Source: https://iris.unibocconi.it/handle/11565/51209
Timestamp: 2017-10-17 13:12:08+00:00
Document Index: 29188353

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 21', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 40']

Ancora in tema di colpa e causalità: la condotta impeditiva e la sua individuazione (Nota a App. Milano sez. I, 9 aprile 2001) | IRIS Università Commerciale Luigi Bocconi Attenzione: i dati modificati non sono ancora stati salvati. Per confermare inserimenti o cancellazioni di voci è necessario confermare con il tasto SALVA/INSERISCI in fondo alla pagina
Ancora in tema di colpa e causalità: la condotta impeditiva e la sua individuazione (Nota a App. Milano sez. I, 9 aprile 2001)
L'A. non condivide la sentenza in epigrafe con cui la Corte d'Appello di Milano dichiara che l'omissione è condizione dell'evento quando, secondo le leggi scientifiche, era molto probabile che, se fosse stata tenuta la condotta dovuta, l'evento non si sarebbe verificato, e che per individuare la condotta che avrebbe dovuto essere tenuta in caso di delitto colposo omissivo, nel caso di specie, occorre far riferimento all'art. 21 d.P.R. 303/56. Secondo l'A. la decisione affronta soltanto un aspetto della causalità, e cioè quello concernente la causalità generale, mentre vi sono situazioni nelle quali è necessario accertare non soltanto la spiegazione causale dell'evento, bensì anche se e quale condotta umana sarebbe stata impeditiva di quel medesimo evento: e questa è l'ipotesi della c.d. causalità omissiva (o impeditiva) regolata dall'art. 40 c.p. comma 1.
Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11565/51209
Titolo: Ancora in tema di colpa e causalità: la condotta impeditiva e la sua individuazione (Nota a App. Milano sez. I, 9 aprile 2001)
Abstract: L'A. non condivide la sentenza in epigrafe con cui la Corte d'Appello di Milano dichiara che l'omissione è condizione dell'evento quando, secondo le leggi scientifiche, era molto probabile che, se fosse stata tenuta la condotta dovuta, l'evento non si sarebbe verificato, e che per individuare la condotta che avrebbe dovuto essere tenuta in caso di delitto colposo omissivo, nel caso di specie, occorre far riferimento all'art. 21 d.P.R. 303/56. Secondo l'A. la decisione affronta soltanto un aspetto della causalità, e cioè quello concernente la causalità generale, mentre vi sono situazioni nelle quali è necessario accertare non soltanto la spiegazione causale dell'evento, bensì anche se e quale condotta umana sarebbe stata impeditiva di quel medesimo evento: e questa è l'ipotesi della c.d. causalità omissiva (o impeditiva) regolata dall'art. 40 c.p. comma 1.