Source: https://www.in-safety.it/scale-portatili-tecniche-anticaduta/
Timestamp: 2020-01-25 14:23:06+00:00
Document Index: 69135681

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 2', 'art. 113', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 4', 'arte 1', 'art. 113']

Scale portatili: uso e buone pratiche per una sicurezza oltre la normativa
Scale portatili: sicurezza e buone…
[VIDEO ABBINATO] Come scegliere e impiegare nel migliore dei modi le scale portatili migliorandone la sicurezza grazie a tecniche da specialisti
Come da definizione INAIL, le scale portatili sono
“attrezzature di lavoro dotate di pioli o gradini sui quali una persona può salire, scendere e sostare per brevi periodi. Permettono di superare dislivelli e raggiungere posti di lavoro in quota; possono essere trasportate e installate a mano senza l’ausilio di mezzi meccanici.”
L’impiego di scale portatili è molto frequente soprattutto per gli accessi in quota in operazioni di manutenzione in quelle postazioni di lavoro non dotate di sistemi di accesso permanenti.
Senza nasconderci dietro un dito, sappiamo però che vengono spesso utilizzate come vere e proprie postazioni di lavoro in quota.
In questo caso, è possibile ricorrere a particolari DPI e tecniche da specialisti per migliorarne la sicurezza.
Riceviamo infatti un sacco di richieste di suggerimenti per implementare la sicurezza di quegli operatori che, per contingenze di spazio o tempistiche, sono costretti a lavorare rimanendo su una scala portatile.
Le tipologie di scale portatili indicate dalle normative.
Per sapere come impiegarle al meglio e fin dove possiamo spingerci mantenendo alto il livello di sicurezza per i lavoratori, è necessario prima di tutto imparare a conoscerle.
Le norme che distinguono le varie tipologie di scale portatili e ne regolano la fabbricazione, l’uso e la manutenzione sono:
Lgs 81/08 e s.m.i. – Articolo 113, comma 3,8,9 e Allegato XX
Lgs 206/05 e s.m.i. – Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n.229.
CEI EN 61478: 2002 – Lavori sotto tensione – Scale in materiale isolante.
CEI EN 50528: 2011 – Scale isolanti per uso su impianti di bassa tensione o in loro prossimità
Ne parla pure la Sacra Bibbia e forse anche Hermann Hesse nel Siddhartha…
Battute a parte, non concentriamoci troppo sulla normativa e bla bla bla… giusto una sintesi.
Una scala portatile trasformabile aiuta il lavoratore in molte situazioni scomode
Normativa attuale in sintesi.
Art 113 del D.lgs 81/2008, commi 3, 8, 9.
Il capitolo 3 stabilisce il tipo di fissaggio e le caratteristiche dei pioli nelle scale in legno
Il capitolo 8 stabilisce che le scale lunghe più di 8 metri devono essere munite di rompitratta
Il capitolo 9 stabilisce che le scale doppie devono essere provviste di catena o altro dispositivo che impedisca l’apertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza.
Il fabbricante che volesse derogare ai commi di cui sopra (esempio senza rompitratta), per garantire la conformità delle scale al d.lgs. 81/08, può avvalersi di quanto disposto dall’allegato XX.
Riconosce la conformità alle vigenti disposizioni, delle scale portatili, alle seguenti condizioni, previa osservanza completa di tutti i disposti del comma A, punto 1:
le scale portatili siano conformi alla UNI EN 131, parte 1 e parte 2;
il costruttore fornisca le certificazioni emesse da un laboratorio ufficiale;
le scale siano dotate di manuale con descrizione, istruzioni, numeri dei certificati e dichiarazione di costruzione a norma EN131.
Tra le indicazioni della nuova normativa tecnica EN 131, vi è l’obbligo di indicare se la scala è adatta ad un uso professionale oppure solo domestico.
Il fabbricante dispone, in breve, di due possibilità, una alternativa all’altra, per provare la rispondenza della scala portatile al D.lgs. 81/08:
dichiarare la conformità al D.lgs. 81/08 dopo aver dimostrato con calcoli e/o prove, mediante l’applicazione, per esempio, di una specifica di prodotto da lui ritenuta la più opportuna, o della stessa UNIEN131, di aver soddisfatto tutti i requisiti dell’art. 113 del d.lgs. 81/08;
dichiarare la conformità al D.lgs. 81/08 (con l’utilizzo della deroga) dopo aver dimostrato di aver soddisfatto i requisiti normativi mediante l’applicazione completa dell’allegato XX del D.lgs. 81/08. In questo caso il fabbricante deve, tra l’altro, richiedere l’intervento di un laboratorio ufficiale per fornire la certificazione di rispondenza alla norma UNI EN 131 parte 1 e parte 2.
Per quanto concerne l’applicazione della serie delle norme UNI EN 131 parte 4, 6, 7, nulla vieta al fabbricante di autocertificare la rispondenza della scala alle norme applicabili, sempre dichiarando che la scala è conforme al D.lgs. 81/08 per l’uso delle stesse sui luoghi di lavoro, qualora ne abbia dimostrato la rispondenza.
Il fabbricante ha altresì facoltà di far certificare da un laboratorio la conformità della scala alle norme UNI EN 131 applicabili (parte 1, 2, 4, 6, 7).
Le scale portatili sono identificate per “tipologia”
Scale a sfilo e trasformabili – foto da catalogo SVELT
La UNI EN 131-1 suddivide le scale portatili in 3 tipologie principali, in base alla configurazione geometrica e agli elementi costituenti.
Semplice (a un solo tronco)
Innestabile o all’italiana
A sfilo, a sviluppo manuale o con meccanismo
A uno o a due tronchi di salita
A uno o a due tronchi di salita munita di piattaforma e di guardia-corpo
A pioli e gradini
A due tronchi
A tre tronchi
Multi posizione con cerniera
Scala con piattaforma tipo Fly – da catalogo SVELT
I materiali impiegati dai costruttori di scale portatili
Un’ulteriore differenziazione la possiamo fare sulla base dei materiali impiegati: ci sono scale a pioli in legno, come quelle usate in agricoltura per salire sugli ulivi.
Quelle più utilizzate in edilizia sono però le scale in metallo, soprattutto in alluminio, con pioli (appoggio del piede fino a 8 cm di larghezza) o con gradino (appoggio a partire da oltre 8 cm di larghezza).
Sul mercato esistono anche scale in materiali non metallici come polimeri o vetroresina, spesso impiegati per la costruzione di scale isolate all’arco elettrico e/o alla bassa tensione.
La marcatura e la segnaletica sulle scale portatili.
Tabella 1 – simboli obbligatori da riportare sul manuale e sulla scala – tratto dal catalogo SVELT
Per riconoscere se una scala è a norma e adatta al lavoro da compiere e se è certificata, la prima cosa da fare è controllare il manuale, operazione che consiglio di fare prima ancora dell’acquisto.
Un produttore serio lo mette a disposizione on-line, libero da scaricare.
Oltre al manuale, ogni scala deve avere apposto specifiche etichette sulla scala stessa riportando vari simboli di facile e pronta lettura.
Le principali etichette devono riportare le raccomandazioni generali sulle condizioni basilari per l’impiego di qualsiasi scala portatile (vedi Tabella 1):
Obbligo di consultare il manuale prima dell’uso (su cui ci sono i controlli pre-uso raccomandati)
Numero max di operatori in contemporanea sulla scala (sempre 1)
Raccomandazioni di utilizzo con base stabilizzatrice
Indicazioni di utilizzo esclusivamente con la faccia rivolta verso la scala
Divieto di salire oltre il terzo piolo dall’alto
Divieto di utilizzo in caso di danni visibili alla scala
Divieto di utilizzo scala fuori asse verticale
Divieto di sporgersi
Divieto di salire o scendere all’indietro
Divieto di utilizzo se sotto effetto di farmaci, droghe o alcool
Divieto di utilizzo come postazione di lavoro
Divieto di utilizzo come scala pick (prelievo e scarico merci)
Divieto di utilizzo in situazione di rischio arco elettrico
Divieto di utilizzo orizzontale come passerella
Divieto di utilizzo con calzature non appropriate
Divieto di utilizzo in appoggio su superfici bagnate o scivolose.
È opportuno sottolineare che, non esistendo una direttiva di prodotto applicabile alle scale portatili, queste non possono essere marcate CE, ma devono riportare la marcatura UNI EN 131 e/o il riferimento alla conformità al d.lgs. 81/ 08, se sono impiegate in un “non luogo di lavoro” (UNI EN 131) o in un “luogo di lavoro” (UNI EN 131/d.lgs. 81/08).
Quali scale portatili utilizzare per lo sbarco in quota…
Per poter accedere in quota e poter sbarcare, le più adatte sono certamente le scale portatili a pioli in appoggio oppure le trasformabili utilizzate con la configurazione in appoggio.
Sono le uniche utilizzabili come accesso a luogo di lavoro “in alto” mentre le scale doppie non sono idonee e comunque non possono superare l’altezza di 5 m (altezza misurata al quarto gradino dall’alto, l’ultimo utilizzabile).
Nemmeno le scale con piattaforma sommitale sono idonee.
…e come utilizzarle.
Istruzioni sul corretto posizionamento della scala – tratto dal catalogo SVELT
Come prima cosa, le scale portatili si appoggiano solo su strutture verticali stabili e su terreni o pavimenti non cedevoli e in grado di sorreggerne il peso.
Una scala in appoggio deve essere perfettamente in asse (montanti perpendicolari al piano di base orizzontale) e appoggiare completamente a terra con entrambi i montanti.
Per i piani di base inclinati, esistono basamenti “zoppi” e regolabili per riportare la scala in asse.
Vietato spessorare a terra con materiali di cantiere non previsti dal costruttore della scala portatile (esempio mattoni o zeppe di legno).
In alto dovranno appoggiare entrambi i montanti: vietato appoggiarsi ad un palo più stretto della scala solo mediante il piolo. Questa condizione può far perdere stabilità alla scala.
L’inclinazione della scala rispetto alla verticale di appoggio dovrà rispettare quanto indicato dal costruttore (vedi formula tabella 2) che corrisponde ad un angolo con il terreno di circa 70°.
Più semplicemente, la distanza dalla base della scala alla superficie di appoggio deve essere di circa ¼ l’altezza della scala.
Metodo pratico per il piazzamento delle scale portatili
Istruzioni di posizionamento scale portatili trasformabili – tratto dal catalogo SVELT
Per piazzarla correttamente e senza l’impiego di goniometri o calcolatrici, si può usare una tecnica ancora più semplice. La tecnica del gomito.
Ci si piazza di fianco alla scala appoggiata, con i piedi paralleli al primo piolo e accostati ai montanti.
Si posiziona il pugno “lato scala” sul fianco (appena sotto l’ascella) in modo che la parte superiore del braccio sia orizzontale e in linea con la spalla.
Se il gomito sfiora i pioli, la scala è inclinata correttamente, altrimenti va regolata.
La scala in appoggio per l’accesso, una volta posizionata con un’inclinazione corretta, dovrà avere lunghezza tale da sporgere a sufficienza (per almeno 1 metro) oltre il piano di sbarco o, più semplicemente, dovrà sporgere almeno gli ultimi 3 pioli, sui quali non potrò mai mettere i piedi.
L’ultimo piolo utilizzabile è generalmente segnalato sulla scala con un apposito segnale.
Una scala portatile deve riportare l’indicazione chiara e inconfondibile sul quale sia l’ultimo piolo utilizzabile.
Aumentare la sicurezza durante l’utilizzo di scale portatili in appoggio
Curiosità e stranezza: la normativa (D.lgs 81/08, art. 113, comma 8) dice che una scala non deve superare l’altezza massima di 15 m… ma 15 m, soprattutto in appoggio, sono tantissimi anche se la norma lo consente.
In teoria, con una scala portatile a pioli (o a gradini) in appoggio posso accedere a una copertura con altezza di gronda di 14 m ovvero un palazzo di 5 piani!
Avete mai provato a salire su una scala in appoggio di altezza anche solo di 7 m? Roba da trapezisti!
Oggettivamente, anche se la norma lo consente, un’altezza di anche solo 1/3 di quella ammessa, è già molto pericolosa.
Ecco che un po’ di esperienza pratica e una corretta formazione possono scongiurare i peggiori effetti di un incidente con le scale portatili.
Nell’immagine – come Santino lega la scala utilizzando dei cordini a norma EN 795 Tipo B
Le tecniche base da imparare… e quelle avanzate.
Incuriosito ed impaurito da questa “anomalia” dell’altezza, oltre che incalzato sull’argomento da molti RSPP ho interpellato diversi miei amici specialisti tra cui Massimo Rognoni e Santino Fratti, della MTA Consulting, istruttori IRATA e specialisti IN-SAFETY.
Ho chiesto loro quali tecniche insegnassero ai loro allievi e quali applicassero loro stessi.
Oltre alle indicazioni già date prima (corretta inclinazione, scala in asse, superfici di appoggio solide, ecc. ecc.) sono venuti fuori tutta una serie di consigli pratici operativi molto interessanti e ingegnosi.
Consigli e tecniche con una ridondanza sulla sicurezza tale da rendere le scale portatili quasi a rischio zero.
Come prima cosa, le scale portatili in genere, soprattutto quando utilizzate in appoggio, si usano in due!
Al comma 5 dell’articolo 113 (D.lgs 81/08) si specifica che:
“Quando l’uso delle scale, per la loro altezza o per altre cause, comporti pericolo di sbandamento, esse devono adeguatamente assicurate o trattenute al piede da altra persona.”
Se la scala portatile a pioli sale molto e non vi è modo di ancorarla in cima, vedo comunque molto difficile (anche solo per le leggi delle leve) che un operatore dal basso riesca a trattenerla quando si inclina lateralmente con un operatore in cima.
E poi non dice niente in merito a come minimizzare il rischio di caduta in caso di perdita della presa o dei sensi dell’operatore.
Massimo e Santino mi mostrano come attrezzano una scala portatile a pioli per lavorare in appoggio e per proteggersi da cadute verso il basso, all’indietro o laterali.
Tensionare le funi che legano la scala mediante tenditori o bloccanti. Un angolo verso il basso e verso la struttura, blocca la scala in tutte le direzioni.
Utilizzo di un retrattile o di un cordino anticaduta [VIDEO].
Con scala a terra, gli specialisti Massimo e Santino ancorano, con due fettucce (EN 795 Tipo B) e un moschettone, un anticaduta retrattile (EN 360) ai montanti superiori della scala.
Questi, anche se non certificati come ancoraggi anticaduta, se lavorano in coppia sono sufficientemente robusti a trattenere una caduta in Fattore Zero (punto di ancoraggio più alto rispetto all’operatore)
In alternativa ma con la stessa tecnica, si può ancorare una fune semistatica dotata di anticaduta guidato a norma EN 353.2.
Per chi non sa fare i nodi, meglio utilizzare una fune pre-asolata e cucita o un Kit EN 353.2 preconfezionato dal fabbricante.
La scala così attrezzata offre un buon sistema anticaduta all’operatore che sale a grandi altezze (ma bastano a 2 o 3 m per apprezzarne l’efficacia).
Posizionata la scala in appoggio con la tecnica “del gomito” spiegata precedentemente, Massimo e Santino, prima ancora di salire, bloccano la scala mediante due funi ad uso tirante.
Queste si agganciano lateralmente ai montanti della scala sempre mediante fettucce e moschettoni.
Poi scendono verso l’esterno con un angolo di circa 35/45° verso il basso e con un angolo smile verso la struttura di appoggio della scala.
Il tensionamento viene eseguito grazie a due discensori o bloccanti per funi.
Questi due tiranti, dal montante alla struttura di appoggio, impediscono alla scala di slittare dal basso verso l’esterno, di ribaltarsi indietro o di inclinarsi lateralmente, anche in caso di caduta dell’operatore.
L’ancoraggio alla struttura è semplice se questa è metallica con profili sufficientemente robusti.
In caso di superfici lisce, si può pensare di piantare dei picchetti a terra o di predisporre ancoraggi o golfari a parete.
Con un po’ d’esperienza, si individuano i punti migliori.
Se i due tiranti laterali non ci danno sufficienti garanzie, se ne possono sempre aggiungere altri due in contrapposizione o ad altezze diverse… fino a che la scala non risulta solida e stabile.
E ancora nessuno è salito.
Prima di salire, indossati imbracature ed elmetto protettivo EN 397 con sottogola, ci si vincola al dispositivo anticaduta e se inizia l’ascesa (o la discesa).
Arrivato in quota, se c’è la possibilità, vincolo ulteriormente la scala in alto alla struttura.
Ho sentito parlare di scale legate col filo di ferro o con un pezzo di spago ma sarebbe meglio (molto meglio) utilizzare fettucce certificate EN 795 Tipo B e connettori.
A sinistra, un corso uso scale portatili presso specialista IN-SAFETY, MTA Consulting. A destra, schema esemplificativo di come usare longe (cordino di posizionamento) e una cintura di sicurezza (integrata o meno nell’imbracatura) per realizzare un posizionamento su una scala portatile.
Usare la scala portatile in appoggio come postazione di lavoro.
Se la scala in appoggio mi serve per arrivare alla quota di lavoro, per esempio per installare una telecamera, eseguire una tassellatura, potrei avere la necessità di lasciare la presa dalla scala portatile per utilizzare un trapano o un altro attrezzo.
Ecco come fare: si utilizza una cintura di sicurezza con anelli di posizionamento laterali EN 358.
Ad una anello fisso il capo di una longe di posizionamento (anche con dispositivo regolabile), passo la longe dietro il primo montante, gli faccio fare 3 giri intorno al piolo, ripasso dietro l’altro montante e vincolo l’altro capo della longe all’altro anello.
Ecco realizzato un posizionamento sicuro sulla scala a pioli.
Adesso, con scala vincolata, con imbracatura collegata a dispositivo anticaduta, con longe di posizionamento fissata alla scala, si può anche pensare anche di lasciare per un attimo la presa ed eseguire un breve lavoro con un attrezzo.
Meglio ancora se l’attrezzo è vincolato ad un guinzaglio anticaduta.
Si può fare anche di meglio
Santino ci mostra come, con l’aiuto di un anticaduta retrattile, è possibile realizzare un sistema anticaduta ausiliario alla scala portatile.
Con la giuste attrezzature e i corretti DPI, un addestramento serio e un po’ di pratica, puoi raggiungere elevati gradi di sicurezza nel lavoro anche con scale apribili e trasformabili.
E in questo, gli specialisti IN-SAFETY possono consigliarti l’attrezzatura necessaria, fornirtela, addestrarti ad usarla, migliorare la tua sicurezza.
Vuoi capire quale sia la scala portatile più adatta al tipo di lavoro che devi svolgere o quale sia la procedura di utilizzo più sicura? Scrivici
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INAIL, dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
Testo Unico Sicurezza D.lgs 81/2008 e s.m.i.
SVELT: allegato tecnico al Catalogo Scale e Sgabelli 2019
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