Source: http://www.prefettura.it/rimini/contenuti/Cittadinanza-7528.htm
Timestamp: 2019-09-22 06:25:10+00:00
Document Index: 16591192

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 64', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 9']

Cittadinanza - Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Rimini
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Dirigente Dell'Area:Dott.ssa Patrizia SALVI
Email Dirigente Dell'Area: patrizia.salvi(at)interno.it
L’Ufficio riceve esclusivamente per appuntamento nelle fasce orarie di apertura.
Per richiedere un appuntamento inviare una mail all’indirizzo sotto riportato o un fax al numero dedicato.
Gli avvocati, i CAF e i patronati possono espletare l’attività in favore dei propri assistiti, per un numero massimo di 5 pratiche per appuntamento, previo deposito del mandato di assistenza.
L’ufficio risponde alle richieste telefoniche il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9:30 alle ore 10:30.
Si ricorda che telefonicamente non possono essere fornite informazioni sullo stato dei singoli procedimenti.
Responsabile del procedimento: Dott.ssa Patrizia Salvi
Addetto: Luciana Bordoni
Martedì dalle 10:00 alle 12:00 dalle 14:30 alle 16:00
Giovedì dalle 10:00 alle 12:00 dalle 14:30 alle 16:00
cittadinanza.pref_rimini(at)interno.it
0541436139
0541/436666
risiedi legalmente in Italia da almeno due anni dopo la celebrazione del matrimonio (per residenza legale si intende l'iscrizione anagrafica in un Comune italiano) (*)
sei residente all'estero, dopo tre anni dalla data del matrimonio (*).
E' necessario possedere un'adeguata conoscenza della lingua italiana: come previsto dall'art. 14 della legge n. 132/2018, per dimostrare tale conoscenza - richiesta al livello B1 del QCER - all'atto della presentazione dell'istanza, sarà necessario attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario in Italia o all'estero, riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, o, in alternativa, produrre apposita certificazione attestante il livello richiesto di conoscenza della lingua italiana, rilasciata da uno dei seguenti quattro enti certificatori riconosciuti dai suddetti Ministeri: Università per stranieri di Perugia, Università per stranieri di Siena, Università di Roma Tre e della Società Dante Alighieri e della connessa rete nazionale e internazionale di istituzioni ed enti convenzionati, rintracciabili nelle informazioni pubblicate sui siti dei medesimi Dicasteri ed enti certificatori.
Se il titolo di studio o la certificazione sono rilasciati da un ente pubblico, si potrà autocertificarne il possesso, indicando gli estremi dell'atto, mentre se si tratta di un istituto paritario ovvero di un ente privato, bisognerà produrne copia autenticata. Dall'onere di attestazione sopra detto sono esclusi coloro che hanno sottoscritto l'accordo di integrazione, di cui all'art. 4-bis del D. lgs. n. 286/98 e al D. P. R. n. 179/2011, e i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di cui all'art. 9 del medesimo d. lgs, i quali dovranno soltanto fornire, al momento della presentazione dell'istanza, gli estremi rispettivamente della sottoscrizione dell'accordo e del titolo di soggiorno in corso di validità, in quanto la legge già presuppone una valutazione della conoscenza della legge italiana.
Il richiedente collegandosi all'indirizzo https://cittadinanza.dlci.interno.it raggiungerà il portale a cui dovrà registrarsi e accedervi mediante le credenziali ricevute a seguito della registrazione stessa.
In attuazione dell'art. 64, comma 2 bis, del Codice dell'Amministrazione Digitale, approvato con D. Lgs. 7 Marzo 2005, n. 82, che testualmente dispone: " Per favorire la diffusione dei servizi in rete e agevolare l'accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese - omissis - è istituito, a cura dell'Agenzia per l'Italia Digitale, il sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID)", il Ministero dell'Interno ha attivato il Portale di Alimentazione delle Domande (ALI), in cui confluiscono anche le domande on line di cittadinanza, che potranno perciò essere inoltrate anche avvalendosi del sistema SPID.
Per ccedere al suddetto Portale mediante il sistema SPID gli interessati debbono registrarsi presso un ID provider tra quelli già individuati e rinvenibili sul sito dell' AgID ( www.agid.gov.it ).
In mancanza di un'identità SPID, la si potrà acquisire attraverso lo stesso sistema ALI, mediante la selezione del pulsante " non hai SPID ?", che lo reindirizzerà al portale di registrazione http://www.spid.gov.it , dove potrà scegliere l'Identity Provider ( Aruba.itID; InfocertID; IntesaID; NamirialID; PosteID; SielteID; SpidItalia; TimID; LepidaID ).
Sul sistema sarà implementata la sicurezza di secondo livello, che permette l'accesso attraverso nome utente e password, più la generazione di un codice temporaneo di accesso ( OTP) trasmesso via sms o con apposita APP su smartphone. Sull'homepage del Portale ALI, pertanto, l'utente si autenticherà tramite SPID , selezionando " Entra con SPID" e visualizzerà i servizi disponibili cui potrà accedere. Sarà anche previsto, per permettere agli utenti di continuare ad agire sul sistema, una funzionalità attraverso la quale l'interessato con identità SPID potrà associare la nuova utenza a quella precedentemente utilizzata, inserendo i propri dati personali, in modo tale da non perdere lo storico delle domande già effettuate
Nel modulo di registrazione vanno inseriti i dati anagrafici - Cognome/Nome/Data di nascita - presenti nel proprio documento d'identità.
Il richiedente, dopo aver effettuato l'accesso al portale, accederà ad una sezione Cittadinanza al cui interno dovrà consultare la funzionalità " Gestione domanda " e selezionare il modulo messo a disposizione per la compilazione e l'invio della domanda di cittadinanza:
Modello A - Cittadini stranieri residenti in Italia - Art.5 - Richiesta per matrimonio con cittadino italiano
Il richiedente dovrà compilare tutti i campi previsti nel modulo selezionato e caricare in formato pdf i quattro documenti obbligatori ( n.b.: è necessario scansionare tutte le pagine dei documenti ) per effettuare la richiesta di cittadinanza:
estratto dell'atto di nascita completo di tutte le generalità debitamente legalizzato e tradotto in lingua italiana (anche la traduzione, se fatta all'estero, deve essere legalizzata)*;
su questo punto, il Ministero dell'Interno, con apposita circolare (n. 462 del 18/1/2019), ha chiarito che, nel caso di richiedenti la cittadinanza italiana coniugate, le quali in base all'ordinamento del proprio Paese, hanno sostituito al proprio il cognome del marito, la prova dell'identità delle medesime è fornita unicamente dall'atto di nascita del paese d'origine, allegato all'istanza, in quanto contenente le loro generalità complete, nonché, mediante le annotazioni marginali, i fatti o gli atti giuridicamente rilevanti, intervenuti successivamente alla nascita a modificare o a integrare i dati identificativi.
Il diretto riconoscimento del cognome coniugale, quale componente del nome di origine nel decreto di concessione della cittadinanza italiana è possibile laddove risulti l' espressa annotazione di tale evento nell'atto di nascita straniero.
E' esclusa, pertanto, la possibilità, per i richiedenti, di stabilire di propria iniziativa, all'atto dell'istanza, quali siano le generalità che lo identificheranno da cittadino italiano, dovendo egli indicare nome e cognome conformi a quelli contenuti nell'atto di nascita, eventualmente debitamente annotato
.Potrà, dunque, darsi atto degli eventuali mutamenti intervenuti, alla sola condizione che dette variazioni siano state puntualmente pubblicizzate dalla competente Autorità di stato civile straniera a margine dell'atto di nascita del proprio cittadino
.E' stato inoltre precisato che la forza probatoria dell'atto di nascita assume rilevanza anche nell'ipotesi del nome "patronimico", che, non essendo previsto dall'ordinamento italiano, acquista la valenza di un secondo nome proprio.
La possibilità di rimuovere il patronimico dal "nome d'origine" del destinatario del provvedimento di conferimento della cittadinanza è perciò subordinata alla condizione della espressa annotazione di tale modifica nell'atto di nascita straniero.
certificato penale del Paese di origine e di eventuali Paesi terzi di residenza debitamente legalizzato e tradotto in lingua italiana* (validità 6 mesi dalla data del rilascio);
fotocopia di un documento di identità italiano (cartà d'identità, patente, ecc.);
fotocopia del bollettino pagato (€250,00).
Il richiedente, tramite comunicazione mail, sarà successivamente convocato nell'ufficio Cittadinanza per il riconoscimento, la verifica e l'esibizione dei documenti.
*Gli atti di cui ai punti 1) e 2) dovranno essere legalizzati dall'Autorità diplomatica o consolare italiana presente nello Stato di formazione, salvo le esenzioni previste per gli Stati aderenti alle convenzioni internazionali. Gli atti dovranno altresì essere debitamente tradotti in lingua italiana dalla suddetta Autorità ovvero, in Italia, dall'Autorità diplomatica o consolare del Paese che ha rilasciato l'atto (in questo caso la firma del funzionario straniero dovrà essere legalizzata dalla Prefettura competente), oppure da un traduttore ufficiale o da un interprete che ne attesti con le formalità previste la conformità al testo straniero.
I rifugiati politici, in luogo della documentazione indicata ai punti precedenti, potranno produrre atto di notorietà formato presso
la Cancelleria del Tribunale territorialmente competente nel quale dovranno essere indicati i seguenti dati, relativi alla persona che presenta l'istanza:
e nel quale, inoltre, l'interessato dovrà attestare, sotto la propria responsabilità, di non aver riportato condanne penali e di non aver procedimenti in corso nel Paese di origine e negli eventuali Paesi terzi di residenza, nonché copia del certificato di riconoscimento dello status di rifugiato o dello status di apolide."
Se al momento della presentazione dell'istanza la documentazione è irregolare e/o incompleta, la Prefettura ti inviterà a regolarizzarla, fissandoti un termine, perché tu provveda all' integrazione.
Se non provvederai nei termini richiesti, la Prefettura dichiarerà inammissibile la tua domanda.
Il termine per la definizione del procedimento è di 1.460 gg. dalla data di presentazione della domanda.
A partire dal 1° giugno 2012, la Direttiva del Ministro dell'Interno 7 marzo 2012 attribuisce ai Prefetti la competenza ad adottare provvedimenti in materia di concessione o diniego della cittadinanza nei confronti di cittadini stranieri coniugi di cittadini italiani.
Se l'istruttoria si conclude con esito favorevole, il decreto di conferimento della cittadinanza italiana, a firma del Prefetto, viene notificato dal Comune di residenza all'interessato, il quale, entro 6 mesi dalla notifica, deve prestare giuramento.
L'acquisto della cittadinanza italiana decorre dal giorno successivo al giuramento.
• per motivi inerenti la sicurezza della Repubblica;
• per condanna definitiva del richiedente, pronunciata in Italia o all'estero, per reati di particolare gravità.
I cittadini stranieri residenti in Italia possono chiedere, ai sensi dell'art. 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, comma 1, e successive modifiche ed integrazioni (comprese le disposizioni di cui alla legge 15 luglio 2009, n.94), la cittadinanza italiana che verrà concessa con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'Interno.
PUOI FARE LA RICHIESTA SE :
sei figlio maggiorenne (nato all'estero) di straniero naturalizzato e risiedi legalmente in Italia da 5 anni successivamente alla data di naturalizzazione del genitore.
dimostri di possedere un'adeguata conoscenza della lingua italiana: come previsto dall'art. 14 della legge n. 132/2018, per dimostrare tale conoscenza - richiesta al livello B1 del QCER - all'atto della presentazione dell'istanza, sarà necessario attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario in Italia o all'estero, riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, o, in alternativa, produrre apposita certificazione attestante il livello richiesto di conoscenza della lingua italiana, rilasciata da uno dei seguenti quattro enti certificatori riconosciuti dai suddetti Ministeri: Università per stranieri di Perugia, Università per stranieri di Siena, Università di Roma Tre e della Società Dante Alighieri e della connessa rete nazionale e internazionale di istituzioni ed enti convenzionati, rintracciabili nelle informazioni pubblicate sui siti dei medesimi Dicasteri ed enti certificatori.
Se il titolo di studio o la certificazione sono rilasciati da un ente pubblico, , si potrà autocertificarne il possesso, indicando gli estremi dell'atto, mentre se si tratta di un istituto paritario ovvero di un ente privato, bisognerà produrne copia autenticata.
Dall'onere di attestazione sopra detto sono esclusi coloro che hanno sottoscritto l'accordo di integrazione, di cui all'art. 4-bis del D. lgs. n. 286/98 e al D. P. R. n. 179/2011, e i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di cui all'art. 9 del medesimo d. lgs, i quali dovranno soltanto fornire, al momento della presentazione dell'istanza, gli estremi rispettivamente della sottoscrizione dell'accordo e del titolo di soggiorno in corso di validità, in quanto la legge già presuppone una valutazione della conoscenza della legge italiana
su questo punto, il Ministero dell'Interno, con apposita circolare (n. 462 del 18/1/2019), ha chiarito che, nel caso di richiedenti la cittadinanza italiana coniugate, le quali in base all'ordinamento del proprio Paese, hanno sostituito al proprio il cognome del marito, la prova dell'identità delle medesime è fornita unicamente dall'atto di nascita del paese d'origine, allegato all'istanza, in quanto contenente le loro generalità complete, nonché, mediante le annotazioni marginali, i fatti o gli atti giuridicamente rilevanti, intervenuti successivamente alla nascita a modificare o a integrare i dati identificativi
.Il diretto riconoscimento del cognome coniugale, quale componente del nome di origine nel decreto di concessione della cittadinanza italiana è possibile laddove risulti l' espressa annotazione di tale evento nell'atto di nascita straniero.
.Potrà, dunque, darsi atto degli eventuali mutamenti intervenuti, alla sola condizione che dette variazioni siano state puntualmente pubblicizzate dalla competente Autorità di stato civile straniera a margine dell'atto di nascita del proprio cittadino.
E' stato inoltre precisato che la forza probatoria dell'atto di nascita assume rilevanza anche nell'ipotesi del nome "patronimico", che, non essendo previsto dall'ordinamento italiano, acquista la valenza di un secondo nome proprio. La possibilità di rimuovere il patronimico dal "nome d'origine" del destinatario del provvedimento di conferimento della cittadinanza è perciò subordinata alla condizione della espressa annotazione di tale modifica nell'atto di nascita straniero;
I rifugiati politici, in luogo della documentazione indicata ai punti precedenti, potranno produrre atto di notorietà formato presso la Cancelleria del Tribunale territorialmente competente nel quale dovranno essere indicati i seguenti dati, relativi alla persona che presenta l'istanza:
Il termine per la definizione del procedimento è di 1.460 giorni dalla data di presentazione della domanda.
Se l'istruttoria si conclude con esito favorevole, il decreto di conferimento della cittadinanza italiana, a firma del Presidente della Repubblica, viene notificato dal Comune di residenza all'interessato, il quale, entro 6 mesi dalla notifica, deve prestare giuramento.
La legge attribuisce un ambito di discrezionalità nella valutazione degli elementi in possesso dell'Amministrazione. Il diniego può essere determinato oltre che dai motivi inerenti la sicurezza della Repubblica, anche da mancanza del periodo di residenza legale, insufficienza dei redditi del nucleo familiare, presenza di precedenti penali, insufficiente livello di integrazione.
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Guida ai redditi
Legge 15 luglio 2009 n.94, che dall'8 agosto 2009 ha modificato i requisiti per la richiesta di cittadinanza per matrimonio ed eliminato la possibilità di autocertificazione anche per i cittadini comunitari
D.L. 4 ottobre 2018, n. 113.
Ultima modifica il 07/02/2019 alle 11:39