Source: https://associazioneeuropalibera.wordpress.com/2016/02/10/481-il-risparmio-secondo-leuropa-e-la-violazione-dellart-47-cost-secondo-i-costituenti/
Timestamp: 2017-12-12 14:04:45+00:00
Document Index: 124048885

Matched Legal Cases: ['art.47', 'art.169', 'art.6', 'art.47', 'art.47', 'art.45', 'art. 11', 'art. 47', 'art.47']

481.-IL RISPARMIO SECONDO L’€UROPA E LA VIOLAZIONE DELL’ART.47 COST (secondo i Costituenti). | Mario Donnini in Associazione Europa Libera
481.-IL RISPARMIO SECONDO L’€UROPA E LA VIOLAZIONE DELL’ART.47 COST (secondo i Costituenti).
la Costituzione persegue oggettivamente e chiaramente dei fini indeclinabili. Sul piano delle politiche economiche ciò può lasciare spazio al “come”, in funzione del ciclo economico, meglio perseguirli, ma non a politiche finalizzate ad obiettivi diversi.
Fortemente ideologizzata, e tesa a forzare la legalità, semmai, è l’interpretazione nuovista (che come sappiamo è in realtà restauratrice di qualcosa che la Costituzione aveva esplicitamente respinto).
E questo è un problema ormai troppo serio per essere sottaciuto…
La questione della violazione dell’art.47 Cost. vista da Orizzonte 48.
“la liberalizzazione dei servizi delle banche e delle assicurazioni che sono vincolati a movimenti di capitale deve essere attuata in armonia con la liberalizzazione della circolazione dei capitali”.
b) Al massimo, i risparmiatori e i mutuatari possono essere contemplati nell’ambito della tutela del consumatore (rectius “utente”) rispetto ai servizi bancari e assicurativi, tipica categoria ordoliberista di assorbimento “sostitutivo” della tutela lavoro nell’ambito dei meccanismi di formazione dei prezzi: della “protezione dei consumatori” si occupa l’art.169 del TFUE con un’unica previsione, contenente delle generiche e scarsamente vincolanti (per le istituzioni e per gli Stati) indicazioni di mero “contributo” dell’Unione a imprecisate politiche legislative da ravvicinare e coordinare.
c) last but not least, l’art.6 del trattato fondamentale (TUE), prevede che l’Unione, pur “riconoscendo” ciò che essa stessa ha espresso con la Carta di Nizza (o di Strasburgo che dir si voglia), – e ci mancherebbe che lo disconoscesse o lo ritenesse espressamente irrilevante-, non si assuma alcun compito ulteriore in relazione ai diritti in essa riconosciuti. Infatti, “Le disposizioni della Carta non estendono in alcun modo le competenze dell’Unione definite nei trattati”.
a) o lo abroga per implicito, in quanto incompabitibile col diritto europeo (cosa appunto che il post, in base al dettato sistematico della Costituzione, quale agevolmente intepretabile dai lavori della Costituente riportati ne “La Costituzione nella palude”, tendeva a confutare come conclusione illegittima), in particolare per incompatibilità col neo-valore supremo della stabilità dei prezzi, incompatibili col pieno impiego e quindi con livelli di occupazione e di conseguente retribuzione del lavoro che consente la formazione del risparmio delle famiglie;
5. In base alle osservazioni che precedono, qualunque attento lettore dovrebbe auspicabilmente essere in grado di comprendere la fallacia e la forzatura di interpretazioni dell’art.47 Cost – e della sua asserita idoneità a fondare l’indipendenza della banca centrale e il divieto di svolgere la sua funzione di tesoreria- come quelle che seguono:
Quest’ultima teoria prescinde radicalmente dalla rilevanza dell’art.47, primo comma, Cost., in quanto inteso a tutelare il risparmio come componente del reddito di piena occupazione, (cioè come flusso connesso agli artt.4, 36 e 45, comma 2 Cost.) e lo svincola persino dalla connessione funzionale del suo accumulo-stock, quale prescritta dal secondo comma (nonchè dal precedente art.45 Cost.), e volta al privilegiato accesso diffuso, cioè per tutti i lavoratori (inclusi gli operatori economici riconducibili alla piccola imprenditoria agricola e all’impresa artigiana, intesa propriamente come PMI nel contesto attuale), alla “proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”, in connessione alla “tutela e allo sviluppo dell’artigianato”.
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2 pensieri su “481.-IL RISPARMIO SECONDO L’€UROPA E LA VIOLAZIONE DELL’ART.47 COST (secondo i Costituenti).”
10 febbraio 2016 alle 21:50
Sergio Govoni10 febbraio 2016 15:49
Il punto è che non si può ritagliare la Costituzione e tenerne solo un pezzo. La Costituzione è un’armonia complessa, secondo la felice formula di Lelio Basso che Quarantotto spesso ricorda: se si tutela il risparmio, si deve tutelare anche il lavoro, da cui il risparmio deriva. Se non si vuole una disparità di trattamento tra le banche italiane e quelle degli altri paesi europei, allora si deve recuperare il senso pieno dell’art. 11.
È chiaro per chi segue questo blog che chi invoca l’art. 47 implicitamente sta chiedendo un ritorno alla democrazia sostanziale, visto che non è la ritualità della democrazia formale che possa servire.
Da qui l’essenzialità portante, di tutto il costrutto, della “dottrina” nazionale (!) creatasi intorno alla rilettura dell’art.47 come norma giustificatrice della stabilità dei prezzi e della banca centrale indipendente.
In sostanza, in assenza di comprensione dei saldi settoriali e del funzionamento dell’economia, un modo di spararsi alla schiena da soli (non a caso un contorsionismo estremo…).