Source: http://asiloineuropa.blogspot.it/2012/10/asilo-negli-stati-europei-francia-parte_19.html
Timestamp: 2018-02-20 15:17:57+00:00
Document Index: 95731201

Matched Legal Cases: ['arte 3', 'arte 7', 'arte 7', 'arte 2', 'sentenza ', 'arte 2', 'arte 4', 'arte 5']

Asilo in Europa: Asilo negli Stati europei. FRANCIA - parte 3. Accoglienza dei richiedenti asilo
L'ATA (Allocation temporaire d'attente) è un contributo economico, fissato per decreto (nel 2012 corrispondeva a 11,01 euro al giorno) e riconosciuto, come misura alternativa all'accoglienza in un CADA (cioè fino a che non si liberi un posto in un CADA) ai richiedenti asilo maggiorenni (anche in fase di ricorso), fin dalla presentazione della domanda. Possono beneficiare dell'ATA anche i titolari di protezione sussidiaria nonché altre categorie di persone protette (vittime di tratta, apolidi,..), a condizione che abbiano un reddito inferiore al Reddito di Solidarietà Attiva (RSA, V. parte 7-Contenuto della protezione internazionale).
Non beneficiano dell'ATA i rifugiati (che hanno accesso agli strumenti di diritto comune previsti per i cittadini francesi, V. parte 7-Contenuto della protezione internazionale).
Non hanno diritto all'ATA nemmeno i richiedenti asilo che rifiutano l'ingresso in un CADA, per i quali si presuppone che abbiano accesso ad altri tipi di accoglienza. Perdono il diritto all'ATA coloro che abbandonano il luogo di accoglienza o ne sono espulsi.
Hanno invece accesso all'ATA i richiedenti asilo a cui viene rifiutato l'autorizzazione provvisoria al soggiorno (ATS - V. parte 2-Avvio della procedura) e che pertanto non possono accedere ai CADA, ad eccezione dei “casi Dublino”.
Tuttavia, proprio sul riconoscimento dell'ATA ai “casi Dublino”, V. il nostro post che si occupa della recente sentenza della Corte di Giustizia dell'UE nella causa CIMADE e GISTI (C-179/11).
Sul territorio francese esistono circa 300 centri di accoglienza (Centre d'accueil pour demandeurs d'asile-CADA) riservati ai richiedenti asilo e ai loro familiari, per un totale (nel 2011) di circa 21.500 posti. Non esiste alcun CADA nei Dipartimenti d'oltre mare, benché le domande di asilo ivi presentate siano tutt'altro che poche (a titolo di esempio, nel 2011 circa 1.300 nella Guyana francese e 1.100 a Mayotte).
Per accedere a un CADA occorre essere in possesso dell'Autorizzazione provvisoria al soggiorno di un mese o della ricevuta valida per tre mesi (V. parte 2-Avvio della procedura). Sono pertanto esclusi i richiedenti asilo in “procedura Dublino” o la cui domanda viene esaminata secondo la procedura prioritaria.
I CADA sono finanziati dallo Stato e affidati in gestione a delle associazioni. Il loro obiettivo è quello dell'accoglienza e dell'accompagnamento sociale, sanitario e amministrativo dei richiedenti asilo autorizzati al soggiorno. Dunque, non l'inserimento socio-economico. Possono consistere tanto in strutture collettive, quanto in appartamenti.
L'accoglienza nel CADA dura per tutta la durata della procedura di asilo, compreso l'eventuale ricorso.
A seguito della decisione sulla domanda di asilo, il richiedente deve lasciare il centro entro un mese se la risposta è negativa, ovvero entro tre mesi, prolungabili per altri tre, se la risposta è positiva.
Nel 2010 la durata media di permanenza nei CADA è stata di 586 giorni, il che spiega – confrontando il numero delle domande di asilo e il numero di posti di accoglienza – l'ampio ricorso a soluzioni emergenziali, spesso anch'esse insufficienti rispetto al bisogno.
Secondo fonti non governative, all'inizio del 2011 erano circa 30.000 le persone in lista di attesa per entrare in un CADA.
3.1 Accesso al mercato del lavoro per i richiedenti asilo
I richiedenti asilo hanno accesso al mercato del lavoro se la domanda di asilo non è ancora stata esaminata (V. parte 4-Esame della domanda) da piu’ di un anno, ovvero se si trovano in fase di ricorso (V. parte 5-Fase giurisdizionale).
Devono però presentare una richiesta di autorizzazione al lavoro alla préfecture, che può anche rifiutarla, con riferimento alla situazione del mercato del lavoro – in particolare al tasso di disoccupazione – in quella specifica regione o in quello specifico settore.