Source: https://www.bonifichelaziali.it/bonifica-amianto/normative/
Timestamp: 2019-06-16 21:32:50+00:00
Document Index: 25771701

Matched Legal Cases: ['art.10', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 1', 'art 1']

Normative smaltimento amianto - difesa ambientale - Bonifiche Laziali
Legge regionale 27 aprile 2011, n. 14. Interventi urgenti per la salvaguardia della salute dei cittadini: Norme relative all’eliminazione dei rischi derivanti dalla esposizione a siti e manufatti contenenti amianto. Art 4. Piano Regionale Amianto
per la Calabria. 4-5-2011 – Supplemento straordinario n. 2 al BU della Regione Calabria maggio 2011.
DGCR n. 497 dell’11 dicembre 1996. Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto (Proposta della Giunta regionale in data 29 ottobre 1996,
n. 2580).
Delibera Giunta Regionale Lazio 10 novembre 1998, n. 5892. Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica al fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto (Pubblicato nel Supplemento Ordinario
n. 4 al Bollettino Ufficiale n. 16 del 10 giugno 1999).
Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto. (BURL n. 40, 1º suppl. ord. del 03 Ottobre 2003)
Legge Regionale 12 dicembre 2003 n. 26. Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche. (BURL n. 51, 1° suppl. ord. del 16
Documento unico di programmazione Regione Marche 2000 – 2006 OB 2 Asse 1 Misura 1.1 Submisura 3. (Allegato “a” alla deliberazione n. 79 del 22/01/2002) “Aiuti per la riconversione ecologica delle PMI industriali ed artigiane, per il miglioramento
delle condizioni di sicurezza e di salute nell’ambiente di lavoro e per il risparmio energetico ” (compresa bonifica di strutture contenenti amianto).
Deliberazione della Giunta Regionale del 5 febbraio 2001, n. 51-2180. Piano Regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto (art.10 della Legge
27.3.1992 n. 257).
D.G.R. 28 Dicembre 2012, n. 15-5138. Approvazione dei criteri generali per la concessione di contributi per interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto e per i necessari interventi edilizi di ripristino su edifici scolastici di proprietà
di ente pubblico ed eventuale contenimento energetico delle coperture degli stessi. L.R. n. 30 del 14 ottobre 2008, L.R. n. 28 del 28 dicembre 2007 e L.R. n. 13 del 28 maggio 2007. (B.U. 31 gennaio 2013, n. 5).
Piano Regionale Amianto Puglia. Avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Integrazione componenti della Commissione DD.GG.RR. n. 2221 del 19 ottobre 2010 e n. 3014 del 28 dicembre 2010. Bollettino Ufficiale della Regione
Puglia – n. 70 del 16 maggio 2012.
Legge regionale 16 dicembre 2005, n. 22. Norme per l’approvazione del Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto. Bollettino Ufficiale della
Regione Sardegna n. 39 del 29 dicembre 2005.
Deliberazione G.R. n. 25/28 del 3 luglio 2007. Programma degli interventi di cui alla L.R. n. 22/2005 – “Norme per l’approvazione del Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa
dai pericoli derivanti dall’amianto”.
Deliberazione G.R. n. 30/17 del 30 giugno 2009. L.R. n. 22/2005 “Norme per l’approvazione del Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”. Programma
di interventi – annualità 2009.
Deliberazione G.R. n. 47/48 del 30 dicembre 2010. L.R. n. 22/2005 “Norme per l’approvazione del Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”.
Programma degli interventi. Annualità 2010.
Deliberazione G.R. n. 49/21 del 7 dicembre 2011. L.R. n. 22/2005 “Norme per l’approvazione del Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”. Programma
degli interventi annualità 2011.
Circolare Ministeriale Sanità n. 42 del 1 Luglio 1986. Indicazioni esplicative per l’applicazione dell’ordinanza ministeriale 26 giugno 1986 relativa alle restrizioni all’immissione sul mercato ed all’uso della crocidolite e di taluni prodotti
Circolare Ministeriale Sanità n. 45 del 10 Luglio 1986. Piano di interventi e misure tecniche per la individuazione ed eliminazione del rischio connesso all’impiego di materiali contenenti amianto in edifici scolastici e ospedalieri pubblici
D.P.R. 24 maggio 1988, n. 215. Attuazione delle direttive CEE numeri 83/478 e 85/610 recanti, rispettivamente, la quinta e la settima modifica ( amianto) della direttiva CEE n. 76/769 per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari
ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, ai sensi dell’art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183.
Circolare del Ministero per l’Industria, il Commercio e l’Artigianato n. 124976 del 17 febbraio 1993. Modello unificato dello schema di relazione di cui all’art. 9, commi 1 e 3, della legge 27 marzo 1992, n. 257, concernente le imprese che utilizzano
amianto nei processi produttivi o che svolgono attività di smaltimento o di bonifica dell’amianto.
D.P.R. 8 agosto 1994. Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle provincie autonome di Trento e Bolzano per l’adozione di piani di protezione , di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa
dai pericoli derivanti dall’amianto.
Decreto Ministeriale 28 marzo 1995, n. 202. Regolamento recante modalità e termini per la presentazione delle domande di finanziamento a valere sul fondo speciale per la riconversione delle produzioni di amianto, previsto dalla legge 27.03.92
n. 257, concernente norme relative alla dismissione dell’amianto.
Decreto Ministero Sanità 14 maggio 1996. Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi . quelli per rendere innocuo l’amianto, previsti dall’art. 5, comma 1, lett. f, della L257/92, recante: Norme relative alla
cessazione dell’impiego dell’amianto.
Decreto Ministeriale Ambiente n. 471 del 25 ottobre 1999. Regolamento recante criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell’art. 17 del D. Lgs. 5 febbraio 1997,
n. 22, e successive modificazioni ed integrazioni.
D.M. del 25 luglio 2001 (rettifica al decreto 20 agosto 1999, concernente “Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l’amianto, previsti dall’articolo 5,
comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”).
Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti – Circolare n. 2700/ALBO/PRES del 21 aprile 2004. Applicazione del D. M. 5 febbraio 2004 relativo alle modalità ed importi delle garanzie finanziarie che devono essere prestate
a favore dello Stato dalle imprese che effettuano l’attività di bonifica dei beni contenenti amianto.
Decreto Ministeriale Ambiente del 2 maggio 2006. Istituzione dell’elenco dei rifiuti, in conformità all’art. 1, comma 1 lettera a), della direttiva 75/442/CE ed all’articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CE, di cui alla decisione della
Commissione 2000/532/CE del 3 maggio 2000.
Coordinamento tecnico delle Regioni e delle Provincie Autonome di Prevenzione nei luoghi di lavoro – Prime indicazioni urgenti del 19 ottobre 2006 – D. Lgs. del 25 luglio 2006, n. 257. Prime indicazioni operative inerenti il D. Lgs. 257/2006
“Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto durante il lavoro”.
Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 12 marzo 2008. Modalità attuative dei commi 20 e 21 dell’articolo 1 della Legge 24 dicembre 2007, n. 247, concernente la certificazione di esposizione all’amianto di lavoratori
occupati in aziende interessate agli atti di indirizzo ministeriale.
Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 (aggiornato a Maggio 2013). Attuazione dell’art 1 della Legge 3 agosto 2007, n° 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – con particolare riferimento al Capo III
“Protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto” articoli da 246 al 265.
Piano Nazionale Amianto 2013. Linee di intervento per un’azione coordinata delle amministrazioni statali e territoriali.
Accordo Stato – Regioni del 7 luglio 2016. Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei
servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.
Decreto Ministero Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 21 Settembre 2016. Istituzione del fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto.
Direttiva n. 478 del 19/09/1983
Direttiva del Consiglio del 19 settembre 1983 recante la quinta modifica (amianto) della direttiva 76/769/Cee per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla restrizione
in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi.
Direttiva n. 477 del 19/09/1983
Direttiva del Consiglio del 19 settembre 1983 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell’articolo 8 della direttiva 80/1107/CEE).
Direttiva n. 610 del 20/12/1985
Direttiva del Consiglio del 20 dicembre 1985 recante la settima modifica (amianto) della direttiva 76/769/Cee concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni
Direttiva n. 217 del 19/03/1987
Direttiva del Consiglio del 19 marzo 1987 concernente la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento dell’ambiente causato dall’amianto.
Direttiva n. 659 del 3/12/1991
Direttiva della Commissione del 3 dicembre 1991 che adegua al progresso tecnico l’allegato I della direttiva 76/769/Cee del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri
relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (amianto).
Direttiva della Commissione del 26 luglio 1999 che adegua per la sesta volta al progresso tecnico l’allegato I della direttiva 76/769/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (amianto).
Decisione n. 118 del 16/01/2001
Decisione della Commissione, del 16 gennaio 2001, che modifica l’elenco di rifiuti istituito dalla decisione 2000/532/CE emanato/a da Commissione CEE/CE.
Decisione n. 573 del 23/07/2001
Decisione del Consiglio, del 23 luglio 2001, che modifica l’elenco di rifiuti contenuto nella decisione 2000/532/CE emanato/a da Commissione.
Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 marzo 2003, che modifica la direttiva 83/477/CEE del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro.
Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006. Relativo alle spedizioni di rifiuti.
Regolamento (CE) n. 801/2007
Regolamento della Commissione del 6 luglio 2007. Relativo all’esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero, elencati nell’allegato III o III A del regolamento (CE) n. 1013/2006, verso alcuni paesi ai quali non si applica la decisione
dell’OCSE sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti.
Direttiva 2009/148/CE n. 148 del 30/11/2009.
Direttiva della Commissione, del 22 giugno 2016. Modifica dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze
chimiche (REACH), per quanto riguarda le fibre d’amianto (crisotilo).
Gli Stati membri potevano concedere una deroga per l’immissione sul mercato e l’uso dei diaframmi contenenti fibre di crisotilo destinati agli impianti di elettrolisi già esistenti. La deroga poteva essere applicata anche all’immissione sul
mercato di fibre di crisotilo da utilizzare nella fabbricazione o manutenzione di tali diaframmi e all’uso di fibre di crisotilo per tali scopi.
Il 18 gennaio 2013, conformemente all’obbligo di cui al punto 1 della voce 6, la Commissione europea ha chiesto all’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche («l’Agenzia») di preparare un fascicolo conforme all’allegato XV a norma dell’articolo
69, paragrafo 1, del regolamento REACH al fine di proibire l’immissione sul mercato e l’uso di diaframmi contenenti crisotilo. Il 17 gennaio 2014 l’Agenzia ha messo a punto il fascicolo conforme all’allegato XV, nel quale ha proposto di modificare
le restrizioni esistenti, limitando al 31 dicembre 2025 la durata delle deroghe concesse dagli Stati membri per l’immissione sul mercato e per l’uso di diaframmi contenenti crisotilo e di fibre di crisotilo destinate esclusivamente alla loro
manutenzione e consentendo agli Stati membri di imporre un obbligo di comunicazione per consentire un monitoraggio e un’applicazione migliori.
Il fascicolo è stato successivamente oggetto di una consultazione pubblica e sottoposto all’esame del Comitato per la Valutazione dei Rischi (nel seguito “RAC”. Risk Assessment Committee) e del Comitato per l’Analisi Socioeconomica (nel seguito
“SEAC”. Socio Economic Analysis Committee).
Il 26 novembre 2014 il RAC ha adottato un parere in cui giunge alla conclusione che in uno stabilimento non vi è alcuna esposizione dei lavoratori al crisotilo e che nell’altro l’esposizione è ridotta a un livello di rischio trascurabile mediante
misure di gestione dei rischi che risultano efficaci nel controllo di potenziali rischi derivanti dall’uso del crisotilo. Il RAC ha altresì concluso che il crisotilo non viene disperso nell’ambiente e che pertanto i vantaggi per la salute
e l’ambiente derivanti da un’immediata chiusura dei due stabilimenti sarebbero trascurabili. Sulla base di considerazioni specifiche relative ai processi e alla tecnologia di uno degli impianti non erano inoltre disponibili alternative adeguate.
Al fine di promuovere l’obiettivo di eliminare gradualmente l’uso del crisotilo nell’UE e di migliorare la chiarezza e la trasparenza dell’attuale deroga, il RAC ha concordato con la proposta di modifica che figura nel fascicolo conforme all’allegato
XV. Nel parere ha inoltre concluso che occorre un intervento a livello dell’Unione.
Il 9 marzo 2015 il SEAC ha adottato un parere, nel quale constata che in uno stabilimento l’eliminazione delle celle contenenti amianto è prevista entro il 2025 e che nell’altro il gestore afferma che i test in corso relativi al livello di produzione
con diaframmi senza crisotilo nell’attuale impianto comporteranno la completa sostituzione entro il 2025. Il SEAC ha inoltre concluso che la chiusura immediata del primo impianto comporterebbe costi in termini di perdita di valore aggiunto
e di posti di lavoro e ha preso atto dell’impegno del gestore del secondo impianto di cessare tutte le importazioni di crisotilo entro la fine del 2017. Dato l’obiettivo generale di eliminare gradualmente l’uso del crisotilo nell’UE e al fine
di migliorare la chiarezza e la trasparenza dell’attuale deroga, il SEAC ha raccomandato che la durata delle deroghe concesse dagli Stati membri per l’immissione sul mercato di diaframmi e fibre dovrebbe essere limitata alla fine del 2017
e ha concluso che la proposta di modifica dell’attuale restrizione, quale modificata dal SEAC, costituisce la misura più appropriata a livello dell’Unione.
La decisione di esecuzione 2013/732/UE della Commissione (3), che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT), ai sensi della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (4) relativa alle emissioni industriali
(direttiva IED), stabilisce che l’uso di diaframmi contenenti amianto non va considerato BAT e pertanto le condizioni di autorizzazione degli impianti di produzione di cloro-alcali in funzione nell’Unione devono essere aggiornate entro il
12 dicembre 2017, in modo che tali impianti non utilizzino più diaframmi contenenti amianto a decorrere da tale data. A differenza delle celle a mercurio che non sono considerate BAT in nessun caso, gli Stati membri possono tuttavia stabilire
che, in circostanze specifiche ed eccezionali, possono essere utilizzati diaframmi contenenti amianto in un particolare impianto per un periodo di tempo più lungo ben definito e in condizioni coerenti con gli obiettivi ambientali della direttiva
IED, purché le condizioni e la durata dell’uso in questione siano specificati in modo giuridicamente vincolante.
Dopo l’adozione del parere del SEAC, il gestore dell’impianto nel quale è prevista la sostituzione completa entro il 2025, ha stipulato un accordo vincolante con le autorità dello Stato membro interessato al fine di garantire la graduale sostituzione
dei diaframmi contenenti crisotilo con un materiale alternativo privo di amianto dal 2014 in poi e la completa sostituzione entro il 30 giugno 2025. È pertanto opportuno che la durata della deroga concessa dagli Stati membri per autorizzare
l’uso di diaframmi contenenti crisotilo e di fibre di crisotilo destinate esclusivamente alla loro manutenzione sia limitata, al più tardi, al 30 giugno 2025.
Il gestore inoltre, nell’ambito dell’accordo vincolante ha accettato di cessare l’importazione di fibre di crisotilo e dei diaframmi contenenti crisotilo entro la fine del 2017, tuttavia in seguito ha confermato che le importazioni sono già
cessate poiché ha acquisito quantitativi sufficienti di fibre di crisotilo per gestire la transizione verso un materiale alternativo. E’ pertanto opportuno revocare la possibilità per gli Stati membri di autorizzare l’immissione sul mercato
di diaframmi contenenti crisotilo e di fibre di crisotilo destinate esclusivamente alla loro manutenzione.
Alla Commissione dovrebbe essere trasmessa una relazione indicante il quantitativo di crisotilo utilizzato nei diaframmi presenti negli impianti che beneficiano di deroghe. La legislazione dell’Unione relativa alla tutela della salute e della
sicurezza dei lavoratori dispone già che i datori di lavoro debbano ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori alle fibre di crisotilo e in ogni caso a un livello inferiore al limite stabilito. Gli Stati membri possono fissare valori limite
più rigorosi per i tenori di tali fibre nell’aria e possono esigere una misurazione o un monitoraggio regolare. I risultati di tale misurazione o monitoraggio dovrebbero essere inclusi nella relazione.
Tuttavia, se l’uso di diaframmi contenenti crisotilo in impianti di elettrolisi in funzione il [13 luglio 2016] è stato oggetto di una deroga da parte uno Stato membro in conformità al presente punto, nella sua versione in vigore fino a tale
data, il primo comma non si applica fino al 1o luglio 2025 all’uso in tali impianti di diaframmi o di crisotilo utilizzato esclusivamente per la manutenzione di detti diaframmi, purché tale uso avvenga nel rispetto delle condizioni di autorizzazione
stabilite in conformità alla direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (*).
Entro il 31 gennaio di ogni anno di calendario gli utilizzatori a valle che beneficiano di tale deroga trasmettono allo Stato membro in cui è situato il pertinente impianto di elettrolisi una relazione indicante il quantitativo di crisotilo
utilizzato nei diaframmi a norma della deroga. Lo Stato membro trasmette una copia alla Commissione europea.