Source: http://ilfallimentarista.it/rubriche/giurisprudenza-commentata?classificazione=4515
Timestamp: 2018-12-10 16:00:34+00:00
Document Index: 43738949

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 70', 'art. 2710', 'art. 67', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 67', 'art. 67']

Giurisprudenza commentata su Azione revocatoria fallimentare
19 Novembre 2018 | di Marinella Baldi
L’esclusione ex lege da revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie trova applicazione solo se i singoli versamenti si collocano nel contesto economico di un rapporto continuativo di dare/avere, del quale costituiscono “l’aspetto attivo” per la Banca, mentre non opera ove i versamenti “a rientro” siano unilaterali.
08 Agosto 2018 | di Marco Toso, Chiara Curculescu
Non vi è alcun ostacolo testuale o logico-giuridico che si frappone alla impugnazione delle pattuizioni raggiunte dai coniugi in sede di separazione consensuale tramite azione revocatoria, tanto ordinaria che fallimentare. Tali azioni non possono ritenersi precluse, difatti, né dall'avvenuta omologazione dell'accordo di separazione, cui resta affatto estranea la funzione di tutela dei terzi creditori, né, (in relazione alla natura negoziale della pattuizione) dalla pretesa “inscindibilità” della pattuizione stessa dal complesso delle altre condizioni della separazione.
Interesse ad agire nella revocatoria: "crepe" nella teoria anti-indennitaria
26 Ottobre 2017 | di Andrea Paganini
In tema di revoca ex art. 67, comma 2, l.fall. di pagamenti di crediti assistiti da privilegio, i principi di Cassazione Sezioni Unite n. 7028/2006 relativamente al fatto che la lesione alla par condicio creditorum sarebbe in re ipsa essendo possibile verificare solo in seguito alla ripartizione dell'attivo se quei pagamenti pregiudichino o meno le ragioni di altri creditori privilegiati che, anche successivamente all'esercizio dell'azione revocatoria, potrebbero insinuarsi, vanno ricondotti a sistema essendo possibile confutare l'eccezione svolta dal convenuto in revocatoria di carenza di interesse ad agire del curatore attore a condizione che, ove emerga la sussistenza di un progetto di ripartizione che sia astrattamente idoneo a soddisfare i creditori convenuti in revocatoria ex art. 70 l.fall., il curatore dimostri la sussistenza di altri creditori poziori, che si siano insinuati al passivo prima della conclusione del giudizio di revocatoria fallimentare, essendo l'interesse ad agire condizione dell'azione che deve sussistere al momento della decisione.
Revocatoria fallimentare: il curatore è terzo e non può usare le scritture contabili come prova del pagamento
L’art. 2710 c.c., che conferisce efficacia probatoria alle scritture contabili per i rapporti tra imprenditori, non può trovare applicazione a favore del curatore fallimentare per la posizione di terzietà che egli assume, sia agendo in revocatoria ex art. 67 l. fall. a tutela dei creditori, sia nella verifica del passivo.
Alcune considerazioni in tema di revocatoria fallimentare e inefficacia dei pagamenti eseguiti dopo la dichiarazione di fallimento
14 Marzo 2013 | di Vincenzo Palladino
Ai sensi dell'art. 16, ult. comma, l. fall. la sentenza di fallimento acquista efficacia verso i terzi dal giorno della pubblicazione nel registro delle imprese, e precisamente dalla prima ora di quel medesimo giorno (ora zero), e pertanto devono ritenersi inefficaci gli atti compiuti dal fallito e i pagamenti a lui effettuati dal suddetto inizio di quella giornata, indipendentemente dall'ora.
Ancora sull'inesperibilità della revocatoria avverso un fallimento
17 Settembre 2012 | di Giorgio Jachia
Il combinato disposto degli artt. 24 e 52 l. fall. implica che il tribunale da cui è stato dichiarato il fallimento del debitore che ha compiuto l'atto pregiudizievole ai creditori, per il quale si prospetti un'azione di revoca ex art. 67 l. fall., resta il solo competente a decidere l'inefficacia o meno dell'atto, mentre le successive e consequenziali pronunzie di restituzione competono al tribunale che ha dichiarato il fallimento del beneficiario del pagamento revocato, secondo le modalità stabilite per l'accertamento del passivo e dei diritti dei terzi; in ogni caso, la cristallizzazione della massa passiva alla data di apertura del concorso ed il carattere costitutivo dell'azione revocatoria non ne permettono l'esperimento contro un fallimento, dopo la sua pronuncia, conseguendone l'annullamento della eventuale ammissione al passivo in cui la domanda si sia trasfusa.
Sulla revocatoria fallimentare del pagamento di prestazione professionale
25 Luglio 2012 | di Gianfranco Di Marzio
Ai fini dell’esenzione da revocatoria, le prestazioni rese dall’avvocato non rientrano nella previsione di cui all’art. 67, comma 3, lett. f) l. fall.
Ancora sulle azioni revocatorie aventi ad oggetto rimesse bancarie in conto corrente
24 Aprile 2012 | di Marina Cordopatri
Gli accreditamenti su conto corrente bancario eseguiti nel periodo sospetto sono soggetti alla revocatoria fallimentare solo se eseguiti quando il conto è scoperto - e nei limiti dello scoperto - ovvero dopo la chiusura del conto o la revoca del fido. Non sono, al contrario, soggette alle azioni revocatorie le rimesse in conto corrente eseguite su conto coperto, ancorché passivo. Tale differenza richiede che si determini l’esatto andamento del conto in ogni momento, onde accertare con precisione se lo stesso fosse o meno scoperto. (massima)