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Timestamp: 2019-06-18 02:00:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['art 4', 'art 30', 'art 4', 'sentenza ', 'art 30', 'art 30', 'art 4', 'art 30', 'art 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 30', 'art 30', 'art 4', 'art 30', 'art 30', 'art 30']

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Pubblicato Mercoledì, 31 Dicembre 2014 19:02
Le speranze che riponiamo nell'anno che verrà non deludano le nostre aspettative, consci che il futuro è la conseguenza del nostro presente
Pubblicato Sabato, 27 Dicembre 2014 15:15
Se la notizia relativa all'approvazione dei decreti attuativi del Jobs Act è stata ampiamente divulgata dai media che ne hanno riportato sommariamente i contenuti, evidenziando le varie posizioni venutesi a delineare in merito, è di poco fà la notizia circa l'avvenuta approvazione nella stessa seduta del Consiglio dei Ministri del 24 Dicembre u.s., del decreto milleproroghe a cui facevamo riferimento per superare l'empasse che si era venuta a determinare con l'approvazione della legge di stabilità che consentiva di derogare anche per l'anno 2015 all'art 4 commi 9 e 9 bis della legge 125/2013, limitatamente ai comuni che non venivano a trovarsi nella condizione economica di dichiarato dissesto o predissesto; con le conseguenze che ciò potrebbe comportare al personale in forza presso questi con contratto a tempo determinato .
Riservandoci di notiziare nel merito solo e subordinatamente ad una lettura attenta del decreto in parola, diamo informativa a tutto il personale e agli enti interessati che è stata anticipata a domani 28 Dicembre per le ore 11:00 la convocazione dei lavori in seconda Commissione bilancio per l'esame e il via libera al testo che prevede il ricorso all'esercizio provvisorio fino al 30 Aprile 2015 e il testo che prevede alcune modifiche all'art 30 della legge 5/2014, al fine di procedere all''incardinamento degli stessi per lavori d'aula convocati alle ore 11.00 di martedì 30 Dicembre, in seduta no stop fino all'approvazione .
Uno dei punti salienti che dovrà contemplare il testo per l'esercizio provvisorio sarà quello di recepimento della norma contemplata nella legge nazionale di stabilità per il 2015 cui abbiamo accennato in precedenza; di fatto solo e subordinatamente a ciò sarà consentito agli enti di procedere all'adozione degli atti propedeutici alla prosecuzione dei contratti in scadenza il prossimo 31 dicembre senza soluziione di continuità .
A tal uopo ci riserviamo di fare le nostre considerazioni su alcuni aspetti procedurali che riteniamo al limite della tollerabilità, che hanno nel corso delle ultime settimane alimentato dubbi e perplessità tali da violare il buon senso e la correttezza istituzionale; spesso e volentieri messe artificosamente in campo per alimentare un clima non favorevole alla categoria.
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali andiamo avanti consapevoli che il nostro operato è assolto a tutela e salvaguardia dei diritti acquisiti di una categoria che qualcuno al di là dei buoni propositi è intenzionato a fare saltare ; rinnovando l'invito a tutto il personale interessato a supportarci, assumendo una posizione chiara e determinata nei nostri confronti.
Pubblicato Giovedì, 25 Dicembre 2014 08:57
da tutta la segreteria
Pubblicato Martedì, 23 Dicembre 2014 18:35
Decreto milleproroghe in discussione domani nella seduta del consiglio dei ministri, sembra essere una delle possibilità concrete per superare la complicata situazione venutasi a determinare nei comuni in dichiarato dissesto o predissesto, che risultano impossibilitati a dare continuità ai contratti di lavoro a termine in scadenza il 31 dicembre p.v., nonostante sia stato approvato con la legge di stabilità un emendamento che consente di andare in deroga anche per l'anno 2015 al dettato normativo di cui all'art 4 commi 9 e 9 bis della legge 125/2013 .
Nella stessa seduta risultano all'ordine del giorno per l'approvazione i due decreti attuativi del Jobs Act che contemplerebbero anche la rivisitazione del decreto legge 368/2000 in materia di contratti a termine, a risposta della sentenza pronunciata dal Consiglio di Giustizia Europea nelle settimane scorse.
Se il decreto milleproroghe ci fà sperare ma non dà nulla di scontato, i decreti attuativi a seguire ci preoccupano seriamente per ciò che possono determinare in materia di contratti a termine .
Siamo convinti che, l'allarmante situazione economica illustrata oggi in conferenza stampa dall'assessore all'economia Baccei nel presentare gli atti approvati in giunta con cui il governo fà ricorso all'esercizio provvisorio fino al 30 Aprile 2015, condiziona e ipoteca le scelte che saranno chiamate ad adottare entro tale data; aver annunciato che la finaziaria e il bilancio pluriennale della regione sicliana saranno predisposti e approvati solo ed esclusivamente attraverso una pianificazione e tagli alle spese, concordate e valutate attraverso l'istituzione di un tavolo con il governo nazionale; ci preoccupa e ci allarma seriamente per la poca incisività e il peso politico che il governo crocetta ha dimostrato di avere fino ad oggi, prova ne sono i risultati catastrofici che hanno fatto e rischiano ancora di fare sprofondare di più la Sicilia nel vuoto, lasciandola orfana di tutte quelle dovute risposte alle tante emergenze sociali.
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali continueremo a monitorare ora dopo ora l'evolversi della situazione attraverso un confronto costante e costruttivo con tutte le parti in causa, senza la presunzione di avere la soluzione a portata di mano come dichiarato nel'ultimora da qualche professionista del sindacato confederale, che non ha avuto l'accortezza e il rispetto di migliaia di lavoratori, alludendo chiaramente ad un conubbio fra politica e sindacato; auspico seriamente che la soluzione immaginata non ci riporti ancora più indietro nel tempo, più di quanto non hanno già fatto gli stessi protagonisti l'anno scorso con l'approvazione dell'art 30 della legge 5/2014.
Invitiamo i colleghi a comprendere senza alcun dubbio le varie posizioni che si sono da tempo delineante in merito, avendo l'accortezza di capire chi fà gli interessi veri della categoria e chi per professione , avendo il coraggio di sostenere senza tentennamenti il lavoro portato avanti con lealtà nei confronti di colleghi accomunati da un unico destino , prima che sia troppo tardi .
MGL Regione e Autonmomie Locali
dà voce ai tuoi diritti !
Pubblicato Martedì, 23 Dicembre 2014 08:10
E’ arrivato ieri sera il voto finale alla camera sulla legge di stabilità, che posticipa al 31 Dicembre 2015 il termine che consente di andare in deroga al comma 9 e 9 bis della legge 125/2013, senza però tutelare in modo esplicito il personale che presta servizio presso gli enti che hanno dichiarato il dissesto o hanno avviato le fasi preliminari del predissesto formalizzando richiesta di accesso al fondo di riequilibrio .
Contestualmente , la Giunta di governo approvava, gli atti propedeutici per l’esercizio provvisorio fino al 30 Aprile 2015 nelle more di definire la legge finanziaria e il bilancio pluriennale della regione stessa .
La situazione che viene a determinarsi alla luce dei provvedimenti esitati è di assoluta incertezza, non comprendiamo il comportamento e le dichiarazioni di quanti continuano a negare l’evidenza dei fatti, tanto più di fronte al serio rischio di vedere conclusa l’esperienza lavorativa di poco più di 2000 colleghi che prestano servizio presso gli enti che riscontrano le condizioni di cui sopra .
Non possiamo permetterci che una sola persona interrompa dal 1 Gennaio 2015 il servizio dopo venticinque anni di attività solo per l’inerzia e l’incapacità a governare una problematica che tra tante emergenze andava attenzionata per la sua specificità al governo nazionale già durante l’esame del decreto n 101/2013 .
Tale situazione è stata generata da un progetto diabolico che trova risposte in precise e ben individuate responsabilità imputabili alla politica regionale e a tutte quelle forze sociali che hanno avallato, sostenendo un percorso dall’esito già scontato.
Non dimentichiamo le dure contrapposizioni mosse in autonomia da questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali in contrapposizione con le altre sigle sindacali che hanno permesso a partire dalla finanziaria regionale 2013 la prima del governo Crocetta che aboliva il fondo unico del precariato essenziale e di salvaguardia alla categoria per poi arrivare alla legge finanziaria 2014 la seconda del governo Crocetta che definitivamente aboliva le leggi regionali che avevano consentito di contrattualizare il personale interessato sottraendo la regione alle proprie responsabilità sia dal punti di prospettiva occupazionale che dall’essere garante dei contratti attraverso una quota di compartecipazione degli stessi, ricordo che nel caso in cui un ‘ente venivasi a trovare in dissesto o predissesto i contratti erano finanziati per l’intera quota dalla regione Siciliana , condizione che oggi avrebbe fatto venire meno il rischio licenziamento .
Ci riserviamo di aggiornare il presente comunicato in tardo pomeriggio , con ulteriori notizie che affrontano l’emergenza che sempre più rischia di travolgere e annullare una categoria .
Pubblicato Venerdì, 19 Dicembre 2014 16:09
E’ stato firmato ieri 18 dicembre 2014 il decreto n. 486/S.2 di riparto del fondo di cui all’art 30 comma 7 della legge regionale n. 5/2014 approvato in sede di conferenza regione e autonomie locali il giorno dopo la seduta congiunta delle commissioni Bilancio – Lavoro - Affari Istituzionali convocata a Palazzo dei Normanni nella sala rossa.
Le somme impegnate, non sono disponibili, se non successivamente all’approvazione del bilancio consuntivo da parte degli enti interessati, chiamati ad accertare gli eventuali scompensi finanziari determinati dall’abrogazione delle norme regionali che ne avevano quantificato la quota di compartecipazione erogata al 31 Dicembre 2013 per i contratti in essere .
Si invita tutto il personale e le Amministrazioni alla lettura del Decreto (clicca per visualizzare) e dei relativi allegati Allegati Allegato 1 al D.A. n.486 del 18.12.2014 Allegato 2 al D.A. n.486 del 18.12.2014 Allegato A al D.A. n.486 del 18.12.2014
Allegato B al D.A. n.486 del 18.12.2014 Allegato C al D.A. n.486 del 18.12.2014 per riscontrare la correttezza dei dati approvati nonché qualora non abbiano già provveduto ad ottemperare agli adempimenti richiesti dal competente dipartimento regionale autonomie locali con Avviso n. 8 del 24/06/2014 prot . n. 9837.
Si attendono in serata notizie dalla Commissione Bilancio al Senato, impegnata nell’esame e approvazione della legge di stabilità 2015, lavori sospesi in tarda mattinata e riconvocati per il tardo pomeriggio di oggi dopo l’annuncio da parte del Governo di presentare un max emendamento al testo e chiedere la fiducia in aula .
Da Palermo nessuna novità fino a lunedì, giornata in cui il governatore Crocetta si è impegnato per l’ennesima volta a presentare in giunta e procedere all’approvazione degli atti propedeutici al bilancio e il ricorso all’esercizio provvisorio ripetutamente rinviato nel corso della settimana che volge al termine con la conseguenza disastrosa che dal miliardo di lunedì si è arrivati a quasi quattro miliardi di oggi come disavanzo di cassa a cui porre rimedio con tagli alle vari voci di spesa .
Pubblicato Mercoledì, 17 Dicembre 2014 19:14
Siamo fortemente preoccupati sul comportamento di alcuni amministratori locali che alla sola notizia, peraltro ancora tutta da confermare, in merito ad una possibile deroga all’art 4 commi 9 e 9bis della legge 125/2013 per l’anno 2015 che consentirebbe loro, di prorogare per un ulteriore anno i contratti in scadenza il prossimo 31 dicembre; ripiegano senza indugio sulla solita proroga, accantonando ogni procedura possibile o propedeutica alla stabilizzazione, anche al ricorrere di condizioni favorevoli, che ai sensi del decreto legge 90/2014 risultano percorribili .
Non si è ben compreso che l’eventuale deroga per l’anno 2015, che la legge di stabilità in discussione in Commissione Bilancio al Senato dovrebbe contemplare, non risolve il problema tanto meno l’ho affronta nel merito, limitandosi solo a posticipare nel tempo le procedure di stabilizzazioni senza rimuovere le cause ostative che di fatto hanno impedito oggi, agli enti, di programmare l’assunzioni a tempo indeterminato del personale interessato, lasciando inalterata la situazione attuale .
Alla luce di quanto riportato, si evince ancora una volta, che la politica locale ogni qualvolta se ne presenta l'opportunità, pone in secondo piano la problematica in esame, che sempre più assume i connotati della straordinarietà e dell’emergenza incurante di riscontrare nell'immediato senza ulteriori rinvii una risposta esaustiva, appropriata e definitiva; che a nostro dire solo un intervento legislativo potrà dare, sottraendo questa categoria alla disciplina del decreto 101/2013 e alle ordinarie procedure di reclutamento del personale nella pubblica amministrazione, secondo il dettato dei decreti legge 90/2014 e 66/2014 .
Alla luce di quanto sopra, non possiamo che ritenere forviante e dal tenore puramente propagandistico la “manifestazione dal carattere provinciale”, data la partecipazione in modo prevalente dei colleghi e degli amministratori agrigentini, indetta dalle segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL il 10 Dicembre u.s. davanti Palazzo d’Orleans, all'indomani della riunione congiunta delle commissioni parlamentari Bilancio- Affari Istituzionali - Lavoro, convocata dai rispettivi Presidenti sulla problematica precariato; occasione che si è rivelata importante e autorevole nel corso della quale sono stati calendarizzati passaggi istituzionali di rilievo, utili e indispensabili a riscontrare secondo ordine di priorità i punti a seguire:
la continuità dei rapporti di lavoro in scadenza oltre il 31/12/2014 ;
la modifica dell’art 30 della legge 5/2014 in ordine all’accertamento degli squilibri di bilancio e consolidamento della spesa storicizzata al 31 dicembre 2013 ;
l’avvio di un confronto immediato con il parlamento nazionale a cui attenzionare la specificità della problematica siciliana rivendicando, attraverso la deputazione siciliana, l’approvazione di una norma a favore .
Non si può manifestare soddisfazione solo perché il presidente Crocetta ha incontrato una delegazione, promettendo una cabina di regia dopo aver duramente bacchettato i sindaci per non aver dato seguito alle stabilizzazioni, Ai sensi di quale normativa ? andrebbe chiesto.
Finiamola di assecondare chi già da tempo ha deciso per il nostro destino, sottraiamoci all’operato di questi signori che detengono un potere contrattuale per investitura disponendone a proprio uso e consumo, riappropriamoci delle nostre forze e coordiniamole al meglio per conseguire un comune obbiettivo, che solo da semplici lavoratori possiamo vedere e rivendicare senza compromessi .
Non condividiamo tacitamente l’operato di amministratori e funzionari dediti a fare cassa a nostre spese, non assecondiamo e non condividiamo piani che programmano assunzioni di figure apicali a fulltime senza tenere conto del dramma sociale che noi viviamo quotidianamente a nostre spese; vigiliamo sulla rideterminazione delle dotazioni organiche approvate dagli enti presso cui prestiamo servizio affinchè queste riscontrino quanto più possibile le categorie e le figure professionali già in forza nell’ente con contratto a tempo determinato; contestiamo le esternalizzazioni dei servizi e il ricorso sproporzionato allo straordinario per tutelare le nostre posizioni e giustificare il nostro prioritario diritto alla stabilizzazione; non ci preoccupiamo di agire e denunciare in gioco c’è il nostro domani ma ancor prima quello dei nostri figli
DAI FORZA AI TUOI DIRITTI !!
Pubblicato Martedì, 16 Dicembre 2014 07:35
Si rischia seriamente di essere travolti dall’inettitudine di una classe politica incapace di operare e affermarsi come tale, in un contesto storico assai problematico fortemente insidiato da una corruzione dilagante senza pudore; dove l’arroganza, la presunzione, il malaffare, le compiacenze l’ha fanno da padrone sulle capacità, le professionalità, le competenze, le conoscenze, che un tempo caratterizzavano la statura politica di uomini e statisti che oggi solo in pochi sanno affermare, delimitando con forza limite tra il saper fare e l’improvvisare .
A pochi giorni dalla fine dell’anno dobbiamo fare i conti con un quadro sociale allarmante, aggravato com'è dalle tante incertezze economiche e da un sovrapporsi di norme che condizionano pesantemente la posizione lavorativa di migliaia di lavoratori facenti parte la categoria .
Bisogna attendere che la Commissione Bilancio al Senato completi l'esame degli emendamenti presentati alla legge di stabilità, per conoscere sè la deroga all’art 4 comma 9 e 9 bis della legge 125/2013 anche per l'anno 2015 è una certezza, per dare continuità di lavoro oltre il 31 dicembre 2014 a migliaia di lavoratori a tempo determinato, con particolare attenzione a quanti prestano servizio presso enti in predissesto o in dissesto.
Bisogna attendere fino al 30 Dicembre 2014 per avere contezza della norma che approva l’esercizio provvisorio per i primi quattro mesi del 2015, strumento essenziale per qualsivoglia ragionamento in termini di bilancio economico e copertura finaziari ai vari provvedimenti legislativi, così sembra aver deciso la conferenza dei capigruppo oggi a Palazzo dei Normanni, dopo aver preso atto della mancata predisposizione della bozza di bilancio che il governo si era impegnato a presentare e approvare in giornata senza nulla di fatto.
La proroga data troppo per scontata, è subordinata oltre che alla predisposizione e approvazione della bozza di bilancio dell’esercizio provvisorio anche al reperimento delle dovute e giuste risorse economiche ; messe in dubbio o fortemente ridimensionate dai tagli che il Governo ha annunciato per recuperare poco più di un miliardo; ciò a testimanianza di quanto avevamo manifestato il giorno dopo l'insediamento del nuovo assessore al bilancio Baccei, espressione diretta del Premier Renzi, ritenuto come un vero e proprio commissariamento della regione siciliana.
Se a questa complicata vicenda, prendiamo in esame il cambio di guardia alla giuda del dipartimento regionale alle finanze operata in giornata dal Governo con la nomina del nuovo dirigente Dott. Sammartano a posto del Dott Pisciotta, permetteteci di alimentare forti preoccupazioni sui giorni che seguiranno.
La legge di stabilità in discussione in Commissione bilancio al Senato, sta affrontando anche un’altra problematica che non esclude ricadute negative e ritorsioni sugli enti locali e sui precari che presso questi prestano servizio, il riferimento và al personale dipendente delle dismesse province regionali a cui si sta cercando una nuova collocazione tramite procedure di mobilità e non è escluso a priori una collocazione presso comuni e enti pubblici diversi .
In relazione alla tanto sbandierata soluzione del precariato nella pubblica amministrazione, con esplicito riferimento alla sentenza pronunciata dalla Suprema Corte di Strasburgo che condanna l’Italia quale stato membro della comunità europea ad osservare le direttiva in materia di contratti a termine, ripetutamente violate con la reiterazione di più contratti a termine oltre il limite temporale massimo di trentasei mesi, confermiamo le nostre perplessità circa l’automatismo di riconversione dei contratti da tempo determinato a indeterminato, veicolato come messaggio distorto e viziato per altri interessi .
Da una prima lettura della sentenza fatta dai nostri legali sembrerebbe che l’applicazione della sentenza non comporta una sanatoria tou curt dell’illecito accertato, attraverso una riconversione del rapporto a tempo indeterminato, ma diversamente riconosce la possibilità in capo al lavoratore interessato di indire una procedura legale attraverso cui per espressa volontà del giudice avere riconosciuto il danno , sanzionabile in una riconversione del rapporto atempo indeterminato o in una quantificazione economica pari ad un numero di mensilità da corrispondere.
In merito a quanto sopra và precisato che la sentenza, obbliga lo Stato italiano a prenderne atto e rivedere la propria normativa vigente sui rapporti a tempo determinato attraverso una rivisitazione del decreto legge 368/2000; è di oggi la dichiarazione del Presidente del Consiglio Renzi che per la giornata del 24 Dicembre p.v. nella seduta del Consiglio dei Ministri saranno predisposti due decreti attuativi della legge delega sul Jobs Act, legge che il Ministro per il Lavoro Giuliano Poletti ha indicato, rispondendo ad alcune interrogazioni in aula poste la scorsa settimana, come opportunità per fare proprie le contestazioni mosse dalla Suprema Corte di Giustizia Europea e procedere in ordine ai contratti a tempo determinato, regolamentando le modalità attuative e l'applicazione .
Tutto ciò premesso, riteniamo essenziale e vitale per il nostro comune futuro di lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione, rinnovare con forza l’appello a tutto il personale interessato a non distrarsi dal vero problema tanto più dare credito e andare dietro ai tanti pifferai magici per scongiurare la fine che la favola ci insegna .
Ancora una volta abbiamo avuto ragione su ciò che ieri altri ci contestavano, ancora una volta vi invitiamo a sostenere una proposta credibile su cui spenderci senza se e senza ma, convinti come siamo che questa non passa nel modo più categorico nè attraverso il decreto 101 convertito in legge 125/2013, i decreti legge 90/2014 e 66/2014, la legge regionale 5/2014, nè tantomeno attraverso il declassamento o la riduzione delle monte ore di contratto; ma bensì muove dalla consapevolezza che dietro i numeri ci sono famiglie che hanno programmato il proprio futuro, hanno e continuano a contribuire al tessuto socio-economico delle realtà locali dove hanno deciso di crescere i propri figli, hanno maturato professionalità e competenze.
Pubblicato Giovedì, 11 Dicembre 2014 11:34
Si continua ancora a fare di tutto per alimentare confusione e distogliere l’attenzione dal vero problema, porre fine a questa vergogna tutta siciliana, qual’è il precariato degli enti locali e non solo, generato da comportamenti duri a morire che hanno caratterizzato l’operato di politici e sindacati degli ultimi venti e più anni, ma altrettanto incomprensibile risulta essere il comportamento di colleghi che continuano ad assecondare una volontà d’intenti altrui che non rispecchia nel modo più assoluto la propria .
Bisogna avere il coraggio di affermare le proprie idee senza essere succubi di chi ci vuol fare credere che si muove nell’interesse dei lavoratori negando l’evidenza dei fatti; se oggi siamo in questa condizione non è un caso, non è sufficiente fare un “mea culpa” per essere discolpati da precise responsabilità, quelle di aver condiviso e sostenuto l’approvazione del decreto 101/2013 e a seguire il suo recepimento in Sicilia con l’approvazione dell’art 30 della legge n.5 del 28/01/2014 arrecando un danno incommisurabile ai lavoratori parte lesa e agli enti direttamente interessati su cui sono state riversate le responsabilità future.
I lavori della I - II e V Commissione parlamentare convocati dai rispettivi presidenti e portati avanti in seduta congiunta giorno 9 Dicembre u.s. a cui abbiamo prenso parte unitamente alle altre sigle sindacali, all’Anci, all’Asael, ai dirigente dei dipartimenti interessati Bilancio-Affari Istituzionali– Lavoro, sono stati propedeutici a fare un’analisi sullo stato di fatto e assumere contestualmente l’impegno concreto a porre rimedio al danno fatto con l’approvazione dell’art 30, sopra richiamato.
La calendarizzazione degli impegni assunti, da riscontrare secondo ordine di priorità che gli stessi rivestono, sono stati programmati avendo cura così come attenzionato dal Presidente della Commissione Bilancio On.Dina di concerto con i Presidenti delle Commissioni Lavoro e Affari Istituzionali, di vigilare e seguire attraverso un aggiornamento dei lavori alla prossima settimana, ritenuto indispensabile e utile a monitorare l’evolversi della situazione alquanto complicata stante gli interventi articolati tra il parlamento nazionale chiamato ad approvare con la legge di stabilità oggi in discussione in Commissione bilancio al Senato, la deroga relativa all’art 4 comma 9 e 9 bis della legge 125/2013 anche per l’anno 2015, al fine di garantire la prosecuzione delle attività oltre il 31 Dicembre 2014 ; indipendentemente se gli enti in forza di normativa previgente alla legge 5/2014 hanno deliberato contratti la cui scadenza è stata prevista oltre 2014; a seguire il parlamento regionale chiamato a recepire la norma e dare copertura finanziaria ; solo e subordinatamente a questi gli enti potranno adottare gli atti propedeutici a dare continuità ai rapporti di lavoro in scadenza .
Nel corso della seduta è stata ribadita la necessità che l’ARS con propria norma intervenga a modifica dell’art 30, rivedendo il computo degli squilibri finanziari intervenuti a seguito dei mancati contributi regionali così come disposto dal comma 6 del medesimo art 30 della legge regionale 5/2014 , accertando questi solo alla voce personale e non già sulla complessità del bilancio dell’ente stesso; principio condiviso dalla presidenza della Commissione Bilancio, che ha ssunto l'impego a procedere subito in questa direzione con l’approvazione degli emendamenti presentati.
Lo stesso Presidente dell’ANCI è intervenuto condividendo e dichiarando la propria posizione a supporto di questo percorso asserendo, altresì, di procedere in sede di conferenza Regione e Autonomie Locali convocata per la giornata del 10 Dicembre u.s., alla definizione del piano di riparto delle somme dovute per l'anno 2014, riferite al consolidato anno 2013 così come disposto dal comma 7 dell’art 30 ; approvato .
Tutto ciò premesso, invitiamo a dubitare e prendere le distanze da coloro che esultano per risultati che sono stati conseguiti in precedenza a tavoli diversi ben più autorevoli per spessore politico e per la qualificata presenza di funzionari regionali .
Non si può manifestare soddisfazione dopo una giornata di protesta davanti Palazzo d’Orleans solo perché il Presidente Crocetta ha concesso un incontro più per cortesia nei confronti di chi ha convocato la manifestazione che per sensibilità alla problematica o peggio ritenere un traguardo l'istituzione di un tavolo tecnico per monitorare la problematica quando in precedenza il giorno prima questo era stato un risultato conseguito per espressa volontà dei presidenti delle Commissioni parlamentari I - II e V .
SVEGLIAAAAA Colleghi !!! - da parte nostra tutta la solidarietà possibile per aver manifestato a difesa di un diritto che ci accomuna, ma nessuna giustificazione per aver perseverato per l'ennesima volta su strade sbagliate, battute da chi ancora una volta ha strumentalizzato.