Source: https://www.studiolomonaco.com/1042/Reti-associative-Enti-del-Terzo-Settore
Timestamp: 2019-07-21 04:43:22+00:00
Document Index: 17444820

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art 2382', 'art. 26', 'art. 47', 'art. 59', 'art. 60', 'art. 72', 'art. 76', 'art. 92', 'art. 93']

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Reti associative ETS
Le reti associative, disciplinate dall' art. 41 del Decreto Legislativo 3 Luglio 2017 n. 117 (Codice del Terzo Settore) sono enti del terzo settore ( ETS) che, costituite sotto forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, associano un numero elevato di enti del terzo settore e svolgono un ruolo di controllo e rappresentanza degli interessi degli Enti del terzo settore. Si distinguono in reti associative e reti associative nazionali.
Le reti associative associano, anche indirettamente attraverso enti aderenti, un numero non inferiore a 100 enti del Terzo settore, o, in alternativa, almeno 20 fondazioni del Terzo settore, le cui sedi legali o operative siano presenti in almeno cinque regioni o province autonome; svolgono, anche attraverso l&apos;utilizzo di strumenti informativi idonei a garantire conoscibilità e trasparenza in favore del pubblico e dei propri associati, attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione o supporto degli enti del Terzo settore loro associati e delle loro attività di interesse generale, anche allo scopo di promuoverne ed accrescerne la rappresentatività presso i soggetti istituzionali.
- monitoraggio dell&apos;attività degli enti ad esse associati, eventualmente anche con riguardo al suo impatto sociale, e predisposizione di una relazione annuale al Consiglio nazionale del Terzo settore;
- promozione e sviluppo delle attività di controllo, anche sotto forma di autocontrollo e di assistenza tecnica nei confronti degli enti associati.
Il Codice del Terzo settore, riserva alla reti associative particolari prerogative nell&apos;ambito degli ETS; in particolare:
a) Redigere codici di comportamento e stabilire requisiti per coloro che assumono la carica di amministratore in ETS; qualora tali codici vengano richiamati negli atti costitutivi o statuti degli ETS costituiscono cause di inelegibilità e decadenza ai sensi dell&apos;art 2382 del codice civile ( art. 26 CTS);
b) Redigere modelli standard di atti costitutivi o statuti che approvati con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali consentono, via preferenziale per l&apos; iscrizione in 30 giorni nel RUNTS ( art. 47 CTS);
c) Candidare rappresentanti che possono essere nominati tra i 14 componenti del Consiglio Nazionale del Terzo Settore ( art. 59 co.1 lett. b CTS);
d) Le reti associative nazionali possono svolgere attività di supporto nelle funzioni di vigilanza svolte dal Consiglio Nazionale del Terzo Settore ( art. 60 co. 1 lett e CTS);
e) Possono svolgere attività di sostegno al Fondo per il finanziamento di progetti o iniziative di attività di interesse generale promossi dai propri associati (art. 72 co.1 CTS);
f) Le reti associative nazionali, per le organizzazioni di volontariato aderenti, richiedono ed erogano i contributi previsti per l&apos;acquisto di ambulanze, veicoli per attività sanitarie e beni strumentali utilizzati per le attività di interesse generale. ( art. 76 co. 3 CTS).
Nell&apos;ambito delle attività di controllo e coordinamento previsti dal Codice del Terzo settore le reti associative nazionali, con apposita autorizzazione, possono svolgere attività di autocontrollo degli ETS ( art. 92 co. 1 lett. b CTS), nonché attività di controllo nei confronti dei propri aderenti finalizzati ad accertare la sussistenza e la permanenza dei requisiti necessari all&apos;iscrizione nel RUNTS, al perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale, l&apos;adempimento degli obblighi derivanti dall&apos;iscrizione nel RUNTS ( art. 93 co. 5 CTS).
- esenzione dalla base imponibile delle quote e contributi corrisposti dagli associati;
- le persone fisiche possono detrarre dall&apos;IRPEF le erogazioni in favore delle reti associative per un importo pari al 30% degli oneri sostenuti per un importo complessivo per ciascun periodo d'imposta non superiore ad euro 30.000;
- le liberalità da persone fisiche enti e società sono deducibili dal reddito nel limite del 10% per cento del reddito dichiarato;