Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_fallimentare/182-bis
Timestamp: 2020-07-13 11:33:25+00:00
Document Index: 58394168

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 33', 'art. 23', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art.182', 'art.182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art.182', 'art. 182', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 1', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 1', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 1', 'art. 5']

Accordi di ristrutturazione dei debiti (1, 1 bis)
b) entro centoventi giorni dalla scadenza, in caso di crediti non ancora scaduti alla data dell’omologazione. (1)
II. L'accordo e' pubblicato nel registro delle imprese e acquista efficacia dal giorno della sua pubblicazione.
III. Dalla data della pubblicazione e per sessanta giorni i creditori per titolo e causa anteriore a tale data non possono iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive sul patrimonio del debitore, né acquisire titoli di prelazione se non concordati. (2) Si applica l' articolo 168, secondo comma.
V. Il decreto del tribunale e' reclamabile alla corte di appello ai sensi dell' articolo 183, in quanto applicabile, entro quindici giorni dalla sua pubblicazione nel registro delle imprese.
VI. Il divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive di cui al terzo comma può essere richiesto dall'imprenditore anche nel corso delle trattative e prima della formalizzazione dell'accordo di cui al presente articolo, depositando presso il tribunale competente ai sensi dell'articolo 9 la documentazione di cui all'articolo 161, primo e secondo comma, lettere a), b), c) e d), (3) e una proposta di accordo corredata da una dichiarazione dell'imprenditore, avente valore di autocertificazione, attestante che sulla proposta sono in corso trattative con i creditori che rappresentano almeno il sessanta per cento dei crediti e da una dichiarazione del professionista avente i requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d), circa la idoneità della proposta, se accettata, ad assicurare l’integrale (4) pagamento dei creditori con i quali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato la propria disponibilità a trattare. L'istanza di sospensione di cui al presente comma e' pubblicata nel registro delle imprese e produce l'effetto del divieto di inizio o prosecuzione delle azioni esecutive e cautelari, nonché del divieto di acquisire titoli di prelazione, se non concordati, dalla pubblicazione.
VII. Il tribunale, verificata la completezza della documentazione depositata, fissa con decreto l'udienza entro il termine di trenta giorni dal deposito dell'istanza di cui al sesto comma, disponendo la comunicazione ai creditori della documentazione stessa. Nel corso dell'udienza, riscontrata la sussistenza dei presupposti per pervenire a un accordo di ristrutturazione dei debiti con le maggioranze di cui al primo comma e delle condizioni per l’integrale (4) pagamento dei creditori con i quali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato la propria disponibilità a trattare, dispone con decreto motivato il divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive e di acquisire titoli di prelazione se non concordati assegnando il termine di non oltre sessanta giorni per il deposito dell'accordo di ristrutturazione e della relazione redatta dal professionista a norma del primo comma. Il decreto del precedente periodo e' reclamabile a norma del quinto comma in quanto applicabile.
VIII. A seguito del deposito di un accordo di ristrutturazione dei debiti nei termini assegnati dal tribunale trovano applicazione le disposizioni di cui al secondo, terzo, quarto e quinto comma. Se nel medesimo termine è depositata una domanda di concordato preventivo, si conservano gli effetti di cui ai commi sesto e settimo. (5)
(1) Comma sostituito dall'art. 33 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).
(1-bis) L'art. 23, comma 43, del d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla l. 15 luglio 2011, n. 111, estende all'imprenditore agricolo l'applicabilità degli istituti degli accordi di ritrutturazione dei debiti e della transazione fiscale: "In attesa di una revisione complessiva della disciplina dell'imprenditore agricolo in crisi e del coordinamento delle disposizioni in materia, gli imprenditori agricoli in stato di crisi o di insolvenza possono accedere alle procedure di cui agli articoli 182-bis e 182-ter del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni."
(2) L'art. 33 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, al terzo comma, primo periodo, dopo la parole «patrimonio del debitore», ha aggiunto le seguenti: «, ne' acquisire titoli di prelazione se non concordati». La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).
(3) L'art. 33 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, dopo le parole «all'articolo 161, primo e secondo comma» ha aggiunto le seguenti: «lettere a), b), c) e d)». La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).
(4) L'art. 33 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ha sostituito le parole «il regolare» con le seguenti: «l'integrale». La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).
(5) Comma sostituito dall'art. 33 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).
Accordi di ristrutturazione del debito ex art.182 L.F. – Efficacia per i creditori estranei all’accordo
Accordi di ristrutturazione del debito ex art.182 L.F. – Applicabilità del D.Lgs. n.231/02 – Esclusione.
Gli accordi di ristrutturazione si collocano in una posizione intermedia tra una dimensione strettamente privatistica-contrattuale e il controllo pubblicistico che tende al soddisfacimento degli interessi superiori di ristrutturazione dell'impresa; infatti, il debitore non subisce alcuna forma di spossessamento o di limitazione dei poteri e sceglie sia i creditori con cui accordarsi, sia il contenuto dell'accordo, con la conseguenza che il suo patrimonio rimane pienamente vulnerabile in tutta la fase anteriore alla presentazione dell'accordo e al deposito presso il registro delle imprese e il tribunale; tuttavia, pur rimanendo gli accordi di ristrutturazione dei debiti negozi tra privati, si deve constatare la possibilità che essi producano degli effetti che in qualche modo coinvolgono anche gli interessi estranei a quelli dei contraenti (nonostante l'innegabile ampliamento dei confini dell'autonomia privata nella materia fallimentare), attraverso l'intervento della valutazione ad opera dell'autorità giudiziaria, in quel delicatissimo equilibrio tra interessi pubblici e di interessi privati che investono la gestione della crisi d'impresa; allora, deve ritenersi che gli accordi di ristrutturazione abbiano "effetti" anche nei confronti dei creditori rimasti estranei agli accordi. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Il decreto correttivo che ha introdotto il comma 3° dell'articolo 182 bis l. fall. ha previsto uno dei principali “effetti” degli accordi di ristrutturazione nei confronti dei terzi, creando un "ombrello protettivo" da azioni esecutive e cautelari che ripropone gli effetti previsti, in tema di fallimento e di concordato preventivo, rispettivamente dagli artt. 51 e 168 l.fall; il che porta a ritenere che siano escluse dall’applicabilità del D. Leg 231/02 tutte le procedure che tendano alla "soluzione dell'insolvenza" anche se non strettamente rientranti tra le "procedure concorsuali".
In altre parole, non vi sono sostanzialmente dubbi a che nell'esclusione prevista nel D. Leg. 231/02 siano ricompresi anche il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione.
Il D. Leg. 231/02 prevede un sistema di calcolo (entità e termini di pagamento) di interessi la cui natura è moratoria, ovvero si collega - e sanziona - un ritardo ingiustificato e imputabile; la moratoria prevista dall'articolo 182 bis l. f. di per sé esclude “l'imputabilità” del ritardo, essendo effetto di legge in una prospettiva più ampia, rispetto al singolo rapporto creditorio, di ristrutturazione del debito dell'impresa in vista del suo complessivo risanamento. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 13 Aprile 2015. Segue...
Accordo di ristrutturazione dei debiti – Giudizio di omologazione – Verifica degli aspetti di legalità sostanziale – Necessità.
Accordo di ristrutturazione dei debiti – Relazione del professionista attestatore – Esecuzione di prove di resistenza finalizzate a riscontrare la coerenza dell’accordo con i fabbisogni previsti dal piano.
Accordo di ristrutturazione dei debiti – Relazione del professionista attestatore – Valutazione del riequilibrio finanziario in termini di ripristino di una situazione di merito di credito – Ammissibilità.
Accordo di ristrutturazione dei debiti – Relazione del professionista attestatore – Giudizio sull’attuabilità dell’accordo – Verifica puntuale delle assunzioni del piano e valutazione delle probabilità di avveramento – Necessità.
Accordo di ristrutturazione dei debiti – Deposito dell’accordo di ristrutturazione – Rispetto del termine assegnato dal Tribunale – Non necessità.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Divieto di azioni cautelari ed esecutive - Oggetto del divieto - Azioni penali - Esclusione.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Giudizio di omologazione - Assenza di opposizioni - Convocazione in udienza del ricorrente - Non necessità..
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Giudizio di omologazione - Assenza di opposizioni - Convocazione in udienza del ricorrente - Necessità.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Verifica della sussistenza dei presupposti e delle condizioni processuali - Necessità.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Verifica di merito sulla concreta attuabilità del piano - Vaglio di coerenza, correttezza e logicità dell'asseverazione del professionista - Necessità.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Dichiarazione del professionista - Parere motivato fondatamente attendibile e responsabilmente espresso.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Criterio di priorità tra il deposito dell’accordo in Tribunale e la pubblicazione nel Registro delle Imprese - Irrilevanza.
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. - Autenticazione della sottoscrizione - Non necessità.
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Opposizione alla omologazione - Vizi del consenso - Legittimità.
I creditori aderenti ad un accordo di ristrutturazione dei debiti devono far valere eventuali vizi del consenso con opposizione proposta nel termine previsto dalla legge. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Erogazione successiva all’omologazione - Nuova pronuncia sulla prededucibilità - Non necessità.
Nel caso di autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili rilasciata dal tribunale ante omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, non vi è necessità di rilasciare una nuova autorizzazione in sede di omologazione per i finanziamenti erogati successivamente all’omologazione. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Finanziamenti del socio di maggioranza in conto futuro aumento di capitale - Prededuzione - Inammissibilità.
Non è ricompreso tra i finanziamenti previsti dall’art. 182 quater, comma 2, L.F., rispetto ai quali il limite della prededucibilità si attesta all’80% del relativo credito, il finanziamento del socio di maggioranza, erogato, per espressa dichiarazione, in conto futuro aumento di capitale in esecuzione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti omologato al fine di consentire alla società di eseguire i pagamenti di cui al piano nei tempi ivi previsti, in quanto, in ragione della destinazione data e già individuata del finanziamento, dette somme non saranno oggetto di restituzione. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014. Segue...
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Opposizione - Termine per la proposizione - Natura perentoria - Sospensione feriale dei termini - Esclusione.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Opposizione - Assistenza del difensore - Necessità - Costituzione del corso del giudizio - Effetti.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Opposizione - Legittimazione - Interpretazione dell'espressione "ogni altro interessato" - Interpretazione estensiva - Limiti - Ingresso nel giudizio di soggetti portatori di interessi di mero fatto non attuali - Esclusione.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Valutazione da parte del tribunale di scelte discrezionali dell'imprenditore - Esclusione - Verifica della regolarità del procedimento e dell'assenza di profili di nullità e dell'attualità dell'accordo - Vaglio di coerenza e logicità dell'asseverazione del professionista - Necessità..
Il termine di 30 giorni per proporre opposizione ai sensi dell'art. 182 bis, comma 4, l.f. è perentorio e non è soggetto a sospensione feriale. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)
L'opposizione all'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti va proposta con il ministero del difensore. In caso di costituzione a mezzo legale avvenuta nel corso del procedimento, non può operare la sanatoria di cui all'art. 182 c.p.c. (che attiene all'ipotesi di procura viziata ma non mancante o inesistente) ma i relativi effetti si producono ex nunc, dovendo perciò l'opposizione ritenersi in tal caso tardiva se il termine perentorio sia in precedenza decorso. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)
L'espressione "ogni altro interessato" è suscettibile di interpretazione estensiva, ma non sino al punto di consentire l'ingresso di soggetti portatori di interessi di mero fatto, non attuali, che si risolvono nell'auspicio a che l'obiettivo perseguito dall'accordo di ristrutturazione si realizzi, anche se attraverso diverse modalità esecutive. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)
Concordato con riserva - Domanda di omologa di accordo di ristrutturazione ex art.182 bis L.F. - Prededucibilità dei finanziamenti erogati in esecuzione e in funzione dell'accordo omologato - Disciplina..
Fallimento – Accordi di ristrutturazione – Crediti contestati – Incidenza sulle maggioranze – Esclusione – Accantonamento – Non necessità – Eventuale obbligo di pagamento integrale – Sussiste – Incidenza su validità ed efficacia dell’accordo – Esclusione..
Nell’accordo di ristrutturazione (sia nella fase cautelare che in quella dell’omologazione) non deve essere disposto accantonamento per il credito contestato (che non va conteggiato nelle percentuali di legge), in quanto tale credito, se ed in quanto verrà accertato, dovrà essere pagato al 100% al di fuori dello stesso accordo, il quale non è destinato a perdere efficacia per questo solo motivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 17 Maggio 2013. Segue...
Domanda di concordato con riserva – Contemporanea pendenza di procedimento cautelare ex art. 182 bis, comma 6, L.F. – Inammissibilità..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Raggiungimento di una percentuale di accordi non inferiore al 60% del ceto creditorio..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Ricorso in bianco - Inammissibilità..
Concordato preventivo - Ricorso ex art. 161, comma 6, l.f. proposto da imprenditore agricolo - Inammissibilità..
L'imprenditore agricolo non può proporre ricorso ex art. 161, comma 6, l.f. con riserva di presentare un accordo di ristrutturazione, essendo detto ricorso previsto nell'ambito della procedura di concordato preventivo a cui l'imprenditore agricolo non può accedere in quanto non rientrante nella previsione di cui all’art. 1 l.f.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 27 Settembre 2012. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Opposizione - Termine - Sospensione feriale..
Il termine per proporre opposizione all'accordo di ristrutturazione dei debiti è termine processuale soggetto alla sospensione feriale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 20 Settembre 2012. Segue...
Domanda di fallimento – Accordo di ristrutturazione dei debiti – Valutazione del tribunale sull’idoneità dell’accordo a rimuovere l’insolvenza – Procedimento..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Prova della pendenza delle trattative con il 60% dei crediti - Esclusione..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Istanza ex articolo 18 bis, comma 6, l.f. - Dichiarazione del professionista - Esplicita dichiarazione in ordine alla sussistenza delle condizioni per il pagamento dei creditori estranei - Necessità - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Necessità..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni cautelari o esecutive - Istanza ex articolo 182 bis, comma 6, L.F. - Allegazione della proposta di accordo - Giudizio del tribunale di natura prognostica..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni cautelari o esecutive - Istanza ex articolo 182 bis, comma 6, L.F. - Relazione del professionista - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Necessità..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Decorrenza - Saldatura con il successivo periodo della durata di 60 giorni decorrenti dalla pubblicazione dell'accordo - Mancata omologazione - Decadenza ex tunc degli effetti protettivi..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Ricorso per sospensione delle azioni esecutive e cautelari - Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento - Verifica di carattere sostanziale dell'idoneità dell'accordo al superamento della crisi - Necessità.
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Applicazione del trattamento delle sopravvenienze attive previsto per il concordato preventivo - Esclusione..
Le istanze di fallimento e il relativo procedimento non possono essere sospesi dalla presentazione della proposta di un accordo di ristrutturazione dei debiti, né tantomeno dalla presentazione del ricorso volto a ottenere la sospensione delle azioni esecutive e cautelari e la concessione del termine per il deposito del piano di ristrutturazione dei debiti di cui all'art. 182 bis l. fall., non solo perché la norma non contiene alcun riferimento letterale ai ricorsi per la dichiarazione di fallimento, ma alle sole azioni esecutive o cautelari, ma anche perché la ratio della novellata disciplina è volta ad impedire che nel tempo intercorrente fra la predisposizione del piano e il raggiungimento dell'accordo e il suo deposito in tribunale ai fini dell'omologazione singoli creditori possano acquisire posizioni preferenziali sul patrimonio del debitore, impedendo di fatto la possibilità di dare esecuzione all'accordo volto a comporre l'insolvenza, senza peraltro incidere sul diverso e preminente interesse di natura pubblicistica che il debitore insolvente venga assoggettato a fallimento, risultando estromesso dal mercato, atteso che la procedura fallimentare mantiene un carattere latamente inquisitorio e pubblicistico. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata)
Anche nell'ipotesi di presentazione della sola istanza cautelare di cui al sesto comma dell'art. 182 bis l. fall, in pendenza di istanze di fallimento già in avanzata fase istruttoria, il tribunale deve valutare alla luce del piano proposto e della serietà delle trattative avviate con il ceto creditorio, se gli accordi prospettati siano in grado di rimuovere l'insolvenza consentendo all'impresa di superare la crisi, oppure se gli stessi non consentano di superare una insolvenza ormai irreversibile, procedendo ad una verifica anche di carattere sostanziane sull'idoneità del piano a risolvere i problemi aziendali, consentendo la soddisfazione dei creditori estranei agli accordi nei termini usuali, atteso che l'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, pur essendo un provvedimento cautelare emesso all'esito di un giudizio a carattere sommario e di natura prognostica, non può fondarsi su un controllo esclusivamente formale in ordine alla sussistenza della documentazione richiesta, ma deve essere esteso ad una verifica anche di carattere sostanziale della ricorrenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione con le maggioranze richieste e delle condizioni atte ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata)
Già con l'istanza ex art. 182 bis, comma 6, volta ad ottenere l'inibitoria ( e in particolare in modo ancor più pregnante quando pendano istanze di fallimento) il debitore deve allegare non solo la prova della pendenza delle trattative e gli altri documenti richiesti dalla norma, ma anche la "proposta di accordo" che intende sottoporre ai creditori e quindi l'accordo di ristrutturazione dei debiti completo in tutti i suoi elementi, corredato dalla sua autocertificazione e dalla relazione del professionista che attesti l'idoneità della stessa proposta a rimuovere lo stato di insolvenza o di crisi e la veridicità dei dati aziendali, sulla cui base ha instaurato le trattative con il ceto creditorio, dovendo in tale fase mancare solamente la formalizzazione dell'accordo con i creditori, essendo pendenti le relative trattative, al fine di consentire al Tribunale un giudizio se pur necessariamente sommario di natura prognostica sulla sua idoneità a rimuovere lo stato di dissesto, non potendo certamente il tribunale basarsi su dati incompleti o parziali, sospendendo la decisione sulle istanze di fallimento in attesa che il piano prenda forma compiuta. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata)
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Istanza di inibitoria delle azioni esecutive e cautelari - Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento - Sospensione..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Natura cautelare del procedimento - Celerità - Supplementi istruttori in ordine ai requisiti di fattibilità - Esclusione..
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Suddivisione dei creditori in classi - Ammissibilità - Rispetto della par condicio creditorum - Irrilevanza - Garanzia di pagamento dei creditori estranei mediante deposito..
La suddivisione dei creditori in classi analoghe a quelle previste per le procedure di concordato è ammissibile anche negli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, nell'ambito dei quali non deve necessariamente essere rispettato il principio della par condicio creditorum. (Nel caso di specie, l'accordo prevedeva otto classi di creditori, dai promissari acquirenti di immobili fino ai postergati, e il pagamento dei creditori estranei è stato garantito mediante il deposito della somma a ciò necessaria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 27 Gennaio 2012. Segue...
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Automatic stay - Controllo del tribunale - Natura - Verifica sulla ricorrenza dei presupposti previsti dalla legge..
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Automatic stay - Contenuto della dichiarazione del professionista - Indicazione di elementi utili per garantire la posizione dei creditori estranei - Attestazione della veridicità dei dati contabili..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Procedimento di omologazione - Intervento adesivo autonomo - Inammissibilità - Intervento adesivo dipendente - Ammissibilità - Interesse dei creditori aderenti all'intervento - Sussistenza..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Legittimazione ad agire - Nozione di qualunque interessato - Ratio - Acquisizione al giudizio di quanti più elementi possibile - Protezione degli interessi di un soggetto estraneo non ancora creditore..
In tema di legittimazione ad agire, dottrina e giurisprudenza hanno in più occasioni affermato che con l'espressione "qualunque interessato" la legge ha inteso garantirsi l'afflusso della maggiore quantità possibile di elementi utili al giudizio. Alla luce di tale principio, è, quindi, possibile affermare che solo in sede di opposizione all'accordo di ristrutturazione possono venire alla luce e trovare eventualmente protezione gli interessi di un soggetto che pur essendo estraneo all'accordo in quanto non ancora creditore potrebbe essere leso dal provvedimento di omologa. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Creditori contestati - Posizione potenzialmente idonea ad evolversi - Legittimazione a proporre opposizione all'omologazione - Sussistenza..
I creditori contestati sono legittimati a proporre opposizione alla omologazione degli accordi di ristrutturazione di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare; essi sono, infatti, titolari di una posizione che, seppure instabile nell'attualità, è potenzialmente idonea ad evolversi fino a rientrare in futuro nella categoria dei creditori estranei, ai quali principalmente il legislatore ha riconosciuto la facoltà di proporre opposizione. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011. Segue...
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Procedimento di omologazione - Opposizione - Natura di impugnazione - Esclusione - Indipendenza degli effetti contrattuali dell'accordo dal provvedimento di omologa - Interesse concreto a proporre opposizione - Esenzione dalla revocatoria fallimentare e dai reati di bancarotta..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Procedimento di omologazione - Opposizione - Legittimazione - Legittimazione del socio di società di capitali proponente l'accordo - Esclusione - Rilevanza per il socio della esenzione dall'azione revocatoria - Esclusione..
Il socio di società di capitali non ha alcun interesse, né legittimazione, ad opporsi all'accordo di ristrutturazione dei debiti proposto dalla società ai sensi dell'articolo 182 bis, legge fallimentare. L'interesse del socio al potenziamento ed alla conservazione della consistenza economica dell'ente (e quindi della propria quota) è, infatti, tutelabile esclusivamente con strumenti interni di carattere societario e non implica la legittimazione a denunciare in giudizio atti esterni, quali il compimento di negozi giuridici stipulati dalla società la cui validità, anche qualora ne venga sostenuta la radicale nullità, resta contestabile solo dalla società stessa. L'interesse del socio ad opporsi all'omologa dell'accordo di ristrutturazione non è nemmeno configurabile con riferimento agli effetti dell'omologa di esenzione degli atti esecutivi dell’accordo dalla revocatoria fallimentare, posto che le azioni revocatorie fallimentari incidono solo sull'efficacia relativa dei singoli atti a favore della massa dei creditori, senza che alcun vantaggio, neppure indiretto, sia ravvisabile a favore del socio. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Opposizione alla omologazione - Legittimazione - Questioni deducibili dagli opponenti - Rilevanza ai fini della omologazione - Distinzione dei presupposti per il riconoscimento della legittimazione dall'oggetto della valutazione del tribunale..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Natura dell'istituto - Natura privatistica - Indipendenza dal concordato preventivo - Estraneità dal genus delle procedure concorsuali - Caratteristiche distintive - Assenza di una fase di apertura e della nomina di organi concorsuali - Assenza di spossessamento e di limitazione dei poteri dell'impresa - Vincolo di natura esclusivamente contrattuale - Esclusione dal vincolo dei creditori non aderenti - Esclusione del principio della concorsualità sistemizzata - Alterazione delle cause legittime di prelazione - Ammissibilità - Applicazione del regime della prededuzione - Esclusione..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Autonomia dell'istituto rispetto alle procedure concorsuali - Confronto con il Prepackaged Plan statunitense - Rapporto tra il piano approvato in sede negoziale e la procedura concorsuale - Distinzione..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Efficacia - Validità sul piano negoziale dell'accordo indipendentemente dall'omologa - Sussistenza - Condizione che subordina l'efficacia dell'accordo all'omologa quale espressione della autonomia negoziale delle parti..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Presupposto della adesione del 60% dei creditori - Ratio - Espressione del principio maggioritario - Esclusione - Fissazione di un limite minimo oggettivo di affidabilità del tentativo di soluzione negoziale della crisi..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni esecutive - Finalità - Applicazione del principio della par condicio creditorum - Esclusione - Tutela dell'impresa durante la fase delle trattative..
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Sottoscrizione da parte di soggetto terzo – Valutazione del rispetto della garanzia patrimoniale nei confronti dei creditori del terzo – Irrilevanza..
Deve essere condivisa l'opinione secondo la quale il fatto che l’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, sia sottoscritto per l’assunzione di determinati impegni anche da un soggetto diverso dal proponente non implica che debba anche essere valutata la eventuale violazione della garanzia patrimoniale cui il terzo è tenuto nei confronti dei propri creditori; diversamente opinando si finirebbe, infatti, per escludere la legittimità di qualunque intervento di sostegno proveniente da un soggetto diverso da quello in crisi per il solo fatto che tale intervento rischierebbe di compromettere la garanzia patrimoniale dei creditori del terzo (cfr. Trib. Milano 25 marzo 2010, in questa Rivista, II, 2143). (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011. Segue...
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Raggiungimento della soglia del 60% dei creditori - Computo dei crediti contestati - Esclusione..
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Produzione di una relazione sulla situazione patrimoniale aggiornata - Assenza di precise indicazioni normative in ordine al grado di aggiornamento - Requisito rimesso alla valutazione discrezionale del giudice - Rilevanza delle caratteristiche della fattispecie concreta..
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Controllo del tribunale sulla attuabilità del piano - Rilevanza della relazione dell'esperto - Irrilevanza della esistenza o meno di opposizioni..
Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fall. – Potere del tribunale di valutare le scelte di merito e di convenienza adottate dal proponente - Esclusione..
Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fall. – Attestazione della cd. veridicità dei dati aziendali - Necessità - Esclusione - Verifica della attendibilità dei dati forniti dal proponente - Necessità..
Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fall. - Relazione del professionista sull'attuabilità dell'accordo - Utilizzo di dati e di analisi contabili svolte da soggetti terzi - Ammissibilità - Condizioni..
Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fall. – Obbligazioni previste nell'accordo - Inconvertibilità - Irrilevanza..
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Relazione del professionista attestatore - Cd. veridicità dei dati aziendali - Significato - Relazione sui riscontri effettuati per le singole poste a adeguata motivazione in ordine alla conferma o meno dei valori nominali espressi - Necessità per il tribunale e per i creditori di verificare l'adeguatezza e coerenza logica dell'iter argomentativo seguito..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Intervento giudiziale successivo all'omologa - Esclusione - Azione di risoluzione per inadempimento di un creditore - Necessità..
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Genericità della proposta - Omessa indicazione dei creditori - Inadeguatezza della relazione del professionista - Fattispecie..
La presentazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti non impedisce l'inizio o la prosecuzione di un procedimento per dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Nell'ipotesi di contemporanea pendenza dei procedimenti di ristrutturazione dei debiti e per dichiarazione di fallimento, si potrà far luogo alla dichiarazione di fallimento solo qualora la crisi in cui versa il debitore sia irreversibile, dovendosi altrimenti dar corso alla prima procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
È inammissibile una proposta di ristrutturazione dei debiti eccessivamente generica, nella quale non vengono indicati in modo specifico i creditori e nella quale la relazione del professionista contenga riserve sui dati di bilancio e non si esprima in modo convincente sulla sua fattibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 21 Giugno 2011. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Regolare pagamento dei creditori estranei - Pagamento integrale comprensivo di interessi e rivalutazione monetaria..
Accordi di ristrutturazione - Attestazione dell'esperto - Controllo di legalità del tribunale - Valutazione della convenienza - Esclusione - Controllo della funzione della relazione - Conferma della veridicità dei dati aziendali - Elaborazione di elementi idonei alla valutazione dell'attuabilità dell'accordo..
La nozione dei provvedimenti cautelari previsti dall'articolo 15, comma 8, legge fallimentare, è compatibile con la disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza di cui al d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270, stante la stretta connessione tra detta procedura concorsuale e il fallimento e l'esigenza, comune ad entrambe le procedure, di impedire condotte di distrazione o dissipazione del patrimonio aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
I provvedimenti cautelari di cui all'articolo 15, comma 8, legge fallimentare possono essere richiesti anche dal debitore, il quale è tenuto a salvaguardare la garanzia patrimoniale a tutela del soddisfacimento dei propri creditori e a non ritardare il fallimento nel caso di insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il fumus boni iuris per la concessione dei provvedimenti cautelari di cui all'articolo 15, comma 8, legge fall. nell'ambito della procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi deve essere valutato con riferimento al carattere non irreversibile della crisi e nella finalità perseguita da detta procedura di conservazione del patrimonio produttivo dell'impresa insolvente mediante la prosecuzione, la riattivazione e la riconversione dell'attività imprenditoriale. Il fumus può pertanto essere ravvisato nella oggettiva situazione di tensione finanziaria e nella predisposizione di un piano di risanamento dell'impresa mediante la procedura di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Modifiche del piano oggetto di voto e della attestazione di fattibilità - Integrazione della relazione - Necessità..
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Controllo del tribunale – Oggetto – Natura privatistica dell’istituto – Rilevanza della valutazione della relazione del professionista – Omessa indicazione di determinati elementi – Irrilevanza. (15/06/2010).
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Requisiti – Oggetto del controllo del tribunale. (15/06/2010).
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Ipotesi di liquidazione dell’impresa o di continuazione dell’attività – Distinzione – Rilevanza – Requisiti. (15/06/2010).
Poiché l’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis, legge fallimentare deve garantire il regolare pagamento dei creditori ad esso estranei, lo stesso potrà considerarsi autosufficiente nella sola ipotesi in cui la ristrutturazione dei debiti persegua finalità di liquidazione dell’impresa che cessi l’attività o venga ceduta a tersi. Laddove, invece, l’accordo sia funzionale alla continuazione dell’attività, il pagamento dei creditori estranei potrà essere assicurato e l’operazione considerata attuabile solo in presenza di un piano che indichi le cause della crisi nonché i rimedi che si intendono attuare per evitare che l’impresa si ritrovi nella medesima condizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Maggio 2010, n. 0. Segue...
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Procedimento – Intervento del pubblico ministero – Ammissibilità – Fondamento. (27/04/2010).
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Attestazione del professionista – Veridicità dei dati aziendali – Assunzione di responsabilità del professionista – Natura. (27/04/2010).
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Controllo del tribunale – Presenza di opposizioni – Controllo di legittimità – Profilo della logicità del piano e valutazione della relazione del professionista – Presenza di opposizioni – Distinzione – Controllo di merito sui profili oggetto di contestazione. (27/04/2010).
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Sottoscrizione da parte di soggetto terzo – Valutazione del rispetto della garanzia patrimoniale nei confronti dei creditori del terzo – Irrilevanza. (27/04/2010).
Il fatto che l’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, sia sottoscritto per l’assunzione di determinati impegni anche da un soggetto diverso dal proponente non implica che debba anche essere valutata la eventuale violazione della garanzia patrimoniale cui il terzo è tenuto nei confronti dei propri creditori; diversamente opinando si finirebbe, infatti, per escludere la legittimità di qualunque intervento di sostegno proveniente da un soggetto diverso da quello in crisi per il solo fatto che tale intervento rischierebbe di compromettere la garanzia patrimoniale dei creditori del terzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Marzo 2010, n. 0. Segue...
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Autenticazione della sottoscrizione – Necessità – Sanatoria – Ammissibilità. (27/04/2010).
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Relazione del professionista attestatore – Veridicità dei dati – Assunzione diretta di responsabilità – Necessità – Rimando a controlli di società di revisione – Esclusione. (27/04/2010).
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Regolare pagamento dei creditori non aderenti – Riferimento agli accordi negoziali – Rispetto dei modi e dei tempi pattuiti – Necessità. (27/04/2010).
Accordi di ristrutturazione – Deposito della mera proposta di accordo – Produzione degli effetti propri dell’accordo definitivo – Inidoneità – Necessità di provvedere in merito – Insussistenza. (27/07/2010).
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di verifica del tribunale – Convenienza dell’accordo – Esclusione – Verifica del contenuto della relazione del professionista – Verifica della coerenza logica delle argomentazioni – Sussistenza. .
Nell’esercitare il controllo di legalità sulla relazione che attesta l’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione, il giudice deve i) prescindere da ogni considerazione sulla convenienza dell’accordo medesimo o sul merito del piano; ii) valutare se nella relazione siano presenti e rinvenibili gli elementi necessari affinchè la relazione possa assolvere alla funzione ad essa attribuita dalla legge di fornire ai creditori ed ai terzi interessati la conferma della veridicità dei dati aziendali e di sottoporre al loro giudizio utili elementi di valutazione sull’attuabilità dell’accordo; iii) valutare la coerenza e la completezza logico-argomentativa del discorso asseverativo dell’attestatore discorso che dovrà essere immune da vizi logici tali da pregiudicare elementi rilevanti ai fini di cui si è detto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Accordo strutturato sulla base di un più ampio piano di ristrutturazione – Deposito presso il registro della imprese – Necessità..
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Verifica del pagamento dei creditori estranei – Poteri del tribunale di richiedere l’integrazione della documentazione – Sussistenza..
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di verifica del tribunale – Controllo di legalità – Verifica dell’idoneità della documentazione – Necessità..
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Relazione del professionista – Contenuto – Veridicità dei dati – Attuabilità del piano..
Accordi di ristrutturazione – Gruppo di società – Accordi reciprocamente condizionati al passaggio in giudicato dei singoli provvedimenti di omologa – Riunione dei procedimenti – Necessità..
Accordi di ristrutturazione – Pendenza del procedimento per dichiarazione di fallimento – Pregiudizialità – Sussistenza..
Accordi di ristrutturazione – Divieto di azioni cautelari ed esecutive – Divieto di presentazione dell’istanza di fallimento – Insussistenza..
Accordi di ristrutturazione – Relazione attestativa dell’esperto – Veridicità dei dati aziendali – Verifica – Necessità..
Accordi di ristrutturazione – Fattibilità degli accordi – Valutazione del tribunale – Oggetto – Presenza di opposizioni – Esame delle censure dei creditori – Effetti sulla fattibilità dell’accordo..
Accordi di ristrutturazione – Società appartenenti allo stesso gruppo – Compensazione legale delle rispettive posizioni di debito/credito – Rinuncia del debitore..
Accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fallimentare..
Accordo di ristrutturazione dei debiti con transazione fiscale – Oggetto del giudizio del tribunale – Fattibilità dell’accordo – Sufficiente liquidità per il pagamento dei creditori estranei – Sussistenza..
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di controllo dell’autorità giudiziaria – Estensione al merito ed alla concreta attuabilità del piano – Sussistenza..
Gli accordi di ristrutturazione integrano un autonomo istituto giuridico per nulla assimilabile ad un mero concordato semplificato. Infatti l’assenza di effetti remissori per i creditori dissenzienti (o semplicemente non aderenti al piano) e la necessità che i separati accordi con i creditori portanti almeno il 60% del debito complessivo siano raggiunti dalla impresa ricorrente nella fase endoprocessuale, come presupposto per l’inizio del giudizio di omologa, rendono l’istituto stesso assimilabile al pactum de non petendo e per la pluralità di parti, ad un negozio di diritto privato classificabile come contratto bilaterale plurisoggettivo a causa unitaria. Ne consegue che non sono applicabili neppure in via analogica all’istituto in esame le norme che regolano il concordato preventivo, norme contenute in una legge speciale e quindi non suscettibili di avere efficacia oltre l’alveo normativo che le ha disegnate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Negli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis l.f., il raggiungimento della percentuale minima di adesioni non è presupposto dell’azione ma condizione di omologazione del piano sicchè tale percentuale può essere raggiunta mentre gli accordi sono in fieri. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Pagamento dei creditori dissenzienti – Composizione della percentuale del 60% dei creditori aderenti..
La previsione dell’istituto degli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l.f. indica il tentativo del legislatore di attenuare i profili officiosi delle procedure concorsuali privilegiando quelli pattizi. Agli organi giurisdizionali non è più richiesto di tutelare in via principale gli interessi dei soggetti coinvolti nella crisi d’impresa ricercando profili di insolvenza a carico degli imprenditori al fine di rendere “sano” il mercato e di dirigere e vigilare sul buon andamento della gestione delle procedure, bensì di ergersi a garanti del rispetto delle regole prescelte dai soggetti privati decidendone gli eventuali conflitti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Nonostante l’art. 182 bis che regola gli accordi di ristrutturazione sia collocato nel titolo III accanto alle norme sul concordato preventivo, tra i due istituti vi è una marcata differenza che non consente di affermare che tra gli stessi vi sia un rapporto tra genus a species. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Presupposti – Autonomia dell’istituto – Natura privatistica.
Accordi di ristrutturazione dei debiti – Mancanza delle maggioranza prescritta – Adesioni successive – Esclusione..
L’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis l. fall. è applicabile solo alle imprese di cui all’art. 1 l. fall. e deve considerarsi un istituto autonomo rispetto al concordato preventivo, trattandosi di un contratto consensuale plurilaterale, di natura sostanzialmente privatistica, per cui non sono ad esso applicabili né estensivamente né analogicamente le norme stabilite per il concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Ai fini del computo dei creditori aderenti al piano di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall., la percentuale del sessanta per cento dei crediti va calcolata, secondo la lettera della norma, sul totale dei crediti, comprendendo quindi non solo i creditori dissenzienti, ma anche i privilegiati e quelli eventualmente rimasti estranei o non avvisati dal debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Per regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall. si deve intendere l’esatto pagamento del debito alla sua scadenza e non il pagamento secondo le regole concordate tra il debitore e i creditori aderenti all’accordo (in particolare, trattandosi di accordo di natura privatistica, non solo chi non aderisce ad esso ma anche chi vi resta estraneo va regolarmente pagato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Negli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall., per evidenti ragioni sistematiche, attesi i limiti propri del giudizio di omologazione del tribunale, il presupposto del raggiungimento minimo della maggioranza del sessanta per cento dei crediti deve sussistere al momento del deposito e della pubblicazione dell’accordo nel registro delle imprese, anche se saranno sempre ammissibili adesioni successive. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Accordi di ristrutturazione – Presupposti per l’omologa – Imprenditore commerciale non piccolo – Stato di crisi.
Accordi di ristrutturazione – Sindacato del Tribunale – Pagamento integrale dei creditori non aderenti..
L’art. 182 bis l. fall. (accordi di ristrutturazione dei debiti) introduce un nuovo istituto che deve essere considerato autonomo e distinto rispetto al concordato preventivo, con la conseguenza che la richiesta del debitore al Tribunale ha ad oggetto la sola omologa dell’accordo che ne sancisce l’efficacia e non l’apertura di un procedimento, con relativa istruttoria, come previsto invece per il concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il presupposto soggettivo per l’omologa dell’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall. è il medesimo del fallimento e cioè che si tratti di imprenditore commerciale non piccolo (art. 1 l. fall.). Il presupposto oggettivo è che lo stesso versi in uno stato di crisi, concetto nel quale possono essere ricomprese tutte quelle situazioni di difficoltà economica e finanziaria dell’impresa anche non ancora sfociate nello stato di insolvenza irreversibile che diviene rilevante ai sensi dell’art. 5 l. fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)