Source: https://www.mediaedit.it/2015/12/13/cass-civ-sez-i-sent-06-07-2015-n-13883-matrimonio-e-divorzio/
Timestamp: 2019-05-21 10:35:52+00:00
Document Index: 87453762

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 64', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 120', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13']

Cass. civ. Sez. I, Sent., 06-07-2015, n. 13883 – MATRIMONIO E DIVORZIO |
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C.E. (c.f. (OMISSIS)), domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CANCELLERIA CIVILE DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato CINGARI GAETANO, giusta procura in calce al ricorso;
D.F.G. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliato in ROMA, Via ENNIO QUIRINO VISCONTI 99, presso l’avvocato BERARDINO IACOBUCCI, rappresentato e difeso dall’avvocato DONVITO PAOLA ANTONIA, giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 326/2013 della CORTE D’APPELLO DI LECCE –
SEZIONE DISTACCATA DI TARANTO, depositata l’08/07/2013;
udito, per la ricorrente, l’Avvocato CINGARI GAETANO che si riporta e chiede l’accoglimento del ricorso;
udito, per il controricorrente, l’Avvocato DONVITO P.A. che si riporta e chiede il rigetto del ricorso;
Con la sentenza impugnata la Corte d’Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, ha dichiarato efficace nella Repubblica italiana la sentenza del Tribunale ecclesiastico regionale pugliese di Bari del 22/3/2010 con la quale è stata dichiarata la nullità del matrimonio concordatario contratto da C.E. e D. F.G. per grave difetto di discrezione di giudizio,, circa i diritti e doveri matrimoniali essenziali, dovuto a cause di natura psichica in capo al D.F..
A sostegno della decisione la Corte d’Appello ha rilevato che il vizio del consenso riscontrato non è incompatibile con l’ordine pubblico interno; che il giudice della delibazione deve tenere conto della specificità dell’ordinamento canonico; che, in particolare, il dedotto vizio nella disciplina del codice civile non contempla come elemento essenziale la riconoscibilità; che non vi è un principio generale di https://www.acheterviagrafr24.com/viagra-100mg/ ordine pubblico a tutela dell’affidamento, valendo il canone di buona fede solo per le apposizioni unilaterali di condizioni (riserve mentali) vizianti il consenso.
Nel motivo di ricorso viene dedotta la violazione e falsa applicazione della L. n. 121 del 1985, art. 8; L. n. 218 del 1995, art. 64; degli artt. 120 e 122 c.c., nonchè dell’art. 29 Cost., per avere la Corte territoriale escluso il contrasto rispetto all’ordine pubblico nonostante la mancata conoscenza del deficit psichico e l’intervenuta convivenza coniugale per oltre un anno. In particolare la Corte non ha applicato il principio di salvaguardia della validità del vincolo coniugale fatto proprio dalla giurisprudenza di legittimità, e non ha tenuto in alcun conto l’affidamento incolpevole della ricorrente, a conoscenza esclusivamente dell’handicap motorio.
“In tema di delibazione della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità di un matrimonio concordatario per difetto di consenso, le situazioni di vizio psichico assunte dal giudice ecclesiastico come comportanti inettitudine del soggetto, al momento della manifestazione del consenso, a contrarre il matrimonio non si discostano sostanzialmente dall’ipotesi d’invalidità contemplata dall’art. 120 c.c., cosicchè è da escludere che il riconoscimento dell’efficacia di una tale sentenza trovi ostacolo in principi fondamentali dell’ordinamento italiano. In particolare, tale contrasto non è ravvisabile sotto il profilo del difetto di tutela dell’affidamento della controparte, poichè, mentre in tema di contratti la disciplina generale dell’incapacità naturale da rilievo alla buona o malafede dell’altra parte, tale aspetto è ignorato nella disciplina dell’incapacità naturale, quale causa d’invalidità del matrimonio, essendo in tal caso preminente l’esigenza di rimuovere il vincolo coniugale inficiato da vizio psichico”. (Cass. 6611 del 2015; cfr. anche 19691 del 2014; 1262 del 2011).
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, da atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.
Divorzio, Matrimonio, Matrimonio e divorzio. Bookmark.
Cass. civ. Sez. Unite, Sent., 06-07-2015, n. 13861 – IMPIEGO PUBBLICO – SPESE GIUDIZIALI PENALI