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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 14/04/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 14/04/2015
Posted by: Marco Petrachi in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 14 aprile 2015
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Martedì 14 aprile ’15, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Mustafa Tunç e Fecire Tunç c. Turchia 24014/05 1 I ricorrenti sono i genitori di Cihan Tunç, morto all’età di 21 anni durante il servizio militare. Il 13 febbraio 2004, alle ore 5.50, è stato ferito da un’arma da fuoco: morirà in ospedale. Inizialmente la morte era stata classificata per causa naturale, ma la successiva autopsia accertò che il giovane militare era stato ucciso da un colpo sparato a bruciapelo con la sua arma. Le indagini svolte dal procuratore militare portano all’archiviazione del caso: Cihan sarebbe morto accidentalmente mentre maneggiava la propria arma, non essendovi ragioni per sospettare un suicidio o un omicidio da parte dei suoi commilitoni. Ma i genitori chiedono e ottengono la riaperture della indagini: ma un anno dopo la versione ufficiale è sempre quella della morte in un incidente.
Oggi i genitori denunciano che le Autorità investigative turche non hanno indagato validamente sulla morte del figlio, impedendo loro di conoscere la verità su quella tragedia.
La Corte europea, riunita in Grande Camera, ha negato la violazione della Convenzione europea, riconoscendo che nel caso concreto le indagini svolte dalla Turchia sono state sufficientemente accurate ed indipendenti.
Articolo 3 Eccezione preliminare respinta (articolo 34 – Status di vittima)
Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Michael Theodossiou Ltd. c. Cipro
31811/04
3 Il caso riguarda l'espropriazione dei beni immobili di una società con sede a Cipro e l'eccessiva durata dello stesso procedimento di esproprio (durato oltre 11 anni). La Corte europea nella sua precedente sentenza del 2009 ha già riscontrato la violazione dell'articolo 6 (diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole) e dell'articolo 1 del protocollo addizionale n. 1 (protezione della proprietà). Oggi la Corte di Strasburgo ha riconosciuto alla società un risarcimento per 8 milioni e 450 mila euro per danno patrimoniale, nonché 6.400,00 € per danno non patrimoniale.
Danno patrimoniale e non patrimoniale - risarcimento (articolo 41 - danno non patrimoniale; danno patrimoniale; equa riparazione)
Chinnici c. Italia (n.2) 22432/03
2 Giuseppe Chinnici è il proprietario di un terreno nella zona industriale di L'Aquila oggetto dell'espropriazione nel 1989 da parte della regione. La compensazione inizialmente offerta per il terreno è stata rifiutata dal signor Chinnici perché di gran lunga inferiore al valore di mercato del bene e questo ha dato vita ad un processo per il risarcimento durante il quale è occorsa una nuova legge che ne ha diminuito ancora l'ammontare. Nel 2007 la nuova legge sul risarcimento fu dichiarata incostituzionale e in sede d'appello è stato riconosciuto un indennizzo pari al valore di mercato del bene più gli interessi legali, ma senza determinare in concreto la somma. Il ricorrente invoca l'articolo 1 del protocollo n. 1 (protezione della proprietà) e l'articolo 6 (diritto ad un equo processo).
Eccezione preliminare unita al merito e respinta (articolo 34 – Status di vittima)
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Art. 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 - Privazione della proprietà)
Danno patrimoniale e non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - danno non patrimoniale; danno patrimoniale; equa riparazione)
Contrada c. Italia (n. 3)
66655/13
2 Bruno Contrada è un ex alto funzionario di polizia di Palermo condannato nel 1996 dalla corte distrettuale per favoreggiamento dell’organizzazione mafiosa “Cosa Nostra”. Nel successivo processo d'appello il signor Contrada è stato assolto perché il reato non era previsto all'epoca dei fatti, ma questa sentenza è stata annullata nel 2002 dalla corte di Cassazione su richiesta del pubblico ministero perché non sufficientemente motivata. Nel 2006 la sentenza è stata confermata in appello. Il ricorrente invoca l'articolo 7 (nulla poena sine lege) sostenendo che la giurisprudenza che ha introdotto il reato per cui è stato condannato si sia sviluppata dopo lo svolgimento dei fatti.
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento di esecuzione; Articolo 6-1 - accesso alla giustizia)
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Tutela della proprietà (articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
Danno patrimoniale - risarcimento (articolo 41 - Danno economico; Equa riparazione)
Danno non patrimoniale - risarcimento (articolo 41 - il danno non patrimoniale; Equa riparazione)
Botezatu c. Moldavia
17899/08
2 Radu Botezadu è un cittadino moldavo cui a seguito di un giudizio è stato assegnato un alloggio popolare del quale non è mai entrato in possesso nonostante avesse pagato dal 2004 al 2011 un canone mensile. Dopo una serie di procedimenti giudiziari la Corte d'appello ha riconosciuto l'effettivo danno in capo al signor Botezadu e alla sua famiglia e liquidato una somma di denaro per il danno morale e le spese, senza risarcimento delle quote versate per 87 mesi. Il ricorrente invoca l'articolo 6 (diritto ad un processo equo / accesso alla giustizia) l'articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà) lamentando il non soddisfacente risarcimento assegnato dai giudici nazionali.
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo; Articolo 6-1 - l'accesso alla giustizia)
Danno patrimoniale - risarcimento (articolo 41 - Danno economico)
Danno non patrimoniale - risarcimento (articolo 41 - il danno non patrimoniale)
Toran e Schymik e. Romania
43873/10
3 Adrian Toran e Albert Ernst Schymik sono cittadini tedeschi arrestati in Romania per traffico di stupefacenti e condannati nel 2007 a 14 anni di reclusione. Secondo i due, il reato è stato commesso perché incitati dalla polizia che ha effettuato l'arresto dopo averli adescati tramite una terza persona già detenuta, SRB, che in un'operazione segreta di polizia ha concordato l'acquisto di 6.000 pastiglie di ecstasy. Nel 2010 la Corte di Cassazione rumena tenendo conto del fattore attenuante che nessuno dei due aveva precedenti penali ha ridotto la pena a 7 anni di reclusione. I ricorrenti invocano l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) lamentando le condizioni di sovraffollamento e la mancanza di igiene di una delle carcere dove sono stati detenuti e l'articolo 6 (diritto ad un processo equo) sostenendo di aver commesso il reato solo come conseguenza dell'incitamento della polizia.
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Tatar c. Svizzera 65692/12
2 Mehmet Ali Tatar è un cittadino originario della Turchia al quale nel 1994 è stato concesso asilo (insieme ai suoi due figli) in Svizzera perché torturato nel suo paese natale per via della sua appartenenza al partito comunista. Nel 2001 durante un litigio ha ucciso sua moglie: è stato condannato nel 2003 a 8 anni di carcere e gli è stato diagnosticato un disturbo depressivo psicotico. Nel 2009 il suo status di asilo è stato revocato per via della condanna penale a lui attribuita, ma tuttora non è stata fissata una data per il suo rimpatrio. Il signor Tatar invoca l'articolo 2 (diritto alla vita), l'articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti) per via del rischio di maltrattamenti cui sarebbe esposto in Turchia e per i suoi disturbi mentali; inoltre afferma che la sua rimozione dalla Svizzera comporterebbe una violazione dell'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare).
Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - Espulsione) (condizionale) (Turchia)
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Espulsione) (condizionale)
Dürrü Mazhar Çevik e Münire Asuman Çevik Dağdelen c. Turchia
2705/05
3 Dürrü Çevik e munire Dağdelen sono due cittadini turchi che vivono ad Istanbul e il loro caso riguarda l'attribuzione di un terreno al Ministero del tesoro che era stato acquistato dalla loro nonna nel 1958. La motivazione al mancato riconoscimento del diritto di proprietà in capo ai due ricorrenti riguarda la presenza di terreno paludoso e sorgenti calde, che permette allo Stato di classificarlo come bene demaniale necessario senza elargire un risarcimento. Stante l'assenza di un esito positivo dei ricorsi interni, i ricorrenti invocano l'articolo 1 del protocollo n. 1 (protezione della proprietà) sostenendo che sono stati privati della loro proprietà, a favore del Ministero del Tesoro, senza ricevere l'indennità prevista da tale articolo.
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Art. 1 comma 1 del Protocollo n ° 1 - Privazione della proprietà)
Lütfiye Zengin e altri c. Turchia 36443/06
3 Lütfiye Zengin e altri 23 cittadini turchi sono stati arrestati durante una manifestazione organizzata a Diyarbakır il 22 febbraio 2006 in favore del processo di pace tra le forze di sicurezza e il PKK al fine di ottenere un'amnistia generale per i prigionieri politici. Nonostante le istanze di scarcerazione presentate i ricorrenti sono stati sottoposti a custodia cautelare su ordine del Pubblico ministero con il parere contrario del Procuratore. Ritenuti colpevoli di aver svolto propaganda a favore di un'organizzazione terroristica sono stati condannati a 10 mesi di reclusione ma questa sentenza è stata annullata dalla Cassazione che li ha ritenuti colpevoli di un reato minore; la Corte d'Assise turca, infine, ha condannato i soggetti a due mesi e quindici giorni di reclusione e gli ha vietato di partecipare a qualunque manifestazione nella provincia di Diyarbakır. I ricorrenti invocano l'articolo 10 (libertà d'espressione) e l'articolo 5 (diritto alla libertà ed alla sicurezza) della Convenzione.
Violazione dell'articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Libertà di riunione pacifica)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione)
Saçılık and Others c. Turchia
43044/05 45001/05
3 Il caso riguarda 25 detenuti nella prigione di Burdur in Turchia che hanno subito maltrattamenti durante un'operazione di sicurezza condotta il 5 luglio 2000, così come accertato dalla Corte europea con sentenza del 5 luglio 2011. Oggi il Giudice di Strasburgo si è pronunciato sulle loro domande di equa soddisfazione.
Articolo 41 Danno patrimoniale e non patrimoniale - risarcimento (articolo 41 - danno non patrimoniale; danno patrimoniale; equa soddisfazione)
Ripetitive cases e/o casi di eccessiva durata di procedimenti
Gawrecki v. Poland 56713/09 3 Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-3 – Durata della detenzione preventiva)
Çalan and Others v. Turkey 53658/07, 19227/08, 35095/08, 42613/08, 56044/08, 59545/08,
57/09, 226/09, 6773/09, 6841/09, 6844/09, 7726/09, 7730/09, 7735/09, 8015/09, 10097/09,
28604/09, 36876/09,39115/09
3 Violazione_dell'articolo_8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Rispetto della corrispondenza)
Cipro Italia Moldavia Romania Svizzera Turchia Tutte le sentenze	2015-04-14
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