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Timestamp: 2018-03-24 19:43:56+00:00
Document Index: 142359171

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 41', 'art. 16', 'art.\xa0 9', 'art.\xa0 16', 'art.\xa0 9', 'art.\xa0 16', 'art. 2', 'art.\xa0 9', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 5', 'art.\xa0 7', 'art. 25', 'art. 7', 'art. 10', 'art.\xa0 107', 'art.\xa0 7', 'art. 13', 'art. 10', 'art.\xa0 7', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\xa0 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art.\xa0 3', 'art.\xa0 3', 'art.\xa0 9', 'art.\xa0 16', 'art.\xa0 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art.\xa0 3', 'art. 7', 'art.\xa0 7', 'art.\xa0 13', 'art.\xa0 4', 'art. 1', 'art.\xa0 6', 'art.\xa0 5', 'art. 9', 'art. 6', 'art.\xa0 3', 'art.\xa0 4', 'art.\xa0 14', 'art.\xa0 5', 'art. 10', 'art.\xa0 42', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 7', 'art.\xa0 2', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 8', 'art.\xa0 4', 'art. 12', 'art.\xa0 9', 'art.\xa0 7', 'art.\xa0 9', 'art.\xa0 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 7', 'art.\n10', 'art. 19', 'art.\xa0 5', 'art.\xa0 1', 'art.\xa0 12', 'art. 8', 'art.\xa0 6', 'art. 6']

Efficienza energetica: lavori in corso per imprese distributrici
Home Efficienza energetica Efficienza energetica: lavori in corso per le imprese di distribuzione
Determinati gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese per gli anni dal 2017 al 2020 anche ai fini dell'approvazione delle linee guida sui progetti di efficienza energetica
Entrano nel vivo i lavori di approvazione delle nuove linee guida per la preparazione, l'esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica.
Con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del 3 aprile 2017, n. 78 del decreto del ministero dello Sviluppo economico 11 gennaio 2017, infatti, sono stati determinati gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e il gas per gli anni dal 2017 al 2020 anche ai fini dell'approvazione delle linee guida di cui sopra.
Questi obiettivi, da conseguire attraverso il meccanismo dei cosiddetti "certificati bianchi" sono:
8,32 milioni di TEP di energia primaria nel 2018;
11,19 milioni di TEP di energia primaria nel 2020
Gli allegati, infine, riportano:
metodi di valutazione e certificazione dei risparmi (allegato 1);
modalità di riconoscimento dei certificati bianchi (allegato 2).
Di seguito il testo integrale del D.M. 11 gennaio 2017, disponibile anche in pdf alla fine della pagina.
Decreto del ministero dello Sviluppo economico 11 gennaio 2017
Determinazione degli obiettivi quantitativi  nazionali  di  risparmio
energetico  che   devono   essere   perseguiti   dalle   imprese   di
distribuzione dell'energia elettrica e il gas per gli anni  dal  2017
al  2020  e  per  l'approvazione  delle  nuove  Linee  Guida  per  la
preparazione,  l'esecuzione  e  la  valutazione   dei   progetti   di
efficienza energetica. (17A02375)
in gazzetta ufficiale del 3 aprile 2017, n. 78
Visto  il  decreto  legislativo  16  marzo  1999,  n.  79   recante
«Attuazione della direttiva 96/92/CE  recante  norme  comuni  per  il
mercato interno dell'energia elettrica» (di seguito «d.lgs. n. 79 del
1999»), ed in particolare l'art. 9 ai  sensi  del  quale  le  imprese
distributrici di energia elettrica sono tenute ad adottare misure  di
incremento dell'efficienza negli  usi  finali  dell'energia,  secondo
obiettivi  quantitativi  determinati   con   decreto   del   Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con  il
Visto il  decreto  legislativo  23  maggio  2000,  n.  164  recante
«Attuazione della direttiva n. 98/30/CE recante norme comuni  per  il
mercato interno del gas naturale, a norma dell'art. 41 della legge 17
maggio 1999, n. 144» (di seguito «d.lgs. n. 164  del  2000»),  ed  in
particolare l'art. 16 ai sensi del quale le imprese distributrici  di
gas  naturale  sono  tenute  ad   adottare   misure   di   incremento
dell'efficienza negli  usi  finali  dell'energia,  secondo  obiettivi
quantitativi determinati con decreto del Ministro dell'industria,  di
concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare;
Visti i decreti adottati  in  data  24  aprile  2001  dal  Ministro
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare  e
pubblicati nel Supplemento ordinario n. 125 alla Gazzetta  Ufficiale,
Serie generale n. 117 del 22 maggio 2001,  recanti,  rispettivamente,
l'individuazione  degli  obiettivi  quantitativi   per   l'incremento
dell'efficienza energetica negli usi finali  ai  sensi  dell'art.  9,
comma  1,  del  decreto  legislativo  16  marzo   1999,   n.   79   e
l'individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali di  risparmio
energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili  di  cui  all'art.  16,
Visti i decreti adottati in data 20 luglio 2004 dal Ministro  delle
attivita' produttive, di concerto con  il  Ministro  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare e  pubblicati  nella  Gazzetta
Ufficiale - Serie generale - n. 205 del 1° settembre 2004, che  hanno
abrogato i predetti decreti interministeriali del 24  aprile  2001  e
disciplinano,  rispettivamente,  la   «Nuova   individuazione   degli
obiettivi quantitativi per  l'incremento  dell'efficienza  energetica
negli  usi  finali  ai  sensi  dell'art.  9,  comma  1,  del  decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79» (di seguito  «decreto  ministeriale
20 luglio  2004  "elettrico"»),  e  la  «Nuova  individuazione  degli
obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico  e  sviluppo
delle fonti rinnovabili di cui all'art.  16,  comma  4,  del  decreto
legislativo 23 maggio 2000, n. 164» (di seguito «decreto ministeriale
20 luglio 2004 "gas"»);
Visto il decreto adottato in data 21  dicembre  2007  dal  Ministro
della tutela del territorio e del mare e  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale - Serie generale - n. 300 del  28  dicembre  2007,  recante
«Revisione e aggiornamento dei decreti 20  luglio  2004,  concernenti
l'incremento dell'efficienza energetica degli usi finali di  energia,
il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili», ed in
particolare, l'art. 2, comma 5 ai sensi del  quale  con  decreto  del
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa  con
la Conferenza unificata, sono determinati, per gli anni successivi al
2012, gli obiettivi quantitativi nazionali di cui all'art.  9,  comma
1, del decreto legislativo n. 79 del 1999 e all'art. 16, comma 4, del
decreto legislativo n. 164 del 2000;
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2008,  n.  115  (di  seguito
«d.lgs.  n.  115  del  2008»)  recante  «Attuazione  della  direttiva
2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e  i
servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE»;
Visto il decreto legislativo  3  marzo  2011,  n.  28  (di  seguito
«d.lgs.  n.  28  del  2011»)  recante  «Attuazione  della   direttiva
direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE», ed in  particolare  il  Capo  III
relativo ai regimi di sostegno per la produzione di  energia  termica
da fonti rinnovabili e per l'efficienza  energetica  che  dispone  la
revisione del sistema di incentivi basato sui Certificati Bianchi, da
destinare agli interventi di maggiori dimensioni, e il  trasferimento
al GSE dell'attivita' di gestione del  meccanismo  di  certificazione
relativo ai Certificati Bianchi;
Visto il decreto adottato del Ministro dello sviluppo economico  in
data 5 settembre 2011, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  -  Serie
generale - n. 218 del 19 settembre  2011,  recante  «Definizione  del
nuovo regime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento»;
Vista la deliberazione dell'Autorita' per l'energia e  il  gas  EEN
9/11  del  27   ottobre   2011   recante   «Aggiornamento,   mediante
sostituzione dell'Allegato A alla  deliberazione  dell'Autorita'  per
l'energia  elettrica  e  il  gas  18  settembre  2003,  n.  103/03  e
successive modifiche ed integrazioni, in materia di Linee  guida  per
la  preparazione,  esecuzione  e  valutazione  dei  progetti  di  cui
all'art. 5, comma 1, dei decreti ministeriali 20 luglio 2004 e s.m.i.
e per la definizione dei criteri e delle modalita'  per  il  rilascio
dei titoli di efficienza energetica»;
Visto  il  secondo   Piano   nazionale   d'azione   sull'efficienza
energetica trasmesso dal  Ministero  dello  sviluppo  economico  alla
Commissione  europea,  redatto   di   concerto   con   il   Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare,  ai  sensi
dell'art. 5, comma 2, del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115;
Visto il decreto adottato dal Ministero  dello  sviluppo  economico
(di seguito «D.M. 28 dicembre 2012»), di concerto  con  il  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  in  data  28
dicembre 2012 e  pubblicato  nel  Supplemento  ordinario  n.  1  alla
Gazzetta Ufficiale - Serie generale  -  n.  1  del  2  gennaio  2013,
recante «Determinazione degli  obiettivi  quantitativi  nazionali  di
risparmio energetico che devono essere perseguiti  dalle  imprese  di
distribuzione dell'energia elettrica e il gas per gli anni  dal  2013
al 2016  e  per  il  potenziamento  del  meccanismo  dei  certificati
bianchi», che ha stabilito gli obiettivi  quantitativi  nazionali  di
risparmio energetico per gli anni  dal  2013  al  2016  e  introdotto
misure per potenziare  l'efficacia  complessiva  del  meccanismo  dei
Vista  la  direttiva  2012/27/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio  del  25  ottobre  2012  sull'efficienza  energetica,   che
modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le  direttive
2004/8/CE e 2006/32/CE,  ed  in  particolare  l'art.  7,  concernente
l'istituzione di un regime obbligatorio di  efficienza  energetica  e
individua un obiettivo nazionale vincolante di risparmio cumulato  di
energia finale;
Visto il decreto del Ministero  dello  sviluppo  economico  del  24
dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  302  del  31
dicembre 2014, recante «Approvazione delle tariffe per  la  copertura
dei costi sostenuti dal Gestore servizi energetici - GSE  S.p.A.  per
le attivita' di gestione, verifica e controllo, inerenti i meccanismi
di  incentivazione  e  di  sostegno   delle   fonti   rinnovabili   e
dell'efficienza energetica, ai sensi dell'art. 25  del  decreto-legge
24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge  11
agosto 2014, n. 116»;
«d.lgs. n. 102 del 2014») di attuazione  della  direttiva  2012/27/UE
sull'efficienza energetica, ed in particolare l'art. 7 che:
definisce  gli  obiettivi  di  risparmio  nazionale  cumulato  di
energia finale da conseguire nel periodo compreso tra il  1°  gennaio
2014 e il 31 dicembre 2020;
individua  nel  meccanismo  dei  Certificati  Bianchi  il  regime
obbligatorio  di  efficienza  energetica  previsto  dalla   direttiva
2012/27/UE, dal quale possa derivare entro il 2020 un  risparmio  non
inferiore al sessanta per cento dell'obiettivo di risparmio nazionale
cumulato;
prevede l'introduzione di misure di potenziamento e nuove  misure
in grado di dare maggiore  efficacia  alle  politiche  di  promozione
dell'efficienza energetica nel caso in  cui  il  volume  di  risparmi
ottenuto  sia  insufficiente  rispetto  all'obbligo   previsto,   nel
rispetto dei vincoli di bilancio pubblico;
dispone  l'aggiornamento  delle  linee  guida,   per   migliorare
l'efficacia del meccanismo;
Visto l'art. 10, comma 15 del decreto legislativo n. 102 del  2014,
ai sensi del quale qualunque forma  di  sostegno  pubblico  a  favore
della cogenerazione e'  subordinata  alla  condizione  che  l'energia
elettrica prodotta provenga da cogenerazione ad alto rendimento e che
il calore di scarto sia effettivamente utilizzato per soddisfare  una
domanda economicamente giustificabile;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico n.  106  del
20 maggio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie  generale
- n. 161 del 14 luglio 2015, recante «Regolamento recante modifica al
decreto 12 novembre 2011, n. 226, concernente i criteri di  gara  per
l'affidamento del servizio di distribuzione del  gas  naturale»  (cd.
«Decreto Gare Gas»);
Visto  l'art.  107  del  Trattato  sul  funzionamento   dell'Unione
europea, che precisa i presupposti che  devono  sussistere  affinche'
una misura integri una fattispecie di aiuto di Stato;
Considerato l'obiettivo nazionale vincolante di risparmio  cumulato
di energia finale, calcolato  secondo  quanto  previsto  all'art.  7,
commi 1 e 1-bis del decreto legislativo n. 102 del  2014,  e  pari  a
25,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio di energia  finale
da conseguirsi negli anni dal 2014 al 2020;
Considerata la rilevanza del meccanismo dei Certificati Bianchi  ai
fini  del  raggiungimento  degli  obiettivi  al  2020,   in   ragione
dell'ampiezza  del  campo  di  applicazione  e  della  tipologia   di
interventi  considerati,  nonche'  della  possibilita'  di  scambi  e
contrattazioni dei titoli sul mercato;
Considerato che, nella valutazione dell'apporto del meccanismo  dei
Certificati Bianchi ai fini degli obiettivi di riduzione del  consumo
di energia primaria al 2020,  e  nella  definizione  degli  specifici
obiettivi da perseguire attraverso  tale  meccanismo,  occorre  tener
conto  degli  ulteriori  e  diversificati   strumenti   di   sostegno
dell'efficienza energetica previsti dall'ordinamento, con particolare
riferimento agli incentivi per gli interventi di  piccole  dimensioni
(cd. Conto Termico) e alle  misure  di  detrazione  fiscale  per  gli
interventi di efficienza energetica nell'edilizia;
Considerato che a fronte di un obbligo di 7,6 milioni di tonnellate
il  Ministero  dello  sviluppo  economico  ha  stimato  nel  2016  un
risparmio pari a 6,21 milioni di tonnellate equivalenti  di  petrolio
di energia primaria, e pertanto, per gli anni successivi al 2016, gli
obiettivi devono tenere conto di tale stima, ai sensi del decreto  28
dicembre 2012, art. 13, comma 3, che  consente  di  conseguire  anche
parzialmente gli obiettivi nazionali a condizione  di  compensare  la
quota residua nelle annualita' successive;
Considerata la necessita' di prevedere forme  di  armonizzazione  e
non sovrapposizione tra i vari strumenti, nonche' di definire  misure
di controllo sulla non cumulabilita' di piu' strumenti  sullo  stesso
intervento,  fatti  salvi  i  casi  esplicitamente   previsti   dalla
Considerata  la  necessita',   nel   rispetto   dei   principi   di
economicita' e buon  andamento  della  pubblica  amministrazione,  di
differenziare la durata  della  vita  utile  ovvero  del  periodo  di
godimento del beneficio concesso dai Certificati Bianchi, al fine  di
evitare  il  rischio  di  sovra-incentivazione   dell'intervento   di
Tenuto conto che,  per  effetto  dei  coefficienti  di  durabilita'
introdotti dalla deliberazione dell'Autorita' per l'energia e il  gas
EEN 9/11, durante il  periodo  di  incentivazione  sono  riconosciuti
Certificati Bianchi anche per risparmi energetici da conseguire in un
periodo successivo e che  pertanto  occorre  introdurre  un  distinto
sistema di calcolo e  rendicontazione  del  risparmio  effettivamente
prodotto annualmente;
Considerata l'importanza di assicurare il coordinamento complessivo
con la disciplina  regolatoria  in  materia  di  teleriscaldamento  e
teleraffrescamento in corso di definizione  da  parte  dell'Autorita'
per l'energia, il gas e il sistema idrico in attuazione dell'art. 10,
comma 17 del decreto legislativo n. 102 del 2014;
Considerato l'esito della consultazione pubblica condotta,  nonche'
del confronto con le principali associazioni di categoria, in  merito
agli orientamenti dei Ministeri proponenti  sull'aggiornamento  delle
linee guida  per  il  funzionamento  del  meccanismo,  contenuti  nel
documento del Ministero dello  sviluppo  economico,  e  il  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 30  luglio
Vista la risoluzione adottata dalla X  commissione  permanente  del
Senato della Repubblica (Industria, commercio, turismo) a conclusione
dell'esame dell'affare assegnato sull'aggiornamento delle linee guida
in materia di Certificati Bianchi, approvata il 14 ottobre 2015;
Sentito il parere dell'Autorita' per l'energia elettrica, il gas  e
il sistema idrico 784/2016/I/efr del 22 dicembre 2016;
Acquisita l'intesa della Conferenza unificata nella riunione del 22
1. Il presente decreto stabilisce i criteri,  le  condizioni  e  le
modalita' di realizzazione  dei  progetti  di  efficienza  energetica
negli  usi  finali,  per  l'accesso  al  meccanismo  dei  Certificati
Bianchi. In particolare, il presente decreto:
a) determina gli  obiettivi  quantitativi  nazionali  di  risparmio
energetico che devono essere conseguiti negli anni dal 2017  al  2020
attraverso il meccanismo dei Certificati Bianchi, in coerenza con gli
obiettivi nazionali di efficienza energetica e in  coordinamento  con
gli  altri  strumenti  di  sostegno  e   promozione   dell'efficienza
b) determina  gli  obblighi  annui  di  incremento  dell'efficienza
energetica degli usi finali di energia a carico dei  distributori  di
energia elettrica e di gas nel periodo tra il 2017 e il 2020;
c)  stabilisce,  ai  sensi  dell'art.  7,  comma  5   del   decreto
legislativo  n.  102  del  2014,  le  nuove  Linee   guida   per   la
preparazione,  l'esecuzione  e  la  valutazione   dei   progetti   di
efficienza energetica e  per  la  definizione  dei  criteri  e  delle
modalita' per il rilascio dei Certificati Bianchi;
d) definisce la metodologia di  valutazione  e  certificazione  dei
risparmi conseguiti e le modalita' di riconoscimento dei  Certificati
e) individua i soggetti che possono essere  ammessi  al  meccanismo
dei Certificati Bianchi e le modalita' di accesso allo stesso;
f) introduce misure  per  potenziare  l'efficacia  complessiva  del
meccanismo  dei  Certificati  Bianchi,  anche   mediante   forme   di
g) introduce misure volte a favorire l'adempimento  degli  obblighi
h) aggiorna le disposizioni in  materia  di  controllo  e  verifica
dell'esecuzione tecnica ed amministrativa  dei  progetti  ammessi  al
meccanismo  dei   Certificati   Bianchi   ed   il   relativo   regime
1.  Ai  fini  del  presente  decreto  si  applicano   le   seguenti
a) Certificato Bianco  o  anche  titolo  di  efficienza  energetica
(TEE): documento attestante il risparmio energetico riconosciuto.  La
dimensione commerciale di ogni  Certificato  Bianco  e'  pari  a  una
tonnellata equivalente di petrolio (di seguito «TEP»);
b)  componente  rigenerato:  un  componente  gia'  utilizzato,  che
necessita di essere sottoposto a processi sostanziali di  riparazione
e  manutenzione  straordinaria  che  consentano  di  ripristinare  le
normali condizioni di operativita';
c) consumo di baseline: consumo di  energia  primaria  del  sistema
tecnologico assunto come punto di riferimento ai fini del calcolo dei
risparmi energetici addizionali  per  i  quali  sono  riconosciuti  i
Certificati Bianchi. Il consumo di baseline e' dato dal minor  valore
tra  il  consumo  antecedente  alla  realizzazione  del  progetto  di
efficienza energetica e il consumo di riferimento. Nel caso di  nuovi
impianti, edifici o siti comunque denominati per i quali non esistono
valori di consumi energetici antecedenti all'intervento,  il  consumo
di baseline e' pari al consumo di riferimento;
d) consumo di riferimento: consumo di energia primaria del progetto
di riferimento, cioe'  il  consumo  che,  in  relazione  al  progetto
proposto, e' attribuibile all'intervento, o l'insieme di  interventi,
realizzati con i sistemi o  con  le  tecnologie  che,  alla  data  di
presentazione  del  progetto,  costituiscono  l'offerta  standard  di
mercato in termini tecnologici e/o lo standard minimo  fissato  dalla
e) contratto tipo:  contratto  che,  ai  fini  dell'erogazione  dei
Certificati  Bianchi,  disciplina  i   rapporti   tra   il   soggetto
proponente, il  soggetto  titolare  del  progetto,  ove  diverso  dal
soggetto proponente, e GSE;
f) data di avvio della realizzazione del progetto: data  di  inizio
dei lavori di realizzazione dell'intervento.  Non  rilevano  ai  fini
della determinazione della data di inizio dei lavori  il  momento  di
acquisto del terreno, i lavori preparatori,  quali  la  richiesta  di
permessi o la realizzazione di studi di fattibilita' preliminari;
g) data di prima attivazione del  progetto:  data  nella  quale  il
progetto inizia a produrre risparmi addizionali di energia primaria;
h) distributore: la persona giuridica  che  effettua  attivita'  di
trasporto  dell'energia  elettrica  e  gas  attraverso  le  reti   di
distribuzione affidate in concessione in un  ambito  territoriale  di
competenza, o in sub-concessione dalla impresa distributrice titolare
della concessione, e la  persona  fisica  o  giuridica  che  effettua
attivita' di trasporto di gas naturale attraverso  reti  di  gasdotti
locali per la consegna ai clienti finali;
i)  energia  elettrica  o  gas  complessivamente  distribuiti   sul
territorio   nazionale:   rispettivamente   la   somma   dell'energia
elettrica, a tutti  i  livelli  di  tensione,  o  la  somma  del  gas
trasportati ai clienti finali da tutti i soggetti aventi  diritto  ad
esercitare  l'attivita'  di  distribuzione  ai  sensi  della  vigente
normativa, ivi inclusi gli autoconsumi dei medesimi soggetti;
j)  energia  elettrica  o  gas  distribuiti  da  un   distributore:
rispettivamente l'energia elettrica, a tutti i livelli di tensione, o
il gas trasportati ai clienti finali connessi alla rete dello  stesso
distributore   avente   diritto   ad   esercitare   l'attivita'    di
distribuzione ai sensi  della  vigente  normativa,  ivi  inclusi  gli
autoconsumi del distributore medesimo;
k)  obblighi  quantitativi  nazionali:  la  quota  degli  obiettivi
quantitativi nazionali che deve essere  conseguita,  rispettivamente,
dai singoli distributori di energia elettrica e di gas naturale;
l) periodo di monitoraggio di una RC o RS: il periodo nel corso del
quale  sono  contabilizzati  i  risparmi  energetici  oggetto   della
richiesta, secondo quanto  specificato  all'Allegato  1  al  presente
m)  progetto  a  consuntivo  -  PC:  il  progetto  con  metodo   di
valutazione dei risparmi a  consuntivo  di  cui  all'Allegato  1,  in
conformita' al programma di misura;
n) progetto di efficienza energetica (di seguito anche «progetto»):
intervento o insieme di interventi realizzati dal  medesimo  soggetto
titolare del progetto presso uno o piu' stabilimenti, edifici o  siti
comunque denominati, valutabile con il medesimo metodo in conformita'
ad un programma di misura approvato dal GSE;
o) progetto  di  efficienza  energetica  ammissibile:  progetto  di
efficienza energetica che genera risparmi  energetici  addizionali  e
per il quale si dispone di idonea documentazione attestante  che  per
la messa in opera sono  utilizzati  nuovi  componenti,  o  componenti
rigenerati per i quali non  sia  stato  percepito  in  precedenza  un
incentivo a carico del meccanismo dei Certificati Bianchi,  al  netto
degli impianti gia' esistenti  afferenti  o  funzionali  al  medesimo
progetto, e che la data di avvio della realizzazione del progetto  e'
successiva alla data di  presentazione  dell'istanza  di  accesso  al
meccanismo dei Certificati Bianchi;
p) progetto di riferimento: l'intervento o l'insieme di  interventi
che, in relazione al progetto proposto, e' realizzato con i sistemi o
con le tecnologie che,  alla  data  di  presentazione  del  progetto,
costituiscono  lo  standard  di  mercato  in  termini  tecnologici  e
q)  progetto  standardizzato  -  PS:  il  progetto  con  metodo  di
valutazione dei risparmi standardizzato di  cui  all'Allegato  1,  in
r)  richiesta  certificazione  risparmi  a  consuntivo  -  RC:   la
richiesta di verifica e certificazione dei risparmi conseguiti  dalla
realizzazione del progetto a consuntivo;
s)  richiesta  certificazione  risparmi  standardizzata  -  RS:  la
realizzazione del progetto standardizzato;
t) risparmio energetico addizionale: la differenza, in  termini  di
energia primaria (espressa in TEP), fra il consumo di baseline  e  il
consumo energetico conseguente alla  realizzazione  di  un  progetto.
Tale risparmio e' determinato, con riferimento al  medesimo  servizio
reso,  assicurando   una   normalizzazione   delle   condizioni   che
influiscono sul consumo energetico;
u) Societa' di Servizi  Energetici  o  SSE  o  ESCO:  societa'  che
attraverso  interventi  di  risparmio  energetico,  anche  finanziati
autonomamente o tramite terzi, consegue  un  aumento  dell'efficienza
del sistema di domanda e offerta di energia del cliente, assumendo la
responsabilita' del risultato nel rispetto del  livello  di  servizio
v) soggetto proponente:  soggetto  in  possesso  dei  requisiti  di
ammissibilita' di cui all'art. 5, comma 1, che presenta l'istanza per
la richiesta di incentivo al GSE; puo' anche non  coincidere  con  il
titolare del progetto e, in tal caso, l'istanza per la  richiesta  di
incentivo al GSE e' presentata su delega del soggetto titolare;
w)  soggetto  titolare  del   progetto:   soggetto   che   sostiene
l'investimento  per  la  realizzazione  del  progetto  di  efficienza
x) vita utile  del  progetto:  periodo  durante  il  quale  vengono
riconosciuti i Certificati Bianchi  al  progetto,  nel  rispetto  dei
limiti di cui all'Allegato 2 del presente decreto.
2. Ferme restando le definizioni di cui al comma  1,  ai  fini  del
presente  decreto  si  applicano  altresi'  le  definizioni  previste
dall'art. 2 del decreto legislativo n. 164 del 2000, dall'art. 2  del
decreto legislativo n. 79 del 1999, dall'art. 2, comma 1, del decreto
legislativo n. 102 del 2014 e  dall'art.  2,  comma  1,  del  decreto
legislativo n. 115 del 2008.
1. I soggetti tenuti al rispetto degli obblighi di cui al  presente
decreto sono:
a) i distributori di  energia  elettrica  che,  alla  data  del  31
dicembre di due  anni  antecedenti  all'anno  d'obbligo  considerato,
hanno piu' di 50.000 clienti finali connessi  alla  propria  rete  di
b) i distributori di gas naturale che, alla data del 31 dicembre di
due anni antecedenti all'anno d'obbligo considerato,  hanno  piu'  di
50.000 clienti finali connessi alla propria rete di distribuzione.
2. Gli obblighi di cui all'art. 4, commi 4 e 5, costituiscono onere
reale sulle reti di distribuzione e si trasmettono in modo automatico
a tutti i soggetti che subentrano in ogni forma  nella  attivita'  di
distribuzione dei quantitativi di energia elettrica  o  gas  naturale
gia' distribuiti alla data del 31 dicembre di cui al comma 1.
3. Nelle ipotesi di subentro di cui al comma 2, la quota  d'obbligo
a carico del soggetto subentrante e' proporzionale al quantitativo di
energia elettrica o al volume di gas  naturale  distribuito  ad  esso
trasferito, indipendentemente dal numero  di  utenti  successivamente
connessi  alle  rispettive  reti,  come  conteggiati  a  seguito  del
1.  Gli  obiettivi  quantitativi  nazionali  annui   di   risparmio
energetico  da  conseguire  nel  periodo  2017-2020   attraverso   il
meccanismo dei Certificati Bianchi sono:
a) 7,14 milioni di TEP di energia primaria nel 2017;
b) 8,32 milioni di TEP di energia primaria nel 2018;
c) 9,71 milioni di TEP di energia primaria nel 2019;
d) 11,19 milioni di TEP di energia primaria nel 2020.
2. Agli obiettivi di cui al comma 1 concorrono le seguenti misure:
a) interventi associati al  rilascio  di  Certificati  Bianchi  nel
b) energia da cogenerazione ad alto rendimento (CAR)  associata  al
rilascio di Certificati Bianchi nel periodo di riferimento;
c) interventi di efficientamento eseguiti nell'ambito  del  decreto
ministeriale n. 106 del 20 maggio 2015 concernente il regolamento per
i criteri di gara e per la valutazione dell'offerta per l'affidamento
del servizio della distribuzione del  gas  naturale  e  associati  al
d)  interventi  gia'  agevolati  nell'ambito  del  meccanismo   dei
Certificati Bianchi che, anche dopo la  conclusione  del  periodo  di
vita utile, continuano a generare risparmi.
3.  Gli  obblighi  quantitativi  nazionali  annui   di   incremento
dell'efficienza energetica degli usi finali di  energia  elettrica  e
gas a carico dei soggetti di cui all'art. 3 sono conseguiti  mediante
risparmi associati al rilascio di Certificati Bianchi, al  netto  dei
titoli  ritirati  dal  GSE  per  energia  da  cogenerazione  ad  alto
rendimento  (CAR)  e  per  interventi  di  efficientamento   eseguiti
nell'ambito del decreto ministeriale n. 106 del 20 maggio 2015, fatto
salvo quanto previsto ai commi 13 e 15.
4. Le misure e gli interventi che consentono  ai  soggetti  di  cui
all'art.  3,  comma  1,  lettera  a)  di  adempiere   agli   obblighi
quantitativi nazionali annui di incremento dell'efficienza energetica
degli usi finali di energia elettrica nel periodo  2017-2020,  devono
realizzare una riduzione dei consumi di energia primaria, espressa in
numero di Certificati Bianchi secondo le seguenti quantita' e cadenze
a) 2,39 milioni di Certificati  Bianchi,  da  conseguire  nell'anno
b) 2,49 milioni di Certificati  Bianchi,  da  conseguire  nell'anno
c) 2,77 milioni di Certificati  Bianchi,  da  conseguire  nell'anno
d) 3,17 milioni di Certificati  Bianchi,  da  conseguire  nell'anno
5. Le misure e gli interventi che consentono  ai  soggetti  di  cui
all'art.  3,  comma  1,  lettera  b)  di  adempiere   agli   obblighi
degli usi finali  di  gas  naturale  nel  periodo  2017-2020,  devono
numero di  Certificati  Bianchi,  secondo  le  seguenti  quantita'  e
cadenze annuali:
a) 2,95 milioni di Certificati  Bianchi,  da  conseguire  nell'anno
b) 3,08 milioni di Certificati  Bianchi,  da  conseguire  nell'anno
c) 3,43 milioni di Certificati  Bianchi,  da  conseguire  nell'anno
d) 3,92 milioni di Certificati  Bianchi,  da  conseguire  nell'anno
6. Entro il  31  dicembre  2019  con  decreto  del  Ministro  dello
tutela  del  territorio  e  del  mare,  d'intesa  con  la  Conferenza
unificata, sono determinati, per gli anni  successivi  al  2020,  gli
obiettivi  nazionali  di  cui  all'art.  9,  comma  1,  del   decreto
legislativo n. 79 del 1999 e  dell'art.  16,  comma  4,  del  decreto
legislativo n. 164 del 2000.
7. Ogni singola impresa di distribuzione  di  elettricita'  adempie
pro quota agli obblighi di cui al comma 4 del presente articolo; tale
quota e'  determinata  dal  rapporto  tra  la  quantita'  di  energia
elettrica  distribuita  dalla  medesima  impresa  ai  clienti  finali
connessi alla sua rete, e da essa autocertificata, e la quantita'  di
energia elettrica distribuita sul territorio  nazionale  da  tutti  i
soggetti  di  cui  all'art.  3,  comma  1,  lettera  a),  determinata
annualmente dall'Autorita'  per  l'energia  elettrica  il  gas  e  il
sistema idrico (nel seguito AEEGSI), conteggiate nell'anno precedente
all'ultimo trascorso.
8. Ogni singola impresa di distribuzione di  gas  naturale  adempie
pro quota agli obblighi di cui al comma 5 del presente articolo; tale
quota e' determinata dal rapporto tra la quantita'  di  gas  naturale
distribuita dalla medesima impresa ai clienti  finali  connessi  alla
sua  rete,  e  da  essa  autocertificata,  e  la  quantita'  di   gas
distribuito sul territorio nazionale  da  tutti  i  soggetti  di  cui
all'art. 3, comma 1, lettera b), determinata annualmente dall'AEEGSI,
conteggiate nell'anno precedente all'ultimo trascorso.
9. Entro il 31 gennaio di ogni anno, l'AEEGSI comunica al Ministero
dello sviluppo economico e al GSE  la  quota  parte  degli  obblighi,
determinati ai sensi dei commi 7 e 8, che ciascuno  dei  soggetti  di
cui all'art. 3 deve adempiere. Il GSE pubblica tali dati sul  proprio
10. Entro il 30 giugno di ogni anno, il GSE, anche avvalendosi  del
GME, comunica al Ministero dello sviluppo economico  l'ammontare  dei
Certificati Bianchi non annullati e ancora in possesso  dei  soggetti
di cui all'art. 5, comma 1, che, alla data  del  primo  giugno  dello
stesso anno, eccede l'obbligo quantitativo nazionale, e  lo  pubblica
sul proprio sito web istituzionale, specificando la quota di essi  in
possesso  dei  soggetti  di  cui  all'art.  3,  comma  1  nonche'  le
informazioni di cui all'art. 7, comma 4-bis del  decreto  legislativo
n. 102 del 2014.
11. Qualora l'ammontare di cui al  comma  10  superi  del  5%,  per
l'anno d'obbligo in  corso,  la  somma  degli  obblighi  quantitativi
nazionali di cui ai commi 4 e 5, l'obbligo quantitativo nazionale per
l'anno  successivo  e'  incrementato  della  stessa  quantita'  e  il
Ministero dello sviluppo economico dispone con proprio provvedimento,
la nuova ripartizione degli obblighi.
12. In base a quanto previsto dall'art.  7,  comma  5  del  decreto
legislativo n. 102 del 2014, gli obiettivi di cui al comma  1  e  gli
obblighi di cui ai commi 4 e 5 sono aggiornati entro il  31  dicembre
2018 con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di  concerto
con il Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del
mare, se, sulla base dei rapporti di cui all'art.  13,  comma  1,  il
Ministero  dello  sviluppo  economico  accerta  che  l'ammontare  dei
Certificati Bianchi emessi e di quelli previsti non e'  coerente  con
il raggiungimento degli obblighi di cui al presente articolo.
13. I risparmi di  energia  realizzati  attraverso  interventi  per
rendere piu'  efficienti  le  reti  elettriche  e  del  gas  naturale
concorrono all'adempimento degli obblighi a carico delle  imprese  di
distribuzione. Per tali interventi, fatti  salvi  gli  interventi  di
sostituzione dei trasformatori MT/BT a carico dell'utenza,  non  sono
rilasciati Certificati Bianchi.
14. A decorrere  dal  1°  giugno  2021,  qualora  non  siano  stati
definiti obiettivi quantitativi nazionali per gli anni successivi  al
2020 o non siano stati espressamente previsti strumenti  diversi  per
la tutela degli investimenti, il GSE  ritira  i  Certificati  Bianchi
generati dai progetti in corso, per ciascun anno di durata residua di
diritto all'incentivo, corrispondendo un valore pari alla  media  del
valore di mercato registrato sulla piattaforma di scambio del GME nel
quadriennio 2017-2020, ridotta del 10%.
15. I Certificati Bianchi eventualmente emessi a fronte di progetti
eseguiti nell'ambito del decreto ministeriale n. 106  del  20  maggio
2015 e annullati dal GSE nell'anno di riferimento, riducono in  egual
misura  gli  obblighi  di  risparmio  complessivi  relativi  all'anno
Soggetti ammessi alla realizzazione dei progetti
1. I progetti e i relativi interventi realizzati per rispettare gli
obblighi di cui  all'art.  4  del  presente  decreto  possono  essere
a) mediante azioni dirette dei soggetti obbligati, o dalle societa'
da essi controllate o controllanti, ai sensi dell'art. 1,  comma  34,
della legge n. 239 del 2004 e successive modificazioni;
b) mediante azioni  delle  imprese  di  distribuzione  dell'energia
elettrica e del gas naturale non soggette all'obbligo;
c) da soggetti sia pubblici che privati che, per  tutta  la  durata
della vita utile dell'intervento presentato, sono in  possesso  della
certificazione secondo la norma UNI CEI 11352, o  hanno  nominato  un
esperto in gestione dell'energia certificato secondo la norma UNI CEI
11339, o sono in possesso di  un  sistema  di  gestione  dell'energia
certificato in conformita' alla norma ISO 50001. Nel caso in  cui  il
soggetto  titolare  del  progetto  e  il  soggetto   proponente   non
coincidano, tale certificazione e' richiesta  per  il  solo  soggetto
2. Salvo quanto previsto al comma 4,  i  Certificati  Bianchi  sono
riconosciuti dal GSE  al  soggetto  titolare  del  progetto  mediante
stipula di un contratto conforme al contratto tipo di cui al comma 3.
3. Lo schema di contratto tipo e'  approvato  dal  Ministero  dello
sviluppo economico su proposta del GSE  ed  e'  pubblicato  sul  sito
istituzionale  del  GSE  entro  30  giorni  dalla  pubblicazione  del
4. Nell'ambito del contratto, in deroga a quanto previsto al  comma
2, il soggetto titolare puo' espressamente chiedere il riconoscimento
dei Certificati  Bianchi  direttamente  e  univocamente  in  capo  al
soggetto proponente, in qualita' di soggetto delegato  e  nei  limiti
della delega. In tal caso, il contratto e' sottoscritto da entrambi i
soggetti, che sono responsabili in solido dell'adempimento  di  tutti
gli obblighi derivanti dal presente  decreto,  secondo  le  modalita'
stabilite dal contratto medesimo.
Requisiti, condizioni  e  limiti  di  ammissione  al  meccanismo  dei
1. I progetti di efficienza energetica  ammissibili  al  meccanismo
dei Certificati Bianchi sono  predisposti  e  trasmessi  al  GSE  nel
rispetto di quanto previsto nell'Allegato 1.
2. L'elenco non esaustivo dei  progetti  di  efficienza  energetica
ammissibili, distinti per tipologia di intervento e forma di  energia
risparmiata e con l'indicazione dei valori di vita utile ai fini  del
riconoscimento dei Certificati Bianchi, e' riportato nella Tabella  1
dell'Allegato 2, che puo' essere aggiornata ed integrata con  decreto
del  direttore  generale  DG-MEREEN  del  Ministero  dello   sviluppo
economico di concerto con il direttore generale DG-CLE del  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare,  anche  su
proposta del GSE in collaborazione con ENEA ed RSE.
3. I progetti di efficienza energetica ammissibili acquisiscono  le
autorizzazioni o i permessi richiesti entro i termini previsti  dalla
normativa vigente, e  sono  conformi  al  disposto  dell'art.  6  dei
decreti ministeriali 20  luglio  2004,  ove  applicabile,  nonche'  i
requisiti e le condizioni di applicabilita', in conformita' ai metodi
di valutazione, definiti all'Allegato 1.
4. I progetti che prevedano l'impiego di fonti rinnovabili per  usi
non elettrici sono ammessi  esclusivamente  in  relazione  alla  loro
capacita' di incremento dell'efficienza  energetica  e,  analogamente
alle altre tipologie  di  progetti  ammessi  ai  sensi  del  presente
decreto, alla capacita' di generare risparmi  energetici  addizionali
in termini di energia primaria totale o non rinnovabile.
5. Ai fini del  calcolo  dei  risparmi  conseguibili  attraverso  i
progetti di efficienza energetica  di  cui  all'art.  5  dei  decreti
ministeriali 20 luglio  2004,  sono  applicati  i  valori  di  potere
calorifico inferiore di cui all'Allegato 2 al  presente  decreto,  in
conformita'  a  quanto  indicato  all'Allegato  IV   alla   direttiva
2012/27/UE.
6. Non sono in ogni caso ammessi al sistema dei Certificati Bianchi
i progetti di efficienza energetica predisposti per  l'adeguamento  a
vincoli normativi o a prescrizioni di  natura  amministrativa,  fatto
salvo  il  caso  in   cui   si   impieghino   soluzioni   progettuali
energeticamente piu' efficienti rispetto  a  quelle  individuate  dai
vincoli o prescrizioni suddetti, e che generino risparmi addizionali.
Procedura di valutazione dei progetti
e responsabilita' gestionali del GSE
1. Il GSE, avvalendosi del  supporto  di  ENEA  e  di  RSE,  svolge
l'attivita' di valutazione e certificazione dei risparmi  di  energia
primaria conseguiti  attraverso  la  realizzazione  dei  progetti  in
conformita' alla metodologia di valutazione di cui all'art. 9  ed  ai
criteri di cui all'art. 6.
2. Fermo restando il rispetto di quanto previsto dalla legge n. 241
del 1990, il GSE nomina un responsabile del procedimento entro trenta
giorni dal ricevimento della domanda del proponente.
3.  Il  GSE  trasmette  al  soggetto  proponente  la  comunicazione
dell'esito della  valutazione  tecnico-economica  delle  proposte  di
progetto a consuntivo (PC) o standardizzato  (PS)  o  delle  relative
richieste di verifica e certificazione dei risparmi RC  o  RS,  entro
novanta giorni dalla ricezione delle stesse. Per  le  valutazioni  di
cui  al  presente  decreto,  il  GSE  puo'  richiedere  al   soggetto
proponente informazioni aggiuntive rispetto a  quelle  trasmesse.  In
tal caso, la valutazione si  conclude  entro  sessanta  giorni  dalla
ricezione delle informazioni integrative.
4.  Le  richieste  di  modifica  ai   progetti   a   consuntivo   o
standardizzati gia' approvati sono comunicate al GSE, accompagnate da
idonea documentazione, in sede di presentazione della prima richiesta
di verifica della  certificazione  dei  risparmi  (RC  o  RS)  e,  se
necessario, nelle successive rendicontazioni. Il GSE verifica, con  i
tempi previsti ai  commi  2  e  3,  la  coerenza  dei  dati  e  delle
informazioni inviati in sede di presentazione delle RC  o  RS  con  i
dati e le informazioni trasmesse in fase di presentazione  dei  PC  o
PS, al fine di verificare l'ammissibilita' del progetto oggetto della
modifica progettuale.
5. Il GME emette i Certificati Bianchi per un ammontare complessivo
corrispondente ai risparmi energetici verificati  e  certificati  dal
Corrispettivi per la copertura dei costi operativi
1.  I  soggetti  che  richiedono  l'accesso   al   meccanismo   dei
Certificati Bianchi sono tenuti a corrispondere al GSE una tariffa ai
sensi del decreto ministeriale 24 dicembre 2014, nel  rispetto  delle
modalita'  operative  definite  dal  GSE  e   pubblicate   sul   sito
istituzionale, ove la tariffa corrisposta per le proposte di progetto
a consuntivo (PC)  e  standardizzato  (PS)  e'  equiparata  a  quella
prevista per le Proposte di Progetto e Programma di Misura  (PPPM)  e
la  tariffa  corrisposta  per  le   richieste   di   verifica   della
certificazione dei risparmi (RC o RS) e' equiparata a quella prevista
per le RVC.
Metodi di valutazione e certificazione dei risparmi
1. I metodi di valutazione dei risparmi conseguibili attraverso  la
realizzazione  dei  progetti  di  efficienza  energetica  di  cui  al
presente decreto sono i seguenti:
a) metodo a consuntivo, in conformita' ad un  programma  di  misura
predisposto secondo quanto previsto dall'Allegato 1, capitolo 1,  che
consente  di  quantificare  il  risparmio  addizionale   conseguibile
mediante il progetto di efficienza energetica realizzato dal medesimo
soggetto titolare su uno o piu' stabilimenti, edifici o siti comunque
b) metodo standardizzato, in conformita' ad un programma di  misura
predisposto sul  campione  rappresentativo  secondo  quanto  previsto
dall'Allegato  1,  capitolo  2,  che  consente  di  quantificare   il
risparmio addizionale conseguibile mediante il progetto di efficienza
energetica  realizzato  dal  medesimo  soggetto  titolare   su   piu'
stabilimenti,  edifici  o  siti  comunque  denominati  per  cui   sia
dimostrata la ripetitivita' dell'intervento in contesti simili  e  la
non convenienza economica del  costo  relativo  all'installazione  di
misuratori dedicati  ai  singoli  interventi,  a  fronte  del  valore
economico  indicativo  dei  Certificati  Bianchi   ottenibili   dalla
realizzazione del progetto. Le tipologie di interventi  incentivabili
attraverso la modalita' standardizzata  sono  approvate  con  decreto
direttoriale del direttore generale DG-MEREEN,  del  Ministero  dello
sviluppo economico, di concerto con il direttore generale DG-CLE  del
d'intesa con la Conferenza  unificata,  anche  su  proposta  del  GSE
elaborata in collaborazione con ENEA e RSE.
2. Ai fini dell'ammissibilita' al  meccanismo,  dai  progetti  deve
risultare la possibilita' di conseguire, in base  alla  tipologia  di
cui al comma 1, almeno  i  livelli  minimi  di  risparmio  energetico
addizionale di cui al capitolo 6 dell'Allegato 1.
1. I Certificati Bianchi riconosciuti per i progetti di  efficienza
energetica per cui sia stata presentata istanza di incentivo  al  GSE
dopo l'entrata in vigore del presente decreto,  sono  cumulabili  con
altri incentivi non  statali  destinati  al  medesimo  progetto,  nei
limiti previsti e consentiti dalla normativa europea.
Copertura degli oneri per l'adempimento agli obblighi
1.  I  costi  sostenuti  dai  soggetti  di  cui  all'art.  3,   per
l'adempimento agli obblighi di  cui  all'art.  4  trovano  copertura,
limitatamente  alla  parte  non  coperta  da  altre  risorse,   sulle
componenti  delle  tariffe  per  il  trasporto  e  la   distribuzione
dell'energia elettrica e del gas naturale.
2. La copertura dei costi,  per  ciascuna  delle  due  sessioni  di
trasmissione di cui all'art.  14,  comma  1,  e'  effettuata  secondo
criteri  e  modalita'  definiti  dall'AEEGSI,  in  misura   tale   da
riflettere l'andamento del prezzo dei Certificati Bianchi riscontrato
sul mercato,  tenendo  eventualmente  conto  dei  prezzi  riscontrati
nell'ambito della libera  contrattazione  tra  le  parti,  e  con  la
definizione di un valore massimo di riconoscimento.
3. I risparmi realizzati tramite progetti di efficienza  energetica
nel settore dei trasporti sono equiparati a risparmi di gas  naturale
e trovano copertura sulle componenti delle tariffe per il trasporto e
la distribuzione del gas  naturale,  secondo  i  criteri  di  cui  al
Attivita' di verifica e controllo
1. Il GSE  svolge  il  controllo  sugli  interventi  di  efficienza
energetica  mediante  verifiche  documentali   ovvero   ispezioni   e
sopralluoghi in situ, al fine di  accertare  la  corretta  esecuzione
tecnica ed amministrativa dei progetti per i quali e' stato richiesto
o concesso l'accesso agli incentivi.
2. Nello svolgimento delle attivita' di cui  al  comma  1,  il  GSE
a) la sussistenza e la permanenza dei presupposti e  dei  requisiti
originali per il riconoscimento e il mantenimento degli incentivi;
b) la conformita' degli interventi realizzati al progetto approvato
e alle disposizioni normative vigenti alla data  della  presentazione
c) la congruenza tra l'incentivo erogato e  i  risparmi  energetici
derivanti dall'intervento effettuato;
d)  la  completezza  e  la  regolarita'  della  documentazione   da
conservare cosi' come prescritto nei progetti approvati,  incluse  le
eventuali varianti, e dalla normativa  al  momento  dell'approvazione
3. Le attivita' di controllo si svolgono nel rispetto della legge 7
agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e integrazioni, in  un
contesto di trasparenza ed  equita'  nei  confronti  degli  operatori
interessati e in contraddittorio con il soggetto di cui  all'art.  5,
commi 2 e 4, al quale sono riconosciuti i Certificati Bianchi  o  suo
delegato; in ogni caso, deve  essere  informata  delle  attivita'  di
controllo anche la parte del contratto stipulato  in  conformita'  al
contratto tipo alla quale non sono riconosciuti Certificati Bianchi.
4. Il GSE puo' svolgere le attivita' di controllo e di accertamento
di cui al presente decreto durante l'intero periodo della vita  utile
5. Ai  fini  della  verifica  del  diritto  all'incentivo  e  della
relativa determinazione, il GSE valuta, nell'esercizio delle funzioni
di  controllo,  la   possibilita'   di   effettuare   operazioni   di
campionamento  e  caratterizzazione  dei  combustibili  o  di   altri
materiali impiegati negli interventi. Nel caso in cui,  ai  fini  del
periodo precedente, siano rese disponibili  certificazioni  di  parte
terza indipendente che attestino le caratteristiche dei  combustibili
e dei materiali, le ulteriori operazioni sono a carico del GSE.
6. Le verifiche oggetto del presente articolo non  comprendono  ne'
sostituiscono i controlli che, in base alle normative di riferimento,
sono attribuiti alle amministrazioni statali, regionali e a specifici
soggetti pubblici o concessionari di attivita' di servizio  pubblico,
i quali continuano ad esserne conseguentemente responsabili. Nel caso
in cui i soggetti indicati in precedenza, fermo  restando  il  potere
sanzionatorio loro spettante, rilevino violazioni rilevanti  ai  fini
dell'erogazioni degli incentivi, trasmettono  al  GSE  l'esito  degli
accertamenti effettuati.
7. Le attivita' di controllo sono svolte nell'interesse pubblico da
personale che costituisce il gruppo di verifica, dotato  di  adeguata
qualificazione tecnica ed esperienza, che opera  con  indipendenza  e
autonomia di giudizio e che nell'esercizio di tali attivita'  riveste
la qualifica di pubblico ufficiale ed e' tenuto alla riservatezza  su
ogni informazione acquisita.
8. Nello svolgimento delle verifiche, il  GSE  puo'  avvalersi  del
supporto tecnico dell'ENEA e di RSE, ovvero del supporto di  soggetti
terzi dotati di idonee competenze specialistiche.
9. Ai fini  di  quanto  disposto  al  comma  1,  il  GSE  sottopone
annualmente ad approvazione del Ministero dello sviluppo economico il
piano delle verifiche corredato dei relativi costi e trasmette con la
stessa periodicita' il riepilogo dei  dati  relativi  alle  verifiche
eseguite e all'esito delle stesse.
10. Il termine di conclusione  del  procedimento  di  controllo  e'
fissato in  centottanta  giorni,  fatti  salvi  i  casi  di  maggiore
complessita'. Il procedimento di controllo si conclude, comunque, con
l'adozione di un atto espresso e motivato sulla base delle risultanze
raccolte nel corso  del  controllo  e  delle  eventuali  osservazioni
presentate dall'interessato.
11. Nell'ambito dello svolgimento delle operazioni di  sopralluogo,
il gruppo di verifica puo' richiedere ed acquisire  atti,  documenti,
schemi tecnici, registri ed ogni altra  informazione  ritenuta  utile
nonche' effettuare rilievi fotografici, purche' si tratti di elementi
strettamente connessi alle esigenze di controllo.  Al  termine  dello
svolgimento delle suddette operazioni, il gruppo di  verifica  redige
un  processo  verbale  contenente  l'indicazione   delle   operazioni
effettuate,  della  documentazione  esaminata,   delle   informazioni
acquisite e delle eventuali dichiarazioni rese dal soggetto  titolare
e dal soggetto proponente o dal suo delegato e ne rilascia una  copia
a quest'ultimo. Nel caso in cui questi si rifiutino di  sottoscrivere
il verbale, ne viene dato atto nel verbale stesso.
12. Ai sensi dell'art. 10 della legge n. 241 del 1990, il  soggetto
titolare del progetto e il soggetto proponente hanno  il  diritto  di
presentare  memorie  scritte  e   documenti   rispetto   ai   rilievi
evidenziati nel corso delle attivita' di controlli verifiche. Il  GSE
e' tenuto a valutare  tali  memorie  ove  siano  pertinenti  ai  fini
dell'attivita' di controllo.
13. Le violazioni, elusioni,  inadempimenti,  incongruenze  da  cui
consegua in  modo  diretto  e  sostanziale  l'indebito  accesso  agli
incentivi costituiscono violazioni  rilevanti  di  cui  all'art.  42,
comma 3, del decreto legislativo n. 28 del 2011. Pertanto,  nel  caso
di accertamento di una o piu' violazioni rilevanti, il GSE dispone il
rigetto dell'istanza ovvero la decadenza dagli incentivi, nonche'  il
recupero delle somme gia' erogate.
14. Costituiscono violazioni rilevanti anche:
a) la presentazione al GSE di dati non veritieri o documenti falsi,
mendaci o contraffatti,  al  fine  di  avere  indebito  accesso  agli
b)   l'indisponibilita'   della   documentazione   da    conservare
obbligatoriamente ai sensi del presente decreto, nel caso in  cui  se
ne  sia  gia'  accertata  l'assenza  nell'ambito  di  una  precedente
attivita' di controllo;
c) il comportamento ostativo od omissivo tenuto nei  confronti  del
gruppo di verifica, consistente anche nel  diniego  di  accesso  alle
strutture dell'intervento nella disponibilita' del soggetto  titolare
del progetto ovvero alla documentazione purche' strettamente connessa
all'attivita' di controllo;
d)  l'alterazione   della   configurazione   dell'intervento,   non
comunicata al  GSE,  finalizzata  ad  ottenere  un  incremento  degli
e) l'utilizzo di componenti contraffatti ovvero rubati;
f)  l'inosservanza  delle  prescrizioni  contenute  in   precedenti
provvedimenti in esito all'attivita' di controllo.
15. Al di fuori delle fattispecie di cui ai commi 13 e 14, il  GSE,
qualora  riscontri  violazioni,  irregolarita'  o  inadempimenti  che
rilevano  ai  fini  dell'esatta  quantificazione   degli   incentivi,
provvede, in conformita' alla normativa applicabile:
a)  alla  rideterminazione  dei  Certificati  Bianchi   emessi   in
relazione alle effettive caratteristiche dell'intervento riscontrate;
b) al recupero dei Certificati Bianchi riconosciuti  in  eccesso  o
dell'equivalente valore monetario.
16. Nell'ambito delle suddette verifiche il GSE, qualora  riscontri
la non verificabilita' o la non attendibilita'  di  alcuni  dei  dati
utilizzati per la quantificazione dei Certificati  Bianchi  richiesti
ed emessi, puo' motivatamente procedere  al  ricalcolo  degli  stessi
sulla base  di  stime  cautelative,  e  disporre  nei  confronti  del
soggetto a cui vengono riconosciuti i  Certificati  Bianchi,  per  le
successive rendicontazioni dei risparmi, specifiche  prescrizioni  in
merito alla verificabilita' ed attendibilita' dei  dati  da  fornire,
fatto salvo quanto previsto al comma 15, qualora applicabile.
17. Il GSE, fatti  salvi  i  casi  di  controllo  senza  preavviso,
pubblica preventivamente sul proprio sito l'elenco dei documenti  che
devono essere resi  disponibili  sia  presso  la  sede  del  soggetto
titolare del progetto sia presso la sede o le  sedi  ove  sono  stati
realizzati gli interventi, in aggiunta  ai  documenti  gia'  previsti
nella fase di ammissione agli incentivi, attendendosi al principio di
non aggravio del procedimento.
18. Il soggetto titolare del progetto, di concerto con il  soggetto
proponente, e' tenuto ad adottare tutte le precauzioni  affinche'  le
attivita' di sopralluogo si svolgano nel rispetto della normativa  in
materia di salute e sicurezza sul lavoro.
19. Fatti salvi i casi di controlli senza  preavviso,  l'avvio  del
procedimento di controllo mediante sopralluogo e' comunicato, con  un
preavviso minimo di due settimane, ai sensi dell'art. 7  della  legge
n. 241 del 1990, con lettera raccomandata A/R ovvero  mediante  Posta
Elettronica Certificata (PEC). Tale comunicazione indica il luogo, la
data,  l'ora,  il  nominativo  dell'incaricato  del   controllo,   la
documentazione da rendere disponibile e  reca  l'invito  al  soggetto
proponente e al  soggetto  titolare  del  progetto  a  presenziare  e
collaborare alle relative attivita', anche tramite suo delegato.
Rapporti relativi allo stato di attuazione
1. Dal 2017, entro il 31 gennaio di ogni anno, il GSE,  avvalendosi
del  supporto  del  GME,  trasmette  al  Ministero   dello   sviluppo
economico, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare, alla  Conferenza  Unificata,  e  all'AEEGSI  una  relazione
sull'attivita' svolta  e  sui  progetti  realizzati  nell'ambito  del
a) informazioni statistiche sul numero e la tipologia dei  progetti
presentati,  ivi  inclusa  la   localizzazione   territoriale   degli
b) la quantificazione dei risparmi realizzati nel  corso  dell'anno
di riferimento, espressi in  milioni  di  tonnellate  equivalenti  di
petrolio e  validi  per  il  conseguimento  degli  obiettivi  di  cui
c)  il  numero  di  Certificati   Bianchi   emessi   nell'anno   di
d) le previsioni per  l'anno  d'obbligo  successivo  riguardo  alle
informazioni di cui alle lettere b) e c);
e) l'andamento delle transazioni dei Certificati  Bianchi,  nonche'
il rapporto tra il volume  cumulato  dei  Certificati  Bianchi  e  il
valore dell'obbligo di cui all'art. 4, commi 4 e 5, entrambi riferiti
3. Il GME  segnala  tempestivamente  al  Ministero  dello  sviluppo
del mare e all'AEEGSI  eventuali  comportamenti,  verificatisi  nello
svolgimento delle transazioni dei Certificati Bianchi, che  risultino
non rispondenti ai principi di trasparenza e neutralita'.
4. Il GSE e il GME pubblicano il rapporto di cui  al  comma  1  sui
propri siti web.
5. Il GSE provvede a dare notizia del numero di progetti approvati,
suddivisi  per  tipologia  di  intervento,  dei  Certificati  Bianchi
riconosciuti,  nonche'  delle  stime  dei  Certificati  che   saranno
riconosciuti fino  alla  prima  scadenza  dell'obbligo  prevista  dal
presente  decreto,  mediante  pubblicazione  sul  proprio  sito   web
Verifica del conseguimento degli obblighi e sanzioni
1. Ferma restando la scadenza dell'anno d'obbligo,  fissata  al  31
maggio dell'anno successivo, ai fini dell'adempimento degli  obblighi
di cui all'art. 4, entro il 31 maggio e il  30  novembre  di  ciascun
anno i soggetti obbligati trasmettono al GSE  i  Certificati  Bianchi
posseduti ai sensi dell'art. 10 del decreto 20 luglio 2004.
2. Il  GSE,  dopo  aver  verificato  il  livello  di  conseguimento
dell'obbligo annuo posto in capo a  ciascun  soggetto  obbligato,  ai
sensi dell'art. 4, maggiorato di eventuali quote aggiuntive derivanti
dalle compensazioni di cui al comma 3, comunica le risultanze di tale
verifica,  per  ciascuna  delle  due  sessioni,  al  Ministero  dello
sviluppo economico, al Ministero dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare, nonche' all'AEEGSI ai fini di quanto  disposto
al comma 4 e all'art. 11 e al  GME  ai  fini  dell'aggiornamento  dei
conti proprieta' su cui sono depositati  i  Certificati  Bianchi  dei
3. Il soggetto obbligato, se consegue  una  quota  dell'obbligo  di
propria competenza inferiore al 100%, ma comunque pari ad  almeno  il
60%, puo' compensare la  quota  residua  nell'anno  successivo  senza
incorrere nelle sanzioni di cui al comma 4.
4. Nel caso di mancato conseguimento degli  obblighi,  fatto  salvo
quanto  previsto  al  comma  3  e   fermo   restando   l'obbligo   di
conseguimento della quota non coperta, l'AEEGSI applica sanzioni  per
ciascun titolo mancante, ai sensi della legge 14  novembre  1995,  n.
481, comunicando le sanzioni applicate al  Ministero  dello  sviluppo
del mare e al GSE.
5. I proventi delle sanzioni di cui al comma 4 contribuiscono  alla
copertura degli oneri di cui all'art. 7, comma 1.
Misure di semplificazione e di accompagnamento
1. Entro  sessanta  giorni  dall'entrata  in  vigore  del  presente
decreto, il GSE, in collaborazione  con  ENEA  e  RSE,  predispone  e
sottopone al  Ministero  dello  sviluppo  economico  e  al  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare,  una  guida
operativa  per  promuovere  l'individuazione,  la  definizione  e  la
presentazione di progetti, corredata di tutte le  informazioni  utili
alla predisposizione  delle  richieste  di  accesso  agli  incentivi,
nonche' della  descrizione  delle  migliori  tecnologie  disponibili,
tenendo  in  considerazione  anche  quelle  identificate  a   livello
europeo, delle potenzialita' di risparmio  in  termini  economici  ed
energetici derivanti dalla loro applicazione che fornisca indicazioni
in merito  all'individuazione  del  consumo  di  riferimento  di  cui
all'art.  2,  comma  1,  lettera  d).  La  guida,  che  puo'   essere
organizzata per tematiche distinte, riporta, inoltre, un  elenco  non
esaustivo  degli  interventi  di  efficienza   energetica   che   non
rispettano i requisiti di cui all'art. 6.
2.  La  guida  operativa  di  cui  al  comma  1,  nonche'  i   suoi
aggiornamenti e le integrazioni, sono approvati  e  disciplinati  con
decreto del direttore generale DG-MEREEN del Ministero dello sviluppo
3. Nell'ambito del programma triennale di informazione e formazione
di cui all'art. 13, comma 1, del decreto legislativo n. 102 del 2014,
l'ENEA dedica una specifica sezione alla promozione della  conoscenza
e dell'utilizzo del meccanismo dei Certificati Bianchi.
1. Entro il termine di centottanta giorni dalla data di entrata  in
vigore del presente decreto per i progetti standardizzati e analitici
che alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  hanno
raggiunto la soglia minima di progetto,  come  definita  dalle  linee
guida EEN 9/11 o  hanno  concluso  il  periodo  di  monitoraggio,  e'
possibile presentare le rendicontazioni dei risparmi, secondo  quanto
definito dal decreto ministeriale 28 dicembre 2012. Entro il  termine
di centottanta giorni dalla data di entrata in  vigore  del  presente
decreto per i progetti a consuntivo  che  alla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto sono  in  corso  di  realizzazione,  come
attestato da idonea documentazione, e' possibile presentare l'istanza
per la richiesta dei Certificati Bianchi, secondo quanto definito dal
decreto ministeriale 28 dicembre 2012. Per i progetti  a  consuntivo,
analitici e standard approvati  in  data  precedente  all'entrata  in
vigore del presente decreto si applicano le disposizioni vigenti alla
data di presentazione del progetto.
2. I Grandi Progetti riconosciuti ai sensi dell'art. 8 del  decreto
ministeriale 28 dicembre 2012  che  non  generano,  nell'arco  di  un
determinato anno, risparmi superiori a  35.000  TEP,  per  l'anno  in
questione sono rendicontabili attraverso la Richiesta di  Verifica  e
Certificazione  a  Consuntivo  (RVC-C).  In  tali   casi   non   sono
riconosciute   le    eventuali    premialita'    concesse    all'atto
dell'ammissione.
3.  I  Certificati  Bianchi  possono  essere  oggetto   di   libera
contrattazione tra le parti, ovvero  di  contrattazione  nel  mercato
organizzato dal GME, unificato per  tutte  le  tipologie  di  titoli,
secondo modalita' definite dall'Autorita' per l'energia elettrica, il
gas e il sistema idrico.
4. Il presente decreto non comporta nuovi o maggiori oneri a carico
5. Il presente decreto, di cui  gli  allegati  costituiscono  parte
integrante, entra in vigore il giorno successivo dalla  pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale e si applica, con eccezione  dell'art.  4  e
dell'art. 12, a tutti progetti presentati a decorrere dall'entrata in
vigore, fatto salvo quanto previsto al comma 1.
1. Metodo di valutazione per i progetti a consuntivo «PC»
1.1. Il metodo di valutazione a consuntivo,  caratterizzante  del
"progetto a consuntivo" (di seguito  "PC")  di  cui  all'art.  9  del
presente decreto,  quantifica  il  risparmio  energetico  addizionale
conseguito attraverso la realizzazione  del  progetto  di  efficienza
energetica,  tramite  una  misurazione   puntuale   delle   grandezze
caratteristiche, sia nella configurazione ex ante sia in quella  post
intervento. Sulla base della misurazione, sono certificati i risparmi
di energia primaria, in conformita' al PC e al programma  di  misura,
predisposto  secondo  le  disposizioni  del  presente  Allegato  1  e
approvato dal GSE.
1.2. Ai fini dell'accesso al meccanismo, qualora il PC di cui  al
punto 1.1 sia costituito da piu' interventi, questi  ultimi  dovranno
essere caratterizzati dalla medesima durata del periodo di vita utile
(espressa in anni) secondo quanto indicato nella Tabella 1,  al  fine
di essere ricompresi  in  un  medesimo  progetto,  per  il  quale  il
soggetto proponente inoltra istanza unica al GSE per la richiesta dei
1.3. Ai fini della determinazione del  consumo  di  baseline,  il
proponente dovra' considerare le misure dei consumi  relative  ad  un
periodo almeno  pari  a  12  mesi  precedenti  la  realizzazione  del
progetto, con frequenza di campionamento almeno giornaliera. In  ogni
caso il proponente del progetto e' tenuto ad effettuare  una  analisi
atta ad identificare i parametri di funzionamento che influenzano  il
consumo dei sistema oggetto di intervento.
Nel caso in cui il proponente dimostri che le misure relative  ad
un  periodo  e  una  frequenza  di  campionamento   inferiori   siano
rappresentative dei consumi annuali,  sara'  possibile  proporre  una
ricostruzione cautelativa  dei  consumi  ex  ante  in  base  ai  dati
misurati.
Nel caso di nuovi impianti, edifici o siti comunque denominati e,
dunque, in mancanza di valori di consumi energetici nella  situazione
ante intervento, il  consumo  di  baseline  e'  pari  al  consumo  di
1.4. Nel caso in cui il proponente intenda realizzare un progetto
che ha effetto sulla rendicontazione dei risparmi di progetti gia' in
corso di incentivazione, il proponente dovra' sottoporre  al  GSE  la
modifica del progetto gia' approvato e la contestuale proposta di  un
unico algoritmo per il calcolo dei risparmi e di un  nuovo  programma
di misura. La  modifica  progettuale,  in  ogni  caso,  non  comporta
ulteriori variazioni (e.g. baseline, vita utile,  etc.)  al  progetto
gia' in corso di incentivazione.
1.5. Il PC deve contenere, pena inammissibilita', le informazioni
di cui al capitolo 4 del presente Allegato, rese dal  proponente  del
progetto in forma sostitutiva di atto notorio ai sensi del D.P.R.  n.
1.6.  L'esito  dell'istruttoria   e'   comunicato   al   soggetto
proponente nei modi e nei tempi previsti  dall'art.  7  del  presente
1.7. La data di  avvio  della  realizzazione  del  progetto  deve
rientrare nei primi 12  mesi  dalla  data  di  approvazione  del  PC,
trascorsi i quali l'ammissione  del  progetto  agli  incentivi  perde
1.8. I risparmi conseguiti nell'ambito dei PC sono contabilizzati
per un numero di anni pari a quelli della vita utile degli interventi
a decorrere dalla data in cui viene avviato il programma di misura, o
comunque non oltre 36 mesi dalla data di  avvio  della  realizzazione
2. Metodo di valutazione per i progetti standardizzati "PS"
2.1. Il metodo di valutazione standardizzato, caratterizzante del
"progetto standardizzato" (di seguito "PS") di  cui  all'art.  9  del
conseguibile attraverso progetti, realizzati dal  medesimo  titolare,
presso uno o piu' stabilimenti, edifici o  siti  comunque  denominati
per cui sia dimostrabile:
a) la ripetitivita' del progetto, ovvero degli interventi che  lo
compongono, in contesti assimilabili e a pari condizioni operative;
b)   la   non   convenienza   economica   dell'investimento   per
l'installazione di  misuratori  dedicati  ai  singoli  interventi,  a
fronte  del  valore  economico  indicativo  dei  Certificati  Bianchi
ottenibili in virtu'  del  risparmio  energetico  conseguibile  dalla
2.2. Ai fini  dell'accesso  al  meccanismo,  qualora  il  PS  sia
costituito  da  piu'  interventi,  questi  ultimi   dovranno   essere
caratterizzati dalla  medesima  durata  del  periodo  di  vita  utile
(espressa in anni), al fine  di  essere  ricompresi  in  un  medesimo
progetto per il quale il soggetto proponente inoltra istanza unica al
GSE per la richiesta dei Certificati Bianchi.
2.3. Con il decreto direttoriale di  cui  all'art.  9,  comma  1,
lettera b) e' approvato l'elenco delle schede per PS  disponibili,  e
ai sensi delle quali puo' essere presentato il progetto. Tale elenco,
pubblicato  sul   sito   istituzionale   del   GSE,   e'   aggiornato
periodicamente secondo quanto previsto dall'art. 9, comma 1,  lettera
b).  Ai  soggetti  ammessi  al  meccanismo  e'   comunque   data   la
possibilita' di proporre nuove tipologie di progetti ammissibili alla
valutazione dei risparmi con metodo standardizzato. In particolare  i
soggetti ammessi possono proporre al GSE: la tipologia di  tecnologia
da incentivare e i relativi requisiti  minimi  di  ammissibilita'  in
relazione all'utilizzo e al contesto di applicazione, il  consumo  di
riferimento, l'algoritmo per la determinazione dei risparmi afferenti
alla  tecnologia  da  incentivare,  la  metodologia  di   misurazione
standardizzata del campione rappresentativo, ivi inclusi i metodi per
la determinazione dell'errore campionario e la sua entita'.
2.4. Il risparmio conseguibile dal PS e' rendicontato sulla  base
di un algoritmo di calcolo  e  della  misura  diretta  di  un  idoneo
campione  rappresentativo  dei   parametri   di   funzionamento   che
caratterizzano il progetto, e gli interventi che lo  compongono,  sia
nella configurazione ex  ante  sia  in  quella  post  intervento,  in
conformita' ad un progetto e ad un programma di misura approvato  dal
GSE. L'algoritmo per il calcolo dei risparmi approvato  e'  applicato
estendendo le risultanze delle misurazioni  effettuate  sul  campione
rappresentativo, all'insieme degli interventi realizzati  nell'ambito
2.5.  Il   campione   di   misura   deve   essere   adeguatamente
rappresentativo sia della configurazione  precedente  sia  di  quella
successiva alla realizzazione del progetto, in termini di numerosita'
e di tipologia delle variabili  energetiche  da  monitorare,  nonche'
caratterizzato  da  una  numerosita'  in  grado   di   garantire   un
determinato livello di confidenza e un valore dell'errore campionario
definito a priori per ogni tipologia di PS e verificato  in  sede  di
2.6. Per determinare  i  consumi  di  baseline,  dovranno  essere
considerate, sul campione  rappresentativo,  le  misure  dei  consumi
relative ad  un  periodo  almeno  pari  a  12  mesi  precedenti  alla
realizzazione del progetto, con  frequenza  di  campionamento  almeno
giornaliera. In ogni caso il proponente e' tenuto ad  effettuare  una
analisi  atta  ad  identificare  i  parametri  di  funzionamento  che
influenzano il consumo dei sistema oggetto di intervento.
2.7. Nel caso  in  cui  il  proponente  dimostri  che  le  misure
relative ad un periodo e una  frequenza  di  campionamento  inferiori
siano rappresentative dei consumi annuali, sara'  possibile  proporre
una ricostruzione cautelativa dei consumi ex ante  in  base  ai  dati
2.8. L'algoritmo di calcolo dei risparmi, i parametri da misurare
e le modalita' di misura di cui al presente capitolo,  sono  indicati
nell'ambito della presentazione del PS.
2.9. Il PS deve contenere, pena inammissibilita' della  richiesta
di incentivo, le informazioni di  cui  al  capitolo  4  del  presente
Allegato, rese in forma sostitutiva di  atto  notorio  ai  sensi  del
2.10. Il contenuto dei  PS  puo'  essere  aggiornato  sulla  base
dell'evoluzione normativa, tecnologica e del mercato tramite  decreto
direttoriale ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera b)  del  presente
decreto. Per aggiornamento si intende la modifica parziale  o  totale
del contenuto dei PS, ovvero la sua revoca. Il  mero  recepimento  di
obblighi o standard  normativi  costituisce  aggiornamento  che  puo'
essere apportato senza decreto direttoriale di approvazione.
2.11.  L'esito  dell'istruttoria  e'   comunicato   al   soggetto
proponente del progetto nei modi e nei tempi previsti dall'art. 7 del
2.12.   I   risparmi   conseguiti   nell'ambito   dei   PS   sono
contabilizzati per un numero di anni pari a quelli della  vita  utile
degli interventi a decorrere dalla  data  in  cui  viene  avviato  il
programma di misura e comunque entro e non oltre 36 mesi  dalla  data
di avvio della realizzazione del progetto.
3. Richiesta di verifica e di certificazione dei risparmi
3.1. Ai fini di quanto previsto all'art. 7, comma 1,  e  all'art.
10, comma 1, dei decreti ministeriali  20  luglio  2004,  i  soggetti
proponenti  inviano  al  GSE  una  richiesta   di   verifica   e   di
certificazione,   a   consuntivo   o   standardizzata   (di   seguito
rispettivamente «RC» e «RS»), dei risparmi conseguiti  dal  progetto,
unitamente  alla  documentazione  comprovante  i  risultati  ottenuti
secondo quanto previsto al capitolo 5.
3.2.  Le  RC  o   RS   devono   essere   presentate,   al   piu',
entro centoventi giorni dalla fine del periodo di monitoraggio.
3.3. Il GSE verifica la coerenza dei dati  e  delle  informazioni
inviati in sede di presentazione delle RC  o  RS  con  i  dati  e  le
informazioni trasmesse in fase di presentazione  dei  PC  o  PS,  per
l'ammissibilita' del progetto realizzato.
3.4. Le RC o RS devono riferirsi ad un  periodo  di  monitoraggio
annuale.  Limitatamente  ai  progetti   caratterizzati   da   elevati
risparmi, e' possibile proporre, in sede  di  presentazione  del  PC,
periodi  di  monitoraggio  rispettivamente  pari  a   rendicontazioni
semestrali, qualora il numero di Certificati Bianchi di ogni  RC  sia
almeno pari a 5.000, o in alternativa,  rendicontazioni  trimestrali,
qualora il numero di Certificati Bianchi di ogni RC sia almeno pari a
4.  Documentazione  da  trasmettere  in  sede  di  presentazione  dei
4.1. Il PC e il PS devono contenere,  pena  inammissibilita',  le
informazioni di seguito elencate, rese in forma sostitutiva  di  atto
notorio ai sensi del D.P.R n. 445/2000:
a) informazioni relative al soggetto proponente (nome  o  ragione
sociale,  indirizzo,  ruolo  e  attivita'  svolte   nell'ambito   del
progetto) e del soggetto titolare, qualora diverso dal proponente;
b) informazioni relative all'impianto, edificio o  sito  comunque
denominato presso cui si  realizza  il  progetto  (indirizzo,  codice
catastale, attivita' ivi  svolte  nell'ambito  del  progetto,  codice
ATECO se  applicabile)  ivi  comprese  le  informazioni  relative  al
titolare dell'impianto o del sito;
c) relazione descrittiva,  corredata  da  idonea  documentazione,
1. la descrizione dettagliata del progetto, con riferimento  alle
tipologie di intervento che lo compongono, ivi  inclusa  la  relativa
documentazione progettuale significativa;
2. la proposta di determinazione dei consumi di  baseline  e  dei
risparmi energetici addizionali, esplicitando i criteri adoperati;
3.  nel  caso  di  PS,  le  ipotesi  compiute   ai   fini   della
standardizzazione dei risparmi energetici conseguiti;
4. la descrizione del programma di misura che s'intende  adottare
per la valutazione dei  risparmi  di  energia  primaria,  inclusi  il
risparmio previsto, la  descrizione  dell'algoritmo  di  calcolo  del
risparmio e della strumentazione  utilizzata,  depurando  i  consumi,
tramite adeguati aggiustamenti, dagli eventuali  effetti  di  fattori
non correlati al progetto. Nel  caso  dei  PS,  la  descrizione  deve
riportare  anche  la  metodologia  adottata  per  l'estensione  delle
risultanze delle misurazioni effettuate sul campione  rappresentativo
all'insieme degli  interventi  realizzati  nell'ambito  del  progetto
approvato dal GSE;
5.  la  misura  dei  consumi  energetici  nella  situazione  ante
intervento e la stima dei consumi post intervento;
6.  l'indicazione  dei  costi  relativi  all'installazione  delle
apparecchiature di misura dedicati ai singoli  interventi.  Nel  caso
dei PS, sono forniti elementi riguardo la non  convenienza  economica
dell'investimento relativo all'installazione di  misuratori  dedicati
ai singoli interventi;
7. a fini statistici e secondo  quanto  indicato  al  punto  4.2,
stima dei costi strettamente riconducibili al progetto di  efficienza
energetica che si sosterranno per la  realizzazione  e  gestione  del
progetto stesso;
d) copia della diagnosi energetica del sito o  dei  siti  oggetto
dell'intervento, ove presente;
e) documentazione  attestante  le  caratteristiche  tecniche  dei
sistemi  e  delle  tecnologie  che  costituiscono  il   progetto   di
efficienza energetica e il progetto di riferimento;
f) dichiarazione attestante gli eventuali contributi economici di
qualunque natura gia' concessi  al  medesimo  progetto  da  parte  di
amministrazioni  pubbliche  statali,  regionali  o   locali   nonche'
dell'Unione europea o di organismi internazionali;
g) idonea documentazione comprovante che il progetto proposto non
e'  stato  ancora  stato  realizzato  alla  data   di   presentazione
dell'istanza;
h) nel caso in cui il soggetto proponente o il soggetto  titolare
del progetto sia un soggetto obbligato alla nomina  del  Responsabile
per  la  conservazione  e  l'uso  razionale  dell'energia  ai   sensi
dell'art. 19 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, idonea documentazione
comprovante l'avvenuta nomina per l'anno  in  corso.  Tale  requisito
deve essere rispettato per tutta  la  durata  della  vita  utile  del
progetto e puo' essere soggetto a verifica in sede ispettiva.
4.2. Ai fini della stima dei costi di realizzazione del  progetto
di  efficienza  energetica,  sono  considerate  le   seguenti   voci,
esclusivamente ove strettamente riconducibili al  nuovo  investimento
di efficienza energetica:
a) opere murarie e assimilate;
b) macchinari, impianti e attrezzature e relativa installazione o
c) programmi informatici commisurati alle esigenze  produttive  e
gestionali dell'impresa proponente, funzionali  al  monitoraggio  dei
consumi energetici nell'attivita' svolta attraverso  gli  impianti  o
negli immobili facenti parte dell'unita' produttiva  interessata  dal
programma la cui  disponibilita'  sia  riferibile  esclusivamente  al
soggetto titolare del progetto;
d) progettazione esecutiva degli  interventi  e  delle  opere  da
realizzare, alle attivita' di direzione dei lavori, di collaudo e  di
sicurezza connesse con la realizzazione del programma d'investimento;
e) gli oneri finanziari e i costi indiretti.
4.3. Il GSE puo' richiedere, se del caso, ulteriori  informazioni
e documentazione finalizzata  a  una  piu'  approfondita  valutazione
della proposta progettuale, nell'ambito dei tempi istruttori  massimi
definiti dal presente decreto.
5. Documentazione da trasmettere per la verifica e certificazione dei
5.1. Per le RC e RS,  la  documentazione  trasmessa  deve  essere
conforme, nei tempi, nei contenuti e nel formato, a quanto presentato
in fase di valutazione del PC o PS.
5.2. Al momento della presentazione della richiesta di verifica e
certificazione, il proponente del progetto dichiara, sotto la propria
responsabilita', che i progetti per i quali si richiede la verifica e
certificazione dei risparmi sono stati realizzati in  conformita'  al
dettato  dell'art.  5,  comma  4,  secondo  capoverso,  dei   decreti
ministeriali 20 luglio 2004 e al dettato  dell'art.  1,  commi  34  e
34-bis, della legge 23 agosto 2004, n. 239 e successive  modifiche  e
integrazioni, e delle discipline vigenti in materia di  cumulabilita'
tra diverse forme di incentivo.
5.3. Unitamente alla prima RC o RS il titolare  del  progetto  e'
tenuto a trasmettere:
a) documentazione attestante la data  di  prima  attivazione  del
b) matricola dei misuratori installati;
c)  matricole/codici  identificativi  dei  principali  componenti
6. Dimensione minima dei progetti
6.1. I PS devono aver generato, nel corso dei primi 12  mesi  del
periodo di monitoraggio,  una  quota  di  risparmio  addizionale  non
inferiore a 5 TEP.
6.2. I PC devono aver generato, nel corso dei primi 12  mesi  del
inferiore a 10 TEP.
6.3. I PC e PS, che non conseguono i livelli di risparmio di  cui
ai precedenti punti 6.1 e 6.2, non sono ammissibili al meccanismo dei
7. Documentazione da conservare e controlli a campione
7.1. Il GSE  effettua  i  controlli  previsti  dall'art.  12  del
presente decreto, necessari ad accertare che i  progetti  oggetto  di
certificazione dei risparmi e riconoscimento dei Certificati  Bianchi
siano stati realizzati in modo conforme alle disposizioni fissate dal
7.2. Al fine di consentire i controlli di cui  al  punto  7.1,  i
soggetti proponenti sono tenuti a conservare, per un numero  di  anni
pari a quelli di vita utile delle tipologie di intervento incluse nel
progetto medesimo, la documentazione idonea a consentire il riscontro
di  quanto  dichiarato  nelle  schede  di  rendicontazione  e   nella
documentazione inviata al GSE, nonche' il rispetto delle disposizioni
8. Diagnosi Energetiche
8.1. I PC o PS che in fase di presentazione  siano  corredati  da
diagnosi  energetica  eseguita  in  conformita'  all'Allegato  2  del
decreto legislativo n. 102/2014, godono di una riduzione del 30%  del
corrispettivo fisso dovuto al GSE in fase di avvio del  procedimento,
ai sensi  del  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  24
dicembre  2014  concernente  «Approvazione  delle  tariffe   per   la
copertura dei costi sostenuti  dal  Gestore  servizi  energetici  GSE
S.p.A. per le attivita' di gestione, verifica e controllo, inerenti i
meccanismi di incentivazione e di sostegno delle fonti rinnovabili  e
agosto 2014, n. 116». A tal fine, il soggetto titolare  del  progetto
allega alla richiesta una dichiarazione in forma sostitutiva di  atto
notorio ai sensi del D.P.R  n.  445/2000,  attestante  il  diritto  a
godere dell'agevolazione suddetta, fatto  salvo  quanto  previsto  al
punto 8.2.
8.2. Il punto 8.1 non si applica qualora il soggetto titolare sia
un soggetto obbligato a redigere  la  diagnosi  energetica  ai  sensi
dell'art. 8 del decreto legislativo n. 102 del 2014.
Modalità riconoscimento dei Certificati Bianchi
1. Modalita' di riconoscimento dei Certificati Bianchi
1.1. La Tabella 1 riporta un elenco non esaustivo delle tipologie
di progetti ammissibili e i relativi valori, espressi in anni,  della
vita utile (U), distinti per forma di energia risparmiata. Qualora il
soggetto proponente  presenti  un  progetto  non  riconducibile  alle
tipologie di cui alla Tabella 1, il GSE ne valuta l'ammissibilita' ai
sensi del presente decreto e sottopone le risultanze dell'istruttoria
al Ministero dello sviluppo economico per l'approvazione. La  Tabella
1 puo' essere quindi aggiornata con le modalita' di cui  all'art.  6,
comma 2 del presente decreto.
1.2.  Al   fine   di   considerare   debitamente   l'obsolescenza
tecnologica e commerciale della tecnologia  sottesa  al  progetto  di
efficienza energetica e alla capacita'  del  medesimo  di  conseguire
risparmi addizionali per il periodo di riconoscimento dei Certificati
Bianchi, il parametro U non puo' superare i 10 anni.
1.3. All'atto della  presentazione  della  domanda,  il  soggetto
proponente puo' richiedere che, per la meta' della durata della  vita
utile del progetto, il volume  di  Certificati  Bianchi  erogati  sia
moltiplicato per il fattore K1 =1,2. In tali casi, per  la  rimanente
durata della vita utile, il numero di Certificati Bianchi  erogati  a
seguito delle rendicontazioni dei risparmi effettivamente  conseguiti
e misurati e' moltiplicato per il fattore K2 =0,8.
1.4. Ai fini del calcolo dei risparmi conseguibili  attraverso  i
progetti di efficienza energetica, sono applicati i valori di  potere
calorifico  inferiore  di  cui   all'Allegato   IV   alla   direttiva
2012/27/UE. Nei casi in cui la fonte primaria non sia  classificabile
in una delle tipologie elencate, il valore di P.C.I. adottato per  la
valutazione  dei  risparmi  energetici   conseguiti   dovra'   essere
certificato da un laboratorio qualificato ai sensi dell'art. 6, comma
1, lettera e), dei decreti ministeriali 20 luglio 2004.
2. Tipi e caratteristiche dei Certificati Bianchi
2.1. I Certificati Bianchi emessi sono di quattro tipi:
a) di tipo I, attestanti il conseguimento di risparmi di  energia
primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi finali di
b) di tipo II, attestanti il conseguimento di risparmi di energia
primaria attraverso interventi per la riduzione dei  consumi  di  gas
c) di tipo III, attestanti il conseguimento di risparmi di  forme
di energia primaria diverse dall'elettricita' e dal gas naturale  non
realizzati nel settore dei trasporti;
d) di tipo IV, attestanti il conseguimento di risparmi  di  forme
di energia primaria diverse dall'elettricita'  e  dal  gas  naturale,
realizzati nel settore dei trasporti.
2.2 La dimensione commerciale dei Certificati Bianchi e' pari a 1
TEP. Ai fini dell'emissione dei Certificati Bianchi,  i  risparmi  di
energia, verificati e certificati, vengono arrotondati a  1  TEP  con
criterio commerciale.
imprese distribuzione energia
imprese distribuzione gas