Source: https://www.laleggepertutti.it/155621_che-cose-il-giudicato
Timestamp: 2018-11-16 02:17:02+00:00
Document Index: 86122550

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 324', 'sentenza ', 'art 395', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2909', 'sentenza ']

Che cos'è il giudicato?
Che cos’è il giudicato?
25 marzo 2017 | Autore: Edizioni Simone
> L’esperto Pubblicato il 25 marzo 2017
La sentenza definitiva. La cosa giudicata, concetto ed effetti
La cosa giudicata indica la immodificabilità del provvedimento del giudice, quando sono stati esperiti tutti i mezzi di impugnazione contro di esso ovvero quando essi non sono più proponibili per il decorso dei termini o per acquiescenza.
Ai sensi dell’art. 324, la sentenza passa in «cosa giudicata formale» quando essa «non è più soggetta né a regolamento di competenza, né ad appello, né a ricorso per cassazione, né a revocazione per i motivi di cui ai nn. 4 e 5 dell’art 395».
Si ha, dunque, cosa giudicata in senso formale quando la sentenza diviene irretrattabile sotto due profili:
diviene incontestabile in giudizio ad opera delle parti;
e, correlativamente, intoccabile da parte del giudice.
L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, per i loro eredi o aventi causa (art. 2909 c.c.: cosa giudicata sostanziale).
Il giudicato determina:
la conclusione del processo;
la preclusione per le parti di chiedere al giudice di giudicare una seconda volta sullo stesso oggetto. Res iudicata est.
In tal caso, infatti, il giudice adito deve d’ufficio, ed in qualunque grado e stato del giudizio, rilevare l’esistenza del precedente giudicato.
Se poi il giudice si pronunzia, per errore, una seconda volta sulla medesima controversia, malgrado il precedente giudicato, le parti possono ricorrere per Cassazione se il giudice ha rigettato una eccezione di cosa giudicata, oppure agire per revocazione.
Limiti del giudicato
I limiti del giudicato sono oggettivi e soggettivi:
limiti oggettivi: si riferiscono all’oggetto della sentenza ed alla «causa petendi»; la cosa giudicata, infatti, si forma su tale oggetto in relazione alla «causa petendi», e non anche sulle questioni eventualmente presentatesi in corso di causa e risolte «incidenter tantum»;
limiti soggettivi: la cosa giudicata non fa stato che tra le sole parti, i loro eredi ed aventi causa: essa cioè deve essere riconosciuta da tutti, ma i suoi effetti non si estendono ai terzi (res inter alios iudicatas aliis non praeiudicare).
Le sentenze passate in giudicato rimangono peraltro assoggettabili a revisione, a revocazione e/o opposizione di terzo.