Source: http://www.kosmosadr.org/mediazione_tributaria.php
Timestamp: 2017-09-22 11:44:36+00:00
Document Index: 87021475

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 39', 'art. 48', 'art. 17', 'art.19', 'art. 19', 'art. 77', 'art. 86', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 77', 'art. 12', 'art. 17']

CO.E.RI. KOSMOS - La Mediazione Civile e Commerciale
CO.E.RI. Kosmos Srl è già attiva in questo settore con una Rete di Professionisti Esperti per offrire al contribuente un servizio di consulenza ed assistenza per la predisposizione del reclamo da presentare all'Amministrazione Finanziaria competente, diretto a:
argomentare le ragioni di diritto e di fatto relative all'eventuale illegittimità ovvero all'inesattezza dell'atto emesso dall'Agenzia delle Entrate
redigere una motivata proposta di mediazione con rideterminazione dell'ammontare della pretesa o dell'importo chiesto a rimborso con indicazione delle modalità di versamento di quanto pattuito in via bonaria
Art. 39, comma 9, DL n. 98/2011
Art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/92
Circolare Agenzia Entrate 19.3.2012, n. 9/E
Per informazioni o per richiedere il servizio scrivi a concilia@kosmosadr.org o chiama al numero tel +39 011 0920180 r.a.
Dal 1 Aprile 2012 agli atti suscettibili di reclamo, notificati dall'Agenzia delle Entrate è applicabile il nuovo istituto della c.d.”Mediazione Tributaria" obbligatorio e prodromico alla proposizione del ricorso giurisdizionale relativamente alle controversie di valore.
L'istituto disciplinato dall'art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/92 e novellato dall’art. 39, comma 9, DL n. 98/2011 c.d. "Manovra corettiva" obbliga il contribuente, che intenda proporre ricorso avverso gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate di valore non superiore a €20.000, a presentare, a pena l'inammissibilità del ricorso stesso, preliminarmente Istanza di reclamo riconoscendogli la possibilità di avanzare una proposta motivata di mediazione. Di contro l'Agenzia delle Entrate, se non intende accogliere il reclamo volto all’annullamento totale o parziale dell’atto né l’eventuale proposta di mediazione, formula d’ufficio una propria proposta avuto riguardo a:
eventuale incertezza delle questioni controverse
opportuno grado di sostenibilità della pretesa
principio di economicità dell’azione amministrativa
L’Agenzia delle Entrate, nella Circolare 19.3.2012, n. 9/E ha evidenziato che:
considerato che la deflazione del contenzioso “costituisce un obiettivo primario” e che la mediazione tributaria è finalizzata ad evitare il rinvio ai Giudici tributari di contestazioni risolvibili in sede amministrativa è “fortemente auspicabile, che gli esiti della nuova attività amministrativa possano offrire rilevanti contributi al fine sia di diminuire il numero dei giudizi tributari instaurati sia di contribuire a sviluppare la tax compliance”
è obbligatorio ed interessa tutti gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, di valore non superiore a € 20.000, compresi i dinieghi di rimborso e le iscrizioni a ruolo. I motivi del riesame dell’atto “possono essere diversi dalle questioni trattate in sede di accertamento con adesione”.
dal punto di vista sanzionatorio, a seguito dell’accordo di mediazione, è prevista la riduzione delle sanzioni al 40%
è alternativo alla conciliazione giudiziale ex art. 48, D.Lgs. n. 546/92.
ATTI OGGETTO DELLA MEDIAZIONE TRIBUTARIA
Sono oggetto di mediazione tributaria le controversie relative ai seguenti atti:
Sul punto l’Agenzia dopo aver rammentato che ai sensi del comma 6 del citato art. 17-bis alla mediazione tributaria “si applicano le disposizioni di cui agli articoli 12, 18, 19, 20, 21 e al comma 4 dell’articolo 22, in quanto compatibili” precisa che la stessa va applicata anche nel caso in cui il contribuente intenda impugnare il rifiuto tacito di rimborso. Ciò è riconducibile alla volontà del Legislatore di “garantire al contribuente la tutela giurisdizionale dei suoi diritti anche in caso di inerzia da parte dell’Amministrazione
diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari purché contengano una pretesa tributaria di ammontare determinato
ogni altro atto emanato dall’Agenzia delle Entrate, per il quale la legge preveda l’autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie, sempreché contenga una pretesa tributaria di ammontare determinato
In merito a tale aspetto l’Agenzia sottolinea che ai sensi del comma 3 dell'art.19 “la mancata notificazione di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all’atto notificato, ne consente l’impugnazione unitamente a quest’ultimo” e che la mediazione tributaria va applicata anche se il contribuente intende impugnare un “atto presupposto” non notificato.
ATTI NON OGGETTO DELLA MEDIAZIONE TRIBUTARIA
Non sono oggetto di mediazione tributaria le controversie relative ai seguenti atti, ex art. 19,D.Lgs. n. 546/92
iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all’art. 77, DPR n. 602/73
fermo di beni mobili registrati di cui all’art. 86, DPR n. 602/73
atti relativi alle operazioni catastali indicate nell’art. 2, comma 3, D.Lgs. n. 546/92
Atti di recupero di aiuti di Stato illegittimi
L’Agenzia delle Entrate nella citata Circolare n. 9/E, dopo aver evidenziato che il comma 4 del citato art. 17-bis dispone che la procedura in esame “non si applica alle controversie di cui all’articolo 47-bis”, precisa che non sono oggetto di mediazione tributaria gli atti relativi al recupero degli aiuti di Stato illegittimi a prescindere dalla loro tipologia (ad esempio, atto di recupero, avviso di accertamento, cartella di pagamento) “nonché i relativi interessi e sanzioni”
In linea di principio gli atti emessi dall’Agente della riscossione (ad esempio, cartella di pagamento) non sono oggetto di mediazione. In merito va evidenziato che se il contribuente impugnando la cartella di pagamento eccepisce:
solo vizi della cartella di pagamento (ad esempio, eccezioni relative alla ritualità della notifica), non va applicata la mediazione tributaria
vizi riconducibili solo all’attività dell’Agenzia delle Entrate e la controversia è di valore non superiore a € 20.000, va applicata la mediazione tributaria
vizi riconducibili sia all’attività dell’Agenzia delle Entrate che dell’Agente della riscossione
L’Agenzia delle Entrate nella Circolare n.9/E precisa che nell'Istanza di Reclamo:
i motivi indicati nell’istanza devono coincidere, a pena di inammissibilità, con quelli del ricorso. Ciò comporta quindi che è inammissibile il motivo indicato in ricorso che non è stato oggetto di mediazione
non sono integrabili i motivi di ricorso successivamente all’introduzione del giudizio.
Sul punto l’Agenzia rammenta che l’art. 24, comma 2, D.Lgs n. 546/92 consente l’integrazione dei motivi di ricorso soltanto quando la stessa è: “resa necessaria dal deposito di documenti non conosciuti ad opera delle altre parti o per ordine della commissione”.
Il ricorso depositato presso la segretaria della CTP, a pena di inammissibilità, deve essere “conforme” a quello “contenuto” nell’istanza di reclamo/mediazione: l’istanza può contenere una proposta motivata di mediazione e deve contenere i seguenti elementi:
Direzione provinciale / regionale nei cui confronti è avviata la procedura della mediazione tributaria ossia la struttura “che ha emanato l’atto impugnato o non ha emanato l’atto richiesto”
contribuente e suo legale rappresentante con relativa residenza / sede legale/domicilio eletto, codice fiscale e eventuale indirizzo PEC
atto impugnato e l’oggetto dell’istanza
CO.E.RI. Kosmos Srl si avvale di una Rete di Professionisti con una significativa esperienza in specifici ambiti professionali e materie, selezionati con grande cura. Ciascun incarico viene assegnato individuando il "giusto" professionista. Tutti i nostri Professionisti in Mediazione sono tenuti a rispettare un preciso Codice Etico ed a svolgere l'incarico nel pieno rispetto dei Regolamenti di Procedura della società e dell'Organismo. Ogni mediatore, prima di accettare l'incarico, deve sottoscrivere un'apposita dichiarazione di imparzialità ed indipendenza ai sensi della normativa vigente.Ciascun incarico viene assegnato individuando il "giusto" professionista.
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CO.E.RI. Kosmos Srl - Alternative Dispute Resolution
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fax. +39 011 09020182 r.a.
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Quali atti emessi dall'Agenzia delle Entrate sono "passibili di reclamo" e pertanto rientrano nell'ambito di applicazione della procedura prevista dall'art. 17 bis D.Lgs 546/92?
L'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 9 emessa il 19 marzo 2012 ha chiarito quali sono gli atti impugnabili richiamando l'art. 19, comma 1, del D.Lgs 546/92 che individua i seguenti:
a) avviso di accertamento del tributo
b) avviso di liquidazione del tributo
c) provvedimento che irroga le sanzion
d) ruolo e cartella di pagamento
e) avviso di mora
e-bis) iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'art. 77 del DPR del 29 settembre 1973 n. 602 e successive modificazioni.
Non vi rientrano esplicitamente le controversie in materie di recupero aiuti di stato illegittimi.
Il limite di valore di 20 mila euro è da considerarsi al lordo degli interessi e delle sanzioni?
L'art. 12, comma 5, del D.Lgs 546/92 dispone che "per valore della lite si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato".
Entro quanto tempo l'Amministrazione Finanziaria deve esprimersi sul reclamo?
Entro 90 giorni dalla notifica dell'istanza proposta ai sensi dell'art. 17 bis D.Lgs 546/92.
E' necessario farsi assistere da un Avvocato per la procedura di reclamo?
Legittimati a presentare l'istanza di reclamo sono:
a) il contribuente che ha la capacità di stare in giudizio sia direttamente sia a mezzo di procuratore, generale o speciale; la procura va conferita per atto pubblico o per scrittura privata autenticata
b) dal rappresentante legale del contribuente che non ha la capacità di stare in giudizio
c) dal difensore nelle controversie di valore pari o superiore a €2.582,28