Source: http://www.carteinregola.it/index.php/la-regione-lazio-ci-ripensa-sul-silenzioassenso-per-le-edificazioni-nelle-aree-protette/
Timestamp: 2019-06-21 00:20:58+00:00
Document Index: 50787824

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art.10', 'art. 7']

La Regione Lazio ci ripensa sul silenzio/assenso per le edificazioni nelle aree protette |
La Regione Lazio ci ripensa sul silenzio/assenso per le edificazioni nelle aree protette
Dal sito parchilazio.it
Difficile valutare globalmente l’operato di un’Amministrazione locale. Ma le leggi o le modifiche normative che vara nel campo dell’urbanistica e della tutela ambientale sono sicuramente un indicatore significativo. Non solo della maggioranza che le approva ma anche dell’opposizione che dovrebbe sottoporle a una pignola disamina. A ottobre, come segnalato da un articolo del Fatto Quotidiano, il Consiglio regionale aveva approvato un emendamento che introduceva addirittura il “silenzio- assenso” per le edificazioni nelle aree protette, poi impugnato dal Governo davanti alla Corte Costituzionale. Adesso abbiamo appreso che la legge regionale è in corso di parziale modifica…
Quattro anni e mezzo fa Carteinregola era impegnata in un Presidio alla Pisana contro il Piano Casa ereditato dalla Polverini (per la parte edilizia), poi prorogato dal Consiglio regionale fino al gennaio 2017 (1). Le conseguenze hanno cominciato a essere drammaticamente note ai più a cavallo del 2017/2018, con decine di progetti, molti di abbattimento e ricostruzione, che riguardano villini nella città storica (2). Poi è stata la volta della Legge della Rigenerazione urbana approvata dalla Regione Lazio l’11 luglio 2017, di cui abbiamo più volte segnalato le criticità, chiedendo in particolare – finora inutilmente – al Presidente Zingaretti che si rimettesse mano al testo, quantomeno per modificare l’art. 6, che secondo l’ INU, Istituto Nazionale di Urbanistica (3) al contrario degli altri articoli della Legge, che prevedono che gli interventi “devono essere preceduti da una valutazione di merito del Comune (approvazione di programmi, definizione di ambiti, approvazione di varianti)” prevede interventi diretti la cui “attuazione “sempre consentita” è rimessa alla sola decisione della proprietà immobiliare”. Una sorta di “mini Piano casa” incistato nella Legge regionale per la rigenerazione urbana tuttora vigente (4).
Il 5 ottobre scorso un articolo di Vincenzo Bisbiglia su Il fatto quotidiano (5) segnalava che nel “Lazio, per costruire nelle aree protette basterà silenzio-assenso della Regione“, grazie a “un emendamento al bilancio approvato l’8 agosto nella Commissione guidata dal consigliere Pd Marco Vincenzi e recepito la scorsa settimana a maggioranza dall’Assise della Pisana“. Ed effettivamente il sito del Consiglio regionale riportava la notizia di un emendamento dell’Assessore Santore approvato già in Commissione Bilancio(6) “volto a far esaminare i piani al Consiglio regionale che poi però ha 120 giorni di tempo per approvarli”. Scriveva Bisbiglia: “il provvedimento va a modificare l’articolo 26, comma 4, della legge regionale 29/1997 sul piano di assetto delle aree naturali protette, dettando i tempi a Giunta, commissione e consiglio, che hanno rispettivamente, tre, tre e quattro mesi “decorsi i quali il piano si intende approvato“. Il giornalista del Fatto faceva anche un esempio, il piano di riassetto della Tenuta regionale dell’Acquafredda , che “prevede l’edificazione su 60 ettari di proprietà dell’Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica di circa 180.000 metri cubi “a scopo socio-sanitario” per la “valorizzazione di terreni di proprietà dell’ente ecclesiastico”. Un intervento che qualcuno giudica al limite della legittimità vista l’impossibilità di edificare all’interno delle aree naturali regionali come da legge 29/1997. Eppure, ha già iniziato il proprio iter e beneficerà della nuova norma, arrivando ad approvazione con il “silenzio-assenso” qualora non dovesse mai essere calendarizzato“.
Ci aveva poi pensato il Governo, con Delibera C.d.M. del 21-12-2018, a impugnare davanti alla Corte Costituzionale (7) alcuni commi/articoli della Legge della Regione Lazio n.7 del 22-10-2018 “Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale”, tra i quali quello del silenzio/assenso (8)
Adesso apprendiamo dal sito del Consiglio regionale (9) che la commissione Agricoltura e ambiente, presieduta da Valerio Novelli (M5s) ha espresso parere favorevole condizionato, alle modifiche all’art. 7 della legge n. 116 del 2019 (10): “il piano delle aree naturali protette della Giunta regionale, non si intende più approvato entro tre mesi per effetto del silenzio assenso ma prevede un termine per il parere espresso dall’aula“. In pratica dal testo “Il Consiglio regionale si esprime sulla proposta di piano entro i successivi centoventi giorni” è stato tagliato “decorsi i quali il piano si intende approvato”.
Una marcia indietro sacrosanta, che avrebbe dovuto avvenire ben prima dell’impugnazione del Governo: anzi, che non avrebbe mai dovuto avvenire, perchè una tale fattispecie normativa non avrebbe dovuto essere nemmeno inserita in una legge regionale. Tuttavia restano ancora in vigore gli altri commi e articoli della stessa legge, ugualmente impugnati dal Governo (7)
Ci auguriamo che ora il Consiglio regionale approvi la modifica al più presto, rimettendo mano anche agli altri articoli impugnati, e anche alla Legge di Rigenerazione urbana approvata nel luglio 2017, cancellando il famigerato art. 6 (3)
(1) La proroga è stata approvata con il voto unanime della maggioranza (Pd, Sel, Lista e Listino Civico) e il voto contrario delle opposizioni (M5s, La Destra, Fi-Pdl, Nuovo Centro Destra, Lista Buongiorno- Udc, Fdi) > Vedi Piano Casa e Legge di rigenerazione urbana, cronologia materiali
(2) Vedi Piano Casa e Legge di rigenerazione urbana, cronologia materiali
(3) Il 19 marzo 2018 L’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) del Lazio pubblica un documento approvato dal suo direttivo che riassume i rischi a cui sono esposti i quartieri storici realizzati a Roma a partire dall’Unità d’Italia, e in particolare i villini realizzati nella prima metà del secolo scorso, a causa del vecchio Piano casa – dall’INU a suo tempo fortemente avversato, sia nella versione Polverini, sia nella versione Zingaretti – e anche a causa della nuova Legge per la rigenerazione urbana approvata dal Consiglio regionale nel luglio scorso. L’istituto di urbanistica chiede una “modifica della LR 7/2017 che, per gli interventi diretti di ristrutturazione edilizia e di demolizione e ricostruzione con ampliamento (fino al 20%) previsti all’art. 6 della legge” in quanto , “mentre nei precedenti articoli della LR – art. 2 (programmi di rigenerazione urbana), art. 3 (ambiti di riqualificazione e recupero edilizio), art. 4 (cambio di destinazioni d’uso) e art. 5 (miglioramento sismico ed efficientamento energetico) – gli interventi devono essere preceduti da una valutazione di merito del Comune (approvazione di programmi, definizione di ambiti, approvazione di varianti), nel caso degli interventi diretti previsti all’art. 6 l’attuazione “sempre consentita” è rimessa alla sola decisione della proprietà immobiliare“. L’INU avanza anche alcune proposte per impedire lo stravolgimento dei tessuti storici della Capitale alla Regione Lazio, e a Roma Capitale (> vai al documento)
(4) scarica BUR-2017-57-3 LAZIO Legge Rigenerazione urbana(> vai al nostro articolo)
Seduta n°17
martedì 26 marzo – ore 14:00 – sala: Latini
Proposta di deliberazione consiliare n. 26 del 4 gennaio 2019 concernente: “Approvazione del piano territoriale paesistico regionale ai sensi degli articoli 21, 22 e 23 della Legge regionale 6 luglio 1998, n.24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e successive modifiche e degli articoli 135, 143, 156 e 141 bis del Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art.10 della Legge 6 luglio 2002, n.137) e successive modifiche
(5) Il fatto Quotidiano 5 ottobre 2018 Lazio, per costruire nelle aree protette basterà silenzio-assenso della Regione. Verdi: “Preludio alla cementificazione” di Vincenzo Bisbiglia
(6) (Commissione bilancio 2 agosto 2018) Legge per la semplificazione: approvati gli articoli fino al 7 compreso (…) Approvati anche altri sei articoli del provvedimento, “Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale”, con vari emendamenti. L’articolo 2 semplifica la normativa in materia di risorse forestali e agricoltura, per consentire rapidamente il recupero delle aree interessate da incendi. L’articolo tre invece detta nuove disposizioni in materia di approvazione dei Piani di assetto delle aree naturali protette. In particolare, dopo ampia discussione, l’assessore Sartore ha presentato un emendamento volto a far esaminare i piani al Consiglio regionale che poi però ha 120 giorni di tempo per approvarli.
(7)Vedi Ecco perchè il Governo ha impugnato la Legge regionale del Lazio “Disposizioni per la semplificazione” 25 gennaio 2019
1) L’articolo 5, comma 1, numero 2, lett. g), della Lr. n. 7 del 2018, nel modificare il comma 4 dell’articolo 26 (Piano dell’area naturale protetta), della l.r. n. 29 del 1997, prevede che:
Il Governo ha anche impugnato, della stessa legge:
Il punto i) del comma 1 dell’articolo 5 della l.r. n. 7 del 2018, introduce all’articolo 31 (Sviluppo delle attività agricole) della Lr.29 del 1997 il comma 1 bis
L’articolo 5, comma 1, lett. i), punto 7, della l.r. n. 7 del 2018, reca talune modifiche al comma 2bis dell’articolo 31 (Sviluppo delle attività agricole) della L.r. 29 del 1997
gli articoli 20, 32,79, 3,5, 24, 33, 84
(8) Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionaleNumero della legge: 7 Data: 22 ottobre 2018 Numero BUR: 86 Data BUR: 23/10/2018 http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=leggiregionalidettaglio&id=9333&sv=vigente
(9)(dal sito del Consiglio regionale) Piano aree naturali protette: verso eliminazione del silenzio assenso
13/03/2019 – La commissione Agricoltura e ambiente, presieduta da Valerio Novelli (M5s) ha espresso parere favorevole condizionato, alle modifiche all’art. 7 della legge n. 116 del 2019, apportate dalla commissione bilancio, ai sensi del Regolamento dei lavori del Consiglio regionale, concernente “Disposizioni finanziarie di interesse regionale e misure correttive di leggi regionali varie”.
Erano presenti: Laura Cartaginese (Forza Italia), Rodolfo Lena (PD), Daniele Ognibene ( Liberi e uguali nel Lazio), Gaia Pernarella ( M5s), Gianluca Quadrana (Lista civica Zingaretti). A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio
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