Source: https://www.condominioweb.com/forum/quesito/spese-postali-il-rimborso-in-quanto-spesa-rientrante-nelle-spese-postali-generali-del-co-86055/
Timestamp: 2020-08-12 04:22:34+00:00
Document Index: 131587557

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art 1123', 'art. 1123', 'art 1135', 'art. 1123', 'art. 1137', 'art. 1135', 'art. 1123']

Da piccoraffa, 1 Aprile, 2016
Nell'ottobre scorso sono andato in vacanza nel mio villino che si trova in un villaggio turistico, ma i lampioni della della strada che conduce al mio villino erano spenti. Ho scritto all'amministratore facendo presente la cosa. Mi ha risposto con lettera raccomandata dicendo che i lampioni erano spenti per risparmiare sulle spese e mi ha addebitato la spesa della raccomandata.
Io penso che non avrei dovuto pagare la spesa della raccomandata in quanto l'energia elettrica è quella pubblica.
Ma a distanza di tempo (6 mesi !), posso chiedere il rimborso in quanto spesa rientrante nelle spese postali generali del condominio?
Bisogna vedere quali sono gli accordi per le spese condominiali, ossia quelle previste all'atto della nomina o riconferma dell'amministratore oppure previste dal Regolamento di condominio, comunque le spese postali si devono ripartire per millesimi di proprietà, così è stato previsto dalla Corte di Cassazione.
Il mio pensiero sull'invio con raccomandata da parte dell'amministratore? Poteva inviare la lettera con la posta normale o prioritaria, faceva lo stesso servizio spendendo molto meno, puoi chiedere il rimborso, ma se l'amministratore non lo concede che fai? Vai in causa per pochi Euro?
In tal senso si è espressa più volte la Corte di Cassazione (sentenza n. 3946/1994; sentenza n. 24696/2008)
Ciao Tullio, grazie per la tua risposta. Ovvio che io non vedo a causa per 6 €. Ma siccome si tratta di un amministratore che prende 36.800 € l'anno e amministra un bilancio di 1 milione e 5.000 €, tu sai come vanno le cose. Secondo i miei calcoli racimola intorno ai 250/300 mila euro l'anno. Ma siccome i proprietari siamo tutti fuori sede, lui chiede le deleghe in bianco e gestisce a suo favore l'assemblea. I condomini. che ripeto vivono fuori regione, fanno le deleghe zitti, inquadrati e ordinati, per paura di danneggiamenti ai villini.
Io lo voglio "fregare" in qualche suo errore. Comunque, molte grazie.
Immagino che molti amministratori sarebbero disposti a prendere il posto di questo che si prende 36.800 Euro all'anno, per cui se desiderate cambiarlo temo che i candidati saranno molti ed avrete così ampia e variegata scelta.
Comunque la responsabilità è dei condomini che rilasciano le deleghe in bianco, se non si desidera più questo modo di fare si devono delegare persone di fiducia, e non affidare all'amministratore la delega in bianco e poi lui decide a chi assegnarla, magari a persone che la pensano in modo totalmente differente dal delegante.
Tullio, magari prendesse soltanto 36.800 €. Questa cifra è soltanto l'aperitivo. Ho calcolato che nel bilancio di 1.057.000, lui frega almeno 250/300 mila € e noi come tante pecorelle comminiamo una dietro l'altra, pagando come tanti fessi!
Se l'amministratore riesce a fregare al condominio 250/300 mila all'anno ed i condomini stanno zitti e buoni, bhe lasciamelo dire, i condomini sono proprio degli allocchi.
Sono tue supposizioni oppure dati certi ?
... mi ha addebitato la spesa della raccomandata.
come è stato detto, anche se comunque avrei riserva in merito, magari è previsto qualche criterio particolare nel regolamento di condominio.
Ma, a parte questo, anche solo per 6 euro, addebitandoti quella spesa si determina un consuntivo viziato.
Dal mio punto di vista, se così dovesse essere, la delibera d'assemblea sarebbe nulla.
Nella pratica: è una cifra irrisoria rapportata ai numeri che determinano il bilancio ma se vuoi, puoi certamente farlo notare all'amministratore.
Nel merito della tua osservazione: il criterio di addebito è e dovrebbe essere indipendente da quanto si va a comunicare e quindi a prescindere dal fatto che tu abbia mosso osservazioni rispetto a una questione piuttosto che un'altra.
sono d'accordo che i solleciti vanno impatti all'intero condominio, ma io contabilmente li addebito sul c/c del condominio, ma comunque li addebito a bilancio del moroso, hai voglia di far capire ai condomini, che debbono pagare per chi è moroso, un conto è la legge, un conto è sopravvivere, io non voglio perdere un condominio, perché i condomini si arrabbiano, sia il moroso, a far valere le proprie ragioni in tribunale.. ma non lo farà mai
Scritto da piccoraffa nel post 1:
Mi ha risposto con lettera raccomandata dicendo che i lampioni erano spenti per risparmiare sulle spese
Fate bene a risparmiare sulle spese con quello che pagate di amministratore: è come saltare i pasti ma avere un aereo privato. Mha!
... io non voglio perdere un condominio, perché i condomini si arrabbiano, sia il moroso, a far valere le proprie ragioni in tribunale.. ma non lo farà mai
ma non agisci in modo corretto.
Le spese relative alle comunicazioni, come le rr appunto, devono rientrare nelle spese generali e non si possono addebitare al singolo in modo arbitrario.
Occorre però dire che l'amministratore è un mandante del condominio per cui è tenuto a fare quello che la maggioranza in assemblea decide: si preparino due riparti (uno che addebita le spese a tutto il condomino e uno che le addebita al solo condomino moroso) la maggioranza scelga quello da approvare.
no @Maila67, la delibera sarebbe nulla; ma sentiamo il parere di qualcun'altro, potrei essere in errore.
Sono d'accordo, perchè le spese condominiali e di interesse del condominio vanno ripartite con il criterio legale che è l'art 1123 cc, il quale non prevede la spesa al singolo condomino, e se i criteeri legali non vengono osservati la delibera è nulla fatto salvo non sia approvata all'unanimità, ovvero anche con il voto del condomino che dovrebbe pagare per intero tutto lui;
E' affetta da nullità la delibera dell'assemblea condominiale con la quale, senza il consenso di tutti i condòmini, si modifichino i criteri legali (art. 1123 cod. civ.) o di regolamento contrattuale di riparto delle spese necessarie per la prestazione di servizi nell'interesse comune.Ciò, perché eventuali deroghe venendo a incidere sui diritti individuali del singolo condomino attraverso un mutamento del valore della parte di edificio di sua esclusiva proprietà, possono conseguire soltanto da una convenzione cui egli aderisca. (Corte di Cassazione, n. 17101/2006)
tu però non agisci come si dovrebbe ...
Anche se la delibera fosse nulla toglie dall'impiccio l'amministratore che si trova tra l'incudine e il martello, infatti io mi rifacevo a quanto scritto da gois nel post 9; sarà l'assemblea informata di tutto dall'amministratore a prendersi la responsabilità e a decidere cosa approvare
C'è poco da decidere e di approvare in assemblea, fatto salvo non sia deciso all'unanimità.
Per curiosità, quanti condomini siete ?
Considera che dal bilancio potresti scoprire qualcosa di strano. Poi potresti chiedere fatture e registro dei verbali dell'assemblea.
Ho un amministratore simile: per ogni documento mi fa impazzire ("il registro dei verbali non esiste", e a volte non fornisce le fatture ma generici "buoni spesa" privi di valore).
Considerando che l'amministratore è attualmente prorogato e probabilmente non avrà i 500 millesimi per la nomina nemmeno alla prossima assemblea (ma nemmeno verrà revocato) sto considerando di farlo inciampare sulla "revoca giudiziale", cosa che comunque mi pone dei dubbi (es: chi nomina il nuovo amministratore?)
... sto considerando di farlo inciampare sulla "revoca giudiziale", cosa che comunque mi pone dei dubbi (es: chi nomina il nuovo amministratore?)
Il giudice che riterrà di revocare l'amministratore potrà procedere lui stesso alla nomina di un nuovo amministratore oppure demandare all'assemblea condominiale questo compito, comunque in questo caso l'assemblea non potrà nominare l'amministratore revocato dal Giudice;
L'assemblea può anche approvare un riparto delle spese che comporta nullità assumendosi le sue responsabilità e liberando l'amministratore dal fare lui la scelta. Mi riferivo a quanto scritto da gois e mi sembra giusto che anziché presentare un riparto nullo facendolo approvare dall'assemblea che magari per ignoranza in materia lo approva all'oscuro della sua nullità e dei rischi che potranno seguire siano proposti due riparti dando spiegazione della cosa e poi l'assemblea coscientemente scelga liberando anche l'amministratore della responsabilità di aver lui operato la scelta della ripartizione
L'assemblea può anche approvare un riparto delle spese che comporta nullità assumendosi le sue responsabilità e liberando l'amministratore dal fare lui la scelta.
Ognuno può fare quello che desidera, però approvare un provvedimento nullo, non è che è il massimo, anche perchè potrebbe essere impugnato e fatto annullare in qualsiasi tempo e richiesto il conguaglio delle spese.
L'assemblea può anche approvare un riparto delle spese che comporta nullità assumendosi le sue responsabilità e liberando l'amministratore dal fare lui la scelta ...
non capisco questa che mi pare una inutile forzatura.
Un errore lo può compiere chiunque; se l'amministratore presenta un consuntivo inconsapevole della nullità allora esula dalla discussione in corso ma se lo fa consapevolmente non è corretto, che la si voglia mettere come si vuole, non deve proporre una soluzione incompatibile dal punto di vista legislativo e giurisprudenziale.
Nel link che posto di seguito ho trovato questo, quindi da come lo interpreto io e mi piacerebbe avere la vostra opinione, una volta approvato il riparto ( punto 2 art 1135 c.c.) la delibera è annullabile e non nulla
Infine la Corte, cassando la sentenza, ha statuito il seguente principio a cui il giudice di rinvio dovrà attenersi:
“In materia di delibere condominiali sono affette da nullità - che anche il condominio il quale abbia espresso il voto favorevole può fare valere - quelle con cui a maggioranza sono stabiliti o modificati i criteri di ripartizione delle spese comuni in difformità da quanto previsto dall’art. 1123 c.c. o dal regolamento condominiale contrattuale, essendo necessario, a pena di radicale nullità, il consenso unanime dei condomini, mentre sono annullabili e, come tali, suscettibili di essere impugnate nel termine di decadenza, di trenta giorni di cui all’art. 1137 c.c., u.c., le delibere con cui l’assemblea, nell’esercizio delle attribuzioni previste dall’art. 1135 c.c., n. 2 e 3, determina in concreto la ripartizione delle spese medesime in difformità dei criteri di cui al citato art. 1123 c.c.”
http://www.altalex.com/documents/news/2010/09/22/condominio-e-spese-comuni-le-ipotesi-di-nullita-ed-annullabilita
Ma dove evincete che dette spese sono "senza ombra di dubbio" a carico della compagine condominiale?? molto amministratori nel proprio preventivo dettagliano che i costi di r/r - mail - lettere verranno posti a carico del singolo oltre al fatto che in molti regolamenti di condominio sono inserite clausole che impongono sia interessi che spese di sollecito a carico del singolo ed in ogni caso vi sono sentenze discordanti.
Ho dei forti dubbi che una delibera ove si approva questo tipo riparto sia addirittura nulla
io infatti addebito le spese postali direttamente ai singoli interessati, al di la delle sentenze, mi sembra la cosa più logica.
Cassette postali esterne - da qualche mese il postino non consegna la posta in quanto le cassette sono nel cortile