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Timestamp: 2019-09-17 10:32:12+00:00
Document Index: 180095665

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 617', 'art. 615', 'art. 617', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 615', 'art. 132', 'art. 45', 'art. 58', 'art. 27', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 617', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 203', 'art. 206', 'art. 27', 'art. 27', 'sentenza ']

Giovedì 28 Gennaio 2016 10:25	Assunta Ventimiglia
L'opposizione nelle forme previste dalla Legge 689/81 è esperibile nei casi in cui la cartella esattoriale è emessa senza essere preceduta dalla notifica dell'ordinanza - ingiunzione o del verbale di accertamento di violazione alle norme del codice della strada. L'opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. o agli atti esecutivi, ai sensi dell'art. 617 c.p.c. è, invece, il rimedio processuale da adottare quando l'opponente contesta l'illegittimità della iscrizione per la mancanza di un titolo legittimante l'iscrizione stessa o quando adduce fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo, quali ad esempio: il pagamento, la prescrizione, morte dell'intimato (opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c.) o quando contesta la ritualità formale della cartella esattoriale o si adducono vizi di forma del procedimento di esecuzione esattoriali, compresi i vizi strettamente attinenti la notifica della cartella o quelli riguardanti i successivi avvisi di mora (opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.) (Giudice di Pace di Nola ex Ottaviano - sentenza 05.10.2015).
nella causa civile, iscritta al n° 4601 del Ruolo Generale degli affari civili dell'anno 2011, riservata a sentenza all'udienza del 05.10.2015: avente ad oggetto opposizione ex art. 615 c.p.c.
SSS Guido, nato il <…> a <…> in <…> alla Via <…> (C.F. <…>), elettivamente domiciliato in <…> alla Via R. Pappalardo, 95 nello studio dell'Avv. Aaa NNN, che ha dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al seguente numero di fax 081/<…> o al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: <…>@<…>.it, che lo rappresenta e difende in virtù di procura a margine dell'atto di citazione;
Prefettura di Benevento, in persona del Prefetto p.t., domiciliato per la carica in Benevento al Corso Garibaldi;
S.p.A. Equitalia Sud (C.F. 11210661002), in persona del suo legale rappresentante p.t, elettivamente domiciliata in Napoli alla Via Monte di Dio, 4 nello studio degli Avvocati <…>, che hanno dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al seguente numero di fax 081/<…> o al seguente indirizzo e-mail: info@<…>.it, che la rappresentano e difendono in virtù di procura in calce alla comparsa di costituzione e risposta;
Come da verbale di udienza del 05.10.2015.
Preliminarmente rileva osservare che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in puntuale applicazione della norma dettata dall'art. 132 c.p.c., come novellato dall'art. 45, comma 17, della legge numero 69 del 18.06.2009, entrata in vigore il 04.07.2009, con applicazione immediata anche ai giudizi pendenti in primo grado, ai sensi dell'art. 58, 2° comma, della citata legge.
Passando ad esaminare le ragioni di diritto della decisione rileva osservare che va dichiarata la contumacia della Prefettura di Benevento, che, ritualmente citata, non si è costituita in giudizio.
Rileva, altresì, osservare che devono ritenersi sussistenti la rispettiva legittimatio ad causam delle parti, nonché la loro rispettiva titolarità del rapporto sostanziale dedotto in giudizio, provate dalla documentazione ritualmente prodotta.
Secondo il condivisibile orientamento giurisprudenziale, legittimati passivi del rapporto sostanziale sono gli enti ai quali spettano i proventi e l'esattore quale soggetto dal quale proviene l'atto oggetto dell'opposizione, in quanto viene posta in discussione non la sussistenza della violazione, ma quella del credito fatto valere in via esecutiva e la regolarità della procedura di riscossione (Cass. 0904.2001, n. 5277; Cass. n. 21398 del 2004, Cass. 20.11.2007, n. 24154; Cass. 16.01.2008, n. 709).
Tra i vari motivi a sostegno dell'opposizione SSS Guido ha eccepito la nullità della cartella esattoriale per la illegittima maggiorazione di cui all'art. 27, comma 6, della Legge 689/81.
Nel caso in esame, la domanda è inquadrabile nell'ambito di operatività dell'art. 615, comma 1, c.p.c., dal momento che la cartella, siccome basata su un verbale ormai divenuto esecutivo e non più impugnabile, va equiparata all'atto di precetto e che la maggiorazione sanzionatoria riguarda la debenza di alcune somme.
La Suprema Corte ha più volte affermato che le azioni proponibili da colui al quale è stata notificata una cartella di pagamento o un avviso di mora per riscuotere sanzioni amministrative sono: l'opposizione nelle forme previste dalla Legge n. 689/81, l'opposizione ex art. 615 c.p.c. e l'opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.
L'opposizione all'esecuzione va proposta dinanzi al giudice dell'esecuzione competente per territorio, precisandosi che il luogo dell'esecuzione coincide con la residenza del soggetto intimato.
Nel caso di specie, il giudice territorialmente competente è il giudice adito, atteso che SSS Guido risiede in Ottaviano.
L'articolo 203, comma 3, del CdS, in deroga a quanto stabilito dall'art. 27 della Legge 689/1981, dispone che, ove non sia stato proposto ricorso e non sia avvenuto il pagamento della sanzione in misura ridotta ex articolo 202 del CdS, il verbale di accertamento costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo edittale, oltre le spese di procedura.
Tuttavia, il successivo articolo 206, comma 1, del CdS, rinvia all'articolo 27 sempre della Legge 689/1981, il quale prevede per l'appunto che la somma dovuta a titolo di sanzione amministrativa sia maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile, e fino a quando il ruolo sia stato trasmesso all' esattore.
In tema di maggiorazione è intervenuta la Corte di Cassazione, la quale con la sentenza n. 3701 del 16.02.2007, ha ritenuto la maggiorazione non applicabile alle sanzioni irrogate da verbali di contestazione per violazione delle norme del codice della strada.
Con la menzionata sentenza, la Corte di Cassazione ha enunciato il principio secondo il quale: "alle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l'art. 203 del CdS, comma 3, che, in deroga alla Legge n. 689/1981 articolo 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell'ordinanza - ingiunzione, prevede l'iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%".
E' da ritenersi, quindi, che per le sanzioni relative a violazioni del C.d.S. e contenute in verbali non pagati e non opposti, l'Ente impositore e l'Equitalia, nonostante l'art. 206 del C.d.S. rinvii alle norme previste in materia di riscossione dall'art. 27 della Legge 689/81, non possono pretendere il pagamento della maggiorazione sanzionatoria di cui all'art. 27, comma 6, della menzionata legge 689/81
Per completezza di disamina rileva osservare che il compenso dell'Equitalia risulta normalmente iscritto a ruolo senza alcuna spiegazione circa la base di calcolo, il tasso ed il periodo di mora applicati, la cartella risulterà nulla per mancanza dei requisiti della certezza e della liquidità del relativo credito - nullità rilevabile, anche d'ufficio, in ogni stato e grado del giudizio, trattandosi di presupposti dell'azione esecutiva (Cass. 9293/2001) - e per lesione del diritto di difesa, siccome se da una parte la determinazione del quantum debeatur non risulta possibile attraverso gli elementi testuali ricavabili dal titolo azionato ed in base all'effettuazione di semplici operazioni aritmetiche, dall'altra il debitore non viene posto nella condizione di poter controllare l'operato dell'Ente di Riscossione e di poter tutelare le proprie ragioni.
Difatti, secondo la giurisprudenza di legittimità, qualsiasi titolo, anche di formazione giudiziale, non può considerarsi esecutivo se non quando consente la determinazione degli importi dovuti o perché già indicati nel proprio testo, o perché comunque determinabili agevolmente in base agli elementi numerici contenuti in quel testo attraverso operazioni aritmetiche elementari, oppure predeterminati per legge (in tal senso Cass. 28.04.2010, n. 10164), mentre nulla ed illegittima, per violazione del diritto di difesa, è da ritenersi « la cartella di pagamento che riporta in maniera cripta i codici del tributo richiesto, non potendo comprendere il contribuente la ricostruzione dell'operato dall'Ufficio attraverso difficili operazioni interpretative di codici ed enumerazioni» (sul punto Cass. 16.09.2005, n. 18415).
Nel caso in esame, non si comprende il criterio seguito dall'Amministrazione resistente, in relazione al conteggio effettuato.
Per quanto esposto ed in aderenza ai principi enunciati dalla Suprema Corte l'opposizione va accolta e la cartella di pagamento n. 0712011 00376164 21 000 deve essere annullata.
Le spese processuali seguono la soccombenza e vanno liquidate d'ufficio come in dispositivo, tenuto conto del D.M. n. 55 del 10.03.2014, G.U. n. 77 del 02.04.2014, in vigore dal 03.04.2014, della natura della controversia e dell'attività effettivamente svolta.
Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sull'opposizione proposta da SSS
Guido nei confronti della S.p.A. Equitalia Sud e della Prefettura di Benevento, così provvede:
1) accoglie l'opposizione ed annulla la cartella di pagamento n. 0712011 00376164 21 000;
2) condanna la S.p.A. Equitalia Sud, in persona del suo legale rappresentante p.t., e la Prefettura di Benevento, in persona del Prefetto p.t., al pagamento delle spese processuali che liquida in complessivi € 380,00, di cui € 50,00 per spese ed € 330,00 per il compenso per l'attività professionale svolta, oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge, con attribuzione all'Avv. Aaa NNN.
Così deciso, il 05.10.2015
Opposizione a cartella esattoriale per mancata notifica del verbali sottostanti. Il Giudice di Pace con la sentenza in commento, richiamando una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione, in tema di regolamento di competenza, ha dichiarato...