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Timestamp: 2019-04-22 04:31:45+00:00
Document Index: 128455054

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 201', 'art. 52', 'art. 209', 'art. 95', 'sentenza ']

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Con la sentenza 24107/2014, la Corte di cassazione affronta il tema inerente la corretta qualificazione, ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, della scrittura privata non autenticata contenente la ricognizione di un debito. A tal uopo, la Corte suprema si è dapprima soffermata sulla necessità che la registrazione di tale atto avvenga in termine fisso oppure in caso d’uso, evidenziando che, a norma dell’articolo 5 del Dpr 131/1986, devono registrarsi in termine fisso gli atti indicati nella prima parte della Tariffa allegata al Dpr di Registro e unicamente in caso d’uso quelli riportati nella parte seconda.
La mamma surrogata e la madre naturale
Nota a Cassazione Civile, Sezione Prima Sentenza 24001 dell’11/12/2014 – di Fabiana Belardi
La Suprema Corte si è trovata a dover dirimere di recente una questione alquanto delicata e particolare. Una coppia, recatasi in Ucraina, redige un contratto per surrogazione di maternità eterologa. I coniugi, cioè, fanno un accordo per “utero in affitto”, la tecnica di fecondazione assistita in cui la madre portante per conto di una coppia sterile si impegna alla gravidanza, al parto e alla conseguente consegna del nascituro.
Liquidazione coatta amministrativa e formazione del passivo
Nella liquidazione coatta amministrativa in forza del richiamo che l’art. 201, primo coma, opera all’art. 52 di tale legge, il creditore concorsuale, per divenire concorrente, deve sottoporre la propria pretesa al vaglio commissariale, nell’apposito procedimento di formazione del passivo (disciplinata dall’art. 209 1. fall. con rinvio anche agli artt. 98 e ss.), che riveste carattere di esclusività, sì da impedire la costituzione di un titolo, per la partecipazione al concorso, nella sede ordinaria e fuori del procedimento stesso. Nondimeno, la norma di cui all’art. 95, coma terzo, della legge fallimentare, secondo cui se il credito risulta da sentenza non passata in giudicato necessaria l’impugnazione ove non si voglia ammettere il credito stesso al passivo, è applicabile anche nel procedimento di liquidazione coatta amministrativa (Sez. U, Sentenza n. 2907 del 31/07/1969).