Source: http://www.ingegneri.info/normativa/n-395-ordinanza-10-25-luglio-2002-giudizio-di-legittimita-costituzionale-in-via-incidentale-imposte-sui-redditi-plusvalenze-da-esproprio-o-cessione-volontaria-di-aree-fabbricabili-lamentato/
Timestamp: 2018-10-23 01:48:23+00:00
Document Index: 99868180

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 81', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 42', 'art. 53', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11']

N. 395 ORDINANZA 10 - 25 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Imposte sui redditi - Plusvalenze da esproprio o cessione volontaria di aree fabbricabili - Lamentato effetto espropriativo della tassazione, con incidenza sul principio di capacita' contributiva e disparita' di trattamento per equiparazione di situazioni diverse e differenziazione di situazioni omogenee - Manifesta infondatezza della questione. - Legge 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11. | Ingegneri.info
N. 395 ORDINANZA 10 – 25 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Imposte sui redditi – Plusvalenze da esproprio o cessione volontaria di aree fabbricabili – Lamentato effetto espropriativo della tassazione, con incidenza sul principio di capacita’ contributiva e disparita’ di trattamento per equiparazione di situazioni diverse e differenziazione di situazioni omogenee – Manifesta infondatezza della questione. – Legge 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11.
N. 395 ORDINANZA 10 - 25 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Imposte sui redditi - Plusvalenze da esproprio o cessione volontaria di aree fabbricabili - Lamentato effetto espropriativo della tassazione, con incidenza sul principio di capacita' contributiva e disparita' di trattamento per equiparazione di situazioni diverse e differenziazione di situazioni omogenee - Manifesta infondatezza della questione. - Legge 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11. - Costituzione, artt. 3, 42 e 53. (GU n. 30 del 31-7-2002)
N.  395 ORDINANZA 10 – 25 luglio 2002.
Imposte  sui redditi – Plusvalenze da esproprio o cessione volontaria
di  aree  fabbricabili  –  Lamentato  effetto  espropriativo  della
tassazione, con incidenza sul principio di capacita’ contributiva e
disparita’ di trattamento per equiparazione di situazioni diverse e
differenziazione  di  situazioni  omogenee – Manifesta infondatezza
– Legge 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11.
– Costituzione, artt. 3, 42 e 53.
nel  giudizio di legittimita’ costituzionale dell’art. 11 della legge
30 dicembre   1991,   n. 413   (Disposizioni  per  ampliare  le  basi
imponibili,  per  razionalizzare, facilitare e potenziare l’attivita’
di  accertamento;  disposizioni per la rivalutazione obbligatoria dei
beni  immobili  delle imprese, nonche’ per riformare il contenzioso e
per  la definizione agevolata dei rapporti tributari pendenti; delega
al  Presidente  della  Repubblica  per la concessione di amnistia per
reati  tributari;  istituzione dei centri di assistenza fiscale e del
conto  fiscale),  promosso  con  ordinanza emessa il 23 dicembre 2000
dalla  Commissione  tributaria  provinciale  di  Padova  sul  ricorso
proposto  da Consorzio Zona industriale e porto fluviale di Padova ed
altro  contro  il  Dipartimento regionale delle entrate per il Veneto
sezione di Padova ed altro, iscritta al n. 251 del registro ordinanze
2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 15, 1a
Visti  l’atto  di  costituzione  del Consorzio Zona industriale e
porto  fluviale  di  Padova ed altro nonche’ l’atto di intervento del
Udito nell’udienza pubblica del 4 giugno 2002 il Giudice relatore
Franco Bile;
Uditi  l’avvocato Luigi Manzi per il Consorzio Zona industriale e
porto  fluviale di Padova e l’avvocato dello Stato Sergio Laporta per
Ritenuto che la Commissione tributaria provinciale di Padova, con
ordinanza  emessa  il  23 dicembre  2000,  ha  sollevato questione di
legittimita’  costituzionale  dell’art. 11  della  legge  30 dicembre
1991,  n. 413  (Disposizioni  per  ampliare  le  basi imponibili, per
razionalizzare,  facilitare e potenziare l’attivita’ di accertamento;
disposizioni  per  la  rivalutazione  obbligatoria  dei beni immobili
delle  imprese,  nonche’  per  riformare  il  contenzioso  e  per  la
definizione  agevolata  dei  rapporti  tributari  pendenti; delega al
Presidente  della Repubblica per la concessione di amnistia per reati
tributari;  istituzione  dei centri di assistenza fiscale e del conto
fiscale),  nella  parte in cui, estendendo le previsioni dell’art. 81
del  d.P.R.  22 dicembre  1986,  n. 917 (Approvazione del testo unico
delle  imposte  sui  redditi),  assoggetta a tassazione, come redditi
diversi,  le  plusvalenze  da  esproprio,  corrisposte  nel  caso  di
espropriazione o cessione volontaria di aree fabbricabili;
che  la  questione  di  legittimita’  costituzionale e’ stata
sollevata  nel  corso  di  un  giudizio  proposto  dal Consorzio Zona
industriale  e porto fluviale di Padova, quale sostituto d’imposta, e
dall’Istituto   diocesano  per  il  sostentamento  del  clero,  quale
soggetto  passivo d’imposta, avverso il silenzio rifiuto sull’istanza
di  rimborso  delle  c.d.  “plusvalenze  da  esproprio”,  a  dire dei
ricorrenti   illegittimamente   versate,  in  seguito  alla  cessione
volontaria di alcuni terreni dell’Istituto al Consorzio espropriante;
che,   secondo   il   giudice   rimettente,   il  presupposto
impositivo, individuabile nel fatto economico rivelatore di capacita’
contributiva nel caso di traslazione di beni per effetto di procedure
di  tipo ablativo-espropriativo, ivi compresa la cessione volontaria,
poteva  ritenersi  giustificato  finche’  la  misura  dell’indennizzo
espropriativo   era   commisurata   al   valore  venale  dei  terreni
edificabili;
che  la  giustificazione  era  venuta  meno dopo l’entrata in
vigore  dell’art. 5-bis  del  d.-l.  11 luglio  1992,  n. 333 (Misure
urgenti  per  il risanamento della finanza pubblica), convertito, con
modificazioni,  nella legge 8 agosto 1992, n. 359, che – commisurando
l’indennita’,  approssimativamente,  alla  meta’  del  valore  venale
(ovvero alla semisomma di questo con un valore convenzionale prossimo
allo  zero,  quale  il  reddito dominicale rivalutato), con ulteriore
decurtazione del 40% nell’ipotesi di mancata stipulazione di cessione
volontaria alle condizioni stabilite dall’espropriante – approdava ad
un risultato finale pari a circa il 30% del valore;
che,   secondo   il   rimettente,   la   tassazione  prevista
dall’art. 11 della legge n. 413 del 1991 contrasterebbe con l’art. 53
della   Costituzione,  poiche’  non  sarebbe  assunto  a  presupposto
dell’imposta  un reale incremento di ricchezza, dato che l’indennita’
per  l’esproprio  di  aree  edificabili  (ed il prezzo della cessione
volontaria) determinati secondo il criterio riduttivo dell’art. 5-bis
della    legge    n. 359   del   1992,   indurrebbe   a   qualificare
l’espropriazione  come  grave impoverimento del contribuente rispetto
al   valore   patrimoniale  prima  posseduto,  e  non  come  reale  e
riscontrabile manifestazione di capacita’ contributiva;
che  la  tassazione  dell’indennita’ di esproprio determinata
secondo    l’art. 5-bis    comporterebbe   altresi’   la   violazione
dell’art. 42,   con  riferimento  all’art. 53  Cost.,  per  l’effetto
doppiamente    espropriativo    della    tassazione   dell’indennizzo
determinato  in  misura sensibilmente inferiore al valore di mercato,
in  contrasto  con  il principio costituzionale per cui il sacrificio
della proprieta’ privata per motivi d’interesse generale, deve essere
serio  e non meramente simbolico, mentre in presenza di un sistema di
tassazione da “plusvalenze da esproprio”, rimasto immutato nonostante
la   sopravvenienza   di   un   nuovo   sistema   di   determinazione
dell’indennizzo,   sarebbe   stato   necessario   un  intervento  del
legislatore fiscale per un sostanziale riequilibrio patrimoniale;
che  il  sistema  di tassazione dell’indennita’ espropriativa
comporterebbe  anche  la  violazione  dell’art. 3  Cost., quanto alla
ragionevolezza  e coerenza della disciplina, venendo equiparate sotto
il  profilo  tributario  fattispecie diverse (riguardo a chi e’ stato
tassato,   prima  dell’introduzione  dell’art. 5-bis  per  un  valore
prossimo  a  quello corrente di mercato) e nel contempo differenziate
situazioni  omogenee  (riguardo  ad  espropriazioni  che rimarrebbero
indenni  da  tassazione,  come  nel  caso  di ablazioni di edifici, a
valore venale, e di aree edificabili in zone urbanistiche E o F);
che  e’  intervenuto  in giudizio il Presidente del Consiglio
dei  ministri,  rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello
Stato,  chiedendo  dichiararsi  l’inammissibilita’  della questione –
sotto  il  profilo  che  con  essa si solleciterebbe un sindacato sul
mancato   esercizio   del   potere   legislativo  per  correggere  la
distorsione  del  sistema  introdotto dalla norma impugnata scaturita
dalla    sopravvenuta   entrata   in   vigore   dell’art. 5-bis   del
decreto-legge  n. 333  del 1992, convertito, con modificazioni, nella
legge n. 359 del 1992 – e comunque la sua infondatezza;
che   nel   giudizio  si  e’  costituito  il  Consorzio  Zona
industriale  e  porto  fluviale  di  Padova, che, con riserva di piu’
ampie    argomentazioni,    chiede    dichiararsi    l’illegittimita’
costituzionale   dell’art. 11   della  legge  n. 413  del  1991,  per
contrasto con i parametri indicati dal giudice a quo.
Considerato,  riguardo  all’eccezione  di  inammissibilita’ della
questione  sollevata  dall’Avvocatura  generale  dello  Stato, che la
possibilita’    di    interventi    riequilibratori    rimessi   alla
discrezionalita’  del  legislatore,  non  toglie  che la legittimita’
costituzionale  di  una  norma  possa  esser valutata alla luce di un
mutato quadro normativo (sentenza n. 124 del 1991);
che  nel  merito  occorre  ribadire  l’orientamento di questa
Corte,  secondo  cui  –  ferma l’esigenza di ricondurre alla medesima
ratio  legislativa  la  tassazione  per ogni tipo di trasferimento di
beni  (sentenze nn. 315 del 1994 e 324 del 1996, ordinanza n. 109 del
2002)   –  non  e’  irragionevole  la  tassazione  delle  plusvalenze
derivanti  da  cessione  volontaria, per l’oggettiva lievitazione del
prezzo  dei  suoli  derivante  non  da  un’attivita’  produttiva  del
proprietario,   ma   dalla   destinazione  edificatoria  in  sede  di
programmazione urbanistica (sentenze nn. 533 del 1995 e 171 del 2000,
ordinanza n. 109 del 2002);
che del resto la Corte ha piu’ volte affermato – da un lato –
che  l’individuazione  degli  indici  di  ricchezza e della capacita’
contributiva  e’  rimessa alla discrezionalita’ legislativa (sentenze
nn. 362  del 1995, 111 del 1997, 412 del 2000, 155 e 156 del 2001), e
–  dall’altro – che per la nozione di reddito occorre far riferimento
a  cio’  che,  nei  limiti  della  ragionevolezza, e’ dal legislatore
qualificato  tale  (sentenza  n. 410  del 1995, ordinanze nn. 452 del
1995, n. 109 del 2002);
che,  riguardo  alla lamentata assenza di un reale incremento
di   ricchezza   per   effetto   dell’espropriazione,   in   sostanza
N. 395 ORDINANZA 10 – 25 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Imposte sui redditi – Plusvalenze da esproprio o cessione volontaria di aree fabbricabili – Lamentato effetto espropriativo della tassazione, con incidenza sul principio di capacita’ contributiva e disparita’ di trattamento per equiparazione di situazioni diverse e differenziazione di situazioni omogenee – Manifesta infondatezza della questione. – Legge 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11. redazione redazione 2015-05-06T10:49:10+00:00