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Timestamp: 2017-08-16 22:22:57+00:00
Document Index: 133125083

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 348', 'art. 348', 'art. 348', 'art. 348', 'art. 99', 'art. 348', 'art. 348']

SASSARI MEDICA. Periodico dell Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Sassari - PDF
SASSARI MEDICA. Periodico dell Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Sassari
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1 SASSARI MEDICA Periodico dell Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Sassari Chiesa di San Paolo - Olbia Anno XIII - Numero 3 agosto 2004 Direttore responsabile: Giuseppe Melis Direttore editoriale: Agostino Sussarellu Direzione, Redazione, Amministrazione: via Cavour 71/B Sassari Telefono (079) Telefax (079) CONSIGLIO DIRETTIVO DELL OR- DINE: Presidente: Agostino Sussarellu - Vice Presidente: Angelo Deplano - Segretario: Chiara Musio - Tesoriere: Alessandro Arru. Consiglieri: Antonio Arru, Giancarlo Bazzoni, Giovanni Biddau, Piero Delogu, Carmelina Firinu, Vittorio Renato Lai, Alessandra Lucaferri, Maria Maddalena Medde, Sebastiano Pacifico, Giovanni Padula, Mario Palermo, Bruno Piccinini, Margherita Pruneddu - Revisori dei Conti: Presidente: Francesco Carboni; Membri effettivi: Nicola Addis, Nadia Tola; Componente supplente: Gianpaolo Vidili - Commissione per gli iscritti all Albo Odontoiatri: Presidente: Giovanni L. Meloni; Componenti: Alessandra Lucaferri, Bruno Piccinini, Ines Mirte Putzu, Lucio Vicini Registrazione n. 236 del Tribunale di Sassari. Spedizione in abbonamento postale gr. III/50%. Proprietà: Ordine dei Medici di Sassari. Realizzazione editoriale ed esclusivista per la pubblicità: Tipografia TAS, Via Predda Niedda, 43/D Sassari - Tel. (079) Fax Stampa: TAS srl - Sassari. Sassari Medica è inviato gratuitamente a tutti gli iscritti all Ordine dei Medici della provincia di Sassari e a tutti gli Ordini dei Medici d Italia SITO WEB: USA, una lotteria per i farmaci salvavita Guardia medica: incontro dell Ordine col prefetto Quel giorno tremendo che Buccianu ci lasciò Procreazione assistita e ECM: documenti dei presidenti Lettera al ministro e al coordinatore degli assessori regionali alla sanità La lotta all esercizio abusivo della professione medica I casi di opacizzazione di lenti intraoculari Gli aspetti importanti delle misure d urgenza per la salute pubblica Procreazione assistita: necessarie correzioni alla legge No alla sanatoria per l accesso ai corsi di laurea La nuova residenza ONAOSI per sanitari anziani Monitoraggio sugli operatori in missione in Bosnia e Kosovo Corso/Occlusione e postura: la clinica odierna e la ricerca La responsabilità medica specialistica: aspetti giuridici e medico legali
2 La salute a sorte USA, una lotteria per i farmaci salvavita editoriale Risale a qualche settimana fa la notizia, pubblicata su La Repubblica, di un fatto curioso che si sta verificando in America: la nazione più evoluta del mondo sta predisponendo una lotteria sanitaria grazie alla quale, fra gli oltre potenziali concorrenti, saranno estratti a sorte fortunati che rispondono ai rigidi criteri stabiliti dal Ministero della Sanità. Per la precisione, i requisiti richiesti sono tutti all interno di patologie potenzialmente mortali, gravi, o comunque fortemente invalidanti, quali: tumori maligni, sclerosi multipla, osteoporosi, artrite reumatoide. Ai vincitori verranno somministrati gratuitamente i farmaci salvavita di cui necessitano e che non sarebbero in grado di acquistare. Questi malati appartengono alla folta schiera di circa quaranta milioni di abitanti che negli USA non hanno assistenza sanitaria. Non so se la notizia meriti di essere commentata; per me, sinceramente, è talmente chiara, nella sua mostruosità, che potrebbe bastare solo il titolo dell articolo per qualificare il fatto. Una riflessione è però necessaria in questo momento particolare della storia del nostro Paese dove si inizia a mettere in dubbio il mantenimento del Sistema Sanitario Nazionale, il quale, nonostante le sue pecche, fa sì che qualunque cittadino abbia accesso non solo alle cure salvavita, ma a tutte le prestazioni che rientrano nei cosiddetti LEA. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale riconosce nella sua storia un evoluzione costante che, dalla fine dell Ottocento, sino ai nostri giorni, si è perfezionata avvicinandosi sempre più alla popolazione, ai cittadini, migliorandosi di continuo. Esempio di questo percorso è stato il passaggio dalla rete dei medici provinciali e comunali al sistema dei medici condotti, i quali hanno rappresentato una pietra miliare per l istituzione sanitaria dello Stato, fino ad arrivare, nell ormai lontano 1978, alla legge 833, la vera grande riforma sanitaria del nostro Paese. Questa legge ha posto fine alla miriade di mutue di categoria, che altro non facevano se non disseminare sul territorio nazionale la disuguaglianza sanitaria, permettendo la trasformazione del concetto di appartenenza ad una classe più o meno fortunata, in un altro, più moderno, di appartenenza ad una popolazione uniforme. E possibile che dopo aver raggiunto un tale traguardo si voglia inculcare nella popolazione l opinione, poco solidaristica, che ciascuno, pagando in base al proprio reddito, debba avere un assistenza ad esso proporzionata? In America, dove questo principio è dominante, esistono tre categorie di cittadini: - i più fortunati, che potendo pagare un assicurazione privata hanno diritto ad un assistenza qualificata contro tutte le patologie; Negli Stati Uniti 40 milioni di abitanti non hanno assisstenza sanitaria: meglio un sistema che prevede l estrazione di 50 mila fortunati su 600 mila concorrenti o il nostro Servizio Sanitario Nazionale? 2
3 - i poveri, che ottengono dallo stato un assistenza poco meno che mediocre; - una restante grande fascia di popolazione, tra i quaranta e i sessanta milioni di abitanti, che non ha alcuna forma di assistenza e che di conseguenza deve pagare tutto. E facile pensare: Sono fatti loro, io posso pagare e pretendo di avere il meglio. C è però il piccolo particolare che nella vita le sorprese non mancano mai, per cui a chiunque può capitare di avere improvvisamente problemi economici. In America, tali problemi, possono rendere da un giorno all altro impossibile pagare il premio dell assicurazione, e in tal caso si scivola implacabilmente nella zona pericolosa, nella quale, per aver forse salva la vita, si deve vincere alla lotteria. Allora non è meglio continuare ad usufruire del nostro maltrattato Servizio Sanitario Nazionale che, pur con le sue pecche e i suoi problemi, riesce a fornire a tutti un assistenza almeno decente? Agostino Sussarellu editoriale DEPOSITO TITOLI DI STUDIO Nel rispetto degli artt. 1, 2, 3 e 4 del D.P.R. n. 221/50, l Ordine deve avere gli albi costantemente aggiornati. Pertanto, è fatto obbligo a tutti gli iscritti depositare presso la segreteria dell Ordine il conseguimento di titoli di studio (specializzazioni, attestato di medicina generale). È possibile avvalersi dell autocertificazione per comunicare il conseguimento di tali titoli. 3
4 I servizi di vigilanza contro le violenze Guardia medica: incontro dell Ordine col prefetto Nell avvicinarsi dell anniversario della tragica perdita della collega Roberta Zedda pensiamo che sia cosa ottima la commemorazione, il convegno, la medaglia e l impegno di tanti per non dimenticare. Ma non basta tenere ben desto il ricordo del delitto di Solarussa e degli altri episodi di violenza vissuti da tante colleghe e colleghi: non basta a metterci l animo in pace sul futuro di una professione che rimane a rischio altissimo e che soffre ancora dell indifferenza e dell abbandono che ci ha fatto toccare il fondo l anno scorso. Tra le iniziative per restituire ai colleghi di guardia medica una dimensione professionale che, con la sicurezza, garantisca il decoro e la serenità, ha un posto non marginale il lavoro che il nostro Ordine ha svolto nell ultimo anno. Nei molti mesi dedicati a incontri con i colleghi e alla raccolta di dati e notizie sulla reale situazione dei punti di continuità assistenziale presenti nella Provincia abbiamo avuto un importante alleato nel prefetto di Sassari, che ci ha riservato un costante interessamento. E proprio al dottor Gullotta il presidente Sussarellu ha presentato i risultati della prima indagine promossa dall Ordine. In una riunione a cui erano presenti anche il vice prefetto dottor Farci e il dottor Biddau, si è parlato del fatto nuovo delle guardie giurate che, con la loro presenza, hanno ridato serenità al lavoro notturno dei medici da vigilanza non copre, però, tutte le ore di apertura degli ambulatori ma solo quelle notturne (dalle 21 alle sette del mattino) e si è convenuto nella necessità di estenderla in modo che il medico di guardia non rimanga mai solo. Le condizioni di sicurezza e di idoneità degli edifici sono state esaminate con particolare attenzione dal Prefetto, che ha chiesto poi di conoscere le modifiche realizzate nell ultimo anno (ben poche, temiamo); i rappresentanti dell Ordine si sono impegnati a raccogliere i dati aggiornati con un questionario da recapitare in ogni punto di guardia. Presto arriveranno sul tavolo del dottor Gullotta i risultati di questa nuova indagine che, pur fatta tra mille difficoltà e nonostante la scarsa collaborazione di alcuni colleghi (pochi, per fortuna!), sarà un altra importante opportunità per tenere desta l attenzione sulle problematiche della guardia medica. Mentre andiamo in stampa veniamo a sapere di alcune sedi di guardia turistica ancora prive di vigilanza e questo basta per convincerci che è vietato abbassare la guardia: guai se le esperienze recenti non dovessero sfociare in un deciso miglioramento della nostra condizione! Sarebbe un fallimento davvero imperdonabile, che si può evitare se all impegno del prefetto e dell Ordine dei medici non sarà fatta mancare la piena adesione di tutti i colleghi, titolari e supplenti, nello sforzo di appropriarci del ruolo vero che com- sicurezza e professione 4
5 pete al medico di guardia. Quest ultimo argomento, visto specialmente nei suoi aspetti medico legali, sarà anche oggetto di un incontro di formazione, previsto per il 22 ottobre prossimo e che sarà tenuto dalla professoressa Elena Mazzeo: esso rappresenta un altra tappa fondamentale nel nostro tentativo di riflessione sulla professione. Anche questo è un modo per non dimenticare. Giovanni Biddau In memoria di Roberta Zedda Un anno dopo cerimonia a Cagliari Sabato 3 luglio, il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Giuseppe Del Barone, il presidente della Federazione Regionale della Sardegna, Pierpaolo Vargiu, il presidente dell Ordine di Cagliari, Raimondo Ibba, di Nuoro, Luigi Arru, di Oristano, Antonio Sulis e di Sassari, Agostino Sussarellu, hanno ricordato presso la sala conferenze dell Ordine di Cagliari, la dottoressa Roberta Zedda, barbaramente uccisa, lo scorso anno, durante il turno di guardia medica a Solarussa. Nel corso della cerimonia di commemorazione è stato comunicato, ai familiari e al folto pubblico presente, che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, aderendo alle richieste presentate dal presidente nazionale, dalla Federazione Regionale e dai quattro presidenti degli Ordini provinciali della Sardegna, ha concesso alla dottoressa Zedda la medaglia d oro al valor civile per la sanità, quale testimonianza di un sentimento di sdegno per l efferato delitto e nel contempo di ammirazione per una giovane e valorosa collega scomparsa sul luogo di lavoro. Gli esponenti ordinistici hanno annunciato che si faranno promotori di una iniziativa volta a garantire ai sanitari, nella maggioranza dei casi donne, una maggiore protezione durante il servizio di continuità assistenziale. Tale richiesta verrà formalizzata con una proposta di normativa da presentare nelle sedi competenti. sicurezza e professione NUOVO ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO DEGLI UFFICI DELL ORDINE Si comunica che gli uffici della segretaria effettuano un nuovo orario di apertura al pubblico: lunedì dalle alle martedì dalle alle e dalle alle mercoledì dalle alle giovedì dalle alle (orario continuato) venerdì dalle alle
6 Un collega tutto speciale Quel giorno tremendo che Buccianu ci lasciò ricordo Non potremmo mai dimenticare quel giorno terribile che Bastianino (o Buccianu, come lo chiamavano gli amici) ci lasciò. Piero della Centrale Operativa nel primo pomeriggio del 15 aprile ci informò su ciò che oramai era accaduto a Ploaghe, la esile speranza tutta umana e crudele che non si trattasse proprio di lui, magari un collega vecchio e invece uno strappo improvviso nel cielo ed un senso sconsolante di ineluttabilità. Nelle settimane successive parlando con i colleghi della postazione del 118 di Ozieri, affioravano i più vividi ricordi dello sfortunato amico, particolarmente il suo sguardo franco, ironico pressoché costantemente sorridente. Mente parlavi con lui ti dava l impressione di una persona collocabile ad un livello di considerazione superiore tutto speciale, vale a dire, molto più di quanto possa accadere con qualsiasi collega. Appariva quasi come un familiare in senso stretto per quella sua immediatezza e spontaneità che consentiva di offrire un livello di rapporto interpersonale di assoluta qualità. Certamente rimane un gran rimpianto di non avere vissuto, pensato, riso o semplicemente bevuto un buon bicchiere di viso rosso, magari spingendo il tappo dentro la bottiglia (per indisponibilità di un cavaturaccioli) e bagnandosi la divisa arancione, come appunto gli accadde una volta da noi. Bastianino era un classico ed oramai raro gentiluomo di campagna, sempre disponibile, generoso e cordiale. Da gran signore, quando ti faceva un favore, aveva il gran gusto di rendersi disponibile con estrema semplicità, così in modo lieve lieve. Emularlo poteva essere facile perché Bastianino era dei nostri soprattutto era uno che meritava. Un mese dopo la sua scomparsa in occasione della messa del trigesimo molti di noi hanno conosciuto il piccolo Antonio di due anni e mezzo. Lo abbiamo visto alle prese con un pallone da calcio ancora troppo grande per lui. Un gran senso di tenerezza e di tristezza ha pervaso il nostro animo. Ci piace pensare che pure Bastianino in quel ultimo giorno della sua vita non sia riuscito solo per poco a tenere ben stretto tra le mani un pallone simile a quello del figlioletto, così come chiunque di noi nel proprio attaccamento alla vita. Non cancelleremo mai il suo nome e relativo numero dal cellulare, perché sempre ci accompagnerà il suo ricordo ed il suo grande amore. Non dimenticheremo mai il dottor Bastianino Pulina. I colleghi del 118 di Ozieri. ORARIO DEGLI UFFICI DELL ORDINE DI APERTURA AL PUBBLICO Lunedì/Martedì/Mercoledì/ Venerdì: dalle ore alle ore Martedì ore Giovedì ore Disponibile, generoso, cordiale: un grande rimpianto averlo perduto 6
7 La posizione della Federazione degli Ordini Procreazione assistita e ECM: documenti dei presidenti Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO, tenutosi Roma in data 9 e 10 luglio scorsi, aveva due importanti argomenti all ordine del giorno: l esame della recente legge sulla procreazione medicalmente assistita, e la situazione attuale del programma nazionale per l ECM. I presidenti degli Ordini Provinciali hanno elaborato ed approvato, su questi argomenti, i due documenti di seguito riportati. Per quanto concerne il primo punto, si è ritenuto che la legge, pur rappresentando un momento importante, in quanto è andata a colmare un pericoloso vuoto legislativo, leda profondamente l indipendenza di giudizio del medico, fondamento primo della sua attività professionale. Sull ECM il dibattito è stato lungo e animato, incentrato soprattutto sulle storture che il sistema sta mostrando nel suo itinere, e sul ruolo prettamente notarile che il Ministero intende assegnare agli Ordini professionali. E stata chiesta l apertura di un confronto per la profonda revisione del decreto ministeriale sulle società scientifiche (Dm 31 maggio 2004) che riconosca il giusto ruolo della FNOMCeO in tema di ECM, congelando, nel frattempo, per l anno in corso, il debito dei crediti. In mancanza di risposte certe, i medici presenti a qualunque titolo nella Commissione Nazionale ECM e, dove esistenti, negli organismi regionali, rassegneranno le proprie irrevocabili dimissioni. La posizione della FNOMCeO è stata illustrata alla stampa dal suo presidente il quale ha provveduto a comunicare al Ministro Sirchia la posizione del Consiglio Nazionale. La risposta del Ministro non si è fatta attendere, ma non è stata certamente entusiasmante, per cui Del Barone ha contattato l avvocato Fabio Gava, in qualità di coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, con la speranza di trovare un uditore più attento. 1/ Mozione d ordine Una legge che lede l indipendenza di giudizio del medico attività FNOMCeO Lungo e animato dibattito in Consiglio Nazionale Il Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. riunito a Roma il 9 e 10 luglio 2004, preso in esame il testo della legge 19 febbraio 2004 contenente norme in materia di procreazione medicalmente assistita rileva positivamente come la legge abbia inteso colmare un pericoloso vuoto legislativo recuperando anche alcune norme contenute nel Codice Deontologico del 1998 all art.. 42 sulla Fecondazione assistita. Nel contempo il Consiglio Nazio- 7
8 nale constata come la legge, nel dare regole ai soggetti che intendono realizzare il loro legittimo desiderio di genitorialità, al tempo stesso viene a ledere l indipendenza di giudizio del medico, fondamento primo della sua attività professionale, già richiamata agli artt. 4, 5, 12 del Codice di Deontologia Medica. La legge ha infatti dettato norme sulle modalità tecniche di effettuazione di una prestazione medica. e ciò in contrasto con la più recente giurisprudenza della Corte Costituzionale che, nelle sentenze n. 282 del 2002 e n. 382 del 2003, afferma la regola di fondo è l autonomia e la responsabilità del medico che, sempre con il consenso del paziente, opera le scelte professionali basandosi sullo stato delle conoscenze a disposizione. Il Consiglio Nazionale evidenzia come la citata legge, imponendo linee guida vincolanti le scelte professionali dei medici in contrasto con la produzione scientifica mondiale che considera le linee guida quali raccomandazioni cliniche da vagliare sempre alla luce del singolo caso di fatto viene a limitare la libertà del medico, nel momento in cui lo obbliga alla gradualità dell intervento terapeutico e lo costringe a scelte contrastanti con le acquisizioni della scienza e con l interesse del paziente. L atto medico deve essere sempre ispirato a criteri di massima beneficialità e pertanto suscitano notevoli perplessità norme che generano condizioni come quella che gli embrioni non possano essere studiati al fine di evitarne l impianto se malformati, che l impianto sia obbligatorio, che la donna debba venir sottoposta a molteplici cicli induttivi in caso di insuccesso dell impianto. Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO precisa che i rilievi effettuati alla legge scaturiscono dalla necessità inalienabile di mantenere ai medici la loro indipendenza di giudizio a tutela della salute dei pazienti e non può, pertanto, esimersi dall esprimere un parere, sul piano tecnico e scientifico, rispetto ad una legge che coinvolge la professione medica in una questione di grande delicatezza e dalle forti implicazioni etiche ed umane. CIÒ PREMESSO Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO condivide e fa proprie le osservazioni contenute nella relazione preliminare; dà mandato al presidente, dottor Giuseppe del Barone di operare affinché si instauri al più presto un confronto organico con gli altri soggetti interessati, anche attraverso la necessaria ed auspicata presenza della FNOMCeO ai tavoli tecnicoistituzionali. 2/ Osservazioni I problemi della legge sulla procreazione assistita Premessa La tecnica di fecondazione in vitro, prevede l inseminazione di tutti gli ovociti prelevati (in media una decina) e la produzione dopo circa ore di un numero di ovociti fertilizzati medio di circa 7-8 (considerando una percentuale di fertilizzazione media dell 80%, che può variare dallo 0 al 100%). Gli ovociti attività FNOMCeO 8
9 fertilizzati dopo ulteriori 24 ore si dividono ulteriormente ed è da questo stadio che è possibile procedere al loro trasferimento all interno dell utero della donna. Generalmente si trasferiscono un numero di embrioni variabile da 2 a 3: il numero di embrioni da trasferire viene deciso soprattutto in base all età della paziente per consentire una buona probabilità di gravidanza, mantenendo contenuti i rischi di gravidanze multiple. Gli eventuali embrioni soprannumerari possono essere crioconservati per permettere una ripetizione del trasferimento in caso di insuccesso del ciclo. Il punto cruciale del processo è la possibilità di scegliere gli embrioni che morfologicamente presentano le caratteristiche migliori, e congelare gli altri: con questa modalità di lavoro (svolta nello stesso identico modo in tutto il mondo), la percentuale di gravidanza clinica si aggira intorno al 27-29% per ciclo di fecondazione in vitro, come riportano i registri americano ed europeo. A questa percentuale si aggiunge un ulteriore 15% in caso di effettuazione di un ciclo di scongelamento embrionario. I numeri parlano da soli, e queste percentuali non sono certo entusiasmanti. Di conseguenza la coppia che decide di sottoporsi a queste tecniche è ben consapevole del percorso che dovrà affrontare, sapendo che sarà più probabile un insuccesso che un successo. Ma fino ad ora le coppie erano certe che in questo far west italiano da tanti politici dipinto a tinte fosche, avrebbero avuto le migliori chance di gravidanza così come i loro sfortunati compagni di avventure europei o americani. E qui viene la legge... L assunzione di un concetto di salute sempre più ampio ed integrato, definito come equilibrio ottimale della persona in ambito psico-fisico, fa rientrare, a buon diritto, le tecniche di PMA nel novero degli atti terapeutici. L OMS ha a suo tempo elaborato una definizione di salute intesa come uno stato di completo benessere psico-fisico e sociale, andando ben oltre il tradizionale assenza di malattia. In questa ottica, la sterilità si configura come malattia: infatti, anche se non necessariamente, influisce in modo negativo sulla salute della donna, può avere ripercussioni negative sull equilibrio psichico, ingenerando così una condizione di malattia. Uno dei problemi più importanti che porrà a noi medici 1 entrata in vigore di questa legge sulla riproduzione assistita, sarà proprio quello del rapporto medico-paziente. Infatti, se la sterilità deve essere considerata, come stabilito dall Organizzazione Mondiale della Sanità, una malattia, essa deve essere trattata dai medici con gli stessi criteri deontologici e professionali che valgono per tutte le altre patologie. Come sarà quindi possibile non poter procedere al trattamento di un tipo di sterilità scegliendo quelle terapie che sono ritenute dal medico le più adatte caso per caso? Come sarà possibile per un medico seguire pedissequamente il dettato della legge sapendo che ciò potrà comportare degli effetti potenzialmente dannosi per la coppia e soprattutto per la donna, ma anche per i nascituri? E se di fronte ad un danno conseguente all applicazione della legge, il medico venisse denunciato dai Pazienti, sarà sufficiente davanti al giudice difendersi solamente dicendo di aver applicato la legge ove tale procedura fosse conosciuta essere potenzialmente dannosa? L approvazione della legge attività FNOMCeO
10 N.40 sulla Procreazione Medicalmente Assistita ha visto, per la prima volta, l esonero del medico dalla scelta dell iter diagnostico e del trattamento più idoneo per il paziente. Nell ambito della PMA, d ora in avanti, sarà la legge che decide qual è la terapia a cui il paziente dovrà sottoporsi. Il testo di legge licenziato da entrambe le Camere stride in modo vistoso con le norme di deontologia medica, e vediamo perché, attraverso l analisi dei punti piu controversi. Articolo 1 primo comma:... è consentito il ricorso alla PMA alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. Dal momento in cui al medico non verrà più consentito di effettuare quelle scelte terapeutiche adeguate al caso che sta trattando sappiamo benissimo che questo articolo non potrà essere rispettato poiché 1e modalità così rigidamente previste dalla legge non assicureranno i diritti di nessuno, compreso i concepiti. Art. 4.: Accesso alle tecniche 1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico. Circoscrivere l uso delle metodiche ai casi di infertilità significa escludere dalla possibilità di ricorrere alla PMA tutte le coppie portatrici di malattie che si possono trasmettere geneticamente e che fino ad oggi potevano avvalersi di tali tecniche effettuando una diagnosi pre-impianto. Non essendo sterili o infertili non potranno più farlo. Significa escludere inoltre quelle patologie, es. alcune malattie infettive, nelle quali le tecniche di PMA potrebbero garantire la salute del nascituro e della madre. 2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti principi: a) gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasività; b)consenso informato, da realizzare ai sensi dell articolo 6. attività FNOMCeO Ma cosa significa procedere per gradi se una donna ha le tube chiuse? E se una donna ha 40 anni ed il marito con una oligospermia, potremo indicare una inseminazione (indicazioni della letteratura internazionale) o dovremo far passare la coppia attraverso cicli di rapporti mirati, assolutamente inutili? Ora è ormai chiaro anche ai non addetti ai lavori che impedendo la possibilità di congelare gli embrioni, si avrà un calo dei successi terapeutici di oltre i due terzi, passando da circa un 30% di media nazionale a meno del 10%. Questo comporterà come conseguenza un aumento dei cicli di trattamento a cui le pazienti dovranno sottoporsi con un aumento drammatico dell invasività tecnica e psicologica, che è proprio quello che la legge vorrebbe evitare. Art. 6. La legge recita il medico informa in maniera dettagliata i 10
11 soggetti sui metodi, sui problemi bioetici e sui possibili effetti collaterali sanitari e psicologici conseguenti all applicazione delle tecniche stesse, sulle probabilità di successo e sui rischi dalle stesse derivanti Alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere a procedure di adozione o di affidamento come alternativa alla PMA. Per poter informare in maniera dettagliata e corretta i soggetti circa i metodi bisognerà quindi informarli per prima cosa che i metodi di PMA in Italia non possono essere tutti applicati, poiché questa legge limita le tecniche e quindi le procedure possono essere applicate solo in modo parziale. Riguardo gli aspetti bioetici, poi, essi appartengono in modo specifico alla libertà di pensiero dei medici e della coppia. Non ci sembra che esista in Italia una Bioetica Nazionale alla quale tutti noi dobbiamo soggiacere, e sarebbe gravissimo se ciò fosse vero. Circa poi gli effetti collaterali sanitari e psicologici conseguenti all applicazione delle tecniche (utilizzate nei modi e nei termini voluti dalla legge), sulle probabilità di successo e sui rischi dalle stesse derivanti, bisognerà nello stesso modo puntuale specificare che la legge determinerà un accanimento terapeutico notevole per poter raggiungere i risultati che prima era possibile ottenere più facilmente. Un pensiero particolare va poi rivolto alla parte in cui si parla dell adozione. Non si capisce bene se quando la legge parla di prospettare si intenda proporre come alternativa oppure mettere al corrente. Per quanto riguarda il fatto del mettere al corrente non sembra plausibile pensare che le coppie che si rivolgono ai centri di PMA non siano a conoscenza dell esistenza dell istituto dell adozione. Se invece si pensa che il medico debba proporre l adozione come alternativa alle terapie di PMA, ci sembra che in questo modo si vada a sminuire pesantemente l istituto dell adozione. Adottare un bambino significa che un individuo, una coppia sentono nella loro intimità il desiderio di prendere un bambino per dargli una famiglia non come soluzione di un loro problema, bensì come gesto di amore e di altruismo verso qualcuno che soffre dell abbandono. E quindi una spinta totalmente diversa da quella che viene fatta dall individuo che soffrendo di una patologia riproduttiva si rivolge all istituzione sanitaria per trovare soluzione alla propria sofferenza. Proporre 1 adozione come terapia significa non aver capito niente né della sterilità né dell adozione. Al comma 3 dello stesso articolo si pongono obblighi precisi riguardo al recesso della volontà di sottostare alle terapie. Infatti si concede tale diritto solamente fino al momento della fecondazione dell ovulo. E desolante dover sottolineare 1 inappropriatezza dei termini usati nello scrivere una legge dello Stato che evidenzia la totale ignoranza di coloro che 1 hanno scritta. Infatti nel laboratori di riproduzione assistita non si procede alla fecondazione dell ovulo bensì alla inseminazione dell ovocita, cosa nettamente diversa giacché la fecondazione non viene effettuata, ma avviene spontaneamente tra i gameti ed oltretutto non è prevedibile con le tecniche biologiche attualmente disponibili. In ogni caso, il non poter recedere dalla volontà di portare a termine le procedure comporterà inoltre 1 obbligo del trasferimento in utero degli 11 attività FNOMCeO
12 embrioni anche in donna eventualmente non consenziente. Si delinea quindi la necessità, in questi casi, di un trattamento sanitario obbligatorio, valutazione delicatissima e assolutamente circoscritta a casi in cui sia in gioco l incolumità di altre persone o l ordine pubblico. L atto medico e deontologicamente illecito se eseguito senza il consenso del paziente, fatti salvi i casi di necessità. Ma come considerare necessità l obbligo di trasferire comunque gli embrioni ottenuti in un ciclo di fecondazione in vitro se la paziente decide la revoca del consenso? 3. È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. Circa il 20 % delle 50 mila coppie italiane che si rivolgono alla PMA può avere chances di procreare solo ricorrendo alla fecondazione eterologa, utilizzando cioè seme di donatore o ovociti di donatrice. Ciò vuol dire che circa coppie saranno costrette a recarsi all estero per avere un bambino, e saranno quelle più ricche, economicamente e culturalmente, creando una odiosa sperequazione. In nessun paese europeo è vietata l inseminazione con seme di donatore. Art. 14. Limiti all applicazione delle tecniche sugli embrioni. 1. E vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n 194. Sappiamo che la possibilità di congelare gli embrioni dà luogo ad una percentuale di gravidanze in più che si aggira sul 15 %. Questo permetteva, prima della legge, un ulteriore tentativo senza dover nuovamente sottoporre la donna ai rischi di una iperstimolazione ovarica e del prelievo di ovociti. Le tecniche di crioconservazione degli embrioni erano finalizzate alla tutela della salute della donna, allo scopo di ridurre i rischi ed aumentarne l efficacia del trattamento. 2. Le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell evoluzione tecnico-scientifica e di quanto previsto dall articolo 7, comma 3, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre. attività FNOMCeO Questo è il punto più cruciale della legge. Secondo questo articolo non si dovranno inseminare più di tre ovociti (perché se dovessero fecondarsi tutti si otterrebbero più di tre embrioni, cosa che la legge proibisce) e gli embrioni ottenuti andranno trasferiti tutti in utero, anche quelli che non avremmo mai trasferito per fecondazione anomala. Questo significa un aumentato rischio di gravidanze plurime, particolarmente nelle donne più giovani, e una diminuita percentuale di successo nelle donne dopo i 38 anni. Le più aggiornate e sperimentate acquisizioni scientifiche sono internazionalmente orientate verso il trasferimento di un unico embrione scelto fra altri, e che mostri la morfologia migliore, e che abbia rispettato i tempi della divisione cellulare. Fecondare tre ovociti e trasferire tutti gli embrioni ottenuti è contrario all etica professionale e al bene della paziente. Trasferire tutti 12
13 gli embrioni compresi per esempio quelli con tre pronuclei, espone ad un rischio elevato di gravidanze con feti con corredo cromosomico sbilanciato, incompatibile con la vita, che verranno abortiti nella prima metà della gravidanza, e al rischio di sviluppare una mola vescicolare, patologia cancerosa che si sviluppa dalla placenta di embrioni triploidi e che mette a rischio sia la capacità di procreare successivamente sia la vita della paziente. Non solo: inseminare tre ovociti non vuol dire necessariamente ottenere tre embrioni; nella maggior parte dei casi ne otterremo due, uno o anche zero, quindi percentuali più basse di gravidanze, ripetizione dei cicli ed aumento dei rischi per la donna. Il divieto di congelare gli embrioni ridurrà le probabilità di gravidanza dell 11 %, l impossibilità di scegliere gli embrioni di un ulteriore 25%. E deontologicamente corretto che possa essere eseguito un trattamento che non assicura il massimo dei risultati? 3. Qualora il trasferimento nell utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna, non prevedibile al momento della fecondazione, è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile. 4. Ai fini della presente legge sulla procreazione medicalmente assistita è vietata la riduzione embrionaria di gravidanze plurime, salvo nei casi previsti dalla legge 22 maggio l978, n I soggetti di cui all articolo 5 sono informati sul numero e, su loro richiesta, sullo stato di salute degli embrioni prodotti e da trasferire nell utero. Appare un po forte parlare di stato di salute di un embrione formato da 4 cellule e comunque dal momento che non è possibile procedere alla rilevazione della pressione o della funzionalità epatica o respiratoria di un embrione, l unico modo per verificarne lo stato di salute sarà quindi quello di procedere ad una diagnosi pre-impianto per verificarne 1 assetto cromosomico. Questa procedura sarà di fatto l unica applicabile per poter informare la coppia, ove ne sia fatta richiesta come previsto dalla legge, sulle condizioni degli embrioni che verranno trasferiti. Si ricorda che 1 inottemperanza agli obblighi è pur essa sanzionata con la reclusione fino a tre anni, la multa da 50 a Euro e la sospensione fino ad un anno dall esercizio della professione. attività FNOMCeO Umberto Veronesi ha ben sintetizzato il principio attuale di una buona terapia: il minimo trattamento efficace al posto del massimo trattamento tollerabile. L approvazione della legge sulla PMA avrà delle conseguenze che vanno ben oltre la regolamentazione delle procedure, e costituisce il primo passo di una legge etica che impone al medico di operare non in scienza e coscienza ma secondo indicazioni di legge che vanificano il risultato stesso del trattamento. E una illecita interferenza nell autonomia della professione, che non può essere accettata dai medici stessi e dall Ordine che li rappresenta. 13
14 ECM. Il testo della mozione d ordine Il Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, riunito a Roma il 9 e 10 luglio 2004 considerato che all impegno sin qui profuso da parte della FNOMCeO e degli Ordini Provinciali nella elaborazione e diffusione dei principi e delle metodologie dell ECM, nonché nella promozione del coordinamento con tutte le altre Professioni Sanitarie e con le Società Scientifiche, non corrisponde un doveroso ed adeguato riconoscimento da parte del Ministero della Salute; attualmente risulta messa in discussione la funzione da sempre rivendicata dagli Ordini, in considerazione del proprio ruolo istituzionale, di registrazione, controllo di qualità, e certificazione degli eventi ECM e che gli Ordini sono attualmente relegati ad un ruolo residuale meramente notarile; rilevato che il Decreto Ministeriale per l accreditamento delle Società Scientifiche di fatto nega il ruolo dì Provider ad importanti rappresentanti della professione ed assegna un ruolo marginale alla FNOMCeO e agli Ordini, Organi ausiliari dello Stato; a tutt oggi non sono state rimosse, anzi risultano aggravate, le pastoie burocratiche che rendono poco agevole e professionalmente fruibile il sistema ECM, nonostante le risorse incamerate, e che manca peraltro una verifica delle effettive ricadute sul piano clinico-assistenziale della complessa macchina ECM; valutato che nonostante il fallimento sostanziale del sistema di valutazione degli eventi affidato a referee, inizialmente identificato come provvisorio per il tempo di mesi sei, lo stesso viene oggi riconfermato a tempo indeterminato; l utilizzo provvisorio dei referee non ha dato prova di reale efficacia in considerazione delle disomogeneità di valutazione, che hanno prodotto talvolta ingiuste penalizzazioni di eventi significativi ed evidenti sopravvalutazioni di eventi di modesto contenuto formativo al punto da far ipotizzare una gestione quanto meno disattenta del meccanismo di attribuzione dei crediti; ritenuto che la condivisione ad oltranza di un sistema ECM divenuto vessatorio, burocratico e dissipatore di notevoli risorse umane ed economiche lede l immagine della FNOMCeO e degli Ordini Provinciali presso i propri iscritti; la formazione permanente non può essere posta a carico dei medici né essere oggetto dì speculazioni di qualsiasi genere; premesso che la complessità della problematica rende ormai indifferibile una riflessione organica della Federazione e degli Ordini sui contenuti e sui principi ispiratori stessi del D.L. 229 e normative correlate, e pur riaffermando il dovere deontologico della attività FNOMCeO 14
15 formazione continua del medico quale garanzia per il cittadino e la filosofia collaborativa tra Ordine, Stato e Regioni quali Enti sinergici nella regolazione, vigilanza e garanzia di qualità dei processi formativi; chiede l immediata apertura di un confronto con il Ministero della Salute per una profonda revisione del Decreto Ministeriale sulle Società Scientifiche e la sua sostituzione con un provvedimento che doverosamente riconosca il giusto ruolo alla Federazione e agli Ordini in tema di ECM e per il congelamento ad ogni effetto, per l anno in corso, del debito di punti ECM da parte dei medici e degli odontoiatri, in considerazione del permanente clima di incertezza e di confusione; impegna tutti i membri medici, a qualunque titolo nominati a far parte della Commissione Nazionale ECM, istituita presso il Ministero della Salute, e ove necessario negli Organismi regionali, ed in particolare quanti rivestano ruoli di rappresentatività nella Federazione e negli Ordini, a rassegnare irrevocabili dimissioni dalla medesima Commissione qualora il Ministero non fornisca in tempi brevissimi ampie ed esaurienti assicurazioni in merito all incondizionato accoglimento della predetta istanza; impegna altresì il Presidente ed il Comitato Centrale della FNOMCeO ad esperire con sollecitudine un indagine presso le Regioni e le Province Autonome per evidenziare se il ricorso a soggetti privati possa configurare eventuali conflitti di interesse, ed a richiedere con urgenza a tutte le forze parlamentari un chiaro impegno a cambiare le parti carenti della legge per quanto attiene l ECM e più specificatamente i finanziamenti e le spese; propone infine che, in assenza di atti certi ed univoci da parte del Ministero, si proceda a convocare un Consiglio Nazionale monotematico, esteso a tutti i Consigli Provinciali e alle Commissioni Odontoiatri, per esaminare la praticabilità giuridica di forme anche estreme di protesta, non escluso l invito ai medici e agli odontoiatri ad astenersi dal conseguimento di crediti ECM, fermo restando l obbligo dell aggiornamento professionale espressamente previsto dal Codice Deontologico e gli eventuali adempimenti sanciti dagli Accordi Collettivi di categoria. attività FNOMCeO VARIAZIONE DI DOMICILIO Al fine di tenere sempre aggiornato l albo, ai sensi degli artt. 1, 2, 3 del D.P.R n. 221/50, tutti gli iscritti sono pregati di comunicare per iscritto alla segreteria dell Ordine ogni variazione del loro recapito (domiciliare o professionale) ove ricevere le varie comunicazioni. Infatti, frequentemente la posta inviata viene restituita all Ordine per irreperibilità del destinatario, con evidente danno agli stessi interessati. 15
16 Sul problema della gestione degli ECM Lettera al ministro e al coordinatore degli assessori regionali alla sanità All Avv. Fabio Gava, Coordinatore Assessori Regionali alla Sanità Caro Assessore, desidero, nella sicurezza di trovare totalmente la tua comprensione, portare a tua conoscenza la lettera da me spedita al ministro Sirchia e la risposta che il ministro ha pensato di darmi tramite Internet, quasi gli pesasse una risposta personale. Non voglio assolutamente entrare in polemica, ma ti manifesto, nel senso più pieno della parola, la mia totale insoddisfazione per come la FNOMCeO, e quindi gli Ordini dei medici, siano stati relegati rispetto alle società scientifiche, piene senz altro di gloria e di capacità, ma altrettanto sicuramente enti sussidiari dello Stato e non con la qualifica propria della Federazione che, come si sa abbondantemente, è ente ausiliario dello Stato stesso. Ritengo, quindi, necessario chiederti un incontro per poterci scambiare idee idonee a fare in modo che gli incontri nell ambito della Conferenza Stato-Regioni possano tutelare la Federazione che, a quanto pare, sembra al ministro in gran dispitto. Giuseppe del Barone All on. Prof. Girolamo Sirchia Ministro della Salute Caro Ministro, si e svolto venerdì 9 e sabato 10 luglio scorsi un Consiglio Nazionale della FNOMCeO alquanto movimentato e pieno di tensione relativamente al punto all ordine del giorno concernente Problematiche dell ECM. Ti confesso - ma certamente la notizia non ti giungerà nuova - che la gestione dell ECM, così come è attualmente, ha provocato un malcontento diffuso e ormai non più contenibile, aggravato inoltre dall ultimo decreto ministeriale per l accreditamento delle Società Scientifiche. Senza indulgere alla cronaca dei fatti, ti trasmetto con la massima urgenza e per le vie brevi, la mozione d ordine che il Consiglio Nazionale ha approvato con soli 2 astenuti su 101 presenti (di persona o per delega) e non ti nascondo che, nella stesura del documento è stato difficile contenere la irruenza e la esasperazione di chi avrebbe voluto un testo ben più estremo. E evidente dal contenuto che la mozione è prodromica (qualora nulla venisse mutato dell attuale situazione) dell uscita dei medici dalla ECM, oltre che di altre maniféstazioni di protesta da studiare successivamente. Oltre che ad esprimere la posizione che ufficialmente mi compete e che mi deriva dal mandato del Consiglio Nazionale della FNOMCeO, sono a chiederti la testimonianza di una volontà precisa nella direzione richiesta dai medici italiani che, in modo estremamente unitario e convinto, attendono soltanto un urgente riscontro per dare o meno l avvio a quanto contenuto nella mozione allegata Giuseppe del Barone attività FNOMCeO Malcontento per il ruolo attribuito alle società scientifiche 16
17 La risposta del Ministro Con l impostazione data recentemente al riconoscimento delle professioni sanitarie, in base alla quale ogni professionista deve conseguire un certo numero di crediti per dimostrare in modo trasparente la propria capacità professionale, le Società Scientifiche italiane avranno la possibilità di divenire provider, ovvero erogatori di crediti al personale che frequenta corsi, convegni, stage, etc. da esse organizzati. E questa una grande possibilità per le Società Scientifiche ed una responsabilità per le Istituzioni che concedono loro questo privilegio. D altra parte è ovvio che le Società Scientifiche, essendo depositarie della cultura specialistica, abbiano tutti i titoli per poter esercitare questo tipo di attività. Né contrasta con questa attività la possibilità che le Società Scientifiche nominino dei referee e dei valutatori per altri eventi, fermo restando che la stessa Società Scientifica non possa operare contemporaneamente e sullo stesso evento da provider e da valutatore. Le Società Scientifiche italiane tuttavia sono estremamente numerose e molte continuano a formarsi, non solo e non tanto per necessità oggettive inerenti alle necessità professionali, quanto per altre ragioni: si assiste così alla duplicazione sistematica delle Società stesse e questo certo non giova ad un armonico funzionamento del sistema. Il Ministero della Salute ha quindi ritenuto necessario prevedere i requisiti che devono possedere le Società Scientifiche e le Associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie per poter svolgere le attività di collaborazione con le Istituzioni sanitarie e le attività di aggiornamento professionale dei propri associati con l obiettivo di garantire efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza alle prestazioni sanitarie erogate. Il riconoscimento costituisce presupposto per poter chiedere successivamente l accreditamento come provider ai fini del programma ECM, in conformità ai criteri e alle procedure che saranno stabiliti dall apposita intesa fra Ministero e Regioni, in sede di Conferenza Stato- Regioni. Conseguentemente il Ministero deve ora valutare se le Società Scientifiche rispondano a requisiti che garantiscano ai professionisti ed ai cittadini la loro idoneità ad intervenire come provider e come valutatori di eventi. Per fare questo il Ministero della Salute dovrebbe attivare un apposito e corposo Ufficio che non è in grado al momento di realizzare ed ha quindi dovuto procedere ad utilizzare un service esterno, cui affidare l istruttoria delle domande di riconoscimento delle varie Società Scientifiche prima di procedere al riconoscimento stesso, che resta prerogativa esclusiva del Ministero della Salute. Il service è stato affidato alla Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane (FISM) per la parte medico-scientifica, in quanto si ritiene che questa sia la più qualificata entità non profit in grado di valutare l esistenza o meno dei requisiti sopra esposti. Nulla quindi è stato tolto alle prerogative di altre Istituzioni ed Enti, che continuano a mantenerle e ad esercitarle, come previsto dalla legge. Prof. Girolamo Sirchia 17 Roma, 16 luglio 2004 attività FNOMCeO
18 Fenomeno dalle proporzioni sempre più preoccupanti La lotta all esercizio abusivo della professione medica iniziative Dalla lettura degli atti parlamentari di sindacato ispettivo (interrogazione parlamentare) è risultato che nella città di Reggio Emilia veniva praticato l esercizio abusivo della professione medica e farmaceutica da sedicenti medici cinesi i quali offrivano ai connazionali medicinali scaduti o non catalogati in Italia, mettendo a disposizione attrezzature chirurgiche utilizzabili per 1 esercizio di pratiche mediche. La Questura di Reggio Emilia ha altresì riferito che al momento non sono emersi riscontri oggettivi a carico degli indagati con specifico riferimento alla pratica degli aborti clandestini. Per quanto riguarda, in generale, la materia dell esercizio abusivo della professione medica e odontoiatrica, essa rientra fra quelle i cui poteri di vigilanza e controllo spettano alla Regione territorialmente competente, ai sensi dell art. 2 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni. Sul fronte della repressione dell esercizio abusivo delle professioni sanitarie è attivo il Comando dei Carabinieri per la Sanità, che agisce alle dipendenze funzionali del Ministero della salute, e che effettua regolari e periodici controlli su strutture sanitarie e private, anche su segnalazioni dei relativi ordini e collegi professionali. Stante quanto suesposto, reputo opportuno inquadrare il problema da un punto di vista tecnico giuridico e deontologico. L abusivo esercizio di una professione consiste nel reato commesso da chiunque eserciti una professione senza averne la speciale abilitazione richiesta dallo Stato: esso è punibile d ufficio con la reclusione fino a sei mesi o la multa da duecentomila a un milione (art. 348 c. p.).. L esercizio deve ritenersi abusivo non solo quando chi lo eserciti sia privo del titolo di studio richiesto (laurea o diploma), ma quando, pur sussistendo i titoli, manchino formalità d obbligo quali l iscrizione all albo professionale, il superamento dell esame di Stato ecc.. L esercizio è abusivo anche qualora chi lo pratichi possieda il titolo di studio e l abilitazione professionale, ma sia stato sospeso perpetuamente o temporaneamente dall albo. Per la configurazione del delitto è sufficiente il compimento di un solo atto professionale senza possedere l abilitazione richiesta, anche se la prestazione sia fornita gratuitamente. L oggetto della tutela predisposta dall art. 348 c.p. è costituito dall interesse generale, riferito alla pubblica amministrazione, che determinate professioni, richiedenti particolari requisiti di probità e competenza tecnica, vengano esercitate soltanto da chi, avendo conseguito una speciale abilitazione amministrativa, risulti in possesso delle qualità morali e culturali richieste dalla legge. L interesse tutelato è, pertanto, anche privato in quanto correlato a diritti inalienabili dell individuo quali quelli alla salute, all incolumità e al Soltanto pene e sanzioni pecuniarie più severe possono rivelarsi efficaci 18
19 benessere personale. L art. 348 c.p. - che punisce il reato di abusivo esercizio della professione - ha natura di norma penale in bianco in quanto postula l esistenza di altre disposizioni di legge che stabiliscano le condizioni oggettive e soggettive in difetto delle quali non è consentito - ed è quindi abusivo - l esercizio di determinate professioni (quelle per cui occorre l abilitazione statale); trattasi propriamente di altre disposizioni che, essendo sottintese nell art. 348, sono integrative della norma penale ed entrano a far parte del suo contenuto quasi per incorporazione; cosicché la violazione di esse si risolve in violazione della norma incriminatrice. Tra queste rientrano quelle relative all esercizio abusivo di arti sanitarie ausiliare (odontotecnici, ottici, ortopedici, ernisti, infermieri abilitati) previste all art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie (regio decreto 1934, n. 1265). Non possiamo non rilevare come il fenomeno dell abusivismo professionale abbia assunto dimensioni preoccupanti, in particolare per quel che riguarda l esercizio delle professioni mediche e odontoiatriche poiché incide direttamente sulla salute dei cittadini. Odontotecnici che fanno i dentisti; ottici che fanno gli oculisti; venditori di protesi acustiche che fanno gli otoiatri; massaggiatori che fanno gli ortopedici; erboristi che fanno diagnosi e prescrivono terapie sono presenti ovunque. Essi compiono i loro abusi quotidiani praticamente alla luce del sole: possiedono studi dove visitano, reclamizzano astutamente la loro attività, si fanno pagare parcelle di poco inferiori a quelle professionali, acquistano gli strumenti più sofisticati, somministrano addirittura farmaci. Sino ad oggi lo Stato non ha adottato la necessaria attenzione per reprimere l esercizio abusivo delle professioni. Di fatto risultano essere troppo miti le pene previste per l esercizio abusivo della professione medica ( e delle altre professioni) per essere idonee a scoraggiare il fenomeno in questione. L irrisorietà della pena detentiva (fino a sei mesi), oltretutto facilmente eludibile con il pagamento di una sanzione pecuniaria e della multa (al massimo 500 euro) non sono state un deterrente valido. Vale la pena ricordare che le possibili lesioni colpose causate dall imperizia dell abusivo ( per esempio in campo odontoiatrico) impreparato ad affrontare le possibili complicanze che ogni atto medico comporta rientrano nel campo di applicazione dell articolo 590 c.p. (lesioni personali). Molto spesso inoltre si ha violazione dell articolo 640 del c.p. (truffa) in quanto l abusivo nasconde al paziente la sua mancanza di abilitazione professionale carpendo quindi un consenso nullo all atto pratico. Gli stessi sequestri delle attrezzature utilizzate per l abusivo esercizio della professione non hanno esito, poiché queste vengono restituite al termine del procedimento giudiziario. Ritengo, quindi, pertanto necessario, al fine di debellare il fenomeno, che si apportino modifiche all attuale art. 348 c. p., elevando le pene detentive e quelle pecuniarie. In Parlamento sono stati presentati numerosi disegni di legge attraverso i quali si vuole realizzare una riforma dell art. 348 c. p., introducendo nuove disposizioni che puniscano più severamente quei fatti che appaiono in effetti più gravi, in quanto mettono in pericolo la salute degli utenti, impedendo per quanto possi- 19 iniziative
20 bile la reiterazione dei reati. L esame dei disegni di legge, peraltro, non è ancora iniziato. In conclusione non posso non auspicare che la lotta all esercizio abusivo della professione da parte dello Stato, attraverso il lavoro della magistratura inquirente e delle forze di polizia giudiziaria, sia sempre più incalzante al fine di debellare un problema ormai troppo diffuso; al tempo stesso ritengo che gli Ordini Provinciali debbano vigilare sempre con maggiore attenzione su un fenomeno increscioso e lesivo per l immagine di tutta la categoria medica e odontoiatrica. A tal fine invito, pertanto, a segnalare ai Comandi dei Carabinieri della Sanità qualsiasi evento in odore di abusivismo sanitario che possa costituire ipotesi di reato. In qualità di Presidente della FNOMCeO mi farò promotore con le forze istituzionali affinchè il legislatore intervenga per modificare una normativa che appare non più rispondente alla tutela dell interesse primario della salute dei cittadini e di tutta l intera categoria medica e odontoiatrica. Giuseppe del Barone iniziative RICHIESTA DI CERTIFICATI DI ISCRIZIONE ALL ORDINE Per il rispetto delle norme sulla privacy dei dati personali, l Ordine rilascia i certificati di iscrizione solo al diretto interessato, oppure a persona che sia fornita di specifica delega scritta e correlata da un documento di identità proprio e dell iscritto. L iniziativa si pone in osservanza della legge 675/96. I medici sono pertanto invitati a collaborare, evitando lamentele agli sportelli in quanto il personale amministrativo si limita ad attenersi ai dettami della sopracitata legge. Si ricorda che gli iscritti si possono avvalere dell autocertificazione per i dati relativi all iscrizione. Tale autocertificazione deve contenere i dati anagrafici, l albo di appartenenza, il numero di iscrizione, l anzianità di iscrizione e l assenza di procedimenti disciplinari. Qualsiasi ente pubblico è obbligato ad accettare l autocertificazione. 20