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Timestamp: 2019-08-25 07:03:41+00:00
Document Index: 104649050

Matched Legal Cases: ['art. 84', 'art. 628', 'art. 624', 'art. 610', 'art. 576', 'art. 609', 'art. 519', 'art. 610', 'art. 78', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 87', 'art. 7', 'art. 110', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 84', 'sentenza ', 'art. 289', 'sentenza ', 'art. 605', 'art. 628', 'sentenza ', 'art. 630', 'art. 84', 'art. 630', 'sentenza ', 'art. 61', 'sentenza ', 'art. 84', 'sentenza ', 'art. 489', 'art. 84', 'art. 625', 'sentenza ', 'art. 84', 'art. 289', 'sentenza ', 'art. 84', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 84', 'sentenza ', 'art. 84', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 84 codice penale - Reato complesso - Brocardi.it
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Articolo 84 Codice penale
Dispositivo dell'art. 84 Codice penale
Qualora la legge, nella determinazione della pena per il reato complesso si riferisca alle pene stabilite per i singoli reati che lo costituiscono, non possono essere superati i limiti massimi indicati negli articoli 78 e 79 (2).
(1) Viene qui disciplinato il cd reato complesso o composto, che si configura quando la legge prevede come elementi costitutivi o come circostanze aggravanti di un solo reato, fatti che di per sé stessi costituirebbero reati diversi. Quindi, all'interno di tale figura rientrano due diverse configurazioni:1) i singoli reati assurgono ad elementi costitutivi del reato complesso (il caso tipico è quello della rapina (art. 628), che rappresenta la sintesi del furto (art. 624) e della violenza privata (art. 610)); 2) i singoli reati assurgono uno ad elemento costitutivo e l'altro a circostanza aggravante (si pensi all'omicidio aggravato ai sensi dell'art. 576, comma 1, n. 5), in quanto la condotta aggravante costituisce autonomo reato (art. 609bis)). Una volta accertato che devono essere due o più i reati che confluiscono nella fattispecie complessa, è indifferente quale delle due configurazioni si realizzi, in quanto ciò che rileva è che in nessun caso tali reati possono essere puniti autonomamente. L'unico reato cui ci si riferisce è, dunque, quello complesso, quale unico fatto-reato punibile, dal omento che assume piena autonomia rispetto ai reati che lo compongono.
Non deve essere quindi confuso con il c.d. reato complesso in senso lato, che, invece, ricorre quando un reato, già nella sua norma incriminatrice ,contiene necessariamente un altro reato meno grave. Un esempio era, nella sua precedente configurazione, la violenza carnale (art. 519) che conteneva il reato meno grave della violenza privata (art. 610).
(2) Relativamente al computo della pena, tale comma chiarisce che si applicano i limiti di pena previsti per l'ipotesi di concorso di reati (art. 78 e 79).
Il legislatore ha qui specificatamente stabilito che le disposizioni riferite al reato aberrante non si applicano qualora si configuri un'ipotesi di reato complesso. Il fondamento della norma in esame si ravvisa, dunque, nell'esigenza di indicare la presenza, nel nostro ordinamento, di situazioni in cui le condotte criminose, unificate tra loro, perdono la propria identità di reato, per confluire ex lege in una figura autonoma di reato complesso.
Spiegazione dell'art. 84 Codice penale
Una ulteriore specificazione in tema di pluralità di reati viene dalla norma in esame, la quale impone di considerare come un unico reato fatti che si atteggiano ad elementi costitutivi o circostanza aggravanti dello stesso.
Dalla stessa disposizione si evince che esistono due categorie di reati complessi:
Massime relative all'art. 84 Codice penale
Cass. pen. n. 957/2004
Il reato elettorale previsto dall'art. 87, comma secondo D.P.R. 16 maggio 1960 n. 570, aggravato dalla circostanza di cui all'art. 7 D.L. 13 maggio 1991, n. 152, convertito in legge 12 luglio 1991 n. 203, che prevede un aumento di pena sino alla metà, è un reato complesso, diverso e assai più grave dalla fattispecie semplice, in quanto il procurare voti per sè o per altri è una condotta diretta ad agevolare l'associazione di stampo mafioso; pertanto il termine abbreviato di prescrizione previsto dall'art. 110 della predetta legge 570/1960, avendo carattere eccezionale, non può essere applicato in via estensiva a tale reato, per il quale è edittalmente prevista la pena della reclusione superiore nel massimo a cinque anni, per effetto della circostanza aggravante.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 957 del 20 gennaio 2004)
Cass. pen. n. 47684/2003
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 47684 del 12 dicembre 2003)
Cass. pen. n. 37567/2003
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 37567 del 3 ottobre 2003)
Cass. pen. n. 15168/2003
Il concorso tra il reato di cui all'art. 40, comma 1 lett. c) del D.L.vo n. 504 del 1995 e quello di cui all'art. 40, comma 3 della medesima legge (rispettivamente destinazione e tentativo di destinazione ad uso soggetto ad imposta maggiore di oli minerali ammessi ad aliquote agevolate) dà luogo ad un'ipotesi di reato complesso ai sensi dell'art. 84 c.p.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 15168 del 1 aprile 2003)
Qualora al sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione segua l'omicidio del sequestrato, si ha l'assorbimento del sequestro di persona e dell'omicidio volontario nell'unico reato di cui all'art. 289 bis, comma terzo, c.p.
Cass. pen. n. 9128/1997
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 9128 del 9 ottobre 1997)
Cass. pen. n. 10812/1995
Con riguardo alla privazione della libertà personale, (art. 605 c.p.) quando questa sia stata limitata al tempo necessario alla consumazione della rapina e si è identificata ed esaurita con il mezzo immediato e diretto di esecuzione della rapina medesima, in rapporto funzionale con tale esecuzione, in forza del principio di specialità ne diviene elemento costitutivo. (Fattispecie in tema di delitto di sequestro di persona, che, enunciando il sopra esposto principio, la Corte ha ritenuto assorbito nel reato di rapina aggravata, ex art. 628, 2 capoverso n. 2 c.p.).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 10812 del 31 ottobre 1995)
Cass. pen. n. 9938/1994
(Cassazione penale, Sez. VI, ordinanza n. 9938 del 14 settembre 1994)
Cass. pen. n. 2837/1992
Il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione previsto dall'art. 630 c.p. è una figura autonoma di reato, qualificabile come reato complesso, poichè confluiscono in esso, come elementi costitutivi, fatti che costituirebbero per sè stessi reato, ai sensi dell'art. 84 c.p., nel senso che il sequestro di persona a scopo di estorsione è caratterizzato dall'uso di un mezzo-sequestro di persona finalizzato a conseguire un ingiusto profitto, come prezzo della liberazione dell'ostaggio e si consuma indipendentemente dal conseguimento del profitto. Inoltre, il reato di cui all'art. 630 c.p. non può considerarsi ipotesi delittuosa aggravata del sequestro di persona, dal quale si differenzia per il dolo specifico, che si concretizza nello scopo perseguito, per sè o per gli altri, di un ingiusto profitto come prezzo della liberazione.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 2837 del 16 marzo 1992)
Cass. pen. n. 16616/1990
Per l'ipotizzabilità del reato complesso è necessario che la legge abbia operato la fusione in un'unica figura criminosa di fatti costituenti autonomi reati. Non integra invece la figura del reato complesso l'esistenza di elementi comuni fra due reati né la circostanza che un reato sia il presupposto di un successivo reato o che il primo sia stato consumato allo scopo di realizzare un secondo reato; in tale ultimo caso può configurarsi semplicemente un rapporto teleologico fra i due illeciti che non solo non esclude il concorso, ma integra la circostanza aggravante di cui all'art. 61 n. 2 c.p.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 16616 del 19 dicembre 1990)
Cass. pen. n. 7780/1990
Per configurare il reato complesso è necessario che una norma di legge operi la fusione in un'unica figura criminosa dei fatti costituenti reati autonomi. Non basta quindi che i più fatti, i quali, isolatamente considerati, costituirebbero altrettanti reati, abbiano qualche elemento comune perchè sia ravvisabile il reato complesso, essendo questo costituito dalla unificazione a livello normativo di tutti gli elementi che integrano ipotesi tipiche di reati tra loro differenti. (Nella fattispecie è stata esclusa la ricorrenza dell'ipotesi di cui all'art. 84 c.p. nel concorso dei reati di truffa e di ricettazione, aventi come elemento in comune il ricevimento di assegni bancari).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 7780 del 31 maggio 1990)
Cass. pen. n. 1162/1990
Il reato di uso di atto falso (art. 489 c.p.) è assorbito, a norma dell'art. 84 c.p., dal reato di furto aggravato dall'uso di mezzo fraudolento (art. 625, comma primo, n. 2). (Fattispecie di furto di banconote presso sportello bancario di prelievo automatico a mezzo di falsa carta di credito bancomat).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 1162 del 30 gennaio 1990)
Cass. pen. n. 2872/1989
Nel caso di sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione, seguito dall'uccisione del sequestrato si configura un'ipotesi di reato complesso nel quale l'omicidio, voluto dai partecipanti al sequestro, rappresenta un'aggravante oggettiva, e non già elemento costitutivo, che va valutato a carico di tutti i concorrenti, anche se da loro non conosciuta. Ne consegue, a norma dell'art. 84 c.p., l'assorbimento del sequestro di persona e dell'omicidio volontario nell'unico delitto previsto dal terzo comma dell'art. 289 bis c.p.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2872 del 22 febbraio 1989)
Cass. pen. n. 5414/1985
Perchè sussista il reato complesso è necessario che una norma di legge abbia operato la fusione in un'unica figura criminosa dei fatti costituenti reati autonomi, mentre la semplice connessione non fa scattare l'ipotesi di cui all'art. 84 c.p.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 5414 del 28 maggio 1985)
Cass. pen. n. 10711/1984
Ai fini della configurabilità del reato complesso, è necessario che uno dei reati, convergendo per volontà legislativa nell'altro, quale elemento costitutivo o circostanza aggravante, perda la propria autonomia, fondandosi, per l'identità dell'elemento soggettivo e di quello oggettivo, in un solo reato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10711 del 1 dicembre 1984)
Cass. pen. n. 7439/1984
Il reato necessariamente progressivo — species del reato complesso — è quello in cui la commissione del reato maggiore implica necessariamente il passaggio attraverso il reato minore.
Per la sussistenza del reato complesso in senso lato è sufficiente un solo reato con l'aggiunta di elementi ulteriori non costituenti reato, mentre per la sussistenza del reato complesso in senso stretto sono necessari due reati.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 7439 del 26 settembre 1984)
Cass. pen. n. 3129/1984
Si ha reato progressivo quando l'azione realizza una successione necessaria di lesioni via via più gravi riguardanti lo stesso bene giuridico o un bene giuridico superiore e il medesimo soggetto passivo. Si ha invece reato a fattispecie alternative cronologicamente progressive quando le lesioni realizzate a catena sono equivalenti sul piano giuridico.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3129 del 5 aprile 1984)
Cass. pen. n. 10405/1983
Per la configurabilità del reato complesso previsto dall'art. 84 c.p., non basta che più fatti, i quali isolatamente considerati costituirebbero altrettanti reati, abbiano qualche elemento in comune, ma è necessario che siano identici tutti gli elementi essenziali integranti ipotesi tipiche di reati tra loro diversi. Non è sufficiente, pertanto, che un reato sia stato perpetrato per concretizzare altro scopo criminoso.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 10405 del 3 dicembre 1983)
Cass. pen. n. 3528/1983
Per aversi reato complesso ai sensi dell'art. 84 c.p. non basta che più fatti costituenti reato abbiano qualche elemento in comune, ma occorre che uno di essi converga interamente in un'altra figura criminosa tanto da perdere la sua autonomia e diventare, quindi, elemento costitutivo o circostanza aggravante dell'altro. In difetto di tali presupposti, sussiste il concorso formale dei reati, nulla rilevando la parziale coincidenza dei rispettivi momenti consumativi. (Fattispecie in tema di appropriazione indebita e omesso versamento di contributi previdenziali, in cui è stato escluso l'assorbimento del primo nel secondo reato, affermandosi il concorso formale).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 3528 del 23 aprile 1983)
Cass. pen. n. 441/1983
Al fine di distinguere il concorso di reati dal reato complesso e se una determinata ipotesi criminosa prevista dalla legge sia da ritenersi diversa ed autonoma rispetto ad un'altra, deve aversi riguardo agli elementi costitutivi delle due fattispecie legali, cioè all'elemento oggettivo o materiale, rappresentato dalla condotta positiva o negativa del soggetto e, per la maggior parte dei reati, dal risultato di tale condotta cioè dall'evento ed all'elemento soggettivo o psichico, consistente nella volontà cosciente dell'agente diretta alla realizzazione del fine verso il quale la sua azione è rivolta.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 441 del 21 gennaio 1983)