genève le 28 juillet 1951 telle qu’amendée par le Protocole de New York2 du 31 janvier 1967;
des accords souscrits par les Parties contractantes dans le domaine de la protection des Droits de l’Homme;
de l’accord entre la Communauté européenne et la Confédération suisse relatif aux critères et aux mécanismes permettant de déterminer l’Etat responsable de l’examen d’une demande d’asile introduite dans un Etat membre ou en Suisse3; dès son entrée en vigueur et son application;
des traités internationaux relatifs à l’extradition.
Le présent Accord s’applique également à la Principauté de Liechtenstein et aux ressortissants de la Principauté de Liechtenstein.
(1) Le présent Accord entre en vigueur trente (30) jours après la dernière notification par laquelle une Partie contractante informe l’autre, par voie diplomatique, de l’accomplissement de ses procédures internes relevantes.
(2) Le présent Accord est conclu pour une durée indéterminée. Chaque Partie contractante peut dénoncer le présent Accord en tout temps par notification à l’autre Partie contractante moyennant préavis écrit de trois (3) mois transmis par voie diplomatique. La dénonciation s’applique également à la Principauté de Liechtenstein.
(1) A l’exception des dispositions relatives à la réadmission des ressortissants des Parties contractantes, chaque partie contractante peut suspendre l’application du présent Accord pour des motifs importants, notamment la protection de la sécurité nationale, de l’ordre public ou de la santé publique. Une telle suspension est communiquée sans délai à l’autre Partie contractante. Les Parties contractantes se notifient réciproquement l’annulation de toute mesure de cette nature par voie diplomatique.
(2) Toute suspension entre en vigueur le premier jour du mois qui suit la réception de la notification par l’autre Partie contractante.
Fait à Berne, le 28 août 2006, en deux exemplaires originaux rédigés en langue allemande, grecque et anglaise, tous les textes étant également authentiques. La version anglaise fait foi en cas de divergence de vues dans l’interprétation du présent Accord.
Gouvernement de la République hellénique:
Le Département fédéral de justice et police de la Confédération suisse d’une part, le Ministère de l’Ordre public de la République hellénique, d’autre part, (ci-après appelés Parties contractantes) sont convenus des dispositions suivantes pour l’application de l’Accord entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République hellénique relatif à la réadmission de personnes en situation irrégulière (ci-après appelé l’Accord):
Art. 1 Informations devant figurer dans la demande de réadmission d’un ressortissant d’une Partie contractante et modalités pour la transmission de la demande (art. 3, al. 1)
1. Toute demande de réadmission d’un ressortissant d’une Partie contractante soumise en application de l’art. 1 de l’Accord doit contenir en particulier les informations suivantes:
les données personnelles relatives à la personne concernée, conformément aux dispositions de l’art. 18 de l’Accord,
les éléments relatifs aux documents mentionnés à l’art. 2 du présent Protocole d’application constituant la preuve ou la présomption de la nationalité.
2. La demande de réadmission se fait sur un formulaire conforme au modèle figurant en annexe 11 au présent Protocole. Toutes les sections du formulaire doivent être soit complétées, soit barrées.
3. Toute demande de réadmission est transmise directement à l’autorité compétente par voie de communication appropriée, en particulier par télécopie.
4. La Partie contractante requise répond à la demande de réadmission aussi rapidement que possible, au plus tard dans les deux (2) jours ouvrables à compter de la date de réception de la demande. Ce délai peut être prolongé de cinq (5) jours ouvrables dans les cas prévus par l’art. 2, al. 2 de l’Accord.
5. La personne concernée par la demande de réadmission ne doit pas être remise tant que la réadmission n’a pas été acceptée par la Partie contractante requise et tant que la Partie contractante requérante n’aura pas reçu notification à cet effet. En règle générale, la durée de validité de l’acceptation de la réadmission est de trente (30) jours. Ce délai peut être prolongé d’un commun accord entre les Parties contractantes.
6. Si la personne soumise à réadmission a besoin de soins médicaux, la Partie contractante requérante procure également, si ceci est dans l’intérêt de la personne concernée, des informations sur le besoin de traitements spéciaux tels que soins médicaux ou autre type d’assistance, surveillance ou transport par ambulance.
7. La Partie contractante requérante communique à la Partie contractante requise l’arrivée de la personne concernée par la demande de réadmission, au moins quarante-huit (48) heures au préalable.
1 Les annexes 1 à 3 ne sont pas publiées au RO.
Art. 2 Documents permettant de prouver ou de présumer raisonnablement de la nationalité d’une personne (art. 1, al. 2)
1. La nationalité d’une personne peut être prouvée au moyen des documents valables suivants:
carte d’identité;
livret de famille portant mention du lieu d’origine en Suisse.
Pour la République hellénique:
2. La nationalité d’une personne peut être raisonnablement présumée au moyen de l’un des documents suivants:
tout document énuméré à l’alinéa précédent dont la validité a expiré;
tout document émis par les autorités de la Partie contractante requise au moyen duquel l’identité de la personne concernée peut être établie (permis de conduire, livret de marin, livret de service militaire ou autre document émis par les forces armées, etc.);
certificat d’enregistrement consulaire ou extrait des registres de l’état civil;
tout autre document émis par l’autorité compétente de la Partie contractante requise;
photocopie de l’un des documents énumérés ci-dessus;
informations sur la personne concernée dûment enregistrées par les autorités administratives ou judiciaires;
déclarations de témoins de bonne foi enregistrées dans les règles;
Art. 3 Informations devant figurer dans la demande de réadmission d’un ressortissant d’un Etat tiers ou d’un apatride et modalités de transmission de la demande (art. 6, al. 2)
1. Toute demande de réadmission d’un ressortissant d’un Etat tiers ou d’un apatride soumise en application de l’art. 4 de l’Accord doit contenir notamment les informations suivantes:
les données personnelles et la nationalité de la personne concernée, conformément aux dispositions de l’art. 18 de l’Accord,
les éléments relatifs aux documents mentionnés à l’art. 4 du présent Protocole d’application permettant de prouver ou de présumer raisonnablement de l’entrée ou du séjour de la personne concernée sur le territoire de la Partie contractante requise.
2. La demande de réadmission se fait au moyen d’un formulaire conforme au modèle figurant en annexe 2 au présent Protocole. Toutes les sections du formulaire doivent être soit complétées, soit barrées.
4. La Partie contractante requise répond à la demande de réadmission aussi rapidement que possible, au plus tard dans les cinq (5) jours ouvrables à compter de la date de réception de la demande.
5. La personne concernée par la demande de réadmission ne doit pas être remise tant que la réadmission n’a pas été acceptée par la Partie contractante requise et tant que la Partie contractante requérante n’a pas reçu notification à cet effet. En règle générale, la durée de validité de l’acceptation de la réadmission est de trente (30) jours. Ce délai peut être prolongé d’un commun accord entre les Parties contractantes.
7. La Partie contractante requérante communique à la Partie contractante requise la date d’arrivée de la personne concernée par la demande de réadmission, au moins trois (3) jours ouvrables au préalable.
8. Si la demande de réadmission repose sur le fait que la personne concernée par la demande de réadmission est en possession de faux documents, ceux-ci doivent être transmis par la Partie contractante requérante lorsque la réadmission a été acceptée.
Art. 4 Documents au moyen desquels l’entrée ou le séjour d’un ressortissant d’un Etat tiers ou d’un apatride sur le territoire de la Partie contractante requise peut être prouvé ou raisonnablement présumé (l’art. 6, al. 1)
1. L’entrée ou le séjour d’un ressortissant d’un Etat tiers ou d’un apatride sur le territoire de la Partie contractante requise peut être prouvé au moyen de l’un des éléments suivants:
timbre humide d’entrée ou de sortie ou indication équivalente apposée dans les documents de voyage ou d’identité, authentiques, faux ou falsifiés;
autorisation de séjour ayant expiré depuis moins de trois (3) mois;
visa ayant expiré moins de trois (3) mois auparavant;
document de voyage au nom de la personne concernée prouvant son entrée sur le territoire de la Partie contractante requise, ou de ce territoire sur celui de la Partie contractante requérante.
2. L’entrée ou le séjour d’un ressortissant d’un Etat tiers ou d’un apatride sur le territoire de la Partie contractante requise peut être raisonnablement présumé au moyen de l’un des documents et informations suivants:
tout document émis par l’autorité compétente de la Partie contractante requise au moyen duquel l’identité de la personne concernée peut être établie tel que, en particulier, permis de conduire, livret de marin ou permis de port d’armes;
photocopie de l’un des documents énumérés ci-dessus, à la condition qu’elle s’avère authentique après comparaison avec l’original soumis par la Partie contractante requise;
empreintes digitales relevées par la Partie contractante requise à une date antérieure;
tout véhicule utilisé par la personne concernée immatriculé sur le territoire de la Partie contractante requise;
cartes d’accès à des institutions publiques et privées;
preuves de paiement de services hôteliers, médicaux ou autres;
tickets de caisse de centres commerciaux en possession de la personne concernée;
correspondance écrite par la personne concernée pendant son séjour sur le territoire de la Partie contractante requise;
déclarations faite par un agent d’une autorité;
explications cohérentes et suffisamment précises données par la personne concernée, contenant des indications objectivement vérifiables et pouvant être contrôlées par la Partie contractante requise;
indications vérifiables établissant que la personne concernée a recouru aux services d’une agence de voyage ou d’un trafiquant.
3. Les documents qui, conformément à la législation de la Partie contractante requise, peuvent être présentés ou fournis par des personnes n’ayant pas à être personnellement présentes sur le territoire de la Partie contractante requise, ne sont pas pris en considération.
Art. 5 Modalités de transmission d’une demande de transit aux fins de renvoi ou à la suite du refus d’entrée par la Partie contractante requérante (art. 9)
1. Toute demande de transit soumise conformément à l’art. 8 de l’Accord doit contenir en particulier les indications suivantes:
données personnelles et nationalité de la personne concernée, conformément aux dispositions de l’art. 18 de l’Accord;
document de voyage émis en son nom,
informations relatives aux agents d’escorte (données personnelles, fonction officielle, document de voyage).
2. La demande de transit se fait au moyen d’un formulaire conforme au modèle figurant en annexe 3 au présent Protocole. Toutes les sections du formulaire doivent être soit complétées, soit barrées.
3. Toute demande est transmise au moins quarante-huit (48) heures avant le transit ou, si le transit a lieu un samedi, un dimanche ou un jour férié, au moins soixante-douze (72) heures au préalable aux autorités compétentes des Parties contractantes par voie de communication appropriée, en particulier par télécopie.
4. La Partie contractante requise répond à la demande le plus rapidement possible, au plus tard dans les vingt-quatre (24) heures les jours ouvrables, ou dans les quarante-huit (48) heures si la demande est soumise un samedi, un dimanche ou un jour férié.
Art. 6 Aéroports pour réadmission ou transit (art. 20)
1. Pour la Partie contractante suisse:
2. Pour la Partie contractante hellénique:
Eleftherios Venizelos Airport à Athènes
Macedonia Airport à Thessalonique
3. Les autorités des Parties contractantes autorisées à soumettre et à accepter les demandes de réadmission ou de transit et à traiter les questions controversées sont les suivantes:
L’autorité responsable du dépôt, de la réception et du traitement des demandes de réadmission pour la Confédération suisse est:
Département fédéral de justice et police Office fédéral des migrations1 Division séjour et aide au retour Adresse postale: Quellenweg 6, CH-3003 Berne-Wabern Fax: +41 31 325 92 33 Tél: +41 31 325 92 02
L’autorité responsable du dépôt, de la réception et du traitement des demandes de transit pour la Confédération suisse est:
Département fédéral de justice et police Section organisation des départs (swissREPAT)2 Adresse: Case postale 2478, 8058 Zurich-Aéroport Fax: +41 43 816 74 58 Tél: +41 43 816 74 55
La Division des étrangers/Quartier général de la police hellénique pour les demandes dans les deux cas de réadmission et de transit. Adresse: 4 P – Kanellopoulou str., 10177 – Athènes Fax: +30 210 – 692 95 16 Tél: +30 210 – 697 71 25
1 Actuellement: Secrétariat d’Etat aux migrations (SEM), Domaine de directoin Asile, Division Dublin, Adresse postale: Quellenweg 6, CH-3003 Berne-Wabern, Fax: ++41 /58 325 92 33, Tél: ++41 /58 325 92 02, ++41 /58 325 93 69 (voir RO 2014 4451).
2 Actuellement: Secrétariat d’Etat aux migrations (SEM), Domaine de direction Coopération internationale, Division retour, Section swissREPAT, Adresse postale: Case postale 314, 8058 Zurich-Aéroport. Fax: ++41/ 43 816 74 58, Tél: ++41 /43 816 74 55 (voir RO 2014 4451).
Art. 7 Règlement des frais encourus en relation avec la réadmission ou le transit
Tous les frais payés par la Partie contractante requise en relation avec l’application des dispositions de l’Accord doivent être réglés dans les soixante (60) jours à compter de la réception de la facture, à la condition qu’ils soient supportés par la Partie contractante requérante.
Art. 8 Langue de communication
A moins que les Parties contractantes n’en décident autrement, les autorités compétentes des Parties contractantes communiquent oralement et par écrit en langue anglaise pour l’application de l’Accord.
Art. 9 Dispositions finales
1. Le présent Protocole entre en vigueur en même temps que l’Accord.
2. Le présent Protocole n’est pas appliqué pendant la période de suspension de l’Accord.
3. Le présent Protocole prend fin en même temps que l’Accord.
4. Les amendements au présent Protocole sont décidés d’un commun accord entre le Département fédéral de justice et police de la Confédération suisse d’une part, le Ministère de l’Ordre public de la République hellénique, d’autre part.
Fait à Berne, le 28 août 2006, en deux exemplaires originaux rédigés en langues allemande, grecque et anglaise, tous les textes étant également authentiques. La version anglaise fait foi en cas de divergence de vues dans l’interprétation du présent Accord.
Ministère de l’Ordre public
de la République hellénique:
RO 2009 755