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Timestamp: 2019-08-21 23:44:53+00:00
Document Index: 147730140

Matched Legal Cases: ['art. 2150', 'art. 48', 'art. 2150', 'art. 230', 'art. 2150', 'art. 230', 'art. 1394', 'art. 48', 'art. 2150', 'art. 230', 'art. 2141', 'art. 2150']

Art. 2150 codice civile: Rappresentanza della famiglia colonica | La Legge per tutti
Art. 2150 codice civile: Rappresentanza della famiglia colonica
Le obbligazioni contratte dal mezzadro nell’esercizio della mezzadria sono garantite dai suoi beni e da quelli comuni della famiglia colonica. I componenti della famiglia colonica non rispondono con i loro beni, se non hanno prestato espressa garanzia.
Rappresentanza: [v. Libro IV, Titolo II, Capo VI]; Obbligazioni: [v. Libro IV, Titolo I]; Mezzadria: [v. 2141]; Garanzia: [v. 1179].
Poiché il mezzadro, ai sensi dell'art. 2150 c.c. rappresenta la famiglia colonica, per il valido esercizio del diritto di ripresa è sufficiente che la disdetta sia inviata soltanto al predetto.
Tribunale Rimini 19 marzo 1987
L'art. 48 della l. 3 maggio 1982, secondo il quale parte del rapporto mezzadrile è la famiglia colonica appare compatibile con l'art. 2150 c.c. che attribuisce la rappresentanza della famiglia al mezzadro onde questi può essere validamente convenuto nei giudizi relativi al rapporto colonico quando il concedente non abbia chiesto la nomina di un rappresentante.
Corte appello Ancona 07 giugno 1986
L'istituto dell'impresa familiare, introdotto e regolato dall'art. 230-bis c.c. in via residuale o suppletiva, trova applicazione nella mezzadria, nell'ambito della normativa previgente alla nuova disciplina di cui alla l. 3 maggio 1982 n. 203, con riguardo a quelle situazioni che non sono oggetto di specifiche disposizioni di detta normativa, e, quindi, è operante con riguardo ai rapporti fra i componenti della famiglia colonica, da individuarsi in quei membri del nucleo familiare, che, indipendentemente da enunciazioni formali e da elementi secondari o sussidiari (quali la coabitazione nella casa colonica), prestino effettivamente la loro opera per la normale conduzione del fondo mezzadrile, in modo continuativo e coordinato con la direzione della azienda. Da ciò deriva che il potere di rappresentanza spettante al mezzadro nei confronti del concedente, secondo la previsione dell'art. 2150 c.c., va coordinato con il disposto del citato art. 230-bis, nella parte in cui tutela gli altri componenti della famiglia colonica, prescrivendo la deliberazione a maggioranza per gli atti di gestione straordinaria, di indirizzo produttivo o di cessazione dell'impresa. Pertanto, qualora uno di tali atti (nella specie, rinuncia al regime della proroga legale del rapporto di mezzadria) venga posto in essere dal mezzadro, quale capo della famiglia colonica, senza detta preventiva decisione maggioritaria, si verifica un'ipotesi di vizio della rappresentanza per conflitto d'interessi, la quale implica, in applicazione dell'art. 1394 c.c., su impugnazione del rappresentato, l'inefficacia dell'atto stesso ove il conflitto sia conosciuto al terzo (nella specie, del concedente).
Cassazione civile sez. III 13 ottobre 1984 n. 5124
L'art. 48 della l. 3 maggio 1982 n. 203 innovando rispetto al disposto dell'art. 2150 c.c. per il quale delle obbligazioni contratte nello svolgimento del rapporto mezzadrile rispondeva il reggitore con il proprio patrimonio e i familiari con il patrimonio comune, ha esteso la responsabilità dei familiari stessi nel senso di prevedere anche per loro la responsabilità personale.
Tribunale Fermo 08 giugno 1984
L'art. 230-bis non contrasta con la nozione di mezzadria offerta dall'art. 2141 c.c. dal momento che, non essendo concepibile una contitolarità della qualifica di mezzadro (o vergaro), il mezzadro resta il capo della famiglia colonica, nè deroga radicalmente alla disposizione di cui all'art. 2150, perché non nega il potere di rappresentanza del mezzadro, ma sostituisce alla sua tradizionale assoluta discrezionalità il principio maggioritario per determinate decisioni.
Corte appello Ancona 10 luglio 1981