Source: http://www.universocoop.it/decreti/dlcps_11.html
Timestamp: 2015-10-06 11:55:48+00:00
Document Index: 166933211

Matched Legal Cases: ['art. 127', 'art. 11', 'art. 2540', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 6']

Dlcps n.1577/47
D.L.C.P.S. 31/12/1947 N . 1577 Art.11
Ove l'ente non ottemperi entro il termine stabilito dalla diffida di cui al primo comma del presente articolo, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, sentita la Commissione centrale, può, nei casi più gravi, decretare la cancellazione dell'ente dal registro prefettizio e dallo schedario generale, nonché la sua decadenza da ogni beneficio di legge, qualora non concorrano motivi per i provvedimenti di cui al regio decreto-legge 30 dicembre 1926, n.2288, convertito nella legge 15 dicembre 1927, n. 2499, e al regio decreto-legge 11 dicembre 1930 numero 1882, convertito nella legge 4 giugno 1931, n. 998, nonché agli artt. 2543, 2544, 2545 codice civile(1).
Per le cooperative sociali i provvedimenti di cui al secondo comma sono disposti previo parere dell'organo competente in materia di cooperazione della regione nel cui territorio la cooperativa ha sede legale (2).
La valutazione delle irregolarità verte sull'intrinseca capacità delle stesse a compromettere i valori della cooperativa e di conseguenza il raggiungimento dello scopo mutualistico. La gravità delle irregolarità deve essere valutata nel contesto dell'intero complesso delle risultanze ispettive e deve essere tale da compromettere il funzionamento dello scopo mutualistico. Per il caso della gestione commissariale, deve trattarsi di situazioni non riconducibili alla normalità degli organi della società senza un intervento esterno.
Inoltre, sulla nozione dell'irregolare funzionamento della società cooperativa, quale presupposto di legittimità del provvedimento di scioglimento del consiglio di amministrazione e di nomina di un commissario governativo, il consiglio di Stato ha espresso le seguenti massime giurisprudenziali nei riguardi dell'art. 127 del testo Unico delle leggi sull'edilizia popolare ed economica ,che riguarda l'analoga podestà del Ministero dei L. L. P. P. sulle cooperative edilizie per abitazione le quali abbiano fruito del concorso o del contributo dello Stato. " Lo scioglimento del consiglio di amministrazione di una società cooperativa edilizia sovvenzionata dallo Stato presuppone a norma dell'articolo citato, l'elemento obiettivo dell'eccezionale gravità degli inconvenienti verificatisi e quello subiettivo delle loro imputabilità riferita al consiglio di amministrazione: tali motivazioni devono entrambi potersi desumere dalla motivazione del provvedimento".
Il concorso dell'elemento subiettivo, nella valutazione dell'irregolare funzionamento dell'ente, agli effetti di legittimità della conseguente sanzione da parte dell'autorità di vigilanza - come affermato dal Consiglio di Stato - è ugualmente applicabile alle cooperative dei settori soggetti alla vigilanza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
Il termine stabilito dal primo comma dell'articolo sopra riportato non è perentorio, in quanto il termine stesso non è stato dichiarato tale dalla norma ed inoltre concerne l'esercizio di una facoltà prevista dalla legge allo scopo di consentire l'ente cooperativo di eliminare le irregolarità; pertanto esso è prorogabile secondo la discrezionale valutazione del Ministero e della Commissione centrale o del suo Comitato.
Il decreto di revoca del consiglio di amministrazione di una cooperativa, ed in genere di tutti i provvedimenti sanzionatori, di cui all'art. 11 in esame, devono essere ampiamente motivati. Così " è illegittimo il decreto di scioglimento del consiglio di amministrazione di una società cooperativa se la motivazione consiste in formule apidittiche e generiche, dalle quali non è dato desumere quali siano i fatti valutati in concreto dal Ministero (Con. Stato Sez. II 22 dicembre n.991).
Nell'elencazione dei provvedimenti che il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale può adottare a termini del secondo comma dell'articolo in esame non è compreso quello della liquidazione coatta amministrativa di cui all'art. 2540 c.c. la quale pertanto può essere disposta anche senza la preventiva ispezione prevista dagli art. 10 e 11 del D.legisl. 1577/1947.
(1) Comma così modificato dall'art. 4, l. 8 maggio 1949, n. 285.
(2) Comma aggiunto dall'art. 6, l. 8 novembre 1991, n. 381.
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