Source: https://comitatomelato.wordpress.com/2009/01/
Timestamp: 2018-02-21 11:27:23+00:00
Document Index: 118414832

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 40', 'art. 76', 'art. 14', 'art. 192', 'art. 54']

gennaio | 2009 | Una finestra sull'Associazione Reggio Civitas nuovo indirizzo http://reggiocivitas.wordpress.com
La manutenzione dei nostri disastrati porticati e parcheggi
In relazione all’imminente sopralluogo concordato con l’Assessore Ugo Ferrari, grazie all’interessamento dell’Assessore Corradini, rivolto alla valutazione di alcune situazioni urbanistiche ed edilizie critiche presenti nel quartiere di via Melato, anticipo alcune informazioni e possibili soluzioni al fine di agevolare il futuro incontro.
Situazione patrimoniale e analisi normativa per l’attribuzione delle competenze
1) Porticato
Il porticato che collega via Olimpia con via Tondelli passando lungo via Melato, risulta un porticato privato (parti comuni dei fabbricati censiti al foglio 156, particelle 110, 115, 187, 188 e 221) ad uso pubblico, non interdetto al passaggio indiscriminato di persone. L’uso pubblico emerge da atto di compravendita di immobile sito in via Melato n. 17 (n. Rep. 30818, n. Vol. 11389, registrato il 20/09/84, n. 7138), nonché da ampia giurisprudenza in materia (servitù di uso pubblico mediante dicatio ad patriam, cioè dettata dal comportamento del proprietario rivolto a mettere a disposizione l’immobile ai cittadini per soddisfare un pubblico, generale interesse e con carattere di continuità) e da due Risoluzioni del Ministero delle Finanze (5/2/81 e 19/5/2000). Una piccola (25 m2) porzione del porticato, antistante il civico n. 13/D di via Melato (esercizio commerciale, bar dell’Anna) censita come prato, classe U (foglio 156, particella 234), è intestata alla Ditta Imedil Srl che si è poi trasformata in società per azioni assumendo la denominazione di “Gabbimpresa Spa” con sede in RE. Questa porzione di porticato, unitamente ad una più grande ad essa collegata sul lato nord, possiede un plateatico aperto, cioè non costituisce parte sottostante a fabbricati.
L’illuminazione del porticato rientra tra le opere di urbanizzazione primaria trasferite al Comune entro un anno dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione, come risulta dall’art. 5 della Convenzione Urbanistica relativa al PPL del 13/04/1973 (n. Rep. 2877, n. Vol. 1468). In data 15/03/86 il Comune di RE ha poi provveduto ad allacciare l’illuminazione dei porticati che vanno da via Olimpia a via Tondelli alla rete stradale assumendosi il pieno carico. Inoltre, nel novembre 1986 il Comune aveva incaricato l’Azienda Municipalizzata Servizi Città a provvedere alle pulizie del porticato e delle sue aree esterne.
Oltre a ciò, in ottemperanza dell’art. 40 della Legge Urbanistica Statale 17 agosto 1942 e successive modifiche, la manutenzione della pavimentazione dei porticati ad uso pubblico è a carico del Comune. Lo stesso dicasi, in virtù del sopra citato articolo di legge, per la manutenzione dell’illuminazione.
Ne deriverebbe, pertanto, la seguente ripartizione delle competenze per la manutenzione:
porticato sottostante fabbricati: pavimentazione e pulizia a carico del Comune, muri e soffitto a carico dei proprietari degli immobili soprastanti;
porticato non sottostante a fabbricati: tutte le parti e pulizia a carico del Comune e della ditta Gabbimpresa Spa, per la parte di sua proprietà;
illuminazione: a carico del Comune.
2) Parcheggi
I parcheggi siti in via Olimpia e via Melato, antistanti il porticato di cui sopra (foglio 156, particelle 109 e 117) ed il parcheggio sito in via Tondelli (foglio 156, particella 121) sono intestati al Comune di RE a cui, pertanto, compete la manutenzione.
Situazione attuale del porticato e dei parcheggi
La porzione di porticato sottostante i civici n. 5, 7 e 9 di via Melato versa in condizioni preoccupanti di degrado urbano (soffitto scrostato, muri anneriti, graffiti, angolo orinatoio, rifiuti domestici abbandonati, plafoniere mancanti, rotte e sporche) che si ripercuote negativamente sulla già grave e nota situazione di degrado sociale. Tale situazione è da ricondursi sia alla mancanza assoluta di manutenzione da parte del Comune (illuminazione, pavimentazione) e dei proprietari per lo più non residenti (muri, soffitto) che a comportamenti incivili di numerosi inquilini. Da quasi un anno, Enia, in accordo con l’assessorato alla Coesione e Sicurezza Sociale, si occupa dello svuotamento dei cestini porta rifiuti, tra l’altro, utilizzati impropriamente come cassonetti per i rifiuti domestici, della rimozione dei rifiuti ingombranti ivi abbandonati e della bonifica della zona adibita ad orinatoio.
Le restanti porzioni di porticato risentono positivamente dell’attenzione dei proprietari residenti che hanno da sempre provveduto alla manutenzione anche per le parti di competenza del Comune.
La manutenzione degli impianti di illuminazione, richiesta da circa due decenni al servizio competente da parte di diversi amministratori condominiali e, di recente, dalla nostra Associazione, non ha ancora avuto riscontri.
I tre parcheggi comunali sopra descritti, sovente interessati da soste improprie di autovetture che richiedono l’intervento della Polizia Municipale, necessitano di opere di tracciatura della segnaletica orizzontale, atta a delimitare i posti auto, di rifacimento di quelle esistenti indicanti i passi carrabili e di eliminazione delle barriere architettoniche (discese dal porticato ai parcheggi). E’ apparso, perciò, alquanto inopportuno e antieconomico che tali interventi non siano stati effettuati in concomitanza con le recenti opere di rifacimento del manto stradale e relativa segnaletica orizzontale delle vie Olimpia e Melato (quest’ultima interessata solo dalla segnaletica orizzontale).
Sulla base di quanto premesso si prospettano le seguenti soluzioni rivolte a migliorare una tra le tante problematiche di degrado urbano e sociale di cui soffre il quartiere:
1) inserimento del porticato compreso tra via Olimpia e via Tondelli nel piano di manutenzione ordinaria. In particolare, pavimentazione, pulizia e soffitto della porzione non sottostante i fabbricati, pavimentazione e pulizia della porzione sottostante i fabbricati;
2) applicazione dell’art. 76 del Regolamento Edilizio Comunale (Manutenzione degli edifici. 1. Al fine di assicurare il decoro dell’edilizia urbana, i proprietari hanno l’obbligo di curare la manutenzione dei propri fabbricati, specialmente di quelli prospicienti spazi e aree pubbliche. 2. In caso di violazione di tale obbligo, il Dirigente competente, previo parere della Commissione per la qualità Architettonica ed il Paesaggio, può intimare al trasgressore di provvedere all’esecuzione dei lavori di ripristino) per la manutenzione dei muri e del soffitto delle porzioni sottostanti i fabbricati ai civici n. 5, 7 e 9 di via Melato. In alternativa, adottando anche criteri di sicurezza che appaiono, a nostro avviso, consoni alla nota situazione del quartiere e che sono, tra l’altro, già stati adottati in precedenza da codesta Amministrazione per aree prettamente private, si potrebbe considerare una compartecipazione finanziaria da parte del Comune;
3) esecuzione urgente dei lavori di manutenzione all’impianto di illuminazione del porticato;
4) inserimento del tratteggio della segnaletica orizzontale dei parcheggi delle vie Olimpia, Melato e Tondelli nel piano di manutenzione ordinaria;
5) esecuzione di scivoli per disabili per permetterne la discesa dal porticato alle vie Olimpia, Melato e Tondelli.
In aggiunta a quanto sopra, si rammenta l’annosa situazione dell’area di via Tondelli, censita al Foglio 156, particella 120 come Partita Speciale, che attende da più di vent’anni soluzioni urbanistiche.
V.le Olimpia: compete al Sindaco l’opera di bonifica
Locali e aree esterne dove si consuma da tempo eroina, invasi da siringhe, fiale, lacci, sangue sul pavimento e in fazzoletti buttati a terra, sono stati scoperti sul retro di alcuni fabbricati abbandonati di viale Olimpia. Vi si accede liberamente dalla strada. La Polizia Municipale, che riferisce di non poter intervenire direttamente su aree private, programma con i proprietari, ignari della situazione, interventi di bonifica e di chiusura dell’accesso. Iniziativa certo lodevole e costruttiva ma non condivisibile alla luce di quello prospettato dalla normativa in questi casi. Infatti, i provvedimenti che riconoscono illegittimamente per i proprietari incolpevoli una tipologia di responsabilità oggettiva non è prevista dall’ordinamento. Pertanto, pur apprezzando profondamente l’intenso operato della Polizia Municipale e dell’Assessorato alla Coesione e Sicurezza Sociale, riporto ciò che prevede la normativa in questa situazione.
1. In conformità con il comma 3 dell’art. 14 del D.lgs. 22 del 1997 (ora: art. 192 del D.lgs. 152 del 2006), nel caso in cui non venga accertato l’autore dell’illecito e non si è in grado di provare la colpa o il dolo del proprietario del terreno, il sindaco ordina la rimozione e ripristino dei luoghi, assumendosene gli oneri, salvo futura rivalsa nei confronti dei colpevoli.
Ricorrendo ad una lettura estensiva della disciplina applicabile, molte amministrazioni locali hanno l’abitudine di agire automaticamente anche nei confronti del proprietario del terreno ed indipendentemente dalla sua partecipazione all’illecito, chiedendogli a priori un comportamento attivo. Il coinvolgimento del proprietario di un terreno (e dei titolari dei diritti reali o di godimento) sussiste, invece, esclusivamente nel caso in cui sia a questi addebitabile un comportamento doloso o colposo, non potendosi in altri casi attribuire a questi una responsabilità per fatto altrui solo in quanto titolare di una particolare posizione giuridica nei confronti del terreno interessato. Come è stato più volte riconosciuto, infatti, se non sussiste alcun elemento soggettivo in capo al proprietario, non è questi che dovrà rimuovere i rifiuti abbandonati, ma, nel caso in cui il responsabile diretto non fosse noto ovvero non ottemperasse all’ordine sindacale, dovrebbe essere l’intera collettività a farsene carico al fine di evitare che l’evento occasionale e marginale di abbandono non precipiti nella fattispecie più grave del superamento (potenziale o concreto) dei limiti di inquinamento dell’ambiente (Consiglio di Stato 16 luglio 2002, n. 3971). Un impegno della collettività, questo, che appare connaturale al generale obbligo della pubblica amministrazione di garantire e tutelare i singoli cittadini e la proprietà privata di cui costoro sono titolari da ogni turbativa posta in essere da terzi, sia essa atto vandalico, furto, danneggiamento o abbandono di rifiuti.
Pertanto, si può stabilire che il proprietario incolpevole non risponde dell’abbandono di rifiuti effettuato sulla sua proprietà e che un accertamento di polizia effettuato dovrebbe ricercare elementi di colpa e di discolpa a carico degli autori del fatto, perché nel caso specifico, in ossequio al principio Europeo «chi inquina paga», una eventuale tesi contraria alle cose appena dette, rischierebbe di far pagare a chi non ha inquinato, dando così vita all’altro principio «chi non inquina paghi».
Le decisioni favorevoli alla tesi in esame
CdS, Sez. V, 16 novembre 2005 n. 6406;
CdS, Sez. V, 02 aprile 2003, n. 1678;
CdS, Sez. V, 09 agosto 2005, n. 4224;
CdS, Sez. V, 21 giugno 2005, Ordinanza n. 2959;
CdS, Sez. V, 01 luglio 2002, n. 3596;
CdS, Sez. V, 08 marzo 2005, n. 935;
CdS, Sez. V, 08 febbraio 2005, n. 323;
CdS, Sez. V, 25 gennaio 2005, n. 136;
CdS, Sez. V, 25 gennaio 2005, n. 153;
CdS, Sez. V, 25 gennaio 2005, n. 154;
CdS, Sez. V, 30 dicembre 2004, n. 8295;
CdS, Sez. V, 12 agosto 2004, n. 5549;
CdS, Sez. V, 29 luglio 2003, n. 4328;
CdS, Sez. V, 20 gennaio 2003, n. 168;
CdS, Sez. V, 02 aprile 2001 n. 1904;
T.A.R. Friuli, 01 settembre 2005, n. 750;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 26 luglio 2005, n. 10383;
T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II – 22 giugno 2005, n. 1041;
T.A.R. Umbria, 11 maggio 2005, n. 263;
T.A.R. Lazio, Sez. II, 10 maggio 2005, n. 3582;
T.A.R. Umbria, 05 maggio 2005, n. 217;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 29 aprile 2005, n. 5318;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 07 aprile 2005, n. 6348;
T.A.R. Lazio, Latina, 12 marzo 2005, n. 304;
T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 10 marzo 2005, n. 398;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 07 febbraio 2005, n. 840;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 07 febbraio 2005, n. 839;
T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, 03 febbraio 2005, n. 120;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 31 gennaio 2005, n. 559;
T.A.R. Veneto, Sez. III, 26 gennaio 2005, n. 226 e n. 227;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 14 gennaio 2005, n. 114;
T.A.R. Liguria, Sez. I, 18 novembre 2004, n. 1555;
T.A.R. Campania, Salerno, 17 novembre 2004, n. 2033;
T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. I, 08 novembre 2004, n. 5681;
T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. I, 14 ottobre 2004, n. 2287;
T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. I, 08 ottobre 2004, n. 5473;
T.A.R. Veneto, Sez. III, 05 ottobre 2004, n. 3594;
T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 29 settembre 2004, n. 2715;
T.A.R. Puglia, Bari, Sez. III, 23 settembre 2004, n. 4178.;
T.A.R. Veneto, Sez. III, 10 settembre 2004, n. 3256;
T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 05 agosto 2004, n. 2040;
T.A.R. Puglia, Lecce, Sez. II, 22 luglio 2004, n. 5368;
T.A.R. Sardegna, Sez. II, 19 luglio 2004, n.1076;
T.A.R. Emilia, Bologna, Sez. II, 29 giugno 2004, n. 1529 e n. 1531;
T.A.R. Puglia, Bari, Sez. III, 28 giugno 2004, n. 2823;
T.A.R. Sicilia, Catania, 19 giugno 2004, n. 1765;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 19 marzo 2004, n. 3042;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 27 febbraio 2004, n. 2445;
T.A.R. Puglia, Bari, Sez. III, 11 febbraio 2004, n. 504;
T.A.R. Emilia, Bologna, Sez. II, 06 febbraio 2004, n. 193;
T.A.R. Friuli, 26 gennaio 2004, n. 12;
T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 19 gennaio 2004, n. 244;
T.A.R. Abruzzo, Pescara, 15 gennaio 2004, n. 34;
T.A.R. Trentino Alto Adige, Trento, 6 dicembre 2003 n. 292;
T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, 28 novembre 2003, n. 3552;
T.A.R. Umbria, 17 aprile 2003, n. 290;
T.A.R. Umbria, 21 maggio 2002, n. 301;
T.A.R. Veneto, Sez. III, 09 maggio 2002, n. 2118;
T.A.R. Toscana, Sez. II, 22 marzo 2002, n. 619;
T.A.R. Sardegna, Sez. II, 13 febbraio 2002, n. 667;
T.A.R. Toscana, Sez. II, 7 giugno 2001, n. 1034;
T.A.R. Umbria, 10 marzo 2000, n. 253;
T.A.R. Lombardia, Sez. I, 4 gennaio 1999, n. 25.
2. Trattasi di rifiuti pericolosi derivanti da attività illecite, condizione che rientra perfettamente negli ambiti dell’art. 54, c. 4 del TUEL (Dlvo 267/2000) novellato dalla legge 125/2008 che, con Decreto 5 agosto 2008, ha poi disciplinato le attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale, definendone gli interventi in relazione a situazioni critiche che determinano pericoli per l’incolumità dei cittadini o per la sicurezza urbana (“Il sindaco interviene per prevenire e contrastare:
b) le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne impediscono la fruibilita’ e determinano lo scadimento della qualita’ urbana;
d) le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilita’ o che alterano il decoro urbano, in particolare quelle di abusivismo commerciale e di illecita occupazione di suolo pubblico;
e) i comportamenti che, come la prostituzione su strada o l’accattonaggio molesto, possono offendere la pubblica decenza anche per le modalita’ con cui si manifestano, ovvero turbano gravemente il libero utilizzo
degli spazi pubblici o la fruizione cui sono destinati o che rendono difficoltoso o pericoloso l’accesso ad essi”).
Ricordo, inoltre che aree private e aree private non interdette al pubblico sono considerate negli ambiti di applicazione dei Regolamenti di Polizia Urbana/Locale di molti Comuni, mentre nel Regolamento di Polizia Locale del Comune di Reggio Emilia non compaiono nemmeno gli ambiti di applicazione.
Seconda edizione del mercatino dell’usato RiutilizzaRE: domenica 8 febbraio 2009 – parcheggio Polveriera. Spazi gratuiti: tel. 3343302854 dalle 13.00 alle 15.00
(cambio-scambio)
IN POLVERIERA
Piazzale Reverberi (Parcheggio Polveriera) – Reggio Emilia
Vecchi oggetti, libri, giochi non più utilizzati che passano di casa in casa, il fascino del “fatto a mano” e dell’insolito
Non gettare quello che non ti serve o non ti piace:
potrebbe servire o piacere ad altri
Spazi ESPOSITIVI gratuIti
e prenotazione SPAZi:
tel: 3343302854 dalle ore 13.00 alle ore 15.00
Droga in via Olimpia: n. . eppur si muove
Esattamente un anno fa, la nostra Associazione aveva denunciato alle autorità competenti ed alla stampa la situazione deplorevole dell’area circostante alcuni edifici situati in via Olimpia, sede di spaccio, consumo di droga ed accattonaggio: oggi la situazione è enormemente peggiorata. Sul retro degli edifici occupati dal Risto Disco Marcello (situazione igienico-sanitaria ideale per la somministrazione di alimenti e bevande) e dall’ex-palestra Winner, liberamente accessibile dalla strada, alcuni locali adibiti ad impianti di funzionamento sono letteralmente invasi da siringhe, sangue, fiale e rifiuti di ogni genere. L’arrivo solerte della Polizia Municipale è servito solamente a prendere ulteriormente coscienza del fatto che le istituzioni non si assumono alcuna responsabilità: “è un’area privata ed è compito dei proprietari informare Enia per la bonifica o chiudere l’entrata”. Un modo un po’ superficiale per non affrontare il grave problema generato dall’abbandono di parte di edifici, dall’incuria delle gestioni presenti e dalla mancanza adeguata di controlli da parte delle Forze dell’Ordine. Non si fa nulla per limitare l’afflusso di persone dedite ad attività illecite e si demanda ai privati cittadini l’onere di risolverli; come, poi, se la risoluzione stesse nelle barriere o nella semplice pulizia. Fortunatamente, una parte dell’edificio beneficerà presto di una positiva vitalità grazie alla nuova sede dei City Angels. In un successivo incontro tra la Polizia Municipale e alcuni proprietari degli stabili, è stato concordato un programma di pulizia e di chiusura preventiva dell’area.
I pionieri del porta a porta
Ufficialmente il sistema di raccolta domiciliare dei rifiuti ha interesserato, da settembre 2008, solo le zone esterne della nostra Circoscrizione. Ma alcuni residenti di via Melato hanno dimostrato da tempo senso civico e sensibilità ambientale introducendo quotidianamente i loro rifiuti domestici nei piccoli contenitori porta rifiuti dislocati lungo il porticato a pochi metri dalle loro abitazioni. Peccato che i rifiuti siano poco differenziati. A nulla è valsa l’affissione di cartelli per il corretto utilizzo dei cassonetti collocati a poca distanza. E a nulla serve lasciarli pieni. Attendiamo con trepidazione e curiosità l’arrivo del vero sistema di raccolta domiciliare!