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Timestamp: 2018-06-24 12:55:33+00:00
Document Index: 33691423

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 389', 'art. 360', 'art. 389', 'art. 203', 'sentenza ', 'art. 202', 'art. 389', 'art. 202', 'art. 389', 'art. 203', 'art. 202', 'art. 203', 'art. 202', 'art. 203', 'art. 389', 'sentenza ']

ISCRIZIONE A RUOLO VERBALE CDS - Forum Enti.it
ISCRIZIONE A RUOLO VERBALE CDS
Iscritto il: 24/02/2006, 09:02
Messaggioda PM1973 » 24/02/2006, 09:08
E' corretto detrarre dall'importo dovuto quanto già versato e fare pagare la differenza? Se si è necessario procedere allo sgravio parziale della cartella e cioè comunicare al Concessionario della riscossione il nuovo importo da riscuotere? Oppure è neccessario procedere allo sgravio dell'intera cartella dando discarico al Concessionario e far versare la differenza direttamente sul CCp del Comune?
Messaggioda Mar. » 24/02/2006, 16:39
Inviare al C.N.C. (o direttamente al Concessionario per la Riscossione dei Tributi di zona, a seconda del tipo di convenzione per tali riscossioni) richiesta di discarico / sgravio di quanto già versato, suddivisa secondo i codici tributo (sanzione / spese).
Una volta che il C.N.C. avrà elaborato il discarico / sgravio, indicare al contribuente di recarsi agli sportelli del Concessionario per la Riscossione dei Tributi per pagare il debito residuo.
In questo modo siete sicuri che se non pagherà il residuo le procedure coattive continueranno (con molta calma...).
Messaggioda delux » 30/01/2012, 16:38
RIAPRO QUESTO VECCHIO THREAD PER SEGNALARE AI COLLEGHI CHE, IN TEMA DI ISCRIZIONE A RUOLO PER MANCATO (O PARZIALE) PAGAMENTO, LA CASSAZIONE HA EMESSO QUESTA RECENTISSIMA SENTENZA:
Pagamento tardivo - iscrizione a ruolo - pagamento spese - buona fede
1. Con ricorso depositato il 7 aprile 2005 presso la cancelleria del Giudice di pace di Alcamo omissis proponeva opposizione avverso la cartella esattoriale n. 00000 emessa dalla omissis per l'importo di euro omissis , chiedendone l'annullamento poichè egli aveva pagato, in misura ridotta, la sanzione applicata dal verbale di accertamento presupposto (relativo ad una violazione prevista dal codice della strada del 1992) con un solo giorno di ritardo per aver erroneamente calcolato, in buona fede, il termine di due mesi dalla data del verbale stesso, anzichè quello di sessanta giorni. Nella costituzione dell'opposta Prefettura di Trapani, il giudice di pace adito, con sentenza omissis , accoglieva l'opposizione e, per l'effetto, dichiarava l'illegittimità dell'impugnata cartella esattoriale. A sostegno dell'adottata decisione il suddetto giudice di pace ravvisava la fondatezza del ricorso, considerando l'irrilevanza di un solo giorno di ritardo nell'esecuzione del pagamento in misura ridotta della sanzione di cui al verbale di accertamento presupposto dall'impugnata cartella esattoriale e ritenendo sussistente la buona fede del omissis .
Nei confronti della menzionata sentenza ha proposto ricorso per cassazione il Prefetto di Trapani basato su un unico motivo, avverso il quale l'intimato non ha svolto attività difensiva in questa fase.
2. Con l'unico motivo proposto il ricorrente Prefetto ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell'art. 389 comma 3del regolamento del codice della strada comma 3, in relazione all'art. 360 n. 3, c.p.c., sul presupposto che, alla stregua di una corretta interpretazione del citato art. 389, comma 3 del d.P.R. n. 495 del 1992 si deve ritenere che il ruolo non possa essere legittimamente formato solo quando il pagamento dopo i sessanta giorni, ma prima della emissione del ruolo, sia avvenuto nella misura imposta dall'art. 203 comma 3 e non già nella misura ridotta (come verificatosi nella specie), con la conseguente legittimità della cartella esattoriale impugnata.
2.1. Il motivo è fondato e deve, perciò, essere accolto.
Per come emerge pacificamente dalla sentenza impugnata il sig. omissis aveva provveduto ad effettuare, ai sensi dell'art. 202 del codice della strada, il pagamento in misura ridotta della sanzione relativa alla violazione contestatagli oltre il termine perentorio di sessanta giorni previsto dalla richiamata norma (ancorchè per un solo giorno) e prima dell'emissione del relativo ruolo. Il giudice di pace di Alcamo, a fronte di tale emergenza documentale, ha sostenuto che, in virtù del menzionato pagamento, la competente autorità amministrativa non sarebbe stata più legittimata, ai sensi dell'art. 389 comma 3, all'emissione del relativo ruolo, che, peraltro, sarebbe stata, al limite, possibile solo a condizione che il suddetto pagamento fosse stato rifiutato dall'ente creditore.
Il principio affermato dal predetto giudice di pace è errato perchè si fonda su una inesatta interpretazione sistematica del coacervo normativo di cui ai richiamati art. 202 del codice della strada e dell’art. 389 comma 3, del suo regolamento. Infatti, procedendosi ad una corretta lettura ermeneutica di quest'ultima disposizione, occorre affermare che l'ente creditore non possa legittimamente dare luogo alla formazione del ruolo solo quando il pagamento effettuato dopo il termine di sessanta giorni, ma prima dell'emissione del ruolo stesso, sia avvenuto nella misura imposta dall'art. 203 comma 3 del codice della strada, e non già nella misura ridotta contemplata dall'art. 202 comma 1.
Alla stregua di tale impostazione deve, perciò, trovare conferma il precedente orientamento di questa Corte (v. Cass. n. 3731 del 2000), alla stregua del quale, in tema di sanzioni pecuniarie per infrazione alle norme sulla circolazione stradale, il verbale di accertamento ritualmente notificato, in mancanza di ricorso al prefetto o di tempestivo pagamento in misura ridotta, costituisce a norma dell'art. 203 comma 3, titolo esecutivo, con conseguente legittimità dell'iscrizione a ruolo e dell'emissione della cartella esattoriale.
Al riguardo, di recente (v. Cass. n. 20084 del 2010), è stato più specificamente statuito, in modo del tutto condivisibile, che, nella materia delle sanzioni amministrative conseguenti a violazione del codice della strada, il pagamento in misura ridotta è consentito, ai sensi dell'art. 202 comma 1, entro i sessanta giorni dalla contestazione, con la conseguenza che, ove l'adempimento avvenga in data successiva allo spirare del termine appena indicato, il verbale costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione edittale, a norma dell'art. 203 comma 3, mentre la somma pagata in ritardo deve essere trattenuta quale acconto sul totale, come, del resto, evincibile dall'inquadramento sistematico del disposto di cui al menzionato art. 389 del regolamento.
3. In virtù della riaffermazione di quest'ultimo principio deve, perciò, pervenirsi all'accoglimento del ricorso, cui consegue la cassazione della sentenza impugnata; inoltre, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, l'opposizione proposta in primo grado può essere direttamente decisa nel merito in questa sede, con il suo rigetto.
Sussistono giusti e congrui motivi, in ragione della peculiarità della fattispecie e della essenziale novità della questione, per dichiarare interamente compensate le spese di entrambi i gradi di giudizio.
Messaggioda stanley kubrick » 30/01/2012, 16:45
E' già un pochino di tempo che dimostri confusione in materia di norme e regolamenti...
C'era bisogno della cassazione per evincere che il termine di pagamento di un verbale di violazione del Cds è un termine PERENTORIO?
I 60 gg sono improrogabili, tassativi, non soggetti a dilazione (esclusi domeniche e festivi NAZIONALI)... appunto PER QUESTO SI DICE PERENTORIO...
Oggi è 24/06/2018, 14:55