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Timestamp: 2017-06-27 20:43:07+00:00
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Ministero del Lavoro: illegittimità costituzionale di alcune sanzioni in materia di orario di lavoro. Chiarimenti | Studio Legale Avv. Annamaria Tanzi
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11/07/2014 · 09:36	↓ Salta ai commenti
Ministero del Lavoro: illegittimità costituzionale di alcune sanzioni in materia di orario di lavoro. Chiarimenti
Con Circolare n. 12552 del 10 luglio 2014, la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito le indicazioni operative in riferimento all’incostituzionalità di alcune sanzioni per violazioni alle norme in materia di orario di lavoro, prevista dalla sentenza n. 153/2014 della Corte Costituzionale.
L’illegittimità in parola riguarda il sistema sanzionatorio legato alle seguenti violazioni:
durata massima dell’orario di lavoro (articolo 4, commi 2, 3 e 4);
riposo giornaliero (articolo 7, comma 1);
riposo settimanale (articolo 9, comma 1);
ferie annuali (articolo 10, comma 1).
In particolare, la sentenza ha ritenuto costituzionalmente illegittima la disposizione contenuta nell’articolo 18-bis, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo n. 66/2003, nel testo introdotto dall’art.1, comma 1, lett. f), del Decreto Legislativo n. 213/2004, nella misura in cui ha introdotto un regime sanzionatorio sensibilmente più severo rispetto a quello previgente, nonostante il legislatore, nell’ambito della legge di delega, avesse richiesto “in ogni caso (…) sanzioni identiche a quelle eventualmente già comminate dalle leggi vigenti per le violazioni che siano omogenee e di pari offensività rispetto alle integrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi“.
Inoltre, l’illegittimità attiene esclusivamente alla disciplina dettata dall’articolo 1, comma 1, lett. f) del decreto legislativo n. 213/2004, in vigore dal 1° settembre 2004 al 24 giugno 2008; in quanto, dal successivo 25 giugno 2008, l’articolo 18-bis è stato modificato dall’articolo 41 del decreto legge 112/2008 (convertito dalla legge 133/2008).
Alla luce di tutto quanto considerato, le indicazioni ministeriali attengono alle sanzioni riferite alle violazioni connesse a tale arco temporale (dal 1° settembre 2004 al 24 giugno 2008), senza interessare le successive modifiche legislative.
Nel giudizio la Corte ha rilevato la sostanziale omogeneità dei precetti indicati dalla legislazione del 1923 e del 1934 e quelli indicati dal successivo decreto legislativo n. 66/2003, evidenziando tuttavia un sensibile aggravamento delle relative misure sanzionatorie introdotte dal decreto legislativo n. 213/2004. La perdita di efficacia della disciplina introdotta dal decreto legislativo n. 213/2004 va ad incidere su tutte quelle situazioni giuridiche pregresse che siano ancora aperte o pendenti, mentre non investe le vicende “chiuse”, in quanto regolate da sentenze definitive, da atti amministrativi definiti, oppure nei casi di decorrenza del termine di prescrizione o dal verificarsi di decadenze.
Negli altri casi, le Direzioni territoriali del lavoro (DTL) dovranno provvedere a rideterminare gli importi scaturiti dalle predette violazioni secondo il regime sanzionatorio di cui all’art. 9 del R.D.L. n. 692/1923 e all’articolo 27 della legge n. 370/1934 nei casi di:
rapporti ex art. 17 della legge n. 689/1981, non ancora oggetto di ordinanza ingiunzione, relativi a verbali di contestazione e notificazione di illeciti amministrativi, contenenti le sanzioni di cui alla norma dichiara incostituzionale;
ordinanza ingiunzione emessa ma senza che sia spirato il termine per l’opposizione giudiziale;
Nei casi in cui il procedimento sanzionatorio risulti definitivamente chiuso (verbali già pagati, ordinanze per cui sono spirati i termini di opposizione, ovvero in caso di contenziosi con sentenze passate in giudicato), non si avrà alcuna estensione degli effetti della sentenza in esame, con conseguente intangibilità degli atti adottati; ciò in quanto, ai sensi dell’articolo 136 della Costituzione, “quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione” salvo, evidentemente , le situazioni non ancora definite nel merito.
Circolare N. 12552 del 10 Luglio 2014.
Teramo, 11 Luglio 2014 Avv. Annamaria Tanzi
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