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Timestamp: 2018-02-19 00:15:46+00:00
Document Index: 170028754

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 19', 'art. 116', 'art. 25', 'art. 116', 'art. 95', 'sentenza ']

Maria Teresa Magosso Thu Sep 07 00:00:00 CEST 2017 versione PDF
Con la Convenzione di Ginevra del 28/7/1951, entrata in vigore per l'Italia il 22 aprile 1954, ratificata e resa esecutiva nel nostro Paese con Legge 24 luglio 1954, n.722, ed il Protocollo relativo allo status di rifugiato, firmato a New York il 31 gennaio 1967, entrato in vigore il 4 ottobre 1967 e reso esecutivo in Italia con Legge 14 febbraio 1970, n. 95, viene definita la condizione giuridica di rifugiato e delineati i diritti ed i doveri ad essa collegati. Lo status di rifugiato politico può essere accertato con provvedimento amministrativo oppure per via giudiziale.
Le autorità competenti alla valutazione della domanda sono le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. Il loro numero è stato portato da dieci a venti con il Decreto Legge n. 119 del 22 agosto 2014. Ulteriori decreti hanno aggiunto altre sezioni delle Commissioni stesse per il riconoscimento della protezione internazionale, composte dai membri supplenti, per fare fronte all'eccezionale incremento delle domande di asilo.
La Commissione territorialmente competente decide con decreto e la natura della decisione ha natura ricognitiva.
Il diniego del riconoscimento dello status di rifugiato può essere oggetto di ricorso giurisdizionale da parte del richiedente, rivolgendosi al Tribunale ordinario in composizione monocratica, secondo le previsioni dettate dall'art. 35 del d.lgs. 25/2008 e dall'art. 19 del d.lgs. 150/2011.
Il rifugiato politico che vuole contrarre matrimonio in Italia deve, invece, inoltrare domanda di rilascio della documentazione attestante la propria capacità matrimoniale, ovvero il nulla osta di cui all'art. 116 del c.c., all'UNHCR - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
Tale competenza è stata definita dal Telespresso inviato in data 9 aprile 1974 dal Ministero di Grazia e Giustizia (DG Affari Civili e Libere Professioni) al Ministero degli Esteri (DG Emigrazione e Affari Sociali, Ufficio VIII) di cui è stata trasmessa copia all'UNHCR stesso. In questa comunicazione, facendo espresso riferimento all'art. 25 della Convenzione di Ginevra, venne " accertata la legittimazione, ai sensi dell'ordinamento internazionale, dell'Alto Commissariato per i rifugiati a rilasciare la dichiarazione de qua. La stessa può essere ritenuta quale atto sostitutivo del nulla osta previsto dall'art. 116 del Codice Civile ".
La documentazione da inviare per il rilascio del nulla osta, secondo le informazioni diramate dall'UNHCR e reperibili nel proprio sito, sono:
a) copia dell'atto di notorietà con due testimoni effettuato presso il Tribunale in cui vengono dichiarate le generalità della persona ed il suo stato civile;
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