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Timestamp: 2019-05-26 05:59:24+00:00
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Elenco articoli per l'Anno di Pubblicazione 2011
Problemi Iva del trasferimento di cubatura
Il trasferimento di cubatura rappresenta un fenomeno molto diffuso, ma, paradossalmente, presenta non pochi problemi di natura civilistica e fiscale, tra cui quello di definire – in caso di operazione realizzata da un comune, nella veste di dante causa – l’eventuale applicazione dell’imposta, il relativo momento di esigibilità e, da ultimo, l’aliquota pertinente. L’articolo sintetizza i punti controversi della disciplina extratributaria e valuta il possibile impatto in termini di tassazione prevista dal D.P.R. 633/72.
Regole ed opportunità per il versamento dell’acconto
Il 27 dicembre scade il termine per versare l’acconto Iva 2011 e mai come quest’anno ogni soggetto passivo proverà a minimizzare l’esborso finanziario, ovvero, se possibile, ad evitare del tutto il pagamento, individuando il metodo di calcolo più conveniente tra quelli attualmente previsti, in alternativa, dalle norme di riferimento. Tra l’altro, la grave crisi di liquidità può condurre a situazioni particolari (ed estreme) nelle quali il comune potrebbe anche decidere di “monetizzare” in maniera pressoché immediata l’eccedenza in corso di formazione nel 2011, per effetto del meccanismo del pro-rata, compensandola con il debito derivante dall’anticipazione. L’analisi delle regole ad hoc, infine, per chi esercita attività in uno o più settori tipici delle cosiddette “multi utilities”.
Compravendite immobiliari: detrazione solo col preliminare
L’emissione di fatture per il pagamento di acconti sul prezzo di una compravendita immobiliare deve essere supportata dalla dimostrazione dell’esistenza di un negozio a carattere obbligatorio e quindi richiede – nella prospettiva di assolvere adeguatamente all’onere probatorio che incombe sul soggetto passivo nell’esercizio del diritto alla detrazione - la stipula di un atto giuridico formale quale, tipicamente, un contratto preliminare. Il principio è espresso dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 21112 del 13 ottobre 2011.
La Corte di Giustizia e la cessione d’azienda
Il passaggio della proprietà dei beni merce e di quelli strumentali facenti parte dell’azienda del cedente e la contestuale locazione, a tempo indeterminato, dell’immobile in cui era svolta l’attività commerciale costituiscono trasferimento di un’universalità totale o parziale di beni ex articolo 5, numero 8, della sesta direttiva e, quindi, non devono essere assoggettati ad imposizione nei paesi che hanno optato per l’esclusione dal tributo di tal genere di operazioni, come accade in ambito domestico. La Corte di Giustizia fa chiarezza su un aspetto – ossia quello dell’integrazione di una cessione d’azienda in luogo della normale vendita di beni aziendali, in special modo di immobili – che può interessare anche i casi di affidamento di attività rilevanti ai fini Iva già svolte dai comuni, nei quali la devoluzione sostanziale del servizio venga accompagnata da atti di disposizione del complesso aziendale già utilizzato.
L’affitto di alloggi per brevi soggiorni
L’affitto per brevi periodi di tempo di piccoli alloggi ricavati da un immobile già destinato ad uso abitativo non rientra nel regime d’esenzione previsto dal numero 8 dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72, in quanto si sostanzia in un atto di disposizione a titolo oneroso di una porzione di un fabbricato che rappresenta un bene strumentale rispetto all'esercizio di un’attività che assume carattere imprenditoriale di tipo alberghiero. La precisazione è opera dei giudici della commissione tributaria provinciale di Lecce,
Immutato il secondo acconto dell’Irap commerciale
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 novembre scorso – la cui sostanza è stata portata a conoscenza dei contribuenti attraverso il comunicato stampa n. 190 del 23 novembre – ha disposto la riduzione di diciassette punti percentuali dell'acconto dovuto per il periodo d'imposta 2011, ma non produce alcun beneficio in capo agli enti locali, dal momento che il provvedimento menziona espressamente la sola imposta sul reddito delle persone fisiche.
La contabilità e la detrazione
La disciplina Iva si fonda sull’imposizione di numerosi obblighi, formali e sostanziali, e sul riconoscimento di alcuni diritti, il cui esercizio rappresenta una mera facoltà, in capo al soggetto passivo, spesso subordinata alla presenza di determinate condizioni la cui dimostrazione incombe, di regola, sul medesimo contribuente e non sull’amministrazione finanziaria. Una delle espressioni più evidenti di questo principio si ha in caso di contabilità andata persa o distrutta a seguito di eventi accidentali, laddove l’accertata assenza di responsabilità da parte del contribuente potrebbe far pensare ad una valida esimente dall’obbligo di giustificazione cartolare del tributo portato in detrazione ovvero, ancora, alla possibilità di pretendere la “collaborazione” dei verificatori in fase di ricostruzione delle scritture previste dal D.P.R. 633/72, disponendo gli stessi di ampi poteri di indagine anche presso terzi. La sentenza della Corte di Cassazione n. 20580 del 7 ottobre scorso affronta questo delicato argomento.
La fiscalità dei servizi di assistenza
L’assistenza domiciliare o all’interno di strutture dedicate resa dai comuni in favore di persone anziane e di altri soggetti appartenenti alle categorie cosiddette “deboli” è destinataria, ai fini Iva, di una fiscalità di favore che può risultare abbastanza complessa, almeno ad una prima indagine, in quanto non immediatamente ricavabile dalla lettura della disposizione che, in linea di principio, ne costituisce il cardine, ovverosia il numero 27–ter dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72.
I servizi accessori all’appalto dell’igiene urbana
La somma versata dal committente del servizio di igiene urbana a titolo di riaddebito o, comunque, di recupero dei costi del personale sostenuti dalla ditta appaltatrice può essere assoggettato ad aliquota ridotta del 10% in quanto corrispettivo di una prestazione che deve considerarsi accessoria rispetto a quelle agevolate dal numero 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/72. Con questa enunciazione – che presenta spunti di interesse per tutti i comuni che hanno mantenuto la titolarità giuridica di tale servizio, avendone affidato a terzi solo la materiale esecuzione - la CTR pugliese ha accolto le ragioni di una società che aveva applicato il suddetto beneficio agli importi corrispondenti al mero rimborso degli oneri di lavoro.
Le spese per lo stand fieristico
La partecipazione del comune a manifestazioni a carattere culturale, artistico o promozionale del territorio, organizzate all’estero, comporta il sostenimento di diverse spese, tra cui non soltanto quella legata alla messa a disposizione dello spazio espositivo, ma anche il costo del servizio di allestimento dello stand, spesso commissionato in loco e, quindi, reso da soggetti non residenti in Italia. La difficoltà di applicare in maniera corretta le regole sulla territorialità delle prestazioni internazionali è all'origine dell’intervento chiarificatore della giurisprudenza comunitaria avvenuto con la sentenza della Corte di Giustizia nel procedimento C 530/09.
Maglie strette per le cessioni a scomputo
La possibilità di ricondurre la cessione di un’area o di un’opera all’ambito applicativo dell’articolo 51 della legge 21 novembre 2000, n. 342 deve essere attentamente valutata alla luce di una prassi particolarmente rigorosa che può essere eventualmente contrastata solo svolgendo un percorso logico abbastanza complesso e fondato, in ultima analisi, sulla natura interpretativa, piuttosto che agevolativa, della norma ivi enunciata.
L’aumento Iva ed i problemi delle forniture di settembre
A meno di un intervento del legislatore, abrogativo del comma 2-quater dell’articolo 2 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, o, comunque, di un ulteriore contributo dell’Agenzia delle entrate in chiave interpretativa, esiste il rischio concreto che le forniture di beni agli enti locali avvenute senza emissione di fattura immediata - in quanto accompagnate da un documento di trasporto – nel corso del mese di settembre vengano trattate in maniera non uniforme dagli operatori al momento del rilascio della fattura differita.
Il credito Iva in assenza della dichiarazione
La mancata presentazione della dichiarazione annuale Iva, ovvero la trasmissione oltre il termine di novanta giorni previsto dalla normativa vigente per l’invio di una cosiddetta “tardiva”, obbliga il soggetto passivo a far valere la propria ragione di credito verso l’erario esclusivamente attraverso l’istituto del rimborso, nell’osservanza del termine di decadenza biennale stabilito dall’articolo 21 del D. Lgs. 546/92. Il principio è stato ribadito dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 20040 del 30 settembre scorso, nel solco di una giurisprudenza di vertice ormai consolidata, ma che non risulta allineata con il pensiero dell’amministrazione finanziaria, oltre che di alcune commissioni regionali.
L’aumento Iva nei regimi speciali
Le particolari regole di funzionamento del tributo che presiedono alla determinazione dell’imposta dovuta dai soggetti che esercitano alcune attività commerciali abbastanza diffuse nella realtà degli enti locali – quali l’organizzazione di viaggi e soggiorni, la vendita di beni usati e la somministrazione di acqua e gas – hanno indotto l’amministrazione finanziaria a fornire chiarimenti specifici per la “gestione” dell’aumento dell’Iva operante a far data dal 17 settembre scorso.
Niente registrazione della fattura per l’Iva al 20%
Nonostante quanto espressamente richiesto dal comma 2-quater dell’articolo 2 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, le fatture emesse sino al 16 settembre 2011 dai fornitori degli enti locali possono essere registrate - dal cedente o dal prestatore - entro i normali termini indicati dall’articolo 23 del D.P.R. 633/72 senza che ciò pregiudichi la legittimità dell’applicazione dell’aliquota ordinaria vigente sino a tale data, ossia il 20% . E’ certamente questa la conclusione più interessante, quanto meno per i comuni e le altre amministrazioni territoriali, tra quelle contenute all’interno della circolare n. 45 emanata il 12 ottobre scorso.
Effetti “collaterali” dell’aumento dell’Iva
L’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Iva ordinaria presenta problemi pratici legati non soltanto all’esatta individuazione delle operazioni che devono essere assoggettate al venti, piuttosto che al ventuno, per cento, ma anche alcuni aspetti, per così dire, “collaterali” che meritano di essere analizzati, quali lo scorporo dai corrispettivi e la compilazione del modello di rimborso infrannuale, riferito al terzo trimestre 2011, la cui presentazione è in scadenza alla fine del mese di ottobre.
Rimborsi a rischio senza VR
L’omessa presentazione del modello VR – ovvero la mancata compilazione del quadro VR per i crediti sorti al termine del periodo d’imposta 2010 e delle annualità successive - costituisce una causa ostativa alla procedibilità, ai sensi dell’articolo 30 del D.P.R. 633/72, del rimborso dell’eccedenza Iva indicata nel quadro VX o RX della dichiarazione annuale, con conseguente rischio di decadenza dal diritto alla restituzione qualora il contribuente non si attivi, con tempistica e modalità ben precise, per sanare la situazione. La sentenza della Cassazione n. 18920/2011 – alla quale si deve il principio poc’anzi descritto - affronta un argomento molto sentito dai comuni e dagli altri enti locali, ossia il tema della richiesta di restituzione – totale o parziale - del credito risultante dalla dichiarazione annuale presentata ai fini Iva.
Il vantaggio del fisco in caso di Iva indebita
Il vantaggio di cui l’amministrazione finanziaria gode in caso di applicazione di imposta non dovuta – vantaggio rappresentato dalla previsione di diversi termini di decadenza o di prescrizione in favore, rispettivamente, del soggetto passivo e del committente o acquirente – non si pone in contrasto con i principi di neutralità, di effettività e di non discriminazione stabiliti dal diritto comunitario, ma trova comunque un limite nella tutela del legittimo affidamento del contribuente. E’ questo, in estrema sintesi, il parere dell’Avvocato Generale nell’ambito della causa C 427/10. Parere che, laddove accolto dalla Corte, favorirebbe la posizione di tutti quei comuni che dovessero attualmente trovarsi al centro di massicce richieste di restituzione (da parte dell’utenza) del tributo erroneamente addebitato in fattura.
Le responsabilità Iva per la “prima casa”
Il Comune che, avendo costruito alloggi ad uso abitativo destinati alla rivendita, procede ad alienare un immobile ad un soggetto che dichiari di possedere i requisiti per beneficiare dell’aliquota ridotta prevista dal n. 21 della Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. 633/72 non può essere sanzionato per aver applicato un’imposta inferiore a quella dovuta, anche qualora la mancata fruizione dell’agevolazione derivi da un errore sulla qualificazione oggettiva del bene compravenduto. A sancire questo importante principio è la Corte di Cassazione con la sentenza 26259/10, la quale affronta il (sempre) delicato tema della corretta interpretazione ed applicazione delle norme di favore in materia di “prima casa”.
La pace col fisco: condizioni e costi della definizione
Tutti i contribuenti che hanno notificato, alla data del 1° maggio 2011, il ricorso introduttivo avverso un atto impositivo emanato dall’Agenzia delle Entrate, di valore non eccedente 20.000 Euro, possono fare pace col fisco versando un importo quantificato in misura forfetaria a seconda dello stato e del grado del giudizio. L’opportunità – che costituisce, seppur con qualche differenza, una sostanziale riedizione della definizione delle liti pendenti di cui al precedente condono previsto dalla legge 289/2002 – è stata concessa dal decreto legge 98/2011.
Iva al 21%: dubbi e accorgimenti
La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 216 di venerdì scorso, 16 settembre 2011, della legge n. 148, di conversione del decreto legge n. 138/2011, ha reso efficace, a partire dalle operazioni effettuate il giorno successivo – quindi da quelle realizzate da sabato 17 in poi - l’aumento dell’aliquota Iva ordinaria dal 20 al 21 per cento, con quanto di conseguenza sul piano degli adempimenti dei soggetti passivi che emettono e che ricevono la fattura.
Aumento Iva: per i comuni corsa contro il tempo
L’aumento di un punto percentuale dell’aliquota ordinaria Iva, previsto dal maxi-emendamento al decreto legge n. 138/2011 – in attesa dell’approvazione della Camera, dopo il si del Senato ottenuto lo scorso 7 settembre – può essere ancora “sterilizzato” dai comuni acquirenti o committenti, sebbene nel rigoroso rispetto di una condizione essenziale, rappresentata dall’emissione della fattura in data antecedente a quella di entrata in vigore della legge di conversione del provvedimento d’urgenza.
Tra le molteplici particolarità che possono caratterizzare la gestione dell’imposta sul valore aggiunto da parte di un ente locale figura anche il cosiddetto metodo della “ventilazione” dei corrispettivi, il quale trova tipicamente impiego nel settore della vendita al minuto di determinati prodotti e, tra questi, dei generi farmaceutici.
Il “Vies” e gli enti locali
L’archivio informatico dei soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie – noto anche con la sigla “Vies”, acronimo di “VAT Information Exchange System” – deve accogliere anche il numero di partita Iva degli enti non commerciali di cui al quarto comma dell’articolo 4 del D.P.R. 633/72 che intendono porre in essere, con controparti residenti in altri paesi membri, acquisti e/o cessioni non solo di beni, ma anche di servizi e, per giunta, pure se destinati ad attività non rilevanti ai fini del tributo. Sono queste le conclusioni principali che caratterizzano la circolare n. 39/E del 1° agosto scorso.
Il coinvolgimento dei comuni negli interventi di ricerca promossi e finanziati dall’Unione Europea nell’ambito di progetti comunitari quadro richiede l’attenta analisi della norma di favore prevista al numero 3 del terzo comma dell’articolo 72 del D.P.R. 633/72, in quanto dalla relativa applicazione possono derivare benefici in capo all’ente e, quale conseguenza indiretta, in favore dello stesso organismo committente.
La Consulta “raddoppia” i termini di accertamento
Con una decisione che sta già destando critiche unanimi in dottrina, la Consulta ha dichiarato la conformità ai principi costituzionali dell’articolo 43 del D.P.R. 600/73 e dell’articolo 57 del D.P.R. 633/72 nella parte in cui gli stessi prevedono il raddoppio dei termini di decadenza dal potere di accertamento in caso di violazione che comporti obbligo di denuncia penale ai sensi del D. Lgs. 74/2000, relativamente al periodo di imposta in cui è stata commessa.
I servizi relativi ai beni immobili
I servizi relativi agli immobili siti sul territorio italiano, se resi da un soggetto non residente, obbligano l’ente locale committente a rendersi debitore dell’imposta gravante sul corrispettivo concordato, a prescindere dalla tipologia delle prestazioni eseguite e dalla sfera – istituzionale o commerciale – nella quale è utilizzato il bene. E’ questa una delle conclusioni che si possono estrapolare dalla lettura della circolare 37/E del 29 luglio scorso, interamente dedicata alla disciplina della territorialità dei servizi, così come modificata a partire dall’inizio dello scorso anno.
La disciplina Iva in caso di risoluzione contrattuale
L’accertamento in sede giudiziale della risoluzione di un contratto che prevede il pagamento di corrispettivi soggetti ad imposta sul valore aggiunto determina conseguenze in ambito fiscale, incidendo sul termine iniziale per l’emissione della nota di variazione in diminuzione e, per l’effetto, anche sulla definizione finanziaria del rapporto estinto, in presenza di clausole che vincolano la ripetibilità del tributo applicato sugli acconti alla possibilità del soggetto passivo di ottenerne a propria volta la restituzione dall’amministrazione finanziaria. Il principio è espresso nella sentenza della Corte di Cassazione n. 7472 del 31 marzo scorso.
Le conseguenze del ravvedimento insufficiente
A distanza di quasi quattordici anni dalla sua introduzione nel nostro ordinamento, l’istituto del ravvedimento operoso è ancora oggetto di alcuni contrasti interpretativi tra contribuenti ed uffici locali, il più frequente dei quali attiene le conseguenze che l’eventuale commissione di errori di calcolo in sede di determinazione della sanzione ridotta e/o degli interessi, secondo quanto disposto dalla normativa vigente, può provocare sul quantum dovuto all’erario a titolo di penalità.
La black list “abbraccia” le identificazioni dirette
Le cessioni e le prestazioni realizzate da un soggetto passivo Iva nei confronti di un operatore economico avente sede, residenza o domicilio in un paese a regime fiscale privilegiato devono ritenersi soggette all’obbligo di comunicazione anche qualora lo stesso agisca attraverso l’identificazione diretta ottenuta in uno Stato membro dell’Unione, piuttosto che a mezzo di rappresentante fiscale.
Integrativa ad hoc per passare dal rimborso alla compensazione
La conversione in legge del decreto sviluppo ha ratificato, tra le altre, una modifica in tema di rimborsi e di compensazioni dei crediti fiscali che appare certamente importante, in quanto colma una lacuna del tessuto normativo - ad oggi superata solo grazie ai chiarimenti dell’Agenzia delle entrate - ma che potrebbe anche essere causa, in un prossimo futuro, di contrasti interpretativi legati all’effettiva possibilità di estendere l’applicazione della nuova regola anche al settore dell’imposta sul valore aggiunto.
Il regolamento interpretativo dell’Iva
Il regolamento n. 282/2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 23 marzo 2011, contiene alcune interpretazioni in materia di Iva che risultano vincolanti per tutti gli Stati membri a partire dal 1° luglio 2011, tra le quali assumono particolare rilevanza, in generale, quelle relative alla territorialità dei servizi.
Senza Iva il contributo per l’attività promozionale
L’obbligo di presentazione di un piano previsionale e di un conto consuntivo relativo allo svolgimento di specifiche attività promo-pubblicitarie sovvenzionate da una Regione, per finalità di interesse generale, non è indicativo dell’esistenza di un sinallagma tra la somma di denaro erogata dall’ente e le prestazioni rese dal beneficiario, con conseguente inapplicabilità dell’imposta sul valore aggiunto. E’ questa la conclusione cui è pervenuta la Commissione Tributaria Regionale della Valle d’Aosta, con la sentenza n. 1/2/2011 depositata nel mese di marzo del corrente anno.
Enti locali esonerati dall’elenco delle operazioni Iva
I comuni, le province, le regioni e tutte le altre pubbliche amministrazioni in generale che svolgono attività commerciali non devono più preoccuparsi dell’acquisizione dei dati dei committenti dei servizi erogati e ciò agli effetti di un esonero giunto alle soglie della data a partire dalla quale le transazioni non certificate da fattura avrebbero dovuto essere incluse nel nuovo elenco clienti e fornitori. La gradita sorpresa è contenuta nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia pubblicato sul sito internet delle Entrate il 21 giugno scorso.
No alla detrazione senza attività d’impresa
Il diritto alla detrazione può essere riconosciuto al soggetto passivo - che dimostri la propria buona fede - anche in assenza di operazioni attive concrete, ma all’ulteriore condizione dell’idoneità, in linea di astrazione, delle cessioni o delle prestazioni programmate a determinare la realizzazione di un’attività rilevante, vale a dire un’attività di natura economica, ai sensi della normativa comunitaria, ovvero a carattere imprenditoriale, secondo la terminologia adottata dall’articolo 4 del D.P.R. 633/72. La precisazione si rende opportuna alla luce della sentenza della Corte di Cassazione n. 7344 del 31 marzo scorso.
Affidamento della contabilità Iva e comunicazione al fisco
Il luogo di tenuta delle scritture contabili costituisce una delle molteplici informazioni che devono essere comunicate all’amministrazione finanziaria non solo in sede di apertura della partita Iva, ma anche successivamente - laddove si verifichino eventuali variazioni in corso di svolgimento dell’attività - attraverso lo specifico modello AA7/10, attualmente disponibile nella versione approvata con provvedimento direttoriale del 29 dicembre 2009.
Compensazioni errate: mano “leggera” del fisco
L’utilizzo in compensazione di crediti Iva in misura superiore all’importo indicato all’interno della dichiarazione annuale presentata dal contribuente, ovvero a quello comunque risultante al termine dell’attività di controllo automatizzata prevista dall’articolo 54 bis del D.P.R. 633/72 e delle conseguenti eventuali rettifiche, non può essere punito con la pesantissima sanzione stabilita dall’articolo 27 del decreto legge n. 185 del 2008, ma con quella, ben più contenuta, associata all’esito di tale procedura di accertamento.
Primi chiarimenti sulle nuove comunicazioni Iva
L'obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva introdotto dall’articolo 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 – il quale abbraccia anche gli enti non commerciali in generale, e quindi anche tutti i comuni, le province e le regioni che svolgono attività commerciali - ha trovato i primi attesi chiarimenti da parte dell’amministrazione finanziaria, oltre a qualche semplificazione ulteriore rispetto a quanto previsto dal legislatore.
Dietrofront sul gas metano
La tormentata vicenda dell’applicazione dell’aliquota agevolata alla somministrazione di gas metano di cui al numero 127-bis della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 633/72 - che sembrava essere stata finalmente risolta, in senso favorevole agli utenti, dalla risoluzione 108/2010 – è stata sommessamente “definita” dal decreto sullo sviluppo economico in termini esattamente contrari, ossia a vantaggio delle imprese fornitrici.
La “tracciabilità” dei beni strumentali comunali
La deduzione dell’imposta applicata dai fornitori comunali di beni impiegati nell’esercizio di attività commerciali non esaurisce, istantaneamente, il rapporto tributario connesso, ma richiede la verifica periodica dell’effettivo possesso o, comunque, della materiale localizzazione degli stessi cespiti, in modo tale da evitare all’ente le conseguenze previste dal D.P.R. 441/97 in materia di presunzioni legali di acquisto e di cessione, peraltro oggetto di recente modifica da parte del decreto sullo sviluppo economico.
La detrazione nel fotovoltaico
L’imposta sul valore aggiunto pagata da un ente locale ai fornitori di beni e servizi connessi alla costruzione di un impianto di produzione di energia pulita può essere detratta solo nel caso in cui sia configurabile l’esercizio di un’attività a carattere commerciale e, comunque, nel rispetto delle condizioni di deducibilità stabilite dal decreto 633/72, in modo particolare di quelle previste dagli articoli 19 e 19 ter.
Il Dl sviluppo e le agevolazioni contabili
Il decreto legge sullo sviluppo economico contiene diverse disposizioni che, pur non stravolgendo l’attuale quadro degli adempimenti che competono ai contribuenti assoggettati all’imposta sul valore aggiunto, ammettono alcune semplificazioni o, come nel caso della modifica apportata all’articolo 6 del D.P.R. 695/96, ampliano il perimetro applicativo di agevolazioni già esistenti ed operative da tempo, ma scarsamente utilizzate, anche perché non molto conosciute.
Niente rinvio per l’Irap commerciale
Il D.P.C.M. che prevede lo slittamento dei termini - dal 16 giugno al 6 luglio 2011, senza alcuna maggiorazione - del versamento, tra gli altri, dell’imposta sulle attività produttive, non si applica agli enti locali che hanno esercitato l’opzione prevista dal secondo comma dell’articolo 10 bis del D. Lgs. 446/97, i quali restano quindi vincolati alla scadenza ordinaria, come noto scollegata, ormai da un paio d’anni a questa parte, dalle vicende che riguardano l’approvazione del rendiconto. Si avvicina, pertanto, la data entro la quale i comuni che hanno realizzato un valore positivo della produzione netta per il periodo d’imposta 2010 dovranno provvedere al pagamento del tributo regionale, a mezzo F24 EP, salva la possibilità di beneficiare del differimento, a titolo oneroso, di trenta giorni stabilito dalle disposizioni vigenti.
La vendita di pubblicazioni nei musei
La vendita ai visitatori di un museo comunale di pubblicazioni realizzate direttamente dall’ente, dietro commissione della stampa ad una tipografia, ovvero la commercializzazione di opere edite da terzi presenta alcune particolarità sotto il profilo della gestione del tributo, in virtù delle particolari regole di tassazione stabilite dalla direttiva comunitaria e recepite all’interno del nostro ordinamento dalla lettera c) del primo comma dell’articolo 74 del D.P.R. 633/72.
Il fisco spiega i rimborsi dell’Iva
Le recenti novità in materia di rimborsi annuali e, segnatamente, l’eliminazione del modello VR ed il contemporaneo trasferimento all’interno della dichiarazione Iva della richiesta di restituzione dell’eccedenza a credito hanno rappresentato l’occasione per un intervento chiarificatore del fisco sulle conseguenze dell’eventuale mancata produzione delle garanzie previste dal D.P.R. 633/72, il quale merita attenzione non solo per le affermazioni specificamente rivolte alla questione delle tutele cui l’erario condiziona l’erogazione delle somme, ma anche per alcune precisazioni di carattere più generale attinenti, in modo particolare, la possibilità di rettificare la scelta originaria.
Il limite annuale alla compensazione
Una recente pronuncia di una commissione provinciale ha aperto uno spiraglio a favore dei contribuenti nell’ambito della questione concernente la definizione del limite che l’articolo 25 del D. Lgs. 241/1997 pone alle operazioni di compensazione dei crediti derivanti dalle dichiarazioni annuali, annullando un avviso di accertamento nel quale l’amministrazione finanziaria aveva contestato il mancato versamento di alcune somme indicate nel modello F24 in conseguenza del cumulo con l’importo delle istanze di rimborso Iva trimestrali.
La vendita di terreni “ex agricoli” lottizzati
Una controversia tuttora pendente presso la Corte di Giustizia, per la quale sono già state però depositate le conclusioni dell’Avvocato Generale, potrebbe contribuire a fare definitiva chiarezza rispetto ad una particolare tipologia di operazioni immobiliari che riguardano spesso e volentieri anche i comuni e che, con le recenti spinte legislative alla valorizzazione del patrimonio degli enti territoriali, appaiono tendenzialmente destinate ad aumentare. Non di rado, infatti, accade che il cambio di destinazione di alcuni terreni agricoli interessi anche le proprietà dell’ente e che il naturale incremento di valore che ne deriva induca gli amministratori locali a prendere in considerazione l’ipotesi di alienare, in tutto o anche solo in parte, le aree divenute suscettibili di edificazione.
Compensazioni Iva: chiarimenti per l’uso
Le limitazioni alla compensazione del credito Iva introdotte dal D.L. 78/2009 continuano a destare qualche incertezza tra i soggetti passivi a causa, principalmente, della varietà delle situazioni che si possono verificare al momento della presentazione della delega di pagamento o della dichiarazione dalla quale emerge l’importo che si vorrebbe utilizzare, rispetto alle quali l’Agenzia ha fornito sia conferme che ulteriori precisazioni rispetto ai chiarimenti già forniti in precedenza.
Esente la formazione “autorizzata” dalla P.A.
L’autorizzazione allo svolgimento di un’attività a carattere didattico proveniente da un organismo di diritto pubblico integra il requisito del “riconoscimento” richiesto dall’articolo 10, numero 20, del D.P.R. 633/72, indispensabile allo scopo di poter applicare il regime d’esenzione ai corrispettivi che vengono versati, direttamente dai partecipanti o per loro conto ed interesse da terzi sovventori, al soggetto che rende il servizio. La circostanza è oggetto della risoluzione n. 47/E del 18 aprile 2011 ed interessa tutti gli operatori di questo settore, ivi compresi anche gli enti locali, specie per quanto attiene la veste di finanziatori nell’espletamento dei propri compiti istituzionali.
Aspetti critici nella separazione delle attività
La separazione facoltativa delle attività svolte dal comune rappresenta una scelta, di regola dettata da ragioni di convenienza, che deve trovare concreta attuazione sin dall’inizio del periodo di imposta e che richiede l’osservanza di alcune regole che possono celare qualche problema applicativo. Per gli enti che si trovano in regime trimestrale di liquidazione, quindi, il 16 maggio prossimo costituisce il primo appuntamento dell’anno con il metodo opzionale di calcolo del tributo e, allo stesso tempo, dovrebbe anche rappresentare l’ultimo momento utile per apportare eventuali rettifiche ai registri Iva, in modo da allineare compiutamente la volontà di adottare il sistema alla corretta impostazione contabile richiesta dal legislatore.
Reverse improbabile per l’acquisto di cellulari comunali
L’acquisto di telefoni cellulari da parte del comune non comporta, salva una sola eccezione, peraltro abbastanza improbabile, l’applicazione del meccanismo di inversione contabile previsto dall’articolo 17 del D.P.R. 633/72, a prescindere dalla circostanza che l’ente agisca o meno nella qualità di soggetto passivo Iva rispetto all’operazione di compravendita. E’ quanto emerge, in estrema sintesi, dalla lettura della risoluzione n. 36/2011 del 31 marzo scorso.
Il fisco agevola gli impianti di captazione del biogas
La cessione di un impianto di captazione del biogas, così come la relativa costruzione in esecuzione di un contratto d’appalto, può beneficiare dell’aliquota ridotta del 10% nonostante la fattispecie realizzata non sia riconducibile al genere delle opere destinate alla produzione o alla distribuzione di calore ed energia elettrica di cui al n. 127-quinquies della tabella A allegata al D.P.R. 633/72. L’agevolazione è stata riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate al termine dell’analisi contenuta nella risoluzione n. 34/E del 15 marzo scorso emanata in risposta ad alcune richieste di chiarimento in merito alla tassazione dei corrispettivi dovuti in caso di vendita del complesso tecnologico.
I problemi pratici dei consorzi esenti
L’applicazione del regime di esenzione alle prestazioni rese dai consorzi, di cui al secondo comma dell’articolo 10 del decreto Iva, continua a destare non pochi problemi pratici in capo alla struttura associativa, nonostante un nuovo intervento dell’amministrazione finanziaria teso a fornire chiarimenti sulla correlazione tra la possibilità di fornire servizi a consorziati con pro-rata superiore al 10 per cento, ovvero anche a terzi, e la composizione della compagine consortile. Il provvedimento aggiunge ben poco, infatti, a quanto già noto all’indomani dell’emanazione della circolare 23/2009, mentre continuano a mancare indicazioni sulla concreta “gestione” quotidiana della fiscalità del consorzio esentato, resa quanto mai complicata, per paradosso, dalle aperture concesse dal legislatore nazionale e dalla stessa Agenzia rispetto al disposto comunitario di riferimento.
Servizi da non residenti: le conseguenze dell’omessa autofatturazione
Le recenti modifiche al criterio di territorialità dei servizi ed il connesso ampliamento dell’obbligo di inversione contabile in presenza di prestazioni rese da non residenti in favore del soggetto passivo nazionale che lo ha commissionato rendono del tutto verosimile, specie per un ente locale, il rischio di violare la norma contenuta all’articolo 17 del D.P.R. 633/72 e, al contempo, anche di subire l’azione di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria per via del possibile incrocio con i dati del modello Intra servizi presentato dal prestatore estero, se ed in quanto comunitario. Un’occasione per tornare sull’argomento è offerta dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 17589/2010, la quale ha puntualmente “chiuso” il cerchio sulla detrazione – allineandosi alla giurisprudenza comunitaria ed alla prassi – ma è risultata silente sull’aspetto, tuttora controverso, della punibilità del comportamento tenuto.
La perdita delle fatture originali d’acquisto
La perdita involontaria, così come la distruzione accidentale, dell’originale di una o più fatture d’acquisto - già annotate all’interno del registro ex articolo 25 del decreto Iva - non possono essere opposte all’amministrazione finanziaria quali situazioni o circostanze di forza maggiore, in sé sufficienti ad evitare il recupero dell’imposta detratta.
Dichiarazione correggibile davanti al giudice
Gli errori di fatto e di diritto commessi, a proprio sfavore, dal contribuente all’interno di dichiarazioni fiscali relative ad annualità rispetto alle quali sia già scaduto il termine per l’esercizio dell’azione di rimborso possono essere fatti valere nell’ambito del procedimento giurisdizionale instaurato a seguito dell’impugnazione dell’atto con il quale l’erario chiede il pagamento di un’imposta superiore a quella dovuta in base alla corretta applicazione delle disposizioni vigenti pro tempore. Il concetto – che peraltro non costituisce una novità – è stato ribadito dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 2226 del 31 gennaio scorso.
Leasing immobiliare: riflessi Iva delle novità ipocatastali
Le novità sulla disciplina ipocatastale dei contratti di leasing immobiliare introdotte con la legge di stabilità per il 2011 - alle quali si ricollega anche la previsione di un’imposta sostitutiva il cui pagamento è in scadenza alla fine del corrente mese di marzo – possono avere effetti economici concreti anche in ambito Iva, a seconda delle modalità con le quali la società concedente e l’utilizzatore si accordano per assolvere l’obbligo di versamento.
Il credito Iva in presenza di ruoli
A parziale conferma e ad integrazione della circolare n. 4/2011, l’Agenzia delle entrate ha fornito alcuni ulteriori chiarimenti a proposito dell’applicazione del divieto di compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali – ivi compresa l’imposta sul valore aggiunto – introdotto, a decorrere dall’inizio di quest’anno, dal primo comma dell’articolo 31 del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, tra cui anche un’interessante precisazione sull’utilizzo di tale modalità di pagamento con riferimento alle cartelle per le quali non sia ancora scaduto il termine di adempimento.
Il recupero dell’Iva sulle attività esternalizzate
E’ ormai imminente la scadenza del termine per la presentazione della certificazione necessaria per partecipare alla distribuzione del fondo Iva istituito dalla legge 488/99. Pur trattandosi di una facoltà, la trasmissione di tale documento rappresenta un atto sostanzialmente dovuto, considerato, in caso di inerzia, il rischio di contestazioni da parte della magistratura contabile. Tuttavia, il paradosso attuale della vicenda è che la partita, sul piano economico, si gioca soprattutto sui rimborsi relativi al servizio di smaltimento dei rifiuti urbani il quale, per parte propria, è ancora avvolto dalla nebbia più totale per quanto riguarda le municipalità transitate alla cosiddetta “Tia Ronchi”.
Rimborsi infrannuali e contabilità presso terzi
L’affidamento della tenuta dei registri Iva a terzi, con connesso esercizio dell’opzione ex terzo comma dell’articolo 1 del D.P.R. 100/98, non influisce né sulla valutazione della sussistenza o meno dei presupposti occorrenti per domandare il rimborso dell’imposta in relazione a periodi inferiori all’anno, né sul calcolo dell’importo massimo che può essere chiesto in restituzione all’erario. La conclusione è contenuta nella risoluzione n. 6 del 11 gennaio scorso e può determinare qualche dubbio nella gestione del tributo laddove l’importo indicato nel modello TR ecceda quello liquidato in contabilità.
Gli immobili inseriti in piani di recupero
La vendita di immobili ad uso abitativo, o di natura strumentale, inseriti in piani di recupero comunali deve essere assoggettata ad Iva quale fattispecie avente effettivamente ad oggetto un fabbricato, piuttosto che un terreno edificabile, con conseguente applicazione delle regole stabilite dai punti 8-bis e 8-ter del primo comma dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72, in luogo di quella prevista dalla lettera c) del secondo comma del precedente articolo 2. Tale conclusione, tratta da una risposta fornita alla recente manifestazione Telefisco, non appare però compatibile con un precedente parere della stessa Agenzia delle entrate, né perfettamente allineata con l’orientamento della Corte di Giustizia.
Cassazione in “tilt” sui beni locati o affittati
La recente sentenza 805/2011, pronunciata dai giudici di legittimità in tema di detrazione dell’imposta gravante sull'acquisto di beni e di prestazioni d’appalto per l'ampliamento e la ristrutturazione di un immobile concesso in godimento a terzi, conferma l’approccio restrittivo già assunto dalla stessa Corte sulle spese sostenute in relazione a cespiti locati o affittati, ma crea un vero e proprio corto circuito interpretativo, in seno alla stessa giurisprudenza di legittimità, su questo delicato argomento, che molto interessa anche i comuni ed i soggetti affidatari di servizi locali.
L’anticipato incasso dell’eccedenza Iva
Le crescenti esigenze finanziarie e di liquidità che interessano la generalità dei comuni costringono gli amministratori locali ad un’attenta valutazione della convenienza e dell’opportunità di anticipare l’incasso del credito Iva risultante dalla dichiarazione annuale al di fuori del metodo che - almeno sulla carta, e nonostante i numerosi vincoli di recente introduzione - appare certamente come il più semplice per “spenderlo”, vale a dire la compensazione esterna o orizzontale con altri tributi o contributi. Lo strumento è quello della cessione a terzi ex articolo 5, comma 4-ter, della legge 154/88.
Il credito Iva 2010 e la compensazione
La compensazione dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione annuale Iva rappresenta il sistema più rapido per monetizzare il credito vantato nei confronti dello Stato, ma deve essere gestita con la dovuta consapevolezza dei numerosi vincoli imposti, di recente, a tutela delle ragioni erariali, considerate le spiacevoli ed onerose conseguenze di eventuali comportamenti difformi dal consentito.
Immobili promiscui con nuove regole
Il primo giorno del 2011 avrebbe dovuto coincidere con il recepimento di una modifica alla direttiva 112/2006 finalizzata a definire con maggiore puntualità le modalità d’esercizio del diritto alla detrazione in caso di acquisto di beni immobili destinati ad essere utilizzati solo parzialmente nell’ambito di attività a carattere commerciale. Nonostante il termine concesso al legislatore nazionale sia scaduto inutilmente, è opportuno tenere nella giusta considerazione la novità prevista dalla direttiva 2009/162 - che si estende anche al sostenimento di spese diverse dal puro costo di trasferimento – considerata la capacità/idoneità delle direttive che appaiono sufficientemente precise e dettagliate di trovare ugualmente immediata applicazione.
Biglietti aerei con Iva non dovuta
L’acquisto su internet di biglietti aerei per tratte nazionali può riservare qualche sgradita “sorpresa” legata al rischio di erronea applicazione dell’Iva da parte della compagnia o dell’intermediario ed al concomitante ampliamento della soggettività passiva degli enti locali, nonché dell’obbligo di reverse charge, determinato dalla nuova disciplina della territorialità dei servizi, con conseguente pericolo di un aggravio di costo rispetto a quanto previsto nella determina.
Rimborsi: all’ente locale non servono autocertificazioni
Gli enti locali e le amministrazioni dello Stato in genere, che chiedono il rimborso dell’eccedenza Iva al concessionario della riscossione o direttamente all’Agenzia delle Entrate, non devono preoccuparsi di rientrare nella categoria dei cosiddetti soggetti “virtuosi” e, di conseguenza, restano estranei al problema della presentazione della dichiarazione sostitutiva che attesta il possesso dei requisiti soggettivi necessari per beneficiare dell’esonero dall’obbligo di presentazione della garanzia prevista dall’articolo 38 bis del D.P.R. 633/72. E’ questa la risposta, in estrema sintesi, che può essere data ai comuni dopo la risoluzione n. 9/E del 4 gennaio scorso.
La Corte UE “boccia” le locazioni fuori mercato agli esenti
I possibili spiragli per sfuggire all’applicazione del valore normale in luogo del corrispettivo pattuito nel contratto – lasciati aperti, almeno in apparenza, dalla limitatezza della definizione di “parti correlate” adottata dal legislatore nazionale all’interno dell’articolo 13 del D.P.R. 633/72, rispetto alla corrispondente nozione contenuta nella direttiva 112/2006 - sembrano essere stati definitivamente chiusi dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, per effetto delle motivazioni della decisione nel procedimento C-103/09.
L’autorizzazione agli acquisti intraUe dei comuni
Le modifiche apportate dall’articolo 27 del decreto legge n. 78/2010 al comma 7-bis dell’articolo 35 del decreto Iva – resesi necessarie al fine di adeguare la normativa interna a quella europea in materia di lotta alle frodi realizzate attraverso le operazioni intracomunitarie - costringono anche i comuni a verificare il possesso o meno dei requisiti per l’esonero dalla richiesta di autorizzazione preventiva all’effettuazione di acquisti di beni presso fornitori residenti in altri paesi membri dell’Unione.
Gestione del credito Iva: novità e conferme
Le istruzioni in bozza alla dichiarazione Iva 2011 hanno dato ufficialità all’abbandono del modello VR – utilizzato, sino allo scorso anno, per presentare al fisco la richiesta di restituzione dell’eccedenza detraibile maturata al termine del periodo d’imposta di riferimento – quale conseguenza della scelta di “trasferire” le medesime informazioni all’interno della denuncia annuale, sotto forma di apposito quadro. Per questa ragione, il 1° febbraio prossimo rappresenterà unicamente il primo giorno utile per la trasmissione telematica della dichiarazione Iva autonoma, e non più (anche) quello di presentazione al concessionario della riscossione dell’apposita domanda di rimborso.
L’Iva e la concessione degli impianti pubblicitari
Dopo il canone della rete fognaria, le rate dei mutui dell’acquedotto e le somme derivanti dall’affidamento di alcuni servizi portuali, anche la remunerazione proveniente dal concessionario degli impianti pubblicitari comunali può rientrare, secondo il parere dell’Agenzia, nell’ambito di applicazione dell’Iva. Il nuovo pronunciamento – costituito dalla risoluzione 139/2010 – consolida una recente lettura del problema che può essere ormai considerata come una sorta di “interpretazione autentica” amministrativa della giurisprudenza comunitaria, ma, a prescindere dalla relativa correttezza, non pare facilmente conciliabile con la prassi che esclude la tassazione del canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari per la supposta presenza di caratteri autoritari dell’azione dell’ente.
Le novità Iva per il 2011
L’obbligo di comunicazione delle operazioni Iva attive e passive realizzate da tutti soggetti passivi, già nel corso del 2010, è certamente la novità principale del periodo di imposta appena iniziato, ma non l’unica, dal momento che ad essa si affiancano anche ulteriori modifiche – specie in materia di sanzioni amministrative – previste dal decreto legge 78/2010, dalla legge di stabilità o, come in un caso particolare relativo al reverse charge, derivanti dall’intervenuta scadenza di un periodo transitorio.
Le nuove regole Iva sulle fiere
L’avvio dell’anno è coinciso con l’entrata in vigore di una novella formulazione dell’articolo 7-quinquies del D.P.R. 633/72 - il quale dispone in ordine all’individuazione del paese in cui deve avere luogo la tassazione delle prestazioni di servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili – e, di conseguenza, segna l’inizio delle nuove regole di applicazione dell’imposta in caso di partecipazione a fiere e ad esposizioni all’estero.