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Timestamp: 2017-12-15 23:45:35+00:00
Document Index: 63367826

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 69', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5']

Zoo: Decreto Legislativo 21 marzo 2005 n.73 | Animali.com
Decreto Legislativo 21 marzo 2005 n.73<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
(GU n. 100 del 2-5-2005)
Vista la direttiva 1999/22/CE del Consiglio, del 29 marzo 1999,relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici;
Vista la legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modificazioni;
Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni;
Vista <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Convenzione sulla diversita’ biologica, ratificata con legge 14 febbraio 1994, n. 124, ed in particolare l’articolo 9, riguardante la conservazione ex situ;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni, e, in particolare, l’articolo 69, comma 1, lettere a) e b);
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 aprile 2004;Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta del 23 settembre 2004;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 febbraio 2005;
Sulla proposta dei Ministri per le politiche comunitarie e dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze, della salute e delle politiche agricole e forestali;
1. Il presente decreto detta norme in materia di giardini zoologici finalizzate a potenziarne il ruolo nella conservazione della biodiversita’, allo scopo di proteggere la fauna selvatica e di
salvaguardare la stessa diversita’ biologica.
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi,sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee (GUCE).
– La direttiva 1999/22/CE e’ pubblicata in GUCE n. L. 94 del 9 aprile 1999.
– L’art. 1 e l’allegato B della legge 31 ottobre 2003, n. 306 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee. Legge comunitaria 2003), cosi’ recitano:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di direttive comunitarie). –
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle direttive elencate nell’allegato A, sono trasmessi, dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche’ su di essi sia espresso, entro quaranta giorni dalla data di trasmissione, il parere dei competenti organi parlamentari. Decorso tale termine i decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora il termine previsto per il parere dei competenti organi parlamentari scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 o 4 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta giorni.
5. In relazione a quanto disposto dall’art. 117, quinto comma, della Costituzione, i decreti legislativi eventualmente adottati nelle materie di competenza legislativa delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano entrano in vigore, per le regioni e le province autonome nelle quali non sia ancora in vigore la propria normativa di attuazione, alla data di scadenza del termine stabilito per l’attuazione della normativa comunitaria e perdono comunque efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata da ciascuna regione e provincia autonoma nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dei principi fondamentali stabiliti dalla legislazione dello Stato.».
1996/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento.
2000/79/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000,relativa all’attuazione dell’accordo europeo sull’organizzazione dell’orario di lavoro del personale di volo nell’aviazione civile concluso da Association of European Airlines (AEA), European Transport Workers’ Federation (ETF), European Cockpit Association (ECA), European Regions Airline Association (ERA) e International Air Carrier Association (IACA).
2002/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 marzo 2002, che istituisce norme e procedure per l’introduzione di restrizioni operative ai fini del contenimento del rumore negli aeroporti della Comunita’.
2002/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni) (sedicesima direttiva particolare ai sensi dell’art. 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).
2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, che modifica la direttiva 76/207/CEE del Consiglio relativa all’attuazione del principio della parita’ di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro.
2002/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 novembre 2002, che modifica le direttive in materia di sicurezza marittima e di prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi.
2002/89/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, che modifica la direttiva 2000/29/CE concernente le misure di protezione contro l’introduzione nella Comunita’ di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunita’.
2002/90/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, volta a definire il favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali.
2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio, del 7 giugno 1990. 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, relativa all’abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato).
2003/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 marzo 2003, che modifica la direttiva 98/70/CE relativa alla qualita’ della benzina e del combustibile diesel.
2003/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 aprile 2003, che modifica la direttiva 98/18/CE del Consiglio, del 17 marzo 1998, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri. 2003/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 aprile 2003, concernente requisiti specifici di stabilita’ per le navi ro/ro da passeggeri.
2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di pubblicita’ e di sponsorizzazione a favore dei prodotti del tabacco.
2003/50/CE del Consiglio, dell’11 giugno 2003, che modifica la direttiva 91/68/CEE per quanto riguarda il rafforzamento dei controlli sui movimenti di ovini e caprini.».
– La legge 7 febbraio 1992, n. 150, reca: «Disciplina dei reati relativi all’applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874, e del regolamento (CEE) n. 3626/82, e successive modificazioni, nonche’ norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumita’ pubblica» ed e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22 febbraio 1992, n. 44.
– La legge 11 febbraio 1992, n. 157, reca: «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio».
– L’art. 9 della legge 14 febbraio 1994, n. 124 (Ratifica ed esecuzione della convenzione sulla
biodiversita’, con annessi, fatta a Rio de Janeiro il 15 giugno 1992), reca:
«Art. 9 (Conservazione ex situ). – Ciascuna Parte contraente, nella misura del possibile e come opportuno, ed innanzitutto ai fini di integrare i provvedimenti per la conservazione in situ:
a) adotta provvedimenti per la conservazione ex situ dei componenti della diversita’ biologica, di preferenza nel Paese di origine di tali componenti;
b) installa e mantiene strutture per la conservazione ex situ e la ricerca su piante, animali e microorganismi, di preferenza nel Paese di origine delle risorse genetiche;
c) adotta misure per assicurare la ricostituzione ed il risanamento delle specie minacciate ed il reinsediamento di queste specie nei loro habitat naturali in condizioni appropriate;
d) regolamenta e gestisce la raccolta delle risorse biologiche negli habitat naturali ai fini della conservazione ex situ in maniera da evitare che siano minacciati gli ecosistemi e le popolazioni di specie in situ, in particolare se provvedimenti speciali sono necessari in base al sottoparagrafo c) precedente;
e) coopera nel fornire un sostegno finanziario e di altro genere per la conservazione ex situ di cui ai sottoparagrafi a) a d) precedenti e per l’instaurazione ed il mantenimento di mezzi di conservazione ex situ nei Paesi in via di sviluppo.».
– L’art. 69, comma 1, lettere a) e b) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59, cosi’ recita:
«Art. 69 (Compiti di rilievo nazionale). – 1. Ai sensi dell’art. 1, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59, sono compiti di rilievo nazionale per la tutela dell’ambiente quelli relativi:
a) al recepimento delle convenzioni internazionali e delle direttive comunitarie relative alla tutela dell’ambiente e alla conseguente definizione di obiettivi e delle iniziative necessarie per la loro attuazione nell’ordinamento nazionale;
b) alla conservazione e alla valorizzazione delle aree naturali protette, terrestri e marine ivi comprese le zone umide, riconosciute di importanza internazionale o nazionale, nonche’ alla tutela della biodiversita’, della fauna e della flora specificamente protette da accordi e convenzioni e dalla normativa comunitaria;».
– L’art. 3 del decreto legislativo 6 dicembre 2002, n. 287 (Modifiche al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, concernente le strutture organizzative dei Ministeri, nonche’ i compiti e le funzioni del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio), cosi’ recita: «Modifiche all’art. 35 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300».
– Il decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, reca: «Regolamento di polizia veterinaria».
1. Ai fini del presente decreto per giardino zoologico si intende qualsiasi struttura pubblica o privata che persegue le finalita’ di cui all’articolo 1, ha carattere permanente e territorialmente stabile, e’ aperta ed amministrata per il pubblico almeno sette giorni all’anno ed espone e mantiene animali vivi di specie selvatiche, anche nate ed allevate in cattivita’ appartenenti, in particolare, ma non esclusivamente, alle specie animali di cui agli allegati al regolamento (CE) n. 338/97, del Consiglio, del 9 dicembre 1996, e successive attuazioni e modificazioni, alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, nonche’ al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni.(*)
2. Sono escluse dal campo di applicazione del presente decreto i circhi, i negozi di animali, le strutture dedite alla cura della fauna selvatica di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e
successive modificazioni, e le strutture che detengono animali appartenenti a specie delle classi Aves e Mammalia allevate nel territorio nazionale per fini zootecnici ed agroalimentari. Sono,
altresi’, escluse le strutture di natura scientifica che detengono animali a scopo di ricerca, autorizzate ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, nonche’ le strutture che espongono un numero di esemplari o di specie giudicato non significativo ai fini del perseguimento delle finalita’ di cui all’articolo 1 e tale da non compromettere dette finalita’, da individuarsi con provvedimento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministeri della salute e delle politiche agricole e forestali, acquisto il parere della Commissione scientifica di cui all’articolo 4, comma 5, delle legge 11 febbraio 1992, n. 150, previa richiesta della struttura interessata.(**)
– Per la legge 11 febbraio 1992, n. 157, vedi note alle premesse.
– Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, reca:
«Attuazione della direttiva n. 86/609/CEE in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici.».
(*) N.d.R.: comma così sostituito per effetto dell’art. 1 del d.lgs. 192/2006
(**) N.d.R.: periodo aggiunto dall’art. 1 del d.lgs. 192/2006
Requisiti del giardino zoologico
1. Il giardino zoologico, come definito(*) all’articolo 2, comma 1, deve ottenere la licenza di cui all’articolo 4 e possedere, a tale fine, i seguenti requisiti minimi volti a realizzare idonee misure di conservazione(**):
b) partecipare a programmi di formazione nelle tecniche di conservazione delle specie o scambiare, con altri giardini zoologici o istituzioni operanti nel settore, informazioni sulla conservazione, sull’allevamento ex situ, sul ripopolamento o sulla reintroduzione
delle specie nell’ambiente naturale;
c) promuovere ed attuare programmi di educazione e di sensibilizzazione del pubblico e del mondo della scuola in materia di conservazione della biodiversita’, fornendo specifiche informazioni
sulle specie esposte, sui loro habitat naturali, sulle possibilita’ ed i tentativi effettuati o pianificati per il loro reinserimento in natura, nonche’ sulle problematiche di conservazione;
i) fatti salvi gli obblighi previsti dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio in data 8 gennaio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 18 gennaio 2002, tenere ed aggiornare un registro degli esemplari di ogni singola specie ospitata nel giardino zoologico. Detto registro e’ tenuto a disposizione dei soggetti preposti al controllo di cui all’articolo 6 e copia dello stesso e’ inviata con cadenza annuale al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio.
1-bis. I requisiti previsti al comma 1, ai fini del rilascio della licenza di cui all’articolo 4, non si applicano, previo parere favorevole della Commissione europea, nel caso di strutture che detengono specie animali per le quali sono previsti sistemi di registrazione e di gestione delle stesse specie che soddisfano i requisiti stabiliti al comma 1 e garantiscono la realizzazione delle finalita’ di cui all’articolo 1.(***)
2. Al fine di assicurare, in caso di chiusura del giardino zoologico, il raggiungimento della finalita’ prevista all’articolo 5, il rilascio della licenza di cui al comma 1 e’, altresi’, subordinato alla stipula di apposita convenzione con strutture adeguate ed idonee a mantenere gli animali in condizioni conformi a quelle previste dal presente decreto.
– Il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio dell’8 gennaio 2002, reca: «Istituzione del registro di detenzione delle specie animali e vegetali».
(*) N.d.R.: termine così sostituito dal d.lgs. 192/2006
(**) N.d.R.: periodo aggiunto dal d.lgs. 192/2006
(***) N.d.R.: comma aggiunto dal d.lgs. 192/2006
1. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri della salute e delle politiche agricole e forestali, sentita la Conferenza unificata, su istanza delle strutture di cui all’articolo 2, comma 1, e previa verifica del possesso dei requisiti previsti all’articolo 3, e’ rilasciata, entro centoottanta giorni dal ricevimento della domanda e con le modalita’ stabilite all’allegato 4, apposita licenza.
2. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri della salute e delle politiche agricole e forestali, sentita la Conferenza unificata:
a) e’ disposta la chiusura delle strutture di cui al comma 1 che non sono in possesso della licenza prevista allo stesso comma;
b) e’ revocata la licenza e disposta la chiusura, in tutto o in parte, del giardino zoologico ovvero e’ modificata la licenza, previa contestazione delle irregolarita’ e fissazione di un termine massimo di due anni per adottare le misure necessarie a conformarsi alle prescrizioni della stessa licenza, nel caso in cui il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio constati la sopravvenuta mancanza di uno dei requisiti prescritti nella licenza o accerti gravi e reiterate irregolarita’ e lo stesso giardino zoologico non ottemperi, nei modi e nei tempi indicati nel provvedimento di diffida.
3. La licenza rilasciata ai sensi del comma 1, sostituisce, ad ogni effetto, limitatamente ai giardini zoologici, la dichiarazione di idoneita’ prevista all’articolo 6, comma 6, lettera a), della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modificazioni.
4. Sono fatti salvi i visti, i pareri, le autorizzazioni e le concessioni previste dalle norme vigenti per la realizzazione delle strutture disciplinate dal presente decreto volti a garantirne la compatibilita’ con le esigenze ambientali e territoriali.
– Si riporta il testo del comma 6 dell’art. 6 della citata legge n. 150 del 1992:
«6. Le disposizioni dei commi 1, 3, 4 e 5 non si applicano: a) nei confronti dei giardini zoologici, delle aree protette, dei parchi nazionali, degli acquari e delfinari, dichiarati idonei dalla commissione scientifica di cui all’art. 4, comma 2, sulla base dei criteri generali fissati previamente dalla commissione stessa; b) nei confronti dei circhi e delle mostre faunistiche permanenti o viaggianti, dichiarati idonei dalle autorita’ competenti in materia di salute e incolumita’ pubblica, sulla base dei criteri generali fissati previamente dalla commissione scientifica di cui all’art. 4, comma 2. Le istituzioni scientifiche e di ricerca iscritte nel registro istituito dall’art. 5-bis, comma 8, non sono sottoposte alla previa verifica di idoneita’ da parte della commissione.».
Chiusura del giardino zoologico
1. In caso di chiusura al pubblico, in tutto o in parte, di una struttura di cui all’articolo 2, comma 1, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio accerta che, a spese della stessa struttura, gli animali siano mantenuti in condizioni conformi a quelle previste all’articolo 3, comma 1, lettere e), f), g), h) ed i), ovvero siano trasferiti, entro diciotto mesi dall’adozione del provvedimento che dispone la chiusura, in altra struttura adeguata e
conforme alle prescrizioni del presente decreto.
1. L’attivita’ di controllo connessa all’applicazione del presente decreto e’ svolta, con cadenza almeno annuale, dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio che, a tale fine, si avvale del Corpo forestale dello Stato, nonche’ di medici veterinari, di zoologi e di esperti di comprovata competenza nel settore individuati dallo stesso Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, su indicazione anche dei Ministeri della salute e delle politiche agricole e forestali.
Istituzione del registro dei giardini zoologici
1. Salvo che il fatto costituisca reato e fatte salve le sanzioni applicabili ai sensi della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modificazioni, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni, e del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2001, n. 311, l‘esercizio di attivita’ senza la licenza di cui all’articolo 4 e’ punito con la sanzione amministrativa da quindicimila euro a novantamila euro.
2. Fatto salvo quanto previsto all’articolo 4, comma 2, e salvo che il fatto costituisca reato, la violazione di ogni singola condotta di cui all’articolo 3, comma 1, lettere d), e), f), g), h) ed i), e la violazione dell’obbligo di cui all’articolo 5 sono punite con la sanzione amministrativa da millecinquecento euro a novemila euro.
– Per la legge 7 febbraio 1992, n. 150, vedi note alle premesse.
– La legge 28 febbraio 1985, n. 47, reca: «Norme in materia di controllo dell’attivita’ urbanistico-edilizia,sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie».
– Il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, reca:
«Approvazione del regolamento per l’esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773 delle leggi di pubblica sicurezza.».
– Il decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2001, n. 311, reca: «Regolamento per la semplificazione dei procedimenti relativi ad autorizzazioni per lo svolgimento di attivita’ disciplinate dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza nonche’ al riconoscimento della qualifica di agente di pubblica sicurezza (numeri 77, 78 e 108, allegato 1 della legge n. 59/1997 e numeri 18, 19, 20 e 35, allegato 1 della legge n. 50/1999).
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