Source: http://www.immaginedifferente.it/2010/11/proposta-di-legge-sulla-parita-e-la-non-discriminazione-tra-i-generi/
Timestamp: 2019-09-21 17:21:16+00:00
Document Index: 113174235

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 10']

Presentazione Proposta di legge – Prof.ssa Marilisa D’Amico | IMMAGINE DIFFERENTE - Proposta di Legge
Occorre sottolineare, peraltro, come tali principi siano stati espressi in molteplici disposizioni anche a livello europeo (Parlamento europeo, risoluzioni del 1987, 1997 e del 2008; Consiglio, risoluzioni del 1991 e del 1995; art. 2 Trattato sull’Unione Europea; art. 21 Carta di Nizza).
La pubblicità e gli stessi mezzi di comunicazione possono apportare un fondamentale contributo al mutamento sociale, poiché riflettono la ripartizione dei compiti tra donne e uomini, la stessa partecipazione alla vita sociale e l’identità di genere.
In considerazione del notevole impatto sociale che viene esercitato in ragione delle nuove e moderne tecnologie non più limitate al mezzo televisivo e del fatto che indubbiamente in tal modo si forma l’immagine stessa della donna e dell’uomo, occorre che la pubblicità e i mezzi di comunicazione contribuiscano a creare le condizioni per questa trasformazione sociale, non ledendo il rispetto della dignità umana e non mostrando alcuna forma di discriminazione di genere.
La presente normativa si articola in 10 articoli e adotta norme di tipo non solo repressivo, ma anche promozionale (art. 1).
Si considera pubblicità qualsiasi forma di messaggio che venga diffuso, in qualsiasi modo, nell’esercizio di un’attività commerciale, industriale, artigianale o professionale allo scopo di promuovere la vendita di beni mobili o immobili, la costituzione o il trasferimento di diritti ed obblighi su di essi oppure la prestazione di opere o di servizi. Per mezzi di comunicazione si intendono la stampa, il cinema, la radio, la televisione e internet, siano essi pubblici o privati.
Questo progetto considera illecite la pubblicità e la comunicazione che utilizzino il corpo delle donne e degli uomini in modo offensivo della dignità della persona. Si prevede inoltre come illecita la comunicazione pubblicitaria che assimili le immagini o parti del corpo a oggetti o prodotti commerciali che vengono pubblicizzati (art. 2).
Si prevede in particolare l’istituzione di una Commissione garante nominata di comune intesa dal Ministro del Lavoro e da quello per le Pari opportunità e dai rappresentanti delle Camere di commercio, delle Associazioni femminili e maschili, delle Organizzazioni sindacali e delle Associazioni di categoria interessate, che valuti la liceità della pubblicità e della comunicazione (art. 5).
Quale sanzione per il mancato rispetto della disciplina, si prevede all’art. 6 la rimozione immediata della pubblicità illecita, nonché sanzioni di tipo economico (art. 7), nel caso di inadempimento all’ordine di rimozione, previste dal d.lgs. n. 206 del 2005 per quanto concerne la pubblicità e dal d.lgs n. 177 del 2005 per i mezzi di comunicazione.
Si istituisce infatti il “distintivo” aziendale che permette di riconoscere le aziende che usano pubblicità non discriminatoria e rispettosa del principio di parità e di rispetto delle figure femminili e maschili (art. 8).
Un importante compito di promozione di attività formative e iniziative pubbliche per la diffusione di una comunicazione rispettosa di tali principi è previsto a carico delle Università, delle Amministrazioni pubbliche, della Commissione di cui al Codice per le Pari Opportunità e della Commissione garante (art. 10).
associazione voceDonna, Castrocaro Terme, Forlì scrive:
01/06/2011 alle 13:30
sottoscriviamo con piacere questa proposta !
01/06/2011 alle 13:48
grazie, puoi compilare il form in home-page perfavore, per completare l’adesione.
Kaeden scrive:
06/25/2011 alle 21:35
Valeria Savoca scrive:
01/19/2011 alle 10:47
Sottoscrivo la proposta, cosciente che la proibizione e le limitazioni non sono la sola vera soluzione del problema, poichè al controllo di autorità, sia pure democraticamente elette e revocabili, penso che debbano essere privilegiate l’assunzione e la diffusione di nuovi metodi e contenuti educativi, che pongano nelle giovani generazioni, i presupposti di un salto di paradigma, o ,se preferite, di una rivoluzione culturale.