Source: http://www.filcams.cgil.it/gruppo-pam-lettera-incontro-27-marzo-2009-disdetta-cia/
Timestamp: 2018-06-18 19:00:06+00:00
Document Index: 19031016

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 28']

Gruppo PAM – lettera incontro 27 marzo 2009, disdetta CIA
Oggetto: incontro 27 marzo 2009, disdetta C.I.A.
Spett.le GRUPPO PAM
Att.neDott. Paolo Zanucco
In riferimento alla riunione sindacale tenutasi il giorno 27 marzo 2009 Le scriventi organizzazioni sindacali ribadiscono che la disciplina del rapporto di lavoro e dei diritti sindacali debba ancora essere mutuata da quanto previsto dal CIA del 10-5/7 aprile 2003, come già anticipatoVi nella nota congiunta dell’11 marzo 2009 e ciò per le seguenti ragioni.
Il contratto collettivo sopradetto, infatti, oltre a regolare diverse materie attinenti al rapporto individuale di lavoro – part-time; lavoro a termine; sicurezza sul lavoro malattia, ferie, orario ecc. – contiene una compiuta disciplina dei diritti sindacali (diritti di informazione, diritti alla trattativa, permessi sindacali).
L’art. 15 del predetto contratto prevedeva la scadenza al 31/3/05.
Successivamente l’accordo del 5 maggio 2005 prorogava la scadenza del c.i.a. 10-5/7/4/03 al 31/3/06 <<ferma altresì restando la sua validità fino al momento del suo rinnovo>> allo scopo di <<evitare periodi di vuoto normativo che si verrebbero a generare fino alla stipula di un nuovo accordo di secondo livello>> (cit. dal punto 2 della premessa).
In buona sostanza viene convenuta <<una clausola di ultrattività che ne proroghi la validità fino a che esso non venga sostituito da un successivo accordo>> (cit. dal punto 1 della premessa). Accordo da intendersi sotto il profilo sostanziale, come ridisciplina degli istituti previsti dall’originario c.i.a del 2002.
In sostanza fino a che non interviene una nuova regolamentazione resta in vigore la vecchia disciplina oltre la sua scadenza originaria (cfr. Cass. n. 8098/1997).
Del resto le stesse parti stipulanti l’accordo di proroga dichiarano e <<convengono di incontrarsi entro il mese di marzo 2006 per attuare un confronto di merito>> (cfr. art. 1, secondo inciso).
Nel frattempo tutto veniva confermato nella versione originaria del 2002, ivi compreso il sistema del salario variabile, salve alcune modifiche di dettaglio (v. art. 2).
Senonchè il 18 maggio 2006 le parti collettive riconfermano il sistema dei compensi variabili applicando per gli esercizi commerciali 2006 e 2007 le modalità d’erogazione di cui all’accordo in vigore per l’anno 2005 che a sua volta ha riconfermato il meccanismo dell’anno 2004 (art. 1).
Veniva di poi confermata la disciplina riguardante i restanti istituti retributivi e non retributivi del rapporto individuale di lavoro; veniva infine confermata la vigenza degli originari diritti sindacali.
Il tutto con una formula che recitava testualmente così:<<la vigenza del contratto integrativo aziendale 10 maggio 2002 -7 aprile 2003, già prorogata al 31 marzo 2006, viene ulteriormente prorogato al 31 marzo 2008 i cui contenuti vengono integralmente confermati (v. art. 2) >.
Apparentemente tale dizione non contiene la clausola di ultra-attività disposta nel precedente accordo del 2005.
Nella sostanza tale clausola è radicata anche nel nuovo accordo.
Il nuovo accordo infatti si incarica di definire esplicitamente ciò che resta ancora vivo (tutto il contenuto del c.i.a. del 2002).
Ciò che resta ancora vivo viene <<ulteriormente prorogato>> con la stessa ratio della proroga originaria (<<allo scopo di evitare periodi di vuoto normativo>>: cit. del punto 2 della premessa).
E la ratio della proroga implica la perduranza della clausola di ultrattività.
Diversamente scaduto il termine finale si produrrebbe il vuoto normativo negato in premessa.
D’altra parte proroga ed ultrattività sono contenute in un’unica disposizione contrattuale: l’art. 1, primo inciso, del c.i.a. del 5/5/2005 sicchè essi fanno corpo unitario, senza che possa dissociarsi la prima dalla seconda disposizione normativa.
Che questa sia non solo la lettera e la ratio della nuova proroga (ripetesi comprensiva della ultrattività) è testimoniato anche dal comportamento delle parti collettive poco prima della proroga (disposta con accordo del 18/5/2006).
5. Il medesimo impianto letterale, sistematico e applicativo è presente nell’ultimo accordo del 30/6/08 del seguente tenore: <<la vigenza del contratto integrativo aziendale 10 maggio – 7 aprile 2003 … prorogato con accordo sindacale 5 maggio 2005 … ulteriormente prorogato al 31 marzo 2008 … viene ulteriormente prorogata al 31 marzo 2009, ad eccezione dell’art. 11 punto 7 anticipi salario variabile>>.
Da quanto sopra si ricava:
- tra essi spicca la disciplina dei diritto sindacali che resta “scolpita” nella versione originaria del 2002.
Se così non fosse la vecchia disciplina sul rapporto di lavoro e sui diritti sindacali non opererebbe più; non esisterebbe d’altra parte una nuova disciplina in merito e che ciò determinerebbe un vuoto normativo; e ciò in evidente contraddizione (non solo con la lettera ma anche) con l’intendimento espresso dalle stesse parti contrattuali fin dall’inizio: <<le parti ritengono indispensabile evitare periodi di vuoto normativo che si verrebbero a generare fino alla stipula di un nuovo accordo di secondo livello>> (cit. dal punto 2 della premessa posta nell’accordo di proroga del 5 maggio 2005, contenente altresì la clausola di ultrattività).
Accordo di secondo livello che in tema di disciplina del rapporto di lavoro e dei diritti sindacali tutt’ora non è intervenuto.
Tutto ciò premesso le scriventi OO.SS. diffidano la Gruppo PAM spa a non voler intraprendere alcuna azione nei confronti delle scriventi Organizzazioni Sindacali, dei lavoratori interessati, fin tanto che non si
giunga ad un nuovo accordo sindacale di ridisciplina dell’intera materia.
Si dichiarano fin d’ora disponibili ad una nuova ripresa di trattative nei modi che riterrete più opportuni.
Con avviso che in caso di vostri comportamenti in difformità e pregiudizio sarà nostra cura tutelare gli interessi collettivi ed individuali ad ogni livello, anche di carattere giudiziario, ivi compresa l’azione ex art. 28, legge n. 300/1970.
p. FILCAMS-CGILp. FISASCAT-CISL p. UIL TuCS-UIL
Marinella MeschieriMario Piovesan Emilio Fargnoli