Source: http://www.cartellopoli.net/2013/02/il-grado-di-intervento-degli-enti.html
Timestamp: 2018-10-15 17:58:26+00:00
Document Index: 89785157

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 153', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 734', 'art. 9', 'art. 153', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 9']

CARTELLOPOLI: Il grado di intervento degli enti preposti alla tutela dei Beni Culturali e dei Beni Paesaggistici
Il grado di intervento degli enti preposti alla tutela dei Beni Culturali e dei Beni Paesaggistici
Con nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010, indirizzata all’allora Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi, alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio ed alle tre Soprintendenze competenti per il territorio del Comune di Roma, avente per oggetto i “Cartelloni pubblicitari collocati nelle aree del Comune di Roma tutelate come beni culturali e paesaggistici”, a nome della associazione VAS ho chiesto “alle SS. LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici”.
Alla suddetta istanza ha dato seguito la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio che ai sensi della lettera a) del 1° comma dell’art. 17 del D.P.R. n. 233/2007, così come modificato dal D.P.R. n. 91/2009, esercita sulle attività degli uffici delle Soprintendenze “i poteri di direzione, indirizzo, coordinamento, controllo e, solo in caso di necessità ed urgenza, informati il direttore generale competente per materia ed il segretario generale, avocazione e sostituzione”: con nota prot. n.14695 del 10 settembre 2010 l’arch. Federica Galloni ha chiesto alle tre Soprintendenze competenti per il territorio del Comune di Roma “di fornire a questo Ufficio informazioni sulla questione ivi emarginata e di relazionare circa le proprie considerazioni tecniche di merito nonché le eventuali azioni che sono state intraprese e/o che si intende intraprendere”.
Non è dato di sapere se ed in che misura la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale abbiano ottemperato a quanto richiesto dalla Direzione Regionale con eventuali azioni soprattutto da intraprendere.
Mi sono trovato in seguito a segnalare per posta elettronica, sempre a nome di VAS, anche una quantità di impianti pubblicitari installati in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, per l’installazione dei quali ho chiesto ogni volta all’arch. Maria Costanza Pierdominici, in qualità di Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, di sapere se sia stato richiesto e rilasciato il “parere” favorevole vincolante di sua competenza ai sensi del combinato disposto dal 1° e 2° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004.
Alle mie segnalazioni, benché trasmesse per posta elettronica, fin dal mese di febbraio del 2011 ha dato seguito puntualmente l’arch. Maria Costanza Pierdominici con una serie di note cartacee indirizzate, oltre che per conoscenza alla Direzione Regionale ed alla associazione VAS, soprattutto alla U.O. Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, a cui – dopo aver “considerato inoltre che la normativa vigente in materia prevede che: nell’ambito e in prossimità dei beni paesaggistici è vietato il rilascio della autorizzazione alla posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari in assenza del parere vincolante del Soprintendente” – ha ogni volta chiesto “una puntuale verifica del rispetto della normativa per i cartelli segnalati nella nota citata anche ai fini di una eventuale applicazione delle sanzioni previste all’art. 168 del citato D.Lg.vo 42/04 da parte dell’amministrazione competente”.
Si fa presente che l’art. 168 del “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” dispone che “chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 153 è punito con le sanzioni previste dall'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni”, il quale demanda il compito della rimozione degli impianti pubblicitari installati nelle zone vincolate all’ ”ente proprietario della strada”, cioè allo stesso Comune di Roma.
A chiusura di ogni sua nota l’arch. Maria Costanza Pierdominici ha sempre evidenziato che “tutte le richieste di installazioni di supporti pubblicitari dovranno pervenire alla scrivente corredati della documentazione richiesta per le autorizzazioni in materia paesaggistica ivi compreso il censimento dei cartelli pubblicitari già autorizzati in quell’area”.
Benché a nome di VAS avessi chiesto espressamente di sapere se fosse stato richiesto e rilasciato il parere favorevole vincolante di propria competenza, il testo sempre identico di ogni nota non dà risposta diretta all’istanza della mia associazione, anche perché nelle note è stata sempre messa in indirizzo solo per conoscenza dell’azione individuale intrapresa volta per volta dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.
I passi del testo sempre identico di ogni nota relativi da una parte al tassativo divieto di “rilascio della autorizzazione alla posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari in assenza del parere vincolante del Soprintendente” e dall’altra parte alla “applicazione delle sanzioni previste all’art. 168 del citato D.Lg.vo 42/04” lasciano desumere che tale “parere” non sia mai stato richiesto né quindi espresso: ne ho chiesto ad ogni modo conferma con un messaggio di posta elettronica trasmesso il 21 novembre 2012, proprio per la rilevanza che assume una circostanza del genere sul piano anche penale, tanto a monte sotto l’aspetto della mancata istruttoria in sede di rilascio della autorizzazione all’installazione degli impianti quanto ancor più a valle sotto l’aspetto della mancata e dovuta rimozione .
A tal ultimo riguardo si riporta di seguito l’elenco degli impianti pubblicitari segnalati da VAS in ordine cronologico a cui è stato dato seguito con note puntuali, dando contestualmente annotazione (in grassetto di colore rosso) degli impianti che risultano essere stati nel frattempo rimossi.
1 - Impianto pubblicitario della ditta "R.B. Pubblicità" installato in viale Pietro De Coubertin - Segnalazione trasmessa alle ore 12,31 del 19 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto della ditta “R.B. Pubblicità” con il numero di codice identificativo 0009/AB034/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 2607 del 22 febbraio 2011 avente per oggetto “Impianti pubblicitari installati al Villaggio Olimpico, Foro Italico e Viale di Tor di Quinto”, riferita quindi all’intero vincolo della “Valle del Tevere”.
2 - Impianti mobili SPQR collocati dentro il villaggio Olimpico, con pubblicità concessa alla ditta "Pubbli A" - Segnalazione trasmessa alle ore 15,09 del 19 settembre 2010, con allegate le foto degli impianti segnalati concessi in locazione alla ditta “Pubbli A” con i numeri di codice identificativo 0025/AE473/P, 0025/AF541/P, 0025/AF381/P e 0025/AF382/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota SBAP prot.n. 2607 del 22 febbraio 2011.
3 - Impianto della ditta "Star Rome Pubblicità" installato in piazza Apollodoro - Segnalazione trasmessa alle ore 19,45 del 19 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto della ditta “Star Roma Pubblicità” senza numero di codice identificativo 0108/AL633/P. Con successivo messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 17,07 del 18 aprile 2011 è stato segnalato che all’impianto è stato assegnato nel frattempo il numero di codice identificativo 0108/AL633/P.
Alla 2° segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.8178 del 24 maggio 2011.
4 - Impianti pubblicitari installati all'altezza del piazzale di Ponte Milvio - Segnalazione trasmessa alle ore 12,05 del 29 settembre 2010, con allegate le foto dei due impianti della ditta “SCI” con i numeri di codice identificativo 0040/AH790/P e 0040/AH736/P.
5 - Tre impianti della ditta PES installati in aree soggette al vincolo della "Valle del Tevere" - Segnalazione trasmessa alle ore12,40 del 1 ottobre 2010, con allegate le foto dei tre impianti della ditta “PES” con i numeri di codice identificativo 0006/AA265/P, 0006/AT891/P e 0006/AT764/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota prot. n.2607 del 22 febbraio 2011.
A febbraio del 2011 è stata accertata l’avvenuta rimozione dell’impianto installato in Viale di Tor di Quinto con numero di codice identificativo 0006/AT764/P. Ad aprile del 2012 è stata accertata l’avvenuta rimozione anche di quello installato su piazzale Maresciallo Diaz con numero di codice identificativo 0006/AT891/P. A giugno del 2012 è stata accertata l’avvenuta rimozione anche di quello installato su piazzale Apollodoro.
6 - Impianti pubblicitari installati nel tratto La Giustiniana-La Storta della via Cassia - Segnalazione trasmessa alle ore 12,00 del 10 ottobre 2010, con allegata una nota dell’Ente Parco di Veio relativa ai 33 impianti collocati sul lato opposto del confine del parco.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota SBAP prot.n. 3053 del 28 febbraio 2011.
Alla fine del mese di marzo 2011 il Direttore dell’Ufficio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma con specifiche lettere-diffida ha intimato alle ditte proprietarie la rimozione a loro cure e spese entro l'11 aprile 2011, a pena della perdita del diritto alla delocalizzazione: nessuna delle ditte ha ottemperato alle rispettive lettere-diffida, ma il Comune non ha provveduto a tutt’oggi alla rimozione forzata d’ufficio dei 33 impianti pubblicitari.
7 - Impianto installato in via del Baiardo - Segnalazione trasmessa alle ore 18,55 del 10 ottobre 2010, con allegate 2 foto dell’impianto senza numero di codice identificativo.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 3060 del 28 febbraio 2011.
In questo frattempo con messaggio delle ore 13,44 del 17 gennaio 2011 il XX° Gruppo di Polizia Municipale ha comunicato l’avvenuta rimozione dell’impianto, documentata da foto allegata.
8 - Reinstallazione di un impianto della ditta "Nuovi Spazi" nel Parco di Veio - Segnalazione di rettifica trasmessa alle ore 16,01 del 3 dicembre 2010, con allegate le foto dell’impianto reinstallato in via di Grottarossa con i numeri 714 e 715 assegnati alle sue facciate.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 2605 del 22 febbraio 2011.
L’impianto risulta essere stato rimosso.
9 – Impianto della ditta "Nuovi Spazi" S.r.l. reinstallato in via di Grottarossa - Segnalazione trasmessa alle ore 16,53 del 15 gennaio 2011, con allegate le foto dell’impianto della ditta “NUOVI SPAZI” reinstallato in via di Grottarossa con il numero di codice identificativo 0066/BF564/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 3051 del 28 febbraio 2011.
L’impianto risulta essere stato rimosso ma reinstallato sullo stesso posto con una targa riportante il diverso numero di codice identificativo 0066/BF417/P: anche questo nuovo impianto risulta essere stato rimosso.
10 - Impianti pubblicitari installati all'interno del vincolo paesistico della "Valle del Tevere" relativo al II° Municipio - Segnalazione trasmessa alle ore 19,48 del 10 dicembre 2010.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 2602 del 22 febbraio 2011.
11 - Impianto della ditta "Special Communication" S.r.l. reinstallato in via Cassia Vecchia - Segnalazione trasmessa alle ore 12,23 del 16 gennaio 2011, con allegate le foto dell’impianto della ditta “SPECIAL COMMUNICATION” reinstallato in via Cassia Vecchia all’altezza del civico n. 306.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 3047 del 28 febbraio 2011.
12 - Installazione in via Cassia di 16 impianti pubblicitari della ditta "D.D.N." S.r.l. - Segnalazione trasmessa alle ore 16,17 del 1 febbraio 2011, con allegate le foto dei 16 impianti della ditta “D.D.N.”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 3057 del 28 febbraio 2011.
13 - 5 impianti "Nevada" installati in via del Foro Italico – Segnalazione-memoria trasmessa alle ore 18,45 del 26 febbraio 2011 con allegate le foto dei degli impianti della ditta “NEVADA-NUOVI SPAZI”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 6631 del 4 maggio 2011.
14 – Impianto installato in via Flaminia Vecchia all'altezza dello svincolo con viale di Tor di Quinto - Segnalazione trasmessa alle ore 13,31 del 18 aprile 2011, con allegate le foto dell’impianto della ditta “MEDIA POSTER KOMPANY” con i numeri di codice identificativo 0129/BO986/P e 0129/BO989/P ed il n. 221 assegnato ad una facciata.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 8083 del 23 maggio 2011.
15 - Megaimpianto pubblicitario installato sulla collina di Tor di Quinto - Segnalazione trasmessa alle ore 15,10 del 18 aprile 2011, con allegate le foto dell’impianto della ditta “MEDIA POSTER KOMPANY” 0129 con i presumibili numeri di codice identificativo 0129/BO 984/P, 0129/BO985/P, 0129/BO987/P e 0129/BO988/P.
16 - Impianto pubblicitario installato in Lungotevere dell'Acqua Acetosa - Segnalazione trasmessa alle ore 18,01 del 2 novembre 2011 con allegate le foto dell’impianto della ditta “NUOVI SPAZI” con numero di codice identificativo 0066/BZ047/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 20234 del 2 dicembre 2011.
In data 22 giugno 2012 è stata accertata l’avvenuta rimozione dell’impianto, che è stato però reinstallato a poca distanza con lo stesso numero di codice identificativo 0066/BZ047 e lo stesso numero 1032.
La reinstallazione è stata segnalata con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,15 del 26 giugno 2012 a cui non è stato dato ancora seguito da parte della SBAP.
17 - 2 impianti SPQR installati all'altezza del civico n. 990 di via Cassia - Segnalazione trasmessa alle ore 17,21 del 19 settembre 2012 con allegate le foto dei due impianti della ditta “SCI” con i numeri di codice identificativo 0040/BP981/P e 0040/BP984/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota prot. n. 17807 del 25 settembre 2012 della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio che ha invitato “la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma a trasmettere le proprie valutazioni su quanto esposto, fornendo copia di eventuali atti già prodotti, per i necessari adempimenti di competenza”.
Con nota prot. n. 83964 del 18 ottobre 2012, trasmessa via fax, il Direttore del Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche ing. Fabio Pacciani ha comunicato che “non risulta … rilasciata alcuna autorizzazione paesaggistica per l’installazione degli impianti sopra citati”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.17036 del 30 ottobre 2012.
18 - 2 impianti SPQR installati all'altezza del civico n. 811 di via Cassia - Segnalazione trasmessa alle ore 18,31 del 19 settembre 2012 con allegate le foto dei due impianti della ditta “SCI” con i numeri di codice identificativo 0040/BP979/P e 0040/BP982/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota prot. n.17807 del 25 settembre 2012 della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.16958 del 29 ottobre 2012.
19 - Impianto pubblicitario SPQR installato sul lato opposto al civico n. 595 di via Cassia - Segnalazione trasmessa alle ore 19,40 del 19 settembre 2012 con allegate le foto dell’impianto della ditta “SCI” con il numero di codice identificativo 0040/BP983/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.16959 del 29 ottobre 2012.
20 - Impianto pubblicitario SPQR installato all'altezza del civico n. 58 di viale di Tor di Quinto - Segnalazione trasmessa alle ore 12,09 del 22 settembre 2012 con allegate le foto dell’impianto della ditta “SCI” con il numero di codice identificativo 0040/BS148/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.16965 del 29 ottobre 2012.
Alle suddetta segnalazioni si è aggiunta nel frattempo la seguente:
21 - Impianto pubblicitario installato di fronte al civico n. 55 di via di Grottarossa - Segnalazione trasmessa alle ore 16,44 del 7 gennaio 2013, con le foto dell’impianto della ditta “VAME PUBBLICITÀ”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 1114 del 22 gennaio 2013.
Come si può ben vedere, il Comune di Roma non ha provveduto alla rimozione della maggior parte degli impianti nemmeno dopo i solleciti della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma né a maggior ragione ha denunciato i rappresentanti legali della ditte pubblicitarie titolari di quegli impianti del reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: “Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197”.
A fronte della colpevole inerzia del Comune di Roma, si pone il problema sia per la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma che per la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio di non potere e di non dovere più permettere il recidivo protrarsi della violazione dei vincoli paesaggistici nel rispetto dell’art. 9 della Costituzione che obbliga lo Stato alla tutela del paesaggio.
Con messaggio di posta elettronica trasmesso il 21 novembre 2012 ho chiesto pertanto di sapere se ed in che misura la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, intendano esercitare i poteri sostitutivi.
Alla mia richiesta ha dato seguito la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio con nota prot. n. 22790 del 30 novembre 2012, avente per oggetto la “Installazione mezzi pubblicitari in via Cassia”, che è stata estesa direttamente (nemmeno per conoscenza) al Gabinetto del Sindaco, alla Unità Organizzativa Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, alla Unità Organizzativa Tecnica del XX Municipio ed alla Polizia Municipale del XX Municipio, senza peraltro che il testo sia minimamente riferito direttamente a nessuno di loro.
L’arch. Federica Galloni richiama preliminarmente il disposto del 2° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004 di cui riporta il testo che peraltro non è più quello vigente, in quanto è stato modificato dal numero 2) della lettera cc) del comma 1 dell’art. 2 del D.Lgs. n. 63 del 26 marzo 2008: fa sapere che “le funzioni ispettive sono di competenza delle Soprintendenze, ciascuna negli ambiti di spettanza”.
Con nota prot. n. 13 del 21 dicembre 2012 ho replicato all’Arch. Federica Galloni, facendo presente che alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio spetta per legge anche il compito di esercitare sulle attività degli uffici delle Soprintendenze “i poteri di direzione, indirizzo, coordinamento, controllo e, solo in caso di necessità ed urgenza, informati il direttore generale competente per materia ed il segretario generale, avocazione e sostituzione”, per cui le spetta comunque l’eventuale potere sostitutivo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, qualora non ritenesse di avere la specifica competenza di sostituirsi all’inerzia del Comune ai fini delle dovute rimozioni di tutti gli impianti pubblicitari segnalati.
Ho messo in evidenza che la suddetta specifica competenza in capo alla Direzione Regionale risulta essere a maggior ragione dovuta se si considera che la Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee, a cui ho trasmesso la nota per conoscenza, ai sensi della lettera d) dell’art. 7 del D.P.R. n. 233/2007, così come sostituito dal D.P.R. n. 91/2008 «d) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice, secondo le modalità da esso definite, per la violazione delle disposizioni in materia di beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici».
In forza di tutte le considerazioni messe in evidenza, ho ribadito la richiesta di sapere se ed in le Direzioni e la Soprintendenza coinvolte, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, intendano esercitare i poteri sostitutivi nel pieno rispetto di tutti i riferimenti normativi citati per far sì che vengano punite soprattutto con le dovute sanzioni ripristinatorie le continuate e recidive violazioni tanto dei vincoli paesaggistici imposti con Decreti Ministeriali o Delibere di Giunta quanto dei Piani Territoriali Paesistici e del Piano Territoriale Paesistico Regionale che ne prescrivono la disciplina di tutela.
Con nota prot. n. 1377 del 22 gennaio 2013 l’Arch. Federica Galloni ha risposto alla mia richiesta comunicando quanto segue: “tutte le segnalazioni di codesta Associazione sono state trasmesse alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma per il seguito di competenza. Come attestato anche dalla vostra missiva, in diversi casi, all’apertura dell’istruttoria è seguita poi la rimozione da parte del Comune di Roma, come previsto dalla normativa vigente, mentre in altri casi, l’iter amministrativo non risulta ancora concluso.
Per quanto sin qui esposto, questo Ufficio respinge l’affermazione secondo la quale la ‘colpevole inerzia del Comune di Roma’ possa essere ascritta alle strutture periferiche del Mi.B.A.C..
Si comunica, inoltre, che il Gabinetto del Sindaco ha riscontrato le note di questa Direzione trasmettendo gli atti ai Municipi competenti”.
Con nota prot. n. 5 del 23 febbraio 2013 ho replicato all’Arch. Federica Galloni facendo presente che non ho affatto “affermato” quanto ha invece forzatamente voluto interpretare la Direzione Regionale su un presunto rapporto di causa ed effetto, per cui la “colpevole inerzia del Comune di Roma” sarebbe stata incentivata dalla “inerzia” delle “strutture periferiche del Mi.B.A.C.” che peraltro non c’è stata, soprattutto da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma: la “colpevole inerzia del Comune di Roma” è oggettivamente imputabile soltanto alla amministrazione capitolina ed è quindi del tutto indipendente ed a sé stante, per cui non può essere legata “alle strutture periferiche del Mi.B.A.C.”.
Dopo aver fatto presente che il 1° comma dell’art. 3 della legge n. 241 del 7 agosto 1990 prescrive che “ogni provvedimento amministrativo, ..., deve essere motivato” e precisa che “la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria”, ho messo in risalto che la nota dell’Arch. Federica Galloni non dà nessuna risposta in merito alla precisa richiesta di esercitare i poteri sostitutivi a fronte della “colpevole inerzia del Comune di Roma”, per cui non sembra aver rispettato né i “presupposti di fatto” né le “ragioni giuridiche” che hanno determinato la risposta data con la nota di cui all’oggetto, in relazione alle “risultanze dell’istruttoria” che risulta essersi limitata a prendere atto soltanto di quanto espletato a livello meramente burocratico, senza rendersi conto che le note amministrative prodotte non hanno inciso in nulla riguardo alle “continuate e recidive violazioni tanto dei vincoli paesaggistici imposti con Decreti Ministeriali o Delibere di Giunta quanto dei Piani Territoriali Paesistici e del Piano Territoriale Paesistico Regionale che ne prescrivono la disciplina di tutela”.
Dal momento che la nota di cui all’oggetto lascia implicitamente intendere, pur senza dirlo esplicitamente, che non si vogliono esercitare di fatto i poteri sostitutivi, ho chiesto in via ultimativa di dichiarare espressamente se non intendano esercitare i poteri sostitutivi, spiegando però perché non venga ritenuto un dovere e dandone comunque la dovuta motivazione giuridica così come prescrive la legge n. 241/1990.
Dalla risposta che verrà data, se verrà data, si potrà valutare il grado di intervento di questi enti preposti alla tutela dei beni culturali e dei beni paesaggistici ed il conseguente rispetto dell’art. 9 della nostra Costituzione.
Anonimo 27 febbraio 2013 16:17
Egregio Arch.,
" IL GRADO DI INTERVENTO DI QUESTI ENTI PREPOSTI ALLA TUTELA DEI BENI CULTURALI E DEI BENI PAESAGISTICI" E' SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
Roma è stata devastata irrimediabilmente in ogni angolo da cartellone selvaggio e-NEL CORSO DI ANNI- nessuno ha alzato un dito.Punto.
Anonimo 28 febbraio 2013 11:39
Il livello di tutela effettiva sui beni paesaggistici, storici e naturalistici a Roma è del tutto effimero.
Come dire, è solo sulla carta! E noi paghiamo questa gente perchè faccia il suo lavoro, al Comune così come negli altri uffici pubblici.