Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4888:1984portieri&catid=60&Itemid=139
Timestamp: 2020-02-22 14:32:48+00:00
Document Index: 137675271

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 44', 'art. 54', 'art. 32', 'art. 411']

Servizi - Portieri: CCNL, 9 febbraio 1984
Data firma: 9 febbraio 1984
Validità: 01.01.1984 - 31.05.1987
Parti: Confederazione italiana della proprietà edilizia e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil
Art. 5 - Autorizzazione all’esercizio di un mestiere nello stabile
Titolo V Lavoro straordinario e festivo
Art. 31 Titolo X Trattamento economico
Art. 36 - Indennità supplementari
Capo II Retribuzione dei lavoratori di cui alle lettere c), d), e)
Titolo XVI Commissione paritetica di conciliazione
Titolo XIX Tabelle allegate
Tabella A - Portieri di cui alle lettere A - B dell’art. 3
Tabella B - Portieri di cui alle lettere A - B dell’art. 3
Tabella C - Lavoratori di cui alla lettera C dell’art. 3
Tabella D Lavoratori di cui alla lettera D dell’art. 3
Tabella E - Lavoratori di cui alla lettera E dell’art. 3
Accordo per i giorni non più festivi ai sensi della legge 5 marzo 1977, n. 54
Addì 9 febbraio 1984, presso il Ministero del lavoro tra la Confederazione italiana della proprietà edilizia da una parte la Federazione italiana lavoratori commercio, turismo e servizi (Filcams), e la Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil), la Federazione italiana sindacati addetti servizi commerciali affini e del turismo (Fisascat), con l’intervento della Confederazione italiana sindacati lavoratori (Cisl), l’Unione italiana lavoratori turismo commercio e servizi (Uiltucs-Uil), e con l’intervento dell’Unione italiana del lavoro (Uil) dall’altra parte visti il CCNL per i dipendenti da proprietari di fabbricati, stipulato l’8 gennaio 1981 e il relativo accordo nazionale di rinnovo siglato in data 21 dicembre 1983 si è stipulato il presente CCNL per dipendenti da proprietari di fabbricati composto da XX titoli, 62 articoli, 4 tabelle e 13 allegati letti approvati e sottoscritti dalle rappresentanti di tutte le Organizzazioni stipulanti.
a) Portieri che prestano la loro opera per la vigilanza, la custodia e la pulizia degli stabili adibiti ad uso di abitazione o ad altro uso e, secondo le consuetudini locali, per le altre mansioni accessorie inerenti agli stabili ai quali essi sono addetti.
Agli effetti delle lettere a) e b) del precedente comma, si intende per vigilanza e custodia l’effettivo servizio di sorveglianza che rientra nelle normali mansioni del portiere da prestarsi secondo l’orario di cui al successivo art. 11.
Potranno essere stipulati anche accordi aziendali e di complesso per i servizi non previsti nella allegata tabella.
d) Lavoratori che, con rapporto di lavoro continuativo e non occasionale, prestano prevalentemente la loro opera nei complessi immobiliari ad uso di abitazione o ad altro uso, con mansioni di operaio qualificato, per la manutenzione degli immobili, impianti e apparecchiature in essi esistenti o che di essi ne costituiscono pertinenza.
e) Lavoratori che, con rapporto di lavoro continuativo e non occasionale, prestano la loro opera nei complessi immobiliari ad uso di abitazione o ad altro uso, per la pulizia e/o conduzione dei campi da tennis, e/o piscine, e/o spazi a verde (non inferiore a mq. 200), e/o spazi destinati ad attività sportive e ricreative in genere, con relativi impianti, sempre che l’attività non richieda particolari capacità tecniche, specializzazioni o licenze.
a) I portieri e gli altri lavoratori indicati nell’articolo precedente, quando la loro prestazione ha carattere personale e domestico e cioè quando essi sono addetti a stabili abitati soltanto dal proprietario o da parenti od affini entro il terzo grado, anche se in appartamenti separati.
Il portiere non può esercitare un mestiere nello stabile.
Le situazioni diverse precostituite al 1 gennaio 1974 sono fatte salve per la durata del rapporto di lavoro. […]
Il portiere può essere addetto eccezionalmente a due o più stabili di spettanza di uno o più datori di lavoro purché aventi un unico ingresso funzionante o più ingressi sorvegliabili da un unico posto di custodia. In tal caso il portiere ha diritto al trattamento economico che gli spetterebbe se si trattasse di un unico stabile
In tal caso, il portiere ha diritto all’intero trattamento normativo ed economico previsto dal presente contratto per il solo stabile dove egli ha l’alloggio, mentre per il servizio prestato nell’altro stabile ha diritto ad un compenso pari al trenta per cento del salario conglobato ed alle intere indennità supplementari relative al secondo stabile, con l’esclusione della indennità di scala mobile e salvo il trattamento di miglior favore.
L’orario durante il quale normalmente deve restare aperto il portone è di 11 ore giornaliere nei giorni non festivi; è in facoltà del proprietario prolungare il periodo di apertura del portone, corrispondendo al portiere 1/11 della paga giornaliera per la dodicesima ora, mentre l’eventuale lavoro prestato oltre la dodicesima ora sarà considerato straordinario.
Nelle domeniche e nelle festività stabilite dalla legge, l’orario durante il quale deve restare aperto il portone è di 7 ore giornaliere e non può protrarsi oltre le ore 14.
La distribuzione giornaliera dell’orario di apertura e chiusura dei portoni è demandata ad accordi integrativi territoriali regionali o provinciali di cui all’art. 44.
La gestione dell’orario settimanale di apertura e chiusura del portone in relazione a circostanze di particolare rilevanza ed interesse potrà essere devoluta dalle parti interessate alla Commissione paritetica di conciliazione di cui all’art. 54, la quale ne effettuerà l’esame alla presenza delle parti medesime.
Negli stabili adibiti ad uso ufficio, ed anche in quelli aventi diversa destinazione, qualora il datore di lavoro ed il lavoratore ne ravvisino l’opportunità, essi potranno convenire la chiusura nelle ore pomeridiane del sabato. In tal caso, l’orario giornaliero di apertura negli altri giorni non festivi dovrà prolungarsi per comprendere anche l’orario di chiusura del sabato pomeriggio, senza che questo prolungamento d’orario sia considerato lavoro straordinario.
In attesa che siano definiti gli accordi di cui al presente articolo, l’orario normale di apertura e chiusura del portone nei giorni feriali è stabilito e comunicato per iscritto dal proprietario, tra le ore 7 e le ore 21.
Il portiere deve osservare il regolamento dello stabile, ove esista, prestare con scrupolo e zelo il proprio servizio e segnalare al proprietario dello stabile o all’amministratore eventuali infrazioni al regolamento da parte degli abitanti dell’edificio. Egli deve provvedere, inoltre, a: l’accurata pulizia dell’androne, delle scale, dei cortili, degli altri locali comuni accessori e delle cabine dell’acqua; la distribuzione della corrispondenza ordinaria agli inquilini; la sorveglianza e l’uso del telefono e dell’ascensore; il funzionamento dell’impianto centrale di riscaldamento e dell’impianto di distribuzione dell’acqua calda, qualora di tali servizi egli sia incaricato, nonché a tutte le altre prestazioni inerenti lo stabile secondo le consuetudini locali, che saranno regolate in sede territoriale.
Il sostituto è tenuto all’osservanza di tutte le norme del presente CCNL che regolano il rapporto del portiere titolare.
b) alle indennità complementari per prestazioni non disciplinate né disciplinabili nazionalmente quali ad esempio la spalatura della neve, la raccolta dei rifiuti, il mancato riscaldamento dell’alloggio del portiere secondo quanto previsto dal punto f) dell’art. 32 del CCNL
b) esperire il tentativo di conciliazione per le controversie insorte tra le Organizzazioni territoriali della proprietà edilizia e le Organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori facenti capo alle OO.SS. nazionali che hanno stipulato il presente Contratto.
Presso la sede delle Associazioni della proprietà edilizia è costituita una Commissione paritetica composta da un rappresentante di ciascuna delle OO.SS. territoriali dei lavoratori e da egual numero di rappresentanti delle Associazioni della proprietà edilizia aderenti alla Confedilizia.
La Commissione è competente ad esperire il tentativo di conciliazione delle controversie individuali di lavoro ai sensi della legge 11 agosto 1973, n. 533, art. 411, terzo comma.