Source: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2004/25/2.htm
Timestamp: 2016-10-23 07:48:50+00:00
Document Index: 144694866

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 10', 'art.\n53', 'art.\n41', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 43', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 11', 'art. 22', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 119', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 43', 'art. 1', 'art. 9', 'art.\n4', 'art. 16', 'art.\n23', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 8']

DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2003, n.387 - Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricita'.
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Gazzetta Ufficiale N. 25 del 31 Gennaio 2004 DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2003, n.387 Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricita'.
rinnovabili, approvato dal CIPE con la deliberazione n. 126 del
6 agosto 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 27
- La direttiva 2001/77/CE e' pubblicata in GUCE n.
L 238 del 27 ottobre 2001.
2001». L'art. 43 e l'allegato B cosi' recita:
«Art. 43 (Delega al Governo per il recepimento della
direttiva 2001/77/CE sulla promozione dell'energia
elettrica prodotta da fonti rinnovabili). - 1. Il Governo
e' delegato ad emanare, entro diciotto mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, con le modalita' di
cui ai commi 2 e 3 dell'art. 1, uno o piu' decreti
legislativi per il recepimento della direttiva 2001/77/CE
2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da
fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno
dell'elettricita', nel rispetto dei seguenti principi e
a) individuare gli obiettivi indicativi di consumo
futuro di elettricita' da fonti rinnovabili di energia
sulla base di previsioni realistiche, economicamente
compatibili con lo sviluppo del Paese;
b) prevedere che gli obiettivi di cui alla lettera a)
siano conseguiti mediante produzione di elettricita' da
impianti ubicati sul territorio nazionale, ovvero
importazione di elettricita' da fonti rinnovabili
esclusivamente da Paesi che adottino strumenti di
promozione ed incentivazione delle fonti rinnovabili
analoghi a quelli vigenti in Italia e riconoscano la stessa
possibilita' ad impianti ubicati sul territorio italiano;
c) assicurare che i regimi di sostegno siano
compatibili con i principi di mercato dell'elettricita' e
basati su meccanismi che favoriscano la competizione e la
d) attuare una semplificazione delle procedure
amministrative per la realizzazione degli impianti, nel
e) includere, tra le fonti energetiche ammesse a
beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili, i
f) prevedere che dall'applicazione delle disposizioni
del presente articolo non derivino nuovi o maggiori oneri,
ne' minori entrate a carico del bilancio dello Stato.».
- La legge 31 luglio 2002, n. 179, reca: «Disposizioni
in materia ambientale».
- Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, reca:
imballaggi e sui rifiuti di imballaggio».
- La direttiva 91/156/CEE e' pubblicata in GUCE n. L
078 del 26 marzo 1991.
- La direttiva 91/689/CEE e' pubblicata in GUCE n. L
377 del 31 dicembre 1991.
- La direttiva 94/62/CE e' pubblicata in GUCE n. L 365
- La legge 1° giugno 2002, n. 120 reca: «Ratifica ed
esecuzione del Protocollo di Kyoto alla convenzione quadro
delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a
Kyoto l'11 dicembre 1997».
beni culturali e ambientali, a norma dell'art. 1 della
legge 8 ottobre 1997, n. 352».
- La legge 8 ottobre 1997, n. 352 reca: «Disposizioni
sui beni culturali». L'art. 1, cosi' recita:
«Art. 1 (Testo unico delle norme in materia di beni
culturali). 1. Il Governo della Repubblica e' delegato ad
emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore
della presente legge, un decreto legislativo recante un
testo unico nel quale siano riunite e coordinate tutte le
disposizioni legislative vigenti in materia di beni
culturali e ambientali. Con l'entrata in vigore del testo
unico sono abrogate tutte le previgenti disposizioni in
materia che il Governo indica in allegato al medesimo testo
2. Nella predisposizione del testo unico di cui al
comma 1, il Governo si attiene ai seguenti principi e
disposizioni legislative vigenti alla data di entrata in
vigore della presente legge, nonche' quelle che entreranno
b) alle disposizioni devono essere apportate
esclusivamente le modificazioni necessarie per il loro
coordinamento formale e sostanziale, nonche' per assicurare
il riordino e la semplificazione dei procedimenti.
3. Lo schema di testo unico e' trasmesso, entro sette
affinche' le competenti Commissioni parlamentari esprimano
il loro parere. Si applica la procedura di cui all'art. 14,
comma 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
4. Il testo unico puo' essere aggiornato, secondo i
principi ed i criteri direttivi di cui al comma 2, lettera
b), entro tre anni dalla data della sua entrata in vigore,
con uno o piu' decreti legislativi il cui schema e'
deliberato dal Consiglio dei Ministri, valutato il parere
che il Consiglio di Stato esprime entro quarantacinque
giorni dalla richiesta. Lo schema e' trasmesso, sentita la
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con
relazione cui sono allegati i pareri del Consiglio di Stato
e di detta Conferenza, alle competenti Commissioni
parlamentari, che esprimono il parere entro quarantacinque
giorni dal ricevimento. Ciascun decreto legislativo e'
emanato su proposta del Ministro per i beni e le attivita'
culturali, di concerto con il Ministro per gli affari
5. Il testo unico e' emanato con decreto del Presidente
della Repubblica, su proposta del Ministro per i beni
culturali e ambientali, previa deliberazione del Consiglio
dei Ministri, udito il Consiglio di Stato, il cui parere e'
espresso entro quarantacinque giorni dalla trasmissione del
relativo schema.
6. Per la predisposizione degli schemi dei decreti
legislativi previsti dal presente articolo, il Ministro per
i beni e le attivita' culturali puo' avvalersi dell'opera
di una commissione composta da esperti, esterni o
appartenenti all'amministrazione, particolarmente
qualificati nel settore. Al relativo onere si provvede
mediante utilizzazione delle risorse disponibili
nell'ambito delle ordinarie unita' previsionali di base
dello stato di previsione del Ministero per i beni e le
- La legge 14 novembre 1995, n. 481, reca: «Norme per
la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica
utilita'. Istituzione delle Autorita' di regolazione dei
servizi di pubblica utilita».
- La legge 13 maggio 1999, n. 133, reca: «Disposizioni
fiscale». L'art. 10, comma 7, cosi' recita:
«7. L'esercizio di impianti da fonti rinnovabili di
potenza elettrica non superiore a 20 kW, anche collegati
alla rete, non e' soggetto agli obblighi di cui all'art.
53, comma 1, del testo unico approvato con decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e l'energia consumata,
sia autoprodotta che ricevuta in conto scambio, non e'
sottoposta all'imposta erariale ed alle relative
addizionali sull'energia elettrica. L'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas stabilisce le condizioni per
lo scambio dell'energia elettrica fornita dal distributore
all'esercente dell'impianto».
- La legge 9 gennaio 1991, n. 9, reca: «Norme per
l'attuazione del Piano energetico nazionale: aspetti
istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodotti,
idrocarburi e geotermia, autoproduzione e disposizioni
fiscali».
- La legge 9 gennaio 1991, n. 10, reca: «Norme per
l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di
uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di
sviluppo delle fonti rinnovabili di energia».
- Il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, reca:
«Attuazione della direttiva 98/30/CE recante norme comuni
per il mercato interno del gas naturale, a norma dell'art.
41 della legge 17 maggio 1999, n. 144».
- La direttiva 98/30/CE e' pubblicata in GUCE n. L 204
- La legge 17 maggio 1999, n. 144, reca: «Misure in
materia di investimenti, delega al Governo per il riordino
degli incentivi all'occupazione e della normativa che
disciplina l'INAIL nonche' disposizioni per il riordino
degli enti previdenziali». L'art. 41, cosi' recita:
«Art. 41 (Norme per il mercato del gas naturale). - 1.
Al fine di promuovere la liberalizzazione del mercato del
gas naturale, con particolare riferimento all'attivita' di
trasporto, stoccaggio e distribuzione, il Governo e'
vigore della presente legge, uno o piu' decreti
legislativi, sentita la Conferenza unificata di cui al
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, per dare
il mercato interno del gas naturale, e ridefinire
conseguentemente tutte le componenti rilevanti del sistema
nazionale del gas, ivi incluse quelle relative al servizio
di pubblica utilita', nel rispetto dei seguenti principi e
a) prevedere che l'apertura del mercato del gas
rispetto dei poteri dell'Autorita' per l'energia elettrica
e il gas, lo svolgimento del servizio pubblico, compresi i
relativi obblighi, l'universalita', la qualita' e la
sicurezza del medesimo, l'interconnessione e
b) prevedere che, in considerazione del crescente
ricorso al gas naturale e per conseguire un maggiore grado
di interconnessione al sistema europeo del gas, le opere
infrastrutturali per lo sviluppo del sistema del gas siano
dichiarate di pubblica utilita' nonche' urgenti e
indifferibili a tutti gli effetti della legge 25 giugno
c) eliminare ogni disparita' normativa tra i diversi
operatori nel sistema del gas, garantendo, nei casi in cui
siano previsti contributi, concessioni, autorizzazioni o
altra approvazione per costruire o gestire impianti o
infrastrutture del sistema del gas, uguali condizioni e
d) prevedere misure affinche' nei piani e nei
programmi relativi ad opere di trasporto, di importazione e
di stoccaggio di gas sia salvaguardata la sicurezza degli
approvvigionamenti, promossa la realizzazione di nuove
favorito lo sviluppo della concorrenza e l'utilizzo
e) prevedere che le imprese integrate nel mercato del
gas costituiscano, ove funzionale allo sviluppo del
mercato, societa' separate, e in ogni caso tengano nella
loro contabilita' interna conti separati per le attivita'
di importazione, trasporto, distribuzione e stoccaggio, e
conti consolidati per le attivita' non rientranti nel
settore del gas, al fine di evitare discriminazioni o
f) garantire trasparenti e non discriminatorie
condizioni per l'accesso regolato al sistema del gas;
g) stabilire misure perche' l'apertura del mercato
nazionale del gas avvenga nel quadro dell'integrazione
europea dei mercati sia per quanto riguarda la definizione
dei criteri per i clienti idonei su base di consumo per
localita', sia per facilitare la transizione del settore
italiano del gas ai nuovi assetti europei, sia per
assicurare alle imprese italiane, mediante condizioni di
reciprocita' con gli altri Stati membri dell'Unione
europea, uguali condizioni di competizione sul mercato
2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma
apposita relazione, sono trasmessi alle Camere per
l'espressione del parere da parte delle competenti
Commissioni parlamentari permanenti entro nove mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge. In caso di
mancato rispetto del termine per la trasmissione, il
Governo decade dall'esercizio della delega. Le competenti
giorni dalla data di trasmissione. Qualora il termine per
l'espressione del parere decorra inutilmente, i decreti
legislativi possono essere comunque emanati».
«Definizione ed ampliamento delle attribuzioni alla
unificazione, per le materie di compiti di interesse comune
delle regioni, delle province e dei comuni, con la
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali». L'art. 8,
ha dichiarato non fondata, nei sensi di cui in
motivazione, la questione di legittimita' costituzionale
dell'art. 2, commi 5 e 6, sollevata dalla regione Puglia,
in riferimento agli articoli 5, 115, 117, 118 e 119 della
dell'art. 3, sollevata dalla regione Puglia, in riferimento
agli articoli 5, 115, 117, 118 e 119 della Costituzione».
- Per l'art. 43 della legge 1° marzo 2002, n. 39, vedi
- Per l'argomento del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, vedi note alle premesse. L'art. 3 e l'art. 11
«Art. 3 (Gestore della rete di trasmissione nazionale).
- 1. Il gestore della rete di trasmissione nazionale, di
seguito «gestore», esercita le attivita' di trasmissione e
dispacciamento dell'energia elettrica, ivi compresa la
gestione unificata della rete di trasmissione nazionale. Il
gestore ha l'obbligo di connettere alla rete di
trasmissione nazionale tutti i soggetti che ne facciano
richiesta, senza compromettere la continuita' del servizio
e purche' siano rispettate le regole tecniche di cui al
comma 6 del presente articolo e le condizioni
tecnico-economiche di accesso e di interconnessione fissate
dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas.
L'eventuale rifiuto di accesso alla rete deve essere
debitamente motivato dal gestore. Il gestore della rete di
trasmissione nazionale fornisce ai soggetti responsabili
della gestione di ogni altra rete dell'Unione europea
interconnessa con la rete di trasmissione nazionale
informazioni sufficienti per garantire il funzionamento
sicuro ed efficiente, lo sviluppo coordinato e
l'interoperabilita' delle reti interconnesse.
2. Il gestore della rete di trasmissione nazionale
gestisce i flussi di energia, i relativi dispositivi di
interconnessione ed i servizi ausiliari necessari;
garantisce l'adempimento di ogni altro obbligo volto ad
assicurare la sicurezza, l'affidabilita', l'efficienza e il
minor costo del servizio e degli approvvigionamenti;
gestisce la rete, di cui puo' essere proprietario, senza
discriminazione di utenti o categorie di utenti; delibera
gli interventi di manutenzione e di sviluppo della rete, a
proprio carico, se proprietario della rete, o a carico
della societa' proprietarie, in modo da assicurare la
sicurezza e la continuita' degli approvvigionamenti,
nonche' lo sviluppo della rete medesima nel rispetto degli
indirizzi del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato. Al gestore sono trasferiti competenze,
diritti e poteri di soggetti privati e pubblici, anche ad
ordinamento autonomo, previsti dalla normativa vigente con
riferimento alle attivita' riservate al gestore stesso. Il
gestore della rete di trasmissione nazionale mantiene il
segreto sulle informazioni commerciali riservate acquisite
3. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas fissa
le condizioni atte a garantire a tutti gli utenti della
rete la liberta' di accesso a parita' di condizioni,
l'imparzialita' e la neutralita' del servizio di
trasmissione e dispacciamento. Nell'esercizio di tale
competenza l'Autorita' persegue l'obiettivo della piu'
efficiente utilizzazione dell'energia elettrica prodotta o
comunque immessa nel sistema elettrico nazionale,
compatibilmente con i vincoli tecnici della rete.
L'Autorita' prevede, inoltre, l'obbligo di utilizzazione
prioritaria dell'energia elettrica prodotta a mezzo di
fonti energetiche rinnovabili e di quella prodotta mediante
4. Entro il termine di trenta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto l'ENEL S.p.a.
costituisce una societa' per azioni cui conferisce, entro i
successivi sessanta giorni, tutti i beni, eccettuata la
proprieta' delle reti, i rapporti giuridici inerenti
all'attivita' del gestore stesso, compresa la quota parte
dei debiti afferenti al patrimonio conferito, e il
personale necessario per le attivita' di competenza. Con
propri decreti il Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, sentita l'Autorita' dell'energia
elettrica ed il gas, entro i trenta giorni successivi alla
data dei suddetti conferimenti, dispone gli eventuali,
ulteriori conferimenti necessari all'attivita' del gestore
e approva i conferimenti stessi. Lo stesso Ministro
determina con proprio provvedimento la data in cui la
societa' assume la titolarita' e le funzioni di gestore
della rete di trasmissione nazionale; dalla medesima data
le azioni della suddetta societa' sono assegnate a titolo
gratuito al Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica. I diritti dell'azionista sono
esercitati d'intesa tra il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica e il Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Gli
indirizzi strategici ed operativi del gestore sono definiti
dal Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato. Fino alla stessa data l'ENEL S.p.a. e'
responsabile del corretto funzionamento della rete di
trasmissione nazionale e delle attivita' di dispacciamento
nonche' di quanto previsto dal comma 12.
5. Il gestore della rete e' concessionario delle
attivita' di trasmissione e dispacciamento; la concessione
e' disciplinata, entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, con decreto del
Con analogo decreto, si provvede ad integrare o modificare
la concessione rilasciata in tutti i casi di modifiche
nell'assetto e nelle funzioni del gestore e, comunque, ove
il Ministro delle attivita' produttive lo ritenga
necessario, per la migliore funzionalita' della concessione
medesima all'esercizio delle attivita' riservate al
6. Il gestore, con proprie delibere, stabilisce le
regole per il dispacciamento nel rispetto delle condizioni
di cui al comma 3 e degli indirizzi di cui al comma 2
dell'art. 1. Sulla base di direttive emanate dall'Autorita'
per l'energia elettrica e il gas entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, il gestore
della rete di trasmissione nazionale adotta regole
tecniche, di carattere obiettivo e non discriminatorio, in
materia di progettazione e funzionamento degli impianti di
generazione, delle reti di distribuzione, delle
apparecchiature direttamente connesse, dei circuiti di
interconnessione e delle linee dirette, al fine di
garantire la piu' idonea connessione alla rete di
trasmissione nazionale nonche' la sicurezza e la
connessione operativa tra le reti. L'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas verifica la conformita' delle
regole tecniche adottate dal gestore alle direttive dalla
stessa emanate e si pronuncia, sentito il gestore, entro
novanta giorni; qualora la pronuncia non intervenga entro
tale termine, le regole si intendono approvate. In nessun
caso possono essere riconosciuti ai proprietari di porzioni
della rete di trasmissione nazionale, o a coloro che ne
abbiano la disponibilita', fatta eccezione per il gestore
della rete di trasmissione nazionale in relazione alle
attivita' di trasmissione e di dispacciamento, diritti di
esclusiva o di priorita' o condizioni di maggior favore di
alcun tipo nell'utilizzo della stessa. L'utilizzazione
della rete di trasmissione nazionale per scopi estranei al
servizio elettrico non puo' comunque comportare vincoli o
restrizioni all'utilizzo della rete stessa per le finalita'
disciplinate dal presente decreto. Le regole tecniche di
cui al presente comma sono pubblicate nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e sono notificate alla
Commissione delle Comunita' europee a norma dell'art. 8
7. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, il Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, sentiti l'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas e i soggetti interessati,
determina con proprio decreto l'ambito della rete di
trasmissione nazionale, comprensiva delle reti di tensione
uguale o superiore a 220 kV e delle parti di rete, aventi
tensioni comprese tra 120 e 220 kV, da individuare secondo
criteri funzionali. Successivamente alla emanazione di tale
decreto il gestore puo' affidare a terzi, previa
autorizzazione del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato e sulla base di convenzioni approvate
dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, la
gestione di limitate porzioni della rete di trasmissione
nazionale non direttamente funzionali alla stessa. Entro
trenta giorni dalla emanazione del decreto di
determinazione della rete di trasmissione nazionale i
proprietari di tale rete, o coloro che ne hanno comunque la
disponibilita', costituiscono una o piu' societa' di
capitali alle quali, entro i successivi novanta giorni,
sono trasferiti esclusivamente i beni e i rapporti, le
attivita' e le passivita', relativi alla trasmissione di
energia elettrica. Il Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato e il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica possono
promuovere l'aggregazione delle suddette societa', anche in
forme consortili, favorendo la partecipazione di tutti gli
8. Il gestore stipula convenzioni, anche con le
societa' che dispongono delle reti di trasmissione, per
disciplinare gli interventi di manutenzione e di sviluppo
della rete e dei dispositivi di interconnessione con altre
reti nel caso in cui non ne sia proprietario; altrimenti il
gestore risponde direttamente nei confronti del Ministero
delle attivita' produttive della tempestiva esecuzione
degli interventi di manutenzione e sviluppo della rete
deliberati. Le suddette convenzioni, sono stipulate in
conformita' ad una convenzione tipo definita, entro
centoventi giorni dall'entrata in vigore del presente
decreto legislativo, con decreto del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, su
proposta dell'Autorita' dell'energia elettrica e del gas, a
norma della legge n. 481 del 1995, sentita la Conferenza
unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28
a) la competenza del gestore ad assumere le decisioni
in materia di manutenzione, gestione e sviluppo della rete;
b) un'adeguata remunerazione delle attivita' e degli
investimenti, tenuto conto degli obblighi normativi a
carico degli operatori;
c) le modalita' di accertamento di disfunzioni ed
inadempimenti e la determinazione delle conseguenti
sanzioni, della possibilita' di interventi sostitutivi e di
eventuali indennizzi alle parti lese;
d) le modalita' di coinvolgimento delle regioni
interessate in ordine agli aspetti di localizzazione,
9. In caso di mancata stipula, entro centoventi giorni
dall'emanazione del decreto di determinazione della rete di
trasmissione nazionale di cui al comma 7, delle convenzioni
con le societa' che dispongono delle reti di trasmissione,
le stesse sono definite e rese efficaci entro i successivi
sessanta giorni con decreto del Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, su proposta
dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas. Fino alla
assunzione della titolarita' da parte del gestore di cui al
comma 4, i soggetti proprietari delle reti restano
responsabili della corretta manutenzione e funzionamento
delle reti e dei dispositivi di loro proprieta'; i costi
relativi possono essere riconosciuti dal gestore della rete
di trasmissione nazionale nell'ambito della relativa
convenzione. Eventuali inadempienze o disservizi sono
sanzionati dall'Autorita' per l'energia elettrica ed il
gas. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas controlla
che i rapporti oggetto delle convenzioni si svolgano nel
rispetto delle disposizioni in esse contenute, potendo
irrogare le sanzioni previste dall'art. 2, comma 20,
lettera c), della legge 14 novembre 1995, n. 481, nel caso
in cui le violazioni accertate pregiudichino l'accesso e
l'uso a condizioni paritetiche della rete di trasmissione
nazionale. Dei provvedimenti e delle iniziative adottate ai
sensi del presente comma viene data preventiva
10. Per l'accesso e l'uso della rete di trasmissione
nazionale e' dovuto al gestore un corrispettivo determinato
indipendentemente dalla localizzazione geografica degli
impianti di produzione e dei clienti finali, e comunque
sulla base di criteri non discriminatori. La misura del
corrispettivo e' determinata dall'Autorita' per l'energia
elettrica e il gas entro novanta giorni dall'entrata in
vigore del presente decreto, considerando anche gli oneri
connessi ai compiti previsti al comma 12 ed e' tale da
incentivare il gestore allo svolgimento delle attivita' di
propria competenza secondo criteri di efficienza economica.
Con lo stesso provvedimento l'Autorita' disciplina anche il
periodo transitorio fino all'assunzione della titolarita'
da parte del gestore di cui al comma 4.
11. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del
presente decreto legislativo, con uno o piu' decreti del
della programmazione economica, su proposta dell'Autorita'
per l'energia elettrica e il gas, sono altresi' individuati
gli oneri generali afferenti al sistema elettrico, ivi
inclusi gli oneri concernenti le attivita' di ricerca e le
L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas provvede al
conseguente adeguamento del corrispettivo di cui al comma
10. La quota parte del corrispettivo a copertura dei
suddetti oneri a carico dei clienti finali, in particolare
per le attivita' ad alto consumo di energia, e' definita in
misura decrescente in rapporto ai consumi maggiori.
12. Il Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, con proprio provvedimento ai sensi del
comma 3 dell'art. 1, determina la cessione dei diritti e
delle obbligazioni relative all'acquisto di energia
elettrica, comunque prodotta da altri operatori nazionali,
da parte dell'ENEL S.p.a. al gestore della rete di
trasmissione nazionale. Il gestore ritira altresi'
l'energia elettrica di cui al comma 3 dell'art. 22 della
legge 9 gennaio 1991, n. 9, offerta dai produttori a prezzi
determinati dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas
in applicazione del criterio del costo evitato. Con
apposite convenzioni, previa autorizzazione del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato sentita
l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, sono altresi'
ceduti al gestore, da parte dell'imprese
produttrici-distributrici, l'energia.elettrica ed i
relativi diritti di cui al titolo IV, lettera b), del
provvedimento CIP n. 6/1992; la durata di tali convenzioni
e' fissata in otto anni a partire dalla data di messa in
esercizio degli impianti ed il prezzo corrisposto include
13. Dalla data di entrata in funzione del sistema di
dispacciamento di merito economico il gestore, restando
garante del rispetto delle clausole contrattuali, cede
l'energia acquisita ai sensi del comma 12 al mercato. Ai
fini di assicurare la copertura dei costi sostenuti dal
gestore, l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas
include negli oneri di sistema la differenza tra i costi di
acquisto del gestore e la somma dei ricavi derivanti dalla
vendita dell'energia sul mercato e dalla vendita dei
diritti di cui al comma 3 dell'art. 11.
14. L'autorizzazione alla realizzazione delle linee
dirette e' rilasciata dalle competenti amministrazioni,
previo parere del gestore per le linee di tensione
superiore a 120 kV. Il rifiuto dell'autorizzazione deve
15. Il Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, per gli adempimenti relativi
all'attuazione del presente decreto, puo' avvalersi, con
opportune soluzioni organizzative, del supporto tecnico del
gestore. Per assicurare la continuita' operativa,
l'incarico previsto all'art. 22, comma 2, della legge
9 gennaio 1991, n. 10, e' rinnovabile due volte».
«Art. 11 (Energia elettrica da fonti rinnovabili). - 1.
Al fine di incentivare l'uso delle energie rinnovabili, il
risparmio energetico, la riduzione delle emissioni di
anidride carbonica e l'utilizzo delle risorse energetiche
nazionali, a decorrere dall'anno 2001 gli importatori e i
soggetti responsabili degli impianti che, in ciascun anno,
importano o producono energia elettrica da fonti non
rinnovabili hanno l'obbligo di immettere nel sistema
elettrico nazionale, nell'anno successivo, una quota
prodotta da impianti da fonti rinnovabili entrati in
esercizio o ripotenziati, limitatamente alla producibilita'
aggiuntiva, in data successiva a quella di entrata in
2. L'obbligo di cui al comma 1 si applica alle
importazioni e alle produzioni di energia elettrica, al
netto della cogenerazione, degli autoconsumi di centrale e
delle esportazioni, eccedenti i 100 GWh, nonche' al netto
dell'energia elettrica prodotta da impianti di
gassificazione che utilizzino anche carbone di origine
nazionale, l'uso della quale fonte e' altresi' esentato
dall'imposta di consumo e dall'accisa di cui all'art. 8
della legge 23 dicembre 1998, n. 488; la quota di cui al
comma 1 e' inizialmente stabilita nel due per cento della
3. Gli stessi soggetti possono adempiere al suddetto
obbligo anche acquistando, in tutto o in parte,
l'equivalente quota o i relativi diritti da altri
produttori, purche' immettano l'energia da fonti
rinnovabili nel sistema elettrico nazionale, o dal gestore
della rete di trasmissione nazionale. I diritti relativi
agli impianti di cui all'art. 3, comma 7, della legge
14 novembre 1995, n. 481, sono attribuiti al gestore della
rete di trasmissione nazionale. Il gestore della rete di
trasmissione nazionale, al fine di compensare le
fluttuazioni produttive annuali o l'offerta insufficiente,
puo' acquistare e vendere diritti di produzione da fonti
rinnovabili, prescindendo dalla effettiva disponibilita',
con l'obbligo di compensare su base triennale le eventuali
4. Il gestore della rete di trasmissione nazionale
assicura la precedenza all'energia elettrica prodotta da
impianti che utilizzano, nell'ordine, fonti energetiche
rinnovabili, sistemi di cogenerazione, sulla base di
specifici criteri definiti dall'Autorita' per l'energia
elettrica e il gas, e fonti nazionali di energia
combustibile primaria, queste ultime per una quota massima
annuale non superiore al quindici per cento di tutta
l'energia primaria necessaria per generare l'energia
elettrica consumata.
5. Con decreto del Ministro dell'industria, del
dell'ambiente, sono adottate le direttive per l'attuazione
di quanto disposto dai commi 1, 2 e 3, nonche' gli
incrementi della percentuale di cui al comma 2 per gli anni
successivi al 2002, tenendo conto delle variazioni connesse
al rispetto delle norme volte al contenimento delle
emissioni di gas inquinanti, con particolare riferimento
agli impegni internazionali previsti dal protocollo di
6. Al fine di promuovere l'uso delle diverse tipologie
di fonti rinnovabili, con deliberazione del CIPE, adottata
su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, sentita la Conferenza unificata,
istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281, sono determinati per ciascuna fonte gli obiettivi
pluriennali ed e' effettuata la ripartizione tra le regioni
e le province autonome delle risorse da destinare
all'incentivazione. Le regioni e le province autonome,
anche con proprie risorse, favoriscono il coinvolgimento
delle comunita' locali nelle iniziative e provvedono,
attraverso procedure di gara, all'incentivazione delle
L'art. 3, paragrafo 2 cosi' recita:
«2. Entro il 27 ottobre 2002, e successivamente ogni
cinque anni, gli Stati membri adottano e pubblicano una
relazione che stabilisce per i dieci anni successivi gli
obiettivi indicativi nazionali di consumo futuro di
elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili in
termini di percentuale del consumo di elettricita'. Tale
relazione delinea inoltre le misure adottate o previste a
livello nazionale per conseguire tali obiettivi. Per
fissare gli obiettivi sino al 2010 gli Stati membri:
tengono conto dei valori di riferimento riportati
nell'allegato;
provvedono affinche' gli obiettivi siano compatibili
con gli impegni nazionali assunti nell'ambito degli impegni
sui cambiamenti climatici sottoscritti dalla Comunita' ai
sensi del protocollo di Kyoto della convenzione quadro
delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici».
- Per il decreto legislativo 16 marzo 1999, n, 79, vedi
- Per la legge 1° giugno 2002, n. 120, vedi note alle
- Per la legge 9 gennaio 1991, n. 9, vedi note alle
premesse. L'art. 22 cosi' recita:
«Art. 22 (Regime giuridico degli impianti di produzione
di energia elettrica a mezzo di fonti rinnovabili e
assimilate). - 1. La produzione di energia elettrica a
mezzo di impianti che utilizzano fonti di energia
considerate rinnovabili o assimilate, ai sensi della
normativa vigente, e in particolare la produzione di
energia elettrica a mezzo di impianti combinati di energia
e calore, non e' soggetta alla riserva disposta in favore
dell'Enel dall'art. 1 della legge 6 dicembre 1962, n. 1643,
e successive modificazioni e integrazioni, e alle
autorizzazioni previste dalla normativa emanata in materia
di nazionalizzazione di energia elettrica.
2. I soggetti che intendono provvedere
all'installazione degli impianti di cui al comma 1 devono
darne comunicazione al Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, all'Enel e all'ufficio
tecnico delle imposte di fabbricazione competente per
3. L'eccedenza di energia elettrica prodotta dagli
impianti di cui al presente articolo e' ceduta all'Enel e
alle imprese produttrici e distributrici di cui all'art. 4,
n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato
dall'art. 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308.
4. La cessione, lo scambio, la produzione per conto
terzi e il vettoriamento dell'energia elettrica prodotta
dagli impianti di cui al presente articolo sono regolati da
apposite convenzioni con l'Enel in conformita' ad una
convenzione tipo, approvata dal Ministero dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, sentite le regioni, che
terra' conto del necessario coordinamento dei programmi
realizzativi nel settore elettrico nei diversi ambiti
5. I prezzi relativi alla cessione, alla produzione per
conto dell'Enel, al vettoriamento ed i parametri relativi
allo scambio vengono definiti dal CIP entro centottanta
ed aggiornati con cadenza almeno biennale, assicurando
prezzi e parametri incentivanti nel caso di nuova
produzione di energia elettrica ottenuta da fonti
energetiche di cui al comma 1. Nel caso di impianti che
utilizzano fonti energetiche assimilate a quelle
rinnovabili, il CIP definisce altresi' le condizioni
tecniche generali per l'assimilabilita'.
6. E' abrogato l'art. 4 della legge 29 maggio 1982, n.
7. Ai fini dell'applicazione delle norme di cui agli
articoli 2 e 3 della legge 31 ottobre 1966, n. 940, gli
impianti di produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili ed assimilate ai sensi della normativa vigente
con potenza non superiore a 20 kW vengono esclusi dal
pagamento dell'imposta e dalla categoria di officina
elettrica, in caso di funzionamento in servizio separato
rispetto alla rete pubblica.».
Valori di riferimento per gli obiettivi indicativi
nazionali degli Stati membri relativi al contributo
dell'elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili
al consumo lordo di elettricita' entro il 2010 (*).
(*) Nel tener conto dei valori di riferimento enunciati nel
presente allegato, gli Stati membri partono necessariamente
dall'ipotesi che la disciplina degli aiuti di Stato per la
tutela dell'ambiente consente regimi nazionali di sostegno
alla promozione dell'elettricita' prodotta da fonti
energetiche rinnovabili».
- L'art. 3, paragrafo 3, art. 6, paragrafo 2, e art. 7,
paragrafo 7 della medesima direttiva, cosi' recitano:
«3. Gli Stati membri pubblicano, per la prima volta
entro il 27 ottobre 2003, e successivamente ogni due anni,
una relazione che contiene un'analisi del raggiungimento
degli obiettivi indicativi nazionali tenendo conto, in
particolare, dei fattori climatici che potrebbero
condizionare tale realizzazione, e che indica il grado di
coerenza tra le misure adottate e gli impegni nazionali sui
«Art. 6. - 1. (Omissis).
2. Gli Stati membri pubblicano entro il 27 ottobre 2003
una relazione sulla valutazione di cui al paragrafo 1,
indicando, se del caso, le azioni intraprese. Tale
relazione fornisce, qualora sia pertinente nel contesto
legislativo nazionale, un quadro dello svolgimento, in
particolare per quanto riguarda:
il coordinamento fra i diversi organi amministrativi
in materia di scadenze, ricezione e trattamento delle
domande di autorizzazione;
l'eventuale definizione di linee guida per le
attivita' di cui al paragrafo 1 e la fattibilita'
dell'instaurazione di una procedura di programmazione
rapida per i produttori di elettricita' che utilizzano
la designazione di autorita' con funzioni di
mediazione nelle controversie fra le autorita' responsabili
del rilascio delle autorizzazioni e i richiedenti.
Art. 7. - 7. Nella relazione di cui all'art. 6,
paragrafo 2, gli Stati membri esaminano anche le misure da
adottare per agevolare l'accesso alla rete
dell'elettricita' prodotta da fonti energetiche
rinnovabili. Tale relazione esamina tra l'altro la
fattibilita' dell'introduzione di una misurazione
bidirezionale».
Incremento della quota minima di cui all'articolo 11
del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,
e sanzioni per gli inadempienti
delle tutele di cui all'articolo 9 della Costituzione. Il Ministro
delle attivita' produttive, con propri decreti emanati di concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, sentita
la Conferenza unificata, stabilisce gli ulteriori incrementi della
medesima quota minima, per il triennio 2007-2009 e per il triennio
2010-2012. Tali decreti sono emanati, rispettivamente, entro il
31 dicembre 2004 ed entro il 31 dicembre 2007.
- Per il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e
l'art. 11, commi 1, 2 e 3, vedi note all'art. 2.
«Art. 9. - La Repubblica promuove lo sviluppo della
cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il
- Per l'art. 11, comma 5 del decreto legislativo
16 marzo 1999, n. 79, vedi note all'art. 2.
- Per la legge 14 novembre 1995, n. 481 vedi note alle
CIPE 19 dicembre 2002, n. 123 di «revisione delle linee guida per le
2. Nell'ambito della disciplina di cui al comma 1 non e' consentita
la vendita dell'energia elettrica prodotta dagli impianti alimentati
decreto, il Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, d'intesa con la
elettrica dalla fonte solare.
2. I criteri di cui al comma 1, senza oneri per il bilancio dello
Stato e nel rispetto della normativa comunitaria vigente:
a) stabiliscono i requisiti dei soggetti che possono beneficiare
dell'incentivazione;
b) stabiliscono i requisiti tecnici minimi dei componenti e degli
c) stabiliscono le condizioni per la cumulabilita'
dell'incentivazione con altri incentivi;
d) stabiliscono le modalita' per la determinazione dell'entita'
dell'incentivazione. Per l'elettricita' prodotta mediante conversione
fotovoltaica della fonte solare prevedono una specifica tariffa
incentivante, di importo decrescente e di durata tali da garantire
una equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio;
e) stabiliscono un obiettivo della potenza nominale da
f) fissano, altresi', il limite massimo della potenza elettrica
cumulativa di tutti gli impianti che possono ottenere
l'incentivazione;
g) possono prevedere l'utilizzo dei certificati verdi attribuiti
al Gestore della rete dall'articolo 11, comma 3, secondo periodo del
- Per il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 e
l'art. 11, comma 3, vedi note all'art. 2.
- Il decreto del Ministro dell'industria del commercio
e dell'artigianato in data 9 maggio 2001 reca:
«Approvazione della disciplina del mercato elettrico di cui
all'art. 5, comma 1 del decreto legislativo 16 marzo 1999,
n. 79».
- Per il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, vedi
note alle premesse. L'art. 5, comma 1, cosi' recita:
«1. La gestione economica del mercato elettrico e'
affidata ad un gestore del mercato. Il gestore del mercato
e' una societa' per azioni, costituita dal gestore della
rete di trasmissione nazionale entro nove mesi dalla data
di entrata in vigore del presente decreto. Esso organizza
il mercato stesso secondo criteri di neutralita',
trasparenza, obiettivita', nonche' di concorrenza tra
produttori, assicurando altresi' la gestione economica di
un'adeguata disponibilita' della riserva di potenza. La
disciplina del mercato, predisposta dal gestore del mercato
entro un anno dalla data della propria costituzione, e'
approvata con decreto del Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, sentita l'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas. Essa, in particolare,
prevede, nel rispetto dei predetti criteri, i compiti del
gestore del mercato in ordine al bilanciamento della
domanda e dell'offerta e gli obblighi di produttori e
importatori di energia elettrica che non si avvalgono di
quanto disposto dall'art. 6.».
- Per l'art. 11, comma 5, del decreto legislativo
Garanzia di origine dell'elettricita'
al rilascio, su richiesta del produttore, della «garanzia di origine
di elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili», nel
seguito denominata «garanzia di origine».
notorieta' firmata dal legale rappresentante, ai sensi degli
articoli 21, 38 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica
dell'articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
28 dicembre 2000, n. 445, reca: «Testo unico delle
documentazione amministrativa». Gli articoli 21, 38, e 47,
propria firma e il timbro dell'ufficio».
«Art. 38 (Modalita' di invio e sottoscrizione delle
istanze). - 1. Tutte le istanze e le dichiarazioni da
presentare alla pubblica amministrazione o ai gestori o
esercenti di pubblici servizi possono essere inviate anche
2. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via
telematica sono valide:
a) se sottoscritte mediante la firma digitale, basata
su di un certificato qualificato, rilasciato da un
certificatore accreditato, e generata mediante un
dispositivo per la creazione di una firma sicura;
b) ovvero quando l'autore e' identificato dal sistema
informatico con l'uso della carta d'identita' elettronica o
3. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di
notorieta' da produrre agli organi della amministrazione
pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono
sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente
fotostatica non autenticata di un documento di identita'
del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento e'
inserita nel fascicolo. Le istanze e la copia fotostatica
del documento di identita' possono essere inviate per via
dal regolamento di cui all'art. 15, comma 2 della legge 15
marzo 1997, n. 59. (L)».
«Art. 47 (Dichiarazioni sostitutive dell'atto di
- La legge 31 dicembre 1996, n. 675, reca: «Tutela
dei dati personali».
l'art. 11, comma 5, vedi note all'art. 2.
autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o altro soggetto
istituzionale delegato dalla regione, nel rispetto delle normative
vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e
del patrimonio storico-artistico. A tal fine la Conferenza dei
servizi e' convocata dalla regione entro trenta giorni dal
ricevimento della domanda di autorizzazione. Resta fermo il pagamento
del diritto annuale di cui all'articolo 63, commi 3 e 4, del testo
di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive
successive modificazioni e integrazioni. Il rilascio
dell'autorizzazione costituisce titolo a costruire ed esercire
l'impianto in conformita' al progetto approvato e deve contenere, in
ogni caso, l'obbligo alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi
a carico del soggetto esercente a seguito della dismissione
all'articolo 2, comma 2, lettere b) e c) per i quali non e' previsto
di cui ai commi 3 e 4.
8, nonche' del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228,
8. Gli impianti di produzione di energia elettrica di potenza
complessiva non superiore a 3 MW termici, sempre che ubicati
all'interno di impianti di smaltimento rifiuti, alimentati da gas di
discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, nel
rispetto delle norme tecniche e prescrizioni specifiche adottate ai
sensi dei commi 1, 2 e 3 dell'articolo 31 del decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22, sono, ai sensi e per gli effetti
dell'articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica
24 maggio 1988, n. 203, attivita' ad inquinamento atmosferico poco
significativo ed il loro esercizio non richiede autorizzazione. E'
conseguentemente aggiornato l'elenco delle attivita' ad inquinamento
atmosferico poco significativo di cui all'allegato I al decreto del
Presidente della Repubblica 25 luglio 1991.
specifiche tipologie di impianti.
- Il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, reca:
«Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le
imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni
penali e amministrative».
- La legge 7 agosto 1990, n. 241, reca: «Nuove norme in
accesso ai documenti amministrativi».
- La legge 5 marzo 2001, n. 57, reca: «Disposizioni in
materia di apertura e regolazione dei mercati». Gli
articoli 7 e 8 cosi' recitano:
dell'acquacoltura). - 1. Il Governo e' delegato a emanare,
Ministri e dopo avere acquisito il parere della Conferenza
naturali, della biodiversita', del patrimonio culturale e
produzione estensiva biologica e di qualita', favorire il
e) garantire un costante miglioramento della
qualita', valorizzare le peculiarita' dei prodotti e il
rapporto fra prodotti e territorio, assicurare una adeguata
informazione al consumatore e tutelare le tradizioni
alimentari e la presenza nei mercati internazionali, con
particolare riferimento alle produzioni tipiche, biologiche
e di qualita';
disposizioni comuni-tarie in materia di concorrenza;
foreste in Europa».
alle lettere a), b), c), l), e u), nonche' degli
interventi finanziari previsti dal decreto legislativo
30 aprile 1998, n. 173, nonche' per garantire la
trasparenza del mercato e la tutela dei consumatori;
- Il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, reca:
«Orientamento e modernizzazione del settore, a norma
dell'art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57». L'art. 14
«Art. 14 (Contratti di collaborazione con le pubbliche
amministrazioni). - 1. Le pubbliche amministrazioni possono
concludere contratti di collaborazione, anche ai sensi
dell'art. 119 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, con gli imprenditori agricoli anche su richiesta delle
organizzazioni professionali agricole maggiormente
rappresentative a livello nazionale, per la promozione
delle vocazioni produttive del territorio e la tutela delle
produzioni di qualita' e delle tradizioni alimentari
2. I contratti di collaborazione sono destinati ad
assicurare il sostegno e lo sviluppo dell'imprenditoria
agricola locale, anche attraverso la valorizzazione delle
peculiarita' dei prodotti tipici, biologici e di qualita',
anche tenendo conto dei distretti agroalimentari, rurali e
3. Al fine di assicurare un'adeguata informazione ai
consumatori e di consentire la conoscenza della provenienza
della materia prima e della peculiarita' delle produzioni
di cui ai commi 1 e 2, le pubbliche amministrazioni, nel
rispetto degli Orientamenti comunitari in materia di aiuti
di Stato all'agricoltura, possono concludere contratti di
promozione con gli imprenditori agricoli che si impegnino
nell'esercizio dell'attivita' di impresa ad assicurare la
tutela delle risorse naturali, della biodiversita', del
patrimonio culturale e del paesaggio agrario e forestale».
- Per il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22,
vedi note alle premesse. L'art. 31, commi 1, 2 e 3, cosi'
«Art. 31 (Determinazione delle attivita' e delle
caratteristiche dei rifiuti per l'ammissione alle procedure
semplificate). - 1. Le procedure semplificate devono
comunque garantire un elevato livello di protezione
ambientale e controlli efficaci.
2. Con decreti del Ministro dell'ambiente, di concerto
dell'artigianato e della sanita', e, per i rifiuti agricoli
e le attivita' che danno vita ai fertilizzanti, di concerto
con il Ministro delle risorse agricole, alimentari e
forestali, sono adottate per ciascun tipo di attivita' le
norme, che fissano i tipi e le quantita' di rifiuti, e le
condizioni in base alle quali le attivita' di smaltimento
di rifiuti non pericolosi effettuate dai produttori nei
luoghi di produzione degli stessi e le attivita' di
recupero di cui all'allegato C sono sottoposte alle
procedure semplificate di cui agli articoli 32 e 33. Con la
medesima procedura si provvede all'aggiornamento delle
predette norme tecniche e condizioni.
3. Le norme e le condizioni di cui al comma 2 sono
individuate entro centottanta giorni dalla data di entrata
in vigore del presente decreto e devono garantire che i
tipi o le quantita' di rifiuti ed i procedimenti e metodi
di smaltimento o di recupero siano tali da non costituire
un pericolo per la salute dell'uomo e da non recare
pregiudizio all'ambiente. In particolare per accedere alle
procedure semplificate le attivita' di trattamento termico
e di recupero energetico devono, inoltre, rispettare le
a) siano utilizzati combustibili da rifiuti urbani
oppure rifiuti speciali individuati per frazioni omogenee;
b) i limiti di emissione non siano meno restrittivi
di quelli stabiliti per gli impianti di incenerimento dei
rifiuti dalle direttive comunitarie 89/369/CEE del
Consiglio dell'8 giugno 1989, 89/429/CEE del Consiglio del
21 giugno 1989, 94/67/CE del Consiglio del 16 dicembre
1994, e successive modifiche ed integrazioni, e dal decreto
del Ministro dell'ambiente 16 gennaio 1995, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 30 gennaio
1995, n. 24. Le prescrizioni tecniche riportate all'art. 6,
comma 2, della direttiva 94/67/CE del Consiglio del
16 dicembre 1994 si applicano anche agli impianti termici
produttivi che utilizzano per la combustione comunque
c) sia garantita la produzione di una quota minima di
trasformazione del potere calorifico dei rifiuti in energia
utile calcolata su base annuale.».
- Il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 203, reca: «Attuazione delle direttive CEE numeri
80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in
materia di qualita' dell'aria, relativamente a specifici
agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli
impianti industriali, ai sensi dell'art. 15 della legge
16 aprile 1987, n. 183». (Pubblicato nella Gazzetta
Uffficiale 16 giugno 1988, n. 140, supplemento ordinario).
«1. Inquinamento atmosferico: ogni modificazione della
normale composizione o stato fisico dell'aria atmosferica,
dovuta alla presenza nella stessa di uno o piu' sostanze in
quantita' e con caratteristiche tali da alterare le normali
condizioni ambientali e di salubrita' dell'aria; da
costituire pericolo ovvero pregiudizio diretto o indiretto
per la salute dell'uomo; da compromettere le attivita'
ricreative e gli altri usi legittimi dell'ambiente;
alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi ed i beni
materiali pubblici e privati».
- Il decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio
1991, reca: «Modifiche dell'atto di indirizzo e
coordinamento in materia di emissioni poco significative e
di attivita' a ridotto inquinamento atmosferico, emanato
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in
data 21 luglio 1989. L'allegato I cosi' recita:
ELENCO DELLE ATTIVITA' AD INQUINAMENTO
ATMOSFERICO POCO SIGNIFICATIVO
1. Pulizia a secco di tessuti e pellami, escluse
pellicce, pulitintolavanderie: per tali impianti la
condizione necessaria per essere inclusi nel presente
elenco e' il ciclo chiuso.
2. Lavorazioni meccaniche in genere con esclusione di
attivita' di verniciatura, trattamento superficiale dei
metalli e smerigliature.
4. Attivita' estetica, sanitaria e di servizio e cura
7. Decorazione di piastrelle ceramiche senza
procedimento di cottura.
8. Officine meccaniche di riparazioni veicoli
(carburatoristi, elettrauto e simili).
preparazione, filatura, tessitura trama, catena o
maglia di fibre naturali artificiali e sintetiche con
eccezione dell'operazione di testurizzazione delle fibre
sintetiche e del bruciapelo;
nobilitazione di fibre, filati, tessuti di ogni tipo
e natura distinta nelle fasi di purga, lavaggio, candeggio
(ad eccezione dei candeggi effettuati con sostanze in grado
di liberare cloro e/o suoi composti), tintura, finissaggio
a condizione che siano rispettate le seguenti condizioni:
a) le operazioni in bagno acquoso vengano condotte
a temperatura inferiore alla temperatura di ebollizione del
bagno medesimo;
b) le operazioni di bagno acquoso vengano condotte
alla temperatura di ebollizione ma senza utilizzazione di
acidi, alcali o altri prodotti organici ed inorganici
c) le operazioni in bagno acquoso vengano condotte
alla temperatura di ebollizione in macchinari chiusi;
d) le operazioni di asciugamento o essiccazione e i
trattamenti con vapore espanso o a bassa pressione vengano
condotti a temperatura inferiore a 150° e che nell'ultimo
bagno acquoso applicato alla merce non siano stati
utilizzati acidi, alcali o altri prodotti organici od
11. Panetteria, pasticceria ed affini con non piu' di
300 kg di farina al giorno.
12. Stabulari acclusi a laboratori di ricerca e di
18. Silos per materiali da costruzione ad esclusione di
quelli asserviti agli impianti di produzione industriale.
21. Impianti termici o caldaie inseriti in un ciclo
produttivo o comunque con un consumo di combustibile annuo
utilizzato per piu' del 50% in un ciclo produttivo. La
potenza termica di ciascuna unita' deve essere inferiore a
3 Mw se funzionanti a metano o GPL, e 1 Mw per il gasolio e
a 0,3 Mw se funzionanti ad olio combustibile, con contenuto
di zolfo non superiore all'1% in peso.
22. Stoccaggio e movimentazione di prodotti
petrolchimici ed idrocarburi naturali estratti da
giacimento, stoccati e movimentati a ciclo chiuso o
protetti da gas inerte.
23. Sfiati e ricambi d'aria esclusivamente adibiti alla
protezione e sicurezza degli ambienti di lavoro.
25. Impianti termici connessi alle attivita' di
stoccaggio dei prodotti petroliferi con una potenzialita'
termica minore di 5 Mw se funzionanti a metano o GPL e 2,5
Mw se funzionanti a gasolio, per meno di 2200 ore annue.
26. Gruppi elettrogeni e di cogenerazione con potenza
termica inferiore a 3 Mw se alimentati a metano o GPL e
potenza termica inferiore a 1 Mw se alimentati a benzina o
27. Concerie e pelliccerie con impianti dotati di
macchinari a ciclo chiuso.
28. Seconde lavorazioni del vetro ad esclusione di
quelle comportanti operazioni di acidatura e satinatura.
29. Produzione di vetro con forni elettrici a volta
fredda».
comma 3, e all'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, l'energia elettrica prodotta da impianti alimentati da
fonti rinnovabili e' immessa nel sistema elettrico con le modalita'
indicate ai successivi commi.
2. Per quanto concerne l'energia elettrica prodotta da impianti di
potenza uguale o superiore a 10 MVA alimentati da fonti rinnovabili,
ad eccezione di quella prodotta dagli impianti alimentati dalle fonti
rinnovabili di cui al primo periodo del comma 3 e di quella ceduta al
Gestore della rete nell'ambito delle convenzioni in essere stipulate
ai sensi dei provvedimenti Cip 12 luglio 1989, n. 15/89, 14 novembre
1990, n. 34/90, 29 aprile 1992, n. 6/92, nonche' della deliberazione
dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas 28 ottobre 1997, n.
108/1997, limitatamente agli impianti nuovi, potenziati o rifatti,
come definiti dagli articoli 1 e 4 della medesima deliberazione, essa
viene collocata sul mercato elettrico secondo la relativa disciplina
e nel rispetto delle regole di dispacciamento definite dal Gestore
della rete in attuazione delle disposizioni del decreto legislativo
16 marzo 1999, n. 79.
rinnovabili eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice
ed idraulica, limitatamente, per quest'ultima fonte, agli impianti ad
acqua fluente, ad eccezione di quella ceduta al Gestore della rete
nell'ambito delle convenzioni in essere stipulate ai sensi dei
provvedimenti Cip 12 luglio 1989, n. 15/89, 14 novembre 1990, n.
34/90, 29 aprile 1992, n. 6/92, nonche' della deliberazione
108/97, limitatamente agli impianti nuovi, potenziati o rifatti, come
definiti dagli articoli 1 e 4 della medesima deliberazione, essa e'
ritirata, su richiesta del produttore, dal gestore di rete alla quale
l'impianto e' collegato. L'Autorita' per l'energia elettrica ed il
gas determina le modalita' per il ritiro dell'energia elettrica di
cui al presente comma facendo riferimento a condizioni economiche di
- Per il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,
l'art. 3, comma 3 e l'art. 11, comma 4, vedi note all'art.
degli standard tecnici per la realizzazione degli impianti di utenza
e di rete per la connessione;
determinazione dei costi, a carico del produttore, per l'espletamento
di tutte le fasi istruttorie necessarie per l'individuazione della
soluzione definitiva di connessione;
produttore, individuando altresi' i provvedimenti che il Gestore
della rete deve adottare al fine di definire i requisiti tecnici di
detti impianti; per i casi nei quali il produttore non intenda
avvalersi di questa facolta', stabiliscono quali sono le iniziative
che il gestore di rete deve adottare al fine di ridurre i tempi di
e) prevedono la pubblicazione, da parte dei gestori di rete,
delle condizioni tecniche ed economiche necessarie per la
realizzazione delle eventuali opere di adeguamento delle
infrastrutture di rete per la connessione di nuovi impianti;
f) definiscono le modalita' di ripartizione dei costi fra tutti i
produttori che ne beneficiano delle eventuali opere di adeguamento
delle infrastrutture di rete. Dette modalita', basate su criteri
oggettivi, trasparenti e non discriminatori tengono conto dei
benefici che i produttori gia' connessi e quelli collegatisi
successivamente e gli stessi gestori di rete traggono dalle
3. I gestori di rete hanno l'obbligo di fornire al produttore che
richiede il collegamento alla rete di un impianto alimentato da fonti
rinnovabili le soluzioni atte a favorirne l'accesso alla rete,
unitamente alle stime dei costi e della relativa ripartizione, in
conformita' alla disciplina di cui al comma 1.
4. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas adotta i
provvedimenti eventualmente necessari per garantire che la
tariffazione dei costi di trasmissione e di distribuzione non
penalizzi l'elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili,
compresa quella prodotta in zone periferiche, quali le regioni
insulari e le regioni a bassa densita' di popolazione.
a favore delle fonti rinnovabili e dell'efficienza
1. Nell'ambito delle disposizioni di cui all'articolo 11 della
legge 7 giugno 2000, n. 150, e con le modalita' previste dalla
medesima legge, su proposta del Ministro delle attivita' produttive,
territorio, e' svolta una campagna di informazione e comunicazione a
sostegno delle fonti rinnovabili e dell'efficienza negli usi finali
2. La campagna di cui al comma 1 viene svolta almeno per gli anni
- La legge 7 giugno 2000, n. 150, reca: «Disciplina
pubbliche ammmistrazioni». L'art. 11, cosi' recita:
«Art. 11 (Programmi di comunicazione). - 1. In
conformita' a quanto previsto dal capo I della presente
legge e dall'art. 12 del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, e successive modificazioni, nonche' dalle
direttive impartite dal Presidente del Consiglio dei
Ministri, le amministrazioni statali elaborano annualmente
il programma delle iniziative di comunicazione che
intendono realizzare nell'anno successivo, comprensivo dei
progetti di cui all'art. 13, sulla base delle indicazioni
metodologiche del Dipartimento per l'informazione e
l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il
programma e' trasmesso entro il mese di novembre di ogni
anno allo stesso Dipartimento. Iniziative di comunicazione
non previste dal programma possono essere promosse e
realizzate soltanto per particolari e contingenti esigenze
sopravvenute nel corso dell'anno e sono tempestivamente
comunicate al Dipartimento per l'informazione e l'editoria.
2. Per l'attuazione dei programmi di comunicazione il
Dipartimento per l'informazione e l'editoria provvede in
a) svolgere funzioni di centro di orientamento e
consulenza per le amministrazioni statali ai fini della
messa a punto dei programmi e delle procedure. Il
Dipartimento puo' anche fornire i supporti organizzativi
alle amministrazioni che ne facciano richiesta;
b) sviluppare adeguate attivita' di conoscenza dei
problemi della comunicazione pubblica presso le
c) stipulare, con i concessionari di spazi
pubblicitari, accordi quadro nei quali sono definiti i
criteri di massima delle inserzioni radiofoniche,
televisive o sulla stampa, nonche' le relative tariffe».
Osservatorio nazionale sulle fonti rinnovabili
e l'efficienza negli usi finali dell'energia
1. E' istituito l'Osservatorio nazionale sulle fonti rinnovabili e
l'efficienza negli usi finali dell'energia. L'Osservatorio, svolge
attivita' di monitoraggio e consultazione sulle fonti rinnovabili e
sull'efficienza negli usi finali dell'energia, allo scopo di:
a) verificare la coerenza tra le misure incentivanti e normative
promosse a livello statale e a livello regionale;
b) effettuare il monitoraggio delle iniziative di sviluppo del
c) valutare gli effetti delle misure di sostegno, nell'ambito
delle politiche e misure nazionali per la riduzione delle emissioni
dei gas serra;
f) proporre le misure e iniziative eventualmente necessarie per
migliorare la previsione dei flussi di cassa dei progetti finalizzati
alla costruzione e all'esercizio di impianti alimentati da fonti
rinnovabili e di centrali ibride;
g) proporre le misure e iniziative eventualmente necessarie per
salvaguardare la produzione di energia elettrica degli impianti
alimentati a biomasse e rifiuti, degli impianti alimentati da fonti
rinnovabili non programmabili e degli impianti alimentati da fonti
rinnovabili di potenza inferiore a 10 MVA, prodotta successivamente
alla scadenza delle convenzioni richiamate all'articolo 13, commi 2 e
3, ovvero a seguito della cessazione del diritto ai certificati
2. L'Osservatorio di cui al comma 1 e' composto da non piu' di
venti esperti della materia di comprovata esperienza.
3. Con decreto del Ministro delle attivita' produttive e del
il Ministro dell'economia e delle finanze e degli Affari regionali,
sentita la Conferenza unificata, da emanarsi entro sessanta giorni
sono nominati i membri l'Osservatorio e ne sono organizzate le
4. Il decreto stabilisce altresi' le modalita' di partecipazione di
altre amministrazioni nonche' le modalita' con le quali le attivita'
di consultazione e monitoraggio sono coordinate con quelle eseguite
da altri organismi di consultazione operanti nel settore energetico.
5. I membri dell'Osservatorio durano in carica cinque anni dalla
data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 3.
6. Le spese per il funzionamento dell'Osservatorio, trovano
copertura, nel limite massimo di 750.000 Euro all'anno, aggiornato
annualmente in relazione al tasso di inflazione, sulle tariffe per il
trasporto dell'energia elettrica, secondo modalita' stabilite
dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, fatta salva la
remunerazione del capitale riconosciuta al Gestore della rete dalla
regolazione tariffaria in vigore, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo. L'esatta
quantificazione degli oneri finanziari di cui al presente comma e'
effettuata nell'ambito del decreto di cui al comma 3.
7. Dall'attuazione del presente articolo non derivano nuovi o
maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Fermo restando quanto
previsto al comma 6, le amministrazioni provvedono ai relativi
adempimenti con le strutture fisiche disponibili.
Inclusione dei rifiuti tra le fonti energetiche ammesse
a beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili
1. Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 43, com-ma 1, lettera
e), della legge 1° marzo 2002, n. 39, e nel rispetto della gerarchia
di trattamento dei rifiuti di cui al decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22, sono ammessi a beneficiare del regime riservato alle
fonti energetiche rinnovabili i rifiuti, ivi compresa, anche tramite
il ricorso a misure promozionali, la frazione non biodegradabile ed i
combustibili derivati dai rifiuti, di cui ai decreti previsti dagli
articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 92 e
alle norme tecniche UNI 9903-1. Pertanto, agli impianti, ivi incluse
le centrali ibride, alimentati dai suddetti rifiuti e combustibili,
si applicano le disposizioni del presente decreto, fatta eccezione,
limitatamente alla frazione non biodegradabile, di quanto previsto
all'articolo 11. Sono fatti salvi i diritti acquisiti a seguito
dell'applicazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo
16 marzo 1999, n. 79, e successivi provvedimenti attuativi.
a) le fonti assimilate alle fonti rinnovabili, di cui
all'articolo 1, comma 3 della legge 9 gennaio 1991, n. 10;
b) i beni, i prodotti e le sostanze derivanti da processi il cui
scopo primario sia la produzione di vettori energetici o di energia;
c) i prodotti energetici che non rispettano le caratteristiche
definite nel del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
8 marzo 2002, e successive modifiche ed integrazioni.
3. Fermo restando quanto disposto ai commi 1 e 2, entro centoventi
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il
dell'ambiente e della tutela del territorio, sentite le competenti
Commissioni parlamentari e d'intesa con la Conferenza unificata,
adotta un decreto con il quale sono individuati gli ulteriori rifiuti
e combustibili derivati dai rifiuti ammessi a beneficiare, anche
tramite il ricorso a misure promozionali, del regime giuridico
riservato alle fonti rinnovabili. Il medesimo decreto stabilisce
altresi:
a) i valori di emissione consentiti alle diverse tipologie di
impianto utilizzanti i predetti rifiuti e combustibili derivati dai
b) le modalita' con le quali viene assicurato il rispetto della
gerarchia comunitaria di trattamento dei rifiuti, di cui al decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, in particolare per i rifiuti a
base di biomassa.
4. Fatto salvo quanto disposto al comma 1, l'ammissione dei rifiuti
e dei combustibili derivati dai rifiuti al regime giuridico riservato
alle fonti rinnovabili e' subordinata all'entrata in vigore del
decreto di cui al comma 3.
- Per la legge 1° marzo 2002, n. 39 e l'art. 43, comma
1, lettera e), vedi note alle premesse.
- Per la legge 9 gennaio 1991, n. 10, vedi note alle
premesse. L'art. 1, comma 3, cosi' recita:
«3. Ai fini della presente legge sono considerate fonti
rinnovabili di energia o assimilate: il sole, il vento,
l'energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il
moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici ed
inorganici o di prodotti vegetali. Sono considerate
altresi' fonti di energia assimilate alle fonti rinnovabili
di energia: la cogenerazione, intesa come produzione
combinata di energia elettrica o meccanica e di calore, il
calore recuperabile nei fumi di scarico e da impianti
termici, da impianti elettrici e da processi industriali,
nonche' le altre forme di energia recuperabile in processi,
in impianti e in prodotti ivi compresi i risparmi di
energia conseguibili nella climatizzazione e
nell'illuminazione degli edifici con interventi
sull'involucro edilizio e sugli impianti. Per i rifiuti
organici ed inorganici resta ferma la vigente disciplina ed
in particolare la normativa di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, e
successive modificazioni ed integrazioni, al decreto-legge
31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441, e al decreto-legge
9 settembre 1988, n. 397, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 novembre 1988, n. 475».
1. La produzione di energia elettrica da impianti alimentati da
fonti rinnovabili e da rifiuti che ottiene i certificati verdi non
puo' ottenere i titoli derivanti dalla applicazione delle
disposizioni attuative dell'articolo 9, comma 1, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, ne' i titoli derivanti
dall'applicazione delle disposizioni attuative dell'articolo 16,
comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.
2. La produzione di energia elettrica da impianti alimentati da
biodiesel che abbia ottenuto l'esenzione dall'accisa ai sensi
dell'articolo 21 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, o da altro
provvedimento di analogo contenuto, non puo' ottenere i certificati
verdi, ne' i titoli derivanti dalla applicazione delle disposizioni
attuative dell'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, ovvero dall'applicazione delle disposizioni attuative
dell'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.
note alle premesse. L'art. 9, comma 1, cosi' recita:
«1. Le imprese distributrici hanno l'obbligo di
connettere alle proprie reti tutti i soggetti che ne
facciano richiesta, senza compromettere la continuita' del
servizio e purche' siano rispettate le regole tecniche
nonche' le deliberazioni emanate dall'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas in materia di tariffe,
contributi ed oneri. Le imprese distributrici operanti alla
data di entrata in vigore del presente decreto, ivi
comprese, per la quota diversa dai propri soci, le societa'
cooperative di produzione e distribuzione di cui all'art.
4, n. 8, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, continuano a
svolgere il servizio di distribuzione sulla base di
concessioni rilasciate entro il 31 marzo 2001 dal Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato e aventi
scadenza il 31 dicembre 2030. Con gli stessi provvedimenti
sono individuati i responsabili della gestione, della
manutenzione e, se necessario, dello sviluppo delle reti di
distribuzione e dei relativi dispositivi di
interconnessione, che devono mantenere il segreto sulle
informazioni commerciali riservate; le concessioni
prevedono, tra l'altro, misure di incremento
dell'efficienza energetica degli usi finali di energia
secondo obiettivi quantitativi determinati con decreto del
di concerto con il Ministro dell'ambiente entro novanta
- Per il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164,
vedi note alle premesse. L'art. 16, comma 4, cosi' recita:
«4. Le imprese di distribuzione perseguono il risparmio
energetico e lo sviluppo delle fonti rinnnovabili. Gli
obiettivi quantitativi nazionali, definiti in coerenza con
gli impegni previsti dal protocollo di Kyoto, ed i principi
di valutazione dell'ottenimento dei risultati sono
individuati con decreto del Ministro dell'industria, del
dell'ambiente, sentita la Conferenza unificata, da emanare
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto. Gli obiettivi regionali e le relative modalita' di
raggiungimento, utilizzando anche lo strumento della
remunerazione delle iniziative di cui al comma 4 dell'art.
23, nel cui rispetto operano le imprese di distribuzione,
sono determinati con provvedimenti di pianificazione
energetica regionale, sentiti gli organismi di raccordo
regione-autonomie locali. In sede di Conferenza unificata
e' verificata annualmente la coerenza degli obiettivi
regionali con quelli nazionali».
Disposizioni specifiche per le regioni
a statuto speciale e per le province autonome
e delle province autonome di Trento e di Bolzano che provvedono alle
finalita' del presente decreto legislativo ai sensi dei rispettivi
1. Dal 1° gennaio 2004 e fino alla data di entrata a regime del
mercato elettrico di cui all'articolo 5 del decreto legislativo
16 marzo 1999, n. 79, al produttore che cede l'energia elettrica di
cui all'articolo 13, com-ma 3, e' riconosciuto il prezzo fissato
dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas per l'energia
elettrica all'ingrosso alle imprese distributrici per la vendita ai
clienti del mercato vincolato. Con proprio decreto, il Ministro delle
attivita' produttive fissa, ai soli fini del presente decreto
legislativo, la data di entrata a regime del mercato elettrico di cui
all'articolo 5 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
2. In deroga a quanto stabilito all'articolo 8, comma 7,
l'elettricita' prodotta dalle centrali ibride, anche operanti in
co-combustione, che impiegano farine animali oggetto di smaltimento
ai sensi del decreto-legge 11 gennaio 2001, n. 1, convertito, con
modificazioni, nella legge 9 marzo 2001, n. 49, ha diritto, per i
soli anni dal 2003 al 2007, al rilascio dei certificati verdi sul
3. I soggetti che importano energia elettrica da Stati membri
dell'Unione europea, sottoposti all'obbligo di cui all'articolo 11
del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, possono richiedere al
Gestore della rete, relativamente alla quota di elettricita'
importata prodotta da fonti rinnovabili, l'esenzione dal medesimo
obbligo. La richiesta e' corredata almeno da copia conforme della
garanzia di origine rilasciata, ai sensi dell'articolo 5 della
direttiva 2001/77/CE, nel Paese ove e' ubicato l'impianto di
produzione. In caso di importazione di elettricita' da Paesi terzi,
l'esenzione dal medesimo obbligo, relativamente alla quota di
elettricita' importata prodotta da fonti rinnovabili, e' subordinata
alla stipula di un accordo tra il Ministero delle attivita'
produttive e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e i competenti Ministeri dello Stato estero da cui l'elettricita'
viene importata, che prevede che l'elettricita' importata prodotta da
fonti rinnovabili e' garantita come tale con le medesime modalita' di
cui all'articolo 5 della direttiva 2001/77/CE.
4. Ai fini del conseguimento degli obiettivi nazionali di cui alle
relazioni richiamate all'articolo 3, comma 1, i certificati verdi
possono essere rilasciati esclusivamente alla produzione di
elettricita' da impianti ubicati sul territorio nazionale, ovvero
alle importazioni di elettricita' da fonti rinnovabili esclusivamente
provenienti da Paesi che adottino strumenti di promozione ed
incentivazione delle fonti rinnovabili analoghi a quelli vigenti in
Italia e riconoscano la stessa possibilita' ad impianti ubicati sul
territorio italiano, sulla base di accordi stipulati tra il Ministero
delle attivita' produttive e il Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e i competenti Ministeri del Paese estero da
cui l'elettricita' da fonti rinnovabili viene importata.
5. Il periodo di riconoscimento dei certificati verdi e' fissato in
otto anni, al netto dei periodi di fermata degli impianti causati da
eventi calamitosi dichiarati tali dalle autorita' competenti.
6. Al fine di promuovere in misura adeguata la produzione di
elettricita' da impianti alimentati da biomassa e da rifiuti, ad
esclusione di quella prodotta da centrali ibride, con il decreto di
cui al comma 8, il periodo di riconoscimento dei certificati verdi di
cui al comma 5 puo' essere elevato, anche mediante rilascio, dal nono
anno, di certificati verdi su una quota dell'energia elettrica
prodotta anche tenuto conto di quanto previsto al precedente art. 17.
Al medesimo fine, possono anche essere utilizzati i certificati verdi
attribuiti al Gestore della rete dall'articolo 11, comma 3, secondo
periodo, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. La predetta
elevazione del periodo di riconoscimento dei certificati verdi non
puo' essere concessa per la produzione di energia elettrica da
impianti che hanno beneficiato di incentivi pubblici in conto
7. I certificati verdi rilasciati per la produzione di energia
elettrica in un dato anno possono essere usati per ottemperare
all'obbligo, di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, relativo anche ai successivi due anni.
8. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
provvedimento, con decreto del Ministro delle attivita' produttive di
concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio,
sono aggiornate le direttive di cui all'articolo 11, comma 5, del
9. Fino all'entrata in vigore delle direttive di cui
all'articolo 14, comma 1, si applicano le disposizioni vigenti.
10. Dall'attuazione del presente decreto non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato ovvero minori
note alle premesse. L'art. 5, cosi' recita:
«Art. 5 (Funzioni di gestore del mercato). - 1. La
gestione economica del mercato elettrico e' affidata ad un
gestore del mercato. Il gestore del mercato e' una societa'
per azioni, costituita dal gestore della rete di
trasmissione nazionale entro nove mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto. Esso organizza il
mercato stesso secondo criteri di neutralita', trasparenza,
obiettivita', nonche' di concorrenza tra produttori,
assicurando altresi' la gestione economica di un'adeguata
disponibilita' della riserva di potenza. La disciplina del
mercato, predisposta dal gestore del mercato entro un anno
dalla data della propria costituzione, e' approvata con
dell'artigianato, sentita l'Autorita' per l'energia
elettrica e il gas. Essa, in particolare, prevede, nel
rispetto dei predetti criteri, i compiti del gestore del
mercato in ordine al bilanciamento della domanda e
dell'offerta e gli obblighi di produttori e importatori di
energia elettrica che non si avvalgono di quanto disposto
dall'art. 6.
si applica il dispacciamento passante. Entro il 1° gennaio
2001 l'ordine di entrata in funzione delle unita' di
produzione di energia elettrica nonche' la selezione degli
impianti di riserva e di tutti i servizi ausiliari offerti
e' determinato, salvo quanto previsto dall'art. 11, secondo
il dispacciamento di merito economico. Dalla data in cui
questo viene applicato, il gestore del mercato assume la
gestione delle offerte di acquisto e di vendita
dell'energia elettrica e di tutti i servizi connessi. [Fino
alla medesima data il gestore di cui all'art. 3 pone a
disposizione degli operatori una sede di negoziazione dei
contratti bilaterali. I contratti bilaterali stipulati
all'esterno della predetta sede sono trasmessi al gestore
della rete in copia conforme all'originale].
3. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas e'
competente, ai sensi dell'art. 20, comma 4, della direttiva
96/92/CE, anche per le controversie in materia di accesso
alle reti di interconnessione e di contratti d'importazione
ed esportazione».
«Disposizioni urgenti per la distruzione del materiale
specifico a rischio per encefalopatie spongiformi bovine e
delle proteine animali ad alto rischio, nonche' per
l'ammasso pubblico temporaneo delle proteine animali a
basso rischio. Ulteriori interventi urgenti per
fronteggiare l'emergenza derivante dall'encefalopatia
spongiforme bovina». - La legge 9 marzo 2001, n. 49,
reca: «Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 11 gennaio 2001, recante: «Disposizioni
urgenti per la distruzione del materiale specifico a
rischio per encefalopatie spongiformi bovine e delle
proteine animali ad alto rischio, nonche' per l'ammasso
pubblico temporaneo delle proteine animali a basso
rischio.».
l'art. 11, commi 3 e 5, vedi note all'art. 2.
«Art. 5 (Garanzia di origine dell'elettricita' prodotta
da fonti energetiche rinnovabili). - 1. Entro il 27 ottobre
2003 gli Stati membri fanno si' che l'origine
sia garantita come tale ai sensi della presente direttiva,
secondo criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori
stabiliti da ciascuno Stato membro. Essi prevedono il
rilascio su richiesta di garanzie di origine in tal senso.
2. Gli Stati membri possono designare uno o piu' organi
competenti, indipendenti dalle attivita' di produzione e
distribuzione, incaricati di sovrintendere al rilascio
delle garanzie di origine.
specificano la fonte energetica da cui e' stata
prodotta l'elettricita', specificano le date e i luoghi di
produzione e, nel caso delle centrali idroelettriche,
indicano la capacita';
consentono ai produttori di elettricita' che
utilizzano fonti energetiche rinnovabili di dimostrare che
l'elettricita' da essi venduta e' prodotta da fonti
energetiche rinnovabili ai sensi della presente direttiva.
4. Tali garanzie di origine rilasciate a norma del
paragrafo 2 sono reciprocamente riconosciute dagli Stati
membri esclusivamente come prova degli elementi di cui al
paragrafo 3. Un eventuale mancato riconoscimento della
garanzia di origine quale prova in questo senso, in
particolare per ragioni connesse con la prevenzione delle
frodi, deve essere fondato su criteri oggettivi,
trasparenti e non discriminatori. In caso di mancato
riconoscimento di una garanzia di origine la Commissione
puo' obbligare la parte che oppone il rifiuto a riconoscere
la garanzia di origine, in particolare riguardo ai criteri
oggettivi, trasparenti e non discriminatori sui quali e'
basato il riconoscimento.
5. Gli Stati membri o gli organi competenti
istituiscono meccanismi appropriati per assicurare che la
garanzia di origine sia accurata e affidabile e descrivono
sommariamente, nella relazione di cui all'art. 3, paragrafo
3, le misure adottate per garantire l'affidabilita' del
sistema di garanzia.
6. Previa consultazione degli Stati membri, la
Commissione esamina, nella relazione di cui all'art. 8, la
forma e i metodi che gli Stati membri possono seguire per
garantire che l'elettricita' sia prodotta da fonti
energetiche rinnovabili. Se necessario, la Commissione
propone al Parlamento europeo e al Consiglio l'adozione di
norme comuni al riguardo».