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Timestamp: 2018-08-15 01:15:38+00:00
Document Index: 165428687

Matched Legal Cases: ['art. 361', 'art. 214', 'art. 361', 'art. 214', 'art. 361', 'art. 213', 'art. 364', 'art. 364', 'art. 24', 'art. 361', 'art. 187', 'art. 361']

Art. 361 cod. proc. penale: Individuazione di persone e di cose
Codice proc. penale Art. 361 cod. proc. penale: Individuazione di persone e di cose
1. Quando è necessario per la immediata prosecuzione delle indagini, il pubblico ministero procede alla individuazione di persone, di cose o di quanto altro può essere oggetto di percezione sensoriale.
3. Se ha fondata ragione di ritenere che la persona chiamata alla individuazione possa subire intimidazione o altra influenza dalla presenza di quella sottoposta a individuazione, il pubblico ministero adotta le cautele previste dall’articolo 214 comma 2.
È legittima l'utilizzazione, nel giudizio abbreviato, dei verbali aventi ad oggetto l'individuazione di persone o cose eseguita a norma dell'art. 361 c.p.p., a nulla rilevando che quest'ultima disposizione non preveda l'osservanza delle forme e delle garanzie stabilite dall'art. 214 stesso codice per la ricognizione di persone, fermo restando, per il giudice, l'obbligo, in caso di contestazione degli esiti della citata attività di indagine, di una puntuale enunciazione delle ragioni per cui egli ritenga di attribuire attendibilità ad essi. (Dichiara inammissibile, App. Napoli, 27/01/2014 )
Cassazione penale sez. II 25 settembre 2014 n. 40583
È legittima l'utilizzazione, nel giudizio abbreviato, dei verbali aventi ad oggetto l'individuazione di persone o cose eseguita a norma dell'art. 361 cod. proc. pen., a nulla rilevando che quest'ultima disposizione non preveda l'osservanza delle forme e delle garanzie stabilite dall'art. 214 stesso codice per la ricognizione di persone, fermo restando, per il giudice, l'obbligo, in caso di contestazione degli esiti della citata attività di indagine, di una puntuale enunciazione delle ragioni per cui egli ritenga di attribuire attendibilità ad essi. Rigetta in parte, App. Napoli, 27 Gennaio 2006
Cassazione penale sez. VI 11 aprile 2007 n. 18459
L'individuazione di un soggetto - sia personale che fotografica - costituisce manifestazione riproduttiva di una percezione visiva e rappresenta una specie del più generale concetto di dichiarazione, soggetta, alla stregua della deposizione testimoniale, alle regole processuali che consentono l'utilizzabilità in dibattimento di dichiarazioni rese da un teste nella fase delle indagini preliminari. (Fattispecie nella quale, nel corso dell'esame dibattimentale, al testimone, che si esprimeva sull'identificazione dell'imputato in termini dubitativi, venivano contestate le certezze sul punto manifestate nel corso delle indagini preliminari). Dichiara inammissibile, App. Milano, 31/01/13
Cassazione penale sez. II 03 dicembre 2013 n. 50954
L'individuazione in dibattimento dell'autore del reato costituisce una prova atipica la cui affidabilità non deriva dal riconoscimento in sè, ma dalla credibilità della deposizione di chi si dica certo della identificazione. Annulla senza rinvio, Ass.App. Napoli, 25/10/2012
Cassazione penale sez. VI 28 maggio 2013 n. 28972
L'individuazione fotografica operata con la previa descrizione delle fattezze dell'autore del reato che non corrispondono a quelle reali non può costituire prova della responsabilità penale se non è seguita da alcuna ricognizione personale (Nel caso di specie l'autore del reato riconosciuto nella fotografia era stato descritto con corporatura robusta mentre il difensore dell'imputato produceva una certificazione medica dalla quale emergeva che in epoca corrispondente ai fatti l'imputato pesava 65 Kg per un altezza di 1,72. Il giudice assolveva perché non era certa la prova sull'identità dell'autore del reato).
Ufficio Indagini preliminari Torino 22 marzo 2013 n. 521
Gli atti di individuazione fotografica necessari per la immediata prosecuzione delle indagini ed effettuati dal p.m. o, sua delega, dalla polizia giudiziaria sono regolati dall'art. 361 c.p.p. e non dagli art. 213 e 214 c.p.p. relativi invece alla ricognizione di persone; i risultati della suddetta attività di individuazione ben possono inoltre essere posti a fondamento di un provvedimento cautelare in quanto integrano il concetto di "grave indizio".
Cassazione penale sez. VI 23 gennaio 1996 n. 401
L'individuazione, compiuta dal p.m. ai sensi dell'art. 364 c.p.p. non ha funzione probatoria ed è finalizzata all'immediata prosecuzione delle indagini; pertanto, il citato art. 364 c.p.p. non è in contrasto con l'art. 24 comma 2 Cost. per violazione del diritto di difesa, nella parte in cui non estende all'individuazione contemplata dall'art. 361 c.p.p., cui debba partecipare la persona sottoposta alle indagini, la garanzia dell'assistenza tecnica del difensore, prevista per le ipotesi di interrogatorio, ispezione o confronto, cui debba partecipare l'indagine.
Corte Costituzionale 12 giugno 1991 n. 265
A norma degli art. 187 e 194 comma 1 c.p.p. l'individuazione di persona ex art. 361 c.p.p., effettuata sulla base di fotografie, non può formare oggetto di prova testimoniale.
Pretura Saluzzo 18 dicembre 1990