Source: http://www2.immigrazione.regione.toscana.it/?q=norma&doc=/db/nir/DbPaesi/delibererazioni/_deliberazione-prato-230-2013.xml&datafine=20190918
Timestamp: 2019-12-08 06:00:57+00:00
Document Index: 185969810

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 48', 'art. 5', 'art. 125', 'art.134', 'art. 107', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 48', 'art. 5', 'art. 49', 'art. 134', 'art. 49']

DELIBERAZIONE 17 settembre 2013, n. 230
Oggetto: R.E.A.D.Y Rete nazionale delle Pubbliche Amninistrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere - Adesione della Provincia di Prato - Sottoscrizione della Carta intenti.
urn:nir:provincia.prato;giunta:deliberazione:2013-09-17; 230
UDITA la relazione dell'Assessore alle Politiche Sociali Loredana Ferrara;
VISTA e valutata l'allegata proposta trasmessa dal Direttore dell'Area Programmazione e Valorizzazione Servizi, D.ssa Sonia M. Soldani ed avente ad oggetto "R.E.A.D.Y Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere" - Adesione della Provincia di Prato - Sottoscrizione della Carta di intenti Approvazione.
VISTO il parere favorevole espresso su di essa, ai sensi dell' art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000 rispettivamente dal Direttore dell'Area proponente in ordine alla regolarità tecnica;
ACCERTATA la propria competenza ai sensi dell' art. 48 del D.Lgs.n. 267/2000 (T.U. degli enti locali);
RITENUTO di dover provvedere in merito a quanto proposto; A voti UNANIMI e palesi;
- di approvare l'adesione della Provincia di Prato alla R.E.A.DY - Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere sottoscrivendo;
- di approvare la sottoscrizione della Carta di intenti, allegata alla presente deliberazione a farne parte integrante e sostanziale;
- di individuare, ai sensi dell' art. 5 della legge nr. 241/1990 , il responsabile procedurale nella persona della Dott.ssa Elena Cardosi;
- di comunicare la presente deliberazione ai Capigruppo Consiliari ai sensi dell' art. 125, comma 1, del D.L.gs 267/2000 , contestualmente alla pubblicazione all'Albo Pretorio della Provincia di Prato;
- di trasmettere copia della presente deliberazione, per i provvedimenti connessi e conseguenti, alle sotto indicate Aree:
o Segreteria Generale;
o Sviluppo economico e Valorizzazione dei Servizi;
- di precisare che avverso il presente provvedimento può essere presentato alternativamente ricorso al TAR o al Presidente della Repubblica rispettivamente entro 60 o 120 giorni dalla data di scadenza del termine di pubblicazione;
- di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile, ai sensi dell' art.134, comma 4 del D. Lgs. n. 267/2000 , a seguito di separata e palese votazione UNANIME.
PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL'Oggetto: R.E.A.D.Y Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere - Adesione della Provincia di Prato - Sottoscrizione della Carta di lntenti - Approvazione.
A ciò autorizzato dall' art. 107 del D.Lgs. n. 267/2000 , dall'art. 7 del vigente Regolamento provinciale sull'ordinamento degli uffici e dei servizi e dal Decreto Presidenziale n. 16 del 13/03/2012 con il quale e stato conferito l'incarico di direzione dell'Area Sviluppo Economico e Valorizzazione dei Servizi fino al termine del mandato, ai sensi del D.Lgs. 165/2001 ;
1. il Bilancio di Previsione per l'anno 2013 corredato dalla Relazione Previsionale e Programmatica e del Bilancio Pluriennale 2013-2015 approvato con deliberazione n. 29 del 03/07/2013, esecutiva ai sensi di legge;
2. il Piano Esecutivo di Gestione 2013 con riferimento al Programma 16 "Cittadinanza Sociale e azioni di pace" sia per obiettivi che per parte contabile, con deliberazioni di Giunta Provinciale n° 193 e n. 194 del 16/07/2013, e in particolare l'obiettivo 16-03-05 "Cittadinanza di genere", con cui la Provincia attraverso il Centro Antidiscrimrnazione coordina la rete territoriale di enti ed associazioni" del settore che operano sul territorio, ai fine di valorizzarne la capillare diffusione e la condizione di prossimità alle potenziali vittime di discriminazioni.
il riconoscimento dei diritti fondamentali di ogni individuo, senza alcuna discriminazione, ha un valore universale ed e affermato nelle norme internazionali fin dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, all'art. 2, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dal 10 dicembre 1948;
o l'art. 13 del Trattato di Amsterdam, ratificato dagli Stati membri tra cui l'italia nel 1997, afferma che il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione e previa consultazione dei Parlamento europeo, può prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali;
o il Consiglio Europeo ha adottato la Direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro lavoro, che vieta la discriminazione, in materia di occupazione, impiego e formazione, fondata sulla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale;
o la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, proclamata il 7 dicembre 2000, all'art. 21, vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata sul "sesso, la razza, il colore della pelle e l'origine etnica e sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilita, l'età o l'orientamento sessuale;
o il Parlamento Europeo ha approvato numerosi documenti attraverso i quali ha invitato gli Stati membri a contrastare le discriminazioni determinate dell'orientamento sessuale e l'identità di genere, tra cui la Risoluzione del 18 gennaio 2006 sull'omofobia in Europa, in cui chiedeva agli Stati membri di adottare qualsiasi misura che ritenessero opportuna nella lotta alibmofobia e alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e di promuovere e adottare il principio dell'uguaglianza nelle loro società e nei loro ordinamenti giuridici
o la Costituzione della Repubblica italiana, all'art. 2, riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo e all'art. 3 afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, e che e compito della Repubblica rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese;
gli artt. 43 e 44 del D.Lgs 286/98 hanno introdotto nell'ordinamento italiano una specifica azione civile contro la discriminazione a tutela di coloro che, apolidi, cittadini italiani o stranieri, siano stati vittime di atti xenofobi, razzisti o discriminatori;
o la legge n. 125 del 1991 , con le modifiche del D.lgs. n. 196/2000 , specifica e definisce che cosa si intende per discriminazione ovvero "qualsiasi atto, patto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discriminando anche in via indiretta le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso";
o il D. Lgs. 11 aprile 2006 n. 198 "Codice delle pari Opportunità tra uomo e donna" e successive modifiche descrive i compiti e le funzioni della Consigliera di parità;
o lo Statuto della Regione Toscana , approvato nel luglio 2004, all'art. 4 include tra le sue finalità principali il rifiuto di ogni forma di xenofobia e di discriminazione legata alretnia, all'orientamento sessuale e a ogni altro aspetto della condizione umana e sociale (lett. s) e, oltre alla tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio (lett. g), anche il riconoscimento delle altre forme dl convivenza (lett. h);
o la Regione Toscana ha approvato la legge regionale 63/2004 "Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere", adottando politiche finalizzate al pieno accesso ai diritti per le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, trans) e alla libera espressione del proprio orientamento sessuale e dell'identità di genere;
o in questi ultimi anni diverse amministrazioni locali e regionali hanno avviato politiche per favorire l'inclusione sociale delle persone omosessuali e transessuali, sviluppando buone prassi e promuovendo atti e provvedimenti amministrativi che tutelano dalle discriminazioni;
o in ltalia, infatti, lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender (LGBT) spesso vivono situazioni di discriminazione nei diversi ambiti della vita familiare, sociale e lavorativa a causa del perdurare di una cultura condizionata dai pregiudizi;
o risulta pertanto importante l'azione delle Pubbliche Amministrazioni per promuovere, sul piano locale, politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone LGBT, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e creando un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi. L'affermazione dei diritti delle persone costituisce infatti il presupposto per la costruzione di una compiuta cittadinanza;
al fine di dare visibilità alle buone prassi sul territorio in materia di politiche per l'inclusione delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender è stata promossa una Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (Rete RE.A.DY), e che il 15 giugno 2006 a Torino è stata redatta la Carta d'intenti da parte dei rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni che erano intervenute al Convegno "Città amiche", organizzato dal Comitato Torino Pride 2006, sottoscritta tra gli altri, dalla Regione Toscana, dalle Province di Firenze, Pistoia, Arezzo, oltre ai Comuni di Firenze, Pisa e Pistoia;
la Carta di intenti, che si allega al presente atto come parte integrante e sostanziale, è il documento che dichiara e finalità, gli obiettivi e le azioni della Rete READY;
la Carta di intenti della Rete RE.A.DY propone le seguenti finalità:
e individuare, mettere a confronto e diffondere politiche di inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender realizzate dalle Pubbliche Amministrazioni a livello locale;
contribuire alla diffusione di buone prassi su tutto il territorio nazionale mettendo in rete le Pubbliche Amministrazioni impegnate nella promozione dei diritti delle persone LGBT;
supportare le Pubbliche Amministrazioni nella realizzazione di attività rivolte alla promozione e al riconoscimento dei diritti delle persone LGBT;
la Carta di intenti della Rete RE.A.DY chiede ai soggetti che aderiscono alla Rete di:
avviare, ove possibile, un confronto con le Associazioni LGBT locali;
favorire l'emersione dei bisogni della popolazione LGBT e operare affinché questi siano presi in considerazione anche nella pianificazione strategica degli Enti;
sviluppare azioni positive sul territorio;
e comunicare alla Rete le esperienze realizzate;
supportare la Rete nella circolazione delle informazioni;
creare una pagina informativa delle attività della Rete sul proprio sito seguendo una traccia comune;
partecipare alla giornata tematica annuale anche con propri eventi di rilevanza pubblica;
partecipare agli incontri annuali tra i partner della Rete;
avviare, ove possibile, una collaborazione interistituzionale tra diversi livelli" di governo locale.
la Provincia di Prato da anni sostiene progetti volti alla rimozione degli ostacoli che impediscono le pari opportunità e volti anche all'eliminazione di comportamenti discriminatori;
con la deliberazione della Giunta Provinciale n. 175 del 28.06.2011 la Provincia di Prato ha approvato la costituzione, ai sensi degli artt. 43 e 44 del D.Lgs 286/98 , del Centro Provinciale di Osservazione, informazione e assistenza legale in favore delle vittime delle discriminazioni per ragioni di cittadinanza, sesso, colore della pelle, origine etnica, caratteristiche genetiche, lingua, religione, convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza ad una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, handicap, età, tendenze sessuali
denominato Centro Antidiscriminazione, di cui fanno parte anche il Difensore Civico della Provincia e la Consigliera Provinciale di Parità;
la Consigliera di Parità ha anche la funzione di intraprendere ogni utile iniziativa nell'ambito delle competenze dello Stato, ai fini del rispetto del principio di non discriminazione e della promozione di pari opportunità per lavoratrici e lavoratori;
le finalità e gli obiettivi enunciati nella Carta di intenti sono coerenti con gli indirizzi ed i programmi di questa Amministrazione e con i compiti e le funzioni della Consigliera di Parità;
dell'intenzione espressa dalla Consigliera di parità, di aderire unitamente alla Provincia di Prato, alla Carta di intenti;
pertanto opportuno procedere all'adesione della Provincia di Prato alla Carta d'intenti della RE.A.DY - Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, allegata alla presente deliberazione a farne parte parte integrante e sostanziale;
che non sono previste spese a valere su Bilancio di Previsione 2013 approvato con deliberazione n. 29 del 03/07/2013, esecutiva ai sensi di legge;
la propria competenza ai sensi e per gli effetti di cui all' art. 48 comma 1 del già citato D.Lgs. 267/2000 ;
1. di approvare l'adesione della Provincia di Prato alla RE.A.DY - Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere;
2. di approvare la sottoscrizione della Carta di intenti, allegata alla presente deliberazione a farne parte integrante e sostanziale;
3. di individuare, ai sensi dell art. 5 della legge nr. 241/1990 , il responsabile procedurale nella persona della Dott.ssa Elena Cardosi;
4. a norma dell' art. 49 del D.Lgs. 267/2000 , si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica della deliberazione in oggetto.
Stante l'urgenza del provvedimento, PROPONE altresì che la presente proposta di deliberazione sia dichiarata immediatamente eseguibile ai sensi dell' art. 134, comma 4, D.Lgs. 267/2000 .
Sulla presente proposta, il sottoscritto Direttore, visto l?art. 49, comma 1, del D.Lgs. n. 267/2000 , esprime
IL DIRETTORE D'AREA F.to Dott.ssa Sonia Monica Soldani
CARTA D'INTENTI della RE.A.DY Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere
In questi ultimi armi diverse amministrazioni locali e regionali hanno avviato politiche per favorire l'inclusione sociale delle persone omosessuali e transessuali, sviluppando azioni positive e promuovendo atti e provvedimenti amministrativi che tutelassero dalle discriminazioni.
In Italia, infatti, le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender (lgbt) non godono ancora di pieni diritti e spesso vivono situazioni di discriminazione nei diversi ambiti della vita familiare, sociale e lavorativa a causa del perdurare di una cultura condizionata dai pregiudizi.
Risulta pertanto importante l'azione delle Pubbliche Amministrazioni per promuovere sul piano locale politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone lgbt, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e creando un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi. L'affermazione dei diritti delle persone costituisce infatti il presupposto per la costruzione di una compiuta cittadinanza.
Al fine di dare visibilità a quanto è stato fatto in alcune realtà locali e diffondere buone prassi su tutto il territorio nazionale si intende promuovere una Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni che sappia valorizzare le esperienze già attuate e adoperarsi perché diventino patrimonio comune degli Amministratori pubblici locali e regionali italiani. In questo modo si darà un contributo non solo per contrastare le discriminazioni, ma anche per promuovere una cultura dell'accoglienza e del rispetto reciproco in cui le differenze siano considerate una risorsa da valorizzare.
La Rete vuole porsi anche come soggetto attivo per il riconoscimento dei diritti delle persone lgbt nei confronti del Governo centrale, sulla base delle numerose affermazioni contenute nelle risoluzioni e nei trattati dell'Unione Europea.
Filosofia di questa proposta è quella di creare una Rete con una struttura leggera, orizzontale e partecipata che inviti tutti i partner a contribuire in modo attivo alla sua gestione e al suo sviluppo, promuova le sinergie locali, utilizzi e valorizzi le risorse già esistenti, impegni alla diffusione di azioni positive sul territorio.
1. Finalità della Rete:
a. individuare, mettere a confronto e diffondere politiche di inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender realizzate dalle Pubbliche amministrazioni a livello locale;
supportare le Pubbliche Amministrazioni nella realizzazione di attività rivolte alla promozione e al riconoscimento dei diritti delle persone Igbt.
2. Compiti della Rete:
promuove presso le Pubbliche Amministrazioni un'attenzione permanente allemersione dei bisogni della popolazione lgbt e opera affinché questi siano presi in considerazione anche nella pianificazione strategica degli Enti;
diffonde i propri obiettivi e le esperienze realizzate nel territorio nazionale attraverso idonee campagne di comunicazione sociale;
promuove nuove adesioni alla Rete e la realizzazione di azioni positive;
intraprende iniziative di dimensione europea attraverso:
adesione e promozione di campagne europee in corso;
adesione e promozione di progetti finanziati con fondi comunitari;
confronto con altre esperienze e Reti europee;
si pone presso i Ministeri competenti quale interlocutore attivo per l'affermazione dei diritti di piena cittadinanza delle persone lgbt e per il superamento delle discriminazioni;
organizza una giornata tematica con eventi diffusi sul territorio nazionale (ad es.: 17 maggio giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia);
opera per la diffusione presso le Pubbliche Amministrazioni delle esperienze formative realizzate dai partecipanti alla Rete;
ricerca fondi per le attività della Rete;
3. Chi aderisce
le Regioni, le Province Autonome, le Province, i Comuni e le loro Associazioni attraverso i propri rappresentanti legali o loro delegati;
le Istituzioni e gli Organismi di Parità.
4. I soggetti che aderiscono alla Rete si impegnano a:
sottoscrivere la presente "Carta di intenti";
avviare, ove possibile, un confronto con le Associazioni Igbt locali;
favorire Yemersione dei bisogni della popolazione lgbt e operare affinché questi siano presi in considerazione anche nella pianificazione strategica degli Enti;
sviluppare azioni positive sul territorio (vedi "Ipotesi di intervento" sotto indicate);
comunicare alla Rete le esperienze realizzate;
ipartecipare agli incontri annuali tra i partner della Rete;
avviare, ove possibile, una collaborazione interistituzionale tra diversi livelli di governo locale.
5. La Segreteria:
la Segreteria è assunta da uno dei partner, a rotazione annuale, e svolge compiti politici e tecnici:
compiti politici:
a. sovrintende all'attuazione delle linee guida indicate nell'incontro annuale della Rete;
b. coordina i rapporti con il governo centrale;
c. coordina i rapporti nazionali e internazionali con Istituzioni e Associazioni;
d. coordina le azioni comuni della Rete e la distribuzione degli incarichi tra i partner;
Compiti tecnici:
e. raccoglie le adesioni;
f. raccoglie e fa circolare le informazioni e la conoscenza delle esperienze all'interno della Rete: mailing list / newsletter;
g. gestisce la posta;
h. organizza gli incontri annuali di verifica;
i. promuove gli eventi della Rete.
Sulla base delle sinergie locali è possibile gestire la segreteria in maniera congiunta.
Rimane inteso che ciascun partner organizzerà la segreteria a seconda delle proprie risorse umane, finanziarie e logistiche.
6. Gli "Incontri annuali"
La Rete si incontra almeno una Volta all'anno, a rotazione, in una delle Città partner (potrebbe essere la stessa città che per quell'anno ha gestito la Segreteria) per la verifica annuale e per le linee guida future. E' previsto un momento di confronto interno tra ipartner e un momento pubblico rivolto alla cittadinanza.
Per far conoscere le esperienze delle Pubbliche Amministrazioni partecipanti alla Rete, si prevedono altri incontri nel corso dell'anno, quali, per esempio:
Forum RA. di Roma;
COIrLPA di Bologna.
7. Ipotesi di intervento:
a. azioni volte a promuovere l'identità, la dignità e i diritti delle persone lgbt e a riconoscere le loro scelte individuali e affettive, nei diversi ambiti della vita familiare, sociale, culturale, lavorativa e della salute;
b. azioni conoscitive sul territorio per individuare i bisogni della popolazione lgbt e orientare le politiche, attingendo anche dalle esperienze degli attori locali;
c. iniziative culturali finalizzate a favorire l'incontro e il confronto fra le differenze;
d. azioni di informazione e sensibilizzazione pubblica rivolta a tutta la popolazione;
e. azioni informative e formative rivolte al personale dipendente degli Enti partecipanti;
individua annualmente le linee guida, gli obiettivi prioritari e le strategie di azione.
Chi aderisce: le Regioni, le Province Autonome, le Province, i Comuni e le loro Associazioni attraverso i propri rappresentanti legali o loro delegati;
I soggetti che aderiscono alla Rete si impegnano a:
sottoscrivere la presente "Carta di intenti;
azioni informative e formative rivolte al personale impegnato in campo educativo, scolastico, socio-assistenziale e sanitario;
azioni informative e formative rivolte al mondo produttivo sui temi del diritto al lavoro delle persone omosessuali e transessuali;
azioni di informazione e di prevenzione sanitaria;
azioni di contrasto alle discriminazioni multiple;
collaborazioni con le associazioni per valorizzarne le attività, sviluppare percorsi formativi e iniziative comuni, secondo modelli di amministrazione condivisa e di Cittadinanza attiva.
PER ADESIONE timbro e firma