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Timestamp: 2016-10-28 08:25:06+00:00
Document Index: 141397746

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 117', 'art. 30', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 54', 'art. 57', 'art. 61', 'art. 62', 'art. 64', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 68', 'art. 69', 'art. 73', 'art. 74', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 74', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 15', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 57', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 52', 'art. 62', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 62', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 56', 'art 147', 'art. 46', 'art. 165', 'art. 170', 'art. 169', 'art. 197', 'art. 197', 'art. 14', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 4']

⭐IL SISTEMA DI PERFORMANCE MANAGEMENT DELLA PROVINCIA DI ANCONA
IL SISTEMA DI PERFORMANCE MANAGEMENT DELLA PROVINCIA DI ANCONA
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1 Allegato n. 1 alla deliberazione del Commissario Straordinario nell esercizio dei poteri della Giunta n. 59 del 28/8/2012 Documento approvato dal Nucleo Tecnico di Valutazione con verbale n. 5 in data 1 luglio 2011 Il Segretario Generale Dott. Pasquale Bitonto IL SISTEMA DI PERFORMANCE MANAGEMENT DELLA PROVINCIA DI ANCONA Adeguamento dell ordinamento della Provincia di Ancona alle disposizioni del D.Lgs. 27/10/2009 n. 150, Attuazione della legge 4/3/2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Regolamento collegato al regolamento sull ordinamento generale degli uffici e dei servizi e della struttura organizzativa della Provincia di Ancona Il presente regolamento: - è stato redatto dal Segretario Generale, dott. Pasquale Bitonto, nel mese di maggio 2011; - è stato approvato come proposta, ai fini dell avvio dell iter di approvazione e validazione, dal Nucleo tecnico di valutazione con verbale n. 5 in data 1 luglio 20112 TITOLO I... 6 PRINCIPI GENERALI... 6 Art Adeguamento alle disposizioni del D.Lgs. n. 150/ Art Norme di diretta applicazione... 7 Art Adeguamento alle norme contenenti principi generali dell ordinamento Art Recepimento disposizioni normative non obbligatorie TITOLO II IL SISTEMA DI PERFOMANCE MANAGEMENT DELLA PROVINCIA DI ANCONA Art Performance e Sistema di Performance Management Art L articolazione del Sistema di Performance Management Art Le finalità del Sistema di Performance Management Art Ciclo di gestione della performance Art Ciclo di gestione della performance. Finalità Art Arco temporale del Ciclo della performance Art Gradualità nell inserimento del Ciclo di gestione della performance nell ordinamento organizzativo dell Ente. 21 Art Dagli strumenti di valutazione in uso all introduzione del Ciclo di gestione della performance Art Dal livello strategico al livello operativo: gli strumenti in uso Art Dagli strumenti fondamentali del sistema attuale alla definizione del Ciclo di gestione della performance Art Sistema integrato di pianificazione e controllo Art Le fasi del Ciclo di gestione della performance TITOLO III IL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (S.MI.VA.P.) Art Oggetto e finalità Art Responsabilità dell'organo di indirizzo politico-amministrativo Art Gli attori Art Organi di indirizzo politico3 Art Organi di vertice Amministrativo Art Nucleo indipendente di valutazione delle performance (N.I.Va.P.) Art I Direttori di Dipartimento ed i Dirigenti Art Personale dipendente Art Attori esterni del modello di governance della Provincia Art Istituzione del Nucleo Indipendente di Valutazione delle Performance Art Definizione e composizione Art Nomina, durata, cessazione e revoca Art Requisiti Art Incompatibilità Art Struttura tecnica di supporto del N.I.Va.P Art Collocazione organizzativa Art Tipologia di funzioni Art Funzioni propositive e di supporto metodologico Art Funzioni di verifica, garanzia e certificazione Art Convocazione e ordine del giorno Art Validità delle riunioni e decisioni Art Oneri finanziari TITOLO IV GLI STRUMENTI DI RAPPRESENTAZIONE DELLE PERFORMANCE Art Strumenti per l attuazione del Ciclo di gestione della performance Art Il Piano della performance. Caratteristiche Art Gli obiettivi Art Gli indicatori quantitativi e qualitativi Art Definizione e finalità Art La rappresentazione della performance Art Principi e contenuti del Sistema di Misurazione e Valutazione Art4 La valutazione delle performance organizzativa e individuale SEZIONE I...50 MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA...50 Art La performance organizzativa Art Misurazione della performance organizzativa Art Finalità della misurazione della performance organizzativa SEZIONE II...54 MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE...54 Art La performance individuale Art Misurazione della performance individuale Art La misurazione e la valutazione della performance individuale dei dirigenti Art La misurazione e la valutazione della performance individuale del personale non dirigente Art Finalità della misurazione e valutazione a livello individuale Art L attività di monitoraggio in corso di esercizio Art La Relazione consuntiva sulla performance Art Procedure di conciliazione Art Finalità della relazione sulla performance TITOLO V IL SISTEMA DELLA PREMIALITA Art Il Sistema di incentivazione. Definizione e finalità Art Strumenti di incentivazione monetaria e organizzativa Art Premi annuali sui risultati della performance Art Bonus annuale delle eccellenze Art Premio annuale per l innovazione Art Premio di efficienza Art Progressioni economiche orizzontali Art Progressioni di carriera (ex progressioni verticali) Art Disciplina delle progressioni di carriera Art Attribuzione di incarichi e responsabilità Art Accesso a percorsi di alta formazione e crescita professionale Art5 Definizione delle risorse per finanziare gli istituti della premialità TITOLO VI SISTEMA DI TRASPARENZA E INTEGRITA Art Definizione e finalità Art._ Adempimenti connessi al sistema della trasparenza Art Coinvolgimento degli stakeholder Art Adesione all Osservatorio nazionale delle Province d Italia Art Cultura dell integrità Art Programma triennale per la trasparenza e l integrità TITOLO VII: NORME FINALI E TRANSITORIE Art Le relazioni sindacali Art La contrattazione collettiva integrativa Art La tempistica per l applicazione del D.Lgs. n. 150/ Art Disposizione transitoria Art Validazione del regolamento6 TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Adeguamento alle disposizioni del D.Lgs. n. 150/ Il presente regolamento, collegato al regolamento sull ordinamento generale degli uffici e dei servizi e della struttura organizzativa della Provincia di Ancona, viene adottato in adeguamento e in applicazione delle disposizioni del D.Lgs. 27/10/2009 n. 150, Attuazione della legge 4/3/2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. 2. Esso, inoltre, tiene conto delle disposizioni contenute negli artt. 16 e 31, nonché 74 del D.Lgs. n. 150/2009 contenenti: a) norme di diretta e immediata applicazione (articoli 11, commi 1 e 3, da 28 a 30, da 33 a 36, 54, 57, 61, 62, comma 1, 64, 65, 66, 68, 69 e 73, commi 1 e 3); b) norme recanti principi cui gli Enti devono adeguare i propri regolamenti (articoli 3, 4, 5, comma 2, 7, 9, 15, comma 1, 17, comma 2, 18, 23, commi 1 e 2, 24, commi 1 e 2, 25, 26, 27, comma 1, e l'articolo 62, commi 1-bis e 1-ter). Viene, altresì, integrato da alcune disposizioni contenute in ulteriori norme del D.Lgs. n. 150/2009, non obbligatorie per gli enti locali, ma che l Ente ha ritenuto di recepire adattandole alle proprie peculiari esigenze. 3. Il presente adeguamento, nell ambito dell autonomia organizzativa e regolamentare riconosciuta all Ente dagli artt. 7 e 89 del D.Lgs. n. 267/2000, (di seguito denominato TUEL) viene effettuato sulla base dei seguenti documenti: a) documento ANCI, riedizione del documento Linee Guida 5 L applicazione del D.Lgs. n. 150/2009 negli Enti locali: le linee guida dell ANCI in materia di ciclo della performance nel testo definitivo elaborato a seguito del recepimento delle indicazioni e delle osservazioni formulate in proposito dalla CiVIT in materia di Ciclo della performance con deliberazione n. 121/2010, Progetto Performance & Merito; b) documento ANCI L applicazione del D.Lgs. n. 150/2009 negli Enti locali: le linee guida dell ANCI in materia di Revisione dei Regolamenti Comunali, Progetto Performance & Merito; c) documento ANCI, Linee Guida 3 L organismo indipendente di valutazione negli enti locali: le prime indicazioni dell ANCI, Progetto Performance & Merito; d) linee guida su Trasparenza e Performance nelle Province italiane elaborate dall UPI nazionale (Unione delle Province d Italia); e) delle seguenti deliberazioni della Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche (di seguito denominata CiVIT): - Delibera n. 88/ Linee guida per la definizione degli standard di qualità (articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 109); 67 - Delibera n. 89/ Indirizzi in materia di parametri e modelli di riferimento del Sistema di misurazione e valutazione della performance (articoli 13, comma 6, lett. d) e 30 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150); - Delibera n. 105/2010 (integrata dalla correzione apportata in data 11 novembre 2010) - Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l integrità (articolo 13, comma 6, lettera e), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150); - Delibera n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150); - Delibera n. 114/ Indicazioni applicative ai fini della adozione del Sistema di misurazione e valutazione della performance (articolo 30, comma 3, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150); - Delibera n. 121/ Osservazioni in ordine al documento avente ad oggetto L applicazione del Decreto legislativo n.150/2009 negli Enti Locali: le Linee guida dell ANCI in materia di Ciclo della Performance ; - Delibera n. 6/2011 in tema di applicazione delle disposizioni dei Titoli II e III del d. lgs. n. 150/2009 agli enti territoriali e alle amministrazioni del Servizio sanitario nazionale in caso di mancato adeguamento dell ordinamento entro il 31 dicembre Art. 2 Norme di diretta applicazione 1. La Provincia adegua il proprio ordinamento ed ispira la propria organizzazione ai seguenti principi di diretta applicazione per gli Enti locali: 1 a) trasparenza: è intesa come accessibilità totale al fine di garantire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità. e viene attuata mediante la pubblicazione sul sito istituzionale dell Ente di ogni informazione concernente: l'organizzazione amministrativa; gli indicatori relativi alla gestione e all impiego delle risorse umane e finanziarie per il perseguimento delle funzioni istituzionali; ogni fase del Ciclo di gestione della performance; i risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi deputati (art. 11, commi 1 e 3, del D.Lgs. 150/2009); b) qualità dei servizi pubblici: è intesa quale perseguimento di standard di qualità dei servizi pubblici, da definire con atti di indirizzo e coordinamento adottati d'intesa con la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da misurare con criteri da definire preventivamente e da pubblicizzare anche a tutela degli utenti (art. 28 del D.Lgs. 150/2009); c) inderogabilità da parte della contrattazione collettiva delle norme contenute nel Titolo III del D. Lgs. N. 150/2009: Merito e premi e loro inserimento di diritto nei contratti collettivi ai sensi e per gli effetti degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile (art. 29 del D.Lgs. 150/2009); 1 In quanto rientranti nella potestà legislativa esclusiva esercitata dallo Stato ai sensi dell art. 117, comma 2, lettere l) (ordinamento civile) ed m) (livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale) della Costituzione. 78 d) abrogazione di alcune norme del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 concernenti le strutture che effettuano il controllo di gestione, la valutazione dei dirigenti e il controllo strategico (art. 30 del D.Lgs. 150/2009); e) carattere imperativo delle disposizioni contenute nel D. Lgs. N. 165/2001 con la conseguente nullità di eventuali discipline che dispongano in senso contrario o derogatorio; sottrazione al C.C.N.L. in ipotesi tassative dell esclusività nell attribuzione dei trattamenti economici nei limiti delle risorse disponibili per la contrattazione integrativa; ripartizione dei premi annuali connessi al trattamento accessorio in base alla graduatoria di performance; nullità delle disposizioni contrattuali che dispongano in violazione di norme imperative o dei limiti della contrattazione collettiva con l automatica sostituzione delle clausole nulle con norme imperative ai sensi degli artt e 1419, 2 comma, codice civile (art. 33 del D.Lgs. 150/2009); f) esclusività dei poteri dei dirigenti nell esercizio delle competenze gestionali in materia di rapporti di lavoro con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, fatta salva la sola informazione ai sindacati (art. 34, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 150/2009); g) apporto dei dirigenti all elaborazione del documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale e dei suoi aggiornamenti (art. 35 del D.Lgs. 150/2009); h) esclusione della partecipazione sindacale dagli ambiti delle prerogative dirigenziali in materia di micro-organizzazione e gestione del rapporto di lavoro (art. 36 del D.Lgs. 150/2009); i) limitazione dell ambito della contrattazione collettiva che, se prima si svolgeva su tutte le materie relative al rapporto di lavoro ed alle relazioni sindacali, oggi è più limitata in quanto determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonché le materie relative alle relazioni sindacali, escludendo dalla contrattazione collettiva le materie attinenti all'organizzazione degli uffici, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali. In alcune materie (quelle relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilità e delle progressioni economiche), la contrattazione collettiva e' consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge. La contrattazione collettiva integrativa deve assicurare adeguati livelli di efficienza e produttività dei servizi pubblici, incentivando l'impegno e la qualità della performance e a tale finalità deve destinare al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale una quota prevalente del trattamento accessorio complessivo comunque denominato (art. 54 del D.Lgs. 150/2009); j) sostituzione della produttività con la performance attribuendo ai CC.CC.NN.LL.. il compito di definire trattamenti economici accessori collegati alla performance individuale, alla performance organizzativa con riferimento all'amministrazione nel suo complesso e alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola l Ente, nonchè all'effettivo svolgimento di attività particolarmente disagiate ovvero pericolose o dannose per la salute (art. 57, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 150/2009); k) interpretazione autentica dei contratti collettivi: all accordo di interpretazione autentica dei contratti collettivi viene aggiunta la possibilità che il parere del Presidente del Consiglio dei Ministri venga espresso tramite il Ministro per la pubblica amministrazione e 89 l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze (art. 61 del D.Lgs. 150/2009); l) mansioni superiori: viene precisata la disciplina delle mansioni (art. 62, comma 1, del D.Lgs. 150/2009); m) rappresentatività sindacale (art. 64, comma 1, del D.Lgs. 150/2009); n) adeguamento ed efficacia dei contratti collettivi vigenti: viene imposto l obbligo di adeguare i contratti collettivi vigenti pena la perdita di efficacia dall 1 gennaio 2011 (art. 65 del D.Lgs. 150/2009); o) abrogazione di norme (art. 66 del D.Lgs. 150/2009); p) responsabilità, codice disciplinare e procedure di conciliazione: viene precisato il carattere imperativo delle norme relative (art. 68 del D.Lgs. 150/2009); q) disposizioni relative al procedimento disciplinare (art. 69 del D.Lgs. 150/2009); r) divieto di impugnazione di sanzioni disciplinari davanti ai collegi arbitrali di disciplina (art. 73 del D.Lgs. 150/2009). Art. 3 Adeguamento alle norme contenenti principi generali dell ordinamento. 1. La Provincia adegua il proprio ordinamento ai seguenti principi generali dell ordinamento contenuti nelle norme indicate all art. 74, comma 2, del D. Lgs. n. 150/2009: a) misurazione e valutazione della performance: la performance va misurata tramite indicatori 2 e valutata tramite sistema al fine del miglioramento della qualità dei servizi offerti dall amministrazione nonché per promuovere la crescita delle competenze professionali, attraverso la valorizzazione del merito e l'erogazione dei premi per i risultati perseguiti dai singoli e dalle strutture organizzative in un quadro di pari opportunità di diritti e doveri, trasparenza dei risultati delle amministrazioni pubbliche e delle risorse impiegate per il loro perseguimento (art. 3, comma 1, del D.Lgs. 150/2009); b) misurazione e valutazione della performance partendo dal livello macro e scendendo verso il livello micro definendo i livelli di performance: all'amministrazione nel suo complesso, alle strutture organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti (art. 3, comma 2, del D.Lgs. 150/2009); c) trasparenza delle informazioni concernenti le misurazioni e le valutazioni della performance (art. 3, comma 3, del D.Lgs. 150/2009); d) rilevanza della performance organizzativa e individuale : eliminazione dei sistemi di valutazione autoreferenziali in quanto il sistema deve essere proiettato verso la tutela 2 CiVIT, delibera n. 112/2010, Indicatore indica lo Strumento multidimensionale che rende possibile l attività di acquisizione di informazioni relativamente alle proprietà di un oggetto (ad es., attività, processi, ecc.). (Cfr. Parole chiave delibere CiVIT aggiornato al 28/12/2010). 910 degli interessati ai servizi erogati e quindi alla tutela degli stakeholder 3 (art. 3, comma 4, del D.Lgs. 150/2009); e) stretta connessione tra merito e premialità da una parte (quale condicio sine qua non) e premi legati alla performance e alla meritocrazia (art. 3, comma 5, del D.Lgs. 150/2009); f) introduzione del Ciclo di gestione della performance coerentemente con i contenuti e con il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio e sua standardizzazione in una serie predeterminata di fasi (art. 4 del D.Lgs. 150/2009); g) definizione e caratteristiche degli obiettivi programmati e sviluppati in modo coordinato con gli strumenti di programmazione (art. 5, comma 2, del D.Lgs. 150/2009); h) obbligatorietà del Sistema di misurazione e valutazione della performance (S.Mi.Va.P.) da adottarsi con atto provvedimentale previa concertazione con le OO.SS. e non già con atto datoriale di diritto privato. Il sistema viene delineato con predeterminazione delle fasi, dei tempi, delle modalità, dei soggetti e delle responsabilità del processo di misurazione e valutazione della performance, in conformità alle disposizioni del presente decreto e con l individuazione di procedure di conciliazione e con modalità di raccordo con i sistemi di controllo esistenti e con i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio (art. 7 del D.Lgs. 150/2009); i) misurazione e valutazione della performance individuale collegata alla persona e strutturata su 2 livelli: il primo riguarda la performance dei dirigenti e il secondo la performance del personale di qualifica non dirigenziale. La valutazione della performance individuale dovrà risentire inevitabilmente della valutazione della performance organizzativa collegata alla struttura di preposizione 4 (art. 9 del D.Lgs. 150/2009); 3 L espressione stakeholder viene dall inglese e nasce dalla fusione di due termini: stake ovvero posta e holder ovvero colui che regge, che porta. Il termine viene usato per intendere i portatori di interessi, cioè tutti coloro che, a vario titolo, sono interessati alle vicende aziendali: azionisti, finanziatori, amministratori, dipendenti, clienti, fornitori, pubblica amministrazione, opinione pubblica, ecc. Nel linguaggio specialistico gli stakeholder sono i soggetti che hanno un interesse nei confronti di un'organizzazione e che con il loro comportamento possono influenzarne l'attività. La CiVIT dà dello stakeholder (o portatore di interessi) la seguente definizione: Uno stakeholder è un qualsiasi individuo o gruppo di individui che possono influenzare o essere influenzati dall ottenimento degli obiettivi da parte dell organizzazione stessa. Gli stakeholder possono essere sia interni che esterni rispetto ai confini di ogni singola organizzazione e possono essere portatori di diritti e di interessi. Essendo gli stakeholder tutti i soggetti che detengono un interesse (in quanto vengono influenzati oppure perché possono influenzare l Amministrazione), essi sono interessati a ricevere delle informazioni sulle attività e sui risultati dell Amministrazione stessa. Gli stakeholder sono coinvolti nelle varie fasi di predisposizione del Piano della performance. La formulazione della strategia deve essere in grado di contemperare le esigenze dei vari portatori di interesse, bilanciando tutti gli interessi in gioco. Pertanto, a monte della definizione del Piano della performance è necessario identificare tutti i gruppi di individui che posseggono degli interessi nell organizzazione, sviluppando la c.d. mappatura degli stakeholder. Tale mappatura individua i soggetti dotati di maggiore potere di influenza per poi individuare le rispettive attese nei confronti dell organizzazione (in termini economici, psicologici, etici e sociali). Cfr. CiVIT, delibera n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150), Allegato al Piano della performance TERMINI E CONCETTI CHIAVE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE. 4 Anche se la norma dell art. 8 del D.Lgs. n. 150/2009 Ambiti di misurazione e valutazione della performance organizzativa non figura tra quelle disposizioni indicate all art. 74, comma 2, del D. Lgs. n. 150/2009 contenenti principi generali a cui gli enti devono adeguarsi, va comunque osservato che la performance organizzativa si trova 1011 j) responsabilità dell'organo di indirizzo politico-amministrativo: il sistema si incentra sul ruolo di responsabile dell organo di indirizzo politico-amministrativo a cui compete promuovere la cultura della responsabilità per il miglioramento della performance, del merito, della trasparenza e dell'integrità (art. 15, comma 1, del D.Lgs. 150/2009); k) invarianza della spesa nell applicazione del Titolo II Merito e Premi (art. 17, comma 2, del D.Lgs. 150/2009); l) criteri e modalità per la valorizzazione del merito ed incentivazione della performance: viene fatto divieto di distribuire in maniera indifferenziata o sulla base di automatismi, incentivi e premi collegati alla performance in assenza delle verifiche e attestazioni sui sistemi di misurazione e valutazione adottati; il merito e il miglioramento della performance organizzativa e individuale devono essere promossi anche attraverso l'utilizzo di sistemi premianti selettivi, secondo logiche meritocratiche (art. 18 del D.Lgs. 150/2009); m) sistemi premianti: rientrano tra i sistemi premianti previsti dall art. 20 del D. Lgs. n. 150/2009 i seguenti che hanno natura di principio generale: - progressioni economiche: si ufficializzano quali principi base per le progressioni economiche la selettività e la definizione che le progressioni spettano ad una quota limitata di dipendenti, in relazione allo sviluppo delle competenze professionali ed ai risultati individuali e collettivi rilevati dal sistema di valutazione (art. 23 del D.Lgs. 150/2009); - progressioni di carriera (ex progressioni verticali): la disciplina viene estrapolata dalla fonte contrattuale e le regole vengono dettate direttamente dalla fonte legislativa stabilendo espressamente l obbligatorietà del concorso pubblico; la possibilità di riservare al personale interno, nell ambito della procedura concorsuale, una percentuale di posti non superiore al 50% di quelli messi a concorso; l obbligo di possedere il titolo di studio previsto per l accesso dall esterno anche per il personale interno (art. 24 del D.Lgs. 150/2009); - attribuzione di incarichi e responsabilità: si stabilisce il principio che per l assegnazione di incarichi e responsabilità all interno dell ente di appartenenza, secondo criteri oggettivi e pubblici, costituisce criterio la professionalità sviluppata e attestata dal sistema di misurazione e valutazione (art. 25 del D.Lgs. 150/2009); - accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale: nell ottica di incentivare il merito e la premialità viene previsto, quale principio generale di adeguamento, la possibilità per gli enti locali di promuovere l'accesso privilegiato dei dipendenti a percorsi di alta formazione in primarie istituzioni educative nazionali e internazionali (art. 26 del D.Lgs. 150/2009); - premio di efficienza: è l unico elemento innovativo che potrà essere finanziato dal Fondo ex art. 15 del C.C.N.L. 1/4/1999 in quanto, al comma 1 dell art. 27 del D.Lgs. n. 150/2009, vi è un chiaro riferimento alla contrattazione collettiva integrativa. La norma consente di utilizzare una quota fino al 30 per cento dei risparmi sui costi di funzionamento derivanti da processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione all'interno delle pubbliche amministrazioni; di questa economia dei costi di funzionamento una parte, in misura fino a due terzi, è destinata a premiare, secondo criteri generali definiti dalla contrattazione collettiva integrativa, il personale direttamente e proficuamente coinvolto e per la parte residua (un terzo) ad incrementare le somme disponibili per la contrattazione stessa (art. 27 del D.Lgs. 150/2009); n) articolazione in almeno tre distinte aree funzionali ai fini dell inquadramento del personale con la previsione che: abbinata alla performance individuale nell art. 3, comma 4, nell art. 4, comma 2, lett. d), nell art. 7, comma 1, nell art. 18, comma 1 e nell art. 57, comma 1, lett. b) del D.Lgs. n. 150/12 - all interno di ciascuna di esse si progredisce secondo principi di selettività, in funzione delle qualità culturali e professionali, dell'attività svolta e dei risultati conseguiti (progressioni orizzontali art. 23 del D.Lgs. 150/2009); - per il passaggio da un area all altra è previsto il concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l'amministrazione di destinare al personale interno, una riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso, ma solo se in possesso dei titoli di studio richiesti per l accesso dall esterno (progressioni di carriera -ex progressioni verticali- art. 24 del D.Lgs. 150/2009); - valorizzazione della valutazione positiva conseguita dal dipendente per almeno tre anni che costituisce titolo rilevante ai fini della progressione economica e ai fini dell'attribuzione dei posti riservati nei concorsi per l'accesso all'area superiore 5 ; - per l'accesso alle posizioni economiche apicali nell'ambito delle aree funzionali è definita una quota nel limite complessivo del 50 per cento da riservare a concorso pubblico (art. 52, comma 1 ter, del D. Lgs. n. 165/2001 come modificato dall art. 62 del D.Lgs. 150/2009). Art. 4 Recepimento disposizioni normative non obbligatorie 1..La Provincia integra le disposizioni di immediata applicazione e i principi generali di adeguamento contenuti nel D.Lgs. n. 150/2009 di cui ai precedenti artt. 2 e 3, mediante il recepimento delle disposizioni residue non obbligatorie per gli enti locali ma a cui ritiene parzialmente di adeguarsi, riconoscendone l importanza, con adattamento alle specifiche esigenze dell Ente e che di seguito si riportano: a) monitoraggio della performance (art. 6 del D.Lgs. n. 150/2009); b) ambiti di misurazione e valutazione della performance organizzativa (art. 8 del D.Lgs. n. 150/2009); 6 c) piano della performance e relazione sulla performance (art. 10 del D.Lgs. n. 150/2009); d) sistema di trasparenza e integrità riferito al contenuto minimo degli atti da pubblicarsi sul sito istituzionale dell ente 7 (art. 11, comma 8, del D.Lgs. n. 150/2009) 5 Art. 52, comma 1 bis del D.Lgs. n. 165/2001 come introdotto dall art. 62 del D.Lgs. n. 150/2009. Vedi successiva nota Vedi nota 4 7 La CiVIT con delibere n. 88/2010 e 105/2010 ha definito come segue la trasparenza: La trasparenza è intesa come accessibilità totale ( ) delle informazioni concernenti ogni aspetto dell organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell attività di misurazione e valutazione ( ) (articolo 11, comma 1). L accessibilità totale presuppone, invece, l accesso da parte dell intera collettività a tutte le informazioni pubbliche, secondo il paradigma della libertà di informazione dell open government di origine statunitense. Una tale disciplina è idonea a radicare, se non sempre un diritto in senso tecnico, una posizione qualificata e diffusa in capo a ciascun cittadino, rispetto all azione delle pubbliche amministrazioni, con il principale scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità (articolo 11, comma 1, del decreto). (Cfr. parole chiave delibere CIVIT aggiornato al 28/12/2010) 1213 e) soggetti del processo di misurazione e valutazione della performance (art. 12 del D.Lgs. n. 150/2009); f) organismo di valutazione della performance (art. 14 del D.Lgs. n. 150/2009); g) criteri per la differenziazione delle valutazioni (art. 19 del D.Lgs. n. 150/2009); h) strumenti per premiare il merito e le professionalità (art. 20 del D.Lgs. n. 150/2009); i) bonus annuale delle eccellenze (art. 21 del D.Lgs. n. 150/2009); j) premio annuale per l innovazione (art. 22 del D.Lgs. n. 150/2009). 1314 TITOLO II IL SISTEMA DI PERFOMANCE MANAGEMENT DELLA PROVINCIA DI ANCONA Art. 5 Performance e Sistema di Performance Management 8 1. Per performance 9 si intende il contributo (risultato e modalità di raggiungimento del risultato) che un soggetto (organizzazione, unità organizzativa, gruppo di individui, singolo individuo) apporta attraverso la propria azione al raggiungimento delle finalità e degli obiettivi e, in ultima istanza, alla soddisfazione dei bisogni per i quali l organizzazione è stata costituita. Pertanto, il suo significato si lega strettamente all esecuzione di un azione, ai risultati della stessa e alle modalità di rappresentazione e, come tale, si presta ad essere misurata e gestita. 2. Per misurazione e valutazione della performance organizzativa si fa riferimento all efficienza, all efficacia e all equità; per misurazione e valutazione della performance individuale, invece, si fa riferimento alla quantità del contributo (risultati), alla qualità del contributo (competenze) fornite da un individuo o da un gruppo Si precisa preliminarmente che nel testo vengono utilizzate parole inglesi entrate nel corrente idioma specialistico italiano. Tali termini usati al singolare sono indeclinabili così come, per lo stesso motivo, le parole che sono entrate nella nostra lingua nella forma plurale la mantengono. La s finale che si usa nella lingua inglese per declinare i termini al plurale si usa solo per neologismi e termini tecnici e questo spiega perché a volte trovi la forma plurale. Nel testo i termini inglesi sono usati sempre al singolare come, d altronde, viene fatto dalla Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT). Cfr. CiVIT, delibera n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150) dove i termini performance e stakeholder vengono usati al plurale senza la s finale. 9 Termine di derivazione inglese, a sua volta derivato dall antico francese parformance e tradotto in italiano in prestazione o esecuzione. Performance è un vocabolo polisemico, un vocabolo, cioè, portatore di più significati e che, pertanto, può essere letto in più modi; la CiVIT precisa in proposito che performance è un concetto centrale nel D.Lgs. n. 150/2009 che può assumere una pluralità di significati. Cfr. Delibera n. 89/ Indirizzi in materia di parametri e modelli di riferimento del Sistema di misurazione e valutazione della performance (articoli 13, comma 6, lett. d) e 30, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150). Paragrafo 2. Elementi costitutivi dei Sistemi di misurazione. Il termine performance è entrato oramai nel linguaggio specialistico della lingua italiana. Con questo termine ci si può riferire a: Performance Management, l'insieme dei processi, delle metodologie, dei criteri di misurazione e dei sistemi necessari per valutare e gestire le prestazioni di un'organizzazione; Performance organizzativa e individuale, è il nuovo parametro in base al quale ogni pubblica amministrazione deve misurare, valutare e premiare l'ottimizzazione del lavoro pubblico, in conformità al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n Cfr. Fabio MONTEDURO Centro Interdipartimentale di studi sulla Pubblica Amministrazione (CISPA) Università di Roma Tor Vergata Corso: La riforma del lavoro alle pubbliche dipendenze: la legge 15/09 ed il decreto legislativo di 1415 3. L ampiezza della performance fa riferimento alla sua estensione orizzontale in termini di input/processo/output/outcome; la profondità della performance, invece, riguarda il suo sviluppo verticale : livello individuale, livello organizzativo, livello di programma o politica pubblica. 4. Per performance individuale si fa riferimento al contributo fornito da un individuo, in termini di risultato e di modalità di raggiungimento degli obiettivi, mentre la performance organizzativa esprime il risultato che un intera organizzazione con le sue singole articolazioni consegue ai fini del raggiungimento di determinati obiettivi e, in ultima istanza, della soddisfazione dei bisogni dei cittadini La performance (intesa quale gestione e valutazione delle prestazioni) si articola in una parte quantitativa (il cosa e, cioè, gli obiettivi assegnati e gli indicatori per misurare il loro grado di raggiungimento) e in una parte qualitativa (il come inteso come atteggiamenti, comportamenti e capacità) e va gestita in prospettiva sia dei risultati che del generale miglioramento. 6. Per performance management system (sistema di misurazione della performance) si intende un sistema a supporto di un approccio sistematico al miglioramento della performance nel quale si definiscono gli obiettivi da raggiungere a fine periodo e si utilizzano le informazioni che derivano dalla misurazione per imparare dall esperienza e migliorare la performance tramite interventi decisionali correttivi durante tale periodo Il sistema di performance management è costituito dall insieme dei processi, delle metodologie, dei criteri di misurazione e dei sistemi necessari per valutare e gestire le prestazioni di un organizzazione, 13 collegando le prestazioni alla valutazione e procedendo, sulla base delle valutazioni, all'assegnazione di parti variabili della retribuzione. 8. Il Sistema di Performance Management presuppone a inizio anno l assegnazione di obiettivi, quantitativi e qualitativi, un colloquio intermedio di orientamento affinché il dipendente possa avere un'idea dell'andamento della propria performance, anche dal punto di vista qualitativo, e una valutazione finale contenuta in una scheda di valutazione che l organismo deputato alla valutazione compila e discute con il valutato durante un colloquio di feedback. 14 Art. 6 L articolazione del Sistema di Performance Management attuazione Legge Brunetta La Misurazione e la Valutazione della Performance SSPAL Emilia Romagna,Toscana, Marche, Umbria FIRENZE Palazzo Medici Riccardi 14 dicembre Cfr. CiVIT, delibera n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150), Allegato al Piano della performance TERMINI E CONCETTI CHIAVE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE. 12 Cfr. CiVIT, Delibera n. 89/ Indirizzi in materia di parametri e modelli di riferimento del Sistema di misurazione e valutazione della performance (articoli 13, comma 6, lett. d) e 30, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150).Appendice A: glossario. 13 La citazione è tratta da L. Tamassia Guida alla Riforma Brunetta. La nuova organizzazione delle risorse umane negli enti locali, I edizione, 2009, EDK Editore s.r.l., Torriana, Rimini, pag Feedback sta a significare nella lingua italiana verifica e controllo dei risultati, retroazione. 1516 1. La Provincia di Ancona adeguandosi ai principi del D. Lgs. n. 150/2009 istituisce, secondo le peculiarità del proprio ordinamento, il Sistema di Performance Management, quale Sistema integrato articolato in in tre sottosistemi ciascuno dei quali con l obiettivo di perseguire una delle seguenti finalità generali: a) misurare e valutare la performance organizzativa e individuale (sottosistema di misurazione e valutazione della performance) 15 ; b) premiare le buone performance, organizzative e individuali, valorizzando i meritevoli (sottosistema della premialità); c) rendere visibile e trasparente la performance, anche attraverso il confronto con Enti analoghi e con le migliori pratiche a livello nazionale (sottosistema di trasparenza e di integrità). Art.7 Le finalità del Sistema di Performance Management 1. Con il Sistema di Performance Management la Provincia, prendendo avvio dalla propria mission istituzionale 16, declina gli obiettivi generali tra le diverse strutture in cui si articola la propria organizzazione e definisce gli obiettivi individuali in termini di prestazioni attese al fine di allineare le performance individuali e organizzative alle strategie dell ente. 2. Il sistema prevede, successivamente all assegnazione degli obiettivi, un azione periodica e continua che ha lo scopo di valutare il contributo sia del personale, secondo la posizione occupata nell Ente, che delle strutture organizzative, in relazione agli obiettivi assegnati, e misura e valuta la correlazione necessaria tra grado di raggiungimento degli obiettivi e attività lavorative, collettive e individuali, secondo parametri individuati preventivamente (sottosistema di misurazione e valutazione della performance). 3. Il Sistema di Performance Management si applica all'ente nel suo complesso, alle strutture in cui si articola l organizzazione amministrativa (performance organizzativa) e ai singoli dirigenti e dipendenti (performance individuale) Con il Sistema di Performance Management la Provincia persegue le seguenti finalità: a) supporta le attività di programmazione, gestione, verifica, misurazione, valutazione e reporting 18 al fine di accertare il perseguimento della mission istituzionale ed il raggiungimento 15 La CiVIT con deliberazione n. 89/2010 ha definito il Sistema di misurazione della performance come il Sistema di cui deve dotarsi un organizzazione per svolgere le funzioni fondamentali di acquisizione, analisi e rappresentazione di informazioni necessarie per consentire la misurazione e valutazione della performance sia organizzativa che individuale. Un Sistema di misurazione della performance si compone di tre elementi fondamentali: a) indicatori; b) target; c) infrastruttura di supporto e processi. (Cfr. parole chiave delibere CiVIT aggiornato al 28/12/2010). 16 Il termine mission nella lingua italiana sta ad indicare missione La CiVIT con deliberazione n. 112/2010 ha definito come segue il significato del termine mission: La missione identifica la ragion d essere e l ambito in cui l organizzazione opera in termini di politiche e azioni perseguite. La missione rappresenta l esplicitazione dei capisaldi strategici di fondo che guidano la selezione degli obiettivi che l organizzazione intende perseguire attraverso il proprio operato. Risponde alle domande: cosa e come vogliamo fare e perché lo facciamo.: (Cfr parole chiave delibere CiVIT aggiornato al 28/12/2010). 17 Art.3, comma 2, del D. Lgs. n. 150/ Il termine reporting tradotto dall inglese sta ad indicare: presentarsi a rapporto; riferire a; presentare una relazione; ovvero relazione finanziaria o rendiconto o rapporto. 1617 delle finalità e degli obiettivi individuati per la soddisfazione dei bisogni degli utenti e degli altri stakeholder in un periodo determinato; b) persegue il miglioramento degli standard qualitativi ed economici dei servizi offerti dall Ente, nonché la crescita delle competenze professionali, mediante la valorizzazione del merito; c) lega l erogazione dei premi al merito ed alla performance individuale e collettiva subordinandola alla misurazione e alla valutazione della performance delle strutture organizzative e del personale dipendente in un quadro di pari opportunità di diritti e doveri, trasparenza dei risultati e delle risorse impiegate per il loro perseguimento (sottosistema della premialità); d) adotta modalità e strumenti di comunicazione che garantiscono la massima trasparenza delle informazioni concernenti le misurazioni e le valutazioni della performance; 19 (sottosistema di trasparenza e di integrità). e) assicura al sistema delle relazioni sindacali un idoneo ambito di confronto in materia di valutazione delle performance, in particolar modo laddove questa incida sugli istituti contrattuali legati alla premialità collettiva e individuale. Art. 8. Ciclo di gestione della performance 1. Il Sistema di Performance Management si sviluppa in un processo dinamico coerente con i contenuti e con il ciclo della programmazione finanziaria e del bilancio denominato Ciclo di gestione della performance. 2. Il Ciclo di gestione della performance può essere definito come il complesso articolato delle fasi e delle attività attraverso le quali si attivano i diversi strumenti e processi dei sottosistemi (sottosistema di misurazione e valutazione della performance, sottosistema della premialità, Il reporting è uno strumento aziendale di analisi dei fattori critici di successo e di determinazione degli indicatori chiave, i Key Performance Indicator, il cui fine è quello di segnalare al management come si sta comportando l'azienda. Il reporting aziendale, dunque, si compone di tecniche e strumenti di controllo di gestione più adatti alle realtà aziendali che operano oggi sul mercato e che consente di fornire informazioni a coloro che all'interno dell'organizzazione aziendale devono assicurare i risultati richiesti dagli investitori e dal mercato al fine di effettuare le verifiche e le correzioni necessarie Il reporting all'interno del sistema amministrativo contabile si colloca, invece, nell'area della rappresentazione e comunicazione periodica dei risultati. Tali dati sono comunicati attraverso prospetti riepilogativi e sintetici: i report. Il reporting è perciò un insieme strutturato di rendiconti periodici di controllo messi a disposizione dei manager con l'obiettivo di informarli sull'andamento della gestione corrente e strategica. I report, oltre ad avere una funzione informativa dell'andamento della gestione e del suo allineamento a piani aziendali, possono essere di tipo valutativo. Sono i dati stessi contenuti all'interno della rendicontazione periodica che permettono di valutare le performance dei manager e le loro capacità. L'aspetto critico nell'implementazione di un sistema di reporting è la scelta del tipo e del numero di informazioni da produrre evitando di produrre un numero eccessivo di informazioni, dispersive e non efficaci, essendo preferibile concentrarsi solo su quelle più significative che rappresentano gli aspetti critici di successo nel mercato in cui si opera. 19 Art.2, comma 3, del D. Lgs. n. 150/18 sottosistema di trasparenza e di integrità) in cui si articola il Sistema di Performance Management, al fine di dargli completa attuazione. 3. Con il Ciclo di gestione della performance la Provincia passa definitivamente dalla cultura dei mezzi (input) 20 alla cultura dei risultati (output 21 e outcome 22 ). 20 Input nella lingua italiana sta ad indicare le risorse (o fattori produttivi) che, a vario titolo, entrano a far parte di un attività o di un processo. Ne consegue che indicatore di input indica il valore assegnato a tali risorse o fattori produttivi. Il consumo di risorse durante attività o fasi di processo determina il nascere del costo legato all utilizzo del fattore produttivo in questione. L unità di misura, rispetto alla quale si determina l estensione della misurazione stessa, può essere sia di carattere economico (valuta), sia di carattere quantitativo. Cfr. CiVIT, delibera n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150), Allegato al Piano della performance TERMINI E CONCETTI CHIAVE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE. 21 Output nella lingua italiana sta ad indicare il risultato che si ottiene immediatamente al termine di una attività o di un processo. Ogni attività può essere descritta in sistema con input consumati ed output ottenuti secondo la catena logica: input attività output (Misure di output-risultato). Quando l output si lega all input in termini finanziari, si esprime il concetto di economicità. Quando tale relazione non è espressa in termini finanziari, ma fisico-tecnici, si esprime il concetto di efficienza. L output può essere espresso sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, in termini che risultino direttamente correlabili agli obiettivi finali di un organizzazione. Alcuni esempi, sono: - numero dei colloqui effettuati dai C.I.O.F. provinciali ai fini dell avviamento al lavoro; - chilometri percorsi dal trasporto pubblico locale; - livelli qualitativi dei servizi di front-office (celerità nei riscontri alle istanze dei cittadini, puntualità, cortesia, etc.) espressi su scala di Likert (da 1 a 7) attraverso una indagine conoscitiva di customer satisfaction; - raccolta di informazioni e loro trasmissione, previa validazione da parte della Provincia, alle strutture regionali di protezione civile, alle aziende di trasporto pubblico locale e, in genere, ai cittadini interessati; - azioni di preparazione e prevenzione in materia di protezione civile mediante la creazione di una retestandardizzata e informatizzata per la raccolta quotidiana e la trasmissione di tutte le informazioni sulle condizioni di percorribilità delle strade provinciali, sia in condizioni di normalità che in situazioni di emergenza, suggerendo conseguentemente itinerari alternativi; - percentuale di attivazione dei tirocini formativi da parte dei C.I.O.F. provinciali; - aumento dell evasione delle richieste di attivazione delle procedure di gara per appalti di forniture, lavori e servizi; - aumento percentuale dei Km di strade provinciali oggetto di manutenzione stradale; - riduzione dei tempi dei procedimenti mediante approntamento della specifica modulistica da parte degli uffici. Tuttavia, quando l output del servizio è difficilmente individuabile, non è sempre possibile una sua determinazione. Ciò avviene per i servizi istituzionali come la difesa e la sicurezza pubblica. Malgrado tali servizi forniscano servizi alla collettività, l output può non essere univocamente definibile. In tal caso è utile far ricorso a misure di processo come proxy dell output finale. Per la polizia stradale, ad esempio, può essere proposto il numero di contravvenzioni elevate o le ore di pattugliamento su strada. Per i servizi connessi alla programmazione di nuovi programmi possono essere utilizzati gli indicatori di numero di pratiche esaminate oppure il numero degli incontri organizzati con i portatori di interesse. Tuttavia, va tenuto presente che la differenza sostanziale tra un indicatore di output-risultato e un indicatore di processo è che il primo è orientato ai fini, mentre il secondo è orientato ai mezzi. Dunque, in caso di utilizzo di indicatori di processo come proxy degli indicatori di risultato il riferimento all output finale non è immediato e quindi variazioni dell indicatore non necessariamente si riflettono su di esso. Cfr. CiVIT, delibera n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150), Allegato al Piano della performance TERMINI E CONCETTI CHIAVE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE. 22 Il termine outcome, tradotto dall inglese, sta ad indicare: risultato, esito; conseguenza; conclusione. L outcome è l impatto, il risultato ultimo di un azione. Allorché si parla di Misure di outcome va precisato che nella misurazione della performance ci si riferisce agli outcome per indicare la conseguenza di un attività o processo dal punto di vista dell utente del servizio e, più in generale, degli stakeholder. Esempi di outcome sono: il miglioramento della qualità della vita, della salute dei cittadini, ecc.. Un outcome può riferirsi al risultato immediato di un servizio o di 1819 Art. 9 Ciclo di gestione della performance. Finalità. 1. Con l introduzione nell ordinamento organizzativo del Ciclo di gestione della performance, la Provincia di Ancona persegue le seguenti finalità: a) collegare la pianificazione strategica alla programmazione operativa, alla definizione degli obiettivi, alla misurazione dei risultati e alla valutazione della performance declinata con riferimento all ambito organizzativo ed individuale e finalizzata alla misurazione della performance in un ottica non più solo statica di risultato, declinato secondo obiettivi di gestione, ma anche in un ottica dinamica di prestazione del dipendente e, ancor più, dell intera struttura organizzativa; b) implementare, conseguentemente, la coerenza tra processi e strumenti di pianificazione strategica, programmazione operativa e attività di monitoraggio e controllo onde rafforzare i rapporti tra politiche strategiche e attività operative ed attuative; c) migliorare gli standard dei servizi pubblici, attraverso l utilizzo delle informazioni derivate dal processo di misurazione e valutazione delle performance sia a livello organizzativo che individuale, e attraverso cicli di retroazione (feedback) formalizzati; d) consentire un maggiore livello di confrontabilità con enti analoghi (benchmarking) 23 ; un intervento (ad es. riduzione della percentuale di fumatori), oppure allo stato finale raggiunto (ad es. la riduzione dell incidenza dei tumore ai polmoni).il rapporto tra l utilizzo di un input e l ottenimento di un outcome può essere rappresentato in termini di efficacia. Cfr. CiVIT, delibera n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150), Allegato al Piano della performance TERMINI E CONCETTI CHIAVE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE. 23 Per Benchmarking si intende, secondo la definizione data dalla CiVIT (si veda Appendice A, alla delibera CiVIT n. 89/2010 e l allegato al Piano della performance Termini e concetti chiave del piano della performance di cui alla delibera CiVIT n. 112/2010) Il processo di confronto attraverso cui identificare, comprendere e importare, adattandole, buone pratiche sviluppate in altri contesti al fine di migliorare la performance organizzativa. Analisi di benchmarking possono essere effettuate relativamente a strategie, processi, prodotti e servizi. Il benchmark è un punto di riferimento per finalità comparative o di misurazione. Il confronto avviene con un elemento ritenuto migliore o comunque riconosciuto come standard a cui tendere. Il benchmarking è interno quando il confronto riguarda la medesima amministrazione o ente; esterno quando il confronto è fatto rispetto ad altre pubbliche amministrazioni nazionali o internazionali. Il benchmarking è "Un processo continuo di misurazione di prodotti, servizi e prassi aziendali, mediante il confronto con i concorrenti più forti" e viene utilizzato per misurare e incrementare le performance di un impresa o di una Pubblica Amministrazione, assicurando un miglioramento continuo grazie al costante confronto con l esterno. Nella pratica, è una tecnica innovativa di management che rappresenta il processo continuo di misurazione dei prodotti, servizi, processi attraverso il confronto con i migliori concorrenti o le aziende riconosciute come leader nei vari settori di mercato. Tale tecnica consente al management d'impresa di individuare i migliori standard di performance, con un approccio tale da favorire la scelta, ed il conseguente raggiungimento, dei vantaggi competitivi per l'impresa, anche attraverso l'adozione di opportuni strumenti operativi di management già impiegati da altri e, per loro natura, orientati al cambiamento. Una particolare tipologia di Benchmarking è il Benchmarking funzionale o di tipo best practice. Esso consiste in un confronto con altre organizzazioni, per una specifica attività o funzione indipendentemente dal settore di appartenenza. Pone l attenzione sulle metodologie gestionali e sulle performance di un area funzionale (ad es. gestione risorse umane, produzione, ecc.) di un organizzazione e le confronta con quelle di un altra organizzazione, o ancora di un processo trasversale rispetto a più funzioni. La finalità principale del benchmarking funzionale è 1920 e) essere strettamente collegata a percorsi di miglioramento continuo; f) programmare la trasparenza e l integrità del sistema, intesa come accessibilità totale delle informazioni di interesse per il cittadino, attraverso la pubblicazione in formato accessibile e di contenuto comprensibile dei documenti chiave di pianificazione, programmazione e controllo 24. Art. 10 Arco temporale del Ciclo della performance 1. Al fine di rispondere alle esigenze amministrative della Provincia e per consentire che si possano garantire i necessari feedback annuali prima dell avvio di un nuovo esercizio, il Ciclo della Performance viene ad essere articolato all interno di uno arco temporale di 18 mesi con tempistiche coerenti, da una parte con le esigenze di tempestività delle misurazioni, valutazioni e feedback ai dipendenti e ai cittadini e dall altra con la necessità di rispettare i tempi legati alla produzione dei documenti finanziari programmatici e gestionali. 2. L arco temporale di 18 mesi assicura un periodo di pianificazione degli obiettivi annuali raffrontare parti, o fasi di processi, che possiedono una certa affinità o consonanza anche se sono riferiti ad altri settori. Altra tipologia di Benchmarking è il Benchmarking interno con cui si mettono a confronto più entità che fanno riferimento alla stessa organizzazione, paragonando le prestazioni e le procedure e gli iter seguiti nelle funzioni e nelle unità. Il confronto istituzionalizzato tra unità facenti capo alla medesima organizzazione è impiegabile, in genere, nei gruppi industriali (dove esistono società controllate geograficamente decentrate, divisioni o grandi unità di servizio) o nelle grandi aziende (dotate di attività diversificate). In questo modo, si pongono a confronto entità interne diverse e similari (come unità produttive, funzioni amministrative, unità di vendita) per individuare l unità che dispone o utilizza le prassi migliori. Ulteriore tipo di Benchmarking è il Benchmarking competitivo o strategico. Esso costituisce uno strumento che persegue la finalità di comprendere i fattori che determinano il vantaggio competitivo dei migliori concorrenti, attraverso un confronto della propria organizzazione con altre similari o identiche. Trattasi di una tipologia esterna di benchmarking in contrapposizione al benchmarking interno. Il benchmarking strategico è interessato, più che a evidenziare i processi o le caratteristiche strutturali della concorrenza, all analisi sia dell impiego delle risorse in alcune parti dell organizzazione sia dell efficacia di tali risorse. Va sottolineato che esiste una differenza notevole tra il Benchmarking strategico utilizzato dalle imprese e quello mutuato dal settore pubblico. Infatti, mentre per le imprese la necessità dell utilizzo del benchmarking deriva dalla concorrenza del mercato, nei soggetti erogatori di servizi pubblici il benchmarking è lo strumento per aumentare la qualità e l efficienza dei servizi erogati puntando sugli standard dei soggetti simili considerati migliori. Nell ambito del settore pubblico, quindi, il benchmarking ha una finalità legata all individuazione della prestazione migliore, in termini di servizio pubblico erogato. In particolare, la tecnica del benchmarking può: - agevolare il confronto tra le performance dei servizi analizzati, al fine di individuare le procedure migliori, ed apportare le revisioni necessarie per garantire un miglioramento del proprio servizio; - favorire il miglioramento, lo sviluppo e l apertura al confronto esterno dei sistemi di pianificazione e controllo delle singole amministrazioni, promuovendo l evoluzione del sistema di indicatori in uso verso la confrontabilità con le prestazioni di altre amministrazioni, attraverso la costituzione di un nucleo di indicatori comuni alle Province partecipanti al progetto; - contribuire all introduzione di nuovi strumenti di valutazione, come le analisi temporali e spaziali. 24 Si veda CiVIT, Delibera n. 105/2010 (integrata dalla correzione apportata in data 11 novembre 2010) - Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l integrità (articolo 13, comma 6, lettera e, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150). 2021 e pluriennali prima che si avvii il ciclo annuale della performance; l inizio di questo periodo è temporalmente collocato nel quarto trimestre dell anno precedente a quello di riferimento. 3. Al termine dell anno di riferimento potrà svilupparsi una fase di analisi dei risultati raggiunti e di attenta valutazione della performance sostenuta, mediante la fase della Relazione della Performance di cui all art. 56 da concludersi entro il mese di aprile dell anno successivo. Art. 11 Gradualità nell inserimento del Ciclo di gestione della performance nell ordinamento organizzativo dell Ente. 1. La Provincia di Ancona, nell ottica di un graduale inserimento nel proprio ordinamento del Ciclo di gestione della performance integra ed allinea il processo di pianificazione e valutazione dei risultati, dettato dall art 147 del TUEL, con le novità introdotte dal D. Lgs. n. 150/2009 e in questa ottica: a) potenzia i metodi e gli strumenti esistenti, rispondenti alle esigenze di compiuta misurazione, valutazione e rappresentazione della performance in un ottica di ottimizzazione continua, raccordandoli alla previsione normativa contenuta nel D. Lgs. 150/09; b) determina indirizzi utili a consentire l applicazione operativa della strumentazione in uso presso la Provincia di Ancona nel rispetto dei principi individuati nel D. Lgs. 150/09, tenendo conto, in relazione all autonomia organizzativa dell Ente, delle proprie specifiche esigenze; c) procede ad una integrazione e adeguamento delle Metodologie di Valutazione esistenti. Art. 12 Dagli strumenti di valutazione in uso all introduzione del Ciclo di gestione della performance. 1. Il processo di graduale introduzione del Ciclo di gestione della performance nell ordinamento organizzativo dell Ente avviene secondo il seguente percorso: a) analisi della normativa e degli strumenti in uso per pianificazione, analisi e rendicontazione delle attività/performance dell Ente; b) adeguamento necessario degli strumenti in uso per rispondere alle esigenze della nuova normativa; c) modalità di adattamento delle metodologie di valutazione in uso al sistema di misurazione delle performance (S.Mi.Va.P.); d) modalità di esplicitazione degli obiettivi sulla base dei modelli e degli strumenti in uso, al fine del loro inserimento nel Piano della performance; e) individuazione degli indicatori per la misurazione delle performance organizzativa ed individuale dell Ente da inserire nel Piano della Performance; 2122 f) ruolo, responsabilità e modalità di costituzione dell Organismo deputato alla valutazione delle performance; g) valutazione dei dirigenti e del personale ai fini della corresponsione rispettivamente dell indennità di risultato e dei premi annuali connessi al trattamento accessorio. Art. 13 Dal livello strategico al livello operativo: gli strumenti in uso 1. L Ente uniformandosi alla normativa in materia di programmazione e controllo istituisce e organizza il processo di programmazione, gestione, controllo, misurazione, valutazione e rendicontazione in una logica di top-down 25 (dal livello strategico al livello operativo) utilizzando i seguenti strumenti operativi articolati in un duplice livello. a) il primo livello: strategico (che promana direttamente dal programma amministrativo adottato dagli organi politici); b) il secondo livello: esecutivo (che costituisce la coerente articolazione operativa del primo livello). 2. Analiticamente gli strumenti del processo sono attualmente i seguenti: A) strumenti di livello strategico: a) programma di mandato di cui all art. 46, comma 3, del TUEL contenente le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato; b) piano generale di sviluppo di cui all art. 165, comma 7, del TUEL strumento di pianificazione strategica riferito all intero periodo di mandato di programmazione pluriennale dell Ente finalizzato a definire gli assi portanti e gli obiettivi prioritari delle politiche pubbliche da porre in atto, prendendo a riferimento le linee programmatiche del mandato elettorale e traducendo, a livello strategico, l indirizzo politico espresso; c) relazione previsionale e programmatica (RPP) (art. 170 del TUEL) ) che recepisce le priorità declinandole sull assetto organizzativo della Provincia; la RPP è strettamente collegata al bilancio di previsione annuale e pluriennale, in cui si delineano gli obiettivi generali articolati per programmi e per progetti; B) strumenti di livello esecutivo (che costituiscono la coerente articolazione operativa degli strumenti di primo livello): a) piano esecutivo di gestione (PEG) (art. 169 del TUEL), che si pone come supporto di pianificazione del bilancio e quindi della RPP, in quanto con 25 Per processi top-down si intendono genericamente i processi alimentati dall alto (da concetti e modelli), di tipo deduttivo, che procedono attraverso l applicazione di sistemi concettuali, modelli strutturali, regole generali, fronti di aspettative, configurazioni di mondi possibili. Contrapposti ai processi top-down sono i processi bottom-up con cui si intendono genericamente i processi alimentati dal basso (da singoli dati), di tipo induttivo, che procedono dalla assimilazione e dalla analisi delle informazioni, delle conoscenze verso la formulazione di significati, concettualizzazioni, strutture, modelli. 2223 esso: - si declinano gli indirizzi individuati dal bilancio di previsione e dalla relazione previsionale e programmatica; - si determinano gli obiettivi di gestione che vengono affidati, unitamente alle dotazioni necessarie, ai dirigenti responsabili dei servizi; b) piano dettagliato degli obiettivi (PDO) (art. 197, comma 2, lett. a) del TUEL), non obbligatorio 26 ma qualificante in quanto contiene l articolazione di dettaglio degli obiettivi del triennio e dei singoli esercizi completo della misurazione della performance e previsto quale base del controllo di gestione; c) controllo di gestione, (artt. 197, 198, 198 bis del TUEL) teso a verificare l attuazione degli obiettivi programmatici e la comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi offerti, la funzionalità dell'organizzazione dell'ente, l'efficacia, l'efficienza ed il livello di economicità nell'attività di realizzazione dei predetti obiettivi; d) relazione al rendiconto di gestione (articolo 227 del TUEL) sull efficacia, sui risultati e sui costi dei programmi-obiettivi realizzati; e) manuale di valutazione dei dirigenti e metodologia di valutazione del personale al fine della corresponsione dell indennità di risultato e dalla produttività. Art. 14 Dagli strumenti fondamentali del sistema attuale alla definizione del Ciclo di gestione della performance 1. Gli strumenti finanziari in uso per essere coerenti con il quadro delineato dal D. Lgs. n. 150/2009 devono essere adeguati assicurando le seguenti caratteristiche secondo i due livelli sopra indicati: A) strumenti di livello strategico: a) provvedere ad una pianificazione degli obiettivi di carattere triennale tramite la relazione previsionale e programmatica ( RPP), sulla base dell indirizzo dell organo politico, in coerenza con i bisogni degli utenti/cittadini, e degli atti di programmazione economico finanziaria. Gli obiettivi devono essere fissati previa consultazione/negoziazione tra i componenti della Giunta, organo di governo, ed i dirigenti cui sono assegnati; 27 b) individuare gli obiettivi strategici e operativi su base annua, raccordandoli con la pianificazione strategica pluriennale dell Ente e con gli obiettivi strategici pluriennali esplicitati nella loro declinazione annuale ed inseriti nel Piano della 26 Il PDO previsto dall art. 197, comma 2, lett. a) del TUEL viene adottato di regola negli enti (Comuni con popolazione superiore a abitanti, Comuni capoluogo di provincia, Province) in cui è prevista la figura del Direttore generale quale soggetto competente alla sua predisposizione. 27 Art.5, comma 1, del D. Lgs. n. 150/24 performance; 28 c) definire ed approvare uno schema di rappresentazione degli obiettivi individuati che colleghi i medesimi ai centri di responsabilità così come definiti dalla struttura organizzativa dell Ente; strutturare i documenti in coerenza con i criteri di pubblicità e comprensibilità per consentire ai cittadini un controllo sull uso delle risorse rispetto agli obiettivi e al grado di conseguimento dei risultati; d) esplicitare gli outcome 29, intesi come l individuazione degli impatti (per categoria di stakeholder) di politiche e azioni a partire dalla pianificazione strategica, fino alla comunicazione ai cittadini; e) esplicitare le azioni volte al miglioramento continuo dei servizi pubblici ottenibile attraverso l utilizzo delle informazioni derivate dal processo di misurazione e valutazione della performance, sia a livello organizzativo che individuale, attraverso cicli di retroazione (feedback) formalizzati 30 attraverso opportune attività di analisi degli stakeholder dell Ente; B) strumenti di livello operativo: B.1 gli strumenti della programmazione operativa (PEG e PDO) devono essere impostati in modo tale da rappresentare: a) gli obiettivi operativi; b) le attività istituzionali da gestire per raggiungere determinati target; 31 c) gli obiettivi collegati alle priorità strategiche definite dall Organo politico; B.2 il sistema di misurazione ed i relativi indicatori, devono indicare: a. la misura/standard di partenza e la misura/target attesa; b. il sistema di raccordo tra i risultati misurati e la struttura organizzativa fino all Ente nel suo complesso; c. i fattori/parametri di misurazione degli apporti individuali, con l indicazione delle modalità di misurazione e del target atteso; d. gli obiettivi (e relativi indicatori) coerenti con il piano dei conti e il piano dei centri di costo/ricavo, condizione necessaria della corretta contabilizzazione delle 28 Art.10, comma 1, lett. a) del D. Lgs. n. 150/2009. La CiVIT definisce con deliberazioni n. 88/2010 e 112/2010 il Piano della performance quale strumento che dà avvio al Ciclo di gestione della performance (articolo 4 del decreto). È un documento programmatico triennale in cui, in coerenza con le risorse assegnate, sono esplicitati gli obiettivi, gli indicatori ed i target. Il Piano definisce dunque gli elementi fondamentali (obiettivi, indicatori e target) su cui si baserà poi la misurazione, la valutazione e la rendicontazione della performance. Il Piano ha lo scopo di assicurare la qualità della rappresentazione della performance dal momento che in esso è esplicitato il processo e la modalità con cui si è arrivati a formulare gli obiettivi dell amministrazione, nonché l articolazione complessiva degli stessi. (Cfr. parole chiave delibere CiVIT aggiornate al 28/12/2010). 29 Sul significato del termine outcome si veda la nota Per approfondimenti, si veda CIVIT, Delibera n. 89/ Indirizzi in materia di parametri e modelli di riferimento del Sistema di misurazione e valutazione della performance (articoli 13, comma 6, lett. d) e 30, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150). 31 La CiVIT con delibere n. 89/2010 e 112/2010 ha definito come segue il target: Un target è il risultato che un soggetto si prefigge di ottenere; ovvero il valore desiderato in corrispondenza di un attività o processo (Locke et al., 1981). Tipicamente questo valore è espresso in termini quantitativi entro uno specifico intervallo temporale e può riferirsi a obiettivi sia strategici che operativi. (Cfr parole chiave delibere CiVIT aggiornato al 28/12/2010). 2425 entrate/spese ovvero dei costi/ricavi. 2. Gli strumenti di programmazione dovranno essere predisposti in modo tale da essere facilmente comunicati e compresi. 3. In coerenza con gli indirizzi della CiVIT 32, la Provincia definisce un Piano della Performance (PdP) mediante un processo di adattamento del PEG e del PDO quali documenti rispettivamente di ambito triennale ed annuale ma strettamente correlati alle strategie definite nel programma di mandato e nella RPP. 33 con lo scopo di: a) rendere chiari i legami tra indirizzi politici, strategia e operatività, ottenibili attraverso una sufficiente coerenza tra processi e strumenti di pianificazione strategica, programmazione operativa e controllo; b) esplicitare la gestione degli outcome, intesa come l individuazione degli impatti (per categoria di stakeholder) di politiche e azioni a partire dalla pianificazione strategica, fino alla comunicazione verso i cittadini; c) esplicitare le azioni volte al miglioramento continuo dei servizi pubblici, ottenibile attraverso l utilizzo delle informazioni derivate dal processo di misurazione e valutazione della performance, sia a livello organizzativo che individuale, attraverso cicli di retroazione (feedback) formalizzati 34, nonché da opportune attività di analisi degli stakeholder dell ente; d) essere predisposto in maniera tale da poter essere facilmente comunicato e compreso. La trasparenza, intesa come accessibilità totale delle informazioni di interesse per il cittadino, richiede la pubblicazione in formato accessibile e di contenuto comprensibile dei documenti chiave di pianificazione, programmazione e controllo L evoluzione degli strumenti in uso nell ottica del loro adattamento alle finalità del D. Lgs. n. 150/2009 e il loro raccordo con il Piano della Performance sono rappresentati dalla seguente tabella di sintesi (Figura n. 1) suddivisa sia sulla base delle peculiarità dei tre strumenti (RPP, PEG e PdP), sia sulla base dei contenuti, comuni o meno, rispetto suddetti strumenti, al fine di illustrare operativamente il legame esistente tra ambito strategico ed ambito operativo 36 e 32 Cfr. CiVIT, Delibera n. 121/2010 Osservazioni in ordine al documento avente ad oggetto L applicazione del Decreto legislativo n, 150/2009 negli Enti Locali: le Linee guida dell ANCI in materia di Ciclo della Performance che rinvia alla delibera CiVIT n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150). Con la deliberazione n. 121/2010 la CiVIT ha precisato che: Il processo di adattamento a Piano della performance dovrà trasformare il PEG in un documento programmatico triennale in cui, in coerenza con le risorse assegnate, vengono esplicitati obiettivi, indicatori e relativi target. Attraverso questo strumento devono essere definiti gli elementi fondamentali su cui si baserà la misurazione, la valutazione e la rendicontazione della performance. Il PEG, inoltre, deve assicurare la qualità della rappresentazione della performance, dal momento che in esso devono essere esplicitati il processo e le modalità di formulazione degli obiettivi dell ente, nonché l articolazione complessiva degli stessi.. ribadendo la necessità, con riferimento ai tempi di approvazione del Piano della performance, che vi sia uno stretto collegamento tra l approvazione del bilancio e la predisposizione del Piano della performance. 33 Cfr, documento ANCI, riedizione del documento Linee Guida 5 L applicazione del D.Lgs. n. 150/2009 negli Enti locali: le linee guida dell ANCI in materia di ciclo della performance nel testo definitivo elaborato a seguito del recepimento delle indicazioni e delle osservazioni formulate in proposito dalla CiVIT in materia di Ciclo della performance con deliberazione n. 121/2010, Progetto Performance & Merito, Titolo III, Paragrafo 2 Evoluzione degli strumenti in uso per adattarli alle esigenze del Ciclo della Performance, pag Per approfondimenti, si veda la delibera CiVIT n. 89/ Per approfondimenti, si veda la delibera CiVIT n. 105/ La tabella di sintesi è integralmente recepita da ANCI, Riedizione del documento Linee Guida 5 L applicazione del D.Lgs. n. 150/2009 negli Enti locali: le linee guida dell ANCI in materia di ciclo della performance nel testo definitivo elaborato a seguito del recepimento delle indicazioni e delle osservazioni formulate in proposito dalla CiVIT in materia di Ciclo della performance con deliberazione n. 121/2010, Progetto Performance & Merito, pag. 23/54. 2526 sintetizzare il processo metodologico del passaggio graduale dagli strumenti in uso per pianificazione, analisi e rendicontazione delle attività/performance della Provincia di Ancona, previo loro adeguamento, a quelli previsti dal D. Lgs. n. 150/2009 e dal Sistema di Performance Management. 2627 Figura n. 1: TABELLA DI SINTESI: Evoluzione degli strumenti in uso e loro adattabilità alle esigenze del Ciclo della Performance RPP PEG/PDO PdP Elementi da includere qualsiasi scelta si compia riguarda agli strumenti: (così come da delibera CiVIT n 112/2010) 1. Sintesi delle informazioni di interesse per i cittadini e gli stakeholder esterni Chi siamo Cosa facciamo (aree di intervento, relativi outcome e risultati desiderati di interesse per gli stakeholder) Come operiamo 2. Identità L amministrazione in cifre 3. Analisi del contesto Analisi del contesto esterno Analisi del contesto interno 4. Obiettivi strategici (finalità) 5. Obiettivi operativi 6. Processo e azioni di miglioramento del Ciclo di gestione della performance: fasi, soggetti e tempi del processo di redazione del Piano coerenza con la programmazione economicofinanziaria e di bilancio azioni per il miglioramento del Ciclo di gestione della performance 7. Rilevazione per il consolidamento dei conti pubblici 8. Considerazioni finali sulla coerenza dei programmi rispetto ai piani regionali di sviluppo, ai piani regionali di settore e agli atti programmatici della Regione 9. Allegati tecnici 4.Obiettivi strategici: definizione strategia derivante dall integrazione di indirizzi di carattere politico e obiettivi di carattere amministrativo individuazione di obiettivi strategici di outcome e relativi indicatori e target 5.Obiettivi operativi: graduazione delle risorse dell'entrata in capitoli graduazione dei servizi in centri di costo graduazione degli interventi in capitoli chiari legami con il PDO 6.Processo e azioni di miglioramento del Ciclo di gestione della performance fasi, soggetti e tempi del processo di redazione del Piano coerenza con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio azioni per il miglioramento del Ciclo di gestione della performance 7.Allegati tecnici 4.Obiettivi strategici 5 Obiettivi operativi 6.Processo e azioni di miglioramento del Ciclo di gestione della performance: fasi, soggetti e tempi del processo di redazione del Piano coerenza con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio azioni per il miglioramento del Ciclo di gestione della performance 7.Allegati tecnici 2728 Art. 15 Sistema integrato di pianificazione e controllo 1. La Provincia, per effetto dell adeguamento degli strumenti di programmazione in uso, definisce in coerenza con i principi e con lo spirito del D. Lgs. n. 150/2009 il sistema integrato di pianificazione e controllo 1 con cui si procede: a) alla definizione e assegnazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori; b) al collegamento tra gli obiettivi e l allocazione delle risorse. 2. Il sistema integrato di pianificazione e controllo si realizza attraverso i seguenti strumenti di programmazione di cui al precedente art. 14: A) strumenti di livello strategico: a) programma di mandato; b) piano generale di sviluppo; c) relazione previsionale e programmatica (RPP); B) strumenti di livello operativo (che costituisce la coerente articolazione esecutiva del primo livello); a) piano esecutivo di gestione (PEG); b) piano della performance (PdP) 2 ottenuto adattando il piano dettagliato degli obiettivi (PDO) secondo le indicazioni fornite dalla commissione per la valutazione, la trasparenza e l integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT) 3 ; c) controllo di gestione, (artt. 197, 198, 198 bis TUEL, teso a verificare l attuazione degli obiettivi programmatici e la comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi offerti, la funzionalità dell'organizzazione dell'ente, l'efficacia, l'efficienza ed il livello di economicità nell'attività di realizzazione dei predetti obiettivi; d) relazione al rendiconto di gestione (articolo 227 del TUEL) sull efficacia, i risultati e i costi dei programmi-obiettivi realizzati; e) manuale di valutazione dei dirigenti e metodologia di valutazione del personale al fine della corresponsione dell indennità di risultato e dei premi annuali (ex produttività); f) relazione sulla performance Con il nuovo sistema di programmazione, la Provincia assicura l individuazione, per ciascun livello di pianificazione, degli outcome, degli obiettivi, dei livelli di servizio attesi (anche ai fini della qualità del servizio) 5 dei responsabili del grado di conseguimento del risultato e del 1 L art. 30, comma 4, del D.Lgs. n. 150/2009 ha abrogato parzialmente alcune disposizioni del D.Lgs. 30/7/1999 n. 286 ridefinendo, di conseguenza, i servizi di controllo interno che possono oggi farsi rientrare nel Ciclo di gestione della performance di cui all art. 4 del D.Lgs. n. 150/2009 in quanto come sostenuto dall UPI nelle Linee guida sulla trasparenza e performance delle Province italiane Nell impianto della legge, le prime due fasi (dell art. 4, comma 2 del D.Lgs. n. 150/2009 ndr) sono sintetizzate nel Piano della performance, disciplinato dal successivo articolo 10, non indicato tra le disposizioni cui gli enti locali devono adeguarsi. Le successive fasi indicate dall articolo 4 (di gestione dei programmi orientata al raggiungimento degli obiettivi, di misurazione della performance, di valutazione del grado di raggiungimento degli obiettivi, di rendicontazione della performance ai fini del controllo interno) sono le fasi classiche dell attuazione del controllo strategico e di gestione e della valutazione, di cui pure cambiano significativamente gli ambiti. 2 Art.10 del D.Lgs.n. 150/ Cfr. nota 32 4 Art.10 del D.Lgs.n. 150/2009. La CiVIT con deliberazione n. 88/2010 ha definito la Relazione sulla performance il Documento in cui le amministrazioni pubbliche evidenziano i risultati organizzativi ed individuali raggiunti rispetto ai target attesi, definiti ed esplicitati nel Piano della Performance 5 Si veda a riguardo CiVIT, Delibera n. 88/ Linee guida per la definizione degli standard di qualità (articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 109). 2829 sistema di misurazione, delle risorse impiegate, nonché il costing 6 articolato per unità di prodotto (tramite contabilità analitica e/o industriale, come si presuppone implicitamente all articolo 197 del TUEL). 4. La Provincia, attraverso l attività di programmazione delle attività, in un ottica di efficienza e di razionalizzazione, definisce e assegna risorse, tempistiche e responsabilità ai vari livelli organizzativi, gruppi di lavoro e singoli individui e, con riferimento alle risorse umane, calibra opportunamente le competenze delle singole professionalità rispetto agli obiettivi da perseguire. 5. Il processo di declinazione degli obiettivi, sia nel tempo (dagli obiettivi strategici di lungo periodo a quelli operativi di breve periodo), sia dai livelli organizzativi più elevati dell Ente fino alle singole unità organizzative ed agli individui, viene definito, in coerenza con gli indirizzi della CiVIT, a cascata (cascading 7 ), secondo la rappresentazione grafica dell albero della performance 8, come rappresentato dalle seguenti 3 Figure 9 : Figura n. 2 L albero della performance: il collegamento fra mandato istituzionale - missione aree strategiche 6. Il termine costing nella lingua italiana significa determinazione dei costi di produzione. L Activity Based Costing (ABC) è un metodo di analisi dei costi di un'industria o impresa che fornisce dati sull'effettiva incidenza dei costi associati a ciascun prodotto e ciascun servizio venduto dalla ditta stessa, a prescindere da quale sia la sua struttura organizzativa. Nasce negli anni '80 in diverse facoltà universitarie di economia negli USA e da lì si estende in applicazione in America e Europa. L' Activity Based Costing (ABC) si sta evolvendo via via in conseguenza dell'evolversi dell'economia e della scoperta dei limiti dell'approccio stesso. Nascono nuovi modelli di analisi, quali l' Activity Based Management. Portare la ditta ad auto-analizzarsi, ponendosi domande sulla propria produttività: quali attività coinvolgono ogni dipendente, quanto costano in termini di tempo, denaro e risorse umane, quali sono produttive e quali no, quali sono necessarie anche se non direttamente produttive e quali siano una semplice perdita di tempo. L'ABC porta anzitutto a controllare i costi, per arrivare a gestirli in modo dinamico e finalizzato a seguire razionalmente l'andamento del mercato e del valore che il mercato attribuisce al prodotto o servizio che si desidera vendere. 7 Cascading nella lingua italiana significa scendendo a cascata. La CiVIT, con delibera n. 114/2010 definisce il termine cascading (cascata degli obiettivi) come segue: Il processo di declinazione degli obiettivi, sia nel tempo (dagli obiettivi strategici di lungo periodo a quelli operativi di breve periodo), sia dai livelli organizzativi più elevati dell amministrazione fino alle singole unità organizzative ed agli individui, viene comunemente definito a cascata (cascading). In linea generale, il meccanismo a cascata lega tra di loro i vari obiettivi secondo una chiara e precisa relazione causale e non costituisce un mero schema di trascrizione di obiettivi sui diversi livelli temporali ed organizzativi. (Cfr Parole chiave delibere CiVIT aggiornato al 28/12/2010). 8 La CiVIT con Delibera n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150) ha rappresentato la declinazione tra mandato istituzionale e piani operativi secondo una concezione top-down rappresentata dall albero della performance così definito: L albero della performance è una mappa logica che rappresenta i legami tra mandato istituzionale, missione, visione, aree strategiche, obiettivi strategici, e piani d azione. Esso fornisce una rappresentazione articolata, completa, sintetica ed integrata della perfomance dell amministrazione. L albero della performance ha una valenza di comunicazione esterna e una valenza tecnica di messa a sistema delle due principali dimensioni della performance. 9 Lo schema dell albero della performance è riportato a pag. 13, 18 e 19 della delibera CIVIT n. 112/30 Figura n. 3 L albero della performance: il collegamento fra mandato aree strategiche e obiettivi strategici Figura n. 4 L albero della performance: il collegamento fra gli obiettivi strategici e i piani operativi (obiettivi operativi, azioni e risorse) 30 Vedere altro
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