Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=7312
Timestamp: 2019-06-19 01:38:09+00:00
Document Index: 3606194

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 35', 'art. 15']

DELIBERA N. 818 DEL 26 settembre 2018
OGGETTO: Istanza singola di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d. lgs. 50/2016 presentata daEcoross S.r.l. – Procedura aperta per l’affidamento dei Servizi integrati di raccolta rifiuti nel Comune di Cetraro - Importo complessivo a base d’asta: euro 4.736.260,00 - S.A.: CUC Cetraro -Acquappesa - Guardia Piemontese - Fuscaldo
PREC 163/18/S
VISTA l’istanza singola prot. n.113517 del 3 ottobre 2017 presentata dalla società Ecoross S.r.l., nella quale l’istante evidenzia che il capitolato speciale d’appalto della procedura in oggetto contiene clausole illegittime e gravemente lesive ai fini della partecipazione alla procedura. In particolare, l’art. 14, in tema di corrispettivo dell’appalto, prevede che «nella fase iniziale di avvio delle attività (start up) coincidente con i primi sei mesi di servizio, in considerazione del non raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, ai corrispettivi mensili dell’appalto verranno decurtati 4.000euro/mese» e, più oltre, stabilisce che «qualora mensilmente non venisse raggiunto l’obiettivo minimo di raccolta differenziata del 65%, quale che ne sia la causa, il corrispettivo mensile sarà ridotto in misura pari ai maggiori costi di trasporto e smaltimento che il Comune di Cetraro dovrà sostenere». Tali previsioni sarebbero asseritamente illegittime in quanto il raggiungimento di determinati obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti dipende dal concorso di una pluralità di fattori e non solo dall’operato dell’appaltatore del servizio, al quale sarebbe addossata una sorta di responsabilità oggettiva per fatto altrui. Ulteriori elementi di criticità nei documenti di gara vengono ravvisati nella previsione - ritenuta aleatoria e di difficile quantificazione - che i maggiori costi di trasporto saranno determinati prendendo a riferimento i prezzi unitari di cui all’elenco prezzi vigenti nel periodo considerato, nonchè nella circostanza di non aver considerato nel costo dell’appalto l’aumento della tariffa per il conferimento dei rifiuti urbani previsto con decorrenza gennaio 2018 dalla delibera della Giunta Regionale Calabria n. 344 del 25 luglio 2017;
CONSIDERATO, come rilevato dall’istante e riconosciuto dalla giurisprudenza, che il successo della raccolta differenziata dei rifiuti dipende anche da fattori estranei al gestore del servizio, in quanto connessi sia ai comportamenti più o meno collaborativi dell’utenza in fase di raccolta, sia all’efficacia dell’azione del Comune, con specifico riferimento alle attività di informazione e sensibilizzazione, nonché di controllo e sanzione dei comportamenti illeciti. Alla luce della ripartizione degli obblighi gravanti sulle parti in tema di raccolta differenziata, risultano palesemente illegittime le disposizioni degli atti di gara tendenti ad addossare all’appaltatore tutte le conseguenze economiche del mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti, a prescindere da qualsiasi inadempimento contrattuale (TAR Catania, sez. III, 3 luglio 2018 n. 1408; Cons. Stato, sez. V, 21 settembre 2010 n. 7031);
RITENUTO, pertanto, che la decurtazione del compenso connessa al mancato raggiungimento di determinati livelli di raccolta differenziata da parte dell’appaltatore è una clausola applicabile solo qualora il capitolato d'appalto preveda un modello di raccolta che, sulla base di un’accurata analisi preventiva della situazione di fatto esistente, permetta di ritenere ragionevolmente esigibile il raggiungimento degli obiettivi posti. Nel caso di specie, l’art. 14 del capitolato prevede, accanto alle penalizzazioni, anche un sistema premiante in caso di raggiungimento di livelli di raccolta differenziata superiori al minimo richiesto, con attribuzione al gestore di una maggiorazione del corrispettivo pari alle economie che il Comune avrà realizzato in termini di minore costo dei rifiuti conferiti a smaltimento. Si tratta pertanto di un sistema volto ad incentivare la cooperazione dell’appaltatore nel raggiungimento di obiettivi di raccolta differenziata superiori al minimo che, se impostato sui canoni di ragionevolezza e proporzionalità sopra descritti, risulterebbe immune da vizi ed anzi potenzialmente assai efficace;
CONSIDERATO, in riferimento alla prevista decurtazione del canone nei primi sei mesi di servizio, che lo stesso capitolato d’appalto, in due diversi punti, specifica che: a) la verifica dell’obiettivo minimo di raccolta differenziata, per le frazioni di anno, quale quella che potrebbe maturare tra la conclusione della fase di start up e la fine del relativo anno, è effettuata con riferimento a tale frazione di anno (art. 7); b) nella fase di start up il corrispettivo contrattuale non è soggetto alle decurtazioni previste in caso di mancato raggiungimento dei livelli percentuali minimi di raccolta differenziata (art. 14). Emerge, pertanto, l’ipotesi che la clausola in discussione sia frutto di un refuso, che tuttavia non risulta essere stato oggetto di rettifica da parte della stazione appaltante. Sul punto, occorre richiamare l’indirizzo giurisprudenziale secondo il quale, a fronte di ambiguità o contraddittorietà delle previsioni della legge di gara, essa va applicata in termini ragionevoli e compatibili con il principio del favor partecipationis (da ultimo, TAR Piemonte, sez. II, 8 luglio 2016, n. 987), che porta a considerare prevalente la disposizione che esenta da decurtazioni i primi sei mesi di servizio;
RITENUTO, per quanto attiene al rilievo circa l’aleatorietà e scarsa quantificabilità dei maggiori costi di trasporto da porre a carico dell’appaltatore nel caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, che l’istante non ha esplicitato le motivazioni della censura avanzata nei confronti della modalità di calcolo di tali costi descritta all’art. 14 del capitolato d’appalto;
CONSIDERATO, per quanto attiene alla mancata valorizzazione nell’ambito del costo dell’appalto della nuova tariffa regionale per il conferimento dei rifiuti di cui alla delibera 344/2017, che - ai sensi dell’art. 35 del d. lgs. 50/2016 - il valore stimato dell’appalto è quantificato al momento dell’invio del bando di gara e deve tenere conto dell’importo massimo valutato dall’amministrazione aggiudicatrice, comprensivo di qualsiasi forma di opzione o rinnovo esplicitamente stabiliti nei documenti di gara. Sul punto, si osserva che il bando di gara è stato pubblicato in data antecedente all’adozione della delibera richiamata. Quest’ultima, inoltre, risulta essere stata sospesa e poi rimodulata, con sensibili riduzioni degli importi previsti, con le successive delibere della Giunta Regionale n. 469 e n. 584, rispettivamente del 19 ottobre e del 23 novembre 2017. In ogni caso, l’art. 15 del capitolato d’appalto, che disciplina la revisione del corrispettivo contrattuale, prevede che in caso di sopravvenute disposizioni emanate da autorità aventi competenza in materia, che dovessero comportare ulteriori adempimenti non previsti dalla disciplina contrattuale, questi ultimi saranno oggetto di apposito accordo tra le parti;
la clausola che prevede la decurtazione del compenso connessa al mancato raggiungimento di determinati livelli di raccolta differenziata da parte dell’appaltatore è conforme alla normativa di settore solo qualora il capitolato d'appalto preveda un modello di raccolta che, sulla base di un’accurata analisi preventiva della situazione di fatto esistente, permetta di ritenere esigibile il raggiungimento degli obiettivi posti sulla base di canoni di ragionevolezza e proporzionalità.