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Timestamp: 2020-01-22 06:12:02+00:00
Document Index: 112647449

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2229', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 81', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 3']

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A cura del dottor Biagio Notarlo, Brescia
Egregio Dottore, un’estetista mi ha proposto di effettuare trattamenti Shiatsu presso il suo negozio. Per questa collaborazione mi ha chiesto di aprire la partita IVA perché dovrei rilasciare la fattura a fine mese per il mio compenso. È possibile fare un periodo di prova prima di aprire la partita IVA? Posso aspettare fino a gennaio?
Chi decide di intraprendere un’attività di lavoro autonomo, in maniera profes­sionale e continuativa, ha l’obbligo, fin da subito, di richiedere l’attribuzione della partita IVA. A onor del vero, leggendo le istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione di inizio d’attività (Mod. AA9/11), la comunica­zione può essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di inizio attività. Per esempio: se un soggetto inizia l’attività il 10 settembre può presentare il modello entro il 10 ottobre con l’obbligo di indicare come data d’inizio il 10/09/20XX. Sconsiglio vivamente di avvalersi di questa possibilità per due ragioni:
1. un operatore Shiatsu ha l’obbligo di emettere la fattura al momento dell’incasso (criterio di cassa), adempimento impossibile da assolvere senza il possesso di una partita IVA;
2. in caso di controllo ci si troverà nella spiacevole situazione di non poter dimostrare la propria buona fede. Per gli ispettori la giustificazione di essere all’interno dei 30 giorni risulterà poco credibile in quanto facilmente utilizzabile da chiunque voglia nascondere la propria posizione di “evasore totale”. Da quanto sopra si intuisce chiaramente che non è possibile attendere fino a gennaio se si vuole iniziare, da subito, la processione di operatore Shiatsu. Il quesito ti permette di parlare delle nuove norme introdotte dalla “riforma Fornero’finalizzate ad individuare quelle situazioni in cui un rapporto di lavoro di tipo subordinato è mascherato dalla presenza di un lavoratore autonomo con partita IVA. Le prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale fittizia sono considerate in via presuntiva, salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti:
· che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi;
· che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi, costituisca più dell’80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco di 2 anni solari consecutivi;
· che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente. La presunzione comporta che la prestazione lavorativa, partendo dalla data di emissione della prima fattura, venga trasformata: in un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa in presenza di specifico progetto, oppure in un rapporto in lavoro subordinato in assenza di specifico progetto. Le nuove norme si applicano ai rapporti nati dopo il 18/07/2012, mentre per quelli già in essere alla stessa data viene concesso un anno per consentire alle parti gli opportuni adeguamenti. La presunzione non opera qualora la prestazione lavorativa presenti i seguenti requisiti:
1. sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività;
2. sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all’art. 1, c. 3 L. 233/1990 (cioè un reddito pari o superiore ad euro 18.663,00);
3. alle prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni, che sa­ranno identificate con decreto del Ministero del Lavoro da emanarsi entro 3 mesi, sentite le parti sociali. Quanto sopra deve far riflettere circa le modalità di svolgimento dell’attività perché è perfettamente inutile aprire una partita IVA se alla fine non si riuscirà a superare la presunzione introdotta dalla legge n. 134/2012. ■
e-mail: shiatsutpos@tin.it – www.shiatsuapos.com
gazzetta ufficiale legge sulle professioni
CARISSIMI ASSOCIATI SABATO 26 GENNAIO 2013 LA NOSTRA LEGGE è STATA PUBBLICATA SULLA GAZZETTA UFFICIALE CON IL NUMERO 4/2013.
Andrà in vigore il 10 FEBBRAIO 2013.
Vi allego il testo pubblicato.
Per chi volesse ordinare delle copie della gazzetta a Roma c’è la libreria dello Stato a Piazza Verdi, occorre prenotare al numero 0685082147 libreria@ipzs.it
Grazie e buon “vacatio legis”
(GU n.22 del 26-1-2013) Vigente al: 26-1-2013
2. Ai fini della presente legge, per «professione non organizzata in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende l’attivita’ economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attivita’ riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attivita’ e
3. Chiunque svolga una delle professioni di cui al comma 2 contraddistingue la propria attivita’, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l’espresso riferimento, quanto alla
4. L’esercizio della professione e’ libero e fondato
sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilita’ del professionista.
5. La professione e’ esercitata in forma individuale, in forma
2. Gli statuti e le clausole associative delle associazioni professionali garantiscono la trasparenza delle attivita’ e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati,
l’osservanza dei principi deontologici, nonche’ una struttura
organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all’effettivo
raggiungimento delle finalita’ dell’associazione.
dell’utente, tra cui l’attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore, presso il quale i committenti delle prestazioni professionali possano rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti, ai sensi dell’art. 27-ter del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, nonche’ ottenere informazioni relative all’attivita’ professionale in generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti.
5. Alle associazioni sono vietati l’adozione e l’uso di
denominazioni professionali relative a professioni organizzate in ordini o collegi.
7. L’elenco delle associazioni professionali di cui al presente articolo e delle forme aggregative di cui all’art. 3 che dichiarano, con assunzione di responsabilita’ dei rispettivi rappresentanti legali, di essere in possesso dei requisiti ivi previsti e di rispettare, per quanto applicabili, le prescrizioni di cui agli articoli 5, 6 e 7 e’ pubblicato dal Ministero dello sviluppo
concernenti le notizie comunicate al medesimo Ministero ai sensi dell’art. 4, comma 1, della presente legge.
qualificazione delle attivita’ professionali che rappresentano,
nonche’ di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse
politiche e istituzionali. Su mandato delle singole associazioni, esse possono controllare l’operato delle medesime associazioni, ai fini della verifica del rispetto e della congruita’ degli standard professionali e qualitativi dell’esercizio dell’attivita’ e dei codici di condotta definiti dalle stesse associazioni.
1. Le associazioni professionali di cui all’art. 2 e le forme aggregative delle associazioni di cui all’art. 3 pubblicano nel proprio sito web gli elementi informativi che presentano utilita’ per
veridicita’. Nei casi in cui autorizzano i propri associati ad
utilizzare il riferimento all’iscrizione all’associazione quale
marchio o attestato di qualita’ e di qualificazione professionale dei propri servizi, anche ai sensi degli articoli 7 e 8 della presente legge, osservano anche le prescrizioni di cui all’art. 81 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
2. Il rappresentante legale dell’associazione professionale o della
e) requisiti per la partecipazione all’associazione, con
particolare riferimento ai titoli di studio relativi alle attivita’
professionali oggetto dell’associazione, all’obbligo degli
appartenenti di procedere all’aggiornamento professionale costante e alla predisposizione di strumenti idonei ad accertare l’effettivo assolvimento di tale obbligo e all’indicazione della quota da versare per il conseguimento degli scopi statutari;
e) l’eventuale possesso di un sistema certificato di qualita’
dell’associazione conforme alla norma UNI EN ISO 9001 per il settore di competenza;
3. I requisiti, le competenze, le modalita’ di esercizio
dell’attivita’ e le modalita’ di comunicazione verso l’utente
individuate dalla normativa tecnica UNI costituiscono principi e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato della singola attivita’ professionale e ne assicurano la qualificazione.
1. Al fine di tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, le associazioni professionali
verifiche, sotto la responsabilita’ del proprio rappresentante
legale, un’attestazione relativa:
che gli iscritti sono tenuti a rispettare nell’esercizio
dell’attivita’ professionale ai fini del mantenimento dell’iscrizione all’associazione;
1. L’attestazione di cui all’art. 7, comma 1, ha validita’ pari al
all’associazione professionale che la rilascia ed e’ rinnovata ad ogni rinnovo dell’iscrizione stessa per un corrispondente periodo. La scadenza dell’attestazione e’ specificata nell’attestazione stessa.
1. Le associazioni professionali di cui all’art. 2 e le forme aggregative di cui all’art. 3 collaborano all’elaborazione della normativa tecnica UNI relativa alle singole attivita’ professionali, attraverso la partecipazione ai lavori degli specifici organi tecnici o inviando all’ente di normazione i propri contributi nella fase
dell’inchiesta pubblica, al fine di garantire la massima
consensualita’, democraticita’ e trasparenza. Le medesime
associazioni possono promuovere la costituzione di organismi di certificazione della conformita’ per i settori di competenza, nel
rispetto dei requisiti di indipendenza, imparzialita’ e
professionalita’ previsti per tali organismi dalla normativa vigente e garantiti dall’accreditamento di cui al comma 2.
2. Gli organismi di certificazione accreditati dall’organismo unico nazionale di accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, possono
iscritto ad alcuna associazione, il certificato di conformita’ alla norma tecnica UNI definita per la singola professione.
vigilanza sulla corretta attuazione delle disposizioni della presente legge.
1. Dall’attuazione degli articoli 2, comma 7, 6, comma 4, e 10 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello