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Timestamp: 2019-03-19 22:57:09+00:00
Document Index: 80993438

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 101', 'art. 110', 'art. 97', 'art. 63', 'art. 6', 'art. 3']

Incarichi dirigenziali a tempo determinato: motivazione e giurisdizione - ilPersonale.it
Incarichi dirigenziali a tempo determinato: motivazione e giurisdizione
Il caso riguarda:
1) la violazione e falsa applicazione dell’art. 110, c. 1, d.lgs. n. 267/2000 – violazione dei principi di imparzialità, trasparenza e par condicio – violazione dei principi generali in materia di procedure concorsuali – eccesso di potere per difetto di istruttoria – omessa motivazione – manifesta erroneità – contraddittorietà con precedenti manifestazioni, atteso che, nonostante la procedura pubblica di cui all’art. 101 d.lgs. n. 267/2000, volta al conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato, non abbia natura concorsuale, essa deve comunque soggiacere ai principi di imparzialità, trasparenza e par condicio.
In merito al primo punto, il TAR rileva che l’art. 110 d.lgs. n. 267/2000 consente “agli enti locali di affidare incarichi di responsabilità dirigenziale con contratti a tempo determinato”, ma “non li esonera dallo svolgere procedure concorsuali”, procedure che, in ossequio all’art. 97 Cost., devono essere rette dai principi di trasparenza, imparzialità e par condicio.
Sussiste quindi la giurisdizione del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 63, c. 4, d.lgs. n. 165/2001.
Per quanto concerne il secondo punto in questione, si fa riferimento a quanto previsto dagli articoli 50 e 51 del Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune di Palermo e dall’art. 6 dell’avviso pubblico, costituente lex specialis della procedura: “l’Area delle Risorse Umane, sulla base della documentazione acquisita, procede alla verifica della sussistenza dei requisiti generali e specifici richiesti per i posti da ricoprire e trasmette l’elenco dei candidati idonei al Sindaco; quest’ultimo, valutati i singoli curricula, con formale provvedimento motivato, individua il/i candidato/i prescelto/i, dando mandato all’Area delle Risorse Umane per gli adempimenti consequenziali”.
Nel caso di specie si rileva che la motivazione contenuta negli atti impugnati è meramente tautologica atteso che il Sindaco fa solo riferimento all’ “esperienza maturata [dalla persona prescelta] con le funzioni proprie del posto da ricoprire e con lo svolgimento dell’attività svolta presso l’Amministrazione comunale”, senza dare in alcun modo conto delle ragioni per le quali la prescelta sia stata preferita agli altri candidati. Palese è quindi il difetto di motivazione e la violazione dell’art. 3 l. n. 241/1990.
TAR Sicilia Palermo sez. II 17/5/2016 n. 1198