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Timestamp: 2018-11-15 04:22:28+00:00
Document Index: 22050986

Matched Legal Cases: ['art.11', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 22']

10 2002 | Edscuola
legge 31 ottobre 2002, n. 246 (in GU 5 novembre 2002, n. 259)
Sperimentazione ex art.11 D.P.R. n.275/99 nella scuola dell’infanzia e prima classe della scuola elementare di cui al D.M. n.100 del 18.9.2002- Progetto finanziario di supporto
nota 31 ottobre 2002, Prot. n.2911/DIP/Segr/BARB
“L’Europa – dagli orrori della Shoah al valore dell’unità”
31 ottobre Funzioni Obiettivo
La CM 104/02 prevede che i Dirigenti scolastici possano provvedervi autonomamente tenendo presenti i criteri indicati nell’intesa siglata in data 23 settembre 2002 con le OO.SS. e dei relativi allegati e seguendo le indicazioni contenute nelle CC.MM. n. 204 del 28 agosto 2000 e n. 145 del 3 ottobre 2001, dandone notizia all’Ufficio Scolastico Regionale e segnalando allo stesso Ufficio le eventuali funzioni obiettivo non attivate entro il 31 ottobre 2002.
Il DM 94/02 stabilisce che le elezioni dei rappresentanti degli studenti nelle consulte provinciali si svolgano entro il 31 ottobre 2002 secondo la procedura elettorale semplificata, prevista dagli artt. 21 e 22 dell’OM n.215 del 15 luglio 1991.
Scuole di I e II grado legalmente riconosciute, pareggiate e paritarie con progetti approvati ai sensi dei DD.MM. 261/98 e 279/99 e ammessi al finanziamento – A.F. 2002
nota 30 ottobre 2002, Prot. n. Uff. V/3244
Il 30 ottobre si svolge, presso l’aula magna Luiss Guido Carli, “Industriarsi” – IX giornata nazionale Orientagiovani, giornata di orientamento curata da Confindustria e Luiss Guido Carli.
Riportiamo di seguito l’intervento del ministro:
Un rapporto più stretto tra scuola e lavoro
Penso di poter interpretare il pensiero comune di tutti noi che siamo qui riuniti per la IX Giornata Nazionale di “OrientaGiovani” affermando che molte delle migliori energie politiche, imprenditoriali e culturali di cui il Paese dispone sono oggi impegnate nel ripensare, progettare e consolidare un più stretto rapporto tra scuola e lavoro, tra sviluppo economico e formazione.
Tra il livello di sviluppo economico che l’Italia potrà realizzare nei prossimi anni e l’investimento che sarà fatto nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione vi è infatti una relazione molto stretta, direi indissolubile. La capacità di produrre e utilizzare nuova conoscenza è infatti alla base del ciclo economico internazionale. Per pensare di accrescere il livello di benessere e la qualità della vita dobbiamo aumentare gli standard di educazione/formazione della popolazione. Perché il nostro Paese partecipi con successo alla competizione tra mercati e imprese su scala europea e mondiale dobbiamo valorizzare l’educazione e la formazione, accrescendone e migliorandone le ricadute economiche e sociali rispetto a quanto abbiamo saputo fare finora.
Come ho avuto modo di spiegare in più occasioni, il nostro progetto di riforma punta ad innescare un circolo virtuoso che consenta ai giovani italiani delle future generazioni di “sapere, saper fare, saper essere”: questi tre aspetti sono strettamente collegati nel processo educativo dei giovani e comportano un modello di scuola che aiuti i giovani a formarsi come persone, dotandoli delle indispensabili conoscenze educative e preparandoli contemporaneamente al loro futuro professionale.
L’istruzione è il bene più prezioso per il futuro del nostro Paese, e tutti gli attori, pubblici e privati, debbono concorrere alla sua realizzazione. La scuola negli ultimi tempi ha privilegiato più il sapere, il sapere nozionistico e ha perso la sua funzione educatrice che deve recuperare rapidamente. Ciò è tanto più importante perché vi è una diffusa forma di disagio giovanile meno legata a situazioni sociali ed economiche di quanto accadeva un tempo: riguarda la fragilità delle personalità individuali, la precarietà delle identità personali, le difficoltà a trovare motivazioni ed interessi, il forte relativismo presente nella nostra società che rende ogni decisione reversibile ed ogni opinione discutibile.
E’ un disagio che nasce da un rapporto più difficile tra adulti e ragazzi, da un inserimento più difficile in un mondo dove le relazioni umane sono meno profonde e più dispersive e avvengono nel silenzio affettivo di molte famiglie e nella proiezione sui ragazzi delle paure e delle incertezze avvertite dagli stessi genitori e spesso anche dagli insegnanti.
La scuola deve saper ascoltare e motivare i ragazzi. Dunque, il suo compito cambia. Gli insegnanti vengono chiamati a diventare dei veri e propri “tutor” capaci di aiutare i giovani nel loro processo di crescita e nello sviluppo della propria personalità; di sostenerli nei momenti delicati del loro percorso educativo e formativo, prima di un esame oppure quando si tratta di scegliere tra diversi indirizzi di studio.
Non pensiamo, dunque, ad una scuola votata unicamente ad assolvere un ruolo “professionalizzante”. Il nostro progetto ha al centro in senso molto più ampio i bisogni, gli interessi, le aspirazioni dei giovani, delle loro famiglie, degli insegnanti. Vogliamo che gli studenti si formino come persone e come cittadini per realizzare i loro progetti di vita. Vogliamo progettare una scuola dei valori prima ancora che degli interessi professionali ed economici.
Il ruolo dello Stato e delle Regioni
Nel nuovo sistema educativo che intendiamo realizzare, lo Stato abbandonerà progressivamente i propri compiti tradizionali di gestione ed organizzazione per assumere compiti di indirizzo e di governo. Allo Stato spetterà il ruolo di costruire un’architettura di sistema. Lo Stato stabilirà i principi di qualità didattica, di equità sociale e di garanzia del diritto all’istruzione. Lo Stato dovrà assicurare criteri uniformi per la definizione dei piani di studio e stabilirà i requisiti di accreditamento delle offerte educative e formative, e provvederà alla valutazione dei livelli di apprendimento, con l’obiettivo di una crescita della qualità complessiva del sistema.
I piani di studio saranno integrati a livello locale e dai singoli istituti scolastici; mezzi e strumenti didattici saranno ideati e definiti sempre più a livello locale; orientamento e formazione saranno modellati localmente per aderire alle esigenze e alle opportunità del lavoro nel tessuto produttivo del territorio.
Allo Stato spetteranno funzioni di programmazione, di regolazione e di controllo degli standard organizzativi e di qualità che non siano un freno, piuttosto un supporto, all’autonomia delle scuole, alle loro capacità di sperimentazione didattica, alle opportunità di innovazione. Alle Regioni spetterà l’importante ruolo di organizzazione e gestione delle risorse finanziarie, strumentali, nel rispetto del principio di autonomia delle istituzioni scolastiche.
Una nuova strategia dell’orientamento
In questo progetto Stato e Regioni, insieme, dovranno concorrere a rafforzare le iniziative di orientamento dei giovani. Nel nuovo rapporto che intendiamo istituire tra scuola e mondo produttivo l’orientamento deve assumere infatti un nuovo ruolo, secondo quattro direttrici:
Considerare l’orientamento come parte di un lungo processo prevalentemente formativo, integrandolo fortemente nei percorsi educativi e nei piani di studio, a partire dalla scuola d’infanzia e per l’intero corso di studi;
Far nascere un rapporto all’interno del quale orientamento e formazione, pur in una visione integrata, trovino comunque ambiti diversi di responsabilità;
Prevedere nell’orientamento, a fianco dei docenti, l’apporto continuo di una molteplicità di soggetti pubblici e privati che a vario titolo sono coinvolti e competenti;
Pensare ad un raccordo stretto tra ciclo di studio, ciclo formativo e ciclo produttivo che deve continuare per l’intero corso della vita produttiva di ogni persona. Lungo queste direttrici, la discussione e il lavoro iniziato con la collaborazione di tutti voi stanno procedendo in modo positivo.
Su un punto fondamentale del nostro progetto, che desidero qui riaffermare ancora una volta, siamo stati tuttavia chiari e dobbiamo creare una base di consenso più ampia: il nostro progetto non prevede che la scuola rafforzi unicamente la propria funzione “professionalizzante” degli studenti. Il compito della scuola è infatti più vasto ed é quello di promuovere lo sviluppo complessivo della persona, favorendo la condivisione di valori comuni e di alti ideali di vita, diffondendo tra i giovani un vasto patrimonio culturale realmente nazionale, europeo, globale.
Del resto, il mondo produttivo nel quale questi giovani dovranno inserirsi richiede non soltanto specializzazioni, competenze tecniche, esperienze mirate. Richiede soprattutto attitudini al “problem setting” e al “problem solving”, cioè le doti necessarie per integrarsi in realtà complesse, per lavorare in squadra, per combinare tecnica e creatività, per saper prendere decisioni nel rispetto delle opinioni degli altri.
La collaborazione con la Confindustria
All’interno di questo quadro si colloca la collaborazione tra il Ministero che guido e la Confindustria, rapporto che si è ulteriormente rafforzato con l’ultimo protocollo d’intesa del Luglio scorso grazie al quale è stato possibile individuare e definire una serie di iniziative, di possibili modelli organizzativi e operativi, di percorsi integrati volti a sostenere soprattutto i giovani nelle loro scelte di carattere scolastico, formativo e lavorativo.
Con riferimento al biennio 2001/2002, gli interventi programmati e attivati e i risultati raggiunti possono essere così sintetizzati:
A. Intese locali.
Il numero delle intese stipulate tra istituzioni scolastiche, università, associazioni industriali, uffici scolastici, rappresentanti del mondo del lavoro, enti locali per favorire una maggiore interazione e collaborazione tra scuola, impresa e territorio, è cresciuto del 40% rispetto agli anni precedenti. I destinatari di questo progetto sono stati 40 mila. In particolare i progetti integrati sono aumentati considerevolmente nel Lazio (con punte di 5.000 studenti coinvolti), Veneto, Marche e Puglia.
All’interno dell’intesa quadriennale 2002 che ho sottoscritto nella scorsa estate con il responsabile dell’Education di Confindustria, Silvio Fortuna, è già stata avviata in provincia di Pavia una interessante iniziativa di scambio tra scuole e imprese, con decine di imprenditori chiamati a fare da docenti per un anno scolastico in numerose scuole.
Altre intese, in particolare per quanto riguarda i rapporti tra impresa pubblica e impresa privata, con la partecipazione di decine di scuole, sono state sottoscritte a Milano, Roma, Venezia, Palermo.
B. Stage di orientamento.
Gli stage di orientamento, di durata da 1 a 7 giorni, finalizzati ad orientare i giovani della scuola media superiore (in particolare dell’ istruzione professionale e tecnica) verso il mondo del lavoro, mediante l’ organizzazione di esperienze brevi in azienda, hanno interessato circa 270.000 giovani, rispetto ai 210.000 degli anni precedenti, con un incremento del 30%. In particolare il Veneto ha realizzato il numero più elevato di interventi per facilitare l’organizzazione del lavoro dei formatori e coinvolgere in modo più attivo gli studenti. Il piano degli interventi sarà presentato alla prossima edizione di Job Orienta, in programma alla Fiera di Verona dal 21 al 23 novembre prossimi. Per i docenti, inoltre, è stato realizzato un utilissimo Vademecum, testo agile di consultazione per coloro che per la prima volta si avvicinano allo stage. Parallelamente è stato prodotto un Vademecum tascabile per gli studenti, contenente tutte le indicazioni sulle opportunità formative dello stage.
C. Stage di formazione.
Gli stage di formazione, della durata da 1 settimana a 6 mesi, di carattere ordinamentale negli istituti professionali e sperimentale negli istituti tecnici, hanno fatto segnare un incremento del 43%, arrivando a coinvolgere 230.000 studenti.
D. Orientamento nella scuola media inferiore.
Tali attività, volte a favorire scelte sempre più consapevoli da parte degli studenti e delle loro famiglie in vista della prosecuzione degli studi o dell’opzione di percorsi alternativi a quelli scolastici, hanno avuto un incremento del 24%, passando da 370.000 a 460.000 soggetti coinvolti. In tale ottica, tra i vari progetti, mi sembra meriti un rilievo particolare il progetto dell’ “Orientamento formativo nella Scuola Media” sperimentato in 44 scuole-laboratorio.
E. Progetto Qualità.
Finalizzato al miglioramento continuo della qualità dei servizi scolastici, valorizzando anche le sinergie e le interazioni tra il mondo della scuola e quello della produzione e del lavoro, il progetto ha avuto una crescita di adesioni del 20% passando, a livello nazionale, da 1.230 a 1.480 scuole. Tra l’altro, queste scuole sono state impegnate nel “Progetto Nazionale di Valutazione”, la cui prima fase si è da poco conclusa.
F. Adulti in formazione permanente.
Le attività di formazione degli adulti hanno interessato circa 400.000 studenti con un incremento del 4% di soggetti coinvolti, passati da 383.000 a 400.000.
G. I corsi IFTS.
I corsi di istruzione e formazione tecnica superiore hanno avuto una considerevole espansione (circa il 62%), passando da un’ utenza di 7.800 ad un’ utenza di 12.640.
Fra le altre iniziative attivate in collaborazione con Confindustria, penso che si debbano ricordare i progetti per la formazione dei “Tutor di Stage” , che ha coinvolto oltre 20 mila corsisti, il progetto “Competence Card” che è stato sperimentato con successo nel Lazio e in Liguria coinvolgendo 25 mila alunni, e, infine, il progetto “Impresa Formativa Simulata” che prevede percorsi costruiti nella rete telematica per l’orientamento professionale e personale.
Per quanto riguarda il Programma “Tecne”, percorso della impresa formativa simulata (IFTS), sono state coinvolte circa 170 istituzioni scolastiche di 10 regioni e sono stati prodotti 14 progetti di orientamento destinati agli studenti e alle famiglie.
Infine, voglio ricordare gli interventi per l’orientamento dei giovani previsti nel “Programma Operativo Nazionale Scuola 2000-2001” (PON). Queste iniziative si collocano tra gli obiettivi comunitari nel campo della formazione e dell’istruzione e sono state attivate in funzione della prevenzione degli insuccessi e della dispersione scolastica nelle scuole che si trovano in aree di particolare disagio e rischio di disaggregazione sociale. Le varie misure in cui si sono articolati gli interventi (progetti vari, seminari, intese con le Regioni e con altre Amministrazioni, monitoraggio e valutazione ecc.), hanno coinvolto circa 280.000 studenti.
Tutti questi progetti compongono un programma già molto intenso di lavoro e collaborazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro destinato a svilupparsi e consolidarsi.
Gli obbiettivi contenuti nell’intesa stabilita con la Confindustria per il prossimo biennio riguardano cinque punti fondamentali:
Primo obiettivo: Per gli interventi destinati agli adulti in formazione permanente si prevede un ampliamento del 75% di tali iniziative, come tra l’ altro ci impegna a fare il “Patto per l’ Italia” firmato nei mesi scorsi con le forze sociali, con l’obbiettivo di coinvolgere 700 mila giovani.
Secondo obiettivo: I corsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) avranno un ruolo sempre più rilevante, tanto da far prevedere il passaggio dagli attuali 12.600 giovani interessati a 30.000 studenti, con un incremento quindi del 138%.
Terzo obiettivo: Per quanto riguarda i giovani in alternanza scuola-lavoro, punto di fondamentale importanza del nostro progetto complessivo, l’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro nel percorso dell’istruzione come prima qualificazione dei giovani ha creato le condizioni per l’attivazione, nell’ immediato in via sperimentale, di una serie di iniziative che coinvolgeranno circa il 10% degli allievi interessati (soprattutto quelli dell’istruzione tecnica e professionale).
Quarto obiettivo: Per quanto riguarda il “Progetto Qualità” prevediamo un incremento del 35% delle scuole coinvolte.
Quinto obiettivo: Gli “Stage di formazione” aumenteranno del 30%, con un passaggio dagli attuali 230.000 a 300.000 soggetti coinvolti.
Dal Patto per l’Italia al Progetto Capitale Umano.
Siamo soddisfatti dei risultati fin qui ottenuti e fiduciosi di poter raggiungere i traguardi che concordemente ci siamo dati. Ma non possiamo accontentarci. La nostra scuola resta troppo poco “orientativa” e le nostre imprese sono spesso troppo poco “formative”. La distanza tra scuola e lavoro che ancora caratterizza la situazione del nostro Paese è l’eredità di un lunghissimo periodo nel quale, nella scuola e nell’università, è stata data poca attenzione all’ orientamento degli studenti e, nelle imprese, è stata data poca attenzione alle esigenze di aggiornamento e riqualificazione di chi un lavoro già lo aveva.
La necessità di intensificare ancor più gli sforzi viene dalla nuova visione strategica assunta dal Governo e dalle forze della maggioranza politica nell’affrontare i problemi di fondo della competitività del Sistema Italia ed è confermata dal progressivo indebolirsi delle capacità che l’Italia dimostra oggi di possedere per reagire al peggioramento del ciclo economico internazionale.
Si sta affermando, come ho detto, una nuova visione strategica di questi problemi e delle possibili soluzioni. Penso al “Patto per l’Italia” che prevede esplicitamente un ruolo centrale del sistema educativo e formativo nel favorire l’occupabilità e le politiche attive del lavoro in generale. E mi riferisco al grande progetto di “policy making” che il Governo ha da poco affidato al mio Ministero per la piena valorizzazione del capitale umano del Paese. Progetto che ci siamo impegnati a portare all’esame ed alla valutazione dei nostri partners europei in occasione della Presidenza di turno dell’UE che spetterà all’Italia nel secondo semestre del prossimo anno.
Le riflessioni che sono alla base di queste iniziative partono dalla constatazione che livelli di istruzione più elevati ed un generale miglioramento delle competenze e delle capacità professionali sono una condizione necessaria per sostenere una fase durevole di espansione, di benessere e di stabilità sociale. Appare infatti evidente una correlazione sempre più stretta tra i livelli di istruzione e i livelli di sviluppo raggiungibili.
E’ giunto per tutti noi il momento di chiedersi se sia possibile continuare a mantenere in futuro un alto livello di sviluppo e soddisfacenti standard di vita con il persistere di livelli comparativamente bassi di istruzione e formazione.
Il progetto affidatoci dal Governo ci vedrà impegnati innanzitutto da un’attenta quantificazione del “gap” rispetto alla domanda di capitale umano e da un’analisi delle migliori pratiche europee. Predisporremo poi uno scenario evolutivo di riferimento, individuando i settori che probabilmente subiranno uno sviluppo più accentuato e quindi tenteremo di stimare le competenze che saranno maggiormente richieste nel mercato del lavoro.
Esaurita questa fase analitica, definiremo alcuni obiettivi misurabili da raggiungere con lo sviluppo di una strategia nazionale ed europea sulla preparazione di capitale umano necessario per accrescere la competitività delle imprese oppure destinato ai settori ad alto impatto sociale (ambiente, sicurezza, assistenza, sanità).
Infine, stabiliremo priorità di intervento, tempi e modalità di realizzazione, cercheremo strumenti per attivare le risorse economiche pubbliche e private necessarie ad una profonda riqualificazione del capitale umano, predisporremo piani di comunicazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
In questo grande progetto, ritengo che il coinvolgimento delle imprese sia assolutamente necessario sia per un’analisi dei fabbisogni formativi sia per una corretta valutazione degli interventi che dovranno essere proposti su scala europea per facilitare un riavvicinamento del sistema educativo e formativo con il mondo produttivo e del lavoro e, infine, per la definizione degli impegni che dovranno essere pianificati per estendere la formazione continua a strati sempre più vasti della popolazione.
Siamo all’inizio di un compito complesso, per certi aspetti difficile, ma ineludibile. I primi segnali che vengono dalla nostra ritrovata collaborazione mi sembrano incoraggianti. Su questa strada occorre ora procedere con rinnovato vigore e con la massima determinazione
nota 29 ottobre 2002, Prot. n. 19017
circolare 28 ottobre 2002, n. 117
lettera circolare 28 ottobre 2002, n. 116
Alle ore tre (legali) di domenica 27 ottobre 2002 si ritorna all’ora normale; l’ora legale (come previsto dalla Direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 gennaio 2001 e dal DPCM 21.09.01) era in vigore dalle ore due di domenica 31 marzo 2002.
decreto 25 ottobre 2002, n. 115
Art.42 del D.Lgs. n.151/2001. Riposi e permessi spettanti ai genitori di disabili gravi. Precisazioni
lettera circolare 24 ottobre 2002, n. 114
Infrastrutture tecnologiche nelle scuole e nuove modalità di accesso al sistema informativo – Indicazioni esercizio finanziario 2002
nota 24 ottobre 2002, Prot. n.3497
24 – 28 ottobre SMAU 2002
Dal 24 al 28 ottobre, presso la Fiera di Milano, lo Smau 2002 ospita 2.500 espositori, oltre 200 convegni e seminari, 33 percorsi tematici articolati in 4 aree: Impresa e Business, Comunicazioni e Internet, Cittadino e Istituzioni, Tecnologia e Vita quotidiana.
Nel quadro dell’area Impresa e Business si svolge il convegno “Laboratorio scuola: la sfida dell’eLearning. Il sistema educativo per la societa’ della conoscenza” (28/10, Sala Rossa 2 – Congress Center Pad. 17 1° piano, 10.00 – 13.30), organizzato in collaborazione con il MIUR.
L’Italia in una Europa digitale: scenari e prospettive di ripresa
Laboratorio scuola: la sfida dell’eLearning
24 – 26 ottobre Exposcuola 2002
Si svolge dal 24 al 26 ottobre 2002 presso la Fiera di Padova Exposcuola 2002, salone permanente dell’Istruzione e della Formazione.
Riportiamo di seguito il comunicato del MIUR:
Torna l’appuntamento annuale con EXPOSCUOLA, il Salone permanente dell’Istruzione e della Formazione, dedicato sia ai professionisti della scuola, sia ai giovani e alle loro famiglie, per aiutarli a orientarsi e a scegliere bene.
L’educazione è ampiamente rappresentata nelle sue diversene fasi, dalla primissima infanzia all’età adulta, dalla scuola materna all’università. Partecipano oltre 200 espositori, tra istituti statali e non statali di ogni ordine e grado, università, agenzie, associazioni, aziende, distributi in tre padiglioni che occupano una superficie di 16.000 mq.
Alcune scuole e università straniere sono accanto ai propri partners italiani in una manifestazione orientata a cogliere la dimensione europea dell’educazione:
la messa a punto di progetti comuni, la mobilità di studenti e docenti, lo studio e l’analisi congiunta dei sistemi di istruzione, sono contributi concreti e preziosi alla cooperazione transnazionale e creano un terreno fertile per una nuova cultura che consenta di considerare le differenze come opportunità di crescita.
La Regione del Veneto partecipa alla manifestazione con un’area espositiva di oltre 1.000 mq, per consentire al cittadino la conoscenza diretta di progetti, iniziative, proposte rivolte alla Persona nel periodo della sua formazione e nel corso della vita lavorativa, in un’ottica di educazione permanente.
Per sottolineare la funzione orientativa del Salone, l’Università degli Studi di Padova ha organizzato, nei tre giorni della manifestazione, un Congresso Nazionale sull’Orientamento alla scelta: sono già accreditati oltre 500 convegnisti, in gran parte professionisti del settore e docenti universitari italiani e stranieri.
EXPOSCUOLA è il Salone dell’omonimo progetto di orientamento che è condiviso tra la Regione del Veneto, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, la Provincia di Padova, il Comune di Padova, la Camera di Commercio di Padova, PadovaFiere.
legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1 (in GU 26 ottobre 2002, n. 252)
nota 23 ottobre 2002, Prot. n. 727
Applicazione sentenza Corte Costituzionale n. 329 del 1-9 luglio 2002. Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 13, primo comma, della legge 30 marzo 1971 n. 118 in relazione agli artt. 2 e 3, secondo comma, 31,primo comma, 32, 34 e 38, terzo comma, della Costituzione
nota 22 ottobre 2002, Prot. 18322
Partecipazione degli studenti all’Olimpiade di Scienze Naturali 2003
decreto Presidente Repubblica 21 ottobre 2002 (in GU 20 gennaio 2003, n. 15)
Autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca ad avviare procedure concorsuali per il reclutamento di dirigenti scolastici
nota 21 ottobre 2002, Prot. n. 2349
C.M. n.99 del 18 settembre 2002 – Inquadramento economico dei dirigenti scolastici in applicazione del C.C.N.L. dell’area V della dirigenza scolastica, firmato il 1° marzo 2002
nota 15 ottobre 2002, Prot. 17791
legge regionale Marche 15 ottobre 2002, n. 18
15 – 31 ottobre Finanziaria e Scuola
Dal 31 ottobre la Legge finanziaria per il 2003 (AC 3200 bis Governo) è all’esame dell’Aula; il 25 ottobre la 5a Commissione della Camera approva l’art. 22.
Di seguito il testo dell’articolo 22 con gli emendamenti approvati in Commissione (sottolineati):
2. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono fissati i criteri ed i parametri per la definizione delle dotazioni organiche dei collaboratori scolastici in modo da conseguire nel triennio 2003/2005 una riduzione complessiva del 6 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l’anno scolastico 2002/2003. Per ciascuno degli anni considerati, detta riduzione non deve essere inferiore al 2 per cento.
7. Fermo restando il disposto di cui all’art. 16, comma 3, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, secondo periodo, le economie di spesa derivanti dall’applicazione del comma 4 del presente articolo sono destinate ad incrementare le risorse annuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione professionale del personale docente della scuola, subordinatamente al conseguimento delle economie medesime. Gli importi di 39 milioni di euro per l’anno 2004, di 58 milioni di euro per l’anno 2005 e di 70 milioni di euro a decorrere dall’anno 2006, sono destinati ad incrementare le risorse per il trattamento accessorio del personale AT A, previa verifica dell’effettivo conseguimento delle economie derivanti dall’applicazione dei commi 2,3 e 5.
8. Le istituzioni scolastiche possono deliberare l’affidamento in appalto dei servizi di pulizia di igiene ambientale e di vigilanza dei locali scolastici e delle loro pertinenze, come previsto dall’articolo 40, comma 5, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, aderendo prioritariamente alle convenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e dell’articolo 59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. La terziarizzazione dei predetti servizi comporta la indisponibilità dei posti di collaboratore scolastico della dotazione organica dell’istituzione scolastica per la percentuale stabilita con il decreto del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, emanato di concreto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per la determinazione degli organici del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario del comparto scuola per l’anno scolastico 2002-2003 da ridefinire anche per tenere conto dell’affidamento in appalto del servizio di vigilanza. La indisponibilità dei posti permane per l’intera durata del contratto e non deve determinare posizioni di soprannumerarietà. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previo accertamento della riduzione delle spese di personale derivante dalla predetta indisponibilità di posti, sono effettuate le occorrenti variazioni di bilancio per consentire l’attivazione dei contratti.
Il 15 ottobre la 7a Commissione della Camera approva la proposta di relazione favorevole con osservazioni del relatore sulla Legge finanziaria per il 2003 (AC 3200 bis Governo):
valutato favorevolmente, nel complesso, l’intervento delineato dalla manovra nei settori dei beni e delle attività culturali e dello sport;
sottolineata l’esigenza di valutare con attenzione la situazione finanziaria del CONI e di assicurare le necessarie garanzie al personale che dovesse risultare in eccedenza nell’ambito del riassetto previsto dall’articolo 8 del decreto-legge n. 138 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 178 del 2002;
ritenute complessivamente insufficienti, in relazione alle esigenze di riforma e di intervento normativo che si prefigurano per l’anno prossimo, le risorse accantonate dalle Tabelle A e B del disegno di legge finanziaria per il finanziamento di provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio 2003-2005;
14 – 19 ottobre Settimana Lingua italiana nel mondo
Con la nota 1 ottobre 2002, Prot. n.16996, il MIUR comunica che, nell’ambito della II settimana della lingua italiana nel mondo, promossa dal MAE – DGPCC – con la collaborazione dell’Accademia della Crusca, viene bandito un concorso riservato agli istituti secondari di secondo grado del territorio italiano, dal titolo “La nostra lingua italiana”.
decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231 (in GU 23 ottobre 2002, n. 249)
decreto direttoriale 9 ottobre 2002, Prot. n. 1105/2002
Contributi straordinari Istituti e/o Enti di Ricerca ad esclusione delle Università nelle aree ricomprese obiettivo 1
circolare 9 ottobre 2002, n. 109
Circolare 26 settembre 2002, n. 46/2002 (prot. n. 17465/AMM) dell’Avvocatura Generale dello Stato. Patrocinio dell’Avvocatura dello Stato
nota 8 ottobre 2002, Prot. n. 4154/A2
3° Edizione Scuola Musicafestival termine del concorso al 30 novembre
nota 8 ottobre 2002, Prot. n. 2701-DIP-Segr
Attuazione del progetto nazionale di sperimentazione di cui al D.M. n.100 del 18.9.2002. Scuola dell’infanzia e prima classe di scuola elementare. Adempimenti sul territorio
nota 8 ottobre 2002, Prot. 17359
Servizio di “accoglienza e assistenza didattica” per le scuole – Anno scolastico 2002/2003 – Visite guidate agli Scavi di Pompei (Ingresso da Porta Anfiteatro) Ercolano, Oplontis, Stabiae, Museo e Scavi di Boscoreale
Con la nota 16.09.02, Prot. n.2554/Dip/Segr, il MIUR comunica che l’8 ottobre 2002 si celebra la “I^ Giornata Europea dei Genitori e della Scuola“: l’iniziativa promossa dall’Associazione Europea dei Genitori (EPA), alla quale aderiscono tutte le Associazioni dei genitori, è condivisa dalla Commissione dell’UE e coinvolge le Scuole dei 26 Paesi europei.
Riportiamo di seguito l’intervento del ministro per la I Giornata europea dei Genitori e della Scuola:
(Roma, 8 ottobre 2002) Sono molto lieta di partecipare a questa iniziativa voluta dall’EPA – Associazione Europea dei Genitori – che raggruppa le associazioni dei genitori di tutti i paesi europei e a cui aderiscono le associazioni italiane, che ci affiancano in questa giornata.
Accomunati agli altri Stati della nostra Europa, siamo qui per riaffermare il ruolo che spetta alle famiglie nella scuola e per sottolineare che l’educazione e l’istruzione sono prima di tutto servizio alle famiglie, in continuità e cooperazione con esse.
La partnership educativa tra scuola e famiglia è un vero punto di forza per dare ai ragazzi le massime opportunità di sviluppo sereno ed armonioso e per fronteggiare i complessi problemi della crescita, dello svantaggio e del disagio.
Nel primo articolo del progetto di legge per la riforma della scuola abbiamo voluto riaffermare la funzione primaria dei genitori nella nostra scuola per “….la crescita e la valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell’età evolutiva, delle differenze e dell’identità di ciascuno e delle scelte educative della famiglia, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori”.
La presenza fattiva dei genitori, singolarmente o associati, rafforza ed accresce il carattere comunitario della scuola; ciò permette di sviluppare quello spirito di appartenenza da cui nasce l’alleanza tra i ragazzi e la comunità che li educa e li fa crescere.
Senso di appartenenza e spirito di solidarietà camminano insieme e costituiscono valori fondanti per le nuove generazioni.
Vogliamo lavorare sul vissuto degli studenti, scommettendo sulla sensibilità “sociale” e sul senso di appartenenza, perché si sentano protagonisti oggi nella scuola e domani nel mondo.
Il percorso che abbiamo scelto è impegnativo e a lungo termine, ma sicuramente vincente.
La presenza attiva della famiglia è un bene prezioso, da cui non si può prescindere, come è ben evidenziato dalle esperienze realizzate nelle scuole che oggi vengono presentate.
A questo proposito desidero esprimere il mio apprezzamento alle Scuole Superiori di Reggio Emilia, al CSA (Centro Servizi Amministrativi) e alle scuole di Palermo, all’Istituto “Caterina Cittadini” di Bergamo, alla Scuola Media “Ettore Majorana” di Roma e a tutte le altre scuole italiane che si sono impegnate nella valorizzazione del rapporto con le famiglie.
Questa giornata loro dedicata è momento di bilancio di quanto si è attuato su questa strada e occasione di nuove proposte, da realizzare anche insieme alle altre nazioni europee.
Facciamo il punto di quello che si è già fatto:
Voglio ricordare la scelta compiuta con l’istituzione del Fo.N.A.G.S., il Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola. Abbiamo costituito un luogo d’incontro tra le Associazioni dei genitori ed il Ministero dell’Istruzione, a cui successivamente potranno aderire altre associazioni. Uno dei primi frutti del dialogo iniziato attraverso il Fo.N.A.G.S. è la manifestazione odierna.
Grazie alla sinergia che si è creata si sono già mostrati alcuni effetti virtuosi:
E’ stata promossa l’istituzione dei Forum delle Associazioni dei genitori a livello regionale e locale.
Sul sito del Ministero dell’Istruzione è stato aperto uno spazio dedicato ai genitori per la circolazione di informazioni, idee e progetti.
Abbiamo invitato ogni scuola ad aprire le porte ai genitori, organizzando l'” open day “, una giornata di incontro per rafforzare il dialogo con gli operatori del mondo scolastico, sui temi che ciascuna scuola, nella propria autonomia, deciderà di scegliere.
Sul tema dell’orientamento, che rappresenta un momento di forte rilevanza nel rapporto tra scuola e famiglia – anche attraverso il pieno coinvolgimento del Fo.N.A.G.S. – è in fase di avvio il progetto “LE FAMIGLIE E LA SCUOLA ORIENTANO I RAGAZZI”.
Il nostro obiettivo è quello di promuovere la necessaria collaborazione reciproca in modo da avere una maggiore consapevolezza delle scelte che i giovani compiranno, nella prosecuzione degli studi e nella formazione. Saranno coinvolte anche le famiglie dei ragazzi che nel corrente anno scolastico 2002/2003 stanno frequentando la terza media. Il progetto si propone di fornire informazioni sul complesso delle opportunità formative offerte dal territorio. Si appronteranno inoltre modalità di accompagnamento e di sostegno nella fase iniziale del percorso prescelto, per eventuali iniziative di riorientamento. Desidero sottolineare che saranno anche promossi interventi mirati per i disabili, per i giovani soggetti a misure di restrizione di libertà e per coloro che hanno mostrato difficoltà nel rapporto con la scuola. Ci stanno a cuore quei giovani che hanno particolari fragilità, per i quali desideriamo fortemente migliorare l’inserimento nella scuola e nella società.
Intendiamo promuovere iniziative di formazione rivolte ai genitori. Saranno offerte loro occasioni per migliorare la competenza e la sensibilità pedagogica, attraverso lo studio guidato dei comportamenti infantili e adolescenziali e delle risposte educative degli adulti. Intendiamo fornire ai genitori strumenti perché possano attivarsi nella prevenzione del disagio, per aiutarli a gestire i problemi correlati alla salute personale e per creare un’intesa solidale e permanente fra insegnanti, genitori ed operatori sociali.
Infine abbiamo pensato a momenti significativi, anche al di fuori del tempo scuola, che siano occasione per vivere insieme esperienze di conoscenza e di crescita, con i propri figli e con i loro compagni. Ambiente, arte, cultura e sport ci sono sembrate occasioni da cui partire in collaborazione con gli enti e le associazioni che operano in questi ambiti.
In particolare abbiamo già preso contatti con esponenti di:
– FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Organizzazione che già collabora ampiamente con le scuole italiane per organizzare anche con i genitori visite e laboratori di studio nei luoghi dell’arte italiana che ha in cura e preservazione. In particolare il FAI curerà il tutoraggio delle famiglie perché possano ripetere, anche al di fuori dell’ambito scolastico, le visite ai beni ambientali in periodi extrascolastici.
– LEGAMBIENTE. Sono stati presi contatti con dirigenti ed esponenti di Legambiente per affiancare agli esistenti programmi di collaborazione con le scuole anche il coinvolgimento diretto dei genitori nel progetto “adotta un piccolo comune”, allestendo visite familiari e gite nei comuni italiani che hanno garantito la disponibilità di mezzi e risorse per la collaborazione con le famiglie.
– CONI-CSI. Nel quadro degli accordi e convenzioni tra il MIUR e questi enti del mondo dello sport non professionista verranno rafforzati tutti i canali di coinvolgimento delle famiglie nelle attività sportive scolastiche ed extrascolastiche.
– CONSERVATORI. Abbiamo interpellato conservatori nelle varie parti d’Italia e abbiamo verificato un grande interesse a portare la musica nelle scuole in accordo con le autorità scolastiche e locali, per offrire momenti di ascolto sia nei conservatori che nelle scuole, a genitori, alunni e insegnanti insieme.
– BENI CULTURALI E ARTISTICI. Oltre a quanto già previsto dalla normativa vigente, abbiamo avviato ulteriori contatti con il Ministero dei Beni Culturale per offrire opportunità di conoscenza dell’immenso patrimonio artistico e per dare la possibilità di partecipare a spettacoli teatrali.
Ritengo infine di grande importanza la presenza ed il ruolo dei genitori negli organi collegiali.
Mi auguro che il Parlamento italiano operi per valorizzare il loro apporto nella vita della scuola.
Regole eque e certe chiameranno tutti all’assunzione piena del proprio compito e alla consapevolezza della propria responsabilità nella scuola e per la scuola.
(Roma, 4 ottobre 2002) Incentivare il rapporto tra scuola e famiglia è l’obiettivo della Prima Giornata Europea dei Genitori e della Scuola promossa dalla European Parents Association (Epa) alla quale aderiscono tutte le associazioni europee dei genitori, che avrà luogo l’8 ottobre prossimo con una manifestazione nazionale a Roma presso la Sala Convegni della Direzione Scolastica Regionale per il Lazio di cui si allega il programma.
Parteciperà all’evento il Ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti e aprirà i lavori il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, Francesco de Sanctis. Saranno realizzati collegamenti internazionali in videoconferenza con il Parlamento Europeo e con altre capitali europee (l’evento sarà trasmesso da Euronews), sui temi della vita a scuola, delle lingue straniere, delle tecnologie, dei viaggi di istruzione, mentre su tutto il territorio nazionale si svolgeranno altre manifestazioni.
Chiuderà i lavori Mariolina Moioli, Consigliere del Ministro dell’Istruzione.
PROGRAMMA PRIMA GIORNATA EUROPEA DEI GENITORI E DELLA SCUOLA
IN COLLABORAZIONE CON LA DIREZIONE SCOLASTICA REGIONALE DEL LAZIO
PRESSO SALA CONVEGNI DIREZIONE SCOLASTICA REGIONALE DEL LAZIO
ROMA, VIA OSTIENSE, n° 131 VIII PIANO
– CONVOCAZIONE ore 9,30
Apertura dei lavori: Dott. de Sanctis
Coordina: On.le Moioli
– ORE 10,20
I COLLEGAMENTO
in videoconferenza con il Parlamento Europeo (intervento di Michel Rocard)
Intervento del Dott. Richiedei (FoNAGS)
– ORE 10,32
II COLLEGAMENTO
Storysack (Schillerschule-Cologne)
Testimonianza di una esperienza italiana di partenariato scuola-genitori. CSA – Palermo
– ORE 10,49
III COLLEGAMENTO
Intervento del Ministro Letizia Moratti in videoconferenza e discorso agli astanti
– ORE 11,06
Altre testimonianze di partenariato scuola- genitori:
Assoc. Un sasso nello stagno, Reggio Emilia
SMS Majorana, Roma
Istituto Caterina Cittadini, Bergamo
– ORE 11,49
IV COLLEGAMENTO
Liceo Artistico Foppa, Brescia
– Ore 11,55
CONCLUSIONI a cura dell’On.le Moioli
nota 7 ottobre 2002, Prot. n. 823
Esame di Stato nelle classi sperimentali – Seconda prova scritta. Anno scolastico 2002 – 2003
nota 7 ottobre 2002, Prot. n. 1672
Anno accademico 2002/2003: graduatorie d’istituto
nota 7 ottobre 2002, Prot. n.17358
Premio “Pandolfo – Roscioli” promosso dall’Associazione Internazionale dei Cavalieri del Turismo (A.I.C.T.)
nota 7 ottobre 2002, Prot. n. 2257
Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Contratto integrativo nazionale (C.I.N.) per il personale dell’area V della dirigenza scolastica relativo al periodo 1.9.2000/31.12.2001
Si svolge il 5 ottobre 2002 la X Giornata Mondiale degli Insegnanti sul tema “Ogni giorno gli insegnanti creano il dialogo” ed istituita dall’UNESCO.
(7 ottobre 2002) È stato pubblicato, in occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti avvenuta lo scorso 5 ottobre, una nuova ricerca globale sulla professione di insegnante. Lo studio, dal titolo “The Statistical Profile of the Teaching Profession”, curato dall’UNESCO e dall’ILO (International Labour Office), evidenzia come la crescita della popolazione mondiale e il contestuale declino delle condizioni di lavoro abbiano creato una scarsità di insegnanti nel mondo che potrebbe portare ad una flessione degli standard qualitativi nel settore dell’istruzione.
La ricerca, infatti, mostra come negli anni ’90 il numero di bambini in età scolare sia cresciuto rispetto al numero degli insegnanti in progressione più che proporzionale, col risultato che in alcuni paesi in via di sviluppo esistono classi con 100 studenti per insegnante.
Lo studio, inoltre, mette in relazione lo status degli insegnanti con la qualità della formazione. Un peggioramento delle condizioni di lavoro e salari più bassi nei paesi industrializzati stanno scoraggiando la scelta della professione d’insegnante, minacciando i livelli qualitativi in un tempo in cui si fa sentire il bisogno di conoscenza e di nuove capacità.
Le difficoltà da affrontare sono diverse a seconda della tipologia di paese. I governi dei paesi industrializzati devono far fronte ad un aggiornamento delle conoscenze e delle competenze avendo a disposizione, però, un corpo docente relativamente “vecchio”, mentre gli insegnanti dei paesi in via di sviluppo tendono ad essere molto giovani ed inesperti. Il rapporto evidenzia anche come le donne insegnanti, sebbene siano aumentate negli anni ’90, siano ancora al di sotto del 50% in paesi dell’Africa sud sahariana e dell’Asia dove la presenza di donne insegnanti potrebbe favorire l’accesso di ragazze all’istruzione.
Il rapporto completo è disponibile on-line all’indirizzo http://www.unesco.org/education
All’indirizzo http://www.unesco.org/education/wtd è disponibile il messaggio congiunto emesso, in occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti, da:
Riportiamo di seguito il comunicato stampa congiunto delle Associazioni Professionali ADI – AIMC – APEF -CIDI – DIESSE- FNISM – LEGAMBIENTE/Scuola e formazione – MCE- UCIIM
Termine utile per la presentazione della domanda di utilizzazione temporanea:
04 – 21 ottobre Corso-Concorso Dirigenti
Il 21 ottobre 2002 il Presidente della Repubblica firma il DPR relativo al bando del corso-concorso riservato ai presidi incaricati triennalisti che deve ora essere registrato dalla Corte dei Conti.
Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta del 4 ottobre 2002, approva “un decreto presidenziale che autorizza il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica ad avviare le procedure di reclutamento per dirigenti scolastici. Il corso-concorso, per complessivi millecinquecento posti, sarà riservato ai presidi incaricati, e farà parzialmente fronte nell’immediato ad un cospicuo fabbisogno di personale dirigenziale nella scuola.”
(Roma, 4 ottobre 2002) Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi un decreto presidenziale che autorizza il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ad avviare le procedure di reclutamento per dirigenti scolastici.
Il corso-concorso, per complessivi 1.500 posti, sarà riservato ai presidi incaricati e consentirà di colmare parzialmente il cospicuo fabbisogno di personale dirigenziale nella scuola.
Prevedibilmente i vincitori potranno essere immessi nei ruoli con l’inizio dell’anno scolastico prossimo.
nota 3 ottobre 2002, Prot. n. 2662/DIP/Segr
Sperimentazione nazionale scuola dell’infanzia e scuola elementare – Durata dello svolgimento delle lezioni
nota 3 ottobre 2002, Prot. n. 2667
direttiva 3 ottobre 2002, Prot. n. 2666
circolare 2 ottobre 2002, n. 107
nota 2 ottobre 2002, Prot.n. 4088
Comunicazione di servizio sulle iniziative di formazione dei docenti curricolari sull’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap
01 – 03 ottobre Riforme e Controriforme
Il 2 ottobre la 7a Commissione del Senato, ottenuto il nulla osta – “con riserva di verifica alla luce della prossima legge finanziaria” – da parte della Commissione Bilancio, approva il testo del DdL A.S. 1306, assunto quale testo base, concernente la delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, che passa dal 3 ottobre all’esame dell’Aula, con le relazioni di maggioranza e minoranza.
(Roma, 2 ottobre 2002) Si è concluso positivamente oggi in Commissione VII del Senato l’esame del disegno di legge-delega sulla scuola. E’ il primo passo concreto verso l’approvazione della legge definitiva di riforma.
Domani mattina alle 12.30 inizierà in aula al Senato l’esame del testo con la relazione del Sen. Franco Asciutti, presidente della Commissione VII del Senato.
L’1 ottobre si svolge presso la 7a Commissione della Camera, l’audizione del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sugli orientamenti del governo in materia di istruzione, università e ricerca.
31: organici dirigenti delle scuole al 1° settembre 2002
29: revisione CCNL quadro 10 luglio 1996 – Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
17, 28: informativa bando corso-concorso riservato per la dirigenza scolastica
08, 23, 28: rinnovo CCNL Comparto Scuola
25: firmato il CCNL per la Formazione Professionale 1998-2003
21: progetto nazionale di sperimentazione (DM 100/02)
18: siglata ipotesi di CCNL 2002/2005 FISM
17: sottoscrizione CCNL 2002/2005 AGIDAE
16: applicazione del Decreto Legge 212/02
11: contrattazione integrativa sui criteri di valutazione dei dirigenti scolastici
08: assunzioni di personale supplente docente e ATA
01: Legge Finanziaria 2003
nota 1 ottobre 2002, Prot. n.16996
II settimana della lingua italiana nel mondo (14-19 ottobre 2002)
01 – 31 ottobre Parlamento
Aula 31 – Legge finanziaria per il 2003 (AC 3200 bis Governo) – Bilancio dello Stato per l’anno 2003 e bilancio pluriennale 2003-2005 (AC 3201 Governo)
il Governo ha presentato il disegno di legge finanziaria per il 2003 che prevede riduzioni di spesa nel settore della scuola connesse alla riduzione del personale docente e non docente prefigurando un’ulteriore dequalificazione della scuola pubblica -: quali iniziative il Governo intenda adottare a sostegno dell’istituto della scuola pubblica, sancito dalla Costituzione. (3-01421)
LETIZIA MORATTI, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare che il precedente Governo, con la legge finanziaria per il 1998, aveva previsto di realizzare per l’anno 1999 una riduzione del 3 per cento del personale della scuola rispetto a quello dell’anno 1997, destinando i conseguenti risparmi alla retribuzione accessoria del personale stesso. Inoltre, la legge finanziaria per il 2000 ha previsto un’ulteriore riduzione di personale della scuola non inferiore all’1 per cento rispetto ai dipendenti in servizio al 31 dicembre 1999, destinando i risparmi alla stessa finalità.
Questo episodio, al di là della non coerenza con i principi costituzionali che impongono la copertura della spesa, dimostra che anche il precedente Governo era consapevole del sovradimensionamento degli organici della scuola e aveva deciso di operare nel senso di un loro contenimento, ancorché non vi sia riuscito. Infatti, come rimarcato dall’OCSE, il rapporto docenti-alunni nella scuola italiana (pari a circa un docente per ogni dieci alunni) è il più basso tra quelli presenti nei paesi europei. Vi sono, pertanto, margini per effettuare una razionalizzazione finalizzata ad una migliore allocazione delle risorse, che consenta di migliorare la qualità del servizio allineandolo agli standard europei.
Gli interventi normativi sugli organici della scuola realizzati da questo Governo hanno l’obiettivo di ridurre e, possibilmente, azzerare sprechi e inefficienze. Per il personale docente, in particolare, è stato rilevato che vi sono 18 mila insegnanti distolti a vario titolo dall’insegnamento. Occorre, quindi, razionalizzare con interventi mirati a realizzare il pieno impiego degli insegnanti nei compiti di istituto.
Il disegno di legge finanziaria 2003 non ha toccato i capitoli di spesa del Ministero dell’istruzione. (…)
Il Governo riafferma la volontà di potenziare e valorizzare il servizio scolastico che è erogato principalmente dalla scuola pubblica proseguendo nell’opera già avviata.
Scompare il piano pluriennale di investimento sulla scuola. Non si sa dove troverete le risorse per il rinnovo dei contratti, per l’assunzione in ruolo di 20 mila unità (docenti e personale ATA) che era nelle promesse di questo Governo. Addirittura, non si sa nemmeno dove troverete le risorse per la vostra riforma dei cicli, la riforma che noi e tanti altri in questo paese contestiamo profondamente.
La vostra razionalizzazione, quindi, si traduce concretamente in un solo obiettivo: quello di risparmiare su un settore così strategico come quello della scuola pubblica. Tagli, riduzione di organici, 8000 bidelli in meno nel prossimo triennio, mobilità fino al licenziamento per i docenti in sovrannumero, la fine di progetti fondamentali che riguardavano anche un aspetto della multiculturalità e dell’handicap nelle scuole saranno bloccati perché le risorse non ci sono. Fuori e dentro il Parlamento noi continueremo davvero ad opporci in tutte le forme contro questa vostra politica e contro la vostra riforma. Nei prossimi giorni tutto il mondo della scuola, tutto il mondo sindacale, anche quello più vicino a questo Governo, scenderà nelle piazze per contrastare la vostra iniqua, ingiusta e paralizzante finanziaria sulla scuola. Noi ad alcune di queste mobilitazioni parteciperemo. Ci adopereremo perché fuori e dentro il Parlamento davvero cresca nel paese la consapevolezza che le vostre politiche vanno verso lo smantellamento della scuola pubblica. (…)
Vi consiglio, signor ministro, se mi permette, di ascoltare anche i 20 mila studenti di Venezia che ieri contestavano i buoni scuola, perché rispondere con indifferenza e fastidio alla mobilitazione della scuola sarebbe davvero un grave errore. Noi, naturalmente, costruiremo un’opposizione radicale.
5a 25 La Commissione approva l’art. 22 (Misure di razionalizzazione in materia di organizzazione scolastica) della Legge finanziaria per il 2003 (AC 3200 bis Governo)
7a 31 Conversione in legge del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212, recante misure urgenti per la scuola, l’università, la ricerca scientifica e tecnologica e l’alta formazione artistica e musicale
Precisa che tra le disposizioni elencate alcune sono già presenti in disegni di leggi all’esame del Parlamento.
Sottolinea che l’urgenza del presente decreto-legge è legata alla necessità di adottare misure per assicurare la razionalizzazione delle spese nel settore della scuola e la funzionalità delle sedi didattiche, nonché di disporre interventi indifferibili anche di natura finanziaria nei confronti dell’università, della ricerca scientifica e dell’alta formazione artistica e musicale.
Per quanto attiene alle autorizzazioni di spesa a valere sui fondi speciali 2002, osserva che l’urgenza del provvedimento è legata alla necessità di consentire l’impegno delle risorse entro la fine dell’esercizio finanziario 2002.
Entrando nel merito dell’articolato, sottolinea che l’articolo 1 reca due ordini di disposizioni, una concerne i docenti in situazione di soprannumerarietà, l’altra i compensi dei componenti delle commissioni giudicatrici degli esami di maturità. Precisa che il comma 1 di tale articolo rende obbligatoria la partecipazione ai corsi di riconversione professionale, di cui all’articolo 473 del decreto legislativo del 16 aprile 1994, n. 297, prima facoltativa, per i docenti in situazione di soprannumerarietà appartenenti a classi di concorso che presentino esubero di personale rispetto ai ruoli provinciali. Precisa inoltre che la categoria dei docenti, ai quali si applica la norma in esame, sarà individuata entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto-legge.
Sottolinea che, perdurando la situazione di soprannumerarietà (in seguito alla mancata partecipazione ai corsi di riconversione; alla partecipazione con esito negativo; alla mancata accettazione dell’insegnamento per il quale si è realizzata la riconversione professionale), si applicherà l’articolo 33 del decreto legislativo del 30 marzo 2001 n. 165 (testo unico sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) che disciplina la mobilità per i pubblici dipendenti.
Osserva che il comma 2 dell’articolo 1 prevede di elevare il limite di spesa, fissato dall’articolo 22, comma 7, della legge n. 448 del 2001, per la corresponsione dei compensi per la partecipazione dei presidenti e dei commissari alle commissioni per gli esami di Stato di maturità, dopo le modificazioni apportate al Senato, a 28,411 milioni di euro su l’anno 2002 e di 44,608 milioni di euro su l’anno 2003.
Per quanto riguarda l’articolo 2, precisa che esso interviene invece sulla disciplina della formazione delle classi, in un’ottica di contenimento della spesa, consentendo, al comma 1, la diminuzione del numero delle classi in presenza, nelle stesse, di un numero di alunni inferiore ai parametri in vigore. Precisa inoltre che il comma 2 di tale articolo prevede che non siano ammessi sdoppiamenti di classi, dopo l’inizio dell’anno scolastico.
Con riferimento all’articolo 3, rileva che esso autorizza l’utilizzo di risorse, al comma 2, del fondo speciale di parte corrente (accantonamento del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), per far fronte, come previsto dal comma 1, ai bisogni finanziari conseguenti al subentro dello Stato in contratti stipulati dagli enti locali per assicurare i servizi di pulizia dei locali scolastici, incrementando gli stanziamenti, a favore degli uffici scolastici regionali, di euro 173.424,00 per l’anno 2003 e di euro 135.078,00 a decorrere dall’anno 2004.
Osserva che l’articolo 3-bis, introdotto al Senato da un emendamento del Governo, stabilisce che i rapporti di impiego instaurati prima della sottoscrizione del contratto collettivo nazionale del comparto scuola del 4 agosto 1995 si intendono validamente costituiti, anche in mancanza del provvedimento formale di nomina, ove risultino documentati dalla lettera di comunicazione dell’avvenuta nomina.
Per quanto riguarda l’articolo 4, precisa che al comma 1 si autorizza l’utilizzo di 375 milioni di euro (da erogare in 5 rate annuali), per sanare situazioni debitorie delle università derivanti dalla corresponsione di classi e scatti stipendiali al personale docente e ai ricercatori.
Precisa inoltre che il comma 2 autorizza la spesa di 10 milioni di euro per consentire il pagamento della base di studio agli studenti iscritti presso le università e gli istituti superiori non statali legalmente riconosciuti, al fine di assicurare l’uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari.
Sottolinea che il comma 3 autorizza la spesa di 1 milione di euro per interventi indifferibili nel settore dell’edilizia a favore delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale. Osserva che tale intervento si rende necessario, in particolare a seguito del trasferimento, dalle provincie al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, delle competenze in materia di edilizia per gli istituti di alta formazione artistica e musicale, operato dall’articolo 5 della legge n.508 del 1998.
Sottolinea che il comma 4-bis prevede di inserire, all’articolo 4, comma 1, primo periodo, della legge n. 370 del 1999, dopo la parola «tutorato», le seguenti: «e per progetti sperimentali e innovativi sul diritto allo studio proposti dalle regioni mediante programmazione concordata con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca».
Con riferimento all’articolo 5, rileva che esso disciplina, fatto espressamente salvo quanto disposto dall’articolo 18 della legge n. 448 del 2001, l’erogazione dei compensi ai componenti di commissioni e comitati, nonché ad esperti, incaricati nelle procedure di selezione e valutazione dei programmi e progetti di ricerca non conclusi alla data di entrata in vigore del presente decreto. Precisa che in tal modo viene introdotto in particolare il principio che questi fondi vengano corrisposti a valere sui finanziamenti relativi alle attività di selezione e valutazione, entro un limite di spesa comunque non superiore all’1 per cento dei fondi medesimi.
Per quanto concerne l’articolo 5-bis, introdotto al Senato, osserva che esso interviene in materia di sostegno all’attività di ricerca e di sviluppo delle imprese industriali, prevedendo che la somma di 90 miliardi, assegnata dall’articolo 108, comma 7, della legge n. 388 del 2000 (finanziaria 2001) al Fondo per le agevolazioni alla ricerca (FAR), venga destinata agli ordinari interventi di sostegno alla ricerca scientifica e tecnologica, disciplinati dal decreto legislativo n. 297 del 1999 (istituito dal FAR medesimo).
In merito all’articolo 6, modificato nel corso dell’esame al Senato, precisa che esso detta norme in materia di titoli rilasciati da istituzioni di alta formazione artistica e musicale, modificando in più parti l’articolo 4 della legge n. 508 del 1999. Si prevede, infatti, un nuovo valore legale dei titoli conseguiti, secondo l’ordinamento previgente alla riforma degli ordinamenti didattici universitari.
Sottolinea che tali disposizioni, riconducendo in particolare al sistema dei crediti e dei debiti formativi, stabiliscono, fermo restando il requisito del possesso del diploma di istruzione secondaria superiore, che i titoli rilasciati dalle Accademie di belle arti, dall’Accademia nazionale di danza, dalla Accademia nazionale di arte drammatica, dagli Istituti superiori per le industrie artistiche, dai Conservatori di musica e dagli Istituti musicali pareggiati, nonché gli attestati rilasciati al termine dei corsi di avviamento coreutico, siano ammessi per i corsi di diploma accademico di secondo livello, nonché per il master di primo livello e per i corsi di laurea specialistica presso le università. Precisa che, ai fini dell’accesso ai pubblici concorsi, quei titoli sono equiparati alle lauree di primo livello.
Osserva che l’articolo 7 detta disposizioni in materia universitaria, concernenti l’orientamento, il tutorato, il diritto allo studio, gli alloggi e le residenze universitarie, nonché il Consiglio nazionale degli studi universitari.
Osserva inoltre che l’articolo 7-bis proroga di 18 mesi il termine entro il quale le università sono chiamate ad adeguare l’ordinamento dei corsi di studio alla disciplina di riforma degli ordinamenti didattici, definita in attuazione dell’articolo 17, comma 95, della legge n. 127 del 1997.
In conclusione, precisa che l’articolo 8 detta disposizioni in ordine alla entrata in vigore del decreto-legge e alla sua conversione in legge.
7a 29, 30 schema di decreto per l’ulteriore ripartizione dei contributi del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ad enti ed altri organismi per l’anno 2002
Fabio GARAGNANI (FI) illustra la risoluzione in titolo, sottoscritta anche dai rappresentanti delle altre forze della casa delle libertà, sottolineando i problemi complessi ed in gran parte nuovi che pone oggi l’insegnamento della storia, considerata tra l’altro la riconsiderazione in atto del ruolo di tale insegnamento nel quadro complessivo della formazione dei giovani, nonché la riforma dei programmi che ha dato ampio spazio alla storia contemporanea ed il particolare rilievo assunto dal rapporto tra ricostruzione storica dell’identità nazionale e la prospettiva dell’unificazione europea.
Evidenzia che la necessità di delineare principi in base ai quali elaborare un metodo più appropriato per un corretto e non strumentale insegnamento della storia, in modo particolare quella contemporanea, è avvertita con forza. Richiama, ad esempio, il momento particolarmente significativo dell’attività della scuola rappresentato dall’adozione dei libri di testo, che rappresentano il principale luogo d’incontro tra le competenze del docente e le aspettative dello studente, lo strumento attraverso il quale i ragazzi formano la propria conoscenza critica.
Ricorda in proposito la raccomandazione recentemente adottata dal Consiglio d’Europa che, nell’ottica della promozione della dimensione europea dell’insegnamento, stigmatizza l’incompatibilità con i principi fondamentali del Consiglio d’Europa delle falsificazioni e delle manipolazioni ideologiche della storia.
Dopo aver citato alcuni libri di testo, il cui contenuto conferma, a suo giudizio, quanto evidenziato, sottolinea che in questo quadro, nel rispetto delle libertà di insegnamento e di apprendimento, così come delle componenti fondamentali della scuola, il Parlamento è chiamato a farsi carico della complessità del problema impegnando il Governo – questa la proposta contenuta nella risoluzione – ad attivarsi, collaborando con le istituzioni scolastiche e nel rispetto della loro autonomia, per far si che nelle scuole di ogni ordine e grado l’insegnamento della storia, in particolare di quella contemporanea, si svolga secondo criteri oggettivi rispettosi della verità storica e della personalità dei discenti, attraverso l’utilizzo di testi che tengano conto, in modo obiettivo, di tutte le correnti culturali e di pensiero.
7a 1, 15, 23 Audizione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Letizia Moratti sugli orientamenti del Governo in materia di istruzione, università e ricerca
– Legge finanziaria per il 2003 (AC 3200 bis Governo)
– Bilancio dello Stato per l’anno 2003 e bilancio pluriennale 2003-2005 (C. 3201 Governo)
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2003 (limitatamente alle parti di competenza)
Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per l’anno 2003
Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali per l’anno 2003
7a 1 sede referente, Insegnamento delle materie relative all’educazione civica, ambientale e sanitaria (DdL AC 245, 1191, 1988, 1989 e 1990)
Interrogazione n. 5-01283 Sasso ed altri: Scelta dei dirigenti generali all’interno del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Risposta – L’entrata in vigore della legge 15 luglio 2002, n. 145, recante disposizioni per il riordino della dirigenza statale, ha comportato per tutte le amministrazioni di prendere in esame con tempestività le posizioni di ciascun dirigente con incarico di direzione generale in servizio, al fine di valutare la possibilità di riconferma o di cambiamento dei relativi incarichi, dovendo tali incarichi cessare automaticamente decorsi sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge stessa.
A questi criteri si è ispirata l’azione del Ministro nel conferimento degli incarichi ai singoli dirigenti con funzioni di direttore generale del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
Si deve ricordare che il Ministero dell’Istruzione ha attribuzioni complesse che richiedono specifiche competenze settoriali e soprattutto ora sta vivendo un notevole mutamento nel mondo della organizzazione della scuola delineato dal progetto di riforma contenuto nel disegno di legge delega attualmente all’esame del Parlamento tale da richiedere una struttura amministrativa di vertice consapevole dei mutamenti in atto e sostanzialmente in linea con i principi ispiratori di tale riorganizzazione.
La scelta in molti casi avvenne non certo con criteri di professionalità ed esperienza di settore ove si tenga conto che due direttori generali del Ministero provenivano dalla carriera prefettizia, uno dal Ministero dell’Ambiente, un direttore regionale ex segretario della CGIL, un altro presidente dell’Associazione maestri cattolici, un altro direttore generale dalla Funzione pubblica.
Le attuali scelte hanno voluto valorizzare le professionalità e competenze tecnico-amministrative interne al mondo della scuola e del Ministero. Infatti tutti i direttori regionali sono dirigenti del Ministero di provata competenza professionale. Il direttore dell’informatica è uno dei più preparati esperti del settore dell’informatica privata, con esperienza professionale nel campo dei rapporti con la pubblica amministrazione, così come l’unico direttore generale centrale esperto esterno ha una specifica professionalità formata nel settore delle politiche scolastiche giovanili oltre che elevate doti umane e sociali.
Alba SASSO (DS-U) replicando, si dichiara insoddisfatta della risposta poiché i criteri di nomina dei direttori generali regionali adottati dal Governo dovrebbero, a suo avviso, portare alla conferma dei dirigenti in carica, che hanno dimostrato un elevato livello di competenza, anziché ad effettuare tale scelta privilegiando il criterio dell’appartenenza politica.
Risposta – Le preoccupazioni espresse dall’Onorevole Interrogante circa un ridimensionamento dei posti di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado della Basilicata non hanno ragion d’essere.
Le norme sulla definizione degli organici prevedono che venga effettuata una ripartizione fra le varie Regioni sia dei posti di sostegno dell’organico di diritto, sia dei posti di sostegno in deroga. in relazione alle effettive esigenze. Peraltro i posti di sostegno in deroga possono essere incrementati successivamente alla propria assegnazione, in relazione ad ulteriori esigenze emerse.
Queste modalità sono finalizzate ad assicurare una piena risposta alle esigenze di sostegno dei portatori di handicap, e, al contempo, che l’assegnazione dei posti di sostegno sia commisurata alle effettive esigenze.
Quanto alla Regione Basilicata, in ottemperanza a quanto già previsto dalla circolare ministeriale del 19 febbraio 2002, n. 16, relativamente ai posti di sostegno, il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, dopo avere sentito i Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali (G.L.I.P.) competenti per ciascuna provincia, ha implementato i 751 posti assegnati alla Regione provvedendo all’istituzione di ulteriori 58 posti in deroga per un totale complessivo di 809 posti in modo da soddisfare tutte le richieste pervenute dalle scuole, nel rispetto della vigente normativa.
Aula 3 DdL A.S. 1306, Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionaleIl 3 ottobre si svolgono in Aula le relazioni di maggioranza e minoranza
7a 3, 8, 16, 22, 23 Il 22 ottobre la Commissione conferisce mandato al Presidente relatore a riferire favorevolmente in Aula sul DdL per la Conversione in legge del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212, recante misure urgenti per la scuola, l’università, la ricerca scientifica e tecnologica e l’alta formazione artistica e musicaleIl 16 ottobre la Commissione approva all’unanimità l’ordine del giorno n. 3:
in sede di conversione del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212, recante misure urgenti per la scuola, l’università, la ricerca scientifica e tecnologica e l’alta formazione artistica e musicale,
impegna il Governo, ai fini della formazione delle graduatorie permanenti di cui all’articolo 401 del Testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, ad assicurare parità di trattamento nell’attribuzione del punteggio a coloro che abbiano conseguito la specifica abilitazione a seguito di partecipazione a procedure concorsuali o abilitanti e a coloro che abbiano conseguito l’abilitazione a seguito di superamento dell’esame di Stato al termine delle scuole di specializzazione di cui all’articolo 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341”.
7a 2 Il 2 ottobre la Commissione approva con modifiche il DdL A.S. 1306, Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionaleDdL A.S. 1251, Legge-quadro in materia di riordino dei cicli dell’istruzione
Infanzia 22 Audizione del Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca, Valentina APREA, in materia di integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap
04 – 31 ottobre Governo
– un decreto presidenziale che riordina il funzionamento del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia, organismo operante a supporto dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e che da questo riceve annualmente indirizzi ed obiettivi prioritari. il Centro avrà, oltre ai compiti di ricognizione dei servizi e delle risorse, quello di analizzare le condizioni dell’infanzia e di predisporre lo schema di relazione biennale, nonchè funzioni di particolare rilievo quali quelle di elaborare, in collaborazione con gli enti locali, proposte e progetti pilota, tesi a migliorare le condizioni dell’età evolutiva, ed interventi di sostegno alle madri nel periodo perinatale; (…)
Previa relazione del Ministro Frattini, il Consiglio ha approvato l’ipotesi di contratto collettivo quadro per la ripartizione dei distacchi e permessi sindacali alle organizzazioni sindacali rappresentative nei comparti (biennio 2002-2003). (…)
L’intervento che si sta realizzando porterà ad attivare – nell’arco dei prossimi due anni – risorse finanziarie per circa 700 milioni di euro, finanziate in parte dal Governo, dalla Comunità europea e dagli Enti locali, che rappresentano – per dimensioni finanziarie, capillarità a livello territoriale e ampiezza in termini di applicazioni, sistemi e infrastrutture – il maggior intervento mai effettuato per la modernizzazione tecnologica nella storia della nostra Pubblica Amministrazione. (…)
(…) Successivamente, il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
– un decreto legislativo finalizzato ad agevolare l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro, che utilizzando una ampia delega ricevuta dal Parlamento realizza l’esigenza non più rinviabile di dotare il Paese di efficaci servizi per l’impiego. Obiettivi principali della riforma sono: consentire il rispetto degli impegni assunti dall’Italia in sede europea, utilizzare in maniera efficace i fondi a sostegno di iniziative per l’occupazione stanziati nell’ambito del Fondo sociale europeo e risolvere i gravi deficit di funzionalità dei centri per l’impiego, dovuti in gran parte al disordine normativo ed alla sovrapposizione di disposizioni che fanno capo a logiche contrastanti, in parte vincolistiche ed in parte liberalizzanti. Tali obiettivi vengono perseguiti attraverso la riforma organica della disciplina del collocamento e la rimozione degli ostacoli che fino ad oggi si sono frapposti al pieno dispiegarsi dell’autonomia locale in materia di mercato del lavoro. Riformato il contesto, saranno le Regioni a dotarsi della disciplina sostanziale nel rispetto dei principi fondamentali dettati dal provvedimento, sul quale si sono favorevolmente espresse la Conferenza unificata e le competenti Commissioni parlamentari; (…)
– un disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione dell’Accordo fra l’UNESCO e l’Italia concernente l’Accademia delle scienze del Terzo Mondo- TWAS. (…)
(..) Successivamente, il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti: (…)
– un disegno di legge che al fine di celebrare il VII centenario dell’istituzione dell’Università degli studi “La Sapienza” di Roma prevede un contributo straordinario per gli anni 2002 e 2003 per il finanziamento di convegni, seminari, borse di studio, attività editoriali, iniziative artistiche, culturali e didattiche, nonché per interventi di recupero edilizio, restauro e collocazione idonea di materiale scientifico presso l’Università “La Sapienza”. Con il compito di formulare indirizzi specifici per la destinazione del finanziamento, viene istituito un Comitato promotore delle iniziative, composto dai Ministri competenti e dai Presidenti della Regione Lazio e della Provincia di Roma, dal Sindaco di Roma, dal Rettore dell’Università e da due rappresentanti degli studenti;
– un testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di Casellario giudiziale e di anagrafe delle sanzioni amministrative da reato e dei relativi carichi pendenti, che riordina ed armonizza norme stratificate da più di settanta anni e pone fine ad una confusa frammentazione del quadro normativo che ha reso molto difficile fino ad oggi l’esatta ricognizione delle norme vigenti. La materia riordinata tocca, tra l’altro, il casellario dei carichi pendenti, l’anagrafe dei carichi pendenti relativi a illeciti amministrativi conseguenti a reati, i certificati richiedibili ed i soggetti che ne hanno diritto. Tra i punti focali della riforma: l’istituzione del sistema informativo automatizzato, che sarà il supporto di ogni procedura per le attività degli uffici coinvolti e per i rapporti con l’utenza; la previsione di un codice identificativo che renderà sicura l’attribuibilità di un provvedimento ad un determinato soggetto. Viene ampliato il numero degli uffici competenti al rilascio dei certificati ed introdotta per gli interessati la possibilità di effettuare visure per conoscere tutte le situazioni pendenti a loro carico, comprese quelle che generalmente non compaiono sui certificati, ma sono accessibili soltanto all’autorità giudiziaria. Azzerati anche i tempi per il rilascio di certificati: ne viene previsto, a regime, il rilascio in tempo reale; (…)
(…) Il Ministro Frattini ha svolto una relazione sulle problematiche connesse ai rinnovi contrattuali per il pubblico impiego. (…)
(…) Successivamente il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti: (…) su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Berlusconi, e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maroni:
– un disegno di legge che consente alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale, agli enti ecclesiastici ed alle fondazioni, (i cui scopi statutari siano compatibili), che distribuiscono gratuitamente alimenti agli indigenti a fini di beneficenza, di svincolarsi dagli adempimenti burocratici che ne ostacolerebbero, ritardandoli, gli interventi di assistenza; il disegno di legge ha ricevuto parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni; (…)
– un decreto presidenziale che autorizza il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica ad avviare le procedure di reclutamento per dirigenti scolastici. Il corso-concorso, per complessivi millecinquecento posti, sarà riservato ai presidi incaricati, e farà parzialmente fronte nell’immediato ad un cospicuo fabbisogno di personale dirigenziale nella scuola.
Previa relazione del Ministro Frattini, il Consiglio ha successivamente approvato il nuovo atto di indirizzo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dipendente del comparto Università, relativo al II biennio economico 2000-2001 ed a talune code contrattuali, concordato con la Conferenza dei Rettori delle Università italiane. (…)