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Timestamp: 2018-02-25 04:41:52+00:00
Document Index: 163738865

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 5', 'art.4', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 16']

Cassa depositi e prestiti S.p.A. - PDF
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1 Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Cassa depositi e prestiti S.p.A. per l esercizio 2013 Relatore: Consigliere Mauro Orefice Ha collaborato per l istruttoria e l analisi gestionale il Dott. Massimiliano Ricci
2 Determinazione n. 4/2015 nell adunanza del 27 gennaio 2015; visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n.1214; viste le leggi 21 marzo 1958, n.259 e 14 gennaio 1994, n. 20; visto l art. 5 del decreto legge 30 settembre 2003 n. 269, conv. con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003 n. 326, che ha disposto la trasformazione di Cassa depositi e prestiti in società per azioni, con la denominazione di Cassa depositi e prestiti società per azioni (CDP S.p.A.) con effetto dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministro dell Economia e delle Finanze di cui all art. 5, comma terzo, del predetto decreto legge; visto l art. 5, comma diciassettesimo, del decreto legge 269 del 2003 che dispone che il controllo della Corte dei conti sulla Cassa depositi e prestiti S.p.A. si svolge secondo le modalità previste dall art. 12 delle legge 21 marzo 1958 n. 259; visto il decreto del Ministro dell Economia e delle Finanze 5 dicembre 2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre 2003, adottato ai sensi dell art. 5, comma terzo, del decreto legge 269 del 2003; visto il bilancio della Società relativo all esercizio finanziario 2013, nonché le annesse relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei sindaci, trasmessi alla Corte in adempimento dell art.4, comma secondo, della legge n. 259 del 1958; esaminati gli atti; udito il relatore Cons. Mauro Orefice e, sulla sua proposta, discussa e deliberata la relazione a mezzo della quale la Corte, in base agli atti e agli elementi acquisiti, riferisce alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della società per l esercizio finanziario 2013; ritenuto che dall esame della gestione e della documentazione relativa ai predetti
3 2 esercizi è risultato che: 1) si conferma la progressiva tendenza all aumento del totale dell attivo dello stato patrimoniale, passato da mln di euro nel 2010 a mln di euro nel 2013 (+3,03% rispetto all anno precedente, +11,64% nel 2012 rispetto al 2011); 2) il rafforzamento della struttura patrimoniale del gruppo è evidenziato nel valore del patrimonio netto, il quale a fine 2013 si è assestato ad oltre quota milioni di euro. L'aumento, rispetto al 2012, è stato del 7,74% e deriva dall incremento delle riserve (+27,62%), anche da rivalutazione (+1,04%), parzialmente controbilanciato da un minor utile d esercizio (-17,70%). 3) il risultato di gestione, pari a mln di euro, conseguito nel 2013, è in flessione, rispetto al 2012, del 19,69%, dato questo imputabile, principalmente, alla diminuzione del margine di interesse (-27,91%), passato da mln di euro nel 2012 a mln l anno seguente, nonostante quest ultimo aggregato sia stato compensato dall incremento del valore dei dividendi e degli utili percepiti (+21%), che ammontano a mln di euro; 4) il riassetto delle partecipazioni azionarie, massicciamente ridefinito nell esercizio 2013, correlato ad obiettivi di piano ambiziosi ed ampliativi della mission aziendale, ha determinato la concentrazione nella Cassa di altre società pubbliche impegnate sul fronte del sostegno industriale e della caratterizzazione internazionale delle imprese italiane. Nel complesso, nel 2013, il valore di tali partecipazioni ha confermato, infatti, la tendenza ad aumentare, incrementandosi di mgl di euro, pari al 6,95% in più rispetto all anno precedente (+54,19% nel 2012 rispetto al 2011); 5) ciò, per converso, ha determinato un incremento dei costi di struttura, comprendenti sia le spese per il personale che quelle amministrative, - quest ultime, nel 2013 rispetto al 2012, in aumento del 15,53% -, risultando complessivamente in aumento passando da 111 mln di euro nel 2012 a 127 mln nel 2013, con un incremento, in termini percentuali, pari al 14,41%;
4 3 6) l avvalimento di Cassa depositi e prestiti S.p.A. quale strumento di intervento pubblico nell economia, finalità riconducibile alle leggi di settore, è stata in larga misura attuato nel corso dell esercizio di riferimento, rendendo l Istituto sempre più il punto di riferimento della maggior parte delle operazioni finanziarie di rilevanza pubblica; ritenuto che, assolto così ogni prescritto incombente, possa, a norma dell articolo 7 della legge 21 marzo 1958 n. 259, darsi corso alla comunicazione alle predette Presidenze, oltre che del bilancio degli esercizi di riferimento corredati dalle relazioni degli organi di amministrazione e di revisione, della relazione come innanzi deliberata, che alla presente si unisce perché ne faccia parte integrante; P.Q.M. comunica, con le considerazioni di cui in parte motiva, alle Presidenze delle due Camere del Parlamento, insieme con i bilanci per l esercizio finanziario corredati dalle relazioni degli organi di amministrazione e di revisione l unita relazione con la quale la Corte riferisce il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Cassa depositi e prestiti S.p.A. per gli esercizi ricordati. ESTENSORE Mauro Orefice PRESIDENTE f.f. Luigi Gallucci Depositata in segreteria il 28 gennaio 2015
5 RELAZIONE sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Cassa depositi e prestiti S.p.A. per l esercizio S O M M A R I O 1. CONTESTO DI RIFERIMENTO 1.1. Evoluzione del quadro normativo ed ruolo della Società 1.2. Separazione organizzativa e contabile 1.3. Antiriciclaggio ed antiterrorismo 2. IL PIANO INDUSTRIALE ASSETTO SOCIETARIO E SISTEMA DI CORPORATE GOVERNANCE 3.1 Assetto azionario ed organi societari 3.2 Modello organizzativo ex d.lgs. 231/ Compenso agli amministratori 4. RISORSE UMANE 5. SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI 6. EVOLUZIONE DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE ED ECONOMICO- FINANZIARIA 2013 DI CDP S.P.A. 6.1 Sintesi e cifre chiave del bilancio di esercizio 6.2 Prospetti di bilancio 6.3 Stato patrimoniale 6.4 Conto economico 6.5 Indicatori patrimoniali ed economici di sintesi della gestione 7. IL BILANCIO CONSOLIDATO DEL GRUPPO CDP 7.1 Le partecipazioni 7.2 Stato patrimoniale 7.3 Conto economico 8. ATTIVITÀ DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI 8.1 Attività di impiego Enti pubblici, Imprese e Infrastrutture Sostegno indiretto alle imprese: I Plafond PMI-Investimenti, il Plafond PMI-MID e il Plafond PMI-Reti Sostegno indiretto alle micro, piccole e medie imprese per investimenti in beni strumentali
6 Sostegno alle piccole e medie imprese attraverso l acquisto di titoli di credito cartolarizzati Prestazione di garanzia sui pagamenti della P.A. verso le imprese 8.2 Attività di tesoreria e raccolta Gestione della tesoreria e raccolta a breve Andamento della raccolta a medio-lungo termine La convenzione con Poste Italiane S.p.A. 8.3 Gestione delle partecipazioni e sottoscrizioni di quote in fondi comuni di investimento Società partecipate e controllate Risultati di gestione delle partecipazioni e situazione al 31 dicembre Fondi comuni e veicoli di investimento Ulteriori interventi di sostegno all economia II Pacchetto casa Interventi di sostegno alla ricostruzione per calamità naturali 9. CONSIDERAZIONI FINALI 9.1 I precedenti rilievi della Corte dei conti 9.2 Valutazioni e criticità
7 3 PREMESSA Con la presente relazione la Corte dei conti riferisce al Parlamento, ai sensi dell art. 7 della Legge 21 marzo 1958, n. 259, sul risultato del controllo, eseguito nelle forme di cui al successivo art. 12, sulla gestione finanziaria della Società Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. per l esercizio 2013, nonché sugli eventi di maggior rilievo verificatesi successivamente. La Corte ha riferito sulla gestione finanziaria per gli esercizi con relazione approvata nell adunanza del 6 maggio 2014 (determinazione n. 39/2014 Leg. 17, Doc. XV, n. 147).
8 4 1. CONTESTO DI RIFERIMENTO 1.1. Evoluzione del quadro normativo e del ruolo della Società La "Cassa depositi e prestiti società per azioni", derivante dalla trasformazione della Cassa depositi e prestiti disposta dall'art. 5, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 e successive modificazioni è una società a controllo pubblico, con capitale sociale di euro ,00 suddiviso in numero azioni ordinarie senza indicazione del valore nominale: il Ministero dell'economia e delle Finanze detiene l'80,1% del capitale, il 18,4% è posseduto da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria, il restante 1,5% in azioni proprie. Al decreto-legge di trasformazione, che ha delineato in primis le principali linee di attività della nuova società, in continuità con la missione della Cassa ante trasformazione, sono seguiti ulteriori interventi normativi che hanno consentito a CDP di ampliare sensibilmente la sua missione istituzionale e le relative competenze. CDP è oggi un operatore di lungo termine, esterno al perimetro della Pubblica Amministrazione, nel finanziamento delle infrastrutture e dell economia del Paese. CDP è azionista di riferimento del Fondo Strategico Italiano (FSI) che opera acquisendo quote di imprese di rilevante interesse nazionale, in equilibrio economico-finanziario e con prospettive significative di redditività e di sviluppo. CDP è il principale azionista di ENI Spa. TERNA Spa e SNAM Spa. Possiede il 100% di SACE Spa, il 76% di SIMEST spa, il 100% di FINTECNA Spa. CDP è membro promotore del Long-Term Investors' Club, che raggruppa investitori istituzionali di lungo periodo di tutto il mondo, con l obiettivo di affermare l'importanza del ruolo degli investimenti di lungo periodo in favore della crescita economica internazionale e della stabilità finanziaria. Ai sensi dell art. 3 dello Statuto, la società ha per oggetto sociale l'esercizio diretto e indiretto - ove consentito dalla legge e dallo Statuto stesso tramite partecipazione a società ed enti - delle seguenti attività: (A1) il finanziamento, sotto qualsiasi forma, ivi compreso l'acquisto di crediti di impresa, dello Stato, delle regioni, degli enti locali, degli enti pubblici e degli organismi di diritto pubblico, utilizzando fondi rimborsabili sotto forma di libretti di risparmio postale e di buoni fruttiferi postali, assistiti dalla garanzia dello Stato e distribuiti attraverso Poste italiane S.p.A. o società da essa
9 5 controllate, e fondi provenienti dall'emissione di titoli, dall'assunzione di finanziamenti e da altre operazioni finanziarie, che possono essere assistiti dalla garanzia dello Stato. In tale ambito la società può anche effettuare attività di negoziazione per conto proprio di strumenti finanziari derivati nel rispetto della normativa vigente; (A2) la concessione di finanziamenti, sotto qualsiasi forma ivi compreso l'acquisto di crediti di impresa, il rilascio di garanzie, l'assunzione di capitale di rischio o di capitale di debito, la sottoscrizione di quote di fondi di investimento; ciascuna delle predette operazioni finanziarie è effettuata nei confronti dei soggetti di cui alla precedente lettera (A1) o è destinata alle operazioni di interesse pubblico da questi ultimi promosse, secondo i criteri fissati dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze adottato ai sensi dell'articolo 5, comma 11, lettera e), del decreto legge, o è destinata alle operazioni di interesse pubblico previste dall'articolo 8 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 e successive modificazioni, per sostenere l'internazionalizzazione delle imprese quando le operazioni sono assistite da garanzia o assicurazione della SACE S.p.A. o di altro istituto assicurativo le cui obbligazioni sono garantite da uno Stato, o è effettuata a favore delle imprese per finalità di sostegno dell'economia; le operazioni finanziarie sono effettuate utilizzando fondi di cui alla precedente lettera (A1) e possono essere effettuate in via diretta o attraverso l'intermediazione di enti creditizi, ad eccezione delle operazioni a favore delle imprese per finalità di sostegno dell'economia che possono essere effettuate esclusivamente attraverso l'intermediazione di enti creditizi o per le finalità di cui all articolo 2 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 anche di intermediari finanziari autorizzati all esercizio dell attività di leasing finanziario, garantiti da enti creditizi, o attraverso la sottoscrizione di fondi comuni di investimento gestiti da una società di gestione collettiva del risparmio di cui all'articolo 33 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, il cui oggetto sociale realizza uno o più fini istituzionali della Cassa depositi e prestiti S.p.A. Le operazioni finanziarie effettuate in via diretta devono essere di importo pari o superiore a Euro ,00. Le operazioni finanziarie destinate alle operazioni promosse dai soggetti di cui alla precedente lettera (A1) o destinate alle operazioni previste dall'articolo 8 del decreto legge 1 luglio
10 6 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 e successive modificazioni, per sostenere l'internazionalizzazione delle imprese quando le operazioni sono assistite da garanzia o assicurazione della SACE S.p.A. o di altro istituto assicurativo le cui obbligazioni sono garantite da uno Stato, possono essere a favore di soggetti aventi natura pubblica o privata, con esclusione delle persone fisiche, che devono essere dotati di soggettività giuridica. La gestione viene svolta secondo quanto previsto all'art. 6. In tale ambito la società può anche effettuare attività di negoziazione per conto proprio di strumenti finanziari derivati nel rispetto della normativa vigente; (A3) l'assunzione di partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale - che risultino in una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività - che possiedono i requisiti previsti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da emanarsi ai sensi dell'articolo 5, comma 8 bis, del decreto legge. Le medesime partecipazioni possono essere acquisite anche attraverso veicoli societari o fondi di investimento partecipati dalla società ed eventualmente da società private o controllate dallo Stato o da enti pubblici. Nel caso in cui le suddette partecipazioni siano acquisite mediante utilizzo di risorse provenienti dalla raccolta postale, le stesse sono contabilizzate nella gestione separata di cui all'articolo 5, comma 8, del decreto legge e all'articolo 6 dello Statuto. A seguito di interventi normativi e modifiche statutarie coerenti con le linee strategiche definite in sede di Piano industriale, nel 2013 si è assistito ad un ulteriore ampliamento del perimetro di operatività di CDP, il cui oggetto sociale è stato esteso alle seguenti attività: (A4) la fornitura di provvista - utilizzando i fondi di cui alla precedente lettera (A1) - alle banche italiane e alle succursali di banche estere comunitarie ed extracomunitarie operanti in Italia e autorizzate all'esercizio dell'attività bancaria, per l'erogazione di mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali da destinare prioritariamente all'acquisto dell'abitazione principale e ad interventi di ristrutturazione e accrescimento dell'efficienza energetica nel rispetto dei parametri e delle priorità eventualmente dettati dalla normativa applicabile;
11 7 (A5) l'acquisto di obbligazioni bancarie garantite emesse a fronte di portafogli di mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali e/o titoli emessi ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti derivanti da mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali. Nel caso in cui le suddette obbligazioni e i suddetti titoli siano acquisiti mediante l'utilizzo dei fondi di cui alla precedente lettera (A1), gli stessi sono contabilizzati nella gestione separata di cui all'articolo 5, comma 8, del decreto legge e all'articolo 6 dello Statuto; (A6) l acquisto al fine di accrescere il volume del credito alle piccole e medie imprese di titoli emessi ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti verso piccole e medie imprese. Gli acquisti dei predetti titoli, ove effettuati a valere sui fondi di cui alla precedente lettera (A1), sono contabilizzati nella gestione separata, di cui all'articolo 5, comma 8, del decreto legge e all'articolo 6 dello Statuto, e possono essere garantiti dallo Stato secondo quanto previsto dall articolo 5, comma 8-quater, del decreto legge. Sempre ai sensi delle norme statutarie CDP S.p.A. opera inoltre: (B) il finanziamento, sotto qualsiasi forma, ivi compreso l'acquisto di crediti di impresa, delle opere, degli impianti, delle reti e delle dotazioni destinati alla fornitura dei servizi pubblici ed alle bonifiche, mediante l'utilizzo di fondi provenienti dall'emissione di titoli, dall'assunzione di finanziamenti e da altre operazioni finanziarie, senza garanzia dello Stato, con preclusione della raccolta di fondi a vista. A tale fine la società può emettere titoli di qualsiasi natura, partecipativi e non, e può acquisire finanziamenti da soci o da terzi. La società raccoglie la provvista anche mediante l'utilizzo di contributi forniti a qualsiasi titolo dallo Stato, da enti pubblici o privati e da organismi internazionali e di qualsiasi altra risorsa propria ed entrata finanziaria compatibile con i fini sociali. In tale ambito la società potrà anche effettuare attività di negoziazione per conto proprio di strumenti finanziari derivati nel rispetto della normativa vigente; (C) l'assunzione delle partecipazioni trasferite o conferite alla CDP S.p.A. con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui all'art. 5, comma 3, lettera b), del decreto legge, la cui gestione è uniformata ai criteri indicati con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui all'art. 5, comma 11, lettera d), nonché eventuali incrementi delle quote di
12 8 partecipazioni trasferite in sede di trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni; (D) la gestione, eventualmente assegnata dal Ministro dell'economia e delle finanze, delle funzioni, delle attività e delle passività della Cassa depositi e prestiti, anteriori alla trasformazione, trasferite al Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi dell'art. 5, comma 3, lettera a) del decreto legge; la gestione di ogni altra funzione di rilievo pubblicistico e attività di interesse generale assegnata per atto normativo, amministrativo o convenzionale; (E) la fornitura di servizi di assistenza e consulenza in favore dei soggetti di cui alla lettera (A1) o a supporto delle operazioni o dei soggetti di cui alla lettera (A2); (F) la fornitura di servizi di consulenza e attività di studio, ricerca e analisi in materia economica e finanziaria. Per il perseguimento dell'oggetto sociale la società può altresì svolgere ogni operazione strumentale, connessa e accessoria e così tra l'altro: compiere operazioni commerciali ed industriali, ipotecarie, mobiliari, immobiliari, finanziarie, attive e passive; assumere partecipazioni ed interessenze in società, imprese, consorzi e raggruppamenti di imprese, sia italiani che esteri che siano strumentali, connesse o accessorie al proprio oggetto sociale ai sensi del decreto del Ministro dell'economia e finanze del 27 gennaio 2005 e successive modificazioni e integrazioni; svolgere il coordinamento amministrativo e finanziario delle società partecipate o controllate, compiendo in loro favore ogni opportuna operazione, ivi inclusa la concessione di finanziamenti; concedere garanzie personali e reali per obbligazioni sia proprie sia di terzi; impiegare strumenti finanziari derivati anche con finalità diverse da quelle di copertura Separazione organizzativa e contabile L art. 5, comma 8, del D.L. n. 269/2003 ha disposto l istituzione di un sistema di separazione organizzativa e contabile tra le attività di interesse economico generale e le altre attività svolte dalla società. L implementazione in CDP S.p.A. di tale sistema di separazione organizzativa e contabile si è resa necessaria per rispettare in primo luogo la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato e concorrenza interna; talune forme di raccolta di CDP S.p.A.,
13 9 quali i Buoni fruttiferi e i Libretti postali, beneficiano, infatti, della garanzia esplicita dello Stato in caso di inadempimento dell emittente. La presenza di tale garanzia, motivata, in primo luogo, dalla valenza sociale ed economica della raccolta tramite il Risparmio Postale (definita dal D.M. economia e finanze 6 ottobre 2004 come servizio di interesse economico generale, al pari delle attività di finanziamento degli enti pubblici e degli organismi di diritto pubblico svolte nell ambito della Gestione Separata), rende tuttavia necessaria la distinzione dalle attività non di interesse economico generale svolte potenzialmente in concorrenza con altri operatori di mercato. L impianto di separazione approntato da CDP prevede, più in dettaglio: l identificazione, ai fini contabili, di tre unità operative denominate rispettivamente Gestione Separata, Gestione Ordinaria e Servizi Comuni, all interno delle quali sono riclassificate le esistenti unità organizzative di CDP S.p.A. Nella Gestione Separata sono ricomprese, in linea generale, le unità responsabili dell attività di finanziamento delle regioni, degli enti locali, degli enti pubblici e degli organismi di diritto pubblico, ovvero della concessione di finanziamenti, destinati a operazioni di interesse pubblico promosse dai soggetti precedentemente menzionati, delle operazioni di interesse pubblico per sostenere l internazionalizzazione delle imprese (quando le operazioni sono assistite da garanzia o assicurazione della SACE S.p.A.) e delle operazioni effettuate a favore delle PMI per finalità di sostegno dell economia. Rientrano altresì nella competenza della Gestione Separata la gestione delle attività e delle funzioni trasferite al MEF con la trasformazione in società per azioni e la fornitura di servizi di consulenza a soggetti interni alla Pubblica Amministrazione. Nella Gestione Ordinaria sono ricomprese le unità responsabili delle attività di finanziamento delle infrastrutture destinate alla fornitura di servizi pubblici e le relative attività di consulenza, studio e ricerca. Nei Servizi Comuni sono invece incluse le unità responsabili delle funzioni comuni di governo, indirizzo, controllo e supporto riferibili alla Società nel contesto di unicità del soggetto giuridico; la presenza di un duplice livello di separazione, che prevede, al primo stadio, l allocazione dei costi e ricavi diretti alle Gestioni e ai Servizi Comuni e, al secondo livello, la successiva allocazione dei costi e ricavi di detti Servizi Comuni alle Gestioni, sulla base di metodologie di contabilità analitica; la registrazione e la valorizzazione delle eventuali transazioni interne tra Gestione Separata e Gestione Ordinaria o tra Gestioni e Servizi Comuni
14 10 avendo come riferimento i relativi prezzi di mercato, al fine di evitare trasferimenti non consentiti di risorse; la predisposizione di prospetti di Conto economico distinti sulla base dei livelli di separazione descritti. Con riguardo alla struttura organizzativa di CDP al 31 dicembre 2013, fanno riferimento alla Gestione Separata le Aree Enti Pubblici, Progetto Innovazione Operativa, Supporto all Economia, Impieghi di Interesse Pubblico, Relationship Management e Risparmio Postale, mentre l Area Finanziamenti rientra nella Gestione Ordinaria. I Servizi Comuni sono costituiti dalle Aree di Corporate Center, oltre che dagli Organi di governo e controllo. Fin dall avvio dell operatività della Gestione Ordinaria, CDP S.p.A. ha scelto di tenere distinti i flussi finanziari afferenti alle due Gestioni, seppur tale distinzione non sia strettamente richiesta dal sistema di separazione contabile. In altre parole, le forme di raccolta, impiego e gestione della liquidità (depositi e conti correnti) della Gestione Separata sono autonome e distinte rispetto ai medesimi strumenti per la Gestione Ordinaria, fatte salve esigenze temporanee ed eccezionali. Di seguito si riportano le tabelle di dettaglio che evidenziano il contributo della Gestione Separata, della Gestione Ordinaria e dei Servizi Comuni al risultato relativo all esercizio 2013 di CDP:
15 Antiriciclaggio e antiterrorismo Nel corso del 2013, in applicazione delle disposizioni della Banca d Italia, sono stati realizzati gli interventi per l adeguamento al Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela, ai sensi dell art. 7, comma 2, del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (in vigore dal 1 gennaio 2014) ed in particolare: (i) implementazione di soluzioni di natura informatica volte a supportare il processo di attribuzione di un profilo di rischio alla propria clientela, sulla base degli elementi di valutazione indicati dalla normativa sia primaria che secondaria nonché di qualunque altro ulteriore elemento ritenuto rilevante da CDP per la propria operatività; (ii) revisione della normativa interna, con particolare riferimento alla formulazione di una politica di accettazione delle controparti e di una procedura per la loro conoscenza, che preveda una più scrupolosa diligenza nei riguardi dei rapporti a
16 12 maggiore rischio, nonché il loro monitoraggio attivo al fine di rilevare eventuali attività sospette; (iii) attivazione di flussi informativi sui profili di rischio assegnati alle controparti in comune dalle Società controllate da CDP e rientranti nel perimetro di applicazione del D.lgs. 231/2007 nonché sulle segnalazioni di operazioni sospette. Alla luce delle evoluzioni previste con l entrata in vigore del Provvedimento della Banca d Italia sull adeguata verifica della clientela, sono stati realizzati interventi formativi rivolti a tutto il personale interessato, che hanno avuto ad oggetto i nuovi obblighi normativi e le conseguenti modifiche delle procedure interne. Inoltre, nel corso dell anno, specifici interventi di formazione hanno coinvolto il personale del Servizio Antiriciclaggio, al fine di assicurare il continuo aggiornamento in merito all'evoluzione della normativa e dei rischi di riciclaggio. In linea con gli orientamenti della normativa di vigilanza nonché con le best practices a livello sia nazionale che internazionale, CDP ha implementato un attività per la valutazione del livello di esposizione al rischio di coinvolgimento, anche inconsapevole, in attività illecite connesse con il riciclaggio o con il finanziamento al terrorismo. A tal fine, ed anche nell ottica di assicurare una gestione integrata dei rischi, l attività di identificazione dei fattori di rischio di riciclaggio viene effettuata in sinergia con la funzione per la gestione dei rischi operativi nell ambito del progetto di valutazione dell esposizione complessiva di CDP ai rischi operativi aziendali.
17 13 2. IL PIANO INDUSTRIALE Con l esercizio 2013 si conclude l orizzonte temporale del precedente Piano Industriale di CDP per il , approvato dal Consiglio di Amministrazione a marzo I risultati consuntivi evidenziano il raggiungimento dei principali obiettivi inizialmente fissati, nonostante il significativo mutamento del contesto di mercato osservato successivamente all approvazione del Piano e il conseguente cambiamento di mix degli impieghi di CDP (maggior ricorso a capitale di rischio e a strumenti di supporto all economia indirizzati alle imprese). Le risorse complessivamente mobilitate da CDP nel triennio (escludendo quindi le società controllate) sono risultate pari a 56 miliardi di euro, rispetto all obiettivo di Piano pari a 43 miliardi di euro. Anche i principali target economici (utile netto, rendimento sul capitale e rapporto cost/income) sono stati pienamente raggiunti e, nel rispetto degli obiettivi di efficienza dettati dal Piano, sono stati completati o avviati importanti progetti di innovazione tecnologica. L 11 settembre 2013 è stato approvato il Piano industriale del Gruppo CDP, che ha aggiornato gli indirizzi strategici e gli obiettivi di medio-lungo periodo del Gruppo. In particolare, il Piano prevede che il Gruppo CDP abbia un ruolo rilevante per l attuazione delle politiche industriali del Paese, attraverso l erogazione di credito per investimenti pubblici, infrastrutture e imprese in chiave anticiclica con ottica di medio lungo termine e investimenti diretti nel capitale di rischio, in reti energetiche e asset strategici, e indiretti, per supportare la crescita dimensionale e lo sviluppo internazionale di PMI e imprese di rilevanza strategica. In particolare, il Piano prevede che il Gruppo CDP continui ad esercitare il suo ruolo anticiclico di investitore di lungo termine, utilizzando le risorse private raccolte prime tra tutti quelle provenienti da risparmio postale - per concentrare la propria azione sui motori sani dello sviluppo economico: supporto agli investimenti delle Pubbliche amministrazioni; finanza per infrastrutture intelligenti ; sostegno alle imprese e all export. Nell ambito del ruolo del Gruppo CDP a supporto dell economia del Paese una particolare attenzione sarà dedicata alla promozione dello sviluppo del Mezzogiorno. Il Piano prevede che nel triennio siano mobilitate e gestite a favore dei segmenti Enti Pubblici e Territorio, Infrastrutture e Imprese risorse fino a 80 miliardi di euro, circa il 5% del PIL nazionale di cui: (i) fino a 23 miliardi di euro a supporto degli investimenti pubblici produttivi, (ii) fino a 9 miliardi di euro (di cui circa 0,5 miliardi
18 14 capitale di rischio) destinati alla progettazione, avvio e finanziamento di opere infrastrutturali, (iii) fino a 48 miliardi di euro (di cui circa 3,5 miliardi in capitale di rischio) dedicati al supporto della crescita e dell internazionalizzazione delle imprese e alla valorizzazione di asset strategici per il Paese. Oltre a proseguire nel finanziamento diretto degli investimenti degli Enti pubblici, segmento in cui CDP è operatore primario, il Gruppo si propone di ricercare soluzioni innovative di valorizzazione delle partecipazioni degli Enti - attraverso il Fondo Strategico Italiano e di valorizzazione del patrimonio immobiliare grazie al fondo FIV-Plus, gestito da CDPI Sgr - e anche attraverso l integrazione delle risorse e delle competenze di Fintecna Immobiliare. Particolare attenzione sarà dedicata alla realizzazione di ulteriori investimenti nel social housing, attraverso il pieno utilizzo del fondo FIA gestito da CDPI Sgr, e nell edilizia scolastica, sia con finanziamenti di scopo, sia con interventi in capitale di rischio. Infine, verrà potenziato il ruolo di SACE FCT a supporto dei programmi di pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione. Relativamente agli interventi infrastrutturali il Piano prevede il ruolo di rafforzamento di CDP nella promozione attiva della bancabilità delle grandi opere, anche attraverso offerta di credito e investimenti in capitale di rischio e valorizzando il ruolo di SACE. Si darà inoltre impulso alla realizzazione di grandi opere con finanziamenti e con investimenti diretti in capitale di rischio attraverso FSI, che già ha realizzato importanti interventi ai fini del consolidamento del settore delle public utilities e dello sviluppo delle infrastrutture digitali. Per la promozione delle piccole infrastrutture, in prevalenza greenfield, è allo studio la creazione di un fondo ad hoc, che si propone di attivare accordi di co-investimento con altri investitori istituzionali di lungo termine. Come azionista di riferimento delle principali reti energetiche del Paese (SNAM e Terna, oltre al gasdotto TAG) CDP intende inoltre promuovere la realizzazione dei programmi di potenziamento delle infrastrutture di rete, la parità di accesso degli operatori del settore e l implementazione della Strategia Energetica Nazionale. Quanto agli interventi sulle imprese, si prevede la piena attivazione delle sinergie con SACE e SIMEST sul fronte dell export e dell internazionalizzazione delle imprese, un incisivo utilizzo degli strumenti esistenti per il sostegno all economia (Plafond PMI) e la promozione dell impiego efficiente degli strumenti di credito agevolato gestiti per conto dello Stato, e un impulso all attivazione di investimenti con nuovi strumenti quali, ad esempio, un Plafond per le Reti di Impresa. Nei settori rilevanti dell economia nazionale, il Piano prevede entro il 2015 l utilizzo completo delle risorse ancora disponibili nel Fondo Strategico Italiano (3
19 15 miliardi di euro), per il quale è stata avviata un attività di fund raising finalizzata all ingresso di nuovi investitori istituzionali. Il rafforzamento del ruolo di facilitatore degli investimenti esteri in Italia del Gruppo CDP verrà attuato attraverso la joint venture di FSI con il fondo sovrano Qatar per il Made in Italy, la collaborazione con BEI e l apertura del capitale della holding delle reti strategiche con mantenimento della quota di controllo. Inoltre, il Piano prevede che CDP supporti anche il programma di aumento della competitività di Fincantieri, valutando le migliori strategie per la crescita e valorizzazione del gruppo. Il ruolo del Gruppo CDP a supporto dell economia del Paese riguarderà anche la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, a favore del quale nello scorso triennio sono state mobilitate e gestite dal Gruppo risorse per circa 20 miliardi di euro. Nell arco del Piano sono previsti interventi specifici per il consolidamento delle public utilities partecipate da enti locali, il potenziamento degli investimenti in social housing, anche promuovendo l utilizzo fondi strutturali UE, il finanziamento diretto di infrastrutture portuali, viarie, ferroviarie e turistiche; la valorizzazione del gruppo Fincantieri avrà ricadute positive anche per gli importanti insediamenti produttivi presenti sul territorio. La realizzazione delle ambizioni di Piano richiede di intervenire su alcuni importanti fattori tra i quali innanzitutto, raccolta e capitale. Si prevede quindi l ulteriore consolidamento del rapporto con Poste Italiane, attraverso il rinnovo dell accordo pluriennale per la raccolta e gestione del Risparmio Postale. Si è già proceduto, inoltre, all attivazione di un programma di commercial paper con titoli in euro o altra valuta ed è stato esteso alla Gestione Separata il canale di raccolta istituzionale e l attuale programma Euro Medium Term Notes. Un altra priorità del Piano è il rafforzamento della patrimonializzazione attraverso la generazione interna di capitale (fermo restando gli obiettivi di remunerazione fissati dagli azionisti) e la liberazione di capitale assorbito in partecipazioni attraverso dismissioni parziali delle quote detenute, mantenendo comunque il controllo delle partecipazioni strategiche.
20 16 3. ASSETTO SOCIETARIO E SISTEMA DI CORPORATE GOVERNANCE 3.1 Assetto azionario ed organi societari Il capitale sociale, interamente versato, ammonta al 31 dicembre 2013 a euro e si compone di n azioni ordinarie, senza valore nominale. In base allo statuto sociale di CDP le azioni privilegiate, che al 31 dicembre 2012 ammontavano a n , sono state automaticamente convertite in n azioni ordinarie a far data dal 1 aprile 2013 secondo il rapporto di conversione determinato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 29 gennaio 2013 (49 azioni ordinarie ogni 100 azioni privilegiate), fatta salva la facoltà di recesso attribuita ai titolari di azioni privilegiate. Il diritto di recesso connesso alla conversione delle azioni privilegiate è stato esercitato da due soci, titolari complessivamente di n azioni privilegiate, rappresentative di circa il 2,60% del capitale sociale. Nessun titolare di azioni privilegiate ha optato per l ottenimento di un rapporto di conversione alla pari mediante il pagamento di un conguaglio, in base a quanto previsto dallo Statuto. Le azioni delle Fondazioni recedenti, ai sensi dell art quarter del codice civile, sono state offerte in opzione ai soci e, essendo terminato il periodo di offerta senza che nessun azionista abbia esercitato il diritto di opzione, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di soprassedere al collocamento presso terzi delle azioni. L assemblea ordinaria del 20 marzo 2013 ha approvato l autorizzazione all acquisto di azioni proprie nell ambito del procedimento di liquidazione di cui all art quater del codice civile. L acquisto delle azioni delle Fondazioni recedenti è stato effettuato al prezzo di euro 6,299 per azione, corrispondente al valore di liquidazione determinato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 29 gennaio La società, pertanto, possiede al 31 dicembre 2013 azioni proprie per un valore di euro. L Assemblea ha i poteri previsti dal Codice civile e li esercita secondo le previsioni di legge. Lo Statuto ricalca, infatti le previsioni di legge. Si può, tuttavia, evidenziare che l'art. 16 dello stesso Statuto statuisce che, ove a ciò non abbia provveduto l'assemblea, sia il CDA ad eleggere fra i suoi componenti il Presidente, il vice Presidente, un segretario, e un vice segretario (questi ultimi due anche estranei al consiglio stesso).