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Document Index: 52609658

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 37', 'artt 3', 'art 93', 'art. 93', 'art. 93', 'sentenza ']

Decreto SCIA 2 - Decreto legislativo 222/2016 | BibLus-net
Decreto SCIA 2 – Decreto legislativo 222/2016
1 dicembre 2016 /23 Commenti/in Norme, leggi e prassi /da Nicola Furcolo
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Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124
http://biblus.acca.it/wp-content/uploads/2015/05/Norme_e_leggi2.jpg 200 200 Nicola Furcolo http://biblus.acca.it/wp-content/uploads/2017/12/Logo_Biblus-net_2017.png Nicola Furcolo2016-12-01 10:33:442017-08-29 10:14:57Decreto SCIA 2 - Decreto legislativo 222/2016
2 dicembre 2016 en 7:55
Ho il terrore quando il legislatore dice di semplificare. Il decreto 25/11/2016 n. 222 conferma il terrore
2 dicembre 2016 en 11:25
davvero!!! ho avuto la stessa reazione.. e come non averla, dopo tutte le modifiche e le loro semplificazioni!!! non sono piu’ capaci nemmeno a scrivere in italiano!!!
Piercarlo dice:
2 dicembre 2016 en 17:50
Vorrei dire a che comanda che semplificare non significa cambiare il nome alle cose, significa togliere vincoli, lacci e lacciuoli che rendono la vita difficile a chi lavora e tronfi di soddisfazione e di potere i burocrati. Nessuno mai semplificherà nulla perché nessuno é in grado di farlo. Nessuno eliminerà mai vincoli, semmai aumenteranno ancora. E cambieranno il nome alle cose, Licenza, Autorizzazione, Concessione, DIA, SuperDIA, CIL, CILA, SCIA, superSCIA, PRG, PP, PEC, PECLI, PIP, PR, e mille altri. Del resto Equitalia non c’é più, si chiama Agenzia Entrate-Riscossione. E il Senato?
10 dicembre 2016 en 13:04
Concordo in pieno ed aggiungo: Da quando hanno tolto la procedura, di per se “semplice”, in cui una commissione approvava o no il tuo progetto e si assumeva la responsabilità conseguente è stato un crescendo di confusione e responsabilità trasferite ai professionisti, per non dire che il lavoro e le responsabilità sono cresciute a dismisura e le parcelle sono diminuite in misura inversamente proporzionale. Specie da quando il “liberale fasullo Bersani” ha trovato corretto aggiungere ulteriore confusione sulla determinazione delle parcelle eliminando le tariffe minime. Non parlando, per carità i “patria”, dell’influenza che ha avuto l’Europa sul legiferare della nostra classe politica. La smetto li ma ci sarebbe da dire tanto ancora.
2 dicembre 2016 en 18:10
Ringrazio Acca per la corretta informazione, questa subdola semplificazione, che cambia ogni tre mesi, serve solo ad ingigantire la burocrazia, a responsabilizzare solo il professionista, sempre più tirato e tutti gli altri a magnaaaaa…..
3 dicembre 2016 en 12:17
Siamo partiti nel 1969 con la Concessione Edilizia ed una commissione che settimanalmente le esaminava ed il sindaco prima e il RUP poi le rilasciava. Oggi, alla faccia della burocrazia siamo arrivati alla SCIA1, SCIA2, DIA, SUPERDIA, CIL, CILA, PERMESSO A COSTRUIRE e chi più ne ha più ne metta.
Sauro Ballarini dice:
l’unica semplificazione è per i dipendenti pubblici , naturalmente e inoltre sono riusciti a diffondere la notizia che è tutto più semplice perciò il tecnico lo deve fare gratis
4 dicembre 2016 en 18:04
Nell’edilizia abbiamo già crisi,senza Scia non ci sono più detrazioni del 50%,con questo decreto si favorira’ di piu’ il lavoro nero.
19 dicembre 2016 en 10:35
Come rimpiango i tempi che furono !!! Tutto ciò succede perché purtroppo la macchina burocratica è stata ed è sempre in mano a gente che di tutto si occupa tranne che dei problemi concreti. Ancora non hanno capito che per attuare adeguate regole di snellimento devono far ricorso a professioni ed esperti del settore e non ai soliti incompetenti che nella loro vita non hanno mai affrontato realmente l’attività edilizia sia progettuale che esecutiva. Per attuare una sana e corretta normativa di facilitazione delle procedure si deve far ricorso all’esperienza che solo chi opera veramente sul campo può avere. Invece come al solito è sempre a chi opera all’interno dei salotti, magari stando lì solo a scaldare la poltrona, che viene dato incarico di cambiare, aimè come loro sono convinti, nel meglio le norme,
Poveri noi……!!!!!
24 dicembre 2016 en 9:37
Imbarazzante definire semplificazione ed imbarazzante è il comportamento degli ordini professionali che in nessun modo riescono a dare un contributo ai fini di un reale snellimento e tutela degli iscritti sempre più esposti nei confronti di un amministrazione che non ha mai fatto il suo dovere.
Aggiungo che il tutto si basa sul reperimento di documentazioni (atti in possesso dell amministrazione)che si ottengono in tempi biblici e dopo ricerche da detective privato!
29 giugno 2017 en 15:24
Confermo tutto quanto già sopra indicato, ad oggi, ad un giorno dall’entrata in vigore dell’obbligatorietà dell’uso della modulistica ministeriale, sui molti siti dei comuni si brancola nel buio. Ma chi deve sanzionarli? A chi va fatta la denuncia? Perchè ancora una volta alcuni ci mettono i loro moduli, opportunamente ricomplicati? Perchè non esiste l’obbligo per i comuni di avere un portale unico ed identico per tutti sotto un sito ministeriale? qui avevamo l’uniformità, come avviene con sogei, agenzia entrate docfa pregeo & c.!
Nei siti comunali si vede prima la solita sagra della salamella e della patata, prima di vedere tutto quello che invece dovrebbe essere pubblicato obbligatoriamente, siamo nel medioevo totale, gli ordini professionali di geometri, periti, ingegneri e architetti dovrebbero prima vergognarsi per quanto siano inutili e continuino a litigare e poi unirsi in un’unico ordine, che si occupi di dare una mano a questo stato disastroso. Siamo comandati da funzionari pubblici nominati su fiducia, da politici di destra e sinistra, con le leggi Berlusconiane e non, dove l’amico dell’amico senza fare alcun concorso occupa il posto di dirigente senza nemmeno saper scrivere il proprio nome. Finirà un giorno, o siamo nella pura fantascienza?
VANINI dice:
21 marzo 2017 en 17:02
Semplificare vuole dire tagliare,abolire,togliere,snellire i documenti da presentare e non cambiare i nomi.Bisogna tornare quindi alla vecchia Licenza Edilizia e stop.Non la capiranno mai altrimenti sarebbero disoccupati e la politica non potrebbe più assumere pletore di “lavoratori” in cambio di voti. Che vergogna !
Flavio Benne dice:
29 marzo 2017 en 12:01
Vorrei sapere se in Regione Liguria dove opera la Legge Regionale 16/2008 e successive modifiche è possibile depositare la segnalazione certificata di agibilità ai sensi dell’art. 24 del DPR 380/2001 cosi’ come modificato dal D.lgs 222/2016.
Da una lettura dell’ultimo decreto sembrerebbe di si ma dalla legge regionale il rilascio dell’agibilità è ancora previsto all’art. 37.
Secondo me fino a quando la Liguria non modifica la sua legge ed ha tempo fino al 30/06/2017 la legge nazionale non è applicabile.
Qualcuno mi da conferma ?
14 giugno 2017 en 17:20
che dire sono incazzato…..!!!! molto incazzato
27 giugno 2017 en 18:11
Pensiamo tutti le stesse cose, eppure… Eppure continuano a farsene un baffo e a continuare a farne una peggio dell’altra. Che dire?
Giovanni Giardini dice:
29 giugno 2017 en 16:59
Il male è che siamo stati vaccinati a subire passivamente e mugugnare un pochino per poi cercare di adeguarci anche velocemente. il grave è che gli ordini professionali o collegi che ci rappresentano non hanno voce in capitolo.
30 giugno 2017 en 17:15
effettivamente quando parlano di semplificazione anche a me vengono i brividi. a parte il solito cambio di nomenclatura dei titoli edilizi , avrei una domanda sull’entità di certi interventi: perchè una modifica banale e frequente come la trasformazione di finestra in porta o viceversa, pur essendo una modifica del prospetto (non della sagoma) che non riguardi parti strutturali, fermo restando il rispetto delle norme in materia di vincolo paesaggistico , non viene “declassata” almeno a manutenzione straordinaria ? se ne dimenticano sempre … non riusciranno mai a incasellare tutto…
pinuccio dice:
2 agosto 2017 en 11:28
Ci possono stare anche tutte le modifiche da parte di questi scienziati che si preoccupano tanto di non farci capire niente, ma almeno le scrivessero in italiano.
GeoMGG dice:
5 dicembre 2017 en 11:28
Tutte le varie nomenclature, affibbiate alle ex Licenza edilizia e ex Autorizzazione, altro non sono che ricorsi a modalità di far apparire i vari burocrati, che intessono le grandi trovate, per cambiare in peggio la vita ai cittadini e ai tecnici che ne curano gli interessi in campo edilizio ( … e non solo quello!!) , come dei BENEFATTORI del POPOLO ITALIANO, per trarne plauso e profitto, ingannando tutti con le solite frasi sbandierate in piazza, in TV in ogni dove, riassumibili nel concetto: <>, ecc, ecc. Ma, secondo VOI questi governanti di turno si renderanno mai conto che basterebbero pochissime Norme a regimentare il tutto, se queste venissero ispirate veramente al Bene di tutti e ai più elementari Principi morali? Basterebbe poter affermare con certezza in scienza e coscenza :<>. Oppure: <>.
STOP. Tutte le altre Legge, leggine e super leggi sono superflue, se alla base delle Norme in vigore si sono posti davvero i principi del giusto e corretto operare. Così non servirebbero nè mazzette, nè raccomandazioni, che fanno funzionare “a mantice” la legge, in funzione di chi la esercita e di chi ne beneficia. Se qualcuno legge questo mio rammarico ricordo d’altri tempi ( certo non scevri, ma credo meno inquinati dalla corruzione rispetto ad oggi ), lo prego di ritenermi un semplice sognatore. Tanto se non si fa un “piccolo testo unico” , senza riferimenti a Leggi, articoli, commi, ecc., del passato, ma “RIPULITO” e “NUOVO” , quasi tascabile, noi tutti che cerchiamo di “navigare” nell’immenso pelago dei riferimenti a riferimenti che si riferiscono a leggi vecchie di 50 o più anni ( compresi ancora i Regi Decreti…) non approderemo mai ad alcuna TERRAFERMA: L’Italia che sognamo. Saluti da un semplice cittadino geometra.
4 maggio 2018 en 16:27
Finchè i politici si pavoneggiano straparlando delle norme mentre iburocrati le scrivono alla maniera del dottor Balazone il risultato non può che essere nefasto. Anche in questo caso è stato prodotta una nuova norma complicativa.
5 settembre 2018 en 18:00
Buonasera a tutti, tra decreti legge, testi unici e ordinanze sto dando i numeri.
Ho bisogno di un chiarimento, devo fare lavori di manutenzione ordinaria.
Il DL 222 2016 mi dice che la manutenzione ordinaria la faccio in edilizia libera, il TU 380 2001 mi dice che la manutenzione ordinaria ( artt 3 e 5 ) la faccio in edilizia libera, l’ordinanza 3274 2003 mi dice però che i comuni in cui lavoro sono in zona sismica ( COME L’80% DEI COMUNI ITALIANI ).
Torno quindi sul TU 380 2001 che per le zone sismiche ( art 93 ) mi dice che gli interventi edilizi di costruzione e riparazione ( PRATICAMENTE TUTTI ) devono essere presentati allo Sportello Unico quindi all’Ufficio Tecnico regionale, torno poi sul DL 222 2016 che mi dice che in zone sismiche media e alta sismicità ho bisogno dell’Autorizzazione dello Sportello Unico.
Quindi la domanda è questa, per fare un lavoro di manutenzione ordinaria su un immobile appartenente ad una zona sismica ho bisogno dell’Autorizzazione del Genio Civile?
6 settembre 2018 en 9:47
Ciao Luca, provo a fornirti il mio parere PERSONALE.
Chiariamo innanzitutto la questione autorizzativa relativa agli interventi edilizi in zona sismica, in modo da fare chiarezza anche per eventuali altri lettori.
In linea generale, per un intervento edilizio sono necessari 2 tipi di autorizzazioni/comunicazioni:
1) titolo abilitativo (rilasciato dal SUE – sportello unico edilizia, asseverato da un tecnico o comunicazione del titolare, in funzione dei casi);
2) autorizzazione simica (rilasciata dal Genio Civile)
Nel caso in esame, a seguito della semplificazioni che hanno interessato il dpr 380/2001 (testo unico edilizia), se l’intervento da realizzare rientra nel famoso elenco degli interventi in edilizia libera, relativamente alla questione relativa al punto 1), non devi fare nulla. Ciò significa che non hai bisogno di titolo abilitativo.
Relativamente alla questione di cui all’art. 93 del dpr 380/2001, questo prevede che in caso in interventi di costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni in zona sismica, il titolare dell’intervento deve fornire una comunicazione con allegati i calcoli strutturali al SUE e il SUE la trasmette al Genio Civile. Questa questione, seppur interessi il SUE (sportello del Comune), non ha nulla a che vedere con il titolo abilitativo, ma è solo relativa all’autorizzazione da parte del Genio Civile (uffici della Regione) finalizzata alla pubblica e privata sicurezza (in quanto si interviene su una elementi strutturali).
Aggiungo che di fatto in molti Comuni il deposito del progetto si fa direttamente presso gli uffici del Genio Civile e non al SUE (anche se il dpr 380/2001 prevede espressamente di consegnare al SUE che poi trasmetterà al Genio Civile).
Tornando alla tua questione, a mio parere, occorre capire se l’intervento in EDILIZIA LIBERA che andrai a realizzare interessa o meno la struttura portante.
Se sì, occorre procedere all’autorizzazione sismica del Genio Civile; se no, procedi pure.
In definitiva le 2 autorizzazioni sono separate e indipendenti. Al riguardo, possiamo pensare a interventi che richiedano titolo abilitativo e non deposito al genio civile o viceversa.
A titolo esemplificativo, pensiamo a un intervento di manutenzione straordinaria molto semplice, come quello di realizzazione di un ripostiglio con un semplice tramezzo (o struttura di cartongesso) che crea un nuovo volume nell’unità immobiliare.
Trattasi di manutenzione straordinaria; necessità di CILA (titolo abilitativo con asseverazione del tecnico) e a fine lavori dovrò anche procedere alla variazione catastale.
In merito alla questione sismica, la realizzazione di un tramezzo in laterizio o di cartongesso non comporta lavori strutturali né calcoli strutturali (non si tratta inoltre di nuova costruzione, né sopraelevazione). Non è necessario procedere al autorizzazione sismica, seppur ci troviamo in zona simica.
Proviamo a fare un esempio di intervento che non necessità di titolo abilitativo, ma di autorizzazione sismica. Pensiamo a una tettoia, un gazebo e una pergola per la quale non sia necessario il titolo (la questione è sempre molto accesa, v. varie sentenze del tribunale amministrative in merito). Oppure, mi vengono in mente opere provvisionali o sistemazioni esterne che non richiedono titoli abilitativi, ma che comunque sono soggette a calcolo strutturale…
In questo caso dovrò seguire i dettami dell’art. 93: dovrò depositare una comunicazione al SUE con i calcoli strutturali; molto più probabilmente, mi rivolgerò direttamente al Genio Civile per svolgere tutta la pratica.
Per concludere, pensiamo agli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione pesate con intervento sulla struttura: in questi casi ho necessità di entrambe le autorizzazioni (PdC/SCIA e autorizzazione sismica).
Per concludere, c’è stata una recente sentenza della Cassazione che precisa che in zona sismica, a prescindere dal materiale utilizzato e a prescindere dal fatto che i lavori siano strutturali o meno, se l’opera realizzata comporta un rischio occorre comunque procedere a denunciare i lavori all’ufficio competente per consentire i controlli.
Quindi, prima di procedere ai lavori, ti consiglio almeno di provare a sentire il Genio Civile per un eventuale deposito.
Spero di essere stato chiaro. Prendo spunto da questa tua osservazione, per fare un nuovo articolo nei prossimi giorni.
10 settembre 2018 en 15:01
Ciao Nicola, grazie della risposta, sentirò direttamente gli uffici del Genio Civile per sapere se gli interventi da realizzare necessitano o meno di deposito dei calcoli. Se pubblicherai un articolo in merito nei prossimi giorni sarei lieto di riceverne il link anche semplicemente riportato in questa conversazione. Ciao e grazie
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