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Timestamp: 2017-08-21 16:09:47+00:00
Document Index: 112554593

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'art. 127', 'art. 127', 'art. 76', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 138', 'art. 117', 'art. 75', 'art. 39', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 230']

Adelaide Corradi
1 GUARDIA DI FINANZA SCUOLA DI POLIZIA TRIBUTARIA LAVORI MONOGRAFICI DEL 2 CORSO DI AGGIORNAMENTO VERIFICATORE FISCALE TECNICA OPERATIVA VOLUME I LIDO DI OSTIA, GIUGNO 2004
2 Impaginazione M.A. MARCO BOCCOLINI M.O. VINCENZO CILIBERTI FIN. SC. GIANCARLO NAPOLI FIN. PIETRO AMORUSO Stampa BRIG. RAFFAELLO FANTONI BRIG. GIUSEPPE FINOCCHIARO FIN. SC. MARIO CRUCIANI FIN. SC. NATALINO PALERMO FIN. SC. ALFREDO LABATE
3 INDICE PARTE PRIMA SIMULAZIONE E FRAUDOLENZA NEI RAPPORTI DI LAVORO SUBORDINATO, PARASUBORDINATO E DI COLLABORAZIONE a cura di Lgt. Emilio Salvatorelli, M.a. Giuseppe Maglietta, M.a. Domenico Ruggiero PRESENTAZIONE... 3 CAP. I OGGETTO E CONTENUTO DEL DIRITTO DEL LAVORO Cenni sulle fonti del diritto del lavoro Autonomia e subordinazione Lavoro subordinato e parasubordinato, lavoro autonomo e collaborazioni a carattere saltuario o continuativo Il lavoro subordinato e le altre fattispecie di lavoro Il lavoro subordinato e il lavoro autonomo: orientamento giurisprudenziale Segue: la ricostruzione del concetto di subordinazione alla luce di criteri sussidiari e complementari Gli ulteriori orientamenti giurisprudenziali: il ricorso alla volontà delle parti Le modalità di coordinamento della prestazione di lavoro alla luce dell evoluzione dell organizzazione produttiva La duplice finalità del diritto del lavoro. Il lavoro parasubordinato CAP. II LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO Il D.Lgs. n. 276/2003 attuativo della legge n. 30/ Principali innovazioni Della somministrazione di lavoro e dell appalto Del distacco di lavoro Distacco proprio Distacco improprio Del lavoro a progetto Delle prestazioni occasionali e delle restanti collaborazioni coordinate e continuative Delle prestazioni occasionali di tipo accessorio Dell associazione in partecipazione La certificazione dei contratti di lavoro Definizione e finalità dell istituto Effetti giuridici, nonché previdenziali e fiscali Aspetti operativi... 40
4 II CAP. III RISVOLTI OPERATIVI DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI RAPPORTI DI LAVORO Un nuovo indirizzo programmatico di Governo Alcune ipotesi di simulazione e fraudolenza - Generalità L interposizione fittizia Elementi comuni L interposizione fittizia di soggetto formalmente esistente, ma di fatto non operante L interposizione fittizia di soggetto esistente ed imprenditorialmente operante L interposizione fittizia Osservazioni La collaborazione coordinata e continuativa Da lavoro parasubordinato a lavoro subordinato Simulazione La collaborazione coordinata e continuativa Osservazioni alla luce della legge Biagi L associazione in partecipazione Simulazione Fraudolenza nei rapporti di lavoro subordinato Esperienze operative Cenni Il nuovo sistema sanzionatorio alla luce della Legge Biagi Sanzioni amministrative Sanzioni penali Conclusioni BIBLIOGRAFIA PARTE SECONDA FRODI CONTABILI E DI BILANCIO a cura di M.a. Pietro Accardi, M.a. Antonio Mangano, M.a. Pietro Mineo CAP. I RIFLESSIONI SUL CONCETTO DI FRODE NEL DIRITTO PENALE DELL ECONOMIA Le frodi fiscali. evoluzione storica della fattispecie Il concetto di frode. Generalità Le frodi e gli ambiti fiscali e societari in cui esse trovano realizzazione Le frodi in base all elemento oggettivo e materiale CAP. II L APPARATO FRAUDOLENTO DELLO STRUMENTO CONTABILE Il processo di formazione del bilancio d esercizio La rilevazione contabile La partita doppia. Cenni La frode contabile... 90
5 III CAP. III IL BILANCIO Riflessioni sul documento di bilancio I principi di redazione del bilancio Lo stato patrimoniale e conto economico Gli altri prospetti di bilancio I postulati del bilancio I criteri di valutazione CAP. IV LA FRODE NELLA NORMATIVA CIVILISTICA Evoluzione storica del delitto di falso in bilancio Le nuove figure di reato di false comunicazioni sociali Raffronto tra la pregressa fattispecie di false comunicazioni sociali e le nuove figure di reato L oggetto giuridico I soggetti attivi L elemento oggettivo del reato La condotta L elemento soggettivo Falso in bilancio e frode fiscale CAP. V L IDENTITÀ MATURATA DALLA FRODE NELLA NORMATIVA FISCALE La legge manette agli evasori I nuovi reati di frode nella riforma del sistema penale tributario I reati di dichiarazione fraudolenta Uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti Altri artifici Sottrazione fraudolenta del pagamento delle imposte CAP. VI FRODI CONTABILI E DI BILANCIO: CONCETTI DI BASE, ANALISI CRITICA E DI DIRITTO La frode considerazioni La frode fiscale Le frodi comunitarie Frodi comunitarie sull iva intracee Frodi comunitarie sulle imposte dirette Le frodi nei bilanci quale reato-mezzo in funzione del reato-fine La pericolosità della frode Il legame (non sempre) occasionale della frode fiscale con il falso in bilancio e l analisi dei contratti societari La struttura giuridica dei due reati Il reato di false comunicazioni sociali La frode fiscale Frode fiscale all estero rapida comparazione dei profili sanzionatori
6 IV CAP. VII MEMORIE DEI VERIFICATORI Due casi di frode fiscale e falso in bilancio nel settore dei pubblici spettacoli I box office e le prevendite dei biglietti L interposizione fittizia mediante l utilizzazione di uno schermo societario straniero Schema riassuntivo Da un caso di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici al rilevamento di varie fattispecie di violazioni economico-finanziarie e al rinvenimento di un patrimonio mobiliare e immobiliare frutto di evasione fiscale. Così il titolo di cronaca riportato dai quotidiani: Sequestrati 10 miliardi in titoli e valori mobiliari ad un impresa Fraudolenza a largo raggio rivolta all indebito conseguimento di aiuti comunitari in agricoltura PARTE TERZA I TITOLI AZIONARI E OBBLIGAZIONARI a cura di M.a. Maurizio Marchiori, M.a. Domenico Merola, M.a. Luigi Panarella INTRODUZIONE Sezione Prima Profili civilistici CAP. I LA CATEGORIA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI Il quadro normativo Gli strumenti finanziari Titoli materiali o dematerializzati Azioni ed obbligazioni CAP. II LE AZIONI Caratteri L emissione e la sottoscrizione L apporto I diritti patrimoniali Il diritto di voto Le categorie di azioni Nominative Al portatore Liberate e non liberate Ordinarie Speciali
7 V Privilegiate Di risparmio Con prestazioni accessorie A favore dei prestatori di lavoro Di godimento Correlate Con voto limitato Riscattabili La circolazione delle azioni CAP. III LE OBBLIGAZIONI Caratteri Emissione di obbligazioni Diritti e poteri dell obbligazionista Remunerazione del capitale Rimborso dell obbligazione Diritto all informazione Le categorie di obbligazioni Nominative e al portatore Ordinarie Convertibili A tasso fisso Indicizzate Sezione Seconda Profili finanziari CAP. I I TITOLI AZIONARI ED OBBLIGAZIONARI NELLA DISCIPLINA FINANZIARIA Generalità I mercati regolamentati Le operazioni di sollecitazione del pubblico risparmio Riforma del diritto societario: effetti sulle società quotate L emissione di azioni Aumenti di capitale La riduzione del capitale per perdite L emissione di obbligazioni
8 VI Sezione Terza Profili fiscali CAP. I IL TRATTAMENTO FISCALE DI PROVENTI E ONERI DELLE AZIONI Il quadro normativo L abrogazione del credito d imposta sui dividendi Le limitazioni al credito d imposta sui dividendi ex D.L. n. 269/ Il nuovo regime impositivo dei dividendi Percepiti da persone fisiche Percepiti da soggetti diversi da società di capitali ed enti Percepiti da società di capitali ed enti commerciali Percepiti da enti non commerciali La decorrenza del nuovo regime di tassazione dei dividendi Le plusvalenze e le minusvalenze Realizzate da società di capitali ed enti Realizzate da altri soggetti nell esercizio d impresa Realizzate da soggetti diversi CAP. II IL TRATTAMENTO FISCALE DI PROVENTI E ONERI DELLE OBBLIGAZIONI Ambito di applicazione I ricavi Gli interessi attivi Le plusvalenze I costi Le minusvalenze Gli interessi passivi Le rimanenze Imposta sostitutiva e ritenuta alla fonte Il rimborso anticipato BIBLIOGRAFIA PARTE QUARTA PARADISI FISCALI E SOCIETÀ OFF-SHORE a cura di Lgt. Adolfo Fabbri, Lgt. Paolo Squatrito, M.a. Palmiro Antonazzo PREFAZIONE CAP. I NOTIZIE DI CARATTERE GENERALE Introduzione Paradisi fiscali Società off-shore Il Rapporto Ruding
9 VII 3. Ecofin L Ocse Premessa Il Rapporto Harmful Tax Competition: An Emerging Issue del Le raccomandazioni dell OCSE Il rapporto Toward Global Tax Cooperation, Progressing in Identifying and Eliminating Harmful Tax Practice, del Il memorandum of understanding del novembre Il rapporto sullo stato di avanzamento del Il contrasto al riciclaggio nei paradisi fiscali La disciplina delle controlled foreign companies (c.f.c.) in ambito internazionale Premessa Principi generali di disciplina delle regole sulle C.F.C CAP. II LA LEGISLAZIONE NAZIONALE E LA SUA EVOLUZIONE AFFERENTE LE COMPONENTI NEGATIVE DI REDDITO DERIVANTI DA OPERAZIONI CON IMPRESE ESTERE E DI CONTROLLED FOREIGN COMPAGNIES (C.F.C.) LOCALIZZATE IN PARADISI FISCALI Componenti negative di reddito ex art. 76, comma 7-bis e 7-ter del TUIR Premessa Legge 30 dicembre 1991, n La black list del 24 aprile Legge 8 maggio 1998, n Legge 21 novembre 2000, n La black list del 23 gennaio Considerazioni in ordine all articolo 76, comma 7-bis e 7-ter del TUIR La disciplina nazionale in ambito di Controlled Foreign Compagnies (C.F.C.) Considerazioni di carattere generale Legge 342 del 21 novembre 2000 art. 127-bis La black list del Regolamento di attuazione - D.M. n. 429 del Spunti di riflessioni circa la natura della normativa CFC Prime applicazioni delle disposizioni in materia di imprese estere partecipate, nel vecchio TUIR in vigore fino al Presupposto soggettivo per l applicazione dell art. 127-bis Presupposto oggettivo per l applicazione del regime CFC Imputazione del reddito II regime di tassazione del reddito tra il nuovo ed il vecchio T.U.I.R Circostanze esimenti ed il diritto di interpello Decorrenza e soggetti obbligati alla dichiarazione sulle C.F.C Le novità introdotte dal D.Lgs n Nuovo TUIR
10 VIII CAP. III LA LEGISLAZIONE NAZIONALE E LA SUA EVOLUZIONE NEI CONFRONTI DI CITTADINI EMIGRATI VERSO PARADISI FISCALI Principi di carattere generale La legge n Black list - D.M. 4 maggio Spunti di riflessione sull articolo 2, comma 2-bis del TUIR Presunzione di residenza ed inversione dell onere della prova Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato Prova contraria Decorrenza della presunzione di residenza fiscale in Italia Domicilio fiscale dei cittadini emigrati in Stati o territori fiscalmente privilegiati CAP. IV CONTROLLI DELL AMMINISTRAZIONE E ASPETTI SANZIONATORI Principi impositivi Convenzioni bilaterali I controlli dell amministrazione in ordine alla indeducibilità dei componenti negativi di reddito Gli aspetti sanzionatori in tema d indeducibilità dei componenti negativi di reddito ex art. 76 del TUIR I controlli dell amministrazione in ordine alle C.F.C Unico La compilazione del Quadro FC La compilazione del Quadro RM Redditi assoggettati a tassazione separata derivanti da partecipazioni in imprese estere La compilazione del Quadro RF - Determinazione del reddito Quadro RN - Credito per le imposte pagate all estero Gli aspetti sanzionatori in tema di C.F.C I controlli dell Amministrazione sul conto delle persone fisiche Gli aspetti sanzionatori in tema di persone fisiche trasferite in paradisi fiscali Norme antielusive e scudo fiscale CAP. V CONCLUSIONI L indeducibilità dei costi dei soggetti collegati esteri Paradisi fiscali, elusione fiscale e centri off-shore: considerazioni e proposte I Paradisi fiscali ed i centri off-shore in cifre La casa madre ed i singoli paradisi BIBLIOGRAFIA
11 PARTE PRIMA SIMULAZIONE E FRAUDOLENZA NEI RAPPORTI DI LAVORO SUBORDINATO, PARASUBORDINATO E DI COLLABORAZIONE di Lgt. Emilio Salvatorelli M.a. Giuseppe Maglietta M.a. Domenico Ruggiero
12 PRESENTAZIONE Mai come in questi ultimi anni, si sono affiancate al classico rapporto di lavoro subordinato nuove modalità di attività lavorative: soci lavoratori di cooperative, associati in partecipazione, prestazioni a termine e part-time, nonché interinali. Non solo. A queste forme di rapporto si sono aggiunte, da ultimo, quelle previste dalla legge Biagi, quali il lavoro a chiamata, il lavoro ripartito, lo staff leasing ed altre ancora. Tenuto conto, inoltre, dei diffusi rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, innovativamente regolamentati come contratti a progetto dal citato D.Lgs. n. 276/2003, appare evidente che ci si trova di fronte ad un panorama normativo davvero ampio e profondamente diversificato. In quali casi, ad esempio, un associato in partecipazione si può definire tale? Cosa accade quando un socio di una S.r.l. artigiana o commerciale svolge attività lavorativa all interno della stessa società anche in qualità di amministratore unico ed omette di iscriversi nell apposita gestione previdenziale presso l INPS? Ed i rapporti di lavoro in regime di collaborazione in quali casi si definiscono fittizi? E cosa avviene in sede di verifica ispettiva? Ed ancora, il pensionato può svolgere un attività lavorativa e quale è la convenienza per lo stesso pensionato-lavoratore e per l azienda, in termini di risparmio sul costo del lavoro? Ancora, quali sono i requisiti necessari per definirsi socio lavoratore di cooperativa e di conseguenza quali gli adempimenti che devono essere rispettati? Sussiste ancora la fattispecie del lavoro a cottimo? E come considerare il prestito di personale? Ma soprattutto, quando un lavoro si può qualificare veramente autonomo o subordinato? A queste domande ha cercato di dare una risposta, seppur parziale, il D.Lgs n. 276, attuativo della riforma del mercato del lavoro, il quale, però, non ha completamente risolto la fondamentale problematica inerente la netta distinzione tra il regime di autonomia e di subordinazione. Del resto non si può negare che soprattutto il fenomeno delle collaborazioni ha creato tutta una serie di problemi ed ingenerato contenziosi in sede giudiziale sfociati non poche volte, nell accertamento della simulazione del negozio giuridico formalmente concluso.
13 4 SIMULAZIONE E FRAUDOLENZA NEI RAPPORTI DI LAVORO SUBORDINATO, PARASUBORDINATO E DI COLLABORAZIONE A fronte di tali circostanze, si è cercato di individuare, attraverso il presente lavoro, quelle situazioni di simulazione e fraudolenza maggiormente ricorrenti nel mercato del lavoro. In tale prospettiva, anche alla luce delle recenti innovazioni legislative, si è ritenuto opportuno procedere ad una preliminare analisi delle varie tipologie di figure contrattuali di lavoro, onde offrire una panoramica concettualmente ampia, ancorché non esaustiva dei riferimenti logico normativi.
14 CAPITOLO I OGGETTO E CONTENUTO DEL DIRITTO DEL LAVORO Sommario: 1. Cenni sulle fonti del diritto del lavoro; 2. Autonomia e subordinazione; 2.1 Lavoro subordinato e parasubordinato, lavoro autonomo e collaborazioni a carattere saltuario o continuativo; 2.2 Il lavoro subordinato e le altre fattispecie di lavoro; 2.3 Il lavoro subordinato e il lavoro autonomo: orientamento giurisprudenziale; 2.4 Segue: la ricostruzione del concetto di subordinazione alla luce di criteri sussidiari e complementari; 2.5 Gli ulteriori orientamenti giurisprudenziali: il ricorso alla volontà delle parti; 2.6 Le modalità di coordinamento della prestazione di lavoro alla luce dell evoluzione dell organizzazione produttiva; 2.7 La duplice finalità del diritto del lavoro. Il lavoro parasubordinato. 1. CENNI SULLE FONTI DEL DIRITTO DEL LAVORO Le fonti del diritto del lavoro sono le stesse del diritto in generale, previste dall art. 1 del R.D. 16 marzo 1942, n. 262, le c.d. preleggi : leggi ordinarie, regolamenti, norme corporative, usi. Tuttavia, l elencazione contenuta in tale disposizione non può dirsi completa: non vengono indicati, infatti, atti espressamente qualificati in altra sede come fonti. La successiva entrata in vigore della Costituzione ha introdotto una serie di fattispecie normative completamente ignota ai formulatori delle disposizioni sulla legge in generale. La legge ordinaria, pertanto, dev essere messa in relazione almeno con: le norme internazionali; la Costituzione (art. 34); le leggi di revisione e le altre leggi costituzionali (art. 138); le leggi delle Regioni (art. 117); il referendum popolare abrogativo (art. 75); i regolamenti; i decreti ministeriali; i contratti corporativi; i contratti collettivi stipulati dalle rappresentanze unitarie dei sindacati nell eventuale ipotesi di attuazione dell art. 39 della Costituzione, gli usi. Si può, dunque, lecitamente asserire che il diritto di uno Stato non proviene esclusivamente dalle fonti classiche: esse, infatti, non sono
15 6 SIMULAZIONE E FRAUDOLENZA NEI RAPPORTI DI LAVORO SUBORDINATO, PARASUBORDINATO E DI COLLABORAZIONE capaci di porre limiti ad equivalenti norme, le quali trovano autonomamente le vie di manifestazione esteriore. 2. AUTONOMIA E SUBORDINAZIONE In un mercato del lavoro sempre più alla ricerca di maggiore flessibilità, tendente allo stesso tempo a non pregiudicare la tutela e la dignità dei lavoratori, diventano molteplici le forme con cui un attività lavorativa può essere resa: si pensi, oltre che al lavoro subordinato ed alle collaborazioni, anche al lavoro a chiamata, a quello occasionale, al c.d. job sharing, ecc.. Il quesito è: lavoro subordinato o autonomo? E se la scelta cade su un attività autonoma in quali casi il rapporto può definirsi simulato? Val la pena premettere che il principale criterio discriminante fra un rapporto di lavoro autonomo e un rapporto subordinato è dato dall elemento della subordinazione del prestatore d opera al potere direttivo del soggetto a cui favore è prestata l opera stessa. Ove vi sia una notevole attenuazione del vincolo della subordinazione e la presenza di una certa libertà nell organizzazione del lavoro, per riconoscere una posizione subordinata da un reale rapporto di lavoro autonomo occorre far ricorso ad altri criteri guida e fra questi: a) alla precisa identificazione dell oggetto della prestazione (che, nel caso di contratto di lavoro subordinato è l energia lavorativa esplicata secondo la direttiva, la vigilanza ed il controllo da parte del datore di lavoro); b) alla verifica della effettiva volontà delle parti; c) all accertamento concreto di una organizzazione di impresa, anche se minima, da parte del lavoratore; d) alla valutazione del rischio attinente all esercizio dell attività produttiva ed imprenditoriale, con l utilizzo o meno di mezzi propri. In tema di qualificazione della natura del rapporto, per la giurisprudenza riveste una notevole importanza, seppure non decisiva, la volontà delle parti. Premesso, quindi, che ogni attività umana può essere resa secondo distinte modalità (subordinata o autonoma), ai fini della distinzione tra tali rapporti, da verificare in sede ispettiva, bisogna ricordare che il fondamentale requisito della subordinazione
16 OGGETTO E CONTENUTO DEL DIRITTO DEL LAVORO 7 rimane in ogni caso il vincolo di soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, il quale deve estrinsecarsi sia nell emanazione di ordini specifici, sia nell esercizio di un assidua attività di vigilanza e controllo nell esecuzione delle prestazioni lavorative e deve essere concretamente apprezzato con riguardo alla specificità dell incarico conferito al lavoratore ed al modo della sua attuazione. In concreto, tale assoggettamento consiste nel dover lavorare secondo gli orari di lavoro indicati dall imprenditore, nei locali aziendali e con gli strumenti messi a disposizione dal datore di lavoro, nonché nel dover svolgere tutte le attività che, di volta in volta, vengono indicate dall imprenditore e che sono necessarie per il buon andamento dell impresa. Non solo. Ulteriori elementi tipici della subordinazione sono, ad esempio, il dover richiedere permessi per assentarsi dal lavoro oppure il dover concordare il periodo di ferie nonché il percepire a cadenze fisse una retribuzione prestabilita. In tal senso sono significativi alcuni orientamenti giurisprudenziali. Ad esempio, nel corso di un ispezione effettuata da un Reparto del Corpo nei confronti di una ditta di abbigliamento veniva contestata la validità di alcuni contratti di associazione in partecipazione stipulati dall impresa con due lavoratrici. La simulazione del contratto veniva ritenuta tale, sia alla luce della retribuzione fissa percepita dalle lavoranti, sia per effetto del loro inserimento organico nel ciclo produttivo, con assoggettamento alle direttive dei preposti della ditta. All atto del giudizio di opposizione all ingiunzione per il pagamento dei contributi evasi richiesti dall ente previdenziale, il Pretore rigettava la domanda con sentenza confermata in sede di appello. Nel rigettare il ricorso avverso la sentenza di appello, la Corte di Cassazione, ha ritenuto che correttamente la sentenza di secondo grado aveva escluso l esistenza di un valido contratto di associazione in partecipazione, stante l erogazione fissa e periodica di compensi legati agli incassi anziché agli utili, unitamente al mancato riconoscimento di un diritto di accesso alla contabilità dell impresa accompagnato da una sottoposizione a pregnanti direttive da parte del titolare. Osserva, infatti, la Suprema Corte che nel contratto di associazione in partecipazione che mira, nel quadro di un rapporto sinallagmatico
17 8 SIMULAZIONE E FRAUDOLENZA NEI RAPPORTI DI LAVORO SUBORDINATO, PARASUBORDINATO E DI COLLABORAZIONE con elementi di aleatorietà, al perseguimento di finalità in parte analoghe a quelle dei contratti societari, è elemento costitutivo essenziale la pattuizione a favore dell associato di una prestazione correlata agli utili di impresa e non ai ricavi i quali ultimi rappresentano in sé un dato non significativo circa il risultato economico effettivo. La Corte, pertanto, ha considerato valido l iter logico del Tribunale che, in presenza di un contratto di associazione invalido, ha ritenuto sussistente una fattispecie di lavoro subordinato una volta verificato che la prestazione delle lavoranti era caratterizzata da un inserimento organico con soggezione ai poteri gerarchico-organizzativi del titolare. Si riporta, inoltre, un importante sentenza della Corte di Cassazione (n. 9167/2001) inerente le nuove forme di lavoro subordinato, che comportano un attenuazione degli interventi direttivi e del controllo dell imprenditore. Una lavoratrice ha prestato la sua opera per la Spa MOLTENI FARMACEUTICI con mansioni di propagandista scientifico in base ad un formale contratto di collaborazione autonoma. Ella ha chiesto al Pretore di Firenze di accertare che in realtà aveva lavorato in condizioni di subordinazione e di riconoscerle i diritti derivanti dal rapporto di lavoro subordinato. Il Pretore, dopo aver sentito alcuni testimoni, ha accolto la domanda, ma la sua decisione è stata integralmente riformata in grado di appello dal Tribunale di Firenze, che ha escluso l esistenza di un rapporto di lavoro subordinato. Il Tribunale ha rilevato che alla propagandista era stata assegnata una zona prestabilita e che ella doveva visitare almeno dieci medici al giorno, usando un proprio mezzo secondo un percorso stabilito di volta in volta, senza affiancamento di un capo-area; ha inoltre accertato che doveva presentare i rapportini delle visite effettuate e che la società aveva predisposto modalità di propaganda dei prodotti anche mediante direttive. Il Tribunale ha ritenuto, peraltro, che l organizzazione di lavoro dei propagandisti fosse ben lontana dal concentrare l esistenza di una forte ed efficace posizione di controllo in capo all impresa, apparendo il sistema piuttosto basato su una relazione fiduciaria, in assenza di obblighi puntualmente esigibili e quindi di controllo sulle operazioni lavorative; pertanto, ha dichiarato l esistenza di un rapporto di lavoro
18 OGGETTO E CONTENUTO DEL DIRITTO DEL LAVORO 9 parasubordinato caratterizzato da un coordinamento esterno all impresa, secondo un sistema di direttive generali e programmatiche tese ad indicare al prestatore di lavoro le sole modalità di massima delle operazioni da eseguire. Connotato dalla subordinazione è una completa alienazione della libertà e delle iniziative del lavoratore al fine di poter rispondere ed adeguarsi inderogabilmente ad un tipo di organizzazione unilateralmente imposta. La lavoratrice ha proposto ricorso per cassazione, censurando la decisione del Tribunale per difetto di motivazione e per violazione della normativa di legge in materia di rapporto di lavoro subordinato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso. La completa alienazione che, secondo il Tribunale caratterizzerebbe la subordinazione per la Corte è fuori della realtà giuridica, dovendo in materia applicarsi i principi costantemente affermati dalla giurisprudenza, secondo cui gli ordini specifici e l esercizio di un attività di vigilanza e di controllo nell esecuzione delle prestazioni lavorative, nei quali si estrinseca il potere organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, si atteggiano diversamente in relazione alla peculiarità delle suindicate prestazioni; inoltre, non è necessario che i predetti ordini siano continui, dettagliati e strettamente vincolanti, considerato, altresì, che l assoggettamento può realizzarsi anche con riferimento a direttive programmatiche soltanto impresse nella struttura aziendale. Inoltre ha osservato la Corte il potere direttivo dell imprenditore, generalmente ritenuto il criterio tipicizzante il lavoro subordinato, con l evolversi dei sistemi di organizzazione del lavoro, sempre più caratterizzati dalla tendenza alla esteriorizzazione e terziarizzazione di interi settori del ciclo produttivo o di una serie di professionalità specifiche, ove si riferisca a questi processi, diviene sempre meno significativo della subordinazione, per la impossibilità di un controllo pieno ed indiretto delle diverse fasi dell attività lavorativa prestata; così è, ad esempio, in una recente e nuova tipologia contrattuale, qual è il lavoro temporaneo, ove il potere direttivo addirittura si scinde tra due diversi soggetti, ovvero l impresa fornitrice e l impresa utilizzatrice. Lo stesso avviene nelle diverse forme di lavoro atipico caratterizzate dalla locazione flessibile del lavoro (d ufficio e di
19 10 SIMULAZIONE E FRAUDOLENZA NEI RAPPORTI DI LAVORO SUBORDINATO, PARASUBORDINATO E DI COLLABORAZIONE gruppo a distanza, mobile, a domicilio, ecc.), nelle quali l attività dei prestatori di lavoro è naturalmente caratterizzata da un ampia autonomia operativa. La subordinazione ha affermato infine la Corte sussiste quando il lavoratore si obbliga a porre a disposizione del datore di lavoro le proprie energie lavorative, e ad impiegarle con continuità, con fedeltà e diligenza, secondo le direttive di ordine generale impartitegli ed in funzione dei programmi cui è destinata la prestazione: costituendo tali condizioni il requisito minimo, ma sufficiente per ripetere la natura subordinata del rapporto di lavoro. Questo requisito ha concluso la Corte sussiste nel caso di specie, nel quale il Tribunale ha accertato il collegamento della prestazione ai fini dell attività di una casa farmaceutica e la sussistenza di direttive entro le quali, sia pure con margini di discrezionalità di un rappresentante commerciale, la prestazione doveva essere eseguita. 2.1 LAVORO SUBORDINATO E PARASUBORDINATO, LAVORO AUTONOMO E COLLABORAZIONI A CARATTERE SALTUARIO O CONTINUATIVO Nell ambito della nuova flessibilità nel lavoro, sono divenute ormai molteplici le forme con cui un attività lavorativa può essere resa, anche se, tuttavia, i confini tra le varie tipologie non sono sempre facili da tracciare; non a caso il Governo, nel tentativo di fare maggiore chiarezza, ha stabilito l emanazione, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di uno o più decreti legislativi recanti disposizioni volte alla disciplina o alla razionalizzazione, fra l altro, delle tipologie di lavoro a chiamata, coordinato e continuativo, occasionale, accessorio ed a prestazioni ripartite fatte proprie successivamente dalla innovativa legge Biagi (cfr. Cap. II). 2.2 IL LAVORO SUBORDINATO E LE ALTRE FATTISPECIE DI LAVORO Il diritto del lavoro non prende in considerazione qualsiasi tipo di attività lavorativa, bensì solo quella che un soggetto svolge dietro
20 OGGETTO E CONTENUTO DEL DIRITTO DEL LAVORO 11 corrispettivo a favore di un altro soggetto in regime di subordinazione sulla base di un obbligazione contrattualmente assunta. La definizione esclude dall ambito della materia in oggetto una serie di attività lavorative diversamente qualificabili, di seguito elencate: a) lavoro autonomo: è quello svolto dai piccoli imprenditori (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) e da altri soggetti con contratto d opera (art c.c.); dagli imprenditori medio-grandi con contratto di appalto (art c.c.); dai prestatori d opera intellettuale con contratto avente per oggetto una prestazione d opera intellettuale (art c.c.); b) lavoro gratuito: trova un referente legislativo, implicitamente, nell art c.c. e, esplicitamente, nella legislazione speciale (L n. 266 per il volontariato; L n. 381 per il volontariato nelle cooperative di solidarietà sociale); c) lavoro familiare: è disciplinato dall art. 230-bis c.c.; d) lavoro prestato dall agente di commercio e lavoro prestato dal mediatore: sono regolati con contratti tipici rispettivamente dagli artt e 1754 c.c.; e) lavoro svolto dall associato in partecipazione: è regolamentato dall art c.c.; f) lavoro prestato dal socio d opera e lavoro prestato dal socio di cooperativa di produzione e lavoro in forma autonoma: traggono fondamento giuridico rispettivamente, da un lato nell art del Codice Civile, dall altro nell art c.c. e nella legge n Schematicamente, il lavoro subordinato si collega al diritto del lavoro; il lavoro autonomo, il lavoro del socio d opera o del socio di cooperativa di produzione e lavoro in forma autonoma, il lavoro dell associato in partecipazione sono riconducibili al diritto commerciale; il lavoro gratuito, il lavoro familiare, il lavoro dell agente di commercio e del mediatore si pongono nell alveo del diritto civile. Occorre, peraltro rilevare, che il diritto del lavoro esercita da tempo una sorta di vis espansiva nei confronti di quelle categorie di lavoratori che, pur non definibili sotto il profilo giuridico come subordinati, si trovano in una situazione socio-economica sostanzialmente assimilabile a quella di questi ultimi.
Il lavoratore e la sicurezza sul lavoro. Contratti atipici
Il lavoratore e la sicurezza sul lavoro. Contratti atipici Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili TRANI, 9 febbraio 2013 Dr. Gilberto Iannone Il perché della convenzione Tecsial