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Timestamp: 2017-06-28 19:12:29+00:00
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Corso: Giustizia costituzionale - Prof. Michela Michetti - a.a. 2015/2016
Offerta formativaI miei corsiSito UniTEAPP UniTE MobileAssistenzaItaliano ‎(it)‎English ‎(en)‎Italiano ‎(it)‎ Percorso della paginaHome / ► Corsi / ► Facoltà di Giurisprudenza / ► Giurisprudenza / ► Anno Accademico 2015/2016 / ► 5° anno / ► GIGC15/16 Indice degli argomentiGiustizia costituzionale - Prof. Michela Michetti - a.a. 2015/2016Giustizia costituzionale - Prof. Michela Michetti - a.a. 2015/2016
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Giustizia costituzionale Autore: S. Panizza, R. Romboli, E. Malfatti
Lezioni di Giustizia costituzionale Autore: S.M. Cicconetti, Edizione: Giappichelli, 2014, Torino
Pagine di riferimento: pp.145-206 Forum NewsRisultati parziale 19 novembre FileFondamenti teorici e origini della giustizia costituzionaleFondamenti teorici e origini della giustizia costituzionaleMarbury/Madison FileDecisione n. 1-1956 Filesentenza numero 38 del 1957 Filesentenza numero 6 del 1970 FileLe fonti della giustizia costituzionale e i principi di funzionamento della CorteLe fonti della giustizia costituzionale e i principi di funzionamento della CorteSentenza numero 111 del 1963 FileOrdinanza numero 572 del 1990 FileOrdinanza numero 295 del 2006 FileIn riferimento all'istituto dell'opinione dissenziente si segnalano le seguenti decisioni:- sentenza numero 116 del 2003 ( Relatore: Neppi Modona - Redattore: Capotosti);- sentenza numero 393 del 2006 ( Relatore: Flick - Redattore: Quaranta);- sentenza numero 88 del 2011 ( Relatore: Napolitano - Redattore: Presidente De Siervo);- sentenza numero 159 del 2013 ( Relatore: Carosi - Redattore: Criscuolo);- sentenza numero 222 del 2013 ( Relatore: Frigo - Redattore: Lattanzi);- sentenza numero 17 del 2015 ( Relatore: Mattarella - Redattore: Presidente Criscuolo).Il giudizio di legittimità delle leggi (Caratteri generali)Il giudizio di legittimità delle leggi (Caratteri generali)Articolo 28 L. 87/53Si segnalano le seguenti decisioni evento ad oggetto la Cd. "political question" e il controllo sul potere discrezionale del Parlamento:- Sentenza numero 111 del 1968;- Sentenza numero 313 del 1995.Il giudizio in via incidentaleIl giudizio in via incidentaleArticolo 23 L. 87/53 - NOZIONE DI GIUDICE E GIUDIZIOSi segnalano le seguenti decisioni aventi ad oggetto la legittimità processuale a sollevare la questione di legittimità costituzionale:- sulla legittimità processuale della Corte Costituzionale: ordinanza numero 22 del 1960 e, da ultimo, sentenza numero 385 del 1996;- sulla legittimità processuale dei Collegi arbitrali (arbitrato rituale): Sentenza numero 410 del 1997 e, da ultimo, sentenza numero 2017 del 2004;- sull'esclusione del Pubblico Ministero: sentenza numero 425 del 1995 e ordinanza numero 249 del 1990; ARTICOLO 23 L. 87/53 - GIURISDIZIONE E COMPETENZA DEL GIUDICE RIMETTENTESulla insindacabilità, da parte della Corte costituzionale, circa la sussistenza della competenza o giurisdizione del giudice rimettente:- sentenza numero 354 del 1992;- sentenza numero 61 del 1957.Sulla sindacabilità circa la sussistenza della giurisdizione qualora il difetto emerga ICTU OCULI:- sentenza numero 348 del 1995;- sentenza numero 27 del 2006;- da ultimo, sentenza numero 291 del 2011.L'oggetto della questione di legittimità costituzionaleL'oggetto della questione di legittimità costituzionaleARTICOLO 23 L. 87/53 - OGGETTO DELLA QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALEL'oggetto della questione va individuato nella NORMA.In tal senso:- sentenza numero 176 del 1972;- da ultimo, sentenza numero 128 del 2014.NOZIONE DI ATTI AVENTI FORZA DI LEGGESi segnalano le seguenti decisioni:- numero 29 del 1995: La Corte pone la definizione di atti aventi forza di legge: ovvero individua tali atti in quelli che possono intervenire nelle stesse materie in cui può intervenire la legge;- numero 151 del 1972: sindacabilità del DPR di attuazione degli Statuti speciali;- numero 16 del 1978 e numero 26 del 1987: sindacabilità del DPR sull'esito del referendum abrogativo;- numero 79 del 1978 e numero 302 del 1988: cd. TRASPOSIZIONE O TRASFERIMENTO DELLA QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE nella legge di conversione;- numero 427 del 2000 e numero 251 del 2001 in materia di delegificazione;- numero 9 del 1959, numero 154 del 1985 e numero 120 del 2014 sulla insindacabilità dei regolamenti parlamentari;- numero 572 del 1990 sulla insindacabilità dei regolamenti della Corte costituzionale.Sulla sindacabilità del Decreto Legge si segnala la seguente evoluzione giurisprudenziale della Corte Costituzionale.1. SENTENZA NUMERO 29 DEL 1995La necessità e l'urgenza sono requisiti di validità del Decreto Legge la cui mancanza determina un vizio sia del D.L. che della legge di conversione. Quest'ultima, infatti, non ha efficacia sanante del vizio in procedendo.2. SENTENZA NUMERO 161 DEL 1995Il D.L. è sindacabile dalla Corte Costituzionale solo se la mancanza dei requisiti di necessità e urgenza è MANIFESTA, ciò per non invadere il potere discrezionale del Parlamento.3. SENTENZA NUMERO 84 DEL 1996 E NUMERO 360 DEL 1996La Corte pone il divieto assoluto della reiterazione del D.L. in quanto tale prassi contrasta con la disposizione costituzionale che permette l'adozioni di tali Decreti da parte del Governo solo in casi straordinari di necessità e urgenza. Tuttavia, l'illegittimità costituzionale viene meno se il D.L. reiterato viene convertito. In questo caso, quindi, viene riconosciuta efficacia sanante alla legge di conversione.4. SENTENZA NUMERO 171 DEL 2007La Corte dichiara l'illegittimità costituzionale di un D.L. convertito per evidente mancanza dei requisiti di necessità e urgenza.5. SENTENZA NUMERO 128 DEL 2008La Corte ritiene che che vi debba essere coerenza di contenuti tra D.L. e legge di conversione dello stesso. Tuttavia, rileva la Corte, che la cd. l'intrusione di norme rileva, non come vizio in sé, ma solo come sintomo della mancanza rei requisiti di necessità e urgenza.6. SENTENZE NUMERO 22 DEL 2012 E NUMERO 237 DEL 2013La Corte precisa che il contenuto del D.L. deve essere omogeneo, anche in sede di conversione. L'introduzione di norme intruse è vietata dalla Corte in quanto il rapporto tra D.L. e legge di conversione è stringente e non può essere eluso. Si può,in questo senso, affermare che la legge di conversione è vincolata nel contenuto.Il parametro del giudizio nelle questioni di legittimità costituzionaleIl parametro del giudizio nelle questioni di legittimità costituzionaleNORMA INTERPOSTASi segnalano le seguenti decisioni:- in riferimento alle leggi di delegazione legislativa: sentenza numero 3 del 1957;- in riferimento ai decreti di attuazione degli statuti speciali: sentenza numero 165 del 1985;- in riferimento ai decreti legislativi di recepimento di direttive comunitarie e per le disposizioni dei trattati UE: sentenza numero 365 del 1997.SULL'IDONEITA' DEI REGOLAMENTI COMUNITARI A FUNGERE DA PARAMETRO IN UNA QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE- Sentenze numeri 384 del 1994 e 94 del 1995: nei giudizi in VIA PRINCIPALE, tuttavia nei soli confronti delle delibere legislative regionali non ancora entrate in vigore;- Sentenza numero 267 del 2007: "Le direttive comunitarie, infatti, fungono da norme interposte atte ad integrare il parametro per la valutazione di conformità della normativa regionale (...) all'ordinamento comunitario, in base agli artt. 117, primo comma, e 11 Cost., quest'ultimo inteso quale principio fondamentale".INAMMISIBILITA' DI UNA QUESTIONE A CAUSA DELLA CARENZA DI PARAMETRO:- Sentenza numero 87 del 1998;- Sentenza numero 20 del 2006: "Nelle questioni di legittimità costituzionale, tanto se proposte in via incidentale (...), quanto se sollevate in via principale (...) è requisito imprenscindibile di ammissibilità una minima sufficiente determinazione del parametro rispetto al quale la questione stessa è sollevata".INAMMISSIBILITA' DI UNA QUESTIONE A CAUSA DELL'INIDONEITÀ' DEL PARAMETRO:-Ordinanza numero 416 del 1989.SULLA IMMODIFICABILITÀ' DEL PARAMETRO:La fissazione del tema decidendum avviene in base ai soli profili dedotti nell'ordinanza di rimessione e, quindi, non possono essere presi in considerazione i profili proposti nell'atto di costituzione o nella successiva risposta. In tal senso sentenze numero 127 del 1997, numero 63 del 1998 e numero 405 del 1999.SUL SOPRAVVENUTO MUTAMENTO DEL PARAMETROLa Corte costituzionale è orientata nel senso della restituzione degli atti a seguito di mutazione del parametro sopravvenuta all'ordinanza di rimessione. In tal senso ordd. nn. 382 del 2001, 429 del 2001 e 9 del 2002.SULL'ABERRATIO DEL PARAMETROLa Corte ritiene inammissibile la questione nell'ipotesi in cui si verifica l'assoluta impossibilità di ricollegare le disposizioni impugnate ai parametri costituzionali evocati. In tal senso, sentenza numero 372 del 2003. La fase dinanzi al giudice a quoLa fase dinanzi al giudice a quoLA RILEVANZA DELLA QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE- sulla manifesta infondatezza della questione se le eccezioni di costituzionalità non si pongono come pregiudiziali rispetto alla definizione del giudizio stesso - Ordd. numero 225 del 1982 e numero 130 del 1998;- sulla necessaria attualità della questione sollevata - Decc. nn. 144 del 1980, 193 del 1987, 167 del 1988 e 319 del 1988;- sulla possibilità di sindacato della Corte sul requisito della rilevanza - Decc. nn. 12 del 1962, 13 del 1965, 1 del 1983 e 386 del 1996;- sulla rilevanza della questione di legittimità di norme penali di favore - Sentenze nn. 148 del 1983 e, da ultimo, 28 del 2010;- sulla cd. irrilevanza sopravvenuta cfr. senti. nn. 110 del 2000, 442 del 2008 e 354 del 2010.La Corte ha stabilito che la rilevanza debba intendersi come "necessaria influenza" o "stretta pregiudizialità". In tal senso, cfr. Sentenze nn. 117 del 1996, 98 del 1997 e 297 del 2001.REQUISITI DI NON MANIFESTA INFONDATEZZA E INTERPRETAZIONE CONFORME- sulla inammissibilità della questione di legittimità priva del requisito della non manifesta infondatezza cfr. orde. nn. 156 del 1997 e 173 del 2008;- sull'obbligo del giudice a quo di interpretazione conforme a Costituzione cfr. sentenza numero 356 del 1996.L'ORDINANZA DI RIMESSIONE-sull'irrilevanza della qualificazione dell'atto di sollevazione come "sentenza" da parte del giudice a quo cfr. Sentenze nn. 452 del 1997 e 94 del 2008. In particolare la Corte nella sentenza numero 256 del 2010 ha affermato che "la circostanza non comporta inammissibilità della questione, posto che, come si desume dalla lettura dell'atto, nel promuovere questione di legittimità costituzionale, il giudice a quo ha disposto la sospensione del procedimento principale e la trasmissione del fascicolo alla cancelleria della Corte costituzionale, sì che a tale atto, anche se autoproclamanti "sentenza", deve essere riconosciuta natura di ordinanza, sostanzialmente conforme a quanto previsto dall'art. 23 della legge n. 87/53";- sulla inammissibilità delle questioni sollevate dopo l'esaurimento del giudizio (ord. n. 142 del 1998) ovvero durante la sospensione del giudizio a quo (ord. n. 248 del 2000);- sull'obbligo di motivazione dell'ordinanza di rimessione e per l'inammissibilità di una motivazione per relationem cfr. ordd. nn. 465 del 2000 e 65 del 2010;- sul principio dell'autosufficienza dell'ordinanza di rimessione cfr. ordd. nn. 300 del 1999, 442 del 2002 e 202 del 2009.Il contraddittorio nel giudizio costituzionaleIl contraddittorio nel giudizio costituzionaleNOZIONE DI "PARTE"La Corte ha più volte ribadito che nei giudizi di legittimità in via incidentale sono legittimate a costituirsi soltanto le parti del giudizio a quo (cfr. sent. 315 del 1992). Tuttavia, la Corte ha chiarito come si possa derogare a tale principio nel caso di giudizio di legittimità in via incidentale "direttamente incidente su posizioni giuridiche soggettive, quando non vi sia la possibilità per i titolari delle medesime posizioni di difenderle come parti nel processo stesso" ( sent. n. 39 del 2009).- sull'inammissibilità della costituzione del pubblico ministero del processo a quo cfr. decc. nn. 327 del 1995 e 361 del 1998;- sull'esclusione della qualità di parte del Presidente del Consiglio interveniente cfr. sent. n. 210 del 1983.INTERVENTO DI TERZICon la sentenza numero 412 del 1995 la Corte ha chiarito che "per legittimare il diritto di intervento nel processo costituzionale non basta un generico interesse ma deve essere dimostrato un interesse diretto individualizzato riconoscibile, quando l'esito del giudizio di legittimità costituzionalista destinato ad incidere direttamente su una posizione giuridica specificamente propria dell'interveniente".Il controllo sugli statuti delle Regioni ordinarieIl controllo sugli statuti delle Regioni ordinarieCARATTERE PREVENTIVO DEL RICORSOLa Corte costituzionale con sentenza numero 304 del 2002 ha affermato che "il termine per promuovere il controllo di legittimità costituzionale dinanzi a questa Corte decorre dalla pubblicazione notiziale della deliberazione statutaria e non da quella, successiva alla promulgazione, che è condizione per l'entrata in vigore".- sulla nozione di "armonia con la Costituzione" cfr. sentt. nn. 304 del 2002 e 12 del 2006;- sulla legittimità dell'uso frazionato della potestà statutaria cfr. sent. n. 304 del 2002;-sulla posizione di chiusura circa l'intervento di soggetti terzi cfr. sentt. nn. 378 del 2004 e 469 del 2005.Il controllo sulla legge in via principaleIl controllo sulla legge in via principaleINTERESSE A RICORRERE E REGIME DEI VIZI DENUNCIABILILa Corte afferma che "pur dopo la riforma, lo Stato può impugnare in via principale una legge regionale deducendo la violazione di qualsiasi parametro costituzionale" (sentt. nn. 274 del 2003 e 9 del 2010).La giurisprudenza della Corte costituzionale ha affermato la perdurante distinzione, anche dopo la riforma costituzionale del Titolo V, dei parametri invocabili da Stato e Regioni. Pertanto, le Regioni "sono legittimate a censurare, in via di impugnazione principale, leggi dello Stato esclusivamente per questioni attinenti al riparto delle competenze, essendosi ammessa la deducibilità di altri parametri soltanto ove la loro violazione comporti una compromissione delle attribuzioni regionali costituzionalmente garantite" (Sentenza n. 216 del 2008).Sulla nozione di ridondanza cfr. sentt. nn. 52 del 2010, 278 del 2010, 128 del 2011, 199 del 2012 e 234 del 2013.- sulla legittimità della giunta dimissionaria a sollevare questioni di legittimità costituzionale cfr. sent. n. 107 del 2010;- sul rapporto tra delibera di autorizzazione dell'organo collegiale e ricorso cfr. sentt. nn. 147 del 1972 e 54 del 1990;- sull'inammissibilità dei ricorsi notificati presso l?avvocatura dello Stato e non direttamente al Presidente del Cosiglio cfr. sentt. nn. 135 del 1997 e 138 del 2007;- sulla chiusura della Corte circa l'intervento di soggetti diversi dalla parte ricorrente e resistente cfr. sentt. nn. 105 e 245 del 2012 e 118 del 2013.Il conflitto di attribuzioniIl conflitto di attribuzioniOGGETTO- sull'idoneità di atti negativi o comportamenti omissivi ad essere oggetto del giudizio per conflitto di attribuzione cfr. sentt. nn. 128 del 1969, 406 del 1989, 200 del 2006, 241 del 2009 e 153 del 2013.INTERVENTO DI SOGGETTI TERZI- sulla chiusura della Corte in merito all'intervento di terzi cfr. sent. n. 420 del 1995;- la corte ha affermato che l'intervento del terzo offeso diviene necessario quando l'oggetto del conflitto consiste nell'affermazione o negazione dello stesso diritto di agire in giudizio di chi assume essere stato leso da una condotta che potrebbe essere coperta da immunità costituzionali. ( sentt. nn. 154 del 2004 e 290 del 2007).Il conflitto di attribuzione tra entiIl conflitto di attribuzione tra entiCOMPLEMENTARIETA' RISPETTO AL GIUDIZIO IN VIA PRINCIPALE-sull'inammissibilità del ricorso che impugna un atto meramente confermativo o esecutivo di una legge non impugnata in via d'azione (cfr. Sent n. 144 del 2013).OGGETTO DEL CONFLITTO TRA ENTI-la Corte è ferma nell'affermare che non può costituire materia del conflitto la c.d. vendicativo rerum (cfr. Sent. n. 319 del 2011);-sull'ammissibilità di conflitti negativi di attribuzioni tra enti cfr. Sent 245 del 1996;-sull'ammissibilità di conflitti nei confronti di enti strumentali dello Stato cfr. Sent. 319 del 2011.Il conflitto di attribuzione tra poteri dello StatoIl conflitto di attribuzione tra poteri dello StatoLEGITTIMAZIONE SOGGETTIVACon ord. n. 228 del 1975 la Corte ha stabilito che "la cerchia degli organi competenti a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartengono è più larga di quella degli organi detti superiori in quanto strutturalmente collocati al vertice di un potere e deve essere individuato caso per caso, alla stregua dell'ordinamento funzionale di ciascun potere e della posizione assegnata dalle norme costituzionali ai diversi organi che lo compongono, quale tra questi sia da considerare competente a dichiarare definitivamente la volontà".Per tale ragione la Corte ha riconosciuto legittimazione soggettiva ai seguenti organi:- Presidente della Repubblica (Sent. 455 del 2002 e, da ultimo, 1 del 2013);- Corte costituzionale (sent. n. 77 del 1981);- Corte dei Conti in sede giurisdizionale (sent. n 150 del 1980);- Camere, sia singolarmente che nel loro complesso (cfr. sentt. nn. 406 del 1989 e 179 del 1999).Sull'argomento si segnala la sentenza numero 1 del 2013. 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