Source: https://www.processociviletelematico.it/2019/03/07/cass-sez-iii-sent-8-febbraio-2019-n-3709-pres-vivaldi-rel-darrigo/
Timestamp: 2020-02-17 22:47:30+00:00
Document Index: 89169116

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 326', 'sentenza ', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 326']

Cass., sez. III, sent. 8 febbraio 2019 n. 3709 (Pres. Vivaldi, rel. D’Arrigo) - ProcessoCivileTelematico.it
Giurisprudenza / 7 Marzo, 2019 7 Marzo, 2019
Roberta Vivaldi – Presidente –
Marco Rossetti – Consigliere –
Augusto Tatangelo – Consigliere –
Cosimo D’Arrigo – Consigliere Rel. –
sul ricorso iscritto al n. NN/AAAA R.G. proposto da:
Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, in persona del Direttore pro tempore;
D. s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, nella qualità di mandataria di A.N.O. s.r.I., rappresentata e difesa dall’Avv. E.L., con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, ***;
C.L., rappresentata e difesa dagli Avv.ti G.S. e V.P., con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Roma, ***;
B.M. s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore;
C.M., in proprio e quale erede di S.V. e C.P.;
avverso la sentenza del Tribunale di Roma pubblicata il 26 ottobre 2016.
uditi l’Avvocato dello Stato M.L.G., per Ie parti ricorrenti, che ha insistito per l’accoglimento del ricorso e l’Avv. V.P. nell’interesse di C.L., che ha chiesto che il ricorso sia respinto;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Anna Maria Soldi, che ha concluso chiedendo che il ricorso, dichiarato ammissibile, venga rigettato.
Il problema si pone in quanto la sentenza impugnata è stata pubblicata il 26 ottobre 2016 e notificata a mezzo PEC il 28 ottobre 2016, mentre il ricorso è stato consegnato all’ufficiale giudiziario per la notificazione il 26 aprile 2017, quindi nel rispetto del termine di decadenza di cui all’art. 327 cod. proc. civ., ma ben oltre la scadenza del termine c.d. “breve” di cui agli artt. 325 e 326 cod. proc. civ.
Si tratta di una questione che questa Corte ha già avuto modo di affrontare con alcune recenti pronunce, pervenendo alla conclusione che, a seguito dell’introduzione del “domicilio digitale”, corrispondente all’indirizzo PEC che ciascun avvocato ha indicato al Consiglio dell’Ordine di appartenenza, la notificazione dell’impugnazione va eseguita all’indirizzo PEC del difensore costituito risultante dal ReGIndE; poiché solo quest’ultimo è qualificato ai fini processuali ed idoneo a garantire l’organizzazione preordinata all’effettiva difesa, non è idonea a determinare la decorrenza del termine breve di cui all’art. 326 c.p.c. la notificazione della sentenza effettuata ad un indirizzo di PEC diverso da quello inserito nel ReGIndE (Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 30139 del 14/12/2017, Rv. 647189; Sez. 6 – L, Ordinanza n. 13224 del 25/05/2018, Rv. 648685).
“Il domicilio digitale previsto dall’art. 16-sexies del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. in I. n. 221 del 2012, come modificato dal d.l. n. 90 del 2014, conv., con modif., in I. n. 114 del 2014, corrisponde all’indirizzo PEC che ciascun avvocato ha indicato al Consiglio dell’Ordine di appartenenza e che, per il tramite di quest’ultimo, è inserito nel Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE) gestito dal Ministero della giustizia. Solo questo indirizzo è qualificato ai fini processuali ed idoneo a garantire l’effettiva difesa, sicché la notificazione di un atto giudiziario ad un indirizzo PEC riferibile – a seconda dei casi – alla parte personalmente o al difensore, ma diverso da quello inserito nel ReGIndE, è nulla, restando del tutto irrilevante la circostanza che detto indirizzo risulti dal/’l’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC)”.
Facendo applicazione del principio nel caso di specie, si deve concludere che la notificazione della sentenza impugnata presso un indirizzo di posta elettronica dell’Avvocatura dello Stato diverso da quello inserito nel ReGIndE non è idonea a far decorrere il termine per l’impugnazione, ai sensi dell’art. 326 cod. proc. civ., e quindi il ricorso risulta tempestivamente proposto.