Source: https://ilnostrocnr.it/regolamenti/regolamento-di-organizzazione-e-funzionamento/
Timestamp: 2018-01-21 05:01:52+00:00
Document Index: 133512852

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 21', 'art. 21', 'art.9', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 15']

Regolamenti del CNR – Il nostro CNR
ROF – LE PROPOSTE DEL PERSONALE
Il CNR sta procedendo ad una riscrittura del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento a seguito della recente approvazione del nuovo Statuto. Il Regolamento vigente risale al maggio 2015 con modifiche del dicembre 2015.
Gruppo di lavoro sul Regolamento di Organizzazione e Funzionamento (ROF). È stata istituito a tale scopo un Tavolo di discussione ROF ascoltato dal Direttore Generale cui compete la stesura del ROF. Il Gruppo di lavoro è composto da Riccardo Tascone, Direttore Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell’Informazione e delle Telecomunicazioni; Rosa Bottino, Direttore Istituto Tecnologie Didattiche; Roberto Natalini, Direttore Istituto per le Applicazioni del Calcolo; Gianluca De Bellis, Direttore Istituto di Tecnologie Biomediche; Rino Falcone, Direttore dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione; Carlo Ferdeghini, Direttore f.f. dell’Istituto Superconduttori, Materiali Innovativi e Dispositivi (SPIN); Cinzia Caporale, Comitato Nazionale per la Bioetica; Emilio Fortunato Campana, Direttore Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale; Claudio Montani, Direttore Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “Alessandro Faedo”; Claudio Conti, Direttore Istituto dei Sistemi Complessi; Domenico Laforenza, Direttore Istituto di Informatica e Telematica del CNR; Corrado Spinella, Direttore Dipartimento Scienze Fisiche; Paolo De Natale, European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy; Francesco Loreto, Direttore f.f. Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari (DiSBA), Giuseppe De Pietro, Direttore Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni; Maurizio Peruzzini, Direttore Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologia dei Materiali, Fabio Trincardi, Direttore del Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente (Dta); Roberto Zamboni, Direttore Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività, Umberto Amato, Dirigente di ricerca; Antonio Rizzo, Dirigente di ricerca; Massimiliano Di Bitetto, Direttore Geneerale; Giambattista Brignone, Ufficio Affari istituzionali e giuridici. Dal 10 ottobre si è aggiunto al gruppo Antonio Occhiuzzi, Direttore dell’Istituto per le Tecnologie di Costruzioni.
Lo schema seguito prevede la modifica dei Regolamenti vigenti attraverso un file Word editabile (cliccare qui per scaricarlo) in cui nella prima colonna sono elencati i singoli commi del regolamento vigente, e nelle altre due le proposte già formulate e quelle nuove. È anche disponibile un file pdf che contiene le stesse informazioni ma include proposte di modifica già formulate durante la gestione Annunziato-Nicolais.
Chi è interessato a proporre modifiche ai Regolamenti è invitato a formulare le proposte utilizzando il file Word online, preferibilmente inviandomelo per conoscenza, oppure a scrivere sul thread aperto per questo scopo del Forum del sito, oppure a contattarmi direttamente tramite email.
Di seguito troverete un riassunto piuttosto dettagliato dei temi affrontati nel corso delle varie riunioni. Cliccare su uno dei link sottostanti per andare direttamente alla riunione di interesse.
Sono stati trattati approfonditamente i seguenti due argomenti:
Segretari amministrativi. Il nodo di partenza è che, specialmente a seguito delle inchieste di Report, gli organi di controllo del CNR impongono la rimozione della dipendenza dei segretari amministrativi dagli Istituti. Dopo ampia discussione è stata ipotizzata una soluzione di base che dovrebbe soddisfare le richieste degli organi di controllo senza appesantire burocraticamente le procedure (e quindi allungare i tempi di espletamento delle pratiche). In pratica i Segretari Amministrativi saranno alle dipendenze dell’Amministrazione Centrale che li sceglierà e permarranno all’interno degli Istituti. Ai fini del controllo delle operazioni finanziarie con i fondi sui progetti, è stato discussa la possibilità che il responsabile dei progetti acceda ai dati SIGLA economici relativi ai suoi progetti. E’ emerso che la possibilità esiste tuttora e che a richiesta del Responsabile il Direttore consente l’accesso.
Modalità di elezione dei rappresentanti del personale nel CdA e nei Consigli Scientifici. Le modalità ricalcano le ultime elezioni del rappresentante del personale in seno al CdA: primo turno di votazione con quorum totale e quorum per il/i candidato/i vincitore/i. Secondo eventuale turno di ballottaggio in caso di mancato raggiungimento del quorum da parte dei candidati. Nel caso del CdA l’elettorato attivo è composto dal personale. Nel caso dei Consigli Scientifici da Ricercatori e Tecnologi (esclusi gli Associati). E’ stata posta la questione di parità di genere su cui c’erano diversi consensi ma che non è ancora stata risolta.
Sottolineo il clima positivo della riunione, esemplificato da un intervento iniziale di Natalini che invita esplicitamente alla scrittura di un ROF che recepisca la Carta Europea dei Ricercatori, ne potenzi il ruolo e la partecipazione e trovi ampia condivisione tra tutte le parti coinvolte.
Le proposte emerse dal personale sono state riassunte in un documento fatto pervenire ai componenti del Tavolo secondo il seguente schema:
Abbattimento della burocrazia e contenimento dei costi. Eliminare l’obbligo di autorizzazione del DG per alcuni atti: per esempio nella definizione dell’organizzazione interna della segreteria tecnico amministrativa del Dipartimento (art. 3, comma 2), nell’approvazione delle Convenzioni (art. 4, comma 1c), nella stipula di accordi delle Aree di Ricerca per l’utilizzo di infrastrutture (art. 16, comma 2d), nella nomina del Presidente di Area (art. 17, comma 2a) ed eventualmente del Responsabile di Area. Eliminare le richieste di nulla osta ai Direttori di Dipartimento nella presentazione di progetti presentati dai ricercatori. Soppressione dell’art. 23, comma 4 che prevede l’obbligo per i ricercatori e tecnologi di presentare una relazione annuale sull’attività svolta. Soppressione del tempo pieno negli incarichi di Direzione di Istituto o Dipartimento e sostituzione del compenso per i contratti di diritto privato con un’indennità da stabilire, valutando la possibilità che il CNR stipuli una polizza assicurativa collettiva per le responsabilità dei Direttori di Istituto e Dipartimento. Costi aggiuntivi di creazione e gestione di URT a carico dei progetti cui si riferiscono (art. 14, comma 1). Demandare tutte le decisioni di carattere scientifico ai soli appositi organi scientifici (per esempio art. 19, comma 5). Affrontare il problema delle Direzioni Centrali, eliminate tout court dall’approvando Statuto. Limitare l’assunzione di incarichi dirigenziali ad interim, comunque circoscritti nel tempo, a casi particolari e non generalizzati.
Coinvolgimento del personale in progetti di ricerca. Soppressione dell’art. 22 che vede gli Istituti come semplici gestori delle attività di consulenza e servizi che vengono promosse e coordinate dai Dipartimenti di cui al comma 1, e attribuzione di tale ruolo agli Istituti. Soppressione dell’art. 24, comma 4 che concede ai Dipartimenti il diritto di modifica di progetti eseguiti dagli Istituti. Soppressione dell’art. 24, comma 5 riguardante la restituzione al Dipartimento di risorse non utilizzate. Soppressione dell’autorizzazione del Dipartimento a stipulare convenzioni operative di cui all’art. 26, comma 3b. Prevedere bandi interni su fondi eventualmente assegnati ai Dipartimenti per progetti di grande rilevanza nazionale aperti a tutti i ricercatori del Dipartimento, con commissioni di selezione autorevoli e indipendenti (art. 21, comma 5). Prevedere una quota di finanziamento annuale per ricerche “libere”, da assegnare con criteri da stabilire a livello di CdA e/o di Istituto (art. 21 commi 1 e 6).
Meccanismi di controllo. Decentralizzazione del controllo mediante una condivisione delle informazioni: accesso (in lettura) del responsabile dei progetti finanziati ai corrispondenti dati SIGLA; invio automatico di comunicazioni al responsabile mediante posta elettronica ogni qualvolta si effettui un’operazione mediante SIGLA sui suoi progetti; istituzione di una commissione di controllo centrale per tutto l’Ente che intervenga a campione o su segnalazione. Estensione dei meccanismi di controllo alle Aree di Ricerca, ai Dipartimenti e all’Amministrazione Centrale con modalità da definire. Scelta di un Segretario Amministrativo di Area afferente ad un Istituto diverso da quello del Presidente. Incrementare la trasparenza degli atti mediante loro pubblicazione non ristretta (per esempio verbali dei Consigli di Istituto, dei Comitati di Area e in generale di tutti gli organismi). Tuttavia si ritiene prioritario che la Commissione si interfacci con la Commissione di studio per l’efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative istituita dal Presidente Inguscio a valle delle inchieste di Report, per l’ “individuazione di nuove regole e soluzioni per l’adeguamento dei nuovi regolamenti del Cnr […] che dovranno assicurare l’efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative del Cnr” al fine di acquisirne le indicazioni. Potenziamento del Whistleblowing.
Partecipazione del personale alla gestione dell’Ente. Ridisegno del ruolo del Consiglio di Istituto in termini di parere vincolante su alcune decisioni interne agli Istituti (per esempio bilancio; partecipazioni societarie di cui all’art.9, comma 1c; contratti e convenzioni di pertinenza degli Istituti di cui all’art. 13 comma 1); obbligatorietà di trasmissione ai Dipartimenti di tutti i pareri espressi dal CdI (attualmente vigente solo per l’articolo 13, commi 1a e 1b). Possibilità di richiedere la convocazione di una seduta di CdI (art. 13, comma 2). Valutazione di Direttori di Istituto e di Dipartimento da parte del CdI. Valutazione dei Comitati di Area. In un ruolo più avanzato il CdI potrebbe assumere compiti esclusivi complementari alla Direzione di Istituto su alcuni servizi (per esempio gestione di overhead, formazione, associature). Ruolo del personale degli Istituti nella scelta del Direttore di Istituto (per esempio votazione da parte del personale all’interno di una rosa scelta con procedura comparativa da un’apposita Commissione). Rimozione dell’anonimato sulle linee strategiche dei candidati Direttori e loro diffusione tra il personale dell’Istituto (art. 13, comma 1f). Estendere elettorato attivo e passivo per la scelta dei componenti eletti dal personale nei Consigli Scientifici ai ricercatori/tecnologi dell’Ente escludendo gli associati secondo il numero stabilito dallo Statuto (2). Istituzione di una consulta del personale che attraverso una piattaforma informatica consenta a tutto il personale di discutere argomenti specifici e votare su particolari quesiti.
Erano presenti solo Direttori e Direttori di Dipartimento oltre a rappresentanti dell’Amministrazione Centrale.
L’incontro è consistito nella revisione sequenziale analitica degli articoli del vecchio ROF fino all’art. 11.
Di seguito indico le principali discussioni avvenute nel corso dell’incontro:
Art. 1: è stata uniformata la nomenclatura all’attuale strutturazione scientifico/amministrativa delle ricerche: Aree Strategiche eventualmente articolate in Aree Progettuali. La soluzione individuata mira a tenere conto delle diverse scelte fatte dai Dipartimenti nel definire le Aree Strategiche (in numero limitato) e quelle Progettuali. È stato riferito che il prossimo PdG ricalcherà quello precedente per non drenare risorse all’implementazione del nuovo PdG (2019) che dovrà tenere conto delle indicazioni dell’approvando ROF. Sono comunque state chieste da più Direttori modifiche al PdG tese a renderlo maggiormente compatibile con la strutturazione scientifica della attività di ricerca e per semplificare la gestione delle spese cogenti di Istituto (incluso l’overhead applicato ai progetti)
Art. 1.2.m: soppresso
Art. 3.2: soppresso (il DG emanava le direttive ai Direttori di Dipartimento per l’organizzazione delle segreterie)
Art. 3.3: Il DG si è impegnato a stilare un’apposita circolare che spieghi le modalità con cui gli Istituti chiedono l’afferenza ad un Dipartimento. L’obiettivo dichiarato è il pieno coinvolgimento del CdI
Art. 3.4: sostituita la parola committenza
Art. 4.1: non approvata la soppressione del termine “dirige” per le attività del Direttore di Dipartimento
Art. 4.1: Non approvata la soppressione della necessità di avere l’autorizzazione del Direttore di Dipartimento alla presentazione dei progetti da parte degli Istituti (e in analogia delle Convenzioni stipulate) nei casi in cui l’autorizzazione è ancora tuttora necessaria ai sensi del vigente ROF
È stato chiarito che le Conferenze di Dipartimento sono aperte a tutti i Ricercatori e Tecnologi e che possono anche avvalersi di strumenti telematici di comunicazione
Art. 5.6: Non approvato il coinvolgimento di CdI e personale nella seconda fase di selezione del Direttore di Dipartimento. Eliminato l’anonimato sui documenti di visione strategica
Art. 6.1: Confermato l’obbligo di incarico a tempo pieno per il Direttore di Dipartimento
Art. 6.2: Rimandata al CdA la decisione se prevedere un compenso per i Direttori di Dipartimento FF. Non approvata la norma secondo cui un Direttore FF non può essere nominato Direttore con piene funzioni
Art. 6.3: Non approvata la norma che avrebbe previsto un’indennità invece di un compenso al Direttore di Dipartimento
Art. 9.1.c: Introdotto il parere vincolante del CdI nella nomina degli Associati nell’Istituto
Art. 10.6: eliminato l’anonimato sui documenti strategici presentati dai candidati a Direttore di Istituto
Art. 11.1: Confermato l’obbligo di incarico a tempo pieno per il Direttore di Istituto
Art. 11.1.b: Non approvata la norma che avrebbe previsto la possibilità che il CdI esprimesse una valutazione negativa del Direttore di Istituto
Art. 11.3 Non approvata la norma che avrebbe previsto un’indennità invece di un compenso al Direttore di Istituto
Principali esiti:
Sull’art. 11 comma 3 (valutazione del CdI che incide sull’indennità di risultato del Direttore di istituto) è stato riferito che l’indennità si baserà anche su una valutazione annuale dei Direttori cosiddetta a 360 gradi come già avviene per l’Amministrazione Centrale (tutto il personale riceverà una scheda di valutazione del Direttore da sottomettere).
È stato poi ripresa la discussione sul numero massimo di mandati che un Direttore può espletare (nella riunione del 7 settembre era stato deciso in numero di 2 (come previsto dalla legge) indipendentemente dagli Istituti diretti). Su sollecitazione di alcuni Direttori non partecipanti al tavolo, il Direttori presenti hanno deciso di limitare il numero di mandati a 2 solo sul singolo Istituto.
Consulta del Personale. È stata ampiamente discussa la proposta descritta su codesto sito. Sono emerse perplessità su alcuni punti specifici e sono state espresse contrarietà all’idea in toto. La proposta non verrà inserita nella versione di ROF che il DG si appresta a stilare, ma verrà comunque segnalata per un suo eventuale inserimento.
Art. 12 comma 1. È stato discussa la stesura degli atti costitutivi degli Istituti, con particolare riguardo al fatto che alcune Regioni del Mezzogiorno non riconoscono le Sedi Secondarie, pur evidentemente locali, come organismi autonomi e quindi non vengono ritenute idonee a partecipare ai bandi per progetti riservati. Inoltre è stata introdotta la questione del diritto di opzione del personale in caso di cambiamenti negli Istituti, ed è stata rimandata ad articoli più specifici
Art. 12 comma 4. È stato ribadito (come discusso nella riunione del 18 luglio) che il Segretario amministrativo verrà nominato dall’Amministrazione Centrale, sarà alle sue dipendenze e avrà funzioni esclusive di indirizzamento e controllo ma non operative. Per gli Istituti situati in Aree di ricerca ci sarà l’opzione che gli organismi di controllo formati dai Segretari Amministrativi agiscano a livello di Area per tutti gli Istituti afferenti e non di singoli Istituti, oltre che per le Aree di ricerca.
Art. 13 comma 5 (Consigli di istituto). Esteso a tutti i commi a) – g) l’obbligo di trasmissione del parere ai Dipartimenti
Art. 13 comma 1g. Alla richiesta di parere vincolante sul bilancio dell’Istituto, è stato osservato che il Direttore è tenuto ad approvare solo il Piano di Gestione dell’Istituto (quindi la previsione di spesa per l’anno successivo) ma nessun rendiconto delle spese effettuate. Pertanto non esiste un documento riepilogativo di spese che il Direttore deve approvare e su cui il CdI potrebbe esprimere parere vincolante. È stato anche osservato che comunque il CdI può richiedere al Direttori i più ampi chiarimenti e documenti in materia ai sensi dell’art. 13 comma 1.
Art. 13 comma 4. Ribadito che l’elettorato è costituito dal solo personale dipendente (esclusione degli Associati)
Art. 13 comma 7. I Direttori hanno scelto la pubblicizzazione dei verbali nelle reti Intranet. Peraltro la dizione “verbale” verrà sostituta con quella di “resoconti”. Considerata la loro pubblicità, ed in particolare la possibilità per un qualunque cittadino di accedere a tutti i documenti della Pubblica Amministrazione attraverso l’Istituto dell’accesso civico generalizzato (salvo i casi espressamente non consentiti), è stato formulato l’invito a porre attenzione sui contenuti dei resoconti, evitando affermazioni passibili di denunce.
Art. 14 comma 1 (Unità di ricerca esterne). L’articolo è stato riformulato per eventuali proposte di carattere ampiamente trasversale e non direttamente di ricerca scientifica che trovano difficile collocazione nell’impianto del CNR. Si tratta di un numero estremamente limitato con significative restrizioni sull’istituzione (proposta del Presidente, parere di CdA e Consiglio Scientifico; limiti temporali)
Art. 15 (Aree di Ricerca). I Presidenti delle Aree hanno unanimemente richiesto di esercitare solo i ruoli scientifici e politici (in particolare curare i rapporti con le Amministrazioni/autorità locali) ma non quelli tecnici, che verrebbero demandati a colui che è attualmente il Responsabile di Area, ove presente. Pertanto la discussione, che non ha avuto come esito la definizione di una proposta precisa, ha riguardato molti aspetti tecnici su come possa essere attuata e sulle implicazioni che comporterebbe (per esempio l’attribuzione delle funzioni datoriali, ma anche aspetti di tipo economico per il compenso che prevederebbe)
Art. 15 comma 1. I decreti istitutivi delle Aree di Ricerca verranno ottenuti da un modello campione (così come i regolamenti interni di cui all’art. 15 comma 5)
Art. 15 comma 3a. Diviso in due articoli: il primo coinvolge esclusivamente il ricorso a FOE; il secondo eventualmente e in caso di necessità ai fondi esterni
Art. 15 commi 3a, 3b. Le questioni sollevate riguardanti la ripartizione tra gli Istituti delle spese di Area, i criteri, la gestione degli spazi affidati a società esterne erano state già affrontate in precedenti riunioni
Art. 17 comma 1. E’ stata discussa la composizione del Comitato di Area in particolare per quanto riguarda il ruolo dei Responsabili di Sedi Secondarie (che vengono delegati una volta per sempre dai Direttori)
Art. 17 comma 2a. Sono stati definiti i criteri di nomina alla Presidenza di Area (con particolare riguardo ai Responsabili di Sedi Secondari e ai Direttori di Istituto avendti Sedi Secondarie in Aree differenti dalla Sede principale)
Art. 19. Viene istituito l’Ufficio legale del CNR, che difenderà l’Ente negli affari legali tramite personale dell’Ente che si doterà delle necessarie abilitazioni professionali
Art. 24. Nei numerosi commi che parlano di “affidamento” di ricerche da parte del Dipartimento agli Istituti, la dizione verrà sostituita con una locuzione più realistica. Tuttavia non viene mutato l’impianto centralistico che vede gli Istituti sottomettere le proposte di progetti ai Dipartimenti quando non incluse nell’attività programmatica approvata dal Dipartimento e i Dipartimenti approvare la partecipazione. In analogia l’art. 24 comma 5 si riferisce ai progetti affidati (realmente) perché gestiti direttamente dal Dipartimento (per esempio i Progetti Premiali). In tale ambito verrà aggiunto un comma che obbliga alla diffusione della proposta di progetto presso i ricercatori per raccoglierne l’interesse.
I lavori del tavolo ROF possono essere considerati conclusi. Il Direttore Generale stilerà una proposta che verrà sottoposta alle Organizzazioni Sindacali e al personale per la discussione e la ricezione di proposte di modifica.
Gruppo di lavoro sul Regolamento di Amministrazione e Contabilità (RAC). Lo stesso gruppo di lavoro del ROF è stato convocato anche per il Regolamento di Amministrazione e Contabilità, con l’aggiunta di Roberto Tatarrelli dell’Ufficio di Programmazione Finanziaria e Controllo del CNR.
Lo schema dei lavori segue quello del ROF, con analisi del testo vigente del ROF e discussione di modifiche articolo per articolo. In particolare sono state analizzate modifiche già proposte dall’Amministrazione Centrale
La comunicazione più importante riguarda il passaggio del sistema di contabilità del CNR al modello economico-patrimoniale (detto anche civilistico) già in uso nelle imprese a partire dal 2021. Le Università hanno già completato il passaggio. Cosa voglia dire concretamente per il CNR non è ancora chiaro in tutti i dettagli, ma sono in corso diverse riunioni interne al CNR per definire una proposta operativa. Di certo la piattaforma informatica SIGLA scomparirà. Si discute se sviluppare una nuova piattaforma internamente al CNR oppure affidarsi a quella privata (CINECA) in uso presso le Università. Gli Enti di Ricerca si stanno coordinando e spingono a che il CNR sviluppi una piattaforma da condividere con gli altri Enti, con vantaggi sui costi di sviluppo e manutenzione.
Dal 1 gennaio 2019 comunque il CNR passerà ad un nuovo tipo di contabilità con grossi cambiamenti operativi. Per esempio è stato riferito che scompariranno i residui, nel senso che il 31 dicembre di ogni esercizio (a paartire dal 2018) tutte le rimanenze degli Istituti verranno riassorbite dall’Amministrazione Centrale e riassegnate ad inizio esercizio successivo agli Istituti sotto forma di competenza e non più di residui.
Per concentrare gli sforzi sulla nuova piattaforma è stato richiesto di evitare modifiche sostanziali all’attuale piattaforma SIGLA
La grossa novità, proposta dal Dott. Tatarelli, riguarda la nuova distinzione tra spese rimodulabili e non rimodulabili. Essenzialmente quelle rimodulabili sono tutte quelle su fondi esterne; quelle non rimodulabili quelle su finanziamenti ordinari del CNR. Tutti i fondi che danno origine a spese rimodulabili vengono movimentati direttamente dall’Istituto, senza più necessità di autorizzazioni da parte dell’Amministrazione Centrale o del Dipartimento o del CdA. In pratica questo vuol dire che per tutti i fondi esterni sarà possibile operare variazioni di bilancio anche nel primo anno (quando i fondi sono di competenza) direttamente nell’istituto senza richiedere autorizzazione alcuna.
Sono state sollevate osservazioni sul numero di voci di bilancio e soprattutto sul suo amplificarsi (per esempio sulla distinzione di spese per missioni, spese per registrazione a convegni, spese per benzina). Ciò richiede il moltiplicarsi della documentazione amministrativa e contabile da produrre. E’ stato riferito che le voci sono stabilite da regole europee che tendono ad uniformare le rendicontazioni per un controllo più agevole ed uniforme. In particolare per la benzina esistono ulteriori vincoli sul limite di spesa che richiedono una gestione speciale.
Sono state riportate osservazioni circa la possibilità di suddividere le spese su residui di annualità diverse. E’ stato riferito che ciò è già possibile, eccetto per missioni e compensi.
Sono stati introdotti nel Regolamento riferimenti agli “Indicatori e ai risultati attesi” previsti dalle nuove norme vigenti, ma non è ancora stato definito da cosa sono composti.
E’ stato introdotto il fondo per il finanziamento dei progetti di ricerca di interesse strategico e nazionale. Si tratta di fondi erogati dal Ministero che transitano per il CNR ma sono destinati in maniera vincolata a soggetti/Enti interni ma anche esterni al CNR (per esempio quelli deliberati dal CIPE cui ha fatto riferimento Vito Mocella in codesto post, quelli destinati alle grandi infrastrutture internazionali cui l’Italia partecipa, ecc.).
E’ stata ampiamente discussa la problematica dell’accertamento dei fondi esterni, molto sentita sia dal personale, sia dai Direttori per i ritardi nell’erogazione dei fondi da parte di Enti esterni (Ministero, Regioni, in particolare), che di fatto rende oltremodo problematico l’avvio delle ricerche. Ciò si riflette nella difficoltà di reclutare personale non strutturato che porti avanti le ricerche. In particolare all’art. 24 comma 2c) una regola per l’accertamento è stato modificata come segue: “la competenza finanziaria ed economica a favore dell’esercizio considerato e quindi che il credito sia liquido ed esigibile entro l’esercizio di riferimento”. In pratica verrebbero accertati solo i fondi di cui è considerata certa l’erogazione entro l’esercizio corrente. Viene data comunque disponibilità a considerare accertamenti destinati a coprire parzialmente contratti a tempo determinato. Nel corso della discussione il Dott. Tatarelli ha riferito che conto corrente del CNR non diventa mai negativo. E’ stato richiesto l’anduamento annuale del saldo del conto corrente.
La riunione ha riguardato prevalentemente le medalità di riorganizzazione delle Aree di ricerca, rivedendo il modello centralistico verso cui ci si era orientati nelle riunioni precedenti, in quanto ritenuto difficilmente gestibile.
ROF – Tocca a noi, ce la possiamo fare
Il Direttore Generale ha avviato la (fulminea) consultazione del personale per il Regolamento di Organizzazione e Funzionamento, invitando a formulare proposte di modifica agli articoli). La versione di ROF stilata dal DG è disponibile qui.
Come probabilmente sapete contiene le modifiche concordate con alcuni Direttori di Dipartimento e di Istituto nel corso di diverse riunioni di un apposito Gruppo di lavoro. Saprete anche dai resoconti che ho pubblicato sul sito www.ilnostrocnr.it che i Direttori hanno respinto le numerose proposte di modifica che abbiamo formulato assieme, di fatto arroccandosi, compatti, su posizioni di salvaguardia di privilegi, potere e autoreferenzialità degne della migliore casta.
Ora però il nostro turno di esprimerci singolarmente sul ROF e vi dico subito che abbiamo serie possibilità di veder approvate molte importanti modifiche bocciate dai Direttori:
1) Il ROF viene approvato dal CdA. Abbiamo un Presidente che ha manifestato un’apertura del ROF alla Carta Europea dei Ricercatori (si spiega in questo modo la mia inclusione nel Gruppo di lavoro) e sta dimostrando con i fatti di tenere fede all?impegno (vedi punto successivo). Inoltre nel CdA c’è Vito Mocella, che da sempre ha posizioni simili a quelle espresse dalle nostre proposte.
2) Il Presidente ha già informalmente fatto conoscere la sua opinione riguardo due punti qualificanti del ROF (tempo pieno dei Direttori e numero di mandati di Direzione) e per entrambe è in controtendenza con quanto proposto dai Direttori.
Pertanto ho motivo di ritenere che ci siano concrete possibilità che diverse nostre proposte vengano recepite dal CdA. Bisogna però che le proposte pervengano in numero MASSICCIO da parte del personale tutto. La procedura è semplice: basta compilare un modulo disponibile in formato Word al link sopra ed inviarlo per posta elettronica all’indirizzo consultazione@cnr.it (non ho dubbi che non sia necessario apporre realmente una firma olografa, il che evita la scansione del modulo).
Per rendere il nostro compito più agevole ho predisposto una versione del modulo che contiene già le nostre principali modifiche ai Regolamenti bocciate dai Direttori presenti al gruppo di lavoro. Chi vuole potrà usare codesto modulo precompilato, inserendo le proprie generalità e rimuovendo le richieste di modifica agli articoli sgradite e/o aggiungendone di nuove. Il modello va inviato entro il 12 novembre!
Per chi ha pazienza ho predisposto un documento che spiega in dettaglio le modifiche proposte. Ribadisco che i numeri conteranno moltissimo e che si tratta di un’occasione storica per raggiungere alcune conquiste per cui abbiamo lottato assieme negli ultimi anni.
La riunione fa seguito a quella del 29 novembre annullata per intervenute dimissioni del DG Di Bitetto. Ha lo scopo di “valutare insieme le proposte di modifica pervenute a seguito della consulatazione pubblica del documento [ROF]”. Al 12 novembre erano pervenute circa 220 proposte di modifica; ulteriori sono giunte dopo il termine, anche a seguito dell’invito esplicito di ANPRI a contnuare a sottomettere proposte. Tutte sono state riassunte nei due documenti link 1 e link 2.
Nel corso della riunione sono state prese in considerazione molte proposte pervenute dal personale, riassunte nei documenti citati precedentemente; su alcune più impegnative si è concentrata la discussione più prolungata.
In premessa è stato osservato che il ROF non può non prescindere dai Regolamenti del Personale e di Amministrazione, Contabilità e Finanza, in quanto ci sono diversi argomenti molto importanti per il personale che si incrociano, come ad esempio il diritto di opzione. Il Direttore Generale ha garantito il suo interessamento in particolare per il Regolamento del Personale su cui non c’è stata finora nessuna interazione.
Diverse proposte della rete non sono state prese in considerazione per motivi oggettivi: contrarie all’approvando Statuto (per esempio nella composizione dei componenti del personale nei Consigli Scientifici); già incluse nella versione finale rilasciata dal gruppo di discussione (per esempio il parere vincolante del CdI sulle associature; la possibilità di convocare il CdI su richiesta di una minoranza dei componenti; la valutazione dei Direttori di Istituto che avverrà con il sistema cosiddetto a 360 gradi). Altre non sono state recepite dai Direttori presenti in quanto si è ritenuto che le norme attualmente vigenti già consentono di raggiungere gli obiettivi che le modifiche proposte tendevano a perseguire. E’ il caso soprattutto delle richieste di rendere vincolanti al parere del CdI alcuni atti oppure di trasmettere o coinvolgere direttamente anche il personale degli Istituti in atti in cui il CdI è già coinvolto. E’ chiara la motivazione delle richieste, tendenti a fare in modo che il personale sia sempre informato su tutte le attività dell’Istituto, obiettivo oggi troppo frequentemente disatteso. Tuttavia i Direttori presenti hanno ritenuto che gli strumenti normativi attuali già consentono ai CdI di informarsi circostanziatamente sulle attività, in quanto l’art. 13 al comma 1 prevede che il CdI “[esprima] … un parere semestrale sull’andamento generale delle attività dell’Istituto”, “[formuli] … proposte per il miglioramento della qualità delle ricerche svolte, [anche] nell’ambito delle procedure di programmazione di cui all’art. 21”, “[esprima] un parere sul piano di gestione dell’Istituto e riceve le relazioni consuntive”. I casi, pur riportati nella riunione, in cui le informazioni non vengono adeguatamente fornite ai CdI oppure gli stessi CdI non condividono con il personale sono stati giudicati delle anomalie non sufficienti ad essere normate con appositi richiami nel regolamento. Inoltre è stato osservato che, essendo in diversi casi il parere del Direttore di Istituto al massimo obbligatorio ma non vincolante, l’efficacia di un parere vincolante od obbligatorio del CdI sarebbe scarsa.
Sulla richiesta del personale di specificare il tempo parziale per i Direttori di Istituto e Dipartimento e sostituire l’attuale compenso con un’indennità, i Direttori presenti hanno osservato che, rispetto al Sistema dei Dipartimenti Universitari che era stato considerato come modello (i Direttori di Dipartimenti Universitari ricoprono l’Incarico per un numero limitato di anni, senza compenso aggiuntivo o con un’indennità in genere valutabile in poche migliaia di Euro l’anno secondo un principio di spirito di servizio), i Direttori CNR hanno incarichi di responsabilità aggiuntivi, a partire dalla gestione delle spese, che giustificano l’incarico a tempo pieno ed anche il compenso elevato. Peraltro è stato osservato che l’attribuzione di compensi elevati è da diversi anni una prassi di tutta la Pubblica Amministrazione finalizzata ad attrarre risorse di indiscussa eccellenza per gli incarichi, e che riportare i meccanismi di compenso a forme di indennità simboliche avrebbe sminuito l’immagine della ricerca. Inoltre i Direttori presenti hanno osservato che in istituzioni di ricerca internazionali (anche in quei casi non sono previsti compensi aggiuntivi per gli incarichi di Direzione), esistono meccanismi di benefit superiori al compenso attualmente elargito ai Direttori. E’ stata poi manifestata la preoccupazione che un incarico a tempo parziale potrebbe attrarre i Professori Universitari e quindi far ritornare l’Ente ad una situazione in cui la loro presenza come Direttori di Istituti CNR sarebbe preponderante. Per quanto riguarda i Direttori di Dipartimento, i Direttori presenti hanno ritenuto che anche per loro sussistessero le ragioni per un incarico a tempo pieno e compenso elevato, pur essendo i Direttori di Dipartimento non soggetti a diverse responsabilità assunte dai Direttori, a partire da quelle di spesa, sostituite dal coordinamento dei progetti e dalla procura del Presidente per la firma dei relativi atti. A tale proposito, i Direttori presenti hanno confermato l’obbligo di autorizzazione da parte dei Dipartimenti dei progetti non previsti nella programmazione approvata di Istituto. Anche la proposta di eliminare il compenso del Direttore di Dipartimento f.f. non è stata recepita.
Sulle questioni riguardanti l’Ufficio Legale (art. 19 comma 8) è stata ribadita la correttezza della formulazione proposta. Inoltre (art. 20) è stato riportato che già attualmente il numero di incarichi dirigenziali ad interim è limitato ai soli posti vacanti.
Sull’introduzione delle Consulta del personale sono state discusse due proposte, una di tipo partecipativo maturata su codesto sito (cd. articolo 0) ed una di tipo delegativo proposta da ANPRI (cd. articolo 30). La discussione è stata ampia ed approfondita e sono state manifestate critiche ma anche apprezzamenti per entrambe. Le critiche principali hanno riguardato l’inopportunità di inserimento nel ROF (nel primo caso) e la maggiore opportunità di inserimento nello Statuto nel secondo. La decisione finale è di non inserire nessuna delle due proposte nel testo ma di sottoporle comunque al CdA.
Di seguito elenco le proposte della rete che sono state recepite dai Direttori presenti.
Sulla norma relativa all’interpretazione del doppio mandato a Direttore inteso limitato al solo Istituto, i Direttori si sono mostrati in generale sorpresi dell’introduzione del vincolo, attribuendola al precedente Direttore Generale. La decisione è stata tuttavia di non specificare nella proposta del ROF alcunché, conservando la formulazione dello Statuto, in quanto, salvo diverso parere di qualche organo di Magistratura eventualmente adito, l’interpretazione è già da intendersi per l’intero Ente.
E’ stato inoltre deciso di inserire nei Comitati di Area una rappresentanza del personale afferente all’Area stessa, secondo modalità da definire.
Infine si è deciso (art. 15 comma 3a) di non specificare i fondi esterni come fonti per il finanziamento dei servizi comuni essenziali degli Istituti. La decisione peraltro era stata assunta già nelle precedenti riunioni ma non riportata nella versione finale preparata dal precedente Direttore Generale.
Come nelle precedenti riunioni una discussione molto ampia ed articolata è stata dedicata all’organizzazione delle Aree di ricerca, cercando una soluzione che riuscisse a quadrare l’indipendenza dagli Istituti dei loro organismi di controllo voluta dagli organismi di vigilanza dell’Ente specialmente a seguito delle inchieste di Report, l’efficienza delle soluzioni amministrative, l’assenza di risorse finanziare aggiuntive per le stesse.
Infine ho chiarito come i Direttori non rappresentino la Rete del personale e pertanto non era possibile che operassero un’azione di filtraggio delle proposte emerse, addivenendo ad un testo unitario. Il Direttore Generale ha chiarito che il senso della riunione era capire su quali proposte c’era anche il consenso dei Direttori presenti e che poi avrebbe formulato una sintesi da sottoporre al CdA. Il Direttore Generale ha quindi precisato che avrebbe accompagnato il testo con le proposte scaturite dal personale.
Prossimamente la bozza del ROF verrà consegnata al CdA che dovrà effettuare tutte le modifiche che riterrà opportune ed approvarlo.
– Modulo precompilato con le modifiche proposte dal personale (link) ma bocciate dai Direttori presenti nel Gruppo di Lavoro, da inviare all’indirizzo consultazione@cnr.it entro il 12 novembre.
– Note esplicative sulle modifiche proposte del ROF (link).
Proposte emerse dalla consultazione del personale essenzialmente basate sullo schema allegato su codesta pagina
Proposte ANPRI
Modulo predisposto con le modifiche proposte dal personale bocciate dai Direttori presenti nel Gruppo di Lavoro
Note esplicative sulle modifiche proposte del ROF
Proposta di modifica al ROF attualmente in vigore con le modifiche proposte dal Gruppo di lavoro
Regolamento di Organizzazione e Funzionamento (ROF) attualmente in vigore emanato il 26 maggio 2015
Proposte di modifica al ROF della gestione Annunziato-Nicolais
Proposta di modifica del Regolamento di Amministrazione e Contabilità Proposta del settembre 2015
Istituzione Commissione di studio per l’efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative del Consiglio Nazionale delle Ricerche Provvedimento no. 36 del 1 maggio 2017
Statuto del CNR, con in evidenza le parti modificate rispetto al regolamento precedente approvato dal CdA il 9 maggio 2017
Decreto Madia, Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell’articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124 emanato il 25 novembre 2016
Carta Europea dei Ricercatori e Codice di Condotta per l’Assunzione dei Ricercatori (anche in inglese) e link al sito web raccomandazione della Commissione Europea dell’11 marzo 2005