Source: http://www.periti.info/normativa/decreto-legislativo-27-gennaio-2010-n-21-attuazione-della-direttiva-200744ce-che-modifica-le-direttive-9249cee-200283ce-200439ce-200568ce-e-200648ce-per-quanto-riguarda-le-regole-p/
Timestamp: 2018-06-20 01:51:37+00:00
Document Index: 56093745

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.  1', 'art. 106', 'art.\n19', 'art.\n25', 'art. 19', 'art. 26', 'art.  19', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 19', 'art.  19', 'art. 25', 'art. 19', 'art.  19', 'art. 65', 'art.  96', 'art. 59', 'art. 19', 'art. 108', 'art. 110', 'art.  114', 'art. 14', 'art. 14', 'art.  114', 'art. 56', 'art.  59', 'art.\n146', 'in fine', 'art.  14', 'art. 15', 'art. 15', 'art.  15', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 23', 'art.  19', 'art. 13', 'art.\n15', 'art. 14', 'art. 15', 'art.  15', 'art.\n1', 'art. 18', 'art. 107', 'art.  1', 'art. 18', 'art. 107', 'art.  34', 'art. 13', 'art.  15', 'art.   43', 'art. 15', 'art.  43', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 43', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 10', 'art.  2', 'art.\n4', 'in fine', 'in fine', 'art.  1', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  123', 'art.\n1', 'art. 1', 'art.  4', 'art.  2', 'art. 296', 'art.   14', 'art.   13', 'art. 68', 'art. 77', 'art. 68', 'art. 76', 'art.  2', 'art. 13', 'art. 59', 'art.  58', 'art. 2325', 'art. 58', 'art. 68', 'art. 77', 'art.  76', 'art.  1', 'art.  204', 'art. 204', 'art. 70', 'art. 69', 'art.  68', 'art. 70', 'art. 69', 'art. 75', 'art. 68', 'art. 77', 'art. 68', 'art. 79', 'art.\n68', 'art. 68', 'art.   188', 'art.  68', 'art. 197', 'art. 68', 'art.   204', 'art.  68', 'art.  1', 'art. 14', 'art.  12', 'art. 12', 'art. 56', 'art. 5', 'art.  12', 'art. 12', 'art. 56', 'art. 27', 'art. 2112', 'art. 19', 'art. 1']

DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 21 - Attuazione della direttiva 2007/44/CE, che modifica le direttive 92/49/CEE, 2002/83/CE, 2004/39/CE, 2005/68/CE e 2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i criteri per la valutazione prudenziale di acquisizione e incrementi di partecipazione nel settore finanziario. (10G0034) (GU n. 44 del 23-2-2010 | Periti.info
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 21 – Attuazione della direttiva 2007/44/CE, che modifica le direttive 92/49/CEE, 2002/83/CE, 2004/39/CE, 2005/68/CE e 2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i criteri per la valutazione prudenziale di acquisizione e incrementi di partecipazione nel settore finanziario. (10G0034) (GU n. 44 del 23-2-2010
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 21 - Attuazione della direttiva 2007/44/CE, che modifica le direttive 92/49/CEE, 2002/83/CE, 2004/39/CE, 2005/68/CE e 2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i criteri per la valutazione prudenziale di acquisizione e incrementi di partecipazione nel settore finanziario. (10G0034) (GU n. 44 del 23-2-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/03/2010
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010 , n. 21
Attuazione della direttiva  2007/44/CE,  che  modifica  le  direttive
92/49/CEE, 2002/83/CE, 2004/39/CE, 2005/68/CE e 2006/48/CE per quanto
riguarda le  regole  procedurali  e  i  criteri  per  la  valutazione
prudenziale  di  acquisizione  e  incrementi  di  partecipazione  nel
settore finanziario. (10G0034)
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2008 ed,  in  particolare,
Vista  la  direttiva  2007/44/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 5 settembre 2007, che modifica la direttiva  92/49/CEE
del Consiglio e le direttive  2002/83/CE,  2004/39/CE,  2005/68/CE  e
2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i criteri  per
la  valutazione  prudenziale  di   acquisizioni   e   incrementi   di
partecipazioni nel settore finanziario;
Vista la deliberazione del Consiglio del Ministri,  adottata  nella
1. Al testo unico delle leggi in materia bancaria e  creditizia  di
cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono  apportate
a) all’articolo 1, comma 2, la lettera h-quinquies) e’ soppressa;
b) all’articolo 14, comma 1, lettera d), le parole:  «i  titolari
di partecipazioni  rilevanti»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «i
titolari delle partecipazioni indicate all’articolo 19»;
c) la rubrica del Capo III del  Titolo  II  e’  sostituita  dalla
seguente: «Partecipazioni nelle banche»;
d) all’articolo 19:
1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. La Banca d’Italia
autorizza preventivamente l’acquisizione a qualsiasi  titolo  in  una
banca di partecipazioni che comportano il controllo o la possibilita’
di  esercitare  un’influenza  notevole  sulla  banca  stessa  o   che
attribuiscono una quota dei diritti di voto  o  del  capitale  almeno
pari al 10  per  cento,  tenuto  conto  delle  azioni  o  quote  gia’
possedute.»;
2) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «2. La Banca d’Italia
autorizza preventivamente le variazioni delle  partecipazioni  quando
la quota dei diritti di voto o del capitale raggiunge o supera il  20
per cento, 30 per cento o 50 per cento e, in  ogni  caso,  quando  le
variazioni comportano il controllo sulla banca stessa.»;
3) al comma  4  la  parola:  «rilevanti»  e’  sostituita  dalle
seguenti: «indicate ai commi 1 e 2»;
4) il comma 5 e’ sostituito dal seguente: «5. La Banca d’Italia
rilascia  l’autorizzazione  quando  ricorrono   condizioni   atte   a
garantire una gestione sana e  prudente  della  banca,  valutando  la
qualita’ del potenziale acquirente e  la  solidita’  finanziaria  del
progetto di acquisizione in base ai seguenti criteri: la  reputazione
del potenziale acquirente, ivi compreso  il  possesso  dei  requisiti
previsti  ai  sensi  dell’articolo  25;  il  possesso  dei  requisiti
previsti ai sensi dell’articolo 26 da parte di coloro che,  in  esito
all’acquisizione, svolgeranno funzioni di amministrazione,  direzione
e controllo nella banca;  la  solidita’  finanziaria  del  potenziale
acquirente;  la  capacita’  della  banca  di  rispettare  a   seguito
dell’acquisizione  le  disposizioni  che  ne  regolano   l’attivita’;
l’idoneita’ della struttura del gruppo del  potenziale  acquirente  a
consentire l’esercizio efficace della vigilanza. L’autorizzazione non
puo’ essere rilasciata in caso di fondato sospetto che l’acquisizione
sia connessa ad operazioni di  riciclaggio  o  di  finanziamento  del
terrorismo.  L’autorizzazione  puo’  essere  sospesa  o  revocata  se
vengono meno o si modificano i presupposti e le condizioni per il suo
rilascio.»;
5) al comma 8 dopo le parole: «nei  commi  1»  e’  inserita  la
seguente: «, 2»;
6) il  comma  9  e’  sostituito  dal  seguente:  «9.  La  Banca
d’Italia,  in  conformita’  delle  deliberazioni  del   CICR,   emana
disposizioni  attuative  del  presente  articolo,  e  in  particolare
disciplina le modalita’ e i termini del procedimento  di  valutazione
di cui al comma 5, i criteri di calcolo dei diritti di voto rilevanti
ai fini dell’applicazione delle soglie previste ai commi 1 e  2,  ivi
inclusi i casi in cui i diritti di voto non sono  computati  ai  fini
dell’applicazione   dei   medesimi   commi,   e   i    criteri    per
l’individuazione dei casi di influenza notevole.»;
e) all’articolo 20:
stabilisce, a fini informativi, obblighi di comunicazione in ordine a
operazioni di acquisto o cessione di partecipazioni in banche.»;
2)  al  comma  2,  le  parole:  «entro  cinque   giorni   dalla
stipulazione ovvero, se non concluso in forma scritta, dal momento di
accertamento delle circostanze  che  ne  rivelano  l’esistenza»  sono
3) al comma 3 dopo le parole: «determina altresi’ le modalita’»
sono inserite le seguenti: «e i termini»;
1) la rubrica e’  sostituita  dalla  seguente:  «Partecipazioni
indirette e acquisti di concerto»;
«1-bis. Ai fini  dell’applicazione  dei  capi  III  e  IV  si
considera anche l’acquisizione di partecipazioni  da  parte  di  piu’
soggetti che,  in  base  ad  accordi  in  qualsiasi  forma  conclusi,
intendono esercitare in modo concertato i  relativi  diritti,  quando
tali  partecipazioni,  cumulativamente  considerate,  raggiungono   o
superano le soglie indicate nell’articolo 19.»;
g) all’articolo 24 il comma 3 e’ sostituito dal seguente: «3.  Le
partecipazioni per le quali le autorizzazioni previste  dall’articolo
19 non sono state  ottenute  o  sono  state  revocate  devono  essere
alienate entro i termini stabiliti dalla Banca d’Italia.»;
h) all’articolo 25:
1) al comma 1, le parole: «di  partecipazioni  rilevanti»  sono
sostituite   dalle   seguenti:   «delle    partecipazioni    indicate
all’articolo 19»;
3) al comma 3, le parole: «eccedenti il suddetto  limite»  sono
sostituite dalle seguenti: «eccedenti le soglie indicate all’articolo
19, comma 1»;
4) al comma 4, le  parole:  «comma  2»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «comma 3»;
i) all’articolo 65, comma 1, lettera  h),  le  parole:  «,  fermo
restando quanto previsto dall’articolo 19, comma 6,» sono soppresse;
l) all’articolo 96-bis, comma  4,  lettera  i),  le  parole:  «di
partecipazioni rilevanti ai fini dell’articolo  19»  sono  sostituite
dalle seguenti: «delle partecipazioni indicate nell’articolo 19»;
m)  all’articolo  108,  comma  1,  la  parola:   «rilevanti»   e’
n)  all’articolo  110,  comma  1,  la  parola:   «rilevanti»   e’
o) all’articolo 114-ter, comma 1, le parole: «,  fatta  eccezione
per quanto previsto dall’articolo 19, commi 6 e 7» sono soppresse;
p)  all’articolo  114-quater,  comma  1,  le  parole:  «,   fatta
eccezione per l’articolo 19, commi 6 e 7,» sono soppresse.
– L’art. 1 e l’allegato B, della legge 7  luglio  2009,
n. 88, pubblicata nella Gazz. Uff. 14 luglio 2009,  n.  161
S.O. cosi’ recitano:
direttiva 92/12/CEE.»
La direttiva 2007/44/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 21
settembre 2007, n. L 247.
La direttiva 92/49/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.  11
agosto 1992, n. L 228.
La direttiva 2002/83/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 19
dicembre 2002, n. L 345.
La direttiva 2004/39/CE, e’ pubblicata  nella  G.U.U.E.
30 aprile 2004, n. L 145.
La direttiva 2005/68/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.  9
dicembre 2005, n. L 323.
La direttiva 2006/48/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 30
giugno 2006, n. L 177.».
– Il testo dell’art.  1,  del  decreto  legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
30 settembre  1993,  n.  230,  S.O.,  come  modificato  dal
«Art. 1 (  Definizioni  ).-  1.  Nel  presente  decreto
legislativo l’espressione:
a)  «autorita’   creditizie»   indica   il   Comitato
b) «banca» indica l’impresa autorizzata all’esercizio
c) «CICR» indica il Comitato interministeriale per il
d) «CONSOB» indica la Commissione  nazionale  per  le
d-bis) «COVIP» indica la commissione di vigilanza sui
e) «ISVAP» indica l’Istituto per la  vigilanza  sulle
f) «UIC» indica l’Ufficio italiano dei cambi;
g) «Stato comunitario» indica lo Stato  membro  della
g-bis) «Stato d’origine» indica lo Stato  comunitario
in  cui  la  banca  e’  stata   autorizzata   all’esercizio
g-ter) «Stato ospitante» indica lo Stato  comunitario
h)  «Stato  extracomunitario»  indica  lo  Stato  non
membro della Comunita’ europea;
i) «legge fallimentare» indica il  regio  decreto  16
l) «autorita’ competenti» indica, a seconda dei casi,
m) «Ministro dell’economia e delle finanze  »  indica
il Ministro dell’economia e delle finanze.
a) «banca italiana»: la banca avente sede  legale  in
b) «banca comunitaria»: la banca avente sede legale e
c) «banca extracomunitaria»:  la  banca  avente  sede
d) «banche autorizzate in Italia»: le banche italiane
e le succursali in Italia di banche extracomunitarie;
e) «succursale»:  una  sede  che  costituisce  parte,
f) «attivita’ ammesse al  mutuo  riconoscimento»:  le
1) raccolta  di  depositi  o  di  altri  fondi  con
obbligo di restituzione;
2) operazioni di prestito (compreso in  particolare
il credito al consumo, il credito con garanzia  ipotecaria,
il factoring, le cessioni  di  credito  pro  soluto  e  pro
5) emissione  e  gestione  di  mezzi  di  pagamento
(carte  di  credito,  «travellers  cheques»,   lettere   di
credito);
7) operazioni per proprio conto o per  conto  della
strumenti   di   mercato   monetario    (assegni,
cambiali, certificati di deposito, ecc.);
contratti su tassi di cambio e tassi d’interesse;
8)  partecipazione  alle  emissioni  di  titoli   e
prestazioni di servizi connessi;
9) consulenza alle imprese in materia di  struttura
finanziaria,  di  strategia  industriale  e  di   questioni
connesse, nonche’ consulenza  e  servizi  nel  campo  delle
concentrazioni e del rilievo di imprese;
10) servizi di intermediazione finanziaria del tipo
«money broking»;
11)  gestione  o  consulenza  nella   gestione   di
15) altre attivita’ che, in virtu’ delle misure  di
adattamento  assunte  dalle  autorita’  comunitarie,   sono
aggiunte all’elenco  allegato  alla  seconda  direttiva  in
materia creditizia del Consiglio delle Comunita’ europee n.
89/646/CEE del 15 dicembre 1989;
g) «intermediari  finanziari»:  i  soggetti  iscritti
nell’elenco previsto dall’art. 106;
h) «stretti legami»: i rapporti tra una  banca  e  un
soggetto italiano o estero che:
2) e’ controllato dalla banca;
3)  e’  controllato  dallo  stesso   soggetto   che
controlla la banca;
4) partecipa al capitale della banca in misura pari
almeno al 20% del capitale con diritto di voto;
5) e’ partecipato dalla banca in misura pari almeno
al 20% del capitale con diritto di voto;
h-bis) «istituti di moneta elettronica»: le  imprese,
diverse dalle banche, che emettono moneta elettronica;
h-ter)  «moneta  elettronica»:  un  valore  monetario
rappresentato da un credito  nei  confronti  dell’emittente
che sia memorizzato su un dispositivo  elettronico,  emesso
previa ricezione di fondi di valore non inferiore al valore
monetario emesso e accettato come  mezzo  di  pagamento  da
soggetti diversi dall’emittente;
h-quater) ‘partecipazioni’: le azioni, le quote e gli
altri  strumenti  finanziari  che   attribuiscono   diritti
amministrativi o  comunque  i  diritti  previsti  dall’art.
h-quinquies) (soppressa).
3. La Banca d’Italia, puo’  ulteriormente  qualificare,
in conformita’ delle deliberazioni del CICR, la definizione
di stretti legami prevista dal comma 2, lettera h), al fine
di evitare situazioni di ostacolo  all’effettivo  esercizio
delle funzioni di vigilanza.
3-bis. Se  non  diversamente  disposto,  le  norme  del
presente  decreto  legislativo  che  fanno  riferimento  al
consiglio di amministrazione, all’organo  amministrativo  e
agli amministratori si  applicano  anche  al  consiglio  di
gestione ed ai suoi componenti;
3-ter. Se  non  diversamente  disposto,  le  norme  del
collegio sindacale, ai sindaci ed all’organo che svolge  la
funzione di controllo si applicano anche  al  consiglio  di
sorveglianza ed al comitato per il controllo sulla gestione
e ai loro componenti.».
1° settembre 1993, n. 385,  come  modificato  dal  presente
decreto, cosi’  recita:
«Art. 14 (Autorizzazione all’attivita’ bancaria).-1. La
Banca  d’Italia  autorizza  l’attivita’   bancaria   quando
a) sia adottata la forma di societa’ per azioni o  di
societa’ cooperativa per azioni a responsabilita’ limitata;
a-bis) la sede legale e la direzione  generale  siano
b) il capitale versato sia di ammontare non inferiore
c)  venga   presentato   un   programma   concernente
l’attivita’ iniziale,  unitamente  all’atto  costitutivo  e
allo statuto;
d) i titolari delle partecipazioni indicate  all’art.
19 abbiano i requisiti di onorabilita’ stabiliti  dall’art.
25   e   sussistano   i   presupposti   per   il   rilascio
dell’autorizzazione prevista dall’art. 19;
e)   i   soggetti   che    svolgono    funzioni    di
amministrazione, direzione e controllo abbiano i  requisiti
di professionalita’, onorabilita’ ed indipendenza  indicati
nell’art. 26;
f) non sussistano, tra la  banca  o  i  soggetti  del
gruppo di appartenenza e altri soggetti, stretti legami che
ostacolino  l’effettivo   esercizio   delle   funzioni   di
2-bis. La Banca d’Italia  disciplina  la  procedura  di
autorizzazione e  le  ipotesi  di  decadenza  dalla  stessa
quando la banca autorizzata non abbia iniziato  l’esercizio
3.  Non  si  puo’  dare  corso  al   procedimento   per
l’iscrizione nel  registro  delle  imprese  se  non  consti
l’autorizzazione del comma 1.
4. Lo stabilimento in Italia della prima succursale  di
una  banca  extracomunitaria  e’  autorizzato  dalla  Banca
d’Italia,  sentito  il  Ministero  degli   affari   esteri,
subordinatamente al rispetto di condizioni corrispondenti a
quelle del comma 1, lettere b), c) ed e).  L’autorizzazione
e’ rilasciata  tenendo  anche  conto  della  condizione  di
reciprocita’.».
– Il testo dell’art.  19  del  decreto  legislativo  1°
settembre  1993,  n.  385,  come  modificato  dal  presente
«Art. 19 ( Autorizzazioni  ).-  1.  La  Banca  d’Italia
autorizza preventivamente l’acquisizione a qualsiasi titolo
in una banca di partecipazioni che compoLa  Banca  d’Italia
autorizza  preventivamente  rtano   il   controllo   o   la
possibilita’  di  esercitare  un’influenza  notevole  sulla
banca stessa o che attribuiscono una quota dei  diritti  di
voto o del capitale almeno pari al  10  per  cento,  tenuto
conto delle azioni o quote gia’ possedute.
2.  La  Banca  d’Italia  autorizza  preventivamente  le
variazioni delle partecipazioni quando la quota dei diritti
di voto o del capitale raggiunge o supera il 20 per  cento,
30 per cento o 50 per cento e,  in  ogni  caso,  quando  le
variazioni comportano il controllo sulla banca stessa.
3. L’autorizzazione prevista dal comma 1 e’  necessaria
anche per l’acquisizione del controllo di una societa’  che
detiene le partecipazioni di cui al medesimo comma.
4. La Banca d’Italia  individua  i  soggetti  tenuti  a
richiedere  l’autorizzazione  quando  i  diritti  derivanti
dalle partecipazioni indicate ai commi 1  e  2  spettano  o
sono attribuiti ad un soggetto diverso dal  titolare  delle
partecipazioni stesse.
5. La Banca d’Italia rilascia  l’autorizzazione  quando
ricorrono condizioni atte a garantire una gestione  sana  e
prudente della banca, valutando la qualita’ del  potenziale
acquirente e  la  solidita’  finanziaria  del  progetto  di
acquisizione in base ai seguenti  criteri:  la  reputazione
del potenziale acquirente, ivi  compreso  il  possesso  dei
requisiti previsti ai sensi dell’art. 25; il  possesso  dei
requisiti previsti ai sensi dell’art. 26 da parte di coloro
che, in esito  all’acquisizione,  svolgeranno  funzioni  di
amministrazione, direzione  e  controllo  nella  banca;  la
solidita’  finanziaria  del   potenziale   acquirente;   la
capacita’   della   banca   di   rispettare    a    seguito
dell’acquisizione   le   disposizioni   che   ne   regolano
l’attivita’; l’idoneita’ della  struttura  del  gruppo  del
potenziale acquirente  a  consentire  l’esercizio  efficace
della   vigilanza.   L’autorizzazione   non   puo’   essere
rilasciata in caso di fondato sospetto  che  l’acquisizione
sia  connessa   ad   operazioni   di   riciclaggio   o   di
finanziamento del terrorismo. L’autorizzazione puo’  essere
sospesa o revocata  se  vengono  meno  o  si  modificano  i
presupposti e le condizioni per il suo rilascio.
8. Se alle operazioni indicate  nei  commi  1,  2  e  3
partecipano soggetti appartenenti a  Stati  extracomunitari
che non assicurano condizioni  di  reciprocita’,  la  Banca
d’Italia comunica la domanda di autorizzazione al  Ministro
dell’economia e delle finanze, su  proposta  del  quale  il
Presidente  del  Consiglio  dei   Ministri   puo’   vietare
8-bis. Le autorizzazioni previste dal presente articolo
si applicano  anche  all’acquisizione,  in  via  diretta  o
indiretta, del controllo derivante da un contratto  con  la
banca o da una clausola del suo statuto.
9.   La   Banca   d’Italia,   in   conformita’    delle
deliberazioni del CICR, emana  disposizioni  attuative  del
presente articolo, e in particolare disciplina le modalita’
e i termini del procedimento di valutazione di cui al comma
5, i criteri di calcolo dei diritti di  voto  rilevanti  ai
fini dell’applicazione delle soglie previste ai commi  1  e
2, ivi inclusi i casi in cui i diritti  di  voto  non  sono
computati ai fini dell’applicazione dei medesimi commi, e i
criteri  per  l’individuazione  dei   casi   di   influenza
notevole.».
– Il testo dell’art. 20 del citato decreto  legislativo
decreto,cosi’  recita:
«Art. 20 ( Obblighi di comunicazione ). – 1. La  Banca
d’Italia  stabilisce,  a  fini  informativi,  obblighi   di
comunicazione in ordine a operazioni di acquisto o cessione
di partecipazioni in banche.
2. Ogni accordo, in qualsiasi forma concluso,  compresi
quelli aventi forma di associazione, che regola  o  da  cui
comunque possa derivare l’esercizio concertato del voto  in
una banca, anche cooperativa, o  in  una  societa’  che  la
controlla deve essere comunicato alla  Banca  d’Italia  dai
partecipanti ovvero dai legali rappresentanti della banca o
della  societa’  cui   l’accordo   si   riferisce.   Quando
dall’accordo derivi una  concertazione  del  voto  tale  da
pregiudicare la gestione sana e prudente  della  banca,  la
Banca d’Italia puo’  sospendere  il  diritto  di  voto  dei
partecipanti all’accordo stesso.
3. La Banca d’Italia determina presupposti, modalita’ e
termini delle comunicazioni previste dal comma 1 anche  con
riguardo alle ipotesi in cui il diritto di voto spetta o e’
attribuito  a   soggetto   diverso   dal   titolare   della
partecipazione. La Banca  d’Italia  determina  altresi’  le
modalita’ e i  termini  delle  comunicazioni  previste  dal
4.  La  Banca   d’Italia,   al   fine   di   verificare
l’osservanza degli obblighi indicati nei commi 1 e 2,  puo’
chiedere informazioni ai soggetti comunque interessati.».
– Il testo dell’art. 22 del citato decreto  legislativo
1° settembre 1993, n.  385  come  modificato  dal  presente
«Art.  22  ( Partecipazioni  indirette  e  acquisti  di
concerto ). – 1. Ai fini dell’applicazione dei capi  III  e
IV  del   presente   Titolo   si   considerano   anche   le
partecipazioni  acquisite  o  comunque  possedute  per   il
tramite di societa’ controllate, di societa’  fiduciarie  o
1-bis Ai fini dell’applicazione dei capi III  e  IV  si
considera anche l’acquisizione di partecipazione  da  parte
di piu’ soggetti che, in base ad accordi in qualsiasi forma
conclusi,  intendono  esercitare  in  modo   concertato   i
relativi    diritti,    quando     tali     partecipazioni,
cumulativamente  considerate,  raggiungono  o  superano  le
soglie indicate nell’art. 19.».
– Il testo dell’art. 24 del citato decreto  legislativo
«Art. 24 ( Sospensione del  diritto  di  voto  e  degli
altri diritti, obbligo di alienazione). –  1.  Non  possono
essere esercitati i diritti di voto e gli altri diritti che
consentono  di  influire  sulla  societa’   inerenti   alle
partecipazioni per  le  quali  le  autorizzazioni  previste
dall’art. 19 non siano state ottenute  ovvero  siano  state
sospese o revocate. I diritti di voto e gli altri  diritti,
che consentono di  influire  sulla  societa’,  non  possono
essere altresi’ esercitati per  le  partecipazioni  per  le
quali  siano  state  omesse   le   comunicazioni   previste
dall’art. 20.
2.  In   caso   di   inosservanza   del   divieto,   la
deliberazione o il diverso atto, adottati con il voto o  il
contributo determinanti delle partecipazioni  previste  dal
comma 1, sono impugnabili secondo le previsioni del  codice
civile. L’impugnazione puo’  essere  proposta  anche  dalla
Banca d’Italia entro centottanta giorni  dalla  data  della
deliberazione ovvero, se questa e’  soggetta  a  iscrizione
nel  registro  delle  imprese,  entro  centottanta   giorni
dall’iscrizione o, se e’ soggetta solo  a  deposito  presso
l’ufficio del registro  delle  imprese,  entro  centottanta
giorni dalla data di questo. Le partecipazioni per le quali
non  puo’  essere  esercitato  il  diritto  di  voto   sono
computate  ai  fini  della  regolare   costituzione   della
relativa assemblea.
3. Le partecipazioni per  le  quali  le  autorizzazioni
previste dall’art. 19 non sono state ottenute o sono  state
revocate devono essere alienate entro i  termini  stabiliti
3-bis.  Non  possono  essere   esercitati   i   diritti
derivanti dai contratti o dalle clausole statutarie  per  i
quali le autorizzazioni previste  dall’art.  19  non  siano
state ottenute ovvero siano state sospese o revocate.».
–  Il testo dell’art. 25 del citato decreto legislativo
«Art. 2. (Requisiti di onorabilita’ dei partecipanti) .
– 1. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita  la
Banca d’Italia, determina con regolamento emanato ai  sensi
i   requisiti   di   onorabilita’   dei   titolari    delle
partecipazioni indicate all’art. 19.
3.  In  mancanza  dei  requisiti  non  possono   essere
esercitati i diritti di  voto  e  gli  altri  diritti,  che
consentono  di  influire  sulla  societa’,  inerenti   alle
partecipazioni eccedenti le soglie  indicate  all’art.  19,
comma 1. In caso di inosservanza, la  deliberazione  od  il
diverso  atto,  adottati  con  il  voto  o  il   contributo
determinanti delle partecipazioni  previste  dal  comma  1,
sono impugnabili secondo le previsioni del  codice  civile.
L’impugnazione  puo’  essere  proposta  anche  dalla  Banca
d’Italia  entro  centottanta  giorni   dalla   data   della
4. Le partecipazioni, eccedenti le soglie previste  dal
comma 3 dei soggetti privi dei  requisiti  di  onorabilita’
devono essere alienate  entro  i  termini  stabiliti  dalla
Banca d’Italia.».
– Il testo dell’art. 65 del citato decreto  legislativo
«Art. 65 ( Soggetti inclusi nell’ambito della vigilanza
consolidata ). – 1. La Banca d’Italia esercita la vigilanza
su base consolidata nei confronti dei seguenti soggetti:
a) societa’ appartenenti a un gruppo bancario;
b)  societa’  bancarie,  finanziarie  e   strumentali
partecipate almeno per il 20% dalle societa’ appartenenti a
un gruppo bancario o da una singola banca;
c) societa’ bancarie, finanziarie e  strumentali  non
comprese  in  un  gruppo  bancario,  ma  controllate  dalla
persona fisica o giuridica che controlla un gruppo bancario
ovvero una singola banca;
h) societa’ che, controllano almeno una banca;
i) societa’ diverse da quelle bancarie, finanziarie e
strumentali quando siano controllate da una  singola  banca
ovvero quando societa’ appartenenti a  un  gruppo  bancario
ovvero soggetti indicati nella lettera h) detengano,  anche
congiuntamente, una partecipazione di controllo.
2. Nei confronti dei soggetti inclusi nell’ambito della
vigilanza consolidata resta ferma l’applicazione  di  norme
specifiche in tema di controlli e di vigilanza, secondo  la
disciplina vigente.».
–  Il  testo  dell’art.  96-bis  del   citato   decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato  dal
«Art. 96-bis (Interventi). – 1. I sistemi  di  garanzia
effettuano i  rimborsi  nei  casi  di  liquidazione  coatta
amministrativa delle banche autorizzate in Italia.  Per  le
succursali di banche comunitarie operanti  in  Italia,  che
abbiano aderito in via integrativa a un sistema di garanzia
italiano, i rimborsi  hanno  luogo  nei  casi  in  cui  sia
intervenuto  il  sistema  di  garanzia   dello   Stato   di
appartenenza.  I  sistemi  di  garanzia  possono  prevedere
ulteriori casi e forme di intervento.
2. I sistemi di garanzia tutelano i  depositanti  delle
succursali comunitarie delle banche italiane; essi  possono
altresi’  prevedere  la  tutela   dei   depositanti   delle
succursali extracomunitarie delle banche italiane.
3. Sono ammessi al rimborso i crediti relativi ai fondi
acquisiti dalle banche con obbligo di  restituzione,  sotto
forma di depositi o sotto altra forma, nonche’ agli assegni
circolari  e  agli  altri  titoli  di   credito   ad   essi
a) i depositi  e  gli  altri  fondi  rimborsabili  al
portatore;
b)  le  obbligazioni  e  i   crediti   derivanti   da
accettazioni, paghero’ cambiari ed operazioni in titoli;
c) il  capitale  sociale,  le  riserve  e  gli  altri
elementi patrimoniali della banca;
c-bis)  gli  strumenti  finanziari  disciplinati  dal
d) i depositi derivanti da transazioni  in  relazione
alle  quali  sia  intervenuta  una  condanna  per  i  reati
previsti  negli  articoli  648-bis  e  648-ter  del  codice
e) i  depositi  delle  amministrazioni  dello  Stato,
degli enti regionali, provinciali, comunali e  degli  altri
f) i depositi effettuati da  banche  in  nome  e  per
conto proprio, nonche’ i crediti delle stesse;
g) i depositi  delle  societa’  finanziarie  indicate
nell’art. 59, comma  1,  lettera  b),  delle  compagnie  di
assicurazione; degli organismi di  investimento  collettivo
del  risparmio;  di  altre  societa’  dello  stesso  gruppo
bancario degli istituti di moneta elettronica;
h)  i  depositi,  anche  effettuati  per   interposta
persona, dei componenti  gli  organi  sociali  e  dell’alta
direzione  della  banca  o  della  capogruppo  del   gruppo
i)  i  depositi,  anche  effettuati  per   interposta
persona,  dei  titolari   delle   partecipazioni   indicate
nell’art. 19;
l) i depositi per i quali il depositante ha  ottenuto
dalla banca, a titolo individuale, tassi e  condizioni  che
hanno concorso  a  deteriorare  la  situazione  finanziaria
della banca, in base  a  quanto  accertato  dai  commissari
5.  Il  limite  massimo   di   rimborso   per   ciascun
depositante non puo’ essere inferiore a euro 103.291,38.
6. Sono ammessi al rimborso i crediti, non  esclusi  ai
sensi del comma 4, che  possono  essere  fatti  valere  nei
confronti    della    banca    in    liquidazione    coatta
amministrativa, secondo quanto previsto dalla  sezione  III
del presente titolo.
7. Il rimborso e’ effettuato,  sino  all’ammontare  del
controvalore di 20.000 ECU, entro tre mesi dalla  data  del
provvedimento di  liquidazione  coatta  amministrativa.  Il
termine puo’ essere  prorogato  dalla  Banca  d’Italia,  in
circostanze eccezionali o in casi speciali, per un  periodo
complessivo non superiore a nove mesi.  La  Banca  d’Italia
stabilisce   modalita’   e   termini   per   il    rimborso
dell’ammontare residuo dovuto  ed  aggiorna  il  limite  di
20.000 ECU per adeguarlo  alle  eventuali  modifiche  della
8. I sistemi di garanzia  subentrano  nei  diritti  dei
depositanti  nei  confronti  della  banca  in  liquidazione
coatta amministrativa nei limiti dei rimborsi effettuati e,
entro tali limiti, percepiscono  i  riparti  erogati  dalla
liquidazione in via  prioritaria  rispetto  ai  depositanti
destinatari dei rimborsi medesimi.».
– Il testo dell’art. 108 del citato decreto legislativo
«Art. 108 (Requisiti di onorabilita’ dei partecipanti).
– 1. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti  la
Banca d’Italia e l’UIC, determina, con regolamento  emanato
n.  400,  i  requisiti  di  onorabilita’  dei  titolari  di
partecipazioni in intermediari finanziari.
2. Con il regolamento previsto dal comma 1, il Ministro
dell’economia  e  delle  finanze   stabilisce   le   soglie
partecipative ai fini dell’applicazione del medesimo  comma
1. A questo fine si  considerano  anche  le  partecipazioni
possedute per il tramite di societa’ controllate,  societa’
fiduciarie o per interposta persona.
partecipazioni eccedenti il suddetto  limite.  In  caso  di
inosservanza del divieto, la  deliberazione  o  il  diverso
atto, adottati con il voto  o  il  contributo  determinanti
delle partecipazioni previste dal comma 1, sono impugnabili
secondo le previsioni  del  codice  civile.  L’impugnazione
della deliberazione e’ obbligatoria da parte  dei  soggetti
che svolgono funzioni di amministrazione  e  controllo.  Le
partecipazioni per le quali non puo’ essere  esercitato  il
diritto di voto  sono  computate  ai  fini  della  regolare
costituzione della relativa assemblea.
4.  Le  partecipazioni   in   intermediari   finanziari
iscritti nell’elenco speciale, possedute da soggetti  privi
dei requisiti di onorabilita’ in  eccedenza  rispetto  alle
soglie previste dal comma 2, devono essere alienate entro i
termini stabiliti dalla Banca d’Italia.».
– Il testo dell’art. 110 del citato decreto legislativo
«Art. 110 (Obblighi di comunicazione). –  1.  Chiunque,
anche per il tramite di societa’ controllate,  di  societa’
fiduciarie  o  per  interposta  persona,  e’  titolare   di
partecipazioni  in  un  intermediario  finanziario  ne  da’
comunicazione all’intermediario finanziario nonche’ all’UIC
ovvero, se e’ iscritto  nell’elenco  speciale,  alla  Banca
d’Italia.   Le   variazioni   della   partecipazione   sono
comunicate quando superano la misura stabilita dalla  Banca
2. La Banca d’Italia determina presupposti, modalita’ e
attribuito a soggetto diverso dal socio.
3. L’UIC, ovvero la Banca d’Italia per gli intermediari
finanziari iscritti nell’elenco speciale, possono  chiedere
informazioni ai soggetti comunque interessati  al  fine  di
verificare l’osservanza degli obblighi indicati  nel  comma
4.  I  diritti  di  voto  e  gli  altri  diritti,   che
partecipazioni  per  le  quali  siano   state   omesse   le
comunicazioni, non possono essere esercitati.  In  caso  di
inosservanza del divieto, la deliberazione  od  il  diverso
secondo  le  previsioni  del   codice   civile.   Per   gli
intermediari  finanziari  iscritti   nell’elenco   speciale
relativa assemblea.».
–  Il  testo  dell’art.  114-ter  del  citato   decreto
«Art.   114-ter   (Autorizzazione    all’attivita’    e
operativita’ transfrontaliera).  –  1.  La  Banca  d’Italia
autorizza gli istituti di moneta elettronica  all’esercizio
dell’attivita’  quando  ricorrono  le  condizioni  previste
dall’art. 14, comma 1. Agli istituti di moneta  elettronica
si applicano altresi’ i commi 2, 2-bis e 3 dell’art. 14.
2. Gli istituti di moneta elettronica italiani  possono
a) in uno Stato comunitario, anche  senza  stabilirvi
succursali, nel  rispetto  delle  procedure  fissate  dalla
b)  in  uno  Stato  extracomunitario,   anche   senza
stabilirvi succursali, previa  autorizzazione  della  Banca
3. Agli istituti di moneta elettronica con sede  legale
in un altro Stato comunitario,  che  intendono  operare  in
Italia, si applicano gli articoli 15, comma 3, e 16,  comma
3. Agli istituti di moneta elettronica con sede  legale  in
uno Stato extracomunitario che intendono operare in Italia,
si applicano gli articoli 14, comma 4, 15, comma 4,  e  16,
comma 4.».
– Il testo  dell’art.  114-quater  del  citato  decreto
«Art. 114-quater (Vigilanza). –  1.  Agli  istituti  di
moneta elettronica si applicano, in quanto compatibili,  le
disposizioni contenute nel Titolo II, Capi III, e  IV;  nel
Titolo III, fatta eccezione per l’art. 56; nel  Titolo  IV,
Capo I, fatta eccezione per la Sezione IV; nel  Titolo  VI,
Capi I e III; nel Titolo VIII, articoli 134, 139 e 140.
2. Ai fini dell’applicazione del Titolo III,  Capo  II,
gli istituti di moneta  elettronica  sono  assimilati  alle
societa’  finanziarie  previste  dall’art.  59,  comma   1,
lettera b). La Banca d’Italia puo’ emanare disposizioni per
sottoporre a vigilanza su base consolidata gli istituti e i
soggetti che svolgono attivita’ connesse  o  strumentali  o
altre attivita’ finanziarie, non sottoposti a vigilanza  su
base consolidata ai sensi del Titolo III, Capo II,  Sezione
3.  La  Banca   d’Italia   puo’   stabilire,   a   fini
prudenziali, un limite massimo  al  valore  nominale  della
moneta elettronica. La Banca d’Italia, ai  sensi  dell’art.
146, emana disposizioni volte a favorire lo sviluppo  della
moneta elettronica,  ad  assicurarne  l’affidabilita’  e  a
promuovere   il   regolare   funzionamento   del   relativo
circuito.».
1. Al testo unico delle disposizioni in materia di  intermediazione
finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio  1998,  n.  58,
1) al comma 1, le parole: «di partecipazioni»  sono  sostituite
dalle seguenti:  «delle  partecipazioni  indicate  nell’articolo  15,
2)  il  comma  2  e’  sostituito  dal  seguente:  «2.  Ai  fini
dell’applicazione del presente articolo e dell’articolo  15,  per  le
SICAV si fa riferimento alle sole azioni nominative ed il regolamento
di  cui  al  comma  1  stabilisce  le  ipotesi  in   cui,   al   fine
dell’attribuzione del diritto di voto, tali azioni  sono  considerate
come azioni al portatore, con riguardo alla data di acquisto.»;
3) al comma 3, le  parole:  «comma  2»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «comma 1»;
4) al comma 4, le parole: «il limite  stabilito  ai  sensi  del
comma  2»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «le  soglie   previste
dall’articolo 15, comma 1»;
5) al comma 7, le parole: «dal comma 2» sono  sostituite  dalle
seguenti: «dall’articolo 15, comma 1»;
b) all’articolo 15:
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Partecipazioni»;
2) il comma 1 e’  sostituito  dal  seguente:  «1.  Chiunque,  a
qualsiasi  titolo,  intenda  acquisire  o  cedere,  direttamente   od
indirettamente, in una Sim, societa’ di gestione del risparmio, Sicav
una partecipazione che comporta il controllo  o  la  possibilita’  di
esercitare un’influenza notevole sulla societa’ o che attribuisce una
quota dei diritti di voto o del capitale almeno pari al 10 per cento,
tenuto  conto  delle  azioni  o  quote  gia’  possedute,  deve  darne
preventiva  comunicazione  alla  Banca  d’Italia.  La   comunicazione
preventiva e’ dovuta anche per  le  variazioni  delle  partecipazioni
quando la quota dei diritti  di  voto  o  del  capitale  raggiunga  o
superi, in aumento o in diminuzione, il 20 per cento, 30 per cento  o
50 per cento  e,  in  ogni  caso,  quando  le  variazioni  comportano
l’acquisizione o la perdita del controllo della societa’.»;
3) al comma 2, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: «La
Banca d’Italia puo’ vietare entro il termine stabilito ai  sensi  del
comma 5,  lettera  c),  l’acquisizione  della  partecipazione  quando
ritenga che non ricorrono condizioni atte a  garantire  una  gestione
sana  e  prudente  dell’intermediario,  valutando  la  qualita’   del
potenziale acquirente e la  solidita’  finanziaria  del  progetto  di
acquisizione  in  base  ai  seguenti  criteri:  la  reputazione   del
potenziale  acquirente,  ivi  compreso  il  possesso  dei   requisiti
previsti  ai  sensi  dell’articolo  14;  il  possesso  dei  requisiti
previsti ai sensi dell’articolo 13 da parte di coloro che,  in  esito
e controllo; la solidita’ finanziaria del potenziale  acquirente;  la
capacita’    dell’intermediario    di    rispettare     a     seguito
consentire l’esercizio efficace della vigilanza; l’assenza di fondato
sospetto che l’acquisizione sia connessa a operazioni di  riciclaggio
o di finanziamento del terrorismo.»;
4) al comma 3, il secondo periodo e’ soppresso;
5) al comma 5, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:  «a)
i  criteri  di  calcolo  dei  diritti  di  voto  rilevanti  ai   fini
dell’applicazione delle soglie previste al comma  1,  ivi  inclusi  i
casi  in  cui  i  diritti  di  voto  non  sono  computati   ai   fini
dell’applicazione  del  medesimo  comma,  nonche’   i   criteri   per
l’individuazione dei casi di influenza notevole;»;  alla  lettera  c)
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche’  per  condurre
la valutazione prevista al comma 2»;
c) all’articolo 19, comma 1, la lettera g) e’ sostituita  dalla
seguente: «g) i titolari delle partecipazioni indicate  nell’articolo
15,  comma  1,  abbiano  i  requisiti   di   onorabilita’   stabiliti
dall’articolo 14  e  non  ricorrano  le  condizioni  per  il  divieto
previsto dall’articolo 15, comma 2;»;
d) all’articolo 34, comma 1, la lettera e) e’ sostituita  dalla
seguente: «e) i titolari delle partecipazioni  indicate  all’articolo
e) all’articolo 43, comma 1, la lettera e) e’ sostituita  dalla
f) all’articolo 43-bis, comma 1, la lettera  e)  e’  sostituita
dalla  seguente:  «e)  i  titolari  delle   partecipazioni   indicate
all’articolo  15,  comma  1  abbiano  i  requisiti  di   onorabilita’
stabiliti ai sensi dell’articolo 14 e non ricorrano le condizioni per
il divieto previsto dall’articolo 15, comma 2;».
– Il testo dell’art.  14  del  decreto  legislativo  24
febbraio 1998, n. 58, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
26 marzo 1998, n. 71, S.O., come  modificato  dal  presente
«Art. 14 (Requisiti di onorabilita’). – 1. Il  Ministro
dell’economia e delle  finanze,  con  regolamento  adottato
sentite  la  Banca  d’Italia  e  la  CONSOB,  determina   i
requisiti di onorabilita’ dei titolari delle partecipazioni
indicate nell’art. 15, comma 1, nelle SIM e nelle  societa’
di gestione del  risparmio,  nonche’  dei  partecipanti  al
capitale delle SICAV.
2. Ai fini dell’applicazione del  presente  articolo  e
dell’art. 15, per la SICAV  si  fa  riferimento  alle  sole
azioni nominative ed il  regolamento  di  cui  al  comma  1
stabilisce le ipotesi in cui, al fine dell’attribuzione del
diritto di voto, tali azioni sono considerate  come  azioni
al portatore, con riguardo alla data di acquisto.
3.  Ai  fini  del  comma  1  si  considerano  anche  le
partecipazioni  possedute  per  il  tramite   di   societa’
controllate,  di  societa’  fiduciarie  o  per   interposta
persona, nonche’ i casi in cui i  diritti  derivanti  dalle
partecipazioni spettano o sono attribuiti  ad  un  soggetto
diverso  dal  titolare  delle  partecipazioni   stesse   od
esistono accordi concernenti  l’esercizio  dei  diritti  di
4.  In  assenza  dei  requisiti  non   possono   essere
esercitati i diritti  di  voto  e  gli  altri  diritti  che
partecipazioni eccedenti le soglie previste  dall’art.  15,
5.  In   caso   di   inosservanza   del   divieto,   la
deliberazione od il diverso atto, adottati con il  voto  o,
comunque, il contributo determinanti  delle  partecipazioni
di cui al comma 1, sono impugnabili secondo  le  previsioni
del codice civile. Le partecipazioni per le quali non  puo’
essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini
della regolare costituzione della relativa assemblea.
6. L’impugnazione  puo’  essere  proposta  anche  dalla
Banca d’Italia o  dalla  CONSOB  entro  centottanta  giorni
dalla  data  della  deliberazione  ovvero,  se  questa   e’
soggetta a iscrizione nel  registro  delle  imprese,  entro
centottanta giorni dall’iscrizione o, se e’ soggetta solo a
deposito presso l’ufficio del registro delle imprese, entro
centottanta giorni dalla data di questo.
7. Le  partecipazioni,  eccedenti  le  soglie  previste
dall’art. 15 comma 1 dei soggetti privi  dei  requisiti  di
onorabilita’  devono  essere  alienate  entro   i   termini
stabiliti dalla Banca d’Italia o dalla CONSOB.».
24 febbraio 1998,  n.  58,  come  modificato  dal  presente
«Art. 15 (Partecipazioni). – 1. Chiunque,  a  qualsiasi
titolo,  intenda  acquisire  o  cedere,   direttamente   od
indirettamente,  in  una  Sim,  societa’  di  gestione  del
risparmio,  Sicav  una  partecipazione  che   comporta   il
controllo o  la  possibilita’  di  esercitare  un’influenza
notevole sulla societa’ o che  attribuisce  una  quota  dei
diritti di voto o del capitale almeno pari al 10 per cento,
tenuto conto delle azioni  o  quote  gia’  possedute,  deve
darne preventiva  comunicazione  alla  Banca  d’Italia.  La
comunicazione preventiva e’ dovuta anche per le  variazioni
delle partecipazioni quando la quota dei diritti di voto  o
del  capitale  raggiunga  o  superi,  in   aumento   o   in
diminuzione, il 20 per cento, 30 per cento o 50  per  cento
e,  in  ogni  caso,   quando   le   variazioni   comportano
l’acquisizione o la perdita del controllo della societa’.
2. La Banca d’Italia  puo’  vietare  entro  il  termine
stabilito ai sensi del comma 5, lettera c),  l’acquisizione
della  partecipazione  quando  ritenga  che  non  ricorrono
condizioni atte a garantire una gestione  sana  e  prudente
dell’intermediario, valutando la  qualita’  del  potenziale
acquisizione in base ai seguenti criteri:la reputazione del
potenziale  acquirente,  ivi  compreso  il   possesso   dei
requisiti previsti ai sensi dell’art. 14; il  possesso  dei
requisiti previsti ai sensi dell’art. 13 da parte di coloro
amministrazione,  direzione  e  controllo;   la   solidita’
finanziaria  del  potenziale   acquirente;   la   capacita’
del’intermediario di rispettare a seguito dell’acquisizione
le disposizioni che ne  regolano  l’attivita’;  l’idoneita’
della struttura del  gruppo  del  potenziale  acquirente  a
consentire l’esercizio efficace della vigilanza;  l’assenza
di fondato  sospetto  che  l’acquisizione  sia  connessa  a
operazioni  di   riciclaggio   o   di   finanziamento   del
terrorismo. La  Banca  d’Italia  puo’  fissare  un  termine
massimo per l’acquisizione nonche’ comunicare, anche  prima
della scadenza del termine, che nulla osta all’operazione.
3. Gli acquisti e le cessioni indicati nel comma 1 sono
comunicati, una volta avvenuti, alla Banca  d’Italia,  alla
CONSOB e alla societa’.
4. Le partecipazioni si considerano acquisite o  cedute
indirettamente quando l’acquisto o  la  cessione  avvengano
per  il  tramite  di  societa’  controllate,  di   societa’
fiduciarie o per interposta persona. Il controllo  sussiste
nei casi previsti dall’art. 23 del T.U. bancario.
5. La Banca d’Italia, determina con regolamento:
a) i criteri di calcolo dei diritti di voto rilevante
ai fini dell’applicazione delle soglie previste al comma 1,
ivi inclusi i casi in  cui  i  diritti  di  voto  non  sono
computati ai fini  dell’applicazione  del  medesimo  comma,
nonche’  i  criteri  per  l’individuazione  dei   casi   di
influenza notevole;
b) i soggetti tenuti ad effettuare  le  comunicazioni
quando i diritti derivanti dalle partecipazioni spettano  o
sono attribuiti a un soggetto diverso  dal  titolare  delle
partecipazioni  stesse,  nonche’  quando  esistono  accordi
concernenti l’esercizio del diritto di voto;
c) le procedure  ed  i  termini  per  l’effettuazione
delle comunicazioni, nonche’ per  condurre  la  valutazione
prevista al comma 2.».
– Il testo vigente  dell’art.  19  del  citato  decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,  come  modificato  dal
«Art. 19 (Autorizzazione). – 1. La Consob,  sentita  la
Banca   d’Italia,   autorizza,   entro   sei   mesi   dalla
presentazione  della  domanda  completa,  l’esercizio   dei
servizi e delle attivita’ di investimento  da  parte  delle
SIM, quando ricorrono le seguenti condizioni:
a) sia adottata la forma di societa’ per azioni;
b)  la  denominazione  sociale  comprenda  le  parole
«societa’ di intermediazione mobiliare»;
c) la sede  legale  e  la  direzione  generale  della
societa’ siano situate nel territorio della Repubblica;
d) il capitale versato sia di ammontare non inferiore
a quello determinato in via generale dalla Banca d’Italia;
e) venga presentato, unitamente all’atto  costitutivo
e  allo  statuto,  un  programma  concernente   l’attivita’
iniziale,  ivi  compresa  l’illustrazione  dei  tipi  delle
operazioni   previste,   delle   procedure   adottate   per
l’esercizio dell’attivita’ e dei tipi di servizi  accessori
che si intende  esercitare,  nonche’  una  relazione  sulla
struttura  organizzativa,  ivi   compresa   l’illustrazione
dell’eventuale affidamento a terzi  di  funzioni  operative
f)   i   soggetti   che    svolgono    funzioni    di
di professionalita’, indipendenza ed onorabilita’  indicati
nell’art. 13;
g) i titolari delle partecipazioni indicate nell’art.
15, comma 1, abbiano i requisiti di onorabilita’  stabiliti
dall’art. 14 e non ricorrano le condizioni per  il  divieto
previsto dall’art. 15, comma 2;
h) la  struttura  del  gruppo  di  cui  e’  parte  la
societa’ non sia tale da pregiudicare l’effettivo esercizio
della vigilanza  sulla  societa’  stessa  e  siano  fornite
almeno le informazione richieste  ai  sensi  dell’art.  15,
2. L’autorizzazione e’  negata  quando  dalla  verifica
delle condizioni indicate nel comma 1 non risulta garantita
la sana e prudente  gestione,  e  assicurata  la  capacita’
dell’impresa di esercitare correttamente  i  servizi  o  le
attivita’ di investimento.
3. La CONSOB, sentita la Banca d’Italia, disciplina  la
procedura di autorizzazione e le ipotesi di decadenza dalla
stessa quando la SIM non abbia iniziato o abbia  interrotto
lo svolgimento dei servizi e delle attivita’ autorizzati.
3-bis. Le Sim  comunicano  alla  Consob  e  alla  Banca
d’Italia ogni modifica rilevante, intervenuta 4.  La  Banca
d’Italia, sentita la Consob per l’attivita’ di cui all’art.
1, comma 5, lettera g), autorizza l’esercizio dei servizi e
delle  attivita’  d’investimento  da  parte  delle   banche
autorizzate in Italia, nonche’ l’esercizio  dei  servizi  e
delle attivita’ indicati nell’art. 18, comma 3, da parte di
dall’art. 107  del  testo  unico  bancario  successivamente
all’autorizzazione, alle condizioni di cui al comma 1.
4. La Banca d’Italia, sentita la Consob per l’attivita’
di  cui  all’art.  1,  comma  5,  lettera   g),   autorizza
l’esercizio dei servizi e delle attivita’ d’investimento da
parte  delle  banche   autorizzate   in   Italia,   nonche’
l’esercizio  dei  servizi  e   delle   attivita’   indicati
nell’art. 18, comma 3, da parte di intermediari  finanziari
iscritti nell’elenco previsto dall’art. 107 del testo unico
bancario.».
– Il testo dell’art.  34  del  decreto  legislativo  24
febbraio 1998, n. 58, come modificato dal presente decreto,
«Art. 34 (Autorizzazione della societa’ di gestione del
risparmio). – 1. La  Banca  d’Italia,  sentita  la  CONSOB,
autorizza l’esercizio del servizio di  gestione  collettiva
del risparmio, del servizio di gestione di portafogli e del
servizio di consulenza in materia di investimenti da  parte
delle societa’ di gestione del risparmio  quando  ricorrono
b) la sede  legale  e  la  direzione  generale  della
c) il capitale sociale versato sia di  ammontare  non
inferiore a quello determinato in via generale dalla  Banca
d)   i   soggetti   che    svolgono    funzioni    di
di professionalita’, indipendenza e  onorabilita’  indicati
dall’art. 13;
e) i titolari delle partecipazioni indicate  all’art.
f) la  struttura  del  gruppo  di  cui  e’  parte  la
almeno le informazioni richieste  ai  sensi  dell’art.  15,
g) venga presentato, unitamente all’atto  costitutivo
iniziale   nonche’   una    relazione    sulla    struttura
h)  la  denominazione  sociale  contenga  le   parole
“societa’ di gestione del risparmio”.
la sana e prudente gestione.
3. La Banca d’Italia, sentita la CONSOB, disciplina  la
procedura di  autorizzazione  e  le  ipotesi  di  decadenza
dall’autorizzazione quando  la  societa’  di  gestione  del
risparmio  non  abbia  iniziato  o  abbia   interrotto   lo
svolgimento dei servizi autorizzati.
4. La Banca d’Italia, sentita la CONSOB,  autorizza  le
operazioni  di  fusione  o  di  scissione  di  societa’  di
gestione del risparmio.».
–  Il  testo   dell’art.   43,   del   citato   decreto
legislativo24 febbraio 1998, n.  58,  come  modificato  dal
«Art. 43 (Costituzione e attivita’ esercitabili). –  1.
La  Banca  d’Italia,  sentita  la  CONSOB,   autorizza   la
costituzione  delle  SICAV  quando  ricorrono  le  seguenti
a) sia adottata la forma di societa’ per  azioni  nel
rispetto delle disposizioni del presente capo;
c) il capitale sociale sia di ammontare non inferiore
15, comma 1 , abbiano i requisiti di onorabilita’ stabiliti
f)  lo  statuto  preveda   come   oggetto   esclusivo
l’investimento collettivo del patrimonio raccolto  mediante
offerta al pubblico delle proprie azioni;
f-bis) la struttura del gruppo di  cui  e’  parte  la
della vigilanza sulla societa’ e siano  fornite  almeno  le
informazioni richieste ai sensi dell’art. 15, comma 5;
f-ter)   venga   presentato,   unitamente    all’atto
costitutivo  e  allo  statuto,  un  programma   concernente
l’attivita’ iniziale nonche’ una relazione sulla  struttura
2. La Banca d’Italia, sentita la CONSOB, disciplina:
a) la procedura di autorizzazione  e  le  ipotesi  di
decadenza dalla stessa;
b) la documentazione che deve essere  presentata  dai
soci   fondatori   unitamente   con   la    richiesta    di
autorizzazione  e  il  contenuto  del  progetto   di   atto
costitutivo e di statuto.
3.  La  Banca  d’Italia  attesta  la  conformita’   del
progetto di atto costitutivo e di statuto alle prescrizioni
di legge e regolamento e ai criteri generali  dalla  stessa
4. I soci fondatori della SICAV debbono procedere  alla
costituzione della  societa’  ed  effettuare  i  versamenti
relativi al capitale sottoscritto entro trenta giorni dalla
data di  rilascio  dell’autorizzazione.  Il  capitale  deve
essere interamente versato.
5. La denominazione sociale contiene  l’indicazione  di
societa’ di investimento per azioni  a  capitale  variabile
SICAV.  Tale  denominazione  deve  risultare  in  tutti   i
documenti della societa’. Alla societa’ di  investimento  a
capitale variabile non  si  applicano  gli  articoli  2333,
2334, 2335 e 2336 del codice civile;  non  sono  ammessi  i
conferimenti in natura.
6. La SICAV  puo’  svolgere  le  attivita’  connesse  o
strumentali  indicate  dalla  Banca  d’Italia,  sentita  la
7. La  SICAV  puo’  delegare  poteri  di  gestione  del
proprio patrimonio esclusivamente a  societa’  di  gestione
8. Nel caso di SICAV  multicomparto,  ciascun  comparto
costituisce  patrimonio  autonomo,  distinto  a  tutti  gli
effetti da quello degli altri comparti.».
–  Il  testo  dell’art.  43-bis  del   citato   decreto
«Art.  43-bis  (SICAV  che  designano  una  SGR  o  una
societa’ di gestione armonizzata). – 1. La Banca  d’Italia,
sentita la CONSOB, autorizza la costituzione di  SICAV  che
designano per la gestione del proprio patrimonio una SGR  o
una societa’ di gestione armonizzata  quando  ricorrono  le
di professionalita’ e di onorabilita’  stabiliti  ai  sensi
dell’art. 13;
15, comma 1 abbiano i requisiti di  onorabilita’  stabiliti
ai sensi dell’art. 14 e non ricorrano le condizioni per  il
divieto previsto dall’art. 15, comma 2;
f) lo statuto preveda:
1) come oggetto esclusivo l’investimento collettivo
del patrimonio raccolto mediante offerta al pubblico  delle
proprie azioni;
2)   l’affidamento   della   gestione   dell’intero
patrimonio  a  una  SGR  o  ad  una  societa’  di  gestione
armonizzata  e  l’indicazione  della  societa’   designata.
L’affidamento della gestione a  una  societa’  di  gestione
armonizzata  e’  subordinato  all’esistenza  di  intese  di
collaborazione con le competenti Autorita’ dello  Stato  di
origine, al fine di assicurare l’effettiva vigilanza  sulla
gestione del patrimonio della SICAV.
2. Ai fini di quanto dispone il comma 1, si applicano i
commi 3, 4, 5 e 8 dell’art. 43.».
Modifiche alla legge 10 ottobre 1990, n. 287
1. All’articolo 20 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, il comma  5
– Il testo dell’art. 20 della legge 10 ottobre 1990, n.
287, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 13  ottobre  1990,
n.  240.,  come  modificato  dal  presente  decreto,  cosi’
«Art. 20  (Aziende  ed  istituti  di  credito,  imprese
assicurative  e  dei  settori   della   radiodiffusione   e
dell’editoria). – 1.
04. Nel caso in  cui  l’intesa,  l’abuso  di  posizione
dominante o la concentrazione riguardino  imprese  operanti
in settori sottoposti alla  vigilanza  di  piu’  autorita’,
ciascuna di esse puo’ adottare i provvedimenti  di  propria
4. Nel  caso  di  operazioni  che  coinvolgono  imprese
assicurative,  i  provvedimenti   dell’Autorita’   di   cui
all’art. 10 sono adottati sentito il  parere  dell’Istituto
per la vigilanza sulle assicurazioni private e  d’interesse
collettivo (ISVAP), che si pronuncia  entro  trenta  giorni
dal ricevimento della documentazione posta a fondamento del
provvedimento. Decorso inutilmente tale termine l’Autorita’
di cui all’art. 10 puo’ adottare il  provvedimento  di  sua
competenza. Il decorso del termine del procedimento per  il
quale  il  parere  viene  richiesto  e’  sospeso  fino   al
ricevimento,  da   parte   dell’Autorita’   garante   della
concorrenza e del mercato, del parere dell’ISVAP o comunque
fino allo spirare del termine previsto per la pronuncia  di
tale parere.
5-bis. L’Autorita’  garante  della  concorrenza  e  del
mercato,  su   richiesta   della   Banca   d’Italia,   puo’
a) un’intesa, in deroga al divieto dell’art.  2,  per
esigenze di funzionalita’ del sistema dei pagamenti, per un
tempo limitato e tenendo conto dei criteri di cui  all’art.
4, comma 1;
b) un’operazione di concentrazione riguardante banche
o gruppi bancari che determini  o  rafforzi  una  posizione
dominante, per esigenze di stabilita’ di  uno  o  piu’  dei
5-ter. Le autorizzazioni previste dal comma 5-bis non
possono comunque consentire restrizioni  della  concorrenza
non  strettamente   necessarie   al   perseguimento   della
finalita’ indicate.
9. Le disposizioni della presente legge in  materia  di
concentrazione non costituiscono deroga alle norme  vigenti
nei settori bancario, assicurativo, della radiodiffusione e
dell’editoria.».
Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209
1.  Al  codice  delle  Assicurazioni  private  di  cui  al  decreto
legislativo 7 settembre 2005, n.  209,  sono  apportate  le  seguenti
a) all’articolo 1, comma 1, la lettera oo) e’ abrogata;
b) all’articolo 14, comma 1, lettera e), la  parola:  «rilevanti»
e’ sostituita dalle seguenti «indicate dall’articolo 68»;
c) all’articolo 59, comma 1, lettera e), la  parola:  «rilevanti»
d) all’articolo 68, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1.  L’ISVAP  autorizza   preventivamente   l’acquisizione,   a
qualsiasi titolo, in un’impresa di assicurazione o di riassicurazione
di partecipazioni che comportano il controllo o  la  possibilita’  di
esercitare  un’influenza   notevole   sull’impresa   stessa   o   che
e) all’articolo 68, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2.  L’ISVAP  autorizza  preventivamente  le  variazioni  delle
partecipazioni nei casi in cui la quota dei diritti  di  voto  o  del
capitale raggiunga o superi il 20 per cento, 30 per cento, o  50  per
cento ed, in ogni caso, quando le variazioni comportano il  controllo
dell’impresa di assicurazione o di riassicurazione»;
f) all’articolo 68, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis Ai fini dell’applicazione dei Capi I e II  del  presente
Titolo, si considera anche l’acquisizione di partecipazioni da  parte
di piu’ soggetti  che  intendono  esercitare  in  modo  concertato  i
relativi diritti sulla base di accordi in qualsiasi  forma  conclusi,
quando tali partecipazioni, cumulativamente considerate,  configurino
una partecipazione ai sensi dei commi 1 e 2.»;
g) all’articolo 68, comma 4, la parola: «rilevanti» e’ sostituita
dalle seguenti: «indicate nei commi 1 e 2»;
h) all’articolo 68, il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5.  L’ISVAP   rilascia   l’autorizzazione   quando   ricorrono
condizioni atte a garantire una gestione sana e prudente dell’impresa
di assicurazione o di  riassicurazione,  valutando  la  qualita’  del
acquisizione   avuto   riguardo   anche    ai    possibili    effetti
dell’operazione  sulla  protezione  degli   assicurati   dell’impresa
interessata, sulla base dei  seguenti  criteri:  la  reputazione  del
previsti  ai  sensi  dell’articolo  77;  il  possesso  dei  requisiti
previsti ai sensi dell’articolo 76 da parte di coloro che,  in  esito
e controllo nell’impresa; la  solidita’  finanziaria  del  potenziale
acquirente;  la  capacita’  dell’impresa  di  rispettare  a   seguito
sospetto che l’acquisizione sia connessa ad operazioni di riciclaggio
i) All’articolo 68 dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:
«5-bis. L’ISVAP opera  in  piena  consultazione  con  le  altre
Autorita’ competenti, nei casi in cui il  potenziale  acquirente  sia
una banca, un’impresa di investimento o una societa’ di  gestione  ai
sensi dell’articolo 1-bis, primo paragrafo, punto 2) della  direttiva
85/611/CEE autorizzato in Italia, ovvero  uno  dei  soggetti  di  cui
all’articolo 204, comma 1, lettere b) o  c),  ad  essi  relativi.  Si
applicano, in tali casi, le disposizioni  di  cui  all’articolo  204,
l) all’articolo 68 il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9.  L’ISVAP  determina  con  regolamento  le  disposizioni  di
attuazione sulla base delle rilevanti  disposizioni  dell’ordinamento
comunitario, e in particolare disciplina i  criteri  di  calcolo  dei
diritti di voto rilevanti  ai  fini  dell’applicazione  delle  soglie
previste ai commi 1 e 2, ivi inclusi i casi in cui i diritti di  voto
non sono computati ai fini dell’applicazione dei medesimi commi ed  i
criteri per l’individuazione dei casi di influenza notevole.»;
m) all’articolo 69, comma 1, la parola: «rilevante» e’ sostituita
dalle seguenti: «indicata dall’articolo 68»;
n) all’articolo 70 il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Ogni accordo  in  qualsiasi  forma  concluso,  che  ha  per
oggetto o per effetto l’esercizio concertato del voto  in  un’impresa
di assicurazione o di  riassicurazione  o  in  una  societa’  che  la
controlla e’ comunicato all’ISVAP dai partecipanti ovvero dai  legali
rappresentanti  dell’impresa  cui  l’accordo  si  riferisce.  L’ISVAP
stabilisce  in  via  generale  i  termini  e   le   modalita’   della
comunicazione»;
o) all’articolo 70, comma 2, dopo  le  parole:  «accordo  stesso»
sono aggiunte, in fine, le seguenti: «e stabilire un termine entro il
quale  le   partecipazioni   oggetto   dell’accordo   devono   essere
alienate.»;
p) all’articolo 75, comma 1, la parola: «rilevanti» e’ sostituita
dalle seguenti: «indicate dall’articolo 68»;
q) all’articolo 77, comma 1, la parola: «rilevanti» e’ sostituita
r) all’articolo 77 il comma 2 e’ abrogato;
s) all’articolo 77, comma 3, le parole: «il suddetto limite» sono
sostituite dalle seguenti: «le soglie di cui al comma 1»
t) all’articolo 77, comma 4, le parole: «comma 2» sono sostituite
dalle seguenti: «comma 1»;
u) all’articolo 79, comma 4, la parola: «rilevanti» e’ sostituita
v)  all’articolo  188,  comma  3,  la  parola:   «rilevante»   e’
sostituita dalle seguenti: «indicata dall’articolo 68»;
z)  all’articolo  197,  comma  3,  la  parola:   «rilevante»   e’
aa) la rubrica dell’articolo 204 e’  sostituita  dalla  seguente:
«(Autorizzazione relativa all’assunzione di partecipazioni in imprese
di assicurazione o di riassicurazione)»;
bb) all’articolo 204 il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1.  L’ISVAP,  nei  casi  in  cui  e’  previsto   il   rilascio
dell’autorizzazione  di  cui  all’articolo   68,   opera   in   piena
consultazione con le Autorita’ competenti degli  altri  Stati  membri
allorche’ l’acquisizione o la sottoscrizione di azioni sia effettuata
da un acquirente che sia:
a) una banca,  un’impresa  di  assicurazione,  un’impresa  di
riassicurazione,  un’impresa  di  investimento  o  una  societa’   di
gestione ai sensi  dell’articolo  1-bis,  punto  2,  della  direttiva
85/611/CEE autorizzati in un altro Stato membro;
b) un’impresa  madre,  come  definita  secondo  le  rilevanti
disposizioni    dell’ordinamento    comunitario    sulla    vigilanza
supplementare  delle  imprese   appartenenti   ad   un   conglomerato
finanziario, delle imprese di cui alla lettera a);
c) una persona, fisica o giuridica, che controlla  una  delle
imprese di cui alla lettera a).»;
cc) all’articolo 204, dopo il comma 1, sono aggiunti, in fine,  i
«1-bis.   L’ISVAP   scambia   con   le   Autorita’   competenti
tempestivamente tutte le informazioni essenziali o pertinenti per  la
valutazione.  A  tale  riguardo,  comunica  su  richiesta  tutte   le
informazioni  pertinenti  e,  di   propria   iniziativa,   tutte   le
2-bis.  L’ISVAP  nel  provvedimento  di  autorizzazione  indica
eventuali pareri  o  riserve  espressi  dall’Autorita’  competente  a
vigilare sul potenziale acquirente.».
Il  testo  dell’art.  1  del  decreto   legislativo   7
settembre 2005, n. 209, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
13 ottobre 2005, n. 239, S.O., come modificato dal presente
«Art. 1. Definizioni.
1. Agli effetti del codice delle assicurazioni  private
a) assicurazione contro  i  danni:  le  assicurazioni
b) assicurazione sulla vita: le  assicurazioni  e  le
d)  attivita’  riassicurativa:  l’assunzione   e   la
retrocessi da un’impresa di riassicurazione;
e) attivita’ in regime di liberta’ di prestazione  di
servizi  o  rischio  assunto  in  regime  di  liberta’   di
da uno stabilimento situato nel  territorio  di  uno  Stato
membro assumendo  obbligazioni  con  contraenti  aventi  il
domicilio, ovvero, se persone giuridiche,  la  sede  in  un
altro Stato membro o il rischio che  un’impresa  assume  da
f) attivita’ in  regime  di  stabilimento  o  rischio
assunto  in  regime  di   stabilimento:   l’attivita’   che
un’impresa  esercita  da  uno  stabilimento   situato   nel
territorio di uno Stato membro assumendo  obbligazioni  con
contraenti  aventi  il  domicilio,   ovvero,   se   persone
giuridiche, la sede nello stesso Stato  o  il  rischio  che
un’impresa  assume  da   uno   stabilimento   situato   nel
g)  autorita’  di  vigilanza:  l’autorita’  nazionale
incaricata  della   vigilanza   sulle   imprese   e   sugli
intermediari   e   gli   altri   operatori   del    settore
h)  carta  verde:   certificato   internazionale   di
assicurazione emesso da un  ufficio  nazionale  secondo  la
raccomandazione n.  5  adottata  il  25  gennaio  1949  dal
trasporti interni della Commissione economica per  l’Europa
i) codice della strada:  il  decreto  legislativo  30
aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;
l)  codice  in  materia  di   protezione   dei   dati
n) credito di assicurazione: ogni importo  dovuto  da
beneficiari o altre parti  lese  aventi  diritto  ad  agire
direttamente contro l’impresa di assicurazione e  derivante
da un contratto di assicurazione o  da  operazioni  di  cui
all’art. 2, commi  1  e  3,  nell’ambito  di  attivita’  di
assicurazione diretta, compresi  gli  importi  detenuti  in
riserva per la  copertura  a  favore  dei  medesimi  aventi
diritto allorquando alcuni elementi  del  debito  non  sono
ancora conosciuti. Sono parimenti  considerati  crediti  di
assicurazione,  prima   dell’avvio   delle   procedure   di
liquidazione dell’impresa stessa, in seguito  alla  mancata
stipulazione o alla risoluzione dei medesimi  contratti  ed
o) fondo di garanzia:  un  organismo  creato  da  uno
Stato membro che ha almeno il compito di rimborsare,  entro
alle persone causati da un veicolo non identificato  o  per
il quale  non  vi  e’  stato  adempimento  dell’obbligo  di
p) fondo di garanzia delle vittime della  caccia:  il
q) fondo di garanzia delle vittime della  strada:  il
r) grandi rischi:  si  intendono  per  grandi  rischi
quelli rientranti nei rami di cui all’art. 2, comma 3,  qui
1) 4 (corpi di veicoli  ferroviari),  5  (corpi  di
veicoli aerei), 6 (corpi di veicoli marittimi,  lacustri  e
(r.c. veicoli marittimi, lacustri e fluviali) salvo  quanto
2)  14   (credito)   e   15   (cauzione),   qualora
l’assicurato   eserciti   professionalmente    un’attivita’
industriale,  commerciale  o  intellettuale  e  il  rischio
riguardi questa attivita’;
3) 3 (corpi di veicoli  terrestri,  esclusi  quelli
ferroviari), 8 (incendio ed elementi  naturali),  9  (altri
danni ai beni), 10 (r.c. autoveicoli terrestri),  12  (r.c.
i natanti soggetti all’assicurazione obbligatoria ai  sensi
dell’art.  123,  13   (r.c.   generale)   e   16   (perdite
due dei tre criteri  seguenti:  1)  il  totale  dell’attivo
dello   stato    patrimoniale    risulti    superiore    ai
seimilionieduecentomila  euro;  2)  l’importo  del   volume
d’affari risulti superiore  ai  dodicimilionieottocentomila
l’esercizio  risulti   superiore   alle   duecentocinquanta
unita’. Qualora l’assicurato sia un’impresa  facente  parte
di un gruppo tenuto a redigere un bilancio consolidato,  le
condizioni  di  cui  sopra  si  riferiscono   al   bilancio
s)  impresa:  la  societa’  di  assicurazione  o   di
t) impresa di assicurazione: la societa’  autorizzata
secondo  quanto  previsto   nelle   direttive   comunitarie
u) impresa di  assicurazione  autorizzata  in  Italia
v) impresa di assicurazione comunitaria: la  societa’
avente sede legale e  amministrazione  –  centrale  in  uno
Stato membro dell’Unione europea diverso dall’Italia  o  in
uno  Stato  aderente   allo   Spazio   economico   europeo,
autorizzata  secondo  quanto   previsto   nelle   direttive
z)  impresa  di  assicurazione  extracomunitaria:  la
societa’   di   assicurazione   avente   sede   legale    e
amministrazione centrale  in  uno  Stato  non  appartenente
all’Unione europea o non  aderente  allo  Spazio  economico
europeo, autorizzata per l’esercizio delle assicurazioni  o
aa)  impresa  di  partecipazione  assicurativa:   una
societa’ controllante il cui  unico  o  principale  oggetto
consiste nell’assunzione di  partecipazioni  di  controllo,
partecipazioni,   se   le    imprese    controllate    sono
esclusivamente o principalmente imprese  di  assicurazione,
imprese di riassicurazione, imprese di assicurazione  o  di
riassicurazione extracomunitarie, sempre che almeno una  di
esse  sia  un’impresa  di  assicurazione  o  un’impresa  di
riassicurazione avente sede  legale  nel  territorio  della
Repubblica e che non  sia  una  impresa  di  partecipazione
finanziaria  mista  secondo   le   rilevanti   disposizioni
dell’ordinamento comunitario sulla vigilanza  supplementare
societa’   controllante   diversa    da    un’impresa    di
assicurazione,    da    un’impresa     di     assicurazione
extracomunitaria,  da  un’impresa  di  riassicurazione,  da
un’impresa   di   riassicurazione   extracomunitaria,    da
un’impresa di partecipazione assicurativa o da una  impresa
di partecipazione finanziaria mista  secondo  le  rilevanti
disposizioni dell’ordinamento comunitario  della  vigilanza
finanziario,  sempreche’  almeno  una  delle  sue   imprese
controllate sia un’impresa di assicurazione o un’impresa di
c)   impresa   di   riassicurazione:   la    societa’
autorizzata  all’esercizio  della   sola   riassicurazione,
consiste nell’accettare rischi ceduti  da  una  impresa  di
assicurazione, da una impresa di assicurazione avente  sede
legale  in  uno  Stato  terzo,  o  da  altre   imprese   di
cc-bis)   impresa   di    riassicurazione    captive:
un’impresa di  riassicurazione  controllata  da  un’impresa
finanziaria diversa da un’impresa  di  assicurazione  o  di
riassicurazione o da un gruppo di imprese di  assicurazione
o riassicurazione a cui si applica  la  direttiva  98/78/CE
oppure da un’impresa non finanziaria il  cui  scopo  e’  di
fornire  copertura  riassicurativa  esclusivamente  per   i
rischi dell’impresa o delle imprese cui  appartiene  o  del
gruppo  di  cui  fa  parte  l’impresa  di   riassicurazione
cc-ter) impresa di riassicurazione  extracomunitaria:
la societa’ avente sede legale e  amministrazione  centrale
in uno Stato non  appartenente  all’Unione  europea  o  non
aderente allo Spazio  economico  europeo,  autorizzata  per
l’esercizio dell’attivita’ riassicurativa;
cc-quater) impresa finanziaria: un’impresa costituita
da uno dei seguenti soggetti:
1)  un  ente  creditizio,  un  ente  finanziario  o
un’impresa di servizi bancari ausiliari ai sensi  dell’art.
1, punti 5) e 23), della direttiva 2000/12/CE;
2)  un’impresa  di  assicurazione,  un’impresa   di
riassicurazione o un’impresa di partecipazione assicurativa
ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettere t), aa) e cc);
3) un’impresa di investimento o un ente finanziario
ai  sensi  dell’art.  4,  paragrafo  1,  punto  1),   della
direttiva 2004/39/CE;
4) un’impresa di partecipazione  finanziaria  mista
ai  sensi  dell’art.  2,   punto   15),   della   direttiva
2002/87/CE;
dd)  ISVAP:  l’Istituto  per   la   vigilanza   sulle
ee) legge fallimentare: il  regio  decreto  16  marzo
ff)  localizzazione:   la   presenza   di   attivita’
mobiliari ed immobiliari all’interno del territorio  di  un
determinato  Stato.  I  crediti   sono   considerati   come
localizzati  nello  Stato  nel  quale   gli   stessi   sono
patrimonio  dell’impresa,  libero  da   qualsiasi   impegno
minimo del patrimonio netto  del  quale  l’impresa  dispone
ii) mercato  regolamentato:  un  mercato  finanziario
I,  del  testo  unico   dell’intermediazione   finanziaria,
nonche’ i mercati di Stati appartenenti all’OCSE  che  sono
istituiti,  organizzati  e  disciplinati  da   disposizioni
che soddisfano requisiti  analoghi  a  quelli  dei  mercati
regolamentati di cui al  testo  unico  dell’intermediazione
ll) natante: qualsiasi unita’ che e’  destinata  alla
navigazione  marittima,  fluviale  o  lacustre  e  che   e’
mm) organismo  di  indennizzo  italiano:  l’organismo
istituito presso la CONSAP e previsto dall’art. 296;
nn) partecipazioni: le azioni, le quote e  gli  altri
strumenti    finanziari    che    attribuiscono     diritti
oo (Abrogata)
pp) portafoglio del lavoro diretto italiano: tutti  i
contratti stipulati da imprese di  assicurazione  italiane,
ad eccezione di quelli stipulati da  loro  sedi  secondarie
qq) portafoglio  del  lavoro  indiretto  italiano:  i
contratti, ovunque stipulati,  da  imprese  italiane  o  da
stabilimenti in Italia di imprese aventi la sede legale  in
altro Stato, se l’impresa cedente e’  essa  stessa  impresa
legale in altro Stato. Si  considerano  facenti  parte  del
in cui l’impresa cedente  sia  un’impresa  avente  la  sede
legale in altro Stato;
rr) principi  contabili  internazionali:  i  principi
regolamento (CE)  n.  1606/2002  del  19  luglio  2002  del
ss) prodotti assicurativi: tutti i  contratti  emessi
da imprese di assicurazione nell’esercizio delle  attivita’
rientranti nei rami vita o nei  rami  danni  come  definiti
un insieme omogeneo di rischi od  operazioni  che  descrive
uu) retrocessione: cessione  dei  rischi  assunti  in
un’impresa di assicurazione  o  di  riassicurazione  e  che
vv-bis) riassicurazione finite:  una  riassicurazione
in base alla quale la potenziale perdita massima esplicita,
espressa  in   termini   di   rischio   economico   massimo
trasferito, risultante da  un  significativo  trasferimento
sia del  rischio  di  sottoscrizione  che  del  rischio  di
timing, eccede, per un importo limitato  ma  significativo,
il premio per l’intera durata del contratto, unitamente  ad
1) considerazione esplicita e materiale del  valore
del denaro in rapporto al tempo;
2) disposizioni contrattuali intese a  limitare  il
risultato economico del contratto tra le parti  nel  tempo,
al  fine  di  raggiungere  il  trasferimento  del   rischio
vv-ter) societa’ veicolo: qualsiasi  impresa,  con  o
senza personalita’  giuridica,  diversa  da  un’impresa  di
assicurazione o di riassicurazione,  che  assume  i  rischi
ceduti da imprese di assicurazione o riassicurazione e  che
finanzia integralmente la sua  esposizione  a  tali  rischi
mediante l’emissione di titoli o altri strumenti finanziari
per i quali  i  diritti  di  rimborso  dei  detentori  sono
subordinati agli obblighi di riassicurazione della societa’
zz)  stabilimento:  la  sede  legale  od   una   sede
secondaria   di   un’impresa   di   assicurazione   o    di
aaa) Stato aderente allo  Spazio  economico  europeo;
uno  Stato  aderente  all’accordo   di   estensione   della
normativa dell’Unione europea in materia, fra  l’altro,  di
circolazione delle merci, dei servizi e dei  capitali  agli
Stati  appartenenti  all’Associazione  europea  di   libero
scambio firmato ad Oporto il 2 maggio 1992 e ratificato con
legge 28 luglio 1993, n. 300;
ccc) Stato membro dell’obbligazione: lo Stato di  cui
alla lettera bbb) nel quale il contraente ha il  domicilio,
di cui alla lettera bbb) sede della stessddd) Stato  membro
di prestazione di servizi: lo Stato  di  cui  alla  lettera
bbb) dell’obbligazione o in  cui  e’  ubicato  il  rischio,
quando l’obbligazione  o  il  rischio  e’  assunto  da  uno
stabilimento situato in un altro Stato di cui alla  lettera
bbb);
eee) Stato membro di stabilimento: lo  Stato  di  cui
alla lettera bbb) in cui e’  situato  lo  stabilimento  dal
1) lo Stato di cui alla  lettera  bbb)  in  cui  si
trovano  i  beni,  quando  l’assicurazione  riguardi   beni
immobili, ovvero  beni  immobili  e  beni  mobili  in  essi
contenuti, sempre che entrambi siano coperti  dallo  stesso
2)  lo  Stato  di  cui   alla   lettera   bbb)   di
immatricolazione, quando l’assicurazione  riguardi  veicoli
di ogni tipo soggetti ad immatricolazione sia che si tratti
di un veicolo con targa definitiva o targa temporanea ;
3) lo  Stato  di  cui  alla  lettera  bbb)  in  cui
l’assicurato ha sottoscritto  il  contratto,  quando  abbia
durata inferiore o pari a quattro mesi  e  sia  relativo  a
4) lo  Stato  di  cui  alla  lettera  bbb)  in  cui
l’assicurato ha il domicilio, ovvero,  se  l’assicurato  e’
una persona giuridica, lo Stato  della  sede  della  stessa
alla quale si riferisce il contratto, in tutti i  casi  non
4-bis)  lo  Stato  di  cui  alla  lettera  bbb)  di
destinazione nel caso in cui un veicolo  viene  spedito  da
uno Stato membro in un altro, a decorrere dall’accettazione
della consegna da parte dell’acquirente e per un periodo di
trenta giorni, anche se il veicolo non e’ stato formalmente
immatricolato nello Stato membro di destinazione ;
4-ter) lo Stato di cui alla lettera bbb) in cui  si
e’ verificato il sinistro qualora il veicolo sia  privo  di
targa o rechi una  targa  che  non  corrisponde  piu’  allo
stesso veicolo.
ggg)  Stato  membro  d’origine:   lo   Stato   membro
dell’Unione  europea  o  lo  Stato  aderente  allo   Spazio
economico  europeo  in  cui  e’  situata  la  sede   legale
dell’impresa di assicurazione che assume  l’obbligazione  o
il rischio o dell’impresa di riassicurazione;
iii) stretti legami:  il  rapporto  fra  due  o  piu’
2) una partecipazione, detenuta direttamente o  per
il tramite di societa’ controllate, societa’  fiduciarie  o
per interposta persona, almeno pari al dieci per cento  del
capitale o dei diritti di voto, ovvero  una  partecipazione
che, pur restando al di sotto del  limite  sopra  indicato,
da’ comunque la  possibilita’  di  esercitare  un’influenza
3) un legame in base al  quale  le  stesse  persone
sono sottoposte  al  controllo  del  medesimo  soggetto,  o
comunque sono sottoposte a direzione unitaria in virtu’  di
un contratto o di una clausola  statutaria,  oppure  quando
gli organi di amministrazione sono composti in  maggioranza
4) un rapporto di carattere tecnico, organizzativo,
finanziario, giuridico e familiare che  possa  influire  in
misura rilevante sulla gestione dell’impresa. L’ISVAP,  con
regolamento, puo’ ulteriormente qualificare la  definizione
di  stretti  legami,  al  fine  di  evitare  situazioni  di
ostacolo  all’effettivo   esercizio   delle   funzioni   di
lll) testo unico bancario: il decreto legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni;
decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,  e  successive
nnn) testo unico in materia  di  assicurazioni  sugli
decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38,  e  successive
ooo) Ufficio  centrale  italiano:  l’ente  costituito
ramo  responsabilita’  civile  autoveicoli  che  e’   stato
di assicurazione nel territorio della  Repubblica  ed  allo
svolgimento degli altri compiti  previsti  dall’ordinamento
ppp)    Ufficio    nazionale    di     assicurazione:
l’organizzazione   professionale   che    e’    costituita,
conformemente alla raccomandazione  n.  5  adottata  il  25
gennaio 1949 dal sottocomitato dei trasporti  stradali  del
comitato dei trasporti interni della Commissione  economica
per l’Europa dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, e che
raggruppa imprese di assicurazione che  hanno  ottenuto  in
uno  Stato   l’autorizzazione   ad   esercitare   il   ramo
qqq) unita’ da diporto: il natante definito  all’art.
rrr)  veicolo:  qualsiasi  autoveicolo  destinato   a
meccanica, senza essere vincolato ad  una  strada  ferrata,
nonche’  i  rimorchi,  anche  se  non  agganciati  ad   una
motrice.» .
–  Il  testo  dell’art.   14   del   citato   decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209, come  modificato  dal
«Art.  14  (  Requisiti  e  procedura).  –  1.  L’ISVAP
rilascia  l’autorizzazione  di  cui  all’art.   13   quando
ricorrono le seguenti condizioni:
societa’ cooperativa o di societa’ di  mutua  assicurazione
le cui  quote  di  partecipazione  siano  rappresentate  da
azioni,  costituite  ai   sensi,   rispettivamente,   degli
articoli 2325, 2511 e 2546 del codice civile, nonche’ nella
forma di societa’ europea ai sensi del regolamento (CE)  n.
2157/2001 relativo allo statuto della societa’ europea;
b)   la   direzione   generale    e    amministrativa
dell’impresa richiedente sia stabilita nel territorio della
c) il capitale, o il fondo di  garanzia,  interamente
versato  sia  di  ammontare   non   inferiore   al   minimo
determinato  in  via  generale  con  regolamento   adottato
dall’ISVAP, in misura compresa fra euro cinque  milioni  ed
euro un milione e cinquecentomila, sulla base  dei  singoli
rami  esercitati,  e  sia  costituito   esclusivamente   da
conferimenti in denaro.
d) venga presentato, unitamente all’atto  costitutivo
iniziale  e  la  struttura  organizzativa   e   gestionale,
accompagnato da una relazione tecnica, sottoscritta  da  un
attuario  iscritto   all’albo   professionale,   contenente
l’esposizione dei criteri in base  ai  quali  il  programma
stesso  e’  stato  redatto  e  sono  state  effettuate   le
previsioni relative ai ricavi ed ai costi;
e) i titolari di partecipazioni indicate dall’art. 68
siano in possesso dei requisiti di  onorabilita’  stabiliti
dall’art. 77 e sussistano i  presupposti  per  il  rilascio
dell’autorizzazione prevista dall’art. 68;
amministrazione, direzione e controllo  siano  in  possesso
dei  requisiti   di   professionalita’,   onorabilita’   ed
indipendenza indicati dall’art. 76;
g) non sussistano, tra l’impresa  o  i  soggetti  del
h)  siano  indicati  il  nome   e   l’indirizzo   del
mandatario per la liquidazione dei sinistri da designare in
ciascuno degli altri Stati membri, se i rischi  da  coprire
sono classificati nei rami 10 e 12 dell’art.  2,  comma  3,
esclusa la responsabilita’ del vettore.
2. L’ISVAP nega l’autorizzazione quando dalla  verifica
delle condizioni indicate nel comma 1 non risulti garantita
la sana e  prudente  gestione,  senza  che  si  possa  aver
riguardo  alla  struttura  e  all’andamento   dei   mercati
interessati. Il provvedimento che nega l’autorizzazione  e’
specificatamente e adeguatamente motivato ed e’  comunicato
all’impresa  interessata   entro   novanta   giorni   dalla
presentazione della domanda di autorizzazione completa  dei
l’autorizzazione di cui all’art. 13.
4. L’ISVAP, verificata l’iscrizione nel registro  delle
imprese,  iscrive  in  un’apposita  sezione  dell’albo   le
imprese di assicurazione autorizzate in  Italia  e  ne  da’
pronta comunicazione all’impresa  interessata.  Le  imprese
indicano negli atti  e  nella  corrispondenza  l’iscrizione
5. L’ISVAP determina, con regolamento, la procedura  di
autorizzazione e le forme di pubblicita’ dell’albo.».
– Il testo dell’art. 59 del citato decreto  legislativo
7 settembre 2005, n.  209,  come  modificato  dal  presente
«Art. 59 ( requisiti e procedura.).-1. L’ISVAP rilascia
l’autorizzazione di cui all’art.  58  quando  ricorrono  le
a) sia adottata  la  forma  di  societa’  per  azioni
costituita ai sensi dell’art. 2325 del codice civile  o  di
societa’ europea ai sensi del regolamento (CE) n. 2157/2001
relativo allo statuto della Societa’ europea;
c) il capitale interamente versato sia  di  ammontare
non inferiore al minimo determinato in  via  generale,  con
regolamento adottato dall’ISVAP,  in  misura  compresa  fra
euro cinque milioni ed euro tre milioni sulla base dei rami
esercitati, e sia costituito esclusivamente da conferimenti
accompagnato da una relazione tecnica  sottoscritta  da  un
g) non sussistano tra  l’impresa  o  i  soggetti  del
interessati.  Il  provvedimento   e’   specificatamente   e
adeguatamente  motivato  ed   e’   comunicato   all’impresa
interessata entro novanta giorni dalla presentazione  della
domanda di autorizzazione completa dei documenti richiesti.
l’autorizzazione di cui all’art. 58.
imprese, iscrive in apposita sezione dell’albo  le  imprese
di riassicurazione autorizzate in Italia e  ne  da’  pronta
comunicazione all’impresa interessata. Le imprese  indicano
negli atti e nella corrispondenza l’iscrizione all’albo.
– Il testo dell’art. 68 del citato decreto  legislativo
«Art.  68  (Autorizzazioni).-  1.   L’ISVAP   autorizza
preventivamente  l’acquisizione,  a  qualsiasi  titolo,  in
un’impresa  di  assicurazione  o  di   riassicurazione   di
partecipazioni   che   comportano   il   controllo   o   la
possibilita’   di    esercitare    un’influenza    notevole
sull’impresa stessa  o  che  attribuiscono  una  quota  dei
tenuto conto delle azioni o quote gia’ possedute.
2.  L’ISVAP  autorizza  preventivamente  le  variazioni
delle partecipazioni nei casi in cui la quota  dei  diritti
di voto o del capitale raggiunga o superi il 20 per  cento,
30 per cento, o 50 per cento ed, in ogni  caso,  quando  le
variazioni  comportano   il   controllo   dell’impresa   di
assicurazione o di riassicurazione.
2-bis. Ai fini dell’applicazione dei Capi I  e  II  del
presente  Titolo,  si  considera  anche  l’acquisizione  di
partecipazioni da parte  di  piu’  soggetti  che  intendono
esercitare in modo concertato i relativi diritti sulla base
di  accordi  in  qualsiasi  forma  conclusi,  quando   tali
partecipazioni,  cumulativamente  considerate,  configurino
una partecipazione ai sensi dei commi 1 e 2.
detiene le partecipazioni di  cui  al  medesimo  comma.  Le
autorizzazioni previste dal presente articolo si  applicano
anche all’acquisizione, in via  diretta  o  indiretta,  del
controllo  derivante  da  un  contratto  con  l’impresa  di
assicurazione o di riassicurazione o da  una  clausola  del
4.  L’ISVAP  individua,  con  regolamento,  i  soggetti
tenuti  a  richiedere  l’autorizzazione  quando  i  diritti
derivanti dalle partecipazioni indicate nei  commi  1  e  2
spettano o  sono  attribuiti  a  un  soggetto  diverso  dal
titolare delle partecipazioni stesse.
5. L’ISVAP rilascia l’autorizzazione  quando  ricorrono
dell’impresa  di  assicurazione   o   di   riassicurazione,
valutando  la  qualita’  del  potenziale  acquirente  e  la
solidita’ finanziaria del progetto  di  acquisizione  avuto
riguardo anche ai possibili effetti  dell’operazione  sulla
protezione degli assicurati dell’impresa interessata, sulla
base dei seguenti criteri: la  reputazione  del  potenziale
acquirente, ivi compreso il possesso dei requisiti previsti
ai sensi dell’art. 77; possesso dei requisiti  previsti  ai
sensi dell’art.  76  da  parte  di  coloro  che,  in  esito
all’acquisizione, svolgeranno funzioni di  amministrazione,
direzione   e   controllo   nell’impresa;   la    solidita’
dell’impresa di rispettare a seguito  dell’acquisizione  le
disposizioni che ne regolano l’attivita’; l’idoneita’ della
struttura del gruppo del potenziale acquirente a consentire
l’esercizio efficace della vigilanza; l’assenza di  fondato
sospetto che l’acquisizione sia connessa ad  operazioni  di
riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
5-bis. L’ISVAP opera  in  piena  consultazione  con  le
altre Autorita’ competenti, nei casi in cui  il  potenziale
acquirente sia una banca, un’impresa di investimento o  una
societa’  di  gestione  ai  sensi  dell’art.  1-bis,  primo
paragrafo, punto 2) della direttiva 85/611/CEE  autorizzato
in Italia, ovvero uno dei soggetti  di  cui  all’art.  204,
comma 1, lettere b) e c), ad essi relativi.  Si  applicano,
in tali casi, le disposizioni di cui all’art. 204, commi  2
6. Se alle operazioni di cui ai commi 1 e 3 partecipano
soggetti appartenenti a  Stati  terzi  che  non  assicurano
condizioni di reciprocita’, l’ISVAP comunica  la  richiesta
di autorizzazione al Ministro delle  attivita’  produttive,
su proposta del  quale  il  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri puo’ vietare, entro un mese  dalla  comunicazione,
il rilascio dell’autorizzazione.
7. L’ISVAP puo’ sospendere o revocare l’autorizzazione,
tenuto conto delle partecipazioni  acquisite  o  rafforzate
per effetto di accordi di cui all’art. 70 o di altri eventi
successivi all’autorizzazione.
8. I provvedimenti che concedono, rifiutano, revocano o
sospendono l’autorizzazione sono adeguatamente  motivati  e
sono prontamente comunicati al  richiedente  e  all’impresa
interessata e sono quindi pubblicati nel Bollettino.
9. L’ISVAP determina con regolamento le disposizioni di
attuazione  sulla   base   delle   rilevanti   disposizioni
dell’ordinamento comunitario, e in particolare disciplina i
criteri di calcolo dei diritti di voto  rilevanti  ai  fini
dell’applicazione delle soglie previste ai commi 1 e 2, ivi
inclusi i casi in cui i diritti di voto non sono  computati
ai fini dell’applicazione dei medesimi commi ed  i  criteri
per l’individuazione dei casi di influenza notevole.».
– Il testo dell’art. 69 del citato decreto  legislativo
«Art. 69 ( Obblighi di comunicazione  ).-  1.  Chiunque
intende divenire titolare di  una  partecipazione  indicata
dall’art.  68  in  un’impresa   di   assicurazione   o   di
riassicurazione ne da’ comunicazione all’ISVAP. Negli altri
casi le variazioni  delle  partecipazioni  sono  comunicate
quando  il  titolare  ha  superato,   in   aumento   o   in
diminuzione, la misura stabilita con  regolamento  adottato
2. Le societa’ fiduciarie,  che  intendono  assumere  a
proprio  nome  partecipazioni  che  appartengono  a  terzi,
comunicano all’ISVAP le generalita’ dei fiducianti.
3. L’ISVAP, al fine di  verificare  l’osservanza  degli
obblighi indicati  nel  presente  articolo,  puo’  chiedere
informazioni,  ordinare  l’esibizione  di  documenti  e  il
compimento   di   accertamenti   ai    soggetti    comunque
4. L’ISVAP,  con  regolamento,  determina  presupposti,
modalita’, termini e contenuto delle comunicazioni previste
dai commi 1 e 2, anche  con  riguardo  alle  ipotesi  nelle
quali il diritto di voto  spetta  o  e’  attribuito  ad  un
soggetto diverso dal titolare della partecipazione.».
– Il testo dell’art. 70 del citato decreto  legislativo
«Art. 70 ( Comunicazione degli accordi di voto  ).  –
1. Ogni accordo in qualsiasi forma  concluso,  che  ha  per
oggetto o per effetto l’esercizio concertato  del  voto  in
un’impresa di assicurazione o di riassicurazione o  in  una
societa’ che  la  controlla  e’  comunicato  all’ISVAP  dai
partecipanti ovvero dai legali rappresentanti  dell’impresa
cui l’accordo  si  riferisce.  L’ISVAP  stabilisce  in  via
generale i termini e le modalita’ della comunicazione;
2. Quando dall’accordo  derivi  una  concertazione  del
voto tale da  pregiudicare  la  sana  e  prudente  gestione
dell’impresa di assicurazione o di riassicurazione, l’ISVAP
puo’  sospendere  il  diritto  di  voto  dei   partecipanti
all’accordo stesso e stabilire un termine entro il quale le
partecipazioni oggetto dell’accordo devono essere alienate.
3. Alle comunicazioni previste dal comma 1 si applicano
i commi 3 e 4 dell’art. 69.».
– Il testo dell’art. 75 del citato decreto  legislativo
7 settembre 2005, come  modificato  dal  presente  decreto,
«Art. 75(  protocolli  di  autonomia).  –  1.  Al  fine
dell’applicazione   del   presente   capo,   l’ISVAP   puo’
richiedere, in ogni momento, ai titolari di  partecipazioni
indicate dall’art. 68 nelle imprese di assicurazione  e  di
riassicurazione,  diversi  dalle   imprese   sottoposte   a
vigilanza prudenziale, una responsabile dichiarazione,  nel
contenuto e nei termini  prescritti  dall’Istituto  in  via
generale o in  via  particolare,  attestante  la  natura  e
l’entita’ dei rapporti finanziari ed operativi, nonche’  le
misure e gli impegni che i  titolari  delle  partecipazioni
intendono adottare per assicurare l’autonomia dell’impresa.
2. L’ISVAP puo’  sospendere  il  diritto  di  voto  dei
titolari  di  partecipazioni   che   hanno   rifiutato   la
dichiarazione  o  hanno  comunicato  dati  falsi  o   hanno
disatteso  gli   impegni   assunti,   avuto   riguardo   al
pregiudizio alla gestione sana e prudente  dell’impresa  di
– Il testo dell’art. 77 del citato decreto  legislativo
7 settembre 2005, n.  209,  come  modificata  dal  presente
«Art. 77(   Requisiti  dei  partecipanti  ).  –  1.  Il
Ministro  delle  attivita’  produttive,  sentito   l’ISVAP,
determina, con regolamento, i requisiti di onorabilita’ dei
titolari di partecipazioni indicate dall’art. 68.
consentono di influire sull’impresa di assicurazione  o  di
riassicurazione, inerenti alle partecipazioni eccedenti  le
soglie di cui al comma  1.  In  caso  di  inosservanza,  la
civile.   L’impugnazione   puo’   essere   proposta   anche
dall’ISVAP entro sei mesi dalla data della deliberazione o,
se questa e’  soggetta  a  iscrizione  nel  registro  delle
imprese, entro sei mesi dall’iscrizione ovvero,  se  questa
e’ soggetta solo a deposito presso l’ufficio  del  registro
delle imprese, entro sei mesi dalla data del  deposito.  Le
comma 1, dei soggetti privi dei requisiti  di  onorabilita’
devono  essere   alienate   entro   i   termini   stabiliti
dall’ISVAP.».
– Il testo dell’art. 79 del citato decreto  legislativo
«Art. 79 (  Partecipazioni  assunte  dalle  imprese  di
assicurazione e di riassicurazione ).  –  1.  L’impresa  di
assicurazione  e  di  riassicurazione,  con  il  patrimonio
libero, puo’ assumere partecipazioni, anche  di  controllo,
in altre societa’ ancorche’ esercitino attivita’ diverse da
quelle consentite alle stesse imprese.
2.   Quando   la   partecipazione   in   una   societa’
controllata, assunta ai sensi del comma 1, ha carattere  di
strumentalita’   o   di   connessione    con    l’attivita’
assicurativa o riassicurativa, l’ISVAP  puo’  chiedere  che
cio’ risulti da un programma di attivita’.
3. Se la partecipazione comporta il  controllo  di  una
societa’  che  esercita   attivita’   diverse   da   quelle
consentite   alle   imprese   di   assicurazione    e    di
riassicurazione,       l’operazione       e’       soggetta
all’autorizzazione preventiva dell’ISVAP. Si applica l’art.
68, commi 5, 7 e 8.
4. Le disposizioni di cui al presente capo si applicano
anche per ogni altra assunzione di partecipazioni  che  non
avvenga con patrimonio libero o che riguardi partecipazioni
in imprese di assicurazione o di riassicurazione estere. In
deroga  al  presente  capo,  nel  caso  di  assunzione   di
partecipazioni indicate dall’art. 68 in  altre  imprese  di
assicurazione o di riassicurazione italiane,  si  applicano
le disposizioni di cui al capo I.»
–  Il  testo  dell’art.   188,   del   citato   decreto
«Art. 188(  Poteri di intervento ).-  1.  L’ISVAP,  per
l’esercizio delle  funzioni  di  vigilanza  sulla  gestione
tecnica,  finanziaria  e  patrimoniale  delle  imprese   di
assicurazione e di riassicurazione e sull’osservanza  delle
leggi, dei regolamenti e  dei  provvedimenti  del  presente
codice, puo’:
a) convocare i componenti degli organi amministrativi
e di controllo,  i  direttori  generali  delle  imprese  di
assicurazione e di riassicurazione, i legali rappresentanti
della   societa’   di   revisione,   l’attuario   revisore,
l’attuario  incaricato  per  i  rami  vita   e   l’attuario
incaricato   per   l’assicurazione    obbligatoria    della
veicoli e dei natanti;
b) ordinare  la  convocazione  dell’assemblea,  degli
organi amministrativi e  di  controllo,  delle  imprese  di
assicurazione e di riassicurazione, indicando gli argomenti
da inserire all’ordine del giorno e  sottoponendo  al  loro
esame i provvedimenti necessari  per  rendere  la  gestione
conforme a legge;
c)   procedere   direttamente    alla    convocazione
dell’assemblea, degli organi amministrativi e di  controllo
delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, quando
non  abbiano  ottemperato  al  provvedimento  di  cui  alla
lettera precedente;
d)  convocare  i  soggetti  che   svolgono   funzioni
parzialmente comprese nel ciclo operativo delle imprese  di
assicurazione  e  di   riassicurazione   per   accertamenti
esclusivamente   rivolti   ai   profili   assicurativi    o
2. L’ISVAP, per l’esercizio delle funzioni di vigilanza
sull’osservanza delle leggi e dei regolamenti previsti  nel
presente  codice  da  parte  degli  operatori  del  mercato
assicurativo, puo’ convocare i legali rappresentanti  delle
societa’ che svolgono attivita’  di  intermediazione  ed  i
soggetti iscritti al  registro  degli  intermediari  ed  al
ruolo dei periti assicurativi.
3. L’ISVAP, al fine di conoscere i programmi e valutare
gli impegni a garanzia dell’autonomia  e  dell’indipendenza
della  gestione  dell’impresa   di   assicurazione   o   di
riassicurazione,  puo’  convocare  chiunque   detenga   una
partecipazione  indicata  dall’art.  68  in  un’impresa  di
assicurazione o di riassicurazione.»
– Il testo dell’art. 197 del citato decreto legislativo
«Art. 197(  Vigilanza sull’attuazione del programma  di
attivita’ ). – 1. Per i primi  tre  esercizi  l’impresa  di
assicurazione  con  sede  legale   nel   territorio   della
Repubblica e’ tenuta a presentare all’ISVAP  una  relazione
semestrale  relativa  all’esecuzione   del   programma   di
2. Qualora dalla relazione risulti un grave  squilibrio
nella situazione  finanziaria  dell’impresa,  l’ISVAP  puo’
adottare le misure necessarie per il rispetto del programma
e per ristabilire l’equilibrio della gestione.
3.  L’impresa  comunica   all’ISVAP   ogni   variazione
apportata  al  programma   di   attivita’,   nonche’   ogni
variazione intervenuta nelle persone che ricoprono funzioni
di amministrazione, di  direzione  e  di  controllo  e  nei
soggetti  che   detengono   una   partecipazione   indicata
dall’art. 68 nell’impresa di  assicurazione.  Le  eventuali
modifiche  del  programma  di  attivita’  sono   sottoposte
all’approvazione dell’ISVAP secondo la procedura  stabilita
con regolamento.
4. Le disposizioni del presente articolo si  applicano,
in  quanto  compatibili,  anche   alle   sedi   secondarie,
stabilite nel territorio della Repubblica,  di  imprese  di
assicurazione aventi la sede legale in Stati terzi, ed alle
imprese di riassicurazione con sede legale  nel  territorio
della Repubblica ed alle  sedi  secondarie  di  imprese  di
riassicurazione di Stati terzi.»
–  Il  testo  dell’art.   204,   del   citato   decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 205, come  modificata  dal
«Art. 204( Autorizzazione  relativa  all’assunzione  di
partecipazioni   in   imprese   di   assicurazione   o   di
rissicurazione ). – 1. L’ISVAP, nei casi in cui e’ previsto
il rilascio dell’autorizzazione di cui all’art.  68,  opera
in piena consultazione con le  Autorita’  competenti  degli
altri  Stati   membri   allorche’   l’acquisizione   o   la
sottoscrizione di azioni sia effettuata  da  un  acquirente
a) una banca, un’impresa di  assicurazione,  un’impresa
di  riassicurazione,  un’impresa  di  investimento  o   una
societa’ di gestione ai  sensi  dell’art.  1-bis,  punto  2
della direttiva 85/611/CEE autorizzati in  un  altro  Stato
b) un’impresa madre, come definita secondo le rilevanti
disposizioni dell’ordinamento comunitario  sulla  vigilanza
c) una persona, fisica o giuridica, che  controlla  una
delle imprese di cui alla lettera a);
1-bis. L’ISVAP  scambia  con  le  Autorita’  competenti
tempestivamente   tutte   le   informazioni   esenziali   o
pertinenti per la valutazione. A tale riguardo, comunica su
richiesta tutte le informazioni pertinenti  e,  di  propria
iniziativa, tutte le informazioni essenziali.
2-bis  L’ISVAP  nel  provvedimento  di   autorizzazione
indica eventuali pareri o riserve  espressi  dall’Autorita’
competente a vigilare sul potenziale acquirente.».
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e’ abrogato
l’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008,  n.  185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,  n.  2.
Restano  abrogati  i  commi  6  e  7  dell’articolo  19  del  decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Al comma  8-bis  del  medesimo
articolo 19, le parole: «e il divieto previsto dal comma  6»  restano
– Il testo dell’art. 14 del decreto-legge  29  novembre
2008,  n.  185,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  29
novembre 2008, n. 280, S.O. convertito, con  modificazioni,
dalla  legge  28  gennaio  2009,  n.  2,  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 28  gennaio  2009,  n.  22,  S.O.,  come
«Art. 1 (Abrogato).
2. Il primo periodo  del  comma  1  dell’art.  12,  del
decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109,  e’  sostituito
dal seguente: «Fatta  eccezione  per  quanto  previsto  dal
comma 18-bis del presente articolo e salvo che il Comitato,
senza  oneri  aggiuntivi  per  la  finanza  pubblica,   non
individui modalita’ operative alternative  per  attuare  il
congelamento delle risorse economiche in  applicazione  dei
principi  di   efficienza,   efficacia   ed   economicita’,
l’Agenzia   del    demanio    provvede    alla    custodia,
all’amministrazione  ed   alla   gestione   delle   risorse
economiche oggetto di congelamento.».
3. All’art. 12 del decreto legislativo 22 giugno  2007,
n. 109, dopo il comma 18 e’ aggiunto il seguente comma:
“18-bis. Nel caso in cui i soggetti  designati  siano
sottoposti  alla  vigilanza   della   Banca   d’Italia   si
applicano, sentito il Comitato  di  sicurezza  finanziaria,
gli  articoli  70  e  seguenti,  98  e  100   del   decreto
legislativo 1° settembre 1993, n.  385,  recante  il  testo
unico delle leggi  in  materia  bancaria  e  creditizia,  o
l’art. 56 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.  58,
recante il testo unico delle  disposizioni  in  materia  di
intermediazione finanziaria. Il  comitato  di  sorveglianza
puo’ essere composto da un numero di componenti inferiore a
tre. L’amministrazione straordinaria dura  per  il  periodo
del congelamento e il tempo necessario al compimento  degli
adempimenti successivi alla cessazione degli effetti  dello
stesso, salvo che la Banca d’Italia, sentito il Comitato di
sicurezza finanziaria, ne autorizzi la chiusura anticipata.
Resta ferma la possibilita’ di adottare in ogni  momento  i
provvedimenti previsti nei medesimi decreti legislativi. Si
applicano, in quanto compatibili, le seguenti  disposizioni
del presente articolo, intendendosi comunque  esclusa  ogni
competenza  dell’Agenzia  del  demanio:  comma  2,   ultimo
periodo, comma 7, commi da 11 a 17, ad eccezione del  comma
13, lettera  a).  Quanto  precede  si  applica  anche  agli
intermediari sottoposti alla vigilanza di altre  Autorita’,
secondo la rispettiva disciplina di settore.”.
4. All’art. 5, comma  2,  del  decreto  legislativo  22
giugno 2007, n. 109, le parole «fatte salve le attribuzioni
conferite all’Agenzia del demanio ai  sensi  dell’art.  12»
sono sostituite dalle seguenti parole: «fatto salvo  quanto
previsto dall’art. 12.».
5. All’art. 56 del decreto legislativo 8  luglio  1999,
n. 270, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente comma:
“3-bis.  Le  operazioni  di  cui  ai  commi  1  e   2
effettuate in attuazione dell’art. 27, comma 2, lettere  a)
e b-bis), in vista della liquidazione dei beni del cedente,
non costituiscono comunque  trasferimento  di  azienda,  di
ramo  o  di  parti  dell’azienda  agli   effetti   previsti
dall’art. 2112 del codice civile”.
6. Al fine di salvaguardare l’interesse e la parita’ di
trattamento dei  partecipanti,  il  regolamento  dei  fondi
comuni di investimento speculativi puo’ prevedere che, sino
al 31 dicembre 2009:
a) nel caso di richieste di rimborso complessivamente
superiori in un dato giorno o periodo al 15 per  cento  del
valore complessivo netto del fondo, la SGR puo’  sospendere
il rimborso delle quote eccedente tale ammontare in  misura
proporzionale   alle   quote   per   le    quali    ciascun
sottoscrittore ha  richiesto  il  rimborso.  Le  quote  non
rimborsate sono trattate come una nuova domanda di rimborso
presentata il primo giorno successivo all’effettuazione dei
rimborsi parziali;
b)  nei  casi  eccezionali  in  cui  la  cessione  di
attivita’ illiquide del fondo, necessaria  per  far  fronte
alle richieste di rimborso, puo’  pregiudicare  l’interesse
dei partecipanti,  la  SGR  puo’  deliberare  la  scissione
parziale del fondo, trasferendo le attivita’  illiquide  in
un nuovo fondo di tipo chiuso. Ciascun partecipante  riceve
un numero di quote del nuovo  fondo  uguale  a  quello  che
detiene nel vecchio fondo. Il nuovo fondo non puo’ emettere
nuove quote; le quote del nuovo  fondo  vengono  rimborsate
via via che le attivita’ dello stesso sono liquidate.
7.  Le  modifiche  al   regolamento   dei   fondi   per
l’inserzione delle clausole di cui al comma  6  entrano  in
vigore il giorno stesso dell’approvazione  da  parte  della
Banca d’Italia e sono applicabili  anche  alle  domande  di
rimborso gia’ presentate ma non ancora regolate.
8.  Sono  abrogati  i  limiti  massimi  al  numero  dei
partecipanti a un fondo speculativo previsti  da  norme  di
legge o dai relativi regolamenti di attuazione.
9. La Banca d’Italia definisce con proprio  regolamento
le norme  attuative  dei  commi  6,  7  e  8  del  presente
articolo, con particolare riferimento alla  definizione  di
attivita’ illiquide, alle caratteristiche dei fondi  chiusi
di  cui  al  comma  6,  lettera  b),  alle  procedure   per
l’approvazione delle modifiche dei regolamenti di  gestione
dei fondi e all’ipotesi in cui a seguito  dell’applicazione
delle misure di cui al comma 6,  siano  detenute  quote  di
valore inferiore al minimo previsto per  l’investimento  in
quote di fondi speculativi.».
– Per l’art. 19 del decreto  legislativo  1°  settembre
1993, n. 385 si veda nelle note all’art. 1.
all’adempimento dei compiti di cui al presente decreto con le risorse
umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 21 – Attuazione della direttiva 2007/44/CE, che modifica le direttive 92/49/CEE, 2002/83/CE, 2004/39/CE, 2005/68/CE e 2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i criteri per la valutazione prudenziale di acquisizione e incrementi di partecipazione nel settore finanziario. (10G0034) (GU n. 44 del 23-2-2010 redazione redazione 2015-05-05T18:40:40+00:00