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Timestamp: 2018-02-23 06:54:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 52', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali del 19 ottobre 2009: enti no profit: la presentazione telematica del modello Eas slitta dal 30/10/2009 al 15/12/2009; ritenute su pensioni integrative: termini “ordinari” per presentare l’istanza di rimborso; emersione lavoro domestico: il mod. F24 non pagato comporta la decadenza dalla sanatoria; utili e riserve: pubblicata la guida operativa OIC n. 4; imposta di registro si applica sul valore dichiarato nell’atto e non, quindi, su quello automatico
1) Enti non profit: La presentazione telematica del modello Eas slitta dal 30.10.2009 al 15.12.2009
2) Ritenute su pensioni integrative: Termini “ordinari” per presentare l’istanza di rimborso
3) Emersione lavoro domestico: Il mod. F24 non pagato comporta la decadenza dalla sanatoria
4) Utili e riserve: pubblicata la guida operativa OIC n. 4
5) Legge Comunitaria 2008: Circolare di Assonime
6) Imposta di registro si applica sul valore dichiarato nell’atto e non, quindi, su quello automatico
7) Rapporto di lavoro del collaboratore parlamentare: Non sempre rientra nello schema del rapporto di lavoro subordinato
8) Brevi di fisco
E’ slittato il termine di presentazione del Modello Eas che passa dal 30 ottobre al 15 dicembre 2009.
Confermata l’assistenza alla compilazione da parte degli Uffici dell’Agenzia delle Entrate.
Precisato l’esonero della compilazione per le Onlus.
Viene prevista, infine, lacompilazione semplificata di alcuni quadri e righi mediante presentazione di un modello ridotto per associazioni iscritte in particolari registri e quindi “noti” alla pubblica amministrazione (come nel caso dei sindacati e partiti politici).
Peraltro, nei prossimi giorni verrà emanato un documento di prassi per chiarire alcuni dubbi sollevati in materia.
E’ quanto è emerso dal comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 15.10.2009 che ha informato della estensione dei termini per la presentazione del modello da parte degli enti associativi, il cui appuntamento con l’invio del documento è ora rinviato al 15 dicembre, ok alla compilazione semplificata dei righi, dei quadri e dei dati da riportare, a seconda della tipologia dell’associazione, e ulteriore potenziamento dell’impegno degli uffici sul versante dell’assistenza.
Si tratta dei primi risultati che riassumono l’esito positivo del confronto, svoltosi tra l’Agenzia delle Entrate ed i rappresentanti del mondo associativo nell’ambito dei tavoli tecnici aperti dopo l’approvazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi, adempimento previsto dall’art. 30 del D.L. n. 185/2008.
– il termine di presentazione del modello Eas slitta al 15 dicembre 2009,
comportando un congruo rinvio rispetto all’originaria scadenza del 30 ottobre;
– l’Agenzia delle Entrate procederà a rafforzare ulteriormente l’impegno che gli
uffici periferici stanno già profondendo per divulgare il più possibile la conoscenza dell’onere della presentazione del modello di comunicazione. Tale sforzo sarà contemporaneamente profuso anche dall’Agenzia per le Onlus, dal Forum e dalle rappresentanze delle Associazioni di categoria, anche con momenti di confronto con le Direzioni regionali delle Entrate;
– in ossequio al dettato normativo dello Statuto dei diritti del contribuente, prevista la presentazione di un modello ridotto per alcune tipologie di enti già iscritti in particolari registri o conosciuti dalla Pubblica Amministrazione;
In considerazione delle significative novità emerse in seguito agli incontri tra l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia per le Onlus, i rappresentanti del Forum del Terzo settore e le rappresentanze delle Associazioni di categoria, l’Amministrazione finanziaria pubblica un apposito documento di prassi con ulteriori chiarimenti in merito alla presentazione del modello.
In tale sede si viene a precisato, tra l’altro, che le Onlus restano escluse dall’onere della comunicazione.
In tali casi non si applica la prescrizione decennale. Infatti, rimane fermo il termine decadenziale di 48 mesi per richiedere la restituzione delle maggiori ritenute Irpef operate dall’Inps sulla pensione integrativa corrisposta a ex dipendenti.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 259/E del 15.10.2009.
La questione ha riguardato i trattamenti previdenziali corrisposti dai fondi integrativi costituiti prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 124/1993, ove per le somme maturate fino al 2000 viene riconosciuto un regime fiscale agevolato, in base al quale l’imponibile da assoggettare a tassazione Irpef è ridotto all’87,50%.
In particolare, è stato chiesto di sapere se alle istanze di rimborso delle maggiori trattenute derivanti dalla tassazione effettuata senza abbattimento sia possibile applicare il termine di prescrizione decennale previsto dalle norme del codice civile, anziché quello decadenziale stabilito, dall’art. 38 del D.p.r. n. 602/1973, in 48 mesi.
Tale norma dispone, infatti, che, in caso di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento diretto, il contribuente può richiedere la restituzione delle somme non dovute entro 48 mesi dalla data del versamento.
La regola vale anche per le ritenute subite ad opera del sostituto d’imposta; in tal caso, i 48 mesi decorrono dalla data in cui la ritenuta è stata effettuata.
L’Agenzia ha chiarito che, in base alla formulazione dell’art. 38, la prevista decadenza per l’azione di rimborso si riferisce palesemente a ogni tipologia di indebito.
Il principio è stato confermato anche dalla Corte di cassazione che, nella sentenza n. 28684/2008, ha affermato: “nell’ordinamento tributario vige, per la ripetizione del pagamento indebito, un regime speciale basato sull’istanza di parte, da presentare a pena di decadenza, nel termine previsto dalle singole leggi di imposta (in specie, per i rimborsi di versamenti diretti attinenti alle imposte sui redditi, dall’art. 38 D.P.R. 29-9-1973, n. 602) …, regime che impedisce, in linea di principio, l’applicazione della disciplina prevista per l’indebito di diritto comune…”.
Pertanto, nei casi in cui non sia stato rispettato il termine dei 48 mesi, il rapporto tributario si è ormai esaurito, con la conseguente perdita del diritto al rimborso.
Il rapporto verrà ugualmente registrato e, quindi, scatteranno le sanzioni.
L’Inps, con il messaggio n. 23090 del 13.10.2009, ha diffuso il modello “LDEM09extraUE”, da utilizzare per la comunicazione di assunzione dei lavoratori domestici extracomunitari privi di permesso di soggiorno, per i quali è stata presentata istanza di emersione allo Sportello unico per l’immigrazione. Il modello dovrà essere utilizzato dai funzionari dell’Inps, distaccati presso le prefetture, per consentire loro di acquisire in modo diretto i dati relativi all’assunzione.
Nel citato messaggio è stato precisato che il datore di lavoro domestico che ha presentato l’istanza per l’emersione per il lavoro domestico senza versare il contributo forfetario di 500 euro, decade dai benefici della sanatoria, inoltre, il rapporto di lavoro deve essere registrato regolarmente e verranno applicate le sanzioni previste dalla normativa vigente.
La domanda resta, invece, valida nel caso di errore nell’utilizzo dei codici tributo Rint o Rext.
Nel caso di indicazione di inizio del rapporto di lavoro in data antecedente il 1° aprile 2009 sul mod. LDEM2009, sarà inviato direttamente dalle procedure centrali al datore di lavoro, apposito modello LD15-ter per la regolarizzazione dei periodi pregressi.
Il messaggio ha chiarito, infine, che se all’atto della definizione della domanda di emersione esiste già un rapporto di lavoro tra gli stessi soggetti, la procedura aprirà il nuovo rapporto di lavoro da emersione con data inizio al 1° aprile 2009 e chiuderà quello precedente al 31 marzo 2009, trasferendo eventuali bollettini presenti in estratto per i periodi dal secondo trimestre nella nuova posizione.
Il 15.10.2009 il Consiglio di Gestione dell’OIC (Organismo Italiano di Contabilità) ha approvato in via definitiva la guida operativa per la gestione contabile delle regole sulla distribuzione di utili e riserve ai sensi del D.Lgs. n. 38 del 28.02.2005.
Questi di seguito sono alcuni dei temi principali contenuti nella Guida operativa OIC n. 4:
– Modalità di distribuzione di utili e riserve nel bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali (IAS/IFRS);
– distinzione tra utili “disponibili” e utili “indisponibili” derivanti dall’applicazione del criterio del fair value agli strumenti finanziari di negoziazione;
– trattamento delle riserve rilevate nello stato patrimoniale di apertura del primo bilancio di esercizio redatto in base agli IAS.
Assonime, con la circolare n. 42 del 13.10.2009, ha fornito una serie di chiarimenti sulle novità fiscali introdotte dalla legge Comunitaria 2008 (entrata in vigore il 29.07.2009) e particolarmente in materia di IVA, accise e imposte sui redditi.
La circolare ha, quindi, analizzato le nuove disposizioni in materia di IVA riguardo:
– Alla determinazione della base imponibile del tributo;
– alla definizione e ai casi di utilizzo del valore normale;
– al criterio di territorialità delle intermediazioni;
– al riconoscimento del diritto al rimborso ai soggetti d’imposta stranieri che effettuano specifiche operazioni in Italia;
– ad alcuni aspetti applicativi della disciplina degli scambi intracomunitari.
Inoltre, la circolare ha esaminato il nuovo regime generale delle accise in ambito comunitario e le novità apportate alla disciplina delle ritenute sui dividendi versati ai fondi pensione esteri.
la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21144 del 02.10.2009, ha stabilito che, ai fini della corretta individuazione della base imponibile, l’imposta di registro non si applica sul valore automatico catastale ma sul valore dichiarato nell’atto.
L’art. 52, comma 4, D.P.R. n. 131/1986 stabilisce una mera preclusione al potere di accertamento dell’Amministrazione finanziaria, qualora nell’atto venga indicato almeno un valore non inferiore a quello ottenibile con il procedimento di valutazione automatica.
Ne deriva che, qualora il contribuente indichi un valore superiore, non può poi legittimamente richiedere che l’imposta venga commisurata al valore individuabile attraverso il procedimento automatico predetto.
Per le caratteristiche e le modalità di svolgimento del rapporto di lavoro del collaboratore parlamentare é giustificato il ricorso ad una forma di contratto autonomo ovvero di collaborazione coordinata a progetto, in luogo di un contratto di natura subordinata.
Infatti, tale ultima forma di rapporto presuppone che il parlamentare eserciti un’ingerenza sulle singole attività svolte indicando al collaboratore, ad esempio, puntuali istruzioni su come predisporre gli atti parlamentari oltre ad effettuare verifiche puntuali sull’attività svolta e sull’orario giornaliero osservato; caratteristiche che non sembrano compatibili con il profilo professionale in esame.
Peraltro, non appare giustificato ricondurre tale attività ad uno schema di lavoro subordinato semplicemente perché sono state inviate via email indicazioni di fornire una email ad un vice ministro della repubblica, oppure di avvertire la segreteria del partito degli spostamenti del parlamentare, dal momento che tali indicazioni rientrano nella normale organizzazione dell’attività e non pregiudica, per le motivazioni precedente espresse, una spiccata autonomia del rapporto.
E’ questo il chiarimento fornito dalla Fondazione studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nel parere n. 11 del 15.10.2009.
Peraltro, il documento citato contiene la seguente precisazione:
“Le notizie apparse su alcuni organi di stampa in questi giorni indurrebbero ad intendere l’attività di collaboratore parlamentare nello schema del rapporto di lavoro subordinato.
Al di là di situazioni particolari, che possono certamente far giungere a queste conclusioni, tale posizione non appare in generale condivisibile considerato che in base principi generali del diritto del lavoro ogni tipologia di attività può essere ricondotta allo schema di lavoro autonomo (a progetto) o del lavoro subordinato in funzione delle effettive modalità di svolgimento del rapporto, dovendo avere riguardo, oltre al nomen iuris (Cass.civ.sez.lav., sent. n. 6570/2000), al concreto svolgimento della prestazione lavorativa (Cass.civ.sez.lav., sent. n. 10242/2009), perché l’elemento della subordinazione è proteiforme, e può atteggiarsi diversamente ed assumere forme più attenuate anche in relazione all’evoluzione dei sistemi di organizzazione del lavoro, dovendo rifuggere la tentazione di una valutazione astratta onnicomprensiva, preferendo un apprezzamento in concreto, con riferimento alla specificità dell’incarico conferito al lavoratore ed al modo della sua attuazione effettiva (Cass.civ.sez.lav., sent. n. 8307/2005).
Pertanto, ciascuna attività di lavoro non può essere prioritariamente ricondotta ad uno specifico schema contrattuale poiché è necessario di volta in volta indagare sulle modalità di svolgimento dell’incarico (Cass.civ.sez.lav., sent. n. 4797/2004)”.
8) Brevi di fisco:
– Indice di rivalutazione del TFR del mese di settembre 2009
L’Istat ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di settembre 2009 è pari a 135,4 punti.
L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2008 è pari a 0,669145; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui risulterà pari a 1,626859.
– Abrogazione del libro soci e partecipazioni: Effetti dell’iscrizione nel libro soci istituito volontariamente dalla società
Il Tribunale Verona (Decreto 28/09/2009), in relazione al registro imprese di Verona, dopo l’abrogazione del libro soci, ha ritenuto nulla, per illeceità dell’oggetto, la clausola contenuta nello statuto di una S.r.l. che subordina l’esercizio dei diritti sociali del cessionario della partecipazione all’iscrizione del trasferimento delle quote nel libro soci volontariamente istituito dalla società.
– Aggiornamento del catasto edilizio urbano: Approvata la procedura DOCFA 4
A seguito del Provvedimento dell’Agenzia Territorio del 15.10.2009, dal 19.10.2009 potrà essere utilizzata per presentare le dichiarazioni delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione e di variazione nello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari censite.
– Messina: Sospesi i tributi dopo il disastro ambientale
Sospesi gli adempimenti e i versamenti tributari per i comuni della provincia di Messina interessati dall’alluvione del 1° ottobre.
Lo ha stabilito il Decreto del 08.10.2009, pubblicato sulla G.U. del 15.10.2009.
In particolare, considerato il particolare stato di emergenza della zona e l’impossibilità da parte dei cittadini di rispettare le scadenze, il provvedimento ha rinviato tutti gli appuntamenti previsti dal fisco nel periodo 1° ottobre/1° novembre.
Le imposte già pagate non saranno rimborsate, mentre, un successivo atto legislativo stabilirà come adempiere pagamenti e obblighi rinviati.
La misura sospensiva riguarda i cittadini che alla data dell’alluvione avevano domicilio fiscale o la sede operativa nei comuni elencati nella nota n. Dpc/Cg/0063015 del 7 ottobre, firmata dal capo del Dipartimento della Protezione civile e cioè: Scaletta Zanclea, Itala e, per quanto riguarda il comune di Messina, le frazioni di Giampilieri Marina, Briga Superiore, Briga Marina, Molino, Altolia, Santa Margherita Marina e Pezzolo.
Rimangono, invece, invariate le scadenze per l’attività svolta dai sostituti di imposta.
– Ici e imposta di scopo: dati via web
Dal 22.10.2009 i comuni, gli agenti della riscossione e le Poste sono tenuti ad inviare i versamenti Ici e Imposta di scopo tramite il canale telematico Entratel.
Lo stesso canale andrà utilizzato in via provvisoria anche per l’invio per la prima volta dei dati relativi alle annualità 2007 e 2008, poiché dal 30 giugno scorso non è più operativo il servizio di ricezione dei supporti ottici crittografati contenenti i dati Ici e Iscop.
Lo rende noto il Ministero delle Finanze in una nota (Prot. 25281/2009) del 15.10.2009.
– Quadro IQ compilato per errore: Nessun obbligo di versamento se l’IRAP non è dovuta
La Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, con la sentenza n. 119 del 07.09.2009, ha stabilito che non paga l’IRAP il professionista che svolge l’attività di componente di collegi sindacali e di consigli di amministrazione, nonché di consulente tecnico di collegi arbitrali, con una struttura organizzativa minima costituita da una segretaria part-time; ciò nemmeno se per errore abbia compilato il quadro IQ del Modello Unico ed abbia versato l’imposta.
– Corte Ue: Non sono soggetti a condizione la deduzione e ammortamento
Per i redditi da locazione, l’ubicazione del fabbricato in uno Stato membro diverso da quello di residenza dei proprietari, possibile fruire del trattamento riservato dalla normativa nazionale dello Stato membro dove è sito l’immobile.
In particolare, la Corte di Giustizia dell’Unione europea con la sentenza del 15 ottobre 2009, resa nel procedimento C-35/08, ha stabilito che “l’articolo 56 CE osta alla normativa di uno Stato membro relativa all’imposta sul reddito che subordina il diritto delle persone fisiche, residenti e integralmente soggette ad imposizione, di beneficiare tanto della deduzione dalla base imponibile delle perdite derivanti dalla locazione e dall’affitto di un bene immobile nell’anno del loro verificarsi quanto dell’applicazione di un ammortamento decrescente in sede di determinazione dei redditi derivanti da un tale bene alla condizione che quest’ultimo sia situato nel territorio di tale Stato membro”.
– Consob: misure sullo short selling
La Consob, con la delibera n. 17034 del 14.10.2009, ha stabilito che le società emittenti azioni quotate nei mercati regolamentati italiani oggetto di aumenti di capitale possono chiedere alla Commissione di essere escluse dall’applicazione delle disposizioni previste dalla precedente delibera n. 16971 del 28.07.2009.
La delibera n. 17034 è entrata in vigore il 15.10.2009.
Con la precedente delibera di luglio l’Autorità aveva infatti limitato il divieto di vendite allo scoperto alle sole azioni di società, oggetto di aumenti di capitale, quotate nei mercati regolamentati italiani.