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Timestamp: 2017-06-27 04:13:50+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 26', 'art. 135', 'art. 378', 'art. 23', 'sentenza ']

ORDINE AVVOCATI UDINE in collaborazione con l’Ordine Avvocati di Tolmezzo PACCHETTI SICUREZZA: tra legislazione dell’emergenza ed emergenza dell’interpretazione. - ppt scaricare
PubblicatoCarlota Pagano
Presentazione sul tema: "ORDINE AVVOCATI UDINE in collaborazione con l’Ordine Avvocati di Tolmezzo PACCHETTI SICUREZZA: tra legislazione dell’emergenza ed emergenza dell’interpretazione."— Transcript della presentazione:
ORDINE AVVOCATI UDINE in collaborazione con l’Ordine Avvocati di TolmezzoPACCHETTI SICUREZZA: tra legislazione dell’emergenza ed emergenza dell’interpretazione. Riflessioni sulla L 94 del 2009:le modifiche al Codice Penale Udine 1 dicembre 2009
Patriot Act Fu un atto di guerra o un atto criminale? Siamo certi che la teorizzazione della cd guerra preventiva ( cioè una guerra difensiva, scatenata alla ricerca ….dei colpevoli dell’atto terroristico ) non abbia influenzato anche il nostro diritto penale ?
Poichè il diritto penale è un’arma, ( la forza dello Stato ) esso rischia di trasformarsi in uno strumento di guerra e di violenza anche nelle ipotesi piu’ normali. Esiste un unico diritto penale oppure esiste oggi un diritto penale differenziato: un diritto penale cioè che accanto ad un diritto che si pone come tutela di beni giuridici e come statuto di garanzie, teorizzi un altro diritto penale che tutela non I beni, ma I cittadini nei confronti dei nemici e che prima di porsi come garante superiore ad ogni parte in causa abbia la urgenza di vincere una lotta di difesa dello Stato e contro coloro che hanno ingaggiato quella lotta ? Diritto penale come giustizia e come garanzia oppure come mezzo di lotta e di difesa dall’altro ?
Dal diritto penale del fatto al diritto penale del nemico ?Rinveniamo nella piu’ recente legislazione un vero e proprio diritto penale del nemico accanto ad un ordinario diritto penale del cittadino ? Insomma è ancora vero che il diritto penale è unico oppure vi è oramai una differenziazione nel diritto penale ? E possiamo dare a questo diritto penale differenziato una parvenza di legittimità ? La figura del nemico appartiene alla logica della guerra che del diritto è la negazione.
La recente legislazione si atteggia verso un diritto penale non della colpevolezza o della retribuzione, ma della pericolosità, della prevenzione e dello stigma ? Mentre questo è evidente nel settore del terrorismo e della criminalità organizzata di tipo mafioso, non è forse vero che si estende ( L’impero della paura ) anche alla delinquenza da strada ed al piccolo delinquente extra-comunitario ?
Quali conseguenze ? Nella identificazione di ciò che è punibile; non piu’ tanto quello che si fa, ma quello che si è. Il presupposto della pena non è la commissione di un reato, ma una qualità personale determinata con criteri quali pericoloso, sospetto, ecc., ( violazione del principio di legalità ) Se il delinquente e l’imputato sono nemici, il Giudice a sua volta diventa nemico del reo e perde così ogni carattere di imparzialità Se esiste un diritto penale del nemico ( o del privilegio ) , gioco forza esiste un diritto penale dell’amico ( forte con I Portoricani, soave nei confronti dei Gentiluomini di turno )
Il Tramonto dell’Uguaglianza e della ragionevolezza ( C.Cost. )Ma anche un diritto penale ( diverso da quello che abbiamo studiato ) che perde il carattere di rieducazione, e di contro guarda al futuro per neutralizzare i pericoli e non piu’ al passato ( per riaffermare la norma ed un principio ) Prevalgono nel legislatore logiche di deterrente, rispetto a logiche di colpevolezza e retribuzione. Non conta se il nemico sia colpevole o innocente, basta etichettarlo come nemico e quindi sbaragliarlo.
Rideterminazione dei minimi e massimi delle pene pecuniarie 8 agosto 2009art. 24 = multa da 50 a euro art. 26 = ammenda da 20 a euro art. 135 = ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive , non piu’ 38 euro per un giorno di pena detentiva , ma 250 euro siamo passati da 6 mesi pari a euro a sei mesi pari ad euro ( 180 x 250 )
Art.61 c.p. Circostanze aggravanti comuni….. 5 ) l’aver profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa 11- bis ) l’avere il colpevole commesso il fatto mentre si trova illegalmente sul territorio nazionale ( si intende riferita ai cittadini di Paesi non appartenenti all’unione Europea e agli apolidi ) 11 - ter ) l’aver commesso un delitto contro la persona ai danni di un soggetto minore all’interno o nelle adiacenze di istituti di istruzione o di formazione
Art.112 Circostanze aggravantiLa pena da infliggere per il reato commesso è aumentata: …. 4. Per chi, fuori del caso preveduto dall’articolo 111, ha determinato a commettere il reato un minore di anni 18 o una persona in sttao di infermità o di deficienza psichica ovverso si è comunque avvalso degli stessi o con gli stessi ha partecipato nella commissione di un delitto per il quale è previsto l’arresto in flagranza La pena è aumentata fino alla metà per chi si è avvalso di persona non imputabile o non punibile a cagione di una condizione o qualità personale o con la stessa ha partecipato nella commissione di un delitto per il quale è previsto l’arresto in flagranza
Art. 341-bis. - (Oltraggio a pubblico ufficiale).Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l'onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d'ufficio ed a causa o nell'esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni. La pena è aumentata se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso l'ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l'attribuzione del fatto medesimo, l'autore dell'offesa non è punibile. Ove l'imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell'ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto».
Art. 376 – Ritrattazione Con una modifica al primo comma è stata estesa la speciale causa di giustificazione anche all’art. 378 cp
Art. 388. - (Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice).Chiunque, per sottrarsi all'adempimento degli obblighi nascenti da un provvedimento dell'autorità giudiziaria, o dei quali è in corso l'accertamento dinanzi all'autorità giudiziaria stessa, compie, sui propri o sugli altrui beni, atti simulati o fraudolenti, o commette allo stesso scopo altri fatti fraudolenti, è punito, qualora non ottemperi all'ingiunzione di eseguire il provvedimento, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro La stessa pena si applica a chi elude l'esecuzione di un provvedimento del giudice civile, ovvero amministrativo o contabile, che concerna l'affidamento di minori o di altre persone incapaci, ovvero prescriva misure cautelari a difesa della proprietà, del possesso o del credito. Chiunque sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora una cosa di sua proprietà sottoposta a pignoramento ovvero a sequestro giudiziario o conservativo è punito con la reclusione fino a un anno e con la multa fino a euro 309.
Si applicano la reclusione da due mesi a due anni e la multa da euro 30 a euro 309 se il fatto è commesso dal proprietario su una cosa affidata alla sua custodia, e la reclusione da quattro mesi a tre anni e la multa da euro 51 a euro 516 se il fatto è commesso dal custode al solo scopo di favorire il proprietario della cosa. Il custode di una cosa sottoposta a pignoramento ovvero a sequestro giudiziario o conservativo che indebitamente rifiuta, omette o ritarda un atto dell'ufficio è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 516. La pena di cui al quinto comma si applica al debitore o all'amministratore, direttore generale o liquidatore della società debitrice che, invitato dall'ufficiale giudiziario a indicare le cose o i crediti pignorabili, omette di rispondere nel termine di quindici giorni o effettua una falsa dichiarazione. Il colpevole è punito a querela della persona offesa».
Art. 391-bis. - (Agevolazione ai detenuti e internati sottoposti a particolari restrizioni delle regole di trattamento e degli istituti previsti dall'ordinamento penitenziario). Chiunque consente a un detenuto, sottoposto alle restrizioni di cui all'articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, di comunicare con altri in elusione delle prescrizioni all'uopo imposte è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale, da un incaricato di pubblico servizio ovvero da un soggetto che esercita la professione forense si applica la pena della reclusione da due a cinque anni».
Art. 393-bis. - (Causa di non punibilità).Non si applicano le disposizioni degli articoli 336, 337, 338, 339, 341-bis, 342 e 343 quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al fatto preveduto negli stessi articoli, eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni». L'articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 288, è abrogato.
Art Atti osceni. 1. Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. 2. La pena è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso all'interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano. 3. Se il fatto avviene per colpa si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.
Art. 574-bis. - (Sottrazione e trattenimento di minore all'estero).Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque sottrae un minore al genitore esercente la potestà dei genitori o al tutore, conducendolo o trattenendolo all'estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l'esercizio della potestà genitoriale, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Se il fatto di cui al primo comma è commesso nei confronti di un minore che abbia compiuto gli anni quattordici e con il suo consenso, si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni. Se i fatti di cui al primo e secondo comma sono commessi da un genitore in danno del figlio minore, la condanna comporta la sospensione dall'esercizio della potestà dei genitori».
Art. 585. Circostanze aggravanti.Nei casi previsti dagli articoli 582, 583, 583-bis e 584, la pena è aumentata da un terzo alla metà, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall'articolo 576, ed è aumentata fino a un terzo, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall'articolo 577, ovvero se il fatto è commesso con armi o con sostanze corrosive, ovvero da persona travisata o da più persone riunite ..immutato
Art. 600- sexies ( Circostanze aggravanti ed attenuanti )…… 5. Nei casi previsti dagli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quarter, 600-quinquies, 600 – sexies, 600 septies, 600 octies, 601, 602 e 416 sesto comma, le pene sono diminuite fino alla metà nei confronti dell’imputato che si adopera per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori aiutando concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella raccolta di elementi di prova decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione e la cattura di uno o piu’ autori dei reati ovvero per la sottrazione di risorse rilevanti alla consumazione dei delitti. 6……
Art. 600-octies. - (Impiego di minori nell'accattonaggio). -Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque si avvale per mendicare di una persona minore degli anni quattordici o, comunque, non imputabile, ovvero permette che tale persona, ove sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, mendichi, o che altri se ne avvalga per mendicare, è punito con la reclusione fino a tre anni
Art. 602 – bis ( pene accessorie )La condanna per I reati di cui agli articoli 583 bis, 600, 601, 602,609 bis, 609 quarter, 609 quinquies e 609 octies comporta, qualora I fatti previsti dai citati articoli siano commessi dal genitore o dal tutore, rispettivamente: La decadenza dall’esercizio della potestà del genitore, 2) l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente all’amministrazione di sostegno, alla tutela e alla cura
Art. 605. Sequestro di personaChiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni. La pena è della reclusione da uno a dieci anni, se il fatto è commesso: 1. in danno di un ascendente, di un discendente, o del coniuge; 2. da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni.
Queste le novità 3. Se il fatto di cui al primo comma è commesso in danno di un minore, si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso in presenza di taluna delle circostanze di cui al secondo comma, ovvero in danno di minore di anni quattordici o se il minore sequestrato è condotto o trattenuto all'estero, si applica la pena della reclusione da tre a quindici anni. 4. Se il colpevole cagiona la morte del minore sequestrato si applica la pena dell'ergastolo. 5. Le pene previste dal terzo comma sono altresì diminuite fino alla metà nei confronti dell'imputato che si adopera concretamente: 1) affinchè il minore riacquisti la propria libertà; 2) per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, aiutando concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella raccolta di elementi di prova decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l'individuazione o la cattura di uno o più autori di reati; 3) per evitare la commissione di ulteriori fatti di sequestro di minore»;
Art. 609 – ter ( Circostanze aggravanti )La pena è della reclusione da sei a dodici anni se I fatti di cui all’articolo 609 bis sono commessi: .. 5-bis ) all’interno o nelle immediate vicinanze di istituto d’istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa
Art. 614 Violazione di domicilioLa pena minima per la ipotesi di cui al primo comma che prima non esisteva ( se non ex art. 23 c.p ) è ora fissata in mesi sei di reclusione.
Art. 625. Circostanze aggravanti.La pena per il fatto previsto dall'articolo 624 è della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 103 a euro 1.032: 1 ) …. 8-bis) se il fatto è commesso all'interno di mezzi di pubblico trasporto; 8-ter) se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell'atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro.
Art. 628 - Rapina …….immutato3-bis) se il fatto è commesso nei luoghi di cui all'articolo 624-bis; 3-ter) se il fatto è commesso all'interno di mezzi di pubblico trasporto; 3-quater) se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell'atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro»; Le circostanze attenuanti, diverse da quella prevista dall'articolo 98, concorrenti con le aggravanti di cui al terzo comma, numeri 3), 3-bis), 3-ter) e 3-quater), non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alle predette aggravanti
Art Danneggiamento. 1. Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309. 2. La pena è della reclusione da sei mesi a tre anni e si procede d'ufficio, se il fatto è commesso: 1. con violenza alla persona o con minaccia; 2. da datori di lavoro in occasione di serrate, o da lavoratori in occasione di sciopero, ovvero in occasione di alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 330, 331 e 333; 3. su edifici pubblici o destinati a uso pubblico o all'esercizio di un culto, o su cose di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici, ovvero su immobili i cui lavori di costruzione, di ristrutturazione, di recupero o di risanamento sono in corso o risultano ultimati o su altre delle cose indicate nel n. 7 dell'articolo 625;
4. sopra opere destinate all'irrigazione; 54. sopra opere destinate all'irrigazione; 5. sopra piante di viti, di alberi o arbusti fruttiferi, o su boschi, selve o foreste, ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento; 5-bis) sopra attrezzature e impianti sportivi al fine di impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive.
3. Per i reati di cui al secondo comma, la sospensione condizionale della pena è subordinata all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.
Art. 639. Deturpamento e imbrattamento di cose altrui.1. Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili ( o immobili ) altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 103.
2. Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da a euro 3. Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui al secondo comma si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a euro. 4. Nei casi previsti dal secondo comma si procede d'ufficio
Art. 640 – Truffa Chiunque… La pena è della reclusione…1 ) se il fatto…. 2) se il fatto … 2-bis) se il fatto è commesso in presenza della circostanza di cui all'articolo 61, numero 5)
Auctoritas, non veritas facit legem ?Il fondamento della legge sta nell’Autorità piuttosto che nella verità ? L’azione del Giudice , che tende necessariamente a fare Giustizia, può improntarsi alla verità e non solo all’Autorità ? La norma giuridica senza perdere nulla della sua valenza esecutoria resta disponibile per una sua applicazione ragionevole , e cioè secondo verità ovvero secondo valori morali e naturali ?
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