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Timestamp: 2018-09-20 17:30:30+00:00
Document Index: 66416728

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1159', 'art. 1159', 'art. 1159', 'art. 1159', 'art. 1158', 'art. 1159', 'art. 1159']

Art. 1159 bis codice civile: Usucapione speciale per la piccola proprietà rurale.
Codice civile Art. 1159 bis codice civile: Usucapione speciale per la piccola proprietà rurale.
La proprietà (1) dei fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani dalla legge (2) si acquista in virtù del possesso continuato per quindici anni (3).
La legge speciale stabilisce la procedura, le modalità e le agevolazioni per la regolarizzazione del titolo di proprietà (4).
(1) Art. aggiunto ex l. 10-5-1976, n. 346 (art. 1) (Usucapione speciale per la piccola proprietà rurale).
(2) Per tale classificazione, originariamente prevista dalla l. 3-12-1971, n. 1102 (Nuove norme per lo sviluppo delle montagne), cfr. ora artt. 27 e 28, d.lgs. 18-8-2000, n. 267 (T.U. enti locali).
(3) La presente disposizione consente per il tramite dell’usucapione l’acquisto a titolo originario della sola proprietà dei fondi rustici ivi descritti, e non anche di altri diritti reali di godimento, al contrario di quanto normalmente previsto in tema di usucapione [v. Libro III, Titolo VIII, Capo II, Sez. III].
(4) Cfr. artt. 2-5, l. 346/1976 cit.
La norma regola una particolare forma di usucapione speciale. La specialità discende in tal caso, a differenza di quanto accade nell’art. 1159, dal fatto che, nella medesima disposizione viene regolata l’usucapione ordinaria (comma 1) e quella speciale o abbreviata (comma 2) di fondi rustici con annessi fabbricati. La norma in oggetto è ispirata dalla finalità di tutelare i possessori di piccoli fondi rustici (che spesso sono anche coloro che provvedono alla coltivazione del fondo medesimo), siti in Comuni classificati montani dalla legge (comma 4). Tale esigenza di tutela è confermata dal più breve termine richiesto per la realizzazione dell’effetto acquisitivo connesso all’usucapione di tali fondi (quindici anni per l’usucapione ordinaria, cinque anni per l’usucapione speciale o abbreviata), nonché dalla previsione di ulteriori misure che agevolino la regolarizzazione del titolo di proprietà; i fondi in oggetto, infatti, sono perlopiù ubicati in zone (montane) tali da rendere difficoltosa la prova [v. Libro VI, Titolo II] della proprietà degli stessi.
Il decreto di riconoscimento di proprietà conseguente al procedimento speciale ex l. 346/76 per possesso incontestatamente riconosciuto, costituisce atto idoneo alla trascrizione ed al decorso di un nuovo termine di usucapione abbreviata o ordinaria. La revoca della rinuncia di eredità è atto inidoneo ad interrompere o recuperare il possesso, nulla togliendo al comportamento concludente del rinunciate di non opporsi al procedimento di usucapione del quale il medesimo è stato ritualmente portato a conoscenza.
Tribunale Piacenza 13 dicembre 2011 n. 987
Il procedimento speciale ex l. 346/76 è inidoneo a passare in giudicato ma tale inidoneità è invocabile solo dai terzi. La pubblicazione del ricorso e la notifica ai controinteressati sono intese a provocare l'instaurazione del contraddittorio per cui in mancanza di opposizione da parte di costoro deve ritenersi che gli stessi abbiano rinunciato a dare luogo ad un giudizio a cognizione piena diretto ad accertare la sussistenza dei requisiti per l'usucapione speciale.
Il coerede può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri coeredi, senza che sia necessario l'intervesione del titolo del possesso, attraverso l'estensione del possesso medesimo in termini di esclusività, pur essendo a tal fine non sufficiente che gli altri partecipanti si siano astenuti dell'uso della cosa, occorrendo altresì che il coerede ne abbia goduto in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui e tale da evidenziare una inequivoca volontà di possedere "uti dominus" e non più "uti condominus"; ed invero il coerede, che è già compossessore animo proprio ed a titolo di comproprietà, non è tenuto ad un mutamento del titolo, ma solo ad una estensione dei limiti del suo possesso. (Conferma App. Cagliari 29 luglio 2009)
Cassazione civile sez. II 24 gennaio 2011 n. 1558
Per l'applicazione dell'usucapione speciale di cui all'art. 1159 bis c.c. - introdotta dalla l. n. 346 del 1976 con la finalità di sviluppare e salvaguardare il lavoro agricolo - non è sufficiente che il fondo sia iscritto nel catasto rustico, ma è necessario che esso sia destinato, in concreto all'attività agraria, atteso che la suddetta usucapione può avere ad oggetto soltanto un fondo rustico inteso come entità agricola ben individuata, che sia destinata ed ordinata alla propria vicenda produttiva. (Cassa con rinvio App. Milano 29 giugno 2004, n. 1904)
Cassazione civile sez. II 24 maggio 2010 n. 12607
Per l'applicazione dell'usucapione speciale di cui all'art. 1159 bis c.c. - introdotta dalla legge n. 346 del 1976 con la finalità di incoraggiare lo sviluppo e salvaguardare il lavoro agricolo - non è sufficiente che il fondo sia iscritto nel catasto rustico, ma è necessario che esso, quanto meno all'atto dell'inizio della possessio ad usucapionem, sia destinato in concreto all'attività agraria, atteso che tale usucapione può avere ad oggetto soltanto un fondo rustico inteso come entità agricola ben individuata ed organizzata, che sia destinata ed ordinata a una propria vicenda produttiva. Ne consegue che l'art. 1159 bis c.c. non é applicabile, né in via analogica, trattandosi di norma eccezionale rispetto a quella di cui all'art. 1158 c.c., né in base ad un'interpretazione estensiva, tenuto conto delle finalità perseguite dal legislatore, qualora il possesso protratto venga dedotto ai fini dell'acquisizione di limitate superfici, ancorché facenti parti di maggiori fondi coltivati o coltivabili siti in zone montane, che non siano di per sé idonee a costituire un'autonoma unità produttiva.
Cassazione civile sez. II 13 aprile 2010 n. 8778
La proprietà e gli altri diritti reali di godimento appartengono alla categoria dei c.d. diritti autodeterminati, individuati in base alla sola indicazione del loro contenuto, sicché nelle relative azioni la "causa petendi" si identifica con il diritto e non con il titolo che ne costituisce la fonte; pertanto, una volta introdotto il giudizio per il riconoscimento dell'usucapione abbreviata di cui all'art. 1159 bis c.c., il giudice, ove ne sussistano i presupposti, può accogliere la domanda di usucapione ordinaria senza incorrere nel vizio di extrapetizione, né tale domanda può ritenersi inammissibile ove sia proposta per la prima volta in grado di appello, se il decorso del più ampio termine sia stato oggetto di specifiche allegazioni e prove ufficialmente introdotte in causa.
In tema di usucapione abbreviata, la deduzione secondo cui il fondo è privo dei caratteri necessari previsti dall'art. 1159 bis c.c., integrando una difesa volta a contestare il fatto costitutivo del diritto azionato, la cui esistenza fa parte dell'oggetto dell'indagine affidata al giudice di merito, non rientra fra le eccezioni riservate alla parte e, quindi, può essere sollevata per la prima volta anche in grado di appello.
Nelle azioni a difesa del diritto di proprietà e degli altri diritti reali di godimento, che sono individuati solo in base al loro contenuto (con riferimento al bene che ne costituisce l’oggetto), la "causa petendi" si identifica con il diritto stesso e non, come nei diritti di credito, con il titolo che ne costituisce la fonte, la cui deduzione, necessaria ai fini della prova del diritto, non ha alcuna funzione di specificazione della domanda; ne consegue che l’allegazione in appello dell’acquisto per usucapione abbreviata non costituisce domanda nuova rispetto a quella di usucapione ordinaria inizialmente proposta con riferimento allo stesso bene, poiché, indipendentemente dalla necessità di provare ulteriori elementi costitutivi della fattispecie acquisitiva, viene rivendicato il medesimo diritto.
Cassazione civile sez. II 10 settembre 2009 n. 19544