Source: https://www.studiocerbone.com/circolare-n-89-del-23-maggio-2017-inps-indennita-disoccupazione-collaboratori-rapporto-collaborazione-coordinata-continuativa-anche-progetto-discoll/
Timestamp: 2018-02-20 00:08:55+00:00
Document Index: 138524193

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 34', 'art. 13', 'art.3', 'art. 3', 'art. 3']

﻿Circolare n. 89 del 23 maggio 2017 - INPS - Indennità di disoccupazione per i collaboratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto (DISCOLL - Studio Cerbone
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INPS – Circolare 23 maggio 2017, n. 89
Articolo 3, comma 3octies decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244 convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19 – Indennità di disoccupazione per i collaboratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto (DISCOLL). Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti.
SOMMARIO: Con la presente circolare sono impartite le istruzioni applicative in merito alla previsione di cui all’art. 3, comma 3octies del decreto legge n. 244 del 2016 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 19 del 2017 che ha esteso la tutela della prestazione DIS-COLL – introdotta a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, dal D.lgs. n. 22 del 2015 in via sperimentale per l’anno 2015 e successivamente prorogata per le cessazioni dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 dall’art. 1, comma 310 della legge n. 208 del 2015 – anche per gli eventi di disoccupazione che si verificano a far data dal 1° gennaio 2017 e fino al 30 giugno 2017.
Disciplina della indennità di disoccupazione DIS-COLL
L’art. 15 del Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 ha istituito, in via sperimentale per l’anno 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015, l’indennità di disoccupazione mensile – denominata DIS-COLL – rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. La legge n. 208 del 2015, all’art. 1, comma 310 ha successivamente esteso la tutela della indennità DIS-COLL anche agli eventi di disoccupazione verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016. In attuazione delle richiamate disposizioni normative la prestazione DIS-COLL per gli anni 2015 e 2016 è stata rispettivamente disciplinata dalle circolari INPS n. 83 del 27 aprile 2015 e n. 74 del 5 maggio 2016.
Il decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244 recante “Proroga e definizione di termini. Proroga del termine per l’esercizio di deleghe legislative”, (di seguito “decreto milleproroghe 2017”) convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, all’art. 3 comma 3octies, ha previsto che, ai fini della prosecuzione della sperimentazione relativa al riconoscimento della indennità DIS-COLL di cui all’articolo 15 del d.lgs. n. 22 del 2015, le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 310, della legge n. 208 del 2015, sono prorogate fino al 30 giugno 2017, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1°gennaio 2017 e sino al 30 giugno 2017.
In ragione del richiamo effettuato dall’art. 3, comma 3octies del decreto mille proroghe 2017 all’art. 1, comma 310 della legge n. 208 del 2015, la fonte della disciplina della prestazione DIS-COLL è l’art. 15 del D.lgs. n. 22 del 2015 – istitutivo della indennità medesima – ad eccezione del comma 2, lett. c) per il quale l’art. 1, comma 310 della legge n. 208 del 2015 ha disposto la non applicazione.
Disciplina della indennità di disoccupazione DIS-COLL.
Si evidenzia, pertanto, la necessità di ribadire, in sede di eventuale consulenza durante la compilazione della domanda che l’interessato, titolare di eventuale partita IVA attiva ma non produttrice di reddito (c.d. silente), dovrà ai fini della presentazione della domanda di DISCOLL, provvedere preliminarmente alla chiusura della suddetta partita IVA. La norma di cui al citato art. 15, comma 1, nell’individuare i destinatari della prestazione DISCOLL, richiede quale presupposto che gli stessi siano iscritti in via esclusiva alla Gestione separata.
– 32,72% per i soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata;
In particolare, il Ministero nel richiamato Interpello ha precisato che non è possibile estendere agli assegnisti di ricerca ed ai dottorandi la tutela della DIS-COLL di cui al citato art. 15 in ragione esclusivamente dell’obbligo di iscrizione alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della Legge n. 335 del 1995, che riguarda, come è noto, anche le prestazioni di lavoro autonomo. Osserva, inoltre, il Ministero del lavoro che il richiamo espresso, per gli assegnisti e i dottorandi, al regime previdenziale di cui all’art. 2, comma 26 della legge n. 335 del 1995, unitamente al regime di esenzione fiscale dei relativi emolumenti, conferma la natura speciale dei rapporti di ricerca.
L’indennità DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati – derivante dai rapporti di collaborazione di cui all’art. 15 del D.lgs. n. 22 del 2015 – relativo all’anno civile in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno civile precedente, diviso per il numero di “mesi di contribuzione, o frazione di essi”, ottenendo così l’importo del reddito medio mensile.
Esclusivamente ai fini del calcolo della misura e della durata della indennità DIS-COLL – in conformità a specifico indirizzo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per “mesi di contribuzione o frazioni di essi” si intendono i mesi o le frazioni di mese di durata del rapporto di collaborazione. Pertanto, il reddito imponibile ai fini previdenziali – che rappresenta la base di calcolo della prestazione – dovrà essere diviso per un numero di mesi, o frazione di essi, corrispondente alla durata dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo di riferimento come sopra individuato, anno civile in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e anno civile precedente. L’interpretazione fornita al riguardo dal richiamato Ministero consente di prendere a riferimento, ai fini della determinazione della base di calcolo e della misura della prestazione, anche le frazioni di mese, che – qualora si facesse riferimento ai “mesi di contribuzione” – non potrebbero essere oggetto di computo.
Con riferimento alle modalità di calcolo della prestazione in argomento, si forniscono le seguenti precisazioni in ordine al meccanismo – analogo a quello già in uso per la prestazione di disoccupazione NASpI – del non computo dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedente prestazione DIS-COLL.
In particolare sul punto si precisa che, in presenza di una prima domanda di prestazione DISCOLL a seguito di cessazione involontaria di un rapporto di collaborazione, intervenuta a far data dal 1° gennaio 2017 e fino al 30 giugno 2017, la durata della stessa deve essere determinata non computando i periodi di lavoro che hanno già dato luogo a precedente prestazione DIS-COLL fruita in ragione di una cessazione involontaria di un rapporto di collaborazione intervenuta dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016. Al riguardo si precisa che detta prestazione DIS-COLL fruita a seguito di cessazione intervenuta nel corso dell’anno 2016 può essere stata generata in tutto o in parte da un rapporto di collaborazione relativo all’anno 2015, e comunque cessato nel 2016.
Pertanto, ai fini della determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL con cessazione 30 marzo 2017 sono da considerare utili il mese di gennaio 2016 – in quanto non interessato dalla prestazione fruita nel 2016, che è stata generata infatti interamente dai 12 mesi di collaborazione collocati nell’anno 2015 – nonché gli ulteriori mesi del rapporto di collaborazione dal 1° settembre 2016 al 30 marzo 2017.
In tale caso la prestazione DIS-COLL fruita nel 2016 della durata di 3 mesi è stata generata dai 6 mesi di rapporto di collaborazione, di cui 2 si collocano nell’anno 2015 (1° novembre 2015 – 31 dicembre 2015) e 4 si collocano nell’anno 2016 (1° gennaio 2016 – 30 aprile 2016).
Pertanto, ai fini della determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL con cessazione 30 marzo 2017 – dopo avere fatto la differenza tra il totale dei mesi n. 6 (presenti nel 2015 n. 2: novembre e dicembre 2015 e nel 2016 n. 4: da gennaio ad aprile 2016) che hanno generato la precedente prestazione DIS-COLL e i soli mesi di lavoro presenti nell’anno 2015 (n. 2 mesi) – i rimanenti 4 mesi del rapporto di collaborazione in questione dell’anno 2016 ( da gennaio ad aprile) non sono da considerare utili in quanto hanno contribuito (unitamente ai 2 mesi presenti nel 2015) alla determinazione della durata della precedente prestazione DIS-COLL.
I mesi del rapporto di collaborazione dal 1° settembre 2016 al 30 marzo 2017 sono invece utili ai fini della determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL a seguito della cessazione del rapporto del 30 marzo 2017. In tale ipotesi la prestazione DIS-COLL avrà una durata di tre mesi e mezzo; questa durata deriva dalla somma dei mesi di durata del rapporto di collaborazione presenti nell’anno 2016 (relativo al periodo 1° settembre 2016 – 31 dicembre 2016) e nell’anno 2017 (1° gennaio – 30 marzo 2017) che in totale sono 7 diviso 2, secondo quanto dispone la norma in ordine alla determinazione della durata.
Inoltre, nell’ipotesi in cui il collaboratore abbia beneficiato – per i periodi di tutela della maternità (interdizione anticipata e posticipata, astensione obbligatoria e congedo parentale) – della relativa prestazione, quest’ultima concorre alla determinazione della base di calcolo per la definizione della misura della prestazione DIS-COLL.
Le eventuali domande di DIS-COLL – relative ad eventi di cessazione dei rapporti di collaborazione intervenuti a far data dal 1° gennaio 2017 – già presentate attraverso i consueti canali, tra la data del 1° gennaio 2017 e la data di pubblicazione della presente circolare, saranno regolarmente gestite dalle strutture territoriali di competenza, senza necessità di ripresentazione della domanda.
Le strutture territoriali provvederanno, altresì, a riesaminare le domande di prestazione DISCOLL presentate per eventi di cessazione intervenuti nell’anno 2017 e respinte in quanto alla data di presentazione delle domande medesime non era ancora intervenuta la proroga della prestazione.
Il beneficiario di indennità DIS-COLL che intraprenda o sviluppi un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o un’attività parasubordinata, dalla quale derivi – ai sensi dell’art. 15, comma 12 del D.lgs. n. 22 del 2015, come modificato dal comma 3 dell’art. 34 del d.lgs. n. 150 del 2015 – un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del T.U.I.R (D.P.R. n.917 del 1986), deve comunicare all’INPS entro trenta giorni rispettivamente dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DIS-COLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività.
Successivamente, il Decreto legge 17 marzo 2017, n. 25 così come convertito dalla Legge 20 aprile 2017 n.49, ha disposto, al primo comma dell’articolo 1, l’abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del Decreto legislativo n. 81/2015 relativi alla disciplina del lavoro accessorio. Al comma 2 la norma prevede che possano essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017 i buoni per prestazioni di lavoro accessorio acquistati alla data di entrata in vigore dello stesso decreto.
L’indennità DIS-COLL è riconosciuta, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2017 e sino al 30 giugno 2017, nel limite di 19,2 milioni di euro per l’anno 2017. Al relativo onere, pari a 19,2 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 43, comma 6, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.
Secondo quanto previsto dall’art.3 comma 3 octies del decreto milleproroghe 2017 in esame, le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 310, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono prorogate fino al 30 giugno 2017. Pertanto l’INPS riconosce l’indennità DIS COLL 2017 in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande. Nel caso di insufficienza delle risorse l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande e provvede a darne immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.
Codice conto GAU30218
Denominazione completa Indennità di disoccupazione ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL), ai sensi dell’art. 3, comma 3octies del Decreto Legge del 30 dicembre 2016, n. 244 convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2017, n. 19 per l’anno 2017
Denominazione abbreviata IND.DIS-COLL ART.3 C.3 OCTIES DL244/2016-2017
Codice conto GAU24218
Denominazione completa Entrate varie – Recuperi e reintroiti dell’indennità di disoccupazione ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL), ai sensi dell’art. 3, comma 3octies del Decreto Legge del 30 dicembre 2016, n. 244 convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2017, n. 19 per l’anno 2017
Denominazione abbreviata E.V. – REC.DIS-COLL ART.3 C.3 OCTIES DL244/2016-2017
MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Circolare 24 marzo 2017, n. 7 – Intervento di integrazione salariale straordinaria a favore delle imprese operanti in un’area di crisi industriale