Source: http://www.slideshare.net/anpal/lavoro-occasionale-accessorio-inps-2013
Timestamp: 2015-05-30 17:57:00+00:00
Document Index: 86515728

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 70', 'art. 2082', 'art. 53', 'art. 49', 'art. 70', 'art. 34', 'art. 2135', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 70', 'art. 72']

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Presentazione contratti by Marzia Coppolaro
L'INPS riepiloga la disciplina del lavoro occasionale di tipo accessorio rivisitata dalla riforma Fornero.
Ufficio LegislativoDirezione Centrale EntrateDirezione Centrale Prestazioni a Sostegno del RedditoDirezione Centrale Sistemi Informativi e TecnologiciDirezione Centrale Vigilanza Prevenzione e Contrasto allEconomia SommersaRoma, 29/03/2013Circolare n. 49Ai Dirigenti centrali e perifericiAi Responsabili delle AgenzieAi Coordinatori generali, centrali eperiferici dei Rami professionaliAl Coordinatore generale Medico legale eDirigenti Medicie, per conoscenza,Al PresidenteAl Presidente e ai Componenti del Consiglio diIndirizzo e VigilanzaAl Presidente e ai Componenti del Collegio deiSindaciAl Magistrato della Corte dei Conti delegatoallesercizio del controlloAi Presidenti dei Comitati amministratoridi fondi, gestioni e casseAl Presidente della Commissione centraleper laccertamento e la riscossionedei contributi agricoli unificatiAi Presidenti dei Comitati regionaliAi Presidenti dei Comitati provincialiAllegati n.1OGGETTO: Articolo 1, commi 32 e 33 della legge 28 giugno 2012, n.92- Riformadel mercato del lavoro- di modifica degli articoli 70 e 72 D. Lgs. 29settembre 2003, n. 276 “Lavoro occasionale accessorio” : primeindicazioni.SOMMARIO: Premessa1) Nuovo quadro normativo; 2.
2) Tipologie di prestatori e attività;2.1 Studenti, pensionati, disoccupati;2.2 Lavoratori percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegnoal reddito;2.3 Lavoratori stranieri;3) Imprenditori commerciali e professionisti;3.1 Settore agricolo;3.2 Committenti pubblici;3.3 Impresa familiare;4) Limite economico5) I nuovi buoni lavoro;6) Fase transitoria: art. 1, comma 33;7) Precisazioni e ulteriori chiarimenti.PremessaLa legge 28 giugno 2012, n. 92, di Riforma del mercato del lavoro in una prospettiva dicrescita, in vigore dal 18 luglio 2012, all’articolo 1, commi 32 e 33, e la legge n. 134 del 7agosto 2012, all’articolo 46-bis, hanno apportato una significativa innovazione nella disciplinadel lavoro occasionale accessorio. (all.1)La novità legislativa consiste nell’integrale sostituzione dell’articolo 70 e parziale modificazionedell’articolo 72 del decreto legislativo n. 276 del 2003 e successive modificazioni.Sulla materia sono intervenute le circolari del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali n.18 del 18 luglio 2012 e n. 4 del 18 gennaio 2013.Con la presente circolare si forniscono indicazioni in merito alle suddette innovazioninormative.1. Nuovo quadro normativoIl primo comma dell’articolo 70 del Decreto leg.vo 276 come modificato dall’articolo 1, comma32 citato, definisce l’ambito di applicazione dell’istituto del lavoro occasionale accessorio,indicando come prestazioni di lavoro accessorio quelle attività lavorative di natura “meramenteoccasionale” che non danno luogo a compensi complessivamente percepiti dal prestatoresuperiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità deicommittenti. Il compenso annuale riferito al singolo prestatore, pertanto, come indicato anchedalla circolare n. 4 del Ministero del lavoro, delinea oggettivamente la fattispecie del lavorooccasionale accessorio, in quanto il rispetto del limite di carattere economico per prestatoredefinisce la legittimità del ricorso al lavoro occasionale di tipo accessorio.Si prevede inoltre che, fermo restando il limite dei compensi fissato in linea generale a 5.000euro, le prestazioni di natura meramente occasionale svolte a favore di imprenditoricommerciali o professionisti, non possono comunque superare i 2.000 euro annui, conriferimento a ciascun committente.La nuova disciplina prevede che i compensi siano annualmente rivalutati sulla base dellavariazione dell’indice ISTAT relativo ai prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degliimpiegati intercorsa nell’anno precedente.Si modifica quindi, sostanzialmente, la previgente disciplina che prevedeva un tetto redditualedi 5.000 euro nell’anno solare nei confronti del medesimo committente, (nonché di 10.000euro nell’anno fiscale per le sole imprese familiari). 3.
Considerato che il nuovo limite economico è sensibilmente più basso rispetto alla normativaprevigente, diventa importante per il committente non superare l’importo massimo consentitocon riferimento a ciascun prestatore. A tale proposito è in fase di completamento una nuovafunzionalità finalizzata al monitoraggio in ordine ai suddetti limiti economici.Le disposizioni di cui al comma 32 dell’articolo 1 della legge 92 intervengonosignificativamente anche con riferimento all’impiego dei buoni lavoro nel settore delle attivitàagricole.Il nuovo comma 2 dell’articolo 70 prevede che, nell’ambito dei limiti economici previsti alcomma 1, è possibile ricorrere al lavoro occasionale accessorio in agricoltura con riferimento:- ad attività lavorative di natura occasionale rese nellambito delle attività agricole di caratterestagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni di età seregolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado,compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dellanno seregolarmente iscritti a un ciclo di studi presso luniversità;- alle attività agricole svolte a favore di soggetti di cui allarticolo 34, comma 6, del decreto delPresidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che non possono, tuttavia, essere svolteda soggetti iscritti lanno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.Il comma 3 del nuovo articolo 70 conferma la possibilitàdel ricorso a prestazioni di lavoroaccessorio da parte di un committente pubblico nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigentedisciplina in materia di contenimento delle spese di personale e, ove previsto, dal patto distabilità interno.Infine il comma 4 del novellato articolo 70 introduce una novità prevedendo che i compensipercepiti dal lavoratore siano computati ai fini della determinazione del reddito necessario peril rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.2. Tipologie di prestatori e attivitàA differenza della precedente normativa, che indicava specifiche tipologie di attività e categoriedi prestatori, il lavoro occasionale di tipo accessorio nella nuova disciplina non è soggetto adalcuna esclusione, sia di tipo soggettivo che oggettivo, ad eccezione del richiamo esplicito astudenti e pensionati per le attività agricole stagionali e dei soggetti iscritti lanno precedentenegli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, per le attività agricole svolte a favore deisoggetti di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre1972, n. 633.Pertanto, a decorrere dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della legge n. 92/2012, conriferimento ai buoni lavoro acquistati a far tempo da tale data, il lavoro occasionale accessoriopuò essere svolto per ogni tipo di attività e da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato,lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore diprestazioni a sostegno del reddito), ovviamente nei limiti del compenso economico previsto.In considerazione di finalità antielusive, si ritiene di confermare che il ricorso all’istituto dellavoro occasionale non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato (a tempo pieno oparziale), se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavorodipendente.2.1. Studenti, pensionati, disoccupati.In merito alla possibilità di utilizzo dei buoni lavoro in tutti i settori di attività da parte deglistudenti, dei pensionati e dei disoccupati si osserva quanto segue.Per quanto riguarda la categoria degli studenti, per consentire il rispetto dell’obbligo scolasticosi conferma che l’impiego degli studenti, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso unistituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, è consentito durante i periodi di vacanza; a 4.
questo proposito restano ferme le indicazione contenute nella Circolare dell’INPS n. 104 del 1dicembre 2008, per l’individuazione di tali “periodi di vacanza”, secondo la quale siconsiderano:a) “vacanze natalizie” il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio;b) “vacanze pasquali” il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo illunedì dell’Angelo;c) “vacanze estive” i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre.Inoltre, resta fermo che:gli studenti regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico diqualsiasi ordine e grado possano essere impiegati il sabato e la domenica;gli studenti regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università e con meno diventicinque anni di età possano svolgere lavoro occasionale in qualunque periododell’anno.Per quanto riguarda la categoria di “pensionati” si precisa che possono beneficiare del lavoroaccessorio i titolari di trattamenti di anzianità o di pensione anticipata, pensione di vecchiaia,pensione di reversibilità, assegno sociale, assegno ordinario di invalidità e pensione agliinvalidi civili nonché tutti gli altri trattamenti che risultano compatibili con lo svolgimento diuna qualsiasi attività lavorativa.Resta, pertanto, escluso che possa accedere alla prestazione di lavoro occasionale accessorio iltitolare di trattamenti, per i quali è accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgerequalsiasi attività lavorativa, quale il trattamento di inabilità.La categoria dei disoccupati è prevista dalla norma sulla base di un richiamo indiretto operatodal comma 3, secondo periodo dell’articolo 72 D. lgs. 276/03, il quale prevede che il“compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato oinoccupato del prestatore di lavoro accessorio” per cui si conferma che l’utilizzatore del buonolavoro (ossia il prestatore) possa essere rispettivamente disoccupato o inoccupato.2.2. Lavoratori percettori prestazioni integrative del salario o con sostegno alredditoLa legge n. 134 del 7 agosto 2012 di conversione del decreto legge n. 83/2012, all’articolo 46bis nel modificare il comma 32 lett. a) dell’articolo 1, della legge 28 giugno 2012 n. 92 haaggiunto i seguenti periodi: “Per l’anno 2013 prestazioni di lavoro accessorio possono esserealtresì rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali e nel limite massimo di 3.000euro di corrispettivo per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o disostegno al reddito. LINPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alleprestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivantidalle prestazioni di lavoro accessorio”.La disposizione pertanto conferma per l’anno 2013 la possibilità per i lavoratoripercettori diprestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito di effettuare lavoro accessorio intutti i settori produttivi compresi gli enti locali nel limite massimo di 3.000 euro per annosolare.Il limite dei 3.000 euro (da intendersi al netto dei contributi previdenziali) è riferito al singololavoratore; pertanto va computato in relazione alle remunerazioni da lavoro accessorio che lostesso percepisce nel corso dell’anno solare, sebbene legate a prestazioni effettuate neiconfronti di diversi datori di lavoro.In merito al regime di compatibilità e cumulabilità delle prestazioni integrative del salario o disostegno al reddito con il lavoro accessorio si richiamano le indicazioni fornite con circolariInps n. 88 del 9 luglio 2009 e n. 130 del 4 ottobre 2010, che continuano a valere sia per la 5.
fase transitoria, con riferimento ai buoni lavoro acquistati entro il 17 luglio 2012, disciplinatadal comma 33 del citato articolo 1, che per l’anno 2013.Riguardo al regime di compatibilità e cumulabilità delle prestazioni integrative del salario o disostegno al reddito con il lavoro accessorio con riferimento al periodo 18 luglio – 31 dicembre2012 si fa riserva di fornire indicazioni sulla questione, sottoposta all’attenzione del Ministerodel Lavoro.2.3. Lavoratori stranieriPer quanto attiene i lavoratori stranieri, l’importante innovazione, introdotta dal nuovo comma4 dell’art. 70, consiste nell’inclusione del reddito da lavoro accessorio ai fini delladeterminazione del reddito complessivo necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso disoggiorno, caratterizzandosi per la sua funzione esclusivamente integrativa.Rimane fermo quanto previsto nella circolare n. 44/2009 secondo cui per quanto riguarda icittadini extracomunitari il reddito da lavoro occasionale accessorio da solo, in considerazionedella natura occasionale delle prestazioni e dei limiti reddituali richiesti per l’ottenimento deltitolo di soggiorno (importo annuo dell’assegno sociale, pari per il 2013 a 439,00 € mensili),non è utile ai fini del rilascio o rinnovo dei titoli di soggiorno per motivi di lavoro.3. Imprenditori commerciali e professionistiLe nuove disposizioni prevedono uno specifico limite nell’impiego dei buoni lavoro conriferimento ai committenti imprenditori commerciali e professionisti. In particolare, fermorestando il limite economico dei 5.000 euro per prestatore nell’anno solare, le prestazionioccasionali e accessorie svolte in favore di tali categorie di committenti non possono superare i2.000 euro annui, con riferimento a ciascun committente.In linea generale, l’espressione “imprenditori commerciali” risulta comprensiva di tutte lecategorie disciplinate dall’ art. 2082 e segg. del codice civile, con esclusione, dell’impresaagricola separatamente disciplinata dal comma 2 del novellato articolo 70.In particolare, anche alla luce di quanto previsto dalle circolari n. 18/2012 e n. 4/2013 delMinistero del Lavoro, rientra nella categoria di “imprenditore commerciale” qualsiasi soggettopersona fisica e giuridica che opera su un determinato mercato, per la produzione, la gestioneo la distribuzione di beni e servizi, senza limitazioni dell’attività di impresa alle attività diintermediazione nella circolazione dei beni.Il limite dei 2.000 euro trova applicazione anche nei confronti dei committenti professionisti.In merito alla categoria dei professionisti occorre fare riferimento al Testo unico delle impostesui redditi, art. 53 comma 1 (ex art. 49, comma 1) il quale prevede che “sono redditi di lavoroautonomo quelli che derivano dall’esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti eprofessioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività dilavoro autonomo diverse da quelle considerate al capo VI, compreso l’esercizio in formaassociata di cui alla lettera c) del comma 3 dell’articolo 5”.La norma trova applicazione nei riguardi sia degli iscritti agli ordini professionali, ancheassicurati presso una cassa diversa da quella del settore specifico dell’ordine, sia dei titolari dipartita IVA, non iscritti alle casse, ed assicurati all’INPS presso la gestione separata di cuiall’articolo 2, comma 26, legge n. 335/1995.Si precisa che in caso di acquisto di buoni lavoro da parte di imprenditori commerciali o liberiprofessionisti in qualità di committenti privati il limite economico per prestatore è ovviamentepari a 5.000 € annui.3.1. Settore agricolo 6.
Per quanto riguarda le nuove disposizioni sul settore agricolo, (art. 70, comma 2) il lavorooccasionale accessorio, è ammesso, sempre nei limiti del compenso economico di 5.000 euroannui per prestatore per:a) aziende con volume d’affari superiore a 7.000 euro, esclusivamente tramite l’utilizzo dispecifiche figure di prestatori (pensionati e studenti) ma solo nell’ambito delle attivitàagricole di carattere stagionale;b) imprese ricadenti nel comma 6 dell’art. 34 D.P.R. n. 633/72 (ossia aventi un volumed’affari inferiore a 7.000 euro nell’anno solare) che possono utilizzare in qualunquetipologia di lavoro agricolo qualsiasi soggetto purché non sia stato iscritto l’annoprecedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.Come precisato dalle circolari del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in considerazionedella specialità del settore agricolo non trova applicazione l’ulteriore limite economico di 2.000euro previsto dal comma 1 dell’articolo 70.Dal punto di vista soggettivo restano dunque confermati i pensionati e giovani con meno diventicinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolasticodi qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunqueperiodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università, quali unichetipologie di prestatori che possono essere impiegate per le attività agricole svolte a favore diimprese agricole con volume d’affari annuo superiore a 7.000 euro. Le attività oggetto diprestazione di lavoro occasionale accessorio per le imprese agricole con volume d’affarisuperiore ai 7.000 euro, sono, peraltro, circoscritte all’esclusivo ambito del lavoro agricolostagionale, sia con riferimento all’attività agricola principale svolta dall’imprenditore sia alleattività connesse (art. 2135, comma 3, c.c.) svolte dallo stesso, che seguono i tempi e imodelli produttivi dell’attività principale.I soggetti di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto del DPR n. 633 del 1972 (ossiaproduttori agricoli con volume d’affari annuo non superiore a 7.000 euro) possono ricorrere aibuoni lavoro per svolgere qualsiasi attività agricola, anche se non stagionale, impiegandoqualsiasi tipologia di prestatore, purché non sia stato iscritto l’anno precedente negli elenchianagrafici dei lavoratori agricoli.Ai sensi dell’articolo 46 bis della citata legge n. 134 che prevede l’impiego per l’anno 2013 coni buoni lavoro dei percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito intutti i settori produttivi, è possibile per le aziende agricole di cui alle suddette lett. a) e b),ricorrere a tali prestatori, fermo restano il limite economico di 3.000 euro complessivi dicorrispettivo nell’anno solare.3.2. Committenti pubbliciNella nuova formulazione dell’articolo 70, comma 3 viene confermata la nozione dicommittente pubblico utilizzatore delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio, nei limitiprevisti dalle disposizioni di spesa relative al personale nonché nel rispetto dei vincoli stabiliti,eventualmente, dal patto di stabilità interno.A parziale rettifica di quanto contenuto nella circolare INPS n. 88 del 9 luglio 2010 si precisache per “committenti pubblici” devono intendersi le Amministrazioni, gli enti e le societàinserite nel conto economico consolidato individuate ai sensi dellarticolo 1, comma 3, dellalegge 31 dicembre 2009, n. 196.Ai sensi della nuova disciplina va ricompreso all’interno della nozione “committente pubblico”anche l’ente locale, pertanto devono intendersi superate le precedenti indicazioni chedistinguevano l’impiego dei buoni lavoro per la tipologia di committenti pubblici e degli entilocali rispetto a un novero specifico e tassativo di attività e di prestatori. 7.
La nuova norma, quindi, estende per tali tipologie di committenti le possibilità di utilizzo dellavoro occasionale accessorio con sole limitazioni di tipo economico, da un lato facendoriferimento al patto di stabilità interno, valido solo per gli enti pubblici territoriali, dall’altro allelimitazioni vigenti in materia di spese del personale per le Pubbliche Amministrazioni nel lorocomplesso.Per quanto concerne l’aspetto economico, si precisa che per il committente pubblico vale illimite economico generale fissato in 5.000 euro per prestatore.Restano fermi, per le attività di lavoro occasionale accessorio per le quali è possibile utilizzare ilavoratori del pubblico impiego, i limiti di cui all’art. 53 D. Lgs. N. 165/01, già evidenziati dallacircolare INPS n. 88/2009.In particolare, si tratta della disciplina in tema di incumulabilità, cumulo di impieghi e incarichi,che prevede la richiesta di autorizzazione all’amministrazione di appartenenza per losvolgimento di “tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e nei doverid’ufficio, per i quali è previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso” (art. 53, comma 6).3.3. Impresa familiareLa nuova formulazione dell’articolo 70 D. Lgs. N. 276/03 non richiama più l’impresa familiareche, ai sensi del previgente comma 1, lett. g, prevedeva la possibilità di utilizzo dei buonilavoro per l’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile.Così come non opera più il comma 2-bis del previgente articolo 70 per il quale le impresefamiliari potevano utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo complessivo nonsuperiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a 10.000 euro.Di conseguenza, a far tempo dal 18 luglio 2012, anche l’impresa familiare rientra nell’ambitodella disciplina generale e potrà ricorrere al lavoro occasionale per lo svolgimento di ogni tipodi attività, con l’osservanza dei soli limiti economici previsti dalla nuova normativa, pari a2.000 euro annui, trattandosi di committenti imprenditori commerciali o professionisti.Inoltre, la nuova formulazione dell’articolo 70 rende non applicabile, nella sostanza, il comma4-bis dell’articolo 72 dove, invece, permane il rinvio allimpresa familiare di cui allarticolo 70,comma 1, lettera g), con riferimento alla disciplina contributiva e assicurativa.La permanenza di tale riferimento rende difficilmente applicabile la nuova normativaall’impresa familiare, in considerazione dell’eliminazione degli ambiti soggettivi e oggettivirelativi al lavoro occasionale accessorio, e quindi della difficile individuazione dei casi in cui sicontinuerebbe ad applicare la contribuzione ordinaria, prevista dal residuo comma 4 bisdell’art. 72.Pertanto, sulla base di tali considerazioni, devono intendersi superate le disposizioni previgentisullo speciale regime contributivo proprio del lavoro subordinato (Circ. n. 76 del 26 maggio2009), con la conseguenza che ai buoni lavoro utilizzati dall’impresa familiare si applica lacontribuzione previdenziale pari al 13 per cento da versare alla gestione separata, ai sensidella disciplina generale di cui all’articolo 72, comma 4.4. Limite economicoCome anticipato, la nuova normativa sui buoni lavoro modifica sostanzialmente il parametro diriferimento economico che qualifica il lavoro occasionale accessorio, spostando dalcommittente al prestatore il soggetto a cui riferire tale nuovo limite.Infatti si prevede che il compenso complessivamente percepito dal prestatore non possaessere superiore: 8.
a 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti, daintendersi come importo netto per il prestatore, pari a 6.666 € lordi;a 2.000 euro per prestazioni svolte a favore di imprenditori commerciali o professionisti,con riferimento a ciascun committente, da intendersi come importo netto per ilprestatore, pari a 2.666 € lordi;a 3.000 euro per anno solare per i prestatori percettori di prestazioni integrative delsalario o con sostegno al reddito che, per l’anno 2013, possono effettuare lavoroaccessorio in tutti i settori produttivi compresi gli enti locali, da intendersi come importonetto per il prestatore, corrispondenti a 4000 € lordi.Per i buoni lavoro che rientrano nella fase transitoria e quindi fino al 31 maggio 2013continuano, invece, come precisato successivamente, ad operare i previgenti limiti economici.5. I nuovi buoni lavoroUn’importante modifica (nuovo comma 1 dell’art. 72 D. Lgs. n. 276/03) è stata apportata conriferimento agli elementi essenziali del buono lavoro, con la finalità di assicurare una maggiorecertezza dell’utilizzo dell’istituto.Il novellato articolo 72 prevede infatti che i “beneficiari acquistano presso le rivenditeautorizzate uno o più carnet di buoni orari, numerati progressivamente e datati”.Un aspetto rilevante rispetto alla normativa previgente è rappresentato dall’indicazione dellanatura oraria del buono lavoro commisurata alla durata della prestazione.Al riguardo, secondo la circolare n. 4 del Ministero del Lavoro, la modifica legislativa intervienenel senso di cambiare il criterio di quantificazione del compenso del lavoratore accessorio cheda “una negoziazione in relazione al valore di mercato della prestazione, passa ad unancoraggio di natura oraria parametrato alla durata della prestazione stessa” in modo daevitare che “un solo voucher, attualmente del valore di 10 euro, possa essere utilizzato perremunerare prestazioni di diverse ore”.Rimane ferma la possibilità di remunerare una prestazione lavorativa in misura superiore,riconoscendo “per un’ora di lavoro anche più voucher”.L’articolo 72 prevede, inoltre, che il valore nominale del buono è fissato con decreto delMinistro del Lavoro e delle Politiche Sociali, periodicamente aggiornato “tenuto conto dellerisultanze istruttorie del confronto con le parti sociali”.La norma prevede che i buoni siano numerati progressivamente e datati.In merito si osserva che i buoni lavoro attualmente utilizzati in tutte le diverse modalità(cartacei, telematici, tabaccai, banche, Poste) sono già contrassegnati da numeri progressivi.La circolare n. 4 del Ministero del Lavoro ha previsto inoltre che, ferme le disposizioni vigenti inmateria di comunicazione preventiva della prestazione lavorativa, il riferimento alla “data”, dicui al novellato articolo 72, “non può che implicare che la stessa vada intesa come un arcotemporale di utilizzo del voucher non superiore a 30 giorni decorrenti dal suo acquisto”.Con successiva lettera circolare del 18 febbraio 2013 il Ministero del Lavoro è nuovamenteintervenuto sulla materia precisando che nelle more delle modifiche delle procedure, anchetelematiche, per il rilascio dei voucher da parte dell’Istituto, restano confermate le previgentiindicazioni che non limitano temporalmente l’utilizzabilità dei voucher.Inoltre con riferimento al valore orario del voucher il Ministero ha chiarito che, fermo restandoil suo valore “nominale”, in attesa della nuova determinazione dell’importo orario dei buoni 9.
lavoro , in considerazione delle specificità del settore agricolo è possibile, esclusivamente intale settore, fare riferimento alla retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinatacome individuata dalla contrattazione collettiva di riferimento comparativamente piùrappresentativa.Ai fini dell’ espletamento delle verifiche da parte del personale ispettivo sulla correttaprocedura di utilizzo dei buoni lavoro con le caratteristiche suindicate, il Ministero del Lavoroprevede che, in attesa del completamento da parte dell’Istituto del sistema di monitoraggio deicompensi ricevuti dai singoli prestatori nel corso dell’anno, il committente potrà richiedere alprestatore una dichiarazione, ai sensi dell’articolo 46 comma 1, lett. o) D.P.R. n. 445/2000, inordine al non superamento degli importi massimi previsti. Nella citata lettera circolare alriguardo si precisa che, ferma restando l’effettuazione dei vigenti adempimenti in materia dicomunicazione preventiva della prestazione, l’acquisizione della dichiarazione costituisceelemento necessario e sufficiente ad evitare, in capo al datore di lavoro, eventualiconseguenze di carattere sanzionatorio.Infine, il novellato comma 4 dell’articolo 72 nel confermare la disciplina relativa alle tuteleprevidenziali e assicurative, prevede la modulazione delle aliquote contributive da versareall’INPS in funzione dell’incremento delle percentuali previste per gli iscritti alla Gestioneseparata, peraltro demandata ad apposito decreto interministeriale.6. Fase transitoria: art. 1, comma 33Il comma 33 detta la disciplina transitoria, prevedendo che “resta fermo l’utilizzo, secondo laprevigente disciplina, dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio, di cui all’articolo 72 deldecreto legislativo n. 276 del 2003,già richiesti alla data di entrata in vigore della presentelegge e comunque non oltre il 31 maggio 2013”.Considerato che la legge n. 92 è entrata in vigore il 18 luglio 2012, con riferimento a tutti ibuoni lavoro già in possesso dei committenti alla data del 17 luglio 2012 e per tutti i buonilavoro acquistati entro la medesima data, anche con riferimento a prestazioni in corso o daavviare, continuerà ad essere applicata la normativa previgente fino e comunque non oltre il31 maggio 2013.Conseguentemente, per i voucher acquistati entro il 17 luglio 2012, continueranno ad operaretutte le precedenti disposizioni in materia di buoni lavoro relativamente sia agli ambitisoggettivi ed oggettivi di applicazione, sia alle norme riferite ai percettori a sostegno delreddito, sia ai limiti economici e senza vincoli di parametrazione oraria.Situazione del tutto eccezionale è quella verificatisi nella fase di approvazione della nuovadisciplina, e relativa al versamento effettuato per l’acquisto di voucher in data successiva al 18luglio 2012, con riferimento a prestazioni di lavoro occasionale accessorio per le quali ilcommittente ha provveduto ad effettuare la comunicazione di avvio della prestazione di lavoroaccessorio in data precedente al 18 luglio.In considerazione delle sostanziali novità normative introdotte dalla legge n. 92/2012 sullavoro occasionale accessorio e della circostanza che, nel caso di specie, i prestatori avevanosvolto o stavano svolgendo la relativa prestazione, la cui data di avvio era stata comunicatanelle forme e nei tempi previsti, si ritiene che questa situazione, del tutto particolare, possarientrare nella disciplina del regime transitorio, come sopra delineata.7. Precisazioni e ulteriori chiarimentiCome ribadito anche dalla circ. n. 4 / 2013 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali,stanti i limiti di carattere economico, il lavoro accessorio costituisce uno strumento finalizzato aregolarizzare attività lavorative di carattere occasionale, non riconducibili a tipologie 10.
contrattuali tipiche del lavoro subordinato, del lavoro autonomo o ad attività professionali perle quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale ovvero ad appositiregistri, albi, ruoli ed elenchi professionali qualificati, ma mere prestazioni di lavoro alle qualiassicurare le tutele minime previdenziali e assicurative in funzione di contrasto a forme dilavoro nero e irregolare.Si conferma l’obbligatorietà della comunicazione preventiva all’INAIL/INPS necessaria perl’attivazione delle prestazioni occasionali accessorie.Al riguardo si ricordano le indicazioni fornite sulla base dell’art. 4 della legge n. 183/2010 (c.d.collegato al lavoro) dal Ministero del Lavoro con la circolare n. 38 del 2010 in tema dimaxisanzione per il lavoro sommerso anche con riferimento alle prestazioni di lavorooccasionale accessorio.Inoltre si richiamano le indicazioni sulla disciplina sanzionatoria come definite dalla circolare n.4 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali in relazione al superamento dei limitiquantitativi . In particolare si richiama l’attenzione riguardo agli effetti derivanti dalsuperamento di detti limiti che, in base alle disposizioni ministeriali, comportano la“trasformazione” del rapporto contestato in quella che costituisce “forma comune di rapportodi lavoro” vale a dire in un rapporto di natura subordinata a tempo indeterminato, conl’applicazione delle relative sanzioni civili e amministrative.Tali effetti di trasformazione, conformemente a quanto previsto dalla circolare ministeriale,varranno “almeno con riferimento alle ipotesi in cui le prestazioni siano rese nei confronti diuna impresa o di un lavoratore autonomo e risultino funzionali all’attività di impresa oprofessionale”.Pertanto sarà possibile, secondo le disposizioni contenute nella circolare ministeriale ,determinare la “trasformazione” del rapporto nei soli confronti dei committenti che operino inqualità di imprenditori commerciali o di liberi professionisti, tenendo conto dei consueti indicidi subordinazione, tra i quali il Ministero del Lavoro ricorda quello concernente la fungibilitàdelle prestazioni di lavoro accessorio con prestazioni rese da altro personale già dipendentedell’imprenditore o del professionista.A questo proposito si ribadisce l’importanza dell’acquisizione da parte del committente delladichiarazione rilasciata dal prestatore in ordine al non superamento degli importi massimiannuali, che costituisce – come precisato nella richiamata lettera circolare del 18 febbraio2013 del Ministero del Lavoro - elemento necessario e sufficiente ad evitare, in capo al datoredi lavoro, eventuali conseguenze di carattere sanzionatorio.Per quanto riguarda le modalità di contatto per effettuare la comunicazione obbligatoria diinizio attività, che attualmente sono differenziate a seconda del canale di acquisto dei buonilavoro, si anticipa che, a seguito di un accordo INAIL-INPS, la dichiarazione preventiva di inizioprestazione relativa ai voucher cartacei distribuiti dalle strutture operative dell’Istituto dovràessere effettuata direttamente all’INPS tramite i canali consueti (sito istituzionale, contactcenter integrato o sede), e non più con l’invio del fax all’INAIL. In merito saranno fornite leopportune indicazioni operative e i relativi tempi di adeguamento.Va, inoltre, ribadito, il principio del divieto di utilizzo indiretto dei buoni lavoro, secondo cui: “lanatura di accessorietà comporta che le attività disciplinate dall’art. 70 D. Lgs n. 276/2003debbano essere svolte direttamente a favore dell’utilizzatore della prestazione, senza il tramitedi intermediari” (Circ. INPS n. 88/2009) come nel caso di appalti di servizi e somministrazionedi manodopera.In deroga a tale principio, con riferimento alla qualificazione delle prestazioni lavorative delpersonale adibito alle attività di steward negli stadi di calcio, si fa rinvio ai contenuti normatividel D. M. 24 febbraio 2010 che ha modificato il D. M. 8 agosto 2007 e ha previsto che: “per lo 11.
svolgimento dei predetti servizi le Società organizzatrici, gli istituti di sicurezza privati possonoricorrere a tutte le forme di lavoro subordinato, compreso il lavoro intermittente, e aprestazioni di lavoro occasionale accessorio di cui al Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n.276”.La fattispecie particolare disciplina il servizio di vigilanza in favore degli istituti di sicurezzaprivata autorizzati nell’ambito delle c.d. «manifestazioni sportive» e, limitatamente alle attivitàdi stewarding, da parte di società appaltatrici di tale tipo di servizio, può considerarsi come unaderoga al criterio generale del divieto di utilizzo del lavoro occasionale accessorio nell’ambitodegli appalti di servizi e contratti di somministrazione.Infine, si conferma che le prestazioni di natura occasionale accessoria non danno diritto alleprestazioni di malattia, maternità, disoccupazione e assegni familiari (circ. INPS n. 44/2009) eche il compenso del prestatore/lavoratore che ha svolto attività occasionale accessoria èesente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato (D. Lgs.276/03, art. 72, c. 3).Il Direttore GeneraleNori 12.
Allegato N.1D.Lgs. 10-9-2003 n. 276Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14febbraio 2003, n. 30Capo IIPrestazioni occasionali di tipo accessorio rese da particolari soggettiArt. 70. Definizione e campo di applicazione1. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramenteoccasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensisuperiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base dellavariazione dellindice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degliimpiegati intercorsa nellanno precedente. Fermo restando il limite complessivo di 5.000euro nel corso di un anno solare, nei confronti dei committenti imprenditori commerciali oprofessionisti, le attività lavorative di cui al presente comma possono essere svolte a favoredi ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro, rivalutatiannualmente ai sensi del presente comma. Per lanno 2013, prestazioni di lavoro accessoriopossono essere altresì rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, fermorestando quanto previsto dal comma 3 e nel limite massimo di 3.000 euro di corrispettivoper anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito.LINPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioniintegrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalleprestazioni di lavoro accessorio.2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano in agricoltura:a) alle attività lavorative di natura occasionale rese nellambito delle attività agricole dicarattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni dietà se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordinee grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dellannose regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso luniversità;b) alle attività agricole svolte a favore di soggetti di cui allarticolo 34, comma 6, deldecreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che non possono, tuttavia,essere svolte da soggetti iscritti lanno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratoriagricoli.3. Il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un committente pubblico èconsentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimentodelle spese di personale e, ove previsto, dal patto di stabilità interno.4. I compensi percepiti dal lavoratore secondo le modalità di cui allarticolo 72 sonocomputati ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo delpermesso di soggiorno.Art. 72. Disciplina del lavoro accessorio1. Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio, i beneficiari acquistano presso lerivendite autorizzate uno o più carnet di buoni orari, numerati progressivamente e datati,per prestazioni di lavoro accessorio il cui valore nominale è fissato con decreto del Ministrodel lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro trenta giorni e periodicamenteaggiornato, tenuto conto delle risultanze istruttorie del confronto con le parti sociali.2. Tale valore nominale è stabilito tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate perle attività lavorative affini a quelle di cui allarticolo 70, comma 1, nonché del costo digestione del servizio.3. Il prestatore di lavoro accessorio percepisce il proprio compenso presso il concessionario,di cui al comma 5, allatto della restituzione dei buoni ricevuti dal beneficiario dellaprestazione di lavoro accessorio. Tale compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale enon incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio.4. Fermo restando quanto disposto dal comma 4-bis, il concessionario provvede alpagamento delle spettanze alla persona che presenta i buoni, registrandone i dati anagraficie il codice fiscale, effettua il versamento per suo conto dei contributi per fini previdenzialiallINPS, alla gestione separata di cui allarticolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, in misura pari al 13 per cento del valore nominale del buono, e per fini assicurativi 13.
contro gli infortuni allINAIL, in misura pari al 7 per cento del valore nominale del buono, etrattiene limporto autorizzato dal decreto di cui al comma 1, a titolo di rimborso spese. Lapercentuale relativa al versamento dei contributi previdenziali è rideterminata con decretodel Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro delleconomia edelle finanze in funzione degli incrementi delle aliquote contributive per gli iscritti allagestione separata dellINPS.4-bis. Con riferimento allimpresa familiare di cui allarticolo 70, comma 1, lettera g), trovaapplicazione la normale disciplina contributiva e assicurativa del lavoro subordinato.5. Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali individua con proprio decreto ilconcessionario del servizio e regolamenta i criteri e le modalità per il versamento deicontributi di cui al comma 4 e delle relative coperture assicurative e previdenziali. In attesadel decreto ministeriale i concessionari del servizio sono individuati nellI.N.P.S. e nelleagenzie per il lavoro di cui agli articoli 4, comma 1, lettere a) e c) e 6, commi 1, 2 e 3 delpresente decreto. Recommended