Source: http://asmecomm.it/newsletter-30-aprile-2014
Timestamp: 2018-09-19 10:02:45+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Newsletter -30 aprile 2014
Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.55 del 30/04/2014
DL 66/2014: OBBLIGO DI CENTRALI DI COMMITTENZA PER TUTTI I COMUNI. NO ALLE MICRO-CENTRALI. OK AL MODELLO ASMECOMM
Il Decreto Legge “Irpef-Spending review” pubblicato in GU il 24 aprile ha disposto una decisa accelerazione al processo di centralizzazione della committenza pubblica. L’obbligo dell’art. 33 comma 3-bis del Codice degli Appalti è esteso a tutti i Comuni che non siano Capoluogo di Provincia o di Regione (non più ai soli piccoli Comuni). Si realizza in questo modo la drastica riduzione delle Stazioni Appaltanti paventata dal c.d. “Piano Cottarelli”. In un sol colpo vengono spazzate via le Micro-Centrali dal momento che nell'elenco dei «soggetti aggregatori», di cui fanno parte ex lege Consip e una centrale di committenza per regione se costituita, l'Autorità di vigilanza inserirà le centrali di committenza territoriali il cui ambito sia abbastanza ampio da garantire la razionalizzazione della spesa (fino a un massimo di 35). Dunque viene riconosciuta piena legittimità al modello di aggregazione nazionale promosso da ASMEL, pienamente operativo in tutta Italia attraverso la piattaforma ASMECOMM. Come anticipato, si conferma anche in ambito nazionale la linea tracciata dall’Unione Europea con la nuova Direttiva Appalti 2014/24/UE: centralizzazione della committenza e sviluppo delle procedure telematiche; entrambi temi centrali del Forum ASMEL che si svolgerà a Napoli il prossimo 9 maggio. Per informazioni e adesioni scrivere alla casella mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
FORUM APPALTI 9 MAGGIO: TUTTO ESAURITO
Il 9 maggio nella sede del TAR Campania a Napoli, nell’ambito del Forum nazionale Asmel, si svolge la Tavola Rotonda su Appalti e Legalità con la partecipazione, tra gli altri, di Sergio Santoro, Presidente AVCP e Cesare Mastrocola, Presidente Tar Campania. Nel pomeriggio si svolgono sessioni dimostrative anche sul nuovo Mercato Elettronico dei Comuni. Le prenotazioni sinora giunte attestano presenze record da parte delle amministrazioni comunali. Incidono in tal senso sicuramente le ultime novità presenti del Decreto legge sulla spending review presentate dal Governo Renzi che rivoluzionano il mondo degli appalti pubblici inserendo al centro delle attività una nuova versione della centrale di committenza per tutte le amministrazioni comunali ma senza quei lacci e lacciuoli che sinora ne avevano impedito il decollo e i conseguenti risparmi su cui il Governo punta. In considerazione dello straordinario interesse che si sta sviluppando intorno al Forum Appalti del prossimo 9 maggio, Asmel prevede anche la possibilità di una diretta streaming dei lavori così da consentire a tutti i suoi associati di poter seguire con attenzione i lavori. Qui il programma.
DECRETO LEGGE 66/2014: TUTTE LE MODIFICHE AL CODICE DEGLI APPALTI
Il Decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014 recante Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale, più noto come “Spending Review 2014”, sempre nell’ottica dei tagli da apportare alle spese della pubblica amministrazione contiene una serie di modifiche al Codice degli appalti a partire dalla citata centralizzazione degli acquisti estesa a tutti i Comuni non capoluogo (con la nuova versione del comma 3-bis dell’articolo 33 del DLgs 163/2006), ai nuovi compiti dell'Autorità di vigilanza - la cui sopravvivenza viene così decretata - di elaborare prezzi di riferimento per categorie di beni e servizi significative (compito non semplice come dimostra l'esperienza della sanità con la prima rilevazione parzialmente annullata dal Tar per difetto di istruttoria). Si interviene ancora sulla pubblicità dei bandi mantenendo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale ma addebitandone la spesa agli aggiudicatari, in pratica replicando il meccanismo già a suo tempo introdotto proprio per i quotidiani. Infatti, modificando il comma 7 dell’articolo 66 del DLgs 163 del 2006, viene prevista esclusivamente la pubblicazione telematica per quanto riguarda avvisi e bandi eliminando le spese per la pubblicazione sui quotidiani. Gli avvisi e i bandi saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie speciale relativa ai contratti pubblici, sul «profilo di committente» della stazione appaltante, ed entro i successivi due giorni lavorativi, sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tutte le relative spese sono rimborsate alla stazione appaltante dall'aggiudicatario. Viene anche modificato l'articolo 122, comma 5, che prevede che i bandi relativi a contratti di importo inferiore a cinquecentomila euro sono pubblicati nell'albo pretorio del Comune ove si eseguono i lavori e nel profilo di committente della stazione appaltante. Come si legge nella relazione tecnica del DL 66/2014 sulla Spending Review, nel 2013 le spese per la pubblicazione sui quotidiani hanno raggiunto i 120 milioni di euro. Il 60% di questa cifra, cioè 72 milioni di euro, è stato rimborsato dagli aggiudicatari, lasciando 48 milioni a carico delle Stazioni Appaltanti. La pubblicazione dei bandi in Gazzetta Ufficiale, spiega la relazione tecnica, è invece costata 27 milioni di euro. Dalle proiezioni effettuate, si stima quindi un risparmio annuo di 75 milioni per le Amministrazioni aggiudicatrici. Inoltre, venendo meno la pubblicazione sui quotidiani, viene eliminato un costo a carico dei progettisti e delle imprese che si aggiudicano un appalto. Sul prossimo numero della newsletter il Fascicolo on-line sulle ultime modifiche al Codice degli Appalti. Qui il testo integrale del Dl 24 aprile 2014, n. 66.
SE LA CONVENZIONE NON RISPONDE ALLE ESIGENZE DELLA P.A., ILLEGITTIMO L'AFFIDAMENTO A CONSIP
Il Tar del Veneto, con sentenza n. 538 del 28 aprile scorso, ha dichiarato illegittima la procedura seguita dall’ASL di Rovigo che pur di assegnare l’appalto alla Ditta accreditata presso CONSIP, non trovando piena corrispondenza tra i servizi richiesti e la convenzione operante, aveva proceduto a frazionare l’appalto. In tal modo aveva aggiudicato alla medesima ditta parte dell’appalto originario tramite la Convenzione-CONSIP e parte mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara. Come chiarito efficacemente dal Giudice Amministrativo «o la convenzione Consip prevede le prestazioni effettivamente rispondenti alle esigenze della P.A., ed allora la P.A. stessa può aderirvi, o non li prevede, ed allora la medesima P.A. deve indire apposita procedura concorsuale per affidare l’appalto ad un’impresa in grado di assicurare il servizio nella sua interezza.» Qui la sentenza del Tar Veneto n. 538/201
PUBBLICATO IL DECRETO SULLE CATEGORIE SPECIALISTICHE
Passano da 33 a 24 le categorie specialistiche a qualificazione obbligatoria e si riducono da 24 a 14 le SIOS, cosiddette categorie "superspecialistiche". Giunge così al termine la travagliata vicenda della lacuna normativa in materia di qualificazione delle imprese specialistiche. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 26 aprile il decreto 24 aprile 2014 del Ministero delle Infrastrutture, composto da 4 semplici articoli, che dà attuazione all'articolo 12 del decreto legge 47/2014 sul piano casa e colma per l'appunto la lacuna normativa relativa alla qualificazione delle imprese specialistiche nelle gare di lavori pubblici. In particolare risultano salvaguardate le categorie OS 18-A - componenti strutturali in acciaio e OS 18-B - componenti per facciate continue. Il Decreto si è reso necessario poichè a seguito della sentenza n. 3014/2013 del Consiglio di Stato erano stati annullati, con Decreto del Presidente della Repubblica 30 ottobre 2013, gli articoli 109, comma 2 (in relazione all'allegato A, e, in particolare, alla «Tabella sintetica delle categorie»), 107, comma 2, 85, comma 1, lettera b), numeri 2 e 3) del Regolamento n. 207/2010 di attuazione del Codice dei contratti. Qui il testo del DM
DALLA CAMERA NUOVO IMPULSO AL PROGRAMMA 6000 CAMPANILI
Nuovi criteri di assegnazione dei finanziamenti del programma «6000 campanili» dalla recente risoluzione approvata all'unanimità dalla Commissione Ambiente della camera dei Deputati. Infatti, la Commissione "impegna" il Governo ad assumere iniziative urgenti per l'istituzione di un fondo proprio al fine di conferire stabilità agli interventi del programma per i comuni che rispettino condizioni di virtuosità in materia di finanza pubblica e prioritariamente agli interventi in materia di: a) qualificazione e manutenzione del territorio, mediante recupero e riqualificazione di volumetrie esistenti e di aree dismesse, nonché riduzione del rischio idrogeologico; b) riqualificazione ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico, nonché realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili; c) messa in sicurezza antisismica degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici, alle strutture socio-assistenziali di proprietà comunale e alle strutture di maggiore fruizione pubblica. Un altro "paletto" posto dalla Commissione parlamentare riguarda la necessità di garantire una equilibrata ripartizione regionale degli interventi, tenendo conto della consistenza della presenza dei piccoli comuni in relazione alle diverse aree territoriali e a favorire nella progettazione processi aggregativi tra le amministrazioni comunali. Si tratta, a ben vedere, di una iniziativa meritoria dato che il programma "6000 Campanili" ha consentito a molte piccole e anche piccolissime realtà comunali in tutta Italia di realizzare opere pubbliche importantissime per le proprie comunità. In tal senso Asmel, dopo la fase in cui ha affiancato le amministrazioni nella predisposizione degli atti da inviare al Ministero con il "click day", sta ora "concretizzando" le progettualità finanziate nel suo ruolo di Centrale di committenza consortile. Qui il testo della risoluzione.
AGGREGAZIONI DI POMIGLIANO, TRAMONTI, VALLESACCARDA E VALLE DI MADDALONI: IN ARRIVO NUOVI FINANZIAMENTI PER IL PIANO D'AZIONE PER L'ENERGIA SOSTENIBILE
Le aggregazioni territoriali che vedono come capofila le amministrazioni comunali di Pomigliano, Tramonti, Vallesaccarda e Valle di Maddaloni, che associano oltre 70 Comuni delle cinque province della Campania, sono in attesa del decreto di ammissione a finanziamento per la redazione dei piani Paes, iniziativa avviata sulla base dell'Avviso pubblico del Burc del 2 settembre 2013.In effetti, con la delibera della Giunta regionale n. 93 del 1 aprile 2014 vengono stanziati ulteriori 100 milioni proprio per finanziare le iniziative già presentate. Qui la DGR 93/2014.
PERDE LA GARA L’IMPRESA CHE NON CONTROLLA LA SUA PEC
È bene ricordarsi sempre di controllare la posta, soprattutto se PEC. Il TAR Campania ha precisato che l’invio della pec ha pieno valore di notifica, senza che sia necessaria la visualizzazione da parte del destinatario. Con questa motivazione il G.A. ha ritenuto irricevibile il ricorso dell’impresa che pur avendo ricevuto via pec la comunicazione di aggiudicazione provvisoria ad altro concorrente, non avendo controllato la sua Pec, non aveva impugnato entro i 30 giorni previsti dall’articolo 120 cpa l’aggiudicazione. Decaduti i termini di impugnazione, non è nemmeno più contestabile la poca chiarezza del contenuto: fa fede la pec e prevale il rispetto dell’adempimento formale da parte della Stazione Appaltante. Qui la sentenza del Tar Campania n. 1497 del 2014.
MODULISTICA STANDARD PER I COMUNI IN MATERIA EDILIZIA: SCIA E PERMESSO DI COSTRUIRE
Implementare una modulistica standard per presentare la domanda inerente ai titoli edilizi: Scia e permesso di costruire in primis. È questo quanto propone il disegno di Legge di riforma della Pa e di semplificazione della burocrazia in arrivo nel prossimo Consiglio dei Ministri. L’obiettivo, come specificato dal Ministro per la Semplificazione Madia, è quello di ridurre la babele di norme regionali e regolamenti comunali, che rendono lunghe e farraginose le procedure in materia di edilizia. Il modello standard sarà disponile sia in formato cartaceo che in modalità online e consentirà un minimo adattamento alle diverse norme regionali. Seguirà anche l’emanazione del Regolamento Edilizio unico nazionale per eliminare e semplificare la mole di autorizzazioni necessarie per il completamento di una infrastruttura e la sovrapposizione tra i diversi enti coinvolti. Naturalmente, questo passo avverrà dopo la riforma del Titolo V della Costituzione che riporterà la materia dell’edilizia privata tra le competenze esclusive statali.
CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI: NUOVE MODALITÀ
Nuove modalità per l’accreditamento e la vigilanza sui soggetti pubblici e privati che svolgono attività di conservazione dei documenti informatici, è quello che troviamo nella Circolare dell’Agenzia per l’Italia Digitale n. 65/2014. Il conservatore, se soggetto privato, in aggiunta ad altri requisiti, deve avere forma giuridica di società di capitali e un capitale sociale di almeno 200.000 euro e garantire il possesso, oltre che da parte dei rappresentanti legali, anche da parte dei soggetti preposti alla amministrazione e da parte dei componenti degli organi preposti al controllo, dei requisiti di onorabilità richiesti ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso banch,e ai sensi dell'articolo 26 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 recante “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”. Qui la circolare n. 65/2014 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014.
RATING DI LEGALITÀ PER I FINANZIAMENTI DELLE PA ALLE IMPRESE
Rating di legalità per le imprese: finalmente in vigore dall’8 aprile il decreto ministeriale attuativo. Si tratta del “Regolamento concernente l’individuazione delle modalita’ in base alle quali si tiene conto del rating di legalita’ attribuito alle imprese ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario, ai sensi dell’articolo 5-ter, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27″. Possono dunque chiedere l’attribuzione del rating le imprese operative in Italia che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta e che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni. Le aziende interessate dovranno presentare una domanda, per via telematica, utilizzando l’apposito Formulario messo a disposizione dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta. Qui il Decreto n. 57 del 20 febbraio 2014
Pubblicato a cura del Ministero per la Semplificazione il rapporto “Semplificazione, cosa chiedono i cittadini e le imprese” che illustra i risultati della consultazione e presenta la top ten delle complicazioni burocratiche. Attraverso una selezione di centinaia di “storie” e di suggerimenti, vengono descritti gli adempimenti e le procedure più complicati e le proposte per affrontarli. I risultati della consultazione telematica rappresentano la base conoscitiva essenziale per costruire una nuova politica di semplificazione e un’agenda condivisa tra Governo, Regioni ed Enti Locali. Per ciascuna delle priorità indicate dai cittadini e dalle imprese saranno individuati obiettivi, risultati attesi, tempi e responsabilità per realizzarli. Qui il report completo sui risultati della consultazione pubblica.
ANAC: SOLUZIONI PER UNA MAGGIORE TRASPARENZA
Il 9 aprile l’ANAC ha predisposto e trasmesso al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione un documento in cui sono riportati i problemi aperti in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza e performance. Nello stesso documento sono contenute anche alcune proposte di semplificazione. Tra queste, ad esempio, possiamo evidenziare la richiesta dell’opportunità di prevedere che i contenuti del Piano triennale della prevenzione della corruzione e del Programma triennale per la trasparenza possano essere differenziati sia in base alla natura che alla dimensione delle amministrazioni (per esempio, con riferimento ai comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti o agli enti con un numero di dipendenti inferiore a 10 unità). Qui il documento.
CONFERENZE DI SERVIZIO: COMPETENZE COMUNE - PROVINCIA
Il Consiglio di Stato ribadisce che se la Conferenza di Servizi, convocata per la realizzazione di un’opera, è gestita dalla Provincia, il Comune non ha un potere di veto automatico, nemmeno se l’opera da realizzare ricade per intero nel suo territorio e neanche se le motivazioni attengono a questioni di compatibilità urbanistica. Conseguentemente, il dissenso del Comune deve essere motivato in modo congruo e ragionevole anche se le osservazioni riguardano aspetti di compatibilità urbanistica dell’opera. Allo stesso tempo, le critiche mosse dal Comune devono essere costruttive. Ciò significa che non possono limitarsi ad un parere negativo, ma devono contenere proposte progettuali alternative. Qui la relativa sentenza del Cds n. 1180/2014