Source: http://docplayer.it/15374490-Provincia-di-pesaro-e-urbino.html
Timestamp: 2018-06-23 01:43:29+00:00
Document Index: 148105974

Matched Legal Cases: ['art. 143', 'art. 3', 'art. 11', 'art 3', 'art. 11', 'art. 11']

3 Linee Guida e Programma Operativo del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pesaro e Urbino. Documento dell Ottava Commissione Consiliare Luglio 2011 Verbale Seduta del : Allegato 3 Stesura documento definitivo per il Consiglio Provinciale 1
4 Oggetto: Linee Guida e Programma Operativo del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pesaro e Urbino. Documento dell Ottava Commissione Consiliare. 1. Premessa L Ottava Commissione Consiliare per l esame delle Linee Guida e Programma Operativo del nuovo PTC si è riunita, congiuntamente con le altre commissioni di volta in volta competenti, per discutere i temi emergenti dei sistemi strutturali. L elenco dei sistemi strutturali ed i relativi temi emergenti, come individuati nelle Linee Guida, sono riportati nel seguente paragrafo, mentre nella tabella successiva sono specificate le date delle riunioni in cui sono stati trattati i singoli temi, nonché specificate le Commissioni Consiliari, i Servizi e gli Organi della Provincia coinvolti. Seguono quindi, nel paragrafo 4., le sintesi dei contributi dei partecipanti ad ogni singola riunione. Ogni sintesi è preceduta da uno stralcio significativo della scheda tecnica contenuta nelle Linee Giuda relativa al tema emergente dei sistemi strutturali in discussione. 2. Elenco dei sistemi strutturali e dei relativi temi emergenti. 1. SISTEMA PAESISTICO AMBIENTALE E STORICO-CULTURALE Assetto geologico, idrogeologico e idrologico Risorse naturali e biodiversità 1.3 Paesaggio Patrimonio storico-culturale 2. SISTEMA INSEDIATIVO E PRODUTTIVO Assetto sostenibile del territorio Qualità urbana e territoriale Struttura pubblica dei servizi Politiche della casa Sostegno e sviluppo dell economia locale Politiche energetiche 2
5 2.7 - Rete distributiva commerciale 2.8 Turismo sostenibile 3. SISTEMA INFRASTRUTTURALE Interventi infrastrutturali Mobilità e Trasporti. 3. Tabella delle riunioni. Argomento data Partecipazione 1 Preliminare Presidente Provincia - Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale 2 Illustrazione generale Servizio 4.1, Urbanistica e 3 Illustrazione temi specifici: 1. SISTEMA PAESISTICOAMBIENTALE E STORICO-CULTURALE Assetto geologico, idrogeologico e idrologico Risorse naturali e biodiversità 1.3 Paesaggio Pianificazione territoriale ^ Commissione Consiliare - Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale Par.4A) Pag.4 Par.4B) Pag.5 Par.4C) Pag.7 4 Illustrazione temi specifici: 1. SISTEMA PAESISTICOAMBIENTALE E STORICO-CULTURALE Patrimonio storico-culturale 5 Illustrazione temi specifici: 2. SISTEMA INSEDIATIVO E PRODUTTIVO Assetto sostenibile del territorio Qualità urbana e territoriale Politiche della casa 6 Illustrazione temi specifici: 2. SISTEMA INSEDIATIVO E PRODUTTIVO Sostegno e sviluppo dell economia locale Politiche energetiche Rete distributiva commerciale ^ Commissione Consiliare - Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale - Segretario Generale ^ Commissione Consiliare - Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale ^ Commissione Consiliare - Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale Par.4D) Pag.9 Par.4E) Pag.11 Par.4F) Pag.15 3
6 7 Illustrazione temi specifici: 2. SISTEMA INSEDIATIVO E PRODUTTIVO 2.8 Turismo sostenibile 8 Illustrazione temi specifici: 3. SISTEMA INFRASTRUTTURALE Interventi infrastrutturali 9 Illustrazione temi specifici: 3. SISTEMA INFRASTRUTTURALE Mobilità e Trasporti. 10 Illustrazione temi specifici: 2. SISTEMA INSEDIATIVO E PRODUTTIVO Struttura pubblica dei servizi 11 Riunione conclusiva Stesura documento per il Consiglio 12 Riunione Finale Stesura finale documento per il Consiglio ^ Commissione Consiliare - Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale ^ Commissione Consiliare - Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale - Assessore Lavori Pubblici - Servizio Progettazione ^ Commissione Consiliare - Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale - Servizio 3.4, Mobilità e Trasporti Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale - Presidente 2^ Commissione Consiliare - Assessore alla Salute della Regione Marche - Direttore Servizio Salute della Regione Marche Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale Servizio 4.1, Urbanistica e Pianificazione territoriale Par.4G) Pag.19 Par.4I) Pag.25 Par.4J) Pag.28 Par.4H) Pag.22 Par.4K) Pag.33 Par.4K) Pag Sintesi dei contributi dei partecipanti alle riunioni. A) Riunione preliminare (prima riunione). Contributi: - Presidente: Matteo Ricci 4
7 Il Presidente evidenzia che, rispetto al Piano strategico Provincia 2020 Progetti per una Comunità più felice, il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) sarà l architrave e per questo il percorso dei due progetti sarà parallelo. Ritiene che il contributo di questa Commissione in particolare, ma anche delle altre, sarà determinante in quanto ci saranno da affrontare tanti temi specifici di estrema importanza per il progetto. Il Presidente quindi ritiene opportuno sottolineare i punti salienti del Piano Strategico e che dovranno essere sviluppati dal PTC. Si riferisce al corridoio individuato per lo spostamento dell autostrada da utilizzare per lo spostamento della Ferrovia ma anche per la statale Adriatica. Temi questi che riguardano l ampio programma del sistema della viabilità provinciale da connettere a quello nazionale; richiama in merito, ad esempio, il completamento della Fano/Grosseto e prolungamento del tracciato ferroviario Fabriano/Pegola fino a Fossombrone e Fano. Evidenzia altresì il tema della mobilità ciclabile e la sua valenza turistica nonchè infrastrutturale a livello territoriale. Sottolinea inoltre l importanza dalla scelta di una pianificazione urbanistica per bacini omogenei e copianificazione comunale alla base del progetto di Piano. Ritiene, infine, che il nuovo PTC debba essere il più possibile vincolante, e non per indirizzi come l attuale. Ma quello che sottolinea in particolar modo è la necessità di una nuova legge urbanistica regionale. 5 B) Illustrazione generale delle linee guida e del programma operativo ( seconda riunione). Contributi: - Mariotti (documento presentato) Relativamente alla Parte II - Programma operativo ed obiettivi strategici delle Linee guida nell ambito del Tema inerente il Turismo Sostenibile del Sistema Insediativo e Produttivo ( Scheda 2.8 ), coerentemente con l assunto di coniugare lo sviluppo dell attività economica con l attenzione alle problematiche ambientali, propone di: a - sviluppare il Turismo Sportivo incentivando le manifestazioni sportive in generale, ed in particolare quelle legate agli sport all aria aperta, nonché quelle
8 connesse al gioco ed alla cultura; b - sviluppare il Turismo Commerciale incentivato attraverso la caratterizzazione di brand specifici individuati con propri marchi e lanciati sui mercati globali utilizzando tutte le tecniche innovative di promozione e pubblicità; c incentivare il Turismo Ambientale riconoscendo che anche i territori sviluppati possono ambire a sostenere questo settore avendo ormai maturato che il rispetto e la salvaguardia ambientale, ed in particolare degli ecosistemi e della biodiversità, coniugati con la condivisione e la partecipazione attiva delle popolazioni locali, possono portare ad un turismo che utilizza le risorse ambientali in modo sostenibile con benefici economici per il territorio e la popolazione. In merito alla Cooperazione inter-istituzionale, sussidiarietà e copianificazione ( paragrafo 2.2 ), sostiene che la zona territoriale omogenea, che va oltre ai confini comunali, dovrà essere definita in funzione di un'organizzazione urbanistico-edilizia la cui omogeneità sia la risultante di più processi, fra cui la formazione storica e le sue successive fasi di lunga trasformazione, il rapporto tra la tipologia edilizia ed il lotto edificabile, il rapporto dimensionale fra spazi pubblici e privati e la prevalenza di una e funzioni urbanistiche significative. In queste aree vaste omogenee, la concertazione interistituzionale deve riguardare la condivisione di obiettivi finalizzati all'attuazione degli indirizzi generali posti e alla soluzione delle problematiche individuate. In tale contesto, ad esempio, è da ritenere prioritario il recupero dell'edificato esistente industriale, artigianale e commerciale; solo nel caso in cui l'esistente non soddisfi più le nuove esigenze si potranno prendere in considerazione nuove aree, ma sempre in modo concertato. Per quanto riguarda il termine di copianificazione di piano di assetto del territorio, si definisce un programma di sviluppo insediativo sia come qualificazione che come localizzazione per quanto riguarda: la residenza, la struttura produttiva sia di grande o piccola distribuzione, il sistema della viabilità e delle infrastrutture ecc. In merito agli Ambiti di concertazione e di copianificazione, riferendosi alla proposta di individuazione degli ambiti di cui alla planimetria di pag. 44 delle Linee Guida, ritiene che una parte del territorio omogeneo del Comune di Pesaro (F) vada collocata nel territorio identificato con la lettera "E", che rappresenta l'ambito della Bassa Valle del Foglia. 6
9 C) Illustrazione temi emergenti (terza riunione): Assetto geologico idrogeologico idrologico; Risorse naturali e biodiversità; Paesaggio Stralcio delle schede tecniche dei sistemi Strutturali delle Linee Guida 1 SISTEMA PAESISTICO AMBIENTALE E STORICOCULTURALE 1.1 ASSETTO GEOLOGICO IDROGEOLOGICO IDROLOGICO DESCRIZIONE Il territorio provinciale presenta numerose condizioni che favoriscono il dissesto idrogeologico quali la natura geopedologica dei terreni, la giacitura di molti terreni privi di adeguata copertura boschiva, la brevità ed accentuata pendenza dei corsi d acqua, la concentrazione delle piogge in limitati periodi dell anno, la difficile regimazione delle acque superficiali, la progressiva urbanizzazione e il non sempre corretto uso del suolo. È in questo contesto operativo che si ricercano gli squilibri e le relative soluzioni di intervento, unitamente agli altri enti che in misura diversa si occupano di difesa del suolo. Il tema della manutenzione di territori antropizzati, ma ormai segnati dall abbandono delle tradizionali utilizzazioni agro-silvo pastorali, si intreccia fortemente con quello delle condizioni di sicurezza idrogeologica del territorio che le più avvertite consapevolezze disciplinari vorrebbero sempre meno affidate a ingenti interventi straordinari per la realizzazione di nuove opere di difesa e viceversa ricercate nella diffusione di comportamenti virtuosi (e la manutenzione è il primo di questi) volti ad assicurare permanentemente migliori prestazioni idrauliche dei bacini e maggiore capacità di conservazione e riproduzione delle risorse primarie. OBIETTIVI STRATEGICI - Coordinamento tra strumenti di pianificazione e piani di bacino - Miglioramento della sicurezza del territorio e riduzione dei fattori di rischio idrogeologico, idraulico, geologico, sismico,... - Interventi di manutenzione e salvaguardia del territorio privilegiando gli interventi di ingegneria naturalistica - Difesa, regolazione dei corsi d acqua e salvaguardia della qualità complessiva dell ambiente idrico - Definizione di norme per un corretto uso del territorio. 1.2 RISORSE NATURALI E BIODIVERSITA DESCRIZIONE Per tutelare e valorizzare il ricco patrimonio naturale provinciale occorre attivare una efficace promozione sul territorio delle aree naturali protette, indispensabili per la difesa della biodiversità, per la conservazione di specie animali e vegetali, di valori paesaggistici, di equilibri idrogeologici ed ecologici che potrebbero essere altrimenti gravemente compromessi. E necessario inoltre favorire uno sviluppo ecosostenibile dei territori, fornendo servizi 7
10 ambientali atti a soddisfare le esigenze delle diverse tipologie e classi di utenza, salvaguardando gli interessi degli operatori economici e creando al contempo occupazione. Un tema di preminente importanza è anche quello relativo alle politiche per il contenimento della erosione di suoli agricoli produttivi, che alcune legislazioni regionali hanno cominciato a introdurre in relazione agli strumenti urbanistici dei singoli comuni e che possono trovare una ancor più realistica ed efficace attuazione attraverso manovre concertate a livello sovra-comunale. Manovre sovracomunali che, peraltro, sono quanto mai necessarie per assicurare la continuità delle reti ecologiche e garantire così il mantenimento o la riproduzione di più elevati livelli di biodiversità. OBIETTIVI STRATEGICI - Salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità - Tutela e valorizzazione delle aree naturali, dei parchi e degli spazi verdi - Adozione di misure di conservazione e dei piani di gestione dei siti Rete Natura Tutela e corretta gestione delle risorse ittiche e venatorie - Assicurare la continuità delle reti ecologiche NOTE E OSSERVAZIONI L istituzione nel 2001, con D.M. Ambiente, della Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo ha permesso di tutelare un area di straordinaria importanza ambientale e di valore naturalistico. La Provincia, come organismo di gestione, sta definendo il Piano di gestione e la normativa regolamentare per disciplinare gli usi delle risorse e gli interventi di salvaguardia e di promozione. 1.3 PAESAGGIO DESCRIZIONE Sul fronte del paesaggio, dalla Convenzione Europea alla nuova formulazione del Codice dei Beni culturali, si ha sempre più presente l attenzione alla percezione del paesaggio da parte delle comunità che con esso sono in più stretta relazione, superando le tentazioni elitarie che troppo frequentemente hanno limitato la più ampia condivisione delle politiche di tutela del patrimonio culturale. La pianificazione paesaggistica, con il nuovo Codice, assume un ruolo fondamentale nei confronti della tutela e valorizzazione del paesaggio. Il nuovo piano paesaggistico (art. 143) dovrà ripartire l intero territorio in ambiti omogenei in base alle caratteristiche naturali e storiche ed in relazione al livello di rilevanza e integrità dei valori paesaggistici, da quelli di elevato pregio fino a quelli significativamente compromessi o degradati; inoltre a ciascun ambito andranno attribuiti obiettivi di qualità paesaggistica definendo i criteri di tutela e valorizzazione per gli ambiti di pregio, ma anche i criteri di recupero e di riqualificazione per gli ambiti compromessi o degradati. La ripresa dei lavori per il Piano Paesistico Regionale è una occasione importante per le autonomie locali per costruire momenti di progettazione partecipata; la Provincia dovrà necessariamente svolgere un ruolo primario in questo processo di revisione del piano paesistico-ambientale, contribuendo all aggiornamento degli obiettivi ed alla definizione delle modalità per il loro raggiungimento. OBIETTIVI STRATEGICI - Coordinamento con le politiche e le azioni del PPAR - Conservazione e valorizzazione dei caratteri che definiscono l identità storico-culturale del paesaggio provinciale - Tutela e valorizzazione dei nuclei, edifici e manufatti storici extraurbani - Limitare i fenomeni di esodo dalle aree agrosilvo-pastorali e proporre misure di valorizzazione del paesaggio agrario e forestale - Definizione di criteri per la tutela e valorizzazione delle qualità diffuse del paesaggio - Miglioramento della qualità paesaggistica e architettonica degli interventi di trasformazione. 8
11 del territorio. Contributi: Baldantoni: Sostiene che il PTC dovrà partire comunque da piani esistenti come il PAI e da norme che permetteranno di evitare situazioni di pericolo come al centro direzionale Benelli. Savelli: Evidenzia la necessità di imporre comportamenti corretti ed effettuare controlli adeguati per evitare il dissesto del territorio. In concreto ritiene che la manutenzione del territorio sia fondamentale per evitare il rischio idrogeologico; questa si effettua iniziando da operazioni basilari quali il recupero delle scoline e la realizzazione dei fossi dei campi per proseguire alla pulizia dei corsi d acqua demaniali. Ritiene inoltre necessario tutelare la biodiversità individuando nuovi sistemi. D) Illustrazione temi emergenti ( quarta riunione): Patrimonio Storico - culturale Stralcio delle schede tecniche dei sistemi Strutturali delle Linee Guida 1 SISTEMA PAESISTICO AMBIENTALE E STORICO-CULTURALE 1.4 PATRIMONIO STORICO-CULTURALE DESCRIZIONE Occorre promuovere lo sviluppo sostenibile e di qualità del nostro territorio attraverso la valorizzazione della ricca presenza di beni culturali, storico-artistici, archeologici, etnoantropologici, ambientali e paesaggistici, a cominciare dai contesti omogenei rappresentati dai centri storici, dai piccoli e piccolissimi centri e nuclei urbani. Su tale vasto patrimonio va sviluppata una costante azione che privilegi, anche in campo urbanistico, i temi del recupero del patrimonio edilizio esistente rispetto a quelli dell espansione e del consumo del territorio. Infatti la crescita urbanistica porta quasi sempre, come conseguenza, lo svuotamento dei centri storici, il consumo di spazi agricoli di grande pregio paesaggistico nonché a spendere rilevanti capitali in nuovi servizi. E necessario invece passare attraverso la riscoperta, la promozione e la valorizzazione dei nostri paesi e delle nostre città e dei loro beni storico-artistici e ambientali, recuperandone i valori identitari. Occorre dare un segnale di 9
12 un inversione di rotta per la rinascita dei centri tramite la valorizzazione della storia, della cultura, delle tradizioni, del patrimonio sociale ed economico: da un punto di vista abitativo, del lavoro artigianale, della produzione e commercializzazione dei prodotti tipici, dei servizi e dell offerta culturali e turistici, per una migliore qualità della vita in termini di aggregazione, di consapevolezza comunitaria, di identità storico-territoriale. OBIETTIVI STRATEGICI - Valorizzazione, recupero, riuso del patrimonio edilizio esistente, innanzitutto dei centri, dei nuclei e dei borghi storici - Valorizzazione del patrimonio storico-culturale diffuso: musei, teatri e biblioteche - Tutela e valorizzazione dei siti archeologici Contributi: Baldantoni Sottolinea l importanza del recupero dei centri storici spopolati nel dopoguerra e la gestione del patrimonio edilizio. Savelli Ricorda il processo di spopolamento delle campagne e dei centri storici avvenuto negli anni 60. Evidenzia quindi l importanza, per quanto riguarda il complesso del patrimonio edilizio da recuperare, dell edilizia residenziale pubblica. Ritiene che occorre valorizzare il ruolo degli ERAP e delle sue scelte. Nel merito ricorda il recupero effettuato a Pergola quale esempio per evitare lo spreco del territorio ed invertire la rotta attuale. Per questo propone che sia incentivato il recupero edilizio anche attraverso il finanziamento mirato di progetti per mezzo degli ERAP, ma anche dei privati, ritenendo comunque determinante che sia poi garantita la gestione dei recuperi fatti. Per fare ciò sostiene che occorrano strumenti specifici come la legge per il terzo millennio, per cui ritiene necessario verificare gli strumenti di cui si dispone attualmente e quindi se ne servono altri. Papi Sottolineare il ruolo della politica, la quale deve delineare gli obiettivi ed avvalersi di tecnici di valore per poi raggiungerli. Identifica quindi alcuni temi, a suo avviso importanti, rispetto ai quali lavorare: la dotazione dei servizi; il recupero dei beni culturali e la loro gestione; incentivare idee e proposte culturali di spessore. Per quest ultimo tema ricorda, ad esempio, l esperienza fatta attorno al teatro di Cagli. 10
13 Ricorda ancora che nel dopoguerra lo sviluppo ha favorito la costa. Ora che c è un ritorno verso i centri storici e l entroterra, ritiene che la Provincia debba riflettere sugli strumenti per sostenere questo processo. Perciò ritiene che occorra avere una visione complessiva ed integrata per quanto riguarda ad esempio i servizi, la viabilità, i trasporti e la telematica. Rossi Interviene per ricordare che in questi ultimi anni si è fatto di tutto per svuotare i centri storici favorendo la nascita di una quantità esagerata di centri commerciali che hanno determinato il trasferimento dei servizi e delle attività. Mariotti Evidenzia che occorre valorizzare i terreni per fini agricoli e non per l edilizia. Ritiene che servano regole precise al consumo di suolo agricolo, che scoraggino l uso dei terreni più pregiati e che riducano le superfici utilizzate per le infrastrutture nonché per gli insediamenti sia di tipo produttivo che residenziale. Ricorda altresì come i Comuni hanno espanso le aree dei propri Piani Regolatori al di là di ogni reale esigenza in ogni settore. E) Illustrazione temi emergenti ( quinta riunione): assetto sostenibile del territorio qualità urbana e territoriale politiche della casa Stralcio delle schede tecniche dei sistemi Strutturali delle Linee Guida 2 - SISTEMA INSEDIATIVO E PRODUTTIVO 2.1 ASSETTO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO DESCRIZIONE Il tema del dimensionamento del Piano Urbanistico chiama il Piano Territoriale ad approfondire la propria capacità di esplorazione strategica del futuro con letture integrate degli aspetti demografici, sociali ed economici e delle loro reciproche relazioni, ma soprattutto che richiede al Piano di mettere mano a politiche territoriali condivise con i 11
14 comuni e con la loro pianificazione urbanistica; politiche capaci di garantire maggiore efficacia alla manovra insediativa, di ridurre le frizioni e le inerzie che ad essa frappongono la struttura (e la rendita) fondiaria, di migliorare le condizioni di vivibilità dei nuovi ambienti urbani e di quelli non più recenti verso cui si indirizza la manovra di riqualificazione urbana. Strettamente connesso a quello del dimensionamento (residenziale) dei piani è il tema della individuazione di nuove opportunità insediative per lo sviluppo e la qualificazione delle attività produttive. Un tema che si intreccia fortemente con quello della sostenibilità (sul fronte delle prestazioni di qualità ambientale che debbono essere richieste ai cicli produttivi ed alla innovazione non solo tecnologica ma anche organizzativa e gestionale) perché abbiano successo e trovino concreta attuazione le nuove figure delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate. L attuazione di una nuova politica territoriale per il sistema produttivo, necessariamente di dimensione sovracomunale, può rappresentare dunque uno dei contenuti innovativi del nuovo PTC, che dovrà inoltre misurarsi con le questioni della perequazione e delle compensazioni territoriali. OBBIETTIVI STRATEGICI - Riequilibrio sviluppo insediativo costa/entroterra - Coordinamento per bacini omogenei dello sviluppo insediativo e della localizzazione dei servizi - Definire criteri per il dimensionamento delle nuove espansioni insediative dei piani regolatori - Riduzione del consumo dei suoli e contenimento dell espansione urbana - Recupero del patrimonio edilizio esistente e riqualificazione delle aree degradate o sottoutilizzate - Riduzione delle impermeabilizzazione dei suoli - Salvaguardare i terreni ecologicamente produttivi ed agricoli pregiati - Promuovere le aree produttive ecologicamente attrezzate - Promuovere la localizzazione di parchi fotovoltaici all interno di aree produttive, disincentivandone l ubicazione su terreni agricoli ed in zone di pregio paesistico - Introdurre i principi dell urbanistica perequativa 2.2 QUALITÀ URBANA E TERRITORIALE DESCRIZIONE Partendo dagli Indirizzi per una corretta e sostenibile attuazione delle nuove trasformazioni urbanistiche approvati dalla Giunta Provinciale in data e facendo seguito alla normativa nazionale e regionale sull edilizia sostenibile e all entrata in vigore della VAS che comportano una crescente sensibilizzazione sul rapporto ambiente e sviluppo urbanistico-territoriale, il PTC è chiamato a definire delle norme e degli indirizzi volti a: - Favorire l utilizzo di aree industriali dimesse e contaminate e l utilizzo di aree urbanizzate per limitare il consumo di suolo e contrastare l uso indiscriminato di aree agricole per insediamenti residenziali e produttivi; - Minimizzare l utilizzo delle risorse non rinnovabili incentivando l utilizzo di risorse rinnovabili attraverso la promozione di politiche e pratiche di risparmio energetico e uso razionale dell energia sostenendo innovazioni costruttive e di progettazione e adottando standard energetici più elevati; - Coordinare gli enti gestori dei servizi e i comuni al fine di creare un sistema integrato delle reti (acquedotto, fognatura, depuratori) volto ad un razionale e reale adeguamento e potenziamento in funzione del tessuto edificato esistente e di previsione garantendo la qualità sia dell acqua distribuita che di quella scaricata, contenendo le perdite di rete e riducendo l inquinamento determinato dalle fognature; - Promuovere un uso consapevole della risorsa idrica e incentivare il recupero delle acque meteoriche attraverso appositi impianti per un loro riutilizzo (irrigazione verde pubblico e privato, lavaggio delle strade e dei piazzali, antincendio, alimentazione delle cassette WC ecc). - Favorire lo sviluppo di una mobilità integrata e più sostenibile, potenziando gli interscambi, promuovendo sistemi innovativi di trasporto e la mobilità ciclo-pedonale con scelte insediativi ed infrastrutturali che tengano in considerazione un accessibilità sostenibile dei diversi siti. 12
15 - Prevenire, contenere ed abbattere l inquinamento elettromagnetico, garantendo il raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla normativa vigente in materia di protezione della popolazione all esposizione di campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti. Promuovere inoltre la tutela dall inquinamento luminoso, con particolare attenzione alle aree di pregio naturalistico e ambientale. - Promuovere, ottimizzare e integrare le operazioni di riutilizzo, recupero e riciclaggio sia in termini di materia, sia in termini di energia, adottando solo come ultima opzione la via dello smaltimento (in particolare il ricorso a discarica) per le frazioni residuali che implichi il minor impatto sull ambiente. OBBIETTIVI STRATEGICI - Riduzione dei rischi di pericolosità ambientale (inquinamento atmosferico, acustico, elettromagnetico, elettrico,..) - Riduzione delle cause di inquinamento idrico e miglioramento dei sistemi depurativi - Definizione di indirizzi per la disciplina degli interventi di trasformazione del territorio - Definizione dei requisiti e criteri inerenti la localizzazione degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante e adeguamento al D.M. 9 maggio Definizione di politiche ed azioni per migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti 2.4 POLITICHE DELLA CASA DESCRIZIONE Per far fronte all attuale emergenza abitativa le Province hanno un importante ruolo di programmazione delle risorse finanziarie, di formazione dei programmi attuativi dei piani regionali di edilizia residenziale e di individuazione degli interventi, ricorrendo anche a politiche innovative nel campo dell housing sociale. Il Piano regionale per l edilizia residenziale pubblica, prevede che i nuovi interventi rispondano a requisiti di sostenibilità edilizia, sperimentino edifici energeticamente autosufficienti nonché forme organizzative nuove di autocostruzione, finalizzate al contenimento dei costi di costruzione degli alloggi. L obiettivo esplicito è di garantire uno standard di qualità elevato a tutti i nuovi alloggi residenziali pubblici e di sperimentare nuove soluzioni di bioarchitettura e di edilizia autosufficiente dal punto di vista energetico. Gli edifici, vecchi e nuovi, non sono soltanto luoghi dell abitare o luoghi dei servizi o luoghi della produzione, ma vanno considerati come nodi di una rete energetica. Dobbiamo indirizzare il modello di sviluppo verso questo tipo di nuova edilizia, perché utile all ambiente, perché utile al lavoro, perché utile alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo. OBBIETTIVI STRATEGICI - Definizione dei programmi attuativi per edilizia residenziale pubblica - Sostegno dei programmi abitativi sperimentali (housing sociale, autocostruzione,..) - Promozione di interventi di riqualificazione urbana di aree degradate* - Incentivare interventi di bioarchitettura e di edilizia autosufficiente dal punto di vista energetico Contributi: Rognini Mariotti 13
16 Evidenziano il problema dei parchi fotovoltaici che attualmente sono in gran parte collocati nelle aree agricole più pregiate ed esposte. Tomassoli Evidenzia la necessita di affrontare il tema dell amianto. Il fotovoltaico può aiutare a risolvere questo problema, infatti alcune esperienze hanno permesso con l installazione di pannelli fotovoltaici sulle tetto di capannoni di sostituire le coperture in amianto preesistenti. Bartoli Evidenzia alcune problematiche quali quelle legate ai termini: perequazione e compensazione, nonché all l ICI e al sostentamento dei comuni, ed anche alla legge urbanistica regionale. Rispetto a quest ultimo sottolinea che dal 1992 la legge regionale non e stata mai aggiornata, a differenza di tante altre regioni, come l Emilia Romagna, che ormai da dieci anni ha piani regolatori che contemplano e affrontano le problematiche suddette. Rileva inoltre che il PTC vigente si basa su indirizzi, per cui attualmente è difficile incidere rispetto a scelte non coerenti, con strumenti quali le osservazioni sui piani attuativi. Ritiene invece che con l introduzione della VAS si possano comunque affrontare le problematiche in modo corretto dovendo verificare prima dell adozione di strumenti urbanistici l esistenza di soluzioni adeguate. Per quanto riguarda i temi qualificanti ritiene opportuno segnalare quello delle piste ciclabili, argomento che deve essere correttamente contestualizzato. Ritiene, infatti, che le piste ciclabili possano migliorare la viabilità veicolare, scaricandola dalla mobilità locale che può essere svolta con la bicicletta. In questo contesto le politiche già attuate dai Comuni, con l indicazione nel PTC, possono essere portate avanti in un quadro complessivo più coerente. Baldantoni Per quanto riguarda la politica della casa, evidenzia che si stanno facendo operazioni di risanamento e recupero di complessi esistenti anche con il sistema dell autocostruzione, con cooperative e lavoro diretto. Mentre per quanto riguarda la bioarchitettura ritiene che a fronte di positive esperienze la Provincia debba incentivare adeguatamente questo obiettivo come ritiene importante dare attuazione a tutti gli obiettivi di questa scheda. 14
17 Ritiene che tali argomenti debbano essere portati avanti impegnando tutti i Comuni per ottenere risultati importanti. Considera inoltre opportuno evidenziare la pista ciclabile Pesaro-Fano, quale esempio di risultato importate ottenuto attraverso la cooperazione fra enti. Il PTC deve delineare un sistema di piste ciclabili sovracomunali e territoriali integrate con quelle di quartiere. Da questo si può desumere un assunto estensibile alla totalità dei progetti (Bartoli). Mariotti Evidenzia che si è parlato spesso di risparmio energetico e di fotovoltaico, ma non di geotermico che dal suo punto di vista deve essere incentivato. Bartoli Ricorda che nel tema delle politiche energetiche lo sviluppo del geotermico è previsto. Si reputa, comunque, pienamente d accordo sulla necessità di incentivare questo tipo di energia rinnovabile. F) Illustrazione temi emergenti ( sesta riunione): sostegno e sviluppo dell economia locale politiche energetiche rete distributiva commerciale Stralcio delle schede tecniche dei sistemi Strutturali delle Linee Guida 2 - SISTEMA INSEDIATIVO E PRODUTTIVO 2.5 SOSTEGNO E SVILUPPO DELL ECONOMIA LOCALE DESCRIZIONE Le capacità e le performance competitive dei sistemi produttivi, soprattutto nell attuale momento di resistenza alla crisi economica, sono sempre più il risultato di interazioni fra lo sviluppo delle capacità organizzative e tecnologiche nei processi controllati dalle imprese e delle capacità e dei comportamenti sviluppati dalle istituzioni e dall ambiente socio-economico. La Provincia, in collaborazione con Comuni, Comunità Montane, associazioni sindacali imprenditoriali e di categoria, può e deve proporsi come protagonista nel coordinamento, nell ideazione e nell organizzazione di interventi e di 15
18 iniziative pubbliche e private di marketing territoriale e nella promozione di azioni volte allo sviluppo e consolidamento dell economia locale. L amministrazione può assumere il ruolo di agenzia strategica che coordina e influenza complessi fenomeni socioeconomici sul territorio e governa le relazioni tra una serie di attori e di attività con lo scopo di definire linee di azione e interventi di promozione del territorio nelle sue caratteristiche materiali (infrastrutture, disponibilità e qualità degli spazi etc...) e immateriali (know how produttivo, relazioni produttive e sociali, patrimonio culturale etc ) e di creare condizioni per lo sviluppo delle risorse esistenti in modo tale da arricchire il patrimonio delle risorse del territorio, elevando al contempo le qualità attrattive del territorio attraverso una strategia di cooperazione interistituzionale e di coordinamento con le altre aree funzionali interne. Il PTC, in quanto strumento di programmazione e di indirizzo per la pianificazione di area vasta, può attivamente contribuire al perseguimento di questi obiettivi strategici generali anche attraverso il rilancio del sistema agroalimentare e la valorizzazione complessiva delle risorse e delle potenzialità dell agricoltura provinciale in una prospettiva di sviluppo rurale sostenibile, privilegiando le modalità di coltura a basso impatto ed in particolare l agricoltura biologica. Il PTC deve sostenere lo sviluppo integrato e multifunzionale delle attività agricole (funzioni turistiche, ricreative, didattiche, etc.) e salvaguardare l agricoltura come freno e contenimento allo sviluppo urbano e come strumento per la valorizzazione del paesaggio rurale e naturale in particolare nelle aree svantaggiate. OBBIETTIVI STRATEGICI - Valorizzazione delle vocazioni naturali ed economiche dei suoli - Sostenere le attività produttive nel comparto agricolo e lo sviluppo rurale su tutto il territorio provinciale - Individuazione dei distretti agroalimentari di qualità e incentivazione delle produzioni agroalimentari locali e biologiche - Valorizzazione dei mestieri tradizionali e dell artigianato ecosostenibile - Riqualificazione dei distretti produttivi - Definire strategie di sviluppo della green economy 2.6 POLITICHE ENERGETICHE DESCRIZIONE La politica energetica può essere una straordinaria fonte di aumento dell occupazione e di sviluppo ambientale. Come in altri campi l impegno non sarà tanto o solo quello di definire le strategie quanto quello di tradurre finalmente in realtà gli indirizzi già definiti a livello regionale dal PEAR esplicando sia l azione amministrativa diretta che in alcuni ambiti è di competenza provinciale, sia la capacità di essere soggetto promotore e coordinante fra attori diversi che possono giocare un ruolo primario nell attuazione di politiche energetiche virtuose. Tramite un vasto sistema di azioni diffuse sul territorio e nei diversi settori del consumo, soprattutto nel terziario e nel residenziale a cui è attribuita un terzo dei consumi energetici a livello nazionale, deve essere promossa una revisione profonda delle modalità costruttive in edilizia con l adozione di tecniche di risparmio energetico, di sfruttamento dell energia solare e di edilizia bioclimatica. Le principali linee di azione per lo sfruttamento dell energia solare: una fortissima integrazione del solare termico e fotovoltaico con l edilizia e la realizzazione di impianti fotovoltaici su grandi superfici, privilegiando le grandi coperture industriali. Il Piano territoriale dovrà contenere indicazioni operative per orientare i progetti e gli interventi edilizi sul territorio provinciale verso il risparmio energetico, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la riduzione dell inquinamento atmosferico, il rispetto ambientale e la tutela della salute dell uomo. OBBIETTIVI STRATEGICI - Ridurre l uso di energie primarie e promozione di energie rinnovabili - Promuovere progetti architettonici e tecnologie edilizie di qualita energetica (classe a+) 16
19 - Incentivare l utilizzo delle superfici di copertura delle aree industriali per impianti fotovoltaici - Definire criteri per la localizzazione degli impianti fotovoltaici, eolici, geotermici e di biomasse - Definire strategie di sviluppo della green economy 2.7 RETE DISTRIBUTIVA COMMERCIALE DESCRIZIONE Il Testo unico in materia di commercio (L.R. 10 novembre 2009, n. 27), approvato dalla Regione Marche, affida (art. 3) alle Province importanti funzioni di localizzazione e di valutazione degli impatti delle grandi strutture di vendita. Mediante il PTC, le Province stabiliscono i criteri per la pianificazione territoriale nel settore commerciale ) e in particolare quelli finalizzati ad individuare le aree di localizzazione delle grandi strutture di vendita attraverso la valutazione dell'impatto dei flussi di traffico, nonché in relazione alla rete viaria ed agli accessi. Il PTC individua inoltre le aree di localizzazione delle grandi strutture di vendita, tenendo anche conto degli effetti d'ambito sovracomunale e di fenomeni di concentrazione territoriale di altri esercizi che producono impatti equivalenti a quelli delle grandi strutture di vendita. All art. 11 del Testo Unico, vengono indicati dei criteri e degli indirizzi generali, che il regolamento attuativo dovrà ulteriormente specificare, per lo sviluppo della rete distributiva commerciale; la Provincia dovrà svolgere un ruolo primario nella definizione dei criteri e degli indirizzi del regolamento attuativo. Il PTC, nello svolgere le funzioni specificate all art 3 e condividendo pienamente gli obiettivi strategicidell art. 11 del Testo Unico, dovrà tenere conto in particolar modo dei contenuti enunciati nell art. 11 comma 1...favorire lo sviluppo della rete commerciale nelle aree montane e rurali, per riqualificare la rete distributiva e rivitalizzare il tessuto economico, sociale e culturale nei centri storici, nonché per consentire una equilibrata e graduale evoluzione delle imprese esistenti nelle aree di particolare interesse del proprio territorio,... ed in particolare al comma 2 punto d) gli indirizzi relativi alle medie e grandi strutture di vendita, privilegiando la riqualificazione degli esercizi già operanti e le iniziative di operatori commerciali associati, tenendo conto della sostenibilità infrastrutturale, logistica e di mobilità relative a specifici ambiti territoriali ed evitando fenomeni di concentrazione di medie strutture di vendita che possano produrre impatti ambientali e territoriali equivalenti a quelli della grande distribuzione;. OBBIETTIVI STRATEGICI - Contenimento delle nuove previsioni urbanistiche commerciali; - Corretta localizzazione delle grandi strutture di vendita attraverso la valutazione dell'impatto dei flussi di traffico; - Favorire lo sviluppo della rete commerciale nelle aree montane e rurali; - Riqualificare la rete distributiva e rivitalizzare il tessuto economico, sociale e culturale nei centri e nei nuclei storici; - Favorire la realizzazione, nelle zone montane, di forme di aggregazione commerciali polifunzionali con l'offerta di vari servizi di interesse per la collettività. Contributi: Baldantoni Per quanto riguarda le politiche energetiche, ritiene che l indirizzo di ridurre il consumo delle fonti energetiche fossili sia doveroso. Evidenzia altresì che occorre dare indirizzi ulteriori che evitino problematiche come quelle emerse per gli impianti fotovoltaici in zona agricola realizzati senza una regolamentazione adeguata. 17
20 Relativamente all obbiettivo di favorire la bioarchitettura, ritiene invece che occorra introdurre incentivi ed individuare altre iniziative che permettano di raggiungere lo scopo. Foronchi Ricorda che già ora si stanno realizzando questo tipo di costruzioni edilizie. Dalla sua esperienza emerge che questo sta avvenendo per la maggiore sensibilità della gente. Per quanto riguarda invece gli incentivi per la riduzione dei costi, ritiene che questi non potranno venire dalla riduzione degli oneri di urbanizzazione in quanto già carenti rispetto alle reali necessità. Capanna Evidenzia che ci sono degli incentivi o accorgimenti che si stanno utilizzando a tale scopo, come il calcolo della volumetria effettuato tenendo conto di spessori ridotti delle murature. Baldantoni Ritiene che gli obiettivi suddetti si possono raggiungere anche con una adeguata politica urbanistica per ridurre la speculazione fondiaria; mettendo ad esempio in concorrenza più aree. Capanna Per quanto riguarda la rete commerciale ritiene che le grandi strutture di vendita realizzate nel fondovalle hanno impoverito l entroterra e che se il PTC fosse rigido potrebbe imporre scelte che invertano il trend attuale. Baldantoni Ritiene che sia interesse e compito dei Comuni confrontarsi sulle scelte importanti per il territorio. Ritiene altresì importante sostenere la tendenza ad un ritorno all entroterra anche in funzione della riduzione dei consumi energetici per gli spostamenti. Ritiene inoltre che il PTC debba sostenere il recupero e la ristrutturazione degli edifici esistenti e che sia necessario proporre una legge che definisca incentivi per tale finalità. 18
21 Conti Evidenzia che i centri commerciali dovrebbero essere maggiormente integrati con i servizi e che la legge regionale sul commercio permette ai comuni di formare aggregazioni per una programmazione a scala intercomunale più adeguata. Bartoli Evidenzia che la legge regionale comprime le grandi strutture di vendita, perché si può sostenere che in passato si è esagerato, mentre il nuovo PTC vuole favorire la rete commerciale delle aree interne per il recupero dei centri storici. Papolini Ritiene che si debbano sostenere i centri commerciali naturali per valorizzare l entroterra, ma anche per questi, ritiene che occorra comunque una massa critica. Evidenzia altresì che il nostro entroterra, relativamente agli impatti, non può sostenere ambientalmente grandi strutture. A riscontro di ciò porta ad esempio quanto successo con gli impianti fotovoltaici realizzati recentemente. Foronchi Ritiene interesse dei piccoli comuni coordinare gli interventi per evitare la dispersione nel territorio. G) Illustrazione temi emergenti ( settima riunione): turismo sostenibile Stralcio delle schede tecniche dei sistemi Strutturali delle Linee Guida 2 - SISTEMA INSEDIATIVO E PRODUTTIVO 2.8 TURISMO SOSTENIBILE DESCRIZIONE Un motore importante per lo sviluppo del territorio, strettamente legato alla specificità e alla valorizzazione delle sue componenti naturali e culturali, è rappresentato dall attività turistica. Una corretta programmazione, pianificazione e progettazione deve tener conto delle possibili criticità ambientali gettando le basi per lo sviluppo futuro di un turismo sostenibile, 19
22 così da far evolvere l attività economica mantenendo alta l attenzione alle problematiche ambientali. Nell ultimo decennio ad una sensibile flessione delle strutture alberghiere tradizionali si è accompagnato un notevole incremento degli investimenti nelle strutture agrituristiche nonché nelle altre tipologie extra alberghiere quali Bed & Breakfast e Country House. Nell ambito degli indirizzi e delle scelte strategiche del PTC, dovranno essere formulate nuove proposte che possano dare impulso al settore, soprattutto nelle aree interne, adeguandolo alle nuove esigenze territoriali. Un obiettivo prioritario sarà quello di incentivare, anche a livello urbanistico, la riqualificazione funzionale delle strutture ricettive esistenti ed il recupero del patrimonio abitativo abbandonato nei nuclei storici e nelle campagne promuovendo un offerta integrata di funzioni turistico-ricreative sostenibili, mettendo a sistema le risorse ambientali, culturali, paesaggistiche e agroalimentari della Provincia e diffondendo la cultura del turismo non invasivo promuovendo una omogenea distribuzione dei flussi turistici nel territorio. OBIETTIVI STRATEGICI - Valorizzazione dei piccoli centri e nuclei storici e delle aree interne (distretti del benessere) - Promozione del turismo locale sostenibile ad elevata qualità ambientale ed energetica - Riqualificazione e sviluppo delle risorse termali esistenti - Incentivare forme alternative di ricezione turistica (albergo diffuso) - Favorire previsioni insediative turistiche compatibili con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei luoghi Contributi: Tarsi - Bartoli Evidenzia che gli alberghi per la loro caratteristica hanno bisogno di spazi di cui difficilmente dispongono e che, nella situazione del nostro litorale, fanno difficoltà a recuperare e quindi a realizzare strutture ottimali. Questo è il motivo per cui ritiene che gli alberghi sono in calo soprattutto a Fano, nonostante che lo Stato, a seguito della crisi delle mucillaggini ed in occasione dei mondiali di calcio del 90, ne avesse incentivato il recupero. Capanna 20
23 Evidenziando che il turismo non è mai stato importante nel passato, rispetto all altra economia, constata la trasformazione, negli ultimi anni, delle strutture alberghiere in residenze sull onda della speculazione edilizia. Ritiene che debba essere verificata la possibilità che con una adeguata politica urbanistica si possa bloccare o rallentare questa tendenza. Papi Ritiene che è ormai evidente che l economia della nostra Provincia non può più andare in una sola direzione: il turismo deve avere un ruolo, e quello della nostra Provincia ha una tendenza, quella culturale aiutata da internet. Ritiene altresì che il sistema produttivo debba essere integrato per essere sostenibile e la Provincia debba aiutare sia il pubblico che il privato, mentre l urbanistica debba sostenere un equilibrio. Evidenzia inoltre che il turismo legato all ambiente e alla cultura si è sviluppato. Ritiene che tutto il territorio, con le sue peculiarità: mare, collina e monti, possa essere altresì sviluppato attraverso la cultura. Rognini Evidenzia che debba essere effettuata determinare le potenzialità del settore. una analisi delle strutture esistenti per Sanchioni Ritiene che il turismo possa essere l alternativa soprattutto per i giovani alle difficoltà attuali dell economia. Evidenzia inoltre che le strutture come bed end breakfast e country house abbiano forti limitazioni. Infatti non permettono una ricettività forte, tant è che il numero di turisti contenuto in un pulman non può essere accolto. Ritiene altresì che queste alternative vi siano ma si debbano creare le condizioni per cui si sviluppino. Baldantoni Sostiene che, comunque, il manifatturiero debba essere sostenuto, mentre il turismo debba essere incentivato nell ambito del sistema regionale, al di là del ruolo della Provincia. Ritiene inoltre che vi siano settori connessi che possono essere sostenuti, come ad esempio il golf, rispetto al quale vi sono forti richieste. Savelli Ritiene che il declino e le difficoltà del turismo in Italia dipendano in gran parte dall imprenditorialità che non rispetta il rapporto qualità prezzo. 21
24 Ritiene inoltre che le analisi fatte debbano essere aggiornate ma anche integrate con i dati nazionali per comprendere le dinamiche. Le proposte e gli obiettivi del piano hanno bisogno di un aiuto, come ad esempio nel caso del recupero dei centri storici. In questa logica occorre incentivare tutti i tipi di turismo individuando quelli che hanno bisogno di sostegno. Ricorda ad esempio il turismo scolastico cha ha bisogno di strutture adeguate ed i piccoli musei che, se gestiti in rete, possono essere funzionali alle attività ricettive. Comunque la Regione, a suo avviso, deve fare la sua parte ed investire adeguate risorse. Capanna - Baldantoni -Senigalliesi Evidenziano la necessità di trovare soluzioni concrete per attuare gli obiettivi del PTC, come il recupero dei centri storici per le strutture ricettive, e sostenere i relativi progetti. Rilevano altresì come le procedure di SUAP velocizzino i relativi iter di approvazione. Bartoli Ritiene che il turismo legato al mare sia in crisi in quanto deve competere con la Croazia, mentre si sta sviluppando quello dell entroterra perchè ha delle peculiarità che vanno valorizzate. In questo contesto il PTC darà l indirizzo normativo anche per sviluppare poli turistici nell entroterra. Per quanto riguarda il golf, ritiene che questo debba essere ritenuto un attività sportiva che necessita di una forte strutturazione. Evidenzia, in merito, che questi impianti hanno bisogno anche di strutture residenziali collegate, che devono essere opportunamente gestite. Ricorda altresì che per Fano e i campeggi il PTC prevede il trasferimento di queste strutture all interno. Il concetto è quello di salvaguardare le aree vincolate creando parchi e realizzare le infrastrutture per sostenere le imprese alberghiere. Evidenzia, quindi, che il problema è quello del limite fisico allo sviluppo futuro delle strutture. Capanna - Senigalliesi Rispetto ai ruderi, che potrebbero essere recuperati a fini dell accoglienza turistica, sono stati individuati strumenti che hanno prodotto soluzioni alle problematiche che possono impedirne il recupero. H) Illustrazione temi emergenti ( decima riunione): struttura pubblica dei servizi
25 Stralcio delle schede tecniche dei sistemi Strutturali delle Linee Guida 2 - SISTEMA INSEDIATIVO E PRODUTTIVO 2.3 STRUTTURA PUBBLICA DEI SERVIZI DESCRIZIONE Il Piano territoriale, come strumento di coordinamento delle azioni dei diversi soggetti che operano sul territorio, avrà anche il compito di stabilire la struttura territoriale della città pubblica, attraverso la quantificazione e localizzazione delle infrastrutture, delle attrezzature e degli spazi collettivi di livello provinciale, delle dotazioni ecologiche ed ambientali nonché dell edilizia residenziale sociale. Il tema dell equipaggiamento e della dotazione territoriale dei servizi deve essere sviluppato attraverso l individuazione e la definizione delle funzioni di eccellenza nei progetti complessi, attraverso la specificazione dei ruoli territoriali nei processi di costruzione delle reti del sistema insediativo e produttivo (poli urbani, nuove conurbazioni, aree centrali) ed infine attraverso la riorganizzazione delle reti infrastrutturali. OBBIETTIVI STRATEGICI - Localizzazione del nuovo polo ospedaliero e miglioramento della rete delle strutture sanitarie esistenti - Miglioramento dell edilizia scolastica - Sviluppo diffuso sul territorio delle strutture universitarie - Localizzazione strategica dei servizi amministrativi e sanitari di rilievo sovracomunale e provinciale * - Definizione della struttura della città pubblica con adeguata dotazione di infrastrutture e servizi - Definizione di interventi di welfare e di integrazione sociale - Gestione integrata ed associata dei servizi di scala intercomunale Contributi: Presidente Ricci Evidenzia l importanza che la nuova struttura ospedaliera riveste nella programmazione territoriale, e riscontrando la concomitante fase di scelta della localizzazione della nuova struttura ospedaliera Marche Nord, con la discussione sulle Linee guida del nuovo PTC, pone in evidenza l utilità di sentire direttamente dai vertici regionali lo stato del processo e i criteri ministeriali e regionali per la localizzazione della struttura. Sottolinea quindi alcuni aspetti che giudica, dal suo punto di vista, importanti per la realizzazione del nuovo ospedale: - la centralità della localizzazione rispetto alle rete infrastrutturale; 23