Source: http://www.salvatoremicillo.com/2015/10/
Timestamp: 2019-12-15 20:57:58+00:00
Document Index: 25802525

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 206', 'art. 224', 'art. 192', 'art. 192', 'art. 192', 'art. 189', 'art. 119', 'art. 3', 'art. 52', 'art.13', 'art. 14', 'art. 183', 'art. 180', 'art.206', 'art.183', 'art. 198', 'art. 206', 'art 11', 'art. 181', 'art. 198', 'art. 205', 'art. 1', 'art.183', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 3']

Ottobre 2015 – Salvatore Micillo
Per una corretta Gestione dei rifiuti solidi urbani – linee guida per i territori e i consigli comunali.
Pubblicato su 12 Ottobre 2015 di Salvatore Micillo Pubblicato in Attività	.
LINEE GUIDA PER MOZIONI SU PREVENZIONE E GESTIONE RIFIUTI,AD USO DEI CONSIGLIERI COMUNALI
Per la migliore efficienza delle politiche sulla prevenzionee gestione dei rifiuti (urbani e non) e’ necessario seguire alcune linee base.Ecco un vademecum con alcuni suggerimenti adattabili alle diverse realtà perl’opera dei gruppi consiliari comunali a riguardo. Nel caso in cui il M5S sia maggioranza, la mozione va approvata sotto forma di delibera.
I dati devono essere eventualmente utilizzati valutando l’utilità nel proprio contesto territoriale.
Commissione ambiente, Movimento 5 Stelle
Mozione 1: Ricognizione e Verifica – Obiettivo: avere la pienadisponibilita’ delle informazioni che serviranno nelle fasi successive.
AlSindaco del Comune di___________________________________________
l’art. 2 comma 1 lettera a), terzocapoverso, del D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 195, attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazioneambientale finalizzato a garantire, ai fini della piu’ ampia trasparenza, chel’informazione ambientale sia sistematicamente eprogressivamente messa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraversoi mezzi di telecomunicazione e glistrumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare, l’uso delletecnologie dell’informazione e della comunicazione, definisce “informazioniambientali” le misure, anche amministrative, quali lepolitiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa,nonche’ le attivita’ che incidono o possono incidere suglielementi e sui fattori dell’ambiente di cui ainumeri 1) e 2), e le misure o le attivita’ finalizzate a proteggere i suddetti elementi;
l’art. 4 comma 3 del D.Lgs 33/2013permette alle pubbliche amministrazioni la pubblicazione nel proprio sito istituzionale di dati, informazioni edocumenti che non hanno l’obbligo dipubblicare ai sensi del presente decreto o sulla base di specificaprevisione di legge o regolamento, fermi restando i limiti e le condizioni espressamente previsti da disposizioni di legge, procedendo alla anonimizzazione dei dati personali eventualmente presenti;
i dati relativi alla gestioneamministrativa dei rifiuti non rientrano fra quelli per cui sono vigenti i limiti alla diffusione e all’accesso delle informazioni dicui all’articolo 24, comma 1 e 6, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche, ne’ nei limiti previstidall’articolo 9 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, ne’ di quelli previsti dalla normativa europea in materia di tutela del segreto statistico o di quelli che siano espressamente qualificati come riservati dalla normativa nazionale ed europea in materia statistica, nonche’ quelli relativialla diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vitasessuale.
i documenti di natura amministrativariguardanti la gestione dei rifiuti, quali delibere d’Ambito, convenzioni fraaziende partecipate e gestori di impianti di trattamento e smaltimento,informazioni riguardanti i flussi (regionali, interregionali e internazionali)di rifiuti urbani e speciali derivanti dal trattamento degli urbani, contrattidi servizio, piani tariffari e piani economici finanziari, gare d’appalto perl’affidamento del servizio, pianifinanziari collegati alle procedure di autorizzazione di impianti finalizzatialla gestione dei rifiuti possono incidere sugli elementi e sui fattoriambientali;
i documenti riguardanti studiepidemiologici, in particolare per quanto riguarda le malattie collegabili allapresenza di uno o piu’ impianti di trattamento o smaltimento dei rifiuti sonoin genere di difficile reperibilita’.
alla pubblicazione nel sito internetdel Comune, in modo immediatamente identificabile e facilmente accessibile, e adare opportuno risalto all’ avvenuta pubblicazione dei seguenti documenti dinatura amministrativa che si riferiscono agli elementi e fattori ambientali:
1)contratti e convenzioni in essere fra comune e gestore dei rifiuti solidiurbani, e fra gestore e altre aziende registrate all’albo dei gestoriambientali;
2)piani finanziari allegati ad eventuali richieste di autorizzazione o proceduredi valutazione ambientale per impianti di gestione dei rifiuti;
3)del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale Comunale in forma integralecontestualmente all’invio alla Camera di Commercio, e comunque non oltre il 30Giugno di ogni anno, comprensivo di una scheda riassuntiva che comprendaalmeno: qualita’ e quantita’ dei RSU prodotti da utenze domestiche e nondomestiche nel comune, numero di utenze domestiche e non domestiche,percentuale di RD e di rifiuti avviata a riciclaggio e recupero energetico,percentuale di rifiuti avviata a digestione anaerobica, costi (procapite e perutenza) di gestione dei RSU, compresi i ricavi derivanti dalla vendita dimateriali ed energia;
4)delibere e qualunque altro atto di competenza dell’ Ambito TerritorialeOttimale, anche se gia’ formalmente disponibili sul sito internet dell’Autorita’;
5)Piano Economico Finanziario per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati ePiano Tariffario, anche se gia’ allegati alle delibere con le quali sono statia suo tempo approvati;
6)Caratterizzazione merceologica dei rifiuti solidi urbani prodotti da ognitipologia di utenza domestica e non domestica. Qualora essa non sia disponibileperche’ mai effettuata, si impegna il Sindaco e la Giunta a imporre al Gestorela redazione;
7)studi epidemiologici o altre informazioni di carattere sanitario (ad esempio ilnumero delle esenzioni per malattie croniche) che riguardino la popolazioneresidente nel comune, anche tenendo conto di eventuali impatti provenienti dacomuni limitrofi;
8)informazioni sui traffici di rifiuti, a livello regionale, interregionale einternazionale, con particolare riguardo a quelle riguardanti i rifiutispeciali derivanti dal trattamento degli urbani, come ceneri e altre scoriederivanti dall’ incenerimento dei rifiuti e percolato di discarica.
Mozione 2: Pianificazione – Obiettivo: pianificare la strategiaa breve, lungo e medio termine, in modo da fissare il punto d’arrivo e ilpercorso da fare per arrivarci.
con legge 244/2007 (finanziaria 2008), art. 3 comma 38,era stata prevista la soppressione delle autorita’ d’ Ambito con il dichiaratointento di perseguire il coordinamento della finanza pubblica secondo i criteridi efficienza e riduzione della spesa contemplati nell’ art. 2 comma 33 dellamedesima legge;
ai sensi della legge 191/2009 (finanziaria 2010), illegislatore e’ tornato a valutare la problematica delle autorita’ d’ambitoritenendole non efficienti e inefficaci e, pertanto, ne ha riproposto lasoppressione come riportato dall’ art. 2 comma 186 bis della medesima legge checosi’ recita: “decorso un anno dall’ entrata in vigore della presentelegge, sono soppresse le Autorita’ d’ Ambito territoriale di cui agli artt. 148e 201 del D.Lgs 152/2006 e s.m.i. Decorso detto termine (prorogato piu’ voltefino al 2012) ogni atto compiuto dalle suddette e’ da considerarsi nullo. LeRegioni attribuiscono con legge le funzioni gia’ esercitate dalle Autorita’ nelrispetto dei principi di sussidiarieta’, differenziazione e adeguatezza”;
la stessa legge 191/2009, all’ art. 2 comma 186 letterae), ha altresi’ imposto la soppressione dei Consorzi di funzioni tra gli Entilocali a decorrere dal 2011;
in tale contesto e’ intervenuto il DL 95/2012, convertitonella legge 135/2012, che ha collocato l’organizzazione e la gestione deiservizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e lariscossione dei relativi tributi tra le funzioni fondamentali dei Comuni;
la Corte Costituzionale, con sentenza 199 del 2012, hadichiarato l’illegittimita’ dell’ art. 4 del DL 138/2011 sia nel testooriginario che nelle successive modificazioni, che ripristinava il percorso diprivatizzazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica in dispregiodell’ esito dei referenda del Giugno 2011 che fra l’altro abrogavano l’articolo23-bis della Legge Ronchi con il quale si imponeva di cedere le quote pubblichedelle aziende municipalizzate;
l’art. 206 comma 1 del D.Lgs 152/2006 stabilisce che:” Ai fini dell’attuazione dei principi e degli obiettivi stabiliti dalle disposizioni di cui alla parte quarta del presente decreto al fine di perseguire la razionalizzazione ela semplificazione delle procedure, con particolare riferimento alle piccole imprese, il Ministro dell’ambiente e dellatutela del territorio, di concerto con il Ministro delle attivita’ produttive,e d’intesa con le regioni, le province autonome e gli enti locali puo’stipulare appositi accordi e contratti di programma con enti pubblici, con imprese di settore, soggetti pubblici o privati edassociazioni di categoria. Gli accordi ed i contratti di programma hanno adoggetto:
a) l’attuazione di specifici piani di settore di riduzione, recupero e ottimizzazionedei flussi di rifiuti;
l’art. 224 comma 13 del medesimo decreto dispone che icorrispettivi per il riciclaggio degli imballaggi siano erogati dal CONAI”nell’ ambito delle proprie disponibilita’ finanziarie” ed”entro i limiti massimi di riciclaggio previsti dall’ Allegato E allaparte IV del presente Decreto”, costituendodi fatto un limite ai ricavi che un Comune virtuoso potrebbe ottenere dallavendita dei materiali recuperati dalla raccolta differenziata;
il Comune di__________________________ e’ membro dell’ ATO__________________ il quale siconfigura nella sostanza come consorzio di funzioni, in quanto delegato allapianificazione e all’ affidamento del servizio di gestione dei Rifiuti solidiurbani;
il Gestore______________________ deirifiuti solidi urbani del Comune di _________________ e’ a tutti gli effetti unsoggetto di diritto privato, in quanto ___________(inserire il tipo disocieta’, per azioni, a responsabilita’ limitata…), e in quanto talesubordina la qualita’ del servizio e ilraggiungimento degli obiettivi di legge (eliminarela frase in rosso se la percentuale di RD e’ uguale o maggiore del 65%) alla convenienza economica e alrisultato d’esercizio;
il Comunedi Rodigo (MN) ha avuto una riduzione dei costi di gestione dei rifiuti del 20%a seguito della dismissione delle quote nella partecipata TEA Ambiente ed aseguito della contestuale gestione “in-house”, che gli permette diutilizzare gli impianti di trattamento di terzi solo in caso di bisogno,massimizzando quindi l’interesse nelle politiche di riduzione dei rifiuti e delrecupero dei materiali;
a disporre i necessari atti affinche’ sia affidata la preparazione di uno studio di fattibilita’ perverificare se sia possibile la costituzione di un’azienda speciale di dirittopubblico per la gestione dei rifiuti in luogo del privato;
nelcaso lo studio di fattibilita’ dia esito positivo, a creare un’azienda specialedi diritto pubblico, extra ATO e extra gestore, che si occupiesclusivamente di raccolta e selezione spinta, escludendo qualsiasi attivita’di recupero energetico e smaltimento
a disporre gli atti necessari ad una valutazione oggettiva riguardante lagestione autonoma di raccolta e selezione o la creazione di un consorzio discopo fra comuni finalizzato alla gestione di una o piu’ particolari frazionidi rifiuti solidi urbani, in base a criteri di omogeneita’ e contiguita’ territoriale;
a predisporre gli atti di competenza per la fuoriuscita da ATO e la rescissionedel contratto con il gestore privato, individuando il percorso da intraprendereper la gestione “in house” della gestione dei rifiuti;
a predisporre gli atti di competenza per la cessione di quote azionarieeventualmente detenute in societa’ partecipate proprietarie di impianti dismaltimento e/o di recupero energetico da rifiuti;
a predisporre quanto necessario permassimizzare i ricavi derivanti dalla vendita di materie prime secondarie sulmercato libero, eventualmente anche valutando la rinuncia all’adesione aiprotocolli d’intesa ANCI/CONAI e la pianificazione della vendita diretta deimateriali sul mercato libero.
Mozione 3: Repressione illeciti – Obiettivo: portare alla luceed eventualmente sanzionare comportamenti illeciti nella gestione dei rifiuti.
ai sensi dell’ art. 192 commi 1 e 2del D.Lgs 152/2006 l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti solidi eliquidi sul suolo e nel suolo, nonche’ nelle acque superficiali e sotterranee,e’ vietato;
il medesimo art. 192, al comma 3, prevede che il Sindacodisponga con ordinanza, a seguito di accertamenti effettuati, le operazioninecessarie al fine di rimuovere, avviare a recupero o allo smaltimento irifiuti abbandonati sul territorio comunale;
ilcontratto di servizio stipulato tra il Comune di __________________ e ilgestore ___________________ all’ art.____ precisa le clausole risolutive delcontratto, in particolare riguardo alle sanzioni che il Comune puo’ comminareal gestore in caso di inadempienza;
il Comune dispone della PoliziaMunicipale per accertare eventuali violazioni del contratto di servizio;
allaverifica dei fenomeni di abbandono e/o combustione dei rifiuti nel territoriocomunale e alla verifica delle ordinanze emesse ai sensi dell’ art. 192 Dlgs152/2006 e conseguenti azioni prese dall’amministrazione e dai gestori al finedi ridurre il fenomeno, come controlli, telecamere fisse e mobili epattugliamenti. (V. artt. 255, 256 c.2 e 256 bis Dlgs 152/2006)
allaverifica delle autorizzazioni delle societa’ e delle imprese esercitantiattivita’ di gestione dei rifiuti sul territorio comunale;
alcensimento delle aree sottoposte o da sottoporre a bonifica nel territoriocomunale: quali sono, quante sono, dove sono, che tipo di inquinanti ci sono,da quanto tempo, cosa e’ stato fatto finora, a chi competeva, a chi competonole cose ancora da fare, quanto e’ costato finora, quanto costera’. (Vedi artt.242 e 257 Dlgs 152/2006).
allaverifica dei contenuti della comunicazione di cui all’ art. 189 c.3 Dlgs152/2006.
Mozione 4: Prevenzione – Obiettivo: ridurre la produzione dirifiuti.
l’art. 119della Costituzione stabilisce fra l’altro che “I Comuni (…) hannorisorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, inarmonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanzapubblica e del sistema tributario”;
l’art. 3comma 4 del D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali) stabilisce che“icomuni e le province hanno autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, nonche’ autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica”;
l’art. 52 delD.Lgs. 446/1997 stabilisce che Province e Comuni possono disciplinare conregolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo che per quanto attienealla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, deisoggetti passivi e della aliquota massima. In merito alla nozione di tributipropri delle Regioni, delle Province e degli Enti locali l’art.13, c.3 della L.27 dicembre 2002 n. 289 definisce tali, quelli la cui titolarità giuridica edil cui gettito siano integralmente attribuiti ai predetti enti, con esclusionedelle compartecipazioni ed addizionali a tributi erariali, nonchè delle mereattribuzioni ad Enti territoriali del gettito, totale o parziale, di tributierariali;
l’art. 14comma 1 della Direttiva Europea 2008/98/CE afferma che “Secondo il principio”chi inquina, paga”, i costi della gestione dei rifiuti sonosostenuti parzialmente o interamente dal produttore del prodotto causa deirifiuti (produttore iniziale) o dai detentori del momento o dai detentoriprecedenti dei rifiuti;
l’art. 183 comma 1 lettera m) del D.Lgs 152/2006, Normein materia Ambientale, definisce “prevenzione dei rifiuti” le misureadottate prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventi rifiutoche riducono la quantita’ dei rifiuti;
l’ art. 180 bis del medesimo Decreto Legislativo, alcomma 1, stabilisce che: “le pubbliche amministrazioni promuovono, nell’esercizio delle rispettive competenze, iniziativedirette a favorire il riutilizzo dei prodotti e la preparazione per il riutilizzo dei rifiuti. Tali iniziative possonoconsistere anche in:
b) misure logistiche, come la costituzione ed il sostegno di centri e retiaccreditati di riparazione/riutilizzo;
l’art.206 comma 1 del predetto Testo Unico Ambientale stabilisce che: ” Ai finidell’attuazione dei principi e degli obiettivi stabiliti dalle disposizioni di cui alla parte quarta del presente decretoal fine di perseguire la razionalizzazione e la semplificazione delle procedure, con particolare riferimento alle piccole imprese, il Ministrodell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro delleattivita’ produttive, e d’intesa con le regioni, le province autonome e glienti locali puo’ stipulare appositi accordi e contratti di programma con enti pubblici, con imprese di settore,soggetti pubblici o privati ed associazioni di categoria. Gli accordi ed icontratti di programma hanno ad oggetto:
a) l’attuazione di specifici piani di settore di riduzione, recupero e ottimizzazione dei flussi di rifiuti;
b) la sperimentazione, lapromozione, l’attuazione e lo sviluppo di processi produttivi e di tecnologie pulite idonei a prevenire oridurre la produzione dei rifiuti e la loro pericolosita’ e adottimizzare il recupero dei rifiuti;
c) lo sviluppo di innovazioni nei sistemiproduttivi per favorire metodi di produzione di beni con impiego di materialimeno inquinanti e comunque riciclabili;
d) le modifiche del ciclo produttivo e la riprogettazione dicomponenti, macchine e strumenti di controllo;
e) la sperimentazione, la promozione e la produzione dibeni progettati, confezionati e messi in commercio in modo da ridurre laquantita’ e la pericolosita’ dei rifiuti e i rischi di inquinamento;
f) la sperimentazione, lapromozione e l’attuazione di attivita’ di riutilizzo, riciclaggio e recupero dirifiuti;
le operazioni effettuate primache un oggetto o una sostanza assuma la qualifica di rifiuto sono daconsiderarsi a tutti gli effetti “operazioni su beni”, pertanto nonsoggette alle autorizzazioni di cui al Capo IV del D.Lgs. 152/2006, comeimplicitamente desumibile dalla definizione di rifiuto di cui all’art.183,comma1 del cit. Dlgs 152/2006;
all’istituzione di un centro di ricerca comunale o intercomunale, eventualmente diconcerto con i comuni limitrofi, adeguatamente finanziato, che studi non soloil residuo ma anche i processi produttivi e le abitudini di consumo in modo darilevare per tempo eventuali problemi e proporre soluzioni mirate.
allarealizzazione di un piano comunale di prevenzione (o intercomunale se il comunee’ piccolo). Vedi competenze dei comuni art. 198 Dlgs 152/2006.
allarealizzazione, in proprio o di concerto con i comuni limitrofi, di un centro diriparazione e riuso finalizzato all’ intercettazione dei materiali prima cheessi assumano la qualifica di rifiuto;
allarealizzazione, in proprio o di concerto con il gestore, di un centro distoccaggio e preparazione al riutilizzo dove oggetti diventati rifiuti possanoessere predisposti per la perdita di tale qualifica e il rientro nella filieradei beni;
allostudio e implementazione nel territorio comunale di politiche di prevenzionedei rifiuti, quali ad esempio tassazione della posta non indirizzata,promozione di casette dell’ acqua potabile, di negozi di merce alla spina,supermercati senza imballaggi, anche utilizzando lo strumento degli accordi diprogramma di cui all’ art. 206 del D.Lgs. 152/2006;
a predisporre adeguatomateriale informativo, basato su testi scientifici, da rendere disponibile susupporto cartaceo e online su adeguato sito comunale in merito alCOMPOSTAGGIO DOMICILIARE E CONDOMINIALE,mirando a incrementare la cultura in questo settore e all’ottenimento di uncompost di qualità riducendo effetti indesiderati della procedura,incrementando l’accesso volontario a tale procedura;
ad avviare la sperimentazione del compostaggioaerobico domestico o condominiale, anche differenziando l’umido precottura daquello post-cottura ed a promuovere e sostenere l’organizzazione di un servizio di triturazione e spandimento sul postodi SFALCI E POTATURE ancheintegrandole nelle fasi di compostaggio come materiale strutturante al fine dipreservare la fertilita’ dei suoli e prevenire l’ingresso di materiale organiconella filiera di trattamento dei rifiuti;
ad avviare campagne disensibilizzazione scolastiche in merito alle buone pratiche di gestione deirifiuti, comprendendo sperimentazioni di compostaggio scolastico a partire daireflui di cucina delle mense e dagli sfalci e potature dei parchi dipertinenza
adavviare campagne di informazione alla cittadinanza per le iniziative diriduzione dei rifiuti, come previsto dalle linee guida Europee sulla prevenzionedei rifiuti;
alla redazione e all’ approvazione diun disciplinare per lo svolgimento di feste e sagre sul territorio comunale alfine di ridurre e, possibilmente, eliminare la produzione di rifiuti durantequesto tipo di manifestazioni, valutando anche l’acquisto di lavastoviglie dadare a noleggio alle associazioni che volessero organizzare fiere e sagrepaesane, nonche’ l’ obbligo di utilizzo di stoviglie lavabili, o in viasubordinata l’utilizzo di stoviglie biodegradabili e compostabili, acqua allaspina e bibite non in plastica;
ad intraprendere iniziative volte aridurre al ridurre al massimo la produzione di rifiuti in plastica e altririfiuti combustibili, come ad esempio la tassazione degli imballaggi inplastica non riutilizzabili.
Mozione 5: Raccolta, selezione e riciclaggio – Obiettivo:organizzare la raccolta e predisporre tutte le fasi per ottenere la migliorqualita’ dei materiali, in modo da massimizzare i ricavi dalla vendita direttadei materiali.
l’ art 11 della direttiva 2008/98/CEstabilisce che entro il 2020 almeno il 50% dei rifiuti urbani siano preparatiper il riutilizzo o riciclati, e a tal fine, impone che entro il 2015 siaistituita la raccolta differenziata almeno di carta, metalli, plastica e vetro.Tale obiettivo e’ stato recepito nell’ art. 181 comma 1 del D.Lgs. 152/2006;
l’ art. 198 comma 1 del D.Lgs152/2006 stabilisce che “I comuni concorrono a disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che, nel rispetto dei principi ditrasparenza, efficienza, efficacia edeconomicita’ e in coerenza con i piani d’ambito adottati ai sensi dell’articolo 201, comma 3, stabiliscono in particolare:
a) le misure per assicurare la tutela igienico – sanitaria in tutte lefasi della gestione dei rifiuti urbani;
b) le modalita’ del servizio diraccolta e trasporto dei rifiuti urbani;
c) le modalita’ del conferimento,della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani edassimilati al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recuperodegli stessi;
d) le norme atte a garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazione ed estumulazione dicui all’articolo 184, comma 2, lettera f);
e) le misure necessarie adottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primaridi imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da rispettare;
f) le modalita’ di esecuzione della pesata deirifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento;
l’ art. 205 del medesimo D.Lgs 152/2006 prevede al comma1 che “In ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata unaraccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minimedi rifiuti prodotti:
c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.”;
l’art. 1, comma 668 della Legge 147/2013 (legge di stabilita’ 2014) stabilisceche nel caso i comuni abbiano adottato un sistema di misurazione puntuale deirifiuti prodotti, hanno la facolta’ di istituire un tributo avente naturacorrispettiva in luogo della TARI;
La disciplina dei centri di raccolta e’ data con decretodel Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata , di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281 di cui all’art.183, comma 1, lett.mm) del decreto lgislativo 3 aprile 2006,n.152
L’obiettivo è organizzarela raccolta e predisporre tutte le fasi per ottenere la miglior qualita’ deimateriali, in modo da massimizzare i ricavi dalla vendita diretta deimateriali.
la letteratura e le statistichedisponibili sono ormai unanimi da anni nell’ affermare che l’unico sistema diraccolta dei rifiuti solidi urbani che permette il raggiungimento degliobiettivi di legge sia quello domiciliare porta a porta, adattato in base aicontesti urbanistici nei quali viene applicato;
a verificare il piano regionale rifiuti e controllare chegli obiettivi di RD attesi siano conformi a quelli di legge. Se nel propriocomune non si sono raggiunti, richiedere finanziamenti regionali per estenderela raccolta domiciliare su tutto il comune agganciandosi agli obiettivi del Pianoregionale rifiuti; (da togliere nel caso la RD siastabilmente oltre il 65%)
ad estendere la raccolta domiciliare porta a porta intutto il comune, monitorando le fasi di raccolta per individuare eventualiaggiustamenti da fare al fine di ottimizzare il servizio e razionalizzare icosti di gestione, ad esempio per quanto concerne condomini, case sparse,piccoli borghi, quartieri difficilmente accessibili con mezzi convenzionali,eventualmente coinvolgendo i comuni limitrofi al fine di scongiurare fenomenidi “migrazione” dei rifiuti; (da stralciarese già in essere)
a verificare disponibilita’, adeguatezza e funzionamentodei centri di raccolta (isole ecologiche). In particolare del sistema dipesatura, della recinzione, dell’ adeguatezza del presidio e della preparazionedel personale, della contabilita’ dei rifiuti in entrata e uscita, sia per leutenze domestiche che non domestiche, della conformita’ dei contenitori, dellostivaggio dei RAEE e dei RSU pericolosi nonche’ degli olii vegetali e mineralie a richiedere al gestore la copertura delle platee scoperte per i rifiutiingombranti;
a prevedere un sistema di pesatura a bordo deicontenitori o, in subordine, ad istituire un sistema di misurazione puntualebasato quanto piu’ possibile su criteri oggettivi e non presuntivi, al fine diimplementare la tariffazione puntuale in luogo della TARI;
averificare la filiera di gestione al fine di ridurre e in prospettiva eliminareil ricorso a subappalti da parte del gestore e qualora siano presenti, amotivarne l’utilizzo e quantificarne il costo;
a tracciare la filiera a valledella raccolta, verificando che non venga eseguito recupero energetico dairifiuti recuperati ma mero recupero di materia, incentivando imprese locali adeseguire le operazioni di riciclaggio, preparazione per il riutilizzo e dieventuale vendita
Mozione 6a: Smaltimento – Obiettivo: minimizzare l’impattoambientale e sanitario dello smaltimento del rifiuto residuo. (Da utilizzarenei comuni dove sono localizzate discariche per rifiuti non pericolosi e/opericolosi)
l’art. 13 della direttiva2008/98/CE stabilisce che: “Gli Stati membri prendono lemisure necessarie per garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuatasenza danneggiare la salute umana, senza recare pregiudizio all’ambientee, in particolare:
a)senza creare rischi per l’acqua, l’aria,il suolo, la flora o la fauna;
b)senza causare inconvenienti da rumori od odori e
c)senza danneggiare il paesaggio o i siti di particolare interesse.“;
nel comune di____________________________ e’ presente una discarica per rifiuti nonpericolosi e/o e’ presente un impianto per il recupero energetico tramiteincenerimento dei rifiuti urbani;
la direttiva 1999/31/CE comerecepita dall’ art. 7 comma 1 del dlgs 36/2003, stabilisce che “i rifiutipossono essere collocati in discarica solo dopo trattamento”;
tale divieto e’ stato di recenteribadito nella c.d. circolare del 2013 del Ministro dell’Ambiente che supera laprecedente circolare U. prot. GAB- 2009-001-4963 del 30 giugno 2009 , che ha confermato ilfatto che il trattamento di semplice tritovagliatura (ovvero triturazione evagliatura dei rifiuti indifferenziati) non e’ sufficiente a ridurre lapericolosita’ dei rifiuti e di conseguenza a ridurre i pericoli per l’ambientee la salute, anche ove tale trattamento sia effettuato sul residuo a valle diraccolta domiciliare spinta;
il dlgs 36/2003 obbliga i gestoriall’ accantonamento di somme da utilizzare per la gestione post mortem dellediscariche. In particolare l’art. 14 comma 2 stabilisce che: “La garanzia per la gestione successiva alla chiusura delladiscarica assicura che le procedure di cui all’articolo 13 siano eseguite ed e’ commisurata al costo complessivo della gestione post-operativa. In caso di autorizzazione della discarica per lotti la garanzia per lapost-chiusura puo’ essere prestata per lotti.”
il DM 27 Settembre 2010, che hasostituito e abrogato il DM 3 Agosto 2005, riguardante i criteri di ammissionedei rifiuti in discarica, ha superato le difficolta’ applicative che avevanoreso necessario definire il regime transitorio di cui alla citata circolare delMinistero dell’ Ambiente del 30/06/2009;
la discarica non ha ancoraottemperato agli obblighi della predetta circolare del Ministro Orlando (verificare che effettivamente non sia gia’ presente unimpianto di selezione a norma)
a verificare che la frazione residuale dei rifiuti solidiurbani venga smaltita solo a seguito di un’ulteriore fase di selezione, al finedi minimizzarne l’impatto sulla salute e sull’ ambiente; (se il comune e’ uscito dalla proprieta’ degli impianti dismaltimento ha interesse a smaltire il meno possibile e non ha piu’ conflittid’interesse).
a sollecitare gli enti preposti (ASL, ARPA) ad effettuarecampionamenti periodici e controlli a sorpresa, anche delle matrici ambientalia valle della discarica o che potrebbero esserne influenzati, come corsid’acqua e falde acquifere,al fine di mantenere elevato il grado di sorveglianzasugli impianti e piu’ in generale su tutta la filiera di smaltimento;
a verificare l’esistenza e la congruita’ dell’accantonamento per la gestione post mortem effettuato dal gestore e averificare che gli eventuali lotti gia’ chiusi siano gestiti a norma dellevigenti leggi e disposizioni
a verificare la congruita’ e la qualita’ del percolatoemesso e la sua filiera di trattamento, nonche’ la congruita’ e la qualita’ delbiogas emesso e la sua filiera di trattamento;
arichiedere uno studio epidemiologico dell’ area sulla quale insiste l’impiantodi smaltimento (se sul proprio comune). Qualora lo studio sia gia’ disponibilesi impegna il Sindaco e la Giunta a chiederne l’aggiornamento e/o l’immediatapubblicazione sul sito internet del comune.
Mozione 6b: Smaltimento – Obiettivo: minimizzare l’impattoambientale e sanitario dello smaltimento del rifiuto residuo. (Da utilizzare neicomuni dove sono localizzati inceneritori per rifiuti urbani e/o speciali nonpericolosi e/o pericolosi)
nel comune di____________________________ e’ presente un inceneritore per rifiuti nonpericolosi e/o pericolosi, ovvero un altro impianto destinato all’incenerimento dei rifiuti, con o senzarecupero di energia, come definito ai paragrafi 40 e 41 dell’ art. 3 delladirettiva 2010/75/UE;
con Legge 25 gennaio 1994n. 70 e’ stato istituito l’obbligo, anche per i gestori di impianti diincenerimento dei rifiuti, di compilare e trasmettere il Modello Unico diDichiarazione Ambientale (MUD)
i MUD, Modelli Unici diDichiarazione ambientale vengono usualmente messi a disposizione del pubblicocon un ritardo di anni, non permettendo di verificare tempestivamente eventualidiscrepanze fra la contabilita’ fornita dal gestore e quella fornita dagli entidi controllo.
a verificare che i rifiuti prodotti dall’ impianto di cuiin premessa siano gestiti conformemente alle priorita’ di cui all’ articolo 4della direttiva 2008/98/CE (gerarchia dei rifiuti);
a imporre al gestore la pubblicazione dei dati delmonitoraggio degli inquinanti e dei dati relativi ai flussi di rifiuti in entratae uscita dall’ impianto;
a tracciare la destinazione delle ceneri leggere epesanti e l’eventuale loro impiego come materiale;
a sollecitare gli enti preposti (ASL, ARPA) ad effettuarecampionamenti periodici e controlli a sorpresa, anche delle matrici ambientalia valle dell’ inceneritore o che potrebbero esserne influenzati, come corsid’acqua e falde acquifere,al fine di mantenere elevato il grado di sorveglianzasugli impianti e piu’ in generale su tutta la filiera di smaltimento;
a richiedereuno studio epidemiologico dell’ area sulla quale insiste l’impianto dismaltimento (se sul proprio comune). Qualora lo studio sia gia’ disponibile siimpegna il Sindaco e la Giunta a chiederne l’aggiornamento e/o l’immediatapubblicazione sul sito internet del comune.