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Timestamp: 2017-09-23 16:14:21+00:00
Document Index: 60218366

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Il trasportato può AGIRE sempre contro la compagnia del vettore - MG risarcimentiMG risarcimenti
Ago 25, 2017 / in De iure condito / by Umberto Coccia
Come si suol dire una sentenza che ci voleva! Un chiarimento tanto atteso quello della corretta interpretazione dell’art. 141 del codice delle assicurazioni. E’ arriva dalla Corte di Cassazione, III sezione civile, con la pronuncia numero 17477 del 2017.
“R.A. conveniva in giudizio la propria compagnia di assicurazioni per la r.c.a., Axa, per essere risarcito ex art. 141 codice delle assicurazioni dei danni alla persona riportati allorché viaggiava come trasportato sulla propria vettura, in quel momento condotta dalla sorella R. , a seguito dello scontro con altro veicolo rimasto sconosciuto.
Proposto appello esclusivamente da parte della Axa (la quale deduceva, tra i motivi di appello, che l’operatività dell’art. 141 cod. ass. era circoscritta ai casi in cui entrambi i veicoli coinvolti nel sinistro fossero stati assicurati e quindi che fosse da escluderne l’applicabilità nel caso di specie, in cui il secondo veicolo era rimasto sconosciuto), il Tribunale di Torino, con la sentenza impugnata, accoglieva l’appello della compagnia di assicurazioni del vettore dichiarando inammissibili le domande proposte da R.A. nei confronti della (propria) compagnia di assicurazioni, assumendo appunto che la speciale tutela predisposta dall’art. 141 cod. ass. sia fruibile soltanto in presenza di due (o più) veicoli tutti dotati di assicurazione privata. Condannava l’appellato alla restituzione di quanto eventualmente percepito, e compensava integralmente le spese di giudizio di primo e secondo grado e delle consulenze tra tutte le parti.”
Il trasportato contro la sentenza d’appello ricorre per Cassazione contestando la violazione e falsa applicazione dell’art. 141. Sostiene infatti il giudice di merito che la ratio della norma non è applicabile quando il sinistro non abbia coinvolto due veicoli regolarmente assicurati. Di diverso avviso la Corte di Cassazione che chiosa lapidaria: “La persona trasportata su un veicolo a motore, che abbia subito danni in conseguenza di un sinistro stradale, può invocare la responsabilità dell’assicuratore del vettore, ai sensi dell’art. 141 cod. ass., anche se il sinistro sia determinato da uno scontro in cui sia rimasto coinvolto un veicolo non assicurato o non identificato”.
Non mancano nelle motivazioni della pronuncia critiche esplicite alla poca chiarezza del testo della norma che comunque non inficia la volontà del legislatore di allargare le tutele del trasportato su di un veicolo a motore sulla base del principio vulneratus ante omnia reficiendus.
“1.Salva l’ipotesi di sinistro cagionato da caso fortuito, il danno subito dal terzo trasportato è risarcito dall’impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro entro il massimale minimo di legge, fermo restando quanto previsto all’articolo 140, a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro, fermo il diritto al risarcimento dell’eventuale maggior danno nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile, se il veicolo di quest’ultimo è coperto per un massimale superiore a quello minimo.
È da dire inoltre che il regime di indennizzo diretto, introducendo un’azione aggiuntiva, non preclude in alcun modo la possibilità al trasportato – danneggiato di evocare in giudizio esclusivamente il responsabile, ovvero il titolare e il conducente del veicolo antagonista e la compagnia di assicurazioni di questo, aprendo un ordinario giudizio volto al risarcimento del danno previo accertamento delle responsabilità.
È stato affermato, inoltre, che in tema di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea (sentenza 1 dicembre 2011, Churchill Insurance/Wilkinson), secondo il principio solidaristico “vulneratus ante omnia reficiendus”, il proprietario trasportato ha diritto, nei confronti del suo assicuratore, al risarcimento del danno alla persona causato dalla circolazione non illegale del mezzo, essendo irrilevante ogni vicenda notinativa interna e nullo ogni patto che condizioni la copertura del trasportato all’identità del conducente (“clausola di guida esclusiva”) (Cass. n. 19963 del 30/08/2013).
Il terzo trasportato, considerato soggetto debole, è legittimato quindi – se lo vuole e nel rispetto del procedimento previsto dal successivo art. 148 Cod. ass. – ad agire direttamente nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo su cui viaggia, sulla base del principio vulneratus ante omnia reficiendus, e della semplice allegazione e dimostrazione del fatto storico del trasporto e del danno verificatosi a suo carico durante il trasporto, e non anche della responsabilità dei protagonisti. È una possibilità che si aggiunge, e che non fa venir meno la possibilità di far valere i suoi diritti nei confronti dell’autore del fatto dannoso e del responsabile civile di esso, sottoposta alle ordinarie regole della r.c.a..
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