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Timestamp: 2019-03-26 14:40:42+00:00
Document Index: 164541414

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.49', 'art.50', 'art.50', 'art.61', 'art.2', 'art.2']

Sentenza emessa dal tribunale di Torino | U.N.I.M.O.
Sentenza emessa dal tribunale di Torino
18 Luglio 2014 UNIMO
N. R.G. 10697/2013
.rappresentati e difesi dall’avv. CARAPELLE ROBERTO,..
(80078750587), rappresentato e difeso dall’avv. BORLA FRANCA, …
DISTRETTUALE DELLO STATO DI TORINO,
L’INPS si è costituito in giudizio eccependo l’improponibilità o inammissibilità del ricorso per mancanza di una valida domanda amministrativa e contestando nel merito il Il Ministero della Giustizia, rimasto in un primo tempo contumace, si è poi costituito
tardivamente in giudizio chiedendo al giudice di respingere il ricorso.
Nel costituirsi in giudizio, l’INPS aveva eccepito l’improponibilità o inammissibilità del ricorso perché le domande amministrative erano state sottoscritte dall’avvocato anzichè dai ricorrenti.
fondamento della pretesa.All’udienza del 12.5.14 sono state però prodotte in giudizio le deleghe rilasciate all’avvocato Carapelle per la presentazione in via telematica del ricorso amministrativo al Comitato provinciale dell’INPS e la difesa dell’Istituto ha rinunciato all’eccezione procedurale, fermo restando che la prima data valida di richiesta all’Istituto avrebbe dovuto essere considerata quella di presentazione del ricorso amministrativo in via telematica.
Di fatto, a causa dei numerosi provvedimenti di proroga ex lege intervenuti in questi anni, i VPO e i GOT hanno continuato a restare in servizio anche dopo la scadenza Il compenso dei VPO è attualmente disciplinato dall’art.3 bis del D.L. 2.10.2008 n.151,
conv. in L. 28.11.2008 n.186, che ha previsto che “ai vice procuratori onorari spettaun’indennità giornaliera di euro 98 per l’espletamento delle seguenti attività, anche se svolte cumulativamente:
E’ poi prevista la corresponsione di un’ulteriore indennità di euro 98 ove il complessivo impegno lavorativo superi le cinque ore giornaliere
I ricorrenti – che hanno svolto con regolarità le funzioni di VPO, percependo i compensi di cui alla documentazione fiscale prodotta in giudizio – lamentano di essere privi di copertura assicurativa e chiedono l’iscrizione alla Gestione separata di cui all’art.2, c.26, L.335/95 e il versamento dei relativi contributi previdenziali. L’art.2, c.26, della legge 335/95 prevede che “a decorrere dal 1° gennaio 1996, sono tenuti all’iscrizione presso un’apposita Gestione separata, presso l’Inps, e finalizzata all’estensione dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorchè non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell’articolo 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2, lettera a), dell’articolo 49 del medesimo testo unico e gli incaricati alla vendita a domicilio di cui all’articolo 36 della legge 11 giugno 1971 n.426”.
Come è stato anche rilevato dalla difesa dell’INPS, la norma di cui all’art.2, lettera a), dell’art.49 del D.P.R. 917/86 è stata trasfusa, nel testo novellato del TUIR, nella norma di cui all’art.50, comma 1, lett. c-bis che recita: “Sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente: d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione
periodica prestabilita, sempreché gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente di cui all’articolo 46, comma 1, (……) c-bis) le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodoconcernente
redditi di lavoro dipendente, o nell’oggetto dell’arte o professione di cui all’articolo 49, comma 1, concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente”.
Ciò posto, occorre rilevare che nell’attività dei VPO sono pienamente ravvisabili i requisiti di cui al citato art.50, comma 1, lett. c-bis, del TUIR: – si tratta certamente di rapporti di collaborazione aventi ad oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione perché i VPO collaborano con i magistrati della Procura della Repubblica nello svolgimento delle funzioni giudiziarie, ma non hanno alcun vincolo di subordinazione e non rientrano nella
categoria dei pubblici dipendenti; – il loro rapporto è sicuramente unitario e continuativo perché si svolge con assoluta regolarità (anche se non necessariamente con cadenza quotidiana) e con il coordinamento dei magistrati della Procura della Repubblica che provvedono al rilascio di apposite deleghe per il compimento delle singole attività; – è caratterizzato da una retribuzione prestabilita, costituita da un’indennità giornaliera di euro 98, aumentata di altri euro 98 qualora l’impegno lavorativo superi le cinque ore giornaliere.
Sussistono quindi tutti i presupposti per l’iscrizione dei VPO alla Gestione separata di L’INPS nega il diritto dei ricorrenti all’iscrizione nella Gestione separata per la mancanza di un’apposita previsione normativa e per l’impossibilità di effettuare un’applicazione analogica delle disposizioni riguardanti i comuni rapporti di collaborazione coordinata e continuativa: rileva in particolare che i VPO non potrebbero rientrare nell’ambito di applicazione del 3° comma dell’art.61 del D.Lgs 276/03, non essendo prevista la loro iscrizione in appositi albi professionali. Non ritiene il Tribunale di potere condividere la tesi dell’Istituto.
La mancanza di un’apposita previsione normativa non appare determinante, considerato che lo stesso INPS riconosce che “costituisce principio generale del nostro ordinamento cui all’art.2, c. 26, L.335/95.che ad ogni attività lavorativa, svolta sia in forma subordinata che autonoma, debba corrispondere la necessaria copertura contributiva ed assicurativa” (pag.3 della memoria difensiva): non si vede perché non si possa riconoscere il diritto dei VPO all’iscrizione nella Gestione separata – qualora ne ricorrano i presupposti – indipendentemente da un’espressa previsione della loro specifica attività lavorativa.
Non coglie neppure nel segno la difesa del Ministero della Giustizia che si limita a rilevare impossibilità di qualificare il rapporto di lavoro dei VPO come rapporto di lavoro subordinato, ma nulla dice in merito all’applicabilità delle norme relative Le domande devono essere pertanto accolte.
– condanna l’INPS a iscrivere i ricorrenti alla gestione separata di cui all’art.2, comma 26, L.335/95 dal 17.4.13;
– condanna il Ministero della Giustizia a corrispondere il contributo previdenziale dovuto nella misura di legge;
– dichiara interamente compensate le spese di giudizio;- fissa il termine di 60 giorni per il deposito della sentenza.
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