Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25128-del-24-10-2017
Timestamp: 2020-05-27 16:17:56+00:00
Document Index: 36972360

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'CGUE ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 526', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 375']

Sentenza Cassazione Civile n. 25128 del 24/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25128 del 24/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/10/2017, (ud. 05/10/2017, dep.24/10/2017), n. 25128
sul ricorso 14371/2014 proposto da:
difeso dall’avvocato ALESSIO ARIOTTO;
avverso la sentenza n. 1369/2013 della CORTE D’APPELLO di TORINO, del
che il Tribunale di Torino, in accoglimento del ricorso proposto da A.M. – docente alle dipendenze del MIUR in virtù di una serie di consecutivi contratti a termine susseguitisi nel tempo dichiarò il diritto del predetto al riconoscimento dell’anzianità di servizio conseguente ai contratti a termine stipulati tra le parti e condannò il Miur alla corresponsione delle differenze retributive maturate a tale titolo in misura di Euro 8.549,57 in base a conteggio prodotto dalla parte resistente accettato dal ricorrente;
che la Corte di Appello di Torino ha confermato la riconosciuta progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato ed ha rigettato il gravame del MIUR;
che la Corte territoriale, per quel che rileva nella presente sede, ha posto a fondamento della pronuncia il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, richiamandosi ai principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle norme in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato trasfuso nella indicata Direttiva;
che di tale sentenza il MIUR chiede la cassazione sulla base di unico motivo, al quale ha opposto difese l’ A., con controricorso;
2. che viene denunziata violazione e falsa applicazione: del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, art. 6,D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modif. dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4,D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526, della Direttiva 99/70/CE e dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, assumendosi che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla stipula di contratti a termine del personale docente trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa;
4. che la sentenza impugnata è conforme al principio di diritto affermato da questa Corte con le sentenze nn. 22558 e 23868/2016, con le quali si è statuito che “nel settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicchè vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”; che a dette conclusioni la Corte è pervenuta valorizzando i principi affermati dalla Corte di Giustizia quanto alla interpretazione della clausola 4 dell’Accordo Quadro ed evidenziando che l’obbligo posto a carico degli Stati membri di assicurare al lavoratore a tempo determinato “condizioni di impiego” che non siano meno favorevoli rispetto a quelle riservate all’assunto a tempo indeterminato “comparabile”, sussiste a prescindere dalla legittimità del termine apposto al contratto;
6. che, pertanto, essendo da condividere la proposta del relatore, il ricorso va rigettato con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5;