Source: http://www.studiomelchionna.it/bil/p2.asp
Timestamp: 2018-12-19 08:38:28+00:00
Document Index: 131115900

Matched Legal Cases: ['art. 2426', 'art. 87', 'art. 10', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2426', 'art. 2427', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2426', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 59', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 66', 'art. 54', 'art. 66', 'art. 1', 'art. 66', 'art. 61', 'art. 66', 'art. 61', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 61', 'art. 59', 'art. 66', 'art. 61', 'art. 66', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 127', 'art. 61', 'art. 103', 'art. 37', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'arte 2', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 96', 'art. 55', 'art. 4', 'art. 58', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 2426', 'arte 100', 'art. 66', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art.61']

PARTECIPAZIONI E TITOLI - Artt. 53 (ora 85) / 54.4 (ora 86.4) / 59 (ora 92) / 61 (ora 94) / 66.1-bis, 1-ter / 66.5 / 2359 / 2426
L’art. 2426 distingue le partecipazioni tra:
partecipazioni facenti parte delle immobilizzazioni, - quelle destinate a permanere durevolmente nel patrimonio in quanto acquisite a titolo di investimento (B.III), che a loro volta si dividono in:
immobilizzazioni finanziarie in imprese collegate o controllate;
altre immobilizzazioni finanziarie;
partecipazioni facenti parte del capitale circolante, se destinate alla cessione nel breve periodo (C.III).
La diversa collocazione in una delle categorie predette comporta pesanti conseguenze sia dal punto di vista civilistico che fiscale.
Passaggio da circolante a immobilizzazioni e viceversa: secondo la Consob è opportuna una delibera consiliare; occorre analizzare eventuali conseguenze civili e fiscali. Può non avere effetto ai fini dell’esen-zione prevista dall’art. 87 (ora 83)(Plusvalenze esenti).
La cessione di partecipazioni genera:
c.c. - plusvalenze o minusvalenze (sia per immobilizzazioni che per il circolante);
fisco - plusvalenze o minusvalenze,se sono iscritte tra le immobilizzazioni,
ricavi se iscritte nel capitale circolante.
Iva - La cessione di partecipazioni è soggetta a fatturazione esente ex art. 10.1 n. 4; concorre a formare il volume di affari ma non genera pro-rata.
IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE PARTECIPAZIONI in imprese CONTROLLATE O COLLEGATE
ASPETTI CIVILISTICI: art. 2426 n. 4)
Art. 2424-bis.2 – Le partecipazioni in imprese controllate o collegate si presumono immobilizzazioni.
Art. 2426 n.1 - Le immobilizzazioni (quindi anche quelle finanziarie) sono iscritte al costo di acquisto maggiorato dei costi accessori.
Art. 2426 n. 4 - "… le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate,
POSSONO essere valutate, con riferimento ad una o più tra dette imprese:
anziché secondo il criterio del costo di cui al n. 1 (costo di acquisto più costi accessori),
per un importo pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio approvato delle imprese medesime, senza alcuna preventiva rettifica, se non c’è obbligo di consolidamento, o
per un importo pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio approvato depurato dei dividendi ed operate le rettifiche richieste dai principi di redazione del bilancio consolidato (essenzialmente le operazioni infragruppo) nonché quelle necessarie per il rispetto dei principi indicati negli artt. 2423 (Redazione del bilancio) e 2423-bis (Principi di redazione del bilancio)”, quando c’è l’obbligo del bilancio consolidato.
Art. 2359.1 - Società controllate - Il controllo può essere:
1) di diritto - maggioranza dei voti nell'assemblea ordinaria (50% + 1);
2) di fatto - voti sufficienti ad esercitare una influenza dominante nell'assemblea ordinaria;
3) contrattuale - influenza dominante in virtù di particolari vincoli contrattuali.
Art. 2359.2: ai fini dei numeri 1 e 2 si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persone interposte; non si computano i voti spettanti per conto di terzi. Non rilevano le partecipazioni senza diritto di voto ed i diritti di voto da usufrutto.
Art. 2359.3 - Società collegate - Il collegamento si ha quando la società esercita una influenza notevole. L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria dispone di almeno il 20% dei voti, nelle società non quotate o 10% nelle quotate. Non rileva quando l'influenza dipenda da accordi contrattuali o da usufrutto.
Criterio base di valutazione: costo di acquisto (compreso il sovrapprezzo) +oneri accessori (fissato bollato, spese di acquisto, intermediazione, studi di fattibilità, ecc.; non è possibile la capitalizzazione degli interessi passivi); vanno aggiunti i versamenti in conto capitale, a fondo perduto e simili (art. 2426 n. 1 e n. 3).
Se alla chiusura dell'esercizio risultano durevolmente di valore inferiore (valutazione prospettica), devono essere iscritte a tale minor valore (criterio in deroga); tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi.
Criterio alternativo:metodo del patrimonio netto, possibile solo per (devono coesistere entrambe le ipotesi)
partecipazioni in imprese controllate o collegate costituenti immobilizzazioni.
Il metodo del patrimonio netto può essere utilizzato per nascondere perdite di esercizio della controllante.
La valutazione con il metodo del patrimonio netto:
può essere limitata solo ad alcune partecipazioni (tra quelle in imprese controllate o collegate);
Valutazione col metodo del patrimonio netto rettificato
La valutazione si opera applicando la percentuale di detenzione al patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio approvato della partecipata.
P.C. n. 21-Il metodo del patrimonio netto va applicato utilizzando il bilancio approvato dalla partecipata, riferito alla stessa data del bilancio della partecipante. E' accettabile assumere un progetto di bilancio formalmente redatto dall'organo amministrativo della partecipata, qualora non sia ancora intervenuta l'approvazione dell'assemblea.
Se la data di riferimento del bilancio della collegata non coincide con quello della partecipante è accettabile utilizzare un bilancio a data diversa purché:- la differenza non ecceda i tre mesi;- la differenza di data sia mantenuta costante;- la diversità di data venga indicata nella nota integrativa;- vengano riflessi gli effetti di operazioni ed eventi significativi verificatisi tra la data del bilancio della partecipata e quello della partecipante.
Se le date divergono di oltre tre mesi la partecipante dovrà richiedere alla partecipata di redigere un bilancio straordinario alla data di chiusura del bilancio della partecipante.
Dal valore della frazione di patrimonio netto corrispondente alla percentuale detenuta:
si deducono:
i dividendi di cui la partecipata ha già deliberato la distribuzione, in quanto essi rappresentano un debito per la partecipata ed un credito per la partecipante;
si effettuano le rettifiche:
richieste dai principi di redazione del bilancio consolidato;
necessarie per il rispetto della deroga obbligatoria (art. 2423: rappresentazione veritiera e corretta);
necessarie per il rispetto dei principi generali di valutazione (art. 2423-bis: Principi di redazione del bilancio).
Al risultato così ottenuto si apportano delle rettifiche extracontabili di origine reddituale:
maggiori ammortamenti calcolati sul valore corrente dei beni;
ammortamento dell'avviamento;
l'eliminazione o il ripristino dei margini lordi sulle operazioni tra partecipante e partecipata.
Le variazioni incrementative del patrimonio netto della partecipata che provocano una modificazione del valore della partecipazione sono rappresentate da:
utili accantonati a riserva; - rivalutazione del capitale;
contributi in conto capitale; - avanzi di fusione.
Le variazioni decrementative del patrimonio netto della partecipata che provocano una modificazione del valore della partecipazione sono rappresentate dalle perdite di esercizio.
Le variazioni che non devono essere prese in considerazione in quanto sono già state imputate (nel momento della loro manifestazione) ad incremento o decremento della partecipazione:
versamenti soci; - versamenti soci per il reintegro delle perdite;-rimborsi del capitale.
• si deducono:
- i dividendi di cui la partecipata ha già deliberato la distribuzione, in quanto essi rappresentano un debito per la partecipata ed un credito per la partecipante;
• si effettuano le rettifiche:
- richieste dai principi di redazione del bilancio consolidato;
- necessarie per il rispetto della deroga obbligatoria (art. 2423: rappresentazione veritiera e corretta);
- necessarie per il rispetto dei principi generali di valutazione (art. 2423-bis: Principi di redazione del bilancio).
- maggiori ammortamenti calcolati sul valore corrente dei beni;
- ammortamento dell'avviamento;
- l'eliminazione o il ripristino dei margini lordi sulle operazioni tra partecipante e partecipata.
- utili accantonati a riserva;	- rivalutazione del capitale;
- contributi in conto capitale;	- avanzi di fusione.
Valutazione col metodo del patrimonio senza rettifiche
Quando non vi è obbligo di consolidamento o quando le operazioni infragruppo sono insignificanti, è sufficiente applicare la percentuale di partecipazione al patrimonio netto senza rettifiche e correzioni.
Inquinamento fiscale del bilancio (non più possibile dal 2004): L’art. 2426.2 dispone che “… E’ consentito effettuare rettifiche di valore ed accantonamenti esclusivamente in applicazione di norme tributarie”. Le conseguenze di quanto affermato sono:
è riconosciuta totale valenzaanche ai fini civilistici ad una svalutazione derivante dalla applicazione dei criteri fiscali di valutazione;
non è obbligatorio il ripristino di valore della partecipazione qualora la stessa sia stata svalutata ai puri fini fiscali in mancanza di una riduzione durevole;
è obbligatorio indicare in n.i. le motivazioni della valutazione (art. 2427 n. 14).
Criterio in deroga - Nel caso in cui la valutazione effettuata con l'utilizzo di uno dei due citati metodi fosse palesemente e significativamente errata, in eccesso o in difetto, occorre (ex artt. 2423 e 2423-bis) obbligatoriamente procedere alla valutazione in deroga: al prezzo del mercato.
In qualsiasi caso di deroga o di variazione di un criterio di valutazione rispetto a quello adottato nei precedenti esercizi, le motivazione in merito vanno spiegate nella n.i. nella quale devono essere evidenziati l’influenza sulla rappresentazione della  situazione patrimoniale e  finanziaria e gli effetti che ne derivano sulrisultato economico.
Gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile (art. 2423, 4^ c.).Nulla stabilisce la legge in caso di minusvalenze.
Trattamento delle differenze di valutazione-Nel caso incui la variazione del criterio di valutazione comporti il sorgere di una plusvalenza, questa, calcolata nel rispetto del principio della prudenza, deve essere accantonata in apposita riserva non distribuibile, ai sensi:
dell'art. 2423 c.c., se derivante dall'applicazione dell'obbligo di deroga;
dell'art. 2426 punto 4, se derivanti dall'applicazione per la prima volta del criterio del patrimonio netto.
Nel caso in cui l'adozione di un diverso criterio di valutazione comporti il sorgere di una minusvalenza, questa deve essere prudentemente imputata tra i componenti negativi di reddito. Se alla cessione la minusvalenza non dovesse verificarsi o si verificasse in misura inferiore, si registrerà una plusvalenza di cessione.
L'obiettivo di questa procedura è quello di rispettare il principio della prudenza per cui si rilevano in ogni caso le perdite potenzialmente maturate anche se non ancora effettivamente realizzate.
Informazioni complementari in NOTA INTEGRATIVA - Riprendiamo dal P.C. n. 21. Con riferimento alla valutazione col metodo del patrimonio netto nella n.i. dovranno essere fornite le seguenti informazioni complementari:
criteri adottati nella valutazione, nelle rettifiche di valore e nella conversione dei valori non espressi in euro (art. 2427 n. 1);
movimenti delle partecipazioni suddivise tra controllate e collegate, specificando per ciascuna vocecosto, precedenti rivalutazioni e svalutazioni, acquisizioni, alienazioni, rivalutazioni e svalutazioni effettuate nell’esercizio (art. 2427 n.2);
l’elenco delle partecipazioni possedute direttamente o tramite fiduciarie o per interposta persona in imprese controllate o collegate (art. 2427 n. 5);
gli impegni non risultanti in stato patrimoniale relativi ad imprese controllate o collegate (art. 2427 n. 9);
la motivazione della differenza tra il maggior valore della partecipata iscritto in stato patrimoniale ed il minor valore determinato - col metodo del patrimonio netto, se è redatto il bilancio consolidato o - in misura pari alla frazione dei patrimonio netto della partecipata, negli altri casi (art. 2426 n. 3, 2° cpv);
la differenza tra il maggior costo di acquisto delle partecipazioni in controllate o collegate, valutate con il metodo del patrimonio netto ed il corrispondente valore di patrimonio contabile, distinguendo la parte attribuibile a beni ammortizzabili o avviamento (art. 2426 n. 4, 2° cpv).
ASPETTI FISCALI: art. 59 (ora 92), 61 (ora 94), 66.1-bis (ora 101.2), 66.1-ter (ora 101.3), 54.2-bis (ora 86)
Plusvalenze relative a partecipazioni iscritte tra le immobilizzazioni negli ultimi tre bilanci, possono essere, o interamente imputate all'esercizio di realizzo o frazionate in non più di cinque esercizi (art. 54.4 ora 86.4).
Nelle società di persone e nelle imprese individuali la qualifica di immobilizzazioni finanziarie è provata (e quindi dà diritto alla rateizzazione) se emerge in modo inequivocabile dalle indicazioni dei bilanci stessi o da altri elementi certi e precisi della contabilità.
Minusvalenze realizzate su immobilizzazioni finanziarie - Occorre distinguere:
di valore inferiore ad € 5.000.000 - sono fiscalmente deducibili nell’esercizio di realizzo;
di valore superiore ad € 5.000.000 - sono deducibili nell’esercizio di realizzo a condizione che entro 5 giorni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio interessato dalla minusvalenza venga inviata comunicazione dei dati e delle notizie necessarie all’accertamento della conformità dell’operazione, all’Agenzia delle Entrate Regionale, allegando copia del bilancio e della n.i. (le minusvalenze sono considerate nel loro complesso, anche se derivanti da più atti). In mancanza di comunicazione sono indeducibili.
Plus/minusvalenze realizzate e iscritte: differenza - Plusvalenze e minusvalenze si considerano realizzate:
a seguito di cessione a titolo oneroso (art. 54.1 lett. a ora 86; art. 66.1 ora 101);
mediante risarcimento, anche in forma assicurativa (art. 54.1 lett. b; art. 66.1);
alla data di chiusura del fallimento o delle liquidazione volontaria.
Plusvalenze e minusvalenze si considerano iscritte, quando sono contabilizzate senza che ricorrano le situazioni che le rendono realizzate (es. svalutazione).
Approfondimenti: D.L. 209/02 art. 1.1 lett. b); C.M. 26.11.02 n. 85/E; C.M. 5.2.03 n. 7/E.
Costo fiscalmente riconosciuto - E’ determinato dalla somma algebrica tra:
+ costo di acquisto
+ oneri accessori
+ versamenti in conto capitale o a fondo perduto
+ rinuncia a crediti da finanziamenti o commerciali
+ eventuali rivalutazioni fiscalmente ammesse da leggi speciali
- precedenti svalutazioni.
Valutazione - La valutazione delle partecipazioni costituenti immobilizzazioni è prevista all’art. 66.1-bis (ora 101.2), che rinvia alle disposizioni dell’art. 61 (Valutazione dei titoli), relativo alle partecipazioni del circolante, con una sola eccezione riguardante i titoli quotati in mercati regolamentati italiani o esteri. Per questi, il valore minimo di riferimento per la determinazione di una eventuale svalutazione si determina prendendo a base la media aritmetica dei prezzi dell’ultimo semestre, anziché dell’ultimo mese (periodo di riferimento per i titoli quotati dell’attivo circolante).
Il Tuid riconosce validità fiscale alla valutazione civilistica col metodo del patrimonio netto, stabilendone la neutralità fiscale:
1. non è deducibile, anche a titolo di ammortamento, la parte di costo d’acquisto eccedente il valore corrispondente alla frazione di patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio approvato dall’impresa partecipata, prima dell’acquisto (art. 66.1-ter ora 101.3);
le svalutazioni delle partecipazioni a seguito di una riduzione del valore patrimoniale, successive all’acquisto, sono deducibili nei limiti dell’art. 61 ora 94(art. 54.2-bis ora 86);
le rivalutazioni delle partecipazioni sono imponibili per la parte corrispondente a precedenti svalutazioni, fiscalmente ammesse (art. 54.2-bis).
Per la valutazione delle partecipazioni si rendono applicabili:
il principio del valore minimo fiscale (art. 59, c.1 ora 92.1);
la regola del raggruppamento in categorie omogenee (art. 59, c. 1) mediante il duplice riferimento all'identità del soggetto emittente e all'uguaglianza delle caratteristiche dei titoli. Per caratteristiche dei titoli devono intendersi il diritto di voto, al dividendo ed alla partecipazione alle quote di patrimonio in caso di liquidazione della società. Devono perciò essere considerate distintamente le azioni ordinarie, privilegiate, postergate, di risparmio, ecc.;
il metodo del costo medio ponderato per esercizio di formazione (art. 59.2.3);
il criterio del Lifo a scatti annuali, nel caso di diminuzione delle quantità (art. 59, seconda parte del c. 3); pertanto, in caso di vendita si assumono per realizzati i titoli della stessa categoria entrati per ultimi rispetto alla data di chiusura dell'esercizio (Lifo a scatti annuali) e non rispetto alla data di vendita (Lifo continuo);
il corrispettivo del valore normale (art. 59.4) da determinarsi con i criteri propri previsti dall'art. 61.3 (ora 94.4), che può essere mantenuto anche negli esercizi successivi purché in bilancio non sia iscritto un valore superiore.
Le immobilizzazioni finanziarie si valutano:
- a costi specifici, o
- media ponderata raggruppando per categorie omogenee per natura (si considerano della stessa natura i titoli emessi dallo stesso soggetto aventi uguali caratteristiche) e valore (costo di acquisto più sovrapprezzo più oneri accessori);
anni successivi - per gli incrementi di partecipazioni, media ponderata per anno di formazione; per i decrementi si usa il lifo a scatti;
le imprese che valutano civilisticamente le rimanenze con la media ponderata, con il Lifo annuale a scatti o continuo, possono mantenere fiscalmente gli stessi valori, anche se inferiori (art. 59.3-bis);
se il valore desunto dall'andamento del mercato dell'ultimo mese è minore, il valore minimo di valutazione si determina moltiplicando l'intera quantità di titoli e partecipazioni per il valore normale;
per i titoli negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri la valutazione può essere fatta con riferimento alla media aritmetica dei prezzi rilevati nell'ultimo semestre (se questa è inferiore; art. 66.1-bis);
se civilisticamente viene ripristinato il valore ante adeguamento al mercato, la differenza va tassata nel solo caso e per la parte che sia stata detratta anche fiscalmente; non viene tassata la parte che aveva formato oggetto di variazione in aumento sulla dichiarazione dei redditi;
ricordare che vanno aggiunti i versamenti in conto capitale, a fondo perduto e simili.
SVALUTAZIONE delle IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
Civile - Il costo di acquisto maggiorato degli oneri accessori costituisce il valore massimo di iscrizione in bilancio. Il costo di iscrizione, alla fine di ciascun esercizio, va confrontato con il valore che risulta dalla:
applicazione del metodo del patrimonio netto rettificato - se l’impresa è tenuta a redigere il bilancio consolidato;
frazione di patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio della partecipata - se non vi è obbligo di redigere il bilancio consolidato.
Se gli amministratori ritengono che la partecipazione sia di valore inferiore, in modo durevole, devono procedere alla svalutazione (c.e.: D.19.a = Svalutazione di partecipazioni). Una perdita è durevole quando non si prevede che le ragioni che l’hanno causata possano essere rimosse nel breve periodo. I riferimenti per considerare la perdita durevole sono i listini di borsa, per le quotate, i bilanci e tutte le informazioni di cui si può venire in possesso, per le non quotate. O anche la constatazione che l’acquisto è stato troppo oneroso (cattivo affare).
Esempi di situazioni interne:
perdite operative divenute fisiologiche, causa una struttura non più remunerativa;
eccesso di costi fissi non riducibili nel breve periodo;
obsolescenza degli impianti o dei processi produttivi;
i plusvalori attribuiti a immobilizzazioni e avviamento al momento dell’acquisto si sono ridotti o annullati;
perdurante stato di tensione finanziaria, che diviene eccessivamente oneroso.
Esempi di fattori esterni:
crisi del mercato in cui opera l’impresa;
contrazione dei prezzi di mercato non compensata dalla riduzione dei costi;
nuove leggi;
crollo della domanda dei prodotti dell’impresa a favore di prodotti alternativi.
Inoltre, se si prevede l’obbligo di coprire eventuali deficit patrimoniali della partecipata, si deve procedere all’accantonamento di un apposito fondo.
Qualora i motivi che hanno condotto alla svalutazione vengano meno gli amministratori devono ripristinare, in tutto o in parte, il valore originario (c.e.: D.18.a = Rivalutazione di partecipazioni).
E’ possibile non procedere alla svalutazione se:
gli amministratori ritengono che la perdita abbia carattere temporaneo (con idonea motivazione in n.i.);
la partecipata ha predisposto concreti programmi tesi al recupero, nel breve periodo, dell’equilibrio economico e finanziario:
che risultino da delibere degli organi societari;
che siano analitici;
che definiscano esplicitamente i tempi di recupero.
Non si ritiene ammissibile che la perdita sia considerata non durevole sulla semplice base di ipotesi generiche o recupero o di consistenza di valori patrimoniali. Nella n.i. occorrerà dar conto della decisione.
Fiscale - art. 61.3 lett. b) (ora 94) - Occorre tenere distinte le partecipazioni non quotate da quelle quotate.
In caso di partecipazioni quotate, per la determinazione del valore da confrontare con il costo, per l’eventuale svalutazione, occorre fare riferimento alla media aritmetica dei prezzi rilevati:
nei 6 mesi precedenti la chiusura, per le partecipazioni immobilizzate (art. 66.1-bis ora 101);
nell’ultimo mese dell’esercizio, per le partecipazioni del circolante (art. 61.3 lett. a ora 94).
Il valore minimo delle partecipazioni non quotate, che prescinde dal requisito della perdita durevole richiesto dal c.c., si determina
riducendo il costo fiscalmente riconosciuto
in misura proporzionalmente corrispondente alla diminuzione patrimoniale risultante dal confronto fra:
a) ultimo bilancio regolarmente approvato prima della data di acquisto
In caso di acquisti in tempi diversi occorrerà fare riferimento a distinti bilanci.
In caso di sottoscrizione alla costituzione, si tiene conto del capitale sociale iniziale (R.M. 9/391-79).
Quando la perdita azzera il capitale sociale la ricostituzione costituisce nuovo periodo di riferimento.
b) il più recente tra i due seguenti documenti:
ultimo bilancio d’esercizio approvato prima della data di approvazione del bilancio della partecipante. Se la chiusura dell’esercizio coincide, è necessario verificare la data di approvazione; se l’approvazione avviene in pari data occorre tenere presente l’ora di delibera (C.M. n. 45 del 3.10.79).
situazione patrimoniale redatta in occasione delle deliberazioni assunte ex artt. 2446 e 2447 c.c., anche se assunte dopo la data di chiusura dell’esercizio della partecipante, purché siano comunque assunte prima della data di approvazione del bilancio della partecipante.  Il patrimonio netto risultante dopo la ricostituzione del capitale sociale diviene il nuovo termine “storico” di confronto.
Si tratta del cosiddetto metodo del degrado proporzionale (art. 61.3 lett. b). L’applicazione di questo metodo presuppone la stratificazione per esercizio di acquisto delle partecipazioni detenute della stessa società.
Maggiori svalutazioni, operate secondo criteri civilistici, devono essere riprese sull'Unico. Se in bilancio non viene evidenziata alcuna svalutazione, non è possibile fare una variazione in diminuzione.
Svalutazione delle partecipazioni in società estere - La C.M. 73/E del 27.5.94 al n. 3.22 precisa che nell’applicazione dell’art. 61.3 la percentuale di diminuzione del patrimonio netto della partecipata va computato confrontando i bilanci della stessa espressi in valuta. Tale percentuale va applicata al costi fiscalmente riconosciuto della partecipazione, senza tener conto di eventuali differenze di cambio.
Minusvalenze iscritte o non realizzate (derivanti da svalutazione) relative a partecipazioni costituenti immobilizzazioni finanziarie.
Deducibilità - Le minusvalenze non realizzate relative alle partecipazioni iscritte tra le immobilizzazioni, quotate e non, sono deducibili in quote costanti nell’esercizio in cui sono iscritte e nei 4 successivi (in 5 esercizi). Tale regime cessa di trovare applicazione nel caso di realizzo della minusvalenza nel quinquennio. Es.: Partecipazione iscritta a 1.000, svalutazione 500, quota annuale deducibile 100. Nel secondo periodo successivo vendita a 400, minusvalenza 600. Minusvalenza dedotta 200, minusvalenza da realizzo interamente deducibile 400.
Importo deducibile - Limiti alla deduzione fiscale delle minusvalenze non realizzate a seguito di svalutazione per le partecipazioni in società non quotate, iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie: per le società residenti e non (art. 127-bis.6 ora 167), ai fini della determinazione del patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato (art. 61.3 lett. b), non si tiene conto delle diminuzioni patrimoniali derivanti da:
distribuzione di utili o riserve di utili, effettuate successivamente alla data di approvazione dell’ultimo bilancio anteriore all’acquisto delle partecipazioni;
perdite prodotte dalla società partecipata a partire dallo stesso esercizio di decorrenza delle nuove disposizioni, per la parte riferibile a:
quote di ammortamento dell’avviamento fiscalmente indeducibili;
accantonamenti diversi da quelli fiscalmente deducibili (accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli espressamente ammessi dalla normativa fiscale e accantonamenti ammessi dagli artt. da 70 a 73 e dall’art. 103, ma stanziati in misura eccedente quella fiscalmente consentita).
I versamenti dei soci a copertura di perdite, che eccedono il patrimonio netto della partecipata sono deducibili nell’esercizio del versamento (versamenti sottozero).
La sterilizzazione della diminuzione patrimoniale si applica solo nei confronti della partecipante diretta e quindi non alle successive eventuali svalutazioni anche se riconducibili alle medesime cause. Resta fermo per l’Ufficio il potere, in forza dell’art. 37-bis/600, di disconoscere gli eventuali vantaggi qualora si ravvisino elementi elusivi nella struttura del gruppo societario.
L’esercizio in cui deve essere imputata la svalutazione è quello in cui si è verificata la riduzione del patrimonio netto, anche se sembra possibile effettuare la svalutazione in esercizi successivi purché permangano le condizioni (art. 61.3 lett. b).
Dal 1.1.2004 le minusvalenze iscritte non sono più deducibili.
VERSAMENTI a fondo perduto, RINUNCIA a crediti, SVALUTAZIONI - Art. 61.5 (ora 94.6)
1^ parte - L’ammontare dei versamenti a fondo perduto o in conto capitale alla società partecipata, o della rinuncia ai crediti nei confronti della stessa, si aggiunge al costo delle partecipazioni in proporzione alla quantità delle singole voci della corrispondente categoria;
2^ parte - tuttavia è consentita la deduzione dei versamenti e delle remissioni di debito effettuati a copertura di perdite per la parte che eccede il patrimonio netto della società emittente risultante dopo la copertura.
Se il versamento o la remissione sono fatti a copertura di perdite che determinino un deficit patrimoniale, la partecipante può dedurre (ma può anche non dedurre) come costo di esercizio la parte che eccede il patrimonio netto risultante dopo la copertura. Es.: Capitale sociale 100,00, perdita 150,00, deficit 50,00. Viene effettuato un versamento soci per 160,00, che viene iscritto per intero tra le riserve. Nuovo patrimonio netto 110,00. Perdita deducibile 50,00 (160 – 110).
Se il versamento o la remissione sono fatti a copertura parziale di deficit patrimoniale la partecipante può dedurre (ma anche non dedurre) per intero il versamento stesso (versamenti sotto zero).
3^ parte - Nella determinazione, a norma del comma 3, del valore minimo dei titoli non negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri non si tiene conto dei versamenti e delle remissioni di debito fatti a copertura di perdite della società emittente.
I versamenti effettuati per ripianare perdite di società partecipate sono deducibili se e nella misura in cui risultano imputati al c.e. dell’esercizio di competenza (Cass. sent. 11240 del 30.7.02).
Per determinare la svalutazione in presenza di:
• versamenti soci o remissioni di debito fatti in conto capitale o aumenti di capitale
a) al P.N. ante acquisto si aggiungono tutti i versamenti e le remissioni fatte dall’acquisto;
b) il P.N. finale comprende anche versamenti e remissioni;
la svalutazione si calcola sul costo sostenuto per l’acquisto più versamenti e remissioni;
es.: P.N. ante 1.000,00 Costo 1.200,00 Versamenti 500,00 Perdita ultimo esercizio 400,00 P.N. 1.100,00
(1.000,00 + 500,00) - 1.100,00 = - 26,67% Svalutazione: (1.200,00 + 500,00) x 26,67% = 453,39
• versamenti soci o remissioni di debito fatti a copertura delle perdite
a) al P.N. ante acquisto non va effettuata alcuna variazione;
b) il P.N. finale va depurato dei versamenti e delle remissioni effettuate a copertura di perdite.
la svalutazione si calcola solo sul costo sostenuto per l’acquisto;
es.: P.N. ante 1.000,00 Costo 1.200,00 Perdita ultimo esercizio 400,00 Versamenti 300,00 P.N. 900,00
1.000,00 - (1.000,00 – 400,00) = - 40% Svalutazione: 1.200,00 x 40% = 480,00
a) Versamento o remissione di debito in conto capitale o aumento di capitale.
Es. 1a
Anno 0 - Patrimonio netto 1.000,00
Anni 1 – 2 - Versamenti soci e remissione di debiti 500,00
Anno 3 - Patrimonio netto 1.500,00
Perdita d’esercizio 600,00
Nuovo patrimonio netto 900,00
Costo di iscrizione in bilancio 2.200,00
Costo iscrizione in contabilità 2.700,00
Art. 61.3 – Determinazione della svalutazione - Confronto dei patrimoni netti:
P.N. ante 1.000,00 + Versamenti e remissioni 500,00 = 1.500,00 Anno 3 900,00 = Riduzione – 40%
Si può svalutare il costo della partecipazione del 40% cioè di 1.080,00 (40% di 2.700,00).
Iscrizione in bilancio: Partecipazioni 1.620,00 nell’Attivo di bilancio (2.700,00 – 1.080,00)
Prova: 2.700,00 : 1.500,00 = 1,8 1.620,00 : 900,00 = 1,8
Svalutazioni 1.080,00 tra i costi d’esercizio
Anni 1 – 2 - Versamenti soci e remissione debiti 1.500,00
Anno 3 - Patrimonio netto 2.500,00
Nuovo patrimonio netto 1.900,00
Costo iscrizione in contabilità 3.700,00
Anno 0 + 1 + 2 = 2.500,00 Anno 3 1.900,00 = Riduzione - 24%
Si può svalutare il costo della partecipazione del 24% cioè di 888,00 (24% di 3.700,00).
Iscrizione in bilancio: Partecipazioni 2.812,00 nell’Attivo di bilancio (3.700,00 – 888,00)
Prova: 3.700,00 : 2.500,00 = 1,48 2.812,00 : 1.900,00 = 1,48
Svalutazioni 888,00 tra i costi d’esercizio
Es. 3a
Perdita d’esercizio 1.600,00
Art. 61.3 – Determinazione della svalutazione
La partecipante intende svalutare la partecipazione:
Patrimonio netto: Anno 0 + 1 + 2 = 2.500,00, Anno 3 900,00 = Riduzione - 64%
Si può svalutare il costo della partecipazione del 64% cioè di 2.368 (64% di 3.700,00).
Iscrizione in bilancio: Partecipazioni 1.332,00 nell’Attivo di bilancio (3.700,00 – 2.368,00)
Prova: 3.700,00 : 2.500,00 = 1,48 1.332,00 : 900,00 = 1,48
Svalutazioni 2.368,00 tra i costi d’esercizio
b) Versamenti o remissioni di debito a copertura perdita – Determinazione costi: art. 61.5 (ora 94.5), art. 61.3 (ora 94).
Es. 1b
Anno 3 - Perdita d’esercizio 600,00
Versamenti soci e remissione debiti 500,00
Patrimonio netto senza versamenti 400,00
Art. 61.5 parte 2^ - Determinazione della perdita deducibile.
Perdita dell’esercizio 600,00
Versamento o remissione a copertura di perdita 500,00
Patrimonio netto dopo la copertura 900,00
Deduzione consentita --
Patrimonio netto: Anno 0 1.000,00, Anno 3 400,00 = Riduzione - 60%
Si può svalutare il costo della partecipazione del 60% cioè di 1.320,00 (60% di 2.200,00).
Iscrizione in bilancio: Partecipazioni 1.380,00 nell’Attivo di bilancio (2.700,00 – 1.320,00)
Svalutazioni 1.320,00 tra i costi d’esercizio
Versamenti soci e remissione debiti 1.500,00
Versamento o remissione a copertura di perdita 1.500,00
Si può svalutare il costo della partecipazione del 60% cioè di 1.320 (60% di 2.200).
Iscrizione in bilancio: Partecipazioni 2.380,00 nell’Attivo di bilancio (3.700,00 – 1.320,00)
c) Versamenti o remissioni di debito a copertura deficit patrimoniale e ricostituzione del capitale sociale – Determinazione dei costi ex art. 61.5, 2^ parte e art. 61.3.
Anno 3 - Perdita d’esercizio 1.600,00
Patrimonio netto senza versamenti - 600,00
Perdita dell’esercizio 1.600,00
Deduzione consentita 600,00
Patrimonio netto: Anno 0 1.000,00, Anno 3 0 = Riduzione - 100%
Si può svalutare il costo della partecipazione del 100% cioè di 2.200,00 (100% di 2.200,00).
Iscrizione in bilancio: Partecipazioni 900,00 nell’Attivo (2.200,00 – 2.200,00 + 1.500,00 – 600,00)
Svalutazioni 2.200,00 tra i costi d’esercizio
Oneri straordinari 600,00 tra i costi d’esercizio
Distorsioni del metodo proposto dall’art. 61 (ora 94) - La partecipante acquista i titoli in data successiva alla chiusura dell’esercizio ma precedente la data di approvazione del bilancio relativo (es. 1.3.1999): il patrimonio da prendere come termine di confronto “iniziale” è quello del bilancio al 31.12.1997.
Se il bilancio al 31.12.1998 si chiude con una perdita, la partecipante potrà procedere ad una svalutazione della partecipazione pur non avendo subito alcun danno in quanto, nella determinazione del prezzo di acquisto avrà senz’altro tenuto conto della perdita.
Elusione – La C.M. 53/99 invita gli Uffici a controllare gli effetti fiscali riconosciuti all’art. 61.5 specie quando la perdita nella controllata discende dall’applicazione di norme civilistiche.
Partecipazioni in SOCIETA’ ESTERE - Art. 61.3-bis - Le riduzioni di valore (ex art. 61.3 lett. b) relative a partecipazioni extra UE sono ammesse in deduzione solo se esistono accordi che permettano all’A.F. di acquisire le informazioni necessarie alla verifica delle condizioni che legittimano la svalutazione (vedi D.M. 4.9.1996). Se tali accordi mancano non ha alcuna rilevanza la documentazione eventualmente prodotta sotto forma di certificazione rilasciata da primaria società di revisione (C.M. 30.5.95 n. 154).
Le svalutazioni e gli altri componenti negativi di reddito derivanti da partecipazioni in società collegate non residenti sono fiscalmente deducibili nei limiti della parte di utili distribuiti che eccede la quota non soggetta a tassazione. Es.: utili percepiti € 1.000,00 (tassati € 400,00 ex art. 96/917; non tassati € 600,00); svalutazione € 800,00. La deducibilità è limitata a € 800,00 – 600,00 = € 200,00.
Il fine della disposizione è quello di evitare manovre elusive che si realizzano attraverso:
- distribuzione di utili parzialmente non tassati, che riducono il patrimonio nella partecipata estera;
- successiva svalutazione della partecipazione.
IRES - Art. 87 - Plusvalenze esenti - Le plusvalenze realizzate su azioni e quote, di società di capitali e di persone, sono esenti se le partecipazioni hanno i seguenti requisiti:
a) ininterrotto possesso dal primo giorno del dodicesimo mese precedente il mese di cessione, considerando cedute per prime le azioni o quote acquisite in data più recente (lifo);
b) classificate tra le immobilizzazioni finanziarie fin dal primo bilancio di detenzione;
c) residenza fiscale della partecipata in uno Stato o territorio diverso da quelli a regime fiscale privilegiato, salvo dimostrazione che, fin dall’inizio del possesso, non è conseguita la localizzazione di redditi in regimi fiscali privilegiati;
d) al momento del realizzo, la società partecipata esercita una attività di impresa (ex art. 55). Senza possibilità di prova contraria si presume che il requisito non sussiste per le società il cui patrimonio è prevalentemente investito in immobili diversi dagli impianti e dai fabbricati utilizzati direttamente nell’esercizio di impresa. Si considerano direttamente utilizzati nell’esercizio di impresa:
gli immobili concessi in locazione finanziaria;
i terreni su cui è svolta l’attività agricola (anche se affittati?).
D.Lgs. 344, art. 4 lett. g - Il requisito di iscrizione tra le immobilizzazioni deve sussistere:
nel bilancio relativo al 2002, per le vecchie partecipazioni;
nel bilancio riferito al 2003, per le partecipazioni acquistate nel corso del 2003.
Per l’Ire vedi art. 58, che esenta il 60% della plusvalenza.
Come riepilogo relativo a plusvalenze e minusvalenze da partecipazioni possiamo dire:
le plusvalenze sono esenti, se hanno i requisiti di cui all’art. 87, per i soggetti Ires;
le plusvalenze sono imponibili al 40%, se hanno i requisiti di cui all’art. 87, per i soggetti Ire;
le plusvalenze sono interamente imponibili, se non hanno i requisiti di cui all’art. 87;
le minusvalenze da valutazione sono indeducibili sia se immobilizzate che del circolante;
le minusvalenze da realizzo, che abbiano i requisiti di cui agli artt. 87 e 58, sono:
interamente indeducibili, per le società soggette ad Ires;
indeducibili per il 60%, per i soggetti Ire;
le minusvalenze da realizzo di partecipazioni che non hanno i requisiti di cui all’art. 87, sono deducibili.
Indeducibilità degli interessi passivi - Dall’1.1.2004, la presenza in bilancio di partecipazioni esenti ex artt. 87 e 58, comporta l’applicazione del prorata di indeducibilità degli interessi passivi.
Disposizioni transitorie (art. 4/344) - Dall’art. 4/344 riprendiamo:
c) non rientrano nell’esenzione le plusvalenze relative ad azioni o quote realizzate entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2003 fino a concorrenza delle svalutazioni dedotte nello stesso periodo di imposta e nel precedente (generalmente nel 2002 e nel 2003);
d) corrispondentemente le svalutazioni delle stesse azioni o quote di cui al periodo precedente, riprese a tassazione nel periodi di imposta in corso al 31.12.2003 e nel precedente sono deducibili se realizzate entro il secondo periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2003 (generalmente entro il 31.12.2005);
p) per le svalutazioni operate fino al periodo di imposta antecedente a quello cui si applicano le nuove disposizioni, continuano ad applicarsi anche successivamente i criteri di deduzione pro-quota (deduzione in quinti delle svalutazioni ) stabiliti dall’art. 1.1 lett. b del D.L. 209/2002 ; ai fini dell’applicazione delle precedenti lettere c) e d), le minusvalenze si considerano dedotte integralmente nel periodo di imposta in corso al 31.12.2003.
CONTABILITA’ - Partecipazioni non quotate
Nota: per valore patrimoniale si intende la quota parte del patrimonio con le rettifiche richieste dal c.c..
Anno di acquisizione: iscrizione in bilancio
A) Il costo coincide con il valore patrimoniale:
c.c.: Si iscrive al costo di acquisto.
Tuid: La regola fiscale è iscrizione al costo e nessuna influenza può avere il valore patrimoniale fino all’anno di acquisto.
B) Il costo è inferiore al valore patrimoniale: si iscrive al costo di acquisto, ma si potrebbe anche iscrivere al valore patrimoniale accantonando la differenza in apposita riserva.
Se si opta per la registrazione al costo:
Tuid: Rimane l’iscrizione al costo.
Se si opta per la registrazione al valore patrimoniale:
c.c.: Si iscrive al patrimoniale con imputazione al netto di una apposita riserva.
Tuid: L’iscrizione in bilancio di un valore superiore al costo con accantonamento della differenza a riserva non genera alcuna tassazione.
C) Il costo è superiore al valore patrimoniale causa:
a) plusvalenze latenti tra i beni ammortizzabili e/o per avviamento. La possibilità di accantonamento è una potestà tecnica nel senso che bisogna decidere se la differenza deve essere capitalizzata o imputata a c.e..
c.c.: Si iscrive la partecipazione al valore patrimoniale e la differenza si iscrive tra i cespiti e si ammortizza con le aliquote loro proprie. Occorre darne adeguata motivazione nella n.i..
Tuid: L’iscrizione è fiscalmente neutra ma gli ammortamenti andranno ripresi sull’Unico tra le variazioni in aumento. L’eventuale successiva plusvalenza non sarà tassabile per la differenza tra costo di acquisto e valore patrimoniale;
b) cattivo affare - è opportuno evidenziare la svalutazione.
c.c.: La minusvalenza derivante dalla svalutazione è costo d’esercizio.
Tuid: La svalutazione iscritta in c.e. è deducibile nei limiti di cui all’art. 61; per la parte eventualmente non ammessa occorrerà effettuare una variazione in aumento sull’Unico, ma l’eventuale successiva plusvalenza non sarà tassabile per la differenza fiscalmente non dedotta (quindi sarà tassabile per la svalutazione dedotta fiscalmente).
c) plusvalenze latenti o cattivo affare, ma si ritiene opportuno mantenere la valutazione al costo, dandone adeguata motivazione in n.i..
c.c.: L’iscrizione ad un valore superiore è civilisticamente possibile solo se adeguatamente motivata.
Tuid: L’iscrizione al costo è fiscalmente possibile.
Anni successivi: partecipazione già iscritta al costo
A) il valore patrimoniale è aumentato rispetto all’anno precedente ed è superiore al costo; si può:
a) continuare la valutazione al costo;
c.c.: Prudenzialmente gli amministratori possono mantenere la stessa valutazione al costo.
Tuid: Anche fiscalmente verrà mantenuta la stessa valutazione al costo.
b) valutare al patrimoniale;
c.c.: La rivalutazione della partecipazione troverà contropartita in una apposita riserva.
Tuid: La rivalutazione è fiscalmente neutra. La rivalutazione può essere tassabile solo per la parte corrispondente a precedenti svalutazioni, fiscalmente ammesse (art. 61 ora 94).
B) il valore patrimoniale sia diminuito rispetto all’anno precedente ed è inferiore al costo; si può:
a) continuare al precedente costo, se si ritiene che la svalutazione non sia permanente;
c.c.: In bilancio rimarrà il costo precedente; in n.i. si darà adeguata motivazione.
Tuid: Per il fisco non sorge alcun problema.
b) continuare al costo, ma procedendo alla svalutazione;
c.c.: La svalutazione della partecipazione trova contropartita tra i costi.
Tuid: La minusvalenza civilisticamente iscritta in c.e. è deducibile nei limiti di cui all’art. 61, tenendo conto anche del D.L. 209/02; per la parte eventualmente non ammessa occorrerà effettuare una variazione in aumento sull’Unico, ma la successiva plusvalenza da cessione o rivalutazione non sarà tassabile per la differenza fiscalmente non dedotta.
c) valutare al patrimoniale, svalutando la partecipazione.
Anni successivi: partecipazione già iscritta al valore patrimoniale
A) il valore patrimoniale è aumentato rispetto all’anno precedente; si può:
Tuid: La rivalutazione è fiscalmente neutra. La rivalutazione può essere tassabile solo per la parte corrispondente a precedenti svalutazioni, fiscalmente ammesse (art. 61).
a) procedere alla svalutazione;
Tuid: La minusvalenza civilisticamente iscritta in c.e. è deducibile nei limiti di cui all’art. 61, tenendo conto anche del D.L. 209/02; per la parte eventualmente non ammessa occorrerà una variazione in aumento sull’Unico, ma la successiva plusvalenza da cessione o rivalutazione sarà tassabile solo per la differenza fiscalmente dedotta.
b) procedere ad una svalutazione maggiore di quella che deriverebbe dal metodo patrimoniale in presenza di perdite ricorrenti o di situazioni che fanno prevedere una diminuzione non temporanea del valore della partecipazione.
C) il valore della partecipazione si azzera per perdite superiori al valore della partecipazione stessa. Se la partecipante decide di:
a) abbandonare la partecipazione
c.c.: La partecipazione va azzerata e la perdita va a costo.
Tuid: Il costo della svalutazione è fiscalmente ammesso nei limiti dell’art. 61.
b) tenere la partecipazione
c.c.: Valore della partecipazione azzerata e versamenti a copertura perdite vanno a costo; la ricostituzione di capitale fa iniziare un nuovo ciclo.
Tuid: Valore della partecipazione azzerata e versamenti a copertura perdite vanno a costo nei limiti di cui all’art. 61, tenendo conto anche del D.L. 209/02; la ricostituzione di capitale diviene il nuovo costo della partecipazione.
Abbandono del metodo del patrimonio netto - Il metodo deve essere abbandonato quando:
- la società perde il controllo o il collegamento;
- la partecipazione passa da immobilizzazione a circolante.
Nel caso di giustificato abbandono del metodo del patrimonio netto, il valore risultante nel bilancio dell’esercizio precedente viene assunto quale valore di costo. Esso, nella determinazione del valore da iscrivere nel bilancio dell’esercizio in cui si verifica il cambiamento di criterio, viene ridotto per eventuali perdite durevoli di valore se la partecipazione permane tra le immobilizzazioni finanziarie, oppure, viene confrontato con il valore corrente di mercato ai fini di adottare il minore tra i due, se la partecipazione viene iscritta nell’attivo circolante (P.C. n. 21).
ESEMPIO: Costo di acquisto € 3.000,00; valore patrimoniale € 3.300,00.
Per la rivalutazione:
Riserve art. 2426
1° esercizio successivo - Il valore si riduce per distribuzione di dividendi. Quota parte 100,00.
2° esercizio successivo - Il valore si riduce a causa di perdite a € 2.900,00.
3° esercizio successivo - Il valore patrimoniale sale a € 3.400,00.
Rivalutazione partecipaz.
ESEMPIO: Costo di acquisto € 3.000,00; valore patrimoniale € 2.400,00.
Per la differenza di valore:
Ammort. e svalutazione
per le società che hanno come oggetto specifico le partecipazioni
Svalutaz. partecipazioni
per le società con oggetto diverso dalle holding
1° esercizio successivo - Il valore patrimoniale sale ad € 2.700,00.
2° esercizio successivo - Il valore patrimoniale scende per perdite a € 2.000,00.
CONTABILITA’ - Partecipazioni quotate
C.c.: Vale quanto detto per le partecipazioni non quotate.
Tuid: Vale quanto detto per le non quotate con l’avvertenza che il valore di riferimento è costituito dalla media aritmetica dei prezzi rilevati nei 6 mesi precedenti la chiusura (art. 66.1-bis ora 101.2).
Es.: Un titolo acquistato a € 3.000,00 è stato iscritto al costo. Se alla chiusura dell'esercizio si rileva civilisticamente un valore "durevolmente inferiore"; es. di € 2.000,00 (c.c.), ma il prezzo medio dell'ultimo semestre è stato pari a € 2.600,00 (Tuid), occorrerà:
a) svalutare in bilancio il titolo a € 2.000,00:
b) effettuare una variazione in aumento sull'Unico di € 600,00 (valore fiscalmente riconosciuto 2.600,00).
Se nell'anno successivo il valore sale durevolmente a € 2.800,00 (e coincide con quello dell'ultimo semestre):
a) si recupera in bilancio il valore fino a € 2.800,00 (+ 800,00);
b) fiscalmente si farà una variazione in diminuzione sull'Unico di € 600,00 (2600,00 + 800,00 – 600,00 = 2800,00).
VALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI - ALCUNI CASI
VERSAMENTI A COPERTURA DI PERDITE DELLA PARTECIPATA
IMMOBILIZZAZIONI - VALUTAZIONE AL COSTO
C.c.: i versamenti in conto capitale o a fondo perduto e simili vanno aggiunti al costo di acquisto; possibilità di svalutazione per le perdite.
Tuid: i versamenti in conto capitale o a fondo perduto e simili vanno aggiunti al costo di acquisto; l'importo del versamento è deducibile per la parte che eccede il P.N. dopo la copertura della perdita (art. 61.5 ora 94.6).
IMMOBILIZZAZIONI - VALUTAZIONE AL PATRIMONIALE
C.c.: si seguono le variazioni del patrimonio della partecipata per cui il valore della partecipazione diminuisce in valore proporzionale alla perdita e aumenta in misura pari al versamento.
Tuid: in conseguenza di perdite, le partecipazioni sono svalutabili nei limiti dell'art. 61.3. L'ammontare del versamento è deducibile per la parte che eccede il patrimonio netto dopo la copertura (art. 61.5), con allocazione alla voce D.19 a (Svalutazione di partecipazioni).
DISPONIBILITA’ - VALUTAZIONE AL COSTO
C.c.: i versamenti vanno aggiunti al costo di acquisto.
Tuid: i versamenti in conto capitale o a fondo perduto e simili vanno aggiunti al costo di acquisto; l'ammontare del versamento è deducibile per la parte che eccede il patrimonio netto dopo la copertura (art. 61.5) con allocazione alla voce D 19 a (Svalutazione di partecipazioni). Se il valore normale della partecipazione, a fronte delle perdite, risulta inferiore al suo valore contabile, nell'esercizio in cui si ripiana la perdita è possibile procedere alla svalutazione della partecipazione fino al valore minimo. Gli eventuali versamenti che la partecipante ha dovuto effettuare per coprire le perdite eccedenti il patrimonio della partecipata, potranno essere integralmente dedotti nell'esercizio.
IMMOBILIZZAZIONI E DISPONIBILITA’
C.c.: i versamenti in conto capitale o a fondo perduto e simili vanno aggiunti al costo di acquisto.
Tuid: i versamenti in conto capitale o a fondo perduto e simili vanno aggiunti al costo di acquisto.
FINANZIAMENTI SOCI FRUTTIFERI O INFRUTTIFERI
Sono dei debiti di finanziamento, che si iscrivono alla voce D.4 del Passivo e B.III.2 dell’Attivo.
C.c.: non influiscono sulla valutazione.
Tuid: non influiscono sulla valutazione.
RINUNCIA A FINANZIAMENTI SOCI O A CREDITI DI ALTRA NATURA (artt. 55 ora 88, 61 ora 94, 66 ora 101)
Per la partecipante: vedi Versamento soci.
IMMOBILIZZAZIONI o DISPONIBILITA' - VALUTAZIONE AL COSTO
Civile = l'ammontare della rinuncia si aggiunge al costo della partecipazione; possibilità di svalutazione.
Fiscale = l'ammontare della rinuncia, si aggiunge al costo della partecipazione in misura proporzionale ed è deducibile per la parte eccedente il patrimonio netto dopo la copertura (art.61.5), con allocazione alla voce D.19 a (Svalutazione di partecipazioni). Valgono le seguenti osservazioni:
1) la rinuncia al credito incrementa il costo della partecipazione; a fronte delle perdite è possibile procedere alla svalutazione della partecipazione stessa in misura corrispondente.
2) è facoltà del contribuente portare a incremento del costo della partecipazione, o a costo d'esercizio, la parte della rinuncia che eccede il patrimonio netto della partecipata dopo la copertura della perdita.
C.c.: la rinuncia può incidere sul valore della partecipazione per l'incremento del patrimonio sociale.
Tuid: vale quanto detto per la valutazione al costo.
AUMENTO GRATUITO DEL VALORE NOMINALE DI AZIONI O QUOTE
VALUTAZIONE AL COSTO – IMMOBILIZZAZIONI o DISPONIBILITA’
C.c.: la valutazione al costo di acquisto non subisce variazioni.
Tuid: la valutazione al costo di acquisto non subisce variazioni.
VALUTAZIONE AL PATRIMONIALE
Civile = nessuna influenza in quanto il patrimonio non varia.
Fiscale = nessuna influenza in quanto il patrimonio non varia.
ASSEGNAZIONE GRATUITA DI NUOVE AZIONI O QUOTE
VALUTAZIONE AL COSTO – IMMOBILIZZAZIONI o DISPONIBILITA'
Civile = la valutazione al costo di acquisto non subisce variazioni; il costo stesso viene ripartito tra tutte le partecipazioni, diminuendone il valore unitario.
Fiscale = in caso di aumento di capitale il numero delle nuove azioni ricevute si aggiunge a quelle possedute diminuendo il costo unitario delle stesse. L'aumento gratuito di capitale non costituisce reddito.