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Timestamp: 2020-01-21 18:20:32+00:00
Document Index: 152577049

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 2', 'art. 29', 'art. 286', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 6']

Causa C‑275/06 Conclusioni: gli stati mmbri possono escludere la comunicazione di dati personali per procedimenti civili per violazione del diritto d'autore
P2p 20.07.2007 Pdf Appunta Letti Post successivo
1. La presente causa dimostra come la registrazione di dati per determinati scopi desti il desiderio di utilizzare siffatti dati in modo più ampio. In Spagna, i fornitori di servizi di accesso ad Internet sono tenuti a conservare determinati dati dei singoli utenti, affinché possano poi essere utilizzati nel contesto di un’indagine penale o quando ciò sia necessario per la tutela della pubblica sicurezza o sia in gioco la sicurezza nazionale. Ora un’associazione dei titolari dei diritti di autore desidera, con l’ausilio di tali dati, identificare gli utenti che, scambiandosi file, hanno violato i diritti d’autore.
5. Con riferimento alla tutela della proprietà intellettuale nella società dell’informazione è da citare innanzitutto la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 8 giugno 2000, 2000/31/CE, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (2).
9. La particolare disciplina sulla tutela della proprietà intellettuale relativamente al traffico di comunicazioni elettroniche è contenuta nella direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione (4). Di particolare interesse è il suo art. 8, intitolato sanzioni e mezzi di ricorso:
«(1) Gli Stati membri prevedono adeguate sanzioni e mezzi di ricorso contro le violazioni dei diritti e degli obblighi contemplati nella presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie a garantire l’applicazione delle sanzioni e l’utilizzazione dei mezzi di ricorso. Le sanzioni previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
(2) Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie a garantire che i titolari dei diritti i cui interessi siano stati danneggiati da una violazione effettuata sul suo territorio possano intentare un’azione per danni e/o chiedere un provvedimento inibitorio e, se del caso, il sequestro del materiale all’origine della violazione, nonché delle attrezzature, prodotti o componenti di cui all’articolo 6, paragrafo 2.
(3) (…)».
«(1) Gli Stati membri assicurano che, nel contesto dei procedimenti riguardanti la violazione di un diritto di proprietà intellettuale e in risposta a una richiesta giustificata e proporzionata del richiedente, l’autorità giudiziaria competente possa ordinare che le informazioni sull’origine e sulle reti di distribuzione di merci o di prestazione di servizi che violano un diritto di proprietà intellettuale siano fornite dall’autore della violazione e/o da ogni altra persona che
16. L’art. 2, lett. b) della direttiva 2002/58/CE definisce la nozione di dati sul traffico come «qualsiasi dato sottoposto a trattamento ai fini della trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica o della relativa fatturazione».
«(1) I dati sul traffico relativi agli abbonati ed agli utenti, trattati e memorizzati dal fornitore di una rete pubblica o di un servizio pubblico di comunicazione elettronica devono essere cancellati o resi anonimi quando non sono più necessari ai fini della trasmissione di una comunicazione, fatti salvi i paragrafi 2, 3 e 5 del presente articolo e l’articolo 15, paragrafo 1.
(2) I dati relativi al traffico che risultano necessari ai fini della fatturazione per l’abbonato e dei pagamenti di interconnessione possono essere sottoposti a trattamento. Tale trattamento è consentito solo sino alla fine del periodo durante il quale può essere legalmente contestata la fattura o preteso il pagamento.
(6) I paragrafi 1, 2, 3 e 5 non pregiudicano la facoltà degli organismi competenti di ottenere i dati relativi al traffico in base alla normativa applicabile al fine della risoluzione delle controversie, in particolare di quelle attinenti all’interconnessione e alla fatturazione».
«(1) Gli Stati membri possono adottare disposizioni legislative intese a limitare la portata degli obblighi e dei diritti previsti dalle disposizioni dell’articolo 6, paragrafo 1, dell’articolo 10, dell’articolo 11, paragrafo 1 e degli articoli 12 e 21, qualora tale restrizione costituisca una misura necessaria alla salvaguardia
22. Occorre inoltre rilevare che ai sensi dell’art. 29 della direttiva 95/46/CE è stato istituito un gruppo indipendente di rappresentanti delle autorità di controllo della protezione dei dati degli Stati membri (in prosieguo: il «gruppo per la tutela delle persone con riguardo al trattamento dei dati personali») (8) . Esso ha il compito di esprimersi in merito a questioni inerenti il diritto sulla protezione dei dati. Analoga funzione è attribuita al garante della protezione dei dati, istituito ai sensi dell’art. 286 CE e del regolamento n. 45/2001 (9).
«Il paragrafo 1 non si applica ai dati la cui conservazione è specificamente prevista dalla direttiva 2006/24/CE (…) ai fini di cui all’articolo 1, paragrafo 1, di tale direttiva.»
3. I dati sono conservati al fine del loro utilizzo nell’ambito di una indagine penale o per la tutela della pubblica sicurezza e della difesa nazionale. Sono posti a disposizione dei giudici o dei tribunali o del pubblico ministero che li richiedano. La trasmissione di tali dati alle forze ed agli enti competenti per la sicurezza avviene nell’osservanza di quanto disposto dalla normativa sulla tutela dei dati personali».
31. Per la connessione degli utenti privati ad Internet, analogamente a quanto vale per il collegamento alla rete telefonica, possono essere assegnati degli indirizzi IP fissi. Ma non è la prassi consueta, essendo Internet attualmente organizzata in maniera tale che ad ogni fornitore viene messo a disposizione solo un numero limitato di indirizzi (13). Si utilizzano pertanto, come nel caso di specie, perlopiù indirizzi IP dinamici, vale a dire un indirizzo, tra quelli a sua disposizione, che il fornitore attribuisce ad hoc ai propri clienti ad ogni loro accesso. Tale indirizzo può naturalmente variare per ogni connessione.
35. Il giudice del rinvio ha emesso inizialmente un’ordinanza con cui ha intimato alla Telefónica di trasmettere le informazioni richieste. La Telefónica ha tuttavia presentato opposizione, in quanto, ai sensi dell’art. 12 della Ley de Servicios de la Sociedad de la Información y de Comercio Electrónico essa non può, in alcun caso, fornire al giudice le informazioni richieste. L’operatore di comunicazioni elettroniche o il prestatore di servizi può comunicare i dati che è tenuto a conservare per legge solo nel contesto di un’indagine penale, o quando ciò sia necessario per la tutela della pubblica sicurezza o sia in gioco la sicurezza nazionale.
se il diritto comunitario, nello specifico gli artt. 15, n. 2, e 18 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 8 giugno 2000, 2000/31/CE, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno; gli artt. 8, n. 1 e 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione; l’art. 8 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 29 aprile 2004, 2004/48/CE, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, e gli artt. 17, n. 2 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, consentano agli Stati membri di circoscrivere all’ambito delle indagini penali o della tutela della pubblica sicurezza e della difesa nazionale – ad esclusione, quindi, dei processi civili - il dovere di conservare e mettere a disposizione i dati sulle connessioni ed il traffico generati dalle comunicazioni effettuate durante la prestazione di un servizio della società dell’informazione, che incombe agli operatori di rete e di servizi di comunicazione elettronica, ai fornitori di accesso alle reti di telecomunicazione ed ai fornitori di servizi di conservazione dei dati.
49. Tutte e tre le direttive menzionate al giudice del rinvio sono pertanto subordinate alle direttive 95/46/CE e 2002/58/CE sulla tutela dei dati. Contrariamente a quanto dedotto da alcuni intervenienti, ciò non significa che la tutela dei dati prevalga sulle finalità di queste direttive. La tutela dei dati e tali obiettivi vanno piuttosto bilanciati in maniera proporzionata nell’ambito delle direttive sulla tutela dei dati.
51. La tutela dei dati ha per fondamento il diritto fondamentale al rispetto della vita privata e familiare, come discende segnatamente dall’art. 8 della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali (in prosieguo: la «CEDU»), siglata a Roma il 4 novembre 1950 (23). La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea, proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 (in prosieguo: la «Carta») (24) ha confermato tale diritto fondamentale all’art. 7, e sottolineato, in particolare, all’art. 8, il diritto fondamentale alla protezione dei dati di carattere personale, inclusi gli importanti principi fondamentali da applicarsi a tale protezione.
53. Una siffatta ingerenza viola l’art. 8 della CEDU, salvo quando è «prevista dalla legge» (26). L’articolo che la prevede deve essere pertanto redatto in modo sufficientemente preciso, conformemente al requisito di prevedibilità, di modo da consentire ai destinatari della legge di regolare la loro condotta (27). Il requisito della prevedibilità ha trovato particolare espressione nel diritto della tutela dei dati personali grazie al vincolo di finalità, espressamente menzionato all’art. 8, n. 2, della Carta. Il vincolo di finalità viene concretizzato dall’art. 6, n. 1, della direttiva 95/46/CE, ai sensi del quale i dati personali possono essere rilevati esclusivamente per determinate finalità univoche e legittime e non possono essere successivamente trattati in modo incompatibile con tali finalità.
55. Nella fattispecie, nell’ambito delle finalità lecite occorre tener conto dei diritti fondamentali coinvolti dei titolari dei diritti d’autore, nello specifico, la tutela della proprietà e il diritto ad un’effettiva tutela giurisdizionale. Anche questi due diritti fondamentali, per giurisprudenza costante, fanno parte dei principi generali del diritto comunitario (30). Ciò è stato confermato dagli artt. 17 e 47 della Carta. L’art. 17, n. 2, della Carta sottolinea che anche la proprietà intellettuale rientra nella sfera di tutela del diritto fondamentale di proprietà (31).
69. L’art. 6, n. 2, della direttiva 2002/58/CE, consente, in via eccezionale, di trattare tali dati sul traffico nella misura in cui e per quanto essi siano necessari ai fini della fatturazione per l’abbonato e dei pagamenti di interconnessione. Già è dubbio se tale eccezione consenta di memorizzare a chi, in un’ora e data particolari, sia stato attribuito un indirizzo IP dinamico. Il fornitore di accesso alla rete non ha generalmente bisogno di questa informazione ai fini della fatturazione dei costi. Le comuni procedure di fatturazione si basano sulla durata di connessione al fornitore di accesso alla rete, ovvero sul volume del traffico di dati generato dall’utente e a volte è addirittura previsto un utilizzo illimitato dell’accesso dietro corresponsione di un importo forfetario pattuito. Se però il trattamento dell’indirizzo IP non è necessario ai fini della fatturazione, esso non può essere neppure memorizzato a tal fine (37).
74. Tale disposizione non può tuttavia giustificare la trasmissione dei dati relativi al traffico alla Promusicae già per il fatto che quest’ultima non è un organismo preposto alla risoluzione delle controversie. Non è riscontrabile alcuna ragione che giustifichi la trasmissione dei dati sul collegamento in questione neppure nell’ambito del procedimento principale tra la Promusicae e la Telefónica. La soluzione della controversia vertente sulla legittimazione e sull’obbligo, in capo alla Telefónica, di comunicare tali dati alla Promusicae, non presuppone che il giudice venga a conoscenza di questi ultimi.
78. Da un esame delle finalità sottese alla memorizzazione dei dati sul traffico ai sensi dell’art. 6, della direttiva 2002/58/CE, emerge ancor pi&ugrav
20.07.2007 Spataro
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