Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/i-quesiti-sul-decreto-81-C-100/i-quesiti-sul-decreto-81-sugli-obblighi-delle-imprese-familiari-AR-11184/
Timestamp: 2016-10-22 11:38:40+00:00
Document Index: 52484463

Matched Legal Cases: ['art 96', 'art. 96', 'art. 89', 'art. 21', 'art. 96', 'art. 21', 'art. 15']

I quesiti sul decreto 81: sugli obblighi delle imprese familiari
31 agosto 2011 - Cat: I quesiti sul decreto 81
Chiarimenti in merito alla risposta ad un quesito sugli obblighi delle imprese familiari.
Bari, 31 Ago - Chiarimenti
in merito alla risposta ad un quesito sugli obblighi delle imprese familiari. A
cura di Gerardo Porreca ( www.porreca.it).
pubblicato sul quotidiano del 20/7/2011 relativo agli obblighi delle
imprese familiari emergerebbe che queste ultime NON possono lavorare in un
cantiere edile. Non mi pare ci sia altra interpretazione. Le stesse infatti non
sono in grado di elaborare un POS conforme a quanto richiesto dal D.
Lgs. n. 81/2008. Quanto affermato dal Titolo IV art 96 di tale decreto è
contradditorio con il resto dell'apparato legislativo che consente alle imprese
familiari di disinteressarsi della tutela della salute e sicurezza dei
lavoratori. La gravità non sta nel Titolo IV ma in quanto contenuto nel Titolo
1 e alla concessione gratuita che il legislatore ha fatto alle imprese
familiari. Mi fa piacere che una bestialità simile sia stata messa in rilievo,
ma necessita di alcune precisazioni soprattutto in merito alla regolarità del
loro POS in cantiere...a meno che il legislatore provveda ad integrare
l’Allegato XV con un Punto 3-bis sui "contenuti ridotti del POS per le
imprese familiari”.
Il lettore nella richiesta di chiarimenti mette in evidenza che:
a) le imprese
familiari entrano in regime di Titolo IV e che se vanno ad operare in un
cantiere edile devono fare il piano operativo di sicurezza (POS) così come
impone esplicitamente l’art. 96 comma 1 lettera g) del D. Lgs. n. 81/2008;
b) il POS è il documento che il datore di lavoro
dell'impresa esecutrice redige, ai sensi dell'articolo 17 comma 1 lettera a),
in riferimento al singolo cantiere ed i cui contenuti sono riportati
nell'allegato XV così come indicato fra le definizioni di cui all’art. 89 dello
stesso decreto al comma 1 lettera h);
c) il POS va redatto secondo i contenuti minimi di cui
all’Allegato XV del D. Lgs. n. 81/2008 che richiede di indicare dei requisiti
che l’impresa familiare non è tenuta ad avere e quindi non ha;
d) le imprese familiari se non hanno lavoratori dipendenti
sono soggette solo all'art. 21 e 26 e se invece li hanno devono rispondere a
tutto il dettato legislativo n. 81/2008;
e) le imprese familiari come conseguenza del punto
precedente se non hanno dipendenti non sono tenute a redigere un DVR o l’ autocertificazione
e quindi, chiudendo
il cerchio, il lettore fa osservare giustamente che in tal modo le imprese
familiari di fatto non potrebbero lavorare nei cantieri edili di cui al Titolo
IV o se lo fanno non possono comunque ottemperare compiutamente alle disposizioni dello stesso D. Lgs. n.
81/2008 potendo andare incontro ad eventuali sanzioni comminate dagli ispettori
degli organi di vigilanza. Di conseguenza quindi può venire spontanea la
domanda su cosa deve fare in tal caso il coordinatore
per la sicurezza e soprattutto su come deve comportarsi il personale degli
organi di vigilanza allorquando riscontrano che le imprese familiari quanto
meno non rispettano i contenuti minimi del piano operativo di sicurezza.
contraddizione quella messa in evidenza dal lettore è uno dei tanti
scoordinamenti che è possibile rilevare nella lettura del D. Lgs. n. 81/2008 in
questo caso riguardante le disposizioni di cui al Titolo IV del decreto stesso
sui cantieri temporanei o mobili, e quelle di cui al Titolo I di carattere
generale, scoordinamenti che lo scrivente ha già avuto modo più volte di
mettere in rilievo in alcuni suoi interventi e che dallo scrivente stesso vengono attribuiti allo “slancio” che il
legislatore ogni tanto mostra di avere ed agli “sconti” che ha voluto concedere
a particolari organizzazioni di lavoro che, pur presentando strutture più
semplici, se viste nell’ottica della prevenzione possono comunque arrecare
ugualmente nei luoghi di lavoro durante la loro attività dei rischi di natura
sia specifica che interferenziale.
in particolare la redazione del POS
è chiaro comunque che le imprese familiari, pur obbligate a redigerlo per
quanto stabilito specificatamente dal comma 1 lettera g) del D. Lgs. n.
81/2008, non potranno che farlo in una maniera che possiamo definire “ridotta”
potendo riportare nello stesso solo quegli elementi di cui all’Allegato XV
punto 3.2.1 del D. Lgs. n. 81/2008 che sono in grado di indicare. Per quanto
riguarda i rimanenti punti alle stesse non rimane altro da fare che mettere in
evidenza nel POS di non poter indicare quei requisiti che, come dice il
lettore, non sono tenuti ad avere e che quindi non hanno. Analogamente in
tali circostanze il personale ispettivo degli organi di vigilanza, una volta
accertato che si è effettivamente in presenza di un’impresa familiare di cui
all’articolo 230-bis del codice civile e non di una organizzazione datoriale di
lavoro, avrà cura nell’ambito dei propri accertamenti di tenere conto della
“svista” del legislatore evitando di contravvenzionare il responsabile dell’impresa
familiare per la mancanza nel POS di quei requisiti che, benché richiesti dalle
disposizioni di legge come contenuti minimi, le stesse in pratica non sono
tenute ad avere.
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