Source: http://www.universocoop.it/leggi/Lr_Calabria_6.htm
Timestamp: 2018-01-17 15:18:13+00:00
Document Index: 24948538

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.1', 'art.2', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 114', 'art. 117', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art.5', 'art. 4', 'art. 5', 'art 16', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 22', 'art.8', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art.22', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 22', 'art. 23', 'art 29', 'art. 5', 'art 17']

Agevolazioni regionali: Calabria V
LEGGE REGIONALE N. 5 DEL 3-03-2000
Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale - Attuazione legge 381/1991
1. La Regione Calabria, al fine di favorire l'inserimento lavorativo e l'integrazione sociale delle persone svantaggiate ed in attuazione della legge 381/91 "Disciplina delle cooperative sociali" promuove, favorisce e sostiene le cooperative sociali riconoscendone il ruolo di promozione della solidarietà sociale.
b) determina le modalità di raccordo con l'attività dei servizi socio-sanitari, educativi, assistenziali, di formazione professionale e di sviluppo dell'occupazione;
1. Si considerano cooperative sociali quelle che in applicazione della lettera a) del comma 1 dell'art. 1 della legge 381/91, gestiscono servizi socio-sanitari, educativi e di formazione, disciplinati dai regolamenti, dai piani, dai programmi regionali in materia di interventi socio-sanitari ed educativo-assistenziali.
2. Si considerano, altresì, cooperative sociali quelle che svolgono attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate ai sensi della lettera b) del comma 1 dell'art.1 della legge 381/91.
4. I soci delle cooperative di cui al primo comma debbono possedere le caratteristiche previste dal Codice Civile e dalle leggi di settore e lo status giuridico del socio cooperatore deve corrispondere a quanto stabilito dalle leggi in materia.
- i tossicodipendenti di cui alla legge 162/90 e DPR 9.10.90 n.309 e successive modifiche e integrazioni;
8. La denominazione sociale, comunque formulata deve contenere l'indicazione di "Cooperativa Sociale".
9. Le cooperative sociali sono di diritto Onlus, ai sensi del D.Lgs 460/97 e successive modificazioni.
1. Oltre ai soci previsti dalla normativa vigente, gli statuti delle cooperative possono prevedere la presenza di soci volontari che prestino la loro attività gratuitamente.
3. Ai soci volontari non si applicano i contratti collettivi e le norme di legge in materia di lavoro subordinato ed autonomo, ad eccezione delle norme in materie di assicurazione contro gli infortuni e malattie professionali, nonché per la responsabilità civile verso terzi.
5. Nella gestione dei servizi di cui all'art.2, da effettuarsi in applicazione dei contratti stipulati con le amministrazioni pubbliche, le prestazioni dei soci volontari sono utilizzate in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri d'impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti.
1. Per i fini di cui all'art. 1, comma 2, è istituito l'albo regionale delle cooperative sociali e dei loro consorzi che hanno sede legale nel territorio della Regione. L'iscrizione all'Albo è condizione necessaria per la stipula di convenzione fra le cooperative, i consorzi e gli enti pubblici che operano in ambito regionale.
a) sezione A, nella quale sono iscritte le cooperative sociali che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi;
c) sezione C, nella quale sono iscritti i consorzi costituiti come società cooperativa la cui base sociale è formata in misura non inferiore al 70 per cento da cooperative sociali. Singole cooperative sociali si possono iscrivere sia alla sezione A che alla sezione B, fatte salve le condizioni stabilite dalle leggi e dalle direttive nazionali in materia.
3. Qualora le cooperative sociali svolgano attività idonee a favorire l'inserimento e l'integrazione sociale e lavorativa di persone disabili, l'iscrizione nell'albo regionale soddisfa la condizione di cui al comma 5 dell'art. 18 della legge 104/92 e della legge 68/99.
4. Per le cooperative sociali e consorzi che svolgono attività finalizzate alle funzioni socio-assistenziali di cui all'art. 114 del TU approvato con decreto 8.10.1990 n. 309, l'iscrizione all'Albo regionale soddisfa le condizioni di cui al comma 1 dell'art. 117 del medesimo TU.
5. L'iscrizione nella sezione "cooperazione sociale" del registro prefettizio di cui all'art. 13 del DLCPS 14 dicembre 1947, n. 1577 "Provvedimenti per la cooperazione" non comporta l'automatica iscrizione all'albo regionale.
6. La Giunta regionale, redige annualmente, entro il mese di marzo, l'elenco delle cooperative sociali iscritte all'albo nell'anno precedente. L'albo è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione.
1. Per l'iscrizione all'albo regionale di cui all'art. 4 , le cooperative sociali che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi devono possedere i seguenti requisiti:
d) certificazione di iscrizione nell'apposito registro prefettizio della cooperativa.
3. L'iscrizione all'albo regionale delle cooperative sociali di cui ai precedenti commi è comunque condizionata alla regolare assunzione e all'applicazione ai lavoratori della normativa contrattuale vigente per il settore, nonché al rispetto, per quanto riguarda i soci volontari, delle disposizioni di cui all'art. 2, comma 2 e 5, della legge 381/91.
4. Non sono comunque iscrivibili nell'albo regionale le cooperative sociali che hanno come esclusivo scopo statutario lo svolgimento di attività di formazione professionale nonché quelle che organizzano esclusivamente attività riconducibili al settore della istruzione di ciascun ordine e grado o alle attività sanitarie.
5. Per l'iscrizione alla sezione C dell'albo regionale di cui all'art. 3, i consorzi di cooperative devono essere costituiti per non meno del 70 per cento da cooperative sociali.
1. La domanda di iscrizione all'albo regionale su carta semplice e sottoscritta dal rappresentante legale della cooperativa, è presentata alla Giunta regionale la quale si pronuncia entro sessanta giorni dal ricevimento. La domanda deve indicare la sezione dell'albo alla quale è richiesta l'iscrizione.
b) elenco dei soci, dei soci volontari, dei soci sovventori, degli amministratori;
d) dichiarazione del legale rappresentante della cooperativa che attesti la regolare assunzione di tutti i lavoratori ed il rispetto della normativa contrattuale vigente;
e) autocertificazione inerente gli ambiti specifici di attività della cooperativa e relativi servizi;
- modalità organizzativa delle attività svolte nell'anno precedente con indicazione di ogni elemento utile a valutare la sussistenza del requisito di cui all'art. 5 , comma 1, lettera a);
4. Per le cooperative ancora inattive, i documenti di cui al comma 2, lettera e) e al comma 3, lettera a) e b) sono sostituiti da un dettagliato progetto relativo all'attività che la cooperativa intende svolgere con specificazione del numero e delle qualifiche del personale che intende utilizzare. Devono tuttavia essere allegati alla domanda d'iscrizione i documenti attestanti il possesso dei requisiti di cui all'art.5, comma 1 lettera b) da parte dei soci.
2) l'indicazione del possesso o meno della qualità di socio delle persone svantaggiate, con riferimento a quanto previsto dall'art. 4, comma 2, legge 381/91.
6. Ogni cooperativa sociale deve indicare, nell'ambito del settore scelto, le priorità nei servizi che intende realizzare e gestire con specifica relazione alla qualificazione professionale del personale.
7. I consorzi di cooperative devono presentare domanda nelle forme di cui al comma 1. Alla domanda devono essere allegati i documenti di cui alla lettera a, b, d, f, del comma 2, nonché l'autorizzazione del legale rappresentante dalla quale risulti il requisito previsto dall'art. 5 comma 5.
8. Avverso il provvedimento di diniego dell'iscrizione è ammesso ricorso agli organi giurisdizionali secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti.
1. Le cooperative sociali ed i consorzi iscritti all'albo regionale sono tenuti a trasmettere ai competenti uffici regionali, entro 30 giorni dall'approvazione, eventuali variazioni dello statuto, il bilancio annuale e la relazione degli amministratori che contenga una nota informativa relativa all'attività svolta, alla composizione ed alla variazione della base sociale ed al rapporto tra numero di soci ed altri dipendenti e collaboratori. Nello stesso termine le cooperative sono tenute altresì a trasmettere copia del verbale dell'ispezione ordinaria.
2. Qualora le cooperative sociali ed i consorzi abbiano ottenuto contributi regionali la relazione degli amministratori di cui al comma 1 deve specificare la modalità di utilizzo, di tali incentivi.
b) quando la cooperativa sociale o il consorzio siano stati sciolti, risultino inattivi da più di ventiquattro mesi o cancellati dal registro prefettizio anche a seguito delle ispezioni effettuate ai sensi del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 "provvedimenti per la cooperazione" ratificato, con modificazioni dalla legge 302/55, e successive modificazioni o, comunque, non siano più in grado di continuare ad esercitare la loro attività;
2. Il provvedimento motivato è comunicato a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno alla cooperativa sociale o consorzio, nonché alla prefettura ed all'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione ed è pubblicato per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione.
3. La cancellazione dall'albo regionale comporta la risoluzione delle convenzioni di cui all'art 16.
1. Le cooperative sociali ed i consorzi, al fine di consentire la verifica dei requisiti in base ai quali è stata disposta l'iscrizione all'Albo, entro il 30 giugno di ogni anno, inviano alla Giunta Regionale:
a) dichiarazione a firma del rappresentante legale della cooperativa, con la quale si attesta che l'atto costitutivo e lo statuto nonché i dati risultanti dai documenti allegati alla domanda di iscrizione all'Albo di cui all'art. 6 sono invariati oppure si attestano le variazioni intervenute;
3. Gli Enti pubblici convenzionati con cooperative iscritte all'Albo regionale inviano alla Giunta regionale, entro il 30 settembre di ogni anno, una relazione sull'andamento delle convenzioni. Nel caso di convenzioni con cooperative iscritte nella sezione B dell'Albo, la relazione deve avere ad oggetto anche i risultati conseguiti dalle persone svantaggiate o altri soggetti.
4. E' fatta salva la facoltà della Giunta regionale, tramite gli uffici dell'assessorato al lavoro e cooperazione, di provvedere alla verifica del permanere dei requisiti delle cooperative e dei consorzi di cui è stata disposta l'iscrizione all'albo, avvalendosi, se necessario, del personale del Comune o dell'Unità sanitaria locale nel cui territorio la cooperativa o il consorzio operano e/o hanno sede.
1. La Regione riconosce alla cooperazione sociale un ruolo specifico imprenditorialità che la contraddistinguono. Nell'ambito dei propri atti di programmazione la Regione individua strumenti atti a favorire il raccordo e la collaborazione dei Servizi pubblici in materia socio-assistenziale, sanitaria, educativa, formativa e di sviluppo dell'occupazione con l'attività svolta dalle cooperative sociali e dai loro consorzi.
2. In particolare i piani e gli interventi programmatori regionali (socio-sanitario, assistenziale, formazione professionale, agricolo, ambientale, artigianale, dei trasporti ecc.) devono definire le previsioni circa le modalità della partecipazione delle cooperative sociali e dei consorzi al perseguimento delle finalità di sviluppo della regione, sentita la Commissione di cui all'art. 29.
1. La programmazione regionale e gli atti regolamentari nel campo delle attività socio-sanitarie debbono prevedere le modalità di specifico apporto delle cooperative sociali. In particolare devono essere individuati settori di intervento nei quali alle cooperative sociali viene riconosciuto un ruolo prioritario in forza delle caratteristiche di finalizzazione della promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini che sono loro proprie.
c) la realizzazione di autonome iniziative delle cooperative sociali volte alla qualificazione professionale del proprio personale ed alla qualificazione manageriale degli amministratori attraverso adeguati riconoscimenti e supporti.
Interventi regionali per l'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate
1. La Regione favorisce l'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate di cui all'art. 4 della Iegge n. 381/91, che cessino di essere soci lavoratori o lavoratori di una cooperativa sociale, anche per il venir meno della condizione di svantaggio, curando l'applicazione delle leggi in materia di collocamento obbligatorio ed incentivando forme di accompagnamento all'inserimento lavorativo attraverso anche l'istituzione di borse lavoro e di tirocini formativi.
2. Al fine di favorire il passaggio di lavoratori ex degenti psichiatrici o disabili con invalidità superiore ai due terzi dalla condizione di socio-lavoratore o lavoratore di cooperativa sociale a quella di lavoratore dipendente, la Regione interviene in favore delle imprese di cui al comma 1 che li assuma con contratto a tempo indeterminato o di formazione lavoro con:
b) contributi fino al 70 per cento del costo effettivo della retribuzione, oneri diretti e riflessi, per una durata non superiore ad anni due. Nel caso di trasformazione del contratto di formazione-lavoro in contratto a tempo indeterminato, il contributo viene prorogato di ulteriori due anni.
4. La Giunta regionale determina le modalità di accesso e di erogazione ai benefici previsti dal presente articolo, nonché gli opportuni strumenti di verifica e controllo. Il relativo provvedimento è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione.
3. Nella scelta dei contraenti per l'aggiudicazione della gestione dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi, l'offerta presentata deve essere valutata prendendo a riferimento elementi oggettivi quali:
4. Per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio-assistenziali, sanitari ed educativi, a sensi dell'art. 5 della legge 381/91, particolare elemento oggettivo da valutare è il progetto di inserimento dei soggetti svantaggiati che deve riportare:
5. A parità di condizioni la scelta è determinata sulla base dei seguenti criteri di priorità:
a) attività svolta nel territorio su cui è previsto l'intervento;
1. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, approva con apposito provvedimento schemi di convenzioni-tipo, formulati secondo i principi della presente legge, rispettivamente per:
a) l'individuazione dei soggetti e l'indicazione dell'attività oggetto della convenzione e della sua modalità di svolgimento;
2. Per quanto concerne gli schemi di convenzione-tipo relativi ai servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi, per gestione dei servizi è da intendersi l'organizzazione complessiva e coordinata dei diversi fattori materiali, immateriali e umani che concorrono alla realizzazione di un servizio, con la esclusione delle mere prestazioni di manodopera. L'ambito di riferimento per l'identificazione dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi è definito in relazione a quanto stabilito dalla normativa di settore, anche in attuazione di norme nazionali.
3. Nella predisposizione degli schemi di convenzione-tipo relativi alla fornitura di beni e servizi di cui all'art. 5 della legge 381/91, oltre a quanto previsto al comma 1 del presente articolo:
b) devono essere indicati i criteri per determinare il numero di lavoratori svantaggiati da inserire nell'ambito della convenzione sia in relazione all'entità della fornitura affidata che al grado di produttività e al fabbisogno formativo delle persone svantaggiate da inserire;
1. Al fine di garantire attraverso la continuità del servizio un adeguato livello qualitativo dei servizi ed un efficace processo di programmazione, le convenzioni relative alla fornitura di servizi caratterizzati da prestazioni ricorrenti devono avere, di norma e dove consentito dai bilanci degli Enti locali, durata triennale.
- nel caso di servizi standardizzati i corrispettivi, comprensivi dei costi di gestione, sono determinati sulla base di tabelle che fissano i valori di riferimento per le diverse tipologie di servizio: le tabelle di competenza della Regione vengono emanate dagli Assessorati competenti e sono oggetto di aggiornamento annuale sulla base di analisi comparate dei costi-qua!ità su campioni di realtà pubbliche e private;
b) per la fornitura di beni e servizi di cui all'art. 5 della legge 381/91 i corrispettivi vengono determinati sulla base di parametri oggettivi di costo quali i mercuriali delle camere di commercio o perizie asseverate da parte di ordini professionali.
1. Le convenzioni devono prevedere forme di verifica della qualità delle prestazioni anche attraverso indagini periodiche presso gli utenti, finalizzate a misurarne il grado di soddisfazione.
1. Al fine di sostenere le capacità operative del settore attraverso una sinergia di interventi che, coinvolgendo enti pubblici ed enti cooperativi, sia in grado di moltiplicare l'efficacia e le occasioni di sviluppo del settore stesso, con il presente titolo si prevede un sistema articolato di interventi fondato su due livelli:
1 - incentivi generali finalizzati alla promozione, sostegno e sviluppo del settore;
2 - incentivi specifici a favore di singole iniziative.
e) erogazione ad Enti Locali ed Enti Pubblici di contributi per consentire l'affidamento a cooperative sociali, che con loro stipulano convenzioni sotto forma di concessione, per la gestione dei servizi e delle aziende confiscate ad esponenti della criminalità mafiosa (Legge 575/65 e Decreto Legge 230/89).
1. Possono accedere ai finanziamenti previsti dalla lettera a) del punto 1 del comma 1 dell'art. 22 le organizzazioni del movimento cooperativo ed i consorzi previsti dall'art.8 della legge 381/91, su presentazione di progetti specifici, nonché alle cooperative sociali che presentano congrui progetti formativi rivolti ai propri soci. La Regione interverrà nella misura massima del 60 per cento della spesa documentata.
2. Possono accedere in via prioritaria ai finanziamenti previsti dalla lettera b) del punto 1 del comma 1 dell'art. 22 i consorzi che si prefiggono specifiche iniziative di sviluppo. Possono beneficiare degli interventi anche le cooperative che intendono costituire consorzi per la gestione integrata delle loro attività:
b) nel secondo caso la regione interviene per un valore non superiore al 30 per cento della quota di capitale investita nel consorzio da ogni cooperativa. Ogni quota non potrà comunque superare la somma di lire 10 milioni.
3. Possono accedere agli interventi di cui alla lettera c) del punto 1 del comma 1 dell'art. 22, gli enti locali che intendono sottoscrivere quote di capitale sociale in qualità di soci sovventori ai sensi degli artt. 4 legge 59/92 e 11 Legge 381/91. I contributi possono superare il valore del 25 per cento del capitale sottoscritto e versato per un massimo di lire 35 milioni.
4. Possono accedere agli interventi di cui all'art. 22 comma 2 lettera e) gli Enti Locali ed Enti Pubblici che intendono affidare, attraverso la stipula di una convenzione in concessione, a cooperative sociali o loro consorzi, la gestione dei servizi e delle aziende confiscate, con provvedimento dell'autorità giudiziaria di cui alla legge 575/65 e Decreto Legge 14 giugno 1989 n. 230, a soggetti appartenenti alla criminalità mafiosa. La Regione concede contributi fino al 50 per cento del progetto presentato e comunque per un tetto massimo di lire 50 milioni.
5. Possono accedere agli interventi di cui alla lettera d) del punto 1 del comma 1 dell'art.22 gli enti pubblici che stipulano convenzioni, ove possibile con la forma della concessione, con cooperative sociali di cui alla lettera b) dell'art. 1 della legge 381/91. Agli enti pubblici di cui sopra verrà rimborsata una quota massima del 2 per cento dei corrispettivi previsti dalle convenzioni di cui all'art. 5 comma 3 della legge 381/91.
6. Possono accedere ai finanziamenti di cui alla lettera a) del punto 2 del comma 1 dell'art. 22 le cooperative costituite da non oltre 18 mesi rispetto all'entrata in vigore della presente legge. La regione provvede alla erogazione di un contributo, per le spese di avvio e di costituzione di ogni singola cooperativa sociale, di lire 5 milioni.
7. Possono accedere agli stessi finanziamenti di cui al precedente comma 6 le cooperative di nuova costituzione che presentino progetti di sviluppo finalizzati all'attività di avvio e consolidamento della loro struttura operativa. A tal fine la regione è autorizzata a stipulare apposite "convenzioni di sviluppo" nelle quali verranno stabiliti tempi e modalità per il raggiungimento delle finalità del progetto. La Regione interviene nella misura del 40 per cento e per un tetto massimo di 15 milioni, comprensivo del contributo di avvio e costituzione stabilito in lire 5 milioni.
8. Possono accedere ai finanziamenti di cui alla lettera b) del punto 2 del comma 1 dell'art. 22 le cooperative che intendono sperimentare nuove metodologie di intervento sociale attraverso l'avvio di nuovi servizi o l'introduzione di innovazioni nell'erogazione di servizi già in atto. La regione interviene nella misura massima del 40 per cento delle spese riconosciute attraverso il " Fondo di sperimentazione" istituito con l'articolo 26 della presente legge.
9. Possono accedere ai contributi di cui alla lettera c) del punto 2 del comma 1 dell'art. 22 le cooperative che dimostrino di svolgere attività documentabili. La regione provvede alla erogazione dei contributi nei modi previsti dal successivo articolo 24.
10. Possono accedere alle agevolazioni creditizie di cui alla d) del punto 2 del comma 1 dell'art. 22 le cooperative che presentino programmi destinati al loro sviluppo. La regione provvede alla erogazione dei contributi attraverso il fondo di rotazione istituito ai sensi dell'art. 25 della presente legge.
1. La Giunta regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con consorzi fidi per la cooperazione, ove essi esistano, o con istituti di credito bancario per l'erogazione dei contributi in conto interessi di cui all'art. 22 lett. c) punto 2. La Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi in c/interessi a cooperative sociali per le spese relative ad anticipazioni su commesse o contratti. Le modalità operative verranno previste con specifico decreto amministrativo della Giunta regionale entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge.
1. La Giunta regionale è autorizzata ad istituire un "Fondo di Rotazione" per finanziare iniziative di investimento e sviluppo delle cooperative sociali e dei loro consorzi previsti al punto 10 del precedente art. 23. Le modalità di organizzazione del fondo verranno stabilite con apposito decreto amministrativo della Giunta regionale entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge.
1. La Regione, specificandone annualmente i criteri con apposita delibera della Giunta regionale, riserva un fondo per il finanziamento di progetti particolarmente innovativi e/o con carattere sperimentale promossi da Enti Locali, cooperative sociali o consorzi, con riguardo anche all'incentivazione dell'occupazione nelle cooperative sociali, compresi i soggetti che si trovano sottoposti a regime di detenzione, compatibilmente con le norme vigenti in materia di ordinamento penitenziario e sulle esecuzioni delle misure privative e limitative della libertà. Vanno altresì compresi tra i progetti finanziati dallo stesso fondo quelli riguardanti i tossicodipendenti in fase di reinserimento sociale e lavorativo.
2. La Giunta regionale è autorizzata ad istituire un Fondo per finanziare le iniziative previste al precedente comma.
1. La Giunta regionale, sentita la Commissione di cui all'art 29, approva, entro sessanta giorni dalla entrata in vigore, il regolamento attuativo della presente legge.
1. Le cooperative ed i consorzi che vogliono accedere ai contributi ed ai finanziamenti, in possesso dei requisiti previsti dalla presente legge, devono presentare domanda alla Giunta regionale - Assessorato al Lavoro e Cooperazione - entro il 31 marzo di ogni anno, corredata dei relativi progetti. Entro i quattro mesi successivi la Giunta regionale, su proposta dell'assessore al lavoro e cooperazione e nei limiti degli stanziamenti di bilancio, delibera il piano dei finanziamenti previsti dalla presente legge.
1. E' istituita, presso l'Assessorato Regionale al Lavoro e Cooperazione, la commissione consultiva regionale per la cooperazione sociale della quale fanno parte:
c) un dirigente responsabile dell'Assessorato regionale alla sanità;
f) quattro rappresentanti di comprovata esperienza nel settore della cooperazione sociale designati dalle associazioni delle cooperative più rappresentative a livello regionale che risultino aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, riconosciute ai sensi dell'art. 5 del DLCPS 14 dicembre 1947, n. 1577 e successive modificazioni;
2. I componenti della Commissione durano in carica 5 anni e possono essere confermati. Ad essi è riconosciuto un gettone di presenza ed un rimborso spese secondo quanto previsto dai commi 1 e 3 dalla legge regionale n. 19/88 e successive modificazioni per i componenti dei Comitati Regionali di Controllo.
b) sulla cancellazione dall'Albo regionale della cooperazione sociale delle cooperative e consorzi che non adempiano agli obblighi previsti dalle leggi ovvero per i quali siano state accertate violazioni alle convenzioni stipulate e di quelli che, per cambiamenti sopravvenuti nella loro costituzione non siano in grado di continuare ad esercitare l'attività;
d) sullo schema-tipo di convenzione di cui all'art 17;
1. Per la gestione dell'albo regionale e per il funzionamento della presente legge è istituito, nell'ambito del settore 67, servizio 178, l'Ufficio per la Cooperazione sociale. L'Ufficio sarà organizzato in mezzi e personale secondo quanto previsto dalla vigente normativa sull'organizzazione degli uffici.
1. All'onere derivante dalla presente legge, previsto per l'anno 2000 in lire 1.750.000.000, si provvederà con la legge di approvazione del bilancio della Regione e con l'apposita norma finanziaria di accompagno nonchè all'istituzione di apposito capitolo nel bilancio della Regione Calabria per l'anno 2000.
1. Gli incentivi previsti dalla presente legge non sono in contrasto con la normativa dell'Unione Europea. Per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente legge, la Regione potrà impegnare fondi comunitari nell'ambito del Q.C.S. ed utilizzando le misure previste negli specifici sottoprogrammi o convenzionando con l'Unione Europea un sottoprogramma specificamente modulato nell'ambito del P.O.P. e di altri ambiti previsti con riferimento agli orientamenti comunitari in materia di economia sociale.
1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Calabria.
Formula Finale:La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e farla osservare come legge della Regione Calabria.
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CALABRIA