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Timestamp: 2016-12-06 08:33:41+00:00
Document Index: 17425746

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 406', 'art. 404', 'art. 405', 'art. 406', 'art. 417', 'art. 407', 'art. 410', 'art. 411', 'art. 412', 'art. 413', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

⭐una guida per conoscere la legge sull amministratore di sostegno, le fasi del procedimento ed alcune sue applicazioni a Bologna
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1 una guida per conoscere la legge sull amministratore di sostegno, le fasi del procedimento ed alcune sue applicazioni a Bologna a cura di: Francesca Vitulo e Luca Marchi2 una guida per conoscere la legge sull amministratore di sostegno, le fasi del procedimento ed alcune sue applicazioni a Bologna a cura di: Francesca Vitulo e Luca Marchi3 Comune di Casalecchio di Reno Ristampa realizzata con il contributo del Comune di Casalecchio di Reno (Bologna) 2006 Dopo di noi Coordinamento grafico Sdb stiledibologna.com4 INDICE Per rinnovare l impegno (Adriana Scaramuzzino)...pag. 7 Un augurio (Cesira Berardi)...pag. 9 Presentazione (Fiorenzo Facchini)...pag. 11 AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: ANALISI E PROSPETTIVE Lo Spirito dell amministratore di sostegno (Paolo Cendon)...pag. 14 Nuove forme di tutela per i soggetti deboli (Adriana Scaramuzzino)...pag. 24 L amministratore di sostegno, il tutore, il curatore (Francesca Vitulo)...pag. 31 LA LEGGE 6/2004 : PROFILI APPLICATIVI Contenuti e procedure: (Francesca Vitulo)...pag. 38 Il beneficiario...pag. 39 Il ricorso...pag. 40 L udienza...pag. 41 I poteri del Giudice Tutelare...pag. 42 Il decreto...pag. 42 L amministratore di sostegno...pag. 43 Le norme applicabili...pag. 46 Il ricorso presso il Tribunale di Bologna (Francesca Vitulo) Il modulo di ricorso del Tribunale di Bologna...pag. 49 Comprendere e compilare il modulo di ricorso...pag. 54 Il decreto: alcuni esempi commentati (Francesca Vitulo) Cesare...pag. 57 Lisella...pag. 59 Giorgio...pag. 63 Gli atti successivi alla nomina (Francesca Vitulo) Il verbale di giuramento...pag. 66 La relazione periodica...pag. 67 Le istanze...pag. 69 ASPETTI CRITICI E AZIONI DI SUPPORTO Strategie di svuotamento di una buona legge (Vincenzo Castiglione)...pag. 72 Protezione giuridica e dopo di noi : le iniziative della Fondazione Dopo di Noi Bologna (Luca Marchi)...pag. 74 IL TESTO DELLA LEGGE 6/ pag. 82 GLOSSARIO (Francesca Vitulo)...pag. 88 Gli enti promotori: Fondazione Dopo di Noi Bologna onlus...pag. 91 IPSSER Istituto Petroniano Studi Sociali Emilia Romagna...pag. 93 55 6 La pubblicazione proposta dalla Fondazione Dopo di Noi, sostenuta dal Comune di Bologna, e dall IPSSER vuole ribadire a due anni dall entrata in vigore della legge 6/2004, la necessità di un impegno per l applicazione della legge stessa. Familiari, operatori sociali e sanitari, avvocati che assistono i familiari credono che una maggiore conoscenza da parte di tutti dell istituto dell amministratore di sostegno possa costituire un passo avanti nella nostra civiltà. Una società che riconosce le differenze, ma che sa trovare risposte alle maggiori diffi coltà che incontrano taluni soggetti e i loro familiari, è certamente portatrice di valori di solidarietà, di coesione, di integrazione. Allontanare lo stigma della differenza è l obiettivo condiviso, senza abbandonare l obbligo dell assistenza dei più deboli e dei loro familiari Adriana Scaramuzzino Vicesindaco del Comune di Bologna 77 8 Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Dopo di Noi Bologna esprime grande soddisfazione per il compimento di questo volume e ringrazia l Amministrazione Comunale di Bologna per il sostegno offerto per la sua realizzazione. L augurio è che questa pubblicazione possa diventare uno strumento utile e chiaro non solo per gli addetti ai lavori, ma soprattutto per tutte quelle persone sensibili ai gravi, e spesso gravissimi, problemi delle persone con disabilità e delle loro famiglie, e che per esse intendono offrire il proprio impegno. Le opportunità di un nuovo e più moderno strumento di protezione giuridica unita alla disponibilità di singoli cittadini a ricoprire incarichi di amministratore di sostegno, rappresenta un enorme speranza per tutti quei genitori che, affaticati da una vita di sacrifi ci e di preoccupazioni ed angosciati dal pensiero del futuro del proprio fi glio, possono ora pensare con più serenità a ciò che sarà dopo di loro, certi che il proprio caro avrà sempre a fi anco una persona attenta ed affi dabile. Cesira Berardi Presidente Fondazione Dopo di Noi Bologna onlus 99 10 PRESENTAZIONE Fiorenzo Facchini, Docente Università di Bologna Presidente IPSSER La legge 6/2004 che istituisce l Amministratore di sostegno si distingue fra le altre per essere particolarmente orientata alla persona. La nuova fi gura, che si affi anca a quelle del tutore e del curatore, disciplinate in modo più rigido, è stata pensata per rispondere in modo diversifi cato e fi nalizzato ai bisogni delle persone prive in tutto o in parte di autonomia delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente (art. 1). L intervento dell amministratore di sostegno si confi gura in modo molto fl essibile: può essere di sostituzione o di affi ancamento, temporaneo o permanente, a favore di un soggetto che mantiene la sua capacità di agire, ma può trovarsi in diffi coltà o impossibilitato, anche temporaneamente, a compiere determinati atti. Le modalità con cui tale fl essibilità si attua consente una personalizzazione dell intervento e sono stabilite con provvedimento del giudice tutelare. In relazione al carattere dell intervento possono verifi carsi casistiche molto diverse e non facilmente prevedibili, specialmente in campo sanitario per quanto riguarda il consenso informato a interventi chirurgici e terapeutici, o comunque nel caso di diversi gradi di riduzione delle capacità di agire del soggetto, tenuto anche conto della possibile evoluzione della limitazione stessa. La nuova fi gura va incontro a esigenze fortemente avvertite dai familiari delle persone in condizioni di disabilità o impedite nelle loro funzioni anche solo temporaneamente. La normativa, pur con gli inevitabili problemi e revisioni che può comportare, costituisce un riferimento imprescindibile per tutti coloro che a vario titolo sono vicini alle persone in diffi coltà, uno strumento utile per la salvaguardia della dignità e dei diritti della persona. Nel giugno del 2004, pochi mesi dopo l approvazione della legge, l ARAD, la Fondazione Dopo di Noi Bologna e l IPSSER organizzarono un Forum, rivolto alle famiglie e agli operatori dei servizi sociali, nell intento di offrire le necessarie informazioni sul nuovo istituto giuridico di tutela della persona. 1111 A due anni di distanza, dopo una prima attuazione della legge, si è pensato di richiamare l attenzione sulla fi gura dell amministratore di sostegno con la pubblicazione di alcuni contributi presentati al Forum del 2004, arricchendoli di ulteriori apporti, informazioni e documentazione allo scopo di favorire una migliore conoscenza della legge e delle sue possibilità di applicazione. Ne è scaturito, per iniziativa della Fondazione Dopo Di Noi e dell IPSSER, con il contributo del Comune di Bologna, il presente volume, a cura di Francesca Vitulo e Luca Marchi, che comprende tre parti: 1) I contenuti e il signifi cato della legge 6/2004 a favore delle persone più deboli; 2) Le procedure di applicazione della legge, corredate anche della modulistica e di alcuni esempi di provvedimenti di nomina; 3) Considerazioni sulla prima fase di applicazione. Il volume riporta pure il testo della legge 6/2004. Il sussidio, che ho il piacere di presentare, è rivolto a chiunque possa essere interessato, a vario titolo, a queste nuove opportunità, in modo particolare ai responsabili dei servizi sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona (cf. art. 406 CC) e ai familiari di persone che non sono in grado di provvedere, anche temporaneamente, in modo autonomo a se stessi. 1212 Amministrazione di sostegno: analisi e prospettive13 AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: ANALISI E PROSPETTIVE LO SPIRITO DELL AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO Paolo Cendon, Ordinario di Diritto Privato Università di Trieste 1. UNA RIFORMA SOFFERTA Poche altre discipline, fra quelle introdotte di recente in Italia, si presentano agli occhi del lettore con un volto promettente e, al tempo stesso, sofferto quanto l amministrazione di sostegno. Così già a ripensare le tappe che separano, cronologicamente, la redazione del primo progetto rispetto alle ultime fasi dell approvazione parlamentare: più di quindici anni fra la data del famoso convegno triestino del 1986 e il voto conclusivo del Senato, pochi giorni prima del Natale Con un altalena di successi contingenti (al Consiglio dei ministri, in qualcuna delle commissioni, in questa o quell aula) e puntuali delusioni alla scadenza dei lavori; rimbalzando fra una legislatura all altra, ogni volta a ricominciare! Un testo messo a punto, come spesso accade alle normative sui soggetti deboli, con grandi aspettative e fervente attenzione; seguito nel cammino romano, passo dopo passo, soprattutto dagli addetti ai lavori, oltre che da rari politici sensibili; con rischi di insabbiamento a ogni frangente, anche durante il triennio 2001/ con un approvazione giunta infine all unanimità, però in termini pressoché fortunosi, rocamboleschi. Anche il debutto applicativo della legge, se si guarda alle diverse zone del paese, non può dirsi avvenuto all insegna della scioltezza, del massimo di uniformità e di concordia: con due ordini di riscontri che - nei commenti dottrinari, presso gli operatori sociosanitari, nelle cronache dei giudici tutelari - mostrano frequentemente di intrecciarsi. Da un lato la presa d atto delle mancanze di contorno, nell apparato circostante all A.d.S., sotto il profilo gestionale/organizzativo: ritardi e contraddizioni lungo il territorio, vastità della clientela ma esiguità numerica dei giudici tutelari; complessità del lavoro istruttorio e frequente inadeguatezza dei servizi sociosanitari, fabbisogno di amministratori di sostegno al di fuori della famiglia e difficoltà di reperirli, volontariato generoso ma spesso impreparato. E così via. Dall altro lato la sensazione (diffusa presso tanti osservatori) di un fai-da-te eccessivo a livello di conduzione giudiziale - città per città, talvolta stanza per stanza dello stesso corridoio. Qua propensione a deburocratizzare il più possibile, là inclinazioni al formalismo e alla pignoleria; da un canto giudici decisi a investire ogni energia sul nuovo fronte, dall altro magistrati fermi a una denuncia circa i velleitarismi della svolta, pronti a passare ogni patata bollente a qualcun altro. Per un verso interdizioni che continuano a pieno ritmo, per l altro amministrazioni di sostegno istituite nel 100% dei casi, gravi o meno gravi. Un consuntivo non del tutto roseo, in definitiva, comunque un bilancio ancora aperto. Luci, senza dubbio; ma, nell opinione di più d uno, anche ombre ricorrenti da registrare. Sentimenti compositi in prevalenza: soddisfazione (o euforia) per un progetto legislativo così ardito, quasi rivoluzionario, giunto finalmente in porto; e però, insieme, timori di sfaldature nella pratica, percezione di sacche di indifferenza culturale - rassegnazione dinanzi all impossibilità, paventano alcuni, di un welfare davvero al passo con i tempi. 1414 Lo spirito dell amministrazione di sostegno 2. STRUTTURA E CONTINGENZE Verso cosa debba orientare il riscontro delle carenze nel territorio, e delle disomogeneità fra risposte di un ufficio e dell altro, avremo presto modo di vedere. Restando sul terreno positivo: vi è un dato che, a giudicare proprio dai provvedimenti giudiziali emessi dopo l entrata in vigore della legge (nonché da certi scritti dottrinari, fra quelli pubblicati nel corso di questi anni), colpisce a prima vista: le difficoltà - che alcuni nostri interpreti incontrano - nel riuscire a distinguere ciò che all interno della riforma si presenta come il nucleo centrale, eponimico circa gli intenti profondi di chi l ha varata, rispetto a quel che appare frutto piuttosto di scelte compromissorie, di esitazioni su questo o quel punto. Anche incertezze (o sordità) del genere richiedono di essere, a loro volta, spiegate. Ed è manifesta comunque l ambiziosità del legislatore del 2004: sottrarre un insieme così variegato di persone - centinaia di migliaia di italiani, se non più - a una condizione di oblio, di marginalità nella vita civile! Resta il fatto che, al di là di qualche titubanza, le direttrici autentiche della novella si lasciano cogliere con facilità. 3. LE SINGOLE DISPOSIZIONI Il testo delle legge é ben noto. Tutto comincia - restando alle disposizioni che concernono direttamente l A.d.S. (altre norme riguardano l interdizione, altre ancora sono regole di attuazione, di coordinamento e finali) - con una dichiarazione di carattere introduttivo, destinato a non entrare poi formalmente entro il codice civile: vi si prevede che la presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente. All art. 404 c.c. vengono enunciati i principi cardine della riforma: dinanzi a una infermità o ad una menomazione fisica o psichica - che sia tale da causare l impossibilità, anche parziale e temporanea, di provvedere ai propri interessi - la persona sofferente potrà essere assistita da un amministratore di sostegno. L art. 405 si sofferma su alcuni aspetti di natura procedimentale. Il giudice tutelare deve provvedere entro sessanta giorni dalla data del ricorso, e la decisione avverrà con decreto motivato immediatamente esecutivo : potranno adottarsi anche d ufficio provvedimenti urgenti, di natura personale o patrimoniale; sarà possibile far luogo alla nomina di un amministratore provvisorio. Infine, l indicazione di ciò che il decreto di nomina dell amministratore deve, di regola, contenere - con precisazioni varie circa i profili pubblicitari dell atto. Nell art. 406 viene indicato quali siano i soggetti abilitati a proporre il ricorso: l interessato stesso, le varie figure di cui all art. 417 c.c., più i responsabili dei servizi sociosanitari. L art. 407 indugia, subito dopo, su taluni passaggi di natura procedurale e istruttoria: contenuto necessario del ricorso, colloquio diretto fra giudice e persona interessata, eventuali attività volte ad assumere informazioni, decisioni che possono assumersi anche d ufficio dal g.t., partecipazione del pubblico ministero. La norma successiva fissa i criteri da seguire per la scelta dell amministratore: possibilità di designazione (formalizzata) - anche in via preventiva - ad opera del soggetto bisognoso; conferibilità dell incarico da parte del g.t. ai familiari più stretti, compresi quelli di fatto, oppure a colui che sia stato indicato dal genitore superstite; eventualmente ad altri soggetti (non però agli operatori sociali che siano coinvolti direttamente nella cura dell interessato), magari a una persona giuridica. Segue l art intitolato agli effetti dell amministrazione di sostegno ove si precisa che il 1515 AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: ANALISI E PROSPETTIVE beneficiario conserverà in linea di principio la capacità d agire, specificando come ciò sia destinato a valere, senza eccezioni, per quanto concerne gli atti della vita quotidiana. L art. 410 tratta dei doveri gravanti sull amministratore. Necessità che costui tenga, in particolare, conto dei bisogni e delle aspirazioni dell interessato; obblighi di informazione circa gli atti da compiere, e ciò tanto nei confronti del beneficiario, quanto (in ipotesi di dissenso) verso il giudice tutelare. La norma stabilisce che sarà quest ultimo - nell eventualità di dissidi, errori, inerzie dannose, etc. - ad adottare gli opportuni provvedimenti. L art. 411 elenca poi quali regole, fra quelle dettate in tema di tutela dei minori, siano applicabili all amministrazione di sostegno; e altri rimandi hanno per oggetto, subito dopo, disposizioni varie in tema di testamento o di donazione. Segue una clausola di vasto respiro, nell ultimo comma, che riserva al g.t. il potere di estendere al caso considerato ogniqualvolta ciò appaia opportuno - taluni effetti, limitazioni o decadenze di cui alla normativa sull interdizione e inabilitazione. Ecco ancora l art. 412, con le disposizioni inerenti alla patologia negoziale: annullabilità, in particolare, degli atti che siano stati compiuti - dall amministratore - in violazione di legge, o in eccesso rispetto ai poteri conferiti dal giudice; soluzione non diversa relativamente agli atti che vengano posti in essere - dal beneficiario - in contrasto con quanto stabilito nel decreto del g.t. Termine per l azione: cinque anni, in ambedue le ipotesi, con decorrenza dal momento in cui il regime di amministrazione di sostegno sarà cessato. Infine l art. 413, che fissa la disciplina concernente la revoca dell amministrazione di sostegno, nonché le regole in tema di sostituzione dell amministratore: possibilità rimesse entrambe - dietro istanza del beneficiario o di altri soggetti, e dopo le correlative istruttorie - alle valutazioni del g.t., il quale potrà provvedere anche d ufficio. 4. CARDINI DELL ISTITUTO Sin qui il contenuto delle disposizioni più importanti. E palese, già a una prima scorsa, come si tratti di indicazioni fortemente innovative, sotto molti aspetti: coralità nei meccanismi d intervento, sapore interdisciplinare, anzitutto; mancanza di rigidità statutaria, lessico ostinatamente sensibile ai momenti della promozionalità - attenzione per i risvolti emotivi di ogni decisione del giudice, snellezza nel rito, importanza del ruolo attribuito ai servizi sociosanitari. Non è un caso che dell A.d.S. si sia, fin dagli inizi, parlato come di un primo suggello e al tempo stesso di un faro avanzato - un punto di non ritorno - sulla rotta verso il diritto dei soggetti deboli : realtà già in nuce nel nostro ordinamento, per tanti aspetti (si precisa) in attesa di venire alla luce, ancora in cerca di una sua fisionomia. Ma veniamo ai dettagli della legge. Fra le soluzioni prescelte nel 2004 s è detto come qualcuna sia apparsa oscura, poco felice, a una parte dei nostri interpreti. Sono critiche, può osservarsi, comprensibili in certi casi - e altri appunti potrebbero muoversi giustificatamente. Una lettura attenta rivela comunque (tenuto conto dei fondali del primo progetto, e dei motivi che hanno accompagnato l itinerario parlamentare) quali siano i principi ispiratori del provvedimento L art. 1 della legge Nessun dubbio sui tratti disciplinari in cui l essenza della riforma va ravvisata: è il legislatore stesso ad enunciarli apertamente, con una proclamazione intrecciata entro la medesima disposizione - quella in cui vengono definiti gli obiettivi generali del provvedimento, ossia nell art.1. Il primo caposaldo statutario (sancito con la formula finalità di tutelare le persone prive in tutto o in parte di autonomia ) è rappresentato dal no rispetto a ogni situazione di abbandono per i soggetti 1616 Lo spirito dell amministrazione di sostegno versanti in difficoltà - portatori cioè di un disagio tale da insidiare, nella quotidianità, il concreto esercizio di questo o quel diritto civile. Il secondo (espresso attraverso la frase con la minore limitazione possibile della capacità di agire ) è costituito dal no riguardo a qualsiasi proposta o via d uscita istituzionale tale da annunciarsi o suscettibile comunque di essere vissuta - come oppressiva e mortifi catoria per l interessato. A questi due fuochi è riconducibile, capoverso per capoverso, il resto dell intera normativa. Circa poi il coordinamento fra l un momento e l altro, in ordine alle opzioni da preferire, sul terreno ermeneutico, i binari per l interprete si lasciano (come vedremo) cogliere facilmente: (a) se è pur vero che taluni fra gli esiti di cui alla novella si presentano, in the book, riportabili più marcatamente al raggio d azione del primo canone; e altre misure invece sembrano rientrare più nell ambito precettivo del secondo: la verità è che le direttrici di cui all art. 1 appaiono largamente compatibili fra di loro, tendendo anzi a influenzarsi in maniera vicendevole (ciò che è abbandonico diventa alla lunga avvilente per la persona, e viceversa); e, nei passaggi migliori della legge (che sono la larga maggioranza), ciascuna lascia ben trasparire il proprio timbro d origine; (b) agli effetti applicativi ambedue i no di cui all art. 1 dovranno atteggiarsi, in via congiuntiva, quali filtri generali di ammissibilità ; ciascuna indicazione (per così dire) con un potere specifico di veto: nel senso della sicura contrarietà alla vis ac voluntas legislativa per ogni conclusione teorico/pratica che si presentasse come fedele, in apparenza, ad uno dei due imperativi - e che si prospettasse tale però, nella sostanza, da calpestare ingiustificatamente le indicazioni o lo spirito dell altro Individui non autosufficienti: no all abbandono Quanto al primo principio, possiamo dire allora di trovarci di fronte (come attesta la formula appena ricordata) a un intervento riformatore a largo raggio, fortemente secolarizzato nei suoi passaggi - e ciò anzitutto dal punto di vista soggettivo: con riguardo alla fascia di persone cui il nuovo strumento di protezione risulta cioè, formalmente, destinato. Il diritto privato non può limitarsi, ecco la linea di fondo da cui muove il legislatore, a prendere in considerazione e a salvaguardare la sola clientela pesante - gli individui schiacciati, senza tregua e per sempre, lungo le soglie estreme della disgrazia o dell inettitudine: creature impossibilitate a fare alcunché nella loro vita o destinate, ben che vada, a combinare frequenti disastri (a se stessi, ai familiari, a chi sta loro intorno). Non esistono sulla terra soltanto situazioni del genere. Sotto il profilo della destrezza mentale, per cominciare. Il mondo non è fatto (si legge sempre più spesso negli scritti dei civilisti, partire dagli anni 70, soprattutto dopo la l. 180/1978; e sarà anche il punto di partenza del primo progetto di riforma sull A.d.S.) unicamente di soggetti sani al 100%, oppure malati di testa al 100%. Innumerevoli sono gli esseri umani che, sul terreno dell intendere o del volere, si collocano piuttosto a metà strada - che stanno psichicamente così così : bene una settimana e male quella dopo, lucidi per un verso e distratti per l altro, assenti e presenti al tempo stesso. Né il discorso è differente per le residue categorie che, secondo la nomenclatura tradizionale, rientrano nella fascia della c.d. devianza: alcolisti, anziani della quarta età, morenti, down, handicappati, parkinsoniani, oligofrenici, sofferenti del morbo di Alzheimer, barboni, tossicodipendenti, e così via. Basta guardarsi intorno, sfogliare le statistiche di settore. V è, anche fra costoro, chi è davvero senza forze o non conclude mai niente di buono; e ci sono invece quelli (la grande maggioranza) che non sono toccati dalla sorte fino a quel punto - e a cui può servire però, ugualmente, un qualche aiuto. 1717 AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: ANALISI E PROSPETTIVE C è chi funziona su alcuni versanti (poniamo) e non su altri. Reagisce bene di qua e male di là - è troppo ingenuo, ha scarsa memoria, si lascia spesso imbrogliare, sbaglia due conti su tre; sembra cavarsela, a prima vista, ma in realtà perde regolarmente fatture e bollette, sottovaluta i pericoli, manca d iniziativa o di feedback: non vuole ammettere le sue goffaggini, vive solo di ricordi, accusa segreti mancamenti che lo isolano dal resto del mondo. Non gli servirà un appoggio 24 ore al giorno, dal diritto privato; ma ha pur sempre necessità di essere supportato, tanto quanto serve al suo benessere Situazione pre-riforma Il grande limite di un sistema come quello del 1942 (ecco l accusa di partenza, ricorrente anche nei lavori preparatori dell A.d.S.) è quello di occuparsi solamente dei disabili gravi, degli individui più colpiti dal destino; la massa dei c.d. borderline viene lasciata, invece, a galleggiare per conto proprio: sono soggetti che non stanno abbastanza male da poter essere interdetti o inabilitati e null altro esiste, nell armamentario del codice civile, che possa attuarsi a loro beneficio. In una situazione del genere - cominciano ad accorgersi i privatisti, ascoltando le cronache degli assistenti sociali, dei più diversi comparti amministrativi - tanti sono i percorsi attraverso cui coloro che non ce la fanno scivoleranno, giorno per giorno, nella precarietà o nel degrado. Per i terzi in attesa, fuori della porta (fornitori, postini, condomini, questuanti, piazzisti, etc.), tutto è spesso il regno dell ignoto: chissà oltre l uscio chi potrà esserci, cosa sta in effetti succedendo! Per chi è dentro casa, e non è in grado di cavarsela da solo, dipende ogni volta dalle circostanze; talora i contrafforti interni reggono, non sempre però: sospettosità e noncuranze, allora, magari occultamenti, prevaricazioni striscianti, débauche. Quanto poi ai riferimenti che dovrebbero in un immaginario di comodo - funzionare da ammortizzatori tecnico/sociali della fragilità, una volta che il velo sulle cose viene alzato le disillusioni non tardano: (a) la negotiorum gestio, anzitutto. La sua presenza ufficiale nel c.c. (tanto spesso rammentata a chi non la conosceva, ad esempio agli operatori dei dipartimenti di salute mentale, per tranquillizzarli rispetto a quanto stanno già facendo quotidianamente) non basta certo a risolvere le questioni. I vicini di pianerottolo - è subito evidente - possono non esserci o mancare di altruismo; gli assistenti sociali esistono soltanto sulla carta, magari, o si fanno vedere raramente, o sono troppo inesperti di cose di diritto; il dominus può, dal canto suo, opporsi a qualunque ingerenza, talora anche rispetto a iniziative sacrosante, indifferibili. Pur quando le premesse parrebbero le migliori, il risultato è non di rado poco brillante. Il gestore non ha (quasi per definizione) il quadro di ogni risorsa patrimoniale, ignora le emergenze più sottili: opera alla giornata, non coltiva priorità meditate. Anche dove non combini pasticci, privo com è di controlli esterni, il rischio di frammentarietà rimane notevole. (b) Le procure ufficiali, poi, le ricevute sui moduli, i contratti alla luce del sole - con tanto di notaio o di pubblico ufficiale o di funzionario della banca. Sarà, l esperto o il professionista di turno, disposto a fingere sempre che sia tutto regolare, impeccabile? Pronto a tenere gli occhi mezzi aperti e mezzi chiusi - fra protocolli, capezzali, omertà, ufficiali giudiziari, estreme unzioni, verbali di pignoramento, ipocrisie e stanze d ospedale; accanto a psichiatri riluttanti o ammiccanti; con invalidità negoziali spesso in agguato, responsabilità disciplinari e civili dietro l angolo, lacerazioni fra buon cuore e prudenza di mestiere? c) La famiglia infine. Quando esiste e funziona davvero, nessun problema; e pazienza se qualche sigla a mano sarà falsa, sui prestampati, se metà delle deleghe corre ai bordi della nul- 1818 L amministratore di sostegno: un vuoto colmato lità, se qualche mandato tacito è forzato o inventato (con la complicità dei terzi). Va ogni volta così, però - tutto è sempre compiuto a fin di bene, disinteressatamente? Troppi episodi dicono di no. Incurie, neghittosità anzitutto: il parente debole messo da parte, in un altra stanza, nessuno che lo accontenti nelle istanze più sentite (anche se un piatto di minestra non manca). Segregazioni talvolta: catenacci tirati, vergogne da nascondere, catene talvolta. Oppure affetti morbosi, eccessivi, folie à deux, morte incombente per il genitore del disabile - preludio, talora, di un omicidio/suicidio finale (di un suicidio allargato ). Interdizioni forzate, ancora, ingiustificate opposizioni alla revoca: meglio, hanno pensato i parenti, nel rivolgersi al tribunale, che non sia il congiunto ad amministrare la sua pensione di invalidità (visto che in famiglia non c è altro). Conti correnti che si prosciugano, beni di casa svenduti: le auto o pseudo-deleghe come mezzo per spogliare, giorno per giorno, il familiare indifeso Presa in carico E per rovesciare tutto ciò che il progetto sull amministrazione di sostegno, tra la metà degli anni 80 e i primi anni 90, verrà messo in campo: il no alla dismissione rispetto ai deboli - l assunzione di impegni di copertura/ puntello non estemporanei (sulla falsariga già collaudata nella legge 180) - diventa, anche per il legislatore, l oggetto di una specifica linea di interventi. i) Colmare anzitutto il grande vuoto di salvaguardia civilistica: mai più in futuro zone di nessuno entro la lettera stessa del codice - fra il piano delle emergenze che si affacciano e quello delle possibilità giuridiche di esaudirle. Vi sarà uno strumento, d ora in poi, atto a plasmarsi sui defi cit peculiari del destinatario; per far sì che, da qualcuno titolato per farlo, i buchi ricorrenti della quotidianità possano essere riempiti, sul terreno patrimoniale e non patrimoniale. ii) Al bando poi le mezze finzioni di capacità: a fronteggiare le scadenze sarà un vicario di nuovo tipo, facoltizzato al compimento di certi atti, sulla base di un investitura formale. Basta uffici professionali da prestare con imbarazzo - per i notai o per i pubblici ufficiali - in contesti di clienti sospesi a mezz aria, fra lucidità e disagio mentale, senza vie d uscita appropriate; sullo sfondo di operazioni giuridiche urgenti, nella cerchia di parenti magari voraci o indigenti. Con sottoscrizioni e rogiti tanto essenziali ai fini pratici, quanto formalmente arrischiati, impresentabili. iii) Tramontato anche l azzardo delle gestioni - un po forzate, inevitabili - di affari altrui (art c.c.); svolte con premura magari, spesso maldestramente però, senza istruzioni coerenti. A supplire alle necessità di chi sta male provvederà, ormai, un rappresentante vero e proprio (o un curatore); senza più spazio per filosofie originali su ciò che è meglio o peggio, a questo mondo. Chi riceve il potere dovrà muoversi lungo i binari fissati da un giudice, secondo cadenze ben precise, al di là di ogni discontinuità: quando occorra, con doveri prefissati di inventario e rendiconto. iiii) La stessa famiglia ancora: finite per sempre le cambiali in bianco, da parte dell ordinamento, nulla più di scontato o di automatico. E probabile venga cercato nel suo ambito, in prima battuta, il soggetto su cui puntare per il conferimento dell incarico; sarà il giudice tuttavia a stabilirlo. Se è un parente il prescelto, le attività di cui al decreto di nomina non si discosteranno, verosimilmente, da quelle che egli avrebbe svolto ex art c.c. o come finto procurator; non è detto però - potrebbe anche finire in altro modo: e differenti saranno, in ogni caso, le regole da osservarsi circa i controlli, i tempi della contabilità, le sanzioni in caso di irregolarità o di negligenze. 19 Vedere altro
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