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Timestamp: 2018-10-18 15:12:40+00:00
Document Index: 165013555

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 2']

PPT - “I principi generali dell’azione amministrativa” Parte I prof. Marco Calabrò PowerPoint Presentation - ID:6979484
“I principi generali dell’azione amministrativa” Parte I prof. Marco Calabrò PowerPoint Presentation
“I principi generali dell’azione amministrativa” Parte I prof. Marco Calabrò
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“I principi generali dell’azione amministrativa” Parte I prof. Marco Calabrò - PowerPoint PPT Presentation
“I principi generali dell’azione amministrativa” Parte I prof. Marco Calabrò. L. n. 241/1990: Ambito di applicazione Art. 29. Le disposizioni della 241 si applicano a: Amministrazioni statali Enti pubblici nazionali
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“I principi generali dell’azione amministrativa”Parte Iprof. Marco Calabrò
L. n. 241/1990: Ambito di applicazioneArt. 29
Le disposizioni della 241 si applicano a:
Società con totale o prevalente capitale pubblico “limitatamente all’esercizio delle funzioni amministrative”
Riparto di competenze Stato/Regioni: art. 117 Cost.
Il procedimento amministrativo non è una “materia”, ma in relazione agli aspetti di volta in volta disciplinati può essere ricondotto ai diversi ambiti materiali di competenza legislativa statale o regionale.
Fra le materie di competenza esclusiva statale figurano: ordinamento civile, giustizia amministrativa, livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali
Art. 1, commi 1 e 2, l. n. 241 del 1990
Criteri di economicità e di efficacia
Principi di pubblicità e di trasparenza
Principi dell’ordinamento dell’U.E.
“L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge … secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti”
Fondamento: Art. 97 Cost. “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge”
Economicità - Efficienza - Efficacia
IV.Efficienza e principio di trasparenza
- Individuazione termini di conclusione del procedimento: art. 2, comma 4, l. n. 241 → consente di tener conto “della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell’organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento”.
- Rimedi contro inerzia: preventivi e successivi.
istanze di sovvenzioni e contributi e applicazione dell’istituto della regolarizzazione delle domande ex art. 6, lett. b, l. n. 241
(Consiglio Stato sez. II, 8 giugno 1994, n. 412)
L’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa possono trovare giovamento dalla partecipazione degli interessati (individuazione dell’interesse pubblico concreto).
Al di là dei vincoli che alla p.a. derivano dalla legge generale o da leggi di settore, per i quali la compatibilità tra i diversi criteri è stata valutata a priori dal legislatore (es. art. 7 l. n. 241/90), la ponderazione tra gli interessi sottesi ai diversi criteri è rimessa alla valutazione discrezionale della p.a. Es. relativo a pareri facoltativi ed obbligatori (art. 16 l. n. 241).
IV.Efficienza e principio di trasparenza.
Normalmente rapporto di integrazione tra i due principi (es. funzioni del responsabile del procedimento). Ma in alcuni ambiti potrebbe sussistere un attrito tra gli stessi e la necessità di un’adeguata ponderazione da parte della p.a.
(T.A.R. Lazio, Roma sez. II, 13 dicembre 2011, n. 9709)
Due declinazioni del principio:
Imparzialità esterna: riferita a attività amministrativa → necessità di acquisire e ponderare tutti gli interessi legislativamente tutelati che possano essere toccati dall’agire amministrativo.
Consiglio di Stato n. 2070/2009 → imparzialità dell’organizzazione e imparzialità dell’azione
- inserito nel testo dell’art. 1 l. 241 dalla l. n. 15/2005
- d.lgs. n. 150/2009 art. 11: accessibilita' totale delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attivita' di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialita'
Art. 1 l. n. 241:
rinvio flessibile
Art. 6 TUE: “L’Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati”.
Diritto ad una buona amministrazionenella giurisprudenza della Corte di giustizia
Già prima della Carta dei diritti fondamentali, la Corte di giustizia aveva inserito tra le garanzie che andavano osservate nel procedimento "l'obbligo dell'istituzione competente di esaminare in modo accurato e imparziale tutti gli elementi rilevanti della fattispecie"; il presupposto per una decisione imparziale è che l'organo procedente abbia preso in esame "tutti gli elementi di fatto e di diritto disponibili al momento dell'adozione dell'atto", nonché che la decisione sia assunta "con tutta la diligenza richiesta“.
(T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 18 ottobre 2010, n. 19881)
Segue: Proporzionalità
(Corte giustizia UE sez. I, 9 febbraio 2012, n. 210)
Proporzionalità nel diritto nazionaleEmersione della sua sindacabilità
Fino a inizi anni ‘90: solo sindacato di ragionevolezza; anche detto principio di logicità-congruità.
- illegittimità delle sole decisioni arbitrarie ed irrazionali
-l’operato della P.A. doveva essere:
principio evanescente e connotato da indeterminatezza
Segue: Proporzionalità nel diritto nazionale
ricercare la soluzione più idoneaal perseguimento dell’interesse pubblico primario
(T.A.R. Reggio Calabria sez. I, 7 marzo 2012, n. 199)
(Consiglio Stato sez. VI, 12 novembre 2008, n. 5670)
a. Elemento soggettivo (rende l’affidamento “legittimo”): fiducia che il soggetto poteva riporre nella stabilità dell’atto.
- Conoscibilità dell’instabilità correlata ad atto legittimo: prevedibilità del mutamento.
- Conoscibilità dell’instabilità correlata ad atto illegittimo: colpevole ignoranza dell’instabilità dell’atto dovuta alla illegittimità dello stesso
b. Elemento oggettivo (rende l’affidamento “ragionevole”): relativo all’atto o al comportamento che sta alla base dell’affidamento.
c. Elemento cronologico (rende l’affidamento “stabile”): il decorso del tempo è un fattore che rafforza la convinzione della spettanza del bene della vita e della relativa stabilità.
Segue: legittimo affidamento
(Consiglio Stato sez. V, 19 marzo 2009, n. 1615)
(T.A.R. Lecce Puglia sez. III, 15 ottobre 2010, n. 2075)
(Consiglio di Stato sez. VI, 3 marzo 2010, n. 1241)
Princ. di precauzione
Segue: principio di precauzione
- Inquinamento(T.A.R. Toscana Firenze sez. II 20 dicembre 2012, n. 2023)
Protezione dei consumatori (T.A.R. Lazio Roma sez. III, 11 dicembre 2012, n. 10296)
La pubblica amministrazione, nell’adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente (1-bis)
Segue: Ambito soggettivo di applicazione
Art. 1, co. 1-ter
Finalità: garantire una parziale «pubblicizzazione» dei soggetti privati che svolgono attività di pubblico interesse.
Origine: utilizzo di formule organizzatorie privatistiche ritenute più rispondenti ai criteri di economicità, efficacia ed efficienza.
Problemi di individuazione concreta dei soggetti: riguarda solo l’attività amministrativa in senso stretto (A) o anche servizi pubblici (B)?
Riguarda ogni attività diretta ad un fine pubblico che il soggetto privato svolge in forza di un titolo giuridico.
- Attività di certificazione (SOA)
- Attività di amministrazione attiva (Anas S.P.A.)
- Concessionari di pubblici servizi (Trenitalia)
Principio della presunzione di legittimità dell’atto amministrativo
Originariamente legato all’auctoritasdella p.a. (equità, correttezza morale, verità), nonché alla prevalenza del perseguimento dell’interesse pubblico sulle obiezioni dei soggetti privati
Crisi della p.a. e susseguente crisi del principio
Attuale giustificazione: salvaguardia della certezza del diritto e del legittimo affidamento dei cittadini nell’azione della p.a.
Parzialmente contraddetto dalla positivizzazione delle ipotesi di nullità del provvedimento (art. 21-septies l. 241/90):
Segue: presunzione di legittimità
Generale regime dell’annullabilità:
- il provvedimento produce i propri effetti fino a quando non è annullato.
- i vizi sono rilevabili unicamente dai soggetti interessati, entro termini decadenziali
- suddivisione dell’onere probatorio tra p.a. e cittadino
Art. 21-octies l. n. 241/1990: è annullabile il provvedimento adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza.
- incompetenza: il potere sussiste in capo all’amministrazione, ma il provvedimento è emanato da un organo diverso da quello previsto dalla legge;
- eccesso di potere: esercizio non corretto (perché sviato) del potere
- violazione di legge: è figura residuale, ossia comprende le ipotesi di illegittimità del provvedimento non rientranti nelle due precedenti. In questa categoria sono compresi, tra l’altro, i vizi formali del provvedimento amministrativo o i vizi procedimentali.
In particolare: eccesso di potere
Difficoltà di dimostrare lo sviamento del potere esaminando il solo risultato finale
Sintomi dell’eccesso di potere:
- intrinseci all’atto:
contraddizione tra i principi e il dispositivo
manifesta ingiustizia
motivazione incongrua
motivazione dubbiosa
- estrinseci all'atto:
esistenza di una prassi in senso contrario
contraddittorietà di comportamento
errore o travisamento dei fatti
Principio di autotutela
Autotutela decisoria.
Oggetto: precedenti provvedimenti amministrativi.
Potere della p.a. di intervenire, con decisione di secondo grado, su provvedimenti precedentemente assunti, che la p.a. ritenga bisognevoli di revisione o di sostegno. Prerogativa generale.
Principio dell’inesauribilità del potere
Ipotesi principali: annullamento d’ufficio (art. 21-nonies) e revoca (art. 21-quinquies).
Art. 21-nonies l.n. 241/1990: “1. Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell‘articolo 21-octies può essere annullato d'ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, dall'organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge”
(introdotto con riforma del 2005 - l. n. 15/2005)
Prima del 2005): frutto di elaborazione giurisprudenziale
Principi elaborati dalla giurisprudenza:
nessun limite temporale al suo esercizio, purché si desse conto in modo esaustivo ed accurato delle ragioni di annullamento nella motivazione;
si escludeva che l’annullamento comportasse obblighi indennitari o risarcitori in favore del privato pregiudicato dall’atto di ritiro;
l’esercizio dell’autotutela non poteva fondarsi sulla mera esigenza di ripristino della legalità, dovendo sussistere un interesse pubblico concreto ed attuale alla rimozione dell’atto (da indicare nella motivazione).
Segue: annullamento d’ufficio
Principi di legalità e di imparzialità (applicazione della legge in modo imparziale): richiedono l’esercizio del potere del buon amministratore, che, avvedutosi dell’illegittimità di un atto, annulli il proprio operato, in via autonoma e diretta, senza necessità dell’intervento del giudice
La tutela dell’affidamento impone che il potere di annullamento sia esercitabile solo quando le ragioni di rispetto della legalità si traducano in un beneficio concreto ed attuale per l’interesse collettivo, che prevalga sull’interesse del privato (con esclusione dei casi in cui sia possibile la convalida del provvedimento annullabile – art. 21-nonies, co. 2).
Effetti: invalidità caducante con efficacia ex tunc
Ampia discrezionalità nella ponderazione degli interessi
Accertato il vizio, l’autorità deve:
Verificare sussistenza interesse pubblico a rimozione atto → interesse concreto e attuale (in riferimento al momento di adozione del provv. di annullamento);
Comparare interesse pubblico e contrapposti interessi privati → Principio di proporzionalità: soluzione più idonea ed adeguata, comportante il minor sacrificio possibile per gli interessi coinvolti
rilevanza della motivazione del provvedimento di annullamento
Mancato esercizio del potere di autotutela e responsabilità della p.a.:
in presenza di atto palesemente viziato e di sollecitazione all’annullamento in autotutela (su istanza del privato o a seguito di provvedimento cautelare del giudice), il mancato annullamento d’ufficio può rilevare come sintomatico della colpa della p.a. (esclusione dell’errore scusabile).
Fondamento: Principio di economia dei mezzi dell’azione amministrativa e di conservazione dei relativi effetti giuridici.
Art. 21-nonies, co. 2, l. 241 “E’ fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile, sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole”.
Provvedimento nuovo ed autonomo che emenda il provvedimento dal vizio di legittimità formale che lo inficia (escluso in caso di vizi che afferiscono ai presupposti o ai contenuti dell’esercizio del potere).
Efficacia ex tunc
Competenza: medesima p.A. che ha adottato l’atto invalido (in caso di ratifica, organo competente)
Condizioni di legittimità del provv. di convalida:
Precisa manifestazione di volontà della p.a. di eliminare il vizio dell’atto originario
Specifica ed inequivoca indicazione dell’atto da convalidare
Specifica indicazione del profilo di illegittimità
Motivazione in ordine all’interesse pubblico
Termine ragionevole (accezione e differenza rispetto all’ipotesi di annullamento)
Può essere disposta anche in pendenza di giudizio: sino a quando il provvedimento non è annullato
Questione della motivazione postuma (vizio formale)
(T.A.R. Lombardia, Milano sez. IV 21 novembre 2012 n. 2828)
Art. 21-quinquies l. 241/1990: “Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo”.
Provvedimento di natura discrezionale che rimuove un precedente provvedimento divenuto inopportuno.
Distinzione tra revoca in senso proprio e revoca avente finalità sanzionatorie (Consiglio di Stato sez. V, 13 luglio 2010, n. 4534)
Revoca: presupposti
Oggetto: provvedimenti ad efficacia durevole
espropriazione (una volta adottata produce il suo effetto tipico)
ordini già eseguiti
provvedimenti vincolati
1. Revoca per sopravvenienze:
sopravvenuti motivi di interesse pubblico (Consiglio di Stato sez. III, 16 ottobre 2012, n. 5282)
mutamento situazione di fatto (che si traduca in una modificazione dell’assetto di interessi)
2. Revoca juspoenitendi
(es: revoca permesso di costruire a seguito di stipula di una convenzione di lottizzazione)
Revoca: indennizzo
Danno da atto lecito = non è un risarcimento
Quantificazione: diverse teorie.
1. danno emergente: spese inutilmente sostenute;
2. anche lucro cessante (mancato guadagno). Critica.
3. danno emergente e quota di lucro cessante.
Cons. Stato n. 1554/2010: “È legittima la revoca di un provvedimento amministrativo nel caso in cui non sia stato contestualmente previsto un indennizzo, atteso che la mancata previsione dell'indennizzo di cui all'art. 21 quinquies della l. n. 241 del 1990 in un provvedimento di revoca, non ha efficacia viziante o invalidante di quest'ultima, ma semplicemente legittima il privato ad azionare la pretesa patrimoniale innanzi al g.a. che potrà scrutinarne i presupposti”.
Principio di autotutela contenziosa
Fondamento della funzione giustiziale della p.a.
Non più indice di privilegio bensì dovere della p.a. nei confronti del cittadino (diritto ad una buona amministrazione)
Inefficacia dei tradizionali rimedi giustiziali
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prof. Marco Calabrò
marco.calabro@unina2.it
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