Source: http://cobasterni.blogspot.it/2013_10_01_archive.html
Timestamp: 2017-03-26 18:58:21+00:00
Document Index: 101163737

Matched Legal Cases: ['art 5', 'art.117', 'art 5', 'art. 34', 'art.1326', 'art. 54', 'art. 17', 'sentenza ']

mancate garanzie
Va attivata al più presto la garanzia suppletiva per i soci prestatori che è stata già prevista dalla Banca d'ItaliaIl refuso sui dati del bilancio di Coop Adriatica«Quali sono le tutele per i soci prestatori? Anche una grande Coop può fallire»? Come ormai puntualmente accade all'indomani della pubblicazione su PLUS24 dell'inchiesta sullo stato di salute delle Coop che emerge dall'analisi dei bilanci, anche quest'anno le mail arrivate in redazione e i commenti lasciati sul sito internet dai lettori manifestano tutta la preoccupazione dei soci prestatori nell'apprendere l'assenza di qualsiasi forma di garanzia sui capitali depositati nei prestiti sociali.
Per l'inchiesta di sabato sono stati utilizzati i dati dei bilanci consolidati depositati e pubblicati presso il Registro delle Imprese, ciò proprio alfine di indicare solo dati ufficiali. Anche il risultato netto di pertinenza del gruppo Coop Adriatica (-2 milioni), pertanto, è stato rilevato dall'ultima riga del conto economico depositato. Rendiamo atto a Coop Adriatica di aver ammesso che il dato era erroneamente riportato, sia per l'anno 2012 che per il 2011, e che solo ora ne è stata chiesta la correzione. Precisiamo, conseguentemente, che anche L'ammontare complessivo del risultato netto aggregato di pertinenza dei gruppi delle nove Coop è una perdita di 132 e non di 153 milioni. Resta confermato tutto il resto, considerazioni comprese. (G.Ur.)28 ottobre 2013, Adriano Melchiori, Gianfranco Ursino, Il Sole 24 Ore
PRECARI-abilitazioni,
fermiamo i BES,
Coordinatore di classe solo se consenziente,
Ho ricevuto l’ordine di servizio per la nomina a coordinatore del consiglio di classe dal preside, che non ha accolto le motivazioni del mio rifi uto. Il preside sostiene l’irrinunciabilità della delega (art 5 comma 8 Dlgs 297/94), la collocazione della funzione di coordinatore nell’ambito dell’autonomia gestionale della scuola (art.117 e 118) e l’attribuzione in esclusiva al dirigente scolastico delle competenze relative alla gestione del personale (art 5 comma 2 D.lgs 165/2001 aggiornato ai sensi Dlgs 150/2009 art. 34). M. G. In via preliminare va chiarito che si sta discutendo di atti negoziali di diritto privato e che, in ogni caso, l’oggetto della discussione non è la competenza gestionale-organizzativa del dirigente scolastico. E’ pacifico, infatti, che il dirigente abbia titolo a conferire la delega. Resta il fatto, però, che il potere di delegare non costituisce diritto soggettivo potestativo, ma mera facoltà datoriale. Qualsivoglia delega, dunque, può dispiegare effetti solo ed esclusivamente se preceduta dallo scambio di proposta e accettazione di cui all’art.1326 del codice civile. A seguito della privatizzazione del rapporto di lavoro dei docenti della scuola statale, avvenuta nel 1993, il dirigente scolastico non agisce, infatti, facendo uso del potere autoritativo della pubblica amministrazione, ma solo ed esclusivamente con i poteri del privato datore di lavoro. Poteri che assumono rilievo solo se conseguenti alle pattuizioni contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro. Ciò in quanto, in costanza di rapporto di lavoro contrattualizzato, la fonte degli obblighi del dipendente pubblico, secondo l’insegnamento delle Sezioni unite della Cassazione (21744/2009), peraltro recepito pienamente dal legislatore (art. 54 del D.Lgs. 150/2009) è il contratto di lavoro. E nel contratto di lavoro non si fa alcuna menzione di obblighi in tal senso a carico dei docenti. Il rimedio per opporsi all’ordine di servizio è l’atto di rimostranza di cui all’art. 17 del decreto del Presidente della repubblica 3/57, applicabile alla scuola per effetto del rinvio operato dall’articolo 146 del vigente contratto di lavoro. Carlo Forte
Non serve l'interesse legittimo per conoscere dati personali Accesso agli atti senza vincoli, se i documenti amministrativi ai quali l'interessato chiede l'accesso contengono i dati personali del richiedente. É quanto si evince da un provvedimento emesso il 18 ottobre scorso dal Garante della privacy in accoglimento di un ricorso presentato da una docente (n. 365 reperibile su:http://www.garanteprivacy.it).
Infine, il Garante ha fatto presente che avverso il provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria ordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo dove ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero. di Antimo Di Geronimo No Comments »
POLTRONE IN COOP,
SI CHIUDE IL GIRO DI VALZER
Con la nomina di Elio Gasperoni alla vicepresidenza di Coop Adriatica dovrebbe essersi concluso il valzer di poltrone iniziato con l'avvicendamento di Pedroni al posto di Tassinari alla presidenza di Coop ItaliaPossiamo ricorrere a varie metafore, come citare il chimico Lavoisier e il suo conosciuto aforisma per cui nulla si distrugge, tutto si trasforma, oppure trattandosi di terra d'Emilia e Romagna non si può non nominare il maiale di cui notoriamente non si butta via nulla. In Coop pare suonare la stessa musica. I dirigenti, che siano bravi o dei brocchi assoluti, troveranno sempre una collocazione anche in età avanzata. Per gli appassionati della sit-com "Poltrone in Coop", il giro dovrebbe essersi concluso con la nomina di Elio Gasperoni alla vicepresidenza di Coop Adriatica. Ma ricostruiamo con ordine.Marco Pedroni è divenuto nel giugno scorso presidente di Coop Italia, lasciando la presidenza di Coop Consumatori Nordest alla guida della quale si era distinto per una potente e distruttiva passione per la finanza, caratteristica ricorrente in questi manager delle Coop, come abbiamo visto anche nei recenti articoli de il Fatto e de il Sole 24 Ore. Quindi con tali premesse, perché non promuoverlo alla presidenza di Coop Italia? Ma la passione, come canta il poeta, spesso conduce a soddisfare le proprie voglie e i soci della Coop Nordest si erano preoccupati specialmente sull'operazione Unipol-Fonsai.Alla presidenza di Coop Nordest è andato Paolo Cattabiani, che però ha lasciato vacante la poltrona alla presidenza di Lega Coop Emilia-Romagna prontamente rimpiazzata da Giovanni Monti, vicepresidente di Coop Adriatica, carica da cui si dimette, mantenendo però le seguenti: «Attualmente, Monti è presidente di Cometha, societa cooperativa che svolge attività finanziaria, e di Lima srl; è amministratore unico di Emiliana srl, fa parte dei consigli di amministrazione di: Unipol Assicurazioni Spa, Coopfond, Librerie.coop Spa, Coop Sicilia Spa, Enercoop Adriatica Spa, Unipol Banca Spa». E va beh, avrà un gran numero di segretarie.
Quindi il giro di valzer cooperativo dovrebbe essersi concluso, se non per qualche piccolo dettaglio di non rilevante significato, come chi andrà a sostituire Elio Gasperoni che dall’anno scorso è presidente della Lega delle Cooperative di Ravenna, o se costui opterà per il doppio incarico, sulla scia del pluri incaricato Giovanni Monti.Resta un tassello fuori, anzi un Tassinari. Il giro di poltrone prende il via proprio dal siluramento del 64enne ex presidente del consiglio di gestione di Coop Italia, carica che ricopriva da 25 anni. Non dispiacetevi però, Tassinari ci rassicura sul suo futuro: non farò il pensionato che porta a spasso il cane, mi dedicherò a Saiagricola che è l’impresa di investimento in agricoltura del gruppo Unipol della quale sono presidente (faceva parte del gruppo Fonsai e vanta terreni adibiti a vigneti ed uliveti e splendide tenute tra Toscana, Umbria e Piemonte), inoltre rimarrò presidente di Centrale Italiana che è la centrale di acquisto di Coop, Sigma e Despar, continuerò nell’insegnamento alle Università della Bicocca di Milano e alla facoltà di Economia a Bologna oltre a far parte del consiglio di amministrazione di Caricento.
In Coop funziona così. D'altra parte però il resto del Paese non pare distinguersi altrimenti. No Comments »
tutto quello che i soci prestatori devono sapere
Nel 2012 è diminuita del 7% la raccolta del risparmio dai sociDalla finanza 371 milioni di svalutazioni
Come funziona il filo diretto con i lettoriTutti i numeri delle 9 grandi Coop (Tabella)
La fiducia dei soci è linfa vitale per una Coop. Un attestato di stima che è tutto espresso negli 11 miliardi depositati nei prestiti sociali (anche se sarebbe più appropriato chiamarli libretti di risparmio per i soci), che rappresentano il vero motore per il funzionamento delle cooperative di consumatori che operano con il marchio Coop. Ma la fiducia va conquistata e conservata con fatti concreti e con la massima trasparenza.Il socio che affida i suoi risparmi alla cooperativa per sostenerne lo sviluppo, ha diritto di sapere come sono utilizzati. Rispetto alle inchieste condotte da Plus24 sui bilanci 2010 e 2111 delle Coop (si vedano le pubblicazioni del 4 febbraio e del 29 dicembre 2012, nonché del 12 e 26 gennaio 20l3) solo Coop Lombardia si è aggiunta a Coop Adriatica, Coop Nordest e Coop Estense nella lista delle cooperative che mettono a disposizione sul proprio sito internet l'intera informativa di bilancio. Per le altre grandi Coop, i buoni Propositi espressi dopo le precedenti inchieste sono rimasti per il momento lettera morta un deficit di informazione e trasparenza che non va nella direzione dell'ostentata attenzione ai quasi 8 milioni di soci (di cui 1,2 milioni anche prestatori) rimarcata negli slogan della Coop. Non si è credibili se non si rendono facilmente recuperabili i bilanci e tutta la documentazione relativa al prestito sociale, comprese le policy d'investimento e di gestione dei rischi.Anche perché dai bilanci consolidati 2012, emerge chiaramente il peso della finanza rispetto a quello della gestione commerciale: prestiti dei soci anche superiori al 150% del fatturato (Coop Nordest) e al 125% delle attività finanziarie (Unicoop Firenze), oppure pari a 4,9 volte il patrimonio consolidato (Unicoop Tirreno).Volumi di raccolta di risparmio che surclassano quelli dell'8o% delle banche italiane: con i suoi 2,4 miliardi di prestiti, infatti, Unicoop Firenze si collocherebbe, per raccolta, fra le migliori 100 delle 693 banche italiane. Prestiti gestiti senza alcun presidio di vigilanza finanziaria e privi di un sistema di garanzia a favore dei depositanti. II ruolo di tutela è assegnato al solo patrimonio aziendale, peraltro completamente investito in immobili e beni strumentali che in caso d'insolvenza si deprezzano in modo considerevole. Banca d'Italia ha già fatto sapere, rinviando la palla al ministro dell'Economia, che non può intervenire nemmeno per il solo ripristino della trasparenza informativa e contrattuale.Che cosa deve succedere perché il quadro delle regole e dei limiti sia adeguatamente ridefinito? Occorre attendere altri "imprevedibili" crack, come quelli descritti a pagina 6? Anche perché dai dati esposti in alto, estratti dagli ultimi bilanci disponibili delle nove grandi Coop emerge con evidenza non solo l'impatto della crisi sulla gestione commerciale e sull'ammontare delle somme raccolte (-7%), ma anche quello delle svalutazioni (spesate, ma ne rimangono anche di latenti) sugli investimenti della cosiddetta "finanza strategica'.
Libretti ma anche polizze, conti correnti e mutuiLtro della Bce anche per Coop Lombardia e Unicoop Tirreno
Supermercato o banca? Oltre a depositare i propri risparmi nei prestiti sociali, negli spazi commerciali delle grandi Coop i soci possono ormai mettere nel carrello anche polizze, conti correnti, prestiti personali e mutui. Prodotti assicurativi e bancari che le Coop offrono ai soci grazie alla collaborazione con il Gruppo Unipol, di cui sono azionisti di riferimento.In realtà le Coop non possono svolgere attività bancaria: possono autofinanziarsi attraverso i prestiti sociali solo per sostenere le attività svolte, offrendo ai soci libretti di risparmio a costo zero e con una remunerazione che, a seconda della Coop e degli importi versati, attualmente viaggia fra lo 0,65 e il 3,5% (al lordo della ritenuta del 20%). Da qualche anno alcune Coop propongono anche prestiti sociali vincolati, con rendimenti che non reggono però il confronto con quelli riconosciuti dai conti di deposito bancari con vincoli di pari durata, che in più offrono la garanzia del Fondo interbancario di tutela dei depositi.Rispetto alle banche, le Coop di consumo non possono esercitare l'attività creditizia, ovvero concedere finanziamenti. Eppure nel bilancio di Coop Lombardia viene sottolineato che nel 2012, attraverso personale specializzato, nei punti vendita sono giunte 73 domande di mutuo prima casa. Coop Liguria evidenzia che attraverso Unipol Banca, e con il supporto della cooperativa, nel 2012 sono stati erogati mutui per un milione e 156mila euro, sono state stipulate 1.030 polizze, per oltre 19 milioni di euro, e 197 piani pensionistici. Coop Adriatica, invece, ha costituito insieme alla rete Assicoop e Unipol Banca, CoopCiConto Srl attraverso la quale nel 20l2 sono stati sottoscritti dai soci 4.498 polizze assicurative, 1.861 conti correnti e 391 prestiti e mutui. Un business creditizio che viene sempre più sviluppato nei punti vendita delle Coop, seppur indirettamente e con l'ausilio del Gruppo Unipol.Sempre indirettamente, alcune coop (Coop Lombardia e Unicoop Tirreno), tramite Simgest e alcune banche, hanno tratto beneficio da operazioni correlate a quelle di Ltro attivate dalla Bce per consentire al sistema bancario di rifinanziarsi a condizione di favore. Cosa manca ai negozi Coop per aggiungere le insegne di sportelli bancari?
Il vaso di Pandora nei risultati della finanza strategicaUn quinto dei prestiti investito in Unipol, Monte de Paschi, Carige e Popolare di Spoleto
I dati riportati dalla stampa sono spesso differentiDai documenti che postiamo, ad aprile scorso Unicoop Firenze risulta avere in portafoglio oltre 430 milioni di azioni Mps, pari al 3,68% del capitaleSulla partecipazione azionaria di Unicoop Firenze in Monte Paschi si leggono percentuali che variano e i numeri sono spesso ballerini. Le dimissioni del presidente di Unicoop, Turiddo Campaini dal Cda dell'istituto senese, hannoriacceso una giostra di numeri e percentuali riportati dagli articoli pubblicati che in questi giorni hanno trattato la vicenda. Vediamo di fare un po' di chiarezza per quanto ci è possibile, seguendo un ordine cronologico.
I risultati della conveniente operazione non tarderanno a palesarsi. Il titolo inforca con decisione una spirale ribassista sulla scia dell'esponenziale crescita dello spread e sulla fragilità della banca che si comincia già a intravedere con tutte le magagne che sappiamo e che magari Campaini, sedendo nel Cda avrebbe potuto anche fiutare. Il fiuto non lo sorregge neanche in borsa. Il titolo il 15 giugno 2011 chiude a 0,6223 euro per inabissarsi fino a minimi al di sotto di 0,15 euro nell'estate successiva.Intanto i soci prestatori di Unicoop preoccupati hanno già cominciato a far defluire i soldi dai libretti (-16,4% dal 2010 al 2012), la stampa che da sempre ha ignorato l'argomento della partecipazione di Unicoop in Mps, comincia a svegliarsi. I nostri eroi paiono smarriti e si trincerano al solito nel mutismo tipico di chi non accetta intromissioni nelle proprie cose. Casomai i panni sporchi si lavano in famiglia, cioè tra Campaini e i soliti fidi che ricoprono ruoli apicali dai tempi dei tempi (per non stare a citare sempre Nixon). Improvvisamente qualcuno ha un lampo e se era conveniente comperare il titolo a 0,446 ora che è sotto i 20 centesimi di euro non si può mancare l'occasione.Ed infatti si apprende in maniera inconsueta e nel solito mutismo peccaminoso che il consiglio di gestione di Unicoop Firenze presieduto da Golfredo Biancalani ha acquistato non proprio sui minimi ma attorno a 0,18 euro altre 111 milioni di azioni dell'istituto di Rocca Salimbeni.Quindi a quanto siamo? Secondo l'aritmetica e questo prospetto (pag. 53) le azioni di Mps detenute da Unicoop dall'aprile scorso salgono a 430.403.114 pari al 3,68% del capitale della banca. Successivamente non si ha traccia su movimenti nella partecipazione azionaria di Unicoop in mps. Questo è quanto, nonostante alcuni giornalisti riprendano il dato riportato da Consob che non è aggiornato, infatti è obbligatorio dichiarare la partecipazione solo quando supera il 2% e in seguito il 5%. Meglio non pubblicizzare.
Permessi personali top secret. Il dirigente non può indagare i motivi dell'assenza mercoledì 16 ottobre 2013
permessi personali,
sentenza 544/13 Tribunale di Potenza
Da Terni partiamo col treno, prenotate al 3286536553. L'appuntamento è alle ore 9.00 davanti stazione FS.