Source: http://www.osservatoriocedu.eu/Schede/2008%2002/Paschalidis%20Koutmeridis%20e%20Zaharakis%20c%20Grecia.html
Timestamp: 2019-01-18 12:48:28+00:00
Document Index: 175557608

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3']

Camera, 10 aprile 2008, ricorsi nn. 27863/05, 28028/05, 28422/05, Paschalidis, Koutmeridis e Zaharakis c. Grecia
Diritto a libere elezioni – diritto di candidarsi alle elezioni - scelta del corpo legislativo - voto.
Annullamento dell’elezione di tre deputati all’assemblea legislativa nazionale per effetto della redistribuzione dei seggi conseguente alla declaratoria di incostituzionalità da parte della Corte suprema speciale delle norme che non contemplavano la necessità di computare nel quorum le schede di voto bianche – Pretesa violazione del diritto a elezioni libere in condizioni tali da assicurare la libera espressione dell’opinione del popolo sulla scelta dei corpi legislativi (art. 3 del Protocollo n. 1 alla CEDU) – Diritto di ogni individuo di candidarsi alle elezioni e, una volta eletto, di esercitare il suo mandato – Carattere non assoluto di tale diritto, che soggiace a “limitazioni implicite” rispetto alle quali gli Stati contraenti godono di un ampio margine di apprezzamento in funzione delle proprie specificità storiche, culturali e politiche – Necessità per la Corte di verificare che le limitazioni in questione non compromettano la sostanza stessa del diritto di elettorato passivo privandolo della sua effettività e, in particolare, che esse perseguano uno scopo legittimo e non si rivelino sproporzionate, ostacolando la libera espressione del popolo sulla scelta dei corpi legislativi – Una volta liberamente e democraticamente espressa, tale scelta non può essere rimessa in discussione da modifiche ulteriori del sistema elettorale, salvo in presenza di imperiosi motivi per l’ordine democratico – Difetto di prevedibilità per i ricorrenti del mutamento interpretativo della Corte suprema speciale rispetto alla sua pregressa consolidata giurisprudenza in materia di computo delle schede di voto bianche – Violazione dei principi del legittimo affidamento e della legalità tanto rispetto ai ricorrenti quanto rispetto agli elettori – Disparità di trattamento tra i candidati in diverse circoscrizioni elettorali dovuta alla diversa regolamentazione del computo delle schede bianche – Assenza di motivi imperiosi per l’ordine democratico – Violazione dell’art. 3 del Protocollo n. 1 alla CEDU – Equa soddisfazione (art. 41) – Liquidazione del danno patrimoniale per le indennità parlamentari non percepite – Constatazione della violazione sufficiente a fornire un’equa soddisfazione per il danno non patrimoniale – Liquidazione delle spese legali.
In questo caso, la Corte ha ritenuto contraria all’art. 3 del Protocollo n. 1 la decadenza dei ricorrenti dal seggio parlamentare in conseguenza di un’imprevedibile cambiamento di giurisprudenza della “Corte suprema speciale” circa il calcolo delle schede bianche.
La sentenza si fonda sulla legittima aspettativa di un candidato di veder confermare un sistema di calcolo costantemente adottato. Essa sembra applicare all’ambito dell’art. 3 del Protocollo n. 1 i principi elaborati in materia di diritto di proprietà, e contiene anche un’analisi delle conseguenze devianti della decisione incriminata (in particolare, la creazione di due categorie di parlamentari a seconda del tipo di conteggio delle schede bianche effettuato).