Source: https://www.ordinearchitetti.mi.it/it/notizie/dettaglio/9204-modulistica-edilizia-unificata
Timestamp: 2019-12-07 09:38:37+00:00
Document Index: 57052133

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 41', 'art. 22', 'art. 52', 'art. 3', 'art. 65', 'art. 23', 'art. 51']

Modulistica edilizia unificata - Ordine degli architetti, P.P.C della provincia di Milano
La Giunta della Regione Lombardia ha deliberato in un unico provvedimento, il 17 luglio 2017, la nuova modulistica edilizia unificata, comprensiva del modello del Permesso di costruire. Riportiamo la circolare regionale del 20/07/2017 n.10 con i relativi dettagli.
Le novità introdotte dai decreti legislativi n.126 e n.222 del 2016 hanno reso necessario l’adeguamento della modulistica per i titoli edilizi. Tutti i nuovi moduli edilizi unificati e standardizzati, approvati il 4 maggio e il 6 luglio scorsi in Conferenza Unificata, con Accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti Locali, sono stati adeguati alle normative regionali e approvati, in un unico provvedimento, con deliberazione della Giunta regionale 17 luglio 2017, n. 6894.
I Comuni saranno tenuti a pubblicare sul loro sito istituzionale e ad adottare i moduli unificati e standardizzati, come adeguati da Regione Lombardia. Nelle more di un aggiornamento e riallineamento della normativa regionale, si ritiene utile fornire alcune considerazioni in merito ad aspetti della disciplina edilizia di più frequente ricorrenza, al solo fine di agevolarne la corretta applicazione: come noto, infatti, il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell’edilizia) è stato interessato negli ultimi tempi da ripetuti interventi di modifica, anche con effetti di prevalenza rispetto a disposizioni presenti nella L.R. n. 12/2005.
Il d.lgs. n. 222/2016 ha modificato in più punti il D.P.R. 380, ridefinendo i regimi amministrativi in materia edilizia come dettagliato nella relativa tabella A e comportando anche i conseguenti aggiornamenti della modulistica. Ai fini della realizzazione degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia le fattispecie oggi possibili sono le seguenti: attività edilizia libera senza titolo abilitativo e CIL; CILA; SCIA; permesso di costruire; permesso di costruire convenzionato; SCIA alternativa al permesso di costruire.
1) Attività edilizia libera: riguarda gli interventi di cui all’art. 6, comma 1, del D.P.R. 380, che sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo; è richiesta la comunicazione di avvio lavori per la sola fattispecie di cui alla lettera e bis), ossia “le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni”.
6) Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) in alternativa al permesso di costruire, nei soli casi di cui all’articolo 23, comma 01, del D.P.R. 380. Non è più attivabile la D.I.A. alternativa al permesso di costruire disciplinata agli articoli 41 (comma 1) e 42 della L.R. n. 12/2005, mentre la comunicazione di eseguita attività di cui al comma 2 dello stesso art. 41 è da intendersi sostituita con la fattispecie di SCIA contemplata all’art. 22, comma 2, del D.P.R. 380, come modificato dal d.lgs. n. 222/2016.
Quanto affermato all’art. 52, comma 1, della L.R. n. 12/2005, ovvero “i mutamenti di destinazione d’uso, conformi alle previsioni urbanistiche comunali, connessi alla realizzazione di opere edilizie, non mutano la qualificazione dell’intervento”, non opera più, dovendosi ormai riferire alla classificazione degli interventi ex art. 3 comma 1, del T.U. statale, per il quale la modifica della destinazione d’uso rileva ai fini della qualificazione dell’intervento edilizio, fermo restando che debbanoessere conformi alle previsioni urbanistiche comunali (si vedano, in particolare, le definizioni di manutenzione straordinaria e di restauro-risanamento conservativo, quest’ultima appena modificata dall’art. 65 bis del D.L. n. 50/2017, convertito con la legge 21 giugno 2017, n. 96). Per contro, nella nostra Regione non trova applicazione l’art. 23 ter del D.P.R. 380 (introdotto con il D.L. n. 133/2014, convertito in legge n. 164/2014), che, facendo espressamente “salva diversa previsione da parte delle leggi regionali”, detta una disciplina del mutamento d’uso urbanisticamente rilevante cui la legislazione di Regione Lombardia risulta già sostanzialmente allineata (cfr. art. 51 della L.R. n. 12/2005).
Delibera 6894 del 17 luglio 2017 .PDF
Circolare 10 del 20/07/2017 .PDF