Source: https://www.studioassociatoborselli.it/it/sovraindebitamento-tempi-e-costi-delle-tre-procedure/
Timestamp: 2019-07-24 09:00:36+00:00
Document Index: 156116013

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art 12', 'art 14', 'art 9', 'art 9', 'art 12', 'art 10', 'art 12', 'art 10', 'art 14', 'art. 1', 'art. 21', 'art 19', 'art. 560']

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La legge 3/2012 sul sovraindebitamento prevede, come abbiamo già visto (Per approfondire le tre procedure di composizione della crisi e le differenze tra le stesse si legga”Guida al Sovraindebitamento: Il Piano del Consumatore, l’Accordo con i Creditori e la Liquidazione del Patrimonio, differenze tra le tre procedure), tre differenti procedure di composizione della crisi: il piano del consumatore, l’accordo con i creditori, e la liquidazione del patrimonio.
Vediamo qui come si sviluppano queste tre procedure ed in particolare i loro tempi ed i loro costi
Tutte e tre le procedure si compongono di diverse fasi:
1)NOMINA DELL’OCC
nella prima fase, è necessaria la nomina di un Organismo di Composizione della crisi (cd Occ), per ottenerla esistono due possibilità:
con la prima (ormai residuale visto che nella maggior parte dei Tribunali è stato costituito almeno un Organismo ufficiale ed autorizzato cui rivolgersi) va depositata presso la cancelleria della volontaria giurisdizione del Tribunale del luogo ove risiede la richiesta di nomina di un professionista che svolgerà il ruolo di Occ appunto.
Con la seconda la richiesta di nomina viene presentata direttamente all’Organismo competente presso il Tribunale di residenza del debitore, l’Organismo stesso provvede a nominare tra i professionisti che ne fanno parte colui il quale svolgerà il compito di Occ.
Per quanto concerne i costi di questa fase sono piuttosto contenuti in quanto limitati al pagamento di un contributo unificato previsto per gli atti di volontaria giurisdizione pari a 98,00 euro oltre ad una marca da bollo di 27,00 euro nel caso in cui ci si rivolga al Tribunale, un po’ più cari laddove ci si rivolga direttamente ad un Organismo abilitato, infatti solitamente si parla di circa 200,00 euro oltre Iva.
Per quanto concerne i tempi di tale fase, sono piuttosto rapidi, sebbene varino da Tribunale a Tribunale o da Organismo ad Organismo, ad ogni modo tra l’istanza di nomina e la comunicazione del professionista incaricato di svolgere le funzioni di Occ mediamente passa da un minimo di una settimana al massimo di un mese (tranne casi del tutto eccezionali).
La fase della nomina viene seguita da quella del confronto tra l’Occ nominato al quale il debitore (meglio se attraverso il proprio avvocato) dovrà illustrare la propria situazione debitoria, le ragioni del sovraindebitamento, oltre a fornirgli tutti i documenti necessari a ricostruire la propria posizione patrimoniale (i beni posseduti), reddituale e debitoria affinchè questi possa presentare la prima relazione particolareggiata oltre all’attestazione sulla fattibilità (previste dall’art. 9 comma 2 e 3 bis per quanto riguarda il piano, art 12 comma 1 per quanto riguarda l’accordo e infine per la liquidazione dall’art 14 ter comma 2 che richiama l’art 9 commi 2 e 3 per l’attestazione e 14 ter comma 3 per la relazione particolareggiata ), che andranno presentate insieme al deposito della domanda .
Per quanto concerne i costi di tale fase dipenderanno dalla quantità di documenti da reperire da parte del debitore e dagli eventuali costi di interrogazione delle banche dati, per tali ultimi occorre comunque distinguere se la richiesta deriva dall’Occ nominato dal giudice ovvero dal debitore stesso attraverso un Organismo abilitato. Nel primo caso, si ritiene che la richiesta può essere inserita nello stesso fascicolo relativo alla nomina dell’organismo, senza dunque versare ulteriori contributi. Nel secondo caso, invece, la richiesta viene annoverata nei procedimenti di volontaria giurisdizione, con cui il giudice viene per la prima volta a conoscenza della sussistenza del procedimento di composizione della crisi, che si trova ancora in una fase preliminare.
Tra i costi di tale fase spesso si annovera un primo acconto all’Occ sui suoi onorari (che quantificheremo più avanti), tale primo acconto abitualmente si attesta su un 10% degli onorari complessivamente dovuti all’Occ.
Per quel che riguarda i tempi di tale fase, sono molto variabili in quanto dipendono dalla solerzia di varie parti (oltre che dalla complessità della situazione e quindi dei documenti da recuperare e degli atti da preparare), il debitore che fornisce i documenti, l’Occ che li richiede, verifica (oltre a richiedere egli stesso e fare i dovuti controlli), e prepara attestazione e relazione, e l’avvocato del debitore che prepara il piano (l’accordo o il piano di liquidazione), controlla i documenti, intermedia tra le richieste dell’Occ e il debitore, indirizza (confrontandosi con Occ e debitore) verso le scelte strategicamente migliori per ottenere il massimo beneficio per tutte le parti ecc. tale fase in ogni modo non ha dei termini previsti dalla normativa e può durare dai 2-3 mesi ai 6-7 mesi (o più in casi eccezionalmente complessi).
2) DEPOSITO DELLA PROPOSTA
Nella fase successiva, il debitore depositerà presso la cancelleria della sezione fallimentare del Tribunale del luogo ove risiede, la propria proposta (di piano o di accordo o la domanda di liquidazione), corredata dalla relazione particolareggiata, nonchè da tutti i documenti necessari all’ottenimento del provvedimento del Giudice e dalla attestazione di fattibilità dello stesso Occ.
Ricevuta la documentazione, con decreto d’urgenza il Giudice delegato fisserà un’udienza (comunicata all’interessato ed all’OCC) disponendone la comunicazione ai creditori.
Nel caso di Piano o accordo, se il giudice ritiene la documentazione non completa o sufficiente, o che la proposta vada modificata o integrata, può concedere un termine perentorio non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni alla proposta e produrre nuovi documenti (art 9 comma 3 ter).
Il provvedimento del Giudice stabilirà che l’udienza va comunicata ai creditori da parte dell’Occ almeno 30 giorni prima della stessa in caso di Piano (art 12 bis comma 1), o 40 giorni prima in caso di accordo (l’art 10 comma 1 stabilisce trenta giorni prima del termine che i creditori hanno per prestare il consenso alla proposta, termine che a sua volta è dieci giorni antecedente all’udienza e pertanto i 40 giorni prima dell’udienza vengono fuori dai 30 più i 10 per il consenso)
Il termine tra il deposito della proposta e la fissazione dell’udienza è di 60 giorni per il piano (art 12 bis comma 1) o per l’accordo (art 10 comma 1), mentre non è espressamente stabilito un termine per la liquidazione (in quanto non è proprio prevista la fissazione di una udienza), ad ogni modo in tal caso si tratta di termini non perentori.
Tra l’altro, per evitare il rischio di pregiudicare la fattibilità della procedura, nel medesimo decreto d’urgenza il Giudice disporrà (obbligatoriamente in caso di accordo o liquidazione oppure se lo riterrà opportuno in caso di piano del consumatore) che non potranno essere avviate nuove azioni esecutive a carico del sovraindebitato ed imporrà la sospensione di tutti i procedimenti esecutivi pendenti (pignoramenti etc.) sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diverrà definitivo. (sulla sospensione della procedura esecutiva a seguito dell’introduzione di una delle procedure previste dalla legge 3/2012 si legga “La sospensione dell’esecuzione con l’introduzione della procedura da sovraindebitamento ex L. 3/2012“)
All’esito dell’udienza e dell’esame della documentazione, il Giudice deciderà nel merito omologando il piano o l’accordo e a questo punto il soggetto dovrà mettere in esecuzione il programma presentato (ovviamente solo in caso di omologazione dello stesso). Il termine per l’omologazione per il piano o l’accordo è stabilito dagli artt. 12 comma 3 bis (per l’accordo con i creditori) e 12 bis comma 6 (per il piano del consumatore) in sei mesi dalla presentazione della proposta.
Per quanto riguarda la durata della effettiva realizzazione e conclusione di piano, accordo o liquidazione dipende dalla configurazione degli stessi (per la durata del piano del consumatore si legga l’articolo “La durata del Piano del consumatore”), ad ogni modo l’unica procedura di composizione della crisi ad avere un termine espresso di durata è la Liquidazione del patrimonio che ai sensi dell’art 14 quinquies comma quarto rimane aperta per i quattro anni successivi al deposito della domanda.
Veniamo infine ai costi complessivi della procedura (oltre quelli già visti), i costi più rilevanti (come in ogni procedura giudiziale) sono quelli relativi ai professionisti e quindi agli onorari dell’avvocato e dell’Occ.
Quanto all’Occ i compensi sono determinati dal Decreto Ministeriale 202 del 2014, ad ogni modo è prassi che l’Occ concordi nella fase iniziale con il debitore i compensi dovuti, tali compensi (si vedano gli artt. da 14 a 16 del Dm 202/14) si calcolano su una percentuale molto rivelante dell’attivo (5%,6%,7%) e su una piccolissima percentuale del passivo (circa lo 0,50%) oltre le spese generali tra il 10 e il 15% del compenso. Le tabelle sono quelle contenute nell’art. 1 del decreto del Ministro della giustizia 25 gennaio 2012, n. 30 (relativo ai compensi dei curatori fallimentari nelle procedure di concordato preventivo) ridotti rispetto alle procedure di concordato di una percentuale tra il 15% e (più spesso) il 40%. Esemplificativamente si consideri che con un attivo patrimoniale di 100.000 euro ed un passivo di 200.000 il compenso complessivo dell’Occ sarà di circa 6000,00 euro (un aumento del passivo anche considerevole rileva poco, mentre rileva l’attivo come visto sopra), mentre in un caso con un attivo patrimoniale di 200.000 euro ed un passivo di 400.000 il compenso complessivo sarà di circa 10.000,00 euro.
Per quanto concerne i compensi dell’avvocato il calcolo sarà fatto sulla base dei parametri forensi previsti dal d.m. n. 55 del 2014 il cui art. 21, comma secondo, stabilisce che “Per l’assistenza in procedure concorsuali giudiziali e stragiudiziali si ha riguardo all’entità del passivo del cliente debitore” ovviamente in tale calcolo si terrà conto delle attività da svolgere infatti ai sensi dell’art 19 d.m. n. 55 del 2014 “ai fini della liquidazione del compenso si tiene conto delle caratteristiche, dell’urgenza, del pregio dell’attività prestata, dell’importanza dell’opera, della natura, della difficolta’ e del valore dell’affare, della quantita’ e qualita’ delle attivita’ compiute, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati conseguiti, del numero e della complessita’ delle questioni giuridiche e in fatto trattate“, ad ogni modo anche per i compensi dell’avvocato è opportuna prassi che vengano concordati in anticipo per iscritto.
In conclusione le procedure per la composizione della crisi da sovraindebitamento hanno una durata non superiore qualunque altra procedura che si svolga davanti ad un giudice e dei costi che possono essere considerati alti o meno, se solo si ignora che, attraverso le stesse, possono essere risolte posizioni debitorie estremamente elevate e, soprattutto, se non si tiene conto che tali procedure, se ben seguite da mani esperte (anche nel settore delle esecuzioni immobiliari), possono diventare uno strumento efficacissimo per impedire la perdita dei propri immobili (in particolar modo la prima casa) a seguito di un pignoramento immobiliare, oltre che lo svilimento del valore degli stessi immobili che la vendita all’asta implica inesorabilmente; tali procedure sono infatti strumento utilissimo a sospendere le procedure esecutive immobiliari, ed a bloccare le aste, temporaneamente o definitivamente, e la stessa procedura delle tre che prevede la liquidazione del proprio patrimonio può, rispetto all’asta, avere tempi più lunghi oltre che consentire,alla fine, al debitore di ottenere un miglior prezzo attraverso cui essere esdebitato (liberato da tutti i debiti per poter ricominciare serenamente la propria vita), e non è detto che nelle more dei tempi di tali procedure il debitore non riesca a trovare altre soluzioni (l’aiuto di un parente, degli incassi attesi da tempo, l’ottenimento di un finanziamento da parte di un familiare ecc.) che gli consentano di venir fuori definitivamente dalla propria situazione di difficoltà salvando la propria casa!!!
Per maggiori informazioni sul piano del consumatore e su come utilizzarlo per salvare l’immobile pignorato si legga “Il piano del consumatore per bloccare il pignoramento immobiliare e salvare casa“
Per saperne di più sul pignoramento immobiliare e sulle possibili opzioni a disposizione dei debitori in difficoltà per salvare il proprio immobile si legga anche l’articolo «Pignoramento immobiliare costi e tempi con tutte le modifiche aggiornate al 2019- Soluzioni per Salvare casa», per i Limiti a Equitalia nell’esecuzione immobiliare da procedente e da intervenuto si legga invece “I limiti a Equitalia nell’esecuzione immobiliare: quando può pignorare l’immobile e le conseguenze in caso di pagamento dei creditori privati quando l’agente della Riscossione è intervenuto nella procedura .“
Per le ultimissime modifiche all’art. 560 cpc introdotte dalla legge 12/19 di conversione del dl 135/18 ed in vigore per le procedure iniziate dal 13 febbraio 2019, si legga “Le modifiche del Pignoramento agli artt. 495, 560 e 569 c.p.c. ad opera della Legge 12/19″
Per approfondire la materia dei pignoramenti immobiliari del sovraindebitamento e della tutela del debitore nell’ambito degli stessi si cerchi su google la parola “pignoramento” o “sovraindebitamento”associata a “studioassociatoborselli.it” o a “dirittoimmobiliare.altervista.org” per reperire innumerevoli articoli sulla materia.