Source: https://www.industriasoftwarelibero.it/codice-dellamministrazione-digitale-2018-le-novita/
Timestamp: 2018-05-22 05:41:37+00:00
Document Index: 167232276

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 50', 'art. 65', 'art. 69', 'art. 69']

Codice dell'amministrazione digitale 2018: le novità! - Industria Italiana del Software Libero
E’ stato pubblicato il nuovo codice dell’amministrazione digitale 2018, la legge che regola il diritto alla cittadinanza digitale, le specifiche dei documenti informatici e delle firme elettroniche, l’informatica della pubblica amministrazione.
Noi di Industria Italiana del Software Libero abbiamo letto la nuova versione della legge per cercare di comprenderne le novità e l’impatto che può avere nel nostro settore.
Gli effetti nella pratica dell’aggiornamento del codice non sono facili da valutare, in quanto il testo è scritto con un linguaggio giuridico di difficile interpretazione.
A tal fine, sottolineamo che le nostre valutazioni potrebbero non essere giuridicamente corrette, per avere un’interpretazione più precisa è meglio rivolgersi ad avvocati o al forum di Agid.
Il Codice dell’Amministrazione Digitale è una legge molto importante che assicura un valore legale alle tecnologie informatiche che usiamo tutti i giorni, l’equivalenza dei documenti e dei processi creati con tecnologie informatiche a quelli tradizionali cartacei, il diritto all’uso dell’informatica da parte di cittadini e imprese e l’obbligo della pubblica amministrazione di usare l’informatica.
Il codice è stato scritto per la prima volta nel 2005 ed è stato modificato tante volte negli anni in modo da adeguare la legge alle ultime tecnologie informatiche disponibili.
L’ultima modifica pubblicata a Gennaio 2018 prevede le seguenti novità:
– L’art. 1 per la prima volta definisce gli open data, i dati che presentano le seguenti caratteristiche: sono disponibili secondo i termini di una licenza o di una previsione normativa che ne permetta l’utilizzo da parte di chiunque, anche per finalita’ commerciali, in formato disaggregato (…).
– L’art. 6 fissa il diritto al domicilio digitale per le persone fisiche e gli enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o al registro delle imprese.
– L’art. 7 fissa il diritto a fruire dei servizi online della pubblica amministrazione, accessibili anche da dispositivi mobili.
Inoltre, specifica che i livelli qualitativi dei servizi online sono stabiliti da Agid con proprie linee guida tenuto conto dell’evoluzione tecnologica.
– L’art. 16 stabilisce che il presidente del consiglio approva il piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione, un documento importantissimo per la strategia informatica del paese, che fino a poco tempo fa non esisteva, mentre oggi ha un sito dedicato.
– L’art. 17 istituisce presso Agid un ufficio del difensore civico per il digitale, a cui è possibile inviare segnalazioni su presunte violazioni del codice dell’amministrazione digitale.
– L’art. 20 cambia la validità e l’efficacia probatoria dei documenti informatici, con una frase che sembra poter aprire l’efficacia dei documenti informatici anche quando non sono firmati elettronicamente, ma almeno è stato identificato l’autore ed il documento ha caratteristiche di sicurezza, integrità ed immodificabilità.
L’art. 20 sembra scritto per dare una validità a documenti generati con un processo che prevede l’utilizzo di SPID al posto della firma elettronica, ma il punto ancora non è del tutto chiaro.
– L’art. 50 introduce la Piattaforma Digitale Nazionale dei Dati, il cosiddetto “Data & Analytics Framework“, uno strumento per la gestione, l’interscambio e l’analisi sia dei dati interni alla pubblica amministrazione, sia degli open data.
– L’art. 65 introduce la possibilità di presentare istanze e dichiarazioni telematiche alla pubblica amministrazione utilizzando SPID oppure trasmettendole dal proprio domicilio digitale.
– L’art. 69 introduce una piattaforma di Agid per la pubblicazione del codice sorgente e della documentazione del software la cui titolarità è delle pubbliche amministrazioni.
La piattaforma di cui parla l’art. 69 potrebbe essere Developers Italia.
In conclusione, l’aggiornamento del codice dell’amministrazione digitale sembra fatto con lo spirito di introdurre un sostegno giuridico al Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione.
Nei prossimi mesi saranno più chiari gli effetti dell’aggiornamento del codice nella vita di cittadini e imprese.