Source: https://issuu.com/apce.it/docs/apcenotizie_n35
Timestamp: 2018-03-20 06:55:30+00:00
Document Index: 79665363

Matched Legal Cases: ['art: 1', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 62', 'art. 69', 'art. 88', 'art. 161', 'art. 167', 'art. 172', 'art. 180', 'art. 221', 'art. 266', 'art. 287', 'art. 298', 'art. 304', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 18', 'art. 41', 'art. 26']

APCE Notizie - 35 - dicembre 2008 by Fabio Brugnetti - issuu
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n. 35 - dicembre 2008
Normazione Tecnica pg.
Commissione Corrosione UNI
Effetti della Corrente Alternata sulle Strutture in Protezione Catodica
Proroga dei Termini pg. Decreto Legge TUSL 81/08
pubblicitĂ tecnosystem A4-def dicembre 30-09-2008 12:27 APCE N_34_dicembre_2008DEF:APCE 02/02/09 14:16 Pagina Pagina 21
L'EVOLUZIONE CONTINUA:
per il monitoraggio remoto dei sistemi di
protezione catodica, la linea
si amplia con i nuovi servizi:
il servizio di monitoraggio remoto della pressione nella rete di distribuzione e dei gruppi di riduzione finale il servizio di telelettura dei contatori industriali, per la rilevazione multioraria del consumo utente
il servizio di telecontrollo per il monitoraggio del livello di liquidi e fluidi
in linea con la delibera ARG/gas 120/08
Via Vigentina, 2 - S. Genesio ed Uniti (PV) - Tel. 0039 - 0382.580289 Fax 0039 - 0382.580622 e-mail: info@tecnosystemgroup.com web site: www.tecnosystemgroup.com
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nÂ° 35 - dicembre 2008
ediToriale Il fattore Sicurezza
linee gUida Normazione Tecnica: La Commissione Corrosione dellâ&#x20AC;&#x2122;UNI - di Davide Gentile
ProgeTTo Effetto della corrente alternata sulle strutture metalliche interrate in protezione catodica
oPen SPace Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 Nuove proroghe del Testo Unico sulla sicurezza
caSe HiSTorY TECNOSYSTEM S.r.l.
calendario - Corsi APCE
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In ricordo di un amico Pietro Pedeferri ci ha lasciati il 3 dicembre del 2008, tre settimane prima di compiere i settant’anni, dopo breve e inesorabile malattia. Ricordare Pietro vuol dire parlare del docente universitario, dello scienziato e anche dell’artista, attività che si sono sempre sovrapposte e intrecciate tra loro. Nato nel 1938 a Delebio in provincia di Sondrio, si laureò in ingegneria chimica nel 1963 al Politecnico di Milano, dove svolse la carriera universitaria: prima assistente, poi nel 1968 libero docente in Elettrochimica e dal 1983 professore ordinario di «Corrosione e protezione dei materiali». Va ricordato che proprio nel 68 ebbe l’incarico di tenere il primo corso in Italia di corrosione e protezione dei materiali metallici. Come scienziato si è occupato di svariati temi di ricerca ed è stato promotore e pioniere in molti di essi: non possiamo non ricordare prima di tutto l’ossidazione per via elettrochimica del titanio, di cui ha scoperto le proprietà fotocatalitiche dell’ossido, permettendogli di esprimersi come artista, alla ricerca delle proprietà cromatiche in un incantevole gioco di riflessi, luci e interferenze cromatiche, come testimoniano i tanti quadri che ci ha lasciato, alcuni dei quali sono esposti nell' aula magna e nell' atrio centrale del Politecnico di Milano. Come artista, Pietro per più di quarant' anni pitturò su titanio e nel 1989 a Parigi ricevette il premio «Science pour l' art» ed espose a Milano alla fondazione «Corrente». Come scienziato e ricercatore è stato artefice soprattutto nella corrosione localizzata degli acciai inossidabili, la protezione catodica, la bio-corrosione, ovvero il comportamento dei materiali metallici usati nelle protesi nel corpo umano, la corrosione delle armature delle strutture in calcestruzzo armato: in questo ambito nel 1991 ideò un nuovo metodo di «prevenzione catodica», oggi recepito nella normativa internazionale, e propose l’uso di particolari diagrammi potenziale-cloruri che a tutto diritto dovranno essere chiamati diagrammi di Pedeferri. Per i meriti scientifici è stato dal 2003 socio corrispondente e poi membro effettivo dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. La sua attività scientifica è testimoniata da oltre 350 pubblicazioni, di cui 25 libri nel campo della corrosione e della protezione dei materiali metallici e della pittura elettrochimica del titanio. Pietro ha dato importanti contributi scientifici alla corrosione, sia per gli aspetti teorici (corrosion science), sia nell’ingegneria della corrosione (corrosion engineering) soprattutto pubblicando dei manuali molto apprezzati, usati sia nelle università sia nell’industria. È stato deciso promotore di pubblicazioni e di libri tecnici, e soprattutto nei libri ha sempre avuto molta attenzione ai risvolti applicativi, con gli occhi dell’esperto, secondo una felice definizione di Werner Heisemberg: “Un esperto è uno che conosce alcuni dei peggiori casi che può compiere nel suo campo e sa come evitarli”. I suoi ultimi contributi sono stati i due volumi sulla corrosione e protezione, editi da Polipress, Milano, che sono il risultato, potremmo dire un ricco distillato, di una più che quarantennale attività nel campo, documentata dalle dispense prima e poi dalle edizioni del suo apprezzato manuale. L’ultima versione è stata piacevolmente arricchita da sapienti letture che testimoniamo la passione e l’amore che ha dedicato alla sua attività di vero e riflessivo esperto. Gli altri manuali che è doveroso citare sono almeno due: quelli sulla protezione catodica, dalla prima edizione circa trent’anni fa, alle recenti edizioni italiana e inglese edite da Polipress nel 2006; l’altro sulla corrosione delle armature nel calcestruzzo armato che è stato pubblicato anche in inglese nel 2004 da Wiley-VCH. Chi ha conosciuto Pietro come docente e come scienziato è rimasto colpito dalle sue eccezionali qualità umane: brillante docente e conferenziere ha lasciato un indelebile ricordo nei suoi numerosi allievi ai quali ha trasmesso il rigore e la serietà dell’esperto, la dedizione agli studenti, la giovialità nei rapporti, improntati alla cordialità e alla collaborazione sempre contraddistinta dal rigore scientifico. Con Pietro spesso si scherzava, perché gli piaceva e voleva vedere il lato scherzoso delle vicende umane, ma con la scienza non c’erano compromessi o indulgenze: con la scienza e il rigore scientifico Pietro non ha mai scherzato. Questo è l’insegnamento che ci lascia e anche per questo sentiremo la sua mancanza.
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cicPnd cenTro iTaliano di cerTiFicaZione Per le ProVe non diSTrUTTiVe e Per i ProceSSi indUSTriali
PRS N° 012 C SGQ N° 064 A Membro deli Accordi di Mutuo Riconoscimento EA e IAF Signatory of EA and IAF Recognition Agreement
CERTIFICAZIONE CICPND AL LIVELLO 3 IN PROTEZIONE CATODICA
SESSIONE D'ESAME n° 6 - Anno 2009
Il CICPND - Centro Italiano di Certificazione per le Prove Non Distruttive e per i Processi Industriali ha stabilito di tenere presso la propria Sede di Legnano la sesta Sessione d'Esame per la Certificazione CICPND al livello 3 in Protezione Catodica nel seguente settore di applicazione:
Le prove, che saranno solo scritte, in conformità alla normativa UNI EN 15257 e al Regolamento CICPND n° 83 sulla Qualificazione e Certificazione del Personale addetto alla Protezione Catodica, avranno luogo nel mese di Aprile 2009 (il Calendario della Sessione sarà trasmesso al candidato in tempo utile). La domanda per l'ammissione agli esami dovrà essere richiesta al CICPND e inoltrata alla Segreteria entro e non oltre il 20 Marzo 2009.
La Segreteria del CICPND è a disposizione per qualsiasi informazione, anche inerente alla sistemazione alberghiera Tel.: 0331-545600 - Fax: 0331-543030 E-mail: info@cicpnd.it
ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE L’ENERGIA E L’AMBIENTE
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ELECTROCOR 2009 TERZA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA SIMULAZIONE DEI PROCESSI ELETTROCHIMICI 24-26 GIUGNO 2009 BOLOGNA ELECTROCOR, la manifestazione organizzata da WIT, Wessex Institute of Technology Ashurst Lodge UK, è giunta alla terza edizione, dopo la prima che si è tenuta a Cadice in Spagna nel 2005 e la seconda che ha avuto luogo a Myrtle Beach negli Stati Uniti d’America nel 2007, si terrà a in Italia a Bologna la terza edizione della manifestazione con lo scopo di presentare e discutere lo stato di avanzamento della tecnica di simulazione al computer di processi di corrosione elettrochimica, impianti elettrici ed di campi elettromagnetici ad essi associati. Electrocor fin dalla sua nascita ha avuto il merito di aver creato un gruppo di ricercatori provenienti da una varietà di settori che hanno un interesse comune nella modellazione dei processi elettrochimici. Nella moderna industria, i processi elettrochimici si applicano ad una vasta gamma di prodotti, dalle finiture ai trattamenti di superfici per la protezione contro la corrosione. Questa edizione della manifestazione è focalizzata sullo studio della modellazione al computer di questi processi industriali. L’ingegneria dei processi elettrochimici usa i sistemi contro la corrosione per proteggere le strutture, la protezione catodica è ampiamente utilizzata nella Marittima, nella Difesa, Oil & Gas per il controllo delle industrie di corrosione. I campi elettrici e Magnetici associati ai processi elettrochimici sono di attuale interesse per gli operatori del trasporto su rotaia, per i proprietari di sistemi di trasmissione elettrica e per tutti coloro che si trovano nel loro campo di influenza.
TEMI TRATTATI Sistemi di protezione catodica, metodologie di modellazione, elettroforesi e elettroformatura, modellazione per corrosione sotto sforzo, la fatica e la corrosione craking, la rilevazione e il monitoraggio di corrosione, protezione e controllo della corrosione, pipeline corrosione sono solo alcuni dei temi che saranno affrontati nella manifestazione che si terrà presso il Royal Hotel Carlton di Bologna. La lingua della conferenza sarà l’inglese. Per iscrizioni ed informazioni contattare la Segreteria della manifestazione: Irene Moreno Millan ELETTROCOR 2009 Wessex Institute of Tecnology Ashurst Lodge, Ashurst Southampton, SO40 7AA Tel: 44 (0) 238 0293223 Fax: 44 (0) 238 0292853 e-mail: imoreno@wessex.ac.uk È possibile compilare on-line il modulo previsto per la registrazione sul sito: www.wessex.ac.uk/09-conferences/electrocor-2009
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di gino magnoni
ari Soci, cari lettori, siamo ormai abituati a considerare la sicurezza non più come un valore assoluto, ma in funzione di percentuali di rischio, di probabilità che un evento accada. Nel settore del gas pero’ queste considerazioni non dovrebbero trovare collocazione, non dovrebbero valere, la sicurezza dovrebbe rimanere un valore assoluto, l’evento cioe’ non deve manifestarsi, esso deve essere prevenuto. Nel trasporto e nella distribuzione del gas con condotte metalliche interrate la prevenzione ha un nome: protezione catodica. In questo campo non tutto è ancora chiaro, le cose si stanno se possibile complicando, basti riflettere su che cosa possa contenere il sottosuolo di una strada di città in ordine alla quantità e tipologia di servizi interrati. L’AEEG ci informa che in Italia ci sono ancora parti considerevoli di reti di distribuzione non protette catodicamente, sta pensando di applicare penali per stimolare le società ad intervenire per colmare la lacuna. Non sappiamo quando tutto ciò potrà essere ricondotto ad un reale controllo, sappiamo che sarà necessario spendere molto ma siamo anche convinti che si debba fare e fare presto, onde evitare possibili situazioni di pericolo, possibili rischi. Un considerevole aiuto alla soluzione dei problemi legati alla protezione catodica verra’ dal mondo scientifico, dalla ricerca, il Politecnico di Milano ad esempio, grazie al contributo di SNAM RETE GAS, ITALGAS, RFI, SIRTI ed APCE, ha condotto uno studio sui danni da corrosione che la corrente alternata può produrre su una tubazione interrata protetta catodicamente. Con la fine del 2008 si è conclusa la fase teorica, nei prossimi mesi sarà attuata la fase sperimentale. Lo studio, che ritengo sia fondamentale per gli sviluppi che avrà nel futuro, è riportato in un articolo all’interno di questo numero di APCE Notizie. Naturalmente invito tutti a leggerlo e a seguire le evoluzioni dell’argomento nei prossimi mesi, anche perché dato il contributo del mondo scientifico spetterà poi al mondo dell’industria applicarne i risultati alla pratica dell’attività quotidiana attraverso l’esperienza e la cultura dei propri uomini. Ed è anche per questo che viene inserito nel presente numero di APCE notizie di dicembre il calendario dei corsi 2009, affinché sia di aiuto alla vostra pianificazione della formazione profezzionale per il prossimo anno. Buon anno a tutti
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Normazione Tecnica: La Commissione Corrosione dell’UNI GL 3 Protezione catodica di strutture metalliche interrate ed immerse
I A cura di Davide Gentile
n Italia il ruolo della normazione tecnica nell’attività della protezione catodica di strutture metalliche nei diversi ambienti di posa è stato tracciato nel 1990, quando su richiesta dell’APCE, l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) costituì una specifica Commissione U68 “Protezione catodica” con il compito di avviare studi normativi in ambito nazionale e di seguire gli aspetti della protezione catodica in modo coordinato con il Comitato Europeo di Normazione (CEN) e con l’Organizzazione Internazionale di Normazione (ISO), che sono i massimi organismi di normazione tecnica a livello internazionale. Con la costituzione di tale Commissione, l’APCE partecipò attivamente ai lavori mettendo a disposizione le proprie raccomandazioni tecniche per la stesura delle prime due norme, la UNI 9782:1990 e la UNI 9783:1990, trasferendo le risorse in tale ambito e accelerando l’impostazione e la conclusione di numerose nuove norme sulla protezione catodica delle strutture metalliche. La prima norma costituiva un punto di riferimento per chi doveva progettare e realizzare la protezione catodica di strutture metalliche interrate, poiché forniva una visione completa, oltre che dei presupposti, anche dei diversi aspetti legati alla progettazione, ai tipi di rivestimenti e i metodi per verificarne l’efficienza, ai parametri necessari per individuare le caratteristiche del sistema di protezione ed ai requisiti degli impianti e alla loro corretta installazione. La seconda norma forniva indicazioni in un campo molto importante nel nostro paese quale quello delle interferenze elettriche, vale a dire della variazione dello stato elettrico di una struttura in conseguenza dell’alterazione del campo elettrico nell’ambiente causata dalla presenza di un’altra struttura o dalle correnti continue da essa disperse ed indicava i limiti di ammissibilità delle interferenze ed i provvedimenti da adottare per ridurle e controllarle quando si rilevano su strutture in opera. Oggi la Commissione denominata Protezione dei materiali metallici contro la corrosione è composta da quattro Gruppi di Lavoro dipendenti direttamente da essa e organizzati per trattare i differenti aspetti del settore (vedere articolo pubblicato nel n. 34 di settembre 2008). Uno di questi gruppi di
CEN/TC 219 Cathodic Protection WG 1 Cathodic protection of buried and immersed metallic structures WG 2 Cathodic protection of steel in concrete WG 3 Cathodic protection of steel structures in sea water WG 4 Internal cathodic protection of metallic structures WG 5 Qualification and certification of cathodic protection personnel
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lavoro è il GL 3, designato Protezione catodica di strutture metalliche interrate ed immerse, che segue i lavori normativi del CEN/TC 219 “Cathodic Protection” (prospetto 1), partecipando ed esaminando i vari progetti proposti dai suoi gruppi. A livello internazionale, il GL 3 segue i lavori normativi dell’ISO TC156/WG10 Cathodic protection of buried and immersed metallic structures e dell’ISO TC 67/SC2/WG11 Pipeline cathodic protection.
Le prime applicazioni della protezione catodica a corrente impressa su strutture metalliche interrate furono realizzate agli inizi del 1900
Le attività di normazione La stesura di norme sulla protezione catodica è complessa poiché riguarda una molteplicità di strutture assai differenti per finalità ed esigenze e inoltre deve tener presente fattori esterni che alterano lo stato elettrico della struttura protetta quali gli impianti generatori di sorgenti disperse. La protezione catodica è una tecnica elettrochimica di prevenzione della corrosione dei materiali metallici immersi in ambienti aventi un’apprezzabile conducibilità, quali i terreni e le acque. Si attua facendo circolare una corrente continua fra un elettrodo (anodo) e la superficie della struttura da proteggere (catodo) immersi nello stesso ambiente. Questa corrente rende catodica la superficie metallica e riduce la velocità di corrosione fino al suo arresto. Per un’elencazione appropriata delle strutture metalliche alle quali si applica la protezione catodica, sono state raggruppate, secondo i settori dei cinque gruppi di lavoro del CEN/TC219.
1. Strutture metalliche interrate e immerse Questo settore comprende: condotte interrare, parti di tubazioni in terraferma posate sotto fiumi, laghi o brevi tratti di mare, serbatoi interrati, fondi (lato esterno) di serbatoi fuori terra, colonne di rivestimento di pozzi, cavi con guaina metallica per la teletrasmissione e per il trasporto di energia elettrica. La tecnica della protezione dai fenomeni di corrosione delle strutture metalliche interrate e della relativa protezione catodica è stata affrontata da vari studiosi, ma le prime applicazioni della protezione catodica a corrente impressa su strutture metalliche interrate furono realizzate agli inizi del 1900. Si può ritenere che la protezione catodica delle strutture metalliche interrate abbia assunto, in Italia, una precisa connotazione
Norme pubblicate nel settore Protezione catodica di strutture metalliche interrate ed immerse Protezione catodica di strutture metalliche interrate. Posti di misura
Protezione catodica di strutture metalliche interrate. Custodie per dispositivi e posti di misura
UNI 10265
Protezione catodica di strutture metalliche interrate. Segni grafici
UNI 10428
Protezione catodica di strutture metalliche interrate. Impianti di drenaggio unidirezionali
Protezione catodica di condutture metalliche interrate. Localizzazione del tracciato, di falle nel rivestimento e di contatto con strutture estranee
UNI-CEI 8
Dispositivi di protezione catodica Alimentatore di protezione catodica
UNI 10611 (sperimentale) UNI 10835
Rivestimenti isolanti di strutture metalliche interrate da associare alla protezione catodica - Criteri di progettazione e controllo
Protezione catodica di condotte metalliche interrate. Anodi e dispersori per impianti a corrente impressa. Criteri di progettazione e installazione
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UNI 10950
Protezione catodica di condotte metalliche interrate. Telecontrollo dei sistemi di protezione catodica
Criteri generali per l’attuazione, le verifiche e i controlli ad integrazione di UNI EN 12954 anche in presenza di correnti disperse
UNI EN 12954
Protezione catodica di strutture metalliche interrate o immerse. Principi generali e applicazione per condotte
Tecniche di misura nella protezione catodica
UNI EN 13636
Protezione catodica di serbatoi metallici interrati e delle relative tubazioni
UNI EN 14505
Protezione catodica di strutture complesse
UNI CEN/TS 15280
Valutazione della probabilità di corrosione da corrente alternata di tubazioni interrate. Applicazione a tubazioni protette catodicamente
UNI EN 15112
Protezione catodica esterna di colonne di rivestimento di pozzi
Protezione dalle corrosioni dovute a correnti vaganti da impianti eserciti a corrente continua
Progetti di norma CEN/TC 219/WG 1 - External cathodic protection of storage tank bottoms
Uno dei fattori che ha contribuito a rendere frammentaria e disomogenea l’adozione della protezione catodica, è stata l’assenza di disposizioni legislative e normative in materia.
intorno al 1950, quando tale tecnica ha cominciato a essere applicata nelle aziende di maggior dimensione ed in funzione della sensibilità al problema. Uno dei fattori che ha contribuito a rendere frammentaria e disomogenea l’adozione della protezione catodica, è stata l’assenza di disposizioni legislative e normative in materia. Il gruppo di lavoro, sempre molto attivo, ha elaborato un consistente numero di norme nazionali e nello stesso tempo ha partecipato ed esaminato i progetti di competenza proposti dal CEN/TC 219. Negli ultimi anni la partecipazione ai lavori per l’attività normativa europea ha subito un calo di interesse sebbene, con periodicità quinquennale, la validità del parco normativo sia sottoposta ad aggior-
Quadro Normativo Cogente e Volontario
namenti in relazione all’evoluzione dello stato dell’arte. Le norme pubblicate e i progetti di norma in elaborazione sono indicate nel prospetto 2.
2. Le strutture metalliche nel calcestruzzo Questo settore comprende: strutture di calcestruzzo armato e precompresso in terraferma, esposte all’aria (ponti, muri, piloni, fabbricati ecc.), strutture interrate di calcestruzzo armato e precompresso (condotte, gallerie, fondazioni ecc.), strutture di calcestruzzo armato e precompresso immerse in acqua dolce (condotte, fondazioni, piscine, cisterne per acqua), strutture di calcestruzzo armato e precompresso immerse in acqua di mare
ATTRIBUTI di una norma
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dei cloruri nel calcestruzzo armato - Part: 1 Ri-alcalizzazione.
3. Le strutture metalliche in acqua di mare Questo settore comprend: natanti (carene e cisterne di zavorra), strutture fisse in alto mare (piattaforme, piattaforme incamiciature, piattaforme con gambe in tensione ecc.), strutture galleggianti, strutture sottomarine (teste di pozzo, collettori, tubature), condotte sul litorale e in mare aperto, colonne montanti, boe. Lo sviluppo dei sistemi di trasporto di idrocarburi via mare ha aumentato notevolmente l’interesse nei confronti delle tecniche anticorrosive applicabili a tali sistemi e in questo contesto è avvenuto che una tecnica applicata inizialmente nel settore navale, come quella della protezione catodica, si trasferisse in altri campi come, ad esempio, quello petrolifero e petrolchimico. I primi tentativi di protezione catodica risalgono al 1824, anno in cui Sir Humphry Davy iniziò a proteggere con anodi di zinco le corazzature in rame delle navi da guerra inglesi. Da allora tale tecnica ha avuto una notevole evoluzione sino a essere applicata sistematicamente su navi, boe, sealines, piattaforme petrolifere e su tutto ciò che è a contatto con il mare. Nel mondo si è anche affermata la necessità di fare corrispondere a elevate esigenze progettuali un adeguato livello di affidabilità e durabilità delle opere in termini di sicurezza degli operatori e di difesa dell’ambiente contro i rilasci accidentali dei prodotti trasportati, conseguenti a rotture. Per la normazione della protezione catodica in acqua di mare, il gruppo di lavoro europeo costituito nel 1990 assegnò all’Italia il suo coordinamento. Il gruppo di lavoro nazionale ha essenzialmente esaminato i progetti di
Nel mondo si è anche affermata la necessità di fare corrispondere a elevate esigenze progettuali un adeguato livello di affidabilità e durabilità delle opere
(installazioni portuali, moli, pontili, piattaforme in alto mare). Il calcestruzzo è utilizzato nelle strutture in cemento armato in quanto, in assenza di cloruri, l’ambiente alcalino prodotto dall’idratazione del cemento porta l’acciaio a contatto con esso in condizioni elettrochimiche in cui i processi di corrosione procedono con una velocità praticamente nulla (0,1 mm/anno) a causa della formazione di una pellicola superficiale ed aderente di ossido che rende passiva la superficie del metallo. Nel tempo le caratteristiche protettive del calcestruzzo possono venir meno a seguito della penetrazione di anidride carbonica o di cloruri e in tal modo, in presenza di ossigeno, si possono instaurare processi corrosivi. Data l’importanza delle opere realizzate in cemento armato, è necessario procedere ad interventi di protezione aggiuntiva ed alla verifica delle condizioni in cui si trova l’acciaio immerso nel calcestruzzo e, in casi particolari, procedere alla sua protezione catodica. Sono disponibili varie norme emesse dall’UNICEMENTO riguardanti le misurazioni di potenziale delle armature (UNI 9735 e UNI 10174), tecniche di protezione aggiuntiva come inibitori, protezione catodica, armature rivestite, impermeabilizzazione del calcestruzzo (UNI 9747), determinazione della profondità di carbonatazione e del profilo di penetrazione degli ioni cloruro nel calcestruzzo (UNI 9944), metodo per la determinazione del grado di protezione del calcestruzzo nei confronti dell’armatura (UNI 10322). Il gruppo di lavoro ha essenzialmente esaminato i progetti di norma di sua competenza e le norme pubblicate sono: - UNI EN 12696 Protezione catodica dell’acciaio nel calcestruzzo - UNI CEN/TS 14038-1 Ri-alcalizzazione elettrochimica e trattamenti di estrazione
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P Prospetto 3
Norme pubblicate nel settore Protezione catodica di strutture in acqua di mare UNI EN 12473 - Principi generali di protezione catodica in acqua di mare UNI EN 12495 - Protezione catodica di strutture fisse offshore di acciaio. UNI EN 12474 - Protezione catodica di condotte sottomarine UNI EN 13173 - Protezione catodica di strutture galleggianti offshore di acciaio UNI EN 13174 - Protezione catodica di installazioni portuali
Progetti di norma CEN/TC 219/WG 3
F Q s c o a c
- Cathodic protection of ship’s external hulls
Alcune attività non hanno la possibilità di essere controllate durante la loro esecuzione e quindi è di primaria importanza la fiducia sulle capacità della persona che esegue le operazioni stesse
- Inspection and testing of galvanic anodes for marine applications
- Cathodic protection of internal surfaces of tanks containing sea water
O b te in u a n ri c
norma di sua competenza. Le norme pubblicate e i progetti di norma in elaborazione sono indicati nel prospetto 3
4. Protezione catodica interna di strutture metalliche Questo settore comprende: recipienti che contengono acqua dolce (serbatoi per acqua, filtri,…), apparati che contengono acqua di mare (scambiatori di calore, filtri, condotte,…), superfici interne in contatto con acqua dolce e con acqua di mare, serbatoi, condensatori, filtri. Il gruppo ha principalmente esaminato il progetto di norma di sua competenza e la norma pubblicata è la UNI EN 12499 Protezione catodica interna di strutture metalliche.
5. Certificazione del personale nel campo della protezione catodica La certificazione del personale che opera nel campo della protezione catodica è finalizzata ad assicurare, con ragionevole livello di confi-
denza, che le persone addette alle suddette attività possiedano, mantengano e migliorino continuamente nel tempo la necessaria competenza, intesa come l’insieme delle conoscenze, esperienze, abilità e doti richieste per l’efficace espletamento dei compiti a esse affidati. Alcune attività non hanno la possibilità di essere controllate durante la loro esecuzione e quindi è di primaria importanza la fiducia sulle capacità della persona che esegue le operazioni stesse. Il gruppo di lavoro ha sostanzialmente esaminato il progetto di norma di sua competenza e la norma pubblicata è la UNI EN 15257 Livelli di competenza e certificazione del personale nel campo della protezione catodica I settori d’applicazione in cui si esplica l’attività del personale di protezione catodica, distinti in base agli ambienti in cui il tipo di struttura è collocato, sono: - Strutture metalliche interrate e immerse - Strutture metalliche in mare - Strutture di calcestruzzo armato - Superfici interne di strutture di serbatoi.
s d c d n fo v L q d c g
c p n c e N v p v Q v c
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Prodotti e Tecnologie per l’Ambiente TRE APPARECCHIATURE “TAG-RFID” PER L'IDENTIFICAZIONE ELETTRONICA Massima sicurezza e lettura senza interferenze Finalmente dei dispositivi moderni, semplici d'uso e con una notevole memoria di registrazione dei dati. Queste apparecchiature, utilizzano il sistema di identificazione elettronica senza contatto TAG-RFID; è sufficiente avvicinare il transponder il quale, attivato da una radiofrequenza, risponde trasmettendo i dati che ha in memoria. Questo TAG può avere formati differenti (tessera, disco plastico, autoadesivo, ecc) e offre, rispetto ad altri sistemi, il vantaggio di non essere soggetto a deterioramenti nei magazzini o all'aperto. Resiste inoltre ad alte e basse temperature, allo sporco e ad agenti chimici aggressivi. Il micro componente elettronico inserito nel un supporto plastico, garantisce un solo ed unico codice di
FT-Pass - Sistema di identificazione e controllo degli accessi. Offre una valida alternativa alle numerose soluzioni quali il codice a barre, banda magnetica, smart card, ecc. E' sufficiente avvicinare la tessera al lettore. Può essere usato anche in rete con più lettori, situati in luoghi diversi. L'aggiornamento dei codici TAG abilitati avviene con un software dedicato mediante l'invio da P.C. del nuovo file all'indirizzo del lettore. Trova applicazione nel controllo degli accessi nei Centri Elaborazione Dati, Laboratori scientifici, zone riservate, Uffici tecnici, ecc. Si possono memorizzare fino a 1024 codici TAG. FT-Reader - E' un lettore portatile autoalimentato che utilizza il sistema di identificazione elettronica senza contatto. I dati inseriti dagli operatori (6 caratteri alfanumerici) vengono scaricati nel P.C. con il software in dotazione; il programma abbinerà al codice TAG le descrizioni precedentemente inserite, quali il tipo di prodotto, il nominativo di una persona, una centralina, ecc. - I dati, salvati sotto forma di file ASCII, sono elaborabili da qualsiasi programma di videoscrittura o foglio elettronico. Questo lettore ha un ampio display LCD retroilluminato che visualizza sia i dati inseriti manualmente che quelli dia presenti come database. Ha una memoria di registrazione di 3000 codici TAG. Le applicazioni sono molteplici: tracciabilità, classificazione campioni di analisi, inventario di magazzino, gestione rifiuti, vigilanze, ecc.,
FT-Reader-RFID
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Effetto della corrente alternata sulle strutture metalliche interrate in protezione catodica Luciano Lazzari, Marco Ormellese, Pietro Pedeferri
e linee elettriche aeree ad alta tensione e le recenti attivazioni delle linee ad alta velocità/alta capacità (AV/AC), elettrificate con un sistema di alimentazione a 25kV 50 Hz con autotrasformatori, all’interno della rete ferroviaria italiana convenzionale, alimentata a 3kV in corrente continua, fanno si che l’ipotesi di sovrapposizione di interferenze continua/alternata sia diventata in Italia un realtà oggettiva da investigare. Da più di 5 anni è in corso presso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “G. Natta” del Politecnico di Milano una ricerca sulla valutazione dell’effetto della corrente alternata sulle strutture metalliche interrate in protezione catodica.
Gli effetti dell’interferenza elettrica sulle strutture interrate sono noti da tempo e regolamentati dalla normativa internazionale. In particolare sono stati ampiamente studiati gli effetti dell’interferenza da corrente continua (CC), provocata sia da impianti di protezione catodica (interferenza stazionaria) sia dai sistemi di trazione elettrica (interferenza non-stazionaria), che può portare a una corrosione molto severa se non sono adottate le corrette misure di prevenzione. L’idea che anche la corrente alternata (CA) possa modificare i processi di corrosione dei metalli è stata presa in considerazione fin dagli inizi del secolo scorso [1], anche se, per molti anni, gli esperti di corrosione non lo hanno considerato un fenomeno importante. Lo studio e le indagini sull’influenza della corrente alternata (CA) hanno avuto un impulso negli ultimi 20 anni per i sempre più frequenti casi di parallelismo fra tubazioni interrate e linee ad alta tensione, che da un lato hanno causato problemi di sicurezza elettrica e dall’altro problemi di corrosione e di gestione degli impianti di protezione catodica. Negli USA, in Canada, come anche in Europa, diverse forature su tubazioni sono state attribuite all’interferenza da corrente alternata [2-6]. La CA può provocare seri danni alle strutture metalliche interferite anche quando si trovano in protezione catodica; sono documentati infatti
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diversi millimetri di diametro, poco profondo e coperto da uno strato di incrostazioni compatte. L’attacco può talvolta assomigliare a una corrosione generalizzata; in realtà le aree attaccate sono formate da numerosi pit, amalgamatisi col tempo. L’aspetto della corrosione può variare, a seconda della durata dell’esposizione all’interferenza, da attacchi puntiformi distribuiti sulla superficie dell’acciaio fino ad attacchi locali larghi e profondi con morfologia liscia e arrotonda (Figura 1).
Figura 1 - Provino corroso posizionato nei pressi di Bologna in area interessata da interferenza da CA casi di corrosione anche quando il potenzialeOFF è inferiore di –0.85 V CSE, condizione in cui la corrosione non dovrebbe aver luogo. Sono noti anche due casi di corrosione da CA in Italia: la corrosione su un provino di superficie 1 cm2, posizionato per un anno lungo la Parma-Reggio Emilia (altri due provini posti a 1 m di distanza non hanno manifestato alcun attacco corrosivo); la corrosione su un coupon posizionato nei pressi di Bologna (Figura 1).
I problemi si sono accentuati anche in concomitanza al ricorso di rivestimenti delle tubazioni altamente isolanti, come l’impiego di polietilene e polipropilene estrusi. La CA infatti si scambia alla superficie dei difetti o delle porosità presenti nel rivestimento, e la densità di corrente locale aumenta considerevolmente. La protezione catodica dovrebbe inibire la corrosione da CA, fino ad annullarla qualora si raggiungessero condizioni di immunità. Persistono tuttavia pareri discordi su questo punto. L’interferenza da CA causa la formazione di prodotti di corrosione che solitamente sono presenti nell’area interessata dal fenomeno, diversamente dalla corrosione indotta da correnti continue, in cui i prodotti di corrosione sono solubili per via del basso pH nella zona di scarica [7]. In Figura 2 è schematizzato il tipico aspetto di un attacco corrosivo riscontrabile sulle tubazioni protette catodicamente in presenza di CA. La corrosione tende a essere di natura localizzata: si osserva un attacco di
Un altro problema non ancora risolto è relativo al monitoraggio della protezione catodica in presenza di campi alternati: non è chiaro se i criteri tradizionali possano essere applicati e in particolare non è stata ancor individuata una procedura per effettuare correttamente la misura del potenziale vero. Alla luce di quanto sopra esposto, in Italia, l’avviamento delle linee ad alta velocità/alta capacità, elettrificate con un sistema di alimentazione a 25kV 50 Hz, all’interno della rete ferroviaria italiana convenzionale, alimentata a 3kV in corrente continua, fa’ si che l’ipotesi di interferenza da corrente continua e alternata sia un realtà oggettiva da investigare. Sulla carta, sono prevedibili fenomeni di interferenza sulle strutture metalliche e in cemento armato che si trovano nelle immediate vicinanze dei binari. In particolare, le strutture metalliche interrate (metanodotti, acquedotti), le armature delle strutture in cemento armato (cavalca-ferrovia, viadotti, opere accessorie) possono essere sede di processi di corrosione, promossi o accelerati dalla CA che si scarica sulle strutture. Il problema è duplice: da un lato i processi corrosivi per interferenza da CA sulle infrastrutture a diretto contatto con i binari o poste nelle immediate vicinanze, dall’altro gli effetti provocati sulle infrastrutture interessate dalla interferenza sia da CA sia da CC, dove vecchie e nuove linee ferroviarie corrono parallele e a distanza ravvicinata. Da più di 5 anni è in corso presso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano una ricerca (responsabile prof. Luciano Lazzari), che si propone i seguenti obiettivi: - individuare i parametri significativi per la valutazione della corrosione indotta da CA
Figura 2 - Caratteristiche specifiche della corrosione da CA 15
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Figura 3 - Interferenza indotta da CA su una tubazione [2] - determinare i valori dei parametri critici per strutture in corrosione libera, in protezione catodica e soggette anche ad interferenza da CC - definire i criteri di protezione catodica in presenza di CA - studiare il comportamento dei materiali attivo-passivi (acciaio al carbonio nel calcestruzzo, acciai inossidabili) - individuare un meccanismo che interpreti la corrosione da CA. A tal fine sono state realizzate delle prove sperimentali di laboratorio, le cui principali conclusioni sono riassunte in questo articolo. È comunque necessaria la validazione dei risultati di laboratorio, mediante prove di campo; a tal fine è in fase di realizzazione un campo prove in collaborazione con RFI sulla Linea ad Alta velocità lungo la tratta Roma-Napoli.
L’interferenza da CA, come quella da corrente continua, può essere stazionaria e non stazionaria [7], a seconda del tipo di segnale. La corrente alternata interferente può essere generata o da un sistema di trazione a CA o da una linea aerea dell’alta tensione, attraverso un meccanismo di induzione o di conduzione. Gli effetti dell’interferenza delle linee elettriche sulla tubazione sono causati dalla differenza di potenziale tra il metallo della condotta e il terreno che la circonda. Ogni volta che una tubazione corre parallelamente e/o incrocia una linea dell’alta tensione, può essere indotta una tensione alternata stazionaria. Le tensioni indotte derivano da campi elettromagnetici capacitivi o induttivi. L’intensità di questa tensione dipende dalla corrente/potenziale della linea dell’alta tensione, dalle dimensioni dei tralicci, dalla distanza tra la tubazione e la linea elettrica, dalla lunghezza del percorso comune, dalla resistività del terreno e del rivestimento della tubazione. Interferenza per conduzione. L’interferenza per conduzione,
dovuta a correnti che circolano nel terreno, è propria dei luoghi in cui le condotte sono adiacenti a strutture (come i tralicci dell’alta tensione, i piloni delle fondamenta e le sottostazioni) che possono disperdere nel terreno elevate correnti durante gli sbalzi di tensione in seguito a guasti. L’interferenza per conduzione avviene quando una struttura interrata scarica corrente alternata, come nel caso di reti di messa a terra e di linee dell’alta tensione con una fase a terra. Induzione magnetica. L’induzione magnetica, o accoppiamento magnetico, opera lungo tutta la parte di tubazione parallela alla linea dell’alta tensione ed è in grado di produrre elevati potenziali sulla condotta anche a grandi distanze dal punto d’accoppiamento. Questo tipo d’induzione avviene quando una linea dell’alta tensione con il neutro a terra è affiancata a una tubazione interrata e ben rivestita. In Figura 3 è schematicamente rappresentato l’accoppiamento induttivo su una tubazione d’acciaio interrata nei pressi di una linea dell’alta tensione. Le tensioni sono indotte nella condotta a causa delle diverse distanze dei cavi di trasporto delle tre fasi rispetto alla tubazione, creando degli sbilanciamenti, poiché i tre contributi non si annullano completamente. Le tensioni risultanti sono quindi una funzione della distanza di ciascun cavo dalla condotta, della tensione e della corrente che questi trasportano e dello sfasamento della corrente.
Valutazione dei rischi di corrosione e monitoraggio della PC Mentre per la CC indotta in strutture interrate c’è un ampio accordo sui criteri da utilizzare per mitigare la corrosione e quindi da molti anni sono disponibili standard internazionali [8], nel caso della cor-
Figura 4 – Velocità di corrosione dei provini in acciaio al carbonio al variare della corrente alternata interferente Européen de Normalisation) uno dei fattori principali da prendere in considerazione, nella valutazione dei rischi di corrosione da CA, è la tensione alternata indotta, che non dovrebbe mai superare 10 V, lungo tutta la tubazione e, in modo particolare, 4 V, nei punti in cui la resistività locale del terreno risulta inferiore a 25 Ω m. In realtá non vi é ancora accordo tra i ricercatori su quale debba essere il valore di tensione alternata da adottare e sul fatto che questo sia un parametro affidabile.
Prove condotte presso il Politecnico di Milano Come detto, da più di 5 anni è in corso presso il Laboratorio di Corrosione del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “G. Natta” del Politecnico di Milano una ricerca tra i cui obiettivi vi è la valutazione dell’effetto della CA sui sistemi in protezione catodica, e in particolare la definizione dei criteri di protezione da adottare in presenza appunto di interferenza da CA. Negli ultimi due anni tale ricerca è inserita in un finanziamento multi-sponsor in cui partecipano Snam Rete Gas, Italgas, APCE, Sirti e RFI. Sistemi in libera corrosione interferiti da CA In Figura 4 si riporta la velocità di corrosione misurata mediante perdita di peso in funzione della corrente alternata interferente applicata. Sono state effettuate prove con provini con giacitura sia verticale che orizzontale; la CA è stata applicata sia in modo stazionario (per simulare l’effetto degli elettrodotti) sia in modo non stazionario (per simulare le condizioni di interferenza indotte dai sistemi di trazione ad alta velocità). È possibile notare che la corrosione aumenta all’aumentare della corrente alternata applicata. Se si considera 100 m/y come soglia di corrosione massima tolle-
rosione da CA esistono ancora opinioni e approcci molto diversi tra loro. La corrosione da CA non è descrivibile in maniera semplice e diretta come quella provocata dalla corrente continua. Il fattore principale che determina la possibilità di corrosione da CA è la densità di corrente alternata. La CA influenza i processi di corrosione in condizioni di densità di corrente dell’ordine delle centinaia di A/m2, valori anche di 3-4 ordini di grandezza più elevati rispetto alla densità di corrente continua in grado di provocare significativi attacchi di corrosione. Secondo quanto riportato in letteratura in alcune proposte di normativa, la corrosione non si verifica per densità di corrente inferiori a 30 A/m2. In caso di strutture protette catodicamente si ritiene che i tradizionali criteri per il monitoraggio possano essere applicati per densità di corrente inferiori a 30 A/m2, mentre gli stessi potrebbero non essere attendibili per densità di corrente tra 30-100 A/m2; la corrosione è invece certa per densità di corrente superiori a 100 A/m2. Nel caso delle tubazioni interrate, la velocità di corrosione da CA è massima per difetti nel rivestimento di 1-3 cm2 e decresce all’aumentare delle densità di corrente di protezione catodica, diminuisce col tempo e per frequenze sotto i 200 Hz aumenta col decrescere della frequenza. Altri criteri proposti si basano sulla massima tensione alternata. La norma NACE RP01772000 [9] indica come valore soglia 15 V, anche se tale valore è stato scelto considerando principalmente i criteri di sicurezza per le persone piuttosto che quelli relativi alla corrosione da CA. Il valore minimo di tensione al di sotto del quale la CA non influenza la corrosione non è ancora stato chiaramente definito. Inoltre è opportuno associare la tensione alternata al valore di resistività del terreno, al fine di poter stimare la densità di corrente alternata interferente. La corrosione può essere indotta anche da valori di potenziale alternato di pochi volt; ne consegue che il mantenimento del potenziale alternato a valori minori di 15 V potrebbe non essere sufficiente per mantenere nei i limiti di sicurezza i valori di densità di corrente in corrispondenza dei difetti del rivestimento. Ancora oggi, non esistono normative specifiche sui criteri di protezione catodica di strutture metalliche interrate, in presenza di interferenza da corrente alternata. La specifica tecnica europea CEN/TS 15280 si basa su un criterio basato sulla densità di corrente alternata e fissa un valore di soglia di attenzione di 30 A/m2, su cui non vi è unanime consenso tra gli operatori. La misura o anche la stima della densità di corrente scambiata da una tubazione è piuttosto difficile se non impossibile a meno di ricorrere a provini di corrosione, sulla cui attendibilità per quanto riguarda la riproduzione delle condizioni sulla tubazione (scambio di corrente in corrispondenza ai pori e ai difetti del rivestimento) è lecito avanzare dubbi. Secondo le linee guida del CEN (Comité
Vcorr(µm/y)
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Velocità di corrosione (µm/y)
hanno effetti invece trascurabili • la morfologia di corrosione è di tipo localizzato
Figura 5 – Velocità di corrosione residua dei provini in acciaio al carbonio in protezione catodica al variare della corrente alternata interferente
Figura 6 – Velocità di corrosione residua dei provini in acciaio al carbonio in protezione catodica al variare della corrente alternata interferente e della corrente di protezione catodica
rabile, si nota che per valori di CA superiori a 100 A/m2 la velocità di corrosione non è trascurabile. Per densità di corrente alternata inferiori a 30-40 A/m2 la velocità di corrosione è al di sotto della soglia considerata, mentre per densità di CA interferente comprese tra 40-100 A/m2 si ha un intervallo di incertezza poiché si misurano valori di velocità di corrosione prossimi a 100 m/y. Concludendo è possibile affermare quanto segue: • valori di CA interferente maggiori di 100 A/m2 provocano un aumento fino ad anche 5-7 volte della velocità di corrosione, rispetto ai • valori misurati sui provini non interferiti • valori di CA interferente minori di 30 A/m2
Sistemi in protezione catodica Le prove sperimentali sono state condotte su campioni di acciaio al carbonio immersi in celle riempite con sabbia umida, al fine di riprodurre possibili difetti presenti sulle tubazioni interrate rivestite. I provini sono stati protetti catodicamente a diversi livelli di densità di corrente: 0,5 – 1 – 10 A/m2. In seguito è stato sovrapposto un segnale alternato interferente (da 30 fino a 500 A/m2, frequenza 50 Hz) per un periodo di circa 4 mesi. Sono stati quotidianamente monitorati il potenziale di protezione, la densità di corrente di protezione, la densità di corrente alternata interferente, la temperatura e la conducibilità del terreno di prova. Al termine delle prove si è proceduto alla misura della perdita di peso dei campioni eventualmente corrosi. In Figura 5 si riporta la velocità di corrosione residua misurata su provini in protezione catodica interferiti da corrente alternata; si nota che la velocità di corrosione residua è superiore al limite indicato nelle normative (pari a 10 m/anno) all’aumentare della CA e in condizioni di sovraprotezione catodica. Dalla sperimentazione è emerso con chiarezza che nella valutazione del rischio di corrosione da CA su tubazioni protette catodicamente devono essere considerati contemporaneamente i tre seguenti parametri: • il potenziale vero di protezione • la densità di corrente di protezione • la densità di CA interferente In particolare assume un ruolo importante la relazione tra il potenziale di protezione e il rapporto tra le due densità di corrente. È stato dimostrato che non sempre la PC è in grado di inibire l’attacco indotto da interferenza da CA. In Figura 6 si riporta la velocità di corrosione residua misurata sui provini in PC interferiti da CA; per confronto sono riportati anche le misure di velocità di corrosione su campioni in corrosione libera interferiti da sola CA. Si nota chiaramente che in assenza di PC, la CA provoca un aumento della velocità di corrosione di anche un ordine di grandezza. La protezione catodica è in grado di inibire l’attacco da CA se la densità di corrente di protezione non supera 1 A/m2 e la CA non supera i 100 A/m2. In condizioni di sovraprotezione invece, anche soli 10 A/m2 alternati sono in grado di dar luogo a una corrosione non trascurabile, nonostante i provini siano in protezione. In Figura 7 sono rappresentate le aree di basso, medio e alto rischio di corrosione da interferenza da CA su strutture protette desunte da tutte le prove di laboratorio condotte. È possibile affermare quanto segue: • il criterio di protezione di -0.85 V CSE non è applicabile in presenza di interferenza da CA;
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per un potenziale di -0.85/-0.90 V CSE si sono misurate corrosioni superiori a 100 m/anno su strutture in protezione catodica per valori di corrente alternata interferente di 100 A/m2 • per la definizione del livello di rischio è necessario conoscere non solo la densità di corrente alternata ma anche il potenziale di protezione e la densità di corrente di protezione • sulla base delle prove di laboratorio, le condizioni di protezione in presenza di CA sono: - assenza di sovraprotezione - potenziale vero compreso nell’intervallo 1.0 V/-1.2 V CSE - rapporto tra la densità di corrente alternata e di protezione sia inferiore a 20
Figura 7 – Rischio di corrosione per provini in protezione catodica al variare del potenziale di protezione e del rapporto tra la densità di corrente alternata interferente e la densità di corrente di protezione catodica
E vs CSE (V) Figura 8 – Aumento del potenziale di protezione catodica per effetto dell’interferenza da corrente alternata uniformità della superficie, gli attacchi localizzati tendono ad unirsi formando superfici lisce e arrotondate) e dei prodotti di corrosione (scaglia compatta che tende ad inglobare la sabbia, formazione di magnetite). Si può pertanto concludere che: • una densità di CA inferiore a 10 A/m2 non ha alcun effetto su provini interferiti da corrente continua superiore a 1 A/m2 • una densità di CA compresa tra 10 A/m2 e 100 A/m2 provoca un aumento della velocità di corrosione del 10% e del 40% se la densità di corrente continua è inferiore a 1 A/m2; se la densità di corrente continua è maggiore, l’effetto della CA è trascurabile • una densità di CA superiore a 100 A/m2 produce un netto aumento della velocità di corrosione (fino al 60%) e la densità di corrente continua è inferiore a 1 A/m2; l’effetto è modesto se la densità di corrente continua è elevata
Un ulteriore significativo risultato è l’influenza della CA sul valore di lettura del potenziale di protezione. La CA provoca un innalzamento della lettura del potenziale, non legata ad un errore di tipo strumentale. Per cui, nonostante la presenza di una corrente di protezione catodica corretta, il potenziale di protezione, all’aumentare della CA, tende a crescere a valori prossimi a -0.6 V CSE (tipici di una struttura in acciaio al carbonio in libera corrosione). In Figura 8 si illustra ad esempio la variazione di potenziale di provini in protezione catodica in presenza di CA fino a 1000 A/m2. Tale effetto merita di sicuro indagini più approfondite, volte sia a chiarire i motivi di tali nobilitazione, sia a fornire agli utenti una corretta modalità di interpretazione delle misure di potenziale di strutture in PC in presenza di interferenza alternata. Sistemi in polarizzazione anodica Le prove sperimentali sono state condotte su campioni di acciaio al carbonio interferiti sia da corrente continua anodica (0,5 – 1 – 5 A/m2) che da corrente alternata (da 10 fino a 500 A/m2, frequenza 50 Hz) per un periodo di circa 2 mesi. Le misure di perdita di peso hanno evidenziato una sensibile influenza sulla velocità dell’attacco data dalla CA (Figure 9) per densità di corrente continua modeste (0,5 A/m2, 1 A/m2), in questi casi infatti la velocità d’attacco aumenta rispettivamente del 60% e del 25% rispetto alla velocità d’attacco dato dalla sola corrente continua. Per livelli di corrente continua interferente continua superiori (5 A/m2) l’effetto dato dalla corrente alternata è trascurabile (incremento della velocità di corrosione del 4-5%). In ogni caso, per densità di corrente continua elevate (1 A/m2, 5 A/m2) si ha un incremento nella velocità di corrosione per valori di interferenza da corrente alternata superiori ai 100 A/m2 , valori inferiori non portano a un sensibile aumento nella velocità dell’attacco, anche se dall’analisi visiva dei provini corrosi e dei prodotti di corrosione è possibile notare come anche basse densità di corrente alternata possano modificare la morfologia dell’attacco (maggiore
Le prove di polarizzazione anodica hanno
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Vcorr (µm/y)
protezione catodica (-0,875 V vs SCE). Si ricorda invece che in tutti i casi riportati la velocità di corrosione è nettamente più elevata, nell’ordine dei 500-1000 m/y. Per valori di CA più bassi l’abbassamento del potenziale è meno marcato.
Potenziale (V vs SCE)
Figura 9 – Velocità di corrosione dei provini in PA al variare della corrente alternata interferente
Figura 10 – Potenziale dei provini interferiti da corrente alternata e continua in senso anodico.
messo in evidenza altri fattori (Figura 10): • il potenziale della struttura metallica interferita si abbassa per effetto della corrente alternata. Basse densità di corrente alternata (10 A/m2) hanno scarsa influenza. Elevate densità di corrente alternata portano il potenziale verso valori più bassi di quelli registrati in corrosione libera • nonostante l’abbassamento registrato (nell’ordine di 50-80 mV) la corrosione non è ridotta ma è evidenziato un aumento anche considerevole della velocità di corrosione. I valori di potenziale assunto dai provini interferiti da densità di CA elevate si avvicina a valori di potenziale comunemente associati a velocità di corrosione molto basse (inferiore a 50-100 m/y) o addirittura alla
1 B. McCollum, G.H. Ahlborn, Influence of Frequency of Alternating or Infrequently Reversed Current on Electrolytic Corrosion, Paper No.72, National Bureau of Standards, Washington DC, 1916 2 D. Funk, W. Printz, H.G. Schoneich, Investigation of AC Corrosion in Cathodically Protected Pipes, 3R International, 31, 6, pp. 336-341, 1992 3 E. Collet, B. Delores, M. Gabillard, I. Ragault, Corrosion Due to AC Influence of Very High Voltage Power Lines on Polyethylene-Coated Steel Pipelines: Evaluation of Risks – Preventive Measures, Anti-Corrosion Methods and Materials, 48, No 4, pp. 221-26, 2001 4 H.R. Hanson, J. Smart, AC Corrosion on a Pipeline Located in a HVAC Utility Corridor, Proc. Int. Conf., CORROSION/04, Paper 209, NACE Int., Houston TX, 2004 5 R.G. Wakeling, R.A. Gummow, S.M Segall, AC Corrosion - Case History, Test Procedures & Mitigation, Proc. Int. Conf., CORROSION/98, , Paper 564, NACE Int., Houston TX, 2004 6 P. Linhardt, G. Ball, AC corrosion: results from laboratory investigations and from a failure analysis, Proc. Int. Conf., CORROSION/06, Paper 160, NACE Int., Houston TX, 2006 7 L. Lazzari, P. Pedeferri, Cathodic protection, Polipress, Milano, 2006 8 RP0169-1996 Control of External Corrosion on Underground or Submerged Metallic Piping Systems, NACE International, Houston, TX., 1996 9 NACE RP0177, Mitigation of AC and Lightning Effects on Metallic Structures and Corrosion Control Systems, 2000 10 EN 12954, “Evaluation of AC corrosion likelihood of buried pipelines – Application to cathodically protected pipelines”, European Standard (draft), 2006 11 S. Goidanich, L. Lazzari, M. Ormellese, MP. Pedeferri, Effect of AC on cathodic protection of carbon steel in soil simulated conditions, Proc. Int. Conf. Eurocorr06, Maastricht, Belgio, 25-28 Settembre 2006, proceeding on CD-Rom, pp. 1-9 12 M. Ormellese, L. Lazzari, S. Goidanich, V. Sesia, CP criteria assessment in the presence of AC interference, Proc. Int. Conf. Corrosion/08, Paper N. 08064, NACE Int., Houston, TX, 2008
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er Testo Unico Sicurezza Lavoro o T.U.S.L. si intende, nell'ambito del diritto italiano, l'insieme di norme contenute nel Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 che, in attuazione dell'articolo 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, che ha riformato, riunito ed armonizzato, abrogandole, le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro succedutesi nell'arco di quasi sessant’anni, al fine di adeguare il corpus normativo all'evolversi della tecnica e del sistema di organizzazione del lavoro. Il nuovo T.U.S.L. ha previsto l'abrogazione (con differenti modalità temporali) delle seguenti normative: • D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547; • D.P.R. 7 gennaio 1956 n. 164; • D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, fatta eccezione per l’articolo 64; • D.Lgs. 15 agosto 1991, n. 277; • D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626; • D.Lgs. 14 agosto 1996, n. 493; • D.Lgs. 14 agosto 1996, n. 494; • D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 187; • art. 36 bis, commi 1 e 2 del D.L. 4 luglio 2006 n. 223, convertito con modificazioni dalla L. 5 agosto 2006 n. 248; • artt. 2, 3, 5, 6 e 7 della L. 3 agosto 2007, n. 123. Il D.Lgs 81/2008 è formato da 306 articoli che sono suddivisi nei seguenti titoli: • Titolo I - (art. 1-61) - Principi comuni (Disposizioni generali, sistema istituzionale, gestione della previdenza nei luoghi di lavoro, disposizioni penali) • Titolo II (art. 62-68) - Luoghi di lavoro (Disposizioni generali, Sanzioni)
• Titolo III (art. 69-87) - Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (Uso delle attrezzature di lavoro, uso dei dispositivi di protezione individuale, impianti e apparecchiature elettriche) • Titolo IV (art. 88-160) - Cantieri temporanei o mobili (Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei e mobili, Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota, sanzioni) • Titolo V (art. 161-166) - Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (Disposizioni generali, sanzioni) • Titolo VI (art. 167-171) - Movimentazione manuale dei carichi (Disposizioni generali, sanzioni) • Titolo VII (art. 172-179) - Attrezzature munite di videoterminali (Disposizioni generali, obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti, sanzioni) • Titolo VIII (art. 180-220) - Agenti fisici (Disposizioni generali, protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro, protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni, protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici, protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche, sanzioni) • Titolo IX (art. 221-265) - Sostanze pericolose (protezione da agenti chimici, protezione da agenti cancerogeni e mutageni, protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto, sanzioni) • Titolo X (art. 266-286) - Esposizione ad agenti biologici (obblighi
Nuove proroghe all’attuazione del Testo Unico sulla sicurezza
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Dal 01 gennaio 2009 sono in vigore tutti gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/08 con relative sanzioni
del datore di lavoro, sorveglianza sanitaria, sanzioni) • Titolo XI (art. 287-297) - Protezione da atmosfere esplosive (disposizioni generali, obblighi del datore di lavoro, sanzioni) • Titolo XII (art. 298 - 303) - Disposizioni diverse in materia penale e di procedura penale • Titolo XIII (art. 304 - 306) - Disposizioni finali La struttura della legge è impostata prima con la individuazione dei soggetti responsabili e poi con la descrizione delle misure gestionali e degli adeguamenti tecnici necessari per ridurre i rischi lavorativi. Alla fine di ciascun titolo sono indicate le sanzioni in caso di inadempienza. Al testo degli articoli del decreto sono stati aggiunti altri 51 allegati tecnici che riportano in modo sistematico e coordinato le prescrizioni tecniche di quasi tutte le norme più importati emanate in Italia dal dopoguerra ad oggi. Il decreto legislativo si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio ed a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati, esso persegue inoltre la finalità di rispetto delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali in materia, nonché in conformità all’articolo 117 della Costituzione e agli statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, e alle relative norme di attuazione, garantendo l’uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere, di età e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati. Il riordino operato con il decreto in questione mantiene, ferma la precedente ripartizione degli obblighi su più soggetti e conseguentemente, anche l’individuazione delle responsa-
bilità riprende lo schema normativo precedente ed introduce disposizioni di assoluto rilievo, nell’auspicabile prospettiva di imporre alle imprese e agli enti una più proficua e capillare organizzazione della sicurezza del lavoro. Il nuovo testo unico Il Decreto Legge 30 Dicembre 2008, n. 207, pubblicato in G.U. n. 304 del 31 dicembre 2008 ha prorogato alcuni dei termini previsti dal D.Lsg.81/08, mediante l’articolo 32. Precisamente, i contenuti di tale articolo riguardano il differimento al 16 maggio 2009 della: - Valutazione dei rischi da stress da lavoro correlato (art. 28, comma1) - Data certa del documento di valutazione dei rischi (art. 28, comma 2) - Comunicazione all’INAIL o all’IPSEMA dei dati, per fini statistici e informativi, relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro di almeno un giorno escluso quello dell’evento, mentre a fini assicurativi, trasmissione delle informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni (art. 18, comma 1, lettera r) - Divieto delle visite mediche preassuntive (art. 41, comma 3, lettera a) Pertanto dal 01 gennaio 2009 sono in vigore tutti gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/08 con relative sanzioni, in particolare l’obbligo di aggiornare ed integrare il Documento di Valutazione dei Rischi e di realizzare il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI) anche per appalti già in essere prima del 25 agosto 2007 (art. 26, comma 3, terzo capoverso e comma 5 penultimo capoverso) Analogamente non sono previste proroghe di sorta per l’elezione o la designazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, benché ancora oggi lìINAIL non abbia definito ancora le modalità con la quale debba avvenire la comunicazione del suo nominativo al medesimo Istituto.
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C a s e History
voluzioni normative: la deliberazione 7 Agosto 2008 – ARG/gas 120/08
L’autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas introduce, con la recente evoluzione normativa la deliberazione 7 agosto 2008 – ARG /gas 120/08 – Testo unico della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012 (TUDG): approvazione della Parte I ‘Regolazione della qualità dei servizi di distribuzione e di misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012 (RQDG)’. La Delibera, entrata in vigore il 1 gennaio 2009, stabilisce le nuove procedure per adempiere agli obblighi di sicurezza, continuità e qualità commerciale del servizio di distribuzione e misura del gas, regolati sino ad oggi dalla precedente delibera nr. 168/04. La nuova delibera è caratterizzata dalla continuità con la precedente ma introduce, al tempo stesso, alcune significative novità: in un’ottica di ulteriore rafforzamento di sicurezza e qualità dei servizi, è previsto un nuovo meccanismo di penalità e incentivi: gli operatori che non raggiungeranno gli obiettivi fissati dall’Autorità dovranno pagare delle penalità, mentre coloro i quali, invece, riusciranno a realizzare miglioramenti superiori a quelli stabiliti, riceveranno degli incentivi. Oggetto della Delibera sono la riduzione delle dispersioni, l’odorizzazione, il pronto intervento, la Protezione Catodica: in particolare, sottolineiamo che, ai fini di promuovere investimenti innovativi rilevanti per i recuperi di sicurezza, vengono introdotti due fattori di amplificazione degli incentivi, rispettivamente per i sistemi di telecontrollo dello stato di protezione catodica delle reti in acciaio e di telecontrollo delle pressioni di esercizio dei gruppi di riduzione. La delibera prevede, per questi ultimi, il collegamento degli incentivi al numero di GRF sottoposti a telecontrollo, anziché alle estensioni delle reti dotate di GRF sottoposti a telecontrollo, prevedendo il riconoscimento massimo degli
Via Vigentina, 2 27010 San Genesio ed Uniti (PV) Tel. 0039 0382 580289 Fax. 0039 0382 580622 www.tecnosystemgroup.com info@tecnosystemgroup.com
incentivi al superamento della soglia del 10% sul numero totale dei gruppi di riduzione finale ed il telecontrollo sia della pressione in ingresso sia della pressione in uscita del gruppo di riduzione finale. Tecnosystem, in linea con quanto indicato nella delibera, dispone attualmente, nell’ambito della linea MATRISS, di un sistema per il monitoraggio della pressione:
PPOL – Pressure Point On Line è il sistema per il telecontrollo delle pressioni che permette di effettuare un monitoraggio costante e continuo: il dato rilevato in campo dall’acquisitore è trasmesso via GSM / GPRS ad una Centrale Operativa che procede al trattamento del dato stesso ed alla sua pubblicazione su sito dedicato www.ppol.il. Il sistema PPOL include anche, così come gli altri servizi della linea Matriss, tutto quanto necessario a rendere fruibile il dato all’utente, in modo semplice ad un costo certo e predeterminato: un data base gestionale dati, ricco di strumenti ed accessori, tutto il traffico telefonico generato in campo dagli acquisitori verso la centrale operativa, gli aggiornamenti hardware e software, il supporto h8 da parte degli operatori di Centrale, la gestione del Front End Machine to Machine, la garanzia di sostituzione apparati per qualsiasi evento possa danneggiare l’acquisitore di campo, etc.
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F o r m a z i o n eA P C E2 0 0 9
Corsi sulla protezione catodica per la qualificazione e ce
CORSI DI ADDESTRAMENTO PER LA CERTIFICAZIONE La certificazione delle figure professionali è uno strumento importante alla base dei processi di costruzione e assicurazione della qualità, in genere complementare alla certificazione dei sistemi e dei prodotti, ed è essenziale per i processi in cui la componente umana svolge un ruolo delicato ai fini della qualità dei risultati dei processi medesimi. Alcune attività non hanno la possibilità di essere controllate durante la loro esecuzione e quindi è di primaria importanza la fiducia sulle capacità della persona che esegue le operazioni stesse. Certificando il proprio personale l’azienda documenta all’esterno le modalità in base alla quale le proprie persone operano assicurando la conformità e la costanza dei servizi di qualità attesi. La certificazione rappresenta il riconoscimento che il personale opera nel settore con competenza tecnica riconosciuta ed attestata ed è un vero e proprio valore aggiunto, sia quando è richiesta specificatamente dal cliente sia quando essa è presentata volontariamente a garanzia della capacità di operare del personale. L’APCE, per assicurare la certificazione delle persone che intendono operare con competenza riconosciuta ed attestata nel campo della protezione catodica di strutture metalliche, ha costituito il Centro Formazione APCE (CFA) diretto dal prof. Pietro Pedeferri del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano ed ha reso operante la collaborazione con il CICPND (Centro Italiano di certificazione per le prove non distruttive e per i processi industriali), organismo di certificazione del personale accreditato SINCERT anche nel campo della protezione catodica di strutture metalliche (Certificato di Accreditamento SINCERT n. 012C, rev. 1 del 23.03.2001). I corsi d’addestramento dell’APCE, organizzati ed approvati conformemente alle procedure CICPND, sono indirizzati alle persone che già operano nell’ambito della protezione catodica per richiamare o approfondire o venire a conoscenza di quanto ulteriormente indispensabile. Essi costituiscono uno dei necessari requisiti, l’attestato di frequenza e il diario delle presenze, per l’ammissione alle sessioni d’esame per la qualificazione e certificazione. I partecipanti sulla base delle conoscenze generali, specialistiche e pratiche acquisite potranno sostenere in seguito l’esame di qualificazione e, ad esito positivo, ottenere il rilascio da parte CICPND della relativa certificazione per i settori e livelli previsti nella norma UNI EN 15257 “Protezione catodica Livelli di competenza e certificazione del personale di protezione catodica” e nel Regolamento CICPND. La certificazione copre le competenze in uno o più dei seguenti settori di applicazione: - strutture metalliche interrate e immerse; - strutture metalliche in mare; - strutture di calcestruzzo armato; - superfici interne di serbatoi metallici. DESTINATARI DEI CORSI I corsi di addestramento sono rivolti alle persone che intendono conseguire la certificazione e possono dimostrare di essere in possesso di una esperienza lavorativa nel settore per il quale si candidano di almeno un anno per il livello 1 e di due, tre e quattro anni (in base al tipo di istruzione) per il livello 2. DURATA DEI CORSI In conformità alla norma UNI EN 15257 e Regolamento CICPND, la durata minima del periodo di addestramento è:  40 ore per il livello 1 e 2  16 ore per livello 1 e 2 (aggiornamento). La norma, inoltre, precisa che la persona priva di certificazione di livello 1 che vuole accedere direttamente all’esame di livello 2 deve fornire la prova documentata di avere eseguito un addestramento complessivo di 80 h. Il regolamento dell’organismo di certificazione (CICPND) specifica che le ore
indicate per il livello 2, nel caso di accesso diretto, vanno sommate a quelle del livello 1. Di conseguenza per acquisire le 80 h è necessario prendere parte al corso di livello 1 (40 h) e al corso di livello 2 (40 h). SEDE DEI CORSI I corsi potranno svolgersi presso: - Consiag SpA - Prato - Dipartimento di CMIC “Giulio Natta” del Politecnico di Milano - Enel Rete Gas SpA - Perugia - GEA SpA - Grosseto - Italgas SpA - Milano e Mestre (VE) - Napoletanagas SpA - Napoli - SEA SpA - Viareggio (LU) PROGRAMMA DEI CORSI I corsi di addestramento, in conformità alla norma a norma UNI EN 15257 e Regolamento CICPND, prevedono lezioni teoriche e dimostrazioni pratiche relative ai settori d’indirizzo e sviluppano i seguenti argomenti: Nozioni di base - Elementi di elettrotecnica - Corrosione dei metalli - Procedure di certificazione - Disposizioni legislative, normative e linee guida nell’ambito della protezione catodica - Sicurezza Nozioni specifiche - Principali materiali metallici impiegati nelle strutture e provvedimenti di protezione - Richiami di protezione passiva delle strutture metalliche e metodi operativi per la riparazione delle falle nei rivestimenti (non previsto per strutture nel calcestruzzo) - Protezione attiva delle strutture metalliche - Indagini preliminari - Progettazione del sistema di protezione catodica (non previsto per il Livello 1) - Attuazione del sistema di protezione catodica - Collaudo del sistema di protezione - Verifiche e controlli del sistema di protezione catodica - Manutenzione degli impianti e dei componenti del sistema di protezione catodica - Tecniche di applicazione e misurazioni nella protezione catodica DOCENTI Le lezioni sono tenute da esperti di livello 3 certificati CICPND, da docenti universitari e da esperti dell’industria. QUOTE DI ISCRIZIONE Livello 1 Corso di addestramento (quaranta ore) Soci APCE
Euro 1200,00 + IVA a persona
non Soci APCE
Euro 1500,00 +IVA a persona
Gli importi indicati comprendono le lezioni, le dimostrazioni pratiche, il materiale didattico e l’attestato di frequenza. La quota d’iscrizione al corso non comprende il costo per sostenere l’esame di certificazione. Livello 2 Corso di addestramento (quaranta ore)
Livello 1 e Livello 2 Corso di aggiornamento (sedici ore)
Soci APCE
Euro 1300,00 + IVA a persona Euro 650,00 + IVA a persona
Euro 1600,00 +IVA a persona Euro 800,00 + IVA a persona
e certificazione del personale 2008 Gli importi indicati sono riferiti al singolo corso e comprendono le lezioni, le dimostrazioni pratiche, il materiale didattico, il CD-Rom UNI/APCE (edizione 2008, con 62 norme di interesse nel settore della protezione catodica) e l’attestato di frequenza. La quota d’iscrizione al corso non comprende il costo per sostenere l’esame di certificazione. CALENDARIO CORSI DI ADDESTRAMENTO ED AGGIORNAMENTO - 2009 Destinatari
Aprile Maggio Giugno Settembre Ottobre
Tecnici (livello 2) Strutture metalliche interrate Operatori (livello 1) Strutture metalliche interrate
05-09 Enel Rete Gas Perugia
18-22 Consiag Prato 30/03 03/04 Consiag Prato
8-12 Enel Rete Gas Perugia
Corso di aggiorna17-18 mento Italgas per livello 1 e 2 (*) Mestre Strutture metalliche (VE) interrate
14-15 Napoletana gas Napoli
Livello 2 Strutture metalliche in mare
22-26 Politecnico di Milano
Livello 2 Strutture di calcestruzzo armato
(*) Corso d’aggiornamento per le persone in possesso della certificazione di livello 1 e 2 (durata sedici ore, norma UNI EN 15257 e Regolamento CICPND). Gli interessati devono trasmettere alla Segreteria APCE-CFA, a mezzo fax, la scheda d’iscrizione considerando quest’informazione di carattere previsionale. In seguito sarà cura della Segreteria confermare l’iscrizione, la data d’effettuazione e la sede del corso. GIORNATE DI STUDIO L’APCE si rende disponibile a organizzare per le persone certificate al livello 2 che hanno intenzione di candidarsi agli esami di qualificazione al livello 3, due giornate di studio (9,00-13,00 e 14,30-17,30), con ampio spazio alla discussione, per esaminare gli argomenti delle prove d’esame, la stesura del resoconto tecnico e le conoscenze e competenze di protezione catodica del livello 3. Gli interessati devono trasmettere alla Segreteria APCE-CFA, a mezzo fax, la scheda d’iscrizione considerandola di carattere previsionale. In seguito sarà cura della Segreteria confermare l’iscrizione, la data e la località d’effettuazione. Il costo a persona per i soci APCE è di Euro 550,00 + IVA e di Euro 700,00 + IVA, per i non soci APCE. SESSIONE ESAMI DI QUALIFICA Per l’anno 2009 sono previste sessioni d’esame. Sarà cura APCE informare i candidati del periodo prescelto e della sede di svolgimento degli esami. I moduli di partecipazione e il costo dell’esame di qualificazione sono da richiedere al CICPND. INFORMAZIONI A.P.C.E. - Ufficio Corrosioni Elettrolitiche di Milano c/o ITALGAS SpA Via G. Avezzana, 30 - 20139 Milano - tel. 02 57439474 - fax 02 57439495 E-mail: davide.gentile@apce.it A.P.C.E. - Ufficio Corrosioni Elettrolitiche di Roma c/o Italgas SpA Via del Commercio, 11 - 00154 Roma - tel. 06 57396337 - fax 06 57396338 - E-mail: sergio.cavalieri@apce.it
CORSI BASE DI PROTEZIONE CATODICA DI CONDOTTE METALLICHE INTERRATE Il corso base di protezione catodica è rivolto a tutte le figure aziendali (operatori, tecnici e quadri) interessate ad apprendere o ampliare gli aspetti fondamentali della protezione catodica, delle misurazioni e della gestione e conduzione dei sistemi di protezione catodica. Il corso base è da considerarsi propedeutico o integrativo ai corsi di addestramento e/o d’aggiornamento inerenti la certificazione del personale. La durata del corso è di due giorni (dalle ore 09,00 alle ore 17,00) e saranno sviluppati i seguenti argomenti: • cenni sulla corrosione dei metalli • metodi di protezione delle condotte metalliche interrate • disposizioni di legge, norme e linee guida • concetti di protezione passiva (rivestimenti e loro particolarità) • interferenze elettriche (drenaggi unidirezionali e collegamenti con strutture estranee) • impianti di protezione catodica a corrente impressa (alimentatori e dispersori di corrente) e impianti con anodi galvanici • misurazioni di potenziale e di corrente • attivazione, collaudo, verifiche e controlli dei sistemi di protezione catodica. Le lezioni saranno tenute da esperti di livello 3 certificati CICPND, docenti universitari, tecnici d’azienda e consulenti. CALENDARIO CORSI BASE PROTEZIONE CATODICA 2009 Destinatari
Tecnici ed operatori interessati ad apprendere o incrementare le nozioni di protezione catodica
24-25 Italgas Mestre (VE)
21-22 Napoletanagas Napoli
Il costo a persona del corso base di protezione catodica è di Euro 600,00 + IVA per i Soci APCE e di Euro 750,00 + IVA per i non Soci e da diritto alla partecipazione, alla documentazione tecnica ed all’attestato di partecipazione. MODALITÀ DI ISCRIZIONI E PAGAMENTO Per tutti i corsi (addestramento, aggiornamento, base e di studio), l’iscrizione è subordinata all’invio della scheda allegata che, debitamente compilata in ogni sua parte, timbrata e firmata, dovrà essere trasmessa a mezzo fax al Centro formazione APCE (02 57439495 - 06 57396338) necessariamente 30 giorni prima della data d’inizio del corso. Oltre tale periodo, l’iscrizione non sarà accettata. La partecipazione al corso sarà confermata dalla segreteria sulla base del raggiungimento del numero minimo di partecipanti, fissato in dieci per ogni corso. In quest’ultimo caso APCE si riserva la facoltà di annullare il corso in calendario o di modificarne la data, inviando tempestiva comunicazione. In presenza di un elevato numero di richieste di iscrizioni, APCE si riserva di programmare successive edizioni del corso stesso, trasmettendo comunicazione agli interessati. L’iscrizione e quindi la partecipazione ai corsi è ritenuta valida a ricevimento del pagamento della pertinente quota d’iscrizione che è da eseguire mediante bonifico bancario, senza alcuna spesa di trasferimento per il beneficiario, a favore di: APCE sul cc 025070160240 presso Banca Intesa Sanpaolo - Agenzia di San Donato Milanese (MI) - codice ABI 03069 CAB 84561 CIN R - codice IBAN IT29R0306984561025070160240. Sul bonifico bancario è da indicare chiaramente il nome del partecipante ed il corso scelto.
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Udine · 24-25-26 giugno 2009 VIII edizione 1a circolare - richiesta di memorie
www.aimnet.it/gncorr2009.htm
Aree tematiche principali • Case histories • Corrosione in acqua di mare • Corrosione degli impianti e delle strutture: materiali, controllo e monitoraggio • Tecniche localizzate per lo studio dei fenomeni corrosivi • Corrosione e protezione delle armature nelle opere in c.a. • Protezione catodica • Rivestimenti
Coordinatore delle Giornate L. Fedrizzi - Università di Udine Comitato Organizzatore F. Bassani - Associazione Italiana di Metallurgia L. Fedrizzi - Università di Udine R. Fratesi - Presidente Centro Corrosione AIM M. Cornago - Presidente NACE Milano Italia Section R. Ferretto - Presidente AITIVA G. Magnoni - Presidente APCE
Presentazione Questa ottava edizione delle Giornate Nazionali sulla Corrosione e Protezione nasce da una ormai consolidata collaborazione di AIM, APCE e Nace Milano Italia Section, che insieme si presentano nel settore della corrosione e protezione dei metalli. A queste associazioni si aggiunge in questa edizione anche AITIVA, ponendo quindi l’accento sulle problematiche legate alla protezione mediante rivestimenti organici.
Comitato Scientifico C. Bartuli - Università di Roma La Sapienza P.L. Bonora - Università di Trento S. Cavalieri - Apce R. Cigna - Isproma, Roma L. Fedrizzi - Università di Udine R. Fratesi - Università Politecnica delle Marche G. Gabetta - ENI div. E&P G. Gusmano - Università di Roma Tor Vergata F. Mazza - Università di Milano T. Pastore - Università di Bergamo P. Pedeferri - Politecnico di Milano E. Proverbio - Università di Messina P.V. Scolari - Consulente S. Trasatti - NACE Milano Italia Section F. Zucchi - Università di Ferrara
L’obiettivo del Convegno è quello di presentare gli aspetti più innovativi nel settore della ricerca e dell’applicazione industriale delle tecnologie anticorrosione, facendo anche riferimento ai mutati aspetti normativi. Si vuole inoltre costruire un’occasione di dibattito tra i vari studiosi del settore affinché l’esperienza di ognuno possa apportare ricchezza di informazione, possibilità di collaborazione, stimolo e crescita per tutti.
Tiberi (GEA), Umberto Lebruto (RFI), Georgios Chlaputakis (Enel Rete Gas), Giuseppe Maiello (NAPOLETANAGAS), Marco Galletti (SNAM RETE GAS), Paolo Del Gaudio (IRIDE), Ezio Coppi (Esperto) Redazione: UCE Roma - Sergio Cavalieri, c/o ITALGAS Roma Via del Commercio, 11 - 00154 Roma Tel. 06 57396337 Fax 06 57396338
APCE NOTIZIE Periodico trimestrale Direttore responsabile: Gino Magnoni (ITALGAS) Comitato di redazione: Davide Gentile (UCEMI), Sergio Cavalieri (UCERM), Pietro Pedeferri (CFA) Comitato editoriale: Andrea Rovelli (SNAM RETE GAS), Alvaro Fumi (RFI), Raul Pieroni (TELECOM ITALIA), Sergio Benedetto (ITALGAS), Massimo
Piazzale Rodolfo Morandi 2 20121 Milano Mi tel. 0276397770 / 0276021132 fax. 0276020551 e-mail: info.aim@aimnet.it sito internet: www.aimnet.it/gncorr2009.htm
Spazio aziende È previsto uno spazio per l’esposizione di apparecchiature, per la presentazione dei servizi e per la distribuzione di materiale promozionale. Informazioni più dettagliate al riguardo sono disponibili presso la Segreteria AIM (info.aim@aimnet.it). Atti Gli atti del convegno saranno predisposti sotto forma di CD-rom e distribuiti agli iscritti all’inizio dei lavori. Presentazione di lavori scientifici Gli interessati a presentare memorie scientifiche dovranno inviare titolo, autori e sommario (circa 500 parole) entro e non oltre il 28 novembre 2008. Scadenze Invio titoli e riassunti 13 febbraio 2009 Notifica accettazione 27 febbraio 2009 Invio dei testi completi 27 marzo 2009 Sede La manifestazione si terrà ad Udine presso il Centro Culturale Paolino d’Aquileia, in via Treppo 5/b, nel palazzo delle ex Arti Grafiche.
Promozione e sviluppo: APCE Via del Commercio, 11 - 00154 Roma Tel. 06 57397466
Consulenza editoriale ed impaginazione: Massimiliano Medei - Santa Marinella (RM) m.medei@gimax.eu Stampa: GIMAX Santa Marinella (RM) - Via Valdambrini, 22 Tel. 0766 511644 - info@gimax.eu
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FT-Graph-2
MODELLI DISPONIBILI FT-100/MV range: -5,00 / +5,00 Volt Risoluzione 0,01 Precisone +/-0,01 Volt FT-100/MV-H range: -10,00 / +10,00 Volt Risoluzione 0,01 Precisione +/-0,02 Volt Partenza ritardata - Memorizzazione 131.000 letture Valore medio di n. 100 letture in un secondo Alimentazione con batteria al Litio sostituibile
Software di elaborazione grafica con selezione dei dati. Si possono graficare e stampare tutti i file relativi alle letture del data logger serie FT-100/MV (fino a 131.000) o qualsiasi file ASCII proveniente da altro strumento. Possibilità di scegliere fra i seguenti modelli matematici:
Media - Mediana - Scarto quadratico - Gaussiana Due ulteriori importanti possibilità del software sono la funzione “ DURATA TOTALE DEI FUORI SOGLIA” ed quella relativa al “ INDICE DI VARIABILITA’ (Bassa, Media, Alta). Nella parte inferioredel report è riportata la sommatoria del tempo complessivo per “intervalli di tempo” selezionabili. Si può inoltre selezionare e stampare il report per "Cronologia", "Ordinato per durata" oppure "Ordinato per tipologia", dopo aver scelto per minima o massima. ECONORMA S.a.s. - 31020 SAN VENDEMIANO - TV - Via Olivera 52 Tel. 0438.409049 Fax 0438.409036 info@econorma.com www.econorma.com
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APCE Notizie - 35 - dicembre 2008