Source: https://studiolegaleramelli.it/2018/10/15/bancarotta-sempliceper-la-cassazione-la-durata-della-pena-accessoria-dellinabilitazione-allesercizio-di-unimpresa-commerciale-va-commisurata-alla-durata-della-pena-principale/
Timestamp: 2019-10-21 17:21:58+00:00
Document Index: 5898207

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 216', 'art. 217', 'art. 37']

Bancarotta semplice:per la Cassazione la durata della pena accessoria dell’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale va commisurata alla durata della pena principale – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Bancarotta semplice:per la Cassazione la durata della pena accessoria dell‘inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale va commisurata alla durata della pena principale.
La Corte di Cassazione, Sez. V penale, con la sentenza n. 45307/2018 depositata il 09.10.2018, ha reso una interessante pronuncia in materia di reati fallimentari, relativamente ai profili di diritto inerenti l’elemento soggettivo nel reato di bancarotta semplice ed il rapporto tra durata delle pene accessorie e principali in ordine alla medesima fattispecie penale.
Nel caso in oggetto, gli imputati ricorrevano avverso la sentenza della Corte territoriale di Firenze la quale aveva assolto i medesimi dal delitto di bancarotta preferenziale qualificando la residua imputazione di cui agli artt. 216 e 223 l. fall. come bancarotta semplice. Tra i motivi di ricorso, vi era la contestazione della determinazione delle pene accessorie, a detta dei ricorrenti erroneamente confermate nella misura applicata dai giudici di primo grado in anni dieci, pur all’esito della derubricazione del reato.
Rimandando alla lettura della sentenza allegata per gli ulteriori approfondimenti, di seguito si riproduce il passaggio della motivazione afferente il tema della colpevolezza, ossia l’elemento soggettivo del reato nella sua componente soggettiva:
“Nella sentenza impugnata risulta, del pari, adeguatamente precisato l’elemento soggettivo del reato di bancarotta semplice documentale anche ai fini del nomen iuris della meno grave fattispecie ritenuta, in quanto sul versante psicologico del reato è tradizionalmente colto il discrimen tra la fattispecie di bancarotta fraudolenta documentale da omessa o irregolare tenuta dei libri e delle scritture contabili e quella, meno grave, di bancarotta semplice documentale, correttamente ritenuta in quanto riconducibile ad un mero disordine contabile e non già ad una cosciente e volontaria infedeltà. Gli arresti di questa Corte su siffatto profilo differenziale si esprimono nel senso che, mentre per la bancarotta fraudolenta documentale prevista dall’art. 216, comma 1, n. 2, seconda parte, R.D. n. 267/1942, l’elemento soggettivo del reato deve essere individuato nel dolo generico, che si traduce nella consapevolezza che l’omessa o irregolare tenuta dei libri e delle scritture contabili renda impossibile la ricostruzione delle vicende del patrimonio dell’imprenditore, per la bancarotta semplice prevista dall’art. 217, comma 2, R.D. n. 267/1942, il coefficiente di attribuibilità psichica della condotta deve essere sostenuto indifferentemente dal dolo o dalla colpa, che sono ravvisabili quando l’agente ometta, con coscienza e volontà o per semplice negligenza, di tenere le scritture contabili obbligatorie per legge(Sez. V, 28 dicembre 2011, n. 48523, Barbieri; Sez. V, 23 febbraio 2006, n. 6769, Dalceggio; Sez. V, 25 luglio 1991, n. 8081, Minuto) o le tenga in modo inidoneo a rappresentarne fedelmente il contenuto.
Quanto alla commisurazione della pena accessoria i Giudici della legittimità così hanno statuito:
(…) Secondo il consolidato orientamento di legittimità, la pena accessoria dell’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e dell’incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa prevista per il delitto di bancarotta fraudolenta ha la durata fissa ed inderogabile di dieci anni, diversamente dalle pene accessorie previste per il reato di bancarotta semplice, che devono essere commisurate alla durata della pena principale, in quanto, essendo determinate solo nel massimo, sono soggette alla regola di cui all’art. 37 cod. pen..(v. Corte Cost. n. 134 del 2012; Sez. 5, Sentenza n.15638 del 05/02/2015, Assello, Rv. 263267, N. 17690 del 2010 Rv. 247319, N. 269 del 2011 Rv. 249500, N. 30341 del 2012 Rv. 253318, N. 11257 del 2013 Rv. 254641, N. 51526 del 2013 Rv. 258665, N. 628 del 2014 Rv. 257947, N. 41035 del 2014 Rv. 260495)”.
Art. 217 R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare): Bancarotta semplice.
Art. 37 cod. pen.
“Quando la legge stabilisce che la condanna importa una pena accessoria temporanea, e la durata di questa non è espressamente determinata, la pena accessoria ha una durata eguale a quella della pena principale inflitta, o che dovrebbe scontarsi, nel caso di conversione, per insolvibilità del condannato. Tuttavia, in nessun caso essa può oltrepassare il limite minimo e quello massimo stabiliti per ciascuna specie di pena accessoria”.
Quadro giurisprudenziale di riferimento in materia di bancarotta semplice:
Cassazione penale sez. V 28 maggio 2018 n. 39009
Cassazione penale sez. V 12 marzo 2018 n. 18108
Cassazione penale sez. V 03 maggio 2017 n. 33878
Cassazione penale sez. V 26 aprile 2017 n. 37910
Cassazione penale sez. V 28 febbraio 2017 n. 14846
Cassazione penale sez. V 25 novembre 2016 n. 5461
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