Source: http://leg16.camera.it/472?stenog=/_dati/leg16/lavori/stencomm/07/leg/2012/0926&pagina=s010
Timestamp: 2018-01-23 12:11:45+00:00
Document Index: 26231586

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Ghizzoni Manuela, Presidente ... 3 4 7 8 9 10 11 12 13 14 15 17 18 19
Barbieri Emerenzio (PdL), Relatore ... 4 7 8 9 11 12 13 14 17 19
Capitanio Santolini Luisa (UdCpTP) ... 5 19
Coscia Maria (PD) ... 13 14 16
De Pasquale Rosa (PD) ... 5
De Torre Maria Letizia (PD) ... 11 12
Goisis Paola (LNP) ... 5 6 7 9 10 11 12 13 15 16
Rivolta Erica (LNP) ... 11 13
Rossi Doria Marco, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca ... 6 7 8 9 10 11 13 14 16 17 18 19
Zazzera Pierfelice (IdV) ... 4 5 7 8 9 10 11 14 15 17 18 19
ALLEGATO: Emendamenti approvati in linea di principio ... 21
Seguito della discussione delle proposte di legge Aprea ed altri: Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali (C. 953); Angela Napoli: Disciplina del sistema nazionale di istruzione (C. 806); Angela Napoli: Disciplina degli organismi di partecipazione e di responsabilità e delle strutture di supporto all'autonomia didattica, di ricerca e sviluppo delle istituzioni scolastiche (808); Angela Napoli: Disposizioni in materia di stato giuridico degli insegnanti e di rappresentanza sindacale nelle istituzioni scolastiche (C. 813); Frassinetti: Norme concernenti gli organi collegiali di autogoverno delle istituzioni scolastiche (C. 1199); De Torre ed altri: Disciplina del governo partecipato della scuola dell'autonomia (C. 1262); De Pasquale ed altri: Disposizioni concernenti il governo partecipato della scuola dell'autonomia, la formazione degli insegnanti e il loro reclutamento (C. 1468); Cota ed altri: Nuove norme per il reclutamento regionale del personale docente (C. 1710); Carlucci ed altri: Norme generali sullo stato giuridico degli insegnanti delle istituzioni scolastiche e formative (C. 4202); Capitanio Santolini: Disposizioni concernenti l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché la riforma dello stato giuridico dei docenti (C. 4896); Centemero: Norme concernenti l'organizzazione e l'autogoverno delle istituzioni scolastiche (5061); Di Pietro ed altri: Norme per l'autogoverno del sistema educativo di istruzione e formazione nonché in materia di organizzazione delle istituzioni scolastiche, formazione e reclutamento del personale docente e istituzione di un'area contrattuale specifica per il personale del comparto della scuola (C. 5075).
Ricordo che nella seduta del 19 settembre scorso la Commissione ha proseguito l'esame degli articoli e degli emendamenti ad essi riferiti fino all'approvazione in linea di principio dell'emendamento 4.15 del relatore (nuova formulazione). Sono risultati conseguentemente preclusi gli emendamenti Goisis 4.12, Zazzera 4.3, 4.6, 4.4, Goisis 4.13 e Zazzera 4.5.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 4.18.
PIERFELICE ZAZZERA. Il mio emendamento 4.18 propone di sostituire il comma 2 con il seguente: «Il Ministro dell'istruzione stabilisce con decreto ministeriale le date e le procedure per lo svolgimento delle elezioni». Penso che non contenga disposizioni sconvolgenti, ma che definisca i ruoli spettanti a ciascuno.
Siccome si concede totale autonomia alle scuole, con una forma di balcanizzazione, chiediamo che quantomeno per le elezioni all'interno dei collegi il ministro individui date e procedure.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 4.18, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 4.7, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'emendamento 4.16 del relatore, nella nuova formulazione presentata nella seduta precedente. Ricordo che, qualora approvato, risulterebbero preclusi i successivi emendamenti Zazzera 4.8, 4.9, e 4.17 del relatore.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Ritiro il mio emendamento 4.16 e raccomando l'approvazione del mio emendamento 4.16 (nuova formulazione).
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 4.16 (nuova formulazione) del relatore, sul quale il Governo si è rimesso alla Commissione.
Risultano pertanto preclusi i successivi emendamenti Zazzera 4.8 e 4.9, nonché l'emendamento 4.17 del relatore.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 4.10.
PIERFELICE ZAZZERA. Noi non abbiamo preclusioni rispetto ad alcuna discussione, mentre constato una preclusione rispetto agli emendamenti proposti dall'Italia dei Valori. Con il mio emendamento 4.10 chiediamo il ripristino della giunta esecutiva quale garanzia di pluralismo e di democraticità all'interno delle strutture di consiglio.
Mentre con il provvedimento in esame si cancellano quegli ordini di garanzia, noi ne chiediamo il ripristino.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 4.10, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 4.20, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 4.19.
PIERFELICE ZAZZERA. Con il mio emendamento 4.19 proponiamo di inserire nel consiglio un componente che non è stato previsto, cioè il personale ATA.
PAOLA GOISIS. Signor presidente, questa volta non posso certo essere d'accordo con il collega Zazzera. Come dicevamo, già la rappresentanza dei docenti è sottostimata, figuriamoci se aggiungiamo un altro rappresentante del personale ATA. A questo punto, diamo al personale ATA anche il compito della docenza e siamo a posto.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 4.19, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 4.21 del relatore, sul quale il Governo ha espresso parere favorevole.
Passiamo all'esame dell'articolo aggiuntivo Zazzera 4.01.
PIERFELICE ZAZZERA. Con il mio articolo aggiuntivo 4.01, che propone di introdurre gli articoli 4-bis, 4-ter e 4-quater, noi intendiamo ripristinare le assemblee studentesche, che di fatto con il provvedimento scomparirebbero o comunque sarebbero subordinate a decisioni diverse da quelle legate all'autogestione da parte degli studenti, cioè le assemblee di istituto e le assemblee dei genitori. L'emendamento individua anche le modalità per effettuare tali riunioni.
L'autonomia che voi proponete porta il dirigente scolastico a decidere anche su profili in cui sarebbe più opportuna una maggiore partecipazione di chi vive la scuola, ossia una partecipazione dal basso.
Con questo emendamento, che chiediamo di approvare, si chiede il ripristino delle assemblee che riguardano gli studenti, gli istituti, i genitori.
ROSA DE PASQUALE. Voteremo contro l'articolo aggiuntivo Zazzera 4.01, perché l'emendamento 7.3 del relatore già prevede che siano gli statuti a prevedere obbligatoriamente la partecipazione degli studenti e delle famiglie alle attività della scuola.
Riteniamo che demandare questo compito allo statuto dia la possibilità di valorizzare ulteriormente e incentivare la partecipazione da parte delle famiglie e degli studenti al fine di individuare forme nuove di partecipazione - in fondo, stiamo scrivendo norme che intendono ridare vigore alla partecipazione delle componenti scolastiche all'autonomia scolastica -, poiché quelle regolamentate precedentemente erano ferme agli anni Settanta.
Sicuramente lo statuto, pur dovendo regolamentare questa forma di partecipazione attiva, viva e motivata di tutte le parti presenti nella scuola, potrà individuare forme anche più pregnanti e più partecipative rispetto a quelle previste dai precedenti decreti delegati.
LUISA CAPITANIO SANTOLINI. Volevo solo ricordare, a me stessa prima di tutti, che questa legge ha una ratio. Per quanto possa sembrare «pasticciata», come qualcuno dice, la ratio è quella di dare alle scuole maggiore autonomia di quella di cui hanno goduto fino ad ora.
L'articolo aggiuntivo Zazzera 4.01 va esattamente nel senso opposto. Se vogliamo dare alle scuole credito, dignità, autonomia, responsabilità, dobbiamo lasciare loro le decisioni che riguardano la loro vita, il loro funzionamento, la loro presenza sul territorio e la partecipazione delle varie componenti.
Non credo che sia opportuno normare tutto, prevedere tutto e riscrivere tutto, reinserendo un assemblearismo che ormai in buona parte è cambiato, è diventato altra cosa; è un altro modo di essere presenti e di partecipare, non si può ritornare a vecchi schemi, altrimenti si perde completamente la finalità di questa legge, appunto quella di dare maggiore autonomia.
Ci sono due aspetti positivi in questa legge: la maggiore autonomia data agli istituti e il nucleo di autovalutazione. Per il resto, si potrebbe discutere a lungo e ognuno di noi la vorrebbe migliorare in un senso o nell'altro.
Diamo fiducia alle scuole. Ho l'impressione che in tanti interventi - non solo in quelli del collega Zazzera - comunque legittimi e che io rispetto, ci sia al fondo una profonda sfiducia nell'istituzione scolastica, una sfiducia nella sua capacità di organizzarsi, di dare risposte varie e diverse rispetto al territorio in cui la scuola opera.
Noi vorremmo, invece, dare fiducia alle componenti della scuola, quindi consideriamo le proposte emendative presentate dal collega Zazzera davvero inaccettabili, e non per partito preso. C'è quindi una ragione di fondo che ci impedisce di votare a favore degli stessi.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor presidente, si tratta di materia importante perché riguarda la partecipazione delle assemblee studentesche e delle altre assemblee. Per quanto riguarda gli studenti, tengo a sottolineare che la materia è già disciplinata dallo statuto degli studenti. Questo è molto importante: non si pensi che la materia non sia presente, in quanto essa è già normata in maniera molto articolata e viene utilizzata nelle scuole.
CATERINA PES. Penso che questo sia uno dei temi di riflessione centrali relativi al provvedimento, che vuole innanzitutto sostenere e rafforzare il concetto di autonomia. Con l'onorevole Zazzera abbiamo già avuto modo di confrontarci in proposito. Probabilmente diamo al tema dell'autonomia della scuola una valutazione diversa, perché l'autonomia è veramente esercizio della responsabilità, in un momento nel quale la scuola si deve porre come il luogo di crescita, in generale, di un territorio, dei giovani in quel territorio e di una realtà sociale che sta vivendo profondissimi cambiamenti.
Gli statuti nulla tolgono all'assemblearismo, come hanno affermato prima la collega Capitanio Santolini e anche il sottosegretario. Il problema è cercare di mettere le scuole nelle condizioni di darsi un'organizzazione al loro interno più moderna e più legata alle esigenze di quella scuola e di quell'ambiente.
Posso ricordare - ho vissuto tanti anni all'interno delle istituzioni scolastiche - che probabilmente negli ultimi quindici anni non ho mai assistito ad assemblee di genitori, perché questo tipo di scelta assembleare nei decreti delegati è via via fallita. Allora è inutile riproporla, ma quello che l'onorevole Zazzera ripropone è la scuola esattamente così com'è. Possiamo assolutamente chiudere il discorso, perché la scuola rimane tale e quale si è presentata sino ad oggi.
Non mi sembra che sia questo l'oggetto della riflessione. Vorremmo invece poter contribuire a dare una spinta nuova verso l'autonomia e la responsabilità di ognuno.
PAOLA GOISIS. Se non fosse stata prevista l'assemblea degli studenti anche noi ne avremmo fatto richiesta, perché in modo particolare le assemblee si svolgono negli istituti superiori. Pensare che gli studenti non possano avere un loro momento aggregativo e decisionale sarebbe assurdo.
Ribadisco che sono estremamente favorevole alla presenza delle assemblee studentesche e la condivido con forza.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'articolo aggiuntivo Zazzera 4.01, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Ricordo che, essendo stati approvati emendamenti in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo 4, come modificato dagli emendamenti approvati, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sugli emendamenti indicati.
Passiamo all'esame dell'articolo 5 e degli emendamenti ad esso presentati.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Formulo un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli emendamenti Zazzera 5.4, Goisis 5.2 e Zazzera 5.1 e raccomando l'approvazione del mio emendamento 5.3
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 5.4.
PIERFELICE ZAZZERA. Non è detto che l'autonomia garantisca la partecipazione e credo che con il provvedimento in esame voi non garantiate la partecipazione degli studenti, dei genitori e dei docenti. Tanto ciò è vero che nell'articolo 5 la figura del dirigente scolastico appare come preponderante, tale da schiacciare anche i meccanismi di partecipazione nella scuola. Addirittura non prevedete neppure meccanismi di collegialità: il dirigente risponde per se stesso, ha pieni poteri.
Con il mio emendamento 5.4 chiediamo che il dirigente relazioni sulla sua attività agli organi collegiali.
La vostra scelta porta non verso le autonomie delle scuole in senso positivo, ma verso le gestioni monocratiche delle stesse.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 5.4, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Goisis 5.2.
PAOLA GOISIS. La figura del dirigente scolastico, come già abbiamo detto in altre occasioni durante l'esame del provvedimento, a nostro avviso è una presenza troppo centralizzata. Vediamo una scarsa partecipazione degli altri organi collegiali, dunque vogliamo insistere sul fatto che il dirigente scolastico non può esimersi dalla consultazione degli altri organi, in particolare dei docenti e del consiglio dei docenti. Diversamente, non siamo più in presenza di un'autonomia, ma di una forma autoritaria che non ci piace assolutamente.
Non ci piace la figura troppo centralizzata del dirigente manager. È necessaria una diretta compartecipazione con gli altri organi della scuola, in particolare, come dicevo, con il consiglio dei docenti.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Goisis 5.2, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 5.1, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 5.3 del relatore, accettato dal Governo.
Ricordo che, essendo stato approvato un emendamento in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo 5 come modificato dall'emendamento approvato, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sull'emendamento indicato.
Passiamo all'esame dell'articolo 6 e degli emendamenti ad esso riferiti.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento 6.1; invito al ritiro degli emendamenti Zazzera 6.2, 6.7 6.8 e 6.3, altrimenti il parere è contrario; raccomando, quindi, l'approvazione dei miei emendamenti 6.4 e 6.5 (nuova formulazione) e 6.6. Procedo alla lettura, in particolare, del mio emendamento 6.5 (nuova formulazione): Al comma 1, dopo la parola: «Statuto» aggiungere le seguenti: «e il regolamento relativo al consiglio dei docenti e sue articolazioni» e sostituire la parola: «disciplina» con la seguente: «disciplinano». Ritiro, infine, il mio emendamento 6.5.
PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 6.1, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 6.2.
PIERFELICE ZAZZERA. Con il mio emendamento 6.1 proponevamo di sopprimere l'intero articolo 6. Il problema che il provvedimento in esame pone è la visione dell'autonomia intesa non come un'autonomia positiva, ma in termini di poteri della scuola, che si può dare un suo statuto, ovviamente schiacciando i meccanismi di partecipazione e di collegialità. Come si vede nell'articolo 6, è lo statuto che disciplina tutto.
Noi pensiamo che in questa maniera si perda l'uniformità dell'offerta formativa così come prevista dalla Carta costituzionale. Pertanto, se proprio non volete sopprimere l'articolo 6, almeno valutate le integrazioni e le modifiche possibili. Noi parliamo di collegio dei docenti, esattamente come previsto qui, ma cercando di articolare una proposta meno verticale, cioè più collegiale nelle decisioni, laddove ciascuno fa delle proposte e risponde per quello che fa, e non c'è la risposta a uno statuto su cui il Ministero stesso non esercita alcun controllo.
Questo va a discapito dell'offerta di formazione, che significa mettere in discussione i princìpi costituzionali.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 6.2, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 6.7, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 6.4 del relatore, accettato dal Governo.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 6.5 del relatore (nuova formulazione), accettato dal Governo.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 6.8, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 6.3.
PIERFELICE ZAZZERA. Con il mio emendamento 6.3 chiediamo di sopprimere il comma 4 dell'articolo 6, dal quale ancora una volta si evince che tutto avviene in funzione di uno statuto - e ogni scuola probabilmente si doterà di uno statuto diverso - in merito alla composizione e alle modalità di partecipazione degli alunni e dei genitori al consiglio dei docenti e per il raggiungimento degli obiettivi educativi. Riteniamo che, proprio per la mancanza di chiarezza, sia necessario sopprimerlo.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 6.3, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 6.6 del relatore, accettato dal Governo.
Ricordo che, essendo stati approvati emendamenti in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo 6 come modificato dagli emendamenti approvati, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sugli emendamenti indicati.
Passiamo all'esame dell'articolo 7 e degli emendamenti ad esso presentati.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Formulo un invito al ritiro degli emendamenti Goisis 7.1, Zazzera 7.2, nonché degli articoli aggiuntivi Goisis 7.01 e 7.02, altrimenti il parere è contrario. Raccomando l'approvazione del mio emendamento 7.3.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Goisis 7.1.
PAOLA GOISIS. In virtù di quanto abbiamo detto prima per quanto riguarda la partecipazione degli studenti e dei genitori, noi proponiamo l'istituzione della consulta dei genitori e degli studenti. È vero che tante volte le assemblee venivano disertate, meno quelle degli studenti perché spesso diventavano occasione per vedere un film oppure per qualche partecipazione a forme teatrali o iniziative di questo tipo.
Per quanto riguarda i genitori, invece, effettivamente - come diceva prima la collega Pes - la loro partecipazione è stata quasi sempre fallimentare. Questo avveniva perché si chiedeva un'assemblea dei genitori; probabilmente, se si chiedono forme più ristrette, come può essere una consulta, la partecipazione può essere più interessante e, appunto, più partecipata. Per questa ragione abbiamo avanzato questa proposta.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Goisis 7.1, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 7.3 del relatore, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 7.2.
PIERFELICE ZAZZERA. Con il mio emendamento 7.2 proponiamo l'aggiunta del comma 1-bis all'articolo 7, con il quale cerchiamo di integrare la proposta della maggioranza: «A tal fine ciascuna istituzione scolastica costituisce specifici organismi di genitori e, per la scuola secondaria di secondo grado, di alunni con il compito di esprimere proposte e pareri su tutte le attività inerenti alla vita della scuola secondo le competenze attribuite dallo Statuto».
Non mi sembra che si tratti di una proposta rivoluzionaria ed eretica; al contrario, mi sembra di capire che ci sia ancora una volta il tentativo di rendere il provvedimento più partecipato, più rivolto verso il basso, più democratico, perché così non è.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 7.2, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'articolo aggiuntivo Goisis 7.01.
PAOLA GOISIS. In linea con la nostra proposta di rendere obbligatorio lo studio delle specificità culturali, storiche, ambientali, linguistiche e del territorio, proponiamo, nella programmazione dell'offerta formativa, l'utilizzazione di una parte del curricolo obbligatorio, proprio per costruire percorsi interdisciplinari dedicati alla conoscenza del territorio di appartenenza, dal punto di vista storico, culturale, ambientale, urbanistico, economico e sportivo. Penso che questo tema sia estremamente interessante.
PRESIDENTE. Onorevole Goisis, poiché l'argomento si affianca a tematiche di interesse del Governo, le consiglierei di presentare un ordine del giorno. È stato espresso un parere contrario perché la materia che lei ha esposto è a latere. Il relatore la invita al ritiro per non dover esprimere un parere contrario: forse le converrebbe ritirare l'articolo aggiuntivo 7.01 e presentare un ordine del giorno. È solo un consiglio. Non decido io, ovviamente. Io interpreto i due pareri espressi dal relatore e dal Governo.
PAOLA GOISIS. Sappiamo però che l'ordine del giorno non diventa cogente. Questa poteva essere una dimostrazione di buona volontà e di incontro tra il Governo e l'istanza, legittima e richiesta da tutti, di legame con il territorio. Mi affido alla buona volontà del sottosegretario.
PIERFELICE ZAZZERA. Devo raccogliere l'appello della collega Goisis. Mi sembra che il suo articolo aggiuntivo 7.01 contenga disposizione di assoluto buonsenso, senza stravolgere il testo e senza prevedere - credo - costi aggiuntivi.
Non capisco perché si chieda alla collega di presentare un ordine del giorno, che non diventerà mai norma, se non un impegno del Governo, se mai sarà accettato. L'esperienza di questi anni ha dimostrato che gli ordini del giorno nascono e muoiono così come vengono scritti. È diverso se volete dimostrare di essere disposti a un confronto, che si sostanzia anche nella possibilità di emendare un testo, che non resta chiuso e blindato. Peraltro, visto che già la discussione sta avvenendo in presenza di pochi parlamentari e non in un consesso di 630 deputati, se non volete nemmeno accettare le proposte emendative di buonsenso che provengono dall'opposizione, quale che essa sia, così andate avanti spediti ma non so dove arrivate.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Voglio dire a tutti gli onorevoli presenti che il Governo è sensibile al tema. Il problema è che è già prevista la parte di curricolo destinata alle regioni. Tale questione è salvaguardata fortemente da norme che negli anni passati, come tutti sappiamo, hanno dato alle regioni e poi anche alle autonomie scolastiche quote parte di orari e di curricolo a tal fine. È
solo per questo, non perché vi sia un'opposizione di merito. Il Governo è rispettoso di questa istanza.
ERICA RIVOLTA. Noi ribadiamo che è necessario specificarlo, ad abundantiam. Non pensiamo che sia ostativo verso nessuno; è importante e anche il sottosegretario l'ha condiviso. Un conto è votare una proposta emendativa, ma riteniamo che non sia significativa un'eventuale approvazione di un ordine del giorno su un argomento che non comporta assolutamente nuovi oneri. Insistiamo, dunque, per la votazione dell'articolo aggiuntivo Goisis 7.01.
MARIA LETIZIA DE TORRE. Mi aggiungo a quanto già espresso dal rappresentante del Governo. Credo che il suggerimento della presidente sia da intendersi nel senso che quella che stiamo trattando è altra materia, la materia del curricolo. Oggi lo Stato dà alle scuole non più i programmi, ma indicazioni. Purtroppo questo riguarda sinora solo la scuola primaria e secondaria di primo grado, mentre non riguarda ancora la secondaria di secondo grado. In queste indicazioni è chiaramente esplicitato quanto giustamente viene richiesto dalla Lega.
Inserire un'altra materia in un provvedimento che parla dell'organizzazione delle scuole - certo, tutto si può fare, anche perché le leggi dello Stato italiano sono «arlecchine» - non contribuisce alla chiarezza, alla semplicità di lettura e a capire quello che le scuole devono fare. Insomma, in questo modo introdurremmo nel provvedimento norme attinenti ad un'altra materia. Per questo, pur condividendo le ragioni della richiesta delle colleghe, preannunzio il mio voto contrario sull'articolo aggiuntivo in esame.
PAOLA GOISIS. Presidente, insisto per la votazione dell'articolo aggiuntivo 7.01 a mia firma.
PRESIDENTE. Pongo quindi in votazione l'articolo aggiuntivo Goisis 7.01, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
PAOLA GOISIS. Ritiro il mio articolo aggiuntivo 7.02.
PRESIDENTE. Ricordo che, essendo stato approvato un emendamento in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo 7 come modificato dall'emendamento approvato, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sull'emendamento indicato.
Passiamo all'esame dell'articolo 8 e degli emendamenti ad esso presentati.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Invito al ritiro degli emendamenti Zazzera 8.1 e 8.2 e Goisis 8.4, altrimenti il parere è contrario. Raccomando l'approvazione del mio emendamento 8.3.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 8.1.
PIERFELICE ZAZZERA. L'articolo 8 riguarda il sistema di valutazione dell'offerta della scuola e ancora una volta si fa riferimento all'utilizzo dell'INVALSI. Noi mettiamo in guardia rispetto a quello che è successo con l'utilizzo dei test dell'INVALSI, ricordando le polemiche che ne sono seguite.
Per questa ragione, attraverso il mio emendamento 8.1 chiediamo la soppressione dell'articolo 8. Con il mio successivo emendamento 8.2, sul quale non interverrò, proponiamo che quantomeno nell'indicazione dei componenti dei nuclei di valutazione si introducano meccanismi di trasparenza.
Chiediamo infatti di utilizzare per la nomina il sorteggio e non meccanismi che possono innescare situazioni che inficiano la trasparenza.
MARIA LETIZIA DE TORRE. Credo che l'articolo 8 sia molto importante perché in Italia non vi è ancora una tradizione di autovalutazione e di valutazione dentro il sistema scolastico. Ovviamente qui si parla di autovalutazione, che è una parte di tutta la valutazione e del miglioramento del sistema scolastico, che deve essere composto da tanti altre parti, ossia l'INVALSI, l'INDIRE, e che dovranno essere - spero - arricchiti attraverso un corpo di esperti in qualità del sistema scolastico.
L'autovalutazione delle istituzioni scolastiche è essenziale, ma non può essere effettuata da persone di altre scuole, proprio perché si tratta di autovalutazione. Nella proposta di legge si dice che ci deve essere almeno un esperto esterno perché certamente bisogna aiutare la scuola a fare autovalutazione.
Esiste però anche quello che il collega Zazzera suggerisce; già oggi, infatti, molte scuole si sono messe in rete per fare valutazione tra pari, peer evaluation. Io ho partecipato alle sessioni finali del lavoro tra queste scuole: una scuola ne visita un'altra e viceversa. Questa peer evaluation esiste già ed è da incoraggiare, ma non è di questo che si parla nella norma, che invece si riferisce all'autovalutazione dentro la scuola, all'automiglioramento.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 8.1, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 8.2, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 8.3 del relatore, accettato dal Governo.
Passiamo all'esame dell'emendamento Goisis 8.4.
PAOLA GOISIS. Avendo svolto tante esperienze a contatto con le famiglie, chiediamo di aggiungere al comma 1 dell'articolo 8, laddove si prevede che vi sia almeno un rappresentante delle famiglie, l'espressione «con potere consultivo».
Abbiamo assistito spesso a intromissioni, interferenze, situazioni anche estremamente imbarazzanti di genitori che sono arrivati perfino a colpire i docenti. Per questo, pur prevedendo la presenza delle famiglie, vorremmo specificare «con potere consultivo», poiché non possiamo aspettarci un clima poliziesco da parte delle famiglie. Negli istituti - magari di materie tecniche - in cui i ragazzi sono più vivaci, spesso i familiari agiscono con intromissioni eccessive. Non è che questo ci faccia paura; personalmente non abbiamo subito situazioni di questo tipo, però abbiamo vissuto la sofferenza di altri insegnanti.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Goisis 8.4, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Ricordo che, essendo stato approvato un emendamento in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo 8 come modificato dall'emendamento, in attesa dell'espressione da parte della Commissione competente del parere sull'emendamento indicato.
Passiamo all'esame dell'articolo 9 e degli emendamenti ad esso presentati.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Invito al ritiro degli emendamenti Zazzera
9.1 e Goisis 9.3, altrimenti il parere è contrario. Raccomando l'approvazione dei miei emendamenti 9.4 e 9.2.
PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 9.1, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 9.4 del relatore, accettato dal Governo.
Passiamo all'esame dell'emendamento 9.2 del relatore.
MARIA COSCIA. L'emendamento 9.4 del relatore, che abbiamo già votato, assorbe, almeno nello spirito con cui il relatore lo aveva proposto, l'emendamento 9.2 del relatore, inerente al bilancio sociale.
PRESIDENTE. In realtà i due emendamenti incidono su parti diverse del testo dell'articolo. Nello spirito del relatore e dei presentatori, l'emendamento 9.4 del relatore di fatto assorbe anche il 9.2 del relatore e, quindi, ne sarebbe opportuno il ritiro.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Ritiro il mio emendamento 9.2.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Goisis 9.3.
PAOLA GOISIS. Chiediamo che siano istituiti albi regionali nei quali si indichino le scuole con le varie valutazioni. Per gli istituti che ottengono valutazioni migliori si chiede di prevedere dei contributi premiali. Per le scuole che, invece, ottengono una valutazione inferiore o bassa chiediamo che si preveda un percorso di riqualificazione, magari anche con l'aiuto dell'università, in modo tale da aiutare questi istituti laddove abbiano avuto situazioni negative o che, comunque, hanno contribuito ad abbassare il livello della qualità.
Mi rendo conto che si tratta di una novità, però dobbiamo decidere cosa intendiamo fare con l'autovalutazione: a cosa serve se poi non vengono assunti provvedimenti conseguenti? D'altra parte, credo che l'autovalutazione venga esercitata per consentire alle famiglie di avere un quadro generale della qualità dei vari istituti e quindi essere facilitate nella scelta.
Bisogna anche capire che determinate scuole, per vari motivi, possono essersi trovate in difficoltà. Per questo si prevede un percorso di riqualificazione. Certo, bisogna capire le motivazioni per le quali una scuola non ha raggiunto un certo livello; se le motivazioni sono gestionali, manageriali o di altro genere sarebbe da prevedere anche lo scioglimento del consiglio.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Si tratta di una materia delicata e importante. L'approvazione dell'emendamento Goisis 9.3 comporterebbe la soppressione dell'ultimo periodo del comma 2 dell'articolo 8, il quale stabilisce che il rapporto annuale di autovalutazione predisposto dal nucleo di autovalutazione venga reso pubblico.
Più in generale, mi permetto di porgere all'attenzione della Commissione che il sistema di premialità esiste ed è già previsto in capo all'INVALSI, a seguito di un lungo dibattito pubblico della comunità nazionale. Per questo il Governo ribadisce il suo parere contrario sull'emendamento Goisis 9.3.
ERICA RIVOLTA. Con l'emendamento Goisis 9.3 intendiamo introdurre un elemento di miglioramento. Ferma restando la premialità che riserviamo alle istituzioni
che hanno raggiunto valutazioni alte, c'è anche un principio di equità, nel senso che noi vogliamo che tutte le scuole raggiungano quel livello. Il comma 1-quinquies è rivolto in questa direzione.
Poiché la nostra intenzione è di puntare a una qualità migliore, chiediamo che sia il più possibile generalizzata. Per questa ragione insistiamo per la votazione dell'emendamento.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Goisis 9.3, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Ricordo che, essendo stato approvato un emendamento in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo 9 come modificato dall'emendamento approvato, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sull'emendamento stesso.
Passiamo all'esame dell'articolo 10 e degli emendamenti ad esso presentati.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Invito al ritiro degli emendamenti Zazzera 10.1, 10.3 e 10.2, altrimenti il parere è contrario, mentre raccomando l'approvazione dei miei emendamenti 10.4 e 10.5.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 10.1.
PIERFELICE ZAZZERA. Svolgerò un intervento complessivo relativo anche agli altri emendamenti all'articolo 10, poiché ritengo che tale articolo sia uno dei più importanti della proposta di legge in esame. Probabilmente a ciò sono legate anche le critiche che sono giunte in relazione al provvedimento dal mondo della scuola.
La questione riguarda il rapporto del mondo della scuola con tutto ciò che ad esso è esterno e l'inserimento di elementi di interesse privato, fondazioni e altri soggetti che, pur partecipando senza diritto di voto agli organi collegiali della scuola, pongono il problema della libertà di insegnamento e dell'interferenza che tali soggetti terzi possono avere nell'offerta formativa nel nostro sistema nazionale.
Alla base di tutto questo c'è un problema che riguarda la riduzione progressiva di fondi che lo Stato sta di fatto determinando nei confronti del mondo della scuola. In questi anni c'è stato un progressivo depauperamento di finanziamenti e di risorse. Considerando che il dirigente scolastico è molto forte sul piano dei poteri, se la scuola è in difficoltà perché non ha risorse posso pensare che quel dirigente, per far vivere la sua scuola, debba rivolgersi a un privato per ottenere ciò che non ottiene dallo Stato. Ovviamente si determina in tal modo la surroga, il che significa costruire un modello di scuola che non è più quello sancito dalla Carta costituzionale. Si pone così un problema di rispetto dell'articolo 3. Come abbiamo già detto nella questione pregiudiziale di costituzionalità, l'inserimento di soggetti esterni e di interferenze all'interno del mondo della scuola metterà in discussione l'articolo 3 della Costituzione, perché in tal modo si costruiscono scuole di serie A, di serie B e di serie Z. Probabilmente i figli dei ricchi andranno nelle scuole finanziate dai ricchi e i poveri non potranno avere un livello di istruzione adeguato.
Pensateci, poiché credo che su questo stiate commettendo un imperdonabile errore.
MARIA COSCIA. Francamente mi dispiace che il collega Zazzera continui a usare argomenti che non esistono più nel contesto del provvedimento di cui stiamo discutendo. Onorevole Zazzera, se lei legge con attenzione gli emendamenti del relatore, potrà constatare con chiarezza che il tema non esiste.
In particolare, l'emendamento 10.5 del relatore propone di sopprimere il comma 2 dello stesso articolo, che va esattamente nella direzione da lei richiamata: non si parla più di fondazioni, ma la parola «fondazioni» è semplicemente citata come possibilità che le stesse hanno di aiutare le scuole. Questo tema, quindi, non esiste più. Francamente credo che sarebbe utile per tutti attenersi al contenuto del provvedimento.
PAOLA GOISIS. Il punto fondamentale di questo articolo è che esso è relativo alla possibilità di ricevere contributi, il che di per sé sarebbe più che legittimo e positivo...
PRESIDENTE. È la costituzione di reti, di consorzi e altre forme associative.
PAOLA GOISIS. Ma poi è scritto: «Le autonomie scolastiche possono altresì ricevere contributi da fondazioni finalizzati al sostegno economico della loro attività per il raggiungimento degli obiettivi strategici indicati nel piano dell'offerta formativa, per l'innalzamento degli standard di competenza dei singoli studenti e della qualità complessiva dell'istituzione scolastica, ferme restando le competenze degli organi di cui all'articolo 11 della presente legge».
Credo anch'io che qui ci sia effettivamente il pericolo, quel grande pericolo che avevamo ventilato precedentemente, nella fase della discussione. È vero che è stata eliminata la possibilità che gli istituti diventino fondazioni, ma ne rimane un'altra: il soggetto che dà un contributo non lo fa solo per generosità, ma spesso abbiamo visto che in cambio pretende di interferire sia nel tipo di istruzione sia nel tipo di scuola.
Noi intravediamo questo rischio. Auspico che arrivino tanti finanziamenti dall'esterno, ma so anche che, purtroppo, insieme ai contributi a volte arrivano anche le interferenze.
Peraltro, interferenze da parte di soggetti esterni, che potevano entrare e votare, in passato ci sono state. Avendo già avuto queste esperienze, voterò a favore dell'emendamento Zazzera 10.1.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 10.1, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 10.3.
PIERFELICE ZAZZERA. Sebbene mi fossi riproposto di non intervenire, ritengo che sia bene precisare: le fondazioni ci sono o non ci sono? A mio giudizio, continuano ad esserci.
Ci sono o non ci sono soggetti terzi che interferiscono nell'attività formativa della scuola? Ci sono, e se leggete l'articolo 1, comma 2, troverete soggetti privati e comunque produttivi che intervengono nel sistema formativo. Quindi, non è vero che non ci sono e che voi avete cancellato questa previsione. È l'impostazione di questa legge che favorisce l'ingresso di soggetti esterni all'interno della scuola.
Quando una scuola si dà un proprio statuto, decide statutariamente se inserire o meno, come dite voi genericamente, soggetti produttivi oppure soggetti del territorio. Quali sono i soggetti produttivi? Un'impresa, una piccola impresa, una grande impresa, Confindustria, enti locali? La questione è che questi soggetti esterni al mondo della scuola non hanno bisogno del potere di voto nel collegio - avete fatto una scelta anche banale, ma dare loro anche il diritto di voto sarebbe stato troppo -, perché comunque il diritto di voto lo acquisiscono con il peso dei loro finanziamenti.
Ha ragione la collega Goisis quando dice che le interferenze ci sono e non sono legate all'alzata di mano ma al quantum che viene dato come contributo a una scuola pubblica che oggi non riesce neppure ad avere i finanziamenti. Il sottosegretario sa meglio di me che oggi le scuole
non riescono neppure a comprare la carta igienica, proprio perché mancano i finanziamenti pubblici.
MARIA COSCIA. Evidentemente non riusciamo a distinguere una visione di scuola che peraltro già esiste. Su questo vorrei rassicurare sia la collega Goisis che il collega Zazzera: è nello stesso spirito dei decreti delegati degli anni Settanta avere una scuola non autoreferenziale, ma, nella sua natura pubblica, capace di collegarsi con il territorio e di intendere la formazione come un processo aperto, dove appunto la scuola si confrontava con il territorio, intendendo per territorio le realtà del territorio stesso, dalle associazioni culturali alle associazioni sociali al sistema produttivo di quel territorio. Penso, per esempio, agli istituti superiori, agli istituti tecnici. Se non c'è questa possibilità di relazione, di che cosa stiamo parlando?
Sia nella progettazione del piano dell'offerta formativa, sia nella possibilità di avere anche un supporto dal territorio, questi sono princìpi che in realtà nella scuola italiana si stanno praticando. Questa legge li riprende e li sistematizza, fermo restando l'asse centrale che è quello dell'autonomia scolastica; un'autonomia intesa, però, non come autoreferenzialità e autarchia della scuola, ma come capacità di essere un potenziale forte di relazione con il territorio, avendo al centro i ragazzi e l'istruzione che bisogna fornire loro.
Gli emendamenti del relatore non fanno altro che sottolineare tali aspetti, tant'è che l'emendamento 10.5 del relatore propone di sopprimere il comma 2, per rendere ancora più chiaro che il ruolo di queste realtà esterne è semplicemente di supporto.
PAOLA GOISIS. Intervengo per sostenere l'emendamento Zazzera 10.3. Considerato che è stato respinto l'emendamento Zazzera 10.1, che proponeva la soppressione dell'articolo 10, almeno lo si sostituisca eliminando la parte relativa ai contributi da fondazioni «finalizzati (...)», per i motivi che abbiamo già espresso.
Aggiungerei, inoltre, che a questo punto preferirei che la scuola fosse privata. Se è privata, almeno il manager o chi per lui sceglie quale fondazione, agenzia, fabbrica deve contribuire al mantenimento dell'istituzione scolastica; in questo modo, invece, è statale, ma ci mettiamo dentro i contributi privati, quindi il risultato è un ibrido, con il rischio notevole di queste interferenze.
Capisco che il Governo preferisca una situazione di questo tipo, con i contributi esterni: in questo modo si lava un po' la coscienza, sapendo che, anche se dà pochi finanziamenti alla scuola, ci sono coloro che in qualche modo suppliscono a questa mancanza.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. A nome del Governo sono contento della formulazione e del punto di equilibrio che è stato espresso dal relatore - lo voglio dire pubblicamente - rispetto a questo punto. È un tema che fa parte del dibattito internazionale su cosa sia la scuola pubblica e che riguarda la nostra scuola da trent'anni.
Sono trent'anni che la nostra scuola raccoglie i contributi - in termini di volontariato, di denaro, di apporto, di aiuto costante - del territorio e ne fa un fatto vivo, partecipando di tutte le questioni del territorio.
Penso che la norma abbia raccolto una quantità di pratiche molto diffuse. Se consultate il sito del Ministero, nell'applicazione «Scuola in chiaro» potrete verificare che tutte le scuole d'Italia dichiarano esattamente quali sono i loro alleati educativi del territorio. Fate un semplice esercizio: verificate quale rete di relazioni abbia la vostra scuola rispetto a quando voi la frequentavate.
Penso che questo sia il senso di quest'articolo. Se consultate i dati OCSE diffusi pochi giorni fa, vedrete che le scuole statali, come è stato prima notato, nel mondo ottengono un sostegno molto più forte di quello che ottiene la scuola italiana, in termini percentuali e assoluti.
La ratio di questo dibattito è importante, ma va anche salutato questo passaggio della Commissione.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 10.3, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 10.4 del relatore, accettato dal Governo.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 10.2, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 10.5 del relatore, accettato dal Governo.
Ricordo che, essendo stati approvati emendamenti in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo 10 come modificato dagli emendamenti approvati, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sugli emendamenti indicati.
Passiamo all'esame dell'articolo 11 e degli emendamenti ad esso presentati.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Invito al ritiro degli emendamenti Zazzera 11.1, 11.2, 11.3, 11.5, 11.6, 11.4 e 11.7, altrimenti il parere è contrario. Raccomando l'approvazione del mio emendamento 11.8 e del mio articolo aggiuntivo 11.01.
PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 11.1, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 11.2.
PIERFELICE ZAZZERA. Intervengo sull'articolo 11 perché precedentemente ne abbiamo chiesto la soppressione. L'articolo 11 costituisce una parte importante del provvedimento in esame, anche in merito alla possibilità di mettere al riparo dal rischio di una frammentazione dell'offerta formativa sul territorio.
Italia dei Valori, come si evince anche dalla proposta che abbiamo depositato ed è agli atti, ha cercato di conservare il riferimento costituzionale all'unità nazionale della scuola. Nella proposta di legge di autonomia manca il cappello, manca il soggetto previsto per Costituzione, cioè lo Stato, che deve esercitare un'azione di controllo a cascata sul funzionamento della scuola.
In questo senso, abbiamo proposto, con le proposte emendative all'articolo 11, la costituzione del Collegio nazionale dei docenti e dei Collegi regionali dei docenti, che intervengono anche in riferimento alla questione della valutazione e dell'autovalutazione.
Attraverso i docenti che fanno parte di quel collegio e che possono anche attingere a forme esterne di rappresentanza, si può valutare come funziona il sistema, anche all'interno di un contesto di autonomia della scuola.
Il Collegio nazionale dei docenti guarda nell'insieme il mondo della scuola, lo valuta, interviene sulle questioni deontologiche ed è anche in grado, in base a quanto formulato nella nostra proposta, di valutare, per chi non raggiunge gli obiettivi o non si comporta in modo deontologicamente corretto, la possibilità di allontanamento.
Se si vuole dare omogeneità anche a chi ritiene, attraverso la proposta in esame, di
avere il suo statuto, la sua autonomia, la sua capacità di interagire con il territorio, ma senza una struttura che crei armonia tra le varie scuole, crediamo che ciò significhi che ognuno gestisce il proprio orticello in una logica in cui il più forte prevarrà sul più debole.
Nella proposta che avanziamo con il mio emendamento 11.2 - si tratta di una proposta complessa, molto articolata in tutte le sue ramificazioni, dall'organo centrale agli organi periferici - c'è chi segue il percorso della scuola, non in forma assistenziale; c'è chi controlla le regole del gioco, che è proprio ciò che manca nel vostro testo.
Il Governo centrale, di fatto, proprio perché sta riducendo i finanziamenti, sta dismettendo le proprie responsabilità e sta dicendo al territorio di agire al suo posto. Noi, invece, vi diciamo che con l'istituzione del Collegio nazionale, che interviene sulle varie problematiche che ho appena sommariamente riferito, quantomeno si tiene insieme una visione nazionale della scuola che Italia dei Valori ritiene in questa legge si perda.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo tiene a dire che l'emendamento Zazzera 11.2, se approvato, comporterebbe l'esclusione dal Collegio nazionale dei docenti i dirigenti e i genitori. Non è condivisibile, inoltre, a parere del Governo la procedura concorsuale proposta.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 11.2, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 11.3, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 11.5.
PIERFELICE ZAZZERA. Si tratta di intervenire, insieme al consiglio dell'autonomia scolastica, con l'individuazione di un organo che valuti i profili legati alla tutela della libertà di insegnamento dei docenti e dell'autonomia professionale dei dirigenti scolastici, e intervenga eventualmente con sanzioni, laddove vi siano profili di illegittimità.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 11.5, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 11.6, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 11.8 del relatore, accettato dal Governo.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 11.4, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 11.7, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'articolo aggiuntivo 11.01 del relatore.
LUISA CAPITANIO SANTOLINI. Intervengo per sottolineare che abbiamo fatto bene a presentare tale proposta emendativa. Vorrei ricordare che non è la prima volta, ma non succede spesso che le leggi vengano monitorate: proponiamo di monitorare l'applicazione di una importante legge che innova e che produrrà ulteriori cambiamenti nel tempo, essendo in itinere, nel modo di governare la scuola.
Il fatto che dopo due anni si preveda un monitoraggio, una verifica, un controllo, con la possibilità di cambiare le cose che non vanno bene, di proporre soluzioni alternative, mi sembra un passo avanti rispetto a quanto previsto dal altre leggi che sono state varate - in generale da ogni parte del Parlamento - senza nessuna verifica e controllo sugli esiti delle stesse.
Plaudo dunque a questa modifica proposta dal relatore e mi dichiaro molto soddisfatta.
PIERFELICE ZAZZERA. Intervengo per comunicare anche il voto favorevole dell'Italia dei Valori sull'articolo aggiuntivo 11.01 del relatore, che prevede il monitoraggio per due anni dell'attività legislativa, condividendo anche la scelta di non assegnare i rimborsi.
Ci auguriamo, tuttavia, che questa non diventi una delle tante Commissioni istituite che non hanno mai prodotto alcuna relazione finale.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, pongo in votazione l'articolo aggiuntivo 11.01 del relatore, accettato dal Governo.
Ricordo che essendo stati approvati emendamenti in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo 11 come modificato dagli emendamenti approvati, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sugli emendamenti indicati.
Passiamo all'esame dell'articolo 12 e degli articoli aggiuntivi ad esso presentati.
Ricordo che è stato presentato l'articolo aggiuntivo 12.02 del relatore, la cui approvazione precluderebbe la votazione dell'articolo aggiuntivo Nicco 12.01.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Raccomando l'approvazione del mio articolo aggiuntivo 12.02 ed invito al ritiro dell'articolo aggiuntivo Nicco 12.01, altrimenti il parere è contrario.
PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'articolo aggiuntivo 12.02 del relatore, accettato dal Governo.
Risulta pertanto precluso l'articolo aggiuntivo Nicco 12.01.
Ricordo che, essendo stato approvato un articolo aggiuntivo in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo 12 come modificato dall'emendamento approvato, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sull'emendamento indicato.
Passiamo all'esame dell'articolo 13 e degli emendamenti ad esso presentati.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Raccomando l'approvazione del mio emendamento 13.1.
PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 13.1 del relatore, accettato dal Governo.
Ricordo che, essendo stato approvato l'emendamento in linea di principio, non si
procederà alla votazione dell'articolo 13 come modificato dall'emendamento approvato, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sull'emendamento indicato.
L'esame dell'articolo 14, al quale non sono riferiti emendamenti, sarà svolto in altra seduta.
Gli emendamenti approvati in linea di principio saranno trasmessi alle Commissioni competenti per l'espressione del parere di competenza.