Source: http://www.ilparlamentare.it/2020/05/la-violazione-della-costituzione-da-parte-del-governo-conte-parte-2/
Timestamp: 2020-07-15 00:59:35+00:00
Document Index: 67003312

Matched Legal Cases: ['arte 2', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 87', 'art. 24', 'art. 7', 'art. 25', 'art. 25']

La violazione della Costituzione da parte del Governo Conte (parte 2) | Il Parlamentare
By Redazione Il Parlamentare on 4 maggio 2020
La nostra Costituzione e la nostra legge ordinaria non offrono strumenti per disciplinare
giuridicamente un epidemia, meglio la pandemia, sempre che di pandemia si tratti.
La nostra Costituzione niente regola al riguardo. Essa infatti conosce lo “Stato di guerra” (art. 78), ma non lo “Stato di emergenza”.
Non a caso, lo Stato di emergenza è stato dichiarato in base agli artt. 7, 1° comma lettera c) e 24, 1° comma del decreto legislativo 2 gennaio 2018 n. 1, quindi in base al codice della protezione civile, e non in base alla Costituzione.
L’art. 78 Cost. che contempla lo stato di guerra non è soggetto ad interpretazione analogica, e, dunque, lo “Stato di emergenza” non può essere equiparato allo “Stato di guerra”.
Lo “Stato di guerra” deve essere deliberato dal Parlamento.
Il Parlamento stabilisce quali sono i poteri del Governo per far fronte alla situazione (art. 78 Cost.), dopodichè, lo “stato di guerra” deve essere dichiarato dal Presidente della Repubblica (art. 87 Cost.).
Lo “Stato di emergenza”, per questi motivi, non è stato nè deliberato dal Parlamento, né dichiarato dal Presidente della Repubblica.
Se è vero che la Costituzione non regola lo “Stato di emergenza”, è parimenti vero che la “pandemia(?)” in corso non è nemmeno regolata dal codice della protezione civile (D.Lgs 1/2018) in base al quale invero è stato dichiarato con il d.l. del 31.01.2020.
Ed infatti l’art. 24, 1° comma di detto codice stabilisce che, nei casi di cui all’art. 7, il Consiglio dei Ministri autorizza “l’emanazione delle ordinanze di protezione civile di cui all’articolo 25”.
A sua volta l’art. 25 del codice della protezione civile chiarisce come le ordinanze in questione, che devono comunque essere adottate “nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dell’Unione europea”, hanno ad oggetto i contenuti di cui al secondo comma dell’art. 25, ovvero possono essere finalizzate:
“a) all’organizzazione ed all’effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata dall’evento;
f) all’attuazione delle misure per far fronte alle esigenze urgenti di cui alla lettera e), anche attraverso misure di delocalizzazione, laddove possibile temporanea, in altra località del territorio regionale, entro i limiti delle risorse finanziarie individuate con delibera del Consiglio dei ministri, sentita la regione interessata, e secondo i criteri individuati con la delibera di cui all’articolo 28”. Potevano queste ordinanze essere finalizzate anche per far fronte a una epidemia virale? (continua)