Source: http://www.previdenza-professionisti.it/Il-repechage-si-valuta-anche-su-mansioni-inferiori
Timestamp: 2018-01-22 22:25:30+00:00
Document Index: 147653544

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 2118', 'art. 369', 'art. 47', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 1464', 'art. 3', 'art. 41']

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In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo il datore deve provare l'impossibilità di adibire ad altre mansioni anche inferiori il lavoratore estromesso (cd obbligo di repechage)
In caso di licenziamento per impossibilità sopravvenuta della prestazione lavorativa, che rientra nelle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro deve provare l’impossibilità di adibire il lavoratore a mansioni equivalenti a quelle da ultimo svolte o, in mancanza, a mansioni inferiori, purché tale diversa attività sia utilizzabile dall’impresa secondo l’assetto organizzativo insindacabilmente stabilito dall’imprenditore.
1. Con l'unico motivo il ricorrente principale denunzia violazione e/o falsa applicazione della L. n. 300 del 1970, art. 18, in relazione al D.Lgs. n. 165 del 2001, artt. 26, 51, 21 e 22, all'art. 2118 c.c. e al contratto collettivo della dirigenza sanitaria all'epoca vigente, unitamente ad omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in ordine a punti decisivi della controversia.
Questa Corte ha infatti ripetutamente affermato che l'improcedibilità del ricorso per cassazione a norma dell'art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, si riferisce ai contratti collettivi di diritto comune e non può conseguire al mancato deposito del contratto collettivo di diritto pubblico, ancorchè la decisione della controversia dipenda direttamente dall'esame e dall'interpretazione delle relative clausole, atteso che, in considerazione del peculiare procedimento formativo, del regime di pubblicità, della sottoposizione a controllo contabile della compatibilità economica dei costi previsti, l'esigenza di certezza e di conoscenza da parte del giudice è assolta, in maniera autonoma, mediante la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 47, comma 8, (cfr., tra le altre, Cass. Sez. Un. 21558/09; Cass. Sez. Un. 23329/09; Cass. Sez. Un. 20075/10;
Deve premettersi che in tema di sopravvenuta inidoneità, anche parziale, del lavoratore allo svolgimento delle mansioni assegnategli, la quale trova la propria disciplina nella norma di cui all'art. 1464 c.c., il licenziamento disposto dal datore di lavoro va ricondotto al giustificato motivo oggettivo ai sensi della L. n. 604 del 1966, art. 3.
E' stato altresì precisato che, pur non essendo sindacabile l'esercizio dell'attività economica privata, garantito dall'art. 41 Cost., nei suoi aspetti tecnici dal giudice, tale attività deve svolgersi nel rispetto dei diritti al lavoro e alla salute. Ne consegue che non viola la norma citata il giudice che dichiara illegittimo il licenziamento intimato per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni assegnate, ove il datore di lavoro non abbia accertato se il lavoratore potesse essere adibito a mansioni diverse e di pari livello, evitando trasferimenti di altri lavoratori o alterazioni dell'organigramma aziendale (Cass. 13 ottobre 2009 n. 21710).