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Timestamp: 2019-08-25 18:04:49+00:00
Document Index: 14880606

Matched Legal Cases: ['art. 269', 'art. 279', 'art. 279', 'sentenza ', 'art. 279', 'art. 606', 'art. 279', 'art. 272', 'art. 269', 'art. 279', 'art. 279', 'sentenza ', 'art. 616']

Cass. Pen. Sez. VII 05/04/2018 n. ord. 15010 - Officine che effettuano operazioni di verniciatura: serve comunicazione di inizio attività? - Tuttoambiente.it
n. ord. 15010
Le officine meccaniche di riparazione dei veicoli nelle quali si effettuano anche operazioni di verniciatura non rientrano tra le attività aventi emissioni scarsamente rilevanti, elencate nella parte prima dell’allegato IV alla Parte Quinta del D.L.vo 152/2006. Di conseguenza, i relativi gestori sono tenuti a comunicare all’autorità competente l'inizio della propria attività, secondo quanto prescrive l'art. 269, comma 6 del decreto citato, pena la sanzione prevista dall'art. 279, comma 3, stesso decreto: l’omessa comunicazione è, infatti, punita a fronte dell'interesse alla conoscenza della possibile fonte di inquinamento dell’attività, allo scopo di impedire che l'attività potenzialmente inquinante sia sottratta ai controlli dell'autorità preposta, mentre non rileva l'accertamento della effettiva e concreta pericolosità dell'emissione. Il concreto superamento dei limiti di emissione configura, infatti, una diversa ipotesi di illecito, cui corrisponde la sanzione prevista dal comma 2 del medesimo art. 279.
1.11 sig. L.C. ricorre per l'annullamento della sentenza del 26/01/2016 del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che lo ha condannato alla pena di 600,00 euro di ammenda per il reato di cui all'art. 279, comma 3, d.lgs. n. 152 del 2006, perché, quale legale rappresentante dell'impresa C.A.V., aveva esercitato l'attività di officina meccanica - carrozzeria - gommista ed elettrauto, in assenza della prescritta comunicazione alla Giunta regionale della Campania attestante le emissioni in atmosfera. Il fatto è contestato come commesso in Cellole il 30/03/2011.
1.1.Con il primo motivo, deducendo che l'omessa richiesta di autorizzazione è condotta che non offende il bene tutelato dalla norma e che non è stato accertato alcun danno effettivo e concreto all'ambiente, eccepisce, ai sensi dell'art. 606, lett. b), cod. proc. pen., oacepttszs l'erronea applicazione dell'art. 279, comma 3, d.lgs. n. 152 del 2006.
1.2.Con il secondo motivo eccepisce l'intervenuta prescrizione del reato.
3.Non è contestato che il ricorrente, oltre alle attività di officina meccanica, effettuasse anche la verniciatura di autoveicoli, come accertato dai Carabinieri in sede di sopralluogo. Orbene, le officine meccaniche di riparazione dei veicoli nelle quali si effettuano anche operazioni di verniciatura sono escluse dall'elenco di impianti e attività le cui emissioni sono ritenute ope legis scarsamente rilevanti (art. 272, comma 1, d.lgs. n. 152 del 2006 e relativo allegato IV, parte prima, lett. k). Ne consegue che il ricorrente era certamente tenuto a comunicare all'autorità competente l'inizio della propria attività, secondo quanto prescrive l'art. 269, comma 6, d.lgs. n. 152 del 2006 e sanziona l'art. 279, comma 3, stesso decreto. Tale norma, nel punire l'omessa comunicazione, tutela l'interesse alla conoscenza della possibile fonte di inquinamento onde impedire che l'attività potenzialmente inquinante sia sottratta ai controlli dell'autorità preposta (Sez. 3, n. 192 del 24/10/2012, dep. 2013, Rando, Rv. 254335). Non ha perciò alcuna rilevanza l'accertamento della effettiva e concreta pericolosità dell'emissione posto che il concreto superamento dei limiti di emissione costituisce condotta autonomamente sanzionata dall'art. 279, comma 2, d.lgs. n. 152 del 2006.
4.11 reato, accertato il 30/03/2011, non era prescritto alla data della sentenza impugnata. L'inammissibilità del ricorso, poiché impedisce la formazione di un valido rapporto di impugnazione, preclude la rilevazione di cause di estinzione del reato successive al provvedimento impugnato.
5.Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue, ex art. 616 cod. proc. pen., non potendosi escludere che essa sia ascrivibile a colpa del ricorrente (C. Cost. sent. 7-13 giugno 2000, n. 186), l'onere delle spese del procedimento nonché del versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che si fissa equitativamente, in ragione dei motivi dedotti, nella misura di C 3.000,00.