Source: https://liberatoriopolitico.wordpress.com/2011/12/22/il-potere-della-casta-ha-scippato-ancora-una-volta-agli-italiani-la-democrazia/
Timestamp: 2018-02-22 12:23:07+00:00
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Il potere della casta ha scippato ancora una volta agli italiani la democrazia | Liberatorio Politico
Il potere della casta ha scippato ancora una volta agli italiani la democrazia
Dopo che i colleghi deputati della Camera, in data 14 dicembre 2011, hanno accertato l'incompatibilità tra il mandato parlamentare e le cariche di sindaco di comune con popolazione superiore a 20 mila abitanti (ricoperte dai deputati Cristaldi, Luciano Dussin, Marini, Paroli, Traversa e Zacchera), oggi i senatori colleghi di Azzollini invece di adeguarsi alla loro decisione decretando l’incompatibilità della sua carica obbligandolo all’opzione, ne hanno decretato la compatibilità.
E' vergognoso essere governati da una casta inattaccabile che difende se stessa fino al paradosso di spaccare in due il Parlamento. Per la Camera un sindaco è incompatibile con la carica di deputato, per il Senato un sindaco è compatibile con la carica di senatore.
Legislatura 16º – Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari – Resoconto sommario n. 103 del 21/12/2011
103ª Seduta
Il Presidente FOLLINI ricorda che la Giunta nella seduta del 7 dicembre scorso ha respinto a maggioranza la proposta – adottata pure a maggioranza dal Comitato incaricato di svolgere l'istruttoria sulle cariche rivestite dai senatori – di procedere all'audizione di esperti in materia di diritto costituzionale.
Il senatore BALBONI (PdL) ritiene che una sentenza additiva della Corte Costituzionale non possa intervenire sui rapporti in essere – modificando una decisione della Giunta passata in giudicato -, ma soltanto su vicende successive o comunque non ancora valutate dalla Giunta stessa. Il senatore Stancanelli, del resto, si è dimesso per evitare di essere dichiarato decaduto come sindaco a seguito dell'azione popolare intentata nei suoi confronti. La Giunta, dunque, deve esprimersi nel senso che la sentenza della Corte costituzionale in materia di incompatibilità non può avere effetti sulla condizione dei senatori Azzollini e Nespoli. Per quanto riguarda invece i presidenti di provincia, cioè una tipologia di carica cui la sentenza anzidetta non fa alcun cenno, saranno necessari altri approfondimenti.
Secondo il senatore SANNA (PD) la pronuncia della Corte supera le argomentazioni che fondano la giurisprudenza parlamentare inaugurata nel 2002 – quando fu capovolto il principio della trasformazione delle cause di ineleggibilità sopravvenute in cause di incompatibilità – e ribadita anche nella corrente legislatura con decisioni assunte a maggioranza. La giurisprudenza parlamentare, già modificata in quell'occasione, deve mutare nuovamente e tornare alle valutazioni originarie della Giunta assumendo una posizione costituzionalmente orientata. Se la Giunta del Senato – le cui decisioni, peraltro, sono di natura amministrativa e non giurisdizionale – non accertasse anche nei casi in esame l’incompatibilità fra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti, ne deriverebbe un contrasto con la decisione assunta nei giorni scorsi dalla Camera dei deputati, con inevitabile caduta di credibilità del Parlamento di fronte all’opinione pubblica. Per questi motivi il Gruppo del Pd non parteciperà a un’eventuale votazione che ponesse il Senato in difformità con la sentenza della Corte costituzionale.
Il senatore SARRO (PdL) condivide le argomentazioni svolte dal senatore Balboni. La Corte di Cassazione, sezioni unite civili, con la sentenza n. 9151 del 2008 ha precisato che gli atti adottati dalla Giunta hanno natura giurisdizionale. Nella fattispecie in esame la Giunta, affrontando più volte la questione, si è espressa sulla base della normativa allora vigente e con pronunce di carattere definitivo che rientrano pertanto nell'ambito indicato dalla Cassazione; aderendo alla tesi contraria si attribuirebbe alla sentenza della Corte un anomalo effetto retroattivo, applicato a situazioni giuridicamente definite, e si lederebbe la dignità del Parlamento.
Il senatore LI GOTTI (IdV) ritiene che la Giunta debba prendere atto dell’incompatibilità fra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20 mila abitanti, restituendo coerenza al sistema delle ineleggibilità dei parlamentari. La pronuncia della Corte ha introdotto nell'ordinamento una specifica norma e non può valere la considerazione che si è in presenza di diritti acquisiti o di aspettative legittime, perché la Giunta decide sempre allo stato degli atti.
Secondo il senatore CASSON (PD) la pronuncia della Corte introduce nell'ordinamento una specifica norma, che colma doverosamente una lacuna normativa. La sentenza della Corte di Cassazione citata dal senatore Sarro non si applica alla fattispecie in esame, dove non si è in presenza di una sentenza passata in giudicato ma di una decisione assunta dalla Giunta allo stato degli atti. Non vi può essere conflitto fra il Parlamento e la Corte costituzionale, che è sempre giudice di ultima istanza e la cui sentenza deve fornire alle Camere la necessaria base interpretativa per intervenire.
Il PRESIDENTE invita il Vice presidente Balboni ad assumere la presidenza ed esce dall'Aula.
4 thoughts on “Il potere della casta ha scippato ancora una volta agli italiani la democrazia”
senatore MAZZATORTA, senatore BALBONI,
Questa è l'ennesima dimostrazione che siamo in un paese da terzo, anzi da quarto mondo. AZZOLLINI VERGOGNATI!!!!!!!!!!