Source: https://www.ediltecnico.it/55416/bim-appalti-pubblici-ancora-molto-da-fare/
Timestamp: 2018-02-21 01:29:43+00:00
Document Index: 167702561

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'arte 1', 'arte 4', 'arte 5', 'arte 6', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 7', 'arte 8']

Bim e appalti pubblici: in Italia c’è ancora molto da fare
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Dalla necessità di progetti pilota alla questione delle competenze nella fase di appalto: quanta fatica sta facendo l'Italia per adottare il Bim!
È trascorso un anno dall’entrata in vigore del nuovo codice appalti ma per il percorso di adozione della metodologia Bim in Italia c’è ancora molto da fare. L’articolo 23 (comma 13) ha introdotto per la prima volta l’uso del Bim negli appalti pubblici per le nuove opere e per gli interventi di recupero, con priorità agli interventi più complessi (oltre i 15 milioni di euro o di particolare difficoltà di esecuzione o in cui sia previsto l’uso di materiali innovativi) ma attualmente le pubbliche amministrazioni hanno ancora parecchie difficoltà ad aggiornare le procedure.
A tal proposito, durante il “BIMsummit 2017 – digitalizzazione e (R)evoluzione“, il convegno organizzato da Harpaceas alla Borsa Milano, Pietro Baratono, presidente della commissione ministeriale Digitalizzazione appalti pubblici ha sottolineato che “per verificare l’efficienza del sistema servono progetti pilota su cui effettuare un adeguato benchmarking. Inoltre serve un piano di formazione adeguato che coinvolga progettisti e stazioni appaltanti ma anche università, istituti tecnici e imprese. E bisogna poi procedere sul piano della standardizzazione”, Baratono ha evidenziato anche la definizione delle linee guida da parte dell’Eu Bim Task Force e il completamento delle norme nazionali, come la norma UNI 11337 sulla “gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni”.
Sulla questione delle competenze nella fase di appalto Baritono sostiene che”le commissioni di gara dovranno fare valutazioni comparative con l’aiuto di metodi e strumenti elettronici. Bisogna considerare questo aspetto nella scelta dei commissari”. Tra i punti maggiormente critici è stato messo in luce quello che riguarda la separazione fra la fase di progettazione e quella esecutiva, come spiega Baritono: “In gara va solo l’esecutivo ma il Bim integra progettazione, costruzione e manutenzione”.
Qualcosa comunque si sta muovendo: alcune pubbliche amministrazioni hanno appaltato opere con il Bim, ne sono un esempio a Milano la palazzina adibita agli alloggi dei militari della Caserma dei Carabinieri Lancieri di Montebello di Milano e il progetto del laboratorio Raee nel carcere cittadino. Poi a Pavia: il Palazzo di Giustizia e Certosa. Già pronto un programma provvisorio di altre opere come: il Ponte della Navetta a Parma, la Caserma dei Carabinieri di Flero (BS), il Comando del Corpo Forestale a Milano, il Carcere di Brescia e Villa Strozzi a Mantova.
Il primo edificio pubblico progettato in Bim in Italia
Primo edificio pubblico in Italia ad essere progettato in Bim è stata la nuova palazzina adibita ad alloggi per i miliari della Caserma dei Carabinieri Lancieri di Montebello di Milano. Il progetto, che risale al 2014, è stato possibile grazie ad un team composto dal Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna, coordinato dal prof. Angelo Ciribini, uno tra i maggiori esperti italiani di Bim, partner tecnologico l’azienda Harpaceas.
Tra i diversi software utilizzati per questa sperimentazione, è stato impiegato Solibri Model Checker con il quale sono stati analizzati molteplici aspetti del progetto. Sono state utilizzate regole di verifica già presenti nel software, tra le quali “BIM Validation” per controllare il livello di qualità e coerenza del modello, in modo da garantire la produzione di un modello BIM di alta qualità e dal quale estrarre risultati affidabili per le successive fasi di analisi, come ad esempio la Clash Detection, applicabile ai modelli delle singole discipline (architettonico, strutturale, impiantistico, ecc..) per poi procedere a rilevare interferenze nei modelli compositi (Merged BIM). In questo modo Solibri Model Checker consente di rilevare eventuali problemi di coordinamento tra progettisti. (fonte: www.harpaceas.it)
Un modello Bim per un ospedale storico
A partire dal maggio 2015, l‘Ente Ospedali Galliera ha potuto riavviare la procedura per la progettazione del Nuovo Ospedale. Il progetto si articola in due lotti: il primo prevede la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera che sorgerà sulla stessa area di quella esistente; mentre il secondo la ristrutturazione di alcuni padiglioni del complesso monumentale. L‘Ente si trova dunque a gestire un‘operazione molto complessa, sia dal punto di vista ingegneristico, sia dal punto di vista organizzativo.
Non si tratta quindi della semplice costruzione di un nuovo edificio ospedaliero, ma di un’operazione che verrà sviluppata in fasi e che prevederà il mantenimento in servizio dell’Ospedale in tutte le sue funzioni, anche durate la fase di cantiere del nuovo edificio. La complessità dell‘opera ha portato la direzione tecnica dell‘Ente ad individuare nella metodologia BIM, il mezzo fondamentale per progettare l’ospedale del terzo millennio e l‘utilizzo del software Solibri Model Checker come strumento per il controllo della qualità e la verifica del progetto prima dell‘apertura del cantiere. (fonte: www.harpaceas.it).
La norma è attualmente in elaborazione: delle otto parti in cui è suddivisa, ad oggi sono quattro quelle licenziate in applicazione dell’art. 23 (comma 13) del nuovo codice dei contratti:
parte 1 sui modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi;
parte 4 dedicata all’evoluzione e allo sviluppo informativo di modelli, elaborati ed oggetti;
parte 5 sui flussi informativi nei processi digitalizzati;
parte 6 con le linee guida per la redazione del capitolato informativo.
Il completamente della norma è previsto entro l’anno con l’adozione delle altre quattro parti attualmente in elaborazione:
parte 2 che intende definire nello specifico i criteri di denominazione e classificazione di prodotti, modelli e processi;
parte 3 sui modelli di raccolta, organizzazione e archiviazione dell’informazione tecnica per i prodotti da costruzione;
parte 7 dedicata ai requisiti di conoscenza, abilità e competenza per le figure coinvolte;
parte 8 sui processi integrati di gestione delle informazioni e delle decisioni.
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