Source: https://www.bonuspubblicita.info/2018/
Timestamp: 2019-05-23 16:53:05+00:00
Document Index: 137633111

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 1', 'art.\n21', 'art. 1', 'art.\n10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 73', 'art. 17', 'art. 28', 'art. 11', 'art. 23', 'art.\n28', 'art. 57', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 74', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 25', 'art. 73', 'art. 3', 'art. 2188', 'art. 2', 'art.\n73', 'art. 2188', 'art. 8', 'art. 52', 'art. 14', 'art. 107', 'art. 16', 'art. 46', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 57']

2018 • Bonus Pubblicità
22 Settembre 2018 26 Settembre 2018 stefano.zunino7@gmail.com
Abbiamo realizzato questo sito
internet per dare a tutti la giusta consulenza
Abbiamo voluto realizzare (e a tempo di record) questo sito internet per dare a tutti la possibilità di accedere velocemente ai contributi per la pubblicità incrementale (bonus pubblicità).
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si trovano tutte le disposizione di legge in materia e la possibilità
di usufruire della nostra consulenza, sia nella compilazione delle
domande, sia nella pianificazione delle pubblicità che devono
essere ancora realizzate. Siamo in grado di fornire la verifica
delle testate iscritte al tribunale, delle iscrizioni Roc
e dell’effettiva valenza locale delle emittenti (così come
prescrive la legge).
Nella pianificazione pubblicitaria da
effettuare durante la richiesta del bonus pubblicità, poi, è bene
non trascurare l’incidenza effettiva positiva che si andrà a
generare anche sul nuovo bilancio societario. Tra l’altro
mettiamo a disposizione la nostra esperienza e le nostre
convenzioni con testate ed emittenti, al fine di fornire
indicazioni precise sull’effettivo valore di mercato delle
nuove pubblicità che si andranno a pianificare.
Non tutte le pubblicità possono
essere rendicontate, non c’è nulla di peggio di pianificare
spazi pubblicitari che poi non possano generare un incremento
pubblicitario necessario per accedere al “bonus”. Per questo
abbiamo deciso di fornire la nostra consulenza a tutte le le
imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali,
ed anche ai commercialisti che dovranno impostare la pratica
in nome dei propri clienti.
investimenti pubblicitari incrementali secondo l’Agenzia delle
Dal 2018 è stato istituito un credito d’imposta per le imprese (Bonus pubblicità), i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali (articolo 57-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e successive modificazioni).
Il credito d’imposta spetta anche in relazione agli investimenti
effettuati, esclusivamente sulla stampa (anche online), dal 24 giugno
2017 al 31 dicembre 2017, rispetto agli analoghi investimenti
effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente
del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al
90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet del Dipartimento l’Informazione e l’Editoria.
Come fruire del credito (Bonus Pubblicità)
Per fruire del credito d’imposta (Bonus pubblicità) , i soggetti interessati devono presentare:
la “Comunicazione per
l’accesso al credito d’imposta”, prevista
dall’articolo 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018, contenente
i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno
la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli
investimenti effettuati” per dichiarare, ai sensi
dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti indicati nella
comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in
precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno
agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui
all’articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018.
Per il 2017 va presentata esclusivamente la Dichiarazione
sostitutiva relativa agli investimenti effettuati.
L’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile da
ciascun richiedente è stabilito con provvedimento del Dipartimento
per l’informazione e l’editoria (articolo 5, comma 3, del
D.P.C.M. n. 90 del 2018), pubblicato sul sito istituzionale del
Il credito d’imposta riconosciuto è
utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24,
che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia
La comunicazione per l’accesso al credito d’imposta (Bonus pubblicità) e la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati sono presentate al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, direttamente da parte dei soggetti abilitati o tramite i soggetti incaricati di cui ai commi 2-bis e 3 dell’articolo 3 del D.P.R. n. 322 del 1998.
Per gli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno 2018,
la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta è presentata
dal 22 settembre al 22 ottobre 2018.
Entro gli stessi termini va
presentata la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti
effettuati” per gli investimenti effettuati nell’anno 2017.
La dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati
nell’anno 2018 è presentata dal 1° al 31 gennaio dell’anno
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Ecco la scadenza Bonus Pubblicità: il 22 settembre si avvicina, siete pronti per fare la domanda?
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22/09 AL 22/10/2018 invio dichiarazione sostitutiva
relativa agli investimenti effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre
2017 e nel medesimo periodo dell’anno 2016;
Scadenza Bonus Pubblicità:
PER L’ANNO 2018 (pubblicità su giornali cartacei e/o digitali e su emittenti radiotelevisive locali):
PER L’ANNO 2018(pubblicità su giornali cartacei e/o digitali e su emittenti radiotelevisive locali):
DAL 22/09 AL 22/10/2018 invio comunicazione con l’importo degli investimenti che si prevede di effettuare in tutto l’anno 2018 e degli investimenti effettuati nell’anno 2017; per verificare i tuoi requisiti e impostare la tua pratica clicca qui.
DAL 01/01 AL 31/01/2019 invio dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti realmente effettuati nell’anno 2018 e nell’anno 2017, su ciascun mezzo d’informazione.
Dal 2019 e per gli anni a venire, la Comunicazione preventiva dovrà essere inviata dall’1 al 31 marzo, mentre il consuntivo sempre dall’1 al 31 gennaio dell’anno successivo.
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30 Agosto 2018 8 Ottobre 2018 stefano.zunino7@gmail.com
Soglia di 150 mila euro: oltre questa cifra scatta l’obbligo di verifica antimafia
Cosa fare se si supera la soglia di 150 mila euro:
Bonus pubblicità, soglia di 150.000 euroLeave a comment
Elenco dei beneficiari: con il riparto in caso di carenza fondi sufficienti
Entro il 21 novembre 2018, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, fornirà l’elenco dei beneficiari richiedenti il credito di imposta per gli investimenti relativi all’anno 2018, con l’indicazione dell’eventuale percentuale provvisoria di riparto in caso di insufficienza delle risorse e l’importo teoricamente fruibile da ciascun soggetto, dopo la realizzazione dell’investimento incrementale.
Note: il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2018, n. 90 è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24 luglio 2018. Entrata in vigore del provvedimento: 08/08/2018
Consiglio dei ministri, ed in particolare l’articolo 17, comma 3;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.123, recante
pubblico alle imprese, a norma dell’articolo 4, comma 4, lettera c),
Vista la legge 26 ottobre 2016, n. 198, ed in particolare,
Visto l’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
come modificato dall’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 16
quelli di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni
ed in particolare l’articolo 17;
Visto il decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, recante
disposizioni urgenti tributarie e finanziarie di potenziamento e
razionalizzazione delle riscossione tributaria anche in adeguamento
alla normativa comunitaria, ed in particolare l’articolo 1, comma 6;
Vista la definizione di microimprese, di piccole e di medie imprese
contenuta nella raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del
6 maggio 2003, e nel decreto del Ministro delle attivita’ produttive
18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12
ottobre 2005, nonche’ la definizione di start-up innovative contenuta
nell’articolo 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
Considerato che il comma 1 del citato articolo 57-bis del
decreto-legge n. 50 del 2017 dispone, al terzo periodo, che il
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sopra richiamato
stabilisce che agli eventuali adempimenti europei, nonche’ a quelli
relativi al registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il
Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del
Vista la procedura di notifica alla Commissione europea avviata, ai
sensi dell’articolo 57-bis, comma 1, terzo periodo, del citato
decreto-legge n. 50 del 2017, in ordine alla maggiorazione del
credito d’imposta prevista per le microimprese, per le piccole e
medie imprese e per le start-up innovative, in pendenza della quale
l’applicazione della predetta maggiorazione e’ temporaneamente
Visto l’articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, che
disciplina il Registro nazionale degli aiuti di Stato;
Ritenuta la necessita’ di stabilire le modalita’ e i criteri di
attuazione della misura di incentivazione fiscale di cui al citato
articolo 57-bis del decreto-legge n. 50 del 2017;
consultiva per gli atti normativi nelle adunanze dell’8 marzo 2018 e
del 10 maggio 2018;
Sulla proposta del Ministro dello sviluppo economico e di concerto
inviata ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400,
Il presente decreto, nel rispetto della normativa europea sugli
aiuti di Stato, individua le disposizioni applicative per
l’attribuzione del contributo sotto forma di credito di imposta di
cui all’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
dicembre 2017, n. 172, con riferimento, in particolare:
d) alla procedura e alle modalita’ di concessione idonee ad
assicurare il rispetto del limite massimo di spesa;
e) all’effettuazione dei controlli, alla determinazione dei casi di
revoca del contributo nonche’ alle procedure di recupero nei casi di
utilizzo illegittimo del credito di imposta.
Avvertenza: - Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dicembre 1985, n.1092, al solo fine di facilitare la
Note alle premesse: - Si riporta il testo del comma 3 dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
ministri), pubblicata nel Supplemento Ordinario alla
«Art. 17 (Regolamenti). – 3 Con decreto ministeriale
competenza del ministro o di autorita’ sottordinate al
ministro, quando la legge espressamente conferisca tale
potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’
ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali, ferma restando la necessita’ di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
dei ministri prima della loro emanazione.»
– Il testo del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
123 recante «Disposizioni per la razionalizzazione degli
interventi di sostegno pubblico alle imprese, a norma
dell’art. 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo
1997, n. 59», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30
aprile 1998, n. 99.
– Si riporta il testo del comma 4, lettera c),
dell’art. 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al
Amministrazione e per la semplificazione amministrativa),
Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63:
« Art. 4. – (Omissis).
4. Con i decreti legislativi di cui all’art. 1 il
Governo provvede anche a:
a) delegare alle regioni i compiti di programmazione
in materia di servizi pubblici di trasporto di interesse
regionale e locale; attribuire alle regioni il compito di
definire, d’intesa con gli enti locali, il livello dei
servizi minimi qualitativamente e quantitativamente
sufficienti a soddisfare la domanda di mobilita’ dei
cittadini, servizi i cui costi sono a carico dei bilanci
regionali, prevedendo che i costi dei servizi ulteriori
rispetto a quelli minimi siano a carico degli enti locali
che ne programmino l’esercizio; prevedere che l’attuazione
delle deleghe e l’attribuzione delle relative risorse alle
regioni siano precedute da appositi accordi di programma
tra il Ministro dei trasporti e della navigazione e le
regioni medesime, sempreche’ gli stessi accordi siano
perfezionati entro il 30 giugno 1999;
b) prevedere che le regioni e gli enti locali,
nell’ambito delle rispettive competenze, regolino
l’esercizio dei servizi con qualsiasi modalita’ effettuati
e in qualsiasi forma affidati, sia in concessione che nei
modi di cui agli articoli 22 e 25 della legge 8 giugno
1990, n. 142 , mediante contratti di servizio pubblico, che
rispettino gli articoli 2 e 3 del regolamento (CEE) n.
1191/69 ed il regolamento (CEE) n. 1893/91, che abbiano
caratteristiche di certezza finanziaria e copertura di
bilancio e che garantiscano entro il 1° gennaio 2000 il
conseguimento di un rapporto di almeno 0,35 tra ricavi da
traffico e costi operativi, al netto dei costi di
infrastruttura previa applicazione della direttiva
91/440/CEE del Consiglio del 29 luglio 1991 ai trasporti
ferroviari di interesse regionale e locale; definire le
modalita’ per incentivare il superamento degli assetti
monopolistici nella gestione dei servizi di trasporto
urbano e extraurbano e per introdurre regole di
concorrenzialita’ nel periodico affidamento dei servizi;
definire le modalita’ di subentro delle regioni entro il 1°
gennaio 2000 con propri autonomi contratti di servizio
regionale al contratto di servizio pubblico tra Stato e
Ferrovie dello Stato Spa per servizi di interesse locale e
c) ridefinire, riordinare e razionalizzare, sulla
base dei principi e criteri di cui al comma 3 del presente
articolo, al comma 1 dell’art. 12 e agli articoli 14, 17 e
20, comma 5, per quanto possibile individuando momenti
decisionali unitari, la disciplina relativa alle attivita’
economiche ed industriali, in particolare per quanto
riguarda il sostegno e lo sviluppo delle imprese operanti
nell’industria, nel commercio, nell’artigianato, nel
comparto agroindustriale e nei servizi alla produzione; per
quanto riguarda le politiche regionali, strutturali e di
coesione della Unione europea, ivi compresi gli interventi
nelle aree depresse del territorio nazionale, la ricerca
applicata, l’innovazione tecnologica, la promozione della
internazionalizzazione e della competitivita’ delle imprese
nel mercato globale e la promozione della razionalizzazione
della rete commerciale anche in relazione all’obiettivo del
contenimento dei prezzi e dell’efficienza della
distribuzione; per quanto riguarda la cooperazione nei
settori produttivi e il sostegno dell’occupazione; per
quanto riguarda le attivita’ relative alla realizzazione,
all’ampliamento, alla ristrutturazione e riconversione
degli impianti industriali, all’avvio degli impianti
medesimi e alla creazione, ristrutturazione e
valorizzazione di aree industriali ecologicamente
attrezzate, con particolare riguardo alle dotazioni ed
impianti di tutela dell’ambiente, della sicurezza e della
salute pubblica.».
– Si riporta il testo dell’art. 1 della legge 26
ottobre 2016, n. 198 (Istituzione del Fondo per il
pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al
Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno
pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza
radiofonica e televisiva locale, della disciplina di
profili pensionistici dei giornalisti e della composizione
e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei
giornalisti. Procedura per l’affidamento in concessione del
servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31 ottobre 2016, n.
«Art. 1 (Istituzione del Fondo per il pluralismo e
l’innovazione dell’informazione). – 1. Al fine di
assicurare la piena attuazione dei principi di cui all’art.
21 della Costituzione, in materia di diritti, liberta’,
indipendenza e pluralismo dell’informazione, nonche’ di
incentivare l’innovazione dell’offerta informativa e dei
processi di distribuzione e di vendita, la capacita’ delle
imprese del settore di investire e di acquisire posizioni
di mercato sostenibili nel tempo, nonche’ lo sviluppo di
nuove imprese editrici anche nel campo dell’informazione
digitale, e’ istituito nello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze il Fondo per il
pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui
all’art. 1, comma 160, primo periodo, lettera b), della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, come sostituita dall’art.
10, comma 1, della presente legge, di seguito denominato
«Fondo».
a) le risorse statali destinate alle diverse forme di
sostegno all’editoria quotidiana e periodica, anche
digitale, comprese le risorse disponibili del Fondo
straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria,
di cui all’art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013,
n. 147;
b) le risorse statali destinate all’emittenza
radiofonica e televisiva in ambito locale, iscritte nello
ai sensi dell’art. 1, comma 162, della legge 28 dicembre
2015, n. 208;
c) una quota, fino ad un importo massimo di 100
milioni di euro per l’anno 2016 e 125 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2017 e 2018, delle eventuali maggiori
entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla
televisione, di cui all’art. 1, comma 160, primo periodo,
lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come
sostituita dall’art. 10, comma 1, della presente legge;
d) le somme derivanti dal gettito annuale di un
contributo di solidarieta’ pari allo 0,1 per cento del
reddito complessivo dei seguenti soggetti passivi
dell’imposta di cui all’art. 73 del testo unico delle
1) concessionari della raccolta pubblicitaria sulla
stampa quotidiana e periodica e sui mezzi di comunicazione
radiotelevisivi e digitali;
2) societa’ operanti nel settore dell’informazione
e della comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria
diretta, in tale caso calcolandosi il reddito complessivo
con riguardo alla parte proporzionalmente corrispondente,
rispetto all’ammontare dei ricavi totali, allo specifico
ammontare dei ricavi derivanti da tale attivita’;
3) altri soggetti che esercitino l’attivita’ di
intermediazione nel mercato della pubblicita’ attraverso la
ricerca e l’acquisto, per conto di terzi, di spazi sui
mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a
tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa la rete
3. Le somme di cui al comma 2, lettera d), sono versate
all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate
4. Il Fondo e’ annualmente ripartito tra la Presidenza
del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo
economico, per gli interventi di rispettiva competenza,
sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i
Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle
finanze. Le somme non impegnate in ciascun esercizio
possono esserlo in quello successivo. Le risorse di cui
alle lettere c) e d) del comma 2 sono comunque ripartite al
50 per cento tra le due amministrazioni; i criteri di
ripartizione delle risorse di cui alle lettere a) e b) del
medesimo comma 2 tengono conto delle proporzioni esistenti
tra le risorse destinate al sostegno dell’editoria
quotidiana e periodica e quelle destinate all’emittenza
radiofonica e televisiva a livello locale. Il decreto di
cui al primo periodo puo’ prevedere che una determinata
percentuale del Fondo sia destinata al finanziamento di
progetti comuni che incentivino l’innovazione dell’offerta
informativa nel campo dell’informazione digitale attuando
obiettivi di convergenza multimediale. Con decreto del
Ministro dello sviluppo economico, sono definiti i
requisiti soggettivi, i criteri e le modalita’ per la
concessione di tali finanziamenti; lo schema di tale
decreto e’ trasmesso alle Camere per l’espressione dei
pareri delle Commissioni parlamentari competenti per
materia, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni
dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto
puo’ comunque essere adottato. Il Presidente del Consiglio
dei ministri, qualora non intenda conformarsi ai pareri
parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con
le sue osservazioni e con eventuali modificazioni,
corredate dei necessari elementi integrativi di
informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per
materia possono esprimersi sulle osservazioni del
Presidente del Consiglio dei ministri entro il termine di
dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso
tale termine, il decreto puo’ comunque essere adottato.
5. Con regolamento da adottare ai sensi dell’art. 17,
del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con
i Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo
economico, sono stabiliti i soggetti beneficiari, i
requisiti di ammissione, le modalita’, i termini e le
procedure per l’erogazione di un contributo per il sostegno
delle spese sostenute per l’utilizzo di servizi di
telefonia e di connessione dati in luogo delle riduzioni
tariffarie di cui all’art. 28, primo, secondo e terzo
comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, all’art. 11 della
legge 25 febbraio 1987, n. 67, agli articoli 7 e 8 della
legge 7 agosto 1990, n. 250, e all’art. 23, comma 3, della
legge 6 agosto 1990, n. 223. Sullo schema del regolamento
di cui al primo periodo e’ acquisito il parere delle
competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro
sessanta giorni dalla ricezione. Decorso tale termine il
regolamento e’ comunque emanato. Dalla data di entrata in
vigore delle disposizioni regolamentari di cui al primo
periodo sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di
legge, con esse incompatibili, alla cui ricognizione si
procede in sede di adozione delle medesime disposizioni
regolamentari. Con il medesimo regolamento sono altresi’
stabilite procedure amministrative semplificate ai fini
della riduzione dei tempi di conclusione dei provvedimenti
di liquidazione delle agevolazioni previste dal citato art.
28, primo, secondo e terzo comma, della legge n. 416 del
1981, anche relativamente agli anni pregressi. Il
contributo di cui al primo periodo del presente comma e’
concesso nel limite delle risorse allo scopo destinate dal
decreto di cui al primo periodo del comma 4.
ministri e’ annualmente stabilita la destinazione delle
risorse ai diversi interventi di competenza della
7. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
variazioni di bilancio negli stati di previsione
interessati, anche nel conto dei residui.».
– Si riporta il testo dell’art. 57-bis del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (Disposizioni urgenti
in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti
territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da
eventi sismici e misure per lo sviluppo), convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, come
modificato dall’art. 4, comma 1, del decreto-legge 16
ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 dicembre 2017, n. 172, pubblicato nel Supplemento
Ordinario alla Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2017, n. 95:
«Art. 57-bis (Incentivi fiscali agli investimenti
pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle
emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di
sostegno alle imprese editoriali di nuova costituzione). –
1. A decorrere dall’anno 2018, alle imprese, ai lavoratori
autonomi e agli enti non commerciali che effettuano
investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa
quotidiana e periodica anche on-line e sulle emittenti
televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il
cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi
investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione
nell’anno precedente, e’ attribuito un contributo, sotto
forma di credito d’imposta, pari al 75 per cento del valore
incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90
per cento nel caso di microimprese, piccole e medie imprese
e start up innovative, nel limite massimo complessivo di
spesa stabilito ai sensi del comma 3. Il credito d’imposta
e’ utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi
previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e
l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
ai sensi dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400,
nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato,
della legge di conversione del presente decreto, sono
stabiliti le modalita’ e i criteri di attuazione delle
disposizioni di cui al presente comma, con particolare
riguardo agli investimenti che danno accesso al beneficio,
ai casi di esclusione, alle procedure di concessione e di
utilizzo del beneficio, alla documentazione richiesta,
all’effettuazione dei controlli e alle modalita’
finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa
di cui al comma 3. Agli eventuali adempimenti europei,
nonche’ a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti
di Stato, provvede il Dipartimento per l’informazione e
l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.
2. Per favorire la realizzazione di progetti
innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di
comunicazione sessisti e lesivi dell’identita’ femminile, e
idonei a promuovere la piu’ ampia fruibilita’ di contenuti
informativi multimediali e la maggiore diffusione dell’uso
delle tecnologie digitali, e’ emanato annualmente, con
decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e
l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un
bando per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese
editrici di nuova costituzione.
3. Per la concessione del credito di imposta di cui al
comma 1 e’ autorizzata la spesa di 62,5 milioni di euro per
l’anno 2018, che costituisce tetto di spesa. Agli oneri
derivanti dal periodo precedente, pari a 62,5 milioni di
euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente
riduzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione
dell’informazione, di cui all’art. 1 della legge 26 ottobre
2016, n. 198. La predetta riduzione del Fondo e’ da
imputare per 50 milioni di euro sulla quota spettante alla
Presidenza del Consiglio dei ministri e per 12,5 milioni di
euro sulla quota spettante al Ministero dello sviluppo
economico. Le risorse destinate al riconoscimento del
credito d’imposta medesimo sono iscritte nel pertinente
capitolo dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze e sono trasferite nella
contabilita’ speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate –
fondi di bilancio» per le necessarie regolazioni contabili.
Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 2 si
provvede mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il
all’art. 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198. I
finanziamenti da assegnare ai sensi del comma 2 sono
concessi, mediante utilizzo delle risorse del medesimo
Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione,
nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto
all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
all’art. 1, comma 6, della predetta legge n. 198 del 2016,
nell’ambito della quota delle risorse del Fondo destinata
agli interventi di competenza della Presidenza del
Consiglio dei ministri. Il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
3-bis. Ai fini della prima applicazione del comma 1,
una quota pari a 20 milioni di euro, a valere sulla quota
di spettanza della Presidenza del Consiglio dei ministri
dello stanziamento relativo all’annualita’ 2018, e’
destinata al riconoscimento del credito d’imposta
esclusivamente sugli investimenti pubblicitari incrementali
sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, di cui
al comma 1 effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre
2017, purche’ il loro valore superi almeno dell’1 per cento
l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari
effettuati dai medesimi soggetti sugli stessi mezzi di
informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016.
4. Le amministrazioni interessate provvedono allo
svolgimento delle attivita’ amministrative inerenti alle
disposizioni di cui al presente articolo nell’ambito delle
legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori
– Si riporta il testo dell’art. 17 del decreto
dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto, nonche’ di
dichiarazioni), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28
luglio 1997, n. 174:
«Art. 17 (Oggetto). – 1. I contribuenti eseguono
all’INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle
inferiori all’anno dell’imposta sul valore aggiunto, per
importi superiori a 5.000 euro annui, puo’ essere
effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello
di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui
il credito emerge.
a) alle imposte sui redditi, alle relative
versamento diretto ai sensi dell’art. 3 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602; per
le ritenute di cui al secondo comma del citato art. 3 resta
ferma la facolta’ di eseguire il versamento presso la
competente sezione di tesoreria provinciale dello Stato; in
tal caso non e’ ammessa la compensazione;
b) all’imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi
degli articoli 27 e 33 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e quella dovuta dai
soggetti di cui all’art. 74;
d) all’imposta prevista dall’art. 3, comma 143,
e) ai contributi previdenziali dovuti da titolari di
f) ai contributi previdenziali ed assistenziali
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
g) ai premi per l’assicurazione contro gli infortuni
h) agli interessi previsti in caso di pagamento
h-bis) al saldo per il 1997 dell’imposta sul
patrimonio netto delle imprese, istituita con decreto-legge
30 settembre 1992, n. 394, convertito, con modificazioni,
dall’art. 4 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995,
n. 85;
h-quater) al credito d’imposta spettante agli
esercenti sale cinematografiche;
h-quinquies) alle somme che i soggetti tenuti alla
riscossione dell’incremento all’addizionale comunale
debbono riversare all’INPS, ai sensi dell’art. 6-quater del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con
modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, e
2-ter. Qualora il credito di imposta utilizzato in
compensazione risulti superiore all’importo previsto dalle
disposizioni che fissano il limite massimo dei crediti
compensabili ai sensi del presente articolo, il modello F24
e’ scartato. La progressiva attuazione della disposizione
di cui al periodo precedente e’ fissata con provvedimenti
del direttore dell’Agenzia delle entrate. Con provvedimento
del direttore dell’Agenzia delle entrate sono altresi’
indicate le modalita’ con le quali lo scarto e’ comunicato
al soggetto interessato.».
– Il testo del decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico
delle imposte sui redditi – Testo post riforma 2004),
– Si riporta il testo del comma 6 dell’art. 1 del
decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40 (Disposizioni urgenti
fiscali internazionali e nazionali operate, tra l’altro,
nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di
potenziamento e razionalizzazione della riscossione
di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di
un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in
particolari settori), convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 maggio 2010, n. 73, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 26 marzo 2010, n. 71:
«Art. 1 (Disposizioni in materia di contrasto alle
frodi fiscali e finanziarie internazionali e nazionali
operate, tra l’altro, nella forma dei cosiddetti
«caroselli» e «cartiere»). – (Omissis).
6. Al fine di contrastare fenomeni di utilizzo
illegittimo dei crediti d’imposta e per accelerare le
procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei
crediti d’imposta agevolativi la cui fruizione e’
autorizzata da amministrazioni ed enti pubblici, anche
amministrazioni ed enti, tenuti al detto recupero, entro i
termini e secondo le modalita’ telematiche stabiliti con
provvedimenti dirigenziali generali adottati d’intesa, i
delle imposte dovute, nonche’ ai sensi dell’art. 17 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Le somme
recuperate sono riversate all’entrata del bilancio dello
Stato e restano acquisite all’erario. Resta ferma
l’alimentazione della contabilita’ speciale n. 1778
«Agenzia delle entrate-fondi di bilancio» da parte delle
amministrazioni e degli enti pubblici gestori dei crediti
d’imposta, sulla base degli stanziamenti previsti a
legislazione vigente per le compensazioni esercitate dai
contribuenti ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo
9 luglio 1997, n. 241, attraverso i codici tributo
appositamente istituiti.».
– Il testo della Raccomandazione della Commissione
2003/361/CE del 6 maggio 2003 recante la definizione delle
microimprese, piccole e medie imprese, e’ pubblicato nella
G.U.U.E. n. L124 del 20 maggio 2003.
– Si riporta il testo dell’art. 25 del decreto-legge 18
ottobre 2012, n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la
crescita del Paese), convertito, con modificazione dalla
Legge 17 dicembre 2012, n. 221, pubblicato nel Supplemento
Ordinario alla Gazzetta Ufficiale 19 ottobre 2012, n. 245:
«Art. 25 (Start-up innovativa e incubatore certificato:
finalita’, definizione e pubblicita’). – 1. Le presenti
disposizioni sono dirette a favorire la crescita
sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nuova
imprenditorialita’ e l’occupazione, in particolare
giovanile, con riguardo alle imprese start-up innovative,
come definite al successivo comma 2 e coerentemente con
quanto individuato nel Programma nazionale di riforma 2012,
pubblicato in allegato al Documento di economia e finanza
(DEF) del 2012 e con le raccomandazioni e gli orientamenti
formulati dal Consiglio dei Ministri dell’Unione europea.
Le disposizioni della presente sezione intendono
contestualmente contribuire allo sviluppo di nuova cultura
imprenditoriale, alla creazione di un contesto maggiormente
favorevole all’innovazione, cosi’ come a promuovere
maggiore mobilita’ sociale e ad attrarre in Italia talenti,
imprese innovative e capitali dall’estero.
2. Ai fini del presente decreto, l’impresa start-up
innovativa, di seguito «start-up innovativa», e’ la
societa’ di capitali, costituita anche in forma
cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del
capitale sociale non sono quotate su un mercato
regolamentato o su un sistema multilaterale di
negoziazione, che possiede i seguenti requisiti:
b) e’ costituita da non piu’ di sessanta mesi;
c) e’ residente in Italia ai sensi dell’art. 73 del
n. 917, o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o
in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico
europeo, purche’ abbia una sede produttiva o una filiale in
d) a partire dal secondo anno di attivita’ della
start-up innovativa, il totale del valore della produzione
annua, cosi’ come risultante dall’ultimo bilancio approvato
entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non e’
f) ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente,
lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di
g) non e’ stata costituita da una fusione, scissione
h) possiede almeno uno dei seguenti ulteriori
1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o
superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e
valore totale della produzione della start-up innovativa.
Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse
le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. Ai
fini di questo provvedimento, in aggiunta a quanto previsto
dai principi contabili, sono altresi’ da annoverarsi tra le
spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo
sviluppo precompetitivo e competitivo, quali
sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business
plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti
da incubatori certificati, i costi lordi di personale
interno e consulenti esterni impiegati nelle attivita’ di
ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le
spese legali per la registrazione e protezione di
proprieta’ intellettuale, termini e licenze d’uso. Le spese
risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte
in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno
di vita, la loro effettuazione e’ assunta tramite
dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della
start-up innovativa;
2) impiego come dipendenti o collaboratori a
qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al
terzo della forza lavoro complessiva, di personale in
possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta
svolgendo un dottorato di ricerca presso un’universita’
italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che
abbia svolto, da almeno tre anni, attivita’ di ricerca
certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati,
in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o
superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di
personale in possesso di laurea magistrale ai sensi
dell’art. 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22
3) sia titolare o depositaria o licenziataria di
semiconduttori o a una nuova varieta’ vegetale ovvero sia
titolare dei diritti relativi ad un programma per
elaboratore originario registrato presso il Registro
pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purche’
tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto
sociale e all’attivita’ di impresa.
3. Le societa’ gia’ costituite alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto e in
possesso dei requisiti previsti dal comma 2, sono
considerate start-up innovative ai fini del presente
decreto se depositano presso l’Ufficio del registro delle
imprese, di cui all’art. 2188 del codice civile, una
dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale che
attesti il possesso dei requisiti previsti dal comma 2. In
tal caso, la disciplina di cui alla presente sezione trova
applicazione per un periodo di quattro anni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, se la start-up
innovativa e’ stata costituita entro i due anni precedenti,
di tre anni, se e’ stata costituita entro i tre anni
precedenti, e di due anni, se e’ stata costituita entro i
4. Ai fini del presente decreto, sono start-up a
vocazione sociale le start-up innovative di cui ai commi 2
e 3 che operano in via esclusiva nei settori indicati
all’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006,
5. Ai fini del presente decreto, l’incubatore di
start-up innovative certificato, di seguito: «incubatore
certificato» e’ una societa’ di capitali, costituita anche
in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una
Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’art.
73 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, che offre servizi per sostenere la nascita e
lo sviluppo di start-up innovative ed e’ in possesso dei
a) dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate
ad accogliere start-up innovative, quali spazi riservati
per poter installare attrezzature di prova, test, verifica
o ricerca;
b) dispone di attrezzature adeguate all’attivita’
delle start-up innovative, quali sistemi di accesso in
banda ultralarga alla rete internet, sale riunioni,
macchinari per test, prove o prototipi;
c) e’ amministrato o diretto da persone di
riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione
e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza
d) ha regolari rapporti di collaborazione con
universita’, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e
partner finanziari che svolgono attivita’ e progetti
collegati a start-up innovative;
e) ha adeguata e comprovata esperienza nell’attivita’
di sostegno a start-up innovative, la cui sussistenza e’
valutata ai sensi del comma 7.
6. Il possesso dei requisiti di cui alle lettere a),
b), c), d) del comma 5 e’ autocertificato dall’incubatore
di start-up innovative, mediante dichiarazione sottoscritta
dal rappresentante legale, al momento dell’iscrizione alla
sezione speciale del registro delle imprese di cui al comma
8, sulla base di indicatori e relativi valori minimi che
sono stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo
economico da adottarsi entro 60 giorni dalla data di
7. Il possesso del requisito di cui alla lettera e) del
comma 5 e’ autocertificato dall’incubatore di start-up
innovative, mediante dichiarazione sottoscritta dal
rappresentante legale presentata al registro delle imprese,
sulla base di valori minimi individuati con il medesimo
decreto del Ministero dello sviluppo economico di cui al
comma 6 con riferimento ai seguenti indicatori:
a) numero di candidature di progetti di costituzione
e/o incubazione di start-up innovative ricevute e valutate
nel corso dell’anno;
b) numero di start-up innovative avviate e ospitate
nell’anno;
c) numero di start-up innovative uscite nell’anno;
d) numero complessivo di collaboratori e personale
ospitato;
e) percentuale di variazione del numero complessivo
degli occupati rispetto all’anno, precedente;
f) tasso di crescita media del valore della
produzione delle start-up innovative incubate;
g) capitali di rischio ovvero finanziamenti, messi a
disposizione dall’Unione europea, dallo Stato e dalle
regioni, raccolti a favore delle start-up innovative
incubate;
h) numero di brevetti registrati dalle start-up
innovative incubate, tenendo conto del relativo settore
merceologico di appartenenza.
8. Per le start-up innovative di cui ai commi 2 e 3 e
per gli incubatori certificati di cui al comma 5, le Camere
istituiscono una apposita sezione speciale del registro
delle imprese di cui all’art. 2188 del codice civile, a cui
la start-up innovativa e l’incubatore certificato devono
essere iscritti al fine di poter beneficiare della
disciplina della presente sezione.
9. Ai fini dell’iscrizione nella sezione speciale del
registro delle imprese di cui al comma 8, la sussistenza
dei requisiti per l’identificazione della start-up
innovativa e dell’incubatore certificato di cui
rispettivamente al comma 2 e al comma 5 e’ attestata
mediante apposita autocertificazione prodotta dal legale
rappresentante e depositata presso l’ufficio del registro
10. La sezione speciale del registro delle imprese di
cui al comma 8 consente la condivisione, nel rispetto della
normativa sulla tutela dei dati personali, delle
informazioni relative, per la start-up innovativa:
all’anagrafica, all’attivita’ svolta, ai soci fondatori e
agli altri collaboratori, al bilancio, ai rapporti con gli
altri attori della filiera quali incubatori o investitori;
per gli incubatori certificati: all’anagrafica,
all’attivita’ svolta, al bilancio, cosi’ come ai requisiti
previsti al comma 5.
11. Le informazioni di cui al comma 12, per la start-up
innovativa, e 13, per l’incubatore certificato, sono rese
disponibili, assicurando la massima trasparenza e
accessibilita’, per via telematica o su supporto
informatico in formato tabellare gestibile da motori di
ricerca, con possibilita’ di elaborazione e ripubblicazione
gratuita da parte di soggetti terzi. Le imprese start-up
innovative e gli incubatori certificati assicurano
l’accesso informatico alle suddette informazioni dalla home
page del proprio sito Internet.
12. La start-up innovativa e’ automaticamente iscritta
alla sezione speciale del registro delle imprese di cui al
comma 8, a seguito della compilazione e presentazione della
domanda in formato elettronico, contenente le seguenti
a) data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del
d) breve descrizione dell’attivita’ svolta, comprese
l’attivita’ e le spese in ricerca e sviluppo;
e) elenco dei soci, con trasparenza rispetto a
fiduciarie, holding ove non iscritte nel registro delle
imprese di cui all’art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n.
580, e successive modificazioni, con autocertificazione di
g) indicazione dei titoli di studio e delle
esperienze professionali dei soci e del personale che
lavora nella start-up innovativa, esclusi eventuali dati
h) indicazione dell’esistenza di relazioni
professionali, di collaborazione o commerciali con
incubatori certificati, investitori istituzionali e
professionali, universita’ e centri di ricerca;
l) elenco dei diritti di privativa su proprieta’
industriale e intellettuale.
13. L’incubatore certificato e’ automaticamente
iscritto alla sezione speciale del registro delle imprese
di cui al comma 8, a seguito della compilazione e
presentazione della domanda in formato elettronico,
contenente le seguenti informazioni recanti i valori degli
indicatori, di cui ai commi 6 e 7, conseguiti
dall’incubatore certificato alla data di iscrizione:
d) breve descrizione dell’attivita’ svolta;
e) elenco delle strutture e attrezzature disponibili
per lo svolgimento della propria attivita’;
f) indicazione delle esperienze professionali del
personale che amministra e dirige l’incubatore certificato,
esclusi eventuali dati sensibili;
g) indicazione dell’esistenza di collaborazioni con
universita’ e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e
h) indicazione dell’esperienza acquisita
nell’attivita’ di sostegno a start-up innovative.
14. Le informazioni di cui ai commi 12 e 13 debbono
essere aggiornate con cadenza non superiore a sei mesi e
sono sottoposte al regime di pubblicita’ di cui al comma
15. Entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e
comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun
esercizio, il rappresentante legale della start-up
innovativa o dell’incubatore certificato attesta il
mantenimento del possesso dei requisiti previsti
rispettivamente dal comma 2 e dal comma 5 e deposita tale
dichiarazione presso l’ufficio del registro delle imprese.
16. Entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti di cui
ai commi 2 e 5 la start-up innovativa o l’incubatore
certificato sono cancellati d’ufficio dalla sezione
speciale del registro delle imprese di cui al presente
articolo, permanendo l’iscrizione alla sezione ordinaria
del registro delle imprese. Ai fini di cui al periodo
precedente, alla perdita dei requisiti e’ equiparato il
mancato deposito della dichiarazione di cui al comma 15.
17. Le Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, provvedono alle attivita’ di cui al presente
articolo nell’ambito delle dotazioni finanziarie, umane e
strumentali disponibili a legislazione vigente.».
– Si riporta il testo dell’art. 52 della legge 24
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2013, n. 3:
«Art. 52 (Registro nazionale degli aiuti di Stato). –
1. Al fine di garantire il rispetto dei divieti di cumulo e
degli obblighi di trasparenza e di pubblicita’ previsti
dalla normativa europea e nazionale in materia di aiuti di
Stato, i soggetti pubblici o privati che concedono ovvero
gestiscono i predetti aiuti trasmettono le relative
informazioni alla banca di dati istituita presso il
Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell’art. 14,
comma 2, della legge 5 marzo 2001, n. 57, che assume la
denominazione di “Registro nazionale degli aiuti di Stato”.
2. Il Registro di cui al comma 1 contiene, in
particolare, le informazioni concernenti:
a) gli aiuti di Stato di cui all’art. 107 del
Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ivi
compresi gli aiuti in esenzione dalla notifica;
b) gli aiuti de minimis come definiti dal regolamento
(CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006,
e dal regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del
18 dicembre 2013, nonche’ dalle disposizioni dell’Unione
europea che saranno successivamente adottate nella medesima
c) gli aiuti concessi a titolo di compensazione per i
servizi di interesse economico generale, ivi compresi gli
aiuti de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 360/2012
della Commissione, del 25 aprile 2012;
d) l’elenco dei soggetti tenuti alla restituzione
degli aiuti incompatibili dei quali la Commissione europea
abbia ordinato il recupero ai sensi dell’art. 16 del
regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio
3. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti ad
avvalersi del Registro di cui al medesimo comma 1 al fine
di espletare le verifiche propedeutiche alla concessione o
all’erogazione degli aiuti di Stato e degli aiuti de
minimis, comprese quelle relative al rispetto dei massimali
di aiuto stabiliti dalle norme europee e dei divieti di cui
all’art. 46 della presente legge, nonche’ al fine di
consentire il costante aggiornamento dei dati relativi ai
medesimi aiuti anche attraverso l’inserimento delle
informazioni relative alle vicende modificative degli
4. Le informazioni relative agli aiuti di cui al comma
2, lettere a), b) e c), sono conservate e rese accessibili
senza restrizioni, fatte salve le esigenze di tutela del
segreto industriale, per dieci anni dalla data di
concessione dell’aiuto, salvi i maggiori termini connessi
all’esistenza di contenziosi o di procedimenti di altra
natura; le informazioni relative agli aiuti di cui al comma
2, lettera d), sono conservate e rese accessibili, senza
restrizioni, fino alla data dell’effettiva restituzione
5. Il monitoraggio delle informazioni relative agli
aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale, ivi
compresi gli aiuti nelle zone rurali, e della pesca e
acquacoltura continua a essere disciplinato dalla normativa
europea di riferimento ed e’ assicurato attraverso la piena
integrazione e interoperabilita’ del Registro di cui al
comma 1 con i registri gia’ esistenti per i settori
6. Con regolamento adottato con decreto del Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri
dell’economia e delle finanze e delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell’art. 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro quattro mesi
dalla data di entrata in vigore del presente articolo,
sentita la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive
modificazioni, e’ adottata la disciplina per il
funzionamento del Registro di cui al comma 1 del presente
articolo, con la definizione delle modalita’ operative per
la raccolta, la gestione e il controllo dei dati e delle
informazioni relativi agli aiuti di cui al comma 2,
compresi i criteri per l’eventuale interoperabilita’ con le
banche di dati esistenti in materia di agevolazioni
pubbliche alle imprese. Il predetto regolamento individua
altresi’, in conformita’ con le pertinenti norme europee in
materia di aiuti di Stato, i contenuti specifici degli
obblighi ai fini dei controlli di cui al comma 3, nonche’
la data a decorrere dalla quale il controllo relativo agli
aiuti de minimis di cui al comma 2 gia’ concessi avviene
esclusivamente tramite il medesimo Registro, nel rispetto
dei termini stabiliti dall’art. 6, paragrafo 2, del citato
regolamento (UE) n. 1407/2013. Fino alla data del 1° luglio
2017, si applicano le modalita’ di trasmissione delle
informazioni relative agli aiuti alle imprese, stabilite ai
sensi dell’art. 14, comma 2, della legge 5 marzo 2001, n.
7. A decorrere dal 1° luglio 2017, la trasmissione
delle informazioni al Registro di cui al comma 1 e
l’adempimento degli obblighi di interrogazione del Registro
medesimo costituiscono condizione legale di efficacia dei
provvedimenti che dispongono concessioni ed erogazioni
degli aiuti di cui al comma 2. I provvedimenti di
concessione e di erogazione di detti aiuti indicano
espressamente l’avvenuto inserimento delle informazioni nel
Registro e l’avvenuta interrogazione dello stesso.
L’inadempimento degli obblighi di cui ai commi 1 e 3
nonche’ al secondo periodo del presente comma e’ rilevato,
anche d’ufficio, dai soggetti di cui al comma 1 e comporta
la responsabilita’ patrimoniale del responsabile della
concessione o dell’erogazione degli aiuti. L’inadempimento
e’ rilevabile anche dall’impresa beneficiaria ai fini del
risarcimento del danno.».
– Per il riferimento all’art. 57-bis del citato
decreto-legge n. 50 del 2017, si veda nelle note alle
Decreto-Legge 24 aprile 2017 n. 50: Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo. (17G00063) (GU n.95 del 24-4-2017 – Suppl. Ordinario n. 20 )
note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/04/2017
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 21 giugno
2017, n. 96 (in S.O. n. 31, relativo alla G.U. 23/06/2017, n. 144).
Art. 57-bis. (Incentivi fiscali agli
investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e
sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di sostegno
alle imprese editoriali di nuova costituzione). 1. A decorrere
dall’anno 2018, ((alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti
non commerciali)) che effettuano investimenti in campagne
pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica ((anche on line)) e
sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o
digitali, il cui valore superi almeno dell’ 1 per cento gli analoghi
investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno
precedente, e’ attribuito un contributo, sotto forma di credito
d’imposta, pari al 75 per cento del valore incrementale degli
investimenti effettuati, elevato al 90 per cento nel caso di
microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel
limite massimo complessivo di spesa stabilito ai sensi del comma 3.
Il credito d’imposta e’ utilizzabile esclusivamente in compensazione,
ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e
l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con decreto
delle finanze, da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23
agosto 1988, n. 400, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti
di Stato, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti le
modalita’ e i criteri di attuazione delle disposizioni di cui al
presente comma, con particolare riguardo agli investimenti che danno
accesso al beneficio, ai casi di esclusione, alle procedure di
concessione e di utilizzo del beneficio, alla documentazione
richiesta, all’effettuazione dei controlli e alle modalita’
finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al
comma 3. Agli eventuali adempimenti europei, nonche’ a quelli
Consiglio dei ministri. 2. Per favorire la realizzazione di progetti
innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di comunicazione
sessisti e lesivi dell’identita’ femminile, e idonei a promuovere la
piu’ ampia fruibilita’ di contenuti informativi multimediali e la
maggiore diffusione dell’uso delle tecnologie digitali, e’ emanato
annualmente, con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione
e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un bando
per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova
costituzione. 3. ((Per la concessione del credito di imposta di cui
al comma 1 e’ autorizzata la spesa di 62,5 milioni di euro per l’anno
2018, che costituisce tetto di spesa. Agli oneri derivanti dal
periodo precedente, pari a 62,5 milioni di euro per l’anno 2018, si
pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1
della legge 26 ottobre 2016, n. 198. La predetta riduzione del Fondo
e’ da imputare per 50 milioni di euro sulla quota spettante alla
Presidenza del Consiglio dei ministri e per 12,5 milioni di euro
sulla quota spettante al Ministero dello sviluppo economico. Le
risorse destinate al riconoscimento del credito d’imposta medesimo
sono iscritte nel pertinente capitolo dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze e sono trasferite nella
contabilita’ speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate – fondi di
bilancio» per le necessarie regolazioni contabili. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del comma 2 si provvede mediante utilizzo
delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione
dell’informazione, di cui all’articolo 1 della legge 26 ottobre 2016,
n. 198.)) I finanziamenti da assegnare ai sensi del comma 2 sono
concessi, mediante utilizzo delle risorse del medesimo Fondo per il
pluralismo e l’innovazione dell’informazione, nel limite massimo di
spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito
annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
di cui all’articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 198 del 2016,
nell’ambito della quota delle risorse del Fondo destinata agli
interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri.
((3-bis. Ai fini della prima applicazione del comma 1, una quota pari
a 20 milioni di euro, a valere sulla quota di spettanza della
Presidenza del Consiglio dei ministri dello stanziamento relativo
all’annualita’ 2018, e’ destinata al riconoscimento del credito
d’imposta esclusivamente sugli investimenti pubblicitari incrementali
sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, di cui al comma 1
effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, purche’ il loro
valore superi almeno dell’1 per cento l’ammontare degli analoghi
investimenti pubblicitari effettuati dai medesimi soggetti sugli
stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno
2016.)) 4. Le amministrazioni interessate provvedono allo svolgimento
delle attivita’ amministrative inerenti alle disposizioni di cui al
presente articolo nell’ambito delle risorse umane, strumentali e