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Timestamp: 2018-10-17 07:29:06+00:00
Document Index: 160060997

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Infortunio sul lavoro, datore di lavoro, responsabilità oggettiva, misure di protezione, esclusione Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 15/06/2016 n° 12347 | Sindacato FSI
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Infortunio sul lavoro, datore di lavoro, responsabilità oggettiva, misure di protezione, esclusione Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 15/06/2016 n° 12347
Sentenza 15 giugno 2016, n. 12347
M.B., C.F. (OMISSIS); elettivamente domiciliato in ROMA, VIA F. PAULUCCI DE’ CALBOLI 9, presso lo studio dell’avvocato PIERO SANDULLI, rappresentato e difeso dall’avvocato ANDREA CAVICCHIOLI, giusta delega in atti;
ASSITALIA SPA, C.F. (OMISSIS), ora GENERALI ITALIA S.P.A.; in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, Via Monte Zebio 28, presso lo studio dell’avv. GIUSEPPE CILIBERTI, rappresentata e difesa dall’avv. GIACOMO CLAUDIO RULLI BONACA, giusta delega in atti;
THYSSENKRUPP ACCIAI SPECIALI TERNI SPA; ISIDE SRL; T. A.; SIFI SRL (OMISSIS); INAIL (OMISSIS);
INAIL C.F. (OMISSIS); in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, Via IV Novembre 144, presso lo studio dell’avv. RITA RASPANTI, che lo rappresenta e difende unitamente all’avv. ANDREA ROSSI, giusta delega in atti;
S.I.F.I. S.R.L. C.F. (OMISSIS), già S.I.F.I. SPA; quale incorporante consorzio COMIR; in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, Via Dè Prefetti 26, presso lo studio dell’avv. ANDREA ORESTANO, rappresentata e difesa dall’avv. SALVATORE MONTICELLI, giusta delega in atti;
THYSSENKRUPP ACCIAI SPECIALI TERNI S.P.A., in persona del procuratore legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, Via Carlo Mirabello 25, presso lo studio dell’avv. GIUSEPPE MARIA GIOVANELLI, rappresentata e difesa dagli avvocati CLAUDIO MARCELLO LEONELLI, LUCIANO BROZZETTI, giusta delega in atti;
ISIDE SRL; T.A.; ASSITALIA SPA; M. B.;
S.I.F.I. S.R.L., C.F. (OMISSIS), già S.I.F.I. SPA; quale incorporante consorzio COMIR, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, Via Dè Prefetti 26, presso lo studio dell’avvocato ANDREA ORESTANO, rappresentata e difesa dall’avvocato SALVATORE MONTICELLI, giusta delega in atti;
M.B. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, via F. Paulucci dè Calboli 9, presso lo studio dell’avvocato PIERO SANDULLI, rappresentato e difeso dall’avvocato ANDREA CAVICCHIOLI, giusta delega in atti;
HYSSENKRUPP ACCIAI SPECIALI TERNI SPA; ISIDE SRL; T. A.; ASSITALIA SPA; INAIL C.F. (OMISSIS);
THYSSENKRUPP ACCIAI SPECIALI TERNI S.P.A.; in persona del procuratore legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, Via Carlo Mirabello 25, presso lo studio dell’avv. Giuseppe Maria Giovanelli, rappresentato e difeso dagli avvocati CLAUDIO MARCELLO LEONELLI, LUCIANO BROZZETTI, giusta delega in atti;
M.B., C.F. (OMISSIS); elettivamente domiciliato in ROMA, via F. Paulucci dè Calboli 9, presso lo studio dell’avv. PIERO SANDULLI, rappresentato e difeso dall’avv. ANDREA CAVICCHIOLI, giusta delega in atti;
ISIDE SRL; T.A.; ASSITALIA SPA; SIFI SRL (OMISSIS); INAIL (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 199/2010 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA, depositata il 01/07/2010 R.G.N. 351/2008;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 17/03/2016 dal Consigliere Dott. LUIGI CAVALLARO;
udito l’Avvocato GIANNI’ GAETANO per delega Avv. CAVICCHIOLI ANDREA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CELENTANO Carmelo, che ha concluso per il rigetto del ricorso di M. – assorbimento ricorso incidentale condizionato di Thyssenkrupp e Sifi – rigetto ricorso incidentale Inail.
La Corte, per quanto qui interessa, nel dar atto che l’infortunio doveva ritenersi verificato per colpa di un dipendente di Iside s.r.l., tale T.A. (il quale, nel fuoriuscire in bicicletta da un cunicolo di ispezione del forno dello stabilimento industriale, aveva investito e travolto M.B., che sopraggiungeva, anch’egli in bicicletta, nel sottopassaggio del viale centrale, causandogli gravi lesioni), escludeva la responsabilità di Thyssenkrupp Acciai Speciali Terni s.p.a. e di S.I.F.I. s.p.a. (rispettivamente datrice di lavoro di M. e società incorporante il Consorzio COMIR, al quale era consorziata l’azienda alle cui dipendenze lavorava il responsabile del sinistro), rilevando, per quanto riguarda la prima, che nessuna violazione di norme cautelari le si poteva rimproverare, dal momento che in prossimità del cunicolo erano stati collocati appositi segnali volti a richiamare l’attenzione sulla necessità di procedere a passo d’uomo e che la condotta dell’investitore non era stata in alcun modo connessa allo svolgimento dei lavori dell’appalto, e, per ciò che concerne la seconda, che non vi era prova di una sua effettiva ingerenza nella gestione del cantiere, essendosi l’attività consortile limitata al reperimento dei contratti di appalto e alla suddivisione fra le consorziate delle relative opere.
Contro queste statuizioni ha proposto ricorso per cassazione M.B., affidandosi a sei motivi di censura. Hanno resistito con distinti controricorsi sia Thyssenkrupp Acciai Speciali Terni s.p.a. che S.I.F.I. s.r.l., proponendo in via condizionata altrettanti ricorsi incidentali, ai quali M. ha a sua volta resistito con distinti controricorsi. L’INAIL, intervenuto nel giudizio di primo grado, ha proposto ricorso incidentale per la cassazione della sentenza nel capo riguardante il rigetto della domanda di regresso proposta nei confronti di Thyssenkrupp Acciai Speciali Terni s.p.a., alla quale quest’ultima ha replicato con controricorso, come del resto, seppure solo in via cautelativa, anche S.I.F.I. s.r.l.; Assitalia s.p.a., chiamata in manleva da Iside s.r.l. nel corso del giudizio di primo grado, ha depositato controricorso tardivo, mentre T.A. e Iside s.r.l. sono rimasti intimati. M.B., Thyssenkrupp Acciai Speciali Terni s.p.a. e l’INAIL hanno inoltre depositato memorie art. 378 c.p.c.
Con i primi tre motivi del ricorso principale, che possono esaminarsi congiuntamente in considerazione dell’intima connessione delle censure svolte, il lavoratore ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 2087 e 1218 c.c., del D.Lgs. n. 626 del 1994, art. 7, nonché del D.P.R. n. 547 del 1955 e della L. n. 494 del 1996, nonché omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa fatti decisivi della controversia e violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., per avere la Corte territoriale escluso la responsabilità di Thyssenkrupp e S.I.F.I. (già Consorzio COMIR) nella causazione dell’infortunio occorsogli.
Più in particolare, nei riguardi del capo di sentenza riguardante l’esclusione della responsabilità di Thyssenkrupp, si lamenta anzitutto che i giudici di merito non abbiano adeguatamente valutato se il lavoratore fosse stato avvertito dei lavori di manutenzione del cunicolo in prossimità del quale era avvenuto l’incidente e che avevano reso necessaria l’apertura del cancello di attraversamento del medesimo, e se vi fosse adeguata vigilanza sul transito da quest’ultimo; in secondo luogo, si rileva l’erroneità della sentenza per non aver riconosciuto che Thyssenkrupp, quale committente dei lavori di manutenzione, doveva vigilare affinché questi venissero svolti con modalità tali da non pregiudicare la sicurezza dei propri dipendenti; infine, si lamenta che la sentenza impugnata non abbia considerato che, avendo il lavoratore dato prova dell’evento lesivo a suo carico, concretante inadempimento all’obbligo di protezione di cui all’art. 2087 c.c., gravava su Thyssenkrupp la prova liberatoria che l’inadempimento era dipeso da causa ad essa non imputabile.
Da ultimo, con il sesto motivo del ricorso principale, il lavoratore ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c. , e omessa e/o insufficiente motivazione in ordine al capo di sentenza relativo alla condanna alle spese legali: a suo avviso, infatti, la pronuncia sarebbe errata perché non terrebbe conto della concorrente responsabilità di Thyssenkrupp e di S.I.F.I. nella causazione dell’infortunio ai suoi danni.
Trattasi, a parere del Collegio, di un giudizio che resiste alle censure rivoltegli con il ricorso principale del lavoratore infortunato e con quello incidentale dell’Istituto assicuratore: quanto a quella di non aver preventivamente avvertito il lavoratore dell’esistenza di lavori di manutenzione che avevano reso necessaria l’apertura del cancello del cunicolo di servizio e di non aver avvertito (anche nella qualità di committente dell’appalto) i dipendenti della Iside s.r.l. dell’attenzione da prestare nell’immettersi dal cunicolo nel sottopassaggio del viale centrale, perché la Corte territoriale ha accertato che la segnaletica dianzi ricordata aveva precisamente la funzione di avvertire il personale in transito del rischio costituito dalla presenza stessa dell’accesso al cunicolo di servizio, in qualunque condizione si trovasse il cancello di accesso a quest’ultimo, e l’art. 2087 c.c., (come del resto D.Lgs. n. 626 del 1994, art. 7) può mettere capo ad una responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio occorso al lavoratore solo allorché egli, con comportamenti specifici ed anomali, determini un aggravamento del tasso di rischio e di pericolosità ricollegato indefettibilmente alla natura dell’attività che il lavoratore è chiamato a svolgere (Cass. n. 11427 del 2000); quanto a quella di non aver adeguatamente vigilato sul transito dal cunicolo al sottopassaggio, perché non può certo farsi discendere dall’art. 2087 c.c., un obbligo dell’imprenditore di impedire comportamenti anomali ed imprevedibili posti in essere in violazione delle norma di sicurezza, apparendo inesigibile un controllo personale di tutti i lavoratori (Cass. n. 7052 del 2001); quanto a quella di non aver considerato che, avendo il lavoratore dato prova dell’evento lesivo a suo carico, gravava su Thyssenkrupp la prova liberatoria che l’inadempimento era dipeso da causa ad essa non imputabile, perché la mera verificazione del danno non è di per sé sola sufficiente a far scattare a carico dell’imprenditore l’onere probatorio di aver adottato ogni sorta di misura idonea ad evitare l’evento, presupponendo detta prova la dimostrazione, da parte del lavoratore, sia del danno che del nesso di causalità dianzi esposto fra la mancata adozione di determinate misure di sicurezza (specifiche o generiche) e il danno medesimo (Cass. n. 8381 del 2001, cit.).
Circa le censure del lavoratore ricorrente nei confronti del capo di sentenza che ha escluso la responsabilità del Consorzio COMIR (e dunque dell’incorporante S.I.F.I.), è invece appena il caso di ricordare che la Corte territoriale ha escluso che fosse stata raggiunta la prova di un’effettiva ingerenza nella gestione del cantiere dei dipendenti del Consorzio che vi erano presenti, affermando che la responsabilità dell’esecuzione dei lavori gravava in capo alle singole imprese consorziate; ed è evidente che le doglianze formulate al riguardo dal lavoratore ricorrente alle pagg. 51, 52 e 55 del ricorso, ancorché prospettate con riferimento a vizi di violazione di legge e di insufficiente motivazione, mirano in realtà ad una globale riconsiderazione del materiale probatorio acquisito all’uopo al processo, ovviamente non possibile in questa sede di legittimità.
Circa il quinto, è sufficiente invece ricordare che l’obbligazione dell’assicuratore al pagamento dell’indennizzo all’assicurato è autonoma e distinta dall’obbligazione risarcitoria dell’assicurato verso il danneggiato, con la conseguenza che, non sussistendo un rapporto immediato e diretto tra l’assicuratore ed il terzo danneggiato, quest’ultimo, in mancanza di una normativa specifica come quella della responsabilità civile derivante dalla circolazione stradale, non ha azione diretta nei confronti dell’assicuratore (cfr. Cass. n. 8885 del 2010) e non può ovviamente dolersi della mancata condanna di quest’ultimo.
La Corte rigetta il ricorso principale nonché il ricorso incidentale proposto dall’INAIL. Dichiara assorbiti i ricorsi incidentali condizionati. Compensa tra tutte le parti le spese del giudizio di legittimità.