Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/02/novita-fiscali-del-19-febbraio-2008-le-revisioni-degli-studi-di-settore-sono-applicabili-a-partire-dal-periodo-dimposta.html
Timestamp: 2017-11-24 00:20:00+00:00
Document Index: 46468132

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 28', 'art. 48', 'art. 201', 'art. 14', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 6']

Novità fiscali del 19 febbraio 2008: le revisioni degli studi di settore sono applicabili a partire dal periodo d’imposta 2008
1) Esteso il servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale
2) Revisioni degli studi di settore applicabili a partire dal periodo d’imposta 2008
3) Aliquota Iva applicabile alle prestazioni per la costruzione di un “cunicolo pilota esplorativo” e propedeutico per la realizzazione di un tunnel ferroviario
4) Obbligo di presentazione della dichiarazione di successione per il pagamento di ratei sulle competenze pensionistiche maturate e non riscosse dal titolare
1) Esteso il servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale ad altre tipologie di atti di aggiornamento geometrico (Pregeo)
Il servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale è stato esteso, a livello nazionale con esclusione delle province di Trento e Bolzano, a tutte le tipologie di atti di aggiornamento geometrico (Pregeo), ad eccezione di quelli esenti da tributi.
(Agenzia del Territorio, Provvedimento 14/2/2008)
Sono stati individuati gli studi di settore già in vigore, con i relativi codici di attività, che saranno sottoposti a revisione.
Gli studi di settore revisionati saranno applicabili a partire dal periodo d’imposta
Con apposito provvedimento sono stati individuati gli studi di settore ed i relativi codici di attività che saranno sottoposti a revisione e che daranno luogo a studi di settore applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2008.
Detti studi sono stati selezionati in relazione all’anno della loro approvazione (studi approvati in anni meno recenti), nonché sulla base delle segnalazioni pervenute da parte delle associazioni di categoria e dalla commissione degli esperti.
Al termine delle elaborazioni potrebbero anche essere previsti, ove sarà ritenuto opportuno nel corso dell’attività di revisione, accorpamenti tra studi o tra codici di attività.
(Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate, 14/02/2008, prot. 2008/20249)
Le prestazioni di servizi dipendenti dai contratti di appalto relativi alla costruzione del “cunicolo pilota”, nel caso in cui non siano in possesso delle caratteristiche necessarie per rientrare nell’ambito di applicazione dell’aliquota del 10%, ai sensi dei sopra citati nn. 127-quinquies) e 127-septies), sono soggette all’aliquota ordinaria del 20%.
Nel caso di specie la società (che ha per oggetto la messa a sviluppo e la progettazione di un tunnel ferroviario) è stata costituita per effettuare una serie di servizi “propedeutici” alla realizzazione dell’opera quali il progetto definitivo, la richiesta delle necessarie autorizzazioni amministrative, l’elaborazione del modello di finanziamento, nonché la costruzione del suddetto cunicolo pilota e non anche la costruzione della linea ferroviaria.
Peraltro, la realizzazione di tali attività avviene non nell’ambito dello stesso contratto di appalto relativo alla realizzazione dell’opera, ma mediante l’affidamento tramite specifici contratti di appalto, ciascuno dei quali avente ad oggetto l’effettuazione dei medesimi servizi in via separata ad opera di diverse imprese terze.
Dette prestazioni, pertanto, in linea di principio, non beneficiano dell’applicazione della minore aliquota, ma scontano l’imposta ordinariamente con l’aliquota del 20%.
Tuttavia, la risoluzione n. 168/1999 ha chiarito che le prestazioni di progettazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria possono essere assoggettate all’aliquota ridotta del 10% nel caso in cui non siano rese autonomamente, ma in dipendenza dell’unico contratto di appalto avente ad oggetto la complessiva realizzazione dell’opera. In caso contrario, alle stesse prestazioni si applica l’imposta in base all’aliquota ordinaria.
In sostanza, tali servizi non sono autonomamente assoggettabili ad Iva con l’aliquota del 10%, salvo che gli stessi siano resi in dipendenza di un “unico” contratto di appalto che, a sua volta, beneficia della aliquota ridotta.
In base al combinato disposto delle disposizioni contenute ai numeri 127- quinquies) e 127-septies) della Tabella A, Parte terza, allegata al DPR n. 633/72, le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto relativi alla costruzione delle opere, degli impianti e degli edifici di cui al numero 127-quinquies” – tra le quali rientrano le “linee di trasporto ad impianto fisso – sono soggette alla aliquota Iva del 10%.
La precedente circolare n. 86/1986 aveva chiarito che alle prestazioni di servizi dipendenti da contratti d’appalto aventi ad oggetto la costruzione di linee relative al trasporto di persone ad impianto fisso, incluse le ferrovie, si applica l’aliquota Iva ridotta.
Precisando ulteriormente che l’equiparazione alle opere di urbanizzazione primaria (con conseguente applicabilità dell’aliquota Iva agevolata) “riguarda soltanto le linee di trasporto ossia gli impianti negli elementi che li costituiscono, come ad esempio linea ferrata, linea aerea, stazioni e non anche le motrici e le carrozze metropolitane e tranviarie che sono, invece, soggette al tributo con l’aliquota ordinaria”.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione 18/2/2008, n. 52/E)
Il rateo di pensione, o assegno insoluto, a causa del preventivo decesso del titolare non rientra nell’asse ereditario del defunto.
Ciò poiché spetta comunque al coniuge superstite o, in mancanza, ai figli.
Come è noto l’art. 2, comma 47, del D.L. n. 262/2006, convertito dalla L. n. 28672006, ha istituito l’imposta sulle successioni e donazioni, disciplinata dal relativo Testo unico, approvato con D.Lgs. n. 346/1990, nel testo vigente alla data del 24/10/2001 (TUS).
Ove compatibili, possono, quindi, essere applicate le norme del TUS alla data 24/10/2001 e, parimenti, ove non superate dal dato normativo, si devono ritenere attuali le istruzioni amministrative impartite in materia alla stessa data.
La nuova disciplina non ha portato modifiche sugli obblighi correlati alla dichiarazione di successione, che va presentata secondo le modalità previste dall’art. 28 del TUS, il quale, tra l’altro, impone tale adempimento ai chiamati all’eredità e i legatari.
Parimenti, trovano applicazione anche i “divieti e gli obblighi posti a carico di terzi”, di cui all’art. 48 del TUS, che ai debitori del defunto e ai detentori di beni che gli appartenevano, di pagare le somme dovute o consegnare i beni detenuti agli eredi, legatari e ai loro aventi causa se, trattandosi di crediti o beni soggetti a tassazione, non sia stata fornita prova della presentazione della dichiarazione di successione con l’indicazione dei crediti e beni medesimi; oppure non sia stato dichiarato per iscritto dall’interessato che non vi era obbligo di presentare la dichiarazione.
L’art. 201 del DPR n. 1092/73, recante “Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato” al primo comma stabilisce che “in caso di decesso del titolare di pensione o di assegno rinnovabile, il rateo di pensione o assegno, lasciato insoluto, spetta al coniuge superstite non separato legalmente per sua colpa o, in mancanza, ai figli”.
A tal proposito, il Ministero delle Finanze, con la circolare del n. 24/1976, ha fornito dei chiarimenti su un caso simile, concernente il trattamento da riservare al rateo di stipendio lasciato insoluto per decesso del dipendente statale, qualora lo stesso spetti al coniuge o, in mancanza, ai figli (art. 14 primo comma, DPR n. 1079/1970).
In tale occasione, l’Amministrazione finanziaria ha ritenuto che i predetti ratei di stipendio o di pensione non siano da considerare trasferiti per diritto di successione ereditaria, ma iure proprio.
Il diritto alla percezione, nei casi ipotizzati, sorge direttamente a favore degli eredi, poiché la legge riconosce essere i predetti cespiti di loro spettanza, il che comporterebbe la esclusione degli stessi dall’asse ereditario.
Tenuto conto dell’analoga finalità che persegue l’art. 201 del DPR n. 1092/73, in materia di pagamento dei ratei pensionistici insoluti a favore del coniuge o dei figli, anche nel caso in trattazione trova applicazione il principio enunciato nella circolare n. 24/1976 e che, quindi, il rateo di pensione o assegno insoluto a causa del preventivo decesso del titolare non rientra nell’asse ereditario del de-cuius, poiché spetta “iure proprio” al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto.
Tale conclusione trova ulteriore conferma nel parere dell’Avvocatura Generale dello Stato del 20/6/1975, n. 14647/73975 (riportato nella circolare n. 24/1976), con il quale é stato chiarito che “…sono esenti da prelievo fiscale a titolo di imposta di successione i ratei di stipendi o di pensione insoluti per la morte del dipendente o del pensionato..”.
Viceversa, il medesimo onere non sorge qualora, in mancanza del coniuge e dei figli, il rateo viene devoluto a favore degli eredi del dipendente.
In quest’ultimo caso, infatti, trova applicazione il secondo comma dell’art. 201, del DPR n. 1092/1973 che devolve il rateo di pensione “…a favore degli eredi del dipendente secondo le norme di legge in materia di successione”.
“Ne consegue che in tal caso il rateo rientra nell’asse ereditario relitto, con il conseguente assoggettamento alla disciplina dell’imposta sulle successioni e donazioni”.
Pertanto, prima di procedere al pagamento delle somme in argomento, l’Ente previdenziale deve acquisire la prova dell’avvenuta presentazione della dichiarazione di successione, oppure la dichiarazione da parte dell’interessato che non sussiste l’obbligo di
ottemperare a tale adempimento.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione 18/2/2008, n. 53/E)
Software per il controllo delle Comunicazioni Annuali Dati IVA – Versione software: 1.0.1 del 18/02/2008
L’Agenzia delle Entrate, ha reso disponibile il 18/2/2008, sul proprio Sito il suddetto software che consente il controllo delle Comunicazioni Annuali Dati IVA relativa al periodo di imposta 2007 e successivi.
Con la nuova versione 1.0.1 del 18/02/2008 è stato eliminato il controllo di presenza obbligatoria della sezione “Impegno alla trasmissione telematica” nel caso di intermediario che invia la propria dichiarazione.
Gasolio per uso autotrazione – Rimborso dell’incremento dell’aliquota di accisa: Modalità
Per i consumi di gasolio effettuati nel corso dell’anno 2007, gli esercenti l’attività di autotrasporto di merci e le categorie degli esercenti il trasporto di persone che hanno al diritto al rimborso dell‘incremento dell’aliquota di accisa, ai fini della restituzione in denaro o dell’utilizzo in compensazione, dovranno presentare apposita dichiarazione agli uffici dell’Agenzia delle Dogane territorialmente competenti, entro il 30/6/2008.
In atto, non è invece, rimborsabile l’incremento dell’aliquota d’accisa sul gasolio per autotrazione , da euro 416,00 a euro 423,00, previsto, con effetto dal 1/6/2007, dall’art. 6, comma 1, del D.Lgs. n. 26/2007.
Il comma 2 di tale articolo subordina, infatti, la rimborsabilità dell’incremento di aliquota predetto alla preventiva approvazione comunitaria, che ad oggi non è stata ancora rilasciata.
(Nota Agenzia Dogane 12/02/2008, n. prot. 221/V)