Source: http://frontesovranista.it/giochi-e-scommesse-documento-approvato-dallassemblea-nazionale-del-fsi-5-giugno-2016/
Timestamp: 2018-07-17 03:52:48+00:00
Document Index: 157168998

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2']

GIOCHI E SCOMMESSE – DOCUMENTO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL FSI (5 GIUGNO 2016) – Fronte Sovranista Italiano
Le occasioni per scommettere, create dall’industria del gioco pubblico con il consenso della classe politica, impegnata a ricercare le risorse economiche necessarie per rispettare i vincoli derivanti dalla partecipazione allo SME prima, e all’Unione europea dopo, sono cresciute vertiginosamente.
Ne discende che lo Stato non dovrebbe adottare politiche di promozione del gioco e delle scommesse; né dovrebbe utilizzare, se non in limiti contenuti, il gioco e le scommesse come leva fiscale per finanziare il proprio bilancio, venendo in rilievo, sotto quest’ultimo profilo, uno specifico profilo di incostituzionalità, in quanto il prelievo sul gioco e le scommesse costituisce una forma di prelievo volontario (poiché non è necessaria una riscossione coattiva) e regressivo (in quanto l’incidenza delle “aliquote”, ossia la percentuale del reddito scommessa, aumenta col diminuire del reddito), che contraddice il principio della progressività del sistema fiscale, fissato dalla Costituzione.
V. Il sistema normativo sopra delineato, fondamentalmente volto a circoscrivere la portata del fenomeno e a minimizzarne l’impatto, è perdurato sostanzialmente immutato fino a circa la metà degli anni 908.
Il tutto a legislazione sostanzialmente immutata, in quanto le strutture portanti del sistema normativo sono rimaste sostanzialmente invariate. Sono cambiati i fini, con una totale eterogenesi degli stessi che ci restituisce un settore completamente privatizzato, in cui a un monopolio pubblico (con le sue inefficienze, ma pur sempre adeguato al suo scopo originario di limitare e controllare le scommesse) si è sostituito un monopolio privato (nel 2014, secondo quanto riportato da un’industria del settore, l’80% del mercato sarebbe nelle mani “dei grandi marchi”) .
Letta oggi, a vent’anni dalla sua redazione, la relazione lascia attoniti per la precisione con cui tratteggia fenomeni oggi tangibili. Sconcertante, a livello antropologico, il ritratto fornito e perseguito del giocatore (consumatore).
Da un recente studio effettuato sulle concessionarie, risulta che “alcune aziende del comparto sono trasparenti, è questo il caso di Lottomatica (al 60% della De Agostini Spa controllata a sua volta dalla B&D di Marco Drago e Co., holding della famiglia Boroli) e Snai (con azionariato più diffuso e controllata da due fondi di private equity che fanno capo alla famiglia Bonomi e a istituti bancari e assicurativi italiani), mentre per altre aziende con sedi all’estero è arduo stabilire proprietari ed intrecci societari. Con riguardo alle altre otto grandi concessionarie, infatti, gli azionariati sono in parte o in tutto protetti da sedi estere, collocate nel Lussemburgo (Cogetech, Gamenet, Hbg, Sisal), in Spagna (Codere, Cirsa), in Svizzera (G. Matica) e UK (Atlantis)22. Se oggi l’Italia è il terzo mercato mondiale del gioco d’azzardo, ciò è dovuto anche al fatto che i principali gruppi dell’industria dell’azzardo si sono candidati per operare nel nostro Paese, sebbene essi risiedano per lo più in Paesi caratterizzati da opacità fiscale. […] Inoltre, sembrano emergere casi di concentrazione occulta tra alcuni concessionari, formalmente distinti, ma che mostrano collegamenti sia di persone fisiche sia di sedi, e soprattutto mostrano collegamenti con persone fisiche oggetto di procedimenti penali”23.
Stefano Rosati per “Fronte Sovranista Italiano”
1 M. Fiasco in “L’impatto del gioco d’azzardo sulla domanda di beni e servizi e sulla sicurezza urbana”.
2 Cfr “Il gioco d’azzardo. Le ludopatie. Analisi del fenomeno, valutazione degli obiettivi, determinazione degli interventi”, ricerca promossa dal Codacons in collaborazione con Sisal e i Monopoli di Stato.
3 Cfr. Valsecchi E., Giuochi e scommesse (dir. civ.), Enc. Dir.
4 Sotto questo profilo la scommessa si differenzia dal contratto di assicurazione che, invece, si caratterizza per il fatto che il rischio preesiste al contratto.
5 L’istituzione del Lotto viene fatta risalire alla L. 27 settembre 1863, giustificata dalla necessità di fronteggiare le difficoltà finanziarie nelle quali il Paese si era venuto a trovare dopo l’unificazione.
6 Le ragioni del “monopolio statale” vengono normalmente individuate nel contrasto all’infiltrazione di organizzazioni criminali e all’offerta di gioco illegale; nella tutela della sicurezza, dell’ordine pubblico e del buon costume; nella tutela dei consumatori; nella tutela dei minori; nella finalità di assicurare allo Stato entrate finanziarie.
7 Il D.Lgs n° 496/1948 dispone che il Ministero delle Finanze “può effettuare la gestione (dei giochi e delle scommesse) o direttamente o per mezzo di persone fisiche o giuridiche, che diano adeguate garanzie di idoneità” (art. 2).
8 È stato calcolato che fino agli inizi degli anni 90 il volume dei valori giocati era circa un decimo di quello registrato nel 2012.
9 Fonte “Azzardo: un castello finanziario che sta per cadere. Dialogo con Maurizio Fiasco” 24 giugno 2015. http://www.vita.it/it/article/2015/06/24/azzardo-un-castello-finanziario-che-sta-per-cadere-dialogo-con-maurizi/135604/
10 Oltre la metà dell’entrate erariali del settore derivano dagli apparecchi da intrattenimento (newslot e VLT). Dal gratta&vinci nel 2014 è derivato un introito erariale di 1,4 miliardi di euro su una raccolta di 9,4 miliardi, mentre le entrate dal Lotto ammontano a 1,2 miliardi. Per quanto riguarda le entrate derivanti dalle altre categorie di giochi si segnalano i giochi numerici a totalizzatore (ad es. Superenalotto): 550 milioni; il bingo: 190 milioni; le scommesse sportive 170 milioni; giochi di abilità a distanza: 94 milioni. (cfr. http://www.camera.it/leg17/522?tema=giochi
11 La legge n. 208 del 2015, art. 1, comma 946, “legge di stabilità 2016” ha istituito presso il Ministero della salute il Fondo per il gioco d’azzardo patologico- GAP, al fine di garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette. Il Fondo è ripartito tra le regioni e le province autonome sulla base di criteri determinati con decreto del Ministro della salute da emanare entro sessanta giorni, sentita la Conferenza Stato regioni e entri locali. Per la dotazione del fondo è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2016.
12 Secondo uno dei principali studiosi del fenomeno delle scommesse in Italia, “la propensione al gioco d’azzardo è, infatti, correlata al progressivo arruolamento di popolazione nell’area del GAP [gioco d’azzardo patologico, n.d.r.], con la conseguenza che rende quanto meno stabile i valori di spesa dei consumatori. Per esempio, secondo un rapporto del marzo 2011 dall’“Australian Productivity Commission”34, i giocatori problematici giocano per intervalli più lunghi e con massima intensità di spesa, fino a generare circa il 40 per cento delle entrate totali del settore. Ne consegue che il margine effettivo del business del gioco è derivato dal “corpo centrale” di gambler che impiegano reddito in condizioni di quasi impossibile controllo delle decisioni di spesa. Un mercato che realizza numeri elevati e sempre in crescita ha dunque necessità di proseguire nei suoi cicli anche quando (come nel caso dell’Italia) la crisi economica riduca vistosamente nei consumatori la disponibilità di reddito da impiegare”. (M. Fiasco, “L’impatto del gioco d’azzardo sulla domanda di beni e servizi e sulla sicurezza urbana”).
13 La tassazione delle scommesse si fonda sul prelievo erariale unico (PREU) che non supera il 13% della somma raccolta al netto della percentuale della somma restituita (pay out) (cfr. http://www.camera.it/camera/browse/561?appro=633&Il+prelievo+erariale+unico+%28PREU%29+e+la+tassazione+sulle+vincite ). A decorrere dal 2016 il PREU è determinato nella misura del 15%.
14 Fonte M. Fiasco in “L’impatto del gioco d’azzardo sulla domanda di beni e servizi e sulla sicurezza urbana”.
15 Recita l’art. 2 comma 3 del decreto legge n. 138 del 13/08/2011: L’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato “emana tutte le disposizioni in materia di giochi pubblici utili al fine di assicurare maggiori entrate, potendo introdurre nuovi giochi, indire nuove lotterie, anche ad estrazione istantanea, adottare nuove modalità di gioco del Lotto, variare l’assegnazione della posta di gioco di montepremi ovvero vincite in denaro”.
16 Solo per dare contezza circa l’importanza del contenzioso, la Corte di Giustizia, massimo organo di giustizia dell’Unione, si è pronunciata sulla compatibilità del diritto nazionale italiano in materia di scommesse con il diritto comunitario almeno sette volte tra il 1999 e il 2015. Cfr. sentenza del 21.10.1999, Zenatti, causa C-67/98; sentenza 6 novembre 2003, Gambelli e altri, causa C-243/01; sentenza 13 settembre 2007, Commissione contro Repubblica Italiana, causa C-260/04; sentenza 6 marzo 2007, Placanica e a., cause C-338, 359,360/04; sentenza del 16 febbraio 2012, Costa e Cifone, cause C- 72,77/10; sentenza del 22 gennaio 2015, Stanley International Betting Ltd e Stanleybet Malta contro Ministero dell’Economia, causa C-463/13, sentenza del 28 gennaio 2016, Laezza, causa C-375-14). Il contenzioso “interno” a cui queste sentenze hanno dato vita è sconfinato e non è possibile darne conto in questa sede.
17 Cfr. art. 2, co. 6, del D.M. n. 174 del 1998.
18 La legge n. 508 del 2015 “Legge Stabilità 2016” prevede che l’ Agenzia delle dogane e dei monopoli emani tre diversi bandi di gara per l’aggiudicazione rispettivamente delle concessioni per negozi (base d’asta 32.000 euro), bingo (base d’asta 350.000 euro) e concessioni per i giochi on line (base d’asta 200.000 euro).
19 Presupposto per ottenere l’autorizzazione è essere già titolari della concessione governativa.
20 Nel Luglio del 2015, nell’ambito delle attività investigative svolte dalla Direzione distrettuale Antimafia di Reggio Calabria è stato accertato che la ‘ndrangheta utilizzava imprese con sede a Malta per esercitare abusivamente gioco e scommesse in Italia, riciclando ingenti proventi illeciti (operazione “Gambling”). All’esito di tale operazione la Direzione distrettuale ha disposto il sequestro di 11 società estere, di 45 società in Italia con oltre 1500 punti commerciali per la raccolta di giocate, di 82 siti nazionali e internazionali di “gambling on line” e innumerevoli immobili.
21 Le due gare bandite nel 2006 avevano ad oggetto circa 16.000 “nuove” concessioni (oltre, quindi, alle 1000 già esistenti sulle quali si è innestato il contenzioso con la Corte di Giustizia) per la commercializzazione di scommesse su eventi sportivi, comprese le corse di cavalli.
22 La Atlantis LTD (ora B PLUS GIOCO LEGALE LTD) che controlla circa il 30% del mercato delle slot machine è riconducibile a Francesco Corallo, a sua volta riconducibile al clan di Nitto Santapaola.
23 Cfr. “Il gioco d’azzardo in Italia negli anni della crisi economica” di Fabio La Rosa, in aa.vv. “Il gioco d’azzardo in Italia. Contributi per un approccio interdisciplinare”, 2016.
24 Nella Legge di Stabilità per il 2014 è stata prevista di regolarizzazione dei centri scommesse illegali, che non ha raggiunto gli obiettivi previsti. Malgrado le generose condizioni previste per la regolarizzazione (pagamento una tantum di 10mila euro e imposta unica dovuta in due rate) hanno aderito alla proposta di regolarizzazione meno di 2000 CTD a fronte dei 3500 attesi.
25 Cause C-186/11 e C-209/11 Stanleybet International, C-316/07 Stoss e altri.
26 Cfr Raccomandazione della Commissione europea 2014/478/UE del 14 luglio 2014 “sui principi per la tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi di gioco d’azzardo on line e per la prevenzione dell’accesso dei minori ai giochi d’azzardo on line”.
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