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Timestamp: 2019-02-15 21:59:43+00:00
Document Index: 77615830

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 17', 'art 73', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 73', 'art. 14', 'art. 1', 'sentenza ']

Vendita Canapa Light Sentenza Cassazione – Bio Canapa Abruzzo La Canaperia
Vendita Canapa Light Sentenza Cassazione
Posted on 1 Febbraio 2019 1 Febbraio 2019 by giancalr
1. Con ordinanza del 12/07/2018, il Tribunale di Macerata ha rigettato l’istanza di riesame proposta da L.C. contro il sequestro preventivo di infiorescenze di cannabis da lui messe in commercio.
2. Il Tribunale ha ritenuto sussistente il fumus in relazione al reato di cui all’art. 73, comma 4, d.P.R. 309/1990, escludendo che la legge 3 dicembre 2016, n. 242, intitolata “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, invocata dal ricorrente, deroghi alla disciplina penale in materia di stupefacenti. In particolare, i giudici del riesame hanno sostenuto che sebbene la legge citata si ponga in rapporto di specialità rispetto alla disciplina generale in tema dei detenzione e cessioni di sostanze stupefacenti contenuta nel d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, non possa derogarvi in quanto non riguarda scopi ricreativi o voluttuari, regolamentando soltanto le coltivazioni di canapa delle varietà ammesse ex art. 17 direttiva 2005/53/CE del Consiglio del 13 giugno 2002, non rientranti nell’ambito di applicazione del d.P.R. n. 309/1990 e riferendosi esclusivamente alle condotte dell’agricoltore.
3. Nel ricorso presentato dal difensore di Castignani si chiede l’annullamento dell’ordinanza assumendo che sia lecita la commercializzazione di infiorescenze di piante sviluppatesi da semi rientranti nelle categorie previste dalla legge n. 242/2016, perché escluse dall’ambito di applicazione del d.P.R. n. 309/1990.
1. L’esame del ricorso richiede una preliminare analisi dei rapporti logico- giuridici fra i dati normativi costituiti dalle disposizioni contenute nel d.P.R. n. 309 del 1990, con le sue successive modifiche, e dalla legge n. 242 del 2016, con riferimento ai profili relativi alla commercializzazione delle infiorescenze della canna bis sativa.
3. La legge n. 242/2016 attesta che la coltivazione delle varietà di canapa, nella stessa considerate, non è reato ex art 73 d.P.R. n. 309/1990 e viene consentita senza necessità di autorizzazione: il coltivatore non ha l’obbligo di comunicarne l’inizio alla Polizia giudiziaria, ma solo di conservare i cartellini della semente e le fatture dí acquisto, e se all’esito dei controlli – che vanno effettuati secondo il metodo prescritto dalla vigente normativa dell’Unione europea e nazionale di recepimento (art. 4, comma 6, legge n. 242/2016) – il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 % e entro il limite dello 0,6 % nessuna responsabilità è prevista per l’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni (art. 4, comma 5, legge n. 242/2016). Il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa impiantate nel rispetto delle disposizioni stabilite dalla legge possono essere disposti dall’autorità giudiziaria solo se, da un accertamento
– effettuato secondo il metodo di cui al comma 3 – risulti che il contenuto di THC nella coltivazione è superiore allo 0,6 per cento e anche in questo caso è esclusa la responsabilità dell’agricoltore (art. 4, comma 7, legge n. 242/2016).
4. Con riferimento al sequestro in esame, la questione che sorge è se la commercializzazione possa riguardare anche la vendita al dettaglio delle infiorescenze (già materialmente oggetto della vendita all’ingrosso concernente i prodotti sopra considerati), contenenti il THC (nei limiti, fissati dalla legge n. 242/2016) e il CBD (che non ha effetti stupefacenti e mitiga quelli dell’altro principio chimico) per fini connessi all’uso che l’acquirente riterrà di farne e che potrebbero riguardare l’alimentazione (infusi, the, birre), la realizzazione di prodotti cosmetici – entrambi usi espressamente considerati dalla legge n. 242/2016 – e anche il fumo.
5. Su queste basi, se il rivenditore di infiorescenze di cannabis provenienti dalle coltivazioni considerate dalla legge n. 242 del 2016 è in grado di documentare ia provenienza (lecita) della sostanza, il sequestro probatorio delle infiorescenze, al fine di effettuare successive analisi, può giustificarsi solo se emergono specifici elementi di valutazione che rendano ragionevole dubitare della veridicità dei dati offerti e lascino ipotizzare la sussistenza di un reato ex art. 73, comma 4, d.P.R. 309 del 1990.
6. La posizione di chi sía trovato dagli organi di polizia in possesso di sostanza che risulti provenire dalla commercializzazione di prodotti delle coltivazioni previste dalla legge n. 242 del 2016 è quella di un soggetto che fruisce liberamente di un bene lecito.
7. Invece, è nel trattare della tabella II che l’art. 14, comma 1, lett b) del d.P.R. n. 309/1990 si occupa della cannabis e dei prodotti da essi ottenuti; i quali dall’art. 1, comma 30, d.l. 20 marzo 2014 n. 36, convertito con mod. nella legge 16 maggio 2014 n. 79, sono indicati come “foglie e infiorescenze”, “olio”, “resina”.
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