Source: https://issuu.com/glexa/docs/rcp_conslavoro_demo_01
Timestamp: 2017-07-25 16:02:40+00:00
Document Index: 165057304

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 2112', 'art. 2112', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2112', 'art. 47', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 2112', 'art. 2112', 'art. 47', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 8']

RCP_ConsLavoro_Demo_01 by glexa - issuu
BIANCHIROSSIMilano, xx gennaio 2011
Ns. Rif. 2011/0001Spett. Compagnia AssicurazioniRELAZIONE DI PERIZIA
Data sinistroBIANCHI
Dicembre 2004DESCRIZIONE DELL’EVENTO
In base alla documentazione esaminata, l’evento che ha dato origine alla richiesta di risarcimento
formulata dalla Società Cliente (ROSSI S.r.l.) nei confronti dell’Assicurata (Rag. BIANCHI) può
essere ricostruito nei seguenti termini.
Dalle informazioni in atti emerge che in data 3 dicembre 2004 la Società PINCO S.r.l., a seguito di
accordo sindacale, provvedeva a porre in mobilità tutti i 18 lavoratori ancora in forza i quali, in data 6
dicembre 2004, presentavano la domanda per usufruire dei trattamenti di disoccupazione (Doc. n. 1).
Con atto del 9 dicembre 2004 (Doc. n. 2), così come risulta anche dalle visure camerali delle società
interessate (Doc. n. 3), la Società PINCO S.r.l. cedeva in affitto la propria azienda alla ROSSI S.r.l.;
quest’ultima, nella medesima data, avrebbe incaricato l’Assicurata di provvedere all’assunzione, a
tempo determinato, di tutti i 18 dipendenti posti in mobilità dalla stessa Società PINCO S.r.l. in data
3 dicembre 2004, con la fruizione dei benefici previsti dalla L. 223/1991.
Si precisa, che, per tali assunzioni, l’Assicurata ha prodotto n. 15 comunicazioni al Centro per
l’impiego (Doc. n. 4).
In data 29 settembre 2008 gli Ispettori di Vigilanza dell’INPS, a seguito degli accertamenti
amministrativi iniziati il 5 settembre 2008, predisponevano il verbale di accertamento n. 503 Isp.; con
tale atto gli ispettori riscontravano l’indebita fruizione dei benefici contributivi in merito ai predetti
dipendenti, in quanto “non si giustifica l’attribuzione dei benefici di cui agli art. 8, comma, 2 in quanto
la costituzione dei rapporti di lavoro in esame non è la manifestazione di una libera opzione del datore
di lavoro, ma l’effetto di un preciso obbligo previsto dalla legge, più precisamente dall’art. 2112 del
c.c. che prevede che in caso di trasferimento di aziende i rapporti di lavoro continuano con il
GL.EX.A. - Global Executive Advisors S.r.l.
C.F. / P.I. 04006100962 R.E.A. 1718853 - Capitale Sociale 10.000€
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Tel: 02.36707613 - Fax: 02.36707614
Email: mail@glexa.com - Web: www.glexa.comSinistro n. Consulente Lavoro Demo 01cessionario ed i lavoratori conservano tutti i diritti che ne derivano”. Nel verbale veniva chiesto il
pagamento di € 123.892,00 a titolo di contributi ed € 38.227,00 a titolo di somme aggiuntive (Doc. n.
Con ricorso agli organi istituzionali dell’INPS, predisposto in data 29 ottobre 2008, la Società Cliente
provvedeva a chiedere l’annullamento del verbale di accertamento impugnato per la carenza dei
presupposti di applicabilità dell’art. 2112 c.c. (Doc. n. 6).
Con ricorso al Direttore Regionale INPS del Piemonte presentato in data 28 aprile 2009, la Società
Cliente chiedeva la riduzione delle sanzioni civili irrogate nel verbale di accertamento del 29 settembre
2008 sino alla misura degli interessi legali (Doc. n. 7).
In data 17 marzo 2009 l’INPS comunicava che il comitato Amministratore del Fondo Pensioni
Lavoratori Dipendenti, nella seduta del 13 marzo 2009, aveva respinto il ricorso presentato dalla
Società Cliente in data 30 ottobre 2008 (Doc. n. 8).
Con comunicazione del 4 luglio 2009 l’Avv. Elisabetta XXXX, in nome e per conto della Società
Cliente, formulava, nei confronti dell’Assicurata, una richiesta di risarcimento di € 162.119,00 relativa
agli importi dovuti dalla Società Cliente all’INPS a seguito del verbale di accertamento (Doc. n. 9).
L’agente della riscossione Equitalia Nomos S.p.A. notificava alla Società Cliente la cartella di
pagamento n. 1101 1020090082585561000 di € 137.033,56, di cui € 122.457,96 a titolo di contributi
aziende per il periodo dicembre 2004 – dicembre 2006, € 8.481,04 a titolo di interessi di dilazione ed €
6.088,68 a titolo di compensi di riscossione (Doc. n. 10).
Con comunicazione del 3 dicembre 2009 inviata all’Assicurata, l’Avv. XXXX quantificava il danno
patito dalla propria assistita in € 153.446,56 (Doc. n. 11).
Non è presente agli atti la denuncia di sinistro dell’Assicurata.
In data 10 settembre 2009 (Doc. n. 12), 26 febbraio 2010 (Doc. n. 13) e 29 aprile 2010 (Doc. n. 14)
l’Assicurata forniva alla scrivente precisazioni estremamente sintetiche e alquanto contraddittorie.
Infatti, nella comunicazione predisposta in data 10 settembre 2009 l’Assicurata comunicava che
“dall’analisi dei documenti e delle circostanze che determinavano l’urgenza non ritenevo esservi
alcuna difficoltà che ostacolasse l’applicazione delle riduzione contributive previste” (Doc. n. 12);
mentre nella successiva comunicazione precisava che “come già anticipato nella precedente lettera
non è documentabile alcun carteggio intercorso con la ditta in quanto non esistente” (Doc. n. 13).GARANZIE DI POLIZZA
Polizza n.80202Effetto03 marzo 2005
2Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 01Attività garantitaL’assicurazione è prestata per la responsabilità civile derivante
all’Assicurato per perdite patrimoniali involontariamente
cagionate a terzi, compresi i Clienti, nell’esercizio dell’attività
professionale di ragioniere.Inizio e termineL’assicurazione è valida per le richieste di risarcimento presentate
per la prima volta all’Assicurato nel corso del periodo di efficacia
dell’assicurazione, purché riferite a fatti colposi risalenti ad un
periodo, non superiore a cinque anni, antecedente la data di effetto
della polizza.Massimale€ 250.000,00FranchigiaScoperto pari al 10% dell’importo di ogni sinistro, col minimo
assoluto di € 250,00.Comportamento colposoAsseritamente posto in essere nel mese di dicembre 2004, in
occasione delle assunzioni dei dipendenti della Società Cliente.RAPPORTO PROFESSIONALE
Conferimento incaricoNon ProdottoFattureProdotte n. 4 fatture (Doc. n. 15)Registro IVAProdotto (Doc. n. 16)Considerazioni in ordine a Allo stato degli atti, risulta dimostrata l'esistenza del rapporto
sussistenza del rapporto professionale fra la Società Cliente e l’Assicurata.
professionalePROFILI DI RESPONSABILITA’
di riferimentoIn materia di assunzioni, la legge prevede agevolazioni di
carattere contributivo, il cui beneficio deve avvenire nel rispetto
dei CCNL, della normativa in materia di lavoro e dell’attestata
regolarità contributiva, per il reinserimento nel mercato del
lavoro dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ai sensi
dall’art. 4 della L. 223/1991.
Il successivo art. 8 della L. 223/1991 introduce determinati
3Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 01benefici contributivi per le Società che provvedono al
collocamento dei lavoratori posti in mobilità tramite assunzioni a
tempo determinato, così come previsto dal comma 2, o a tempo
indeterminato, secondo il comma 4.
Nel caso in cui il datore di lavoro provveda all’assunzione dei
lavoratori con contratto a tempo determinato, l’art. 8, comma 2,
della L. 223/1991 stabilisce che tali lavoratori possano essere
assunti con contratto di lavoro di durata massima non superiore a
12 mesi. In tal caso, il datore di lavoro beneficia, per la durata
del contratto, della riduzione delle aliquote contributive a suo
carico nella misura prevista per gli apprendisti dipendenti da
aziende che occupano più di nove dipendenti.
Qualora, nel corso del suo svolgimento, il predetto contratto
venga trasformato a tempo indeterminato, il beneficio
contributivo spetta per ulteriori dodici mesi in aggiunta a quello
previsto dal comma 4.
I benefici sopra descritti non spettano, al datore di lavoro, nelle
- qualora assuma nuovamente, nel rispetto del diritto di
precedenza, il lavoratore collocato in mobilità negli ultimi sei
mesi, ex art. 8, comma 1, L. 233/1991;
- qualora assuma un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità, nei
sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che presenta
assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli
dell’impresa che assume, o esiste un rapporto di controllo o di
collegamento, ex art. 8, comma 4 bis, L. 223/1991;
- quando non si realizza un effettivo incremento occupazionale.
Nell’ipotesi di trasferimento d’azienda, l’art. 2112, così come
modificato dall’art. 47 L. 428/1990, prevede, al comma 1, che il
rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore
conserva tutti i diritti che ne derivano; il comma 4, precisa che
per trasferimento d'azienda si intende qualsiasi operazione che,
in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il
mutamento nella titolarità di un'attività economica organizzata
preesistente al trasferimento, e che conserva nel trasferimento la
propria identità a prescindere dalla tipologia negoziale o dal
provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato, ivi
compresi l'usufrutto o l'affitto di azienda.
Pertanto, anche nell’ipotesi di affitto d’azienda, si trasferiscono
all’affittuario tutti i diritti e i doveri connessi ai rapporti di
lavoro, ivi compresi i diritti di precedenza indicati dall’art. 8,
comma 1, della L. 223/1991 e disciplinati dall’art. 15 della legge
4Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 0129 aprile 1949, n. 264, il quale prevede che i lavoratori licenziati
da un'azienda per riduzione di personale hanno la precedenza
nella riassunzione presso la medesima azienda entro sei mesi.
In tal caso il concetto di “medesima azienda” viene inteso, alla
luce dell’art. 2112 c.c., quale complesso dei beni organizzati
dall’imprenditore, non importando né se il titolare sia lo stesso
imprenditore o altro subentrante né lo strumento negoziale
attraverso cui si sia verificata la cessione dell'azienda.
Si evidenzia come, secondo l’orientamento costante della
Suprema Corte, “Ne consegue che ove l'azienda - intesa come
complesso organizzato non solo di mezzi ma anche di lavoratori
stabilmente addetti ad essa - abbia continuato o riprenda ad
operare (non importando nè se titolare sia lo stesso imprenditore
o altro subentrante nè lo strumento negoziale attraverso cui si
sia verificata la cessione totale o parziale di azienda) la
prosecuzione o la riattivazione del rapporto di lavoro presso il
nuovo datore di lavoro costituiscono non la manifestazione di
una libera opzione del datore di lavoro, ma l'effetto di un preciso
obbligo previsto dalla legge (art. 2112 c.c., come modificato
dall'art. 47 l. n. 428 del 1990 e dal d.lgs. n. 18 del 2001) il cui
adempimento non giustifica l'attribuzione dei benefici
contributivi in argomento non traducendosi in un reale
incremento occupazionale” (ex multis, Cass. Civ., Sez. Lavoro,
n. 15652 del 12.12.2001, Cass. civ., Sez. lavoro, 03/08/2007,
n.17071).
Ne consegue che la riattivazione del rapporto di lavoro, operata
dall’affittuario, di dipendenti iscritti nelle liste di mobilità
dall’azienda cedente è l'effetto di un obbligo previsto dalla legge,
con la conseguente impossibilità di beneficiare delle
agevolazioni contributive previste dall’art. 8 della L. 223/1991.
Infatti l’affittuario, nell’ipotesi in cui intenda assumere nuovo
personale dipendente, ha l’obbligo di rispettare il diritto di
precedenza spettante ai lavoratori iscritti nelle liste di mobilità
dalla Società cedente.
Tale interpretazione è confermata da altre pronunce della
Suprema Corte, secondo cui “Il datore di lavoro il quale essendo affittuario dell'azienda del precedente datore di lavoro
che abbia collocato in mobilità i propri dipendenti - proceda, nel
termine di un anno, alla riassunzione di questi ultimi non ha
diritto al beneficio del contributo mensile previsto dall'art. 8
comma 4 l. n. 223 del 1991 per essere la riassunzione avvenuta
nella "medesima azienda" e per aver essa riguardato, quindi,
5Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 01lavoratori che avevano diritto alla precedenza, come previsto
dall'art. 15 comma 6 l. n. 264 del 1949. (Cass. civ., Sez. lavoro,
09/01/2002, n.182).
Si precisa, inoltre, che la ratio della predetta normativa è volta a
favorire la ripresa dell’occupazione, attraverso l’incentivazione
di iniziative imprenditoriali rivolte a creare nuovi posti di lavoro
e, in particolare, a rimettere nel ciclo produttivo lavoratori
collocati in mobilità, disoccupati, o in cassa integrazione
In tal senso, l’orientamento costante della Cassazione (Doc. n.
17) ha previsto che il riconoscimento dei benefici contributivi
previsti dall'art. 8 comma 2 l. n. 223 del 1991, in favore delle
imprese che assumono personale dipendente già licenziato a
seguito della procedura di mobilità ex art. 4 e 24 della stessa
legge, presuppone che venga accertato che la situazione di
esubero del personale posto in mobilità sia effettivamente
sussistente e che l'assunzione di detto personale da parte di una
nuova impresa risponda a reali esigenze economiche e non
concretizzi invece condotte elusive degli scopi legislativi
finalizzate ai solo godimento degli incentivi, mediante fittizie e
preordinate interruzioni dei rapporti lavorativi. (ex multis, Cass.
Civ. Sez. Lavoro n. 15652 del 12 dicembre 2001).
Pertanto, va escluso il diritto alle agevolazioni contributive ex
art. 8 della L. 223/1991 per le assunzioni che non si traducono in
un effettivo incremento occupazionale.
Comportamento colposoNella fattispecie in esame, il comportamento colposo attribuito
all'Assicurata concerne l’asserita erronea consulenza professionale
prestata in merito alle assunzioni curate per conto della Società
Cliente, che ha comportato un’indebita fruizione delle agevolazioni
contributive previste dall’art. 8 della L. 223/1991.
Dalla documentazione prodotta e sulla base delle precedenti
considerazioni, emerge che la Società Cliente ha provveduto a
stipulare con la PINCO S.r.l. un contratto d’affitto d’azienda in
data 9 dicembre 2004 e, nella stessa data, ha provveduto ad
assumere tutti i 18 dipendenti posti in mobilità dalla PINCO S.r.l.,
usufruendo delle agevolazioni contributive sopra descritte senza,
tuttavia, averne diritto.
Preliminarmente è opportuno evidenziare che, in assenza di
specifica documentazione di supporto, non è stato possibile
verificare se l’Assicurata fosse stata informata della precedente
stipulazione del contratto d’affitto o se, il mandato a Lei conferito,
6Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 01verteva sulla semplice assunzione dei dipendenti iscritti nelle liste
di mobilità, indicati dalla Società Cliente.
Infatti, le informazioni fornite all’Assicurata in sede di
conferimento del mandato hanno, nel caso di specie, un ruolo di
fondamentale importanza per circoscrivere la responsabilità
dell’Assicurata, la quale, se non fosse stata precedentemente
informata della stipulazione del predetto contratto, non avrebbe
potuto correttamente consigliare la Società Cliente.
Pertanto, sulla base delle precedenti considerazioni, e stante
l’assenza di documentazione e precisazioni in tal senso, è
opportuno valutare, in via ipotetica ed alternativa, la condotta
professionale tenuta dall’Assicurata a seconda delle informazioni
ricevute in sede di conferimento del mandato.
Se l’Assicurata, in sede di assunzione dei dipendenti, fosse stata
informata della precedente stipulazione del contratto d’affitto, la
dell’Assicurata
impegnata, in quanto avrebbe dovuto comunicare alla Società
Cliente dell’impossibilità di usufruire dei benefici contributivi così
come esposto nella sezione “principi normativi di riferimento”.
In caso contrario, non sarebbe ravvisabile alcun comportamento
colposo, in quanto l’Assicurata, nell’ipotesi di mancata conoscenza
della stipulazione del precedente contratto d’affitto, non sarebbe
stata messa a conoscenza della causa ostativa alla fruizione dei
benefici contributivi; in tal caso, il comportamento dell’Assicurata
risulterebbe immune da censure, in quanto volto alla semplice
assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.
Nesso CausaleIn merito alla sussistenza del nesso causale tra il danno patito
dalla Società Cliente e l’asserita condotta colposa posta in essere
dall’Assicurata è opportuno precisare quanto segue.
Sulla base delle precedenti considerazioni emerge che la Società
Cliente, anche in assenza dell’asserito errore professionale, non
avrebbe potuto usufruire dei benefici contributivi.
Infatti la Società Cliente, nell’ipotesi in cui fosse stata
correttamente consigliata dall’Assicurata, avrebbe in ogni caso
dovuto assumere i medesimi dipendenti posti in mobilità dalla
ditta PINCO S.r.l. in osservanza del diritto di precedenza
previsto dall’art. 15, comma 6° della L 264/1949.
Anche nell’ipotesi in cui la Società Cliente non avesse voluto o
potuto rispettare il diritto di precedenza, tali assunzioni non
7Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 01avrebbero in ogni caso comportato un effettivo incremento
occupazionale, così come richiesto dall’orientamento della
Cassazione sopra riportato; di conseguenza tali assunzioni
sarebbero presumibilmente state considerate condotte elusive
della normativa sopra descritta.
Di conseguenza, allo stato degli atti, non sussiste il nesso causale
fra la condotta colposa attribuita all’Assicurata e i maggiori
contributi richiesti dall’INPS alla Società Cliente.
Tuttavia, è opportuno evidenziare che l’Assicurata, nell’ipotesi
in cui fosse stata informata della stipulazione del contratto
d’affitto d’azienda, avrebbe dovuto comunicare alla Società
Cliente dell’impossibilità di usufruire dei benefici contributivi; in
tal caso, quest’ultima, sarebbe stata informata dell’obbligo di
versare alle naturali scadenze i contributi richiesti dall’INPS.
A seguito della notifica del verbale di accertamento, la Società
Cliente, stante l’elevato ammontare dei contributi richiesti
dall’INPS in un'unica soluzione, ha dovuto optare per una forma di
corresponsione rateizzata dell’importo richiesto, che rappresenta,
allo stato, l’unica modalità ipotizzabile di pagamento.
Pertanto, in via puramente residuale, si potrebbe ipotizzare la
sussistenza del nesso causale, tra il danno patito dalla Società
Cliente e la condotta colposa posta in essere dall’Assicurata, nei
limiti degli importi che la Società Cliente ha dovuto
corrispondere in sede di definizione della controversia
(corrispondenti ai compensi di riscossione, agli interessi di
dilazione, ed alle spese per accedere ed usufruire della
rateazione, come meglio quantificati nella sezione
“quantificazione del danno”), i quali sarebbero stati evitati
nell’ipotesi di corretta consulenza professionale.
Si ribadisce che, in base a quanto esposto nella sezione
“comportamento colposo”, ove l’Assicurata affermi di non essere
stata informata della stipulazione del contratto d’affitto d’azienda
prima di effettuare le assunzioni in oggetto, il nesso di causalità
non risulterebbe dimostrato neanche per gli importi residui.
Si rimette, sul punto, ogni valutazione a codesto Ufficio Sinistri.
Definitività dell'evento
dannosoAllo stato si ritiene che il danno possa considerarsi definitivo.
La Società Cliente ha, infatti, dichiarato di aver ottenuto la
dilazione del debito nelle rate così come indicate nella cartella di
pagamento prodotta (Doc. n. 10).
8Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 01QUANTIFICAZIONE DEL DANNO
E’ presente agli atti una richiesta di risarcimento formulata dall’Avv. XXX (Doc. n. 8) , per conto della
Società Cliente per complessivi € 153.446,56 così come riassunto nella Tabella 1).
Importi versati per usufruire della rateazione oltre interessi
TotaleImporti
122.457,96
8.481,04
6.088,68
153.466.56Sulla base delle precedenti considerazioni, si evidenzia che, allo stato degli atti, non sussiste il nesso di
causalità fra la condotta colposa attribuita all’Assicurata e i maggiori contributi richiesti dall’INPS alla
Società Cliente i quali, di conseguenza, non possono in alcun modo costituire danno, essendo importi
dovuti ab origine dal contribuente, indipendentemente dall’errore professionale.
Pertanto, la quantificazione del danno viene operata nell’ipotesi in cui codesto Ufficio Sinistri ritenga
impegnata la responsabilità professionale dell’Assicurata e valuti la sussistenza del nesso causale nei
limiti degli importi che la Società Cliente ha dovuto corrispondere in sede di definizione della
Infatti, è opportuno evidenziare che l’errore professionale attribuito all’Assicurato, seppur non
causalmente connesso con la perdita dei benefici contributivi, ha ingenerato, nei confronti della
Società Cliente, l’errato convincimento di poter destinare i predetti importi secondo le esigenze
organizzativa e/o produttive più opportune per migliorare la propria attività di impresa.
Inoltre è ragionevole presumere che la Società Cliente, qualora fosse stata opportunamente
informata dall’Assicurata, non avrebbe usufruito dei relativi benefici contributi e avrebbe versato,
alle naturali scadenze gli importi richiesti successivamente dall’INPS in un'unica soluzione e
corrisposti, stante l’elevato ammontare dell’importo richiesto, in misura rateizzata.
Pertanto la Società Cliente, stante il presumibile utilizzo e l’elevato ammontare dei contributi evasi, ha
dovuto optare per una forma di corresponsione rateizzata dell’importo richiesto.
Di conseguenza anche i compensi di riscossione, chiesti alla Società Cliente a seguito della richiesta di
rateazione e dei ricorsi presentati agli organi competenti (che hanno comportato l’annullamento delle
sanzioni irrogate), rappresentano voce di danno causalmente connessa con la condotta colposa
dell’Assicurata.9Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 01Riepilogando le precedenti argomentazioni, possono essere considerate voce di danno risarcibile:
-gli interessi di dilazione indicati nella cartella di pagamento;-i compensi di riscossione chiesti nella cartella di pagamento;-gli importi versati per usufruire della rateazione, pari ad € 16.433,00, il cui importo, tuttavia,
deve essere depurato dell’ammontare degli interessi legali maturati sui contributi omessi dalla
originaria scadenza sino alla data dell’accoglimento della domanda di rateazione della Società
Cliente (15 settembre 2009). Tali somme, esposte nella Tabella 2), in quanto non versate alle
naturali scadenze, sono rimaste medio tempore nell’illegittima disponibilità del debitore.
Tabella 2)A) Periodo
TotaleB) Contributi
101.305,00
123.892,00C) Data iniziale
31.12.2006D) Data finale
15.09.2009E) interessi
12.396,61Pertanto gli importi per accedere ed usufruire della rateazione del dovuto sono quantificabili in
€ 4.036,39 (corrispondente alla differenza tra gli importi versati dalla Società Cliente, pari ad
€ 16.433,00, e gli interessi calcolati sui contributi evasi per complessivi € 12.396,61).
Di conseguenza, il danno patrimoniale della Società Cliente può essere quantificato in base agli importi
esposti nella Tabella 3).
Importo versati per accedere alla rateazione
4.036,39
18.611,99In definitiva, fatte salve le considerazioni svolte in ordine al nesso causale, il danno patrimoniale
patito dalla Società Cliente può essere quantificato in € 18.611,99, al lordo dello scoperto di polizza
contrattualmente previsto (€ 1.861,20).CONSIDERAZIONI FINALI
Il sinistro si riferisce ad un’erronea consulenza professionale prestata dall’Assicurata nei confronti
della Società Cliente, che avrebbe comportato un’indebita fruizione delle agevolazioni contributive
previste dall’art. 8 della L 223/1991 in merito a 18 assunzioni curate per conto della Società Cliente.10Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 01In base ai documenti esaminati, l’asserito comportamento colposo è stato posto in essere nel mese di
dicembre 2004, periodo ricompreso nei 5 anni anteriori alla data di effetto della presente polizza; a
parere della scrivente non emergono elementi per contestare l’operatività temporale della garanzia.
Risulta provata l’esistenza del rapporto professionale tra l’Assicurata e la Società Cliente.
In base alla ricostruzione dei fatti operata, si precisa che le informazioni estremamente sintetiche e
contraddittorie fornite dall’Assicurata hanno impedito di formulare considerazioni definitive in
merito alla sussistenza della condotta colposa attribuita a quest’ultima.
Pertanto, a seconda delle informazioni fornite all’Assicurata in sede di conferimento del mandato,
sono ipotizzabili due distinte considerazioni alternative:
- Se l’Assicurata, in sede di assunzione dei dipendenti, sia stata informata della precedente
stipulazione del contratto d’affitto, la responsabilità professionale dell’Assicurata risulterebbe
- In caso contrario, non sarebbe ravvisabile alcun comportamento colposo, in quanto l’Assicurata,
nell’ipotesi di mancata conoscenza della stipulazione del precedente contratto d’affitto, non sarebbe
stata messa a conoscenza della causa ostativa alla fruizione dei benefici contributivi.
In ogni caso, allo stato degli atti, non sussiste il nesso causale fra la condotta colposa attribuita
all’Assicurata e i contributi richiesti dall’INPS alla Società Cliente.
Tuttavia, è opportuno evidenziare che l’Assicurata, nell’ipotesi in cui fosse stata informata della
stipulazione del contratto d’affitto d’azienda, avrebbe dovuto comunicare alla Società Cliente
dell’impossibilità di usufruire dei benefici contributivi; in tal caso, quest’ultima, avrebbe potuto
Pertanto, in via puramente residuale, si potrebbe ipotizzare la sussistenza del nesso causale, tra il
danno patito dalla Società Cliente e la condotta colposa posta in essere dall’Assicurata, nei limiti
degli importi ulteriori che la Società Cliente ha dovuto corrispondere in sede di definizione della
controversia (corrispondenti ai compensi di riscossione, agli interessi di dilazione, ed alle spese per
accedere ed usufruire della rateazione, come meglio quantificati nella sezione “quantificazione del
danno”), i quali sarebbero stati evitati nell’ipotesi di corretta consulenza professionale.
E’ presente agli atti una richiesta di risarcimento formulata dall’Avv. XXXX, per conto della
Società Cliente per complessivi € 153.446,56.
Nell’ipotesi in cui codesto Ufficio Sinistri ritenga impegnata la responsabilità professionale
dell’Assicurata e valuti la sussistenza del nesso causale, dai conteggi elaborati dalla scrivente, il
danno patito dalla Società Cliente può essere quantificato in € 18.611,99, al lordo dello scoperto di
polizza contrattualmente previsto, corrispondenti agli importi che la Società Cliente ha dovuto
corrispondere in sede di definizione della controversia.11Sinistro n. Consulente Lavoro Demo 01Allegati
In allegato si trasmette copia dei seguenti documenti, ritenuti rilevanti tra quelli inviati dall’Assicurata anche a seguito
della Richieste formulate il 16.07.2009, 26.02.2010 e 30.03.2010:1. Richiesta di trattamento di disoccupazione presentata dai dipendenti in data 6 dicembre 2004;
2. Contratto d’affitto d’azienda del 9 dicembre 2004;
3. Visure camerali;
4. N. 15 comunicazioni al centro per l’impiego;
5. Verbale di accertamento N. 503 Isp. del 29 settembre 2008;
6. Ricorso agli organi istituzionali dell’INPS, predisposto in data 29 ottobre 2008;
7. Ricorso al Direttore Regionale INPS del Piemonte presentato in data 28 aprile 2009;
8. Comunicazione di rigetto del ricorso predisposta dall’INPS in data 17 marzo 2009;
9. Richiesta di risarcimento datata 4 luglio 2009;
10. Cartella di pagamento n. 1101 1020090082585561000 di € 137.033,56;
11. Ulteriore richiesta di risarcimento del 2 febbraio 2010;
12. Relazione predisposta dall’Assicurata il 10 settembre 2009;
13. Relazione predisposta dall’Assicurata il 26 febbraio 2010;
14. Relazione predisposta dall’Assicurata il 29 aprile 2010;
15. N. 4 fatture emesse dall’Assicurata nei confronti della Società Cliente;
16. Registro IVA vendite Assicurata;
17. Sentenze Cassazione Civile.12All pages:123456789101112InfoSaveLikeShareDownloadMoreRCP_ConsLavoro_Demo_01 Published on Dec 14, 2012 glexaFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore