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Timestamp: 2020-01-23 20:36:14+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 1117', 'art. 1117', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 1123', 'art. 1104', 'art. 1118', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1123', 'art. 1124', 'art. 1117', 'art. 1120', 'art. 1122', 'art. 1052', 'sentenza ', 'art. 1052', 'art. 61', 'art. 1117', 'art. 1118', 'art. 1118', 'art. 1117', 'art. 2043']

In Condominio - parti comuni
06/04/2017 CONDOMINIO PARZIALE E PARTI COMUNI.
CONDOMINIO PARZIALE E PARTI COMUNI.
commento alla sentenza n. 2921 del 28 settembre 2016 del Tribunale di Genova
In linea con i principi enunciati sia in dottrina che in giurisprudenza (condominio parziale) e in base alla ricostruzione dello stato dei luoghi nonché alla luce della strutturazione del complesso condominiale deve escludersi il carattere comune della linea idrica alla quale parte attrici richiedono l’allaccio in quanto la stessa, per le proprie caratteristiche strutturali, serve all’uso e al godimento di una sola parte del complesso immobiliare.
L’esistenza del condominio parziale, con attribuzione della titolarità della linea idrica per cui è causa ai soli condomini che ne traggono utilità, determina il rigetto delle domande attrici e la validità della delibera impugnata.
(Parti attrici dichiaravano, a sostegno della propria domanda, che l’impianto idrico a cui chiedevano l’allaccio, fosse di natura condominiale e che quindi era illegittima la delibera che rifiutava la richiesta di allacciamento.
Parte convenuta, al contrario sosteneva che il condominio avesse due impianti idrici, uno a servizio dei condomini e uno a servizio dei negozi/fondi e della portineria e che l’impianto idrico, di cui si controverteva, non fosse un bene condominiale ma un bene esclusivo e privato del condominio parziale costituito dai trentasei condomini che ne usufruivano.).
13/11/2017 DIRITTO ALLA INSTALLAZIONE DELLA CANNA FUMARIA E PARTI COMUNI.
DIRITTO ALLA INSTALLAZIONE DELLA CANNA FUMARIA E PARTI COMUNI.
commento alla sentenza Trib. Milano n. 5088/2017.
Un condomino impugnava, per contrarietà a disposizioni di legge in ordine all'uso e alla tutela dei beni comuni, la delibera assembleare che gli negava la costruzione di una canna fumaria non ritenendo funzionale e adatto il progetto presentato in assemblea; domandava, quindi, in subordine l'accertamento del suo diritto alla detta installazione, non essendoci nemmeno un regolamento condominiale contrattuale che disciplinasse l'argomento; in corso di causa, infine, veniva svolta una CTU che proponeva una soluzione tecnica confacente atta a superare le eccezioni e le problematiche tecniche evidenziate nel progetto di parte attrice.
13/2/2017 LA RESPONSABILITA' PER COSE IN CUSTODIA DEL CONDOMINIO.
LA RESPONSABILITA' PER COSE IN CUSTODIA DEL CONDOMINIO.
di Guerino De Santis
16/3/2017 LA NOZIONE DI PARTE COMUNE EX ART. 1117 C.C. NON PUO' ESSERE SEMPRE PRESUNTA
LA NOZIONE DI PARTE COMUNE EX ART. 1117 C.C. NON PUO' ESSERE SEMPRE PRESUNTA
Commento alla sentenza del Tribunale di Catania n. 4873 del 28 settembre 2016.
Nel caso in esame, l'oggetto del contendere è stato duplice: l'impugnazione di una delibera relativa all'installazione di una barriera su strada ritenuta condominiale e la domanda riconvenzionale di accertamento della proprietà della medesima strada da parte del Condominio con il contestuale svolgimento, da parte degli attori, di un parallelo giudizio possessorio ex articoli 1168 e 1170 c.c.
20/04/2017 REGOLAMENTO DI CONDOMINIO E GESTIONE DELLE PARTI COMUNI.
REGOLAMENTO DI CONDOMINIO E GESTIONE DELLE PARTI COMUNI.
Nota a sentenza Cassazione n. 4432 del 21 febbraio 2017
Un regolamento di condominio cosiddetto contrattuale, quali ne siano il meccanismo di produzione ed il momento della sua efficacia, si configura, dal punto di vista strutturale, come un contratto plurilaterale, avente cioè pluralità di parti e scopo comune; ne consegue che l’azione di nullità del regolamento medesimo è esperibile non nei confronti del condominio (e quindi dell’amministratore), carente di legittimazione in ordine ad una siffatta domanda, ma da uno o più condomini nei confronti di tutti gli altri, in situazione di litisconsorzio necessario (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 12850 del 21/05/2008).
la costituzione di un condominio, che comprenda eventualmente anche soggetti i quali non fossero già comproprietari dei beni che lo stesso art. 1117 c.c. attribuisce automaticamente per la loro accessorietà alle proprietà esclusive, è comunque possibile per effetto del consenso unanime di quelli, ovvero quale conseguenza dell’espressione di autonomia privata, che determini ex contractu l’insorgenza del diritto di comproprietà, e quindi anche la proporzionale assunzione degli obblighi e degli oneri ad esso correlate. Perciò, con il regolamento di condominio di fonte e contenuto contrattuale ben può essere attribuita la comproprietà delle cose, incluse tra quelle elencate nell’art. 1117 cod. civ., a coloro cui appartengono alcune determinate unità immobiliari, indipendentemente dalla sussistenza di fatto del rapporto di strumentalità che determina la costituzione ex lege del condominio edilizio (arg. da Cass. Sez. 2, Sentenza n. 1366 del 10/02/1994; Cass. Sez. 2, Sentenza n. 15794 del 11/11/2002).
20/06/2018 QUESITO: QUALI I CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLE SPESE INERENTI LE SCALE ESTERNE AL CONDOMINIO?
QUESITO: QUALI I CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLE SPESE INERENTI LE SCALE ESTERNE AL CONDOMINIO?
Risponde al quesito l'avv. Augusto Cirla
a) Il generale criterio di riparto dettato dalla legge
La ripartizione delle spese in condominio è disciplinata da una norma di carattere generale, l'art. 1123 c.c., e da alcune successive norme che individuano criteri specifici per particolari spese. Tale criterio generale di riparto delle spese consente una diversificata distribuzione delle stesse anche in relazione all'eventuale diverso uso delle cose e dei servizi comuni. La norma ripropone, nell'ambito specifico del condominio, il principio già posto in tema di comunione ordinaria dall'art. 1104 c.c. che detta una disposizione analoga.Il fondamento dell'obbligo di contribuzione risiede nel principio enunciato dal precedente art. 1118 c.c. secondo il quale il condomino non può sottrarsi al contributo nelle spese per la conservazione delle cose comuni neppure rinunziando ai diritti sulle stesse.
24/10/2017 LA TUTELA POSSESSORIA IN CONDOMINIO.
25/04/2018 E' VIETATO REALIZZARE UN'APERTURA
26/07/2016 L'APPALTO DI LAVORI CONDOMINIALI NELLE SINGOLE UNIT&AGRAVE; ABITATIVE E RELATIVA RIPARTIZIONE DELLE SPESE
L'APPALTO DI LAVORI CONDOMINIALI NELLE SINGOLE UNITA' ABITATIVE E RELATIVA RIPARTIZIONE DELLE SPESE
Nota alla sentenza 17.5.2016 del Giudice di Pace di Milano – Sezione Prima
5/12/2016 ANTENNA PARABOLICA SUL TERRAZZO CONDOMINIALE E DIRITTI DEL SINGOLO.
ANTENNA PARABOLICA SUL TERRAZZO CONDOMINIALE E DIRITTI DEL SINGOLO.
Con la sentenza n. 2226 del 4/2/2016 il Tribunale di Roma effettua una disamina, concreta e precisa, del nuovo articolo 1122 bis c.c.
A fronte del diniego posto dal Condominio all’installazione, da parte del singolo,di una antenna parabolica sulla terrazza condominiale, il condomino adiva il Tribunale perché venisse accertato il proprio diritto all’installazione e l’illegittimità del rifiuto posto dal Condominio nonché accertato il proprio diritto al risarcimento del danno.
Cassazione Civile n. 20713 del 4 Settembre 2017
Ascensore: per installarlo basta la volontà di alcuni condomini e non è sempre necessario il parere dell'assemblea.
(art. 1123 c.c. - art. 1124 c.c.)
Cassazione Civile n. 23128 del 23 Novembre 2016
In caso di lavori edili che coinvolgano le parti comuni e riducano l'accessibilità del condominio a un proprietario disabile le opere vanno incontro ad una riduzione in pristino.
( art. 1117 c.c. - DD.LL.PP. 16 giugno 1989, n. 236 )
Cassazione Civile n. 4437 del 21 Febbraio 2017
Il singolo condominio può utilizzare in modo esclusivo il bene comune a patto che non leda il diritto degli altri condomini di utilizzarlo e non comprometta la sicurezza dello stabile e il decoro architettonico dello stesso.
(art. 1120 c.c. - art. 1122 c.c.)
Cassazione Civile n. 7455 del 23 Marzo 2017
La legittimazione ad agire per tutelare la proprietà condominiale del sottotetto dello stabile spetta a tutti i condomini anche singolarmente e - per converso - la loro contumacia nel giudizio non assume valore di riconoscimento della proprietà da parte di chi vuole appropriarsi di detta porzione.
Tribunale di Catania del 28 Settembre 2016
La presunzione di condominialità di cui all'articolo 1117 c.c. riguarda soltanto il suolo, le fondazioni, i muri perimetrali, ma non riguarda anche tutti quegli elementi che si trovano all'esterno dello stabile.
Tribunale di Genova n. 3163 del 29 Novembre 2017
L’art. 1052 c.c. prevede la possibilità di costituire servitù coattive in favore di fondi relativamente interclusi qualora ciò sia rispondente alle esigenze dell’agricoltura, dell’industria e, in seguito alla sentenza additiva della Corte Costituzionale, a quelle di accessibilità degli edifici destinati ad uso abitativo dei portatori di handicap (sent. Corte Cost. n. 167 del 10.05.1999).
La portata della pronuncia della Corte costituzionale, così come evidenziato poi dai giudici di legittimità, non va limitata alla sola ipotesi in cui l’edificio, relativamente intercluso, sia abitato da un portatore di handicap. Infatti, l’accessibilità, è un requisito che devono possedere tutti gli edifici ad uso abitativo, per consentire alle persone con ridotta capacità motoria di accedervi, a prescindere che gli stessi vi abitino. Tali conclusioni sono condivise dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 14102/2012; Cass. 2150 del 28.01.2009), seguita dalla giurisprudenza di merito.
La determinazione dell’indennizzo deve essere condotta tenendo conto del valore del terreno e di tutti i pregiudizi diretti e indiretti conseguenti al fondo servente in ragione dell’imposizione della servitù.
(art. 1052 c.c.)
Tribunale di Genova n. 3422 del 10 Novembre 2016
Il Tribunale di Genova illustra alcuni principi di diritto in materia di scioglimento del condominio, disponendo altresì l'impossiblità di procedere allo scioglimento se "il fabbricato non presenta caratteristiche costruttive e strutturali adatte a renderlo materialmente divisibile in porzioni consistenti del tutto autonome, singolarmente organiche e funzionali".
(art. 61 e 62 disp. att. c.c. - art. 1117 c.c.)
Tribunale di Genova n. 363 del 6 Febbraio 2017
Ai sensi dell’art. 1118, quarto comma, c.c. il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto di riscaldamento centralizzato di riscaldamento se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. Trattasi di una facoltà il cui esercizio prescinde da una preventiva autorizzazione degli altri condomini, come del resto affermato dalla giurisprudenza formatasi prima dell’entrata in vigore della legge n. 220/2012 (Cass. n. 5974/2004 e n. 19893/2011).
Secondo la giurisprudenza (Cass. n. 16794/2007) l’indennità di sopraelevazione è dovuta dal proprietario dell’ultimo piano di un edificio condominiale non solo in caso di realizzazione di nuovi piani o di nuove fabbriche, ma anche per la trasformazione dei locali preesistenti mediante l’incremento delle superfici e delle volumetrie indipendentemente dall’aumento in altezza del fabbricato.
(art. 1118 c.c.)
Tribunale di Pescara n. 948/2016 dell' 1 Gugno 2016
In caso di danni da allagamento di immobili occorre prendere atto dell'origine dell'inondazione d'acqua e capire se le tubazioni sono parti comuni ai sensi dell'articolo 1117 c.c.
(art. 1117 c.c. - art. 2043 c.c.)