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Timestamp: 2020-03-28 20:21:03+00:00
Document Index: 106218136

Matched Legal Cases: ['art.28', 'art.30', 'art.4', 'art.30', 'art.4', 'art.33', 'art.5', 'art.5', 'art.5', 'art.12', 'art.3', 'art.54', 'art. 30', 'art.33', 'art. 28']

voto 110/99 sesta sezione
Seduta del 6.7. 99
Voto n. 110
Lavori di abbattimento delle barriere architettoniche nel Palazzo demaniale degli Uffici Pubblici di Isernia – Riserve –
VISTA la nota prot. n.114/Div.IV in data 16.3.1999 con la quale la Direzione Generale dell’Edilizia Statale e Servizi Speciali ha trasmesso, per esame e parere, l’affare in oggetto;
VISTA la nota prot. n.4403/4927 in data 17.6.99 con la quale il Provveditorato regionale alle Opere pubbliche per il Molise ha trasmesso gli atti integrativi richiesti con nota di questa Sezione in data 16.4.99, prot. n.237;
UDITA la Commissione Relatrice (D’Antonio, Mauceri, Del Gaizo),
Con nota prot.n.114/Div.IV in data 16.3.99 la Direzione Generale dell’Edilizia Statale e Servizi Speciali ha trasmesso per il parere di competenza di questo Consiglio Superiore le riserve formulate dall’Impresa TRE ELLE s.r.l. di Roma, afferenti i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche nel Palazzo degli Uffici pubblici di Isernia.
Il relativo progetto, dell’importo di £. 400.000.000, fu redatto in data 6.7.1988 dalla Sezione Operativa per la provincia di Isernia del Provveditorato Regionale alle OO.PP.; tale progetto venne approvato con D.P. n.3596 del 20.11.1989. La copertura finanziaria per l’esecuzione di tali lavori vene garantita per £.169.803.170 dalla Regione Molise e dal Provveditorato per la quota di £.230.196.830. Si autorizzò altresì, previo atto di cottimo, l’affidamento dei lavori a trattativa privata all’Impresa TRE ELLE con sede in Roma al ribasso offerto del 23,20% e per un importo netto di £.254.413.950.
I lavori vennero consegnati, in assenza di contratto, sotto le riserve di legge, in data 15.3.1990, con scadenza per l’ultimazione fissata al 14.9.1990.
Successivamente, con verbale del 20.5.1990 firmato senza riserve dall’impresa, i lavori vennero sospesi per la redazione della perizia di variante e suppletiva di un importo complessivo di £.349.591.438. Alla perizia venne allegato lo schema di atto di sottomissione con il quale l’Impresa si impegnava ad eseguire i lavori variati e suppletivi agli stessi prezzi, patti e condizioni dell’offerta iniziale , senza alcun miglioramento del ribasso (23,20%) poichè rientranti nel quinto d’obbligo e con aumento del tempo utile di giorni 15.
Con voto n.1617, reso nell’adunanza del 6.11.1990, il CTA del Provveditorato espresse parere favorevole all’approvazione della suddetta perizia, con prescrizioni circa i tempi di esecuzione, ed in particolare con riduzione a giorni 15 dell’aumento del tempo utile, nonché relativamente alla riserva di concessione edilizia e di denuncia dei lavori per le opere di cui trattasi.
In seguito il Provveditore, con ordine di servizio 5.12.1990 n.6735, ordinò la ripresa dei lavori (sospesi al 20.5.1990) ingiungendo all’impresa la esecuzione di una percentuale dei lavori non inferiore all’80% dell’importo contrattuale, pena l’applicazione dell’art.28 del regolamento n.350/1895 con rescissione in danno del contratto.
L’Impresa, cui venne notificato il predetto ordine di servizio, recepì lo stesso con riserva, esplicitata in data 7.12.1990; in tale esplicitazione, l’Impresa rigettò l’ordine di servizio poichè all’epoca non era stato formalizzato il contratto e, pertanto, l’adempimento richiesto sarebbe risultato troppo oneroso non potendosi provvedere al pagamento dei lavori.
Di conseguenza il predetto ordine di servizio rimane senza effetto.
In data 3.10.1991 con D.P. n.5299 venne approvata la perizia di variante e suppletiva secondo le prescrizioni di cui al voto del CTA n.1617 del 6.11.1990.
Con tale decreto fu altresì autorizzato l’affidamento dei lavori a trattativa privata, mediante atto di cottimo, all’Impresa TRE ELLE con il ribasso del 23,20% e fu disposto l’ammontare della spesa a carico dello Stato in £. 250.000.
In data 08.06.1992 venne stipulato l’atto di cottimo fiduciario (n.22 di rep.) per l’importo di £.254.413.950 al netto del ribasso del 23,20%.
In pari data venne stipulato l’atto di sottomissione (n.223 di rep.) con l’introduzione di 19 N.P., per il maggiore importo di £.10.290.275 e quindi per un importo complessivo dei lavori di £.264.704.675, al netto del ribasso del 23,20%; con tale atto venne altresì concessa all’Impresa una proroga del tempo contrattuale di giorni 15.
Con verbale in data 29.9.1992 venne disposta la ripresa dei lavori.
L’Impresa firmò senza riserve sia l’atto di sottomissione, sia il verbale di ripresa dei lavori.
In data 4.11.92 venne certificato il 1° SAL, di complessive nette £.128.546.280.
In data 17.12.92, con nota 8551, venne richiesto all’Impresa di accelerare l’esecuzione dei lavori.
Con nota 31.12.92 n.352(SG/A.C., l’Impresa avanzò richiesta di proroga per il fatto che la ditta fornitrice dell’impianto di sollevamento dell’ascensore aveva preventivato da 150 a 180 giorni il tempo necessario per la installazione.
L’Impresa, nelle more delle determinazioni da parte dell’Amministrazione circa l’istanza di proroga, autonomamente riprese, in data 25.10.93, l’attività di cantiere per il montaggio del complesso ascensore.
In data 25.10.93 la Direzione dei lavori invitò l’Impresa a sospendere l’installazione e in data 26.11.93 con voto n.1706 il CTA rese parere negativo circa l’istanza di proroga citata.
Solo in data 6.12.93, con nota n.6476 che dava comunicazione all’Impresa del parere del CTYA, vennero ripresi i lavori.
L’ultimazione dei lavori fu accertata nel giorno 22.3.1994 e quindi oltre il tempo utile rispetto al termine contrattuale.
In data 26.1.1998 è stato redatto il certificato unico di collaudo nell’importo di L.235.819.638, riconoscendo quale credito all’impresa a saldo dei lavori l’importo di L.43.812.171.
L’impresa appaltatrice, nel firmare il registro di contabilità in data 8.9.1995 e 9.5.97 ha apposto n.4 riserve, per un importo complessivo di L.517.124.420.
Si riporta di seguito la sintesi di tali riserve, inserite nella relazione istruttoria del Provveditorato Regionale alle OO.PP., sintesi che trova comunque riscontro nel testo integrale delle riserve formulate dall’impresa.
"Riserva 1.a: maggiori oneri per spese generali derivanti per il lungo periodo di sospensione dal 20:5.90 (consegna lavori) al 29.2.92 (ripresa) ammontante a £.166.332.894;
Riserva 1b: maggiori oneri per mancato utile pari a £.110.888.505 a titolo di interessi per ritardato utile pari a £.77.575.750;
Riserva 1c: maggiore spesa per vincoli polizza fideiussoria pari a £.300.277;
Riserva 1d: interessi legali e moratori per ritardato pagamento 1°SAL per un totale di £.1.651.533;
Riserva 1e: interessi legali e moratori per ritardato pagamento 2°SAL per un totale di £.8.668.707;
Riserva 1f: interessi per ritardato pagamento del saldo;
Riserva 1g: maggiore spesa per il vincolo della polizza fideiussoria;
Riserva 1h: interessi legali per mancato accredito dell’anticipazione pari a £.19.934.901;
Riserva 1i: maggiori oneri per diverso impiego gru determinati in £.16.000.000;
Riserva 1l: maggiori oneri per esecuzione lavori in presenza di personale ammontante a £.45.921.633
Riserva 1m: maggiori oneri per trasporto e deposito materiale presso locale dell’azienda per un totale di £.14.300.000;
Riserva 2: revisione prezzi:
Riserva 3: disapplicazione della penale di £.55.650.300 o in via subordinata la riduzione della stessa;
Riserva 4: oneri accessori sugli importi di cui all riserva n.1 chiedendo la corresponsione degli interessi legali e della rivalutazione monetaria".
Il Direttore dei lavori, nella propria Relazione riservata, formula le seguenti osservazioni:
"RISERVA N.1 - Punti a) - b) - c)
Preliminarmente, è da considerarsi che l’esecuzione dei lavori in questione è stata richiesta dall’Impresa con affidamento a trattativa privata (in quanto la stessa aveva in corso lavori di riattazione dello stabile dove dovevano eseguirsi gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche)
Tale fatto comporta che l’Impresa, all’epoca della richiesta (13.6.1989), era perfettamente a conoscenza di tutte le problematiche del cantiere e della fattibilità del progetto.
L’Impresa ,peraltro, durante tutto l’iter di approvazione della perizia ( contenente lo schema di atto di sottomissione sottoscritto preventiva accettazione) non ha mai manifestato - ne formalmente e ne ufficiosamente - la volontà di recedere dalla sua originaria offerta di affidamento dei lavori, sia per il disposto del 2° comma dell’art.30 del Capitolato Generale d’Appalto, sia perché erano venute a cambiare le condizioni che l’avevano indotta a richiedere l’appalto potendo avvalersi di quanto prescritto dall’art.4 del medesimo Capitolato Generale d’Appalto; la prova di ciò sta nel fatto che ad iter concluso ha firmato, senza alcuna riserva, nella stessa data (8.6.1992) sia il contratto principale (cottimo n.222 di rep.) e sia l’atto di sottomissione (n.223 di rep.)
Trattandosi di appalto a trattativa privata, all’atto della stipula del contratto, l’Amministrazione doveva essere posta nella condizione di valutare i maggiori oneri che oggi l’Impresa richiede e ciò non è stato fatto da parte di questa; nè l’Amministrazione stessa poteva presumere che tali oneri fossero dovuti per la non applicazione da parte dell’Impresa della facoltà prevista dall’art.30 o dall’art.4 del Capitolato Generale d’Appalto.
Gli interessi, previsti per legge, vanno riconosciuti per la quota dei lavori di spettanza della Regione Molise giacché quelli di spettanza dello Stato non sono maturati in quanto vi è stata riscossione del S.A.L. entro i termini.
Vengono richiesti gli interessi sui lavori del 2° S.A.L., riferito alla data di ultimazione.
Tale data è stata a posteriori indicata al 22.3.1994, solo scopo, però l’accettazione da parte dell’Amministrazione dei lavori eseguiti come da contratto integrati con lavori supplementari di adeguamento prescritti dall’Amministrazione stessa ed a carico dell’Impresa.
Pertanto gli interessi andrebbero riconosciuti a partire dalla data di emissione del certificato di pagamento ma, poichè il ritardo si è poi avuto a causa della perenzione dei fondi e tale ritardo è anche ascrivibile all’esecuzione tardiva ed irregolare (vedasi relazione 15.6.1994 n.1088 di protocollo dell’Ingegnere Capo dei lavori, ne deriva che se l’Impresa avesse rispettato i tempi previsti tale maggiore onere non si sarebbe determinato.
PUNTI - f) -g)
In considerazione delle problematiche connesse alla collaudazione statica delle opere, in particolare perché l’Impresa non ha mai prodotto i certificati di qualità delle strutture in acciaio, pur se numerose volte formalmente richiesti dall’Amministrazione, lo stato finale è stato redatto il 14.4.97 solo dopo l’intervenuta collaudazione statica, avutasi il 15.2.1997.
Pertanto, ai fini del calcolo del tempo utile per l’approvazione del collaudo deve farsi riferimento alla data dello stato finale ed a tutt’oggi l’Amministrazione è ancora nei tempi previsti per legge.
Peraltro, per la riserva di cui al punto g) opera il dettato dalla legge n.741/1981.
Non è stata corrisposta l’anticipazione in quanto non è stata mai prodotta la relativa polizza fideiussoria di garanzia.
Premesso che le condizioni del sito non richiedevano l’utilizzo della gru fissa e che non è stata mai adoperata la moto-gru, deve precisarsi che comunque tale eventuale difficoltà operativa era già nota all’Impresa all’atto della richiesta di affidamento dei lavori a trattativa privata ed una simile eventualità ha inciso sul ribasso offerto dall’Impresa ed accettato dall’Amministrazione.
PUNTO L)
Premesso che la presenza di impiegati nell’edificio non ha avuto alcun riflesso sulla esecuzione dei lavori in argomento in quanto la quasi totalità degli stessi è stata eseguita in ambito circoscritto (vano ascensore) e non accessibile ai detti impiegati, anche per questo punto valgono le considerazioni riportate a quello precedente.
Il trasporto a deposito di materiale presso locale dell’azienda è stato fatto per i lavori di riattazione e non per l’appalto in questione.
Peraltro, l’Impresa, sebbene sollecitata formalmente al riguardo, ancora occupa parte di locali demaniali dell’edificio con materiale di sua proprietà.
RISERVA N° 2
Per la revisione dei prezzi, prevista in contratto da calcolarsi a norma dell’art.33 della legge n.41/86,è opportuno che nell’ambito della definizione del contenzioso vengano fissati i precisi termini di riferimento per i conteggi, atteso che, sempre con riferimento alla nota 15.6.1994n.1088 dell’Ingegnere Capo, l’esecuzione dei lavori da parte dell’Impresa è avvenuta in maniera estremamente irregolare.
RISERVA N.3
Viene chiesta la disapplicazione della penale ma, con riferimento a quanto prima evidenziato circa l’esecuzione dei lavori, deve segnalarsi che l’Impresa non può addebitare il ritardo nella ultimazione dei lavori alla mancata fornitura dell’ascensore giacché, essendo noto ad operatori del settore i tempi che le ditta fornitrici impiegano correttamente, poteva già dalla stipula dell’atto di sottomissione provvedere all’ordine e non attendere la scadenza contrattuale.
RISERVA N.4
Gli oneri accessori sugli importi di cui alla riserva nn.1 vanno riconosciuti solo per gli interessi di cui al punto d) di spettanza regionale".
In merito alle suddette riserve, il collaudatore a sua volta formula le seguenti osservazioni e proposte.
"RISERVA 1.a: maggiori oneri per spese generali.
La formulazione della riserva è intempestiva , ai sensi degli artt. 23,53,54,64 e 107 del Regolamento OO.PP; n.350/1895, per le seguenti motivazioni:
1. L’onere della formulazione delle riserve per maggior compenso od indennizzo insorge nel momento in cui l’appaltatore sia in grado di percepire, secondo criteri di media diligenza e buona ed, l’incidenza causale del fatto stesso quale produttivo di maggiori esborsi (Cassazione, voti n.68 in data 11.1.88 e n.6332 in data 25.11.88);
2. l’onere di immediata denuncia di ogni fatto connesso alla esecuzione di un’opera pubblica che l’appaltatore ritenga produttivo di conseguenze patrimoniali a se sfavorevoli è operativo quando la potenzialità dannosa del fatto si presenti obiettivamente apprezzabile da parte dell’appaltatore secondo criteri di diligenza e di buona fede, salvo poi a precisarne l’entità nelle successive registrazioni o in chiusura di conto finale (Cassazione voto n.746 in data 24.1.97);
3. la sospensione dei lavori protrattasi dal 20.5.90 al 29.9.92 avrebbe dovuto già manifestare i propri effetti negativi per la ditta appaltatrice alla data della firma del contratto di appalto e dell’atto di sottomissione (8.6.92), della ripresa dei lavori (29,9.92) e del registro di contabilità (16.11.92), ma in tali sedi nessuna riserva è stata apposta sugli atti contrattuali e contabili, mentre lo stesso registro di contabilità è stato firmato con riserve in data 8.9.95 e 9.5.97 successivamente esplicitate in data 25.9.95 e 9.5.97.
Si propone pertanto di respingere la riserva.
RISERVA 1.b: maggiori oneri per mancato utile.
Anche questa riserva è ritenuta intempestiva e si propone di respingerla per le stesse motivazioni di cui alla riserva 1.a.
RISERVA 1.c: maggiore spesa per vincoli fideiussoria.
Anche questa riserva è ritenuta intempestiva per le motivazioni esposte alla riserva n.1.a e inoltre, a norma dell’art.5 della legge n.741/81, l’impresa avrebbe potuto estinguere le polizze fideiussorie relative ai lavori e riscuotere le trattenute a titolo di garanzia, per cui si presuppone di respingere la stessa riserva.
RISERVA 1.d: interessi legali e moratori per ritardato pagamento 1° S.A.L.
Non sussiste per il sottoscritto collaudatore l’onere di discutere la presente riserva in quanto essa riguarda fatti estranei all’oggetto ed alla gestione dell’appalto ed alla finalità di documentazione dell’iter esecutivo dell’opera e delle relative spese, come appunto risulta per la corresponsione di interessi moratori e legali e per il ritardato nel pagamento degli stati di avanzamento o del saldo finale, la cui richiesta è collegata a fatto proprio della Amministrazione che è estraneo alla contabilizzazione e che riguarda un eventuale esborso da corrispondere non a titolo di compenso, ma di risarcimento del danno per il ritardo nei pagamenti (Cassazione, voti n.5629/87, n.5126/87, n.2841/85, n.5300/81, n.1458/75, n. 1148/75, n.78/74, n. 677/73, etc..). Tuttavia, nel caso specifico, non sono state portate in visione, pur se più volte richieste, le attestazioni delle date relative alla reale disponibilità finanziaria per la riscossione delle somme dovute dal Provveditorato alle OO:PP: e dalla Regione Molise alla ditta appaltatrice, per cui comunque non è possibile esprimersi in merito.
RISERVA 1.e: interessi legali e moratori per ritardato pagamento 2° S.A.L.
Sono valide le stesse motivazioni esposte per la riserva n.1.d per non esprimersi sulla richiesta avanzata dalla ditta appaltatrice.
RISERVA 1.f : interessi per ritardato pagamento del saldo.
La riserva è ritenuta irricevibile nella presente fase del collaudo per le seguenti motivazioni:
1. valgono gli stessi criteri esposti per la riserva n.1.d;
2. il certificato di collaudo è stato emesso in data 26.1.98 con prescrizioni per cause dipendenti dal mancato rispetto di alcune clausole contrattuali e dalla irregolarità contributiva INPS da parte dell’Impresa appaltatrice;
3. a fronte dell’incarico di collaudo trasmesso dal Provveditorato alle OO.PP.in data 8.6.95, gli atti tecnici e contabili sono stati richiesti a più riprese (note e riunioni del 25.3.96, 21.1.97, 15.2.97, 26.3.97,13.9.97,15.11.97,24.11.97,4.12.97, 2.1.98) e solo in data 16.1.98 è stato ricevuto l’ultimo atto necessario per la emissione del certificato di collaudo;
4. la valutazione degli interessi per ritardato pagamento del saldo a seguito della appprovazione dell’atto di collaudo potrà essere effettuata solo dopo gli adempimenti amministrativi e contabili del Provveditorato alle OO.PP. per il Molise relativi allo stesso collaudo, per cui nella fase attuale non è quantificabile il danno e pertanto non può essere apposta riserva;
5. a norma dell’art.5 della legge n.741/81, l’Impresa avrebbe potuto estinguere le polizze fideiussorie relative ai lavori e riscuotere le trattenute a titolo di garanzia,
6. il ritardo nella effettuazione del collaudo amministrativo è dovuto al ritardo da parte dell’impresa nella presentazione degli atti necessari per la effettuazione del collaudo statico, che è propedeutica a quello amministrativo.
Si ritiene pertanto di non doversi esprimere sulla riserva.
RISERVA 1.g: maggiore spesa per il vincolo della polizza fideiussoria.
A norma del’art.5 della legge n.741/81, l’Impresa avrebbe potuto estinguere le polizze fideiussorie relative ai lavori e riscuotere le trattenute a titolo di garanzia, per cui la maggiore spesa è da attribuire alla mancata azione dell’Impresa e pertanto si propone di respingere la riserva.
RISERVA 1.h: interessi legali per mancato accredito della anticipazione.
Il dispositivo combinato dell’art.12 del RD n.2440/1923, del D.P.R. n. 627/1972 e dell’art.3 della legge n. 741/1981stabilisce il diritto della ditta appaltatrice all’accredito della anticipazione contrattuale a condizione che il contratto sia stato stipulato e che la stessa ditta abbia presentato "idonee garanzie bancarie o equivalenti". Nel caso specifico si è verificato quanto segue:
1. il contratto risulta stipulato in data 8.6.92, mentre la consegna di lavori era già avvenuta in data 15.3.90, per cui non era comunque possibile accreditare la anticipazione contrattuale 2prima dell’inizio della esecuzione del contratto" su un contratto non ancora stipulato;
2. altro motivo per non procedere all’accredito dell’anticipazione contrattuale risiede nella mancata presentazione da parte della ditta appaltatrice delle corrispondenti garanzie bancarie o equivalenti;
3. la riserva è anche intempestiva per quanto indicato nella riserva 1.a
Si propone quindi di respingere la riserva.
RISERVA 1.i:maggiori oneri per diverso impiego della gru.
Per la esecuzione dei lavori relativi all’impianto ascensore è stato utilizzato un semplice montacarichi interno, mentre nessun utilizzo poteva avere una gru esterna, in quanto già era stata completata la copertura dell’edificio nell’ambito di respingere la riserva.
RISERVA 1.l: esecuzione dei lavori in presenza di personale.
I lavori relativi al contratto di che trattasi sono stati eseguiti unicamente nell’ambito del vano ascensore, per cui nessuna influenza o interferenza poteva avere la presenza di personale negli uffici pubblici ubicati nell’edificio, in quanto gli stessi uffici erano isolati dal vano ascensore mediante pareti fisse. Si propone pertanto di respingere la riserva.
RISERVA 1.m: trasporto e deposito di materiale presso locale dell’impresa.
L’eventuale utilizzo di un locale della ditta come deposito di attrezzature ed immobili degli uffici pubblici (peraltro non documentato) non poteva comunque riferirsi ai lavori oggetto del contratto di che trattasi, in quanto il vano ascensore non conteneva tali materiali. L’eventuale utilizzo potrebbe semmai essere riferito ai lavori principali di riattazione dell’immobile. Si propone pertanto di respingere la riserva.
RISERVA 2: revisione prezzi.
La riserva è irricevibile per i seguenti motivi:
1. ai sensi dell’art.54 del Regolamento OO.PP: n.350/1895, la ditta appaltatrice non ha indicato "con precisione le cifre di compenso cui crede aver diritto"n.350/1895, le riserve da inserire nel conto finale possono riguardare solo istanze di revisione inerenti la contabilizzazione del corrispettivo contrattuale delle opere eseguite e non la revisione prezzi (Cassazione, voto n.9775 in data 3.10.90).
RISERVA 3: disapplicazione della penale.
Si ritiene proponibile la riduzione della penale per ritardata ultimazione dei lavori al 10% dell’importo stabilito con il contratto di appalto e con il successivo atto di sottomissione fino alla concorrenza di L.26.470.467. La penale del 10% viene applicata all’intero importo contrattuale e non alla singola fornitura oggetto di ritardo in quanto questa riguardava l’ascensore che è parte sostanziale del lavoro eseguito senza la quale l’opera non può essere ritenuta in nessun modo funzionale ed utilizzabile. Inoltre si ritiene che fosse comunque onere dell’impresa procedere alla tempestiva ordinazione dell’ascensore, conoscendo le difficoltà di mercato per il reperimento della merce, per cui non può procedersi alla totale disapplicazione della stessa penale.
RISERVA 4: oneri accessori.
Si ritiene di non doversi esprimere sulla riserva per le stesse motivazioni indicate alle riserve n.1d e 2"
Pertanto in conclusione il Collaudatore formula seguente proposta:
"di riconoscere alla ditta appaltatrice, per le riserve formulate sullo stato finale, quanto segue:
1. accogliere parzialmente la sola riserva n.3 per l’importo di L.26.470.467 come parziale disapplicazione della penale per ritardata ultimazione dei lavori,
2. ritenere irricevibili le riserve n.1d, 1.e, 1.f, 2 e 4 in quanto non riguardano motivi allegati alla contabilizzazione ed alla gestione dei lavori, ma solo risarcimenti dei danni eventualmente subiti per ritardati pagamenti ( su dette richieste dovrà esprimersi autonomamente l’Ente appaltante in fase di approvazione del certificato di collaudo);
3. respingere le residue riserve per le motivazioni indicate nei punti precedenti".
In merito alle riserve di cui trattasi, tenuto conto di quanto riportato nelle premesse, la Sezione osserva quanto segue:
RISERVA 1.a: spese generali.
La riserva, relativa alla protrazione del periodo di sospensione dei lavori (20/5/1990 – 29/9/1992), è da ritenersi senz’altro intempestiva, dato che essa non è stata apposta né sul verbale di sospensione, né sull’atto di sottomissione stipulato in data 8/6/1992, né sul contratto di cottimo stipulato in pari data, né sul verbale di ripresa dei lavori del 29/9/1992, né alla prima successiva sottoscrizione del Registro di contabilità, ma soltanto sul registro stesso in data 8.9.1995.
Peraltro non risulta neanche agli atti, e la stessa impresa lo conferma nel testo della riserva di cui trattasi, che sia stata attivata la procedura di cui al secondo comma dell’art. 30 del capitolato generale d’appalto: infatti non è stato mai richiesto lo scioglimento del contratto.
Per quanto riguarda la pretesa illegittimità della sospensione, a cui l’impresa fa successivamente riferimento nell’ambito della riserva stessa, si rileva altresì che tale motivazione avrebbe dovuto semmai costituire oggetto di riserva nel verbale di sospensione dei lavori in data 20/5/1990 ed in quello di ripresa, il che non è avvenuto.
Pertanto la riserva n. 1.a va considerata intempestiva sotto qualsiasi profilo e, di conseguenza, si ritiene che debba essere respinta.
RISERVA: 1.b: Mancato utile.
La riserva 1.b è da ritenersi intempestiva e pertanto va respinta per le stesse motivazioni esposte per la riserva 1.a, poiché trae origine dalla stessa fattispecie.
RISERVA 1.c: Maggiore Spesa per vincoli polizza Fideiussoria.
La riserva 1.c va respinta per le medesime motivazioni già esposte per la riserva 1.a.
RISERVE 1.d, 1.e,1.f: Interessi legali e moratori per ritardato pagamento primo S.A.L., secondo S.A.L. e saldo finale.
La materia è regolata per legge e pertanto l’Amministrazione Appaltante dovrà provvedere secondo la relativa normativa di legge, sulla base di oggettivi dati di riscontro.
Pertanto questa Sezione ritiene di non doversi esprimere sulle riserve 1.d, 1.e,1.f.
RISERVA 1.g: maggiore spesa per il vincolo della polizza fideiussoria per protrazione del collaudo.
Secondo quanto affermato dal Direttore dei lavori nelle proprie osservazioni riportate nelle Premesse, il ritardo nell’emissione del certificato di collaudo statico è stato determinato dalla mancata presentazione da parte dell’impresa dei certificati di qualità delle strutture in acciaio, peraltro richiesti più volte dall’Amministrazione. In assenza della collaudazione, ai sensi di legge, la polizza fideiussoria non deve essere svincolata. La riserva, pertanto, è da respingere.
RISERVA 1.h: interessi legali per mancato accredito dell’anticipazione.
Secondo quanto dichiarato dal Direttore dei lavori nelle proprie osservazioni riportate nelle Premesse, l’anticipazione non è stata corrisposta poiché non è mai stata prodotta la relativa polizza fideiussoria di garanzia.
Peraltro la riserva sarebbe comunque intempestiva, poiché il contratto era stato stipulato l’8.6.1992, mentre la riserva è stata apposta sul registro di contabilità il 25.9.1995. La riserva, pertanto, è da respingere.
RISERVA 1.i: maggiori oneri per diverso impiego della gru.
Secondo quanto affermato sia dal Direttore dei lavori sia dal collaudatore, nell’esecuzione dei lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche non si è fatto ricorso all’uso di una gru esterna, né ciò sarebbe stato possibile poiché era stata già completata la copertura dell’edificio; peraltro, anche se ciò fosse potuto accadere, tale eventuale circostanza operativa era nota all’impresa, già affidataria anche dei lavori principali di riattamento dell’immobile.
Pertanto anche la riserva 1.i è da respingersi.
RISERVA 1.l :esecuzione dei lavori in presenza di personale.
I lavori di abbattimento delle barriere architettoniche, secondo quanto dichiarato dal Direttore dei lavori e riportato nelle Premesse, sono stati eseguiti per la quasi totalità nel vano ascensore, non accessibile al personale impiegatizio; inoltre l’impresa era pienamente a conoscenza della situazione dell’immobile per i motivi sopra indicati avendo assunto i lavori a trattativa privata in qualità di appaltatrice dei lavori principali.
Pertanto si ritiene che anche tale riserva sia da respingere.
Secondo quanto dichiarato dal Direttore dei lavori e riportato nelle Premesse, il trasporto e deposito presso il locale dell’impresa è stato fatto per i lavori di riattazione dell’immobile e non per quelli di abbattimento delle barriere architettoniche.
Pertanto si ritiene che anche la riserva 1.m debba essere respinta.
In relazione al disposto dell’art.33 della legge n.41/86, si osserva che la durata contrattuale dei lavori risulta inferiore ad un anno.
Tuttavia, si rammenta che i ricorsi in materia di revisione prezzi sono disciplinati dal D.L. C.P.S. 6.12.1947 n.1501 ratificato con legge 9.5.1950 n. 329.
La Sezione, pertanto, ritiene di non doversi esprimere su tale riserva.
In merito alla riserva per la disapplicazione della penale, la Sezione esprime l’avviso che la fornitura di ascensore di dimensioni fruibili da utenti portatori di handicap, definite nell’ambito della perizia di variante, di cui al voto del C.T.A. del 6/11/1990, approvata con D.P. del 3/10/1991, rappresenta un aspetto essenziale nell’ambito di lavori di abbattimento delle barriere architettoniche.
Pertanto la relativa fornitura rappresenta un onere fondamentale per l’impresa, che deve farsi carico del tempestivo approntamento dei macchinari nell’ambito della normale attività organizzativa del cantiere.
Di conseguenza il ritardo nella fornitura rappresenta un rischio d’impresa che non può essere posto a carico dell’Amministrazione.
Peraltro, già nel voto n.1617 del C.T.A. reso nella seduta del 6.11.1990, relativo alla perizia di variante, venivano evidenziati fin da quel periodo "forti ritardi" dell’Impresa, sia per i lavori di cui trattasi, sia per i lavori principali, per cui "l’Amministrazione aveva sospeso la stipula del cottimo volendo attivare quanto previsto dall’art. 28 del Reg.to n.350/1895".
Per quanto esposto la Sezione ritiene che anche la riserva relativa alla disapplicazione della penale debba essere integralmente respinta e che, di conseguenza, la penale non debba essere disapplicata neanche parzialmente.
RISERVA N.4: Oneri accessori.
La riserva non ha motivo di sussistere essendo state ritenute totalmente inaccoglibili le riserve su i cui importi gli oneri accessori sono richiesti.
La Sezione ritiene, pertanto, che la riserva in argomento sia da respingere.
Tutto quanto sopra premesso e considerato, la Sezione all’unanimità
che tutte le riserve poste dall’impresa tre ELLE S.r.l. per i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche nel Palazzo Demaniale degli Uffici Pubblici di Isernia debbano essere respinte.