Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-secondo/titolo-iii/capo-v/sezione-i/art632.html
Timestamp: 2020-04-04 14:30:19+00:00
Document Index: 149456108

Matched Legal Cases: ['art. 632', 'art. 631', 'art. 1349', 'art. 1441', 'art. 632', 'art. 632', 'art. 632', 'art. 632', 'art. 632', 'sentenza ']

Art. 632 codice civile - Determinazione di legato per arbitrio altrui - Brocardi.it
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Articolo 632 Codice civile
Dispositivo dell'art. 632 Codice civile
È nulla la disposizione che lascia al mero arbitrio dell'onerato o di un terzo [664, 1349, 1473 c.c.] di determinare l'oggetto o la quantità del legato(1)(2) [664 c.c.].
Sono validi i legati fatti a titolo di rimunerazione per i servizi prestati al testatore [770 c.c.], anche se non ne sia indicato l'oggetto o la quantità(3).
(1) Per essere valida la disposizione deve contenere delle direttive a cui l'onerato deve attenersi nella scelta dell'oggetto o della quantità del legato.
(2) Manca una previsione specifica per il caso in cui l'onerato o il terzo non possano o non vogliano decidere. Taluni ritengono applicabile per analogia la disposizione di cui all'art. 631 c. 3 del c.c., altri l'art. 1349 del c.c..
(3) In questo caso il legato è valido a prescindere dall'indicazione dell'oggetto o della quantità qualora il riferimento ai servizi resi ne consenta la determinazione.
Se il testatore è caduto in errore sul servizio prestato dal legatario, la disposizione è annullabile (v. art. 1441 del c.c.).
Il testamento è un negozio giuridico personalissimo, ossia che non ammette rappresentanza nè determinazione ad opera di un terzo. Solo il testatore può formulare la sua volontà testamentaria. In base a tale principio (c.d. di personalità), non è valido il legato il cui oggetto o la cui quantità siano rimesse all'arbitrio dell'onerato o di un terzo.
Spiegazione dell'art. 632 Codice civile
L’art. 632 riproduce l’art. #835# del codice del 1865, con alcune modifiche di forma e di sostanza. Nel primo comma si allude alla determinazione dell’oggetto, oltre che alla determinazione della quantità, mentre la disposizione abrogata, lasciando incolmata un'inesplicabile lacuna, faceva riferimento soltanto al primo elemento.
Il riferimento generico all’"onerato", invece di quello specifico all’"erede", conferisce alla nuova disposizione un'estensione maggiore, poiché il termine ora adottato comprende anche il legatario.
Riproducendo fedelmente l’art. #835# codice 1865, l’art. 632 comma 1 ha sancito la nullità della disposizione che lasci interamente all’arbitrio del terzo o dell’onerato di determinare l’oggetto o la quantità del legato.
È dunque lecito chiedersi quale sia la sorte della disposizione che soltanto parzialmente rimetta all’arbitrio altrui tale determinazione: poiché sembra si debba ritenere che anche in questo caso la disposizione sia nulla, appare superfluo ed equivoco l’uso dell’avverbio "interamente", che introduce una limitazione nel testo, che non si riscontra nella mens legis. La Commissione parlamentare non ha ritenuto necessario sopprimere l’avverbio predetto "in quanto ha ritenuto essersi voluto intendere che la disposizione è sempre nulla e a fortiori se non è interamente lasciata all’arbitrio di un terzo". Ma la considerazione riferita non persuade, perché, dal punto di vista logico, è vero il contrario: se può esser nulla la disposizione che rimetta interamente la determinazione all’arbitrio di un terzo, non è detto che debba ritenersi nulla, e tanto meno a fortiori, la disposizione che rimetta solo parzialmente quella determinazione all’arbitrio altrui; tanto più che, nella specie, si tratta di attribuire efficacia, in linea principale, alla volontà del testatore, e se può ammettersi un'eccezione, questa sarà più giustificata nel caso in cui l’arbitrio parziale del terzo o dell’onerato serva solo ad integrare la volontà del testatore, mentre l’arbitrio totale dovrà sostituirsi alla volontà del testatore medesimo.
Il secondo comma rivela modifiche formali nel testo, che lo rendono più coerente con la disposizione del primo comma. Una modifica di sostanza consiste nella maggiore ampiezza che la nuova disposizione ha rispetto a quella abrogata: per quest’ultima, infatti, l’eccezione si riferiva soltanto alla remunerazione "per servizi prestati al testatore nell’ultima sua malattia", mentre la nuova disposizione estende l’eccezione alla remunerazione "per i servizi prestati al testatore", senza alcuna limitazione. L'estensione, una volta sacrificato il principio logico alle esigenze pratiche, appare più che giustificata.
Massime relative all'art. 632 Codice civile
Cass. civ. n. 191/1970
La norma di cui all'art. 632, comma primo, c.c., che commina la nullità della disposizione testamentaria, che lascia al mero arbitrio dell'onerato o di un terzo la determinazione dell'oggetto e della quantità del legato non è estensibile all'ipotesi della scelta della data della prestazione, ancorché possa riflettersi sul quantum.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 191 del 29 gennaio 1970)