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Timestamp: 2017-12-17 08:10:11+00:00
Document Index: 18375905

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

NO RADAR : ITALCEMENTI Autorizzazione Integrata Ambientale aziende obbligate alla procedura
Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 4 marzo 2010 — Commissione europea/Regno del Belgio
(Causa C-258/09) ( 1 )
(Inadempimento di uno Stato — Ambiente — Direttiva 2008/1/CE — Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento — Mancata trasposizione entro il termine prescritto)
(2010/C 113/20)
Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: A. Alcover San Pedro e A. Marghelis, agenti)IT C 113/14 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 1.5.2010
Convenuto: Regno del Belgio (rappresentante: T. Materne, agente)
Mancata adozione o comunicazione, entro il termine prescritto, delle misure necessarie per conformarsi, nella Regione vallone, all’art. 5, n. 1, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 15 gennaio 2008, 2008/1/CE, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (GU L 24, pag. 8) — Impianti esistenti che possono avere un’incidenza sulle emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo nonché sull’inquinamento
1) Il Regno del Belgio, avendo autorizzato nella Regione vallone il funzionamento di impianti esistenti non conformi ai requisiti previsti dagli artt. 3, 7, 9, 10, 13, 14, lett. a) e b) e 15, n. 2 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 15 gennaio 2008, 2008/1/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento, e ciò malgrado la scadenza del 30 ottobre 2007, come previsto dall’art. 5, n. 1, di suddetta direttiva, è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza della medesima direttiva.
Articolo 5 Condizioni di autorizzazione degli impianti esistenti 1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le autorità competenti controllino, attraverso autorizzazioni rilasciate a norma degli articoli 6 e 8, ovvero, nei modi opportuni, mediante il riesame e, se del caso, l’aggiornamento delle prescrizioni, che entro il 30 ottobre 2007 gli impianti esistenti funzionino secondo i requisiti di cui agli articoli 3, 7, 9, 10 e 13, all’articolo 14, lettere a) e b) ed all’articolo 15, paragrafo 2, fatte salve altre disposizioni comunitarie specifiche.
Articolo 3 e) siano adottate le misure necessarie per prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze; f) si provveda onde evitare qualsiasi rischio di inquinamento al momento della cessazione definitiva delle attività e il sito stesso venga ripristinato in maniera soddisfacente.
Articolo 7 Approccio integrato del rilascio dell’autorizzazione Gli Stati membri adottano le misure necessarie per il pieno coordinamento della procedura e delle condizioni di autorizzazione ove siano coinvolte più autorità competenti, onde garantire un approccio effettivo integrato da parte di tutte le autorità competenti per questa procedura.
Articolo 9 Condizioni dell’autorizzazione 1. Gli Stati membri si accertano che l’autorizzazione includa tutte le misure necessarie per soddisfare le relative condizioni di cui agli articoli 3 e 10, al fine di conseguire un livello elevato di protezione dell’ambiente nel suo complesso, attraverso una protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo……….
Articolo 10 Migliori tecniche disponibili e norme di qualità ambientale Qualora una norma di qualità ambientale richieda condizioni più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili, l’autorizzazione prescrive misure supplementari particolari, fatte salve le altre misure che possono essere adottate per rispettare le norme di qualità ambientale.
Articolo 13 Verifica e aggiornamento delle condizioni di autorizzazione da parte dell’autorità competente 1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le autorità competenti riesaminino periodicamente e aggiornino, se necessario, le condizioni dell’autorizzazione. 2. Al riesame si procede in ogni caso quando:……….
Articolo 14 Rispetto delle condizioni dell’autorizzazione Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché il gestore: a) rispetti, nel proprio impianto, le condizioni dell’autorizzazione; b) trasmetta regolarmente all’autorità competente i risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto, dando tempestiva comunicazione di inconvenienti o incidenti che comportino ripercussioni significative sull’ambiente;
Articolo 15 Accesso all’informazione e partecipazione del pubblico alla procedura di autorizzazione 1. Gli Stati membri provvedono affinché al pubblico interessato vengano offerte tempestive ed effettive opportunità di partecipare alle procedure relative: a) al rilascio di un’autorizzazione per nuovi impianti; b) al rilascio di un’autorizzazione per modifiche sostanziali; c) all’aggiornamento di un’autorizzazione o delle condizioni di autorizzazione relative a un impianto, a norma dell’articolo 13, paragrafo 2, lettera a). Ai fini di tale partecipazione si applica la procedura stabilita nell’allegato V. 2. I risultati del controllo sugli scarichi, richiesti dalle condizioni dell’autorizzazione di cui all’articolo 9 e in possesso dell’autorità competente, devono essere messi a disposizione anche del pubblico.
Sentenza della Corte (Settima Sezione) 31 marzo 2011 — Commissione europea/Repubblica italiana
(Causa C-50/10) ( 1 )
(Inadempimento di uno Stato — Ambiente — Direttiva 2008/1/CE — Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento — Condizioni di autorizzazione degli impianti esistenti)
(2011/C 152/14)
Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: A. Alcover San Pedro e C. Zadra, agenti)
Convenuta: Repubblica italiana (rappresentanti: G. Palmieri, agente, assistita da M. Russo, avvocato dello Stato,)
Inadempimento uno Stato — Violazione dell'art. 5, n. 1, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 15 gennaio 2008, 2008/1/CE, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (GU L 24, pag. 8) — Impianti che possono avere un impatto sulle emissioni nell'atmosfera, nell'acqua e nel suolo così come sull’inquinamento — Condizioni di autorizzazione degli impianti esistenti
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2011:152:0008:0009:IT:PDF
Ricorso proposto il 20 gennaio 2010 — Commissione europea/Regno di Danimarca
Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: A. Alcover San Pedro e H. Støvlbæk, agenti)
- dichiarare che il Regno di Danimarca, non avendo adottato tutte le misure necessarie per assicurare che tutte le autorizzazioni fossero riesaminate e, se del caso, aggiornate entro il 30 ottobre 2007, è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza dell’art. 5, n. 1, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 15 gennaio 2008, 2008/1/CE, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento [1].
- condannare il Regno di Danimarca alle spese.
L’art. 5, n. 1, della direttiva impone agli Stati membri di adottare misure per attuare una procedura di autorizzazione e/o riesame per gli impianti esistenti entro il 30 ottobre 2007. Tale termine si applica senza eccezioni e, pertanto, ai sensi della direttiva, gli Stati membri non possono invocare circostanze particolari per giustificare il mancato rispetto di tale obbligo.
Non è sufficiente che in Danimarca siano state adottate misure affinché tutti i casi in sospeso quanto al soddisfacimento dell’art. 5, n. 1, della direttiva possano essere definiti entro la fine del 2009. Neppure i ritardi dovuti alla riforma comunale del 1o gennaio 2007 possono essere considerati rilevanti al fine di valutare se la Danimarca abbia rispettato gli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 5, n. 1. Il termine stabilito per mettere a norma gli impianti scadeva il 30 ottobre 2007 ed è stato comunicato agli Stati membri già con lettera del 22 settembre 2005. La Danimarca ha avuto in tal modo vari anni per adottare le misure necessarie al fine di conformarsi alla direttiva.
La Danimarca non ha contestano il mancato rispetto delle condizioni di autorizzazione degli impianti esistenti. Essendo quindi pacifico che un numero non irrilevante degli otto impianti danesi ha continuato ad essere esercíto senza autorizzazione ai sensi delle disposizioni della direttiva, la Danimarca ha violato l’art. 5, n. 1, della direttiva.
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2010:113:0016:01:IT:HTML
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32008L0001:IT:NOT
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