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Timestamp: 2020-02-21 15:57:43+00:00
Document Index: 185686397

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 2', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 7', 'art. 50', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 5']

Atto: LEGGE REGIONALE 08 ottobre 2009, n. 22
Titolo: Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile
Pubblicazione: ( B.U. 15 ottobre 2009, n. 96 )
Note: Ai sensi del comma 3 dell'art. 1, l.r. 23 novembre 2011, n. 22, le disposizioni della presente legge, così come modificata dalla predetta l.r. 22/2011, costituiscono attuazione dell'art. 5, commi da 9 a 14, d.l. 13 maggio 2011, n. 70.
Art. 1 bis (Recupero dei sottotetti)
Art. 3 (Interventi sulle opere pubbliche e sul patrimonio immobiliare della Regione, degli enti locali e degli ERAP)
Art. 6 (Riduzione del contributo di costruzione)
Art. 7 (Controlli e sanzioni)
Art. 8 (Contratti di lavori pubblici sotto soglia comunitaria)
Art. 10 (Dichiarazione d’urgenza)
1. E’ consentito l’ampliamento degli edifici residenziali nei limiti del 20 per cento della volumetria esistente per edificio o per ogni singola unità immobiliare. L’ampliamento di cui al presente comma può comportare un aumento superiore ad una unità immobiliare rispetto a quelle esistenti.
6. Previa approvazione di apposito piano di recupero, per gli edifici ubicati in zona agricola che non presentino le caratteristiche di cui all’articolo 15, comma 2, della l.r. 8 marzo 1990, n. 13 (Norme edilizie per il territorio agricolo), è consentito accorpare all’edificio principale la volumetria degli accessori di pertinenza per una superficie massima di mq 100, anche mediante mutamento della loro destinazione d’uso. L’accorpamento di cui al presente comma è cumulabile con l’ampliamento previsto al comma 1. Il piano di recupero non è necessario qualora l’accorpamento riguardi la volumetria di un solo accessorio di pertinenza con superficie massima di 100 mq.
Così modificato dall'art. 1, l.r. 30 novembre 2009, n. 29; dall'art. 1, l.r. 21 dicembre 2010, n. 19, e dall'art. 37, l.r. 4 dicembre 2014, n. 33.
1. E’ consentito realizzare l’ampliamento di cui all’articolo 1, comma 1 e la trasformazione dei sottotetti, anche mediante recupero a fini abitativi del piano sottotetto purchè sia assicurata per ogni singola unità immobiliare l’altezza media non inferiore a 2, 40 metri per gli spazi ad uso abitativo, riducibile a 2,20 metri per gli spazi accessori e di servizio.
Nota relativa all'articolo 1 bis
Aggiunto dall'art. 2, l.r. 21 dicembre 2010, n. 19. Così modificato dall'art. 37, l.r. 4 dicembre 2014, n. 33.
1. È consentita la demolizione anche integrale e la ricostruzione degli edifici residenziali, con esclusione di quelli ubicati in zona agricola e presenti nella cartografia IGM 1892/1895, che necessitano di essere rinnovati e adeguati sotto il profilo della qualità architettonica con eventuale ampliamento della volumetria esistente da demolire. E’ ammessa la ricomposizione planivolumetrica anche con forme architettoniche diverse da quelle preesistenti o con eventuale modifica, nell’ambito del lotto originario, dell’area di sedime dell’edificio preesistente e della sagoma. Nelle zone agricole il nuovo edificio potrà essere realizzato entro un raggio di 150 ml dall’area di sedime di quello preesistente e la ricostruzione deve avvenire secondo il tipo edilizio e le caratteristiche edilizie storiche. In ogni caso, gli interventi debbono prevedere il mantenimento della destinazione in atto o la sua modifica conformemente agli strumenti urbanistici in vigore e migliorare l’efficienza energetico-ambientale degli edifici.
4. È consentita la demolizione anche integrale e la ricostruzione degli edifici non residenziali che necessitano di essere rinnovati ed adeguati sotto il profilo della qualità architettonica o della sicurezza antisismica. Gli interventi di cui al presente comma devono migliorare la sostenibilità energetico-ambientale degli edifici stessi ai sensi del comma 1, fatta eccezione per quelli non soggetti al rispetto dei limiti imposti dal d.lgs. 192/2005. E’ consentito il mutamento della destinazione d’uso degli edifici non residenziali, ubicati nelle zone omogenee B o C di cui al d.m. 1444/1968, a condizione che esso sia compatibile con la destinazione di zona prevista dagli strumenti urbanistici, che sia garantito il rispetto degli standard urbanistici di cui all’articolo 3 del d.m. 1444/1968 che, nel caso di edifici aventi destinazione produttiva, commerciale o direzionale, gli stessi non risultino utilizzati prima del 1° gennaio 2007 oppure l’intervento rientri in un programma di riqualificazione urbanistica ai sensi della l.r. 23 febbraio 2005, n. 16 (Disciplina degli interventi di riqualificazione urbana e indirizzi per le aree produttive ecologicamente attrezzate). In ogni caso, il mutamento della destinazione d’uso non è ammesso per gli edifici ubicati nelle zone omogenee a destinazione agricola, industriale, artigianale, direzionale e commerciale di cui al d.m. 1444/1968.
8 bis. Gli interventi previsti nel presente articolo debbono rispettare la normativa vigente in materia di sicurezza antisismica.
Sostituito dall'art. 3, l.r. 21 dicembre 2010, n. 19. Così modificato dall'art. 27, l.r. 27 dicembre 2012, n. 45; dall'art. 20, l.r. 20 aprile 2015, n. 17, e dall'art. 1, l.r. 25 novembre 2016, n. 26.
1. Al fine di promuovere l’adeguamento sismico del patrimonio edilizio regionale, le percentuali di ampliamento ammesse a seguito della realizzazione di interventi previsti dalla presente legge sono incrementate sino ad un ulteriore 15 per cento della volumetria o della superficie utile lorda (SUL), qualora l’intervento da realizzare preveda anche un adeguamento sismico della struttura portante dell’intero edificio esistente, ove non già obbligatorio per legge.
Aggiunto dall'art. 2, l.r. 25 novembre 2016, n. 26.
Ai sensi del comma 2 dell'art. 5, l.r. 25 novembre 2016, n. 26, dalla data di entrata in vigore della medesima legge, le domande per la realizzazione degli interventi previsti da questo articolo sono presentate dopo la scadenza del termine di cui al comma 1 del citato art. 5, l.r. 26/2016.
Ai sensi del comma 3 dell'art. 5, l.r. 25 novembre 2016, n. 26, con la medesima decorrenza stabilita al comma 2 dello stesso art. 5, le domande già presentate alla data di entrata in vigore della citata l.r. 26/2016 possono essere modificate in adeguamento alle nuove disposizioni introdotte dalla predetta legge n. 26.
9. L'applicazione delle disposizioni contenute in questa legge non può in ogni caso derogare le prescrizioni in materia di sicurezza stradale e antisismica. Nelle zone di protezione stradale di cui al d.m. 1444/1968, gli interventi previsti in questa legge sono consentiti purché non comportino l'avanzamento dell'edificio esistente sul fronte stradale.
9 bis. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 36 del d.p.r. 380/2001 costituiscono disciplina urbanistica ed edilizia vigente anche le disposizioni contenute in questa legge e gli interventi in essa previsti possono essere considerati ai fini della relativa sanatoria.
Così modificato dall'art. 4, l.r. 21 dicembre 2010, n. 19, e dall'art. 1, l.r. 29 gennaio 2020, n. 2.
1. Il rilascio del titolo abilitativo edilizio avviene secondo quanto previsto dalla normativa statale e regionale vigente. Alla domanda o denuncia del proprietario interessato, o al progetto nel caso di opere pubbliche, deve essere allegata anche una relazione, redatta dal progettista o da un tecnico abilitato, che asseveri, relativamente agli interventi di ampliamento, il miglioramento del comportamento energetico da conseguire e, relativamente agli interventi di cui all’articolo 3, il miglioramento o l’adeguamento della sicurezza antisismica. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione, la relazione del tecnico abilitato deve asseverare la necessità del rinnovamento e dell’adeguamento o del miglioramento dell’edificio sotto il profilo della sicurezza antisismica, nonché il miglioramento dell’efficienza energetica e l’utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili secondo quanto previsto dalla presente legge.
2. L’utilizzo delle tecniche costruttive e il rispetto delle condizioni di cui al comma 1 sono attestati dal direttore dei lavori o da altro professionista abilitato con la comunicazione di ultimazione dei lavori. In mancanza di detti requisiti, non può essere certificata l’agibilità delle opere realizzate. L’attestazione deve riguardare anche il rispetto della normativa statale e regionale vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
4. Per i procedimenti di cui alla presente legge gli Enti locali possono stabilire l’incremento dei diritti di segreteria in misura non superiore al 100 per cento. Le risorse così determinate sono utilizzate per l’attivazione di progetti di produttività finalizzati alla gestione dei procedimenti medesimi, nonché allo svolgimento dei successivi controlli.
5. Salvo quanto previsto dall’articolo 1, comma 8, gli interventi di cui alla presente legge sono subordinati all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria o alla previsione da parte del Comune dell’attuazione delle stesse nel successivo triennio, ovvero all’impegno degli interessati di procedere all’attuazione o all’adeguamento delle medesime contemporaneamente alla realizzazione degli interventi.
Così modificato dall'art. 5, l.r. 21 dicembre 2010, n. 19.
2. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione il contributo di costruzione, se dovuto, è determinato in ragione dell’80 per cento per la parte eseguita in ampliamento e del 20 per cento per la parte ricostruita.
3. La riduzione del contributo di costruzione di cui ai commi 1 e 2 non si applica ai casi di mutamento della destinazione d’uso di cui all’articolo 2. I Comuni destinano tale contributo agli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici.
4. Il contributo di costruzione non è dovuto qualora gli interventi di demolizione e ricostruzione comportino l’accessibilità totale dell’unità immobiliare ai fini del superamento delle barriere architettoniche.
Così modificato dall'art. 6, l.r. 21 dicembre 2010, n. 19.
Ai sensi del comma 8 dell'art. 13, l.r. 23 novembre 2011, n. 22, come sostituito dal comma 1 dell'art. 29, l.r. 27 dicembre 2012, n. 45, le disposizioni del presente articolo si applicano alle istanze presentate entro il 31 dicembre 2013.
2. Il mancato riscontro di quanto attestato ai sensi dell’articolo 5, commi 1 e 2, ferma restando l’eventuale applicazione delle sanzioni e dei provvedimenti di cui al titolo IV del d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), comporta l’irrogazione di una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione dei maggiori volumi o delle maggiori superfici, nonché l’annullamento delle riduzioni del contributo di costruzione di cui all’articolo 6.
Così modificato dall'art. 7, l.r. 21 dicembre 2010, n. 19.
1. Ai contratti di lavori di cui al comma 7 bis dell’articolo 122 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), da affidare nel territorio regionale, si applicano le seguenti norme integrative:
a) .........................................................
b)	.........................................................
c)	per la stima degli importi da porre a base della procedura, le stazioni appaltanti utilizzano i propri prezzari e, in mancanza, il prezzario regionale, formalmente adottati ai sensi dell’articolo 133, comma 8, del decreto legislativo 163/2006 e vigenti al momento dell’avvio della procedura.
Così modificato dall'art. 50, l.r. 22 dicembre 2009, n. 31, e dall'art. 8, l.r. 21 dicembre 2010, n. 19.
Ai sensi del citato art. 8, l.r. 19/2010, sono fatti salvi i procedimenti attivati sulla base di bandi pubblicati prima dell’entrata in vigore della predetta l.r. 19/2010.
1. I Comuni, entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono limitarne l’applicabilità in relazione a determinati immobili o zone del proprio territorio, sulla base di specifiche motivazioni dovute alla saturazione edificatoria delle aree o ad altre preminenti valutazioni di carattere urbanistico o paesaggistico o ambientale.
2. Le domande o gli strumenti urbanistici di iniziativa privata riguardanti gli interventi di cui alla presente legge devono essere presentati al Comune territorialmente competente a decorrere dalla scadenza del termine di cui al comma 1 fino all'entrata in vigore della legge regionale organica per il governo del territorio e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, a pena di decadenza dal relativo diritto.
3. La Giunta regionale adotta la deliberazione di cui all’articolo 2, comma 1, entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Così modificato dall'art. 9, l.r. 21 dicembre 2010, n. 19; dall'art. 12, l.r. 23 novembre 2011, n. 22; dall'art. 37, l.r. 4 dicembre 2014, n. 33; dall'art. 3, l.r. 25 novembre 2016, n. 26, e dall'art. 10, l.r. 3 maggio 2018, n. 8.
Ai sensi del comma 1 dell'art. 5, l.r. 25 novembre 2016, n. 26, i Comuni adeguano gli atti adottati ai sensi del comma 1 di questo articolo, limitatamente alle disposizioni previste dalla citata l.r. 26/2016 ed entro il termine di quarantacinque giorni dalla data dell'entrata in vigore della medesima legge.