Source: http://www.anbba.it/corpo.php?link=file/legge_trentino.html
Timestamp: 2013-05-18 11:50:44+00:00
Document Index: 62819798

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 23', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 41', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 155', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 23', 'art. 42', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 30', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 81', 'art. 25', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 49']

Legge_Trentino
LE LEGGI SUL BED AND BREAKFAST Come Aprire un B&B in Trentino
Il titolo della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 è sostituito dal seguente: "Disciplina degli esercizi alberghieri, degli esercizi di affittacamere e dell'ospitalità turistica familiare".
Dopo l'articolo 23 della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23, è inserito il seguente. "Capo Il bis - Ospitalità turistica familiare".
Nel capo II bis, dopo l'articolo 23 della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23, è inserito il seguente: "Art. 23 bis Bed and breakfast"
Si considera "bed and breakfast" l'ospitalità turistica offerta con carattere saltuario da chi, avvalendosi della sola organizzazione familiare, fornisce servizio di alloggio e di prima colazione utilizzando per l'alloggio fino ad un massimo di tre camere della propria abitazione di residenza.
Nelle strutture che offrono ospitalità "bed and breakfast" devono essere assicurati i seguenti servizi minimi:
cibi e bevande confezionati per la prima colazione;
fornitura e cambio biancheria, compresa quella da bagno;
I locali destinati all'ospitalità "bed and breakfast" devono possedere i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza previsti dalla legge e dai regolamenti comunali per l'uso abitativo."
Dopo l'articolo 23 bis della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 è inserito il seguente:
Disciplina degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri e promozione della qualità della ricettività turistica (1)
(b.u. 28 maggio 2002, n. 23)
Definizione dell'attività alberghiera
3. La prestazione del servizio di alloggio e di quello di prima colazione nonché, se previsti, dei servizi di somministrazione di alimenti e bevande deve essere fornita all'interno dell'unico immobile costituente l'esercizio alberghiero, salvo quanto disposto per le dipendenze dall'articolo 4 e per i villaggi alberghieri dall'articolo 5, comma 5 (2).
Dipendenze dell'esercizio alberghiero
Tipologie degli esercizi alberghieri
3. Sono alberghi garnì gli esercizi individuati al comma 2 nei quali sono forniti il servizio di prima colazione e di somministrazione di bevande. Ove dotati di esercizio di somministrazione di bevande aperto al pubblico gli alberghi garnì possono altresì somministrare pasti veloci, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di pubblici esercizi.
4. Sono residenze turistico alberghiere gli esercizi alberghieri che forniscono alloggio agli ospiti esclusivamente in unità abitative dotate di servizio autonomo di cucina ovvero in unità abitative dotate di servizio autonomo di cucina per una quota minima del 70 per cento dei posti letto. Nelle residenze turistico alberghiere devono essere forniti i servizi di prima colazione e di somministrazione di bevande.
5. Sono villaggi alberghieri gli alberghi e gli alberghi garnì, situati in un'unica area delimitata secondo i criteri definiti dal regolamento di esecuzione, che forniscono servizi centralizzati agli ospiti di unità abitative dislocate in più stabili.
6. In ogni caso il gestore del servizio di alloggio deve avere la disponibilità dei locali in cui è svolto il servizio. In caso di vendita, di locazione o di ogni altra forma di cessione, ivi compresa quella in multiproprietà, delle unità abitative che faccia venir meno nelle medesime la prestazione del servizio di alloggio, la classifica alberghiera è revocata. Per gli esercizi alberghieri previsti dal comma 1, lettere c) e d), resta fermo quanto previsto dall'articolo 13 bis.
7. Il regolamento di esecuzione individua le dizioni riservate a ciascuna tipologia e stabilisce le modalità per la traduzione e l'utilizzo in lingua estera della dizione italiana riservata a ciascuna tipologia (3).
1. Ai fini di questa legge sono considerate pertinenze degli esercizi alberghieri le aree e gli immobili destinati all'erogazione dei servizi accessori, anche non direttamente collegati con l'area principale e posti nell'immediata prossimità dell'esercizio.
2. Il regolamento di esecuzione stabilisce la distanza massima tra l'esercizio alberghiero e le pertinenze nonché le modalità per la sua misurazione (4).
4. Gli esercizi classificati con tre e quattro stelle possono assumere la dizione aggiuntiva "superior" quando sono in possesso degli standard tipici degli esercizi di classe internazionale come indicati nel regolamento di esecuzione. La dizione aggiuntiva "superior" viene identificata con il segno distintivo "S" posto dopo il numero di stelle attribuito all'esercizio alberghiero.
5. L'attribuzione di un livello di classifica è obbligatoria, precede ed è presupposto per il rilascio e per il mantenimento della licenza di pubblico esercizio e ha validità a tempo indeterminato.
6. Ciascun esercizio alberghiero deve utilizzare nella ditta, nell'insegna, nella promozione e nella commercializzazione la tipologia e il livello o la dizione non classificato assegnati in sede di classifica, più gli eventuali marchi. E' comunque fatta salva la possibilità di non utilizzare in tali sedi alcuna tipologia.
7. Il segno distintivo di ciascun esercizio alberghiero, contenente la tipologia e il numero delle stelle o la dizione non classificato, deve essere in ogni caso esposto all'esterno e all'interno dell'esercizio rispettivamente in prossimità dell'ingresso principale e nella zona di ricevimento. Il modello e le caratteristiche dei segni distintivi sono stabiliti con determinazione del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo.
8. Per la classifica degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande aperti al pubblico annessi ad esercizi alberghieri si applica la normativa specifica prevista per tale tipo di esercizi (5).
1 bis. Per garantire la tutela dei consumatori assicurando nell'ambito di ciascuna categoria di classificazione livelli qualitativi minimi dell'offerta alberghiera, la Provincia può ridurre di un livello la classifica attribuita ai sensi dell'articolo 10 all'esercizio alberghiero che non rispetti i predetti livelli. A tal fine la Provincia costituisce una commissione formata da un dipendente della Provincia e da due componenti designati dalle associazioni di categoria degli operatori alberghieri maggiormente rappresentative a livello provinciale. Se la designazione non perviene entro trenta giorni dalla richiesta, la Provincia nomina i componenti prescindendo dalla stessa.
1 ter. La commissione dura in carica per cinque anni e opera su richiesta della Provincia in presenza di segnalazioni ripetute e concordanti da parte di utenti o di organismi competenti per materia che evidenziano deficienze qualitative del servizio alberghiero. Se la commissione, sentito il titolare dell'esercizio alberghiero, ritiene che il servizio fornito non sia compatibile con i livelli qualitativi minimi relativi alla categoria di appartenenza tenuto conto dei parametri per la classifica, invita il titolare dell'esercizio ad adeguarsi alle prescrizioni segnalate entro un congruo termine. Decorso tale termine, se l'esercizio non risulta essersi adeguato, la commissione ne dà comunicazione alla struttura provinciale competente che può ridurre il livello di classifica attribuito. I criteri adottati dalla commissione sono pubblici.
2. Il regolamento di esecuzione specifica i requisiti minimi di cui al comma 1 e individua gli ulteriori requisiti necessari (6).
Parametri per la classifica
2. Per favorire l'integrazione tra gli esercizi alberghieri limitrofi, ai fini della classifica dell'esercizio alberghiero sono considerati anche i servizi accessori comuni secondo i criteri stabiliti dal regolamento di esecuzione. Nella classifica alberghiera non rileva l'utilizzo di servizi accessori di un esercizio alberghiero adiacente, ancorché messi a disposizione della clientela attraverso accesso diretto (7).
Procedimento per la classifica
3. La dichiarazione di autoclassifica diviene efficace trascorsi trenta giorni dalla data di presentazione ovvero prima di detto termine a seguito di apposita comunicazione in senso favorevole da parte del servizio provinciale competente in materia di turismo, salvo che il dirigente del medesimo servizio, sentiti gli interessati, entro il predetto termine, avendo riscontrato incoerenza fra i requisiti denunciati e quelli risultanti dalla documentazione allegata o in atti od anche fra requisiti denunciati e livello e tipologia autoattribuiti, non provveda direttamente a classificare l'esercizio, rideterminando il livello o ridefinendo la tipologia autoattribuita ovvero non emani provvedimento di diniego della classifica in caso di mancanza dei requisiti minimi prescritti. Nel caso di riduzione del livello di classifica previsto dall'articolo 8, la dichiarazione di autoclassifica deve indicare l'adeguamento ai livelli qualitativi minimi dell'offerta alberghiera segnalati (8).
2. Le denominazioni dei locali ove si svolge il servizio di somministrazione di alimenti e bevande o gli altri servizi accessori annessi all'esercizio alberghiero determinanti ai fini della classificazione, qualora diverse dalla denominazione dell'esercizio nel suo complesso, non devono generare confusione con quelle di altre imprese che esercitano il medesimo tipo di attività nel territorio dello stesso comune.
3. Sono fatte salve le denominazioni esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Nel rispetto della procedura prevista dal regolamento di esecuzione, il visto di corrispondenza è rilasciato dalla Provincia ovvero da tecnici, aventi i requisiti stabiliti dal regolamento medesimo. I tecnici che rilasciano il visto ne trasmettono copia alla Provincia (9).
Disposizioni in materia di realizzazione di villaggi alberghieri e di residenze turistico alberghiere
1. Nel caso di realizzazione di villaggi alberghieri e di residenze turistico alberghiere previste dalle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 5, la proprietà di tali strutture non può essere frazionata per tutto il periodo di permanenza del vincolo urbanistico di destinazione alberghiera dell'area interessata. Il vincolo di non frazionabilità è annotato nel libro fondiario a cura del comune e a spese del concessionario, secondo quanto previsto dal regolamento di esecuzione (10).
1 bis. Per tutti gli esercizi alberghieri è comunque fatto divieto di divisione delle unità abitative come definite all'articolo 2 in unità immobiliari autonome. Il mancato rispetto del divieto comporta l'applicazione di una sanzione pecuniaria, irrogata al proprietario dell'esercizio alberghiero, pari al valore venale del bene frazionato.
1 ter. Il valore venale del bene al quale è commisurata la sanzione pecuniaria è quello risultante dalla valutazione dello stesso quale unità immobiliare autonoma considerata finita ed agibile. La determinazione del valore venale è effettuata dall'agenzia del territorio su richiesta del servizio provinciale competente in materia di turismo. La stima dell'agenzia e le spese per la valutazione sono comunicate ai destinatari della sanzione in allegato al provvedimento d'irrogazione della sanzione medesima; i responsabili dell'abuso provvedono direttamente al pagamento delle spese all'agenzia del territorio (11).
1. Il marchio di qualità costituisce lo strumento per la valutazione della qualità dell'offerta, con riferimento agli aspetti gestionali relativi alla conduzione, all'ospitalità e alla professionalità degli imprenditori e dei collaboratori, nonché agli altri elementi di valorizzazione dell'offerta ricettiva (12).
Caratteristiche del marchio di qualità
Creazione, modificazione, approvazione e sostegno del marchio di qualità
2. La Giunta provinciale riconosce un solo marchio a condizione che esso sia costituito consultando le associazioni degli operatori alberghieri ed extra-alberghieri maggiormente rappresentative a livello provinciale mediante l'istituzione di un unico soggetto gestore del marchio. Ai fini di cui al comma 1 la Provincia sostiene le spese per la definizione del marchio e collabora con il soggetto gestore per la sua corretta diffusione e sviluppo, anche attraverso la messa a disposizione di locali e attrezzature.
4. Il regolamento di esecuzione disciplina le procedure di definizione e modifica del marchio e le modalità per la sua gestione nonché il procedimento per il riconoscimento e per la revoca del riconoscimento del marchio di qualità, sentite le associazioni degli operatori alberghieri ed extra-alberghieri più rappresentative a livello provinciale (13).
Riconoscimento dei marchi di prodotto turistico
Prezzi dei servizi degli esercizi alberghieri
Tabella e lista dei prezzi
Elenchi degli esercizi alberghieri e altre pubblicazioni
Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti la classifica alberghiera
Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti i marchi
Sanzioni inerenti i prezzi
Recidiva e rivalutazione
Disciplina applicabile alle sanzioni amministrative
Tipologie degli esercizi extra-alberghieri
f) case per ferie;
f bis) alberghi diffusi (15).
1 bis. La Giunta provinciale, sentite le associazioni degli esercizi di affittacamere maggiormente rappresentative a livello provinciale, individua parametri e modalità per il riconoscimento dei diversi livelli qualitativi, in coerenza con le metodologie presenti a livello nazionale e internazionale (16).
1. Si definisce "bed and breakfast" l'ospitalità turistica offerta con carattere saltuario da coloro che, avvalendosi della sola organizzazione familiare, utilizzano parte dell'edificio in cui risiedono, fino ad un massimo di tre camere, fornendo servizio di alloggio e di prima colazione. Il regolamento di esecuzione definisce i casi nei quali l'ospitalità "bed and breakfast" è consentita nell'edificio in cui è stato eletto domicilio.
2. Il servizio di prima colazione è assicurato fornendo cibi e bevande secondo le modalità stabilite dal regolamento di esecuzione (17).
1. Sono case e appartamenti per vacanze le unità abitative arredate e dotate di angolo cottura o di servizio autonomo di cucina gestite, in numero superiore a tre, da chi ne ha la disponibilità a qualsiasi titolo e le offre in locazione ai turisti, fornendo i servizi essenziali previsti dal regolamento di esecuzione.
2. Sono considerate case e appartamenti per vacanze anche le unità abitative per la locazione ai turisti gestite, in numero superiore a tre, da imprese - comprese le agenzie immobiliari - che ne hanno la disponibilità a qualsiasi titolo, anche se la fornitura dei servizi essenziali previsti dal regolamento di esecuzione è offerta solo su richiesta dell'ospite.
3. Nelle case e appartamenti per vacanze non è consentita l'offerta di prestazioni di tipo alberghiero, né la somministrazione di alimenti e bevande (18).
1. Gli ostelli per la gioventù sono strutture ricettive attrezzate per ospitare giovani in viaggio e loro accompagnatori, realizzate su iniziativa di enti pubblici o privati.
2. Il regolamento di esecuzione determina le modalità attraverso le quali gli ostelli assicurano ospitalità prioritariamente ai giovani, i requisiti strutturali e di servizio in linea con gli ostelli europei, nonché i periodi di permanenza massima degli ospiti (19).
1. Al fine di garantire il miglior utilizzo del patrimonio edilizio esistente ed il recupero degli immobili in disuso, promuovere nuove forme di ricettività e valorizzare la fruizione turistica dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale e urbano, la Provincia disciplina l'esercizio degli alberghi diffusi.
2. Sono alberghi diffusi gli esercizi ricettivi a gestione unitaria, dotati di almeno sette unità abitative, come definite dall'articolo 2, comma 2, dislocate in edifici diversi, integrate tra loro da servizi centralizzati ed organizzate attraverso la valorizzazione di più immobili esistenti. Gli alberghi diffusi assicurano i requisiti minimi di ospitalità alberghiera, come definiti dall'articolo 8, il servizio di prima colazione nonché eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori.
3. Con deliberazione della Giunta provinciale, sentite le associazioni di categoria, sono stabiliti parametri e modalità per il riconoscimento dei diversi livelli qualitativi degli alberghi diffusi, in coerenza con le metodologie presenti a livello nazionale e internazionale.
4. Le unità abitative sono ubicate nel comune in cui ha sede l'ufficio di ricevimento dell'albergo diffuso o in comuni a questo confinanti.
5. Il regolamento di esecuzione stabilisce la distanza massima tra le unità abitative e i servizi centralizzati, le modalità per la misurazione nonché i requisiti strutturali minimi (20).
Utilizzo di immobili diversi
1. La Provincia acquisisce, nell'ambito del proprio sistema informativo del turismo, i dati relativi alla ricettività degli alloggi in locazione ad uso turistico diversi dalle tipologie degli esercizi extra-alberghieri previsti dall'articolo 30.
2. Ai fini di cui al comma 1 chi offre in locazione ai turisti, per un periodo minimo stabilito dal regolamento di esecuzione, case o appartamenti di cui ha la disponibilità a qualsiasi titolo, deve darne informazione al comune competente per territorio. L'obbligo di comunicazione si intende assolto se è stata effettuata la comunicazione prevista dal comma 4 dell'articolo 34 (Disciplina del tributo provinciale sul turismo dovuto dai soggetti che concedono in locazione alloggi privati per uso turistico) della legge provinciale 29 dicembre 2005, n. 20. L'omessa o incompleta indicazione della comunicazione entro i termini previsti comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50 a 150 euro per ciascuna casa o appartamento.
3. Il regolamento di cui al comma 2 stabilisce altresì i termini e le modalità di presentazione della comunicazione (21).
1. L'apertura, il trasferimento e l'ampliamento degli esercizi extra-alberghieri di cui all'articolo 30, comma 1, lettere a), c), d), e), f) ed f bis), sono consentiti previa presentazione al comune competente per territorio di una denuncia di inizio attività ai sensi dell'articolo 23 della legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23 (Principi per la democratizzazione, la semplificazione e la partecipazione all'azione amministrativa provinciale e norme in materia di procedimento amministrativo), come sostituito dall'articolo 14 della legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13 (22).
Disposizioni concernenti i prezzi
Elenco degli esercizi extra-alberghieri
Diminuzione del numero di stelle degli esercizi alberghieri
Deroghe urbanistiche
1. Il regolamento di esecuzione della presente legge è approvato dalla Giunta provinciale entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione della medesima, sentite le associazioni degli operatori alberghieri ed extra-alberghieri più rappresentative a livello provinciale operanti sul territorio provinciale e previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale (24).
2. I gestori degli esercizi alberghieri classificati ai sensi della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 (Disciplina degli esercizi alberghieri, degli esercizi di affittacamere e dell'ospitalità turistica familiare), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 22 marzo 2001, n. 3, presentano la dichiarazione di autoclassifica di cui all'articolo 10, comma 1, entro diciotto mesi dalla data di applicazione della presente legge, tenendo conto delle deroghe ai criteri di classifica stabilite ai commi 3, 4, 5, 6 e 7. In presenza di giustificati motivi il dirigente del servizio provinciale competente può consentire al gestore dell'esercizio alberghiero di presentare la dichiarazione di autoclassifica anche oltre la predetta scadenza, purché entro il 31 dicembre 2005. In tutti i casi predetti, il termine per l'efficacia della dichiarazione di autoclassifica, nonché per la relativa attività del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo di cui all'articolo 10, comma 3, è fissato in centottanta giorni. Nel frattempo resta efficace per i predetti esercizi la classifica posseduta. La mancata presentazione ai sensi del presente comma della dichiarazione di autoclassifica da parte del gestore dell'esercizio alberghiero comporta, sentito l'interessato, la classificazione d'ufficio dell'esercizio medesimo a locanda, purché sia dotato dei requisiti minimi di cui all'articolo 8 (25).
12. Gli esercizi di affittacamere classificati come tali ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 e dotati di più di sei camere alla data di applicazione della presente legge, possono essere classificati mediante l'attribuzione della corrispondente tipologia, seguita dalla dizione "non classificato" purché dispongano dei requisiti minimi di cui all'articolo 8. Per finalità diverse da quelle della presente legge, tali esercizi sono equiparati agli esercizi ad una stella (26).
(1) In base all'art. 9 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16 questa legge può essere citata usando solo il titolo breve "legge provinciale sulla ricettività turistica", individuato dall'allegato A della l.p. n. 16 del 2008.
(2) Comma così modificato dall'art. 1 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(3) Articolo così modificato dall'art. 18 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3 e dall'art. 2 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20. Per alcune disposizioni transitorie connesse a queste ultime modificazioni vedi l'art. 41, commi 2 e 3 della l.p. n. 20 del 2007.
(4) Articolo così sostituito dall'art. 3 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20. Per una disposizione transitoria connessa alla sostituzione vedi l'art. 41, comma 6 della l.p. n. 20 del 2007.
(5) Articolo così modificato dall'art. 23 del d.p.p. 20 ottobre 2008, n. 46-153/Leg - ai sensi dell'art. 42 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 - e dall'art. 4 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 (per alcune disposizioni transitorie connesse a quest'ultima modificazione vedi l'art. 41, commi 4 e 5 della l.p. n. 20 del 2007).
(6) Articolo così modificato dall'art. 5 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(7) Comma così sostituito dall'art. 6 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(8) Comma così modificato dall'art. 7 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(9) Comma così sostituito dall'art. 8 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(10) Comma così modificato dall'art. 9 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(11) Articolo aggiunto dall'art. 18 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3, e così modificato dall'art. 155 della l.p. 4 marzo 2008, n. 1.
(12) Comma così modificato dall'art. 10 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(13) Articolo così modificato dall'art. 11 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(14) Articolo abrogato dall'art. 23 del d.p.p. 20 ottobre 2008, n. 46-153/Leg, ai sensi dell'art. 42 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(15) Lettera aggiunta dall'art. 12 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(16) Comma aggiunto dall'art. 13 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(17) Articolo così modificato dall'art. 14 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(18) Articolo così sostituito dall'art. 15 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(19) Articolo così sostituito dall'art. 16 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(20) Articolo aggiunto dall'art. 17 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(21) Articolo aggiunto dall'art. 18 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(22) Comma così modificato dall'art. 19 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(23) Articolo modificativo degli articoli 3 e 30 della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9.
(24) Per il regolamento d'esecuzione vedi il d.p.p. 25 settembre 2003, n. 28-149/Leg.
(25) Comma così modificato dall'art. 30 della l.p. 10 febbraio 2005, n. 1.
(26) Comma così modificato dall'art. 20 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(27) Articolo abrogativo delle leggi provinciali 16 novembre 1981, n. 23, 27 dicembre 1982, n. 31, 10 dicembre 1984, n. 12 e - limitatamente alla provincia di Trento - della l.r. 5 maggio 1958, n. 10, abrogativo dell'art. 10 della l.p. 15 marzo 1983, n. 6, dell'art. 81 della l.p. 22 dicembre 1983, n. 46, dell'art. 25 della l.p. 3 febbraio 1997, n. 2, dell'art. 20 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3 e modificativo dell'art. 19 della l.p. 19 gennaio 1988, n. 4, dell'art. 36 della l.p. 15 marzo 1993, n. 8, dell'art. 49 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1.
(28) Disposizioni finanziarie.