Source: https://www.tidona.com/gli-effetti-dellomologazione-del-piano-del-consumatore-sullazione-esecutiva-fondiaria-della-banca-ex-art-41-tub/
Timestamp: 2020-01-23 15:24:46+00:00
Document Index: 116055018

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 51', 'art. 41', 'art. 12', 'art. 587', 'art. 574']

Gli effetti dell’omologazione del "piano del consumatore" sull’azione esecutiva fondiaria della banca ex art. 41 TUB | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Finanziario
16 Luglio 2016 In Diritto bancario, Diritto Fallimentare e Crisi di impresa
Sono, in ogni caso però, fatti salvi i casi di deroga all’art. 51, cioè i casi relativi a quei creditori che, godendo di un privilegio processuale, possono continuare a coltivare la procedura esecutiva, eccezionalmente rispetto al divieto di legge, anche in costanza di fallimento, salvo poi doversi comunque insinuare al passivo, sottoponendosi al concorso formale e quindi avere comunque diritto a percepire la stessa somma che avrebbero potuto percepire all’interno del fallimento (concorso sostanziale).
Tra questi l’ipotesi più comune è proprio il credito fondiario, cui la legge fallimentare impone in ogni caso di procedere all’insinuazione al passivo, dimostrando così che la possibilità di essere soddisfatti nell’ambito del processo esecutivo costituisce esclusivamente un vantaggio processuale temporale, ma non sottrae al concorso formale ed a quello sostanziale tali creditori.
– la procedura esecutiva fondiaria, ex art. 41 TUB, potrebbe iniziare e proseguire anche durante la procedura del “piano del consumatore”;
– la procedura esecutiva fondiaria potrebbe essere (forse) sospesa dal giudice ex art. 12 bis se “la prosecuzione di specifici procedimenti di esecuzione forzata potrebbe pregiudicare la fattibilità del piano”; la circostanza è dubbia e non convince perché è prevista soltanto “nelle more della convocazione dei creditori”;
– l’omologazione del piano prevarrebbe comunque sul risultato dell’esecuzione fondiaria: l’esecuzione fondiaria è cioè (anche qui, come nel fallimento) provvisoria e soggetta a variazione quantitativa in base al risultato dell’omologazione.
[1] Legge n. 3 del 27 gennaio 2012 (in Gazz. Uff., 30 gennaio 2012, n. 24). – Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento.
[2] Art. 8 (Contenuto dell’accordo o del piano del consumatore), Legge n. 3 del 27 gennaio 2012: “1. La proposta di accordo o di piano del consumatore prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei crediti futuri. 2. Nei casi in cui i beni e i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità dell’accordo o del piano del consumatore, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per assicurarne l’attuabilità. 3. Nella proposta di accordo sono indicate eventuali limitazioni all’accesso al mercato del credito al consumo, all’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronico a credito e alla sottoscrizione di strumenti creditizi e finanziari. 3-bis. Con riferimento alla proposta di accordo o di piano del consumatore presentata da parte di chi svolge attività d’impresa, possono prestare le garanzie di cui al comma 2 i consorzi fidi autorizzati dalla Banca d’Italia ai sensi dell’articolo 107 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , e successive modificazioni, nonché gli intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’articolo 106 del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni, assoggettati al controllo della Banca d’Italia. Le associazioni antiracket e antiusura iscritte nell’albo tenuto presso il Ministero dell’interno possono destinare contributi per la chiusura di precedenti esposizioni debitorie nel percorso di recupero da sovraindebitamento così come definito e disciplinato dalla presente legge. Il rimborso di tali contributi è regolato all’interno della proposta di accordo o di piano del consumatore. 4. La proposta di accordo con continuazione dell’attività d’impresa e il piano del consumatore possono prevedere una moratoria fino ad un anno dall’omologazione per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione”.
[3] Art. 41 (Procedimento esecutivo), D. Lgs. n. 385 del 1° settembre 1993: “1. Nel procedimento di espropriazione relativo a crediti fondiari è escluso l’obbligo della notificazione del titolo contrattuale esecutivo. 2. L’azione esecutiva sui beni ipotecati a garanzia di finanziamenti fondiari può essere iniziata o proseguita dalla banca anche dopo la dichiarazione di fallimento del debitore. Il curatore ha facoltà di intervenire nell’esecuzione. La somma ricavata dall’esecuzione, eccedente la quota che in sede di riparto risulta spettante alla banca, viene attribuita al fallimento. 3. Il custode dei beni pignorati, l’amministratore giudiziario e il curatore del fallimento del debitore versano alla banca le rendite degli immobili ipotecati a suo favore, dedotte le spese di amministrazione e i tributi, sino al soddisfacimento del credito vantato. 4. Con il provvedimento che dispone la vendita o l’assegnazione, il giudice dell’esecuzione prevede, indicando il termine, che l’aggiudicatario o l’assegnatario, che non intendano avvalersi della facoltà di subentrare nel contratto di finanziamento prevista dal comma 5, versino direttamente alla banca la parte del prezzo corrispondente al complessivo credito della stessa. L’aggiudicatario o l’assegnatario che non provvedano al versamento nel termine stabilito sono considerati inadempienti ai sensi dell’art. 587 del codice di procedura civile. 5. L’aggiudicatario o l’assegnatario possono subentrare, senza autorizzazione del giudice dell’esecuzione, nel contratto di finanziamento stipulato dal debitore espropriato, assumendosi gli obblighi relativi, purché entro quindici giorni dal decreto previsto dall’art. 574 del codice di procedura civile ovvero dalla data dell’aggiudicazione o dell’assegnazione paghino alla banca le rate scadute, gli accessori e le spese. Nel caso di vendita in più lotti, ciascun aggiudicatario o assegnatario è tenuto a versare proporzionalmente alla banca le rate scadute, gli accessori e le spese. 6. Il trasferimento del bene espropriato e il subentro nel contratto di finanziamento previsto dal comma 5 restano subordinati all’emanazione del decreto previsto dall’articolo 586 del codice di procedura civile”.
L’esecuzione fondiaria, il fallimento del debitore e gli oneri della banca per conservare il privilegio fondiario 3 Dicembre 2015