Source: http://www.ungra.it/new/Alf/Minoranze_RAI.htm
Timestamp: 2020-02-22 09:23:23+00:00
Document Index: 154170925

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 11', 'art 9', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 153', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 12', 'art.12']

Programmazione Rai: dove sono gli ï¿½SPAZIï¿½ nelle lingue tutelate dalla legge?
Il caso delle minoranze linguistiche Arbï¿½reshe (italo-albanese), Greche e Occitane di Calabria
Puï¿½ sembrare un assurdo. Eppure il caleidoscopio dellï¿½Italia presenta diversitï¿½ linguistico-culturali sottoposte ancora in stato di ï¿½sonnoï¿½ forzato, nonostante esse siano abbastanza produttive e vive. Il riferimento non ï¿½ dovuto al caso, ma queste diversitï¿½ non hanno ï¿½voceï¿½ nei media radiotelevisivi che pure sï¿½interessano e molto dei loro aspetti piï¿½ appariscenti di colore, costume, folclore, ed ora anche di gastronomia, perchï¿½ sono di moda le tavole imbandite in tutti i canali televisivi possibili. Il non aver ï¿½voceï¿½, perï¿½, ha un significato molto preciso e sintomatico. Queste diversitï¿½ possono solo apparire, mostrarsi, incuriosire, ma non possono parlare essendo ancora delle ï¿½lingue tagliateï¿½, ossia ï¿½senza voceï¿½. Non possono dire, soprattutto nel loro idioma materno, che la loro parlata ï¿½ lingua e non dialetto, chi effettivamente esse siano e di quali culture sono portatrici.
Il caso - In Calabria stanziano ben tre gruppi linguistici storici e cioï¿½: gli arbï¿½reshï¿½ (albanesi) sparsi in 25 tra comuni e frazioni nelle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, con una popolazione che supera le 20 mila unitï¿½; i greci di Calabria del Reggino con circa 5 mila abitanti e gli occitano-valdesi di Guardia Piemontese (CS), la piï¿½ piccola ed unica isola linguistica del Meridione di appena 350 anime. Tutti e tre i gruppi, assieme ad altri nove sparsi nelle altre regioni, sono oggi riconosciuti e tutelati da una legge dello Stato, la n. 482 del 1999 e, in Calabria, da una legge regionale la n. 15 del 2003, tanto in relazione allï¿½art. 6 della Costituzione che ï¿½ rimasta per lunghissimo tempo inosservato.
In provincia di Cosenza, dove sono comprese aree in cui insistono popolazioni bilingui (albanesi e occitani), lï¿½informazione ï¿½ gestita dalla Redazione della Sede regionale Rai, con due TGR e due GR, dalle emittenti televisive private Tele Spazio (con sede in Catanzaro), con due reti, da Teleuropa Network (con sede in Cosenza), da Video Calabria (con sede a Crotone), da MetroSat (con sede a Rende), ed altre locali, oltre che da diverse emittenti radiofoniche. Sotto lï¿½aspetto della carta stampata sono presenti diversi quotidiani. Nella sola provincia di Cosenza: Il Quotidiano di Cosenza e provincia, la Provincia di Cosenza, Calabria Ora e la Gazzetta del Sud che copre tutta la Calabria e la Sicilia orientale; ma non vi sono state iniziative editoriali tendenti ad offrire nel territorio interessato unï¿½informazione plurilingue.
Tutti questi mezzi dï¿½informazione si sono spesso interessati della cultura e delle tradizioni delle minoranze linguistiche attraverso articoli, servizi, inchieste ma sempre in lingua italiana e mai hanno fatto uso della lingua minoritaria parlata delle popolazioni interessate. In questi ultimi anni, con il fiorire di nuovi quotidiani si ï¿½ registrata una presenza sempre piï¿½ numerosa di corrispondenti dai vari comuni alloglotti e quindi ogni giorno da questi centri, medi o piccoli, appaiono note di cronaca, ma anche qualche articolo di ï¿½terza paginaï¿½. La Rai regionale dedica agli eventi piï¿½ appariscenti il ristretto spazio consuetudinario nei notiziari. Dellï¿½uso della lingua parlata, diversa dallï¿½italiano, cosï¿½ come prescrive la nota legge di tutela, la 482/99, da parte della Rai non se ne parla. Questo ï¿½ un problema molto sentito, per la veritï¿½, tra le minoranze linguistiche storiche della Calabria.
Nellï¿½emittenza privata ci sono stati alcuni tentativi di rubriche radiotelevisive bilingui dissolte poi nel breve giro di una stagione. Citiamo i casi di due emittenti televisive private, Rete Alfa, nel 1992, con un notiziario settimanale ï¿½Java arbï¿½reshe / La settimana arbï¿½resheï¿½ in lingua arbï¿½reshe (albanese), curata dal prof. Alfio Moccia e VL7 Cinquestelle, nel 2002, con un contenitore sempre in lingua albanese ï¿½Jetraï¿½Italï¿½ (Lï¿½altraï¿½Italia), diretta da chi scrive, in collaborazione con il collega giornalista Nicola Bavasso. Per la carta stampata, La Provincia ha uno spazio di cronaca dedicato allï¿½Arbï¿½ria (cosï¿½ indicato il territorio dove insistono comuni albanofoni) con testi scritti interamente e solamente in italiano e in piï¿½ una rubrica settimanale (esce quando puï¿½) ï¿½Rreti / lï¿½Arcobalenoï¿½, in albanese con abstract in italiano, firmata dal collega Bavasso. La pubblicistica istituzionale, invece, sembra favorevole ad ospitare articoli anche in lingua, come il mensile ï¿½Calabriaï¿½ del Consiglio regionale, mentre la Provincia di Catanzaro edita da poco una rivista bilingue (albanese ed italiano) ï¿½Catanzaro ARBï¿½RIAï¿½. Il periodico ï¿½Mezzoeuroï¿½, edito in Cosenza, pubblica due pagine curate dal prof. Giovanni Belluscio, ricercatore Unical, dal titolo ï¿½Minoranze linguisticheï¿½ che riporta articoli nelle lingue italiana, albanese, greca e occitana. La comunitï¿½ dei Greci di Calabria ha una sua rivista bilingue ï¿½I Fonï¿½ Dikï¿½ma / La nostra voceï¿½, giunta al quarto numero. Nessun organo di stampa si pubblica a Guardia Piemontese.
Diversa ï¿½ la situazione dellï¿½informazione a mezzo della carta stampata che si pubblica in Arbï¿½ria, soprattutto in alcuni comuni albanofoni della Calabria, dove la tradizione pubblicistica risale dalla metï¿½ dellï¿½800. Ricordiamo le riviste pubblicate dal poeta italo-albanese, Girolamo De Rada, che diedero un grande contributo alla causa dellï¿½indipendenza dellï¿½Albania (ï¿½Fiamuri Arbï¿½rit / La bandiera dellï¿½Albaniaï¿½ e ï¿½Lï¿½Albanese dï¿½Italiaï¿½). Sin da allora il materiale era pubblicato in lingua albanese e/o italiana. Le testate odierne hanno una tiratura limitata, con distribuzione per abbonamento, ma non sono in vendita nelle edicole. Raggiungono, comunque, una buona percentuale di famiglie albanofone residenti nel resto dellï¿½Italia ed in Europa. Contengono scritti dï¿½attualitï¿½, informazione, letteratura, storia e varia umanitï¿½. Solo il trimestrale ï¿½Katundi Ynï¿½ / Paese Nostroï¿½ che si pubblica con regolaritï¿½ a Civita dal 1970, ï¿½Lidhja / Unioneï¿½ dal 1980 a Frascineto, il mensile ï¿½Jeta Arbï¿½reshe / Mondo Italo-Albaneseï¿½ dal 2001 ad Eianina, tanto per citare i piï¿½ importanti. Anche lï¿½Eparchia greca di Lungro, la diocesi che raccoglie i fedeli italo-albanesi di rito bizantino dellï¿½Italia continentale, ha un periodico dï¿½informazione in lingua italiana ed albanese ï¿½Lajmeï¿½
La legislazione ï¿½ Ci chiediamo: perchï¿½, a distanza di piï¿½ di sei anni, la legge quadro nazionale di tutela non ï¿½ attuata nel campo dellï¿½informazione in lingua?
Per quanto riguarda i media e le comunitï¿½ di minoranza vi ï¿½ tutta una legislazione nazionale, ma anche regionale, che tratta la questione in modo ampio, specialmente nel settore della radio e della televisione del servizio pubblico. Il legislatore ha fissato modi e termini per lï¿½attuazione degli articoli interessati, attraverso delle norme chiare che, tuttavia, sono rimaste tali per diversi motivi. In ultima analisi possiamo affermare che per le dodici minoranze linguistiche storiche protette dalla legge n. 482/99 non ï¿½ stato dato avvio a trasmissioni radiotelevisive nelle lingue parlate, diverse dallï¿½italiano. Dal 2000 ad oggi vi ï¿½ tutta una vasta letteratura di saggi, relazioni, documenti, articoli che evidenziano questo stato di fatto. Le lingue regionali e minoritarie si salvaguardano oltre con lï¿½insegnamento nelle scuole dellï¿½obbligo delle lingue e nelle lingue ï¿½diverseï¿½, anche attraverso lï¿½uso di queste nella comunicazione, specialmente nella programmazione radiotelevisiva.
Il legislatore ha voluto cosï¿½ rafforzare il concetto di ï¿½tutelaï¿½ che nelle comunicazioni ha un effetto piï¿½ immediato e dirompente che fa scaturire difese efficaci di conservazione e restauro linguistico nei parlanti. Del resto ciï¿½ ha avuto esperienze positive in alcuni gruppi linguistici nazionali o di confine, protetti da leggi speciali e forme dï¿½autonomia amministrativa, come, per esempio. tra i ladini e gli sloveni.
Va detto che la Rai, almeno in quelle sedi dove esiste una struttura di programmazione, ha grande interesse per le minoranze linguistiche. Si veda il caso della Sede Rai di Bolzano che cura trasmissioni in lingua ladina. Altro caso, giï¿½ accennato prima, ï¿½ stato quello della Sede Rai per la Calabria la cui di programmazione, allora diretta dal giornalista Antonio Minasi, ï¿½ stata da diversi anni soppressa. In quella sede allora si producevano programmi dï¿½ampio spessore culturale, dove uno spazio non indifferente era dato alle tre minoranze linguistiche: lï¿½albanese, la grecanica e lï¿½occitana. I tempi, in ogni modo, non erano ancora maturi per lï¿½uso di queste lingue. Era giï¿½ una conquista parlare di queste culture ï¿½altreï¿½ e mostrarle attraverso bei documentari.
La questione oggi si presenta diversamente, nel senso che le minoranze linguistiche a ragione pretendono che si dia attuazione ad un proprio diritto per una programmazione speciale nelle lingue sottoposte a tutela, con la collaborazione tecnica professionale del servizio pubblico che ï¿½ la Rai.
Una normativa recente da loro ragione. Si ï¿½ ancora lontani dal pensare di dare ï¿½voce e visibilitï¿½ï¿½ alle dodici ï¿½altre Italieï¿½, rappresentate dalle minoranze linguistiche storiche, le cosiddette ï¿½lingue deboliï¿½ (discriminate rispetto a quelle privilegiate ï¿½fortiï¿½ come la franco-provenzale, la ladina, la slovena etc.), ora protette dallo Stato con legge n. 482 del 1999, e ancor prima da quel famoso art. 6 della Costituzione rimasto disatteso per mezzo secolo. Sembra proprio di si, anche se il contratto di servizio stipulato tra il Ministero delle comunicazioni e la Rai - Radiotelevisione Italiana per il periodo 2003-2005, approvato con DPR 14 febbraio 2003, con scadenza 31.12.06, recependo la sopra richiamata legge quadro, indica quali sarebbero le iniziative per la valorizzazione delle culture locali (art. 12) e, in particolare, lï¿½impegno formale della Rai per effettuare, per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sulla base di ulteriori convenzioni, servizi per le minoranze linguistiche, assicurando una programmazione rispettosa dei diritti delle predette minoranze nelle zone di appartenenza (comma 4). In altre parole alla Rai spetta il compito di assumere e promuovere iniziative per la valorizzazione delle lingue ammesse a tutela, in collaborazione con le competenti istituzioni locali (regioni, province e comuni).
La legge di tutela ha acceso le luci dei micro universi e sono apparse tante costellazioni che mostrano una diversificazione territoriale dove si annidano fermenti, tradizioni, usi, costumi e che, finalmente, si espandono oltre gli angusti confini storici. Fermenti anche nel campo dellï¿½informazione, dove la legislazione prevede interventi non trascurabili allï¿½editoria minore che pubblicano periodici nelle lingue sottoposte a tutela.
Le aspettative e le iniziative - Vi ï¿½ speranza che tanto si possa realizzare? Lo stesso servizio pubblico radiotelevisivo ï¿½ alla vigilia di una rivoluzione sia per quel che riguarda lï¿½assetto societario, con la parziale privatizzazione dellï¿½azienda, e sia per lï¿½inizio dellï¿½era digitale, che cambierï¿½ il sistema della televisione in Italia. Per tenere viva questa attesa, che scaturisce da una esigenza che ci siano forme di tutela anche nel settore dellï¿½informazione e della programmazione radiotelevisiva e per studiare strategie atte a sollecitare lï¿½inizio dei programmi in lingua a loro riservati, si stanno attivando nel nostro Paese varie iniziative a partire da quella del Confemili, il Comitato Nazionale Federativo Minoranze Linguistiche dï¿½Italia, che, tra lï¿½altro, ha investito anche lï¿½Autoritï¿½ per le garanzie nelle comunicazioni che ha il compito per legge di vigilare sul rispetto della tutela delle minoranze linguistiche riconosciute nellï¿½ambito del settore delle comunicazioni di massa.
In tutto questo contesto, va ribadito che le richieste tendenti lï¿½ottenimento di una programmazione in lingua diversa dallï¿½italiano, non hanno significati o scopi reconditi di autoisolamento o idee separatiste, ma semplicemente una difesa che tende a recuperare le lingue minoritarie come un fatto dï¿½identitï¿½ e di cultura. I gruppi linguistici, giustamente sottolineano in ogni occasione, di sentirsi mirabilmente integrati nel tessuto politico, sociale ed economico dellï¿½Italia. Pur integrandosi essi hanno saputo tenacemente conservare un ricco patrimonio linguistico, storico, culturale e religioso. Attraverso la lingua, che rispecchia il sentimento di un popolo, di una comunitï¿½, essi sono riusciti a far sopravvivere tutto quello che oggi vogliono difendere e conservare, rivendicando il suo insegnamento e di conseguenza la propria cultura.
Altre iniziative sono state prese a livello istituzionale dallï¿½Assessorato provinciale alla cultura di Torino e dalla Comunitï¿½ montana di Val Po del Piemonte. In Calabria si sono mossi i giornalisti appartenenti allï¿½area linguistica Arbï¿½reshe (italo-albanese), che si sono dati una forma associativa, il Club dei Giornalisti Arbï¿½reshï¿½ (in albanese: Klubi i Gazatarï¿½vet Arbï¿½reshï¿½) che ha organizzato un apposito convegno sul tema. Cosï¿½ lï¿½Universitï¿½ della Calabria, unitamente agli enti locali, come la Provincia di Cosenza, tramite lï¿½assessorato alle minoranze linguistiche, ed i sindaci dei comuni allofoni delle tre aree linguistiche (albanese, grecanica ed occitanica) hanno avanzato alla Rai richieste per dare attuazione alle norme della legge 482/99 e allï¿½art. 12 del Contratto di servizio.
Il ritardo (o un ritardo voluto?) ï¿½ dovuto alla mancata stipula della convenzione Ministero delle comunicazioni ï¿½ Rai che avrebbe dovuto assicurare quelle condizioni necessarie per la tutela delle ï¿½isole linguisticheï¿½ nelle zone dï¿½appartenenza, nei modi e nei termini stabiliti dal contratto di servizio, che guarda caso ha richiamato anche quanto previsto lï¿½art. 11 della Carta europea per le lingue regionali e minoritarie del Consiglio dï¿½Europa, non ratificata ancora da uno dei due rami del Parlamento italiano, ma di fatto riconosciuta da un testo di legge.
Intanto, stanno per nascere iniziative atte a promuovere, tramite emittenti private, una programmazione in lingua. Eï¿½ il caso del progetto della Provincia di Cosenza che ï¿½ stato approvato e finanziato ai sensi della legge 482/99, in via di realizzazione, e che prevede la produzione di un format ï¿½Arbï¿½riaTVoccitanaï¿½ informativo e di cultura nelle lingue albanese ed occitana, di 35 minuti a cadenza settimanale che sarï¿½ messo in onda da unï¿½emittente privata.
Vi sono pressioni da ogni parte dï¿½Italia per indurre il Ministero delle Comunicazioni e la Rai a definire finalmente una convenzione, previa la scelta delle sedi regionali Rai interessate, che porti alla tanto attesa programmazione radiotelevisiva nelle lingue delle dodici minoranze protette in Italia con legge dello Stato.
Armonizzare Babele, lingue e culture minoritarie per costruire la nuova Europa, atti del convegno del 21 ï¿½ 23 giugno 2001, Corigliano dï¿½Otranto (Lecce)
Cisilino William, La tutela delle minoranze linguistiche. Analisi della normativa statale e regionale, con particolare riguardo alla lingua friulana, Consorzio Universitario del Friuli, Udine 2001
Vivoli Pier Giorgio, Tutela delle minoranze linguistiche e Radiotelevisione pubblica, Corerat, Regione Autonoma Valle dï¿½Aosta, 1980
Informazione in Calabria e sistema radiotelevisivo, prima conferenza regionale sulla 3ï¿½ rete Rai, Reggio Calabria 8 ï¿½ 9 ottobre 1981, Edizione Consiglio Regionale, Reggio 1982
AA.VV, Mezzogiorno e informazione, scritti in ricordo di Walter Tobagi, Edito dalla Associazione della Stampa di Puglia e Basilicata, Bari 1981
Per una ricerca sulla legislazione ( A. F.)
Carta europea per le lingue regionali e minoritarie del Consiglio dï¿½Europa, art. 11 ï¿½ Mass media
Convenzione-quadro del Consiglio dï¿½Europa per la protezione delle minoranze linguistiche storiche, art 9
Legge 103/14.4.1975 - Il servizio pubblico radiotelevisivo ï¿½Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisivaï¿½, artt. 19 e 20
D.P.R. 28.3.1994 - La concessione del servizio pubblico ï¿½Convenzione tra il Ministero delle poste e delle telecominicazioni e la RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a. per la concessione in esclusiva sullï¿½intero territorio nazionale del servizio pubblico di diffusione di programmi radiofonici e televisiviï¿½, art. 19
Legge 249/31.7.97 - ï¿½Autoritï¿½ per le garanzie nelle comunicazioniï¿½, artt. 1, 2, 3
D.P.R. 31.7.1997 ï¿½Convenzione per la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi in lingua tedesca e ladina nella provincia autonoma di Bolzanoï¿½, artt. 1, 2, 4 e 6
D.P.R. 31.7.1997 ï¿½Convenzione per la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi in lingua francese per la regione autonoma Valle dï¿½Aostaï¿½, artt. 1, 2, 4, 5, e 8
D.P.R. 31.7.1997 ï¿½Convenzione per la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi in lingua slovena nonchï¿½ radiofonici in lingua italiana per la regione autonoma Friuli-Venezia Giuliaï¿½, 1, 2, 5 e 8
Decreto Legge 30 gennaio 1999, n. 12 ï¿½Disposizioni urgenti per lo sviluppo equilibrato dellï¿½emittenza televisiva e per evitare la costituzione o il mantenimento di posizioni dominanti nel settore radiotevisivoï¿½ï¿½, art. 3 ï¿½ Interventi urgenti a sostegno (minoranze linguistiche riconosciute)
Legge 15 dicembre 1999, n. 462 ï¿½Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storicheï¿½, art. 12 ï¿½ Convenzione Ministero delle comunicazioni e la societï¿½ concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e conseguente contratto di servizio
Approvazione del contratto di servizio tra il Ministero delle comunicazioni e la RAI ï¿½ Radiotelevisione Italiana SpA per il triennio 2000 ï¿½ 2002, art. 11
Legge 23.12.2000 (G.U. n. 302 (ord.), art. 153, comma 2, ï¿½ Imprese editrici di quotidiani e periodici
Legge Regione Calabria 22.1.2001 ï¿½Istituzione e funzionamento del Comitato regionale per le Comunicazioni ï¿½ CORECOMï¿½, art. 3
Decreto del Presidente della Repubblica del 2.5.2001 n. 345 Regolamento alla legge 482/99, art. 11 ï¿½ Contratto di servizio
DPR nov. 2001 ï¿½Regolamento recante modifiche al DPR 2.12.1997, norme per la concessione dei contributi e delle provvidenze allï¿½editoriaï¿½, art. 1 - ..appartenenza del parlamentare ad una forza politica espressione di minoranze linguistiche storiche riconosciute, ai sensi dellï¿½art. 2 della legge 15 dic. 1999, n. 482
Decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2003 Legge Regione Calabria, n. 15 del 2003 ï¿½Norme per la tutela e la valorizzazione della lingua e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche della Calabriaï¿½, artt. 17 e 18
DPR 14 febbraio 2003 ï¿½Approvazione del contratto di servizio tra il Ministero delle comunicazioni e la RAI ï¿½ Radiotelevisione Italiana SpA per il triennio 2003 ï¿½ 2005ï¿½, art. 12 - Assicurare una programmazione rispettosa dei diritti delle minoranze linguistiche nelle zone di appartenenza (art.12 L. 482/99)
Presidenza del Consiglio dei Ministri ï¿½ Decreto del Ministro per gli affari regionali del 22.12.2004, ï¿½Criteri per la ripartizione dei fondi di cui alla legge 482/99ï¿½
Articolo pubblicato su LEM, n. 11/12