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Timestamp: 2018-12-11 23:33:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.8', 'art 9', 'art.9', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 110']

IL NUOVO TESTO DELLA LEGGE SULLA CITTADINANZA ITALIANA, testo aggiornato al 27 ottobre 2018
Come noto, il Decreto Salvini DL 4 ottobre 2018 n.113, ha apportato alcune modifiche alla legge sulla cittadinanza.
Le modifiche principali introdotte dal Decreto Salvini riguardano:
- l'art.8 che precludeva il rigetto della domanda di cittadinanza dopo due anni, per cui ora il provvedimento di rigetto può essere emesso anche dopo i due anni;
- l'art 9 bis che aumenta il contributo da euro 200 ad euro 250
l'art.9 ter che allunga a 48 mesi il termine per decidere sulle richieste di cittadinanza, anche quelle proposte dinanzi al Consolato.
- l'art. 10 bis che introduce l'Istituto della "Revoca della cittadinanza" in caso di condanna penale per reati gravi.
Tuttavia il Decreto Salvini, ad oggi 27 ottobre 2018, ancora non viene convertito in legge, per cui dovrà attendere la legge di conversione (60 giorni) per vedere se sono state approvate ulteriori modifiche
Qui di seguito quindi il testo attuale della Legge 91 del 1992
Legge 5 febbraio 1992, n. 91 (in Gazz. Uff., 15 febbraio, n. 38). - Nuove norme sulla cittadinanza. (CITTADINANZA) (1) (2) (3) (4)
(3) In riferimento a tale legge vedi: Circolare del Ministero dell'Interno 6 agosto 2009, n. 10652
(4) In riferimento a tale legge vedi: Circolare del Ministero dell'Interno 5 agosto 2009, n. 11001
2. Se il figlio riconosciuto o dichiarato è maggiorenne conserva il proprio stato di cittadinanza, ma può dichiarare, entro un anno dal riconoscimento o dalla dichiarazione giudiziale, ovvero dalla dichiarazione di efficacia del provvedimento straniero, di eleggere la cittadinanza determinata dalla filiazione.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai figli per i quali la paternità o maternità non può essere dichiarata, purché sia stato riconosciuto giudizialmente il loro diritto al mantenimento o agli alimenti.
2. I termini di cui al comma 1 sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 1, comma 11, della legge 15 luglio 2009, n. 94.
4. L'acquisto della cittadinanza è sospeso fino a comunicazione della sentenza definitiva, se sia stata promossa azione penale per uno dei delitti di cui al comma 1, lettera a) e lettera b) , primo periodo, nonché per il tempo in cui è pendente il procedimento di riconoscimento della sentenza straniera, di cui al medesimo comma 1, lettera b) , secondo periodo.
[1. Ai sensi dell'articolo 5, la cittadinanza si acquista con decreto del Ministro dell'interno, a istanza dell'interessato, presentata al sindaco del comune di residenza o alla competente autorità consolare] (1).
(1) Comma abrogato dall'articolo 8, d.p.r. 18 aprile 1994, n. 362, limitatamente alle parti modificate dal medesimo d.p.r. 362/1994.
1. Con decreto motivato, il Ministro dell'interno respinge l'istanza di cui all'articolo 7 ove sussistano le cause ostative previste nell'articolo 6. Ove si tratti di ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica, il decreto è emanato su conforme parere del Consiglio di Stato. L'istanza respinta può essere riproposta dopo cinque anni dall'emanazione del provvedimento.
[2. L'emanazione del decreto di rigetto dell'istanza è preclusa quando dalla data di presentazione dell'istanza stessa, corredata dalla prescritta documentazione, sia decorso il termine di due anni.] 1
[1] Comma abrogato dall'articolo 14, comma 1, lettera a), del D.L 4 ottobre 2018, n. 113, non ancora convertito in legge.
1. La cittadinanza italiana può essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'interno:
a) allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni, comunque fatto salvo quanto previsto dall'articolo 4, comma 1, lettera c) ;
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri, la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all'Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.
ARTICOLO N.9 bis
1. Ai fini dell’elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza, all’istanza o dichiarazione dell’interessato deve essere comunque allegata la certificazione comprovante il possesso dei requisiti richiesti per legge.
2. Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza sono soggette al pagamento di un contributo di importo pari a 250 euro 1.
3. Il gettito derivante dal contributo di cui al comma 2 è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato allo stato di previsione del Ministero dell’interno che lo destina, per la metà, al finanziamento di progetti del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione diretti alla collaborazione internazionale e alla cooperazione e assistenza ai Paesi terzi in materia di immigrazione anche attraverso la partecipazione a programmi finanziati dall’Unione europea e, per l’altra metà, alla copertura degli oneri connessi alle attività istruttorie inerenti ai procedimenti di competenza del medesimo Dipartimento in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza2.
[1] Comma modificato dall'articolo 14, comma 1, lettera b), del D.L 4 ottobre 2018, n. 113, non ancora convertito in legge.
[2] Articolo inserito dall'articolo 1, comma 12, della legge 15 luglio 2009, n. 94.
ARTICOLO N.9 ter
2. Il termine di cui al comma 1 si applica altresi' ai procedimenti di riconoscimento della cittadinanza avviati dall'autorita' diplomatica o consolare o dall'Ufficiale di stato civile a seguito di istanze fondate su fatti occorsi prima del 1º gennaio 19481.
[1] Articolo inserito dall'articolo 14, comma 1, lettera c), del D.L 4 ottobre 2018, n. 113, non ancora convertito in legge.
1. Il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato12 .
[1] Vedi, anche, il D.M. 27 febbraio 2001.
[2] La Corte Costituzionale, con sentenza 13 dicembre 2017, n. 258 (in Gazz. Uff., 13 dicembre 2017, n. 50), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in cui non prevede che sia esonerata dal giuramento la persona incapace di soddisfare tale adempimento in ragione di grave e accertata condizione di disabilita' .
1. La cittadinanza italiana acquisita ai sensi degli articoli 4, comma 2, 5 e 9, e' revocata in caso di condanna definitiva per i reati previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4), del codice di procedura penale, nonche' per i reati di cui agli articoli 270-ter e 270-quinquies.2, del codice penale. La revoca della cittadinanza e' adottata, entro tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna per i reati di cui al primo periodo, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno 1.
[1] Articolo inserito dall'articolo 11, comma 1, lettera d), del D.L 4 ottobre 2018, n. 113, non ancora convertito in legge.
1. Il cittadino italiano perde la cittadinanza se, avendo accettato un impiego pubblico od una carica pubblica da uno Stato o ente pubblico estero o da un ente internazionale cui non partecipi l'Italia, ovvero prestando servizio militare per uno Stato estero, non ottempera, nel termine fissato, all'intimazione che il Governo italiano può rivolgergli di abbandonare l'impiego, la carica o il servizio militare.
2. Non è ammesso il riacquisto della cittadinanza a favore di chi l'abbia perduta in applicazione dell'articolo 3, comma 3, nonché dell'articolo 12, comma 2.
3. Nei casi indicati al comma 1, lettera c) , d) ed e) , il riacquisto della cittadinanza non ha effetto se viene inibito con decreto del Ministro dell'interno, per gravi e comprovati motivi e su conforme parere del Consiglio di Stato. Tale inibizione può intervenire entro il termine di un anno dal verificarsi delle condizioni stabilite.
1. Chi ha perduto la cittadinanza in applicazione degli articoli 8 e 12 della legge 13 giugno 1912, n. 555, o per non aver reso l'opzione prevista dall'articolo 5 della legge 21 aprile 1983, n. 123, la riacquista se effettua una dichiarazione in tal senso entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge (1).
(1) Termine prorogato dall'articolo 1 della legge 22 dicembre 1994, n. 736 e successivamente fino al 31 dicembre 1997 dall'articolo 2, comma 195, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
ARTICOLO N.17 bis
b) alle persone di lingua e cultura italiane che siano figli o discendenti in linea retta dei soggetti di cui alla lettera a) (1) .
(1) Articolo inserito dall'articolo 1 della legge 8 marzo 2006, n. 124.
ARTICOLO N.17 ter
1. Il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana di cui all'articolo 17-bis è esercitato dagli interessati mediante la presentazione di una istanza all'autorità comunale italiana competente per territorio in relazione alla residenza dell'istante, ovvero, qualora ne ricorrano i presupposti, all'autorità consolare, previa produzione da parte dell'istante di idonea documentazione, ai sensi di quanto disposto con circolare del Ministero dell'interno, emanata di intesa con il Ministero degli affari esteri (1) .
c) la documentazione atta a dimostrare il requisito della lingua e della cultura italiane dell'istante (2).
(1) Per l'emanazione della circolare di cui al presente comma vedi, l'articolo 1, comma 2, della legge 8 marzo 2006, n. 124.
(2) Articolo inserito dall'articolo 1 della legge 8 marzo 2006, n. 124.
[1. Le persone già residenti nei territori che sono appartenuti alla monarchia austro- ungarica ed emigrate all'estero prima del 16 luglio 1920 ed i loro discendenti in linea retta sono equiparati, ai fini e per gli effetti dell'art. 9, comma 1, lettera a ), agli stranieri di origine italiana o nati nel territorio della Repubblica.] (1)
(1) Articolo abrogato dall'articolo 1 della legge 14 dicembre 2000, n. 379.
1. Ai sensi e con le modalità di cui all'articolo 9, la cittadinanza italiana può essere concessa allo straniero che sia stato affiliato da un cittadino italiano prima della data di entrata in vigore della legge 4 maggio 1983, n. 184, e che risieda legalmente nel territorio della Repubblica da almeno sette anni dopo l'affiliazione.
[1. Il cittadino italiano, in caso di acquisto o riacquisto di cittadinanza straniera o di opzione per essa, deve darne, entro tre mesi dall'acquisto, riacquisto o opzione, o dal raggiungimento della maggiore età, se successivo, comunicazione mediante dichiarazione all'ufficiale dello stato civile del luogo di residenza, ovvero, se residente all'estero, all'autorità consolare competente.
3. Chiunque non adempia agli obblighi indicati nel comma 1 è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da lire duecentomila a lire duemilioni. Competente all'applicazione della sanzione amministrativa è il prefetto] (1).
(1) Articolo abrogato dall'art. 110, d.p.r. 3 novembre 2000, n. 396, a decorrere dal 30 marzo 2001.
1. Le disposizioni necessarie per l'esecuzione della presente legge sono emanate, entro un anno dalla sua entrata in vigore, con decreto del Presidente della Repubblica, udito il parere del Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri degli affari esteri e dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia (1).
(1) Vedi d.m. 22 maggio 1992; l. 26 luglio 1993, n. 306; d.p.r. 12 ottobre 1993, n. 572.
1. Sono abrogati la legge 13 giugno 1912, n. 555, la legge 31 gennaio 1926, n. 108, il regio decreto-legge 1° dicembre 1934, n. 1997, convertito dalla legge 4 aprile 1935, n. 517, l'articolo 143- ter del codice civile, la legge 21 aprile 1983, n. 123, l'articolo 39 della legge 4 maggio 1983, n. 184, la legge 15 maggio 1986, n. 180, e ogni altra disposizione incompatibile con la presente legge.
1. La presente legge entra in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .