Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-213-cod-proc-penale-ricognizione-di-persone-atti-preliminari
Timestamp: 2018-12-15 19:38:43+00:00
Document Index: 89889094

Matched Legal Cases: ['art. 213', 'art. 213', 'art. 182', 'art. 213', 'art. 213', 'art. 213', 'art. 213', 'art. 189']

Art. 213 cod. proc. penale: Ricognizione di persone. Atti preliminari | La Legge per tutti
La violazione dell'art. 213, comma 1, c.p.p. in caso di ricognizione di persona - a differenza che nel caso di individuazione di persona ovvero di riconoscimento informale - determina una nullità relativa che se, ad esempio, è avvenuta in sede di udienza preliminare, in presenza del difensore, va eccepita prima del compimento dell'atto, ovvero se non è possibile immediatamente dopo, in quanto, in difetto di tempestiva eccezione, l'atto conserva la sua efficacia.
Cassazione penale sez. V 19 maggio 2014 n. 32941
In tema di ricognizione formale di persona, la mancata osservanza di tal una delle formalità previste dall'art. 213, comma 1, c.p.p., dà luogo ad una nullità non assoluta e, pertanto, sanata qualora non venga eccepita nei termini stabiliti dall'art. 182, comma 2, c.p.p.
In tema di ricognizione personale, l'inosservanza delle disposizioni previste per gli atti preliminari dall'art. 213, comma 1, c.p.p., dà luogo ad una nullità relativa che deve essere immediatamente eccepita, a pena di decadenza, dinanzi al giudice procedente. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso, evidenziando che l'inosservanza delle predette disposizioni era stata dedotta, per la prima volta, con l'atto di appello). (Rigetta, App. Bari, 27/02/2013 )
Cassazione penale sez. V 13 maggio 2014 n. 37497
In tema di prova penale, il giudice di merito può trarre il convincimento da ogni elemento probatorio o indiziante e, quindi, anche da ricognizioni informali e da riconoscimenti fotografici, che vanno tenuti distinti dalla ricognizione personale prevista dall'art. 213 c.p.p. Egli, pertanto, nell'ambito dei poteri discrezionali di valutazione che l'ordinamento gli riconosce, può attribuire concreto valore indiziante o probatorio all'identificazione dell'autore del reato mediante riconoscimento fotografico, costituente accertamento di fatto utilizzabile in virtù dei principi della non tassatività dei mezzi di prova e del libero convincimento, i quali consentono il ricorso non solo alle cosiddette prove legali ma anche ad elementi di giudizio diversi, purché non acquisiti in violazione di specifici divieti.
Ufficio Indagini preliminari Napoli 31 dicembre 2013 n. 1080-
Il riconoscimento in udienza dell'imputato presente, ad opera della persona offesa nel corso della deposizione testimoniale, non viola il divieto di domande suggestive, dato che la ostensione della persona da riconoscere e la correlata percezione sensoriale del testimone non consistono in un enunciato verbale anticipatorio del contenuto della risposta. Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Napoli, 11 ottobre 2007
Il riconoscimento fotografico è un mezzo di prova atipico diverso dalla ricognizione di persona (art. 213 c.p.p.) ed è valutato discrezionalmente dal giudice di talché la valenza probatoria può non essere scalfita in alcun modo dalla distanza del tempo dal fatto in cui avviene il riconoscimento.
Ufficio Indagini preliminari Napoli sez. X 26 febbraio 2010 n. 403
Il riconoscimento dell'imputato, operato in videoconferenza, nel corso della deposizione da parte del testimone, trova il suo paradigma nella prova testimoniale proveniente da un soggetto che, nel corso della testimonianza, abbia accertato direttamente l'identità personale dell'imputato. Pertanto, esso deve essere tenuto distinto dalla ricognizione personale, disciplinata dall'art. 213 c.p.p., essendo inquadrabile, invece, tra le prove non disciplinate dalla legge di cui all'art. 189 c.p.p., e pienamente utilizzabile, ferma restando la facoltà del giudice di apprezzarne liberamente le risultanze. Rigetta, Ass.App. Reggio Calabria, 15 gennaio 2009
Cassazione penale sez. V 13 gennaio 2010 n. 18057