Source: http://www.makesafety.it/ms_fs_fasic.php
Timestamp: 2019-03-21 09:34:40+00:00
Document Index: 177721859

Matched Legal Cases: ['art. 2043', 'art. 2043', 'art. 2087', 'art. 2087', 'art. 2931', 'art. 2933', 'art. 32', 'art. 41', 'art. 2087']

Perché l'imprenditore dovrebbe fare sicurezza?
Rappresenta una delle domande più frequenti e più spinose a cui rispondere.
Non delegare a terzi l'organizzazione della sicurezza
Collaborare attivamente con i propri consulenti
La sicurezza può produrre risparmi
I principi generali superiori
I principi generali superiori e le leggi ordinarie
Banalmente la risposta è: perchè lo richiede la legge. Ma certamente è la risposta meno efficace e meno gradita, in quanto percepita come vessatoria e anti economica.
Eppure vi sono numerose altre ragioni che portano ad affermare che occuparsi dei temi della sicurezza sul lavoro è anche vantaggioso economicamente. Seguendo il presente tutorial si porteranno le ragioni di tali affermazioni.
Quello che l'imprenditore non deve mai fare è di delegare a terzi la materia, non occuparsene, con la conseguenza, da una parte di rinunciare ad una funzione conferita dalle leggi, e, dall'altro, di abdicare ad ruolo di primaria importanza nell'organizzazione aziendale.
Delegare a terzi l'organizzazione della sicurezza sul lavoro equivale a delegare l'organizzazione del lavoro stesso, cosa questa che nessun imprenditore avrà mai interesse a fare.
Quello che l'imprenditore deve invece fare è di collaborare con i propri collaboratori per indirizzarli coadiuvarli metterli in condizione di svolgere veramente quel ruolo di esperti che sono chiamati a svolgere. Il rischio che si corre nel disinteressarsi delle problematiche è quello di organizzare la sicurezza in maniera completamente avulsa dalle reali lavorazioni o, peggio, di consentire che vengano riportate e scritte nel documento di valutazione dei rischi, regole aziendali di sicurezza non appropriate, non applicabili, talvolta assurde o eccessivamente cautelative.
Ricordatevi che sarà sulla base di quello che viene riportato nel documento di valutazione dei rischi che potrete essere giudicati e valutati nelle ispezioni degli Organi di Vigilanza
Dedicate quindi un tempo appropriato per occuparvene
Procedere ad una analisi dell'organizzazione del lavoro per valutare se sono presenti rischi non accettabili è una attività che non incide solo sulla sicurezza bensì sull'intera attività lavorativa. Questo perchè la sicurezza non è laterale al lavoro ma intrinsecamente correlata. Non si deve pensare alla "sicurezza" come una attività confinata in qualche parte della azienda e "nelle mani" e nella "sapienza" di pochi eletti. La sicurezza deve essere alla portata di tutti, essere conosciuta da tutti, in particolare dai lavoratori che la devono applicare quotidianamente.
Quindi se lo stesso datore di lavoro partecipa attivamente alla analisi delle lavorazioni aziendali, per vedere quali rischi sono presenti, è possibile che egli stesso riscontri elementi di miglioramento organizzativo che, non solo consentono una maggiore sicurezza, bensì consentano anche un risparmio di spesa.
Ad esempio ci si può accorgere che i lavoratori sottoposti a visita medica sono troppi, in quanto, benchè sia vietato sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria rispetto a rischi a cui non sono esposti, esiste una "tradizione aziendale" per cui, indipendentemente dai rischi presenti, i lavoratori sono sottoposti comunque a visita medica. Oppure ci si può accorgere che i dispositivi di protezione individuale non sono idonei o costano troppo e possono essere sostituiti con dispositivi idonei che hanno anche un minore costo. Ci si può rendere conto di eventuali duplicazioni dei processi e quant'altro.
Insomma procedere ad una analisi delle attività aziendali può divenire un momento di miglioramento generale, anche se l'analisi è effettuata ai fini della sicurezza.
Possiamo dire che il nuovo Codice è una legge che deriva dai principi fondamentali della Costituzione, dai precetti del Codice civile oltre che dalle interpretazioni che si susseguono da parte della Cassazione. In questa parte tralasciamo gli aspetti interpretativi della Cassazione (SC - Suprema Corte) per concentrarci sui principi superiori. Tali principi li dobbiamo ritenere sempre validi, quindi occorre interpretare gli articoli del Codice senza mai dimenticarci di loro, nel senso che non potremo mai ritenerli superati anche se, apparentemente, la disposizione del Codice parrebbe consentirlo. Interpretare la legge senza tenere conto dei principi superiori ci può portare a gravi errori le cui conseguenze non sono quantificabili.
Il datore di lavoro è titolare di obblighi di tutela che derivano dal più generale obbligo di neminem laedere, espresso dall’art. 2043 c.c., la cui violazione è fonte di responsabilità extracontrattuale. La responsabilità extracontrattuale è quella responsabilità che si attiva ogni qualvolta si sia in presenza di una lesione causata da un obbligo del "fare o del "non fare". Infatti l'art. 2043 prevede il risarcimento per fatto illecito derivante da qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, e obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.
Inoltre il datore di lavoro è tenuto al rispetto dello specifico obbligo di protezione dell'integrità psico-fisica del lavoratore sancito dall'art. 2087 c.c. che integra, per legge, gli obblighi discendenti dal contratto di lavoro o, comunque, dalla prestazione lavorativa, la cui violazione è fonte di responsabilità contrattuale. In sostanza agli obblighi di tutela che gravano sul datore di lavoro per effetto della stipula del contratto di lavoro con il lavoratore, si affiancano gli obblighi di tutela previsti dall'articolo 2087 del codice civile. Questo specifica che l'imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio della impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.
Neminem laedere (non offendere nessuno) è una espressione che esprime il principio in base al quale tutti sono tenuti al generico dovere di non ledere i diritti altrui. Nel caso specifico, i diritti per i lavoratori discendono dall’articolo 32 della costituzione che recita: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. La costituzione, quindi, sancisce il diritto assoluto fondamentale dell’individuo alla integrità psicofisica.
Il datore di lavoro (l’imprenditore) deve attuare il principio fondamentale sancito nell'articolo 32 della Costituzione adottando le tutele secondo la tecnica e l’esperienza corrente nel rispetto dell’art. 2087 c.c. Il datore di lavoro, in particolare assume in capo l’obbligazione del “fare”, ai sensi dell’art. 2931 c.c. inteso quale obbligo di adottare idonee misure preventive e protettive per impedire l’infortunio e del “non fare”, ai sensi dell’art. 2933 c.c. inteso quale obbligo di non diminuire le misure di tutela e i livelli di sicurezza.
Quindi, in linea di principio, il datore di lavoro è il principale soggetto debitore di tutela nei confronti dei lavoratori, obbligato, in linea generale, secondo i principi fondamentali della Costituzione e del Codice Civile, ed in linea specifica, dal nuovo Codice, inteso quale legge attuativa dei principi fondamentali, oltre che dal contratto di lavoro o, comunque, dall’instaurarsi di una prestazione lavorativa di fatto.
I principi generali superiori sopra richiamati che in sintesi si possono riassumere come segue:
- l'art. 32 della Costituzione per ciò che concerne la salute intesa come diritto individuale ma anche come un "bene di interesse collettivo"
- l'art. 41 della Costituzione sulla libertà della privata iniziativa che non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o mettendo a rischio la "sicurezza"
- l'art. 2087 del Codice Civile sul livello di sicurezza da adottare secondo l'esperienza e la tecnica corrente
- le obbligazioni del fare e del non fare secondo i citati articoli del Codice Civile
sono disposizione di carattere "superiore" che non possono mai essere superati da leggi ordinarie, per cui leggi ordinarie quali ad esempio il D.Lgs. 81/2008 o altre leggi sulla salute e sicurezza in genere dovranno essere interpretate sempre alla luce dei principi superiori. Fare questo favorisce una corretta applicazione della normativa ed evita grossolani errori che potrebbero portare gravi ripercussioni.
Nella prossima lezione si forniscono le principali informazioni su come avviare un processo di progettazione della sicurezza aziendale.