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Timestamp: 2020-06-04 06:40:37+00:00
Document Index: 163480359

Matched Legal Cases: ['art. 2251', 'art. 204', 'art. 1350', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2251', 'art.2295', 'art. 2251', 'sentenza ']

Art. 2251 codice civile - Contratto sociale - Brocardi.it
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Articolo 2251 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2251 Codice civile
Fonti → Codice civile → LIBRO QUINTO - Del lavoro → Titolo V - Delle società → Capo II - Della società semplice → Sezione I - Disposizioni generali
Nella società semplice [2249, 2293 e 2297](1) il contratto non è soggetto a forme speciali, salve quelle richieste dalla natura dei beni conferiti [1350, n.9, 2643, n.10; art. 204 disp.att. c.c.](2).
(1) La società semplice appartiene alla categoria delle società di persone ed è sprovvista di personalità giuridica. Ciò nonostante, costituisce un distinto centro di interessi e di imputazioni di situazioni sostanziali e processuali. La capacità processuale è riconosciuta esclusivamente al legale rappresentante della società.
(2) Il contratto sociale è a forma libera, salvo il caso in cui vengano conferiti (v. 2247) beni immobili (v. 812) o diritti reali immobiliari per i quali, ai sensi dell'art. 1350, è necessario l'atto scritto (che dovrà poi essere trascritto) a pena di nullità (v. 1350 n. 9).
La società semplice è la forma elementare per costituire una società. Essa non richiede alcun requisito di forma e può essere validamente costituita anche a mezzo di un contratto verbale. La società semplice costituisce il tipo residuale, cioè il modello a cui vanno ricondotte tutte le forme di esercizio collettivo di un'attività non commerciale che non si siano espressamente strutturate secondo uno degli altri tipi di società contemplati (2200).
L'unico requisito formale, stabilito per relationem, riguarda i beni conferiti alla società, infatti, il contratto sociale dovrà essere redatto con le stesse formalità richieste per il bene conferito, in ragione della natura giuridica di questo (1350).
In origine l'art. 8 L. 580/1993 attuativa del registro delle imprese, prevedeva l'iscrizione per le società semplici nell'apposita sezione speciale del registro con semplici effetti di pubblicità notizia. Tale regime è stato successivamente modificato per le società semplici esercenti una impresa agricola dall'art. 2 del D.Lgs. 18 maggio 2001 che ne ha disposto l'efficacia dichiarativa (2193).
Spiegazione dell'art. 2251 Codice civile
Società semplice e società in nome collettivo
La società semplice (s.s.) costituisce il prototipo normativo delle società personali. La caratteristica fondamentale è data dal fatto che essa può avere ad oggetto esclusivamente l'esercizio di un’attività economica non commerciale e, quindi, prevalentemente l'esercizio di attività agricola.
La società in nome collettivo (s.n.c.), a differenza dell società semplice, può avere ad oggetto indifferentemente attività commerciale e non e prevedere eventuali limitazioni alla responsabilità illimitata e solidale dei soci.
Per entrambe le società vige il principio della libertà delle forme, in base al quale l’atto costitutivo non è soggetto a formalità particolari, ma è richiesta almeno la forma scritta a seconda dei beni conferiti nella società. Ad esempio, se oggetto del conferimento è un bene immobile è necessaria la forma scritta ad substantiam a pena di nullità.
In assenza di un espresso accordo scritto od orale, le società semplici ed in nome collettivo possono costitursi anche in virtù di comportamenti concludendi dando luogo alle c.d. società di fatto. Questo, però, non è possibile per le società in accomandita semplice, dove è necessario operare un'espressa distinzione tra socio accomandatario ed accomandante.
Si distingue dalla società di fatto la c.d. società irregolare, la quale si realizza ogni qualvolta una società in nome collettivo non sia iscritta nel registro delle imprese o per un difetto di forma, oppure per espressa volontà delle parti. Conseguenza di questa irregolarità, sarà l'applicazione alla società della disciplina sancità per la società semplice.
E' possibile che si configuri anche una società occulta. Ciò avviene quando tra i soci vi è la volontà di costituire una società, ma tale volontà consapevolmente non viene manifestata all'esterno. Pertanto il vincolo sociale rimane occulto per i terzi, con la conseguenza che ogni rapporto instaurato con questi ultimi viene posto in essere per conto ma non in nome della società.
Infine, si ha società apparente, quando a seguito dei comportamenti concludenti di due o più soggetti, i terzi siano inconfutabilmente convinti di essere in presenza di un'impresa collettiva, pur in assenza di un atto costitutivo e senza che a nulla rilevi una volontà in tal senso degli apparenti soci. Dinanzi all'incolpevole affidamento dei terzi circa il fatto di trovarsi di fronte ad una vera e propria società, gli apparenti soci non possono eccepirne l'inesistenza, con la conseguenza che la società apparente sarà assoggetabile a fallimento.
Il contratto sociale, qualora scritto, deve contenere le seguenti indicazioni (art.2295 c.c.):
- generalità dei soci: ovvero i dati anagrafici e il domicilio dei soci;
- ragione sociale: è il nome della società e corrisponde alla ditta dell'imprenditore individuale;
- amministratori e rappresentanti: in assenza di indicazioni ciascun socio è amministratore;
- sede: ovvero l'indirizzo ove è posta la sesde della società;
- oggetto sociale: cioè l'attività svolta dalla società;
- capitale sociale: nelle società di persone è sufficiente indicare i conferimenti ed il valore ad essi attribuito, oltre le prestazioni a cui sono obbligati i soci d'opera;
- durata: in assenza di indicazioni, si presume che la società sia a costituita a tempo inderminato.
Si ricorda che l'atto costitutivo è soggetto a regime di pubblicità legale, con efficacia dichiarativa, mediante deposito ed iscrizione nel registro dell'imprese.
Massime relative all'art. 2251 Codice civile
Cass. civ. n. 29885/2008
Il contratto di una società semplice, tranne nel caso in cui venga conferito un bene il cui trasferimento richieda una forma speciale, è a forma libera e può pertanto essere validamente concluso anche "per facta concludentia"; l'onere di provare la sussistenza del rapporto sociale ove non formalizzato, incombe su chi allega tale rapporto.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 29885 del 19 dicembre 2008)