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Timestamp: 2018-08-17 13:19:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 35', 'art. 34', 'art. 74', 'art. 34', 'art. 2']

Novità fiscali del 13 febbraio 2008: le novità della dichiarazione dei redditi per le persone fisiche; Legge fallimentare: non sono soggetti a fallimento gli imprenditori agricoli | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 13 febbraio 2008: le novità della dichiarazione dei redditi per le persone fisiche; Legge fallimentare: non sono soggetti a fallimento gli imprenditori agricoli
1) Saggio degli interessi da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali
2) Legge fallimentare: Le novità del Decreto correttivo commentate dalla Fondazione Luca Pacioli
4) Modello Unico 2007: Le novità della dichiarazione dei redditi per le persone Fisiche
5) Dichiarazione IVA 2008: Le novità del Quadro VA
In base a quanto previsto dalla norma (art. 5, comma 2 del D.Lgs. n. 231/2002) è stato comunicato che per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2008 il saggio d’interesse da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali, è stato pari a 4,20% (al netto della maggiorazione del 7%).
Pertanto, il nuovo tasso complessivo è pari al 11,20% (mentre, per i prodotti alimentari deteriorabili, essendo la maggiorazione in misura pari al 9%; l’interesse di mora sul ritardo di pagamenti per tali prodotti è pari al 13,20%).
(Ministero dell’Economia e delle Finanze Comunicato in G.U. n. 35 del 11/2/2008)
L’imprenditore che non si attiva per dimostrare di avere i requisiti di esonero, è comunque assoggettato alla procedura fallimentare.
Non sono assoggettabili alla legge fallimentare gli imprenditori agricoli, piccoli e medio-grandi.
Il D.Lgs. 169/07 è entrato in vigore il 1/1/2008 e si applica ai procedimenti per la dichiarazione di fallimento pendenti a tale data, nonché alle procedure concorsuali e di concordato fallimentare aperte successivamente.
La Fondazione Luca Pacioli, guidata dal Prof. Paolo Moretti, con proprio documento ha commentato, punto per punto, le modifiche apportate alle disposizioni della “legge fallimentare” dal D.Lgs. 169/07, aggiornando in tal modo il documento della sessa Fondazione Luca Pacioli n. 1/2006, esplicativo della riforma realizzata con il D.Lgs. 5/2006.
Il Legislatore con il Decreto correttivo ha, peraltro, voluto evitare che imprenditori pur di grandi dimensioni e con elevati livelli di indebitamento non siano assoggettabili al fallimento ed alle conseguenti sanzioni penali.
In particolare, il D.Lgs n. 169/2007 ha modificato i presupposti di fallibilità: si tratta di presupposti soggettivi diversi da quelli posti dal legislatore del 2006 che devono essere posseduti congiuntamente dagli imprenditori commerciali.
– Attivo patrimoniale superiore ai 300.000 euro annui nei tre esercizi precedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento (o a partire dalla data di inizio dell’attività dell’impresa, se questa ha avuto una durata inferiore).
Il correttivo fa riferimento al presupposto dell’attivo patrimoniale, sostituendolo a quello vago degli “investimenti” introdotto dalla novella del 2006.
a) consente di fare immediato riferimento alle voci di bilancio;
b) pone fine ai contrasti interpretativi suscitati dal riferimento agli “investimenti”.
Infatti, se sotto tale voce si facevano rientrare con certezza le immobilizzazioni materiali, finanziarie ed immateriali, si discuteva in ordine alla riconducibilità o meno sotto la stessa voce di flussi finanziari impiegati per esempio per appaltare a strutture aziendali esterne la realizzazione di alcune fasi del ciclo produttivo (in caso di ciclo finanziario dell’azienda molto corto, infatti, i suddetti flussi finanziari potrebbero anche non lasciare traccia a livello di stato patrimoniale);
– ricavi lordi superiori a 200.000 euro annui nei tre esercizi precedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento (o a partire dalla data di inizio dell’attività se questa ha avuto durata inferiore).
In questo modo il correttivo:
a) individua in modo più preciso il periodo di riferimento per la verifica dei ricavi lordi ai fini della dichiarazione di fallimento;
b) uniforma la disposizione in commento a quella dell’art. 14 l. fall. che prevede che il debitore che chiede il proprio fallimento debba depositare in cancelleria le scritture contabili e fiscali obbligatorie relative ai tre esercizi precedenti;
c) uniforma la disposizione dell’articolo 1 a quella dell’art. 15 l. fall., che prevede che, nel corso del procedimento per la dichiarazione di fallimento dell’impresa, il debitore depositi i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi;
– indebitamento complessivo superiore ad Euro 500.000 (comprensivi anche dei debiti non scaduti).
Una modifica di notevole importanza è quella che ha posto a carico dell’imprenditore di cui sia chiesto il fallimento l’onere di fornire la prova dei requisiti di non fallibilità.
Nel corso dell’istruttoria prefallimentare l’imprenditore che voglia scongiurare il fallimento deve quindi dimostrare che, nel periodo di riferimento previsto dal legislatore, non ha superato alcuno dei parametri dimensionali previsti dal correttivo.
Conseguentemente, l’imprenditore che non si attivi per dimostrare di non possedere i requisiti di non fallibilità, è assoggettato alla procedura fallimentare.
Il correttivo elimina ogni riferimento allo status di piccolo imprenditore, in considerazione dell’incertezza interpretativa che tale qualificazione suscitava.
E’, infine, rimasta assodata la non assoggettabilità alla legge fallimentare degli imprenditori agricoli, piccoli e medio-grandi.
(Fondazione Luca Pacioli, circolare n. 3 del 11/2/2008)
– Regolamento per l’individuazione dei criteri, modalità e procedure per la verifica dei certificati dei lavori pubblici e delle fatture utilizzati ai fini delle attestazioni rilasciate dalle SOA
E’ stato pubblicato in G.U. il Regolamento recante norme per l’individuazione dei criteri, modalità e procedure per la verifica dei certificati dei lavori pubblici e delle fatture utilizzati ai fini delle attestazioni rilasciate dalle SOA dal 1° marzo 2000 alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 12/4/ 2006, n. 163 (1/7/2006).
(Ministero delle infrastrutture, Decreto 21 dicembre 2007, n. 272, in GU n. 35 del 11/2/2008)
– Valentino Rossi ha fatto pace con il fisco
Si è conclusa la procedura di accertamento con adesione richiesta dal campione dopo essere stato raggiunto dagli avvisi di accertamento predisposti dall’ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate.
La collaborazione fornita da Valentino Rossi ha consentito di rideterminare l’ammontare dei compensi effettivamente percepiti nei vari anni e di individuare le prestazioni eseguite nel territorio nazionale, al fine di poter escludere dalla tassazione, ai fini dell’Iva e dell’Irap, quelle rese all’estero.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 12/2/2008)
Le istruzioni, appena approvate, del modello Unico 2008 PF (redditi 2007), evidenziano come la dichiarazione dei redditi per l’anno 2007 presenti le seguenti novità:
* spese per addetti all’assistenza personale (per le quali nell’anno precedente era stata prevista una deduzione);
* spese per attività sportive praticate da ragazzi;
* spese per canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede; spese per intermediazione immobiliare;
* spese per l’acquisto di personal computer da parte di docenti; spese per erogazioni liberali a favore di istituti scolastici;
– la previsione di una detrazione d’imposta nella misura del 20% per le seguenti spese: sostituzione di frigoriferi e congelatori; acquisto di apparecchi televisivi digitali; acquisto di motori ad elevata efficienza; acquisto di variatori di velocità;
– la previsione di una detrazione d’imposta per i giovani di età compresa fra i 20 e i 30 anni che stipulano un contratto di locazione per l’unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale;
– la possibilità, per i contribuenti che nell’anno d’imposta 2006 si sono trovati in particolari situazioni, di richiedere il bonus fiscale.
Il quadro VA della dichiarazione IVA 2008 per l’anno di imposta 2007 è composto da quattro sezioni:
– la Sezione 1, nella quale devono essere indicati alcuni dati generali;
– la Sezione 2, dove devono essere inserite alcune informazioni relative all’eventuale effettuazione di cessioni esenti o rientranti nel regime del margine;
– la Sezione 3, dove vanno evidenziati alcuni dati relativi a esportazioni, importazioni, operazioni comunitarie ed operazioni con la Repubblica di San Marino;
– la Sezione 4, nella quale sono richiesti alcuni elementi riepilogativi.
Nel caso di soggetto con un’unica attività e in assenza di trasformazioni sostanziali soggettive, le 4 sezioni devono essere compilate sull’unico modulo.
Diverse sono invece le modalità di compilazione nell’ipotesi di contabilità separata ai sensi dell’art. 36, o di effettuazione di fusioni, scissioni o altre operazioni straordinarie, ovvero di trasformazioni sostanziali soggettive.
In particolare evidenze il Rigo VA45 (regime dei minimi)
Il rigo deve essere compilato dai soggetti che, a partire dall’anno di imposta 2008, intendono applicare il regime dei contribuenti minimi previsto dall’art. 1, commi da 96 a 117 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge Finanziaria 2008).
Deve quindi essere barrata la casella 1 per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale IVA precedente all’applicazione del regime.
Nel campo 2 va indicato l’importo della rettifica operata ai sensi dell’art. 19-bis2, in relazione al mutato regime fiscale. In base a quanto previsto dall’art. 1, comma 101, della legge n. 244/2007, l’imposta dovuta a seguito della rettifica deve essere versata:
– in unica soluzione, ovvero
– in cinque rate annuali di pari importo.
– l’unica o prima rata debba essere versata entro il termine per il versamento del saldo annuale IVA;
– le successive rate vengano versate entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sostitutiva.
Come ha, peraltro, rilevato Ciro D’Ardia in Ipsoa, del mese di febbraio 2008:
Sezione 1 Rigo VA1
Nel caso di fusione, scissione, conferimento e cessione di azienda, o di altre operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive, deve essere indicata nel campo 1, la partita IVA del soggetto trasformato; l’indicazione va fatta nel modulo (o nei moduli in caso di contabilità separata) utilizzato per indicare i dati delle operazioni svolte nel periodo antecedente alla trasformazione. Se il soggetto trasformato ha continuato ad esercitare un’attività rilevante ai fini IVA, deve essere barrata la casella 2.
La casella 3 deve essere barrata dal soggetto dante causa nel primo modulo (nel caso in cui siano presenti più moduli per la presenza di contabilità separata ai sensi dell’art. 36), al fine di comunicare che ha partecipato ad operazioni straordinarie o ad altre trasformazioni sostanziali come una scissione parziale, un conferimento o la cessione di un ramo d’azienda.
Nell’ipotesi in cui, a seguito dell’operazione straordinaria, sia stato ceduto, in tutto o in parte, il credito emergente dalla dichiarazione IVA relativa al 2007, deve essere evidenziato nel campo 4 l’importo ceduto.
Il campo 5 va compilato da parte del soggetto non residente che in corso d’anno è passato dall’istituto della rappresentanza fiscale a quello dell’identificazione diretta o viceversa, indicando la partita IVA dell’istituto non più utilizzato.
Il campo deve essere compilato anche nel caso in cui il passaggio da un istituto all’altro si è avuto tra il 1° gennaio 2008 e la data di presentazione della dichiarazione.
Rigo VA2
Indicare il codice attività a sei cifre desunto dalla nuove tabelle di classificazione delle attività economiche, denominate ATECO 2007 e consultabili su www.agenziaentrate.it.
Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 16 novembre 2007 è stato infatti previsto l’obbligo di utilizzare la nuova classificazione ATECO 2007 negli atti e nelle dichiarazioni da presentare all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° gennaio 2008.
È inoltre da tenere presente che:
– nel caso di più attività tenute con contabilità unificata, deve essere indicato il codice dell’attività che ha realizzato il maggior volume d’affari;
– nell’ipotesi di più attività gestite con contabilità separata, in ogni modulo deve essere evidenziato il codice dell’attività ad esso relativo. Se nello stesso modulo sono presenti due o più attività, deve essere riportato il codice relativo all’attività che ha conseguito il maggior volume d’affari.
Nel caso in cui in precedenza non sia stato comunicato il codice relativo all’attività prevalente, l’evidenziazione del medesimo nella dichiarazione, unitamente alla presentazione della variazione dati ai sensi dell’art. 35, preclude l’applicazione delle sanzioni.
Rigo VA3
Deve essere suddiviso, tra i quattro campi, il totale imponibile degli acquisti, anche intracomunitari, e delle importazioni, evidenziato nel rigo VF21.
Il rigo VA3 non deve essere compilato dai produttori agricoli non obbligati alla tenuta delle scritture contabili ai fini imposte dirette, anche se gli stessi hanno optato per l’applicazione dell’IVA in maniera ordinaria, in base a quanto previsto dall’art. 34, comma 11.
Rigo VA4
Deve essere barrata la casella da parte dei soggetti che, avendo stipulato contratti di subfornitura, si sono avvalsi della possibilità di versare l’imposta relativa a tali operazioni con cadenza trimestrale e senza applicazione di interessi, in base a quanto stabilito dall’art. 74, comma 5.
Possono usufruire di tale agevolazione sia i soggetti con liquidazione mensile che quelli con liquidazione trimestrale, e che per il versamento dell’imposta relativa alle operazioni di subfornitura devono essere utilizzati degli specifici codici tributo.
Rigo VA5
La casella deve essere barrata dai curatori fallimentari e dai commissari liquidatori se il modulo si riferisce alle operazioni relative alla parte di anno solare anteriore alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta.
Per la parte di anno antecedente alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta, deve essere presentato anche l’apposito modello 74-bis.
Rigo VA6
Il rigo deve essere compilato dalle società di gestione del risparmio di cui al D.L. n. 351/2001. In particolare, nel modulo relativo all’attività di ciascun fondo deve essere inserito, nel campo 1 la denominazione del fondo, e nel campo 2 il numero attribuito al fondo stesso dalla Banca d’Italia.
Rigo VA7
Le imprese agricole che hanno effettuato occasionalmente prestazioni di servizi rientranti nell’art. 34-bis, devono compilare questo rigo, indicando nel campo 1 l’imponibile relativo alle predette operazioni, e nel campo 2 la relativa imposta.
Il 50% dell’importo evidenziato nel campo 2 deve poi essere riportato nel rigo VL5.
Le operazioni evidenziate in questo rigo vanno comunque incluse nel quadro VE, mentre gli acquisti ad esse afferenti vanno inseriti nel rigo VF18, relativo agli acquisti per i quali non è ammessa la detrazione.
Rigo VA41
Il rigo va compilato dai soggetti che per l’anno di imposta 2006 hanno adeguato il volume d’affari agli importi risultanti dai parametri.
Nel campo 1 va indicato l’importo dei maggiori corrispettivi, nel campo 2 l’imposta versata tramite modello F24 con il codice tributo 6493. I predetti importi non devono essere indicati nel quadro VE.
I contribuenti che intendono adeguarsi ai parametri per l’anno di imposta 2007 devono versare la maggiore imposta entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al medesimo anno. Anche in questo caso il versamento va effettuato tramite il modello F24 ed il codice tributo 6493. Il maggiore imponibile e la maggiore imposta dovranno poi essere indicati nella dichiarazione IVA relativa all’anno di imposta 2008.
Rigo VA42
Deve essere compilato dai soggetti che intendono adeguarsi alle risultanze degli studi di settore per l’anno di imposta 2007, versando la maggiore imposta entro il termine per il versamento delle imposte dirette. Il versamento va effettuato tramite il modello F24, utilizzando il codice tributo 6494.
Nel campo 1 vanno evidenziati i maggiori corrispettivi, nel campo 2 la relativa imposta; tali importi non devono essere indicati nel quadro VE.
Inoltre quanto previsto dall’art. 2, comma 2-bis del D.P.R. 31 maggio 1999 n. 195, il quale prevede che l’adeguamento agli studi di settore per i periodi d’imposta diversi da quello di prima applicazione, anche in seguito a revisione, è ammesso sempreché venga versata una maggiorazione del 3% calcolata sulla differenza tra compensi derivanti dall’applicazione degli studi e compensi annotati nelle scritture contabili.
Tale maggiorazione deve essere versata entro il termine per il saldo delle imposte dirette, utilizzando il codice tributo 4726 per le persone fisiche, ed il codice 2118 per i soggetti diversi dalle persone fisiche. La maggiorazione non è dovuta se la differenza è uguale o inferiore al 10% dei compensi annotati nelle scritture contabili.
Rigo VA43
Il rigo deve essere compilato dalle società che nell’anno o negli anni precedenti hanno rivestito il ruolo di controllanti nell’ambito di una procedura di gruppo ai sensi del D.M. 13 dicembre 1979.
In particolare, nel caso in cui risulti un credito di gruppo, ma la procedura non risulti rinnovata, tale credito potrà essere utilizzato solo dalla controllante.
Deve quindi essere indicato nel campo 1 l’anno in cui è maturato il credito e nel campo 2 l’importo utilizzato nel 2007.
Rigo VA44
Totale delle operazioni effettuate nei confronti dei condomini, con esclusione delle forniture di acqua, energia elettrica e gas nonché delle operazioni che hanno comportato la percezioni di compensi soggetti a ritenuta alla fonte.
Rigo VA45 (regime dei minimi)
– in unica soluzione, o