Source: http://www.studioburali.it/category/newslavoro/page/610/
Timestamp: 2020-04-07 13:08:32+00:00
Document Index: 62078342

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art.2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 11', 'art. 52', 'art. 18']

Pubblicato il 26 febbraio 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Sperimentazione del sistema “Garanzia giovani”
In conformità agli orientamenti europei e nazionali definiti per l’attuazione della “Garanzia per i giovani”, la Regione Calabria ha pubblicato, in via preinformativa, un Avviso denominato “Percorsi integrati di inserimento e qualificazione professionale di giovani disoccupati/in occupati calabresi e di rafforzamento della competitività dell’imprenditoria regionale”.
La Commissione Europea ha attivato, nel 2012, il cd. “Pacchetto per l’occupazione giovanile” che prevede, oltre all’attivazione di un Quadro di qualità per i tirocini e dell’Alleanza europea per gli Apprendistati, la creazione in tutti i paesi membri di uno strumento innovativo per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro denominato “Garanzia per i giovani” di cui – nel Consiglio Europeo del 27 e 28 giugno 2013 – si è richiesta una rapida attivazione per riuscire a fronteggiare in maniera efficace e globale il problema della disoccupazione giovanile.
L’Italia, con il Decreto-Legge 28 giugno 2013 n. 76 ha definito le prime misure per l’attuazione della Garanzia Giovani in ambito nazionale, istituendo, presso il Ministero del lavoro, un’apposita struttura di missione che opera in via sperimentale.
In conformità agli orientamenti europei e nazionali definiti per l’attuazione della Garanzia per i giovani, la Regione Calabria ha pubblicato, in via preinformativa, un Avviso denominato “Percorsi integrati di inserimento e qualificazione professionale di giovani disoccupati/in occupati calabresi e di rafforzamento della competitività dell’imprenditoria regionale” con l’intento di contrastare concretamente la crisi economica e operare in Regione Calabria una prima sperimentazione del sistema della Garanzia per i giovani.
In particolare si prevede di accompagnare la collocazione di nuove professionalità nelle imprese del tessuto imprenditoriale regionale, attraverso l’attivazione di percorsi integrati di inserimento e qualificazione professionale strutturati in sei azioni, caratterizzate da diverse tipologie di dispositivi e incentivi rivolti alle persone e alle aziende:
1. Tirocini – Borse lavoro a giovani calabresi per la realizzazione di percorsi di tirocinio; contributi alle aziende ospitanti per l’attività di tutoraggio.
2. Incentivi all’assunzione – Incentivi alle aziende per l’assunzione con contratti a tempo indeterminato, a tempo pieno o a tempo parziale, dei giovani impegnati nei percorsi di tirocinio.
3. Incentivi per la formazione continua – Incentivi alle aziende per la realizzazione di interventi di formazione continua rivolti in particolare ai giovani lavoratori neo-assunti.
I destinatari dell’intervento devono essere soggetti in possesso dei seguenti requisiti:
– cittadinanza italiana ovvero cittadinanza di uno Stato appartenente all’Unione Europea ovvero cittadinanza di uno Stato extra comunitario con regolare permesso di soggiorno nel territorio dello Stato Italiano;
– età compresa tra i 16 e i 34 anni;
– possesso di uno dei seguenti titoli di studio: Laurea, diploma, diploma di scuola inferiore;
– residenza da almeno 6 mesi nel territorio della Regione Calabria;
– condizione di “lavoratore svantaggiato” ai sensi del Reg. 800/2008 CE art. 2, comma 18 lettera a) (“assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi”) o condizione di “lavoratore molto svantaggiato” ai sensi del Reg. 800/2008 CE art. 2, comma 19 (“assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno da almeno 24 mesi”) o condizione di “lavoratore disabile” ai sensi del Reg. 800/2008 della CE art.2 comma 20 lettera a) (“riconosciuto disabile ai sensi dell’ordinamento nazionale”);
– iscrizione al Centro per l’Impiego di competenza territoriale.
Dunque, con l’Avviso in oggetto, la Regione si propone la realizzazione dei seguenti obiettivi:
– rafforzare le competenze e agevolare l’inserimento lavorativo di giovani residenti che vogliono proporsi sul mercato del lavoro;
– contribuire a qualificare il tessuto produttivo/imprenditoriale regionale, promuovendo l’inserimento stabile nelle aziende di nuove risorse professionali;
– favorire l’emersione del lavoro irregolare;
– sostenere la competitività e le strategie di specializzazione e sviluppo delle imprese del sistema regionale, mediante la realizzazione di percorsi di qualificazione di lavoratori neo-assunti e attraverso il finanziamento di piani di sviluppo di impresa.
Pubblicato il 25 febbraio 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
CONFCOMMERCIO: ACCORDO QUADRO SULLA BILATERALITA’
Firmato, il 20/2/2014, tra CONFCOMMERCIO – IMPRESE PER L’ITALIA e CGIL, CISL, UIL, l’accordo quadro sulle linee e sui principi in materia di governance della bilateralità e funzionamento degli Enti e fondi bilaterali del terziario, della distribuzione e dei servizi.
In considerazione del progressivo ampliamento della bilateralità si è reso necessario perseguire una politica di trasparenza nella gestione degli Enti/Fondi di origine contrattuale aventi natura bilaterale, in linea con le aspettative delle imprese e dei lavoratori.
L’obiettivo è quello di dare massima efficienza ai Fondi/Enti, strettamente legata alla loro capacità di funzionare secondo criteri di buona gestione, coerenti con le risorse gestite e governati da adeguate professionalità.
Pertanto, le parti si impegano le Parti convengono di recepire in un apposito accordo di Governance, da parte delle parti stipulanti il CCNL di categoria, procedendo all’attuazione dell’accordo di Governance 2009 sottoscritto dalle Federazioni di categoria e, nel contempo, implementandolo anche attraverso l’introduzione di previsioni che lo rendano maggiormente incisivo.
Dunque, la bilateralità, la cui fonte è rappresentata dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria, deve essere lo strumento che può realizzare un modello di welfare integrato e coordinato, rappresentando un insieme di opportunità per le imprese e per i lavoratori, dovendo essere considerato come un luogo di partecipazione e dialogo costruttivo e non sede di confronto negoziale.
Si rende necessario, pertanto, impedire la proliferazione di mini Enti/Fondi, basata sull’idea che ogni contratto debba produrre un Ente/Fondo, e di conseguenza perseguire l’obiettivo di una bilateralità come sistema maggiormente omogeneo.
In tal senso bisogna favorire la volontà, per i comparti aderenti a Confcommercio, a partecipare alla bilateralità ed al welfare consolidato nel sistema, senza modificare l’assetto costitutivo dei soci, svolgendo una azione comune sulle iniziative assunte da alcune istituzioni locali che si pongono come aggregatori, e in alcuni casi anche co-gestori, di welfare locale trasversale tra i settori economici, a potenziale danno di welfare contrattuale già esistente.
Allo stesso tempo deve realizzarsi una netta separazione tra Indirizzo e Controllo mediante la costituzione di un apposito Comitato in capo ai Soci Costituenti, rispetto alla ordinaria gestione dei Fondi/Enti, prevedendo nell’accordo tra le Parti i temi che richiedono un esame e un parere preventivo vincolante da parte dei Soci Costituenti.
Inoltre, nell’ambito del processo di individuazione delle professionalità chiamate ad operare negli Enti/Fondi, è indispensabile procedere mediante criteri oggettivi che valorizzino esclusivamente le capacità e le competenze dei candidati, adottando criteri di trasparenza, efficienza e sostenibilità, evidenziati nei bilanci/rendiconti, nei budget previsionali e nei documenti di programmazione tramite l’individuazione del giusto equilibrio tra servizi/prestazioni forniti e costi.
Di conseguenza è fondamentale che gli enti bilaterali territoriali si costituiscano e operino solo in presenza di una massa critica minima di entrate, definita dalle Parti firmatarie dei CCNL di categoria e prevalentemente destinata a prestazioni/servizi per lavoratori e imprese, in modo da ridurre i costi di gestione.
Pertanto, verranno promosse aggregazioni di enti bilaterali afferenti lo stesso settore tra territori limitrofi al fine di ottimizzare le gestioni per erogare servizi e prestazioni e tutti gli Enti territoriali, redigendo e trasmettendo in modo tempestivo all’Ente Bilaterale nazionale i propri bilanci e adottando obbligatoriamente lo Statuto tipo e il Regolamento definito dal CCNL, e le relative conseguenze in caso di inadempimento.
AUTOTRASPORTO MERCI: ANCHE CNA – FITA FIRMA L’IPOTESI DI ACCORDO 1/8/2013
CNA Fita comunica lo scioglimento positivo della riserva e la conseguente applicazione dell’accordo di rinnovo del CCNL logistica, trasporto e spedizione siglato il 1/08/2013.
Si ricorda che il CNA non aveva firmato il Verbale di accordo 5/6/2013, che prevedeva l’erogazione di un importo pari a 35,00 euro per il livello 3S e da riparametrare per gli altri, a titolo di “Acconto sui futuri aumenti contrattuali”, il quale, infatti, era stato sottoscritto solo da alcune Associazioni datoriali del Settore Autotrasporto Merci.
Seguono, pertanto, gli elementi economici principali stabiliti nell’intesa che decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2015.
Minimo all’1/6/2013
Minimo all’1/10/2014
Minimo all’1/10/2015
Quadro 2.014,93 2.059,74 2.108,39
1 1.891,78 1.933,94 1.979,71
2 1.738,03 1.776,74 1.818,76
3 Super 1.569,37 1.604,37 1.642,37
3 Junior Senior 1.533,70 1.567,90 1.605,04
3 1.527,99 1.561,93 1.598,78
4 Super 1.452,95 1.485,30 1.520,42
4 Junior 1.414,76 1.446,31 1.480,57
5 1.385,91 1.416,67 1.450,06
6 Super 1.294,27 1.323,17 1.354,55
6 Junior 1.191,05 1.217,56 1.246,35
A copertura del periodo 1 gennaio/31 maggio 2013, ai soli lavoratori in servizio alla data dell’1/8/2013 dovrà essere corrisposta una somma a titolo di “Una tantum”, uguale per tutti i livelli, pari a 88,00 euro da erogarsi in due tranches di 44,00 euro ciascuna, di cui la prima con la retribuzione di novembre 2013 e la seconda con la retribuzione di febbraio 2014. L’una tantum dovrà essere proporzionalmente ridotta per i lavoratori part-time e per quelli assunti dall’1/1/2013 e non dovrà essere considerata ai fini del calcolo del TFR e dei vari istituti contrattuali.
E’ stato inoltre previsto un incremento delle indennità di trasferta vigenti alla data del 31/12/2013 con i seguenti importi:
– 0,60 euro dall’1/1/2014 fino al 31/12/2014;
– 0,60 euro dall’1/1/2015 fino al 31/12/2015.
Nazionale dall’1/1/2014
Estera dall’1/1/2014
Nazionale dall’1/1/2015
Estera dall’1/1/2015
Dalla 6° alla 12° ora 21,2 29,34 21,8 29,94
Dalla 12° alla 18° ora 32,42 42,45 33,02 43,05
Dalla 18° alla 24° ora 40,56 59,89 41,16 60,49
Pubblicato il 24 febbraio 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Inail, il quadro delle riduzioni per l’anno 2014
Autoliquidazione Inail anno 2014: le principali riduzioni applicabili ai premi assicurativi
Riduzione del premio per il settore edile
Anche per il 2013 la riduzione contributiva per il settore edile è pari all’11,50% e si applica alla sola regolazione 2013. La riduzione non si applica nei confronti dei datori di lavoro che abbiano riportato condanne passate in giudicato per la violazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per la durata di cinque anni dalla pronuncia della sentenza. I datori di lavoro interessati devono:
– trasmettere l’apposita autocertificazione entro il 16 maggio 2014, via PEC, alla sede Inail competente;
– nonché, indicare nella dichiarazione delle retribuzioni (da trasmettere telematicamente entro la medesima data), alla sezione “Retribuzioni soggette a sconto”, il “Tipo” codice “1” e l’importo delle retribuzioni alle quali si applica la riduzione.
Il beneficio della fiscalizzazione del premio nella misura del 100%, sia in regolazione che in rata, si applica ai soli datori di lavoro autorizzati, in virtù di convenzione per l’inserimento lavorativo dei disabili stipulata entro il 31 dicembre 2007. Tale incentivo continua a trovare applicazione in sede di autoliquidazione del premio Inail fino al 31 dicembre 2015, poiché le convenzioni in questione avevano durata massima di otto anni. Nella dichiarazione delle retribuzioni, sezione “Retribuzioni soggette a sconto”, occorre valorizzare il “Tipo” codice “6” e l’importo delle retribuzioni soggette a riduzione.
Incentivi per il sostegno della maternità e paternità
L’incentivo si applica alle aziende con meno di 20 dipendenti che assumono lavoratori con contratto a tempo determinato o temporaneo, in sostituzione di lavoratori in congedo per maternità e paternità. La riduzione è pari al 50% dei premi dovuti per i lavoratori assunti, fino al compimento di un anno di età del figlio della lavoratrice o del lavoratore in congedo o per un anno dall’accoglienza del minore adottato o in affidamento. Si applica sia alla regolazione 2013 che alla rata 2014. Per il beneficio, occorre valorizzare il “Tipo” con codice “7”.
La riduzione si applica alla regolazione 2013 nella misura del 7,08% alle imprese che abbiano presentato la preventiva richiesta di ammissione al beneficio barrando la casella “Certifico di essere in possesso dei requisiti ex legge 296/2006, art. 1, commi 780 e 781” nella dichiarazione delle retribuzioni 2012, inviata entro il 18 marzo 2013.
Riduzioni per assunzioni con contratti di inserimento
I datori di lavoro, che hanno assunto lavoratori con contratti di inserimento entro il 31 dicembre 2012, per i quali la previgente normativa stabiliva a seconda dei casi le agevolazioni del 25%, 40%, 50% e 100%, devono indicare nella dichiarazione delle retribuzioni l’importo totale delle retribuzioni parzialmente esenti e il relativo codice, nonché le specifiche retribuzioni. L’indicazione dei suddetti dati equivale a domanda di ammissione alle riduzioni.
Riduzione per assunzioni di disoccupati o cassaintegrati da almeno 24 mesi
I datori di lavoro che assumono con contratto a tempo indeterminato lavoratori disoccupati da almeno ventiquattro mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale, sempre da almeno ventiquattro mesi, hanno diritto alla riduzione del 50% sui relativi premi per un periodo di trentasei mesi. Essi devono indicare nella dichiarazione delle retribuzioni l’importo totale delle retribuzioni parzialmente esenti e il relativo codice (“G”), nonché le specifiche retribuzioni.
Se le assunzioni sono effettuate da imprese operanti nei territori del Mezzogiorno ovvero da imprese artigiane, i premi assicurativi relativi ai lavoratori assunti non sono dovuti per un periodo di trentasei mesi. I datori di lavoro aventi diritto all’esenzione al 100% devono indicare nella dichiarazione delle retribuzioni il relativo codice (“E”) nella sezione relativa alle retribuzioni esenti al 100%, nonché le specifiche retribuzioni.
Incentivi per assunzioni di soggetti over 50 e donne
In relazione alle assunzioni effettuate, a decorrere dal 1° gennaio 2013, con contratto di lavoro dipendente, a tempo determinato, di lavoratori di età non inferiore a cinquanta anni, disoccupati da oltre dodici mesi, spetta la riduzione del 50% dei premi a carico del datore di lavoro, per la durata di dodici mesi (diciotto se il contratto è instaurato o trasformato a tempo indeterminato). La stessa riduzione si applica ai datori di lavoro che assumono:
– donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea;
– donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, in relazione ad una professione o settore economico, annualmente individuati con decreto ministeriale;
– donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti.
I datori di lavoro aventi diritto alla riduzione devono indicare nella dichiarazione delle retribuzioni l’importo totale delle retribuzioni parzialmente esenti e il relativo codice, nonché le specifiche retribuzioni.
La conversione in legge del Decreto “Destinazione Italia”
24 FEB 14 Con la conversione in legge del Decreto cd. Destinazione Italia”, importanti novità riguardanti il sistema sanzionatorio di contrasto al lavoro nero e per la tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro.
Il Legislatore conferma l’incremento, nella misura del 30%, delle sanzioni amministrative previste in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico. Tali sanzioni, pertanto, risultano così modificate:
– da euro 1.950 ad euro 15.600 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di euro 195 per ciascuna giornata di lavoro effettivo, per la fattispecie di occupazione totalmente irregolare del lavoratore subordinato;
– da euro 1.300 ad euro 10.400, per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di euro 39 per ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso di lavoratore risultato regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo ad uno di lavoro “in nero”.
Peraltro, per le violazioni commesse dalla data del 22 febbraio 2014, è esclusa l’applicabilità della procedura di diffida, con il risultato che il datore di lavoro può eventualmente essere ammesso al solo pagamento della sanzione in misura ridotta:
– euro 3.900 per ciascun lavoratore totalmente in nero, maggiorati di euro 65 per ciascuna giornata di lavoro effettivo;
– euro 2.600 per ciascun lavoratore con un periodo di lavoro in nero, ma successivamente regolarmente occupato, maggiorati di euro 13 per ciascun giornata di lavoro irregolare.
Parimenti, resta confermato l’incremento del 30% delle somme aggiuntive dovute per la revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, da parte dell’organo di vigilanza del Ministero del lavoro: tuttavia, esso ora è esteso anche agli importi delle somme aggiuntive per la revoca del provvedimento, da parte dell’organo di vigilanza delle ASL.
Infine, rispetto alla previsione originaria contenuta nel decreto legge, vengono invece modificate le sanzioni collegate al mancato rispetto delle norme in materia di durata media dell’orario di lavoro, riposo settimanale e riposo giornaliero. Il Legislatore ha infatti ora previsto che gli importi vengano raddoppiati, laddove nel decreto legge si parlava di decuplicazione.
Pubblicato il 21 febbraio 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: ENTRO SEI MESI FORMAZIONE UNICA SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE
Approvato, il 20/2/2014, l’accordo attuativo delle ”Linee guida per la disciplina per il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere” contenente la regolamentazione dell’offerta formativa pubblica obbligatoria, disciplinata dalle Regioni.
Le linee guida, che dovranno essere recepite dalle Regioni e Province autonome entro 6 mesi, hanno semplificato la procedura che deve essere seguita dalle aziende, creando un collegamento tra la durata e i contenuti dell’offerta formativa pubblica e le competenze acquisite nella pregressa formazione scolastica, incentivando anche i diversi strumenti per la formazione a distanza.
Pertanto, l’intesa specifica gli elementi necessari all’attuazione dell’offerta formativa pubblica, fermo restando l’obbligatorietà della redazione del Piano formativo individuale esclusivamente in relazione all’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche.
In merito al finanziamento, viene stabilito che le amministrazioni regionali e le P. A., qualora esauriscano le risorse disponibili, dovranno garantirne tracciabilità e comunicazione anche alle direzioni territoriali del lavoro, esimendo, così, le imprese dall’obbligo della formazione di base e trasversale.
Per cui, l’offerta formativa pubblica, finanziata nei limiti delle risorse disponibili, è da intendersi obbligatoria nella misura in cui venga disciplinata come tale nell’ambito della regolamentazione regionale, anche attraverso specifici accordi e sia realmente disponibile, ovvero formalmente approvata e finanziata dalla P.A. competente. Ciò al fine di consentire all’impresa l’iscrizione dell’apprendista all’offerta medesima con il conseguente avvio della stessa entro sei mesi dalla data di assunzione dell’apprendista.
Inoltre, in via sussidiaria e cedevole, tale offerta può essere resa obbligatoria dalla disciplina contrattuale vigente.
– 120 ore, per gli apprendistiprivi di titolo, in possesso di licenza elementare ciò della sola licenza di scuola secondaria di I grado ;
– 80 ore, per gli apprendistiin possesso di diploma di scuola secondaria di II grado o di qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale;
– 40 ore, per gli apprendistiin possesso di laurea otitolo almeno equivalente.
Vengono indicativamente elencate le aree di competenza della formazione di base e trasversale:
1) adottare comportamenti sicuri sul luogo di lavoro;
2) organizzazione e qualità aziendale;
3) relazione e comunicazione nell’ambito lavorativo;
4) diritti e doveri del lavoratore e dell’impresa, legislazione del lavoro, contrattazione collettiva;
5) competenze di base e trasversali;
6) competenza digitale;
7) competenze sociali e civiche;
8) spirito di iniziativa e imprenditorialità;
9) elementi di base della professione/mestiere
La formazione, che di norma, si realizza nella fase iniziale del contratto di apprendistato, deve svolgersi in ambienti adeguatamente organizzati e attrezzati, anche con modalità a distanza.
Le imprese che non si avvalgono dell’offerta formativa pubblica, per erogare direttamente la formazione, devono disporre di “standard minimi “ necessari per esercitare le funzioni di soggetto formativo, ovvero:
– luoghi idonei alla formazione, distinti da quelli normalmente destinati alla produzione di beni e servizi;
– risorse umane con adeguate capacità e competenze.
Aziende multi localizzate
A conferma di quanto già disposto dall’art. 2, co.2, lett.c) della L. n. 99/2013, le imprese che hanno sedi in più Regioni, per l’offerta formativa pubblica, possono adottare la disciplina della Regione dove è ubicata la sede legale.
Inoltre, per rendere pienamente operative le presenti linee guida, le suddette imprese multilocalizzate possono avvalersi dell’offerta formativa pubblica disponibile presso le Regioni in cui sono ubicate le sedi operative.
PRIMO ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CCNL SCUOLE PRIVATE LAICHE ANINSEI
Raggiunto, il 18/2/2014, tra ANINSEI e FLC-CGIL, CISL-SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS-CONFSAL, nell’ambito della trattativa per il rinnovo del CCNL per il personale direttivo, docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario occupato nelle scuole non statali Aninsei, un importante accordo ai fini della soluzione positiva della vertenza in atto.
Nell’attesa dei prossimi incontri per il rinnovo del CCNL di settore oramai scaduto il 31/12/2012, l’accordo prevede alcune precisazioni sui contratti a tempo determinato alla luce della recente normativa in tema di mercato del lavoro e l’anticipazione e il ritocco degli importi erogati a titolo di salario di anzianità.
I contratti a tempo determinato previsti nella misura del 30% dall’art. 22.1 Parte I Titolo III del CCNL 2010-2012 del personale in servizio presso l’Istituto e quelli a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo potranno essere reiterati entro il limite massimo dei 36 mesi.
I contratti a tempo determinato per i docenti non abilitati, considerato l’obbligo dei docenti di conseguire l’abilitazione all’insegnamento, se inseriti nei percorsi abilitanti, potranno essere reiterati oltre il limite dei 36 mesi, per ulteriori 24 mesi fermo restando l’obbligo di esperire le procedure previste dalla normativa vigente. Qualora in questo ultimo periodo il docente acquisisca l’abilitazione richiesta il contratto di lavoro è trasformato a tempo indeterminato.
In merito al Salario di anzianità, in considerazione dei tempi prolungati per il rinnovo del contratto 2013/2015, l’ANINSEI e le OO.SS. convengono il seguente nuovo articolato già valido a partire dall’1/2/2014.
A tutto il personale che all’1/1/2014 abbia maturato due anni di servizio ininterrotto presso lo stesso Istituto è corrisposto mensilmente a partire dall’1/2/2014 un salario di anzianità di 10,00 euro. Tale somma è da considerarsi aggiuntiva per quanti già godono del salario di anzianità.
II salario di anzianità è riproporzionato sulla base dell’orario di lavoro settimanale individuale, ridotto o part-time.
Dalla data di maturazione
Dal 1/2/2014
Prima del 31/12/1995 Ogni 2 anni scatto 5% € 15,00 + scatti anzianità percepiti al 31/12/1997 € 25,00 + scatti anzianità percepiti al 31/12/1997 € 35,00 + scatti anzianità percepiti al 31/12/1997 € 45,00 + scatti anzianità percepiti al 31/12/1998
Dal 1/1/1996 al 31/12/2001 – € 15,00 € 25,00 € 35,00 € 45,00
Dal 1/1/2002 al 31/12/2005 – – € 10,00 € 20,00 € 30,00
Dal 1/1/2006 al 31/12/2009 – – – € 10,00 € 20,00
Dal 1/1/2010 al 31/12/2011 € 10,00
PENNE E SPAZZOLE: ACCORDO PER LA QUOTA DI SOTTOSCRIZIONE CONTRATTUALE
Stipulato, il giorno 10/2/2014, tra ASSOSCRITTURA – ASSOSPAZZOLE e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL, UILTEC-UlL, il Protocollo sulle modalità di esecuzione della trattenuta e del versamento della quota di sottoscrizione contrattuale richiesta dalle OO.SS. ai lavoratori non iscritti.
In relazione all’accordo 27/11/2013 per il rinnovo del CCNL 14/4/2010, sono state convenute le seguenti modalità di esecuzione della trattenuta e del versamento della quota di sottoscrizione contrattuale di € 40,00 a carico dei lavoratori non iscritti a FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL, UILTEC-UIL.
1. le Organizzazioni Sindacali FEMCA-CISI, FILCTEM-CGIL e UILTEC-UIL informeranno i lavoratori sulle modalità della sottoscrizione, affiggendo in bacheca il comunicato;
2. unitamente alla busta paga del mese di marzo 2014, l’Azienda metterà a disposizione di ogni lavoratore dipendente l’avviso;
3. entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della busta paga, del mese di marzo 2014 i lavoratori che non vogliono aderire alla sottoscrizione lo comunicheranno per iscritto alla Direzione aziendale;
4. l’Azienda provvederà ad effettuare la trattenuta di € 40,00 sul saldo della retribuzione del mese di aprile 2014;
5. i lavoratori assenti dal luogo di lavoro per ferie, malattia, infortunio, congedo matrimoniale, missione o qualunque altro motivo nel periodo intercorrente tra la distribuzione della busta paga del mese di marzo 2014 ed i cinque giorni lavorativi successivi potranno comunicare la loro non adesione nel termine dei cinque giorni lavorativi successivi al rientro in azienda. Fino ad allora la trattenuta resta sospesa;
6. entrò il 31/5/2014, l’Azienda dovrà versare le trattenute sul c/c intestato à Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil IBAN: IT67 N 01005 03200 000000045437 presso la Banca Nazionale del Lavoro – Roma-Bissolati, a mezzo di bonifico bancario ordinario, specificando la denominazione dell’azienda versante ed il luogo in cui essa svolge la sua attività;
7. entro il 10/6/2014 le Direzioni aziendali comunicheranno alle RSU o in mancanza alle Organizzazioni sindacali territoriali di Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil esclusivamente l’ammontare complessivo trattenuto (allegando fotocopia della ricevuta del versamento delle quote di sottoscrizione effettuato tramite bonifico bancario) unitamente al numero complessivo degli aderenti alla sottoscrizione.
Pubblicato il 20 febbraio 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
AUTOTRASPORTO MERCI – CONFARTIGIANATO: sciolta la riserva sull’ipotesi di Accordo 1/8/2013
Sciolta positivamente, l’8/02/2014 da parte del Consiglio Direttivo di Confartigianato Trasporti , la riserva per il rinnovo del CCNL logistica, trasporto e spedizione siglato dalle altre parti sociali in data 1/08/2013.
Il nuovo CCNL decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2015.
Pertanto, con riferimento alle imprese aderenti al sistema associativo di Confartigianato Imprese che hanno seguito le indicazioni fornite si consiglia di cessare l’erogazione, con i cedolini paga di febbraio, dell’”Acconto su futuri aumento contrattuali” (A.F.A.C.) pari a 35,00 euro per il livello 3 Super (parametro 132) e di erogare l’incremento salariale, di pari a titolo di minimo tabellare, senza variazione di costi.
Tuttavia, in occasione del cedolino paga di novembre 2013 era stato erogato a titolo di “anticipazione una tantum” l’importo di 45,00 euro a saldo della prima tranche. Pertanto, la quota relativa alla seconda tranche di una tantum, da erogarsi con il cedolino paga di febbraio 2014, dovrà essere di 1,00 euro inferiore: conseguentemente queste imprese dovranno versare un importo pari a 43,00 euro a titolo di “seconda tranche di una tantum”.
Regime premiale per le imprese di autotrasporto
Per la vigenza del nuovo contratto sono state previste alcune misure premiali per le imprese di autotrasporto che dimostrino di essere in regola con gli adempimenti contributivi e di aver stipulato accordi sindacali ai sensi degli artt. 11 e 11/bis del CCNL.
Le misure premiali sono di due tipi: alcune attivabili in via automatica a condizione che non siano stati effettuati licenziamenti collettivi nell’anno precedente, altre invece attivabili tramite specifici accordi sindacali aventi come obiettivo la difesa dell’occupazione e il consolidamento delle attività aziendali in ambito nazionale.
Le misure premiali automatiche, che si applicheranno esclusivamente al personale viaggiante, consistono nell’elevazione dal 35% al 40% della percentuale massima ammessa di contratti a termine e nell’introduzione di un nuovo livello 3° Super Junior a cui si applicherà la disciplina dell’orario discontinuo dell’art. 11/bis del contratto.
Le misure premiali da definire tramite accordi potranno invece riguardare le materie degli orari del personale viaggiante e di quello impiegato in attività accessorie per la gestione del traffico, nonché i compensi per il lavoro straordinario e la trasferta.
E’ stato elevato il periodo di prova degli apprendisti (in precedenza pari a 4 settimane) che è stato equiparato a quello già previsto dal CCNL per la generalità dei lavoratori a tempo indeterminato. A fronte della maggiore durata della prova è stata aumentata dal 70% all’80% la percentuale di contratti di apprendistato scaduti nell’anno che l’azienda deve confermare a tempo indeterminato per poter continuare ad assumere apprendisti.
E’ stata elevata al 38% (in precedenza 25%) del personale dipendente la quantità massima di part-time ammessa nelle singole aziende con possibilità di ulteriore elevazione fino al 48% in caso di part-time con almeno il 65% della prestazione rispetto all’orario a tempo pieno. Inoltre per le imprese fino a 3 dipendenti è stata fissata una franchigia di almeno 3 contratti part-time.
Per tutte le aziende è stata elevata al 35% dei lavoratori a tempo indeterminato (in precedenza 25% e 20%, rispettivamente per le aziende fino a 50 dipendenti e per quelle maggiori) la quantità massima di contratti a termine ammessa.
Inoltre, vengono ridotti i termini che devono intercorrere tra un contratto e l’altro per poter stipulare un nuovo contratto a termine con lo stesso lavoratore; i nuovi termini sono di 20 e 30 giorni, rispettivamente in caso di contratti di durata fino a 6 mesi e di contratti di durata superiore.
Sono stati allungati i termini entro cui è consentito proseguire la durata del contratto a termine oltre la scadenza senza che scatti la trasformazione a tempo indeterminato (30 e 50 giorni contro i precedenti 20 e 30, rispettivamente per i contratti di durata fino a 6 mesi e per quelli di durata superiore).
Solo per il personale non viaggiante è stata elevata dal 15% al 35% del personale dipendente la quantità massima ammessa di contratti di somministrazione. E’ stata inoltre estesa anche alla somministrazione e al distacco trasnazionale europeo la procedura di informativa sindacale già prevista dall’art. 52 del CCNL per la somministrazione in ambito nazionale.
Pubblicato il 19 febbraio 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Le sanzioni per il lavoro straordinario “fuori busta”
In caso di ore straordinarie pagate “fuori busta” trovano applicazione le sanzioni di cui alla L. n. 4/1953 e, qualora gli importi corrisposti siano inferiori a quanto previsto dalla contrattazione collettiva, anche la sanzione di cui al D.Lgs. n. 66/2003.
Come risaputo, il lavoro straordinario deve essere computato a parte e compensato con le maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi di lavoro. Il trasgressore viene punito (art. 18-bis, co. 6, D.Lgs. n. 66/2003) qualora ometta di computare “a parte” il lavoro straordinario ovvero non corrisponda “maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi di lavoro”.
Ai fini dell’illecito di cui alla L. n. 4/1953 è, invece, necessario che il prospetto paga sia “infedele” e non dia conto delle “singole trattenute”.
Nello specifico, mentre la disposizione del 2003 vuole consentire al lavoratore una verifica sia sulle ore di lavoro straordinario effettivamente svolto sia sulla retribuzione dello stesso secondo i parametri della contrattazione collettiva, quella del 1953 vuole consentire una verifica su tutta la retribuzione e sulle trattenute effettuate.
Pertanto, qualora le maggiorazioni in questione non siano state neanche computate nell’ambito del totale retributivo corrisposto come avviene per i cd. fuori busta, trovano applicazione le sanzioni previste nell’ipotesi in cui il prospetto paga sia “infedele” e non dia conto delle “singole trattenute”; deve essere, successivamente, verificata altresì l’applicabilità della sanzione legata alla corresponsione di maggiorazioni retributive inferiori a quelle comunque previste dalla contrattazione collettiva.