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Timestamp: 2020-07-11 20:38:41+00:00
Document Index: 111187683

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 617', 'art. 111', 'art. 380', 'art. 366', 'art. 385', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 26331 del 17/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26331 del 17/10/2019
Cassazione civile sez. III, 17/10/2019, (ud. 13/09/2019, dep. 17/10/2019), n.26331
sul ricorso iscritto al n. 20632/2016 R.G. proposto da:
A.P., e G.G., rappresentate e difese
dall’Avv. Saverio Cosi, con domicilio eletto in Roma, via Caio
Mario, n. 13;
avverso la sentenza n. 2089 del Tribunale di Roma depositata il 2
G.G. e A.P. sono separatamente intervenute nella procedura esecutiva a carico dell’I.N.P.S. intrapresa da tale Ga.. Il giudice dell’esecuzione ha, tuttavia, dichiarato l’estinzione della procedura per omessa produzione dei titoli esecutivi e della dichiarazione del terzo.
Avverso tale provvedimento le due intervenienti hanno proposto opposizione ex art. 617 c.p.c.
Esaurita la fase sommaria, l’opposizione è stata introdotta nel merito con citazione. Il Tribunale di Roma ha dichiarato estinto il giudizio per tardività.
La decisione è stata impugnata dalla G. e dall’ A., che hanno congiuntamente proposto ricorso straordinario, ex art. 111 Cost., comma 7, per un unico motivo. L’I.N.P.S. ha resistito con controricorso. Le ricorrenti hanno depositato memorie ai sensi dell’art. 380-bis-1 c.p.c..
Il ricorso è inammissibile, in quanto privo dell’esposizione, ancorchè sommaria, dei fatti di causa. Esso quindi non soddisfa i requisiti di specificità di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6,.
Sebbene tale rilievo sia assorbente, non è superfluo aggiungere che lo stesso sarebbe anche manifestamente infondato. Intatti, pur vertendosi in materia soggetta a rito del lavoro, la causa di opposizione è stata introdotta nel merito con citazione. Pertanto, giusto il principio di conservazione degli atti processuali, correttamente il giudice del lavoro ha ritenuto che la causa potesse ritenersi correttamente instaurata, ma a condizione che l’iscrizione a ruolo dell’atto di citazione fosse avvenuta entro il termine ultimo fissato dal giudice dell’esecuzione per il deposito del ricorso. Poichè, invece, la causa è stata iscritta a ruolo successivamente, il Tribunale, nel dichiarare l’estinzione della causa, ha fatto corretta applicazione del principi di diritto.
Chiaramente inammissibile è anche l’ampliamento del thema decidendum contenuto nelle memorie difensive.
Ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 1, le spese del giudizio di legittimità vanno poste a carico delle ricorrenti, nella misura indicata nel dispositivo.
Ricorrono altresì i presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, sicchè va disposto il versamento, da parte delle impugnanti soccombenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione da loro proposta, senza spazio per valutazioni discrezionali (Sez. 3, Sentenza n. 5955 del 14/03/2014, Rv. 630550).
dichiara inammissibile il ricorso e condanna le ricorrenti al pagamento, in favore della parte controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 500,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge.