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Timestamp: 2020-08-15 14:41:42+00:00
Document Index: 159894146

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 53', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 164']

Quadro RE Modello Redditi Società di persone - Fiscomania
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Il Quadro RE Modello Redditi Società di persone, è utilizzato dalle società semplici e dalle associazioni tra artisti e professionisti, per dichiarare i redditi di lavoro autonomo prodotti nel 2019, derivanti dall’esercizio di attività professionale in forma associata, indipendentemente dal regime contabile.
Il quadro RE è, pertanto, utilizzato dalle società semplici e dalle associazioni tra artisti e professionisti per dichiarare i redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arti e professioni.
Come viene determinato il Reddito?
Quadro RE: dati relativi all’attività
Quadro RE: Rigo RE2
Rivalsa del 4%
Rigo RE: RE3 altri proventi lordi
Rigo RE: RE4 Plusvalenze patrimoniali
Rigo RE: RE6 totale compensi
Rigo RE: RE7 quote di ammortamento e spese per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro
Maxi ammortamento e maggiorazione della quota fiscalmente deducibile
Gli studi associati e le associazioni professionali determinano il reddito sulla base delle norme contenute nell’art. 54 TUIR, le quali sono applicabili anche al professionista, in questo caso, devono essere riferite all’associazione nel suo complesso.
L’art. 53 TUIR dispone che:
“Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall’esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorche’ non esclusiva, di attivita’ di lavoro autonomo diverse da quelle considerate nel capo VI, compreso l’esercizio in forma associata di cui alla lettera c) del comma 3 dell’articolo 5.”
Il Reddito è attribuito agli associati sulla base delle quote di partecipazione, le quali devono risultare:
Dall’atto costitutivo;
Da un atto pubblico o una scrittura privata autenticata di data anteriore all’inizio del periodo d’imposta.
Nel caso in cui il valore dei conferimenti non sia determinato, le quote si presumono uguali.
La Legge di Bilancio 2018 ha prorogato la possibilità di effettuare investimenti in beni strumentali materiali nuovi al 31 dicembre 2018 oppure al 30 giugno 2019, al ricorrere di determinate condizioni.
Inoltre, è stato ridotta la categoria dei beni agevolabili e la misura del beneficio fiscale dal 40% al 30% del costo di acquisizione.
Il Quadro RE è suddiviso in due parti:
Dati relativi all’attività, Rigo RE1;
Determinazione del reddito da imputare ai singoli soci o associati.
Nel rigo RE1, colonna 1 deve essere indicato il codice dell’attività svolta in via prevalente desunto dalla tabella di classificazione delle attività economiche, ATECO 2007.
In caso di esercizio di più attività, il codice attività va riferito all’attività prevalente sotto il profilo dell’entità dei compensi conseguiti.
La colonna 2 deve essere compilata dai soggetti per i quali operano cause di esclusione dall’applicazione degli indici Sintetici di affidabilità fiscale.
I soggetti nei confronti dei quali si applicano gli indici devono:
Lo studio associato o l’associazione professionale determinano il reddito sulla base delle regole stabilite all’art. 54 TUIR, per il singolo professionista.
Il reddito o la perdita derivante dall’esercizio di arti e professioni è dato dalla differenza tra l’ammontare totale dei compensi percepiti nel periodo d’imposta e l’ammontare delle spese sostenute.
Ai fini della determinazione del reddito nel periodo d’imposta, si applica il principio di cassa, ossia compensi e spese rilevano nel periodo d’imposta nel quale avviene il pagamento.
Nel Rigo RE2 deve essere riportato il totale lordo dei compensi, in denaro oppure in natura, anche sotto forma di partecipazione agli utili, derivanti da attività professionali o artistiche, percepiti nell’anno 2019, compresi quelli derivanti da attività svolte all’estero.
Con il termine, compenso lordo è inteso:
Al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali;
Netto di ogni rimborso spese anticipate;
Al lordo della maggiorazione del 4% (Gestione separata INPS) addebitata a titolo di rivalsa;
Al loro dell’eventuale ritenuta d’acconto subita.
Tra i soggetti della Gestione separata INPS sono ricompresi i titolari di redditi da lavoro autonomo, per i quali:
Non esiste un albo o elenco;
Non è prevista nessuna forma di contribuzione obbligatoria o cassa professionale.
La Circolare n. 112/1996 dell’INPS, stabilisce che il professionista può decidere se applicare la rivalsa del 4% al cliente oppure emettere fattura senza addebito.
L’obbligo di pagare la somma e il diritto da parte del professionista di pretenderla, ricadono nell’ambito dei rapporti tra cliente e professionista, il quale resta l’obbligato al pagamento dei contributi INPS.
La maggiorazione, costituisce parte integrante del compenso, quando viene applicata:
Costituisce base imponibile IVA;
E’ imponibile ai fini IRPEF e deve essere assoggettata a ritenuta d’acconto del 20%.
I professionisti che hanno addebitato al proprio committente la rivalsa del 4%, includeranno nei compensi lordi riportati al Rigo RE2 anche questo importo.
Nel Rigo RE3, devono essere indicati:
I proventi conseguiti in sostituzione dei redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni;
Le indennità conseguite anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento danni, consistenti nella perdita di tali redditi;
Gli interessi moratori e gli interessi per dilazione di pagamento percepiti nell’anno e afferenti a crediti per prestazioni nell’esercizio di arti e professioni;
I corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all’attività professionale.
Sulla base di quanto stabilito dall’art. 54 TUIR, i corrispettivi derivanti dalla cessione della clientela o di elementi immateriali concorrono alla formazione del reddito di lavoro autonomo.
Devono essere indicate nel Rigo RE4, le plusvalenze di beni strumentali derivanti da:
Risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento di beni;
Consumo personale o familiare del lavoratore autonomo o destinazione a finalità estranee all’esercizio della professione conseguite nel periodo d’imposta.
Nel Rigo RE6 deve essere indicato l’importo risultante dalla somma dei righi:
RE2 + RE3 + RE4 + RE5
Applicando il principio di cassa, le spese sono deducibili nella misura in cui sono state effettivamente sostenute nel periodo d’imposta e le stesse devono essere inerenti l’esercizio di arte o professione.
In altre parole, deve sussistere, una relazione tra la spesa e l’attività professionale.
Ci sono alcune deroghe, al principio di cassa, ovvero:
Ammortamento, il costo di un bene strumentale con una utilità pluriennale viene imputato per quote ad ogni esercizio in cui viene utilizzato, applicando il criterio di competenza;
Canoni di locazione finanziaria;
Accantonamento per indennità di quiescenza e di previdenza.
Nel Rigo RE7, devono essere indicate le spese e o le quote di ammortamento sostenute nell’anno, per l’acquisto di beni mobili strumentali.
Queste spese, in genere, sono deducibili al 100% qualora il bene immobile è utilizzato esclusivamente per l’esercizio della professione, mentre, le stesse sono deducibili al 50% qualora l’utilizzo del bene stesso sia promiscuo.
Ci sono, tuttavia, alcune regole particolari di deducibilità per le spese e/o le quote di ammortamento relative agli:
Telefoni cellulari fissi.
I beni mobili strumentali per l’esercizio dell’arte o della professione vengono suddivisi sulla base del costo in due categorie.
E’ prevista la facoltà di dedurre integralmente il costo nel periodo di imposta in cui la spesa è stata sostenuta.
Beni di costo unitario superiore a 516,46 euro
L’ammortamento in quote annuali è ammesso in deduzione secondo i coefficienti stabiliti dal Decreto Ministeriale.
La Legge di Bilancio 2017, aveva prorogato l’agevolazione del maxi ammortamento, ossia la possibilità per i titolari di reddito d’impresa o esercenti arti e professioni, che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi, di incrementare il costo di acquisizione del 40% con riferimento esclusivo, alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.
Sono esclusi dalla proroga, i veicoli a deducibilità limitata, i veicoli concessi ad uso promiscuo ai dipendenti.
La Legge di Bilancio 2018, ha prorogato la possibilità di effettuare investimenti in beni strumentali materiali nuovi al 31 dicembre 2018 oppure al 30 giugno 2019, al ricorrere di determinate condizioni prevedendo, una riduzione del beneficio fiscale dal 40% al 30% del costo di acquisizione del bene agevolabile.
Successivamente, il Decreto Crescita, ha prorogato la possibilità di effettuazione di investimenti in beni strumentali materiali nuovi effettuati:
Dal 1 aprile 2019 al 31 dicembre 2019;
Entro il 30 giugno 2020 a condizione che entro il 31 dicembre 2019:
Siano stati pagati in misura almeno pari al 20% del costo di acquisto.
Il D.L. n. 16/2012 ha modificato l’art. 54, co. 2 TUIR, che disciplina la deducibilità dal reddito di lavoro autonomo dei canoni relativi a contratti di leasing aventi ad oggetto beni strumentali.
Per i contratti stipulati fino al 28 aprile 2012, resta valida la disciplina secondo cui, in caso di beni strumentali mobili acquistati in leasing, è possibile dedurre i canoni di locazione finanziaria maturati nell’anno ed a condizione che la durata del contratto non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento.
Per i contratti stipulati successivamente al 28 aprile 2012, l’art. 54, co.2, prevede che il lasso di tempo minimo in cui è possibile dedurre i canoni, ovvero, nella metà del periodo di ammortamento.
L’art. 164 TUIR, stabilisce la deducibilità al 20% dei costi degli autoveicoli.
E’ possibile dedurre i canoni di leasing in relazione ad un numero massimo di veicoli corrispondente a quello dei professionisti che compongono lo studio:
Professionista individuale, deduzione dei canoni di un solo veicolo;
Associazione professionale, deduzione dei canoni per un numero di veicoli pari a quello dei soci.