Source: http://www.esproprionline.it/site/d_NewsList.asp?whichpage=532&SortField=&SortDir=&CategoriaNews=7&DataDa=&DataA=&stat=3
Timestamp: 2018-08-20 13:21:30+00:00
Document Index: 167061026

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 5', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 34', 'art. 16']

TAR RM 14/2/05 - LA RICHIESTA DI RETROCESSIONE PRECLUDE L'ACCERTAMENTO DELL'USUCAPIONE
Il motivo di impugnazione del decreto di espropriazione, oltrechè della successiva immissione in possesso, fondato sull'affermata intervenuta usucapione del bene, è inammissibile, esulando la relativa vicenda proprietaria dalla competenza del Tribunale che, ad ogni buon conto, ne osserva comunque l'infondatezza, risultando due istanze amministrative dei ricorrenti volte alla retrocessione del bene, incompatibili con l'animus necessario ai fini dell'usucapione.
TAR RC 14/2/05 - L'ART. 43 TU APPARTIENE ALLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO
Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, in quanto meri comportametni senza potere, l'occupazione acquisitiva, gli erronei sconfinamenti e le azioni possessorie. Appartiene alla giurisdizione amministrativa le controversie di cui all'art. 43 del T.U. n.327 del 2001, in quanto afferenti l'esercizio di un potere amministrativo di carattere ablatorio.
CASS 21/1/05 - RILEVANO LE POSSIBILITA' EDIFICATORIE SORTE CON IL PIANO DI ZONA AL MOMENTO DELLA VICENDA ABLATIVA
Il terzo comma dell'art. 5 bis, secondo cui l'edificabilità dell'area espropriata va riscontrata con riferimento alle possibilità legali ed effettive di edificazione al momento dell'apposizione del vincolo preordinato all'espropriazione, va inteso nel senso del diniego della rilevanza di detto vincolo sulla stima dell'area medesima, ma non dell'esclusione del doveroso apprezzamento di quelle possibilità con riguardo alla data del perfezionarsi della vicenda ablativa, cioè della pronuncia del decreto traslativo della proprietà.
CASS 21/1/05 - SE IL VINCOLO ERA DECADUTO SI CONSIDERA L'EDIFICABILITA' DI FATTO
Nel caso di espropriazione di un'area gravata da vincolo a verde pubblico decaduto, occorre far riferimento alla vocazione edificatoria effettiva, non potendosi assegnare carattere di regolamentazione urbanistica ai limiti all'edificabilità di cui all'articolo 4 della legge 10/1977.
CASS 21/1/05 - L'AREA IN ZONA OMOGENEA F PUO' ESSERE EDIFICABILE SE AL PRIVATO E' CONCESSO COSTRUIRE
Una variante che incide su di una generalità di beni, nei confronti di una pluralità indifferenziata di soggetti, in funzione della destinazione dell'intera zona in cui i beni ricadono, impone un vincolo di natura conformativa; se invece dalla variante scaturisce un vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo è preordinato alla relativa espropriazione.
TAR BA 5/2/05 - LA PUBBLICAZIONE SUI GIORNALI SENZA RIFERIMENTI CATASTALI E ALLE DITTE NON E' IDONEA ALLO SCOPO
La comunicazione sui giornali caratterizzata da estrema genericità e in quanto priva sia di riferimenti catastali, sia di riferimento alle ditte espropriande, non può ritenersi idonea allo scopo.
TAR CT 2-9/2/05 - L'OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA E' IL RISULTATO DI UN COMPORTAMENTO SENZA POTERE: GIURISDIZIONE ALL'AGO
Secondo l'applicazione dei principi scaturenti dalla richiamata sent. 204/04 della Corte Costituzionale, devono infatti itendersi esclusi dalla giurisdizione di questo giudice i comportamenti della P.A. non collegati all'esercizio di un potere autoritativo, quali, appunto, in tema di occupazione c.d. appropriativa, le fattispecie relative ai casi, come quello in esame, in cui alla procedura di occupazione d'urgenza dell'immobile non abbia fatto seguito la procedura di espropriazione del termine di validità del decreto di occupazione d'urgenza.
CCONTI 20/1/05 - HA FATTO GLI INTERESSI DELL'ERARIO CHI NON HA CONCLUSO LE PROCEDURE ESPROPRIATIVE TRA IL 1980 E IL 1992
Non esiste danno contabile nell'aver concluso una transazione per un importo superiore ad una indennità di esproprio calcolata in base ai criteri attuali, qualora l'esproprio avrebbe dovuto concludersi in un'epoca (dal 1980 al 1992), in cui avrebbe comportato la corresponsione di un'indennità superiore alla somma riconosciuta con la transazione.
APP FI 17/1/05 - PER L'ESPROPRIAZIONE PARZIALE DELLE AREE AGRICOLE L'ART. 40 L. 2359/1865 E' SOSTITUITO DALL'ART. 15 L. 865/1971
L'art. 15 della legge 865/1971 àncora la possibilità di configurare un danno indennizzabile, ulteriore rispetto a quello che deriva direttamente dalla perdita dalla proprietà di una parte del bene e che quindi merita un trattamento diverso da quello che conseguirebbe al mero calcolo del valore agricolo, al verificarsi di un nocumento che colpisca non soltanto il profilo statico, il diritto dominicale, ma anche il suo profilo dinamico, la diminuita potenzialità di ritrarre un reddito dal complesso dei beni organizzati a fini produttivi.
TAR SA 7/2/05 - L'ESPROPRIATO HA DIRITTO INCONDIZIONATO E ILLIMITATO DI ACCESSO AGLI ATTI DELLA PROCEDURA
Il soggetto espropriato che ha diritto ad essere notiziato dell'avvio del procedimento ha anche diritto ad accedere agli atti della procedura senza riserve, condizioni e limitazioni: l'onere di richiesta motivata con dimostrazione dell'interesse all'ostensione del documento per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti grava solo sul terzo.
TAR TO 7/2/05 - ILLEGITTIMA LA REITERAZIONE DEL VINCOLO ESPROPRIATIVO NON ADEGUATAMENTE MOTIVATA
Costituisce principio consolidato l'illegittimità della reiterazione del vincolo espropriativo che non risulti supportata, come nella specie, da adeguata e sufficiente motivazione né in ordine alle esigenze di interesse pubblico attuali che giustificano la reiterazione medesima, né in ordine ad una nuova, conveniente e dovuta comparazione degli interessi pubblici e privati coinvolti (cfr. per tutte Cons. Stato, sez. IV, 27.4.2004, n. 2569).
TAR BA 5/2/05 - IL VINCOLO PROCEDIMENTALE CHE SUBORDINA L'EDIFICAZIONE AL PIANO ATTUATIVO PUBBLICO E' SOGGETTO A DECADENZA
Pur trattandosi non già di vincolo urbanistico sostanziale che incide su un bene determinato, (preordinato alla espropriazione e che comporta l'inedificabilità dei suoli), bensì di vincolo strumentale o cd. procedimentale, che non prelude a future espropriazioni del suolo, ma differisce solo l'edificazione all'attività di pianificazione dell'Ente (piano particolareggiato), deve ritenersi soggetto a decadenza se non sia prevista la possibilità di sostituire al piano attuativo di iniziativa pubblica il piano di lottizzazione di iniziativa privata quale strumento alternativo di attuazione del PRG, fungibile al piano particolareggiato, per rimediare all'inerzia o ritardo della P.A..
CASS 14/1/05 - ATTI SALVO CONGUAGLIO: IL DIRITTO AL CONGUAGLIO IN BASE AL VALORE VENALE DIVENNE ESIGIBILE IL 28 LUGLIO 1983
Il diritto al conguaglio per gli atti stipulati "salvo conguaglio" dopo la sentenza della Corte Costituzionale 5/1980, poteva essere esercitato o richiesto giudizialmente in base al valore venale dell'area dopo la pubblicazione sulla G.U. della sentenza della Corte Costituzionale n. 223/83 avvenuta in data 27 luglio 1983.
SSUU 14/1/05 - LA MANCANZA DEI TERMINI DI PU E L'INOSSERVANZA DI QUELLO TRIENNALE PER L'INIZIO LAVORI GENERANO CARENZA DI POTERE
La mancanza iniziale dei termini di cui all'art. 13 della legge 25 giugno 1865, n. 2359 e l'inutile decorso del termine triennale per l'inizio dei lavori, previsto dall'art. 1 della legge 3 gennaio 1978 n. 1, determinano carenza di potere soggetta alla giurisdizione del giudice ordinario, anche se venga emanato il decreto di esproprio.
TAR TO 26/1/05 - L'ARTICOLO 53 TUE DEVE RITENERSI CADUCATO A SEGUITO DELLA SENTENZA CCOST 204
La sentenza CCost 204/2004 riverbera i propri effetti anche sull'art. 53 dpr n. 327 del 2001, norma riproduttiva della disposizione dell'art. 34 DLGS 80/1998, la quale, in sintonia con la funzione sistematica propria dei testi unici, non può non ritenersi caducata in dipendenza della pronuncia di incostituzionalità di quest'ultima norma.
SSUU 12-13/1/05 - LA DOMANDA NON IMPUGNATORIA DI ACCERTAMENTO DELL'ACCESSIONE INVERTITA RIENTRA NELLA GIURISDIZIONE DELL'AGO
Dopo la dichiarazione di incostituzionalità dell'articolo 34 del dlgs 80/1998, è soggetta alla giurisdizione del giudice ordinario la domanda con la quale il proprietario di un fondo, deducendo la perdita del suo diritto per effetto di accessione invertita derivante da irreversibile incorporazione del suolo ad un'opera pubblica su di esso eseguita, senza che nel periodo di occupazione legittima sia intervenuto il decreto di esproprio, faccia valere la pretesa di pagamento del controvalore del terreno occupato e di risarcimento di ogni conseguente danno.
CASS 4-19/1/05 - L'ARTICOLO 16 DEL DLGS 504/1992 NON SI APPLICA IN CASO DI OMESSA DICHIARAZIONE ICI
Il meccanismo correttivo di cui all'art. 16 primo comma del d.lgs. 30 dicembre 1992 n. 504, non configurandosi come un criterio integrativo di determinazione dell'indennità, non può essere applicato d'ufficio dal giudice ma deve essere eccepito e dimostrato dall'espropriante, restando irrilevante ai fini espropriativi l'eventualità della mancata presentazione della denuncia medesima.
CASS 4/1/05 - LA TRANSAZIONE PUO' BASARSI ANCHE SU PARAMETRI INDENNITARI DICHIARATI INCOSTITUZIONALI
Una transazione non è vincolata dalla normativa in materia di indennità di esproprio, e può basarsi anche su parametri dichiarati incostituzionali. Il fatto che un terreno sia compreso nel p.e.e.p. ed in esso abbia destinazione all'edilizia economica e popolare, che del P.R.G. costituisce attuazione o variante, è di per sè elemento giustificativo del legale carattere edificatorio del terreno medesimo, sia pure nei limiti che il P.E.E.P. consente.
CASS 4/1/05 - L'INDENNITA' DIVENTA ESIGIBILE ALLA STIPULA DELL'ATTO DI CESSIONE
Il diritto al pagamento della indennità il proprietario può invocare solo con la conclusione del contratto di cessione, che, realizzando lo scambio del bene contro prezzo, segna il momento in cui quest'ultimo diventa esigibile, oltre il quale, soltanto, sorge l'obbligazione dell'espropriante di corrispondere gli interessi compensativi.
CASS 4-13/1/05 - NON RIMBORSABILI LE RITENUTE IN ZONA F OPERATE TRA FEBBRAIO E AGOSTO 1992. VALE IL PRINCIPIO DI CASSA
Le ritenute operate a titolo di imposta sulle indennità corrisposte a seguito di provvedimenti espropriativi o di occupazioni acquisitive, relativi a terreni ricadenti nella zona F, di cui al D.M. 2 aprile 1968, nel periodo compreso tra il 28 febbraio e il 27 agosto 1992, in cui avevano avuto vigore i decreti legge n. 174, n. 269, n. 316 e n. 319 del 1992, decaduti per mancata conversione, non sono suscettibili di rimborso.