Source: https://www.exeo.it/free/dia-scia-provvedimenti-inibitori
Timestamp: 2019-06-20 14:03:43+00:00
Document Index: 12161052

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 21', 'art.21', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 26', 'art. 30', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 23']

COMPETENZA, FORMA
LIMITI, MOTIVAZIONE
INTERRUZIONE, SOSPENSIONE
La S.C.I.A. presentata ed integrata non si può considerare "tamquam non essent", con conseguente esigenza di previa comunicazione di avvio del procedimento di autotutela, finalizzato alla rimozione degli effetti autorizzativi, conseguenti al decorso del termine prescritto per l'adozione di provvedimenti inibitori.
In materia di DIA/SCIA edilizia il terzo può sollecitare in qualsiasi momento l'esercizio del potere inibitorio.
E' illegittimo il provvedimento repressivo-inibitorio di lavori oggetto di una d.i.a. già perfezionatasi ma non previamente rimossa in autotutela.
Con l'autorizzazione paesaggistica l'Amministrazione valuta la compatibilità dell'opera con il paesaggio, per cui la sua assenza ostacola l'Amministrazione nel perseguimento della tutela del bene primario "paesaggio": rimu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...IA per mancata acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica significa tutelare l'interesse pubblico al paesaggio.
L'inesattezza o l'incompletezza della documentazione allegata ad una S.C.I.A. fa si che l'amministrazione possa esercitare i propri poteri inibitori anche dopo il decorso del termine.
La d.i.a., pur conducendo anch'essa alla formazione di titolo edilizio, non muove da una domanda ma costituisce un comportamento, che, ove in contrasto con gli strumenti urbanistici in itinere, non è per sua natura suscettibile non di essere sospeso, bensì di subire le misure repressive previste dalla legge.
Nel caso di una d.i.a. inesatta o incompleta, il provvedimento con il quale la P.A. inibisce l'esecuzione dei lavori oltre il termine di trenta giorni non è equiparabile ad un potere di autotutela, poiché non vi è alcun provvedimento su cui intervenire, ma è espressione di una potere di verifica della non formazione della d.i.a.., con conseguente ordine di interruzione dei lavori, così come d'altronde normativamente previsto per l'ipotesi di mendacio.
Il potere di controllo non si può considerare esaurito nel termine breve di trenta giorni qualora il progetto allegat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i.a. contenga elementi di ambiguità che, pur non essendo qualificabili come dichiarazioni sostitutive false o mendaci, rendano comunque l'esame più difficoltoso, omettendo o non evidenziando a sufficienza eventuali criticità e il percorso argomentativo seguito per superarle, e questo tanto più ove vengano in rilievo interventi su parti comuni dell'edificio.
Allorquando vengano in rilievo interventi su parti comuni, o interventi che alterano il collegamento tra edifici posti a confine, è compito del progettista dare il giusto risalto a queste situazioni, per consentire agli uffici comunali di effettuare una verifica completa del progetto. Se non vi è piena trasparenza, la sanzione appropriata consiste nella (ragionevole) dilatazione dei tempi di controllo della s.c.i.a. e per l'esercizio dei poteri inibitori.
Nel provvedimento inibitorio dell'esercizio dell'attività di cui alla S.C.I.A. si configura un atto confermativo, autonomamente lesivo ed impugnabile.
Quando si tratta di immobile vincolato, la circostanza che il privato non si sia preventivamente munito del parere favorevole dell'organo preposto alla tutela del vincolo non può condurre ex se all'esercizio del potere inibitor... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i.a., perché la P.A. è tenuta ad avviare l'iter di acquisizione del parere mancante, nelle more del quale nessun termine decorre.
L'annullamento di un provvedimento che ha inibito la realizzazione di opere oggetto di d.i.a. non comporta automaticamente il perfezionarsi del titolo edilizio, ma il decorso di un nuovo termine perentorio entro il quale la P.A. ha un potere obbligatorio di verifica della sussistenza dei requisiti e presupposti normativi per l'esercizio dell'attività costruttiva, con il relativo potere, eventuale, di inibizione, sia pure sulla base di ragioni differenti da quelle ritenute illegittime con la sentenza.
Il silenzio osservato dall'amministrazione nel termine perentorio previsto dalla legge per l'esercizio del potere inibitorio dell'attività oggetto di d.i.a. si distingue dal silenzio-rifiuto (o inadempimento) in quanto, mentre quest'ultimo non conclude il procedimento amministrativo ed integra una mera inerzia improduttiva di effetti costitutivi, il decorso del termine previsto dall'art. 19 legge 241/1990 pone fine al procedimento amministrativo diretto all'eventuale adozione dell'atto di divieto e roduce l'effetto giuridico di precludere all'amministrazione l'esercizio del potere inibitorio a segu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...fruttuoso decorso del termine perentorio all'uopo sancito dalla legge.
L'art. 23, co. 6, D.P.R. 380/2001 non consente alla P.A., in caso di mancanza dei presupposti per la d.i.a., di adottare provvedimenti conformativi a legge dell'attività del privato, poiché questi può soltanto presentare una nuova d.i.a.; la P.A., nondimeno, può certamente chiedere chiarimenti o delicidazioni, in caso di dubbio sull'esistenza dei presupposti per assentire l'intervento, allo scopo di completare la propria istruttoria con un provvedimento inibitorio in caso di definitivo accertamento dell'insussistenza dei presupposti oppure con l'assenso all'attività del privato.
La sentenza che accerta l'inesistenza dei presupposti della D.I.A. ha effetti conformativi nei confronti dell'amministrazione, in quanto le impone di porre rimedio alla situazione nel frattempo venutasi a creare sulla base della D.I.A., segnatamente di ordinare l'interruzione dell'attività e l'eventuale riduzione in pristino di quanto nel frattempo realizzato
Il potere che ha la P.A. di inibire l'attività edilizia iniziata a seguito di presentazione della d.i.a., a seguito dell'accertamento dell'insussistenza dei presupposti contenuto nella s... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... G.A., deve essere esercitato a prescindere sia dalla scadenza del termine perentorio per l'adozione dei provvedimenti inibitori-repressivi, sia dalla sussistenza dei presupposti dell'autotutela decisoria. Si tratta, al contrario, di un potere che ha diversa natura e che trova il suo fondamento nell'effetto conformativo del giudicato amministrativo, da cui discende, appunto, il dovere per l'Amministrazione di determinarsi tenendo conto delle prescrizioni impartite dal giudice nella motivazione della sentenza.
In caso di intervento non realizzabile tramite d.i.a., la P.A. può esercitare i poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall'ordinamento anche dopo la scadenza del termine fissato dall'art. 23, co. 6, D.P.R. 380/2001.
L'ordine di non iniziare i lavori non è assimilabile ad un formale provvedimento di reiezione di un'inesistente istanza di parte, ma altro non esprime se non la mera contestazione della sussistenza dei presupposti per dar corso alle opere edilizie oggetto della previa dichiarazione.
La diffida a non iniziare i lavori è un provvedimento vincolato, in relazione al quale la sintetica enunciazione delle ragioni di diritto poste a sostegno del provvedimento soddisfa l'onere motivazionale a carico... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...istrazione.
Perché l'esercizio dei poteri inibitori possa considerarsi tempestivo è sufficiente che entro il termine previsto dall'art. 23, co 1 e 6, D.P.R. 380/2001 siano adottati i provvedimenti del caso, restando invece irrilevante la data della materiale conoscenza dei provvedimenti inibitori da parte del privato.
Decorso il termine di trenta giorni dalla presentazione della denuncia di inizio di attività, residua in capo all'amministrazione il solo potere di autotutela, mentre è illegittimo il tardivo esercizio del potere inibitorio, in quanto incidente su un titolo abilitativo ormai formatosi.
Nel caso di presentazione di DIA, l'inutile decorso del termine assegnato all'autorità comunale per l'adozione del provvedimento di inibizione ad effettuare il previsto intervento edificatorio, non comporta che l'attività del privato, ancorché del tutto difforme dal paradigma normativo, possa considerarsi lecitamente effettuata, ben potendo il titolo abilitativo formatosi per effetto dell'inerzia dell'Amministrazione formare oggetto di interventi di annullamento d'ufficio o révoca da parte dell'Amministrazione stessa
Anche dopo il decorso del termine di trenta giorni pr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...la verifica dei presupposti e requisiti di legge, l'Amministrazione non perde i propri poteri di autotutela, ma con il limite, per l'ipotesi in cui la legittimità dell'opera edilizia dipenda da valutazioni discrezionali e di merito tecnico che possono mutare nel tempo, che detto potere deve essere opportunamente coordinato con il principio di certezza dei rapporti giuridici e di salvaguardia del legittimo affidamento del privato nei confronti dell'attività amministrativa.
TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> PROVVEDIMENTI INIBITORI --> COMPETENZA
L'esercizio del potere inibitorio di cui all'art. 19 L. n. 241/1990 spetta all'amministrazione comunale nel cui territorio si svolge l'attività ed ha presupposti diversi dal potere del Prefetto di inibire l'attività per ragioni di pubblica sicurezza.
TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> PROVVEDIMENTI INIBITORI --> FORMA
Qualora la PA eserciti il proprio potere di controllo sull'attività soggetta a DIA, il privato può dolersi dell'eventuale contenuto illegittimo del diniego di autorizzazione, ma non della forma provvedimentale con cui questo è adottato.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... di un diniego di concessione edilizia emesso a fronte di una DIA non è censurabile solo a causa della forma provvedimentale adottata.
TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> PROVVEDIMENTI INIBITORI --> LIMITI
In caso di denuncia di inizio presentata in assenza delle condizioni, modalità e fatti legittimanti l'amministrazione può esercitare il potere inibitorio nel termine di trenta giorni dalla presentazione della dichiarazione, che, a sua volta, deve precedere di almeno trenta giorni l'inizio concreto dell'attività edificatoria.
Il termine di trenta per l'esercizio del potere inibitorio è perentorio per cui, dopo il decorso di tale spazio temporale, la pubblica amministrazione conserva un potere residuale di autotutela.
È illegittimo il provvedimento con cui il comune diffida il soggetto che ha presentato la d.i.a. ad intraprendere qualsiasi lavoro fino a quando la pratica non sia integrata con parere favorevole da parte del condominio.
TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> PROVVEDIMENTI INIBITORI --> MOTIVAZIONE
Il difetto di motivazione di un provvedimento inibitorio di s.c.i.a. si conf... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o il profilo formale, solo laddove in esso non si reperisca alcuna motivazione; il difetto de quo non è invece configurabile allorché il provvedimento indichi le ragioni su cui si fonda, seppur limitandosi ad indicare le norme che precludono l'intervento edilizio, essendo ciò necessario e nel contempo sufficiente a sostenere l'atto impugnato.
Il provvedimento inibitorio di una SCIA va necessariamente letto in stretta correlazione con l'eventuale precedente richiesta di integrazione documentale, di modo che dal tenore complessivo degli atti posti in essere dal Comune possa risultare che l'inibitoria adottata è legata alla non piena ottemperanza all'ordine di integrazione istruttoria.
TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> PROVVEDIMENTI INIBITORI --> TERMINI
E' illegittimo il provvedimento di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi della SCIA intervenuto oltre 30 giorni dalla presentazione della SCIA stessa.
Ai fini della tempestività del provvedimento di inibizione di una DIA, non rileva la comunicazione di preavviso di diniego se il provvedimento contestato è stato comunque assunto e notificato in ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iore alla scadenza del termine di legge.
Superato il termine di legge per l'adozione dei provvedimenti inibitori, l'amministrazione conserva certamente il potere di annullamento d'ufficio della SCIA, dovendolo però esercitare, ove ritenuto, previo rispetto delle regole procedimentali di cui all'art. 7 e segg. della legge n.241 del 1990.
L'amministrazione può esercitare il proprio potere inibitorio avverso la DIA edilizia presentata da un privato entro il termine perentorio stabilito dall'art. 23 comma 6, D.P.R. n. 380 del 2001, ma in presenza di una DIA illegittima, l'Amministrazione può intervenire decorso tale termine ma solo alle condizioni cui la legge subordina il potere di annullamento d'ufficio dei provvedimenti amministrativi e, quindi, tenendo conto, oltre che degli eventuali profili di illegittimità dei lavori assentiti per effetto della DIA ormai perfezionatasi, dell'affidamento ingeneratosi in capo al privato per effetto del decorso del tempo e, comunque, esternando le ragioni di interesse pubblico a sostegno del provvedimento repressivo in una valutazione comparativa che deve esser effettuata nel rispetto del limite del termine ragionevole.
In caso di opere assentibili mediante denuncia d'inizi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...grave;, è riconosciuto l'esercizio del potere inibitorio dell'Amministrazione alla realizzazione di opere ancorché sia decorso il termine di cui al comma 1 dell'art. 23 del d.p.r. n. 380/2001, conservando l'Amministrazione poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall'ordinamento, volti a verificare se l'intervento descritto nella denuncia di inizio attività possa effettivamente essere realizzato.
L'assegnazione del termine di trenta giorni garantisce la funzione propria della D.I.A., ovvero l'accelerazione del procedimento, che risulterebbe del tutto frustrata ove si consentisse all'Amministrazione di bloccare gli effetti stessi della D.I.A. anche dopo molto tempo la sua presentazione.
Non è illegittima la richiesta di ulteriori documenti successivamente al termine di trenta giorni previsto per la reazione ad una D.I.A., in quanto, in presenza di una domanda incompleta, il termine per la formazione del silenzio assenso non può iniziare a decorrere e, di conseguenza, all'Amministrazione non può imputarsi di aver consumato il suo potere inibitorio.
In presenza di una dichiarazione di inizio attività inesatta o incompleta l'amministrazione conserva comunque il potere di inibire l'attiv... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dichiarata nonostante il decorso del termine legale per l'esercizio del potere di verifica.
L'interdizione della D.I.A. disposta quando è ormai scaduto il termine di 30 giorni previsto dalla legge è da considerarsi, a tutti gli effetti, un atto di ritiro in autotutela, che l'amministrazione è chiamata a supportare con una motivazione specifica relativa all'interesse pubblico attuale al blocco dell'intervento proposto, da considerare concretamente prevalente rispetto all'affidamento maturato dal privato dichiarante.
Decorso il termine di 30 giorni per l'esercizio del potere inibitorio (rispetto alla DIA/SCIA) l'amministrazione conserva il potere di controllo sulla sussistenza dei presupposti per la DIA/SCIA e il conseguente potere inibitorio e sanzionatorio, ma deve farlo con le forme dell'autotutela, vale a dire previo avviso di avvio del procedimento e previa valutazione comparativa dell'interesse pubblico e di quello privato.
Laddove l'accertamento dell'ipotesi di violazione non appaia di immediata percezione leggendo la DIA (in quanto, nella specie, la lettura della stessa non consente la considerazione dell'allegata demolizione del solaio che avrebbe limitato l'altezza del sottotetto, poiché tale manufa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...pariva nelle descrizioni grafiche dello stato dei luoghi di cui all'art. 21 bis comma 3 della legge regione Liguria 6.6.2008, n. 16), non risulta soddisfatto il requisito di buona fede della DIA, cosicché è legittimo il provvedimento che la inibisce anche a distanza di lungo tempo.
Il tempo trascorso tra la ricezione della domanda di sanatoria (con richiesta di sospensione del procedimento) da parte del comune e l'adozione del provvedimento repressivo non può essere considerato alla stregua di un ritardo della p.a. tale da comportare l'obbligo di motivare in ordine all'interesse pubblico in sede di provvedimento inibitorio della DIA.
Il termine perentorio di trenta giorni per l'esercizio die poteri inibitori presuppone che la d.i.a. sia completa degli elementi essenziali.
Nei casi di d.i.a. e s.c.i.a. il termine per l'esercizio del potere inibitorio doveroso è perentorio.
Il termine per l'esercizio del potere inibitorio doveroso, nel caso di d.i.a., è perentorio.
Oggi l'atto inibitorio, a seguito di attività intrapresa inviata la segnalazione certificata, deve essere adottato entro 60 giorni (30 in materia edilizia); può essere adottato scaduto detto termin... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ncisi i superinteressi, ma solo nel rispetto dei limiti di cui all'art.21 quinquies e nonies, limiti che possono essere pretermessi nel caso di dichiarazione falsa o mendace.
L'art. 19 della l. n. 241/90 prevede che l'amministrazione "adotta" il divieto di prosecuzione dell'attività entro 60 giorni, ed è estranea alla previsione normativa la fase ulteriore della comunicazione o notificazione dell'atto, e quindi il divieto impugnato adottato (ma non comunicato) nei termini di legge, appare tempestivo.
Adottato il provvedimento inibitorio di divieto di prosecuzione dell'attività di cui alla SCIA, la definitività scatta nella sola ipotesi in cui, nel termine contestualmente assegnato all'interessato, lo stesso non conformi l'attività segnalata alla normativa vigente.
Il termine per l'esercizio del potere inibitorio doveroso, nel caso di d.i.a., è perentorio ma l'amministrazione conserva, anche dopo il decorso di tale spazio temporale, un potere residuale di autotutela.
In caso di presentazione di dichiarazione di inizio di attività, l'inutile decorso del termine previsto per legge ai fini dell'esercizio del potere inibitorio all'effettuazione delle opere, non comporta che l'... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave; del privato, ancorché del tutto difforme dalle normative, possa considerarsi legittimamente effettuata e, quindi possa andare esente dalle sanzioni previste dall'ordinamento per il caso di sua mancata rispondenza alle norme di legge e di regolamento, alle previsioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi.
Il comune non ha il potere di prorogare il termine perentorio di esercizio dei poteri inibitori attribuiti dalla legge.
Il termine per l'esercizio dei poteri inibitori da parte del comune sussiste anche in caso di dichiarazioni mendaci da parte del segnalante.
In caso di d.i.a. per interventi su immobili vincolati, il termine di trenta giorni decorso il quale si forma il titolo abilitativo – o comunque diviene ex lege autorizzata l'attività edilizia – ha quale dies a quo solo e soltanto quello del rilascio del parere favorevole, mentre l'eventuale dissenso rende definitivamente priva di effetti la d.i.a. e preclude l'effettuazione di un intervento per il quale mai è sorta l'abilitazione all'esecuzione.
La mera presenza di un vincolo, finché non sopraggiunga il parere favorevole dell'ente preposto, preclude il decorso del ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...legge e impedisce il prodursi di effetti abilitativi collegati alla presentazione della d.i.a. e pertanto non può porsi un problema di tardività di esercizio del potere inibitorio.
Ai fini del rispetto del termine di trenta giorni per l'esercizio del potere inibitorio, è sufficiente che il provvedimento sia soltanto adottato entro tale termine e non anche notificato, in quanto la notifica costituisce soltanto una delle modalità attinenti alla c.d. fase integrativa dell'efficacia del provvedimento amministrativo.
L'adozione entro il 30° giorno del provvedimento di controllo inibitorio sulla SCIA e la sua successiva notifica al destinatario non incidono sulla legittimità del provvedimento, ma solo sulla decorrenza del termine decadenziale di impugnazione giurisdizionale.
Se il Comune esercita il potere di controllo inibitorio dopo pochi giorni dal compimento del termine perentorio di cui all'art. 23, co. 6, D.P.R. 380/2001 ed il soggetto istante non ha già attuato l'intervento, non risulta necessaria la sussistenza interesse pubblico specifico, diverso dal mero ripristino della legalità violata, e la sua comparazione con l'interesse privato confliggente, dovendosi ritenere sufficiente... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...te l'interesse pubblico, sotteso al rispetto della vigente disciplina urbanistica e finalizzato al perseguimento del corretto uso del territorio.
Il potere inibitorio previsto dall'art. 23 comma 6 T.U. 6 giugno 2001 n. 380 è esercitabile entro il termine perentorio di trenta giorni, potendo successivamente essere emanati soltanto provvedimenti d'autotutela e sanzionatori.
Una volta decorso il termine per l'esercizio del potere inibitorio sulla d.i.a., la P.A. conserva soltanto il potere di autotutela, da esercitarsi in applicazione dei principi fondamentali sulla legge sul procedimento.
Il provvedimento inibitorio dell'attività edilizia oggetto della DIA deve essere non solo adottato ma anche notificato entro termine perentorio di trenta giorni dalla presentazione della denuncia medesima.
Decorso il termine per l'esercizio del potere inibitorio, questo si consuma, in ragione dell'esigenza di certezza dei rapporti giuridici, e viene in rilievo il discrezionale potere di autotutela.
Nel caso della d.i.a., il decorso del tempo senza l'esercizio del potere inibitorio non configura una mera inerzia nell'esercizio di un potere ancora esistente - ossia una violazione del permanente obbligo di defin... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a procedura - ma produce un esito negativo della procedura, sotto il profilo della definitiva preclusione dell'esercizio del potere inibitorio.
Il mancato esercizio del potere inibitorio nel termine previsto dall'art. 19 legge 241/1990, producendo l'esito negativo della procedura finalizzata all'adozione del provvedimento restrittivo, integra l'esercizio del potere amministrativo attraverso l'adozione di un provvedimento tacito negativo equiparato dalla legge ad un, sia pure non necessario, atto espresso di diniego dell'adozione del provvedimento inibitorio.
Il mancato esercizio del potere inibitorio nei termini previsti dall'art. 19 della legge 241/1990 comporta l'adozione di un provvedimento per silentium con cui la p.a., esercitando in senso negativo il potere inibitorio, riscontra che l'attività è stata dichiarata in presenza dei presupposti di legge e, quindi, decide di non impedire l'inizio o la protrazione dell'attività dichiarata e che, da un lato,consolida l'affidamento del denunciante circa la legittimazione allo svolgimento dell'attività, ma, dall'altro, portatore di una posizione differenziata e qualificata, ad ottenere l'adozione del provvedimento interdittivo nel rispetto del principio di imparzialità... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e amministrativa.
Una volta perfezionata la d.i.a., l'unico modo per l'amministrazione di intervenire è l'adozione di provvedimenti in autotutela o, sul piano delle misure di salvaguardia, di un provvedimento ex art. 12, co. 4 (e non co. 3) D.P.R. 380/2001.
Nella Regione Liguria, il potere inibitorio di cui dispone l'amministrazione a fronte di una DIA non può essere esercitato successivamente alla scadenza del termine stabilito dall'art. 26, comma 1, della l.r. 16/08, dovendosi in tal caso utilizzare il potere di annullamento, come reso evidente dal disposto dell'art. 30 l.r. 16/08.
In relazione ad una dia formatasi in assenza dei necessari presupposti è illegittimo l'esercizio di poteri inibitori oltre la scadenza dei termini di legge, atteso che da quel momento devono essere esercitati i poteri di annullamento, ai quali i poteri inibitori non possono essere assimilati.
Deve ammettersi, per il principio di economia dei mezzi giuridici, la facoltà dell'Amministrazione di inibire i lavori non iniziati anche dopo l'avvenuto consolidamento del titolo.
In tema di d.i.a., una volta decorso il termine per l'esercizio del potere inibitorio, può essere emanato soltanto un provv... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... autotutela e sanzionatorio.
Allorché la D.I.A. non trovi alcuna norma urbanistica che l'autorizzi, è sempre possibile un intervento repressivo dell'illecito da parte dell'Amministrazione.
In tema di DIA, l'utile decorso del termine per l'emissione di provvedimenti inibitori è indissolubilmente legato alla presentazione di tutta la documentazione necessaria a porre gli uffici comunali nelle condizioni di poter esercitare in concreto il proprio potere di controllo di secondo grado.
La non conformità fella DIA alla normativa urbanistica vigente impone all'Amministrazione di esercitare il suo potere inibitorio e/o sanzionatorio anche dopo la scadenza del termine previsto per la verifica dei presupposti.
Il decorso il termine entro il quale l'Amministrazione può rilevare eventuali irregolarità della DIA non permette di configurare alcuna autorizzazione tacita in capo al denunciante.
Il termine di 30 giorni entro il quale l'amministrazione comunale può esercitare il potere inibitorio in relazione alla denuncia di inizio attività ex art. 23 del D.P.R. n. 380 del 2001 è da ritenersi perentorio, sia per la certezza dei rapporti giuridici, sia perch&ea... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rma introduce nella peculiare fattispecie normativa una duplice limitazione temporanea: da un lato, allo jus aedificandi, che è facoltà attinente al diritto di proprietà; dall'altro lato, alla libera iniziativa privata in materia di attività energetica.
TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> PROVVEDIMENTI INIBITORI --> TERMINI --> INTERRUZIONE
E' tardivo e illegittimo il riscontro negativo della SCIA edilizia adottato oltre trenta giorni dopo il decorso del termine di trenta giorni dalla comunicazione dei motivi ostativi ex art. 10-bis l. 241/1990, con la quale (ovvero con la presentazione delle osservazioni) ridecorre il termine normativamente stabilito.
Il provvedimento con cui l'amministrazione comunica al privato che l'attività intrapresa ai sensi dell'art. 19 L. n. 241/1990 è illecita e non può essere svolta non comporta l'interruzione o la sospensione del termine di 60 giorni di cui all'art. 19, co. 3, L. n. 241/1990.
Qualora la comunicazione del Comune, emessa nei termini, sia volta, tra l'altro, a contestare correttamente una carenza documentale della SCIA, deve escludersi che il termine di trenta giorni possa riprendere a decorrer... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ando i documenti dovuti non siano stati effettivamente prodotti.
Secondo la normativa nazionale, l'effetto interruttivo è estraneo alla richiesta di integrazione documentale successiva alla presentazione della d.i.a., poiché l'art. 23 del d.P.R. n. 380/2001 attribuisce al responsabile del competente ufficio comunale, qualora sia riscontrata l'assenza di una o più delle condizioni stabilite dalla legge, il solo potere di notificare all'interessato l'ordine motivato di non effettuare il previsto intervento.
In tema di D.I.A., laddove il legislatore ha inteso attribuire efficacia interruttiva dei termini procedimentali alle richieste di integrazioni documentali da parte del responsabile del procedimento, ha provveduto espressamente in tal senso e la natura speciale di tali previsioni esclude la configurabilità di un generale potere soprassessorio dell'amministrazione in presenza di pretese carenze documentali della denuncia del privato.
In tema di DIA, la richiesta del responsabile del procedimento di produrre l'asseverazione del tecnico abilitato interrompe l'utile decorso del termine per l'emissione di provvedimenti inibitori.
In tema di DIA, la richiesta di documentazione da parte del respons... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rocedimento produce effetti interruttivi e non sospensivi del termine di trenta giorni, che riprenderà a decorrere soltanto a seguito della nuova ed eventuale presentazione della DIA, se integrata con la prescritta documentazione.
TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> PROVVEDIMENTI INIBITORI --> TERMINI --> REGIME ANTE T.U.
Anteriormente all'entrata in vigore del T.U., il termine a disposizione della P.A. per inibire il prosieguo dell'attività intrapresa con la d.i.a. non era quello di venti giorni di cui all'art. 4, co. 15, d.l. 393/1993 conv. in legge 493/1993 bensì quello di sessanta giorni di cui all'art. 19 legge 241/1990.
TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> SOSPENSIONE
Gli effetti di una d.i.a. sono sospesi per effetto della semplice adozione di una variante allo strumento urbanistico generale che interviene nel corso dei trenta giorni per l'esercizio del potere inibitorio e che è incompatibile con il contenuto della denuncia, a prescindere dal fatto che la delibera diventi esecutiva in una data successiva alla scadenza di detto termine.
L'art. 21-quater, comma 2, l. 7 agosto 1990, n. 241, nella parte in cui ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... la sospensione dell'efficacia di un provvedimento amministrativo deve avere un termine certo e può essere prorogata una sola volta, introduce un principio generale, applicabile anche all'esercizio del potere di controllo inibitorio sulla SCIA (e sulla DIA) ancorché atto di natura privata.
L'amministrazione, una volta che risulti decorso il termine perentorio di 30 giorni prescritto dall'art. 23, comma 6, del Dpr 380/2001, per la sospensione dell'efficacia della S.C.I.A., può provvedere solo esercitando il potere di autotutela.
La disciplina in materia di d.i.a. edilizia non contempla la possibilità di adottare un provvedimento di sospensione.