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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 1916', 'art. 1916', 'art. 2059', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 1916', 'art. 1916', 'art. 2059', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 1916', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 32', 'art. 1916', 'art. 32', 'art. 59', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 1882', 'art.1886']

INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI. ORIGINE teoria della responsabilità civile teoria della responsabilità oggettiva teoria del rischio professionale. - ppt scaricare
INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI. ORIGINE teoria della responsabilità civile teoria della responsabilità oggettiva teoria del rischio professionale.
PubblicatoEulalio Rizzo
Presentazione sul tema: "INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI. ORIGINE teoria della responsabilità civile teoria della responsabilità oggettiva teoria del rischio professionale."— Transcript della presentazione:
ORIGINE teoria della responsabilità civile teoria della responsabilità oggettiva teoria del rischio professionale
SETTORI DELLASSICURAZIONE INAIL a) industria, per le attività: manifatturiere, estrattive, impiantistiche; di produzione e distribuzione dell'energia, gas ed acqua; dell'edilizia; dei trasporti e comunicazioni; della pesca; dello spettacolo; per le relative attività ausiliarie; b) artigianato, per le attività di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443, e successive modifiche ed integrazioni;legge 8 agosto 1985, n. 443 c) terziario, per le attività: commerciali, ivi comprese quelle turistiche; di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi anche finanziari; per le attività professionali ed artistiche: per le relative attività ausiliarie; d) altre attività, per le attività non rientranti fra quelle di cui alle lettere a), b) e c), fra le quali quelle svolte dagli enti pubblici, compresi lo Stato e gli enti locali
ATTIVITA- ADIBIZIONE A MACCHINE persone addette a:macchine non mosse direttamente dalluomo che le usa apparecchi a pressione apparecchi e impianti elettrici apparecchi e impianti termici SI FA RIFERIMENTO A QUALUNQUE MECCANISMO CHE UTILIZZI UN ENERGIA, ANIMATA O MECCANICA PER OTTENERE UN MAGGIOR RENDIMENTO CON UN MINORE SFORZO
ADIBIZIONE A MACCHINE CORTE COST. 16 OTTOBRE 1986, N. 221: sussiste lobbligo di assicurazione in relazione allutilizzo di qualsiasi apparecchio elettrico: non esistono apparecchi elettrici non rischiosi ANCHE SE LADIBIZIONE E MARGINALE INDIPENDENTEMENTE DALLA QUALIFICA PROFESSIONALE DI OPERAIO O IMPIEGATO - Macchine isolate (quando sono utilizzate fuori dellambiente di lavoro): SONO ASSICURATI SOLO GLI ADDETTI - Macchine utilizzate in opifici, laboratori, ambienti organizzati per lavori: SONO ASSICURATI TUTTI I LAVORATORI CHE SI TROVANO NELLAMBIENTE IN CUI É COLLOCATA LA MACCHINA CONSEGUENZA E LESCLUSIONE – PROBLEMATICA- DEI RISCHI DA CIRCOLAZIONE STRADALE ATTIVITA COMPLEMENTARI E SUSSIDIARIE. sono assicurate le persone addette ad attività complementari o sussidiarie, anche se svolte in locali diversi
28 LAVORAZIONI 1) di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione di opere edili,; 2) di messa in opera, manutenzione, riparazione, modificazione, rimozione degli impianti all'interno o all'esterno di edifici, di smontaggio, montaggio, manutenzione, riparazione, collaudo delle macchine, degli apparecchi, degli impianti di cui al primo comma; 3) di esecuzione, manutenzione o esercizio di opere o impianti per la bonifica o il miglioramento fondiario; 4) di scavo a ciclo aperto o in sotterraneo; a lavori di qualsiasi genere eseguiti con uso di mine; 5) di costruzione, manutenzione, riparazione di ferrovie, tramvie, filovie, teleferiche e funivie o al loro esercizio; 6) di produzione o estrazione, di trasformazione, di approvvigionamento, di distribuzione del gas, dell'acqua, dell'energia elettrica, compresi quelli relativi alle aziende telegrafiche e radiotelegrafiche, telefoniche e radiotelefoniche e di televisione; 7) di trasporto per via terrestre, quando si faccia uso di mezzi meccanici o animali; 8) per l'esercizio di magazzini di deposito di merci o materiali; 9) per l'esercizio di rimesse per la custodia di veicoli; 10) di carico o scarico; 11) della navigazione; 12) della pesca; 13) di produzione, trattamento, impiego o trasporto di sostanze o di prodotti esplosivi, esplodenti, infiammabili, tossici, corrosivi, caustici, radioattivi;
28 LAVORAZIONI 14) di taglio, riduzione di piante, di trasporto o getto di esse; 15) degli stabilimenti metallurgici e meccanici, comprese le fonderie; 16) delle concerie; 17) delle vetrerie e delle fabbriche di ceramiche; 18) delle miniere cave e torbiere e saline, compresi il trattamento e la lavorazione delle materie estratte, anche se effettuati in luogo di deposito; 19) di produzione del cemento, della calce, del gesso e dei laterizi; 20) di costruzione, demolizione, riparazione di navi o natanti, nonché ad operazioni di recupero di essi o del loro carico; 21) dei pubblici macelli o delle macellerie; 22) per l'estinzione di incendi, eccettuato il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; 23) per il servizio di salvataggio; 24) per il servizio di vigilanza privata, comprese le guardie giurate addette alla sorveglianza delle riserve di caccia e pesca; 25) per il servizio di nettezza urbana; 26) per l'allevamento, riproduzione e custodia degli animali, compresi i lavori nei giardini zoologici e negli acquari; 27) per l'allestimento, la prova o l'esecuzione di pubblici spettacoli, per l'allestimento o l'esercizio dei parchi di divertimento, escluse le persone addette ai servizi di sala dei locali cinematografici e teatrali; 28) per lo svolgimento di esperienze ed esercitazioni pratiche nei casi in cui al n. 5) dell'articolo 4
LAVORO AGRICOLO TUTTE LE ATTIVITA SONO PERICOLOSE
SOGGETTI ASSICURATI REQUISITI SOGGETTIVI: ETÀ: NON CI SONO LIMITI PER I MINORI: L. N. 977/67 NON CI SONO LIMITI MASSIMI DI ETA SESSO: NON CI SONO DIFFERENZIAZIONI NAZIONALITA: LASSICURAZIONE OPERA SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE LAVORATORI ITALIANI ALLESTERO NON ASSICURATI (C. COST.369/85)
TIPO DI LAVORO: E ASSICURATO CHI PRESTA IN MODO PERMANENTE O AVVENTIZIO, ALLE DIPENDENZE E SOTTO LA DIREZIONE ALTRUI, OPERA MANUALE RETRIBUITA ALLE DIPENDENZE E SOTTO LA DIREZIONE ALTRUI: lavoro subordinato PERMANENTE O AVVENTIZIO: anche per rapporti di breve durata, è esclusa solo la prestazione occasionale, svolta al di fuori di un vincolo giuridico LAVORO MANUALE: in origine erano esclusi gli impiegati; C. Cost. 114/77 ha dichiarato che la legge non distingue tra operai o impiegati; e che per manualità si intende il diretto contatto delloperatore con lapparecchio o con la macchina – in definitiva rileva solo lesposizione al rischio RETRIBUZIONE: si fa riferimento alla nozione di retribuzione imponibile
ALTRI SOGGETTI ASSICURATI SOVRINTENDENTI ARTIGIANI (non rileva la definizione legale, e non rileva lattività di organizzazione dellimpresa, rileva invece lo svolgimento della tipica attività oggetto della prestazione artigianale) APPRENDISTI: l.n. 25/55, l.n. 56/87, ln. 196/97 DIRIGENTI LAVORATORI SPORTIVI INSEGNANTI E ALUNNI delle scuole di qualunque ordine e grado,c he svolgano esperienze scientifiche, tecniche o di lavoro CONIUGE, FIGLI E PARENTI DEL DATORE DI LAVORO, che prestano attività lavorativa, anche senza retribuzione SOCI DI COOPERATIVE E DI OGNI ALTRO TIPO DI SOCIETA (con carattere di professionalità, sistematicità e abitualità, anche senza retribuzione) RICOVERATI, in case di cura, ospedali istituti di assistenza e beneficenza, addetti a lavorazioni protette DETENUTI addetti a lavorazioni protette COMMESSI VIAGGIATORI, PIAZZISTI, che si avvalgono di veicoli a motore SACERDOTI che svolgono prestazione lavorativa in favore di soggetti diversi dallente ecclesiastico cui appartengono COMPONENTI DEGLI EQUIPAGGI delle navi LAVORATORI A DOMICILIO: l. n. 877/73 ASSUNTORI DI STAZIONI,FERMATE, PASSAGGI A LIVELLO LAVORATORI ADDETTI AI SERVIZI DOMESTICI E FAMILIARI: d.P.R. 1403/1971 PERSONE CHE SVOLGONO LAVORO DOMESTICO (C.D. CASALINGHE) tra i 18 e i 65 anni- con prestazioni limitate e basate su di una retribuzione convenzionale LAVORATORI ADDETTI AI SERVIZI DI RIASSETTO E DI PULIZIA LAVORATORI ITALIANI ALLESTERO LAVORATORI EXTRACOMUNITARI SOGGETTI AMMESSI AI TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO TITOLARI DI RAPPORTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA (UN TERZO DEI CONTRIBUTI è A CARICO DEL LAVORATORE)
ALTRI SOGGETTI PER I SOGGETTI CHE NON SONO MENZIONATI LA REGOLA E SE SONO SUBORDINATI SI APPLICA IL PRINCIPIO PER CUI A PARITA DI RISCHIO CORRISPONDE PARITA DI TUTELA SE SONO AUTONOMI, LESTENSIONE DELLA TUTELA E RIMESSA ALLA DISCREZIONALITA DEL LEGISLATORE SONO ESCLUSI: - I LAVORATORI AUTONOMI NON PARASUBORDINATI - I COMMERCIANTI - I TITOLARI DI IMPRESE NON ARTIGIANE - GLI ISTRUTTORI SUBACQUEI NON SUBORDINATI - LAVORATORI AGRICOLI CHE NON SI OCCUPANO DEL FONDO IN MODO PREVALENTE O ABITUALE 8104 GG. LANNO) E STATA RECENTEMENTE AMMESSA PER: - GLI INSEGNANTI DI SCUOLA MATERNA (CIRC. 23 APRILE 2003, N. 28)
I SOGGETTI OBBLIGATI: I DATORI DI LAVORO sono le persone, gli enti privati o pubblici che esercitano le attività oggetto dellassicurazione e occupano persone protette OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA OBBLIGO DI COMUNICARE LE RETRIBUZIONI LIBRO MATRICOLA LIBRO PAGA OBBLIGO DI DENUNCIA DELLINFORTUNIO ALLAUTORITA DI P.S.
LAVORATORI E DATORI DI LAVORO NON ASSICURATI PRESSO LINAIL IMPIEGATI E TECNICI AMMINISTRATIVI DI AZIENDE AGRICOLE E FORESTALI (ENPAIA) DIPENDENTI DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI (gestione INAIL per conto dellamministrazione datrice di lavoro
LINFORTUNIO SUL LAVORO LASSICURAZIONE COMPRENDE TUTTI I CASI DI INFORTUNIO AVVENUTO PER CAUSA VIOLENTA IN OCCASIONE DI LAVORO, DA CUI SIA DERIVATA LA MORTE O UNA INABILITA PERMANENTE AL LAVORO, ASSOLUTA O PARZIALE, OVVERO UNINABILITA TEMPORANEA ASSOLUTA CHE COMPORTI LASTENSIONE DAL LAVORO PER PIU DI TRE GIORNI
LA CAUSA VIOLENTA è una causa che reca un danno allorganismo mediante unazione rapida e concentrata nel tempo può essere di varia natura: termica emotiva elettrica sforzo fisico alla causa violenta è equiparata la causa virulenta (es. carbonchio, tetano)
LOCCASIONE DI LAVORO Non si richiede un nesso causale diretto e immediato: è sufficiente un nesso indiretto, purchè sia il lavoro a determinare il rischio distinzione tra rischio generico: che incombe in modo identico su ogni individuo e rischio specifico: che deriva la sua origine o la sua maggiore intensità dalle condizioni di lavoro Requisiti (non cumulativi): linfortunio deve avvenire sul luogo di lavoro durante lorario di lavoro non deve essere straneo allattività lavorativa
LINFORTUNIO IN ITINERE Fino al d.lgs. 38/2000 la giurisprudenza ha considerato indennizzabile linfortunio in itinere quando: il lavoratore deve percorrere una determinata strada che conduce esclusivamente al luogo di lavoro e che presenta rischi diversi dalle ordinarie vie di comunicazione deve servirsi di un mezzo di trasporto che non sia comunemente usato o che sia fornito o prescritto dal datore di lavoro art. 2, t.u. 1124, mod. dallart. 12 d.lgs. 38/2000 Salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l'assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro e, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti. L'interruzione e la deviazione si intendono necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all'adempimento di obblighi penalmente rilevanti. L'assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato. Restano, in questo caso, esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall'abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall'uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni; l'assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida.
RISCHIO ELETTIVO, COLPA, DOLO DEL LAVORATORE IL PRINCIPIO CHE REGOLA LA MATERIA E QUELLO RELATIVO AL MANTENIMENTO O ALLINTERRUZIONE DEL NESSO TRA LAVORO E INFORTUNIO La colpa del lavoratore, che contravviene alle direttive impartite dal datore di lavoro non interrompe il rapporto di dipendenza tra infortunio e attività lavorativa Tale rapporto è invece interrotto in caso di dolo del lavoratore, che sussiste quando il lavoratore si lesiona allo scopo di ottenere la prestazione previdenziale (problema del tentato suicidio) e in caso di rischio elettivo: quando il lavoratore con un atto volontario, per motivi non connessi al lavoro, affronta un rischio diverso da quello a cui è normalmente esposto
I PREMI ASSICURATIVI La spesa dell'assicurazione è a esclusivo carico del datore di lavoro. Sono dovuti in base: - al tasso di premio (riferito a mille lire di retribuzione), che è calcolato sulla base della tariffa basata sul rischio medio nazionale della lavorazione - al rischio specifico della singola impresa - allammontare complessivo delle retribuzioni corrisposte ai lavoratori riduzioni: d.m. 18 marzo 1996: riduzione del 5% del premio per le imprese con meno di 16 addetti che abbiano attuato il d.lgs. 626/94 d.m. 7 maggio 1997 e 6 agosto 1997: riduzione del 10% per imprese edili
LE PROCEDURE: LA DENUNCIA E LINCHIESTA al momento dellinfortunio il lavoratore deve informare il datore di lavoro, il quale deve a sua volta presentare una denuncia di infortunio allINAIL, il quale apre una procedura di accertamento Per gli infortuni che comportano la morte del lavoratore o uninabilità di durata superiore a 30 giorni era prevista la c.d. inchiesta pretorile, con il d.lgs. n. 51 del 1998 linchiesta è svolta dalla direzione provinciale del lavoro – settore ispezione entro quattro giorni dal ricevimento della denuncia, con linchiesta si accerta: 1) la natura del lavoro 2) le circostanze in cui è avvenuto l'infortunio e la causa e la natura di esso, anche in riferimento ad eventuali deficienze di misure di igiene e di prevenzione; 3) l'identità dell'infortunato e il luogo dove esso si trova; 4) la natura e l'entità delle lesioni; 5) lo stato dell'infortunato; 6) la retribuzione; 7) in caso di morte, le condizioni di famiglia dell'infortunato, i superstiti aventi diritto a rendita e la residenza di questi ultimi
ESONERO DALLA RESPONSABILITÀ CIVILE: è sancito dallart. 10 t.u. 1124, ma ha rilevanti limiti riguarda solo gli eventi coperti dallassicurazione (sono quindi esclusi gli infortuni di durata inferiore a tre giorni, erano invece inclusi quelli di durata superiore che determinano uninvalidità inferiore al 10%) non opera per gli infortunati minori di 14 anni non opera quando il datore di lavoro o uno dei suoi dipendenti riporta una condanna penale per il fatto dal quale è derivato linfortunio LADDOVE NON OPERA LESONERO DALLA R.C.: il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno da parte del datore di lavoro; in base al principio del ne bis in idem spetta solo la quota eccedente la rendita INAIL LINAIL ha azione di regresso nei confronti del datore di lavoro per la ripetizione delle somme corrisposte al lavoratore, nei limiti del risarcimento dovuto allinfortunato secondo le regole civili LINAIL ha azione di surroga nei confronti del terzo estraneo che abbia causato linfortunio (sostituzione dellente al creditore danneggiato)
IL DANNO BIOLOGICO A partire dal 1986 la giurisprudenza della Corte cost. riconosce il diritto al risarcimento del danno biologico Corte Cost. n. 87/1991 L'esclusione dell'intervento pubblico - quale si desume dagli artt. 2, 3 e 74 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 - per la riparazione del danno alla salute patito dal lavoratore nei casi in cui la menomazione dell'integrità psico-fisica, della quale sia peraltro accertata l'eziologia professionale, non abbia alcuna incidenza sull'attitudine al lavoro (cosiddetto danno biologico), non può dirsi in sintonia con la garanzia della salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività ( art. 32 Cost.) e, ad un tempo, con la tutela privilegiata che la Carta costituzionale riconosce al lavoro come valore fondante della nostra forma di Stato ( art. 1, primo comma, 4, 35 e 38 Cost.), nel quadro dei più generali principi di solidarietà ( art. 2 Cost.) e di eguaglianza, anche sostanziale ( art. 3 Cost.). Tuttavia un ampliamento della tutela in tal senso, benché in linea con la tendenza - per più versi rilevata anche nella giurisprudenza costituzionale all'espansione della copertura assicurativa dei rischi del lavoratore, comporterebbe una innovazione legislativa, e quindi la specificazione di modalità procedurali e tecniche, la cui effettuazione - pur non consentendo la prolungata inerzia che in analoga situazione portò alla dichiarazione di illegittimità costituzionale del cosiddetto sistema tabellare - spetta al legislatore. (Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 2, 3 e 74 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, sollevata in riferimento agli artt. 3, 32, primo comma, 35, primo comma, e 38, secondo comma, Cost.).D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124art. 32 Cost.art. 1, primo comma, 4, 35 e 38 Cost.art. 2 Cost.art. 3 Cost.).D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124artt. 3, 32, primo comma, 35, primo comma, e 38, secondo comma, Cost.).
Corte cost. 356/91 rientra nella discrezionalità del legislatore la corretta disciplina del diritto di surroga dell'assicuratore, sia privato che sociale, nei confronti del terzo responsabile, con il limite peraltro del rispetto dei principi costituzionali, segnatamente quello del diritto alla salute di cui all'art. 32 della Costituzione. In una tale ottica, allorquando la copertura assicurativa, in virtù delle norme di legge o di contratto che la disciplinano, non abbia ad oggetto il danno biologico, oppure si limiti ad indennizzare la perdita o riduzione di alcune soltanto delle capacità del soggetto (come avviene per l'attitudine al lavoro nel regime dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), consentire che l'assicuratore, nell'esercizio del proprio diritto di surroga nei confronti del terzo responsabile, si avvalga anche del diritto dell'assicurato al risarcimento del danno biologico, non coperto dalla prestazione assicurativa, significa sacrificare il diritto dell'assicurato stesso all'integrale risarcimento di tale danno, con conseguente violazione dell'art. 32 della Costituzione. E poiché, secondo consolidata interpretazione data all'art. 1916 cod. civ. dalla giurisprudenza di legittimità, il diritto di surroga dell'assicuratore, sia privato che sociale, nei confronti del terzo responsabile, fino alla concorrenza dell'indennità corrisposta all'assicurato (vedi massima F) ha come unico limite quantitativo il complessivo risarcimento che il terzo deve effettivamente al danneggiato-assicurato, secondo le norme civilistiche che governano la responsabilità per fatto illecito, ne consegue che va dichiarata la illegittimità costituzionale dell'art. 1916 cod. civ., nella parte in cui consente all'assicuratore di avvalersi, nell'esercizio del diritto di surrogazione nei confronti del terzo responsabile, anche delle somme da questi dovute all'assicurato a titolo di risarcimento del danno biologico. La dichiarazione di incostituzionalità, non può invece estendersi a quanto attiene al risarcimento del danno morale di cui all'art. 2059all'art. 32 della Costituzione.dell'art. 32 della Costituzione.all'art. 1916 cod. civ.dell'art. 1916 cod. civ.all'art. 2059
Corte cost. 485/1991 L'art. 11 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, primo e secondo comma, secondo la ormai consolidata interpretazione giurisprudenziale nell'attribuire all'I.N.A.I.L., nei casi previsti dall'art. 10 del D.P.R. n. 1124 del 1965, il diritto di regresso, contro le persone civilmente responsabili del reato che ha provocato l'infortunio, per il recupero delle somme pagate a titolo di indennità e delle spese accessorie, nei limiti del risarcimento spettante all'infortunato - consente all'istituto di avvalersi, per la determinazione di tale limite, anche delle somme che l'infortunato ha diritto di pretendere a titolo di risarcimento del danno biologico; e ciò benché la prestazione assicurativa erogata corrisponda soltanto alla perdita o riduzione della capacità lavorativa generica. Conseguentemente, il sesto ed il settimo comma dell'art. 10 del D.P.R. n. 1124 del 1965 stabiliscono che, sempre in caso di infortunio sul lavoro dipendente da reato, il lavoratore assicurato ha diritto al risarcimento del danno biologico non compreso nella garanzia dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali solo se e solo nella misura in cui il danno risarcibile, calcolato secondo i criteri civilistici e complessivamente considerato, superi l'ammontare delle indennità corrisposte dall'I.N.A.I.L. Queste disposizioni (delle quali quella dell'art. 11 del D.P.R. n. 1124 del 1965 ha effetti del tutto equivalenti, sotto gli aspetti in questione, a quelli per cui l'art. 1916 cod. civ. è stato, con sent. n. 356 del 1991, riconosciuto illegittimo) sono entrambe in contrasto con il principio costituzionale dell'integrale e non limitabile tutela risarcitoria del danno biologico, che, in sé considerato, prescinde dalla eventuale perdita o riduzione di reddito e va riferito alla integralità dei suoi riflessi pregiudizievoli rispetto a tutte le attività, le situazioni e i rapporti in cui la persona esplica se stessa nella propria vita. Pertanto sia l'art. 10 del D.P.R. n. 1124 del 1965, sesto e settimo comma, sia l'art. 11 del D.P.R. n. 1124 del 1965, primo e secondo comma, debbono essere dichiarati illegittimi, per violazione dell'art. 32 della Costituzione, nella parte in cui non salvaguardano il diritto del lavoratore all'integrale risarcimento del danno biologico non collegato alla perdita o riduzione della capacità lavorativa.D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124D.P.R. n. 1124 del 1965 l'art. 1916 cod. civ.sent. n. 356 del 1991D.P.R. n. 1124 del 1965 dell'art. 32 della Costituzione
DA QUESTO MOMENTO IL DANNO BIOLOGICO DEVE ESSERE RISARCITO DAL DATORE DI LAVORO Si sviluppano diversi sistemi di calcolo: –metodo genovese (triplo della pensione sociale) –metodo milanese (sistema a punto progressivo) –proposta CNR : valore punto soggetto a diverse variabili d.lgs. 38/2000: –il danno biologico è risarcito se in misura superiore al 6% –tra il 6 e il 16% è risarcito in capitale –oltre il 16 % mediante rendita
LE PRESTAZIONI Principio di automaticità delle prestazioni (non opera per i lavoratori autonomi- art. 59, l.n. 449/97) si distinguono in: prestazioni economiche prestazioni sanitarie prestazioni assistenziali le prestazioni sanitarie sono passate con la l.n. 833/78 alla competenza del s.s.n.; restano tuttavia di competenza dellINAIL le funzioni di accertamento medico-legale le pretazioni assistenziali sono state trasferite alle regioni e ai comuni con d.p.r. 616/77, ma lINAIL mantiene gli interventi economci a favore dei grandi invalidi del lavoro e lerogazione dellassegno di incollocabilità le prestazioni economiche sono: indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta (specifica) rendita da inabilità permanente (generica) –assoluta –parziale rendita provvisoria assegno per lassistenza personale continuativa rendita ai superstiti assegno funerario
INDENNITÀ GIORNALIERA PER INABILITÀ TEMPORANEA ASSOLUTA Si ha quando linfortunato non è temporaneamente in grado di esercitare il proprio mestiere E corrisposta a partire dal quarto giorno successivo allinfortunio il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore lintera retribuzione per il giorno dellinfortunio e il 60% per i due giorni successivi di norma i contratti collettivi prevedono la corresponsione dellintera retribuzione per tutto il periodo di carenza IMPORTO: 60% della retribuzione media degli ultimi 15 giorni di lavoro per i primo 90 giorni 75% dal 91° giorno SPETTA PER TUTTO IL PERIODO DI INABILITA TEMPORANEA
RENDITA PER INABILITA PERMANENTE ASSOLUTA O PARZIALE, PRIMA DEL 25 LUGLIO 2000 Era stabilita sulla base di unapposita tabella, quindi uguale per tutti i lavoratori (capacità generica) Si basava sulla percentuale di invalidità e sulla retribuzione degli ultimi 12 mesi, era esclusa per linvalidità inferiore al 10%
RENDITA PER INABILITA PERMANENTE ASSOLUTA O PARZIALE, DOPO IL 25 LUGLIO 2000 CI SONO DUE TABELLE: tabella delle menomazioni tabella indennizzo del danno biologico prestazione areddituale per il danno biologico dal 6% al 16 % in forma capitale, oltre il 16% in forma di rendita caratteristiche: areddituale crescente – in relazione alla gravità della menomazione variabile – in funzione delletà e del sesso prestazione in proporzione al reddito per la riduzione della capacità di lavoro rendita in percentuale sulla retribuzione per le conseguenze patrimoniali spetta a partire da uninvalidità del 16% MAGGIORAZIONE DEL 20% PER CONIUGE E FIGLI
Altre prestazioni ASSEGNO PER ASSISTENZA PERSONALE CONTINUATIVA Spetta agli invalidi al 100% che abbiano necessità di assistenza per infermità prestabilite: E mensile, non cumulabile con altri assegni di accompagnamento ASSEGNO DI INCOLLOCABILITA spetta a chi abbia un grado di invalidità superiore al 34%, età non superiore ai 65 anni e sia riconosciuto in collocabile dagli organismi competenti ai sensi della l.n. 68/99 è di 186, 96 euro ASSEGNO FUNERARIO Spetta ai superstiti o a chi dimostri di aver sostenuto le spese funerarie è di 1.480,00 euro ASSEGNO SPECIALE CONTINUATIVO MENSILE spetta al coniuge o ai figli che non hanno diritto alla rendita e non percepiscono altri redditi di importo pari o superiore a quello dellassegno stesso superstiti di titolari di rendita
RENDITA AI SUPERSTITI SPETTA: –al coniuge –ai figli fino a 18 anni, 21 o 26 se frequentanti scuole superiori o università, viventi a carico e non svolgenti lavoro retribuito –ai figli maggiorenni totalmente inabili –in mancanza spetta ai genitori ai fratelli e alle sorelle IMPORTO coniuge50% figli20% ciascuno figli orfani di entrambi i genitori40% genitori, fratelli e sorelle20% se il calcolo supera il 100% viene proporzionalmente ridotto
LE CRITICHE AL NUOVO SISTEMA: fa riferimento a una nozione statica di danno biologico: alla pura lesione dellintegrità fisica del lavoratore, senza tenere conto degli altri aspetti della persona (menomazione della sfera spirituale, affettiva, culturale, sociale, sportiva ecc.) manca una tutela per il danno alla capacità di lavoro al di sotto del 16% vi sono notevoli differenze tra le tabelle Inail e le tabelle adottate per il risarcimento in sede civile fa riferimento a una nozione statica di danno, ma poi ha la pretesa di tenere conto degli aspetti dinamico-relazionali ORA RISULTANO NON COPERTI: IL DANNO BIOLOGICO DI NATURA TEMPORANEA IL DANNO BIOLOGICO DI MISURA INFERIORE AL 6% IL DANNO MORALE IN CASO DI REATO IL DANNO MORALE CONSEGUENZA DEL DANNO BIOLOGICO, IN CASO DI REATO IL DANNO BIOLOGICO DIFFERENZIALE O IL DANNO ALLA SALUTE (con onere della prova)
DANNO BIOLOGICO E ALTRI TIPI DI DANNO danno patrimoniale – danno emergente e lucro cessante danno alla capacità lavorativa generica e specifica danno morale (2043 e 1059 c.c.) danno estetico danno esistenziale
LA MALATTIA PROFESSIONALE La tutela nasce nel 1929 ed è estesa al lavoro agricolo nel 1958 Nasce con il sistema della tabella, determinato dalla necessità di ovviare alle difficoltà insite nella definizione di malattia professionale Necessità di un nesso causale diretto e determinante: non basta loccasione di lavoro Ambito di applicazione limitato: solo a chi è assicurato anche contro gli infortuni sul lavoro
Tempo di insorgenza della malattia: si presume dal primo giorno di assenza totale dal lavoro o dal giorno di presentazione della domanda Insorgenza successiva: la tabella indica dei limiti di tempo e si fa riferimento al giorno di presentazione della domanda allINAIL. La Corte cost. n. 206/1988 ha dichiarato incostituzionale la norma nella parte in cui non tutela il lavoratore che ha contratto la malattia nei limiti di tempo previsti ma ha presentato domanda successivamente poi Corte cost. 179/89 ha esteso la tutela anche alle malattie insorte dopo il termine, ma con il diverso regime dellonere della prova
tra malattie tabellate e non tabellate tabellate (Corte Cost. n. 179 del 1988) -nelle prime si ha una presunzione assoluta del rapporto di causalità -nelle seconde spetta al lavoratore lonere della prova - ora si devono considerare anche i casi in cui la malattia sia insorta prima che venisse tabellata: in questo caso non spetta la lavoratore provare lesposizione al rischio ma occorre provare se sussistono elementi che lo escludono Il d.lgs. 38/2000 ha previsto listituzione di una apposita commissione per laggiornamento annuale della tabella - malattie a origine multifattoriale: problema della prova
ASSICURAZIONE O PREVIDENZA è legittimo il monopolio INAIL ? - autorità garante: dec. 9 febbraio 1999: le imprese assicurative private, operando in regime di concorrenza, realizzerebbero un sistema più efficiente; lart.- 38 cost. non impone necessariamente un regime di monopolio legale ma solo individuare un quadro normativo di tutela dellinteresse protetto - proposta di referendum abrogativo e corte cost.: 7 febbraio 2000, n. 36: lart. 38 lascia piena libertà allo Stato di definire i modi, le forme e le strutture organizzative, ma dichiara inammissibile il referendum per il vuoto normativo che si sarebbe creato a seguito dellabrogazione: sarebbe stato quanto meno necessario un meccanismo che garantisse il principio di automaticità delle prestazioni - sentenza corte giust: 22 gennaio 2002: - la nozione di impresa comprende qualsiasi entità che esercita unattività economica a prescindere dal suo status giuridico - è legittima lattribuzione del monopolio quando questo risponde al principio della solidarietà: cioè quando il controllo dello stato è indispensabile per il mantenimento dellequilibrio finanziario - la solidarietà si manifesta. - effetto ridistribuivo del reddito (mancanza di corrispettività tra contributi e prestazioni) - effetto ridistribuivo intergenerazionale - compensazione tra regimi attivi e passivi - leliminazione dl diritto esclusivo non potrebbe garantire la tutela: - per via della selezione tra rischi buoni e cattivi - perchè nessun ente privato può assumersi il rischio di operare a ripartizione
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