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Timestamp: 2018-11-17 18:33:22+00:00
Document Index: 22672392

Matched Legal Cases: ['art. 184', 'art. 53', 'art. 166', 'sentenza ', 'art. 166', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 57', 'art. 89', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 55', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 338', 'art. 57', 'art. 338', 'art. 46', 'art. 46', 'art 22']

COMUNE DI CASTELDACCIA P R o V I N C I A DI P A L E R M O - PDF
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1 0.0 COMUNE DI CASTELDACCIA P R o V I N C I A DI P A L E R M O ORIGINALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N 19 del Registro OGGETTO: Direttive al P.R.G. - Seduta di prosecuzione - Data Rinvio. L'anno Duemiladodici il giorno ventiquattro del mese di Luglio alle ore 19,00 in seduta di prosecuzione presso il Centro Diurno per anziani sito in via Ugo La Malfa a seguito di invito diramato dal Presidente del Consiglio Comunale in data n si è riunito il Consiglio Comunale in sessione ed in seduta pubblica. CONSIGLIERI Presenti CONSIGLIERI Presenti 1) Aspetti Domenico... ~) Marrone Tommaso... 2) Canale Giuseppe... no 10) Nuccio Domenico... no 3) Canale Lorenzo... no 11) Oreto Salvatore C. 4) Canale Michele... 12) Piazza Giuseppe... 5) Coniglio Michele...,... ~O 13) Spatafora Fabio... 6). Di Matteo Bartolo... 14) Speciale Pietro... 7) Fricano Rosario G... 15) Vassallo Antonino... 8) Ingenio Giuseppe... Assegnati n 15 In Carica n 15 Assenti nit Presenti n 1-4 Assume la presidenza il Sig. Di M'atteo Barlolo nella sua qualità di Presidente Partecipa il Segretario del Comune Dott.ssa Teresa La Grassa Ai sensi dell'art. 184, ultimo comma, dell'o;ee.ll. vengono designati tre scrutatori nelle persone dei Consiglieri: Canale L. - Spatafora - Coniglio. IL CONSIGLIO C O M U N A L E Visto che, ai sensi dell'art. 53 della legge 8 giugno 1990, n. 142, recepito dalla L.Rno48/91, sulla proposta di deliberazione in oggetto hanno espresso: - il responsabile del servizio interessato, per la regolarità tecnica, parere _ - il responsabile di Ragioneria, per la regolarità contabile, parere
2 SEDUTA DI PROSECUZIONE Preliminarmente il Presidente procede alla verifica del numero legale per appello nominale. Risultano presenti n. 12 consiglieri, assenti n. 3 ( Canale Giuseppe - Nuccio Domenico - Piazza ). Il Presidente del Consiglio propone di nominare scrutatori dell'odierna seduta consiliare i Consiglieri Canale L.-Spatafora.,... Coniglio; la proposta viene approvata ad. unanimità dei presenti il cui voto è stato espresso per alzata di mano, accertato e proclamato dal Presidente. Il Presidente prima di dare inizio ai lavori consiliari informa l'onorevole consesso che tali lavori non necessariamente si dovranno concludere in questa seduta e ciò al fine di approfondire meglio la problematica, analizzando le diverse necessità rappresentate anche dalla cittadinanza. Ore 19,30 entra in aula il Consigliere Piazza ( Presenti n.13 consiglieri ). Dopo alcuni interventi resi da parte dei Consiglieri Comunali e dal Sindaco, il Presidente cede la parola all' Arch. De Nembo, che illustra brevemente le direttivegenerali riportate nella relazione dalla stessa predisposta in qualità di Responsabile dell'area V, di cui all' Allegato A del presente verbale. A questo punto, il Presidente, ultimato l'intervento dell' Arch. De Nembo, propone di sospendere per cinque minuti la seduta al fine di concordare con i Capi Gruppo Consiliari I'ordine dei lavori da seguire ( ore 20,40 ). Alla ripresa dei lavori ( ore 20,50 ) all'appello nominale risultano presenti n. 12 Consiglieri assenti n. 3 ( Canale Giuseppe - Coniglio - Nuccio ). Il Presidente cede la parola al Consigliere Aspetti n. q. di Presidente della Il Commissione Consiliare Permanente procede alla lettura delle proposte formulate alle direttive per il P:R.G. in sede di riunione della Il Commissione Consiliare così come verbalizzato in data ( verbale n. 5 della II Commissione) che viene allegato al presente verbale alla Lettera B. Uditi gli interventi dei Sigg. Consiglieri e degli Amministratori, il Presidente nel ringraziare l'intero Consiglio Comunale per la massima collaborazione resa, propone a questo punto di rinviare- così come suggerito dai Capi Gruppo '- la prosecuzione dei lavori consiliari a giovedì ore 19,00, con notifica della prosecuzione dei lavori ai Cons. assenti. Si allontana dall'aula il Consigliere Canale Lorenzo (presenti n. Il consiglieri )" Si procede alla votazione della proposta di rinvio formulata dal Presidente che viene votata per alzata di mano ad unanimità dei Cons. presenti, il cui esito viene accertato e proclamato dal Presidente. I Il Consiglio Comunale delibera' di rinviare la trattazione :del punto. n. 9 iscritto all' o.d.g. nella seduta diprosecuzioneper.il ore 19,00. '.... i
3 I! I! I I ì I r ~ ~: ~ ~ "",,; '"-' i " '" z, r". I -,,../ '-=: ("1 I -- I - ~,~,,/ '" r::,, ì",.-:"'" -'" v, -:J C"l C" --- (~,ì '-" T'~ '-:, y, "V' "'~:"" 1""", -r-.~ -- "'. Z,- C, '...) / -'.'~..., ~ c """ w -,/ c, '7 c,.- '''"'-' Cf- E~ '.~.- ~-,..;'" l''v' LLRR. 71/78 c 15/91 ed alla circolare dcll'/\lzta ne 1/9:2. i l i " -----n.---re-s-p-o-j'-.t~-)t-,n-.) -ìl-e-. A-RE-1 v ----~ ~!rpt::;tr;;;! I j
4 INDICE Premessa Pag I - Brevi cenni storici Brevi cenni sullo sviluppo urbanistico Pag Descrizione ambiente fisico 3.1 Lineamenti morfologici, Pag Descrizione ambiente agrario Pag Descrizione del sistema produttivo : Pag Descrizione del sistema vincolistico Pag Vincolo a tutela dei beni paesaggistici ed ambientai i 6.2 Vincolo a tutela delle cose di interesse artistico e storico 6.3 Edifici con dichiarazione di interesse storico artistico 6.4 Fascia di rispetto costiero 6.5 Fascia di rispetto del demanio marittimo 6.6 Fascia di rispetto ferroviaria 6.7 Fascia di rispetto autostradale 6.8 Fascia di rispetto S.S Fascia di rispetto strade provinciali SP 61 e SP Fascia di rispetto cimiteriale 6.11 Fascia di rispetto impianto di pretrattamento 6.12 Vincolo sismico 6.13 Vincolo idrogeologico 6.14 Pericolosità geologica e pericolosità sismica Pag Riserva naturale orientata, Pag Area metropolitana 6.17 Sito di importanza comunitaria Pag Situazione urbanistica Pag Descrizione del territorio urbano... Pag.17 I) Fascia costiera 2) Fascia di territorio 3) Centro urbano consolidato 3.1 zona A 3.2 zona B 3.3 zona C 3.4 C6 3.5 C7 PEEP 8.4 zona D prevalente destinazione industriale e artigianale Pag zona E verde agricolo 8.6 zona F attrezzature 8.7 prescrizioni esecutive 8.8 piano particolareggiato di recupero 8.9 piani di lottizzazione Pag.22 Tabella lottizzazioni p di f. Pag.23 Tabella Lott. PRG Pag Descrizione del sistema viario Pag Viabilità di interesse regionale 9.2 Viabilità di interesse intercomunale 9.3 Viabilità di interesse comunale 9.4 Viabilità locale - lo - Andamento demografico e salute umana Pag.27 Bilancio demografico per il comune di casteldaccia Pag.29 - Il - Aree di espansione Pag Obiettivi della pianificazione territoriale 12.1 Osservazioni sul dimensionamento Pag Osservazioni sulle zone territoriali omogenee Fascia costiera Fascia di territorio Centro urbano 12.3 Osservazioni su piani particolareggiati 12.4 Osservazioni sulla viabilità 12.5 Riserva 12.6 norme tecniche di attuazione e regolamento edilizio Conclusioni Pag.36
5 Nel 1828 il Duca Edoardo fece venire infatti un insigne enologo dalla Francia per razionalizzare i sistemi di vinificazione e commercio. Quello fu l'avvio dell'azienda enologica. 2- BREVI CENNI SULLO SVILUPPO URBANISTICO Fino a qualche decennio fa, lo sviluppo urbanistico di Casteldaccia seguiva le direttrici naturali tracciate ed imposte dalla morfologia stessa del luogo con i suoi confini naturali. Come già detto, il suo primo nucleo originario si è sviluppato attorno alla piazza centrale, fulcro generatore dell'intero abitato e simbolo del potere politico e religioso per la presenza della Torre-Castello e della chiesa Madre. L'organizzazione spaziale complessiva è in funzione di questo di questo spazio che è anche il centro sociale del paese, da cui si è sviluppato l'asse di crescita del nuovo borgo costituito da un insieme di isolati rettangolari allungati, posti a nord-ovest ordinati parallelamente, chiamate rione "Casuzzi"ad indicare l'agglomerato di povere casette sorte ai piedi del castello. Questo nucleo è rimasto pressoché inalterato fino ai primi dell'800. Dai primi dell'800 inizia l'ulteriore espansione dell'abitato, sempre secondo comparti rettangolari allungati, ordinati parallelamente ai tre lati del palazzo del Duca di Salaparuta. Tale rimane per tutta la prima metà del Novecento. Non vi è più traccia delle antiche architetture, salvo il Castello e la Chiesa ed alcune casupole adiacenti la piazza. Nell'arco del '900 sono sorti, dalla parte del mare, molte ville in stile liberty, venendosi così a costituire una zona residenziale, con i suoi eleganti viali fioriti, distaccata dal centro paese, anche a causa del passaggio della strada ferrata e successivamente dell'autostrada. Nella seconda metà del Novecento, a partire dagli anni sessanta, si ha un ulteriore espansione urbana nella quale viene a consolidarsi una tipologia edilizia più funzionale nei caratteri distributivi, ma meno pregevole nei connotati compositivi. Sorge il quartiere "Saranella", che costituì la prima espansione del paese. Sorge il rione Girato-Bonaccolto o Firriatu, il cui nome sta a ricordare che le antiche proprietà erano circondate o (girate o "tirriate" ) da muri a salvaguardia di viali fioriti; negli anni '70 il rione Olivuzza, negli anni '80, si amplia; il quartiere Nutricato, così chiamato anticamente perchè vi si nutrivano i bachi da seta; e, sorge il quartiere Orestagno-Cutelli in maniera alquanto disordinata a motivo di numerosi edifici realizzati abusivamente. Dagli anni 90, scemato il fenomeno dell'abusivismo selvaggio, lo sviluppo edilizio del paese segue linee più disciplinate, lungo le frange perimetrali, ove a seguito dell'approvazione del vigente PRG, vengono individuate aree edificabili.!, 3 - DESCRIZIONE AMBIENTE FISICO Il comune di Casteldaccia ha una superficie di ettari, si affaccia sul golfo di Termini Imerese e si estende da una quota altimetrica di O a una quota di 1129 m.s.l.m. Sorge in una zona litoranea collinare, posta su una quota altimetrica di circa 80 m.s.l.m. La maggior parte dell'abitato è posizionata nel settore settentrionale del territorio, compreso tra quota 55 m s.l.m. (svincolo autostradale) e 125 m s.l.m. (C.da Cutelli). Geograficamente il territorio fa parte della Conca d'oro e si incunea tra i monti del Golfo di Termini Imerese. Il territorio comunale di Casteldaccia, di forma piuttosto allungata, ricade fra le tavolette Bagheria (Foglio SO), Ventimiglia di Sicilia (Foglio 259 IV NO) e Termini Imerese (Foglio 259 IV NE) della Carta Topografica d'italia a scala 1: edita dall' Istituto Geografico Militare. Con riferimento alla Carta Tecnica Regionale alla scala l: I0.000, il territorio risulta invece rappresentato nelle sezioni n , , , e _.
6 La forma geometrica del territorio risulta essere abbastanza irregolare, allungata da Nord-Est verso Sud-Ovest nella sua porzione più settentrionale e da Nord-Ovest verso Sud-Est nella sua porzione più meridionale. Il territorio Comunale, esteso circa 35 Kmq, confina con diversi comuni quali: Santa Flavia, Misilmeri, Ventimiglia di Sicilia, Baucina, Caccamo, Trabia ed Altavilla Milicia; il margine settentrionale è delimitato dal mare. La maggior parte dell'abitato è posizionata nel settore settentrionale del territorio, compreso tra quota 55 m s.l.m. (svincolo autostradale) e 125 m s.l.m. (contrada Cutelli). Il settore settentrionale è attraversato da un' intesa rete viaria, comprendente l'autostrada A 19 "Palermo-Catania", la S.S.113, le strade provinciali, oltre a quella della viabilità urbana ed extraurbana. In prossimità della costa, il comprensorio comunale è attraversato, per tutta la sua larghezza, dalla strada ferrata "Palermo-Messina" Lineamenti morfologici Le caratteristiche morfologiche generali del territorio son alquanto varie ed articolate in funzione del settore considerato e risultano strettamente legate all'assetto strutturale ed alla tendenza morfoevolutiva della Sicilia Occidentale. Si possono distinguere, quindi, aree a differente carattere morfologico, quali: Le spianate quaternarie del settore costiero del territorio, sul quale ricade lo stesso centro abitato; L'ambiente collinare che caratterizza il settore a Sud ed a Sud-Ovest dell'abitato; I rilievi montuosi più meridionali facenti parte della dorsale di Pizzo Cane. Le spinate quaternarie, aventi una conformazione di tipo tabulare, sono caratterizzate da pianori interrotti da incisioni vallive più o meno ampie e profonde. Tali spianate, generalmente comprese a quote fra i m 50 e i m 100 s.l.m., talvolta risultano avere una lieve vergenza verso la linea di costa, mentre in altri casi vengono interrotte da una netta rottura di pendenza che le raccorda alla piana costiera, caratterizzata da quote prossime al livello del mare (fra O e 12 m s.l.m.). In questo settore sono da registrare le incisioni vallive di una certa entità, come il Vallone di Casteldaccia che rappresenta il limite comunale tra il territorio di Santa Flavia ed il territorio di Casteldaccia, il Vallone Perriera, il Vallone Cubo ed il Fiume Milicia che ne delimita, in questo settore, il confine comunale con il territorio di Altavilla Milicia. Numerose, ma di modesta entità, sono invece le incisioni prive di denominazione, generalmente con asse verticale alle vallate dei valloni prima citati, che in ogni caso rendono la morfologia alquanto variabile. Tale porzione del territorio è rappresentata da superfici pianeggianti e sub-pianeggianti che ben rappresentano la caratteristica della fascia costiera pleistocenica del palermitano. I terrazzi di abrasione marina, caratteristici dei depositi plio-quaternari, sono a luoghi interrotti da solchi e incisioni naturali, essi risultano colleghati in maniera dolce alle zone collinari meridionali e, al tempo stesso, vengono interrotti da una netta rottura di pendenza che li raccorda, a Nord, alla piana costiera caratterizzata da quote prossime al livello del mare. L'ambiente collinare, che caratterizza il settore sud occidentale dell'abitato, si sviluppa intorno a modesti rilievi quali Cozzo Bambino (m 214 s.l.m.), Cozzo Brogna (m 248 s.l.m.), Cozzo La Barona (m 262 s.l.m.) e Monte Corvo (m 424 s.l.m.). I versanti, prevalentemente argillosi e argillo-marnosi, sono generalmente caratterizzati da pendenze medie (valori intorno ai ) che aumentano in maniera netta in prossimità degli impluvi, Larete idrica è molto fitta e si presenta con incisioni più o meno ampie e profonde che drenano le acque di ruscellamento superficiale solamente durante eventi 3
7 piovosi di una certa durata ed intensità. La gran parte di essi sono tributari del Fiume Milicia e del Vallone di Casteldaccia. Tali aree sono delimitate, a Sud-Est, dalla dorsale montuosa che fa capo a Pizzo di Cane. Il settore dei rilievi montuosi è in gran parte impostato sulla dorsale di Pizzo Cane (1129 m s.l.m.), la quale risulta caratterizzata da pronunciati dislivelli che creano versanti ripidi e scoscesi, contrastanti in modo netto con la morfologia della zona costiera. In questa porzione del territorio può distinguersi un ampio versante orientato secondo una direzione NO-SE, nei pressi del quale sono site le contrade Casa vecchia, Giardinetto, Todisca, La Soprana, Battaglia, Randino, Valdaro. I versanti presenti sono interessati da numerose incisioni dovute alie acque meteoriche superficiali che durante le brevi e intense precipitazioni, tipiche del clima mediterraneo, dilavano parte della coltre di alterazione dei terreni presenti. Dal punto di vista altimetrico sono da segnalare Pizzo di Cane (1129 m s.l.m.), Monte Cici'o (662 m s.l.m.), Pizzo di Savochetto (882 m s.l.m.) e Pizzo di Montalbano ( 1156 m s.l.m.). in questo settore il reticolo idrografico presenta numerose aste fluviali, la gran parte delle quali è collegata al Torrente san Michele; per questo motivo esso risulta alquanto fitto. Le pendenze generalmente sono medio-elevate. La gran parte delle piccole aste fluviali è collegata al Torrente San Michele. L'assetto geomorfologico del settore risulta alquanto articolato, con versanti variamente inclinati, talvolta interrotti da "spianate" ubicate a diverse quote, scarpate, gradini, nicchie e talora da crolli dalla forte acclività. Tali morfologie sono rispettivamente dovute a processi di erosione areale, alla dissoluzione carsica, alla fatturazione e a fenomeni gravitati. I processi morfogenetici responsabili dell'assetto attuale si sono verosimilmente innescati a partire dall'emersione delle aree studiate, che si è probabilmente verificata nel pleistocene inferiore. Ad ogni modo, lo sviluppo delle forme dei rilievi appare chiaramente condizionato sia da fattori geologici, che da quelli climatici. 4 - DESCRIZIONE AMBIENTE AGRARIO L'ambiente agrario descritto nello studio agricolo forestale, redatto dal dott. S Fricano, facendo riferimento allo studio di vegetazione del territorio, attraverso i suoi fattori geo-pedologici, climatici, geografici, zoologici, ed antropologici, distingue, nel territorio di casteldaccia, quattro classi principali di paesaggi:.paesa22io boschivo: rappresentato esclusivamente da aree boscate all'interno della riserva di cui alcune di proprietà demaniale, ed altre di proprietà privata;.paesaggio urbano: suddiviso a sua volta in due gruppi: Centro abitato, costituito dal centro urbano; e paesaggio di frangia urbana rappresentato da un insieme di strutture a diversa destinazione d'uso, situate prevalentemente nella fascia perimetrale del centro abitato, rappresentate da abitazioni permanenti, stagionali, di carattere commerciale, ecc, delimitate da colture di svariato tipo e comunque poco interessanti dal punto di vista agricolo. Questo paesaggio è fortemente antropizzato, e si estende principalmente su delle coli inette. In queste aree originariamente sono sorte strutture adibite ad uso stagionale che via sono state convertite in abitazioni residenziali. Paesaggio agrario: questa parte del territorio rappresenta una discreta percentuale della Superficie Agricola Utilizzabile (SAU); caratterizzato da piccoli apprezzamenti di terreno che sono o erano coltivati principalmente a limoneti, mentre un'altra parte di questo paesaggio, è rappresentato invece principalmente dalla progressiva estensione dell'olivo a scapito delle colture più esigenti; esso è maggiormente rappresentato a sud del centro abitato. Paesaggio naturale:((circa il 43% del territorio comunale) è rappresentato da un territorio spesso accidentato, in gran parte non utilizzabile dall'agricoltura intensiva e per secoli utilizzato esclusivamente per pascolo. E' qui che si trova la riserva di "Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto" 4
8 5 - DESCRIZIONE DEL SISTEMA PRODUTTIVO Il contesto del territorio di riferimento è costituito dal comprensorio di Bagheria, una vasta area densamente abitata posta nelle immediate vicinanze della città di Palermo e facente parte di tale area metropolitana. La situazione economica e sociale dell'area è caratterizzata sostanzialmente da dinamiche di crescita della popolazione dovuta al trasferimento demografico dalle zone interne e dalla stessa città di Palermo e presenta tuttavia, in modo accentuato, le caratteristiche tipiche delle zone svantaggiate: basso tasso di attività, elevato tasso di disoccupazione, elevata incidenza, anche se in calo, del settore primario, tendenzialmente contenitore di occupazione marginale. Lo scarso numero di imprese, evidenzia una carenza di imprenditorialità locale che si ripercuote non solo sul fattore occupazionale, ma anche sulla mancanza di concorrenzialità delle realtà locali nel contesto nazionale ed internazionale. Si tratta di un tessuto produttivo debole con tipologie produttive rivolte esclusivamente al mercato locale ed a bassa produttività. La situazione attuale è il risultato di un processo di marginalizzazione dell'economia locale che si è acuita in modo drammatico negli ultimi venti anni per cause complesse e di non facile individuazione. Ad un sistema economico ricco fondato su un' agricoltura specializzata nel settore dell'agrumicoltura e dell'indotto a questa collegato, in grado di concorrere sui mercati internazionali e di assicurare livelli di reddito pro-capite elevati e persino superiori alla media nazionale (Bagheria nel ) 977 deteneva il primato nazionale di autovetture per famiglia), si è progressivamente passati ad un periodo in cui l'edilizia ha costituito il settore trainante, avendo sostituito quello agricolo, divenuto marginale, creando prima occupazione e benessere generalizzato, ma entrato anch'esso in crisi, non è stato sostituito da altro settore "motore" dell'economia locale. Nel Comprensorio storicamente vi è stata una forte presenza dell'industria agro-alimentare e conserviera, legata ai prodotti agricoli e agro-industriali, e ittici. Il com parto artigianale è una realtà di notevole dimensione, per quanto attiene il numero delle imprese operanti ed il numero di occupati. Si contano oltre 250 aziende artigianali e più di occupati. Si tratta di una risorsa strategica anche per l'enorme patrimonio immateriale di capacità, maestranze e competenze che la grande tradizione artigiana locale tramanda. Indubbiamente questo settore sconta un grave periodo di crisi, dovuto alle difficoltà del settore edile che con il suo indotto sosteneva il com parto e soprattutto alle lungaggini burocratiche che non hanno consentito, ad oggi, l'insediamento delle aree artigianali. Negli ultimi anni anche il commercio ha risentito dell'andamento negativo dei consumi. La piccola e media distribuzione tradizionale ha registrato una dinamica più sfavorevole, con una riduzione del fatturato di alcuni punti percentuali, mentre la grande distribuzione ha aumentato le vendite in quanto, disponendo di molte risorse, effettua la vendita di moltissimi prodotti a prezzi competitivi facendo in questo modo una concorrenza spietata ai piccoli commercianti. Il settore in generale sta vivendo, ormai da alcuni anni, un periodo di difficoltà che colpisce soprattutto il commercio al dettaglio e sta portando ad una ristrutturazione che ha i suoi principali riflessi sulla variabile occupazionale (e, sotto questo profilo, sono soprattutto le imprese della grande distribuzione a tagliare maggiormente il costo del lavoro). Il problema del commercio è soprattutto quello dei troppi passaggi esistenti dall'origine al consumo. Un altro problema è quello dell'eccessivo costo dei trasporti e allo scarso uso del trasporto su rotaia, molto usato invece in altri paesi d'europa, questo sistema potrebbe essere molto più economico 5
9 del trasporto su ruota, quello su camion per intenderei che soffre enormemente dell'aumento dei prodotti petroliferi che c'è stato nei mesi scorsi. In tutto questo, il commercio risente negativamente della crisi finanziaria internazionale ed è fra quei settori che sembra aver risentito in misura più ampia degli effetti della recessione. CASTELDACCIA,in particolare, vanta una antica tradizione nell'attività di trasformazione dei prodotti agricoli, infatti, a sostenere l'economia del paese è l'industria vinicola, quella dei pastifici e degli oleifici. Tra essi, è famosa la Corvo Vini Duca di Salaparuta, che affonda le sue origini già nei primi dell'ottocento quando il Duca Edoardo, avvalendosi dell'esperienza di enologi francesi, iniziò la vinificazione ed il commercio di quel vino che a tutt'oggi è conosciuto in tutto il mondo. Ma è d'obbligo citare anche il Molino e Pastificio Tomasello, fondato nel 1912, nel corso degli anni ha migliorato tecniche ed attrezzature diventando un moderno stabilimento industriale che produce una grande quantità di pasta tale da esportarla fino in Australia oltre a fornire prodotti per alcune industrie affermate del settore alimentare. Interessante è la produzione di olio d'oliva, con produzioni qualitative di tutto rispetto senza tralasciare l'operosità e la bravura degli artigiani locali. In forte crisi, invece, è la produzione agrumaria che fino a qualche decennio fa rappresentava il fiore all'occhiello delle produzioni della "Conca d'oro". Pur non derivante dalla tradizione culturale agricola, si rileva la presenza di un vivaio per la produzione di piante ornamentale. Altre presenze industriali, sono" Amadori" anche se esclusivamente di stoccaggio e l' IPLAS, la cui attività è rivolta nel campo della lavorazione del legno. Nel territorio sono comunque presenti varie aziende organizzate artigianalmente: artigianato artistico (lavori in ferro, ebanista, lavori in marmo, in pietra e ceramica); artigianato di servizio ( meccanici, idraulici, elettricisti, parrucchieri); artigianato di produzione ( fabbri, falegnami, vetrai). 6 - DESCRIZIONE DEL SISTEMA VINCOLISTICO Il territorio di Casteldaccia è soggetto ad un regime vincolistico discendente in parte dall'applicazione di disposizioni di legge nazionali e/o regionali, in parte dalla emanazione di specifici provvedimenti amministrativi, a tutela di interessi di varia natura: paesaggistica, ambientale, di igiene pubblica, di sicurezza del traffico, ecc. Si riporta di seguito l'elenco dettagliato dei vincoli e delle prescrizioni esistenti Vincolo a tutela dei beni paesaggistici ed ambientali (D. Lgs. 29 ottobre 1999, n Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali) Nella seduta del Verbale n 23 - la Commissione Provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Palermo deliberò di includere nell'elenco delle bellezze d'insieme ai sensi della legge n? 1497 articoli I, comma IV e 2, tutto il territorio comunale con la seguente descrizione:... la zona costiera compresa a valle della strada statale 113 e della strada ferrata sino al mare e a monte degli stessi percorsi, sia ed una fascia di m. 300 metri (misurati in proiezione orizzontale) dalla linea di battigia ivi incluso tutto l'abitato del comune di Casteldaccia che con il castello di Salaparuta la sua piazzetta e la piazza Matrice forma un notevole complesso ambientale di caratteristico aspetto. Viene incluso altresì nell 'elenco anche la strada comunale che dalla Stazione Ferroviaria conduce all 'abitato di Casteldaccia perché è tutto un bellisimo belvedere, da dove si godono le circostanti bellezze panoramiche. Con decreto del Presidente della regione Sicilia n0860 del 06/09/1967, pubblicato sulla GURS n 40 del 16/09/1967 fu rimodulata l'area da sottoporre a vincolo di cui alla legge n 1497 articoli l, comma IV e 2 la pozione di territorio a valle dell'autostrada Pa- CT. 6
10 Con l'entrata in vigore della legge n? 431 (cosiddetta Legge Galasso) pubbl icata sulla G.U.R.1. n? 197 del , il vincolo paesaggistico di cui alla L. 1497/1939 fu imposto: a. i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di bauigia, anche per i terreni elevati sul mare; b. omissis; c. (fiumi, i torrenti ed i corsi d'acqua iscritti negli elenchi di cui al testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con Regio decreto , n. 1775, e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna: Per quanto sopra, risultano altresì, vincolati le sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna del fiume Milicia e del Vallone Casteldaccia. Allo stato attuale, per effetto dell'art. 166, comma l, del D.L.vo 29 ottobre 1999, n Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambiental i - risultando abrogate le disposizioni delle leggi 29 giugno 1939, n e 08 agosto 1985, n. 431, il vincolo a tutela dei beni paesaggistici ed ambientali, è ricondotto alla disciplina del citato D.L.vo 29 ottobre 1999, n Vincolo a tutela delle cose di interesse artistico e storico (D.Lgs. 29 ottobre 1999, n Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali) I. Con decreto dell' Assessore Regionale ai Beni Culturali ed Ambientali e Pubblica Istruzione del 29/03/1997, è stato imposto il vincolo a tutela delle cose di interesse artistico e storico di cui alla legge O n 1089 è stato imposto il vincolo a tutela delle cose di interesse artistico e storico di cui alla legge O n 1089 sulla complesso monumentale "Torre Duca di Salaparuta" e sull'area circostante racchiusa da Piazza Matrice, via Allò, via Pedone, via Roma. Successivamente, a seguito di sentenza del TAR Sicilia - sez.i n 603/2000, il suddetto vincolo è stato annullato - Tuttavia è stato reintrodotto " ope legis " per effetto dell'acquisto dello stesso complesso monumentale, da parte dell'amministrazione con atto del 22/04/ Con decreto dell'assessore Regionale ai Beni Culturali ed Ambientali e Pubblica Istruzione del 23/08/1999 n 6974, è stato imposto il vincolo a tutela delle cose di interesse artistico e storico di cui alla legge n 1089 al Cimitero di Casteldaccia, indicato al fg. 1 p.lla noa. Allo stato attuale, per effetto dell'art. 166, comma I, del D.L.vo 29 ottobre 1999, n Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali - risultando abrogate le disposizioni della legge l giugno 1939, n. 1089, il vincolo a tutela delle cose di interesse artistico e storico è ricondotto alla disciplina del citato D.L.vo 29 ottobre 1999, n Edifici con dichiarazione di interesse storico artistico Si rilevano due edifici con dichiarazione di interesse storico artistico da parte della Soprintendenza quali: Villa Vannucci (case Cutelli) e Villa Celestri (case gelso) Fascia di rispetto costiero (L.R. 78/76 art. 15) Con l'entrata in vigore della L.R n? 78, pubblicata sulla G.U.R.S. n 36 del , viene imposto il vincolo di inedificabilità assoluta entro la fascia di 150 metri dalla battigia (art. 15, lettera a). 7
11 Ai sensi di'art. 57 della L.R. 71/78, così come sostituito dall'art. 89, comma Il, della L.R. 6/2001, con l'osservanza delle procedure previste dall'art. 16 della L.R. 78/76, possono essere concesse deroghe a quanto previste dalla lettera a del primo comma dell'art. 15 della medesima legge (I.R. 78/76) limitatamente a: opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico, opere di urbanizzazione primaria o secondaria connesse ad impianti turistico ricettivi esistenti, nonchè ad ammodernamenti necessari alla funzionalità degli stessi complessi Fascia di rispetto del demanio marittimo Ai sensi dell'art. 55 del Codice della Navigazione approvato con R.D n 327, l'esecuzione di nuove opere entro una zona di trenta metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare è sottoposta all'autorizzazione della Capitaneria di Porto territoriale Fascia di rispetto ferroviaria (D.P.R n 753) Ai sensi dell'articolo 30 del D.P.R. Il n 753 è istituita una fascia di rispetto della linea ferrata dell'ampiezza di metri trenta dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia Fascia di rispetto autostradale (art. 26 D.P.R. 495 del D.Lgs n 285 Nuovo Codice della Strada) Il territorio di Casteldaccia è attraversato dal tracciato dell' Autostrada A 19 "Palermo - Catania" ed è servito dallo svincolo denominato "Casteldaccia" ricadente in ambito comunale. Ai sensi dell'art. 26 del D.P.R. 495/92 è stata prevista lungo l'autostrada (strada di tipo A) una fascia di rispetto della larghezza di metri 60.che è ridotta a metri 30 nel centro urbano Fascia di rispetto S.S. 113 (D.M. O n D.Lgs n 285 Nuovo Codice della Strada) Il territorio di Casteldaccia è attraversato dal tracciato della S.S esteso metri lineari 1300 e compreso tra il Km e il Km Tale strada, ai sensi dell'art. 2, comma 7 del D.Lgs. 285/92 - Nuovo Codice della Strada, appartiene alla rete delle Strade Statali - Demanio Pubblico dello Stato - Ramo Strade. Con Verbale di Delimitazione del 29/09/1992, sottoscritto dall' A.N.A.S. - e dal Comune di Casteldaccia, tale tratto è stato individuato come il"tratto interno al centro abitato di Isola delle Femmine della S.S Settentrionale Sicula" Ai fini dell'attuazione della disciplina della circolazione stradale, il Comune ha provveduto, ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs n Nuovo Codice della Strada - con deliberazione del Commissario Regionale ad acta n 190 del 23/06/1994, a delimitare il "centro abitato" così come definito dall'art. 3 punto 8) del medesimo D.Lgs. 285/92. Per effetto di tale deliberazione è stata rideterminata la delimitazione del centro abitato e di conseguenza il tracciato è stato delimitato dal Km e il Km Inoltre poiché il Comune di Casteldaccia ha superato i ab., tale tratto, a noma del suddetto codice delle Strada, dovrà essere consegnato per far pate del patrimonio disponibile del Comune. Conseguentemente, per il "tratto interno al centro abitato della S.S Settentrionale Sicula" come sopra individuato deve prevedersi una fascia di arretramento da determinarsi Fasce di rispetto strade provinciali SP 61 e SP88 (D.M. O n D.Lgs n? 285 Nuovo Codice della Strada) 8
12 Il territorio di Casteldaccia è attraversato dai tracciati della SP 61 ed SP 88, per cui è sottoposto al rispetto della disciplina di cui al D.M n D.Lgs n 285 Nuovo Codice della Strada, in materia di " costruzione e tutela delle strade ed aree pubbliche" Fascia di rispetto cimiteriale (art. 338 T.U.LL.S. 1265/1934, art. 57 Regolamento n 285 del ) L'art. 338 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie n? 1265 del , istituisce, al primo com ma, una fascia di rispetto di metri 200 intorno ai cimiteri. A seguito di motivata istanza del Comune di Casteldccia e previo conforme parere del Consiglio Provinciale di Sanità, ai sensi del 5 comma del medesimo articolo 338 T.U.LL.S. n 1265/34,I'ampiezza della fascia di rispetto cimiteriale è stata ridotta a metri Fascia di rispetto impianto di pretrattamento (art. 46 L.R. 27/86) Tale larghezza della fascia di rispetto è legata ai sensi dell 'art. 46 della L.R. 27/86, ai requisiti dell 'impianto di depurazione (classificati per livello), per cui deve essere verificata la potenzialità dell 'ampliamento in corso Vincolo sismico (L. 64/74) Con D.M.LL.PP pubblicato sulla G.U.R.1. n 314 del è stato imposto su tutto il territorio comunale il vincolo sismico di 2 categoria (grado di sismicità S=9) Vincolo idrogeologico Il territorio del Comune di Casteldaccia è sottoposto a vincolo idrogeologico ai sensi dell'art. cap. 1 tit. 1 del R.D. n 3267 del I Pericolosità geologica e pericolosità sismica I principali fattori di pericolo individuati nel territorio dalla relazione geologica redatta dal geologo dott. Giuseppe Greco, sono quello sismico e quello idrogeologico. In relazione alle zone sismogenetiche in cui è stato suddiviso il territorio Italiano, l'attività sismica di Casteldaccia (PA) è influenzata dalla strutture n 76a, legata alla zona del Capoluogo Palermo (vedi Figura 9), che costituisce una zona di taglio delimitante la Catena Maghrebide siciliana, con meccanismi di rottura attesi a prevalente trascorrenza destra. 9
13 .~! ùl '.'... > J l ~..-~! ilf'c".<,_~,. 1~!::,l:.:~~a - 'c \ ;;.j ~m~ l4 ~:%:< S ~ :l?tii"m Il Jt~""~ 'il \, L 5 C Strutture ouo-cuaternaìe Fag!ie normali tr ascorrenn." <'<.. Tnrust Fronte del Sistema a trsust esterno Fronte della Catena Anpenmlllco-Maghrebide Distribuzione delle zone sismogenetiche della Sicilia Occidentale (strutture da Ambrosetti et al., 1985; Antonelli et al., 1988; A rgnan i, 1990; Bigi et al., 1991; Catalano et al., 1994; Lentini el al., 1996). I terremoti del settore orientale di questa zona sismogenetica hanno causato danni gravi principalmente lungo la costa, interessando poche località dell'entroterra; gli epicentri pertanto risultano scarsamente vincolati. Gli eventi maggiori sono stati quelli del 1726 e del 1940 che danneggiarono gravemente la città di Palermo e furono avvertiti in molte località della Sicilia occidentale. Nel caso del terremoto del 1726 il verificarsi di uno tsunami nel tratto di costa tra Palermo e Capo Gallo suggerisce l'attivazione di una sorgente localizzata in mare. La zona sismogenetica 76 sembra essere attiva solo nel suo settore orientale (ZS 76a). I terremoti sembrano localizzati in mare, lungo l'allineamento Ustica-Palermo-Termini, che segue all'incirca le strutture trascorrenti destre orientate NO-SE del Sistema Sud-Tirrenico (Finetti et al., 1996). Possibili strutture sismogenetiche possono essere anche quelle distensive a direzione prevalentemente E-O che delimitano a nord la Catena Maghrebide (Ghisetti e Vezzani, 1977). Sulla base dei diversi studi condotti nel territorio comunale del Comune di Casteldaccia è stato possibile effettuare la caratterizzazione sismica, evidenziando le aree suscettibili di particolari problematiche sismiche. 10
14 / Secondo la classificazione dei terreni in base alla risposta sismica, in funzione delle caratteristiche geofisiche e geotecniche, si puntualizza che nell'area in studio sono presenti: terreni di tipo S I costituiti da rocce lapidee con eventuale strato di alterazione non superiore a 5 metri, con VOSS (velocità delle onde sismiche secondarie) superiore a 700 m/s (calcareniti e calcari e brecce dolomitiche risedimentate); terreni di tipo S2 costituiti da terreni coesivi compatti, senza un substrato a forte contrasto di proprietà meccaniche, entro i primi 90 metri dalla superficie; tali terreni sono caratterizzati da valori crescenti del VOSS (velocità delle onde sismiche secondarie) compresi tra 250 e 500 m/s per profondità da 5 a 30 metri, e nella fascia tra 350 e 700 m/s per profondità maggiori (complesso argilloso del flysch e argilliti e radiolariti della Fm. Crisanti); Nelle aree interessate dalle prospezioni sismiche, non sono stati riscontrati terreni aventi caratteristiche tali da innescare fenomeni di liquefazione in presenza di un evento sismico. Per quel che concerne le aree e le zone soggette a particolari fenomeni e rischi geologici, l'analisi congiunta delle condizioni di assetto geologico, geomorfologico, idrogeologico, delle caratteristiche litotecniche, della pericolosità sismica locale dei terreni e dei litotipi presenti, ha permesso di definire aree a differente grado di pericolosità geologica, secondo la classificazione riportata nelle "Carte della pericolosità geologica". Si possono distinguere 4 classi di pericolosità di seguito riportate: Classe l - pericolosità irrilevante Nella classe I ricadono le aree caratterizzate da un basso o nullo grado di pericolosità. Si tratta del settore settentrionale del territorio sul quale poggia l'intero centro abitato e la zona periferica Sud- Orientale. Il sottosuolo è costituito prevalentemente dalla formazione sabbiosa-calcarenitica ed in subordine dai calcari con le intercalazioni argillitiche e radiolaritiche della formazione Crisanti. La morfologia, quasi del tutto tabulare o leggermente acclive determina condizioni di stabilità. Localmente e in prossimità degli alvei torrentizi si riscontrano gradini o fasce morfologiche a più accentuata pendenza, che determinano dislivelli con antiche forme di erosione stabilizzate. In definitiva si tratta di aree dove sono assenti le limitazioni derivanti da particolari caratteristiche geologiche, geomorfologiche e litotecniche o da particolari problematiche sismiche e quindi, sussistono le condizioni per la realizzazione di insediamenti abitativi e artigianali. Particolare attenzione dovrà essere posta nella protezione dei terreni del sottosuolo dalle infiltrazioni superficiali inquinanti, stante l'elevato grado di vulnerabilità idrogeologica. Classe 2 - pericolosità bassa Aree caratterizzate da condizioni geologiche, geomorfologiche, litotecniche e sismiche apparentemente stabili, sulle quali però permangono dubbi che possono essere chiariti a livello di indagine geognostica e sismica di supporto alla progettazione delle trasformazioni di natura urbanistica. In essa ricadono principalmente le zone a Sud prossime all'abitato, le aree limitrofe a quelle della classe I, le aree intorno a Monte Corvo e le aree di altopiano, lontano dalle scarpate, su substrato calcareo-dolomitico. Il sottosuolo è costituito prevalentemente da terreni con buone caratteristiche geotecniche: sabbioso-calcarenitico, argillo-marnoso, e calcareo-dolomitico. Nel complesso sono aree idonee all'edificazione, anche se nella fase di progettazione sarà necessario valutare l'idoneità dei siti interessati, in considerazione delle locali condizioni di acclività dei pendii e dello spessore delle coperture, caratterizzate da scadenti proprietà geotecniche. Il grado di vulnerabilità all'inquinamento varia da medio ad elevato in quanto dipende dalla permeabilità dei terreni del substrato. Classe 3 - pericolosità media Aree caratterizzate da assenza e/o lievi indizi di instabilità morfodinamica, suscettibili di fenomeni di amplificazione della sollecitazione sismica. L'eventuale realizzazione di insediamenti a vocazione agricola, rurale e/o residenziale sparsa, dovrà essere preceduta da opportune indagini geognostiche (ai 11
15 Il In merito alla pericolosità idrogeologica bisogna precisare che I reticolo idrografico che interessa il territorio comunale di Casteldaccia è piuttosto fitto ed è caratterizzato da aste torrenti zie in fase di approfondimento e da aree esposte a possibili fenomeni di esondazione. I principali bacini idrografici di riferimento, che spesso si estendono nei territori limitrofi, risultano i seguenti: Vallone di Casteldaccia; Vallone Perriera; Vallone Cubo; Fiume Milicia; I corsi d'acqua da salvaguardare, da vincolare e da attenzionare sono quelli prima citati oltre che i loro numerosi tributari riportati nella carta idrogeologica e nelle carte della pericolosità. La prima delimitazione delle aree esondabili, sulla base di calcoli idraulici di dettaglio, è stata effettuata nello "studio per la verifica, delimitazione e classificazione del rischio idrogeologico e del dissesto idrogeologico" (datato 2002) redatto dalla "società Coster" per conto del Comune di Casteldaccia, ad integrazione e modifica della prima stesura del Piano Straordinario per l'assetto Idrogeologico pubblicato il 4/7/2000, il quale non aveva evidenziato né mappato alcun fattore di dissesto e rischio nell'ambito del comprensorio di Casteldaccia. 1\ successivo aggiornamento al Piano per l'assetto Idrogeologico, giusto decreto presidenziale n. 531 del 20/09/2006 (Piano Stralcio per l'assetto Idrogeologico (PAI) del bacino idrografico del Fiume Milicia e delle aree territoriali intermedie tra il bacino del Fiume Milicia ed i bacini dei fiumi S. Leonardo ed Eleuterio), riporta gli studi idraulici di dettaglio e la relativa mappatura in zone a pericolosità e a rischio idraulico per esondazione, che ricalcano i precedenti studi idraulici redatti dalla "Coster". Nelle carte della pericolosità sono delimitate le aree a pericolosità idraulica per fenomeni di esondazione, in conformità ai criteri di perimetrazione del Piano per l'assetto Idrogeologico (Pai). Le trasformazioni del territorio, in queste aree, dovranno tenere conto di quanto prescritto e disciplinato nel PAI. Nella carta idrogeologica e nelle carte della pericolosità sono stati evidenziati i corsi d'acqua principali ed il reticolo dei corsi d'acqua secondari e minori. Tali corsi d'acqua sono tutelati da fasce di rispetto derivanti dalla normativa vigente (R.D. 523 del 1904) e, per i principali (Vallone di Casteldaccia e Fiume Milicia), anche dalla Legge 431 del 1985 (legge Galasso). Per quanto riguarda la fascia di rispetto imposta dal R.D. 523 del 1904 (IO metri) è stato ritenuto indispensabile estenderla a non meno di 20 metri. In ogni caso occorre un controllo dello smalti mento delle acque in tutte le aste torrentizie per provvedere, in alcuni casi, alla regimazione e ad un adeguato smaltimento. Sarà necessario prevedere e/o incentivare interventi atti al ripristino dei deflussi delle acque superficiali, laddove le stesse hanno subito una drastica riduzione o peggio, uno sbarramento nella loro linea di deflusso. Sono da incentivare, altresì, nelle piane alluvionali e nei versanti in prossimità degli impluvi, il mantenimento, la manutenzione ed il ripristino delle opere di sistemazione idraulico-agraria, tipiche degli assetti agricoli storici, quali: terrazzamenti, gradonamenti, canalizzazione delle acque selvagge, drenaggi, ecc; Particolare attenzione al rischio idraulico di esondazione merita la zona dell'attraversamento autostradale nella zona del vallone Perriera, dove si possono verificare fenomeni di innalzamento del tirante idrico e la conseguente esondazione. AI fine di ridurre la pericolosità del rischio di esondazione occorre un controllo dello smalti mento delle acque in tutte le aste torrentizie per provvedere, in alcuni casi, alla regimazione e ad un adeguato smalti mento. 13
16 ,.. Sarà necessario prevedere e/o incentivare interventi atti al ripristino dei deflussi delle acque superficiali, laddove le stesse hanno subito una drastica riduzione o peggio, uno sbarramento nella loro linea di deflusso. Sono da incentivare, altresì, nelle piane alluvionali e nei versanti in prossimità degli impluvi, il mantenimento, la manutenzione ed il ripristino delle opere di sistemazione idraulico-agraria, tipiche degli assetti agricoli storici, quali: terrazzamenti, gradonamenti, canalizzazione delle acque selvagge, drenaggi, ecc Riserva Naturale Orientata La riserva naturale di "Pizzo Cane, Pizzzo Trigna e Grotta mazzamuto", istituita con D.A. n:83/44 del 18 aprile 2000, ai sensi dell'arta l.r. n. 14/88, ricadente, oltre che nel territorio comunale di Casteldaccia, anche nei Comuni di Altavilla Milicia, Trabia, Ventimiglia di Sicilia, Baucina. La gestione della riserva è affidata, ai sensi dell' Art. 20 della l.r. n. 14/88 dell'azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana (ente gestore9. L'area della presente riserva è stata suddivisa in due zone: Zona A di Riserva e Zona B di Protezione della Riserva (preriserva). Mediante la presente l.r. è stato possibile regolamentare l'insieme delle attività consentite all'interno delle due zone di rispetto, nonché di quelle sottoposte a vincolo di divieto. La delimitazione delle zone di riserva e il regolamento delle modalità d'uso e dei divieti sono riportate nel decreto di istituzione in possesso all'ufficio Tecnico del Comune; Si riportano di seguito due provvedimenti che, sebbene non costituiscano alcun vincolo sul territorio, tuttavia rivestono un interesse particolare per il comune Area Metropolitana Con Decreto del Presidente della Regione Sicilia- IO agosto 1995, pubblicato sulla G.U.R.S. 21 ottobre 1995, n. 54, è stata individuata l'area metropolitana di Palermo, comprendente i territori di 27 comuni tra cui anche Casteldaccia (Altavilla Milicia, Altofonte, Bagheria, Balestrate, Belmonte Mezzagno, Bolognetta, Borgetto, Capaci, Cinisi, Carini, Casteldaccia, Ficarazzi, Giardinello, Isola delle Femmine, Misilmeri, porzione del territorio di Monreale, Montelepre, Palermo, Partinico, Santa Flavia, Termini Imerese, Terrasini, Torretta, Trabia, Trappeto, Ustica e Villabate). I caratteri e le funzioni delle aree metropolitane sono esplicitati dagli articoli 19 e 21 della L.R. 6 marzo 1986, n. 9, istitutiva della provincia regionale. L'area metropolitana, infatti, comprende zone del territorio regionale che: a) sono ricomprese nell'ambito dello stesso territorio provinciale; b) hanno, in base ai dati ISTAT relativi al 31 dicembre dell'anno precedente la dichiarazione, una popolazione residente non inferiore a 250 mila abitanti; c) sono caratterizzate dall'aggregazione, intorno ad un comune di almeno 200 mila abitanti, di più centri urbani aventi fra loro una sostanziale continuità di insediamenti; d) presentano un elevato grado di integrazione in ordine ai servizi essenziali, al sistema dei. trasporti e allo sviluppo economico e sociale. La provincia regionale di Palermo svolge, nell'ambito della predetta area metropolitana, le funzioni spettanti ai comuni in materia di: I) disciplina del territorio, mediante la formazione di un piano intercomunale, relativo: - alla rete delle principali vie di comunicazione stradali e ferroviarie e dei relativi impianti; - alle aree da destinare ad edilizia pubblica residenziale, convenzionata ed agevolata; - alla localizzazione delle opere ed impianti di interesse sovracomunale
17 Le previsioni del suddetto piano intercomunale costituiscono variante agli strumenti urbanistici comunali; 2) formazione del piano intercomunale della rete commerciale; 3) distribuzione dell'acqua potabile e del gas; 4) trasporti pubblici; 5) raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani Sito di importanza comunitaria Con Decreto del Ministero dell'ambiente del , pubblicato sulla G.U.R.1. n. 65, parte prima, del 22 aprile 2000, le aree, facenti parte del Comune di Casteldaccia, delimitata dai: Monte Cane, Pizzo Trigna a Mare e Monte Selva (codice ITA020039) e Monte Rosamarina e Cozzo Famò (codice ITA020043) sono stati inseriti nell'elenco dei Siti di Importanza Comunitaria ( SIC) individuati ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE. 7 - SITUAZIONE URBANISTICA L'iter di formazione del rielaborando PRG, subentrato al precedente strumento urbanistico, Programma di Fabbricazione, inizia con delibera di Giunta Comunale non dei09/ , con la quale l'amministrazione comunale conferiva agli ingg. Sebastiano Trapani e Giovanni Tesoriere, congiuntamente all'arch. Giuseppe Carta, successivamente dimissionario, l'incarico per la redazione del PRG e del Regolamento Edilizio. Nel suo lungo percorso di approvazione, il piano è stato sottoposto all'esame della Commissione Urbanistica Regionale che nelle due sedute del 28 giugno 200 I e 22 giugno 2002 ha deciso, in contrasto con la relazione negativa dell'ufficio Regionale Urbanistica, e sulla scorta delle controdeduzioni dell'amministrazione comunale, di approvare, con decreto n0292 del 7 marzo 2003, il Piano Regolatore limitatamente alla parte del tessuto urbano consolidato, ritenendo che la proposta di rielaborazione dell'ufficio regionale avrebbe rischiato di confermare per alcuni anni ancora una condizione di forte disagio, dal momento che il territorio comunale, dove sono presenti elementi di complessità, resterebbe di fatto ancora disciplinato dal Programma di Fabbricazione approvato nel Per cui stralciava dalla approvazione le aree a monte della via Marco Polo e la fascia di territorio compresa nei 300 metri dalla battigia. A seguito di ciò, con determinazione sindacale n? 98 del 28 novembre 2005 l'ing Giovanni Tesoriere, l'ing. Sebastiano Trapani e l'arch. Santina Aurora Pentolino sono stati incaricati di provvedere al ristudio delle zone stralciate del P.R.G, per la revisione del Regolamento edilizio, e del P.R.G vigente e per la redazione delle Prescrizioni Esecutive. Il La rielaborazione del nuovo PRG, non poteva, però, essere riavviata, così semplicemente, perché le norme e le pianificazioni correlate allo stesso, nel tempo si sono ampliate, per cui occorreva preliminarmente acquisire quanto mancante o procedere alla revisione e/o all'aggiornamento di quelli esistenti e cioè la cartografia, lo studio agricolo-forestale e la relazione geologica. Infatti, considerato che tra le inadempienze evidenziate dall' Assessorato Regionale, risultava il mancato adeguamento delle specifiche zonizzazioni a quanto previsto dalla L.R. n028/99 ( piano Commerciale), con determinazione sindacale non del 26 novembre 2004 è stato affidato l'incarico per la redazione del Piano commerciale all'arch. Antonino Manzella. Il piano è stato adottato dal 15
18 particolare pregio ambientale, o da porzione di essa, comprese l'area circostante che possa considerarsi parte integrante, per le caratteristiche degli agglomerati stessi. La perimetrazione di tale area, fa riferimento alle schede LP.C.E. del Consiglio d'europa, che estende il territorio in questione a tutto l'agglomerato urbano ricadente nel foglio di mappa catastale n02, elaborato dal catasto in sede di impianto, zona B nel precedente strumento urbanistico. L'impianto viario conserva il tracciato originario, che rispecchia il disegno dello sviluppo urbanistico dell'epoca, a maglia ortogonale adattato all'orografia preservando alcune strade preesistenti di antiche origini. Il tessuto edilizio è di tipo misto (muratura e c.a.) per lo più di tipo residenziale unifamiliare a schiera a cui si intramezzano residenze condominiali, commerciali o di servizi. Gli interventi edilizi, per scelta progettuale, sono da sottoporre a parere preventivo da parte della Soprintendenza ai BB.CC.AA anche se il vincolo paesaggistico è limitato alla piazza e ai relativi prospetti, mentre quello monumentale alla Chiesa Madre, alla "Chiesa del Rosario" ed al complesso "Torre Duca di Salaparuta. Tale area, prima dell'approvazione del vigente PRG era quasi priva di vincoli a tutela del patrimonio edilizio esistente per l'assenza di vincoli di natura paesaggistica e/o monumentale, poiché l'unica area sottoposta a vincolo era costituita dalla Piazza Matrice e dai prospetti degli edifici in essa prospicienti. Il caso emblematico è rappresentato, infatti, dalla demolizione di un'ala del complesso monumentale Torre Duca Di Salaparuta per la realizzazione di due anonimi edifici di cui uno a 3 elev Lt ed uno di 6 elevazioni f.t., Zona "B" a prevalenza destinazione residenziale, urbanizzata totalmente o parzialmente, suddivise nelle sottozone: BI - zone del centro urbano di completamento o sostituzione; B2 - zone semintensive di completamento; B3 - zone semintensive di nuovo impianto; Le suddette Z.T.O. fanno da coronamento alla zona "A" sopra descritta. Esse sono state già individuate, nel precedente P.di F. e riconfermate nel P.R.G. per effetto di una direttiva del Consiglio Comunale che ne obbligava la riconferma.. Il disegno dell'impianto chiesto ricalca quasi sempre la maglia ortogonale con strade di sezione variabile dai 5 mi a 7 mi. Il territorio edilizio viene sia come tipologia, da unifamiliare a schiera, isolata e/o contigua, condominiale, a più piani, che come tipologia struttura in muratura mista e totalmente in c.a., in relazione all'opera di costruzione del singolo edificio, infatti non meno che ci si allontana dal centro storico, il territorio edilizio presenta condizioni di stato sempre migliori e con numero di abitazioni vuote sempre meno crescenti,fino a nuovi insediamenti edilizi, delle sottozone "B3". Per quanto riguarda le attrezzature pubbliche e i servizi, in detta area vi si concentrano tutte quelle esistenti ancorché limitate alle attrezzature scolastiche, amministrative, di culto e di parcheggi pubblici, oltre a quelle utilizzate in fase di P.di.L Zona C - a prevalente destinazione residenziale di espansione e di nuovo impianto suddivise nelle sottozone C I e C2 (stralciate - cfr p.i-2) C4 - aree di espansione provenienti da P.di.F C5- aree di nuova espansione Dette aree, dislocate nella periferia a ridosso delle zone B di vecchio impianto e dell'area di perimetrazione del P.P.R., inglobano sia la preesistente zona C di P.di.F. edificata e non, in forza delle direttive del Consiglio Comunale che ne obbligava la riconferma, ed individuano le aree di nuova previsione. La struttura del tessuto edilizio è di conseguenza in c.a., di tipo isolato o a schiera, unifamiliare o condominiale. Gli interventi sono stati quasi tutti realizzati in forza di Piani di...-, 18
19 I Lottizzazione, sia per effetto del P.di.F. che del P.R.G e verranno individuate in apposite perimetrazione nelle Tavole di Piano C6 - zona di villeggiatura (stra1ciata) C7 - PEEP - Il Territorio comunale conta un unico esempio di realizzazione di piano per l'edilizia economica e popolare di iniziativa pubblica, realizzato negli anno 2000, per complessivi 36 alloggi, in quanto un altro intervento è stato relalizzato dail'iacp, prima del P.di F e risulta inglobato nella zona B, ed altri interventi sono stati irealizzati in forza di edilizia convenzionata in aree definiti dagli strumenti urbanistici come zone C Zona "D" a prevalente destinazione industriale e artigianale suddivise nelle sottozone: D l - Zone industriali ed artigianali provenienti dal Pdi F D2 - Zone industriali ed artigianali, di nuovo impianto. Gli insediamenti artigianali e industriali sono presenti nel territorio casteldaccese in maniera punti forme e disorganica in quanto, sino agli anni 2000 non sono state mai oggetto di una programmata pianificazione, ma seguivano la naturale direttrice legata alla più agevole movimentazione delle merci, sia su strada che su rotaie, soprattutto per le attività più industrializzate che troviamo a ridosso della ferrovia e della SS 113 quali Pastificio Tomasello, Vini Corvo, oggi ancora attivi e quelli non più in uso quali ex Molino Piraino- trasformato in hotel, il sansificio Tomasello ed i magazzini per la lavorazione dei limoni Virruso e Panno. Successivamente, esautorata la zona a ridosso della SS 113 e della Ferrovia, gli insediamenti sono sorti nella periferia, a sud del paese, in prossimità della SP 61, oggi Taversa interna -via Ugo La Malfa, e la già Regia Trazzera per la Traversa, oggi circonvallazione, via P. Nenni. In considerazione della presenza di altre attività lungo quest'ultimo asse della v. Pietro Nenni, realizzati, in forza dell'art 22 della L.R. 71/78,in verde agricolo in quanto destinati alla trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici, in conformità alle previsioni del PRG, ancorchè solo adottato, è stata individuata un 'area sottoposta a PIP, con estensione pari a 14 ha, con l'intento di disciplinarne l'attività edificatoria. Tuttavia, a seguito delle vicissitudini legati alla revoca dei finanziamenti pubblici per la realizzazione delle opere di urbanizzazione di detta area, si rileva solamente un unico nuovo insediamento per lo stoccaggio di carni ed uova, di proprietà del Gruppo Amadori. Le caratteristiche tipologiche degli insediamenti realizzati sono, comunque di edilizia industriale. Le attività legate ad imprese di piccole dimensioni sono invece dislocate indistintamente lungo tutto il centro abitato e occupano tipologie residenziali Zona "E" Verde Agricolo Nella definizione di verde agricolo sono racchiuse le aree destinate prevalentemente all'uso agricolo. Tali aree sono ampiamente descritte nello studio agricolo forestale e sintetizzate nella definizione di paesaggio agrario sopra riportato. Urbanisticamente, occorre sottolineare che esiste una porzione di territorio, contabilizzata in 166 ettari nel suddetto studio agricolo forestale che è costituita da una estrema polverizzazione e frammentazione aziendale e cultuale perché interessata da elevata densità di fabbricati, per lo più abusivi, che nella relazione del PRG sono stati quantificati come una capacità insediativa pari a 7232 ab. Per quanto riguarda l'attività di" Agriturismo e Turismo rurale" si riscontrano due presenze situate agli antipodi del territorio: un'azienda equituristica in prossimità del centro abitato (già Pegaso) e un'azienda agrituristica nelle alture della c/da Randino (case Javuti), ed una presenza turistico ricettiva in c/da Ciandro (Hotel Valle Corvo) Zona" F "Attrezzature Per Attrezzature si intendono le aree destinati a servizi pubblici urbani. 19 IO<