Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/attenuanti
Timestamp: 2020-02-28 19:05:36+00:00
Document Index: 64485767

Matched Legal Cases: ['art. 62', 'art. 65', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 133', 'art. 62', 'art. 133', 'art. 407', 'art. 1']

Attenuanti – La Legge per tutti
Attenuanti (d. pen.): Sono circostanze [vedi] che comportano un’attenuazione della pena prevista per il reato semplice.
Le Attenuanti , come le aggravanti [vedi], possono essere comuni o speciali. Le circostanze Attenuanti comuni sono previste dall’art. 62 c.p. e la misura della diminuzione della pena è indicata dalla legge (circostanze ad efficacia speciale). Se manca tale indicazione la diminuzione avviene nei limiti e nei modi previsti dall’art. 65 c.p. (circostanze ad efficacia comune).
L’art. 62bis, riscritto dalla L. 5-12-2005, n. 251 (legge ex Cirielli) prevede, infine, l’applicabilità di «altre circostanze diverse» da quelle previste dall’art. 62, qualora il giudice «le ritenga tali da giustificare una diminuzione della pena» (cd. attenuanti generiche). Tra gli elementi a disposizione del giudice ai fini anzidetti, vi sono quelli relativi alla gravità del reato ed alla capacità a delinquere del reo, indicati dall’art. 133 c.p.
La sopra citata riforma ha introdotto un ulteriore comma all’art. 62bis c.p. attraverso il quale si impone al giudice, chiamato a valutare l’applicabilità delle attenuanti generiche, di non tener conto dei criteri da cui desumere la gravità del reato previsti dal n. 3) del primo comma dell’art. 133 c.p. (in particolare, l’intensità del dolo) nonché di quelli da cui dedurre la capacità a delinquere del colpevole (es. i motivi a delinquere, il carattere del reo, i precedenti penali e giudiziari etc.) nel caso in cui colui che deve essere condannato appartenga alla categoria dei cd. recidivi reiterati «speciali», per tale intendendosi colui che abbia, già da recidivo, commesso taluno dei gravi delitti elencati nell’art. 407, comma 2, lett. a), c.p.p. purché siano punibili con la reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni.
Dovrà, invece, tenersi conto, anche in relazione a tali soggetti, della condotta susseguente al reato (v. Corte cost. 10-6-2011, n. 183).
L’assenza di precedenti condanne per altri reati a carico del condannato – per effetto dell’ultimo comma aggiunto dall’art. 1, D.L. 92/2008, conv. in L. 125/2008 – non può essere, per ciò solo, posta a fondamento della concessione del beneficio.