Source: https://www.portaletelematico.it/action:s_italia:sposarsi;costituzione
Timestamp: 2019-12-11 03:22:33+00:00
Document Index: 176861567

Matched Legal Cases: ['art.143', 'art.147', 'art.144', 'art. 89', 'sentenza ', 'art. 3']

Sposarsi | Sportello Telematico Unificato STU3
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Due persone di sesso diverso maggiorenni, o con minimo 16 anni ma con l'autorizzazione del tribunale minorile, possono sposarsi con una cerimonia civile o religiosa.
Etimologicamente parlando il matrimonio viene definito con l'articolo 29 della Costituzione come un “ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.
I requisiti per sposarsi sono:
avere almeno 18 anni o almeno 16 anni con un’autorizzazione del Tribunale dei Minori
possedere sanità mentale ed è causa di annullamento del matrimonio se uno dei due coniugi al momento del matrimonio è incapace di intendere e di volere
possedere la libertà di stato, ovvero non devono esserci vincoli da precedenti matrimoni
non essere dello stesso sesso
non possedere vincoli di parentela, che sia di sangue o morale, come per esempio nel caso di figli adottivi
non aver nella coppia un partner che è stato condannato per l’omicidio o per il tentato omicidio dell'altro partner.
Con il matrimonio, secondo il Regio decreto 16/03/1942, n. 262, art.143, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri:
l'obbligo reciproco alla fedeltà (per le unioni civili e per la convivenza di fatto non sussiste tale obbligo)
l'assistenza morale e materiale
la collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, nel lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.
Se non c'è altro accordo patrimoniale, il regime patrimoniale è la comunione dei beni.
Valgono le norme su:
comunione convenzionale
regime di separazione dei beni
impresa familiare.
Nel matrimonio è la moglie, se lo desidera, che può prendere il cognome del marito.
In caso contrario può mantenere il cognome da nubile ed al massimo aggiungere nei documenti ufficiali la dicitura "coniugata con".
Morte e diritti successori
Si applicano le disposizione della successione tra coniugi.
Alla morte di uno dei due, l’indennità di fine rapporto e la pensione di reversibilità spettano al partner.
Sciogliere il matrimonio
Per la procedura di separazione e di divorzio si può procedere in maniera consensuale, o giudiziale nel caso non vi sia accordo tra i coniugi.
Nel divorzio, se consensuale, bastano 6 mesi e in determinate condizioni si può divorziare anche senza ricorrere all'autorità giudiziaria o addirittura senza l’assistenza dell’avvocato.
Doveri verso i figli
Con il matrimonio secondo il Regio decreto 16/03/1942, n. 262, art.147 lo sposo e la sposa dovranno rispettare i diritti e i doveri nei confronti di un'eventuale prole tra cui quello di mantenere, istruire ed educare tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.
I coniugi, secondo il Regio decreto 16/03/1942, n. 262, art.144, concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi.
Vedove o divorziate
Le vedove e le divorziate possono contrarre matrimonio solo dopo 300 giorni dallo scioglimento, dall'annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio. Lo scopo della norma è garantire la certezza sulla paternità di una eventuale nascita Regio decreto 16/03/1942 n. 262, art. 89.
Il tribunale con decreto può autorizzare prima dei 300 giorni il matrimonio quando è escluso lo stato di gravidanza. In alternativa per le divorziate è ammessa la presentazione della copia della sentenza di divorzio con l’indicazione della Legge 01/12/1970 n. 898, art. 3.
Scegliere il regime patrimoniale
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Aree tematiche: Famiglia Certificati e documenti
Ultimo aggiornamento: 13/11/2019 15:26.58
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