Source: http://cobas.it/Normativa/Provvedimenti-accordi-e-altre-normative/ACCORDO-QUADRO-TFR
Timestamp: 2019-08-17 21:08:45+00:00
Document Index: 154684684

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 3', 'art. 59', 'art. 2120', 'art. 2120', 'art. 2120', 'art. 2120', 'art.11', 'art. 37', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 59', 'art. 12', 'art. 26', 'art. 2120']

ACCORDO QUADRO TFR / Provvedimenti, accordi e altre normative / Normativa / Cobas - Cobas
AMMINSITRAZIONI
- nella persona del Presidente, prof. Carlo Dell’Aringa ....................................
CGIL....................................................................
CISL....................................................................
UIL....................................................................
CONFSAL....................................................................
CISAL....................................................................
CONFEDIR....................................................................
RdB/CUB....................................................................
CIDA....................................................................
UGL....................................................................
COSMED....................................................................
per l’attuazione delle disposizioni della legge n. 335/1995 e successive in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare per i pubblici dipendenti.
Ai dipendenti assunti a far tempo dal 1 gennaio 1996 e fino al giorno precedente alla data di entrata in vigore del DPCM di cui al comma 1 si applica la disciplina prevista per i dipendenti già in servizio alla data del 31 dicembre 1995.
I dipendenti già in servizio alla data del 31 dicembre 1995 e quelli di cui al comma 2 possono esercitare l’opzione prevista dall’art. 59, comma 56 della legge n. 449/1997 richiedendo la trasformazione dell’indennità di fine servizio comunque denominata in TFR, con gli effetti di cui all’art. 3. Il termine per l’opzione è fissato in coincidenza con la scadenza del quadriennio contrattuale 1998-2001, salvo ulteriore proroga del termine stesso, che le parti potranno concordare. Per i dipendenti che non eserciteranno l’opzione resterà fermo, con le regole attuali, il vigente trattamento di fine servizio.
In ottemperanza a quanto stabilito dall’art. 59, comma 56 della legge n. 449/1997, l’esercizio dell’opzione per l’iscrizione ai Fondi pensione di cui al successivo Capo II presuppone necessariamente - in quanto condizione imprescindibile per favorire nell’ottica della legge richiamata il finanziamento della previdenza complementare - l’applicazione della disciplina dell’art. 2120 del codice civile in materia di TFR.
Dalla data di esercizio dell’opzione le quote del TFR saranno calcolate applicando le regole previste dall’art. 2120 del codice civile. Il computo dell’indennità di fine servizio già maturata dal dipendente fino alla data di esercizio dell’opzione mediante sottoscrizione del modulo di adesione al Fondo pensione sarà effettuato secondo le regole della previgente normativa. La rivalutazione e la liquidazione della quota così calcolata, unitamente alle quote di TFR successivamente maturate, saranno effettuate secondo le regole dell’art. 2120 del codice civile. Alla predetta indennità di fine servizio maturata fino alla data dell’opzione e alla sua rivalutazione dovranno applicarsi gli stessi abbattimenti di imponibile previsti dalla previgente normativa fiscale in materia di indennità di fine servizio. Agli adempimenti predetti provvede l’INPDAP per i dipendenti iscritti alle relative gestioni ai fini dei trattamenti di fine servizio. Per i dipendenti non iscritti ai predetti fini alle gestioni INPDAP provvedono i singoli enti di appartenenza.
l’intero stipendio tabellare;
l’intera indennità integrativa speciale;
Ulteriori voci retributive potranno essere considerate nella contrattazione di comparto, garantendo per la finanza pubblica, con riferimento ai settori interessati, i complessivi andamenti programmati sia della spesa corrente, sia delle condizioni di bilancio degli enti gestori delle relative forme previdenziali.
Per i dipendenti iscritti alle gestioni INPDAP per i trattamenti di fine servizio la liquidazione del TFR sarà effettuata dal medesimo Istituto che vi provvederà al momento della cessazione dal servizio secondo le modalità previste dall’art. 2120 del codice civile. Per il personale non iscritto all’INPDAP per i trattamenti di fine servizio - come quello degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca e sperimentazione e delle Camere di Commercio - il predetto adempimento è effettuato dall’ente datore di lavoro.
Per gli enti il cui personale non è iscritto alle gestioni INPDAP per i trattamenti di fine servizio e per i quali conseguentemente non opera la trattenuta del 2,5% della base retributiva prevista dall’art.11 della legge n. 152/1968 e dall’art. 37 del DPR 29 dicembre 1973, n. 1032, non si applica quanto previsto dall’art. 6.
Le prestazioni creditizie e sociali vigenti le cui finalità sono definite dal D.M. 28 luglio 1998, n. 463 sono mantenute e continuano ad essere gestite dall’INPDAP ai sensi dell’art. 1, comma 245 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Restano ugualmente ferme quelle previste dalle norme contrattuali vigenti per il personale destinatario.
Le condizioni per l’armonizzazione pubblico-privato in materia di anticipazioni saranno verificate in sede di contrattazione di comparto, nel rispetto degli equilibri di bilancio della finanza pubblica.
Le parti concordano sulla costituzione di Fondi di previdenza complementare basati sul principio della volontarietà dell’adesione e funzionanti secondo il sistema della capitalizzazione individuale in regime di contribuzione definita.
Al fine di limitare l’incidenza dei costi di gestione, le parti concordano sulla necessità di dare vita a un numero ristretto di Fondi. La composizione e l’ambito di estensione dei Fondi stessi a uno o più comparti - comunque circoscritta all’ambito di applicazione del presente contratto - sono stabilite sulla base delle indicazioni che scaturiranno in sede negoziale a livello di comparto e di area.
Per i dipendenti assunti a far tempo dalla data di entrata in vigore del DPCM di cui al comma 1 i quali chiedano l’iscrizione ai Fondi pensione, gli accantonamenti annuali di TFR successivi alla predetta iscrizione sono integralmente destinati ai Fondi medesimi.
Per il finanziamento delle quote di cui ai commi 1 e 2 sarà resa annualmente disponibile la somma di lire 200 miliardi in conformità a quanto previsto dall’art. 26, comma 18, della legge n. 448/1998 e già iscritta in bilancio nello stato di previsione del Ministero del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
Le quote di TFR non coperte dallo stanziamento di cui al comma 3 saranno trattate alla stregua di accreditamenti figurativi e saranno rivalutate applicando il tasso di rendimento previsto all’art. 12.
Nell’accantonamento del TFR non saranno computate le quote di TFR destinate ai Fondi pensione.
A favore del personale iscritto alle gestioni INPDAP per i trattamenti di fine servizio che esercita l’opzione per l’iscrizione ai Fondi pensione ai sensi dell’art. 2, comma 3, con gli effetti di cui all’art. 3, viene destinata, come previsto dall’art. 59, comma 56 della legge n. 449/1997, una quota pari all’1,5% della base contributiva di riferimento ai fini dei vigenti trattamenti di fine servizio comunque denominati. Detta quota, avente natura di elemento figurativo, verrà rivalutata applicando il tasso di rendimento previsto all’art. 12. La stessa quota verrà considerata neutra rispetto ai conferimenti dei lavoratori e a quelli di pertinenza delle amministrazioni.
In aggiunta a quelle di cui ai commi precedenti potranno essere conferite ai fondi pensione ulteriori risorse secondo le determinazioni che saranno assunte al riguardo in sede di contrattazione collettiva.
Su concorde valutazione delle parti, la somma di lire 200 miliardi di cui all’art. 26, comma 18 della legge n.448/1998 deve essere resa immediatamente disponibile in favore dei fondi pensione istituiti, siano essi costituiti da un solo comparto/area di contrattazione ovvero dall’aggregazione di più comparti/aree. In via transitoria e fino a quando non sarà attivata la raccolta delle adesioni, il riparto dell’intera somma di lire 200 miliardi avverrà tenendo conto della retribuzione media e della consistenza del relativo personale in servizio presso ciascun comparto/area di contrattazione alla data di istituzione dei fondi stessi, fino a totale concorrenza della somma stanziata. Successivamente a tale fase il riparto della somma di 200 miliardi annui verrà effettuato in misura proporzionale al numero dei dipendenti iscritti a ciascun fondo all’inizio di ogni anno.
Le somme eventualmente non utilizzate con riferimento alle finalità del corrispondente anno finanziario sono portate in aumento delle risorse dell’anno successivo per le medesime finalità.
Per i dipendenti iscritti all’INPDAP per i trattamenti di fine servizio, detto Istituto, all’atto della cessazione del rapporto di lavoro da parte del dipendente, conferirà al fondo pensione il montante maturato con gli accantonamenti figurativi applicando un tasso di rendimento che, in via transitoria, per il periodo di consolidamento della struttura finanziaria dei fondi dei dipendenti pubblici, corrisponderà alla media dei rendimenti netti di un paniere di fondi di previdenza complementare presenti sul mercato da individuarsi tra quelli con maggior consistenza di aderenti, con decreto del Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentite le Confederazioni sindacali firmatarie del presente accordo. Per il personale non iscritto all’INPDAP per i trattamenti di fine servizio - come quello degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca e sperimentazione e delle Camere di Commercio - gli adempimenti di cui sopra saranno curati dall’ente datore di lavoro.
Successivamente, previa verifica con le parti sociali sul consolidamento della struttura finanziaria dei fondi, si applicherà il rendimento netto dei medesimi fondi pensione dei dipendenti pubblici.
La costituzione dei Fondi dovrà avvenire secondo le modalità previste dal d. lgs. n. 124/1993 e successive modificazioni e integrazioni e dalla legge n.335/1995 e successive modificazioni e integrazioni. In particolare la contrattazione collettiva, modificando e integrando le discipline contrattuali vigenti, dovrà assicurare la piena attuazione di quanto previsto dalle predette disposizioni in materia di: formalizzazione dell’accordo istitutivo, definizione dello statuto, del regolamento e della scheda di adesione, elezione dei rappresentanti dei soci del Fondo al raggiungimento del numero delle adesioni previsto in sede di accordo istitutivo, requisiti di partecipazione agli organi di amministrazione e di controllo, individuazione dei modelli gestionali, requisiti di accesso alle prestazioni.
La prima verifica sul consolidamento della struttura finanziaria dei fondi pensione e sui contenuti del presente accordo quadro verrà effettuata tra le parti firmatarie del presente accordo entro il 31 dicembre 2001.
Con separato atto da stipulare tra le parti verrà costituito un Osservatorio nazionale bilaterale.
In riferimento all’ accordo nazionale per l'adeguamento delle norme contrattuali in materia di TFR e previdenza complementare per i lavoratori pubblici, la scrivente organizzazione sindacale formula la seguente dichiarazione:
l'articolato proposto dall' ARAN non corrisponde allo schema previsto dalla normativa vigente; in particolare tale ipotesi di accordo non incentiva i lavoratori ad aderire alla previdenza complementare in quanto viene sottoposto ad un peggioramento retributivo derivante da una base imponibile di calcolo del TFR non onnicomprensiva di tutte le voci retributive, così come previsto dall' art. 2120 c.c. per i lavoratori privati;
non è previsto per i suddetti lavoratori il calcolo anticipato del TFR se non in una prospettiva incerta e non definita;
le fonti di finanziamento della previdenza complementare a carico del datore di lavoro-Amministrazione Pubblica sono insufficienti a garantire una prospettiva previdenziale che possa integrare in maniera concreta ed effettiva il sistema pubblico pensionistico che copre ad oggi solo il 55% della retribuzione;
con recentissima legge del 17/5/99 n. 144 (collegato alla Legge Finanziaria sul lavoro) è stato stabilito che, entro il 30.11.99, con accordo contrattatale di comparto, devono essere istituite forme di previdenza complementare per il personale di cui agli enti pubblici non economici e agli enti privatizzati con corrispondente soppressione (dal 1.10.99) dei fondi interni di previdenza integrativa.
In questo quadro la RdB esprime il proprio dissenso e dichiara che non esistono le condizioni per la sottoscrizione dell’accordo poiché non salvaguarda il potere di acquisto della retribuzione dei lavoratori e che non garantisce l'eguaglianza dei trattamenti previdenziali dei lavoratori pubblici e privati.
Pertanto alla presente sottoscrizione non può essere attribuito in alcun modo valore anche implicito di rinuncia a contestare successivamente quelle pattuizioni ovvero quelle carenze di regolamentazione che si traducono in inammissibili ed ingiustificate disparità di trattamento rispetto ad altre categorie di lavoratori, nonché indebita compressione di diritti di immediata derivazione costituzionale e di implicita accettazione di un uso distorto e non consono alle finalità istituzionali dell' accantonato retributivo.
Pur permanendo le perplessità più volte evidenziate, questa O.S. intende apporre sull'ipotesi di accordo, una firma tecnica, stando la totale sicurezza che l'istituto in via di costituzione rimane legato alla volontarietà dei singoli per l'adesione allo stesso.