Source: https://www.studiocataldi.it/normativa/codicedellastrada/commentato/art-224-bis-obblighi-del-condannato.asp
Timestamp: 2018-11-14 08:30:33+00:00
Document Index: 120941459

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 224', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 224', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 54', 'sentenza ']

Codice della Strada - Art. 224-bis. Obblighi del condannato.
Art. 224-bis. Obblighi del condannato (1)
1. Nel pronunciare sentenza di condanna alla pena della reclusione per un delitto colposo commesso con violazione delle norme del presente codice, il giudice pu� disporre altres� la sanzione amministrativa accessoria del lavoro di pubblica utilit� consistente nella prestazione di attivit� non retribuita in favore della collettivit� da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato.
2. Il lavoro di pubblica utilit� non pu� essere inferiore ad un mese n� superiore a sei mesi. In caso di recidiva, ai sensi dell'articolo 99, secondo comma, del codice penale, il lavoro di pubblica utilit� non pu� essere inferiore a tre mesi.
3. Le modalit� di svolgimento del lavoro di pubblica utilit� sono determinate dal Ministro della giustizia con proprio decreto d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281.
4. L'attivit� � svolta nell'ambito della provincia in cui risiede il condannato e comporta la prestazione di non pi� di sei ore di lavoro settimanale da svolgere con modalit� e tempi che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato. Tuttavia, se il condannato lo richiede, il giudice pu� ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilit� per un tempo superiore alle sei ore settimanali.
5. La durata giornaliera della prestazione non pu� comunque oltrepassare le otto ore.
art 224 bis codice della strada: Cassazione Penale, sez. III, sentenza n. 50617/2014:"... la previsione contenuta nell'art. 6 della L. 21.2.2006 n. 102 (...) che, innovando l'art. 224 bis del Cod. strad. consente al giudice, in caso di condanna alla pena della reclusione per uno dei reati commessi con violazione delle norme del codice stradale (lesioni personali, omicidio), di disporre altres� la sanzione amministrativa accessoria del lavoro di pubblica utilit� consistente nella prestazione di attivit� non retribuita in favore della collettivit� da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato. ... In ultimo - avendone fatto un fugace cenno il ricorrente nel proprio motivo di ricorso - deve darsi atto delle modifiche intervenute con la L. 67 del 28 aprile 2014 (cd. Legge di depenalizzazione) contenente, all'art. 1, la delega al governo, da attuarsi attraverso appositi decreti legislativi delegati da emanare entro otto mesi dall'entrata in vigore della legge delega, per la predisposizione di pene detentive non carcerarie e la riforma generale del sistema sanzionatorio. In particolare - per quanto qui possa rilevare - � prevista, per alcune tipologie di reati (si tratta di quelli inclusi nelle lettere b) e c) dell'art. 1), la possibilit� di applicare in caso di condanna anche la sanzione del lavoro di pubblica utilit� per una durata minima di almeno dieci giorni mediante prestazione da parte del condannato di attivit� non retribuita in favore della collettivit� secondo le consuete modalit� gi� previste dall'art. 54 del D. Lgs. 274/00. Ma si tratta ancora una volta, di sanzioni aggiuntive e non sostitutive rispetto alla pena principale, non tralasciando di considerare il fatto che le disposizioni che introducono tale possibilit� sono ancora di l� da venire e certamente non erano (n� lo sono ad oggi) applicabili per la fattispecie oggetto della sentenza impugnata in quanto norme non ancora entrate in vigore."