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Timestamp: 2018-08-16 17:25:01+00:00
Document Index: 100295384

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 28', 'art. 38', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 39', 'art. 5', 'art. 40', 'art. 7', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 43']

Legge regionale 21 settembre 2007, n. 29 (BUR n. 84/2007) [sommario] [RTF]
DISCIPLINA DELL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE (1) (2)
a) omissis (3)
b) legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo” e successive modificazioni, limitatamente alla somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti ed a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati (4) . Non si applica inoltre a rifugi alpini ed escursionistici come individuati dall’articolo 25 della medesima legge regionale n. 33/2002 ; (5)
3. Alle associazioni ed ai circoli aderenti ad enti o organizzazioni nazionali le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’Interno, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2001, n. 235 “Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande da parte di circoli privati” e successive modifiche ed integrazioni. (6)
3 bis. Per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitata nelle associazioni e nei circoli di cui al comma 3, il comune individua i requisiti ed i presupposti che devono essere comprovati attraverso attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Non possono in ogni caso essere assoggettati alla presentazione di attestazioni e asseverazioni i requisiti e i presupposti che devono essere oggetto di autocertificazione o di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa” e successive modificazioni, ovvero che siano in possesso dell’amministrazione comunale o che possano essere acquisiti d’ufficio da altre pubbliche amministrazioni. (7)
5. Ai fini della presente legge è considerata attività di somministrazione di alimenti e bevande, assoggettata alle disposizioni di cui agli articoli 8 e 8 bis,(8) l’attività di somministrazione effettuata da circoli privati allorché si accerta che in essi si svolge una attività professionalmente organizzata a scopo di lucro diretta allo scambio o alla produzione di beni e servizi, in assenza di una effettiva vita associativa caratterizzata da assemblee, verbali, bilancio, cariche elettive così come previsto dall’articolo 148 comma 8 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 “Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi” e successive modificazioni. In particolare possono essere presi in considerazione anche i seguenti elementi: (9)
d) omissis (10)
b) per somministrazione non assistita: l’attività di vendita per il consumo immediato sul posto dei prodotti di gastronomia presso l’esercizio di vicinato di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a), della legge regionale 13 agosto 2004, n. 15 “Norme di programmazione per l’insediamento di attività commerciali nel Veneto”, o dei propri prodotti da parte del titolare del panificio (11) utilizzando, nel rispetto delle vigenti norme igienico-sanitarie, i locali e gli arredi dell’azienda, escluso il servizio assistito di somministrazione;
m) omissis (12)
n) omissis (13)
n bis) SCIA: la segnalazione certificata di inizio attività, come disciplinata dall’articolo 2 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222 “Individuazione dei procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124.”. (14)
Art. 4 - Requisiti per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. (15)
1. Al fine dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande il soggetto interessato deve essere in possesso dei requisiti morali di cui all’articolo 71, commi da 1 a 5, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 “Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi del mercato interno” e successive modificazioni.
2. Al fine dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande il soggetto interessato deve comprovare il possesso di almeno uno dei requisiti professionali di cui all’articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e successive modificazioni.
3. L’indicazione dell’eventuale persona preposta all’attività nominata, ai sensi dell’articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e successive modificazioni, dopo il rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 8 o della presentazione della SCIA di cui agli articoli 8 bis e 9, è comunicata al comune entro trenta giorni dalla nomina. Copia della comunicazione è esposta nei locali dell’esercizio unitamente all’autorizzazione o alla SCIA.
4. All’accertamento dei requisiti morali e professionali previsti dal presente articolo provvedono i comuni nel cui territorio è ubicato l’esercizio, anche avvalendosi della camera di commercio territorialmente competente previa stipulazione di apposita convenzione.
5. Ai cittadini degli Stati membri dell’Unione europea ed alle società costituite in conformità alla legislazione di uno Stato membro dell’Unione europea ed aventi la sede sociale, l’amministrazione centrale o il centro di attività principale all’interno dell’Unione europea si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 “Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell’adesione di Bulgaria e Romania” e successive modificazioni.
6. Con riferimento ai corsi di formazione professionale per l’avvio dell’attività di commercio relativa al settore merceologico alimentare e di somministrazione di alimenti e bevande di cui all’articolo 71, comma 6, lettera a), del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 ed agli eventuali corsi di aggiornamento per coloro che esercitano l’attività di vendita e somministrazione di prodotti alimentari, la Giunta regionale definisce:
a) le modalità di organizzazione;
b) i requisiti di accesso, anche alle prove finali;
d) le materie, con particolare riferimento alle normative relative alla salute, all’informazione sulle conseguenze derivanti dall’abuso di bevande alcoliche e superalcoliche nonché alla tutela ed informazione del consumatore.
7. Ai fini di cui al comma 6 la Giunta regionale sente le organizzazioni del commercio, turismo e servizi e le associazioni dei consumatori e degli utenti maggiormente rappresentative a livello regionale nonché i rappresentanti dell’ANCI regionale.
8. I corsi di cui al comma 6 sono realizzati anche tramite convenzioni con soggetti accreditati per la formazione continua ai sensi della legge regionale 9 agosto 2002, n. 19 “Istituzione dell’elenco regionale degli organismi di formazione accreditati” e successive modificazioni.
9. Fino all’approvazione delle disposizioni di cui al comma 6, i corsi vengono svolti secondo le modalità già definite dalla Giunta regionale per i corsi finalizzati alla vendita e somministrazione di alimenti e bevande.
3. I comuni possono derogare ai divieti di vendita e somministrazione previsti dai commi 1 e 2, sulla base della presentazione di un programma di controlli sulla sicurezza stradale da effettuare nella fascia oraria compresa fra le ore 1 e le ore 6 antimeridiane, approvato dalla Giunta regionale. A tal fine la Giunta regionale predispone, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, criteri relativi alle modalità di effettuazione di tali controlli, sentita la competente commissione consiliare. (16) (17)
1. L’apertura di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande ubicato in una zona assoggettata a tutela dalla programmazione comunale di cui all’articolo 34 per la sussistenza di motivi imperativi di interesse generale di cui all’articolo 64, comma 3, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, è soggetta ad autorizzazione rilasciata dal comune nel cui territorio è ubicato l’esercizio, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 9. È altresì soggetto ad autorizzazione il trasferimento verso e all’interno delle medesime zone. (18)
2. L’ampliamento e la riduzione di superficie dei locali sono soggetti a presentazione di SCIA. Il comune individua i requisiti ed i presupposti che devono essere comprovati attraverso attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’ articolo 38, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Non possono in ogni caso essere assoggettati alla presentazione di attestazioni e asseverazioni i requisiti e i presupposti che devono essere oggetto di autocertificazione o di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni, ovvero che siano in possesso dell’amministrazione comunale o che possano essere acquisiti d’ufficio da altre pubbliche amministrazioni. (19)
5. Il comune adotta le norme sul procedimento concernente le domande relative agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, stabilisce il termine, non superiore a sessanta giorni (20) dalla data di ricevimento, entro il quale le domande devono ritenersi accolte quando non è comunicato il provvedimento di diniego, nonché tutte le altre norme atte ad assicurare trasparenza e snellezza all’azione amministrativa e la partecipazione al procedimento ai sensi della legge n. 241 del 1990 e successive modificazioni.
8. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione o della presentazione della SCIA di cui ai commi 1 e 2 (21) il titolare deve avere la disponibilità dei locali indicati ai sensi del comma 7 ed essere in regola con le vigenti norme legislative e regolamentari in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria, di tutela dall’inquinamento acustico, di sicurezza, di destinazione d’uso dei locali e degli edifici nonché di sorvegliabilità.
Art. 8 bis - Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande in zone non soggette a tutela. (22)
1. L’apertura di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande ubicato in una zona non assoggettata a tutela dalla programmazione comunale di cui all’articolo 34 per la sussistenza di motivi imperativi di interesse generale di cui all’articolo 64, comma 3, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, è soggetta alla presentazione di SCIA, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 9. È altresì soggetto a SCIA il trasferimento all’interno o verso le medesime zone.
1 bis. L’ampliamento e la riduzione di superficie dei locali sono soggetti a SCIA. Il comune individua i requisiti ed i presupposti che devono essere comprovati attraverso attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione finanza pubblica e la perequazione tributaria”. Non possono in ogni caso essere assoggettati alla presentazione di attestazioni e asseverazioni i requisiti e i presupposti che devono essere oggetto di autocertificazione o di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni, ovvero che siano in possesso dell’amministrazione comunale o che possano essere acquisiti d’ufficio da altre pubbliche amministrazioni. (23)
2. Nella SCIA di cui al comma 1 sono dichiarati:
a) il possesso dei requisiti morali e professionali di cui all’articolo 4;
c) l’ubicazione e la superficie specifica dei locali adibiti alla somministrazione;
d) che il locale ove è esercitata la somministrazione è conforme alle norme e prescrizioni edilizie, urbanistiche, di tutela dall’inquinamento acustico, igienico-sanitarie, di destinazione d’uso dei locali e degli edifici, di sicurezza e sorvegliabilità e, in particolare, il possesso delle prescritte autorizzazioni in materia.
3. Il comune individua i requisiti ed i presupposti che devono essere comprovati attraverso attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Non possono in ogni caso essere assoggettati alla presentazione di attestazioni e asseverazioni i requisiti e i presupposti che devono essere oggetto di autocertificazione o di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni, ovvero che siano in possesso dell’amministrazione comunale o che possano essere acquisiti d’ufficio da altre pubbliche amministrazioni.
4. L’attività di somministrazione di alimenti e bevande è esercitata nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni ed autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria, di tutela dall’inquinamento acustico, di sicurezza e di sorvegliabilità nonché di destinazione d’uso dei locali e degli edifici.
1. Sono soggette a SCIA (24) le attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitate:
l) omissis (25)
1 bis. L’ampliamento e la riduzione di superficie dei locali sono soggetti a SCIA. Il comune individua i requisiti ed i presupposti che devono essere comprovati attraverso attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Non possono in ogni caso essere assoggettati alla presentazione di attestazioni e asseverazioni i requisiti e i presupposti che devono essere oggetto di autocertificazione o di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni, ovvero che siano in possesso dell’amministrazione comunale o che possano essere acquisiti d’ufficio da altre pubbliche amministrazioni. (26)
2. La SCIA è presentata al comune in cui si svolge l’attività. Nel caso di somministrazione di alimenti e bevande al domicilio del consumatore e nei mezzi di trasporto la SCIA è presentata al primo comune nel cui territorio si intende esercitare l’attività di somministrazione. (27)
3. Nella SCIA di cui al comma 1 sono dichiarati: (28)
a) il possesso dei requisiti morali di cui all’articolo 4, comma 1; (29)
a bis) il possesso dei requisiti professionali di cui all’articolo 4, comma 2, ove previsti; (30)
3 bis. Il comune individua i requisiti ed i presupposti che devono essere comprovati attraverso attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’ articolo 38, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Non possono in ogni caso essere assoggettati alla presentazione di attestazioni e asseverazioni i requisiti e i presupposti che devono essere oggetto di autocertificazione o di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni, ovvero che siano in possesso dell’amministrazione comunale o che possano essere acquisiti d’ufficio da altre pubbliche amministrazioni. (31)
5. Le attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui al comma 1 non sono trasferibili in locali diversi da quelli dichiarati dall’esercente nella SCIA. (32)
Art. 10 - Somministrazione non assistita. (33)
Art. 11 - Somministrazione temporanea di alimenti e bevande. (34)
1. L’esercizio dell’attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande è soggetta alle disposizioni di cui all’articolo 41, comma 1, del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35. (35)
2. Per l’esercizio dell’attività di somministrazione temporanea di cui al comma 1 in occasione di fiere, feste o altre riunioni straordinarie di persone, ivi comprese quelle promosse dalle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383 “Disciplina delle associazioni di promozione sociale” e successive modificazioni, si osservano le disposizioni di cui all’articolo 8 bis, comma 4, con esclusione di quelle relative alla destinazione d’uso dei locali e degli edifici. (36)
3. Per l’esercizio dell’attività di somministrazione temporanea di cui al comma 1 nell’ambito di sagre, fiere e manifestazioni a carattere religioso, benefico o politico, devono essere rispettate le norme igienico-sanitarie e di sicurezza afferenti i locali e le superfici aperte al pubblico attrezzati per il consumo sul posto. (37)
4. La somministrazione temporanea può svolgersi solamente per il periodo di effettivo svolgimento delle manifestazioni e comunque non può avere durata superiore ai trenta giorni consecutivi. (38)
1. All’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande in forma stagionale si applicano le disposizioni di cui agli articoli 8 e 8 bis. (39)
1. La somministrazione di alimenti e bevande mediante apparecchi automatici effettuata in apposito locale ad essa adibito in modo esclusivo e attrezzato è soggetta alle disposizioni di cui agli articoli 8 e 8 bis. (41)
2. Per l’installazione di distributori automatici per la somministrazione di alimenti e bevande in forme diverse da quelle previste al comma 1 è necessario:
a) il possesso dei requisiti morali di cui all’articolo 4, comma 1, nonché dei requisiti professionali di cui all’articolo 4, comma 2, ove previsti, e il rispetto della normativa in materia di igiene e sanità;
b) la presentazione della SCIA al comune competente per territorio contenente l’attestazione dell’osservanza dei requisiti di cui all’articolo 4 e l’indicazione delle aree e dei locali in cui gli apparecchi vengono installati. (42)
2 bis. Nei casi di cui al comma 2, per l’installazione di più apparecchi anche in luoghi ed aree diverse dello stesso comune può essere presentata un’unica SCIA. (43)
2 ter. L’indicazione delle aree e dei locali in cui vengono installati gli apparecchi ai sensi del comma 2 è aggiornata annualmente tramite comunicazione al comune. (44)
Art. 15 - Subingresso. (45)
1. Il trasferimento della gestione o della titolarità di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande di cui agli articoli 8 e 8 bis per atto tra vivi o a causa di morte è assoggettato alle disposizioni di cui all’articolo 64, commi 1 e 4, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e successive modificazioni.
2. Nei casi di trasferimento della gestione di un esercizio il titolo abilitativo di subingresso è valido fino alla data in cui ha termine la gestione. Alla cessazione della gestione il proprietario dell’esercizio può presentare una nuova SCIA per subingresso purché in presenza dei requisiti di cui all’articolo 4. Il proprietario decade dal titolo abilitativo se entro il termine di cui all’articolo 64, comma 8, lettera b), del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 l’attività non è ancora iniziata.
3. Nel caso di morte del legale rappresentante o dell’eventuale persona preposta all’attività, i soci, purché in possesso dei requisiti morali di cui all’articolo 4, possono continuare l’attività previa comunicazione al comune in cui ha sede l’esercizio. Entro il termine di centottanta giorni dall’apertura della successione, salvo che il comune non conceda una proroga, qualora il ritardo sia dovuto a cause non imputabili all’interessato, deve essere presentata al comune idonea documentazione attestante il possesso dei requisiti professionali ai sensi dell’articolo 4, comma 2.
4. La società cui contestualmente alla costituzione è conferita un’azienda di somministrazione di alimenti e bevande può continuare l’attività alle stesse condizioni del dante causa previa presentazione della SCIA. Entro novanta giorni dal conferimento, deve essere dimostrato il possesso dei requisiti morali e professionali di cui all’articolo 4. Trascorso inutilmente tale termine, il comune dispone la sospensione dell’attività fino al momento della regolarizzazione e, comunque, per un periodo non superiore a quello di cui all’articolo 64, comma 8, lettera b), del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, pena la decadenza dal diritto di esercitare l’attività.
5. Nel caso di cessione di quote societarie con contemporaneo mutamento della persona del legale rappresentante o dell’eventuale persona preposta all’attività ai sensi dell’articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e successive modificazioni, il cessionario può continuare senza interruzioni, previa comunicazione al comune in cui ha sede l’esercizio, l’attività alle stesse condizioni del dante causa, purché entro novanta giorni dall’atto di cessione documenti il possesso dei requisiti di cui all’articolo 4. Trascorso inutilmente tale termine, il comune dispone la sospensione dell’attività fino al momento della regolarizzazione e, comunque, per un periodo non superiore a quello di cui all’articolo 64, comma 8, lettera b), del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, pena la decadenza dal diritto di esercitare l’attività.
6. Il trasferimento della gestione o della titolarità di un’attività di cui all’articolo 9, per atto tra vivi o a causa di morte, è soggetto a SCIA al comune competente entro il termine di trenta giorni dalla data del trasferimento o, nel caso di subingresso per causa di morte, dalla data di apertura della successione. Resta fermo l’obbligo del possesso dei requisiti morali e professionali di cui all’articolo 4.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla somministrazione di alimenti e bevande effettuata tramite distributori automatici ai sensi dell’articolo 13.
Art. 15 bis - Cessazione dell’attività. (46)
1. La cessazione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande è soggetta a comunicazione al comune ove si svolge l’attività. Nel caso di somministrazione di alimenti e bevande al domicilio del consumatore e nei mezzi di trasporto la comunicazione è presentata al comune cui è stata presentata la SCIA di avvio dell’attività.
Art. 17 - Decadenza, sospensione e revoca. (47)
1. I titoli abilitativi di cui all’articolo 8, comma 1 e 8 bis decadono nei casi stabiliti dall’articolo 64, comma 8, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
2. Nel caso di violazione delle prescrizioni in materia di sorvegliabilità dei locali e di tutela dall’inquinamento acustico, il comune provvede a sospendere l’attività autorizzata ai sensi dell’articolo 8 o l’attività di cui agli articoli 8 bis e 9 per un periodo non superiore a novanta giorni, salvo proroga quando il ritardo non risulta imputabile all’interessato. Entro tale termine il titolare riprende l’attività, una volta ripristinati i requisiti mancanti.
3. Quando il titolare dell’esercizio non osserva i provvedimenti di sospensione di cui al comma 2, o non ripristina i requisiti mancanti nei termini previsti, il comune provvede a revocare le autorizzazioni di cui all’articolo 8 o a disporre la chiusura delle attività di cui agli articoli 8 bis e 9.
1. A chiunque esercita l’attività di somministrazione di alimenti e bevande senza autorizzazione, ovvero quando questa è stata revocata, sospesa o decaduta, si applica la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 10, comma 1, della legge 25 agosto 1991, n. 287 “Aggiornamento della normativa sull’insediamento e sull’attività dei pubblici esercizi” e successive modificazioni, nonché la chiusura dell’esercizio. (49)
2. A chiunque esercita l’attività di somministrazione di alimenti e bevande senza la presentazione della SCIA, ovvero quando è disposta la sospensione dell’attività, si applica la sanzione amministrativa di cui al comma 1, nonché la chiusura dell’esercizio. (50)
3. A chiunque esercita l’attività di somministrazione di alimenti e bevande senza i requisiti morali o (51) professionali di cui all’articolo 4 si applica la sanzione amministrativa di cui al comma 1, nonché la chiusura dell’esercizio.
1. Per l’attuazione delle finalità di cui all’articolo 1, la Giunta regionale, sentite le organizzazioni del commercio, turismo e servizi e le associazioni dei consumatori e degli utenti maggiormente rappresentative a livello regionale, nonché i rappresentanti dell’ANCI Veneto entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, emana i criteri cui i comuni si attengono nel determinare i parametri ed i criteri di programmazione per il rilascio delle autorizzazioni per l’esercizio, anche in forma stagionale, dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande anche da parte delle associazioni e dei circoli di cui all’articolo 2, comma 4 al fine di assicurare la migliore funzionalità e produttività del servizio da rendere al consumatore tenendo anche conto dei flussi turistici e delle caratteristiche urbanistiche e di accessibilità nonché delle vocazioni delle diverse parti del territorio regionale. (52)
1. I comuni, o le unioni di comuni, sentite le rappresentanze locali delle organizzazioni del commercio, turismo e servizi e delle associazioni dei consumatori e degli utenti maggiormente rappresentative a livello regionale, entro centottanta giorni dalla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del Veneto dei criteri regionali di cui all’articolo 33, emanano i parametri ed i criteri di programmazione per l’insediamento sul territorio comunale di nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande, comprese quelle a carattere stagionale. (53)
b) Omissis (54)
2. Per quanto non espressamente disciplinato dalla presente legge trova applicazione la vigente normativa statale, in quanto compatibile. (55)
3. Dalla data di adozione dei criteri regionali di cui all’articolo 33 è abrogato l’articolo 9, comma 4, della legge regionale 13 agosto 2004, n. 15 .
1. Fino all’adozione da parte dei comuni dei parametri e dei criteri di cui all’articolo 34, ai fini del rilascio delle autorizzazioni, continuano ad applicarsi i parametri e i criteri attualmente vigenti. (56) (57)
(1) La legge è stata impugnata in via incidentale dal Tribunale amministrativo regionale del Veneto innanzi alla Corte Costituzionale con ordinanza n. 309/2008 (G.U. 1ª serie speciale n. 42/2008), con la quale è stata sollevata questione di legittimità costituzionale dell’articolo 33, comma 1, dell’articolo 34, comma 1, e dell’articolo 38, comma 1, per lesione della competenza legislativa esclusiva statale nella materia della tutela della concorrenza prevista dall’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione e per violazione della libera iniziativa economica privata prevista dall’articolo 41 della Costituzione. Con ordinanza n. 122/2009 (G.U. 1ª serie speciale n. 17/2009) la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli articoli 33, comma 1, e 34, comma 1, poiché si tratta di norme che il giudice rimettente non deve applicare, in quanto strumentali all’emanazione di futuri parametri e criteri di programmazione e ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 1, in quanto priva di reale motivazione.
(2) La legge è stata impugnata in via incidentale dal Tribunale amministrativo regionale del Veneto innanzi alla Corte Costituzionale con ordinanza n. 62/2009 (G.U. 1ª serie speciale n. 10/2009), con la quale è stata sollevata questione di legittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 1, in materia di disciplina transitoria, per contrasto con gli articoli 41 e 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione. Con ordinanza n. 339/2010 (G.U. 1ª serie speciale n. 48/2010) la Corte costituzionale ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 1, sia in riferimento all’articolo 41 della Costituzione in quanto il ricorrente (TAR del Veneto) ha omesso di chiarire in che modo la norma regionale si porrebbe in contrasto con tale parametro costituzionale, sia in riferimento all’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione in quanto la norma impugnata è di per sé suscettibile di una interpretazione costituzionalmente corretta.
(3) Lettera abrogata da lett. d), comma 1, art. 31 legge regionale 10 agosto 2012, n. 28 .
(4) Lettera così modificata da comma 1 articolo 3 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 che sopprime le parole: “fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 14”.
(5) Frase aggiunta da comma 1 art. 28 legge regionale 27 febbraio 2008, n. 1 .
(6) Comma sostituito da comma 1 art. 38 legge regionale 20 aprile 2018, n. 15 , in precedenza modificato da comma 2 dell’articolo 3 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(7) Comma inserito da comma 3 dell’articolo 3 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(8) Alinea così modificata da comma 4 dell’articolo 3 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 che ha sostituito le parole: “assoggettata alla autorizzazione di cui all’articolo 8” con le parole: “assoggettata alle disposizioni di cui agli articoli 8 e 8 bis”.
(9) Comma così modificato da lett. a) comma 2 art. 28 legge regionale 27 febbraio 2008, n. 1 .
(10) Lettera abrogata da lett. b) comma 2 art. 28 legge regionale 27 febbraio 2008, n. 1 .
(11) Per le attività dei panifici in materia di vendita dei prodotti di propria produzione per il consumo immediato vedi comma 4, art. 3, della legge regionale 24 dicembre 2013, n. 36 .
(12) Lettera abrogata da comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(13) Lettera abrogata da comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27
(14) Lettera aggiunta da comma 1 art. 39 legge regionale 20 aprile 2018, n. 15 .
(15) Articolo così sostituito da comma 1 art. 5 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(16) L’articolo 78 della legge regionale 27 febbraio 2008, n. 1 prevede un finanziamento straordinario per sostenere programmi destinati ad attività di controllo notturno e serale per le finalità di cui al presente comma.
(17) La Giunta regionale con delibera di Giunta regionale n. 1645 del 17 giugno 2008 aveva approvato i criteri e linee guida a cui gli Enti locali dovevano attenersi al fine della presentazione del programma di controllo sulla sicurezza stradale da sottoporre alla approvazione della Giunta regionale e la cui approvazione legittimava gli enti locali proponenti a concedere le deroghe ai divieti di vendita e somministrazione previsti dai commi 1 e 2.
La deliberazione sopra citata è stata revocata con la successiva deliberazione n. 370 del 29 marzo 2011 a seguito della entrata in vigore della legge 29 luglio 2010, n. 120 recante “Disposizioni in materia di sicurezza stradale” che, tra l’altro, ha inciso nella disciplina della somministrazione e vendita di alcool nelle ore notturne, stabilendo il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 3 sino alle tre ore successive, salvo diversa disposizione del Questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza (non prevedendo, né tantomeno in capo alla regione e agli enti locali, la possibilità di derogare al divieto di somministrazione di bevande alcoliche nella fascia oraria indicata, privando così di efficacia le disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 6).
(18) Comma così sostituito da comma 1 articolo 6 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(19) Comma così sostituito da comma 2 articolo 6 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(20) Comma così modificato da comma 1 art. 40 legge regionale 20 aprile 2018, n. 15 che ha sostituito le parole “non superiore a centoventi giorni” con le parole “non superiore a sessanta giorni”.
(21) Comma così modificato da comma 3 articolo 6 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 che ha sostituito le parole “Ai fini del rilascio dell’autorizzazione o della comunicazione di cui ai commi 1 e 2” con le parole “Ai fini del rilascio dell’autorizzazione o della presentazione della SCIA di cui ai commi 1 e 2”.
(22) Articolo aggiunto da comma 1 art. 7 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(23) Comma inserito da comma 1 art. 41 legge regionale 20 aprile 2018, n. 15 .
(24) Comma così modificato da comma 1 articolo 8 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 che ha sostituito le parole “dichiarazione di inizio attività, ai sensi dell’articolo 19 della legge n. 241 del 1990” con le parole “SCIA”.
(25) Lettera abrogata da comma 2 art. 8 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(26) Comma inserito da comma 1 art. 42 legge regionale 20 aprile 2018, n. 15 .
(27) Comma così sostituito da comma 3 articolo 8 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(28) Comma così modificato da comma 4 articolo 8 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 che ha sostituito le parole “Nella dichiarazione di cui al comma 1 l’interessato dichiara:” con le parole “Nella SCIA di cui al comma 1 sono dichiarati:”
(29) Lettera sostituita da comma 5 articolo 8 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(30) Lettera aggiunta da comma 6 articolo 8 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(31) Comma aggiunto da comma 7 articolo 8 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(32) Comma così modificato da comma 8 articolo 8 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 che ha sostituito le parole “nella dichiarazione di inizio attività” con le parole “nella SCIA”.
(33) Per le attività di somministrazione non assistita da parte di panifici vedi comma 4, art. 3, della legge regionale 24 dicembre 2013, n. 36 .
(34) Rubrica così sostituita da comma 1 articolo 9 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(35) Comma così sostituito da comma 2 articolo 9 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(36) Comma così sostituito da comma 3 articolo 9 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(37) Comma così sostituito da comma 4 articolo 9 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(38) Comma così sostituito da comma 5 articolo 9 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(39) Comma così sostituito da comma 1 articolo 10 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(40) Comma abrogato da comma 2 articolo 10 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(41) Comma così modificato da comma 1 articolo 11 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 che ha sostituito le parole “alle disposizioni concernenti l’autorizzazione degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di cui all’articolo 8” con le parole “alle disposizioni di cui agli articoli 8 e 8 bis”.
(42) Comma così sostituito da comma 2 articolo 11 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(43) Comma aggiunto da comma 3 articolo 11 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(44) Comma aggiunto da comma 3 articolo 11 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(45) Articolo così sostituito da comma 1 articolo 12 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(46) Articolo inserito da comma 1 art. 43 legge regionale 20 aprile 2018, n. 15 .
(47) Articolo così sostituito da comma 1 articolo 13 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(48) Articolo abrogato da comma 1 articolo 14 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(49) Comma così sostituito da comma 1 articolo 15 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(50) Comma così sostituito da comma 2 articolo 15 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(51) Comma così modificato da comma 3 articolo 15 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 che ha sostituito la parola “e” con la parola “o”.
(52) Con ordinanza n. 122/2009 (G.U. 1ª serie speciale n. 17/2009) la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli articoli 33, comma 1, e 34, comma 1, poiché si tratta di norme che il giudice rimettente non deve applicare, in quanto strumentali all’emanazione di futuri parametri e criteri di programmazione e ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 1, in quanto priva di reale motivazione.
(53) Con ordinanza n. 122/2009 (G.U. 1ª serie speciale n. 17/2009) la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli articoli 33, comma 1, e 34, comma 1, poiché si tratta di norme che il giudice rimettente non deve applicare, in quanto strumentali all’emanazione di futuri parametri e criteri di programmazione e ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 1, in quanto priva di reale motivazione.
(54) Lettera abrogata da comma 1 articolo 16 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27 .
(55) Comma così sostituito da comma 1 articolo 17 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 27
(56) Con ordinanza n. 122/2009 (G.U. 1ª serie speciale n. 17/2009) la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli articoli 33, comma 1, e 34, comma 1, poiché si tratta di norme che il giudice rimettente non deve applicare, in quanto strumentali all’emanazione di futuri parametri e criteri di programmazione e ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 1, in quanto priva di reale motivazione.
(57) Con ordinanza n. 339/2010 (G.U. 1ª serie speciale n. 48/2010) la Corte costituzionale ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 1, sia in riferimento all’articolo 41 della Costituzione in quanto il ricorrente (TAR del Veneto) ha omesso di chiarire in che modo la norma regionale si porrebbe in contrasto con tale parametro costituzionale, sia in riferimento all’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione in quanto la norma impugnata è di per sé suscettibile di una interpretazione costituzionalmente corretta.