Source: https://www.mondoadr.it/articoli/sintesi-del-decreto-legislativo-4-marzo-2010-n-28-i-commenti-dei-visitatori-e-le-risposte-degli-esperti.html
Timestamp: 2018-11-19 17:38:22+00:00
Document Index: 179625386

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art 667', 'art. 703', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 5', 'art.16']

Decreto legislativo 4 marzo 2010 n.28: domande e risposte di operatori ed esperti
AMBITO D’APPLICAZIONE E IPOTESI DI RICORSO
Gli organismi di mediazione accreditati dal Ministero della giustizia sono competenti in tutte le controversie civili e commerciali vertenti su diritti disponibili, e nelle controversie transfrontaliere (art. 2).
Ricorso su istanza di parte
Prima di dare avvio a un giudizio o in pendenza di causa (anche se già in corso al 20 marzo 2010), una parte può depositare l’istanza di avvio di una procedura di mediazione.
Ricorso su invito del giudice
Valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, il giudice può invitare le parti con ordinanza a procedere alla mediazione prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero prima della discussione della causa (art. 5.2).
Ricorso per clausola contrattuale
Se il contratto o lo statuto prevedono una clausola di mediazione e il tentativo non risulta esperito, il giudice o l’arbitro, su eccezione di parte, assegna il termine di quindici giorni per la presentazione dell’istanza di mediazione davanti a un organismo accreditato (art. 5.5).
Ricorso come condizione di procedibilità
Dal 20 marzo 2011, il tentativo di conciliazione presso gli organismi accreditati costituisce condizione di procedibilità nelle seguenti materie (art. 5.1):
– Contratti assicurativi, bancari e finanziari
– Risarcimento del danno derivante da:
> circolazione di veicoli e natanti (RC auto)
> responsabilità medica
> diffamazione con mezzo della stampao con altro mezzo di pubblicità
Il tentativo obbligatorio di conciliazione e su invito del giudice non si applica all’azione civile nel processo penale (art. 5.4) e ai procedimenti: per ingiunzione (fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione); per convalida di licenza o sfratto (fino al mutamento del rito ex art 667 c.p.c.); possessori (fino alla pronuncia dei provvedimenti ex art. 703 c. 3 c.p.c.); di opposizione o incidentali di cognizione nell’esecuzione forzata; in camera di consiglio.
La procedura di mediazione si avvia tramite il deposito di un’istanza presso un organismo di mediazione accreditato (artt. 4.1 e 4.2). Il responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa l’incontro non oltre quindici giorni dal deposito della domanda (art. 8.1).
Scelta dell’organismo
L’organismo di mediazione è scelto dalla parte istante o determinato nel contratto. La scelta dell’organismo comporta l’accettazione del regolamento, delle indennità e della nomina del mediatore, che sarà fatta dal responsabile dell’organismo. Non esistono criteri di competenza territoriale. In ipotesi di conflitto tra più istanze è competente l’organismo al quale è stata presentata la prima (art. 4.1).
Obbligo di informazione dell’avvocato al cliente
All’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto a informare per iscritto l’assistito della possibilità di avvalersi della procedura di mediazione. In caso contrario, il contratto di patrocinio è annullabile (art. 4.3).
Della mancata partecipazione senza giustificato motivo alla mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile (art. 8.5).
RAPPORTI CON IL PROCESSO
Provvedimenti urgenti e cautelari
La mediazione non preclude la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari (art. 5.3).
Mediazione non conclusa o esperita
Se la mediazione è iniziata e non conclusa il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine (4 mesi). Se la mediazione non è stata esperita il giudice assegna alle parti un termine di 15 giorni per la presentazione dell’istanza di mediazione (art. 5.1).
A decorrere dalla data di comunicazione alle parti, l’istanza di mediazione produce gli stessi effetti della domanda giudiziale e, per una sola volta, impedisce la decadenza (art. 5.6).
Riservatezza, inutilizzabilità e segreto professionale
Il mediatore e chiunque opera all’interno dell’organismo di mediazione è tenuto all’obbligo della riservatezza e non può essere chiamato a testimoniare (art. 9). Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale (art. 10.1). Il mediatore non può essere tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione (art. 10.2).
Regolamento degli organismi
Si applica il regolamento dell’organismo prescelto, che deve garantire la riservatezza del procedimento e le modalità di nomina del mediatore, assicurandone l’imparzialità e l’idoneità al corretto svolgimento dell’incarico (artt. 3.1 e 3.2).
Il procedimento di mediazione ha una durata massima in ogni caso non superiore a quattro mesi dal deposito della domanda (art. 6.1).
INDENNITA’ E INCENTIVI FISCALI
Indennità dovute dalle parti
Le indennità e i criteri di calcolo sono determinati da appositi decreti ministeriali (art. 17.4).
Tutti gli atti, documenti e provvedimenti sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro (artt. 17.2 e 17.3).
Alle parti che corrispondono l’indennità prevista è riconosciuto un credito d’imposta fino a 500 euro ciascuna. In caso di insuccesso della mediazione il credito d’imposta è ridotto della metà (art. 20).
Se è raggiunto un accordo, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo medesimo. Il verbale di accordo può divenire titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale (art. 12).
Proposta in caso di insuccesso
Se l’accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione. Presso ADR Center tale potere del mediatore può essere escluso dalle parti (art. 11.1).
Impatto sulle spese processuali
Alla parte che ha rifiutato la proposta del mediatore, anche se vittoriosa, il giudice può addossare talune conseguenze economiche del processo (art. 13).
ORGANISMI E MEDIATORI
Organismi di mediazione iscritti al Registro
Le procedure di mediazione possono essere gestite solo dagli organismi pubblici e privati iscritti nell’apposito Registro presso il Ministero della giustizia. I requisiti e le modalità di iscrizione sono disciplinati in uno specifico decreto ministeriale (artt. 16, 18 e 19).
La procedura di mediazione può essere gestita solo da mediatori inseriti nelle liste degli organismi iscritti nel registro, che abbiano compiuto un apposito percorso formativo offerto da enti di formazione accreditati dal Ministero della giustizia (art. 16).
13 dicembre 2010 a 15:27 | #1
la normativa non chiarisce il suo dubbio. In generale l’avvocato è tenuto ad informare l’assistito dei casi in cui la mediazione risulta condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
11 dicembre 2010 a 19:12 | #2
Ai sensi dell’art. 5 co. 4 d.lgs. 28/2010 viene escluso l’obbligo di mediazione come condizione di procedibilità per alcune ipotesi elencate. In tali ipotesi permane l’obbligo di informativa?
In caso affermativo nei seguenti casi:
l’informativa va allegata comunque all’atto introduttivo?
Redazione Soluzioni ADR
18 aprile 2010 a 8:29 | #3
donatella :sto per iniziare il corso di conciliatore professionista.Vorrei sapere, come ci si iscrive agli organismi pubblici e/o privati.inoltre l’iscrizione è esclusiva o ci si può iscrivere a più organismi.ADR ha sedi a rimini o vicino.con che criteri vengono ripartiti gli incarichi; esiste una zona di esclusività per ogni vostro iscritto
1) La frequentazione e il superamento di un corso presso un ente accreditato dal Ministero della giustizia è condizione indispensabile per poter richiedere l’iscrizione presso un orgasnimo pubblico o privato iscritto al Registro. Ogni organismo pubblico e privato ha, poi, dei propri criteri di ammissione alle liste.
2) A norma del DM 222/2004, ogni organismo deve avere almeno 7 mediatori in esclusiva, oltre tale numero minimo i mediatori possono non essere in esclusiva. In ogni caso, ogni mediatore non può iscriversi a più di tre organismi contemporaneamente. ADR Center ha solo mediatori in esclusiva.
3) ADR Center opera in tutta Italia attraverso le sedi di Roma e Milano.
4) Il critero di nomina del mediatore è regolamentato dal regolamento di ciascun organismo (rotazione, discrezionalità in base alle caratteristiche della lite e delle parti, scelta delle parti, proposizione di una rosa ristretta di candidati, etc.). Nel caso di ADR Center la scelta e la nomina del mediatore è regolamentato dall’art. 3 del regolamento http://www.adrcenter.com/avvio-procedure-moduli/mediazione.html
4) Nel nostro caso, e credo per tutti gli organismi, non esistono zone di esclusive affidate a singoli mediatori.
18 aprile 2010 a 8:12 | #4
donatella :il conciliatore deve avevre uno studio suo oppure opera attraverso le strutture dell’organismo al quale è iscritto o può affiancarsi ad uno studio di avvocati già esistenteGrazie
Le mediazioni amministrate si svogono, di norma, presso la sede dell’organismo ovvero, come eccezione, nel luogo indicato dal regolamento a norma del comma 2 dell’art. 8 del D.Lgs 28/2010: Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell’organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell’organismo.
18 aprile 2010 a 8:05 | #5
Sig. Antonio Moroso :In un causa in corso per una questione ereditaria con i miei fratelli che dura da più di sei anni, posso depositare una domanda di mediazione? E chi contatta i vari miei fratelli e i rispettivi avvocati? Dove si fara’ l’incontro?Grazie in anticipo per le risposte.
Sì. Può scaricare il modulo di istanza di mediazione dal sito http://www.adrcenter.com, compilarlo e faxarlo allo 06 69190408. Il Case Manager del suo caso contatterà tutte le controparti e faciliterà la nomina del mediatore. L’incontro si svolgerà presso una delle sedi di ADR Center.
17 aprile 2010 a 20:16 | #6
il conciliatore deve avevre uno studio suo oppure opera attraverso le strutture dell’organismo al quale è iscritto o può affiancarsi ad uno studio di avvocati già esistente
17 aprile 2010 a 20:07 | #7
sto per iniziare il corso di conciliatore professionista.
Vorrei sapere, come ci si iscrive agli organismi pubblici e/o privati.
inoltre l’iscrizione è esclusiva o ci si può iscrivere a più organismi.
ADR ha sedi a rimini o vicino.
con che criteri vengono ripartiti gli incarichi; esiste una zona di esclusività per ogni vostro iscritto
Sig. Antonio Moroso
15 aprile 2010 a 19:15 | #8
In un causa in corso per una questione ereditaria con i miei fratelli che dura da più di sei anni, posso depositare una domanda di mediazione? E chi contatta i vari miei fratelli e i rispettivi avvocati? Dove si fara’ l’incontro?
14 aprile 2010 a 17:18 | #9
Giuseppe :“I requisiti e le modalità di iscrizione sono disciplinati in uno specifico decreto ministeriale (artt. 16, 18 e 19)”Quale D.M.?Grazie per la Vs risposta.
I nuovi decreti ministeriali devono essere ancora approvati dal Ministero della Giustizia (si prevedono tempi brevi, entro l’estate). Nelle more si applicano i DM 222/2004 e 223/2004 che può trovare nella sezione “normativa” del sito.
14 aprile 2010 a 15:32 | #10
“I requisiti e le modalità di iscrizione sono disciplinati in uno specifico decreto ministeriale (artt. 16, 18 e 19)”
Quale D.M.?
14 aprile 2010 a 8:49 | #11
lita camaioni :Avv. Lita Camaioni BolognaUn appunto sul D. Lgs 28/2010: l’ossimoro di cui all’Art. 24
Ex Art. 77 della Costitzione “le leggi … entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione”.Entare in vigore mi pare che significhi che diventi effettiva vincolante ed efficare.Ma stavolta nel D.lgs. 20 marzo 2010 n. 28 il legislatore ha utilizzato una figura retorica che direi mal si addice ad una legge: l’ossimoro. Il decreto legislativo è “entrato in vigore” il 4 aprile 2010 ma la disposzione che è il cuore del decreto e, cioè, l’Art. 5 comma 1, non è entrato in vigore. Cioè, entrerà in vigore tra un anno.E adesso riscriviamo tutti i testi di diritto costituzionale, tutti i dizionari, la Costitzione perchè dobbiamo spiegare a tutti gli studenti a tutti i cittadini che entrare in vigore non vuol dire avere efficacia ma un’altra cosa.Ma cosa?Grazie Avv. Lita Camaioni Bologna
@lita camaioni
In linea generale, la posticipazione dell’entrata in vigore di parte del decreto è coerente con una prassi normativa ormai consolidata in Italia (più criticabile è il famoso “milleproroghe” che proroga ulteriormente una scadenza o gli effetti di una legge). Nel caso specifico, la necessità di posticipare di 12 mesi le disposizioni del comma 1 art. 5, deriva da alcuni ostacoli pratici che avrebbero di fatto reso inapplicabile l’esperimento del tentativo di conciliazione come condizione di procedibilità per un vasto settore di liti. Ad oggi, gli organismi di mediazione esistenti pubblici e privati non riescono a coprire l’intero territorio nazionale e quindi vi sarebbero state molte zone d’Italia senza organismi di mediazione. Inoltre, occorre il tempo di aggiornare i mediatori formati e formarne nuovi per far fronte alla grande mole di mediazioni derivanti dall’applicazione di qualla disposizione che, condividiamo, è il cuore di tutto il decreto legislativo.
lita camaioni
13 aprile 2010 a 10:10 | #12
Avv. Lita Camaioni Bologna
Un appunto sul D. Lgs 28/2010: l’ossimoro di cui all’Art. 24
Ex Art. 77 della Costitzione “le leggi … entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione”.
Entare in vigore mi pare che significhi che diventi effettiva vincolante ed efficare.
Ma stavolta nel D.lgs. 20 marzo 2010 n. 28 il legislatore ha utilizzato una figura retorica che direi mal si addice ad una legge: l’ossimoro. Il decreto legislativo è “entrato in vigore” il 4 aprile 2010 ma la disposzione che è il cuore del decreto e, cioè, l’Art. 5 comma 1, non è entrato in vigore. Cioè, entrerà in vigore tra un anno.
E adesso riscriviamo tutti i testi di diritto costituzionale, tutti i dizionari, la Costitzione perchè dobbiamo spiegare a tutti gli studenti a tutti i cittadini che entrare in vigore non vuol dire avere efficacia ma un’altra cosa.
Grazie Avv. Lita Camaioni Bologna
12 aprile 2010 a 23:03 | #13
Si, la sua interpretazione è corretta. In diverse occasioni ufficiali i rappresentanti del Ministero della Giustizia hanno ribadito che chi ha ottenuto la qualifica di conciliatore in base ai 15 anni di iscrizione all’albo dovrà frequentare e superare un corso di formazione secondo le modalità e i criteri che i nuovi DM stabiliranno. Ciò è coerente con le osservazuioni di tutti gli operatori del settore che ritengono che l’esperienza professionale, se pur importante, è cosa diversa dall’apprendimento delle tecniche di mediazione e gestione del conflitto.
12 aprile 2010 a 23:01 | #14
l’art.16 (comma5) del DL recita:
“…Con lo stesso decreto, e’ stabilita la data
a decorrere dalla quale la partecipazione all’attivita’ di formazione
qualificazione professionale.”
Tale articolo va interpretato come un obbligo per tutti i conciliatori/mediatori di frequentare un corso di formazione annullando di fatto l’Art.4 del DL 23 luglio 2004 n.222 dove viene riportato che gli avvocati con più di 15 anni di iscrizione all’albo possono iscriversi di diritto alle camere di conciliazione??
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