Source: https://www.brocardi.it/legge-fallimentare/titolo-iii/capo-vi/art185.html
Timestamp: 2020-01-22 23:54:51+00:00
Document Index: 175090280

Matched Legal Cases: ['art. 185', 'art. 185', 'art. 140', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ']

Art. 185 legge fallimentare - Esecuzione del concordato - Brocardi.it
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Articolo 185 Legge fallimentare
Dispositivo dell'art. 185 Legge fallimentare
Il debitore è tenuto a compiere ogni atto necessario a dare esecuzione alla proposta di concordato presentata da uno o più creditori, qualora sia stata approvata e omologata.
Fermo restando il disposto dell'articolo 173, il tribunale, sentiti in camera di consiglio il debitore e il commissario giudiziale, può revocare l'organo amministrativo, se si tratta di società, e nominare un amministratore giudiziario stabilendo la durata del suo incarico e attribuendogli il potere di compiere ogni atto necessario a dare esecuzione alla suddetta proposta, ivi inclusi, qualora tale proposta preveda un aumento del capitale sociale del debitore, la convocazione dell'assemblea straordinaria dei soci avente ad oggetto la delibera di tale aumento di capitale e l'esercizio del voto nella stessa. Quando è stato nominato il liquidatore a norma dell'articolo 182, i compiti di amministratore giudiziario possono essere a lui attribuiti.
Si ha esecuzione dell'omologazione solo con il pagamento integrale di tutti i creditori, oltre alle spese di giustizia e al compenso del commissario giudiziale.
Massime relative all'art. 185 Legge fallimentare
Cass. civ. n. 23638/2007
Gli atti di disposizione patrimoniale eseguiti dopo la chiusura del concordato preventivo da parte del debitore, successivamente dichiarato fallito, devono essere ritenuti validi ed efficaci se intervenuti prima della risoluzione del concordato e della dichiarazione di fallimento sia perché dopo il passaggio in giudicato dell'omologazione il debitore è liberato da ogni vincolo che non sia quello dell'osservanza delle condizioni del concordato e riacquista la capacità di agire e il potere di disporre, sia perché ai sensi dell'art. 140 legge fall., norma riguardante la diversa fattispecie del concordato fallimentare ma applicabile limitatamente al primo comma al concordato preventivo, sono inefficaci soltanto gli atti a titolo gratuito compiuti dal fallito dopo la chiusura del concordato, mentre per gli atti a titolo oneroso, indicati negli artt. 65, 67 e 70 legge fall., i termini per la revocabilità decorrono soltanto dalla riapertura del fallimento.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 23638 del 15 novembre 2007)
Cass. civ. n. 16729/2004
Il decreto con cui il tribunale autorizzi la chiusura della procedura di concordato preventivo con cessione dei beni escludendo, altresì, l'accantonamento di somme a favore di alcuni creditori proposta dal commissario, avendo natura di atto esecutivo di funzioni di mera sorveglianza e controllo, è privo dei connotati della decisorietà e della definitività e, dunque, non può essere oggetto di ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 16729 del 24 agosto 2004)