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Timestamp: 2020-01-27 22:41:00+00:00
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Art. 406 codice di procedura civile - Procedimento - Brocardi.it
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Articolo 406 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 406 Codice di procedura civile
Fonti → Codice di procedura civile → LIBRO SECONDO - Del processo di cognizione → Titolo III - Delle impugnazioni → Capo V - Dell'opposizione di terzo
(1) Ne consegue che troveranno applicazione le norme del procedimento di primo grado o di appello a seconda del grado della sentenza impugnata. Quanto ai poteri dell'istruttore la dottrina ritiene sempre esclusa l'ammissione di mezzi di prova che riguardino il merito, mentre, solo in primo grado, si ritengono ammissibili le prove relative alla sussistenza delle condizioni per accogliere l'opposizione.
Massime relative all'art. 406 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 12266/2012
Nell'ipotesi in cui sia accolta l'opposizione di terzo, di cui all'art. 404, primo comma, c.p.c., proposta avverso sentenza di "negatoria servitutis" dal comproprietario del fondo preteso dominante, il giudicato formatosi in forza di tale sentenza ne risulta vulnerato per la sola parte incompatibile con i diritti dell'opponente, ovvero relativamente alla condanna accessoria alla rimessione in pristino dello stato dei luoghi, e non anche in ordine all'accertamento negativo della servitù, che permane efficace tra le parti originarie.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 12266 del 17 luglio 2012)
Cass. civ. n. 17280/2011
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 17280 del 12 agosto 2011)
Cass. civ. n. 16729/2009
La sentenza che decide sull'opposizione di terzo ex art. 404, primo comma, c.p.c., è soggetta alle medesime impugnazioni proponibili avverso la decisione opposta; ne consegue che se viene proposta opposizione di terzo avverso una sentenza di primo grado, la sentenza che decide sulla stessa è impugnabile con l'appello, e non è, pertanto, ricorribile per cassazione (che, se proposto, deve essere - come nella specie - dichiarato inammissibile).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 16729 del 17 luglio 2009)
Cass. civ. n. 6416/1998
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6416 del 1 luglio 1998)
Cass. civ. n. 2134/1995
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2134 del 24 febbraio 1995)
Cass. civ. n. 4065/1990
Qualora l'opposizione di terzo sia proposta davanti ad un giudice d'appello, questi, una volta ritenuta l'ammissibilità dell'opposizione e dichiarata l'inefficacia del giudicato lesivo dei diritti del terzo, esaurisce il suo compito senza poter decidere nel merito la domanda dell'originario attore, che dallo stesso venga riproposta nei confronti dell'opponente, ostandovi il principio del doppio grado di giurisdizione, con la conseguenza che a tal fine al detto attore incombe di iniziare, eventualmente, ex novo un giudizio ordinario nei confronti del terzo.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4065 del 11 maggio 1990)
Cass. civ. n. 4831/1989
L'ambito della decisione di accoglimento dell'opposizione del terzo (art. 404 c.p.c.) può riguardare la declaratoria di inefficacia della sentenza opposta nei confronti dell'opponente, lasciando ferma l'efficacia della decisione fra le parti originarie, ma può anche avere una portata più ampia allorquando, per la natura del diritto del terzo opponente risulti inconciliabile con le statuizioni della sentenza opposta, con la conseguenza, in quest'ultimo caso, che ove nel giudizio di opposizione sia stata disposta la sospensione dell'esecuzione della sentenza, il cui effetto tipico è quello di togliere alla stessa, oggettivamente considerata, la sua efficacia esecutiva e quindi l'attitudine a costituire titolo per agire in executivis, la parte nei confronti della quale è stata emessa la sentenza opposta ha diritto di opporsi all'esecuzione contro di lei promossa e di eccepire la sospensione dell'esecuzione della sentenza disposta nel giudizio di opposizione di terzo.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4831 del 14 novembre 1989)
Cass. civ. n. 4324/1988
La sentenza che accoglie l'opposizione di terzo revocatoria ex art. 404, secondo comma, c.p.c., proposta da un avente causa o da un creditore di una delle parti avverso la sentenza passata in giudicato o comunque esecutiva (ovvero il decreto ingiuntivo divenuto esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c.), quando sia l'effetto di dolo o collusione a suo danno (e quindi pregiudichi un suo diritto o, comunque, una sua situazione giuridica favorevole), non comporta l'inefficacia del precedente giudicato opposto, nei soli confronti del terzo opponente, mantenendolo fermo nel rapporto tra le parti originarie, bensì la totale eliminazione della sentenza (o del decreto) passata in giudicato nei confronti delle parti del processo originario, con effetto riflesso e conseguenziale nei confronti del terzo opponente. (Nella specie, alcuni creditori, ottenuti decreti ingiuntivi esecutivi ex art. 647 c.p.c. nei confronti di un debitore, avevano conseguentemente iscritto ipoteca sui suoi beni. Altro soggetto, il promissario acquirente di un fondo così ipotecato, aveva proposto opposizione revocatoria deducendo la collusione a suo danno tra le parti della procedura monitoria, per il pregiudizio collegato all'eventuale espropriazione dell'immobile promessogli in vendita dal debitore e la S.C. ha confermato la pronuncia affermativa dell'ammissibilità e fondatezza dell'opposizione, enunciando il principio di cui alla massima).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4324 del 27 giugno 1988)
Cass. civ. n. 5651/1983
La disciplina generale circa il luogo di notificazione della impugnazione, prevista dall'art. 330 c.p.c., si applica anche in tema di opposizione di terzo ex art. 404 c.p.c., ad esclusione della residenza dichiarata o del domicilio eletto nell'atto di notificazione della sentenza poi opposta, non essendo l'opponente — quale terzo — destinatario di quell'atto.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5651 del 23 settembre 1983)
Cass. civ. n. 4896/1983
Mentre nel caso di opposizione di terzo proposta da litisconsorte necessario pretermesso contro una sentenza di primo grado le due fasi — rescindente e rescissoria — si svolgono innanzi allo stesso giudice il quale può, con un'unica decisione, annullare la sentenza opposta ed emettere la pronuncia sostitutiva (oppure pronunciare una prima sentenza di annullamento e quindi, all'esito dell'espletamento dei mezzi di prova ritenuti necessari, pronunciare sul merito); nella ipotesi di opposizione contro una sentenza di secondo grado, il giudice dell'appello deve limitarsi ad eliminare la sentenza opposta ed a rimettere gli atti al giudice di primo grado, sia per il rispetto del principio del doppio grado di giurisdizione, sia per l'applicabilità dell'art. 354 c.p.c.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4896 del 16 luglio 1983)
Cass. civ. n. 2137/1975
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2137 del 27 maggio 1975)
Cass. civ. n. 2080/1975
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2080 del 23 maggio 1975)
Cass. civ. n. 2301/1966
(Cassazione civile, sentenza n. 2301 del 31 agosto 1966)
Cass. civ. n. 3115/1953
Se è vero che le prove raccolte nel giudizio che ha dato luogo alla sentenza impugnata con l'opposizione di terzo non costituiscono nei confronti del terzo opponente piena prova delle domande e delle eccezioni, non è dubbio che, al pari di ogni prova che sia stata raccolta in un giudizio diverso da quello in corso, possono avere valore di indizi e concorrere quindi a formare il convincimento del giudice.
(Cassazione civile, sentenza n. 3115 del 30 settembre 1953)