Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-212-codice-penale-casi-di-sospensione-o-di-trasformazione-di-misure-di-sicurezza
Timestamp: 2019-06-19 12:11:46+00:00
Document Index: 33755279

Matched Legal Cases: ['art. 62', 'art. 98', 'art. 111', 'art. 100', 'art. 113', 'art. 11', 'art. 222', 'art. 3', 'art. 212', 'art. 212', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 212', 'art. 146', 'art. 3', 'art. 212', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 212', 'art. 11']

Art. 212 codice penale: Casi di sospensione o di trasformazione di misure di sicurezza | La Legge per tutti
Art. 212 codice penale: Casi di sospensione o di trasformazione di misure di sicurezza
Se la persona sottoposta a una misura di sicurezza detentiva [2152] è colpita da un’infermità psichica [148], il giudice ne ordina il ricovero in un [manicomio giudiziario] (1) ospedale psichiatrico giudiziario [222], ovvero in una casa di cura e di custodia [219].
Quando sia cessata l’infermità, il giudice, accertato che la persona è socialmente pericolosa [203], ordina che essa sia assegnata ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro [216], ovvero a un riformatorio giudiziario [223], se non crede di sottoporla a libertà vigilata [228].
Se l’infermità psichica colpisce persona sottoposta a misura di sicurezza non detentiva [2153] o a cauzione di buona condotta [237], e l’infermo viene ricoverato in un [manicomio comune] (2) ospedale psichiatrico civile, cessa l’esecuzione di dette misure. Nondimeno, se si tratta di persona sottoposta a misura di sicurezza personale non detentiva [2153], il giudice, cessata l’infermità, procede a nuovo accertamento ed applica una misura di sicurezza personale non detentiva [2153] qualora la persona risulti pericolosa [203].
Imputabile: [v. Libro I, Titolo IV, Capo I]; Pena detentiva: [v. 17]; Infermità psichica: [v. 148]; Ospedale psichiatrico giudiziario: [v. 222]; Casa di cura e di custodia: [v. 219]; Persona socialmente pericolosa: [v. 203];
Colonia agricola: [v. 20]; Casa di lavoro: [v. 216]; Riformatorio giudiziario: [v. 223]; Libertà vigilata: [v. 228];
Cauzione di buona condotta: [v. 237].
(1) Ai manicomi giudiziari sono stati sostituiti gli Ospedali psichiatrici giudiziari ai sensi dell’art. 62, c. 1 e 2, l. 26-7-1975, n. 354 e dell’art. 98, d.P.R. 29-4-1976, n. 431, ora abrogato e sostituito dall’art. 111, d.P.R. 30-6-2000, n. 230 (Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario).
(2) Ai manicomi comuni sono stati sostituiti gli ospedali psichiatrici civili, in base all’art. 100, d.P.R. 29-4-1976, n. 431, ora abrogato e sostituito dall’art. 113, d.P.R. 30-6-2000, n. 230 (Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario), e all’art. 11, c. 1, l. 13-5-1978, n. 180 (Trattamenti sanitari volontari e obbligatori).
però nota (7) sub art. 222.
Casi di sospensione o trasformazione delle misure di sicurezza
È manifestamente infondata, la q.l.c. in riferimento agli art. 3, 25, 27, 101 cost., dell'art. 212 comma 1 c.p., nella parte in cui non prevede la sospensione della misura di sicurezza nei confronti della persona sottoposta a custodia cautelare in carcere. Il rimettente muove da un erroneo presupposto interpretativo.
Corte Costituzionale 19 giugno 1998 n. 224
È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 212 comma 1 c.p., sollevata, in riferimento agli art. 3, 25, 27, 101 cost., nella parte in cui non prevede la sospensione della misura di sicurezza - nella specie, la libertà vigilata - nei confronti della persona sottoposta a custodia cautelare in carcere (la Corte ha ritenuto erroneo il presupposto interpretativo su cui si è basato il rimettente, in quanto tra la misura di sicurezza della libertà vigilata e la privazione della libertà sussiste una incompatibilità assoluta, che rende impossibile, naturalisticamente ancor prima che giuridicamente, applicare tale misura non detentiva a chi si trovi ristretto in uno stabilimento penitenziario).
Non è manifestamente infondata - in riferimento agli art. 3, 25, 27 e 101 cost. - la q.l.c. dell'art. 212 comma 1 c.p., nella parte in cui non prevede la sospensione della misura di sicurezza, e in particolare della libertà vigilata, nei confronti della persona sottoposta a custodia cautelare in carcere.
Sezione Sorveglianza Sassari 01 luglio 1997
È inammissibile, in quanto rientrante nella scelta discrezionale del legislatore, la questione di legittimità costituzionale degli art. 146, 147 e 212 c.p., nella parte in cui non prevedono la sospensione della misura di sicurezza privativa della libertà personale per i soggetti affetti da Aids conclamata o da grave deficienza immunitaria o da gravi infermità comunque incompatibili con il regime detentivo, in riferimento agli art. 3, 27 e 32 cost.
Corte Costituzionale 15 luglio 1994 n. 308
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 212, 147 e 146 c.p. nella parte in cui non prevedono la sospensione della misura di sicurezza detentiva nei confronti di soggetti affetti da Aids conclamata o da grave deficienza immunitaria o da gravi infermità che ne rendono incompatibile l'esecuzione, sollevata in riferimento agli artt. 3, 32 e 27 Cost. Infatti un'eventuale pronuncia additiva che nei casi anzidetti omologasse la disciplina dell'esecuzione delle misure di sicurezza a quella dell'esecuzione della pena creerebbe un novum con effetti invasivi rispetto alle scelte che soltanto il legislatore è abilitato a compiere.
Va disposta la restituzione al giudice "a quo", per il riesame della rilevanza, la questione di costituzionalità dell'art. 212 c.p. nella parte in cui non consente di sospendere l'esecuzione della misura di sicurezza detentiva per sopravvenuta infermità fisica dell'internato, sollevata, in riferimento agli art. 3 e 32 cost., senza motivare sulla esistenza di affezioni non curabili con le modalità previste dall'ordinamento penitenziario.
Corte Costituzionale 25 marzo 1982 n. 60
È stata sollevata - in relazione agli art. 3 e 32 cost. - questione di legittimità costituzionale dell'art. 212 c.p. (ed in particolare del comma 1 del medesimo) deducendo la disparità di trattamento tra internati per misura di sicurezza e condannati colpiti da grave infermità, in quanto per gli internati non è prevista la sospensione o il differimento della misura in caso di sopravvenuta grave infermità fisica. Il giudice "a quo" non ha considerato che ai sensi dell'art. 11 della l. 26 luglio 1975 n. 354, ove siano necessari cure o accertamenti diagnostici che non possono essere apprestati nelle infermerie o nei reparti specialistici degli istituti, i detenuti o gli internati vanno trasferiti negli ospedali civili di altri luoghi di cura, e che, pertanto, la sospensione della misura di sicurezza si appalesa necessaria in concreto solo quando la menomazione fisica non richiede nè cure, nè accertamenti diagnostici da effettuarsi nell'interno o fuori dell'istituto, in cui il soggetto è internato. Gli atti vanno, pertanto, restituiti al giudice medesimo perché provveda al relativo accertamento in mancanza del quale alla Corte non è consentito di giudicare allo stato sulla questione.