Source: http://www.adbarno.it/iffi/?page_id=478
Timestamp: 2019-07-15 22:41:37+00:00
Document Index: 153726043

Matched Legal Cases: ['art.24', 'art.9', 'art. 27', 'art.32', 'art.32', 'art.35', 'art.35']

IFFI e PAI | IFFI Bacino Arno
Quick link: metodologia
Quick link: tabella decodifica codici PAI -IFFI
con l’istituzione dell’Autorità di bacino distrettuale (febbraio 2017) i criteri e la metodologia IFFI viene estesa gradualmente anche per i procedimenti di modifica ed integrazione del PAI dei bacini esterni all’Arno.
A partire dal luglio 2018 i quadri conoscitivi trasmessi per l’adeguamento del PAI ai sensi dell’art.24 e 25 delle Norme di Piano dei bacini Toscana Costa e Ombrone saranno esaminati in coerenza con i criteri esplicitati in queste pagine.
Inquadramento normativo e procedurale
In accordo con l’atto di indirizzo e coordiamento per l’individuazione dei criteri relativi agli adempimenti ex Dl180/98 (DPCM 29.09.98) per il bacino dell’Arno i dati del progetto IFFI sono la base conoscitiva principale della “Perimetrazione delle aree con pericolosità da frana derivante dall’inventario dei fenomeni franosi – Livello di dettaglio in scala 1:10.000” del Piano di bacino, stralcio “Assetto Idrogeologico” – PAI (art.9 delle Norme di Attuazione, DPCM 06/05/2005).
L’adeguamento tra gli strumenti di governo del territorio a livello comunale e PAI, previsto dalla normativa vigente (art. 27 e 32 delle norme), è una fonte di un aggiornamento dinamico e continuo dell’Inventario, questo, a sua volta, è la base per la verifica delle proposte di aggiornamento del PAI avanzate dalle stesse amministrazioni locali. Un ulteriore strumento di aggiornamento dell’inventario è la procedura di “rettifica di minima entità” della cartografia PAI, previsto sempre dall’art.32 delle norme; si tratta di una procedura che, nei fatti, è più snella della precedente e, seppur sempre condivisa e veicolata dalle aministrazioni locali, può essere promossa su iniziativa del singolo cittadino, sia nel caso si rilevi una condizione di pericolosità ritenuta eccessiva e penalizzante sia nel caso si voglia segnalare la necessità di formalizzare le condizioni di pericolosità di una determinata porzione di territorio.
Per la perimetrazione delle aree con pericolosità da frana a livello di dettaglio del PAI i dati IFFI sono la base conoscitiva che determina la classe e l’estensione dell’area a pericolosità, secondo i criteri dettati all’allegato 2 delle norme di attuazione del PAI e secondo affinamenti derivati dall’applicazione delle norme regionali relative alla redazione degli strumenti di governo del territorio (LR 65/14 e regolamento 53r/11). Il rapporto tra pericolosità PAI a livello di dettaglio ed informazione della banca dati IFFI è esplicitato da una specifica tabella di corrispondenza frutto dell’applicazione operativa delle norme PAI.
Fac-simile richiesta di adeguamento al PAI ex artt.27 e 32 >>>
Fac-simile richiesta di rettifica di minima entità cartografia PAI ex art.32 >>>
La sezione dedicata alla metodologia approfondisce la procedura operativa di aggiornamento della pericolosità da frana del PAI sulla base dello standard IFFI, secondo la prassi consolidata applicata ad oggi. Per gli aspetti connessi alla coerenza della banca dati geografica è necessario rispettare quanto indicato nel documento “criteri per l’aggiornamento dell cartografia del Piano di bacino”.
I criteri sinteticamente richiamati sopra derivano, con alcune modifiche dettate dalla prassi operativa, da una pubblicazione edita dall’Autorità di bacino e dall’Ordine dei Geologi nel giugno 2005. Questa pubblicazione è frutto di un lavoro congiunto che ha portato a definire nel settembre 2003 una legenda geomorfologica di riferimento e criteri comuni di riconoscimento delle forme. La legenda è espressamente citata nell’allegato 2 delle norme di attuazione.
L’insieme dell’esperienza maturata nell’aggiornamento della banca dati IFFI ha concorso indirettamente anche alla stesura della recente proposta di specifiche tecniche relative alla Banca Dati Geomorfologica della Regione Toscana.
Se utilizzate la struttura dati IFFI per l’aggiornamento del PAI potete scaricare lo shapefile modello (65 kb), dove troverete le tabelle di decodifica dei campi chiavi e la tabella di corrispondenza tra tipi IFFI e classi di pericolosità PAI già richiamata sopra.
Lo shapefile e il metadato completo delle banca dati IFFI e PAI sono disponibili all’interno del sistema Open Data.
Collaborazione dell’Autorità di bacino in fase istruttoria
La normativa PAI prevede esplicitamente che l’Autorità di bacino, compatibilmente con le risorse dsiponibili, fornisca un attività di supporto tecnico ad enti pubblici (art.35 delle norme di attuazione) per la “predisposizione di atti di pianificazioen territoriale per le parti attinenti il dissesto idrogeologico”, il supporto è garantito anche verso i “privati che intraprendono iniziative che abbiano , in modo diretto o indiretto, effetto di contenimento e prevenzione dei fenomeni di dissesto”, tra queste rientra naturalmente anche la segnalazione dei dissesti franosi e delle condizioni di pericolosità, attività di prevenzione per eccellenza.
Fac-simile richiesta di collaborazione aggiornamento PAI ex art.35 >>>
Aggiornamento db e discrepanze tra IFFI e PAI
La corrispondenza tra PAI a livello di dettaglio e IFFI può non essere presente, in particolare dall’IFFI verso il PAI. Questo può dipendere dall’applicazione dei criteri PAI o da semplici errori nella registrazione del dato, ma sopratutto dal livello di aggiornamento del PAI rispetto alle informazioni raccolte nell’IFFI, infatti mentre l’aggiornamento della banca dati IFFI, pur seguendo precisi criteri operativi, non ha vincoli normativi dal punto di vista della modalità e dei tempi di registrazione delle informazioni che vi vengono archiviate, diversamente l’aggiornamento del PAI è sottoposto alla normativa ex L.183/89 e ex Dl 180/98, secondo le specifiche del dpcm 06.05.05, ed ha quindi precisi vincoli formali.
Il PAI è aggiornato più volte nel corso dell’anno in base al completamento delle procedure di adeguamento degli strumenti e degli atti di governo del territorio delle amministrazioni locali e al completamento delle procedure di rettifica di minima entità.
Stato aggiornamento IFFI e coerenza con PAI (Shapefile per comuni ) >>>
Stato aggiornamento IFFI (PDF) >>>
Stato coerenza IFFI e PAI (PDF) >>>