Source: http://fiscoeconti.it/index.php/Capo_XI_Delle_societa_costituite_all_estero.html
Timestamp: 2017-04-27 05:12:23+00:00
Document Index: 124625444

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 42', 'sentenza ']

Art. 2507. Rapporti con il diritto comunitario. L'interpretazione ed applicazione delle disposizioni contenute nel presente
capo è effettuata in base ai princìpi dell'ordinamento delle Comunità europee.
Art. 2508. Società estere con sede secondaria nel territorio dello Stato. Le società costituite all'estero, le quali stabiliscono nel territorio dello
Stato una o più sedi secondarie con rappresentanza stabile, sono soggette, per
Ai terzi che hanno compiuto operazioni con le sede secondaria non può essere
opposto che gli atti pubblicati ai sensi dei commi precedenti sono difformi da
quelli pubblicati nello Stato ove è situata la sede principale.
Le società costituite all'estero sono altresì soggette, per quanto riguarda
le sedi secondarie, alle disposizioni che regolano l'esercizio dell'impresa o
che la subordinano all'osservanza di particolari condizioni.
Art. 2509. Società estere di tipo diverso da quelle nazionali. Le società costituite all'estero, che sono di tipo diverso da quelli
regolati in questo codice, sono soggette alle norme della società per azioni,
per ciò che riguarda gli obblighi relativi all'iscrizione degli atti sociali
nel registro delle imprese e la responsabilità degli amministratori.
Art. 2509-bis. Responsabilità in caso di inosservanza delle formalità. Fino all'adempimento delle formalità sopra indicate, coloro che agiscono in
nome della società rispondono illimitatamente e solidalmente per le
Società con prevalenti interessi stranieri. Sono salve le disposizioni delle leggi speciali che vietano o sottopongono a
particolari condizioni l'esercizio di determinate attività da parte di società
nelle quali siano rappresentati interessi stranieri.
iscritte presso l’albo delle società cooperative di cui all’articolo 2512,
secondo comma, e all’articolo 223 sexiesdecies delle disposizioni per
l’attuazione del presente codice (1).
(1) Le parole: “iscritte presso l’albo delle società cooperative di cui
all’articolo 2512, secondo comma, e all’articolo 223 sexiesdecies delle
disposizioni per l’attuazione del presente codice” sono state aggiunte
dall’art. 1, comma 1, della L. 23 luglio 2009, n. 99.
Art. 2512. Cooperativa a mutualità prevalente. Sono società cooperative a mutualità prevalente, in ragione del tipo di
scambio mutualistico, quelle che:
1) svolgono la loro attività prevalentemente in favore dei soci, consumatori
o utenti di beni o servizi;
2) si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività,
delle prestazioni lavorative dei soci;
3) si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività,
degli apporti di beni o servizi da parte dei soci.
Le società cooperative a mutualità prevalente si iscrivono in un apposito
albo, presso il quale depositano annualmente i propri bilanci.
Art. 2513. Criteri per la definizione della prevalenza. Gli amministratori e i sindaci documentano la condizione di prevalenza di
cui al precedente articolo nella nota integrativa al bilancio, evidenziando
contabilmente i seguenti parametri:
a) i ricavi dalle vendite dei beni e dalle prestazioni di servizi verso i
soci sono superiori al cinquanta per cento del totale dei ricavi delle vendite
e delle prestazioni ai sensi dell'articolo 2425, primo comma, punto A1;
b) il costo del lavoro dei soci è superiore al cinquanta per cento del
totale del costo del lavoro di cui all'articolo 2425, primo comma, punto B9
computate le altre forme di lavoro inerenti lo scopo mutualistico;
c) il costo della produzione per servizi ricevuti dai soci ovvero per beni
conferiti dai soci è rispettivamente superiore al cinquanta per cento del
totale dei costi dei servizi di cui all'articolo 2425, primo comma, punto B7,
ovvero al costo delle merci o materie prime acquistate o conferite, di cui
all'articolo 2425, primo comma, punto B6.
Quando si realizzano contestualmente più tipi di scambio mutualistico, la
condizione di prevalenza è documentata facendo riferimento alla media ponderata
delle percentuali delle lettere precedenti.
Nelle cooperative agricole la condizione di prevalenza sussiste quando la
quantità o il valore dei prodotti conferiti dai soci è superiore al cinquanta
per cento della quantità o del valore totale dei prodotti.
a) il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all'interesse
massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto
al capitale effettivamente versato;
b) il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in
sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al
limite massimo previsto per i dividendi;
d) l'obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società,
dell'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i
dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo
sviluppo della cooperazione.
Le cooperative deliberano l'introduzione e la soppressione delle clausole di
cui al comma precedente con le maggioranze previste per l'assemblea
Art. 2515. Denominazione sociale. La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve contenere
l'indicazione di società cooperativa.
L'indicazione di cooperativa non può essere usata da società che non hanno
(1) Il comma: “Le società cooperative a mutualità prevalente devono
indicare negli atti e nella corrispondenza il numero di iscrizione presso
l'albo delle cooperative a mutualità prevalente.” È stato abrogato
dall’art. 10, comma 5, della L. 23 luglio 2009, n. 99. Art. 2516. Rapporti con i soci. Nella costituzione e nell'esecuzione dei rapporti mutualistici deve essere
rispettato il principio di parità di trattamento.
Art. 2517. Enti mutualistici. Le disposizioni del presente titolo non si applicano agli enti mutualistici
diversi dalle società.
Art. 2518. Responsabilità per le obbligazioni sociali. Nelle società cooperative per le obbligazioni sociali risponde soltanto la
Art. 2519. Norme applicabili. Alle società cooperative, per quanto non previsto dal presente titolo, si
applicano in quanto compatibili le disposizioni sulla società per azioni.
L'atto costitutivo può prevedere che trovino applicazione, in quanto
compatibili, le norme sulla società a responsabilità limitata nelle cooperative
con un numero di soci cooperatori inferiore a venti ovvero con un attivo dello
stato patrimoniale non superiore ad un milione di euro.
Leggi speciali. Le cooperative regolate dalle leggi speciali sono soggette alle disposizioni
del presente titolo, in quanto compatibili.
La legge può prevedere la costituzione di cooperative destinate a procurare
beni o servizi a soggetti appartenenti a particolari categorie anche di non
L'atto costitutivo stabilisce le regole per lo svolgimento dell'attività
mutualistica e può prevedere che la società svolga la propria attività anche
1) il cognome e il nome o la denominazione, il luogo e la data di nascita o
di costituzione, il domicilio o la sede, la cittadinanza dei soci;
2) la denominazione, e il comune ove è posta la sede della società e le
eventuali sedi secondarie;
3) la indicazione specifica dell'oggetto sociale con riferimento ai
requisiti e agli interessi dei soci;
4) la quota di capitale sottoscritta da ciascun socio, i versamenti eseguiti
e, se il capitale è ripartito in azioni, il loro valore nominale;
6) i requisiti e le condizioni per l'ammissione dei soci e il modo e il
tempo in cui devono essere eseguiti i conferimenti;
8) le regole per la ripartizione degli utili e i criteri per la ripartizione
dei ristorni;
9) le forme di convocazione dell'assemblea, in quanto si deroga alle
10) il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e
i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la rappresentanza della società;
13) l'importo globale, almeno approssimativo, delle spese per la
costituzione poste a carico delle società.
Lo statuto contenente le norme relative al funzionamento della società,
anche se forma oggetto di atto separato, si considera parte integrante
Art. 2522. Numero dei soci. Per costituire una società cooperativa è necessario che i soci siano almeno
Può essere costituita una società cooperativa da almeno tre soci quando i
medesimi sono persone fisiche e la società adotta le norme della società a
responsabilità limitata; nel caso di attività agricola possono essere soci
anche le società semplici.
Se successivamente alla costituzione il numero dei soci diviene inferiore a
quello stabilito nei precedenti commi, esso deve essere integrato nel termine
massimo di un anno, trascorso il quale la società si scioglie e deve essere
posta in liquidazione.
La legge determina il numero minimo di soci necessario per la costituzione
di particolari categorie di cooperative.
Art. 2523. Deposito dell'atto costitutivo e iscrizione della società. Il notaio che ha ricevuto l'atto costitutivo deve depositarlo entro venti
giorni presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è
stabilita la sede sociale, a norma dell'articolo 2330.
Gli effetti dell'iscrizione e della nullità sono regolati rispettivamente
dagli articoli 2331 e 2332.
Nelle società cooperative l'ammissione di nuovi soci, nelle forme previste
dall'articolo 2528 non importa modificazione dell'atto costitutivo.
La società può deliberare aumenti di capitale con modificazione dell'atto
costitutivo nelle forme previste dagli articoli 2438 e seguenti.
L'esclusione o la limitazione del diritto di opzione può essere autorizzata
dall'assemblea su proposta motivata degli amministratori.
Art. 2525. Quote e azioni. Il valore nominale di ciascuna azione o quota non può essere inferiore a
venticinque euro né per le azioni superiore a cinquecento euro.
Ove la legge non preveda diversamente, nelle società cooperative nessun
socio può avere una quota superiore a centomila euro, né tante azioni il cui
valore nominale superi tale somma.
L'atto costitutivo, nelle società cooperative con più di cinquecento soci,
può elevare il limite previsto nel precedente comma sino al due per cento del
capitale sociale. Le azioni eccedenti tale limite possono essere riscattate o
alienate nell'interesse del socio dagli amministratori e, comunque, i relativi
diritti patrimoniali sono destinati a riserva indivisibile a norma
dell'articolo 2545-ter.
Alle azioni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli
articoli 2346, 2347, 2348, 2349, 2354 e 2355. Tuttavia nelle azioni non è
indicato l'ammontare del capitale né quello dei versamenti parziali sulle
Art. 2526. Soci finanziatori e altri sottoscrittori di titoli di debito. L'atto costitutivo può prevedere l'emissione di strumenti finanziari,
secondo la disciplina prevista per le società per azioni.
L'atto costitutivo stabilisce i diritti patrimoniali o anche amministrativi
attribuiti ai possessori degli strumenti finanziari e le eventuali condizioni
cui è sottoposto il loro trasferimento. I privilegi previsti nella ripartizione
degli utili e nel rimborso del capitale non si estendono alle riserve
indivisibili a norma dell'articolo 2545-ter. Ai possessori di strumenti
Il recesso dei possessori di strumenti finanziari forniti del diritto di
voto è disciplinato dagli articoli 2437 e seguenti.
La cooperativa cui si applicano le norme sulla società a responsabilità
limitata può offrire in sottoscrizione strumenti privi di diritti di
amministrazione solo a investitori qualificati.
Art. 2527. Requisiti dei soci. L'atto costitutivo stabilisce i requisiti per l'ammissione dei nuovi soci e
la relativa procedura, secondo criteri non discriminatori coerenti con lo scopo
mutualistico e l'attività economica svolta.
Non possono in ogni caso divenire soci quanti esercitano in proprio imprese
in concorrenza con quella della cooperativa.
L'atto costitutivo può prevedere, determinandone i diritti e gli obblighi,
l'ammissione del nuovo socio cooperatore in una categoria speciale in ragione dell'interesse
alla sua formazione ovvero del suo inserimento nell'impresa. I soci ammessi
alla categoria speciale non possono in ogni caso superare un terzo del numero
totale dei soci cooperatori. Al termine di un periodo comunque non superiore a
cinque anni il nuovo socio è ammesso a godere i diritti che spettano agli altri
soci cooperatori.
Art. 2528. Procedura di ammissione e carattere aperto della società. L'ammissione di un nuovo socio è fatta con deliberazione degli
amministratori su domanda dell'interessato. La deliberazione di ammissione deve
essere comunicata all'interessato e annotata a cura degli amministratori nel
Il nuovo socio deve versare, oltre l'importo della quota o delle azioni, il
soprapprezzo eventualmente determinato dall'assemblea in sede di approvazione
del bilancio su proposta dagli amministratori.
Il consiglio di amministrazione deve entro sessanta giorni motivare la
deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli
Qualora la domanda di ammissione non sia accolta dagli amministratori, chi
l'ha proposta può entro sessanta giorni dalla comunicazione del diniego
chiedere che sull'istanza si pronunci l'assemblea, la quale delibera sulle
domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della sua
prossima successiva convocazione.
Gli amministratori nella relazione al bilancio illustrano le ragioni delle
determinazioni assunte con riguardo all'ammissione dei nuovi soci.
Art. 2529. Acquisto delle proprie quote o azioni. L'atto costitutivo può autorizzare gli amministratori ad acquistare o
rimborsare quote o azioni della società, purché sussistano le condizioni
previste dal secondo comma dell'articolo 2545-quinquies e l'acquisto o il
rimborso è fatto nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve
disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato.
Art. 2530. Trasferibilità della quota o delle azioni. La quota o le azioni dei soci cooperatori non possono essere cedute con
effetto verso la società, se la cessione non è autorizzata dagli
Il socio che intende trasferire la propria quota o le proprie azioni deve
darne comunicazione agli amministratori con lettera raccomandata.
Il provvedimento che concede o nega l'autorizzazione deve essere comunicato
al socio entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta.
Contro il diniego il socio entro sessanta giorni dal ricevimento della
Qualora l'atto costitutivo vieti la cessione della quota o delle azioni il
socio può recedere dalla società, con preavviso di novanta giorni. Il diritto
di recesso, in caso di divieto statutario di trasferimento della
Art. 2531. Mancato pagamento delle quote o delle azioni. Il socio che non esegue in tutto o in parte il pagamento delle quote o delle
azioni sottoscritte può, previa intimazione da parte degli amministratori,
essere escluso a norma dell'articolo 2533.
Art. 2532. Recesso del socio. Il socio cooperatore può recedere dalla società nei casi previsti dalla
legge e dall'atto costitutivo. Il recesso non può essere parziale.
La dichiarazione di recesso deve essere comunicata con raccomandata alla
società. Gli amministratori devono esaminarla entro sessanta giorni dalla
Art. 2533. Esclusione del socio. L'esclusione del socio, oltre che nel caso indicato all'articolo 2531, può
aver luogo:
2) per gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge, dal
contratto sociale, dal regolamento o dal rapporto mutualistico;
3) per mancanza o perdita dei requisiti previsti per la partecipazione alla
L'esclusione deve essere deliberata dagli amministratori o, se l'atto costitutivo
lo prevede, dall'assemblea.
Contro la deliberazione di esclusione il socio può proporre opposizione al
tribunale, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione.
Qualora l'atto costitutivo non preveda diversamente, lo scioglimento del
rapporto sociale determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici
Art. 2534. Morte del socio. In caso di morte del socio, gli eredi hanno diritto alla liquidazione della
quota o al rimborso delle azioni secondo le disposizioni dell'articolo seguente.
L'atto costitutivo può prevedere che gli eredi provvisti dei requisiti per
l'ammissione alla società subentrino nella partecipazione del socio deceduto.
Nell'ipotesi prevista dal secondo comma, in caso di pluralità di eredi,
questi debbono nominare un rappresentante comune, salvo che la quota sia
Art. 2535. Liquidazione della quota o rimborso delle azioni del socio uscente. La liquidazione della quota o il rimborso delle azioni ha luogo sulla base del
La liquidazione della partecipazione sociale, eventualmente ridotta in
proporzione alle perdite imputabili al capitale, avviene sulla base dei criteri
stabiliti nell'atto costitutivo. Salvo diversa disposizione, la liquidazione
comprende anche il rimborso del soprapprezzo, ove versato, qualora sussista nel
patrimonio della società e non sia stato destinato ad aumento gratuito del
capitale ai sensi dell'articolo 2545-quinquies, terzo comma.
Il pagamento deve essere fatto entro centottanta giorni dall'approvazione
del bilancio. L'atto costitutivo può prevedere che, per la frazione della quota
o le azioni assegnate al socio ai sensi degli articoli dell'articolo 2545-quinquies
e 2545-sexies, la liquidazione o il rimborso, unitamente agli interessi legali,
possa essere corrisposto in più rate entro un termine massimo di cinque anni.
Art. 2536. Responsabilità del socio uscente e dei suoi eredi. Il socio che cessa di far parte della società risponde verso questa per il
pagamento dei conferimenti non versati, per un anno dal giorno in cui il
recesso, la esclusione o la cessione della quota si è verificata.
Se entro un anno dallo scioglimento del rapporto associativo si manifesta
l'insolvenza della società, il socio uscente è obbligato verso questa nei
limiti di quanto ricevuto per la liquidazione della quota o per il rimborso
Nello stesso modo e per lo stesso termine sono responsabili verso la società
gli eredi del socio defunto.
Art. 2537. Creditore particolare del socio. Il creditore particolare del socio cooperatore, finché dura la società, non
può agire esecutivamente sulla quota e sulle azioni del medesimo.
Art. 2538. Assemblea. Nelle assemblee hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da
almeno novanta giorni nel libro dei soci.
Ciascun socio cooperatore ha un voto, qualunque sia il valore della quota o
il numero delle azioni possedute. L'atto costitutivo determina i limiti al
diritto di voto degli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci
Ai soci cooperatori persone giuridiche l'atto costitutivo può attribuire più
voti, ma non oltre cinque, in relazione all'ammontare della quota oppure al
numero dei loro membri.
Nelle cooperative in cui i soci realizzano lo scopo mutualistico attraverso
l'integrazione delle rispettive imprese o di talune fasi di esse, l'atto
costitutivo può prevedere che il diritto di voto sia attribuito in ragione
della partecipazione allo scambio mutualistico. Lo statuto stabilisce un limite
per il voto plurimo per tali categorie di soci, in modo che nessuno di essi
possa esprimere più del decimo dei voti in ciascuna assemblea generale. In ogni
caso, ad essi non può essere attribuito più di un terzo dei voti spettanti
all'insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea generale.
Le maggioranze richieste per la costituzione delle assemblee e per la
validità delle deliberazioni sono determinate dall'atto costitutivo e sono
l'avviso di convocazione deve contenere per esteso la deliberazione proposta.
Se sono poste in votazione proposte diverse da quelle indicate nell'avviso di
Rappresentanza nell'assemblea. Nelle cooperative disciplinate dalle norme sulla società per azioni ciascun
socio può rappresentare sino ad un massimo di dieci soci.
Il socio imprenditore individuale può farsi rappresentare nell'assemblea
anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il
secondo che collaborano all'impresa.
Assemblee separate. L'atto costitutivo delle società cooperative può prevedere lo svolgimento di
assemblee separate, anche rispetto a specifiche materie ovvero in presenza di
particolari categorie di soci.
Lo svolgimento di assemblee separate deve essere previsto quando la società
cooperativa ha più di tremila soci e svolge la propria attività in più province
ovvero se ha più di cinquecento soci e si realizzano più gestioni
I delegati debbono essere soci. Alla assemblea generale possono assistere
anche i soci che hanno preso parte alle assemblee separate.
Le deliberazioni della assemblea generale possono essere impugnate ai sensi
dell'articolo 2377 anche dai soci assenti e dissenzienti nelle assemblee
separate quando, senza i voti espressi dai delegati delle assemblee separate
irregolarmente tenute, verrebbe meno la maggioranza richiesta per la validità
Le deliberazioni delle assemblee separate non possono essere autonomamente
Art. 2541. Assemblee speciali dei possessori degli strumenti finanziari. Se sono stati emessi strumenti finanziari privi di diritto di voto,
l'assemblea speciale di ciascuna categoria delibera:
1) sull'approvazione delle deliberazioni dell'assemblea della società
cooperativa che pregiudicano i diritti della categoria;
2) sull'esercizio dei diritti ad essa eventualmente attribuiti ai sensi
dell'articolo 2526;
3) sulla nomina e sulla revoca dei rappresentanti comuni di ciascuna
categoria e sull'azione di responsabilità nei loro confronti;
4) sulla costituzione di un fondo per le spese, necessario alla tutela dei
comuni interessi dei possessori degli strumenti finanziari e sul rendiconto
5) sulle controversie con la società cooperativa e sulle relative
transazioni e rinunce;
6) sugli altri oggetti di interesse comune a ciascuna categoria di strumenti
La assemblea speciale è convocate dagli amministratori della società
cooperativa o dal rappresentante comune, quando lo ritengano necessario o
quando almeno un terzo dei possessori degli strumenti finanziari ne faccia
Il rappresentante comune deve provvedere all'esecuzione delle deliberazioni
dell'assemblea speciale e deve tutelare gli interessi comuni dei possessori
degli strumenti finanziari nei rapporti con la società cooperativa.
Il rappresentante comune ha diritto di esaminare i libri di cui all'articolo
2421, numeri 1) e 3) e di ottenere estratti; ha altresì il diritto di assistere
all'assemblea della società cooperativa e di impugnarne le deliberazioni.
Art. 2542. Consiglio di amministrazione. La nomina degli amministratori spetta all'assemblea fatta eccezione per i
primi amministratori che sono nominati nell'atto costitutivo e salvo quanto
disposto nell'ultimo comma del presente articolo.
La maggioranza degli amministratori è scelta tra i soci cooperatori ovvero
tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.
[Nelle società cooperative cui si applica la disciplina delle società per
azioni, l'atto costitutivo stabilisce i limiti al cumulo delle cariche e alla
rieleggibilità degli amministratori nel limite massimo di tre mandati
consecutivi](1).
L'atto costitutivo può prevedere che uno o più amministratori siano scelti
tra gli appartenenti alle diverse categorie dei soci, in proporzione
dell'interesse che ciascuna categoria ha nell'attività sociale. In ogni caso,
ai possessori di strumenti finanziari non può essere attribuito il diritto di
eleggere più di un terzo degli amministratori.
La nomina di uno o più amministratori può essere attribuita dall'atto
costitutivo allo Stato o ad enti pubblici. In ogni caso, la nomina della
maggioranza degli amministratori è riservata all'assemblea.
Art. 2543. Organo di controllo. La nomina del collegio sindacale è obbligatoria nei casi previsti dal
secondo e terzo comma dell'articolo 2477, nonché quando la società emette
strumenti finanziari non partecipativi.
I possessori degli strumenti finanziari dotati di diritti di amministrazione
possono eleggere, se lo statuto lo prevede, nel complesso sino ad un terzo dei
componenti dell'organo di controllo.
Art. 2544. Sistemi di amministrazione. Indipendentemente dal sistema di amministrazione adottato non possono essere
delegati dagli amministratori, oltre le materie previste dall'articolo 2381, i
poteri in materia di ammissione, di recesso e di esclusione dei soci e le
decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci.
un terzo dei componenti del consiglio di gestione. I componenti del consiglio
di sorveglianza eletti dai soci cooperatori devono essere scelti tra i soci
all'articolo 2409-sexiesdecies agli amministratori eletti dai possessori di
Art. 2545. Relazione annuale sul carattere mutualistico della cooperativa. Gli amministratori e i sindaci della società, in occasione della
approvazione del bilancio di esercizio debbono, nelle relazioni previste dagli
articoli 2428 e 2429 indicare specificamente i criteri seguiti nella gestione
sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico.
Art. 2545-bis. Diritti dei soci. Nelle società cooperative cui si applica la disciplina della società per
azioni, oltre a quanto stabilito dal primo comma dell'articolo 2422, i soci,
quando almeno un decimo del numero complessivo lo richieda ovvero almeno un
ventesimo quando la cooperativa ha più di tremila soci, hanno diritto di
esaminare, attraverso un rappresentante, eventualmente assistito da un
professionista di sua fiducia, il libro delle adunanze e delle deliberazioni
del consiglio di amministrazione e il libro delle deliberazioni del comitato
esecutivo, se esiste.
I diritti di cui al comma precedente non spettano ai soci in mora per la
mancata esecuzione dei conferimenti o inadempienti rispetto alle obbligazioni
contratte con la società.
Art. 2545-ter. Riserve indivisibili. Sono indivisibili le riserve che per disposizione di legge o dello statuto
non possono essere ripartite tra i soci, neppure in caso di scioglimento della
Le riserve indivisibili possono essere utilizzate per la copertura di
perdite solo dopo che sono esaurite le riserve che la società aveva destinato
ad operazioni di aumento di capitale e quelle che possono essere ripartite tra
i soci in caso di scioglimento della società.
Riserve legali, statutarie e volontarie. Qualunque sia l'ammontare del fondo di riserva legale, deve essere a questo
destinato almeno il trenta per cento degli utili netti annuali.
Una quota degli utili netti annuali deve essere corrisposta ai fondi
mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, nella misura e
con le modalità previste dalla legge.
L'assemblea determina, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo
2545-quinquies, la destinazione degli utili non assegnati ai sensi del primo e
Diritto agli utili e alle riserve dei soci cooperatori. L'atto costitutivo indica le modalità e la percentuale massima di
ripartizione dei dividendi tra i soci cooperatori.
Possono essere distribuiti dividendi, acquistate proprie quote o azioni
ovvero assegnate ai soci le riserve divisibili se il rapporto tra il patrimonio
netto e il complessivo indebitamento della società è superiore ad un quarto. La
condizione non si applica nei confronti dei possessori di strumenti finanziari
L'atto costitutivo può autorizzare l'assemblea ad assegnare ai soci le
riserve divisibili attraverso:
b) mediante aumento proporzionale delle quote sottoscritte e versate, o
mediante l'emissione di nuove azioni, anche in deroga a quanto previsto
dall'articolo 2525, nella misura massima complessiva del venti per cento del
valore originario.
Le riserve divisibili, spettanti al socio in caso di scioglimento del
rapporto, possono essere assegnate, se lo statuto non prevede diversamente, attraverso
l'emissione di strumenti finanziari liberamente trasferibili e devono esserlo
ove il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della
società sia inferiore ad un quarto.
Le disposizioni dei commi secondo e terzo non si applicano alle cooperative
con azioni quotate in mercati regolamentati.
Ristorni. L'atto costitutivo determina i criteri di ripartizione dei ristorni ai soci
proporzionalmente alla quantità e qualità degli scambi mutualistici.
Le cooperative devono riportare separatamente nel bilancio i dati relativi
all'attività svolta con i soci, distinguendo eventualmente le diverse gestioni
L'assemblea può deliberare la ripartizione dei ristorni a ciascun socio
anche mediante aumento proporzionale delle rispettive quote o con l'emissione
di nuove azioni, in deroga a quanto previsto dall'articolo 2525, ovvero
mediante l'emissione di strumenti finanziari.
Art. 2545-septies. Gruppo cooperativo paritetico. Il contratto con cui più cooperative appartenenti anche a categorie diverse
regolano, anche in forma consortile, la direzione e il coordinamento delle
rispettive imprese deve indicare:
2) la cooperativa o le cooperative cui è attribuita direzione del gruppo,
indicandone i relativi poteri;
5) i criteri di compensazione e l'equilibrio nella distribuzione dei
vantaggi derivanti dall'attività comune.
La cooperativa può recedere dal contratto senza che ad essa possano essere
imposti oneri di alcun tipo qualora, per effetto dell'adesione al gruppo, le
condizioni dello scambio risultino pregiudizievoli per i propri soci.
Le cooperative aderenti ad un gruppo sono tenute a depositare in forma
scritta l'accordo di partecipazione presso l'albo delle società cooperative.
Art. 2545-octies. Perdita della qualifica di cooperativa a mutualità prevalente. La cooperativa perde la qualifica di cooperativa a mutualità prevalente
quando, per due esercizi consecutivi, non rispetti la condizione di prevalenza,
di cui all'articolo 2513, ovvero quando modifichi le previsioni statutarie di
cui all'articolo 2514.
In questo caso, sentito il parere del revisore esterno, ove presente, gli
amministratori devono redigere un apposito bilancio, da notificarsi entro
sessanta giorni dalla approvazione al Ministero delle attività produttive, al
fine di determinare il valore effettivo dell'attivo patrimoniale da imputare
alle riserve indivisibili. Il bilancio deve essere verificato senza rilievi da
una società di revisione.
Qualora la cooperativa abbia perso la qualifica di cooperativa a mutualità
prevalente per il mancato rispetto della condizione di prevalenza di cui all’
articolo 2513, l’ obbligo di cui al secondo comma si applica soltanto nel caso
in cui la cooperativa medesima modifichi le previsioni statuarie di cui
all’articolo 2514 o abbia emesso strumenti finanziari (2).
In tutti i casi di perdita della citata qualifica, la cooperativa è tenuta a
segnalare espressamente tale condizione attraverso gli strumenti di
comunicazione informatica previsti dall’articolo 223 sexiesdecies delle
disposizioni per l’attuazione del presente codice (2).
Lo stesso obbligo sussiste per la cooperativa nel caso in cui le risultanze
contabili relative al primo anno successivo alla perdita della detta qualifica
evidenzino il rientro nei parametri della mutualità prevalente (2).
In seguito alle predette segnalazioni, l’amministrazione presso la quale è
tenuto l’albo delle società cooperative provvede alla variazione della sezione
di iscrizione all’albo medesimo senza alcun ulteriore onere istruttorio (2)
L’omessa o ritardata comunicazione della perdita della qualifica di
cooperativa a mutualità prevalente è segnalata all’amministrazione finanziaria
e comporta l’applicazione della sanzione amministrativa della sospensione
semestrale di ogni attività dell’ente, intesa come divieto di assumere nuove
eventuali obbligazioni contrattuali (2).
Art. 2545-nonies. Modificazioni dell'atto costitutivo. Alle deliberazioni che importano modificazioni dell'atto costitutivo si
applica l'articolo 2436
La fusione e la scissione di società cooperative sono disciplinate dal
titolo V, capo X, sezione II e III.
Art. 2545-decies. Trasformazione. Le società cooperative diverse da quelle a mutualità prevalente possono
deliberare, con il voto favorevole di almeno la metà dei soci della
cooperativa, la trasformazione in una società del tipo previsto dal titolo V,
capi II, III, IV, V, VI e VII, o in consorzio.
Quando i soci sono meno di cinquanta, la deliberazione deve essere approvata
con il voto favorevole dei due terzi di essi. Quando i soci sono più di
diecimila, l'atto costitutivo può prevedere che la trasformazione sia
All'esito della trasformazione gli strumenti finanziari con diritto di voto
sono convertiti in partecipazioni ordinarie, conservando gli eventuali
Art. 2545-undecies. Devoluzione del patrimonio e bilancio di trasformazione. La deliberazione di trasformazione devolve il valore effettivo del
patrimonio, dedotti il capitale versato e rivalutato e i dividendi non ancora
distribuiti, eventualmente aumentato fino a concorrenza dell'ammontare minimo
del capitale della nuova società, esistenti alla data di trasformazione, ai
Alla proposta di deliberazione di trasformazione gli amministratori allegano
una relazione giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario
ha sede la società cooperativa, attestante il valore effettivo del patrimonio
L'assemblea non può procedere alla deliberazione di cui ai precedenti commi
qualora la cooperativa non sia stata sottoposta a revisione da parte dell'autorità
di vigilanza nell'anno precedente o, comunque, gli amministratori non ne
abbiano fatto richiesta da almeno novanta giorni.
Art. 2545-duodecies. Scioglimento. La società cooperativa si scioglie per le cause indicate ai numeri 1), 2),
3), 5), 6) e 7) dell'articolo 2484, nonché per la perdita del capitale sociale
Insolvenza. In caso di insolvenza della società, l'autorità governativa alla quale
spetta il controllo sulla società dispone la liquidazione coatta
amministrativa. Le cooperative che svolgono attività commerciale sono soggette
anche al fallimento.
amministrativa e il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa
preclude la dichiarazione di fallimento.
Art. 2545-quaterdecies. Controllo sulle società cooperative. Le società cooperative sono sottoposte alle autorizzazioni, alla vigilanza e
agli altri controlli sulla gestione previsti dalle leggi speciali.
Art. 2545-quinquiesdecies. Controllo giudiziario. I fatti previsti dall'articolo 2409 possono essere denunciati al tribunale
dai soci che siano titolari del decimo del capitale sociale ovvero da un decimo
del numero complessivo dei soci, e, nelle società cooperative che hanno più di
tremila soci, da un ventesimo dei soci.
Il ricorso deve essere notificato a cura dei ricorrenti anche all'autorità
Il tribunale, sentiti in camera di consiglio gli amministratori, i sindaci e
l'autorità di vigilanza, dichiara improcedibile il ricorso se per i medesimi
fatti sia stato già nominato un ispettore o un commissario dall'autorità di
L'autorità di vigilanza dispone la sospensione del procedimento dalla
medesima iniziato se il tribunale per i medesimi fatti ha nominato un ispettore
o un amministratore giudiziario.
Gestione commissariale. In caso di irregolare funzionamento delle società cooperative, l'autorità di
vigilanza può revocare gli amministratori e i sindaci, e affidare la gestione
della società ad un commissario, determinando i poteri e la durata. Ove
l'importanza della società cooperativa lo richieda, l'autorità di vigilanza può
nominare un vice commissario che collabora con il commissario e lo sostituisce
in caso di impedimento.
Al commissario possono essere conferiti per determinati atti anche i poteri
dell'assemblea, ma le relative deliberazioni non sono valide senza
l'approvazione dell'autorità di vigilanza.
Se l'autorità di vigilanza accerta irregolarità nelle procedure di ammissione
dei nuovi soci, può diffidare la società cooperativa e, qualora non si adegui,
assumere i provvedimenti di cui ai commi precedenti.
Art. 2545-septiesdecies. Scioglimento per atto dell'autorità. L'autorità di vigilanza, con provvedimento da pubblicarsi nella Gazzetta
Ufficiale e da iscriversi nel registro delle imprese, può sciogliere le società
cooperative e gli enti mutualistici che non perseguono lo scopo mutualistico o
non sono in condizione di raggiungere gli scopi per cui sono stati costituiti o
che per due anni consecutivi non hanno depositato il bilancio di esercizio o
non hanno compiuto atti di gestione.
Se vi è luogo a liquidazione, con lo stesso provvedimento sono nominati uno
o più commissari liquidatori.
Art. 2545-octiesdecies. Sostituzione dei liquidatori. In caso di irregolarità o di eccessivo ritardo nello svolgimento della
liquidazione ordinaria di una società cooperativa, l'autorità di vigilanza può
sostituire i liquidatori o, se questi sono stati nominati dall'autorità
giudiziaria, può chiederne la sostituzione al tribunale.
Fatti salvi i casi di liquidazione per i quali è intervenuta la nomina di un
liquidatore da parte dell'autorità giudiziaria, l'autorità di vigilanza dispone
la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, per la conseguente cancellazione dal
registro delle imprese, dell'elenco delle società cooperative e degli enti
mutualistici in liquidazione ordinaria che non hanno depositato i bilanci di
esercizio relativi agli ultimi cinque anni.
Entro il termine perentorio di trenta giorni dalla pubblicazione i creditori
e gli altri interessati possono presentare all'autorità di vigilanza formale e
motivata domanda intesa a consentire la prosecuzione della liquidazione.
Trascorso il suddetto termine, a seguito di comunicazione da parte
Art. 2546. Nozione. Nella società di mutua assicurazione le obbligazioni sono garantite dal
I soci sono tenuti al pagamento dei contributi fissi o variabili, entro il
limite massimo determinato dall'atto costitutivo.
Nelle mutue assicuratrici non si può acquistare la qualità di socio, se non
assicurandosi presso la società, e si perde la qualità di socio con
l'estinguersi dell'assicurazione, salvo quanto disposto dall'articolo 2548 .
Art. 2547. Norme applicabili. Le società di mutua assicurazione sono soggette alle autorizzazioni, alla
vigilanza e agli altri controlli stabiliti dalle leggi speciali sull'esercizio
dell'assicurazione, e sono regolate dalle norme stabilite per le società
cooperative, in quanto compatibili con la loro natura.
Art. 2548. Conferimenti per la costituzione di fondi di garanzia. L'atto costitutivo può prevedere la costituzione di fondi di garanzia per il
pagamento delle indennità, mediante speciali conferimenti da parte di
assicurati o di terzi, attribuendo anche a questi ultimi la qualità di socio.
L'atto costitutivo può attribuire a ciascuno dei soci sovventori più voti,
ma non oltre cinque, in relazione all'ammontare del conferimento.
I voti attribuiti ai soci sovventori, come tali, devono in ogni caso essere
inferiori al numero dei voti spettanti ai soci assicurati.
I soci sovventori possono essere nominati amministratori. La maggioranza
degli amministratori deve essere costituita da soci assicurati.
Dell'associazione in partecipazione Art. 2549. Nozione.
Con il contratto di associazione in partecipazione l'associante attribuisce
all'associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più
affari verso il corrispettivo di un determinato apporto.
Cfr. Cass. 9264/2007 e
Cass. trib. 16455/2008 . Art. 2550. Pluralità di associazioni. Salvo patto contrario, l'associante non può attribuire partecipazioni per la
stessa impresa o per lo stesso affare ad altre persone senza il consenso dei
precedenti associati.
Art. 2551. Diritti ed obbligazioni dei terzi. I terzi acquistano diritti e assumono obbligazioni soltanto verso
l'associante.
Art. 2552. Diritti dell'associante e dell'associato. La gestione dell'impresa o dell'affare spetta all'associante.
Il contratto può determinare quale controllo possa esercitare l'associato
sull'impresa o sullo svolgimento dell'affare per cui l'associazione è stata
In ogni caso l'associato ha diritto al rendiconto dell'affare compiuto o a
quello annuale della gestione se questa si protrae per più di un anno.
Art. 2553. Divisione degli utili e delle perdite. Salvo patto contrario, l'associato partecipa alle perdite nella stessa
misura in cui partecipa agli utili, ma le perdite che colpiscono l'associato
non possono superare il valore del suo apporto.
Art. 2554. Partecipazione agli utili e alle perdite. Le disposizioni degli articoli 2551 e 2552 si applicano anche al contratto
di cointeressenza agli utili di una impresa senza partecipazione alle perdite,
e al contratto con il quale un contraente attribuisce la partecipazione agli
utili e alle perdite della sua impresa, senza il corrispettivo di un
Per le partecipazioni agli utili attribuite ai prestatori di lavoro resta
salva la disposizione dell'articolo 2102.
Cfr. Cass. trib. 16455/2008 .
L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per
Cfr. Cassazione Civile, sez. I, sentenza 9 ottobre 2009, n. 21481 .
Art. 2556. Imprese soggette a registrazione. Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il
trasferimento della proprietà o il godimento dell'azienda devono essere provati
per iscritto, salva l'osservanza delle forme stabilite dalla legge per il
trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda o per la particolare
I contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata
autenticata, devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle
imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del notaio rogante o
Art. 2557. Divieto di concorrenza. Chi aliena l'azienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal
trasferimento, dall'iniziare una nuova impresa che per l'oggetto, l'ubicazione
o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dell'azienda ceduta.
Il patto di astenersi dalla concorrenza in limiti più ampi di quelli
previsti dal comma precedente è valido, purché non impedisca ogni attività
professionale dell'alienante. Esso non può eccedere la durata di cinque anni
dal trasferimento.
Se nel patto è indicata una durata maggiore o la durata non è stabilita, il
divieto di concorrenza vale per il periodo di cinque anni dal trasferimento .
Nel caso di usufrutto o di affitto dell'azienda il divieto di concorrenza
disposto dal primo comma vale nei confronti del proprietario o del locatore per
la durata dell'usufrutto o dell'affitto.
Le disposizioni di questo articolo si applicano alle aziende agricole solo
per le attività ad esse connesse, quando rispetto a queste sia possibile uno
Art. 2558. Successione nei contratti. Se non è pattuito diversamente, l'acquirente dell'azienda subentra nei
contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa che non abbiano
Il terzo contraente può tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla
notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso
la responsabilità dell'alienante.
Le stesse disposizioni si applicano anche nei confronti dell'usufruttuario e
dell'affittuario per la durata dell'usufrutto e dell'affitto.
Cfr. Cassazione Civile, sez. III, sentenza 21 marzo 2008, n. 7686 .
Art. 2559. Crediti relativi all'azienda ceduta. La cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta, anche in mancanza di
notifica al debitore o di sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei
terzi, dal momento dell'iscrizione del trasferimento nel registro delle
imprese. Tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede
all'alienante.
Le stesse disposizioni si applicano anche nel caso di usufrutto dell'azienda
, se esso si estende ai crediti relativi alla medesima.
Art. 2560. Debiti relativi all'azienda ceduta. L'alienante non è liberato dai debiti, inerenti all'esercizio dell'azienda
ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno
Nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti
anche l'acquirente dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili
Art. 2561. Usufrutto dell'azienda. L'usufruttuario dell'azienda deve esercitarla sotto la ditta che la
Egli deve gestire l'azienda senza modificarne la destinazione e in modo da
conservare l'efficienza dell'organizzazione e degli impianti e le normali
dotazioni di scorte.
Se non adempie a tale obbligo o cessa arbitrariamente dalla gestione
dell'azienda, si applica l'articolo 1015.
La differenza tra le consistenze d'inventario all'inizio e al termine
dell'usufrutto è regolata in danaro, sulla base dei valori correnti al termine
dell'usufrutto.
Art. 2562. Affitto dell'azienda. Le disposizioni dell'articolo precedente si applicano anche nel caso di
Ditta. L'imprenditore ha diritto all'uso esclusivo della ditta da lui prescelta.
La ditta, comunque sia formata, deve contenere almeno il cognome o la sigla
dell'imprenditore, salvo quanto è disposto dall'articolo 2565.
Art. 2564. Modificazione della ditta. Quando la ditta è uguale o simile a quella usata da altro imprenditore e può
creare confusione per l'oggetto dell'impresa e per il luogo in cui questa è
esercitata, deve essere integrata o modificata con indicazioni idonee a
differenziarla.
Per le imprese commerciali l'obbligo dell'integrazione o modificazione
spetta a chi ha iscritto la propria ditta nel registro delle imprese in epoca
Art. 2565. Trasferimento della ditta. La ditta non può essere trasferita separatamente dall'azienda.
Nel trasferimento dell'azienda per atto tra vivi la ditta non passa
all'acquirente senza il consenso dell'alienante.
Nella successione nell'azienda per causa di morte la ditta si trasmette al
successore, salvo diversa disposizione testamentaria.
Art. 2566. Registrazione della ditta. Per le imprese commerciali, l'ufficio del registro delle imprese deve
rifiutare l'iscrizione della ditta, se questa non è conforme a quanto è
prescritto dal secondo comma dell'articolo 2563 o, trattandosi di ditta
derivata , se non è depositata copia dell'atto in base al quale ha avuto luogo
la successione nell'azienda.
Art. 2567. Società. La ragione sociale e la denominazione delle società sono regolate dai titoli
V e VI di questo libro.
Art. 2568. Insegna. Le disposizioni del primo comma dell'articolo 2564 si applicano all'insegna.
Art. 2569. Diritto di esclusività. Chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo
a distinguere prodotti o servizi ha diritto di valersene in modo esclusivo per
i prodotti o servizi per i quali è stato registrato.
In mancanza di registrazione il marchio è tutelato a norma dell'articolo
Art. 2570. Marchi collettivi. I soggetti che svolgono la funzione di garantire l'origine, la natura o la
qualità di determinati prodotti o servizi possono ottenere la registrazione di
marchi collettivi per concederne l'uso, secondo le norme dei rispettivi
regolamenti, a produttori o commercianti.
Art. 2571. Preuso. Chi ha fatto uso di un marchio non registrato ha la facoltà di continuare ad
usarne, nonostante la registrazione da altri ottenuta, nei limiti in cui
anteriormente se ne è valso.
Art. 2572. Divieto di soppressione del marchio. Il rivenditore può apporre il proprio marchio ai prodotti che mette in
vendita, ma non può sopprimere il marchio del produttore.
Art. 2573. Trasferimento del marchio. Il marchio può essere trasferito o concesso in licenza per la totalità o per
una parte dei prodotti o servizi per i quali è stato registrato, purché in ogni
caso dal trasferimento o dalla licenza non derivi inganno in quei caratteri dei
prodotti o servizi che sono essenziali nell'apprezzamento del pubblico.
Quando il marchio è costituito da un segno figurativo, da una denominazione
di fantasia o da una ditta derivata, si presume che il diritto all'uso
esclusivo di esso sia trasferito insieme con l'azienda.
Art. 2574. Leggi speciali. Le condizioni per la registrazione dei marchi e degli atti di trasferimento
dei medesimi, nonché gli effetti della registrazione sono stabiliti dalle leggi
Formano oggetto del diritto di autore le opere dell'ingegno di carattere
creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle
arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia qualunque ne
sia il modo o la forma di espressione.
Art. 2576. Acquisto del diritto. Il titolo originario dell'acquisto del diritto di autore è costituito dalla
creazione dell'opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.
Art. 2577. Contenuto del diritto. L'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l'opera e di utilizzarla
economicamente in ogni forma e modo, nei limiti e per gli effetti fissati dalla
L'autore, anche dopo la cessione dei diritti previsti dal comma precedente,
può rivendicare la paternità dell'opera e può opporsi a qualsiasi deformazione,
mutilazione o altra modificazione dell'opera stessa, che possa essere di
pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione.
Art. 2578. Progetti di lavori. All'autore di progetti di lavori di ingegneria o di altri lavori analoghi
che costituiscono soluzioni originali di problemi tecnici, compete oltre il
diritto esclusivo di riproduzione dei piani e disegni dei progetti medesimi, il
diritto di ottenere un equo compenso da coloro che eseguono il progetto tecnico
a scopo di lucro senza il suo consenso.
Interpreti ed esecutori. Agli artisti, attori o interpreti di opere o composizioni drammatiche o
letterarie, e agli artisti esecutori di opere o composizioni musicali, anche se
le opere o composizioni sovraindicate sono in dominio pubblico, compete, nei
limiti, per gli effetti e con le modalità fissati dalle leggi speciali,
indipendentemente dall'eventuale retribuzione loro spettante per la
recitazione, rappresentazione od esecuzione, il diritto ad un equo compenso nei
confronti di chiunque diffonda o trasmetta per radio, telefono od altro
apparecchio equivalente, ovvero incida, registri o comunque riproduca su dischi
fonografici, pellicola cinematografica od altro apparecchio equivalente la
Gli artisti attori od interpreti e gli artisti esecutori hanno diritto di
opporsi alla diffusione, trasmissione o riproduzione della loro recitazione,
rappresentazione od esecuzione che possa essere di pregiudizio al loro onore o
alla loro reputazione.
Art. 2580. Soggetti del diritto. Il diritto di autore spetta all'autore ed ai suoi aventi causa nei limiti e
per gli effetti fissati dalle leggi speciali.
[L'autore che ha compiuto diciotto anni ha capacità di compiere tutti
gli atti giuridici relativi alle opere da lui create e di esercitare le azioni
che ne derivano.]
Art. 2581. Trasferimento dei diritti di utilizzazione. I diritti di utilizzazione sono trasferibili.
Art. 2582. Ritiro dell'opera dal commercio. L'autore, qualora concorrano gravi ragioni morali, ha diritto di ritirare
l'opera dal commercio, salvo l'obbligo d'indennizzare coloro che hanno
acquistato i diritti di riprodurre, diffondere, eseguire, rappresentare o
mettere in commercio l'opera medesima.
L'esercizio dei diritti contemplati in questo capo e la loro durata sono
regolati dalle leggi speciali.
Art. 2584. Diritto di esclusività. Chi ha ottenuto un brevetto per un'invenzione industriale ha il diritto
esclusivo di attuare l'invenzione e di disporne entro i limiti e alle
condizioni stabilite dalla legge. Il diritto si estende anche al commercio del
prodotto a cui l'invenzione si riferisce.
Art. 2585. Oggetto del brevetto. Possono costituire oggetto di brevetto le nuove invenzioni atte ad avere
un'applicazione industriale, quali un metodo o un processo di lavorazione
industriale, una macchina, uno strumento, un utensile o un dispositivo
meccanico, un prodotto o un risultato industriale e l'applicazione tecnica di
un principio scientifico, purché essa dia immediati risultati industriali.
In quest'ultimo caso il brevetto è limitato ai soli risultati indicati
dall'inventore.
Art. 2586. Brevetto per nuovi metodi o processi di fabbricazione. Il brevetto concernente un nuovo metodo o processo di fabbricazione
industriale ne attribuisce al titolare l'uso esclusivo.
[Se il metodo o processo è diretto ad ottenere un prodotto industriale
nuovo, il brevetto si estende anche al prodotto ottenuto, purché questo possa
formare oggetto di brevetto.] (1)
Brevetto dipendente da brevetto altrui. Il brevetto per invenzione industriale, la cui attuazione implica quella di
invenzioni protette da precedenti brevetti per invenzioni industriali ancora in
vigore, non pregiudica i diritti dei titolari di quest'ultimi, e non può essere
attuato né utilizzato senza il consenso di essi.
Art. 2588. Soggetti del diritto. Il diritto di brevetto spetta all'autore dell'invenzione e ai suoi aventi
Art. 2589. Trasferibilità. I diritti nascenti dalle invenzioni industriali, tranne il diritto di
esserne riconosciuto autore, sono trasferibili.
Art. 2590. Invenzione del prestatore di lavoro. Il prestatore di lavoro ha diritto di essere riconosciuto autore
dell'invenzione fatta nello svolgimento del rapporto di lavoro.
I diritti e gli obblighi delle parti relativi all'invenzione sono regolati
Art. 2591. Rinvio alle leggi speciali. Le condizioni e le modalità per la concessione del brevetto, l'esercizio dei
diritti che ne derivano e la loro durata sono regolati dalle leggi speciali.
Del diritto di brevetto per modelli di utilità e di registrazione per disegni e
modelli Art. 2592. Modelli di utilità. Chi, in conformità della legge, ha ottenuto un brevetto per un'invenzione
atta a conferire a macchine o parti di esse, strumenti, utensili od oggetti,
particolare efficacia o comodità di applicazione o d'impiego, ha il diritto
esclusivo di attuare l'invenzione, di disporne e di fare commercio dei prodotti
Il brevetto per le macchine nel loro complesso non comprende la protezione
Art. 2593. Modelli e disegni. Chi ha ottenuto una registrazione per un nuovo disegno o modello che abbia
carattere individuale, ha il diritto esclusivo di utilizzarlo e di vietare a
terzi di utilizzarlo senza il suo consenso, in conformità alle leggi speciali.
Art. 2594. Norme applicabili. Ai diritti di brevetto e di registrazione contemplati in questo capo, si
applicano gli articoli 2588, 2589 e 2590. Le condizioni e le modalità per la
concessione del brevetto e della registrazione, l'esercizio dei diritti che ne
derivano e la loro durata sono regolati dalle leggi speciali.
La concorrenza deve svolgersi in modo da non ledere gli interessi
dell'economia nazionale e nei limiti stabiliti dalla legge [e dalle norme
corporative].
Limiti contrattuali della concorrenza. Il patto che limita la concorrenza deve essere provato per iscritto. Esso è
valido se circoscritto ad una determinata zona o ad una determinata attività, e
Se la durata del patto non è determinata o è stabilita per un periodo
superiore a cinque anni, il patto è valido per la durata di un quinquennio.
Art. 2597. Obbligo di contrattare nel caso di monopolio. Chi esercita un'impresa in condizione di monopolio legale ha l'obbligo di
contrattare con chiunque richieda le prestazioni che formano oggetto
dell'impresa, osservando la parità di trattamento.
Art. 2598. Atti di concorrenza sleale. Ferme le disposizioni che concernono la tutela dei segni distintivi e dei
diritti di brevetto, compie atti di concorrenza sleale chiunque:
1) usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o con
i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i
prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a
creare confusione con i prodotti e con l'attività di un concorrente;
2) diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull'attività di un
concorrente, idonei a determinare il discredito o si appropria di pregi dei
prodotti o dell'impresa di un concorrente;
3) si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai
principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l'altrui
Cfr. Cassazione Civile, sez. I, sentenza 22 luglio 2009, n. 17144 e
Cassazione Civile, sez. I, sentenza 30 ottobre 2009, n. 23045 .
Art. 2599. Sanzioni. La sentenza che accerta atti di concorrenza sleale ne inibisce la
continuazione e dà gli opportuni provvedimenti affinché ne vengano eliminati gli
Art. 2600. Risarcimento del danno. Se gli atti di concorrenza, sleale sono compiuti con dolo o con colpa,
l'autore è tenuto al risarcimento dei danni.
Art. 2601. Azione delle associazioni professionali. Quando gli atti di concorrenza sleale pregiudicano gli interessi di una
categoria professionale, l'azione per la repressione della concorrenza sleale
può essere promossa anche dagli enti che rappresentano la categoria.
Art. 2602. Nozione e norme applicabili. Con il contratto di consorzio più imprenditori istituiscono
un'organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate
fasi delle rispettive imprese.
Il contratto di cui al precedente comma è regolato dalle norme seguenti,
salve le diverse disposizioni delle leggi speciali.
4) le attribuzioni e i poteri degli organi consortili anche in ordine alla
Se il consorzio ha per oggetto il contingentamento della produzione o degli
scambi, il contratto deve inoltre stabilire le quote dei singoli consorziati o
i criteri per la determinazione di esse.
Se l'atto costitutivo deferisce la risoluzione di questioni relative alla
determinazione delle quote ad una o più persone, le decisioni di queste possono
essere impugnate innanzi all'autorità giudiziaria, se sono manifestamente
inique od erronee, entro trenta giorni dalla notizia.
Art. 2604. Durata del consorzio. In mancanza di determinazione della durata del contratto, questo è valido
Controllo sull'attività dei singoli consorziati. I consorziati devono consentire i controlli e le ispezioni da parte degli
organi previsti dal contratto, al fine di accertare l'esatto adempimento delle
Art. 2606. Deliberazioni consortili. Se il contratto non dispone diversamente, le deliberazioni relative
all'attuazione dell'oggetto del consorzio sono prese col voto favorevole della
maggioranza dei consorziati.
Le deliberazioni che non sono prese in conformità alle disposizioni di
questo articolo o a quelle del contratto possono essere impugnate davanti
all'autorità giudiziaria entro trenta giorni. Per i consorziati assenti il
termine decorre dalla comunicazione o, se si tratta di deliberazione soggetta
ad iscrizione, dalla data di questa.
Art. 2607. Modificazioni del contratto. Il contratto, se non è diversamente convenuto, non può essere modificato
senza il consenso di tutti i consorziati.
Art. 2608. Organi preposti al consorzio. La responsabilità verso i consorziati di coloro che sono preposti al
consorzio è regolata dalle norme sul mandato.
Art. 2609. Recesso ed esclusione. Nei casi di recesso e di esclusione previsti dal contratto, la quota di
partecipazione del consorziato receduto o escluso si accresce proporzionalmente
a quelle degli altri.
Il mandato conferito dai consorziati per l'attuazione degli scopi del
consorzio, ancorché dato con unico atto, cessa nei confronti del consorziato
receduto o escluso.
Trasferimento dell'azienda. Salvo patto contrario, in caso di trasferimento a qualunque titolo
dell'azienda l'acquirente subentra nel contratto di consorzio.
Tuttavia, se sussiste una giusta causa, in caso di trasferimento
dell'azienda per atto fra vivi, gli altri consorziati possono deliberare, entro
un mese dalla notizia dell'avvenuto trasferimento, l'esclusione dell'acquirente
4) per deliberazione dei consorziati, presa a norma dell'articolo 2606, se
sussiste una giusta causa;
5) per provvedimento dell'autorità governativa, nei casi ammessi dalla legge
Iscrizione nel registro delle imprese. Se il contratto prevede l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere
un'attività con i terzi, un estratto del contratto deve, a cura degli
amministratori, entro trenta giorni dalla stipulazione, essere depositato per
l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove
l'ufficio ha sede.
4) le persone a cui vengono attribuite la presidenza, la direzione e la
rappresentanza del consorzio ed i rispettivi poteri;
5) il modo di formazione del fondo consortile e le norme relative alla
Del pari devono essere iscritte nel registro delle imprese le modificazioni
del contratto concernenti gli elementi sopra indicati.
Art. 2613. Rappresentanza in giudizio. I consorzi possono essere convenuti in giudizio in persona di coloro ai
quali il contratto attribuisce la presidenza o la direzione, anche se la
rappresentanza è attribuita ad altre persone.
Art. 2614. Fondo consortile. I contributi dei consorziati e i beni acquistati con questi contributi
costituiscono il fondo consortile. Per la durata del consorzio i consorziati
non possono chiedere la divisione del fondo, e i creditori particolari dei
consorziati non possono far valere i loro diritti sul fondo medesimo.
Art. 2615. Responsabilità verso i terzi. Per le obbligazioni assunte in nome del consorzio dalle persone che ne hanno
la rappresentanza, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul
Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli
consorziati rispondono questi ultimi solidalmente col fondo consortile. In caso
di insolvenza nei rapporti tra i consorziati il debito dell'insolvente si
ripartisce tra tutti in proporzione delle quote.
Art. 2615-bis. Situazione patrimoniale. Entro due mesi dalla chiusura dell'esercizio annuale le persone che hanno la
direzione del consorzio redigono la situazione patrimoniale osservando le norme
relative al bilancio di esercizio delle società per azioni e la depositano
presso l'ufficio del registro delle imprese.
Alle persone che hanno la direzione del consorzio sono applicati gli
articoli 2621, n. 1), e 2626.
Negli atti e nella corrispondenza del consorzio devono essere indicati la
sede di questo, l'ufficio del registro delle imprese presso il quale esso è
iscritto e il numero di iscrizione.
Art. 2615-ter. Società consortili. Le società previste nei capi III e seguenti del titolo V possono assumere
come oggetto sociale gli scopi indicati nell'articolo 2602.
In tal caso l'atto costitutivo può stabilire l'obbligo dei soci di versare
Costituzione. Con provvedimento dell'autorità governativa,, può essere disposta anche per
zone determinate, la costituzione di consorzi obbligatori tra esercenti lo
stesso ramo o rami similari di attività economica, qualora la costituzione
stessa risponda alle esigenze dell'organizzazione della produzione.
Nello stesso modo, ricorrendo le condizioni di cui al comma precedente,
possono essere trasformati in obbligatori i consorzi costituiti
Art. 2617. Consorzi per l'ammasso dei prodotti agricoli. Quando la legge prescrive l'ammasso di determinati prodotti agricoli, la
gestione collettiva di questi è fatta per conto degli imprenditori interessati
a mezzo di consorzi obbligatori, secondo le disposizioni delle leggi speciali .
Approvazione del contratto consortile. I contratti previsti nel presente capo, se sono tali da influire sul mercato
generale dei beni in essi contemplati, sono soggetti ad approvazione da parte
dell'autorità governativa .
Art. 2619. Controllo sull'attività del consorzio. L'attività dei consorzi è sottoposta alla vigilanza dell'autorità
Quando l'attività del consorzio risulta non conforme agli scopi per cui è
stato costituito, l'autorità governativa può sciogliere gli organi del
consorzio e affidare la gestione a un commissario governativo ovvero, nei casi
più gravi, può disporre lo scioglimento del consorzio stesso.
Art. 2620. Estensione delle norme di controllo alle società. Le disposizioni di questa sezione si applicano anche alle società che si
costituiscono per raggiungere gli scopi indicati nell'articolo 2602.
L'autorità governativa può sempre disporre lo scioglimento della società,
quando la costituzione di questa non abbia avuto l'approvazione prevista
nell'articolo 2618.
Salvo quanto previsto dall'articolo 2622, gli amministratori, i direttori
societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, con l'intenzione di ingannare i
soci o il pubblico e al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto
profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali
previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, espongono fatti materiali
non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni ovvero omettono informazioni
la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica,
patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene,
in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione,
sono puniti con l'arresto fino a due anni.
La punibilità è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni
posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi.
La punibilità è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo
sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o
finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene. La punibilità
è comunque esclusa se le falsità o le omissioni determinano una variazione del
risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5
per cento o una variazione del patrimonio netto non superiore all'1 per cento.
In ogni caso il fatto non è punibile se conseguenza di valutazioni
estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore
al 10 per cento da quella corretta.
Nei casi previsti dai commi terzo e quarto, ai soggetti di cui al primo
comma sono irrogate la sanzione amministrativa da dieci a cento quote e
da sei mesi a tre anni, dall'esercizio dell'ufficio di amministratore, sindaco,
liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei
documenti contabili societari, nonché da ogni altro ufficio con potere di
rappresentanza della persona giuridica o dell'impresa.
Art. 2622. False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori.
Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla
quali, con l'intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di
conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle
relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai
soci o al pubblico, esponendo fatti materiali non rispondenti al vero ancorché
oggetto di valutazioni, ovvero omettendo informazioni la cui comunicazione è
imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria
della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre
in errore i destinatari sulla predetta situazione, cagionano un danno
patrimoniale alla società, ai soci o ai creditori, sono puniti, a querela della
persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Si procede a querela anche se il fatto integra altro delitto, ancorché
aggravato, a danno del patrimonio di soggetti diversi dai soci e dai creditori,
salvo che sia commesso in danno dello Stato, di altri enti pubblici o delle
Nel caso di società soggette alle disposizioni della parte IV, titolo III,
capo II, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,
e successive modificazioni, la pena per i fatti previsti al primo comma è da
uno a quattro anni e il delitto è procedibile d'ufficio.
La pena è da due a sei anni se, nelle ipotesi di cui al terzo comma, il
fatto cagiona un grave nocumento ai risparmiatori.
Il nocumento si considera grave quando abbia riguardato un numero di
risparmiatori superiore allo 0,1 per mille della popolazione risultante
dall'ultimo censimento ISTAT ovvero se sia consistito nella distruzione o
riduzione del valore di titoli di entità complessiva superiore allo 0,1 per
mille del prodotto interno lordo.
La punibilità per i fatti previsti dal primo e terzo comma è estesa anche al
caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla
La punibilità per i fatti previsti dal primo e terzo comma è esclusa se le
falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della
situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al
quale essa appartiene. La punibilità è comunque esclusa se le falsità o le
omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al
lordo delle imposte, non superiore al 5 per cento o una variazione del
patrimonio netto non superiore all'1 per cento.
Nei casi previsti dai commi settimo e ottavo, ai soggetti di cui al primo
[Art. 2623. Falso in prospetto. (1) Chiunque, allo scopo di conseguire per sé o per altri un ingiusto
profitto, nei prospetti richiesti ai fini della sollecitazione all'investimento
o dell'ammissione alla quotazione nei mercati regolamentati, ovvero nei
documenti da pubblicare in occasione delle offerte pubbliche di acquisto o di
scambio, con la consapevolezza della falsità e l'intenzione di ingannare i
destinatari del prospetto, espone false informazioni od occulta dati o notizie
in modo idoneo ad indurre in errore i suddetti destinatari è punito, se la
condotta non ha loro cagionato un danno patrimoniale, con l'arresto fino ad un
Se la condotta di cui al primo comma ha cagionato un danno patrimoniale
ai destinatari del prospetto, la pena è dalla reclusione da uno a tre anni.]
I responsabili della revisione i quali, al fine di conseguire per sé o
per altri un ingiusto profitto, nelle relazioni o in altre comunicazioni, con
la consapevolezza della falsità e l'intenzione di ingannare i destinatari delle
comunicazioni, attestano il falso od occultano informazioni concernenti la
situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società, ente o soggetto
sottoposto a revisione, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari delle
comunicazioni sulla predetta situazione, sono puniti, se la condotta non ha
loro cagionato un danno patrimoniale, con l'arresto fino a un anno.
ai destinatari delle comunicazioni, la pena è della reclusione da uno a quattro
anni.]
Impedito controllo. Gli amministratori che, occultando documenti o con altri idonei artifici,
impediscono o comunque ostacolano lo svolgimento delle attività di controllo
legalmente attribuite ai soci o ad altri organi sociali sono puniti con la
sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.329 euro.
Se la condotta ha cagionato un danno ai soci, si applica la reclusione fino
ad un anno e si procede a querela della persona offesa.
La pena è raddoppiata se si tratta di società con titoli quotati in mercati
regolamentati italiani o di altri Stati dell'Unione europea o diffusi tra il
pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 del testo unico di cui
Art. 2626. Indebita restituzione dei conferimenti. Gli amministratori che, fuori dei casi di legittima riduzione del capitale
sociale, restituiscono, anche simulatamente, i conferimenti ai soci o li
liberano dall'obbligo di eseguirli, sono puniti con la reclusione fino ad un
Art. 2627. Illegale ripartizione degli utili e delle riserve. Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, gli amministratori che
ripartiscono utili o acconti su utili non effettivamente conseguiti o destinati
per legge a riserva, ovvero che ripartiscono riserve, anche non costituite con
utili, che non possono per legge essere distribuite, sono puniti con l'arresto
fino ad un anno.
La restituzione degli utili o la ricostituzione delle riserve prima del
termine previsto per l'approvazione del bilancio estingue il reato.
Gli amministratori che, fuori dei casi consentiti dalla legge, acquistano o
sottoscrivono azioni o quote sociali, cagionando una lesione all'integrità del
capitale sociale o delle riserve non distribuibili per legge, sono puniti con
la reclusione fino ad un anno.
La stessa pena si applica agli amministratori che, fuori dei casi consentiti
dalla legge, acquistano o sottoscrivono azioni o quote emesse dalla società
controllante, cagionando una lesione del capitale sociale o delle riserve non
distribuibili per legge.
Se il capitale sociale o le riserve sono ricostituiti prima del termine
previsto per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio in relazione al
quale è stata posta in essere la condotta, il reato è estinto.
Art. 2629. Operazioni in pregiudizio dei creditori. Gli amministratori che, in violazione delle disposizioni di legge a tutela
dei creditori, effettuano riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra
società o scissioni, cagionando danno ai creditori, sono puniti, a querela
della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Art. 2629-bis. Omessa comunicazione del conflitto d'interessi. L'amministratore o il componente del consiglio di gestione di una società
con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altro Stato
dell'Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi
dell'articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio
1998, n. 58, e successive modificazioni, ovvero di un soggetto sottoposto a
vigilanza ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 58 del
1998, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (1), del
decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, che viola gli obblighi previsti
dall'articolo 2391, primo comma, è punito con la reclusione da uno a tre anni,
se dalla violazione siano derivati danni alla società o a terzi.
(1) Le originarie parole: “legge 12 agosto 1982, n. 576“ sono state
sostituite dal D.L.vo 29 dicembre 2006, n. 303.
Art. 2630. Omessa esecuzione di denunce, comunicazioni o depositi. Chiunque, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestite in una
società o in un consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce,
comunicazioni o depositi presso il registro delle imprese, ovvero omette di
fornire negli atti, nella corrispondenza e nella rete telematica le
informazioni prescritte dall’articolo 2250, primo, secondo, terzo e quarto comma
(1), è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 206 euro
a 2.065 euro.
Se si tratta di omesso deposito dei bilanci, la sanzione amministrativa
pecuniaria è aumentata di un terzo. (1) Le parole: “ovvero omette di fornire negli atti, nella corrispondenza e
nella rete telematica le informazioni prescritte dall’articolo 2250, primo,
secondo, terzo e quarto comma” sono state inserite dall’art. 42, comma 2, della
L. 7 luglio 2009, n. 88.
Art. 2631. Omessa convocazione dell'assemblea. Gli amministratori e i sindaci che omettono di convocare l'assemblea dei
soci nei casi previsti dalla legge o dallo statuto, nei termini ivi previsti,
sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.032 a 6.197 euro.
Ove la legge o lo statuto non prevedano espressamente un termine, entro il
quale effettuare la convocazione, questa si considera omessa allorché siano
trascorsi trenta giorni dal momento in cui amministratori e sindaci sono venuti
a conoscenza del presupposto che obbliga alla convocazione dell'assemblea dei
La sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata di un terzo in caso di
convocazione a seguito di perdite o per effetto di espressa legittima richiesta
Degli altri illeciti, delle circostanze attenuanti e delle misure di sicurezza
Art. 2632. Formazione fittizia del capitale. Gli amministratori e i soci conferenti che, anche in parte, formano od
aumentano fittiziamente il capitale sociale mediante attribuzioni di azioni o
quote in misura complessivamente superiore all'ammontare del capitale sociale,
sottoscrizione reciproca di azioni o quote, sopravvalutazione rilevante dei
conferimenti di beni in natura o di crediti ovvero del patrimonio della società
nel caso di trasformazione, sono puniti con la reclusione fino ad un anno.
Art. 2633. Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori. I liquidatori che, ripartendo i beni sociali tra i soci prima del pagamento
dei creditori sociali o dell'accantonamento delle somme necessario a soddisfarli,
cagionano danno ai creditori, sono puniti, a querela della persona offesa, con
Il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato
Art. 2634. Infedeltà patrimoniale. Gli amministratori, i direttori generali e i liquidatori, che, avendo un
interesse in conflitto con quello della società, al fine di procurare a sé o ad
altri un ingiusto profitto o altro vantaggio, compiono o concorrono a
deliberare atti di disposizione dei beni sociali, cagionando intenzionalmente
alla società un danno patrimoniale, sono puniti con la reclusione da sei mesi a
La stessa pena si applica se il fatto è commesso in relazione a beni
posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi, cagionando a questi
ultimi un danno patrimoniale.
In ogni caso non è ingiusto il profitto della società collegata o del
gruppo, se compensato da vantaggi, conseguiti o fondatamente prevedibili,
derivanti dal collegamento o dall'appartenenza al gruppo.
Per i delitti previsti dal primo e secondo comma si procede a querela della
Infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità. Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla
redazione dei documenti contabili societari, i sindaci, e i liquidatori, i
quali, a seguito della dazione o della promessa di utilità, compiono od
omettono atti, in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio,
cagionando nocumento alla società, sono puniti con la reclusione sino a tre
Art. 2636. Illecita influenza sull'assemblea. Chiunque, con atti simulati o fraudolenti, determina la maggioranza in
assemblea, allo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, è
punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Art. 2637. Aggiotaggio. Chiunque diffonde notizie false, ovvero pone in essere operazioni simulate o
altri artifici concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del
prezzo di strumenti finanziari non quotati o per i quali non è stata presentata
una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato, ovvero
ad incidere in modo significativo sull'affidamento che il pubblico ripone nella
stabilità patrimoniale di banche o di gruppi bancari, è punito con la pena
della reclusione da uno a cinque anni.
redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori di
societào enti e gli altri soggetti sottoposti per legge alle autoritàpubbliche
di vigilanza, o tenuti ad obblighi nei loro confronti, i quali nelle
comunicazioni alle predette autoritàpreviste in base alla legge, al fine di
ostacolare l'esercizio delle funzioni di vigilanza, espongono fatti materiali
non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, sulla situazione
economica, patrimoniale o finanziaria dei sottoposti alla vigilanza ovvero,
allo stesso fine, occultano con altri mezzi fraudolenti, in tutto o in parte
fatti che avrebbero dovuto comunicare, concernenti la situazione medesima, sono
puniti con la reclusione da uno a quattro anni. La punibilitàè estesa anche al
societàper conto di terzi.
Sono puniti con la stessa pena gli amministratori, i direttori generali, i
dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci
e i liquidatori di società, o enti e gli altri soggetti sottoposti per legge
alle autoritàpubbliche di vigilanza o tenuti ad obblighi nei loro confronti, i
quali, in qualsiasi forma, anche omettendo le comunicazioni dovute alle
predette autorità, consapevolmente ne ostacolano le funzioni.
Estensione delle qualifiche soggettive. Per i reati previsti dal presente titolo al soggetto formalmente investito
della qualifica o titolare della funzione prevista dalla legge civile è
equiparato sia chi è tenuto a svolgere la stessa funzione, diversamente
qualificata, sia chi esercita in modo continuativo e significativo i poteri
tipici inerenti alla qualifica o alla funzione.
Fuori dei casi di applicazione delle norme riguardanti i delitti dei
pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, le disposizioni
sanzionatorie relative agli amministratori si applicano anche a coloro che sono
legalmente incaricati dall'autorità giudiziaria o dall'autorità pubblica di
vigilanza di amministrare la società o i beni dalla stessa posseduti o gestiti
Art. 2640. Circostanza attenuante. Se i fatti previsti come reato agli articoli precedenti hanno cagionato
un'offesa di particolare tenuità la pena è diminuita.
Art. 2641. Confisca. In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti
per uno dei reati previsti dal presente titolo è ordinata la confisca del
prodotto o del profitto del reato e dei beni utilizzati per commetterlo.
Quando non è possibile l'individuazione o l'apprensione dei beni indicati
nel comma primo, la confisca ha ad oggetto una somma di denaro o beni di valore
Per quanto non stabilito nei commi precedenti si applicano le disposizioni
dell'articolo 240 del codice penale.
[Art. 2642. Comunicazione della sentenza di condanna] (1)