Source: http://www.studiocominottocantoni.it/Contabilita/la-cambiale-e-il-protesto.html
Timestamp: 2014-03-12 07:37:12+00:00
Document Index: 52343573

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 15']

La cambiale e il protesto | Contabilità
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Pubblicato 18 Dicembre 2012	Scritto da Mauro Cominotto	I titoli di credito, così come disciplinati dagli articoli 1992 e successivi del codice civile, sono degli strumenti predisposti dal legislatore per agevolare, velocizzare e regolamentare la movimentazione del credito all'interno del sistema economico italiano evitando le lentezze che si avrebbero usando il contratto di cessione del credito.
è un titolo formale, deve rispettare i requisiti imposti dalla legge per essere considerata una cambiale. Esistono due tipi di cambiali :
La cambiale tratta, o semplicemente tratta, esprime un'ordine incondizionato di pagamento: con la cambiale tratta avviene una triangolazione tra un soggetto (traente), un soggetto (trattario) e un soggetto (beneficiario), il soggetto traente ordina soggetto trattario di pagare una determinata somma di denaro, indicata nel titolo, a favore di un terzo soggetto o se stesso (beneficiario). Se il soggetto trattario, appone la firma sul titolo di credito ovvero accetta l'ordine di pagamento, diventa il debitore principale; altrimenti il titolo di credo è comunque valido e il debitore principale rimane di soggetto traente.
Per l'esecutività della cambiale è necessario applicare sul retro il bollo ("imposta di bollo") che è proporzionale all'ammontare della somma indicata nella cambiale (l'imposta di bollo è pari al 12 per mille dell'imposto facciale della cambiale); in mancanza totale o parziale dell'assolvimento dell'imposta di bollo la cambiale non può essere protestata e pertanto si può ricorrere solo in sede giudiziaria nei confronti del traente o emittente. Il bollo è costituito dagli apposito contrassegni telematici sempre reperibili nelle rivendite di valori bollati autorizzate all'emissione dai monopoli di stato. L'importo minimo dell'imposta di bollo da applicare è di euro 0,50, le frazioni degli importi dell'imposta di bollo sono arrotondate a 0,10 euro per difetto o per eccesso a seconda che si tratti rispettivamente di frazioni fino a 0,05 euro o superiori a 0,05 euro.
1. Calcolo del bollo € 17.354,60/1000*12= € 208,2552 2. arrotondamento al centesimo di euro superiore = € 208,26 di bollo per singola cambiale.
Per la compilazione delle cambiali consideriamo i requisiti essenziali, senza i quali si determina la nullità della cambiale: Luogo (inteso il comune) e data dell'emissione;
Inoltre vi sono dei requisiti naturali, sono quelli che se vengono a mancare non determinano la nullità della cambiale ma vengono previsti da norme supplettive per definire il rapporto cambiario;
art. 7 - se la cambiale contiene firme di persone incapaci di obbligarsi cambiariamente, firme false o di persone immaginarie, ovvero firme che per qualsiasi altra ragione non obbligano le persone che hanno firmato la cambiale o col nome delle quali esse stata firmata, le obbligazioni degli altri firmatarirestano tuttavia valide. art. 8 - ogni sottoscrizione cambiaria deve contenere il nome cognome o la ditta di colui che si obbliga. E' valida tuttavia la sottoscrizione la quale il nome si abbreviato o indicato con una sola iniziale. art. 9 - il minore emancipato non autorizzato all'esercizio del commercio e l'inabilitato non assumono obbligazioni cambiarie la loro firma non si accompagnata da quella del curatore con la clausola "per assistenza" o altro equivalente. Se sia omessa detta clausola o altra equivalente il curatore è obbligato personalmente. art. 10 - il genitore o il tutore non autorizzato all'esercizio del commercio per conto del minore o dell'interdetto si può obbligare cambiariamente in nome di costoro, il primo con l'autorizzazione del tribunale, l'altro con l'autorizzazione del consiglio di famiglia o di tutela omologata dal tribunale, l'una e l'altra anche di carattere generale. art. 11 - chi appone la firma sulla cambiale quale rappresentante di una persona per la quale non ha il potere di agire, è obbligato cambiariamente come se avesse firmato in proprio e, se ha pagato, ha gli stessi diritti che avrebbe avuto il preteso rappresentato. La stessa disposizione si applica rappresentante che abbia ecceduto i suoi poteri. art. 12 - la facoltà generale di obbligarsi in nome per conto altrui non fa presumere, salvo prova contraria, la facoltà di obbligarsi cambiariamente. La facoltà generale di obbligarsi in nome per conto di un commerciante comprende anche quella di obbligarsi cambiariamente, salvo che all'atto di rappresentanza. art. 13 - il traente risponde dell'accettazione e del pagamento. Egli può esonerarsi dalla responsabilità per l'accettazione, che ogni clausola con la quale si esoneri dalla responsabilità per il pagamento si ha per non scritta. La girata La cambiale, secondo quanto disposto dall'art. 15 del Regio Decreto n. 1669/1933, in quanto titolo di credito all'ordine, può essere ceduta dal soggetto beneficiario in luogo del pagamento di un proprio debito, tale trasferimento si attua mediante la "girata" fatta sul retro della cambiale, deve essere sottoscritta dal girante. La girata deve essere totale per l'intero importo della cambiale (non può essere effettuata una girata parziale), la girata al portatore vale come girata in bianco. La girata è valida ancorché beneficiario non sia indicato o il girante abbia apposto soltanto la firma (girata in bianco). In questo caso la girata per essere valida deve essere scritta a tergo della cambiale. Chi effettua la girata "il girante", colui che materialmente firma nel retro della cambiale, è responsabile delle riscossione nei confronti del "girante" che lo segue e a sua volta è garantito dal "girante" che lo segue. La scadenza
a certo tempo vista: il termine indicato parte dalla data dell’accettazione della tratta o, in mancanza, da quella del protesto, ad esempio indicando espressioni tipo: "A 30 giorni vista pagherete..."; "A 60 giorni vista pagherete...."; a certo tempo data: è pagabile entro una certa data a decorre dalla data di emissione, es. "A 30 giorni data pagherò...", "paghero' tra 60 giorni ..."; a giorno fisso: in questo caso la data di scadenza è indicata con precisione sulla cambiale, es. "Al 30 aprile 2011 pagherete (o pagherò)...". altre scadenze sono nulle. In mancanza di indicazioni la scadenza si intende "a vista". Le scadenze "a vista" e "a certo tempo vista" sono tipiche delle cambiali tratte, comunques si considerano pagabili a vista anche i pagherò emessi senza l'indicazione della scadenza.
Pagamento della cambiale Le cambiali una volta firmate per accettazione, da parte del soggetto emittente o trattario, vengono inviate alla banca indicata come appoggio ("domiciliazione") per il pagamento. A 10 gg. circa dalla data di scadenza del pagamento arriverà al domicilio indicato nella cambiale del debitore un "avviso di scadenza rata" emesso dalla banca domiciliataria. Per l'incasso di una cambiale solitamente intervengono due banche, la prima banca che opera sulla piazza di chi deve riscuotere la cambiale ed è quella che la riceve per girata con l'incarico di incassarla, la seconda banca che opera sulla piazza del debitore la cui denominazione può essere stata indicata sul titolo (banca domiciliataria), provvede materialmente all'operazione di incasso per conto della prima banca. Avvenuto il pagamento la banca domiciliataria rilascerà al soggetto debitore la cambiale debitamente quietanzata e in tal modo verrà assoltà l'obbligazione costituita dal titolo di credito, solitamente la quietanza viene apposta sulla facciata posteriore della cambiale.
Le azioni cambiarie hanno un termine di prescrizione (artt. 52-53-54 Regio Decreto n. 1669/1933) entro le quali posso essere effettuate pena l'inefficacia delle stesse, essi sono per: le azioni cambiarie dirette si prescrivono in 3 anni a decorrere dalla data della scadenza della cambiale, le azioni cambiarie di regresso si prescrivono invece in un 1 anno dalla data di protesto o da quella della scadenza del titolo se vi e' la clausola "senza spese".
1) Il procedimento per ingiunzione Il procedimento di ingiunzione è un procedimento speciale disciplinato dagli artt. 633 e seg. del c.p.c.. con il quale, quando non si può far valere il proprio credito sulla base di un titolo esecutivo (la cambiale o l'assegno protestati), si ottiene rapidamente un provvedimento da parte del giudice (il decreto ingiuntivo) che viene riconosciuto dalla legge come titolo esecutivo al fine di consentire l’esecuzione forzata. I requisiti per l'ammissibilità del decreto, da parte del giudice, sono essenzialmente due: Il ricorrente deve vantare un diritto di credito inesausto, necessariamente fungibile, esigibile e costituente una somma e deve essere certo e determinato.
Deve essere prodotta nel ricorso prova certa e scritta del credito vantato, non essendoci contraddittorio, tale prova seguirà il libero apprezzamento del giudice. La prova può consistere in un contratto, una fattura, una parcella, una promessa unilaterale, un riconoscimento di debito. 2) Il procedimento di cognizione
La cancellazione dal registro informatico dei protesti permette di ritornare alla precedente capacità di ottenere finanziamenti e prestiti anche se questo non toglie che il protestato venga considerato come soggetto a maggior rischio creditizio, pertanto i prestiti potranno risultare più difficilmente ottenibili senza la presentazione in futuro di maggiori garanzie. Riferimenti normativi:
Mar Mar 25
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