Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1228-codice-civile-responsabilita-per-fatto-degli-ausiliari
Timestamp: 2020-01-20 14:07:32+00:00
Document Index: 41899049

Matched Legal Cases: ['art. 1218', 'art. 1228', 'art. 1228', 'art. 1176', 'art. 1228', 'art. 1228', 'art. 1362', 'art. 1228']

Art. 1228 codice civile: Responsabilità per fatto degli ausiliari | La Legge per tutti
Salva diversa volontà delle parti, il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si vale dell’opera di terzi (1), risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro (2).
(1) La norma si riferisce a tutti coloro della cui opera si avvale il debitore nell’adempimento, siano essi collaboratori dipendenti o autonomi, purché non siano obbligati personalmente nei confronti del creditore e agiscano su incarico del debitore.
(2) Secondo un consolidato orientamento, la responsabilità prescinde dalla colpa del debitore nella scelta dell’ausiliario (culpa in eligendo) o nella vigilanza su di esso (culpa in vigilando) ed integra piuttosto una sorta di responsabilità oggettiva.
La responsabilità del debitore per fatto degli ausiliari è una sorta di garanzia a favore del creditore.
n materia di responsabilità medica, con il ricovero per un intervento programmato, il medico conclude con il paziente un contratto atipico di spedalità e di assistenza sanitaria, da cui conseguono obblighi non solo 'lato sensu' alberghieri, ma anche di messa a disposizione del personale medico ausiliario, del personale paramedico e dell'apprestamento di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicazioni od emergenze. La responsabilità della casa di cura (o dell'ente) nei confronti del paziente, di conseguenza a ciò, ha natura contrattuale e può conseguire, ai sensi dell'art. 1218 cod. civ., all'inadempimento delle obbligazioni direttamente a suo carico, nonché, in virtù dell'art. 1228 cod. civ., all'inadempimento della prestazione medico-professionale svolta direttamente dal sanitario, quale suo ausiliario necessario pur in assenza di un rapporto di lavoro subordinato: anche in tale caso, infatti, sussiste un collegamento tra la prestazione da costui effettuata e la sua organizzazione aziendale, non rilevando in contrario al riguardo la circostanza che il sanitario risulti essere anche 'di fiducia' dello stesso paziente, o comunque dal medesimo scelto.
In tema di responsabilità sanitaria, una volta accertata nella condotta del sanitario convenuto una responsabilità a titolo di colpa grave nonché il nesso di causalità tra le condotte inadempienti ed i danni lamentati dalla paziente, va dichiarato l'inadempimento e l'obbligo risarcitorio, in via solidale ex art. 1228 c.c., a carico della clinica e del medico professionista. La responsabilità della clinica per fatto dell'ausiliario o preposto prescinde dalla sussistenza di un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato del medico con la struttura (pubblica o privata) sanitaria, essendo irrilevante la natura del rapporto tra i medesimi sussistente ai fini considerati, laddove fondamentale rilevanza assume viceversa la circostanza che dell'opera del terzo il debitore originario comunque si avvalga nell'attuazione del rapporto obbligatorio e che deve essere fatta rientrare nel rischio insito nell'utilizzazione di terzi nell'adempimento delle obbligazioni gravanti sulla propria sfera giuridica anche in ragione della mera occasionalità necessaria.
Tribunale Milano sez. I 04 novembre 2014 n. 13012
Il ricovero di un paziente presso una struttura pubblica o privata, deputata a fornire assistenza sanitaria, avviene sulla base di un contratto tra il paziente stesso ed il gestore, regolato dalle norme che disciplinano la corrispondente attività del medico nell’ambito del contratto di prestazione d’opera professionale, con la conseguenza che anche l’ente risponde dei danni arrecati al paziente, ai sensi degli art. 1176 e 2236 c.c. ed il positivo accertamento della responsabilità dell’istituto essendo inquadrabile nella fattispecie della responsabilità contrattuale del committente per fatto dei preposti postula pur sempre la colpa del medico esecutore dell’attività che si assume illecita, dal momento che gli art. 1228 e 2049 c.c. presuppongono, comunque, un illecito colpevole dell’autore immediato del danno.
Tribunale Salerno sez. II 12 maggio 2014 n. 2368
In tema di obbligazioni, non tutti i soggetti, della cui attività il debitore si avvalga per l'adempimento della propria obbligazione, sono suoi ausiliari nei termini indicati dall'art. 1228 c.c. Possono considerarsi tali soltanto coloro che agiscono su incarico del debitore ed il cui operato sia assoggettato ai suoi poteri direttivi e di controllo, a prescindere dalla natura giuridica del rapporto intercorrente tra gli stessi ed il debitore, ovvero allorché sussista un collegamento tra l'attività del preteso ausiliario e l'organizzazione aziendale del debitore della prestazione.
Tribunale Salerno sez. II 29 ottobre 2014 n. 5102
L'accettazione di un degente presso una struttura ospedaliera comporta l'assunzione di una prestazione strumentale e accessoria - rispetto a quella principale di somministrazione delle cure mediche, necessarie a fronteggiare la patologia del ricoverato - avente ad oggetto la salvaguardia della sua incolumità fisica e patrimoniale, quantomeno dalle forme più gravi di aggressione. (Principio enunciato dalla S.C. con riferimento all'ipotesi di uccisione di una paziente, verificatasi all'interno di una struttura ospedaliera ad opera di un infermiere dipendente che non era stato tempestivamente sospeso dal servizio, nonostante le evidenti manifestazioni di squilibrio mentale dal medesimo rivelate per tutta la notte in cui avvenne l'omicidio, sicché l'evento delittuoso risultava la conseguenza di una palese carenza organizzativa interna alla struttura sanitaria). Cassa con rinvio, App. Torino, 05/07/2010
Cassazione civile sez. III 18 settembre 2014 n. 19658
La responsabilità di chi si avvale di terzi per l'adempimento della propria obbligazione contrattuale trova fondamento nel rischio connaturato alla loro utilizzazione sicchè, nell'ipotesi di minore affidato ad un centro estivo comunale, il Comune è direttamente responsabile qualora l'evento dannoso patito dal minore sia da ascriversi alla condotta colposa del terzo (nella specie alla condotta negligente della vigilatrice), della cui attività l'ente territoriale si era avvalso per l'adempimento delle prestazioni ricreative oggetto del contratto stipulato con i genitori del minore. Rigetta, App. Torino, 15/04/2008
Cassazione civile sez. III 06 giugno 2014 n. 12833
In tema di interpretazione del contratto, agli effetti dell'art. 1362, secondo comma, cod. civ., i contraenti, che operino tramite dipendenti ed ausiliari, rispondono anche dei loro comportamenti, come della loro organizzazione ed attività, potendo, tuttavia, ritenersi non significativa la condotta tenuta dal personale degli uffici di una delle parti in contrasto con il testo letterale di una clausola contrattuale in caso azione inconsapevole o meramente erronea. Cassa con rinvio, App. Roma, 23/07/2007
Cassazione civile sez. III 23 maggio 2014 n. 11533
Va precisato che non tutti i soggetti della cui attività il debitore si avvalga per l'adempimento della propria obbligazione, sono suoi ausiliari nei termini indicati dall'art. 1228 c.c. Possono considerarsi tali soltanto coloro che agiscono su incarico del debitore ed il cui operato sia assoggettato ai suoi poteri direttivi e di controllo, a prescindere dalla natura giuridica del rapporto intercorrente tra gli stessi ed il debitore, ovvero allorché sussista un collegamento tra l'attività del preteso ausiliario e l'organizzazione aziendale del debitore della prestazione.
Tribunale Salerno sez. II 06 maggio 2014 n. 2262