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Timestamp: 2017-10-18 19:18:40+00:00
Document Index: 28979619

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 31']

C i r c o l a r e d e l 2 3 a p r i l e P a g. 1 di 7. Decreto Semplificazioni Fiscali - PDF
C i r c o l a r e d e l 2 3 a p r i l e P a g. 1 di 7. Decreto Semplificazioni Fiscali
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1 C i r c o l a r e d e l 2 3 a p r i l e P a g. 1 di 7 Circolare Numero 12/2012 Oggetto Decreto Legge sulle semplificazioni fiscali (D.L. 02 marzo 2012 n. 16) Sommario Decreto Semplificazioni Fiscali Contenuto Il Decreto Legge 2 marzo 2012 n. 16, c.d. DL sulle semplificazioni fiscali, entrato in vigore il 2 marzo 2012 ed attualmente in fase di discussione e pertanto suscettibile di variazioni in fase di conversione in legge al Parlamento, ha previsto importanti novità in materia di semplificazioni tributarie, di accertamento e riscossione delle imposte. Le principali novità riguardano: - lo spostamento della scadenza per la comunicazione telematica all'agenzia delle Entrate delle dichiarazioni di intento ricevute; - l'obbligo di comunicazione delle operazioni black list limitato a quelle di importo eccedente euro 500; - l'abolizione della soglia minima per procedere alla comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (cd. "spesometro"), per quanto concerne le operazioni che prevedano l'obbligo di emissione della fattura; - rateizzazione dei debiti fiscali. DI SEGUITO L INDICE DEGLI ARGOMENTI TRATTATI: COMUNICAZIONI E ADEMPIMENTI FORMALI... 2 REGOLARIZZAZIONE DELLE OPZIONI FISCALI TARDIVE... 2 DICHIARAZIONI D INTENTO... 2 SPESOMETRO... 3 COMUNICAZIONE BLACK LIST... 3 NUOVI LIMITI ALLA COMPENSAZIONE DEI CREDITI IVA... 4 RATEIZZAZIONI DEI DEBITI FISCALI... 6 PIANO DI RATEAZIONE A RATA CRESCENTE... 6 DECADENZA DALLA DILAZIONE... 6
2 C i r c o l a r e d e l 2 3 a p r i l e P a g. 2 di 7 COMUNICAZIONI E ADEMPIMENTI FORMALI Le semplificazioni concesse dal cd. decreto "semplificazioni fiscali", in attesa di conversione, in tema di comunicazioni ed adempimenti fiscali, si riassumono nel concetto in base al quale il rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente è improntato alla rilevanza della volontà che risulta manifestata dal secondo in ambito tributario, anche in assenza di tempestivo adempimento formale. REGOLARIZZAZIONE DELLE OPZIONI FISCALI TARDIVE L'art. 2, D.L. 16/2012 prevede che tanto le agevolazioni fiscali, per le quali la normativa richiede una comunicazione preventiva, quanto la possibilità di accedere a regimi tributari diversi da quello naturale, tramite apposita opzione, non devono considerarsi irrimediabilmente preclusi al contribuente, laddove questi non abbia provveduto tempestivamente all'adempimento prescritto dalla legge fiscale. Si potrà regolarizzare l errore entro la scadenza di presentazione della prima dichiarazione utile (da intendersi come la prima su cui si ripercuote la scelta non formalmente espressa in maniera adeguata). Tuttavia, se prima di detto termine la violazione è rilevata dall'amministrazione finanziaria (o anche solo se quest'ultima ha iniziato accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di controllo a carico del contribuente) all'interessato, laddove ne abbia avuto formale conoscenza, sarà impedito di porre rimedio all'infrazione. A tale inadempienza vi si potrà porre rimedio anche a posteriori e, in particolare, laddove egli abbia i requisiti sostanziali richiesti per accedere ai benefici tributari, occorrerà semplicemente che: - metta in regola la propria posizione, espletando l'onere posto a suo carico, mediante effettuazione della comunicazione o dell'adempimento richiesti; - versi una sanzione di euro 258, mediante Modello F24, senza però possibilità di eseguire compensazioni orizzontali con eventuali crediti tributari vantati. Tale disposizione trova applicazione, in tutti quei casi di accesso a regimi fiscali opzionali, quali quelli della tassazione di gruppo o del regime fiscale di trasparenza. Inoltre a partire dal 2012, in esplicazione a tale principio, potranno concorrere alla ripartizione del 5 per mille dell'irpef anche gli enti che, pur non avendo tempestivamente assolto gli adempimenti richiesti, presentino i requisiti sostanziali richiesti e trasmettano le domande di iscrizione (con successive integrazioni documentali) entro il 30 settembre dell'anno di riferimento, versando la sanzione di cui sopra. DICHIARAZIONI D INTENTO Come noto, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi nei confronti degli esportatori abituali che abbiano presentato la dichiarazione d'intento vanno considerate non imponibili ai fini Iva. A tal fine, il fornitore deve indicare nella fattura emessa gli estremi della dichiarazione d'intento ricevuta, oltre al titolo di non applicazione dell'imposta (l'art. 8, co. 1, lett. c), D.P.R , n. 633). Il fornitore deve numerare progressivamente le dichiarazioni d'intento che gli sono state spedite e annotarle, entro quindici giorni dal ricevimento, in un apposito registro. La regolare compilazione della lettera d'intento libera il fornitore da ogni responsabilità per la mancata applicazione dell'imposta, qualora il ricevimento di detta dichiarazione sia comunicato all'agenzia delle Entrate, per via telematica, entro (finora) il giorno 16 del mese successivo a quello di ricevimento.
3 C i r c o l a r e d e l 2 3 a p r i l e P a g. 3 di 7 Ferme restando tutte le altre formalità di cui sopra, per effetto del D.L. 16/2012, il fornitore ha oggi tempo per la trasmissione telematica delle dichiarazioni d'intento ricevute fino a quando effettui la prima liquidazione periodica Iva (mensile o trimestrale) in cui affluiscono le operazioni non imponibili in parola. SPESOMETRO L'art. 21, D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modifiche dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, ha posto in capo ai soggetti passivi Iva che effettuano operazioni rilevanti ai fini del tributo, l'obbligo di darne comunicazione telematica all'agenzia delle Entrate entro il 30 aprile dell'anno seguente e solo mediante Entratel o Fisconline. Chi non provvede o lo fa indicando dati incompleti o inesatti, è punito con la sanzione da euro 258 ad euro In particolare, dopo un periodo transitorio, limitato all'anno 2010, relativamente al quale il limite minimo per l'effettuazione della comunicazione è stato stabilito in euro , il provvedimento attuativo disponeva che, a regime, formassero oggetto di comunicazione tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva di importo superiore ad euro (al netto dell'imposta), se comportanti l'obbligo di emissione della fattura, ovvero di importo superiore ad euro (Iva compresa), per quelle per cui non vi fosse l'obbligo di fattura, tenendo sempre conto delle operazioni fra loro collegate. Il limite di euro viene, però, eliminato dal D.L. 16/2012, con la conseguenza che dal 1 gennaio 2012 la comunicazione riguarderà: - tutte le operazioni attive e passive con obbligo di emissione della fattura, indipendentemente dal loro importo: così, ad esempio, i professionisti dovranno trasmettere i dati di tutte le fatture attive emesse (anche quelle nei confronti di privati); - viceversa, per le operazioni senza obbligo di emissione di fattura continua a valere il limite di euro 3.600, al lordo dell'iva, al di sotto del quale non vige alcun obbligo di comunicazione. COMUNICAZIONE BLACK LIST Come noto, l'art. 1, D.L. 25 marzo 2010, n. 40, convertito dalla L. 22 maggio 2010, n. 73, ha introdotto a carico dei soggetti passivi Iva l'obbligo di comunicare telematicamente all'agenzia delle Entrate le cessioni e gli acquisti di beni, nonché le prestazioni di servizi effettuate e/o ricevute con soggetti residenti in paradisi fiscali di cui ai DD.MM. 4 maggio 1999 e 21 novembre L'omissione (o l'invio con dati inesatti o mendaci) della prevista comunicazione in tema di monitoraggio delle operazioni attive e passive con Paesi black list, comporta l'applicazione di una sanzione variabile da euro 516 ad euro per ogni violazione, con impossibilità di beneficiare dell'istituto del cumulo giuridico di cui all'art. 12, D.Lgs. 18 dicembre1997, n Andando incontro, anche in questo caso, alle richieste degli operatori che lamentavano gli ingenti costi connessi alla mappatura e trasmissione di operazioni di entità trascurabile, il D.L. 16/2012 prevede, ora, che non debbano più formare oggetto di comunicazione le cessioni e gli acquisti di beni, nonché le prestazioni di servizi rese o ricevute, nel momento in cui la controparte sia localizzata in un Paese a fiscalità privilegiata ai sensi della normativa italiana e l'operazione sia rilevante ai fini Iva (ivi comprese, secondo la C.M. 21 ottobre 2010, n. 53/E, le transazioni fuori del campo di applicazione dell'imposta, "rispetto alle quali risulti carente il requisito territoriale di applicazione del tributo"), se di ammontare
4 C i r c o l a r e d e l 2 3 a p r i l e P a g. 4 di 7 non eccedente la soglia di euro 500 (il limite citato trova applicazione con riferimento a ciascuna operazione effettuata). Viceversa, la soglia non si configura come una franchigia: in altri termini, nel caso in cui si abbiano rapporti con un fornitore black list per un importo eccedente tale limite, andrà comunicato all'amministrazione finanziaria l'intero ammontare (e non solo la parte di esso superiore ad euro 500). Adempimenti formali Principali semplificazioni Adempimento Comunicazione tributaria non preventiva o opzione non tempestiva Semplificazione L'adempimento deve avvenire entro la prima dichiarazione utile (e prima dell'avvio di controlli fiscali), con il pagamento della sanzione di euro 258 Dichiarazioni d'intento ricevute Deve essere effettuata la comunicazione Spesometro Iva Comunicazioni black list telematica all'agenzia Entrate entro la prima liquidazione periodica effettivamente interessata Vanno comunicate tutte le operazioni con obbligo di emissione della fattura non vanno comunicate le operazioni fino ad euro 500 NUOVI LIMITI ALLA COMPENSAZIONE DEI CREDITI IVA Al fine di contrastare il fenomeno delle compensazioni di crediti inesistenti, l art. 10 del DL 1 luglio 2009 n. 78, convertito nella L. 3 agosto 2009 n. 102, ha introdotto, a decorrere dal 2010, alcuni vincoli in materia di compensazione dei crediti IVA, collegati al superamento di determinate soglie: ,00 o ,00 euro, per i crediti IVA annuali derivanti dalla relativa dichiarazione; ,00 euro, per i crediti IVA trimestrali, derivanti dai modelli TR relativi ai primi tre trimestri solari. L art. 8 co del DL 2 marzo 2012 n. 16, c.d. DL sulle semplificazioni fiscali, entrato in vigore il 2 marzo 2012, ha abbassato da ,00 a 5.000,00 euro la suddetta soglia, che comporta: - l obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione annuale o del modello TR; - il divieto di compensazione prima del giorno 16 del mese successivo a tale presentazione; - l obbligo di utilizzare, in cui è esposta la compensazione del credito IVA, i sistemi telematici dell Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline). Rimane invece invariata la soglia di ,00 euro relativa alla compensazione dei crediti IVA annuali, il cui superamento comporta altresì l obbligo che la dichiarazione IVA, dalla quale emerge il credito, rechi l apposizione del visto di conformità c.d. leggero da parte di un soggetto abilitato (es. dottore commercialista o esperto contabile), oppure la sottoscrizione del soggetto al quale è demandata la revisione legale dei conti di cui all art bis c.c. (es. Collegio sindacale), attestante la verifica della corrispondenza dei
5 C i r c o l a r e d e l 2 3 a p r i l e P a g. 5 di 7 dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione. Con il comunicato stampa 13 marzo 2012, l Agenzia delle Entrate ha reso noto che le nuove regole si applicheranno alle compensazioni dei crediti IVA effettuate dall 1 aprile In caso di utilizzo in compensazione di crediti IVA di cui sia constatata l esistenza, ma: - in misura superiore al limite di ,00 euro (fino al ), o di 5.000,00 euro (a partire dall ), senza la preventiva presentazione della dichiarazione annuale o del modello TR, - ovvero in misura superiore al limite di ,00 euro senza che sia stato apposto sulla dichiarazione annuale il visto di conformità o la sottoscrizione dell organo di revisione legale dei conti, - si applica la sanzione pari al 30% del credito indebitamente utilizzato (ai sensi dell art. 13 del DLgs. 471/97). Si ricorda che rimane comunque applicabile il divieto di compensazione, nel modello F24, dei crediti relativi alle imposte erariali (tra cui l IVA), in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, di ammontare superiore a 1.500,00 euro, per i quali sia scaduto il termine di pagamento (art. 31 del DL 31 maggio 2010 n. 78 convertito nella L. 30 luglio 2010 n. 122). COMPENSAZIONE CREDITI IVA ANNUALI Importo Fino a 5.000,00 euro Oltre 5.000,00 e fino a ,00 euro Oltre ,00 e fino a ,00 euro Oltre ,00 euro Vecchia disciplina, applicabile alle compensazioni effettuate fino al Dal giorno successivo alla chiusura del periodo d imposta di maturazione Dal giorno successivo alla chiusura del periodo d imposta di maturazione dichiarazione annuale dichiarazione annuale con visto di conformità o sottoscrizione dell organo di revisione legale dei conti Nuova disciplina, applicabile alle compensazioni effettuate dall Dal giorno successivo alla chiusura del periodo d imposta di maturazione dichiarazione annuale dichiarazione annuale dichiarazione annuale con visto di conformità o sottoscrizione dell organo di revisione legale dei conti COMPENSAZIONE CREDITI IVA TRIMESTRALI Importo Vecchia disciplina, applicabile alle Nuova disciplina, applicabile alle
6 C i r c o l a r e d e l 2 3 a p r i l e P a g. 6 di 7 Fino a 5.000,00 euro Oltre 5.000,00 e fino a ,00 euro Oltre ,00 euro compensazioni effettuate fino al Dal giorno successivo a quello di presentazione del relativo modello TR Dal giorno successivo a quello di presentazione del relativo modello TR quello di presentazione del relativo modello TR compensazioni effettuate dall Dal giorno successivo a quello di presentazione del relativo modello TR quello di presentazione del relativo modello TR quello di presentazione del relativo modello TR RATEIZZAZIONI DEI DEBITI FISCALI La dilazione delle somme iscritte a ruolo è concessa da Equitalia. In base alla legislazione vigente, essa presuppone che il debitore si trovi in uno stato di temporanea difficoltà finanziaria. Per dimostrare la presenza di tale requisito, il debitore deve presentarsi presso gli uffici di Equitalia e, unitamente alla domanda di dilazione, produrre determinati documenti richiesti dalle varie direttive emanate dalla stessa Equitalia. Per i debiti di importo sino a ,00 euro, la dilazione è invece concessa sulla base della semplice domanda del contribuente. Si rammenta che tale forma di dilazione può essere chiesta anche quando è scaduto il termine di versamento delle somme, quindi decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella, e che non sono mai previste garanzie ipotecarie o fideiussorie. PIANO DI RATEAZIONE A RATA CRESCENTE Per effetto delle modifiche apportate dal DL 16/2012, le rate del piano di dilazione possono anche essere a rata variabile, di importo crescente per ciascun anno. Nel sistema previgente, invece, le rate del piano di dilazione potevano essere a rata crescente solo nel caso della proroga di una dilazione già concessa, ovvero qualora il contribuente riusciva a dimostrare il peggioramento del suo stato di difficoltà finanziaria. I piani di rateazione già emessi alla data del 2 marzo 2012 a rata costante non vengono modificati, a meno che il contribuente ottenga una proroga della dilazione (a tal fine, egli deve dimostrare il peggioramento del suo stato di difficoltà finanziaria). DECADENZA DALLA DILAZIONE In caso di decadenza dalla dilazione, il contribuente deve pagare tutto il debito in unica soluzione, pena l avvio delle varie procedure espropriative. Per effetto delle modifiche apportate dal DL 16/2012, la decadenza si verifica solo se il debitore non paga due rate consecutive del piano di dilazione.
7 C i r c o l a r e d e l 2 3 a p r i l e P a g. 7 di 7 Quindi, la decadenza non si verifica in caso di tardivo od omesso versamento della prima rata, o qualora, ad esempio, non vengano pagate due o anche più rate, a patto che l inadempienza non abbia riguardato, come detto, due rate consecutive. Le suddette disposizioni entrano in vigore il 2 marzo Considerato che la norma potrebbe avere carattere retroattivo, essendo procedurale, i contribuenti la cui dilazione è stata ritenuta decaduta in base al sistema previgente (prima del DL 16/2012, la decadenza si verificava o con il mancato pagamento della prima rata o di due rate successive, anche non consecutive) possono tentare di chiedere ad Equitalia di essere riammessi alla dilazione. Lo studio resta a Vostra disposizione per ogni ulteriore approfondimento. Studio Brunello e Partner Dott. Daniele Liviero