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Timestamp: 2017-12-18 16:44:01+00:00
Document Index: 79345787

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.5', 'art.2', 'art. 3', 'art 5', 'art.13', 'art.6', 'art.6']

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 26/03/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 26/03/2015
Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 26 marzo 2015
Momčilović c. Croazia 11239/11 2 I ricorrenti, rispettivamente il padre la madre (ed il fratello), nel 1996 perdono la figlia perché uccisa da un militare mentre si trovava in un bar.
Intentano una prima azione civile ma viene annullata a causa delle ripetute mancanze del difensore: egli infatti più volte non è si è presentato in udienza.
Nel 2005 chiedono invece un risarcimento allo Stato croato, ma anche questa volta, per ragioni procedurali, i ricorrenti, non vedono accolta la loro richiesta. Nel 2013 si pronuncia, nello stesso senso, anche la Corte Suprema. I signori Momčilović avrebbero dovuto prima rivolgersi all’ufficio del Procuratore di Stato, e solo successivamente promuovere un’azione contro la Repubblica di Croazia.
La Corte Edu ricevuta la denuncia ex art.6 CEDU, non rileva tuttavia la violazione del diritto ad un processo equo. Al contrario di quanto sostenuto dai ricorrenti, secondo Strasburgo l’accesso alla giustizia non è stato limitato in alcun modo.
Articolo 6 Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Processo civile
Constancia c. Paesi Bassi 73560/12 3 Julien Hira Bisnudew Constancia all’età di 22 anni, nel 2006, entra in una scuola elementare e sgozza un bambino che si trovava solo. Dopo l’arresto il ricorrente rifiuta di collaborare durante tutti gli esami psicologici. Tuttavia il giudice, nel 2007, lo condanna a 12 anni perché incapace di intendere e di volere. Di egual parere, ben quattro anni dopo la Corte d’Appello. Il caso arriva sino in Corte Suprema che respinge definitivamente il ricorso. Oggi Costancia denuncia a Strasburgo l’irregolarità della sua detenzione ex art.5 CEDU. Egli sostiene che i motivi della sua condanna si fondano, in realtà, su perizie psichiatriche inattendibili. Articolo 5 Ricorso inammissibile
Zhebrailova e altri c. Russia 40166/07 3 25 aprile del 2005 un gruppo di guardie –presumibilmente russe- rapisce uno dei tre ricorrenti e suo fratello. Questi vengono portatati in un seminterrato e picchiati. Salvadi, il ricorrente, ritorna in libertà a Grozny, a seguiro del rilascio, mentre di Balvdi Zhebrailov nessuno ha notizie.
Gli altri due ricorrenti -nonché i genotori Isita Zhebrailova, Shuddi Vakhayev- denunciano immediatamente alle Autorità l’accaduto,che avviano le indagini solo due mesi più tardi. Al momento il Governo obietta che non c sono prove evidenti che accertino il coinvolgimento reale della Polizia russa.
In conclusione i ricorrenti si rivolgono oggi a Strasburgo per denunciare la stato russo. Questi infatti non avrebbe garantito il diritto alla vita ex art.2 CEDU, il diritto alla libertà e alla sicurezza, in aggiunta la mancanza di un ricorso effettivo per ottenere giustizia in patria.
Articolo 13 Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Life) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Gambulatova c. Russia 11237/10
40166/07
3 La signora Gambualtova, residente a Mayrtup (Rep. Cecena) denuncia in Corte Edu la scomparsa del proprio figlio che all’età di venticinque anni viene arrestato nel giugno del 2001. La ricorrente era solita recarsi in prigione per far visita al figlio, sino a quando, due mesi più tardi, le viene comunicato che Vakhit Gambulatov non si trovava più lì. Il governo russo dichiara l’avvenuto rilascio il 26 luglio del 2011 e ad oggi non è in grado di fornire ulteriori informazioni. La ricorrente, in aggiunta, sottolinea il fatto che l’inchiesta circa la scomparsa del figlio è stata più volte riavviata con intervalli di tempo eccessivamente lunghi.
Denuncia in Corte Edu la violazione del diritto alla vita (art2 CEDU), dell’art. 3CEDU proibizione di trattamenti inumani e degradanti, lamenta inoltre ex art 5CEDU la violazione del diritto alla libertà e alla scurezza, nonché il diritto ad un ricorso effettivo ex art.13 CEDU.
Volkov e Adamskiy c. Russia 7614/09 e 30863/10 2 Andrey Volkov e Aleksandr Adamskiy sono due tecnici informatici, vivono entrambi a Mosca ed insieme lavorano nello stesso esercizio. Nel 2008 istallano numerosi programmi senza licenza nei computer di due clienti che in realtà erano degli agenti di polizia, sì in borghese, ma in servizio. Ci sono anche le intercettazioni ad incastrare i due tecnici, i quali vengono definitivamente condannati dalla corte d’Appello nel 2009. Denunciano ex art.6CEDU un processo ingiusto perché intentato su un vero e proprio incitamento a commettere il reato. Inoltre Aleksandr Adamskiy invoca sempre l’art.6 CEDU, poiché durante l’appello non ha potuto beneficiare del patrocinio legale. Articolo 6 Parzialmente irricevibili
Articolo 6-1 - processo equo) (Articolo 6 - Diritto a equo processo equo
Articolo 6-3-c - Difendersi con l'assistenza di un avvocato
Assistenza di un avvocato di sua scelta)
Danni - richiesta respinta (Articolo 41 - Danni materiali
Danno morale - compensazione (articolo 41 - il danno non patrimoniale
Croazia Paesi Bassi Russia	2015-03-26
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