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Timestamp: 2017-08-16 20:25:21+00:00
Document Index: 77425233

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 7', 'art. 154', 'art.17', 'art.17', 'art. 12', 'art.12', 'art. 14', 'art. 8', 'art.17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 161', 'art. 100', 'art.12', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 7', 'art 14', 'art. 154']

Relazione sulla CORPORATE GOVERNANCE - PDF
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Aurelio Vincenzo Casali
1 sulla CORPORATE 2012
2 Italia Lavoro S.p.A. Via G. Del Monte, Telefono Capitale Sociale interamente versato Iscritta al Registro delle Imprese della CCIAA di al numero Partita IVA Codice Fiscale Azionista Unico Ministero dell Economia e delle Finanze che esercita i diritti dell'azionista d'intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
3 Struttura della CORPORATE
4 Presidente ed Amministratore Delegato Paolo Reboani Paolo Reboani Consiglio di Amministrazione Maria Lucia Galdieri Franco Chinetti Vinca Maria Sant Elia - Presidente - dal Claudio Lenoci Giuseppe Pisauro (dal ) Collegio Sindacale Fabrizio Ridolfi (dal fino al ) Piero Schinigoi - Presidente - fino al Francesca Metri Claudio Lenoci Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001 Magistrato della Corte dei Conti Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Preposto al Controllo Interno Società di Revisione Franco Chinetti - Presidente - Roberto Musella Marcello Amato Ivan De Musso Mauro Tringali Massimo Pacelli Mazars SpA
5 Indice PREMESSA INTRODUZIONE Presentazione della Società PARTE I Assetti Proprietari Oggetto Sociale Organizzazione e Sistemi di Direzione PARTE II Azionariato Assemblea Corporate Governance a) Consiglio di Amministrazione b) Coordinatore di Gestione c) Collegio Sindacale d) Società di Revisione e) Magistrato della Corte dei Conti f) Organismo di Vigilanza ex D.Lgs 231/ g) Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Sistema di Controllo Interno Il SCI in Italia Lavoro S.p.A Internal Audit
6 PREMESSA Con la definizione Corporate Governance non si intende letteralmente il governo d impresa, ma si vuol ricomprendere oltre l attività di governo del Consiglio di Amministrazione, anche le attività di verifica svolta dagli organi di controllo (Collegio Sindacale, Organismo di Vigilanza ex D.Lgs 231/2001, Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, etc.) e quelle di gestione svolta dal management. Più precisamente, la Corporate Governance, può essere definita come il sistema di diritti, di procedure e di meccanismi di controllo che regolano il management di una società, stabiliti internamente o esternamente alla società stessa con l obiettivo di proteggere gli interessi di tutti i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti nelle vicende della società. Per le società di capitali quotate, la predisposizione della sulla Corporate Governance è realizzata in applicazione di quanto previsto negli artt. 124-bis, D.Lgs. 58/1998, 89-bis, Regolamento Emittenti Consob e nella Sezione IA.2.6 delle istruzioni al Regolamento di Borsa. Essa fornisce informazioni in merito alla concreta applicazione delle regole di Corporate Governance contenute nel Codice di Autodisciplina delle società quotate, approvato nel marzo 2006, modificato nel marzo del 2010 ed aggiornato nel dicembre del 2011 dal Comitato per la Corporate Governance e promosso da Borsa Italiana. Italia Lavoro S.p.A., pur non essendo quotata e non dovendo quindi ottemperare alle disposizioni di legge, ritiene opportuno fornire una completa informativa sul proprio sistema di governo societario realizzando la propria sulla Corporate Governance
7 La predisposizione della sulla Corporate Governance è utile alla società per comunicare efficacemente i comportamenti posti in essere dall azienda fornendo le informazioni necessarie e utili a descrivere il profilo aziendale (riportato nella prima parte della relazione), e agli assetti proprietari e di governance (definiti nella seconda parte della relazione). Infatti, l obiettivo della relazione è quello di fornire una informazione compiuta sul sistema di governance della società; per questo essa contiene, eventualmente tramite cross-reference, tutte le informazioni rilevanti, incluse quelle già diffuse al pubblico in altro modo. L opportunità di fornire tali informazioni rientra nell autonomia decisionale della società. In particolare, le informazioni riguardano: a. le pratiche di governo societario effettivamente applicate dalla società al di là degli obblighi previsti dalle norme legislative o regolamentari; b. la composizione e il funzionamento degli organi di amministrazione e controllo; c. i meccanismi di funzionamento dell assemblea degli azionisti; d. le principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria. La valutazione di predisporre la relazione sulla Corporate Governance, pur non trattandosi di società emittente, deriva principalmente dalla sua natura di Società per Azioni a totale partecipazione pubblica. Questa versione della relazione è stata redatta seguendo lo schema di riferimento suggerito dalle linee guida elaborate da Assonime e utilizzando il format di Borsa Italiana
8 INTRODUZIONE Presentazione della Società Italia Lavoro è una società per azioni con socio unico. Costituita nel 1997 in attuazione di una Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri e totalmente partecipata dal Ministero dell Economia e delle Finanze, opera, per legge, come agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e delle altre Amministrazioni Centrali dello Stato nella promozione e nella gestione di azioni nel campo delle politiche attive e passive del lavoro, dell occupazione e dell'inclusione sociale e della salute. La storia dell azienda è legata principalmente all evoluzione legislativa che ha riguardato la società stessa nel corso degli anni; tra le tante norme di interesse sono di particolare rilevanza le seguenti: - Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del ; Italia Lavoro S.p.A. nasce, in attuazione della direttiva stessa, per la promozione, la progettazione la realizzazione e la gestione di attività ed interventi finalizzati allo sviluppo dell'occupazione sull'intero territorio nazionale, con particolare riguardo alle aree territoriali depresse ed ai soggetti svantaggiati del mercato del lavoro. - D.Lgs. 1/1999; la partecipazione azionaria di Itainvest S.p.A. in Italia Lavoro S.p.A. è stata trasferita al Ministero dell Economia e delle Finanze, che esercita i diritti dell azionista su Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri d intesa con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
9 - Legge del 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002); stabilisce che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si avvale di Italia Lavoro S.p.A. per la promozione e la gestione di azioni nel campo delle politiche attive del lavoro e dell assistenza tecnica ai servizi per l impiego. In tale contesto normativo Italia Lavoro S.p.A. si configura come una in house agency per l amministrazione. - La legge del 31 marzo 2005, n. 43; stabilisce che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell'esercizio delle proprie funzioni in materia di politiche del lavoro, dell'occupazione, della tutela dei lavoratori, e delle competenze in materia di politiche sociali e previdenziali, si avvale di Italia Lavoro S.p.A., previa stipula di apposita convenzione. - Decreto Ministeriale del in attuazione del disposto dell art.1 del D.P.C.M ; ha individuato gli atti di gestione ordinaria e straordinaria della Italia Lavoro e delle sue controllate, che formano oggetto di preventiva approvazione ministeriale. Nel provvedimento risultano esplicitate le modalità di vigilanza del Ministero sulla Italia Lavoro S.p.A., onde consentire, alla luce dei recenti orientamenti della giurisprudenza comunitaria e nazionale, la permanenza delle condizioni che giustifichino la legittimità di affidamenti c.d. in house nei confronti di quest ultima. - Direttiva del 29 gennaio 2009 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali indirizzata ad Italia Lavoro S.p.a. in attuazione dell art. 1 comma 2 del D.M. 17 marzo 2008 sul controllo analogo, nonché ai sensi sul del DPCM 23 novembre ha inteso fornire indicazioni su ambiti, target e modalità di attuazione delle attività della società per l anno 2009 prevedendo comunque il loro inserimento in un quadro temporale più ampio, di durata triennale, affinché fossero evidenti gli obiettivi di medio periodo
10 La mission di Italia Lavoro è offrire servizi e svolgere azioni nell'ambito delle competenze esclusive e concorrenti che la Costituzione assegna allo Stato in materia di lavoro. Italia Lavoro mette a disposizione il suo patrimonio d'esperienze, di competenze, di buone pratiche e la sua rete di consulenti, collaborando con Regioni, Province, amministrazioni locali, soggetti pubblici e privati su: Diritti di cittadinanza e livelli essenziali delle prestazioni. Garantire il diritto dei cittadini di accedere a servizi che assicurino livelli essenziali e uniformi di qualità su tutto il territorio nazionale, in linea con quelli degli altri paesi dell'unione Europea. I cittadini svantaggiati, prima di tutto. Mettere le persone, soprattutto quelle più svantaggiate, al centro delle politiche del lavoro, garantendo servizi personalizzati capaci di soddisfare i loro reali bisogni di orientamento, formazione, sostegno al reddito e collocamento. Welfare to Work per superare le crisi occupazionali Un nuovo patto vincolante che prevede l'erogazione di ammortizzatori sociali, di formazione personalizzata e di servizi per il collocamento, solo a seguito di un impegno attivo del disoccupato nella ricerca del lavoro. Azioni d'emergenza per il reinserimento lavorativo nei bacini in crisi, collegando i sussidi alle misure per l'occupazione. Sostegno occupazionale allo sviluppo economico. Supportare la governance fra i diversi attori nazionali, supportare le associazioni di categoria, valorizzando la bilateralità, supportare e potenziare il raccordo tra i sistemi produttivi e la rete dei servizi per il lavoro, sostenere i processi che concorrono alla valorizzazione del capitale intellettuale, sostenere l avvio di nuova imprese nei settori che valorizzano le potenzialità di sviluppo degli ambienti naturali protetti e dei beni architettonici e di altri settori che presentano forti elementi di innovazione. Verso l'europa dell'innovazione e della conoscenza. Aumentare l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese all'evoluzione dell'economia globale, più occupazione di qualità, formazione permanente, occupazione delle donne, - 9 -
11 mobilità territoriale, pari opportunità e lotta al lavoro nero. Modernizzare e rafforzare la coesione sociale. Scuola&Lavoro per l'occupabilità. Costruire un ponte fra scuola e lavoro, alternando l'istruzione con la formazione, i tirocini e gli stage nelle imprese. Aiutare scuole e università ad assumere anche il compito di favorire il collocamento degli studenti. Integrazione e inclusione sociale in una società più equa. Governare i flussi migratori e lottare contro l'esclusione e l'emarginazione, sperimentare nuove modalità per l'inserimento al lavoro dei disabili, dei soggetti svantaggiati e dei disoccupati di lunga dura. Italia Lavoro opera attraverso una struttura centrale con sede a. Per governare le tematiche, la società ha raggruppato le azioni e le iniziative interventi progettuali in Aree d'intervento coadiuvate dagli Staff e dalle Divisioni. In tutto il territorio nazionale Italia Lavoro è organizzata in Macro Aree Territoriali che supportano le attività di programmi e progetti, integrandole a livello locale
12 Relativamente alle attività della società, in un contesto di necessaria evoluzione del mercato del lavoro avvenuta nel corso del 2012 (riforma del mercato del lavoro - L. 92/2012), Italia Lavoro è stata impegnata per tutto il corso dell anno nello sviluppo di programmi/progetti e azioni di sistema di supporto al Ministero del Lavoro e alle Regioni nell attuazione di politiche specifiche finalizzate a promuovere, interventi di inserimento/reinserimento professionale, di integrazione tra politiche del lavoro e politiche di sviluppo economico, di transizione istruzione, formazione e lavoro, di inclusione sociale e lavorativa di soggetti svantaggiati, di sviluppo delle sinergie tra politiche del lavoro e politiche dell immigrazione, sostenendo sistematicamente lo sviluppo della rete dei servizi pubblici per il lavoro e la collaborazione tra questi e gli operatori privati. Italia Lavoro in qualità di ente strumentale del Ministero del Lavoro esplica, in via prioritaria, la propria attività aziendale nell ambito dei due Programmi Operativi
13 Nazionali (PON) a valere sulla Programmazione FSE 2007 / 2013 a titolarità del Ministero del Lavoro: - Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema - Obiettivo 1 Convergenza. - Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema - Obiettivo 2 Competitività Regionale e Occupazione. Il Fondo Sociale Europeo (FSE) è utilizzato per il raggiungimento di due obiettivi fissati a livello comunitario: o convergenza, per la promozione dell occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro nelle regioni in ritardo di sviluppo. In Italia rientrano in questo obiettivo le Regioni Basilicata (a titolo transitorio), Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; o competitività regionale e occupazione, per favorire la dinamicità del tessuto economico. In Italia rientrano in questo obiettivo le Regioni Abruzzo, Emilia-gna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d Aosta, Veneto e Sardegna (a titolo transitorio) e le Province autonome di Bolzano e Trento. Tali Programmi offrono un ampio ventaglio di opportunità, attraverso interventi per la qualificazione del capitale umano e per un più facile inserimento nel mercato del lavoro (es: corsi di formazione, orientamento al lavoro, interventi per il rafforzamento dei servizi al lavoro, interventi per favorire l occupazione femminile, interventi per i soggetti svantaggiati, interventi per l invecchiamento attivo). L insieme delle attività realizzate da Italia Lavoro, possono essere prioritariamente, ma non esclusivamente, sintetizzate riferendole ai principali programmi/progetti, a valere sui PON FSE/Programmazione 2007/2013, afferenti alle diverse aree strategiche aziendali
14 PARTE I 1. Assetti Proprietari Il capitale sociale sottoscritto e versato alla data del 31 dicembre 2012 è pari a euro ,00, suddiviso in azioni ordinarie del valore nominale di euro 1,00 cadauna. Le azioni sono nominative ed indivisibili e conferiscono ai loro possessori eguali diritti; ogni azione da diritto ad un voto. Il capitale sociale può essere aumentato mediante conferimenti in denaro nonché mediante conferimenti di beni in natura e di crediti. Italia Lavoro è interamente partecipata dal Ministero dell Economia e delle Finanze, che esercita i diritti dell azionista d intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla cui vigilanza, in via esclusiva, è sottoposta la Società. Come definito nell articolo 5 dello Statuto societario, non è consentito il trasferimento di azioni. 2. Oggetto Sociale La Società ha per oggetto la promozione, la progettazione, la realizzazione e la gestione, sia direttamente che indirettamente, di ogni attività ed interventi finalizzati alla promozione dell occupazione in Italia ed all estero, da svolgere nell ambito delle direttive e degli indirizzi ministeriali che ne guidano l azione, con particolare riguardo
15 alle aree territoriali depresse ed ai soggetti svantaggiati del mercato del lavoro, con esclusione dell assunzione di rapporti di lavoro in proprio. Italia Lavoro svolge prevalentemente attività di supporto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per la promozione e gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell'occupazione, dell'assistenza tecnica ai servizi per l'impiego, della tutela dei lavoratori e delle politiche sociali e previdenziali, ai sensi dell'art. 30 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 e dell'art. 7 terdecies del D.L. 31 gennaio 2005 n. 7, convertito nella Legge 31 marzo 2005 n. 43. In particolare la Società opera, in qualsiasi settore economico, per: - supporto ed assistenza tecnica alle Regioni nelle materie attinenti l'oggetto sociale; - la progettazione e gestione di progetti di lavori socialmente utili e di lavori di pubblica utilità finalizzati a stabili occasioni di impiego, con particolare riferimento alle società miste, alle cooperative sociali, ai servizi alla persona, alle attività non profit; - la promozione di iniziative di autoimpiego in forma singola o associata; - l'assistenza tecnica e la gestione di servizi nel campo del lavoro; - ogni intervento riferibile alle politiche attive per il lavoro
16 3. Organizzazione e Sistemi di Direzione Per realizzare la mission aziendale e l oggetto sociale, Italia Lavoro, ad oggi, dopo un processo di profondo cambiamento, adotta un approccio per processi (promosso dalla UNI EN ISO 9001:2008) coerente con gli orientamenti di progettazione organizzativa adottati dall azienda; questo processo è stato accompagnato dalla progettazione e implementazione del Sistema di Gestione per la Qualità, dall introduzione di un sistema informativo integrato - SAP R/3 - e dalla coerente elaborazione di un flusso procedurale utile a gestire i principali processi aziendali sia produttivi che di supporto. Inoltre, la produzione normativa degli ultimi anni, con particolare riferimento, al D. Lgs. 231/01 e la Legge 262/05, ha posto particolare enfasi sull adeguatezza del sistema di controllo interno aziendale e quindi sulla capacità da parte degli organi societari di definire adeguati modelli di controllo che garantiscano da un lato il rispetto delle politiche e delle procedure aziendali e dall altro il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Decreto legislativo 231/2001 Il D.Lgs 231/01 introduce la Responsabilità Amministrativa degli enti in sede penale che si aggiunge a quella della persona fisica che ha materialmente realizzato uno dei reati previsti dal provvedimento normativo. Le società sono responsabili nell eventualità che la condotta illecita sia realizzata, nell interesse o a vantaggio dell Ente, da: - persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione dell ente o da chi esercita, anche di fatto, funzioni di direzione e controllo; - persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui al punto precedente
17 L esimente della responsabilità dell ente si realizza se la società è in grado di provare: o che ha preventivamente adottato ed efficacemente attuato modelli organizzativi e di gestione idonei a individuare e prevenire reati della specie di quello verificatosi; o che ha affidato ad un proprio organismo (Organismo di Vigilanza) - dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo - il compito di vigilare sul funzionamento e sull osservanza dei modelli e di curarne l aggiornamento; o la violazione fraudolenta dei modelli da parte degli autori del reato; o la diligenza dell Organismo di Vigilanza e dei soggetti incaricati della gestione e del controllo. In attuazione delle previsioni del D.lgs 231/2001 Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, la Società ha adottato un Codice Etico con l obiettivo di definire i propri valori essenziali, comportamenti e responsabilità, adeguandoli a standard etici improntati alla massima correttezza e trasparenza. Nel rispetto delle previsioni normative il Consiglio di Amministrazione di Italia Lavoro ha attribuito ad un Organismo di Vigilanza la responsabilità del modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e dell attuazione, monitoraggio, controllo ed aggiornamento del Codice Etico. Il Codice Etico di Italia Lavoro S.p.A. è consultabile sul sito della società all indirizzo Legge 262/2005 La riforma del risparmio - Legge 262/ ha inoltre modificato la disciplina contenuta nel TUF (Testo Unico della Finanza D.lg. 58/98), introducendo la figura del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari (DP)
18 La norma di riferimento è l art. 154 bis del TUF, in base al quale la nomina del DP è obbligatoria per le società emittenti quotate, aventi l Italia come Stato membro d origine; le società non quotate non hanno l obbligo di nominare il DP, ma possono farlo comunque su base volontaria. Le prescrizioni previste dalla Legge 262 sono state estese anche alle società partecipate dal Ministero dell Economia e delle Finanze, che statutariamente sono obbligate a predisporre, e successivamente verificare, adeguate procedure amministrativo contabili per la formazione del bilancio di esercizio. Quindi, il socio unico di Italia Lavoro ha modificato lo statuto societario prevedendo che il Consiglio di Amministrazione nomini, previo parere obbligatorio del Collegio Sindacale, per un periodo non inferiore alla durata in carica del Consiglio stesso e non superiore a sei esercizi, il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di cui all'articolo 154-bis del testo unico delle disposizioni in materia finanziaria (d. lgs n. 58 del 1998 e successive modificazioni). Il DP ha importanti funzioni di controllo contabile e per questo motivo è necessario un coordinamento tra i suoi compiti con quelli degli altri organi di controllo contabile di cui già si avvale la società (Collegio Sindacale, Società di Revisione, Organismo di Vigilanza, etc.) In particolare, il DP ha il compito di redigere, insieme agli organi delegati della Società, una dichiarazione scritta in cui attesti la corrispondenza ai libri e alle scritture contabili degli atti e delle comunicazioni della società, diffusi sul mercato e relativi all informativa contabile. La Società è stata impegnata in un percorso di integrazione del Sistema di Gestione della Qualità con il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 e con il sistema di controllo interno ai sensi sia del D. Lgs 231/2001 sia della Legge 262/
19 Ad oggi, l organizzazione di Italia Lavoro è definita, anche per rispondere alle disposizioni normative su esposte, come di seguito rappresentata. Il modello organizzativo di Italia Lavoro si sviluppa nelle seguenti funzioni/unità organizzative:
20 Consiglio di Amministrazione: l attuale Consiglio di Amministrazione, nominato dall assemblea ordinaria degli azionisti il 5 maggio 2011, resta in carica per tre esercizi fino alla data dell assemblea convocata per l approvazione del bilancio chiuso al ed è composto da 3 membri: Paolo Reboani - Presidente ed Amministratore Delegato -, Maria Lucia Galdieri e Franco Chinetti. Coordinatore di Gestione: l ing. Mauro Tringali, dal settembre 2001, è il Coordinatore di Gestione delle attività aziendali al quale rispondono tutti i processi produttivi e di supporto dell azienda gestiti rispettivamente dalle business unit di Italia Lavoro, le Aree di Intervento, e dalle Aree di Staff. Staff e Divisioni: i processi tipici di supporto dell azienda (affari legali, amministrazione, controllo di gestione, risorse umane, approvvigionamenti, sistema qualità, bilancio sociale, monitoraggio e valutazione ecc.) sono concentrati negli staff che sono al servizio dell Alta Direzione e dei progetti. Inoltre è inserita all interno dell organizzazione la Divisione Innovazione delle Tecnologie e Metodologie che si occupa di garantire lo sviluppo, la gestione e la promozione dell infrastruttura tecnologica della Società. Macro Aree Territoriali: Italia Lavoro opera attraverso una struttura centrale con sede a ed una rete di unità territoriali, che rappresentano la società sul territorio e che supportano organizzativamente i progetti regionali o le iniziative previste dai grandi progetti nazionali. Aree di Intervento e Progetti: i servizi di Italia Lavoro sono erogati attraverso un modello centrato sulla gestione delle attività produttive per progetti. Lo scopo principale è quello di orientare e focalizzare l attività al raggiungimento del risultato finale e di pianificare, realizzare e controllare tutte le risorse, da quelle economiche a quelle umane, in maniera tale da gestire gli interventi in maniera efficace ed efficiente. I progetti sono suddivisi in aree di intervento ciascuno con a capo un responsabile di area
21 L azienda dispone ad oggi di un patrimonio di conoscenze, che costituisce il knowledge aziendale, accumulato e maturato nel tempo, soprattutto attraverso le attività dei diversi progetti. In questo ambito infatti la società ha sperimentato innovazioni e costruito nel tempo asset tecnologici e di contenuto nonché le professionalità delle risorse umane dedicate. Infine, dato che un organizzazione come Italia Lavoro ha una importante responsabilità per l utilizzo delle risorse e il benessere o malessere sociale e ambientale che produce, ne deriva il dovere di rendere conto ai vari e diversi stakeholder (soci, dipendenti, autorità di controllo, clienti, Stato, collettività, ecc.), comunicando loro, nelle forme più appropriate, gli obiettivi, le politiche, le strategie, le azioni e i risultati sociali. Infatti, la sola misurazione della ricchezza prodotta e distribuita non può essere esaustiva per valutare, in modo completo e puntuale, la propria performance e ancora meno quella sociale, l attività di rendicontazione e di comunicazione non può essere svolta dal bilancio civilistico, insufficiente a misurare il conseguimento di obiettivi sociali, bensì da un bilancio sociale, quale strumento efficace di controllo dell impatto che l operato di un azienda ha sulla collettività. Questa è una esigenza particolarmente vincolante per una società come Italia Lavoro in ragione delle attività svolte, della loro valenza sociale e della natura tipica che le caratterizza. Pertanto, la società elabora e realizza, ogni anno, il Bilancio Sociale, che non è solo il contributo di Italia Lavoro alla CSR, ma rappresenta lo strumento per comunicare se e in che misura è stata raggiunta la mission aziendale e, al tempo stesso, verificare la coerenza e l efficacia delle azioni svolte al fine di poterle valutare e costantemente migliorare. Il Bilancio Sociale di Italia Lavoro è consultabile sul sito della società all indirizzo
22 PARTE II 1. Azionariato Come già descritto nella presentazione del profilo aziendale, il capitale sociale sottoscritto e versato alla data del 31 dicembre 2012 è pari a euro ,00, suddiviso in azioni ordinarie del valore nominale di euro 1,00 cadauna. L azionista unico della Società è il Ministero dell Economia e delle Finanze che detiene il 100% del capitale sociale. Italia Lavoro rientra tra le diverse partecipazioni dirette di maggioranza e/o controllo del Ministero, rappresentate nello schema seguente:
23 Come risulta dalla Nota Integrativa del Bilancio di Esercizio 2012, non vi sono operazioni rilevanti con parti correlate al di fuori di quelle poste in essere con le società controllate e collegate, i cui saldi sono dettagliati e commentati nelle specifiche sezioni della nota stessa. 2. Assemblea L assemblea degli azionisti di Italia Lavoro, ai sensi dell art e successivi del Codice Civile, approva il bilancio, nomina e revoca degli amministratori, nomina i sindaci e il presidente del Collegio Sindacale e, quando previsto, il soggetto al quale è demandato il controllo contabile; inoltre delibera sulle modifiche dello statuto e sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dell assemblea
24 L assemblea degli azionisti opera anche in base alle disposizioni previste dallo Statuto della Società che può presentare regole più rigide o specifiche rispetto a quanto disposto dal codice civile. Le modalità di funzionamento dell assemblea degli azionisti di Italia Lavoro sono regolate dagli artt. 7, 8, 9, 10 e 11 dello Statuto (ultima modifica - 3 dicembre 2010) i quali definiscono: - modalità di convocazione: l assemblea è convocata dal Consiglio di Amministrazione, anche fuori dal Comune della sede sociale, mediante avviso al socio unico almeno quindici giorni prima della data in cui si terrà l Assemblea. In caso di urgenza il termine può essere ridotto a otto giorni prima di quello fissato per l adunanza; - modalità di svolgimento: per la regolarità della costituzione valgono le norme di legge; in mancanza del rispetto delle formalità, l assemblea si reputa regolarmente costituita quando è rappresentato l intero capitale sociale e partecipa all assemblea la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo. L assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l anno, entro 180 giorni dalla chiusura dell esercizio sociale, quella straordinaria nei casi previsti dalla legge. L azionista unico ha il diritto di intervenire all'assemblea può farsi rappresentare mediante delega scritta conferita a persona, anche non azionista, che non sia né amministratore né dipendente della società; - presidenza: l assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, o da chi ne fa le veci, ovvero, in loro assenza o impedimento, da altra persona designata dal Consiglio di Amministrazione. Qualora il verbale non sia redatto da un Notaio, il
25 Presidente è assistito da un Segretario, anche non socio o amministratore, eletto dall assemblea su proposta del Presidente stesso. - regolarità deliberazioni: per la validità delle deliberazioni dell assemblea ordinaria e straordinaria, sia in prima che in seconda convocazione, si applicano le norme di legge. Le deliberazioni dell assemblea ordinaria devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario mentre il verbale dell assemblea straordinaria deve essere redatto da un Notaio. L assemblea ordinaria degli azionisti è stata convocata per il giorno 12 giugno 2012 presso la sede sociale in, via Guidubaldo del Monte n 60, in prima convocazione ed occorrendo per il giorno 19 giugno 2012, stessa ora e luogo, in seconda convocazione, per deliberare sul seguente Ordine del giorno: Parte ordinaria 1) Adempimenti ai sensi dell'articolo 2364, punto 1, del Codice Civile: approvazione del Bilancio chiuso al ; 2) Adempimenti ai sensi dell'articolo 2364, punto 2, del Codice Civile: nomina del Collegio Sindacale; 3) Adempimenti ai sensi dell'articolo 2364, punto 3, del Codice Civile: determinazione compensi al Collegio Sindacale; 4) Conferimento dell incarico di revisione legale dei conti ai sensi dell art bis del Codice Civile e dell art.17 dello Statuto sociale. L assemblea, aperta in seconda convocazione il 19 giugno 2012, durante i lavori della riunione aggiornata al 24 luglio 2012, ha deliberato di approvare il bilancio chiuso al nella triplice composizione dello stato patrimoniale, del conto economico e della nota integrativa, nonché la relazione sulla gestione e di affidare l incarico per la revisione legale dei conti ai sensi dell art bis del Codice Civile e dell art.17 dello
26 Statuto sociale alla società Mazars Spa con scadenza alla data dell Assemblea convocata per l approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell incarico (bilancio al 31 dicembre Infine, nella ulteriore riunione aggiornata al 5 settembre 2012, l azionista ha deliberato di nominare per tre esercizi, fino alla data dell assemblea convocata per l approvazione del bilancio relativo al , il Collegio Sindacale della Società. In seguito alle verifiche effettuate sui requisiti di eleggibilità ai sensi dell'art c.c., è subentrato nel Collegio Sindacale di Italia Lavoro il sindaco supplente, in ordine di età, nel rispetto dell'articolo 2401 c.c., in sostituzione del sindaco nominato che non aveva i requisiti indicati nell art c.c.. Il sindaco supplente resta in carica fino alla successiva assemblea, la quale deve provvedere alla nomina dei sindaci effettivi e supplenti necessari per l'integrazione del collegio, nel rispetto dell'articolo 2397, secondo comma. Su indicazione del Ministero vigilante, il Presidente e Amministratore Delegato ha convocato l assemblea ordinaria degli azionisti per il giorno 21 novembre 2012 in prima convocazione, ed occorrendo per il giorno 29 novembre 2012, in seconda convocazione, per deliberare sul seguente Ordine del Giorno: 1) Adempimenti ai sensi dell'articolo 2401 del Codice Civile: integrazione del Collegio Sindacale. L assemblea, durante i lavori del 21 novembre 2012, ha deliberato di nominare il Sindaco effettivo della Società, fino alla data dell assemblea convocata per l approvazione del bilancio al , integrando il Collegio Sindacale nominato nell assemblea ordinaria del 5 settembre Nel 2013, infine, è stata convocata l assemblea ordinaria degli azionisti, per il giorno 24 giugno 2013 in prima convocazione, ed occorrendo per il giorno 28 giugno 2013, in seconda convocazione, per deliberare sul seguente Ordine del Giorno:
27 1) Adempimenti ai sensi dell'articolo 2364, punto 1, del Codice Civile: approvazione del Bilancio chiuso al L assemblea, durante i lavori del 28 giugno 2013, ha deliberato di approvare il bilancio chiuso al nella triplice composizione dello stato patrimoniale, del conto economico e della nota integrativa, nonché la relazione sulla gestione
28 3. Corporate Governance Codice di Autodisciplina - Dicembre 2011 Come già definito nella premessa, si definisce Corporate Governance l'insieme di strumenti, regole, relazioni, processi e sistemi aziendali finalizzati ad una corretta ed efficiente gestione dell impresa, intesa come sistema di compensazione fra gli interessi (potenzialmente divergenti) dei soci di minoranza, dei soci di controllo e degli amministratori di una società. La struttura della corporate governance esprime quindi le regole e i processi con cui si prendono le decisioni in un azienda, le modalità con cui vengono decisi gli obiettivi aziendali nonché i mezzi per il raggiungimento e la misurazione dei risultati raggiunti. Le regole della Corporate Governance fanno riferimento sia alle leggi e regolamenti dell ordinamento giuridico del Paese nel quale l'impresa opera sia alle regole interne all'impresa stessa. Le relazioni includono quelle tra gli attori coinvolti nella società: i proprietari (gli azionisti), i manager, gli amministratori, le autorità di regolazione, i dipendenti e la società in senso ampio. I processi e sistemi si riferiscono ai meccanismi di delega dell'autorità, alla misurazione delle performance, alla sicurezza, al reporting e alla contabilità. Solitamente si distinguono tre diversi sistemi di corporate governance che le società di capitali possono scegliere: - il sistema ordinario, che è tipico della tradizione italiana e si applica in assenza di diversa scelta statutaria. Questo sistema prevede la presenza di un Organo di Amministrazione (un Amministratore unico oppure un Consiglio di Amministrazione il cui numero di componenti, se non previsto dallo statuto, è determinato dall Assemblea) e un Organo di Controllo (il Collegio sindacale);
29 - il sistema dualistico, tipico della tradizione tedesca (dove costituisce l unico sistema di amministrazione e controllo delle società per azioni) e poi recepito in altri paesi europei, come la Francia, l Olanda, la Finlandia (nei quali è comunque facoltativo) che prevede la ripartizione dell'amministrazione della società tra due diversi organi: il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza; - il sistema monistico, tipico della tradizione anglosassone, nel quale la gestione è demandata a un organo unitario, il consiglio di amministrazione, al cui interno viene designato un comitato di controllo. Per Italia Lavoro, l azionista unico, il Ministero dell Economia e delle Finanze, ha scelto, in aderenza alla natura giuridica della società e come previsto dalla Direttiva istitutiva, l assetto tipico delle Società per Azioni (società di capitali). L assetto, non essendo indicato diversamente nello Statuto, è quello descritto nel Sistema Ordinario di
30 corporate governance; conseguentemente, Italia Lavoro è amministrata da un Consiglio di Amministrazione e controllata dal Collegio Sindacale. La scelta ha l obiettivo di un miglioramento della governance legato all introduzione di efficaci strumenti amministrativi, di pianificazione e di controllo direzionale per ottenere una migliore efficienza e un migliore grado di reattività gestionale. L attuale modello organizzativo e sistema di governance attuato dalla società è rappresentato nella figura successiva:
31 a) Consiglio di Amministrazione Codice di Autodisciplina - artt. 1, 2, 4 La gestione dell impresa, ai sensi dell art bis e successivi, spetta esclusivamente al Consiglio di Amministrazione, il quale compie le operazioni necessarie per l attuazione dell oggetto sociale. Il Consiglio di Amministrazione di Italia Lavoro, opera secondo le regole previste dal Codice Civile e dallo Statuto della Società; ha infatti la responsabilità di approvare le strategie organizzative, sviluppare una politica direzionale, assumere, supervisionare e remunerare i senior manager, nonché assicurare la responsabilità giuridica dell'organizzazione di fronte alle autorità. Le modalità di funzionamento del Consiglio di Amministrazione sono definite nello Statuto della società (ultima modifica 3 dicembre 2010) negli artt.12, 13, 14, 15 e 16 che indicano: - composizione e requisiti dei consiglieri: la società è amministrata da un CdA composto da tre membri, incluso il Presidente. L assunzione della carica di amministratore è subordinata al possesso di specifici requisiti definiti nell art. 12 dello Statuto; - durata della carica: i membri del CdA non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi e scadono alla data dell assemblea convocata per l approvazione del Bilancio relativo all ultimo esercizio della loro carica. Essi sono rieleggibili; - cessazione: qualora per dimissioni o altre cause venga a cessare la maggioranza degli amministratori di nomina assembleare, l intero
32 consiglio si intende cessato con effetto immediato e l assemblea per la nomina del nuovo consiglio deve essere convocata d urgenza dal Collegio Sindacale il quale potrà compiere, nel frattempo, gli atti di ordinaria amministrazione e la rappresentanza legale della società è attribuita al Presidente del Collegio Sindacale; - presidenza: il Presidente del CdA è nominato direttamente dall Assemblea o, qualora non vi abbia provveduto, dal CdA e dura in carica per lo stesso periodo stabilito dall Assemblea per gli amministratori. E rieleggibile, e: ha la rappresentanza della società; esercita i poteri ad esso delegati dal CdA; presiede l assemblea degli azionisti; convoca, fissandone l ordine del giorno, e presiede il CdA; coordina i lavori del CdA. Il CdA può nominare il Vice Presidente al solo fine di sostituire il Presidente nei casi di assenza o impedimento, non prevedendo alcun compenso aggiuntivo per la carica. Il CdA, previa delibera dell Assemblea, può attribuire deleghe operative al Presidente sulle materie delegabili ai sensi di legge, indicate dall Assemblea, determinandone in concreto il contenuto. Può inoltre delegare, sempre nei limiti di legge e determinandone il contenuto, parte delle sue attribuzioni ad un solo componente che viene nominato Amministratore Delegato. - funzione: esercita, nell ambito degli obiettivi e degli indirizzi strategici individuati con propri atti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, i poteri per l ordinaria e straordinaria amministrazione della società e, più segnatamente, ha la facoltà di compiere gli atti di gestione
33 che ritenga opportuni per l attuazione e il raggiungimento degli scopi sociali; - direttore generale: il CdA può prevedere la figura del Direttore Generale. In tal caso spetta al CdA nominare e revocare il Direttore Generale e determinare i poteri e i compensi; - procure: nei limiti dei loro poteri, il CdA, il Presidente e l eventuale Direttore Generale possono nominare uno o più procuratori per determinati atti o categorie di atti; - convocazione: la convocazione del CdA è fatta dal Presidente almeno cinque giorni prima di quello fissato per la riunione; nei casi di urgenza il termine può essere più breve. Il CdA delibera le modalità di convocazione delle proprie riunioni; - deliberazioni: il CdA, su proposta del Presidente, nomina un Segretario che può anche essere una persona estranea al consiglio stesso, per la redazione del verbale delle riunioni firmato dal Presidente della riunione e dal Segretario stesso. Per la validità delle delibere del CdA è necessaria la presenza effettiva della maggioranza degli amministratori in carica ed occorre il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto cui accede il Presidente del CdA; - dirigente preposto: il CdA nomina, previo parere obbligatorio del Collegio Sindacale, per un periodo non inferiore alla durata in carica del consiglio stesso e non superiore a sei esercizi, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e da esso può essere revocato, sentito il Collegio Sindacale, solo per giusta causa. Il CdA vigila affinché il DP disponga di adeguati poteri e mezzi per l esercizio dei
34 compiti a lui attribuiti, nonché sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e contabili; - responsabile del controllo interno: il responsabile della funzione di controllo interno riferisce al Consiglio di Amministrazione ovvero ad apposito Comitato eventualmente costituito all interno dello stesso. In sintesi, la ripartizione dei ruoli nella governance di Italia Lavoro, e in particolare dell organo di amministrazione della società, in relazione al fatto che la società è partecipata dal Ministero dell Economia e delle Finanze, può essere rappresentata dallo schema riportato di seguito: Inoltre, il Ministero dell Economia e delle Finanze ha definito che l assunzione della carica di amministratore per le società detenute in portafoglio è subordinata al possesso dei requisiti previsti dalla Determinazione del MEF relativa ai requisiti
35 richiesti per l accettazione della carica di Amministratore nelle società per azioni partecipate; requisiti specifici che sono descritti all art.12 dello Statuto stesso. L attuale Consiglio di Amministrazione, nominato dall assemblea ordinaria degli azionisti il 5 maggio 2011, resta in carica per tre esercizi fino alla data dell assemblea convocata per l approvazione del bilancio chiuso al ed è composto da 3 membri: Paolo Reboani, Maria Lucia Galdieri (già consigliere dal 3 agosto 2005) e Franco Chinetti (già consigliere dal 3 agosto 2005). Consiglio di Amministrazione Presenze nelle riunioni di CdA anno 2012 (%) Presidente e Amministratore Delegato Dott. PAOLO REBOANI 100 Consiglieri Dott.ssa MARIA LUCIA GALDIERI 100 Dott. FRANCO CHINETTI 100 Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 18 maggio 2011, seguendo l indicazione pervenuta dall azionista in occasione dell Assemblea ordinaria del 5 maggio 2011 ha deliberato, con l astensione del Presidente, di nominare lo stesso Presidente, Paolo Reboani, Amministratore Delegato della Società, al quale ha attribuito i poteri previsti dalla legge e dallo Statuto della Società. Spettano al Presidente le seguenti attribuzioni e l uso della firma sociale, salvo che il loro esercizio includa atti di competenza esclusiva del Consiglio di Amministrazione: la predisposizione e l invio delle relazioni per l Autorità vigilante, per le istituzioni, per le autorità politiche ed amministrative;
36 la predisposizione delle linee strategiche della Società nell ambito della missione societaria e degli indirizzi dell Autorità vigilante da sottoporre all approvazione del Consiglio di Amministrazione. Sono state conferite inoltre al Presidente Paolo Reboani, al quale è pertanto attribuita altresì la carica di Amministratore Delegato, le deleghe che saranno esercitate nell ambito dell oggetto sociale, degli indirizzi del Consiglio d Amministrazione e delle previsioni di cui al D.M. 17 marzo Nel corso dell esercizio 2012 si sono tenute 5 riunioni del Consiglio di Amministrazione; di seguito si riportano, in ordine cronologico, tutte le riunioni con l indicazione degli argomenti di maggiore rilevanza posti all Ordine del Giorno, non considerando le Note al CdA che fanno riferimento alle attività core della società - Gestione Progetti e Gestione Partecipazioni -, successivamente analizzate. Si evidenzia come, ai sensi dell art. 14 dello Statuto, l organo delegato ha riferito al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio Sindacale sul generale andamento della società nelle riunioni del 24 luglio e del 6 novembre 2012, rispettivamente per il secondo e terzo trimestre
37 n CdA Data Argomenti di maggiore rilevanza febbraio 2012 Preconsuntivo 2011 e Budget maggio luglio 2012 Progetto di Bilancio 2011; del Dirigente Preposto; Proposta rinnovo incarico di revisione legale dei conti per il triennio ; Piano di Formazione 2012 Avanzamento economico al 30 giugno 2012; Bilancio sociale novembre 2012 Avanzamento economico al 30 settembre dicembre 2012 Rinnovo CCAL triennio informativa; Preconsuntivo 2012 Le discussioni e le delibere prese dal Consiglio di Amministrazione della Società nelle diverse riunioni di Consiglio di Amministrazione dell esercizio 2012 riguardanti i processi di Italia Lavoro si possono rappresentare, in termini quantitativi e qualitativi, come riportato nelle pagine successive
38 Processi Produttivi Processi di Supporto CdA 2012 Gestione Progetti Approvazione Rimodulazione Informativa Piano Dismissioni Gestione Partecipazioni Assemblee Cessione Partecipazione Altro Budget Altri Progetto Altri argomenti di processi Bilancio totale
39 Analizzando, sia in termini qualitativi che quantitativi, i dati riportati nella tabella precedente, è possibile rappresentare l andamento delle riunioni e delle delibere di Consiglio di Amministrazione della Società
41 b) Coordinatore di Gestione L Amministratore Delegato è supportato da un Coordinatore di Gestione delle attività aziendali, l Ing. Mauro Tringali, al quale con Ordine di Servizio n.19/2001 del 18 settembre 2001 sono state assegnate le seguenti funzioni: - operare in stretto collegamento con l Amministratore Delegato nell azione di coordinamento, indirizzo ed integrazione del management interno con specifica attenzione alla messa a punto dei sistemi gestionali interni previsti dagli ordini di servizio; - presidiare e razionalizzare l attività dei capi progetto e dei capi commessa; - portare a regime il nuovo modello organizzativo aziendale; - coordinare l attività delle Unità Territoriali per tutti gli aspetti gestionali relativi al rapporto con la struttura centrale. c) Collegio Sindacale Codice di Autodisciplina art. 8 Il Collegio Sindacale di Italia Lavoro, ai sensi dell art e successivi, vigila sulla osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, valutando l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. Le modalità di funzionamento del Collegio dei Sindaci sono regolate dall art.17 dello Statuto della società (ultima modifica 3 dicembre 2010) che definisce: - composizione: è composto da tre sindaci effettivi; devono essere inoltre nominati due supplenti;
42 - durata: i sindaci restano in carica tre esercizi e scadono alla data dell assemblea convocata per l approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica; - modalità: le riunioni possono effettuarsi usando sistemi telematici e si considera tenuta nel luogo di convocazione, ove deve essere presente almeno un sindaco. Il Collegio Sindacale di Italia Lavoro, nominato dall Assemblea degli Azionisti Ordinaria del 5 settembre 2012, integrato nella riunione del 21 novembre 2012, che resta in carica per tre esercizi e scade alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica, così come definito nell art. 17 dello Statuto, è così composto: Collegio Sindacale Presidente n riunioni CdS 2012 Presenze nelle riunioni di CdS anno 2012 (%) Partecipazioni alle riunioni del CdA anno 2012 (%) Dott.ssa VINCA MARIA SANT ELIA Sindaci Effettivi Prof. GIUSEPPE PISAURO Prof. CLAUDIO LENOCI Sindaci Supplenti Dott. FABRIZIO RIDOLFI Dott.ssa CINZIA VINCENZI
43 Fino alla data del 5 settembre 2012, il Collegio dei Sindacale era così formato: Collegio Sindacale Presidente n riunioni CdS 2012 Presenze nelle riunioni di CdS anno 2012 (%) Partecipazioni alle riunioni del CdA anno 2012 (%) Dott. PIERO SCHINIGOI Sindaci Effettivi 6 Dott.ssa FRANCESCA METRI Prof. CLAUDIO LENOCI Sindaci Supplenti Dott. GIANFRANCO PEPPONI Dott. VITANTONIO MASTROLEO Nel corso dell esercizio 2012, si sono tenute 9 riunioni del Collegio Sindacale; di seguito si riportano, in ordine cronologico, tutte le riunioni con l indicazione degli argomenti di maggiore rilevanza discussi durante le riunioni. n CdS Data Argomenti gennaio febbraio 2012 Gestione Partecipazioni; Avanzamento Economico al e Preconsuntivo 2011; Piano di Internal Audit 2012; Gestione Crediti Report Internal Audit al ; Ordini di Servizio; Piano dismissioni partecipazioni; Gestione Crediti
44 30 6 marzo 2012 Chiusura del bilancio 2011; Gestione Contributi; Incarico Società di Revisione; Progetto di miglioramento dei processi amministrativocontabili aprile maggio 2012 Sistema di gestione per la qualità; Iscrizione immobilizzazioni in bilancio; Sistema di controllo interno Report Internal Audit al ; al bilancio al luglio 2012 Gestione Partecipazioni; Bilancio sociale ottobre 2012 Riunione di insediamento del nuovo Collegio Sindacale 2 16 ottobre 2012 Incontro con Scietà di Revisione e Responsabile Amministrazione e Finanza; Gestione Crediti; Riduzione consumi intermedi 3 20 dicembre 2012 Report Internal Audit al
45 d) Società di Revisione Come previsto dall art bis e successivi, il controllo contabile sulla società è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia. Inoltre, come previsto all art. 17 dello Statuto societario, la revisione legale dei conti sulla società è esercitata da una società di revisione legale iscritta in apposito registro e nell albo speciale tenuto dalla Consob a norma dell art. 161 del D.Lgs. n. 58/1998. L assemblea, su proposta motivata del Collegio Sindacale, conferisce l incarico di revisione legale dei conti e determina il corrispettivo spettante alla società di revisione legale per l intera durata dell incarico. L'incarico ha la durata di tre esercizi, con scadenza alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell'incarico ed è rinnovabile. L'Assemblea dei Soci di Italia Lavoro ha deliberato, nell Assemblea Ordinaria del 24 luglio 2012, di rinnovare per il triennio l incarico della certificazione dei bilanci e del Controllo Contabile di cui all articolo 2409-ter del Codice Civile alla società Mazars & Guerard S.p.A.; in particolare, per la: 1) revisione legale del bilancio della Società e verifica della regolare tenuta della contabilità e della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili; 2) revisione legale del bilancio consolidato del Gruppo
46 e) Magistrato della Corte dei Conti Il Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti, nell adunanza del 24 aprile 2007 e con decorrenza da tale giorno, ha deliberato di conferire al Consigliere Ivan De Musso le funzioni di delegato al controllo sulla gestione finanziaria di Italia Lavoro. Nella stessa deliberazione a Gabriele Vinciguerra sono state conferite le funzioni di Sostituto delegato al controllo da esplicare in caso di assenza o di temporaneo impedimento del titolare. La deliberazione è stata presa in attuazione della Determinazione n. 50/2003 della Corte dei Conti, che ha stabilito che sussistono le condizioni per l esercizio del controllo sulla gestione finanziaria della società ai sensi di quanto disposto dall art. 100 della Costituzione e dalla legge 259/1958, e in attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 gennaio Il controllo, di tipo concomitante, ovvero svolto nel corso della gestione dell ente, è finalizzato alla verifica dei parametri di legittimità e dei criteri di efficacia ed economicità degli enti partecipati dallo Stato. Il Magistrato della Corte dei Conti partecipa alle sedute del Consiglio di Amministrazione di Italia Lavoro dal 29 maggio 2007; inoltre, con riferimento alla determinazione n. 10/2007, adottata nell adunanza del 23 febbraio 2007, la Sezione del Controllo sugli Enti della Corte dei Conti ha deliberato che al Magistrato della Corte dei Conti, delegato al controllo a norma dell art.12 della legge n. 259 del 1958, compete, nel corso delle sedute degli organi di amministrazione e sindacale ed in qualsiasi momento, di acquisire gli atti e i documenti e di assumere le informazioni e le notizie necessarie per l esercizio del controllo, nonché di rilevare i dati all uopo occorrenti dagli atti, registri e documenti della Società
47 Inoltre, il Magistrato della Corte dei Conti presenta la Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Italia Lavoro S.p.A. per ogni esercizio finanziario. In particolare, il relatore Presidente Ivan De Musso ha presentato la Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Italia Lavoro S.p.A. per l esercizio finanziario 2011 e la Corte dei Conti in Sezione del controllo sugli enti, nell adunanza del 14 dicembre 2012, visto il bilancio della società, relativo all esercizio finanziario 2011, nonché le annesse relazioni del Presidente e del Collegio sindacale trasmessi alla Corte; esaminati gli atti; udito il relatore Presidente Ivan De Musso e, sulla sua proposta, discussa e deliberata la relazione con la quale la Corte, in base agli atti ed agli elementi acquisiti, riferisce alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Italia Lavoro S.p.A. per l esercizio 2011; ritenuto che, dall esame della gestione e della documentazione relativa all esercizio 2011 è risultato che: i risultati dell attività istituzionale relativi all esercizio 2011 possono ritenersi complessivamente soddisfacenti, atteso il raggiungimento degli obiettivi del programma degli interventi; sotto il profilo finanziario, si deve segnalare la riduzione dell utile, da 99 migliaia di euro a 76, mentre il valore del patrimonio netto, pari ad 85,6 milioni di euro risulta pressoché invariato rispetto al 2010; ritenuto che possa darsi corso alla comunicazione alle dette Presidenze, oltre che del bilancio - corredato delle relazioni degli organi amministrativi e di revisione - della relazione che alla presente si unisce perché ne faccia parte integrante; per questi motivi ha comunicato, a norma dell'art. 7 della legge n. 259 del 1958, alle Presidenze delle due Camere del Parlamento, insieme con il bilancio per l esercizio 2011 di Italia Lavoro S.p.A. - corredato delle relazioni degli organi amministrativi e di revisione l'unita relazione con la quale la Corte riferisce il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'ente stesso
48 Infine, il Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti, nell adunanza del 26 e 27 febbraio 2013 ha deliberato di conferire al Procuratore regionale dott. Antonio Caruso le funzioni di delegato al controllo sulla gestione finanziaria di Italia Lavoro e nell adunanza del 26 e 27 marzo 2013 ha deliberato di conferire al Primo Referendario dott.ssa Maria Teresa D Urso le funzioni di Sostituto del delegato al controllo. f) Organismo di Vigilanza ex D.Lgs 231/01 Italia Lavoro ha adottato il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo previsto dal D.Lgs. 231/2001 in data 23 marzo I principi e valori a cui la Società si ispira sono stati formalizzati nel Codice Etico, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 22 luglio Il D. Lgs. n. 231/2001 prevede, tra i presupposti indispensabili per l esonero dalla responsabilità conseguente alla commissione dei reati da questo indicati, la prova dell istituzione di un Organismo interno all Ente - Organismo di Vigilanza - dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo con il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza del Modello e di curarne l aggiornamento. Al fine di assolvere le funzioni stabilite dalla norma, l OdV deve soddisfare i seguenti requisiti: autonomia ed indipendenza: deve garantire l autonomia dell iniziativa di controllo da ogni forma di interferenza e/o condizionamento da parte di qualunque componente dell Ente (ivi compreso l organo dirigente). L OdV deve pertanto essere inserito in una posizione la più elevata possibile con la previsione di un riporto informativo al massimo Vertice operativo aziendale. Inoltre, è indispensabile che all OdV non siano attribuiti compiti operativi che, rendendolo partecipe di decisioni ed
49 attività operative, ne minerebbero l obiettività di giudizio nel momento delle verifiche sui comportamenti e sul Modello; professionalità: tale requisito si riferisce alle competenze tecniche specialistiche di cui deve essere dotato l Organismo per poter svolgere l attività che la norma gli attribuisce. In particolare, i componenti dell OdV devono avere conoscenze specifiche in relazione a qualsiasi tecnica utile per compiere l attività ispettiva, consulenziale di analisi del sistema di controllo e di tipo giuridico; continuità di azione: da parte dell OdV per garantire l efficace attuazione del Modello organizzativo. La definizione dei requisiti di nomina e di revoca, compiti e poteri è contenuta in un apposito documento denominato Statuto dell OdV facente parte del Modello. L Organismo di Vigilanza di Italia Lavoro è stato individuato in un organo plurisoggetivo a composizione collegiale. La composizione dell Organismo è mista (con membri esterni e/o interni), con tre soggetti di cui uno con funzione di Presidente. L Organismo di Vigilanza riferisce in merito all attuazione del Modello e ad eventuali criticità ad esso connesse al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale; in particolare: sui risultati ottenuti dall attività di verifica svolta ed il piano di verifiche previste per il successivo periodo di riferimento; sull operato dell Organismo di Vigilanza (attività complessivamente svolte, attività non effettuate per giustificate ragioni di tempo e risorse, i necessari e/o opportuni interventi correttivi/migliorativi del Modello e del loro stato di realizzazione)
50 La composizione dell Organismo di Vigilanza, nominato per un ulteriore triennio nella riunione di Consiglio di Amministrazione n. 269 del 22 settembre 2011, è la seguente: Organismo di Vigilanza Presidente Dott. FRANCO CHINETTI Membri Avv. ROBERTO MUSELLA Dott. MARCELLO AMATO Consigliere di amministrazione Responsabile Affari Legali e Societari Membro esterno Nella riunione di Consiglio di Amministrazione del 15 maggio 2013, l OdV ha relazionato sulle attività svolte nel corso dell esercizio 2012: ha verificato, in interazione con la Funzione Internal Audit ed alla luce di quanto previsto dal D.lgs 231/2001, le procedure aziendali esistenti e le relative revisioni; ha sollecitato le procedure non ancora rilasciate, ma previste anche ai fini del sistema di qualità e del preposto al Bilancio; ha verificato l attualità, l effettività e la funzionalità del Modello di organizzazione e di gestione, verificando il raccordo tra le linee guida e le procedure aziendali esistenti, verificando, altresì, i protocolli che rendono effettiva l applicabilità del Modello stesso e definiscono poteri autorizzativi coerenti con le responsabilità assegnate; ha proseguito lo scambio di informazioni con il Collegio Sindacale. L'Organismo ha preso atto dei nuovi reati introdotti dalla legge anticorruzione n. 190/2012 in vigore dal 28 novembre 2012 e sta valutando un eventuale adeguamento del modello, attualmente in corso di istruttoria
51 Dalle attività dell Organismo e dalle informazioni pervenute non sono emerse, nel corso dell esercizio 2012, disapplicazioni del Modello di Organizzazione e di Gestione adottato o notizie relative alla possibile commissione di reati. L Organismo di Vigilanza di Italia Lavoro, nell espletamento delle attività di propria competenza ed a seguito delle verifiche e controlli sino ad oggi effettuati, attraverso la collaborazione delle funzioni aziendali preposte verifica e propone gli eventuali aggiornamenti del Modello di organizzazione, gestione e controllo adottato dalla società in ragione dell evoluzione normativa e giurisprudenziale, tenuto conto della tipicità della società per struttura e funzioni. Nell adempimento del proprio mandato l Organismo di Vigilanza ha costantemente valutato l attività di diffusione e di adeguamento del Modello, all interno di ogni funzione aziendale, anche attraverso interviste rivolte ai soggetti in posizione apicale, dotati di autonomia funzionale e finanziaria, avvalendosi della collaborazione della funzione di Internal Auditing. g) Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Il Ministero dell Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro, con nota del 27/04/2007, indirizzata al Presidente del Consiglio di Amministrazione di Italia Lavoro, ha manifestato, in qualità di azionista unico, l intenzione di uniformare il sistema di controlli nelle società dallo stesso partecipate. Oltre all affidamento del controllo contabile ad una società di revisione iscritta nell albo speciale tenuto dalla CONSOB è stata manifestata la volontà di prevedere statutariamente la figura del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili
52 Sulla base delle disposizioni dell articolo 154 bis del T.U.F. (D.Lgs 24 febbraio 1998, n. 58) Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari introdotto dalla Legge sul Risparmio 262/2005, l azionista nell assemblea straordinaria del 4 luglio 2007, ha modificato lo statuto della Società introducendo l art. 17 bis non presente nella precedente versione. In sintesi, lo Statuto prevede che il Dirigente Preposto, al pari degli organi amministrativi delegati alla redazione dei documenti contabili societari, attesta con apposita relazione, allegata al bilancio di esercizio, alla relazione semestrale e, ove previsto, al bilancio consolidato, l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e, ove previsto, del bilancio consolidato, nel corso del periodo cui si riferiscono i documenti, nonché la corrispondenza di questi alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e la loro idoneità a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Società e, ove previsto il bilancio consolidato, dall insieme delle imprese incluse nel consolidamento. Il 22 novembre 2007 è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari l Ing. Mauro Tringali, che dal 18 settembre 2001 ricopre in Italia Lavoro il ruolo di Coordinatore di Gestione delle attività aziendali. La nomina è stata confermata nel corso del 2010 stabilendone la durata fino all approvazione del Bilancio dell esercizio Detto termine, nel rispetto di quanto previsto dall art. 17 bis dello Statuto, al fine garantire un più elevato grado di autonomia del D.P. rispetto all organo amministrativo. Con la relazione, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari illustra al Consiglio di Amministrazione le attività svolte nel periodo successivo al rilascio dell attestazione allegata al Bilancio di Esercizio finalizzate al continuo miglioramento del sistema procedurale aziendale ex lege 262/
53 Nella riunione del Consiglio di Amministrazione del 15 maggio 2013, il DP ha presentato la illustrando al Consiglio di Amministrazione le attività finalizzate al continuo miglioramento del sistema procedurale aziendale ex lege 262/2005 ed al conseguente rilascio delle attestazioni richieste dalla legge, realizzate nel periodo successivo al rilascio dell attestazione allegata al bilancio
54 4. Sistema di Controllo Interno Codice di Autodisciplina - art. 7 Il Sistema di Controllo Interno (SCI) ha forte complementarietà con i modelli di Corporate Governance. Dall indagine Lineamenti di Corporate Governance, presentata nell ambito dell iniziativa Progetto Corporate Governance per l Italia, emergeva la centralità dell integrità e della trasparenza come valori di una buona Corporate Goverance. Uno dei valori fondanti di un buon sistema di controllo interno è l ambiente di controllo. I valori che ispirano i giudizi e le scelte del management riflettono l etica dell impresa. L integrità dei soggetti che operano nell impresa è un fattore imprescindibile per l agire virtuoso. Le norme di comportamento non devono rappresentare una mera dichiarazione di intenti, ma devono permeare le loro azioni. L altro valore fondante del sistema è la trasparenza, che non deve essere riferita esclusivamente all informazione finanziaria, anche se rappresenta una priorità nei rapporti con la comunità economica, ma deve essere altresì un riferimento per ogni azione e obiettivo aziendale. Sono questi due, i valori da salvaguardare nella progettazione e implementazione del sistema di controllo interno. Dato che i primi livelli del controllo sono quelli che avvengono all interno dell azienda, dove le operazioni sono generate, si fa riferimento per l architettura dei SCI al framework CoSO Report (best practice di riferimento) che definisce i principi di un buon sistema di controllo interno ed è un utile strumento operativo per definire le linee guida dello stesso
55 Diversi sono i livelli di controllo: interni ed esterni; tuttavia fondamentali risultano essere quelli svolti dagli organi sociali di gestione (Amministratore Delegato) e di controllo (Collegio Sindacale) e dal revisore esterno. Dall azione di questi soggetti e dalla capacità di interagire degli stessi dipende il buon funzionamento di tutto il sistema dei controlli. Azione di controllo che è antecedente, concomitante e successiva. Il controllo di cui si parla, quindi, non è solo un fatto tecnico, ma un elemento della più generale problematica della Corporate Governance. Lo scopo dei SCI è indirizzare l azienda verso obiettivi di redditività e verso il conseguimento della sua missione, minimizzando i rischi di percorso, contribuendo, inoltre, a promuovere l efficienza, a proteggere le attività patrimoniali da possibili perdite e a garantire l attendibilità dei bilanci e la conformità delle attività alle leggi e ai regolamenti in vigore. Infatti, in senso lato, il controllo è definito come un processo (svolto dal consiglio di amministrazione, dai dirigenti e da altri soggetti della struttura aziendale) finalizzato a fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi rientranti nelle seguenti categorie: - efficacia ed efficienza delle attività operative; - attendibilità delle informazioni di bilancio; - conformità alle leggi e ai regolamenti. Il SCI è fortemente connesso con le attività operative aziendali e la sua esistenza è essenziale per il buon andamento delle stesse. Il controllo raggiunge il massimo livello di efficacia quando è incorporato nell infrastruttura aziendale e ne costituisce parte essenziale e integrante; infatti, in un organizzazione tutto il personale è responsabile del controllo interno
56 Il SCI in Italia Lavoro S.p.A. Il Sistema di Controllo Interno è, secondo la definizione comunemente accettata, l insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell impresa sana, corretta e coerente con gli obiettivi prefissati. Gli obiettivi del SCI di Italia Lavoro sono gli stessi attribuibili a qualunque sistema di controllo interno: conseguimento degli obiettivi strategici; efficacia ed efficienza della gestione; attendibilità delle informazioni di bilancio; conformità a norme e leggi. I fatti più importanti che hanno riguardato il sistema di controllo interno aziendale e conseguentemente la governance societaria sono i seguenti. Il 29 novembre 2007 con Ordine di Servizio n. 39 firmato dall Amministratore Delegato Natale Forlani viene istituita la funzione Internal Audit e la responsabilità viene affidata all che assicurava già il presidio sul Sistema Qualità aziendale; in tale disposizione di servizio, è indicata la responsabilità dell Internal Audit che deve garantire il supporto operativo nelle attività ispettive e di controllo degli Organi di Controllo e degli Organi Delegati svolgendo le necessarie attività di audit e risk assessment finalizzate a consentire agli stessi l identificazione delle attività che presentino potenziali elementi di rischio e deve valutare l adeguatezza dei presidi aziendali esistenti assicurando, altresì, il necessario supporto atto a consentire la predisposizione di verbali e di report degli Organi di Controllo e degli Organi Delegati. La decisione è stata presa nell ambito di una discussione più ampia che ha riguardato l aggiornamento del modello di Corporate Governance con l introduzione
57 della figura del Dirigente Preposto nel modello organizzativo di Italia Lavoro, nominato dal Consiglio di Amministrazione il 22 novembre In particolare, al fine di rafforzare i meccanismi di controllo sull informativa finanziaria all interno delle proprie società partecipate, il Ministero dell Economia ha invitato Italia Lavoro, al pari delle altre società partecipate, ad adeguarsi volontariamente alla disciplina dettata dall art 14 della L. 262/2005 che, ad integrazione del T.U.F. (D.Lgs 24 febbraio 1998, n. 58), all art. 154 bis ha introdotto la figura del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, recependo i principi e le indicazioni che il Legislatore ha inteso dare alle società quotate in mercati regolamentati italiani. Il 14 maggio 2007, con il kick-off meeting di progetto, la Società ha avviato il progetto di aggiornamento del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs 231/2001 in un ottica di gestione integrata ed efficace del modello con il sistema di controllo interno e il sistema di gestione per la qualità. Oltre alla mappatura delle aree a rischio e dei controlli, all aggiornamento del Modello e alla revisione del corpo procedurale aggiornato è stato effettuato un assessment orientato a verificare il livello di copertura del Sistema di Controllo Interno anche nell ottica della compliance alla Legge 262/2005. Il team di progetto era composto dall Affari Legali e Societari, per gli aspetti inerenti al D. Lgs 231, dall, per gli aspetti inerenti il sistema qualità e la compliance alla Legge 262 e il cui supporto è stato richiesto formalmente dall Organismo di Vigilanza il 18 aprile Il team di progetto si è avvalso della collaborazione della Kpmg Advisory SpA nella veste di consulenti. Il closing del progetto è avvenuta il 31 luglio Il 1 febbraio 2008 con l Ordine di Servizio n.3/2008 è partito il progetto di adeguamento del Sistema di Controllo Interno ai sensi della Compliance alla Riforma sul Risparmio del 28 dicembre Con l Ordine di Servizio è stato nominato uno steering committee aziendale e un team interno affiancato dai consulenti della KPMG, che ha sviluppato un percorso progettuale integrato volto ad adeguare il livello del sistema
58 stesso allo standard richiesto dalla normativa. In particolare, sono state predisposte le linee guida per il Dirigente Preposto ed è stata svolta un attività di documentazione dei processi e di remediation che si è realizzata nell analisi dei processi identificati e nella rilevazione dei rischi e dei controlli chiave, nell individuazione e analisi dei rischi e dei controlli di processo financial e IT, nell identificazione dei principali gap e nella definizione di un action plan e, infine, nella realizzazione delle azioni correttive in relazione alle opportunità di miglioramento individuate. Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 24 settembre 2008, ha istituito la figura del Preposto al Controllo Interno ed ha deliberato, altresì, il relativo Regolamento. Così come previsto nello stesso Regolamento, il Preposto al Controllo Interno decade con il decadere del Consiglio di Amministrazione che lo ha nominato, ovvero per revoca dello stesso Consiglio, si è reso necessario, da parte del Consiglio di Amministrazione nominato nel corso del 2011, procedere alla nomina del Preposto al Controllo Interno per il triennio Considerato il lavoro svolto in precedenza, il Consiglio di Amministrazione ha confermato, con parere favorevole del Collegio Sindacale, l incarico di Preposto al Controllo Interno per il triennio , a Massimo Pacelli. In un ottica di gestione integrata, la Società ha altresì adottato, come misure di trasparenza ed efficienza della propria azione, la redazione del Bilancio Sociale (iniziata nella gestione del 2002) e la certificazione del proprio Sistema di Qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001 (ottenuta la prima volta nell aprile del 2005)
59 Internal Audit La funzione Internal Auditing predispone ad inizio anno il Piano annuale degli Audit e nel corso dell esercizio realizza i report di internal audit, così come previsto dal Regolamento del preposto al controllo interno e della funzione di Internal Audit, che sono diffusi trimestralmente al 31 marzo, al 30 giugno, al 30 settembre, al 31 dicembre e sono prodotti entro il mese successivo al trimestre di riferimento (30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre, 31 gennaio). Inoltre, la funzione stessa, ha la responsabilità del Sistema per la Gestione della Qualità Aziendale. Nel corso dell esercizio 2012 sono stati realizzati, ed inviati, formalmente, agli organi preposti previsti dal Regolamento, dalla funzione Internal Audit i seguenti documenti: - Piano di Internal Audit Report trimestrale Internal Audit al 31/03/ Report trimestrale Internal Audit al 30/06/ Report trimestrale Internal Audit al 30/09/ Report trimestrale Internal Audit al 31/12/2012 e la Relazioni semestrali del Preposto al Controllo Interno inviate agli organi preposti previsti dal Regolamento: - del PCI al 30/06/ del PCI al 31/12/2012 riguardanti le attività pianificate e svolte, durante l intero esercizio di riferimento. Il piano di audit 2012 è stato sviluppato secondo uno standard internazionale comunemente accettato per la valutazione dei sistemi di risk management (Enterprise Risk Management - ERM) e di Controllo Interno (SCI): il CoSo ERM Report (2004), un framework integrato sviluppato dal The Commitee of Spoonsoring Organization of the Treadway Commision suggerito dalla Commissione per la Corporate Governance di
60 Borsa Italiana SpA e dalla SEC (Securities and Exchange Commission), la Consob americana, anche per la SOX (Sarbanes Oxley Act). La Sarbanes-Oxley, è una legge americana approvata il 30 luglio 2002 allo scopo di rafforzare il governo dell impresa e riacquistare la fiducia degli investitori dopo gli scandali finanziari del 2001 che hanno riguardato 2 importantissime multinazionali la Worldcom e la Enron. CoSo ERM - Integrated Framework In pratica per questo standard esiste un rapporto diretto tra obiettivi, ossia ciò che un azienda si sforza di conseguire, i componenti dell ERM, ovvero ciò che occorre per conseguire gli obiettivi e la dimensione organizzativa. Questo rapporto è schematizzato in una matrice tridimensionale a forma di cubo. La valutazione dell efficacia del processo di gestione del rischio aziendale è un giudizio soggettivo, fondato sulla presenza degli otto componenti e sul loro corretto funzionamento. L assenza di debolezze significative comporta che i rischi che si vogliono affrontare sono al di sotto del livello di rischio ritenuto accettabile Quando un processo di gestione del rischio aziendale è giudicato efficace per ciascuna delle quattro categorie di obiettivi, il consiglio di amministrazione e il management hanno una ragionevole sicurezza: 1) che gli obiettivi strategici ed operativi si stanno conseguendo;