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Timestamp: 2014-10-23 02:24:59+00:00
Document Index: 3289528

Matched Legal Cases: ['art. 2565', 'art. 2558', 'art. 2565', 'art. 2558', 'art. 2558', 'art. 2556', 'art. 2557', 'art. 2137']

Lo studio dell'impresa e dell'azienda. Le caratteristiche relative alle proprietà, ai contratti, ai crediti e debiti, alla titolarità...
Argomenti trattati: Impresa e azienda: titolarita’ dell’impresa e proprieta’ dei beni aziendali - La circolazione dell’azienda - La successione nei contratti relativi all’azienda ceduta - I crediti e i debiti relativi all’azienda ceduta - L’avviamento e il divieto di concorrenza - Azienda commerciale e azienda agricola
IMPRESA E AZIENDA: TITOLARITA’ DELL’IMPRESA E PROPRIETA’ DEI BENI AZIENDALI
Art. 2082: l’impresa è l’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. Art. 2555: l’azienda è un complesso di beni organizzati (strumenti, fattori della produzione) dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. L’imprenditore non è necessariamente proprietario dei mezzi di produzione (è sufficiente che egli disponga su ciascun bene di un titolo giuridico che gli permetta di utilizzarlo per l’esercizio dell’impresa); l’imprenditore è colui che utilizza, a proprio rischio, gli strumenti di produzione del processo produttivo. La qualificazione di un bene come bene aziendale dipende dalla destinazione data al bene dall’imprenditore. Il vincolo che unisce fra loro più beni è solo il fatto di inerire ad una medesima organizzazione imprenditoriale.
L’azienda è presa in considerazione dal CC per le ipotesi in cui l’imprenditore ceda, affitti o dia in usufrutto ad altri la propria azienda. Art. 2556: per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell’azienda devono essere provati per iscritto, salva l’osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l’azienda o per la particolare natura del contratto. La forma scritta è richiesta per la prova del contratto e non per la validità ed è richiesta solo per le imprese soggette a registrazione. L’azienda non ha giuridicamente una propria legge di circolazione: essa circola secondo le forme di circolazione proprie dei singoli beni che la compongono. Trasferire un’azienda o concederla in godimento significa trasferire o concedere in godimento un complesso di beni.
Non occorre la specificazione dei singoli beni che la compongono. Occorre la menzione espressa dei beni che vengono esclusi dal trasferimento, se non l’intero complesso aziendale viene trasferito. La possibilità di escludere dal trasferimento dell’azienda singoli beni azienda è ammessa ma con dei limiti: il complesso dei beni trasferiti deve essere, di per sé solo, idoneo ad un esercizio di impresa à art. 2565: tanti beni quanti occorrono per porre in grado l’acquirente di esercitare un’impresa corrispondente a quella già esercitata dall’alienante. Perché la ditta possa essere trasferita occorre che sia trasferita anche l’azienda.
Il trasferimento dell’azienda comporta per l’acquirente la successione dell’impresa però non si può succedere nella qualità di imprenditore. Chi compera l’altrui azienda eserciterà un’impresa corrispondente a quella già esercitata dall’imprenditore alienante ma non potrà dirsi che egli continua la stessa impresa: egli acquisterà la qualità di imprenditore a titolo originario, non derivativo. LA SUCCESSIONE NEI CONTRATTI RELATIVI ALL’AZIENDA CEDUTA
L’azienda non si compone solo di beni appartenenti all’imprenditore. Il trasferimento dell’azienda non comporta solo il trasferimento della proprietà dei beni aziendali ma importa anche la cessione dei contratti che assicuravano all’imprenditore alienante il godimento di quei beni aziendali dei quali egli non era proprietario. Se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale (art. 2558). Il principio vale anche per l’usufrutto o per l’affitto dell’azienda per la durata dell’usufrutto o dell’affitto. Art. 2112: applicazione specifica àil rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.
I contratti aziendali hanno per oggetto il godimento da parte dell’imprenditore di beni non suoi. I contratti d’impresa sono stipulati per l’esercizio dell’azienda: contratti che attengono i rapporti tra l’imprenditore e i fornitori, contratti che riguardano i suoi rapporti con gli utenti dell’impresa, contratti che riguardano l’organizzazione dell’attività di impresa, contratti di locazione. L’immobile si può porre come immediato strumento produttivo ed è quindi un bene aziendale oppure esso è solo l’involucro. Art. 2558: l’acquirente subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’impresa se non è pattuito diversamente: la successione è concepita come effetto naturale ma non necessario (contratti di impresa). Le parti possono escludere la successione nei contratti senza che ciò impedisca di parlare di trasferimento dell’azienda. Nei contratti aziendali la successione è parte integrante del trasferimento dell’azienda. Se il contratto del quale si sia esclusa la successione attiene al godimento di un bene aziendale essenziale si dovrà parlare di trasferimento di singoli beni aziendali e non di un’azienda à art. 2565: esclusione di utilizzo della ditta dell’alienante per l’acquirente.
Nella cessione dei contratti ciascuna parte può sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti da un contratto con prestazioni corrispettive ma può solo se l’altra è consenziente. Però a norma dell’art. 2558 la successione nei contratti si attua indipendentemente dal consenso del terzo contraente che può recedere dal contratto entro 3 mesi dalla notizia del trasferimento ma sono con giusta causa. La Cassazione si era ribellata all’idea che il locatario potesse sostituire a sé un terzo nel godimento dell’immobile. È intervenuta la legge: il conduttore può sublocare l’immobile o cedere il contratto di locazione anche senza il consenso del locatore se viene insieme ceduta o locata l’azienda. L’oggetto della protezione legislativa si sposta dalla proprietà all’impresa: prevale l’interesse privato dell’imprenditore (alienante).
Art. 2558: l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale. Questi contratti non passano all’acquirente in quanto ha la facoltà di scegliere liberamente ad esempio il professionista di fiducia. Il terzo contraente è protetto dall’art. 2558: può recedere dal contratto entro 3 mesi dalla notizia del trasferimento se c’è giusta causa.
I CREDITI E I DEBITI RELATIVI ALL’AZIENDA CEDUTA
Art. 2558: à successione nei contratti à riguarda contratti e prestazioni corrispettive che al trasferimento non siano stati interamente eseguiti. Art. 2559: la cessione dei crediti relativi all’azienda ceduta ha effetto nei confronti dei terzi dal momento dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese (cessione automatica). È necessaria espressa pattuizione nel caso di usufrutto.
Art. 2560: accollo automatico dei debiti da parte dell’acquirente relativi all’azienda ceduta, debiti che risultino dai libri contabili. L’AVVIAMENTO E IL DIVIETO DI CONCORRENZA
Art. 2557: chi aliena l’azienda deve astenersi per 5 anni dall’iniziare una nuova impresa che è idonea a sviare la clientela dell’azienda ceduta. Questo assicura all’acquirente il godimento dell’avviamento. Nel caso di usufrutto o di affitto dell’azienda il divieto vale per la loro durata. L’avviamento è l’attitudine del complesso aziendale a produrre un reddito, la sua capacità di profitto. È avviamento oggettivo è quello conseguito automaticamente per il solo fatto di avere acquisito l’azienda. È soggettivo se dipende dalle doti personali dell’imprenditore. Giuridicamente l’avviamento è una qualità dell’azienda: attitudine a procurare profitti all’imprenditore.
Il divieto di concorrenza limita il diritto dell’alienante alla libera iniziativa economica: per cinque anni al massimo. L’avviamento commerciale si riferisce ai contratti di locazione di immobili adibiti all’esercizio di un’attività industriale, commerciale o artigiana con rapporto diretti con il pubblico di utenti o di consumatori. Il locatore con l’atto di sfratto è come se distruggesse un bene del locatario stesso. In caso di cessazione della locazione il conduttore uscente ha diritto di essere compensato dal locatore per la perdita dell’avviamento che l’azienda subisce nella misura di 18 mensilità del canone di affitto che raddoppiano se l’immobile viene nuovamente adibito all’esercizio della medesima attività. Viene posta una remora allo sfratto. AZIENDA COMMERCIALE E AZIENDA AGRICOLA
Il concetto di azienda è riferibile ad ogni sorta di imprese, quali che ne siano le dimensioni, la natura del soggetto (pubblica o privata), l’oggetto dell’attività d’impresa. Alcune norme sono applicabili solo a determinate specie di impresa. L’art. 2556 che richiede la prova scritta del trasferimento dell’azienda si applica solo alle imprese soggette a registrazione. L’art. 2557 relativo al divieto di concorrenza dell’alienante non si applica alle imprese agricole se non per le attività connesse. Il concetto di azienda finisce con il perdere gran parte del proprio valore in rapporto all’impresa agricola. L’imprenditore agricolo può non essere proprietario del fondo che coltiva (art. 2137) ma in questo caso non può trasferire la propria azienda: è vietato cedere, subaffittare o sublocare fondi rustici à se l’affitto del fondo non è cedibile risulta incedibile anche l’azienda dell’affittuario. L’imprenditore agricolo solo se proprietario può vendere, costituire un usufrutto o un affitto. Il concetto di azienda applicato all’impresa agricola muta profondamente il significato che assume per l’impresa commerciale. Nel settore dell’agricoltura il diritto di proprietà prevale sul diritto di impresa. Pagina
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