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Timestamp: 2019-03-25 23:48:22+00:00
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antifa: Verona 18/05/2012 Tommasoli, la Cassazione riapre il caso
Verona 18/05/2012 Tommasoli, la Cassazione riapre il caso ·
Verona 18/05/2012
Tommasoli, la Cassazione riapre il caso
I giudici: pene più pesanti a Perini e Veneri, annullate le assoluzioni agli altri tre.Sentenza capovolta a Roma: Corsi, Dalle Donne e Vesentini tornano in Appello per rispondere di omicidio
VERONA - Pene più pesanti a Perini e Veneri, gli unici due che sia in primo che in secondo grado erano stati decretati responsabili dell'omicidio di Nicola Tommasoli. Ma anche per gli altri tre imputati - Corsi, Dalle Donne e Vesentini - il conto con la Legge è tutt'altro che chiuso: con la clamorosa sentenza pronunciata nella tarda serata di giovedì dalla Suprema Corte, infatti, sono stati azzerati i verdetti con cui in Appello erano stati tutti e tre scagionati dal delitto di Corticella Leoni. Per dirla in termini concreti, quindi, Perini e Veneri (che si trovano attualmente ai domiciliari), rischiano di tornare dietro le sbarre in attesa che i magistrati decidano se aggravare o meno le rispettive pene a loro carico; Corsi, Dalle Donne e Vesentini, invece, dovranno ripresentarsi al banco degli imputati davanti ai giudici di secondo grado per difendersi dall'accusa di aver partecipato alla drammatica aggressione nella notte a cavallo tra il 30 aprile e il primo maggio 2008 e costata la vita, dopo cinque giorni di disperata lotta contro la morte, all'appena 29enne designer di Negrar Nicola Tommasoli.
Un autentico «terremoto» giudiziario, insomma, quello sancito ieri sera, praticamente a quattro anni esatti dalla tragedia che più di ogni altra in tempi recenti ha sconvolto Verona, dai magistrati della Capitale. In aula a Roma tra accusa (spalleggiata dalle parti civili) e difese, ieri, doveva essere un «tutti contro tutti» e tale, effettivamente, si è rivelato il copione andato in scena prima che i giudici si ritirassero per il verdetto, pronunciato dopo diverse ore in camera di consiglio, di fronte alla quinta sezione della Corte di Cassazione. Del resto, non avrebbe potuto essere altrimenti visto che con la clamorosa sentenza dell'autunno 2010, era stata praticamente riscritta la dinamica del tragico decesso di Nicola: su decisione della Corte d'appello presieduta dal giudice Daniela Perdibon, infatti, erano stati condannati a dieci anni e otto mesi per omicidio preterintenzionale i soli Federico Perini e Nicolò Veneri, scagionati «per non aver commesso il fatto» dall'accusa di omicidio, invece, Guglielmo Corsi, Raffaele Dalle Donne e (già assolto in primo grado) Andrea Vesentini. Con tale verdetto, però, i magistrati avevano di fatto demolito il fulcro della ricostruzione originaria, vale a dire che ad agire fossero stati tutti e cinque i ragazzi «in concorso» tra loro. E proprio la circostanza del «concorso», in aula a Roma, ha rappresentato ieri il fulcro dell'argomentazione, poi accolta dalla Cassazione, delineata dal procuratore generale. Con la conseguenza che per tutti e cinque, adesso, scatterà il processo d'appello- bis.
18 maggio 2012 (modifica il 19 maggio 2012)
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/18-maggio-2012/tommasoli-cassazione-riapre-caso-201231355993.shtml
Omicidio Tommasoli, altri tre ragazzi a processo
Il pubblico ministero Francesco Rombaldoni ha firmato un decreto di citazione in giudizio nei confronti di tre giovani veronesi accusati di favoreggiamento
Nuovo filone nell'inchiesta sulla morte di Nicola Tommasoli. Dopo la sentenza della Cassazione, che ha annullato l'assoluzione in appello per tre imputati ordinando un nuovo processo, il pubblico ministero Francesco Rombaldoni ha firmato un decreto di citazione in giudizio nei confronti di tre giovani veronesi accusati di favoreggiamento.
Secondo il magistrato Stefano Torre, Samuele Maffezzoli e Filippo Bodini avrebbero aiutato Federico Perini e Nicolò Veneri (i due condannati in via definitiva per omicidio preterintenzionale) e Raffaele Dalle Donne ad allontanarsi da Verona dopo l'aggressione, accompagnandoli agli aeroporti di Venezia e Treviso, per poi tornare a Verona ed in seguito portare Veneri e Perini con l'auto fino a Innsbruck, da dove i due proseguirono la loro fuga fino a Londra, prima di tornare a Orio al Serio dove vennero arrestati dalla Digos appena sbarcati dall'aereo.
http://www.veronasera.it/cronaca/processo-tommasoli-tre-ragazzi-indagati-favoreggiamento.html
Delitto Tommasoli, si rifà il processo per gli assolti
LA CORTE SUPREMA. Mano pesante della Cassazione, che sconfessa clamorosamente la sentenza di secondo grado. Vesentini, Corsi e Dalle Donne tornano a Venezia in Corte d'Appello per essere giudicati per omicidio. In vista un aumento di pena per Veneri e Perini
L'omaggio di amici e cittadini a Nicola Tommasoli. Qui il 1° maggio 2008 il giovane fu picchiato a morte
Roma. Omicidio Tommasoli, tutto da rifare. La Suprema Corte accoglie il ricorso del procuratore generale di Venezia e delle parti civili, annulla la sentenza e rinvia per nuovo esame davanti a una diversa sezione della Corte d'Assise d'appello i tre giovani che dal reato più grave, ovvero l'omicidio preterintenzionale, erano stati assolti. Andrea Vesentini (assolto in primo grado), Guglielmo Corsi e Raffaele Dalle Donne (assolti dalla Corte distrettuale) affronteranno nuovamente il processo. Perchè per la suprema corte le condanne per la morte di Nicola Tommasoli devono essere almeno altre tre. Un dispositivo che prende in considerazione anche il ricorso della procura generale relativamente all'impugnazione per la condanna per lesioni in concorso «cancellata» per Veneri e Perini in secondo grado. Perchè la sentenza d'appello, «cancellando» il concorso e punendo ciascuno per il comportamento a lui attribuito, aveva ridimensionato ruoli e responsabilità.
Una decisione arrivata all'ora di cena e che ridisegna completamente il quadro che, dopo la pronuncia della corte d'assise di Verona, era ulteriormente mutato in appello. Già perchè per Vesentini il primo giudice aveva escluso il concorso nell'omicidio di Nicola Tommasoli, il trentenne di Negrar aggredito la notte del 1° maggio 2008 in corticella Leoni mentre si trovava con due amici, ritenendo che la sua condotta si fosse limitata a «dividere» i contendenti e che quindi non avesse avuto alcun ruolo in quella lite che degenerò e che si concluse tragicamente cinque giorni dopo, quando Nicola, entrato in coma la notte dell'aggressione, venne dichiarato morto.
Raffaele Dalle Donne e Guglielmo Corsi, entrambi condannati in primo grado, vennero assolti perchè la corte distrettuale cancellò il concorso di persone per quel che riguardava l'aggressione mortale. Ritenne che ognuno dovesse rispondere delle proprie azioni «cancellando» di fatto quel concetto di «gruppo compatto che si mosse come un sol uomo» che aveva fatto finire sotto processo i cinque ragazzi con la medesima accusa.
Nuovo processo per i tre assolti, la Cassazione ha anche accolto il ricorso della procura contro lo sconto di pena a Nicolò Veneri e Federico Perini (dovuto proprio all'assenza dell'aggravante del numero di persone) e relativo al reato di lesioni. E per loro due la condanna inflitta in secondo grado, 10 anni e 8 mesi, diventerebbe al momento definitiva. La quinta sezione presieduta da Giuliana Ferrua ha rigettato il ricorso presentato da Veneri e Perini (e che riguardava quindi la prevedibilità dell'evento e il nesso causale), respinto il ricorso di Vesentini e Dalle Donne per le lesioni (furono condannati solo per quelle in secondo grado, ovvero per essersi interfacciati con gli amici di Nicola) e infine rigettato il ricorso del procuratore generale relativamente alla qualificazione dell'episodio di Red Pauli (da rapina era diventata violenza privata).
Andrea Vesentini, Raffaele Dalle Donne, Nicolò Veneri e Federico Perini sono stati condannati anche al pagamento delle spese sostenute dai ricorrenti. Si torna in aula: tre per rispondere di omicidio preterintenzionale e due per vedersi aumentare la condanna. E così, a quattro anni di distanza dai fatti, torna a processo anche chi era stato assolto.
L'udienza era iniziata in tarda mattinata e proseguita fino alle 15.30. In aula c'era solo Guglielmo Corsi che immobile ha ascoltato la relazione del consigliere Marassi.
«Quella di primo grado è stata un'assoluzione di fatto che ha escluso la responsabilità di Vesentini perchè si ritenne che il suo ruolo non fosse di concorso ma di "rottura" perchè cercò di dividere chi stava litigando. Il giudice di Appello si è inserito in questo varco e ha disintegrato il vincolo tra l'episodo di Red Pauli e quello di Tommasoli. un aspetto sconvolgente perchè ha esaminato solo i profili soggettivi», aveva detto in uno dei passaggi della sua relazione il procuratore generale della corte di Cassazione, Scardaccione, prima di chiedere di annullare la sentenza di secondo grado con rinvio a diversa sezione della Corte d'Assise d'appello di Venezia. Una richiesta, quella proposta alla quinta sezione penale della Suprema Corte presieduta da Giuliana Ferrua, fondata sul ricorso presentato dalla procura generale di Venezia che si oppose alla decisione della Corte distrettuale che, non ritenendo esistente il concorso di persone, assolse dal reato più grave, cioè l'omicidio preterintenzionale, Andrea Vesentini (già assolto in primo grado), Raffaele Dalle Donne e Guglielmo Corsi (condannati rispettivamente a 14 e a 10 anni dalla corte d'assise di Verona).
«Quello che in primo grado fa Vesentini viene esteso in appello ad altri due imputati, risulta una sommatoria di comportamenti individuali e per Corsi e Dalle Donne esclude responsabilità. In pratica non c'è reato di gruppo e concorsuale». Invece il procuratore ha ribadito come giuridicamente non sia sostenibile la scelta operata nel novembre di due anni fa a Venezia e sostenuto come una volta rotto il vincolo siano state operate «sottovalutazioni degli altri comportamenti». Ovvero la rapina derubricata «violenza privata per lo scarso valore dell'oggetto (le spillette che Pauli aveva sul giubbino, ndr). Quello che è insostenibile è la rottura del concorso che si è tradotta con l'assoluzione di Corsi e Dalle Donne e così facendo non riconosce che è un concorso legato al comportamento successivo degli altri». Ha chiesto quindi che venisse annullata la sentenza di secondo grado e che fosse rinviata a Venezia per la celebrazione di un nuovo processo, che venisse rigettato il ricorso della parte civile Comune e che, di conseguenza, venissero rigettati i ricorsi delle difese degli imputati.
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