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Timestamp: 2020-01-22 13:31:05+00:00
Document Index: 126652792

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 49', 'sentenza ', 'art. 2058', 'art. 934', 'art. 42']

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Il giudizio di rinvio a seguito della sentenza della Corte di Cassazione
Dall'affermazione della giurisdizione del G.O. sulla pretesa risarcitoria non può essere tratto, in sede di giudizio di rinvio, un accertamento di merito in ordine alla sussistenza del fatto lesivo e del pregiudizio derivatone, del tutto esulante dai limiti della cognizione devoluta al giudice di legittimità.
Condizioni di legittimità della notifica a cointeressati e controinteressati
L'opposizione di terzo nell'impugnazione della sentenza: la competenza del giudice
Una volta constatata la presenza di uno o più controiunteressati, il giudice non può non disporre l’integrazione del contraddittorio (art. 49 Cpa), altrimenti esponendo la sentenza all’eventuale ricorso per opposizione di terzo.
Rientra nella facoltà dell'amministrazione laddove ciò risulti meglio rispondere all’interesse pubblico, restituire ai proprietari i terreni occupati, nello stato in cui versavano al momento dell’occupazione, pur a fronte di domanda risarcitoria per equivalente da parte del proprietario.
In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, qualora il proprietario non abbia chiesto la restituzione del terreno occupato, sussiste l’obbligo per l’Amministrazione di risarcire il proprietario dei danni subiti, oltre che di procedere secondo le forme di legge all’acquisizione in proprietà della strada.
Sebbene la restituzione in pristino costituisca modalità di risarcimento in forma specifica e sia sottratta al limite della lesione di un diritto reale, tuttavia il ripristino della situazione possessoria, attraverso il rimedio della tutela ex art. 2058 cod. civ., non può surrogare, al di fuori dei limiti in cui il possesso è tutelato dal nostro ordinamento, un'azione di spoglio oramai impraticabile.
In mancanza di un apposito atto (legittimo) di acquisizione dell'area illegittimamente occupata, la condotta dell'ente pubblico occupante continua a mantenere i connotati d'illiceità in quanto ingiustificatamente lesiva del diritto di proprietà che permane in capo al privato proprietario il quale, entro il termine generale dell'usucapione ventennale, può agire per la restituzione del bene.
Nella domanda di condanna dell'Amministrazione al risarcimento del danno per equivalente monetario conseguente all'annullamento degli atti della procedura, va ravvisata una implicita ma inequivocabile rinuncia ad avvalersi dell’effetto caducante provocato dall'annullamento che avrebbe invece consentito di formulare eventuale richiesta di un risarcimento in forma specifica (restitutio in integrum), qualora ne sussistessero i presupposti.
Gli interessi legali sulla somma liquidata a titolo di risarcimento del danno decorrono di diritto ed il giudice può attribuirli d'ufficio in assenza di una specifica domanda della parte, senza incorrere nel vizio di ultra petizione, quando questa abbia chiesto il risarcimento integrale del danno.
La disposizione del Piano Comunale di localizzazione degli impianti di teleradiocomunicazioni è una norma attinente all’assetto urbanistico del territorio comunale ed agli standards urbanistici ex D.M. n. 1444 del 2.4.1968 ed è direttamente lesiva dell’interesse del privato.
L'accordo di programma è al sicuro da vizi riferibili ai tempi e alle modalità delle procedure
Qualora l’approvazione di accordo di programma abbia riguardato un progetto preliminare e non definitivo, avendo come finalità non ancora la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle opere bensì soltanto l’adeguamento al progetto del piano regolatore, quale presupposto di una futura azione espropriativa, non è possibile rapportare a tale fase prodromica vizi riferibili ai tempi e alle modalità delle procedure di occupazione d’urgenza o a carenze progettuali
Alla proprietà del terreno accede per regola generale (art. 934 cod. civ.) quella delle opere sullo stesso esistenti, sicché, in assenza di elementi in contrario, le risultanze catastali concernenti il terreno devono considerarsi sufficienti a dimostrare il diritto anche sull'edificio su di esso esistente; sussiste pertanto la legittimazione degli intestatari del terreno all’impugnazione del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001 dell'intero immobile.
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