Source: https://sisthema.it/societa-di-capitali-novita-in-materia-di-nomina-dellorgano-di-controllo/
Timestamp: 2020-08-13 23:36:42+00:00
Document Index: 8794688

Matched Legal Cases: ['art. 2400', 'art. 2435', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 2477', 'art. 2397', 'art. 14', 'art. 2477', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 2397', 'art. 14', 'art. 2400', 'art. 2397', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 2397', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 2397', 'art. 2477', 'art. 2403', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 2477', 'art. 2477', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 2477', 'art. 2477', 'art. 20', 'art. 2399', 'art. 2400', 'art. 2400', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 2477', 'art. 2477', 'art. 2478', 'art. 2477', 'art. 2477', 'art. 2477', 'art. 2477']

Società di Capitali: Novità in materia di nomina dell'organo di controllo - Sisthema
Società di Capitali: Novità in…
In ogni caso, è sempre possibile procedere volontariamente alla nomina dell’organo di controllo; in questo caso lo statuto ne deve prevedere il funzionamento e i poteri.Nel caso di superamento del limite minimo stabilito per le SpA (120.000,00 euro) l’assemblea, che è chiamata a deliberare sull’aumento del capitale sociale, dovrà anche procedere alla nomina del collegio sindacale e, ai sensi del comma 4 dell’art. 2400 C.C., rendere “noti all’assemblea gli incarichi di amministrazione e di controllo da essi ricoperti presso altre società”.
Ci riferiamo, in particolar modo, al comma 26 dell’articolo 37 del D.Lgs. n. 39/2010, con il quale viene sostituito l’articolo 2477 del Codice Civile, che disciplina per le società a responsabilità limitata la nomina del collegio sindacale ed il controllo legale dei conti.
1. L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un collegio sindacale o di un revisore.
2. La nomina del collegio sindacale e’ obbligatoria se il capitale sociale non e’ inferiore a quello minimo stabilito per le societa’ per azioni.
4. L’obbligo di nomina del collegio sindacale di cui alla lettera c) del terzo comma cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati.
5. Nei casi previsti dal secondo e terzo comma si applicano le disposizioni in tema di societa’ per azioni; se l’atto costitutivo non dispone diversamente, la revisione legale dei conti e’ esercitata dal collegio sindacale.
6. L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo e terzo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina del collegio sindacale. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.»
c) se per due esercizi consecutivi vengono superati due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo 2435-bis.
Si ricorda che gli attuali limiti indicati dall’art. 2435-bis C.C (ossia quelli che consentono la redazione del bilancio in forma abbreviata), fissati dal D. Lgs. 3 novembre 2008, n. 173, sono i seguenti:
Secondo quanto previsto dal nuovo articolo 2409-bis del Codice Civile (come modificato dal comma 8 dell’art. 37 del D. Lgs. n. 39/2010), nelle società per azioni, il controllo contabile (dal 7 aprile 2010 “revisione legale dei conti”), viene esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nell’apposito registro.
In tal caso il collegio sindacale è costituito da revisori legali iscritti nell’apposito registro.
Nella nota integrativa, secondo quanto previsto dal nuovo numero 16-bis, dell’articolo 2427 del Codice Civile (introdotto dal comma 16 dell’art. 37 del D. Lgs. n. 39/2010), salvo che la società sia inclusa in un ambito di consolidamento e le informazioni siano contenute nella nota integrativa del relativo bilancio consolidato, occorre indicare:
3. 12 NOVEMBRE 2011 – Le novità introdotte dalla legge n. 183/2011 – Legge di stabilità per il 2012
L’articolo, ai commi dal 9 al 14, interviene sulla disciplina del sistema dei controlli societari con la modifica di due articoli del Codice civile rubricati, rispettivamente, alle S.r.l. (viene sostituito l’art. 2477) e alle S.p.a. (viene aggiunto un comma all’art. 2397).
1) Per quanto riguarda le S.r.l., l’art. 14, comma 13, provvede alla sostituzione dell’art. 2477 C.C., prevedendo che l’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un sindaco o di un revisore in tutte le situazioni che, ai sensi del predetto articolo, obbligano le società a responsabilità limitata alla nomina del collegio sindacale ed, in particolare, quando:
Si riporta il testo del nuovo articolo 2477 C.C., così come modificato dall’art. 14, comma 13, della L. n. 183/2011:
1. L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un sindaco o di un revisore.
2. La nomina del sindaco e’ obbligatoria se il capitale sociale non e’ inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni.
Si riporta il testo del nuovo articolo 2397 C.C., così come modificato dall’art. 14, comma 14, della L. n. 183/2011 (in vigore dal 1° gennaio 2012):
3. Per le società aventi ricavi o patrimonio netto inferiori a 1 milione di euro lo statuto può prevedere che l’organo di controllo sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro.
2) Per quanto riguarda le S.p.A., viene modificata la disciplina civilistica (art. 2397 Codice civile) disponendo che, nelle società per azioni aventi ricavi o patrimonio netto inferiore a un milione di euro, lo statuto può prevedere che l’organo di controllo sia composto da un sindaco unico, anziché da un collegio sindacale composto da 3 o 5 membri effettivi e da 2 supplenti.
Il sindaco unico deve essere scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro.
Il riferimento al “ricavo o patrimonio netto” è stato introdotto nel corso dell’esame presso la Commissione Bilancio del Senato in luogo di quello al capitale sociale (previsto nel testo originario del maxiemendamento) perchè ritenuto un parametro maggiormente rappresentativo del valore reale e non meramente nominale delle società.
In sintesi: le S.p.A. con capitale sociale inferiore ad un milione di euro potranno avvalersi di un sindaco unico, in luogo dell’attuale organo collegiale.
L’organo monocratico potrà, altresì, essere nominato in tutte le S.r.l., attualmente chiamate alla nomina del collegio sindacale, a prescindere da ogni limite dimensionale.
5) La legge n. 183/2011, al comma 12 dell’art. 14, ha previsto che all’articolo 6 del D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, dopo il comma 4, venga inserito il seguente:
«4-bis. Nelle società di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell’organismo di vigilanza di cui al comma 1, lettera b)».
Dunque, le funzioni dell’organismo di vigilanza previsto dalla lettera b), del primo comma, dell’articolo 6, del D.Lgs. n. 231/2001 possono essere svolte, nelle società di capitali, dai seguenti soggetti:
In particolare, secondo quanto disposto nella citata lettera b) “il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo”.
A tale proposito, c’è chi ha fatto osservare che questa novità deve, però, essere messa a sistema con le modifiche apportate alla composizione del collegio sindacale: è stata, infatti, prevista, la possibilità di adottare per il controllo societario il sindaco unico.
3.2. Interpretazione della norma – Visioni contrastanti
3.2.1. Collegio sindacale – Decadenza automatica o prorogatio?
A parere di Angelo Busani, in conseguenza delle novità introdotte dalla legge di stabilità, i collegi sindacali delle S.r.l. dovrebbero subire, con il 1° gennaio 2012, un’automatica decadenza con la necessità per le società di procedere alla nomina del nuovo sindaco unico (Si veda: Il Sole 24Ore, mercoledì 16 novembre 2011, pag. 37).
Nelle Srl il collegio sindacale – scrive Busani – non sarà più organo collegiale ma in ogni caso monocratico. Ne consegue che gli organi di controllo pluripersonali perderanno il proprio fondamento normativo in quanto la norma attuale parla di organo necessariamente collegiale mentre la norma futura parla di organo necessariamente unipersonale; e, non potendosi ipotizzare che resti in carica uno dei tre sindaci che attualmente compongono i collegi sindacali delle Srl, altro non resta che concludere per un’automatica decadenza dell’intero collegio e per la conseguente necessità che la società si attivi affinchè i soci procedano alla nomina del nuovo “sindaco unico.
Decadendo l’organo collegiale dovrebbe anche decadere i sindaci supplenti.
Tra il 1° gennaio 2012 e la entrata in funzione del “sindaco unico” è plausibile ritenere che si abbia una prorogatio dell’organo collegiale decaduto fino alla sua sostituzione (in applicazione del principio dettato dal 2° comma dell’art. 2400 C.C.).
Per quanto riguarda le S.p.a, dal 1° gennaio 2012, potrà essere introdotta negli statuti una claudola per effetto della quale, se la società abbia ricavi o patrimonio netto inferiore a 1 milione di euro, il collegio sindacale possa essere comporto da un sindaco unico, iscritto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro.
3.2.2. CNDCEC – Lettera aperta al Capo dello Stato – La norma sul collegio sindacale arreca un danno irreparabile al sistema dei controlli
I sottoscrittori della lettera sostengono che la norma sul collegio sindacale è “una disposizione che non soddisfa i veri obiettivi della Legge di Stabilità e neppure le richieste dell’Europa. Una disposizione che impoverisce soltanto il bene prezioso del controllo tecnico e indipendente sulla legalità dell’amministrazione delle imprese italiane, senza per altro neppure centrare obiettivi di risparmio per le stesse.”
3.2.3. Collegio sindacale – Nota interpretativa del CNDCEC – I collegi sindacali in carica non decadono con le nuove disposizioni
Se si è in presenza di organo di controllo obbligatorio – scrivono in sostanza i commercialisti – e se i ricavi o il patrimonio netto sono uguali o superiori a un milione di euro, il controllo deve essere svolto dal collegio sindacale e non dal sindaco unico.
3.2.4. Indicazioni del Consiglio Notarile di Milano – Nessuna decadenza nel 2012
Il Consiglio notarile di Milano, con la MASSIMA n. 123, fornisce una interpretazione del nuovo articolo 2477 del Codice civile, sulla composizione unipersonale dell’organo sindacale della SRL, enunciando i seguenti principi:
a) non sono illegittime le norme statutarie che saranno vigenti nelle SRL il 1° gennaio 2012 e che prevedano (come accadrà nella quasi totalità dei casi) l’organo sindacale collegiale;
b) i collegi sindacali in carica il 1° gennaio 2012 non cessano dalla propria carica per effetto della modifica dell’articolo 2477;
c) le clausole statutarie di SRL presenti in statuti in vigore alla data del 1° gennaio 2012, che prevedano solo la composizione collegiale dell’organo di controllo, non impediscono la nomina del sindaco unico, perchè la disciplina statutaria deve intendersi integrata dalla normativa sopravvenuta;
d) pur se sia stato introdotto nel sistema della SRL il principio del sindaco unico, è possibile una scelta statutaria specifica nel senso della collegialità dell’organo di controllo: ad esempio, nel caso in cui la nomina dei sindaci debba avvenire con il sistema del voto di lista, o se la nomina di uno o più sindaci derivi dall’esercizio di un «diritto particolare» di taluno dei soci (in base all’articolo 2468 del Codice civile);
f) il sistema del sindaco unico mette fuori gioco la figura dei sindaci supplenti: non è pertanto necessario che la nomina dei supplenti sia prevista dallo statuto né che sia disposta dall’assemblea in sede di nomina del sindaco unico.
La massima invece (sottolineando che si tratta di una situazione connotata da notevole incertezza), non prende volutamente in considerazione il tema più spinoso sollevato dalla nuova normativa e cioè se sussista l’obbligo, anche per le SRL, di nominare il collegio sindacale, anziché un sindaco unico, qualora ricorrano i presupposti (ricavi o attivo patrimoniale eccedenti il livello di 1 milione di euro) che nella SPA obbligano alla nomina dell’organo sindacale collegiale, su cui il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti si è espresso in senso positivo. Anche perché, se dovesse prevalere la tesi della insussistenza dell’obbligo del collegio sindacale per le “grandi” Srl, alcun problema si pone; se dovesse invece consolidarsi la tesi del CNDCEC, si tratterebbe di un obbligo di natura imperativa in ogni caso, e quindi a prescindere da qualsiasi clausola statutaria, l’organo sindacale dovrebbe essere presente nella forma del collegio.
(Angelo Busani – Il Sole24Ore – Norme e Tributi – 7 dicembre 2011).
. Se vuoi scaricare le massime elaborate dalla Commissione per l’elaborazione dei principi uniformi in tema di società del Consiglio Notarile di Milano, clicca QUI.
4. 23 DICEMBRE 2011 – D.L. n. 212/2011 – Chiariti tutti i dubbi sulla durata degli attuali collegi sindacali
Nelle società a responsabilità limitata, i collegi sindacali nominati entro il 31 dicembre 2011 rimangono in carica fino alla scadenza naturale del mandato deliberata dall’assemblea che li ha nominati.
5. 7 FEBBRAIO 2012 – Le novità introdotte dal D.L. n. 5/2012 – Decreto sulle semplificazioni e lo sviluppo
Nelle società per azioni, con la modifica del 3° comma dell’art. 2397 C.C., in caso di mancata pronuncia sul punto da parte dello statuto e se sono presenti le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata previste dall’articolo 2435 bis del Codice civile le funzioni del collegio sindacale sono esercitate da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nel registro. Toccherà poi all’assemblea provvedere alla nomina del collegio sindacale entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio dal quale emerge il venire meno delle condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata.
Per quanto riguarda le società a responsabilità limitata, con le modifiche sull’articolo 2477 del Codice civile, viene lasciata mano libera alla società nella scelta della forma di controllo. L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo.
Si riporta il testo del nuovo articolo 2477 C.C., così come modificato dall’art. 35, comma 2, del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 (in vigore dal 10 febbraio 2012):
1. L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo.
Si riporta il testo del nuovo articolo 2397 C.C., così come modificato dall’art. 35, comma 1, del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 (in vigore dal 10 febbraio 2012):
3. Se lo statuto non dispone diversamente e se ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata ai sensi dell’articolo 2435-bis, le funzioni del collegio sindacale sono esercitate da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro. L’assemblea provvede alla nomina del collegio sindacale, entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio dal quale risulta che sono venute meno le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata. Scaduto il termine, provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.
6. 6 APRILE 2012 – Le novità introdotte dalla L. n. 35/2012, di conversione del D.L. n. 5/2012 – Decreto sulle semplificazioni e lo sviluppo
E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 82 del 6 aprile 2012 (Supplemento Ordinario n. 69), la legge 4 aprile 2012, n. 35, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”.
La legge di conversione lascia intatto l’articolo 2477, come proprosto nel decreto-legge, ma abroga il terzo comma dell’art. 2397.
Si riporta il testo del nuovo articolo 2477 C.C., così come, da ultimo, modificato dall’art. 35 della L. 4 aprile 2012, n. 35, di conversione del D.L. n. 5/2012 (in vigore dal 7 aprile 2012):
Si riporta il testo del nuovo articolo 2397 C.C., così come modificato dall’art. 35, comma 1, della L. 4 aprile 2012, n. 35, di conversione del D.L. n. 5/2012 (in vigore dal 7 aprile 2012):
Viene confermato quanto già stabilito dal D.L. n. 5/2012: l’atto costitutivo può prevedere la presenza di un organo di controllo monocratico (sindaco unico) o collegiale, oppure di un revisore purchè iscritto nel registro dei revisori dei conti.
Nel caso in cui lo Statuto non preveda diversamente, l’organo di controllo è formato da un solo membro effettivo.
La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria:
a) se il capitale sociale è pari o superiore a quello minimo stabilito per le Società per Azioni (120.000,00 euro), oppure
b) se ricorrono i seguenti presupposti:
• la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato,
• la società controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti,
• la società per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo 2435-bis.
L’articolo 14 della legge n. 183/2011 (in vigore dal 1° gennaio 2012 ed efficace sino al 9 febbraio 2012) aveva introdotto la possibilità anche per le SPA di nominare, entro certi limiti, il sindaco unico.
L’articolo 35 del D.L. n. 5/2012 (in vigore dal 10 febbraio 2012 al 6 aprile 2012) aveva confermato tale possibilità, pur modificandone la disciplina.
La Legge n. 35/2012, in vigore dal 7 aprile 2012, non ha confermato quanto previsto dal D.L. n. 5/2012 e ha abrogato il comma 3 dell’art. 2397 C.C., introdotto dalla legge n. 183/2011.
– Si riporta le seguenti tabelle di sintesi:
. Codice Civile: Artt. 2397 e 2477 – Iter delle modifiche apportate a decorrere dal 1° gennaio 2012.
. Codice Civile: Artt. 2397 – Sistema dei controlli nelle SPA – Art. 2477 – Sistema dei controlli nelle SRL.
7.1. APRILE 2012 – Massima n. 124 del Consiglio notarile di Milano
Si riporta il testo della Massima n. 124 del Consiglio Notarile di Milano, la quale sostituisce la massima n. 123 del 6 dicembre 2011, in seguito all’emanazione della legge 35/2012 che ha convertito, con modificazioni, il d.l. 5/2012.
Dunque, in base al disposto dell’art. 2477 C.C., il regime legale dei controlli nella SRL, in mancanza di diverse previsioni statutarie, è da intendersi nel senso che sia la funzione di controllo di gestione (di cui all’art. 2403 C.C.), sia quella di revisione legale dei conti (di cui all’art. 14 del D.Lgs. n. 39/2010) sono attribuite ad un unico organo monocratico, genericamente individuato con la locuzione di “organo di controllo o revisore”.
3) che le funzioni di controllo e di revisione siano svolte anche separatamente, attribuendo la funzione di controllo all’organo sindacale sia esso unico o collegiale, e dall’altro, la funzione di revisione ad un revisore – persona fisica o società di revisione;
7.2. SETTEMBRE 2012 – Massima I.D.13 del Consiglio notarile del TRIVENETO
Si riporta il testo della Massima I.D.13 (REGIME DEI CONTROLLI OBBLIGATORI – 1° pubbl. 9/12) del Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie.
Al “revisore legale” si applicano unicamente le disposizioni previste dal D.Lgs. n. 39/2010, in particolare quelle contenute nell’art. 13 in ordine al conferimento, revoca e dimissioni dall’incarico.
(Maurizio Meoli – EUTEKNE.INFO)
8. APRILE 2012 – La posizione di ASSONIME
In un documento intitolato “Prime applicazioni del nuovo regime dei controlli nella Srl (caso n. 3/2012)” ASSONIME sostiene che, nel nuovo modello legale della società a responsabilità limitata:
– con il dettato dell’art. 2477 C.C., secondo cui nella S.r.l. la funzione di controllo sulla gestione non è più necessariamente svolta da un organo collegiale, ma può essere esercitata da un organo monocratico,
– con un’interpretazione sistematica della stessa.
9. MAGGIO 2012 – La posizione di ASSONIME
– Si riporta il testo del documento:
10. AGOSTO 2014 – Le novità introdotte dalla D.L. n. 91/2014, convertito dalla L. n. 116/2014
E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20 agosto 2014 – Supplemento Ordinario n. 72, la LEGGE 11 agosto 2014, n. 116, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, recante disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche’ per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea”.
Il provvedimento (c.d. “Decreto Competitività”) reca almeno due importanti novità che riteniamo siano strettamente collegate:
2) per quanto riguarda le società a responsabilità limitata (e le società cooperative), viene abrogato il comma 2 dell’art. 2477 C.C, il quale prescriveva la nomina dell’organo di controllo o del revisore nelle S.r.l. con capitale sociale non inferiore a quello minimo stabilito per le S.p.a. (art. 20, comma 8).
L’art. 6, delle Direttiva n. 2012/30/UE prevede, infatti, che, per la costituzione o per il conseguimento dell’autorizzazione a iniziare la propria attività, le legislazioni degli Stati membri devono prescrivere un capitale minimo di importo non inferiore a 25.000 euro.
Infatti, probabilmente anche per effetto del precedente valore minimo del capitale di costituzione, le imprese per accedere al mercato di capitale e di rischio finivano per propendere – in luogo di una S.p.a. – per la costituzione di una S.r.l.
10.2. Sull’obbligo di nomina del collegio sindacale o revisore nelle S.R.L.
Dunque, con la soppressione del comma 2 dell’art. 2477 C.C. – a far data dal 25 giugno 2014 – la S.R.L. non è più tenuta a nominare un organo di controllo nel caso in cui sia dotata di un capitale sociale almeno pari a quello minimo previsto per la costituzione di una SPA.
La relazione “decreto Competitività” spiega che tale norma è dettata in un’ottica di “semplificazione e di riduzione dei costi per le piccole e medie imprese”.
In merito all’abrogazione del comma 2 dell’art. 2477 C.C., l’art. 20, comma 8, del D.L. n. 91/2014 non conteneva specifiche norme di decorrenza.
Seguendo una seconda tesi, invece, fatte salve le ipotesi di decesso, sopravvenuta incapacità e dimissioni, i componenti dell’organo di controllo nominati prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 91/2014 (ossia il 25 giugno 2014), sarebbero dovuti restare in carica fino alla scadenza naturale del mandato. Ciò in quanto l’ipotesi in questione non poteva annoverarsi tra le cause di decadenza tassativamente indicate all’art. 2399 C.C., né tantomeno tra le giuste cause di revoca previste dall’art. 2400 C.C..
“Conseguentemente, la sopravvenuta insussistenza dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore costituisce giusta causa di revoca”. In definitiva, in assenza di dimissioni spontanee, per la rimozione dell’organo di controllo la società potrà attivare la procedura prevista al secondo comma dell’art. 2400 C.C., con conseguente convocazione di un’assemblea che, una volta riscontrata la sussistenza della “giusta causa”, potrà sancirne la revoca, con delibera soggetta ad approvazione (formale) con decreto da parte del Tribunale.
Per quanto concerne la posizione dei “revisori” occorre considerare che, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera i), D.M. 28 dicembre 2012, n. 261, costituisce espressamente giusta causa di revoca “la sopravvenuta insussistenza dell’obbligo di revisione legale per l’intervenuta carenza dei requisiti previsti dalla legge”.
10.3. Osservazioni critiche da parte dell’Accademia Romana di Ragioneria
11. MARZO 2019 – SRL – Obbligo di nomina dell’organo di controllo – Conseguenti adeguamenti degli statuti entro il 16 dicembre 2019
1) Il D.Lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019, contenente il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, intervenendo sull’articolo 2477 Codice civile, ha esteso, per le Srl, l’obbligo di nominare un organo di controllo oppure un revisore. In particolare, l’articolo 379 del decreto – con l’obiettivo di favorire l’emersione e la gestione tempestiva della crisi – ha riscritto integralmente il secondo e terzo comma della disposizione codicistica, prevedendo, zl comma 2, che la nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:
Nel successivo comma 3, si stabilisce che “L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore di cui alla lettera c) del terzo comma cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei predetti limiti”.
Poi, successivamente, il comma 2 dell’art. 35, della L. n. 35/2012, di conversione del D.L. n. 5/2012 ha nuovamente sostituito il comma 1 dell’art. 2477 C.C. stabilendo che “L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e i poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo”.
3) Con riferimento al tema della decorrenza delle nuove regole, l’articolo 379 del D.Lgs. 14/2019 prevede che le società a responsabilità limitata e le società cooperative – in essere alla data del 16 marzo 2019 (ossia alla data di entrata in vigore della norma) – al ricorrere dei relativi requisiti, devono:
– provvedere alla nomina dell’organo di controllo o del revisore e,
– se necessario, adeguare l’atto costitutivo e lo statuto alle nuove disposizioni,
– nulla stabilisca in relazione all’organo di controllo, oppure
– faccia riferimento al superamento dei limiti di cui all’articolo 2435-bis C.C. e non rinvii, invece, all’articolo 2477 C.C..
12. 18 GIUGNO 2019 – L. N. 55/2019, di conversione del D.L. N. 32/2019 – Modifiche all’art. 2477 Codice civile – Cambiano nuovamente i parametri che fanno scattare l’obbligo di adottare l’organo di controllo interno o del revisore
“2. La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:
3. L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore di cui alla lettera c) del secondo comma cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei predetti limiti.”.
5. L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina dell’organo di controllo o del revisore. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del registro delle imprese.”..
Queste modifiche che hanno raddoppiato i limiti previsti nel Codice della crisi d’impresa, hanno lo scopo di evitare alle società di ridotte dimensione di nominare un sindaco e revisori, con tutti i costi e le procedure connesse.
13. 5 DICEMBRE 2019 – ORGANO DI CONTROLLO NELLE S.R.L. – Il CNDCEC propone il rinvio dell’obbligo della nomina al momento di approvazione del bilancio
– con le vigenti disposizioni in punto di approvazione del bilancio di esercizio di cui all’art. 2478-bis C.C. (nomina entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio 2019);
ovvero, in alternativa – con la soluzione tratteggiata nell’art. 2477, quinto comma, C.C. (nomina in occasione dell’approvazione del bilancio).
Entrambe le soluzioni proposte – si legge nel documento – hanno il pregio, anzitutto, di favorire un’effettiva presa d’atto, da parte dei soci, dei mutati limiti dimensionali che rendono obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o del revisore legale.
Con riferimento all’organo di controllo, è utile osservare – scrivono ancora i commercialisti – che i sindaci restano in carica tre esercizi dal momento in cui vengono nominati e cessano dalle proprie funzioni alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica.
14. 7 DICEMBRE 2019 – ORGANO DI CONTROLLO NELLE S.R.L. — Comunicazione di UNIONCAMERE sull’obbligo di nomina e sulle competenze del Conservatore del Registro delle imprese
Considerata la vicinanza della scadenza (16 dicembre 2019) che obbliga le Srl che superano determinati parametri di nominare collegi sindacali o revisori, Unioncamere ha inviato alle Camere di commercio una nota nella quale vengono richiamate le nuove disposizioni contenute nell’articolo 2477 del Codice civile, così come modificato dal D.Lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019, relativo alle crisi di impresa, e dalla Legge n. 55 del 14 giugno 2019, di conversione del D.L. n. 32 del 18 aprile 2019, che ha nuovamente modificato i parametri che fanno scattare l’obbligo di adottare l’organo di controllo interno o del revisore.
La novità che viene sottolineata da Unioncamere è quella prevista dal comma 5 del nuovo articolo 2477 C.C., nel quale si stabilisce che “L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina dell’organo di controllo o del revisore. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del registro delle imprese.”.
La società InfoCamere sulla base delle risultanze di tale lavoro ha provveduto a elaborare i dati relativi alla società a responsabilità limitata che in base ai criteri disposti dalla norma saranno tenute a nominare l’organo di controllo o il revisore.
a) sono state escluse le società sottoposte alle procedure concorsuali, con l’eccezione delle società in concordato preventivo e di quelle per le quali sono in corso gli accordi di ristrutturazione del debito e sono stati utilizzate le informazioni relative all’attivo dello stato patrimoniale e quello delle vendite partendo dai dati di bilancio;
– Si riporta il testo della Nota:
. UNIONCAMERE – Nota del 7 dicembre 2019: Nomina del collegio sindacale nelle s.r.l. (art. 2477 c.c.).
1. SRL – Organo di controllo monocratico – Possibilità di nomina del sindaco supplenteL’attuale formulazione dell’art. 2477 C.C., nella parte in cui afferma “Se lo statuto non dispone diversamente l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo“, non lascia dubbi sul fatto che l’intenzione de legislatore sia stata quella evitare le complicazioni collegate alla previsione di un sindaco supplente.
Da notare che tale articolo nulla dice in merito all’organo di controllo monocratico, e pertanto deve ritenersi che la composizione di quest’ultimo sia delineata dal solo articolo 2477 C.C.
Deve pertanto ritenersi che “sia nel caso di previsione volontaria dell’organo di controllo monocratico, sia in caso di nomina obbligatoria dello stesso, quest’ultimo possa essere, attualmente, composto da un solo membro effettivo, non risultando prevista la nomina di sindaci supplenti”.
Non solo, tenuto anche conto del principio di tipicità che regola le iscrizioni nel Registro delle imprese, “potrebbe ritenersi che tale nomina non possa essere prevista neppure in via facoltativa”.
Anche nel caso che tale previsione fosse presente nell’atto costitutivo sarebbe da considerare come non esistente.
E’ questa la tesi sostenuta dal Ministero dello Sviluppo Economico nella Nota del 28 agosto 2012, Prot. 0180772.
– Si riporta il testo della nota ministeriale:
. Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione – Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica – Divisione XXI – Registro delle imprese – Nota del 28 agosto 2012, Prot. 0160772: Organo di controllo monocratico della S.r.l. (art. 2477 C.C.) – Possibilità di nomina del sindaco supplente – Richiesta di chiarimenti.
2. 5 NOVEMBRE 2014 – A chi spetta il controllo sui conti delle SRL – Interrogazione parlamentare (3-01131)
QUESITO: Nel caso di obbligo di nomina dell’organo di controllo (che può essere collegiale o monocratico) o del revisore (che può essere una persona fisica o una società di revisione) non risulta chiaro se la scelta tra le due ipotesi alternative comporti anche due diverse tipologie di controllo.
. Se vuoi scaricare il testo dell’interrogazione e la risposta del Ministro della Giustizia, clicca QUI.