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Timestamp: 2020-08-15 05:40:38+00:00
Document Index: 118400120

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 9', 'art. 338', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 37', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 33', 'art. 39', 'art. 36', 'art. 31', 'art. 39', 'art. 32', 'art. 33']

L'art. 26 del regolamento di attuazione del Codice della Strada, laddove si versi fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dell'art. 4 del codice, individua quale distanza dal confine di una strada di tipo "C", da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade quella non inferiore a m. 30; tale disciplina si preoccupa di salvaguardare l'autonomia programmatoria in materia urbanistica degli enti territoriali, condizionando il rigoroso o più rigoroso regime delle distanze alla esistenza o meno di una disciplina edificatoria.
LA FASCIA DI RISPETTO IDRAULICA RISULTA DI PER SÉ VINCOLANTE ANCHE A PRESCINDERE DALLA SUA - SEMPRE OPPORTUNA - RECEZIONE NELLO STRUMENTO URBANISTICO
La fascia di rispetto idraulica risulta - di per sé - vincolante anche a prescindere dalla sua - sempre opportuna - recezione nello strumento urbanistico; senza sottacere, poi, che il deprecabilmente diffuso dissesto idrogeologico di ampie parti del territorio del nostro Paese rende comunque necessaria ogni cautela al fine di liberare il più possibile da ostacoli le aree finitime agli spondali dei canali di scolo dell'acqua piovana, i quali nel non infrequente caso di precipitazioni violente e consistenti aumentano considerevolmente la loro portata e sovente tracimano dai loro argini.
Nella fascia di rispetto autostradale (ampia 60 m. ex D.M. 1° aprile 1968, n. 1404) il vincolo di inedificabilità è assoluto, stante l'esigenza di assicurare la libera utilizzabilità da parte del concessionario dell'autostrada. Tale carattere assoluto connota anche il vincolo di 25 mt. valido per le opere realizzate nel centro abitato ai sensi dell'art. 9 L. n. 729-1961, ancorché derogabile. Pertanto, in tale prospettiva, ai fini del condono in sanatoria, sono irrilevanti le caratteristiche dell'opera abusiva, per la quale deve procedersi alla demolizione. Infatti, il vincolo di inedificabilità è funzionale al perseguimento di interessi e utilità pubbliche e trova una giustificazione che non ammette prova contraria.
Il vincolo imposto sulle aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale ha carattere assoluto e rende le aree medesime legalmente inedificabili, trattandosi di vincolo che, pur non derivando dalla programmazione e pianificazione urbanistica, è pur sempre sancito nell'interesse pubblico da apposite leggi (art. 41 septies l. n. 1150 del 1942, aggiunto dall'art. 19 l. n. 765 del 1967; art. 9 l. n. 729 del 1961) e dai relativi provvedimenti di attuazione che obbediscono ad esigenze generali.
Il vincolo imposto sulle aree site nella fascia di rispetto stradale o autostradale è di inedificabilità assoluta traducendosi in un divieto assoluto di costruire che rende inedificabili le aree site nella fascia di rispetto, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale. Il vincolo derivante dalla fascia di rispetto si traduce in un divieto di edificazione che rende le aree medesime legalmente inedificabili, trattandosi di vincolo di inedificabilità che è sancito nell'interesse pubblico da apposite leggi.
Occorre fare un'interpretazione e un'applicazione ragionevoli del vincolo di inedificabilità in fascia di rispetto autostradale di cui all'art. 26, d.p.r. n. 495 del 1992, in base alle caratteristiche specifiche delle singole opere, altrimenti, traducendosi in un divieto assoluto di costruire, il vincolo in questione renderebbe legalmente inedificabili le aree site nella fascia di rispetto, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e da qualunque necessità di accertamento in concreto.
Una volta stabilito che il vincolo di viabilità - avente natura espropriativa - è scaduto, ne discende come logica conseguenza che il vincolo a fascia di rispetto stradale, pur avendo natura conformativa, perde la sua ragion d'essere in quanto funzionalmente collegato al vincolo espropriativo non più in essere e, quindi, anche l'area interessata da questo vincolo deve essere assoggettata alla disciplina dell'art. 9 d.p.r. 380/2001.
LA DEROGA ALLA FASCIA DI RISPETTO CIMITERIALE RICHIEDE UNA DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE
Eventuali deroghe al vincolo distanziale dai cimiteri devono seguire il tipizzato procedimento previsto dall'art. 338, quinto comma, primo periodo, del regio decreto n. 1265/1934, laddove è prevista una specifica delibera del consiglio comunale.
SEMPRE INEDIFICABILI LE AREE IN FASCIA DI RISPETTO, RESTANDO ESCLUSA LA POSSIBILITÀ DI TRASFERIMENTO DELLA CUBATURA SULLA PORZIONE RESIDUA
Sono legalmente non edificabili i terreni compresi nell'ambito di una c.d. fascia di rispetto (di cui si rinviene nell'art. 3 C.d.S., n. 22 la pregevole definizione "striscia di terreno, esterna al confine stradale, sulla quale esistono vincoli alla realizzazione, da parte dei proprietari del terreno, di costruzioni, recinzioni, piantagioni, depositi e simili"), istituita direttamente da apposite leggi (e dai relativi provvedimenti di attuazione) in funzione della loro vicinanza a beni demaniali o a particolari opere pubbliche; e ciò, anche per effetto della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis prima e dell'art. 37 T.U. poi, restando, così, esclusa la potenzialità edificatoria delle aree e la possibilità di trasferimento di cubatura dall'area di rispetto a quella residua.
Ai fini vincolistici e con interpretazione estensiva, le "lame" possono essere equiparate alle "gravine" di cui parla l'art. 51, lett. h), della legge della Regione Puglia n. 56/1980. Viceversa, non appare plausibile che la "battigia delle coste dei laghi, dei fiumi, delle gravine" di cui all'art. 51, lett. h), della legge della Regione Puglia n. 56/1980, possa ritenersi ricomprendere anche "il limite dei fossi".
Il vincolo a fascia di rispetto stradale imposto prima della realizzazione dell'abuso non ne consente la sanatoria ai sensi dell'art. 33, l.47/1985, richiamato dall'art. 39, l. 724/1993, ovvero dalla normativa sul condono.
Eventuali istanze di accertamento di conformità a' sensi dell'art. 36 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, ovvero di condono edilizio richiesto a' sensi dell'art. 31 e ss. della l. 47 del 1985, o dell'art. 39 della l. 23 dicembre 1994, n. 724 o - ancora - dell'art. 32 del d.l. 30 settembre 2003, n. 269 convertito con modificazioni in l. 24 novembre 2003, n. 326 , non possono consentire da parte del privato che ha proposto le relative istanze anche l'attivazione dei procedimenti di riduzione del vincolo cimiteriale, non trovando al riguardo spazio interessi di singoli rispetto alle esigenze generali. La riduzione del vincolo deve infatti sempre e comunque rispondere ad interessi della collettività, non potendo per contro sovvenire a posizioni uti singuli.
Il vincolo delle fasce di rispetto stradale o viario è di inedificabilità assoluta traducendosi in un divieto assoluto di costruire che rende inedificabili le aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale e opera direttamente e automaticamente.
IL VINCOLO CIMITERIALE È INCOMPATIBILE ANCHE CON LE COSTRUZIONI NON ABITATIVE
IL DINIEGO DI CONDONO DELL'OPERA IN FASCIA DI RISPETTO CIMITERIALE NON RICHIEDE ALCUNA VALUTAZIONE DI COMPATIBILITA' O INCOMPATIBILITA'
L'esistenza del vincolo cimiteriale nell'area nella quale è stato realizzato un manufatto abusivo, comportando l'inedificabilità assoluta, impedisce il rilascio della concessione in sanatoria ai sensi dell'art. 33, l. n. 47 del 1985, senza necessità di compiere valutazioni in ordine alla concreta compatibilità dell'opera con i valori tutelati dal vincolo.