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Timestamp: 2019-07-16 08:49:14+00:00
Document Index: 107663923

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 43', 'art. 41', 'sentenza ', 'art. 43', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 305', 'sentenza ']

L’interruzione automatica del processo quale conseguenza diretta della sentenza dichiarativa di fallimento: la decorrenza del termine per la riassunzione a pena di estinzione del processo | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Diritto Finanziario
8 Maggio 2013 In Diritto bancario, Diritto Fallimentare e Crisi di impresa
Il comma 3 dell’art. 43 della Legge Fallimentare, inserito dall’art. 41 del D.lgs. n. 5 del 9 gennaio 2006, dispone che l’apertura del fallimento determina l’interruzione automatica del processo.
In caso di fallimento non è quindi necessaria una dichiarazione del giudice in udienza, in quanto l’interruzione del processo in cui la società in bonis era parte si realizza quale conseguenza diretta della stessa sentenza dichiarativa di fallimento.
Occorre chiarire – a seguito dell’introduzione del comma 3 dell’art. 43 Legge Fallimentare – quale sia il momento iniziale da cui inizia a decorrere il termine di 3 mesi previsto dalla legge.
La Corte, con sentenza n. 17 del 21 gennaio 2010, e con successiva sentenza n. 261 del 21 luglio 2010, ha statuito che la questione di legittimità costituzionale è manifestamente infondata, affermando:
“Premesso che, secondo gli orientamenti della giurisprudenza costituzionale in materia di interruzione del processo civile, recepiti dalla giurisprudenza di legittimità, è da tempo acquisito il principio per cui nei casi di interruzione automatica del processo il termine per la riassunzione decorre non già dal giorno in cui l’evento interruttivo è accaduto, bensì dal giorno in cui esso è venuto a conoscenza della parte interessata alla riassunzione medesima, la norma censurata non viola gli indicati parametri ove sia interpretata nel senso che, anche nell’ipotesi di interruzione automatica del processo per fallimento di parte costituita, fa decorrere il termine per la riassunzione, ad opera della parte interessata, dalla data di effettiva conoscenza dell’evento interruttivo (sentt. n. 139 del 1967, n. 34 del 1970, n. 159 del 1971, n. 36 del 1976, n. 109 del 2005, n. 379 del 2007, n. 165 del 2008, n. 276 del 2009, ordd. n. 115 del 2005, n. 268 e n. 341 del 2008)” (Corte Costituzionale sentenza n. 17 del 21 gennaio 2010).
Come stabilito dalla Corte Costituzionale l’art. 305 c.p.c. deve essere pertanto interpretato – anche in ipotesi di interruzione del giudizio per fallimento – nel senso che i 3 mesi previsti per la riassunzione non debbono iniziare a decorrere dall’evento interruttivo, ma piuttosto dalla data in cui il soggetto interessato alla riassunzione ha avuto conoscenza dell’evento interruttivo. Quindi il termine inizierà a decorrere dalla data in cui si è avuta la conoscenza dell’intervenuto fallimento.
La giurisprudenza (ex multis Tribunale di Roma, n. 978 del 6 febbraio 2011; Tribunale di Venezia, 5 febbraio 2013) ha ritenuto che il soggetto fallito – nella persona del Curatore – abbia la conoscenza legale dell’evento interruttivo al momento della pubblicazione della sentenza dichiarativa del fallimento.
E’ evidente che una dichiarazione di avvenuto fallimento in corso di udienza sia elemento idoneo alla effettiva conoscenza.
Dunque i tre mesi previsti per la riassunzione del giudizio inizierebbero a decorrere da tale data per la parte estranea al fallimento.
Ciò non esclude tuttavia che vi possano essere momenti anche antecedenti a tale dichiarazione in udienza, in cui la parte estranea al fallimento abbia avuto conoscenza effettiva dell’evento interruttivo automatico conseguente al fallimento.
In tali circostanze il termine di 3 mesi inizierebbe a decorrere da tale momento, a nulla rilevando una eventuale successiva dichiarazione in udienza e la conseguente interruzione dichiarata dal Giudice (non più necessaria, attesa l’automatica interruzione del giudizio e seguito dell’avvenuto fallimento).
Decorrenza degli effetti reali delle fusioni di società 4 Marzo 2002