Source: http://docplayer.it/2440131-Dichiarazione-imu-al-30-novembre.html
Timestamp: 2018-04-22 01:32:36+00:00
Document Index: 12210779

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.8', 'art.8', 'art.15', 'art.5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.185', 'art.15']

DICHIARAZIONE IMU AL 30 NOVEMBRE - PDF
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Marta Lentini
1 del Fisco News DICHIARAZIONE IMU AL 30 NOVEMBRE Ai Comuni è stato fissato il termine del 31 ottobre per decidere le aliquote dell imposta (di S. Fossati e G. Trovati, pag.23) Nel ballottaggio sulla dichiarazione per l'imposta municipale sugli immobili alla fine vince la proroga lunga al 30 novembre, per cui non ci sarà nessun "Imu-day". Il calendario dell'imposta rimane cadenzato con una scadenza al mese: entro il 31 ottobre i Comuni possono ritoccare le aliquote e ridefinire i regolamenti tributari, entro il 30 novembre andrà appunto presentata la dichiarazione e al 16 dicembre si arriverà all'ultimo adempimento, il più complicato, con il doppio conguaglio per calcolare e pagare il saldo La proroga lunga per la dichiarazione è contenuta nelle bozze circolate ieri del "Decreto Enti locali", approvato dal Consiglio dei Ministri. PER LE START UP DETRAZIONI IRPEF E IRES Sconto fiscale triennale del 19% della somma investita (di M. Bertoloni, pag.6) Spese d'avvio quasi a costo zero e burocrazia all'osso, assunzioni a tempo determinato flessibili, detrazioni fiscali su Irpef o Ires per chi investe nel Capitale sociale, regole meno punitive sui
2 fallimenti. E in più la possibilità di dare la caccia ai capitali di rischio ricorrendo anche a strumenti nuovissimi come il crowdfunding con «offerte al pubblico» attraverso portali. È questa la benzina che dovrebbe far correre in futuro le start up "tricolori" sulle quali il Ministro Passera punta molto per ridare ossigeno alla crescita. Resta l'impalcatura di base. A cominciare dai paletti che circoscrivono la platea delle imprese ammissibili. Che dovranno avere meno di 4 anni di attività, un fatturato inferiore a 5 milioni, nessuna distribuzione di utili. E che soprattutto dovranno provare il loro "pedigree" innovativo. Cruciali per la vita delle start up sono gli sconti fiscali. A cominciare dalla detrazione Irpef al 19% per un triennio sulla somma investita dal singolo contribuente nel Capitale sociale di una o più start up direttamente o tramite Ocr. Per quanto riguarda società ed enti privati, invece, sarà possibile portare in deduzione dal reddito imponibile il 20% delle somme investite, sempre a condizione di mantenere l'investimento per due anni. DELEGA FISCALE, PROFESSIONISTI ESCLUSI DALL IRI (di M. Mobili, pag.24) Professionisti esclusi dalla nuova Iri e introduzione di regimi semplificati per i contribuenti di minori dimensioni, con tanto di riduzione di adempimenti per le nuove attività produttive e per chi aderisce a forme di tutoraggio. Più facile accedere alla rateizzazione di debiti tributari e stralcio della nuova fiscalità ambientale, almeno fino a quando non saranno attuate anche in Italia le regole comunitarie. Sono queste alcune delle principali novità apportate alla Delega Fiscale e approvate ieri dalla Commissione Finanze della Camera. L'esame del DdL si concluderà oggi con il via libera ai nodi rimasti fino ad ora irrisolti sull'abuso del diritto, la riforma delle sanzioni e la riscossione dei tributi locali. SEQUESTRO PREVENTIVO, BENI AZIENDALI PRIORITARI (di A. Iorio, pag.24) Nel caso di omesso versamento di ritenute operate e non versate, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di beni del rappresentante legale della società, è legittimo nella misura in cui non sia possibile aggredire i beni dell'impresa che ha tratto beneficio dalla condotta illecita. A precisarlo è la Corte di Cassazione, sezione III penale, con la sentenza n depositata ieri, la quale fornisce dei principi particolarmente interessanti. Lavoro SEMPLIFICAZIONI, SLITTA ANCHE IL DISEGNO DI LEGGE Nel testo risparmi sulla sicurezza lavoro per 4,6 miliardi e sconto 2% sui pagamenti di crediti contributivi Inps (pag.12) Un alleggerimento degli adempimenti formali che impegnano le imprese in numerose comunicazioni all'inail (ma anche alle Asl e al Ministero del Lavoro) in materia di sorveglianza sanitaria e valutazione del rischio e uno sconto del 2% sugli interessi di differimento e dilazione per i ratei con cui vengono ripagati i debiti contribuitivi all'inps. Sono queste le misure più pesanti contenute nel disegno di legge semplificazioni che ieri il Consiglio dei Ministri ha tuttavia deciso di rinviare a una delle prossime riunioni. Un testo composto di 36 articoli (nella versione di entrata), il cui obiettivo strategico è cercare di aggredire un insieme di obblighi burocratici in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro che, da soli, pesano per 4,6 miliardi l'anno sulle imprese. Lo stop all'approvazione è arrivato al termine di una riunione fiume dedicata al Decreto Sviluppo e all'altro decreto «insorto» dopo lo scandalo che si è aperto nella Regione Lazio e che ha indotto il Governo a prendere provvedimenti urgenti sui costi della politica e la trasparenza degli enti territoriali. Le norme contenute nel DdL però restano, attesissime dal mondo delle imprese, e ora si tratterà di capire quale sarà il loro destino.
3 MENO CONTROLLI SE I CONTRATTI SONO BREVI Stop alle ripetizioni. In caso di rapporti d'impiego fino a 50 giorni non si devono duplicare gli atti (di C. Tucci, pag.12) Si riducono gli adempimenti, in capo ai datori di lavoro, per le prestazioni lavorative di breve durata, che presuppongono cioè una permanenza nei luoghi di lavoro da parte del "dipendente" non superiore alle cinquanta giornate lavorative (vale a dire, 50 giorni calcolati nell'anno solare di riferimento). La novità è contenuta tra le pieghe delle nuove norme sulle Semplificazioni (di adempimenti amministrativi per imprese e cittadini) nel testo arrivato ieri al CdM, ma il cui esame è slittato a una riunione successiva. Le misure di "alleggerimento" per le prestazioni lavorative di breve durata riguardano gli adempimenti relativi all'informazione, alla formazione e alla sorveglianza sanitaria previsti dal D.Lgs. n.81/08, e puntano ad evitare ripetizioni (per ragioni, nella stragrande maggioranza di casi, esclusivamente formali) di oneri già posti in essere dallo stesso datore di lavoro o da altri datori di lavoro (in casi di pluralità di rapporti). I CONTRATTI DI PROSSIMITÀ LEGITTIMI MA «ECCEZIONALI» Per la Corte Costituzionale la norma non lede la competenza (di G. Falasca, pag.26) Il contratto di prossimità supera il primo esame di legittimità costituzionale. Con la sentenza n.221/12 pubblicata ieri, infatti, la Corte Costituzionale ha escluso che la disciplina contenuta nell'art.8 della L. n.148/11 sia lesiva delle prerogative legislative delle Regioni. La norma conferisce una particolare forza normativa ai contratti collettivi stipulati a livello aziendale. La Regione Toscana ha impugnato questa normativa, sostenendo che il conferimento di un potere derogatorio così ampio ai contratti di prossimità sarebbe lesivo delle prerogative legislative regionali in materia di mercato del lavoro, nella parte in cui gli accordi aziendali possono essere stipulati per l'attuazione di alcune finalità (promuovere l'occupazione, gestire le crisi aziendali e occupazionali, agevolare nuovi investimenti). La Consulta ha rigettato questa censura, ricordando innanzitutto che i contratti di prossimità non hanno un ambito di intervento indefinito, ma possono disciplinare le sole materie elencate dall'art.8. Varie SI PAGA CON IL BANCOMAT (di B. Santacroce, pag.7) Pioggia di nuovi obblighi per estendere il ricorso da parte degli utenti della Pubblica Amministrazione, degli erogatori di servizi pubblici e dei clienti di imprese e professionisti a pagamenti elettronici tracciabili. In particolare, l'art.15 del Decreto Cresci Italia riscrive quasi integralmente l'art.5 del Cad (D.Lgs. n.205/82) introducendo nuove regole e precisi adempimenti a carico dei predetti soggetti. Per quanto riguarda le imprese e i professionisti la norma dispone che dal 1 gennaio 2014 tutti i soggetti che effettuano la vendita di prodotti e di prestazioni di servizi anche professionali, sono tenuti ad accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito (Bancomat).
4 News Fisco ZONE FRANCHE URBANE, AGEVOLAZIONI ED ESENZIONI DALL IMU (di D. Morosini, pag.24) Per le piccole e medie imprese ricomprese nelle zone franche urbane c'è l'esenzione Imu. È una delle misure inserite nel Decreto Crescita approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. La misura prevede, inoltre, la riprogrammazione dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali Le forme di finanziamento sono indirizzate (come previsto dalla Finanziaria 2007) all'esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque periodi di imposta e all'esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro del Lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato. Le misure sono rivolte alle imprese di micro e piccola dimensione entro le zone franche urbane individuate dalla delibera Cipe (comitato interministeriale della programmazione economica) del 2008.
5 FATTURE FALSE SE RIFERITE AD OPERAZIONI IRREALI (di D. Alberici, pag.27) Sono fatture false anche quelle che documentano operazioni diverse rispetto a quelle reali. A questo interessante principio è giunta la Corte di Cassazione che, con la sentenza n del 4 ottobre 2012, ha annullato l'assoluzione pronunciata in favore di un imprenditore che aveva detratto costi per fatture per prestazioni artigianali mentre erano relative a intermediazione di mano d'opera. LA CRSI NON EVITA GLI STUDI DI SETTORE (di D. Alberici, pag.27) La crisi economica non giustifica lo scostamento dagli studi di settore. È infatti legittimo l'accertamento a carico di un contribuente che, nonostante lamenti un calo degli affari nel suo comparto commerciale, abbia acquistato una macchina di lusso. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n del 4 ottobre DETRAZIONE RETTIFICATA PER FURTO (di F. Ricca, pag.27) Non contrastano con la normativa comunitaria la legge e la prassi nazionale che impongano, nel caso di furto delle merci dell'impresa commesso da persona non identificata, l'obbligo di rettificare la detrazione dell'iva fruita al momento dell'acquisto. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia nella sentenza del 4 ottobre 2012, nel procedimento pregiudiziale C-550/11, promosso dai giudici bulgari al fine di valutare la conformità della disciplina interna con le disposizioni sulla rettifica della detrazione contenute nella direttiva 2006/112/CE (direttiva Iva), con particolare riferimento al par.2 dell'art.185, il quale prevede, da un lato, che la rettifica non è richiesta in caso furto debitamente provato, ma dall'altro attribuisce agli Stati membri la facoltà di derogare a questa disposizione ed esigere, quindi, la rettifica in caso di furto. Nella sentenza, la corte osserva che qualora un bene sottratto all'impresa non possa più essere utilizzato dal soggetto passivo per operazioni tassate a valle, il furto costituisce una modificazione che determina, in linea di principio, la rettifica della detrazione dell'iva operata a monte. Lavoro UNA SIM BASTA PER LA SANATORIA Anche le schede dei cellulari provano la permanenza in Italia (di D. Cirioli, pag.28) La scheda del cellulare (Wind, Tim, Vodafone, 3, ecc.) o l'abbonamento per la metrò va bene come prova della presenza in Italia al 31 dicembre E pure l'attestazione di un centro di accoglienza o di ricovero autorizzati oppure religiosi. A chiudere positivamente, con un'interpretazione larga, la questione sui documenti utili a provare la presenza in Italia dello straniero ai fini della sanatoria, è intervenuta ieri l'avvocatura Generale dello Stato. In un parere spiega che per Organismo pubblico si devono intendere anche i soggetti, pubblici, privati o municipalizzati, che svolgono funzioni o un servizio pubblico. Diritto societario ANCHE IL CONSUMATORE PUÒ FALLIRE In caso di sovraindebitamento potrà scattare il concordato (di A. Ciccia, pag.21) Fallimenti telematici e fallimento del consumatore. Il D.L. sulla Crescita, approvato ieri in Consiglio dei Ministri, da un lato manda in soffitta le comunicazioni cartacee e velocizza i rapporti tra cancellerie, curatori e creditori; dall'altro lato introduce una procedura ad hoc per risolvere la
6 situazione di sovraindebitamento del consumatore meritevole, con conseguente esdebitazione. Fallimenti telematici. Molte le modifiche proposte che toccano tutti i passaggi della procedura concorsuale. Diventa telematica la notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento. Al curatore viene imposto l'obbligo di effettuare le comunicazioni ai creditori per via telematica: non a caso si impone ai creditori di indicare al curatore il loro indirizzo di posta elettronica certificata. L'uso della Pec diventa la regola anche nei rapporti tra Commissario giudiziale o liquidatore e creditori (nel concordato preventivo) e tra Commissario liquidatore e creditori (nella liquidazione coatta amministrativa). Per via telematica deve essere inoltrata la domanda di insinuazione al passivo per via telematica. In particolare per la domanda di ammissione al passivo va sottolineato che l'istanza in via telematica è da inoltrare direttamente al curatore. Fallimento del consumatore. Il Decreto Crescita bis individua un procedimento specificamente destinato al consumatore. Però, non per tutti i consumatori, ma solo per quelli ritenuti meritevoli, dopo averne analizzato la situazione patrimoniale, reddituale e l'esposizione complessiva. Varie ADDIO AL CONTANTE CON SOGLIE DIVERSE E PAGAMENTI CON IL TELEFONINO (di C. Bartelli, pag.24) Dal 1 gennaio 2014 pagamenti su percorso tracciabile per un abbandono del contante. L'art.15 del Decreto Crescita non prevede soglie ai pagamenti effettuati con carte di debito come il bancomat. La norma si indirizza ai soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, saranno tenuti, dal 1 gennaio 2014, ad accettare pagamenti con carta di debito (per esempio, bancomat). Nessuna soglia, dunque, da cui far scattare una tracciabilità obbligata. I pagamenti elettronici, poi, potranno essere eventualmente effettuati anche tramite tecnologie mobili e dunque si potrà avviare una sperimentazione dei pagamenti attraverso gli smartphone e i cellulari.