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Timestamp: 2020-03-28 09:08:36+00:00
Document Index: 141552577

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1722', 'art. 77', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 92', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 13157 del 25/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13157 del 25/05/2017
Cassazione civile, sez. III, 25/05/2017, (ud. 07/04/2017, dep.25/05/2017), n. 13157
Dott. MOSCARINI Anna – Consigliere –
sul ricorso 25949/2014 proposto da:
GENERALI ITALIA SPA DIVISIONE INA ASSITALIA – AGENZIA GENERALI LODI
in persona di B.M. quale socio amministratore della
Società B DICIOTTO DI B.M. & C. S.N.C.,
procuratrice e agente generale di INA ASSITALIA SPA per la Provincia
di Lodi, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PO 43, presso lo
studio dell’avvocato FRANCESCO CRISTIANI, rappresentata e difesa
dall’avvocato GIACOMO MEZZENA giusta procura speciale a margine del
BITUM LODI SRL;
BITUM LODI SRL in persona del procuratore speciale M.M.,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TRIONFALE 148, presso lo
studio dell’avvocato MARIO RAGAZZONI, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato PAOLA CHIODA giusta procura speciale a
GENERALI ITALIA SPA DIVISIONE INA ASSITALIA – AGENZIA GENERALI LODI;
avverso la sentenza n. 3292/2014 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
depositata il 09/09/2014;
07/04/2017 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI.
La Bitum Lodi s.r.l. propose opposizione avverso un decreto ingiuntivo emesso in favore dell’Ina Assitalia per il pagamento di premi di polizza insoluti.
Si costituì in giudizio la B. Diciotto s.n.c., in qualità di agente generale dell’Ina Assitalia in (OMISSIS), insistendo per conferma del decreto.
Il Tribunale rigettò l’opposizione ritenendo inefficace la disdetta inviata ai sensi del D.L. n. 7 del 2007, art. 5, comma 4, modificato dalla legge di conversione n. 40/2007.
La Corte di Appello di Milano ha – viceversa – ritenuto efficace la disdetta della polizza e, dichiarata la nullità del D.I. per invalidità della procura alle liti, ha rigettato la domanda della compagnia assicuratrice.
Ricorre per cassazione la Generali Italia s.p.a. – Divisione Italia Agenzia Generale di Lodi, rappresentata dalla procuratrice e agente B. Diciotto di B.M. e C. s.n.c., affidandosi a due motivi; resiste la Bitum Lodi s.r.l., a mezzo di controricorso contenente ricorso incidentale condizionato basato su un unico motivo e assistito da memoria.
1. La Corte di Appello ha ritenuto fondata l’eccezione di nullità della procura alle liti apposta a margine del ricorso per decreto ingiuntivo, dichiarando pertanto la nullità del decreto opposto; ha tuttavia ritenuto che la rituale costituzione della B. Diciotto s.n.c. nel giudizio di opposizione, con riproposizione della domanda di condanna nei confronti della Bitum, consentisse di esaminare la richiesta di pagamento.
Nel merito, dato atto che la disdetta della polizza era stata effettuata sotto il vigore del D.L. n. 7 del 2007, art. 5, comma 4, e prima delle modifiche introdotte dalla legge di conversione n. 40/2007, la Corte, ha ritenuto che “l’emendamento non possa che decorrere dalla conversione, con la conseguenza che le disdette già esercitate, anche se riguardanti contratti poliennali da meno di un triennio, sia valida ed efficace”, non risultando pertanto dovuto il premio preteso dall’assicuratrice.
2. Col primo motivo, la ricorrente deduce la violazione o falsa applicazione degli artt. 75, 83 e 182 c.p.c., e dell’art. 1722 c.c., n. 2: assume che la Corte ha erroneamente ritenuto nulla la procura alle liti apposta a margine del ricorso monitorio, rilevando che detta procura era stata rilasciata dal soggetto che rivestiva all’epoca la qualità agente dell’INA e che si era comunque verificata la sanatoria con effetti retroattivi.
3. Il secondo motivo denuncia la violazione dell’art. 77 Cost., comma 3, e della L. n. 40 del 2007, art. 5.
Rileva la ricorrente che la legge di conversione del c.d. decreto Bersani aveva limitato la libera disdettabilità dei contratti pluriennali di assicurazione alle polizze stipulate dopo l’entrata in vigore della legge, mentre per le polizze stipulate antecedentemente aveva previsto che la facoltà di disdetta potesse essere esercitata a condizione che il contratto fosse “stato in vita per almeno tre anni”; ciò premesso e considerato che la polizza disdettata dalla Bitum non rispettava il requisito della durata ultratriennale, la ricorrente sostiene che l’emendamento introdotto dalla legge di conversione aveva determinato la caducazione ex tunc della possibilità di disdettare i contratti stipulati in epoca antecedente alla legge e, con essa, l’inefficacia della disdetta inviata dalla Bitum.
4. Il ricorso può essere deciso, in base al criterio della ragione più liquida, col rigetto del secondo motivo.
Deve infatti darsi continuità al principio espresso da Cass. n. 9386/2016, secondo cui “è valido ed efficace il recesso dell’assicurato da un contratto di assicurazione pluriennale, avvenuto ai sensi del D.L. n. 7 del 2007, art. 5, comma 4, e perfezionatosi prima dell’entrata in vigore delle modifiche apportate dalla legge di conversione”, e ciò a prescindere dal fatto che la polizza non fosse “in vita” da almeno tre anni al momento della disdetta, in quanto tale requisito di durata – introdotto dalla legge di conversione – non opera per le disdette effettuate sotto il vigore del decreto legge.
5. Il primo motivo risulta inammissibile per difetto di interesse, in quanto il ricorso dev’essere comunque disatteso all’esito dello scrutinio del secondo motivo.
6. Il ricorso incidentale condizionato resta assorbito.
6. La novità della questione (non ancora affrontata in sede di legittimità al momento della notifica del ricorso per cassazione) giustifica la compensazione delle spese di lite (ai sensi dell’art. 92 c.p.c., nel testo risultante dalle modifiche introdotte dalla L. n. 263 del 2005, applicabile ratione temporis).
8. Trattandosi di ricorso proposto successivamente al 30.1.2013, sussistono le condizioni per l’applicazione, alla ricorrente principale, del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.
La Corte rigetta il ricorso principale, dichiarando assorbito l’incidentale, e compensa le spese di lite.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente principale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.
Così deciso in Roma, il 7 aprile 2017.
Depositato in Cancelleria il 25 maggio 2017