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Timestamp: 2019-04-24 03:06:58+00:00
Document Index: 110104799

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2']

Numero chiuso, trasferimento da università straniera e test di accesso | Sentenze
Numero chiuso, trasferimento da università straniera e test di accesso
Scritto il Giugno 4, 2015 Settembre 30, 2016 da sentenze
L’università italiana non può opporre all’istanza di trasferimento avanzata da studente iscritto presso un’università straniera il solo fatto del mero mancato superamento dei test di accesso, ma deve in concreto valutare il periodo formativo svolto all’estero e tenere conto dei posti disponibili per i trasferimenti.
Consiglio di Stato sentenza n. 2746 4 giugno 2015
In primo grado oggetto del giudizio è stato il provvedimento con il quale l’Università odierna appellante aveva respinto la richiesta di trasferimento avanzata da studente italiano iscritto presso un’università straniera (non meglio specificata nell’appello né in sentenza) per non avere superato in Italia l’esame di ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia.
L’Università degli Studi Omissis proponeva appello sostenendo la necessità del previo superamento del test di accesso previsto dalla normativa nazionale.
Si costituivano le appellate Omissis e Omissis, deducendo non solo la inapplicabilità della regola del superamento del test di accesso previsto dalla normativa nazionale per gli anni successivi al primo, ma anche di avere conseguito presso Università italiane la idoneità, anche se non risultano vincitrici (in tal senso sia la memoria di costituzione di Omissis che di Omissis).
Nella memoria di costituzione L. (pagine 33 e seguenti) ripropone altresì la domanda risarcitoria non accolta in primo grado.
Prescindendo da altre considerazioni, relative alle deduzioni svolte dalle appellate Omissis e Omissis sulla conseguita idoneità ai tests di accesso nazionali, pur non risultate tra le vincitrici in precedenti tornate annuali e rilevando l’inammissibilità, oltre che la infondatezza (perché il bene della vita è in sostanza conseguito e perché difettano prove in ordine agli elementi costitutivi del fatto illecito) della domanda risarcitoria, per come proposta, soltanto in memoria, in mancanza di impugnazione autonoma del capo di sentenza che, anche implicitamente l’ha respinta, l’appello proposto dall’Università Omissis è da respingere.
E’ stato superato pertanto l’orientamento giurisprudenziale anche della Sezione secondo il quale, la disciplina recante la programmazione a livello nazionale degli accessi non farebbe distinzioni tra il primo anno di corso e gli anni successivi (artt. 1, comma 1, e 4 l. 2 agosto 1999, n.264, in rapporto alle previsioni del d.m. 22 ottobre 2004, n.270 recante il regolamento dell’autonomia didattica degli atenei), per il quale il rilascio del nulla osta al trasferimento da atenei stranieri e l’iscrizione agli anni di corso successivi al primo richiederebbero comunque il previo superamento della prova nazionale di ammissione prevista dall’art. 4 citato (ai fini appunto dell’ammissione), sia per l’immatricolazione al primo anno accademico, sia, come dedotto dall’università odierna appellante, per l’iscrizione ad anni successivi in conseguenza del trasferimento.
2) l’art. 4 l. 2 agosto 1999, n.264 subordina l’ammissione ai corsi i cui accessi sono programmati a livello nazionale (art. 1) o dalle singole università (art. 2), al “previo superamento di apposite prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di accertamento della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi”;
A causa della mancata costituzione della parte appellata, nulla deve disporsi sulle spese
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge, confermando l’appellata sentenza.
ACCESSO A NUMERO PROGRAMMATO transitare al secondo anno o ad anni successivi della facoltà di medicina, trasferimento presso l’università italiana
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