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Timestamp: 2017-11-22 05:45:26+00:00
Document Index: 29647713

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 15', 'sentenza ']

Certificazione Energetica – L’adeguamento normativo alla direttiva 2010/31/UE | Certificazione-Energetica.com
Certificazione Energetica – L’adeguamento normativo alla direttiva 2010/31/UE
Continua la serie di articoli di approfondimento sulla certificazione energetica tratti dallo Studio n. 657-2013/C Consiglio Nazionale del Notariato “La certificazione energetica (dall’Attestato di Certificazione all’Attestato di Prestazione Energetica)”, a cura di Giovanni Rizzi.
Si ringrazia per la gentile autorizzazione alla pubblicazione.
In questo articolo vedremo come la Direttiva europea 2010/31/UE abbia modificato la normativa in materia di certificazione energetica.
La disciplina dettata dal d.lgs. 192/2005, e dai successivi provvedimenti normativi, sopra citati, disciplina finalizzata a dare attuazione alla direttiva comunitaria 2002/91/CE, è stata nuovamente modificata ed innovata, in maniera rilevante, con il D.L. 4 giugno 2013 n. 63 (8), convertito con Legge 3 agosto 2013 n. 90 (9) (di seguito, per brevità, “D.L. 63/2013), decreto con il quale è stata data attuazione alla nuova direttiva comunitaria in materia di rendimento energetico nell’edilizia, ossia alla direttiva 2010/31/UE. Tale modifica, attuata con decreto legge, in via d’urgenza, si è resa necessaria per porre termine ad una procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea proprio per il mancato recepimento nel nostro ordinamento della suddetta direttiva 2010/31/UE (procedura che, nonostante tutto, è, comunque, sfociata nel riconoscimento dell’infrazione a carico della Repubblica Italiana (10))
– da un lato, viene soppresso l’attestato di certificazione energetica, definito come il “documento attestante la prestazione energetica ed eventualmente alcuni parametri energetici caratteristici dell’edificio”, attestato che doveva essere redatto in conformità alle prescrizioni, in tema di calcolo della prestazione energetica, contenute nella direttiva comunitaria 2002/91/CE (recepite nel D.P.R. 2 aprile 2009 n. 59)
– dall’altro, viene introdotto, in suo luogo, l’attestato di prestazione energetica, definito come “il documento, redatto e rilasciato da esperti qualificati e indipendenti che attesta la prestazione energetica di un edificio attraverso l’utilizzo di specifici descrittori e fornisce raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica”, attestato che deve essere redatto in conformità alle prescrizioni, in tema di calcolo della prestazione energetica, contenute nella nuova direttiva comunitaria ossia nella direttiva 2010/31/UE.
A tal fine, l’art. 18 del D.L. 63/2013, prescrive che “nel decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ovunque ricorrano le parole: «attestato di certificazione energetica» sono sostituite dalle seguenti: «attestato di prestazione energetica»”
Con il suddetto Decreto legge sono stati, in pratica, riscritti, tra gli altri, i seguenti articoli del d.lgs. 192/2005:
i) l’art. 1, relativo alle finalità della normativa in oggetto;
ii) l’art. 2, contenente le definizioni (sono state trasfuse nel corpo del decreto alcune definizioni prima contenute nell’ALLEGATO A, come ad es. la definizione dell’attestato di qualificazione energetica);
iii) l’art. 3, relativo all’ambito di intervento (sono state trasfuse nel corpo del decreto talune esclusioni, tuttora previste anche nel paragrafo 2 delle Linee Guida Nazionali per la Certificazione energetica, che, peraltro, non sono state abrogate dal D.L. 63/2013; da segnalare, in particolare, la precisazione che la certificazione energetica si applica anche ai beni soggetti a vincolo culturale e paesaggistico);
iv) l’art. 4, che contiene il rinvio ad appositi decreti ministeriali per l’adozione dei criteri, della metodologia di calcolo e dei requisiti della prestazione energetica;
v) l’art. 6, rubricato ora “Attestato di prestazione energetica, rilascio e affissione”; in tale norma vengono individuati i presupposti per il rilascio dell’attestato di prestazione energetica distinguendo tra fabbricati in corso di costruzione, di nuova costruzione, soggetti a “ristrutturazioni importanti” ovvero già esistenti (è stata cancellata, in quanto superata, la disciplina già contenuta nel comma 1bis del previgente art. 6, che prevedeva un’entrata in vigore della disciplina in tema di certificazione energetica, graduata nel tempo, per divenire disciplina “a regime” per tutti i fabbricati, solo a partire dal 1 luglio 2009). Da segnalare, nell’ambito dell’art. 6 nuovo testo:
– il comma 2, che estende (a seguito di emendamento inserito in sede di conversione) l’obbligo di dotazione dell’attestato di prestazione energetica anche al caso di trasferimento di immobili a titolo gratuito e che prevede l’obbligo per il proprietario di rendere disponibile l’attestato di prestazione energetica sin dall’avvio delle trattative, e quindi di consegnarlo al potenziale acquirente alla chiusura delle stesse, e quindi, ad esempio, anche in caso di stipula di un preliminare (innovando alla disciplina precedente che prevedeva la consegna solo al momento
della stipula di un atto traslativo a titolo oneroso); nello stesso comma si prevede che, in caso di vendita di un edificio prima della sua costruzione, il venditore debba fornire evidenza della futura prestazione energetica dell’edificio e debba produrre l’attestato di prestazione energetica entro 15 giorni dalla richiesta di rilascio del certificato di agibilità;
– il comma 3, che riproduce la disciplina del precedente comma 2-ter, relativamente al requisito formale da osservare in occasione della stipula dei contratti traslativi e di locazione, estendendola anche agli atti di trasferimento a titolo gratuito (requisito consistente nell’inserimento in atto di una clausola con la quale l’acquirente o il conduttore diano atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici);
– il comma 3bis (inserito in sede di conversione), che sancisce l’obbligo di allegazione dell’attestato di prestazione energetica “al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, pena la nullità degli stessi contratti”;
– il comma 4, relativo all’attestato di prestazione energetica riferibile a più unità
– il comma 5, relativo alla durata temporale dell’attestato di prestazione energetica (10 anni a condizione che non vengano eseguiti interventi di ristrutturazione e riqualificazione che modifichino la classe energetica e che siano rispettate le prescrizioni per le operazioni di controllo di efficienza energetica dei sistemi tecnici dell’edificio, in particolare per gli impianti termici);
– il comma 8, che riproduce la disciplina del precedente comma 2quater, prevedendo l’obbligo, nel caso di offerta di vendita o di locazione, che i corrispondenti annunci tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali, riportino gli indici di prestazione energetica dell’involucro e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente;
– il comma 10, che fa salvi gli attestati di certificazione energetica, rilasciati prima del 6 giugno 2013, in conformità alla direttiva 2002/91/CE, ed in corso di validità;
– il comma 11, relativo alla funzione ed al contenuto dell’attestato di qualificazione energetica (in pratica è stata trasfusa nel decreto la disciplina prima dettata nel paragrafo 2 dell’ALLEGATO A);
– il comma 12, che prevede l’emanazione di appositi decreti ministeriali: i) per l’adeguamento delle Linee Guida Nazionali per la certificazione energetica, approvate con D.M. 26 giugno 2009, con riguardo ai nuovi criteri per la definizione delle metodologie di calcolo di cui alla direttiva 2010/31/UE (le vigenti Linee Guida, infatti, si basano sulla precedente direttiva 2002/91/CE), ii) per la definizione di un attestato di prestazione energetica che comprenda tutti i dati relativi all’efficienza energetica che consentano ai cittadini di valutare e confrontare edifici diversi, iii) per la definizione di uno schema di annuncio di vendita o locazione, per esposizione nelle agenzie immobiliari, che renda uniformi le informazioni sulla qualità energetica degli edifici fornite ai cittadini, iv) per la definizione di un sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale, che comprenda la gestione di un catasto degli edifici, degli attestati di prestazione energetica e dei relativi controlli pubblici. Da segnalare che il D.L. 63/2013 si è limitato, con la norma in commento, a prevedere l’emanazione di decreti di adeguamento delle metodologie di calcolo, ma non ha abrogato e/o comunque modificato le LINEE GUIDA NAZIONALI PER LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA, approvate con il succitato D.M. 26 giugno 2009, che continuano, pertanto a trovare piena applicazione (anche se alcune disposizioni in esse contenute sono state trasfuse nel testo del d.lgs. 192/2005, come sopra già ricordato);
vi) l’art. 11, che detta una disciplina transitoria, di integrazione della disposizione dell’art. 3, c. 1, D.P.R. 2.4.2009 n. 59, (regolamento attuativo del d.lgs. 192/2005) per adeguamento della stessa alla direttiva 2010/31/UE;
viii) l’art. 13 bis (inserito in sede di conversione) che ha modificato la cd. “clausola di cedevolezza” di cui all’art. 17, d.lgs. 192/2005, stabilendo che:
– le disposizioni del d.lgs. 192/2005 si applicano solo alle Regioni e Province autonome che non abbiano ancora provveduto ad emanare proprie disposizioni normative volte al recepimento della direttiva 2010/31/UE (nella disposizione previgente si faceva riferimento alla direttiva 2002/91/CE) e ciò fino alla data di entrata in vigore della suddetta normativa di attuazione adottata da ciascuna regione e provincia autonoma;
– nel dettare la normativa di attuazione, le regioni e le province autonome sono tenute al rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento europeo e dei princìpi fondamentali desumibili dal d.lgs. 192/2005.
viii) l’art. 15, che prevede che l’attestato di prestazione energetica debba essere reso in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e che detta una nuova e più stringente disciplina in tema di sanzioni, prevedendo sanzioni anche per fattispecie che prima del 6 giugno 2013 non erano sanzionate, come ad esempio nei casi:
– di violazione dell’obbligo di dotazione dell’attestato di prestazione energetica nel caso di vendita (il proprietario è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a €. 3.000,00 e non superiore a €. 18.000,00).
– di violazione dell’obbligo di dotazione dell’attestato di prestazione energetica nel caso di nuovo contratto di locazione (il proprietario è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a €. 300,00 e non superiore ad €. 1.800,00).
– di violazione dell’obbligo di riportare i parametri energetici nell’annuncio di offerta di vendita o locazione (il responsabile dell’annuncio è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a €. 500,00 euro e non superiore a €. 3000,00)
8) Il provvedimento è stato pubblicato nella G.U. n. 130 del 5 giugno 2013 ed è entrato in vigore il 6 giugno 2013
9) Il provvedimento è stato pubblicato nella G.U. n. 181 del 3 agosto 2013 ed è entrato in vigore il 4 agosto 2013
10) Con sentenza in data 13 giugno 2013, causa C-345/12, la Corte di Giustizia Europea ha infatti dichiarato e statuito quanto segue: “La Repubblica italiana, non avendo previsto l’obbligo di consegnare un attestato relativo al rendimento energetico in caso di vendita o di locazione di un immobile, conformemente agli articoli 7 e 10 della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell’edilizia, e avendo omesso di notificare alla Commissione europea le misure di recepimento dell’articolo 9 della direttiva 2002/91, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli articoli 7, paragrafi 1 e 2, e 10 di detta direttiva, nonché 15, paragrafo 1, della medesima, letti in combinato disposto con l’articolo 29 della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia; la Repubblica Italiana è condannata alle spese.”
Nel prossimo articolo: “Il rilascio dell’attestato di prestazione energetica a partire dal 6 giugno 2013”
E’ possibile scaricare lo Studio in formato .pdf a questa pagina.