Source: http://quidvis.blog.kataweb.it/weblog/2005/10/
Timestamp: 2018-07-21 21:00:44+00:00
Document Index: 110735648

Matched Legal Cases: ['art. 1138', 'art. 68', 'art. 1136', 'art. 1136', 'art. 1107', 'art. 1138', 'art 69', 'art.69']

Kataweb.it - Blog - gatti magici » 2005 » ottobre
Molti rinunciano a tenere un animale perchè i regolamenti condominiali lo vietano, in realtà, come si evince dalla relativa legislazione, il regolamento condominiale non può impedire la detenzione di un animale nella proprietà privata (sarebbe una indebita limitazione del diritto di proprietà), bensì può vietare che gli animali circolino liberamente negli spazi comuni. Ovviamente, educazione e cortesia implicano che il proprietario dell'animale lo educhi in modo tale che, coi suoi comportamenti, non rechi disturbo a terzi.
Si usa dire che il regolamento è la "legge interna" del condominio: esso infatti disciplina l'utilizzo delle cose comuni e la ripartizione delle spese (secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino) e stabilisce le norme da osservare per la tutela del decoro dell'edificio, e quelle relative all'amministrazione (art. 1138 c.c.).
Il regolamento di condominio contiene le tabelle millesimali (art. 68 disp.att. c.c.) che esprimono in millesimi il valore della proprietà di ciascun condomino, e può essere di natura contrattuale oppure approvato a maggioranza dall'assemblea.
Il regolamento contrattuale deriva da un’accettazione di esso da parte degli acquirenti delle varie porzioni di immobili, al momento dell’acquisto: per lo più viene predisposto dal costruttore-venditore dell'edificio e costituisce parte integrante di tutti gli atti di acquisto stipulati dai diversi condomini.
Da questa sua natura deriva la funzione di disciplinare tanto i rapporti tra i singoli proprietari, quanto alcuni rapporti tra condomini e venditore. Poiché costituisce un'articolazione del contratto di acquisto, ne deriva la piena applicabilità delle norme relative alla trascrizione degli atti relativi ad immobili in particolare per quanto riguarda gli effetti nei confronti dei terzi.
In ogni caso l'omessa trascrizione nei Registri Immobiliari non influisce sulla validità ed efficacia del regolamento.
Le prime hanno natura contrattuale e perciò possono essere modificate soltanto per iscritto e con il consenso unanime di tutti i condomini, mentre le seconde hanno natura tipicamente regolamentare e possono essere perciò modificate con deliberazione dell'assemblea adottata con la maggioranza prevista dall'art. 1136 cod. civ. .
Il regolamento contrattuale può contenere limitazioni al diritto di proprietà esclusiva dei singoli condomini (che sono opponibili ai terzi subacquirenti se debitamente trascritte) come può contenere speciali esoneri di uno o più proprietari da alcune spese condominiali, o la previsione dell'uso esclusivo di alcune parti comuni a favore di una proprietà esclusiva (nesso pertinenziale); deve essere osservato anche dall'originario unico proprietario dell'edificio, ma non può derogare alle norme imperative dettate dal codice civile e dalle leggi speciali.
Il regolamento di condominio edilizio predisposto dall'originario unico proprietario dell'edificio non è vincolante per coloro che abbiano acquistato le unità immobiliari prima della predisposizione del regolamento stesso (anche se nell'atto di acquisto sia posto a loro carico l'obbligo di rispettare un regolamento da redigersi in futuro) salvo che l'acquirente, successivamente alla sua redazione, vi presti adesione con atto scritto da cui risulti in modo chiaro ed inequivocabile la "presa di cognizione" del regolamento stesso e la volontà di darvi esecuzione.
Nei regolamenti contrattuali predisposti dal costruttore\venditore dell'immobile, di norma questi si riserva alcuni "benefit" che potrà esercitare anche dopo aver alienato tutte le unità immobiliari: ad es. il diritto di autorizzare l'apposizione di targhe o insegne, o lo svolgimento di determinate attività all'interno dell'edificio.
Queste norme servono a garantire una più facile commerciabilità dell'immobile, anche qualora - in seguito alle vendite via via effettuate - il costruttore non disponesse più della maggioranza assembleare.
Il regolamento approvato a maggioranza (o di natura assembleare) deriva da una delibera assembleare approvata con la maggioranza degli intervenuti all’assemblea (appositamente convocata) che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio (art. 1136 II c.c.): la relativa delibera, come quella che modifica un regolamento preesistente, può essere impugnata rispettando le ordinarie regole previste dall'art. 1107 c.c.
In pratica non può contenere limitazioni o divieti alla destinazione o utilizzabilità delle proprietà esclusive, oppure criteri di ripartizione delle spese diversi da quelli previsti dal codice civile: tali deroghe sono ammesse solo ove risultino deliberate all'unanimità.
Ad esempio, il divieto di tenere negli appartamenti i comuni animali domestici non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali approvati a maggioranza, non potendo detti regolamenti apportare limitazioni delle facoltà del diritto di proprietà dei condomini sulle porzioni del fabbricato appartenenti ad essi individualmente ed in esclusiva: sicché in difetto di un'approvazione unanime le disposizioni anzidette sono inefficaci anche con riguardo a quegli stessi condomini che le avevano approvate.
Invece per vietare la detenzione di animali all'interno delle aree private, occorre una delibera adottata all'unanimità oppure che tale divieto sia contenuto in un regolamento contrattuale, dal momento che si tratta di imporre un vincolo al libero esercizio del diritto di proprietà dei condomini (nel ns. ordinamento gli animali sono considerati "beni", e dunque sono tutelati in quanto parte del patrimonio personale).
Non esistono neppure limiti predefiniti in relazione alla grandezza o alla specie dell'ospite, ma è evidente come un animale più grande sia più difficile da controllare e tollerare, e dunque potrebbe costituire più facilmente una molestia per gli altri condomini: in materia deve prevalere il buonsenso (e la buona educazione) !
Negli edifici con più di dieci proprietari l'adozione del regolamento è obbligatoria, mentre è facoltativa nel cd. piccolo condominio (art. 1138 c.c.).
Quest'obbligo comporta la facoltà di ciascun proprietario di sottoporre all'assemblea la necessità di adottare un regolamento: qualora non si provvedesse, sarebbe configurabile il ricorso all'Autorità Giudiziaria, le cui modalità di intervento sono peraltro molto discusse.
L'esiguità di tale importo rende di fatto difficile ottenere l'adempimento coattivo delle infrazioni cd. lievi.
Le clausole dei regolamenti che limitano i diritti dei condomini sulle proprietà esclusive o comuni e quelle che attribuiscono ad alcuni di loro maggiori diritti rispetto agli altri hanno natura contrattuale e sono modificabili soltanto con il consenso unanime dei partecipanti alla comunione, che deve essere manifestato in forma scritta, essendo esse costitutive di oneri reali o di servitù prediali da trascrivere nei registri immobiliari della conservatoria per l'opponibilità ai terzi acquirenti di appartamenti o di altre porzioni immobiliari dell'edificio condominiale.
Il regolamento di condominio predisposto dall'originario unico proprietario dell'intero edificio, ove sia accettato dagli iniziali acquirenti dei singoli appartamenti e regolarmente trascritto nei registri immobiliari, assume carattere convenzionale e vincola tutti i successivi acquirenti, non solo per le clausole che disciplinano l'uso o il godimento dei servizi o delle parti comuni, ma anche per quelle che restringono i poteri e le facoltà dei singoli condomini sulle loro proprietà esclusive venendo a costituire su queste ultime una servitù reciproca; ne consegue che tale regolamento convenzionale, anche se non materialmente inserito nel testo del successivo contratto di compravendita dei singoli appartamenti dell'edificio, fa corpo con esso quando sia stato regolarmente trascritto nei registri immobiliari, rientrando le sue clausole, "per relationem", nel contenuto dei singoli contratti.
Ai fini della revisione e modificazione delle tabelle millesimali prevista dall'art 69 disp. att. cod. civ., è rilevante l'accertamento della natura contrattuale o meno delle stesse, poiché, in caso di tabella cosidetta "contrattuale", l'errore non rileva nella sua oggettività ma solo in quanto abbia determinato un vizio del consenso; pertanto, non è esperibile l'azione prevista dall'art.69 disp. cit., ma solo l'ordinaria azione di annullamento del contratto, previa allegazione di un vizio della volontà.
gatti ed estranei
Generalmente, il gatto diffida degli estranei, si tratta di un retaggio della sua vita allo stato selvaggio, però, molto dipende dall’ambiente in cui vive. Se il gatto è abituato a vivere abitualmente solo con le persone e gli animali di casa, di solito, quando entra un estraneo, o anche solo qualcuno che non vede abitualmente, si va a nascondere o, quantomeno, raggiunge un sosto che ritiene sicuro (magari salta sull’armadio più alto e di là considera la situazione, scendendo quando decide che il nuovo arrivato non è pericoloso), se invece il gatto è abituato alla presenza di persone non di casa (i miei gatti, ad esempio, sono abituati al via – vai dei ragazzi che vengono a lezione e degli amici di mio figlio) non ritiene necessario assumere un comportamento di difesa e, in questo caso gli atteggiamenti sono diversi: un gatto particolarmente socievole, come Belfagor o Milou, si mostra immediatamente affabile e tratta subito il nuovo arrivato come un amico, se poisi tratta di una persona conosciuta, diventa addirittura appiccicoso (ad esempio adora la veterinaria e le salta immediatamente sulle spalle, Esopo, che è più riservato, ama mordicchiarle gli orli degli abiti), altri, meno socievoli, si limitano ad osservare il nuovo venuto con curiosità e ad annusarlo, in un secondo tempo, se capiscono di essere ben accetti, cominciano a fare delle “avances”, un micio estremamente riservato, come Fagiolino o Pomponia, non va a nascondersi, ma resta tranquillo al suo posto senza dare confidenza. Altri gatti vanno a simpatie: festeggiano l’arrivo di una persona a loro gradita e snobbano chi non va loro a genio fino ad arrivare a soffiare a chi proprio ritengono antipatico (di solito qualcuno che ricambia l’antipatia) anche se non ci sono stati comportamenti che possano motivare tale atteggiamento (e di solito hanno ragione i gatti a non fidarsi!)
gatti e.....piante
A volte è difficile la convivenza dei gatti con le piante......non che a loro non piacciano, anzi! ai gatti spesso piacciono troppo: le considerano un bellissimo gioco, acchiappano fiori e foglie e rovesciano vasi, persino le cactacee possono essere oggetto delle loro attenzioni ed essere sradicate e portate in giro per casa.Uno dei più grandi divertimenti è raspare la terra dei vasi fino a mettere a nudo le radici, ma a questo inconveniente si può ovviare coprendo la terra con ciottoli decorativi e piuttosto grossi. A volte i gatti amano masticare foglie e fiori ed è quindi bene assicurarsi che la pianta non sia tossica. Le piante da appartamento ad alto fusto o rampicanti, come ficus e simili, sono ogggetto di allegre scalate. Naturalmente gradiscono un vaso di "erba gatta" (Nepeta cataria, della famiglia della menta), ma la sua presenza non preserva assolutamente le altre piante dagli attacchi dei gatti di casa!. Anche i fiori recisi, soprattutto se ornati da un bel nastro svolazzante, attirano la loro attenzione. Si consiglia di metterli in vasi molto stabili e non pregiati. I miei gatti adorano le rose i garofani e l'erba ballerina (li masticano e devono solo più condirli come un'insalata!) e Belfagor ama far cadere a terra i vasi mandandoli in mille pezzi: un vaso a casa mia dura in media due mesi (per tale motivo compro dei vasi "usa e getta" al supermercato e tengo quelli di pregio nei mobili). A volte il gatto diveta geloso di una pianta alla quale si dedicano particolari attenzioni e vi si accanisce contro fino a farla morire, magari con l'aiuto di qualche pisciata. Personalmente consiglio di accudire di nascosto la pianta (anche soltanto innaffiarla).
Ad ogni mutamento di stagione, gli animali cambiano il pelo, in pratica mettono e tolgono un sottopelo lanoso, spesso più chiaro del mantello superficiale e quindi li vediamo schiarirsi leggermente in inverno e scurirsi in estate (la mia furetta, che in estate ha il mantello simile a quello di un gatto siamese,in inverno assume quasi l'aspetto di un ermellino, la gatta Luna, che in estate ha il mantello striato nero su nero, in inverno indossa un "intimo" grigio- perla che accentua le striature). Per gli animali da appartamento, l'accensione del riscaldamento può provocare una seconda muta parziale, ossia un alleggerimento sel sottopelo per adeguarsi alle condizioni climatiche di casa. Non tutti gli animali, anche se della stessa specie, hanno la stessa quantità di sottopelo. Ovviamente, gatti e cani a pelo lungo ne hanno di più, però,anche tra i gatti a pelo raso c'è chi ne ha di più e chi meno. In ogni caso, ogni muta comporta un accentuarsi del distacco del pelo, con conseguente trasformazione di abiti, tappeti e poltrone in tanti "golfini d'angora". Apposite spazzole o anche, semplicemente, un guanto di gomma non liscio e l'aspirapolvere sono utili per ridurre i peli presenti nell'ambiente , mentre è assolutamente necessario spazzolare con frequenza l'animale, infatti il pelo che si stacca può provocare pruriti ed irritazioni della pelle e, se ingerito, può causare problemi anche seri. Solitamente il gatto vomita dei salamini di pelo compresso: questo fatto non deve allarmare perchè è perfettamente naturale e, comunque, si può ovviare con la somministrazione del "remover", un complemento alimentare in pasta molto gradito, oppure di appositi croccantini. La somministrazione di remover o di croccantini appositi, può prevenire la formazione di grossi boli di pelo nello stomaco, non facilmente eliminabili e che richiedono l'intervento del veterinario. Per i cani, soprattutto a pelo lungo, può essere utile l'agginta di un cucchiaio di olio di vaselina alla zuppa , ogni due o tre giorni.
che cosa si può fare se il gatto è ladro?
essere ladro è nella natura del gatto, infatti i felini sono dei predatori. il gatto non ruba perchè ha fame, esattamente come non acchiappa topi, uccelli, lucertole, mosche e pressochè qualsiasi cosa che si muove per farne uno spuntino. Il gatto è un cacciatore per istinto, tale istinto nei piccoli è gioco e, solo in seguito, nel felino selvatico diviene strumento di sopravvivenza. Nel gatto domestico l'istinto alla caccia rimane a livello ludico: il gatto si diverte, sia quando insegue un tappo o una pallina, sia quando dà la caccia ad una mosca, tende un agguato ad un consimile o alle nostre gambe, oppure attenta alla bistecca, non necessariamente lasciata incustodita. Mia nonna diceva che il miglior gatto da topi non è quello che caccia per fame, ma quelo che caccia per divertimento. E' vero che esistono gatti che non sono ladri, ma è solo questione di carattere: il gatto domestico che ruba, di solito non ha nemmeno coscienza di commettere una trasgressione, è fermamente convinto che si tratti di un suo diritto! infatti, spesso, "ruba" in nostra presenza. Al massimo, se il nostro amico esagera, si può tenere a portata di mano uno spruzzatore con acqua e dargli una spruzzata d'avvertimento (a meno che non sia un gatto amante dell'acqua come Tabuj e Milou: in questo caso si aggiunge un tocco di imprevisto al divertimento ed il gatto si mette ad acchiappare lo spruzzo!). Ho avuto una gatta, Lisa, che insegnava ai piccoli (non necessariamente figli suoi), a rubare la carne mentre cuoceva, senza far cadere il coperchio della pentola e senza scottarsi. Era uno spettacolo unico, che seguivamo di nascosto dalla fessura della porta!Cetti, invece, non potendo aprire il frigorifero, davanti al quale c'è un peso di cemento che non offre appigli, ha capito che, puntando le zampe posteriori contro il peso e le anteriori contro il frigo, grazie alle rotelle ed al proprio peso, lo può spostare di quel tanto che permette allo sportello di aprirsi a sufficienza per far passare lo zampino e servirsi (di conseguenza il frigo a casa mia è inclinato verso il muro) . di fronte a tai prove d'intelligenza c'è da essere orgogliosi dei nostri Lupin personali. Muni, il mio enorme siamese, invece, pensa in grande: non ruba una bistecca, ma tutto il pacco, non roscchia un po' di cioccolata, ma porta via tutta la tavoletta, oppure scappa con un cartone da un litro di latte o......con una lattina di birra tra i denti,poi fora la lattina (ha i canini più lunghi e robusti di quelli del mio volpino) e slappa beatamente la schiuma che cola. Muni ha però stretto un patto con mio figlio che ama cucinare, lui non ruba, ma lo assiste seduto compostamente su uno sgabello, ed Elia gli paga una tangente in bocconcini!
Acchiappare un gatto
Il gatto è un animale estremamente agile, dai riflessi fulminei, quindi acchiapparlo contro la sua volontà è praticamente impossibile. Per tale motivo è assolutamente controproducente inseguirlo, a meno che non si stia giocando con lui ad "acchiappami acchiappami", uno dei giochi preferiti in cui ad un certo punto si diventa a turno la preda (è un gioco che il gatto fa anche coi suoi simili o con un cane od un furetto di cui è amico). Se invece bisogna prendere per qualche motivo un gatto riottoso, la cosa più semplice è aspettare che sia addormentato, ricordando che il micio ha un sonno leggerissimo, oppure fingere di ignorarlo, facendo altro ed avvicinandosi gradatamente per poi, al momento opportuno, acchiapparlo saldamente per la collottola, è anche utile attirarlo coi croccantini, o spingerlo, fingendo di volerlo prendere, in uno spazio ristretto e con pochi mobili, ad esempio un corridoio, e poi bloccarlo prendendolo per la collottola. Se il gatto è randagio è generalmente molto diffidente, quindi bisogna conquistarne a poco a poco la fiducia, ma anche così prenderlo può essere difficile (non tutti i gatti, compresi quelli domestici, tollerano il contatto diretto). Una tecnica che dà spesso buoni frutti (e procura tremendi graffi) è quella di prepararsi con una mano alle spalle del gatto e fingere di volerlo prender dal davanti con l'altra. In genere il micio scatta all'indietro e si riesce ad acciuffarlo (Sheeva l'ho catturata in questo modo, anche se ha fatto in tempo ad artigliarmi, oggi però è una micia affettuosissima, oserei dire appiccicosa!)
l'amica "stampa sul muro" suggerisce il seguente metodo che mi pare assai efficace:
Ormai ho sviluppato un metodo infallibile per catturare la mia micia e vorrei suggerirlo..
Quando giochiamo a rincorrerci,e Gaia ha capito che sto tentando di acciuffarla, ad un certo punto si nasconde sotto il letto , al centro esatto del letto stesso, tale che non sia possibile neanche arrivarci distendendo le braccia.
Bene, a quel punto corro in cucina, temporeggio un paio di minuti, prendo il rotolo di carta argentata, ci faccio un pò di rumore, la appallotolo e facendo la gnorri, posiziono la palla appena fatta vicino al letto, muovendola un pò..a quel punto è fatta, Gaia spunta da sotto il letto per giocare ed io sono più che pronta per "braccarla"!
Non so se funzioni anche per gli altri gatti, ma per la mia sicuramente!