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Timestamp: 2018-10-15 20:07:17+00:00
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Assegno di mantenimento per il coniuge: la Cassazione traccia i criteri per calcolarlo (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, sentenza 5 maggio – 1 settembre 2015, n. 17412). – Noi Radiomobile™
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Assegno di mantenimento per il coniuge: la Cassazione traccia i criteri per calcolarlo (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, sentenza 5 maggio – 1 settembre 2015, n. 17412).
In un procedimento di divorzio tra M. S. e F. S. la Corte d’Appello di Napoli , con sentenza in data 31/01/2013, confermava la sentenza del Tribunale di Napoli, emessa il 23/11/2011, che poneva a carico del marito assegno di €. 450,00 mensili per la moglie.
Non svolge attività difensiva la moglie.
Per giurisprudenza ampiamente consolidata, l’assegno per il coniuge deve tendere al mantenimento del tenore di vita da questo goduto durante la convivenza matrimoniale, e tuttavia indice di tale tenore di vita può essere l’attuale disparità di posizioni economiche tra i coniugi ( Cass. N. 2156 del 2010 ).
E’ bensì vero che separazione e divorzio e rispettivi assegni sono autonomi, indipendenti, e tuttavia l’assegno di separazione può talora costituire elemento utile di valutazione anche per quello di divorzio ( tra le altre, Cass. N. 20582 del 2010 )
In sostanza il ricorrente propone elementi e situazioni di fatto, insuscettibili di controllo in questa sede, a fronte di una sentenza caratterizzata da motivazione adeguata e non illogica.
Per gran parte, il ricorrente propone argomentazioni difensive già proposte davanti alla Corte di Appello e da questa rigettate, con motivazione adeguata.
Va altresì precisato che le valutazioni delle prove testimoniali spetta al Giudice del merito, anch’essa insuscettibile di controllo, se , come nella specie la relativa sentenza appare sorretta da motivazione adeguata ( ciò, con particolare riferimento alla deposizione della teste M.).
A differenza di quanto afferma il ricorrente, il giudice a quo ha tenuto conto dei miglioramenti della moglie e della nuova famiglia del marito,disponendo assegno per la moglie stessa nettamente inferiore a quello di separazione.
Circa la quantificazione dell’assegno, correttamente il giudice a quo richiama giurisprudenza consolidata di questa Corte ( tra le altre, Cass. N. 16606 del 2010 ) per cui il giudice del divorzio non deve necessariamente considerare tutti i parametri di riferimento, potendone valorizzare uno od alcuni (nella specie, la condizione economica dei coniugi).
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