Source: https://www.ateneoweb.com/approfondimenti-fiscali/liti-pendenti-un-opportunita-per-definire-le-controvesie-minori-con-il-fisco.html
Timestamp: 2019-06-16 17:52:09+00:00
Document Index: 132067799

Matched Legal Cases: ['art, 39', 'art. 16', 'art. 39', 'art. 36', 'art. 54', 'art. 36', 'art. 39']

La manovra correttiva - Decreto Legge n. 98 del 06/07/2011 "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria" - all'art, 39 - comma 12 - prevede per i contribuenti la possibilità di definire le controversie fiscali pendenti al 1° maggio 2011 davanti alle Commissioni tributarie o alla Corte di Cassazione, aventi valore fino a 20mila euro, pagando un importo agevolato.
a) dall'ammontare dell'imposta o maggiore imposta accertata che forma oggetto di contestazione nel giudizio di primo grado, con esclusione di interessi, eventuali sanzioni ed altri accessori collegati al tributo, anche se
irrogati con separato provvedimento;
b) dall'importo della sanzione, per le cause riguardanti esclusivamente
un atto di irrogazione di sanzione collegata al tributo accertato non oggetto di
L'odierna previsione normativa riprende la definizione di lite pendente già resa dall'art. 16 della L. n. 289/2002, ovvero per "lite pendente" si intende quella avente ad oggetto avvisi di accertamento, provvedimenti di irrogazione delle sanzioni e ogni altro atto di imposizione , per i quali è stato proposto l'atto introduttivo del giudizio.
Si deve fare riferimento alla data in cui è stato notificato il ricorso all'Ufficio, non essendo necessario che, entro il 1° maggio 2011, vi sia stata anche la costituzione in giudizio.
Possono presentare domanda tutti i contribuenti coinvolti in liti fiscali con l'Agenzia delle Entrate.
Tra i soggetti abilitati a presentare l'istanza rientrano anche: il successore a titolo universale del ricorrente o uno dei coobbligati nel caso di debitori in solido. In tale ultima ipotesi, possono configurarsi i seguenti casi:
pendenza di un'unica lite nella quale siano costituiti tutti gli interessati: la regolarità della definizione agevolata da parte di uno degli interessati produce automaticamente l'estinzione della controversia anche nei confronti degli altri contribuenti coinvolti;
pendenza di distinte liti aventi ad oggetto lo stesso atto, instaurate separatamente da tutti gli interessati: la regolarità della definizione da parte di uno degli interessati produce l'effetto dell'estinzione anche delle altre controversie;
presentazione di ricorso solo da parte di alcuni degli interessati: l'effetto definitorio impedisce all'Amministrazione di esercitare ulteriori azioni nei confronti degli altri soggetti interessati.
Si precisa che le liti in materia di imposte sui redditi riguardanti i soci sono autonomamente definibili rispetto a quelle instaurate dalla società di persone per le imposte dovute dalla stessa.
LITI NON DEFINIBILI
silenzio - rifiuto o diniego di rimborso;
avvisi di liquidazione, ingiunzioni e ruoli, che, in ragione della loro natura, non sono riconducibili alla categoria degli "atti impositivi",ma sono finalizzati alla mera liquidazione e riscossione del tributo e degli accessori. Qualora uno dei predetti atti assolva anche alla funzione di atto di accertamento, oltre che di riscossione, si deroga a tale principio di esclusione. Ne sono un esempio gli avvisi di liquidazione dell'imposta di successione e gli avvisi di liquidazione dell'imposta di registro quando gli stessi non costituiscano atto meramente liquidatorio, ma esprimano, nei confronti del contribuente, la pretesa fiscale sulla base di valutazioni non consistenti nella mera rilevazione di dati dichiarati dal contribuente (Cass. civ. Sez. V, 30-08-2006, n.18840 e Cass. civ. Sez. V, Sent., 20-02-2009, n.4129).
La cartella di pagamento, quando è preceduta da un avviso di accertamento, costituisce atto di riscossione della somma dovuta in base all'accertamento stesso e non un autonomo atto impositivo; per tale motivo non è definibile della lite fiscale promossa con impugnazione del ruolo o della cartella preceduti dall'avviso di accertamento. E' prevista un'eccezione: il contribuente può avvalersi della sanatoria disciplinata dall'art. 39, co. 12 qualora abbia impugnato la cartella sostenendo di non aver ricevuto una valida notifica dell'accertamento e che, quindi, la stessa è il primo atto attraverso il quale è venuto a conoscenza della pretesa impositiva.
omessi versamenti di tributi. Il recupero di queste imposte, infatti, non costituisce un atto impositivo, che presuppone la rettifica della dichiarazione, ma un atto di mera riscossione di quanto indicato dal contribuente o dal sostituto di imposta nella dichiarazione presentata, ma non versato. I
controlli sui versamenti omessi sono disciplinati dall'art. 36 bis del DPR n. 600 del 1973 per quanto riguarda le imposte dirette e l'IRAP e dall'art. 54 bis del DPR n. 633 del 1972 per l'IVA. Qualora a seguito dei predetti controlli effettuati ai fini della liquidazione delle imposte e del controllo formale disciplinato dall'art. 36 ter del DPR n. 600 del 1973, si proceda alla rettifica delle dichiarazioni (ad esempio per riduzione o esclusione di deduzioni e detrazioni o di alcune correzioni IVA) e all'iscrizione a ruolo delle imposte dovute in misura superiore rispetto a quella dichiarata e liquidata dal contribuente, la cartella assume anche la funzione di atto impositivo, e quindi definibile ai sensi della sanatoria di cui all'art. 39, co. 12.
liti aventi ad oggetto somme relative al recupero di aiuti di Stato illegittimi;
liti in cui sono parti i Comuni, le Provincie e le Regioni, aventi dunque ad oggetto tributi locali;
liti aventi ad oggetto tributi doganali, contributi previdenziali (es. INPS) e assistenziali (es.
TERMINI E IMPORTI DI VERSAMENTO
Per la chiusura delle liti è necessario versare, in unica soluzione, un importo agevolato entro il 30 novembre 2011.
se le somme già versate risultano inferiori a quelle dovute per effetto dell'intervenuta pronuncia, il contribuente dovrà versare la differenza entro la data di presentazione della Domanda;
se le somme già versate risultano superiori a quelle dovute per effetto dell'intervenuta pronuncia, il contribuente avrà diritto, a seguito della verifica della regolarità della chiusura della lite, alla restituzione delle somme versate in eccesso rispetto a quelle dovute in base alla nuova pronuncia.
Qualora le somme già versate in pendenza di giudizio siano di ammontare superiore rispetto a quanto dovuto per la chiusura della lite, non spetta il rimborso della differenza, salvo che l'Amministrazione Finanziaria sia soccombente nelle liti di valore superiore a 2.000 euro.
Nei casi in cui è ammessa, la restituzione delle somme versate in pendenza di giudizio, al netto di quelle scomputate dal contribuente, verrà disposta dall'Ufficio, senza necessità di specifica istanza, previa verifica della regolarità della definizione.