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Timestamp: 2020-07-08 06:07:15+00:00
Document Index: 37024313

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 8 febbraio 2018 [8052934] - Garante Privacy
Diritto di accesso agli atti , Enti locali , Trasparenza amministrativa , Accesso civico
[doc. web n. 8052934]
Parere su una istanza di accesso civico - 8 febbraio 2018
n. 68 dell´8 febbraio 2018
Con la nota in atti il Responsabile del servizio prevenzione e corruzione del Comune di Stimigliano ha chiesto al Garante due pareri – ai sensi dell´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013 – nell´ambito di due distinte istanze di accesso civico, rifiutate con identica motivazione, presentate dallo stesso soggetto.
Nello specifico, dagli atti emerge che siano state presentate due istanze di accesso, «ai sensi delle leggi 241/90, d.p.r. 184/2006 e d.lgs. 33/2013», aventi a oggetto i permessi di costruire identificati in atti, e, in generale, tutta la documentazione contenuta nelle relative pratiche edilizie compreso il progetto presentato.
Risulta, inoltre, che i soggetti controinteressati hanno presentato opposizione alla richiesta di accesso civico, eccependo oltre al diritto alla protezione dei propri dati personali (art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013) anche la protezione«[de]gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d´autore e i segreti commerciali» (art. 5-bis,comma 2, lett. c), del d.lgs 33/2013), considerando peraltro la circostanza che il soggetto istante sarebbe amministratore delegato di una società che avrebbe in progetto di edificare nelle vicinanze del luogo dove è stato rilasciato il permesso di costruire con la conseguenza che «l´istante po[trebbe] avvalersi dell´opera progettuale allegata al permesso richiesto con evidente danno da concorrenza sleale in capo allo stesso».
Il Comune ha respinto la richiesta di accesso rappresentando, fra l´altro, che:
- «l´ostensione dei documenti oggetto della richiesta (progetto documentazione tecnica elaborati tecnici e autorizzazione paesaggistica) o [delle] informazioni, considerando la quantità e la qualità di dati personali coinvolti, uniti al particolare regime di pubblicità dei dati e documenti oggetto di accesso civico, è suscettibile di determinare, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui possono essere utilizzati da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5 bis comma 2 lett. a) del d. lgs. 33/2013»;
- «I dati oggetto della richiesta comprendono le generalità del committente e del progettista»;
- «anche se si oscurassero i dati del committente, l´indicazione dell´immobile oggetto di intervento consentirebbe di risalire all´identità del proprietario tramite visure catastali»;
-«l´accoglimento della richiesta non sarebbe rispettoso della riservatezza dei controinteressati in quanto determinerebbe, anche tramite l´altamente probabile e successivo trattamento ai fini commerciali, una interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dei medesimi; ai fini della valutazione di giustificazione/proporzionalità, il bilanciamento deve essere compiuto in concreto tenendo presente, da un lato, l´interesse del pubblico ad esercitare forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull´utilizzo delle risorse pubbliche e a partecipare al dibattito pubblico e, dall´altro lato, l´interesse del privato alla tutela dei propri dati personali: poiché in concreto nel caso di specie la richiesta non appare conforme alla finalità intrinseca dell´istituto dell´accesso civico, il bilanciamento porta a una valutazione di assoluta prevalenza del secondo interesse, del quale dunque non si giustifica alcuna compromissione, anche minima»;
-«ai sensi del principio di finalità di cui all´art. 11 del Codice tale trattamento sarebbe illecito perché incompatibile con gli scopi di trasparenza per i quali l´ordinamento accorda l´accesso civico generalizzato»;
- «non vi sono elementi a garanzia del fatto che la società richiedente effettuerebbe il plausibile successivo trattamento nel rispetto dei limiti e delle tutele derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali»;
- «presumibilmente i controinteressati avevano ragionevoli aspettative di riservatezza circa il trattamento dei propri dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti, e non potevano ragionevolmente prevedere che questi dati potessero essere utilizzati per scopi commerciali e di marketing e comunque per scopi estranei a finalità di partecipazione e trasparenza»;
- la diffusione da parte degli ordini professionali«dei dati dei progettisti non autorizza di per se, la diffusione, da parte di questa amministrazione, delle ulteriori informazioni ricavabili (esistenza rapporto professionale con un determinato committente; il coinvolgimento professionale in un determinato intervento edilizio».
Ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all´accesso civico,è previsto che «l´Autorità nazionale anticorruzione, d´intesa con il Garante per la protezione dei dati personali e sentita la Conferenza unificata di cui all´articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, adott[i] linee guida recanti indicazioni operative» (art. 5-bis, comma 6).
Un unico soggetto ha presentato due istanze di accesso civico al Comune di Stimigliano aventi analogo oggetto (permessi di costruire identificati in atti, e in generale tutta la documentazione contenuta nelle relative pratiche edilizie compreso il progetto presentato), che il Comune ha rifiutato con provvedimenti aventi identica motivazione e per i quali è stata presentata un´unica richiesta di riesame.
Per tale motivo, anche se il Comune di Stimigliano ha sottoposto al Garante due distinte richieste di parere, si ritiene opportuno trattare, in un unico parere, le questioni sottoposte all´attenzione del Garante da parte del predetto Comune.
Al riguardo, in primo luogo, si evidenzia che, in relazione al procedimento per il rilascio del permesso di costruire, la normativa statale di settore prevede che «La domanda per il rilascio del permesso di costruire, sottoscritta da uno dei soggetti legittimati […] va presentata […] corredata da un´attestazione concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati progettuali richiesti, e quando ne ricorrano i presupposti, dagli altri documenti previsti dalla parte II. La domanda è accompagnata da una dichiarazione del progettista abilitato che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati ed adottati, ai regolamenti edilizi vigenti, e alle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell´attività edilizia e, in particolare, alle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, alle norme relative all´efficienza energetica» (art. 20, comma 1, del d.P.R. n. 380 del 6/6/2001, recante il «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia»).
È, inoltre, previsto che «Entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, il responsabile del procedimento cura l´istruttoria e formula una proposta di provvedimento, corredata da una dettagliata relazione, con la qualificazione tecnico-giuridica dell´intervento richiesto. Qualora sia necessario acquisire ulteriori atti di assenso, comunque denominati, resi da amministrazioni diverse, si procede ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241» e che «Il responsabile del procedimento, qualora ritenga che ai fini del rilascio del permesso di costruire sia necessario apportare modifiche di modesta entità rispetto al progetto originario, può, nello stesso termine di cui al comma 3, richiedere tali modifiche, illustrandone le ragioni. L´interessato si pronuncia sulla richiesta di modifica entro il termine fissato e, in caso di adesione, è tenuto ad integrare la documentazione nei successivi quindici giorni» (ivi, commi 3 e 4).
Rispetto a documenti, dati e informazioni, relativi al procedimento inerente al permesso di costruire, il legislatore statale ha previsto, un preciso regime di pubblicità solo per l´atto finale del procedimento, sancendo che «Dell´avvenuto rilascio del permesso di costruire è data notizia al pubblico mediante affissione all´albo pretorio» e che «Gli estremi del permesso di costruire sono indicati nel cartello esposto presso il cantiere, secondo le modalità stabilite dal regolamento edilizio» (ivi, comma 6).
In tale quadro, si evidenzia che nel caso sottoposto all´attenzione del Garante le richieste di accesso investono oltre i dati oggetto di pubblicità, anche un´ampia e ulteriore documentazione relativa all´istruttoria di intere pratiche inerenti alla concessione di permessi di costruire,contenente dati e informazioni personali di diversa specie e natura.
Il riferimento è, ad esempio, ai titoli di proprietà; ai nominativi, data e luogo di nascita, codici fiscali, residenza, e-mail, p.e.c., numeri di telefono fisso e cellulare riferiti al/i titolare/i dell´intervento in qualità di proprietario, comproprietario (o titolare di altro diritto reale) o dei loro rappresentanti; ai dati dei tecnici incaricati (progettista, direttore dei lavori, assuntore delle opere, ecc.); a informazioni sulla tipologia di intervento; all´ubicazione, dati catastali e destinazione d´uso dell´immobile oggetto del permesso; alle dichiarazioni concernenti il versamento degli oneri; agli elaborati progettuali, etc.
Ciò chiarito, deve essere ricordato che i dati e i documenti che si ricevono a seguito di una istanza di accesso civico divengono «pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell´articolo 7», sebbene il loro ulteriore trattamento vada in ogni caso effettuato nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013).
Di conseguenza, è anche alla luce di tale amplificato regime di pubblicità dell´accesso civico che va valutata l´esistenza di un possibile pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali dei soggetti controinteressati, in base al quale decidere se rifiutare o meno l´accesso integrale ai documenti richiesti, oppure fornire un accesso parziale.
Sule modalità con cui effettuare la predetta valutazione, si rinvia in primo luogo al contenuto delle Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico, laddove è precisato, in particolare (par. 8.1), che:
In tale quadro, dagli atti dell´istruttoria è emerso che il Comune, sentiti i soggetti controinteressati, abbia rifiutato l´accesso civico, anche alla luce delle predette indicazioni, ritenendo sussistente nel caso di specie un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali (art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013), considerando il regime di pubblicità dei dati e informazioni oggetto di accesso civico e le «ragionevoli aspettative di riservatezza [dei controinteressati] circa il trattamento dei propri dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti ». Il Comune ha inoltre evidenziato l´impossibilità di concedere un accesso parziale in quanto «anche se si oscurassero i dati del committente, l´indicazione dell´immobile oggetto di intervento consentirebbe di risalire all´identità del proprietario tramite visure catastali».
In tale quadro – ai sensi della normativa vigente, delle richiamate indicazioni contenute nelle Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico, delle osservazioni del Comune contenute nei provvedimenti di diniego e dei soggetti controinteressati – si ritiene, in conformità ai precedenti orientamenti del Garante in materia di accesso civico alla documentazione inerente pratiche relative a titoli abilitativi edilizi (cfr. pareri resi nel provv. n. 360 del 10/8/2017, in www.gpdp.it, doc. web n. 6969290 e in provv. n. 25 del 18/1/2018, in corso di pubblicazione sul sito web istituzionale), che – fermo restando la richiamata pubblicità dei dati e informazioni del provvedimento concernente il permesso di costruire di cui al citato art. 20, comma 1, del d.P.R. n. 380 del 6/6/2001 – l´ostensione dell´ulteriore documentazione richiesta tramite l´accesso civico, unita alla generale conoscenza e al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, possa arrecare ai soggetti interessati, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Per altro verso, si richiama, in ogni caso, l´attenzione del Comunesulla necessità di valutare – considerando il richiamato regime di pubblicità dei documenti forniti in sede di accesso civico – l´esistenza di ulteriori interessi privati per potrebbero in ogni caso portare a negare l´accesso civico, previsti dall´art. 5-bis, comma 2, lett. c), connessi, ad esempio, all´esistenza di interessi legati alla «proprietà intellettuale» o al «diritto d´autore». Ciò considerando la circostanza che nell´opposizione all´accesso civico i soggetti controinteressati hanno evidenziato che l´ostensione di tutta la documentazione contenuta nelle relative pratiche edilizie (compreso il progetto presentato) può comportare un pregiudizio alla protezione«[de]gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d´autore e i segreti commerciali» (art. 5-bis,comma 2, lett. c), del d.lgs 33/2013).
Resta, in ogni caso, salva la possibilità per l´istante di esercitare il diritto di accesso ai documenti amministrativi ai sensi degli artt. 22 ss. della l. n. 241/1990, laddove dimostri di possedere «un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l´accesso».
esprime parerenei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile del servizio prevenzione e corruzione del Comune di Stimigliano, ai sensi dell´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.