Source: https://cooperativeonline.it/il-nuovo-regime-iva-per-le-prestazioni-rese-da-cooperative-sociali/
Timestamp: 2019-03-23 15:13:11+00:00
Document Index: 115861714

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1']

Il nuovo regime Iva per le prestazioni rese da cooperative sociali
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Legge di Stabilità 2016: il nuovo regime Iva per le prestazioni rese da cooperative sociali
Scritto da Danilo Gonella on 14/01/2016 . Postato in Fiscale
A decorrere dal 1 gennaio 2016 alle prestazioni sociali (elencate nel soppresso numero 41-bis, così come integrate dall’art. 1, co. 331, primo periodo, Legge 296/2007) rese dalle cooperative sociali, non si applica più il regime agevolato dell’aliquota IVA del 4% bensì è prevista l’applicazione dell’aliquota IVA del 5% alle prestazioni richiamate nel nuovo numero 1, della Tabella A, parte II-bis, allegata al D.P.R. n. 633/1972, rese dalle sole cooperative sociali, sia sulla base di contratti di appalto e convenzioni, sia rese direttamente: in pratica a chiunque rese, purché in favore dei soggetti, anche questi ampliati, indicati nel citato punto 1. Pertanto, il quadro normativo che si viene a delineare è il seguente:
la nuova agevolazione ripropone la precedente formulazione, limitando però l’adozione del nuovo regime IVA alle sole cooperative sociali e loro consorzi, escludendo quindi le cooperative diverse da quelle sociali, ivi comprese le cooperative ONLUS (limitazione già operante dal 1/1/2014);
in relazione all’utilizzatore, la nuova agevolazione si rivolge ad una più ampia platea dei soggetti svantaggiati nei cui confronti possono essere effettuate le prestazioni indicate nella nuova norma, in virtù del richiamo operato ai soggetti svantaggiati contenuti nel numero 27-ter dell’art. 10;
in relazione alle prestazioni, la nuova agevolazione non incide sulla tipologia di prestazioni rientranti nel campo di applicazione della nuova norma, poiché il menzionato art. 1, co. 331, Legge 296/2006 già attraeva nella sfera del numero 41-bis tutte le prestazioni indicate nei predetti numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter) dell’art. 10.;
In merito ai luoghi di svolgimento dell’attività, la nuova disposizione non contiene alcun riferimento né al luogo, né alla tipologia di contratto cui sottendono le prestazioni. Pertanto, è possibile affermare che alle prestazioni citate si applichi l’aliquota del 5% a prescindere dal luogo di svolgimento della prestazione (in comunità o simili, a domicilio, presso ambulatori, ecc..) ed a prescindere dal tipo di contratto (appalto, convenzione, rese direttamente all’utente, ecc…);
in relazione alla scelta tra regime di imponibilità, è possibile soltanto per le prestazioni rese sulla base di contratti stipulati, rinnovati o prorogati, anteriormente al 1/1/2016. Con riferimento alle prestazioni svolte sulla base di contratti nuovi, prorogati o rinnovati con decorrenza dal 1/1/2016, la facoltà di scelta parrebbe preclusa, stante l’abrogazione del secondo periodo del comma 331, art. 1 della legge 296/2006;
in relazione alla decorrenza, ai sensi dell’art. 1, co. 963, Legge 208/2015, il nuovo regime si applica “alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati, rinnovati o prorogati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge”, ossia, a decorrere dal 01/01/2016.
Rif. Legge 28/12/2015, n. 208, pubblicata in G.U. Serie Generale n. 302, del 30/12/2015 (Legge di Stabilità 2016)
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