Source: http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g09-49o/g09-49o-p1.html
Timestamp: 2019-03-26 17:22:47+00:00
Document Index: 165726401

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 7']

In coerenza con la strategia del Q.S.N., il P.O. F.S.E. indirizza la strategia dell'asse prioritario III - Inclusione sociale al miglioramento dei livelli di inclusione sociale delle categorie svantaggiate della popolazione, agendo sulla loro attivazione in termini di (re)inserimento lavorativo. I principi ispiratori sono individuati dal P.O. nell'integrazione delle politiche attive del lavoro con le politiche di welfare, secondo l'approccio sostenuto dall'Unione europea e che ha trovato sintesi strategica nell'agenda sociale 2005/2010 e legittimazione in termini di obiettivi target nelle linee guida per la crescita e l'occupazione della rinnovata strategia di Lisbona.
La Regione siciliana, attraverso il programma F.S.E., intende favorire l'instaurarsi di intrecci virtuosi tra politiche economiche, politiche del lavoro e politiche sociali, affinché si sostengano e rafforzino reciprocamente per il conseguimento degli obiettivi comuni (miglioramento della competitività, raggiungimento della piena occupazione, miglioramento della qualità del lavoro e promozione dell'inclusione sociale). Nell'asse III - Inclusione sociale, in particolare, la qualità deve essere assunta come chiave di valutazione dei progetti che saranno attivati al fine di garantire una reale efficacia della spesa e la corrispondenza delle azioni finanziate con le buone prassi esistenti a livello comunitario e nazionale.
Anche nel P.O. F.S.E., come nel Q.S.N., si afferma che un impatto decisivo per la riduzione dei fenomeni di povertà ed esclusione sociale potrà essere conseguito anche attraverso un'attiva mobilitazione dell'insieme degli attori coinvolti: la povertà e lsione sociale presentano infatti caratteri ed elementi multidimensionali che richiedono il necessario coordinamento e il coinvolgimento di tutti i livelli di governo e dei soggetti interessati (in primo piano, le opportunità e i servizi offerti in tema di politiche attive del lavoro e di politiche sociali, con espresso riferimento alla programmazione territoriale dei piani di zona, legge n. 328/2000). Ciò anche sfruttando al massimo le potenzialità espresse dall'economia sociale, favorendone la sostenibilità e la qualità degli interventi di accoglienza, orientamento e le opportunità lavorative offerte dal settore.
- obiettivo specifico G): sviluppare percorsi di integrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati per combattere ogni forma di discriminazione nel mercato del lavoro. In linea con il suddetto obiettivo specifico con il presente avviso l'Amministrazione regionale intende avviare un'azione di carattere innovativo e sperimentale finalizzata alla promozione di progetti pilota ed improntata al coinvolgimento diretto degli enti locali territoriali nell'attuazione delle politiche di welfare, sulla base dell'articolazione territoriale regionale in distretti socio-sanitari ed in ossequio alle priorità da questi espresse, in applicazione dell'approccio bottom-up.
Al fine di sviluppare la logica della "coesione territoriale" e di attuare il principio della concentrazione degli effetti della spesa regionale, pertanto, si intende dare impulso e promuovere processi virtuosi di aggregazione territoriale tra amministrazioni comunali della Regione, favorendo le coalizioni dei comuni che non potranno proporsi in maniera frammentata e localistica ma dovranno garantire dimensioni territoriali (ovvero di rango inter-comunale e, nella fattispecie, inter-distrettuale) tali da assicurare una rilevanza a livello regionale.
- regolamento CE n. 1828/2006 della Commissione dell'8 dicembre 2006 che stabilisce modalità di applicazione del regolamento CE n. 1083/2006 del Consiglio, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del regolamento CE n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (il "Regolamento di attuazione");
- deliberazione del C.I.P.E. n. 36 del 15 giugno 2007 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007) concernente "Definizione dei criteri di cofinanziamento nazionale degli interventi socio strutturali comunitari per il periodo di programmazione 2007/2013";
- Programma operativo del F.S.E. Obiettivo Convergenza 2007/2013 della Regione siciliana approvato con decisione della Commissione europea n. 6722 del 17 dicembre 2007 (il "P.O.R. F.S.E.");
- documento di attuazione strategico per il 2009/2010 del Programma operativo convergenza 2007/2013 della Regione siciliana approvato con delibera n. 164 dell'8 maggio 2009 dalla Giunta regionale;
- decreto presidenziale 2 marzo 2009 che approva il "Programma regionale delle politiche sociali e socio-sanitarie 2010/2012";
- Vademecum per gli operatori in attuazione del Programma operativo regionale siciliana F.S.E. 2007/2013 approvato con decreto n. 520 dell'11 maggio 2009 (il "Vademecum").
Al fine di promuovere la realizzazione di un piano di intervento finalizzato a migliorare i livelli di inclusione sociale delle categorie svantaggiate della popolazione, la Regione siciliana, in coerenza con il Programma operativo regionale F.S.E. Convergenza 2007/2013, intende sostenere l'impegno a promuovere iniziative finalizzate a garantire parità nelle opportunità per coloro che sono ai margini della società e che si trovano ad affrontare relativi maggiori ostacoli nell'accesso al mercato del lavoro. Si tratta, quindi, di agire sul fronte sia del rafforzamento dei saperi e delle competenze sia della rimozione di forme di discriminazione, così da innescare processi virtuosi di acquisizione della consapevolezza del sé (empowerment) nelle componenti più fragili del mercato del lavoro, in una logica finalizzata a sostenerne l'effettiva integrazione sociale ed occupazionale.
- migliorare l'offerta dei servizi di assistenza sostenendone l'integrazione con le politiche attive del lavoro nella finalità di potenziare l'accesso al mercato del lavoro dei soggetti in condizione di svantaggio.
I soggetti ammessi a presentare proposte progettuali a valere sul presente avviso sono le amministrazioni comunali del territorio della Regione siciliana, in associazione temporanea di scopo con altri enti pubblici e/o enti privati, come di seguito specificato.
Con specifico riferimento all'articolazione territoriale del progetto:
- i comuni capoluogo di provincia potranno partecipare al presente avviso anche in forma singola (fatte salve le prescrizioni inerenti l'A.T.S. di progetto di cui al successivo art. 5). Le proposte progettuali presentate dai comuni capoluogo di provincia dovranno riferirsi, in termini di azioni al proprio territorio e potranno altresì prevedere interventi integrati che, sulla base di intrinseci criteri di coerenza e di continuità, esplichino le proprie azioni anche nei territori di altri comuni, rispettando il principio della contiguità territoriale;
- i comuni non capoluogo di provincia potranno partecipare al presente avviso in forma di "coalizione territoriale" tra comuni, rispettando il criterio di contiguità territoriale e superando la soglia di una popolazione minima di almeno 100.000 abitanti.
La dimensione territoriale del progetto dovrà essere attestata da lettera di intenti indirizzata al comune capofila del progetto da parte degli altri comuni coinvolti. In alternativa, la dimensione territoriale potrà essere attestata dalla sottoscrizione della dichiarazione di intenti a costituirsi in A.T.S. da parte dei comuni coinvolti. Inoltre, nel formulario di presentazione della proposta progettuale dovranno essere descritte le modalità attraverso le quali il progetto esplica le proprie azioni nel territorio dei comuni aderenti al progetto.
Verrà attribuita priorità, in sede di valutazione delle proposte, in favore di quei progetti che prevedano una dimensione sovradistrettuale, mediante interventi integrati da realizzarsi nel territorio di due o più comuni in differenti distretti socio-sanitari.
Ciascuna proposta progettuale potrà prevedere, a pena di esclusione, la realizzazione di interventi afferenti ad un massimo di due "priorità sociali", tra quelle individuate al successivo art. 6 del presente avviso.
I comuni dovranno impegnarsi a costituire apposite associazioni temporanee di scopo (A.T.S.) formate da una pluralità di organismi, con competenze ed esperienze diversificate, per elaborare e realizzare progetti sperimentali nell'ambito delle "priorità sociali" indicate al successivo art. 6 del presente avviso.
Il mancato rispetto di tale disposizione è causa di esclusione dalla valutazione.
Ogni A.T.S. dovrà essere costituita, pena l'esclusione, almeno da:
- un comune in qualità di soggetto capofila;
- un ente pubblico e/o un ente privato (appartenente ad una delle seguenti tipologie: ente senza scopo di lucro o del privato sociale; impresa/associazione di categoria; ente di formazione accreditato).
Nello specifico, nel caso in cui l'amministrazione comunale proponente (capofila del progetto) intenda avvalersi di partner privati, prima della presentazione della proposta progettuale dovrà selezionarli con procedura ad evidenza pubblica entro il termine di scadenza del presente avviso, impegnandosi con essi a costituire l'associazione temporanea di scopo (A.T.S.).
In caso di costituenda "coalizione territoriale" tra comuni la procedura ad evidenza pubblica potrà essere esperita anche solamente dal singolo comune designato capofila del progetto.
I soggetti costituenti l'A.T.S. dovranno sottoscrivere apposita dichiarazione d'intenti, nella quale dovrà essere esplicitato l'impegno a costituirsi in associazione temporanea di scopo nel caso in cui il progetto sia ammesso a finanziamento; nella dichiarazione deve essere individuato l'ente capofila (amministrazione comunale) che ha mandato collettivo di rappresentanza per la presentazione alla Regione siciliana della domanda di finanziamento e della documentazione prevista e dovranno essere indicati ruolo, funzioni, budget di ciascun soggetto. E' fatto obbligo all'ente capofila del progetto di trasmettere all'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali la dichiarazione di avvio delle attività (e contestualmente la richiesta di primo acconto) entro 15 giorni dalla comunicazione di ammissione a finanziamento del progetto nonché la copia dell'atto di costituzione dell'A.T.S. entro 30 giorni dalla medesima comunicazione di ammissione a finanziamento. Il mancato rispetto dei termini sopra indicati, comporterà "ipso iure" la decadenza del finanziamento, senza alcun ulteriore comunicazione da parte dell'Amministrazione regionale.
Ciascun soggetto (proponente o partner) potrà presentare un solo progetto a carico del presente avviso e, pertanto, potrà partecipare esclusivamente ad una sola A.T.S. Tale prescrizione si applica anche alle amministrazioni comunali che aderiscono alla coalizione territoriale tra comuni, anche solo mediante lettera di intenti.
In caso contrario, saranno esclusi tutti i progetti in cui verrà riscontrata la presenza di un ente che ha aderito anche ad un'altra A.T.S. o ad un'altra coalizione territoriale.
6. PRIORITA' SOCIALI, TIPOLOGIE DI INTERVENTO E DURATA
Il presente avviso intende sostenere la realizzazione di progetti sperimentali volti all'inclusione sociale di persone svantaggiate nel territorio della Regione siciliana.
Per la definizione delle azioni e dei destinatari delle proposte progettuali si rimanda, nello specifico, ai contenuti operativi in merito alle attività previste nelle schede progettuali dell'asse III "Inclusione sociale" incluse nel documento di attuazione strategico 2009/2010 e agli obiettivi specifici e operativi del P.O. F.S.E. 2007/2013 - Asse prioritario III "Inclusione sociale".
In base alle disposizioni contenute nei suddetti documenti della programmazione comunitaria della Regione, sono individuate le seguenti aree del disagio sociale, sinteticamente denominate "priorità sociali" e le relative tipologie di intervento realizzabili:
c) disagio e devianza giovanile;
e) parità di genere.
Le iniziative proposte, ancorchè definibili come progetti integrati, ovvero composti da una pluralità di azioni tra quelle sopra elencate, non potranno disattendere l'obiettivo primario dell'avviso: favorire l'inclusione sociale dei destinatari. In tal senso, esse dovranno prevedere, come prevalenti, le azioni di orientamento, formazione e work esperience ad essi rivolte.
In fase di valutazione, verrà data priorità a quei progetti che prevedano il coinvolgimento di enti che possano vantare documentata esperienza nel settore o nei settori sociali prescelti.
A pena di inammissibilità, ciascuna proposta progettuale dovrà prevedere fino ad un massimo di due priorità sociali tra quelle sopra indicate.
Per ciascuna delle priorità sociali prescelte dovranno essere descritte in maniera esplicita: finalità, azioni, soggetti coinvolti e relativa quota di budget. Dette "priorità sociali" dovranno essere ricomprese all'interno di un'unica proposta progettuale.
Il presente avviso trova finanziamento nelle risorse comunitarie, nazionali e regionali a valere del P.O.R. F.S.E. - Asse III "Inclusione sociale" per un ammontare pari ad E 30.000.000,00.
Il costo complessivo di ciascuna proposta progettuale non potrà essere superiore all'importo di E 2.000.000,00.
Detto importo è elevato al limite di E 3.000.000,00 per le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina.
- essere riferiti alla categoria di spesa 71 del P.O. F.S.E. - Migliorare l'inclusione sociale dei gruppi svantaggiati;
Assunti i principi suddetti per l'attuazione delle attività previste dal presente avviso, si identificano le seguenti macrocategorie di spesa (A e B), ammissibili:
A)Costi diretti
B)Costi indiretti
- selezione dei partecipanti.
- fascia B: massimale di costo = max E 70/ora. Rientrano in questa fascia ricercatori universitari o degli enti e centri di ricerca con esperienza almeno triennale; dirigenti di azienda ed imprenditori con esperienza superiore al triennio; professionisti ed esperti nel campo dell'amministrazione, o della valutazione o della formazione con esperienza superiore al triennio;
- fascia A: massimale di costo = max E 100,00/ora. Riferiscono a questa fascia docenti universitari, dirigenti di ricerca; ricercatori degli enti e dei centri di ricerca con una esperienza superiore almeno superiore al quinquennio; dirigenti di azienda con esperienza almeno superiore al quinquennio; professionisti ed esperti nel campo della valutazione o della formazione con esperienza superiore al quinquennio;
- fascia B: massimale di costo = max E 70,00/ora. Riferiscono a questa fascia ricercatori universitari o degli enti e centri di ricerca con esperienza almeno triennale; dirigenti di azienda ed imprenditori con esperienza superiore al triennio; professionisti ed esperti nel campo della amministrazione, o della valutazione o della formazione con esperienza superiore al triennio;
Sarà riconosciuta una spesa, di E 52,00 per ogni partecipante aspirante alla selezione.
- costi trasporto dei partecipanti dai luoghi di residenza e/o domicilio degli stessi alla sede delle attività previste dal percorso formativo e viceversa. E' d'obbligo l'utilizzo dei mezzi pubblici. Le spese per i mezzi privati, debitamente autorizzate dal coordinatore del progetto, sono ammissibili esclusivamente nel caso in cui non sia possibile il ricorso al mezzo pubblico (esempio incompatibilità con gli orari delle azioni) e comunque entro il limite di spesa previsto per l'uso di quest'ultimo. E' sempre ammissibile per l'intero importo il costo imputabile ai trasporti speciali richiesti dai disabili;
- indennità di frequenza: per le azioni 4, 5 e 6 di cui al presente avviso è riconosciuta una indennità di frequenza per gli allievi che partecipino almeno al 70% alle attività di formazione in aula previste dal percorso. Questa indennità di frequenza ammonta ad E 3,00 per ogni ora di attività effettivamente frequentata e dimostrata sull'apposito registro.
Nel caso di work esperience l'indennità di frequenza prevista per ogni tirocinante passa da E 3,00/ora ad E 5,00/ora. Questa indennità, che va corrisposta per ogni ora di effettiva presenza, così come dimostrata sull'apposito registro individuale, viene erogata per il 10% ad avvio del tirocinio, il 40% a metà periodo, ed il restante 50% a conclusione del periodo.
Atteso che il presente avviso prevede la realizzazione di azioni in favore di soggetti in condizione di svantaggio sociale (riferibili alle "priorità sociali" di cui all'art. 6) il bonus di conciliazione può essere riconosciuto a tutti i beneficiari finali delle attività di cui al presente avviso nella misura massima di E 2,00 per ogni ora di attività formativa in aula e di tirocinio.
Pertanto, il beneficiario dovrà preliminarmente acquisire almeno tre preventivi da parte di fornitori specializzati contenenti: la durata del contratto; il canone mensile dello stesso; il raffronto con contratto di locazione semplice/noleggio dello stesso bene per lo stesso periodo contrattuale; il raffronto con il prezzo di acquisto a valore corrente di mercato del bene stesso. Sono esclusi dal riconoscimento gli oneri amministrativi, bancari e fiscali legati al contratto di leasing.
Sono ammissibili i costi riferiti ad avvisi pubblici con chiara finalizzazione al reclutamento dei destinatari.
Sono ammissibili, altresì, i costi per l'organizzazione e gestione di seminari, work shop, eventi di promozione dei risultati progettuali e relativi materiali (depliants, opuscoli, report, etc.) ed eventi strumentali e/o propedeutici alla realizzazione di singole azioni progettuali. A tale voce di spesa non saranno ammissibili spese nella misura superiore al 10% del totale della voce A.2).
E' ammissibile come costo indiretto anche la spesa relativa alla certificazione dei rendiconti effettuata da parte di un revisore contabile indicato dall'organismo intermedio per l'attuazione dell'asse III del P.O.R. F.S.E., per il cui un compenso si deve fare riferimento alle tariffe stabilite dall'autorità di gestione. Per una più puntuale definizione delle singole fattispecie che concorrono alla determinazione delle voci dei costi indiretti, si rimanda a quanto riportato nel Vademecum.
Sulla base di quanto assunto nel Vademecum, e in linea con quanto indicato nell'art. 11, comma 3, lett. b) del regolamento CE n. 1081/2006, i costi indiretti possono essere dichiarati su base forfettaria per un importo, che sulla base di una stima storica dei costi indiretti della passata programmazione e dell'obbligo di impegnare un revisore dei conti esterno, viene valutato per tutte le tipologie formative pari al 18% dei costi diretti. Il ricorso alla forfetizzazione non deve comportare come conseguenza un aumento artificiale dei costi diretti. Qualsiasi riduzione dei costi diretti comporta una riduzione proporzionalmente corrispondente dell'ammontare dichiarato su base forfetaria. Qualora l'operazione generi entrate, queste devono essere dedotte dal totale dei costi dell'operazione (diretti e quindi proporzionalmente anche su quelli indiretti).
Le restanti eventuali variazioni (indirizzo delle sedi per l'attività formativa in aula, calendario/orario di svolgimento, sostituzioni di docenti o allievi, riduzioni di durata o di numero dei partecipanti, etc.), dovranno essere annotate su apposito registro presso l'operatore. Dette variazioni non sono oggetto di autorizzazione, ma devono essere comunicate all'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali prima dell'avvenuta variazione.
- la dicitura "avviso per la realizzazione di progetti sperimentali per l'inclusione sociale di soggetti in condizione di svantaggio";
- il mittente, ovvero il soggetto proponente l'intervento (amministrazione comunale).
- busta B - Formulario, contenente copia del formulario come specificato nel successivo art. 13.2.
3) eventuali lettere di intenti da parte dei comuni interessati;
4) esclusivamente per i soggetti privati in A.T.S.:
4.1) curriculum, con specifica indicazione dell'esperienza maturata nella priorità sociale prescelta;
4.2) copia conforme dello statuto e dell'atto costitutivo.
- il formulario compilato in formato cartaceo, debitamente numerato e siglato in ogni pagina e sottoscritto con firma leggibile dal rappresentante legale del soggetto proponente e copia digitale del formulario su supporto elettronico (CD Rom) (allegato 1).
Non saranno considerati ammissibili, e pertanto saranno respinti, i progetti:
Le proposte ammissibili sono sottoposte a successiva istruttoria di valutazione tecnica, effettuata da un "nucleo di valutazione" i cui componenti saranno all'uopo nominati.
La valutazione sarà effettuata in maniera distinta per ciascuna delle priorità sociali prescelte. Il punteggio complessivo attribuito al progetto si otterrà dalla media aritmetica dei punteggi attribuiti a ciascuna priorità sociale.
Tutte le proposte progettuali presentate ed ammissibili che riporteranno un punteggio medio non inferiore a 60/100, verranno inseriti in una graduatoria tecnica e riportati alla fase di approvazione per l'ammissibilità al finanziamento.
A1) esperienza maturata nel campo dell'orientamento/formazione/politiche del lavoro max 4 pt.
A2) esperienza di progetti nella priorità sociale per la quale ci si candida max 6 pt.
B) Qualità e coerenza progettuale (punteggio massimo 36 punti)
B2) congruenza e qualità delle metodologie adottate max 6 pt.
B3) adeguatezza dell'analisi della domanda degli utenti destinatari: esplicitazione/descrizione delle esigenze, dei requisiti degli utenti in ingresso max 4 pt.
B5) risorse mobilitate dai soggetti costituenti l'A.T.S.: struttura tecnico-organizzativa e risorse umane coinvolte max 8 pt.
C2) trasferibilità dell'esperienza in altri contesti (territoriali, di target utenza etc.): ampiezza del target potenziale di utenza interessata ai risultati del progetto e rilevanza economica e sociale dell'ambito dell'intervento max 4 pt.
D1) grado di coinvolgimento di categorie svantaggiate e previsione di misure di accompagnamento max 2 pt.
F) Impatti attesi (punteggio massimo 20 punti)
Il criterio intende verificare la rispondenza del progetto alle priorità dell'asse sul quale la proposta viene presentata e a quelle specificatamente indicate nell'avviso come elemento di valutazione, in particolare:
F1) grado di coerenza del progetto con le esigenze specifiche del territorio e rispondenza ai fabbisogni dei potenziali destinatari max 4 pt.
F2) rilevanza dell'intervento rispetto alle strategie del P.O.R. F.S.E. espresse per l'asse di riferimento ed alle attività individuate dai documenti programmatici regionali (e specificamente, nel DAS 2009-2010) max 4 pt.
F3) grado di specificità delle analisi/motivazioni a supporto dell'operazione e grado di sostegno fornito all'operazione da forze sociali o da altri soggetti, organizzazioni, istituzioni e rilevanza del progetto rispetto alle strategie di intervento per l sociale già programmate dai territori max 2 pt.
F5) bacino territoriale di riferimento della proposta progettuale, con riferimento al numero di abitanti complessivi del territorio coinvolto max 8 pt.
L'approvazione degli interventi avviene nell'ordine definito dalla graduatoria fino alla concorrenza della disponibilità finanziaria di cui all'art. 7 del presente avviso; il finanziamento degli interventi di ogni graduatoria termina con arrotondamento per difetto all'ultimo intervento integralmente finanziabile.
L'amministrazione concedente si riserva la facoltà di effettuare riduzioni al budget preventivato dai soggetti proponenti, anche in ragione della dimensione in termini di numero di abitanti dei comuni coinvolti.
Tutti i documenti, che riguardano gli interventi attuati a valere del presente avviso, devono contenere una dichiarazione da cui risulti che il progetto formativo è stato cofinanziato dal Fondo sociale europeo.
La gestione amministrativa e la rendicontazione di tutte le attività finanziate a valere del presente avviso, nonché l'erogazione dei contributi ad esse relativi, sono regolati dalla norme comunitarie nonché dalle disposizioni obbligatorie che sono riportate nel Vademecum e nel Manuale della procedura dell'O.I.
I rendiconti delle spese presentati dal beneficiario devono essere certificati da un revisore contabile indicato dall'organismo intermedio e secondo le modalità riportate nel Vademecum e nel Manuale della procedura dell'O.I.