Source: http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?highlight_docid=aza%3A%2F%2F05-06-2014-4A_302-2013&lang=de&type=show_document
Timestamp: 2017-06-23 22:47:48+00:00
Document Index: 69983225

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 37', 'art. 389', 'art. 393', 'art. 190', 'art. 391', 'art. 77', 'art. 97', 'art. 393', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 66', 'art. 68', 'sentenza ', 'sentenza ']

4A_302/2013 Sentenza del 5 giugno 2014
A. La B.________ SA ha sottoscritto il 29 giugno 2011 un accordo con la A.________ SA intitolato Business Consultancy Agreement (in seguito: BCA). Da tale contratto risulta che la C.________ SA è interessata all'acquisto di un ulteriore pacchetto di azioni della società D.________. Il 6 luglio 2011 la B.________ SA e la A.________ SA hanno firmato un altro accordo intitolato Due Diligence and Advisory Services Agreement (in seguito: DDASA). Entrambe le convenzioni contengono una clausola compromissoria.
B. Con ricorso in materia civile del 6 giugno 2013 la A.________ SA chiede al Tribunale federale di annullare il lodo arbitrale incidentale. Lamenta che l'arbitra unica avrebbe messo a suo carico l'onere di provare di non essere una parte contrattuale e assevera di aver sempre solo agito quale rappresentante della C.________ SA. Sostiene che la conclusione a cui è giunto il lodo non solo ignora le finalità e il tenore dei due contratti, ma pure gli scopi societari della A.________ SA e della C.________ SA. Ritiene che nemmeno il fatto di essere la destinataria delle fatture e di aver effettuato dei pagamenti la faccia divenire parte ai contratti, la cui interpretazione non tiene nemmeno conto del comportamento adottato dopo la loro firma e del fatto che in virtù dell'art. 32 CO non è il rappresentante, ma il rappresentato a diventare creditore. Infine, a titolo subordinato, fa valere che l'arbitra avrebbe pure misconosciuto la portata dell'accordo di risolvere bonalmente le dispute attinenti ai menzionati contratti.
1. Nella propria risposta l'opponente ha chiesto che la lingua del procedimento venga cambiata dall'italiano al tedesco. Ora, giusta l'art. 54 cpv. 1 LTF il procedimento si svolge in una delle lingue ufficiali, di regola quella della decisione impugnata. Se quest'ultima è redatta in un'altra lingua (in concreto l'inglese), il Tribunale federale utilizza la lingua scelta dalle parti. Nella fattispecie non vi è una scelta comune delle parti: il ricorso è stato redatto in italiano, la risposta in tedesco e la ricorrente ha con la replica esternato la sua contrarietà alla richiesta di cambiamento formulata dall'opponente. In queste circostanze, conformemente alla sua prassi, questo Tribunale adotta la lingua del ricorso e redige la sentenza in italiano (sentenza 4A_506/2007 del 20 marzo 2008 consid. 1; sentenza 4P.74/2003 consid. 1, non pubblicato nella DTF 130 III 76 ancora riferito all'art. 37 OG).
3. La procedura di ricorso in materia di arbitrati interni è retta dalla LTF, fatte salve le disposizioni contrarie del primo capitolo del settimo titolo della terza parte del CPC (art. 389 cpv. 2 CPC).
4. Il motivo di impugnazione dell'art. 393 lett. b CPC per gli arbitrati interni corrisponde a quello previsto dall'art. 190 cpv. 2 lett. b LDIP nell'ambito della giurisdizione internazionale (Messaggio del 28 giugno 2006 concernente il Codice di diritto processuale civile svizzero, n. 5.25.8 ad art. 391, FF 2006 6776). Il Tribunale federale esamina le censure concernenti la competenza del tribunale arbitrale, incluse le questioni pregiudiziali, liberamente dal profilo del diritto; per contro non controlla gli accertamenti di fatto contenuti nel lodo, poiché è vincolato dalla fattispecie constatata dal tribunale arbitrale che non può né completare né rettificare (art. 77 cpv. 2 combinato con gli art. 97 e 105 cpv. 2 LTF). Solo se vengono formulate delle censure ammissibili dal profilo dell'art. 393 CPC o possono eccezionalmente essere considerati dei nova, il Tribunale federale può rivedere gli accertamenti di fatto (sentenza 4A_627/2011 dell'8 marzo 2012 consid. 3.1; v. con riferimento agli arbitrati internazionali DTF 138 III 29 consid. 2.2.1, con rinvii).
6. Da quanto precede discende che il ricorso si rivela infondato e come tale va respinto. Le spese giudiziarie e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF). L'opponente ha presentato due note professionali ammontanti a complessivi fr. 22'306.-- di onorari e fr. 7'863.20 di spese di traduzione, a cui ha aggiunto l'8% di IVA. Giusta l'art. 68 cpv. 2 LTF, la parte soccombente è di regola tenuta a risarcire alla parte vincente, secondo la tariffa del Tribunale federale, tutte le spese necessarie causate dalla controversia. Fra queste non possono però essere annoverate le spese di traduzione del ricorso e della replica dall'italiano al tedesco: come tutti gli avvocati che esercitano in Svizzera il rappresentante dell'opponente è tenuto a conoscere le lingue nazionali (decreto 2C_736/2010 del 7 ottobre 2010; sentenza 1A.71/2005 dell'11 maggio 2005 consid. 4.1; sentenza 1A.235/2003 dell'8 gennaio 2004 consid. 1). Non vanno nemmeno accordati gli onorari richiesti dal patrocinatore dell'opponente, atteso che essi eccedono manifestamente la tariffa di questo Tribunale (Regolamento sulle spese ripetibili accordate alla parte vincente e sull'indennità per il patrocinio d'ufficio nelle procedure davanti al Tribunale federale; RS 173.110.210.3). Nella fattispecie le ripetibili - come le spese giudiziarie - vengono fissate in base al valore litigioso e tenendo conto del fatto che il lodo impugnato non è una decisione finale.
2. Le spese giudiziarie di fr. 5'000.-- sono poste a carico della ricorrente, che rifonderà all'opponente fr. 6'000.-- a titolo di ripetibili per la procedura innanzi al Tribunale federale.
3. Comunicazione ai patrocinatori delle parti e all'arbitra unica.