Source: http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/13798.aspx
Timestamp: 2018-06-19 08:44:52+00:00
Document Index: 111188430

Matched Legal Cases: ['art.11', 'art.4', 'art.4', 'art.5', 'art. 16', 'art.2']

La SCIA antincendio - di Enrico Milone - DPR 151/2011
Le procedure per la prevenzione degli incendi vengono semplificate sensibilmente grazie al DPR 1.8.2011 n.151 (GU 22.9.2011 n.122). Il DPR applica alle procedure antincendio la SCIA, segnalazione certificata d'inizio attività. Nella tabella allegata al DPR vengono elencate 80 attività (tra esse istruzione, commercio, sanità, industria, edifici per uso civile) soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi. Ad ogni attività corrispondono tre categorie A, B, C, a seconda che il rischio di incendio sia basso, medio o alto. In precedenza le attività erano 97, elencate nel DM 16.2.1982 che è stato abrogato insieme al DPR 26.5.1959 n.689.
La semplificazione non inizierà immediatamente perché (art.11) i modi di presentazione delle domande e i contenuti della documentazione da allegare saranno disciplinati da un decreto del Ministero dell'interno. Ma sembra che il decreto uscirà in tempi brevi sulla Gazzetta Ufficiale. Ciò è credibile perché la materia antincendio è sotto la responsabilità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che si distingue per efficienza rispetto ad altre strutture centrali dello Stato.
Va premesso che, nella procedura antincendio, la SCIA sostituisce la DIA commerciale presentata dal titolare dell'attività, prima di iniziare l'attività stessa.
Le attività più liberalizzate dal DPR 151/2011 sono quelle incluse nella categoria "A", a basso rischio di incendio. Ad esempio, nel caso di costruzione di un centro commerciale di superficie inferiore a 500 metri quadrati, non è necessario chiedere il parere preventivo dei Vigili del fuoco sul progetto edilizio. Per costruire occorre, ovviamente, applicare la procedura prevista per i lavori edilizi, in questo caso un permesso di costruire, in altri casi una comunicazione inizio lavori, una SCIA edilizia o una DIA. Una volta terminati i lavori di costruzione, basta presentare la SCIA commerciale, con il progetto, allo Sportello unico delle attività produttive o al Comando Vigili del fuoco. L'attività potrà iniziare immediatamente. A detta SCIA commerciale dovrà essere allegata la documentazione di cui al decreto che sarà emanato, che comprenderà una dichiarazione del professionista iscritto all'albo degli architetti o degli ingegneri che asseveri il rispetto delle norme antincendio e delle norme sulle strutture e gli impianti. Il Comando nei sessanta giorni successivi, potrà fare controlli e in caso di carenze potrà vietare la prosecuzione dell'attività.
Categoria A. Come detto sopra, le attività ricadenti nella categoria "A" sono considerate a basso rischio di incendio. Non richiedono il parere di conformità del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Non è necessario chiedere il parere preventivo prima di realizzare i lavori, né attendere il certificato di prevenzione incendi prima di dare inizio all'attività. Una volta finiti i lavori, per iniziare l'attività basta presentare allo sportello unico delle attività produttive una istanza al Comando, mediante SCIA commerciale con allegato progetto. Il progetto edilizio dovrà essere completo anche ai fini antincendio con la relativa attestazione del professionista abilitato concernente la rispondenza a norma dei lavori progettati ed eseguiti.
Accertata la completezza dell'istanza, il Comando o lo Sportello unico (SUAP) rilascia immediatamente la ricevuta e l'attività si intende autorizzata (art.4.1). Tuttavia, entro i successivi 60 giorni, il Comando effettua controlli attraverso visite tecniche che possono essere eseguite a campione o in base a programmi settoriali per categoria di attività. In caso di carenza dei requisiti, vieta la prosecuzione dell'attività.
Tra le attività di maggiore interesse per gli architetti, ricadono nella categoria A le attività descritte ai numeri dell'elenco da 65 a 78:
Categoria B. Per le attività della categoria B occorre chiedere al Comando il parere di conformità, presentando il progetto. Il Comando entro 30 giorni può chiedere documentazione integrativa e entro 60 giorni si pronuncia sulla conformità. A lavori ultimati, come per la categoria A, l'istanza per l'inizio dell'attività viene presentata tramite Scia e quindi l'attività può iniziare subito, salvo poi subire i controlli a campione.
Categoria C. Comprende le attività più a rischio: come per la categoria B, occorre chiedere il parere di conformità presentando il progetto. Il Comando entro 30 giorni può chiedere documentazione integrativa ed entro 60 giorni si pronuncia sulla conformità. A lavori ultimati, basta presentare al SUAP o al Comando una SCIA commerciale per dare inizio immediato all'attività.
Come precisato nella circolare del Ministero dell'Interno del 6 ottobre 2011, per le attività incluse nelle categorie B e C la SCIA di inizio attività non dovrà contenere anche il progetto dei lavori, perché è stato già consegnato al Comando in allegato all'istanza di parere di conformità. Inoltre la circolare precisa che ai sensi dell'art.4.1 del DPR occorre allegare al progetto: atto notorio del titolare dell'attività, asseverazione di un tecnico abilitato di conformità alla regola tecnica approvata dal Comando provinciale e certificazione comprovante che gli elementi costruttivi, gli impianti ecc. sono stati realizzati secondo le norme antincendio.
La responsabilità del progettista e il NOF. Nel caso di progetti particolarmente complessi in B e C, si può richiedere preliminarmente il rilascio di un Nulla Osta di Fattibilità. Inoltre è possibile chiedere al Comando verifiche in corso d'opera per accertare la rispondenza a norma dei lavori in corso.
In mancanza di parere di conformità sul progetto prima dell'inizio dei lavori, la responsabilità del rispetto delle norme antincendio grava esclusivamente su gli architetti e ingegneri progettisti e direttori dei lavori. Responsabilità ancora più pesante quando occorre applicare normative non chiare o, addirittura, quando la normativa manca. Pertanto è importante la possibilità di ricorrere, nei casi più complicati, a questi due strumenti di coinvolgimento preventivo del Comando.
Rinnovo. La semplificazione incide anche sul rinnovo periodico di conformità antincendio, ai sensi dell'art.5. La richiesta di rinnovo al Comando va fatta ogni 5 anni. Il titolare dell'attività deve dichiarare e attestare l'assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio. Per alcune attività la periodicità è elevata a 10 anni. Tra esse aziende e uffici, edifici con vincolo storico-artistico, edifici civili. La procedura non prevede il coinvolgimento del professionista nella dichiarazione.
Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. (11G0193) (GU n. 221 del 22-9-2011 )
[fonte: vigilfuoco.it]
PDF - Lettera-Circolare VVFF del 06.10.11
PDF - Circolare VVFF del 05.10.11
Vademecum VVFF - Procedure semplificate per la prevenzione incendi
[fonte: vigilfuoco.it - agg. del 21-10-11]
PDF - Vademecum VVFF "Meno carte più sicurezza"
19/10/2011 11.42: Scia..vera semplificazione???
Egr Architetto, ho letto con interesse il suo commento al decreto 151 ma mi permetta alcune precisazioni..... Categoria A....va ben precisato che il professionista 818 abilitato ha le maggiori responsabilità in quanto spesso i clienti chiamano il tecnico antincendio dopo la realizzazione dell'opera e lo considerano "un accessorio"... il tecnico va coinvolto sin dall'inizio anche perchè le regole tecniche esistono Autorimesse, C.T., Negozi, Centri Commerciali, ecc... Particolare cura va data poi hai controlli in corso d'opera, alla progettazione impianti UNi 12845/9494/9795,ecc ed alla direttiva prodotti da costruzione e devono essere applicate. E' così sicuro che il rinnovo non coinvolga il profesionista? le riporto il passaggio del modulo PIN3 - 11 RINNOVO PERIODICO "Si allega la "Asseverazione" attestante la funzionalità e l'efficienza degli impianti di protezione attiva antincendio, a firma di professionista iscritto in albo professionale e iscritto negli elenchi del M.I. di cui all'art. 16 comma 4 del D.Lgs 139" Cordialmente
20/10/2011 18.10: Risposta al commento di Bonvini
In merito alla osservazione sul rinnovo, occorre attendere il decreto di cui all'art.2 comma 7 per verificare se tra la documentazione è previsto anche un documento a firma di un tecnico abilitato.
20/10/2011 21.23: titolo
ARIA FRITTA. NIENTE DI PIU' DI QUANTO SCRITTO NEL DECRETO. STB
03/01/2012 11.30: SONO PIENAMENTE DACCORDO
E' UN'ALTRO CASO DI SVILIMENTO DELLA NOSTRA PROFESSIONE PER LO PIU' FATTA DI CHIACCHIERE E NON DI INTERVENTI PROTETTIVI. UN SALUTO
03/02/2012 13.13: Prescrizioni pratiche
Salve, sono un giovane architetto iunior che si appresta alla professione. Mi hanno proposto la direzione lavori per la messa a norma di un autorimessa che, secondo il dpr 151/2011, rientra in categoria A. Quello che vorrei sapere è: dove trovo le indicazioni per tutte le informazioni tecniche (es: le porte, che livello rei devono avere, pareti e soffitti che compartimentazione rei devono avere, se ci deve essere un'uscita di emergenza oltre l'accesso alle scale condominiali, se ci deve essere il filtro fumo con le scale condominiali, quale protezione R devono avere le strutture esistenti...e così via)? Ho cercato a lungo online ma non sono riuscito a trovarle. grazie mille,
La fine del NOP antincendi
breve notizia di Enrico Milone
data pubblicazione: martedì 18 ottobre 2011
Architettura sul web La SCIA antincendio