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Timestamp: 2018-11-18 04:09:27+00:00
Document Index: 157054777

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

N. 04314/2015 REG.RIC.
N. 00907/2016REG.PROV.COLL.
sul ricorso numero di registro generale 4314 del 2015, proposto da:
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Presidenza del Consiglio dei ministri, in persona dei rispettivi rappresentanti pro-tempore, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici sono domiciliati in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Sea - Società Esercizi Aeroportuali s.p.a., in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dall'avvocato Maria Alessandra Sandulli, con domicilio eletto presso il medesimo difensore in Roma, corso Vittorio Emanuele, 349;
Alitalia - Compagnia Aerea Italiana s.p.a., non costituita in questo grado;
della sentenza del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE II BIS n. 10759/2014, resa tra le parti, concernente le modalità applicative della normativa per la riduzione dell'inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili
Visto l'atto di costituzione in giudizio di SEA, Società Esercizi Aeroportuali s.p.a.;
Relatore, nell'udienza pubblica del giorno 19 gennaio 2016, il consigliere di Stato Giulio Castriota Scanderbeg e uditi per le parti l’avvocato Greco per delega dell’avvocato Sandulli e l’avvocato dello Stato Vitale;
4.3-A tal proposito, le amministrazioni appellanti deducono che l’art. 4 d.m. 31 ottobre 1997 (Metodologia di misura del rumore aeroportuale) ha stabilito che «per gli adempimenti di cui all'art. 3, comma 1, lettera m) , punti 1), 2) e 4), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono istituite due commissioni incaricate di predisporre criteri generali per la definizione, rispettivamente: a) di procedure antirumore in tutte le attività aeroportuali come definite all'art. 3, comma 1, lettera m), punto 3), della legge 26 ottobre 1995, n. 447; b) delle zone di rispetto per le aree e le attività aeroportuali ed ai criteri per regolare l'attività urbanistica nelle zone di rispetto; c) della classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico e delle caratteristiche dei sistemi di monitoraggio».
Vero è infatti che l’appena citato decreto ministeriale è stato emanato in attuazione dell’art. 3, comma 1, lett. m), punto 1) della medesima legge quadro n. 447 del 1995, con la precitata finalità di dettare criteri per la definizione di procedure di abbattimento del rumore negli aeroporti
Appare pertanto corretta e ragionevole la definizione di attività aeroportuale dell’art. 3, comma 1, lett. m) punto 3) della legge quadro n. 447 del 1995 («Ai fini della presente disposizione per attività aeroportuali si intendono sia le fasi di decollo o di atterraggio, sia quelle di manutenzione, revisione e prove motori degli aeromobili»). Questa definizione legislativa, non irragionevole, va riferita in senso unitario alle attività che si svolgono negli aeroporti e che sono suscettibili di rilevare ai fini della disciplina dell’inquinamento acustico. Del resto, non si vede come potrebbero agevolmente esserne separate le varie indicate componenti (alcune delle quali a loro volta assai articolate) posto anche che tutte interagendo concorrono a un’attività complessiva che perciò, ai fini che qui rilevano, va considerata come unitaria.