Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/91
Timestamp: 2019-03-18 22:04:05+00:00
Document Index: 37544844

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art.5', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 96', 'art. 91', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 11', 'Cass. Sez. ', 'art. 42', 'art. 41']

L’attività stragiudiziale connessa o propedeutica al procedimento di atp priva di una autonoma rilevanza rispetto all’attività giudiziale (presupposto chiesto dall’art. 20 del d.m. 55/2014), è adeguatamente remunerata con il compenso da riconoscersi per la seconda. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Ai fine della liquidazione del compenso spettante all’avvocato per l’assistenza prestata in un procedimento di atp, che si sia concluso con una transazione, il valore della controversia non va determinato sulla base dell’importo oggetto della transazione raggiunta ma, ai sensi dell’art.5, comma 2, del d.m. 55/2014, avendo riguardo al valore della domanda. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Nel caso in cui il procedimento di atp si sia concluso con una transazione, il compenso per l’avvocato che abbia prestato la propria attività in esso può essere aumentato di un quarto ai sensi dell’art. 4, comma 6 del d.m. 55/2014. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Poichè la sospensione feriale dei termini processuali non si applica alla negoziazione assistita, che è una procedura stragiudiziale, il termine per accettare l’invito a concludere la convenzione di negoziazione assistita di cui all’art. 3, comma 2, d.l. 132/2014 non è sospeso nel periodo di sospensione dei termini processuali. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Il ritardo nell’accettazione dell’invito a concludere la convenzione di negoziazione non rientra tra le ipotesi che danno luogo alle conseguenze sanzionatorie di cui all’art. 4 d.l. 132/2014. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Il messaggio di posta certificata con il quale il difensore della parte invitata a concludere la convenzione di negoziazione assistita, privo di procura speciale ad hoc, aderisca all’invito non integra accettazione di tale invito e va invece qualificato come silenzio e, come tale, può comportare le conseguenze sanzionatorie di cui all’art. 4 d.l. 132/2014. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Il silenzio tenuto dalla parte invitata a concludere la convenzione a seguito della ricezione del corrispondente invito non è di per sé sufficiente a giustificare la condanna ai sensi dell’art. 96 c.p.c., occorrendo che tale comportamento sia anche indicativo di mala fede o di colpa grave nel resistere in giudizio. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Deve ritenersi sintomatico di mala fede il contegno della parte che, sebbene abbia contestato solo il quantum della pretesa di controparte, e nonostante questa, nel rilevare il ritardo nell’adesione all’invito a concludere la convenzione di negoziazione assistita, si fosse detta disponibile a trovare una soluzione conciliativa, a prescindere dal dato formale del mancato rispetto del termine per riscontrare l’invito, non abbia assunto nessuna iniziativa conciliativa, quale la formulazione, ai sensi dell’art. 91, primo comma, c.p.c. di una proposta di pagamento di una somma determinata sulla base dei criteri da essa proposti per la corretta determinazione del credito di controparte. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 Novembre 2015. Segue...
L’assistenza prestata dall’avvocato nel corso della fase di mediazione obbligatoria, svoltasi nella pendenza del giudizio, va qualificata come attività stragiudiziale ai sensi dell’art. 20 del d.m. 55/2014, trattandosi di attività con autonoma rilevanza rispetto a quella di difesa svolta nel giudizio. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Tra le spese processuali da porre a carico della parte soccombente nel giudizio rientra anche il compenso per l’attività di assistenza prestata dal difensore della controparte nella fase di mediazione obbligatoria svoltasi nella pendenza del giudizio. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 29 Ottobre 2015. Segue...
A fronte di tali dati normativi, la precisazione, contenuta nell’art. 2, comma 2, DM 55/2014, che il riconoscimento del rimborso forfettario per spese generali debba “di regola” aver luogo nella percentuale del 15% non vale ad individuare un limite vincolante - non previsto dalla legge - per il giudice che pertanto, in difetto di istanza adeguatamente motivata per l’applicazione della percentuale massima, può riconoscere, a titolo di rimborso spese generali in favore della parte vittoriosa, il valore medio, pari allo 7,50% della somma liquidata a titolo di compenso. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 23 Maggio 2014. Segue...
Le nuove tariffe introdotte dal DM 55/2014 hanno sostituito le precedenti (di cui al DM 140/2012), che devono intendersi integralmente abrogate in quanto: 1) gli artt. 13 comma VI, I comma III, l. 247/2012 configurano un sistema biennale di regolamentazione nella materia dei compensi forensi profilando una ipotesi esplicita di successione normativa in cui i nuovi parametri sono abrogativi dei precedenti; 2) il DM 55/2014 prevede una specifica disciplina di diritto intertemporale (art. 28) e copre con il sistema dell’applicazione analogica (art. 3) i casi non espressamente regolati, così configurando un regime giuridico «chiuso» che non lascia spazio al DM 140/2012. Il DM 140/12, comunque, è da intendersi abrogato in quanto il DM 55/2014 regolamenta ex novo l’intera materia dei compensi forensi con una disciplina di nuovo conio (cd. abrogazione implicita) e, là dove non conferma disposizioni che erano presenti nel DM del 2012, mette mano ad una precisa scelta legislativa che prevale sulla precedente (abrogazione tacita). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09 Aprile 2014. Segue...
Le norme regolanti il rapporto tra avvocato e cliente, che sono contenute nel d.l. 1/2012 e nel d.m. 140/2012 si applicano, in virtù del principio di cui all’art. 11 delle preleggi, ai contratti di prestazione d’opera professionale conclusi a decorrere dal 25 gennaio 2012, con la conseguenza che l’entità del compenso spettante all’avvocato per l’attività giudiziale prestata in favore del proprio assistito in adempimento di un mandato conferito prima della data sopra indicata, e interrotto prima dell’entrata in vigore del d.m. 140/2012, va determinata in base all’ultima tariffa forense (d.m. 127/2004). (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
In caso di successione di tariffe professionali nel corso del giudizio, anche nella successione tra il sistema tariffario e quello dei parametri introdotto con il d.m.140/2012, la liquidazione giudiziale degli onorari del difensore deve avvenire con riferimento alla normativa vigente nel momento in cui l'attività difensiva è stata condotta a termine con l'esaurimento o con la cessazione dell'incarico professionale e tale momento corrisponde all’ultimo atto difensivo compiuto dal difensore (Cass. sez. un. 12 ottobre 2012, nn. 17405 e 17406). Nel caso in cui una fase o un grado del giudizio si sia svolto interamente sotto la vigenza del regime tariffario e la successiva fase o grado di giudizio si sia svolto anche solo in parte sotto la vigenza del regime dei parametri l’unitarietà della prestazione va rapportata ai singoli gradi in cui si è svolto il giudizio (Cass. Sez. Lav. 5 novembre 2012 n.18920). (In applicazione di tali principi nel caso di specie, il Tribunale ha applicato la tariffa professionale abrogata per l'attività relativa al giudizio cautelare ante causam in quanto svoltasi e conclusa prima dell'entrata in vigore del DM n. 140/2012, mentre ha applicato i nuovi parametri per la liquidazione del compenso relativo al giudizio di merito successivo al procedimento cautelare in quanto conclusosi dopo l’entrata in vigore del predetto regolamento). (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 Dicembre 2012. Segue...
Il nuovo Regolamento per la liquidazione giudiziale dei compensi, contenuto nel Decreto del Ministero della Giustizia 20 luglio 2012, n. 140, pubblicato nella GU n. 195 del 22 agosto 2012 ed entrato dunque in vigore il 23 agosto 2012, in virtù dell’art. 42 del D.M. medesimo, prevede, all’art. 41, che le disposizioni di nuovo conio si applichino “alle liquidazioni successive alla entrata in vigore” del DM stesso (quindi, dal 23.8.2012). Il regolamento, ai fini della applicabilità ai processi pendenti, indica, dunque, quale parametro di riferimento, non il momento in cui si è conclusa l’attività del professionista (momento statico) ma il momento in cui il giudice deve provvedere a liquidare il compenso (momento dinamico). Ciò vuol dire che è irrilevante il referente temporale che fa da sfondo all’attività compiuta e rileva, invece, la data storica vigente al momento dell’attività giudiziale-procedimentale di quantificazione del compenso spettante. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 17 Settembre 2012. Segue...