Source: http://docplayer.it/13734296-Xxxx-elett-te-domiciliata-presso-il-difensore-libera-presente.html
Timestamp: 2018-11-20 16:47:04+00:00
Document Index: 18650522

Matched Legal Cases: ['art. 217', 'sentenza ', 'art. 555', 'sentenza ', 'art. 2214', 'art. 42', 'art. 131', 'art. 2', 'art. 131', 'art. 133', 'art. 133', 'art. 219', 'art. 131', 'art. 133', 'art. 131']

XXXX, elett.-te domiciliata presso il difensore. LIBERA PRESENTE - PDF
Download "XXXX, elett.-te domiciliata presso il difensore. LIBERA PRESENTE"
1 N /2010 R.G. Notizie di reato N. Reg. Sent. N. 280/2015 R.G. Tribunale del 9 Aprile 2015 Data del deposito Data di irrevocabilità Data comunicazione irrevocabilità al P.M. Estratto esecutivo inviato il N. Reg.Esec.P.M. N. Mod. 3/SG Redatta scheda il TRIBUNALE DI TORINO IV SEZIONE PENALE IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di Torino in composizione monocratica nella persona del giudice dr. Gianni Reynaud; alla pubblica udienza del 9 Aprile 2015 ha pronunziato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente nei confronti di: SENTENZA XXXX, elett.-te domiciliata presso il difensore. LIBERA PRESENTE Difesa di fiducia dall'avv. YYY.
2 I M P U T A T A del reato di cui all'art. 217 II co., 224 L. Fall., perché, quale socio accomandatario della ZZZ SAS, dichiarata fallita con sentenza del tribunale di Torino in data , ometteva di tenere nei tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento i libri e le altre scritture contabili previste dalla legge, e segnatamente il libro giornale e il libro inventari. In Torino, il CONCLUSIONI DELLE PARTI Il pubblico ministero: assolversi l imputata perché il fatto non costituisce reato; Il difensore dell imputata: assolversi l imputata con formula di giustizia. MOTIVI IN FATTO E IN DIRITTO Tratta a giudizio avanti a questo Tribunale in composizione monocratica per rispondere del reato ascritto in rubrica, l imputata è comparsa al dibattimento. Svolta la necessaria istruttoria consistita nell acquisizione di documenti e, sull accordo delle parti, ex art. 555, co. 4, c.p.p., della nota a firma del dott. Andrea GINO, nell esame di un testimone e del c.t. della difesa e nell esame dell imputata all udienza del il pubblico ministero e la difesa hanno discusso il processo rassegnando le conclusioni in epigrafe trascritte e il giudice ha pronunciato sentenza dando lettura del solo dispositivo. Dalle prove assunte risulta e non è contestato che la società ZZZ S.a.s., di cui l imputata era socia accomandataria e legale rappresentante, è stata dichiarata fallita (unitamente alla signora XXX, quale socio illimitatamente responsabile) con sent. Trib. Torino e non ha tenuto (né nei tre anni anteriori alla data del fallimento, né prima) i libri contabili previsti dalla legge, in particolare il libro giornale e il libro inventari. La società che gestiva una piccola autofficina di carrozzeria, dove lavoravano l imputata, quale addetta a funzioni amministrative, ed il suo convivente more uxorio WWW, 2
3 quale carrozziere operava in regime di contabilità semplificata ed aveva istituito unicamente le scritture contabili richieste dalla legislazione fiscale, vale a dire i registri IVA degli acquisti e delle vendite ed il registro dei corrispettivi, regolarmente redatti sino alla data del fallimento e consegnati al curatore fallimentare dott. Andrea GINO unitamente ai modelli unici di imposta presentati nell ultimo triennio. Come ha riferito il c.t. della difesa DESTEFANIS Claudio che, peraltro, era il commercialista della società in bonis la prassi per le imprese che operano in regime di contabilità semplificata, avallata (se non suggerita) dagli stessi consulenti, è quella di tenere esclusivamente le scritture obbligatorie sul piano fiscale. Lo stesso curatore fallimentare dott. GINO ne dà atto nella nota trasmessa alla Procura della Repubblica e acquisita sull accordo delle parti, osservando, tuttavia, come dal punto di vista civilistico gli obblighi siano ben diversi, alla luce del disposto dell art. 2214, 1 co., c.c., ove si sancisce che «l imprenditore che esercita un attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari», i quali soltanto consentono la ricostruzione del patrimonio dell impresa, ciò che ancora segnala il curatore nella menzionata nota evidenziando come la mancanza del libro giornale non permette di analizzare i movimenti finanziari. La giurisprudenza, del resto, è consolidata nell affermare che «in tema di reati fallimentari, il regime tributario di contabilità semplificata, previsto per le cosiddette imprese minori, non comporta l'esonero dall'obbligo di tenuta dei libri e delle scritture contabili previsto dall'art cod. civ., con la conseguenza che il suo inadempimento può integrare», a seconda dei casi, le fattispecie di reato della bancarotta fraudolenta documentale ovvero della bancarotta documentale semplice (Cass., Sez. V, sent , n ; nello stesso senso, di recente, Cass., Sez. V, sent. n. 656/2014). Ciò posto sulla indiscutibile sussistenza sul piano oggettivo del reato contestato, reputa il giudicante che il medesimo sarebbe integrato anche sul piano soggettivo, alla luce del consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità secondo cui «la bancarotta semplice documentale è punibile anche a titolo di colpa, a ciò non ostando il tenore 3
4 dell'art. 42 cod. pen. che esige la previsione espressa della punibilità di un delitto a titolo di colpa, in quanto la nozione di "previsione espressa" non equivale a quella di "previsione esplicita" e, nel caso della bancarotta semplice documentale, la previsione implicita è desumibile dalla definizione come dolosa della bancarotta fraudolenta documentale» (Cass., Sez. V, sent del 09/07/2009). Ed invero, tenuto conto del particolare obbligo di conoscenza che grava sul legale rappresentante di una società circa gli adempimenti di legge cui la stessa è soggetta e del granitico orientamento giurisprudenziale sopra richiamato circa l obbligo penalmente sanzionato - di istituire e tenere il libro giornale ed il libro degli inventari anche per le imprese soggette a contabilità fiscale semplificata, non può negarsi la soggettiva ascrivibilità della condotta omissiva tenuta dall imprenditore, pur magari mal consigliato dal professionista di riferimento. Reputa, tuttavia, il giudicante, che nel caso di specie il fatto di reato sia riconducibile alla nuova causa personale di non punibilità per particolare tenuità del fatto disciplinata dall art. 131 bis c.p., disposizione introdotta dal d.lgs , n. 28, applicabile anche ai reati commessi prima della sua entrata in vigore in forza del principio di retroattività delle disposizioni penali di favore quale previsto dall art. 2, 4 co., c.p. La nuova previsione, per quanto qui interessa, così recita: «nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'articolo 133, primo comma, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale La disposizione del primo comma si applica anche quando la legge prevede la particolare tenuità del danno o del pericolo come circostanza attenuante». (art. 131 bis c.p.). Or bene, nel caso di specie può osservarsi che: - il reato ascritto, punito con la pena della reclusione da sei mesi a due anni, rientra quoad poenam, nell ambito di applicabilità della nuova causa di non punibilità; 4
5 - le modalità della condotta (art. 133, 1 co., n. 1, c.p.) come detto, meramente omissiva e altrimenti contraddistinta dalla regolare tenuta della contabilità prescritta dalle leggi fiscali non hanno connotazione di gravità; - la entità del danno arrecato alla massa dei creditori (art. 133, 1 co., n. 2, c.p.) è, oggettivamente, di particolare tenuità, se si pensa che dalla menzionata nota del curatore fallimentare risultano presentate (in via tempestiva e tardiva) insinuazioni al passivo della società per circa ,00 Euro, a fronte, comunque, di un attivo realizzabile consistente in un autovettura e in diverse attrezzature dell officina (e ciò senza contare il patrimonio personale dell imputata, fallita in proprio e illimitatamente responsabile anche per le obbligazioni della società); non solo, dunque, sussisterebbe l ipotesi attenuata di cui all art. 219, 3 co., L.F. (che, per espressa previsione dell art. 131 bis, 2 co., c.p., non esclude l applicabilità della fattispecie), ma ci si trova certamente di fonte ad un deficit di modesta entità; - quanto alla intensità del dolo o grado della colpa (art. 133, 1 co., n. 3, c.p.), le circostanze di fatto accertate in istruttoria e più sopra riassunte evidenziano una rimproverabilità minima e di natura sostanzialmente colposa, soprattutto se si tiene conto di quanto riferito dal c.t. DESTEFANIS (si rammenti, commercialista della società in bonis) circa il fatto che lui stesso considerava corretta prassi per le imprese in contabilità semplificata quella di non istituire il libro giornale ed il libro degli inventari (sicché, evidentemente, non ne consigliava la tenuta); - trattasi poi, all evidenza, di condotta illecita occasionale, considerando la natura formale del reato e l incensuratezza dell imputata quale attestata dal certificato del casellario giudiziale. Risultano, pertanto, soddisfatti tutti i presupposti previsti dall art. 131 bis c.p. per poter affermare la sussistenza della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto, con conseguente assoluzione dell imputata dal reato alla stessa ascritto. 5
6 P. Q. M. Letti gli artt. 131-bis c.p. e 530 c.p.p. ASSOLVE l imputata XXX dal reato a lei ascritto non essendo la stessa punibile per particolare tenuità del fatto. Torino, 9 Aprile IL GIUDICE (Gianni Reynaud) 6
BILANCIO NELLE SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO E SOCIETÀ IN ACCOMANDITA SEMPLICE
BILANCIO NELLE SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO E SOCIETÀ IN ACCOMANDITA SEMPLICE SOMMARIO schema di sintesi rendiconto/bilancio nelle società di persone Art. 2261, 2262, 2311, 2312, 2320, 2423, 2423-bis, 2424,