Source: http://legislazionetecnica.it/55462/fonte/l-13-09-1982-n-646?parts=2824807
Timestamp: 2018-10-23 16:01:14+00:00
Document Index: 155591242

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 1418', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 1418', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 27', 'art. 21', 'art. 27', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 27', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 271', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 41', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 21', 'art. 1']

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1. Chiunque, avendo in appalto opere riguardanti la pubblica amministrazione, concede anche di fatto, in subappalto o a cottimo, in tutto o in parte, le opere stesse, senza l'autorizzazione dell'autori
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L. 10/02/1962, n. 57
Istituzione dell'Albo Nazionale Costruttori.
D.L. 29/04/1995, n. 239
Disposizioni urgenti in tema di proroga dei termini relativi ai procedimenti penali in fase di istruzione formale ed in tema di disciplina sanzionatoria relativa agli appalti.
Integrazioni e modifiche alla legge 13 settembre 1982, n. 646, in materia di lotta alla delinquenza mafiosa.
Appalti e contratti pubblici - Subappalto sospensivamente condizionato all'autorizzazione del committente - Nullità - Fondamento.
Il divieto di concedere in subappalto o a cottimo, in tutto o in parte, le opere oggetto di un pubblico appalto, senza la preventiva autorizzazione dell'amministrazione committente, non può essere superato o, comunque, aggirato mediante la stipula di una clausola che subordini l'efficacia del subappalto alla condizione sospensiva del rilascio dell'autorizzazione della stazione appaltante, successiva alla stipula del subcontratto, ostandovi la norma imperativa di cui all'art. 21 della L. n. 646 del 1982 (modificata dalla L. n. 726 del 1982 e dalla L. n. 936 del 1982), posta a protezione di rilevanti interessi pubblici.
Appalti e contratti pubblici - Subappalto - Divieto di subappalto ex art. 21 della L. n. 646 del 1982 - Ambito applicativo - Delimitazione.
L'art. 21 della L. 13 settembre 1982, n. 646, che vieta all'appaltatore di opere pubbliche di concederle in subappalto senza l'autorizzazione dell'autorità competente, si riferisce esclusivamente ai subappalti di opere o servizi, non ad ogni contratto genericamente derivato, sebbene concernente prestazioni strumentali o accessori all'opera o al servizio cui l'appaltatore si è obbligato in proprio nei confronti del committente, atteso che una diversa interpretazione limiterebbe eccessivamente ed ingiustificatamente l'ambito applicativo del subappalto in contrasto con la normativa comunitaria che lo ritiene strumento idoneo a favorire la concorrenza.
1. Appalti ll.pp. - Subappalto o cottimo - Non autorizzato dalla P.A. - Divieto ex art. 21 L. 1982/646 - Conseguente nullità del contratto
1. L’art. 21 della L. 13 settembre 1982 n. 646, che vieta all’appaltatore di opere pubbliche di cedere in subappalto o a cottimo l’esecuzione delle opere stesse o di una loro parte senza l’autorizzazione dell’autorità competente, prevedendo a carico del contravventore la sanzione penale dell’arresto e dell’ammenda, è una disposizione che, inserita in una legge contenente anche norme di prevenzione di carattere patrimoniale per la lotta contro la criminalità organizzata e mafiosa, è chiaramente finalizzata alla tutela preventiva della collettività dalla ingerenza mafiosa (o della criminalità organizzata) nella esecuzione di opere pubbliche. Ne deriva che, in mancanza di siffatta preventiva autorizzazione, il contratto di subappalto di opera pubblica, o di parte di essa, è in contrasto con norma imperativa, e tale contrasto determina la nullità del contratto, ai sensi dell’art. 1418 Cod. civ., che sancisce la nullità (virtuale) dei contratti contrari a norme imperative, quando dalla legge non sia diversamente disposto.
1. Appalti ll.pp. - Subappalto - Non autorizzato - Divieto ex art. 21 L. 82/646.
1. Ai sensi dell'art. 21 L. 13 settembre 1982 n. 646, il divieto di subappalto senza autorizzazione dell'Amministrazione committente trova applicazione non solo nei riguardi dei contratti che assumono la qualifica formale del subappalto o del cottimo, ma anche di quelli che, sotto altro nome, al fine di aggirare il divieto legislativo in parola, mirano comunque a raggiungere lo stesso risultato che si realizza coi suddetti contratti, i quali sono comunque nulli anche dal punto di vista civilistico.
1. Appalti oo.pp. - Subappalto - Affidato senza autorizzazione - Reato - Anche dopo L. 1994 n. 109.
1. Anche dopo l'entrata in vigore della L. 11 febbraio 1994, n. 109, la concessione non autorizzata in subappalto di opere riguardanti la Pubblica amministrazione costituisce reato, in quanto la citata legge, prevedendo che il contratto di subappalto debba essere depositato nei novanta giorni successivi all'aggiudicazione dell'appalto, unitamente alla certificazione attestante l'iscrizione del subappaltatore nell'albo dei costruttori, non garantisce il controllo preventivo della P.A., con la conseguenza che l'autorizzazione è tuttora indispensabile, dovendo la stazione appaltante eseguire, dopo l'aggiudicazione dell'appalto, le verifiche anche di natura tecnica stabilite dall'art. 21, comma 2, L. 13 settembre 1982 n. 646.
1. Appalti oo.pp. - Subappalto o cottimo - Non autorizzato dalla P.A. - Divieto ex art. 21 L. 1982 n. 646 - Conseguente nullità del contratto.
1. L'art. 21 L. 13 settembre 1982 n. 646 vieta all'appaltatore di opera pubblica di cedere in subappalto od a cottimo l'esecuzione delle opere stesse o di una loro parte senza l'autorizzazione dell'Autorità competente, prevedendo, a carico del contravventore, la sanzione penale dell'arresto e dell'ammenda; una tale disposizione - che è inserita in una legge contenente anche norme di prevenzione di carattere patrimoniale per la lotta contro la criminalità organizzata e mafiosa è chiaramente in funzione di tutela preventiva della collettività dall'ingerenza mafiosa (o della criminalità organizzata) nell'esecuzione di opere pubbliche; in mancanza di una tale preventiva autorizzazione, il contratto di subappalto di opera pubblica, o di parte di essa, è, dunque, in contrasto con una norma imperativa, e tale contrasto determina la nullità del contratto, ai sensi dell'art. 1418 Cod. civ., che, appunto, sancisce la nullità (virtuale) dei contratti contrari a norme imperative, quando dalla legge - come nella specie - non sia diversamente disposto.
1. Appalti oo.pp. - Subappalto - Non autorizzato - Divieto.
1. Ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art. 21 L. 13 settembre 1982 n. 646 (concessione in subappalto di opere pubbliche senza l'autorizzazione dell'autorità competente), è sufficiente che l'agente abbia in appalto opere riguardanti la Pubblica amministrazione, non richiedendosi anche che il rapporto intercorrente con la P.A. sia tecnicamente configurabile come contratto di appalto. (Principio affermato con riferimento a una fattispecie in cui il corrispettivo per l'opera non consisteva nel pagamento di un prezzo, ma nel trasferimento della proprietà di suoli edificatori).
1. Appalti oo.pp. - Albo nazionale costruttori - Iscrizione - Sospensione dell'efficacia - Per procedimenti penali ex art. 21 n. 2 L. 1962 n. 57 - Art. 20, 1° c., n. 2 L. 1962 n. 57 - Contrasto con l'art. 27 Cost. - Non sussiste 2. Appalti oo.pp. - Albo nazionale costruttori - Iscrizione - Sospensione dell'efficacia - Per procedimento penale ex art. 21 n. 2 L. 1962 n. 57 - Società in accomandita - Art. 20, 2° c. L. 1962 n. 57 - Contrasto con art. 27, 1° c. Cost. - Non sussiste 3. Appalti oo.pp. - Albo nazionale costruttori - Iscrizione - Sospensione dell'efficacia - Esclusione da singola gara - Limiti - Imputato ex art. 21 L. 1962 n. 57 e condannato con sentenza passata in giudicato - Differente regime - Contrasto con art. 3 Cost. - Non sussiste
1. L'art. 20, 1° c., n. 2 L. 10 febbraio 1962 n. 57, il quale prevede che il costruttore, iscritto nell'Albo nazionale, debba essere sottoposto, a cura del Comitato centrale dell'Albo, a sospensione dell'efficacia dell'iscrizione, quando siano in corso a suo carico procedimenti penali relativi ai reati contemplati dal successivo art. 21 n. 2 legge n. 57 cit., configura non una sanzione inflitta prima della condanna definitiva, bensì un provvedimento cautelare provvisorio, destinato a trasferirsi in definitiva cancellazione in caso di condanna o a caducarsi, in caso di assoluzione; pertanto, il citato art. 20, 1° c., n. 2 legge n. 57 non è in contrasto con l'art. 27 Cost. 2. L'art. 20, 2° c., L. 10 febbraio 1962 n. 57, il quale prevede che il provvedimento di sospensione dall'albo dei costruttori è adottato a carico della Società in accomandita semplice quando uno o più soci della Società stessa siano sottoposti a procedimento penale per reati di cui al successivo art. 21 n. 2 legge n. 57 cit., configura una responsabilità non penale per fatti commessi ad uno o più soci, in coerenza con il principio che la società risponde per fatti commessi nell'esercizio di funzioni societarie da chi la amministra e la rappresenta: pertanto, il cit. art. 20, 2° c., legge n. 57 non è in contrasto con l'art. 271 1° c., Cost., per violazione del principio della personalità della responsabilità penale. 3. La situazione della persona o società che sia stata sospesa dall'iscrizione nell'Albo dei costruttori ai sensi dell'art. 20, 1° c., L. 10 febbraio 1962 n. 57 e quella di chi, essendo iscritto all'Albo, incorra in una condanna passata in giudicato per reati incidenti sulla moralità professionale, non sono omogenee; pertanto, l'art. 20, 1° c., n. 1 L. 10 febbraio 1962 n. 57, modificato dall'art. 21 L. 13 settembre 1982 n. 646 non è in contrasto con l'art. 3 Cost., per il fatto che, prevedendo la sospensione dall'iscrizione all'Albo, non consente la possibilità di esclusione da una singola gara del soggetto, imputato di reati di cui all'art. 21 legge n. 57 cit., come previsto invece nel caso di soggetto, iscritto all'albo, e che sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati stessi.
1. 2. Appalto oo.pp. - Subappalto o cottimo - Mancanza di autorizzazione - Subappaltatore o cottimista - Stessa pena del subappaltatore o affidante, ex art. 21 L. 1982 n. 646 - Contrasto con art. 3 Cost. - Non sussiste. 3. Appalto oo.pp. - Subappalto - Mancanza di autorizzazione - Subappaltatore - Pena pecuniaria proporzionale all'appalto anziché al subappalto ex art. 21 L. 1982 n. 646 - Contrasto con art. 41 Cost. - Non sussiste.
1. L'equiparazione delle pene, nei casi di fattispecie plurisoggettive necessarie trova giustificazione logistica e giuridica, poiché il concorrente necessario, mentre viola per proprio conto un precetto, che è anche a lui diretto, concorre contestualmente nell'antigiuridico comportamento dell'altro soggetto; pertanto, è infondata, in riferimento all'art. 3 Cost., la questione di costituzionalità dell'art. 21, 1°c., L. 13 settembre 1982 n. 646 come sostituito dall'art. 1 L. 12 ottobre 1982 n. 726, nella parte in cui prevede, per il subappaltatore o per l'affidatario del cottimo di opere appaltate dalla P.A. una pena pecuniaria, congiunta a quella detentiva pari ad un terzo del valore complessivo dell'opera, ove il subappalto o il cottimo abbia luogo senza la prescritta autorizzazione. 2. Il comportamento del subappaltatore può presentare un disvalore sociale più marcato di quello dell'appaltatore allorché si tratti di soggetto mafioso che, nel rapporto contrattuale, risulta il contraente più forte, per le pressioni ed intimidazioni che è capace di esercitare; pertanto, è infondata, in riferimento all'art. 3 Cost., la questione di costituzionalità dell'art. 21, 1°c., L. 13 settembre 1982 n. 646, come sostituito dall'art. 1 della L. 12 ottobre 1982 n. 726, nella parte in cui agli effetti della pena equipara all'appaltatore il subappaltatore e l'affidatario di cottimo di opere pubbliche, senza l'autorizzazione che è stata introdotta dalla legge al fine di scongiurare le infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti pubblici. 3. L'art. 41 Cost., tutela la libertà di iniziativa privata lecita e non quella esercitata in violazione della legge penale; pertanto, è infondata, in riferimento all'art. 41 Cost., la questione di costituzionalità dell'art. 21, 1° c., L. 13 settembre 1982 n. 646, come sostituito dall'art. 1 L. 12 ottobre 1982 n. 726, nella parte in cui punisce il subappaltatore di opere pubbliche, senza la prescritta autorizzazione, con una pena pecuniaria proporzionale al valore complessivo dell'appalto, anche quando il subappalto sia d'importo irrisorio, pregiudicando così la sopravvenienza di modeste imprese subappaltatrici.