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Timestamp: 2019-11-20 17:58:21+00:00
Document Index: 73687659

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 181', 'art. 149']

n. 11 / 2019 Scarica Entra
Calcolo soglia di anomalia negli appalti pubblici
FAST FIND : NE1312
Mezzi e risorse per interventi sanitari di emergenza
Dec. Comm. UE 18/11/2019, n. 1930
DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2019/1930 DELLA COMMISSIONE del 18 novembre 2019 che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2019/570 per quanto riguarda i mezzi di rescEU.
G.U.U.E. L 20/11/2019, n. 299
La Decisione modifica la Dec. Comm. UE 08/04/2019, n. 570, al fine di integrare nella composizione di rescEU sia l'evacuazione medica con mezzi aerei ("Medevac"), sia le squadre mediche di emergenza ("EMT") di tipo 3. In particolare sono introdotte disposizioni per:
- l’evacuazione medica con mezzi aerei di pazienti altamente infettivi;
- l’evacuazione medica con mezzi aerei di vittime di catastrofi;
- il trattamento dei pazienti trasferiti.
FAST FIND : NN17197
Interp. Min. Lavoro e Pol. Soc. 24/10/2019, n. 7
Interpello ai sensi dell'articolo 12 del d.lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni: “Medico Competente della Polizia di Stato - Distanza dai luoghi di lavoro assegnati. Medico competente della Polizia di Stato - Iscrizione nella sezione d–bis dell’elenco dei medici competenti del Ministero della salute e aggiornamento”.
La Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro, su istanza della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (CONSAP), ha chiarito che per poter svolgere le funzioni di medico competente risulta necessario il possesso del titolo e del requisito dell’aggiornamento ECM, mentre non risulta parimenti indispensabile la presenza in elenco, stante la funzione riepilogativa e non abilitativa dello stesso elenco.
Inoltre, la Commissione ritiene che l'art. 38, comma 3, del D. Leg.vo 09/04/2008, n. 81 si riferisce in maniera generalizzata a tutti coloro che svolgono le funzioni di medico competente, non evincendosi alcuna esenzione, per i medici competenti della Polizia di Stato, dal partecipare al programma di educazione continua in medicina.
FAST FIND : NN17196
Ord. P.C.M. 12/11/2019, n. 614
G.U. 19/11/2019, n. 271
L'Ordinanza, al fine di razionalizzare le misure finalizzate al superamento della crisi alloggiativa conseguente agli eventi sismici del centro Italia nel 2016, adotta disposizioni in materia di:
- contributo per l'autonoma sistemazione;
- contributo forfettario nell’ipotesi di acquisto di una nuova unità immobiliare;
- contributo per il canone di locazione di unità immobiliari;
- determinazione del nucleo familiare ai fini della quantificazione del contributo;
- sistemazione presso strutture ricettive.
FAST FIND : NE1311
Impianti a fune - Norme armonizzate
Dec. Comm. UE 18/11/2019, n. 1923
DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2019/1923 DELLA COMMISSIONE del 18 novembre 2019 relativa alle norme armonizzate per gli impianti a fune redatte a sostegno del regolamento (UE) 2016/424 del Parlamento europeo e del Consiglio.
G.U.U.E. L 19/11/2019, n. 298
Con la presente Decisione la Commissione europea pubblica i riferimenti delle norme armonizzate per gli impianti a fune redatte a sostegno del Regolam. 09/03/2016, n. 424 a seguito della revisione del CEN e l'elenco delle norme ritirate con la relativa data del ritiro.
La Decisione entra in vigore il 19/11/2019.
FAST FIND : NR41135
L. R. Trentino Alto Adige 13/11/2019, n. 6
Istituzione del nuovo Comune di Borgo d'Anaunia mediante la fusione dei Comuni di Castelfondo, Fondo e Malosco.
B.U. R. Trentino Alto Adige Straordinario 15/11/2019, n. 1
In vigore dal 16/11/2019, la legge prevede l'istituzione del nuovo comune a decorrere dal 01/01/2020.
FAST FIND : NR41134
L. P. Bolzano 12/11/2019, n. 11
Partecipazione della Provincia autonoma di Bolzano all'organizzazione delle XXV Olimpiadi invernali e delle XV Paralimpiadi invernali del 2026.
B.U. R. Trentino Alto Adige Suppl. 14/11/2019, n. 3
In vigore dal 14/11/2019, la legge prevede la partecipazione della Provincia al Comitato organizzatore dei giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e all'Agenzia di progettazione olimpica provvedendo agli stanziamenti necessari.
Linea guida calcolo anomalia delle offerte
Linea guida garanzia provvisoria e definitiva negli appalti pubblici
FAST FIND : NN16038
Aggiornato con: Ord. P.C.M. 12/11/2019, n. 614
Aggiornato con: L. R. Emilia Romagna 06/11/2019, n. 23
Aggiornato con: L. R. Basilicata 06/11/2019, n. 22
Aggiornato con: D.L. 03/09/2019, n. 101
FAST FIND : NN8063
Aggiornato con: D. Min. Giustizia 13/10/2019
FAST FIND : NR38896
Certificazione energetica e impianti termici
Aggiornato con: Regolam. R. Liguria 14/10/2019, n. 5
Aggiornato con: L. R. Basilicata 15/10/2019, n. 19
FAST FIND : GP17556
Contestazione modalità esecutive di lavori pubblici
Ord. C. Cass. S.U. civ. 11/11/2019, n. 29089
Appalti e contratti pubblici - Riparto di giurisdizione - Contestazione delle modalità esecutive dei lavori - Giurisdizione del giudice ordinario.
Ai fini del riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo, occorre distinguere il caso nel quale il privato pretenda il risarcimento del danno derivante dalla illegittima progettazione e deliberazione dell'opera pubblica (ove, ponendosi in discussione la legittimità dell'esercizio del potere pubblico, la giurisdizione spetta al giudice amministrativo), da quello in cui lo stesso lamenti la cattiva esecuzione dell'opera pubblica, contestando le modalità esecutive dei lavori (nel quale la giurisdizione spetta al giudice ordinario, venendo in rilievo la violazione del generale dovere di neminem laedere). (Nel caso di specie si trattava della domanda volta ad ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla realizzazione da parte del Comune di una strada che aveva comportato la perdita dell'accesso al piano stradale di un immobile privato dovuta al fatto che l'opera pubblica era stata in concreto costruita ad un piano sopraelevato rispetto a quello originario per effetto dell'accumulo di materiale lapideo a tergo dei muri di contenimento.)
FAST FIND : GP17555
Contratto di appalto e obblighi dell'appaltatore
Edilizia e urbanistica - Appalti di lavori privati - Costruzione di immobile in difformità dal titolo edilizio - Difformità totale o parziale - Differenza - Conseguenze sul contratto di appalto.
In tema di contratto di appalto avente ad oggetto la costruzione di immobili eseguiti senza rispettare la concessione edilizia, occorre distinguere le ipotesi di difformità totale e parziale. Nel primo caso, che si verifica ove l'edificio realizzato sia radicalmente diverso per caratteristiche tipologiche e volumetrie, l'opera è da equiparare a quella posta in essere in assenza di concessione, con conseguente nullità del detto contratto per illiceità dell'oggetto e violazione di norme imperative; nel secondo, invece, che ricorre quando la modifica concerne parti non essenziali del progetto, tale nullità non sussiste.
Nello stesso senso vedi Ord. C. Cass. civ. 27/11/2018, n. 30703.
Edilizia e immobili - Appalti di lavori privati - Contratto di appalto - Obblighi dell'appaltatore - Obbligo del rispetto di prescrizioni non contemplate nel contratto - Esclusione.
L'appaltatore è tenuto esclusivamente al rispetto delle prescrizioni contenute nel titolo autorizzativo e di quelle, eventualmente diverse od ulteriori, derivanti dal contratto sottoscritto dalle parti, senza che gli si possano opporre tutte le prescrizioni contemplate nella cospicua documentazione allegata al progetto di realizzazione dell'edificio, ove esse non siano, appunto, state espressamente richiamate nel contratto di appalto.
FAST FIND : GP17554
Gare con modalità telematiche
Appalti pubblici - Procedure di gara - Procedura selettiva informatica - Malfunzionamento del sistema informatico della p.a. - Conseguenze - Tardiva presentazione dell’offerta di un partecipante - Responsabilità della p.a. - Sussistenza.
Nel settore delle procedure selettive informatiche, la tardiva presentazione dell'offerta che sia riconducibile a un malfunzionamento ascrivibile al gestore del sistema non può risolversi in danno del partecipante, e ciò in applicazione dei fondamentali principi di par condicio e di favor partecipationis nelle procedure di gara. Per i malfunzionamenti del sistema imputabili al gestore del medesimo (fermi del sistema, mancato rispetto dei livelli di servizio, etc) non può che affermarsi la responsabilità di quest'ultimo.
Appalti pubblici - Procedure di gara - Procedura selettiva informatica - Malfunzionamento del sistema informatico della p.a. - Richiesta di rimessione in termini da parte del concorrente - Obblighi conseguenti della p.a.
Nell'ambito di una gara svolta in forma telematica, in presenza di una denuncia di malfunzionamento con richiesta di rimessione in termini da parte del concorrente, la stazione appaltante deve, a pena di illegittimità, verificare la fondatezza della stessa e l'eventuale riconducibilità del disservizio alla sfera di responsabilità del gestore del sistema, per determinarsi poi in modo consequenziale rispetto all'istanza proposta dal soggetto partecipante alla gara.
OEPV - Valutazione delle offerte con il metodo on/off
Nelle procedure di affidamento mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa non è in via generale esclusa la possibilità di utilizzare il metodo di attribuzione dei punteggi c.d. "on/off" (ossia il metodo in forza del quale, in presenza di un determinato elemento è attribuito un punteggio predeterminato, senza alcuna valutazione discrezionale, mentre in assenza dell’elemento è attribuito un punteggio pari a zero), a condizione che venga consentito un effettivo confronto concorrenziale sui profili tecnici dell’offerta, scongiurando situazioni di appiattimento delle stesse sui medesimi valori, vanificando l’applicazione del criterio del miglior rapporto qualità/prezzo (cfr. Linee guida ANAC n. 2 - Delibera 02/05/2018, n. 424). Pertanto, la previsione di criteri di valutazione incentrati esclusivamente sul metodo “on/off”, abbinata alla mancata previsione dell’obbligo, per i concorrenti, di allegare documentazione tecnica a corredo dell’offerta e alla mancata nomina, da parte della stazione appaltante, di un’apposita Commissione giudicatrice incaricata di verificare quanto dichiarato dai concorrenti, non è da ritenersi legittima in quanto produce uno snaturamento del previsto criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, determinando una vera e propria “sterilizzazione” dei punteggi tecnici ed una decisiva incidenza dell’elemento prezzo ai fini dell’aggiudicazione dell’appalto.
Permesso di costruire annullato e impossibilità della demolizione
La disciplina dettata dall’art. 38, D.P.R. 380/2001 si ispira a un principio di tutela degli interessi del privato, prevedendo un regime sanzionatorio più mite per le opere edilizie conformi a un titolo abilitativo successivamente rimosso, rispetto agli altri interventi abusivi eseguiti sin dall’origine in assenza di titolo (o in parziale difformità) e al trattamento ordinariamente previsto per tali ipotesi (dagli artt. 31, 33 e 34, D.P.R. 380/2001), per tutelare un certo affidamento del privato basato sulla presunzione di legittimità ed efficacia del titolo assentito. A tal fine, l’amministrazione è tenuta a verificare se i vizi formali o sostanziali siano emendabili, ovvero se la demolizione sia effettivamente possibile senza recare pregiudizio ad altri beni o opere del tutto regolari.
Vedi anche C. Stato 23/09/2019, n. 6284.
Il concetto di impossibilità di ripristino ex art. 38, D.P.R. 380/2001, non va inteso esclusivamente come impossibilità tecnica, ma involge anche una componente valutativa di opportunità/equità, improntata al bilanciamento dell’interesse pubblico al ripristino della legalità violata con le posizioni giuridiche soggettive del privato che incolpevolmente abbia confidato nella legittimità dell’esercizio del potere amministrativo. Deve dunque ritenersi che la scelta di escludere la sanzione demolitoria, laddove adeguatamente motivata e aderente, in termini di coerenza, alle indicazioni contenute nella pronuncia di annullamento (onde non incorrere nella violazione dei principi della separazione dei poteri e di effettività della tutela giurisdizionale dei ricorrenti vittoriosi), appare in astratto - laddove possibile - quella maggiormente rispettosa di tutti gli interessi coinvolti nella singola controversia e del principio di proporzionalità dell’azione amministrativa, di diretta derivazione eurounitaria, e che quindi, nel caso di opere realizzate sulla base di un titolo edilizio annullato, la loro demolizione deve essere considerata quale extrema ratio.
Nello stesso senso si veda anche Sent. C. Stato 17/10/2019, n. 7057.
Parziale difformità dal permesso di costruire
Con riferimento all’inammissibilità del titolo edilizio implicito, si deve considerare che, in generale, il provvedimento implicito è configurabile unicamente allorquando l'Amministrazione pur non adottando formalmente un provvedimento, ne determina univocamente i contenuti sostanziali attraverso un comportamento conseguente ovvero determinandosi in una direzione, anche con riferimento a fasi istruttorie coerentemente svolte, a cui non può essere ricondotto altro volere che quello equivalente al contenuto del provvedimento formale corrispondente.
L’attività sanzionatoria della p.a. concernente l'attività edilizia abusiva è connotata dal carattere vincolato e non discrezionale. Infatti, il giudizio di difformità dell'intervento edilizio rispetto al titolo abilitativo rilasciato, che costituisce il presupposto dell'irrogazione delle sanzioni, non è connotato da discrezionalità tecnica, ma integra un mero accertamento di fatto e, pertanto, l'ordine di demolizione di opere abusive non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di quest'ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, né una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione, non potendo ammettersi l'esistenza di alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva, che il tempo non può mai legittimare.
Deve ritenersi legittimo l'ordine di demolizione in caso di variazioni essenziali e anche gli interventi edilizi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire soggiacciono alla sanzione demolitoria, a meno che, non potendo essa avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità, si debba applicare la sanzione pecuniaria.
Il legislatore, con la modifica apportata dalla lett. a), num. 5), dell'art. 5, comma 2, del D.L. 70/2011, convertito con la L. 106/2011, ha ridotto il campo di applicazione dell'art. 34 del D.P.R. 380/2001. Proprio l'assenza di una compiuta definizione della categoria dei lavori ed interventi eseguiti in parziale difformità ha indotto a fissare una soglia di rilevanza minima delle variazioni non costituenti illecito edilizio; si tratta di quegli scostamenti dai parametri autorizzati di misura talmente contenuta da non potere essere considerati un illecito edilizio. L'ambito di applicazione della nuova disposizione viene espressamente circoscritto alla materia edilizia e non opera, dunque, nel caso di interventi su immobili “vincolati”; inoltre presuppone il rispetto del relativo presupposto (cfr. art. 34, comma 2-ter, del D.P.R. 380/2001: “ai fini dell'applicazione del presente articolo, non si ha parziale difformità del titolo abilitativo in presenza di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unità immobiliare il 2% delle misure progettuali”).
Opere strutturali in cemento armato, agibilità e collaudo statico
Per gli edifici con opere strutturali in cemento armato costruiti dopo l’entrata in vigore della L.1086/1971, la mancanza del certificato di collaudo non è formalmente giustificabile e la richiesta di agibilità deve essere accompagnata da una vera e propria denuncia delle opere strutturali “a posteriori”, se non già presente, e dal successivo collaudo statico. Pertanto la mancanza del certificato di collaudo statico non può essere sopperita dalla perizia giurata di idoneità statica, non sussistendo neanche un'equivalenza sostanziale tra i due atti in quanto la relazione con cui si dichiara l'idoneità statica di una costruzione non possiede la medesima forza di un certificato di collaudo, essendo quest'ultimo il prodotto di un insieme di obblighi e regole ben determinati (nella qualificazione dei tecnici, dei costruttori, dei materiali, delle ispezioni, etc.). (Nel caso di specie è stato ritenuto legittimo l'annullamento in autotutela del certificato di agibilità per la mancanza del collaudo statico di un edificio per il quale era stata resa la certificazione di idoneità statica nelle forme della perizia giurata da parte di un professionista a ciò abilitato).
Con riferimento all’art. 1 del R.D. 2229/1939, benché si tratti di disposizione abrogata ad opera del D. Leg.vo 212/2010, per i contratti stipulati da un geometra anteriormente all'abrogazione non viene meno la nullità per contrarietà a norme imperative perché l'introduzione di una disciplina innovativa e non già interpretativa della normativa vigente non produce effetti retroattivi idonei ad incidere sulla qualificazione degli atti compiuti prima della sua entrata in vigore e non influisce, dunque, sulla invalidità del contratto, regolata dalla legge del tempo in cui lo stesso è stato concluso.
La disposizione secondo la quale i geometri non siano abilitati a redigere “progetti di massima” ove riguardanti, fuori dalle ipotesi eccezionalmente consentite dalla lett. l), dell’art. 16, del R.D. 274/1929, costruzioni richiedenti l'impiego di strutture in cemento armato, risponde ad una scelta inequivoca del legislatore, dettata da evidenti ragioni di pubblico interesse, che lascia all'interprete ristretti margini di discrezionalità, attinenti alla valutazione dei requisiti della modestia della costruzione, della non necessità di complesse operazioni di calcolo e dell'assenza di implicazioni per la pubblica incolumità, indicando invece un preciso requisito, e cioè la natura di annesso agricolo dei manufatti, per le opere eccezionalmente progettabili dai geometri anche nei casi di impiego di cemento armato.
Con riguardo alla lett. m), dell’art. 16, del R.D. 274/1929, si è ritenuto che il criterio per accertare se una costruzione civile sia da considerare “modesta” consiste nel valutare le difficoltà tecniche che la progettazione e l'esecuzione dell'opera comportano e le attività occorrenti per superarle, precisando che assume significativa rilevanza, secondo il criterio tecnico-qualitativo fondato sulla valutazione della struttura dell'edificio e delle relative modalità costruttive, la circostanza che la costruzione sorga in zona sismica, con conseguente assoggettamento di ogni intervento edilizio alla normativa di cui alla Legge 64/1974, la quale impone calcoli complessi che esulano dalle competenze professionali dei geometri.
La pregnanza di tale criterio distintivo comporta che neppure l'eventuale intervento nella fase esecutiva o di direzione dei lavori di un professionista di categoria a ciò abilitato può sanare la nullità, per violazione di norme imperative, del contratto d'opera professionale di progettazione sottoscritto da un geometra al di fuori dei casi di sua competenza.
Titoli abilitativi per modifica di aperture esterne
La modifica delle aperture esterne dell'edificio non è riconducibile né alla categoria della manutenzione straordinaria, né a quelle del restauro o risanamento conservativo, dovendo invece essere qualificata come ristrutturazione edilizia c.d. "pesante", per la quale è richiesto il previo rilascio del permesso di costruire a norma dell'art. 10, D.P.R. 380/2001, comma 1, lett. c), che prevede la necessità di detto titolo anche quando le opere portino ad un organismo edilizio in parte diverso da quello precedente perché comportanti la modifica dei prospetti.
L'illecito di cui all'art. 181, D. Leg.vo 42/2004, trattandosi di reato di pericolo, non richiede ai fini della sua configurabilità un effettivo pregiudizio per l'ambiente, essendo sufficiente l'esecuzione, in assenza di preventiva autorizzazione, di interventi che siano astrattamente idonei ad arrecare nocumento al bene giuridico tutelato.
La modifica delle aperture esterne in zona vincolata richiede il previo rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. Ed infatti la qualificazione dell'intervento quale ristrutturazione edilizia non solo esclude l'applicabilità dell'art. 149, D. Leg.vo 42/2004, comma 1, lett. a), ma proprio tale disposizione - nel prevedere che non è richiesta l'autorizzazione paesaggistica per gli “interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conversativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici” - conferma l'assoggettabilità al procedimento di valutazione della compatibilità paesaggistica di qualsiasi opera che appunto incida sull'estetica dei fabbricati. (Nel caso di specie è stato ritenuto intervento di ristrutturazione edilizia "pesante" - e come tale soggetto al permesso di costruire e all'autorizzazione paesaggistica - il restauro di due aperture lignee in cattivo stato di conservazione con trasformazione delle stesse in un'unica apertura a vetri, di dimensioni inferiori a quelle preesistenti).
Manovra, partita su 700 ritocchi. Il decreto cambia su Pir e appalti da Il Sole 24 Ore
Transfer pricing, così il codice vizia il confronto da Il Sole 24 Ore
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