Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-165-del-22082001.html
Timestamp: 2016-10-24 14:07:36+00:00
Document Index: 176325391

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 2', 'art.124', 'art.1', 'art. 38', 'art. 45', 'art.21', 'art.38', 'art.21', 'art. 65', 'art. 752', 'art 13', 'art. 13', 'art.8']

Circolare INPS n. 165 del 22.08.2001
Determinazione dei criteri in materia di
autorizzazione ministeriale al pagamento rateale dei debiti per contributi,
premi ed accessori in 36 mesi ai sensi della Legge 7 dicembre 1989 n. 389 art. 2
comma 11 ed in 60 mesi ai sensi della Legge 23 dicembre 2000 n. 388 art. 116
comma 17. Chiarimenti in materia di autenticazione della firma apposta sulla
domanda di rateazione e in materia di versamento degli acconti. Chiarimenti in
tema di trasmissibilità agli eredi dell'obbligazione per sanzioni civili
SOMMARIO: 1. La determinazione dei requisiti per
ottenere la rateazione in 60 rate ha comportato la rielaborazione della
casistica in cui è possibile consentire l'estinzione del debito in 36 rate. 2.
In applicazione del T.U. in materia di semplificazione amministrativa, viene
abolito l'obbligo di autenticazione della firma. 3. L'obbligazione per somme
accessorie fino alla data del pagamento permane in capo agli eredi.
Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato la circolare n. 41/2001 del 3 aprile
2001 per disciplinare, alla luce delle disposizioni contenute nell'art. 116
comma 17 della legge 23 dicembre 2000 n. 388, i casi eccezionali nei quali il
e Finanze, può concedere con decreto il prolungamento della dilazione fino a 60
mesi. Le fattispecie previste sono le stesse per le quali il comma 15 lettera a)
del medesimo articolo, consente agli Enti impositori la riduzione delle sanzioni
civili fino alla misura degli interessi legali, sulla base dei criteri che i
rispettivi Consigli di Amministrazione adotteranno a seguito della direttiva
interministeriale del 19 aprile 2001, pubblicata sulla G.U. n.134 del 12 giugno
L art. 116
c. 17 della legge 388/2000 citato, che non ha abrogato lart. 2 comma 11 della
legge 7 dicembre 1989 n. 389 nella parte in cui prevede che il Ministro del
Lavoro autorizzi il prolungamento delle rateazioni concesse dallIstituto fino
a 36 mesi in casi eccezionali, rende indispensabile una riconsiderazione
dei casi in cui la rateazione può protrarsi fino a 36 mesi per distinguerli da
quelli in cui può durare fino a 60 mesi.
La citata circolare ministeriale,
di conseguenza, chiarisce che lautorizzazione viene concessa dagli organi di
governo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e che lestinzione
del debito in 36 mensilità può essere consentita ai debitori, qualora
il mancato o ritardato pagamento sia dipeso da:
- calamità naturali in occasione
delle quali siano stati emessi gli appositi decreti di sospensione dei termini;
- procedure concorsuali per le
quali sia già stato emanato il provvedimento dichiarativo;
- carenza temporanea di
liquidità finanziaria derivante da ritardato introito di crediti maturati nei
confronti di pubbliche amministrazioni dello Stato o di Enti Pubblici derivanti
da obblighi contrattuali ovvero da ritardata erogazione di contributi e
finanziamenti previsti per legge o convenzione;
- ricorrenza di uno stato di
crisi aziendale dovuto a contrazione o sospensione dell'attività produttiva per
eventi transitori non imputabili all'azienda, di situazioni temporanee di
mercato, di crisi economiche settoriali o locali o di un processo di
riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale;
- trasmissione agli eredi di
debiti contributivi;
liquidità finanziaria connessa a difficoltà economico sociali, territoriali o
- contestuali richieste di
pagamento di contributi dovuti a vario titolo ed aventi scadenze concomitanti.
Costituiscono esempio di tale fattispecie il pagamento dei contributi correnti
unitamente alle rate di condono, i contributi correnti unitamente al recupero
rateale dei contributi sospesi a seguito di calamità naturali; la contribuzione
dovuta alle gestioni dei lavoratori autonomi e le rate di contribuzione dovuta,
quale datore di lavoro, per le assicurazioni obbligatorie ecc.;
- debiti complessivi di ammontare
non inferiore a 10 milioni in presenza di una precaria situazione reddituale,
risultante da documentazione fiscale.
regolarizzazione in 60 mensilità, deve essere autorizzata con Decreto
dell Economia e Finanze ed è espressamente prevista soltanto se il mancato
pagamento è dipeso da:
- oggettive incertezze connesse a
contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o
amministrativi sulla ricorrenza dellobbligo contributivo, successivamente
riconosciuto in sede giurisprudenziale o amministrativa. Ciò che qualifica la
fattispecie non è soltanto l'obiettiva incertezza in sé, sulla quale si sia
formato un costante orientamento giurisprudenziale, ma occorre che le incertezze
derivanti dalla novità e complessità delle norme, dai diversi e contrastanti
orientamenti giurisprudenziali o amministrativi abbiano dato origine ad un
convincimento obiettivo ed inesatto circa la sussistenza dell'obbligo
contributivo che successivamente è stato riconosciuto, in via definitiva, in
sede giurisprudenziale o amministrativa.
Il Ministero, a titolo
esemplificativo, esclude dal prolungamento della rateazione sia le ipotesi in
cui si sostenga uninterpretazione inverosimile della norma, sia le ipotesi in
cui esista un consolidato orientamento giurisprudenziale o amministrativo sulla
ricorrenza dellobbligo assicurativo.
- fatto doloso del terzo
denunciato allAutorità giudiziaria entro il termine di cui allart.124 c.1
del codice penale e sempreché linteressato esibisca certificazione dellautorità
giudiziaria che attesti la pendenza del procedimento instaurato con la denuncia.
La procedura da
seguire per ottenere il beneficio del prolungamento della rateazione a 60
mensilità è la stessa già utilizzata per la rateazione in 36 mesi, descritta
nella circolare del Ministero del Lavoro n. 31 del 25 maggio 2000 ed avente ad
oggetto lo snellimento della fase istruttoria del procedimento di autorizzazione
ministeriale. LIstituto, in attuazione delle disposizioni ivi contenute, ha
emanato la circolare n. 110 del 7
giugno 2000, per variare liter amministrativo descritto nella precedente
circolare n.192 del 29 ottobre 1999 con la quale fu portata a conoscenza delle
strutture periferiche la delibera del Consiglio di Amministrazione n. 471 del 12
ottobre 1999, che ha decentrato ai Direttori Regionali la competenza a decidere
le domande di rateazione fino a 24 rate e ad esprimere il proprio parere al
prolungamento della rateazione fino a 36 mensilità.
Come già disposto, si ribadisce
che il Direttore Regionale ha lobbligo di predisporre e di firmare una
relazione dettagliata e completa attestante:
a) i dati anagrafici della ditta;
b) limporto del debito contributivo e il relativo
confronti di Enti pubblici, le calamità naturali verificatesi, i fatti dolosi
accertati giudizialmente);
d) la situazione finanziaria
dellazienda da cui desumere la solvibilità del credito;
a 36 mesi, oltre a costituire lunica possibile alternativa per il recupero
del credito, contribuisce a favorire sia il riassetto finanziario ed economico
dellazienda, che il mantenimento dei livelli occupazionali;
f) la specificazione, relativamente alle rateazioni
proposte per 60 mensilità, delle incertezze connesse a contrastanti
orientamenti giurisprudenziali o amministrativi che hanno determinato il credito
dellIstituto;
g) lattestazione che il procedimento giudiziario
inteso allaccertamento del fatto doloso del terzo sia pendente, come
richiesto nella circolare ministeriale n. 41/2001;
h) il tipo di garanzia presentata a tutela del credito
e la dichiarazione che il debitore è in regola con i versamento delle rate e
dei contributi correnti;
La relazione deve
contenere il parere del Direttore Regionale che, in base alle risultanze
dellistruttoria condotta dalla Sede competente, potrà essere favorevole o
sfavorevole al prolungamento della rateazione.
La relazione, firmata dal
Direttore Regionale che se ne assume la piena responsabilità, deve
essere trasmessa al Ministero unitamente alla domanda di rateazione, avendo cura
di evitare l'invio di documentazione, quale bilanci, elenco dei debitori della
ditta o altro, in base alla quale il predetto dirigente ha raggiunto il proprio
convincimento circa lopportunità di prolungare la rateazione.
I Direttori delle strutture
periferiche dovranno porre particolare cura nel controllare che le domande di
rateazione siano compiutamente istruite in modo da evitare successive richieste
di informazioni o rilievi da parte degli uffici ministeriali.
La problematica descritta merita
attenzione anche in considerazione del fatto che, in futuro, le rateazioni non
accompagnate da una relazione esauriente e dal parere oppure trasmesse con la
documentazione di parte, ma prive del parere del Direttore Regionale, saranno
restituite dal Ministero, con lunico effetto di procrastinarne il momento
Domande di rateazione su cartella esattoriale:
Consiglio di Amministrazione n.288 dell11 aprile 1995 e successive modifiche,
che regola le rateazioni, prescrive che gli acconti mensili da versare in attesa
della decisione della domanda debbono essere pari alla rata proposta, (si
determina applicando al debito comprensivo delle sanzioni un coefficiente
calcolato in base al numero delle rate richieste e al tasso di dilazione), e
comunque, in misura non inferiore ad un dodicesimo del debito per soli
Le domande, quindi, debbono
essere accompagnate da un primo acconto non inferiore ad un dodicesimo del
debito contributivo; la possibilità di versare un acconto inferiore al 12° dei
contributi o di non versare affatto le rate provvisorie, non è esclusa a
priori, ma deve essere espressamente richiesta e motivata adeguatamente.
Prima del decentramento alle Sedi
Regionali, era prassi del Consiglio di Amministrazione deliberare, unitamente
all'accoglimento della domanda, anche sulla richiesta di esonero totale o
parziale dal versamento delle rate provvisorie, qualora la situazione debitoria
del richiedente si presentasse particolarmente delicata ed imponesse ladozione
di provvedimenti eccezionali ai sensi del punto 10 della delibera del C. d. A.
n. 288 citata. Lapprovazione aveva effetti sullimporto della prima rata in
contanti che non comprendeva il totale di tanti acconti mensili quanti erano i
mesi trascorsi tra la data e laccoglimento della domanda, mentre il rifiuto
comportava che, allatto della sottoscrizione del piano di ammortamento, il
debitore pagasse anche tutti gli acconti non versati nelle more della decisione.
Tenuto conto che lattribuzione
ai Direttori Regionali del potere decisorio, non ne ha modificato i principi, si
ritiene che non sussistano impedimenti al riconoscimento agli stessi della
facoltà di esonerare parzialmente o totalmente i debitori dal versamento delle
rate provvisorie e con le stesse modalità.
Modalità di invio e sottoscrizione delle domande
di rateazione
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione
amministrativa emanato con D.P.R. 28.12.2000 n. 445, pubblicato sul supplemento
ordinario alla G.U. n. 42 del 20.02.2001 definisce, all'art.1, l'ambito di
applicazione della norma ed elenca gli atti la cui formazione, rilascio e
sottoscrizione sono disciplinate ex novo.
Fra questi assumono particolare
rilevanza per l'Istituto le istanze presentante per ottenere autorizzazioni ( ad
es. le domande di rateazione) o prestazioni rientranti nella specifica
competenza e le dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà.
L'art. 38 del T.U. citato, che ha
per oggetto le modalità d'invio e di sottoscrizione delle istanze, dispone al
comma 1, che le istanze e le dichiarazioni da presentare alla Pubblica
Amministrazione possono essere inviate anche per fax o in via telematica. Queste
ultime, ai sensi del comma 2, sono valide se sottoscritte mediante firma
digitale o quando il sottoscrittore è identificato dal sistema informatico con
l'uso della carta d'identità elettronica.
Quelle presentate con altri
mezzi, tra le quali vanno ovviamente comprese sia le istanze presentate
direttamente agli sportelli dell'Istituto, sia quelle inviate per posta o per
fax, sono disciplinate dal comma 3.
Questultimo dispone che le
istanze e le dichiarazioni da produrre alla P.A, ai gestori o agli esercenti un
pubblico servizio sono sottoscritte dallinteressato in presenza del
dipendente addetto oppure sono sottoscritte e presentate unitamente a copia
fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. La
copia va inserita nel fascicolo e sia le istanze, che la copia del documento
possono essere anche inviate per via telematica.
Lart. 45 dello stesso T.U.
inoltre, nel disporre che gli interessati possano provare la propria identità,
cittadinanza, stato civile e residenza mediante lesibizione di documenti e
che la P.A. deve astenersi dal chiedere i relativi certificati, arriva anche a
stabilire che stati, qualità personali o fatti contenuti in un documento,
possono essere da questo comprovati anche se scaduto di validità, purché linteressato
dichiari, in calce alla copia fotostatica, che non ci sono state variazioni
successivamente alla data di rilascio del documento.
In applicazione delle norme
illustrate, le strutture periferiche potranno accettare le domande di dilazione
sia nel caso in cui linteressato possa firmarle, in presenza dellimpiegato
cui sarà esibito il documento di identità, sia nel caso in cui la domanda sia
presentata da un terzo e già sottoscritta. In questultimo caso laddetto
alla ricezione della dilazione dovrà farsi rilasciare copia fotostatica del
documento didentità della persona che ha apposto la firma. Restano,
ovviamente, necessarie le indagini miranti ad accertare che la persona
incaricata sia munita della delega per latto da compiere o appartenga a
categorie professionali abilitate. Sono da considerare regolari anche le domande
inviate per posta o per fax già sottoscritte dallistante, purché
accompagnate dalla copia fotostatica non autenticata di un documento d'identità
del sottoscrittore. Qualora tale documento fosse scaduto, occorre richiedere
anche la dichiarazione che qualità personali, stati e fatti risultanti dal
documento scaduto non sono cambiati. La copia del documento va inserita nel
fascicolo perché sia disponibile qualora l'Istituto voglia esercitare la
facoltà di verificare l'autenticità e la veridicità dei dati in essa
Poiché, ai sensi dellart.21,
sostitutiva di atto notorio è garantita dalle modalità contenute nellart.38
già illustrato, si dispone che la firma apposta alla domanda di dilazione non
debba più essere autenticata.
Ciò deriva direttamente dal
secondo comma dellart.21 laddove prescrive che lautenticazione della firma
apposta ad una dichiarazione o ad una istanza è necessaria, solo se è
presentata ad Organi diversi dalle amministrazioni pubbliche o se, pur essendo
stata presentata alla P.A., deve essere utilizzata per la riscossione di
benefici economici da parte di terzi.
Si allega il testo aggiornato
della domanda di rateazione.
Decesso del contribuente: regime sanzionatorio
Nella circolare n.
210 del 13.12.2000, al capo C1, è stato illustrato il principio, vigente in
tema di riscossione di imposte e tasse, secondo il quale gli eredi rispondono in
solido delle obbligazioni tributarie il cui presupposto si è verificato
anteriormente alla morte del dante causa (art. 65
D.P.R. 600/73). Ad una prima valutazione è sembrato possibile estendere il
principio, se non all'obbligo contributivo, almeno agli accessori
dell'obbligazione principale e cioè alle sanzioni civili maturate fino alla
Sulla questione si è
successivamente pronunciata l' Avvocatura centrale formulando il parere che
segue: in tema di
contributi previdenziali, l'obbligo relativo alle somme aggiuntive che il datore
di lavoro è tenuto a versare in caso di omesso o ritardato pagamento,
costituisce conseguenza automatica dell'inadempimento o del ritardo, in funzione
di rafforzamento dell'obbligazione contributiva e di predeteminazione legale,
con presunzione iuris et de iure, del danno cagionato all'ente previdenziale;
pertanto, non è consentita alcuna indagine sull'elemento soggettivo del
debitore della contribuzione al fine dell'esclusione o della riduzione
dell'obbligo suddetto ( Cass. n. 5088/1995 ed altre).
Pertanto la somma aggiuntiva ha
funzione risarcitoria e non afflittiva o sanzionatoria ed, in quanto tale, si
configura come sanzione civile e nessun rilievo giuridico può essere attribuito
alla volontà del debitore di non adempiere. Il carattere civile di tale
obbligazione comporta, come necessaria conseguenza, la sua trasmissione agli
La regola generale per ogni tipo
di successione è quella della trasmissibilità delle situazioni giuridiche
patrimoniali. Tale regola conosce eccezioni tra le quali vanno annoverati alcuni
diritti reali e i rapporti cosiddetti intuitu personae , cioè quelli
legati ad un certo modo di essere del soggetto obbligato. Quindi lintrasmissibilità
agli eredi di un obbligazione pecuniaria si verifica solo qualora tale
obbligazione, per la sua conformazione normativa, sia ricompresa nella categoria
di quelle situazioni giuridiche obbligatorie che , per la loro stretta inerenza
alla persona del titolare, sono destinate a cessare con la morte dellobbligato.
La funzione risarcitoria ed il
connesso carattere civile dellobbligazione costituita dalle somma aggiuntive
dovute in seguito allomesso o ritardato pagamento dei contributi comporta,
come corollario della sua trasmissibilità agli eredi, la maturazione delle
stesse somme aggiuntive dal decesso fino alla data di effettivo pagamento da
parte dell'avente causa.
Tale soluzione trova, inoltre,
una ulteriore conferma nel principio, espressamente affermato dai Giudici di
legittimità, in base al quale " il debito ereditario di cui all'art. 752
c.c. è quello esistente in capo al "de cuius al momento della sua
morte, - che si trasmette, insieme al suo patrimonio, ai suoi successori,
"ex lege" o per testamento, ripartendosi automaticamente tra di loro -
e ricomprende sia la somma capitale, sia gli interessi, il cui maturarsi giorno
per giorno non trova un limite temporale nella morte del debitore( Cass.
10.1.2000 n. 562).
La conclusione non solo
scaturisce dalla natura giuridica dell'obbligazione delle somme aggiuntive, ma
è anche confermata dal fatto che non sembra che nel sistema previdenziale vi
sia la previsione di una specifica ed espressa deroga a favore dell'erede di
soggetto debitore di obbligazioni contributivo- previdenziali.
In altri termini, l'introduzione
del nuovo sistema di riscossione dei contributi previdenziali a mezzo ruoli, non
ha affatto inciso sulla natura giuridica del credito contributivo, né - di
conseguenza- ha mutato i criteri di determinazione, nonché di calcolo degli
accessori dello stesso.
[Seguono i facsimili degli
allegati 1 e 2 riprodotti da modello INPS - n.d.r.]
ALLISTITUTO NAZIONALE DELLA
SEDE DI_________________________
ISTANZA DI RATEAZIONE SU SOMME
ISCRITTE A RUOLO
sottoscritto______________________________nato a_____________il________________
domiciliato in ___________________________via
____________________________n._____
codice fiscale___________________titolare o legale rappresentante della
ditta____________
codice fiscale o partita IVA________________________con sede in
via_______________________________________________(tel.________________________
fax_______________) esercente__________________________________________________
ed iscritta all I.N.P.S quale (barrare la casella corrispondente):
[_] datore di lavoro
con dipendenti con matricola ____________e CSC____________
[_] lavoratore autonomo artigiano o commerciante con codice impresa
[_] impresa agricola con dipendenti con codice
INPS______________________________
[_] lavoratore autonomo agricolo (CD/CM-IATP) con codice
INPS___________________
[_] committente di collaborazioni coordinate e continuative
(gestione separata)
[_] professionista iscritto nella gestione separata
con altre posizioni contributive
presso la Sede INPS di ______________ quale
O datore di lavoro
O lavoratore autonomo _______________________
che gli sia concesso di pagare la
somma di L__________________ (oltre agli oneri di legge) per contributi
arretrati dovuti riportati nella cartella di pagamento
notificata il______________ dal Concessionario
di____________________________________
mediante il versamento di n.__________ rate mensili uguali e consecutive.
Al riguardo dichiara:
che il mancato tempestivo versamento dei contributi è dovuto a (indicare in
modo completo la motivazione della
richiesta)_______________________________________________________
che la domanda di dilazione potrà essere presa
in considerazione solo se risultano versate le ritenute previdenziali ed
assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti,
O aver già provveduto al pagamento
delle suddette quote mediante versamento al concessionario di cui si allega
O di aver già versato allI.N.P.S. le trattenute a carico dei
O di riconoscere in modo esplicito ed incondizionato il debito
contributivo denunciato che - fatto salvo il diritto dell Istituto ad
ulteriori addebiti per errori ed omissioni eventuali - è esposto sui modelli di
O dì rinunciare a tutte le eccezioni che possano influire sulla
esistenza ed azionabilità del credito dellistituto, nonché agli eventuali
giudizi di opposizione proposti in sede civile.
O ad effettuare, in
attesa della decisione della domanda di rateazione, e a partire dal mese della
presentazione della domanda, il versamento degli acconti mensili di importo pari
alla rata proposta o comunque in misura non inferiore a 1/12 del debito per
contributi, dei quali il primo dovrà essere versato a causa ed in occasione
della domanda stessa;
O ad esibire in visione mensilmente alla Sede le attestazioni di
pagamento della contribuzione corrente;
O ad effettuare puntualmente, in caso di accoglimento, il
versamento sia delle quote mensili di ammortamento che dei contributi correnti.
PRENDE ATTO FORMALMENTE
1. che i
provvedimenti adottati dal Direttore Regionale dellINPS in materia di
rateazione, sono definitivi;
2. che i versamenti parziali, effettuati in relazione alla domanda
di rateazione, sono considerati acconti;
3. che la concessione della rateazione non determina novazione dellobbligazione
originaria e che, di conseguenza, il credito dellIstituto conserva i
privilegi di legge;
4. che linosservanza anche parziale delle condizioni previste
per il godimento della facilitazione comporta limmediata revoca della
5. che il numero delle rate accordate decorrerà dal mese
successivo a quello in cui viene assunto il formale provvedimento da parte del
Direttore Regionale;
6. che le rate mensili devono essere uguali e consecutive;
7. che lIstituto può pretendere a fronte del proprio debito
garanzie reali o personali (fideiussione bancaria, avallo, ipoteche, etc.)
8. che il tasso di interesse di dilazione è pari alla misura del
tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 6 punti;
9. che il piano di ammortamento sarà quindi determinato sulla base
del tasso di interesse in vigore alla data di approvazione della rateazione da
parte del Direttore Regionale, mentre, per il periodo antecedente al piano di
ammortamento, il calcolo dellinteresse di dilazione sarà effettuato sulla
base del tasso o dei tassi vigenti in tale periodo;
10. che nel caso di richiesta di riduzione del tasso degli
interessi di dilazione ai sensi dellart 13 del DL. n. 402 dei 29.7.1981,
convertito nella Legge 537 del 26.9.1981, per i primi sei mesi successivi a
quello in cui è stata adottata la delibera di concessione, gli interessi
di dilazione saranno provvisoriamente calcolati al tasso ufficia1e di
riferimento in vigore, purché non inferiore al tasso legale;
11. che decorso il predetto periodo di 6 mesi senza che sia
notificato allIstituto da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali alcun provvedimento di riduzione degli interessi, il piano di
ammortamento sarà emesso sulla base degli interessi di dilazione in misura
12. che nellipotesi in cui ottenga la riduzione del tasso degli
interessi di dilazione ai sensi delIart. 13 D.L.. 29.7.81 n. 402, convertito
nella Legge n. 537 del 26.9.81, lIstituto provvederà al relativo
conguaglio o rimborso;
13. che in caso di richiesta di riduzione delle sanzioni civili ai
sensi dellart.8 comma 15 lettere a) e b) della Legge 23.12.2000 n.388, il
Direttore della Sede Regionale deciderà soltanto la rateazione e sospenderà la
delibera sulla riduzione fino a quando il Consiglio di Amministrazione dellINPS
non avrà recepito i criteri emanati dal Ministero del Lavoro. Successivamente
si atterrà ai criteri stessi;
14. che qualora la richiesta di riduzione pervenga dopo il
perfezionamento della rateazione e la stessa sia accolta dal Direttore della
Sede Regionale, lIstituto provvederà al relativo conguaglio o rimborso.
[_] di essere in
regola con il versamento dei contributi fino al ____________
[_] di occupare attualmente n._____ dipendenti
[_] di non avere avuto personale dipendente dal ____________ al
[_] di non avere svolto attività per:
[_] sospensione dellattività dal_______al ________
[_] cessazione dal_____________
[_] altro:
e inoltre dichiara
[_] che il
concessionario non ha ancora iniziato gli atti esecutivi;
[_] che non esistono contributi non pagati oltre quelli iscritti in
cartella.;
[_] di essere debitore di altri contributi oltre quelli iscritti in
cartella per i quali presenta domanda di dilazione a parte.
NOTIZIE A CURA DEL CONTRIBUENTE:
A) Situazione patrimoniale (così
come risulta, ad esempio, dai bilanci con relativi allegati, conto economico,
B) Ulteriori notizie a sostegno
Data__________ __________________________________
Il sottoscritto dichiara altresì
di accettare le clausole di cui agli artt. 1284 e 1341 Cod.civ.
Lidentità del Sig.
___________________________________è stata attestata mediante esibizione del
documento didentità/fotocopia ________________________ n. ______ rilasciato
il ______________ da_________________
IL FUNZIONARIO Allegato 2
AVVERTENZE PER IL CONTRIBUENTE
O Alla voce matricola bisogna
indicare la matricola o il codice impresa attribuiti dallINPS oppure, per il
settore agricolo, il codice contribuente ex Scau, il codice personale o il
O qualora la cartella contenga
più posizioni contributive, il contribuente può presentare la domanda ad una
delle Sedi presenti nella cartella stessa;
O la somma da indicare deve
comprendere tutti i carichi contributivi iscritti in cartella;
O alla domanda deve essere
allegata almeno la quietanza del versamento pari a 1/12 dei contributi (o delle
sanzioni se la cartella è riferita solo a queste ultime) effettuato al
concessionario e copia della cartella stessa;
alcuni casi laccoglimento della dilazione può essere subordinato alla
presentazione di garanzie reali o personali (ipoteca, fideiussione, avallo);
O in caso di richiesta di
dilazione oltre il termine previsto per il pagamento della cartella, il
contribuente dovrà pagare le ulteriori somme aggiuntive calcolate dalla data
della notifica alla data di richiesta della dilazione e gli eventuali compensi
al concessionario;
O debbono essere indicate la
situazione patrimoniale dellazienda da cui desumere la relativa solvibilità
e le cause che hanno determinato la omissione contributiva, come ad esempio
(ritardo nella riscossione dei crediti nei confronti di Enti pubblici; crisi
aziendale o crisi del settore; mancata erogazione di finanziamenti da parte di
enti pubblici; calamità naturali ed accidentali; fatti dolosi del terzo
accertati giudizialmente). Allegare eventuale altra documentazione a sostegno
O fino alla comunicazione dellaccoglimento
della domanda, il contribuente deve continuare a pagare al concessionario gli
acconti mensili;
O le quietanze di versamento
vanno esibite alla Sede INPS alla quale è stata presentata la domanda;
O il piano di ammortamento verrà
emesso al netto degli acconti già versati;
O la richiesta di riduzione delle
sanzioni va presentata alla Sede dellIstituto a decorrere dal 12 di agosto
2001, unitamente alla domanda di rateazione;
O le richieste di riduzione degli
interessi di dilazione vanno inoltrate al Ministero del Lavoro e delle Politiche
sociali - Divisione VI - Via Flavia 6, Roma e, in copia, vanno allegate alla
domanda presentata alla sede competente.
In caso di più posizioni
contributive presso IINPS è obbligatorio indicare le altre matricole, oltre
quella richiesta.
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