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Timestamp: 2018-08-17 07:29:36+00:00
Document Index: 150662626

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 31', 'art. 21', 'art. 38', 'art. 32', 'art. 21', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 38']

Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici – Segretariato Regionale lazio
Chiese del F.E.C
Ville e giaridni
INTERVENTI FINANZIARI DEL MINISTERO A FAVORE DEL PROPRIETARIO, POSSESSORE O DETENTORE DEL BENE CULTURALE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 31, 35, 36 E 37 DEL D.LGS. 42/2004.
Ai sensi dell’art. 35 comma 1 del D.Lgs 42/2004 recante il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, il Ministero ha facoltà di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario, possessore o detentore di beni culturali per l’esecuzione degli interventi previsti dall’art. 31 comma 1 del predetto decreto.
Il proprietario, possessore o detentore di beni dichiarati di interesse culturale ai sensi degli artt. 10 e 13 del D.Lgs. 42/2004, può richiedere, a seguito dell’approvazione del progetto di restauro, recupero e valorizzazione di detti beni, l’ammissibilità dell’intervento ai contributi statali.
Si precisa che l’ammissione al contributo è subordinata:
 all’effettivo accertamento formale di interesse culturale del bene di cui trattasi;
 all’avvenuto rilascio, da parte della Soprintendenza competente per materia e per territorio, dell’autorizzazione ad eseguire i lavori (art. 21 D. Lgs. 42/2004 e ss.mm.ii.), prima dell’inizio della esecuzione dei medesimi.
I contributi sono di due tipi, in conto capitale ed in conto interessi; sono cumulabili, ma vanno richiesti ciascuno secondo un proprio procedimento.
Ai sensi dell’art. 38 del D.Lgs. 42/2004, i beni mobili o immobili restaurati o sottoposti ad altri interventi conservativi con il concorso dello Stato nella spesa, sono resi accessibili al pubblico secondo modalità fissate da appositi accordi o convenzioni, da stipularsi fra il Segretariato Regionale competente ed i singoli proprietari e da trascrivere, nel caso di immobili, presso la competente Conservatoria dei Registri Immobiliari (art. 32, comma 2 lett. l), del DPCM 171/2014).
L’atto di convenzione dovrà essere stipulato anche nel caso di lavori eseguiti all’esterno (ad esempio, al tetto ed alle facciate) e non potrà avere durata inferiore al decennio.
Tale convenzione è finalizzata a consentire la pubblica e gratuita fruizione dei beni per almeno un giorno al mese durante l’arco dell’intero anno, oltre alle Giornate Europee del Patrimonio ed alla Settimana dei Beni Culturali.
La corresponsione dei contributi è condizionata alla verifica della conformità dei lavori eseguiti al progetto approvato, nel rispetto dell’art. 21 e ss. del Codice; in caso di difformità, la concessione del contributo viene sospesa e la somma corrispondente al contributo eventualmente già erogato sarà recuperata in maniera coattiva.
1. CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE (artt. 31, 35 e 36 del D.Lgs. 42/2004)
Il contributo in conto capitale viene calcolato in percentuale sulla effettiva spesa rimasta a carico dei soggetti di cui sopra, su interventi approvati e collaudati dalle Soprintendenze di settore.
L’erogazione del contributo è caratterizzata da due fasi, una preventiva ed una consuntiva.
La fase preventiva compete esclusivamente alle Soprintendenze di settore che seguiranno tutte le procedure del caso, fino al collaudo degli interventi e alla predisposizione di tutta la documentazione sotto elencata che dovrà essere trasmessa in originale al Segretariato Regionale:
1. dichiarazione del Soprintendente1;
2. consuntivo di spesa giurato vistato dal Soprintendente per la congruità dei prezzi;
3. certificato di collaudo dei lavori vistato dal Soprintendente;
4. certificato di nulla osta al pagamento del contributo rilasciato dal Soprintendente;
5. proposta della percentuale di calcolo del contributo2, di cui all’art. 35 del Codice;
6. convenzione di apertura al pubblico.
– saranno ritenute sospese, al momento della verifica della documentazione consuntiva, le richieste di liquidazione che saranno pervenute con la documentazione sopra citata incompleta e/o mancante.
– la redazione della perizia di spesa giurata deve essere eseguita utilizzando il prezzario regionale dell’anno di riferimento (da riportare sul frontespizio) ed indicando il codice della lavorazione; in mancanza della voce di lavorazione, deve essere predisposta la relativa analisi dei prezzi, associandola al codice NP con il relativo numero d’ordine.
– sulla perizia giurata devono essere riportate le correzioni eventualmente apportate ai prezzi e alle quantità e sbarrate le voci totalmente escluse: il tutto deve essere eseguito con penna rossa e siglato dal funzionario incaricato; sulla perizia vanno inoltre indicate le voci per le quali, durante il collaudo, sono state effettuate le previste misurazioni (almeno tre);
– sul timbro di approvazione dei prezzi, apposto sul frontespizio della perizia giurata, devono essere riportati i numeri d’ordine delle voci variate o escluse, oppure deve essere fatto riferimento alle indicazioni del certificato di collaudo;
– nel certificato di collaudo devono essere elencate le voci variate o escluse, con i relativi importi.
Il Segretariato Regionale, esaminata la pratica ed accertatane la completezza, determina l’importo ritenuto ammissibile ai benefici di legge in base alla percentuale proposta dalla Soprintendenza competente sull’importo netto dei lavori collaudati e procede all’inserimento della pratica nella
graduatoria della regione di competenza, stilata secondo un criterio cronologico dettato dalla data
del certificato di collaudo.
L’erogazione dei contributi in conto capitale avviene in base al Decreto di programmazione annuale degli interventi finanziari a favore del proprietario, possessore o detentore del bene culturale ai sensi degli artt. 31, 35 e 36 del D.Lgs. 42/2004, redatto dalla Direzione Generale Bilancio, tenendo conto sia della cifra stanziata sull’apposito capitolo di spesa, al netto degli
accantonamenti, con le risorse di bilancio del MiBACT, sia dello scorrimento delle graduatorie di tutti i Segretariati Regionali.
La certezza dell’importo di ogni singolo contributo, inoltre, si configura solo qualora il credito sia afferente ad un’obbligazione giuridicamente perfezionata, per la quale sia stato assunto il relativo impegno di spesa registrato sulle scritture contabili.
Pertanto, in assenza di un Decreto di programmazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della comunicazione della sua avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti, non potrà essere erogato alcun contributo.
Si evidenzia che l’art. 1 comma 26 ter del D.L. 95/2012, convertito in legge dall’art. 1 comma 1 L. 135/2012 e ss.mm.ii., prevede che a decorrere dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del suddetto decreto, e fino al pagamento dei contributi già concessi alla medesima data e non ancora erogati ai beneficiari, sia sospesa la concessione dei contributi in conto capitale.
Pertanto, come chiarito dalla circolare n. 360/2012 della soppressa Direzione Generale per l’Organizzazione, gli Affari Generali, l’Innovazione, il Bilancio ed il Personale – Servizio II a partire dal 15 agosto 2012 non è più possibile rilasciare le “dichiarazioni di ammissibilità” ai predetti
contributi da parte delle Soprintendenze competenti, neanche in relazione ad istanze pervenute al protocollo dei suddetti uffici in data antecedente al 15 agosto 2012, ed eventuali provvedimenti già adottati a partire dalla suddetta data devono ritenersi nulli, dandone opportuna comunicazione ai diretti interessati.
Viceversa, tutti gli interventi per i quali sia stata rilasciata la dichiarazione di ammissibilità entro il 14 agosto 2012, saranno finanziati nei tempi consentiti dalle risorse disponibili.
2. CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI (art. 37 del D.Lgs. 42/2004)
I contributi in conto interessi vengono concessi sugli interessi relativi ai mutui accordati dagli istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori di beni immobili sottoposti a tutela,
nella misura massima di sei punti percentuali sugli interessi applicati sul mutuo concesso per il restauro e la conservazione dei beni tutelati. Per i mutui a tasso variabile il contributo è calcolato sviluppando il piano di ammortamento al tasso costante della prima rata. Ogni eventuale
variazione del tasso dovrà essere comunicata al Segretariato Regionale prima della successiva scadenza.
Non sono ammesse al contributo le domande pervenute a lavori ultimati né quelle in cui non sia espressamente dichiarato sul contratto di mutuo che il prestito è finalizzato al restauro dei beni vincolati.
Le Soprintendenze di settore, esaminato ed approvato il preventivo di spesa relativamente agli interventi destinati al restauro e alla conservazione di immobili di interesse culturale,
trasmettono al Segretariato Regionale la seguente documentazione in originale:
– domanda di contributo in bollo;
– provvedimento di approvazione del progetto di restauro;
– preventivo di spesa approvato dal Soprintendente;
– relazione tecnica sugli interventi vistata dal Soprintendente
– decreto di vincolo del bene per il quale si richiede l’erogazione del contributo;
– delibera di finanziamento del mutuo con allegato il relativo piano di
ammortamento, per l’importo approvato dalla banca;
– convenzione di apertura al pubblico.
Dopo aver acquisito gli atti richiesti, il Segretariato Regionale, compatibilmente con le risorse disponibili, decreta con apposito provvedimento l’erogazione del contributo e predispone il relativo
ordine di pagamento, in base al decreto di programmazione annuale degli interventi finanziari a favore del proprietario, possessore o detentore del bene culturale ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs. 42/2004, redatto dalla Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio, tenendo conto della cifra
stanziata sull’apposito capitolo di spesa.
1 La sotto elencata documentazione dovrà essere in possesso della Soprintendenza alla data della dichiarazione stessa:
– Istanza di contributo in bollo;
– fotocopia di un documento di identità del richiedente; se diverso dal proprietario, autorizzazione del proprietario alla richiesta di contributo e fotocopia di un documento di identità del proprietario;
– provvedimento di vincolo del bene in oggetto;
– dichiarazione di assenza di contributi;
– relazione tecnico-scientifica sui lavori effettuati datata e firmata da tecnico abilitato architetto;
– consuntivo di spesa con l’indicazione degli interventi, delle quantità, dei prezzi unitari e totali, datato, firmato e giurato da tecnico abilitato;
– documentazione fotografica finale a colori;
– dichiarazione di ottemperanza agli obblighi derivanti dagli artt. 59 e 60 D.Lgs. 22/1/04 n.42;
– dichiarazione di destinazione d’uso;
– dichiarazione di C/C bancario o postale;
– convenzione di apertura al pubblico ovvero dichiarazione di pubblico godimento del bene
2 La determinazione della percentuale di calcolo del contributo dovrà essere idoneamente giustificata e dovrà tener conto dell’importanza del bene recuperato, della tipologia dei lavori, del periodo di fruibilità del bene e dell’estensione dell’area dell’immobile aperta al pubblico così come indicati nell’atto di convenzione previsto dall’art. 38 del Codice. Si suggerisce di applicare una percentuale più alta nel caso di interventi su beni pubblici o di persone giuridiche private senza fini di lucro e nel caso di interventi che contribuiscono a valorizzare anche il contesto urbano e di applicare una percentuale minore qualora gli interventi riguardino esclusivamente sistemazioni interne ad esclusivo uso della proprietà privata.
Via di San Michele, 22 – 00133 Roma