Source: http://legislazionetecnica.it/1287951/prd/punto-della-giurisprudenza/garanzia-provvisoria-nelle-gare-pubbliche-prestazione
Timestamp: 2018-11-17 19:05:14+00:00
Document Index: 180939941

Matched Legal Cases: ['art. 120', 'art. 29', 'art. 83', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 83', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 83', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 38', 'art. 106', 'art. 75', 'art. 46', 'art. 106', 'art 1385', 'art. 1383', 'art. 1385', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 113', 'art. 75', 'art. 30', 'art. 1382', 'sentenza ', 'art. 2359', 'art. 10', 'art. 2359', 'art. 10', 'art. 10']

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1. L'onere di immediata impugnativa dell'altrui ammissione alla procedura di gara senza attendere l'aggiudicazione, prevista dal comma 2-bis dell'art. 120, D. Leg.vo 104/2010 (Codice del processo amministrativo), è subordinato alla pubblicazione degli atti della procedura, perché diversamente l'impresa sarebbe costretta a proporre un ricorso "al buio". Pertanto la comunicazione “ufficiale” in seduta pubblica delle imprese le cui offerte sono ammesse al prosieguo della procedura non può sortire l’effetto di surrogare l’avviso ai concorrenti di cui all’art. 29, D. Leg.vo n. 50/2016, pur se avvenuta alla presenza dei rappresentanti dell’impresa che successivamente agisce in giudizio. Ciò anche in ragione del fatto che se dalla irrituale enunciazione resa in sede di seduta di gara si facesse derivare in capo alle concorrenti l’onere di accedere agli atti della procedura onde procedere alla contestazione del provvedimento di ammissione (o di esclusione), si finirebbe con l’eludere il sistema disegnato dalla norma che impone alla Stazione appaltante di rendere disponibili, come descritto, i relativi atti. (Nel caso di specie, dal verbale della seduta di gara si evidenziava solo che le imprese di cui si apriva l’offerta tecnica erano state ammesse alla gara, ma da questo non era possibile trarre alcun elemento da cui desumere eventuali motivi di esclusione di taluna delle imprese partecipanti, per cui è stato ritenuto che la conoscenza acquisita dalla società ricorrente, come dalle altre, mediante la partecipazione alla detta seduta, non fosse idonea a far decorrere il termine d’impugnazione).
2. L’art. 83 del D. Leg.vo 50/2016, comma 9, autorizza l’espletamento della procedura di soccorso istruttorio per sanare le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda, ma non contempla tuttavia l’ipotesi di integrazione delle offerte o degli elementi a corredo delle stesse, quale è la cauzione provvisoria. A conferma della relazione esistente tra soccorso istruttorio e forma della domanda, l’ultimo periodo della medesima disposizione qualifica infatti come irregolarità essenziali non sanabili le carenze della documentazione, che non consentono l'individuazione del contenuto o del soggetto responsabile della stessa. Per contro, la cauzione provvisoria non costituisce elemento formale della domanda ma essa correda e completa l’offerta, stante il chiaro disposto dell’art. 93 del D. Leg.vo 50/2016, il quale al comma 1, stabilisce che l'offerta è corredata da una garanzia fideiussoria, denominata “garanzia provvisoria”. È quindi evidente che l’integrazione a mezzo di soccorso istruttorio della cauzione provvisoria possa avvenire solo prima dell’esame definitivo delle offerte, e solo su irregolarità formali attinenti la cauzione provvisoria e il documento comprovante la stessa; viceversa, certamente non è consentita la produzione successiva e a gara aggiudicata di una nuova cauzione provvisoria una volta appurato da parte della stazione appaltante, la non utilizzabilità della cauzione precedentemente presentata, né tanto meno per consentirne la produzione tardiva in caso di mancanza.
2. L’art. 93, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016 prevede che l’offerta sia corredata da una garanzia fideiussoria e tale adempimento, per come espresso dalla disposizione citata, è da considerarsi doveroso, a garanzia della serietà e affidabilità dell’offerta sotto il profilo economico. Pertanto deve ritenersi legittimo il provvedimento di esclusione nel caso in cui la cauzione provvisoria sia stata stipulata successivamente alla scadenza del termine di presentazione delle domande in quanto una regolarizzazione postuma (attraverso il soccorso istruttorio) di un elemento essenziale dell’offerta mancante ab initio comporterebbe una disparità di trattamento rispetto alle altre imprese partecipanti alla procedura di gara, le quali si siano attenute al predetto termine di scadenza previsto dalla lex specialis di gara per il rilascio della cauzione provvisoria. A tal fine non vale invocare la violazione del principio di tassatività delle cause di esclusione per dimostrare l’illegittimità del provvedimento di esclusione della Stazione appaltante che abbia correttamente interpretato la disposizione dell’art. 93, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016, come prescrittiva di un adempimento ineludibile da parte dell’offerente.
1. Appalti e contratti pubblici - Gara - Cauzione provvisoria - Funzione - Strumento di garanzia della serietà ed affidabilità dell’offerta. 2. Appalti e contratti pubblici - Requisiti di partecipazione - Mancanza - Condotta gravemente colposa - Incameramento della cauzione provvisoria - Legittimità.
1. La cauzione provvisoria costituisce parte integrante dell’offerta e non mero elemento di corredo della stessa; sicché essa si pone come strumento di garanzia della serietà ed affidabilità dell’offerta che vincola le imprese partecipanti ad una gara pubblica all’osservanza dell’impegno assunto a rispettarne le regole, responsabilizzandole, mediante l’anticipata liquidazione dei danni subiti dall’amministrazione, in ordine alle dichiarazioni rese anche con riguardo al possesso dei requisiti di ammissione alla procedura. La cauzione provvisoria costituisce, dunque, una misura di natura patrimoniale che, da un lato, è finalizzata, come la caparra confirmatoria, a confermare la serietà di un impegno da assumere in futuro, dall’altro costituisce, ove prevista, naturale effetto della violazione di regole e doveri contrattuali espressamente accettati.
2. La partecipazione alla gara in mancanza dei necessari requisiti di ammissione prescritti a pena di esclusione, in contrasto con la dichiarazione resa in ordine al loro possesso al momento della presentazione dell’offerta da parte del concorrente, integra di per sé una condotta gravemente colposa, nell'ottica della violazione dei principi di diligenza professionale e di autoresponsabilità connessi alla partecipazione ad una procedura selettiva pubblica, violazione pacificamente riferibile a fatti, stati e situazioni rientranti nella sfera di conoscenza e controllo dello stesso operatore economico. L'evidenza di tale condotta colposa non richiede l'esternazione di diffusa motivazione a corredo del provvedimento di incameramento della cauzione provvisoria.
Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici - Direttiva 2004/18/CE - Articolo 51 - Regolarizzazione delle offerte - Direttiva 2004/17/CE - Chiarimento delle offerte - Normativa nazionale che subordina al pagamento di una sanzione pecuniaria la regolarizzazione, da parte degli offerenti, della documentazione da presentare - Principi relativi all’aggiudicazione degli appalti pubblici - Principio della parità di trattamento - Principio di proporzionalità.
Qualora unitamente alla domanda non venga presentato - come previsto dall'art. 93 del D. Leg.vo 50/2016, comma 8 - un impegno di un fideiussore a rilasciare la garanzia fideiussoria per l'esecuzione del contratto in caso di aggiudicazione, la domanda risulta mancante di un elemento negoziale essenziale e ad essa funzionalmente collegato, e non si può pertanto rientrare nel perimetro della mera integrazione documentale. Peraltro la previsione testuale della sanzione dell’esclusione prevista esplicitamente dal menzionato art. 93 del D. Leg.vo 50/2016, comma 8, depone inequivocabilmente a favore dell’interpretazione qui accolta.
Le disposizioni in materia di cauzioni dettate per i settori ordinari dagli artt. 93 e 103 del D. Leg.vo 50/2016 possono trovare applicazione nei settori speciali solo se la lex specialis espressamente le richiami, pertanto nei settori de quibus deve riconoscersi, in astratto, la possibilità che ogni singola gara sia autonomamente regolamentata anche in difformità dalle previsioni recate dai menzionati articoli, essendo rimessa a ciascuna Amministrazione procedente la discrezionalità in ordine all’applicazione o meno della normativa sulle garanzie prevista per gli altri settori.
E tuttavia, essendo rimessa alla lex specialis di ogni singolo appalto la predisposizione della normativa al riguardo, tale facoltà deve essere esercitata nel rispetto del nesso di necessità della deroga rispetto all’oggetto dell’appalto e del principio di proporzionalità, da coniugarsi con il perseguimento della tutela della concorrenza e del principio di massima partecipazione, dovendo la stazione appaltante stabilire le modalità di prestazione della cauzione e il relativo ammontare in modo coerente con la natura e l’oggetto dell’appalto, dovendo garantire ai partecipanti analoghe - rispetto a quelle dei settori ordinari - condizioni di accesso alla gara, laddove la stessa non abbia quel carattere di specificità che ne giustifica la deroga alla disciplina generale.
La garanzia provvisoria, non rientrando fra le prescrizioni richieste a pena di esclusione dal D. Leg.vo n. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici), non legittima un provvedimento espulsivo basato sulla sua insufficienza o incompletezza; le uniche irregolarità della garanzia provvisoria che possono legittimare un provvedimento espulsivo sono la sua mancata presentazione e la sua falsità, non potendosi procedere all’esclusione in caso di mera insufficienza o incompletezza.
Non è condivisibile l’orientamento (Deter. ANAC08/01/2015, n. 1) che subordina il soccorso istruttorio con riferimento ad ogni ipotesi di mancanza, incompletezza o irregolarità della cauzione provvisoria, alla condizione che sia stata già costituita alla data di presentazione dell’offerta e che abbia un’efficacia di almeno 180 giorni dalla data di presentazione dell’offerta. Ed infatti sia il previgente combinato disposto di cui all'art. 38 del D. Leg.vo 163/2006, comma 2-bis, con l'art. 46 del D. Leg.vo 163/2006, comma 1-ter, sia il vigente art. 83 del D. Leg.vo 50/2016, comma 9, non contemplano la suddetta condizione della già avvenuta costituzione della cauzione provvisoria alla data di presentazione dell’offerta. Ne consegue che non possono essere esclusi dalla gara gli offerenti che hanno stipulato la cauzione provvisoria dopo la presentazione dell’offerta e/o dopo la scadenza del termine di presentazione delle offerte, quando il periodo di 180 giorni della sua efficacia retroagisce dalla data di presentazione dell’offerta, in quanto la cauzione provvisoria non assume la configurazione di un requisito di ammissione alla gara, che deve essere già posseduto entro il termine di presentazione delle offerte, ma costituisce una garanzia di serietà dell’offerta e di liquidazione preventiva e forfettaria del danno, in caso di mancata sottoscrizione del contratto di appalto imputabile al concorrente a titolo di dolo o colpa e/o di esclusione dalla gara per l’assenza dei requisiti di amissione alla gara.
1. Appalti e contratti pubblici - Gare - Requisiti di partecipazione - Cauzione provvisoria mancante di autentica per mero errore materiale - Mancato ricorso al soccorso istruttorio ed esclusione del concorrente - Legittimità. 2. Appalti e contratti pubblici - Gare - Requisiti di partecipazione - Cauzione provvisoria - Generico riferimento ai positivi rapporti con l’istituto di credito - Apprezzamento discrezionale del giudice - Ammissibilità. 3. Appalti e contratti pubblici - Gare - Offerte anomale - Procedimento di verifica - Carattere globale e sintetico - Conseguenze.
1. Il vizio formale riscontrato in una cauzione provvisoria attinente all’allegazione del foglio recante l’autentica notarile rientra tra quelli rispetto ai quali è ammissibile il ricorso alla procedura del soccorso istruttorio. (Nella fattispecie, la polizza fideiussoria a suo tempo prodotta riportava su ciascun foglio e sulla giunzione delle pagine il sigillo del notaio che aveva autenticato la firma ma l’errata autentica con dati di persona diversa dovuta ad un mero errore formale del pubblico ufficiale).
2. Coerentemente con il principio che favorisce la massima partecipazione alle procedure concorsuali, in modo da soddisfare non solo le aspettative dei singoli aspiranti, ma anche l’interesse pubblico ad ampliare la platea di concorrenti tra cui selezionare l’offerta più favorevole, si ritiene che le referenze bancarie comprovanti la solidità economica e finanziaria dell’operatore economico non debbano essere consacrate in formule sacramentali, essendo normalmente sufficiente, ai fini della loro idoneità, l’indicazione della correttezza e puntualità dei soggetti interessati e la rappresentazione della qualità dei rapporti in atto tra la clientela affidata e l’istituto bancario. Infatti, quest’ultimo è un operatore professionale che esercita l’attività di erogazione del credito, ed ha pertanto ben presente l’esigenza di valutare e monitorare attentamente la solvibilità e la redditività dei soggetti affidati, al fine di evitare che le situazioni di difficoltà dei propri clienti si risolvano nella formazione di partite incagliate e in sofferenza. Per cui non è manifestamente illogico né ingiusto che - nell’apprezzamento discrezionale che spetta alla stazione appaltante nello scrutinio delle referenze bancarie - simili espressioni siano ritenute idonee a desumere, sia pure indirettamente e senza l’assunzione da parte della banca di alcuna responsabilità e garanzia (posto che tale funzione è normalmente svolta attraverso altri strumenti ed istituti), la solidità finanziaria ed economica dell’impresa con la quale la banca intrattiene rapporti corretti e puntuali. (Nella fattispecie, le referenze bancarie non contenevano riferimenti allo specifico oggetto e valore dell’appalto ma facevano riferimento solo all’intrattenimento di positivi rapporti con i relativi istituti di credito.)
3. Il giudizio conclusivo del procedimento di verifica delle offerte sospette di anomalia ha, normalmente, una carattere globale e sintetico sulla serietà dell’offerta nel suo insieme, essendo irrilevanti eventuali inesattezze o carenze marginali di singole voci che non siano in grado di inficiare nella sostanza l’attendibilità della complessiva stima previsionale formulata dal concorrente, posto che la verifica ha lo scopo essenziale di valutare se l’interessato dia o meno un serio affidamento circa la corretta esecuzione dell’appalto. Ciò che conta è che l’offerta, nel suo complesso, appaia effettivamente plausibile, laddove è da escludere uno scrutinio nel dettaglio delle singole voci di costo specie quando l’ammontare degli scostamenti denunciati non risulta di una consistenza tale da influire in maniera significativa sul servizio, avuto riguardo al suo ammontare.
1. Appalti e contratti pubblici - Gare - Offerte - Garanzia provvisoria e impegno del fideiussore - Natura essenziale e connaturata all’offerta - Conseguenze.
L'art. 93 del D. Leg.vo 50/2016 stabilisce, al comma 1, che l'offerta è corredata da una garanzia fideiussoria, denominata garanzia provvisoria, e che in caso di partecipazione alla gara di un raggruppamento temporaneo di imprese, la garanzia fideiussoria deve riguardare tutte le imprese del raggruppamento medesimo. Sempre il citato art. 93 del D. Leg.vo 50/2016, al comma 8, prevede che l'offerta è altresì corredata, a pena di esclusione, dall'impegno di un fideiussore, anche diverso da quello che ha rilasciato la garanzia provvisoria, a rilasciare la garanzia fideiussoria per l'esecuzione del contratto, di cui agli artt. 103 e 105 del D. Leg.vo 50/2016, qualora l'offerente risultasse affidatario. Dalle norme richiamate si desume innanzi tutto che - rispetto all'impegno del fideiussore a rilasciare la garanzia fideiussoria per l'esecuzione del contratto - è posto in capo alle ditte partecipanti alle gare per l'aggiudicazione dei contratti pubblici, un preciso obbligo, a pena di esclusione. Trattandosi di elemento richiesto a pena di esclusione, non è possibile attivare il soccorso istruttorio, dal momento che l’art. 83 del D. Leg.vo 50/2016 lo prevede solo per le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda, tale non potendosi qualificare quella in esame, proprio per quanto sopra evidenziato.
Appalti e contratti pubblici - Clausola del bando - Escussione della cauzione provvisoria anche nei confronti concorrenti non aggiudicatari in caso di riscontrata assenza del possesso dei requisiti generali - Legittimità - Fattispecie.
In materia di appalti pubblici, deve ritenersi legittima la clausola del bando che preveda l’escussione della cauzione provvisoria anche nei confronti di imprese non risultate aggiudicatarie, ma solo concorrenti, in caso di riscontrata assenza del possesso dei requisiti di carattere generale di cui all’art. 38 del D. Leg.vo n. 163/2006. (Nella fattispecie l’escussione della cauzione provvisoria era stata chiesta alla ricorrente esclusa dalle successive fasi di gara per aver reso una dichiarazione non veritiera in ordine al possesso dei requisiti di cui all’art. 38 del D. Leg.vo 12 aprile 2006, n. 163 - relativamente ad un legale rappresentante della società cessato dall’incarico - e per carenza dei requisiti di onorabilità professionale in capo agli amministratori della società di cui aveva acquisito un ramo d’azienda nell’anno antecedente alla data di pubblicazione della gara.)
Appalti e contratti pubblici - Gare - Garanzia provvisoria - Raggruppamento temporaneo - Necessità che la garanzia sia riferita a tutti gli operatori - Mancanza - Conseguenze - Esclusione.
Dall’art. 93 del D. Leg.vo 50/2016, ove stabilisce, al comma 1, che “l’offerta è corredata da una garanzia fideiussoria, denominata garanzia provvisoria” e che, “in caso di partecipazione alla gara di un raggruppamento temporaneo di imprese, la garanzia fideiussoria deve riguardare tutte le imprese del raggruppamento medesimo”, si desume innanzi tutto che rispetto all’impegno del fideiussore a rilasciare la garanzia fideiussoria per l’esecuzione del contratto, è posto, in capo alle ditte partecipanti alle gare per l’aggiudicazione dei contratti pubblici, un preciso obbligo, a pena di esclusione, e che esso deve riguardare tutte le imprese del Raggruppamento, non essendo, perciò, sufficiente che si riferisca solo alla prestazione di una di tali imprese.
Ai fini della partecipazione ad una gara d'appalto, l'operatore che per dimostrare il possesso dei requisiti economico-finanziari o tecnico-professionali di partecipazione intenda avvalersi della capacità di altri soggetti deve produrre il contratto di avvalimento dal quale risulti la puntuale indicazione delle risorse, dei mezzi o di altro elemento necessario, che l'ausiliario intende mettere a disposizione dell'impresa principale. In caso contrario il concorrente deve essere escluso, non potendo l'oggetto del contratto di avvalimento essere determinato facendo riferimento per relationem alla qualificazione SOA.
Appalti e contratti pubblici - Cauzione provvisoria - Escussione - Mancata stipula del contratto per fatto aggiudicatario - Significato - Rifiuto o mancanza dei requisiti generali o speciali di partecipazione.
Nell'ambito di una procedura di gara per l'affidamento di un appalto pubblico, è possibile per la stazione appaltante escutere la cauzione provvisoria in tutti i casi in cui il contratto non viene sottoscritto per fatto dell'affidatario. Con tale espressione il legislatore intende fare riferimento non solo ai casi in cui l'aggiudicatario rifiuti di sottoscrivere il contratto ma anche quelli in cui lo stesso non sia in possesso dei requisiti generali o speciali di partecipazione.
Appalti e contratti pubblici - Art. 93, D. Leg.vo 50/2016 - Garanzia "a prima richiesta" - Escussione in caso di mancata stipula contratto - Legittimità - Mancata previsione nel bando - Irrilevanza.
Nella nuova disciplina dettata dall'art. 93, D. Leg.vo 50/2016 (così come anche nella previgente normativa contenuta nel D. Leg.vo 163/2006) è previsto, ai fini della partecipazione ad una gara d'appalto, l'obbligo di presentare una garanzia "a prima richiesta", commisurata in percentuale fissa al prezzo di gara che attribuisce all'Amministrazione il potere di disporre l’escussione dell’importo previsto, per il caso in cui l’aggiudicatario non intenda stipulare il contratto. Tale forma di tutela "rafforzata" trova applicazione anche se non è prevista espressamente nel bando di gara.
Appalti e contratti pubblici - Gare - Requisiti di partecipazione - Cauzione provvisoria prestata da intermediario non abilitato - Mancato ricorso al soccorso istruttorio ed esclusione del concorrente - Legittimità.
Gli operatori economici sono oggetto di verifica dell’effettivo possesso dei requisiti necessari per la partecipazione alla gara, onde evitare che vengano affidate delle gare a dei soggetti privi di capacità tecnica ed economica o dei requisiti morali. Il Legislatore vuole tuttavia evitare (nella fase del controllo delle dichiarazioni e, quindi, dell’ammissione alla gara delle offerte presentate) esclusioni dalla procedura per mere carenze documentali (ivi compresa anche la mancanza assoluta delle dichiarazioni), impone un’istruttoria veloce, ma preordinata ad acquisire la completezza delle dichiarazioni (prima della valutazione dell’ammissibilità della domanda) ed autorizza la sanzione espulsiva quale conseguenza della sola inosservanza, da parte dell’impresa concorrente, all’obbligo di integrazione documentale (entro il termine perentorio accordato, a tal fine, dalla stazione appaltante) (art. 38 del D. Leg.vo 163/2006). Costituisce viceversa legittima ipotesi di esclusione dalla procedura di gara, che non consente il ricorso alla procedura del “soccorso istruttorio”, il caso di cauzione prestata da intermediari non iscritti o cancellati dall'albo di cui all’art. 106 del D. Leg.vo 385/1993, o che non svolgono in via esclusiva o prevalente attività di rilascio di garanzie. La mancata o irrituale produzione della cauzione provvisoria di cui all'art. 75 del D. Leg.vo 163/2006 è infatti causa di esclusione dalla procedura di gara in quanto tale norma risponde all'esigenza di garantire, per quanto possibile, la futura esatta esecuzione dei rapporti contrattuali già in una fase che precede la costituzione del vincolo contrattuale.
1. Appalti e contratti pubblici - Gare - Tassatività delle cause di esclusione - Conseguenze - Sanabilità vizi della cauzione provvisoria.
In base al principio di tassatività delle cause di esclusione introdotto dall'art. 46 del D. Leg.vo 163/2006, comma 1-bis, sono sanabili i vizi e le irregolarità della cauzione provvisoria (al contrario di quelli della cauzione definitiva).
Integrazione del Comunicato del Presidente del 1° luglio 2015.
L’ANAC ha integrato il precedente Comunicato in data 01/07/2015 - concernente indicazioni alle Stazioni Appaltanti per la verifica degli intermediari autorizzati a rilasciare garanzie a corredo delle offerte nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture - indicando le nuove pagine da consultare sul sito della Banca d'Italia e dell'IVASS per la verifica degli intermediari bancari ed assicurativi autorizzati.
L’ANAC ha chiarito che, poiché l’Albo unico degli intermediari di cui al all’art. 106 del Testo Unico Bancario (D. Leg.vo 385/1993) non è stato ancora istituito, fino al 12/05/2016 (data ultima in cui dovrà entrare completamente a regime il suddetto Albo unico) gli operatori economici e le stazioni appaltanti dovranno verificare che le polizze fideiussorie presentate ai sensi degli artt. 75 e 113 del Codice siano state rilasciate dai soggetti iscritti negli appositi elenchi consultabili sul sito internet della Banca d’Italia all’indirizzo:
La Banca d’Italia ha inserito sul proprio sito internet anche un elenco dei soggetti non legittimati allo svolgimento dell'attività bancaria e finanziaria in Italia e un elenco di segnalazioni di abusiva attività bancaria e finanziaria ricevute da Autorità di vigilanza estere, che potranno essere consultati nei casi dubbi.
L’ANAC ha chiarito inoltre che, in caso di presentazione di una cauzione provvisoria rilasciata da un soggetto non autorizzato, la stazione appaltante dovrà procedere all’esclusione del concorrente dalla procedura di affidamento, ricordando in proposito che il “soccorso istruttorio” è applicabile a condizione che la cauzione provvisoria sia stata già costituita alla data di presentazione dell’offerta e decorra da tale data.
Appalti e contratti pubblici - Gara - Cauzione provvisoria - Incameramento - Funzione e presupposti.
Nelle gare pubbliche l'incameramento della cauzione provvisoria non è condizionata dall'intervenuta aggiudicazione provvisoria dell'appalto atteso che essa, in ragione dell'essenziale funzione di garanzia della serietà e attendibilità dell'offerta e del patto d'integrità, copre ogni ipotesi nella quale sono addebitati al concorrente la mancata sottoscrizione del contratto e il mancato perfezionamento dei suoi presupposti procedimentali, quali l'aggiudicazione provvisoria e quella definitiva.
1. Appalti e contratti pubblici - Gare - Offerte - Istituto della cauzione provvisoria - Natura - Assimilabilità alla caparra confirmatoria di cui all’art 1385 del Codice civile. 2. Appalti e contratti pubblici - Gare - Offerte - Istituto della cauzione provvisoria - Costituisce parte integrante dell'offerta. 3. Appalti e contratti pubblici - Gare - Offerte - Istituto della cauzione provvisoria - Escussione in caso di mancato rispetto requisiti - Legittimità.
1. Ferma restando la generale distinzione fra l'istituto della clausola penale (art. 1383 del Codice civile), avente funzione di liquidazione anticipata del danno da inadempimento, e della caparra confirmatoria (art. 1385 del Codice civile), avente la funzione di dimostrare la serietà dell'intento di stipulare il contratto sin dal momento delle trattative o del perfezionamento dello stesso, l'istituto della cauzione provvisoria nell'ambito delle procedure ad evidenza pubblica, deve ricondursi alla caparra confirmatoria, sia perché essa è finalizzata a confermare la serietà di un impegno da assumere in futuro, sia perché tale qualificazione risulta la più coerente con l'esigenza, rilevante contabilmente, di non vulnerare l'amministrazione costringendola a pretendere il maggior danno. Si tratta di una misura di indole patrimoniale, priva di carattere sanzionatorio amministrativo nel senso proprio, che costituisce l'automatica conseguenza della violazione di regole e doveri contrattuali espressamente accettati.
2. Dal punto di vista strutturale la cauzione provvisoria prevista nella procedura di gara dei pubblici appalti costituisce parte integrante dell'offerta e non mero elemento di corredo della stessa (che la stazione possa liberamente richiedere e quantificare).
3. È legittima la clausola, contenuta in atti di indizione di procedure di affidamento di appalti pubblici, che preveda l'escussione della cauzione provvisoria anche nei confronti di imprese non risultate aggiudicatarie, ma solo concorrenti, in caso di riscontrata assenza del possesso dei requisiti di carattere generale di cui all'art. 38 del codice dei contratti pubblici.
Problematiche in ordine all’uso della cauzione provvisoria e definitiva (articoli 75 e 113 del Codice).
Il documento fornisce indicazioni operative in relazione ad alcune criticità riscontrate dall’Autorità in ordine all’applicazione dell’istituto della cauzione. Sono trattati i seguenti argomenti: Quadro normativo di riferimento; Applicabilità degli artt. 75 e 113 del D. Leg.vo 163/2006 ai settori speciali; Esclusione delle garanzie degli intermediari finanziari; Richiesta di livelli elevati di rating; Contratto autonomo di garanzia; Svincolo della cauzione.
Indicazioni applicative sui requisiti di ordine generale per l'affidamento dei contratti pubblici.
La Determinazione in oggetto interviene nuovamente sulla materia dei requisiti di ordine generale per l'affidamento dei contratti pubblici alla luce delle rilevanti modifiche normative introdotte recentemente dal D.L. 70/2011 (decreto Sviluppo), che ha modificato l'art. 38 del Codice, dal D.L. 5/2012 (decreto semplificazioni), intervenuto sull'art. 38, comma 1-ter dello stesso, attribuendo all'Autorità il potere di graduare l'irrogazione della sanzione interdittiva ivi prevista, ed infine dal D.L. 16/2012 (decreto fiscale), il quale ha modificato l'art. 38, comma 2, del Codice, specificando che costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle relative all'obbligo di pagamento di debiti per imposte e tasse certi, scaduti ed esigibili.
In particolare, in merito alla novella apportata all'art. 38, comma 1, lettera b), concernente l’esclusione dalle procedure di affidamento disposta per i soggetti sottoposti a procedimenti per l’irrogazione di misure di prevenzione antimafia, l'Autorità osserva che il legislatore ha inteso ampliare l’elenco dei soggetti interessati dalla disposizione in esame includendovi anche il socio unico, persona fisica, o il socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci, «se si tratta di altro tipo di società».
In merito al significato dell'espressione «socio di maggioranza», si ritiene che questa vada interpretata nel senso di effettuare i controlli previsti nei confronti del soggetto che detiene il controllo della società (controllo di cui si dispone anche potendo contare solo sulla maggioranza relativa). Si precisa inoltre che nel caso di società con due soli soci i quali siano in possesso, ciascuno, del 50% della partecipazione azionaria, le dichiarazioni previste ai sensi dell’art. 38, comma 1, lettere b) e c) del Codice, devono essere rese da entrambi i suddetti soci.
L'Autorità precisa inoltre che, a seguito dell'emanazione del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, D. Leg.vo 159/2011, i richiami, previsti all’art. 38, comma 1, lett. b) del D. Leg.vo 163/2006, relativi all’art. 3 della L. 27/12/1956, n. 1423 e all'art. 10 della L. 31/05/1965, n. 575 ora si intendono riferiti, rispettivamente agli artt. 6 e 67 del D. Leg.vo 159/2011.
1. Appalti LSF - Cauzione provvisoria - Incameramento - Causale.
1. Negli appalti LSF, l’incameramento della cauzione provvisoria è sempre possibile non solo per la mancata stipula del contratto, ma anche per dichiarazioni comunque non veritiere «poiché la cauzione provvisoria si profila come garanzia del rispetto dell’ampio patto d’integrità cui si vincola chi partecipa a gare pubbliche».
1. Appalti LSF - Cauzione definitiva - Impegno di fideiussore a rilasciare garanzia fideiussoria - Modalità.
1. Secondo l’art. 75, comma 8, del D. Leg.vo 163/2006, l’offerta è corredata, oltre che da cauzione provvisoria (la quale può essere prestata sia con le forme indicate nell’art. 75, comma 3, del D. Leg.vo 163/2006, sia mediante assegno circolare) a pena di esclusione, dall’impegno di un fideiussore a rilasciare la garanzia fideiussoria (cauzione definitiva, pari al 10% dell’importo contrattuale) per l’esecuzione del contratto, di cui all’art. 113 del D. Leg.vo 163/2006, qualora l’offerente risultasse aggiudicatario.
1. Appalti LSF - Cauzione provvisoria - Finalità.
La garanzia del 2% del prezzo base indicato nel bando o nell’invito di una gara d’appalto LSF, di cui deve essere corredata l’offerta a norma dell’art. 75 D.Lgs. 163/2006, assolve allo scopo di garantirne la serietà e di costituire una liquidazione preventiva e forfettaria del danno, nel caso in cui la stipula del contratto non avvenga per recesso o per difetto dei requisiti del concorrente. In quanto tale, la cauzione provvisoria costituisce parte integrante della offerta e non elemento di corredo della stessa che la stazione appaltante possa liberamente richiedere.
1. Appalti ll.pp. - Cauzione provvisoria - Funzioni - Garanzia della serietà dell’offerta e di caparra confirmatoria (e non di clausola penale) – Conseguenze
1. Negli appalti di lavori pubblici, la cauzione provvisoria prevista dall’art. 30 della L. 94/109 (al pari della garanzia fideiussoria che ad essa può essere sostituita) svolge senza dubbio la funzione di garantire la serietà dell’offerta, nel senso che l’aggiudicatario, ove non si presenti per la stipulazione del contratto, decade dall’aggiudicazione e la cauzione viene incamerata dall’organo preposto all’esecuzione del contratto, sulla base della mera constatazione dell’inadempienza. Ma, per il modo stesso della sua prestazione, appare chiaro che essa si configura come una vera e propria caparra confirmatoria e non già come semplice clausola penale o come un pegno irregolare. Diversamente da tali fattispecie, ove il danno sopportato dal creditore viene risarcito con l’assegnazione, sino a concorrenza, del pegno ad opera del giudice ovvero con la promessa di una prestazione di una somma di danaro o cose fungibili (art. 1382 C.c.), la caparra confirmatoria consente al contraente beneficiario non solo di rivalersi immediatamente sulle somme oggetto di cauzione, che vengono incamerate, ma altresì di richiedere che venga risarcito il maggior danno da inadempimento. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di merito che aveva ritenuto che l’incameramento della cauzione non esauriva il diritto dell’Amministrazione al risarcimento del danno per aver dovuto affidare i lavori ad altra impresa a maggior costo).
1. Appalti LSF - Gara - Esclusione - Imprese collegate ex art. 2359 Cod. civ. – Divieto di partecipazione
1. Sotto la vigenza dell’art. 10, c. 1-bis, della L. 94/109 e successive modificazioni (secondo cui «non possono partecipare alla medesima gara imprese che si trovino fra di loro in una delle situazioni di controllo di cui all’art. 2359 del Cod. civ.»), questo Consiglio di Stato si è orientato in senso favorevole alla possibilità di individuare ipotesi di «collegamento sostanziale» tra imprese, diverse e ulteriori rispetto a quelle indicate nel menzionato art. 10, c. 1-bis; con la precisazione che, mentre nel caso della sussistenza dell’ipotesi del «controllo» di cui all’art. 10, c. 1-bis, opera un meccanismo di presunzione iuris et de iure circa la sussistenza di un’ipotesi turbativa del corretto svolgimento della procedura concorsuale (e quindi dei principi di segretezza, serietà delle offerte e par condicio tra i concorrenti), nel caso di sussistenza del c.d. «collegamento sostanziale» deve essere provato nello specifico e in concreto l’esistenza di elementi oggettivi e concordanti, che siano tali da ingenerare pericolo per il rispetto dei richiamati principi.