Source: http://www.bugli.it/2020/05/15/fiscale-imposte-indirette-iva-obblighi-dei-contribuenti-fatturazione-fatturazione-elettronica-21/
Timestamp: 2020-06-03 18:09:41+00:00
Document Index: 126489494

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 178', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 12']

Termini di emissione della fattura – Scadenza in giorno festivo – Rinvio al primo giorno lavorativo successivo – Esclusione (risposta interpello Agenzia delle Entrate 14.5.2020 n. 129)
La fattura “immediata”, analogica o cartacea, deve essere emessa entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione così come determinata dall’art. 6 del DPR 633/72 (art. 21 co. 4 del DPR 633/72) e deve contenere la data di effettuazione dell’operazione, qualora sia diversa da quella di emissione (art. 21 co. 2 lett. g-bis) del DPR 633/72).
Come chiarito dalla prassi (si veda, in particolare, la circolare Agenzia delle Entrate 17.6.2019 n. 14), nella fattura elettronica inviata mediante IL Sistema di Interscambio deve essere indicata la data in cui la cessione di beni o la prestazione di servizi è effettuata, mentre quella di emissione è valorizzata dal SdI “all’atto della trasmissione del file al sistema“.
Inapplicabilità della proroga dei versamenti e degli adempimenti che cadono di giorno festivo
L’Agenzia delle Entrate, nella risposta a interpello 14.5.2020 n. 129, ha chiarito, che l’obbligo di emissione della fattura – sia essa analogica o elettronica – non rientra fra gli adempimenti compresi nel perimetro di applicazione del disposto di cui all’art. 7 co. 1 lett. h) del DL 70/2011, il quale consente che siano rinviati al primo giorno lavorativo successivo i versamenti e gli adempimenti previsti da norme riguardanti l’Amministrazione finanziaria “che scadono il sabato o in un giorno festivo“.
La fattura costituisce, infatti, un documento destinato “alla controparte contrattuale”, atteso che ai sensi della normativa nazionale e comunitaria (cfr. art. 178 della Direttiva 2006/112/Ce), il possesso della stessa rappresenta un elemento indispensabile affinché possa essere esercitato il diritto alla detrazione dell’IVA da parte del cessionario o committente.
L’agevolazione che consente il differimento degli adempimenti qualora il relativo termine scada in un giorno festivo è applicabile nel caso in cui questi debbano essere posti in essere nei confronti dell’Amministrazione finanziaria. Nel caso di specie, però, l’emissione della fattura interessa, come detto, anche una terza parte, per la quale la tempestiva ricezione del documento assume rilevanza.
Non è consentita, quindi, la trasmissione al Sistema di Interscambio di una fattura “immediata” a tredici giorni dall’effettuazione dell’operazione, nel caso in cui termine ordinario stabilito dall’art. 21 co. 4 del DPR 633/72 (dodicesimo giorno dall’effettuazione), scada in una giornata festiva.
Nel caso in cui la trasmissione avvenga oltre i termini previsti dall’art. 21 co. 4 del DPR 633/72, la fattura si dovrà considerare emessa tardivamente con la conseguente applicazione della sanzione prevista dall’art. 6 del DLgs. 471/97, in misura pari a un importo:
– tra il 90% e il 180% dell’IVA relativa all’imponibile non correttamente documentato con un minimo di 500,00 euro;
– da 250,00 a 2.000,00 euro se la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione dell’imposta;
– tra il 5% e il 10% dei corrispettivi non documentati in caso di operazioni non imponibili, esenti, non soggette o soggette a inversione contabile (da 250,00 a 2.000,00 euro se la violazione non rileva ai fini della determinazione del reddito).
Nell’ipotesi in cui, come nel caso di specie, il documento sia emesso il giorno successivo rispetto a quello di scadenza, e, quindi, entro il termine per l’effettuazione della liquidazione periodica, si renderà applicabile la sanzione in misura fissa (da 250,00 a 2.000,00 euro).
Va inoltre considerato che, come ribadito dall’Agenzia delle Entrate nel principio di diritto 11.11.2019 n. 23, potranno comunque trovare applicazione “non cumulativa, ma alternativa tra loro“, gli istituti del “ravvedimento operoso” (art. 13 del DLgs. n. 472/97) o del “cumulo giuridico” (art. 12 del DLgs. n. 472/97).
Confronto con la prassi precedente
I chiarimenti contenuti nella risposta ad interpello 14.5.2020 n. 129 sono conformi a quelli già espressi dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 3.4.2020 n. 8, relativamente ai termini di emissione delle fatture per i soggetti la cui attività era stata sospesa a causa dell’emergenza da COVID-19. Anche in tale circostanza veniva sottolineato come l’adempimento, per le sue caratteristiche, non poteva essere ricompreso fra quelli sospesi dal DL 18/2020 (“Cura Italia”), essendo la fattura indispensabile per il cessionario/committente. Per questo motivo, i soggetti passivi che avessero effettuato operazioni nei dodici giorni antecedenti alla data dell’interruzione dell’attività sarebbero stati comunque tenuti a emettere la fattura, in formato elettronico o analogico. (Fonte: EUTEKNE)
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