Source: http://legislazionetecnica.it/311588/fonte/dl-25-06-2008-n-112?parts=2954133
Timestamp: 2019-04-23 04:48:50+00:00
Document Index: 135150529

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 14']

- Sent. Corte Cost. 20/07/2018, n. 166
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1. Per promuovere il coordinamento della programmazione statale e regionale ed in particolare per garantire l’unitarietà dell’impianto programmatico del Quadro strategico nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-2013 e favorire il tempestivo e coordinato utilizzo delle relative risorse, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sentito il Ministero dello sviluppo economico, effettua la ricognizione delle risorse generate da progetti originariamente finanziati con fonti di finanziamento diverse dai Fondi strutturali europei ed inseriti nei programmi cofinanziati che siano oggetto di rimborso a carico del bilancio comunitario e del fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, in particolare individuando le risor
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a) costituzione di fondi
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5. Nella determinazione degli acconti dovuti ai fini dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta regionale sulle attività produttive per il medesimo periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata
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L. 02/06/1995, n. 216
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 aprile 1995, n. 101, recante norme urgenti in materia di lavori pubblici.
L. 06/03/1976, n. 50
Piano pluriennale di finanziamento dell'edilizia universitaria.
D. Leg.vo Pres. 06/12/1947, n. 1501
Nuove disposizioni revisione dei prezzi appalti OO.PP.
Articolo 82, comma 9.
AMBITO DI APPLICAZIONE (art. 1 del D. Leg.vo 175/2016 del D. Leg.vo 175/2016) - Il provvedimento si applica alla costituzione di società da parte di P.A. ex art. 1, comma 2, D. Leg.vo 165/2001, nonché l’acquisto, mantenimento e gestione di partecipazioni da parte di tali amministrazioni, in società a totale o parziale partecipazione pubblica, diretta o indiretta.
Restano ferme le norme che disciplinano società pubbliche costituite per l’esercizio della gestione di servizi di interesse generale o per il perseguimento di una specifica missione di pubblico interesse. Si segnala che con D.P.C.M. può essere deliberata l’esclusione totale o parziale dell’applicazione delle disposizioni del decreto a singole società a partecipazione pubblica.
TIPI DI SOCIETÀ IN CUI È AMMESSA LA PARTECIPAZIONE PUBBLICA (artt. 3 e 4 del D. Leg.vo 175/2016) - Le società partecipate devono avere ad oggetto la produzione di servizi di interesse generale; la progettazione e realizzazione di un’opera pubblica sulla base di un accordo di programma fra P.A.; la realizzazione e gestione di un’opera o l’organizzazione e gestione di un servizio d’interesse generale in regime di PPP; l’autoproduzione di beni e servizi strumentali all’ente o agli enti pubblici partecipati o allo svolgimento delle loro funzioni; servizi di committenza. Le amministrazioni pubbliche possono partecipare esclusivamente a società per azioni o a responsabilità limitata, anche in forma cooperativa.
ONERI DI MOTIVAZIONE ANALITICA (art. 5 del D. Leg.vo 175/2016) - L’atto deliberativo di costituzione o di acquisto di partecipazioni in una società pubblica deve essere analiticamente motivato circa la necessità della società per il perseguimento delle proprie attività istituzionali.
PRINCIPI SULL’ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DELLE SOCIETÀ IN CONTROLLO PUBBLICO (art. 6 del D. Leg.vo 175/2016) - Le società in controllo pubblico devono adottare specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale ed eventuali altri strumenti di governance opzionali.
GESTIONE DELLE PARTECIPAZIONI PUBBLICHE (art. 9 del D. Leg.vo 175/2016) - Le competenze sono attribuite al Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con i Ministeri competenti.
ORGANO AMMINISTRATIVO DELLE SOCIETÀ A CONTROLLO PUBBLICO (art. 11 del D. Leg.vo 175/2016) - Sono previsti per i componenti requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza, da stabilirsi con D.P.C.M., fermo restando il D. Leg.vo 39/2013 in materia di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi presso le P.A. e gli enti privati in controllo pubblico. L’organo amministrativo è di regola costituito da un amministratore unico, salvo che l’assemblea della società disponga la composizione a 3 o 5 membri.
SOCIETÀ A CONTROLLO PUBBLICO TITOLARI DI AFFIDAMENTI DIRETTI DI CONTRATTI PUBBLICI (SOCIETÀ IN HOUSE) (art. 16 del D. Leg.vo 175/2016) - È vietata la partecipazione di capitali privati, a meno che non sia prevista dalla legge o che non comporti controllo o potere di veto. La P.A. deve esercitare sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e almeno l’80% delle attività della società devono essere effettuate nello svolgimento dei compiti affidati dall’ente pubblico.
SOCIETÀ A PARTECIPAZIONE MISTA PUBBLICO-PRIVATA (art. 17 del D. Leg.vo 175/2016) - Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, il socio privato deve essere selezionato con gara e partecipare in misura non inferiore al 30%.
GESTIONE DEL PERSONALE (artt. 19 e 25 del D. Leg.vo 175/2016) - Le società pubbliche stabiliscono criteri per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità ed imparzialità (pena la nullità dei contratti) nonché obiettivi specifici in materia di costi del personale. Entro il 30/09/2017 deve essere effettuata una ricognizione del personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze da trasmettere alla regione nel cui territorio la società ha sede legale. Fino al 30/06/2018, le società a controllo pubblico non possono procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato se non attingendo all’elenco, tenuto presso le regioni, dei lavoratori dichiarati eccedenti (salve deroghe eccezionali autorizzate dalle regioni); tale divieto decorre dalla data di pubblicazione del decreto di cui all'artcolo 25, comma 1 del Decreto Leg.vo in oggetto.
RAZIONALIZZAZIONE PERIODICA PARTECIPAZIONI PUBBLICHE (artt. 20 e 24 del D. Leg.vo 175/2016) - È previsto un meccanismo di verifica e monitoraggio periodico dell’assetto complessivo delle società in cui le P.A. detengono partecipazioni, anche mediante un piano di riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione. Inoltre le partecipazioni detenute dalle P.A., all’entrata in vigore del decreto (23/09/2016), in società che non soddisfano i requisiti indicati dal provvedimento devono essere alienate entro un anno dal termine di approvazione di apposito atto ricognitivo. In mancanza, la partecipazione è liquidata in denaro.
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 01/03/2018
Trasferimento di talune funzioni all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).
Articolo 28, comma 2-bis.
Il Decreto prevede il trasferimento all'ISPRA delle funzioni degli organismi collegiali già operanti presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare elencate nell'Allegato A al Decreto stesso.
Il tutto, alla luce delle modifiche apportate all'art. 14 del D. Leg.vo 106/2009.
La Circolare è il documento cui riferirsi per la corretta applicazione del potere di sospensione, con il quale devono ritenersi superate le indicazioni di precedenti circolari già fornite in materia dal Ministero del lavoro.
Si ricorda che il provvedimento di sospensione ha il fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, e prevede anche sanzioni legate all'impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria ed a violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro gravi e reiterate.
Soggetti affidatari del potere di sospensione: la competenza è dell'Ufficio da cui dipendono i funzionari. In altre parole è l'Ufficio che, in virtù del rapporto interorganico, esercita tale potere mediante il proprio personale ispettivo.
La competenza del personale ispettivo è individuata nei seguenti ambiti: attività del settore delle costruzioni edili o di genio civile; lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei; ulteriori attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati. Inoltre il personale ispettivo delle ASL, in virtù di una competenza di carattere generale in materia di salute e sicurezza, può adottare il provvedimento di sospensione anche in ogni altro ambito o settore merceologico.
Si mantiene la natura discrezionale del provvedimento, poiché gli organi di vigilanza possono adottare provvedimenti di sospensione ma, di norma, la sospensione va adottata ogni qual volta ne siano accertati i presupposti.
La discrezionalità risiede nella valutazione di circostanze particolari, cioè nel fatto che, laddove la sospensione dell'attività possa determinare una situazione di maggior pericolo per l'incolumità dei lavoratori o di terzi, è opportuno non emanare alcun provvedimento, (la Circolare in commento riporta alcuni esempi, come la sospensione di un lavoro di rimozione di materiali nocivi).
Sui presupposti per l'adozione del provvedimento, la presenza di lavoratori in nero deve essere in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro dove il lavoratore in nero è sconosciuto alla P.A., cioè non è stato impiegato con la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, e prescinde dalla tipologia di lavoro nell'impresa.
Le gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro si riferiscono a violazioni della stessa indole, espressione che indica violazioni della medesima disposizione. Disposizioni diverse sono individuate nell'Allegato I.
Brevemente, segnaliamo gli altri argomenti trattati dalla circolare, che riguardano gli effetti del provvedimento, l'adozione del provvedimento su segnalazione, la revoca del provvedimento, il provvedimento di sospensione e sequestro penale (qualora emergano le condizioni cautelari per l'adozione del provvedimento penale, il provvedimento amministrativo non deve essere adottato), e le sanzioni previste per l'inottemperanza del provvedimento, che prevede la possibilità di arresto da tre a sei mesi e il pagamento di un'ammenda.
La prescrizione consisterà nel sospendere l'attività imprenditoriale sino ad avvenuta regolarizzazione dei lavoratori interessati. Oltre alla possibilità di ricorso avverso il provvedimento di sospensione, è previsto, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per gli aspetti di rispettiva competenza, l'emanazione di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche.
Deleghe a 360 gradi in nome della semplificazione da Italia Oggi