Source: https://www.velletriservizi.it/tributi/iuc/imu/
Timestamp: 2020-07-12 06:44:07+00:00
Document Index: 22266624

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13']

IMU – Velletri Servizi Spa
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L’ufficio IMU si occupa della gestione e della riscossione dell’IMU, offre consulenza al contribuente per qualunque problematica relativa a questo tributo.
Ufficio IMU – Interno 4
L’imposta municipale propria (IMU) si applica al possesso di fabbricati, escluse le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, di aree fabbricabili ed è dovuta dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, etc), dal concessionario nel caso di concessione di aree demaniali e dal locatario in caso di leasing.
Note: per gli anni 2014 e 2015 si doveva versare l’IMU anche sui terreni agricoli.
Chi non deve versare l’Imu
Il legislatore ha disposto che l’IMU dall’anno 2014 non è più dovuta per le seguenti tipologie di immobili:
per effetto del D.L.102/2013, convertito nella L.124/2013, a decorrere dal 2014, sono esenti dall’IMU:
per effetto della L.147/2013 (L. Stabilità 2014) non si applica l’IMU alle seguenti categorie di immobili:
abitazione principale e relative pertinenze (una per categoria catastale C/2, C/6 e C/7), esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (per abitazione principale si intende il fabbricato iscritto o iscrivibile in catasto come unica unità immobiliare in cui il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente);
unità immobiliari per alloggi e pertinenze (una per categoria catastale C/2, C/6 e C/7) assegnati dalle Cooperative Edilizie a proprietà indivisa ai soci ed effettivamente utilizzate quale abitazione principale, previsione estesa dalla Legge di Stabilità 2016 anche agli immobili destinati a studenti universitari soci assegnatari a prescindere dal requisito della residenza anagrafica;
un unico immobile iscritto o iscrivibile nel catasto posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
fabbricati rurali ad uso strumentale: di cui all’art. 9, comma 3-bis, del D.L. 30.12.1993, n. 557 convertito nella Legge n. 133/1994 e previsti dal comma 8 dell’art. 13 del D.L. n. 201/2011.
per effetto del Regolamento comunale per la disciplina dell’IMU non si applica l’IMU alle seguenti categorie di immobili:
l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. Le condizioni attestanti il possesso dei requisiti per usufruire dell’agevolazione dovranno essere dichiarate tramite la specifica modulistica predisposta per l’autocertificazione (presente nella sezione modulistica) da presentarsi per i nuovi richiedenti, a pena di decadenza, entro la scadenza del versamento della prima rata dell’imposta.
Terreni agricoli: Con l’art. 1, comma 13, della legge n.208/2015 (Legge di Stabilità 2016) vengono ripristinati a decorrere dall’anno 2016 i criteri individuati dalla circolare del Ministero delle Finanze n. 9 del 14 giugno 1993 ai fini dell’esenzione dall’imposta dei terreni agricoli prevista dall’art. 7, comma 1, lett. h), del D. Lgs. n. 504/1992. La Città di Velletri rientra tra i comuni nei quali i terreni agricoli risultano esenti.
Note: In sede di conversione del D.L. n.102/2013 con l’art. 2 (comma 5-bis), il legislatore ha chiarito l’obbligo di presentazione della dichiarazione a pena di decadenza anche per: gli immobili merce; gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari (sono stati equiparati all’abitazione principale a decorrere dal 2013);“ un unico alloggio” delle forze di polizia, vigili del fuoco e prefettura (assimilato all’abitazione principale a decorrere dal 1° luglio 2013).
Per terreno agricolo si intendono quelle particelle o parti di esse che da Piano Regolatore del Comune non sono considerate aree edificabili.
Imu sull’Abitazione Principale
Note: quando i coniugi possiedono due immobili nello stesso comune e ognuno ha stabilito la residenza nel proprio immobile, solo uno dei due immobili può essere considerato abitazione principale.
Note: per usufruire del predetto beneficio (abitazione principale posseduta da anziani o disabili) bisogna presentare apposita dichiarazione (reperibile nella sezione modulistica), a pena di decadenza, entro il termine del versamento della prima rata dell’imposta. La dichiarazione mantiene la sua validità anche per le annualità successive con conseguente obbligo di produrre specifica comunicazione di variazione entro 60 giorni nel caso di cessazione delle condizioni dichiarate.
A decorrere dall’anno 2016 con l’art. 1, comma 10, della legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016) viene eliminata la possibilità per i Comuni di assimilare all’abitazione principale quella concessa in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori/figli) e viene invece introdotta la riduzione del 50% della base imponibile IMU per le unità immobiliari – fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 – concesse in comodato dal contribuente ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzino come propria abitazione di residenza, sulla base dei seguenti requisiti:
il comodante non deve possedere altri immobili ad uso abitativo in Italia, ad eccezione di un altro immobile adibito a propria abitazione principale (nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato) e non classificata in A/1, A/8 o A/9;
il contratto di comodato deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate.
Note: Si segnala che il possesso dei suddetti requisiti per godere della riduzione della base imponibile (comodato uso gratuito ai parenti in linea retta) deve essere attestato mediante la presentazione del modello di dichiarazione IMU entro il 30 giugno dell’anno successivo alla registrazione/inizio del contratto (allegando copia del contratto di comodato d’uso gratuito registrato). La dichiarazione IMU avrà effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati.
La Legge 58/2019 che ha convertito, con modificazioni, il Decreto Legge 34/2019, prevede l’esonero della dichiarazione IMU per le case concesse in comodato d’uso gratuito ai figli o genitori e per le case oggetto di locazioni a canone concordato (Art. 3-Quater).
Chi deve versare l’IMU
I versamenti delle rate IMU si effettuano in acconto (16 giugno 2019) e a saldo (16 Dicembre 2019) sulla base delle aliquote comunali approvate per l’anno 2019 con deliberazione C.C. n. 60 del 19.11.2018, di seguito indicate:
aliquota ordinaria da applicarsi a tutti gli immobili, comprese le aree fabbricabili, salvo quelli previsti nei punti successivi: 0,96%;
aliquota per le unità immobiliari ad uso abitativo e relative pertinenze concesse in locazione a canone concordato a titolo di abitazione principale o di natura transitoria con contratto registrato alle condizioni definite nei patti territoriali di cui alla L. n. 431/1998, art. 2, comma 3: 0,86%;
aliquota prevista per l’abitazione principale classificata nelle categorie catastali A/1-A/8 e A/9 e relative pertinenze: 0,60% (detrazione pari a euro 200,00).
Si segnala che per gli immobili ad uso produttivo classificati nella categoria catastale D è riservata allo Stato l’imposta calcolata con aliquota del 0,76 per cento, mentre al Comune è riservata la differenza d’imposta calcolata applicando l’aliquota ordinaria.
Chi deve pagare: Sono tenuti al pagamento dell’imposta il proprietario o il soggetto titolare del diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie sull’immobile. Nel caso di leasing, soggetto passivo è il locatario, mentre nel caso di concessioni demaniali è il concessionario.
Presupposto dell’imposta: Il tributo è dovuto su tutti gli immobili posseduti nel territorio comunale, ad esclusione di quelli non assoggettati all’IMU ai sensi della normativa vigente.
A (esclusi A/10)
– Aree fabbricabili: valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione (art. 5, c. 5,D. Lgs. n. 504/92).
Il calcolo dell’imposta deve effettuarsi applicando alla base imponibile come sopra determinata l’aliquota stabilita dal Comune. L’imposta è dovuta in proporzione alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso, considerando per intero il mese in cui il possesso si è protratto per almeno 15 giorni.
Pagamento: Il versamento dell’acconto e del saldo IMU 2019 possono essere eseguiti mediante il modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo previsti dall’Agenzia delle Entrate:
Abitazione principale (solo A/1, A/8
e A/9) e relative pertinenze
Immobili gruppo catastale D
L’IMU potrà essere versata anche con l’apposito bollettino postale approvato dall’Agenzia delle Entrate e disponibile presso tutti gli uffici postali.
Si considerano Aree Fabbricabili quelle particelle o parti di esse che ricadono nello strumento urbanistico generale anche solo adottato dal Comune e non ancora approvato dai competenti organi regionali.
Al fine di prevenire l’insorgere del contenzioso, il Comune di Velletri con Delibera G.C. 242 del 30/12/2013 (presente nella sezione delibere) ha determinato i valori delle Aree Fabbricabili per zona omogenea. La delibera poc’anzi citata vale per le annualità 2014-2015-2016-2017-2018-2019.
Il comma 53 della Legge di Stabilità 2016 dispone che per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge n.431/1998 l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune, è ridotta al 75%.
Si avvisa che le condizioni attestanti il possesso dei requisiti per usufruire dell’aliquota ridotta per le unità immobiliari ad uso abitativo e relative pertinenze concesse in locazione a canone concordato dovranno essere dichiarate in apposita autocertificazione (presente nella sezione modulistica) da presentarsi per i nuovi richiedenti, a pena di decadenza, entro la scadenza del versamento della seconda rata dell’imposta.
Note: l’autocertificazione (presente nella sezione modulistica) dovrà essere timbrata e firmata dalla parte sociale che presta assistenza come da delibera G.C. 241 del 15/12/2014 (presente nella sezione delibere), allegando copia del contratto registrato. Il contribuente, inoltre, è obbligato a denunciare la rescissione del contratto di locazione utilizzando apposito modello di cessazione dell’applicazione aliquota agevolata (presente nella sezione modulistica).
· per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 ;
· per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione.
In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestando lo stato di inagibilità o di inabitabilità.
· per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato gratuito dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; ai fini della applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all’art. 9, c.6 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.23.
L’applicazione della riduzione del riduzione 50% della base imponibile IMU è prevista anche per le abitazione concesse in comodato d’uso anche “in caso di morte del comodatario al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori” (art. 1, comma 1092 della Legge di Bilancio 145/2018).
Note: la dichiarazione di inagibilità/inabitabilità va presentata nell’anno di riferimento, entro il termine del versamento dell’acconto I.M.U. (16 Giugno 2019), utilizzando l’apposita dichiarazione presente nella sezione modulistica. Nel caso l’inagibilità/inabitabilità dell’unita immobiliare permanga per più annualità, la dichiarazione va presentata ogni anno.
Per comunicare l’esistenza di fabbricati di interesse storico o artistico va utilizzata la Dichiarazione IMU approvata dal MEF (presente nella sezione modulistica); la dichiarazione deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo alla acquisto/cessazione e/o variazione dell’unità immobiliare. La dichiarazione IMU avrà effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati.
La comunicazione dell’esistenza di immobile concesso in uso gratuito deve essere attesto mediante la presentazione del modello di dichiarazione IMU entro il 30 giugno dell’anno successivo alla registrazione/inizio del contratto (allegando copia del contratto di comodato d’uso gratuito registrato). La dichiarazione IMU avrà effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati. La Dichiarazione IMU approvata dal MEF è presente nella sezione modulistica.
Nel caso in cui accada di dimenticarsi di versare l’IMU, il contribuente può versare tardivamente l’imposta dovuta applicando una sanzione ridotta e gli interessi moratori.
Per evitare che vengano applicate sanzioni piene per tali omissioni dal nostro Ufficio addetto al controllo, il contribuente che si accorge, prima che se ne accorga l’Ufficio, di non aver provveduto nei termini previsti dalla legge ad effettuare i pagamenti richiesti, può versare tardivamente l’imposta dovuta applicando una sanzione ridotta e gli interessi moratori.
Note: La finanziaria 2015 ha inserito ulteriori ipotesi di ravvedimento: quello ultrannuale, lett. b-bis) del comma 1 dell’art. 13 del D.lgs. 472/97; quello lunghissimo, lett. b-ter) dell’art. 13 co. 1 del DLgs. 472/97; circoscritte però ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, pertanto non applicabili ai fini Imu e Tasi.
La dichiarazione IMU/TASI si considera periodica, anche se va presentata solo nel caso in cui siano intervenute variazioni rilevanti ai fini dell’imposta; di conseguenza, i termini per il ravvedimento operoso cadono al 30 giugno, sia per l’acconto, che per il saldo.
Nel caso in cui a versamento IMU o TASI eseguito il contribuente si accorga di avere erroneamente compilato il modello di versamento F24 attribuendo, ad esempio, errati codici tributo (purché riferiti a tributi IMU-TASI-TARI) oppure distribuendo in modo errato l’imposta per i diversi immobili è possibile inoltrare all’Ufficio una comunicazione indicando i dati errati inseriti nel modello F24 e le corrispondenti correzioni da apportare.
In questo modo, l’intermediario provvederà all’annullamento del modello F24 che contiene l’errore e a inviarlo nuovamente con i dati corretti affinché la somma sia riversata al Comune di Velletri.
Come chiedere il rimborso se è stata versata l’IMU in eccesso
Nel caso in cui sia stata versata in eccesso l’imposta rispetto a quanto effettivamente dovuto e non sia possibile effettuare autonomamente la compensazione con l’eventuale imposta dovuta per la rata di saldo corrispondente al medesimo anno, è possibile richiedere il rimborso di quanto versato in eccesso utilizzando il modello previsto (presente nella sezione modulistica).
Alla Velletri Servizi vanno inviate le richieste di rimborso inerenti anche l’imposta eventualmente versata in eccesso e di competenza statale per gli immobili siti sul territorio di Velletri. L’Ufficio curerà l’istruttoria della pratica di rimborso comunicando al Comune di Velletri la sussistenza del diritto al rimborso, la parte Comunale sarà erogata dal Comune di Velletri mentre lo Stato provvederà ad erogare il rimborso della sua quota di competenza.
I contribuenti, nell’ipotesi in cui sussista l’obbligo, devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui ha avuto inizio il possesso degli immobili o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, utilizzando il modello approvato dal M.E.F. con apposito decreto ministeriale. Per verificare le ipotesi in cui è previsto l’obbligo di presentazione della dichiarazione si rinvia al predetto decreto del 30/10/2012, successive modificazioni e/o integrazioni. Con la L.147/2013 sono stabilite specifiche modalità, così come per i versamenti, per gli enti non commerciali che devono presentare la dichiarazione Imu in via telematica.
Note: Il modello della Dichiarazione IMU e le relative Istruzioni sono presenti nella sezione modulistica.
Accertamenti IMU, cosa fare?
Se il contribuente riceve un accertamento IMU e TASI, l’Ufficio è a disposizione, negli orari di apertura, sia allo sportello che al telefono per fornire ogni spiegazione in merito.
Il Regolamento Comunale IMU prevede la possibilità di definire l’atto di accertamento mediante l’istituto di accertamento con adesione. L’accertamento con adesione, in sintesi, è la possibilità per le parti (Comune e contribuente) di arrivare a un accordo bonario per definire la controversia, quindi l’accertamento, senza ricorrere alla giustizia tributaria. Il contribuente può presentare un’istanza entro il termine utile per pagare o proporre ricorso, quindi entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento. Questo deposito sospende tutti i termini per 90 giorni. In questo lasso temporale la Velletri Servizi convocherà il contribuente per definire un accordo in contraddittorio, valutando quindi tutti gli elementi addotti dallo stesso a sostegno della propria tesi. Di ogni incontro sarà redatto un verbale. Nel caso di raggiungimento dell’accordo, le parti sottoscriveranno un verbale finale contenente gli estremi della definizione e il metodo di pagamento concordato. E’ possibile definire anche un pagamento a rate. Se il tentativo di accertamento con adesione non si conclude positivamente, il contribuente potrà ricorrere alla giustizia tributaria presentando ricorso.
Se il contribuente ritiene l’atto illegittimo può presentare istanza di autotutela (presente nella sezione modulistica) evidenziando tutto quanto ritenuto errato. Questo atto prevede che la Velletri Servizi riesamini la pratica, ma non sospende alcun termine. Ciò significa che se nel termine previsto per il pagamento ovvero la proposizione del ricorso, non fosse intervenuto l’annullamento o l’eventuale diniego in tal senso da parte della Velletri Servizi, il contribuente dovrà decidere come procedere al fine di non rendere definitivo l’atto per decorrenza dei termini.
Decorsi inutilmente i 60 giorni, in assenza di alcun percorso intrapreso dal contribuente, l’avviso di accertamento IMU diviene definitivo e la Velletri Servizi potrà procedere coattivamente per la riscossione delle somme mediante iscrizione ruolo coattivo (diventando di competenza dell’Ufficio Coattivo della Velletri Servizi S.p.A.).
Il ricorso, contenente l’esposizione delle proprie ragioni in fatto e in diritto ed indirizzato alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma, deve essere presentato anche alla Velletri Servizi.
Note: Per valore si intende l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato ovvero, in caso di controversie relative esclusivamente alla irrogazioni di sanzioni, dalla somma di queste ultime. Fino al 31/12/2017 il Ricorso-Reclamo era previsto per le controversie di valore non superiore ai 20.000,00 Euro.