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Timestamp: 2019-06-27 03:55:16+00:00
Document Index: 90467544

Matched Legal Cases: ['art.612', 'art. 7', 'art.8', 'art. 11', 'art. 612', 'art. 612', 'sentenza ', 'art. 234']

FORUM CODACONS PIEMONTE • Leggi argomento - Stalking Effetti Indici Rilevatori Prevenzione e Rimedi
Stalking Effetti Indici Rilevatori Prevenzione e Rimedi
da cerbero » ven 8 mar 2013, 16:46
Stalking- Effetti- Indici Rilevatori – Prevenzione E Rimedi
A norma dell’art.612-bis c.p., commette il reato di atti persecutori (c.d. stalking) chi, con ripetute condotte ( consistenti in minacce, molestie , ricatti), verbalmente , per mezzo del telefono o con comportamenti di sorveglianza intrusivi e reiterati (quali i pedinamenti serrati ed assillanti, i frequenti appostamenti, le intromissioni indebite nella vita lavorativa, gli atti di morbosa invasività e di sottile aggressività ) − genera nella vittima uno stato di soggezione e di disagio emotivo al punto da turbare le normali condizioni di vita della persona offesa e da costringerla a modificare le sue intenzioni o le sue abitudini di vita .
COME SI MANIFESTA- COSA COMPORTA
•	Gli effetti dello stalking possono essere devastanti per la sofferenza provocata alle vittime, deteriorando il loro stile di vita, facendone deteriorare le relazioni sociali ed affettive anche nei confronti dei figli, ( che talora diventano vittime secondarie, generando nel soggetto
passivo uno stato di non irragionevole paura e di continua, giustificata, grave apprensione, causando un logorio che puo’ determinare disturbi psicosomatici, con aumento dell’ansia, depressione ed angoscia, senso di isolamento, giungendo a scatenare nella persona perseguitata perdita di autostima e sensi di colpa per la verificata incapacita’ di risolvere la questione che, sia pure senza alcuna volonta’ della vittima stessa, coinvolge anche le persone per lei affettivamente significative.
•	COME SI PROVA- INDICI RILEVATORI-
•	PER CONSENTIRE AL FUTURO DIFENSORE DI AVERE ELEMENTI UTILI AI FINI DI UN EVENTUALE GIUDIZIO,RACCOGLIERE LE PROVE ( ES.: REGISTRARE LE TELEFONATE, CONSERVARE LE LETTERE ( ANONIME E NON ) RICEVUTE,GLI SMS, I NUMERI TELEFONICI ED EVENTUALI MISSIVE ( SMS)
RACCOLTI IN MEMORIA SUL CELLULARE , ANNOTARE GIORNI, ORA E LUOGO DI EVENTUALI INCONTRI AVUTI CON LO STALKER, APPUNTANDO DATI SUL SUO ABBIGLIAMENTO,SUL TIPO ED IL NUMERO DI TARGA DELL’AUTOVEICOLO DA LUI CONDOTTO, SULLE CONDIZIONI METEREOLOGICHE DELLE GIORNATE ).CIO’ SERVE A “ FERMARE” LA MEMORIA E AD EVITARE CHE NEL CORSO DELL’EVENTUALE PROCESSO – CHE SI TERRA’A SIGNIFICATIVA DISTANZA DI TEMPO DAI FATTI-LA PERSONA OFFESA POSSA ESSERE RESA INATTENDIBILE DA DOMANDE INSIDIOSE DELLA DIFESA DELL’IMPUTATO ( DEL TIPO:QUEL GIORNO PIOVEVA’?C’ERA ANCORA LUCE NATURALE?CHE AUTO ERA? E DI CHE COLORE?CHE TARGA AVEVA?A CHE ORA HA VISTO LO STALKER E DOVE?). SE A VOLTE SI SONO AVUTI CONTATTI CON LO STALKER NON NEGARLI DURANTE IL PROCESSSO O IN SEDE DI DENUNZIA ( CIO’ POTREBBE FARE VENIRE MENO L’ATTENDIBILITA’ DELLA VITTIMA,CHE SPESSO E’ L’UNICO TESTIMONE DELLE PERSECUZIONI SUBITE) MA SPIEGARNE LE RAGIONI ( AD ES., SI SONO COLTIVATI DEI CONTATTI PER FARLO DESISTERE O PER CALMARLO, PRIMA DI CAPIRE CHE CIO’NON ERA POSSIBILE CON I COLLOQUI ) .
•	AL RIGUARDO SI SONO DIMOSTRATI PREZIOSI I TABULATI TELEFONICI: INDICANO LA PROVENIENZA, LA FREQUENZA, GLI ORARI DELLE TELEFONATE IN INGRESSO ED IN USCITA,LA LORO DURATA.
•	PREVENZIONE E RIMEDI
•	E’ OPPORTUNO STUDIARE UN PIANO DI SICUREZZA ( FARE UNA LISTA DEI NUMERI DI TELEFONO DA USARE IN CASO DI EMERGENZA,REGISTRARE LE TELEFONATE,CAMBIARE GLI ORARI ED I PERCORSI, ADOTTARE MISURE
PREVENTIVE A TUTELA DELLA PRIVACY, EVITARE OGNI CONTATTO CON LO STALKER).
•	PUÒ ESSERE UTILE CONTATTARE L’AMBITO PARENTALE ED AMICALE, GLI ASSISTENTI SOCIALI, GLI OPERATORI DI SALUTE MENTALE PER INTERVENTI PSICOTERAPICI DI SOSTEGNO, LE ASSOCIAZIONI DI SUPPORTO ALLE VITTIME DELLA VIOLENZA, LE FORZE DI POLIZIA.
•	E’ NECESSARIO MANTENERE CON LO STALKER UN ATTEGGIAMENTO NEUTRO MA DECISO: CHE SIA CHIARA NELLA COMUNICAZIONE ALLO STALKER LA DECISIONE DI NON VOLERE CONTATTI DI ALCUN TIPO CON LUI. EVITARE DI METTERE IN ATTO RAPPRESAGLIE PRIVATE CONTRO LO STALKER MA CHIEDERE L’INTERVENTO DELLE AUTORITA’ DI POLIZIA E DELLE STRUTTURE DI SOSTEGNO.
Già Procuratore Generale Aggiunto presso la Suprema Corte di Cassazione
Art. 612-bis. Atti persecutori.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio (1).
(1) Articolo aggiunto dall’art. 7, D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito in legge, con
modificazioni, dalla L. 23 aprile 2009, n. 38. Vedi, anche, gli articoli 8, 11 e 12 dello stesso decreto.
NOTA: l’art.8 del citato decreto legge n. 11 del 2009 prevede che , fino a quando non è proposta querela, la persona offesa può esporre i fatti all’Autorità di Pubblica Sicurezza con richiesta al Questore di ammonire l’autore degli atti persecutori. Il Questore assume informazioni, sente le persone informate dei fatti e, se ritiene fondata l’istanza, ammonisce il soggetto. Questa ammonizione è importante perché l’ammonito, se continua a tenere condotte persecutorie, è punibile d’ufficio e la pena è aumentata.
L’art. 11 del medesimo decreto legge prevede che, se la vittima ne fa richiesta, le Forze dell’Ordine, i Presidi sanitari e le Istituzioni pubbliche, la mettono in contatto con i Centri antiviolenza.
Il reato di atti persecutori (cosiddetto "stalking"), di cui all'art. 612 bis c.p., è integrato quando il comportamento minaccioso o molesto di taluno, posto in essere con condotte reiterate, sia tale da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero, in alternativa, da ingenerare nella vittima un fondato timore per la propria incolumità ovvero, sempre in alternativa, da costringere la vittima stessa ad alterare le proprie abitudini di vita. - Cassazione penale, sez. V, 22/06/2010, n. 34015.
La norma sul reato di "atti persecutori" è stata inserita nel nostro ordinamento a tutela della libertà morale della persona e ha ad oggetto condotte reiterate di minaccia e molestia che determinano nella vittima, alternativamente: un perdurante e grave stato di ansia o paura; un fondato timore per la propria incolumità o per quella di persona comunque affettivamente legata; la costrizione ad alterare le proprie abitudini di vita. - Cassazione penale, sez. V, 12/01/2010, n. 11945
Integra il reato di stalking la condotta di chi molesta, minaccia di morte via sms e diffama la ex partner per indurre i datori di lavoro a licenziarla, atteso che tali comportamenti sono idonei a provocare nella vittima un grave stato di ansia ed il fondato timore per la propria incolumità. - Cassazione penale, sez. V, 22/06/2010, n. 34015
Commette il reato di atti persecutori (cd. stalking) chi, con ripetute condotte di molestie, esprime apprezzamenti, manda baci e rivolge sguardi insistenti e minacciosi − tali da turbare le normali condizioni di vita e l'equilibrio della persona offesa nella speranza di stringere con lei un rapporto dalla stessa percepito come pericoloso − generando in lei uno stato di soggezione e di disagio emotivo. -Cassazione penale, sez. V, 12/01/2010, n. 11945
Integra il reato di stalking ex art. 612 bis c.p. la condotta di chi per più giorni rivolge apprezzamenti di vario tipo ad una minore (nella specie, l'individuo si era spinto sino al punto di recarsi alla scuola della ragazzina e, rimanendo dinanzi all'istituto, le aveva rivolto sguardi minacciosi), tanto da generare nella vittima uno stato di alterazione del proprio equilibrio e della propria serenità (la ragazza aveva chiesto ai genitori di non poter più frequentare l'istituto scolastico, percependo come pericolosa la situazione che si andava rappresentando). - Cassazione penale, sez. V, 12/01/2010, n. 11945
Le Sezioni unite della Corte di Cassazione, con la sentenza 28 maggio 2003-24 settembre 2003, n. 36747, hanno chiarito che , ai fini dell’applicabilità della disciplina di cui agli artt. 266 e seguenti cod. proc. pen.,( che limnitano i casi in cui è ammessa l’intercettazione di comunicazioni telefoniche), per «intercettazione» deve intendersi unicamente l’apprensione occulta, in tempo reale, del contenuto di una conversazione o di una comunicazione da parte di
soggetti estranei al colloquio; pertanto queste limitazioni non valgono per le persone che partecipano al colloquio; in questo caso manca la segretezza e la captazione occulta delle notizie apprese, che l’interlocutore si limita a memorizzare “ fonicamente”.
Detta registrazione potrebbe avvenire senza autorizzazione del giudice ed essere, quindi, acquisita al processo ai sensi dell’art. 234, comma 1, cod. proc. pen., che qualifica «documento» tutto ciò che rappresenta fatti o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo: il nastro contenente la registrazione non costituisce, in effetti, altro che la documentazione fonografica del colloquio.
Tale indirizzo non è tuttavia consolidato, sostenendosi da succesive pronunce della Cassazione che vi è intercettazione vietata ed inutilizzabile se l’interlocutore non sa che la sua telefonata è registrata (Cass.pen. 2006, n. 26795; 2008, n. 44128).Nessun problema si porrà , comunque, se si dirà all’interlocutore che la sua telefonata sarà registrata.