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Timestamp: 2020-05-29 13:27:53+00:00
Document Index: 59773552

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 28', 'art. 1218', 'art. 2087', 'sentenza ', 'art. 134', 'sentenza ', 'art. 615', 'art. 1122', 'art. 234', 'art. 5', 'art. 143', 'art. 160', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Come ogni anno, rinnoviamo i nostri auguri di un felice Natale, che possa portare a Voi e alle Vostre famiglie gioia, prosperità e serenità, così come anche il 2018.
Cogliamo l’occasione per ricordarVi che il nostro Staff Operativo è attivo anche durante le festività natalizie, al Vs. servizio tutti i giorni, festivi compresi, 24 ore su 24.
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Mobbing e danno alla persona - 2° parte
Il fenomeno di mobbing può essere inteso come un evento lesivo traumatico che trova origine nel distress lavorativo e che sfocia in condizioni psicologiche disfunzionali od in patologie fisiche di natura psicosomatica. Eventuali cause extralavorative allo stress vengono escluse dalle variabili rilevanti ai fini della sua diagnosi, dunque l’ambiente familiare od il contesto di vita del lavoratore o patologie d’organo o psichiatriche precludono da subito la possibilità di produrre una corretta documentazione quale prova della vittima di mobbing, ai fini dell’individuazione di un danno e dunque di una richiesta di risarcimento.
La legge 81/2008 recita, all’art. 28 che:
la valutazione (dei rischi aziendali) nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004.
L’Europa infatti ha sollecitato i governi nazionali ad uniformarsi alla normativa del 2004 rispetto alla tutela dal rischio di distress lavorativo a cui l’Italia ha aderito grazie alla Lettera Circolare del 2010 la quale ha introdotto all’art. 28 della legge 81/2008 il comma 1-bis, che impone l’obbligo per le aziende di effettuare la valutazione sui rischi entro lo stesso anno, così adeguandosi al disposto.
Secondo l’art. 1218 c.c., “il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”, in questo senso il lavoratore che, a causa di situazioni correlate a stress-lavorativo, è impedito nello svolgimento delle proprie mansioni, è assolto dall’obbligo e può altresì rivolgersi agli istituti competenti per l’apertura della pratica relativa alla richiesta di risarcimento.
Le indagini sul danno non patrimoniale.
Quando si parla di danno non patrimoniale ci si riferisce alla compromissione di valori individuali derivanti da differenti attività illecite, come la privazione della libertà in caso di illegittimo esercizio di funzioni giudiziarie, la raccolta illecita di dati personali o la mancata osservazione dei disposti in materia di privacy e la messa in atto di comportamenti discriminatori, oppure esso può riguardare la violazione di diritti inviolabili sanciti e protetti dalla Costituzione, quali la salute, la reputazione, la tutela della propria immagine e riservatezza, per citarne alcuni. In questi casi possiamo parlare di danno biologico.
Così come definito dagli artt. 138 e 139 del D.Lgs. n. 209/2005, il danno biologico riguarda la lesione temporanea o permanente all’integrità psicologica e fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale il quale evidenzia un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti relazionali della vita del danneggiato.
In un contesto lavorativo in cui un soggetto si ritiene vittima di mobbing, intraprendendo i percorsi psicologici e legali necessari ai fini dell’attivazione procedura per richiesta di malattia professionale, il legale che affianca il lavoratore non può non tenere conto delle prove che occorrono ai fini della configurazione di un eventuale danno biologico. Tali prove comprendono le perizie degli esperti sia da un punto di vista sanitario che aziendale, poiché anche il comportamento e le considerazioni di colleghi e preposti si rileva di importante utilità. Per un soggetto vittima di mobbing è molto difficile ricorrere a veri e propri aiuti poiché non essendo fattispecie tipizzata la raccolta prove si dimostra molto più difficile ed articolata. Per raccogliere più informazioni possibili utili al soggetto, un’agenzia di investigazioni seria e professionale, con esperienza in ambito di indagini aziendali ed attività di intelligence può rilevarsi utile secondo le esigenze legali di tutela del lavoratore.
Altresì il danno da stress lavoro-correlato può comportare la richiesta di risarcimento per danno morale, che si configura laddove è presente “un pregiudizio di natura soggettiva, ove si crea un turbamento dello stato d’animo (che riguarda dolore, depressione, ansia) ed una sofferenza psichica subita a causa di un fatto illecito commesso da altri”, come nel caso del datore di lavoro che non dimostri di avere messo in atto ogni comportamento per evitare vittimizzazioni e lesioni sul posto di lavoro, sia di natura organizzativa che psicologica.
Come da Circolare INAIL n. 71/2003, il mobbing viene fatto rientrare nelle azioni identificabili come “costrittività organizzativa” con le quali ci si riferisce a tutti gli atti e le azioni che comportano
conseguenze chiare e rilevanti sulla posizione lavorativa e sulle possibilità di svolgimento del lavoro del soggetto coinvolto. Esempi di questo tipo di azioni sono:
In questo caso, laddove il lavoratore ritenga di subire un danneggiamento derivante da una costrittività organizzativa protratta nel tempo, duratura e non giustificata, ha il diritto di attivare l’autorità giudiziaria e di richiedere l’attivazione della pratica per mobbing. Si può qui configurare un danno di tipo professionale, derivante dal demansionamento e dal comportamento dequalificante subito.
L’attività di un’agenzia investigativa si rileva necessaria per la raccolta informazioni all’interno dell’azienda ove tali comportamenti vengono messi in atto, spesso approfittando del vuoto normativo in materia. Per documentare tali comportamenti persecutori, in tutti gli aspetti necessari, e dimostrare l’esistenza di reati così come definiti dalla legge, GALILEO SRL è in grado di svolgere indagini mirate, professionali, elaborando prove fotografiche e video, nonché producendo documentazione certificata e testimonianze dal valore inestimabile al fine di dimostrare i fatti. I nostri consulenti commerciali sono a vostra disposizione per valutare caso per caso le attività da mettere in campo e dunque la migliore strategia di azione e di intervento di indagine secondo le esigenze del cliente nell’ottica di una risoluzione positiva della questione posta. In collaborazione con il legale di riferimento, il cliente potrà così avvalersi di figure quali esperti in psicologia comportamentale, consulenti tecnici di parte su articolate questioni di mobbing, danno alla persona e misure di sicurezza per la tutela del privato, presenti ed attivi nell’organico aziendale di GALILEO SRL.
Manualetto normativo
Art. 9 L.300/1970
Rende obbligatorio ad imprese e datori di lavoro una valutazione del rischio, introducendo la figura del R.S.P.P., impone l’obbligo di formazione e informazione dei lavoratori per ridurre malattie professionali ed infortuni, sottolineando l’importanza di un danno oltre che patrimoniale altresì biologico, in seno alla violazione degli obblighi contrattuali.
Il TUSSL sostituisce il precedente Decreto e ne approfondisce i temi. Presta grande attenzione ai nuovi rischi collegati in particolare all’organizzazione aziendale, compreso lo stresso lavoro-correlato.
Le particolarità del mobbing - Prima parte
Definire e descrivere il fenomeno di mobbing ed ancor più posizionarlo all’interno del sistema giuridico italiano non è impresa semplice. In molte occasioni ci si è trovati ad affrontare la questione in sede normativa poiché sempre maggiore è il numero di casi in cui vi è la necessità di confrontarsi con esso. La salute non si configura solo come bene protetto in Costituzione, bensì essa viene tutelata altresì dal codice civile, all’art. 2087, ove si delinea la responsabilità ed il dovere del datore di lavoro di garantire l’integrità fisica e proteggere la personalità morale del lavoratore in azienda.
In sede definitoria, si può delineare il mobbing quale vero e proprio terrore psicologico subito e vissuto da un soggetto, all’interno del proprio contesto lavorativo, quale evento lesivo traumatico tale da incidere ed alterare la propria situazione psico-fisica, sfociando in veri e propri processi patologici.
La Circolare INAIL 71/2003 annovera il fenomeno di mobbing tra quelle che vengono definite “malattie professionali” e viene dunque incluso nella valutazione aziendale dei rischi quale rischio tecno-patico, differenziandolo dai rischi dovuti all’organizzazione aziendale in sé.
In questo modo viene definito che il lavoratore affetto da disturbi psichici causati o concausati in modo prevalente da distress lavoro-correlato, può essere vittima di mobbing.
Ma come si può dimostrare che il proprio stato di malessere sia direttamente collegato ad una situazione di violenza psicologica subita sul posto di lavoro? Dove si possono ravvisare le responsabilità delle condotte? Come si può dimostrare il nesso di causalità tra l’evento-mobbing e l’azione deviante?
Con Sentenza del 2005 il TAR del Lazio interviene in merito e si fa chiarificatore componendo un quadro ed un iter di diagnosi di malattia professionale, riprendendo alcuni passi della Circolare INAL 71/2003. Sulle fila degli studi compiuti dal Comitato Scientifico appositamente eletto per la causa, il fenomeno di mobbing viene definito quale malattia professionale non tabellata e dunque fatto includere nella valutazione del rischio aziendale quale rischio strategico.
La sentenza chiarisce che la denuncia di malattia professionale avviene da parte di INAIL attivata su richiesta della funzione sanitaria, quest’ultima assume dunque un ruolo fondamentale, poiché deve in una fase preliminare accertarsi della presenza reale di una patologia nel soggetto, causata da distress lavorativo (è sufficiente che il lavoratore si rechi dal medico competente aziendale per farne denuncia e richiedere l’attivazione del procedimento). Ciò implica che alla base di tutto l’iter sia presente un percorso medico e psicologico che vada a pari passo con quello legale.
Attivata la richiesta di verifica di sussistenza di mobbing, da parte della funzione sanitaria, si procede con la raccolta delle prove, tramite escussione di testimoni quali datore di lavoro, R.S.P.P., medico competente, colleghi di lavoro. Nel fascicolo delle prove deve essere inserito anche il contributo del consulente specialista che dimostri che il soggetto lavoratore ha riscontrato una patologia correlata al lavoro ed intrapreso un percorso di terapia. A questo punto viene attivato un iter diagnostico medico legale e psichiatrico in cui il soggetto viene sottoposto ad esami fisici, psicologici e neuropsichiatrici al fine principale di escludere patologie d’organo, psicotiche od eventuali cause extralavorative che potrebbero configurare la motivazione principale del distress accusato. Ai fini dell’individuazione del danno biologico da malattia professionale, la valutazione medico-sanitaria dovrà dimostrare che il lavoratore ha sviluppato specifici disturbi di adattamento e ciò si andrà ad aggiungere ad una valutazione legale che dovrà essere in grado di provare il nesso di causalità tra il disturbo rilevato e la situazione in essere sul posto di lavoro.
Ancora, tale Sentenza racchiude il fenomeno di mobbing all’interno di due o più “costrittività organizzative” (oggetto di approfondimento nel prossimo intervento), restringendo il cerchio per una sua individuazione, sottolinea inoltre che le condizioni necessarie per poter ravvisare tale fenomeno sono che esso sia verificabile ed oggettivo, strutturale, documentabile e duraturo nel tempo.
È chiaro che in questa fase la raccolta delle prove, per un periodo sufficiente, si dimostra una pratica rilevante e condizione fondamentale per la dimostrazione dell’esistenza del fenomeno di mobbing e dunque il possibile ravvisarsi di un danno biologico e patrimoniale. Per questi fini, Galileo Srl, tramite i propri consulenti commerciali, rimane a disposizione del legale incaricato dal cliente, formulando adeguate ipotesi di intervento modulate sulla base delle esigenze del caso.
L'infedeltà aziendale
L’Infedeltà Aziendale rappresenta per Galileo s.r.l. uno dei core business da lungo tempo. Infatti, attraverso la raccolta di elementi di prova e documentazione fotografica forniamo al cliente una relazione investigativa molto accurata nei dettagli (utilizzabile e confermabile in sede di giudizio da chi ha svolto l’incarico) sulle molteplici possibilità di indagine:
Utilizzo indebito del diritto alla malattia/infortunio/legge 104;
Appropriazione/ammanchi di danari o materiale aziendale;
Utilizzo improprio di strumentazioni aziendali e mezzi fuori dall’orario di lavoro;
Rapporti di infedeltà tra i dipendenti e terzi concorrenti;
Inadempimento delle proprie consegne per negligenza;
False attestazioni di rimborsi spese “gonfiati”.
Ricordiamo che la Suprema Corte in numerose decisioni ha precisato la possibilità per il Datore di Lavoro di ricorrere alla collaborazione di soggetti estranei all’azienda (ad esempio Investigatori Privati), in difetto di espliciti divieti al riguardo ed in considerazione della libertà della difesa privata1.
Il supporto dell’Investigatore Privato si rivela utilissimo per l’accertamento delle condotte infedeli del personale esterno all’azienda proprio in ragione della difficoltà di verificare la veridicità delle dichiarazioni rese da tali dipendenti circa l’effettività della propria prestazione per il particolare incarico ricoperto; questi lavorano fuori dai locali aziendali, in piena autonomia e senza un particolare orario di lavoro, pur essendo in rapporto di lavoro subordinato con l’Impresa.
L’utilizzo degli Investigatori Privati da parte del Datore di Lavoro è perfettamente legittimo anche in base alle norme sulla Privacy (si veda Autorizzazione Generale del Garante della Privacy n. 6/04 costantemente rinnovato – l’ultima in ordine di tempo è la n. 6/12) in quanto diretto a tutelare in sede giudiziale un proprio diritto.
Definito, quindi, che il valore di un’azienda è determinato dal valore dei propri collaboratori, la situazione attuale del mercato del lavoro obbliga le aziende (dalle multinazionali, passando per l’impresa, giungendo ai piccoli artigiani) a valutare accuratamente i costi di produzione e commercializzazione dei loro prodotti/servizi: una delle esigenze che accomuna queste diverse realtà aziendali è avere nel loro organico dipendenti fedeli e che onorano i loro obblighi.
Ricordiamo che GALILEO S.r.l. è una Società in possesso di regolare Licenza Prefettizia per lo svolgimento di attività investigative, come da art. 134 del T.U.L.P.S., diretto da personale proveniente dall’ambito della sicurezza, laureato in Criminologia, con esperienza pluriennale nel campo investigativo, in grado di assicurare professionalità, serietà e discrezione.
1 (Cass. 2042 del 1983, 2697 del 1984, 2933 del 1985, 2813 del 1989, 205 del 1990, 829 del 1995, 9836 del 1995, 10761 del 1997; 10313 del 1998; 16196 del 2009 e 3590 2011). In particolare le sentenze n. 10313 del 1998 e 16196 del 2009 sono rese in fattispecie che riguardano infedeltà commesse da Informatori Scientifici del Farmaco rilevate con l’ausilio di Agenzie di Investigazione Private.
Nuova newsletter e…buone vacanze da Galileo s.r.l. !
Nuova area con icone social e contatti
La newsletter di Galileo Group si arricchisce di qualche novità, che speriamo sia gradita, e che possa tornarVi utile, d’ora in poi: sul lato destro troverete infatti le icone dei social network su cui Galileo pubblica, con cadenza settimanale, i propri post con novità su leggi, o articoli su tematiche varie, come la privacy, anche in relazione al web e alle tecnologie informatiche. E’ anche presente l’icona con il collegamento diretto al sito ufficiale, su cui si possono consultare le newsletter mensili, per chi le avesse perse.
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Vi invitiamo quindi a cliccare sulle varie icone, a seguirci sui social network, a visitare il nostro sito ed eventualmente a contattarci.
Un cordiale saluto, e buone vacanze!
Nel salutarVi, vi ricordiamo che, come di consuetudine, rimarremo aperti anche il mese di agosto: il personale di Galileo è pronto, anche in pieno agosto, a dar ascolto alle Vs. richieste, con la stessa professionalità che ci contraddistingue il resto dell’anno!
Consulente Information Technology Galileo S.R.L.
Scrivi a: Nicola Farina
Vacanze = furti? Le soluzioni che consentono di partire sereni
È spesso un problema partire per le vacanze o comunque assentarsi da casa quando si è preoccupati per la sua invulnerabilità.
Certamente in questo non siamo aiutati dall’informazione che, specie nei mesi estivi, ci martella con notizie riguardanti furti ed effrazioni ai danni di abitazioni private quanto di negozi ed attività commerciali in genere.
Se certamente non è possibile debellare il rischio è però fattibile ridurlo anche notevolmente.
Sicuramente avere buoni serramenti, inferriate e blindature rende più difficile introdursi in qualsiasi immobile, però, soprattutto per malfattori organizzati, diventa solo una questione di tempo più che di risultato.
E’ pertanto necessario se vogliamo abbassare ancora più la vulnerabilità della nostra abitazione, dotarsi di una buona impiantistica antifurto che, possibilmente, scongiuri l’evento prima che questo accada e magari limiti quanto più possibile i danni all’immobile.
La tecnologia sviluppata soprattutto negli ultimi anni ci viene in soccorso e ormai anche con costi relativamente limitati. I dispositivi di allarme sono diffusi da molti anni è vero, ma la loro evoluzione attuale riesce a sorprendere anche chi, magari con impianti di vecchia generazione, non ha ottenuto i risultati sperati.
È possibile effettuare installazioni anche complesse laddove a volte non si crede di potere ottenere risultati. Dai conosciutissimi rilevatori volumetrici a tutti noti a sensori sui serramenti e sempre più spesso a rilevatori perimetrali che offrono il vantaggio di segnalare l’intrusione prima che possano verificarsi danni alle cose. Laddove ciò non sia possibile (per esempio negozi o appartamenti in città) si può optare per installazioni che pur non potendo evitare l’intromissione, rendono l’ambiente impraticabile per il ladro che così non riesce a portare a compimento le sue intenzioni.
È inoltre realizzabile ormai qualsiasi installazione anche dove non sia possibile arrivare o passare con i cavi elettrici; la tecnologia wireless offre soluzioni efficaci ed affidabili, che risolvono numerose problematiche difficili da affrontare diversamente, senza necessità di particolari interventi di tipo murario, riducendo pertanto i tempi di installazione.
L’abbinamento di un sistema di videosorveglianza consente inoltre di avere la certezza del tentativo di furto scongiurando il dubbio di eventuali sempre più rari allarmi che partono a vuoto. La combinazione tra i due impianti consente inoltre di monitorare da remoto la situazione così che, nel momento in cui si riceve la segnalazione di allarme è possibile visionare in tempo reale, anche dall’altro capo del mondo, le immagini di ciò che sta succedendo, riuscendo a decidere se e come intervenire.
Per orientarsi al meglio sulle numerose possibilità offerte dal mercato e soprattutto per ottenere un risultato calibrato con le proprie esigenze è necessario affidarsi a strutture e professionisti che siano nelle condizioni di offrire il prodotto appropriato ai singoli bisogni.
Galileo S.r.l. con i suoi funzionari commerciali e i numerosi collaboratori, ha affinato nel tempo molteplici esperienze che consentono di offrire al cliente una consulenza gratuita specializzata e soprattutto adeguata alle esigenze; il cliente avrà perciò la possibilità di decidere, se e quando, avvalersi dei servizi offerti dall’agenzia.
Infedeltà e indagine personale
È con l’estate che emerge in forma più consistente il dubbio sulla possibile infedeltà tra coniugi. Infatti, tradizionalmente in questo periodo, magari complici i calendari diversi delle ferie familiari, possono verificarsi disparate situazioni che da un lato magari offrono maggiori occasioni di libertà e dall’altro invece insinuano dubbi che a volte potrebbero anche essere fondati.
L’accenno si riferisce principalmente a situazioni di disagio tra coppie, ma possono anche riguardare situazioni familiari in cui alcuni dei nostri cari vengono affidati alle cure di terze persone, o ancora per avere certezza sul comportamento dei figli (si pensi per esempio a frequentazioni equivoche o assunzione di sostanze) durante appunto le vacanze, piuttosto che altre circostanze lontani dalla famiglia.
Quando, in queste situazioni si materializzano dei dubbi, la cosa più semplice e soprattutto utile a non compromettere ulteriormente la serenità delle persone, diventa quella di ricorrere ad una investigazione che provi o dissipi ogni possibile equivoco.
L’indagine personale per verificare una eventuale infedeltà, piuttosto che comportamenti deviati di figli o collaboratori rassicura o conferma al cliente circa i sospetti che potrebbe avere, risolvendo i quesiti che, se non attivasse alcuna azione, rimarrebbero insoluti, minando ulteriormente la già compromessa fiducia di cui è provvisto.
Nel momento in cui il cliente possa avere sospetti o dubbi, il contatto con il consulente Galileo S.r.l. può diventare utile per costruire il migliore piano di intervento per la situazione specifica. Lo specialista infatti, in sintonia con il cliente, riesce a cogliere gli aspetti che magari all’interessato possano sfuggire o anche contribuire a non ingigantire eventuali congetture che lo stesso potrebbe essersi costruito.
La riflessione prende spunto da numerosi casi affrontati nel tempo da Galileo S.r.l. che, grazie alla professionalità acquisita, si sono rivelati risolutori anche di situazioni particolarmente complesse. Infatti, ogni attività viene organizzata e pianificata nei minimi dettagli grazie alle informazioni trasmesse dal cliente e altre recuperate dall’agenzia in fase di apertura della pratica. L’organico commerciale di Galileo S.r.l. è preparato per affrontare le innumerevoli situazioni che possano essere sottoposte dal cliente, garantendo un completo supporto tecnico oltre che naturalmente la massima riservatezza.
Galileo Srl non si avvale di sub agenzie. Tutti gli operatori impiegati, così come il personale a cui si riferisce il cliente, sono collaboratori che operano e rispondono esclusivamente e direttamente per l’agenzia. Lo svolgimento di indagini ed attività investigative può avvenire indifferentemente in tutto il territorio nazionale od addirittura a livello internazionale attraverso una rete di contatti esteri.
Per ogni attività investigativa svolta viene redatta una relazione descrittiva corredata, dove opportuno, da immagini che provino quanto rilevato. Tutto ciò che è prodotto dall’agenzia investigativa è utilizzabile in forma stragiudiziale così come in giudizio, situazione per la quale, come in parte dei casi è richiesta, Galileo Srl può intervenire per la conferma dell’autenticità di quanto dichiarato.
Per ogni necessità, o anche per semplici curiosità sull’attività dello studio tecnico investigativo Galileo, il cliente può chiamare direttamente il numero verde aziendale 800-680775 o rivolgersi al funzionario commerciale di zona che saprà meglio indirizzarlo in relazione alle sue esigenze. La consulenza ed il preventivo sono predisposti senza alcun impegno per il cliente, in forma del tutto gratuita, lasciandogli perciò la possibilità di decidere, se e quando, avvalersi dei servizi offerti dall’agenzia.
Quando si parla di tutela dei minori, si apre un ventaglio di possibili casistiche estremamente vasto e diversificato.
Tecnicamente per minore si intende colui che non ha ancora raggiunto la maggiore età, però come facilmente si può intuire, dal primo giorno di vita al compimento del 18° anno le situazioni possono essere molto differenti tra loro.
Consapevoli che non è possibile richiamare la molteplicità dei casi che la materia affronta, riteniamo però fattibile affrontare alcune delle situazioni che più frequentemente attirano la nostra attenzione, allarmata magari dai fatti di cronaca che quotidianamente si sentono sull’argomento.
I minori sono normalmente tutelati dalla famiglia, padre e madre ed in taluni casi terzi affidatari che assumono la responsabilità del loro accompagnamento alla maggiore età. Tuttavia, in alcuni casi è proprio in ambito familiare che possono manifestarsi situazioni di disagio tali da non garantire l’equilibrio opportuno. Non è sempre necessario pensare a particolari situazioni di degrado familiare, ma anche in famiglie apparentemente “normali” a volte si insidiano comportamenti che minano la serenità del minore.
Esistono situazioni infatti dove le tensioni esistenti tra i genitori, separati o conviventi, deteriorano l’equilibrio dello sviluppo dei figli incidendo in maniera seria sulla personalità che si sta consolidando.
Purtroppo queste situazioni di disagio, a meno che non sfocino in provvedimenti da parte delle Autorità, nella maggior parte dei casi non vengono evidenziate e quindi affrontate, diversamente da quando uno dei due genitori, rilevando comportamenti inadeguati nei confronti dei figli, attiva un percorso di attenzionamento o di allontanamento dell’altra parte.
Diversamente dai casi in cui il disagio si manifesti in ambito familiare, esistono innumerevoli situazioni di difficoltà in ambiente scolastico, sociale, sportivo, etc.
Escludendo le implicazioni di carattere psicologico e comportamentale che derivano, noi possiamo semplicemente affrontare le questioni di tipo legale. È infatti necessario per porre rimedio a comportamenti censurabili, attivare il percorso consentito dalle Leggi e ovviamente per avere successo nelle iniziative non è sufficiente raccontare ciò che capita, ma occorre documentarlo.
Ecco allora che lo strumento dell’indagine consente di verificare la consistenza dei sospetti e documentare i fatti con la raccolta delle prove.
Maltrattamenti, bullismo, vessazioni che possano avvenire a danno del minore, anche lontano dalle attenzioni che i genitori possono avere nei confronti dei figli, sono in grado di essere rilevate dall’investigatore che, estraneo alle normali frequentazioni della vittima, diventa osservatore perfetto per documentare tali condizioni.
Numerose esperienze concluse ci consentono di affermare quanto utile possa essere in giudizio la testimonianza dell’investigatore che, dopo una anche breve attività di monitoraggio, documenti le prove delle situazioni vissute dal soggetto, siano esse subite da familiari che da terze persone.
Lo studio tecnico investigativo Galileo, offre ai propri clienti le professionalità adeguate alle esigenze sopra descritte, con personale di comprovata esperienza ed in possesso delle migliori tecnologie, oltre che, naturalmente, della opportuna formazione e preparazione. Tutte le indagini investigative sono svolte nel pieno rispetto delle norme vigenti, in particolare sulla privacy e senza l’impiego di strumentazioni non consentite.
Ogni attività di indagine viene strutturata dall’area commerciale dell’agenzia con il cliente ed il suo legale, costruendo così il disegno operativo migliore per affrontare il caso in esame. Con il personale commerciale di riferimento, il committente è nelle condizioni di avere un quadro economico preciso dell’attività pianificata, per la quale poi non si troverà ad affrontare impreviste e spiacevoli lievitazioni dei costi preventivati.
Al termine dell’attività saranno poi rilasciate le relative documentazioni cartacee o in formato elettronico, idonee a sostenere e comprovare il motivo per il quale è stata attivata l’indagine. Tutto ciò che è prodotto dall’agenzia investigativa, per quanto detto, è utilizzabile in forma stragiudiziale così come in giudizio, situazione per la quale, come in parte dei casi è richiesto, Galileo Srl può intervenire per la conferma dell’autenticità di quanto dichiarato.
Il materiale prodotto dall’agenzia, diviene perciò importante strumento di utilizzo da parte dei Legali che poi affronteranno, per conto del cliente, l’argomento di cui si è investigato.
La Security nel periodo estivo
Spiagge, cocktail, sole, abbronzatura, relax sono sicuramente i termini associati all’”estate” ma, purtroppo, vi è anche chi di tutto ciò vede ben poco! Galileo Srl e, specificatamente, la divisione Rhino Security Group svolgono un ruolo fondamentale per la vostra serenità e per farvi dormire sonni estivi tranquilli per mezzo degli OPERATORI della SICUREZZA che operano nel campo della sicurezza privata.
Negli anni le funzioni di tali soggetti sono cresciute enormemente ricoprendo un ruolo sempre più importante. Dalle funzioni di controllo accessi al servizio antincendio, dalla supervisione nelle attività di pubblico intrattenimento alla gestione degli eventi. L’operatore della sicurezza viene generalmente destinato alla salvaguardia del divertimento in locali pubblici o strutture ricettive, ed oltre, ove la legge lo preveda, ad esercitare alcune funzioni prima dell’arrivo delle Forze dell’Ordine con cui collabora e coopera.
L’operatore, per poter espletare al meglio le sue funzioni, frequenta periodicamente corsi di aggiornamento per potersi tenere perennemente al passo coi tempi e utilizza tecnologie di nuova generazione per una comunicazione diretta ed efficace con le aziende che collaborano con noi.
L'addetto ai servizi di controllo
Il ruolo dell’“ADDETTO AI SERVIZI DI CONTROLLO” (ASC) è importantissimo, direi fondamentale, ed ha avuto una crescita numerica esponenziale negli ultimi anni; Infatti garantire il corretto svolgimento delle normali attività a locali, all’interno di strutture ricettive estive ed invernali oltre che in eventi e manifestazioni è il compito primario di questa figura altamente professionale.
L’ASC, oltre al controllo del corretto svolgimento di quanto sopra, si occupa della ricezione notturna dei clienti, verificando la presenza degli attestati di ingresso ove richiesti, risolve problematiche per il cliente così come per il committente. È inoltre abilitato al primo soccorso con uso del defibrillatore automatico (BLSD) ed ha l’abilitazione come operatore antincendio per il rischio elevato. Insomma è una figura professionale a 360°!
Da diversi anni GALILEO Srl collabora con diverse strutture ricettive estive ed innumerevoli eventi su tutto il territorio nazionale. Sino alla necessità di costituire la divisione Rhino Security Group (RSG) per poter garantire una più attenta e pronta presenza sul territorio e proseguire con i rapporti di reciproca stima e fiducia che ci porta a collaborare ininterrottamente da diversi anni con diversi committenti.
Ricordiamo infine che, anche se l’ASC è la persona meno pubblicizzata, essendo la discrezione un NOSTRO punto cardine, ricopre un ruolo indispensabile all’interno di ogni struttura ed in ogni evento.
ASC Galileo S.r.l.
I sistemi di antintrusione e di videosorveglianza in condominio: limiti legali.
Con gli anni si è assistito ad una oscillazione normativa in merito alla possibilità, da un lato, ed alle restrizioni legali, dall’altro, di installare apparecchiature di videosorveglianza e telecamere all’interno di un edificio condominiale. L’orientamento giurisprudenziale si è pronunciato in modi differenti; dagli anni novanta, in cui se ne impediva l’ammissibilità in quanto costituente “una lesione dell’altrui diritto alla riservatezza” (Trib. Milano n. 4164/1992), agli anni duemila, in cui l’istallazione veniva consentita in sede di assemblea condominiale, tramite l’adizione di una delibera a maggioranza (Trib. Varese n. 1273/2011; Cass. n. 71/2013).
Il Garante della Privacy: un primo chiarimento
In un quadro di vuoti normativi ed incertezze interpretative, interviene nel 2010 il Garante della Privacy, sollecitando un intervento da parte del legislatore, il quale definisce il concetto di “privata dimora” ed estende la violazione della vita domestica di un singolo in una violazione della sua privacy.
Il garante della Privacy, posto in tutela del principio di bilanciamento di interessi, interviene con il provv.gen.del Garante dell’8 aprile 2010 dal quale emerge che, un sistema di videosorveglianza in aree condominiali comuni è consentito laddove siano rispettati i principi di liceità, necessità e proporzionalità.
Una spinta in tal senso viene data da un’importante sentenza del 2008 la quale trattava il caso di un singolo condomino che aveva installato su parti comuni telecamere per ragioni di sicurezza. Così si sentenziava: “non si commette il reato di cui all’art. 615-bis anche laddove le riprese sono effettuate contro la volontà dei condomini”, in deroga ai principi generali (Cass. n. 44156/2008). Nel caso in esame si asseriva che il fatto non costituiva reato in quanto i condomini erano al corrente della presenza delle telecamere posizionate dal singolo, il quale si era reso disponibile per mettere le riprese in visione, sul televisore di casa, di ogni singolo condomino.
La riforma del condominio: decisione a maggioranza
Con la L. 220/2012, viene attuata la riforma del condominio, che introduce l’art. 1122-ter c.c. il quale prevede che l’installazione sulle parti comuni del condominio di sistemi di videosorveglianza sia approvata in sede assembleare, con un quorum per la deliberazione pari ad un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio.
Una volta decisa l’installazione, le riprese degli spazi comuni condominiali dovranno comunque rispettare le indicazioni di privacy dettate dal Codice e dal Garante il quale, nel 2012, con pubblicazione nel 2013, per definire in modo univoco tali principi, predispone e pubblica una guida con titolo “Il condominio e la privacy”, in cui definisce i casi di videosorveglianza.
Il sistema di videosorveglianza delle aree comuni, anche se accettato dai condomini, deve necessariamente prendere ogni precauzione in termini di rispetto della privacy, rispettando gli obblighi tra cui la segnalazione con appositi cartelli, il limite temporale di conservazione delle registrazioni e la nomina di persone autorizzate al trattamento dati (titolare, responsabile o incaricato del trattamento).
In caso di mancato rispetto di tali riferimenti normativi si incorrerà nelle sanzioni civili e penali previste per la lesione della riservatezza personale, oltre che ad un eventuale risarcimento danni in favore dei singoli soggetti danneggiati.
E se a prendere al decisione è un singolo condomino?
Nel caso in cui sia un singolo condomino a provvedere all’installazione di un sistema di videosorveglianza per fini esclusivamente personali e le immagini non vengono né comunicate a terzi, né diffuse, le norme previste dal Codice della Privacy non trovano applicazione. Fondamentale è che l’obiettivo della telecamera sia posizionato in direzione dello spazio privato proprio del singolo condomino, come la porta di casa o il proprio garage e che non comprenda, invece, spazi comuni quali i pianerottoli, ad esempio.
Alle medesime condizioni normative sono soggetti i sistemi di sorveglianza insiti in videocitofoni o altre apparecchiature che rilevino immagini o suoni, anche senza registrazione.
Il valore probatorio delle riprese in condominio
Per la giurisprudenza più recente, le videoregistrazioni costituiscono “una prova documentale, la cui acquisizione è consentita ai sensi dell’art. 234 c.p.p. essendo inoltre irrilevante che siano state rispettate o meno le istruzioni del Garante per la protezione dei dati personali, poiché la relativa disciplina non costituisce sbarramento all’esercizio dell’azione penale” (Cass. n. 6813/2013; n.28554/2013).
La ricerca di informazioni per il recupero del credito
Sempre più Istituti di Credito e soggetti privati manifestano la necessità di reperire informazioni da agenzie di investigazioni in capo ad un soggetto o ad un’azienda, al fine di recuperare un credito e procedere in giudizio nei confronti del debitore inadempiente.
A questo scopo, le indagini preliminari risultano fondamentali per l’accertamento della presenza di eventuali beni e patrimoni in capo ad un debitore. Adire le vie legali per riscuotere un credito con azioni mirate, infatti, conviene solo se vi sono probabilità ragionevoli. Conoscere e valutare anticipatamente la situazione economica, finanziaria e patrimoniale della persona fisica o giuridica debitrice è dunque una condizione essenziale.
Una situazione molto comune, in questi casi, è l’irreperibilità del debitore, per cui può essere importante il coinvolgimento per le indagini e le ricerche apposite, di una Agenzia di investigazioni, la quale si occupa di reperire informazioni da opportuni elenchi e registri pubblici, può svolgere verifica di residenza del soggetto tramite l’acquisizione di certificati anagrafici e verifica di domicilio. Molte sono le informazioni utili da reperire al fine di valutare quanto legalmente aggredibile.
Gli strumenti legali: Il creditore ha a disposizione strumenti diversi per la riscossione di una somma di denaro, si può
procedere con una lettera di diffida, che rappresenta un invito al pagamento presentato per iscritto a cui segue una messa in mora del soggetto debitore. In questa fase è già possibile chiedere il sostegno ad una Agenzia di indagini e raccolta informazioni, poiché è necessario che le informazioni sul creditore vengano acquisite con precisione, puntualità e trasparenza.
In alcune condizioni può essere disposto dal giudice un decreto ingiuntivo per esigere un credito, il quale rappresenta un ordine di pagamento. Successivamente, esiste il procedimento di pignoramento, che può essere “presso terzi” essendo possibile prelevare somme di denaro dovute dal debitore da terzi. Tali strumenti possono coinvolgere libretti bancari, conti correnti, stipendi e pensioni.
L’Agenzia di raccolta informazioni
Un’attività di intelligence al fine di recuperare informazioni corrette e puntuali è ciò di cui, sempre più spesso, soggetti creditori richiedono al fine di valutare la fattibilità di un’azione legale.
L’attività di raccolta informazioni di un’Agenzia che mira ad indagare sui soggetti debitori, si svolge con una ricerca su più fronti, quali:
– Ricerca di informazioni in merito alla posizione lavorativa del soggetto debitore: lavoro autonomo, da dipendente o di lavoro non regolare. Capire se il soggetto percepisce un reddito è
un’informazione a cui si attinge da banche dati pubbliche, dal registro delle imprese, fino a svolgere accertamenti in loco mirati ed organizzati secondo le esigenze del caso;
– Ricerca di beni mobili intestati al soggetto, effettuando una ricerca su persona fisica per ottenere i beni intestati ad essa o, partendo dalla targa di un’autovettura conosciuta, è possibile conoscere i gravami iscritti sul veicolo;
– Ricerca di immobili intestati o cointestati ad un soggetto, a livello nazionale, tramite visura catastale (per venire a conoscenza della presenza di eventuali ipoteche, sequestri, protesti, pregiudizievoli) con una raccolta di dati sulla situazione finanziaria, economica e patrimoniale a tutto tondo;
– Controllo di conti correnti intestati quali conti postali, bancari, compresi di eventuale giacenza, qualora sia possibile;
– Ricerca di partecipazioni societarie;
– Indagini volte a raccogliere informazioni su aziende: finalizzate a valutarne la solvibilità, la solidità e l’affidabilità tramite visure e ricerche mirate.
Affidarsi ad un’agenzia di ricerca informazioni è fondamentale al fine di ottenere un rapporto dettagliato della situazione economica, commerciale e finanziaria del soggetto debitore, al fine di una riscossione dei crediti presso autorità giudiziaria.
Computer forensic e produzione di prove nel processo
Le cronache riportano sempre più casi di reati, commessi tramite strumenti informatici: dalle ormai classiche truffe online, compiute tramite email di fishing, alle violazioni di copyright, tramite software per lo scambio di file, fino alle nuove forme di stalking in rete, il c.d. “cyberstalking”, o “bullismo online”, e l’ elenco potrebbe proseguire.
Queste ultime forme di persecuzione spesso vengono messe in atto tramite i social media: con falsi profili le vittime vengono adescate, e possono diventare così oggetto di persecuzioni di vario genere, nel cyberspazio, oppure, nelle peggiori delle ipotesi, anche nella vita reale.
Vista la rapidità delle comunicazioni, che spesso si susseguono in tempi rapidi, e trattandosi spesso anche di dati cifrati, come nei programmi di messaggistica più diffusi, è difficile, con semplici strumenti, riuscire ad estrarre tali dati, da computer, ma anche da smartphone e tablet, e produrre dei report chiari e di immediata comprensione, nel corso di un processo.
La computer forensic viene quindi incontro alle esigenze della difesa: con strumenti appositi, è possibile ottenere, in tempi rapidi, i risultati voluti. Ad esempio è possibile richiedere:
– L’estrazione e l’analisi di immagini di svariato tipo
– L’estrazione e l’analisi di file audio
– Analisi e ricerca di messaggi di posta elettronica, dai più comuni programmi: Outlook, Apple Mail, Mozzilla Thunderbird, The Bat!
– Estrazione ed analisi di dati dai programmi di navigazione web: Internet Explorer, Mozzilla Firefox, Google Chrome, Opera
– Analisi ed estrazione dei dati dei più comuni programmi di messaggistica: WhatsApp, Skype, e da poco, anche Facebook Messanger
– Sblocco, decriptazione ed analisi, di tutti i documenti delle principali suite da ufficio: MS Office ovvero Word, Excel, Power Point, oppure OpenOffice, Acrobat PDF
Lo Studio Investigativo Galileo intende quindi rendere disponibili i servizi di computer forensics, per chi abbia la necessità di produrre delle prove, partendo quindi da dei dati di difficile comprensione, o addirittura nascosti, su computer, tablet, smartphone.
Non resta che contattarci, al numero verde indicato a lato, e saremo lieti di discutere insieme del Vs. caso!
Il rapporto investigativo come prova durante il processo
Gli ambiti di attività di un’agenzia di investigazioni, così come definiti dall’art. 5 del D.M. 269/2010, prevedono, al capo a.I): l’attività di indagine in ambito privato, ovvero familiare e matrimoniale, per la tutela dei diritti e doveri reciproci dei coniugi così come previsti all’art. 143 c.c., quali l’obbligo reciproco di fedeltà, la collaborazione all’interno del nucleo famigliare, la reciproca assistenza morale e materiale, la cui violazione è inquadrata dalla legge, ex art. 160 c.c., come illecito civile e morale.
1. Il rapporto investigativo come prova atipica: sentenze
La giurisprudenza degli ultimi anni ha visto ribadire la liceità dell’utilizzo del rapporto investigativo, redatto da tecnico incaricato da una delle parti del giudizio, nei processi per l’ottenimento in sede giudiziaria della separazione civile a causa di infedeltà coniugale, con addebito a carico del coniuge fedifrago.
È questo il caso del marito che, per provare la relazione extraconiugale della moglie durante il periodo di convivenza matrimoniale, aveva incaricato un investigatore privato presentando poi, in giudizio, il fascicolo documentale preparato dall’Agenzia investigativa, contenente le prove fotografiche dell’effettiva condotta della moglie. Quest’ultima, criticando l’ammissibilità del rapporto investigativo quale elemento da introdurre in giudizio, aveva proposto ricorso basandosi sull’assunto per cui, in assenza di garanzia del contraddittorio, ciò che viene raccontato dal detective, come consulente tecnico di parte, sono solo considerazioni personali e non possono altresì essere considerate quali prove.
Con sentenza del 23 agosto 2012, la Corte d’appello di Bologna confermava la valenza probatoria del fascicolo documentale acquisito mediante il rapporto investigativo depositato in atto, che palesava la relazione extraconiugale della moglie e, considerate le due precondizioni essenziali qui effettivamente presenti, quali il fatto che la violazione del dovere di fedeltà fosse l’effettiva causa di rottura della relazione matrimoniale (così provando il nesso di causalità tra il tradimento della moglie e la fine della convivenza con il marito) e che tale violazione, sulla base delle date risultanti dalle fotografie presenti nel rapporto investigativo, si fosse svolta in epoca anteriore alla domanda di separazione dal marito, la Corte d’appello rigettava il ricorso della moglie e provvedeva ad addebitarle le intere spese di lite (Cass. 23 maggio 2014, n.11516).
Dunque veniva confermata la valenza e la liceità delle prove presentate dal marito, attribuendo rilievo a dati del tutto oggettivi e non a mere deduzioni dell’investigatore privato incaricato (vedi anche Trib. Milano, sez. IX civ., sentenza 17 luglio 2013; Trib. Milano, sez. IX civile, sentenza 1 luglio 2015).
2. Come opera Galileo s.r.l.
Il rapporto investigativo è un documento non arbitrario bensì essenziale ed ha la funzione di descrivere ogni dettaglio utile alla ricerca commissionata dal Cliente, riportando cronologicamente tutti gli avvenimenti verificatesi durante l’osservazione. Tutto viene descritto nei minimi particolari ed attenzione specifica viene data ai luoghi, alle abitazioni, ai mezzi utilizzati ed ai dettagli personali e caratteriali dei soggetti controllati. Il rapporto viene redatto durante l’osservazione statica e dinamica degli operatori sul luogo di indagine, con l’ausilio di strumentazioni di precisione in modo da assicurare un controllo delle informazioni a posteriori sia da chi opera ed effettua in prima persona il servizio investigativo sia da chi ne cura la parte redazionale in ufficio. Una prima parte viene fornita al cliente in draft, mentre alla fine dell’indagine viene rilasciata al Committente ed al legale di riferimento la relazione definitiva in pdf, con in allegato i materiali fotografici e video che vengono selezionati accuratamente e salvati in un apposito CD. Il rapporto finale di investigazione viene suddiviso per giornate d’indagine ed orari di osservazione di movimenti rilevanti e spostamenti significativi, con la possibilità di poterne allegare altre documentazioni richieste quali visure e trascrizioni.
GALILEO SRL assicura ai propri clienti puntualità, professionalità e completa discrezione, oltre che uno scambio reciproco e continuo di informazioni con il Cliente.
La sicurezza dei nostri ambienti… cio' che non vedi non rubi...
Con maggiore frequenza ci viene richiesto di migliorare la sicurezza di uffici ed abitazioni contro l’intrusione di malviventi. Infatti sono purtroppo in aumento i casi di furti nelle abitazioni e sempre più spesso, le cronache, riportano casi di intromissione anche in uffici dove, il più delle volte, i danni arrecati sono maggiormente onerosi rispetto al bottino ottenuto.
Galileo Srl, in collaborazione con Zima Srl, propone soluzioni tecniche che incrementano la sicurezza passiva e danno la massima garanzia di protezione in ogni ambiente da quello domestico, oggi il più colpito, a quello aziendale.
Molti sono gli strumenti che possiamo proporre perché sicurezza non è solo impianto di allarme bensì tantissime altre soluzioni semplici, efficaci, sicure.
Tra queste, oggi scegliamo il Nebbiogeno comunemente chiamato nebbia di sicurezza, lo strumento più utilizzato perché unico apparato che effettivamente SVENTA il furto disorientando e costringendo alla fuga qualsiasi delinquente.
In molti casi non è sufficiente essere avvisati dal nostro sistema di sicurezza che stiamo subendo un furto. Infatti può succedere che il tempo di intervento superi in grande misura quello necessario per l’azione del malintenzionato.
Il ladro agisce sul tempo; forzare un infisso, entrare in un esercizio commerciale e rubare migliaia di euro di merce (pensiamo agli ottici, i tabaccai, i rivenditori di biciclette ) è un gioco da 5 minuti, ma mediamente il tempo per intervenire non è meno di 15. Come fare? Il nebbiogeno in max 40 secondi satura, di nebbia molto densa, una o più stanze impedendo qualsiasi tipo di furto.
Galileo con Zima, offre la possibilità di verificare l’efficacia del sistema di prevenzione provandolo direttamente dal cliente.
I nostri funzionari commerciali propongono ad ogni cliente la loro competenza per un servizio puntuale e personalizzato, con lo scopo di ottenere il migliore risultato possibile, valutando l’intervento più indicato al caso specifico riducendo al massimo l’impegno di risorse del cliente.
Direttore Commerciale Galileo S.R.L.
Il ruolo della computer forensic nelle indagini
Sempre più spesso, purtroppo, le cronache riportano casi di maltrattamenti e persecuzioni, all’ interno di un rapporto di coppia, che a volte finiscono con aggressioni fisiche o addirittura l’omicidio.
In molti casi si scopre che la vittima, solitamente la donna, è stata per mesi, o addirittura per anni, oggetto di stalking, da parte dell’ex compagno. Tali atti persecutori non si limitano solo a pedinamenti, appostamenti notturni sotto la residenza della vittima, ma anche all’ invio di continui messaggi e telefonate, al numero di telefono, o tramite app di messaggistica.
Gli smartphone ed i tablet, sono quindi i “custodi” di tutti questi dati, e poterli estrarre, facendone così una analisi forense, tramite specifici software, può essere determinante per ottenere, in giudizio, il riconoscimento e la punizione dello stalking, con l’allontanamento definitivo del persecutore dalla vittima.
Anche in cause per la separazione, in cui può essere utile stabilire l’addebito – magari a seguito di infedeltà coniugale – spesso lo smartphone contiene messaggi, documenti, file che possono dare utili elementi alla difesa.
E’ possibile produrre degli estratti chiari, da esibire durante il processo, in cui provare in modo semplice ed inequivocabile le attività dello stalker, o dell’ex partner infedele. Si parla di vere e proprie prove: infatti è possibile produrre report dettagliati, come quello nell’ esempio sotto, contenenti non solo ora, data, mittente e destinatario di chiamate e messaggi, ma anche estrarre il numero di serie, modello, e soprattutto IMEI dello smartphone o tablet. Questi sono codici identificativi univoci del dispositivo, e non possono essere modificati.
Galileo offre quindi uno strumento in più, utile per dirimere controversie, o difendere in modo più efficace chi può averne bisogno: la sua struttura commerciale ed operativa è a disposizione dei clienti e dei loro legali per arrivare a conseguire un risultato reale, concreto, e utilizzabile.
Computer Forenser Galileo S.R.L.
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