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Timestamp: 2020-07-02 14:39:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 188', 'art. 645', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Risultati ricerca per "decreto ingiuntivo"
decreto ingiuntivo | 31 Maggio 2019
Franchising: il tentativo di conciliazione non è obbligatorio
La norma di cui all’art. 1, comma 2, l. n. 249/1997 ha un ambito soggettivo ben delimitato, pertanto, il tentativo di conciliazione deve considerarsi obbligatorio solo per le controversie che hanno titolo nel servizio di telecomunicazione. Deve così escludersi che possano rientrarvi controversie tra un soggetto erogatore del servizio ed un suo affiliato in franchising.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 14779/19; depositata il 30 maggio)
decreto ingiuntivo | 15 Novembre 2018
La cancellazione della società dal registro delle imprese priva la società stessa della capacità di stare in giudizio. Laddove l’estinzione avvenga nella pendenza di un procedimento in cui la società è parte, si determina dunque un evento interruttivo ex artt. 229 e ss. c.p.c. con eventuale prosecuzione o riassunzione da parte dei soci successori della persona giuridica.
decreto ingiuntivo | 03 Ottobre 2018
Vizi della notificazione del decreto ingiuntivo e rimedi processuali
L’istanza di dichiarazione di inefficacia del decreto ingiuntivo ex art. 188 disp. att. c.p.c. può essere accolta solo con riferimento a decreti non notificati o la cui notifica sia giuridicamente inesistente. Laddove invece il decreto sia stato notificato fuori termini o la notifica sia affetta da nullità, l’unico rimedio esperibile dall’ingiunto è l’opposizione ai sensi dell’art. 645 c.p.c..
decreto ingiuntivo | 08 Gennaio 2016
Rito ordinario e non speciale: l’opposizione a decreto ingiuntivo va iscritta a ruolo entro quaranta giorni
La scelta, da parte del creditore, del rito ordinario e delle forme del procedimento monitorio per la proposizione della domanda comporta che l’eventuale opposizione al decreto ingiuntivo vada a sua volta proposta nella medesima forma ordinaria, indipendentemente dalle eccezioni sollevate dall’opponente, le quali andranno delibate ai soli e diversi fini dell’ammissibilità e fondatezza dell’avversa domanda. L’opposizione così proposta con rito ordinario produrrà gli effetti che avrebbe prodotto se proposta con rito speciale, ma solo se depositata in cancelleria entro il termine di quaranta giorni dalla notifica del decreto.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 60/16; depositata il 7 gennaio)
decreto ingiuntivo | 23 Aprile 2015
Qualora sia integralmente respinta l’opposizione avverso un decreto ingiuntivo non esecutivo, con sentenza che non pronunci sulla sua esecutività, il titolo fondante l’esecuzione non è quest’ultima, bensì, quanto a sorte capitale, accessori e spese da quello recati, il decreto stesso, la cui esecutorietà è collegata alla sentenza in forza della quale viene sancita indirettamente la piena sussistenza del diritto azionato. La sentenza è titolo esecutivo solo per le eventuali, ulteriori, spese di condanna in essa contenute.
(Tribunale di Lanusei, ordinanza 12 aprile 2015)
Decreto ingiuntivo | 05 Dicembre 2014
La notificazione di un atto è valida se effettuata presso la dimora abituale del destinatario
Ai fini della determinazione del luogo di residenza o dimora della persona destinataria della notificazione, rileva esclusivamente il luogo ove essa dimora di fatto in modo abituale, rivestendo le risultanze anagrafiche mero valore presuntivo circa il luogo di residenza e potendo essere superate, in quanto tali, da una prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento, affidata all'apprezzamento del giudice di merito. In particolare, la prevalenza, sulle risultanze anagrafiche, della dichiarazione e del comportamento del consegnatario della copia dell'atto comporta a carico del destinatario l'onere della prova - non desumibile dalla certificazione anagrafica della sua residenza in luogo diverso da quello in cui è avvenuta la consegna.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 25713/14; depositata il 4 dicembre)
Decreto ingiuntivo | 28 Marzo 2014
Leasing di godimento vs leasing traslativo: chi la vince?
Ricorre la figura del leasing di godimento, pattuito con funzione di finanziamento, rispetto a beni non idonei a conservare un apprezzabile valore residuale alla scadenza del rapporto e a fronte di canoni che configurano esclusivamente il corrispettivo dell'uso dei beni stessi; è, invece, configurabile il leasing traslativo allorché, la pattuizione si riferisce a beni atti a conservare, a quella scadenza, un valore residuo superiore all'importo convenuto per l'opzione ed i canoni hanno la funzione di scontare anche una quota del prezzo di previsione del successivo acquisto.