Source: http://www.diritto-civile.it/utilita/la-competenza-per-valore-e-per-materia.html
Timestamp: 2020-01-27 08:58:44+00:00
Document Index: 31938524

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 49', 'art. 247', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 247', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 89', 'art. 7', 'art. 51', 'art. 247', 'art. 1']

La competenza per valore e per materia determina la distribuzione verticale e funzionale dei giudizi tra i diversi uffici giudiziari che compongono, nel loro complesso, il plesso giurisdizionale civile. La distribuzione orizzontale dei giudizi tra giudici ugualmente dotati di giurisdizione sotto il profilo astratto è il frutto dell'applicazione delle norme relative alla competenza territoriale. Le norme degli artt. dal 7 al 18 del cpc, regolano la competenza per valore e quella per materia, stabilendo altresì le regole per la determinazione del valore, in relazione alla diversa tipologia dell'oggetto del giudizio. La competenza per valore, dopo la soppressione delle Preture, serve essenzialmente a stabilire la distribuzione dei giudizi tra il Tribunale e l'Ufficio del Giudice di Pace.
(1) Articolo sostituito dall'art. 3 l. 26 novembre 1990, n. 353 e poi abrogato dall'art. 49 d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, con effetto, ai sensi dell'art. 247 comma 1 dello stesso decreto quale modificato dall'art. 1 l. 16 giugno 1998, n. 188, dal 2 giugno 1999.
[I]. Il tribunale è competente per tutte le cause che non sono di competenza di altro giudice.
[II]. Il tribunale è altresì esclusivamente competente per le cause in materia di imposte e tasse, per quelle relative allo stato e alla capacità delle persone [706 ss.; 418-432 c.c.] e ai diritti onorifici, per la querela di falso [221], per l'esecuzione forzata e, in generale, per ogni causa di valore indeterminabile [153].
(1) Articolo così sostituito dall'art. 50 d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, con effetto, ai sensi dell'art. 247 comma 1 dello stesso decreto quale modificato dall'art. 1 l. 16 giugno 1998, n. 188, dal 2 giugno 1999. Il testo previgente (quale modificato, con la sostituzione dell'espressione «giudice di pace» a quella «conciliatore» dall'art. 39 l. 21 novembre 1991, n. 374), era il seguente: «[I]. Il tribunale è competente per tutte le cause che non sono di competenza del giudice di pace o del pretore. [II]. Il tribunale è altresì esclusivamente competente per tutte le cause in materia di imposte e tasse, per quelle relative allo stato e alla capacità delle persone e ai diritti onorifici, per la querela di falso, e, in generale, per ogni causa di valore indeterminabile».
[I]. Il valore della causa, ai fini della competenza, si determina dalla domanda a norma delle disposizioni seguenti.
[II]. A tale effetto le domande proposte nello stesso processo contro la medesima persona si sommano tra loro, e gli interessi scaduti [1282 c.c.], le spese e i danni [1223 ss., 2043 c.c.], anteriori alla proposizione si sommano col capitale [311, 1041].
Cause relative a quote di obbligazione tra più parti.
[I]. Se è chiesto da più persone o contro più persone [1031] l'adempimento per quote di un'obbligazione [1314 c.c.], il valore della causa si determina dall'intera obbligazione.
Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni.
[I]. Il valore delle cause relative all'esistenza, alla validità o alla risoluzione di un rapporto giuridico obbligatorio [1173 ss. c.c.] si determina in base a quella parte del rapporto che è in contestazione.
[II]. (1) Il valore delle cause per divisione [784; 713 c.c.] si determina da quello della massa attiva da dividersi.
(1) L'art. 89 l. 26 novembre 1990, n. 353 ha abrogato l'originario comma 2 Il testo recitava: «Nelle cause per finita locazione d'immobili il valore si determina in base all'ammontare del fitto o della pigione per un anno, ma se sorge controversia sulla continuazione della locazione, il valore si determina cumulando i fitti o le pigioni relativi al periodo controverso».
Cause relative a prestazioni alimentari e a rendite.
[I]. Nelle cause per prestazioni alimentari periodiche [433 c.c.], se il titolo è controverso, il valore si determina in base all'ammontare delle somme dovute per due anni.
[II]. Nelle cause relative a rendite perpetue [5533; 1861 c.c.], se il titolo è controverso, il valore si determina cumulando venti annualità; nelle cause relative a rendite temporanee o vitalizie [1872 c.c.], cumulando le annualità domandate fino a un massimo di dieci.
[III]. Le regole del comma precedente si applicano anche per determinare il valore delle cause relative al diritto del concedente [568 2; 957 ss. c.c.].
Cause relative a somme di danaro e a beni mobili.
[I]. Nelle cause relative a somme di danaro o a beni mobili [812 3 c.c.], il valore si determina in base alla somma indicata o al valore dichiarato dall'attore; in mancanza di indicazione o dichiarazione, la causa si presume di competenza del giudice adito.
[II]. Il convenuto può contestare, ma soltanto nella prima difesa [167, 416], il valore come sopra dichiarato o presunto; in tal caso il giudice decide, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e senza apposita istruzione.
[III]. Se il convenuto non contesta il valore dichiarato o presunto, questo rimane fissato, anche agli effetti del merito, nei limiti della competenza del giudice adito.
Cause relative a beni immobili (1).
[I]. Il valore delle cause relative a beni immobili [812 1-2 c.c.] è determinato moltiplicando il reddito dominicale del terreno e la rendita catastale del fabbricato alla data della proposizione della domanda [5681]:
per duecento per le cause relative alla proprietà [832 c.c.];
per cento per le cause relative all'usufrutto [978 c.c.], all'uso [1021 c.c.], all'abitazione [1022 c.c.], alla nuda proprietà e al diritto dell'enfiteuta [959 c.c.];
per cinquanta con riferimento al fondo servente per le cause relative alle servitù [1027 c.c.].
[II]. Il valore delle cause per il regolamento di confini [950 c.c.] si desume dal valore della parte di proprietà controversa, se questa è determinata; altrimenti il giudice lo determina a norma del comma seguente.
[III]. Se per l'immobile all'atto della proposizione della domanda non risulta il reddito dominicale o la rendita catastale, il giudice determina il valore della causa secondo quanto emerge dagli atti, e se questi non offrono elementi per la stima, ritiene la causa di valore indeterminabile [92].
(1) Articolo così sostituito dall'art. 7 l. 30 luglio 1984, n. 399.
[Esecuzione forzata] (1).
(1) Articolo abrogato dall'art. 51 d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, con effetto, ai sensi dell'art. 247 comma 1 dello stesso decreto quale modificato dall'art. 1 l. 16 giugno 1998, n. 188, dal 2 giugno 1999. Il testo precedente recitava: «[I]. Per la consegna e il rilascio di cose e per l'espropriazione forzata di cose mobili e di crediti è competente il pretore. [II]. Per l'espropriazione forzata di cose immobili è competente il tribunale. [III]. Se cose mobili sono soggette all'espropriazione forzata insieme con l'immobile nel quale si trovano, per l'espropriazione è competente il tribunale anche relativamente ad esse. [IV]. Per l'esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare è competente il pretore».
Cause relative all'esecuzione forzata.
[I]. Il valore delle cause di opposizione all'esecuzione forzata [615] si determina dal credito per cui si procede;
quello delle cause relative a controversie sorte in sede di distribuzione [512, 598], dal valore del maggiore dei crediti contestati.