Source: https://legali.com/spip.php?article1716
Timestamp: 2020-02-16 19:22:46+00:00
Document Index: 70448933

Matched Legal Cases: ['art. 115', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 111', 'art. 6', 'art. 115', 'art. 88', 'art. 111']

La CTP di Lecce applica il principio di non contestazione (art. 115 cpc) (...) - Legali.com
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martedì 28 maggio 2013, di Studio legale tributario Leo
2)	dalla intervenuta decadenza per il periodo 1/10/2000 – 30/09/2001, in quanto, in tale periodo, la società non avrebbe realizzato un incremento della base occupazionale rispetto alla cd. media di riferimento (1/10/1999 – 30/09/2000).
Secondo il giudice "si tratta di operazione matematica che non lascia spazio a discrezionalità. Di fatto la ditta ricorrente indica il nome dei lavoratori che l’Agenzia ha omesso di considerare nel novero dei lavoratori agevolabili, e con il deposito del libro matricola, cui fa riferimento, dimostra che il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, non risulta inferiore o pari al numero complessivo dei lavoratori dipendenti mediamente occupati nel periodo 1.10.99 – 30.9.2000" .
Il giudice inoltre osserva: "Su tali eccezioni l’Agenzia nulla osserva. La mancata contestazione delle prove fornite dalla ditta ricorrente trasforma tali circostanze in evento dimostrato" .
Si tratta di un’applicazione del principio di non contestazione di cui all’art. 115 cpc secondo cui: "Salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero, nonché i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita" .
Secondo una visione del processo di natura dispositiva, i fatti allegati da una parte e non contestati dall’altra sono automaticamente espunti dal thema probandum in ossequio ai principi di speditezza, economia processuale, ragionevole durata del processo e autoresponsabilità, letti anche alla luce dei più recenti orientamenti in materia di giusto processo (art. 111, comma 2, Cost. e dall’art. 6 CEDU).
Occorre al riguardo richiamare la stessa circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 17/2010 (par. 2.11) secondo la quale l’art. 115 cpc "impone agli Uffici di contestare punto per punto, nei propri atti difensivi, i fatti enunciati nel ricorso del contribuente, evitando formule generiche" .
Secondo Corte di Cassazione n. 7827 del 31/03/2010 "costituisce, infatti, orientamento ormai affermato (cfr. Cass., 5^, 1540/2007) quello secondo cui "anche al processo tributario - caratterizzato, al pari di quello civile, dalla necessità di difesa tecnica e da un sistema di preclusioni, nonchè dal rinvio alle norme del codice di procedura civile, in quanto compatibili - è applicabile il principio generale di non contestazione che informa il sistema processuale civile (con il relativo corollario del dovere del giudice di ritenere non abbisognevoli di prova i fatti non espressamente contestati), il quale trova fondamento non solo negli artt. 167 e 416 cod. proc. civ., ma anche nel carattere dispositivo del processo, che comporta una struttura dialettica a catena, nella generale organizzazione per preclusioni successive, che caratterizza in misura maggiore o minore ogni sistema processuale, nel dovere di lealtà e probità previsto dall’art. 88 cod. proc. civ., il quale impone alle parti di collaborare fin dall’inizio a circoscrivere la materia effettivamente controversa, e nel generale principio di economia che deve sempre informare il processo, soprattutto alla luce del novellato art. 111 Cost.".
In accoglimento dell’orientamento del giudice di legittimità, la Commissione tributaria provinciale di Verona n. 123/2011 ha così statuito: "Anche al processo tributario - caratterizzato dal rinvio alle norme del codice di procedura civile, in quanto compatibili - è applicabile il principio generale di non contestazione che informa il sistema processuale civile. Per cui la mancata contestazione delle prove fornite dal ricorrente trasforma tali circostanze in eventi dimostrati, sollevando così il diretto interessato da ulteriori oneri al riguardo" .