Source: https://www.ancebrescia.it/2019/nuove-regole-di-deducibilita-degli-interessi-passivi-per-i-finanziamenti-immobiliari/
Timestamp: 2020-01-19 07:24:00+00:00
Document Index: 7156242

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.90', 'art.90', 'art.1', 'art.1', 'art.96', 'art.110', 'art.1', 'art.1', 'art.1']

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(DLgs 142/2018)
Sul punto, tuttavia, anche grazie all’azione dell’ANCE, è intervenuta la legge di Bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n.145) che, all’art.1, co.7-8, nelle more della mancata adozione della revisione della normativa sulla fiscalità delle imprese immobiliari, fa salvo il suddetto regime di deducibilità integrale, superando così, di fatto, l’abrogazione dello stesso stabilito dal decreto legislativo in commento[5].
Tale norma, pertanto, mantiene, anche per il futuro, la piena deducibilità degli interessi passivi derivanti da mutui ipotecari relativi ad immobili destinati alla locazione, a favore delle società di gestione immobiliare[6].
Anche a seguito dell’intervento del D.Lgs. 142/2018, restano ferme, poi, le regole di indeducibilità degli interessi passivi relativi ai cd. “immobili patrimonio” (art.90, del D.P.R. 917/1986 – TUIR). Per questi, quindi, continueranno ad essere deducibili entro il 30% del ROL solo gli interessi passivi relativi a finanziamenti contratti per il loro acquisto o costruzione, mentre quelli relativi a tutti gli altri finanziamenti riferibili a tali immobili rimarranno integralmente indeducibili ai sensi dell’art.90, co.2 del TUIR (cd. “interessi passivi di funzionamento”, quali, ad esempio, quelli per la ristrutturazione)[7].
Al fine di evidenziare l’effetto delle nuove regole di deducibilità degli interessi passivi per i finanziamenti riguardanti in via specifica gli immobili, l’ANCE ha predisposto un Dossier schematico, che riepiloga la disciplina applicabile, distinguendo a seconda se i finanziamenti riguardino:
■ gli immobili strumentali;
■ gli immobili costruiti o ristrutturati per la successiva vendita (cd. “beni merce” delle imprese edili), ovvero quelli realizzati in appalto, su ordinazione di terzi;
■ gli “immobili patrimonio”, ossia quelli patrimonializzati diversi da quelli strumentali all’esercizio dell’attività e da quelli destinati alla vendita;
■ gli immobili delle società di gestione immobiliare, destinati alla locazione.
Disponibile, inoltre, un Allegato normativo contenente un estratto del D.Lgs. 29 novembre 2018, n.142, nella parte relativa alla nuova disciplina di deducibilità degli interessi passivi, nonché l’art.1, co. 7-8, della legge 30 dicembre 2018, n.145 (legge di Bilancio 2019), che ha fatto salva, per le società di gestione immobiliare, la deducibilità integrale degli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione, prevista dall’art.1, co.36, della legge 244/2007 (nella versione precedente alla suddetta abrogazione).
Per questo, l’ANCE continuerà ad evidenziare, presso le competenti sedi parlamentari e di Governo, la necessità di rivedere le modifiche introdotte all’art.96 del TUIR, ripristinando l’esclusione dalla regola generale di deducibilità (limite del 30% del ROL) anche degli interessi passivi connessi a finanziamenti contratti per la costruzione o ristrutturazione degli immobili alla cui produzione è diretta l’attività dell’impresa (cd. “immobili merce” delle imprese edili).
■ escludendone dall’ambito operativo i contribuenti qualificati come “entità indipendenti”, intendendosi per tali i contribuenti che non fanno parte di un gruppo societario,
■ introducendo un tetto massimo di interessi passivi interamente deducibili, che può arrivare sino a 3 milioni di euro.
[2] Ai sensi dell’art.110, co.1, lett.b, del medesimo TUIR-DPR 917/1986.
[5] Dal punto di vista normativo, in realtà, per effetto dell’abrogazione operata dal D.Lgs. 142/2018, il testo attualmente in vigore dell’art.1, co.36, della legge 244/2007 non contempla più espressamente il regime di deducibilità integrale degli interessi passivi sostenuti dalle società immobiliari. Tuttavia, l’art.1, co.7, della legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018), laddove prevede che «nelle more della mancata adozione della revisione della normativa sulla fiscalità diretta ed indiretta delle imprese immobiliari, si applicano e sono fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 36, della legge 24 dicembre 2007, n. 244»,deve intendersi finalizzato a ripristinare di fatto il regime fiscale stabilito dal testo originario del medesimo art.1, co.36, nella versione precedente alla sua parziale abrogazione (cfr., in tal senso, anche Servizio Studi di Camera e Sentato – Dossier del 27 dicembre 2018 “Legge di Bilancio 2019 – Le modifiche approvate dal Senato della Repubblica”, nel quale viene espressamente precisato che le «norme in esame mantengono ferma la possibilità di dedurre gli interessi passivi relativi a mutui ipotecari o leasing su immobili destinati alla locazione, senza sottostare alle limitazioni ed alle regole poste dalla disciplina ordinaria (di cui all’articolo 96 TUIR) per le predette società immobiliari».).
[6] Si tratta, in particolare, delle società che svolgono in via effettiva e prevalente l’attività immobiliare, ossia che abbiano complessivamente le seguenti caratteristiche:
[7] Cfr. CM 19/E/2009.