Source: https://www.exeo.it/Articoli/5258/speciale-competenza-corte-appello-e-indennita-aggiuntiva.aspx
Timestamp: 2019-09-18 14:21:28+00:00
Document Index: 121713825

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 38', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 20']

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Sintesi: Le domande essenzialmente finalizzate a censurare la quantificazione dell’indennità stabilita dall’Amministrazione ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge n. 865/1971, non sono riconducibili, anche mediatamente, all’esercizio di un pubblico potere, bensì alla corretta determinazione delle “indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa” e, quindi, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.
Estratto: «C) le domande dei ricorrenti - muovendo dal presupposto che tale indennità avrebbe dovuto essere determinata tenendo conto non della superficie effettivamente occupata dall’Amministrazione per la realizzazione del collettore fognario, bensì «della compromissione e della diminuzione dell’universitas aziendale», ossia della complessiva superficie su cui si svolgeva l’attività agricola del Quintavalle - sono essenzialmente finalizzate a censurare la quantificazione dell’indennità stabilita dall’Amministrazione capitolina ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge n. 865/1971 (secondo il quale, laddove “l’espropriazione attenga a terreno coltivato dal fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante, costretto ad abbandonare il terreno stesso, ferma restando l’indennità di espropriazione determinata ai sensi ... _OMISSIS_ ...re del proprietario, uguale importo dovrà essere corrisposto al fittavolo, al mezzadro, al colono o al compartecipante che coltivi il terreno espropriando almeno da un anno prima della data di deposito della relazione di cui all’art. 10”),.Stante quanto precede, risulta evidente che le controversie di cui trattasi non attengono ad atti o provvedimenti “riconducibili, anche mediatamente, all’esercizio di un pubblico potere”, bensì alla corretta determinazione delle “indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa” e, quindi, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.»
Sintesi: La speciale competenza in unico grado della corte di appello, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 a decidere le cause di opposizione avverso la stima della indennità di espropriazione, comprende anche i giudizi, relativi alla determinazione della indennità aggiuntiva in favore del fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante prevista e disciplinata dalla medesima legge, art. 17, comma 2, costretti ad abbandonare il terreno espropriato, né sussistono ragioni per limitare detta speciale competenza esclusivamente alle ipotesi di cessione volontaria.
Estratto: «Sotto un primo profilo,va osservato che la deduzione relativa all'omesso esam... _OMISSIS_ ...enza non assume alcun rilievo, sia perché, come nello stesso ricorso si afferma, la stessa risulta implicitamente risolta dalla corte territoriale, sia perché, pur essendo stata la relativa eccezione tempestivamente formulata nel giudizio di primo grado (sull'applicabilità dell'art. 38 c.p.c. alla fattispecie in esame, cfr. Cass., 12 ottobre 2007, n. 21434), deve ritenersi che la Corte di appello, pronunciando sulla domanda di determinazione dell'indennità, abbia fatto buon governo delle disposizioni che disciplinano la materia, in coerenza ai principi affermati da questa Corte. Vale bene premettere che la speciale competenza in unico grado della corte di appello, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 a decidere le cause di opposizione avverso la stima della indennità di espropriazione, comprende anche i giudizi, come quello in esame, relativi alla determinazione della indennità aggiuntiva in favore del fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante prevista e disciplinata dalla medesima legge, art. 17, comma 2, costretti ad abbandonare il terreno espropriato, né sussistono ragioni per limitare detta speciale competenza esclusivamente alle ipotesi di cessione volontaria (Cass., 8 settembre 2011, n. 18450; Cass., 10 maggio 2005, n. 19685). Rilevata, quindi, la competenza in unico grado della Corte di appello, deve trovare applicazione il principio secondo cui la domanda di determinazione... _OMISSIS_ ...oprio può essere formulata anche nel contesto di un giudizio che vede la Corte come giudice di secondo grado, investito dell'impugnazione rispetto ad altre questioni (Cass., 20 febbraio 2009, n. 4202) .Invero, a fronte della circostanza, del tutto incontestata, relativa alla riproposizione della domanda di determinazione dell'indennità alla Corte di appello, stabilire se il Tribunale avesse o meno avuto competenza a provvedere sulla domanda di determinazione di questa indennità non assume rilevanza alcuna, così come non può attribuirsi alcuna incidenza al fatto che la Corte di appello dovesse provvedere quale giudice di secondo grado sull'impugnazione proposta su altre statuizioni, come quella relativa alla legittimazione passiva dell'amministrazione comunale: assume decisiva ed esclusiva rilevanza la circostanza che la competenza a liquidarla appartenesse L. n. 865 del 1971, ex art. 20, proprio alla Corte adita, seppure in unico grado (Cass. 25013/2006; 11322/2005; 18067/2004; 11864/2001).Infatti, appartenendo la competenza funzionale alla Corte d'appello in unico grado, viene in considerazione una domanda proposta al giudice competente, e non già l'impugnazione della statuizione al riguardo del Tribunale: domanda che, per ragioni di economia processuale, può ben essere proposta alla Corte come giudice di unico grado, nel contesto di giudizio che la vede anche come giudice di secondo grado investi... _OMISSIS_ ...