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Timestamp: 2016-12-05 14:35:03+00:00
Document Index: 119136366

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 36', 'art. 40', 'sentenza\n', 'art. 36', 'art.16', 'art.13', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 3']

Circolare INPS n. 63 del 06.05.2005
Aziende industriali dello Stato e degli Enti
pubblici svolgenti attività di natura industriale, privatizzate. Obblighi
contributivi CIG, CIGS, DS e mobilità. ENEL S.p.A. e società costituite in
forza del Decreto Legislativo 16 marzo 1999, n.79. Obblighi contributivi CIG,
CIGS, DS e mobilità
SOMMARIO: - Definizione degli obblighi
contributivi CIG, CIGS, DS e mobilità nei confronti delle Aziende industriali
dello Stato e degli enti pubblici privatizzate. - Definizione degli obblighi
contributivi CIG, CIGS, DS e mobilità nei confronti delle aziende del gruppo
I recenti processi di
privatizzazione delle aziende industriali dello Stato e degli enti pubblici
nazionali svolgenti attività industriale, conseguenti allapertura delle
compagini societarie alla partecipazione di soggetti privati (c.d. azionariato
misto), hanno comportato la necessità di approfondire i riflessi in materia di
obblighi contributivi per la Cassa integrazione guadagni ordinaria e
straordinaria, per la disoccupazione involontaria e per la mobilità.
Con le circolari n. 42 del 21 febbraio 2000 e n. 96 del 22 maggio 2002 sono state
impartite le disposizioni in ordine allassoggettamento allobbligo della
contribuzione CIG, CIGS, disoccupazione e mobilità nei confronti delle aziende
municipalizzate trasformate in società di capitali, privatizzate.
Al fine di pervenire ad una compiuta disciplina della
materia, lIstituto ha interessato i Ministeri vigilanti per definire le
modalità di estensione dei predetti obblighi contributivi anche nei confronti
delle aziende di Stato e degli enti pubblici nazionali svolgenti attività
industriali, con capitale non più interamente pubblico.
Al riguardo, il Ministro del Lavoro e delle Politiche
Sociali, con nota del 26 giugno 2003 prot. 53279, tenuto conto delle
argomentazioni esposte dallIstituto in ordine al venir meno, in base alla
normativa vigente, delle condizioni di esonero ancora in essere, ha concluso
concordando sulla necessità di estendere lobbligo della contribuzione per
CIG, CIGS, disoccupazione e mobilità anche nei confronti delle aziende in
Considerata la complessità delle situazioni
interessate dallapplicazione degli obblighi in esame, si sono resi necessari
ulteriori approfondimenti svolti nel corso di successivi incontri con i
Obbligo contributivo per la cassa
integrazione guadagni ordinaria e straordinaria.
luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788, come modificato dal decreto legislativo
Capo provvisorio dello Stato 12 agosto 1947, n. 869, ha disposto lapplicazione
della normativa in materia di cassa per lintegrazione dei guadagni ai
lavoratori dipendenti dalle imprese industriali. Con la legge 5 novembre 1978,
n. 1115, nellambito della esigenza di tutela del reddito dei lavoratori
dipendenti dalle medesime imprese industriali, interessati da situazioni
congiunturali del sistema economico, è stato disciplinato listituto della
Larticolo 3 del sopra citato D. Lgs C.P.S. 12 agosto
1947, n. 869, ha previsto, tra le altre, lesclusione dallapplicazione
delle norme sulla integrazione dei guadagni degli operai dellindustria nei
confronti delle imprese industriali degli enti pubblici, anche se
municipalizzate, e dello Stato.
A riguardo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali, nel richiamare la ricostruzione del suddetto articolo operata dalla
Corte di Cassazione con sentenza n. 4600/1993, ha precisato che per lapplicazione
del richiamato esonero devono coesistere due condizioni: che il capitale versato
sia interamente di proprietà di Enti Pubblici e che da essi sia gestito,
confermando che solo la natura pubblicistica del datore di lavoro consente tale
esclusione senza che possa considerarsi vulnerato il principio della libera
concorrenza sul mercato, in linea con le direttive europee. Con circolare n.
42/2000, come sopra ricordato, è stato disciplinato lobbligo per le
contribuzioni in argomento nei confronti delle aziende municipalizzate e delle
aziende speciali privatizzate. Le suddette argomentazioni, sulla base degli
ulteriori approfondimenti, cui si è fatto cenno in premessa, costituiscono il
fondamento dellestensione dellobbligo contributivo per gli ammortizzatori
in esame anche nei confronti delle ex aziende di Stato e degli enti pubblici
Resta confermata, pertanto, lesclusione dallobbligo
contributivo per CIG e CIGS unicamente nel caso in cui il capitale delle aziende
in esame, dopo la mutata natura giuridica, continui ad essere interamente in
mano pubblica (come ad es. le aziende del gruppo Ferrovie, Poste S.p.A., ANAS
S.p.A. etc.)
Obbligo contributivo contro la
Con riferimento, invece, allobbligo
contributivo per lassicurazione contro la disoccupazione, la mutata natura
giuridica comporta, per le aziende in trattazione, il venir meno delle
condizioni per il riconoscimento ex lege, ai sensi dellart. 36 del decreto
Presidente della Repubblica 26 aprile 1957, n. 818, della stabilità dimpiego.
Pertanto, come precisato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con
la nota n. 52293 del 7 aprile 2004, lesonero dellobbligo contributivo
contro la disoccupazione involontaria, in base a quanto disposto nellart. 40,
n. 2 del regio decreto legge 4 ottobre 1935, n.1827, potrà essere concesso solo
con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La su richiamata nota, peraltro, facendo propri gli
orientamenti espressi dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza
n. 5570 del 14 ottobre 1988, ha precisato che lesonero nei confronti delle
aziende industriali dello Stato e degli enti pubblici svolgenti attività
industriale che hanno subito modifiche della natura giuridica per effetto della
privatizzazione (assunzione della forma di società per azioni), dovrà essere
adottato, ricorrendone i requisiti, sia nei casi in cui lassetto
proprietario di una società sia il risultato dei processi di privatizzazione
che nei casi in cui la partecipazione azionaria al capitale della società sia
interamente pubblica.
Tenuto conto delle determinazioni della citata nota
Ministeriale, le disposizioni impartite con la circolare n. 42/2000 con
riferimento alla contribuzione in argomento devono intendersi superate.
Pertanto, a partire dalla data di emanazione della
presente circolare viene meno la possibilità di procedere allaccertamento
della sussistenza del requisito della stabilità dimpiego ex lege, secondo
quanto previsto dallart. 36 del DPR n. 818/1957, nei confronti delle aziende
pubbliche in generale pur se il capitale sia ancora interamente in mano
Obbligo contributivo per lindennità
Tale obbligo, come noto, è
stato istituito dallart.16, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, nei
confronti dei datori di lavoro, diversi da quelli edili, destinatari della
normativa della cassa integrazione guadagni straordinaria. Poiché la
contribuzione è dovuta sulle retribuzioni assoggettate al contributo per lassicurazione
obbligatoria contro la disoccupazione involontaria, si rammenta che lesclusione
dallobbligo del versamento di tale ultima contribuzione comporta anche lesclusione
dallobbligo contributivo per la mobilità.
A partire dal periodo di paga
in corso alla data di emanazione della presente circolare le aziende industriali
dello Stato e degli Enti Pubblici il cui capitale sia anche in parte
privatizzato sono tenute al versamento della contribuzione per CIG, CIGS,
disoccupazione e mobilità, secondo le disposizioni vigenti per la generalità
Per la regolarizzazione dei periodi pregressi si rinvia
Nei confronti delle società il cui capitale è ancora
interamente in mano pubblica, gli obblighi in questione diverranno operativi con
effetto dalla data di privatizzazione, anche se minoritaria, del capitale.
ENEL S.p.A. e società costituite in
forza del Decreto Legislativo 16 marzo 1999, n.79.
dallart.13 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, in attuazione della
direttiva 96/92/Ce recante norme comuni per il mercato interno dellenergia
elettrica (c.d. decreto Bersani), lEnel S.p.A ha avviato un processo di
societarizzazione che ha portato alla costituzione di una serie di società per
lo svolgimento delle attività indicate al comma 2 dello stesso art. 13.
Contestualmente, è iniziato il processo di
privatizzazione del capitale, attraverso la prima collocazione sul mercato delle
azioni (ottobre 1999) ancora interamente assegnate al Ministero dellEconomia
Il completamento delle operazioni societarie ha portato
alla trasformazione di Enel in una holding industriale.
Tutte le società costituite da Enel S.p.A., in
attuazione della sopra citate disposizioni, per effetto di cessioni di ramo dazienda
o per scissione sono, sotto il profilo previdenziale, soggetti giuridici del
tutto autonomi e distinti dalla società capogruppo sebbene ad essa collegate da
compartecipazioni azionarie.
Con riferimento alla società capogruppo Enel S.p.A.,
si ricorda che la trasformazione da ente pubblico in società per azioni è
stata disciplinata dal decreto legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito dalla
legge 8 agosto 1992, n. 359. In ordine al regime previdenziale, lart. 2,
comma 5, della legge del 9 agosto 1993, n. 292, ha stabilito che alle società
per azioni derivanti dalle trasformazioni di cui alla legge n. 359/1992 e al
decreto legge n. 333/1992 (tra le quali Enel S.p.A.) si applicano le
disposizioni di cui allart. 3, comma 2, della legge 30 luglio 1990, n. 218 in
base al quale per i dipendenti delle predette società  sono fatti salvi i
diritti quesiti, gli effetti di leggi speciali e quelli rinvenienti dalla
originaria natura pubblica dellente di appartenenza.
In attesa di pervenire alla definizione delle
problematiche connesse allapplicazione degli obblighi in trattazione, Enel
S.p.A. ha conservato lesclusione dalla contribuzione per la cassa
integrazione ordinaria e straordinaria e per la disoccupazione, questultima
per il solo personale assunto con rapporto a tempo indeterminato, per effetto
del decreto di esonero del Ministero del Lavoro recepito con la circolare dellIstituto
n. 557RCV/67 del 23 marzo 1981.
Alla luce delle precisazioni contenute al precedente
punto 1, a partire dalla data di emanazione della presente circolare lEnel
S.p.A. e tutte le aziende facenti parte del Gruppo sono tenute al versamento
della contribuzione per CIG e CIGS.
Per quanto concerne lobbligo contributivo contro la
disoccupazione involontaria e la mobilità, tenuto conto delle precisazioni di
cui ai punti 2 e 3 della presente circolare, lo stesso trova immediata
applicazione solo nei confronti delle aziende costituite in attuazione delle
disposizioni di cui al D.Lgs n.79/1999 non destinatarie di un autonomo
provvedimento di esonero.
Al contrario, nei confronti dellEnel S.p.A., poiché
a tuttoggi il citato decreto di esonero, non risulta ancora revocato, in base
a quanto disposto, al riguardo, nella già richiamata nota n. 52293 del 7 aprile
2004 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, continuerà a permanere
lesclusione dallobbligo della contribuzione contro la disoccupazione
involontaria in attesa delle determinazioni che verranno adottate dal Dicastero
Ne consegue che lEnel S.p.A. continuerà ad essere
esclusa dallobbligo del versamento del contributo per lindennità di
mobilità per effetto di quanto illustrato al precedente punto 3.
6. Regolarizzazione dei periodi pregressi
Ai fini della regolarizzazione dei periodi
pregressi, a far tempo dalla mutata natura giuridica delle aziende in questione
conseguente alla privatizzazione, dovranno essere osservate le seguenti
Al riguardo, si ricorda, che in tema di
regolarizzazione trova applicazione la delibera n. 5 del Consiglio di
Amministrazione dell'Istituto del 26/03/1993, approvata con D.M. 7/10/1993 e che
le regolarizzazioni intervenute entro il giorno 16 del terzo mese successivo a
quello di emanazione della presente circolare, non saranno gravate né da somme
aggiuntive né da interessi (1).
Ai fini di cui sopra le aziende si atterranno alle
- per il versamento della contribuzione
CIGS, utilizzeranno uno dei righi in bianco dei quadri "B-C" del
modello DM10/2, facendo precedere il relativo importo dalla dicitura "Vers.
CIGS" e dal codice " M212 ";
- per il versamento della contribuzione di
mobilità, utilizzeranno uno dei righi in bianco dei quadri "B-C" del
Mob" e dal codice " M213 ";
CIG, utilizzeranno uno dei righi in bianco dei quadri "B- C" del
CIG" e dal codice " M214".
- per il versamento della contribuzione DS,
utilizzeranno uno dei righi in bianco dei quadri "B- C" del modello
DM10/2, facendo precedere il relativo importo dalla dicitura "Vers. DS"
e dal codice " M215".
essere riportato nelle colonne "numero dipendenti", "numero
(1) Il comma 13, dell'articolo 116,
della legge n. 388/2000 stabilisce, infatti, che, nei casi di tardivo pagamento
dei contributi o premi dovuti alle gestioni previdenziali ed assistenziali, per
i quali non si fa luogo all'applicazione delle sanzioni civili e degli interessi
di mora, non possono essere richiesti gli interessi previsti dall'articolo 1282
del codice civile (vedi circolare n. 110/2001,
punto 1.6).