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Timestamp: 2013-05-21 12:18:15+00:00
Document Index: 156664281

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2013 (ore 11,50)
Passiamo nuovamente alla votazione della prima parte dell'emendamento 6-bis.100.
CARRARA (FI). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 6-bis.100, presentato dal senatore Cicolani, fino alle parole "o prorogare".
Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 6-ter, che si intende illustrato.
Metto ai voti l'emendamento 6-ter.100, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6-quater del decreto-legge. L'emendamento 6-quater.0.100 si intende ritirato, mentre l'emendamento 6-quater.0.101 è inammissibile.
All'articolo 7 del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G7.1 (testo 2) che, essendo stato accolto dal Governo, non verrà posto in votazione.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7-bis del decreto-legge, che si intendono illustrati.
Ricordo che gli emendamenti 7-bis.0.100, 7-bis.0.102 e 7-bis.0.103 sono inammissibili.
L'emendamento 7-bis.0.101 si intende ritirato.
Poiché agli articoli 8, 8-bis, 8-ter, 9, 10 e 11 del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, e poiché l'emendamento riferito all'articolo 11-bis del decreto-legge si intende ritirato, passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 12 del decreto-legge, che si intendono illustrati.
Metto ai voti l'emendamento 12.100, presentato dal senatore Asciutti e da altri senatori, identico all'emendamento 12.101, presentato dai senatori Bornacin e Saporito.
Metto ai voti l'emendamento 12.102, presentato dai senatori Bornacin e Saporito.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G12.100 non verrà posto in votazione.
Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 13 del decreto-legge, che si intende illustrato.
Metto ai voti l'emendamento 13.100, presentato dal senatore Davico.
Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 13-bis del decreto-legge, che si intendono illustrati.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G13-bis.100 (testo 2) non verrà posto ai voti.
Ricordo che l'emendamento 13-bis.0.100 è inammissibile.
L'emendamento 13-bis.0.101 verrà posto in votazione all'articolo 24-quinquies.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 13-bis.0.102 e 13-bis.0.103 sono improcedibili.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 14 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
Ricordo che l'emendamento 14.100 è stato ritirato.
L'ordine del giorno G14.100, essendo stato accolto dal Governo, non verrà posto in votazione.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, l'emendamento 14.101 interviene sull'articolo 14 che prevede la proroga delle funzioni dei giudici onorari e dei vice procuratori onorari. La Camera dei deputati ha approvato un emendamento che riprende una delle due condizioni contenute nel parere espresso dalla Commissione giustizia. È opportuno però che venga recepita anche l'altra condizione indicata dalla citata Commissione.
Mi riferisco all'innalzamento ad undici anni, a partire dalla data di efficacia del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 previsto dall'articolo 245 del decreto stesso, recuperando una disposizione che si ricava direttamente dalle previsioni dell'ordinamento giudiziario. Quindi significa allineare con la normativa vigente una previsione che diversamente risulterebbe completamente sfasata. Non si comprenderebbe peraltro il motivo per cui si recepirebbe solo una parte del parere espresso dalla Commissione di merito, così come fatto dall'altro ramo del Parlamento, tralasciando l'altra.
Quanto da me proposto si colloca nell'ambito di un intervento sistematico necessario per rendere più plausibile tutta la normativa. È per questo che lo raccomando all'Aula dal momento che la magistratura ordinaria, come sappiamo, è composta da circa 9.000 unità, ma quella onoraria, che è quella che consente all'ordinamento giudiziario del nostro Paese di andare avanti, ha bisogno di riconoscimenti come questi, che non incidono assolutamente sulla spesa non determinando costi aggiuntivi e che riallineano ad una normativa peraltro già esistente anche le scadenze previste. Per queste ragioni, signor Presidente, raccomando all'Aula di approvare l'emendamento e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 14.101.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 14.101, presentato dal senatore Manzione.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G 14-bis.1 (testo 2) non verrà posto in votazione.
Ricordo che l'emendamento 14-bis.0.100 è inammissibile.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 15 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, l'emendamento 15.100, del quale chiedo la votazione elettronica, valuta una modifica che è stata introdotta all'articolo 15 concernente disposizioni in materia di arbitrati.
Sia il testo che la relazione illustrativa precisano che il differimento dell'applicabilità delle disposizioni recanti il divieto di arbitrato per i contratti pubblici si rende necessario per consentire l'attribuzione delle competenze alle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale previste dall'articolo 1 del decreto legislativo n. 168 del 2003.
Eppure, signor Presidente, sia il servizio studi della Camera sia chiunque si apprestasse a leggere il provvedimento verificherebbe che non appare assolutamente chiara la portata normativa di tale ultimo riferimento proprio perché l'articolo 3, ai commi 19 e 22, della legge finanziaria non prevede la devoluzione alle sezioni specializzate. Cioè si opera un differimento per consentire una devoluzione che in effetti non è prevista chiaramente.
L'emendamento che ho presentato serve a fare chiarezza prevedendo specificamente che vi sia questa devoluzione.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.100.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 15.100, presentato dal senatore Manzione.
PRESIDENTE. L'emendamento 15.0.100 si intende ritirato.
Poiché all'articolo 16 del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 16-bis del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
VILLONE (SDSE). Signor Presidente, accogliendo l'invito del relatore, ritiro l'emendamento 16-bis.100.
Voglio tuttavia brevemente lasciare a verbale la mia censura per una iniziativa improvvida che, nottetempo, ha introdotto in questo decreto una modifica sostanziale della responsabilità contabile degli amministratori delle società a partecipazione pubblica, con ciò provocando un effetto contrario a quello che noi oggi dobbiamo perseguire, ossia quello di un rafforzamento delle forme di responsabilità. Dobbiamo infatti tutelare meglio la corretta gestione del denaro pubblico. Questa è una norma adottata palesemente sulla spinta di lobby potenti, così come anche l'altra sulla proroga della durata delle Autorità.
Non sono queste le cose che si possono fare decentemente nottetempo in un provvedimento normativo di questo genere. Ripeto, ritiro l'emendamento per non mettere a rischio misure importanti, come la proroga degli sfratti, ma voglio lasciare a verbale dell'Aula la mia censura per tutto questo.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, voglio rifarmi alle cose che diceva poco fa il collega Villone.
Con l'introduzione dell'articolo 16-bis sostanzialmente si esclude la responsabilità erariale, quindi la verifica ed il controllo della Corte dei conti, per alcune società a partecipazione pubblica.
È una di quelle marchette nascoste in questo decreto, perché in qualche modo si rendono irresponsabili alcuni amministratori di società con prevalente interesse pubblico. È assurdo che una norma come questa passi sotto silenzio. Andremo tra poco tutti in campagna elettorale e tutti ragioneremo del rigore, della necessaria trasparenza che dovrà essere rivendicata in qualunque tipo di azione pubblica e poi consentiamo che passi un articolo come questo che introduce una irresponsabilità erariale, cioè sottrae alla verifica della Corte dei conti la gestione di alcune società.
Ve lo diceva il collega Villone, che si è dichiarato disponibile a ritirare l'emendamento. Io invece non ho la stessa disponibilità. Voglio sapere quanti e quali colleghi sono per concedere un regime di irresponsabilità a società a prevalente controllo pubblico quotate in borsa. Questo il senso dell'emendamento che mantengo e per il quale chiedo la votazione con sistema elettronico.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 16-bis. 101.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 16-bis.101, presentato dal senatore Manzione.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 16-bis.102.
PRESIDENTE. Senatore Manzione, le ricordo che sta per terminare il tempo a sua disposizione. MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, visto che lei, anche in quest'ultima occasione, vuole limitare la possibilità di esprimersi all'unica voce che ha il coraggio di esporre le questioni sottese a questo provvedimento, e se ne assume le responsabilità, avendo altri emendamenti ancor più significativi di questo, perché riguardano vergogne ancor più ignobili, devo rinunciare a parlare ora. Chiedo a qualche Gruppo, che invece ritiene di non utilizzare il proprio tempo, di consentirmi di esercitare una funzione libera e democratica in quest'Aula, che dà l'assenso su tutto e che ha consentito l'approvazione di una vergogna come quella di poco fa, e di permettere così che almeno qualcuno, rivendicando la responsabilità ed il coraggio, lasci agli atti quel che accade.
Sperando che qualche Gruppo mi consenta di parlare successivamente, rinuncio ad intervenire su questo emendamento. Chiedo comunque la votazione mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Se impiega un minuto per rinunciare a parlare il tempo poi termina comunque.
Invito, comunque, il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Manzione, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 16-bis.102, presentato dal senatore Manzione.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 16-ter del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). L'emendamento 16-ter.100 (testo 2) interviene sul problema legato alla proroga introdotta dal decreto-legge al nostro esame per quanto riguarda gli incarichi apicali in magistratura. In particolare, nella seconda parte recepisce un'indicazione che consentirebbe di rendere più accettabile il clima in magistratura poiché è evidente che coloro i quali hanno già compiuto gli otto anni e devono lasciare gli apici della magistratura o accettano di andare chissà dove e chissà come, oppure sono costretti a rimanere in soprannumero nell'ufficio nel quale attualmente risiedono ed è evidentemente assurdo che colui il quale ha rivestito l'incarico di procuratore capo, per esempio, accetti di rimanere nella stessa procura in una posizione di soprannumero e chiaramente sottoposta.
In questa logica in proposito ho tentato di proporre una soluzione ma, come ho già detto, non ho il tempo sufficiente per poterla rappresentare all'Aula. L'importante è che resti a verbale.
Mi piacerebbe che i tanti colleghi magistrati che si esprimono quotidianamente su problematiche che riguardano la giustizia valutassero concretamente la portata di questo emendamento che cerca, signor Presidente, di sventare le conseguenze già anticipate da alcune decisioni (mi riferisco, per esempio, al TAR del Piemonte che ha lasciato intendere come proprio perché ci sono stati già dei ricorsi occorre mettere in campo delle contromisure).
Questa è, appunto, una contromisura che restituisce dignità ai magistrati ed evita ulteriori conseguenze. Se qualcuno la vuole condividere o commentare ne sarei lieto visto che i limiti temporali a mia disposizione, purtroppo, non me lo consentono.
Su questo emendamento comunque, signor Presidente, chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PALMA (FI). Domando di parlare.
PALMA (FI). Signor Presidente, avevo chiesto di intervenire a proposito dell'articolo 16-ter. Ho presentato un emendamento al secondo comma di quell'articolo...
PRESIDENTE. La richiesta non mi è stata segnalata, senatore Palma.
PALMA (FI). Quando mi è stato chiesto se avevo intenzione di ritirare l'emendamento ho risposto che intendevo parlare per cui aspettavo che lei mi desse la parola.
PRESIDENTE. Mi scuso, senatore Palma. Gliela concedo ora.
Da parte dei funzionari non ho ricevuto alcuna segnalazione, ma sono disponibile, se intende ritirare l'emendamento, a darle questa possibilità e ad annullare la relativa votazione.
PALMA (FI). Grazie, signor Presidente.
Sull'emendamento 16-ter.101 da me presentato il relatore aveva formulato un invito al ritiro. È qui presente il Ministro della giustizia. Ebbene, signor Ministro, se lei all'esito del mio intervento formulerà un invito al ritiro dicendo evidentemente che quello che affermo non corrisponde al vero, io ritirerò l'emendamento. Siccome ho grande stima della sua persona e della sua capacità professionale mi presto a questa possibilità.
Con l'emendamento in questione chiedo di sopprimere il secondo comma dell'articolo 16-ter.
Io chiedo di sopprimere il secondo comma dell'articolo 16‑ter, il quale, con esclusivo riferimento agli uffici giudiziari di Bolzano, cancella una norma dell'ordinamento giudiziario (quello approvato da questa maggioranza), in base alla quale, nel cambio delle funzioni da requirente a giudicante e da giudicante a requirente, non si prevede il cambio di distretto per la Provincia di Bolzano, a differenza di quanto avviene per tutti gli uffici giudiziari d'Italia. Il che equivale a dire che nella Provincia di Bolzano i giudici possono passare da pubblico ministero a giudice e da giudice a pubblico ministero nello stesso identico ufficio giudiziario.
Primo punto, signor Ministro: a me pare che questa sia una intollerabile disparità di trattamento. Davvero non comprendo la ragione per la quale tutti i giudici d'Italia devono passare distretto se vogliono cambiare le funzioni, mentre invece solo ed esclusivamente i giudici degli uffici giudiziari di Bolzano possono passare dall'ufficio del pubblico ministero all'ufficio del giudice nello stesso identico circondario, senza neanche recarsi nel circondario di Trento, limitrofo, com'era previsto nell'ordinamento giudiziario.
Seconda cosa che mi permetto di dire, signor Ministro: con l'abrogazione di questa norma la questione dei passaggi di funzione da requirente a giudicante è completamente sprovvista di disciplina. È vero, infatti, che nel secondo comma dell'articolo 16-ter si fa riferimento all'articolo 2 della legge n. 150 del 2005, ma ella sa, signor Ministro, che quella norma è la legge delega dell'ordinamento giudiziario, una legge che è stata compiutamente esercitata, che si è caducata con l'esercizio delle deleghe e che, in ogni caso, non ha alcuna natura precettiva.
Allora, signor Ministro, in conclusione, le chiedo di volermi smentire su questo e, se lei lo farà, io ritiro l'emendamento: è vero o non è vero che, a seguito di questa norma, i magistrati degli uffici giudiziari di Bolzano avranno un trattamento completamente diverso dai magistrati di tutti gli uffici giudiziari d'Italia? È vero o non è vero che la norma che rimane, cioè quella della legge delega, non ha natura precettiva e che conseguentemente, in ragione dell'assenza della natura precettiva di quella norma, non vi è una disciplina che regolamenta il passaggio di funzioni da requirente a giudicante e da giudicante a requirente solo ed esclusivamente per i magistrati degli uffici giudiziari di Bolzano? Aspetto la sua parola per decidere.
PRESIDENTE. Colleghi, io confermo la votazione: l'emendamento è stato bocciato. Senatore Palma, io le ho dato la parola per ritirarlo (e in quel caso avrei escluso la bocciatura del voto), ma non certo sulla base di una trattativa in Aula con il Governo. Quindi, l'emendamento si considera bocciato.
Invito nuovamente i presentatori dell'emendamento 21-quater.100 ad illustrarlo.
POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, sull'emendamento 21-quater.100...
PRESIDENTE. C'è il parere contrario della 5ª Commissione; vuole trasformarlo in un ordine del giorno, senatore Polledri?
POLLEDRI (LNP). Lo trasformiamo volentieri in un ordine giorno.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G21-quater.100 non verrà posto in votazione.
SINISI, relatore. Domando di parlare.
SINISI, relatore. Signor Presidente, intervengo solo per una precisazione che fa riferimento all'ordine del giorno G21-quater.100, ma vale per tutti gli ordini del giorno. Come ha detto il presidente Marini all'inizio della seduta, gli ordini del giorno sono degli inviti al Governo, perché il Governo è in carica solo per gli atti di ordinaria amministrazione.
Siccome in alcuni testi si afferma "il Governo garantisce" e "il Governo si impegna", è chiaro che tutte queste evocazioni valgono come invito ed esortazione al Governo.
PRESIDENTE. Gli uffici li hanno predisposti sotto questa forma.
Poiché agli articoli 22 e 22-bis del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 22-ter del decreto-legge, che si intende illustrato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 22-ter.100.
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, con tale emendamento richiamo una questione già affrontata in sede di discussione generale, ossia il problema degli sfratti. Secondo un'indagine commissionata dal Ministro delle infrastrutture, sono soltanto sei i Comuni (li ho indicati nell'emendamento, ossia Firenze, Milano, Napoli, Pisa, Roma e Torino) nei quali la legge n. 9 del 2007 ha prodotto più di trenta sfratti bloccati. È lì che esiste un problema abitativo che occorrerebbe risolvere. La vittoria di Rifondazione Comunista all'interno della coalizione ha imposto invece un blocco generalizzato anche dove questa emergenza abitativa non c'è.
Nella predisposizione di programmi che si sta operando, sia da parte di partiti del centro‑destra che del centro‑sinistra, viene posto il problema del mercato, della libera contrattazione, del rilancio delle politiche abitative, delle cedolari secche, delle imposte sostitutive: dopo però procediamo in questo senso, che è illogico e contro il buonsenso. Siamo favorevoli ad intervenire laddove c'è necessità e non dove non c'è alcuna necessità.
Per queste ragioni, signor Presidente, invito l'Assemblea a votare questo emendamento e chiedo il supporto della votazione elettronica.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Eufemi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 22-ter.100, presentato dal senatore Eufemi.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 22-quater del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, sull'emendamento 22-quater.100 c'è il parere contrario della 5a Commissione, ma di questo non mi meraviglio perché ormai siamo abituati a tutto. Anche l'intero provvedimento ha il parere contrario della 5a Commissione, senza riferimenti all'articolo 81 della Costituzione: ciò rappresenta una forma edulcorata per proseguire l'iter di questo provvedimento. Poi però un titolo de «Il Sole 24 ORE» oggi parla di 1 miliardo di sfondamento del deficit dovuto rispetto all'intero provvedimento.
Signor Presidente, ho presentato anche un ordine del giorno in questo senso, per richiamare l'attenzione del Governo sul fatto che non si possono realizzare i piani secondo quanto viene indicato, cioè con tassi di rendimento del 3,1 per cento del capitale investito.
Allora, propongo e sollecito l'attenzione affinché siano portate a compimento le istruttorie, quanto meno quelle già avviate di particolare rilevanza sul piano sociale. È una mera indicazione per richiamare la contraddizione di questa norma soprattutto con riferimento ai fondi immobiliari che hanno necessità di intervenire e di realizzare introiti coerenti con l'investimento in termini di mercato.
Non insisto per la sua votazione.
PRESIDENTE.Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 22-quater.100 è improcedibile.
Inoltre, essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G22-quater.1 non verrà posto in votazione
Gli emendamenti 22-quater.0.101, 22-quater.0.100 e 22-septies.0.100 sono stati ritirati e trasformati nell'ordine del giorno G22-quater.100. Essendo stato accolto dal Governo, non verrà posto in votazione.
Poiché all'articolo 22-quinquies del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 22-sexies del decreto-legge, che invito il presentatore ad illustrare.
POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, con l'articolo 22-sexies, si istituisce un commissario per il porto di Gioia Tauro e lo si paga 600.000 euro per l'anno 2008, 750.000 per l'anno 2009. Tutto il furore contro la casta e di moralizzazione è già finito, perché per gli amici degli amici i soldi si trovano.
La Lega è contraria.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 22-sexies.100.
VALENTINO (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
VALENTINO (AN). Signor Presidente, già in discussione generale avevamo manifestato la nostra contrarietà rispetto a questa ipotesi recata dall'articolo 22-sexies che definiamo veramente sconcertante ed offensiva. Naturalmente vogliamo ribadire anche in questa sede di dichiarazione di voto la nostra contrarietà più assoluta, invitando l'Assemblea ad una riflessione: è veramente sperpero di denaro pubblico quello che si sta realizzando in questo momento. Auspico pertanto un recupero di dignità da parte dell'Assemblea perché si possa evitare questo sconcio.
CARRARA (FI). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 22-sexies. 100, presentato dal senatore Polledri.
PRESIDENTE. Ricordo che all'articolo 22-septies è stato presentato l'emendamento 22- septies.0.100, ritirato e confluito nell'ordine del giorno G22-quater.100.
Ricordo che l'articolo 23 del decreto-legge è stato soppresso dalla Camera dei deputati.
Poiché all'articolo 24 del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, e poiché l'emendamento 24-bis.100riferito all'articolo 24-bis è stato ritirato, passiamo all'esame dell'ordine del giorno G24-bis. 1. Essendo stato accolto dal Governo, tale ordine del giorno non verrà posto in votazione.
Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 24-ter del decreto-legge, che si intende illustrato.
Metto ai voti l'emendamento 24-ter.100, presentato dal senatore Eufemi.
Poiché all'articolo 24-quater del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 24-quinquies del decreto-legge, che si intendono illustrati.
Prima di procedere alla votazione di tali emendamenti deve essere votato l'emendamento 13-bis.0.101, presentato dal senatore Saporito e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 24-quinquies.100, presentato dalla senatrice Pellegatta e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 24-quinquies.101, presentato dal senatore Bulgarelli e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 24-quinquies.102, presentato dal senatore Eufemi.
Metto ai voti l'emendamento 24-quinquies.103, presentato dal senatore Pastore.
Gli emendamenti 24-sexies.0.100 e 24-sexies.0.101 si intendono ritirati.
Passiamo all'esame dell'articolo 25, su cui è stato presentato l'emendamento 25.100, che invito il presentatore ad illustrare.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, come i colleghi avranno verificato, poco fa mi sono rivolto all'Assemblea chiedendo che qualcuno mi desse la possibilità di continuare a parlare, visto che Unione Democratica per i consumatori all'interno del Gruppo Misto è l'unica componente che ha ultimato il tempo. Ringrazio i tanti amici e colleghi e i Capigruppo dei Gruppi del centro-sinistra per la grande disponibilità che non è arrivata. Ringrazio invece, senza ironia, il Gruppo di Forza Italia che mi ha messo a disposizione parte del suo tempo.
La democrazia è un esercizio difficile da mettere in pratica, perché non bisogna soltanto declamarlo appropriandosi di certe attribuzioni, ma bisogna essere capaci di praticarlo, a volte in silenzio, ed io ho l'obbligo di specificare che il silenzio in alcuni casi va rotto.
Signor Presidente, con questo emendamento sottopongo al Senato una serie di questioni significative. Mi rivolgo a tutti i colleghi della Commissione giustizia, a cominciare dal presidente Salvi e dai colleghi Caruso, Buccico, Di Lello Finuoli, Casson, Legnini e D'Ambrosio che vedo qui presenti. Quando abbiamo iniziato l'esame della finanziaria in Commissione giustizia su un punto siamo stati tutti d'accordo, maggioranza ed opposizione: eliminare una norma che vietava l'estensione del giudicato nella pubblica amministrazione. È stato votato all'unanimità dalla Commissione un documento pubblico; il Governo è andato avanti e non ha recepito nella prima lettura in Commissione della finanziaria l'emendamento da me presentato ed in Aula ha invitato i colleghi della Commissione giustizia a fare memoria di un percorso condiviso; alla fine il Senato, dopo una discussione ampia e attenta, ha cancellato quella norma.
Vi sembra mai possibile che, dopo un percorso democratico e partecipato iniziato in Commissione e che ha visto tutte le componenti della Commissione giustizia, e poi tutte le componenti dell'Aula, interessate ad un accordo unanime volto a stabilire che una norma come quella non può avere diritto di cittadinanza, adesso, con un decreto "marchetta" come questo, venga di nuovo cancellata quella volontà espressa in maniera consapevole dal Senato con una discussione vera? Ho pertanto ritenuto di dover presentare un emendamento soppressivo di una norma che suona come un cazzotto negli occhi che il Governo dà al Parlamento, nel momento in cui non recepisce un'indicazione ed una volontà precisa. Il Governo crede davvero che con i decreti‑legge può tentare di turlupinare la legittima volontà espressa dalle Aule parlamentari? È mai possibile non prendere atto di quanto liberamente il Parlamento ha deciso? (Applausi dal Gruppo FI).
È un affronto gravissimo (e mi dispiace che sia qui presente il sottosegretario Lettieri, che probabilmente non conosce la vicenda), perché poi è facile gestire annullando i risultati di un confronto democratico come quello che si è svolto.
Colleghi, vi chiedo di votare questo emendamento che di nuovo sopprime tale norma, in primo luogo perché nel ragionamento che abbiamo svolto in Commissione ci siamo resi conto di come nel comparto pubblico non rendere possibile l'estensione del giudicato significa, innanzi tutto, determinare un aggravio di spese. È infatti chiaro che, se un dipendente pubblico va davanti al TAR, chiede una decisione e questa diventa esecutiva, l'ente pubblico ha interesse ad applicarla a tutti coloro che si trovano nella stessa condizione, per evitare di affrontare altri cento giudizi. Quindi, c'è un risparmio evidente. C'è poi un atteggiamento illegittimo, perché così facendo, vietandosi all'amministrazione pubblica l'estensione del giudicato, in effetti si fa in modo che qualcuno possa essere favorito, magari mettendo in condizione l'ente pubblico di non costituirsi al momento opportuno in giudizio, sapendo che quel giudicato favorevole nei confronti di qualcuno non potrà essere esteso. È allora una questione di palmare evidenza.
In secondo luogo, e scusatemi, evitiamoci la schizofrenia di aver fatto una norma discutibile quanto vogliamo, condivisibile o no, sulla class action, che cerca di estendere gli effetti di un giudicato favorevole a tutti coloro che si trovano nella stessa situazione per poi invece impedire alla pubblica amministrazione di estendere in maniera precisa un giudicato favorevole.
Se c'è qualcuno che vuole convincermi del contrario sono pronto a condividere le sue tesi e a modificare la mia idea. Penso però che non si tratti di dire sì o no ad un emendamento presentato dal senatore Manzione, ma di dire sì o no ad un'Aula che rivendica la sua dignità, ad un Parlamento che, pur se alla fine di un percorso, ha il dovere di ritenersi unico interprete di quel potere legislativo (nella specie, quello del Senato) che solo eccezionalmente viene affidato al Governo e che, con un escamotage come quello contenuto nella finanziaria, non può essere limitato.
Signor Presidente, le preannunzio infine la mia volontà di richiedere la votazione a scrutinio simultaneo per l'emendamento 25.100.
SINISI, relatore. Signor Presidente, il divieto di estensione del giudicato è un principio fondamentale della nostra conoscenza e dottrina giuridica. Ovviamente, come ho detto in precedenza, sono disponibile ad accogliere ordini del giorno che volgano nel senso di invitare il Governo ad attuare questo rimedio, che è semplicemente di prevenzione nei confronti di ulteriori liti, con la gradualità necessaria e con la prudenza che serve al buon andamento della pubblica amministrazione.
Se il collega Manzione ritirasse il suo emendamento e proponesse un ordine del giorno che volga in questa direzione non avrei nessuna difficoltà ad accoglierlo.
PRESIDENTE. Colleghi, vi devo comunicare una correzione. Prima, per errore, abbiamo votato gli emendamenti 24-quinquies.100 e 24-quinquies.101 che erano stati trasformati nell'ordine del giorno G24-quinquies.100 che, essendo stato accolto dal Governo, non verrà posto in votazione. Quindi, annullo le due precedenti votazioni.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, mantengo l'emendamento 25.100 e confermo la richiesta di votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 25.100, presentato dal senatore Manzione.
PRESIDENTE. Poiché all'articolo 25-bis non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 26 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 26.100.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G26.1 non sarà posto ai voti.
Poiché agli articoli 26-bis e 27 non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 28 del decreto-legge, che si intende illustrato.
Metto ai voti l'emendamento 28.100, presentato dal senatore Polledri.
Ricordo che l'emendamento 28-bis.0.500 è stato trasformato nell'ordine del giorno G28.0.500, che invito la presentatrice ad illustrare.
BONFRISCO (FI). Signor Presidente, ruberò pochi minuti a questo dibattito perché è meglio discutere il meno possibile questo decreto‑legge, visto ciò che si trascina dietro, che noi non condividiamo affatto, ma anche per il tema che non ha bisogno di essere molto approfondito e che pongo attraverso un emendamento che so essere ai limiti dell'ammissibilità e che quindi volentieri, in omaggio al Regolamento, trasformo in ordine del giorno anche poco vincolante, visto che si tratta di un semplice invito al Governo.
È infatti evidente che sotto gli occhi impassibili di questo Governo sono emersi dati drammatici in ordine all'utilizzo di strumenti di finanza derivata, dei cosiddetti swap, largamente e massicciamente utilizzati e proposti dalle banche, soprattutto nelle aree più ricche del Paese, senza alcun controllo da parte di chicchessia.
Ciò avviene su due fronti entrambi delicati: quello degli enti locali, per quanto riguarda la ristrutturazione del loro debito, e quello delle imprese, per quanto riguarda la loro crescente difficoltà finanziaria, non solo in ordine a Basilea 2 (che sta per arrivare), ma soprattutto in ordine alle difficoltà del nostro sistema delle imprese, in particolare quelle piccole e medie, rispetto a un sistema del credito che continua a essere sordo alle reali esigenze di sviluppo economico dei nostri territori. Però, invece di aiutare e accompagnare questo sistema del credito verso le esigenze reali dei nostri cittadini e territori, lo copriamo colpevolmente quando talune banche del sistema italiano e moltissime del sistema internazionale utilizzano i nostri territori, le nostre imprese, il nostro risparmio come terreno di conquista e nient'altro.
Non vorrei dilungarmi ulteriormente, ma in sintesi quest'ordine del giorno prevede che il Governo superi quel limite e quella timidezza imperdonabile che si è dato in occasione dell'ultima finanziaria e affronti davvero, nonostante l'inizio di un percorso più trasparente che comunque il Governo in questa finanziaria ha reso possibile, il tema della gestione dei contratti inerenti strumenti finanziari strutturati, cosiddetti derivati, che hanno messo in ginocchio molte imprese e sotto giudizio i bilanci di molti enti locali.
Invitiamo il Governo ad affrontare questo tema con tempestività. Approfitto della presenza del sottosegretario Lettieri, che ne è stato un buon testimone, per ricordare l'iniziativa e l'ampio dibattito che si è svolto in questo ramo del Parlamento durante i lavori della finanziaria, ma ricordo anche il suo e il nostro fallimento allorquando persino il relatore della finanziaria, il senatore Legnini, che solitamente è il depositario di un'importante linea di condivisione tra Parlamento e Governo, ha dovuto piegare la testa di fronte ad un Governo cieco e sordo che, al dilagare di un fenomeno che ha messo in difficoltà tutti, ha preferito invocare semplicemente - e di ciò comunque gli diamo atto - un criterio di maggiore trasparenza.
Chiediamo qualcosa di più e ci auguriamo che anche questo tema nella presente campagna elettorale possa davvero aiutarci a trovare le utili condivisioni e concertazioni laddove servissero, ma non ci faccia dimenticare che, se siamo stati eletti in rappresentanza dei nostri cittadini e quindi anche dei nostri imprenditori e dei Comuni in cui viviamo e tentiamo di rappresentare la politica di questo Paese, non possiamo dimenticarci che non possiamo essere, questa volta con i risparmiatori ma anche con le banche: noi dobbiamo essere o a fianco dei risparmiatori o con le banche. E io invito tutti a sostenere i risparmiatori e i cittadini di questo Paese. (Applausi dai Gruppi FI e LNP).
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G28.0.500 non verrà posto in votazione.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 29 del decreto-legge che invito i presentatori ad illustrare.
POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, accolgo l'invito a trasformare l'emendamento 29.100 in ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'emendamento 29.101 si intende illustrato.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G29.100 non verrà posto in votazione.
Metto ai voti l'emendamento 29.101, presentato dal senatore Peterlini e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento tendente ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 29 del decreto-legge, che invito il presentatore ad illustrare.
POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 29.0.100.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G29.0.100 che, essendo stato accolto dal Governo, non verrà posto in votazione.
Poiché all'articolo 29-bis non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 29-ter del decreto-legge che invito il presentatore ad illustrare.
D'ALÌ (FI). Signor Presidente, mi sorprende il fatto che la 5a Commissione abbia espresso parere contrario sull'emendamento 29-ter.0.100 dal momento che la proroga in esso prevista è indirizzata all'utilizzo di stanziamenti già esistenti e non di nuovi. Ritengo che sia un parere finalizzato ad evitare di sottolineare l'importanza di questo emendamento. Mi rivolgo soprattutto a coloro che negli anni - il Gruppo dei Verdi tra gli altri - si sono battuti per l'avvio di un programma serio di utilizzazione del bioetanolo nel nostro Paese: se non dovesse essere approvata questa proroga il programma subirebbe una battuta d'arresto difficilmente recuperabile e tutto il lavoro che è stato fatto negli anni passati a favore del comparto agricolo ma soprattutto dell'energia alternativa derivante, appunto, da sottoprodotti dell'agricoltura si vanificherebbe.
È una semplice proroga dell'utilizzo di fondi già esistenti. Quindi, prescindendo dal parere contrario della 5ª Commissione che - a mio giudizio - è finalizzato solamente a depotenziare la possibile approvazione di questo emendamento, chiedo a quindici colleghi di sostenere la mia richiesta e naturalmente di votarlo favorevolmente.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore D'Alì, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 29-ter.0.100, presentato dal senatore D'Alì.
PRESIDENTE. Agli articoli 29-quater, 30 e 32 non sono stati presentati emendamenti, mentre l'articolo 31 è stato soppresso dalla Camera dei deputati. Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 32-bis del decreto-legge, che si intende illustrato.
Metto ai voti l'emendamento 32-bis.100, presentato dal senatore Polledri.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 33 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti presentati all'articolo 33, credo che il cattivo esempio della gestione dei rifiuti di Napoli sia sotto gli occhi di tutti. Si tratta di soldi, centinaia di milioni di euro, che non servono a risolvere il problema, ma a continuare le clientele: non ci sarà un chilo di rifiuti che andrà via dalle strade di Napoli, ma ci sarà qualche amico dei compagni che si arricchirà. Per questo chiediamo all'Aula la soppressione dell'articolo 33.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 33.100, presentato dal senatore Stefani e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 33.101, presentato dal senatore Stefani e da altri senatori.
Passiamo all'esame dell'emendamento tendente ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 33 del decreto-legge, che invito il presentatore ad illustrare.
POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, dato che l'emendamento 33.0.100 non è inerente al problema dei rifiuti di Napoli, vorrei trasformarlo in ordine del giorno.
SINISI, relatore. Ritengo che potrebbe essere accolto come invito al Governo.
LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Concordo con il relatore.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G33.0.100 non verrà posto in votazione.
Poiché agli articoli 33-bis e 34 non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 34-bis del decreto-legge, che si intendono illustrati.
Metto ai voti l'emendamento 34-bis.100, presentato dal senatore Mantovano.
Ricordo che l'emendamento 34-bis.101 è inammissibile.
Poiché all'articolo 34-ter non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 35 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
FORMISANO (Misto-IdV). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 35.0.100 e lo trasformo in un ordine del giorno.
Inoltre, ritiro i successivi emendamenti 35.0.101 e 35.0.102.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G35.0.100 non verrà posto in votazione.
Poiché all'articolo 35-bis del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'ordine del giorno G36.100, che si intende illustrato.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G36.100 non verrà posto in votazione.
Passiamo agli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 36-bis del decreto-legge, che si intendono illustrati.
Metto ai voti l'emendamento 36-bis.100, presentato dal senatore Polledri.
Metto ai voti l'emendamento 36-bis.101, presentato dal senatore Polledri.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G36-bis.100 non verrà posto in votazione.
Ricordo che l'emendamento 36-bis.0.100 è inammissibile.
Ricordo altresì che l'emendamento 37.100, riferito all'articolo 37 del decreto-legge, è inammissibile.
Passiamo all'esame degli emendamenti tendenti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 37.
L'emendamento 37.0.100 si intende ritirato.
Invito il presentatore ad illustrare il successivo emendamento 37.0.101.
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula su un argomento che ritengo importante. Questo è un decreto milleproroghe in cui si dovrebbe inserire una proroga autentica che sarebbe necessaria: mi riferisco al modello 770 semplificato. Dovrebbe essere prorogato il termine per consentire una serie di adempimenti che sono stati introdotti recentemente e che determinano anche modifiche ai software, da cui deriva la necessità, soprattutto per il mondo artigiano, di avere più tempo a disposizione. Il termine scadrà il 31 marzo. Mi rivolgo soprattutto ai colleghi della Commissione finanze, sempre molto attenti a questi problemi, alla senatrice Thaler Ausserhofer e ai senatori Benvenuto e Barbolini. Vi è questa necessità: si tratta di intervenire rispetto ad un problema che sta emergendo soprattutto per questi soggetti.
Dunque, chiedo al Governo, ove non fosse possibile intervenire per via amministrativa, di intervenire per via legislativa. È vero che molte volte abbiamo dato all'Agenzia dalle entrate poteri forse superiori alla necessità, ma forse, in questo caso, sarebbe opportuno prevedere una qualche forma di soddisfazione.
Se il relatore e il rappresentante del Governo sono disponibili all'accoglimento, chiedo di trasformare l'emendamento 37.0.101 in ordine del giorno. Se invece questo non fosse possibile, insisto per la votazione. Per queste ragioni, Presidente, sollecito il Governo a dare una risposta.
PRESIDENTE. Senatore Sinisi, accoglie la richiesta del senatore Eufemi?
SINISI, relatore. Signor Presidente, confermando la mia disponibilità all'accoglimento di un ordine del giorno che contenga un invito al Governo, voglio solo far presente al senatore Eufemi che la proroga che lui richiede è compatibile con un nuovo Governo, che avrà la possibilità certamente di ascoltare, non solo con grande attenzione come stiamo facendo noi, ma anche con maggiore possibilità di manovra la sua richiesta.
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, capisco che il relatore voglia delegare al futuro Governo. Il problema è che il termine scade a marzo, mentre il Governo si formerà successivamente.
Chiedo, pertanto, la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 37.0.101.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 37.0.101.
Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Eufemi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 37.0.101, presentato dal senatore Eufemi.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 37-bis, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
SINISI, relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento e favorevole sull'ordine del giorno.
LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 37-bis.100 (già 37.0.100), presentato dal senatore Eufemi.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G37-bis.1 non verrà posto in votazione.
Poiché all'articolo 37-ter non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 38, che invito il presentatore ad illustrare.
POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 38.100 e lo trasformo in un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi su tale ordine del giorno.
SINISI, relatore. Esprimo parere favorevole.
LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G38.100 non verrà posto in votazione.
Poiché all'articolo 38-bis non sono stati presentati emendamenti e poiché l'emendamento 38-bis.0.100 si intende ritirato, passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 39, che si intendono illustrati.
Metto ai voti l'emendamento 39.100, presentato dai senatori Grillo e Baldini.
Metto ai voti l'emendamento 39.101, presentato dai senatori Grillo e Baldini.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G39.100 non verrà posto in votazione.
Poiché agli articoli 40, 40-bis, 41, 41-bis e 42 non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'emendamento riferito all'articolo 42-bis del decreto-legge, che invito il presentatore ad illustrare.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, nell'approvare la finanziaria, noi abbiamo varato una norma contenuta nell'articolo 2, comma 29, che sostanzialmente riduceva il numero delle circoscrizioni di decentramento comunale attraverso la modifica dei parametri demografici. Con un emendamento introdotto alla Camera, invece, si è tentato di sterilizzare momentaneamente tale riforma e di sospendere l'efficacia della disposizione contenuta nella finanziaria. Non entro nel merito della valutazione fatta, ma pongo soltanto un problema tecnico.
La dizione utilizzata dall'emendamento approvato alla Camera è che le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 29, della legge n. 244 del 2007, relative alle circoscrizioni, si applicano a decorrere dalle elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Quindi, della data di pubblicazione del decreto. Proprio perché la Camera ha introdotto un testo che recita «a decorrere dalle elezioni», il procedimento elettorale preparatorio non avviene sotto l'egida della riforma. Conseguentemente, i prefetti sono obbligati a convocare i comizi elettorali circoscrizionali utilizzando la vecchia normativa, proprio perché la definizione utilizzata è impropria.
Questo emendamento serve a correggere - e non entro nel merito della disposizione - un'anomalia che creerà non pochi problemi. Infatti, la modifica introdotta dalla Camera, a parte la questione di merito, è tecnicamente scorretta.
Ecco perché dico al Governo e al relatore che in questo caso sarebbe teoricamente possibile valutare l'esistenza e la capacità di indirizzo che il Governo può utilizzare per evitare che una disposizione, avente un contenuto di modifica chiaro ma formulata male, crei non pochi imbarazzi.
Aspetto la replica del Governo e del relatore per decidere come atteggiarmi sulla richiesta di voto.
LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Domando di parlare.
LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, ho invitato il senatore Manzione ed altri senatori che hanno presentato emendamenti a trasformarli in ordini del giorno proprio perché la valutazione del Governo in ordine a questi aspetti, d'intesa con la Conferenza unificata, cioè con i rappresentanti delle autonomie locali, porterà sicuramente ad una migliore applicazione della norma modificata dalla Camera dei deputati.
PRESIDENTE. Senatore Manzione, intende accogliere questo invito?
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, mi permetto di precisare al Governo che ci sono emendamenti che possono essere trasformati in ordini del giorno, perché stabiliscono un indirizzo che può essere significativo, ed altri no. Questo, ad esempio, può essere trasformato. Però l'atteggiamento un po' grossier utilizzato dal Governo e dal relatore è un'offesa per questa Assemblea, che ha la capacità di comprendere quali sono gli indirizzi che possono essere sposati dal Governo e quali, invece, proprio perché sovvertono un'indicazione normativa, sono gli emendamenti che non possono essere trasformati.
Per quello in esame, come ho detto, c'è la possibilità di coltivare questo spazio e quindi aderisco all'invito e lo trasformo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G42-bis.100 non verrà posto in votazione.
Onorevoli colleghi, devo fare una precisazione: gli emendamenti 39.100 e 39.101, che sono stati poc'anzi votati, erano stati trasformati nell'ordine del giorno G39.101. Pertanto annullo le precedenti votazioni.
Essendo stato accolto dal Governo, tale ordine del giorno non verrà posto in votazione.
Poiché all'articolo 43 non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 44, che si intendono illustrati.
Metto ai voti l'emendamento 44.100, presentato dal senatore Polledri.
Metto ai voti l'emendamento 44.101, presentato dal senatore Bonadonna.
All'articolo 44-bis non sono stati presentati emendamenti. L'emendamento 44-bis.0.100 è stato ritirato. All'articolo 45 non sono stati presentati emendamenti, mentre gli emendamenti 46.100, 46.101, 46.102 e 46.103 sono stati dichiarati inammissibili.
All'articolo 46-bis non sono stati presentati emendamenti, mentre l'emendamento 46-bis.0.100 è stato dichiarato inammissibile.
Poiché agli articoli 47, 47-bis e 47-ter non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 47-quater, che si intende illustrato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 47-quater.100.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Signor Presidente, poiché intendo intervenire sul successivo emendamento, per ragioni di tempo raccomando semplicemente all'Aula di approvare questo emendamento, dal contenuto estremamente chiaro, e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
Metto ai voti l'emendamento 47-quater.100, presentato dal senatore Manzione.
All'articolo 47-quinquies non sono stati presentati emendamenti, mentre gli emendamenti 47-quinquies.0.100, 47-quinquies.0.101 47-quinquies.0.102, 47-quinquies.0.103 e 47-quinquies.0.104, tendenti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 47-quinquies, sono stati ritirati.
Poiché agli articoli 48, 49 e 49-bis del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 49-ter del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
IOVENE (SDSE). Signor Presidente, discutendo in merito all' emendamento 49-ter.100, volto a sopprimere l'articolo 49-ter, dal momento che alla Camera dei deputati è stata introdotta una norma che equipara la Croce rossa italiana, che è un ente di diritto pubblico, alle organizzazioni di volontariato, determinando un vulnus drammatico, avevo concordato, di fronte alla richiesta di ritiro da parte del relatore, la presentazione di un ordine del giorno che ora intendo proporre all'Aula.
Esso recita: «Il Senato, visto l'articolo 49-ter del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini, così come modificato dalla Camera dei deputati, che al fine della stabilizzazione dei precari della Croce rossa italiana le consente l'iscrizione ai registri previsti dalle leggi sul volontariato, sull'associazionismo di promozione sociale, sulla donazione del sangue e sull'immigrazione, equiparando la Croce rossa italiana che, unico caso al mondo, è nel nostro Paese ente di diritto pubblico, al volontariato e all'associazionismo, nonostante il parere negativo del Consiglio di Stato e quello espresso dalla Commissione sanità del Senato in occasione dell'esame del provvedimento, considerata questa equiparazione, seppur provvisoria, sbagliata e lesiva delle attività e delle prerogative del mondo associativo italiano ed in palese contraddizione con lo svilupparsi normativo e gli indirizzi di Governo degli ultimi decenni, rappresentando inoltre un pericoloso precedente, preso atto della grande preoccupazione e della ferma protesta manifestata da tutto il volontariato e l'associazionismo del nostro Paese, invita il Governo a risolvere la vicenda dei precari della Croce rossa italiana attraverso misure diverse e più consone, evitando lo scardinamento di tutta la normativa sul no profit consolidata dal 1991 in poi.».
L'ordine del giorno è firmato, oltre che dal sottoscritto, anche dalla senatrice Valpiana e dal senatore Silvestri.
EUFEMI (UDC). Davvero non comprendo, signor Presidente, la disinvoltura con cui viene presentato un ordine del giorno senza averne, per così dire, traccia. Si tratta di una questione estremamente delicata.
È vero che il decreto-legge in esame, cosiddetto milleproroghe, si compone ormai di 105 articoli e 200 pagine di testo, però fare affermazioni, quali quelle che sono state fatte, che sconfessano il significato della norma che proviene dalla Camera dei deputati credo rappresenti un atto di disinvoltura estremamente grave.
Faccio tale affermazione perché la scelta operata dalla norma va nella direzione di riconoscere le associazioni di volontariato soprattutto nell'ambito dei comitati locali. È questo il significato: se non partecipano al registro del volontariato, i servizi locali non possono essere riconosciuti, quindi ne restano esclusi.
È questo l'aspetto che vogliamo sottolineare e lo dico rispondendo anche alle preoccupazioni precedentemente espresse dal senatore Bobba fuori da quest'Aula. Questo è il punto. Per poter essere annoverati fra tali servizi è necessario il riconoscimento.
Pertanto, signor Presidente, non condivido affatto l'idea di trasformare l'emendamento 49-ter.100 in un ordine del giorno. Prego, anzi, il Governo di non cadere nella grave contraddizione di aver accettato una norma alla Camera, disconosciuta poi attraverso un ordine del giorno accolto al Senato. Questa è la gravità dell'atto che si sta compiendo in questo momento.
PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G49-ter.100 e G49-ter.1, non verranno posti in votazione.
Colleghi, abbiamo così concluso l'esame degli emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge in esame. Considerando che abbiamo ancora a nostra disposizione poco più di 30 minuti e che restano dei tempi residui per le dichiarazioni di voto, propongo di esaminare alcuni dei restanti punti all'ordine del giorno, come le comunicazioni relative a convalide di senatori, la costituzione in giudizio e le ratifiche di accordi internazionali, rinviando le dichiarazioni di voto e il voto finale del disegno di legge n. 2013 all'odierna seduta pomeridiana.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Presidente, mi scusi, ma ho presentato un emendamento riferito all'articolo 51-bis, che non è stato menzionato. Si tratta dell'emendamento volto a sopprimere l'articolo, relativo ai rimborsi di spese elettorali.
PRESIDENTE. Non ci risulta, senatore Manzione.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). È stato depositato insieme agli altri. La prego di invitare gli Uffici a verificare, perché si tratta di un emendamento con il quale si intende sopprimere l'articolo 51‑bis ed era quello per il quale avevo mantenuto il tempo a disposizione, essendo il più significativo, secondo me, di un atteggiamento che andava sottolineato. Poiché ha una valenza politica significativa, signor Presidente...
PRESIDENTE. Effettueremo immediatamente una verifica.
MANZIONE (Misto-UD-Consum). Così come, signor Presidente, ho l'impressione che sugli atti della Giunta, sia quelli relativi alle convalide, sia quelli relativi ai conflitti di attribuzioni, sia necessario svolgere un dibattito compiuto e approfondito. Le convalide riguardano 20 Regioni.
Se lei immaginava vi fosse una disponibilità ad affrontare compiutamente tali questioni in breve termine, ho l'impressione che non sia così. Tuttavia, io rappresento la più piccola delle componenti; dunque, vorrei ascoltare anche esponenti di altri Gruppi.
Chiaramente la questione principale che le pongo è quella relativa all'emendamento riferito all'articolo 51-bis del decreto-legge.
La prego pertanto, signor Presidente, di voler lasciare aperta una parentesi in proposito, perché proprio in considerazione di quell'emendamento ho rinunciato ad intervenuti sugli altri.
PRESIDENTE. L'emendamento cui lei si riferisce, senatore Manzione, sarebbe comunque l'ultimo. Tuttavia, per quanto mi riguarda non ne ho traccia, quindi farò effettuare una verifica.