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Timestamp: 2016-12-04 10:56:33+00:00
Document Index: 12378140

Matched Legal Cases: ['art.42', 'art.42', 'art.139', 'art.139', 'art 12', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 15']

CORSO DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO SULL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEI DIVERSAMENTE ABILI, DESTINATO AI DOCENTI CURRICULARI DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE. - ppt scaricare
PubblicatoGiulia Lai
Presentazione sul tema: "CORSO DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO SULL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEI DIVERSAMENTE ABILI, DESTINATO AI DOCENTI CURRICULARI DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE."— Transcript della presentazione:
CORSO DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO SULL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEI DIVERSAMENTE ABILI, DESTINATO AI DOCENTI CURRICULARI DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO. IL DIRIGENTE RESPONSABILE DOTT. GUSTAVO RICEVUTO 3
\ Formazione in presenza Ispettore tecnico Rosaria Zammataro 1.Integrazione H alla luce della Normativa vigente. Prof.ssa Simonetta Di PrimaSimonetta Di Prima 1.La progettazione metodologica: la condivisione, la flessibilità, la gestione delle risorse. Prof.ssa Elisabetta ProvenzaleElisabetta Provenzale 1.“La funzione del docente curriculare nell’integrazione del portatore di H”“La funzione del docente curriculare nell’integrazione del portatore di H” 2.Le risorse del territorio per l’handicap: l’istituzione di centri territoriali.Le risorse del territorio per l’handicap: l’istituzione di centri territoriali. 3.Progettazione di percorsi formativi HProgettazione di percorsi formativi H 4.Documentazione corso H per docenti curriculariDocumentazione corso H per docenti curriculari 5.QuestionarioQuestionario Prof. Michele Pintabona 1.L’intervento di sostegnoL’intervento di sostegno Prof.ssa Maria Papale 1.Le buone prassi per l’integrazioneLe buone prassi per l’integrazione Presentazione Circolare Calendario Attestato Formazione in situazione 4
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia-Direzione Generale CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI PER LA PROVINCIA DI MESSINA PROT.N Messina 23/3/2004 AI DIRIGENTI SCOLASTICI DEGLI ISTITUTI DI OGNI ORDINE E GRADO LORO SEDI OGGETTO: CORSO DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO SULL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEI DIVERSAMENTE ABILI, DESTINATO AI DOCENTI CURRICOLARI DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO. Quest’ Ufficio, nel contesto del costante monitoraggio dei bisogni di formazione dei docenti, ritiene che rivesta preminente rilievo la necessità di aggiornare gli insegnanti curricolari sull’integrazione scolastica dei portatori di handicap, organizzando un corso sulla seguente tematica: “L’ integrazione dell’alunno diversamente abile attraverso la valorizzazione delle risorse umane ”. Appare di tutta evidenza che, ai sensi della Legge n.104 del 5/2/1992, l’integrazione deve essere condivisa e cogestita da tutti i docenti, non soltanto quelli specializzati, motivo per il quale risulta pertinente individuare come destinatari del corso due docenti di materie curricolari, appartenenti alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Il corso, più in particolare, risulterà articolato in due distinti momenti di formazione: una formazione in presenza, che si svolgerà secondo le modalità ed i tempi indicati nell’allegato calendario; una formazione in situazione - presso le rispettive sedi di servizio dei due docenti curricolari che frequenteranno il corso– mirata alla stesura di un progetto di integrazione, che, oltre ai due più volte citati docenti, dovrà coinvolgere anche i coordinatori dei Consigli di classe e il GLIS di istituto. Non appare fuori luogo, nel sottolineare l’importanza della formazione in situazione come esercizio propedeutico alla effettiva integrazione dei portatori di handicap in tutte le scuole di ogni ordine e grado, richiedere la necessaria collaborazione delle SS.LL durante lo svolgimento di detta formazione, che, in particolare dovranno verificare: 5
l’effettiva attuazione della formazione di cui trattasi tramite la stesura del progetto di integrazione- su floppy- coinvolgente tutti i soggetti previsti dalla presente nota; la compilazione tempestiva, a conclusione delle due giornate di formazione in situazione, del modello allegato alla presente (ALL.A) che i corsisti, a loro volta, provvederanno a consegnare. Le SS.LL, infine, sono invitate a segnalare a questo Ufficio - tramite fax 090/ oppure 090/ i nominativi dei due docenti curricolari che parteciperanno al corso, entro e non oltre il 31 marzo, termine che dovrà essere rispettato con l’indispensabile puntualità. IL DIRIGENTE RESPONSABILE (Gustavo Ricevuto) 6
CALENDARIO CORSO DI FORMAZIONE “L’ integrazione dell’alunno diversamente abile attraverso la valorizzazione delle risorse umane ”. SEDE: DESTINATARI IPSSCTAR “ANTONELLO” 2 DOCENTI curricolari DEGLI EX DISTRETTI: 28/29/34/35/36/37 E FORMAZIONE IN PRESENZA CESARO’ Giorno 14aprile 2004 Ore 8,30/10,30 Integrazione H alla luce della Normativa vigente. Ispettore tecnico Rosaria Zammataro ore 10,30/13,30 La La programmazione integrata degli interventi formativi all’interno dei curricula : la condivisione, la flessibilità, la gestione delle risorse. Prof.ssa Di Prima Simonetta 7
SEDE IPSSCTAR “ANTONELLO” Giorno 16 aprile Ore 8,30/10,30 “ Il Profilo Dinamico Funzionale all’interno del Consiglio di clesse Dott.ssa Mirella Deodato Ore 10,30/11,30 La stesura del progetto educativo personalizzato (PEI) :competenze integrate” Dott.ssa Domenica Mancuso Ore 11,30/13,30 “La funzione del docente curricolare nell’integrazione del portatore di H” prof.ssa Elisabetta Provenzale 8
Giorno 19 aprile Ore 8,30/10,30 “ I disturbi del comportamento nei soggetti portatori di handicap” Dott.ssa Katia Basile Ore 10,30/13,30 Orientamento scolastico e professionale dei portatori di Handicap. Rappresentanti di Enti. FORMAZIONE IN SITUAZIONE SEDI: ISTITUZIONI SCOLASTICHE SEDI DI SERVIZIO: 20 e 21 aprile 2004 Ore 15,00/19,00 Stesura, presso le scuole di provenienza, del progetto di integrazione, ai sensi del D.M.331 /98 art.42 Soggetti coinvolti: I due corsisti I coordinatori dei Consigli di classe Coordinamento dei lavori affidato ai Coordinatori del Gruppo H.. 9
FORMAZIONE IN PRESENZA SEDE IPCT “ANTONELLO Giorno 24 aprile Ore 8,30/10,30 Le risorse del territorio per l’integrazione: l’istituzione dei Centri Territoriali. Prof.ssa Elisabetta Provenzale Ore 10,30/13,30 Le buone prassi di integrazione a cura dei docenti di sostegno specializzati : Michele Pintabona dell’I.C.vo n.2 di Capo d’Orlando, Maria Papale dell’IPCSTA “ANTONELLO di Messina Dibattito 10
CALENDARIO CORSO DI FORMAZIONE “L’integrazione dell’alunno diversamente abile attraverso la valorizzazione delle risorse umane ”. SEDEDESTINATARI ITG “MINUTOLI 2 DOCENTI CURRICOLARI DEGLI EX DISTRETTI : 30/31/32/33/38 FORMAZIONE IN PRESENZA Giorno 15 aprile Ore 8,30/10,30 Integrazione H alla luce della Normativa vigente. Ispettore tecnico Rosaria Zammataro Ore 10,30/13,30 La programmazione integrata degli interventi formativi all’interno dei curricula : la condivisione, la flessibilità, la gestione delle risorse. Prof.ssa Di Prima Simonetta Giorno 17 aprile Ore 8,30/10,30 “ Il Profilo Dinamico Funzionale all’interno del Consiglio di clesse Dott.Pasquale Russo Ore 10,30/11,30 “La stesura del progetto educativo personalizzato (PEI) :competenze integrate” Dott ssa Domenica Mancuso Ore 11,30/13,30 “La funzione del docente curricolare nell’integrazione del portatore di H” prof.ssa Elisabetta Provenzale 11
Giorno 20 aprile Ore 8,30/10,30 “ I disturbi del comportamento nei soggetti portatori di handicap” Dott.ssa Katia Basile Ore 10,30/13,30 Orientamento scolastico e professionale dei portatori di Handicap. Rappresentanti di Enti. FORMAZIONE IN SITUAZIONE SEDI: ISTITUZIONI SCOLASTICHE SEDI DI SERVIZIO: 21 e 22 aprile 2004 Ore 15,00/19,00 Stesura, presso le scuole di provenienza, del progetto di integrazione, ai sensi del D.M.331 /98 art.42 Soggetti coinvolti: I due corsisti I coordinatori dei Consigli di classe Coordinamento dei lavori affidato ai Coordinatori del Gruppo H. 12
FORMAZIONE IN PRESENZA SEDE ITG “MINUTOLI Giorno 23 aprile Ore 8,30/10,30 Le risorse del territorio per l’handicap: l’istituzione dei Centri Territoriali. Prof.ssa Elisabetta Provenzale Ore 10,30/13,30 Confronto delle buone prassi da parte dei docenti di sostegno specializzati : Michele Pintabona dell’I.C.vo n.2 di Capo d’Orlando, Maria Papale dell’IPSSCTAR “ANTONELLO di Messina. Dibattito 13
ATTESTATO Si attesta che i docenti: Nome Cognome Disciplina Coordinatore GLIS_____________________________________________________ Docente curricolare corsista ___________________________________________ Docente curricolare corsista____________________________________________ Docente coordinatore Consiglio di classe con alunni H__________________________________________________ Docente coordinatore Consiglio di classe con alunni H__________________________________________________ Docente coordinatore Consiglio di classe con alunni H________________________________________________ Docente coordinatore Consiglio di classe senza alunni H______________________________________________ Docente coordinatore Consiglio di classe senza alunni H______________________________________________ in servizio presso …………………………………………………………………………………….. hanno partecipato alla formazione in situazione, nei giorni ………….. aprile- dalle ore 15,00 alle 19,00- contribuendo alla stesura del progetto di integrazione, su floppy disk, previsto dal corso ““L’integrazione dell’alunno diversamente abile attraverso la valorizzazione delle risorse umane ”. svoltosi, all’IPSSCTAR “Antonello” di Messina ed all’ITG” Minutoli”, nei giorni 14/15/16/17/19/20 aprile, e che si concluderà, rispettivamente, nei giorni 24 e 23 aprile IL DIRIGENTE SCOLASTICO ALL. A 14
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia-Direzione Generale CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI PER LA PROVINCIA DI MESSINA CORSO DI FORMAZIONE PER I DOCENTI CURRICOLARI DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO.. “L’INTEGRAZIONE DELL’ALUNNO DIVERSAMENTE ABILE ATTRAVERSO LA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE”. QUESTIONARIO Le sue aspettative di formazione sono state: Deluse Esaurite Pienamente soddisfatte altro ………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………….. A suo parere gli argomenti presentati dai relatori sono stati: noiosi interessanti efficaci altro Avrebbe preferito: altri argomenti, suggerisca quali…………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………. una modalità di presentazione diversa, suggerisca quale……………………………….. ……………………………………………………………………………………. Quali sono state le eventuali difficoltà rilevate nella gestione dell’incontro in sede? Organizzazione Comunicazione Relazione tra i componenti del gruppo altro……………………………………………………………………………………………… 15
a cura di elisabetta provenzale Ritiene che l’atteggiamento dei colleghi durante l’incontro presso la sede di servizio sia stato:  Attento interessato  distratto annoiato non collaborativo  altro……………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………. A suo parere, quale è stata la disponibilità dei coordinatori del Consiglio di classe e/o interclasse alla collaborazione per la stesura del progetto di integrazione H?  nessuna  poca  sufficiente  piena Crede che questo modello, di informazione /formazione, “a ricaduta” possa continuare ad essere praticato?  Si  No Qualora la risposta sia stata positiva, a suo parere, quali strategie o persone possono aiutare ad ottimizzare la “ricaduta”nelle scuole.  la presenza del dirigente scolastico nell’attività di formazione  Minor numero di ore di formazione  Maggior numero di ore di formazione  Materiale multimediale  altro……………………………………………………………………………………………… Si ringrazia per la cortese collaborazione a cura di elisabetta provenzale 16
Corso di Formazione sull’integrazione scolastica dei diversamente abili Integrazione H alla luce della normativa vigente Isp.ce Rosaria Zammataro Isp.ce Rosaria Zammataro 17
In Italia abbiamo 77.OOO docenti impegnati nel sostegno ragazzi con problemi di disabilità La Legge 104/92 va oggi letta Nel quadro dell’autonomia Nel quadro dell’autonomia Ai sensi del D.Leg.vo 112/98 Ai sensi del D.Leg.vo 112/98 Legge Quadro 328/2000 Legge Quadro 328/2000 Lettera Circolare n°139/2001-Nota M.n°186/2002/Nota M.n°81/2002 Lettera Circolare n°139/2001-Nota M.n°186/2002/Nota M.n°81/2002 18
Il Quadro dell’Autonomia Art.4 (D.P.R. 275/1999) Art.4 (D.P.R. 275/1999) AUTONOMIA DIDATTICA AUTONOMIA DIDATTICA LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE REALIZZANO: Diritto di apprendere e crescita educativa di tutti gli alunni Diritto di apprendere e crescita educativa di tutti gli alunni Riconoscere e valorizzare le diversità Riconoscere e valorizzare le diversità Promuovere le potenzialità di ciascuno Promuovere le potenzialità di ciascuno Regolare i tempi di insegnamento e lo svolgimento delle attività nel modo più adeguato ai ritmi di apprendimento. Regolare i tempi di insegnamento e lo svolgimento delle attività nel modo più adeguato ai ritmi di apprendimento. Attivazione di percorsi individualizzati anche in relazione agli alunni in situazione di handicap Attivazione di percorsi individualizzati anche in relazione agli alunni in situazione di handicap Iniziative di recupero e sostegno coordinandole con iniziative assunte dagli E.E.L.L.in materia di interventi integrati ( art.139 del D.leg.vo 112/98) Iniziative di recupero e sostegno coordinandole con iniziative assunte dagli E.E.L.L.in materia di interventi integrati ( art.139 del D.leg.vo 112/98) 19
Art.5: Autonomia organizzativa Le Istituzioni scolastiche realizzano: Le Istituzioni scolastiche realizzano: Flessibilità nell’uso dei tempi, nell’utilizzazione del personale, nella predisposizione degli spazi. Flessibilità nell’uso dei tempi, nell’utilizzazione del personale, nella predisposizione degli spazi. 20
Lettera Circolare n°139/2001 Nota Ministeriale n°186/2002 Nota Ministeriale n°81/2002  Flessibilità: Articolazione delle classi in gruppi Tempo didattico flessibile Tempo didattico flessibile Utilizzo mirato delle tecnologie Utilizzo mirato delle tecnologie  Responsabilità:Il POF va progettato per tutti gli alunni compresi i disabili La corresponsabilità è di tutti i docenti La corresponsabilità è di tutti i docenti  Integrazione: Sviluppare il lavoro di integrazione in rete con gli altri servizi del territorio.Le reti di scuole con gli altri servizi del territorio.Le reti di scuole avvieranno “patti territoriali di responsabilità”. avvieranno “patti territoriali di responsabilità”. 21
D.Legvo n°112 del 31/3/1998 Art.139. Trasferimento alle province ed ai comuni Art.139. Trasferimento alle province ed ai comuni c) dei servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio. c) dei servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio. 22
Legge 8/11/2000 n°328 Art. 14 Art. 14 Progetto individuale per la persona disabile comprende: Progetto individuale per la persona disabile comprende:  Valutazione diagnostico-funzionale  Prestazioni di cura e di riabilitazione  Servizi alla persona  Eventuali sostegni al nucleo familiare Art.!6 Art.!6 Il sistema integrato di interventi sostiene: Il sistema integrato di interventi sostiene:  Il ruolo della famiglia nella formazione e cura della persona,nella formulazione di proposte e di progetti. 23
Disabilità e Tecnologia Portale Handtecno ( ospitato sul sito dell’Indire) Portale Handtecno ( ospitato sul sito dell’Indire) Tra le iniziative tenologiche Tra le iniziative tenologiche più significative: - Telecamere speciali per i disabili visivi più significative: - Telecamere speciali per i disabili visivi - Elaboratori elettronici per la comunicazione - Elaboratori elettronici per la comunicazione degli autistici degli autistici - Sistemi di comando vocale per alunni con problemi motori - Sistemi di comando vocale per alunni con problemi motori - Tastiere semplificate per alunni con ritardi mentali - Tastiere semplificate per alunni con ritardi mentali 24
Seminario Nazionale di studio e di produzione IMOLA 10/11/12 novembre 2003 L’Integrazione del disabile rientra nel POF, pertanto L’Integrazione del disabile rientra nel POF, pertanto Interagiscono molte figure professionali con competenze diverse Interagiscono molte figure professionali con competenze diverse La scuola è inserita in un contesto sociale e interagisce con Enti La scuola è inserita in un contesto sociale e interagisce con Enti diversi, da qui diversi, da qui la necessità del lavoro di rete la necessità del lavoro di rete Centralità della persona disabile nella globalità dei suoi bisogni, delle sue caratteristiche, delle sue potenzialità. Centralità della persona disabile nella globalità dei suoi bisogni, delle sue caratteristiche, delle sue potenzialità. Gli operatori delle scuola e delle altre istituzioni devono saper costruire un rapporto di collaborazione comunicativa e costruttiva con la famiglia del disabile. Gli operatori delle scuola e delle altre istituzioni devono saper costruire un rapporto di collaborazione comunicativa e costruttiva con la famiglia del disabile. Integrazione scolastica in funzione dell’integrazione sociale e quindi un progetto di vita della persona disabile orientato verso il futuro. Integrazione scolastica in funzione dell’integrazione sociale e quindi un progetto di vita della persona disabile orientato verso il futuro. 25
Esigenze e Linee di tendenza Rafforzare l’interistituzionalità Rafforzare l’interistituzionalità Rivitalizzare il GLIP Rivitalizzare il GLIP Costituire reti di scuole Costituire reti di scuole Costituire Centri di Documentazione Costituire Centri di Documentazione Formazione anche dei docenti curriculari e loro coinvolgimento nell’azione di integrazione dei disabili Formazione anche dei docenti curriculari e loro coinvolgimento nell’azione di integrazione dei disabili 26
Un cammino lungo 33 anni L’istruzione dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica Legge n.118 del 30 marzo 1971 27
Linee guida per la costruzione del progetto di integrazione Individuazione dei riferimenti legislativi ed istituzionali (L.517/77, C.M. 258/83, 250/85, L.104/92) Raccordo e progettazione degli interventi e dei servizi (L. 104/92, DPR 24/2/94, L.328/00) Definizione delle linee generali della programmazione educativa e didattica (L. 517/77, L.104/92, DPR 24/2/94) 28
Il processo di integrazione richiede: un’ottica sistemica, nella quale si realizza la correlazione dei diversi interventi educativi e l’integrazione di specifiche competenze culturali e professionali. modelli di lavoro flessibili e differenziati. un apprendimento che si sviluppi non tanto secondo l ’ ottica dell ’ alfabetizzazione e dell ’ acquisizione della strumentalit à di base, quanto verso il raggiungimento di traguardi educativi commisurati alla capacit à del soggetto. 29
un atteggiamento educativo mirante a cogliere i processi dinamici di ogni allievo in rapporto all’area cognitiva, emotiva ed affettiva, comportamentale e relazionale un approccio che renda complementari, e non alternativi e/o esclusivi, i processi dell’apprendimento e della socializzazione. 30
La presenza dell’alunno in situazione di handicap Sollecita processi significativi a livello di: Relazioni – rapporti tra docenti, docenti e genitori, con gli specialisti Organizzazione del lavoro scolastico – insegnamento per gruppi, revisione di curricoli, superamento del concetto di classe 31
Il ruolo del docente di sostegno I riferimenti organizzativi nella L. 517/77, nella 104/92 puntualizzano: L’appartenenza dell’alunno alla classe La partecipazione di ogni docente di classe alla realizzazione del percorso educativo e didattico differenziato previsto per l’alunno h. La necessità di programmare interventi individualizzati nei tempi e nei modi previsti dal PDF e dal PEI (PDF e PEI L.104/92, DPR24/2/94) La partecipazione di tutte le figure istituzionali alla stesura e alla definizione della documentazione di cui sopra. 32
compiti e funzioni del docente specializzato La presenza del docente specializzato va ricondotta all’interno della classe: ad una attività di ‘consulenza’ necessaria nei momenti della programmazione e prevista in rapporto all’alunno disabile per intervenire direttamente nei modi e nei tempi previsti dal PDF e dal PEI. 33
Caratteristiche di una programmazione Assenza di una gerarchia tra le attività prevalentemente intellettive e le attività integrative; Attenzione nei curricoli ad una vasta gamma di attività integrative e ad una pluralità di linguaggi espressivi al fine di offrire tutte le opportunità di spazio e di valorizzazione delle capacità del singolo; Possibilità di formare gruppi opzionali, gruppi omogenei per livelli di apprendimento strumentale o per capacità e, all’occorrenza, trattamenti individualizzati; 35
Valutazione formativa operata in base al livello di partenza e successivo potenziamento e miglioramento delle capacità iniziale, senza riferimento a modelli culturali standardizzati; Pluralità di insegnanti ed operatori che si occupano dei singoli settori secondo specifiche competenze in un lavoro trasversale ed integrato e superamento di individualismi improduttivi. 36
In una logica di ‘sostegno complessivo’, che la comunità scolastica pone in essere, si colloca il ruolo del docente di sostegno. 37
ELEMENTI TRASVERSALI DEL MICRO-CURRICOLO Necessità della collegialità : Conoscenza della situazione iniziale che precede la formulazione di obiettivi Formulazione degli obiettivi Scelta di metodologie, strategie, attività e strumenti idonei. Verifica e valutazione degli interventi e degli esiti educativi rispetto descrittori stabiliti e condivisi 38
Rischi di una programmazione astratta e teorica l’alunno viene scisso in categorie: Linguaggio Memoria Apprendimento Percezione Capacità logico-formali 39
Si pretende di colmarle con la somministrazione di una serie di esercizi settoriali che hanno lo stesso schema della lezione tradizionale: proposta ascolto esecuzione eventuale riesecuzione 40
Da ciò ne consegue che: Il soggetto è imprigionato in una situazione di stimolo-risposta Egli ha solo la possibilità di accettare o rifiutare l’attività Il rifiuto dell’attività viene colto come “sintomo dell’handicap”, mai come manifestazione libera e motivata Il successo eventuale viene attribuito alla modalità dell’intervento L’insuccesso viene ascritto all’handicap. 41
Ed ancora…. Frustrazione dell’insegnante nei confronti di un allievo che non impara Frustrazione dell’insegnante di fronte ad un soggetto che mette in crisi le regole quotidiane ed impedisce lo svolgimento del lavoro in classe Pressioni negative esercitate dai altri genitori che temono una sicura perdita di profitto per i loro figli ………………….. 42
Punti deboli dell’integrazione Assenza di una tradizione di comportamento collegiale che ponga i diversi ruoli in relazione all’interno di un processo unitario Idea che collaborazione tra i docenti si traduca in un compito aggiuntivo e non come ottimizzazione della realizzazione di abituali attività Ritenere l’insegnante di sostegno come ‘solutore’ ed unico responsabile dell’alunno H. L’alunno H pensato ed agito come ‘eterno bambino’ 43
ACCORGIMENTI DIDATTICI MODALITA’COMUNITIVE L’uso della triade scelta-gradazione- presentazione dei contenuti L’opportunità che il messaggio sia motivato in un contesto operativo L’abitudine a comunicare in modo congruente con lo’slowlearner’ L’uso di “discorsi di appoggio” funzionali alla comprensibilizzazione 44
L’adozione consapevole del comportamento non-verbale in funzione relazionale Una modalità relazionale diretta al coinvolgimento La ricerca di un delicato equilibrio fra direttività e non-direttività 45
L’utilizzo di una pluralità di codici e di una varietà di modalità comunicative: mimico-gestuale (dal significante non verbale – mimica facciale, azioni mimate al significante verbale orale (favole o drammatizzazione) visivo: dal messaggio visivo a quello narrato o scritto attraverso la decodifica di immagini singole o in sequenza formanti un racconto. tattile-olfattivo-gustativo: rilevazione, conoscenza attraverso percezioni (discriminazioni di grandezze, forme, sapori etc.) grafico-coloristico: da una realtà percepita con la vista e con il tatto per passare verso un’astrazione della realtà ridotta ad immagini 46
RUOLO DEI GENITORI Il rapporto con i genitori è essenziale: per la definizione di orientamenti pedagogici comuni per il bisogno di conoscere la storia e le esigenze di ciascun allievo per individuare le aspettative che si creano attorno a lui per ipotizzare strategie e percorsi che coinvolgono la famiglia togliendo alla scuola la delega di unica agenzia istruttiva/formativa 47
PROGETTUALITA’ SCOLASTICA 48
PROMUOVERE LA CULTURA DEL RACCORDO ISTITUZIONALE condizione necessaria per garantire lo sviluppo armonico della persona handicappata attraverso la realizzazione di interventi integrati (L.104/92) 49
PROMUOVERE LA CULTURA DEL RACCORDO ISTITUZIONALE condizione necessaria per garantire lo sviluppo armonico della persona handicappata attraverso la realizzazione di interventi integrati (L.104/92) 50
CONDIZIONI PER L’INTEGRAZIONE Sono chiari ed assunti i ruoli e le responsabilità Si lascia spazio ad un pensiero assertivo e creativo Non si banalizzano i problemi Le persone sono considerate come risorse per quello che sono Vi è la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie potenzialità 51
CONDIZIONI PER L’INTEGRAZIONE Sono chiari ed assunti i ruoli e le responsabilità Si lascia spazio ad un pensiero assertivo e creativo Non si banalizzano i problemi Le persone sono considerate come risorse per quello che sono Vi è la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie potenzialità 52
Se questa è la linea assunta… Il gruppo dei docenti è consapevole che l’integrazione è un processo che si avvia se tutti i soggetti sono disponibili a pensarsi all’interno di un sistema integrato. I docenti definiscono un orientamento di massima per la gestione del gruppo classe. Ci si muove nella logica del contratto formativo e del gruppo cooperativo. Ogni attività deve essere strutturata come progetto contribuendo a costruire nell’organizzazione la cultura del lavorare per progetti. 53
I docenti individuano/inventano collegamenti tra i singoli progetti di materia e il progetto individualizzato Il sostegno porta la propria competenza osservativa ed un punto di vista specifico e utilizza le proprie competenze per definire significati e strategie e per proporre modi di fare le cose in funzione dell’integrazione della classe 54
Il gruppo evita di cadere nell’improvvisazione come stile di lavoro Il gruppo è attento ai bisogni della classe e dei ragazzi con problemi che la frequentano in modo da modulare tempi e luoghi significativi per i diversi bisogni. Il sostegno non si isola dai colleghi, i colleghi non delegano tutto al sostegno … Si dubita che l’integrazione avviene solo perché lui "sta sempre in classe 55
La qualità del lavoro del gruppo è riconosciuta, dai docenti stessi, come la loro capacità di fare una lezione, un lavoro … dove tutti gli alunni comprendono qualcosa, sentono di aver dato qualcosa, trovano una loro collocazione e appartenenza nel gruppo … 56
E’ difficile fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini, imparate a fare le cose difficili: regalare una rosa al cieco cantare con il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi. Gianni Rodari 57
Accettami come sono… e pensa a ciò che potrei essere, grazie al tuo aiuto. 58
Il contatto con la realtà del deficit porta a tipi di reazione quali :  indifferenza  rifiuto 59
Si ergono muri di ghiaccio ma… 60
… per realizzare la diversità di coloro che non sono simili a noi… Bisogna essere capaci d’incontrare l’altro nel suo essere altro. 61
La funzione ed il ruolo che i docenti curriculari e di sostegno debbono svolgere in una classe nella quale sono inseriti alunni diversamente abili 62
La normativa, Legge 104/92, attribuisce ai docenti di sostegno le seguenti funzioni:  Sostenere l’alunno con handicap;  essere intermediario dell’integrazione tra compagni;  essere mediatore tra alunno con handicap ed insegnanti  essere docente, a pieno titolo, della classe;  essere il mediatore con l’extrascuola. 63
Sostegno all’alunno con handicap Garantire interventi didattici specifici ad es:braille per i ciechi, linguaggio per i sordi, tecniche di lettura, scrittura, calcolo, per i dislessici,disgrafici, discalculici,il massimo possibile di autonomia per alunni con deficit intellettivo, minimi apprendimenti linguistici e matematici 64
Essere intermediario dell’integrazione tra compagni L’insegnante specializzato deve cioè realizzare la comunicazione, la socializzazione,lo scambio relazionale con i compagni (art 12, comma 3 legge 104/92) Proprio per questo egli valuta tutti gli alunni. 65
Essere il mediatore tra alunno con handicap ed insegnanti L’insegnante di sostegno dovrà essere il consulente di ciascun collega, affinchè ciascuno sappia come realizzare la docenza con l’alunno H e non sia tentato di delegare l’insegnamento e la valutazione al suo collega di sostegno, in palese violazione del D.M.141/99 che stabilisce che il PEI deve essere predisposto congiuntamente da tutti i docenti della classe 66
Essere docente,a pieno titolo, della classe L’Art.13, Legge 104, ultimo comma, stabilisce che il docente di sostegno, nell’ambito delle discipline per cui è abilitato, potrà svolgere attività di docenza a tutta la classe, sia in base alla programmazione, sia per supplire i colleghi della classe stessa. Egli, al pari di tutti gli altri colleghi, può lavorare con un gruppo di alunni, o insieme a quelli di altre classi, per attività di recupero, rinforzo e/o altro. 67
Essere mediatore con l’extrascuola L’alunno H ha necessità di essere a contatto col mondo esterno alla scuola.Il docente di sostegno,dovendo curare questi rapporti potrebbe essere incaricato di F.O. (.Area 3) e prevedere interventi mirati, ad es., all’accoglienza nel tempo e nella casa dei compagni, a contatti con Enti per l’eventuale avviamento al lavoro. 68
Le funzioni attribuite dalla normativa, Legge 104/92, agli insegnanti curricolari  essere coadiutore e partecipe del Piano Educativo Individualizzato ( PEI) ed, eventualmente, del Piano Educativo Personalizzato ( PEP) (insieme al docente di sostegno)  essere partecipe e facilitatore degli obiettivi minimi e massimi che il diversamente abile può raggiungere.  essere il continuatore delle strategie didattico/ relazionali anche nelle ore in cui non è presente il docente di sostegno 69
Il ruolo dei docenti curricolari e di sostegno ha quindi lo stesso obiettivo :  Permettere all’alunno H :  di portare avanti un progetto di vita che gli assicuri l’opportunità di esprimere al massimo le proprie potenzialità in ogni spazio ed in ogni età;  di migliorare la propria realtà esistenziale in un cammino continuo verso l’autonomia a lui possibile 70
Da quanto finora detto emerge l’importanza dell’azione sinergica e collegiale di tutti gli operatori della scuola 71
La Collegialità nell’integrazione del portatore H Valore Realizzazione Gestione delle risorse 72
Il valore della collegialità  La collegialità è una ‘competenza d’arrivo’, che identifica l’essere gruppo’, non è un dato automatico che si acquisisce subito ma si impara.  Il valore del gruppo degli operatori, docenti e non docenti, come risposta qualificata di un gruppo di adulti, necessita di tempo, di volontà, di convincimento che non si perde nulla ma si acquista dall’altro che opera con noi  E’ importante che gli alunni possano riferirsi a persone adulte dando loro ruoli diversi.  Riflettere sul ruolo in cui si è vissuti da parte degli alunni è importante per evitare loro delusioni.  ‘Fare gruppo’ in maniera positiva significa andare velocemente d’accordo e puntare sugli aspetti operativi (obiettivi, metodi ecc) 73
Realizzare la collegialità  Per realizzare la collegialità bisogna che il gruppo:  programmi interventi adeguati alla realtà degli alunni  tenga conto dell’ obiettivo finale:lo sviluppo dell’alunno che, sin dai primi anni, si vede circondato da adulti che si interessano alla sua crescita.  espliciti il progetto pedagogico a tutti coloro che ne sono coinvolti.  Gli interventi devono essere caratterizzati da :  unitarietà e non saltuarietà (per es: inadeguati o inutili).  trasparenza ovvero visibilità degli stessi. 74
Gestione delle risorse: il tempo gli spazi,i sussidi  Il tempo-scuola deve essere funzionale alle esigenze individuali dell’alunno H.  Lo spazio- scuola deve essere attrezzato e finalizzato come risorsa essenziale allo sviluppo delle varie discipline.Gli spazi organizzati possono diventare opportunità di apprendimento.  Agli spazi sono collegati strettamente sussidi e materiali.  E’ necessario pianificarne l’uso e la collocazione per una loro individuazione rapida e completa.(i collaboratori coinvolti nella programmazione potranno coadiuvare in maniera pronta ed efficace i docenti e gli alunni) 75
Le categorie dell’Autonomia Identità Responsabilità Integrazione Flessibilità 76
Identità  Con questo termine si indica la specificità di una scuola rispetto ad un’altra ed il senso di appartenenza dell’utenza.  In essa è possibile ritrovare il tratto distintivo su cui vengono investite risorse, ad esempio, per l’integrazione dei portatori H. 77
Integrazione  Intesa come esigenza che l’insieme delle attività della scuola convergano verso l’acquisizione di quegli apprendimenti, per i quali la stessa istituzione ha ragione di esistere.  Il POF è la sede di queste attività 78
Cosa deve prevedere il POF per i disabili?  Accoglienza.  Programmazioni educative e didattiche che comprendano attività di integrazione, anche interdisciplinari.  Attività organizzate per gruppi di studenti della stessa classe o di classi diverse.  Laboratori pluridisciplinari di educazione ai linguaggi.(comunicazione multimediale) 79
Responsabilità, ovvero, assunzione motivata delle scelte pedagogiche e didattiche  Ai docenti (curricolari e di sostegno) e agli organi collegiali compete:  la scelta delle strategie, delle metodologie impiegate per il raggiungimento degli obiettivi;  l’attivazione di procedure di monitoraggio ed autovalutazione per procedere alle necessarie verifiche ed eventuali modifiche. 80
Flessibilità, ovvero l’opportunità che la scuola può offrire rispettando le caratteristiche e le esigenze individuali di ciascun alunno in formazione  Espressione di questa opportunità è:  la modularità didattica;  le varie articolazioni del tempo scuola (unità orarie di varia durata)  gli spazi di apprendimento (per gruppi e non per classi)  la distribuzione dei docenti in corrispondenza dei gruppi formati 81
Il Piano Educativo Individualizzato  I partecipanti alla definizione :  A norma dell’Art.12 Legge 104/92 il PEI deve essere redatto da:  operatori ASL;  docenti curricolari e di sostegno in collaborazione con i genitori o con chi esercita la patria podestà. 82
Il grado di accuratezza del PEI dipende dalla definizione di...  obiettivi concretamente raggiungibili;  attività da svolgere per raggiungere gli obiettivi definiti ;  un piano di verifica per controllare il raggiungimento degli obiettivi;  tempi precisi di realizzazione dei singoli obiettivi. 83
La programmazione di brevi corsi di formazione potrebbe essere l’occasione per aggiornare i docenti curricolari …  sul significato delle diagnosi funzionali;  sulla stesura del PEI o del PEP;  sulla conoscenza delle caratteristiche di alcune minorazioni 84
Specializzazione, o l’aggiornamento in servizio, dei docenti curricolari allo scopo di far acquisire loro:  sensibilità, cultura e competenza nel coprogettare, con il docente di sostegno, gli apprendimenti e la valutazione dell’alunno H 85
Ed ancora…:  Lezioni suddivise per singole classi al fine di:  leggere le diagnosi funzionali dei rispettivi alunni H:  impostare i Profili Dinamici Funzionali e quelli individualizzati o personalizzati 86
Costi contenuti se si utilizzano le risorse disponibili...  Cdrom, videocassette e documentazione presente nei “centri risorse” del territorio,o presso gli Enti preposti al recupero dell’H.  I fondi strutturali europei per attingere ad ulteriori risorse finanziarie.(PON) 87
La tecnologia può essere un utile mezzo per l’integrazione dei diversamente abili? 88
Le nuove tecnologie influenzano la vita quotidiana, il modo di pensare e di comunicare. Il loro uso deve essere mirato,però, a raggiungere i seguenti importanti obiettivi educativi: lo sviluppo delle competenze cognitive, emotive,relazionali e sociali. il miglioramento della qualità della vita. 89
L’utilizzo delle nuove tecnologie deve tenere conto di alcuni punti fermi di tipo metodologico La conoscenza del bambino deve essere fatta considerandolo nella sua totalità e non come somma di disabilità La tecnologia è uno strumento a disposizione,come tanti altri. L’informatica serve a potenziare le abilità piuttosto che diminuire l’handicap. 90
Bisogna quindi … Rilevare i bisogni specifici di quel particolare bambino e costruire percorsi educativi integrati che utilizzino la strumentazione informatica e diventino così dei modelli educativi. 91
Quando è utile l’uso del computer? Quando esso funziona come ausilio, organizzatore e propositore di percorsi. 92
Il P.C come ausilio per lo svolgimento di operazioni( altrimenti lente e faticose) quali la scrittura e la produzione di testo da parte di alunni con disturbi motori gravi; per il lavoro con gli ipovedenti ; per la riabilitazione. 93
Il P.C. come sistema organizzatore di attività o esercizi finalizzati. Esercizi di discriminazione visiva; Miglioramento di abilità visuospaziali (b.disgrafici) Esercizi di discriminazione uditiva (b. dislessici). Videoscrittura;calcolo automatico di base ecc. Giochi didattici interattivi. 94
Il P.C.come propositore di percorsi formativi alternativi,attraverso la consapevolezza e l’esercizio delle proprie possibilità. Presentazione di materiali di accesso molto semplice. Procedure di lavoro con mouse,tastiera ecc. Gioco didattico interattivo- Educazione ed intrattenimento. Accesso ad informazioni, Internet. 95
Integrazione e tecnologia: quali iniziative sono presenti sul territorio? 96
C.S.A di Messinaa cura di elisabetta provenzale Centro territoriale misto per l’integrazione dei diversabili Caratteristiche Funzioni Obiettivi a cura di elisabetta provenzale C.S.A. di Messina 97
Caratteristiche Il Centro Territoriale H, situato presso una scuola, nasce come centro di supporto, di informazione, scambio, formazione, documentazione, funzionale all’integrazione scolastica degli alunni disabili. Il C.T.H è detto misto perché in esso interagiscono scuola,enti locali ed associazioni che, tramite protocolli, prevedono intese mirate a migliorare la qualità di integrazione del diversabile. elisabetta provenzale 98
Obiettivi Realizzare nuove modalità di spesa dei fondi per l’integrazione dell’handicap. Ottimizzare le risorse per una utenza più ampia. Monitorare i bisogni di strumentazione tecnologica e sussidi didattici. Ottimizzare l’acquisto di strumenti non riferiti solo alle singole scuole. Costruire un sistema che, attraverso il comodato d’uso, permetta la massima. utilizzazione degli strumenti, fruibili da un elevato numero di utenti. Attivare le intese con gli enti locali per progetti di integrazione. Documentare attività di integrazione, formazione, recupero di abilità. Aprire uno sportello per informazioni on line,all’interno della scuola che ospita il Centro Territoriale. elisabetta provenzale 99
Informatica e disabilità Perché informatica e multimedialità abbinate alla disabilità? Perché la multimedialità povera o ricca? Perché ciò può essere utile al mondo della scuola? Quali tipi di disabilità possono trarre vantaggio dall’uso del computer? a cura di elisabetta provenzale 100
Perché informatica e multimedialità abbinate alla disabilità? L’informatica attrae tutti i ragazzi, diversabili e normodotati. il computer è uno strumento potentissimo che non delude. E’ sufficiente un programma e diventa una macchina da scrivere per normodotati o per disabili, un programma e diventa un libro di geografia, un programma e l’allievo diventa un costruttore di cartoni animati. elisabetta provenzale 101
Perché la multimedialità povera o ricca? (povera se utilizza una semplice scheda audio o invece un Kit più sofisticato che comprende un CD rom) Ognuno di noi ha un suo canale di comunicazione privilegiato. Se le informazioni ci giungono con il canale da noi preferito apprendiamo di più e probabilmente riusciamo a decontestualizzare le conoscenze. Per alcuni disabili i canali sono obbligati:il bimbo sordo ha obbligato quello visivo, il non vedente quello uditivo e tattile. E’ evidente l’utilità di disporre di strumenti che permettono ai disabili la scelta di un canale privilegiato o obbligato o l’uso contemporaneo di più canali in modo interattivo. 102
Perché nel mondo della scuola questi strumenti? E’sempre possibile dedicare una singola macchina ad un singolo tipo di disabilità o personalizzarla sulle esigenze del singolo disabile (con funghi o tastiera espansa per disabile o sintesi di voce per il non vedente)ma in un laboratorio scolastico lo stesso strumento motorio che serve ad un disabile può servire a tutta la classe e viceversa. 103
Quali tipi di disabilità possono trarre vantaggio dall’uso del computer? Tetraparesi Obiettivi da raggiungere Fornire strumenti per l’espressione grafica e per la scrittura elisabetta provenzale 104
Tetraparesi+anartria Obiettivi da raggiungere Fornire strumenti per allargare la comunicazione ed aumentarla elisabetta provenzale 105
Disabilità uditiva Obiettivi da raggiungere Stimolare la potenzialità del canale visivo integro nel sordo. elisabetta provenzale 106
Disabilità visiva Obiettivi da raggiungere Accesso a riviste e testi senza preventiva traduzione ad opera di centri specializzati. elisabetta provenzale 107
Ritardo cognitivo Obiettivi da raggiungere Stimolare potenzialità residue sul versante motivazionale della attenzione, me-morizzazione, simbolizza-zione,letto-scrittura offrendo strumenti a pari dignità con i coetanei. elisabetta provenzale 108
Disturbi settoriali Obiettivi da raggiungere Autogestione degli errori, fare degli errori occasione di crescita e non di inibizione. elisabetta provenzale 109
Progettazione di percorsi formativi integrati per diversabili Suggerimenti e linee di stesura generali 110
La stesura materiale del progetto deve essere preceduta da alcune attività… n Incontro con il coordinatore del GLIS per stabilire a quale dei diversamente abili della scuola è destinato il progetto. n Esame e lettura della documentazione: n Diagnosi funzionale. n PDF n PEI 111
Ricordarsi che la progettazione è efficace solo se viene praticata in team ed ha significato in quanto … n si ha fiducia in ciò che si fa e nel motivo per il quale lo si sta facendo; n si ha sempre presente la persona per la quale il progetto è redatto; n si effettua lo scambio delle esperienze ma anche la negoziazione delle scelte di progetto tra docenti, alunni, genitori. 112
La programmazione è… n La scansione degli obiettivi e dei contenuti delle discipline, fatta dai docenti. n In essa i docenti dicono cosa vogliono fare,in quanto tempo e perché. n Essa interessa il Collegio dei docenti. 113
La progettazione è invece… n Finalizzata e flessibile ed è l’ideale per sviluppare un’organizzazione educativa e didattica per un bambino diversamente abile, a patto che sia perfettamente conosciuta e analizzata la sua documentazione (Diagnosi, PDF, PEI). n Essa interessa il Consiglio di classe 114
Caratteristiche del progetto n Sviluppo di operatività rivolta, simultaneamente, in più direzioni ed al livello di tutti coloro che ne sono interessati. n Investimento di risorse ed energie che, nell’individuazione delle priorità, non privilegi questo o quel soggetto ma li coinvolga tutti nel processo. 115
Ed ancora... n Riconoscimento dell’unicità delle situazioni e quindi elaborazione di un progetto con un elevato grado di specificità. n Sviluppo cronologico e simultaneo delle azioni da attivare secondo ciò che il progetto avrà puntualizzato. 116
Ed ancora... n Previsione di flessibilità del progetto, non come espressione di incertezza ed ambiguità, ma come proprietà adeguata ad incorporare l’imprevedibilità, attraverso il riaggiustamento del progetto stesso. n Un progetto è flessibile se si riadatta o si riorienta in base a quanto le circostanze richiedono. 117
Fondamento del progetto n Il bisogno e le risorse debbono essere identificabili per lasciare aperta la strada della ricerca di nuove soluzioni.E’ opportuno sottolineare... 118
…i seguenti punti fermi n Le ragioni per le quali si intraprende l’azione n le condizioni per realizzarla n le risorse necessarie per lo sviluppo delle iniziative; n i rischi che si corrono nella impresa. 119
IL CONTESTO DEL PROGETTO n Il livello operativo specifica il contesto del progetto rispetto all’insieme delle regole che gli operatori si danno per coordinare l’attività dei singoli, all’interno del gruppo operativo, definiti, preliminarmente, di fronte al singolo caso. 120
GLI ELEMENTI STRUTTURALI DEL PROGETTO n Un progetto non può avere sviluppo logico e consistenza operativa senza l’elaborazione dei seguenti punti: n la definizione degli obiettivi. n L’individuazione delle priorità. n L’articolazione degli interventi. n L’individuazione delle risorse n la scelta degli strumenti. 121
Definizione degli obiettivi n Occorre distinguere tra : n finalità: esse attengono a qualcosa a cui si tende e si può tendere per tutta la vita. n Scopi: indicano il fine di un’azione e quindi sono attinenti al campo di azione(stare in classe,rendersi autonomo…) n obiettivi: risultati concreti che ci prefiggiamo di raggiungere con l’intervento (chiamare i compagni per nome, sedersi da solo…) 122
Gli obiettivi debbono essere osservabili e definibili secondo tre indicatori …il possesso delle cose Acquisizione di capacità- competenze Cambiamento interno che modifica il comportamento AVERE FARE ESSERE 123
NOTA BENE n Tenuto conto delle risorse a disposizione, gli obiettivi vanno individuati, secondo gli scopi che ci si prefigge e,qualora fossero molti, è necessario individuare delle priorità adottando,soprattutto, il criterio di urgenza suggerito dalla situazione. 124
ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI n Occorre organizzare un insieme di interventi articolati per cui le singole azioni siano concatenate e tutte obbediscano ad un centro comune.Per raggiungere obiettivi diversi è quindi necessario adottare strategie diverse. 125
INDIVIDUAZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE E’ risorsa tutto ciò che è disponibile e serve, realmente, ad affrontare un bisogno, a risolvere un problema, a raggiungere uno scopo 126
SCELTA DEGLI STRUMENTI n La scelta degli strumenti dipende dalle esigenze di una realtà umana e sociale sempre più mutevole e complessa. 127
LA VALUTAZIONE n Deve essere la costante riflessione nelle varie fasi del processo di progettazione. La gestione di un progetto deve essere verificata, passo dopo passo,per vedere se ha prodotto i risultati attesi. Il problema della valutazione deve porsi all’inizio del progetto e non alla fine. 128
Due i tipi di valutazione. n Di processo o monitoraggio:la raccolta di informazioni che consentono di gestire ed orientare lo sviluppo del progetto. n Di progetto o di risultato.La valutazione di tutto il processo di gestione tramite la raccolta di informazioni su: n attività svolte, risorse umane impiegate(ore di lavoro svolte) grado di soddisfazione dei partecipanti.ecc. 129
Il giudizio sugli esiti di un progetto dipende: n dalla n dalla definizione degli obiettivi in termini operativi rilevabili; n dall’individuazione n dall’individuazione di indicatori validi,sensibili ed attendibili; n dal n dal confronto tra la situazione di partenza e quella di arrivo del soggetto disabile. 130
Centro Servizi Amministrativi di Messina DOCUMENTAZIONE L’integrazione dell’alunno diversamente abile attraverso la valorizzazione delle risorse umane Corso di formazione per l’integrazione dei diversabili destinato a due docenti curriculari delle scuole di ogni ordine e grado. Sedi del corso: Centro Territoriale Risorse Handicap c/o IPSSCTAR”Antonello” di Messina ITG ”Minutoli” di Messina Date del corso: a giorni alterni, a partire dal 14 al 24 aprile 2004, per complessive 28 ore. Totale corsisti: 220 131
Articolazione del corso Il corso, unico per le due sedi, si è basato su di un duplice tipo di formazione. Formazione in presenza, svolta nelle due sedi del corso, attraverso relazioni, proiezioni ed il dibatti Formazione in situazione. 132
Formazione in situazione, svolta nelle sedi di servizio dei docenti, al fine di… operare un’immediata ricaduta culturale di quanto appreso durante il corso; iniziare a mettere in pratica la collegialità, intesa come lavoro di squadra, pensando insieme ad un progetto mirato a recuperare le priorità di integrazione del diversabile e così, condividendo ansie, competenze e responsabilità, esaminare, insieme, il percorso formativo possibile; attuare la consegna, data durante il corso, di simulare il succitato progetto su modello predisposto in floppy disk. 133
Motivazione del corso di formazione Il corso è nato dall’esigenza di raggiungere e formare, sulla problematica dell’handicap, un numero sempre più crescente di docenti curriculari. Analoga iniziativa,nel 2003, ha fatto emergere la necessità di una formazione mirata a raggiungere tutti i docenti curriculari e non, solo alcuni di loro ossia i docenti della Funzione Obiettivo Area 2, sono stati destinatari del precedente corso. 134
Obiettivi del corso Sensibilizzare sulla problematica dell’handicap. Informare sulle norme, sui possibili percorsi di integrazione, supportati dall’équipe dell’AUSL e dal docente specializzato. Delineare il ruolo del docente curriculare nei confronti del diversabile. Iniziare a considerare il diversabile, presente sul registro, come alunno della classe e non come alunno da “affidare” in delega al collega specializzato. 135
Ed ancora… Veicolare a tutto il Consiglio di classe il seguente messaggio: L’integrazione passa attraverso la conoscenza dell’alunno e della sua storia.Non si può integrare se non si conosce il destinatario dei nostri sforzi educativi. Indispensabile, quindi, il rapporto di collaborazione con i genitori, la consulenza dell’equipe medica e del docente specializzato. 136
Le buone prassi di integrazione Attraverso le esperienze dirette di due docenti di sostegno si è voluto dare ai docenti curriculari la dimostrazione pratica di ciò che è possibile fare tutti insieme per i diversabili, a patto che lo si “voglia fare”. 137
L’informazione è stata poi completata attraverso l’indicazione delle risorse materiali per i diversabili ed il loro possibile orientamento lavorativo. I Centri Territoriali Risorse per l’H Legge 53/2003 Comunicazioni degli Enti Professionali Relazione Prof.ssa Elisabetta Provenzale 138
RELAZIONI Ispettore Tecnico Dott.ssa Zammataro Rosaria L’integrazione H alla luce della Normativa vigente Prof.ssa Simonetta Di Prima La programmazione integrata degli interventi formativi all’interno dei curricula: condivisione, flessibilità, gestione risorse Prof.ssa Elisabetta Provenzale La funzione del docente curricolare nell’integrazione del portatore H 139
RELAZIONI LE BUONE PRASSI DI INTEGRAZIONE Prof. Michele Pintabona Esperienze di integrazione in un Istituto Comprensivo Prof.ssa Maria Papale Esperienze di integrazione In un Istituto Superiore di 2° Grado 140
Altri interventi… Gli altri relatori, avendo usato lucidi o appunti, non hanno fornito copia che possa esere inserita nella documentazione presente. 141
Risultati del Questionario somministrato alla fine del corso. Le aspettative sono state soddisfatte per l’ 80%. Gli argomenti presentati dai relatori sono stati giudicati al 90% interessanti o efficaci. Non viene suggerita alcuna altra modalità di presentazione. 142
Formazione in situazione Difficoltà al 55% per la relazione tra i componenti del gruppo,15% per l’organizzazione, 25% per la comunicazione tra i componenti. Solo un 5% ha dichiarato di non aver avuto difficoltà. L’atteggiamento dei colleghi è stato al 50% collaborativo,al 10% poco collaborativo, al 30% interessato,al 10% non collaborativo. 143
Ed ancora... La disponibilità dei coordinatori o dei rappresentanti di classe è stata sufficiente al 50% al 30% poca, al 20% piena. La formazione in situazione, a ricaduta, viene ritenuta valida, e quindi da applicare, dal 90% dei docenti;solo un 20% ritiene il modello non più applicabile. La presenza del dirigente è ritenuta- dal 80%- indispensabile per l’efficacia della formazione in situazione. Il 20% richiede un maggior numero di formazione 144
Modulistica a disposizione Linee-guida per la progettazione simulata. Modello di progettazione Questionario 145
Modello di progettazione di percorsi formativi per diversabili DATI IDENTIFICATIVI DELLA SCUOLA: ________________________________________________________ NUMERO ALUNNI DIVERSABILI_______________________ TOTALE ALUNNI _____________________________________ L’ALUNNO, DESTINATARIO DEL PROGETTO, HA LA SEGUENTE DIAGNOSI: ___________________________________________________ CLASSE FREQUENTATA ________________________________ LA DOCENTE SPECIALIZZATA E’ DI RUOLO:  SI  NO Se la risposta è positiva indicare da quanti anni il docente è presente nella scuola _________________________________________________________________ CARATTERISTICHE DEL PROGETTO:  OPERATIVITA’ ____________________________________________________________________  INDIVIDUAZIONE DI PRIORITA’ __________________________________________________________________ __________________________________________________________________  QUANTIFICAZIONE DELLE ORE IMPIEGATE ________________________________________________________________  SVILUPPO CRONOLOGICO E SIMULTANEO DELLE AZIONI _________________________________________________________________ 146
L’intervento di sostegno: la collegialità è una momento di arrivo e non di partenza Per realizzare la collegialità occorre che venga esplicitato un progetto pedagogico condiviso da coloro che intervengono sul soggetto diversamente abile 147
Team docente gestione di Ruoli Assumere specifici ruoli Chiedersi quale ruolo viene vissuto dal soggetto Competenze Per discipline Per metodi Per strategie Per tipologia di interventi Rapporti In vista della conoscenza del soggetto Conoscenza dei singoli membri del team Influenza su obiettivi, metodi, strumenti Il percorso operativo si snoda dall’accordo all’intesa Diventa competenza anche il saper fare gruppo Progetto educativo Si traduce in PROGRAMMAZIONE DI INTERVENTI Ins.te di sostegno Insegnanti Educatori-operatori Famiglia 148
Valutazione Questioni di valori umani Potere Azione/immobilità Intimidazione Tenacia Comunicazione Frequenza Qualità Distanza Chiarificazione Limitazioni Economiche Di Personale Di Tempo Funzionamento del team di lavoro Prestazione di servizi Natura dei servizi Durata dei servizi Alternative Conoscenza Squilibrio Valutazione Legislazione Problem solving Fiducia Attitudini Tolleranza dei genitori Punti di vista discrepanti sul bambino o sui suoi bisogni 149
Ipotesi di indicatori di qualità dell'integrazione scolastica degli alunni diversamente abili di cui alla nota ministeriale prot del 2 ottobre 2002 Elaborati dal presidente della commissione per l’ handicap 150
Indicatori di processo 158
Indicatore di valutazione 159
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia-Direzione Generale CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI PER LA PROVINCIA DI MESSINA CORSO DI FORMAZIONE PER I DOCENTI CURRICOLARI DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO.. “L’INTEGRAZIONE DELL’ALUNNO DIVERSAMENTE ABILE ATTRAVERSO LA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE”. QUESTIONARIO Le sue aspettative di formazione sono state:  Deluse  Esaurite  Pienamente soddisfatte  altro ………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………….. A suo parere gli argomenti presentati dai relatori sono stati:  noiosi  interessanti  efficaci  altro Avrebbe preferito: altri argomenti, suggerisca quali…………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………. una modalità di presentazione diversa, suggerisca quale……………………………….. ……………………………………………………………………………………. Quali sono state le eventuali difficoltà rilevate nella gestione dell’incontro in sede?  Organizzazione  Comunicazione  Relazione tra i componenti del gruppo  altro……………………………………………………………………………………………… 160
a cura di elisabetta provenzale Ritiene che l’atteggiamento dei colleghi durante l’incontro presso la sede di servizio sia stato: Attento interessato distratto annoiato non collaborativo altro……………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………. A suo parere, quale è stata la disponibilità dei coordinatori del Consiglio di classe e/o interclasse alla collaborazione per la stesura del progetto di integrazione H? nessuna poca sufficiente piena Crede che questo modello, di informazione /formazione, “a ricaduta” possa continuare ad essere praticato? Si No Qualora la risposta sia stata positiva, a suo parere, quali strategie o persone possono aiutare ad ottimizzare la “ricaduta”nelle scuole. la presenza del dirigente scolastico nell’attività di formazione Minor numero di ore di formazione Maggior numero di ore di formazione Materiale multimediale altro……………………………………………………………………………………………… Si ringrazia per la cortese collaborazione a cura di elisabetta provenzale 161
Modello di progettazione di percorsi formativi per diversabili DATI IDENTIFICATIVI DELLA SCUOLA: ________________________________________________________ NUMERO ALUNNI DIVERSABILI_______________________ TOTALE ALUNNI _____________________________________ L’ALUNNO, DESTINATARIO DEL PROGETTO, HA LA SEGUENTE DIAGNOSI: ___________________________________________________ CLASSE FREQUENTATA ________________________________ LA DOCENTE SPECIALIZZATA E’ DI RUOLO: SI NO Se la risposta è positiva indicare da quanti anni il docente è presente nella scuola _________________________________________________________________ CARATTERISTICHE DEL PROGETTO: OPERATIVITA’ ____________________________________________________________________ INDIVIDUAZIONE DI PRIORITA’ __________________________________________________________________ QUANTIFICAZIONE DELLE ORE IMPIEGATE ________________________________________________________________ SVILUPPO CRONOLOGICO E SIMULTANEO DELLE AZIONI _________________________________________________________________ 162
FONDAMENTO DEL PROGETTO LE RAGIONI PER LE QUALI SI INTRAPRENDE L’AZIONE. ____________________________________________________________________ LE CONDIZIONI PER REALIZZARLA __________________________________________________________________RISORSE__________________________________________________________________RISCHI__________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ IL CONTESTO DEL PROGETTO ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ _______________________________________ 163
GLI ELEMENTI STRUTTURALI DEL PROGETTO: DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI ___________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ _______________________________________________________________ INDIVIDUAZIONE DELLE PRORITA’ ___________________________________________________________________ _ ARTICOLAZIONE DEGLI INTERVENTI SCELTA DEGLI STRUMENTI __________________________________________________________________ DEFINIZIONE DI TECNICHE DI INTERVENTO E DI STRATEGIE ___________________________________________________________________ VALUTAZIONE FORMATIVA E SOMMATIVA ___________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ IL CONSIGLIO DI CLASSE a cura di elisabetta provenzale e simonetta di prima 164
Tel fax V.le Giostra, MESSINA 165
A cura di Maria Papale 166
indice  Premessa Premessa  Il sostegno nella scuola media superiore – Le aree disciplinari Il sostegno nella scuola media superiore – Le aree disciplinari  Adempimenti annuali previsti dalla normativa per gli operatori scolastici, extrascolastici e la famiglia. Adempimenti annuali previsti dalla normativa per gli operatori scolastici, extrascolastici e la famiglia.  Continuità educativa nel processo di integrazione degli alunni portatori di Handicap Continuità educativa nel processo di integrazione degli alunni portatori di Handicap  Iscrizione e frequenza della scuola secondaria di II gradoIscrizione e frequenza della scuola secondaria di II grado degli alunni portatori di handicap  O.M. n° 128 del 14/5/99 O.M. n° 128 del 14/5/99 167
Percorso per il triennio Esami di Stato per alunni per cui è stato adottato il PEI Documento del 15 maggio Proposta C.d.c. per l’adozione del P.E.I. Accettazione P.E.I. Esami di qualifica Percorso IV e V post qualifica Percorso per il triennio Esami di Stato per alunni per cui è stato adottato il PEI Documento del 15 maggio Proposta C.d.c. per l’adozione del P.E.I. Accettazione P.E.I. Esami di qualifica Percorso IV e V post qualifica Modulistica - Comunicazione alla famiglia per adozione PEI - Modello PEI - Richiesta PEIComunicazione alla famiglia per adozione PEIModello PEIRichiesta PEI 168
Premessa La scelta dell’integrazione va oggi riconfermata e considerata irreversibile, essa però si realizza solo dove l’intera comunità scolastica se ne fa carico e dove l’insegnante di sostegno interagisce con tutti i soggetti coinvolti e non con il singolo alunno; ricordiamo, se ancora ce ne fosse bisogno, che la sua assegnazione è disposta nei confronti di tutta la classe. 169
La presenza del soggetto in situazione di handicap nella scuola è considerata un valido stimolo all’evoluzione e all’educazione degli allievi normodotati; essi, attraverso il contatto con una realtà diversa, acquisiscono una più ricca e matura consapevolezza di se stessi e del problema della diversità umana. 170
Il sostegno nella scuola media superiore Le aree disciplinari A differenza degli altri ordini di scuole, nella scuola media superiore le graduatorie di sostegno sono suddivise per aree disciplinari. Le aree previste sono quattro:  Area scientifica (AD01);  Area umanistica (AD02);  Area tecnica (AD03);  Area psicomotoria (AD04); Si può accedere a tali aree in base alle classi di concorso in cui si è inseriti conseguentemente al titolo di studio. 171
ADEMPIMENTI PREVISTI DALLA NORMATIVA PER GLI OPERATORI SCOLASTICI EXTRASCOLASTICI E LA FAMIGLIA ADEMPIMENTITEMPI DIAGNOSI FUNZIONALEDa rinnovare al completamento della scuola media inferiore. PROGETTO DI ACCOGLIENZAPuò essere redatto alla fine dell’anno scolastico precedente e in seguito perfezionato all’inizio del successivo anno scolastico. PROGETTO DI CONTINUITA’Viene redatto e approvato, in genere, entro aprile/maggio dell’anno scolastico precedente; è va inviato all’Ufficio H del C.S.A. entro i termine previsti dai disposti normativi. 172
OSSERVAZIONE SISTEMATICA DELL’ALUNNO DIVERSAMENTE ABILE Da effettuare all’inizio dell’anno scolastico. P.D.F. (Profilo dinamico funzionale) Da redigere dopo un primo periodo di inserimento scolastico; da verificare al II e IV anno della scuola secondaria superiore. P.E.I. (Piano Educativo Individualizzato ) Da redigere entro il mese di novembre. In casi eccezionali entro dicembre, da riformulare annualmente. Sono inoltre previste verifiche trimestrali per adeguare l’azione didattica. 173
RICHIESTA DELLE ORE DI SOSTEGNO PER L’ANNO SCOLASTICO SUCCESSIVO Da consegnare al C.S.A. entro maggio di ogni anno. DOCUMENTAZIONE PER GLI ESAMI DI QUALIFICA/DI STATO Da predisporre entro il 15 maggio. ESAMI DI QUALIFICA/DI LICENZA DI MAESTRO D’ARTE Pre-esame: ultime 2/3 settimane dell’anno scolastico. ESAMI DI STATOEsame: come da calendario fissato dal M.I.U.R. 174
La continuità del processo educativo, fattore rilevante per la positività dell'esperienza scolastica di ogni alunno, per il soggetto portatore di handicap diviene condizione di garanzia di interventi didattici che non procurino difficoltà nei passaggi dalla scuola materna alla scuola elementare e da questa alla scuola media. CONTINUITA’ DEL PROCESSO EDUCATIVO 175
L’alunno portatore di handicap, proprio in quanto "pone alla scuola una domanda più complessa di aiuto educativo e di sostegno didattico", necessita più di ogni altro di una particolare attenzione educativa volta a realizzare un progetto individualizzato unitario. 176
È opportuno a questo scopo individuare, nell'ambito dei tre livelli del sistema formativo di base, criteri e metodi che sul piano operativo facilitano il passaggio dell'alunno portatore di handicap da un ordine di scuola a quello successivo. Nel periodo immediatamente successivo alle preiscrizioni degli alunni sarà utile effettuare incontri tra i capi d'istituto, gli insegnanti della sezione o della classe che il ragazzo portatore di handicap frequenta, i docenti di sostegno della scuola media, gli operatori dei servizi sociosanitari e i genitori, al fine di predisporre un primo esame delle situazioni ambientali in cui il ragazzo ha vissuto e vive. 177
INDICATORI PER LA STESURA DELL ’ IPOTESI DI PROGETTO PER GLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP DI NUOVA ISCRIZIONE (Previsione di Progetto per l’anno scolastico successivo) Referenti del progetto Modalita’ e stesura del progetto. Dati conoscitivi dell'alunno Dati anagrafici Diagnosi clinica : ( E ’ redatta dal medico specialista dell ’ Azienda A.S.L. di appartenenza del ragazzo e indica la diagnosi clinica sintetica nella patologia segnalata) 178
Referente A.S.L. Scuola media di provenienza Profilo sintetico dell’alunno Dati anagrafici del progetto Percorso didattico formativo previsto per l'anno scolastico ___ 179
Orario di frequenza scolastica Indicazioni sul percorso didattico Obiettivi per l'anno scolastico ….. Compiti del personale docente Docente di sostegno Docenti curriculari Altro personale Richiesta ore di sostegno per l'anno scolastico: …… Forme di verifica dell'apprendimento-insegnamento Data ____Firma __ 180
Confermata la pre-iscrizione, alla prima riunione utile del collegio dei docenti, il capo di istituto pone all'ordine del giorno la richiesta di parere di cui alla lett. b) art. 4 D.P.R. n. 416/74, al fine di individuare la sezione di indirizzo più idonea per l'accoglienza dell'alunno con handicap. Effettuata l'assegnazione, il capo di Istituto convoca immediatamente il consiglio di classe perché formuli proposte ai sensi dell'art. 3 D.P.R. n. 416/74 oltre ché per l'attuazione di un eventuale corso di aggiornamento relativo alle problematiche dell'integrazione scolastica di alunni con handicap, anche per l'impostazione dei piani educativi individualizzati. 181
Ai docenti partecipanti al corso spetta l'indennità gravante sul fondo di incentivazione di cui all'art. 9 del D.P.R. n. 209 del 10/04/1987. Possono essere previsti anche corsi destinati al personale non docente dell’ istituzione scolastica impegnata nell'attività di integrazione nonché agli operatori socio-sanitari della A.S.L. e degli Enti locali che collaborano alla stesura e verifica dei piani educativo-riabilitativi individualizzati, con i quali è opportuno concordare specifiche intese. 182
Qualora un C.d.C. intenda adottare la valutazione differenziata, deve darne immediata comunicazione alla famiglia fissandole un termine per manifestare un normale assenso, in mancanza del quale la modalità valutativa proposta si intende accettata. In caso di diniego espresso, l’alunno non può essere considerato in situazione di handicap ai soli fini della valutazione. 183
L’ordinanza Ministeriale n° 128 del 14 maggio 1999 sottolinea che nei confronti degli alunni con minorazione fisiche e sensoriali non si procede di norma, ad alcuna valutazione differenziata; è consentito, tuttavia, l’uso di particolari strumenti didattici appositamente individuati dai docenti, al fine di accertare il livello di apprendimento. 184
PUO’ RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI DELLA CLASSE? ?? 185
si Test d’ingresso Tutti posseggono i prerequisiti necessari? si no Lezione di ripasso TEMPI PIU’ LUNGHI STESSO TEMPO Il C.d.C. propone ai genitori l’adozionel’adozione P.e.i. CREDITO QUALIFICA 186
Documentazione formulata dal C.d.c. nei confronti della Commissione d’esame al fine del conseguimento dell’esame di Stato predisporre il documento del 15 maggio; relazione del consiglio di classe da presentare alla commissione d’esame; la documentazione relativa agli alunni in situazione di handicap (P.D.F., P.E.I., prove di verifica significative, altri lavori svolti e ogni altra documentazione ritenuta utile). 187
Per gli alunni in situazione di handicap candidati agli esami di maturità, i quali hanno svolto un Piano Educativo Individualizzato differenziato, il D.P.R. n° 323 del 23/07/98, artt.6 e 13 prevede che la commissione d’esame, sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di classe e relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza prevista per l’autonomia e la comunicazione, predisponga prove equipollenti a quelle previste per gli altri candidati; le prove possono consistere nell’utilizzo di mezzi tecnici o modi diversi ovvero nello sviluppo di contenuti culturali e professionali differenti. ESAMI DI STATO PER GLI ALUNNI PER CUI E’ STATO ADOTTATO IL P.E.I. 188
Destinatari: i genitori Oggetto: proposta adozione P.E.I. Si comunica alla S.V., che il C.d.c., dopo aver esaminato, con opportuni accorgimenti, il livello di apprendimento dell’alunno nominato in oggetto, ritiene necessario adottare la valutazione differenziata. Si allega alla presente, modello di dichiarazione assenso che deve essere consegnato alla segreteria di questa scuola debitamente compilato e firmato entro dieci giorni dal ricevimento della presente, trascorso tale termine la proposta si intende accettata, così come prevede l’art. 15 comma 5 dell’O.M. n° 90 del 21 maggio Proposta C.d.c. per l’adozione del P.E.I. 189
Accettazione adozione P.E.I. 190
Ø prove strutturate di preesame ( ultime 2 ‑ 3 settimane dell'anno scolastico ), svolte contemporaneamente al resto della classe Ø esame di qualifica ( secondo il calendario scolastico ) Ø l'ammissione all'esame è decisa dal Consiglio di Classe, sulla base del profitto scolastico e dei risultati delle prove di preesame 191
medesime prove del gruppo classe: test strutturati sviluppo di progetti casi pratici prove equipollenti 192
i l Consiglio di classe fissa obiettivi e contenuti sulla base del profilo professionale per il preesame gli obiettivi vengono fissati per ogni singola disciplina gli obiettivi delle prove d'esame sono trasversali e i contenuti sono interdisciplinari: devono essere individuati in modo tale da rilevare il livello di competenze professionali raggiunto in riferimento al profilo professionale 193
possono essere concessi tempi piu ’ lunghi e l'uso di ausili tecnologici adatti è prevista l'eventuale presenza di assistenti per l'autonomia e la comunicazione 194
il punteggio minimo per l'ammissione all'esame è stabilito in 60/100 criterio quantitativo e qualitativo il punteggio è fissato in centesimi o in decimi, come da normativa 195
Il diploma ha valore legale a tutti gli effetti. ** L’esame di Maestro d’arte si svolge in modo analogo. 196
PUO’ STESSO TEMPO TEMPI PIU’ LUNGHI CHI HA CONSEGUITO IL DIPLOMA DI QUALIFICA E PUO’RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI MINIMI DELLA PROGRAMMAZIONE MINISTERIALE ESAMI DEI STATO 197
Frequenza alla IV classe La nota ministeriale del 28 marzo del 1996 stabilisce che gli alunni in situazione di handicap, che non sono stati ammessi a sostenere l’esame di qualifica, non possono essere iscritti alla quarta classe degli istituti Professionali. Detta norma trova spiegazione e fondamento nel fatto che gli Istituti professionali sono strutturati a differenza delle altre scuole, in un corso triennale al termine del quale viene rilasciato il diploma di qualifica, avente valore legale e professionalizzante. 198
CREDITO FORMATIVO ESAMI DI STATO Per alunni con il P.E.I. FREQUENZA IV ANNO ISCRITTI AL III ANNO FREQUENZA V ANNO Art. 14, comma 1, della legge n° 104 /92 consente la ripetenza per la terza Volta della stessa classe 199
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