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Timestamp: 2018-02-23 12:29:32+00:00
Document Index: 23824344

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 335', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ']

Con sentenza in data 17 giugno 1999, il Tribunale di Salerno dichiarava C.G. e S.G. responsabili rispettivamente nella misura del 70% e del 30% del sinistro stradale per effetto del quale era deceduto Ca.Er.; condannava C.G., D.N.A. e la Universo Assicurazioni a risarcire in solido il 70% del danno e S.G. e la Zurigo Assicurazioni, già Danubio Assicurazioni, a risarcire in solido il 30% del danno; liquidava in L. 500.000.000 il danno biologico subito dal C., assegnandone metà ai genitori e metà ai tre fratelli;
liquidava in L. 250.000.000 il danno morale, che ripartiva secondo il medesimo criterio; determinava in L. 30.904.740, oltre rivalutazione monetaria e interessi di mora, il danno patrimoniale.
Sugli appelli della Zurigo Assicurazioni e della Universo Assicurazioni, con sentenza in data 15 febbraio - 31 maggio 2001, la Corte di Appello di Salerno rideterminava il danno biologico attribuito jure hereditatis ai C. in L. 120.000.000 e il danno morale in L. 15.452.370, oltre accessori.
La Corte Territoriale osservava per quanto interessa: nel liquidare equitativamente il danno biologico del C. occorre considerare che costui è rimasto in vita quattordici giorni ricoverato in ospedale in stato di pericolo di vita; considerato il modesto reddito del defunto, pur in presenza di condizioni familiari disagiate, appare corretto riservare alla famiglia - e non a lui, come ritenuto dal Tribunale - un terzo del reddito; la parziale fondatezza del ricorso - consiglia la compensazione per metà delle spese del grado, poste per l'altra metà a solidale carico delle due assicurazioni.
Avverso la suddetta sentenza i C. hanno proposto ricorso per Cassazione affidato a due motivi.
Con il primo motivo lamentano vizio di motivazione con riferimento alla liquidazione del danno biologico, ritenuta arbitraria per il mancato ricorso al criterio tabellare.
Con il secondo motivo eccepiscono vizio di...
Preliminarmente i due ricorsi vanno riuniti ai sensi dell'art. 335 c.p.c..
La determinazione del danno biologico patito da Ca.Er., deceduto dopo quattordici giorni dal sinistro per effetto delle lesioni in esso subite, ha formato oggetto di censura con il primo motivo dei rispettivi ricorsi.
E' pacifico (Cass. Sez. 3, n. 15408 del 2004) che, nel caso in cui intercorra un apprezzabile lasso di tempo tra le lesioni subite dalla vittima del danno e la morte causata dalle stesse, è configurabile un danno biologico risarcibile subito dal danneggiato, e il diritto del danneggiato a conseguire il risarcimento è trasmissibile agli eredi, che potranno agire in giudizio nei confronti del danneggiante "iure hereditatis".
Nella specie è in contestazione, da punti di vista opposti, il criterio adottato dalla Corte Territoriale e la conseguente quantificazione di tale danno.
Questa stessa sezione, anche recentemente (Cass. Sez. 3, n. 3549 del 2004), ha chiarito che, nei casi come quello di specie, l'ammontare del danno biologico terminale sarà commisurato soltanto all'inabilita temporanea, e tuttavia la sua liquidazione dovrà tenere conto, nell'adeguare l'ammontare del danno alle circostanze del caso concreto, del fatto che, se pure temporaneo, tale danno è massimo nella sua entità e intensità, tanto che la lesione alla salute è così elevata da non essere suscettibile di recupero ed esitare nella morte.
Da questo principio discende direttamente sul piano logico (Cass. Sez. 3; n. 11003 del 2003) che il danno biologico e morale che la vittima di un sinistro subisce nell'apprezzabile lasso di tempo tra la lesione e la conseguente morte (cd....