Source: http://docplayer.it/10476453-Il-nuovo-regime-fiscale-delle-cooperative.html
Timestamp: 2018-11-16 06:52:32+00:00
Document Index: 145467550

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 7']

Il nuovo regime fiscale delle cooperative - PDF
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1 Il nuovo regime fiscale delle cooperative di Sebastiano Di Diego L approfondimento Il sostanziale depotenziamento delle agevolazioni fiscali a favore delle cooperative (in virtù della loro funzione sociale), iniziato dal legislatore nel 2004, è proseguito nel corso degli anni fino ad arrivare alla cd. Manovra di Ferragosto che ha previsto ulteriori inasprimenti, con gli aumenti delle quote di utili imponibili e la tassazione della riserva minima, generando, oltretutto, confusione e incertezza in relazione alle tipologie di cooperative coinvolte dalle nuove norme. Riferimenti D.L. 13 agosto 2011, n. 138, art. 2 D.L. 25 giugno 2008, n. 112 Legge 30 dicembre 2004, n. 311 D.L. 15 aprile 2002, n. 63, art. 6 Legge 8 novembre 1991, n. 381 Le norme agevolative previste per la cooperazione (art. 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904 e artt. 10 e 11 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601) sono state oggetto di ripetuti interventi normativi, che hanno avuto come effetto il forte ridimensionato dei vantaggi fiscali storicamente accordati alle società cooperative, in virtù della loro funzione sociale riconosciuta dalla Costituzione italiana. In particolare, il sostanziale depotenziamento delle agevolazioni è stato operato con la legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge Finanziaria 2005), le cui previsioni sono state ulteriormente inasprite con il D.L. 25 giugno 2008, n e, da ultimo, con il D.L. 13 agosto 2011, n (cd. Manovra di Ferragosto). Il nuovo regime fiscale delle cooperative è estremamente complesso e discende dall applicazione delle storiche agevolazioni, tenendo però conto delle limitazioni contenute: nel comma 1 dell art. 6 del D.L. 15 aprile 2002, n ; nei commi da 460 a 466 e nel comma 468 dell art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n In particolare, tali norme stabiliscono una limitazione generale, applicabile cioè a tutte le cooperative, e delle limitazioni speciali differenziate in base alle caratteristiche dell ente. La limitazione generale, contenuta nella prima norma sopra citata, a seguito della modifica introdotta dall art. 2, comma 36-ter, della Manovra di Ferragosto, stabilisce per la generalità delle cooperative l impossibilità di applicare l art. 12 della legge n. 904/1977 alla quota del 10% degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria 4. Tale previsione, come si evince più chiaramente dalla relazione tecnica tende a: «ridurre del 10% l attuale esclusione dalla formazione del reddito imponibile dell ammontare degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria per le cooperative a mutualità prevalente e per quelle diverse da quelle a mutualità prevalente che diventerà quindi un esclusione al 90%». Ne consegue, considerato che ai sensi dell art quater del Codice civile, le società cooperative devono destinare a riserva legale almeno il 30% dell utile netto annuale, il concorso alla formazione del reddito imponibile di un importo pari al 3% (10% x 30%) del risultato di bilancio. Sebastiano Di Diego - Professore a contratto di Economia e Gestione delle imprese Università di Camerino - Dottore commercialista Note: 1 Convertito con legge 6 agosto 2008, n Convertito con legge 14 settembre 2011, n Convertito con legge 15 giugno 2002, n Si ricorda che in base alla precedente formulazione l intero accantonamento a riserva legale obbligatoria non rilevava ai fini IRES. II n. 11/2011
2 Le limitazioni speciali, invece, sono contenute nei commi da 460 a 464 dell art. 1 della legge Finanziaria 2005 e sono sintetizzate nella Tavola n. 1. Un aspetto che non è chiaro è se le due tipologie di limitazione (generale e speciale) operino congiuntamente, oppure alternativamente, nel senso che la limitazione generale si «applica» soltanto in mancanza di una limitazione speciale. La seconda soluzione dovrebbe essere preferita, partendo da un analisi letterale delle norme in esame. Se si leggono attentamente le norme richiamate risulta evidente che il rispetto del limite speciale potrebbe incorporare anche il rispetto del limite generale. Una cooperativa che tassasse il 40% dell utile, a nostro avviso, potrebbe ragionevolmente sostenere di aver rispettato contemporaneamente: sia il limite speciale: in effetti, non avrebbe applicato l art. 12 della legge n. 904/1977 «per la quota del 40% degli utili netti annuali»; sia il limite generale, considerato che la normativa non esclude espressamente che la «quota del 10% degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria» possa essere considerata un di cui della quota del 40%. La soluzione di cui sopra, tuttavia, ancorché ineccepibile da un punto di vista logico, riteniamo non verrà fatta propria dell Amministrazione finanziaria. E il motivo è semplice: dalla relazione tecnica è evidente l intenzione del legislatore, al di là del dato letterale delle norme, di considerare le due limitazioni come autonome e distinte fonti di gettito fiscale. In sintesi la situazione, distinta per tipologia di cooperativa, dovrebbe essere quella indicata nella Tavola n. 2. Partendo dal quadro normativo sopra descritto, di seguito vengono individuate in maniera analitica le modalità di calcolo dell IRES per le diverse tipologie di cooperative. Le nostre esemplificazioni, considereranno applicabili alla specifica cooperativa congiuntamente, sia la limitazione generale, sia la limitazione speciale ove ricorrente. Entrata in vigore delle norme introdotte dalla «Manovra di Ferragosto» L entrata in vigore di queste norme è prevista dal comma 36-quater dell art. 2 del D.L. n. 138/2011, il quale dispone che gli aumenti delle quote di utili Tavola n. 1 Agevolazione art. 12 legge n. 904/1972 art. 10 D.P.R. n. 601/1973 art. 11 D.P.R. n. 601/1973 LIMITAZIONI SPECIFICHE Cooperative a mutualità prevalente L agevolazione prevista dall art. 12 della legge n. 904/1977 non si applica: - sul 20% degli utili netti annuali, per le cooperative agricole e della piccola pesca; - sul 65% degli utili netti annuali, per le cooperative di consumo e loro consorzi; - sul 40% degli utili netti annuali, per la altre cooperative. Le agevolazioni fiscali per le cooperative agricole e della piccola pesca, disposte dall art. 10 del D.P.R. n. 601/1973, non si applicano al 20% degli utili di cui sopra. Per le cooperative di produzione e lavoro, l agevolazione di cui all art. 11 del D.P.R. n. 601/1973 si applica solo al reddito imponibile derivante dall indeducibilità dell IRAP. Cooperative a mutualità non prevalente L agevolazione è limitata alla quota del 30% degli utili netti annuali, a condizione che tale quota sia destinata ad una riserva indivisibile prevista dallo statuto. Non si applica Non si applica L agevolazione continua ad essere applicabile integralmente dalle cooperative sociali. n. 11/2011 III
3 imponibili e della tassazione della riserva minima entrino in vigore a partire dall esercizio 2012 (ovvero Unico 2013). Per il 2011 valgono le precedenti regole, sintetizzate nella Tavola n. 3. Il regime fiscale delle CMP Nell ambito delle Cooperative a Mutualità Prevalente (CMP), il regime fiscale non è univoco, ma tende a differenziarsi a seconda delle caratteristiche della cooperativa. In particolare, possono essere individuate regole specifiche per ognuna delle seguenti tipologie di cooperativa: cooperative agricole (e loro consorzi) di cui al D.Lgs. n. 228/2001; cooperative della piccola pesca (e loro consorzi); cooperative agricole di cui all art. 10 del D.P.R. n. 601/1973; cooperative di lavoro di cui all art. 11 del D.P.R. n. 601/1973; cooperative di consumo; cooperative sociali; cooperative in genere, diverse dalle precedenti. Iniziamo, per facilitare la nostra esposizione, da queste ultime. Tavola n. 2 Tipo di cooperativa Quota utile tassabile Tassazione costi indeducibili Cooperative agricole 20% No ricorrendo le condizioni di cui all art. 10 del D.P.R. n. 601/1973 Cooperative di lavoro 43% Si ad esclusione dell IRAP ricorrendo le condizioni di cui all art. 10 del D.P.R. n. 601/1973 Cooperative di consumo 68% Si Cooperative sociali 3% No ricorrendo le condizioni di cui all art. 10 del D.P.R. n. 601/1973 Cooperative a mutualità non prevalente 73% Si Banche di credito cooperativo 47% No Cooperative diverse dalle precedenti 43% No Tavola n. 3 Tipo di cooperativa Quota utile tassabile Tassazione costi indeducibili Cooperative agricole 20% No ricorrendo le condizioni di cui all art. 10 del D.P.R. n. 601/1973 Cooperative di lavoro 30% Si ad esclusione dell IRAP ricorrendo le condizioni di cui all art. 10 del D.P.R. n. 601/1973 Cooperative di consumo 55% Si Cooperative sociali 0% No ricorrendo le condizioni di cui all art. 10 del D.P.R. n. 601/1973 Cooperative a mutualità non prevalente 70% Si Banche di credito cooperativo 30% No Cooperative diverse dalle precedenti 30% No IV n. 11/2011
4 Le cooperative in genere Le regole applicabili a questa categoria residuale possono essere così sintetizzate: inapplicabilità dell art. 12 della legge n. 904/1977: - alla quota del 10% degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria 5 ; - alla ulteriore quota del 40% degli utili netti annuali 6 ; esenzione da imposte e deducibilità del 3% dell utile destinato ai fondi mutualistici 7. Riguardo a quest ultima agevolazione, tuttavia, riteniamo che la sua applicazione non possa determinare la tassazione di una quota dell utile inferiore al 43%; a questa conclusione deve giungersi considerando il precedente orientamento dell Agenzia delle entrate espresso nella circolare n. 34/E del 15 luglio 2005, che nonostante il mutato quadro normativo deve ritenersi ancora attuale. Il reddito imponibile ai fini IRES risulterà quindi formato: dalla parte di utile che residua dopo avere escluso la quota non tassabile (normalmente il 43% dell utile); dalle variazioni nette (ad esempio per costi indeducibili) effettuate in dichiarazione dei redditi. Nel calcolare quest ultima componente bisogna ricordare che, ai sensi dell art. 21, comma 10, della legge n. 449/1997, non concorre comunque alla formazione del reddito imponibile l IRES riferibile alle variazioni in aumento e in diminuzione effettuate in dichiarazione dei redditi, diverse da quelle riconosciute dalle leggi speciali per la cooperazione. Tale previsione, applicabile soltanto in presenza di un utile o un maggior utile da destinare a riserva indivisibile, rende possibile l effettuazione di una variazione in diminuzione in dichiarazione dei redditi corrispondente alla variazione in aumento operata con riferimento alle imposte contabilizzate. In particolare, secondo quanto precisato dall Agenzia delle entrate nella circolare n. 34/E in esame, la variazione in diminuzione deve essere effettuata limitatamente all IRES proporzionale alla parte di utile non tassabile (ossia non assoggettata ad imposizione). Di regola, quindi, per le cooperative in genere, considerato che l utile che concorre a tassazione è soltanto il 43%, la variazione in diminuzione sarà pari al 57% dell IRES. La determinazione della base imponibile Sulla base delle considerazioni sopra effettuate, il reddito imponibile ai fini dell IRES può essere determinato agevolmente utilizzando lo schema riportato nella Tavola n. 4. Come per il regime transitorio, anche con il nuovo regime, la determinazione dell IRES dovuta presuppone la risoluzione di un equazione matematica. Tale equazione, sulla scorta delle considerazione indicate precedentemente, dovrà essere formulata nella maniera indicata nella Tavola n. 5. Cooperative agricole Cooperative agricole di cui al D.Lgs. n. 228/2001 Sono da ricomprendere, in questa categoria: le società cooperative che svolgono le seguenti attività: a) coltivazione del fondo, del bosco ovvero allevamento di animali ed, eventualmente, attività agricole connesse di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti agricoli propri e, in misura non prevalente, anche di prodotti acquisiti da terzi; b) fornitura, prevalentemente ai soci, di beni e servizi per l agricoltura 8 ; le cooperative forestali che forniscono in via principale servizi nel settore selvicolturale di cui all art. 8 del D.Lgs. n. 227/2001. Per queste cooperative valgono le seguenti regole: inapplicabilità dell art. 12 delle legge n. 904/1977: - alla quota del 10% degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria 9 ; Note: 5 Cfr. comma 460 Finanziaria. 6 Cfr. comma 460, lett. a), Finanziaria. 7 Cfr. comma 463 Finanziaria. 8 Non consideriamo in questa sede, pur rientrando nell ambito di applicazione del D.Lgs. n. 228/2001, le cooperative di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli prevalentemente prodotti da soci, in quanto oggetto di specifica trattazione. 9 Cfr. comma 460 Finanziaria. n. 11/2011 V
5 - alla ulteriore quota del 20% degli utili netti annuali 10 ; esenzione da imposte e deducibilità del 3% dell utile destinato ai fondi mutualistici 11. Il reddito imponibile ai fini IRES risulta quindi formato: dalla parte di utile che residua dopo avere escluso la quota non tassabile; dalle variazioni nette effettuate in dichiarazione dei redditi. Anche in questo caso occorrerà tener conto delle precisazioni contenute nella circolare n. 34/E, che, come per le cooperative in generale, individua una quota minima di utile (oggi il 23%) comunque soggetta a tassazione 12 ; ammette l effettuazione di una variazione in diminuzione riferita all IRES, pari di regola al 77%.Sulla base delle considerazioni sopra effettuate, il reddito imponibile ai fini dell IRES può essere determinato agevolmente utilizzando lo schema riportato nella Tavola n. 6. Come per le cooperative in genere, anche in questo caso il calcolo dell IRES richiederà la risoluzione di un equazione matematica (cfr. Tavola n. 7). Note: 10 Cfr. comma 460 Finanziaria. 11 Cfr. comma 463 Finanziaria. 12 I rilievi critici che abbiamo formulato nei confronti della linea interpretativa dell Agenzia valgono ovviamente anche in questa sede. Tavola n. 4 VI n. 11/2011
6 Cooperative agricole di cui all art. 10 del D.P.R. n. 601/1973 Rientrano in questa categoria le società cooperative che svolgono le seguenti attività: allevamento di animali con mangimi ottenuti per almeno un quarto dai terreni dei soci; manipolazione, conservazione, valorizzazione, trasformazione e alienazione di prodotti agricoli e zootecnici e di animali conferiti prevalentemente dai soci. Per queste cooperative viene esclusa l applicabilità dell agevolazione contenuta nell art. 10 del D.P.R. n. 601/1973 «limitatamente alla lettera a) del comma 1» e quindi «per la quota del 20% degli utili netti annuali» 13 ; ne consegue pertanto la tassazione del 20% dell utile. Nessun impatto ha, invece, la limitazione di cui all art. 6, comma 1, del D.L. n. 63/2002, che sancisce l inapplicabilità dell art. 12 al 10% dell accantonamento obbligatorio a riserva legale. Le cooperative in esame, infatti, possono ottenere l agevolazione di questa quota dell utile civilistico usufruendo dell art. 10 del D.P.R. n. 601/1973, relativamente al quale, come detto, opera unicamente l inapplicabilità al 20% dell utile. L agevolazione di cui all art. 10, inoltre, si applica al reddito imponibile e non al risultato civilistico, per cui nessun rilievo assume l accantonamento o me- Nota: 13 Cfr. combinato disposto commi 461 e 460, lett. b), Finanziaria. Tavola n. 5 Reddito Imponibile = Utile Netto + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (***) Utile Netto x 57% IRES x 57% dove: Utile Netto = Utile Lordo (**) IRES Sostituendo nella equazione l Utile Netto con «Utile Lordo IRES», si ottiene quanto segue: Reddito Imponibile = Utile Lordo IRES + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (Utile Lordo IRES) x 0,57 IRES x 0,57 = Utile Lordo + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Utile Lordo x 0,57 = Utile Lordo x (1 0,57) + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) = Utile Lordo x 0,43 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Considerando ora che: IRES = Reddito Imponibile x 0,275 Sostituendo il Reddito Imponibile con quanto sopra determinato, si verifica che: IRES = [ (Utile Lordo x 0,43 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) ] x 0,275 = Utile Lordo x 0, (Variaz. aum. Variaz. dimin.) x 0,275 (*) Le ipotesi alla base dell equazione sono quelle standard (devoluzione del 3% ai fondi mutualistici + accantonamento a riserva indivisibile = almeno il 57% dell utile civilistico), che permettono di sfruttare al massimo le norme agevolative, minimizzando il carico fiscale. (**) L Utile Lordo corrisponde all utile civilistico prima delle imposte sul reddito al netto dell IRAP. (***) Le «Variaz. aum.» e le «Variaz. dimin.» corrispondono alle variazioni operate in sede di mod. UNICO SC con esclusione di quelle connesse all applicazione delle disposizioni relative alle società cooperative. Nell ambito di tali variazioni non sono pertanto comprese: - la variazione in aumento per l IRES; - le variazioni in diminuzione per l IRES (nella misura del 57%), per l accantonamento a riserva legale e a riserva indivisibile, nonché per la destinazione dell utile al fondo mutualistico. Esempio La società cooperativa «Alfa» presenta, al XX, la seguente situazione: Utile (civilistico) prima delle imposte: IRAP di competenza: UTILE LORDO Variazioni in aumento dichiarazione redditi di cui: IRAP altri costi indeducibili La determinazione dell IRES 20XX, considerando le ipotesi standard, dovrà essere così effettuata: IRES = (UTILE LORDO x 0, (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) = (4.000 x 0,11825) + (3.000 x 27,5%) = N.B. Per il periodo d imposta 2011 si applicano le vecchie regole e quindi la formula matematica da applicare è la seguente: IRES = (UTILE LORDO x 8,25% + (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) n. 11/2011 VII
7 no a riserva indivisibile; ne deriva quindi che essa rende esenti (cfr. Tavola n. 8): l 80% dell utile civilistico, anche qualora venga destinato alla remunerazione del capitale ovvero alla costituzione di riserve dividibili a favore dei soci finanziatori 14 ; le riprese fiscali nette operate in sede di dichiarazione. Ai fini della determinazione dell IRES dovuta, l equazione da considerare è indicata nella Tavola n. 9. Cooperative della piccola pesca Sono considerate cooperative della piccola pesca quelle che esercitano professionalmente la pesca Nota: 14 Questa conclusione che ci pare pacifica, non sembra però venga condivisa dalla circolare n. 34/E, la quale afferma, a nostro avviso troppo frettolosamente che: «resta fermo che, qualora la delibera di destinazione dell utile preveda la distribuzione ai soci di un importo superiore alle predette quote del 20 %, tale maggiore importo dovrà essere assoggettato ad imposizione fiscale, no trovando applicazione la norma di cui al citato art. 12». Tavola n. 6 VIII n. 11/2011
8 marittima con l impiego esclusivo di navi assegnate alle categorie 3 e 4 di cui all art. 8 del D.P.R. n. 1639/1968 o la pesca in acque interne 15. Per tali cooperative, la determinazione del reddito imponibile soggiace alle seguenti regole: esenzione da imposte e deducibilità del 3% dell utile destinato ai fondi mutualistici 16 ; inapplicabilità delle agevolazioni di cui all art. 12 delle legge n. 904/ e all art. 10 del D.P.R. n. 601/ «per la quota del 20% degli utili netti annuali». Ne deriva, quindi, un regime fiscale del tutto analogo a quelle delle cooperative agricole di cui all art. 10 del D.P.R. n. 601/1973, analizzato nel paragrafo precedente. Cooperative di lavoro Le cooperative di lavoro sono quelle che si avvalgono nello svolgimento della loro attività delle prestazioni lavorative dei soci. Il regime fiscale delineato per tali cooperative coincide in larga parte con quello previsto per le cooperative in genere. L unico elemento di differenziazione consiste nella possibilità di continuare ad applicare l agevolazione contenuta nell art. 11 del D.P.R. n. 601/1973 «limitatamente al reddito im- Note: 15 Cfr. art. 10 del D.P.R. n. 601/ Cfr. comma 463 Finanziaria. 17 Cfr. combinato disposto commi 461 e 460, lett. b), Finanziaria. 18 Cfr. comma 460, lett. b), Finanziaria. Tavola n. 7 Reddito Imponibile = Utile Netto + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (**) Utile Netto x 77% IRES x 77% dove: Utile Netto = Utile Lordo (**) IRES Sostituendo nella predetta formula l Utile Netto con «Utile Lordo IRES», si ottiene quanto segue: Reddito Imponibile = Utile Lordo IRES + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (Utile Lordo IRES) x 0,77 IRES x 0,77 = Utile Lordo + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Utile Lordo x 0,77 = Utile Lordo x (1 0,77) + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) = Utile Lordo x 0,77 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Considerando ora che: IRES = Reddito Imponibile x 0,275 Sostituendo il Reddito Imponibile con quanto sopra determinato, si verifica che: IRES = [ (Utile Lordo x 0,23+ (Variaz. aum. Variaz. dimin.) ]x 0,275 = Utile Lordo x 0, (Variaz. aum. Variaz. dimin.) x 0,275 (*) Le ipotesi alla base dell equazione sono quelle standard (devoluzione del 3% ai fondi mutualistici + accantonamento a riserva indivisibile = almeno il 77% dell utile civilistico), che permettono di sfruttare al massimo le norme agevolative, minimizzando il carico fiscale. (**) L Utile Lordo corrisponde all utile civilistico prima delle imposte sul reddito al netto dell IRAP. (***) Le «Variaz. aum.» e le «Variaz. dimin.» corrispondono alle variazioni operate in sede di mod. UNICO SC con esclusione di quelle connesse all applicazione delle disposizioni relative alle società cooperative. Nell ambito di tali variazioni non sono pertanto comprese: - la variazione in aumento per l IRES; - le variazioni in diminuzione per l IRES (nella misura del 77%), per l accantonamento a riserva legale e a riserva indivisibile, nonché per la destinazione dell utile al fondo mutualistico. Esempio La società cooperativa agricola «Alfa» presenta, al xx, la seguente situazione: Utile (civilistico) prima delle imposte: IRAP di competenza: UTILE LORDO Variazioni in aumento dichiarazione redditi di cui: IRAP altri costi indeducibili La determinazione dell IRES 20xx, considerando le ipotesi standard, dovrà essere così effettuata: IRES = (UTILE LORDO x 0,06325) + (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) = (4.000 x 0,06325) + (3.000 x 27,5%) = N.B. Per il periodo d imposta 2011 si applicano le vecchie regole e quindi la formula matematica da applicare è la seguente: IRES = (UTILE LORDO x 5,5% + (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) n. 11/2011 IX
9 Tavola n. 8 Tavola n. 9 Reddito Imponibile = Utile Netto Utile Netto x 80% dove: Utile Netto = Utile Lordo (*) IRES Sostituendo nella predetta formula l Utile Netto con «Utile Lordo IRES», si ottiene quanto segue: Reddito Imponibile = Utile Lordo IRES Utile Lordo x 0,80+ IRES x 0,80= 0,20 x Utile Lordo 0,20 x IRES Considerando ora che: IRES = Reddito Imponibile x 0,275 Sostituendo il Reddito Imponibile con quanto sopra determinato, si verifica che: IRES = [0,20 x Utile Lordo 0,20x IRES ]x 0,275 IRES + 0,055 IRES = 0,055 x Utile Lordo IRES = 0,055 x Utile Lordo/1,055 = 0, x Utile Lordo (*) L Utile Lordo corrisponde all utile civilistico prima delle imposte sul reddito al netto dell IRAP. Esempio La società cooperativa «Alfa» presenta, al xx, la seguente situazione: Utile (civilistico) prima delle imposte: IRAP di competenza: UTILE LORDO Variazioni in aumento dichiarazione redditi di cui: IRAP altri costi indeducibili La determinazione dell IRES 2004, considerando le ipotesi standard, dovrà essere così effettuata: IRES = UTILE LORDO x 0, = 208,53 N.B. La formula precedente si applica anche per il 2011, in quanto questa tipologia di cooperativa non è stata toccata dalle nuove regole introdotte dalla Manovra di Ferragosto. X n. 11/2011
10 ponibile derivante dall indeducibilità dell imposta regionale sulle attività produttive» 19. Ne deriva, quindi, la possibilità di considerate esente ovvero di assoggettare ad aliquota IRES ridotta alla metà il reddito imponibile generato dalla ripresa fiscale dell IRAP, a seconda del valore assunto dal seguente indice: ammontare delle retribuzioni effettivamente corrisposte ai soci/ammontare complessivo di tutti gli altri costi tranne quelli relativi alle materie prime e sussidiarie. In particolare, tale quota del reddito imponibile sarà esente qualora il valore dovesse essere pari almeno al 50%; tassato con aliquota ridotta alla metà qualora, invece, il valore dovesse essere inferiore al 50% ma non al 25%. Sulla base delle considerazioni sopra effettuate, il reddito imponibile ai fini dell IRES può essere determinato agevolmente utilizzando lo schema riportato nella Tavola n. 10. Ai fini della determinazione dell IRES dovuta, l equazione da considerare è la stessa prevista per le cooperative in genere, con l avvertenza che tra le variazioni in aumento non va considerata l IRAP, se l indice previsto dall art. 10 del D.P.R. n. 601/1973 è pari almeno al 50%; va considerata la metà dell IRAP, se tale indice è inferiore al 50%, ma non al 25% (cfr. Tavola n. 11). Nota: 19 Cfr. comma 462 Finanziaria. Tavola n. 10 n. 11/2011 XI
11 Cooperative di consumo Le cooperative di consumo forniscono beni a favore dei soci consumatori (Ipercoop, farmacie cooperative ecc.); da un punto di vista fiscale sono destinatarie delle seguenti norme: inapplicabilità dell art. 12 delle legge n. 904/1977: - alla quota del 10% degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria 20 ; - alla ulteriore quota del 65% degli utili netti annuali 21 ; esenzione da imposte e deducibilità del 3% dell utile destinato ai fondi mutualistici 22. Sulla base delle considerazioni sopra effettuate, il reddito imponibile ai fini dell IRES può essere determinato agevolmente utilizzando lo schema riportato nella Tavola n. 12. Ai fini della determinazione dell IRES dovuta, l equazione da considerare è indicata nella Tavola n. 13. Banche di credito cooperativo Le Banche di credito cooperativo hanno tipicamente lo scopo di favorire i soci nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l educazione al risparmio e alla previdenza. Da un punto di vista fiscale le regole che occorre tenere a mente per determinare l IRES sono le seguenti: inapplicabilità dell art. 12 delle legge n. 904/1977: - alla quota del 10% degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria 23 (considerato che l accantonamento a riserva legale è pari al 70% dell utile è quindi tassato il 7% dell utile); - alla ulteriore quota del 40% degli utili netti annuali 24 ; esenzione da imposte e deducibilità del 3% dell utile destinato ai fondi mutualistici 25. Sulla base delle considerazioni sopra effettuate, il reddito imponibile ai fini dell IRES può essere determinato agevolmente utilizzando lo schema riportato nella Tavola n. 14. Note: 20 Cfr. comma 460 Finanziaria. 21 Cfr. comma 460 Finanziaria. 22 Cfr. comma 463 Finanziaria. 23 Cfr. comma 460 Finanziaria. 24 Cfr. comma 460 Finanziaria. 25 Cfr. comma 463 Finanziaria. Tavola n. 11 IRES = Utile Lordo x 0, (Variaz. aum. Variaz. dimin.) x 0,275 (*) Tra le variazioni in aumento non va considerata l Irap, se il rapporto tra l ammontare delle retribuzioni effettivamente corrisposte ai soci e l ammontare complessivo di tutti gli altri costi tranne quelli relativi alle materie prime e sussidiarie è pari almeno al 50%; va considerata la metà dell Irap, se tale rapporto è inferiore al 50% ma non al 25%. Esempio La società cooperativa di lavoro «Alfa» presenta, al xx, la seguente situazione: Utile (civilistico) prima delle imposte: IRAP di competenza: UTILE LORDO Variazioni in aumento dichiarazione redditi di cui: IRAP altri costi indeducibili Il rapporto tra l ammontare delle retribuzioni effettivamente corrisposte ai soci e l ammontare complessivo di tutti gli altri costi tranne quelli relativi alle materie prime e sussidiarie è pari al 55%. La determinazione dell IRES 20xx, pertanto, dovrà essere così effettuata: IRES = (UTILE LORDO x 0,11825) + (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) = (4.000 x 0,11825) + (2.000 x 27,5%) = N.B. Per il periodo d imposta 2011 si applicano le vecchie regole e quindi la formula matematica da applicare è la seguente: IRES = (UTILE LORDO x 8,25% + (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) XII n. 11/2011
12 Ai fini della determinazione dell IRES dovuta, l equazione da considerare è indicata nella Tavola n. 15. Cooperative sociali Il regime fiscale delle cooperative sociali, a seguito delle novità introdotte dalla «Manovra di Ferragosto», risulta piuttosto articolato. Anche nei confronti di queste cooperative, infatti, trova applicazione la cd. limitazione generale che consiste nell inapplicabilità dell art. 12 della legge n. 904/1977 alla quota del 10% degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria. Non sono state invece previste limitazioni speciali; come in passato le previsioni di cui ai commi da 460 a 462 continuano a non applicarsi alle cooperative sociali e loro consorzi di cui alla legge 8 novembre 1991, n Ne consegue la possibilità di continuare a detassare integralmente il reddito imponibile, nel caso in cui la cooperativa rispetti la condizione di cui all art. 11 del D.P.R. n. 601/1973. Nello specifico i casi che si possono verificare nella realtà sono tre e a ciascuno di essi si ricollega uno specifico trattamento fiscale: cooperativa sociale che si trova nella seguente condizione seguente (Caso 1): retribuzioni effettivamente corrisposte ai soci che prestano la loro opera con carattere di continuità al 50% dell ammontare complessivo di tutti gli altri costi Tavola n. 12 n. 11/2011 XIII
13 tranne quelli relativi alle materie prime e sussidiarie; cooperativa sociale che si trova nella seguente condizione seguente (Caso 2): retribuzioni effettivamente corrisposte ai soci che prestano la loro opera con carattere di continuità inferiore al 50% ma non al 25% dell ammontare complessivo degli altri costi tranne quelli relativi alle materie prime e sussidiarie; cooperativa sociale che si trova nella seguente condizione seguente (Caso 3): retribuzioni effettivamente corrisposte ai soci che prestano la loro opera con carattere di continuità inferiore al 25% dell ammontare complessivo degli altri costi tranne quelli relativi alle materie prime e sussidiarie. Nel Caso 1, lo schema di riferimento per la determinazione dell IRES è indicato alla Tavola n. 16. Nel Caso 2, l IRES verrà calcolata applicando l aliquota ridotta alla metà in base all art. 11 del D.P.R. n. 601/1973 al reddito imponibile calcolato come indicato alla Tavola n. 17. Nello specifico il calcolo dell IRES richiederà la risoluzione di un equazione matematica, per la quale si veda la Tavola n. 18. Nel Caso 3, infine, il calcolo dell IRES è analogo al caso precedente; l unica differenza è l utilizzo dell aliquota ordinaria IRES (cfr. Tavola n. 19). Nello specifico il calcolo dell IRES richiederà la risoluzione di equazione matematica, per la quale si veda la Tavola n. 20. Tavola n. 13 Reddito Imponibile = Utile Netto + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (**) Utile Netto x 32% IRES x 32% dove: Utile Netto = Utile Lordo (**) IRES Sostituendo nella predetta formula l Utile Netto con «Utile Lordo IRES», si ottiene quanto segue: Reddito Imponibile = Utile Lordo IRES + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (Utile Lordo IRES) x 0,32 IRES x 0,32 = Utile Lordo + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Utile Lordo x 0,32 = Utile Lordo x (1 0,32) + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) = Utile Lordo x 0,68 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Considerando ora che: IRES = Reddito Imponibile x 0,275 Sostituendo il Reddito Imponibile con quanto sopra determinato, si verifica che: IRES = [ (Utile Lordo x 0,68+ (Variaz. aum. Variaz. dimin.) ] x 0,275 = Utile Lordo x 0,187 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) x 0,275 (*) Le ipotesi alla base dell equazione sono quelle standard (devoluzione del 3% ai fondi mutualistici + accantonamento a riserva indivisibile = almeno il 32% dell utile civilistico), che permettono di sfruttare al massimo le norme agevolative, minimizzando il carico fiscale. (**) L Utile Lordo corrisponde all utile civilistico prima delle imposte sul reddito al netto dell IRAP. (***) Le «Variaz. aum.» e le «Variaz. dimin.» corrispondono alle variazioni operate in sede di mod. UNICO SC con esclusione di quelle connesse all applicazione delle disposizioni relative alle società cooperative. Nell ambito di tali variazioni non sono pertanto comprese: - la variazione in aumento per l IRES; - e variazioni in diminuzione per l IRES (nella misura del 32%), per l accantonamento a riserva legale e a riserva indivisibile, nonché per la destinazione dell utile al fondo mutualistico. Esempio La società cooperativa di consumo «Alfa» presenta, al xx, la seguente situazione: Utile (civilistico) prima delle imposte: IRAP di competenza: UTILE LORDO Variazioni in aumento dichiarazione redditi di cui: IRAP altri costi indeducibili La determinazione dell IRES 20xx, considerando le ipotesi standard, dovrà essere così effettuata: IRES = (UTILE LORDO x 0,187) + (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) = (4.000 x 0,187) + (3.000 x 27,5%) = N.B. Per il periodo d imposta 2011 si applicano le vecchie regole e quindi la formula matematica da applicare è la seguente: IRES = (UTILE LORDO x 0, (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) XIV n. 11/2011
14 Il regime fiscale delle CMNP Le cooperative diverse si differenziano da quelle a mutualità prevalente in quanto, in conseguenza di una libera scelta statutaria, non sono tenute ad uniformarsi ai requisiti prima analizzati. Esse rappresentano «un modello residuale», che, a ben vedere, comprende due varianti: quello della cooperativa che oltre a non prevedere la prevalenza non preveda nemmeno le clausole di non lucratività; quello della cooperativa che non presenti uno solo dei due requisiti richiesti per la appartenenza alla categoria privilegiata. Il regime fiscale di tali cooperative è delineato dal comma 464 e, a ben vedere, diversamente dalle aspettative, non risulta eccessivamente penalizzante. Viene, infatti, previsto che «A decorrere dall esercizio in corso al 31 dicembre 2004, in deroga all articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, per le società cooperative e loro consorzi diverse da quelle a mutualità prevalente l applicabilità dell articolo 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904, è limitata alla quota del 30% degli utili netti annuali, a condizione che tale quota sia destinata ad una riserva indivisibile prevista dallo statuto». Tale norma tuttavia va coordinata con la novità introdotta all art. 2, comma 36-ter, della Manovra di Ferragosto, che stabilisce per la generalità delle cooperative l impossibilità di applicare l art. 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904 alla quota del 10% degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria 26. Ne deriva, quindi, considerando l ulteriore esen- Nota: 26 Si ricorda che in base alla precedente formulazione l intero accantonamento a riserva legale obbligatoria non rilevava ai fini IRES. Tavola n. 14 n. 11/2011 XV
15 zione del 3% da riconoscersi anche alle (Cooperative a Mutualità Non Prevalente) CMNP 27, la possibilità di sottrarre a tassazione il 30% dell utile civilistico. Sulla base delle considerazioni sopra effettuate, il reddito imponibile ai fini dell IRES può essere determinato agevolmente utilizzando lo schema riportato nella Tavola n. 21. Per l equazione per il calcolo dell IRES si veda la Tavola n. 22. Nota: 27 Cfr. circolare n. 34/E, che però esclude per queste cooperative l applicabilità dell agevolazione di cui all art. 7 della legge n. 59/1992. Tavola n. 15 Reddito Imponibile = Utile Netto + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (**) Utile Netto x 53% IRES x 53% dove: Utile Netto = Utile Lordo (**) IRES Sostituendo nella predetta formula l Utile Netto con «Utile Lordo IRES», si ottiene quanto segue: Reddito Imponibile = Utile Lordo IRES + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (Utile Lordo IRES) x 0,53 IRES x 0,53 = Utile Lordo + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Utile Lordo x 0,53 = Utile Lordo x (1 0,53) + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) = Utile Lordo x 0,47 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Considerando ora che: IRES = Reddito Imponibile x 0,275 Sostituendo il Reddito Imponibile con quanto sopra determinato, si verifica che: IRES = [ (Utile Lordo x 0,47+ (Variaz. aum. Variaz. dimin.) ] x 0,275 = Utile Lordo x 0, (Variaz. aum. Variaz. dimin.) x 0,275 (*) L Utile Lordo corrisponde all utile civilistico prima delle imposte sul reddito al netto dell IRAP. (**) Le «Variaz. aum.» e le «Variaz. dimin.» corrispondono alle variazioni operate in sede di mod. UNICO SC con esclusione di quelle connesse all applicazione delle disposizioni relative alle società cooperative. Nell ambito di tali variazioni non sono pertanto comprese: - la variazione in aumento per l IRES; - le variazioni in diminuzione per l IRES (nella misura del 53%), per l accantonamento a riserva legale e a riserva indivisibile, nonché per la destinazione dell utile al fondo mutualistico. Esempio La società cooperativa di credito «Alfa» presenta, al xx, la seguente situazione: Utile (civilistico) prima delle imposte: IRAP di competenza: UTILE LORDO Variazioni in aumento dichiarazione redditi di cui: IRAP altri costi indeducibili La determinazione dell IRES 20xx, considerando le ipotesi standard, dovrà essere così effettuata: IRES = (UTILE LORDO x 0,12925) + (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) = (4.000 x 0,12925) + (3.000 x 27,5%) = N.B. Per il periodo d imposta 2011 si applicano le vecchie regole e quindi la formula matematica da applicare è la seguente: IRES = (UTILE LORDO x 0, (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) XVI n. 11/2011
16 Tavola n. 16 Tavola n. 17 n. 11/2011 XVII
17 Tavola n. 18 Reddito Imponibile = Utile Netto + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (**) Utile Netto x 90% IRES x 90% dove: Utile Netto = Utile Lordo (**) IRES Sostituendo nella predetta formula l Utile Netto con «Utile Lordo IRES», si ottiene quanto segue: Reddito Imponibile = Utile Lordo IRES + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (Utile Lordo IRES) x 0,,90 IRES x 0,90 = Utile Lordo + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Utile Lordo x 0,90 = Utile Lordo x 10 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) = Utile Lordo x 0,10 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Considerando ora che: IRES = Reddito Imponibile x (27,5%/2) Sostituendo il Reddito Imponibile con quanto sopra determinato, si verifica che: IRES = [ (Utile Lordo x 0,10+ (Variaz. aum. Variaz. dimin.) ] x 0,1375 = Utile Lordo x 0, (Variaz. aum. Variaz. dimin.) x 0,1375 (*) Le ipotesi alla base dell equazione sono quelle standard (devoluzione del 3% ai fondi mutualistici + accantonamento a riserva indivisibile = almeno il 90% dell utile civilistico), che permettono di sfruttare al massimo le norme agevolative, minimizzando il carico fiscale. (**) L Utile Lordo corrisponde all utile civilistico prima delle imposte sul reddito al netto dell IRAP. (***) Le «Variaz. aum.» e le «Variaz. dimin.» corrispondono alle variazioni operate in sede di mod. UNICO SC con esclusione di quelle connesse all applicazione delle disposizioni relative alle società cooperative. Nell ambito di tali variazioni non sono pertanto comprese: - la variazione in aumento per l IRES; - le variazioni in diminuzione per l IRES (nella misura del 90%), per l accantonamento a riserva legale e a riserva indivisibile, nonché per la destinazione dell utile al fondo mutualistico. Esempio La società cooperativa sociale «Alfa» presenta, al xx, la seguente situazione: Utile (civilistico) prima delle imposte: IRAP di competenza: UTILE LORDO Variazioni in aumento dichiarazione redditi di cui: IRAP altri costi indeducibili La determinazione dell IRES 20xx, considerando le ipotesi standard, dovrà essere così effettuata: IRES = (UTILE LORDO x 0,01375) + (VARIAZIONI FISCALI x 13,75%) = (4.000 x 0,01375) + (3.000 x 13,75%) = 467,5 N.B. Per il periodo d imposta 2011 si applicano le vecchie regole e quindi la formula matematica da applicare è la seguente: IRES = VARIAZIONI FISCALI x 13,75% Tavola n. 19 XVIII n. 11/2011
18 Tavola n. 20 Reddito Imponibile = Utile Netto + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (**) Utile Netto x 90% IRES x 90% dove: Utile Netto = Utile Lordo (**) IRES Sostituendo nella predetta formula l Utile Netto con «Utile Lordo IRES», si ottiene quanto segue: Reddito Imponibile = Utile Lordo IRES + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (Utile Lordo IRES) x 0,90 IRES x 0,90 = Utile Lordo + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Utile Lordo x 0,90 = Utile Lordo x 10 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) = Utile Lordo x 0,10 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Considerando ora che: IRES = Reddito Imponibile x (27,5%) Sostituendo il Reddito Imponibile con quanto sopra determinato, si verifica che: IRES = [ (Utile Lordo x 0,10+ (Variaz. aum. Variaz. dimin.) ]x 0,275 = Utile Lordo x 0, (Variaz. aum. Variaz. dimin.) x 0,275 (*) Le ipotesi alla base dell equazione sono quelle standard (devoluzione del 3% ai fondi mutualistici + accantonamento a riserva indivisibile = almeno il 90% dell utile civilistico), che permettono di sfruttare al massimo le norme agevolative, minimizzando il carico fiscale. (**) L Utile Lordo corrisponde all utile civilistico prima delle imposte sul reddito al netto dell IRAP. (***) Le «Variaz. aum.» e le «Variaz. dimin.» corrispondono alle variazioni operate in sede di mod. UNICO SC con esclusione di quelle connesse all applicazione delle disposizioni relative alle società cooperative. Nell ambito di tali variazioni non sono pertanto comprese: - la variazione in aumento per l IRES; -le variazioni in diminuzione per l IRES (nella misura del 90%), per l accantonamento a riserva legale e a riserva indivisibile, nonché per la destinazione dell utile al fondo mutualistico. Esempio La società cooperativa sociale «Alfa» presenta, al xx, la seguente situazione: Utile (civilistico) prima delle imposte: IRAP di competenza: UTILE LORDO Variazioni in aumento dichiarazione redditi di cui: IRAP altri costi indeducibili La determinazione dell IRES 20xx, considerando le ipotesi standard, dovrà essere così effettuata: IRES = (UTILE LORDO x 0,0275) + (VARIAZIONI FISCALI x 27,5%) = (4.000 x 0,0275) + (3.000 x 27,5%) = 935 N.B. Per il periodo d imposta 2011 si applicano le vecchie regole e quindi la formula matematica da applicare è la seguente: IRES = VARIAZIONI FISCALI x 27,5% Tavola n. 21 n. 11/2011 XIX
19 Tavola n. 22 Reddito Imponibile = Utile Netto + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (*** ) Utile Netto x 30% IRES x 30% dove: Utile Netto = Utile Lordo (**) IRES Sostituendo nella equazione l Utile Netto con «Utile Lordo IRES», si ottiene quanto segue: Reddito Imponibile = Utile Lordo IRES + IRES + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) (Utile Lordo IRES) x 0,30 IRES x 0,30 = Utile Lordo + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Utile Lordo x 0,30 = Utile Lordo x (1 0,30) + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) = Utile Lordo x 0,70 + (Variaz. aum. Variaz. dimin.) Considerando ora che: IRES = Reddito Imponibile x 0,275 Sostituendo il Reddito Imponibile con quanto sopra determinato, si verifica che: IRES = [ (Utile Lordo x 0,70+ (Variaz. aum. Variaz. dimin.) ]x 0,275 = Utile Lordo x 0, (Variaz. aum. Variaz. dimin.) x 0,275 (*) Le ipotesi alla base dell equazione sono quelle standard (devoluzione del 3% ai fondi mutualistici e indivisibilità della riserva legale), che permettono di sfruttare ala massimo le norme agevolative, minimizzando il carico fiscale. (**) L Utile Lordo corrisponde all utile civilistico prima delle imposte sul reddito al netto dell IRAP. (***) Le «Variaz. aum.» e le «Variaz. dimin.» corrispondono alle variazioni operate in sede di mod. UNICO SC con esclusione di quelle connesse all applicazione delle disposi-zioni relative alle società cooperative. Nell ambito di tali variazioni non sono pertanto comprese: - la variazione in aumento per l IRES; - le variazioni in diminuzione per l IRES (nella misura del 30%), per l accantonamento a riserva legale indivisibile, nonché per la destinazione dell utile al fondo mutualistico. N.B. Per il periodo d imposta 2011 si applicano le vecchie regole e quindi la formula matematica da applicare è la seguente: IRES = Utile Lordo x 0, (Variaz. aum. Variaz. dimin.) x 0,2750 XX n. 11/2011