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Timestamp: 2017-08-16 20:23:45+00:00
Document Index: 147963071

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art.3', 'art. 1', 'art.1', 'art.31', 'art.1', 'art. 31', 'art. 83', 'art.83', 'art.31', 'art.26', 'art. 214', 'art. 214', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 82', 'art. 88', 'art. 46', 'art. 2', 'art.142', 'art. 61', 'art. 164', 'art. 142', 'art.174', 'art.7', 'art.7']

Conto Terzi 2011 Nalon Sinchetto - Manuale per il controllo dell autotrasporto nazionale. Indice - PDF
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2 Indice Prefazione...pag. 3 Introduzione Trasporto in Conto Proprio e Trasporto per Conto Terzi. Quadro normativo Come capire se si sta effettuando trasporto in conto proprio o per conto terzi Caratteristiche del trasporto in conto proprio Sanzioni per l attività di autotrasporto conto terzi senza iscrizione all Albo degli autotrasportatori Procedura operativa in caso di accertamento di attività di autotrasporto abusivo Trasporto in conto terzi con veicolo non adibito a tale uso La filiera L individuazione dei soggetti che compongono la filiera Documenti commerciali Scheda di trasporto (SDT) Contratto di trasporto Equipollenza dei documenti di trasporto Il trasporto di collettame e altri trasporti esenti da Scheda di trasporto o documenti equipollenti Violazioni nell ambito della Scheda di Trasporto ovvero di documento equipollente Mancata o incompleta compilazione della SDT Mancato aggiornamento della SDT Alterazione della SDT Procedura operativa per mancanza della SDT, o documenti equipollenti, a bordo del veicolo Responsabilità della filiera Il sanzionamento della filiera in caso di violazione al C.d.S Individuazione della filiera Verifica delle responsabilita Sanzionamento della filiera Procedure operative per il sanzionamento della filiera in caso di trasporto abusivo I documenti del conducente Titoli occorrenti a bordo in base al ruolo ricoperto del conducente all interno dell impresa Documenti da avere a bordo per chi esercita il conto terzi su veicolo a noleggio Segnalazione delle violazioni in materia di autotrasporto agli enti dello Stato...42 APPENDICE - Decreto Legislativo 21 novembre 2005, n. 286 coordinato con le modifiche introdotte da Decreto Legislativo 22/12/2008 n. 214 e Decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103, convertito, con modificazioni, in Legge 4 agosto 2010, n Pag SDT di stampo ministeriale Modello ministeriale di richiesta del Contratto di Trasporto Grafico responsabilità concorsuale
3 Prefazione. Con il D.L. 103/2010 per la terza volta si interviene sull impianto della Legge 286/2005. Probabilmente non sarà l ultima volta. L autotrasporto di merce è un settore troppo importante per l economia del paese. La fittissima rete di trasporti su gomma che collega le aziende tra loro è, infatti, il punto di forza del ricchissimo tessuto di piccole medie imprese. La delicatezza di questi fili invisibili, di questa nervatura dell economia italiana, è confermata dall alto numero di addetti impiegati ogni giorno dal settore dell autotrasporto e dal suo indotto. Purtroppo molto spesso, per avere un risparmio economico e per cercare di abbreviare i tempi, si infrangono le regole. Secondo i dati in possesso del Ministero dei Trasporti, un trasporto internazionale su dieci è abusivo, la metà di questi per eludere i controlli falsifica licenze e documenti, il venti per cento dei trasporti su tratte locali è abusivo, un trasporto su due non ha al seguito i documenti obbligatori per il trasporto in conto terzi. Questa dispensa, a cui gli autori auspicano di aver dato un taglio pratico, vuole essere uno strumento pronto all uso per formare il personale delle polizie locali al controllo dei mezzi commerciali che ogni giorno percorrono le strade italiane. Serghei Nalon Giulio Sinchetto Introduzione Per molti anni, un importante strumento operativo per il controllo del trasporto di merce su strada è stata la legge n. 298/1974, che regolando il trasporto di cose su strada per conto terzi, prevedeva sanzioni amministrative per chi effettuasse trasporto di cose in conto terzi senza essere iscritto all'albo degli autotrasportatori, e per chiunque effettuasse trasporto di cose in conto proprio senza licenza (se con veicolo superiore a 6 t m.c.p.c.) o violando le prescrizioni della legge stessa. Recentemente, l intera materia ha subito una radicale riorganizzazione, anche sotto la spinta di un allineamento normativo alle regole europee. Con questo allineamento, ad oggi chi esercita l'autotrasporto di cose per conto di terzi con qualsiasi tonnellaggio e a qualsiasi titolo deve essere iscritti all'albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi. Nell arco di pochi anni si sono susseguiti diversi decreti legislativi in materia di autotrasporto: il D.leg 286/2005, che ha assoggettato alle regole della 298/74 anche chi trasporta per conto terzi con veicoli di m.c.p.c. inferiore a 6 t, ha introdotto le responsabilità del committente e del caricatore, oltre a quella del vettore, ha istituito la C.Q.C.; il D.leg 214/2008, che ha modificando in parte il 286/2005, ha introdotto elementi completamente nuovi come la c.d. responsabilità della filiera e la Scheda di Trasporto per chi esercita l autotrasporto per conto terzi; il D.leg. 103/2010 che ha semplificato l accertamento di responsabilità della filiera e il procedimento sanzionatorio per il trasporto abusivo. Sicuramente, il punto di equilibrio normativo in questo settore, è ancora lontano. Nella prospettiva di un lavoro operativo in strada, vale però la pena di fare un riassunto della situazione venutasi a delineare ad oggi. 3
4 La presente dispensa intende fare chiarezza nell applicazione delle normative riguardo il trasporto di merce su strada effettuato con veicoli di m.c.p.c inferiore alle 6 t, cioè con autoveicoli e autocarri. Tale tipologia di trasporto si riscontra principalmente in ambito locale ed urbano, svolta dai c.d. padroncini. In un periodo di frequente aggiornamento normativo, come quello degli ultimi anni, l utilizzo di veicoli di 3,5 t m.c.p.c., poteva rappresentare uno strumento per eludere le regole dell autotrasporto per conto terzi, poiché i limiti di riferimento delle normative erano spesso superiori. La Circolare Ministeriale del 10 Agosto 2009 (Circolare Prot. n. 300/A/10142/09/108/8/3) Abusivismo nel settore dell'autotrasporto. Protocollo d'intesa tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero dell'interno. Coordinamento operativo delle azioni di controllo evidenzia come sia proprio nel settore dei trasporti con autocarri leggeri su tratte locali, che nascono e prosperano fenomeni di abusivismo che portano a storture del mercato e delle regole di concorrenza, danneggiando in prima istanza gli operatori regolari. In detta circolare si legge: Controllo del trasporto in conto proprio L'abusivo impiego di veicoli per il trasporto in conto proprio, in alcuni settori di trasporto e, soprattutto in ambito locale ed urbano, rappresenta lo strumento per eludere le regole dell'autotrasporto in conto terzi. Infatti, attraverso questo illecito comportamento, possono essere eluse le rigide regole di accesso al mercato che, invece, rappresentano lo strumento per garantire la corretta e sicura gestione dell'attività di autotrasporto. In tale ambito, che richiede soprattutto la piena collaborazione ed il massimo impegno delle Polizie Locali, devono essere significativamente aumentati i controlli che dovrebbero tendere anche all'accertamento di eventuali elusioni fiscali che sono necessariamente correlate al fenomeno dell'abusivismo di cui trattasi. In tale settore, particolare attenzione deve essere dedicata al rispetto delle norme che impongono ai soggetti autorizzati a trasportare in contro proprio di documentare adeguatamente la provenienza delle merci trasportate. Infatti, è proprio attraverso l'elusione di tali regole che si concretizza l'illecita attività di trasporto abusivo. In questa circolare le Polizie Locali sono individuate come i soggetti deputati alle verifiche di trasporti effettuati su aree urbane e locali, in collaborazione con gli altri organi di Polizia Stradale. 4
5 1. Trasporto in Conto Proprio e Trasporto per Conto Terzi. Quadro normativo: Trasporto in conto proprio: è libero, non serve alcuna licenza né autorizzazione. Pertanto qualsiasi persona può essere intestaria di un veicolo per trasporto cose in conto proprio avente una m.c.p.c. pari o inferiore a 6t, senza che debba giustificare tale possesso in relazione a esigenze lavorative o commerciali. (cfr. art. 83 C.d.S.) Trasporto per conto terzi: è necessaria l iscrizione all Albo degli Autotrasportatori per chi esercita l autotrasporto di cose per conto terzi con veicoli, anche se presi a noleggio, di portata superiore a 1,5 t m.c.p.c. 1 e per chi esercita con mezzi a tonnellaggio inferiore o uguale a 1,5 t. m.c.p.c. (cfr D.leg 286/2005) Tale distinzione è necessaria solamente per i requisiti riguardo l iscrizione all Albo degli autotrasportatori. Attenzione. L Albo Nazionale degli Autotrasportatori di cose per conto di terzi è stato istituito con la Legge 6 giugno 1974, n L iscrizione nell albo è condizione necessaria per l esercizio dell autotrasporto di cose per conto di terzi. Ai fini dell iscrizione all Albo degli Autotrasportatori, le imprese devono avere i seguenti requisiti : Se intendono svolgere l attività con veicoli di m.c.p.c. superiore a 1,5 t : onorabilità, idoneità finanziaria, idoneità professionale. Se intendono svolgere l attività con veicoli di m.c.p.c. pari o inferiore a 1,5 t: onorabilità, verificata tramite controlli antimafia e presso il casellario giudiziario. 2 La legge finanziaria del 2008 (Legge 244/2007, articolo 2, comma 227.) ha irrigidito ulteriormente l accesso al mercato di autotrasportatori di merce per conto terzi, per i 1 Definizione di trasporto abusivo in conto terzi contenuta nell Allegato 1 PROTOCOLLO D'INTESA TRA MINISTERO DELL'INTERNO E MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI CONTRO L'ABUSIVISMO NEL SETTORE DELL'AUTOTRASPORTO, art.3, comma 1, alla Circolare Ministeriale del 10/08/ Le imprese di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 22 dicembre 2000, n. 395 che esercitano la professione di trasportatore su strada esclusivamente mediante autoveicoli con massa complessiva a pieno carico non superiore a 1,5 tonnellate, effettuano l'iscrizione nell'albo di cui all'articolo 1 della legge 6 giugno 1974, n. 298, come previsto dall'articolo 4, comma 1 del citato decreto legislativo n. 395 del 2000, dimostrando il solo requisito dell'onorabilità di cui all'articolo 5 del decreto legislativo medesimo. Il DM 28 aprile 2005, n. 161 art. 1 c. 1, ha abbassato il limite da 3,5 t, come era inizialmente previsto nel D.Leg. 395/2000, a 1,5 t. 5
6 soggetti che intendono svolgere, ex novo, tale mestiere a partire dal 1 gennaio 2008, assoggettando, de facto, l intero settore ad un regime di licenza. Chiunque intenda svolgere ex novo l attività di autotrasportatore con mezzi a m.c.p.c. superiore a 1,5 t - oltre alle tre caratteristiche sopra riportate dovrà, in alternativa: a) aver acquisito per cessione di azienda altra impresa che cessi l'attività di autotrasporto di cose per conto di terzi (da comprovare con un originale o una copia conforme all'originale dell'atto di cessione debitamente registrato); b) aver acquisito l'intero parco veicolare, purché composto di autoveicoli di categoria non inferiore ad euro 3, da altra impresa, che cessi l'attività di autotrasporto di cose per conto di terzi (da comprovare con un estratto cronologico o una copia del Certificato di Proprietà, dai quali risultino la trascrizione del trasferimento al cessionario del veicolo o dei veicoli costituenti il parco stesso, nonché con dichiarazione sostitutiva di certificazione e di notorietà del cedente; c) aver acquisito in disponibilità (proprietà, leasing, usufrutto, patto di riservato dominio) ed "immatricolato" autoveicoli o complessi veicolari per il trasporto di cose di categoria non inferiore a euro 3 e per una massa complessiva totale non inferiore a 80 tonnellate, in regola per la circolazione. Si precisa che il termine "immatricolato" va necessariamente inteso come immissione in circolazione sia di un veicolo di prima immatricolazione, sia di un veicolo usato, fermo restando il rispetto della categoria euro 3. 3 Quindi, oggi, chiunque voglia iniziare l attività di autotrasportatore di merce per conto terzi, alla guida di mezzi a m.c.p.c. superiore a 1,5 t deve: Non avere subito condanne (onorabilità); Aprire una fideiussione di euro più euro per ogni mezzo aggiuntivo (idoneità finanziaria); Superare un esame (idoneità professionale); Acquistare una licenza da un soggetto che cede l attività ovvero acquistare il parco veicolo, di categoria non inferiore ad euro 3, da altra azienda regolare che ceda l attività ovvero acquistare un parco veicolare, di categoria non inferiore ad euro 3, per una massa complessiva totale non inferiore alle 80 tonnellate. E facilmente intuibile quale concorrenza sleale possa rappresentare, per un operatore regolare, l autotrasporto di merce per conto terzi effettuato in maniera abusiva, e a quali gravi storture del mercato può portare la tolleranza di questo fenomeno. 3 Per approfondire le nuove modalità d accesso, per i soggetti che iniziano ex novo l attività di autotrasportatore di merce per conto terzi, si rimanda alla consultazione della Circolare del MINISTERO DEI TRASPORTI, N. 1/2008/APC, del 29 gennaio 2008, Accesso al mercato: disposizioni applicative. 6
7 2. Come capire se si sta effettuando trasporto in conto proprio o per conto terzi. Capire davanti a che tipo di trasporto ci stiamo trovando è la parte chiave nel lavoro operativo con i veicoli di m.c.p.c. inferiore a 6t. Infatti, al di sopra di tale m.c.p.c., è semplice capire la tipologia del trasporto, poiché anche chi trasporta merce in conto proprio deve documentare la propria attività, tramite esibizione della licenza per il trasporto in conto proprio (recante indicazione della/e categoria/e merceologica/e che il veicolo può trasportare, ai sensi della Legge 298/74). Attenzione.Chi esercita un trasporto in conto proprio, con veicoli di m.c.p.c. inferiore alle 6 t, non è soggetto ad alcuna restrizione, prescrizione o licenza. 4 La chiave operativa sta nel comprendere dove inizia e dove finisce il trasporto in conto proprio. Perché laddove finisce il conto proprio, inizia necessariamente il conto terzi. E nel conto terzi, come già specificato nel cap. 1, il limite delle 6 t non esiste più. Infatti, il D.L.vo n. 478/2001, art.1 c. 2 fornisce la seguente definizione: Costituisce esercizio della professione di trasportatore su strada di cose per conto terzi, l attività dell impresa che esegue, mediante autoveicoli, fuori dalla fattispecie prevista dal art.31 della legge 298/74 (conto proprio), il trasferimento di cose contro un corrispettivo. Successivamente il D.L.vo 395/2000 di riforma del settore, all art.1 c. 2, afferma: Esercita l'attività di trasportatore su strada di cose per conto di terzi il soggetto che esegue, mediante autoveicoli, fuori della fattispecie prevista dall'articolo 31 della legge 6 giugno 1974, n. 298, il trasferimento di cose verso corrispettivo. Queste due definizioni legislative hanno una importante valenza operativa perché affermano che chi non sta eseguendo il trasporto in conto proprio - perché non ha tutte le caratteristiche previste 5 per il trasporto in conto proprio dalla 298/74 - sta eseguendo un trasporto per conto terzi. Sta esercitando il trasporto per conto terzi su strada, colui che ad un controllo risulta: a. Non possedere tutte le caratteristiche di un trasporto in conto proprio, così com è definito dall art. 31 della 298/74; (cfr. cap.2.1) b. Stare effettuando il trasporto verso corrispettivo. 4 Così stabilito dall art. 83/2 C.d.S. 5 Per le caratteristiche previste per il conto proprio, vedere cap
8 Attenzione. Pertanto, poiché sotto le 6 t m.c.p.c. il trasporto in conto proprio è libero da licenza, bisogna prestare particolare attenzione alla presenza di tutte le condizioni previste per il conto proprio. Qualora anche solo una di tali condizioni risultasse mancante, non si parla più di trasporto in conto proprio ma di trasporto in conto terzi. E bene a questo punto ricordare che per esercitare il trasporto su strada per conto terzi è sempre necessaria l iscrizione all Albo degli Autotrasportatori. (cfr cap.1) Con l esenzione introdotta dal art.83 CdS (riguardante il trasporto in conto proprio, libero da licenza se esercitato con veicoli di m.c.p.c. inferiore a 6 t), si è però assistito a un proliferare di situazioni limite, come i c.d. padroncini, a cui faceva riferimento la Circolare Ministeriale sopra riportata. 2.1 Caratteristiche del trasporto in conto proprio Perché si possa parlare di trasporto in conto proprio debbono ricorrere contemporaneamente tutte le seguenti quattro caratteristiche: Il trasporto deve avvenire con mezzi di proprietà o in usufrutto delle persone fisiche o giuridiche, enti privati o pubblici che lo esercitano (o dei famigliari nel caso dei artigiani); Il conducente deve essere il titolare dell impresa o un dipendente dell impresa stessa (o un famigliare nel caso dei artigiani); La merce deve essere di proprietà dell impresa/persona fisica o deve essere da questa prodotta o venduta, noleggiata o debba essere da loro elaborata, trasformata, riparata, migliorata e simili o tenuta da loro in deposito (questo ultimo caso deve essere dimostrato tramite regolare contratto); Le cose trasportate devono essere strettamente attinenti per caratteristica merceologica all attività principale. 6 (Es. un fruttivendolo che trasporta frutta, ortaggi etc è in regola; un fornaio che trasporta abiti NON è in regola). Si ribadisce che in mancanza di anche solo una di dette caratteristiche, non si tratta più di trasporto in conto proprio (così come definito dal art.31 della 298/74) ma di trasporto in conto terzi. 6 Per la definizione di attività di trasporto complementare o accessoria all attività principale vedasi il D.P.R. n. 783/
9 Possono, in aggiunta, sussistere le seguenti due condizioni, che sono state omesse dall elenco delle condizioni necessarie, poiché risultano di difficile verifica da parta dell operatore su strada: i veicoli non devono superare la portata necessaria a soddisfare le esigenze dell impresa e i costi dell attività di trasporto non possono essere preponderanti sui costi totali dell attività svolta. 2.2 Sanzioni per l attività di autotrasporto conto terzi senza iscrizione all Albo degli autotrasportatori. Come stabilito dalla legge 298/74, art.26 E vietato esercitare l'attività di autotrasportatore di cose per conto terzi senza essere iscritto nell'albo, ovvero continuare ad esercitare l'attività durante il periodo di sospensione o dopo la radiazione o la cancellazione dall'albo. Pertanto, chi viola tale disposizione incorre nelle seguenti sanzioni: Se è la prima violazione: Pagamento sanzione in misura ridotta di Euro 4.130,00; fermo del veicolo per 3 mesi richiamando l art. 214 del CdS. Pagamento in misura ridotta ammesso tramite il modulo F23 se vettore straniero (anche UE); se vettore italiano: trasmissione del verbale al Prefetto. NOTE PER L OPERATORE DI POLIZIA STRADALE: E ammesso il pagamento in misura ridotta se la violazione è commessa a bordo di un autocarro immatricolato all estero, anche se paese UE, ma l importo deve essere devoluto allo stato, perciò per il pagamento deve essere utilizzata la modulistica F23. Se il vettore è italiano bisogna trasmettere il verbale al Prefetto competente per la provincia entro 10 giorni per l irrogazione dell ordinanza ingiunzione. La violazione deve essere segnalata agli U.M.C. della provincia di immatricolazione del veicolo e all Ufficio provinciale (della provincia in cui l impresa ha la sede legale e delle province in cui l impresa ha sedi secondarie; stando che l iscrizione deve avvenire nella provincia della sede legale, in caso di persona fisica, tale ufficio sarà quello della residenza della persona fisica) deputato alla tenuta dell Albo provinciale degli autotrasportatori. Se la stessa violazione è già stata commessa nell arco di 5 anni precedenti (accertata con provvedimento esecutivo): Pagamento sanzione in misura ridotta di Euro 5.164,00; la confisca amministrativa del veicolo. 9
10 Pagamento in misura ridotta ammesso tramite il modulo F23 se vettore straniero (anche UE); se vettore italiano, trasmissione del verbale al Prefetto. NOTE PER L OPERATORE DI POLIZIA STRADALE: Vedere nota alla fattispecie precedente. Se la stessa violazione è già stata commessa, ma non nei 5 anni precedenti (accertata con provvedimento esecutivo): Pagamento sanzione in misura ridotta di Euro 4.130,00; la confisca amministrativa del veicolo; Pagamento in misura ridotta ammesso tramite il modulo F23 se vettore straniero (anche UE); se vettore italiano: trasmissione del verbale al Prefetto. NOTE PER L OPERATORE DI POLIZIA STRADALE: Vedere nota alla fattispecie precedente. La violazione è contestata: nei confronti del VETTORE 7 se viene accertata la mancanza di titolo legale per l'esercizio dell'attività oppure, nei confronti del PROPRIETARIO del VEICOLO se il vettore non è individuabile. nei confronti del CONDUCENTE se il vettore è straniero. Al conducente, che di norma non è responsabile della violazione, non deve essere mossa alcuna contestazione ma va comunque verbalizzato il fermo del veicolo. Solo nel caso di autotrasporto abusivo eseguito con autocarro immatricolato all estero, tutte le violazioni vanno contestate direttamente a chi lo conduce. 8 Il fermo amministrativo del veicolo, segue le procedure indicate all art. 214 del C.d.S. Il veicolo, perciò, è affidato in custodia al conducente o al proprietario che non possono rifiutarsi di custodirlo in un luogo idoneo di cui abbiano disponibilità. In caso di rifiuto o di impossibilità alla custodia, il veicolo fermato è affidato ad un custodeacquirente autorizzato. 9 7 Per la definizione di Vettore si veda il cap.3 La filiera. 8 Così modificato dalla Legge 120/ Da "il Centauro" n.102, LA RIFORMA DELL'AUTOTRASPORTO: REGIME SANZIONATORIO di Giandomenico Protospataro. 10
11 2.3 Procedura operativa in caso di accertamento di attività di autotrasporto abusivo. 10 Se si accerta un attività di autotrasporto abusivo sono sempre da considerare responsabili in concorso i seguenti soggetti: 11 il committente, il proprietario della merce il caricatore (se soggetto diverso) della merce Nei loro confronti devono essere redatti sempre dei verbali separati per la violazione degli articoli 26 o 46 della legge 298/74. La responsabilità del committente, del proprietario della merce e del caricatore è automatica e si perfeziona solo per il fatto che il vettore, a cui loro hanno affidato la merce, non è autorizzato ovvero operi in violazione delle prescrizioni. A nulla possono rilevare eventuali dichiarazioni da parte di questi soggetti di non aver saputo : in quanto l impianto normativo attuale obbliga l intera filiera ad accertarsi della regolarità del vettore a cui si affida la propria merce e l incarico di trasportarla. Alla violazione consegue, se il committente è un azienda o ente pubblica la sanzione amministrativa accessoria della confisca della merce trasportata (N.B. Non si sequestra la merce se il committente è una persona fisica!). Si procede ai sensi dell art. 20 della Legge 689/81. Gli agenti accertatori debbono si noti che è una procedura obbligatoria e non rimessa alla discrezione del organo procedente - procedere al sequestro ai fini della confisca della merce con le modalità dell art. 19 della Legge 689/81. Il sequestro non dipende dall eventuale accertamento della responsabilità nella commissione dell illecito da parte del proprietario della merce, in quanto è una sanzione accessoria al Committente che per legge è sempre responsabile 12. Il sequestro è disposto come sanzione accessoria al verbale da redigere nei confronti del Committente. Nel caso di mancanza dei locali idonei allo stoccaggio e alla conservazione, la merce può essere affidata in custodia al trasgressore stesso, come chiarito dalla Circolare ministeriale: [ ]diversamente da quanto previsto per il sequestro dei veicoli, non contiene (la normativa N.d.A.) specifiche disposizioni per il sequestro delle merci né prevede la creazione di magazzini di temporanea custodia come invece possibile per le cose sequestrate in occasione di controlli doganali o in operazioni di contrasto al contrabbando. In proposito è stato acquisito il parere dell'ufficio per l'amministrazione Generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza secondo il quale i beni sequestrati potrebbero essere affidati al soggetto destinatario del provvedimento ablatorio, limitatamente alle merci che per la loro natura lo permettano. Nelle more del provvedimento ablatorio, tale soggetto potrebbe essere individuato quale amministratore e custode responsabile delle merci. 13 La merce, se si opta per l affidamento al trasgressore, deve essere preventivamente inventariata, fotografata e sigillata. E necessario informare il custode che la dispersione della stessa, come ogni altra violazione degli obblighi di custodia, costituiranno un reato penale. Sarebbe opportuno che il medesimo avviso comparisse anche sui sigilli apposti sulla merce. 10 Vedere il cap Vedere il cap.3 La responsabilità della filiera. 12 Comma 2, articolo 7, D.L. 286/2005 responsabilità del vettore, del committente, del caricatore e del proprietario della merce 13 Ministero dell'interno. Decreto Legislativo n. 286 del 21 novembre 2005 Disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell'esercizio dell'attività di autotrasportatore. Custodia delle merci sequestrate. (cir. n. 300/A/1/22085/108/13/7 del 4 aprile 2007) 11
12 2.4 Trasporto in conto terzi con veicolo non adibito a tale uso. Chiunque utilizza per trasporto per conto terzi un veicolo non adibito a tale uso è punito con sanzioni amministrative (es: un veicolo immatricolato come uso proprio viene adibito a trasporto merce per conto terzi). Tali sanzioni hanno entità diversa a seconda della m.c.p.c. del veicolo con cui il trasporto è stato effettuato: se la violazione è commessa con un veicolo di m.c.p.c. inferiore alle 6 t, ricorre la violazione dell'art. 82, c. 8 C.d.S.; se la violazione è commessa con un veicolo di m.c.p.c. superiore alle 6 t, il C.d.S. all'art. 88 richiama le sanzioni previste dall art. 46 della Legge 298/1974, pertanto si applicherà la procedura ivi prevista. 14 Attenzione: si specifica che la violazione relativa all'impiego in conto proprio di un veicolo destinato ad uso per conto terzi, può essere commessa senza un abusivo esercizio dell'attività di autotrasporto. 14 Da "il Centauro" n.102, LA RIFORMA DELL'AUTOTRASPORTO: REGIME SANZIONATORIO di Giandomenico Protospataro 12
13 3. Responsabilità della filiera. La 286/2005 ha stabilito che le sanzioni previste per le violazioni al C.d.S. e per l autotrasporto abusivo per conto terzi debbano essere applicate anche ai soggetti facenti parta della c.d. filiera coinvolta nell attività dell autotrasporto. Per filiera si intendono i seguenti soggetti 15 : Vettore: l impresa di autotrasporto iscritta all'albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l'autotrasporto di cose per conto di terzi, ovvero l'impresa non stabilita in Italia, abilitata ad eseguire attività di autotrasporto internazionale o di cabotaggio stradale in territorio italiano. E il proprietario del veicolo o comunque ne ha l usufrutto a seguito di un leasing o noleggio. Committente: l impresa o la persona giuridica pubblica che stipula, o nel cui nome è stipulato, il contratto di trasporto con il vettore. E il cliente del vettore: colui che lo chiama a svolgere l autotrasporto. Caricatore: l impresa o la persona giuridica pubblica che consegna la merce al vettore, curando la sistemazione delle merci sul veicolo adibito all esecuzione del trasporto. In genere è il magazzino o il locale in cui il vettore è stato caricato. Proprietario della merce: l impresa o la persona giuridica pubblica che ha la proprietà della merce al momento della consegna della stessa al vettore. 16 Diversi soggetti possono ricoprire ruoli diversi nella filiera così come uno stesso soggetto può fungere contemporaneamente da committente, caricatore e proprietario della merce. Non potrà accadere, ovviamente, che il proprietario sia anche il vettore perché in tal caso il trasporto diventa in conto proprio. L introduzione della responsabilità della filiera si è resa necessaria per reprimere situazioni in cui i committenti impongono ai vettori tempi e modalità di lavoro tale da spingerli alla violazione delle norme del C.d.S.; 15 Definizioni tratte dal Decreto Legislativo 21 novembre 2005, n. 286 "Disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell'esercizio dell'attività di autotrasportatore". 16 Circolare Ministeriale 4 dicembre 2009 n. 05/2009 prot. 300/A/15634/09/106/44 Articolo 7-bis del Decreto Legislativo , b Istituzione della scheda di trasporto. Ulteriori disposizioni operative per la corretta compilazione del documento e per il suo controllo al paragrafo 2. Proprietario della merce Tenuto conto dei numerosi quesiti pervenuti relativamente all'individuazione del soggetto "proprietario della merce", si chiarisce che tale figura deve essere identificata in base al disposto dell'art. 2, comma 1, lett. e), del decreto legislativo 286/05. Tale norma definisce il proprietario della merce come "l'impresa o la persona giuridica pubblica che ha la proprietà delle cose oggetto dell'attività di autotrasporto al momento della consegna al vettore"; pertanto si prescinde - nell'individuazione del proprietario della merce - sia dal contratto di vendita sottostante, sia dagli "incoterms" (accordi assicurativi che trasferiscono i rischi del trasporto), che dalla nozione di trasferimento della proprietà secondo il codice civile. Si tratta, quindi, di un'indicazione puntuale e momentanea, rilevante ai fini dell'accertamento dell'eventuale responsabilità del proprietario. 13
14 Esempi: - Un committente che fissa i tempi di consegna della merce in tre ore per una consegna da effettuare a seicento chilometri di distanza, stabilendo magari anche penalità per i ritardi, risponderà di aver fornito istruzioni incompatibili con il rispetto dell art.142 C.d.S. Se, quindi, al conducente sarà contestata questa violazione, il committente risponderà in concorso al conducente e gli sarà contestato un verbale di pari importo. - Un committente che dà istruzione di caricare un manufatto ingombrante su un veicolo più piccolo, da cui tale manufatto inevitabilmente sporgerà lateralmente, risponderà della violazione all art. 61 C.d.S. in concorso al conducente. - Un caricatore che ha mal sistemato il carico, risponderà della violazione all art. 164 C.d.S. in concorso al conducente. Nei casi più gravi, quando i committenti affidano la merce ad operatori abusivi che operano al di fuori delle vigenti normative in materia di autotrasporto su strada, ne risponderanno anche con la confisca amministrativa della merce. Le responsabilità dei soggetti che compongono la filiera si possono suddividere in quattro maxi tipologie: Responsabilità in concorso automatica: si perfeziona a prescindere da ogni altra valutazione, sia nella forma che nella sostanza. E il caso del trasporto abusivo oppure esercitato violando le prescrizioni della licenza. Ne risponde: il committente, il caricatore e il proprietario della merce. La filiera, quindi, risponde per il fatto stesso che il vettore ha commesso una determinata violazione amministrativa. Responsabilità in concorso in presenza di un contratto stipulato in forma scritta. Se l autista ha violato un numero definito di articoli del codice della strada (cfr. tabella riepilogativa per sapere quali), l organo accertatore dopo aver contestato la violazione al conducente stesso - dovrà prendere visione del contratto e valutare se la filiera abbia impartito istruzioni tali da essere in contrasto con il rispetto del Codice della strada e altre leggi. Attenzione: il contratto deve essere a bordo oppure deve esserci una dichiarazione scritta del committente in cui si certifica che il contratto stesso esiste: ciò per consentire agli agenti di avviare le procedure per richiederlo. Se a bordo mancano sia il contratto che la dichiarazione scritta del committente, si proceda come se il contratto non fosse stato stipulato. 17 (cfr. Responsabilità in concorso in assenza del contratto.) Responsabilità in concorso in assenza del contratto. In questo caso la responsabilità della filiera è di tipo automatica solo per il fatto che il vettore ha commesso una determinata violazione amministrativa. Ma questa responsabilità scatta solo per violazioni a due articoli del CdS (riposo del conducente, velocità). Responsabilità in concorso in assenza del contratto ma con istruzioni presenti a bordo del veicolo. I soggetti che possono fornire istruzioni sono due: il vettore all autista e il committente al vettore. Per farlo non devono stipulare necessariamente un contratto in forma scritta. Possono, per esempio, essere inserite 17 Così modificato dal D.L. n.103/2010 recante Disposizioni in materia di sicurezza stradale. 14
15 le istruzioni nella Scheda di trasporto (dal committente), in altro documento equipollente oppure allegarle separatamente alla documentazione equipollente (dal vettore) 18. In genere, le istruzioni fornite dal vettore e dal committente appaiano di questo tenore: Il vettore nell effettuazione dei servizi di trasporto di merci su strada deve attenersi al rispetto scrupoloso delle disposizioni legislative e regolamentari poste a tutela della sicurezza della circolazione stradale e della sicurezza sociale con particolare riferimento ai seguenti articoli del Codice della Strada: art. 142 e art.174. Il Committente declina ogni responsabilità per eventuali inosservanze poste in essere rispetto a quanto impartito. La seguente tabella riassume così, almeno, sperano gli autori - la complessa rete di responsabilità dei soggetti della filiera. Le responsabilità della filiera nelle violazioni alle leggi commesse da parte del Vettore e del suo conducente: Responsabilità di tipo automatica, (a prescindere da ogni tipo di valutazione e forma del contratto). Responsabilità in caso di redazione del contratto in forma scritta. Responsabilità in caso di contratto stipulato in forma non scritta e assenza di altre istruzioni a bordo del veicolo. Responsabilità in concorso in assenza di un contratto stipulato in forma scritta ma con istruzioni presenti a bordo del veicolo. Art. 26 Legge 298/74 Art. 46 Legge 298/74 Art. 61 CdS Art. 62 CdS Art. 142 CdS Art. 164 CdS Art. 167 CdS Art. 174 CdS Art. 142 CdS Art. 174 CdS Art. 142 CdS Art. 174 CdS 18 Si ricordi che il vettore non può mai compilare la scheda di trasporto ne il committente può delegarlo a fare. E evidente, perciò, che l unico modo che ha il vettore per fornire le istruzioni all autista è allegarle separatamente alla scheda di trasporto o alla documentazione equipollente. 15
16 3.1 L individuazione dei soggetti che compongono la filiera. Per poter facilmente risalire all intera filiera coinvolta nel trasporto - anche con lo scopo dell applicazione delle sanzioni - chi sta effettuando un trasporto di merce su strada per conto terzi deve avere con sé una serie di documenti, che si dividono essenzialmente in tre tipologie, tutte idonee per identificare i soggetti della filiera. I documenti commerciali: il cui accompagnamento della merce è previsto da specifiche normative fiscali e il cui controllo di regolarità è riservato specificamente alla Guardia di Finanza. 19 Tali documenti possono essere equipollenti alla Scheda di trasporto, purché contengano tutti i dati in essa previsti. La Scheda di Trasporto (SDT): è un documento che ogni committente deve consegnare al vettore prima di ogni singolo trasporto. Il conducente è tenuto ad avere a bordo del veicolo la scheda di trasporto e ad esibirla alle autorità competenti in caso di controlli su strada. E lo strumento studiato apposta per identificare l intera filiera coinvolta nel trasporto (committente, caricatore, proprietario della merce). Non ha valenza fiscale non c è nemmeno l obbligo di una sua conservazione dopo il termine del trasporto ma ha il solo scopo di consentire all operatore di polizia stradale di risalire e, se necessario, sanzionare la filiera coinvolta nel trasporto. Il Contratto di trasporto: è un contratto civile, non necessariamente redatto in forma scritta (in questo caso si dice che il contratto è stipulato non in forma scritta ), fra il committente e il vettore in cui il primo incarica il secondo di effettuare un trasporto di merce. E utile per risalire alle indicazioni fornite dal committente al vettore e al conducente, per chiamarlo a rispondere degli eventuali illeciti commessi dal conducente (relativi alla velocità, al carico irregolare o mal sistemato, al mancato rispetto dei periodi di guida e di riposo) con una responsabilità propria e concorrente a quella del conducente (e non di tipo solidale). Non esiste obbligo di avere il Contratto di trasporto a bordo del veicolo, ma in questo caso deve essere presente a bordo una dichiarazione del Committente che il contratto esiste. Questa dichiarazione è propedeutica all attivazione della procedura di richiesta del contratto stesso da parte del Comando procedente. 20 Se il contratto è a bordo del veicolo durante il trasporto, sostituisce la SDT a tutti gli effetti, a condizione di includere tutti i dati previsti per la medesima. NOTE PER L OPERATORE DI POLIZIA STRADALE: Ai fini del controllo stradale è sufficiente avere anche solo una di queste tipologie di documenti a bordo del veicolo. In seguito al chiarimento contenuto nella Circolare Ministeriale congiunta del 6 agosto /A/10029/09/108/44 del Ministero dell Interno e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Articolo 7-bis del Decreto Legislativo , n. 286 Istituzione della scheda di trasporto. Ulteriori disposizioni operative per la corretta compilazione del 19 Cfr Dpr 14 agosto 1996, n I controlli fiscali su strada, di competenza della Guardia di finanza (sino al 1996 potevano essere effettuati anche dai Carabinieri, dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Municipale), possono essere eseguiti solo ai fini di acquisire elementi utili per l esatta applicazione delle norme tributarie. 20 Cfr D.Leg. 286/
17 documento e per il suo controllo., i sopracitati documenti possono essere esibiti in fotocopia Documenti commerciali. La verifica della regolarità dei documenti commerciali spetta in via esclusiva alla Guardia di Finanza, ma il D.Leg. 286/2005 stabilisce che, nel caso in cui siano assenti il contratto di trasporto e/o la Scheda di Trasporto a bordo del veicolo, chi esercita le funzioni di Polizia stradale deve individuare il committente -ed eventualmente il caricatore- sulla base delle dichiarazioni fornite dal vettore e/o dal conducente e dalla consultazione di altri documenti, anche commerciali, riguardanti il trasporto. 21 Inoltre questi documenti sono equipollenti alla Scheda di Trasporto, possono cioè essere presentati agli operatori di Polizia stradale al posto della medesima, a condizione che contengano tutti gli elementi in essa previsti. (cfr ) Per tutte queste ragioni, la corretta lettura dei documenti commerciali è un momento operativo molto importante. Questi documenti commerciali sono di due tipi: il DDT (Documento di Trasporto) e la fattura. Come è noto, dal 1996 non esiste più l obbligo della bolla di accompagnamento della merce. Questa deve però essere accompagnata dalla fattura fiscale o dal DDT. I prodotti assoggettati ad accisa viaggiano con specifici documenti di accompagnamento (D.A.A., D.A.S., D.O.C.O, D.A.U.). La fattura è il documento che attesta l'avvenuta esecuzione del contratto di vendita. Essa deve contenere i seguenti dati: - luogo e data di emissione; - numero progressivo attribuito; - dati identificativi del venditore (cioè nominativo o ragione sociale, indirizzo e numero di partita IVA, codice fiscale e iscrizione al Registro delle imprese); - dati identificativi del compratore (cioè nominativo o ragione sociale, indirizzo, codice fiscale e, eventualmente, partita IVA); - la natura, qualità e quantità della merce; - costo della merce; - indicazione delle imposte; - costo totale. Nel caso in cui la fattura sia emessa in data successiva a quella di consegna della merce, la normativa fiscale impone che sia preceduta dall'emissione del documento di trasporto (D.D.T.). I documenti commerciali equipollenti, che possono accompagnare la merce durante il trasporto in alternativa al Contratto o alla Scheda di trasporto e che possono essere esibiti agli operatori di Polizia stradale, quindi, sono: D.D.T. : è il documento che accompagna la merce durante il trasporto. Esso ha sostituito la bolla di accompagnamento nella maggior parte dei casi di traslazioni di merci. Il DDT deve contenere i seguenti elementi: o la data di emissione e il numero progressivo attribuito; 21 Cfr la Circolare del Ministero dell Interno N. 300/A/1/52609/108/13/7 del 14 luglio
18 o i dati identificativi del venditore (cioè nominativo o ragione sociale, indirizzo e numero di partita IVA, codice fiscale e iscrizione al Registro delle imprese); o i dati identificativi del compratore (cioè nominativo o ragione sociale, indirizzo, codice fiscale e, eventualmente, partita IVA); o la natura, qualità e quantità della merce trasportata; o l'indicazione della ditta incaricata del trasporto, nel caso venga fatto da un vettore; o la data di effettiva consegna della merce, se questa avviene successivamente alla data di emissione del DDT. Fattura accompagnatoria: riunisce in uno stesso documento gli elementi della fattura e le informazioni sul trasporto dei beni venduti; pertanto, come il DDT, accompagna la merce durante il viaggio. Fattura pro-forma: (senza valore ai fini fiscali) non è una vera e propria fattura, ma una sorta di anticipazione di una fattura che verrà emessa in un secondo momento; viene usata solitamente nelle traslazioni con l'estero al fine, per esempio, di far ottenere al cliente delle aperture di credito presso gli istituti bancari oppure viene anche utilizzata per accompagnare l invio di campioni gratuiti Scheda di trasporto (SDT). 22 La scheda di trasporto ha come obiettivo "il conseguimento di maggiori livelli di sicurezza stradale favorendo le verifiche degli organi di controllo per il corretto esercizio dell attività di autotrasporto di merci per conto di terzi in ambito nazionale" ed è un documento di tracciabilità della merce in grado, o perlomeno lo dovrebbe essere, di identificare tutti i soggetti coinvolti nella filiera del trasporto. La scheda di trasporto costituisce documentazione idonea per applicare i verbali di violazione amministrativa anche nei confronti della filiera (vettore, committente, caricatore e proprietario della merce). La scheda di trasporto è compilata a cura del committente e tenuta a bordo del veicolo dal conducente per tutta la durata del trasporto. La verifica della scheda di trasporto non deve considerarsi come esaustiva dell accertamento delle responsabilità della filiera: essa serve solamente per individuare le generalità dei soggetti della filiera coinvolti, alla quale seguirà il normale accertamento delle responsabilità (con le modalità illustrate nel cap. 4 ). La scheda di trasporto è compilata su carta semplice, il cui aspetto, forma, colore etc. è a completa discrezione del compilatore. Il ministero, comunque, ne ha preparato un modello indicativo di riferimento, visibile in appendice alla presente 22 Tutto quanto contenuto nel D.leg 214/2008, modificante il D.Leg 286/2005 e introducente l articolo 7-bis. Le informazioni del paragrafo, ove non indicato altrimenti, sono tratte e riassunte dalla Circolare ministeriale congiunta del Ministero dell Interno e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17/07/2009 Istituzione della scheda di trasporto. Disposizioni operative per la corretta compilazione del documento e per il suo controllo. ; e Circolare Ministeriale congiunta del 6 agosto /A/10029/09/108/44 del Ministero dell Interno e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Articolo 7-bis del Decreto Legislativo , n Istituzione della scheda di trasporto. Ulteriori disposizioni operative per la corretta compilazione del documento e per il suo controllo. 18
19 dispensa. Affinché si possa parlare di SDT correttamente compilata, in essa devono essere contenuti tutti i seguenti dati: DATI DEL VETTORE: o Denominazione sociale per le società di capitali o ragione sociale per le società di persone o per le imprese individuali; o Partita IVA e CF (se diverso dalla partita IVA); o Numero iscrizione all Albo degli Autotrasportatori. (cfr cap.1) Attenzione: prestare particolare attenzione alla presenza del numero di iscrizione del vettore all albo nazionale degli autotrasportatori. La riforma apportata con Legge 103/2010 stabilisce che al committente si applica sempre la sanzione prevista dal comma 4 dell art.7 bis della 286/2005 (600 euro pagamento in misura ridotta) se nella SDT manca questo numero. La sanzione deve essere applicata al committente per il solo fatto di aver omesso di riportare sulla scheda il numero dell iscrizione. 23 Attenzione: il Committente può anche allegare alla Scheda di trasporto - o alla documentazione equipollente - una dichiarazione scritta di aver preso visione della carta di circolazione o di altra documentazione da cui risulti il numero di iscrizione del vettore all Albo nazionale degli autotrasportatori. In questo caso lo specifico campo sulla Scheda di trasporto può rimanere vuoto. Se manca l indicazione di questo numero sia sulla scheda di trasporto ed è assente anche la dichiarazione di cui sopra ricorre la violazione del committente del comma 4 dell art.7 bis della 286/2005 (600 euro pagamento in misura ridotta) anche se successivamente dovesse risultare la regolarità dell iscrizione del vettore Circolare congiunta Ministero dell'interno e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Legge 29 luglio 2010, n.120, recante "Disposizioni in materia di sicurezza stradale". Decreto-Legge 6 luglio 2010, n.103, convertito, con modificazioni, in Legge 4 agosto 2010, n, t 27, recante "Disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo ed il sostegno della produttività nel settore dei trasporti". Modifiche del Codice della Strada e del Decreto legislativo 21 novembre 2005, n.286. Prime dispositive operative in materia di autotrasporto di merci. (Circolare n. 300/A/10/108/13/1 e Prot. n del 15 settembre 2010). 24 Vedi nota
20 DATI DEL COMMITTENTE: o Denominazione sociale per le società di capitali o ragione sociale per le società di persone o per le imprese individuali; o Partita IVA e CF (se diverso dalla partita IVA). DATI DEL CARICATORE: o Denominazione sociale per le società di capitali o ragione sociale per le società di persone o per le imprese individuali; o Partita IVA e CF (se diverso dalla partita IVA). DATI DEL PROPRIETARIO DELLA MERCE: o Denominazione sociale per le società di capitali o ragione sociale per le società di persone o la ditta per le imprese individuali o nominativo se persona fisica; o Partita IVA e/o CF(se diverso dalla partita IVA). N.B. Ci sono dei casi in cui il committente può non sapere, al momento dell inizio del trasporto, chi sia il proprietario della merce. In questo caso può lasciare questo campo vuoto purché nello spazio destinato ad Osservazioni motivi brevemente le ragioni per cui gli è impossibile conoscere chi sia il proprietario della merce. DATI MERCE TRASPORTATA: o Tipologia; o Quantità colli o Peso complessivo; o Luogo di carico della merce; o Luogo di scarico della merce. N.B. Per tipologia si intende la caratteristica merceologica della merce (es. sabbia, mattoni, legname, abiti, etc) e se si tratta di merce confezionata, di che tipo di imballaggio si tratta e del suo contenuto (es. fusti di acido, bottiglie di acqua minerale, etc). NOTE PER L OPERATORE DI POLIZIA STRADALE: In occasione di controlli stradali, gli operatori di polizia stradale avranno cura di annotare sulla scheda di trasporto la data e l'ora del controllo e le generalità di chi lo ha effettuato, sottoscrivendo tale annotazione a conferma dell'esibizione del documento. Ciò, infatti, potrà consentire di limitare eventuali operazioni di manomissione o sostituzione della scheda, garantendo la correttezza del trasporto e delle indicazioni in essa contenute Paragrafo 9, Circolare Ministeriale congiunta del 6 agosto /A/10029/09/108/44 del Ministero dell Interno e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Articolo 7-bis del Decreto Legislativo , n Istituzione della scheda di trasporto. Ulteriori disposizioni operative per la corretta compilazione del documento e per il suo controllo. 20