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Timestamp: 2020-02-22 00:08:27+00:00
Document Index: 138135650

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Corte di Cassazione sentenza n. 22339 depositata il 6 settembre 2019 - Il catasto e' preordinato a fini essenzialmente fiscali, di conseguenza il diritto di proprietà, al pari degli altri diritti reali, non può essere provato in base alla mera annotazione di dati nei registri catastali, che hanno in concrete circostanze soltanto il valore di semplici indizi - Studio Cerbone
Corte di Cassazione sentenza n. 22339 depositata il 6 settembre 2019 – Il catasto e’ preordinato a fini essenzialmente fiscali, di conseguenza il diritto di proprietà, al pari degli altri diritti reali, non può essere provato in base alla mera annotazione di dati nei registri catastali, che hanno in concrete circostanze soltanto il valore di semplici indizi
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Corte di Cassazione sentenza n. 22339 depositata il 6 settembre 2019
Lastrico solare – Proprietà esclusiva – Pertinenza dell’unità immobiliare sottostante – Accatastamento – Non sussiste – Presunzione di condominialità – Sussiste
– la cassazione della pronuncia d’appello e’ chiesta con ricorso tempestivamente notificato il 4 maggio 2015 ed articolato sulla base di sette motivi cui resistono con controricorso, pure tempestivo, i signori I. e B.;
– non si e’ costituito il Condominio che già in primo grado aveva dichiarato di rinunciare all’azione ed era rimasto contumace in appello;
– con il terzo motivo si denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione dell’art. 1117 c.c., laddove la sentenza impugnata ha concluso per la natura pertinenziale del lastrico, e dunque per la proprietà esclusiva del medesimo, sul presupposto che l’accesso allo stesso avveniva solo attraverso l’appartamento dei signori I. e B.; tale statuizione contrasterebbe con il disposto dell’art. 1117 c.c., che sancisce la presunzione di comproprietà del lastrico solare, salvo che non risulti il contrario dal titolo, cosi’ come interpretato dalla giurisprudenza di legittimità;
– infatti, esso e’ oggetto di proprietà comune dei diversi proprietari dei piani o porzioni di piano dell’edificio in applicazione della presunzione sancita dall’art. 1117 c.c., ove non risulti il contrario, in modo chiaro ed univoco, dal titolo;
– ciò perche’ quale superficie terminale dell’edificio, il lastrico solare svolge l’indefettibile funzione primaria di protezione dell’edificio medesimo, pur potendo essere utilizzato per altri usi accessori e, in particolare, come terrazzo (cfr. Cass. Sez. Un. 7443/1993; id. 20693/2018; id. 3102/2005; id. 20287/2017; id.,5162/1990);
– il motivo e’ fondato, poiche’ il catasto e’ preordinato a fini essenzialmente fiscali, di conseguenza il diritto di proprietà, al pari degli altri diritti reali, non può – in assenza di altri e piu’ qualificanti elementi ed in considerazione del rigore formale prescritto per tali diritti – essere provato in base alla mera annotazione di dati nei registri catastali, che hanno in concrete circostanze soltanto il valore di semplici indizi (cfr. Cass. Sez. 2, Sentenza n. 9096 del 24/08/1991; Sez. 2, Sentenza n. 3398 del 05/06/1984);
– Si può concludere che la qualificazione del lastrico solare, come pertinenza esclusiva dell’interno 23, sarebbe dovuta già risultare nell’originario contratto di trasferimento di proprietà, tra Inpdai e B. s.r.l., cosa che non e’ avvenuta e che non può essere conseguita mediante il ricorso alle sole risultanze catastali;