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Timestamp: 2017-10-18 18:25:37+00:00
Document Index: 123080716

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art. 18', 'art.8', 'art. 53', 'art.11', 'art. 27', 'art.81', 'art. 9']

Appello per gli Stati Generali per l’attuazione della Costituzione
La vittoria del “NO” al referendum costituzionale del 4 dicembre ha avuto un doppio significato: da una parte ha rappresentato il rifiuto di un progetto di stravolgimento della Costituzione estremamente pericoloso perché volto a trasformare la nostra Democrazia orizzontale in una Repubblica verticale; dall’altra, è stata la risposta inequivocabile alla sistematica azione di smantellamento dello Stato sociale e di azzeramento dei diritti collettivi e dei lavoratori attuata dal governo. Non a caso il “NO” ha stravinto soprattutto al Sud e nelle isole, ovvero nelle regioni di confine dove più forte è avvertito il disagio economico e sociale.
Da quel “NO” democratico, espressione di una ritrovata voglia di partecipazione, si deve ripartire affinché la Costituzione sia davvero attuata, a cominciare dal principio di sovranità popolare sancito dall’art.1. Per riabilitare il collegamento tra democrazia sostanziale e redistribuzione delle ricchezze, fondandosi sul carattere normativo e prescrittivo della prima parte della Costituzione.
Per farlo, occorre prioritariamente:
- ridare dignità ed effettività all’art.1 della nostra Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, che, quale depositario dello “spirito informatore” di tutte le disposizioni della Costituzione, manifesta l’idea forza, fondamento di tutti i principi costituzionali, dalla quale vanno ricavati gli elementi essenziali sia della forma di Stato che di governo ;
- attuare il principio secondo cui una democrazia, per essere davvero tale, richiede che il popolo non sia soltanto l’origine e il detentore ultimo del potere politico, quanto piuttosto che esso, in sé, eserciti questo potere. Rappresentanza e delega non sono dunque strumenti sufficienti a legittimare la sovranità popolare: solo mediante una sistematica verifica del consenso, che garantisca un continuo rapporto tra l’azione di pochi e l’approvazione/disapprovazione di molti, si realizzerà pienamente la rappresentanza popolare. Di qui la necessità, fra l'altro, di rafforzare gli strumenti di democrazia direttamente partecipativa, referendum e leggi di iniziativa popolare;
- avviare quanto prima iniziative di politiche del lavoro che riabilitino gli artt. 4, 36, 37, 38 della Costituzione rimediando ai danni enormi provocati al mondo del lavoro e allo Stato sociale da misure devastanti come l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, l’art.8 della Sacconi, la legge Fornero, l’infelice e mortificante istituto dei voucher ;
- migliorare il grado di equità e giustizia sociale del sistema economico attraverso un
processo di redistribuzione del reddito che attui lo spirito dell’art. 53 della Costituzione e dei principi di eguaglianza sostanziale e di solidarietà economica e sociale, di cui agli artt.2 e 3 Cost.;
- ripensare totalmente le politiche militari e il ruolo dell´Italia nello scacchiere internazionale, affinché siano sempre in linea con quanto previsto dall´art.11 della Costituzione. Non esistono guerre giuste. No, quindi a interventi militari spacciati come missioni di pace; no a spese militari insensate come quelle per l´acquisto degli inutili e costosissimi cacciabombardieri F-35 ; no alla fornitura di armi e sistemi militari a Paesi che li utilizzano per attacchi illegali;
- restituire dignità al principio di certezza del diritto e di autorevolezza delle istituzioni attraverso un'efficace lotta alla corruzione, anche estendendo la normativa antimafia alla confisca dei beni dei corrotti, e sottraendo la legislazione antimafia estranea ad ogni spirito di convivenza “trattativistico” con le organizzazioni criminali;
- dare, nel contempo, centralità al tema del sistema carcerario e dei diritti calpestati dei detenuti: l’attuazione dell’art. 27 Cost., che mira a un pieno reintegro del detenuto nella società, passa attraverso la realizzazione di una equa “deflazione carceraria”, misure per le pene alternative e, soprattutto, opportunità di lavoro per il detenuto anche durante la pena ;
- ripensare in maniera radicale il concetto di Europa, perché l´Europa oggi, traendo le origini di Europa dei popoli, è solo l´Europa delle lobby affaristico-finanziarie contro i popoli europei, che vanno liberati dalle fallimentari politiche neoliberiste e di austeritá con cui
sono stati tenuti in ostaggio negli ultimi anni. Contro l´Europa dell´intolleranza e dell'austerità e per un´Europa solidale, senza egoismi e chiusure, contro l'Europa delle diseguaglianze.
- riaffermare il diritto dei cittadini ai servizi pubblici di uno Stato sociale che si interessa dei suoi cittadini e ad un'attività economico-imprenditoriale, libera, ma utile socialmente e rispettosa della dignità umana ;
- abolire il vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione (art.81 Cost.), vera e propria negazione dei principi fondanti del Patto sociale sancito nella prima parte della Carta costituzionale, perché le esigenze economico-finanziarie siano subordinate ai diritti sociali e non viceversa ;
- favorire nuove forme di gestione della cosa pubblica. I beni pubblici, per i quali vanno rafforzati anche a livello costituzionale - i requisiti della inalienabilità ed inespropriabilità, devono essere ricondotti alla loro funzione primaria, ovvero di garanzia dei diritti fondamentali, con conseguente abrogazione delle leggi che hanno avviato i processi di privatizzazione e cartolarizzazione dei beni pubblici, depredando la ricchezza dei cittadini ;
- riaffermare il valore della cultura e della ricerca scientifica, di cui all’art. 9 della Costituzione, attraverso politiche volte ad avvicinare un sempre maggior numero di cittadini a quei beni materiali e immateriali in grado di contribuire alla loro crescita intellettuale e
spirituale. E tutelare il paesaggio, l´ambiente ed il patrimonio storico e artistico della Nazione, anche a tutela dei diritti delle generazioni future; e difendere la scuola pubblica e il diritto allo studio di tutti.
- difendere il modello di democrazia parlamentare voluto dai costituenti, basato su un attento equilibrio tra i poteri dello Stato. Il popolo sovrano ha più volte respinto tentativi di introduzione di premierato forte e di presidenzialismo. Ora chiede di tornare a contare, sia nella scelta dei propri rappresentanti sia nel controllo del mandato loro affidato. Occorre dare nuovo slancio all’attuazione della democrazia rappresentativa, anche attraverso l’introduzione di una legge elettorale di tipo proporzionale, in grado di riavvicinare i cittadini alla politica, stabilendo un rapporto forte tra eletto ed elettore.
Su questi temi chiediamo l’adesione e il contributo di tutti, firmando l’appello e formulando proposte integrative per un documento unitario, il più possibile partecipato e condiviso, da presentare agli Stati Generali per l'Attuazione della Costituzione da convocare al più presto. Dopo la battaglia per la difesa della Costituzione deve iniziare la battaglia per la sua piena attuazione.
Antonio INGROIA, Avvocato,
Vauro SENESI, Disegnatore
Enzo Di SALVATORE Presidente Comitato NOTRIV
Ivano MARESCOTTI , Attore
Roberta RADICH, Portavoce PrimaLePersone
Nicola CIPOLLA Presidente CEPES - Palermo
Antonella LETO , Comitato per l'Acqua e Beni Comuni - Palermo
CEPES (Palermo)
Giuseppe SUNSERI, Comitato per il NO Palermo
Alfredo VISCONTI (Napoli)
Antonio De FELICE (Scafati)
Antonio Di LUCA (Napoli)
Carmela BLANDINI (Noto)
Giovanna PEDRONI (Palermo)
Giusy CLARKE VANADIA (Insegnante, Comitato per il NO Catania )
Leda SANTOSUOSSO (Teramo)
Maurizio SANSONE, Giornalista
Serena CERNECCA, Avvocato
Tiziano GROTTOLO , Studente
Valerio BORGHETTI (Aulla)
Antonio PIOLETTI (Roma)
Ernesto De CRISTOFARO (Catania)
Ivano COCCONI ( Parma)
Annunziato RUSSO
Stella COCCONI (Parma )
Nadia CAVALCA (Parma )
Ugo ALDROVANDI
Ausilia ECCELSO (Agrigento)
Alfredo SCHILIRÓ (Enna)
Tiziana BISOGNO (Milano)
Rita Patrizia CALTAVUTURO
Massimo PASQUIN