Source: https://www.iformediate.com/coronavirus-mediazione.html
Timestamp: 2020-05-25 11:50:02+00:00
Document Index: 116140263

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 1', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 6', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 4', 'art. 83']

Coronavirus Covid-19 e Mediazione e ADR
Coronavirus CoViD-19, Mediazione e Altre ADR
Cosa cambia per la mediazione durante l'emergenza coronavirus?
L'emergenza sanitaria dovuta al CoViD-19 (CoronaVirus Disease 2019) ha imposto al Governo di adottare una serie di misure straordinarie, per contenere il rischio di contagio epidemico, elencate nel D.L. 18/2020 (conv. in L. 27/2020 con modifiche). Le norme relative alla mediazione civile e agli altri ADR sono contenute nell'art. 83, cc. 20-20ter.
Il Decreto Cura Italia (art. 83, c. 20) ha sospeso “i termini per lo svolgimento di qualunque attività nei procedimenti di mediazione... quando i predetti procedimenti siano stati introdotti o risultino già pendenti a far data dal 9 marzo 2020 fino al 11 maggio 2020. Sono conseguentemente sospesi i termini di durata massima dei medesimi procedimenti”.
La sospensione dei termini per la mediazione riguarda “lo svolgimento di qualunque attività nei procedimenti di mediazione”, perciò investe una serie di casi:
Le riunioni andrebbero sospese per ridurre l'esposizione al contagio potenziale, benché ci si potrebbe riunire, se tutte le parti e il mediatore concordassero in tal senso, rispettando le distanze di sicureza (almeno 1,5 metri) e le precauzioni profilattiche essenziali (mascherina e guanti sterili).
L'organizzazione delle riunioni potrebbe subire ritardi perché la segreteria dell'organismo potrebbe non riuscire a coordinare le attività, per ridurre l'esposizione del proprio personale al rischio di contagio.
La spedizione degli inviti cartacei potrebbe subire ritardi, per evitare il contagio tramite gli addetti del servizio postale (anch'esso sospeso in certi poli) o tramite l'esposizione in luoghi pubblici quali gli uffici postali.
La conclusione degli accordi imminenti andrebbe rinviata perché le persone devono evitare i contatti, per evitare il contagio.
Il tirocinio dei mediatori segue naturalmente il criterio di sospensione delle riunioni.
Tutte le attività elencate qui sopra andrebbero rinviate successivamente al 11.05.2020, a meno che le parti non concordino metodi alternativi per svolgerle, come le riunioni in modalità telematica, disciplinate dall'art. 83, c. 20bis dello stesso D.L. 18/2020.
D'altro canto, il D.P.C.M. 22.03.2020 consente lo svolgimento delle “attività professionali”, purché si adottino protocolli anti-contagio, distanze di sicurezza e sanificazione dei luoghi di lavoro ai sensi del D.P.C.M. 11.03.2020 (art. 1, p. 7). Però, la possibilità che un organismo di mediazione continui a svolgere le proprie attività sembra contraria al dovere delle persone fisiche di limitare gli spostamenti ai motivi di cui al D.P.C.M. 09.03.2020 durante l'emergenza sanitaria da CoViD-19:
Comprovate esigenze lavorative (mediare una controversia non è un'esigenza lavorativa per la parte).
Situazioni di necessità (come l'acquisto di medicinali o generi alimentari, perciò con esclusione della mediazione).
Ne consegue che le attività di mediazione vanno sospese, a meno che non si concordi di svolgerle a distanza.
Mediazione on-line e procure
Il D.L. 80/2020 (art. 83, c. 20bis) prevede che, “nel periodo dal 9 marzo al 31 luglio 2020, gli incontri di mediazione in ogni caso possono svolgersi in via telematica con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento. Anche successivamente a tale periodo gli incontri potranno essere svolti, con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento, in via telematica... mediante sistemi di videoconferenza”. La norma, di fatto, legittima lo svolgimento della mediazione con i sistemi telematici più all'avanguardia, più diffusi e più accessibili a chiunque, per facilitare la conciliazione delle controversie, anche se il regolamento dell'Organismo non le prevede (almeno fino al 31 luglio 2020, secondo il primo periodo dell'art. 83, c. 20bis, che specifica “in ogni caso”).
Conseguentemente, le formalità relative alla sottoscrizione cambiano perchè: “in caso di procedura telematica l'avvocato, che sottoscrive con firma digitale, può dichiarare autografa la sottoscrizione del proprio cliente collegato da remoto ed apposta in calce al verbale ed all'accordo di conciliazione. Il verbale relativo al procedimento di mediazione svoltosi in modalità telematica è sottoscritto dal mediatore e dagli avvocati delle parti con firma digitale”. La norma riconosce che molti cittadini siano sprovvisti di firma digitale e, perciò, consente loro di sottoscrivere manualmente il verbale, purché gli avvocati dichiarino autografa la sottoscrizione e purché gli avvocati stessi sottoscrivano gli atti con la propria firma digitale. Le sottoscrizioni così apposte valgono anche “ai fini dell'esecutività dell'accordo”.
In tema di procura, invece, abbiamo qualche dubbio per la mediazione perché, secondo la norma, “fino alla cessazione delle misure di distanziamento... nei procedimenti civili la sottoscrizione della procura alle liti può essere apposta dalla parte anche su un documento analogico trasmesso al difensore, anche in copia informatica per immagine, unitamente a copia di un documento di identità in corso di validità, anche a mezzo di strumenti di comunicazione elettronica” (art. 83, c. 20ter). Ciò significa che la parte può conferire la procura, scansionandola e trasmettendola al proprio difensore tramite posta elettronica o WhatsApp (gli “strumenti di comunicazione elettronica”), purché l'avvocato sottoscriva la procura con firma digitale per autenticare la firma del cliente. Questa norma (il c. 20ter) però fa riferimento espresso ai “procedimenti civili”, con cui solitamente si intendono i procedimenti giudiziari civili: non è chiaro se la norma sulla procura investa anche la mediazione civile (come sarebbe ragionevole pensare).
Termini e scadenze per la mediazione (e per i mediatori?)
Il Decreto Cura Italia sospende anche il termine di 3 mesi previsto dal D.Lgs. 28/2010 (art. 6).
Per es., una mediazione incardinata il 06.03.2020 si dovrebbe concludere entro il 06.06.2020, ma il D.L. 18/2020 “aggiunge” a quei 3 mesi anche altri 64 giorni (il periodo dal 09.03.2020 al 11.05.2020), perciò quella mediazione si può concludere entro il 09.08.2020 (comunque, salva la possibilità di differimento tipica di ogni negoziazione).
La domanda di mediazione interrompe i termini di prescrizione e impedisce la decadenza (cfr. l'approfondimento in materia), che ricominciano a decorrere un mese e una settimana dopo la conclusione della mediazione, se conclusa entro 3 mesi e 64 giorni dalla ricezione dell'invito, ai sensi del D.L. 18/2020 (art. 83, c. 20).
Il termine biennale entro cui i mediatori devono svolgere l'aggiornamento e il tirocinio dovrebbe subire lo stesso differimento perché il D.L. 18/2020 sospende “qualunque attività nei procedimenti di mediazione”, ma l'art. 83 (c. 20) fa riferimento espresso solo al termine della procedura di mediazione; perciò un'interpretazione estensiva della norma sarebbe l'unico criterio invocabile per valutare la regolarità di questo adempimento oltre il biennio previsto dal D.M. 180/2010 (art. 4, c. 3b). Ad ogni buon conto, il Ministero della Giustizia ha autorizzato eccezionalmente lo svolgimento on-line dei corsi di aggiornamento limitatamente al perdurare degli effetti dell'emergenza sanitaria.
Coronavirus e altri ADR
Sempre il Decreto Cura Italia (art. 83, c. 20) estende la sospensione dei termini, discussa qui sopra per il periodo dal 09.03.2020 al 15.04.2020, anche alla Negoziazione assistita e agli altri procedimenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie.