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Se un padre dice: «Non sei mai stata mia figlia» - Barbablog - VanityFair.it
23ottobre2012 Se un padre dice: «Non sei mai stata mia figlia»
16 commenti 4 anni fa | di Francesca | Magari personalmente potrei anche chiedere alla ragazza se è sicura di volersi tenere un padre che la vuole disconoscere, ma credo che il la sentenza del Tribunale di Roma sia giusta: se qualcuno riconosce un bambino come figlio pur essendo... 4 anni fa | di mariella s. | E' un tradimento immenso.
Equivale ad una distruzione psicologica immane per il figlio.
Un padre che all'improvviso ti volta le spalle, ha la valenza di uno stupro.
Non si smette di essere figli.
Non si smette di essere padri. 4 anni fa | di paolo disperartissimo | Cara Daria sono Paolo e sono il marito di Disperatissima, troverai un messaggio in risposta a questo tuo bel pezzo.
Disperatissima già da un pezzo boleva un gatto, ora, oggi, lo vuole tantissimo. Viviamo in 55mq a Milano, in una bella... 4 anni fa | di Lisa | Finalmente una legge che tutela i sentimenti,le emozioni. Dev'essere terribile sentirsi da un giorno all'altra ripudiata da un padre. Un padre che è la persona che ti aspetti ti amerà per la vita intera. Un padre che ti cresce,ti alleva,ti... 4 anni fa | di anna | ma tutti a meravigliarsi...perchè la storia è venuta fuori...io ho avuto M.a 24 anni ho di non abortire e di iniziare un nuovo cammino.lui l'ho avuto accanto per tutto il tempo.prima come amico.poi come compagno e infine come marito.all'atto del... Commenta
Si può divorziare da un figlio? Il padre che non vuole essere più padre è un chirurgo facoltoso, come si suol dire: neurochirurgo e docente universitario di fama mondiale. Aveva riconosciuto la figlia piccolissima della ragazza di cui si era innamorato e che aveva sposato a venticinque anni, appena laureato. A sessantotto, dopo essersi separato dalla madre, voleva separarsi anche dalla figlia quarantenne: si chiama «disconoscimento della paternità».
Ha fatto il test del Dna, che ha attestato la non paternità biologica, per altro risaputa. La bambina l’aveva riconosciuta – non adottata – affermando consapevolmente il falso. Riconosciuta per amore, allevata, cresciuta e mantenuta. Ma, finito l’amore per la madre, non la voleva più come figlia e – si suppone – soprattutto come erede. Già che c’era, ha chiesto pure l’annullamento del matrimonio alla Sacra Rota. Motivazione: «Al momento del matrimonio, oltre 40 anni fa, era un giovane uomo insicuro».
La figlia però l’ha denunciato. Per tutelare il suo «diritto all’identità». L’ha denunciato per «tutti i falsi generati dal falso originario». «Non è legittimo», secondo l’avvocato della ragazza, «che una persona affermi il falso e poi il vero, travolgendo prima e dopo la vita di una o più persone, senza incorrere in nessuna sanzione».
Ora la prima sezione civile del Tribunale di Roma ha stabilito che il genitore che riconosce un bambino – seppur mentendo – non è poi legittimato a compiere marcia indietro facendo leva sul fatto di aver detto una menzogna. Il diritto del figlio a non veder stravolto il proprio status e la propria identità ha insomma il sopravvento sul principio della verità. La famiglia di fatto diventa più importante di quella biologica.
In un’epoca in cui i figli sono sempre più acquisiti, adottati o frutto di fecondazioni eterologhe, la sentenza è esemplare. «Sempre meno rilievo – si legge – assume il dato formale del rapporto familiare sul legame meramente biologico». E ancora: «La famiglia assume sempre di più la connotazione della prima comunità nella quale effettivamente si svolge e si sviluppa la personalità del singolo e si fonda la sua identità».
Il che «impone di considerare irretrattabile il riconoscimento avvenuto nella piena consapevolezza della sua falsità».
«Il nostro ordinamento è stato per anni centrato sul privilegio della verità, questa sentenza dice che c’è altro: l’identità, la famiglia. Tutte le famiglie, visto che oggi ce ne sono tante legalmente riconosciute che non hanno nulla di naturale», dice l’avvocato della ragazza. Mentre quello del padre sta già preparando il ricorso in appello «per amor di verità».
Non voglio giudicare il comportamento dei protagonisti di questa vicenda, ma di sicuro siamo di fronte a una storia pronta per essere rappresentata a teatro o al cinema. I temi della contemporaneità – identità, paternità biologica o affettiva, rilevanza o irrilevanza della verità – ci sono tutti.
Annulla COMMENTO- Francesca, 25 dicembre 2012 22:41 Magari personalmente potrei anche chiedere alla ragazza se è sicura di volersi tenere un padre che la vuole disconoscere, ma credo che il la sentenza del Tribunale di Roma sia giusta: se qualcuno riconosce un bambino come figlio pur essendo consapevole di non essere il genitore biologico e poi lo cresce come se fosse suo non può poi disconoscerlo da adulto.
Mi chiedo, però, se coerentemente un padre biologico può ottenere una sentenza che non lo obblighi a riconoscere un figlio che non vuole…
COMMENTO- mariella s., 26 ottobre 2012 21:40 E’ un tradimento immenso.
Un padre che all’improvviso ti volta le spalle, ha la valenza di uno stupro.
Non si smette di essere padri.
COMMENTO- paolo disperartissimo, 25 ottobre 2012 15:52 Cara Daria sono Paolo e sono il marito di Disperatissima, troverai un messaggio in risposta a questo tuo bel pezzo.
Disperatissima già da un pezzo boleva un gatto, ora, oggi, lo vuole tantissimo. Viviamo in 55mq a Milano, in una bella zona, per scelta, per poter essere mobili,andar dove ci pare, senza figli, senza impegni. Poi, all’improvviso, la vita ci regala dei genitori da aiutare perchè non stanno bene (e lontani) è LOGICO correre a cercare anche UNO o DUE bei gattini vero?! puoi rispondere con i tuoi bei modi a quella Disperatissima ma anceh Pazzissima di mia moglie Cleliaaaa??!! stasera facciamo i conti carina!
COMMENTO- Lisa, 24 ottobre 2012 17:42 Finalmente una legge che tutela i sentimenti,le emozioni. Dev’essere terribile sentirsi da un giorno all’altra ripudiata da un padre. Un padre che è la persona che ti aspetti ti amerà per la vita intera. Un padre che ti cresce,ti alleva,ti insegna determinati principi,poi da un giorno all’altro sparisce e ti dice la frase “non sei più mia figlia”. Un padre che è una delle poche certezze della vita. Una delle prime cose che ti insegnano nella tua infanzia è di fidarsi solo dei famigliari,si dice che loro non ti tradiranno mai,bella beffa.
COMMENTO- anna, 24 ottobre 2012 13:41 ma tutti a meravigliarsi…perchè la storia è venuta fuori…io ho avuto M.a 24 anni ho di non abortire e di iniziare un nuovo cammino.lui l’ho avuto accanto per tutto il tempo.prima come amico.poi come compagno e infine come marito.all’atto del matrimonio riconosce come legittima M.4 anni fa ci siamo separati.M.ha ormai 20 anni,lui non la saluta neanche in strada.peccato che lei abbia conosciuto solo lui come padre.mettetevi nei suoi panni.a me ha spezzato il cuore vedrla soffrire cosi!
COMMENTO- ale, 24 ottobre 2012 12:06 Da figlia di separati questa cosa mi sconvolge. Considero la moglie di mio padre MIA MADRE al 100% pur sapendo che non sono sua biologicamente parlando. Se un domani rinnegasse quello che c’è tra noi il mio mondo andrebbe in pezzi. Mi ha educata, rimproverata, spronata, stracoccolata e consolata tutta la vita come potrei reagire??? Come può essersi sentita questa giovane donna che magari era convinta che quello fosse suo padre? Non lo sposso nemmeno immaginare! E’ una situazione che mi fa orrore. E mi fa orrore l’egoismo, l’incapacità di alcuni uomini (o donne) di andare fino in fonda alle loro responsabilità… giusto ieri vicino a dove vivo è stato ritrovato a sud, che viveva abusivamente in un trullo, un uomo che si era fatto credere morto suicida ed era scomparso lasciando moglie e figlia nella disprazione…Voleva cambiar vita! O ancora un amico di famiglia che un bel giorno è sparito lasciando un biglietto con scritto che andava in india a cercare se stesso…. mai una lettera e dopo 7 anni è tornato a casa x la “gioia” di moglie&figlia…. Come se avere degli affetti, una vita in comune ad altre persone fosse un’inezia…io non riesco a guardarle in faccia le persone così!
COMMENTO- Chiara, 24 ottobre 2012 11:30 La figlia in questione sotto un certo punto di vista è stata molto più “figlia” di altri. Non è arrivata per caso, è stata voluta come figlia dal primario/primate in questione che ben sapeva di non esserne il padre biologico. E’ stato un atto di volontà molto chiaro visto che il soggetto in questione anziché riconoscerla come figlia propria poteva adottarla od affiliarla, non era necessario che arrivasse al riconoscimento per trattarla da figlia. Non sappiamo nulla di quello che è successo in questi anni, ma adesso è evidente che si è creato un paradosso incredibile in forza del quale la figlia, oggi rifiutata, deve battersi per rimanere figlia di chi non la vuole. Giustissima la sentenza di primo grado, ma che grande malinconia. Dopo tutta la sofferenza della battaglie giudiziarie dei figli illegittimi per farsi riconoscere (ante esame DNA), tante battaglie per essere equiparati ai figli legittimi, adesso abbiamo la battaglia dei figli riconosciuti per atto di volontà e con falso consapevole per rimanere figli per legge. Penso che la figlia abbia ragione a battersi, sicuramente c’è anche l’aspetto economico della cosa, ma mi chiedo, magari che bello se questo personaggio fosse stato un rovinato potergli dire chiaro e tondo che facesse quello che vuole, del suo “onorato” nome si fa senza volentieri.
COMMENTO- Yram80, 24 ottobre 2012 11:20 Chi ha il pane non ha i denti.
COMMENTO- laura, 24 ottobre 2012 06:56 PER ESPERIENZA INFANTILE DICO CHE L’AFFETTO NON SI PU’ COMPRARE MIO PADRE E’ RIMASTO VEDOVO QUANDO IO AVEVO 5 ANNI, QUANDO NE AVEVO OTTO SI E’ RISPOSATO. PER LA MATRIGNA IO ERO IL SASSOLINO NELLA SCARPA , IL SASSOLINO NELLA SCARPA SI SA’ DA’ FASTIDIO QUANDO SI CAMMINA, , IN SEMPLICISSIME PAROLE CHE POTREBBE CAPIRE PURE UN RAGAZZINO DI CINQUE ANNI, IO NON ERO SUA FIGLIA, MA SOLO UN SASSOLINO CHE LE DAVA FASTIDIO, FORSE L’AFFETTO SI PUO’ SUMULARE , RECITARE, PER QUESTIONI DI COMODO, MA NON SI PUO’ COMPRARE
COMMENTO- DorianGray, 23 ottobre 2012 22:26 Se un padre dice «non sei mai stata mia figlia» resta comunque un padre ma non meriterebbe più di esserlo.
COMMENTO- riel, 23 ottobre 2012 21:36 La facile considerazione potrebbe essere che un padre simile è forse meglio perderlo che tenerselo!
Però immagino che sia veramente triste ed umiliante sentire che un uomo che si è considerato proprio genitore intende cancellare l’importanza dei sorrisi e dei rimproveri, delle carezze e delle sgridate , degli abbracci e dei musi lunghi, che sicuramente ci saranno stati in quarant’anni!
COMMENTO- Alessandra, 23 ottobre 2012 16:15 Figlia di un padre che non mi ha mai voluta, scappato durante la gravidanza di mia madre, tornato nella mia vita quando avevo 17 anni solo perchè fui io a cercarlo. Finse di non sapere della mia esistenza, di essere felice della mia comparsa, ma poi cercò di mettermi contro coloro che scoprii essere i miei fratellastri, mi vide come colei che, mandata dalla madre, voleva solo spillargli dei soldi. Adesso, sparito di nuovo.
Questo è il succo della mia esperienza personale, riassunta in poche righe, sufficienti a far trapelare il fatto che molti uomini non vogliono e non riescono ad essere padri.
Non li giudico per questo, ma non appoggio il menefreghismo di quelli che lacerano il cuore e la vita di terzi. Un figlio non è un bene materiale, così come non lo sono i sentimenti, certi esseri umani dovrebbero tenerne conto prima di fare o dire cose che potrebbero compromettere irreversibilmente una vita.
COMMENTO- LaTitti, 23 ottobre 2012 15:35 “Il padre che non vuole essere più padre”, non è mai stato padre.
COMMENTO- stracris, 23 ottobre 2012 14:35 finalmente, si riconosce a quel che è (stato), ai sentimenti, all’esperienza, alla vita, un valore maggiore rispetto a quel che che può essere documentato. anche suassignorìa DNA perde importanza di fronte al vissuto, al provato, al sentito, all’espresso. finalmente, la legge riconosce che i fatti, ciò che è accaduto, sono davvero più importanti di quel che si vuol sostenere. La verità non scorre nel sangue, ma nel cuore. La figlia dovrebbe essere grata di una cosa (a sua madre, a ‘sto punto…): di non ricevere nessuna eredità effettivamente genetica da un uomo così.
COMMENTO- Antonella, 23 ottobre 2012 12:37 Penso che ci sia un’involuzione spaventosa,frutto di una pretesa di evolversi calpestando i diritti e i bisogni umani degli altri. Se non smetteremo di mettere il nostro ego al centro di tutto finiremo per ritrovarci in un mondo arido senza verità e senza sentimenti.
COMMENTO- maga magò, 23 ottobre 2012 11:00 Quello che mi fa impressione è la tendenza da parte delle persone a rifiutare il fatto che una qualsiasi scelta 8anche importante, anche vitale come questa) possa essere definitiva.
C’è questa mentalità di fondo: “io sono un essere in continua evoluzione. Non posso fare scelte definitive in quanto non so che tipo di persona posso diventare domani”.
E’ un progresso o è il sintomo di un rifiuto a crescere, a fare scelte adulte e responsabili?
Per come la vedo io, credo sia valida la seconda ipotesi, soprattutto se ci sono di mezzo i figli.