Source: https://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2010/11/17/programma-annuale-2011-finalmente-una-circolare-quasi-corretta/
Timestamp: 2018-04-23 21:13:54+00:00
Document Index: 179595443

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 146', 'art. 11', 'art.7', 'art. 6', 'art. 2']

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dal sito della FLC- CGIL Scuola
Con la nota del MIUR sul programma annuale 2011 dell’11 novembre trovano finalmente soluzione alcuni dei problemi che avevamo sollevato l’anno scorso in occasione della circolare sul programma annuale 2010.
Dopo le nostre osservazioni di alcuni giorni fa e la lettera del segretario generale della FLC, ritorniamo quindi sull’argomento per commentare la nota in questione.
L’anno scorso la circolare con la comunicazione sulle risorse finanziarie e le indicazioni per la predisposizione del programma annuale è stata inviata a fine dicembre, cioè ben oltre il termine del 15 dicembre previsto dal Regolamento di contabilità (D.I. 44/2001) per l’approvazione del bilancio da parte del Consiglio di istituto. Quest’anno, anche se la circolare arriva oltre la data del 31 ottobre prevista dallo stesso Regolamento per la proposta al consiglio da parte della giunta, si registra un passo avanti verso date compatibili con la norma e i tempi di lavoro della scuola.
Diversamente dallo scorso anno, l’assegnazione delle risorse finanziarie, comprese le spese per le supplenze brevi e saltuarie rispettano il regolamento di contabilità e il cosiddetto “capitolone” (D.M. 21/2007). Infatti, il Regolamento ( comma 7 dell’art. 2) stabilisce che “Ai fini della tempestiva elaborazione del programma l’ufficio scolastico regionale provvede a comunicare alle istituzioni scolastiche, anche sulla base dei finanziamenti assegnati per i precedenti esercizi, una dotazione certa di risorse finanziarie, fatte salve le eventuali integrazioni conseguenti all’approvazione della legge di bilancio dello Stato.”
Viene così restituito alle scuole, dopo due anni, il finanziamento per il funzionamento didattico e amministrativo, che viene erogato in base allecaratteristiche delle scuole (numero alunni, numero alunni diversamente abili, numero sedi, tipologia di istituto, spese per revisori alla scuola polo, numero di unità di personale per le supplenze).
Altre “assegnazioni” potranno essere effettuate dalla Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio del MIUR e da altre Direzioni Generali. Tali “assegnazioni” potranno essere accertate, dopo le variazioni al programma annuale, solo secondo le indicazioni contenute nelle e-mail di comunicazione alle singole scuole.
Questo meccanismo conferma le modalità già utilizzate nel passato e finalizzate ad escludere variazioni di bilancio ed accertamenti autonomi da parte delle scuole nel caso di finanziamenti di competenza dell’amministrazione scolastica, anche se va detto che cosi si introduce una “autorizzazione all’accertamento” da parte dell’Amministrazione non prevista dal D.I. 44/2001 (articoli 2 comma 8 e 4 comma 6).
La circolare prende definitivamente atto dell’impossibilità di “stimare, a priori, l’esatto fabbisogno per supplenze brevi di ciascuna scuola, data la variabilità della relativa spesa di mese in mese” e introduce, in caso di fabbisogno superiore alla dotazione iniziale assegnata, periodiche integrazioni da parte del MIUR, di norma mensili, sulla base delle variazioni di bilancio operate dalle scuole.
Scompare dalla circolare l’illegittimo e indefinito “tasso d’assenteismo medio nazionale per tipologia di scuola“ come riferimento per attribuire risorse aggiuntive per le supplenze, che era presente nella circolare dello scorso anno. Rimane però, nel caso di fabbisogno “particolarmente elevato”, la precisazione che all’ulteriore assegnazione di fondi si provvederà “solo successivamente all’esito positivo di apposita verifica”.
Analoga modalità di finanziamento non è prevista per le ore eccedenti, necessarie per la sostituzione dei colleghi assenti, e per le funzioni superiori, rinviando per queste ultime ad un successivo confronto sindacale a livello nazionale. Il predetto meccanismo di comunicazione e autorizzazione all’accertamento del finanziamento cerca di escludere autonomi accertamenti da parte delle scuole, conseguenti all’obbligo di garantire il servizio di istruzione e la sicurezza (ore eccedenti) e di rispettare il CCNL (funzioni superiori, art. 146 CCNL). Relativamente alle ore eccedenti ricordiamo il recente accordo Sindacati scuola-Miur sulla distribuzione alle scuole della quota di fondo nazionale contrattuale non utilizzata in base all’intesa del 18 maggio 2010.
Le istruzioni sulla gestione del cosiddetto “cedolino unico” presentano numerosi aspetti critici che abbiamo puntualmente segnalato all’amministrazione anche perché, tramite la circolare, si anticipano disposizioni che devono essere recepite attraverso una modifica al Regolamento di contabilità come prevede la finanziaria 2010.
A questo proposito vogliamo ricordare che il Regolamento di contabilità (art. 11 comma 1) prevede che “Formano impegni sugli stanziamenti di competenza le sole somme dovute dall’istituzione scolastica a seguito di obbligazioni giuridicamente perfezionate. Gli impegni assunti possono riferirsi soltanto all’esercizio in corso; essi non possono eccedere lo stanziamento dello specifico aggregato.” e all’art.7, comma 2, che “Il dirigente, sulla base delle codifiche stabilite nella modulistica di cui all’articolo 30, imputa le spese al funzionamento amministrativo e didattico generale, ai compensi spettanti al personale dipendente per effetto di norme contrattuali e/o di disposizioni di legge, alle spese di investimento ed ai progetti, nei limiti della rispettiva dotazione finanziaria stabilita nel programma annuale e delle disponibilità riferite ai singoli progetti. A tal fine, le schede di cui all’articolo 2, comma 6, sono costantemente aggiornate a cura del direttore, con riferimento alle spese sostenute.”
Il dirigente scolastico non può quindi stipulare contratti o affidare incarichi senza che le necessarie risorse finanziarie siano stanziate nel programma annuale, al momento della sua approvazione iniziale o a seguito di variazioni regolarmente apportate dal dirigente ai sensi dell’art. 6 del D.I. 44/2001.
Tramite la circolare ministeriale si danno indicazioni secondo le quali i finanziamenti degli istituti contrattuali non vanno inseriti nel programma annuale 2011. Questo punto è particolarmente grave perché non trova rispondenza nelle norme vigenti e contraddice l’obbligo del rispetto dei principi di trasparenza e di veridicità del programma annuale previsti dall’art. 2 comma 2 del D.I. 44/2001: “La gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche si esprime in termini di competenza ed è improntata a criteri di efficacia, efficienzaed economicità e si conforma ai principi della trasparenza, annualità, universalità, integrità, unità, veridicità. E’ vietata la gestione di fondi al di fuori del programma annuale fatte salve le previsioni di cui all’articolo 20 e all’articolo 21” (che riguardano le aziende agrarie e le aziende speciali e i proventi derivanti dalla vendita di beni e da servizi a favore di terzi). Per il pagamento delle spese dell’accessorio si dovranno utilizzare “in via prioritaria le giacenze di cassa derivanti dai predetti fondi; (le somme presenti nel bilancio della scuola)esaurite dette giacenze, le competenze verranno liquidate” tramite il Service Personale Tesoro. Il termine “giacenza di cassa” non presente nel D.I. 44/2001, e privo di senso in un bilancio di competenza, ha come finalità quella di scippare alle scuole le economie relative a questi fondi.
I crediti verso il Miur
Seppure in maniera meno insistente e assertiva rispetto a quella dello scorso anno, si ribadisce l’invito ad inserire “opportunamente” in Z01 – disponibilità da programmare una somma pari all’ammontare dei residui attivi di competenza dello Stato.
L’invito, già respinto dalla maggioranza delle scuole lo scorso anno, è ancora da respingere perché conferma la scelta implicita del MIUR, anche nella prospettiva del passaggio al bilancio di cassa previsto dalla legge 196/2009, di non saldare i debiti verso le scuole. Il tutto con la motivazione che esse, non avendo in cassa le risorse, non ne possono programmare l’utilizzo, dal momento che l’eventuale programmazione risulterebbe inefficace.
Positiva è invece l’indicazione relativa alle entrate vincolate (ad esempio quelle di derivazione contrattuale e quelle la cui “destinazione è inderogabilmente data dal soggetto assegnatario”) che lo scorso anno erano molto ambiguamente richiamate.
La circolare non dice nulla sul problema dei residui attivi, presenti nei bilanci e certificati dall’approvazione dei programmi annuali e dei conti consuntivi degli anni passati, così come non considera in alcun modo il grave problema delle “sofferenze di cassa” delle scuole che in molti casi sta portando, per iniziativa di tanti creditori, all’emissione di decreti ingiuntivi nei confronti delle scuole. Questa situazione si aggraverà con la sottrazione della liquidità derivante dai fondi contrattuali e finirà per scaricare sulle famiglie i costi del servizio scolastico. Già si avvertono i primi effetti negativi, dal momento che molti istituti bancari che svolgono il servizio di cassa hanno segnalato l’antieconomicità del rapporto con le scuole, annunciando l’intenzione di non voler partecipare alle gare per il rinnovo delle convenzioni.
Quest’anno le scuole hanno qualche certezza in più per programmare le risorse finanziarie ma, a distanza di dieci anni dal varo dell’autonomia scolastica, la situazione del sistema di istruzione è resa drammatica dalla riduzione del finanziamento pubblico tanto per il funzionamento che per gli investimenti. Sono anni che la scuola non riceve un euro per investire in beni durevoli.
Inoltre rimane ancora aperta la partita incandescente dei residui attivi causata dalla gestione del Ministro Moratti che diede avvio ad un’operazione ideologica di impoverimento della scuola pubblica attraverso i bilanci, riducendo le voci di spesa per le supplenze e per gli esami di stato in maniera consistente (oltre 450 milioni di euro). Una scelta miope che ha causato il formarsi di una crescente massa di residui attivi nei bilanci delle scuole, tenuto conto che queste sono spese sono ineludibili per assicurare il diritto all’istruzione.
La FLC nazionale, regionale e provinciale si batteranno fino a quando non ci sarà la restituzione alle scuole dei crediti che queste vantano nei confronti del Miur.
This entry was posted on 17 novembre 2010 a 22:43	and is filed under Documentazione, Tutti i post. Contrassegnato da tag: a.s. 2010-2011, programma annuale, Scuola pubblica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, oppure trackback from your own site.