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Timestamp: 2019-06-18 17:32:42+00:00
Document Index: 65086505

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 5', 'in fine', 'e contrario', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5']

FOCUS 2005: Archeologia preventiva e monete
GIUGNO 2005 - D.L. 63/05 (C. 5901, S. 3400): Sviluppo e coesione territoriale, tutela del diritto d'autore ma anche ARCHEOLOGIA PREVENTIVA E MONETE
Il ddl 3400 è un testo a carattere miscellaneo, comprendente disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale, nonché per la tutela del diritto d’autore.
Un comunicato del Consiglio dei Ministri del 13 maggio informava che era stato "approvato il decreto legislativo di integrazione e correzione n. 190/2002 che a sua volta dà attuazione alla legge delega 21 dicembre 2001 n. 443 per le grandi opere. In questo decreto sono contenute norme di grande importanza in materia di tutela del nostro patrimonio culturale e di archeologia preventiva".
Nel corso del mese di maggio più volte il Ministro Rocco Buttiglione ha annunciato il provvedimento .
Il 24 maggio il senatore Sauro Turroni ha lanciato l'allarme contro le norme per l'archeologia preventiva in corso di inserimento nel DDL 3400, recante conversione in legge del D.L. 26 aprile 2005, n. 63.
Alcuni articoli della stampa hanno affrontato il tema in modo dettagliato:
1) «Sarà legittimo far sparire le monete antiche». Legge alla Camera: non si dovranno più segnalare i ritrovamenti. Gli storici: così viene cancellata la memoria , di Virginia Piccolillo, dal Corriere della Sera, 20 giugno 2005.
2) Per le opere strategiche debutta l'archeologia preventiva, Valeria Uva, 2005-05-25
3) Ricognizioni archeologiche prima che apra il cantiere, 2005-05-25
Cronologia e materiali
- 27 aprile: TESTO DEL DDL 3400 privo di emendamenti (3 soli articoli)
- 18 maggio: 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 464 del 18/05/2005
- 24 maggio: EMENDAMENTO EUFEMI 2.0.6 CHE INTRODUCE L'ARCHEOLOGIA PREVENTIVA
-- 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 467 del 24/05/2005
-- Aula, Resoconto stenografico sed. n. 807 del 24/05/2005
-- Discussione e approvazione dell'emendamento EUFEMI
- 31 maggio: Approvato anche l'emendamento MALAN 2.0.600 sulle monete: se ritenute "di modesto valore o ripetitive" potranno essere commercializzate senza l'obblico della denuncia previsto dall'art. 59 del Codice
-- DDL 3400 - Testo approvato dal Senato il 31/05/2005, con l'inserimento degli emendamenti 2.0.6 e 2.0.600
- 1° giugno: il ddl 3400 è trasmesso alla Camera (C. 5901);
- 14 giugno: Pareri espressi dalle Commissioni I, II, III, V, VI, VII, VIII e XIV
- 15 giugno: posta la questione di pregiudizialità
- 20 giugno: la Camera discute le linee generali
- 21 giugno: la Camera avvia la discussione degli articoli
-- disponibili gli emendamenti della Camera, in discussione dal 21 giugno
-- respinta la pregiudiziale di costituzionalità, approvati alcuni emendamenti voluti dall'opposizione
-- Disponibile il parere del Comitato per la legislazione
22 giugno: approvazione della Camera
MAGGIO 2005: IL DDL COMPETITIVITA'
ATTENZIONE - NUOVO GRAVISSIMO ALLARME modifiche al ddl sulla competitività: la normativa in materia di tutela ambientale ed artistica è carta straccia
Il testo del decreto sulla competitività è stato modificato al Senato (N. 3344).
Lanciamo l'allarme sulle nuove disposizioni relative ai poteri dei commissari straordinari per le "grandi opere".
1) appare gravissima la soppressione del comma 9 che salvaguardava il rispetto dovuto dai commissari straordinari alla "normativa in materia di tutela ambientale e paesaggistica, di tutela del patrimonio storico, artistico e monumentale, nonché dei principi generali dell'ordinamento". Ciò significa che i commissari potranno prendere decisioni in deroga ad ogni norma di tutela, AMBIENTALE, PAESAGGISTICA E STORICO-ARTISTICA.
2) In base alla nuova formulazione del comma 11
• il commissario acquisisce il parere delle amministrazioni competenti (ma il parere è vincolante?);
• il tempo utile per l'espressione del parere da parte delle amministrazioni competenti è sessanta giorni con il MECCANISMO DEL SILENZIO ASSENSO;
• decorso il termine dei sessanta giorni il Commissario provvede all'avvio dell'opera;
• in presenza di ritardi o impedimenti il Consiglio dei Ministri può dichiarare lo STATO DI EMERGENZA, seppur "motivandolo" per permettere il proseguimento e completamento dei lavori
- 4 maggio: il Comunicato Verdi Econews 4/5/2005
- 7 maggio: Colpo di mano contro il Belpaese, di Salvatore Settis (La Repubblica, 7/5/2005)
- 9 maggio: "Nessun colpo di mano contro il Bel Paese", di Pietro Lunardi (La Repubblica, 9/5/2005)
-- "Ma il silenzio-assenso va abolito", di Salvatore Settis (La Repubblica, 9/5/2005)
-- L'Osservatorio Protezione Beni Culturali ci comunica che "qualora l'attuale Governo, nella sua "arrogante" e "distruttiva" gestione della cosa pubblica, decidesse di approvare la normativa in materia di grandi opere e commissario straordinario introdotta dal ddl 3344 per la competitività, l'Osservatorio PBC in Area di Crisi e l'Istituto per lo Sviluppo, la Formazione e la Ricerca nel Mediterraneo daranno l'avvio, con quanti saranno disponibili a collaborare, ad una raccolta di firme per proporre un referendum abrogativo."
-	10 maggio: Comunicato Italia Nostra - Un comma del maxiemendamento affida la sicurezza idrogeologica ad una Spa
-- Competitività: resta vincolo ambientale su opere autostrade
(ANSA) - ROMA, 10 MAG - Il testo approvato dal Senato attribuiva poteri straordinari ai commissari nel caso di rallentamenti o ritardi tali da non consentire il rispetto dei tempi per la realizzazione delle opere. La Camera ha ora ripristinato la normativa vigente. Sul testo uscito dalle commissioni, corretto con l'approvazione di questo emendamento e di quello sui criteri per la determinazione del prezzo dell'energia elettrica autoprodotta, si attende la richiesta di fiducia da parte del governo alla ripresa dei lavori dell'Aula, alle 14,30. (ANSA).
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-- Silenzio-assenso. Turroni: Lunardi e Buttiglione senza vergogna Newsletter Verdi Econews
1. DOCUMENTO: STRALCIO DAL TESTO APPROVATO IN SENATO
2. EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE N. 3344
3. DISCUSSIONE DEGLI EMENDAMENTI
4. DISCUSSIONE DEL 9 MAGGIO SU A.C. 5827
5. SEDUTA DELLA CAMERA del 10 maggio
6. COMUNICATO DI ITALIA NOSTRA - Dietro front sul silenzio – assenso: la competitività è inscindibile dalla tutela del territorio
1. DOCUMENTO: STRALCIO DAL TESTO APPROVATO IN SENATO, POI IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA
Disegno di legge N. 3344 (A.S. 3344; A.C. 5827), art. 5, commi 7 e seguenti
«7. Per le opere di cui al comma 5 [Grandi opere] si può procedere alla nomina di un Commissario straordinario al quale vengono conferiti i poteri di cui all'articolo 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e successive modificazioni.
I Commissari straordinari sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Presidente della regione interessata, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, tra soggetti in possesso di specifica professionalità, competenza ed esperienza maturata nel settore specifico della realizzazione di opere pubbliche, provvedendo contestualmente alla conferma o alla sostituzione dei Commissari straordinari eventualmente già nominati.»;
(("È fatta salva l'applicazione dell'articolo 13, comma 4-bis, del citato decreto-legge n. 67 del 1997 e successive modificazioni".))
L'articolo 13, comma 4 DL 67/1997 era così formulato: "Per l'attuazione degli interventi di cui ai precedenti commi i commissari straordinari provvedono in deroga ad ogni disposizione vigente e nel rispetto comunque della normativa comunitaria sull'affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, della normativa in materia di tutela ambientale e paesaggistica, di tutela del patrimonio storico, artistico e monumentale, nonché dei principi generali dell'ordinamento".
«10. Gli enti preposti al rilascio delle ulteriori autorizzazioni e dei permessi necessari alla realizzazione o al potenziamento dei terminali di rigassificazione in possesso di concessione rilasciata ai sensi delle norme vigenti o autorizzati ai sensi dell'articolo 8 della legge 24 novembre 2000, n. 340, e dichiarati infrastrutture strategiche nel settore del gas naturale ai sensi della legge 21 dicembre 2001, n. 443, sono tenuti ad esprimersi entro sessanta giorni dalla richiesta. In caso di inerzia o di ingiustificato ritardo, il Ministero delle attività produttive, nell'ambito dei propri compiti istituzionali e con le ordinarie risorse di bilancio, provvede senza necessità di diffida alla nomina di un commissario ad acta per gli adempimenti di competenza.»;
al comma 11, le parole: «delle normativa» sono sostituite dalle seguenti: «della normativa» e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
«Per assicurare il rispetto della normativa in materia di tutela ambientale e paesaggistica, il Commissario acquisisce il parere delle competenti amministrazioni, che deve essere espresso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il Commissario procede comunque nella esecuzione dell'opera. Qualora rallentamenti, ritardi o impedimenti di qualsiasi natura e genere siano tali da non consentire il rispetto dei tempi per la realizzazione completa dell'opera e da determinare un grave pericolo per l'economia e per la sicurezza e incolumità pubbliche, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, può deliberare lo stato di emergenza ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, conferendo al Commissario i relativi poteri, sentita la regione o le regioni interessate. I provvedimenti emanati in deroga alle leggi vigenti devono contenere l'indicazione delle principali norme cui si intende derogare e devono essere motivati.»
2. EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE N. 3344 (Commissione V)
(3344) Conversione in legge del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, recante disposizioni urgenti nell' ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale (Seguito dell'esame e rinvio)
4. DISCUSSIONE DEL 9 MAGGIO SU A.C. 5827. Dalla seduta alla Camera del 9 maggio: l'unico intervento che prende in considerazione i beni ambientali ed artistici
Camera dei Deputati - 9 maggio 2005
LUANA ZANELLA (Misto - VU). Signor Presidente, la prima considerazione che vorrei svolgere, in relazione al provvedimento ambiziosamente definito «di sostegno alla competitività del nostro sistema economico», riguarda il ritardo con cui il Governo interviene, a fronte di una situazione di crisi, di ristagno economico, di perdita di competitività, di crollo di fiducia. L'opposizione non ha perso occasione di ribadire la necessità di un dibattito, di un confronto serio e approfondito in Parlamento, sullo stato della nostra economia, sui conti pubblici e sulle ricette, quelle passate e quelle presenti del Governo, con le quali il Governo stesso avrebbe dovuto e dovrebbe avviare il paese verso l'uscita dall'impasse ed operare un suo rilancio in termini economici, sociali e culturali. Questo provvedimento, in realtà, si presenta come niente di più e niente di meglio di una somma di norme eterogenee e contraddittorie, che con molta difficoltà produrranno quei benefici e quegli effetti sperati sull'economia, sollecitati da troppo tempo dalle organizzazioni sindacali e dal mondo imprenditoriale e promessi dal Governo. Sono norme parziali dietro le quali non vi è alcuna chiara strategia di sviluppo, inadatte a rispondere con efficacia alla progressiva perdita di competitività e di quote di mercato e al crescente impoverimento di sempre più vasti strati della popolazione a causa della continua, gravissima perdita di potere di acquisto dei redditi fissi, dei salari e delle pensioni. È un intervento abborracciato, inadeguato, che rischia perfino di bruciare e di compromettere le potenzialità di ripresa intrinseche presenti nel nostro sistema. La crisi che il nostro paese sta attraversando è sicuramente una delle più drammatiche degli ultimi decenni e con caratteristiche molto nuove e particolari. Si tratta di una situazione di crisi profonda cui sicuramente questo Governo non sa dare una risposta efficace. Il paese è fermo, il calo di fiducia nel sistema da parte delle imprese e delle famiglie è inarrestabile e ci troviamo di fronte all'assenza e alla mancanza di una guida. Dopo quattro anni del vostro Governo dovreste sicuramente assumervi le responsabilità, fare un bilancio, ripensare alle tante critiche e alle proposte alternative dell'opposizione e valutare le misure e le scelte che avete preso tagliando e creando discontinuità con tutto il sistema di sostegno economico e di incentivi del Governo precedente, che voi avete annullato sostituendolo con altri interventi la cui efficacia è sotto gli occhi di tutti. Siamo ormai in una situazione di vera e propria emergenza e, dal punto di vista finanziario, essa è gravissima e bisogna scegliere, discriminare e selezionare gli interventi, utilizzando al meglio le poche risorse disponibili - perché di questo si tratta - e dirigerle verso quei settori che possono essere davvero trainanti per la crescita complessiva del paese. Inoltre, incombe la minaccia della Commissione europea circa l'avvio di una procedura per il deficit eccessivo nei nostri confronti. Le ultime stime del Fondo monetario internazionale - per citare alcune cifre - valutano che la crescita del nostro prodotto interno lordo sarà dell'1,2 per cento, per salire, forse, al 2 per cento nel 2006. Le stesse previsioni del trimestrale di cassa sono tutte al ribasso e la crescita nell'anno in corso sarà pari all'1,2 per cento, mentre il deficit per il 2005 si attesterà tra il 2,9 e il 3,5 per cento del prodotto interno lordo. Il primo check-up piuttosto interessante e completo sullo stato della competitività in Italia è stato presentato in questi giorni dal centro studi della Confindustria. In tale relazione è messo fortemente in evidenza il fatto che il paese si trova in una piena fase di rallentamento e che, in alcuni casi, è addirittura tornato indietro di trent'anni. Inoltre, vi è l'allarme lanciato in queste ore dalla Corte dei conti, che ha denunciato la gravità dei conti pubblici e come negli ultimi cinque anni si sia verificato un preoccupante deterioramento strutturale della finanza pubblica. Quante volte lo abbiamo messo in evidenza nei confronti in Parlamento, nel corso del dibattito sulle finanziarie, sui DPEF e in altri momenti! In questo scenario è del tutto evidente l'insufficienza delle misure predisposte con questo decreto. Vorrei dire due parole sul Mezzogiorno e sulle aree depresse: nella disperazione di voler recuperare il consenso dopo il recente disastro elettorale, vi siete inventati di fatto un ministro per il Mezzogiorno con un'operazione di mera facciata. Il 19 aprile scorso l'onorevole Miccichè dichiarava: «Reputo perfettamente inutile un Ministero per il Mezzogiorno»; e ancora: «Credo che per il Mezzogiorno stare dentro il Ministero dell'economia sia un vantaggio, un senso e una logica. Fare le stesse cose che facciamo oggi fuori dal Ministero dell'economia sarebbe un colpo che il Mezzogiorno non gradirebbe per niente». Dopo pochi giorni nasce, con un'operazione di vero e proprio maquillage, il sedicente Ministero per lo sviluppo e la coesione territoriale, con a capo, guarda caso, Miccichè! Complimenti! È proprio un esempio di perfetta coerenza! Ma la realtà è dura! Al di là della propaganda, veniamo da quattro anni di politiche economiche e da quattro leggi finanziarie che hanno penalizzato il sud e le aree più deboli del nostro paese. In questi anni avete tagliato il fondo per i programmi di promozione imprenditoriale nelle aree depresse, gli interventi di agevolazione di attività produttive nel sud, il fondo per le aree sottoutilizzate. Chi si ricorda più della manovra correttiva del 2004, il decreto-legge n. 168, con il quale avete ridotto le risorse per la concessione del credito di imposta per le assunzioni effettuate nel sud del paese, così come le risorse per i contratti di programma ed i contratti d'area attraverso gli incentivi alle imprese? Vorrei capire con quale credibilità ora, tutto ad un tratto, vi proponete come i paladini del sud e della sua rinascita economica. Il risorto Tremonti ha dichiarato che per aiutare il meridione del paese bisognerebbe vendere le spiagge finanziando, così, strutture per il turismo di massa come aeroporti a quattro piste. Poi il neo ministro Micciché, che pensa bene di prendere le distanze dal suo collega, dichiara testualmente: ci vogliono le barche a vela, un turismo di qualità e ricco, servono campi da golf. Lo sa il ministro Micciché che per la semplice irrigazione di un medio campo da golf sono necessari 2 mila metri cubi di acqua al giorno? Ovvero, ogni 24 ore un campo da golf si beve la stessa quantità d'acqua consumata da un paese di 8 mila persone! Il ministro dove vuole mettere tali campi da golf? In un'area del paese che soffre di una perenne emergenza idrica! Non si ricorda che in alcuni comuni della sua Sicilia l'acqua arriva per tre ore al giorno una volta alla settimana? I previsti interventi per lo sviluppo infrastrutturale e per la riqualificazione delle aree urbane, che nella stesura mantengono una preoccupante ambiguità circa i reali destinatari delle risorse (solo i comuni delle aree utilizzate? Oppure chi?), sono finanziati con il fondo per le aree sottoutilizzate. Lo stesso programma per la diffusione delle tecnologie digitali da destinare alle aree depresse viene finanziato ancora una volta con le disponibilità del fondo per le aree sottoutilizzate. Altro che nuove risorse! Siamo di fronte a nient'altro che a un'indecorosa partita di giro. L'ambiguità deve essere assolutamente chiarita! In relazione alla previdenza complementare, come è stato sottolineato da più di un collega, sarebbero stati necessari ben altri interventi, sicuramente più incisivi. Molte questioni rimangono colpevolmente aperte, in particolare in relazione alla tassazione. Con questo decreto-legge assistiamo ad un grave colpo anche nei confronti della normativa su appalti e forniture. Grazie alle misure introdotte ora i commissari straordinari potranno agire in deroga ad ogni normativa per realizzare le grandi opere. Saltano, infatti, da parte dei medesimi commissari, gli obblighi di rispetto delle norme di salvaguardia, tutela dell'ambiente e del patrimonio previste attualmente. È grave anche la misura che modifica la risoluzione delle controversie in materia di contenzioso sugli appalti. Viene, di fatto, cancellata la camera arbitrale istituita presso l'autorità dei lavori pubblici visto che ne diventa facoltativo il ricorso. Tralasciamo l'indecoroso balletto sulla bancarotta fraudolenta in cui prima viene introdotta una riduzione di pena dai dieci ai sei anni - un autentico regalo ai bancarottieri - quindi, dopo poche ore, il Governo, molto imbarazzato, sconfessa i partiti della sua maggioranza e se stesso decidendo di riportare con un emendamento la pena a dieci anni. Tralasciamo, dunque, questo come altri episodi a cui abbiamo assistito. Sta di fatto che lo stato dei conti pubblici e l'incapacità della nostra economia di agganciarsi alla ripresa economica, che pur investe altri paesi, avrebbero richiesto innanzitutto un'analisi molto accurata e tempestiva, come ho già detto, dei nodi, delle strozzature e delle difficoltà, che attanagliano la vita economica dell'Italia. Poi ci sarebbe stata la necessità di un vero e proprio disegno strategico, di un'altra politica economica, di cui necessita appunto l'Italia. Un salto di qualità, una virata coraggiosa. Vanno destinate risorse per sostenere i redditi più bassi, i redditi fissi, i salari, le pensioni, e va ridotto il cuneo fiscale e contributivo, del quale tanto si parla, ma rispetto al quale non si adottano misure davvero definitive ed efficaci. Vi è poi il tema della ricerca. Abbiamo detto della necessità dell'innovazione e della ricerca, così come della formazione; tuttavia, risorse veramente adeguate non ci sono. Inoltre, è sullo sviluppo ecosostenibile e compatibile che dovrebbe esserci uno slancio particolare, perché mettere al centro la sostenibilità di processo e di prodotto dovrebbe essere la sfida, per un paese come il nostro, e la vera via alla modernizzazione e all'innovazione. Occorrerebbe investire nell'ambito del risparmio energetico, dell'efficienza energetica, dell'uso delle fonti alternative. È gravissimo che il Governo abbia sostenuto - come afferma in un'agenzia di stampa di oggi il viceministro delle attività produttive, Urso - le imprese italiane che hanno investito in centrali nucleari oltre confine (come l'ENEL in Slovacchia e prossimamente anche in Francia, o l'Ansaldo in Romania) e che pensi al rilancio del nucleare in Italia. È davvero desolante, così come ribadito anche dalle associazioni ambientaliste, segnatamente dal WWF, che questo provvedimento non contenga una sola norma sulla qualità ambientale e sullo sviluppo competitivo delle aziende, in relazione al contenimento delle emissioni clima-alteranti, in relazione alle produzioni pulite, così come al conseguimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, e che invece preveda la super DIA (dichiarazione di inizio attività in edilizia), i commissari (super anche quelli!) per le autostrade, l'indebolimento delle tutele ambientali, l'utilizzazione impropria del patrimonio degli enti previdenziali per realizzare le infrastrutture in project financing ed altre misure, che appunto non fanno che compromettere la qualità dello sviluppo, oltre che lo sviluppo stesso. Per queste ed altre ragioni, che emergeranno nelle dichiarazioni di voto sulla presumibile questione di fiducia, che ormai sembra essere l'esito finale di questo provvedimento, il gruppo dei Verdi si dichiara profondamente contrario al medesimo.
5. Per la SEDUTA DELLA CAMERA del 10 maggio sono stati pubblicati sul sito ufficiale della Camera i fascicoli di seduta.
La redazione ha selezionato e sintetizzato alcuni testi dei lavori preparatori:
questione pregiudiziale. All'ordine del giorno di oggi, è il seguito della discussione del disegno di legge, previo esame e votazione della questione pregiudiziale.
6. COMUNICATO DI ITALIA NOSTRA - Dietro front sul silenzio – assenso: la competitività è inscindibile dalla tutela del territorio Italia Nostra esprime piena soddisfazione per la soppressione dei due commi del maxiemendamento sulla competitività che rischiavano di mettere in grave pericolo la tutela del patrimonio culturale e la sicurezza ambientale del territorio italiano. Il silenzio – assenso per costruire “grandi opere” anche in aree vincolate e la privatizzazione della difesa del suolo sono stati stralciati dal testo attualmente alla Camera. “Chissà se sarebbe andata così senza le proteste di ambientalisti e opposizione – commenta Gaia Pallottino, Segretario Generale di Italia Nostra – visti i trascorsi di questo governo in materia di beni culturali e ambiente, ne dubito fortemente”. Adesso è necessario vigilare affinché nessuno tenti di approfittare della distrazione dei cittadini per inserire all’interno del maxiemendamento commi e articoli fatti apposta per deturpare il territorio piuttosto che per rilanciare la competitività dell’Italia. “Va rovesciato il concetto secondo cui per essere più competitivi bisogna sfasciare il territorio – conclude Pallottino – mentre è vero il contrario: solo tutelando il nostro patrimonio culturale e ambientale possiamo essere realmente competitivi”.
MARZO 2005: CONTRO LA SEMPLIFICAZIONE DELLA REGOLAMENTAZIONE
07/03/2005: Antefatto
Il pacchetto per la competitività in discussione presso i tavoli tecnici del Governo comprende anche la semplificazione della regolamentazione della pubblica amministrazione.
In una delle bozze del decreto attualmente in circolazione è inserita una pericolosa disposizione che consente di estendere l'autocertificazione di inizio attività e il conseguente meccanismo del silenzio-assenso anche agli interventi sugli immobili di interesse culturale.
L'allarme, lanciato la scorsa settimana da Salvatore Settis con un articolo su Repubblica , è stato subito ripreso da altre associazioni attive nel settore della tutela (Italia Nostra, Legambiente, Fai, Italia Nostra, ecc.).
Anche il ministro Urbani, pur non diramando un comunicato ufficiale, si è dichiarato "contrario" a questo provvedimento.
Giovedì 3 marzo uno dei tavoli tecnici del Governo prevedeva la discussione della questione, ma ancora non sono disponibili notizie certe. Secondo alcune fonti giornalistiche, il testo ripresentato consentirebbe interventi architettonici tramite autocertificazioni e silenzio-assenso.
8/3/2005: Ad una prima lettura il "nuovo" testo:
all'art. 1 prevede una "semplificazione" ("riassetto delle procedure amministrative di sdoganamento delle merci") del controllo doganale sui beni culturali
all'art. 3 c. 1 esclude i BBCC dal meccanismo DIA,
all'art. 3 c. 2 (silenzio-assenso) non menziona esplicitamente l'esclusione dei BBCC da tale meccanismo (nonostante il MIBAC dichiari di averla espressamente richiesta),
all'art. 5 conferisce poteri straordinari al Commissario preposto a progetti strategici, senza l'obbligo di conferenza di servizi con le Soprintendenze,
Queste osservazioni sono il frutto di una prima e velocissima lettura, che intendiamo approfondire in giornata.
08/03/2005: APPELLO CONTRO LA SEMPLIFICAZIONE DELLA REGOLAMENTAZIONE ESTESA AI BENI CULTURALI
Contro la semplificazione della regolamentazione estesa ai beni culturali
In vista del prossimo Consiglio dei Ministri, che dovrebbe discutere anche questo tema, pensiamo sia utile sensibilizzare l'opinione pubblica e promuoviamo un appello affinché semplificazione e silenzio / assenso non siano applicati ai beni culturali ed ambientali.
Per aderire all'appello contro la SUPERDIA:
1) mandare una e-mail all'indirizzo patrimoniosos@patrimoniosos.it
2) specificare nel SUBJECT: Adesione all'appello contro l'estensione della DIA
3) indicare nel testo del messaggio almeno il proprio Nome, Cognome ed eventualmente la Professione
Siamo sempre in contatto con la nostra casella di posta e aggiorniamo continuamente l'elenco delle adesioni.
11/03/2005: Circola una nuova bozza:
Per leggere il testo cliccare qui (I PARTE)
Per leggere il testo cliccare qui (II PARTE)
16/03/2005: E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 marzo, n. 62, il decreto legge 14 marzo 2005, n.35 "Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale". Lo trovate sul sito della Gazzetta Ufficiale (www.gazzettaufficiale.it).
Ora la parola è al Parlamento.
A FINE MARZO 2005: ottenute 964 adesioni all'appello