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Timestamp: 2018-03-19 10:40:40+00:00
Document Index: 94009989

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 22', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 51', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 2']

D.R. 327/2012 - prot. n. 25367 - Regolamento - Ricercatori a tempo determinato - Bollettino Ufficiale - Università degli Studi di Firenze - UniFI
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D.R. 327/2012 - prot. n. 25367 - Regolamento - Ricercatori a tempo determinato
VISTO il “Regolamento in materia di ricercatori a tempo determinato, ai sensi dell’art. 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240”, emanato con decreto rettorale 25 agosto 2011, n. 763;
VISTO il Decreto Ministeriale 24 maggio 2011, n. 242 “Criteri per la valutazione delle attività didattiche e di ricerca svolte dai titolari dei contratti di cui all’art. 24, comma 3, lettera a), della legge 30 dicembre 2010, n. 240”;
VISTO il Decreto Ministeriale 25 maggio 2011, n. 243 “Criteri e parametri riconosciuti, anche in ambito internazionale, per la valutazione preliminare dei candidati destinatari dei contratti di cui all'articolo 24, della legge n. 240/2010”;
VISTO l’articolo 49 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”;
PRESO ATTO del parere reso dal Comitato Tecnico Amministrativo in data 3 febbraio 2012;
DATO ATTO delle deliberazioni adottate dal Senato Accademico nella seduta del 14 marzo 2012 e dal Consiglio di Amministrazione nelle sedute del 24 febbraio e 30 marzo 2012, con le quali è stato approvato il nuovo “Regolamento in materia di Ricercatori a tempo determinato, ai sensi dell’art. 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240”;
la modifica del “Regolamento in materia di Ricercatori a tempo determinato, ai sensi dell’art. 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240” che risulta riformulato nel testo allegato al presente provvedimento, del quale costituisce parte integrante.
Firenze, 5 aprile 2012
Regolamento in materia di Ricercatori a tempo determinato, ai sensi dell’art. 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240
1. Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell’art. 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240 ed in armonia con i principi enunciati dalla Carta europea dei ricercatori, raccomandazione della Commissione delle Comunità Europee n. 251 dell’11 marzo 2005, il reclutamento e l’assunzione dei Ricercatori a tempo determinato, definiti nel seguito “Ricercatori”.
2. Il rapporto di lavoro, disciplinato dal presente regolamento, si instaura fra l'Università degli Studi di Firenze ed il Ricercatore mediante la stipula di un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, ed è regolato dalle disposizioni vigenti in materia, previste per il lavoro dipendente anche per quanto attiene al trattamento fiscale, assistenziale e previdenziale.
1. I Ricercatori possono essere assunti sulla base delle seguenti tipologie di contratto:
contratti di cui alla lettera a) dell’articolo 24, comma 3, della legge 240/2010, di durata triennale, prorogabili per soli due anni per una sola volta, previa valutazione positiva delle attività didattiche e di ricerca svolte, effettuata sulla base di modalità, criteri e parametri definiti con Decreto Ministeriale del 24 maggio 2011, n. 242;
contratti di cui alla lettera b) dell’articolo 24, comma 3, della legge 240/2010, di durata triennale, non rinnovabili, riservati ai candidati che hanno usufruito dei contratti di cui alla lettera a). Sono riservati, inoltre, a coloro che hanno usufruito complessivamente per almeno tre anni anche non consecutivi, dei contratti stipulati ai sensi dell’articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, di assegni di ricerca, borse di studio post-dottorato, o di analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri, indicati all’articolo 24, comma 3, lettera b) della medesima legge 240.
2. I contratti di cui alla precedente lettera a) possono prevedere il regime di tempo pieno con un impegno annuo complessivo, per lo svolgimento delle attività di didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti, pari a 350 ore, o di tempo definito con un impegno annuo complessivo pari a 200 ore. I contratti di cui alla precedente lettera b) possono prevedere esclusivamente il regime di tempo pieno con un impegno annuo complessivo pari a 350 ore.
3. La durata complessiva dei rapporti instaurati con i titolari dei contratti di cui al presente regolamento e degli assegni di ricerca di cui all’art. 22 della legge 240/2010, intercorsi anche con Atenei diversi, statali, non statali o telematici, nonché con gli enti di cui al comma 1 del medesimo articolo, con il medesimo soggetto, non può in ogni caso superare i dodici anni anche non continuativi. Ai fini della durata dei predetti rapporti non rilevano i periodi trascorsi in aspettativa per maternità o per motivi di salute secondo la normativa vigente.
4. La titolarità dei contratti disciplinati dal presente regolamento non dà luogo a diritti in ordine all'accesso ai ruoli. L’espletamento di tali contratti costituisce titolo preferenziale nei concorsi per l’accesso alle pubbliche amministrazioni.
1. L’attivazione dei contratti di cui al presente regolamento rientra nell’ambito della programmazione triennale di cui all'articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e di cui all'articolo 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43. A tal fine i Dipartimenti entro il mese di Marzo, salvo diverso o ulteriore termine fissato dagli organi di governo in relazione ad esigenze debitamente motivate legate all’attivazione di progetti di ricerca o convenzioni pluriennali, trasmettono all’amministrazione centrale, per l’approvazione degli organi di governo, la proposta di attivazione dei contratti di Ricercatore.
2. Gli oneri derivanti dalla stipula dei contratti possono essere a carico di fondi di Ateneo, del Dipartimento, nonché di altri soggetti pubblici o privati previa stipula di convenzioni di cui al successivo articolo 9.
3. Al fine di provvedere alla completa integrazione delle attività assistenziali con quelle di didattica e di ricerca, in caso di attivazione di contratti relativi a settori clinici, la delibera della struttura deve dare atto dell’intesa con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di riferimento.
Indizione della procedura di reclutamento
1. Il Rettore, a seguito dell’approvazione dei posti da parte degli organi di governo in sede di programmazione del fabbisogno del personale indice, con proprio decreto, la procedura di selezione che deve contenere le seguenti indicazioni:
settore concorsuale ed eventuale profilo da individuare esclusivamente tramite indicazione di uno o più settori scientifico–disciplinari;
Dipartimento di destinazione del posto;
requisiti per l’ammissione, secondo quanto disposto dal successivo articolo 5;
eventuale numero massimo delle pubblicazioni, comunque non inferiore a dodici;
tipologia del contratto (categoria a o b) e del relativo regime d’impegno (pieno o definito per la tipologia a);
descrizione delle attività che il Ricercatore dovrà svolgere ed eventuale attività assistenziale;
trattamento retributivo e relativa copertura finanziaria;
eventuale possesso di adeguata conoscenza di una lingua straniera che sarà accertata durante la discussione di cui all’art. 7, commi 3 e 4; per i candidati stranieri è richiesta la conoscenza della lingua italiana.
2. L’avviso di selezione è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale; dalla data di pubblicazione decorrono trenta giorni per la presentazione delle domande. Il bando integrale è pubblicato sul Bollettino Ufficiale dell'Università.
3. Della avvenuta pubblicazione del bando è data informazione sui siti internet di Ateneo, del Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca e dell’Unione Europea.
4. Per ciascun bando di selezione è nominato, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, un responsabile del procedimento che ne assicura il corretto svolgimento nel rispetto della normativa vigente, ivi comprese le forme di pubblicità e le comunicazioni previste dal presente regolamento.
Requisiti di partecipazione alle selezioni e titoli preferenziali
1. Sono ammessi a partecipare alle selezioni i soggetti in possesso del titolo di dottore di ricerca o equivalente, ovvero, per i settori interessati, del diploma di specializzazione medica.
2. Inoltre, limitatamente ai contratti di cui alla lettera b) dell’articolo 24, comma 3 della legge 240/2010, sono ammessi a partecipare:
coloro che hanno usufruito di contratti di cui alla lettera a) del medesimo articolo ovvero, per almeno tre anni anche non consecutivi, di assegni di ricerca, borse di studio post-dottorato, o di analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri, indicati all’articolo 24, comma 3, lettera b) della medesima legge 240;
coloro che hanno usufruito, per almeno tre anni, dei contratti stipulati ai sensi dell’art. 1, comma 14, della legge n. 230 del 2005.
3. In via transitoria, fino all’anno 2015, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 29, comma 13, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, possono altresì partecipare alle procedure pubbliche di selezione relative ai contratti di cui al presente regolamento, anche i soggetti in possesso di sola laurea magistrale o equivalente, unitamente ad un curriculum scientifico-professionale idoneo allo svolgimento di attività di ricerca.
4. I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del bando.
5. Non sono ammessi alle selezioni:
coloro che hanno avuto contratti in qualità di assegnista di ricerca e di Ricercatore a tempo determinato ai sensi degli articoli 22 e 24 della legge 240/2010 presso l’ateneo di Firenze o presso altri atenei italiani, statali, non statali o telematici, nonché gli enti di cui al comma 1 dell’articolo 22 della medesima legge per un periodo che, sommato alla durata prevista dal contratto messo a bando, superi complessivamente i dodici anni, anche non continuativi;
coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità fino al quarto grado compreso con un professore appartenente al Dipartimento, ovvero con il Rettore, il Direttore Generale, o un componente del Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 18, comma 1, lettere b) e c) della legge 240/2010.
6. L’esclusione dalla selezione è disposta con motivato decreto del Rettore ed è comunicata all’interessato.
1. Per ogni procedura di selezione la Commissione giudicatrice è composta da tre membri, scelti fra Professori e Ricercatori a tempo indeterminato anche esterni all’Ateneo, appartenenti allo stesso settore concorsuale oggetto della selezione o, in caso di motivata necessità, a settori affini, di cui almeno un professore ordinario in qualità di presidente. Per la selezione dei contratti di cui alla lettera a) dell’articolo 24, comma 3 della legge 240/2010, almeno uno dei componenti la Commissione deve essere esterno all’Ateneo. Per la selezione dei contratti di cui alla lettera b) del medesimo articolo la Commissione è composta da due membri esterni ed uno interno. Ai sensi della raccomandazione comunitaria di cui all’articolo 1, comma 1, nella composizione della Commissione deve essere garantito, ove possibile, un adeguato equilibrio di genere.
2. La nomina è disposta con decreto del Rettore, su proposta del Consiglio del Dipartimento interessato. Il decreto di nomina è pubblicato sul sito internet di Ateneo. Eventuali istanze di ricusazione al Rettore di uno o più componenti la Commissione giudicatrice da parte di candidati, ai sensi degli articoli 51 e 52 del Codice di Procedura Civile, devono essere presentate nel termine perentorio di dieci giorni dalla pubblicazione. Se la causa di ricusazione è sopravvenuta successivamente al termine di cui sopra, purché anteriormente alla data di insediamento della Commissione, il termine decorre dalla sua insorgenza.
1. La Commissione giudicatrice, previa dichiarazione dei singoli componenti della insussistenza delle cause di incompatibilità e di assenza di conflitto di interessi tra di loro e con i candidati, valuta preliminarmente con motivato giudizio analitico i titoli, il curriculum e la produzione scientifica dei candidati, ivi compresa la tesi di dottorato, secondo criteri e parametri, riconosciuti anche in ambito internazionale, individuati con D.M. n. 243 del 25 maggio 2011.
2. Terminata la valutazione preliminare sono ammessi alla discussione di cui al comma 3 del presente articolo tutti i candidati se il numero totale degli stessi non è superiore a sei; in caso contrario, in base ai risultati della valutazione preliminare, sono ammessi i candidati comparativamente più meritevoli, in misura compresa tra il 10 ed il 20 per cento del totale, e comunque in numero non inferiore a sei unità.
3. La discussione è pubblica ed avviene con riferimento ai titoli e alla produzione scientifica. La Commissione attribuisce un punteggio ai titoli e a ciascuna delle pubblicazioni presentate.
4. Sono esclusi esami scritti e orali ad eccezione di una prova orale, contestuale alla discussione, volta ad accertare l’adeguata conoscenza di una lingua straniera (se prevista nel bando).
5. Gli atti della Commissione sono costituiti dai verbali delle singole riunioni. Ne sono parte integrante e necessaria la valutazione preliminare dei candidati, il punteggio assegnato ai titoli e alle pubblicazioni a seguito della discussione con il candidato, l’eventuale prova orale sulla lingua straniera, nonché l’individuazione dell’idoneo.
6. La Commissione è tenuta a concludere i lavori entro 90 giorni dalla data di nomina. Il Rettore, valutati i motivi della richiesta della Commissione, può concedere una proroga di 30 giorni ovvero, con provvedimento motivato, avviare le procedure per la sostituzione dei componenti cui siano imputabili le cause del ritardo, stabilendo un nuovo termine per la conclusione dei lavori.
7. La Commissione consegna gli atti al Rettore che nei successivi 30 giorni, previo controllo di legittimità, li approva con proprio provvedimento da pubblicare sul Bollettino Ufficiale dell’Università. Nel caso in cui si riscontrino irregolarità il Rettore rinvia con provvedimento motivato gli atti alla Commissione, assegnando un termine per la conclusione dei lavori.
Contratti su fondi del Dipartimento o di altri soggetti pubblici o privati
1. La proposta di attivazione del contratto, adottata dal Consiglio di Dipartimento, deve contenere le seguenti indicazioni:
motivazioni di carattere scientifico che determinano l’esigenza del reclutamento;
settore concorsuale ed eventuale profilo da individuare esclusivamente tramite indicazione di uno o più settori scientifico – disciplinari;
intesa con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di riferimento in caso di attivazione di contratti relativi a settori clinici;
requisiti di ammissione alla procedura;
informazioni sulle specifiche funzioni del Ricercatore;
tipologia del contratto ed eventuale prorogabilità, ove si tratti di contratto ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a.;
regime d’impegno (pieno o definito per la tipologia a) e relativo trattamento economico;
copertura finanziaria del contratto, comprensiva degli oneri.
Convenzioni per finanziamenti esterni
1. I Dipartimenti possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e/o privati al fine di reperire i fondi per il reclutamento di Ricercatori nei settori scientifico disciplinari di pertinenza.
2. Le convenzioni devono garantire l’integrale copertura degli oneri derivanti dall’attribuzione dei contratti, incrementati del 5% annuo atto a garantire gli aumenti retributivi annuali, per un importo non inferiore al costo quindicennale per i posti di Ricercatore di cui all’art. 2, comma 1, lettera b), ovvero di importo e durata non inferiore a quella del contratto per i posti di Ricercatore di cui all’art. 2, comma 1, lettera a) del presente regolamento.
3. Il finanziatore, nel caso in cui non versi l’intero importo all’atto della stipula della convenzione, è tenuto a prestare idonea garanzia bancaria con la clausola “a prima richiesta”, da parte di primario istituto, a tutela dell'esatto adempimento delle obbligazioni assunte.
1. Il Direttore del Dipartimento, acquisita l’approvazione degli organi di governo, indice la procedura di selezione con proprio decreto che deve contenere le seguenti indicazioni:
requisiti per l’ammissione, secondo quanto disposto dal successivo articolo 11;
tipologia del contratto e del relativo regime d’impegno (pieno o definito per la tipologia a);
eventuale possesso di adeguata conoscenza di una lingua straniera che sarà accertata durante la discussione di cui all’art. 13, commi 3 e 4. Per i candidati stranieri è richiesta la conoscenza della lingua italiana.
4. Per ciascuna procedura selettiva è nominato, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, un responsabile del procedimento che ne assicura il corretto svolgimento nel rispetto della normativa vigente, ivi comprese le forme di pubblicità e le comunicazioni previste dal presente regolamento.
coloro che hanno usufruito di contratti di cui alla lettera a) del medesimo articolo ovvero, per almeno tre anni anche non consecutivi, di assegni di ricerca ai sensi dell’art. 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e successive modificazioni, o di borse post-dottorato ai sensi dell’art. 4 della legge 30 novembre 1989, n. 398, ovvero di analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri;
6. L’esclusione dalla selezione è disposta con motivato decreto del Direttore del Dipartimento ed è comunicata all’interessato.
2. La nomina è disposta con decreto del Rettore, a seguito della delibera dell'organo collegiale del Dipartimento che ha attivato la procedura. Il decreto di nomina è pubblicato sul sito internet di Ateneo.
3. Eventuali istanze di ricusazione al Rettore di uno o più componenti la Commissione giudicatrice da parte di candidati, ai sensi degli articoli 51 e 52 del Codice di Procedura Civile, devono essere presentate nel termine perentorio di dieci giorni dalla pubblicazione della composizione della Commissione sul sito internet di Ateneo. Se la causa di ricusazione è sopravvenuta successivamente al termine di cui sopra, purché anteriormente alla data di insediamento della Commissione, il termine decorre dalla sua insorgenza.
1. La Commissione giudicatrice, verificata l’ammissibilità delle domande, previa dichiarazione dei singoli componenti della insussistenza delle cause di incompatibilità e di assenza di conflitto di interessi tra di loro e con i candidati, valuta preliminarmente con motivato giudizio analitico i titoli, il curriculum e la produzione scientifica dei candidati, ivi compresa la tesi di dottorato, secondo criteri e parametri, riconosciuti anche in ambito internazionale, individuati con D.M. n. 243 del 25 maggio 2011.
2. Terminata la valutazione preliminare sono ammessi alla discussione di cui al comma 3 del presente articolo tutti i candidati se il numero totale degli stessi è non superiore a sei; in caso contrario, in base ai risultati della valutazione preliminare, sono ammessi i candidati comparativamente più meritevoli, in misura compresa tra il 10 ed il 20 per cento del totale, e comunque in numero non inferiore a sei unità.
6. La Commissione è tenuta a concludere i lavori entro 60 giorni dalla data di nomina. Il Rettore, valutati i motivi della richiesta della Commissione, può concedere una proroga di 15 giorni ovvero, con provvedimento motivato, avviare le procedure per la sostituzione dei componenti cui siano imputabili le cause del ritardo, stabilendo un nuovo termine per la conclusione dei lavori.
7. La Commissione consegna gli atti al Direttore del Dipartimento che nei successivi 15 giorni, previo controllo di legittimità istruito dall’Ufficio competente di Ateneo, li approva con proprio provvedimento da pubblicare sul Bollettino Ufficiale dell’Università. Nel caso in cui si riscontrino irregolarità il Direttore del Dipartimento rinvia con provvedimento motivato gli atti alla Commissione, assegnando un termine per la conclusione dei lavori.
1. Il Consiglio del Dipartimento, acquisito il decreto di approvazione degli atti, procede entro 15 giorni dalla ricezione alla formulazione della proposta di chiamata. La delibera di proposta di chiamata è valida se approvata con voto favorevole della maggioranza assoluta dei Professori di prima e di seconda fascia. Qualora decida di non effettuare la chiamata, il Consiglio dovrà motivarne adeguatamente le ragioni.
2. La mancata adozione della delibera di proposta di chiamata, entro il termine sopra indicato, ovvero la mancanza di una adeguata motivazione nel caso di delibera di non chiamata, comporta l’impossibilità per la struttura che ha richiesto il bando di avviare una nuova procedura selettiva per il medesimo settore per il periodo di almeno un anno.
3. La delibera contenente la proposta di chiamata è sottoposta all’approvazione del Consiglio di Amministrazione.
1. Il Direttore del Dipartimento interessato, entro dieci giorni dalla delibera del Consiglio di Amministrazione, invita il Ricercatore a stipulare il contratto individuale di lavoro e a presentare nei successivi 30 giorni la documentazione prescritta dalle disposizioni vigenti e quella prevista dal bando.
2. Il contratto deve contenere le seguenti indicazioni:
data di inizio e termine finale del rapporto di lavoro;
descrizione delle attività, compresa l’eventuale attività assistenziale;
impegno annuo complessivo per lo svolgimento delle attività di didattica, didattica integrativa e servizio agli studenti pari a 350 ore per il regime di tempo pieno e 200 per il tempo definito;
trattamento economico complessivo;
trattamento previdenziale ed assistenziale;
Dipartimento di afferenza;
settore scientifico disciplinare;
modalità e frequenza di verifica dell’attività svolta;
periodo di prova quantificato ai sensi del successivo art. 19;
possibilità di recesso unilaterale da parte del Ricercatore previo preavviso scritto di almeno trenta giorni.
3. E’ vietato stipulare contratti con coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità fino al quarto grado compreso, o un rapporto di coniugio, con un professore appartenente al Dipartimento, ovvero con il Rettore, il Direttore Generale o un componente del Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 18, comma 1, lettere b) e c) della legge 240/2010.
1. Il trattamento economico per i contratti di cui all’art. 2, comma 1, lett. a), è pari al trattamento iniziale del Ricercatore confermato a seconda del regime di impegno.
2. Il trattamento economico onnicomprensivo per i contratti di cui all’art. 2, comma 1, lett. b), è pari al trattamento iniziale spettante al Ricercatore confermato a tempo pieno elevato fino a un massimo del 30%, alla stregua dei criteri individuati dal Consiglio di Amministrazione.
Attività dei Ricercatori
1. Il Ricercatore svolge le attività di ricerca, didattica, didattica integrativa e servizio agli studenti definite nell’avviso di selezione e riportate nel contratto individuale di lavoro.
2. Il Ricercatore annota le attività svolte in apposito registro che dovrà essere conservato a sua cura, debitamente firmato in calce ad ogni annotazione, e reso disponibile al Direttore del Dipartimento. Alla scadenza del contratto il registro dovrà essere depositato presso la Direzione del Dipartimento interessato.
3. Al termine di ogni semestre, e in ogni caso al termine del contratto, il Ricercatore deve consegnare al Direttore del Dipartimento una relazione sull'attività di ricerca, didattica, didattica integrativa e servizio agli studenti svolte. Alla scadenza del contratto le relazioni dovranno essere depositate presso la Direzione del Dipartimento interessato.
1. Il contratto del Ricercatore è incompatibile con:
analoghi contratti anche in altre sedi universitarie e qualsiasi altro rapporto di lavoro subordinato presso soggetti pubblici o privati, ai sensi della normativa vigente;
titolarità di assegni o borse di ricerca post-laurea o post-dottorato, anche presso altre sedi universitarie;
esercizio di attività libero professionali limitatamente ai Ricercatori in regime di tempo pieno.
2. Ai Ricercatori è consentito lo svolgimento di incarichi retribuiti conferiti da parte di soggetti terzi, ai sensi del Regolamento di Ateneo in materia, purché compatibili con il regolare svolgimento delle attività istituzionali e nel rispetto del divieto di concorrenza. Ai Ricercatori a tempo definito è consentito lo svolgimento di attività libero professionali, purché non arrechino pregiudizio alle attività istituzionali e non determino situazioni di conflitto di interessi con l’ateneo. La valutazione della compatibilità dello svolgimento dell’attività è effettuata dal Rettore, sentito il Direttore della struttura.
Periodo di prova e modalità di recesso
1. Il Ricercatore è soggetto a un periodo di prova della durata di tre mesi. Durante il periodo di prova ciascuna delle due parti può recedere in qualsiasi momento dal contratto senza l’obbligo di preavviso. Il recesso deve essere motivato e i suoi effetti decorrono dal momento in cui la controparte ne viene a conoscenza.
2. Decorso il periodo di prova, in caso di recesso, il Ricercatore è tenuto a dare un preavviso di 30 giorni mediante comunicazione scritta al Direttore del Dipartimento. In caso di mancato preavviso l’amministrazione ha il diritto di trattenere un importo pari al periodo corrispondente.
3. Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, qualora si verifichi una causa che, ai sensi dell'articolo 2119 codice civile, non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto.
1. La cessazione del rapporto di lavoro è determinata da:
inadempienza del Ricercatore nello svolgimento dell’attività stabilita dal contratto.
1. E’ possibile la stipula di contratti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a) senza le procedure di reclutamento previste nel presente regolamento, qualora il Ricercatore sia già stato selezionato da Ministeri, organismi dell'Unione Europea o da altri enti internazionali, nell’ambito di procedure che prevedano l’assunzione del vincitore con contratto di lavoro di tipo subordinato.
2. Il Ricercatore non è obbligato a svolgere attività di didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti qualora tali attività non siano previste dal decreto di indizione della selezione, in quanto non presenti nei progetti all'interno dei quali il contratto è stato attivato.
3. La durata massima del contratto è commisurata a quella del progetto e, comunque, non può superare i 5 anni complessivi.
1. Per quanto non previsto dal presente Regolamento e per quanto compatibili, si applicano ai Ricercatori le disposizioni che regolano il trattamento giuridico dei Ricercatori di ruolo a tempo indeterminato.