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Timestamp: 2017-10-18 09:28:28+00:00
Document Index: 105264200

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 13', 'art. 74', 'art. 21', 'art. 111', 'art. 30', 'art. 106', 'art. 3']

Consulting 06_2010 | PDF Flipbook
Consulting 06_2010
Anno 8 - nº 6 novembre – dicembre 2010 ISSN: 2038-7741 Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 – POSTE ITALIANE S.p.A. – Spedizione in A.P. 70% Roma – Prezzo per copia € 12,00 La rivista del consulente d’azienda e d i t o r e S.r.l. edizioni Speciale eva eventi eva emozioni Vibrazioni meccaniche Tecniche di misura nei luoghi di lavoro Per una nuova legislazione sui Lavori Pubblici Osservazioni e proposte di un addetto ai lavori Aerosol esausti C’è aria di novità nel mercato del recupero Associazione Italiana Certificatori Energetici
L’utilità di abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 Per n° 3 abbonamenti annuali: € 144,00	Per n° 5 abbonamenti annuali: € 240,00	€ 130,00 € 210,00 Modalità di pagamento per la sottoscrizione degli abbonamenti, si prega di inviare il modulo via fax al numero: 06-5127106 / 06-5127140 o via e-mail: info@gevaedizioni.it COSTO ABBONAMENTI 2011 Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 - Singoli numeri: € 12,00 - Numeri arretrati: € 14,00 Assegno Bancario non trasferibile intestato a Geva S.r.l. Bonifico su conto corrente Intesa San Paolo S.p.A., Ag. n. 27, Via del Giorgione, 93 intestato a Geva S.r.l. ABI: 03069 - CAB: 05102 - CIN: U - IT39U0306905102081991520171-GEVA S.r.l. Bollettino di c.c.p. n° 33203746 intestato a Geva S.r.l., Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma ABI: 07601 - CAB 03200 - IBAN IT77B0760103200000033203746 Le condizioni di abbonamento sono quelle indicate nel sito www.gevaedizioni.it Partita Iva: 05480791002 Intestatario dell’abbonamento Cognome/Nome	P.I./C.F. Società	P.I./C.F. Via/Piazza Città	Cap	Prov. Sito web	E-mail Tel.	Fax	Cell. La rivista del consulenteFdi’ramziean	da an	no 8 - nº 6 – novemDbraet–adicembre 2010
Concentrazione di radon in Italia La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazione GEVA S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Tel./fax: 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail: info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Partita Iva: 05480791002 Direttore Responsabile: Nicola Giovanni GRILLO Coordinamento editoriale: Leonardo EVANGELISTA Abbonamenti: Katia PILOTTO Impaginazione e grafica: José Luis CASTILLA CIVIT Pubblicità: GEVA S.r.l. - Via dei Lincei, 54 – 00147 Roma Stampa: Eurolit S.r.l. - Roma; Tiratura: 1000 copie; Chiuso in Tipografia:dicembre2010 Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in A.P. 70% Roma ISSN: 2038-7741 Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. 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A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993, l’I.V.A. sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore, che non è tenuto ad alcun adempimento ex art. 21 del suddetto decreto no 633/72; di conseguenza, in nessun caso si rilasciano fatture. Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. Fonte: ISPRA Radon Come stanare ed eliminare il nemico invisibile che vive dentro le nostre case . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 6 Per una nuova legislazione sui Lavori Pubblici Osservazioni e proposte di un addetto ai lavori di Roberto COLOSIMO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 9 Impianti di depurazione e smaltimento rifiuti La figura professionale dell’addetto alla gestione di Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 12 Speciale Vibrazioni meccaniche Tecniche di misura nei luoghi di lavoro di Mario ROMANI e Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 14 Greenergy Rubrica di Leonardo EVANGELISTA L’erba energetica è sempre più... verde . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 18 Seminari in Fiera A quando una seria ri-organizzazione? di Donatella CONTARTESE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 20 Ambienti confinati Come lavorarvi in piena sicurezza di Marco TAVANI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 22 SEtmraitsesgioiendi di ci aCtOtu2ra e stoccaggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 24 Aerosol esausti C’è aria di novità nel mercato del recupero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 26 Veicoli Fuori Uso Quando costituiscono rifiuti? di Rosa BERTUZZI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 28 do Rubrica di Ferdinando SALATA Tesando Rubrica di Ferdinando SALATA Centro benessere nel parco termale di Suio (LT) Tesi di Flaminia MAINIERI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 30 Dalle Associazioni	Energon Pag. 36 Pag. 38 Il grillo parlante	Pag. 41 Ultima pagina Pag. 42 3 La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 6 – novembre – dicembre 2010
Editoriale Editoriale Bada alla sostanza e poi cura la forma. Un motto senz’altro degno della massima considerazione in una società spesso intossicata dalla fretta di fare molto e presto – invece che “poco e bene” – senza rispettare il giusto tempo di gestazione delle diverse attività. E nel lavoro? Dovrebbe essere così ma… non conviene! Almeno non nella firma di carte ufficiali,documenti, contratti e accordi vari. È frequente, infatti, lo scatenarsi di diatribe spinosissime tra le parti contraenti stipule che sono state redatte con poca attenzione alla forma, se non addirittura con scarsa competenza o, nella peggiore ipotesi, con malizia dell’uno confidando nell’ingenuità dell’altro. Il fenomeno non riguarda solamente, come si potrebbe sospettare,gli accordi tra privati e/o piccole imprese – di certo non adusi ad un linguaggio giuridico specialistico e presi più da problemi strettamente legati alla loro operatività che non dal formalizzare atti ufficiali – ma si estende anche a realtà più grandi, spesso territorio di vere e proprie battaglie legali combattute fino all’ultimo cavillo. Può capitare, ad esempio, che una lettera di licenziamento sia priva di ogni validità perché non conforme a quanto previsto nella clausola x al punto y o che una commissione possa essere annullata perché esula dal criterio m statuito nella sezione n… Inutile specificare che i tavoli dei Giudici del Lavoro sono letteralmente sommersi da querele, cause, dispute e qualsivoglia deleteria forma di “litigiosità da formalismi”, cagione di costosissime perdite di tempo e lavoro. Cosa fare per prevenire un simile fenomeno? Mi rivolgo, più che alle grandi organizzazioni, capaci di sostenere “imprevisti” giudiziari, soprattutto alle piccole imprese e a quelle individuali, più vulnerabili a livello di potere contrattuale. Nel farlo, cito un aneddoto personale, che mi vide protagonista tempo fa quando, appena laureato, fui entusiasta nell’accettare la prima proposta di collaborazione professionale da parte di un ingegnere di mia conoscenza, già affermato e ben noto nell’ambiente. Pur di cogliere al volo quella che ai miei occhi di giovane alle prime armi era una ghiotta opportunità, non esitai a siglare – praticamente a occhi chiusi – il relativo contratto, senza neanche pensare di dover temere alcuna conseguenza negativa… Effettivamente l’ingegnere mi tranquillizzò, facendomi capire che non si sarebbe trattato di una“questione lunga”, al massimo tre mesi, anche perché lui per primo non era interessato a dilatare i tempi a sua volta concordati con il committente dei lavori. Ebbene, iniziai a lavorare e percepii il compenso per i tre mesi concordati, poi avvenne il “fattaccio”. L’ingegnere, a mia insaputa, allungò di nove mesi (dietro maggiore parcella) l’accordo col committente e io, convinto di essere stato implicitamente confermato per aver lavorato bene, continuai a collaborare con lui sicuro di percepire nuovi compensi… Passarono tre mesi, poi altri sei, ma non incassai nulla, chiesi delucidazioni all’ingegnere, il quale non solo mi disse che “non mi doveva nulla”, ma mi intimò di proseguire gratis ancora per altri tre mesi “come da accordi stabiliti”, ovviamente senza ulteriori emolumenti! Obiettai, protestai fino ad arrivare in tribunale, dove il Giudice mi dette torto, poiché sul contratto era chiaramente scritto “[…] s’impegna ad offrire la propria collaborazione per il periodo ritenuto necessario […]”. Io, nel firmare il contratto, avevo in mente che sarei stato occupato per tre mesi e quindi non prestai molta attenzione alla formula, immaginando che, se mai si fosse andati oltre tale periodo, fra amici, ci saremmo riaccordati, invece l’ingegnere, esperto di simili faccende, aveva praticamente già previsto tutto… Oggi posso dare una raccomandazione a chi rischia di cadere in trappole analoghe: sia che si trovi sotto pressione per ottenere un incarico, sia che sia afflitto da un qualche svantaggio contrattuale, prima di sottoscrivere impegni professionali non esiti a rivolgersi a un consulente preparato e onesto,il quale saprà dare le giuste indicazioni per scongiurare tutte le conseguenze negative – e assai più costose, alla fine, di una parcella – derivanti dal fai-da-te. Un altro insegnamento preziosissimo che ho tratto dalle mie numerose esperienze personali è che i migliori contratti, intesi come forieri di massima chiarezza e trasparenza, si devono firmare quando si è in buoni rapporti, ben sapendo che poi vi si farà ricorso solo quando tali rapporti saranno irrimediabilmente deteriorati! Nicola G. GRILLO 5 La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 6 – novembre – dicembre 2010
Radon Come stanare ed eliminare il nemico invisibile che vive dentro le nostre case Concentrazione di radon in Italia Spesso l’inquinamento ambientale è attribuito alle attività antropiche ma alcune volte ha origine naturale. È il caso del radon, un gas naturale invisibile, incolore e inodore (caratteristi- che, queste, molto subdole), prodotto dal decadimento radioat- tivo dell’uranio presente nel suolo e nelle rocce. Poiché il radon 6 si può accumulare nei luoghi abitativi (case, scuole, ambienti di lavoro) individuarne le potenziali fonti rappresenta un passag- gio di fondamentale importanza per l’impostazione di corrette politiche di prevenzione e risanamento ambientale. Torniamo a occuparci (v. Consulting 3-2005) di un “nemico domestico” alla luce delle nuove tecniche di monitoraggio e bonifica. Fonte: ISPRA Il radon è un elemento chimico naturale, radioattivo, appartenente alla famiglia dei cosiddetti gas nobili o inerti. È incolore, inodore, insapore e non può essere avvertito dai sensi, per cui, senza aiuti strumentali, è impossibile avvertirne la presenza. Deriva dal decadimento nucleare del radio che a sua volta proviene dall’uranio, entrambi elementi presenti sulla Terra fin dalle sue origini. Per tale motivo il radon si trova anche nei materiali da costruzione – cementi, tufi, laterizi, pozzolane, graniti – che provengono dal sottosuolo e, alla fine del ciclo edilizio, permane negli edifici. Moti convettivi dell’aria Fra l’esterno e l’interno di un edificio, in genere, si instaura una differenza di pressione, suddivisa in due distinti fenomeni: -	effetto camino, quando il parametro determinante è un gradiente di temperatura; -	effetto vento, in cui sussiste una differenza di velocità fra l’aria esterna e quella interna. In entrambi i casi si genera un moto convettivo dell’aria che viene aspirata all’interno e trasporta con sé il radon, il quale si potrà concentrare secondo la frequenza dei ricambi d’aria. Vie di propagazione Il radon, inoltre, trova diverse vie di accesso alle nostre abitazioni, essendo anche molto volatile e solubile in acqua. Analizziamo le principali modalità di trasmissione. Materiali da costruzione Come detto, il radon è di per sé già presente nei materiali edilizi. Le concentrazioni maggiori sono registrate nei tufi, nelle pozzolane, nei materiali provenienti dal trattamento del fosfato di gesso e, più in generale, in tutti gli isolanti ed intonaci che non contengono gesso naturale e nei materiali di origine vulcanica. Suolo e sottosuolo Il radon trova delle vere e proprie corsie preferenziali di passaggio attraverso i giunti di connessione perimetrali fra solaio a terra e pareti verticali o altri elementi strutturali. La “colpa” principale, in fase di costruzione, è da ascrivere alle fessurazioni causate dall’errata posa dei materiali da costruzione e alla mancata sigillatura delle canalizzazioni degli impianti elettrici/idraulici. Altri fenomeni avvengono in tempi successivi all’edificazione: si tratta delle microfessurazioni del basamento – dovute al ritiro dei leganti o ad assestamenti strutturali – e delle discontinuità provocate dai giunti di dilatazione. Acqua La contaminazione delle acque nelle falde è variabile da zona a zona e dipende fortemente dal tipo di terreno. Le acque di superficie, generalmente, hanno basse concentrazioni di radon, le acque di rete emunte dai pozzi possono diminuire il loro carico inquinante durante lo stoccaggio e il trasporto. Il rischio maggiore, invece, è dovuto all’utilizzo idrico domestico: il trasporto del radon per mezzo dell’acqua utilizzata per igiene personale o per la cottura dei cibi è favorito dalla produzione di vapore. Metodo di misura La concentrazione di radon (radon gas o radon 222) in aria è data dal numero di trasformazioni nucleari emesse ogni secondo in un metro cubo d’aria ed è espressa in Bq/m3 (becquerel/metro cubo). Il metodo di misura più diffuso ed economico si rifà ai dosimetri radiologici tipici dei laboratori di analisi cliniche: si colloca nell’ambiente da monitorare il dispositivo di misura, in cui è presente un materiale sensibile alle radiazioni alfa emesse durante il decadimento del radon. Tali radiazioni, attraversando il rilevatore, lasciano delle tracce particolari sul materiale, che viene poi analizzato in laboratorio. La quantità di tracce rilevate è direttamente proporzionale alla concentrazione di radon gas presente nell’ambiente osservato. La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 6 – novembre – dicembre 2010
Data l’elevata variabilità naturale della concentrazione di radon, è opportuno protrarre la misurazione per due semestri consecutivi (primavera/estate÷autunno/inverno). Il costo di una singola misurazione è decisamente abbordabile: con alcune decine di euro si riesce a sapere se l’ambiente in cui ci si trova è contaminato da radon o no… decisamente un investimento consigliabile. Risanamento ambientale Edifici esistenti Premesso che è di fatto impossibile eliminare completamente il radon dai nostri ambienti di vita, è però assolutamente raccomandabile intervenire ogni volta in cui se ne riscontra una elevata concentrazione, fattore che può costituire un serio rischio per la salute (v. box). Esistono diverse metodologie di bonifica, la cui efficacia è funzione del tipo di edificio e dipende da molti fattori concomitanti, ragion per cui è opportuno che l’adozione di una specifica tecnica avvenga solo previo adeguato confronto fra tutti gli attori coinvolti: il proprietario, gli inquilini e le imprese le quali, dal canto loro, sono chiamate a fornire la migliore consulenza specialistica. L’intervento sull’edificio, infatti, richiede una progettazione di qualità ingegneristica, essendo il risultato finale ottimale compatibile con le esigenze di: -	efficienza d’abbattimento del radon; -	contenimento dei costi di installazione ed esercizio; -	raggiungimento del livello di vivbilità da parte degli occu- panti; -	facilità di manutenzione; -	incidenza sulle abitudini di vita; -	durata nel tempo. Fra le più diffuse tecniche adottate per ridurre la concentrazione di radon si annoverano: -	sigillatura delle vie di ingresso. Si tenta di chiudere tutte le possibili vie di ingresso. La sigillatura può essere parziale, cioè mirata sulle sole fessure, giunzioni pavimento/pareti, passaggi dei servizi idraulici, termici, etc oppure totale, cioè sull’intera superficie di contatto col suolo. La sigillatura parziale avviene con l’impiego di particolari polimeri, mentre la sigillatura totale si avvale di fogli di materiale poco permeabile al radon. Questa tecnica può essere adottata di concerto con le altre qui elencate; -	ventilazione. Mobilita ampi volumi d’aria e opera la diluizione del radon presente. Avviene con l’ausilio di un ventilatore e concorre nel miglioramento della qualità dell’aria dell’ambiente di vita.È consigliato laddove esistono impianti pre-installati o per gli edifici predisposti alla ventilazione, mentre non è molto conveniente quando vige la necessità di recuperare il calore nei mesi invernali; -	depressurizzazione del suolo.È la tecnica più consigliata quando si riscontrano alte concentrazioni di radon gas dal suolo. Per attuarla occorre realizzare nei pressi dell’edificio un pozzetto di raccolta e collegarlo a un piccolo ventilatore. Azionando il dispositivo, all’interno del pozzetto si crea una depressione che attira il radon e lo riemette all’esterno, impedendo che si diffonda nell’abitazione; -	pressurizzazione dell’edificio. Provoca un fenomeno inverso al precedente, incrementando – sempre con un ventilatore – la pressione interna dell’edificio, in modo da spingere fuori il radon che proviene dal suolo; -	ventilazione del vespaio. È utilizzata quando è presente un vespaio al di sotto dell’edificio. Aumentandone la ventilazione si diluisce il radon presente e se ne riduce la quantità che filtra nell’edificio. L’incremento della ventilazione può essere realizzato aumentando il numero delle bocchette di aerazione o – anche in questo caso – eventualmente applicando un ventilatore.Spesso la semplice pulizia delle bocchette di aerazione preesistenti abbassa significativamente la concentrazione di radon. I costi della bonifica dipendono dal tipo di intervento e raramente superano qualche migliaio di euro. Ancora più contenuti risultano i costi d’esercizio. Nuove costruzioni In fase di progettazione o di costruzione di un nuovo edificio la prevenzione dei rischi da radon associati alla diffusione dal suolo ha un costo ancora più basso. Per la tecnica del vespaio o delle intercapedini, ad esempio, è sufficiente prevedere la realizzazione di una buona ventilazione naturale per l’intera area di contatto suolo/edificio. A tal proposito, in linea di massima, può bastare l’installazione di una sola bocchetta ogni due metri lineari ed è consigliabile riempire il vespaio con della ghiaia. 7 La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 6 – novembre – dicembre 2010
Stendendo un foglio di materiale poco permeabile al radon, poi, si predispone la costruzione ad una facile installazione di un ventilatore, eventualmente richiesto qualora la concentrazione del radon risultasse troppo elevata in un secondo momento. In assenza del vespaio occorre predisporre, sotto la prima gettata, una rete di pozzetti di raccolta (installando almeno un pozzetto ogni 250 m2 di superficie della struttura), collegati tra loro e con l’esterno dell’edificio. Poi, sempre sotto la prima gettata, deve essere steso uno strato di ghiaia di circa 5÷10 cm. Anche in questo caso, per predisporre il manufatto alla ventilazione meccanica, si applica un foglio di materiale a bassa permeabilità al radon. Effetti del radon sull’uomo L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ha classificato il Radon come la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di sigaretta, la prima per i non fumatori e una delle prime concause attraverso il legame fumo/radon per i fumatori. A provocare il rischio sanitario sono le radiazioni alfa, efficacemente schermate dalla cute, ma deleterie per la delicata mucosa dell’apparato respiratorio. Per avere un’idea della pericolosità del radon è sufficiente sapere che, a parità di dose assorbita, il rischio relativo alle radiazioni alfa è venti volte maggiore rispetto a quello provocato da raggi X e Gamma. Conclusioni Riepilogando, dopo aver illustrato la pericolosità del radon, 8 tanto elevata quanto insospettabile, data l’impercettibilità di tale contaminante, suggeriamo di procedere come segue: -	se si abita o si lavora in edifici a diretto contatto con il ter- reno, o in edifici costruiti con materiali che possono essere ricchi di uranio e radio, misurare la concentrazione di radon negli ambienti di vita; -	se le concentrazioni sono elevate, prendere in considera- zione l’eventualità di adottare dei sistemi che riducano la presenza del radon; -	se si sta ristrutturando la casa, valutare la concentrazione di radon ed eventualmente adottare dei sistemi per prevenir- ne l’ingresso e l’accumulo; -	se si sta costruendo una nuova casa, valutare l’opportunità di applicare criteri preventivi anti-radon. L’evapotraspirazione totale come sistema di smaltimento dei reflui civili La rivista del consulente d’azienda L’evapotraspirazione è l’alternativa ai metodi “classici” della depurazione delle acque reflue domestiche, nel caso in cui sia assente una fognatura o un corpo idrico recettore. Ancorché l’evapotraspirazione sia un sistema “non menzionato” dalla normativa tecnica, esso viene oggi largamente utilizzato, specie per lo smaltimento delle acque prodotte da piccoli nuclei abitativi. La particolarità di questo “impianto” consiste nel fatto che la totale eliminazione dei liquidi avviene tramite l’evapotraspirazione dalle foglie di piante sempreverdi, senza produrre, perciò, alcuno scarico. Nel testo sono riportate in modo sintetico e facilmente comprensibile, anche attraverso numerosi disegni esplicativi, le metodologie per la realizzazione di questo sistema di depurazione, dal dimensionamento alla corretta posa in opera. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-maaninlo:8i-nnºf6o–@nogvemebvrea–edicdemizbrieo20n10i.it
Per una nuova legislazione sui Lavori Pubblici Osservazioni e proposte di un addetto ai lavori di Roberto COLOSIMO* Èopinione comune e largamente condivisa che nel campo dei lavori pubblici c’è troppa burocrazia, e che ciò costituisce un serio ostacolo alla realizzazione dei programmi. Per una volta, invece dei soliti soloni che non hanno mai visto un lavoro pubblico, può parlare chi opera in questo campo da quasi cinquant’anni? Approfitto dell’ospitalità di Consulting per dire la mia opinione, certo di interpretare il pensiero della massima parte dei professionisti. Anzitutto rendiamoci conto che tutto ciò che non va dipende dalla sciagurata riforma della previgente legislazione operata con la Legge n° 109/94, la cosiddetta Legge Merloni. Sbandierata come una riforma sentita e necessaria, quella legge in realtà era stata voluta dalle imprese di costruzioni e dalla burocrazia, che ottennero privilegi incredibili. Naturalmente anche la nuova legge aveva qualche risvolto positivo,come la centralità delle progettazioni e la nuova figura del Responsabile del Procedimento, ma l’appesantimento burocratico era un freno che ancor oggi dura, perché la Merloni, purtroppo,è stata trasposta quasi interamente nel nuovo Codice dei contratti pubblici, approvato con D. Lgs. n° 163/2006. Come si spiega questo fatto? Facciamoci una semplice domanda, da uomini della strada: chi scrive i testi delle leggi? I politici demandano questo delicatissimo compito ai loro uffici legislativi, composti interamente da funzionari amministrativi, e cioè da burocrati che non hanno mai visto un lavoro pubblico e, ciò nonostante, si ritengono e si fanno ritenere competenti in questa materia. Naturalmente giocano il loro ruolo anche le loro convinzioni politiche e gli interessi della loro casta. I legislatori non si sono mai sognati di interpellare i veri competenti, ossia quei professionisti che hanno dedicato la vita ai lavori pubblici e conoscono a menadito i relativi problemi: vi chiederete perché, ma la risposta è semplicissima: oltre al fatto che buona parte dei parlamentari proviene proprio dalla burocrazia, i professionisti sono ostracizzati poiché la potentissima casta vede in essi dei nemici. E ha ragione, perché noi professionisti non lesiniamo le critiche alle storture e alle cose inutili. Ma veniamo a dimostrare gli inconvenienti dell’attuale legislazione. Anzitutto notiamo che sono stati istituiti dalla 109 – e sono rimasti nel Codice – due organismi assolutamente inutili: a)	l’Osservatorio, al quale il RUP deve trasmettere ogni atto, che resta lì e basta; b)	l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici. Inoltre, trista eredità della Merloni, trasposta pari pari nel Codice, è l’elenco dei soggetti abilitati a progettare lavori pubblici, che erano e sono: a)	gli uffici tecnici delle stazioni appaltanti; b)	gli uffici consortili di progettazione e di direzione dei lavori che i comuni, i consorzi, le comunità montane, gli enti di industrializzazione e gli enti di bonifica possono costituire; c)	gli organismi di altre pubbliche amministrazioni di cui le singole amministrazioni possono avvalersi per legge; d)	i liberi professionisti singoli o associati; e)	le società di professionisti; f )	le società di ingegneria; g)	i raggruppamenti temporanei dei soggetti di cui alle lettere d), e) ed f ). I soggetti di cui ai punti d), e), f ) e g) potevano eseguire progettazioni solo se le pubbliche amministrazioni appaltanti non ne avessero la possibilità. Ora, siccome le pubbliche amministrazioni ben raramente sono in grado di affrontare le progettazioni, la Merloni aveva previsto che tra enti pubblici si potessero anche scambiare i favori; infatti (v. lettere b) e c) del quadro che precede) un’amministrazione pubblica può dare incarichi agli uffici tecnici di altre, pur di non far scappare l’occasione; il favore potrà essere poi ricambiato alla prima occorrenza, e con ciò quello che una volta si chiamava malcostume è divenuto per legge perfettamente legale e lecito! Poi venne la Legge Bassanini, che prevedeva che i pubblici dipendenti potessero svolgere un secondo lavoro a patto che scegliessero il part-time: ebbene, se questi costituiscono delle società di ingegneria o degli studi professionali, non saranno forse i candidati ideali cui attribuire gli incarichi di progettazione, come favore ricambiabile alla prima occasione? Quindi, se si vuole frenare lo strapotere della burocrazia e l’attribuzione degli incarichi fatta con metodi clientelari, le voci b) e c) devono essere abolite. Ma se si vuole veramente frenare la corruzione si deve abolire anche la voce a). Il perché discende dalla prassi corrente, che tutti conoscono e di cui nessuno osa parlare: ma è tempo di fare chiarezza! Gli uffici tecnici delle stazioni appaltanti,nella loro stragrande maggioranza, non hanno né la competenza né la possibilità di progettare: sono oberati dal lavoro ordinario d’ufficio, non hanno attrezzature e non possono certamente intendersi di tutte le varie categorie di lavori. E allora la stragrande maggioranza degli uffici tecnici, quando c’è un finanziamento per un’opera pubblica, chiamano un professionista loro amico e gli fanno fare il progetto preliminare, che però firmano loro come ufficio, con l’intesa che quando si farà la gara per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, faranno in modo di farla vincere a lui. Consultate qualsiasi tecnico: vi dirà che quello che dico è vero, è la prassi comune. E come si fa a far vincere una gara al predestinato? Leggete il mio articolo precedente su * Articolista esterno alla redazione di Consulting. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.gevaedizioni.it e cliccare sul bottone Consulting. La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 6 – novembre – dicembre 2010 9
Consulting 1-2010, Gare di progettazione – Come vengono possibilità di eseguire opere pubbliche da parte di privati spesso manipolate in modo perfettamente legale. Eh sì, i finanziatori, compensandole con la gestione di esse da parte burocrati sanno perfettamente come fare! loro? Ma proseguiamo nell’esame di ciò che non va nella Questo era e resta un settore che sviluppandosi porterebbe legislazione vigente. ad una notevole ripresa dell’economia, ma è frenato proprio Le stazioni appaltanti gestiscono un potere immenso, in dalle norme legislative che lo regolano. Perché mai le quanto sono esse che effettuano le gare di appalto, e per amministrazioni pubbliche, per realizzare opere importanti questo predispongono il relativo bando. per le quali non hanno possibilità finanziarie, non possono Il progetto dei bandi è ciò in cui la burocrazia eccelle; ricorrere a questo strumento se non lo prevedono nel piano alcuni bandi sono pieni di norme tanto astruse quanto triennale delle opere in programma? Già questa sola norma apparentemente prive di senso: ma in realtà il senso ce fa perdere almeno un anno di tempo nell’intervento. E poi, l’hanno e come! Quei bandi, in realtà, hanno l’obiettivo di le norme procedurali previste dal Codice fanno il resto: il assegnare la vittoria nelle gare a chi è più“gradito”, eliminando promotore (che in spregio dell’italiano viene chiamato con i soggetti “sgraditi”. È ora che qualcuno lo dica apertamente, e termine inglese promoter) deve: io lo faccio volentieri! a)	approntare un progetto preliminare dell’intervento Il rimedio? Elaborare un bando di gara tipo, obbligatorio proposto; 10 per tutti i soggetti pubblici appaltanti; e questo bando tipo b)	redigere il relativo piano finanziario; dovrebbe essere elaborato non più dalla burocrazia statale o c)	trovare un istituto bancario che finanzi la realizzazione e regionale, ma da commissioni di veri esperti, ed essere reso asseveri il piano finanziario; obbligatorio per legge. d)	ottenere infine l’approvazione dell’Amministrazione, che Sapete quanti elementi di valutazione del tutto discrezionali tuttavia non la vincola. vengono infilati nei bandi di gara di appalto concorso? Infatti, l’Amministrazione deve effettuare una gara sulla Per dirne uno: cosa vuol dire “merito tecnico del progetto”? proposta del promoter, perché altri soggetti potrebbero È ovvio che si tratta di valutazione del tutto lasciata alle opinioni, proporne l’attuazione a costi inferiori. In tal caso il promoter e le valutazioni delle commissioni di gara sono insindacabili: può accettare di realizzare l’opera al minor costo proposto da questa è un’altra stortura da eliminare, altrimenti si legittimano altro concorrente, oppure lasciare a questo l’iniziativa. le preferenze e i dispetti, e gli esempi non mancano. Vi rendete conto del tempo occorrente perché una proposta Cosa vuol dire “merito ambientale”? Come sopra! del promoter veda la luce? E infatti sono tanti i promoter che, Ci sono esempi di progetti che prevedevano un forte viste le difficoltà, rinunciano alla loro proposta. risparmio energetico, ma che non solo non sono stati D’altraparteladdovelaleggechiedeal promoterunprogetto premiati dalle commissioni giudicatrici, ma addirittura sono preliminare dell’intervento commette già un errore: redigere stati penalizzati nei loro giudizi; io mi domando perché non è un piano finanziario sulla base di un progetto preliminare possibile ricorrere avverso le decisioni di molte commissioni è infatti assurdo: quale banca è disposta ad asseverarlo? Le di gara, anche se manifestamente infondate. banche chiedono infatti al promoter un progetto definitivo Ma andiamo avanti, e vediamo come i burocrati che hanno e ben dettagliato, altrimenti la loro asseverazione non è scritto le norme di legge si siano dati dei vantaggi. possibile. E alla fine del tormentone, trascorsi almeno altri tre Una norma manifestamente incostituzionale riguarda anni, l’amministrazione può accettare o meno la proposta, e l’assicurazione obbligatoria dei progettisti contro i rischi se l’accetta è obbligata a metterla in gara. derivanti da errori od omissioni nella progettazione che Non dico altro; ecco l’ennesima riprova di come la abbiano determinato maggiori costi a carico della stazione burocrazia che scrive i testi legislativi provvede a paralizzare appaltante (art. 111 del Codice, ex art. 30, Legge n° 109/94). le realizzazioni. Ma il Regolamento nel D.P.R. n° 554/99, tuttora vigente, a Un altro esempio lo abbiamo avuto col Piano Casa: ohibò, è suo tempo modificò la legge (e nessuno se ne accorse!) competenza delle Regioni e non dello Stato! Dalla sciagurata stabilendo all’art. 106 che la polizza è sì obbligatoria, ma se riforma del titolo V della Costituzione abbiamo avuto questo i progettisti sono pubblici dipendenti la polizza la paga per bel regalo; dato che le Regioni sono venti, e che ognuna deve due terzi l’amministrazione appaltante. Così, se il dipendente/ fare una propria legge, le discussioni si sono protratte tra progettista sbaglia, l’amministrazione incamera una polizza discussioni e liti nei loro Consigli. Così si è perso oltre un anno che ha pagato per due terzi essa stessa. Bello, eh? in discussioni balorde e le realizzazioni previste dal Piano, Due pesi e due misure che chiaramente violano l’art. 3 della smembrato in venti piani regionali con disposizioni e criteri Costituzione, ma ancora una volta nessuno se ne è accorto, diversi, non sono ancora partite! Un vero guazzabuglio. e i burocrati hanno conseguito e conservano un vantaggio Ma se ci addentriamo nelle leggi regionali rischiamo di non illegale! terminare più questo articolo. Il nuovo e annunciato Regolamento non è ancora stato Credo di aver detto molto, ma certamente non ho detto adottato, ma chi lo sta scrivendo? Siamo sempre lì; se i politici tutto; d’altra parte l’attenzione al mio articolo precedente non smettono di affidarsi alla burocrazia per scrivere i testi è stata scarsa e limitata al solo settore tecnico; si vede che legislativi, è inutile che poi levino alti lai contro la burocrazia questa è una materia che non interessa; i quotidiani cui ho stessa! Questa contraddizione, tra l’altro, fa perdere credibilità inviato il precedente articolo non l’hanno pubblicato. alla politica. Ma, da semplice cittadino, io faccio questa domanda: E che dire di ciò che riguarda il project financing ossia la “Signori politici, le volete risolvere o no queste questioni?”. La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 6 – novembre – dicembre 2010
Acquedotti e reti idriche Dalla progettazione alla realizzazione Novità Si parla molto nel nostro Paese di acqua e di acquedotti, ma nell’esame dei notevoli e complessi problemi del delicatissimo settore mancava, finora, l’apporto di conoscenze ed esperienze di uno degli addetti ai lavori. È questa voce che, con la presente opera, ha voluto portare l’autore, libero professionista che nei suoi cinquanta anni di attività, tutti spesi nel solo settore dell’ingegneria idraulica e ambientale, ha progettato oltre quattrocento opere di acquedotti e reti idriche, dirigendone i lavori e in alcuni casi occupandosi anche della loro gestione. Quest’opera è un testo completo riguardante sia la progettazione che la costruzione e la gestione degli acquedotti e delle reti di distribuzione nonché gli aspetti giuridici, le problematiche connesse e le prospettive per il futuro: è, quindi, un manuale indispensabile per chiunque operi nel settore. Dall’indice 4	L’acqua e i suoi usi 4	L’approvvigionamento idrico potabile 4	Le opere di presa 4	Opere di trasporto 4	Opere di compenso 4	Progettazione di un acquedotto 4	Le reti di distribuzione idrica 4	La potabilizzazione delle acque 4	Problemi gestionali 4	La redazione del progetto 4	L’esecuzione dei lavori 4	La sicurezza nei lavori GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma - Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it/pubblicazioni - e-mail: info@gevaedizioni.it Conduzione dei lavori Riserve e relazioni Esempi e modelli La trattazione delle riserve negli appalti delle opere pubbliche Dott. Ing. Roberto COLOSIMO La trattazione delle riserve negli appalti delle opere pubbliche Le riserve sono le richieste che per vari motivi, e ormai sempre più spesso, le imprese appaltatrici di lavori pubblici iscrivono e quantificano sul registro di contabilità dei lavori; a queste il Direttore dei Lavori deve rispondere analizzando le richieste ed esprimendo il proprio parere, via via che i lavori procedono fino alla loro ultimazione. Il Direttore dei Lavori redige poi la contabilità finale, aggiungendovi la propria relazione riservata sulle richieste, e tutto sarà infine rimesso al Collaudatore, che a sua volta dovrà valutare le riserve ed esprimere su di esse il proprio parere, motivando e proponendo le soluzioni delle controversie insorte. Questa è la procedura, prevista dalla vigente legislazione, chiamata “trattazione delle riserve”. Le richieste pecuniarie delle imprese, se fondate, possono condurre a costi delle opere assai maggiori delle previsioni e dare corso a giudizi di responsabilità; di qui la necessità di una loro accurata e corretta trattazione da parte del Direttore dei Lavori e del Collaudatore, figure centrali nel pubblico appalto. La trattazione riportata e l’esemplificazione di numerosi casi possono essere di valido ausilio per i direttori dei lavori e per i collaudatori di opere pubbliche. In appendice le tabelle degli interessi legali e di quelli moratori, per comodità di chi deve rispondere a riserve che richiedano queste valutazioni. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma - Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it/pubblicazioni - e-mail: info@gevaedizioni.it
Impianti di Essendo in costante aumento l’offerta formativa ed essendo le denominazioni dei corsi di laurea attribuite direttamente depurazione e dalle Università, risulta difficile elencare tutti i corsi attivati dalle varie facoltà. È pertanto consigliabile rivolgersi alle smaltimento rifiuti segreterie locali per ottenere maggiori informazioni. Accesso alla professione La figura professionale L’accesso alla professione non è specificamente regolamentato. Per lavorare nel settore pubblico è necessario superare dell’addetto alla gestione i concorsi banditi dagli enti pubblici stessi. Spesso il bando del concorso include, come requisito fondamentale per la partecipazione, il possesso di una formazione scolastica di tipo tecnico e la frequenza di corsi specifici di formazione e di Nicola G. GRILLO approfondimento. Se si desidera gestire in proprio, come imprenditori, L’addetto alla gestione di impianti di depurazione e un’attività di depurazione e smaltimento dei rifiuti è necessario 12 smaltimento rifiuti lavora presso gli impianti di trattamento iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, come previsto e smaltimento dei rifiuti urbani e industriali,i termovalorizzatori, dalla normativa vigente. le discariche di rifiuti normali o pericolosi, gli impianti di In particolare, sono tenute a iscriversi all’Albo le imprese selezione e cernita, quelli di compostaggio della parte organica che svolgono attività di raccolta, vendita e trattamento di e così via. Il suo compito principale è il controllo dello stato rifiuti, quelle che si occupano della bonifica dei siti o delle degli impianti e delle apparecchiature connesse, che devono costruzioni contenenti amianto e quelle che gestiscono funzionare in modo efficace, efficiente ed economico. impianti di smaltimento e di recupero. L’addetto deve essere in grado di diagnosticare i guasti e L’iscrizione all’Albo avviene nella persona del titolare nel le anomalie di funzionamento. Deve inoltre svolgere tutte le caso di ditte individuali, nelle persone dei soci amministratori operazioni necessarie alla manutenzione, sia periodica che per le società in nome collettivo e degli amministratori muniti straordinaria e d’emergenza. Un cattivo funzionamento dei di rappresentanza in tutti gli altri casi. macchinari può causare danni ulteriori all’ambiente.L’addetto Le modalità di iscrizione dipendono dal tipo di attività svolta alla gestione deve verificare costantemente l’andamento dei dall’azienda e dalla pericolosità eventuale dei rifiuti trattati. parametri ambientali. L’impresa deve nominare un Responsabile Tecnico, Può lavorare nel settore privato, presso industrie che in possesso di una serie di requisiti certificabili (titolo di dispongono di impianti di depurazione, presso aziende che studio, esperienza professionale). Inoltre deve essere iscritta ricevono in appalto lo smaltimento dei rifiuti da parte di al Registro delle Imprese e in regola col pagamento dei terzi, o ancora presso società di progettazione di impianti di contributi previdenziali. smaltimento e depurazione. L’iscrizione deve essere effettuata presso la Sezione Un’altra possibilità di impiego sono gli impianti di regionale dell’Albo Gestori Ambientali competente per il smaltimento e depurazione dei rifiuti gestiti direttamente dai proprio territorio. Le sezioni regionali hanno sede presso le Comuni o da aziende municipalizzate. Camere di commercio dei capoluoghi di regione. Presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio Formazione e del Mare ha invece sede il Comitato Nazionale Albo Gestori Per svolgere la professione non è necessario possedere un Ambientali. titolo di studio particolare ma è consigliabile, comunque, orientarsi verso una formazione di tipo tecnico, per esempio conseguendo il diploma di perito industriale a indirizzo Indirizzi utili chimico, meccanico o elettromeccanico presso un Istituto −	Albo Nazionale Gestori Ambientali – c/o Ministero Tecnico Superiore. dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Successivamente ci si può specializzare seguendo i corsi di www.albonazionalegestoriambientali.it formazione e aggiornamento organizzati dagli enti pubblici e −	Assoambiente – Associazione Imprese Servizi dalle organizzazioni di categoria. Diversi Atenei propongono specifici corsi di laurea che si pongono obiettivi formativi d’insegnamento delle tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale e la valorizzazione dei rifiuti in materiale ed energia: -	Ingegneria per l’ambiente e il territorio (orientamenti gestione delle opere igienico-sanitarie, opere idrauliche, gestione delle risorse ambientali e tecniche di risanamento”); -	Tecnologie chimiche per l’industria e per l’ambiente; -	Chimica industriale; -	Biologia. Ambientali – www.fise.org −	AIAT – Associazione Ingegneri per l’Ambiente e il Territorio – www.ingegneriambientali.it −	ANGRI – Associazione Nazionale Gestori Rifiuti – www.angri.it −	RTA – Associazione Responsabili Tecnici Ambientali per la Gestione dei Rifiuti – www.responsabilitecnici.it −	Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare www.miniambiente.it −	UNIRE – Unione Nazionale Imprese Recupero – www.fise.org La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 6 – novembre – dicembre 2010
L’attenzione nei confronti dei giovani laureati e ricercatori del nostro Paese ha avuto il suo momento conclusivo nella cerimonia di consegna dei premi di laurea e di dottorato a sei dottori provenienti da alcuni dei più prestigiosi atenei italiani (Politecnico di Milano, Università di Napoli “Federico II”, Università di Salerno, Università di Milano “Bicocca”, Università “La Sapienza” di Roma, Università di Padova, 13 Università di Firenze, Università di Cagliari, Università di Siena). I premi sono stati banditi da RemTech 2010 con il contributo di ANDIS, Unione Petrolifera, ALA, Assoreca, Consiglio Nazionale dei Chimici e Federambiente. Conclusasi con successo la 4a edizione di RemTech Expo, il Salone sulle Bonifiche dei Siti contaminati e sulla Riqualificazione del territorio. Oltre 100 aziende espositrici, più di 2.000 visitatori altamente qualificati, un ricco programma congressuale e una sessione internazionale, 20 convegni ed eventi speciali, 20 incontri tecnici di approfondimento, un nuovo salone espositivo dedicato alla difesa della fascia costiera. Forte la presenza delle istituzioni e delle grandi industrie del Paese. Potenziata la dimensione internazionale con il Nord America e il Nord Africa. RemTech Expo 2010, il quarto Salone sulla Bonifica dei Siti Contaminati e sulla Riqualificazione del Territorio, che si è tenuto presso il Centro fieristico di Ferrara dal 21 al 23 settembre 2010, si è concluso confermandosi come un evento di importanza nazionale per il settore delle bonifiche ambientali. La presenza di 110 aziende italiane e straniere, la partecipazione di 2.400 visitatori qualificati, un programma congressuale di alto livello scientifico sia per i relatori intervenuti sia per le tematiche trattate, dimostrano come RemTech sia un appuntamento fondamentale nel campo della tutela e della bonifica del territorio. Sul versante industriale, erano presenti tra gli altri SAIPEMEni sponsor della manifestazione, Syndial-ENI che ha preso parte al convegno di apertura, Confindustria, che ha scelto RemTech come tappa del suo Safety Tour nazionale. COAST EXPO 2010 Elemento qualificante di questa edizione è stata sicuramente la sezione speciale Coast Expo 2010, la prima edizione del salone dedicato alla tutela della costa. L’area espositiva era composta da aziende private ed istituzioni, tra le quali la Regione Emilia-Romagna, la Regione Marche, il CNR-ISMAR. INTERNAZIONALIZZAZIONE La componente internazionale ha avuto un ruolo fondamentale e trasversale all’interno di RemTech. Le delegazioni straniere, giunte a Ferrara grazie al supporto della Regione Emilia-Romagna – SPRINT, provenivano da Stati Uniti, Canada e Danimarca. Con il supporto dell’ICE e della Regione Emilia-Romagna – SPRINT, RemTech 2010 ha ospitato inoltre delegazioni provenienti da Algeria, Marocco, Tunisia e Israele, composte da rappresentanti governativi di alto profilo per incontri B2B con gli espositori allo scopo di verificare la possibilità e lo sviluppo di progetti di collaborazione e di business. Durante RemTech, sono state organizzate, in parallelo, 20 sessioni congressuali, suddivise in convegni ufficiali, sessione internazionale ed eventi speciali, coordinate dal Comitato Scientifico e Comitato di Indirizzo, e 20 incontri tecnici di approfondimento, organizzati direttamente dalle aziende espositrici.
Speciale Vibrazioni tico medio dell’accelerazione assiale ahwi (i = x, y, z) ponderata, lungo i tre assi riportati in Figura, e quindi di calcolare il meccaniche modulo del vettore da cui: A(8) = T. 8 accelerazione: a hw = a2 hwx + a 2 hwy + a 2 hwz Tecniche di misura nei Il valore A(8) viene calcolato riportando ad otto luoghi di lavoro ore lavorative il valore misurato. In entrambi i casi (corpo intero e mano/ braccio) si possono effet- di Mario ROMANI* e Nicola G. GRILLO tuare valutazioni senza mi- La vibrazione è un fenomeno ondulatorio (a bassa frequenza) trasmesso attraverso un mezzo solido che può essere surazioni quando sia nota per altre vie l’accelerazione emessa dal veicolo o dall’attrezzo, mediante l’utilizzo delle banche dati (le più rappresentative misurato in termini di spostamento (in metri), velocità (metri al sono quelle ISPESL e INAIL). 14 secondo) o accelerazione (metri al secondo al quadrato). Generalmente le misure di vibrazioni meccaniche si presentano abbastanza complicate, sia in termini di esecuzione, Valutazione per il corpo intero che di rappresentatività e di ripetibilità. Essa prevede la misura La principale norma cogente è il D. Lgs. n° 81/2008, Attua- del valore RMS della ac- zione dell’Art.1 della Legge n° 123/2007 in materia di tutela della celerazione ponderata in salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, Titolo VIII, Capo III. frequenza awi (i = x, y, z) sui tre assi ortogonali di Livelli di vibrazione Figura a lato con fattori I valori quadratici medi (RMS) di accelerazione, velocità o spo- moltiplicativi differenti stamento possono essere espressi come livelli in dB: -	La = 10×log (aRMS/a0)2 [dB]; -	Lv = 10×log (vRMS/v0)2 [dB]; -	Ls = 10×log (sRMS/s0)2 [dB]; dove: s0 = 10-11 m; v0 = 10-8 m×s-1; a0 = 10-6 m×s-2. per i tre assi (ki = 1,4 per i = x, y e ki = 1 per i = z). Di questi si prende il valore dell’asse maggiormente sollecitato e lo si rapporta alle otto ore Esposizione dei lavoratori I valori da confrontare con i limiti previsti nella normativa (Art. lavorative: A(8) = aw × T 8 201 D. Lgs. n° 81/2008), sono livelli equivalenti a larga banda, ponderati in frequenza e misurati sui tre assi (X,Y, Z). La determinazione dei valori limite è fatta in modo tale da dividere gli esposti in tre fasce: -	fascia di sicurezza, in cui non si prevede che possa insorgere la patologia relativa al tipo di esposizione per un individuo in condizioni normali di salute; -	fascia di attenzione, in cui si devono intraprendere azioni volte alla riduzione dell’esposizione; -	fascia di pericolo e, quindi, di interruzione dell’attività. Valutazione dell’esposizione a vibrazioni del sistema mano/ braccio I fattori secondari di influenza sono: -	direzione delle vibrazioni; -	metodo di lavoro e abilità dell’operatore; -	fattori individuali di predisposizione; -	direzione e intensità della forza applicata dall’operatore sull’attrezzo vibrante. La valutazione dell’esposizione a vibrazioni per il sistema mano/braccio prevede di misurare sempre un valore quadra- Valori limite per le vibrazioni trasmesse al sistema mano/braccio 20,0 m×s-2 Valore limite di esposizione giornaliero (riferito a brevi periodi) 5,0 m×s-2 Valore limite di esposizione giornaliero normalizzato a un periodo di riferimento di otto ore 2,5 m×s-2 Valore d’azione giornaliero normalizzato a un periodo di riferimento di otto ore, che fa scattare l’azione Si riportano inoltre, in Tabella seguente, anche i TLV dell’ACGIH per l’esposizione della mano a vibrazioni nelle direzioni xh, yh, zh. * Articolista esterno alla redazione di Consulting. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.gevaedizioni.it e cliccare sul bottone Consulting. La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 6 – novembre – dicembre 2010
TLV Durata della esposizione giornaliera totale Valore della componente dell’accelerazione dominante*, ponderata rispetto alla frequenza RMS, che non deve essere superata m×s-2 g (9,81 m×s-2) > 4 ore e < 8 ore 4 0,40 > 2 ore e < 4 ore 6 0,61 > 1 ora e < 2 ore 8 0,81 < 1 ora 12 1,22 *Se per uno o più assi di vibrazione si supera la Esposizione Totale Giornaliera, il TLV è stato superato Valori limite per le vibrazioni trasmesse al corpo intero 1,5 m×s-2 1,0 m×s-2 0,5 m×s-2 Valore limite di esposizione (riferito a brevi periodi) Valore limite di esposizione giornaliero normalizzato a un periodo di riferimento di otto ore Valore d’azione giornaliero normalizzato a un periodo di riferimento di otto ore, che fa scattare l’azione Un metodo alternativo per la valutazione per il corpo intero, ammesso dalla direttiva per lasciare maggiore libertà applicativa agli Stati membri, consiste nel calcolare il valore della dose di vibrazioni assorbite (VDV) come la radice quarta della quarta potenza dell’accelerazione media ponderata in frequenza: tallico contenente l’accelerometro triassiale posizionandolo sotto il sedile di guida. In ogni altro caso, lo stesso il supporto deve avere caratteristiche tali da non modificare significativamente la distribuzione della pressione sul materiale resiliente. In Figura si riportano le aree e gli assi su cui vanno eseguiti i rilievi nel caso della posizione seduta, e il dispositivo di supporto, conforme alla norma ISO 10326-1. Sistema mano/braccio L’accelerazione, essendo una grandezza vettoriale, viene espressa attraverso le componenti nelle tre direzioni spaziali di un sistema di riferimento ortogonale (0, X, Y, Z). Si parla di sistema di riferimento basicentrico quando l’origine 0 coincide con il punto di ingresso della vibrazione nel corpo umano. Si deve intendere, invece, per sistema di riferimento biocentrico quello in cui l’origine viene fatta coincidere con un punto dell’organismo umano. Sistemi di coordinate definiti dalla norma ISO 5349-1 Strategia di misura Corpo intero Nella configurazione di posizione seduta, poiché la superficie di appoggio (cuscino e schienale del sedile) è deformabile, la misurazione va effettuata ponendo il trasduttore a contatto solidale con un supporto rigido consistente in un disco me- Nell’analisi della vibrazione del sistema mano/braccio, poi, viene definito un sistema di riferimento ortogonale detto biodinamico con origine all’altezza del terzo medio metacarpale, con orientamento dell’asse Z parallelo all’asse della mano, l’asse X orientato dal dorso verso il palmo della mano, l’asse Y perpendicolare al piano individuato dagli assi X e Z con orientamento da destra a sinistra. Problemi relativi alle misure Dall’esperienza trascorsa sul campo, si può affermare che le principali problematiche incontrate si dividono tra: -	necessità di disporre di un accelerometro triassiale; -	necessità di disporre di un sistema che scenda almeno fino a 1 Hz; -	tempi di integrazione molto lunghi per frequenze basse; -	presenza del ronzio di rete a 50 Hz per carenze di scher- matura del cavo. Quest’ultimo va sempre posto lontano da cavi di alimentazione; -	errori dovuti alla misura (casuali1 e sistematici2); -	incertezza della misura (va indicata nel report di misura). 1	È il risultato di una misura meno il valore medio che risulterebbe da un numero infinito di misure dello stesso misurando in condizioni di ripetibilità. 2 è la differenza tra il valore vero del misurando e il valore medio di un numero infinito di misure dello stesso misurando in condizioni di ripetibilità. La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 6 – novembre – dicembre 2010 Speciale 15