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Timestamp: 2020-02-26 07:29:47+00:00
Document Index: 131682305

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 15']

Comunicato del 25 marzo 2019. Incontro col Presidente Danovaro in merito alle modifiche apportate allo Statuto e al ROF della SZN in seguito alla sentenza del TAR della Campania - FGU - Dipartimento Ricerca - Sezione ANPRI
Il 23 marzo scorso la delegazione della Federazione GILDA-UNAMS (FGU) Dipartimento Ricerca si è incontrata con il Presidente della SZN, Prof. Danovaro, alla presenza del Direttore Generale, Dott. Vecchi.
L’incontro era stato chiesto con urgenza dalla FGU per un confronto in merito alle modifiche apportate allo Statuto e al Regolamento di Organizzazione e Funzionamento a seguito della sentenza del TAR della Campania n. 7262/2018 ed inviate dal Presidente alle OO.SS. in data 18 marzo 2019. Nel corso dell’incontro, la delegazione della FGU ha chiesto di apportare le seguenti modifiche:
Eliminare al comma 4, art. 8 dello Statuto, la frase “riconosciute anche a livello internazionale”, dato che tale forma di riconoscimento delle “comprovate competenze ed esperienze gestionali e professionali di alto livello” viene richiesto solo per il rappresentante dei R&T nel CdA e quindi costituisce un’immotivata sperequazione rispetto agli altri componenti del CdA, Presidente compreso, per i quali tale riconoscimento a livello internazionale (peraltro non previsto nel D.Lgs. 213/2009 recante il “Riordino degli Enti di Ricerca”) non è richiesto dal comma 1 dello stesso art. 8 dello Statuto della SZN.
Eliminare al comma 5, art. 8 dello Statuto, la estensione alla “comunità scientifica di riferimento nel suo complesso” delle candidature per l’elezione del rappresentante dei R&T nel CdA “in assenza di candidati interni o candidati idonei”, dato che con tale estensione non viene assicurata la presenza di un R&T della SZN nel CdA dell’Ente, assicurazione esplicitamente imposta dall’art. 2 del D.Lgs. 218/2016, e viene disattesa palesemente la sentenza del TAR che stabilisce che “l’elettorato passivo negli organi amministrativi e scientifici di governo dell’Ente vada riservato alla comunità scientifica interna dell’Ente”.
Eliminare al comma 7, art. 8 dello Statuto, il divieto per il rappresentante dei R&T nel CdA di “usufruire dei finanziamenti da parte dell’Ente per attività di collaborazione o per la propria attività di ricerca”, dato che tale divieto è assurdamente punitivo ed è in contrasto con la Carta Europea dei Ricercatori. Se inteso nel senso più rigido (il R/T eletto nel CdA non può fare ricerca con risorse finanziarie dell’Ente e quindi non fa più ricerca se non si procura finanziamenti esterni!), tale divieto ha come conseguenza quella di scoraggiare le candidature interne.
Aumentare almeno a due il numero dei rappresentanti interni dei R&T nel Consiglio Scientifico, dato che la rappresentanza interna di un solo R&T interno, su un totale di 7 Consiglieri, previsto dal comma 2, art. 9 dello Statuto, umilia la professionalità dei R&T della SZN.
Cassare l’art. 14 del ROF dato che esso intende normare le modalità di partecipazione del rappresentante (o dei rappresentanti) dei R&T della SZN nel Consiglio Nazionale dei Ricercatori e dei Tecnologi, in contrasto col D.Lgs. 218/2016 che, al comma 7 dell’art. 8, stabilisce che la composizione del Consiglio Nazionale dei Ricercatori e dei Tecnologi è determinata con “decreto del MIUR, di concerto con i Ministeri vigilanti”.
Le richieste presentate dalla FGU sembrano essere state in larghissima parte rigettate dal Presidente, che ha mostrato disponibilità ad accettare solo la richiesta al punto 1, con la estensione a tutti i componenti del CdA del riconoscimento “anche a livello internazionale” delle proprie comprovate competenze ed esperienze. Una piccola apertura si è registrata anche in merito alla richiesta di cassare l’art. 14 del ROF, su cui forse la SZN chiederà un parere al MIUR.
La FGU ha dichiarato tutta la sua insoddisfazione per l’esito dell’incontro e si riserva di adire le vie legali per tutelare gli interessi dei R&T ad essere adeguatamente rappresentati negli organi di governo e scientifici dell’Ente, anche “in modo da proteggere e promuovere i loro interessi individuali e collettivi” (dal banale rimborso delle mance nei Paesi laddove le mance sono di fatto obbligatorie all’indizione dei concorsi interni ex art. 15 per la carriera dei R&T, ), così come testualmente previsto nella Carta Europea dei Ricercatori.
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