Source: https://www.brocardi.it/decreto-cura-italia/titolo-v/art88bis.html
Timestamp: 2020-08-12 01:31:02+00:00
Document Index: 10393057

Matched Legal Cases: ['art. 88', 'art. 88', 'art. 88', 'art. 88', 'art. 41', 'art. 88', 'art.88', 'art. 88', 'art. 1463', 'art. 88', 'art 88', 'art. 41', 'art. 88', 'art. 88']

Art. 88 bis decreto "cura italia" - Rimborso di titoli di viaggio, di soggiorno e di pacchetti turistici - Brocardi.it
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Articolo 88 bis Decreto "Cura Italia"
Dispositivo dell'art. 88 bis Decreto "Cura Italia"
Fonti → Decreto "Cura Italia" → Titolo V - Ulteriori disposizioni
8. Per la sospensione dei viaggi e delle iniziative di istruzione disposta in ragione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, si applica l'articolo 1463 del codice civile nonché quanto previsto dall'articolo 41, comma 4, del codice di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, in ordine al diritto di recesso del viaggiatore prima dell'inizio del pacchetto di viaggio. Il rimborso può essere effettuato dall'organizzatore anche mediante l'emissione di un voucher di pari importo in favore del proprio contraente, da utilizzare entro un anno dall'emissione. In deroga all'articolo 41, comma 6, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, l'organizzatore corrisponde il rimborso o emette il voucher appena ricevuti i rimborsi o i voucher dai singoli fornitori di servizi e comunque non oltre sessanta giorni dalla data prevista di inizio del viaggio. È sempre corrisposto il rimborso con restituzione della somma versata, senza emissione di voucher, quando il viaggio o l'iniziativa di istruzione riguarda la scuola dell'infanzia o le classi terminali della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado. Sono fatti salvi, con effetto per l'anno scolastico 2020/2021, i rapporti instaurati alla data del 24 febbraio 2020 dagli istituti scolastici committenti con gli organizzatori aggiudicatari. Nell'ambito degli stessi rapporti con ciascun organizzatore, gli istituti scolastici committenti possono modificare le modalità di svolgimento di viaggi, iniziative, scambi, gemellaggi, visite e uscite didattiche comunque denominate, anche riguardo alle classi di studenti, ai periodi, alle date e alle destinazioni.
13. Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme di applicazione necessaria ai sensi dell'articolo 17 della legge 31 maggio 1995, n. 218, e dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008.
relative all'articolo 88 bis Decreto "Cura Italia"
Norma di riferimento: Articolo 88 bis Decreto "Cura Italia" - Rimborso di titoli di viaggio, di soggiorno e di pacchetti turistici | Quesito Q202025696
giovedì 11/06/2020 - Lazio
“Spett.le Studio Brocardi,
il mio quesito è relativo all'art. 88-bis del Decreto Cura Italia (DL 17 marzo 2020, n. 18). In particolare, desidero sapere quale sia la vostra interpretazione per i commi 12 e 13. Io modestamente credo vogliano dire rispettivamente che chi riceve un voucher non si aspetti di ricevere anche il rimborso mentre circa "l'applicazione necessaria" non vedo come tale principio possa applicarsi a favore di un soggetto (organizzatore) a discapito di un altro (consumatore). L'articolo 9 del Regolamento Europeo parla di interessi pubblici che appunto non vedo come possano riferirsi ad un parte della collettività! Tutto l'art. 88-bis giustamente è farcito di riferimenti al codice civile e al Codice del Turismo che evidentemente prevedono anche la possibilità di richiedere il rimborso in denaro. Le novità dell'art. 88-bis a mio parere sono relative soltanto alla deroga dell'art. 41, comma 6, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 e al comma 11 dell'art. 88-bis che a ragione per i contratti stipulati dopo l'11 marzo prevede solo il voucher. La mia agenzia viaggi vuole offrirmi solo il voucher (prendere o lasciare) e fonda il suo ragionamento sul principio europeo del "giusto equilibrio".
Ma quale è l'interpretazione corretta da dare ai commi 12 e 13 dell'art.88-bis del decreto Cura Italia?
L’art. 88 bis del D.L. 17/03/2020, n. 18 (c.d. “cura Italia”) è stato inserito dalla legge di conversione 24 aprile 2020, n. 27, e riguarda, appunto, il “rimborso di titoli di viaggio, di soggiorno e di pacchetti turistici”.
In particolare, tale norma stabilisce espressamente che ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1463 del c.c., in relazione ai contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre, ai contratti di soggiorno e ai contratti di pacchetto turistico stipulati:
a) dai soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell'autorità sanitaria competente, con riguardo ai contratti da eseguire nel medesimo periodo di quarantena o permanenza domiciliare;
b) dai soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento nelle aree interessate dal contagio, con riguardo ai contratti da eseguire nel periodo di efficacia dei DPCM emanati in materia;
d) dai soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, con riguardo ai contratti da eseguire nel periodo di efficacia dei predetti decreti;
e) dai soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti in attuazione delle misure anti - COVID adottate ai sensi delle norme di legge in materia, con riguardo ai contratti da eseguire nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti;
Il comma 3 dell’articolo in esame prevede che il vettore o la struttura ricettiva proceda “al rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio e per il soggiorno ovvero all'emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall'emissione”.
Anche il comma 4 della norma, nel disciplinare il diritto di recesso esercitabile dal vettore, obbliga quest’ultimo a procedere “al rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio oppure all'emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall'emissione”.
Analogamente, il comma 5 dell’art. 88bis consente alle strutture ricettive che abbiano sospeso o cessato l'attività, in tutto o in parte, a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 di “offrire all'acquirente un servizio sostitutivo di qualità equivalente, superiore o inferiore con restituzione della differenza di prezzo, oppure procedere al rimborso del prezzo o, altrimenti, [...] emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante”.
Il comma 6 stabilisce che, in caso di esercizio del diritto di recesso da parte dei soggetti indicati dal comma 1, “l'organizzatore, in alternativa al rimborso previsto dall'articolo 41, commi 4 e 6, del codice di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore o inferiore con restituzione della differenza di prezzo oppure può procedere al rimborso o, altrimenti, può emettere, anche per il tramite dell'agenzia venditrice, un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante”.
Da ultimo, per quanto qui specificamente interessa, gli organizzatori di pacchetti turistici possono esercitare il diritto di recesso dai contratti stipulati con i soggetti di cui al comma 1, dai contratti di pacchetto turistico aventi come destinazione Stati esteri ove sia impedito o vietato lo sbarco, l'approdo o l'arrivo in ragione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, e comunque quando l'esecuzione del contratto è impedita, in tutto o in parte, da provvedimenti adottati a causa di tale emergenza dalle autorità nazionali, internazionali o di Stati esteri: qualora ciò avvenga, l'organizzatore, “in alternativa al rimborso previsto dall'articolo 41, commi 5 e 6, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore o inferiore con restituzione della differenza di prezzo oppure può procedere al rimborso o, altrimenti, può emettere, anche per il tramite dell'agenzia venditrice, un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante”.
Veniamo ora al comma 12 della norma in commento, il quale appunto stabilisce che “l'emissione dei voucher previsti dal presente articolo assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario”.
Se la prima parte del comma è abbastanza chiara, nel senso che il cliente, in caso di emissione del voucher, non può richiedere somme ulteriori a titolo di rimborso, qualche perplessità la suscita la seconda parte, secondo cui l’emissione del voucher stesso non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario. Sembrerebbe dunque che la scelta tra rimborso e voucher spetti, a seconda dei casi, all'organizzatore, al vettore, alla struttura ricettiva.
A sostegno della tesi favorevole al consumatore si è espressa, però, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quale in data 28 maggio 2020 ha inviato al Parlamento e al Governo una segnalazione riguardante proprio la disciplina d’emergenza di cui all’art 88-bis del cosiddetto decreto Cura Italia, come modificato dalla legge di conversione n. 27/2020.
Nella predetta segnalazione l’Autorità Garante ricorda innanzitutto la raccomandazione della Commissione UE del 13 maggio 2020, che ribadisce il diritto dei viaggiatori, sancito dalle norme comunitarie (Regolamenti e Direttiva UE 2015/2302), di ottenere il rimborso integrale dei pagamenti effettuati per le prestazioni annullate “a causa di circostanze inevitabili e straordinarie”; diritto al rimborso che, in effetti, è stato recepito dall’ordinamento italiano all'art. 41 del nostro codice del turismo.
Alla luce delle considerazioni svolte dalla Commissione UE, il Garante italiano della concorrenza conclude affermando che le previsioni contenute all’art. 88 bis del “cura Italia” e, in particolar modo, quella relativa alla possibilità di emissione dei voucher sostitutivi senza necessità di accettazione da parte del consumatore, sono in contrasto con la disciplina comunitaria vigente nonché con la posizione assunta dalla Commissione Europea.
Da ultimo, dopo aver evidenziato la necessità di adeguare l’art. 88 bis alla normativa comunitaria, il Garante preannuncia che, in caso di permanere del contrasto tra norme nazionali e comunitarie, l’Autorità stessa, “nell’esercizio dei compiti ad essa spettanti a tutela dei diritti dei consumatori, interverrà per assicurare la corretta applicazione della normativa di fonte comunitaria disapplicando la normativa nazionale con essa contrastante”.
Per il testo integrale della segnalazione dell’Antitrust si rinvia al seguente link: https://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/ST23_segnalazione.pdf.