Source: https://www.lexenia.it/shop/seminari/jobs-act-dimissioni-e-licenziamento/
Timestamp: 2018-12-11 13:20:40+00:00
Document Index: 9929783

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 4']

Roma: 23 novembre 2017
Napoli: 14 dicembre 2017
Sede di svolgimento Scegli un'opzioneRomaNapoli Svuota
COD: N/A Categoria: Catalogo Corsi Precedenti Tag: contratto a termine, contratto part time, d.lgs. 23/2015, Diritto della previdenza, jobs act, Licenziamento
La disciplina della tutela contro i licenziamenti individuali deve essere, in primo luogo, distinta da quella relativa ai licenziamenti collettivi. Si rientra in quest’ultimo ambito qualora le imprese -sempre che occupino più di 15 dipendenti – intendano, in conseguenza di una riduzione o trasformazione di attività o di lavoro, procedere ad almeno 5 licenziamenti nell’arco di 120 giorni in ciascuna unità produttiva o in più unità produttive ubicate nel territorio della stessa provincia. Sull’argomento dei licenziamenti individuali, nell’ordinamento vigente esistono due principali regimi di tutela:
tutela c.d. reale = art. 18 della L. 300/1970;
tutela c.d. obbligatoria = art. 8 della L. 604/1966.
I commi da 37 a 41, dell’art. 1 della L. 92/2012 modificano la L. n. 604 del 1966, in materia di licenziamenti individuali; invece, i commi 42 e 43, della L. 92/2012 interviene sulla disciplina relativa alla tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo, prevedendo una riduzione dell’area della tutela reale, ossia dell’art. 18 della L. 300/1970, c.d. Statuto dei lavoratori; infatti, i commi in esame sostituiscono gli attuali commi da 1 a 6 dell’art. 18 della legge 300/1970.
Inoltre, l’art. 4, commi 16-23, della L. 28 giugno 2012, n. 92, c.d. Riforma Fornero, modifica la disciplina sulla preventiva convalida delle dimissioni presentate dalla lavoratrice o dal lavoratore in alcune circostanze, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno delle c.d. dimissioni in bianco; ossia introduce dal 18 luglio 2012, un meccanismo volto ad asseverare la genuina volontà del lavoratore di dimettersi o di prestare il proprio consenso nell’ambito di una risoluzione consensuale del rapporto. Si tratta di una misura di tutela di indubbia importanza in quanto funzionale al contrasto di pratiche volte ad aggirare la disciplina di tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo con ulteriori ripercussioni sotto il profilo assistenziale.
Il D.L. 76/2013 ha modificato, da un lato, la procedura del tentativo di conciliazione obbligatorio per licenziamento per giustificato motivo oggettivo e, dall’altro, ha ampliato la procedura delle dimissioni in bianco al lavoro a progetto.
Tale normativa ha subito enorme modifica con i decreti attuativi della L. 183/2014, c.d. Jobs act, ossia con il d.lgs. 23/2015 sui licenziamenti ed il D.M. 15 dicembre 2015, sulle dimissioni della lavoratrice madre.
Dimissioni e licenziamento: differenze
Tipologie di licenziamento (licenziamento per giusta causa, licenziamento giustificato motivo, licenziamento discriminatorio, licenziamento disciplinare, licenziamento nullo e licenziamento ad nutum)
Tentativo obbligatorio di conciliazione per licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Regime sanzionatorio del licenziamento e d.lgs. 23/2015
Contratto a tutele crescente
Forme contrattuali e jobs act
Calcolo dell’ultima retribuzione ai fini del tfr e licenziamento a tutelel crescenti
La previdenza per le forme contrattuali
Data di svolgimento: 23 novembre 2017
Sede di svolgimento: Hotel Ramada Naples City Center | Via G. Ferraris, 40, 80142 Napoli, Italy
Data di svolgimento: 14 dicembre 2017