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Timestamp: 2017-08-18 14:42:20+00:00
Document Index: 7928595

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 55', 'art.3', 'art. 55', 'art.51', 'art. 17', 'art. 55']

ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE VIDEOTERMINALI & SALUTE - PDF
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Lino Aloisio Molinari
1 INFN ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE VIDEOTERMINALI & SALUTE note informative per il personale dell INFN 1
2 Il presente documento informativo è stato promosso dalla Commissione nazionale permanente di igiene e sicurezza dell INFN, tramite l istituzione di un gruppo di lavoro incaricato della sua redazione. GRUPPO DI LAVORO Marta Dalla Vecchia Coordinatore Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione INFN - Sezione di Padova Umberto Candura Medico Competente INFN - Sezione di Napoli Simona Ceccarelli Funzionario Amministrativo INFN - Amministrazione Centrale Frascati (RM) Sandra Calore Servizio Prevenzione e Protezione INFN - Sezione di Padova SUPERVISIONE Antonio Bergamaschi Professore straordinario Medicina del Lavoro Direttore Servizio Medicina del Lavoro INFN - Amministrazione Centrale Frascati (RM) Enrico Bonanno Dirigente Servizio Ingegneria Coordinamento Servizi Prevenzione e Protezione INFN - Amministrazione Centrale Frascati (RM) Edizione: Dicembre 2003 Grafica e stampa: Poligrafica Laziale Frascati s.r.l. 2
3 presentazione PRESENTAZIONE L utilizzo di attrezzature munite di videoterminali è divenuto, nel tempo, supporto e complemento indispensabile sia alle attività di ricerca che a quelle di carattere tecnico-amministrativo. Con il Decreto Legislativo 626/94 è stata recepita la direttiva europea particolare 90/270/CEE che individua le prescrizioni minime per la sicurezza delle attività lavorative svolte su attrezzature munite di videoterminali. In ambito INFN, il Direttore di Struttura, svolgendo il ruolo di datore di lavoro, ha pertanto l obbligo di individuare ed attuare ogni migliore standard ergonomico per le attività con uso di videoterminali. La Commissione nazionale permanente di igiene e sicurezza sul lavoro dell INFN, con il presente documento, intende fornire un contributo informativo generale sul corretto uso dei videoterminali, che viene posto all attenzione del personale dell Istituto. Prof. Enzo Iarocci Presidente INFN 3
4 indice INDICE pag. Prefazione... 1 Introduzione... 2 Effetti sulla salute... 3 Sorveglianza Sanitaria... 3 L organizzazione del posto di lavoro... 4 Le componenti del posto di lavoro... 7 L utilizzo di attrezzature portatili... 8 Brevi cenni sugli esercizi di rilassamento... 9 Glossario Test Finale Appendice Normativa
5 introduzione INTRODUZIONE Lo sviluppo della tecnologia dei computer e la loro estesa applicazione nelle attività pubbliche e private hanno determinato, in tempi brevi, un significativo incremento dell uso di unità videoterminali, quale strumento indispensabile della vita lavorativa. Se le nuove attrezzature hanno prodotto indubbiamente maggiore funzionalità e snellimento del normale lavoro, è pur vero che hanno sollevato problematiche di protezione del lavoratore addetto al loro impiego. In particolare, è stata dedicata attenzione ai disturbi psicofisici che possono essere attribuiti all uso dei videoterminali qualora inseriti in un ambiente e in un modello organizzativo non adeguati alla nuova tecnologia. Le categorie di lavoratori interessati sono sempre più numerose e comprendono, nel nostro Istituto, i ricercatori impegnati in presa o analisi dati, il personale amministrativo e di direzione, i progettisti, ecc. Il Decreto Legislativo 626/94, e successivi (1), -che recepisce, tra l altro, gli indirizzi della Direttiva 90/270/CEE (2) - riporta al titolo VI, artt , tutte le norme per il controllo delle attrezzature e del personale addetto ai videoterminali ed, in allegato VII, le prescrizioni minime per l uso di videoterminali (v. appendice). Con il Decreto Interministeriale del 2 ottobre 2000 "Linee guida d uso dei videoterminali" (v. appendice) vengono altresì fornite indicazioni fondamentali per lo svolgimento dell attività al videoterminale al fine di prevenire l insorgenza di disturbi. Numerose ricerche e indagini epidemiologiche condotte sui possibili effetti prodotti sulla salute degli addetti ai videoterminali non hanno confermato rischi da radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, né è stato registrato aumento di malattie relative al sangue, all apparato visivo, all apparato riproduttivo (sia a carico dell operatore che della prole). È stato altresì evidenziato che i principali problemi correlati all uso dei videoterminali possono essere, esclusivamente, la fatica visiva connessa all impegno degli occhi (astenopia), alle caratteristiche dello schermo, alle condizioni di illuminazione e di microclima dell ambiente; i disturbi munote informative per il personale dell INFN 5
6 introduzione scolo-scheletrici condizionati da posture non corrette, arredi e tempi di lavoro; e lo stress (affaticamento mentale) influenzato dai contenuti della mansione, dal software e dal rumore. Tali disturbi, da considerarsi non come conseguenti all uso di videoterminali, bensì derivanti da inadeguata progettazione dei posti e delle modalità di lavoro, possono quindi essere prevenuti sia con l applicazione di principi ergonomici che con comportamenti corretti da parte degli utilizzatori. La presente pubblicazione, in applicazione della normativa vigente, delinea un quadro essenziale dei principi generali di prevenzione e protezione per l utilizzo in sicurezza delle attrezzature munite di videoterminali. In particolare, vengono considerati i possibili effetti dei videoterminali sulla salute, i contenuti della sorveglianza sanitaria quale misura preventiva e periodica, l organizzazione del lavoro e le componenti del posto di lavoro con i videoterminali, nonché brevi cenni sugli esercizi di rilassamento da adottare durante il lavoro al videoterminale. La pubblicazione intende quindi porsi come strumento conoscitivo utile a fornire corrette indicazioni comportamentali ed accorgimenti per eliminare o ridurre al minimo i rischi per la sicurezza e la salute, derivanti dall uso di videoterminali. Si propone inoltre come complemento dell attività di informazione dei lavoratori che viene disciplinata dagli artt. 21 e 56 del D.Lgs. 626/94. (1) Decreto Legislativo 626/94 e successivi. Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 97/42/CE e 1999/38/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. (2) Direttiva 90/270/CEE del Consiglio del 29 maggio Prescrizioni minime in materia di sicurezza e salute per le attività lavorative svolte su attrezzature munite di videoterminali (quinta direttiva particolare ai sensi dell articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE). 6
7 effetti sulla salute EFFETTI SULLA SALUTE L introduzione dei videoterminali negli ambienti di lavoro è stata accompagnata per anni da falsi allarmi circa possibili problemi per la salute derivanti dal loro uso prolungato, così come spesso avviene di fronte a nuove tecnologie di cui non si conoscono i potenziali pericoli. Appare utile ribadire che l evidenza scientifica ed epidemiologica sostiene in misura incontrovertibile che "in soggetti addetti ai videoterminali, non sono stati messi in evidenza né la comparsa di una patologia oculare né l aggravamento di eventuali disturbi o turbe persistenti, attribuibili all eventuale rischio lavorativo". Una abbondantissima letteratura tecnico-scientifica ha quindi stabilito che il videoterminale di per sé non rappresenta un rischio per la salute dell operatore, bensì è la sua utilizzazione in condizioni ambientali e organizzative non idonee a poter provocare disagi e/o disturbi reversibili e prevedibili per i lavoratori, consistenti in: affaticamento visivo (astenopia); disturbi muscoloscheletrici da postura e movimenti ripetitivi; affaticamento mentale (stress). A tutt oggi chi si occupa di formazione negli ambienti di lavoro si accorge che non sono del tutto scomparse ingiustificate preoccupazioni circa: le radiazioni ionizzanti (raggi X) emesse dai tubi catodici degli schermi (peraltro in via di sostituzione da quelli a cristalli liquidi); le radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici); effetti sulla gravidanza; danni visivi (patologie oculari); insorgenza o aggravamento di vizi di refrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia). 7
8 effetti sulla salute I DISTURBI OCULOVISIVI Astenopia e pause Dagli studi epidemiologici sui videoterminalisti sono emersi, con una certa frequenza, quei disturbi visivi che vanno sotto il nome di astenopia: bruciore oculare, visione sfocata o doppia, cefalea, lacrimazione, prurito, frequente ammiccamento, arrossamento alle congiuntive, spasmo palpebrale, ecc. Tutta la letteratura scientifica concorda nel ritenerli transitori e reversibili con il riposo. Essi sono infatti da riportare alla sollecitazione prolungata dei muscoli oculari, deputati alla messa a fuoco (accomodazione) dell immagine, che è tanto più impegnativa quanto più l oggetto è posto vicino. All opposto, quando si osserva un oggetto lontano, questi muscoli vengono rilasciati e l occhio si ritrova in una condizione di riposo. Da qui la necessità - prevista anche dall attuale normativa (art. 54 del D.Lgs. 626/94) - di provvedere ad organizzare il lavoro in modo tale da contemplare pause o interruzioni di almeno 15 minuti ogni 2 ore di applicazione al video, durante le quali svolgere attività prive di sforzi accomodativi importanti. È importante ricordare che lo sforzo dei muscoli oculari durante il lavoro è per lo più svolto in maniera inconsapevole rivelandosi spesso con l affaticamento di fine giornata qualora non vengano adottate le misure preventive previste. Inoltre è noto come il potere di accomodazione sia progressivamente ridotto dall età, per cui il punto prossimo di messa a fuoco passa, da circa 10 cm, a 20 a 50 cm a anni. Ecco perché la distanza consigliata del video dagli occhi è di cm e perché agli ultracinquantenni viene resa obbligatoria una frequenza biennale di controlli medici nell ambito della regolamentazione della sorveglianza sanitaria prevista dall art. 55. I fattori che influenzano l affaticamento visivo I disturbi di affaticamento visivo sono favoriti ed accentuati da fattori clinici, ambientali ed organizzativi, tra cui si ricordano: i vizi di refrazione non corretti o corretti non sufficientemente: alcuni lavoratori, soprattutto giovani, sono ignari di lievi 8
9 effetti sulla salute difetti visivi, che in questo tipo di lavoro diventano un elemento critico di scarsa tolleranza ad un applicazione prolungata; lo strabismo e le turbe della convergenza (eteroforie), che limitano la cooperazione binoculare utile per apprezzare la profondità ed il rilievo delle immagini; le condizioni illuminotecniche: abbagliamenti diretti o riflessi, scarsa definizione dei caratteri, eccessivo contrasto di luminanza tra gli arredi, errata disposizione degli schermi rispetto alle fonti luminose; l inquinamento indoor: le sostanze volatili ad azione irritante presenti negli ambienti confinati (formaldeide, sostanze organiche, fumo di sigaretta, ecc.), e la polverosità ambientale rientrano tra i fattori di rischio. La loro presenza favorisce - insieme ad una relativa secchezza dell aria ambiente - l insorgenza di sintomi su base irritativa agli occhi, alla cute del volto ed alle mucose delle prime vie aeree; l orario di lavoro: il protrarsi eccessivo dei carichi funzionali legati agli sforzi di accomodazione e convergenza dell immagine comporta sempre - anche alle persone che vedono bene - l insorgenza dei segni di affaticamento. Per questo è bene rispettare l obbligo delle pause; il tipo di lavoro: il contenuto del lavoro implica gradi diversi di impegno visivo e mentale, per cui è da prevedere un maggior carico accomodativo in lavori che richiedano il cambio frequente della messa a fuoco, ed un maggior impegno mentale in caso di attività più ripetitiva, con basso grado di soddisfazione oppure con difficoltà eccessive rispetto alla formazione ricevuta. I DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI Le caratteristiche anatomo-fisiologiche del nostro apparato muscolare sono concepite e finalizzate al naturale alternarsi delle contrazioni e dei rilassamenti, tipico del lavoro dinamico. I nostri muscoli, ed anche le strutture articolari della nostra colonna vertebrale, mal sopportano un lavoro statico con uno stato di contrazione e postura fissa prolungata, in quanto ciò riduce il normale afflusso di sangue, l eliminazione di prodotnote informative per il personale dell INFN 9
10 ti di scarto (acido lattico), creandosi rapidamente le condizioni di affaticamento. Da ciò deriva una prima affermazione di ordine generale circa il vantaggio di una vita attiva e della pratica di attività fisica regolare, per contrastare gli effetti negativi di una vita lavorativa prevalentemente sedentaria, soprattutto laddove - come nel caso dei videoterminalisti - si osserva una sollecitazione statica prolungata, e spesso movimenti ripetitivi degli arti superiori, che coinvolgono una serie di muscoli (trapezio, deltoide, sopraspinoso, muscoli paravertebrali) ed i tendini che sovrintendono ai movimenti delle dita delle mani. Si può quindi avere l insorgenza di sintomi di dolore e tensione a carico della nuca, delle spalle, per poi avere l interessamento degli arti superiori e del tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale. D altra parte la digitazione a ritmi sostenuti ovvero l uso spinto del mouse, con sforzi di pressione prolungati, spesso accompagnati da anomale angolazioni del polso, e la mancanza di spazi sufficienti per l appoggio degli avambracci, possono comportare infiammazioni delle strutture tendinee fino alla cosidetta sindrome del tunnel carpale, che comporta una compressione dolorosa del nervo mediano del polso. Va inoltre ricordato che la fissità posturale in posizione seduta rappresenta un fattore di rischio - oltre che per i muscoli - anche per la colonna vertebrale, ed in particolare per i dischi intervertebrali che ne rappresentano "gli ammortizzatori". Al contrario, il costante alternarsi di condizioni di carico e di scarico del disco - come avviene nel movimento del tronco - rappresenta l evento ottimale per lo scambio nutritizio ed il rallentamento dei processi degenerativi. Per contro, condizioni prolungate di sovraccarico (posizione eretta o seduta senza supporto) o di sottocarico discale (posizione seduta con supporto del tronco e degli arti) possono ostacolare questo processo rispettivamente ritardando l ingresso di sostanze nutritive e l allontanamento dei prodotti metabolici di scarto. La funzione preventiva e riabilitativa della ginnastica per il tronco (v. paragrafo) deriva proprio da queste considerazioni di fisiopatologia. Le raccomandazioni legate all attività fisica traggono forza dall evieffetti sulla salute 10
11 effetti sulla salute denza dei benefici che essa comporta anche sul sovraccarico funzionale del ritorno venoso al cuore, altro fattore di rischio per chi rimane seduto troppo a lungo. Alla luce di quanto detto si possono definire in sintesi gli orientamenti preventivi per i disturbi trattati nel presente paragrafo: 1) progettazione e strutturazione del posto di lavoro secondo i criteri ergonomici espressi dalle Linee Guida Ministeriali del D.M. 2/10/2000 (v. appendice); 2) organizzazione del lavoro i cui contenuti possano consentire la massima variabilità posturale possibile, ed una certa discrezionalità operativa agli addetti; 3) educazione alla salute ed informazione sanitaria per contrastare stili di vita ed abitudini nocive (sedentarietà, alimentazione errata, fumo, sovrappeso, ecc.) L AFFATICAMENTO MENTALE Nella valutazione dei rischi professionali a cui sono potenzialmente esposti videoterminalisti assumono un posto di rilievo anche i fattori psicosociali. Questi completano infatti il profilo di rischio della mansione, aggiungendosi agli elementi ambientali ed ergonomici già ricordati, e sono alla base dell insorgenza di alcuni disturbi somatici lamentati dagli addetti (cefalee, insonnia, dispepsie, ecc.), nonchè di una condizione di tensione generalizzata e di stress. Non è sempre facile attribuire tali disturbi all ambiente di lavoro, essendo essi frutto di un sostanziale squilibrio tra le richieste dell organizzazione e le offerte individuali. Risulta cruciale allora intervenire sull organizzazione del lavoro, così come ricordato dallo stesso D.Lgs. 626/94 (art.3) e dal D.M. 2/10/2000, allo scopo di evitare: monotonia e ripetitività nello svolgimento del lavoro carichi di lavoro eccessivi responsabilità in eccesso o in difetto inadeguatezza delle competenze formazione ed addestramento insufficienti scarso controllo sul "prodotto" finale del lavoro 11
12 effetti sulla salute Ovviamente quanto detto inciderà tanto più negativamente sull equilibrio psicoemotivo, quanto più conflittuali sono i rapporti di lavoro, e quanto più critici saranno i fattori di rischio ambientali (illuminazione, rumore, microclima, fumo passivo, spazi inadeguati, disergonomia della postazione, ecc.). Nell eliminare i suddetti fattori di rischio ci si propone di accrescere le motivazioni individuali, consentendo al lavoro al videoterminale di non essere vissuto come causa di disagio della sfera psicoaffettiva (con un azione diretta che faccia emergere i disturbi preesistenti), quanto come uno strumento di promozione del benessere individuale e sociale. QUALE PREVENZIONE? Una sintesi efficace degli strumenti a disposizione per giungere a questo fine è la seguente: a) informazione e formazione dei lavoratori: minori sono le preoccupazioni e gli allarmi (ingiustificati), minore è lo stato d ansia collegato al lavoro; b) istruzione ed addestramento: il training adeguato e l apporto di conoscenze sono una tappa fondamentale per combattere lo stress da prestazione, contribuiscono a preservare il benessere e quindi la qualità del lavoro; c) interventi sull organizzazione del lavoro: nuova frontiera nella prevenzione rispetto ai rischi lavorativi più tradizionali; d) counseling e supporto sociale: per impedire che iniziali condizioni di disagio possano trasformarsi in veri quadri clinici correlati al lavoro. 12
13 la sorveglianza sanitaria LA SORVEGLIANZA SANITARIA L art. 55 del D.Lgs. 626/94 prescrive che i lavoratori - così come definiti dall art.51 - prima di essere adibiti all utilizzo dei videoterminali, siano sottoposti a visita medica per evidenziare eventuali malformazioni strutturali, e ad un esame della vista e degli occhi effettuati dal medico competente. Qualora l esito della visita ne evidenzi la necessità, il lavoratore sarà sottoposto ad esami specialistici, come la visita ergoftalmologica. Come avviene in tutte le altre esposizioni a rischio professionale viene formulato un giudizio di idoneità specifica alla mansione che può esprimersi con: a) idoneità incondizionata, b) idoneità con prescrizioni e/o limitazioni, c) non idoneità, Inoltre le visite mediche seguiranno una periodicità biennale per i lavoratori classificati idonei con prescrizioni e per chi abbia compiuto i 50 anni di età, mentre sarà quinquennale negli altri casi. Rimane comunque facoltà del medico competente stabilire diverse periodicità a seconda dei singoli casi esaminati, mentre i lavoratori possono richiedere un controllo oftalmologico qualora sospettino una sopravvenuta alterazione della funzione visiva confermata dal medico competente. Si ricorda che un giudizio di non idoneità parziale, temporanea o totale richiede l obbligo della comunicazione scritta da parte del medico competente, sia al lavoratore che al datore di lavoro, in ordine alla prevista possibilità di un ricorso avverso tale giudizio (entro 30 giorni) presso l organo di vigilanza territorialmente competente (art. 17, comma 3). 13
14 la sorveglianza sanitaria Cause di non idoneità o di idoneità parziale all uso del videoterminale In merito alla effettiva sussistenza di condizioni psicofisiche che possano inficiare l idoneità ai VDT, va evidenziato che esse appaiono sicuramente non frequenti, e che solo raramente sono stati registrati casi di non idoneità permanente. Esclusi infatti gravi quadri clinici di interesse ortopedico ovvero riguardanti la sfera psicoaffettiva, l attenzione degli esperti si è diretta soprattutto sui rapporti tra funzione visiva ed idoneità al lavoro. Sinteticamente si possono ricordare quelle patologie oculari che - per la loro naturale evoluzione - possono ridurre l acuità visiva (cheratocono, glaucoma, cataratta, neurite ottica, retinopatie, ecc.), nonché quelle alterazioni che possono condurre più facilmente a stanchezza visiva (gravi vizi refrattivi, nistagmo, strabismo, congiuntiviti, deficit della secrezione lacrimale, ecc.). Queste situazioni possono richiedere misure di prevenzione consistenti soprattutto in una limitazione temporale dell utilizzo del VDT, con aumento quindi delle pause di lavoro. Altri quadri clinici, a caratteri di acuzie, possono invece consigliare una sospensione transitoria dell idoneità, come nel caso di cheratiti, congiuntiviti, uveiti, alterazioni del film lacrimale. Assolutamente rari sono i casi di deficit visivo binoculare (< 2/10 con la migliore correzione), ovvero di patologie d organo (retinopatie in fase avanzata, cheratocono bilaterale, maculopatie, paralisi miogene o neurogene, ulcere corneali) che possono far decidere per una non idoneità permanente. Si ricorda infine che una recente modifica apportata dalla legge n.14/2003 all art. 55 del D.Lgs. 626/94 ha riconosciuto ai lavoratori addetti all utilizzo di attrezzature munite di videoterminale il diritto di usufruire dei dispositivi speciali di correzione in funzione dell attività svolta, forniti con spese a carico del datore di lavoro, qualora i risultati degli accertamenti sanitari ne evidenzino la necessità e non sia possibile utilizzare dispositivi di correzione normali in uso al lavoratore né sia possibile una efficace riorganizzazione ergonomica del posto e delle modalità di lavoro. 14
15 l organizzazione del posto di lavoro L ORGANIZZAZIONE DEL POSTO DI LAVORO AI momento della progettazione del posto di lavoro, la collocazione delle attrezzature (video, tastiera, foglio, stampante), la dimensione degli spazi e le caratteristiche degli arredi dovranno essere scelte in funzione del tipo di attività prevista. La ricerca della funzionalità operativa deve essere contemperata con il rispetto dell ergonomia. LA POSTURA L operatore deve assestare la propria postura comodamente regolando i vari elementi del posto di lavoro: ii tronco deve essere in posizione tendenzialmente eretta, con appoggio del tratto lombare allo schienale per ridurre la compressione dei dischi intervertebrali; i piedi devono essere ben appoggiati al pavimento; lo schermo deve essere posizionato in modo tale che il bordo superiore sia posto all altezza degli occhi, o al di sotto di essa, e a una distanza compresa tra i 50 e 70 cm, per evitare l affaticamento della muscolatura oculare e le contratture dei muscoli del collo; il porta-documenti, se utilizzato, deve essere posto alla stessa altezza e distanza dagli occhi dello schermo; 15
16 l organizzazione del posto di lavoro la tastiera deve essere disposta in modo tale da permettere l appoggio degli avambracci (a 15 cm circa dal bordo del tavolo) per evitare contratture muscolari; il mouse deve essere utilizzato evitando irrigidimenti delle dita e del polso, tenendo gli avambracci appoggiati sul piano di lavoro in modo da alleggerire la tensione dei muscoli del collo e delle spalle; le posizioni di lavoro fisse per tempi prolungati devono essere, per quanto possibile, evitate. Nel caso ciò fosse inevitabile si raccomanda la pratica di frequenti esercizi di rilassamento. 16
17 l organizzazione del posto di lavoro L ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO L attività al videoterminale deve essere organizzata in modo da evitare al più possibile ripetitività e monotonia. Si sottolinea come la conoscenza del contesto in cui si colloca il risultato del lavoro al videoterminale è un elemento utile per ridurre i fattori di possibile affaticamento mentale. Il lavoratore dovrà eseguire almeno una pausa di 15 minuti ogni due ore di lavoro al videoterminale. Durante le pause o i cambiamenti di attività è bene non dedicarsi a mansioni che richiedano un intenso impegno visivo, inoltre è opportuno distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l affaticamento visivo. La scelta del software è particolarmente importante per ridurre l affaticamento mentale. Si sottolinea l utilità: di prevedere un periodo di formazione all uso dei programmi e delle procedure informatiche; di scegliere un software adeguato alle mansioni da svolgere, di facile uso e comunque utilizzato dopo aver fornito al lavoratore tempo sufficiente per acquisire le necessarie competenze ed abilità; di seguire le indicazioni e la formazione ricevute per l utilizzo dei programmi e delle procedure informatiche; di poter disporre di un referente a cui rivolgersi in caso di anomalie del software e delle attrezzature. 17
18 le componenti del posto di lavoro LE COMPONENTI DEL POSTO DI LAVORO IL PIANO DI LAVORO Per essere adeguato al lavoro con il videoterminale, il tavolo deve essere stabile ed avere le seguenti caratteristiche: dimensioni adatte a garantire la comoda disposizione delle attrezzature di lavoro, con possibilità di collegamento ad altri moduli utili; profondità sufficiente a consentire una corretta distanza visiva dallo schermo; altezza fissa o regolabile tra 70 e 80 cm in modo da lasciare adeguato spazio per le gambe dell operatore e consentire comodi aggiustamenti posturali; superficie di colore neutro e opaca in modo da evitare abbagliamenti e riflessi fastidiosi; tastiera separata dal video, mobile, inclinabile, con i tasti in materiale opaco e con caratteri leggibili; video orientabile e inclinabile, con luminosità e contrasto regolabili, con l immagine stabile, i caratteri definiti e leggibili, inoltre non deve avere riflessi o riverberi che possono causare molestia all utilizzatore. In generale va garantita la massima flessibilità nella disposizione e nell uso dei diversi strumenti e accessori. 18
19 le componenti del posto di lavoro IL SEDILE Un sedile da lavoro ergonomico deve essere: solido, sicuro, ben regolabile e dimensionato, confortevole e pratico; mobile con rotelle in modo da consentire l accesso alle diverse attrezzature del posto di lavoro e facilitare l aggiustamento posturale; con basamento stabile o a cinque punti di appoggio; infatti può essere pericoloso se la superficie del piano del sedile è più ampia del basamento: in questo modo il sedile si può ribaltare; in materiale permeabile al vapore acqueo e pulibile. Inoltre deve avere: l altezza del piano sedile regolabile tramite comandi facilmente accessibili e azionabili; lo schienale, anatomicamente conformato, agevolmente regolabile in altezza ed in inclinazione, in modo da permettere un comodo appoggio del tratto lombare della colonna vertebrale. Qualora fosse necessario, è opportuno utilizzare un poggiapiedi separato, per far assumere una postura adeguata agli arti inferiori dell operatore. L ILLUMINAZIONE L organizzazione dei posti di lavoro dove si utilizzano videoterminali deve tener conto della disposizione dell illuminazione naturale (finestre o altro) mentre i sistemi di illuminazione artificiale andranno collocati in relazione all attività prevista e in modo tale da evitare riflessi e contrasti fastidiosi. In particolare andranno osservati i seguenti criteri: le finestre o altre fonti di luce artificiale non schermata non devonote informative per il personale dell INFN 19
20 le componenti del posto di lavoro no essere nè davanti nè dietro allo schermo video; le finestre devono avere tende interne orientabili, pareti e attrezzature di color chiaro non devono produrre riflessi sullo schermo. la direzione dello sguardo operatore - schermo deve trovarsi parallela alle finestre; la linea tra l occhio e la lampada deve formare con l orizzonte un angolo non inferiore a 60, in caso di lampade a soffitto non schermate. Va in ogni modo evitato l abbagliamento dell operatore e la presenza di riflessi sullo schermo qualunque sia la loro origine. IL RUMORE Nell ambiente di lavoro dove si utilizzano videoterminali difficilmente i livelli di intensità sonora sono tali da provocare un danno all apparato uditivo, tuttavia possono risultare fastidiosi per un attività che può richiedere anche un elevata concentrazione mentale e, in particolare, non devono perturbare l attenzione e la comunicazione verbale. Si consigliano le seguenti misure preventive: scegliere strumentazione poco rumorosa; isolare gli strumenti rumorosi in ambienti separati o con dispositivi fonoisolanti. IL MICROCLIMA Con il termine di microclima si intendono quei parametri ambientali che influenzano gli scambi termici tra soggetto e ambiente negli spazi confinati e che determinano il cosiddetto "benessere termico". Le grandezze fondamentali che entrano in gioco nel determinare il benessere termico dell organismo umano sono: la temperatura dell aria, 20
21 le componenti del posto di lavoro l umidità relativa, la ventilazione, il calore radiante, il dispendio energetico, la resistenza termica del vestiario. L organismo umano, infatti, tende a mantenere il bilancio termico in condizioni di equilibrio in modo da mantenere la sua temperatura sui valori ottimali. Per quanto riguarda il microclima, il lavoro al videoterminale non richiede il rispetto di parametri diversi da quelli normalmente assunti per il comune lavoro d ufficio ed è comunque preferibile che le condizioni microclimatiche siano controllate tramite un impianto di condizionamento che assicuri situazioni di confort sia nella stagione estiva che invernale. Ci si deve comunque assicurare che: nella postazione di lavoro la velocità dell aria sia molto ridotta, evitando la presenza di correnti d aria provenienti da porte, finestre, bocchette di condizionamento, ventilatori, apparecchiature poste in vicinanza ecc.; l aria non sia troppo secca per evitare possibili irritazioni degli occhi; fonti di calore radiante non siano poste nelle immediate vicinanze della postazione, quali impianti di riscaldamento ma anche finestre che possano essere colpite da irraggiamento solare diretto ecc.. PULIZIA Tastiera, schermo e mouse devono essere periodicamente puliti. In particolare l accumulo di polvere sulla superficie dello schermo può deteriorare la percezioni delle immagini. Si deve quindi effettuare una frequente pulizia dello schermo e degli eventuali filtri (in questo caso va pulita sia la superficie interna che esterna del filtro). Per la pulizia si raccomanda l utilizzo di prodotti appositi 21