Source: https://medium.com/@Studio_Bauccio/sentenza-nasr-and-ghali-v-italy-c414f6b6ab7f
Timestamp: 2018-05-23 09:48:29+00:00
Document Index: 15812955

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Nasr and Ghali v. Italy – Studio Legale Bauccio – Medium
Con la sentenza Nasr and Ghaly v. Italy la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo stato italiano per la violazione dei diritti umani di Osama Mustafa Hassan Nasr (detto Abu Omar) e della signora Nabila Ghali, entrambi rappresentati e difesi dallo Studio legale Bauccio & Associati di Milano.
La pronuncia trae origine dal rapimento avvenuto nel 2003 a Milano dell’imam Abu Omar, prelevato da alcuni agenti CIA con la collaborazione di membri del SISMI (servizi di informazione e sicurezza militare) e costituisce uno dei casi più significativi di extraordinary rendition perpetrati da agenti della CIA sul territorio europeo.
Nonostante le indagini condotte dalla magistratura italiana avessero permesso di identificare e di processare tutti i soggetti responsabili del sequestro, l’apposizione del segreto di stato da parte del governo italiano, così come legittimata dalla Corte Costituzionale, aveva garantito ai membri del SISMI una sostanziale impunità facendo calare un “sipario nero” su tutte le prove che ne dimostravano la colpevolezza. Allo stesso modo, il rifiuto da parte del governo italiano di chiedere l’estradizione degli agenti CIA statunitensi che erano stati giudicati e condannati in contumacia ha frustrato ogni possibilità per i ricorrenti di ottenere giustizia per la violazione dei loro diritti fondamentali.
La Corte Europea ha, dunque, ravvisato la violazione dell’art. 3 CEDU (divieto di torture), dell’art. 5 CEDU (diritto alla libertà e alla sicurezza), dell’art. 8 CEDU (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e una violazione dell’articolo 13 CEDU (diritto a un ricorso effettivo), condannando lo stato italiano a risarcire entrambi i ricorrenti a fronte delle violazioni subite.
Questa sentenza si colloca nel solco delle pronunce più importanti e significative della Corte Europea aventi ad oggetto il bilanciamento tra i diritti e le libertà democratiche dei cittadini e le esigenze connesse alla c.d. guerra al terrorismo, sancendo che il segreto di stato non può in nessun caso essere utilizzato al fine di ostacolare la giustizia e l’accertamento della verità.
per il testo integrale della sentenza in francese, clicca qui.
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