Source: http://docplayer.it/100845-Mantenimento-dei-diritti-dei-lavoratori-nel-trasferimento-d-azienda-tra-diritto-comunitario-e-diritto-interno.html
Timestamp: 2017-06-28 11:19:40+00:00
Document Index: 100906339

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 2112', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 7']

Mantenimento dei diritti dei lavoratori nel trasferimento d azienda, tra diritto comunitario e diritto interno - PDF
Download "Mantenimento dei diritti dei lavoratori nel trasferimento d azienda, tra diritto comunitario e diritto interno"
1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SALERNO Facoltà di Giurisprudenza Tesi di laurea in Diritto del Lavoro Mantenimento dei diritti dei lavoratori nel trasferimento d azienda, tra diritto comunitario e diritto interno Relatore: Chiar.mo Prof. Paolo Greco Correlatore: Chiar.mo Dott. Michele Colucci Laureando: Francesco Fusco Mat. 11/2 INDICE CAPITOLO I Esternalizzazione e trasferimento d azienda: i temi del dibattito 1.1- Impresa, azienda e ramo d azienda: L interpretazione espansiva della C. G. E La sentenza Suezen : nuovi orientamenti interpretativi La fattispecie del trasferimento d azienda nel diritto interno Il trasferimento del ramo d azienda. Premessa Ramo d azienda e autonomia funzionale3 1.6- Il d.lgs. 276/2003: nuova nozione di ramo d azienda Una nuova autonomia individuale L antitesi con il diritto comunitario CAPITOLO II Consenso del lavoratore o diritto d opposizione 2.1- Premessa La continuazione del rapporto di lavoro e la Corte di Giustizia Il valore del consenso nell ordinamento interno Tra diritto d opposizione e continuità del rapporto La modifica delle condizioni di lavoro4 2.6- Ancora sul consenso del lavoratore alla luce del codice civile CAPITOLO III Trasferimento d azienda: quali garanzie 3.1- L inderogabilità della tutela I diritti del lavoratore ceduto La tutela collettiva attraverso l informazione e la consultazione Uno sguardo ai trattamenti collettivi Il trasferimento d azienda come alternativa ai licenziamenti? Crediti da lavoro e regime di solidarietà ex art c.c5 CAPITOLO IV L esternalizzazione e le sue forme 4.1- Nuovi scenari nel mondo del lavoro Il trasferimento del ramo d azienda tramite appalto Internalizzazione del lavoro e regime di solidarietà Successione nell appalto di opere e servizi Conclusioni : Prospettive di competitività e human resurce Riferimenti Bibliografici6 CAPITOLO I Esternalizzazione e trasferimento d azienda: i temi del dibattito. La continua e incessante evoluzione normativa, sul piano nazionale e nell ambito comunitario, è il risultato delle rapide modifiche che coinvolgono i modelli produttivi, le forme d organizzazione e gli stessi rapporti sociali. Il fenomeno dell esternalizzazione, come risultato dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione, sta modificando il panorama aziendale non solo italiano ma anche europeo, dando nuove dimensioni agli assetti, alle strutture di produzione e incidendo significativamente sulla posizione giuridica del lavoratore dipendente. 67 Questi cambiamenti,riassunti con la formula della riorganizzazione aziendale, determinano la necessità per le aziende ad adeguarsi alla rapida evoluzione delle tecnologie, e per i lavoratori ad essere aperti e preparati alla possibilità di frequenti mutamenti nel loro iter professionale. Queste profonde modificazioni strutturali, nel mondo delle imprese, comportano l espunzione, dal ciclo produttivo diretto, di attività che l imprenditore reputa più conveniente affidare a strutture esterne all impresa o in ogni modo diverse da essa, con notevole riduzione al minimo del nucleo duro direttamente gestito dall impresa (core business). 1 Emerge dalla realtà il fenomeno del c.d. decentramento produttivo, il quale si pone all attenzione del giurista, chiamato a definire e verificare l ammissibilità e i limiti della frammentazione del ciclo produttivo le cui modalità sono ravvisate nella delocalizzazione produttiva in outsourcing, vale a dire mediante ricorso a fornitori esterni, e in downsizing, ossia in una rilevante riduzione delle 1 G. Farinelli L impresa fra esternalizzazione e processi di smaterializzazione: ricadute sul rapporto di lavoro, Dir. lav., 2003, p. 52. R. De Luca Tamajo Metamorfosi dell impresa e nuova disciplina dell interposizione, in Riv. it. dir. lav., n. 1, 2003, p8 dimensioni produttive interne. A tale fenomeno si affianca la c.d. internalizzazione, processo con il quale, proprio mediante l utilizzazione dell appalto di servizi, beni-servizi e attività esternalizzati sono nuovamente acquisiti dall impresa originaria. Questo processo è anche conosciuto come terziarizzazione intra moenia ovvero fabbrica multisocietaria. I processi d esternalizzazione d attività non appartenenti al core business pongono notevoli problemi d adattamento alla disciplina del trasferimento d azienda, poiché è la configurazione stessa dell azienda ad esser posta in discussione, dibattendo se vi sia ancora una nozione unica e comune al diritto commerciale e al diritto del lavoro, o se debbano adottarsene due distinte. L individuazione dell esatta nozione di trasferimento d azienda e il campo d applicazione della stessa normativa, la rilevanza del consenso del lavoratore coinvolto nella cessione, rientrano tra gli aspetti maggiormente sottoposti a tensioni interpretative, sia a livello interno sia a livello comunitario, per la persistente esigenza di assicurare un regime di tutela a favore dei lavoratori coinvolti nella cessione. 89 Impresa, azienda e ramo d azienda: L interpretazione espansiva della Corte di Giustizia. L oggetto del trasferimento ha costituito il vero punto focale degli sviluppi della giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, la quale a partire dalla direttiva 77/187/CEE 2, ha sempre adottato un interpretazione fortemente espansiva tesa a valorizzare le finalità di tutela a favore dei lavoratori, privilegiando la continuazione dell attività lavorativa piuttosto che la permanenza degli elementi strutturali 3. La copiosità delle pronunce giurisprudenziali, finalizzate a delimitare l ambito d applicazione della disciplina sul trasferimento d azienda, deriva dalla mancanza nella direttiva del 1977 di un esatta definizione di trasferimento d impresa. Nel testo, infatti, il legislatore comunitario ha ampiamente affermato l obiettivo della disciplina, tendente ad assicurare protezione ai lavoratori coinvolti nei 2 Direttiva CEE 77/ febbraio 1977, GUCE n. L 61, 5 marzo Sulla rivisitazione del concetto di azienda, F. Mazziotti Nozioni di diritto del lavoro, sindacale e della previdenza, Ed. scie., Napoli, ult. ed.. 910 procedimenti traslativi d impresa, ma non ha delimitato le fattispecie ricadenti sotto la disciplina stessa. 4 Questo vuoto, colmato solo con la successiva direttiva 98/50 del , ( normativa con cui il legislatore comunitario ha fornito finalmente una definizione di trasferimento d azienda), ha dato spazio all attività dei giudici della Corte di Giustizia i quali hanno elaborato una ricchissima giurisprudenza in materia. La Corte di Giustizia fin dalla sentenza Spijkers 6 si è mostrata consapevole dell impossibilità di formulare una precisa definizione d impresa, funzionale alla definizione della nozione di trasferimento d azienda, ed ha preferito introdurre il concetto di entità economica, strumento interpretativo di carattere comunitario per delineare l unità minima d impresa. La sentenza, pur adottando un criterio interpretativo ampio, ha dato un rilevante apporto ai fini della delimitazione della fattispecie: non possono, secondo le argomentazioni dei giudici comunitari, rientrare nella disciplina dettata dalla direttiva le ipotesi d alienazione di 4 G. Quadri, I limiti all applicabilità dell art c.c ai processi di esternalizzazione Dir. merc. lav.,2003 p Direttiva CE 50/98 29 maggio 1998, GUCE n. L 201, 17 luglio Corte di Giustizia 18 marzo 1986, causa C - 24/85, Racc. 1986, p. 1119; Foro it., 1989, n11 singoli beni che non siano organizzati per una finalità di tipo economico; e in secondo luogo, tale complesso organizzato, deve essere utilizzato presso il cessionario dell attività economica iniziata dal precedente imprenditore. Nella giurisprudenza della Corte, quindi, criterio decisivo ai fini del trasferimento d azienda è il requisito del mantenimento dell identità dell entità economica trasferita. Questo perché la direttiva, pur perseguendo finalità di tutela sociale, non mira semplicemente alla conservazione dei posti di lavoro, ma alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori nell ipotesi in cui l attività sia proseguita senza mutamenti dal cessionario; solo in questo caso egli si presume esser in grado di impiegare i lavoratori alle medesime condizioni del cedente e gli si può imporre il mantenimento dei posti di lavoro. 7 Nell ipotesi in cui, invece, il cessionario muti l attività o non prosegua nell esercizio della stessa, non si può parlare di trasferimento d identità economica, ma solo di una cessione d elementi patrimoniali con l esclusione del passaggio dei rapporti di lavoro. 7 P. Pelissero L entità economica come oggetto del trasferimento d azienda: sviluppi recenti della giurisprudenza comunitaria e possibili riflessi sugli orientamenti nazionali Dir. rel. ind. n.. 1,12 Per verificare se l entità economica conserva la propria identità i Giudici della Corte 8 prendono in considerazione il complesso delle circostanze di fatto che caratterizzano l operazione, fra le quali rientrano, in particolare, il tipo d impresa o di stabilimento in questione, la cessione o meno degli elementi materiali, quali gli edifici ed i beni mobili, il valore degli elementi immateriali al momento della cessione, la riassunzione o meno della maggior parte del personale, da parte del nuovo imprenditore, il trasferimento o meno della clientela, nonché il grado d analogia delle attività esercitate prima o dopo la cessione e la durata di un eventuale sospensione 9 ; al giudice nazionale spetta, invece, (vedi sentenza Spijkers, punto 14) 10 la valutazione complessiva delle circostanze di fatto indicate, al fine di verificare la configurazione del trasferimento d azienda nel caso concreto. Questo criterio ermeneutico adottato dalla Corte apre all affermazione, nella giurisprudenza comunitaria, di un progressivo processo di rarefazione degli elementi patrimoniali aziendali, 8 Corte di Giustizia 18 marzo 1986, causa C - 24/85, Racc. 1986, p. 1119, (punto13); Foro it., 1989, n R. Cosio, La cessione del ramo d impresa: dal caso Ansaldo alla legge 30 del 2003, 10 Corte di Giustizia 18 marzo 1986, causa C - 24/85, Racc. 1986, p. 1119; Foro it., 1989, n13 trasformando in indispensabili quelli dimostrativi che l attività ceduta è analoga all attività svolta prima della cessione 11, quasi ad identificare il concetto di entità economica con quello di attività economica. Nella sentenza Schimdt 12 tale indirizzo è portato alle sue estreme conseguenze, la Corte di Giustizia afferma, infatti, che il criterio decisivo per stabilire se si configuri o meno un trasferimento d impresa o di una parte d impresa, ai sensi della direttiva, consiste nel valutare se l entità economica conservi la propria identità economica, il che risulta dal concreto proseguimento o dalla ripresa, da parte del nuovo imprenditore, delle medesime attività economiche o attività analoghe a prescindere dalla cessione d elementi patrimoniali al loro esercizio. La sentenza incide certamente nel senso della centralità del criterio dell effettiva continuazione dell attività, il quale assume valore autonomo rispetto agli ulteriori elementi indicati nella precedente sentenza Spijkers P. Lambertucci, La configurazione dell azienda nel diritto comunitario e nel diritto interno, ai fini del suo trasferimento, in Arg. dir. lav. 1997, p Corte di Giustizia. 14 aprile 1994, causa C - 392/92, Racc. 1994, p. I-1311; Riv. It. dir. lav, n. 2, Corte di Giustizia 18 marzo 1986, causa C - 24/85, Racc. 1986, p. 1119; Foro it., 1989, n14 Sulla stessa linea interpretativa si pone la sentenza Mercks 14, laddove i giudici ritengono sufficiente, ai fini del trasferimento, non la cessione d elementi patrimoniali ma la continuazione dell attività da parte del cessionario. La semplice analogia fra l attività dell impresa cedente e quella cessionaria rende possibile la configurazione del trasferimento d impresa, non essendo decisivo il trapasso dei mezzi materiali e immateriali necessari al suo esercizio. 14 Corte di Giustizia 7 marzo 1996, causa C - 171/94, causa C - 172/94, Racc. 1996, p I-1253; Dir. lav., 1996, n. 2, p15 La sentenza Suezen : nuovi orientamenti interpretativi. Le decisioni dei giudici di Lussemburgo contrastano con le opposte opinioni manifestate da vari giudici nazionali: critiche sono le posizioni d area tedesca contraria ad una c.d. centralizzazione del diritto del lavoro dovuta ai ripetuti interventi dei giudici comunitari rei di affievolire l esistenza di un sistema di diritto nazionale. Il dato maggiormente contrastato è il disfavore verso l allargamento delle maglie della fattispecie del trasferimento operato dalla Corte di Giustizia; infatti, un interpretazione estensiva dell ambito d efficacia della fattispecie permette di allargare l ambito di tutela a favore dei lavoratori ma, rende più costosi e difficili i fenomeni d esternalizzazione, fattori fondamentali di sviluppo per la produzione. 15 Diviene, allora, d indubbia importanza, nell evoluzione della giurisprudenza comunitaria, la lettura della sentenza Suezen M. Korner, Corte di Giustizia europea, Corti nazionali, trasferimento d azienda. L esperienza tedesca, Gior. dir. rel. ind. 1997, p Corte di Giustizia 11 marzo 1997, causa C-13/95, Racc. 1997, p. I-1259; Foro It.,16 I giudici della Corte, infatti, tendono a porre un limite al fenomeno dell allargamento eccessivo della fattispecie del trasferimento d azienda, conseguenza di una reductio ad unum dei criteri utilizzabili da parte dei giudici nazionali, avvicinandosi ad una definizione dell oggetto del trasferimento. La Corte abbandona l approccio seguito in Schmidt 17, tendente a privilegiare i criteri della continuazione dell attività a scapito della valutazione complessiva delle circostanze di fatto; e sottolinea la necessità d individuare l entità economica non dalla similarità dell attività ceduta, ma da una valutazione sistematico-complessiva d indici da cui desumere l esistenza di un entità economica organizzata (mezzi di gestione, organizzazione del lavoro, personale). E impossibile, quindi, ridurre l entità economica all attività svolta dal cedente poiché questa deve consistere in un insieme organizzato di persone e d elementi. Allora, a ben vedere, i criteri importanti ai fini della fattispecie del trasferimento si riducono alla cessione degli elementi attivi e alla 17 Corte di Giustizia. 14 aprile 1994, causa C - 392/92, Racc. 1994, p. I-1311; Riv. It. dir. lav, n. 2,17 riassunzione del personale. Solo che ai fini della cessione, per assicurare il mantenimento dell identità dell entità economica, gli elementi patrimoniali (materiali o immateriali) trasferiti devono esser significativi ; di converso se l entità economica, per l attività svolta, è in grado di esistere senza elementi patrimoniali (materiali o immateriali) significativi e, quindi, s identifica con il gruppo di lavoratori addetti ad una determinata attività, la Corte ritiene sussistere il mantenimento dell identità dell entità economica a condizione che la sua gestione sia stata ripresa o realmente proseguita, reimpiegando una parte essenziale, per numero e competenze, dei lavoratori ceduti. Può quindi identificarsi, in determinati settori fondati essenzialmente sulla manodopera o sull elevata competenza tecnica, quale entità economica, anche un gruppo di lavoratori che assolva stabilmente un'attività economica, rendendo applicabile la disciplina sul trasferimento d impresa, pur difettando la cessione d elementi patrimoniali ed equiparando, in tal modo, il lavoratore specializzato ad un bene immateriale oggetto di cessione G. Quadri, op. cit.. 1718 Le successive pronunce delle Corte di Giustizia, la sentenza Hernandez Vidal 19 e la sentenza Hildago 20, ribadiscono la necessità che oggetto della cessione sia un entità economica organizzata in modo stabile e quindi un complesso organizzato di persone e d elementi che consentono l esercizio di un attività economica, finalizzata al perseguimento di un determinato obiettivo; precisando che il rilievo degli elementi patrimoniali, materiali o immateriali, va valutato in relazione al tipo d attività o settore economico, in funzione dei metodi di produzione dell impresa, potendo ridursi notevolmente per quelle attività che si fondano essenzialmente sulla manodopera, per le quali anche un gruppo di lavoratori che assolva stabilmente un attività comune può corrispondere ad un entità economica. L evoluzione della giurisprudenza comunitaria è particolarmente interessante: al dato costante di una non definizione formale d impresa si affianca la tendenza a dematerializzare il concetto d azienda stessa. La mancanza di una nozione certa per molti aspetti 19 Corte di Giustizia 10 dicembre 1998, causa C -127/96, Racc. 1998, p. I-8179; Dir. lav. n. 2, 1999, p Corte di Giustizia 10 dicembre 1998, causa C -173/96, Racc. 1998, p. I-8237; Dir. lav. n. 2, 1999, p19 può esser un vantaggio, in termini di tutela, per gli stessi lavoratori perché maggiori sono le possibilità di adattare la disciplina alle esigenze del caso concreto, si pensi, infatti, alle ipotesi di cessioni di ramo d azienda o parti d impresa ; ma l eccessivo allargamento della nozione, intesa come semplice organizzazione di lavoro, basata solo su di un insieme di lavoratori in assenza d elementi materiali, asseconda un processo di alleggerimento della fattispecie d applicazione; esso mercifica il lavoratore al pari di una neutrale componente del ciclo produttivo o di un fattore di produzione 21 e diminuisce il potenziale di tutela approntato dal legislatore comunitario. Risulta arduo delineare un quadro certo e costante della situazione per le mutevoli esigenze da salvaguardare: da un lato la necessità di tutelare i lavoratori coinvolti nei processi di ristrutturazione aziendale, e dall altro i cambiamenti degli asset economici aziendali, improntati ad una massima flessibilità in nome della concorrenza e competitività sul mercato. Sempre più necessaria è l esigenza di cristallizzare i 21 S. Spatafora La nozione d impresa nel diritto comunitario Giust. civ., 1990, p20 risultati raggiunti dall evoluzione della giurisprudenza, al fine di rendere maggiormente certa la disciplina del trasferimento. L opera del legislatore comunitario si compie attraverso l emanazione della direttiva CE n. 50 del 1998: cardine ai fini del trasferimento è il concetto di entità economica, che da parametro normativo della Corte si trasforma in dato normativo, accompagnato dall inevitabile caratteristica del mantenimento della sua identità nelle more della cessione. Il legislatore comunitario, quindi, rende ineliminabile ai fini del trasferimento il riferimento all entità finalizzata allo svolgimento di un attività economica, principale o accessoria, purché essa sia connotata da un insieme organizzato di mezzi di produzione. Il passo compiuto è di fondamentale importanza: più chiari sono i confini d applicazione della disciplina, all ordinario trasferimento d azienda si affianca il trasferimento del ramo d azienda; ma la direttiva europea regolando gli effetti del trasferimento sui diritti dei lavoratori, si occupa non più semplicemente di beni utilizzati o utilizzabili, per gestire l impresa, ma d impresa tout court, 2021 consolidando lo spostamento concettuale dai beni all attività 22, e assecondando il processo d alleggerimento della nozione di trasferimento d azienda nell ottica di una migliore tutela per il lavoratore. Attualmente la situazione contemporanea offre un panorama normativo solo formalmente diverso, il legislatore comunitario ha abrogato le norme precedenti in materia emanando la Direttiva 2001/23/CE 23 la quale ricalca fedelmente il testo della vecchia normativa e assolve, quindi, ad esigenze di codificazione. In pratica il legislatore comunitario ha avvertito l esigenza di ribadire e consolidare la giurisprudenza e la dottrina maturate sull argomento, dandone una lettura sistematica e organicamente considerata in un unico testo normativo, confermando e ribadendo le scelte già palesate in passato. 22 R. Franci Ultimi ritocchi alla disciplina del trasferimento d azienda Lav. prev. og., n. 12, 2003, p Direttiva 2001/23/CE 12 marzo 2001, GUCE n. L 82, 22 marzo22 La fattispecie del trasferimento d azienda nel diritto interno. Piuttosto univoco sembra essere l indirizzo seguito dalla giurisprudenza comunitaria riguardo al problema dell ambito d applicazione della disciplina sul trasferimento d azienda, alquanto discordanti risultano, invece, gli atteggiamenti della dottrina e della giurisprudenza interna sulla medesima problematica; e come per il diritto comunitario anche per il diritto interno la soluzione dipende dalla nozione di trasferimento d azienda. Tradizionalmente lontana dagli orientamenti comunitari, la giurisprudenza e la dottrina interna hanno intrapreso un percorso evolutivo di notevole spessore, passando da una definizione incentrata sul testo dell art c.c., che valorizza l elemento patrimoniale, ad una nozione d azienda a misura del diritto del lavoro. Una prima impostazione, avallata da dottrina e giurisprudenza, muove dalla lettura dell art c.c. al fine di identificare l oggetto del trasferimento d azienda ereditando una nozione fortemente connotata da elementi commerciali. 2223 Secondo la definizione codicistica, l azienda è il complesso di beni (materiali e immateriali) che include anche i servizi, organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa. Su tali basi la giurisprudenza di legittimità propende per l applicazione dell art c.c., qualora ferma restando l organizzazione del complesso dei beni destinati all esercizio dell impresa, vi sia soltanto sostituzione della persona del suo titolare 24, ovvero la mera successione nella titolarità del complesso aziendale. 25 Ai fini del trasferimento è sufficiente la cessione di un insieme di beni coordinati per l esercizio di un attività d impresa, non è necessario che tal esercizio sia attuale ma semplicemente astrattamente idoneo ad esserlo. Pur volendo accedere alla dottrina maggioritaria per cui è necessario prendere le mosse dalla lettura dell art c.c., sembra emergere chiaramente l esigenza di adottare una nozione d azienda che vada di là dal suo semplice aspetto materiale, inteso come complesso di beni. 24 Cass. sentenza 2 ottobre 1999, n A. Lepore Il trasferimento d azienda tra diritto interno e disciplina comunitaria, Mass. giur. lav., 2001, n. 3. E il mutamento della titolarità di un attività economica organizzata ad avere un aspetto preminente e prevalente. M. Biagi (continuato da M. Tiraboschi), Istituzioni di diritto del lavoro, Giuffrè, Milano, 2003, p24 L obiettivo del legislatore in materia di trasferimento d azienda è predisporre una normativa che assicuri al lavoratore una tutela applicabile nel maggior numero di casi possibili. Acquista un notevole interesse, anche alla luce dell evoluzione della realtà economica, l opzione interpretativa che abbandona gli augusti spazi della definizione d azienda contenuta nell art c.c., e promuove una definizione meno commerciale d azienda, più consona a salvaguardare le esigenze di tutela dei lavoratori. L introduzione di una nozione d azienda e di parte di essa, specificamente tarate in funzione della norma lavoristica, amplia notevolmente la sfera della tutela perché consente il definitivo abbandono del riferimento all art c.c. 26, e con esso il 26 Prima del D. lgs n. 18 del 2001 era opinione diffusa che, non esistendo una nozione d azienda specifica per il diritto del lavoro, questa dovesse esser ricavata dall art c.c. La norma lavoristica, infatti, riferendosi senza ulteriori precisazioni all azienda non poteva che rimandare alla definizione che di essa dà il codice civile. G. Grandi Trasferimento d azienda, Enc. giur. Treccani, XXXI, Il nuovo testo dell art c.c. introduce una definizione dell oggetto del trasferimento giuridicamente autosufficiente, che non necessità d integrazioni da parte d altre norme codicistiche. D altronde se il legislatore avesse voluto legare il concetto d azienda rilevante ai fini dell applicazione delle tutele lavoristiche alla norma dell art c.c. avrebbe espressamente operato tale rinvio o, quantomeno, non avrebbe regolato espressamente la materia. S. Ciucciovino La disciplina del trasferimento d azienda dopo il D. lgs. 18/2001, a cura di R. De Luca Tamajo, I processi d esternalizzazione - opportunità e vincoli giuridici, Napoli, 2001, p25 superamento dell indirizzo restrittivo sposato in passato dai giudici nazionali. 27 Se, infatti, sotto l influenza dell elaborazione commercialistica, gli interpreti avevano ricostruito la fattispecie traslativa senza poter prescindere dall esistenza del complesso di beni cui allude espressamente l art c.c., con il D. Lgs. n. 18/ si accoglie una nozione leggera d azienda conforme a quella elaborata dalla Corte europea Secondo la più recensente giurisprudenza della Corte di Cassazione configura un trasferimento d'azienda (ex art c.c.) la cessione di un insieme di elementi costituenti un complesso organico e funzionalmente adeguati a conseguire lo scopo in vista del quale il loro coordinamento è stato posto in essere, sempre che sia stata ceduta un'entità economica ancora esistente la cui gestione sia stata effettivamente proseguita o ripresa dal titolare con le stesse o analoghe finalità economiche. Si è in presenza di trasferimento di azienda anche nelle ipotesi in cui siano cedute singole unità produttive della medesima azienda, dotate di autonomia organizzativa e funzionale proprie, anche se a seguito della cessione, queste restino assorbite nell'impresa cessionaria, integrate o riorganizzate nella più ampia struttura di quest'ultima, dovendosi accertare quale sia stato, secondo la volontà dei contraenti l'oggetto del contratto e cioè se i beni ceduti siano stati considerati bella loro autonoma individualità o non piuttosto nella loro funzione unitaria e strumentale. Cass. sent. n , 15 dicembre D. Lgs 2 febbraio 2001, n. 18 "Attuazione della direttiva 98/50/CE relativa al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese, di stabilimenti o di parti di stabilimenti", G. U. n. 43 del 21 febbraio 2001; Successivamente modificato dal D. Lgs n. 276/2003 in attuazione della Direttiva 2001/23/CE. 29 In particolare, il legislatore sembra conformarsi all orientamento giurisprudenziale sviluppato dalla Corte di Giustizia a partire dalla sentenza Suezen (Corte Giust. 11 marzo 1997, causa C-13/95) secondo cui non è necessario il trasferimento d elementi patrimoniali ai fini dell applicazione della disciplina di tutela dei lavoratori. 2526 Nella giurisprudenza comunitaria è consolidato l orientamento secondo cui è configurabile un trasferimento d azienda ogni qualvolta vi sia successione in un entità economica, intesa come organizzazione funzionale di beni e rapporti giuridici finalizzata al perseguimento di un determinato obiettivo. Tale organizzazione funzionale può, addirittura, consistere nel complesso organizzato d energie lavorative di un gruppo di dipendenti purché questo sia idoneo ad assurgere a strumento d impresa, in quanto il rilievo degli elementi patrimoniali va valutato in relazione al tipo d attività o in funzione dei metodi di produzione. In pratica la Corte europea ha preso atto che, in determinati settori, l entità economica esiste ed opera anche senza elementi patrimoniali materiali o immateriali significativi, poiché questi ultimi sono spesso ridotti alla loro espressione più semplice e l attività si basa essenzialmente sull impiego di mano d opera. Di conseguenza anche un complesso di lavoratori subordinati, specificamente e stabilmente adibiti all espletamento di un compito comune, può, in mancanza d altri fattori di produzione, corrispondere ad un entità economica. 2627 Ed è questa l accezione accolta dalla nuova formulazione dell art c.c. laddove identifica un trasferimento d azienda in ogni mutamento nella titolarità di un attività economica organizzata 30. Di conseguenza, tale disposizione, oltre a governare le frequenti ipotesi di cessione di un complesso di beni e strutture, si estende anche al trasferimento d attività in cui i beni materiali rappresentano, rispetto all apporto professionale dei dipendenti organizzati, una componente esigua. Il mutamento significativo di prospettiva, dall azienda intesa come complesso di beni all attività organizzata, non può non avere conseguenze a livello ermeneutico e giustifica l opinione che ad esso 30 In dottrina si è rilevato che l utilizzo, da parte del legislatore nazionale del termine attività in luogo di entità sarebbe indicativo dell intenzione di adottare una nozione più ampia di quella comunitaria. Più precisamente si è sostenuto che se non si vuol accreditare una svista del legislatore il riferimento all attività vorrebbe escludere proprio la rilevanza di ciò che, invece, caratterizza la nozione d entità, ossia la sussistenza di un insieme di mezzi. A. Maresca, Le novità del legislatore nazionale in materia di trasferimento d azienda, in Arg. dir. lav., 2001, p Tale tesi, tuttavia, non è pienamente condivisibile in quanto il quinto comma dell art c.c. non trova applicazione nella successione di una mera attività, intesa come l insieme delle prestazioni di un certo numero di lavoratori, dovendo invece trattarsi di un attività economica organizzata, che per esser tale, necessità di una struttura d impresa. E dunque il requisito dell organizzazione che connota la sussistenza di un azienda o di un suo ramo ai fini dell applicazione dell art c.c. Ciò non esclude la configurabilità di un trasferimento d azienda anche nel caso in cui un imprenditore subentri in un attività precedentemente svolta da altri acquisendo, a tal fine, la disponibilità del solo personale utilizzato dal primo imprenditore, a condizione però, che il personale, individuato e organizzato, esprima una propria capacità produttiva di beni o servizi economicamente valutabile. M. Marazza, Impresa ed organizzazione nella nuova nozione d azienda trasferita, in Arg. dir. lav., 2001, p Vedere altro
BREVE COMMENTO A MARGINE DELLA SENTENZA SULLA ESTERNALIZZAZIONE EUTELIA-AGILE-OMEGA. IL RUOLO DEI COLLEGAMENTI SOCIETARI NELLA VALUTAZIONE DELLA ANTISINDACALITA DELLA CONDOTTA NELL AMBITO DEL TRASFERIMENTO Dettagli La revoca del licenziamento
La revoca del licenziamento di Irene Corso L art. 5 del d.lgs. n. 23/2015 disciplina gli effetti della revoca disposta dal datore di lavoro rispetto ad un licenziamento cui, se illegittimo, troverebbero Dettagli RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 32/E Roma, 11 marzo 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle operazioni di factoring e di recupero crediti QUESITO È pervenuta a questa Dettagli La responsabilità solidale tra cedente e cessionario nel trasferimento d azienda
RAPPORTO DI LAVORO E TRASFERIMENTO DI AZIENDA 16 maggio 2014 Avv. Marcello Giustiniani www.beplex.com Il trasferimento d azienda e di ramo d azienda A) La nozione di trasferimento d azienda (art. 2112, Dettagli Risoluzione n. 49/E. Roma, 13 marzo 2007
Risoluzione n. 49/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 13 marzo 2007 OGGETTO: Istanza d Interpello -ART.11, legge 27 luglio 2000, n.212. Associazione Alfa Imposta di registro Contratti di Dettagli FACTORING La natura del contratto di factoring: causa mandati o causa vendendi?
FACTORING La natura del contratto di factoring: causa mandati o causa vendendi? a cura di Carolina Teruggi Il factoring è un contratto atipico, che in quanto tale non esaurisce i suoi effetti in una semplice Dettagli Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo
Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004 Svolgimento del processo Su domanda proposta da M. P., titolare di pensione di invalidità dal 1977, il Tribunale di Alessandria Dettagli ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329
AGENZIA PER LE ONLUS ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 in relazione alle partecipazione di controllo detenute da Onlus in enti societari aventi Dettagli Alcuni chiarimenti in merito alla qualificazione del servizio di gestione del Centro diurno per anziani
Alcuni chiarimenti in merito alla qualificazione del servizio di gestione del Centro diurno per anziani Per quanto riguarda la richiesta di chiarimenti presentata, relativa alla corretta qualificazione Dettagli Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale
Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento Dettagli Circolare n. 32. del 10 ottobre 2013
Circolare n. 32 del 10 ottobre 2013 Responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore per i debiti retributivi e contributivi - Novità del DL 28.6.2013 n. 76 conv. L. 9.8.2013 n. 99 Dettagli 01 CONCETTI BASE. Infatti, il concetto di trasferta comporta la sussistenza di due requisiti:
1.1 TRASFERTA O MISSIONE 01 CONCETTI BASE Si intende per trasferta lo spostamento provvisorio e temporaneo del lavoratore in una sede diversa da quella da cui gerarchicamente e funzionalmente dipende, Dettagli NEWSLETTER LAVORO RUCELLAI&RAFFAELLI. Studio Legale. Milano Via Monte Napoleone, 18 Telefono: +39 02 7645771 Fax: +39 02 783524
RUCELLAI&RAFFAELLI Studio Legale Milano Via Monte Napoleone, 18 Telefono: +39 02 7645771 Fax: +39 02 783524 Roma Via dei Due Macelli, 47 Telefono: +39 06 6784778 Fax: +39 06 6783915 Bologna Via Cesare Dettagli RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
RR RISOLUZIONE N. 60/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2005 OGGETTO: Istanza di interpello. X S.r.l. Trasformazione di società di capitali in società di persone e deducibilità Dettagli CIRCOLARE n. 31 del 05 dicembre 2011. OGGETTO: Operazioni di cessione di ramo d azienda intervenute tra Enti di Formazione Professionale
Repubblica Italiana Regione Siciliana Assessorato Regionale dell'istruzione e della Formazione Professionale Dipartimento Regionale dell'istruzione e della Formazione Professionale Il Dirigente Generale Dettagli FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO
FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 6 EFFICACIA OBBLIGATORIA O REALE DEL PREAVVISO DI RECESSO IL QUESITO Si chiede quale sia la natura del preavviso Dettagli 11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI
DEFINIZIONE DEFINIZIONE 11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE CASISTICA RIFERIMENTI Quando il lavoratore matura i requisiti anagrafici e contributivi per accedere Dettagli Corte D Appello di Milano, Sez. Lavoro, sentenza n. 1410 pubblicata il 6 maggio 2014
PREVIDENZA SOCIALE Contributi previdenziali per soci amministratori di s.r.l.: l obbligo di doppia iscrizione non è automatico. a cura di Massimo Compagnino Il presupposto per l iscrizione nella gestione Dettagli Ministero del lavoro e delle politiche sociali
CIRCOLARE N. 14/2013 Roma, 2 aprile 2013 Ministero del lavoro e delle politiche sociali Agli indirizzi in allegato Direzione generale per l Attività Ispettiva Prot. 37/0005914 Oggetto: L. n. 92/2012 (c.d. Dettagli Marzo 2013. Il concordato preventivo dopo la decisione della Cassazione a sezioni unite
CAMERA DEI DEPUTATI XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) 27 novembre 2013 AUDIZIONI ABI 2013 AUDIZIONI ABI - 2013 Le proposte Dettagli Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale
Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale Corte di Cassazione, sezione terza civile, Sentenza del 7 gennaio 2004, Dettagli 1 In corso di pubblicazione su Appalti e Contratti.
Dichiarazione del socio anche in caso di maggioranza relativa? 1 1. Si registra una prima posizione del Consiglio di Stato in relazione alla questione interpretativa creatasi intorno all articolo 38, comma Dettagli L APPLICAZIONE DELL IVA E DELL IMPOSTA DI REGISTRO PER LE CESSIONI DI FABBRICATI
L APPLICAZIONE DELL IVA E DELL IMPOSTA DI REGISTRO PER LE CESSIONI DI FABBRICATI Sommario Introduzione... 2 Il principio generale di esenzione dall Iva... 2 La nozione di impresa costruttrice... 3 Fabbricati Dettagli Piccolo imprenditore
Piccolo imprenditore Art. 2083 c.c.: «Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un attività professionale organizzata prevalentemente Dettagli Roma, 25 febbraio 2005
RISOLUZIONE N. 27/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 25 febbraio 2005 Oggetto: Istanza di interpello. X S.r.l. Deducibilità dei canoni derivanti da un contratto di sale and lease back avente Dettagli LE «AZIONI DI MASSA» NEL FALLIMENTO: UN INTRODUZIONE Roberto BATTAGLIA
LE «AZIONI DI MASSA» NEL FALLIMENTO: UN INTRODUZIONE Roberto BATTAGLIA Battaglia Roberto (In memoria del Prof. Lino Guglielmucci). P&D.IT Nel diritto fallimentare il termine «azioni di massa» indica l Dettagli Società cooperative e studi di settore di Sara Armella
Società cooperative e studi di settore di Sara Armella Un tema spesso controverso e dibattuto, che ogni anno torna di grande attualità con la presentazione della dichiarazione dei redditi, è quello dell Dettagli Fiscal News N. 117. Finanziamento soci postergato. La circolare di aggiornamento professionale 08.04.2015. Premessa. Codice civile
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 117 08.04.2015 Finanziamento soci postergato Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Varie Nonostante l entrata in vigore della riforma Dettagli CIRCOLARE N. 28/E. OGGETTO: Imposta sulle successioni e donazioni - Vincoli di destinazione - Negozio fiduciario
CIRCOLARE N. 28/E Settore Fiscalità Generale e Indiretta Roma, 27 marzo 2008 OGGETTO: Imposta sulle successioni e donazioni - Vincoli di destinazione - Negozio fiduciario 2 1. Premessa 3 2. Il nuovo ambito Dettagli I CONTROLLI SUL LAVORATORE: IMPIEGO DI INVESTIGATORI E TUTELA DELLA PRIVACY
I CONTROLLI SUL LAVORATORE: IMPIEGO DI INVESTIGATORI E TUTELA DELLA PRIVACY E legittimo negare la comunicazione delle informazioni personali raccolte in fase di indagine prima dell avvio del processo a Dettagli Commento di Confindustria. Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti.
Commento di Confindustria Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti. Con sentenza del 13 febbraio 2014, resa nella causa C-596/12, la Corte di Giustizia Dettagli Speciale riforma delle società. Società a responsabilità limitata IL CONTROLLO CONTABILE NELLE S.R.L. ALLA LUCE DELLA RIFORMA di Vincenzo Salafia
Società a responsabilità limitata IL CONTROLLO CONTABILE NELLE S.R.L. ALLA LUCE DELLA RIFORMA di Vincenzo Salafia Una delle questioni che la lettura e l interpretazione delle regole contenute nel nuovo Dettagli FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 13 DEL 29.03.2012 IL QUESITO
FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 13 DEL 29.03.2012 OBBLIGO DI CONTRIBUZIONE SOCIO DI SRL IL QUESITO Alcuni miei clienti sono soci di srl e ricoprono l incarico Dettagli CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 22 luglio 2009
CIRCOLARE N. 37/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 22 luglio 2009 OGGETTO: Modifiche alla disciplina della deducibilità degli interessi passivi dal reddito di impresa Articolo 96 del TUIR. Dettagli IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE
IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE Nel corso del 2009 sono state pubblicate numerose sentenze delle Sezioni Unite della Suprema Dettagli CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GAMBATO
Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 4993 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato GAMBATO Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozione da parte di persone Dettagli LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO NUOVE REGOLE PER LE PARTITE IVA
LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO NUOVE REGOLE PER LE PARTITE IVA dott. Francesco Lucrezio Monticelli Le considerazioni esposte sono frutto esclusivo del pensiero degli autori e non hanno carattere in Dettagli RISOLUZIONE N. 94/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 94/E Direzione Centrale Normativa Roma, 13 dicembre 2013 OGGETTO: Cessione all esportazione - operazione, fin dalla sua origine, concepita in vista del definitivo trasferimento della proprietà Dettagli RISOLUZIONE N. 211/E
RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine Dettagli RISOLUZIONE N. 42/E. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2008
RISOLUZIONE N. 42/E f Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2008 Oggetto: Operazione di aggregazione aziendale tra due società inglesi e secondo le disposizioni del Regno Unito. Dettagli ORIENTAMENTI DI CONFINDUSTRIA, CONFCOMMERCIO, CONFARTIGIANATO, CONFAPI, CGIL, CISL, UIL E UGL PER L EMANAZIONE DEL
ORIENTAMENTI DI CONFINDUSTRIA, CONFCOMMERCIO, CONFARTIGIANATO, CONFAPI, CGIL, CISL, UIL E UGL PER L EMANAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO ATTUATIVO DELLA LEGGE 243/04 IN MATERIA DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE Dettagli I brevetti industriali ed i diritti di utilizzazione delle opere dell ingegno 73
I brevetti industriali ed i diritti di utilizzazione delle opere dell ingegno 73 4. I brevetti: trattamento fiscale Le quote di ammortamento relative al costo sostenuto per acquisizione di marchi di impresa, Dettagli (i) richieda l iscrizione nell elenco speciale istituito dall Emittente alla data t0;
Comunicazione n. 0080574 del 15-10-2015 inviata alla società ( ) e allo studio legale ( ) OGGETTO: ( società ) - Quesito in merito all applicazione della disciplina dell offerta pubblica di acquisto obbligatoria Dettagli La Fondazione di partecipazione
29 Giugno 2011 Palmanova (Ud) La Fondazione di partecipazione Note sul regime tributario delle Fondazioni di Partecipazione Avv. Laura Bellicini La disamina delle peculiari caratteristiche delle Fondazioni Dettagli Procedimenti per l adozione di atti di regolazione
CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Normativa Roma, 21 novembre 2013 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi erogati da amministrazioni pubbliche - Criteri generali per la definizione Dettagli Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05
Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 di Marco Giardetti* La tematica del silenzio della PA è di certo una delle più dibattute e problematiche del diritto amministrativo e questo non solo perché Dettagli Il credito al consumo ed il mutuo di scopo
Il credito al consumo ed il mutuo di scopo Nota a : Cassazione Civile, 16 Febbraio 2010, n. 3589, sez. III. A cura del Dott. Matteo Smacchi, LL.M. 1 La sentenza della Corte di Cassazione Civile n. 3589 Dettagli Trasferimento d azienda
Trasferimento d azienda Nozione Ricorre l ipotesi del trasferimento di azienda quando, in conseguenza di una vicenda traslativa (vendita, affitto, comodato, usufrutto), muta il titolare del complesso dei Dettagli ATTIVITA DELLA GUARDIA DI FINANZA A RICHIESTA DELLA CORTE DEI CONTI
ATTIVITA DELLA GUARDIA DI FINANZA A RICHIESTA DELLA CORTE DEI CONTI Sezioni Accertamento Danni Erariali Dette articolazioni, svolgono l attività operativa a favore della Procura Regionale della Corte dei Dettagli IL TRASFERIMENTO D IMPRESA TRA LEGGE E «CASE LAW»
ALBERTO LEPORE IL TRASFERIMENTO D IMPRESA TRA LEGGE E «CASE LAW» Italia e Gran Bretagna a confronto JOVENE EDITORE NAPOLI 2012 INDICE Prefazione... p. XIII CAPITOLO PRIMO TRASFERIMENTO D'AZIENDA ED ESTERNALIZZAZIONI Dettagli Convertito il decreto del fare: ora è prioritaria la scelta dell SPP interno
Convertito il decreto del fare: ora è prioritaria la scelta dell SPP interno SPP, si ritorna al principio sancito dal 626 28 agosto 2013 di Renzo Rivalta E giunto alla conclusione l iter di conversione Dettagli LA DISCIPLINA DEL CONDOMINIO MINIMO
107 ARGOMENTO LA DISCIPLINA DEL CONDOMINIO MINIMO 1. Traccia Tizio e Caio sono comproprietari di un edificio in località Mentana. Il primo, dopo avere di propria iniziativa provveduto ad alcune spese per Dettagli Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo
Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo La problematica. L introduzione dell informatica in azienda, in particolare nei processi produttivi modifica i rapporti Dettagli DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA. Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05
DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05 PROPOSTA DI DELIBERAZIONE - OGGETTO - ESTENSIONE DELL AMBITO DI Dettagli Art. 5, comma 8 del d.l. n. 95/2012, convertito nella legge n. 135/2012.
Art. 5, comma 8 del d.l. n. 95/2012, convertito nella legge n. 135/2012. La monetizzazione delle ferie maturate e non fruite aveva trovato una prima regolamentazione, specifica ed espressa, nei CCNL dei Dettagli Il trattamento contabile della cessione dei contratti di leasing finanziario
Pratica di bilancio Il caso del mese di Fabio Giommoni * Il trattamento contabile della cessione dei contratti di leasing finanziario Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili Dettagli Autorità Nazionale Anticorruzione
Regione Lazio 25/11/2015 Oggetto: AG 84/2015/AC - Regione Lazio fusione di società interamente partecipate dalla regione - nomina del consiglio di amministrazione e del presidente della società Lazio Crea Dettagli Signor Presidente, Signori Senatori,
AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO ANTONIO CATRICALÀ PRESSO LA I COMMISSIONE PERMANENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA NELL AMBITO DELL INDAGINE CONOSCITIVA SUL Dettagli SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA
SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA Doc. XVIII n. 57 RISOLUZIONE DELLA 6ª COMMISSIONE PERMANENTE (Finanze e tesoro) (Estensore FERRARA) approvata nella seduta del 20 ottobre 2010 SULLA PROPOSTA DI Dettagli LA SURROGA DELL ASSICURATORE
LA SURROGA DELL ASSICURATORE L ASSICURATORE CHE HA PAGATO L INDENNITÀ È SURROGATO, FINO ALLA CONCORRENZA DELL AMMONTARE DI ESSA NEI DIRITTI DELL ASSICURATO VERSO I TERZI RESPONSABILI. (Art. 1916 C.C.) Dettagli Nota a Cassazione, sez. lavoro, n. 9925 del 5 maggio 2011 Pres. Lamorgese; Rel. Stile; LA GENERICA MOTIVAZIONE DEL RECESSO EQUIVALE ALLA MATERIALE
Nota a Cassazione, sez. lavoro, n. 9925 del 5 maggio 2011 Pres. Lamorgese; Rel. Stile; Pm (conforme) Destro. LA GENERICA MOTIVAZIONE DEL RECESSO EQUIVALE ALLA MATERIALE OMISSIONE DELLA COMUNICAZIONE DEI Dettagli La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.
La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.com La Corte Costituzionale, nell ormai lontano 1965, fu chiamata a pronunciarsi Dettagli Portabilità del mutuo e surrogazione dopo l articolo 8 del D.L. sulla concorrenza (cd. Bersani-bis)
Portabilità del mutuo e surrogazione dopo l articolo 8 del D.L. sulla concorrenza (cd. Bersani-bis) Decreto Legge 25 gennaio 2007 Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, Dettagli PRINCIPALI STRUMENTI PREVISTI DALLA LEGGE PER GESTIRE UNA CRISI AZIENDALE
la Cassa integrazione guadagni straordinaria; la Cassa integrazione guadagni in deroga; le procedure di licenziamento collettivo con indennità di mobilità - oppure ASPI. Breve premessa: A ) Aziende che Dettagli Lavoratori disabili: inclusività e contrasto agli abusi
SEZIONE B DISABILI E STRANIERI Articolo 4, comma 27 Efficace attuazione del diritto al lavoro dei disabili Lavoratori disabili: inclusività e contrasto agli abusi di Maria Giovannone, Rossana Lonero, Valentina Dettagli DIREZIONE BILANCIO FINANZA E TRIBUTI SETTORE GESTIONE BILANCIO FINANZIARIO APPUNTI IN MATERIA DI FIDEIUSSIONI
DIREZIONE BILANCIO FINANZA E TRIBUTI SETTORE GESTIONE BILANCIO FINANZIARIO APPUNTI IN MATERIA DI FIDEIUSSIONI PREMESSA Il presente lavoro vuole essere un piccolo riassunto dei principali aspetti che è Dettagli RISOLUZIONE N. 122/E
RISOLUZIONE N. 122/E Roma, 06 maggio 2009 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso OGGETTO: Istanza di interpello Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. IVA. Art. 4 DPR n. 633 del 1972. Assoggettabilità Dettagli INCOMPATIBILITÀ PER L ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA ED ESPERTO CONTABILE
INCOMPATIBILITÀ PER L ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA ED ESPERTO CONTABILE Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nella seduta del 1 marzo 2012, Dettagli CODICE DI COMPORTAMENTO. Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale
1111 CODICE DI COMPORTAMENTO Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale INDICE 1 INTRODUZIONE...4 La separazione funzionale nel settore energetico... Dettagli Tribunale di Milano Sez. XII, sentenza n. 11798 del 29 ottobre 2012, Giudice ORSENIGO *** ** ***
FACTORING La legittimità della clausola contrattuale sulla revoca della garanzia del pro soluto nel caso di contestazioni, da parte del debitore ceduto, sulle forniture effettuate dal cedente a cura di Dettagli DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO
IX LEGISLATURA AREA GIURIDICO-LEGISLATIVA Servizio per l'assistenza giuridico-legislativa in materia di attività economico produttive e di territorio e ambiente DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO Argomento: Dettagli REGOLAMENTO INTERMEDIARI DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA ETICA O SOCIALMENTE RESPONSABILE (ART. 117-TER DEL TUF) ESITO DELLE CONSULTAZIONI
REGOLAMENTO INTERMEDIARI DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA ETICA O SOCIALMENTE RESPONSABILE (ART. 117-TER DEL TUF) ESITO DELLE CONSULTAZIONI 1 giugno 2007 Il 7 febbraio 2007 la Consob ha diffuso un documento Dettagli ORIENTAMENTI IN MATERIA DI CESSIONI DEI DIRITTI DI CREDITO VERSO LE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI 1
ORIENTAMENTI IN MATERIA DI CESSIONI DEI DIRITTI DI CREDITO VERSO LE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI 1 Premessa In relazione alle richieste di chiarimenti pervenute in merito alle modalità applicative Dettagli La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato
La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689 disciplina la connessione obiettiva Dettagli In linea generale, l impresa collettiva è quella
UNIBAS ECONOMIA AZIENDALE -Diritto commerciale 2013/14 IMPRESA COLLETTIVA E SCOPI ASSOCIATIVI In linea generale, l impresa collettiva è quella - esercitata in comune da più soggetti; - nella titolarità Dettagli RISOLUZIONE N. 1/2008
PROT. n. 29463 ENTE EMITTENTE: OGGETTO: DESTINATARI: RISOLUZIONE N. 1/2008 Direzione dell Agenzia Mutui posti in essere da Enti, istituti, fondi e casse previdenziali nei confronti di propri dipendenti Dettagli Fiscal News N. 133. Finanziamento e società in perdita. La circolare di aggiornamento professionale 07.05.2013. Premessa
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 133 07.05.2013 Finanziamento e società in perdita Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Varie Nelle società di piccole dimensioni Dettagli Università degli studi Roma tre Facoltà di giurisprudenza Dottorato di diritto amministrativo XX ciclo Tesi di dottorato Sommario
Università degli studi Roma tre Facoltà di giurisprudenza Dottorato di diritto amministrativo XX ciclo Tesi di dottorato Sommario L organizzazione delle pubbliche amministrazioni dopo la riforma del Titolo Dettagli L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo
Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione Dettagli CODICE DI COMPORTAMENTO
CODICE DI COMPORTAMENTO Per il personale coinvolto nelle attività di distribuzione dell energia elettrica e del gas naturale Rev. 03 del 21/12/2015 Il presente Codice di Comportamento è stato elaborato Dettagli OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.
NEwSLETTER Del 17 marzo 2014 La giurisprudenza a seguito delle novità Introdotte con il d.l. 150/2012 (c.d. decreto balduzzi), convertito con modificazioni dalla l. 189/2012 In considerazione delle problematiche Dettagli L AVVALIMENTO ALLA LUCE DEL DECRETO CORRETTIVO. di Massimo Gentile
L AVVALIMENTO ALLA LUCE DEL DECRETO CORRETTIVO di Massimo Gentile I limiti al subappalto in favore dell impresa ausiliaria La novità di maggiore rilievo contenuta nel D.lgs. 26 gennaio 2007 n. 6 - meglio Dettagli Circolare n. 1/2010 del 3 marzo 2010 *
Circolare n. 1/2010 del 3 marzo 2010 * SOCIO AMMINISTRATORE DI S.R.L. COMMERCIALE: GESTIONE COMMERCIANTI O GESTIONE SEPARATA? NO DELLA CORTE DI CASSAZIONE ALLA DUPLICE CONTRIBUZIONE INPS Con la sentenza Dettagli d.ssa Alessandra D Attilio incontro di studio 20 marzo 2014
L incontro odierno prosegue sulla scia di quello del 3 dicembre 2013, nell intento di affrontare problematiche che investono aspetti di diritto societario, ma anche del diritto di famiglia e del diritto Dettagli Nota n. 17-2009. Presidente: Prof. Giuseppe Bianchi. Via Piemonte, 101 00187 Roma telefono 06.4818443 gbianchi.isril@tiscali.it
Nota n. 17-2009 Presidente: Prof. Giuseppe Bianchi Via Piemonte, 101 00187 Roma telefono 06.4818443 gbianchi.isril@tiscali.it 1 Il mondo dei lavoratori interinali, o in somministrazione o in affitto che Dettagli Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo
Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo p.c. Al dott. Daniele Belotti Assessore Territorio e Urbanistica Regione Lombardia Via Sassetti 32 20124 Milano Ministero dell economia e delle Dettagli Verbale di mediazione e accordo di conciliazione
Verbale di mediazione e accordo di conciliazione PASQUALE MACCHIARELLI Notaio Il procedimento di mediazione può avere tre diverse conclusioni: - le prime due positive, se le parti raggiungono un accordo Dettagli Novembre 2014. Strumenti di finanziamento per le imprese: importanti novità nella circolare dell Agenzia delle Entrate n. 29/E del 26 settembre 2014
Novembre 2014 Strumenti di finanziamento per le imprese: importanti novità nella circolare dell Agenzia delle Entrate n. 29/E del 26 settembre 2014 Avv. Francesco Bonichi, Tax Partner, Avv. Michele Milanese, Dettagli RISOLUZIONE N. 175/E
RISOLUZIONE N. 175/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 12/08/2003 Oggetto: Istanza di interpello - Art. 67 e 71 TUIR Deducibilità ammortamenti finanziari e svalutazione crediti in caso di Dettagli RISOLUZIONE N.84/E. OGGETTO: Interpello - Art. 11 Legge 27 luglio 2000, n. 212 Art. 28 del DPR 29 settembre 1973, n.600
RISOLUZIONE N.84/E Roma, 10 agosto 2012 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Interpello - Art. 11 Legge 27 luglio 2000, n. 212 Art. 28 del DPR 29 settembre 1973, n.600 Con l interpello specificato in Dettagli Oggetto: Istanza di interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n.212 EUR SPA - Trasformazione di un ente pubblico in s.p.a.
RISOLUZIONE N. 313/E f Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,05 novembre 2007 Oggetto: Istanza di interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n.212 EUR SPA - Trasformazione di un ente pubblico Dettagli CODICE DI COMPORTAMENTO
CODICE DI COMPORTAMENTO Per il personale coinvolto nelle attività di distribuzione e misura del gas naturale Rev. 01 del 10.06.2015 Il presente Codice di Comportamento è stato elaborato per assicurare Dettagli Organismo Italiano di Contabilità Approvato Comitato Esecutivo in data 25 giugno 2003 00187 Roma, Via Poli 29 Tel. 06/6976681 Fax: 06/69766830
L APPLICAZIONE IN ITALIA DEI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI E LA RIFORMA DELLA DISCIPLINA DEL BILANCIO INTERVENTI LEGISLATIVI RELATIVI ALLA DISCIPLINA DEL BILANCIO IN CONSIDERAZIONE DEL D.LGS. 17 GENNAIO Dettagli Articolo Comma Osservazioni e proposte
Documento di consultazione n. 5/2013 Regolamento su Obblighi di adeguata verifica della clientela e di registrazione Attuativo dell art. 7, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231 Legenda Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back