Source: http://www.cliccavvocati.it/recupero-crediti.php
Timestamp: 2017-07-23 18:31:17+00:00
Document Index: 153935570

Matched Legal Cases: ['art. 1219', 'art. 2943', 'art. 63', 'art. 55', 'art. 634', 'art. 1224', 'art. 1815', 'art. 1284']

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Se avete effettuato dei lavori o prestato la vostra opera professionale a favore di un soggetto (persona fisica o giuridica) che non vi ha regolarmente pagato, avete il diritto di agire anche giudizialmente per l'ottenimento di quanto dovutovi. Se poi siete già in possesso di un titolo esecutivo, potete rivolgervi al nostro studio legale per recuperare il credito, ancora più rapidamente.
Secondo l'articolo 2740 codice civile, infatti, il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni assunte con tutti i suoi beni, presenti e futuri. Se il debitore non adempie, il creditore può quindi avvalersi del processo esecutivo per realizzare il suo credito, procedendo ad esecuzione forzata sui beni del suo debitore. Se avete un credito ed il vostro debitore non vuole pagare spontaneamente, l’assistenza di un legale è quello che Vi serve info@cliccavvocati.it
Cliccavvocati offre consulenza legale on line in materia di recupero crediti e in particolare tratta le seguenti questioni:
atto di costituzione in mora del debitore
precetto (su assegno, su cambiale, su decreto ingiuntivo, su sentenza)
assistenza delle esecuzioni mobiliari ed immobiliari e/o presso terzi
pignoramenti opposizioni trascrizioni ALTRI SERVIZI: Assistenza legale on line - Consulenza legale on line - Consulenza condominio - Diritto di famiglia - Contratti di locazione – Vacanza rovinata.
Quali mezzi la legge mette a disposizione per recuperare un credito? Per il recupero crediti la legge appronta diverse procedure, in alcuni casi anche cumulabili tra loro.
Cosa è la costituzione in mora? La costituzione in mora del debitore consiste nella richiesta fatta al debitore dal creditore, e per iscritto (comunemente inoltrata a mezzo piego o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, in modo da consentire di provare la data del ricevimento) di adempiere l'obbligazione. L'art. 1219 c.c. prevede che non sia necessario ricorrere alla costituzione in mora se: a) l'obbligazione deriva da fatto illecito; b) il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere; c) l'obbligazione è a termine e la prestazione (o il pagamento) deve essere eseguita al domicilio del creditore. Dalla costituzione in mora del debitore, la legge fa scaturire taluni effetti a beneficio del creditore. Tali effetti sono:
a) l'inizio della decorrenza degli interessi moratori, nella misura dell'interesse legale, se non pattuiti diversamente; b) l'interruzione del termine di prescrizione (art. 2943 c.c.); c) l'obbligo in capo al debitore di risarcire l'eventuale danno;
d) la cosiddetta perpetuatio obligationis, ossia il passaggio del rischio che la prestazione divenga impossibile in capo al debitore. Cosa si può fare per recuperare il credito contenuto in una cambiale? La cambiale è considerata un titolo esecutivo dalla legge (R.D. n. 1669/33, art. 63). Nella pratica, questo comporta che, ove il credito non sia pagato alla scadenza della cambiale, è possibile procedere direttamente all'esecuzione forzata.
Una disciplina simile è stabilita per l'assegno bancario (vedi risposta successiva)
Cosa si può fare per recuperare un credito se il pagamento è avvenuto con assegno? Anche l'assegno bancario, al pari della cambiale, è considerato dalla legge un titolo esecutivo (R.D. n. 1736/33, art. 55). Nella pratica, questo comporta che, ove il credito non sia pagato alla data indicata sull'assegno, è possibile procedere direttamente all'esecuzione forzata. Il pagamento dell'assegno dovrà essere chiesto formalmente a mezzo di un precetto (cioè un'intimazione ad adempiere) notificato al debitore. Se il pagamento dell'assegno non interviene nei dieci giorni successivi alla notificazione del precetto, si potrà procedere al pignoramento e alla vendita forzata dei beni del debitore. Cos'è un decreto ingiuntivo e quando si può chiedere? Un decreto ingiuntivo è l'ordine dato dal giudice al debitore di adempiere l'obbligazione assunta (es. pagamento di una somma di denaro o consegna di una cosa mobile determinata) entro un determinato periodo di tempo (normalmente 40 giorni). Trascorso tale termine, il decreto diventa esecutivo e si può procedere al pignoramento dei beni del debitore. Il decreto ingiuntivo viene emesso su richiesta del creditore, ed ha il vantaggio di essere molto più celere e assai meno oneroso di un procedimento giudiziario ordinario. È disciplinato dagli articoli 633 e ss. del c.p.c. e richiede, per la sua emissione, la sussistenza delle seguenti specifiche condizioni:
a) il credito deve consistere nella consegna di una somma determinata di denaro o di una quantità determinata di cose fungibili, oppure nella consegna di una cosa mobile determinata;
b) è inoltre necessario che il credito sia provabile mediante prova scritta. Più precisamente, si intendono per prove scritte idonee alla richiesta di decreto ingiuntivo (art. 634 c.c.): * le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata; * i telegrammi; * gli estratti autentici delle scritture contabili; * in alcuni casi, la giurisprudenza considera prova scritta anche le fatture commerciali. Contro un decreto ingiuntivo è possibile fare opposizione nei termini previsti dallo stesso decreto (normalmente 40 giorni) In caso di ritardo nell’adempimento di un contratto, si possono chiedere gli interessi al debitore? Gli interessi sono dovuti di diritto, in ragione del tasso legale, dal momento della scadenza del credito e se il credito è liquido, cioè se è determinato nel suo ammontare (cosiddetti interessi corrispettivi). In caso diverso gli interessi sono dovuti dal momento della costituzione in mora del debitore (art. 1224 c.c.).
Inoltre è sempre possibile stabilire convenzionalmente un tasso di interesse, che andrà a sostituirsi a quello legale, purché il saggio non sia considerato usurario (art. 1815 c.c.) e il relativo patto sia stipulato in forma scritta (art. 1284 c.c.).