Source: https://www.miolegale.it/guide/certificato-del-casellario-giudiziale/
Timestamp: 2019-10-16 10:21:16+00:00
Document Index: 150952935

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 12', 'art. 26', 'art. 40', 'art. 46', 'art. 25']

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Il Certificato del Casellario Giudiziale
Tipologie di certificati del casellario giudiziale
Il Certificato del Casellario Giudiziale è una certificazione rilasciata dalla Procura delle Repubblica ai sensi del D.P.R. 14 novembre 2002 n. 313, che attesta tutti i provvedimenti giudiziari e amministrativi riferibili ad un determinato soggetto che ne fa richiesta mediante specifico modello di domanda.
Nel casellario giudiziale, ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 14 novembre 2002 n. 313 vengono iscritti tutti i seguenti provvedimenti ma non tutti sono riportati nei certificati che possono essere richiesti dal cittadino. Nel casellario giudiziale si iscrivono per estratto:
i provvedimenti giudiziari penali di condanna definitivi, anche pronunciati da autorità giudiziarie straniere se riconosciuti, salvo quelli concernenti contravvenzioni per le quali la legge ammette la definizione in via amministrativa, o l’oblazione;
i provvedimenti giudiziari definitivi concernenti le pene, compresa la sospensione condizionale e la non menzione, le misure di sicurezza personali e patrimoniali, gli effetti penali della condanna, l’amnistia, l’indulto, la grazia, la dichiarazione di abitualità, di professionalità nel reato, di tendenza a delinquere;
i provvedimenti giudiziari definitivi che hanno prosciolto l’imputato o dichiarato non luogo a procedere per difetto di imputabilità, o disposto una misura di sicurezza;
i provvedimenti giudiziari definitivi di condanna alle sanzioni sostitutive e i provvedimenti di conversione di cui all’articolo 66, terzo comma e all’articolo 108, terzo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689;
i provvedimenti giudiziari di riabilitazione, di cui all’articolo 15, della legge 3 agosto 1988, n. 327;
i provvedimenti giudiziari di riabilitazione speciale relativi ai minori, di cui all’articolo 24, del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, e successive modificazioni;
i provvedimenti giudiziari definitivi di interdizione e inabilitazione e quelli di revoca, nonché i decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno;
i provvedimenti giudiziari che dichiarano fallito l’imprenditore; quelli di omologazione del concordato fallimentare; quelli di chiusura del fallimento; quelli di riabilitazione del fallito;
i provvedimenti giudiziari relativi all’espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione, ai sensi dell’articolo 16, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come sostituito dall’art. 15, della legge 30 luglio 2002, n. 189;
i provvedimenti amministrativi di espulsione e i provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi, ai sensi dell’articolo 13, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall’art. 12, della legge 30 luglio 2002, n. 189;
qualsiasi altro provvedimento che concerne a norma di legge i provvedimenti già iscritti, come individuato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della giustizia.
Il Certificato generale del casellario giudiziale richiesto dall’interessato (art. 24 t.u.)contiene i provvedimenti definitivi in materia penale, civile e amministrativa (riassume i certificati penale e civile). In detto certificato non vengono riportati tutti i provvedimenti giudiziari iscritti nel casellario ai sensi del citato articolo 3, in particolare non vengono riportanti:
le condanne delle quali è stato ordinato che non si faccia menzione nel certificato a norma dell’articolo 175, del codice penale;
le condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda e alle condanne per reati estinti a norma dell’articolo 167, primo comma, del codice penale;
le condanne per i reati per i quali si è verificata la causa speciale di estinzione prevista dall’articolo 556, del codice penale;
i provvedimenti previsti dall’articolo 445, del codice di procedura penale e ai decreti penali;
le condanne per fatti che la legge ha cessato di considerare come reati, quando la relativa iscrizione non è stata eliminata;
i provvedimenti riguardanti misure di sicurezza conseguenti a sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere, quando le misure sono state revocate;
i provvedimenti che riguardano l’applicazione delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale semplice o con divieto o obbligo di soggiorno;
i provvedimenti giudiziari relativi ai reati di competenza del giudice di pace emessi da un giudice diverso, limitatamente alle iscrizioni concernenti questi reati;
i provvedimenti di interdizione, di inabilitazione e relativi all’amministrazione di sostegno, quando esse sono state revocate;
i provvedimenti concernenti il fallimento, quando il fallito è stato riabilitato con sentenza definitiva.
Il certificato penale del casellario giudiziale richiesto dall’interessato (art. 25 t.u.): contiene solo i provvedimenti penali di condanna definitivi ma, anche in questo caso, non vengono riportate in certificato tutte le iscrizione presenti nel casellario. Segnatamente sono esclusi:
le condanne delle quali è stato ordinato che non si faccia menzione nel certificato a norma dell’articolo 175, del codice penale, purché il beneficio non sia stato revocato;
i provvedimenti giudiziari definitivi di interdizione e inabilitazione e quelli di revoca, nonché ai decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno;
i provvedimenti giudiziari che dichiarano fallito l’imprenditore; a quelli di omologazione del concordato fallimentare; a quelli di chiusura del fallimento; a quelli di riabilitazione del fallito;
i provvedimenti amministrativi di espulsione e ai provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi, ai sensi dell’articolo 13, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall’art. 12, della legge 30 luglio 2002, n.189.
Il certificato civile del casellario giudiziale richiesto dall’interessato(art. 26 t.u.): contiene i provvedimenti relativi alla capacità della persona (interdizione giudiziale, inabilitazione, interdizione legale, amministrazione di sostegno), i provvedimenti relativi ai fallimenti (i quali non sono più iscrivibili dal 1°gennaio 2008), i provvedimenti di espulsione e i ricorsi avverso questi, i provvedimenti concernenti le pene accessorie portanti limitazioni alla capacità del condannato.
Richiesta del certificato del casellario giudiziale
I certificati in premessa possono essere prenotati online (cfr. Scheda pratica – Prenotazioni online dei certificati casellario).
la persona detenuta, o inserita in una comunità terapeutica, può inoltrare la richiesta per posta o tramite un delegato o, se sprovvista di documenti, con richiesta vistata dal direttore ovvero dall’ufficio matricolare del carcere
per la richiesta proveniente dall’estero.
Ciascun certificato richiesto comporta i seguenti pagamenti: € 3,87 per diritti di certificato;€ 16 per bollo. Occorre una marca da bollo ogni due pagine di certificato. Se il certificato è richiesto con rilascio nella stessa giornata devono essere pagati inoltre € 3,87 per diritti di urgenza.
Il rilascio del certificato è invece gratuito (con esenzione dal pagamento sia del bollo che dei diritti di certificato) quando è richiesto, tra gli altri:
A norma dell’art. 40 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 (come modificato dall’articolo 15, comma 1, della legge 12 novembre 2011 n. 183), il certificato rilasciato all’interessato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai gestori di pubblici servizi: il privato deve produrre infatti la dichiarazione sostitutiva della certificazione, di cui all’art. 46 D.P.R. 445/2000.
L’ufficio del casellario locale, a richiesta del cittadino italiano, rilascia il certificato del casellario europeo (art. 25-ter comma 1 t.u.), a richiesta del cittadino di altro Stato membro o di Paese extraeuropeo, rilascia l’informazione con valore legale sui precedenti penali europei.
La conoscenza di tutte le condanne penali e delle relative interdizioni riportate sull’intero territorio dell’Unione è possibile solo attraverso l’acquisizione del certificato del casellario giudiziale e di quello europeo/informazione con valore legale (al momento non prenotabile online), in linea con la disciplina europea in materia (decisione quadro GAI/315/2009 e decisione GAI/316/2009, rispettivamente adottate con i decreti legislativi n. 74/2016 e n. 75/2016).
Casellario giudiziale DPR 313/2002 Testo unico in materia di casellario giudiziale