Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7390-del-22-03-2017
Timestamp: 2020-05-29 02:12:10+00:00
Document Index: 8826232

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Sentenza Cassazione Civile n. 7390 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7390 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/03/2017, (ud. 03/02/2017, dep.22/03/2017), n. 7390
(OMISSIS) s.r.l., elettivamente domiciliata in Roma via Flaminia 79
(studio Morandini), rappresentata e difesa dall’avv. Antonio Trulio,
giusta procura speciale a margine del ricorso, che dichiara di voler
ricevere le comunicazioni relative al processo al fax n. 0825.672596
e alla p.e.c. avvocatotrulio.pec.giuffre.it;
F.lli A. s.n.c. di A.A. e C., elettivamente domiciliata
in Roma via Ennio Quirino Visconti 103 presso l’avv. Alessandro Izzo
(fax 06/68193122 pec alessandro.izzo.pecavvocatinola.it),
controricorso, dall’avv. Mariacarmela Siniscalchi che dichiara di
081.19731657 e alla p.e.c.
mariacarmela.siniscalchi.pecavvocatinola.it;
avverso la sentenza n. 41/2015 della Corte di appello di Napoli,
emessa il 4 febbraio 2015 e depositata il 19 febbraio 2015, n.
1393/14 R.G.V.G..
1. Con sentenza del 19 febbraio 2015 la Corte di Appello di Napoli ha rigettato il reclamo proposto da (OMISSIS) s.r.l. avverso la sentenza dichiarativa di fallimento n. 59 del 2014 emessa dal tribunale di Napoli.
2. La società (OMISSIS) s.r.l. ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi: con il primo lamenta la nullità della sentenza e dunque la violazione ex art. 360 c.p.c., n. 4, relativamente all’art. 111 Cost., comma 6 e all’art. 112 c.p.c., essendosi il giudizio prefallimentare svolto in assenza di contraddittorio, apparendo la notifica del ricorso e del decreto di convocazione a mezzo PEC del tutto inidonea a garantire un effettivo esercizio del diritto di difesa.
3. Con il secondo motivo la società ricorrente lamenta l’illegittimità costituzionale e/o il contrasto con la C.E.D.U. dell’art. 15, comma 3 L. Fall., che prevede siffatta forma di notificazione.
4. Con il terzo motivo lamenta la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 5 L. Fall., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3 ovvero in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5, avendo la Corte territoriale limitato il proprio esame al solo credito posto a fondamento dell’istanza di fallimento, senza svolgere un esame reale circa la reale sussistenza dello stato di insolvenza della fallenda.
La Corte rigetta il ricorso. Condanna la società ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione liquidate in 4.200 Euro di cui 100 per spese, oltre accessori di legge e spese forfettarie.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della società ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.