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Timestamp: 2018-01-16 15:26:53+00:00
Document Index: 16622669

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 23']

Isoradio - Isoradio - Dove ricaricare i veicoli elettrici
Notiziario CCISS del giorno 16/01/2018 ore 12:30
Dove ricaricare i veicoli elettrici
Finalmente definita la normativa per avviare la realizzazione dei punti di ricarica
I problemi die veicoli solo-elettrici sono ormai noti. I costi elevati dei veicolo solo-elettrici possono però essere sostenibili e addirittura convenienti per una determinata fascia di clientela. L’autonomia limitata può non essere un problema se la percorrenza prevista prima della ricarica è nettamente inferiore all’autonomia dichiarata dal costruttore, applicando per cautela un coefficiente di sicurezza del 50%. Persino trovare un posteggio aggiuntivo per il veicolo solo – elettrico può non essere un problema se si abita in una zona a bassa densità di veicoli parcheggiati.
Tuttavia se non è disponibile, con certezza, un punto di ricarica quando e dove necessario, nessuno acquisterà mai un veicolo solo-elettrico. Questo comporta, in sostanza, che ogni spazio di sosta sia dotato di punto di ricarica. Ma chi avesse voluto realizzare delle “colonnine di ricarica” si scontrava con normative a volte conflittuali, e quindi aspettava. I vincoli burocratici rallentavano la realizzazione dell’infrastruttura, che diventerà l’affare dei prossimi anni, per chi venderà l’energia elettrica.
Finalmente, è stato pubblicata a dicembre (GU Serie Generale n.290 del 13-12-2017) il decreto 3 agosto 2017 che definisce quali documenti debbano essere presentati per realizzare una postazione di ricarica per veicoli elettrici. Va ricordato che la propulsione solo-elettrica è meno inquinante di quella con motore endotermico solo a condizione che l’energia elettrica provenga da fonte rinnovabile al 100%.
Il percorso per organizzare la realizzazione della infrastruttura di ricarica in Italia è stato lungo e complesso. Le direttive dell’Unione Europea a riguardo si sono moltiplicate negli anni, a esse si sono aggiunte ulteriori normative, secondo un percorso iniziato una decina di anni fa.
Nel «Pacchetto Clima ed Energia» (c.d. Strategia 20-20-20) del Consiglio europeo del dicembre 2008, i Paesi firmatari si sono impegnati, entro il 2020, a ridurre i gas serra del 20% rispetto alla soglia del 2005, a ridurre i consumi finali di energia del 20%, e ad aumentare al 20% la quota europea di consumi da fonti rinnovabili.
La decisione 406/2009/CE del 23 aprile 2009 (c.d. Decisione Effort Sharing), nel ripartire tra gli Stati membri lo sforzo di riduzione delle emissioni europee dei gas serra nei settori non coperti dal sistema di scambio di quote di emissione (EU ETS), in attuazione del Pacchetto clima ed energia, ha attribuito all'Italia l'impegno di ridurre entro il 2020 le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti del 13% rispetto ai livelli del 2005.
Nella direttiva 2009/28/CE del 23 aprile 2009 il Parlamento europeo e il Consiglio «sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE», individuano l'utilizzo nei trasporti di energia proveniente da fonti rinnovabili tra gli strumenti più efficaci con cui la Comunità puo' ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di petrolio nel settore.
La direttiva 2009/33/CE del 23 aprile 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto stradale, mira a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a migliorare la qualita' dell'aria, in particolare nelle citta', imponendo alle amministrazioni aggiudicatrici, agli enti aggiudicatori e a taluni operatori di tener conto dell'impatto energetico dei veicoli al momento del loro acquisto.
Il regolamento (CE) n. 443/2009 del 23 aprile 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove nell'ambito dell'approccio comunitario integrato finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri, fissando tra l'altro, a partire dal 2020, un obiettivo di 95 g CO2/Km come livello medio di emissioni per il nuovo parco auto.
La comunicazione della Commissione europea COM (2010) 2020 del 3 marzo 2010, «Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva», relativamente all'obiettivo di favorire la transizione verso un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e a basse emissioni di carbonio, individua tra le misure per la modernizzazione e decarbonizzazione del settore dei trasporti anche la realizzazione di «infrastrutture grid» di mobilita' elettrica e la promozione di veicoli verdi, incentivando la ricerca, definendo standard comuni e sviluppando l'infrastruttura necessaria.
La comunicazione della Commissione europea COM (2010) 186 del 28 aprile 2010 al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo «Una strategia europea per i veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico», tesa a contribuire, nel lungo termine, al processo di «decarbonizzazione» del settore dei trasporti e nella quale la Commissione propone, tra l'altro, una serie di azioni specifiche per favorire lo sviluppo della mobilita' elettrica.
Il Libro bianco COM(2011)144 «Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti - Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile» adottato dalla Commissione europea il 28 marzo 2011, individua dieci obiettivi prioritari per superare la dipendenza dal petrolio nel settore trasporti e conseguire al 2050 una riduzione delle emissioni di gas serra nel settore trasporti del 60% rispetto ai livelli del 1990, e a tal fine, in particolare, prevede di «conseguire nelle principali citta' sistemi di logistica urbana a zero emissioni CO2 entro il 2030», impegna la Commissione ad elaborare una strategia sostenibile per i combustibili alternativi e la relativa infrastruttura, prevede lo sviluppo e la diffusione di eco-tecnologie e l'incentivazione dell'uso di mezzi «puliti».
La comunicazione della Commissione europea COM (2012) 636 dell'8 novembre 2012 dal titolo «Cars 2020: piano d'azione per un'industria automobilistica competitiva e sostenibile in Europa», ha fatto proprie le principali raccomandazioni del «gruppo di alto livello CARS 21» ed ha presentato un piano d'azione basato su queste ultime.
Il decreto-legge 9 febbraio 2012 n. 5, convertito in legge 4 aprile 2012, n. 35, recante «disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sviluppo» e, in particolare, l'art. 23, comma 2-bis, che, al fine di semplificare e accelerare la realizzazione di reti infrastrutturali di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, assoggetta la realizzazione di dette infrastrutture a segnalazione certificata di inizio attivita' di cui all'art. 19, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012, n. 134, recante «misure urgenti per la crescita del Paese», che al Capo IV bis prevede misure per favorire lo sviluppo della mobilita' mediante veicoli a basse emissioni complessive, e in particolare l'art. 17-septies che, al fine di garantire in tutto il territorio nazionale livelli minimi uniformi di accessibilita' al servizio di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, disciplina la procedura di approvazione e i contenuti del Piano nazionale infrastrutturale per la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (di seguito PNire).
Ai sensi del citato art. 17-septies, comma 4, il PNire deve definire anche le linee guida per garantire lo sviluppo unitario del servizio di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica nel territorio nazionale, sulla base di criteri oggettivi che tengono conto dell'effettivo fabbisogno presente nelle diverse realta' territoriali, valutato sulla base dei concorrenti profili della congestione di traffico veicolare privato, della criticita' dell'inquinamento atmosferico e dello sviluppo della rete urbana ed extraurbana e di quella autostradale.
La comunicazione della Commissione europea COM (2013) 17 del 24 gennaio 2013 su una strategia europea per i combustibili alternativi esamina le principali opzioni disponibili per sostituire il petrolio, contribuendo al contempo a ridurre le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti, e propone un elenco organico di misure indicando, in particolare, anche l'elettricita' tra le principali opzioni energetiche in materia di combustibili alternativi al petrolio.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 2 dicembre 2014, ha approvato il PNire.
La direttiva europea 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi, e in particolare l'art. 3, comma 1, che obbliga ciascuno Stato membro ad adottare un quadro strategico nazionale per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi nel settore dei trasporti, e per la realizzazione delle relative infrastrutture.
Le conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre 2014, di approvazione del nuovo pacchetto clima-energia, impegnano gli Stati membri a conseguire entro il 2030 un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 a livello Europeo del 40% rispetto alle emissioni del 1990.
Nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 aprile 2016 (Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 151 del 30 giugno 2016) e' stato approvato l'aggiornamento del PNire.
La comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni del 20 luglio 2016 sulla «strategia europea per una mobilita' a basse emissioni» ha individuato nell'ottimizzazione e nel miglioramento dell'efficienza, e nel maggiore impiego delle energie alternative a basse emissioni nel settore dei trasporti, le principali misure per conseguire gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici al 2030 e al 2050.
Il decreto legislativo n. 257 del 16 dicembre 2016, di recepimento della direttiva 94/2014/UE, e in particolare l'art. 3 e l'allegato III, che individuano e approvano i contenuti del Quadro strategico nazionale di cui il PNIre costituisce una sottosezione della sezione a) relativa alla fornitura di elettricita' per il trasporto.
L'art. 15, comma 4, del decreto legislativo n. 257 del 2016, al fine di semplificare e agevolare le procedure autorizzative per la realizzazione di punti di ricarica, ha inserito all'art. 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, il comma 2-ter ai sensi del quale con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono individuate le dichiarazioni, attestazioni, asseverazioni, nonche' gli elaborati tecnici da presentare a corredo della segnalazione certificata di inizio attivita' per la realizzazione delle predette infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
Il decreto individua le dichiarazioni, le attestazioni, le asseverazioni, e gli elaborati tecnici da presentare a corredo della segnalazione certificata di inizio attivita' per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
Dove si intende per «infrastruttura di ricarica per veicoli alimentati ad energia elettrica»: un'infrastruttura elettrica, incluso il punto di ricarica, che per la sua realizzazione richiede una nuova connessione alla rete di distribuzione elettrica o una modifica della connessione esistente
La realizzazione di punti di ricarica in immobili e aree private anche aperte ad uso pubblico resta attivita' libera non soggetta ad autorizzazione ne' a segnalazione certificata di inizio di attivita' se sono rispettati i seguenti requisiti e condizioni:
a) il punto di ricarica non richiede una nuova connessione alla rete di distribuzione elettrica ne' una modifica della connessione esistente;
b) il punto di ricarica e' conforme ai vigenti standard tecnici e di sicurezza;
c) l'installazione del punto di ricarica e' effettuata da un soggetto abilitato e nel rispetto delle norme di sicurezza elettriche;
d) l'installatore deve rilasciare un certificato di conformita' dell'impianto e del suo funzionamento alle norme di sicurezza elettrica.
I documenti e gli allegati tecnici da presentare a corredo della segnalazione certificata di inizio attività sono numerosi, ma finalmente viene chiarito che non possono esserne richiesti altri. Sarà sufficiente rivolgersi a un professionista che si atterrà a quanto previsto nel testo del Decreto.
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