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Timestamp: 2018-01-20 01:13:22+00:00
Document Index: 17444691

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 97', 'art. 1', 'art. 97', 'art. 32', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 1']

N. 384 ORDINANZA 22 novembre - 6 dicembre 2001. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Universita' - Ricercatori - Lavoro a tempo parziale e a tempo pieno - Divieto per i ricercatori universitari, in attesa di conferma e sino al giudizio di conferma, di svolgere attivita' libero-professionale - Prospettata, irragionevole, differenziazione di regime rispetto ai ricercatori confermati (ai quali non e', invece, precluso il lavoro a tempo parziale e lo svolgimento di attivita' professionale) - Manifesta infondatezza della questione. - D.L. 2 marzo 1987, n. 57 (convertito, con modificazioni, nella legge 22 aprile 1987, n. 158), art. 1, comma 3. | Architetto.info
N. 384 ORDINANZA 22 novembre – 6 dicembre 2001. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Universita’ – Ricercatori – Lavoro a tempo parziale e a tempo pieno – Divieto per i ricercatori universitari, in attesa di conferma e sino al giudizio di conferma, di svolgere attivita’ libero-professionale – Prospettata, irragionevole, differenziazione di regime rispetto ai ricercatori confermati (ai quali non e’, invece, precluso il lavoro a tempo parziale e lo svolgimento di attivita’ professionale) – Manifesta infondatezza della questione. – D.L. 2 marzo 1987, n. 57 (convertito, con modificazioni, nella legge 22 aprile 1987, n. 158), art. 1, comma 3.
N. 384 ORDINANZA 22 novembre - 6 dicembre 2001. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Universita' - Ricercatori - Lavoro a tempo parziale e a tempo pieno - Divieto per i ricercatori universitari, in attesa di conferma e sino al giudizio di conferma, di svolgere attivita' libero-professionale - Prospettata, irragionevole, differenziazione di regime rispetto ai ricercatori confermati (ai quali non e', invece, precluso il lavoro a tempo parziale e lo svolgimento di attivita' professionale) - Manifesta infondatezza della questione. - D.L. 2 marzo 1987, n. 57 (convertito, con modificazioni, nella legge 22 aprile 1987, n. 158), art. 1, comma 3. - Costituzione, artt. 3 e 97. (GU n. 48 del 12-12-2001)
N.  384 ORDINANZA 22 novembre – 6 dicembre 2001.
Universita’ – Ricercatori – Lavoro a tempo parziale e a tempo pieno –
Divieto  per  i  ricercatori  universitari, in attesa di conferma e
sino    al    giudizio   di   conferma,   di   svolgere   attivita’
libero-professionale – Prospettata, irragionevole, differenziazione
di  regime  rispetto  ai  ricercatori  confermati (ai quali non e’,
invece,  precluso  il  lavoro  a tempo parziale e lo svolgimento di
attivita’ professionale) – Manifesta infondatezza della questione.
– D.L.  2  marzo  1987,  n. 57  (convertito, con modificazioni, nella
legge 22 aprile 1987, n. 158), art. 1, comma 3.
(GU n. 48 del 12-12-2001)
Presidente: Fernando SANTOSUOSSO;
nei  giudizi di legittimita’ costituzionale dell’art. 1, comma 3, del
decreto-legge   2 marzo  1987,  n. 57  (Disposizioni  urgenti  per  i
ricercatori  universitari  e  per  l’attuazione  del  disposto di cui
all’art. 29,  comma 2, della legge 29 gennaio 1986, n. 23, nonche’ in
materia  di  conferimento di supplenze al personale non docente della
scuola),  convertito,  con modificazioni, nella legge 22 aprile 1987,
n. 158,  promossi  con  due ordinanze emesse il 27 settembre 2000 dal
Tribunale amministrativo regionale della Puglia – sezione staccata di
Lecce  –  sui  ricorsi  proposti  da  De Mauro Antonio e da De Vitiis
Salvatore  contro  l’Universita’  degli  Studi  di Lecce, iscritte ai
nn. 117 e 118 del registro ordinanze 2001 e pubblicate nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica n. 8, 1a serie speciale, dell’anno 2001.
Visti  gli  atti  di  intervento del Presidente del Consiglio dei
Udito  nella camera di consiglio del 26 settembre 2001 il giudice
Ritenuto  che  con  due  ordinanze  di  identico  contenuto (r.o.
nn. 117  e 118 del 2001), emesse in data 27 settembre 2000, nel corso
di altrettanti procedimenti originati dai ricorsi proposti innanzi al
Lecce  –  da  due soggetti iscritti all’Albo degli avvocati presso la
Corte  d’appello  di  Lecce  nei confronti dei decreti con i quali il
Magnifico  Rettore  della  locale  universita’, che li aveva nominati
ricercatori  universitari presso la Facolta’ di giurisprudenza per un
triennio,  a decorrere dal 1 settembre 2000, nel determinare l’intera
retribuzione,  aveva  implicitamente  respinto l’istanza prodotta dai
ricorrenti  intesa alla instaurazione di un rapporto a tempo parziale
al fine di poter proseguire l’attivita’ forense, il predetto Collegio
ha  sollevato,  in  riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione,
questione  di  legittimita’  costituzionale dell’art. 1, comma 3, del
che  detta  norma  vieta ai ricercatori universitari, sino al
superamento  del  giudizio  di  conferma, lo svolgimento di attivita’
libero-professionali, consentite, invece, ai ricercatori confermati;
che,  ad  avviso  del  Collegio rimettente, detta limitazione
integrerebbe  una  ingiustificata  disparita’ di trattamento rispetto
alla   posizione  del  ricercatore  confermato,  nonche’  alle  altre
posizioni  funzionali  del  personale  docente  dell’universita’,  in
contrasto  con  l’art. 3  della  Costituzione, oltre a determinare un
vulnus    ai    principi    consacrati   nell’art. 97   della   Carta
che  nelle  ordinanze  si  rileva,  al riguardo, che la legge
23 dicembre  1996,  n. 662, consentendo il tempo parziale per tutti i
rapporti  di  impiego  con la pubblica amministrazione, ha ammesso la
possibilita’  in  via  generale  di  esercizio  di  attivita’  libero
professionale,  fatte  salve  le  eccezioni espressamente previste da
norme speciali;
che,   pertanto,   la   sopravvivenza   nel   sistema   della
disposizione impugnata, in quanto norma speciale e di settore, appare
al giudice rimettente fuori discussione;
che,   peraltro,   premesso   che,  secondo  la  ratio  legis
desumibile  dalla  legge  n. 662  del  1996  (art. 1,  comma  57), il
ricercatore  universitario  non  confermato non opera nell’ambito dei
compiti  di  sicurezza  dello  Stato, ne’ involge nella sua attivita’
interessi e funzioni dello Stato rientranti tra quelle indicate nella
stessa  legge  citata,  il  Tar  lamenta  la  irragionevolezza  di un
trattamento   differenziato  e  deteriore  riservato  ai  ricercatori
universitari   non   confermati,   anche   in   considerazione  della
eccezionalita’  di  tale  limitazione  all’accesso  a  tempo parziale
rispetto  ai  principi  generali che regolano le incompatibilita’ del
personale  docente  dell’universita’, ed avuto riguardo altresi’ alla
sostanziale  omogeneita’  delle  funzioni  svolte dal ricercatore non
confermato rispetto a quello confermato;
che  nei  giudizi  introdotti  con  le anzidette ordinanze e’
intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e
difeso  dall’Avvocatura  generale dello Stato, che ha concluso per la
inammissibilita’ o la infondatezza della questione sollevata, ponendo
in  rilievo,  sotto  il  primo  profilo,  la  mera  enunciazione  del
contrasto  della  norma impugnata con l’art. 97 della Costituzione, e
la  genericita’  dell’affermazione, addotta dal Collegio rimettente a
sostegno   della   denunciata   disparita’   di   trattamento,  della
ancora confermato rispetto a quello confermato;
che, nel merito, l’Avvocatura sottolinea la diversa posizione
organica  di  attesa di conferma in ruolo o di avvenuta conferma, che
caratterizza  le  figure  poste  a raffronto, e che, si osserva nelle
memorie,  non  e’ priva di conseguenze sul piano delle funzioni, solo
ai  ricercatori  confermati  riferendosi  le disposizioni del secondo
comma  dell’art. 32  del  d.P.R.  11 luglio  1980,  n. 382, integrate
dall’art. 12  della  legge  19 novembre  1990,  n. 341,  ne’  sarebbe
arbitraria  la  scelta  del legislatore di richiedere ai ricercatori,
fino  al  superamento  del  giudizio  di conferma, di operare a tempo
pieno  nella  prospettiva  della  migliore e piu’ completa formazione
professionale    finalizzata    al   definitivo   inserimento   nella
organizzazione universitaria.
Considerato  che,  avuto  riguardo alla identita’ delle questioni
sollevate  con le due ordinanze, i relativi giudizi vanno riuniti per
essere decisi con un unico provvedimento;
che  risultano diverse la posizione organica e di status, ed,
in  parte,  di  funzioni del ricercatore universitario non confermato
rispetto  a  quello confermato (v. artt. 31, 32, secondo comma, 33, e
34,  settimo  comma,  del d.P.R. 11 luglio 1980 n. 382; art. 12 della
legge  19 novembre  1990,  n. 341), cosi’ come diversa e’ la funzione
del  primo periodo di attivita’ di ogni soggetto che si inserisce per
la  prima  volta  in  un  rapporto  con  un organismo di ricerca o di
cultura  o  di  attivita’  di  alta  specializzazione, per il periodo
iniziale di prova o di attesa della conferma;
che  non  risulta la manifesta irragionevolezza ne’ la palese
arbitrarieta’   della   scelta   discrezionale   del  legislatore  di
pretendere  un  iniziale  periodo  di  attivita’  a  tempo pieno, con
esclusione,  in attesa del superamento del giudizio di conferma (o di
prova), di attivita’ libero-professionali connesse alla iscrizione ad
albi,  esterne alle attivita’ proprie o convenzionate della struttura
che,  in  altri  termini, il legislatore ha inteso stabilire,
con  una  disposizione  speciale  per i ricercatori universitari – in
linea  con  la  specialita’  del rapporto di impiego dei professori e
ricercatori  universitari  (art. 2,  comma 5, del decreto legislativo
3 febbraio  1993,  n. 29) – in attesa del superamento del giudizio di
conferma – tre anni piu’ due in caso di un primo giudizio sfavorevole
-,  la esclusivita’ temporanea dell’attivita’ (attivita’ di ricerca e
scientifica,   compiti   didattici   integrativi)  nell’ambito  della
struttura  universitaria in cui e’ incardinato il ricercatore stesso,
in modo che questi non sia distratto, nel primo periodo di formazione
e  di prova, per effetto dello svolgimento di attivita’ professionali
che  la non palese arbitrarieta’ della scelta del legislatore
risulta   confermata   dal   rilievo   dei   profili   finanziari  ed
organizzatori  privatistici  assunti  in via generale dal legislatore
nel  consentire a dipendenti delle pubbliche amministrazioni il tempo
parziale  e  l’iscrizione  in  albi professionali (art. 1, comma 56 e
seguenti,  della  legge  23 dicembre 1996, n. 662; art. 39, comma 18,
della  legge  27 dicembre  1997, n. 449; decreto legislativo 30 marzo
2001,  n. 165,  artt. 35  e  36);  mentre nel settore dei ricercatori
universitari  possono  ragionevolmente essere considerate prevalenti,
nel  periodo che precede la valutazione della attivita’ scientifica e
di  didattica  integrativa  svolta nel triennio, esigenze di verifica
attitudinale e di formazione iniziale alla ricerca e alla didattica;
che    di    conseguenza   la   questione   di   legittimita’
N. 384 ORDINANZA 22 novembre – 6 dicembre 2001. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Universita’ – Ricercatori – Lavoro a tempo parziale e a tempo pieno – Divieto per i ricercatori universitari, in attesa di conferma e sino al giudizio di conferma, di svolgere attivita’ libero-professionale – Prospettata, irragionevole, differenziazione di regime rispetto ai ricercatori confermati (ai quali non e’, invece, precluso il lavoro a tempo parziale e lo svolgimento di attivita’ professionale) – Manifesta infondatezza della questione. – D.L. 2 marzo 1987, n. 57 (convertito, con modificazioni, nella legge 22 aprile 1987, n. 158), art. 1, comma 3. redazione redazione 2015-05-06T07:53:09+00:00