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Timestamp: 2018-10-16 00:52:16+00:00
Document Index: 173097210

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 11', 'art.2', 'art. 4']

ANDREA GIBELLI Vice Presidente GIULIO DE CAPITANI ALESSANDRO COLUCCI DOMENICO ZAMBETTI - PDF
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1 IX / ROBERTO FORMIGONI ANDREA GIBELLI Vice Presidente GIULIO DE CAPITANI DANIELE BELOTTI ROMANO LA RUSSA GIULIO BOSCAGLI CARLO MACCARI LUCIANO BRESCIANI STEFANO MAULLU MASSIMO BUSCEMI MARCELLO RAIMONDI RAFFAELE CATTANEO MONICA RIZZI ROMANO COLOZZI GIOVANNI ROSSONI ALESSANDRO COLUCCI DOMENICO ZAMBETTI dell'assessore Giulio Boscagli DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLA SPERIMENTAZIONE DI INTERVENTI A TUTELA DELLA MATERNITA' E A FAVORE DELLA NATALITA' Il Dirigente Davide Sironi Rosella Petrali Il Direttore Generale Roberto Albonetti
2 VISTO l art.2, comma 4, lett. b) dello Statuto d autonomia della Regione Lombardia in base al quale la Regione tutela la famiglia, come riconosciuta dalla Costituzione, con adeguate politiche sociali, economiche e fiscali, avendo particolare riguardo ai figli, alla funzione educativa e alla cura delle persone anziane; VISTA la l.r. 12 marzo 2008 n. 3 Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario che identifica la rete delle unità di offerta sociali e sociosanitarie quale insieme integrato dei servizi, delle prestazioni, anche di sostegno economico, e delle strutture territoriali, domiciliari, diurne, semiresidenziali e residenziali ed in particolare: l'art. 2 che individua tra i principi fondamentali della l.r. n. 3/2008 quello relativo al "riconoscimento, valorizzazione e sostegno del ruolo della famiglia, quale nucleo fondamentale per la crescita, lo sviluppo e la cura della persona"; gli art. 4 e 5 l.r. 3/2008 che attribuiscono alle unità di offerta la funzione di aiutare e sostenere la famiglia, con particolare riferimento alle problematiche relazionali e genitoriali, alla prevenzione dell interruzione della gravidanza, anche mediante l attivazione di legami di solidarietà tra famiglie e gruppi sociali e con azioni di sostegno economico; l'art. 11, comma 1, lettera w) che attribuisce alla Regione la promozione e il sostegno della sperimentazione di servizi e interventi; VISTA la l.r. 6 dicembre 1999, n. 23 Politiche regionali per la famiglia che prevede, tra le proprie finalità, la realizzazione di un'organica ed integrata politica di sostegno al nucleo familiare favorendo la formazione e lo sviluppo delle famiglie, mediante la rimozione degli ostacoli che si presentano nelle diverse fasi della vita familiare ed in particolare l art.2 che promuove interventi volti a prevenire e rimuovere le difficoltà economiche e sociali secondo il disposto dell art. 4 della legge 22 maggio 1978, n. 194 Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza che possano indurre la madre all interruzione della gravidanza; RICHIAMATE: la d.c.r. n. VIII/257 del 26 ottobre 2006 con cui è stato approvato il Piano Socio Sanitario ; 1
3 la d.g.r. IX/27 del 18 maggio 2010 presa d atto della comunicazione del Presidente in ordine al programma di Governo per la IX legislatura ed in particolare il paragrafo sul welfare, dell allegato a), che evidenzia l impegno di Regione Lombardia a riconoscere la valenza pubblica della genitorialità, attraverso iniziative di sostegno, servizi, facilità di accesso e agevolazioni; la d.g.r. n del 3 febbraio 2010 Determinazioni in ordine alle linee guida sperimentali per la collaborazione fra consultori familiari accreditati e dipartimenti materno infantili ospedalieri ; DATO ATTO che l attuale fase di crisi economica determina condizioni di forte instabilità sociale, in particolar modo per le donne e le famiglie che, in condizioni di incertezza e precarietà lavorativa ed economica, scelgono di procrastinare la maternità anche attraverso il ricorso all interruzione di gravidanza, come risulta dai dati in possesso dell Osservatorio regionale sull Esclusione sociale; RILEVATO che un aiuto fondamentale per evitare l interruzione volontaria di gravidanza è dato dalla realizzazione di progetti personalizzati e dalla collaborazione tra unità di offerta pubbliche e private e la rete del volontariato da sempre attivo, con ruolo fondamentale nell aiuto concreto al sostegno delle madri in difficoltà economiche; CONSIDERATO che sul territorio regionale esiste un ampia rete di servizi e interventi resi dagli enti non profit che ha necessità di essere riconosciuta nel proprio ruolo di attore compartecipe di azioni positive e buone prassi in merito al sostegno della natalità; RITENUTO opportuno istituire un elenco regionale dei servizi, denominati Centri di Aiuto alla Vita, di cui al precedente punto, che abbiano i requisiti di cui all allegato b) Requisiti per l iscrizione all elenco regionale dei Centri di Aiuto alla Vita (CAV) ; RITENUTO altresì, al fine di promuovere una fattiva collaborazione tra i consultori familiari pubblici e privati accreditati ed i Centri di Aiuto alla Vita, che saranno iscritti nell elenco regionale, di integrare le linee guida sperimentali di cui alla citata d.g.r. n /2010; ESAMINATE le Linee guida sperimentali per la collaborazione tra i consultori familiari 2
4 pubblici e privati accreditati ed i Centri di Aiuto alla Vita di cui all allegato a), parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; DATO ATTO che, da parte dei Consultori accreditati e dei Centri di Aiuto alla Vita emerge la necessità di promuovere forme, anche innovative, di interventi e servizi per le madri che, gravate dalle difficoltà economiche, scelgono comunque di non ricorrere all interruzione volontaria della gravidanza; RITENUTO di sperimentare, per l anno 2010, interventi regionali a tutela della maternità e a favore della natalità, volti a fornire sostegno sociale ed economico alle madri in gravidanza che, in situazione di difficoltà economiche, scelgono comunque di non ricorrere all interruzione volontaria della gravidanza; RITENUTO altresì di sostenere la realizzazione degli interventi, di cui al punto precedente attraverso l istituzione sperimentale di uno specifico fondo denominato Fondo Nasko ; VALUTATI la definizione e criteri di erogazione del Fondo Nasko, come analiticamente specificato nell allegato c), parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; RITENUTO, per la realizzazione del progetto, di avvalersi della collaborazione dei Consultori familiari pubblici e privati accreditati e dei Centri di Aiuto alla Vita, iscritti all istituendo elenco di cui al citato allegato b), che si faranno carico della formulazione e realizzazione dei progetti di aiuto personalizzato alle madri in difficoltà economica che hanno scelto comunque di non interrompere la gravidanza; RITENUTO: di sostenere la realizzazione della sperimentazione degli interventi regionali a tutela della maternità e a favore della natalità, con la somma complessiva di euro ,00 a valere sulle disponibilità dell U.P.B Capitolo 5109 del bilancio regionale, per euro ,00 sull esercizio finanziario 2010 e per euro ,00 sull esercizio finanziario 2011; di rinviare a successivi atti della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, l attuazione del presente provvedimento; 3
5 di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia e sul sito internet della Regione Lombardia per la consultazione; DATO ATTO che il presente provvedimento è propedeutico all attuazione di sperimentazione di interventi a tutela della maternità e a favore della natalità e che i provvedimenti attuativi della misura verranno adeguatamente comunicati ai tavoli di cui alla L.r. 3/2008; VISTO il secondo provvedimento organizzativo della IX legislatura del 26 maggio 2010; ALL'UNANIMITA' dei voti espressi nelle forme di legge DELIBERA Per quanto in premessa esplicitato: 1. di sperimentare per l anno 2010 interventi regionali a tutela della maternità e a favore della natalità volti a sostenere socialmente ed economicamente le madri in gravidanza che, trovandosi in difficoltà sociali ed economiche, scelgono comunque di non ricorrere all interruzione volontaria della gravidanza; 2. di approvare le Linee guida sperimentali per la collaborazione tra i consultori familiari pubblici e privati accreditati ed i Centri di Aiuto alla Vita di cui all allegato a), parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, quale integrazione delle linee guida di cui alla d.g.r /2010; 3. di istituire l elenco regionale dei servizi, denominati Centri di Aiuto alla Vita, che abbiano i requisiti di cui all allegato b) parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 4. di istituire sperimentalmente, per la realizzazione degli interventi uno specifico fondo denominato Fondo Nasko ; 4
6 5. di stabilire la definizione e i criteri di erogazione del Fondo Nasko, come dettagliato all allegato c), parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 6. di sostenere la realizzazione della sperimentazione degli interventi regionali a tutela della maternità e a favore della natalità, con la somma complessiva di euro ,00 a valere sulle disponibilità dell U.P.B Capitolo 5109 del bilancio regionale, per euro ,00 sull esercizio finanziario 2010 e per euro ,00 sull esercizio finanziario 2011; 7. di demandare a successivi atti della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, l attuazione del presente provvedimento ; 8. di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia e sul sito internet della Regione Lombardia per la consultazione. IL SEGRETARIO 5
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