Source: http://www.forgionegianluca.it/PROCEDIMENTI_AMMINISTRATIVI/DOTTRINA/OBBLIGAZIONI_PA/OBBLIGAZIONI_PA.php
Timestamp: 2018-12-14 21:50:27+00:00
Document Index: 44073038

Matched Legal Cases: ['art. 1173', 'art. 11', 'art. 1441', 'art. 4', 'art. 194', 'art. 2033']

﻿ OBBLIGAZIONI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA -
Cass 270/2015
Cass 16128/2014
CdS 1772/2015
Ad Pl 15/2014
Fonti delle obbligazioni che fanno capo alla PA sono oltre all'attività contrattuale, anche i quasi contratti e l'illecito.
Il regime delle obbligazioni pubbliche tra diritto comune e deviazioni pubblicistiche.
Contratto, fatto illecito, legge e altri fatti o atti di cui all'art. 1173 c.c. sono fonti di obbligazioni anche per la pubblica amministrazione.
Con riferimento alle obbligazioni a carico dell'amministrazione, si parla in dottrina di obbligazioni pubbliche (si noti pero' che le obbligazioni sono sottoposte alla disciplina privatistica).
Esiste un ampio ventaglio di obbligazioni facenti capo all'amministrazione in forza di leggi, di contratti e di provvedimenti che ne connotano il ruolo piu' moderno, volte a fornire prestazioni o beni a favore del cittadino o della collettività.
La sottoposizione delle obbligazioni che fanno capo alla PA al diritto comune conosce importanti deroghe almeno sotto due profili:
a) da un lato quelle scaturenti da accordi amministrativi, sono soggette alla disciplina di cui all'art. 11 L 241/90 (che rinvia ai principi civilistici in quanto compatibili e prevede il potere unilaterale di recesso in capo alla PA):
b) dall'altro sotto il profilo processuale, le controversie relative ad alcune obbligazioni in materie devolute alla giurisdizione esclusiva del GA sono sottratte alla cognizione del GO
Gli enti pubblici godono della capacità giuridica di diritto privato e possono utilizzare gli strumenti di diritto comune per svolgere la propria azione e per conseguire i propri fini.
L'amministrazione ha la capacità giuridica di stipulare contratti di diritto privato, fatte salve le eccezioni stabilite dalla legge.
Essa pero', puo' agire utilizzando gli strumenti privatistici soltanto nei casi in cui vi sia attinenza con le finalità pubbliche.
L'attività contrattuale è disciplinata in primo luogo dal diritto privato, ma è altresi' sottoposta a regole di diritto amministrativo
Con riguardo ai riflessi sul bilancio dell'ente, si opera la distinzione tra contratti attivi (se mediante essi l'amministrazione si procura entrate: vendite, locazioni e cosi' via) e
contratti passivi (attraverso i quali l'amministrazione si procura beni e servizi: tali contratti comportano l'erogazione di spese).
Il contratto si differenzia dall'accordo.
Rinvio alla SEZIONE APPALTI
Le principali scansioni del procedimento ad evidenza pubblica: la deliberazione di contrattare e il progetto di contratto.
Il procedimento ad evidenza pubblica, volto ad assicurare l'imparzialità e la trasparenza nella scelta del miglior contraente, si apre con la determinazione di contrattare (o determinazione a contrattare ), ovvero con la predisposizione di un progetto di contratto
Tali atti predeterminano il contenuto del contratto e la spesa prevista ed individuano altresi' la modalità di scelta del contraente.
Il progetto di contratto deve essere corredato dai "capitoli d'oneri".
La determinazione a contrattare degli enti locali deve contenere le "clausole ritenute essenziali".
L'atto iniziale della procedura deve essere conforme ai capitolati d'oneri predisposti dalle varie amministrazioni per tutti i contratti di un certo tipo (generali) o per il singolo rapporto contrattuale (speciali).
I capitolati generali definiscono "le condizioni che possono applicarsi indistintamente ad un determinato genere di lavoro, appalto o contratto e le forme da seguirsi per le gare".
I capitolati speciali (o capitoli speciali) riguardano le "condizioni che si riferiscono piu' particolarmente all'oggetto proprio del contratto" e quindi pongono parte della regolamentazione del rapporto contrattuale. Si tratta di atti contenenti condizioni generali del contratto ai sensi dell'art. 1441 cc, con le consuete conseguenze in ordine alla efficacia nei confronti del contraente ed al regime delle clausole vessatorie.
Gestione d'affari, Arricchimento senza causa e pagamento di indebito.
E' disciplinata dagli artt. 2028- 2032 , ove è previsto l'obbligo in capo a chi, scientemente e "senza esservi obbligato, assume la gestione di un affare altrui", di continuare la gestione stessa e di condurla a termine finchè l'interessato non sia in grado di provvedervi da sè.
Questi, qualora la gestione "sia utilmente iniziata", ha l'obbligo di adempiere le obbligazioni che il gestore abbia assunto in suo nome e deve tenerlo indenne di quelle da lui assunte in nome proprio, rimborsandogli altreì le spese necessarie o utili.
L'istituto puo' applicarsi all'amministrazione nell'ipotesi in cui un terzo gestisca affari di spettanza del soggetto pubblico purchè non si tratta dell'esercizio di pubbliche potestà.
La giurisprudenza ha introdotto la regola secondo cui l'utilità della gestione deve essere accertata con un atto (anche implicito) di riconoscimento da parte dell'ammnistrazione, a differenza di quanto accade nell'impotesi in cui l'azione sia esperita tra privati siffatta regola è desunta dal principio di cui all'art. 4 della L 2248/1865 all E, il quale impedisce al GO di sostituirsi alle scelte di spettanza dell'amministrazione.
All'applicazione dell'istituto osterebbe la presenza di una specifica disciplina pubblicistica: quella relativa al funzionario di fatto.
inoltre, è difficile ipotizzare per l'amministrazione la sussistenza del requisito dell'absentia domini
Arricchimento senza causa o actio de in rem verso
è disciplinato dal codice civile agli artt. 2041-2042, prescrivendosi in particolare che "chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un'altra persona è tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare quest'ultima della correlativa diminuzione patrimoniale".
L'arricchimento consiste nel vantaggio che puo' essere rappresentato da un incremento del patrimonio, da un risparmio di spesa o dalla mancata perdita di beni
Disciplina dei debiti fuori bilancio TUEL art. 194
Esempi: Professionista che svolgenun incarico per la PA senza formale incarico; esecuzione di un contratto non ancora approvato o nullo
Pagamento di indebito (Indebito oggettivo)
Trova applicazione nelle ipotesi in cui l'amministrazione abbia disposto a favore dei propri dipendenti il pagamento di somme in eccedenza rispetto a quelle che avrebbe dovuto versare. L'art. 2033 prescrive che "chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere cio' che ha pagato".
La giurisprudenza ha progressivamente introdotto il principio della Tutela dell'affidamento