Source: http://www.lscv.ch/it/pages/protezione/consultazione/2009_04_lscv.html
Timestamp: 2017-10-19 02:03:51+00:00
Document Index: 157763154

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art.137', 'art. 5', 'art. 5', 'art.17', 'art.137', 'art.2', 'art.3', 'art.9', 'art.12']

Aprile 2009 - Presa di posizione LSCV
21.01.2009 - Progetto - Ordinanza dell’UFV concernente la detenzione di animali da laboratorio, la produzione di animali geneticamente modificati e i metodi utilizzati nella sperimentazione animale
21.01.2009 - Progetto - Ordinanza concernente il sistema d’informazione elettronico per la gestione degli esperimenti sugli animali (OGEA) »» segue
Nuove ordinanze dell’Ufficio Federale di Veterinaria
Censimento delle sperimentazioni animali per una banca dati on-line e controllo della produzione di animali transgenici
Come autorizzato dalla nuova legislazione in materia di protezione degli animali (entrata in vigore nel settembre 2008), l’Ufficio Federale di Veterinaria ha avviato i lavori di predisposizione delle ordinanze amministrative che gli consentiranno di sviluppare certe disposizioni già esistenti, ed in futuro, di adattare la legislazione in funzione delle nuove conoscenze acquisite. È in questo contesto che tali ordinanze sono state messe in consultazione presso gli ambienti interessait (scientifici, amministrativi e di protezione degli animali) dal 12 febbraio al 14 aprile 2009.
La prima ordinanza riguarda « la detenzione di animali da laboratorio, la produzione di animali geneticamente modificati ed i metodi utilizzati nella sperimentazione animale ».
Il testo è piuttosto ambizioso, anche se qualche ulteriore disposizione consentirebbe di migliorare ulteriormente la condizione degli animali. Tuttavia, poichè finora non vigeva nessuna disposizione chiara atta a limitare la « produzione » di animali transgenici, malgrado le enormi sofferenze eventualmente cagionate dalle modificazioni genetiche indotte, si tratta incontestabilmente di un reale miglioramento rispetto al passato.
Concretamente: non sappiamo ancora nulla su come i cantoni potranno applicare queste disposizioni, ma un’amministrazione un pò motivata dal proprio ruolo di autorità cantonale, oppure un rappresentante della protezione degli animali in seno ad una commissione cantonale realmente desideroso di promuovere la protezione degli animali, potrà avvalersi di un testo abbastanza ben concepito per mettere un pò d’ordine negli stabulari del suo cantone.
La situazione è decisamente meno rosea per quanto riguarda la seconda ordinanza « il sistema d'informazione elettronico per la gestione degli esperimenti sugli animali (OGEA) ».
Quando l’UFV offre l’immagine di un’amministrazione federale polverosa ed opaca, purtroppo non c’è da aspettarsi nulla di buono. Ciò che è confermato da questa ordinanza.
Già alla semplice lettura delle note esplicative del progetto ci si doveva preparare al peggio. Effettivamente, tutto è stato blindato per garantire che il minimo indispensabile di informazioni possa fuoriuscire da questa banca dati. Allorchè la centralizzazione delle informazioni sugli esperimenti effettuati in Svizzera potrebbe essere una formidabile fonte di informazioni ad esempio per le autorità cantonali incaricate di controllare la pertinenza scientifica di un esperimento prima di autorizzarlo, non le verrà concesso alcun accesso! Non solo i cantoni avranno unicamente il diritto di acquisire dati ma per di più l’UFV gli fatturerà tale acquisizione allorchè finora erano a suo carico !
Emerge peraltro chiaramente che i cantoni non sono stati consultati durante l’allestimento di questo progetto. Quando si pensa che le vie amministrative « normali » necessitano diverse settimane per ottenere la convalida – da parte dei diversi servizi consultati – di una presa di posizione cantonale, il periodo di consultazione estremamente breve di soli due mesi concesso dall’UFV induce a pensare che di fatto sperava una partecipazione minima dei cantoni ! D’altronde questi ultimi sono minorizzati in seno al « Consiglio strategico » che l’UFV intende allestire e che sarebbe incaricato di « consigliare l’UFV » relativamente allo sviluppo di questa banca dati. L’UFV si è invece dal canto suo dotato di una rappresentanza maggioritaria attribuendosi 3 seggi, tra cui la Presidenza, sui sei disponibili!
Di fronte all’assurdità di questo progetto, la maggior parte degli organi di protezione degli animali consultati hanno vivamente criticato l’UFV per il contenuto di questa ordinanza. Sono stati peraltro diffusi comunicati stampa intesi a far conoscere le nostre rivendicazioni. Non sapremo prima di molti mesi se queste avranno dato i frutti sperati ma è probabile che l’UFV tenga la testa sotto la sabbia e cerchi di mantenere il progetto quale è attualmente. Ma non avrà l’ultima parola. Il diritto federale difende una maggiore trasparenza sulle sperimentazioni animali, e porteremo avanti le nostre rivendicazioni fino a quando otterremo soddisfazione.
Che cosa può ancora oggi giustificare questa mancanza di trasparenza, in particolare per quanto riguarda gli esperimenti svolti nei laboratori pubblici?
Nella sua presa di posizione comunicata all’UFV, la Lega ha richiamato in particolare:
Le sperimentazioni animali che si svolgono negli istituti pubblici (Università, Politecnici, ecc.) possono essere già in parte conosciute avviando una ricerca mirata :
1) Attualmente si possono trovare informazioni molto esaurienti sulle sperimentazioni animali svolte negli istituti pubblici. I motori di ricerca interna dei siti Internet delle Università consentono di sapere in poco tempo chi fa cosa e dove. La maggior parte dei comunicati stampa di questi stessi istituti sono ancora più espliciti quanto alla metodologia posta in opera, il numero e le specie animali utilizzate.
2) Il sito Internet dell’FNS – che finanzia, stando alle statistiche, circa metà degli esperimenti sugli animali effettuati annualmente negli istituti pubblici – pubblica, dall’entrata in vigore della LTRANS nel 2006, informazioni abbastanza complete su ogni richiedente, che spaziano dai finanziamenti concessi alla pubblicazione di abstract sugli esperimenti in corso.
3) Anche senza usufruire di un accesso costoso alle diverse biblioteche on-line, la consultazione di siti Internet quali Medline consente di procurarsi un gran numero di informazioni sugli esperimenti effettuati dai numerosi gruppi di ricerca operativi nei nostri atenei.
Pertanto, limitare l’accesso a certe informazioni su queste sperimentazioni animali non è affatto giustificato :
4) Gli esperimenti effettuati negli istituti pubblici sono nella maggior parte dei casi progetti di ricerca fondamentale il cui obiettivo principale è la pubblicazione dei risultati.
5) Per ottenere il finanziamento dei loro esperimenti, i ricercatori sono già oggi costretti a trasmettere informazioni complete ai loro colleghi relativamente a tali esperimenti. Ci limitiamo a citare l’FNS che trasmette tutte le nuove richieste alla trentina di scienziati che compongono la Divisione 3, scienziati che per lo più sono a capo di gruppi di ricerca nelle principali università del nostro paese. L’FNS consulta anche esperti internazionali per valutare l’interesse scientifico delle richieste che gli vengono presentate.
6) Il finanziamento di questi esperimenti è possibile solo grazie all’apporto di denaro pubblico. Ogni cittadino ha diritto di sapere quali esperimenti sono effettuati sugli animali con il finanziamento proveniente dai contributi pubblici, ciò che risponde anche agli obiettivi della LTRANS.
Consentire l’accesso a certe informazioni su queste sperimentazioni animali è conforme anche alle legislazione sulla protezione degli animali, segnatamente all’art.17 (LPDA) che richiama il principio del carattere indispensabile di un’esperienza.
7) Diversi gruppi di ricerca possono svolgere gli stessi esperimenti in cantoni diversi senza saperlo. È nè più nè meno che uno spreco di animali.
8) Gruppi di ricerca possono svolgere gli stessi esperimenti utilizzando animali diversi. Ancora una volta, è uno spreco di animali.Tra il 2006 ed il 2007, si è proceduto ad un raffronto delle pubblicazioni dei gruppi di ricerca che hanno effettuato esperimenti paragonabili. In molti casi gli esperimenti svolti in certi cantoni coinvolgevano un numero inferiore di animali. Ciò ha dimostrato:
a) che non vi è uniformizzazione tra le prassi cantonali ;
b) che i ricercatori stessi ignoravano che questi esperimenti potevano essere svolti utilizzando meno animali ;
c) che l’UFV, che eppure ha una veduta globale sulla pratica sperimentale svolta dai cantoni, non emette alcuna direttiva, non interviene presso i cantoni per accertarsi che utilizzano il minor numero richiesto di animali (art.137 OPAn).
9) I « Principi di etica e direttive per la sperimentazione animale », emanate dall’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche (ASSM) e l’Accademia Svizzera delle Scienze Naturali (SCNAT), si rivolgono agli scienziati che lavorano in Svizzera.
Si rifanno in particolare all’art. 5.3 :
«Per evitare gli esperimenti sugli animali, gli scienziati hanno il dovere di incoraggiare lo scambio di informazioni sui risultati degli esperimenti » ;
all’art. 5.5 :
« Gli scienziati garantiscono la massima trasparenza dell’informazione sulla sperimentazione animale e sono disposti (…) a concedere a coloro che vi si interessano, un potere di controllo sui loro esperimenti nonchè sulle modalità di detenzione degli animali ».
Attualmente, nessuna misura consente di concretizzare lo scambio di informazioni voluto da questi principi e direttive.
Per esempio, dopo aver ottenuto il finanziamento e l’autorizzazione di procedere ad esperimenti sugli animali, questo gruppo di ricerca di una facoltà di medicina interrompeva gli esperimenti ed annunciava :
« Il progetto di ricerca si imperniava su un modello murino descritto in un’eccellente rivista scientifica. Con nostra grande sorpresa, non siamo riusciti, in due serie di esperimenti, a riprodurre questo modello. Peraltro siamo venuti a sapere che ricercatori americani non erano riusciti a riprodurre i risultati pubblicati. Ciò non significa che abbandoniamo il progetto ma abbiamo modificato la priorità delle nostre ricerche. Ci auguriamo che queste precisazioni potranno spiegare meglio la situazione che vi ha sorpresi e che tutto sommato condividiamo, poichè non è possibile, o difficilmente, riprodurre lavori pubblicati in una rivista che segue una politica editoriale rigida. »
Il fatto è che nè il gruppo di ricerca nè l’Università svizzera in cui sono stati realizzati questi esperimenti hanno comunicato alla comunità scientifica l’impossibilità di riprodurre il modello descritto. Non si può pertanto escludere oggi che un altro gruppo di ricerca utilizzi inutilmente animali per gli stessi esperimenti.
In sintesi, l’accesso a tutti i dati relativi alle sperimentazioni animali dovrebbe comunque essere reso possibile ai cantoni ed alle commissioni cantonali, segnatamente per i motivi illustrati ai punti 7, 8 e 9.
L’accesso ai dati relativi ai progetti posti in opera negli istituti pubblici nonchè gli esperimenti volti a valutare la tossicità o gli effetti secondari di una sostanza o di un farmaco dovrebbero essere liberamente accessibili al pubblico per i motivi già citati.
Maggiore trasparenza quanto agli esperimenti sugli animali nei laboratori in Svizzera
Nelle prese di posizione trasmesse all’Ufficio Federale di Veterinaria (UFV) relativamente alla messa in consultazione fino al 14 aprile 2009 dell’ ordinanza relativa al sistema d'informazione elettronico per la gestione degli esperimenti sugli animali (OGEA)(1), le organizzazioni Animalfree Research, Aerztinnen und Aerzte für Tierschutz in der Medizin (Medici per la protezione degli animali in medicina), Koordination Kantonaler Tierschutz Zürich, Lega svizzera contro la vivisezione, Stiftung für das Tier im Recht (Fondazione per l’animale nel diritto) e la Zürcher Tierschutz, esigono maggiore trasparenza quanto agli esperimenti svolti nei laboratori svizzeri.
Maggiore trasparenza per le autorità e le commissioni cantonali
Allorchè l’UFV prevede l’acquisizione informatica su un sistema di informazione elettronico centralizzato di tutte le procedure sperimentali, l’autorità federale non prevede alcuna possibilità di scambio di informazioni tra i cantoni. Eppure sarebbe primordiale che le autorità cantonali potessero condividere le rispettive competenze ed avere una veduta d’insieme sugli esperimenti in corso nel nostro paese, in particolare per i seguenti motivi:
1) Benchè la legislazione vigente esiga che gli esperimenti sugli animali siano limitati all’indispensabile (art.17 LPDA), attualmente nessun cantone ha la possibilità di sapere se un esperimento identico a quello autorizzato è già in corso in un altro cantone.
2) Benchè la legislazione vigente esiga che un esperimento deve utilizzare il minor numero possibile di animali (art.137 OPAn), basta consultare le pubblicazioni dei nostri atenei per rendersi conto che esperimenti del tutto paragonabili possono utilizzare addirittura il doppio di animali a dipendenza del cantone in cui si svolgono.
3) E’ peraltro incomprensibile che cantoni in cui si svolgono pochi esperimenti sugli animali siano tuttora abilitati a rilasciare autorizzazioni nella più perfetta opacità. Per via della specificità della ricerca, valutare seriamente una domanda di sperimentazione animale esige competenze che un servizio veterinario raramente consultato non può garantire. Rendere trasparente la totalità delle procedure cantonali non potrà che incitare i cantoni ad operare con tutto il rigore richiesto e se necessario a delegare questa competenza ai cantoni che hanno le necessarie competenze.
Maggiore trasparenza riguardo agli esperimenti svolti nei laboratori pubblici
Questi esperimenti, svolti principalmente nelle università e nei politecnici federali, rappresentano circa un terzo degli esperimenti effettuati annualmente in Svizzera. Non è accettabile che progetti che non sfociano direttamente su applicazioni cliniche e che non giustificano una severa tutela dei dati scientifici, si svolgano tuttora nei nostri laboratori nella più perfetta opacità. Eppure la legge federale sulla trasparenza nell’amministrazione (LTRANS) e la maggior parte delle leggi cantonali in materia, consentono una maggiore trasparenza per quanto riguarda questi esperimenti. Essendo questi ultimi svolti principalmente con fondi pubblici, i contribuenti del nostro paese hanno il diritto di sapere quali esperimenti sono svolti con i loro contributi e devono potersi accertare che tali esperimenti sono scientificamente giustificati, in particolare per quanto riguarda le sofferenze e le lesioni inflitte agli animali.
Per tutti questi motivi, chiediamo che l’integralità dei dati relativi a questi esperimenti siano resi accessabili al pubblico.
Il progetto di ordinanza OGEA in breve
L’ordinanza mira a disciplinare l’utilizzazione di un sistema di informazione elettronico di gestione degli esperimenti sugli animali.
Tale sistema servirà in particolare all’elaborazione dei dati necessari alla Confederazione, ai cantoni, agli istituti e laboratori per la gestione delle autorizzazioni di procedere ad esperimenti sugli animali o gestire un centro di custodia di animali da laboratorio (art.2).
L’Ufficio Federale di Veterinaria (UVF) sarà responsabile dell’elaborazione e della gestione del sistema di informazione elettronico (art.3).
Il sistema di informazione elettronico conterrà i dati raccolti dai cantoni. Si tratterà delle domande di sperimentazioni animali, dei rapporti ed eventuali domande poste e delle risposte fornite nell’ambito della procedura di autorizzazione e vigilanza degli esperimenti su animali e degli stabulari (art.9).
Accesso on-line ad altri dati (art.12) :
a) I ricercatori avranno accesso ai dati da loro stessi inseriti nonchè a quelli che saranno stati loro comunicati dall’autorità cantonale.
b) I collaboratori delle autorità cantonali avranno accesso on-line ai dati che avranno loro stessi inseriti nonchè ai dati raccolti dalla rispettiva unità amministrativa.
c) I membri della commissione cantonale della sperimentazione animale avranno accesso on-line ai dati che avranno loro stessi inseriti nonchè ai dati elaborati dalla loro commissione.