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Timestamp: 2015-08-28 22:13:24+00:00
Document Index: 78012827

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.46', 'art.46', 'art.1', 'art.4', 'art. 5']

DISPOSIZIONI RELATIVE DISCIPLINA MOBILITA’ MODIFICATE DA RIFORMA FORNERO E LEGGE 134/12 - Diritto.net
DISPOSIZIONI RELATIVE DISCIPLINA MOBILITA’ MODIFICATE DA RIFORMA FORNERO E LEGGE 134/12
di mobilita’ risulta disposta dal comma 46 dell’ art.2 ,per la legge n .134/12 vi ha provveduto l’art.46 bis) ,comma 1 ,lettera e ).
Pertanto ,a seguito di dette modifiche legislastive ,la durata dell’indennita’ di mobilita’ è fissata come segue, con rispettivo riferimento ai lavoratori dei territori della Casmez e dei restanti territori del Paese.
a) collocati in mobilità nel periodo dal 1º gennaio 2013 al 31 dicembre 201a:
dodici mesi, elevato a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a trentasei per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni
Prima ventiquattro mesi, elevato a trentasei per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a quarantotto per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni.
Prima un periodo massimo di dodici mesi, elevato a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a trentasei per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni
Variazione: diminizione sei mesi per lavoratori di 40 anni e di 12 mesi per lavioratori di 50 anni
Dopo dodici mesi, elevati a diciotto per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni.
Si segnala inoltre che la lettera f) del comma 1 dell’art.46 bis in esame dispone che ,all’articolo 2 della legge n.92/12 ,dopo il comma 46 ,è inserito il seguente nuovo comma< :«46-bis. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro il 31 ottobre 2014,procede, insieme alle associazioni dei datori di lavoro e alle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente piùrappresentative sul piano nazionale, ad una ricognizione delle prospettive economiche e occupazionali in essere alla predetta data, alfine di verificare la corrispondenza a tali prospettive della disciplina transitoria di cui al comma 46 e di proporre, compatibilmentecon i vincoli di finanza pubblica, eventualiconseguenti iniziative»
Pertanto ,a seguito di quanto sopra riportato e’ prevista la messa in calendario entro il 31 ottobre 2014, la verifica delle disposizioni transitorie in materia di mobilità, al fine di assumere eventuali iniziative in materia.
Una seconda modifica concerne la procedura di mobilita’ di cui agli artt.4 e 5 della legge n.223/91.
In merito ha provveduto legge n.92/12 con le disposizioni contenute nei commi 44,45 e 46 dell’art.1 ,che riguardando l’art.4 ,commi 9 e 12,nonche’ l’art. 5 ,comma 3,della legge n.223/91, sono entrate in vigore dal 18 luglio 2012 ,tenedo conto tuttavia dello stato delle procedure di licenziamento previste dall’ultima legge citata
Di seguito , si riportano i testi previsti dalle norme suddette risultanti a seguito delle modifiche ,che sono evedenziate con segno ——————- ed in grassetto :
Le novita normative di cui sopra sono state suggerite dai problemi che spesso hanno caratterizzato le procedure collettive e che hanno a volte portato all’invalidita’ delle stesse e dei relativi licenziamenri.,significando che:
a)Per quanto riguarda la comunicazione degli eventuali lavoratori licenziati ,a conclusione della procedura di consultazione sindacale,all’istituzione competente ed ai sindacali interessati ,con la indicazione di tutti gli elementi previsti ,la legge di riforma stabilisce che essa non deve piu’ essere contestuale alla collocazione in mobilita’ dei dipendenti coinvolti,bensì puo’ essere effettuata entro i sette giorni successivi alla comunicazione scritta dei singoli recessi.
b)In merito ai vizi della comunicazione ai sindacati di avvio della procedura di mobilita’, è previsto che gli stessi possono venire sanati ad ogni effetto di legge da un accordo siundacale concluso nel corso della procedura intrapresa,il che evitera’ che singoli lavoratori possano far valere vizi della procedura per ottenere l’annullamento del proprio licenziamento .
c)Riguardo alle sanzioni che possono applicarsi in caso d’impugnazione per violazioni prettamente formali,viene disposto che i vizi non sanati delle procedure siano colpiti soltanto economicamente,applicando una sanzione da 12 a 24 mensilita’ a carico delle imprese coinvolte
d)Per la mancanza della forma scritta nel licenziamento si applica il regime sanzionatorio piu’ pesante (reintegrazione e risarcimento di tutte le mensilita’ non percepite,che comunque non devono essere inferiori a cinque)
e) Infine,per l’impugnazione accolta dei licenziamenti intimati violando i criteri di scelta dei lavoratori licenziati ,si applica il reintegro con il risarcimento non superiore a 12 mensilita’.
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