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Timestamp: 2020-02-21 13:41:45+00:00
Document Index: 53010682

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Procedimento relativo ai ricorsi - Il ricorso mancante della previa... - Garante Privacy
[doc. web. n. 1065626]
Procedimento relativo ai ricorsi - Il ricorso mancante della previa istanza, se non è regolarizzato, è inammissibile - 25 giugno 2002
La mancata regolarizzazione, nei termini stabiliti, del ricorso presentato ai sensi dell´art. 29 della legge 675/1996 comporta una declaratoria d´inammissibilità (fattispecie in cui il ricorrente, benchè specificamente invitato dal Garante, ha omesso di produrre la copia dell´istanza di cui all´art. 13 della legge).
L’interessato chiede pertanto "l’immediata sospensione" delle operazioni di trattamento dei predetti dati personali.
Il d.P.R. 31/3/1998 n. 501 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 1/2/1999), contenente il regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali, ha introdotto negli artt. 18, 19 e 20 la disciplina relativa alla forma, alle modalità di presentazione ed al procedimento per l’esame dei ricorsi al Garante previsti dall’art. 29 della legge n. 675/1996.
L’atto, infatti, difetta dei presupposti previsti dall’art. 29 della medesima legge. Il procedimento previsto dall’art. 29 della legge n. 675/1996 ha caratteri particolari in quanto con il ricorso che lo introduce non si può lamentare qualsiasi violazione di un diritto della personalità, fuori delle ipotesi di cui all’art. 13 della legge, come può avvenire invece in caso di segnalazioni e reclami che possono essere rivolti anch’essi al Garante. Il ricorso può essere infatti presentato solo per la tutela di una precisa richiesta (formulata in riferimento alle specifiche situazioni soggettive tutelate dall’art. 13, comma 1, della legge n. 675) avanzata precedentemente al titolare o al responsabile del trattamento e da questi disattesa anche in parte.
Il ricorrente che intenda utilizzare il particolare meccanismo di tutela di cui all’art. 29 della legge n. 675 deve quindi avanzare le proprie richieste, con riferimento appunto ai diritti riconosciuti dal citato art. 13, nei confronti dei titolari o dei responsabili del trattamento, ed attendere almeno cinque giorni dalla data della loro presentazione.
Va precisato infatti che la proposizione immediata del ricorso al Garante è possibile solo nell’ipotesi in cui il decorso del tempo necessario per interpellare il titolare o il responsabile "esporrebbe taluno a pregiudizio imminente e irreparabile". Ma di questa evenienza non vi è alcun cenno nel ricorso in questione. Il ricorrente si è infatti limitato a chiedere l’immediata sospensione del trattamento dei propri dati senza peraltro fornire alcun elemento di informazione sulla vicenda giudiziaria nella quale i dati di cui viene denunciata l’illegittima acquisizione sarebbero attualmente utilizzati, né sull’imminenza e irreparabilità dei pregiudizi che deriverebbero dall’utilizzo dei dati stessi nella predetta vicenda.
L’atto inizialmente inviato non conteneva neppure una precisa individuazione del titolare del trattamento, non risultando chiaro se il ricorso fosse rivolto nei confronti dell’avvocato entrato in possesso dei dati in questione o anche dell’istituto di credito che li avrebbe illegittimamente comunicati.
Va peraltro notato che il ricorso risulta altresì privo della necessaria prova del previo esercizio dei diritti dell´art. 13 della legge n. 675. Al riguardo si rileva che questa Autorità con nota del 20 maggio 2001 ha invitato il ricorrente a regolarizzare il ricorso inviando appunto copia delle istanze precedentemente rivolte al o ai titolari del trattamento.
In risposta al predetto invito a regolarizzare il ricorso è però pervenuta solo una fotocopia dell’atto, datata 3 maggio 2002, già inviata precedentemente, privo peraltro di ogni allegato che potesse dimostrare il previo esercizio dei diritti di cui all’art. 13 della citata legge n. 675.
Roma, lì 25 giugno 2002