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Timestamp: 2019-04-21 12:07:00+00:00
Document Index: 173350135

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 7', 'sentenza ']

Novità fiscali del 19 settembre 2008: professionisti: sintesi delle novità fiscali; cessione d'azienda: rettifica dell'avviamento non valida; registrazione delle fatture: territorialità IVA; termine per la stampa del libro giornale | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 19 settembre 2008: professionisti: sintesi delle novità fiscali; cessione d'azienda: rettifica dell'avviamento non valida; registrazione delle fatture: territorialità IVA; termine per la stampa del libro giornale
1) fisco: termine per la stampa del libro giornale e dei registri IVA relativi al 2007
2) Cessione d’azienda: Rettifica dell’avviamento non valida se non sono esaminate le varie componenti societarie
3) Registrazione delle fatture: Territorialità IVA delle prestazioni di servizi
4) Professionisti: Sintesi delle novità fiscali (IVA e reddito)
1) Termine per la stampa del libro giornale e dei registri IVA relativi al 2007
Le imprese possono adempiere all’obbligo di stampa dei libri contabili e fiscali entro il prossimo 31 dicembre 2008, essendo il 30 settembre la data di scadenza dell’invio telematico, e quindi di presentazione, della dichiarazione dei redditi relativi al 2007.
Ciò poiché con le modifiche apportate dall’art. 1, comma 161, della Legge finanziaria 2008, al D.L. n. 357/1994, la stampa del libro giornale e dei registri IVA relativi al 2007 deve essere effettuata entro tre mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Tale termine, come è noto, a seguito delle neo proroghe scade il 30 settembre 2008.
(Di A. Bongi, in Italia Oggi del 18/09/2008)
Nell’ambito di una cessione d’azienda, per individuare correttamente l’avviamento ai fini dell’imposta di registro, l’Ufficio deve analizzare l’oggetto dell’attività, l’ubicazione della stessa nonché i locali e le attrezzature che fanno parte della ditta compravenduta.
Nel caso di specie si è trattato della cessione di una azienda artigiana, con valore di avviamento dichiarato di € 18.000, contro € 70.000 accertato dall’amministrazione finanziaria.
Sul caso la C.T.P. ha osservato che nell’ambito dell’impresa artigianale è fortemente connotato l’elemento umano del titolare del titolare e, quindi, le sue capacità che stanno alla base per potere conseguire reddito possono poi non essere le stesse del nuovo soggetto che vi subentra.
Pertanto, è stato annulato l’avviso di accertamento dell’Amministrazione Finanziaria.
(Commissione Tributaria Provinciale Torino, Sentenza, Sez. XV, 07/08/2008, n. 53/15/08, in Italia Oggi del 18/09/2008)
Per il caso in cui deve essere registrata la fattura di un fornitore tedesco emessa nei confronti di una società italiana che ha richiesto al tedesco un’analisi di laboratorio su proprio materiale (la prestazione è stata eseguita in Germania e in fattura non è applicata l’IVA tedesca):
In tale ipotesi l’art. 7 del D.P.R. 633/72 (disciplina il tema della territorialità ai fini dell’IVA), co. 3, stabilisce quale regola generale che le prestazioni di servizi erogate da un soggetto italiano sono soggette ad IVA nel nostro Paese.
Per cui prestazione di servizi generica erogata da una società residente in un altro Paese della UE sarà eventualmente soggetta ad IVA nel suo paese ed in Italia la prestazione é fuori campo IVA ai sensi dell’art. 7, co. 3, D.P.R. 633/72.
Tuttavia, il co. 4 dell’art. 7 prevede una serie di eccezioni.
La lett. d), in particolare, stabilisce che le prestazioni di consulenza e assistenza tecnica o legale si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono rese a soggetti domiciliati nel territorio stesso a meno che non siano utilizzate fuori della Comunità economica europea.
In deroga al criterio generale del terzo comma, pertanto, le “consulenze tecniche” sono soggette ad IVA in Italia solamente se il committente è un soggetto IVA residente nel nostro Paese.
Quindi la territorialità dell’IVA non è legata al domicilio di chi presta il servizio ma al domicilio del soggetto committente la prestazione.
In pratica, se la consulenza viene resa da un soggetto straniero, il committente italiano dovrà integrare la fattura ricevuta con l’IVA dovuta ed emettere un’autofattura ai sensi dell’art. 17 co. 3 del D.P.R. 633/72.
Il problema è quindi di valutare se la prestazione di servizi descritta nel quesito si configuri come una prestazione di servizi generica o una consulenza tecnica.
Con la R.M. n. 422280 del 14 gennaio 1981 l’Amministrazione finanziaria ha precisato che le prestazioni di consulenza tecnica o legale consistono in tutte quelle attività professionali che si estrinsecano in giudizi, precisazioni, chiarimenti o pareri.
Si tratta pertanto, di prestazioni per le quali è preminente “non la rilevanza obiettiva di una determinata realtà, come avviene nelle perizie, bensì la valutazione soggettiva del consulente”.
La R.M. 29.4.2008, n. 178/E ha precisato che le prestazioni dell’art. 7, co. 4, lett. d), del D.P.R. n. 633 del 1972 riguardano non solo le attività tipiche delle professioni di avvocato, consulente, perito contabile o di ingegnere, ma ogni altra attività analoga a una delle attività menzionate, singolarmente considerate, da chiunque effettuate.
A tal fine una prestazione deve ritenersi analoga a una delle attività menzionate quando persegue la medesima finalità.
Le attività analoghe sono normalmente riconducibili a soggetti diversi da quelli che professionalmente svolgono le attività di avvocato, consulente, perito contabile o ingegnere, che tuttavia esprimono contenuti e finalità uguali.
Detta analogia non è ravvisabile, invece, nelle prestazioni in cui sia preminente l’organizzazione di mezzi tecnici, tipica delle attività imprenditoriali, rispetto alla componente intellettuale e valutativa.
In linea generale una analisi di laboratorio rientra tra le perizie in cui si individua una rilevanza obiettiva di una realtà piuttosto che una valutazione soggettiva del consulente, per cui la prestazione dovrebbe rientrare nella regola generale del co. 3 che esclude l’IVA in Italia poiché erogata da un soggetto non residente.
(Di Ennio Vial, in Ipsoa Editore del 18/09/2008)
A partire dal D.L. 223/2006 (cd. decreto bersani), convertito in Legge n. 248/2006 fino ad arrivare al D.L. n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008, si sono avute sostanziali novità per gli esercenti arti e professioni che hanno interessato sia il campo dell’IVA sia il campo delle imposte sui redditi, con relative modifiche al DPR 633/72 e al TUIR (DPR 917/1986).
Alle novità (per cause legate anche ad evitare ulteriori censure dalle UE, oltre quelle già registrate con la nota sentenza della Corte di giustizia Cee) riguardanti l’estensione della detrazione dell’IVA alle spese per le autovetture non utilizzate esclusivamente per fini professionali (ove viene prevista la detrazione dell’IVA nella misura del 40%) e per i servizi di telefonia mobile (ove viene prevista la detrazione in misura integrale, cioè al 100%, dell’IVA, se vi sono i previsti requisiti tra cui quelli dell’inerenza al tipo di attività esercitata, si sono poi aggiunte la possibilità di detrarre l’IVA prima solo per i servizi di ristorazione ed alberghieri relativi a congressi e simili, in particolare per i giorni in cui si sono tenuti tale eventi.
Poi anche in genere per tutte le spese di somministrazione di alimenti e bevande e per alberghi.
Occorre a tal fine richiedere l’emissione della fattura per potere detrarre tutta l’IVA.
Situazione attuale a settembre 2008
TIPOLOGIA SPESE AI FINI IVA
PERCENTUALE DETRAZIONE IVA
Autovetture uso non strettamente professionale (acquisto e spese di impiego)
Servizi di telefonia mobile (telefonini, ecc.), se ricorre il requisito dell’inerenza (ad es. per i contratti ad uso professionale, per i dipendenti di studio)
Spese alberghiere e di ristoro (con fattura)
PER LE IMPOSTE SUI REDDITI
Anche in tale versante le novità sono state rilevanti.
TIPOLOGIA SPESE AI FINI DELLE IMPOSTE SUI REDDITI
PERCENTUALE DI DEDUZIONE
Autovetture uso non strettamente professionale (acquisto e spese di impiego), nel limite massimo di 1 per ciascun professionista
Permane il divieto di deduzione di quote di ammortamento anticipato
tetto massimo del costo di acquisto pari ad euro 18.075,99
Servizi di telefonia fissa e mobile (anche per uso promiscuo)
Spese alberghiere e di ristoro (con fattura) fino al 31/12/2008.
La deduzione è integrale se tali oneri sono sostenuti dal committente per conto del professionista e a questi vengono poi addebitati dal professionista in fattura
Entro il limite del 2% dei compensi lordi
Entro il limite del 1% dei compensi lordi
Spese alberghiere e di ristoro (con fattura) dal 1/1/2009
75% e sempre entro il limite del 2% dei compensi lordi
– Le spese relative all’acquisto di beni mobili, adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale o familiare del contribuente sono ammortizzabili o deducibili se il costo unitario nella misura del 50%; nella stessa misura sono deducibili i canoni di locazione anche finanziaria e di noleggio e le spese
– Per gli immobili utilizzati promiscuamente, a condizione che il contribuente non disponga nel medesimo comune di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’arte o professione, è deducibile una somma pari al 50% della rendita o, in caso di immobili acquisiti mediante locazione, anche finanziaria, un importo pari al 50% del relativo canone.
– Nella stessa misura sono deducibili le spese per i servizi relativi a tali immobili nonché quelle relative all’ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione degli
– immobili utilizzati.
– Dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2009: Detrazione delle quote di ammortamento – nel periodo 2007-2009 gli ammortamenti detraibili sono ridotti ad un terzo.