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Timestamp: 2017-02-22 17:47:40+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 386', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 50', 'art. 339', 'art. 385']

HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 385 codice civile: Conto finale L’AUTORE: Redazione
La cessazione dalla funzione di tutore può essere determinata da fatti che riguardano il minore oppure lo stesso tutore. Fra le cause attinenti al minore ricordiamo il raggiungimento della maggiore età, l’adozione e il riconoscimento mentre, per il tutore, sussistono le cause specifiche dell’esonero, della rimozione e della dispensa.
L'art. 24 c.p.c. nel designare la competenza del "giudice di esercizio della tutela", intende riferirsi al giudice presso il quale la tutela risulti formalmente aperta ed al quale il tutore debba presentare il rendiconto, ovvero, in caso di omissione, possa procedersi ai sensi dell'art. 386, comma 3, c.c.; infatti, il termine "tutela" rinvia ad una precisa nozione giuridica, che include il complesso delle attività svolte, nell'interesse della persona ad essa soggetta, non solo dal tutore, ma soprattutto dall'autorità giudiziaria.
Cassazione civile sez. VI 15 maggio 2012 n. 7621 L'impugnazione con reclamo del decreto di approvazione del rendiconto finale del tutore, emesso dal giudice monocratico di prima istanza quale giudice tutelare, deve decidersi con sentenza del tribunale in sede contenziosa ai sensi dell'art. 45 disp. att. c.c. ed in composizione collegiale ex art. 50 bisc.p.c.; tale sentenza, la cui natura decisoria si ricava dall'effetto di rendere definitivi ed irrevocabili gli accertamenti sul rendimento di conto del tutore, è appellabile ai sensi dell'art. 339 c.p.c., ma non ricorribile per cassazione.
Cassazione civile sez. I 01 luglio 2008 n. 17956
L'art. 385 c.c., a carico del tutore il quale cessi comunque dalle sue funzioni, detta un obbligo generale di rendiconto che trova la propria ragione nell'esigenza che i soggetti interessati svolgano il pieno controllo sull'attività espletata e che siano accertate le posizioni debitorie o creditorie del tutore nei confronti dello stesso amministrato. Detto obbligo non viene meno neppure nei confronti del tutore provvisorio che cessi dall'incarico a seguito della morte dell'interdicendo, ricorrendo anche in questo caso l'esigenza di consentire agli eredi di verificare la gestione del tutore provvisorio e di recuperare i beni dell'interdicendo eventualmente in suo possesso.
Cassazione civile sez. I 16 settembre 1995 n. 9781 Art. precedente
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