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Timestamp: 2020-08-15 07:22:17+00:00
Document Index: 29794705

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1168', 'sentenza ', 'art. 670', 'art. 1456', 'sentenza ']

Porto di Sant’Angelo ultimo ko a privati, la possessoria è del comune! | Il Dispari Quotidiano
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Porto di Sant’Angelo ultimo ko a privati, la possessoria è del comune!
Siamo arrivati quasi alla parola fine della guerra tra il comune di Serrara Fontana e la Iesca di Claudio Iacono. Al centro il porto di Sant’Angelo. Una storia, difficile anche da raccontare, ma che delinea in maniera chiara che il porto di Sant’Angelo è del Comune di Serrara Fontana. Un bene pubblico che deve essere a vantaggio del pubblico. In ballo c’è l’economia di un comune intero, il sostentamento di numerose famiglie e la necessità di dover seguire legalità e trasparenza. A chi scrive resta l’amaro che qualcuno ha giocato con il futuro di alcuni santangiolesi. Ha giocato intestardendosi a perseguire la via giudiziaria. E oggi, siamo a raccontare dell’ennesima sconfitta. Ora la ferita è aperta. Speriamo che col tempo si possa rimarginare.
“Questa sentenza – ci ha detto Rosario Caruso – è l’ennesima dimostrazione che questa amministrazione ha operato nel rispetto della legalità, ed è la dimostrazione che tutte le amministrazioni che ci hanno preceduto avrebbero dovuto lavorare in questa direzione e restituire a tutti i cittadini di Serrara Fontana quanto spetta loro di diritto. Con i continui tagli ai fondi una risorsa quale il porto è fondamentale per poter continuare ad investire sul territorio. Un ringraziamento di vero cuore da parte mia e dell’intera amministrazione agli avvocati Gerardo Maria Cantore e Fabio Funeroli per il loro egregio lavoro».
Per l’avvocato Cantore, invece, “Il giudice Polcari ha definitivamente rigettato il ricorso in riassunzione delle socc. Iesca e coop. San michele di prosecuzione, per il merito possessorio, del giudizio proposto ex art. 1168 e 1170 c.c. per reintegrazione e manutenzione del possesso delle aree portuali di Sant’Angelo, nonchè per il sequestro giudiziario delle medesime aree nonché di catenarie e corpi morti pretesamente insistenti sul fondale marino. La odierna sentenza del Tribunale – solo l’ultima di una serie di pronunce favorevoli al Comune adottate da tutte le giurisdizioni – risulta particolarmente significativa in quanto confuta in radice le discutibili prospettazioni delle ex affidatarie che avevano sostanzialmente accusato il comune di averle spogliate con atti violenti e clandestini, a ferragosto 2012, dalla gestione delle aree portuali, in realtà legittimamente affidate alla. Marina del Raggio Verde in virtù di atti autorizzatori dei competenti enti pubblici. Il tribunale ha dichiarato la carenza di legittimazione attiva delle ricorrenti, riconoscendo che costoro, a ferragosto 2012, non avevano alcun titolo per occupare o gestire le aree portuali di sant’angelo, conseguendone la inammissibilità della loro azione.»
Il giudice dr. Eugenio Polcari ha pronunciato al seguente sentenze nella causa civile tra la società IESCA e San Michele Soc. Coop arl contro il comune di Serrara Fontana. La Iesca aveva presentato ricordo per il sequestro di corpi catenarie, trappe di ormeggio asseritamente insistenti sul fondale marino e contestualmente ricorso per reintegra nel possesso per il preteso spoglio da parte del comune delle aree portuali in località Sant’Angelo. Il GM dott.ssa Valletta rigettava il ricorso, statuendo la sua inammissibilità ed infondatezza per carenza di legittimazione delle ricorrenti, in quanto non munite di alcun valido titolo per disporre delle aree portuali, in considerazione della legittima risoluzione del contratto di sub affidamento. Avverso detta ordinanza le ricorrenti proponevano reclamo, ed il Tribunale di Napoli, in composizione collegiale, che con ordinanza dell’11 settembre 2013 confermava il provvedimento del G.M. Il 28 ottobre 2013 le ricorrenti depositavano ricorso in riassunzione per la prosecuzione del merito possessorio.
Nel merito, l’odierna vicenda processuale ha già conosciuto, in itinere, della pronuncia interdittale monocratica. Ed invero la società IESCA, unitamente alla Coop. San Michele, ricorso per sequestro giudiziario ex art. 670 c.p.c. di corpi morti, catenerie, trappe di ormeggio, asseritamente insistenti sul fondale marino, e contestualmente ricorso per reintegra nel possesso per il preteso spoglio da parte del comune delle aree portuali in località Sant’Angelo.
Ha, più in particolare, rilevato il Tribunale di Napoli, che “Appare infondato il motivo di reclamo per cui, affinchè possa ritenersi effettivamente risolto il rapporto contrattuale inter partes, anche in presenza di un’unilaterale dichiarazione di risoluzione, ex art. 1456 c.c., è sempre necessaria una pronuncia giudiziale. In proposito va rilevato che la clausola risolutiva espressa conferisce alla parte il diritto potestativo di determinare la risoluzione del contratto con una mera dichiarazione. La risoluzione produce ipso iure senza l’intervento del giudice con il concorso dell’inadempimento di una parte e della dichiarazione dell’altra di avvalersi della clausola… conseguentemente, il giudizio che si instauri per iniziativa di alcuna delle parti non può che condurre all’accertamento della risoluzione, già avvenuta fuori dal processo, con sentenza dichiarativa e non costitutiva”.
Conseguentemente, ha statuito il Tribunale: “la dichiarazione del comune di volersi avvalere della clausola risolutiva espressa, notificata alle reclamanti, determinava lo scioglimento dei rapporti contrattuali… La risoluzione conseguiva di diritto all’esercizio del diritto potestativo riconosciuto contrattualmente al comune di Serrara Fontana, in presenza dell’inadempimento dell’altra parte”.
Nel condividere tale assunto, questo G.I. non può che rilevare come parte ricorrente abbia agito a tutela della sua evocata detenzione qualificata, che è venuta meno all’esito dell’intervenuta dichiarazione della sub concedente di volersi avvalere della clausola risolutiva espressa.
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peppino iac. Mag 28, 2016 at 18:01
quella del sindaco rosario caruso è una guerra personale contro claudio e barcaioli. così facendo non ragiona da “buon padre di famiglia” che dovrebbe essere un principio fondamentale per il ruolo che esercita. se caruso considera il porto un bene pubblico che deve essere a vantaggio del pubblico deve considerare allo stesso modo anche le spiagge e i parcheggi comunali e non utilizzare come suo solito due pesi e due misure. sarebbe il caso di andare in russia per prendere spunto che ne pensi rosario???
michele Mag 28, 2016 at 22:58
E perchè per parcheggio non si fa la gara e i soldi vanno al comune? Basta questo per capire che sono sempre gli stessi a scrivere. Io sò che Claudio Iacono ha rifiutato l’accordo. E in Russia forse dovrebbe andare davvero perchè per le persone che parlano a vanvera ci vorrebbe davvero la dittaura.
Redazione Web Mag 28, 2016 at 23:34
Per il parcheggio di Cava Ruffano, ogni anno si espleta la gara per l’affidamento. Claudio Iacono, ahimè, deve ringraziare chi lo ha condotto sulla strada sbagliata
peppino iac. Mag 29, 2016 at 11:55
forse non mi sono spiegato, intendevo dire perchè kil comune ha preferito la gestione diretta per quanto riguarda il porto mentre per le spiagge ed il parcheggio che comunque credo incassano oltre 300000 euro la gara d appalto? suppongo perchè le spiagge e i parcheggi sono un serbatoio elettorale. p.s.la mia è solo una curiosità non sono nemmeno residente a serrara fontana