Source: http://www.studiobaratello.it/articoli/2009/04/
Timestamp: 2018-12-19 11:50:24+00:00
Document Index: 62131467

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 2470', 'art. 36', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 4']

2009 aprile | Studio Baratello
mercoledì, aprile 29th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
Finalmente disponibile online:
FEDERALISMO FISCALE – Da Venezia una prospettiva per l’Italia ( DOWNLOAD )
Delegato del Sindaco al Federalismo fiscale
dott. Maurizio Baratello
IL FEDERALISMO: analisi, ricerche e proposte
Se è vero che il Federalismo è un “foedus”, un’alleanza tra soggetti diversi
laddove comune è l’intento di riorganizzare un qualcosa che si chiama “Stato”, è
pur vero, che questa alleanza deve essere vera, consapevole di ciò che si
prefigge raggiungere e cambiare, neutra da spinte politiche di parte, per non
inficiare le identità su cui poggia l’idea guida della riforma dello Stato
Fiumi di parole, hanno attraversato l’argomento del Federalismo, focalizzandolo
sulla riforma del titolo V della Costituzione ed elaborando ipotesi di
cambiamento basate più sull’informatizzazione dell’ente territoriale, piuttosto
che affrontare una radicale riforma di cambiamento.
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DICHIARAZIONI 2009: la detraibilità degli interessi passivi per mutuo di abitazioni contigue
giovedì, aprile 30th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
Nella risoluzione delle Entrate 117/E/2009 si tratta degli interessi su mutui ipotecari per acquisto di abitazione principale, ed in particolare di due abitazioni contigue. Il caso vede un contribuente acquistare con un unico atto due abitazioni tra loro contigue; una diviene immediatamente abitazione principale, l’altra, dopo gli opportuni lavori, verrà accorpata alla prima. Nell’istanza di interpello si chiede se gli interessi per il mutuo stipulato sono immediatamente detraibili nella loro interezza, visto che riguardano unitariamente i due immobili. Ebbene, l’Agenzia risponde che gli interessi del citato mutuo sono detraibili solo con riferimento a quella parte imputabile all’acquisto dell’appartamento destinato ad abitazione principale; la detrazione completa potrà avvenire solo ad accorpamento concluso, quando saranno registrate anche le relative variazioni catastali.
PUBBLICATO IL DECRETO DELL’IVA PER CASSA
Da ieri è possibile usufruire del regime di cassa in merito all’assoggettabilità Iva. E’ pubblicato in G.U. n. 96 del 27 aprile 2009 il DM del 26 marzo 2009 in attuazione dell’art. 7 DL 185/08. Si ricorda brevemente, rimandando a quanto trattato in merito, che l’applicazione dell’Iva per cassa permette al soggetto passivo dell’imposta di “rimandare” il versamento del tributo all’effettivo pagamento da parte del proprio cliente, evitando di anticipare l’Iva all’Erario. Sono tuttavia presenti alcuni vincoli all’utilizzo del regime: possono optare per il regime i soggetti in regime normale Iva che nell’anno precedente hanno realizzato un volume di affari non superiore a 200mila euro, che deve essere mantenuto nel periodo di fruizione; operativamente bisogna inserire in fattura la dicitura “operazione con Iva ad esigibilità differita, ex art. 7 DL 185/08″; tale menzione è obbligatoria, pena l’applicazione dell’esigibilità immediata del tributo. Il differimento non opera in caso di operazioni in reverse-charge, e nelle transazioni con privati consumatori.
VERSAMENTI: per le omesse ritenute il Fisco si rivolge sul dipendente
martedì, aprile 28th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
Il principio di Cassazione (ordinanza 8316/07, a sostegno di precedenti orientamenti: sentenze 5020/03 – 14033/06), definisce il sostituto “il soggetto che in forza di disposizioni legislative è obbligato al pagamento di imposte in vece di altri”, non impedendo al sostituito di ritenersi già originariamente obbligato i solido al pagamento dell’imposta, soggetto, pertanto, all’accertamento e tutti gli oneri conseguenti. In altre parole, se il sostituto ha omesso di versare ritenute alla fonte, anche a titolo di acconto il sostituito (lavoratore), responsabile solidalmente, può vedersi contestato da parte del Fisco quell’omesso versamento. E’ acclarato il diritto del sostituito di rivalersi, poi, nei confronti del sostituto che non ha versato le ritenute, pur detraendole dalla sua busta paga. E’ da precisare che la solidarietà tra sostituto e sostuito, secondo l’art. 35 DPR 602/73, vale solo nel caso di mancato versamento di ritenuta alla fonte a titolo di imposta, e non a titolo di acconto; pertanto, l’azione del Fisco, di fronte al mancato pagamento di ritenuta a titolo di acconto, dovrà essere rivolta al sostituto per la semplice ragione che una richiesta al sostituito rappresenta una doppia imposizione, e non può essere risolta con il semplice esercizio del diritto di rivalsa.
Tags: Fiscale, Giurisprudenza, Giuruspoì
SOCIETA’: il trasferimento delle quote di srl – il Tribunale di Vicenza si esprime in merito
lunedì, aprile 27th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
Le modifiche di atti delle Srl, nel dettaglio il traferimento di quote, firmati digitalmente e trasmessi al Registro delle imprese dai commercialisti, richiedono l’autentica da parte di un notaio. Un’ordinanza del Tribunale di Vicenza del 17 aprile si esprime in merito accogliendo un ricorso contro l’iscrizione di una cessione di quote depositata il 22 dicembre, facendo propria la tesi argomentata dal notariato secondo cui l’art. 36, c. 1 bis, del DL 112/08 è una norma derogatoria rispetto all’art. 2470 del Codice Civile. Sempre secondo il Tribunale, la firma digitale cui si fa riferimento all’art. 36 DL 112/08 è quella prevista dall’art. 25 del Codice dell’ammnistrazione digitale, cioè una “firma digitale autenticata che necessita del controllo notarile di legalità”.
CHIARIMENTI: la risoluzione 108/E Agenzia delle Entrate sui contribuenti minimi
venerdì, aprile 24th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
Con la risoluzione nel titolo le Entrate chiariscono un “modus operandi” necessario per i contribuenti minimi. Il regime dei minimi (legge 244/2007) è esonerato dall’obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino, ma per certificare gli incassi è necessario effettuare annotazione in un apposito registro. Si tratta di un registro cronologico dove annotare gli incassi del giorno entro le 24 ore successive. L’obbligo di registrazione, da assolvere in alternativa alla certificazione dei corrispettivi, si sposa con la necessità di controllare i ricavi conseguiti al fine della verifica del superamento del limite previsto per restare nel regime stesso, cioè i 30.000 euro. Si ricorda, altresì, che il contribuente nel regime dei minimi può sempre tenere in uso tutti i libri contabili previsti per gli altri regimi, se utili alla sua contabilità.
STUDI DI SETTORE: i correttivi a Gerico introdotti per “la crisi economica”
INPS: interpretazione sulla durata dell’integrazione salariale
La circolare Inps 58/2009 fissa un nuovo punto per il computo della Cassa integrazione: i datori di lavoro che non sospendono l’attività lavorativa per l’intera settimana potranno fruire della Cassa integrazione ordinaria più a lungo. In base ai nuovi limiti temporali, sarà considerata usufruita una settimana di Cassa integrazione ordinaria solo se l’assenza dal lavoro ha interessato tutti i sei, o cinque, giorni della settimana lavorativa. Al fine l’Inps ha necessità di verificare l’utlizzo dei periodi consentiti, pertanto, dal 20 aprile, i datori interessati sono tenuti a comunicare all’istituto il numero delle settimane effettivamente fruite. Il calcolo è semplice: basta sommare le singole giornate, e dividere per cinque o sei a seconda della durata della settimana lavorata.
Tags: Aggiungi nuovo tag, Lavoro
INCENTIVI: il click day bonus ricerca è rimandato
giovedì, aprile 23rd, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
E’ pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate il rinvio al 6 maggio 2009 – ore 10 – del click day per la richiesta del bonus ricerca. La decisione è maturata dalla rilevazione di alcune criticità del modello FRS emerse in questi giorni e sollevate anche da Confindustria. Inoltre l’allargamento ad altri settori, quali la moda e il tessile, richiedono un ulteriore tempo minimo di riorganizzazione. In merito a questi ultimi, nella circolare del ministero dello Sviluppo economico del 16 aprile, si sottolinea come si possano ricondurre alle nozioni di ricerca industriale e sviluppo sperimentale le attività che precedono la fase realizzativa del campionario o della collezione, collegate alla fase ideativa e realizzativa dei prototipi. Le istruzioni seguono le discussioni avute per esaminare le richieste di intervento per la crisi che ha investito tali settori.
REDDITI: la circolare 11/2009 su ammortamenti e plusvalenze di immobili
Nella circolare dell’Agenzia delle entrate 11/2009 si risolvono alcuni dubbi interpretativi circa la rivalutazione degli immobili. Tra le risposte che si attendevano, la natura fiscale del saldo attivo qualora si scelga di effettuare la rivalutazione solo in ambito civilistico. Al paragrafo 4 della circolare si legge: “se il bene rivalutato non è riconosciuto fiscalmente, gli ammortamenti e le plusvalenze fiscali saranno commisurati al valore storico ante rivalutazione”; tassare le variazioni in aumento, in seguito al disallineamento fiscale-civilistico, rappresenterebbe una duplicazione di imposta. In ogni caso la distribuzione del saldo attivo si presenta come riserva di utili, e in capo al socio di una società di capitali rappresenterà sempre un reddito di capitale.
IMPRESE: la comunicazione unica
L’iscrizione dell’impresa in un giorno sembra prendere forma. Con due anni di ritardo il Dpcm che disciplina gli adempimenti per l’apertura di un’impresa con una sola comunicazione al registro delle imprese è stato firmato da tutti i ministri competenti. Ora bisogna aspettare le formalità legate alla registrazione del decreto presso la Corte dei conti, e la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Praticamente, in sede di presentazione dell’iscrizione presso le Camere di Commercio di zona, tutti gli obblighi amministrativi, previdenziali, fiscali, ed anche l’ottenimento del codice fiscale o della partita iva saranno assolti. Le Camere di Commercio, quali collettori delle “dichiarazioni di nascita” dell’impresa effettueranno i controlli imposti dalla legge sull’istanza iniziale; e saranno sempre le Camere di Commercio a dialogare con le altre amministrazioni pubbliche, e con le nasciture imprese. A queste ultime, al fine delle comunicazioni, e qualora non ne fossero già in possesso, sarà assegnata gratuitamente una casella di posta elettronica certificata per la notifica degli esiti delle domande e delle eventuali iscrizioni.
Tags: Amministrativo, Impresa, Societario
AGEVOLAZIONI: da mercoledì 22 aprile la trasmissione del modello per Bonus ricerca
venerdì, aprile 17th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
Da ieri è disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate il programma di gestione che consente la compilazione del formulario con i dati delle spese sostenute in Italia per attività di ricerca e sviluppo, già realizzate o da realizzare. Il via è fissato, con ogni probabilità, il 22 aprile ore 10. La finanziaria 2007 ha istituito il credito d’imposta, il DL 185/2008 lo ha trasformato da bonus automatico ad aiuto a istanza. L’assegnazione delle risorse avverrà in ordine cronologico in base all’arrivo delle domande, i fondi disponibili sono pari a 1.628,2 milioni di euro.
CASSAZIONE: la sentenza 6315 del 16 marzo 2009 precisa i confini del processo fiscale
Si possono contestare davanti la Commissione tributaria accessi, ispezioni e verifiche del Fisco; è necessario, però, che sia stato notificato l’avviso di accertamento. Il merito del giudice tributario non ha per oggetto solo gli atti finali di imposizione, ma investe tutte le fasi che ne hanno determinato la loro formazione e adozione. Quindi, l’eventuale giudizio negativo sulla legittimità o regolarità formale di un atto istruttorio, può determinare l’annullamento di quello finale impugnato. Concluso l’accertamento, gli atti istruttori lesivi di diritti soggettvi del contribuete sono impugnabili davanti al giudice ordinario.
Tags: Fiscale, Giuridico
DOPPIA ISTANZA PER IL RIMBORSO IRAP DELLE SOCIETA’ DI PERSONE
giovedì, aprile 16th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
In caso di richiesta di rimborso Irap presentata da società di persone, in base alla parziale deduzione introdotta dal DL 185/08, è necessaria una doppia istanza: oltre a quella presentata dalla società, ciascun socio che intende ottenere la restituzione Irpef versata in misura maggiore per effetto dell’originaria indeducibilità, deve inviare una propria domanda. Stesso modus operandi vale per i soci di società trasparenti e da parte delle società che operano in cosolidato fiscale.
CHIARIMENTI: deduzioni Irap secondo il principio di cassa
mercoledì, aprile 15th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
La circolare 16/E del 14 aprile spiega la nuova deduzione Irap introdotta dalla manovra anti-crisi. La deduzione 10% spetta nel limite dell’imposta di competenza dell’esercizio, e in base al criterio di cassa; se l’acconto versato ha superato il debito dell’anno, la deduzione spetta sul minor importo. Lo sconto riguarda le società di capitali, comprese banche e assicurazioni, società di persone e imprese individuali, professionisti e contribuenti che determinano l’Irap con criteri ordinari. Per le annualità pregresse il termine di prescrizione, non scaduto al 29 novembre 2008, è sospeso fino al sessantesimo giorno successivo all’avvio della procedura telematica.
ACCERTAMENTO: in arrivo le comunicazioni di anomalia per i soggetti che applicano gli studi di settore
martedì, aprile 14th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
In arrivo, a contribuenti e intermediari, le lettere che comunicano anomalie e irregolarità per i soggetti che applicano gli studi di settore. In ordine al tutoraggio per le grandi imprese, si spiega nella circolare 13/E, non ci sarà una presenza costante del fisco presso i soggetti interessati, le modalità di comunicazione sono destinate a modellarsi secondo il profilo di rischio di ciascuna di esse. Per queste tipologie di contribuenti è allo studio una modalità di comunicazione simile alla posta elettronica certificata. Tornando alle “lettere ai contribuenti”, l’anno d’imposta interessato è il 2007; l’operazione 2009 è simile a quella 2008, dove le anomalie ricorrenti facevano riferimento a gravi e ripetute incoerenze nella gestione del magazzino, soprattutto per quanto riguarda la durata delle scorte irregolari, a seguire le differenze tra le rimanenze di fine anno e le esistenze di inizio anno, ed ancora le irregolarità dei dati di beni ammortizzabili spesso omessi. I tempi di invio si segnalano tra fine maggio e inizio giugno.
Gestione dei parcheggi da parte del Comune: incassi in esenzione iva
venerdì, aprile 10th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
L’art. 4 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 dopo aver definito al comma 1, che cosa debba intendersi per “esercizio di imprese”, al fine dell’individuazione del presupposto soggettivo per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, stabilisce – al comma 2 – che “Si considerano in ogni caso effettuate nell’esercizio di imprese: 2) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte da … enti pubblici e privati … che abbiano per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali o agricole”. Di converso, per quegli enti “che non abbiano per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali o agricole” (art. 4, comma 4, prima parte) si considerano effettuate nell’esercizio di imprese “soltanto le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte nell’esercizio di attività commerciali o agricole”.
Sono poi considerate “in ogni caso” – e, quindi, per presunzione assoluta di legge – commerciali” ancorché esercitate da enti pubblici una serie di attività elencate nella prima parte del comma 5 dello stesso art. 4 del D.P.R. n. 633/1972 (cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, erogazione di acqua e servizi di fognatura e depurazione, gas, energia elettrica e vapore, gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale, gestione di spacci aziendali, gestione di mense e somministrazione di pasti, trasporto e deposito di merci, trasporto di persone, organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, prestazioni alberghiere e di alloggio, servizi portuali e aeroportuali, pubblicità commerciale, telecomunicazioni e radiodiffusioni circolari). Le disposizioni del D.P.R. n. 633 del 1972 in materia, con riguardo agli enti pubblici, appaiono tuttavia meno organiche e più frammentarie delle previsioni contenute nella normativa comunitaria. Infatti, mentre il legislatore italiano accomuna gli enti pubblici a quelli privati, differenziandone la disciplina rispetto alle società di qualsiasi tipo, e ne regola unitariamente il trattamento fiscale con riguardo alle operazioni svolte nell’esercizio di imprese commerciali e agricole, ovvero ravvisa la commercialità di determinate attività “anche” qualora la stessa sia svolta da un ente pubblico (e non soltanto da enti privati), il legislatore comunitario è, sul punto, più organico e netto.
L’art. 4, paragrafo 5, della VI Direttiva CEE n. 77/388 del 1977 dispone che “Gli Stati, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico non sono considerati soggetti passivi per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità, anche quando, in relazione a tali attività od operazioni, percepiscono diritti, canoni, contributi o retribuzioni. Se però tali enti esercitano attività od operazioni di questo genere, essi devono essere considerati soggetti passivi per dette attività od operazioni quando il loro non assoggettamento provocherebbe distorsioni di concorrenza di una certa importanza.
In sostanza, la Direttiva comunitaria ha ritenuto necessario operare una distinzione netta tra le attività poste in essere dall’ente nella qualità di pubblica autorità, che esulano dal campo di applicazione dell’Iva, e le attività inquadrabili nella nozione di attività commerciale o agricola, che, come tali, sono rilevanti ai fini dell’applicazione del tributo. In merito al concetto di pubblica autorità, la Corte di giustizia della comunità europea, con sentenza del 17 ottobre 1989, cause riunite nn. 231/87 – 129/88, ha affermato che la sua definizione non può essere fondata sull’oggetto o sul fine dell’attività dell’ente pubblico, già presi in considerazione da altre norme della Direttiva,! ma occorre individuare il regime giuridico applicato in base al diritto nazionale. Ne consegue, conclude la sentenza citata, che le attività esercitate in quanto pubbliche autorità “sono quelle svolte dagli enti di diritto pubblico nell’ambito del regime giuridico loro proprio, escluse le attività da essi svolte in forza dello stesso regime cui sono sottoposti gli operatori economici privati”.
Una recente sentenza della Corte di Giustizia
Assume importanza , in materia di applicazione dell’Iva per gli enti pubblici , la sentenza del 16 settembre 2008, causa C-288/07 della Corte di Giustizia UE; i giudici comunitari hanno affrontato il problema dell’applicazione dell’Iva per le attività di gestione di aree di parcheggio di autoveicoli con custodia da parte delle pubbliche amministrazioni. La Corte di giustizia UE in particolare è stata chiamata a verificare il termine di distorsione e di concorrenza del mercato; in pratica la Corte analizza se l’espressione “distorsioni di concorrenza” debba essere valutata per ogni ente di diritto pubblico, ovvero, debba essere interpretata con riferimento all’area o alle aree in cui il suddetto ente gestisce parcheggi o con riferimento all’insieme del territorio nazionale dello Stato membro. Per i giudici comunitari la questione va quindi risolta dichiarando che l’art. 4, n. 5, secondo comma, della sesta direttiva dev’essere interpretato nel senso che le distorsioni di concorrenza di una certa importanza, che sarebbero provocate dal non assoggettamento degli enti di diritto pubblico operanti in quanto autorità pubbliche, devono essere valutate con riferimento all’attività in questione, in quanto tale, senza che tale valutazione abbia per oggetto un mercato locale in particolare; in pratica la distorsione di concorrenza di un ente pubblico che esercita attività di parcheggio deve essere valutata con riferimento all’intero territorio nazionale. Altre due sono le questioni affrontate dalla Corte di Giustizia UE che riguarda! no:- che cosa significhi il termine «provocherebbe», o meglio , quale sia il grado di probabilità o il livello di certezza richiesto per soddisfare tale condizione; – che cosa significhi l’espressione «di una certa importanza», in particolare se si riferisca a un effetto sulla concorrenza che sia marginale, oppure a un effetto importante, o addirittura a un effetto eccezionale. In merito alla prima questione la Corte di Giustizia UE ha osservato che la soluzione deve basarsi sull’economia e sulla finalità della direttiva stessa e sul ruolo della norma in questione nel sistema comune dell’imposta, da cui emerge che l’esclusione delle attività economiche degli enti pubblici rappresenta una deroga alla regola generale; deroga che è poi limitata dalla condizione dell’assenza di distorsioni concorrenziali, nonché dalla previsione di assoggettamento «in ogni caso» di alcune attività, se ! non marginali. Tali disposizioni, secondo la Corte, sono rigorosamente collegate in quanto perseguono l’obiettivo di riportare nella sfera dell’Iva anche gli enti di diritto pubblico. Ne deriva che l’assoggettamento degli enti pubblici all’imposta sul valore aggiunto dipende dall’esercizio di una data attività in quanto tale, indipendentemente dalla questione se essi si confrontino, o meno, con una concorrenza a livello del mercato locale dove svolgono l’attività.
Sul termine «provocherebbe» la Corte UE prende in considerazione anche la concorrenza potenziale e non soltanto quella attuale, purché la possibilità per un operatore privato di entrare sul mercato rilevante sia effettiva e non meramente ipotetica; il non assoggettamento ad iva degli enti pubblici può essere ammesso solo qualora esso provochi distorsioni di concorrenza trascurabili.
Di rilievo, con riferimento alla gestione di parcheggi da parte del Comune è la risoluzione ministeriale del 6 giugno 2002, n.2002, dell’Agenzia delle Entrate. Secondo l’amministrazione finanziaria da quanto delineato dalla giurisprudenza comunitaria emerge il principio secondo cui la valutazione delle modalità di svolgimento dell’attività consente di stabilire se l’ente agisce nell’ambito di un regime giuridico proprio degli enti pubblici
o se, al contrario, agisce alle stesse condizioni giuridiche degli operatori economici privati . Per i tecnici delle Entrate nell’ordinamento nazionale l’art. 7 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, dispone, tra l’altro, che i comuni, nei cent! ri abitati, al fine di tutelare profili sociali, ambientali economici e di sicurezza della circolazione stradale, possono adottare, con ordinanza del sindaco, tutte le misure necessarie per regolamentare i parcheggi. Essi, a tal fine, possono stabilire divieti, imporre obblighi e sanzionare chiunque violi le disposizioni adottate, in nome della tutela degli interessi di tutta la collettività. L’attività di gestione dei parcheggi, svolta in via esclusiva dall’ente nell’ambito del territorio comunale, finalizzata, nel rispetto delle leggi vigenti che disciplinano il settore, alla tutela di interessi preminentemente pubblici, ha natura essenzialmente pubblicistico-istituzionale.
Essa implica l’uso di poteri propri della pubblica autorità e, come tale, è sottoposta ad un regime di diritto pubblico.! Per l’Agenzia delle Entrate se l’attività di gestione di un parcheggio comunale presenta gli elementi richiesti dall’art. 4, paragrafo 5, della VI Direttiva CEE, n. 77/388 del 1977, viene meno il presupposto soggettivo per l’applicazione del tributo e, pertanto, i proventi che il Comune ritrae dalla suddetta attività non devono essere assoggettati ad Iva.
ACCERTAMENTO: novità nella circolare 13/E/2009
Con la circolare 13/E/2009 l’Agenzia delle Entrate diffonde gli indirizzi operativi per il 2009. Tra gli elementi di novità presenti l’istituzione di un ufficio centrale Antofrode, che fa riferimento alla direzione Accertamento, alla quale si affiancano uffici dedicati di nove direzioni regionali: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Campania, Sicilia. L’azione di controllo tocca nuovi campi di indagine: previste regole specifiche per i soggetti IAS/IRES; vengono tenuti d’occhio beni e prestazioni di servizi di lusso (tra l’altro, iscrizione di figli a scuole private, centri benessere e circoli); per le grandi imprese vengono dettate regole per il tutoraggio: si segnala la “scheda di analisi del rischio”, che dovrà essere predisposta per tutti i contribuenti di più rilevante dimensione. I controlli per questi soggetti partono sulle dichiarazioni dell’annualità 2007.
CHIARIMENTI: la deducibilità delle spese di ristrutturazione per gli immobili acquisiti a titolo gratuito
giovedì, aprile 9th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento
Il professionista che acquisisce un immobile a titolo gratuito, e su tale bene avvia una ristrutturazione, le spese inerenti, anche se oggettivamente incrementative, sono deducibili nel limite del 5% del valore dei beni materiali ammortizzabili, e l’eventuale eccedenza va ripartita nei cinque anni. E’ la risoluzione 99/E/2009 dell’Agenzia delle Entrate a dirlo, in risposta a un interpello avanzato da uno studio associato che intende ristrutturare un immobile di proprietà di terzi accatastato come civile abitazione. Inoltre, l’Iva relativa alle stesse spese non è detraibile. La conclusione dell’Agenzia è vista nell’ordine che solo per gli ammobili acquisiti in proprietà vedono le spese di ristrutturazione quali incrementative del bene stesso, e quindi detraibili; non è la stessa cosa se il bene è acquistato per donazione.
IL 5 PER MILLE DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE ALLA VERIFICA DEI REQUISITI
Le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, al fine di poter partecipare alla ripartizione del 5 per mille, devono svolgere “prevalentemente” attività di avviamento e formazione allo sport di giovani fino a 18 anni, ultrasessantenni e persone svantaggiate; diversamente non potranno essere incluse nella ripartizione del beneficio per il 2009, ed anche per il 2006, 2007, 2008. Per accedere al contributo 2009, le associazioni devono iscriversi entro il 20 aprile agli elenchi tenuti dall’Agenzia delle Entrate e inviare al Coni, entro il 30 giugno, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la permanenza dei requisiti dichiarati all’iscrizione.