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Timestamp: 2020-08-12 01:38:26+00:00
Document Index: 124241598

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 39', 'art. 109', 'art. 360', 'art. 112', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 11976 del 12/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11976 del 12/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 12/05/2017, (ud. 22/03/2017, dep.12/05/2017), n. 11976
sul ricorso 7579/2016 proposto da:
B.A., B.M., C.I., quali eredi
del Sig. B.V., elettivamente domiciliati in ROMA, CORSO
TRIESTE 155, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE PECORILLA,
rappresentati e difesi dall’avvocato STEFANO FUMAROLA;
avverso la sentenza n. 589/28/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
il 17/03/2015;
partecipata del 22/03/2017 dal Consigliere Dott. MAURO MOCCI.
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia che aveva accolto l’appello di B.V. (nel frattempo defunto) contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Taranto. Quest’ultima aveva parzialmente accolto l’impugnazione del contribuente contro un avviso di accertamento IRPEF, IVA, IRAP per l’anno 2005;
che, nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che l’ufficio avrebbe esperito un accertamento analitico, con metodo induttivo, utilizzando una presunzione, che però sarebbe stata ampiamente smentita dalla prova contraria del contribuente.
che, col primo, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, si deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), nonchè dell’art. 109 T.U.I.R.: la CTR avrebbe omesso di considerare che la presenza di scritture contabili formalmente corrette non esclude la legittimità dell’accertamento analitico induttivo del reddito d’imposta, qualora la contabilità stessa possa considerarsi complessivamente inattendibile;
che, col secondo, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, si assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., per aver la CTR omesso del tutto di esaminare l’appello incidentale proposto dall’Ufficio, volto ad ottenere una rideterminazione della pretesa tributaria;
che gli eredi del defunto – C.I., B.A. e B.M. – hanno resistito con controricorso;
che nel processo tributario, ove il contribuente assolva l’onere, a suo carico, di provare il fatto costitutivo del diritto alla deduzione dei costi o alla detrazione dell’IVA mediante la produzione delle fatture, l’Amministrazione finanziaria ne può dimostrarne l’inattendibilità anche mediante presunzioni, sicchè il giudice di merito deve prendere in considerazione il complessivo quadro probatorio al fine di verificare l’esistenza o meno delle operazioni fatturate, ivi compresi i fatti secondari indicati (Sez. 5, n. 2935 del 13/02/2015);
che, nella specie, la CTR – a fronte di una prova contraria generica offerta dal contribuente – ha concluso che le valutazioni dell’Ufficio non avevano il carattere di gravità, precisione e concordanza in grado di sostenere l’originaria presunzione e quindi di sorreggere la maggior base imponibile dedotta;
che tale ragionamento appalesa tutta la sua fragilità, soprattutto perchè è la stessa CTR ad affermare che “appare alquanto difficile accertare una maggiore base imponibile a carico del contribuente”;
che deve in definitiva procedersi alla cassazione della sentenza con rinvio alla CTR della Puglia, in diversa composizione, affinchè proceda all’esame di cui sopra, anche per le spese del giudizio di cassazione.
La Corte accoglie il primo motivo, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Puglia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.