Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-11041-del-05-05-2017
Timestamp: 2020-08-13 20:03:13+00:00
Document Index: 12745747

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1218', 'art. 1362', 'art. 8', 'art. 149', 'art. 140', 'art. 379', 'art. 380', 'art. 372', 'art. 291']

Sentenza Cassazione Civile n. 11041 del 05/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11041 del 05/05/2017
Cassazione civile, sez. II, 05/05/2017, (ud. 21/02/2017, dep.05/05/2017), n. 11041
sul ricorso 15291-2012 proposto da:
P.O., C.F. (OMISSIS), e C.C. elettivamente
domiciliati in ROMA, V.FRASCINETO 8, presso lo studio dell’avvocato
ANTONIO MARTINOLI, rappresentati e difesi dall’avvocato GIGLIOLA
COATTI;
IMMOBILIARE S CORINNA SRL IN PERSONA DEL SUO LEGALE RAPP.TE P.T.;
avverso la sentenza n. 1393/2011 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
P.O. e C.C. propongono ricorso per cassazione, affidato a sette motivi, avverso la sentenza della Corte d’Appello di Milano, n. 1393/11 pubblicata il 12 maggio 2011, che ha respinto l’impugnazione proposta dagli odierni ricorrenti avverso il lodo arbitrale pronunciato tra i medesimi e l’Immobiliare S. Corinna srl depositato il 22 ottobre 2007, disattendendo tutti i motivi di impugnazione del lodo.
La Corte d’appello ha anzitutto escluso la nullità del lodo, per violazione delle norme in materia di interpretazione e risoluzione del contratto, in relazione alla valutazione da parte del collegio arbitrale secondo cui il termine di consegna non poteva ritenersi essenziale, anche alla luce del comportamento delle parti successivo alla conclusione del contratto.
La Corte ha ritenuto di condividere la valutazione del collegio arbitrale secondo cui la rinuncia all’essenzialità del termine poteva ben essere successiva allo spatium deliberandi di tre giorni e risultare da atti univoci quali l’accettazione dell’adempimento tardivo del debitore.
Ha altresì rilevato che la delibazione di gravità dei vizi ai fini della pronuncia di risoluzione, costituiva valutazione di “merito” rimessa alla competenza istituzionale degli arbitri.
Del pari inammissibile, ad avviso della Corte territoriale, la censura sulla statuizione di non imputabilità all’appaltatrice dell’inadempimento ex art. 1218 c.c. per il ritardo nella consegna dell’opera, in quanto derivante dalla richiesta di opere extra-contratto.
Analoga valutazione di inammissibilità veniva riservata dal giudice di appello alla dedotta violazione dell’art. 1362 c.c. per aver il collegio arbitrale ritenuto, alla luce dei ripetuti ordini di opere extra-contratto, che fosse invalsa tra le parti le parti una prassi negoziale secondo cui tali opere venivano ordinate ed eseguite pur in assenza delle forme originariamente previste dall’art. 8, lett. b).
La Corte ha altresì escluso che il collegio arbitrale fosse incorso in erronea applicazione delle norme di interpretazione del contratto ed errata quantificazione delle opere eseguite dall’appaltatrice, nonchè nella errata applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. ed omessa motivazione, in relazione al capo di condanna a loro carico, avente ad oggetto il pagamento delle spese di ctu.
La controricorrente non ha resistito.
Deve preliminarmente rilevarsi l’inammissibilità del ricorso per mancata produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale, attesa la mancata costituzione dell’intimata. Ed invero, secondo il consolidato indirizzo di questa corte, la produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell’art. 149 c.p.c., o della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui all’art. 140 c.p.c., è richiesta dalla legge in funzione della prova dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l’avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal comma 1 citata disposizione, ovvero fino all’adunanza della corte in camera di consiglio di cui all’art. 380-bis c.p.c., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell’art. 372 c.p.c., comma 2. In caso, però, di mancata produzione dell’avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell’intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell’art. 291 c.p.c. (Cass. Ss.uu. 627/2008).
Va quindi affermata l’inammissibilità del ricorso.