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Timestamp: 2018-07-18 12:33:21+00:00
Document Index: 146429820

Matched Legal Cases: ['art. 416', 'art. 275', 'art. 416', 'art. 275', 'art. 74', 'art. 89', 'art. 74', 'art. 416', 'art. 275', 'art. 416', 'art. 275', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 416', 'art. 275', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 275', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 416', 'art. 275', 'art. 2', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 89', 'sentenza ', 'art. 284']

Corte cost., ord. 12 giugno 2017, n. 136
Misure cautelari personali - Criteri di scelta - Obbligatorietà custodia cautelare in carcere ove sussistano gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all'art. 416 bis c.p., salvo che siano acquisiti elementi da cui risulti che non sussistono esigenze cautelari - Illegittimità costituzionale - Manifesta infondatezza
E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 275, comma 3 c.p.p., sollevata ex artt. 3, 13 comma 1 e 27 comma 2 Cost., nella parte in cui nel prevedere che quando sussitono gravi indizi di colpevolezza in relazione al delitto di cui all'art. 416 bis c.p. è applicata la misura della custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi da cui risulti che non sussistono esigenze cautelari, non fa salva altresì l'ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, da cui risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
Corte cost., sent. 24 gennaio 2017, n. 17
Custodia cautelare in carcere – Inapplicabilità ad imputati di gravi reati genitori di prole solo di età non superiore a sei anni – Illegittimità costituzionale – Infondatezza.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 275, comma 4, c.p.p., sollevate, in riferimento agli artt. 3, 13, 24, 31 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Roma, «nella parte in cui prevede che non possa essere disposta o mantenuta la custodia cautelare in carcere nei confronti di imputati, detenuti per gravi reati, che siano genitori di prole solo di età non superiore a sei anni».
Corte cost., ord. 15 luglio 2015, n. 165
Misure cautelari - Criteri di scelta - Gravi indizi di colpevolezza in relazione alle fattispecie di cui all'art. 74 del d.P.R. n. 309 del 1990 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope) - Obbligatorietà della custodia cautelare in carcere salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari di eccezionale rilevanza - Manifesta infondatezza
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 89, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 32 della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Catanzaro nella parte in cui – nel prevedere che le disposizioni dei commi 1 e 2 dello stesso articolo non si applicano quando si procede per il delitto di cui all’art. 74 del medesimo decreto n. 309 del 1990 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope) – «non fa salva l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari di eccezionale rilevanza».
Corte cost., ord. 5 giugno 2015, n. 104
Misure cautelari - Criteri di scelta - Mancata previsione del divieto della custodia cautelare in carcere nel caso di imputata (nella specie, del delitto di cui all'art. 416-bis cod. pen.) madre di un figlio minore totalmente o gravemente invalido, con lei convivente che necessiti della costante presenza della madre -Manifesta inammissibilità
E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 275, comma 4, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 32 della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Catanzaro.
Corte cost., ord. 5 giugno 2015, n. 103
Misure cautelari - Criteri di scelta - Gravi indizi di colpevolezza in relazione al delitto di cui all'art. 416-bis cod. pen. (nella specie: concorso esterno in associazione di tipo mafioso) - Obbligatorietà della custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari - Manifesta inammissibilità
É manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 13, primo comma, e 27, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Catanzaro. Successivamente all’ordinanza di rimessione, questa Corte ha, infatti, già dichiarato costituzionalmente illegittima, con la sentenza n. 48 del 2015, la norma censurata nei sensi auspicati dal giudice rimettente; la questione deve dunque essere dichiarata manifestamente inammissibile per sopravvenuta mancanza di oggetto, in quanto, a seguito della sentenza ora citata, la norma censurata è già stata rimossa dall’ordinamento, in parte qua, con efficacia ex tunc.
Corte cost., sent. 26 marzo 2015, n. 48
Misure cautelari - Criteri di scelta - Obbligatorietà della custodia cautelare in carcere quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in relazione al delitto di cui all'art. 416-bis c.p., salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari - Illegittimità costituzionale parziale.
È costituzionalmente illegittimo l’art. 275, comma 3, secondo periodo, del codice di procedura penale, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’art. 416-bis cod. pen., è applicata custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, rispetto al concorrente esterno nel suddetto delitto, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
Corte cost., ord. 2 aprile 2014, n. 74
Misure cautelari personali - Delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416 bis c.p. - Obbligatorietà custodia cautelare in carcere - Manifesta inammissibilità
È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dall’art. 2, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 23 aprile 2009, n. 38, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 13, primo comma, e 27, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Salerno, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti commessi «con il metodo mafioso» o al fine di agevolare «le attività delle associazioni» previste dall’art. 416-bis del codice penale, contestati a chi non faccia parte di associazioni di tipo mafioso, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure. A seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo periodo, cod. proc. pen., come modificato dall’art. 2, comma 1, del d.l. n. 11 del 2009, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge n. 38 del 2009, ad opera della sentenza n. 57 del 2013, successiva all’ordinanza di rimessione, la questione sollevata deve essere dichiarata manifestamente inammissibile, in quanto è diventata priva di oggetto.
Corte cost., sent. 10 marzo 2014, n. 45
Misure cautelari - Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti - Imputato tossicodipendente che abbia in corso programma terapeutico - Sostituzione custodia cautelare in carcere con arresti domiciliari
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 89, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 13, primo comma, 27, secondo comma, e 32 della Costituzione, dal Tribunale di Catanzaro
Corte cost., ord. 27 dicembre 2013, n. 326
Arresti domiciliari - Non concedibilità al condannato per evasione nei cinque anni precedenti - Decorrenza termine da sentenza di condanna anziché da commissione del fatto - Manifesta inammissibilità
E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 284, comma 5-bis, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 27 e 111 della Costituzione, dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Brescia