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Timestamp: 2018-10-17 18:57:13+00:00
Document Index: 70241763

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 3', 'art.  10', 'art. 7', 'art. 3', 'art.  7']

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - COMUNICATO - Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi e di interfaccia ed i rischi conseguenti per la stagione estiva 2010». (10A07677) (GU n. 142 del 21-6-2010 | Chimici.info
<DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 giugno 2010
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 9 giugno 2010>
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE – COMUNICATO – Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi e di interfaccia ed i rischi conseguenti per la stagione estiva 2010». (10A07677) (GU n. 142 del 21-6-2010
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - COMUNICATO - Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi e di interfaccia ed i rischi conseguenti per la stagione estiva 2010». (10A07677) (GU n. 142 del 21-6-2010 )
Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare  gli
incendi boschivi e di interfaccia ed  i  rischi  conseguenti  per  la
stagione estiva 2010». (10A07677)
Al   presidente    della    regione
Al presidente della  regione  Valle
p.c. all’on. Raffaele Fitto
Ministro  per  i  rapporti  con  le
Indirizzi operativi  per  fronteggiare  gli  incendi  boschivi  e  di
interfaccia ed i rischi conseguenti. La stagione estiva 2010.
Nel fornire come di consueto, in vista  della  prossima  stagione
estiva, gli «indirizzi operativi» ai sensi dell’art. 5 della legge  9
novembre 2001, n. 401, affinche’ siano adottate tutte  le  iniziative
necessarie a prevenire e a fronteggiare gli  incendi  boschivi  e  di
interfaccia ed ogni situazione di emergenza conseguente, desidero  in
primo luogo condividere con le SS.LL. alcune riflessioni.
I risultati dell’estate 2009, in termini di numero di  incendi  e
di ettari di superficie bruciata, pur dimostrando una  variazione  in
positivo  dei  dati  complessivamente  considerati,  hanno  posto  in
evidenza il perdurare del fenomeno  degli  incendi,  anche  di  vaste
dimensioni, che spesso da  boschivi  si  trasformano  rapidamente  in
incendi di interfaccia; per fronteggiare i quali e’ necessaria, oltre
ad un’adeguata ed efficiente risposta in  termini  di  lotta  attiva,
anche una puntuale pianificazione di  protezione  civile  a  tutti  i
livelli, nonche’ il coordinamento del flusso delle informazioni tra i
diversi soggetti locali, regionali e statali competenti.
Dalla ricognizione effettuata attraverso  la  scheda  conoscitiva
diramata  dal   Dipartimento   della   protezione   civile,   vengono
riconfermate le differenze che vi sono in seno alle  strutture  delle
regioni e delle province autonome. In relazione a cio’, le esperienze
degli anni scorsi hanno dimostrato che, laddove le  competenze  e  le
responsabilita’ in materia di incendi boschivi e di protezione civile
afferiscano a distinte  titolarita’  in  ambito  regionale,  solo  un
puntuale coordinamento da parte dell’Ente  regionale  puo’  garantire
una efficace gestione degli eventi.
In merito e’ utile ribadire che la materia degli incendi boschivi
e’ inequivocabilmente, nel vigente ordinamento, posta  in  capo  alle
amministrazioni regionali e alle  province  autonome,  ad  eccezione,
aerea dello stato nella  lotta  attiva,  secondo  le  procedure  gia’
emanate al riguardo. In tale  contesto,  partecipo  alle  SS.LL.  con
soddisfazione   l’ulteriore   potenziamento   dei   mezzi   aerei   e
l’ottimizzazione del sistema di comando e controllo  che,  di  fatto,
assicurano  un  incremento  dell’efficacia  del   sistema   nel   suo
decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito dalla legge 26 luglio
2005, n. 152, l’inizio della prossima campagna estiva  al  14  giugno
2010 e il termine al 30 settembre 2010,  al  fine  di  garantire  una
a) attivita’ di previsione e prevenzione:
promuovere la definitiva attivazione presso ciascuna  Regione
e Provincia Autonoma di tutti i Centri Funzionali Decentrati, di  cui
alla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri  emanata  il
27 febbraio 2004, anche sviluppando,  laddove  possibile,  i  diversi
settori di  rischio;  in  particolare  curare  quello  preposto  alle
attivita’ di previsione, monitoraggio e sorveglianza delle condizioni
di pericolosita’ e di rischio determinate dagli incendi boschivi e di
interfaccia, anche al fine  di  assicurare,  secondo  le  indicazioni
delle linee guida di cui al decreto ministeriale  20  dicembre  2001,
Parte II, Punto 12, l’elaborazione e la diffusione di bollettini  per
supportare l’organizzazione regionale di lotta  attiva  agli  incendi
boschivi e per modulare i livelli  di  allertamento  del  sistema  di
protezione civile, ai diversi livelli territoriali, per  gli  incendi
di interfaccia;
porre in essere ogni azione a carattere preventivo, anche  di
stimolo ad enti e societa’ che gestiscono le  infrastrutture  nonche’
agli Enti locali, per la  riduzione  del  rischio  di  innesco  e  di
propagazione degli  incendi  boschivi,  in  particolare  nelle  fasce
perimetrali delle zone antropizzate, delle infrastrutture strategiche
e della rete viaria, anche attraverso la minimizzazione  della  massa
combustibile  e  la  realizzazione  di  fasce  di  salvaguardia,  nel
rispetto  del  patrimonio  forestale,  del  paesaggio  e   dei   beni
sviluppare ogni possibile azione  propulsiva,  anche  per  le
finalita’ di cui all’art. 3, comma 3, lettera b), della legge n.  353
del 2000, affinche’ in particolare i Comuni, ai sensi  dell’art.  10,
della medesima legge, completino l’istituzione del catasto delle aree
percorse  dal  fuoco  e  ne  curino   l’aggiornamento   sulla   base,
migliorare e potenziare l’organizzazione ed il  coordinamento
del  volontariato  impiegato  in  particolare,  ai  diversi   livelli
prevedere, ai sensi dell’art. 7, comma 6, della legge n.  353
del 2000, che parte del compenso per il personale stagionale  sia  di
natura incentivante in rapporto ai risultati conseguiti in termini di
riduzione delle  aree  percorse  dal  fuoco,  seguendo  l’esempio  di
esperienze che hanno dato risultati positivi  negli  ultimi  anni  in
alcune realta’ italiane;
sugli incendi boschivi:
definendo con le Prefetture-UTG l’eventuale  attivita’  di  controllo
del territorio da parte delle forze di polizia;
assicurare, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 353
del  2000,  la  revisione  annuale  del  Piano   regionale   per   la
attiva contro gli incendi boschivi,  redatto  secondo  l’architettura
dettata dal decreto ministeriale 20 dicembre  2001,  avendo  cura  di
evidenziare  gli  obiettivi  prioritari  da  difendere,  al  fine  di
supportare  l’attivita’  decisionale  nel  definire  le   azioni   di
garantire  il  necessario  raccordo  tra  il  predetto  Piano
regionale ed i Piani per i Parchi e le Riserve Naturali  dello  Stato
definire nelle intese eventualmente  sottoscritte  a  livello
regionale  previste  dall’art.  7,  della  legge  n.  353  del  2000,
definendo chiaramente chi ne assume la direzione ed il  coordinamento
nel   caso   di   soprassuoli   prevalentemente   forestati,   oppure
terra preveda  un  congruo  quantitativo  di  squadre  di  intervento
debitamente  addestrate,  dislocate  per   ambito   territoriale   di
pertinenza e in  virtu’  degli  obiettivi  prioritari  da  difendere;
provvedere, altresi’, all’indispensabile  presenza,  per  ognuno  dei
suddetti ambiti territoriali,  di  almeno  un  direttore/responsabile
delle operazioni  di  spegnimento  –  dotato  di  professionalita’  e
profilo   di   responsabilita’   tali   da   consentire    l’ottimale
coordinamento delle attivita’ delle squadre medesime con  quelle  dei
mezzi aerei –  anche  appartenente,  previa  specifica  intesa,  alle
strutture operative del Corpo Nazionale dei Vigili del  Fuoco  e  del
c) attivita’ di pianificazione di protezione civile:
aggiornamento  dei  piani  comunali  o  intercomunali  di  protezione
interfaccia, nella definizione delle procedure  di  allertamento  del
sistema locale di  protezione  civile,  nonche’  nelle  attivita’  di
informazione alla popolazione al verificarsi di incendi boschivi e di
interfaccia sul territorio comunale;
promuovere l’elaborazione di specifici piani di emergenza per
gli insediamenti, le infrastrutture e gli impianti  turistici,  anche
definire specifiche intese ed  accordi  tra  regioni/province
autonome, al fine di poter condividere e programmare  preventivamente
la disponibilita’ di uomini e mezzi, in particolare del volontariato,
nonche’ di mezzi aerei da destinare ad attivita’ di  vigilanza  e  di
lotta attiva agli  incendi  boschivi,  cosi’  come  a  piu’  generali
attivita’ di protezione civile, sia in caso di eventi particolarmente
intensi e dannosi, sia durante i periodi ritenuti a maggior rischio;
interfaccia e di gestione dell’emergenza:
le amministrazioni statali,  a  livello  centrale  e  periferico,  in
relazione  sia  alle  risorse   strumentali   sia   alle   conoscenze
specialistiche,  valutando  anche,  ove  necessario,  il  ricorso  ad
accordi con le strutture operative statali  presenti  sul  territorio
aventi, nel proprio bagaglio di esperienze e  competenze,  figure  in
grado di soddisfare le esigenze operative che la struttura  regionale
o  provinciale  non  sia,  eventualmente,  in  grado  di   assicurare
il Centro Operativo Aereo Unificato e la Sala Situazione  Italia  del
Dipartimento della protezione civile, ai fini, rispettivamente, della
richiesta di  concorso  aereo  e  del  costante  aggiornamento  sulla
situazione  a  livello  regionale  delle  emergenze  derivanti  dagli
incendi di interfaccia;
garantire la piu’ appropriata  configurazione  procedurale  e
organizzativa della propria  SOUP  ovvero,  per  quanto  concerne  le
regioni a statuto speciale e  le  province  autonome,  dell’eventuale
analoga struttura di coordinamento, prevedendone  un’operativita’  di
tipo continuativo,  con  la  presenza  di  rappresentanti  del  Corpo
nazionale dei Vigili del Fuoco, del Corpo forestale dello Stato e dei
corpi forestali regionali e/o provinciali  nonche’,  ove  necessario,
delle  Forze  di  polizia,  e  delle  altre  componenti  e  strutture
operative di cui agli articoli 6 e 11, della legge n. 225 del 1992;
valutare  il  proseguimento  della  positiva  esperienza  dei
gemellaggi tra regioni e province autonome per l’attivita’  di  lotta
attiva agli incendi boschivi che, negli anni scorsi,  ha  consentito,
oltre che un rilevante potenziamento del dispositivo di intervento in
alcune delle aree a maggior rischio  del  Paese,  anche  un  proficuo
scambio di esperienze e conoscenze tra strutture ed operatori;
assicurare  la  puntuale  attuazione  delle  «Disposizioni  e
procedure per il concorso della flotta aerea dello Stato nella  lotta
attiva  agli  incendi  boschivi»,  emanate  dal  Dipartimento   della
protezione civile, onde garantire  la  prontezza,  l’efficacia  e  la
tempestivita’ degli interventi, nonche’ l’impiego ottimale dei  mezzi
aerei rispetto alle tipologie di evento;
provvedere all’ottimizzazione delle procedure di  valutazione
delle richieste di concorso allo spegnimento indirizzate al COAU-DPC,
essendo peraltro evidente quanto il  ricorso  al  mezzo  aereo  debba
essere residuale – e riferito esclusivamente alle situazioni di reale
necessita’ – rispetto all’attivita’ di contrasto a terra;
adottare  tutte  le  misure  necessarie  affinche’  impianti,
provvisti di segnalazione sia a terra che aeree, incrementando in tal
modo la sicurezza dei voli della flotta aerea antincendio;
provvedere  al  continuo  aggiornamento  delle   informazioni
relative alle fonti di  approvvigionamento  idrico,  con  particolare
riferimento alla presenza anche temporanea di ostacoli al volo ed  al
carico d’acqua;
l’eventuale intervento da mare in soccorso alle  popolazioni  qualora
minacciate da incendi prossimi alla linea di costa.
Infine,  si  chiede  di  prestare  particolare  attenzione   alla
promozione  di  iniziative  per  la  diffusione  della   cultura   di
protezione civile  presso  i  cittadini,  in  particolare  attraverso
l’adozione di strategie comunicative ed informative  che  mettano  in
evidenza le gravi conseguenze  sociali  ed  ambientali  che  derivano
dagli incendi boschivi e di interfaccia.
Confido vivamente nella tempestiva e  puntuale  ottemperanza  dei
diverse componenti istituzionali chiamate ad  operare  in  materia  a
diverso titolo, al fine di garantire il coordinamento della  risposta
organizzativa ed operativa nella stagione estiva 2010.
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE – COMUNICATO – Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi e di interfaccia ed i rischi conseguenti per la stagione estiva 2010». (10A07677) (GU n. 142 del 21-6-2010 redazione redazione 2015-05-19T04:52:43+00:00