Source: https://www.fassacoop.it/lo-statuto/
Timestamp: 2019-05-20 22:51:36+00:00
Document Index: 77309403

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2535', 'art. 2437', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 2364', 'art. 2521', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 2381', 'art. 2397', 'art. 28', 'art. 7']

Lo statuto | Fassa Coop - Famiglia cooperativa Val di Fassa
Chiuso fino a fine Maggio
Lo statutoadmin2018-03-21T15:43:02+00:00
Versione PDF del Nuovo_Statuto_25_ottobre_2013
STATUTO DELLA FAMIGLIA COOPERATIVA
Tipo di governance tradizionale
E’ costituita con sede nel Comune di Pozza di Fassa (Tn) la società cooperativa denominata Famiglia Cooperativa Val di Fassa, società cooperativa.
La società esplica la propria attività nelle Province di Trento, Bolzano e Belluno e potrà eventualmente estenderla ad altre zone, con delibera del Consiglio di Amministrazione.
La durata della società è stabilita fino al 30 settembre 2050 e potrà essere prorogata con delibera dell’assemblea straordinaria.
– fornire ai soci beni e servizi alle migliori condizioni di mercato;
– salvaguardare gli interessi dei soci e dei consumatori in genere, promuovendo iniziative necessarie a favorire la soluzione di problemi sociali, economici e tecnici;
– favorire la vendita dei prodotti della cooperazione agricola e di produzione e lavoro e dell’artigianato locale.
Nella costituzione e nella esecuzione dei rapporti mutualistici, gli amministratori devono rispettare il principio di parità di trattamento nei confronti dei soci. In funzione della quantità e della qualità dei rapporti mutualistici, la parità di trattamento deve essere rispettata anche nella ripartizione dei ristorni.
Tali regolamenti, predisposti dagli amministratori, devono essere approvati dall’assemblea con le maggioranze previste per le assemblee straordinarie.
c) provvedere alla gestione di magazzini per la vendita all’ingrosso;
d) acquistare, vendere, concedere in locazione/affitto rami d’azienda commerciale.
Le modalità di svolgimento di tale attività sono definite con apposito Regolamento approvato dall’Assemblea sociale.
Salvo che per i soggetti già soci della Cooperativa, possono essere nuovi soci cooperatori le persone fisiche, le società e gli enti che hanno la residenza o la sede da almeno due anni in uno dei Comuni delle zone in cui la Famiglia Cooperativa Val di Fassa esplica la propria attività, che intendono acquistare i beni o fruire dei servizi offerti dalla cooperativa.
Non possono divenire soci coloro che in proprio o in qualità di socio di controllo di società esercitano attività in concorrenza con quella della Cooperativa se tale attività è in effettivo e concreto contrasto, anche in relazione alle dimensioni dell’azienda, con quello della Cooperativa stessa. Tale esame è rimesso alla valutazione motivata del Consiglio di amministrazione.
c) l’indicazione dell’effettiva attività svolta;
d) l’ammontare del capitale che propone di sottoscrivere, il quale non dovrà comunque essere inferiore, né superiore, al limite minimo e massimo fissato dalla legge.
Se trattasi di società, associazioni od enti, oltre a quanto previsto nei precedenti punti c) e d) relativi alle persone fisiche, la domanda d’ammissione dovrà contenere:
a) partecipare all’assemblea, e, se iscritti a libro soci da almeno novanta giorni, alle deliberazioni della stessa e all’elezione delle cariche sociali;
– la quota di capitale sottoscritto;
– il sovrapprezzo eventualmente determinato dall’Assemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta degli Amministratori;
c) rifornirsi preferibilmente presso la società per l’acquisto dei prodotti e dei servizi offerti dalla stessa.
a) che abbia perduto i requisiti richiesti per l’ammissione, tempo per tempo vigenti, con la precisazione che l’eventuale trasferimento della residenza del socio non costituisce causa di esclusione;
c) che si renda moroso nel versamento della quota sottoscritta o nei pagamenti d’eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la società. In questi casi il provvedimento d’esclusione dovrà essere preceduto da intimazione al pagamento da parte della società.
d) che svolga attività in concorrenza con la cooperativa, da appurarsi secondo quanto previsto dal secondo comma dell’art. 5 del presente Statuto.
In caso di morte del socio, gli eredi hanno diritto alla liquidazione della/e quota/e secondo quanto previsto dall’art. 2535 del Codice Civile, salvo che, nei medesimi termini:
la quota venga assegnata ad un unico soggetto;
l’assegnatario della/e quota/e sia in possesso dei requisiti per l’ammissione a socio;
produca la documentazione attestante l’avvenuta assegnazione della/e quota/e.
I soci receduti od esclusi, o gli eredi del socio defunto hanno diritto solo al rimborso della quota versata, eventualmente rivalutata a norma del seguente articolo 20, comma 4, lettera c), la cui liquidazione avrà luogo sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al socio, diventa operativo, e, comunque, in misura mai superiore all’importo effettivamente versato e rivalutato.
Gli eredi e legatari del socio defunto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione del capitale di spettanza, atto notorio o altra idonea documentazione, dalla quale risultino gli aventi diritto.
E’ escluso il rimborso del sovrapprezzo eventualmente versato.
Art. 13 (Termini di decadenza, limitazioni al rimborso)
La Cooperativa non è tenuta al rimborso delle quote in favore dei soci receduti od esclusi o degli eredi del socio deceduto, ove questo non sia stato richiesto entro i 5 anni dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.
Tali conferimenti possono avere ad oggetto denaro, beni in natura o crediti, e sono rappresentati da azioni nominative trasferibili del valore d’euro venticinque ( 25,00 ) ciascuna.
Il socio che intende trasferire le azioni deve comunicare all’Organo amministrativo il proposto acquirente e gli Amministratori devono pronunciarsi entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Art. 17 (Deliberazione d’emissione)
Oltre che nei casi previsti dall’art. 2437 del codice civile, ai soci sovventori il diritto di recesso spetta qualora sia decorso il termine minimo di durata del conferimento stabilito dall’Assemblea in sede d’emissione delle azioni a norma del precedente articolo.
dalle quote di partecipazione dei soci del valore minimo d’euro venticinque ( 25,00 ) ed entro il limite massimo fissato dalla legge, il cui versamento deve essere effettuato all’atto della sottoscrizione;
dai conferimenti effettuati dai soci sovventori, confluenti nel Fondo per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale;
b) dalla riserva legale formata con gli utili di cui all’art. 20 e con il valore delle azioni eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi di soci deceduti;
c) dall’eventuale sovrapprezzo delle quote formato con le somme versate dai soci ai sensi del precedente art. 7;
Art. 20 (Bilancio d’esercizio)
L’esercizio sociale va dal 1 ottobre al 30 settembre dell’anno successivo.
Alla fine d’ogni esercizio sociale il Consiglio d’Amministrazione provvede alla redazione del bilancio.
Il bilancio deve essere presentato all’Assemblea dei soci per l’approvazione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero entro 180 giorni, nei limiti ed alle condizioni previsti dal secondo comma dell’art. 2364 c.c..
a) a riserva legale nella misura prevista dalla legge;
f) alla formazione d’altre riserve o fondi indivisibili.
Il Consiglio d’Amministrazione che redige il bilancio d’esercizio, può appostare somme al conto economico a titolo di ristorno, qualora lo consenta il risultato dell’attività mutualistica.
aumento proporzionale del valore delle quote detenute da ciascun socio.
Art. 22 (Organi sociali)
d) il Collegio dei Sindaci, se nominato
Art. 23 (Assemblea)
– eleggere le cariche sociali e nominare il soggetto incaricato del controllo contabile, se questo non è attribuito al Collegio Sindacale;
– approvare il bilancio annuale e decidere sulla destinazione degli utili o la copertura delle perdite e sull’eventuale erogazione dei ristorni;
– approvare, con le maggioranze previste dall’art. 2521 u.c. del codice civile, i regolamenti che determinano i criteri e le regole inerenti lo svolgimento dell’attività mutualistica;
– delibera sull’eventuale erogazione del ristorno ai sensi dell’articolo 21 del presente statuto;
– stabilire la misura del compenso per i membri del Consiglio d’Amministrazione, il Comitato Esecutivo ed il Collegio Sindacale, se nominato, e per il soggetto incaricato del controllo contabile;
– deliberare sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci;
– deliberare su tutti gli altri oggetti riservati alla sua competenza dalla legge o dal presente statuto.
Spetta all’assemblea straordinaria deliberare sulle modificazioni dello statuto, sullo scioglimento della società, sulla nomina dei liquidatori, la determinazione dei relativi poteri e sulle altre materie indicate dalla legge.
Art. 24 (Convocazione)
L’assemblea deve essere convocata presso la sede sociale o anche altrove, ma comunque entro il territorio provinciale in luogo di facile accesso, almeno una volta l’anno entro il termine indicato all’art. 20.
L’assemblea può essere convocata dal Consiglio d’Amministrazione ogni volta esso ne ravvisi la necessità e deve essere convocata qualora ne sia fatta richiesta scritta dal Collegio dei Sindaci o da tanti soci che rappresentino almeno un decimo dei voti spettanti a tutti i soci.
La convocazione avviene mediante avviso affisso all’albo e pubblicato sul quotidiano il Trentino o L’Adige o comunicato ad ogni singolo socio con lettera raccomandata, o con comunicazione via fax o con altro mezzo idoneo a garantire la prova del ricevimento da parte di ciascun socio avente diritto di voto, almeno 8 giorni prima dell’assemblea.
L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione degli argomenti da trattare, del giorno, dell’ora e del luogo dell’assemblea; vi può essere inoltre indicata la data dell’eventuale seconda convocazione, che non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima.
Art. 25 (Costituzione e quorum deliberativi)
L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sono presenti almeno un quinto dei voti dei soci aventi diritto al voto e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei voti presenti.
L’assemblea straordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando è presente almeno la metà di tutti i voti dei soci aventi diritto al voto e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei voti presenti.
Art. 26 (Intervento e voto in assemblea)
Possono intervenire all’assemblea i soci iscritti nel libro dei soci; essi tuttavia hanno diritto di voto se sono iscritti in detto libro da almeno novanta giorni.
Ogni socio cooperatore ha un voto, qualunque sia l’ammontare della sua partecipazione.
Per i soci sovventori si applica il precedente art. 17, comma 2.
Le deleghe devono essere presentate al Presidente dell’assemblea e conservate agli atti.
Ciascun socio può richiedere di far risultare dal verbale in maniera palese l’esito della propria votazione o, eventualmente, la propria astensione.
All’Assemblea può intervenire, senza diritto di voto, un rappresentante della Federazione Trentina della Cooperazione.
L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio d’Amministrazione o, in sua assenza, dal Vice-Presidente. In caso d’assenza di ambedue o quando la maggioranza dei soci lo richiede, l’assemblea elegge fra i soci presenti chi deve presiederla.
L’assemblea, per proposta del Presidente, nomina il segretario, anche non socio e gli scrutatori.
Le delibere d’ogni assemblea devono risultare dal verbale sottoscritto dal Presidente, dal segretario o dal notaio, se nominato a tale incarico.
Art. 28 (Consiglio d’Amministrazione)
Il Consiglio d’Amministrazione è composto di un numero di consiglieri variabile da sette a quattordici, eletti dall’Assemblea che ne determina il numero.
Il Consiglio d’Amministrazione provvede a nominare il Presidente e il Vicepresidente.
Non può essere nominato Presidente, salvo che nel caso di ricambio totale del Consiglio di amministrazione e degli amministratori in carica all’atto di approvazione del presente Statuto, colui che non abbia già compiuto almeno un mandato quale amministratore della Società.
I membri del Consiglio scadono per un terzo ogni esercizio sociale; la designazione degli uscenti avverrà per il primo ed il secondo turno mediante estrazione a sorte ed in seguito per anzianità di mandato.
Gli amministratori durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili ma per non più di cinque mandati pieni consecutivi, tenendosi all’uopo presenti i mandati dal 2004 ( duemilaquattro ) in poi.
– i dipendenti della Società;
– coloro che lo sono stati per i 3 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro;
– coloro che sono legati alla Società da un rapporto continuativo di consulenza o prestazione d’opera retribuita;
– coloro che sono legati alla Società da altri rapporti di natura economica che ne compromettano l’indipendenza;
– i parlamentari nazionali ed europei, i consiglieri ed assessori regionali e provinciali;
– i sindaci, i presidenti dei Consigli comunali e i presidenti delle giunte delle Comunità di Valle delle zone in cui la Famiglia Cooperativa esplica la propria attività;
– il Procurador e il presidente del Consei General del Comun General de Fascia.
Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, gli altri provvedono a sostituirli con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, se nominato.
Se viene a mancare la maggioranza degli amministratori, l’Assemblea deve essere convocata d’urgenza dal Collegio Sindacale, se nominato, il quale può compiere nel frattempo gli atti d’ordinaria amministrazione.
In caso di mancanza del Collegio Sindacale, il Consiglio d’Amministrazione è tenuto a convocare l’Assemblea e rimane in carica fino alla sua sostituzione.
Art. 30 (Compiti degli Amministratori)
Art. 31 (Convocazioni e deliberazioni)
Il Consiglio d’Amministrazione è convocato dal Presidente, o di chi lo sostituisce, tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo degli Amministratori o dal Collegio Sindacale, se nominato.
Le delibere sono fatte risultare dal verbale, firmato dal Presidente o da chi lo sostituisce e dal Segretario.
Spetta all’Assemblea determinare i compensi dovuti agli Amministratori e ai membri del Comitato esecutivo, se nominato. Spetta al Consiglio, sentito il parere del Collegio sindacale, determinare il compenso dovuto agli Amministratori ai quali sono affidati compiti specifici.
Art. 33 (Comitato esecutivo)
Il Consiglio d’Amministrazione può delegare parte delle proprie attribuzioni, ad eccezione delle materie previste dall’art. 2381 del codice civile, dei poteri in materia di ammissione, recesso ed esclusione dei soci e delle decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci, ad un Comitato Esecutivo composto di un numero variabile da 3 a 5 membri scelti al proprio interno, determinando il contenuto, i limiti e le modalità d’esercizio della delega.
Alle riunioni del Comitato devono assistere i Sindaci, se nominati, e partecipa, con parere consultivo, il Direttore.
Almeno ogni 180 giorni il Comitato Esecutivo riferisce al Consiglio d’Amministrazione ed al Collegio Sindacale, se nominato, sul generale andamento della gestione, e sulle operazioni di maggior rilievo.
Art. 34 (Rappresentanza)
Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio d’Amministrazione.
Art. 35 (Collegio Sindacale – Revisione legale dei conti)
Il Collegio Sindacale, nominato se obbligatorio per legge o se comunque nominato dall’assemblea, si compone di tre membri effettivi, e due supplenti eletti dall’Assemblea, che ne nomina il Presidente.
I Sindaci devono essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 2397 del codice civile.
Essi restano in carica per tre esercizi e scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica.
Non possono essere nominati Sindaci, e se nominati decadono, coloro che si trovano nelle condizioni soggettive di cui all’art. 28, comma 8, del presente Statuto.
I membri del Collegio Sindacale devono dare notizia agli Amministratori di ogni interesse che, per conto proprio o di terzi, abbiano in una determinata operazione della Società, precisandone la natura, i termini, l’origine e la portata.
Con la cessazione della società, l’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il rimborso del capitale versato e rivalutato ai sensi dell’art. 7 della Legge 31.1.1992 n. 59, e i dividendi eventualmente maturati, sarà devoluto al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui alla legge 59/92.
Per meglio disciplinare il funzionamento interno, e soprattutto per disciplinare i rapporti tra la Società ed i soci determinando criteri e regole inerenti lo svolgimento dell’attività mutualistica, l’Organo amministrativo potrà elaborare appositi regolamenti sottoponendoli all’approvazione dell’Assemblea con le maggioranze previste per le Assemblee straordinarie.
E’ vietata la distribuzione di dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato.
E’ vietato remunerare le azioni di socio sovventore offerti in sottoscrizione ai soci in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi.
Le riserve non possono essere ripartite tra i soci né durante la vita sociale né all’atto dello scioglimento della Società.
Con la cessazione della Cooperativa, l’intero patrimonio sociale, dedotto il rimborso del capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, deve essere devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
La società può aderire alla Federazione Trentina della Cooperazione di Trento.
Il direttore coordina e dirige il lavoro del personale dipendente; gestisce l’attività commerciale e finanziaria ordinarie della società nell’ambito degli indirizzi delineati dal Consiglio di Amministrazione.
E’ compito del direttore dare esecuzioni alle delibere e alle indicazioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo (se istituito), tranne che essi non dispongano espressamente in modo diverso.
Art. 41 (Disposizione finale)
Approvato dall’Assemblea Straordinaria dei Soci del 25 ottobre 2013
Notaio dott. Alessandro Franco