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Timestamp: 2019-06-15 20:37:17+00:00
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I Commenti del 2014 - Abbonamenti FISCOeTASSE.com
Detenzione e licenziamento - Cass. 26115/2014
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione sezione lavoro n. 26115 del 11 Dicembre 2014
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Un provvedimento restrittivo della libertà personale, che impedisca contatti con l'esterno, cui è sottoposto il lavoratore per fatti estranei al rapporto di lavoro non costituisce un inadempimento contrattuale, ma integra soltanto l'oggettiva impossibilità temporanea della prestazione. Ai fini di un eventuale licenziamento occorre verificare se il datore continui ad avere un apprezzabile interesse a ricevere le ulteriori prestazioni del dipendente detenuto e il primo, affinché il licenziamento si possa ritenere legittimo, deve provare in giudizio di aver effettuato tale valutazione. Questo quanto ribadito dalla Corte di Cassazione sezione lavoro nella sentenza n. 26115 del 11 Dicembre 20145.
ILO COMMENTO
Licenziamento, detenzione ed impossibilità sopravvenuta della prestazione di lavoro
R.D. 148/1931 ed art. 7 della L. 300/1970: quale si applica al settore autoferrotranvieri?
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Errore del cassiere e licenziamento - Cass. 25608/2014
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione civile, sezione lavoro, n. 25608 del 3 Dicembre 2014
Non costituisce giusta causa o giustificato motivo di licenziamento una mera svista commessa dal lavoratore nell'espletamento delle proprie mansioni e priva di conseguenze dannose per il datore di lavoro e/o per terzi (fattispecie relativa ad un errore commesso da un cassiere di banca nella contabilizzazione d'un addebito conseguente ad un'operazione di prelievo in contanti di Euro 2.000,00). Questo il principio enunciato dalla Corte di Cassaizone nella sentenza n. 25608 del 3 Dicembre 2014.
Licenziamento per giusta causa: nozione e valutazione del giudice
Frodi carosello: connivenza da provare Cass. 25779/2014
Commento alla sentenza della corte di Cassazione civile n. 25779 del 5 Dicembre 2014
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Nel caso delle cosiddette "frodi carosello", il Fisco deve dimostrare non solo gli elementi di fatto caratterizzanti la frode (ovvero l'inesistenza di un’autonoma struttura operativa del cedente e il mancato pagamento dell’imposta come modalità preordinata al conseguimento fraudolento di un utile da parte della cd. “cartiera”), ma anche la consapevolezza di essi da parte del cessionario, quindi la sua connivenza nella frode, anche attraverso presunzioni semplici, ai sensi dell'art. 54, comma 2, del Dpr 633/72, purché connotate da gravità, precisione e concordanza. A sancirlo la Corte di Cassazione con sentenza del 5 dicembre 2014, n. 25779.
1. Operazioni soggettivamente inesistenti: prova della frode e coinvolgimento del cessionario-committente
Part-time e clausole
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione civile, sezione lavoro n. 25680 del 4 Dicembre 2014
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Autore: Staiano Avv. Rosaria
Secondo i principi generali, deve essere dichiarata nulla la clausola del contratto collettivo che si ponga in contrasto con una norma imperativa di legge (fattispecie relativa all'accoglimento della richiesta di alcuni lavoratori con contratto di lavoro subordinato «part - time a comando o a chiamata», disciplinato dalla previgente legge n. 863/1984 di conversione del d.l. n. 726/1984, di una integrazione retributiva in ragione della facoltà concessa al datore di richiedere prestazioni a chiamata con breve o addirittura inesistente preavviso, dovendosi ritenere irrilevante che tale facoltà fosse ammessa dal CCNL all'epoca applicato, poiché in contrasto con il principio di specifica determinazione della collocazione temporale della prestazione part - time previsto dalla legge n. 863/1984). Questo quanto stabilito dalla sentenza della Corte di Cassazione civle, sezione lavoro, n. 25680 del 4 Dicembre 2014.
Contratto part- time e precisa collocazione nell’arco temporale: corte cost. n. 210 /1992
Regime del margine e fatturazione - Cass. 25127/2014
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione civile n. 25127 del 26 Novembre 2014
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La mera regolarità formale della fattura emessa dal cedente non costituisce l'unica condizione per l'applicabilità dello speciale regime del margine, posto che, in tal modo, si finirebbe con l'attribuire a tale documento un'efficacia probatoria, in realtà non prevista dalla norma in relazione ai presupposti del beneficio in questione. Lo ha ribadito la Cassazione con la sentenza n. 25127 del 2014, confermando un indirizzo giurisprudenziale oramai consolidato secondo cui, essendo quello del margine un regime IVA agevolato, è onere del contribuente che lo invoca dimostrare la sussistenza dei presupposti che giustificano la deroga al normale regime impositivo.
La motivazione per relationem: requisiti di ammissibilita’
Il regime del margine: normativa e giurisprudenza
Misure di sicurezza e appalti - Cass. pen. 47931/2014
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione penale n. 47931 del 28 Novembre 2014
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Autore: Staiano Arch. Andrea
La ditta appaltante è tenuta a fornire le informazioni necessarie in ordine ai rischi specifici e alle misure da adottare in relazione all’attività da svolgere. In particolare, la ditta appaltante e quella appaltatrice devono cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione per i rischi inerenti all’esecuzione dell’opera appaltata. Questo quanto afferma la corte di Cassazione penale nella sentenza n. 47931 del 28 Novembre 2014.
Evoluzione normativa sulla sicurezza nei cantieri
La responsabilità del datore di lavoro appaltante ed orientamenti giurisprudenziali
Documenti e invito non puntuale - Cass. 25334/2014
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione civile n. 25334 del 28 Novembre 2014
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La sanzione dell’inutilizzabilità in giudizio dei documenti non prodotti in sede amministrativa opera solamente se il Fisco ha rivolto al cittadino un invito specifico e puntuale, accompagnato dall’avvertimento circa le conseguenze della mancata ottemperanza. La ratio è di assicurare, in rispondenza ai canoni di lealtà, correttezza e collaborazione, un dialogo preventivo tra Fisco e contribuente che sia di ausilio alla definizione della controversia. La preclusione probatoria prevista dall’articolo 32, comma 4, del D.P.R. n. 600 del 1973, infatti, deve essere applicata in modo da non comprimere il diritto alla difesa del contribuente. Questo, in sintesi, il principio di diritto che emerge dalla sentenza n.25334 del 28 novembre 2014, con cui la Suprema Corte ha cassato l’impugnata sentenza, rinviando ad altra sezione della C.T.R. di Milano.
1. Documentazione non prodotta e utilizzabilità in contenzioso
Licenziamento per giusta causa - Cass. 25158/2014
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione civile, sezione lavoro n. 25158 del 26 Novembre 2014
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La giusta causa di licenziamento è nozione legale e il giudice non è vincolato dalle previsioni del contratto collettivo; ne deriva che il giudice può ritenere la sussistenza della giusta causa per un grave inadempimento o per un grave comportamento del lavoratore contrario alle norme della comune etica o del comune vivere civile ove tale grave inadempimento o tale grave comportamento, secondo un apprezzamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, abbia fatto venire meno il rapporto fiduciario tra le parti (confermato il licenziamento irrogato ad un lavoratore il quale, non solo rimase assente per tre giorni senza avvertire l'azienda, ma protrasse tale assenza ulteriormente senza fornire alcuna giustificazione, concretando così una grave violazione degli obblighi di diligenza su di lui gravanti). Questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione civile, sezione lavoro nella sentenza n. 25158 del 26 Novembre 2014
Responsabilità coordinatore sicurezza -Cass. 47283/2014
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione penale n. 47283 del 17 Novembre 2014
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In tema di infortuni sul lavoro, l'obbligo dei titolari della posizione di garanzia comprende non solo l'istruzione dei lavoratori sui rischi connessi alle attività lavorative svolte e la necessità di adottare tutte le opportune misure di sicurezza, ma anche la loro effettiva predisposizione, nonché il controllo continuo ed effettivo sulla concreta osservanza delle misure predisposte al fine di evitare che esse siano trascurate o disapplicate, e il controllo sul corretto utilizzo, in termini di sicurezza, degli strumenti di lavoro e sul processo stesso di lavorazione; il coordinatore per l'esecuzione dei lavori deve verificare, attraverso una attenta e costante opera di vigilanza, l'eventuale sussistenza di obiettive situazioni di pericolo nel cantiere.
Soggetti responsabili ed infortunio sul lavoro
Coordinatore per l’esecuzione dei lavori: compiti
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