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Timestamp: 2019-02-19 03:14:23+00:00
Document Index: 169340090

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 9', 'art.23', 'art.21', 'art.1', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 7']

Notaio - Ultimo Bando di Concorso - sentenze cassazione
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Notaio – Ultimo Bando di Concorso
Concorso a duecento posti di notaio
D.D.G. 1° settembre 2004 (G.U. 07/09/2004 n. 71 – 4a serie speciale)Art. 1
E’ indetto un concorso, per esame, a 200 posti di notaio.
DISPOSIZIONI GENERALIArt. 2
Per essere ammessi al concorso gli aspiranti debbono essere in possesso dei requisiti stabili dall’art. 5 numeri 1), 2), 3), 4), 5) della legge 16 febbraio 1913, n. 89, e successive modificazioni, e non aver compiuto gli anni quaranta alla data del presente decreto, ovvero gli anni cinquanta, per i soli aspiranti i quali risultino iscritti nel registro dei praticanti anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 26 luglio 1995, n. 328.
La domanda di ammissione al concorso, redatta su carta da bollo (art. 1 della legge 25 maggio 1970, n. 358) e diretta al Ministero della giustizia – Dipartimento per gli affari di giustizia – Direzione generale della giustizia civile – Ufficio III –, deve essere presentata al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale nella cui giurisdizione risiede l’aspirante, entro le ore di ufficio e nel termine perentorio di giorni quarantacinque dalla pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.
La domanda si considera prodotta in tempo utile anche se spedita al suddetto Procuratore della Repubblica a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, entro il termine sopra stabilito. A tal fine fa fede il timbro e la data dell’ufficio postale accettante.
le precise generalità (prima il cognome poi il nome) con l’esatta indicazione della residenza e del luogo di domicilio, valido a tutti gli effetti per le comunicazioni; le donne coniugate devono indicare il cognome di nascita, il proprio nome prima del cognome del coniuge;
l’inesistenza di sentenze di fallimento, interdizione o di inabilitazione pronunciate nei propri confronti;
il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza, con l’esatta menzione della data e dell’università in cui venne conseguito oppure il possesso di un titolo riconosciuto equipollente ai sensi della legge 11 luglio 2002, n.148;
il compimento entro il termine utile per la presentazione della domanda di ammissione al concorso, della pratica notarile prescritta, con l’indicazione del relativo periodo e del consiglio notarile nella cui circoscrizione la pratica stessa è stata effettuata, nonché del titolo giustificativo della eventuale pratica notarile ridotta ovvero il conseguimento della idoneità in un concorso per esame per la nomina a notaio, precisandone gli estremi;
l’esclusione di difetti che importino inidoneità all’esercizio delle funzioni notarili.
quietanza comprovante l’effettuato versamento presso un archivio notarile della somma di € 1,55, stabilita dall’art. 1, ultimo comma, ultima parte, della legge 25 maggio 1970, n. 358, di cui € 0,52 per tassa di concorso ed € 1,03 per contributo alle spese di concorso;
due fotografie uguali a colori, formato tessera, di misura non superiore a centimetri quattro per quattro, riproducenti l’effigie recente del candidato, salvo che si tratti di candidati ammessi di diritto alle prove scritte, ai sensi dell’art. 5, comma 6.
I candidati residenti all’estero hanno facoltà di presentare o far pervenire la domanda, con le quietanze e le fotografie, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
Ogni cambiamento di indirizzo deve essere comunicato al Ministero della giustizia – Dipartimento per gli affari di giustizia – Direzione generale della giustizia civile – Ufficio III, con lettera raccomandata.
Il candidato che presenti personalmente la domanda deve consegnare le fotografie di cui al comma 4, lettera c), all’addetto alla ricezione il quale, sul retro, vi appone il nome e cognome del candidato, la propria sigla e il timbro tondo dell’Ufficio.
Il candidato che non presenti personalmente la domanda, deve allegare ad essa le due fotografie, di cui una incollata su di un supporto cartaceo, con l’attestazione del notaio della corrispondenza con l’effigie del candidato e l’altra recante, esclusivamente sul retro, il sigillo e la sigla del notaio, nonché, a carattere stampatello, il nome e cognome del candidato.
L’ammissione al concorso, per ciascun candidato, è deliberata dal direttore generale della giustizia civile – Dipartimento per gli affari di giustizia – , sotto condizione dell’accertamento dei requisiti prescritti e delle altre condizioni, in difetto dei quali può disporsi, in ogni momento, con decreto motivato, l’esclusione dal concorso.
PROVA DI PRESELEZIONEArt. 5
Le prove scritte di cui al successivo art. 10 sono precedute da una prova di preselezione della durata di quarantacinque minuti, salvo quanto indicato al successivo art. 6, eseguita con strumenti informatici e con assegnazione ad ogni candidato di un questionario di quarantacinque domande; i candidati scelgono la risposta che riterranno giusta tra le quattro soluzioni proposte per ogni domanda. Al candidato che risponde in modo esatto a tutte le domande viene attribuito il punteggio formale di 45. 585. Ad ogni domanda omessa od errata è attribuito il seguente punteggio: 991, per la domanda difficile; 997, per la domanda di media difficoltà; 1013, per la domanda facile. Il punteggio proprio di ogni candidato si ottiene sottraendo al punteggio 45.585 il numero di 991, per ogni domanda difficile, omessa od errata; quello di 997, per ogni domanda di media difficoltà, omessa od errata; infine, quello di 1013, per ogni domanda facile, omessa od errata. Sulla base del punteggio conseguito si forma la graduatoria di merito, così come previsto dal Regolamento di cui al D.M. 24 febbraio 1997, n. 74, modificato dal D.M. 10 novembre 1999, n. 456. Ogni sessione della preselezione è preceduta da una dimostrazione relativa al suo funzionamento.
Le domande vertono sulle materie oggetto del concorso.
Esse sono distribuite per materia ed hanno, per ciascun candidato, complessivamente lo stesso grado di difficoltà. I singoli questionari sono formati mediante l’impiego della stessa procedura informatica, invariata per tutte le sessioni in cui si articola la prova.
L’archivio di tutte le domande, dal quale saranno tratte quelle poste ai candidati, verrà pubblicato sul supplemento della Gazzetta Ufficiale – 4a serie speciale – del 26 novembre 2004 , in conformità a quanto previsto nel Regolamento, di cui al comma 1.
In detto supplemento si darà comunicazione della nuova data di pubblicazione, in caso di eventuale rinvio.
Dalla prova di preselezione sono esonerati coloro che hanno conseguito l’idoneità in uno degli ultimi tre concorsi espletati in precedenza.
I candidati affetti da patologie limitatrici dell’autonomia, che ne facciano documentata richiesta nella domanda, ovvero successivamente, nel caso di patologie insorte dopo la presentazione o la spedizione della stessa, sono assistiti, nella lettura dei quesiti e nella digitazione delle risposte, da personale dell’amministrazione che non sia in grado di dare loro suggerimenti.
Per i predetti candidati portatori di handicap la commissione può aumentare il tempo a disposizione per lo svolgimento della prova, in misura comunque non superiore ai trenta minuti.
Al termine di ogni sessione, a ciascun candidato sarà consegnato un attestato – firmato dal presidente o da un componente o da un segretario della Commissione d’esame – contenente il numero progressivo di ciascun quesito propostogli (da 1 a 45), il numero identificativo del quesito pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, nonché il testo integrale della risposta selezionata o l’indicazione della mancata risposta, secondo quanto risultante dalla stampa fornita dal sistema informatico di preselezione.
I candidati non esonerati od ai quali non sia stata comunicata l’esclusione dalla preselezione sono tenuti a presentarsi, a pena di decadenza, conformemente al calendario di cui al comma quarto, per sostenere la relativa prova, nel luogo, giorno ed ora di inizio della stessa secondo quanto indicato nella Gazzetta Ufficiale – 4a serie speciale – del 25 gennaio 2005.
In detta Gazzetta si darà comunicazione della nuova data di pubblicazione, in caso di eventuale rinvio.
La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ha valore di notificazione a tutti gli effetti.
Il calendario sarà formato dopo la ricezione delle domande, secondo l’ordine alfabetico, previo sorteggio della lettera iniziale del cognome dei candidati.
Il sorteggio per l’ordine di partecipazione alla prova avrà luogo nella sede del Ministero della giustizia, in Roma, via Arenula, 70, a cura dell’Ufficio III – della Direzione generale della giustizia civile – Dipartimento per gli affari di giustizia -, previo avviso, a mezzo telegramma, della data e dell’ora, ad almeno cinque candidati, i quali avranno facoltà di presenziare.
I candidati che si presentano per sostenere la prova di preselezione sono identificati al momento dell’ingresso nei locali in cui si svolge ogni sessione.
All’uopo, devono esibire uno dei documenti di cui al successivo art. 12 e ritirare dal personale la tessera di identificazione.
Qualora, per cause di forza maggiore, non possano aver luogo una o più sessioni nella giornata programmata, il Presidente della Commissione di esame fissa la data di rinvio dandone comunicazione, anche in forma orale, ai candidati presenti. Per cause di forza maggiore – adeguatamente documentate – la Commissione può differire di un termine comunque non superiore a dieci giorni la data originariamente fissata per lo svolgimento della prova di preselezione del candidato richiedente.
La tessera di cui al comma 7, da utilizzare in occasione della prova di preselezione, deve essere conservata, nell’ipotesi di superamento della prova in questione, per l’identificazione, ai fini delle successive prove di concorso, secondo quanto previsto negli artt. 11 e 12.
I candidati non possono avvalersi, durante la prova, di qualsiasi strumento, appunto o pubblicazione, anche ufficiale, né di qualsiasi supporto cartaceo. Nel caso di violazione di qualsiasi norma stabilita per lo svolgimento della prova di preselezione, la Commissione di esame delibera l’immediata esclusione del candidato dal concorso.
La graduatoria di tutti i candidati che hanno partecipato alla prova di preselezione è formata dal sistema automatizzato, sulla base della elaborazione del programma informatico; la Commissione determina coloro che sono ammessi alle prove scritte, ai sensi dell’art. 5 ter legge 16 febbraio 1913, n. 89, come modificata dalla legge 26 luglio 1995, n. 328.
Detta graduatoria viene trasmessa al Ministero della giustizia – Dipartimento per gli affari di giustizia – Direzione generale della giustizia civile – Ufficio III, dal Presidente della Commissione, unitamente ai verbali, alla relazione finale ed ai supporti informatici non modificabili relativi a ciascuna sessione di cui si compone la preselezione – ed è resa pubblica mediante foglio da affiggersi nei locali del Ministero.
Dell’avvenuta affissione sarà data comunicazione mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4a serie speciale – del 29 marzo 2005. In tale Gazzetta si darà, inoltre, comunicazione delle modalità di convocazione dei concorrenti, del luogo e delle date di svolgimento delle prove scritte, di cui ai successivi articoli 11 e 12.
Nella citata Gazzetta Ufficiale si darà comunicazione di eventuali rinvii di quanto previsto al comma precedente.
Tale pubblicazione, con riferimento a quanto specificato nei precedenti commi, ha valore di notifica a tutti gli effetti.
Qualora, successivamente alla pubblicazione del calendario per lo svolgimento delle prove scritte, le medesime non si siano svolte per qualsiasi motivo nei giorni indicati a norma del comma 3, del luogo e delle nuove date del loro svolgimento verrà data comunicazione, mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale edita il secondo venerdì successivo alla data prevista per lo svolgimento dell’ultima prova scritta.
PROVE DI CONCORSOArt. 10
L’esame scritto consta di tre distinte prove teorico-pratiche riguardanti un atto fra vivi, un atto di ultima volontà ed un ricorso di volontaria giurisdizione. In ciascun tema si richiede la compilazione dell’atto e lo svolgimento dei principi dottrinali attinenti a determinati istituti giuridici relativi all’atto stesso.
diritto civile e commerciale, con particolare riguardo agli istituti giuridici in rapporto ai quali si esplica l’ufficio di notaio;
disposizioni concernenti le tasse sugli affari.
I candidati ammessi alle prove scritte sono tenuti a presentarsi, per sostenere le prove medesime, nelle date, nel luogo e con le modalità che verranno indicate, ai sensi dell’art. 9.
Al momento dell’identificazione personale, che può avvenire anche il giorno della prima prova scritta, ma precedentemente al suo inizio, i candidati ammessi in conseguenza del superamento della prova di preselezione, possono esibire la tessera di identificazione, ricevuta ai sensi dell’art. 8, mentre i candidati ammessi di diritto possono esibire uno dei documenti di identificazione, precisati nel successivo art. 12.
La consegna dei testi di consultazione, di cui ai commi 5, 6 e 7, per la preventiva verifica da parte della Commissione, è ammessa nei giorni che precedono quello della prima prova scritta, secondo quanto previsto nella Gazzetta Ufficiale indicata nell’art. 9, ed è subordinata alla preventiva identificazione del candidato, ai sensi del comma precedente.
I candidati, al fine di ritirare la tessera di identificazione di cui agli articoli precedenti, devono presentare la carta di identità ottenuta ai sensi della legge di pubblica sicurezza ovvero un valido documento di identificazione, con fotografia, rilasciata da un’autorità di Stato.
Prima delle prove scritte e di quella orale, i candidati devono dimostrare la propria identità personale, presentando la tessera di identificazione, in alternativa ai documenti di cui al comma 1.
Sono ammessi alle prove orali soltanto quei concorrenti che avranno riportato almeno trenta punti in ciascuna delle prove scritte e non meno di centocinque nel complesso.
i risultati delle prove scritte saranno affissi nei locali del Ministero ai sensi dell’art.23, comma 3, del regio decreto 14 novembre 1926, n.1953 ed è da tale data che decorreranno i termini di cui all’art.21, comma 1, della legge 6 dicembre 1971, n.1034, come modificato dall’art.1 della legge 21 luglio 2000, n.205.
L’esame orale si intende superato se il concorrente avrà riportato almeno trenta punti in ciascun gruppo di materie e non meno di centocinque punti nel complesso.
Il voto complessivo assegnato ai concorrenti che avranno conseguito in ciascuna delle prove almeno trenta punti e siano stati dichiarati idonei in uno o più precedenti concorsi, per esame, è aumentato di due punti per ciascuna delle idoneità precedentemente conseguite. Tale aumento viene applicato sul voto complessivo delle prove scritte o sul voto complessivo delle prove orali oppure in parte sull’uno e in parte sull’altro.
Sono dichiarati idonei coloro che avranno conseguito nell’insieme delle prove scritte ed orali, non meno di duecentodieci punti su trecento, con i minimi stabiliti nei commi precedenti.
PROCEDIMENTO DI NOMINAArt. 14
I concorrenti, dopo il superamento della prova orale, al fine dell’accertamento dei requisiti per la nomina, debbono far pervenire al Ministero della giustizia – Dipartimento per gli affari di giustizia – Direzione generale della giustizia civile – Ufficio III, a pena di decadenza, entro il termine di giorni trenta, che decorre, dal giorno successivo alla data che sarà fissata e comunicata dall’amministrazione, i seguenti documenti:
il diploma originale di laurea in giurisprudenza o del titolo riconosciuto equipollente ai sensi della legge 11 luglio 2002, n.148 o copia notarile di esso, ovvero, nel caso in cui il diploma originale non sia stato ancora rilasciato, un certificato della competente autorità accademica che, menzionando tale circostanza, lo sostituisca;
I concorrenti che abbiano superato la prova orale, debbono far pervenire, inoltre, al Ministero della giustizia – Dipartimento per gli affari di giustizia -Direzione generale della giustizia civile – Ufficio III, a pena di decadenza, entro il termine previsto dal primo comma del precedente articolo, i documenti prescritti per dimostrare gli eventuali titoli agli effetti della formazione della graduatoria generale dei vincitori di concorso e degli altri concorrenti idonei.
I predetti titoli debbono essere comprovati mediante autonoma, specifica e valida documentazione o attestazione e, in particolare: la qualifica di mutilato o di invalido di guerra o per fatto di guerra o di mutilato ed invalido civile per fatto di guerra deve risultare dal decreto di concessione della relativa pensione, ovvero dal modello 69, rilasciato dal Ministero del tesoro – Direzione generale delle pensioni di guerra, oppure della competente associazione nazionale.
La qualifica di mutilato ed invalido per servizio deve risultare dal decreto di concessione della pensione che indichi la categoria e la voce della invalidità da cui è colpito, ovvero il mod. 69-ter, rilasciato secondo i casi dall’amministrazione centrale al servizio della quale l’aspirante ha contratto l’invalidità.
La qualifica di mutilato ed invalido civile deve risultare da certificazione del competente ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, attestante il numero di iscrizione nel ruolo e la categoria professionale, ai sensi dell’art. 6 della legge 5 ottobre 1962, n. 1539.
La qualifica di mutilato ed invalido per lavoro deve risultare da certificazione dell’Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro.
La qualifica di orfano di caduto di guerra o caduto per la lotta di liberazione o di caduto civile per fatto di guerra deve risultare da certificato rilasciato dalla competente Associazione nazionale.
La qualifica di orfano di caduto per servizio deve risultare dal mod. 69-ter , rilasciato a nome del padre, dall’amministrazione da cui dipendeva il genitore deceduto per causa di servizio.
La qualifica di orfano di caduto sul lavoro deve risultare da certificazione della sezione provinciale dell’Associazione nazionale invalidi e mutilati del lavoro.
La qualifica di figlio di mutilato o invalido di guerra o della lotta di liberazione o di figlio di mutilato o invalido civile per fatto di guerra deve risultare dal mod. 69 da rilasciarsi dalla Direzione generale delle pensioni di guerra a nome del padre del candidato.
La qualifica di figli di mutilati e degli invalidi per servizio deve risultare a nome del padre da certificazione rilasciata dall’Amministrazione da cui dipende il genitore mutilato o invalido per servizio.
La qualifica di profugo deve essere dimostrata mediante attestazione rilasciata dal Prefetto secondo le norme del decreto del Presidente della Repubblica in data 4 luglio 1956, n. 1117. Sono anche validi i certificati a suo tempo rilasciati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Ufficio stralcio dell’Africa italiana, secondo le norme del decreto legislativo 26 febbraio 1948, n. 104; i profughi invece che si trovano nelle condizioni previste dalla legge 25 ottobre 1960, n. 1306, dovranno presentare un attestato, rilasciato dal Ministero degli affari esteri comprovante la loro condizione.
Le madri, le vedove non rimaritate o le sorelle vedove o nubili di caduto di guerra, di caduto per fatto di guerra, di caduto per servizio, debbono esibire un certificato rilasciato dal Sindaco del comune di residenza, attestante la loro qualifica.
Le madri o le vedove non rimaritate o le sorelle vedove o nubili di caduto sul lavoro devono esibire una certificazione della sezione provinciale dell’Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro.
Lo stato di coniugato deve essere dimostrato mediante l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio e l’esistenza dei figli con lo stato di famiglia.
Il lodevole servizio prestato nelle pubbliche amministrazioni deve essere comprovato mediante specifica attestazione dell’amministrazione da cui il candidato dipende; non è sufficiente la certificazione relativa alle qualifiche annuali.
Tutti i documenti richiesti dal presente e dal precedente articolo debbono essere assoggettati alla imposta di bollo, fatta eccezione per i documenti di cui al primo comma, lettere a) e b) dell’art. 15 e di cui al comma quattordici del presente articolo, esenti, ai sensi dell’art. 7 della legge 29 dicembre 1990, n. 405.
L’amministrazione provvede di ufficio all’accertamento della buona condotta, dell’assenza di precedenti penali, di carichi pendenti, di declaratorie di fallimento, di interdizione e di inabilitazione.
Il Direttore Generale della giustizia civile – Dipartimento per gli affari di giustizia, riconosciuta la regolarità delle operazioni del concorso, approva, con decreto, la graduatoria.
Il Direttore Generale della giustizia civile – Dipartimento per gli affari di giustizia, con lo stesso decreto, ha facoltà, sentito il Consiglio nazionale del notariato, di aumentare fino alla misura del dodici per cento il numero dei posti messi a concorso, nei limiti dei posti disponibili in seguito a concorsi per trasferimenti andati deserti, esistenti al momento della formazione della graduatoria.
La graduatoria viene pubblicata nel Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia, insieme all’elenco delle sedi da assegnare ai vincitori del concorso.
Entro quindici giorni dalla data di pubblicazione del Bollettino ufficiale del Ministero, nel quale saranno pubblicati la graduatoria e l’elenco di cui al precedente articolo, i vincitori del concorso potranno far pervenire al Ministero della giustizia – Dipartimento per gli affari di giustizia – Direzione generale della giustizia civile – Ufficio III, una dichiarazione, in carta da bollo, contenente l’indicazione delle sedi alle quali aspirano ad essere destinati, in ordine di preferenza.