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Timestamp: 2016-10-21 13:37:33+00:00
Document Index: 181202743

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 1385', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 187', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 4']

⭐CON IL CONTRIBUTO ECONOMICO DELLA DG24 Della Commissione Europea nell ambito del Progetto Nuova Informazione per un nuovo Turismo
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Geronima Donata Genovese
1 CON IL CONTRIBUTO ECONOMICO DELLA DG24 Della Commissione Europea nell ambito del Progetto Nuova Informazione per un nuovo Turismo DIRITTI E DOVERI PER UN TURISMO CONSAPEVOLE2 PRESENTAZIONE DELLA CARTUR Con il contributo economico della DG 24 della Commissione Europea nell ambito del progetto Nuova Informazione per un nuovo turismo La tutela del turista è una sorta di mania del Movimento Consumatori, se ne occupa sin dagli esordi. Questo particolare attaccamento ai turisti nasce da una semplice constatazione: sono donne e uomini, cittadini semoventi, che consumano in condizioni a volte svantaggiate, conoscono poco l ambiente in cui si trovano, possono avere difficoltà con la lingua, con gli usi del mercato, etc.. Grazie a loro, alle centinaia di migliaia di contenziosi gestiti dai nostri centri SOS del Turista e alla ultradecennale esperienza acquisita, siamo finalmente giunti a questa ottava edizione di CARTUR, Carta dei Diritti del Turista che ha avuto una non piccola parte nell evoluzione dei nostri diritti di turisti europei, tracciando anche nuovi percorsi sui nostri doveri. Non per nulla nel sottotitolo di CARTUR appaiono i doveri che in questa edizione vengono ulteriormente sottolineati: crediamo infatti, e fermamente, che tra le missioni del Movimento Consumatori vi debba essere la promozione di un turismo compatibile e sostenibile. Sia per i diritti che per i doveri qualche passo avanti è stato fatto, ma il cammino è ancora lungo. Non ci aiuta granché il mercato del turismo nostrano, frammentato, vecchio e malamente speculativo. Non ci aiuta granché nemmeno il sistema Italia che ancora arranca verso gli standard europei. Per di più abbiamo perso memoria dell ospitalità, valore che un tempo ha fatto la nostra fortuna. Sorvoliamo poi sulle politiche turistiche anche loro frammentate e disomogenee. Tuttavia, miracolosamente e anche grazie a qualche azione del Movimento Consumatori, il turista ha maggiori tutele oggi di ieri, attenzione, però, a non cadere nelle trappole, sempre nuove, che possono nascondersi nel complesso prodotto turismo. CARTUR ne è antidoto. Portatela con Voi in vacanza o in viaggio, magari per sola scaramanzia. 23 MOVIMENTO CONSUMATORI Via Carlo Maria Maggi, Milano Telefono: (02) Telefax: (02) Sede Nazionale SERVIZI CONSULENZA (gratuita ai soci): SOS del turista consulenza legale. assicurazioni contratti standard prodotti alimentari e non pubblicità ingannevole rapporti con le banche risparmio ed investimento salute e sanità sicurezza domestica utenza trasporti utenza servizi pubblici. SEZIONI MOVIMENTO CONSUMATORI Andria Via Arco Marchese, 6 - cap tel fax Barletta Via Imbriani, 16 - cap tel.-fax Biella Via Don Cabrio, 14/b - cap tel.-fax Bra - Alba, Langhe e Roero Via Gianolio, 26 cap Bra tel fax Bologna Via Avesella, 18 cap tel.- fax Caserta Via S. Carlo, 95 cap tel.-fax Cosenza Piazza Europa, 14 cap tel fax Cecina Via Veneto, 10 - cap tel fax Collegno Piazza della Repubblica Palazzo Civico cap tel fax Cuneo Via C. Emanuele III, 34 - cap tel.-fax Foggia C.so Cairoli, 37 - cap tel fax Genova Salita S. Viale, 5/8 - cap tel.-fax Lecco Via C. Cantù, 18 - cap tel fax Modena Via Giardini,476/n cap tel fax Parma Via Borgo Felino, 11 - cap tel fax Perugia Via della Viola, 1 - cap tel fax Rimini - S. Arcangelo di Romagna Via G. Pascoli, 18/C tel.-fax Rivoli Via Camandona, 9/a cap tel Roma Via Spontini 11 cap tel fax Rosignano Solvay (LI) Via XX Settembre, 41/b cap tel fax Salerno Via B. Croce, 10 - cap tel-fax4 Treviso Piazza S. Andrea, 4 cap tel.-fax Torino Via S.Francesco d Assisi,17 - cap tel Fax Venezia Via Torino, 11/C Mestre tel fax Verona Via C. Cattaneo 14 tel.-fax Vercelli Via Mameli 19 tel fax OSSERVATORI Movimento Consumatori Bassano del Grappa Piazzetta delle Poste (c/o CGIL) cap Tel fax Villarosa (ENNA) Via Giannone, Villarosa (EN) Tel fax Mondovì Via Oderda 9 - cap tel-fax Vicenza Via De Pinedo, 3 - cap Creazzo (VI) Tel Tel fax DIRITTI E DOVERI DEL TURISTA Il vero viaggiatore non ha paura del tempo. La sua geografia mentale gli permette di leggere quella naturale. Lascia dietro di sé il fardello della razionalità liberando le percezioni. Pazienza e leggerezza sono gli atteggiamenti che lo caratterizzano. Guarda all orizzonte senza perdere di vista il particolare, affronta la passeggiata riscoprendo il piacere di osservare e di ascoltare le proprie sensazioni, senza avere la fretta di consumare subito ciò che lo circonda. Si realizzeranno le sue aspettative? Ciò che vedrà corrisponderà realmente a ciò che ha letto? Unire natura, storia, cultura e immaginario è compito arduo. Così se in questa guida, troveremo tutto ciò, o quasi, che per diritto ci spetta, non dimentichiamoci che anche noi abbiamo un nostro "codice d onore". Qualcuno, o più di uno, lo ha già scritto per noi. Non serve una memoria di ferro per ricordarselo; basta farlo proprio una sola volta e poi continuare a praticarlo. Comunque, per rendere semplici le cose, lo addensiamo in alcune massime, che pur non essendo vangelo, vista la laicità degli intenti, andrebbero lette come tali. Che il nostro sia un turismo eco-compatibile, ovvero non distruggiamo altrove, e non incoraggiamo con la nostra presenza, ciò che in casa ci è caro. Rispettiamo le tradizioni e i costumi dei paesi che ci ospitano, ovvero, proviamo a essere ricettivi e disposti a incontrare nuove umanità; chiudersi in un villaggio turistico, è come crearsi un isola nell isola, rischiamo la solitudine delle anime. Scegliamo poche destinazioni, ma preparate e pensate, piuttosto che tanti viaggi mordi e fuggi. Scoraggiamo e denunciamo apertamente singoli (o agenzie) che vendono il turismo "sessuale". Per il resto "Buona vacanza a tutti". LA LEGGE QUADRO PER IL TURISMO Le legge "quadro" per il turismo e l'industria alberghiera è un po vecchiotta (n. 217 del 17 maggio 1983, integrata con le modifiche apportate dalla successiva L.203/95). Ha la funzione di stabilire limiti e principi ai quali devono adeguarsi le disposizioni delle Regioni e degli Enti territoriali minori. Gli articoli 6, 7 e 12 trattano specificatamente delle strutture ricettive"che comprendono ogni luogo destinato a soddisfare esigenze di soggiorno temporaneo fuori dalla normale residenza, sia al chiuso sia in aree aperte. Le situazioni ricettive che la legge 217 affastella in un'unica formulazione presentano caratteristiche anche molto diverse. Un'esposizione omnicomprensiva andrebbe a scapito della chiarezza e dell'utilità pratica che la "carta" si propone. Esporremo quindi i principi comuni a tutti i tipi di struttura, per illustrare poi sinteticamente peculiarità e regole specifiche. 45 Cominciamo col riportare l'elenco: alberghi, motels, villaggi albergo, residenze turistico-alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi agroturistici, esercizi di affittacamere, case e appartamenti per vacanze, case per ferie, ostelli per la gioventù, rifugi alpini. Le Regioni, precisa inoltre l art. 6, all'ultimo capoverso, hanno facoltà di individuare altre strutture "in rapporto alle caratteristiche ed esigenze locali". Non risulta che fino ad ora l'abbiano fatto. In futuro, forse, per la gioia del numero sempre crescente di turisti amanti del rischio e dell'insolito a tutti costi, potrebbero essere elevate al rango di "strutture ricettive", caverne di montagna, miniere abbandonate, trincee della prima guerra mondiale, relitti di navi alla deriva o altro. Per qualche misteriosa ragione sono sparite locande e pensioni, che pure continuano ad esistere e prosperare. La legge le ha trasformate in alberghi. Abbandonata anche la tradizionale distinzione tra strutture alberghiere ed ex-alberghiere. Le leggi regionali comunque, assimilano agli alberghi: i motels, le residenze turistico-alberghiere e i villaggi albergo. L art. 6 fornisce una circostanziata descrizione di ciascuna categoria, non priva di qualche venatura di involontario umorismo. E' altamente improbabile, per esempio, che chi non abbia mai avuto occasione di vedere un villaggio turistico, riesca a capire, dalla definizione legislativa, di cosa in realtà si tratti. O che le espressioni di mesto rigore scelte per gli alloggi agro-turistici, suscitino in chi non sia portato alla penitenza, o sia per sua natura anacoreta, il benché minimo desiderio di recarvisi. Non è il caso di infierire oltre sulla legge 217, già oggetto di tante critiche. Il legislatore, termine impersonalmente usato per indicare gli estensori delle norme, si sa, fa del suo meglio. Solo, sarebbe simpatico se lo facesse un po' di più. E, in particolare, se si esprimesse in un linguaggio che i destinatari della norma, cioè i cittadini tutti, possano intendere senza dover "sezionare" ogni frase o ricorrere a professionisti prezzolati. La direttiva 90/314/CEE Il mercato dei viaggi, vacanze, soggiorni organizzati, "tutto compreso" è regolato, da alcuni anni, in Italia come in Europa, da disposizioni specifiche, di ispirazione comunitaria. Nel 1990 il Consiglio delle Comunità Europee rilevava, con la Direttiva n. 314, la presenza di notevoli diversità nella normativa "turistica" degli stati membri. Tali divergenze - ammoniva nei numerosi "considerando" della premessa - ostacolano la libera circolazione dei servizi, distorcono la concorrenza, impediscono il raggiungimento del mercato comune, dissuadono i consumatori dall'acquisto di prodotti di altri stati della Comunità. In breve: frenano il turismo e danneggiano l'economia. E' il caso quindi - concludeva l'autorevole collegio - che, per dare impulso ai traffici e prosperità al settore, i paesi armonizzino, alla svelta, i rispettivi ordinamenti, uniformandoli ai principi indicativi nella Direttiva. Una tutela adeguata e comune rassicurerà i turisti, spingendoli a consumare, con pari entusiasmo "il tutto compreso" del proprio e degli altri stati. Non si deprima troppo chi pensava di aver diritto all'attenzione e alle cure delle istituzioni europee come cittadino comunitario e non in qualità di strumento funzionale allo sviluppo dei mercati. In definitiva - anche se viene spontaneo chiedersi che fine abbiano fatto tutti quei bei discorsi sull'europa dei popoli - quello che conta è il risultato. E non c'è dubbio che gli indirizzi comunitari, recepiti poi negli ordinamenti nazionali, abbiano fornito materiale idoneo a colmare quei vuoti legislativi che, già da troppo tempo, rendevano precaria e difficile la posizione del consumatore. Si consideri che ancora negli anni 80 il "pacchetto turistico tutto compreso", pur ritenuto parte essenziale del settore, non aveva una legge tutta per se ed era regolato in modo ondivago, spesso assimilato ad altri tipi di contratto, con risultati poco esaltanti. Cosa sia un "pacchetto turistico" è noto a tutti. Improbabile infatti che qualcuno sia sfuggito al bombardamento di offerte e pubblicità perpetrato tramite ogni possibile mezzo di comunicazione. Lo ricordiamo in sintesi: il consumatore depone le proprie vacanze nelle mani del "tour operator" e le ritira confezionate, organizzate e pianificate dalla partenza al rientro. Una fruizione mediata del tempo libero, nata in Italia nel dopoguerra e diventata, in pochi anni, il giocattolo preferito del turismo di massa. Come era prevedibile, la delega implicita, il saldo anticipato, la ingenuità e l'inesperienza degli utenti, unite alle carenze legislative, facevano del "turista pacchetto" il bersaglio ideale di operatori con pochi scrupoli. Non è un caso che al termine dei periodi feriali canonici i centralini del Movimento Consumatori fossero intasati da lamenti e proteste. Per non parlare degli episodi sconcertanti riportati da giornali e televisioni: mezzi di trasporto che nulla avevano da invidiare, quanto a scomodità, a quelli usati dai profughi della prima guerra mondiale; turisti che, al posto delle strutture magnificate dagli opuscoli, trovavano all'arrivo, cantieri edilizi, rientri resi impossibili dall'insolvenza dell'operatore o dall'irreperibilità del velivolo. O, peggio ancora, drappelli di turisti abbandonati in località remote, sconsolati e impotenti come tartarughe rovesciate sul dorso. Punizioni eccessive persino per una categoria che ha mostrato nell'approccio a territori e popoli una sensibilità simile a quella delle orde del Gengiskan o dei legionari di Cesare e che ha procurato ai paesi "visitati" dissesti fisici e disgregazioni sociali. Ora che "mamma Europa" ha provveduto, seppur mossa da spirito mercantile, alla tutela dei turisti, dovrebbe rivolgere la propria attenzione ai luoghi-vittime. Per cominciare potrebbe, per esempio, promuovere una robusta campagna per addomesticare la sindrome "locusta" del turismo di massa. Magari, nello stile della Direttiva 314/90, ponendo, come premessa, uno dei consueti "considerando": Consideriamo che la distruzione totale del patrimonio paesaggistico e artistico priverebbe gli operatori di offerte idonee, con contrazioni del settore gravemente lesive degli interessi economici dei paesi membri..." 56 IL DECRETO LEGISLATIVO N. 111 DEL 17 MARZO 1995 La direttiva CEE aveva fissato al la data per l'attuazione delle disposizioni interne. L'Italia, memore forse della previsione di gattini ciechi per la gatta frettolosa, provvedeva nel marzo 1995 con il decreto legislativo n.111. La nuova disposizione, a differenza di quanto è avvenuto in altri stati membri, non ha cancellato la precedente normativa in materia di viaggi. La legge 1084/77 rimane quindi in vigore a regolare i "contratti di organizzazione di viaggio", nei quali il trasporto rimane l'elemento centrale e essenziale. Nel caso sorgano problemi di coordinamento nell'applicazione concreta, prevarrà il precetto più favorevole al consumatore. Questo il pensiero degli esperti, o almeno di molti. Medesimo criterio va seguito, secondo l'opinione prevalente, qualora le parti vogliano stipulare accordi deroga, ossia diversi da quanto dispone il decreto: sono possibili solo se a vantaggio del consumatore. Il decreto 111/95 ha sostanzialmente seguito l'impostazione della direttiva e ha focalizzato la tutela del turista sul diritto all'informazione, precisa e capillare, riguardo ad ogni aspetto dell'offerta e dell'esecuzione; sulla responsabilità autonoma e completa di chi si è impegnato contrattualmente, sia esso organizzatore e/o venditore; sulla garanzia di assistenza economica e personale al consumatore, anche nel caso di "latitanza" dell'operatore. Il decreto in questione non è esente da difetti e ombre: l'eccesso di rigore verso il consumatore che receda senza motivo, approssimazioni e sfasature nell'uso dei termini, per citarne solo un paio, ma nel complesso costituisce un valido strumento di tutela per il turista. Certo è che anche le iniziative più illuminate non sono di grande utilità se manca la partecipazione e la collaborazione degli utenti. Oggetto del decreto legge sono i pacchetti turistici "costituiti dalla combinazione di viaggio, soggiorno e servizi (omissis)". Questi ultimi devono avere rilevanza "significativa" nell'insieme. Ad esempio le lezioni di sci abbinate alle "settimane bianche". Il pacchetto può essere costituito anche da solo due delle prestazioni indicate: viaggio e soggiorno oppure soggiorno e servizi ecc. La vendita deve essere effettuata in territorio nazionale da un operatore munito di autorizzazione: organizzatore o venditore. Le associazioni senza scopo di lucro, autorizzate possono vendere solo ai propri soci. La durata deve essere superiore alle 24 ore, se inferiore deve comprendere una notte. Il prezzo è forfetario ed è inutile che l'operatore fatturi separatamente i vari elementi perché il "pacchetto" rimane comunque sottoposto al decreto legge. E' ammessa la vendita fuori dai locali commerciali ma, in questo caso si applica la legge 50/92 che prevede, tra l'altro, la possibilità di recesso per il consumatore, entro 7 giorni. Si ritiene rientrino nella disciplina del d.lg. anche i prodotti realizzati da organizzatori di altri paesi membri della comunità. L'accordo va redatto per iscritto, in termini tali da poter essere agevolmente compresi dal consumatore. L'operatore deve firmarlo, timbrarlo e consegnarne copia al cliente. Già abbiamo detto, ma lo ripetiamo, perché è importante, l'organizzatore e/o il venditore che firma l'accordo assume piena responsabilità per l'esatto adempimento di tutti gli impegni assunti con il contratto. E' questo uno degli elementi nuovi rispetto alla precedente normativa che prevedeva un tipo di responsabilità diversa per l'organizzatore e il venditore. L'art. 7 si occupa del contratto ed è piuttosto pignolo nell'elencare gli elementi da inserirvi, proprio per evitare che l'adesione del consumatore non sia rituale ma consegua una specifica conoscenza degli impegni dell'operatore, delle modalità d'esecuzione, delle reciproche responsabilità. Solo così potrà constatare la congruità degli adempimenti e, in caso contrario, elevare immediate e sonore proteste. I punti indicati sono 14 e prevedono informazioni e clausole relative al viaggio, al soggiorno, ai servizi ecc.. Il prezzo stabilito forfetariamente, deve recare l'indicazione delle varie tasse d'imbarco, sbarco, le spese a carico del turista in caso di cessione del contratto, l'ammontare della caparra (non superiore al 25%), l'eventuale possibilità di revisione del prezzo, il termine per il saldo. Nel contratto devono comparire anche i dati relativi all'organizzatore e/o venditore, gli estremi delle polizze, obbligatorie e facoltative, termini e modalità per proporre reclami, esercitare opzioni, ricevere comunicazioni relative ai mutamenti delle condizioni contrattuali, dei costi ecc.. Uno degli oneri primari a carico dell'operatore: la comunicazione di informazioni e notizie, chiare, precise e non ingannevoli, non si esaurisce con la redazione del contratto. Accompagna tutte le fasi della trattativa e prosegue dopo la stipula dell'accordo e durante l'esecuzione delle prestazioni ovviamente. Nella fase precontrattuale il turista sarà messo a conoscenza, per scritto, circa gli adempimenti sanitari richiesti, i visti, il trattamento riservato ai cittadini comunitari, ecc. Prima della partenza gli saranno comunicati tutti i particolari relativi al viaggio, al soggiorno, ecc., che ancora non aveva avuto modo di conoscere, nonché i recapiti dell'organizzatore e/o del venditore e dei loro rappresentanti. Il turista minorenne che partecipi ai viaggi o soggiorni all'estero dovrà potersi mettere in contatto in ogni momento coll'operatore o con un suo indirizzo. Le nuove disposizioni sul "tutto compreso" dovrebbero aver posto fine ai famigerati opuscoli pubblicitari, ricchi di immagini accattivanti, corredate qua e là da qualche frase ad effetto, finalizzata più a sedurre che a informare. I pieghevoli ora devono servire per comunicare al cliente notizie utili e informazioni relative al "pacchetto". Il contenuto impegna l'operatore. Se promette meraviglie, meraviglie il consumatore potrà pretendere. 67 Le modifiche del prezzo sono previste solo in aumento. La direttiva CEE contemplava l'ipotesi di riduzioni. La revisione consentita, qualora sia contemplata in clausola contrattuale, in misura non superiore al 10%, fino a 20 giorni prima della partenza, ed esclusivamente in seguito ad aumento dei costi del carburante, delle tasse di imbarco, delle variazioni del tasso di cambio applicato. Se l'aumento del prezzo è superiore al 10%, se il pacchetto subisce modifiche significative o il viaggio viene annullato, per qualsiasi motivo non imputabile al consumatore, questi potrà scegliere tra: 1) il recesso dal contratto e il risarcimento del danno; 2) la accettazione di un "pacchetto" alternativo. A costo pari se di valore uguale, con rimborso della differenza, qualora il valore della nuova offerta sia inferiore. Quando l'annullamento è conseguente al mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti, all'utente è preclusa la richiesta di risarcimento. Qualora, dopo la partenza, una parte rilevante delle prestazioni, non possa essere eseguita, l'organizzatore propone possibili soluzioni alternative, se non ce ne sono o il turista non le accetta, motivatamente, l'organizzatore dispone per il rientro e rimborsa il prezzo di quanto non goduto. Salvo il diritto del consumatore al risarcimento. L'organizzatore e il venditore sono responsabili per i danni causati da terzi fornitori della collaborazione dei quali si siano serviti nell'adempimento delle obbligazioni. Spetta agli operatori fornire la prova che il mancato o inesatto adempimento è dovuto a fatto di terzi, forza maggiore o colpa del consumatore. Sono comunque, in ogni circostanza, tenuti a prestare al turista ogni soccorso utile alla prosecuzione del viaggio. Potranno agire successivamente nei confronti del consumatore colpevole per il risarcimento dei danni. Per quanto riguarda la misura del risarcimento, il d.lg. 111/77 distingue tra danni alla persona e diversi (art. 15). Per i primi richiama quanto stabilito dalle convenzioni: Varsavia '89, per il trasporto aereo; Berna '61, per il trasporto ferroviario; Bruxelles '70, (recepita nell'ord. naz. con L. 1084/77) per ogni altra ipotesi di responsabilità. La convenzione di Bruxelles stabilisce che la misura dell'indennità per persona non possa essere inferiore ai franchi. Il limite non si applica se il danno è stato causato con intenzione o da imperizia o negligenza grave. Il risarcimento va chiesto entro tre anni dal rientro. Per danni collegati al trasporto, il diritto al risarcimento si prescrive in 12 mesi (18 se il viaggio ha avuto inizio e termine fuori dall'europa - art c.c.). Per i danni diversi da quelli alla persona le parti possono convenire, con la clausola specificatamente approvata per iscritto, limitazioni dell'ammontare. Gli importi non possono comunque essere inferiori ai franchi per danni alle cose e ai per danni diversi. Si prediligano quei tour operator che riconoscono contrattualmente rimborsi cash per inadempienze, ritardi, ecc., non previsti dalla legge. Il deposito alberghiero è regolato dagli art e seguenti del codice civile. Ne abbiamo già parlato nella parte relativa alle strutture ricettive alla quale rimandiamo. Il diritto al risarcimento si prescrive in un anno dal rientro. Il consumatore avrà l'accortezza di conservare ogni documento e prova utile. Il d.lg. non mostra particolare comprensione per il consumatore che recede per "sua colpa". Forse per scoraggiare i molti sor Tentenna, sempre in bilico tra il desiderio di evasione e la paura dell'abbandono del nido, dell'impatto con luoghi e realtà diverse, pur edulcorate da mediazioni e filtri che gli organizzatori pongono, proprio per evitare turbamenti ad animi e stomaci poco inclini ad esperienze un po' ruvide. In sostanza, il consumatore che annulla il viaggio, perde quello che ha versato: caparra o saldo (art. 7/d e 131/1 d.lg. cut.). Nel primo caso l'operatore può trattenere l'anticipo, recedere dal contratto oppure pretendere l'adempimento integrale: il prezzo del "pacchetto" (art. 1385). E' vero che il consumatore può imputare il recesso a fatti indipendenti dalla propria volontà: forza maggiore o fatto di terzi, imprevedibile o inevitabile, ma, fino ad ora, la valutazione delle cause di esonero non è stata molto favorevole al turista (salvo alcuni contratti stimolati dal Movimento Consumatori). Non sono stati considerati eventi liberatori, per esempio: la gravidanza a rischio, accertata dopo il saldo, la negazione del visto d'ingresso, gravi motivi di carattere professionale. Il consumatore potrebbe cautelarsi stipulando assicurazione contro "l'annullamento del viaggio". Oppure munendosi, fin dalla prenotazione, di una "riserva". Qualcuno cioè che prenda il suo posto nel caso non possa o non voglia più partire. Il d.lg. prevede, all'art. 10, la possibilità di cedere il contratto. L'operatore non può rifiutarla - spiega l'articolo - purché il sostituto "soddisfi tutte le condizioni per la fruizione del contratto..." Permessi, passaporto, visti, ecc. Il cedente ne darà comunicazione all'operatore entro quattro giorni dalla partenza. Rimane responsabile in solido con il cessionario. Se questi non paga, toccherà a lui provvedere. E' opportuno quindi che scelga "la riserva" tra amici e parenti affidabili. L'assicurazione obbligatoria e il Fondo di garanzia sono i sistemi delegati alla protezione del consumatore, da danni economici e personali, quando l'operatore fallisca o sia insolvente o si verifichino situazioni di pericolo. 78 L'organizzatore e/o il venditore devono essere coperti da assicurazione per il risarcimento dei danni alla persona e diversi. Nel contratto sono riportati gli estremi delle coperture. Il consumatore rompiscatole ma prudente, chiederà cortesemente di prendere visione delle polizze. Assicurazioni facoltative possono essere sottoscritte dagli operatori e dai consumatori: di assistenza al turista, al viaggio, ecc. Il Fondo di garanzia è istituito per il rimborso del viaggio o il rientro dall'estero nel caso l'operatore non sia in grado di provvedere. Può intervenire anche per consentire il rimpatrio immediato da paesi extracomunitari in circostanze di pericolo (alluvioni, terremoti, trombe marine, moti di popolo, rivoluzioni), anche non provocate dagli operatori turistici. Al momento di andare in stampa il Fondo di garanzia latita: i citati rischi sono per lo più a carico del consumatore. Quando il turista constati che l'esecuzione delle prestazioni non sia conforme agli impegni - con un minimo di tolleranza in relazione alle circostanze - lo segnali senza indugio al responsabile. Con modi civili ma fermi. Se poi vuole sfogare malumori o segnalare la sua insoddisfazione per questa o quella carenza, potrà inviare una raccomandata agli operatori, entro 10 giorni dal rientro. Lo prevede l'art. 19 del d.lg.. CONVENZIONI TRA CATEGORIE Alcune catene alberghiere dichiarano caratteristiche comuni, non sono altro che convenzioni stipulate tra associati di categoria e hanno la finalità di equiparare gli standard di una categoria ricettiva. Gli accordi non possono incidere, ovviamente, su norme di diritto pubblico o imperative (non derogabili), come la responsabilità del gestore per il deposito, o l'obbligo di esporre i prezzi; possono però uniformare diritti e obblighi lasciati alla libera volontà delle parti. Il Regolamento Internazionale Alberghiero sottoscritto a Roma nel 1954 dall'associazione Internazionale Albergatori, è tuttora richiamato nei contratti d'albergo, anche se le sopravvenute normative europee e dei vari Paesi hanno vanificato in parte la sua importanza originaria e l'applicabilità generalizzata. Ha lo stesso valore degli usi mercantili raccolti dalle Camere di Commercio. DIRITTI IRRINUNCIABILI Tutte le strutture ricettive con modalità d'applicazione commisurate, se del caso, alle rispettive peculiarità, sono tenute al rispetto di norme pubblicistiche, poste nell'interesse della collettività, a tutela di diritti basilari e irrinunciabili. DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE L'art. 187 del Regolamento di Attuazione delle norme di Pubblica Sicurezza, dispone che gli esercenti non possono, senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque ne faccia richiesta e corrisponda il prezzo. TUTELA DEI DISABILI L art. 5/3 del D.M. 236/1989, così recita: "Ogni struttura ricettiva (alberghi, pensioni, villaggi turistici, campeggi, etc.) deve avere tutte le parti e i servizi comuni ed un determinato numero di stanze, accessibili anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria. Tali stanze devono avere arredi, servizi, percorsi e spazi di manovra che consentano l'uso agevole anche da parte di persone su sedia a ruote. Qualora le stanze non dispongano dei servizi igienici, deve essere accessibile sullo stesso piano, nelle vicinanze della stanza, almeno un servizio igienico" (omissis). L'art. 2 della legge 203/1995 prevede, inoltre, tra le funzioni attribuite alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al punto 1., il "sostegno e promozione del turismo a favore dei soggetti con ridotte capacità motorie o sensoriali". DIRITTO ALLA SALUTE. Tutte le strutture ricettive debbono essere in possesso di autorizzazione igienico-sanitaria (Testo Unico leggi sanitarie e Regolamento igienico sanitario) rilasciata dal sindaco del Comune sede della struttura. Devono inoltre essere munite di idonea areazione, illuminazione, acqua calda e fredda ed essere dotati di attrezzature sanitarie. I controlli e la vigilanza sono esercitate dai comuni, dagli ufficiali sanitari e dall'ente per il turismo (ENIT). DIRITTO ALLA SICUREZZA: NORME ANTINCENDIO La legge 966/1965 e successive modifiche impone a ciascuna struttura ricettiva il possesso di certificato di prevenzione incendi, rilasciato dal comando provinciale dei vigili del fuoco, previo accertamento della conformità della struttura alle prescrizioni tecniche previste. DIRITTO ALL'INFORMAZIONE Tutte le strutture ricettive secondo le rispettive modalità d'esecuzione, devono esporre in modo ben visibile i prezzi praticati con la precisa indicazione dell'incidenza dell IVA e degli altri oneri accessori. All'esterno dell'esercizio deve essere indicata la tipologia, la categoria e, se previsto, il segno distintivo del livello di classificazione, la denominazione, gli orari e i periodi di chiusura. Normalmente le camere vanno lasciate libere fra le ore 10 e le ore 12, informarsi prima su eventuali regole diverse. Alcuni alberghi, in Italia purtroppo ancora pochi, hanno un servizio di kinderheim, cioè di sale attrezzate ove i bambini possono giocare ed essere curati mentre i genitori si assentano per alcune ore. Vi sono poi, in alcune strutture, locali appositi per il cambio dei neonati. 8 Vedere altro
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