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Timestamp: 2017-08-21 06:32:29+00:00
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Cassazione - Sez. I Civile - Sentenza n. 11714 del 01/08/2003
Sospensione della patente disposta dal Prefetto va detratta dalla condanna penale
( Cassazione , sez. I civile, sentenza 01.08.2003 n° 11714 )
1. V.G. proponeva opposizione avverso il decreto del Prefetto della provincia di Udine che aveva disposto la sospensione della patente di guida del predetto, ai sensi dell’articolo 224, comma 1, Codice della strada, per la durata di un anno. La sanzione, considerata l’esistenza di un precedente provvedimento di sospensione della patente, soprattutto, era inflitta per la pronuncia di una sentenza penale (del 13 ottobre 1999), con la quale il giudice penale aveva applicato la sanzione accessoria della sospensione della patente per il periodo di un anno, in relazione all’accusa di guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso, con recidiva. Sosteneva, tuttavia, il ricorrente che la sentenza di patteggiamento non era del Gup (come sostenuto dal prefetto, nel suo provvedimento) ma del Tribunale di Udine, e la stessa non era ancora passata in giudicato, perciò chiedeva l’annullamento del provvedimento per l’erroneità del suo presupposto.
2. Il Giudice di pace, investito del ricorso, tratteneva la causa in decisione all’udienza del 3 novembre e depositava la sentenza il 23 successivo.
3. Contro di essa propone ricorso il V., affidato a tre motivi. La Prefettura intimata non ha spiegato difese.
1. Con il primo motivo di ricorso (con il quale si lamenta la nullità della sentenza per l’omessa lettura, da parte del giudice del merito, del dispositivo, all’udienza di discussione) il ricorrente deduce che la sentenza sarebbe nulla perché sarebbe stata completamente omessa la fase della discussione della causa, onde la parte ricorrente non avrebbe avuto la possibilità di illustrare le proprie difese (sia per iscritto che per via orale).
2. Con il secondo motivo di ricorso (con il quale lamenta la violazione degli articoli 445 Cpp e 115-116 Cpc, nonché l’articolo 2697 Cc) il ricorrente deduce che la sentenza avrebbe erroneamente ritenuto, come certi e incontestabili, i fatti sui quali era intervenuta la sentenza di patteggiamento, ai sensi dell’articolo 444 Cpp, mentre questa non sarebbe stato nei giudizi civili e amministrativi.
3. Con il terzo motivo di ricorso il ricorrente deduce che la sentenza avrebbe completamente omesso la pronuncia e l’esame del motivo di opposizione con il quale si era chiesta la revoca del decreto prefettizio, di sospensione della patente di guida, per insussistenza dei presupposti, perché basata su atto inesistente (pronuncia del Gip, mai intervenuta, essendo stata pronunciata dal Tribunale penale).
5. Non v’è materia per provvedere sulle spese, non avendo l’intimato svolto alcuna attività difensiva.