Source: http://www.tiropratico.com/doc/2018/NUOVA%20LEGGE%20SULLE%20ARMI.html
Timestamp: 2018-02-20 04:01:19+00:00
Document Index: 46881250

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 697', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 25', 'art. 57', 'art. 5', 'art 10', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 43', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 697', 'art. 17', 'art. 699', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 4', 'art. 3']

PROPOSTA: NUOVA LEGGE SULLE ARMI (2018)
(dal sito di Edoardo MORI)
PREAMBOLO DI EDOARDO MORI: Su sollecitazione di un importante partito ho predisposto il testo legislativo che segue con cui viene recepita la direttiva europea del 2017 e viene aggiornato il sistema normativo delle armi attualmente in vigore. La proposta di legge verrà depositata dopo la formazione del nuovo Governo. Siccome ho lavorato da solo, la proposta ha senz’altro bisogno di essere controllata per integrazioni e suggerimenti, specialmente da parte degli operatori del settore i quali possono avere problemi che mi sfuggono. Chiedo agli interessati di farmi pervenire i loro suggerimenti di cui vedrò di tener conto, fermo restando che la direttiva europea non può essere cambiata e che le modifiche alla legislazione devono essere serie, equilibrate e condivise dai politici. Le modifiche accettate verranno inserite subito. Controllare sempre gli aggiornamentialla pagina http://www.earmi.it/varie/recepimento.html
Questo aggiornamento è del 11-01-2018 le parti in rosso sono state selezionate da Tiropratico.com
[L'asterisco indica disposizioni imposte dalla Direttiva europea - Dopo gli articoli segue il commento]
La presente legge costituisce recepimento ed attuazione della direttiva (UE) 2017/853 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 maggio 2017 che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi.
Le disposizioni della presente legge si applicano alle armi da fuoco delle categorie A, B, C dell'allegato I della direttiva. la cui detenzione e porto sono consentite nel territorio dello Stato.
Art. 2 - Armieri
Ai fini della normativa sulle armi da sparo con il termine "armiere" si intende qualsiasi persona fisica o giuridica che esercita un'attività professionale consistente, integralmente o in parte, in una o più fra le attività seguenti:
Per fabbricazione si intende l'attività industriale o artigianale diretta alla produzione di armi da fuoco o ad aria o gas compressi o all'assemblaggio di loro parti.
Art. 3 - Categorie di armi
Dopo l'art. 1 della L. 110/1075 viene inserito il seguente art. 1bis
1 - Le armi da fuoco camuffate sotto forma di altro oggetto;
3 - (nr. 7 della direttiva) Ciascuna delle seguenti armi da fuoco semiautomatiche, a percussione centrale:
Le armi di questa categoria disattivate non devono poter sparare cartucce di alcun genere. Si applicano ad esse le disposizioni dell'art. 5 della presente legge. [cioè la legge 110]
Le armi lunghe semiautomatiche munite di calcio pieghevole o telescopico o che può essere rimosso senza l'ausilio di attrezzi, si considerano armi corte se la lunghezza complessiva senza il calcio o con il calciolo ripiegato è inferiore a 60 cm e se la lunghezza della canna è inferiore a 30 cm.
Nulla è innovato per le armi di cat. B, C .
Delle armi di cat. A è vietata la vendita, l'acquisto e la detenzione, salvo le eccezioni espressamente previste.
Per la tutela della sicurezza delle infrastrutture critiche, delle spedizioni commerciali, dei convogli di elevato valore e degli edifici sensibili, nonché a fini di difesa nazionale, d'istruzione, culturali, di ricerca e storici, può essere concessa, in singoli casi, eccezionalmente e con debita motivazione, autorizzazione per armi da fuoco, parti essenziali e munizioni rientranti nella categoria A (munizioni con proiettile di tipo proibito) ove ciò non sia contrario alla sicurezza pubblica o all'ordine pubblico. *
Per "arma da fuoco" si intende, qualsiasi arma portatile progettata per espellere attraverso una canna pallini o una palla o un proiettile, mediante l'azione di un combustibile propellente nonché qualunque oggetto che ha l'aspetto di un'arma da fuoco e può essere trasformato in essa. Sono assimilate ad esse le armi ad aria compressa non liberalizzate a norma del comma quarto (ex comma terzo);
l) gli strumenti riproducenti armi ricavati dalla trasformazione di armi della cat. B o C., se la trasformazione è avvenuta dopo l'entrata in vigore della legge di recepimento della direttiva europea del 17 maggio 2017 ed ai soli fini del commercio e della detenzione. *
Sono infine considerate armi comuni da sparo quelle denominate “'da bersaglio da sala”, le armi ad aria compressa o gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili erogano un'energia cinetica superiore a 7,5 joule, salvo che si tratti di armi destinate alla pesca, gli strumenti lanciarazzi con cartuccia contenente il razzo e le pistole a salve idonee a lanciare artifici da segnalazione che impiegano munizioni di calibro superiore ad 8 mm.
Non sono armi gli strumenti riproducenti armi ad aria compressa o gas compresso a canna liscia e a funzionamento non automatico, destinati al lancio di capsule sferiche marcatrici biodegradabili, prive di sostanze o preparati di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, che erogano una energia cinetica non superiore a 12,7 joule, purché di calibro non inferiore a 12,7 millimetri e non superiore a 17,27 millimetri. Il Banco nazionale di prova, a spese dell'interessato, procede a verifica di conformità dei prototipi dei medesimi strumenti. In caso di inosservanza delle disposizioni di cui al presente comma, si applica la sanzione amministrativa di cui all'articolo 17-bis, primo comma, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
Il Ministero provvederà, entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, utilizzando studi dei propri laboratori di polizia scientifica, a stabilire i parametri di quegli strumenti da elettrocuzione che possono essere liberalizzati in quanto non idonei ad offendere la persona.
Sono vietati per uso civile i proiettili traccianti, a punta cava, esplosivi, con nucleo perforante, autopropellenti o contenti sostanze nocive e le cartucce caricate con esse. Le persone che praticano attività venatoria o di tiro sportivo possono detenere cartucce con proiettile espansivo a punta cava e relativi proiettili, ma ne è vietato l'uso in armi portate per difesa personale. *
Le munizioni per pistole e rivoltelle sono sempre considerate comuni; le munzioni per armi comuni da fuoco lunghe che sono dello stesso calibro di munizioni impiegate in armi da guerra, si considerano comuni purché munite di proiettile di tipo consentito a norma del comma precedente. I componenti di queste munizioni (bossolo, anche se recante diciture eguali a quelle che compaiono sulle munizioni militari, proiettile di tipo consentito ed innesco) si considerano comunque appartenenti a munizioni comuni.
Cartucce comuni proibite o da guerra sono liberamente detenibili se svuotate dalla polvere e con bossolo forato.
La detenzione illegale di proiettili e munizioni vietate e l' uso di munizioni vietate per difesa personale, sono puniti ai sensi dell'art. 697 CP.
Art. 5 - Parti di arma e loro trasporto
Il testo dell' art. 19 della 18 aprile 1975 n. 110 è sostituito dal seguente:
Si considerano parti di arma comune da sparo esclusivamente le parti essenziali e cioè: la canna, il fusto o telaio ivi compresi, se del caso, sia lo upper che il lower receiver, il carrello, il tamburo, l'otturatore o il blocco di culatta, la bascula. Le parti a sé stanti sono soggette allo stesso regime giuridico dell'arma di cui sono destinate a far parte.
Sono parti solo quelle finite ed efficienti, assemblabili a comporre un'arma funzionante senza ulteriori lavorazioni meccaniche: non sono da considerare lavorazioni meccaniche i trattamenti superficiali dei metalli.
Gli accessori, quali ad esempio caricatori, freni di bocca, rompi-fiamma, calcioli, astine, cannocchiali, riduttori di calibro, non sono parti di arma soggetti a controllo, salvo il silenziatore per armi da fuoco la cui detenzione è soggetta denunzia.
L'uso di silenziatori è consentito esclusivamente in poligoni di tiro e per la caccia di selezione da parte di selettori specificamente individuati dalla ATC per speciali operazioni in cui l'uso del silenziatore sia altamente indicato.
È vietata la importazione e detenzione di accessori che consentano di trasformare il tiro semiautomatico in tiro a raffica. La violazione del divieto è punita con le pene previste per l'alterazione di arma.
L'obbligo, dell'avviso di trasporto previsto rispettivamente dagli articoli 28 e 34 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, deve essere osservato anche per il trasporto di singole parti di armi da guerra o di armi comuni.
Qualora il fatto non costituisca un più grave reato, il contravventore è punito con l'arresto non inferiore ad un mese e con l'ammenda da 250 a 1.000 euro se trattasi di parti di armi da guerra; con l'arresto sino a tre mesi o con l'ammenda fino a 500 euro se trattasi di parti di armi comuni.
Il trasporto di armi comuni o di loro parti può essere effettuato da chiunque è titolare di una licenza di porto d'armi, anche se non in regola fiscalmente, oppure di una licenza di armiere, nel limite di dieci armi e di un numero illimitato di parti per ogni viaggio. Gli armieri che effettuano spedizioni ripetute e con le stesse modalità, vengo autorizzati dalla questura a dare corso ad ogni singola spedizione sulla base di preavviso in forma elettronica, inviato 24 ore prima della spedizione. L'autorizzazione è permanente.
È vietato detenere caricatori per armi di cat. B semiautomatiche a percussione centrale con capacità superiore a 20 colpi per le armi corte e a 10 colpi per le armi lunghe.
La capacità dei serbatoi fissi di armi semiautomatiche a percussione centrale non può superare quella stabilita per i caricatori.
Le armi lunghe e corte di qualsiasi tipo a percussione anulare e quelle a ripetizione manuale non sono soggette a limitazioni del serbatoio fisso o del caricatore (serbatoio mobile). *
Chi è autorizzato a detenere armi di cat. A può detenere caricatori, anche non pertinenti alle armi detenute, di capacità superiore a quella stabilita per le armi di cat. B o caricatori per le armi di cat. A, maggiorati rispetto a quello in dotazione all'arma, facendone denunzia.
Chi alla data del 13 novembre 2018 detiene armi semiautomatiche con serbatoio fisso di capacità superiore a quella consentita o caricatori denunziati e divenuti proibiti, è autorizzato a detenerli ulteriormente, ma non può cederli se non a persone autorizzate all'acquisto oppure previa riduzione a norma. Ne è consentito l'uso in poligoni.
La detenzione e la vendita dei caricatori non proibiti è libera; i caricatori di tipo proibito di cui al primo comma o i caricatori maggiorati rispetto al modello catalogato o classificato, sono equiparati, nel regime giuridico, alle parti di arma, con obbligo di denunzia.
Le norme sui caricatori e serbatoi per armi, contenute nei Decreto L.vo 204/2010, Decreto Legge 121/2013, Decreto legge 7/2015 sono abrogate.
Art. 7 - Detenzione e collezione di armi
L'articolo 2 della L. 25 marzo 1986 n. 85 è abrogato
Il comma sesto dell'art. 10 della L. 18 aprile 1975 n. 110 è abrogato e sostituito dal seguente art. 10 bis:
a) trenta armi lunghe da caccia: si considerano tali, anche se non usabili in Italia a fini venatori, tutte le armi lunghe a colpo singolo o a ripetizione manuale, tutti i fucili semiatomatici a palla, salvo quelli di cat. A e tutti i fucili semiautomatici a canna liscia, in qualsiasi calibro.
b) dieci armi corte, in calibri a percussione anulare;
c) dieci armi corte a percussione centrale;
c) un numero illimitato di armi ad aria compressa, armi lanciarazzi, strumenti lancia-siringhe, repliche, armi antiche che impiegano cartucce a percussione centrale o anulare, strumenti riproducenti armi ricavati dalla trasformazione di armi della cat. B o C. *
La detenzione di armi comuni da sparo in misura superiore è subordinata al rilascio di apposita licenza di collezione permanente da parte del questore, con il limite, per le armi corte semiautomatiche a percussione centrale e per le armi di cat. A, di tre esemplari per ogni modello commerciale o storico, dello stesso calibro. Variazioni nella meccanica, nei materiali, nelle marcature o punzonature, integrano un diverso modello; la variante va indicata in denunzia.
a) fornitura della prova che il tiratore sportivo interessato si esercita attivamente o partecipa a gare di tiro riconosciute da un'organizzazione sportiva di tiro dello Stato membro interessato riconosciuta ufficialmente o da una federazione sportiva internazionale di tiro riconosciuta ufficialmente;
b) il possesso di un certificato rilasciato, da parte di un'organizzazione sportiva di tiro riconosciuta ufficialmente, e che confermi:
I) che il tiratore sportivo è membro di un club di tiro e che vi si è esercitato regolarmente da almeno 12 mesi; e
II) che l'arma da fuoco in questione è conforme alle specifiche richieste per una disciplina di tiro riconosciuta da una federazione sportiva internazionale di tiro riconosciuta ufficialmente e praticata dal detentore.
L'autorizzazione per le armi di cat. A è valida cinque anni. Se vengono meno i requisiti per il rinnovo il detentore deve cedere le armi oppure modificarle in armi di categoria inferiore entro sei mesi.
L'autorizzazione all'acquisto e alla detenzione di armi di cat. A potrà essere richiesta a partire da 15 mesi dall'entrata in vigore della presente legge; fino al rilascio del'autorizzzione le armi sono soggette al regime anteriore.
Fino a quando non entrerà in funzione il sistema informatico di comunicazioni on online con gli uffici di PS di cui all'art. 25, i collezionisti di armi devono tenere un registro vidimato dall'ufficio di PS in cui annotare immediatamente l’inserimento o cessione di ogni arma e ogni loro movimentazione. *
L'inserimento o l'estrazione per cessione o comodato di un'arma dalla licenza di collezione devono essere comunicati alla Questura entro 72 ore con le forme previste per la denunzia delle armi. Il Questore, in caso di aumento del numero di armi tale da modificare sensibilmente le esigenze di sicurezza, può imporre al titolare della collezione nuove misure di sicurezza da attuare entro 90 giorni.
Un'arma in collezione può essere usata in poligoni, ma il suo trasporto ai poligoni deve essere comunicato alla questura almeno 24 ore prima dell'uscita dal luogo di detenzione a mezzo PEC, o altro sistema telematico predisposto, indicando tempi di uscita e di rientro e luogo di destinazione. Il momento dell'uscita effettiva va annotato sul registro così come quello del rientro effettivo.
E' consentito il comodato di ogni tipo di arma salvo quelle di cat. A; le armi per uso scenico sono regolate da apposita norma.
Le armi di cui ai commi precedenti possono essere inserite sulla Carta Europea. L'interessato dovrà accertare che lo Stato di destinazione autorizzi l'uso di armi di cat. A.
In deroga a quanto previsto dai commi 1 e 2, l'attività venatoria non è consentita con l'uso di armi lunghe da fuoco semiautomatiche somiglianti ad un'arma da fuoco automatica (cat. B9 europea), o con armi di lunghezza complessiva inferiore a 80 cm e canna inferiore a 45 cm, salvo armi Flobert, nonché con l'uso di armi e cartucce a percussione anulare; l'attività venatoria è consentita con armi Flobert di calibro superiore a 6 mm. Un’arma lunga da fuoco semiautomatica si considera somigliante ad un'arma da fuoco automatica se non ha l’aspetto tradizionale di fucile da caccia a canna liscia o rigata e presenta struttura tipica di fucile mitragliatore o d’assalto quali calcio ribaltabile o telescopico, impugnatura a pistola, maniglia di trasporto, così da indurre l’osservatore a considerarla tale.
Art. 9 - Regime degli strumenti di ridotta potenzialità non idonei ad offendere la persona - Armi ad avancarica liberalizzate
a) gli strumenti a forma di arma sia lunga che corta, ad aria compressa o gas compressi, i cui proiettili erogano un'energia cinetica non superiore a 7,5 joule;
Le armi non da fuoco con potenza inferiore a 7,5 Joule, le armi paint­ball, le armi softair, sono armi improprie portabili ed usabili in luogo pubblico o aperto al pubblico solo per giustificato motivo, quale lo svolgimento di allenamenti o gare in luoghi recintati oppure in aperta campagna ove non si crei molestia o disturbo ad altri e danno alla natura. Le armi ad avancarica non possono essere portate in luogo pubblico e aperto al pubblico e possono essere usate solo in poligoni di tiro.
Il porto e l'uso di armi ad avancarica o di armi antiche o di armi bianche o di strumenti riproducenti armi è consentito ai partecipanti a manifestazioni o rievocazioni storiche, con l'osservanza, se del caso,delle norme di cui all'art. 57 T.U. Leggi di PS, ma senza obbligo di assistenza della forza pubblica.
La cessione per ragioni di commercio delle armi liberalizzate e assimilate è consentita a coloro che sono titolari dell'autorizzazione di polizia per il commercio di armi, prevista dall'articolo 31 del regio decreto n. 773/1931; la vendita o cessione è consentita solo ai maggiorenni.
I commercianti di armi provvedono all'annotazione della vendita nel registro delle operazioni giornaliere di cui all'articolo 35 del regio decreto n. 773/1931, con le modalità previste dall'articolo 54 del regio decreto n. 635/1940. Gli strumenti di ridotta potenzialità non sono soggetti a licenze di alcun genere.
A cura del produttore o importatore gli strumenti di cui al primo comma devono essere muniti di un marchio consistente da un pentagono con all'interno la lettera L attestante che esse sono di potenza non superiore a quella consentita e che non possono essere trasformate in armi da fuoco. Gli strumenti di cui al punto a) devono essere muniti di matricola. Le repliche di armi monocolpo ad avancarica sono soggette a marcatura con i dati del produttore e la matricola, e controllo di un Banco di Prova riconosciuto.
L'importazione ed il commercio di armi liberalizzate non da fuoco di potenza superiore alla consentita oppure trasformabili in armi da fuoco è punita con le pene stabilite per l'importazione e la vendita di armi comuni da sparo.
La verifica preventiva, a proprie spese, sui prodotti fabbricati in Italia o importati può essere richiesta dall'importatore o produttore al Banco di Prova, mediante presentazione di un prototipo. Le autorità doganali. in caso di dubbio, possono richiedere che l'importatore acquisisca la certificazione del Banco di Prova
Art. 10 - Controllo degli strumenti ad aria compressa
Gli strumenti ad aria o gas compressi di cui all'articolo 9 lett. a) e c) non possono utilizzare il funzionamento automatico.
La produzione e l'importazione delle armi di cui all'articolo 9 lett. a) è subordinata alla preventiva verifica di conformità da parte Banco di Prova che la rilascerà in base alla documentazione e/o alla visione del prototipo. Analoga procedura si applica alla declassificazione di armi già detenute.
Il Banco di prova provvederà a pubblicare entro sei mesi l'elenco dei marchi stranieri equivalenti a quello italiano e sostitutivi di esso ai fini della importazione e del commercio.
Le armi ad aria o gas compressi già detenute in Italia alla data del 26 agosto 2001 sono considerate di potenza inferiore a 7,5 Joule se corte; le armi lunghe vengono declassificate e tolte dalle denunzie in base a certificazione di un armiere in cui attesti che lo strumento non ha potenza superiore a 7,5 Joule, indicando lo strumento usato per la misurazione e annotando la certificazione e i dati dell'arma nel proprio registro di PS.
Art. 11 - Strumenti riproducenti armi
L'art. 5 della legge L. 18 aprile 1975 n.110 è sostituito dal seguente:
c- strumenti di ridotta potenzialità airsoft o paintball di cui all'art 10.
Sono a salve o da segnalazione acustica i dispositivi muniti di camera di cartuccia che sono destinati esclusivamente a sparare cartucce a salve, e che non possono essere trasformati per sparare pallini o una palla o un proiettile. La canna deve essere conformata stabilmente in modo da non consentire il passaggio di corpi solidi e non deve consentire l'inserzione stabile di un tromboncino per artifici pirotecnici.
Rientrano fra le armi comuni da sparo, nella cat. B o C, ai soli fini del commercio e della detenzione, tutti quegli strumenti a salve che siano stati ricavati, rispettivamente, dalla trasformazione di un'arma della categoria B o C. La loro omessa denunzia è punita con la sanzione amministrativa di 300 Euro e con la confisca dello strumento.*
Gli strumenti riproducenti armi non possono essere fabbricati con l'impiego di tecniche e di materiali che ne consentano la trasformazione in armi da fuoco o in parti di armi da fuoco o che consentano l'utilizzo del relativo munizionamento o il lancio di oggetti idonei all'offesa della persona.
Gli strumenti di cui al punto c) sono regolati all'art. 10
La fabbricazione, l'importazione o la messa in commercio di strumenti trasformabili in armi da sparo o le cui parti essenziali possono essere usate in armi da sparo sono punite con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 1.500 euro a 15.000 euro.
La verifica preventiva, a proprie spese, sui prodotti fabbricati in Italia o importati, può essere richiesta dall'importatore o produttore al Banco di Prova, mediante presentazione di un prototipo. Le autorità doganali. in caso di dubbio, possono richiedere che l'importatore acquisisca la certificazione del Banco di Prova.
Quando l'uso o il porto d'armi è previsto quale elemento costitutivo o circostanza aggravante del reato, il reato stesso sussiste o è aggravato anche qualora si usi un'arma per uso scenico o strumenti riproducenti armi.
E' lecito sparare con armi a salve o sparare in aria con armi a palla al fine di prevenire imminenti aggressioni o di allontanare persone o animali malintenzionati, specialmente in ore notturne.
Art . 12 - Requisiti soggettivi per la detenzione e il porto d' armi.
L'art. 9 della L.18 aprile 1975 n. 10 è sostituito dal seguente:
Art. 9 - Requisiti soggettivi per la detenzione e il porto d' armi.
Le autorizzazioni di polizia prescritte per la fabbricazione, la raccolta, il commercio, l'importazione, l'esportazione, la collezione, il deposito, la riparazione, la detenzione e il trasporto di armi di qualsiasi tipo possono essere rilasciate solo a chi ha l'idoneità psichica e non ha tenuto ripetute condotte pericolose che dimostrano incapacità di autocontrollo o asocialità o psicopatie e quindi sono indici di una scarsa affidabilità.
I - Per la licenza di porto d'armi occorre inoltre possedere adeguata idoneità fisica, certificata dall'ufficio di medicina legale della ASL, tale da consentire un adeguato controllo sull'arma e sulle situazioni in cui l'arma potrà essere usata.
L'idoneità psichica (assenza di malattie o disturbi psichici, non uso di droghe o abuso di alcool e medicinali) è certificata dal medico di base utilizzando a tal fine tutti i dati medici accessibili del paziente. Se questi dati mancano o non gli consentono di esprimere un giudizio, la valutazione è da lui demandata all'ufficio di medicina legale della ASL; questo, solo in presenza di elementi di fatto significativi, può richiedere un accertamento specialistico sulla specifica problematica individuata. Sono vietati accertamenti psicologici. Contro la decisione negativa del medico di base o del medico legale può essere proposto ricorso al Collegio medico presso l'ASL.
Per gli appartenenti alle Forze Armate e dell’Ordine la capacità psicofisica è comprovata dal fatto che siano legittimati al porto di armi, circostanza che autocertificheranno: negli altri casi la certificazione è rilasciata dal medico di Corpo.
Il medico certificante non è responsabile per futuri abusi nell'uso delle armi, se dalla anamnesi del richiedente non erano emersi elementi di criticità. *
chi ha riportato condanna anche patteggiata a pena detentiva per violenza o resistenza all'Autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l'ordine pubblico;
chi rientra tra le persone indicate nell'art. 18 della legge 22 maggio 1975 n. 152 sulla tutela dell'ordine pubblico;
chi sia stato diffidato dal questore da meno di un anno, chi è sottoposto ad altra misura di prevenzione o DASPO e colui contro il quale pende un procedimento per l'applicazione di tali misure;
L'autorità di PS può negare licenze o autorizzazioni in materia di armi quando non è possibile accertare la condotta anteriore oppure a chi è indagato per i reati sopra indicati oppure a chi è sospettato di partecipazione ad organizzazioni mafiose o terroristiche, indicando i fatti concreti che giustificano il provvedimento. Non si tiene conto di querele o denunzie se i fatti non sono stati verificati giudizialmente, né di situazioni non strettamente personali.
L'art. 43 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 è abrogato. [Articolo che elencava i reati ostativi ]
Art. 13 - Licenza di porto d'armi corte per difesa personale
1 - È rilasciata, salvo che ostino gravi motivi, licenza gratuita di porto d'armi corte per difesa personale ai seguenti soggetti, purché in possesso dei requisiti di cui all'art. 12 e non già autorizzati a portare armi senza licenza:
b) a chi ha prestato servizio nei corpi delle Forze di Polizia ed è stato collocato a riposo per raggiunti limiti di età o ha comunque cessato dal servizio, e non colpiti da provvedimento di destituzione, decadenza o dispensa dal servizio o messa fuori ruolo, per la durata di sei anni.
2 - Il prefetto può rilasciare licenza soggetta a pagamento di tassa di concessione governativa, sulla base di una oggettiva valutazione ambientale e personale:
e) a chi, per l'attività svolta o per incarichi ufficiali che ricopre, è soggetto a rischio di rapina, rapimento o aggressione, come, ad esempio, porta valori, orafi, rappresentanti di gioielli, industriali, tassisti, benzinai.
3 - Chi richiede la licenza di porto d'armi deve esporre nella domanda il motivo della richiesta ed allegare, oltre ai documenti comprovanti l'attività svolta o il titolo di legittimazione, la documentazione, di cui al precedente art. 12.
4 - La licenza ha la validità di sei anni dalla data di rilascio ed è soggetta a conferma annuale su domanda dell'interessato. Questi, nella domanda di conferma deve dichiarare sotto personale responsabilità, che permangono tutti i requisiti e le condizioni che hanno giustificato il rilascio della licenza e allegare la prova dell'avvenuto pagamento della tassa annuale di concessione governativa. Non è richiesta la presentazione di nuova documentazione, salvo quella medica.
Il comma primo dell'art. 20 della legge 128 aprile 1975 n. 110 è sostituito dai seguenti commi:
- Abitazione in condominio a piano terra o piani superiori scalabili: porta di ingresso blindata e cassaforte o armadio blindato Tipo 0 Standard DIN/EN 1143-1
- In abitazione in condominio ai piani superiori non scalabile: porta di ingresso blindata
- Abitazione isolata: porta di ingresso blindata e armadio blindato Tipo 0 Standard DIN/EN 1143-1 e allarme luminoso e sonoro esterno.
- In ogni caso porta blindata o apposito locale con porta blindata oppure armadi blindati Tipo 0 Standard DIN/EN 1143-1 e allarme luminoso e sonoro esterno.
- In ogni caso, se il numero di armi di cat. A o corte supera il nr. di 10, è necessario un allarme collegato con la forza pubblica.
Art. 15 - Regime delle armi antiche
Le armi antiche, salvo le armi da fuoco antiche che usano munizioni a percussione centrale o anulare, sono di libera importazione, vendita e detenzione, nel rispetto della normativa sui beni culturali. La licenza di collezione di armi antiche è abolita.
Gli uffici delle questure provvederanno ad inviare entro sei mesi dalla entrata in vigore delle presenti norme, copia delle licenze di collezione di armi antiche alle soprintendenze locali per i Beni e le Attività culturali per quanto di competenza. Queste provvederanno, entro 18 mesi dalla entrata in vigore delle presenti norme, alla verifica del’interesse culturale delle armi a norma del D. L.vo 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m. ed ai conseguenti provvedimenti. In mancanza di dichiarazione di interesse culturale entro tale termine, le armi cessano di essere soggette alle norme sui beni culturali.
I reati di omessa denunzia e di porto illegale in luogo pubblico o aperto al pubblico sono puniti rispettivamente ai sensi degli art. 697 e 699 C.P.
Art . 16 - Armi proprie non da sparo
Armi proprie bianche sono gli oggetti la cui destinazione primaria è l'offesa alla persona, quali spade, bastoni animati, sciabole, pugnali, baionette, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, manganelli, noccoliere, storditori elettrici in grado di produrre stato di incoscienza o incapacità di reagire o difendersi o forte dolore nella persona colpita dalla scarica.
Si considerano armi improprie le armi proprie da punta e/o da taglio prive di filo e con la punta ottusa.
Altri tipi di armi proprie non da sparo, quali bombolette urticanti non liberalizzate, strumenti atti ad inabilitare o provocare dolore mediante una scarica elettrica, sono importabili con licenza de Questore e vendibili solo da armieri. Ne è vietato il porto in modo assoluto in luogo pubblico o aperto al pubblico. Le armi possono essere vendute solo a maggiorenni e la vendita deve essere registrata su registro giornaliero di PS con acquisizione di copia del documento di identità. È consentita la vendita da parte di siti Internet con sede in Italia, il cui titolare si munisca di detta licenza di PS e relativo registro e acquisisca copia del documento di identità dell'acquirente; le armi acquistate possono essere spedite solo alla residenza risultante dal documento.
Le violazioni alle disposizioni del presente articolo sono punite con le sanzioni di cui all'art. 17 R.D. 18 giugno 1931 n. 773.
Art. 17 - Armi improprie
c) ogni oggetto o strumento non espressamente indicato ai punto a) e b) chiaramente portato, per le circostanze di tempo e di luogo, per l'offesa alla persona.
Il porto delle armi improprie è consentito per giustificato motivo. Per giustificato motivo si intende ogni razionale motivazione la quale, in base alle circostanze di tempo e di luogo, in base alla persona agente e all'attività che essa svolge, rende credibile e verosimile che lo strumento o l'arma non vengano portati allo scopo di recare offesa ad altri o a scopo aggressivo.
Il contravventore è punito con l'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Nei casi di lieve entità, riferibili al porto dei soli oggetti atti ad offendere, può essere irrogata la sola pena dell'ammenda.
È vietato portare armi nelle riunioni pubbliche anche alle persone munite di licenza. Il trasgressore è punito con l'arresto da uno a tre anni con l'ammenda 3.000 a 20.000 euro. La pena è della reclusione da tre a sei anni e della multa da 5.000 a 20.000 euro quando il fatto è commesso da persona non munita di licenza. Per riunione pubblica si intende ogni manifestazione di tipo sportivo a squadre, ogni tipo di raduno o comizio politico o musicale, ed ogni altro concorso di persone in cui è prevedibile riscaldamento degli animi. È vietato il porto di armi in discoteche.
Chiunque porta in una riunione pubblica uno strumento atto ad offendere, è punito con l'arresto da sei a diciotto mesi e con l'ammenda da 2.000 a 20.000 euro. Se lo strumento viene usato al fine di ledere di ledere, la pena è raddoppiata.
La pena prevista dal terzo comma è raddoppiata quando ricorre una delle circostanze previste dall'articolo 4, secondo comma, della legge 2 ottobre 1967, n. 895, salvo che l'uso costituisca elemento costitutivo o circostanza aggravante specifica per il reato commesso.
L'art. 699 C.P. è sostituito dal seguente:
Porto abusivo di armi - Chiunque porta in luogo pubblico o aperto al pubblico un'arma propria diversa dalle armi comuni da sparo o un’arma antica soggetta a denunzia, è punito con l'arresto da diciotto mesi a tre anni e con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Se il fatto è commesso in un luogo ove sia concorso o adunanza di persone, o di notte in un luogo abitato, le pene sono aumentate.
Il porto nelle riunioni pubbliche è punito con le pene di cui all'art. 4 L. 18 aprile 1010 n. 110.
Chi detiene armi nei locali ove svolge la sua attività commerciale, artigianale o professionale è legittimato a portare le armi anche nei locali aperti al pubblico, salvo che vi si stiano svolgendo riunioni pubbliche.
Dopo l'art. 5 della legge L. 18 aprile 1975 n.110, modificato dalla presente legge, è inserito il seguente articolo:
Art 5 bis - Disposizioni sulla vendita di munizioni e loro componenti
- Le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 55 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni, relative alla registrazione delle vendite sul registro giornaliero. non si applicano alla vendita al minuto delle cartucce da caccia a pallini o pallettoni (c.d. munizioni spezzate). L’acquirente deve essere titolare di una licenza di porto d’armi od aver ottenuto apposito nulla osta all’acquisto.
Art. 20 - Quantitativi di cartucce detenibili
c) Fino a 1500 cartucce complessive per armi lunghe a palla
d) Fino a 300 cartucce a percussione centrale per arma corta.
Il prefetto può rilasciare, senza eseguire accertamenti tecnici sui locali, una licenza permanente di deposito per maggiori quantitativi, fino ad un massimo di 5.000 cartucce complessive dei tipi di cui alle lettere c) e d) a chi dimostri di averne necessità nello svolgimento di una attività di tipo sportivo, svolta anche con modalità diverse da quelle indicate nell'art. 7.
Le denunzia della detenzione delle cartucce deve contenere l'indicazione del loro calibro. Non deve essere denunziato il loro consumo. Le cartucce acquistate a reintegro di quantitativi consumati, non sono soggette a denunzia.
La detenzione di cartucce va denunziata, quando le stesse non vengono consumate entro 72 ore dall'acquisto.
Il trasporto dei quantitativi di munizioni, polvere e prodotti esplodenti legalmente detenuti non è soggetto ad autorizzazioni o comunicazioni.
Il fatto che una licenza di pubblica sicurezza non in regola fiscalmente, non incide sulla validità della licenza e comporta solo sanzioni fiscali; le licenze di porto d’armi autorizzano all'acquisto e trasporto di armi e munizioni anche se non in regola fiscalmente.
Art. 22 - Termini per il rilascio di licenze
Il termine per il rilascio di licenze o autorizzazioni o visti per l'acquisto e il trasporto di armi e munizioni e il termine per il rilascio di licenze di porto d'armi è di 5 settimane. Il termine per il rilascio di licenze di trasporto per gli armieri è di una settimana.
Art. 23 - Marcatura delle armi *
La marcatura unica già regolata dalla Direttiva Europea 18 giugno 1991 n. 477, modificata dalla direttiva CEE 21 maggio 2008 n. 2008/51/cee, comprende il nome del fabbricante o la marca, il paese o il luogo di fabbricazione, il numero di serie e l'anno di fabbricazione, qualora non faccia parte del numero di serie e, ove possibile, il modello. Ciò non pregiudica l'apposizione del marchio del produttore.
Nei trasferimenti di armi da fuoco o dei loro componenti essenziali dalle scorte governative ad usi permanentemente civili, le armi in questione vanno provviste della marcatura unica, che consenta anche di identificare l'ente che effettua il trasferimento.
A seguito della soppressione del Catalogo nazionale delle armi, il Banco nazionale di prova di cui all'articolo 11, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, verifica, altresì, per ogni arma da sparo prodotta, importata o commercializzata in Italia, la qualità di arma comune da sparo, e la corrispondenza alle categorie di cui alla normativa europea.
Non sono soggette a classificazione le armi lunghe a canna liscia a caricamento successivo o a ripetizione manuale con lunghezza di canna eguale o superiore a 55 cm. e le repliche di armi ad avancarica.
- il numero progressivo d'iscrizione;
- la tipologia di arma dell'arma e il calibro;
- il modello indicato dal produttore oppure il modello ufficiale per le armi ex ordinanza, se noti. Per modello si intende la denominazione commerciale usata dal produttore e, per le armi demilitarizzate, la sigla ufficiale dell'arma di ordinanza. Confezioni artistiche od artigianali non costituiscono un diverso modello se rimangono invariati il calibro e le parti meccaniche di esso.
- il produttore o l'importatore;
- lo stato in cui l'arma è prodotta o dal quale è importata;
- la categoria europea
- l’immagine chiara dell’arma, utile per la sua identificazione
Art. 25 - Sistema informatico
Il Ministero dell'Interno entro un anno deve mettere a disposizione degli armieri e del pubblico un sistema informatico in cui siano registrate tutte le informazioni relative alle armi da fuoco detenute, necessarie ai fini della loro tracciabilità e identificazione, tra cui:
c) i nomi e gli indirizzi dei fornitori e degli acquirenti o dei detentori dell'arma da fuoco, insieme alle date pertinenti;
d) qualsiasi trasformazione o modifica apportate a un'arma da fuoco che determinino un cambiamento di categoria o di sottocategoria, incluse la disattivazione o distruzione certificate e la data o le date pertinenti.
Gli utenti privati possono accedere solo all'elenco delle proprie armi, alle schede delle singole armi, e aggiungere o modificare dati, inviare comunicazioni relative alla movimentazionei di armi in collezione, conservando traccia della situazione anteriore.
Il sistema dovrà essere alternativo alle comunicazioni cartacee secondo modalità da stabilire con Regolamento, con criteri di assoluta semplificazione e modernità informatica e consentendo l'uso di mezzi di comunicazione tradizionali per il caso di problemi al sistema informatico.
1 - Entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'Interno provvederà al censimento di tutte le armi la cui detenzione è soggetta a denunzia in forza della presente legge. A tal fine esso:
- provvederà a raccogliere presso tutti gli uffici competenti l'elenco delle armi denunziate;
- provvederà a depennare ogni arma che risulti non più soggetta a denunzia;
- invierà ad ogni detentore così individuato l'elenco delle armi risultanti in suo possesso, divise a seconda del luogo di detenzione, con invito a controllarne la completezza, a correggerlo, ad integrarlo con i dati mancanti in quanto reperibili, ed a riconsegnarlo firmato entro un mese, attestando, sotto la propria responsabilità, che l'elenco comprende tutte le armi detenute, con esatta indicazione del luogo di detenzione, e che la matricola, il calibro e le altre eventuali indicazioni di ciascuna arma sono esatte. Tale elenco, una volta riconsegnato e vidimato dall'autorità di P.S., che ne restituirà una copia, sostituirà ogni precedente denunzia.
- svolgerà accertamenti di polizia per accertare la sorte delle armi non ricomprese negli elenchi restituiti.
2 - Non costituiscono reato o infrazione amministrative i fatti rilevati a seguito di questi accertamenti, verosimilmente dovuti a condotte non dolose, ma commesse per ignoranza della normativa o per dimenticanza, quali, ad esempi, l'omessa denunzia di armi da parte di eredi, l'omessa denunzia del trasferimento delle armi da un luogo ad un altro, l'omessa denunzia di cessione di arma a persona legittimata all'acquisto, l’omessa denunzia di armi regolarmente acquistate, la mancanza di matricola. Le armi oggetto di questi reati o infrazioni debbono essere regolarizzate, se del caso, a norma dell'articolo precedente entro sessanta giorni dalla contestazione dell'accertamento.
“Non è consentita la locazione o il comodato (prestito) delle armi comuni da sparo salvo che si tratti di armi per uso scenico, ovvero di armi da caccia o di armi per il tiro al bersaglio o per il tiro a volo oppure destinate a coloro che esercitano attività sportiva, ovvero che il conduttore o il comodatario sia munito di autorizzazione per la fabbricazione di armi o munizioni.
Per armi da fuoco per uso scenico si intendono le armi alle quali, con semplici accorgimenti tecnici, venga occlusa parzialmente la canna al solo scopo di impedire che possa espellere un proiettile ed il cui impiego avvenga costantemente sotto il controllo dell'armaiolo che le ha in carico. Le armi da fuoco per uso scenico sono sottoposte, a spese dell'interessato, a verifica del Banco nazionale di prova, che vi apporrà specifico punzone. E' punito con la reclusione da due ad otto anni e con la multa da lire duecentomila a lire un milione e cinquecentomila chiunque da' o riceve in locazione o comodato armi in violazione del divieto di cui al precedente comma. La pena è raddoppiata se l'attività di locazione o comodato delle armi risulta abituale.
Il comodato di armi, fra privati, salvi gli ulteriori adempimenti per le armi in collezione, deve essere denunziato entro 72 ore dalla consegna dell’arma sia da parte di chi consegna l’arma che da parte di chi la riceve. La denunzia non è dovuta se l’arma viene restituita entro 72 ore dalla consegna.
Chi presta e chi riceve l'arma deve redigere una dichiarazione congiunta in cui è indicata l'arma prestata e il giorno e l'ora della consegna, salvo che il prestito avvenga nel corso di partire di caccia. L'eventuale consegna di munizioni assieme all'arma deve essere sempre denunziata dal cedente.”
“La denuncia è fatta nelle forme indicate dall'art. 15 del presente Regolamento e deve contenere:
Deve essere denunziata qualsiasi trasformazione o modifica apportate a un'arma da fuoco che determinino un cambiamento di categoria o di sottocategoria nonché il cambiamento del calibro.”
Art. 29 - Vendita per corrispondenza *
“Art. 17 - Divieto di compravendita di armi comuni da sparo commissionate per corrispondenza
Art. 30 - Ritiro di armi e divieto di detenzione
Art. 39 - Ritiro di armi e divieto di detenzione
Il prefetto ha facoltà di vietare la detenzione di armi comuni da sparo, di munizioni e di esplodenti alle persone in cui sono venuti meno i requisiti soggettivi di cui all’art. 12 della presente legge, prima frase.
Nei casi d'urgenza, se il detentore dei materiali di cui al primo comma tiene comportamenti indicanti una perdita dell’equilibrio psichico tale da far temere per la sua o altrui sicurezza oppure se ha commesso o tentato di commettere un delitto doloso che osta alla detenzione di armi, gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza provvedono all'immediato ritiro cautelare dei materiali stessi, redigendo verbale motivato e trasmettendolo immediatamente al prefetto.
Se il prefetto ravvisa che ricorrono le condizioni di cui sopra e che il soggetto non risulta più essere in possesso dei prescritti requisiti soggettivi, emette entro quattro giorni dal ritiro, il provvedimento di sua convalida e di imposizione del divieto di detenzione; assegna all'interessato un termine di 150 giorni, prorogabile per giusti motivi, per l'eventuale cessione o affidamento a terzi dei materiali di cui al medesimo comma. L'interessato comunica al prefetto l'avvenuta cessione. Il provvedimento di divieto dispone, per il caso di mancata cessione, la confisca dei materiali ai sensi dell'articolo 6, quinto comma, della legge 22 maggio 1975, n. 152.
Per la costruzione e apertura di campi di tiro o poligoni privati è richiesta licenza del Sindaco del luogo ove si trova il poligono, oltre alle eventuali licenze edilizie, urbanistiche, ambientali, come regolate dalle relative leggi. Per poligono aperti al pubblico devono essere previsti parcheggi e servizi igienici.
Nei poligoni chiusi per armi da fuoco devono essere adottate le misure necessarie per prevenire la fuoriuscita di proiettili, incendi, esplosioni nonché per avere una adeguata ventilazione. La struttura deve essere tale da evitare il rimbalzo di proiettili verso i tiratori. La zona di tiro deve disporre di un sistema di pulizia e lavaggio idonea a eliminare i residui polverosi dello sparo. Vi deve essere una separazione tra l’area tiratori e le postazioni di tiro. La struttura deve essere agevolmente accessibile ai mezzi dei vigili del fuoco.
Ogni anno il gestore dovrà produrre un certificato di un tecnico il quale attesti che non vi è stato decadimento per usura delle protezioni e dei dispositivi di sicurezza o che è stato ripristinato il livello di sicurezza originario.
La licenza quinquennale per la gestione del poligono viene rilasciata dal Sindaco ad un soggetto fisico e ad uno o più suoi rappresentanti, tutti aventi i requisiti richiesti per il rilascio delle licenze di porto d’armi. La nomina dei Direttori di tiro è regolata dall’art. 32. Il gestore è il responsabile legale del poligono ed è responsabile per l’osservanza di tutte le norme e regole che lo riguardano e della perfetta manutenzione della struttura.
I poligoni devono tenere un registro vidimato dall’autorità di PS o da un notaio o dal Comune in cui registrano i dati dei tiratori e del loro documento di identità nonché gli orari di presenza sulle linee di tiro e le armi introdotte nel poligono. È consentita la gestione informatica del registro secondo le regole stabilite, o da stabilirsi, per le armerie.
Nei poligoni possono essere usate munizioni di proprietà dei singoli tiratori, o munizioni cedute a consegnate a norma del comma successivo. La possibilità di usare cartucce caricate privatamente è decisa dal gestore caso per caso o in via generale.
Chi è in possesso di licenza per la minuta vendita di esplosivi, o un suo rappresentante, è autorizzato a trasportare, senza altra autorizzazione, fino a 15.000 cartucce alla volta ad un poligono ed a consegnarle al gestore per l’uso entro il poligono e nel corso della giornata stessa. Il poligono terrà un apposito registro, vidimato come sopra, in cui segnare le munizioni consegnate dall’armiere e i quantitativi consegnati ai singoli direttori di tiro o ai tiratori. Le munizioni rimaste o riconsegnate alla chiusura del poligono vengono riportate in armeria dall’armiere e reiscritte sul registro giornaliero. Il gestore e i direttori di tiro devono controllare che non vengano asportate munizioni da parte dei tiratori.
Le guardie giurate possono svolgere presso poligoni privati i corsi di lezioni regolamentari di tiro a segno previsti dalla normativa vigente, certificati dal gestore e dal direttore di tiro.
L’attività di tiro ludico-motoria non richiede la presentazione di certificati medici; restano ferme le disposizioni vigenti per coloro che praticano attività agonistica oppure non agonistica, ma solo nell’abito di attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali e simili.
Art. 32 bis – Direttori di tiro
Art. 34 - Depenalizzazioni - Violazioni formali
Art. 35 - Abrogazione di norme
Il comma 10 dell'art. 35 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 è abrogato. [È la norma che stabilisce di comunicare ai familiari l’acquisto di armi; mai applicata.]
Art. 37 - Disposizioni finanziarie
Dall'applicazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Le Amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni del presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
COMMENTO AI SINGOLI ARTICOLI (E.Mori)
Il recepimento richiede che vengano inserite nell'ordinamento italiano quelle norme che comportano sue modificazioni; non è necessario inserire norme o disposizioni che già, direttamente o indirettamente, fanno sì che l'ordinamento italiano sia già adeguato a quello previsto dalle norme europee.
È stata colta l'occasione del recepimento per inserire nel nostro sistema del diritto delle armi delle disposizioni chiarificatrici e semplificatrice.
Il nostro diritto delle armi deriva dalla stratificazione di norme per ottant'anni così che ora ci ritroviamo con norme ottocentesche, norme fasciste, norme di emergenza, regole introdotte dalla burocrazia, tutte mal coordinate fra di loro, spesso incomprensibili, spesso superate dai tempi. Ciò comporta una grave e dannosa incertezza sull'applicazione delle norme, un enorme dispendio di energie da parte della pubblica sicurezza per gestire situazioni che ben poco incidono sulla sicurezza pubblica, seri ostacoli al commercio delle armi il che ha una notevole importanza economica per il grande numero di cacciatori e di tiratori che se ne debbano servire.
- il problema della alterazione di arma, punita per vietare le lupare e la creazione di armi a raffica, la quale, per meri giochi linguistici, è stata estesa a modifiche minimali prive di qualsiasi rilevanza a fini della sicurezza pubblica;
- il problema delle parti inefficienti di armi e munizioni da guerra che ha portato la Cassazione a punire con due anni di carcere chi detiene un rottame di bossolo;
- il problema delle parti di armi comuni, fra cui la Cassazione, in contrasto con la legge, con le norme europee, con la logica e vi ha ricompresso qualsiasi oggetto applicato ad un’arma, dalle parti in legno agli accessori.
Ora ci ritroviamo con norme ottocentesche, norme fasciste, norme di emergenza, regole introdotte dalla burocrazia o create dai giudici, mal coordinate fra di loro, spesso incomprensibili, spesso superate dai tempi. Ciò comporta una grave e dannosa incertezza sull'applicazione delle norme, un enorme dispendio di energie da parte della pubblica sicurezza per gestire situazioni che ben poco incidono sulla sicurezza pubblica, seri ostacoli al commercio delle armi e che ha una notevole importanza economica per il grande numero di cacciatori e di tiratori che se ne debbano servire.
- siamo gli unici in Europa a ritenere utile un controllo di PS (fabbricazione, detenzione, vendita) sulle armi bianche quali spade, pugnali, baionette, come se un pugnale fosse più pericoloso di un coltello da macellaio.
- siamo tra i pochissimi in Europa a ritenere necessario un controllo sulle armi antiche e si è giunti al paradosso che un’arma ad avancarica di costruzione moderna, provata al Banco di prova, certamente funzionante e sicura, è stata liberalizzata, mentre l’originale antico, in cui nessuno si arrischierebbe a sparare, è soggetta ad ogni controllo di PS.
- Un notevole dispendio di energie si ha per i controllo delle munizioni. È indubbiamente utile evitare che essa servano per usi illegali, ma non è certamente il controllo formale che può evitare ciò perché, per il momento, le munizioni non sono identificabili e non ne è possibile il controllo. Quindi è inutile elevare barriere burocratiche di carta; è inutile contare le munizioni che uno ha in casa quando questo numero può variare ogni giorno e quando chiunque, con una modesta attrezzatura, si può caricare in casa tutte le cartucce che vuole.
- siamo tra i pochissimi che hanno fatto una regolamentazione per le armi liberalizzate, con tanti controlli quanti ne sono previsti per le armi comuni.
- Siamo gli unici ad occuparci che le armi giocattolo abbiano un tappo rosso, senza penetrarne alcuna conseguenza giuridica.
- Ridurre al massimo i riferimenti ad altre leggi al fine di consentire una facile comprensione delle norme;
- Avere la massima chiarezza espositiva, come stabilito dalla Collegata finanziaria del 2009; perciò il testo è stato scritto in forma espositiva indicando i comportamenti che cittadino e P.A. debbono tenere in quanto trattasi di legge amministrativa che presenta risvolti penali solo in caso di violazioni gravi; non è quindi ragionevole, come purtroppo è stato fatto in passato, organizzare una legge di questo genere come una serie di divieti invece che di regole.
Si è cercato quindi di dare una corretta e precisa definizione delle varie categorie di armi e di raggrupparle per regime giuridico in modo che esso presenti un minimo di coerenza (era ad esempio assurdo che un'arma da avancarica moderna fosse libera e che venisse invece sottoposta a controllo un'arma antica di solito non funzionante!).
Spiegazione dei singoli articoli (E.Mori)
Articolo 2 - Armieri
Articolo 3 - Categorie di armi
Articolo 5- Parti di arma e loro trasporto
-- caricatori a norma: liberi
-- caricatori maggiorati:
- possono essere detenuti da chi è autorizzato a detenere armi di cat. A e vanno denunziati
- chi già li detiene può continuare a detenerli con loro denunzia, ma se li cede li deve mettere a norma.
Articolo 7- Detenzione e collezione di armi
Articolo che adegua la norma venatoria al fatto che le armi di categoria B7 ora sono denominate armi di categoria B9; viene inoltre precisata la norma sull’uso dei calibri Flobert, originariamente formulata in modo un po’ equivoco.
Articolo 9 - Regime degli strumenti di ridotta potenzialità non idonei ad offendere la persona - Armi ad avancarica liberalizzate
Articolo 10- Controllo degli strumenti ad aria compressa
Articolo 11- Strumenti riproducenti armi
Articolo 12- Requisiti soggettivi per la detenzione e il porto d' armi.
Articolo 12 - II
Articolo 13 - Licenza di porto d'armi corte per difesa personale
Articolo 14 - Custodia delle armi e delle munizioni
Articolo 15 - Regime delle armi antiche
Art. 16 - Armi proprie non da sparo
Articolo 18 - Porto abusivo di armi proprie non da sparo o di armi antiche soggette a denunzia
Vengo stabilite le stesse pene previste dall’art. 4 L. 110/1975 non essendovi motivi per differenziale; attualmente è maggiore la pena per le armi improprie che per quelle proprie!
Articolo 19 - Disposizioni sulla vendita di munizioni e loro componenti
Articolo 20 - Quantitativi di cartucce detenibili
Articolo 21 - Validità della licenza di porto
Articolo 22 - Termini per il rilascio delle licenze
Articolo 23 - Marcatura delle armi
Articolo 25 - Sistema informatico
Articolo 26 - Censimento delle armi
Articolo 31 - Controllo sulla permanenza dei requisiti soggettivi
Art. 33 - Destinazione delle armi confiscate o versate
Articolo 34 – Depenalizzazioni - Violazioni formali
La situazione delle sanzioni è diventata un po’ caotica a seguito della stratificazione di norme nel corso di cinquant’anni, non sempre ben coordinate e spesso dettate da situazioni contingenti. È del tutto ragionevoli effettuare una revisione delle sanzioni per adeguarle alla concreta gravità delle condotte. Si pensi alla mancata ripetizione di denunzie di armi custodire in più luoghi, a brevi ritardi nella comunicazione o alla dimenticanza di comunicare fatti peraltro già conoscibili dalla PS, a mancata denunzia di piccoli quantitativi di munizioni per errore di calcolo, a ritardo nel rinnovo di licenze periodiche, consegna di atti all'ufficio sbagliato, ecc. Ora vi è un eccesso di condanne per fatti bagatellari che nulla hanno di penale.
Articolo 34 - Abrogazione di norme
Articolo 36 - Previsione di correttivi
Articolo 37 - Disposizioni finanziarie
Art.... Alterazione di armi
L'art. 3 della L. 18 aprile 1975 n.110 è sostituto dal seguente articolo:
Art. 3 - Alterazione di armi
E' vietato alterare i meccanismi di un'arma al fine di consentire il tiro a raffica, o accorciare un'arma lunga in misura tale da trasformarla in arma corta. L'applicazione e l'uso di accessori, ivi compreso il silenziatore, su di un'arma, non comporta mai alterazione della stessa.
I fabbricanti ed i riparatori possono compiere sulle armi ogni tipo di modifica effettuando le relative registrazioni e inviando l'arma al Banco di prova per il controllo e l'eventuale riclassificazione.
I contravventori sono puniti con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 500 a 2.500 euro.