Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_civile/1175
Timestamp: 2018-08-17 11:39:45+00:00
Document Index: 178169185

Matched Legal Cases: ['art. 133', 'art. 1175', 'art. 9', 'art. 91', 'art. 2087', 'art. 1175', 'art. 2']

I. Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza.
Mantenimento del figlio maggiorenne – Che abbia svolto lavori precari – Indipendenza economica – Non sussiste – Onere del beneficiario di informazione sulla propria situazione reddituale e lavorativa – Sussiste.
Non potendo ritenersi che il figlio abbia conseguito la autosufficienza economica per il sol fatto di avere svolto alcuni lavori precari, devesi confermare il contributo economico già concordato tra i genitori con gli accordi separativi. Tuttavia il soggetto alimentando è tenuto a fornire le informazioni relative alle proprie condizioni reddituali e lavorative, onde evitare al debitore dell’assegno i pregiudizi economici che potrebbero derivargli, sul piano fiscale, ove egli per ignoranza incolpevole richiedesse le detrazioni fiscali (per carichi familiari) relativamente al soggetto beneficiario dello assegno, che va quindi onerato della informazione, trimestrale, circa la propria situazione reddituale e lavorativa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 15 Novembre 2017. Segue...
Invito a visita medica – Mancata adesione del danneggiato – Conseguenze sulla domanda risarcitoria – Improponibilità – Insussistenza.
Il diniego del soggetto danneggiato da sinistro stradale a sottoporsi alla visita medica richiesta dalla impresa assicuratrice del danneggiante produce, quale unico effetto, quello di sospendere, nei confronti della impresa in questione, i termini per la proposizione dell’offerta risarcitoria, mentre non incide in alcun modo sulla proponibilità della domanda risarcitoria da parte del danneggiato, che resta comunque proponibile anche se detto soggetto senza giustificato motivo – da accertarsi in concreto da parte del giudice di merito – si sia sottratto a tale invito, potendo eventualmente tale condotta venire scrutinata dal giudice in termini di sua correttezza o meno. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 01 Giugno 2017. Segue...
Obbligo informativo dell’avvocato – Eccezione di inadempimento sollevata dal cliente – Mancata dimostrazione dell’assolvimento di tale obbligo da parte dell’avvocato – Conseguenze – Esclusione del suo diritto al compenso
Patrocinio a spese dello Stato – Necessità di corrispondenza tra l’importo oggetto della condanna in favore dello Stato ai sensi dell’art. 133 d.P.R 115/2002 e l’importo oggetto della liquidazione in favore del difensore della parte ammessa al patrocinio – Esclusione – Ragioni .
L’esigenza dell’attività informativa del professionista nella fase pre-contrattuale è funzionale al conseguimento di un consenso informato da parte del cliente e trova il suo fondamento nei principii di cui agli art. 1175 -1176 c.c. e ora, per i rapporti sorti dopo il 25 gennaio 2012, anche nell’art. 9, comma 4, del d.l. 1/2012. Da ciò consegue che a fronte dell’eccezione, sollevata dal convenuto, di inadempimento a tale obbligo l’avvocato che abbia agito per ottenere il compenso per l’attività svolta è tenuto a fornire la prova contraria e qualora non vi provveda non ha diritto ad ottenere il compenso per detta attività. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Il principio affermato da Cass. Pen., Sez. VI, 8 novembre 2011, n. 46537 della necessaria corrispondenza tra importo oggetto della condanna alle spese della parte abbiente soccombente e importo oggetto della liquidazione in favore del difensore della parte non abbiente non è estensibile alle pronunce di condanna che siano adottate all’esito di un giudizio civile per le seguenti ragioni:
1. nessuna delle norme del d.P.R, prevede la corrispondenza tra somma oggetto di condanna ai sensi dell’art. 91 c.p.c. e importo oggetto di liquidazione in favore del difensore del non abbiente e nemmeno che la prima debba essere dimezzata;
2. la soluzione in esame, mirando ad evitare l’arricchimento dello Stato, finirebbe per avvantaggiare la parte soccombente che vedrebbe ridotta l’entità della condanna per il solo fatto che la propria controparte è stata ammessa al patrocinio pubblico;
3. spesso è impossibile avere corrispondenza tra l’importo liquidato al difensore della parte non abbiente e quella oggetto di condanna, anche a prescindere dalla applicazione o meno della dimidiazione, giacchè la liquidazione della somma dovuta dalla parte soccombente avviene sulla base di criteri in parte diversi da quelli che sovrintendono alla liquidazione del compenso spettante al difensore nei confronti del suo assistito. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 26 Gennaio 2016. Segue...
Licenziamento per giusta causa – Molestie nei confronti delle colleghe – Legittimità del licenziamento – Proporzionalità e appropriatezza della sanzione – Lesione del vincolo fiduciario
Licenziamento per giusta causa – Affissione del codice disciplinare – Non necessarietà – Presunzione legale di conoscenza dei codici etici aziendali e del codice disciplinare contenuto nel C.C.N.L..
In riferimento a condotte, poste in essere dal lavoratore, consistenti in reiterati comportamenti che costituiscono mancanza di rispetto e molestia grave nei confronti delle colleghe, tali da non poter essere consentite in ambito lavorativo, il datore di lavoro ha un preciso obbligo, discendente dall'art. 2087 c.c., di non tollerarle, adottando i necessari provvedimenti.
Nella specie, il provvedimento di licenziamento per giusta causa deve ritenersi appropriato e proporzionato alla gravità delle plurime condotte poste in essere, così da ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario che sta alla base del rapporto di lavoro subordinato”. (Fabrizio Daverio) (riproduzione riservata)
La sottoscrizione, da parte del dipendente, che attesti la presa visione dei codici etici aziendali fa presumere che gli stessi siano legalmente conosciuti dal momento della predetta sottoscrizione, il che rende superflua la prova dell’eventuale affissione.
Quanto poi al codice disciplinare contenuto nel C.C.N.L., va osservato che esso è parte integrante del contratto collettivo che regola il rapporto di lavoro del dipendente.
Esso si considera pertanto legalmente conosciuto dal lavoratore, senza necessità alcuna di prova in ordine alla sua affissione; e ciò anche considerato il divieto – argomentabile e desumibile dall’art. 1175 c.c. – di venire contra factum proprium, il quale impone ai soggetti giuridici l’obbligo di coerenza ed esclude la possibilità di invocare la tutela giuridica, quando essa si ponga in contrasto con comportamento in antecedenza tenuto da colui che la richiede. (Fabrizio Daverio) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 02 Gennaio 2015. Segue...
Responsabilità civile – Professioni intellettuali – Avvocato – Obbligo di informare il cliente di scelta processuale che abbia rilevanti conseguenze (precisazione-modificazione della domanda) – Sussiste – Modalità di assolvimento.
L’avvocato ha obbligo di far comprendere ai propri assistiti il significato e le possibili conseguenze processuali della decisione di procedere ad una precisazione-modificazione della domanda. Sebbene il particolare sia molto tecnico, e come tale è difficilmente comprensibile da chi non abbia una approfondita conoscenza giuridica, la rilevanza di esso impone al professionista di renderlo intellegibile agli attori mediante l’utilizzo di concetti ed espressioni che fossero alla loro portata. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 04 Luglio 2014. Segue...
Contratto di conto corrente bancario - Somme illegittimamente addebitate sul c.c. - Onere della prova in relazione al cattivo utilizzo dei mezzi di pagamento sussiste in capo all'operatore bancario .
Il D.Lgs 11/2010, nella ripartizione dell'onere della prova tra intermediario e cliente, ha inteso dettare una disciplina favorevole agli utenti, ponendo a carico dell'operatore bancario l'onere probatorio in ordine alle responsabilità dell'utente circa il cattivo utilizzo dei mezzi di pagamento. (Roberto Di Gregorio) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Bergamo, 26 Maggio 2014. Segue...
Procedimento civile – Spese – Parziale accoglimento della domanda – Giustifica la compensazione delle spese di lite..
L'accoglimento solo parziale della domanda attorea giustifica la compensazione tra le parti delle spese di lite, in applicazione del consolidato orientamento secondo il quale la riduzione anche sensibile della somma richiesta con la domanda, pur non integrando gli estremi della soccombenza reciproca, ugualmente può giustificare la compensazione totale o parziale delle spese; del pari, giustifica la compensazione delle spese la circostanza che la parte sia rimasta vittoriosa in misura più o meno significativamente inferiore rispetto all'entità del bene che voleva conseguire. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 28 Maggio 2013. Segue...
Buona fede - Comportamenti finalizzati ad evitare nel consumatore confusione sul marchio - Sussiste..
La buona fede si sostanzia in un obbligo di solidarietà che impone alle parti di agire in modo da preservare gli interessi dell’altra, a prescindere dagli specifici obblighi contrattuali, dovendosi compiere tutti gli atti necessari per la salvaguardia dell’interesse della controparte. L'obbligo di buona fede oggettiva o correttezza costituisce, infatti, un autonomo dovere giuridico, espressione di un generale principio di solidarietà sociale. Inserito nel quadro dei valori costituzionali e da intendersi come una specificazione degli "inderogabili doveri di solidarietà sociale" imposti dall'art. 2 Cost., la sua rilevanza si esplica nell'imporre, a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio, il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell'altra, a prescindere dall'esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da singole norme di legge. La buona fede, così intesa, certamente può essere adottata come parametro per esigere in capo ad una società, pur in assenza di obbligazioni contrattuali in tal senso, di mantenere condotte intese a garantire che non si verifichino comportamenti idonei a generare, nell’acquirente finale, confusione in ordine al riconoscimento di un marchio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Maggio 2013. Segue...