Source: http://www.edilone.it/normativa/decreto-legislativo-13-agosto-2010-n-130-misure-per-la-maggiore-concorrenzialita-nel-mercato-del-gas-naturale-ed-il-trasferimento-dei-benefici-risultanti-ai-clienti-finali-ai-sensi-dellartico/
Timestamp: 2018-12-17 11:54:30+00:00
Document Index: 145172027

Matched Legal Cases: ['art.76', 'art.87', 'art. 30', 'art. 19', 'art.  41', 'art.  2', 'art.  2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 103', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\n14', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 11', 'art.  14', 'art.  11', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art.2', 'art. 11', 'art.  2', 'art. 5', 'art. 6']

DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 130 - Misure per la maggiore concorrenzialita' nel mercato del gas naturale ed il trasferimento dei benefici risultanti ai clienti finali, ai sensi dell'articolo 30, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0159) - (GU n. 192 del 18-8-2010 | Edilone.it
DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 130 – Misure per la maggiore concorrenzialita’ nel mercato del gas naturale ed il trasferimento dei benefici risultanti ai clienti finali, ai sensi dell’articolo 30, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0159) – (GU n. 192 del 18-8-2010
DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 130 - Misure per la maggiore concorrenzialita' nel mercato del gas naturale ed il trasferimento dei benefici risultanti ai clienti finali, ai sensi dell'articolo 30, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0159) - (GU n. 192 del 18-8-2010 - Suppl. Ordinario n.195) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/08/2010
Misure per la maggiore concorrenzialita’ nel mercato del gas naturale
ed il trasferimento dei benefici risultanti  ai  clienti  finali,  ai
sensi dell’articolo 30, commi 6 e 7, della legge 23 luglio  2009,  n.
99. (10G0159)
e ad interim Ministro dello sviluppo economico
–   L’art.76   della   Costituzione   stabilisce    che
– L’art.87 della Costituzione conferisce, tra  l’altro,
– Si riporta il testo dell’art. 30, commi 6 e 7,  della
legge 23 luglio 2009, n. 99, recante  disposizioni  per  lo
«6. Al fine di garantire la competitivita’ dei  clienti
industriali    finali    dei     settori     dell’industria
manifatturiera  italiana  caratterizzati   da   elevato   e
costante  utilizzo  di  gas,  il  Governo  e’  delegato  ad
adottare, entro un anno dalla data  di  entrata  in  vigore
della presente legge, un decreto legislativo  nel  rispetto
a) procedere alla revisione  delle  norme  previste  ai
commi 2 e 3 dell’art. 19 del decreto legislativo 23  maggio
2000, n. 164,  al  fine  di  rendere  il  mercato  del  gas
naturale maggiormente concorrenziale;
b) definire  misure  che  promuovano  l’incontro  della
domanda di gas dei clienti finali  industriali  e  di  loro
aggregazioni  con   l’offerta,   al   fine   di   garantire
l’effettivo    trasferimento     dei     benefici     della
concorrenzialita’ del mercato  anche  agli  stessi  clienti
finali industriali.
7. Entro nove mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore
della presente legge, lo schema del decreto legislativo  di
cui al comma 6 e’ trasmesso alle Camere  per  l’espressione
del  parere   da   parte   delle   competenti   Commissioni
parlamentari. In caso di  ritardo  nella  trasmissione,  il
termine per l’esercizio della delega  e’  differito  di  un
periodo corrispondente al ritardo  medesimo,  comunque  non
eccedente i tre mesi dalla scadenza del termine di  cui  al
comma 6. Le competenti Commissioni  parlamentari  esprimono
il parere entro sessanta giorni dalla data di trasmissione.
Qualora il termine per  l’espressione  del  parere  decorra
inutilmente, il decreto legislativo  puo’  comunque  essere
emanato.».
– La legge 23 agosto 1988, n. 400,  recante  disciplina
del Consiglio dei Ministri, e successive modificazioni,  e’
– La legge 14 novembre 1995, n. 481, recante norme  per
servizi di pubblica utilita’, e’ pubblicata nella  Gazzetta
Ufficiale 18 novembre 1995, n. 270, S.O
Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,  recante
riforma  dell’organizzazione  del  Governo,  e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203, S.O.
– La legge 15 marzo 1997, n. 59 recante  la  delega  al
Il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164,  recante
attuazione della direttiva n. 98/30/CE recante norme comuni
per il mercato interno  del  gas  naturale,  e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 20 giugno 2000, n. 142.
La direttiva n. 98/30/CE del Parlamento europeo  e  del
Consiglio relativa a norme comuni per  il  mercato  interno
del gas naturale, e’ Pubblicata nella  G.U.C.E.  21  luglio
1998, n. L 204. Entrata in vigore il 10 agosto 1998.
– Si riporta il  testo  dell’art.  41  della  legge  17
maggio  1999,  n.  144  recante  Misure   in   materia   di
«Art.41 (Norme per il mercato del gas naturale).  –  1.
Al fine di promuovere la liberalizzazione del  mercato  del
gas naturale, con particolare riferimento all’attivita’  di
trasporto,  stoccaggio  e  distribuzione,  il  Governo   e’
delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in
legislativi, sentita la  Conferenza  unificata  di  cui  al
decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281  ,  per  dare
attuazione alla direttiva 98/30/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 22 giugno 1998, recante norme comuni per
il  mercato  interno  del  gas   naturale,   e   ridefinire
conseguentemente tutte le componenti rilevanti del  sistema
nazionale del gas, ivi incluse quelle relative al  servizio
di pubblica utilita’, nel rispetto dei seguenti principi  e
a)  prevedere  che  l’apertura  del  mercato  del   gas
naturale avvenga nel quadro di regole che garantiscano, nel
rispetto dei poteri dell’Autorita’ per l’energia  elettrica
e il gas, lo svolgimento del servizio pubblico, compresi  i
relativi  obblighi,  l’universalita’,  la  qualita’  e   la
sicurezza    del     medesimo,     l’interconnessione     e
l’interoperabilita’ dei sistemi;
b)  prevedere  che,  in  considerazione  del  crescente
ricorso al gas naturale e per conseguire un maggiore  grado
di interconnessione al sistema europeo del  gas,  le  opere
infrastrutturali per lo sviluppo del sistema del gas  siano
dichiarate  di  pubblica   utilita’   nonche’   urgenti   e
indifferibili a tutti gli effetti  della  legge  25  giugno
1865, n. 2359;
c) eliminare ogni disparita’ normativa  tra  i  diversi
operatori nel sistema del gas, garantendo, nei casi in  cui
siano previsti contributi,  concessioni,  autorizzazioni  o
altra approvazione  per  costruire  o  gestire  impianti  o
infrastrutture del sistema del  gas,  uguali  condizioni  e
trattamenti non discriminatori alle imprese;
d) prevedere misure affinche’ nei piani e nei programmi
relativi ad  opere  di  trasporto,  di  importazione  e  di
stoccaggio di gas  sia  salvaguardata  la  sicurezza  degli
approvvigionamenti,  promossa  la  realizzazione  di  nuove
infrastrutture di produzione, stoccaggio ed importazione, e
favorito  lo  sviluppo  della  concorrenza   e   l’utilizzo
razionale delle infrastrutture esistenti;
e) prevedere che le imprese integrate nel  mercato  del
gas  costituiscano,  ove  funzionale  allo   sviluppo   del
mercato, societa’ separate, e in ogni  caso  tengano  nella
loro contabilita’ interna conti separati per  le  attivita’
di importazione, trasporto, distribuzione e  stoccaggio,  e
conti consolidati  per  le  attivita’  non  rientranti  nel
settore del gas,  al  fine  di  evitare  discriminazioni  o
distorsioni della concorrenza;
f)  garantire   trasparenti   e   non   discriminatorie
condizioni per l’accesso regolato al sistema del gas;
g) stabilire  misure  perche’  l’apertura  del  mercato
nazionale del  gas  avvenga  nel  quadro  dell’integrazione
europea dei mercati sia per quanto riguarda la  definizione
dei criteri per i clienti idonei su  base  di  consumo  per
localita’, sia per facilitare la  transizione  del  settore
italiano  del  gas  ai  nuovi  assetti  europei,  sia   per
assicurare alle imprese italiane,  mediante  condizioni  di
reciprocita’  con  gli  altri  Stati   membri   dell’Unione
europea, uguali  condizioni  di  competizione  sul  mercato
europeo del gas.
2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui  al  comma
1, deliberati dal Consiglio dei ministri e corredati da una
apposita  relazione,  sono  trasmessi   alle   Camere   per
l’espressione  del  parere  da   parte   delle   competenti
Commissioni parlamentari permanenti entro nove  mesi  dalla
data di entrata in vigore della presente legge. In caso  di
mancato  rispetto  del  termine  per  la  trasmissione,  il
Governo decade dall’esercizio della delega.  Le  competenti
Commissioni parlamentari esprimono il parere entro sessanta
giorni dalla data di trasmissione. Qualora il  termine  per
l’espressione del parere  decorra  inutilmente,  i  decreti
legislativi possono essere comunque emanati.»
– La legge 23 agosto 2004, n. 239, recante riordino del
settore  energetico  nonche’  delega  al  Governo  per   il
riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia,
– Si riporta il testo degli articoli 1 e 17 della legge
4  giugno   2010,   n.   96,   recante   disposizioni   per
dell’Italia  alle  Comunita’  europee –  Legge  Comunitaria
«Art. 17 (Principi e criteri direttivi per l’attuazione
delle  direttive  2009/28/CE,  2009/72/CE,   2009/73/CE   e
2009/119/CE.  Misure  per  l’adeguamento   dell’ordinamento
nazionale alla normativa comunitaria in materia di energia,
nonche’ in materia di recupero  di  rifiuti).  –  1.  Nella
predisposizione del decreto legislativo di attuazione della
direttiva  2009/28/CE  del   Parlamento   europeo   e   del
Consiglio, del 23 aprile 2009,  sulla  promozione  dell’uso
dell’energia  da  fonti  rinnovabili,  recante  modifica  e
successiva  abrogazione  delle   direttive   2001/77/CE   e
2003/30/CE, il  Governo  e’  tenuto  a  seguire,  oltre  ai
principi e  criteri  direttivi  di  cui  all’art.  2  della
a) garantire il conseguimento degli obiettivi posti  in
capo  allo  Stato  mediante  la  promozione  congiunta   di
efficienza energetica e di utilizzo delle fonti rinnovabili
per la produzione e il consumo di energia elettrica, calore
e biocarburanti,  tenuto  conto  di  quanto  previsto  alla
lettera  c),  anche  attraverso  la  regolazione  da  parte
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, sulla base
di  specifici  indirizzi  del   Ministro   dello   sviluppo
b) nel  definire  il  Piano  di  azione  nazionale,  da
adottare entro il 30 giugno 2010, che fissa  gli  obiettivi
nazionali per la quota  di  energia  da  fonti  rinnovabili
consumata nel settore dei  trasporti,  dell’elettricita’  e
del riscaldamento e raffreddamento nel 2020, avere riguardo
all’esigenza di garantire uno sviluppo equilibrato dei vari
settori che concorrono al raggiungimento di detti obiettivi
in  base  a  criteri  che  tengano   conto   del   rapporto
c)  favorire  le   iniziative   di   cooperazione   per
trasferimenti statistici e progetti comuni con Stati membri
e  Paesi  terzi  anche  mediante  il  coinvolgimento  delle
regioni  e  di  operatori  privati,  secondo   criteri   di
efficienza  e  al  fine  del  pieno  raggiungimento   degli
obiettivi nazionali;
d) semplificare, anche con riguardo alle  procedure  di
autorizzazione,  di  certificazione  e  di  concessione  di
licenze,  compresa  la  pianificazione  del  territorio,  i
procedimenti   di   autorizzazione   alla   costruzione   e
all’esercizio   degli   impianti   alimentati   da    fonti
rinnovabili e alle necessarie infrastrutture di rete, anche
sulla base delle  specificita’  di  ciascuna  tipologia  di
impianto  e   dei   siti   di   installazione,   prevedendo
l’assoggettamento alla disciplina della denuncia di  inizio
attivita’ di cui agli articoli 22  e  23  del  testo  unico
6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, per  gli
impianti  per  la  produzione  di  energia  elettrica   con
capacita’ di generazione non superiore ad un  MW  elettrico
di cui  all’art.  2,  comma  1,  lettera  e),  del  decreto
legislativo 29 dicembre  2003,  n.  387,  alimentati  dalle
fonti di cui alla lettera a), prevedendo  inoltre  che,  in
sede  di  pianificazione,  progettazione,   costruzione   e
ristrutturazione  di  aree   residenziali   industriali   o
commerciali e  nella  pianificazione  delle  infrastrutture
urbane, siano inseriti, ove  possibile,  apparecchiature  e
sistemi di produzione di elettricita’, calore e  freddo  da
fonti energetiche rinnovabili e apparecchiature  e  sistemi
di teleriscaldamento o di teleraffrescamento;
e) promuovere l’integrazione  delle  fonti  rinnovabili
nelle reti di trasporto e distribuzione dell’energia, anche
mediante il sostegno, senza nuovi o maggiori oneri  per  la
finanza pubblica, alla realizzazione di sistemi di accumulo
dell’energia e di reti intelligenti, al fine di  assicurare
la dispacciabilita’ di tutta  l’energia  producibile  dagli
impianti alimentati da fonti rinnovabili e di  ridurre  gli
oneri di gestione in sicurezza delle reti  di  trasporto  e
distribuzione dell’energia;
f) definire le certificazioni e le specifiche  tecniche
da rispettare affinche’ le apparecchiature e i sistemi  per
l’utilizzo delle fonti rinnovabili possano beneficiare  dei
regimi di sostegno;
g) introdurre misure volte a migliorare la cooperazione
tra autorita’ locali, regionali e nazionali, provvedendo in
particolare  alla   istituzione   di   un   meccanismo   di
trasferimento  statistico  tra  le  regioni  di  quote   di
produzione di energia da  fonti  rinnovabili  ai  fini  del
rispetto della ripartizione di cui all’art. 2,  comma  167,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dell’attuazione  di
quanto disposto all’art. 2, comma 170, della medesima legge
h) adeguare e potenziare il sistema  di  incentivazione
delle fonti rinnovabili e dell’efficienza e  del  risparmio
energetico, senza nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica, anche mediante l’abrogazione  totale  o  parziale
delle vigenti disposizioni in materia,  l’armonizzazione  e
il riordino delle disposizioni di cui alla legge 23  luglio
2009, n. 99, e alla legge 24 dicembre 2007, n. 244;
i) prevedere, senza incrementi delle tariffe  a  carico
degli  utenti,  una  revisione  degli  incentivi   per   la
produzione  di  energia  elettrica  prodotta  da   impianti
alimentati da biomasse e  biogas  al  fine  di  promuovere,
compatibilmente con la disciplina  dell’Unione  europea  in
materia   di   aiuti   di   Stato,   la   realizzazione   e
l’utilizzazione di impianti in asservimento alle  attivita’
agricole da parte di imprenditori che svolgono le  medesime
l) completare, nei limiti  delle  risorse  di  bilancio
disponibili allo scopo, il sistema statistico in materia di
energia,  compresi  i  consumi,  al  fine  di  disporre  di
informazioni  ed  elaborazioni  omogenee  con   i   criteri
adottati in sede comunitaria e funzionali al monitoraggio e
all’attuazione di quanto previsto alla lettera g).
2. Ai sensi del comma 1, anche al fine di sostenere  la
promozione  dell’energia  da   fonti   rinnovabili   e   di
conseguire con maggior efficacia  gli  obiettivi  nazionali
obbligatori per la quota complessiva di  energia  da  fonti
rinnovabili sul consumo finale lordo  di  energia,  l’alcol
etilico di origine agricola proveniente dalle distillazioni
vinicole  si   considera   ricompreso   nell’ambito   della
definizione dei bioliquidi quali combustibili  liquidi  per
scopi   energetici   diversi   dal   trasporto,    compresi
l’elettricita’,  il  riscaldamento  e  il   raffreddamento,
prodotti a partire dalla biomassa, di  cui  alla  direttiva
2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  23
aprile 2009,  sulla  promozione  dell’uso  dell’energia  da
fonti rinnovabili.  Per  tale  scopo  nella  produzione  di
energia elettrica mediante  impianti  di  potenza  nominale
media annua non superiore  a  1  MW,  immessa  nel  sistema
elettrico, l’entita’ della tariffa di 28 euro  cent/kWh  di
cui al numero 6 della tabella 3  della  legge  24  dicembre
2007, n. 244, e successive modificazioni, si applica  anche
all’alcol etilico di  origine  agricola  proveniente  dalla
distillazione dei sottoprodotti della vinificazione, di cui
all’art. 103-tervicies del regolamento  (CE)  n.  1234/2007
del  Consiglio,  del   22   ottobre   2007.   La   presente
disposizione non deve comportare nuovi o maggiori oneri per
il bilancio dello Stato, ne’  incrementi  delle  tariffe  a
carico degli utenti.
3. Nella predisposizione  del  decreto  legislativo  di
attuazione  della  direttiva  2009/72/CE   del   Parlamento
europeo e del Consiglio, del 13  luglio  2009,  relativa  a
norme comuni per il mercato interno dell’energia  elettrica
e che abroga la direttiva 2003/54/CE, il Governo e’  tenuto
a seguire, oltre ai principi e  criteri  direttivi  di  cui
all’art. 2 della presente  legge,  in  quanto  compatibili,
a)  prevedere   misure   per   aumentare   gli   scambi
transfrontalieri  in  modo  da  conseguire   una   maggiore
efficienza e prezzi competitivi,  contribuendo  anche  alla
sicurezza  degli   approvvigionamenti   e   allo   sviluppo
b) prevedere misure che tengano conto,  ai  fini  della
realizzazione di nuove infrastrutture di  produzione  e  di
trasporto   di   energia   elettrica,    della    rilevanza
dell’infrastruttura   stessa   per   il   mercato   interno
dell’energia  elettrica  e  della  sua  coerenza  con   gli
obiettivi di politica energetica nazionali e comunitari;
c) prevedere che le sanzioni amministrative  pecuniarie
applicabili in caso di mancato rispetto delle  disposizioni
del regolamento (CE) n. 714/2009 del Parlamento  europeo  e
del Consiglio, del  13  luglio  2009,  nonche’  di  mancato
rispetto degli obblighi  imposti  alle  imprese  elettriche
dalla direttiva 2009/72/CE del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 13 luglio 2009, nelle fattispecie  assegnate
alla competenza dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il
gas, siano non inferiori nel minimo  a  euro  2.500  e  non
superiori a euro 154.937.069,73;
d) prevedere la rimozione degli ostacoli, anche di tipo
normativo,  al  processo  di  aggregazione  delle   piccole
imprese  di  distribuzione  di   energia   elettrica,   per
favorirne l’efficienza e la terzieta’;
e) prevedere misure atte a  garantire  che  imprese  di
distribuzione di energia elettrica verticalmente  integrate
non siano in condizione di trarre impropri  vantaggi  dalla
loro attivita’ di  gestione  delle  reti  di  distribuzione
ostacolando cosi’ le dinamiche concorrenziali del mercato;
f) prevedere che i gestori dei sistemi di  trasmissione
dell’energia elettrica predispongano un piano decennale  di
sviluppo della rete basato  sulla  domanda  e  sull’offerta
esistenti e previste, contenente misure  atte  a  garantire
l’adeguatezza del sistema;
g) prevedere che l’Autorita’ per l’energia elettrica  e
il  gas  disponga  di  risorse  finanziarie   idonee   allo
svolgimento delle proprie attivita’, attraverso il  sistema
di totale autofinanziamento previsto dall’art. 2, comma 38,
della  legge  14  novembre  1995,  n.  481,   mediante   il
contributo versato dai soggetti  operanti  nei  settori  di
competenza, da utilizzarsi esclusivamente per gli oneri  di
funzionamento della stessa;
h)  prevedere  che,  nell’osservanza  delle  rispettive
competenze, l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas  e
l’Autorita’ garante della  concorrenza  e  del  mercato  si
prestino reciproca assistenza, agiscano in modo coordinato,
stipulando a tale fine appositi  protocolli  di  intesa,  e
collaborino  tra  loro  anche  mediante   lo   scambio   di
informazioni,  senza  che   sia   opponibile   il   segreto
4. Nella predisposizione  del  decreto  legislativo  di
attuazione  della  direttiva  2009/73/CE   del   Parlamento
norme comuni per il mercato interno del gas naturale e  che
abroga la direttiva 2003/55/CE,  il  Governo  e’  tenuto  a
transfrontalieri,  in  modo  da  conseguire  una   maggiore
efficienza, prezzi competitivi e piu’  elevati  livelli  di
servizio,   contribuendo   anche   alla   sicurezza   degli
approvvigionamenti e allo sviluppo sostenibile;
b) prevedere, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la
finanza pubblica, misure per la cooperazione  bilaterale  e
regionale, in uno spirito di  solidarieta’  tra  gli  Stati
membri,  in  particolare  in  casi  di  crisi  del  sistema
c)   promuovere   la   realizzazione    di    capacita’
bidirezionale ai punti di interconnessione, anche  al  fine
di realizzare una piattaforma di scambio di gas nell’ambito
del sistema italiano;
d) assicurare che i gestori dei  sistemi  di  trasporto
dispongano di sistemi integrati a livello  di  due  o  piu’
Stati membri per l’assegnazione della capacita’  e  per  il
controllo della sicurezza delle reti;
e) prevedere che i gestori  dei  sistemi  di  trasporto
presentino un piano decennale di sviluppo della rete basato
sulla  domanda  e  sull’offerta   esistenti   e   previste,
contenente  misure  atte  a  garantire  l’adeguatezza   del
sistema e la sicurezza di approvvigionamento;
f) promuovere, senza nuovi  o  maggiori  oneri  per  la
finanza pubblica, una  concorrenza  effettiva  e  garantire
l’efficiente funzionamento del mercato, anche predisponendo
misure in favore della concorrenza con effetti analoghi  ai
programmi di cessione del gas;
g)  assoggettare  le  transazioni   su   contratti   di
fornitura di gas e su strumenti  derivati  ad  obblighi  di
trasparenza nella disciplina degli scambi;
h) assicurare una efficace separazione tra le attivita’
di trasporto, bilanciamento, distribuzione e  stoccaggio  e
le altre attivita’ del settore del gas naturale;
i) prevedere misure che assicurino maggiore trasparenza
ed efficienza nel settore del  gas  naturale,  ottimizzando
l’utilizzo del  gas  naturale  e  introducendo  sistemi  di
misurazione   intelligenti,    anche    ai    fini    della
diversificazione dei prezzi di fornitura;
l) prevedere misure che tengano conto, nel procedimento
autorizzativo per la realizzazione di un’infrastruttura del
sistema del gas, della rilevanza dell’infrastruttura stessa
per il  mercato  interno  del  gas  naturale  e  della  sua
coerenza con gli obiettivi di politica energetica nazionali
e comunitari;
m) garantire, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la
finanza  pubblica,  il  controllo  della  sicurezza   degli
approvvigionamenti, l’equilibrio tra domanda e offerta,  il
livello della domanda attesa in futuro  e  degli  stoccaggi
disponibili, la prevista capacita’ addizionale in corso  di
programmazione e in costruzione, l’adeguata  copertura  dei
picchi della domanda nonche’  delle  possibili  carenze  di
n)  introdurre   misure   che   garantiscano   maggiore
disponibilita’ di capacita’ di stoccaggio di gas  naturale,
anche favorendo l’accesso a parita’ di  condizioni  di  una
pluralita’  di  operatori  nella   gestione   delle   nuove
attivita’ di stoccaggio  e  valutando  la  possibilita’  di
ampliare le modalita’ di accesso al servizio previste dalla
o) prevedere che le sanzioni amministrative  pecuniarie
del regolamento (CE) n. 715/2009 del Parlamento  europeo  e
rispetto  degli  obblighi  imposti  alle  imprese  di   gas
naturale dalla direttiva 2009/73/CE del Parlamento  europeo
e del Consiglio, del  13  luglio  2009,  nelle  fattispecie
assegnate  alla  competenza  dell’Autorita’  per  l’energia
elettrica e il gas, siano non inferiori nel minimo  a  euro
2.500 e non superiori a euro 154.937.069,73;
p) prevedere che  i  clienti  non  civili  con  consumi
inferiori o pari a 50.000 metri cubi annui e tutti i civili
siano definiti clienti vulnerabili e pertanto meritevoli di
apposita tutela in termini di  condizioni  economiche  loro
applicate e di continuita’ e sicurezza della fornitura;
q) promuovere l’efficienza e la concorrenza nel settore
del  gas  naturale,  anche  demandando  all’Autorita’   per
l’energia elettrica e il gas la definizione, sulla base  di
appositi indirizzi del Ministero dello sviluppo  economico,
della disciplina del bilanciamento di merito economico;
r) prevedere, ai sensi degli articoli  13  e  17  della
direttiva  2009/73/CE  del   Parlamento   europeo   e   del
Consiglio,  del  13  luglio  2009,  misure  che,  ai   fini
dell’accesso ai servizi di trasporto  e  bilanciamento  del
gas  naturale,  consentano  la  definizione   di   un’unica
controparte indipendente a livello nazionale;
s) prevedere la rimozione degli ostacoli, anche di tipo
imprese di distribuzione del gas  naturale,  per  favorirne
l’efficienza e la terzieta’;
t) prevedere misure atte a  garantire  che  imprese  di
distribuzione  verticalmente   integrate   non   siano   in
condizione di trarre impropri vantaggi dalla loro attivita’
di gestione delle  reti  di  distribuzione  ostacolando  le
dinamiche concorrenziali del mercato;
u) prevedere, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  il
bilancio dello Stato, che, nella situazione  a  regime,  al
termine   della   durata   delle   nuove   concessioni   di
distribuzione del gas naturale affidate ai sensi  dell’art.
14 del decreto  legislativo  23  maggio  2000,  n.  164,  i
meccanismi di valorizzazione delle reti siano coerenti  con
i  criteri  posti  alla  base   della   definizione   delle
v) prevedere che l’Autorita’ per l’energia elettrica  e
z)  prevedere  che,  nell’osservanza  delle  rispettive
5. Nella predisposizione  del  decreto  legislativo  di
attuazione della direttiva 2009/119/CE del  Consiglio,  del
14 settembre 2009, che stabilisce l’obbligo per  gli  Stati
membri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio
greggio e/o di prodotti petroliferi, il Governo e’ tenuto a
a)  mantenere   un   livello   elevato   di   sicurezza
nell’approvvigionamento di petrolio mediante un  meccanismo
affidabile e trasparente che assicuri la  disponibilita’  e
l’accessibilita’  fisica  delle   scorte   petrolifere   di
sicurezza e specifiche;
b) prevedere una metodologia di calcolo  relativa  agli
obblighi di stoccaggio e di  valutazione  delle  scorte  di
sicurezza comunitarie che  soddisfi  contemporaneamente  il
sistema   comunitario   e   quello   vigente    nell’ambito
dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE);
c) prevedere l’istituzione di un Organismo centrale  di
stoccaggio, anche avvalendosi di  organismi  esistenti  nel
settore, sottoposto  alla  vigilanza  e  al  controllo  del
Ministero dello sviluppo economico, senza scopo di lucro  e
con la partecipazione obbligatoria dei soggetti che abbiano
importato  o  immesso  in  consumo  petrolio   o   prodotti
petroliferi in Italia;
d) prevedere che l’Organismo centrale di stoccaggio  si
faccia carico, in maniera  graduale  e  progressiva,  della
detenzione e  del  trasporto  delle  scorte  specifiche  di
prodotti  e  sia  responsabile  dell’inventario   e   delle
statistiche  sulle  scorte  di  sicurezza,   specifiche   e
e) prevedere che  l’Organismo  centrale  di  stoccaggio
possa organizzare e prestare un servizio di stoccaggio e di
trasporto di scorte di sicurezza e  commerciali  in  favore
dei venditori a clienti finali di prodotti petroliferi  non
integrati verticalmente nella filiera del petrolio e  possa
assicurare  un  servizio  funzionale  allo  sviluppo  della
concorrenza nell’offerta di capacita’ di stoccaggio;
f) garantire la possibilita’ di reagire  con  rapidita’
in caso di difficolta’ dell’approvvigionamento di  petrolio
greggio o di prodotti petroliferi.
6. Gli eventuali oneri derivanti dall’istituzione e dal
funzionamento dell’Organismo di cui al comma 5 sono posti a
carico dei soggetti che importano o  immettono  in  consumo
petrolio o prodotti petroliferi in Italia.  Dall’attuazione
del comma 5 non devono derivare nuovi o  maggiori  oneri  a
7. Ai fini delle attivita’ di  recupero  relative  alla
formazione  di  rilevati  e  al  riutilizzo  per   recuperi
ambientali,  di  cui  alla  lettera  c)  del  punto  13.6.3
dell’allegato 1, suballegato 1,  al  decreto  del  Ministro
dell’ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato  nel  supplemento
ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile
1998, e successive modificazioni,  nell’impiego  dei  gessi
derivanti  dalle   produzioni   di   acidi   organici,   in
particolare  di  acido  tartarico  naturale  derivante  dai
sottoprodotti  vitivinicoli,  e  in  cui  la  presenza   di
sostanza organica rappresenta un  elemento  costituente  il
rifiuto naturalmente presente e  non  un  elemento  esterno
inquinante,  nell’esecuzione  del  test  di  cessione   sul
rifiuto tal quale, secondo il metodo previsto nell’allegato
3 al citato decreto del Ministro dell’ambiente  5  febbraio
1998, non e’ richiesto il parametro del “COD”.»
Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73, recante  misure
urgenti per l’attuazione  di  disposizioni  comunitarie  in
materia  di  liberalizzazione  dei  mercati   dell’energia,
n. 125, e’ pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  18  giugno
– Si riporta il testo dell’art. 7 del decreto-legge  23
legge 6  agosto  2008,  n.  133,  relativo  alla  strategia
energetica nazionale e stipula di accordi  per  ridurre  le
Ministro dello sviluppo economico, definisce la  «Strategia
energetica nazionale», che indica le priorita’ per il breve
pubblica.»
– Si riporta il testo dell’art. 3,  comma  10-ter,  del
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009,  n.2,  relativo
al blocco e riduzione delle tariffe:
«10-ter. A decorrere dall’anno  2009,  l’Autorita’  per
l’energia elettrica  e  il  gas  invia  al  Ministro  dello
sviluppo economico, entro il 30 settembre di ogni anno, una
segnalazione sul funzionamento  dei  mercati  dell’energia,
che e’  resa  pubblica.  La  segnalazione  puo’  contenere,
altresi’, proposte finalizzate all’adozione di  misure  per
migliorare   l’organizzazione   dei   mercati,   attraverso
interventi sui meccanismi di  formazione  del  prezzo,  per
promuovere la concorrenza e  rimuovere  eventuali  anomalie
del mercato. Il Ministro dello sviluppo economico, entro il
mese di gennaio dell’anno successivo, puo’ adottare  uno  o
piu’   decreti   sulla   base   delle   predette   proposte
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e  il  gas.  A  tale
riguardo, potranno essere in  particolare  adottate  misure
con riferimento ai seguenti aspetti:
a) promozione dell’integrazione dei  mercati  regionali
europei   dell’energia    elettrica,    anche    attraverso
l’implementazione di piattaforme comuni per la negoziazione
dell’energia elettrica e l’allocazione della  capacita’  di
trasporto transfrontaliera con i Paesi limitrofi;
b) sviluppo dei mercati a termine fisici  e  finanziari
dell’energia con lo sviluppo di nuovi  prodotti,  anche  di
lungo termine, al fine di garantire un’ampia partecipazione
degli operatori, un’adeguata liquidita’ e un corretto grado
di integrazione con i mercati sottostanti.».
– Si riporta il testo dell’art. 3, del decreto-legge 1°
legge 3 agosto 2009, n.  102,  relativo  a  «Riduzione  del
costo dell’energia per imprese e famiglie»:
«Art. 3 (Riduzione del costo dell’energia per imprese e
famiglie). – 1. Al fine di  promuovere  l’efficienza  e  la
concorrenza nei  mercati  dell’energia,  nella  prospettiva
dell’eventuale revisione della normativa in materia,  entro
quaranta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico,  su
proposta dell’Autorita’ per l’energia elettrica e  il  gas,
adotta  con  decreto,  in  conformita’  al   comma   10-ter
dell’art. 3 del decreto-legge 29  novembre  2008,  n.  185,
convertito con modificazioni dalla legge 28  gennaio  2009,
n. 2, misure che vincolano, per l’anno  termico  2009-2010,
ciascun soggetto che nell’anno termico 2007-2008 ha immesso
nella rete nazionale di trasporto, direttamente  o  tramite
societa’ controllate, controllanti  o  controllate  da  una
medesima controllante, una quota superiore al 40%  del  gas
naturale complessivamente destinato al mercato nazionale ad
offrire in vendita al punto di scambio virtuale  un  volume
di gas pari a 5 miliardi di standard metri cubi, modulabile
su base mensile tenuto conto dei  limiti  di  flessibilita’
contrattuale,   mediante   procedure   concorrenziali   non
discriminatorie alle  condizioni  e  modalita’  determinate
dall’Autorita’  per  l’energia  elettrica  e  il  gas   nel
rispetto degli indirizzi definiti nel medesimo decreto  del
2. Il prezzo da riconoscere a ciascun soggetto  cedente
il gas naturale nelle  procedure  di  cui  al  comma  1  e’
fissato, con proprio decreto, dal Ministro  dello  sviluppo
economico  su   proposta   dell’Autorita’   per   l’energia
elettrica e il gas, formulata  con  riferimento  ai  prezzi
medi dei mercati europei rilevanti e  prevedendo  anche  un
riscontro di congruenza tra il prezzo da riconoscere  e  la
struttura dei costi  di  approvvigionamento  sostenuti  dal
cedente, verificati dalla citata Autorita’ sulla base degli
elementi  previsti  nei  contratti  di   approvvigionamento
rilevanti ai fini della determinazione dei  predetti  costi
per i corrispondenti  periodi  di  competenza.  L’eventuale
differenza positiva tra il prezzo  di  vendita  corrisposto
dagli  acquirenti  e  quello  da  riconoscere  al  soggetto
cedente  e’  destinata  a  vantaggio  dei  clienti   finali
industriali che, sulla base del profilo  medio  di  consumo
degli ultimi 3 anni, evidenzino un elevato coefficiente  di
utilizzo dei prelievi del gas secondo criteri definiti  dal
Ministro  dello  sviluppo  economico  su   proposta   della
medesima Autorita’, tenendo conto dei mandati dei clienti.
3. Al fine di  consentire  un’efficiente  gestione  dei
volumi di gas ceduto attraverso le procedure concorrenziali
di cui al comma 1, l’Autorita’ per l’energia elettrica e il
gas, entro novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore
a)  introduce  nelle  tariffe  di  trasporto  del   gas
naturale misure di degressivita’ che  tengano  conto  della
struttura costi del servizio in ragione del coefficiente di
utilizzo  a  valere  dall’inizio  del  primo   periodo   di
regolazione tariffaria del  trasporto  del  gas  successivo
b) adegua  la  disciplina  del  bilanciamento  del  gas
naturale,   adottando   gli   opportuni    meccanismi    di
flessibilita’  a  vantaggio  dei  clienti   finali,   anche
c)  promuove,  sentito  il  Ministero  dello   sviluppo
economico, l’offerta dei servizi di punta  per  il  sistema
del gas naturale e la fruizione dei servizi  di  stoccaggio
ai  clienti  finali  industriali  e   termoelettrici,   nel
rispetto   dei   vigenti   livelli   di   sicurezza   degli
4. In caso di mancato  rispetto  dei  termini  per  gli
adempimenti  di  cui  al  presente  articolo,  i   relativi
provvedimenti sono adottati,  in  via  transitoria  e  sino
all’adozione  dei  medesimi  provvedimenti  da  parte   dei
soggetti competenti ai sensi  dei  commi  da  1  a  3,  con
4-bis. L’energia elettrica prodotta dagli  impianti  di
cui all’art. 2,  comma  3,  lettera  a),  del  decreto  del
Ministro  delle  attivita’  produttive  24  ottobre   2005,
Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2005, connessi ad ambienti
agricoli,  da’  diritto   all’emissione   dei   certificati
previsti ai sensi dell’art. 11 del decreto  legislativo  16
marzo   1999,   n.   79,   e   successive    modificazioni,
limitatamente alla quota di energia termica  effettivamente
utilizzata. Agli impianti di cui al periodo precedente  non
si applica quanto previsto dal comma  1  dell’art.  14  del
decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20.
4-ter. Al fine di non gravare sugli oneri generali  del
settore elettrico, la quota d’obbligo di cui  all’art.  11,
comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, deve
tenere conto, se necessario, dell’emissione dei certificati
di cui al comma 4-bis del presente articolo.
4-quater. Al  fine  di  garantire  agli  utenti  finali
l’offerta di un servizio elettrico di elevata  qualita’  ed
efficienza, alle aziende elettriche distributrici con  meno
di  5.000  punti  di  prelievo  si  applica  il  regime  di
riconoscimento dei costi e delle integrazioni tariffarie di
cui al comma 3 dell’art. 7 della legge 9 gennaio  1991,  n.
10. A tal fine l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
stabilisce criteri semplificati per la  determinazione  dei
costi sostenuti da adottare nei confronti  dei  servizi  di
distribuzione gestiti dagli enti  locali,  con  particolare
valorizzazione dei costi  per  investimenti  e  finalizzati
alla qualita’  del  servizio.  I  costi  sostenuti  per  la
copertura dell’onere sono posti a carico  delle  componenti
perequative della tariffa  elettrica  gestite  dalla  Cassa
conguaglio per il settore elettrico.».
Per l’art. 30, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 2009,
n. 99, si vedano le note alle premesse.
legislativo 23 maggio 2000, n.164.
a) «cliente finale»: il consumatore  che  acquista  gas
per uso proprio;
b) «cliente grossista»: la persona fisica  o  giuridica
che  acquista  e  vende  gas  naturale  e  che  non  svolge
attivita’  di  trasporto  o  distribuzione  all’interno   o
all’esterno del sistema in cui e’ stabilita od opera;
c) «cliente idoneo»: la persona fisica o giuridica  che
ha la capacita’,  per  effetto  del  presente  decreto,  di
stipulare contratti di fornitura, acquisto  e  vendita  con
qualsiasi   produttore,   importatore,    distributore    o
grossista, sia in Italia che all’estero, ed ha  diritto  di
accesso al sistema;
d) «clienti»: i  clienti  grossisti  o  finali  di  gas
naturale e le imprese di gas naturale  che  acquistano  gas
e)  «codice  di  rete»:  codice  contenente  regole   e
modalita’ per la gestione e il funzionamento della rete;
f) «codice di stoccaggio»: codice contenente  regole  e
modalita’ per la gestione e il funzionamento di un  sistema
di stoccaggio;
g) «cogenerazione»: la produzione combinata di  energia
elettrica e calore alle condizioni definite  dall’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas;
h) «coltivazione»:  l’estrazione  di  gas  naturale  da
giacimenti;
i) «cushion gas»: quantitativo minimo indispensabile di
gas  presente  o  inserito  nei  giacimenti  in   fase   di
stoccaggio  che  e’   necessario   mantenere   sempre   nel
giacimento e che ha la funzione di consentire  l’erogazione
dei  restanti  volumi  senza  pregiudicare  nel  tempo   le
caratteristiche minerarie dei giacimenti di stoccaggio;
j) «dispacciamento»: l’attivita’ diretta  ad  impartire
disposizioni per l’utilizzazione e  l’esercizio  coordinato
degli impianti di coltivazione, di stoccaggio,  della  rete
di trasporto e di distribuzione e dei servizi accessori;
k) «dispacciamento passante»: l’attivita’ di  cui  alla
lettera   j),   condizionata   unicamente   da    eventuali
impedimenti o vincoli di rete;
l) «disponibilita’ di punta giornaliera»: quantita’  di
gas naturale, espressa in Smc/g, erogabile da un sistema di
stoccaggio nell’ambito di un giorno;
m) «disponibilita’ di punta oraria»: quantita’  di  gas
naturale, espressa in Smc/g, erogabile  da  un  sistema  di
stoccaggio nell’ambito di un’ora, moltiplicata  per  le  24
n)  «distribuzione»:  il  trasporto  di  gas   naturale
attraverso reti di  gasdotti  locali  per  la  consegna  ai
o)  «fornitura»:  la  consegna  o  la  vendita  di  gas
p) «impianto di GNL»: un  impianto  utilizzato  per  le
operazioni di liquefazione del gas naturale, o di  scarico,
q) «impianto di stoccaggio»: l’impianto utilizzato  per
lo stoccaggio di gas naturale, di proprieta’ o  gestito  da
una impresa di gas naturale, ad esclusione della  parte  di
impianto utilizzato per attivita’ di coltivazione;
r) «impresa collegata»: un’impresa collegata  ai  sensi
dell’art. 2359, comma 1°, del codice civile;
s) «impresa controllata»: una  impresa  controllata  ai
sensi dell’art. 2359, commi 1° e 2°, del codice civile;
t) «impresa di  gas  naturale»:  la  persona  fisica  o
giuridica, ad esclusione dei clienti finali,  che  effettua
almeno  una   delle   seguenti   attivita’:   importazione,
esportazione,   coltivazione,   trasporto,   distribuzione,
vendita, acquisto, o stoccaggio di gas  naturale,  compreso
il gas naturale liquefatto, di seguito  denominato  GNL,  e
che  risulta  responsabile  per  i   compiti   commerciali,
tecnici, o di manutenzione legati alle predette attivita’;
u) «impresa di gas naturale integrata orizzontalmente»:
un’impresa  che  svolge  almeno  una  delle  attivita’   di
importazione,   esportazione,   coltivazione,    trasporto,
distribuzione, stoccaggio o vendita di gas naturale ed  una
attivita’ che non rientra nel settore del gas naturale;
v) «impresa di gas naturale  integrata  verticalmente»:
un’impresa di gas naturale che  svolge  due  o  piu’  delle
seguenti     attivita’:     importazione,     esportazione,
coltivazione,  trasporto,   distribuzione,   stoccaggio   o
vendita di gas naturale;
w) «linea  diretta»:  un  gasdotto  che  rifornisce  un
centro  di  consumo  in  modo  complementare   al   sistema
interconnesso;
x) «periodo di punta giornaliera»: il periodo  compreso
tra le ore 7 e le ore 22 di ciascun giorno nel  periodo  di
punta stagionale;
y) «periodo di punta stagionale»: il  periodo  compreso
tra il 15 novembre ed il 15 marzo di ciascun anno;
z) «programmazione a lungo  termine»:  l’individuazione
degli approvvigionamenti e  della  capacita’  di  trasporto
delle  imprese  di  gas  naturale  necessarie  al  fine  di
soddisfare  la  domanda  di  gas  naturale   del   sistema,
diversificare le fonti e assicurare  l’offerta  ai  clienti
aa)  «rete  di  gasdotti  di   coltivazione   (gasdotti
upstream)»: ogni gasdotto o rete di  gasdotti  costruiti  o
gestiti quale parte  di  un  progetto  di  coltivazione  di
idrocarburi  liquidi  o  gassosi,  oppure  utilizzati   per
trasportare  gas  naturale  da  uno  o  piu’  impianti   di
coltivazione fino ad un impianto o terminale di trattamento
oppure ad un terminale costiero;
bb) «servizi accessori»: i  servizi  necessari  per  la
gestione di una rete di trasporto  o  distribuzione  quali,
esemplificativamente,  i  servizi  di   regolazione   della
pressione, il bilanciamento del carico, la miscelazione;
cc) «sicurezza»: la sicurezza di  approvvigionamento  e
di consegna ai clienti, nonche’ la sicurezza tecnica;
dd) «sistema  interconnesso»:  un  insieme  di  sistemi
reciprocamente collegati;
ee) «sistema»: le reti di trasporto, di  distribuzione,
gli stoccaggi e gli impianti di GNL ubicati nel  territorio
nazionale e nelle zone marine soggette al diritto  italiano
in base ad atti  internazionali  di  proprieta’  o  gestiti
dalle imprese di gas naturale, compresi  gli  impianti  che
forniscono servizi accessori,  nonche’  quelli  di  imprese
collegate necessari per dare accesso al  trasporto  e  alla
ff)  «stoccaggio   di   modulazione»:   lo   stoccaggio
finalizzato  a  soddisfare  la  modulazione  dell’andamento
giornaliero, stagionale e di punta dei consumi;
gg) «stoccaggio minerario»:  lo  stoccaggio  necessario
per motivi tecnici ed economici a consentire lo svolgimento
ottimale della coltivazione di giacimenti di  gas  naturale
nel territorio italiano;
hh) «stoccaggio strategico»: lo stoccaggio  finalizzato
a sopperire a situazioni  di  mancanza  o  riduzione  degli
approvvigionamenti o di crisi del sistema del gas;
ii)  «trasporto»:  il   trasporto   di   gas   naturale
attraverso la rete  di  gasdotti,  esclusi  i  gasdotti  di
coltivazione e le reti di distribuzione;
jj) «utente del sistema»: la persona fisica o giuridica
che rifornisce o e’ rifornita dal sistema;
kk) «working gas»: quantitativo  di  gas  presente  nei
giacimenti in fase di stoccaggio che puo’  essere  messo  a
disposizione e reintegrato, per essere utilizzato  ai  fini
dello stoccaggio minerario, di  modulazione  e  strategico,
compresa la parte di gas  producibile,  ma  in  tempi  piu’
lunghi rispetto a  quelli  necessari  al  mercato,  ma  che
risulta essenziale per assicurare le prestazioni  di  punta
che  possono  essere  richieste  dalla  variabilita’  della
domanda in termini giornalieri ed orari.».
– Per l’art. 3, comma 1, del  decreto-legge  1°  luglio
2009, n. 78 si vedano le note alle premesse.
– La legge 10 ottobre 1990 n. 287 recante Norme per  la
tutela della concorrenza e del mercato, e’ Pubblicata nella
Gazz. Uff. 13 ottobre 1990, n. 240.
– Per l’art. 3, commi  1  e  2,  del  decreto-legge  1°
luglio 2009, n. 78 si vedano le note alle premesse.
– Per i riferimenti alla legge 10 ottobre  1990,  n.287
si vedano le note all’art. 3.
La legge 3 agosto 2007, n. 125 di Conversione in legge,
con modificazioni, del D.L. 18 giugno 2007, n. 73,  recante
misure urgenti per l’attuazione di disposizioni comunitarie
in materia di liberalizzazione dei mercati dell’energia, e’
Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 agosto 2007, n. 188.
– Per i riferimenti alla legge 23 agosto 2004,  n.  239
– Si riporta il comma 558, dell’art.2  della  legge  24
«558. A decorrere  dal  1°  gennaio  2008,  i  soggetti
titolari, ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo  23
maggio 2000, n. 164,  di  concessioni  per  l’attivita’  di
stoccaggio  del  gas  naturale  in  giacimenti   o   unita’
geologiche     profonde,     o     comunque     autorizzati
all’installazione e all’esercizio di nuovi stabilimenti  di
stoccaggio di  gas  naturale,  corrispondono  alle  regioni
nelle  quali  hanno  sede  i   relativi   stabilimenti   di
stoccaggio, a titolo  di  contributo  compensativo  per  il
mancato uso alternativo del territorio,  un  importo  annuo
pari all’1 per cento del valore della capacita’ complessiva
autorizzata di stoccaggio di gas naturale.».
– Si riporta il testo dell’art.  2,  comma  1,  lettera
ee), del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164:
«1. Ai fini del presente decreto si intende per
ee)   «sistema»:   le   reti   di    trasporto,    di
distribuzione, gli stoccaggi e gli impianti di GNL  ubicati
nel territorio nazionale e nelle zone  marine  soggette  al
diritto  italiano  in  base  ad  atti   internazionali   di
proprieta’  o  gestiti  dalle  imprese  di  gas   naturale,
compresi gli impianti  che  forniscono  servizi  accessori,
nonche’ quelli di  imprese  collegate  necessari  per  dare
accesso al trasporto e alla distribuzione;»
– Si riporta il testo dell’art. 5, comma 1, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79 recante  Attuazione  della
interno dell’energia elettrica, Pubblicato nella Gazz. Uff.
31 marzo 1999, n. 75:
«Art. 5 (Funzioni di gestore  del  mercato).  –  1.  La
gestione economica del mercato elettrico e’ affidata ad  un
gestore del mercato. Il gestore del mercato e’ una societa’
per  azioni,  costituita  dal   gestore   della   rete   di
trasmissione  nazionale  entro  nove  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore del presente decreto. Esso  organizza  il
mercato stesso secondo criteri di neutralita’, trasparenza,
obiettivita’,  nonche’  di  concorrenza   tra   produttori,
assicurando altresi’ la gestione economica  di  un’adeguata
disponibilita’ della riserva di potenza. La disciplina  del
mercato, predisposta dal gestore del mercato entro un  anno
dalla data della propria  costituzione,  e’  approvata  con
dell’artigianato,   sentita   l’Autorita’   per   l’energia
elettrica e il gas.  Essa,  in  particolare,  prevede,  nel
rispetto dei predetti criteri, i compiti  del  gestore  del
mercato  in  ordine  al  bilanciamento  della   domanda   e
dell’offerta e gli obblighi di produttori e importatori  di
energia elettrica che non si avvalgono di  quanto  disposto
dall’art. 6».
DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 130 – Misure per la maggiore concorrenzialita’ nel mercato del gas naturale ed il trasferimento dei benefici risultanti ai clienti finali, ai sensi dell’articolo 30, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0159) – (GU n. 192 del 18-8-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:13:27+00:00