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Timestamp: 2017-11-19 16:49:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 199', 'art. 31', 'art. 8', 'art. 204', 'in fine', 'art. 2', 'in fine']

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Le strategie finanziarie per il finanziamento degli investimenti
PubblicatoPerlita Visconti Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "Le strategie finanziarie per il finanziamento degli investimenti"— Transcript della presentazione:
1 Le strategie finanziarie per il finanziamento degli investimenti
La manovra finanziaria e gli enti locali Le strategie finanziarie per il finanziamento degli investimenti Materiale didattico a cura del dott. Ebron D’Aristotile Vice Direttore generale e Dirigente del Settore Programmazione Controllo ed Innvazione della Provincia di Pescara . Professore a contratto di Programmazione e controllo nella Amministrazioni pubbliche – Facoltà di Economia – Università G. D’Annunzio Chieti Pescara Vers. 3 a cura di E. D'Aristotile 1
2 Si può fare pianificazione finanziaria negli enti locali?
La domanda a cui vorrei dare al termine dell’intervento una risposta Si può fare pianificazione finanziaria negli enti locali?
3 L’ente locale e le sue forme di finanziamento
4 L'ente locale, per sua natura, è caratterizzato dall'esigenza di massimizzare la soddisfazione degli utenti - cittadini attraverso l'erogazione di servizi ed infrastrutture che trovano la copertura finanziaria in una antecedente attività di acquisizione delle risorse. Il finanziamento della gestione delle amministrazioni pubbliche è assicurato da varie fonti che possono essere distinte in: Fonti proprie sono quelle generate dall’APTL attraverso la propria gestione di beni e servizi; Fonti derivate sono quelle di origine esterna con o senza vincolo di restituzione. FONTI PROPRIE a) Tributi, tasse e contributi diretti b) Proventi c) Disinvestimenti FONTI derivate e) Indebitamento f)Trasferimenti
5 L’andamento del deficit nel periodo
6 Riduzione del deficit : modalità di misurazione
(Entrate – Spese) DISAVANZO Il concetto di disavanzo nasce dall’art. 28 della legge 448/98 e è calcolata come SOMMA ALGEBRICA tra le entrate finali e le spese finali al netto di una serie di poste rettificative Nel 2007 si torna al disavanzo Nel 2008 in poi competenza ibrida soluzioni TETTO DI SPESA (2002 – ) (Spese) 2002 – solo spese correnti 2005 – spese correnti e c/capitale 2006 – spese correnti e capitale separate E. D’Aristotile
7 Riduzione del deficit : gli effetti
Tra il 2003 ed il 2008 il deficit dei comuni è migliorato di 3 miliardi di euro. Solo tra il 2007 ed il 2008 il miglioramento è stato di 1,2 miliardi Il grafico evidenzia il peso % sul deficit di tutta la P.A. Deficit Comuni Deficit PA Peso Comuni 2003 9,0% 2004 7,6% 2005 4,8% 2006 1,7% 2007 10,0% 2008 2,6% Fonte IFEL
8 ( al netto dei trasferimenti)
Riduzione del deficit : gli effetti L’andamento storico dei principali aggregati macroeconomici nel periodo 2004/2008 evidenzia: Conti economici ISTAT Differenze 2004 2005 2006 2007 2008 2008/2007 2008/2004 Deficit Comuni -3,689 -2,972 -857 -2,332 -1,119 1,213 2,570 PA -48,572 -61,432 -49,312 -23,225 -42,979 -19,754 5,593 - incidenza % 7,60% 4,80% 1,70% 10,00% 2,60% Entrate ( al netto dei trasferimenti) 33,312 33,679 34,496 36,8 34,923 -1,877 1,611 620,813 633,468 682,29 725,484 732,858 7,374 112,045 5,40% 5,30% 5,10% Spesa primaria 59,297 58,603 59,584 61,19 63,562 2,372 4,265 602,03 627,334 661,725 670,58 694,032 23,452 92,002 9,80% 9,30% 9,00% 9,10% 9,20% Fonte IFEL
9 Spesa finale (in rapporto al Pil)
Riduzione del deficit : gli effetti L’andamento storico della spesa finale nel periodo 2004/2008 nei principali comparti Evidenzia: Spesa finale (in rapporto al Pil) 2004 2005 2006 2007 2008 2008/2004 Stato 14,90% 15,20% 15,80% 15,10% 0,10% Comuni 4,40% 4,20% 4,10% -0,20% Regioni 2,50% 2,40% 2,30% Province 0,80% 0,00% Sanità 6,50% 6,70% 6,80% 6,60% 6,90% 0,40% Previdenza 16,90% 17,00% 17,20% 17,80% 0,90% Totale PA 48,10% 48,60% 49,30% 48,50% 1,20% Fonte IFEL La riduzione della spesa dei Comuni è frutto dell’andamento contrapposto della spesa corrente, + 0,1% del PIL spesa in conto capitale - 0,3% del PIL
10 I Comuni hanno migliorato i propri saldi riducendo la spesa totale.
IL QUADRO FINANZIARIO Se analizziamo l’evoluzione della spesa per investimenti dei comuni sulla spesa totale si vede - Una riduzione percentuale dell’incidenza della spesa per investimenti sul totale della spesa 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Spesa per investimenti 13.367 13.967 14.977 16.651 15.272 15.149 15.898 15.140 Spesa totale 53.044 55.351 57.908 61.832 61.311 62.686 64.778 67.365 Incidenza investimenti/totale 25,2% 25,9% 26,9% 24,9% 24,2% 24,5% 22,5% Fonte IFEL I Comuni hanno migliorato i propri saldi riducendo la spesa totale. In particolare la spesa più sensibile alla riduzione è stata quella per investimenti vista la “rigidità” di quella corrente caratterizzata, tra l’altro, da crescente domanda di servizi sociali, e incremento di costi per “inflazione”, otre che da rinnovi contrattuali.
11 La crescita dei residui passivi del titolo II
E. D’Aristotile
12 La crescita dei residui passivi
Tra le principali problematiche determinatesi nel tempo vi è la gestione dei residui. Con i tetti di spesa il problema riguardava anche la spesa corrente Con il passaggio alla competenza ibrida il problema ha investito solo il Titolo II Alla fine del 2007 i residui passivi per investimenti in opere pubbliche sono pari a circa 33 miliardi di euro. Esse non costituiscono deficit e debito pubblico ma contribuiscono a migliorare i conti nazionali. Al contempo aggravano la situazione di difficoltà finanziaria degli enti ( soggetti a interessi e riserve) E. D’Aristotile
13 e gli effetti sull’indebitamento degli enti locali
La manovra 2012 e gli effetti sull’indebitamento degli enti locali E. D’Aristotile
14 Il diverso apporto regionale
15 Il diverso apporto regionale
Alle diverse problematiche generate dal Patto di Stabilità si aggiunge anche un diverso COMPORTAMENTO DELLE REGIONI. Patto Regionale ( non ancora avviato in molte regioni) Diversa contribuzione a favore delle autonomie locali per spesa corrente per spesa d’investimento Tempi di erogazione diversi sulle spese d’investimento ( anticipazioni da parte dei Comuni) E. D’Aristotile
16 Il diverso apporto regionale
Un altro aspetto da sottolineare è rappresentato dal diverso apporto di risorse in c/capitale che le varie regioni italiane trasferiscono agli enti locali. Il grafico che segue ( riferito alle province – bilancio 2006) evidenzia un rapporto percentuale differente tra Entrate tit II e spese correnti che evidenzia un diverso approccio territoriale al problema Fonte upi/2008 E. D’Aristotile
17 Il blocco della crescita delle entrate
18 Il blocco della crescita delle entrate
- l'autonomia impositiva bloccata per diversi anni - E’ in corso una forte riduzione delle entrate da oneri di urbanizzazione - Situazione di incertezza dei trasferimenti erariali: E. D’Aristotile
19 Come finanziare gli investimenti 2012
20 Come finanziare gli investimenti 2012?
LA MANOVRA 2012 La costruzione del bilancio 2012 che gli enti si apprestano a costruire si scontra quest’anno, ancor più che in passato con le problematiche del PATTO DI STABILITA’ Come finanziare gli investimenti 2012? Tale problematica è oggetto di particolare attenzione in questi giorni da parte di tecnici e politici che devono costruire il documento contabile per un quadro di sistema alquanto confuso. E. D’Aristotile
21 le soluzioni proposte Derivati Esternalizz. Leva urbanistica
Alienazione patrimonio Imposte Trasferimenti Fondi comunitari strutturali Fondi comunitari le soluzioni proposte BEI Mutuo BOC PF BOT PF BOST PF BReOT PF BLT Spesa corrente Investimenti autoremunerativi Investimenti non autoremunerativi Riduzione del debito E. D’Aristotile
22 Fonti finanziarie a cui ricorrere per l'attivazione
degli investimenti ( art. 199 TUEL) entrate correnti destinate per legge agli investimenti avanzi di bilancio, costituiti da eccedenze di entrate correnti rispetto alle spese correnti aumentate delle quote capitali di ammortamento dei prestiti; entrate derivanti dall'alienazione di beni e diritti patrimoniali, riscossioni di crediti, proventi da concessioni edilizie e relative sanzioni; entrate derivanti da trasferimenti in conto capitale dello Stato, delle regioni, da altri interventi pubblici e privati finalizzati agli investimenti da interventi finalizzati da parte di organismi comunitari e internazionali; avanzo di amministrazione, nelle forme disciplinate dall'art. 31; mutui passivi; altre forme di ricorso al mercato finanziario consentite dalla legge.
23 1 –FONTI DI FINANZIAMENTO INTERNO - AUTOFINANZIAMENTO
a) Avanzo d’amministrazione di esercizi precedenti b) Avanzo economico (eccedenza delle entrate correnti sulle spese correnti) c) Fondo di ammortamento d) Entrate correnti straordinarie e) Proventi derivanti da concessioni edilizie f) Entrate correnti destinate per legge agli investimenti
24 2 – FONTI DI FINANZIAMENTO ESTERNO
g) Mutui con la Cassa depositi e prestiti, I.C.S., I.N.P.D.A.P., B.E.I. h) Mutui con altri istituti di credito i) Emissione di B.O.C. l) Entrate derivanti da alienazioni e concessioni di beni patrimoniali m) Contributi senza oneri per l’ente provenienti da soggetti esterni quali Stato, Regione, CEE
25 3 – STRUMENTI E SISTEMI ALTERNATIVI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INVESTIMENTI
n) Leasing o) Project Financing p) Costituzione di società miste
26 Le forme di autofinanziamento
27 1 –FONTI DI FINANZIAMENTO INTERNO - AUTOFINANZIAMENTO
28 I limiti all’indebitamento
La manovra finanziaria e gli enti locali I limiti all’indebitamento a cura di E. D'Aristotile 28
29 Qual e’ il limite reale di indebitamento?
Vincoli di struttura organizzativa + Vincoli strategia finanziaria indebitamento 2012 Vincoli di legge + = + Vincoli equilibrio patrimoniale Vincoli aziendali
30 LA MANOVRA 2012: le norme del tuel
Vincoli di legge Art. 203 tuel 1. Il ricorso all'indebitamento è possibile solo se sussistono le seguenti condizioni: a) avvenuta approvazione del rendiconto dell'esercizio del penultimo anno precedente quello in cui si intende deliberare il ricorso a forme di indebitamento; b) avvenuta deliberazione del bilancio annuale nel quale sono incluse le relative previsioni. 2. Ove nel corso dell'esercizio si renda necessario attuare nuovi investimenti o variare quelli già in atto, l'organo consiliare adotta apposita variazione al bilancio annuale, fermo restando l'adempimento degli obblighi di cui al comma 1. Contestualmente modifica il bilancio pluriennale e la relazione previsionale e programmatica per la copertura degli oneri derivanti dall'indebitamento e per la copertura delle spese di gestione Art. 204 tuel 1. Oltre al rispetto delle condizioni di cui all'articolo 203, l'ente locale può assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate ai sensi dell'articolo 207, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera il X per cento delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. Per le comunità montane si fa riferimento ai primi due titoli delle entrate. Per gli enti locali di nuova istituzione si fa riferimento, per i primi due anni, ai corrispondenti dati finanziari del bilancio di previsione. E. D’Aristotile
31 I limiti diretti alla crescita dell’indebitamento
La manovra finanziaria e gli enti locali I limiti diretti alla crescita dell’indebitamento a cura di E. D'Aristotile 31
32 Le modifiche introdotte dalla Legge Stabilità 2012
( art. 8 L. 183/2011) All'articolo 204, comma 1, 267/2000 le parole: «il 10 per cento per l'anno 2012 e l'8 per cento a decorrere dall'anno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «l'8 per cento per l'anno 2012, il 6 per cento per l'anno 2013 e il 4 per cento a decorrere dall'anno 2014». 2. disposizione analoga si applica per le regioni
33 I limiti indiretti alla crescita dell’indebitamento
La manovra finanziaria e gli enti locali I limiti indiretti alla crescita dell’indebitamento a cura di E. D'Aristotile 33
34 LA MANOVRA 2012: le regole del Patto di stabilità
Vincoli di legge LIMITI INDIRETTI ALLA CRESCITA DEL DEBITO DEGLI ENTI LOCALI 2012 2013 2014 Province 16,5 19,7 Comuni 15,6 15,4 Comuni 1000 ab
35 I limiti aziendali all’indebitamento
La manovra finanziaria e gli enti locali I limiti aziendali all’indebitamento a cura di E. D'Aristotile 35
36 + + + Limite d’indebitamento
QUAL E’ IL POSSIBILE LIMITE ANNUALE ALL’INDEBITAMENTO? Vincoli di natura aziendale Vincoli di struttura organizzativa + Vincoli strategia finanziaria Limite d’indebitamento Vincoli di legge + = E + Vincoli equilibrio patrimoniale Vincoli aziendali E. D’Aristotile
37 Vincoli di struttura organizzativa
Un ente locale dovrebbe sempre più parametrare il proprio programma degli investimenti alla reale capacità realizzativa che i propri uffici sono in grado di produrre nel corso di un esercizio. A tal fine il dato storico costituisce un primo , ma significativo dato. A livello aggregato si può dire che nel corso degli ultimi anni i comuni hanno speso per investimenti circa il 24% della propria spesa finale. 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Spesa per investimenti 13.367 13.967 14.977 16.651 15.272 15.149 15.898 15.140 Spesa totale 53.044 55.351 57.908 61.832 61.311 62.686 64.778 67.365 Incidenza investimenti/totale 25,2% 25,9% 26,9% 24,9% 24,2% 24,5% 22,5% Si tratta di un valore grezzo di partenza, da prendere comunque quale base di riferimento a cura di E. D'Aristotile E. D’Aristotile 37
38 Vincoli di strategia finanziaria
La gestione del debito di un ente locale deve essere necessariamente analizzata all’interno di una strategia di equilibri di bilancio che tenga conto delle difficoltà di incremento delle entrate e di contrazione della spesa corrente per finanziare le rate di nuovi mutui a cura di E. D'Aristotile E. D’Aristotile 38
39 X = stock debito ( debito di finanziamento CP)
Vincoli di equilibrio economico patrimoniale La gestione del debito di un ente locale deve essere necessariamente analizzata all’interno di equilibri patrimoniali assegnando un ruolo importante alla valutazione del rapporto: X = stock debito ( debito di finanziamento CP) E ( Tit 1+2+3) Individuando 3 fasce x< 100/150% X= 100/150% X> 100/150% 39
40 Vincoli di equilibrio economico patrimoniale
Se X =100/150% Mantenere livelli costanti di indebitamento Entrate tit 5= spese titolo III Se x>100/150% Ridurre il livello di d’indebitamento Entrate tit 5<spese titolo III Se x<100/150% E’ possibile aumentare il livello di d’indebitamento Entrate tit 5> spese titolo III
41 I parametri di deficitarietà
La manovra finanziaria e gli enti locali I parametri di deficitarietà a cura di E. D'Aristotile 41
42 Paramentro n. 7 ( parametri di deficitarietà strutturale)
Consistenza dei debiti di finanziamento non assistiti da contribuzioni superiore al 150 % rispetto alle entrate correnti per gli enti che presentano un risultato contabile di gestione positivo e superiore al 120 % per gli enti che presentano un risultato contabile di gestione negativo (fermo restando il rispetto del limite di indebitamento di cui all'art. 204 del TUEL) CONSISTENZA DEI DEBITI DI FINANZIAMENTO = Quadro 8 Consistenze, accensione e rimborso prestiti [COD. 8061C "consistenza finale]. il rapporto è effettuato con gli accertamenti delle entrate correnti ENTRATE CORRENTI = Q.2 entrate TIT. I COD. 2080A "totale entrate tributarie, accertamenti" + TIT. II COD. 2135A "totale entrate per contributi e trasferimenti correnti, accertamenti" pag. 4 + TIT. III COD. 2310A " totale entrate extra tributarie accertamenti'] Obiettivo : definire un valore di “allarme” nella consistenza complessiva dello stock di indebitamento a cura di E. D'Aristotile
43 Alcune soluzioni La manovra finanziaria 2008 e gli enti locali
a cura di E. D'Aristotile 43
44 Alcune soluzioni Ridurre i residui passivi
La manovra finanziaria e gli enti locali Alcune soluzioni Ridurre i residui passivi Riduzione del debito dopo l’aggiudicazione utilizzare in alternativa il prestito flessibile Utilizzare l’avanzo per la estinzione anticipata dei mutui e prestiti PPP si ricorda che il ricorso a detta soluzione presuppone al fine di non essere considerata operazione di indebitamento che siano rispettati almeno due delel tre condizioni di ricschio prevsite da EUROSTAT Rischio di costruzione Rischio di domanda Rischio di disponibilità a cura di E. D'Aristotile 44
45 Alcune soluzioni Nel caso di mutui ricorrere a PRESTITO FLESSIBILE
La manovra finanziaria e gli enti locali Alcune soluzioni Nel caso di mutui ricorrere a PRESTITO FLESSIBILE Sviluppare una adeguato sistema di programmazione dei flussi finanziari in entrata ed in uscita a cura di E. D'Aristotile 45
46 Una soluzione alternativa: IL PRESTITO FLESSIBILE
La manovra finanziaria e gli enti locali Una soluzione alternativa: IL PRESTITO FLESSIBILE Le particolarità di questa tipologia di prestito sono: durata totale del contratto compresa tra 5 e 30 anni; periodo di utilizzo e preammortamento, di durata compresa tra 1 e 6 anni, durante il quale vengono corrisposti interessi esclusivamente in funzione delle somme effettivamente erogate; possibilità di finanziare un insieme di opere volte alla soddisfazione di una medesima esigenza; possibilità di passaggio da tasso variabile a tasso fisso in finestre temporali predeterminate durante il periodo di preammortamento, a condizioni di mercato al momento della richiesta, ma con spread fissato al momento della stipula; possibilità di rinuncia al prestito a costo nullo al termine del periodo di preammortamento. Derivati sottoscritti dagli enti territoriali (articolo 1, commi da 381 a 384). I contratti su strumenti finanziari, anche derivati, sottoscritti da Regioni ed Enti locali devono basarsi sulla massima trasparenza contrattuale. Devono avere le informazioni ed essere redatti in base alle indicazioni che saranno specificate da un decreto del ministro dell'Economia, da emanare sentite la Consob e la Banca d'Italia. Al ministero dell'Economia il compito di verificare la conformità dei contratti ai modelli del decreto. La Regione o l'ente locale sottoscrittore degli strumenti finanziari deve espressamente attestare di aver preso conoscenza di rischi e caratteristiche dello strumento proposto, evidenziando in una nota allegata al bilancio gli oneri e gli impegni finanziari derivanti da tale attività. Il rispetto di queste regole rappresenta elemento costitutivo dell'efficacia dei contratti. In caso di violazione delle regole nei contratti, ne viene data comunicazione alla Corte dei conti per l'adozione di provvedimenti di competenza. Art. 1 381. Dall’applicazione dell’articolo 1, comma 409, lettera c), della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, sono escluse le attività di informazione ed aggiornamento relative alla assistenza protesica su misura realizzate in coerenza con i programmi regionali di cui al comma 379 ovvero accreditate nei programmi di educazione continua in medicina. 382. È istituito presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare il Fondo nazionale per la fauna selvatica, destinato agli enti morali che, per conto delle province e delle regioni, ivi comprese le province autonome e le regioni a statuto speciale, gestiscono i centri per la cura e il recupero della fauna selvatica, con particolare riferimento alle specie faunistiche di interesse comunitario. La gestione del Fondo è regolata con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro della salute. 383. È istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali un fondo per la repressione dei reati in danno agli animali. Le risorse del fondo sono destinate al finanziamento degli interventi sostenuti dal Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali del Corpo forestale dello Stato. 384. Ad ognuno dei fondi di cui ai commi 382 e 383 è attribuita una somma pari a 1 milione di euro per gli anni 2008, 2009 e 2010. a cura di E. D'Aristotile 46
47 Utilizzo dell’avanzo per l’estinzione anticipata dei prestiti
La manovra finanziaria e gli enti locali Utilizzo dell’avanzo per l’estinzione anticipata dei prestiti Riferimento normativo : art. 2 c. 13 legge finanziaria 2008 13. All’articolo 187, comma 2, lettera b), del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono aggiunte, in fine, le parole: «e per l’estinzione anticipata di prestiti». E’ utilizzabile l’avanzo disponibile L’avanzo vincolato ma non destinato ( residui su bop)‏ E’ necessario che i mutui o i prestiti obbligazionari prevedano clausole di riduzione a cura di E. D'Aristotile 47
48 Si può fare pianificazione finanziaria negli enti locali?
Conclusioni Si può fare pianificazione finanziaria negli enti locali? SI in un contesto di regole certe se l’ente locale supera quella visione burocratica ed affronta la tematica del ricorso all’indebitamento allo stesso modo di una azienda privata.
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