Source: https://www.mandy.it/it/news?tab=30
Timestamp: 2019-02-19 19:21:37+00:00
Document Index: 13724477

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 28', 'art. 6', 'art.4', 'sentenza ', 'art.9']

La valutazione dello rischio STRESS da LAVORO-CORRELLATO risulta essere una valutazione obbligatoria ai sensi dellart. 17 del D.LGS. 81/2008. Il decreto suddetto prevede la redazione secondo i contenuti dellAccordo Europeo dell 8 ottobre 2004 (art. 28 comma 1) e secondo le indicazioni della commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (art. 6 comma 7); purtroppo ad oggi non è ancora stato pubblicato nulla di ufficiale ma resta comunque obbligatorio redigere la valutazione entro il 01/08/2010. Si riporta stralcio dellaccordo europeo: Art. 3 Descrizione dello stress e dello stress da lavoro. Lo stress è una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste o di non essere allaltezza delle aspettative. Lindividuo può ben adattarsi ad affrontare unesposizione alla pressione a breve termine, cosa che può anche essere considerata positiva, ma ha una maggiore difficoltà a sostenere unesposizione prolungata a una intensa pressione. Inoltre i singoli individui possono reagire differentemente ad una stessa situazione data oppure possono reagire diversamente a situazioni similari in momenti diversi della propria vita. Lo stress non è una malattia, ma unesposizione prolungata ad esso può ridurre lefficienza nel lavoro e può causare malattie. Lo stress derivante da motivi esterni allambiente di lavoro può portare a cambiamenti nel comportamento e ad una riduzione dellefficienza nel lavoro. Tutte le manifestazioni da stress nel lavoro non possono essere ritenute correlate al lavoro stesso. Lo stress da lavoro può essere causato da fattori diversi, come ad esempio il contenuto del lavoro, la sua organizzazione, lambiente, la scarsa comunicazione, eccetera. Art. 5 Responsabilità degli imprenditore e lavoratori Secondo la direttiva 89/391, tutti gli imprenditori hanno lobbligo legale di proteggere la salute e la sicurezza occupazionale dei lavoratori. Questo obbligo si applica anche ai problemi di stress da lavoro quando essi rappresentino un rischio per la salute e la sicurezza. Tutti i lavoratori hanno un obbligo generale di attenersi alle misure protettive determinate dallimprenditore. La gestione dei problemi di stress da lavoro può essere effettuata allinterno di un generale processo di valutazione dei rischi, attraverso una politica sullo stress separata e/o specifiche misure mirate allidentificazione di fattori di stress. La Gruppo servizi Mandy, basandosi oltre che sullAccordo Europeo del 2004, su alcune linee guida e approcci operativi predisposti da enti autorevoli quali ISPESL-HSE e Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro negli ultimi mesi, è in grado di sostenervi nella redazione del documento.
VIDEO SORVEGLIANZA NELLE PMI
Con laccordo sottoscritto l8 febbraio 2010 presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Modena, le parti sociali del commercio e lorgano periferico del Ministero del Lavoro hanno inteso, in unottica di semplificazione e di razionalizzazione delle risorse, coniugare la sicurezza anti rapine, sempre più richiesta dai titolari degli esercizi commerciali sottoposti al taglieggiamento della delinquenza, con la garanzia prevista dallart.4 della L. n.300/70, (leggi tutti nell'articolo allegato)
Verbale di ispezione e querela di falso
Con sentenza n. 8335 del 8 aprile 2010, la Cassazione ha affermato che il verbale redatto dall'ispettore del lavoro o dal funzionario dell'Istituto Previdenziale, e contenente i fatti che sono avvenuti in sua presenza, fanno prova fino a querela di falso. Mentre, le circostanze apprese in conseguenza di acquisizione di documenti saranno valutate dal giudice che può considerarle prove sufficienti dei fatti riportati nel verbale ove in pervenga al convincimento dell'effettiva sussistenza degli addebiti mossi dall'ispettore.
Tempi di guida e Orario di lavoro: le ispezioni
Le ispezioni del lavoro nelle aziende di autotrasporto portano, per i Funzionari incaricati, allaccertamento dei tempi di guida e di lavoro disciplinati dal Regolamento CE n.561/06, che riguarda i tempi di guida, e dal D.Lgs. n.234/07, che riguarda lorario di lavoro. Le due normative, pur sovrapponendosi, vanno combinate e coordinate per definire i limiti alla durata del lavoro dellautista: infatti, le sanzioni previste dallart.9 del D.Lgs. n.234/07 vanno ad aggiungersi, e quindi non a sostituire, le ipotesi illecite previste dal Regolamento CE n.561/06 e i relativi precetti previsti dal D.Lgs. n.285/92 (Codice della Strada) per le violazioni del Reg. n.561/06.
Min.Lavoro: comunicazione unica inizio attività dimpresa e comunicazioni on-line delle assunzioni La Divisione I, della Direzione Generale per l'Attività Ispettiva, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in risposta ad un quesito della Direzione provinciale del lavoro di Modena, ha emanato - d'intesa con Direzione generale per l'Innovazione tecnologica e la Comunicazione - la lettera circolare prot. n. 25/I/0007155 del 20 aprile 2010, con la quale fornisce indicazioni operative relativamente alla problematica inerente la comunicazione on-line delle assunzioni in caso di "Com.Unica" - comunicazione unica inizio attività d'impresa. La Direzione, in particolare evidenzia le problematiche riguardanti l'impossibilità di adempiere all'obbligo della comunicazione preventiva di assunzione da parte di quelle imprese che, contestualmente all'avvio dell'attività attraverso la c.d. "comunicazione unica", hanno necessità di impiegare personale fin dal primo giorno. In tale ipotesi, il Ministero ritiene che si possa rientrare nei casi di "forza maggiore" (ML nota prot. n. 4746 del 14 febbraio 2007), con la possibilità di comunicare l'assunzione di personale entro 5 giorni dall'inizio dell'attività lavorativa. Infatti, la "forza maggiore" è rinvenibile dalla coincidenza della data indicata nella comunicazione unica di impresa con quella successivamente indicata nella comunicazione ai Servizi competenti quale data di inizio della prestazione lavorativa.
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