Source: http://www.paoloalfano.it/2010/12/22/va-sanzionato-il-proporietario-che-non-comunica-i-dati-del-conducente-anche-se-il-verbale-di-accertamento-viene-annullato/
Timestamp: 2018-10-18 01:24:43+00:00
Document Index: 88039488

Matched Legal Cases: ['art. 180', 'art. 142', 'art. 126', 'art. 24', 'art. 3', 'sentenza ']

Va sanzionato il proporietario che non comunica i dati del conducente anche se il verbale di accertamento viene annullato | Studio Legale Avv. Paolo Alfano
Va sanzionato il proporietario che non comunica i dati del conducente anche se il verbale di accertamento viene annullato
Cass. civ. Sez. II, Sent., 10-11-2010, n. 22881
Il Sig. M.D. propose davanti al Giudice di pace di Lagonegro opposizione a verbale di accertamento della violazione dell’art. 180 C.d.S., comma 8, elevato dalla Polizia Stradale e notificatogli il 14 maggio 2005 per avere, quale destinatario di precedente verbale di accertamento di violazione dell’art. 142 (eccesso di velocità) in quanto proprietario del veicolo, omesse di comunicare, entro 30 giorni dalla richiesta, le generalità del conducente dei medesimo veicolo, ai sensi dell’art. 126 bis, comma 2 quarto periodo (nel testo all’epoca vigente). Dedusse di non essere tenuto alla comunicazione avendo impugnato il verbale di accertamento dell’eccesso di velocità davanti al medesimo Giudice di pace.
1. – Con l’unico motivo di ricorso, denunciando violazione di norme di diritto, il Ministero sostiene che la pendenza del ricorso sulla violazione presupposta (nella specie, l’eccesso di velocità) non sospende l’indagine degli organi di polizia volta all’identificazione dell’effettivo trasgressore, nè, conseguentemente, il potere dei medesimi di contestare l’illecito di omessa comunicazione dei dati del conducente.
Il termine assegnato al proprietario per comunicare all’organo di polizia che procede i dati relativi al conducente decorre, dunque, non dalla definizione del procedimento di opposizione avverso il verbale di accertamento dell’illecito presupposto, ma dalla richiesta rivolta al proprietario dall’organo di polizia; nè è previsto che quest’ultimo debba soprassedere alla richiesta in attesa della definizione della contestazione dell’illecito. E in proposito vi è sostanziale continuità anche nel testo della norma come modificato nel 2006: la nuova formulazione stabilisce, infatti, che il termine (innalzato a sessanta giorni) decorre “dalla data di notifica del verbale di contestazione” dell’infrazione presupposta (e dunque non dalla definizione di tale contestazione).
Non convince, pertanto, l’affermazione secondo cui la corretta esegesi della norma porterebbe a concludere che “in nessun caso … il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi per l’annullamento del verbale di contestazione dell’infrazione”, fatta da Corte Cost. n, 27 del 2005 nel respingere l’eccezione di incostituzionalità, per violazione dell’art. 24 Cost., della prevista decurtazione dei punti patente a carico del proprietario in caso di omessa identificazione del conducente (eccezione invece accolta sotto il diverso profilo della violazione dell’art. 3 Cost.) e ripresa nella sentenza impugnata.
Questo articolo è stato pubblicato in Codice della strada, Giurisprudenza civile e taggato come Codice della Strada, giurisprudenza civile il 22 dicembre 2010 da Paolo Alfano
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