Source: http://www.integrazionemigranti.gov.it/normativa/procedureitalia/Pagine/Titoli-di-soggiorno-che-consentono-l-esercizio-di-attivita-lavorativa.aspx
Timestamp: 2019-01-20 04:24:13+00:00
Document Index: 30537215

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 27', 'art. 29', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 18']

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Titoli di soggiorno che consentono l'esercizio di attività lavorativa​
Per poter lavorare in Italia il cittadino straniero non comunitario deve essere in possesso del permesso di soggiorno rilasciato per uno dei motivi indicati nella presente scheda. Si rinvia comunque al Testo Unico in materia di immigrazione, d.lgs. 28 luglio 1998, n. 286 (T.U.), e al regolamento adottato con il d.p.r. 31 agosto 1999, n. 394, per maggiori dettagli in riferimento alle condizioni di rilascio di ogni singolo titolo di soggiorno.
Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato viene rilasciato dalla Questura su richiesta del lavoratore extracomunitario che, entrato in Italia a seguito di nulla osta al lavoro rilasciato al datore di lavoro, ha sottoscritto apposito contratto di soggiorno per lavoro presso lo Sportello unico per l'immigrazione. Ha una validità pari alla durata dell'offerta di lavoro e comunque non superiore a un anno per contratto a tempo determinato e non superiore a due anni per tempo indeterminato, è sempre rinnovabile alla scadenza e consente di svolgere qualsiasi altra attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo.
Il datore di lavoro per ottenere il nulla osta al lavoro deve rivolgere istanza allo Sportello unico per l'immigrazione, nell'ambito delle specifiche quote d'ingresso per lavoro stabilite dal Governo con i Decreti flussi.
Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale consente l'assunzione alle dipendenze delle aziende che svolgono una delle attività a carattere stagionale – essenzialmente legate all'agricoltura o al turismo.
Viene rilasciato dalla Questura su richiesta dello straniero che, entrato in Italia a seguito di nulla osta al lavoro rilasciato al datore di lavoro, ha sottoscritto apposito contratto di soggiorno per lavoro stagionale presso lo Sportello unico per l'immigrazione.
Ha una durata non superiore a nove mesi, senza possibilità di rinnovo oltre tale limite massimo.
Il datore di lavoro per ottenere il nulla osta al lavoro deve rivolgere istanza allo Sportello unico per l'immigrazione. nell'ambito delle specifiche quote per lavoro stagionale stabilite dal Governo con i Decreti flussi.
Il lavoratore straniero stagionale presente sul territorio e con offerta di lavoro subordinato, può chiedere allo Sportello unico per l'immigrazione la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato, nell'ambito delle quote disponibili stabilite dal Decreto flussi per tali conversioni.
Viene rilasciato dalla Questura su richiesta dello straniero che, entrato in Italia a seguito di nulla osta al lavoro pluriennale rilasciato al datore di lavoro, ha sottoscritto apposito contratto di soggiorno per lavoro stagionale presso lo Sportello unico per l'immigrazione. Per gli ingressi in Italia successivi al primo il lavoratore regolarmente assunto può effettuare un nuovo ingresso sulla base di una semplice conferma di assunzione da parte del datore di lavoro, indipendentemente dalla pubblicazione del decreto flussi per lavoro stagionale.
Casi particolari d'ingresso per lavoro art. 27 T.U. Immigrazione
Il permesso di soggiorno rilasciato "fuori quota" nei casi particolari d'ingresso previsti dall'art. 27 del Testo unico Immigrazione non consente l'instaurazione di nuovi rapporti di lavoro, diversi da quello originariamente autorizzato, proprio per la sua particolarità, salve alcune importanti eccezioni espressamente previste per gli infermieri, gli interpreti e traduttori ed i domestici al seguito dei cittadini italiani rimpatriati, a condizione, comunque, che la qualifica richiesta per la nuova assunzione coincida con quella per cui è stato rilasciato l'originario nullaosta.
Il permesso di soggiorno per lavoro artistico è rilasciato allo straniero che deve svolgere una attività superiore a tre mesi di lavoro artistico o tecnico in spettacoli lirici, teatrali, concertistici o inerenti il balletto su richiesta del datore di lavoro che deve ottenere il nulla osta dalla Direzione Generale per le politiche dei servizi per il lavoro. E' possibile il rinnovo solo ove sussistano documentate esigenze di consentire la chiusura dello spettacolo e unicamente per proseguire il rapporto di lavoro instaurato con il medesimo datore di lavoro, quindi per una durata non superiore a quella del pds in sede di rilascio e comunque 1 anno max.
Viene rilasciato al ricercatore straniero (anche regolarmente soggiornante in Italia ad altro titolo diverso da quello per richiesta asilo o di protezione temporanea) che ha stipulato apposita convenzione di accoglienza con un'Università o istituto di ricerca con sede in Italia – che deve richiedere il nulla osta allo Sportello Unico per l'Immigrazione – iscritti nell'apposito elenco tenuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca. Il lavoro consentito e' solo quello legato alla ricerca o alla didattica connessa.
Il permesso di soggiorno per vacanze lavoro è rilasciato agli stranieri che giungano in Italia con un visto per vacanze-lavoro, nel quadro di accordi internazionali in vigore per l'Italia. Successivamente all'ingresso del cittadino nel territorio dello Stato, a richiesta del datore di lavoro, può essere rilasciato dallo Sportello Unico il nulla osta al lavoro, per un periodo complessivo non superiore a 6 mesi e per non più di 3 mesi con lo stesso datore di lavoro.
Il permesso di soggiorno per attesa occupazione viene rilasciato per una durata massima non inferiore ad un anno, ovvero per tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito (trattamento di disoccupazione, indennità di mobilità) percepita dallo straniero, qualora superiore.
Il rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione è possibile anche oltre l'anno se il lavoratore :
percepisce l'indennità di mobilità fino alla durata dell'indennità stessa;
fa parte di un nucleo familiare, già costituito sul territorio nazionale, composto da una persona che dimostri di disporre di risorse sufficienti, previste dall'art. 29 del T.U., tali da non gravare sul sistema di assistenza sociale dello Stato durante il soggiorno.
La circolare del Ministero dell'interno del 3 ottobre 2016 ha chiarito che, in presenza di determinate circostanze, il permesso di soggiorno per attesa occupazione può essere, alla scadenza, rinnovato anche oltre il termine di un anno.
Il permesso di soggiorno per lavoro autonomo viene rilasciato dalla Questura, nell'ambito delle quote definite dal Governo con il Decreto flussi, su richiesta dello stesso cittadino straniero intenzionato a svolgere la propria professione in Italia e consente di svolgere qualsiasi attività di lavoro autonomo o di lavoro subordinato.
Per ottenerlo, l'interessato deve munirsi del nulla osta rilasciato dalla Camera di Commercio, con attestazione dei parametri economici necessari, nonché dal competente Ordine professionale, qualora si tratti di una professione regolamentata, quindi del nulla osta rilasciato dalla Questura ed infine del visto d'ingresso da parte della rappresentanza diplomatica italiana nel suo Paese.
Il permesso di soggiorno per motivi familiari viene rilasciato al coniuge, ai figli minori, ai figli maggiorenni in condizione di invalidità e ai genitori a carico (qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza), ovvero genitori ultrasessantacinquenni, (qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi motivi di salute) di un cittadino straniero già titolare di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, per motivi di lavoro subordinato o autonomo, asilo, protezione sussidiaria, studio, motivi religiosi, motivi familiari, ricerca scientifica.
Per ottenerlo il cittadino straniero presente in Italia deve presentare richiesta di nulla osta al ricongiungimento familiare allo Sportello unico per l'immigrazione e dimostrare di disporre di un reddito sufficiente e di un alloggio adeguato per sé e per i propri familiari.
Il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare o per ingresso al seguito del lavoratore consente l'esercizio del lavoro subordinato e del lavoro autonomo e può essere convertito in permesso per lavoro subordinato (per il figlio al compimento del 18° anno di età), lavoro autonomo o per studio o permesso di soggiorno per residenza elettiva.
Il permesso di soggiorno per integrazione di minore consente esclusivamente di seguire i programmi di inserimento sociale destinati ai minori stranieri abbandonati nel nostro Paese, che a determinate condizioni, al compimento della maggiore età, ottengono la conversione del documento in permesso di soggiorno per motivi di studio o di lavoro autonomo o subordinato. Il minore ha comunque diritto a svolgere tutte le attività che rientrano nell'ambito del diritto-dovere a istruzione-formazione (apprendistato).
I minori titolari di permesso per minore età possono convertirlo in permesso di soggiorno per affidamento nel caso in cui, a seguito del provvedimento di "non luogo a provvedere al rimpatrio" del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione Generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione, vengono affidati o direttamente con provvedimento del Tribunale per i minorenni o su iniziativa dei Servizi Sociali resa esecutiva dal Giudice Tutelare. Il permesso di soggiorno per affidamento consente al minore straniero di lavorare in tutti quei casi in cui la legge italiana lo permette ai minori in generale (e previo assolvimento dell'obbligo scolastico) e può essere convertito in permesso per studio o lavoro, al compimento dei 18 anni.
I minori affidati ad un cittadino straniero regolarmente soggiornante, che convivono con l'affidatario, vengono iscritti nel permesso di soggiorno del medesimo fino al compimento dei 14 anni e ricevono un permesso di soggiorno per motivi familiari al compimento dei 14 anni.
I permessi rilasciati ai sensi dell'art. 20 del T.U. immigrazione, in considerazione delle rilevanti esigenze umanitarie originate da conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in Paesi non appartenenti all'Unione Europea, consentono l'esercizio di attività lavorativa.
Il citato decreto stabilisce che alle persone che rientrano nella categoria dei beneficiari della protezione temporanea e' rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari della durata di sei mesi (ai sensi dell' art. 11, comma 1, lettera c-ter del DPR 394/99 e succ. mod.), che consente l'esercizio di attività lavorativa (ai sensi dell'articolo 14, comma 1, lett. C) del DPR 394/1999 e succ. mod.), nonchè la possibilità di circolare per motivi di turismo per un periodo massimo di 90 giorni in area Schengen, conformemente a quanto previsto dalla Convenzione di applicazione dell'accordo. Con successivo DPCM del 6.10.2011 è stata disposta la proroga della validità del permesso di soggiorno per motivi umanitari per ulteriori sei mesi, decorrenti dalla scadenza del permesso di soggiorno in possesso.
Il permesso di soggiorno per motivi umanitari può essere rilasciato anche ai cittadini appartenenti alle nazionalità interessate, che hanno richiesto il riconoscimento della protezione internazionale, previa rinuncia alla relativa istanza oppure nel caso in cui la stessa sia stata rigettata. Anche nel caso di possesso di permesso di soggiorno ad altro titolo è possibile richiedere la conversione in permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il rilascio di tale permesso non preclude, comunque, la presentazione dell'istanza di riconoscimento della protezione internazionale.
Il permesso di soggiorno per protezione sociale, rilasciato ai sensi dell'art. 18 del T.U. immigrazione, quando siano accertate situazioni di violenza o di grave sfruttamento nei confronti di uno straniero" ed emergono "concreti pericoli per la sua incolumità", perché tenta di sfuggire a un'organizzazione criminale o a causa delle dichiarazioni che ha fatto durante le indagini o in un processo, consente lo svolgimento di attività lavorativa ed è rinnovabile.
Il permesso di soggiorno per asilo politico viene rilasciato dalla Questura al titolare dello "status di rifugiato" o di "persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale" e consente lo svolgimento dell'attività lavorativa. La normativa europea ed italiana richiamano la seguente definizione di rifugiato "cittadino straniero il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese, oppure apolide che si trova fuori dal territorio nel quale aveva precedentemente la dimora abituale per le stesse ragioni succitate e non può o, a causa di siffatto timore, non vuole farvi ritorno.
Il permesso di soggiorno per richiesta di asilo, consente l'assunzione in attesa dell'effettivo riconoscimento di tale status, dopo due mesi dalla presentazione della domanda. Questo permesso di soggiorno non può essere convertito in lavoro.
Il permesso di soggiorno per richiesta di asilo consente anche, sin da subito, di svolgere tirocini formativi e attività di volontariao.
La circolare del Ministero dell'Interno n. 14290 del 27 novembre 2014, ha espressamente previsto il coinvolgimento dei richiedenti asilo in attività di volontariato, a condizione che tali attività siano svolte esclusivamente su base volontaria e gratuita, siano finalizzate al raggiungimento di uno scopo sociale e non lucrativo e sia loro assicurata una formazione adeguata alle attività che saranno svolte. La copertura assicurativa prevista per i soggetti coinvolti in attività di volontariato, già prevista per il biennio 2014/2015, è stata riproposta con la legge di stabilità 2016 per 2016 e il 2017, con onere a carico di un apposito Fondo istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e vale anche per volontari richiedenti asilo.
Il permesso di soggiorno per apolidia è rilasciato a chi ha lo "status di apolide" (con certificazione di apolidia) è valido per lo svolgimento di attività lavorativa.
Le persone con lo status di apolide hanno sostanzialmente gli stessi diritti dei cittadini stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale con permessi di soggiorno di lunga durata: diritto al lavoro, diritto allo studio, diritto all'iscrizione sanitaria, diritto al ricongiungimento familiare.
Il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria viene rilasciato dalla Questura al titolare dello "status di protezione sussidiaria" e permette la prestazione di lavoro. Se ne sussistono i requisiti è convertibile in permesso di soggiorno per lavoro. Lo "status di protezione sussidiaria" viene riconosciuto al cittadino "straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno e il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese".
Studio, tirocinio e formazione professionale
Il permesso di soggiorno per motivi di studio, tirocinio così come quello per formazione professionale, consente una prestazione di lavoro subordinato con il limite annuale di 1040 ore. Può anche essere convertito in permesso per lavoro nei limiti delle quote d'ingresso disponibili, nel caso in cui lo studente abbia una proposta di assunzione. Entro tali limiti temporali è permesso agli studenti stranieri di svolgere anche prestazioni di lavoro autonomo occasionale, collaborazioni coordinate e continuative o altre attività di lavoro autonomo. Il permesso di soggiorno per motivi di studio può essere convertito, al di fuori delle quote, dallo straniero che ha conseguito in Italia il diploma di laurea o di laurea specialistica, a seguito della frequenza del relativo corso di studi in Italia.
Lo studente che consegue il diploma di specializzazione, il dottorato di ricerca o un master di I o II livello, attestato o diploma di perfezionamento può richiedere un permesso di soggiorno per attesa occupazione nel caso in cui non abbia un'attività lavorativa oppure, in presenza di proposta di assunzione, convertire il proprio permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Permesso di soggiorno Ue per soggiornanti lungo periodo
Il permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo consente lo svolgimento di attività lavorativa. Viene rilasciato allo straniero in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, che dimostra la disponibilità di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di un reddito sufficiente secondo i parametri indicati in materia di ricongiungimento familiare e di un alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica ovvero che sia fornito dei requisiti di idoneità igienico-sanitaria accertati dall'Azienda unità sanitaria locale competente per territorio. Non possono richiedere tale permesso gli stranieri che soggiornano in Italia per studio, protezione temporanea e umanitaria, richiesta asilo e asilo. Nel periodo antecedente i 5 anni dalla richiesta, lo straniero non deve aver maturato assenze dal territorio italiano per un periodo superiore ai 10 mesi complessivi nel quinquennio o 6 mesi consecutivi, salvo gravi motivi. Per il rilascio del titolo di soggiorno è necessario superare un test di lingua italiana.
La carta di soggiorno rilasciata al familiare straniero di un cittadino italiano o comunitario con diritto di soggiorno di durata superiore a tre mesi (D. Lgs. 30/2007) consente l'esercizio in Italia di qualunque attività economica, in forma autonoma o subordinata, che la legge non riservi al cittadino italiano.
Carta di soggiorno permanente per familiari di un cittadino dell'Unione
La carta di soggiorno permanente per familiari di cittadini europei viene rilasciata dalla Questura
dopo cinque anni di permanenza continuativa. Consente, come la precedente, l'esercizio in Italia di qualunque attività economica, in forma autonoma o subordinata,
Non può lavorare in Italia il cittadino straniero non comunitario che ha un permesso di soggiorno per:
* Cure mediche;
* Motivi religiosi;
* Affari;
* Giustizia.​​
Aggiornato in data 10 ottobre2016