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Timestamp: 2018-08-18 07:25:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 139', 'art. 172', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Incidenti stradali evoluzione normativa e ultime novità - Assistenza Legale Premium
Nei capitoli precedenti abbiamo analizzato diverse problematiche relative ai sinistri stradali, cercando di fare il punto su quella che è la disciplina ad oggi vigente.
In tale capitolo, rivolgendo il nostro sguardo anche al futuro, riportiamo invece le principali proposte normative in materia, nonché alcune delle più significative recenti pronunce in materia.
Incidenti stradali evoluzione normativa e ultime novità:
Il cosiddetto Ddl “concorrenza” e l’istituzione di una c.d. “tabella unica”
Come abbiamo avuto modo di chiarire, attualmente, in materia di risarcimento danni per lesioni macropermanenti, i giudici ricorrono a particolari tabelle al fine di operare una corretta liquidazione del danno.
Abbiamo altresì visto come ad oggi non esistono delle tabelle unitarie valevoli sul tutto territorio nazionale, sebbene la giurisprudenza sia ormai orientata nell’utilizzo delle tabelle predisposte al tal scopo dal tribunale di Milano.
Un’importante novità in tal senso è prevista dall’art. 8 del disegno di legge n. 2085 – il cosiddetto Ddl “concorrenza”- il quale prevede l’istituzione di una tabella unica per tutto il territorio nazionale in materia di risarcimento delle lesioni all’integrità psico-fisica di non lieve entità.
La norma , che va a modificare il testo dell’art. 139 del Codice delle Assicurazioni, demanda ad un futuro D.P.R. la definizione di una tabella unica valida su tutto il territorio nazionale per il risarcimento delle lesioni all’integrità psico-fisica comprese tra i 10 e i 100 punti.
La tabella in oggetto riprenderà in buona sostanza i criteri di valutazione già utilizzati nelle tabelle milanesi e si applicherà agli eventi dannosi successivi all’entrata in vigore del D.P.R. che la adotterà.
L’adozione di tale tabella permetterà quindi di garantire una parità di trattamento in ambito nazionale, andando a sopperire ad un’importante lacuna legislativa che si è trascinata fino ad oggi.
Si segnala tuttavia che attualmente il DDL concorrenza è in attesa di approvazione da parte del Senato. Il voto avverrà solo a settembre: lo ha ammesso Luigi Marino, relatore del testo assieme a Salvatore Tomaselli.
Risarcimento del danno diminuito per il passeggero senza cintura di sicurezza in caso di sinistro stradale
Come noto l’utilizzo delle cinture di sicurezza è obbligatorio ormai da diverso tempo.
In particolare attualmente l’art. 172 del codice della strada (in applicazione di quanto disposto dal Decreto legislativo del 30 aprile 1992 n. 285) prevede l’obbligo di munirsi di cinture di sicurezza “ …in qualsiasi situazione di marcia.. “ con rare eccezioni normativamente previste.
Tuttavia, nonostante l’esplicita imposizione normativa, secondo una ricerca condotta dal Centro Studi e Documentazione Direct line, il 12% dei conducenti italiani continua a non utilizzare la cintura di sicurezza, rischiando anche significative sanzioni.
L’automobilista imprudente può infatti incorrere in multe che vanno dagli 80 ai 320 euro circa, in aggiunta alla sottrazione di 5 punti dalla patente di guida e la sospensione di questa per un arco di tempo che va dai 15 ai 60 giorni se si incorre nella stessa infrazione due volte nel corso del medesimo.
Spesso ad utilizzare le cinture di sicurezza sono altresì i passeggeri del veicolo. Tale condotta impedirà al terzo trasportato di poter ottenere la piena compensazione dei danni subiti a seguito di incidente stradale: così è infatti stato statuito dalla Corte di Cassazione con sentenza dell’8 gennaio 2016.
Nel caso di specie il danneggiato, passeggero di un veicolo coinvolto in un incidente stradale, aveva convenuto in giudizio l’assicurazione del conducente del suddetto veicolo.
In primo grado il Tribunale di Palermo aveva accolto il ricorso proposto dal danneggiato di risarcimento del danno ma aveva attribuito alla vittima “un concorso di colpa per non aver usato la cintura di sicurezza”.
In Appello la Corte aveva avvalorato quanto determinando “ la percentuale di colpa ascrivibile ad essa, in misura pari al 30%”.
Così, in ultima analisi la Cassazione era giunta a confermare quanto statuito nei precedenti gradi di giudizio ribadendo che:
Incidenti stradali evoluzione normativa e ultime novità: la Cassazione
“l’omesso uso delle cinture di sicurezza da parte del soggetto trasportato che abbia subito lesioni a seguito di un sinistro stradale costituisce comportamento colposo del danneggiato nella causazione del danno, rilevante ai sensi dell’articolo 1227 co.1 c.c. e legittima la riduzione del risarcimento ove si alleghi e si dimostri che il corretto uso dei sistemi di ritenzione avrebbe ridotto (o addirittura eliso) il danno.” (Così Cass. Civ. Sez. III, n.4993/2004).
Il principio sopra illustrato ha trovato conferma in una più recente pronuncia della Corte di Cassazione, sez. III, 19/07/2016, n. 14699.
Con tale sentenza la Suprema Corte è infatti giunta ad affermare che:
“L’eventuale cooperazione colposa del creditore al fatto illecito non spezza il nesso eziologico rispetto al danno da lui subito: pertanto, la cooperazione del trasportato allo scaturire dell’evento dannoso della condotta colposa del conducente della vettura (per esempio, non allacciandosi il trasportato le cinture di sicurezza: Cass. sez.3, 11 marzo 2004 n.4993) comporta esclusivamente una proporzionale riduzione dell’entità del risarcimento”.
Abbiamo già visto che in caso di sinistro stradale cagionato da veicolo non identificato il soggetto danneggiato, laddove abbia subito danni fisici, può promuovere (in determinate situazioni) richiesta di risarcimento danni patiti al “Fondo di garanzia per le vittime della strada“.
Incidenti stradali evoluzione normativa e ultime novità: danni causati da veicolo non identificato
In particolare, il presupposto che giustifica l’intervento del “Fondo di garanzia per le vittime della strada” “ è che i danni alle persone siano causati da veicolo rimasto non identificato, da intendersi in senso oggettivo, e cioè di obiettiva impossibilità di accertamento, nonché soggettivo, nel senso di comportamento non colposo del danneggiato, e cioè non improntato a negligenza, imprudenza, imperizia, giusta accertamento da effettuarsi e valutazione da compiersi da parte del giudice di merito”.
Così si è recentemente espressa la Corte di Cassazione, sez. III, con sentenza del 18-09-2015, n.18308.
Incidenti stradali evoluzione normativa e ultime novità: violazione dell’ordinaria diligenza e prudenza della vittima
Sulla base di tali presupposti la Corte di Cassazione, con la sentenza sopracitata, è quindi giunta a respingere la richiesta di risarcimento danni avanzata da una donna nei confronti del Fondo di Garanzia.
La donna, per sua stessa ammissione (così come riportata nella denuncia-querela regolarmente presentata), in seguito ad un tamponamento aveva colloquiato con l’autista del mezzo danneggiante ed aveva “ingenuamente” acconsentito a spostare l’auto per meglio valutare i danni patiti. In seguito al dialogo intercorso il danneggiante risaliva in auto e si allontanava, senza dare modo alla vittima di trascrivere il numero di targa.
In tale ipotesi la mancata identificazione del veicolo era, secondo la Suprema Corte, quindi ascrivibile alla violazione dell’ordinaria diligenza e prudenza della vittima, che laddove avesse mantenuto una condotta più attenta avrebbe potuto senza alcuno sforzo identificare il veicolo danneggiante.
D’altra parte riconoscere la pretesa risarcitoria della donna avrebbe determinato da un lato il riversarsi sulla comunità delle negative conseguenza di una condotta non diligente, imprudente ed imperita tenuta dalla vittima stessa, e dall’altro avrebbe aperto la strada ad abusi e possibili frodi.
Morte del prossimo congiunto
Si segnala da ultima una recente pronuncia in materia di risarcibilità del danno non patrimoniale per la perdita di una persona cara.
Con tale pronuncia, datata 21/04/2016 la Corte di Cassazione è giunta a riconoscere la pretesa risarcitoria avanzata dal compagno della madre della vittima di incidente stradale, dichiarando quanto segue:
“In caso di morte a seguito di sinistro stradale, il compagno della madre della vittima può essere risarcito del danno non patrimoniale sofferto solo se viene provata una convivenza duratura”.
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