Source: http://www.greensite.it/Agricoltura/prodottiagricoli.htm
Timestamp: 2017-10-19 03:18:42+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.4', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 8']

COME VENDERE DIRETTAMENTE I PROPRI PRODOTTI AGRICOLI. LE REGOLE PER I PRODOTTI TRADIZIONALI.
La vendita diretta dei prodotti agricoli da parte degli imprenditori agricoli a titolo principale è regolata dall’art. 4 del Decreto Legislativo n. 228 del 18 maggio 2001. All’agricoltore è data la possibilità di vendere direttamente al dettaglio, su tutto il territorio nazionale, prodotti che provengono in misura prevalente dalla propria azienda, mentre i prodotti non provenienti dalla propria azienda non possono comunque determinare un reddito superiore agli 80 milioni l’anno.
Possono essere vendute sia materie prime che prodotti trasformati. Il D.Lgs. 18 maggio 2001 n.228 recita infatti: “La presente disciplina si applica anche nel caso di vendita dei prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell’impresa”.
Per effettuare la vendita è necessario iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e rispettare le disposizioni in materia di igiene e sanità.
L’attività di vendita deve essere preceduta da una comunicazione al Sindaco almeno 30 giorni prima ai sensi dell’art.4 del Decreto Legislativo 228/2001 precisando generalità del richiedente, codice fiscale, ubicazione dell’azienda, partita Iva, numero iscrizione Registro delle Imprese, tipo di prodotti e modalità con cui si intende effettuare la vendita. Per vendita diretta si intende anche quella effettuata via internet, ma questa può essere indifferentemente realizzata nella sede dell’azienda, sul suolo pubblico o in locali aperti al pubblico, in fiere e manifestazioni o in modo itinerante. La comunicazione in questi casi va effettuata al Sindaco del Comune nel quale si intende effettuare la vendita con l’eccezione della vendita itinerante, per la quale basta la comunicazione al Sindaco del comune in cui risiede l’azienda agricola. Nel caso di occupazione di aree pubbliche si è soggetti all’art. 28 del Decreto Legislativo n.114 del 31 marzo 1998. L’attività di vendita diretta è preclusa a tutti coloro che abbiano riportato condanne con sentenza passata in giudicato per delitti in materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione degli alimenti nel quinquennio precedente l’avvio dell’attività commerciale.
Se il produttore applica il regime speciale agricolo o non è soggetto alla tenuta della contabilità fiscale, non c’è obbligo di emissione dello scontrino fiscale, ma sarà sufficiente conservare nei locali di vendita il registro dei corrispettivi dove riportare giornalmente l’incasso.
Nel caso di vendita effettuata al di fuori dell’azienda agricola va segnalata all’Ufficio Iva l’ubicazione del punto vendita.
La ricevuta fiscale va compilata da parte di tutti quei produttori che optano per il regime normale di detrazione IVA ed in tutti quei casi in cui l’acquirente non è un consumatore finale (ad esempio un commerciante).
Ai fini IRPEF il reddito derivante dalla vendita dei prodotti propri rientra nel reddito agrario
Il Decreto Legislativo 155/97 disciplina le procedure igienico sanitarie da applicare nell’azienda agricola per lo svolgimento delle attività di lavorazione, confezionamento e vendita dei prodotti destinati all’alimentazione umana.
Per una serie di prodotti tradizionali, valgono anche le norme di cui al Decreto Legge 173/98 e suo Regolamento di attuazione – D.M. 8 settembre 1999 (1) a cui le Regioni hanno dato attuazione con propri provvedimenti (per le Marche la Delibera della Giunta Regionale n.2985/98) con cui sono state introdotte deroghe per la preparazione di numerosi alimenti.(2)
Per la manipolazione aziendale delle carni le norme di riferimento sono costituite dalla Legge 30 aprile 1962, n.283.
Chi è preposto alla manipolazione e/o vendita dei prodotti alimentari deve munirsi del Libretto di Idoneità Sanitaria previsto dalla Legge n.283 del 30 aprile 1962.
Decreto Ministeriale 8 settembre 1999
Regolamento recante norme per l'individuazione dei prodotti tradizionali di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173.
Registrato alla Corte dei Conti il 22/09/1999
Registro Politiche Agricole e Forestali n.° 264
Visto il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, recante il conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale;
Visto l'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, recante disposizioni in materia di individuazione dei prodotti tradizionali agroalimentari;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155, recante attuazione delle direttive CE n. 93/43 e n. 96/3, concernenti l'igiene dei prodotti alimentari;
D'intesa con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome;
Visto il parere del Consiglio di Stato n. 149/99, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 26 luglio 1999;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a norma dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con nota dell'11 agosto 1999, n. 7732;
A dotta
Finalità ed ambito d'applicazione
Ai fini del presente decreto sono considerati prodotti agroalimentari tradizionali quelli le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo.
Per l'individuazione dei prodotti agroalimentari tradizionali le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano accertano che le suddette metodiche sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai venticinque anni.
Il testo delle note qui pubblicate e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio.
Il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, recante il conferimento alle regioni delle funzioni
amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 giugno 1997, n. 129.
Il testo dell'art. 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, e' il seguente:
"1. Per l'individuazione dei ''prodotti tradizionali'', le procedure delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura il cui uso risulta consolidato dal tempo, sono pubblicate con decreto del Ministro per le politiche agricole, d'intesa con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, e con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla suddetta pubblicazione predispongono, con propri atti, l'elenco dei ''prodotti tradizionali''".
Il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155, recante "Attuazione delle direttive 93/43/CEE e 96/3/CE concernenti l'igiene dei prodotti alimentari", e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 giugno 1997, n. 136.
Il testo dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1998, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), e' il seguente: "3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione".
Elenchi regionali e provinciali dei prodotti agroalimentari tradizionali
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale, predispongono gli elenchi regionali o provinciali dei propri prodotti agroalimentari tradizionali.
Negli elenchi di cui al comma 1 devono essere indicate, per ogni prodotto, le seguenti informazioni:
a. nome del prodotto;
b. caratteristiche del prodotto e metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo in base agli usi locali, uniformi e costanti, anche raccolti presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti per territorio;
c. materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione, il condizionamento o l'imballaggio dei prodotti;
d. descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura.
Le regioni e le province autonome inviano gli elenchi ed i successivi aggiornamenti al Ministero per le politiche agricole che provvede al loro inserimento nell'elenco nazionale di cui all'articolo 3.
E' istituito presso il Ministero per le politiche agricole l'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.
L'elenco e' formato dai prodotti definiti tradizionali dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano ed inseritinei rispettivi elenchi.
Il Ministero per le politiche agricole cura la pubblicazione annuale dell'elenco, promuovendone la conoscenza a livello nazionale ed estero, nell'ambito delle funzioni ad esso attribuite ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143.
Il testo dell'art. 2, comma 3, del citato decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, e' il seguente:
"3. Spettano al Ministero i compiti di riconoscimento e di sostegno delle unioni, delle associazioni nazionali e degli organismi nazionali di certificazione; spettano, altresì, i compiti relativi: agli accordi interprofessionali di dimensione nazionale; alla dichiarazione di eccezionali avversità atmosferiche; alla prevenzione e repressione delle frodi nella preparazione e nel commercio dei prodotti agroalimentari e ad uso agrario; alla raccolta, elaborazione e diffusione di dati e informazioni a livello nazionale, ai fini del sistema statistico nazionale e del rispetto degli obblighi comunitari".
Accesso alle deroghe
Per i prodotti tradizionali iscritti negli elenchi regionali o provinciali per i quali risulti necessario accedere alle deroghe previste dall'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo n. 173 del 1998, le regioni e le province autonome inviano al Ministero per le politiche agricole, per ciascun prodotto interessato, gli elementi relativi alle procedure operative in grado di assicurare uno stato soddisfacente di igiene e disinfezione dei materiali di contatto e dei locali nei quali si svolgono le attività produttive, salvaguardando le caratteristiche di tipicità, salubrità e sicurezza del prodotto, in particolare per quanto attiene la necessità di preservare la flora specifica.
Il Ministero per le politiche agricole trasmette al Ministero della sanità ed al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato la documentazione regionale di cui al comma 1, per l'emissione del provvedimento di deroga in conformità con le disposizioni comunitarie concernenti l'igiene degli alimenti, ai sensi dell'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo n. 173 del 1998.
Copia del provvedimento di deroga, di cui al comma 2, e' trasmesso dal Ministero della sanità al Ministero per le politiche agricole, per la comunicazione alla regione o provincia autonoma competente, nonché per l'annotazione nell'elenco nazionale a margine del prodotto interessato.
Il testo dell'art. 8, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, e' il seguente:
"2. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per le politiche agricole e con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sono definite le deroghe, relative ai ''prodotti tradizionali'' di cui al comma 1, riguardanti l'igiene degli alimenti, consentite dalla regolamentazione comunitaria".
Il presente decreto, munito dal sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Roma, 8 settembre 1999
(2) Elenco dei prodotti tradizionale della Regione Marche per i quali valgono le deroghe di al D.L. 173/1998
salame di soprassato o soppressato
tacchino bronzato rustico o nostrano galnacc – dindo
germogli di pungitopo sott’olio
germogli di tamaro sott’olio
germogli di vitalba sott’olio