Source: https://www.ambientesicurezzaweb.it/dissesto-idrogeologico-adottato-il-piano-operativo/
Timestamp: 2020-08-03 12:50:55+00:00
Document Index: 50075321

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 4', 'art. 61', 'art. 1', 'arto 80', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 55', 'art. 10']

Dissesto idrogeologico: adottato il Piano operativo 2019
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Dissesto idrogeologico: adottato il Piano operativo
In allegato l'elenco degli interventi proposti afferenti alla linea di finanziamento
Adottato il Piano operativo sul dissesto idrogeologico per il 2019. La manovra, finalizzata a dare attuazione al Piano operativo «Ambiente» FSC 2014-2020 - Linea di azione 1.1.1 «Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera» di cui alle delibere Cipe n. 55/2016, n. 99/2017, n. 11/2018 e n. 31/2018, è riportata nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019 (in Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio 2020, n. 14).
Soggetti beneficiari sono i presidenti delle regioni - commissari straordinari per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e i presidenti delle Province autonome di
Al ministero dell'Economia e delle finanze - dipartimento della Ragioneria generale dello Stato è affidato il compito di monitorare gli interventi.
Il valore complessivo del piano ammonta a 361.896.975,37 euro.
Di seguito il testo del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019. In fondo alla pagina sono disponibili gli allegati in pdf, rispettivamente recanti:
le risorse del piano operativo "Ambiente" FSC 2014-2020 (delibere Cipe n. 55/2016, n. 99/2017, n. 11/2018 e n. 31/2018);
l'elenco degli interventi proposti afferenti alla linea di finanziamento "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e dell'erosione costiera" del piano operativo "Ambiente" Fsc 2014-2020 (delibera Cipe n. 55/2016).
Piano operativo per il dissesto idrogeologico per il 2019. (20A00278)
in Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio 2020, n. 14
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante: «Norme
in materia ambientale» ed, in particolare, la parte III «Norme in
materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela
delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche»;
con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, concernente:
Visto il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con
recante: «Disposizioni urgenti per la citta' di Genova, la sicurezza
maggio 2015, recante criteri e modalita' di assegnazione delle
risorse destinate agli interventi di mitigazione del rischio
idrogeologico, in attuazione dell'art. 10, comma 11, del
decreto-legge n. 91 del 2014;
Preso atto dei criteri contenuti nel predetto decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015, che tengono
conto, tra l'altro, delle classi di priorita' indicate dalle regioni
con il supporto delle loro strutture di protezione civile, dei pareri
delle autorita' di bacino, del numero di persone e beni a rischio
idrogeologico e della frequenza dell'evento in relazione ai tempi di
Visto il decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, recante:
16 della legge 5 maggio 2009, n. 42» e, in particolare, l' art. 4 del
medesimo decreto legislativo, il quale dispone che il FAS di cui
all'art. 61 della legge n. 289/2002 assuma la denominazione di «Fondo
per lo sviluppo e la coesione» (FSC) e sia finalizzato a dare unita'
programmatica e finanziaria all'insieme degli interventi aggiuntivi a
finanziamento nazionale, che sono rivolti al riequilibrio economico e
sociale tra le diverse aree del Paese;
Vista la legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di stabilita' 2014)
ed, in particolare, il comma 6 dell'art. 1, che individua in 54.810
milioni di euro le risorse del FSC per il periodo di programmazione
2014-2020 e le destina a sostenere esclusivamente interventi per lo
sviluppo, anche di natura ambientale, secondo la chiave di riparto 80
per cento nelle aree del Mezzogiorno e 20 per cento in quelle del
Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di stabilita' 2015)
ed, in particolare, il comma 703 dell'art. 1, il quale, ferme
restando le vigenti disposizioni sull'utilizzo del Fondo per lo
sviluppo e la coesione, detta ulteriori disposizioni per l'utilizzo
settembre 2015 recante il «Piano stralcio per le aree metropolitane e
le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di
alluvioni», a valere sulle risorse assegnate dalla delibera CIPE n.
32 del 20 febbraio 2015, che individua una sezione attuativa ed una
programmatica di interventi;
Vista la delibera CIPE n. 25 del 10 agosto 2016 che, in
applicazione della lettera c) dell'art. 1, comma 703, della
richiamata legge di stabilita' 2015, ha individuato le aree tematiche
di interesse del Fondo per lo sviluppo e la coesione e ripartito tra
le stesse aree tematiche le risorse disponibili;
Vista la delibera CIPE n. 55 del 1° dicembre 2016 che ha approvato,
in applicazione dell'art. 1, comma 703, lettera c) della legge n.
190/2014 (Legge di stabilita' 2015) e della delibera CIPE n. 25/2016,
il Piano operativo «Ambiente» FSC 2014-2020 di competenza del
suddiviso in quattro sotto-piani di interventi da realizzarsi in
tutto il territorio nazionale, per un valore complessivo pari a 1,9
Considerato che tra i predetti sotto-piani e' individuato il
sotto-piano «Interventi per la tutela del territorio e delle acque»
nell'ambito del quale e' prevista la Linea di azione 1.1.1 denominata
«Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione
costiera», afferente all'Asse tematico 1 «Promuovere l'adattamento al
cambiamento climatico e la prevenzione e gestione dei rischi» (OT5);
Vista la riprogrammazione del Piano operativo «Ambiente» FSC
2014-2020 approvata con nota protocollo n. 3778 del 13 ottobre 2017
del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del
Consiglio dei ministri che prevede una diversa allocazione
finanziaria e territoriale delle risorse tra gli assi del Piano;
Considerato che a seguito della predetta riprogrammazione, alla
Linea di azione 1.1.1 denominata «Interventi per la riduzione del
rischio idrogeologico e di erosione costiera» e' assegnata una
dotazione finanziaria pari ad euro 286.832.826,83, ripartita in euro
272.832.826,83 per interventi di mitigazione del rischio
idrogeologico ed euro 14 milioni per misure di prevenzione tese a
supportare ed ottimizzare la pianificazione di gestione, la
programmazione e realizzazione di interventi di cui ai P.G.R.A.,
assegnati alle autorita' di bacino distrettuali;
Considerato che, relativamente alle risorse assegnate alla Linea di
azione 1.1.1 «Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e
di erosione costiera» per interventi di mitigazione del rischio
idrogeologico, con atti integrativi agli accordi di programma gia'
sottoscritti sono stati programmati interventi ed erogate
complessivamente risorse pari ad euro 226.397.800,64;
Considerato che, relativamente alle medesime risorse assegnate alla
Linea di azione 1.1.1 «Interventi per la riduzione del rischio
idrogeologico e di erosione costiera» per interventi di mitigazione
del rischio idrogeologico, residua l'importo complessivo di euro
46.434.966,92, afferente alle Regioni Basilicata, Molise, Valle
d'Aosta ed alla Provincia autonoma di Trento, e che queste ultime, a
valere su tale importo residuo, hanno definito elenchi di interventi
validandoli nella specifica sezione della piattaforma ReNDiS-web
(Repertorio nazionale degli interventi per la difesa suolo), cosi'
come previsto dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 28 maggio 2015;
Vista la delibera CIPE n. 99 del 22 dicembre 2017 di approvazione
del primo Addendum al Piano operativo «Ambiente» FSC 2014-2020 che
assegna una dotazione finanziaria integrativa alla Linea di azione
1.1.1 «Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di
erosione costiera», dell'importo complessivo pari ad euro
94.526.557,50;
Vista la delibera CIPE n. 11 del 28 febbraio 2018 di approvazione
del secondo Addendum al Piano operativo «Ambiente» FSC 2014-2020;
Vista la delibera CIPE n. 31 del 21 marzo 2018 «Presa d'atto degli
esiti della Cabina di regia del 16 marzo 2018 relativi ai piani
operativi e interventi approvati con le delibere CIPE numeri 10, 11,
14, 15 e 18 del 28 febbraio 2018;
Considerato che con la predetta delibera CIPE n. 31 del 21 marzo
2018 resta individuata, nell'ambito del secondo Addendum al Piano
operativo «Ambiente» FSC 2014-2020, la dotazione finanziaria
integrativa alla Linea di azione 1.1.1 «Interventi per la riduzione
del rischio idrogeologico e di erosione costiera», il cui importo
complessivo e' pari ad euro 226.972.712,47;
Considerato che, in base a quanto fin qui rappresentato, alla Linea
di azione 1.1.1 «Interventi per la riduzione del rischio
idrogeologico e di erosione costiera» sono state assegnate
complessivamente risorse pari ad euro 608.332.096,80;
Considerato che con note ministeriali del 29 novembre 2018 e del 7
maggio 2019 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare ha comunicato l'avvio della fase istruttoria sugli
interventi relativi alla Linea di azione 1.1.1 «Interventi per la
riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera», di cui
al primo e secondo Addendum al Piano operativo «Ambiente», ai sensi
del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28
maggio 2015;
Considerato che nel corso dell'istruttoria sull'intervento in
Comune di Palermo, di importo pari ad euro 6.018.689,51 e
contraddistinto con codice ReNDiS 19IR021/G3, e' emersa la necessita'
di acquisire integrazioni documentali, giuste note dell'Autorita' di
bacino del distretto idrografico della Sicilia protocollo n. 4492 del
1° agosto 2019 e del Commissario di Governo contro il dissesto
idrogeologico nella Regione Siciliana protocollo n. 5866/UC del 27
agosto 2019 e protocollo n. 6796 del 2 ottobre 2019, e che, pertanto,
non ricorrono le condizioni per l'ammissibilita' a finanziamento con
il presente provvedimento, come comunicato alla Regione Siciliana con
nota ministeriale protocollo n. 22648 del 6 novembre 2019;
Considerati gli esiti positivi dell'istruttoria svolta dal
sulle altre richieste di finanziamento validate dalle Regioni sulle
specifiche sezioni della piattaforma ReNDiS-web relative al Piano
operativo «Ambiente» e corredate dal previsto parere delle Autorita'
di bacino distrettuali competenti per territorio;
Considerato che in esito all'istruttoria predetta restano
individuati duecentotrentasei interventi di difesa del suolo che
comportano un fabbisogno finanziario pari ad euro 361.896.975,37, a
valere sulle risorse del Piano operativo «Ambiente» FSC 2014-2020;
Considerato che con note ministeriali del 6 novembre 2019 sono
stati comunicati alle regioni e alle province autonome gli elenchi
degli interventi per i quali e' stata conclusa la fase istruttoria;
Vista la circolare n. 1 del Ministro per la coesione territoriale e
il Mezzogiorno del 26 maggio 2017, recante disposizioni circa gli
adempimenti di attuazione della citata delibera CIPE n. 25/2016, in
particolare, relative alla governance, alle modifiche, alla
riprogrammazione e revoca delle risorse e alle disposizioni
Vista la delibera CIPE n. 26 del 28 febbraio 2018 che ha ridefinito
il quadro finanziario e programmatorio complessivo del Fondo per lo
sviluppo e la coesione 2014-2020;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20
febbraio 2019 recante «Approvazione del Piano nazionale per la
mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela
della risorsa ambientale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale -
Serie generale n. 88 del 13 aprile 2019;
Vista, in particolare, l'Azione 5 dell'allegato A concernente
l'ambito d'intervento 2 «Misure di prevenzione» del predetto decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 20 febbraio 2019 che
prevede che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare provvede ad elaborare il Piano operativo sul dissesto
idrogeologico per l'anno 2019, a valere anche sulle risorse
deliberate dal CIPE, proponendo eventualmente la modifica e
rimodulazione di precedenti diposizioni e deliberazioni del medesimo
Considerato che il decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 20 febbraio 2019 dispone che il Piano operativo sul dissesto
idrogeologico per l'anno 2019 sia adottato con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'ambiente e
Ritenuto che alla definizione di un Piano operativo sul dissesto
idrogeologico per il 2019 concorrono gli interventi non ancora
finanziati individuati nell'ambito del Piano operativo «Ambiente» FSC
Vista la delibera CIPE n. 64 del 1° agosto 2019 «Fondo sviluppo e
coesione 2014-2020. Interventi per la mitigazione del rischio
idrogeologico e per il ripristino e la tutela della risorsa
ambientale. Misure per l'accelerazione degli interventi. Modifica
delibera CIPE n. 25 del 2016», la quale prevede, tra l'altro, che per
gli interventi previsti nel Piano nazionale per la mitigazione del
rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa
ambientale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 20 febbraio 2019, i trasferimenti vengono effettuati senza
la stipula di apposito accordo di programma;
Ritenuto che, pertanto, non si procedera' alla stipula di accordi
di programma;
luglio 2016, recante: «Modalita' di funzionamento del Fondo per la
progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico» in
attuazione del citato art. 55 della legge n. 221/2015;
Considerato che tra gli interventi per i quali e' stata svolta
positivamente l'istruttoria sono ricompresi alcuni interventi la cui
progettazione e' stata finanziata a valere sul predetto Fondo;
Visto, in particolare, che il predetto decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 14 luglio 2016 prevede che al momento del
finanziamento dell'esecuzione dell'intervento, la cui progettazione
e' stata sostenuta dal Fondo per la progettazione, le somme gia'
assegnate sono recuperate e versate ad apposito capitolo dell'entrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnate al medesimo Fondo;
Preso atto che con le medesime citate note ministeriali del 6
novembre 2019 e' stata avviata la procedura per il recupero delle
predette somme trasferite attinenti al Fondo per la progettazione
degli interventi contro il dissesto idrogeologico;
Ritenuto, pertanto, di dover adottare il richiamato Piano operativo
sul dissesto idrogeologico per il 2019, a valere sulle risorse di cui
alle richiamate delibere CIPE attinenti al Piano operativo «Ambiente»
FSC 2014-2020;
1. Ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
20 febbraio 2019, e al fine di dare attuazione al Piano operativo
«Ambiente» FSC 2014-2020 - Linea di azione 1.1.1 «Interventi per la
riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera» di cui
alle delibere CIPE n. 55/2016, n. 99/2017, n. 11/2018 e n. 31/2018,
e' adottato il Piano operativo sul dissesto idrogeologico per il 2019
definito dagli interventi di difesa del suolo, con le relative
risorse, di cui agli allegati A) e B) del presente decreto.
2. Il valore del Piano operativo sul dissesto idrogeologico per il
2019, di cui al comma 1, ammonta complessivamente ad euro
361.896.975,37.
1. All'attuazione degli interventi provvedono i presidenti delle
regioni - commissari straordinari per gli interventi di mitigazione
del rischio idrogeologico ex art. 10, comma 1, del decreto-legge 24
giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
agosto 2014, n. 116, ed i presidenti delle Province autonome di
Trento e Bolzano, in qualita' di soggetti beneficiari. I soggetti
beneficiari sono individuati quali responsabili della gestione, della
realizzazione e del monitoraggio degli interventi di cui al presente
2. Per l'attuazione degli interventi finanziati a valere sulle
risorse del Piano operativo «Ambiente» FSC 2014-2020, si fara'
riferimento a quanto definito dalle delibere CIPE sopra citate e dal
Sistema di gestione e controllo (Si.Ge.Co.) del medesimo Piano
1. La copertura finanziaria del Piano, il cui valore e' determinato
complessivamente in euro 361.896.975,37, e' posta a carico delle
risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014- 2020 stanziate
a favore del Piano operativo «Ambiente» e dei relativi Addendum.
2. Le modalita' e le procedure per il trasferimento delle risorse
del Piano operativo «Ambiente» FSC 2014-2020 sono disciplinate da
quanto al riguardo riportato nella delibera CIPE n. 64/2019, nelle
ulteriori delibere CIPE citate in premessa, nella circolare n. 1/2017
del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, nonche'
nel Si.Ge.Co. del Piano operativo «Ambiente».
3. La corresponsione delle quote di anticipazione avverra',
avvenuta la registrazione del presente provvedimento da parte degli
organi di controllo, a seguito dell'inserimento nel Sistema nazionale
di monitoraggio (SNM) del MEF-IGRUE dei dati relativi agli interventi
di cui al presente provvedimento, attraverso l'utilizzo di sistema
informativo locale implementato dal Ministero dell'ambiente e della
4. Per gli interventi la cui progettazione e' stata sostenuta a
valere sul Fondo per la progettazione istituito con legge n.
221/2015, al momento del trasferimento delle risorse relative ad
interventi di cui al presente provvedimento, le somme gia' anticipate
ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14
luglio 2016, dovranno essere riversate, entro trenta giorni dalla
comunicazione dell'avvenuto trasferimento della prima quota di
anticipazione, ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello
Stato per essere riassegnate al medesimo Fondo.
5. Per gli interventi di cui al comma 4, la mancata restituzione
delle risorse anticipate con il Fondo per la progettazione degli
interventi contro il dissesto idrogeologico comportera'
l'impossibilita' di erogare le quote successive sugli interventi
finanziati a valere sul presente provvedimento, fino al momento del
recupero delle somme, come disciplinate dal precedente comma.
mare provvede con proprio decreto ad individuare gli interventi cui
assegnare la dotazione finanziaria residua del Piano operativo
«Ambiente» FSC 2014-2020 e dei relativi Addendum, coerentemente con
l'attribuzione delle risorse a livello regionale disposta dalle
delibere CIPE sopra citate.
1. Allo scopo di assicurare una visione unitaria delle risorse per
gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e garantire
un tempestivo ed efficace monitoraggio sullo stato di attuazione
degli interventi, i dati di attuazione finanziario, fisico e
procedurale dovranno essere trasmessi alla Banca dati unitaria (BDU)
istituita presso il Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, attraverso il
colloquio telematico tra il Sistema di monitoraggio nazionale ed il
sistema informativo locale implementato dal Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare. Le informazioni acquisite dal
Sistema nazionale di monitoraggio sono rese disponibili al sistema
ReNDiS-web attraverso un adeguato protocollo di colloquio telematico.
2. In attesa dell'avvio di apposito protocollo di colloquio
telematico tra sistemi di cui al comma 1, gli interventi sono
monitorati, oltre che attraverso il Sistema nazionale di monitoraggio
(SNM), anche tramite l'inserimento, a cura dei soggetti beneficiari,
di tutti i dati nella piattaforma telematica ReNDiS-web. Nel sistema
ReNDiS-web dovranno, comunque, essere inseriti, a cura dei medesimi
soggetti beneficiari, i dati di carattere tecnico, ambientale e
3. E' fatto obbligo, ai soggetti beneficiari, di aggiornare con
cadenza bimestrale, attraverso l'inserimento dei dati di monitoraggio
nel Sistema informativo locale implementato dal Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, lo stato di
avanzamento procedurale, fisico e finanziario degli interventi. I
medesimi soggetti beneficiari devono garantire, anche attraverso la
trasmissione di relazioni semestrali sullo stato di avanzamento degli
interventi, che il Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare riceva tutte le informazioni necessarie alla
elaborazione della relazione annuale di attuazione di cui al punto 2,
lettera b), della delibera CIPE n. 25/2016 ed al punto A.1 della
circolare n. 1/2017 del Ministro per la coesione territoriale e il
Modifiche, riprogrammazioni, revoche degli interventi
e recupero delle somme
1. Eventuali modifiche, riprogrammazioni, revoche degli interventi,
recupero delle somme, inclusa la riprogrammazione delle economie
derivanti dall'attuazione degli interventi finanziati, sono
disciplinate da quanto al riguardo riportato nelle delibere CIPE
richiamate in premessa, nella circolare n. 1/2017 del Ministro per la
coesione territoriale e il Mezzogiorno, nonche' nel Si.Ge.Co. del
Piano operativo «Ambiente» FSC 2014-20120.
Piano nazionale Dissesto idrogeologico