Source: http://www.slideshare.net/mrccavalli/cons-stato3239-200903239-se
Timestamp: 2016-10-24 18:47:56+00:00
Document Index: 107877472

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.5', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 73', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 9']

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Lavoro - Pubblico impiego: è nullo il rapporto di lavoro instaurato in violazione delle norme che prevedono l'assunzione mediante pubblico concorso. Il Consiglio di Stato, nell'interpretare gli artt. 9 e 73 dPR 761/79, così decide sul ricorso promosso da alcuni lavoratori parasubordinati impiegati presso un'ASL di Grosseto (Cons. Stato, sent. n. 3239/09)
REPUBBLICA ITALIANA N.3239/09 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 637 REG.RIC.Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale,Quinta Sezione ANNO 2002ha pronunciato la seguente DECISIONEsul ricorso in appello n. 637/2002 proposto da COR*****, EN**,GO****, PAG***, PAC***, LOR****, LAZ****, RIC****, TONI****,GAB****, MASS****, FEDER**** tutti rappresentati e difesi dallavv.***** ed elettivamente domiciliati in Roma, via ******, presso lo studiodell’Avv.to *****; contro- l’Unità Sanitaria Locale n. 9 – ***, in persona del Direttore Generalepro tempore, n.c.; per la riformadella sentenza n.2355 del 22.11.2000 del TAR Toscana Sez. II;Visto l’appello e la relativa documentazione;Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle proprie difese;Visti gli atti tutti della causa;Uditi, alla pubblica udienza del 20 gennaio 2009 – relatore il Consi-gliere Roberto Capuzzi l’Avv.to So**** su delega dell’avvocato D’A**;Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto quanto segue: FATTOCon il ricorso in primo grado innanzi al TAR della Toscana gli appel-lanti, ora dipendenti di ruolo della U.S.L. n. 9 di Gro*** (già ex USLn.28), inquadrati in ruolo ai sensi della Legge n. 207/1985, esposeroma 2.
2 N°. RIC.637-02di avere prestato in precedenza la propria attività lavorativa a variotitolo (assistenti sociali, psicologi, sociologi, fisioterapisti, logoterapi-sti, periti chimici, infermieri generici, operatori di casa famiglia ed o-peratori di emodialisi), presso il consorzio Socio-sanitario in forza diconvenzioni individuali e che successivamente, per effetto delD.P.G.R.T. n. 492 del 5.6.1980, transitarono alle UU.SS.LL..Gli appellanti vennero pagati in relazione al numero di ore concorda-te ed effettuate, previo rilascio di fattura.Hanno affermato che poiché le mansioni svolte non rivestivano i ca-ratteri del lavoro autonomo ma quelli del pubblico impiego con vinco-lo di subordinazione, correlazione con i fini istituzionali, con retribu-zione predeterminata, continuità ed esclusività, gli appellanti chiese-ro al TAR Toscana laccertamento giudiziale della natura del rapportodi impiego.Secondo gli stessi appellanti le clausole convenzionali che stabiliva-no il numero di ore lavorative, la definizione dellorario di servizio daparte dellEnte, lattestazione delle ore prestate, il compenso orario,le conseguenze dellassenza per malattia o per gravidanza e così vi-a, configuravano un rapporto di pubblico impiego.Linserimento, poi, nellorganizzazione gerarchica degli Uffici diretta-mente al soddisfacimento dei fini istituzionali darebbe una ulterioreconferma della natura di pubblico impiego del rapporto.Tanto questo sarebbe vero, che gli appellanti furono inquadrati inruolo ai sensi della legge n. 207/85 "dimostrandosi così che le esi-genze per le quali si era proceduto alla stipula delle convenzioni .... 3.
3 N°. RIC.637-02rientravano a pieno fra i fini istituzionali ordinari", donde linserimentopieno e stabile dei "convenzionati" nellorganizzazione dellAmmini-strazione come anche dimostrarono i corsi di aggiornamento decisidallAmministrazione per qualificarli e che avrebbero avuto senso so-lo se riconducibili ad un processo di formazione permanente, incom-patibile con un rapporto di prestazioni dopera.Pertanto gli appellanti furono utilizzati per supplire a carenze struttu-rali di organico donde non solo la riconducibilità al rapporto subordi-nato di pubblico impiego, ma anche al rapporto di pubblico impiego atempo indeterminato.Con la sentenza in epigrafe il TAR Toscana ritenne tuttavia infondatoil ricorso.Con l’odierno appello gli esponenti insistono per l’accoglimento delleloro tesi sostenendo che è incontestabile la natura pubblica dell’enteed i caratteri distintivi del rapporto di pubblico impiego con vincolo disubordinazione, firma di fogli di presenza, timbratura del cartellino,retribuzione predeterminata sulla base di tariffe orarie, versata men-silmente, esclusività della prestazione.Poichè i rapporti lavorativi successivamente sono stati trasformati gliappellanti sono stati inquadrati in ruolo ai sensi della leggen.207/1985, cio’ dimostrerebbe che le esigenze per le quali si eraproceduto alla stipula delle convenzioni trascendevano le limitate ne-cessità per le quali poteva considerarsi lecito per l’amministrazionericorrere a prestazioni d’opera professionali e rientravano, invece, 4.
4 N°. RIC.637-02appieno, tra i fini istituzionali ordinari degli enti deputatiall’espletamento dei servizi sociosanitari .Nè potrebbero avanzarsi obiezioni costituite dalla sussistenza di unqualche ostacolo normativo al riconoscimento della natura di pubbli-co impiego del rapporto lavorativo formalmente basato sulle conven-zioni di diritto privato così come è per le altre categorie (es. persona-le degli enti locali, art.5 D.L.10 nov. 1978 n.702, convertito nella leg-ge 8 gennaio 1979).Ed infatti contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice. talenormativa si riferisce solo al personale degli enti locali.Nè il giudice di primo grado ha accertato se ricorrevano i presuppostiper riconoscere ai ricorrenti le differenze economiche e previdenzialirelative alle reali caratteristiche del loro rapporto conl’amministrazione.Concludono quindi gli appellanti chiedendo che, in riforma della sen-tenza impugnata, venga riconosciuto il loro diritto a vedersi ricono-sciuto lo status giuridico ed economico degli impiegati pubblici non diruolo dal momento della loro assunzione a convenzione fino al mo-mento del loro inquadramento in ruolo od, in via subordinata, chevenga riconosciuto il loro diritto a vedersi regolarizzato il rapporto dilavoro sotto il profilo retributivo e previdenziale.L’Amministrazione intimata non si è costituita.La causa è stata trattenuta per la decisione all’udienza del20.1.2009. DIRITTO 5.
5 N°. RIC.637-021.Come esposto in fatto il Tribunale amministrativo della Toscana harespinto il ricorso con il quale gli appellanti (assistenti sociali, psico-logi, sociologi, fisioterapisti, logoterapisti, periti chimici, infermieri ge-nerici, operatori di casafamiglia ed operatori di emodialisi) avevanochiesto che i rapporti da loro costituiti mediante stipulazione di appo-sita convenzione, dapprima con il Consorzio Socio Sanitario, poi conla USL, venissero riconosciuti di pubblico impiego.Gli appellanti sostengono che il Tribunale ha errato nel ritenere in-sussistente, nelle attività da loro svolte, lelemento della subordina-zione e nel ritenere che le mansioni svolte non rientrassero neicompiti istituzionali del servizio sanitario nazionale ed assumono chele modalità di svolgimento delle prestazioni presentavano tutti gli in-dici rivelatori del rapporto di lavoro subordinato: orario di servizio,cadenza mensile della retribuzione, inserimento nel rapporto orga-nizzativo dellente ecc., elementi che escludono di per sé la naturadel lavoro autonomo.Chiedono quindi gli appellanti che, in riforma della sentenza del pri-mo giudice, venga riconosciuto il loro diritto a vedersi riconosciuto lostatus giuridico ed economico degli impiegati pubblici non di ruolo dalmomento della loro assunzione a convenzione fino al momento delloro inquadramento in ruolo od, in via subordinata, che venga ricono-sciuto il loro diritto a vedersi regolarizzato il rapporto di lavoro sotto ilprofilo retributivo e previdenziale.2.Le censure dedotte tuttavia non hanno pregio. 6.
6 N°. RIC.637-023.Osserva in primo luogo la Sezione che in forza delle disposizionistabilite con lart. 9 del D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761 (che fissa ilprincipio generale dellassunzione in servizio presso le U.S.L. tramitepubblico concorso, sancendo la nullità degli atti posti in essere in vio-lazione di esse) e del successivo art. 73 (che ha previsto la confermadei rapporti convenzionali in corso allepoca), va esclusa la possibilitàdel riconoscimento giudiziale di un rapporto convenzionale comerapporto di pubblico impiego, anche a prescindere dalle modalità delservizio prestato.Cio sul rilievo che se lordinamento sancisce la nullità di un rapportodi impiego pubblico posto in essere in violazione di una disposizionedi legge, preclude anche al giudice, in assenza del prescritto esple-tamento del concorso, una decisione che tenga luogo dellatto am-ministrativo non posto in essere, anche se la situazione sottopostaalla sua attenzione sembra corrispondere alla fattispecie tipica delpubblico impiego (Cons. Stato, Sez.V, 1459 del 1.12.1997; Sez. IV,n. 304 del 12.3.1996).4.Si aggiunga che la legge di sanatoria, posta deal DPR 207 del1985, come anche si vedrà più oltre, all’articolo 3 testualmente pre-vede che al personale inquadrato nei ruoli nominativi regionali vieneescluso ogni riconoscimento di anzianità (Cons. Stato, Sez. V, 22 a-prile 1996, n. 468; Sez. V, n. 824 del 1998).5. In ogni caso, come ritenuto esattamente dal giudice di prime cure,nella fattispecie non è dato ravvisare lesistenza di indici sintomatici 7.
7 N°. RIC.637-02utili a dimostrare che lattività svolta dagli appellanti possegga la na-tura del lavoro subordinato.Risulta pacifico in primo luogo che nel periodo considerato le compe-tenze economiche sono state regolarmente corrisposte in relazioneal numero delle ore pattuito previa notula professionale e senza al-cuna contribuzione di carattere previdenziale ed assistenziale e chegli emolumenti erano determinati previo accordo regionale FLEL-Regione per la stipula ed il rinnovo di convenzioni con operatori nonmedici recepito dal Consorzio Sanitario e da specifiche convenzionidella stessa USL.6. La Sezione richiama al riguardo la giurisprudenza di questo Con-siglio che ha avuto modo di sottolineare che in un regime di con-venzionamento tra U.S.L. e sanitari privati, la presenza di alcuni tratticaratterizzanti propri del lavoro subordinato non è sufficiente a tra-sformare il rapporto convenzionale in rapporto di pubblico impiego(Cons. Stato, Sez. V, 16 settembre 1994, n. 1522).Nelle ipotesi di parasubordinazione è implicita infatti la presenza dialcuni degli elementi che caratterizzano il rapporto di lavoro subordi-nato, come linserimento nella organizzazione dellente, losservanzadi vincoli di orario ed il pagamento periodico.Si tenga conto poi che se il rapporto di collaborazione coordinata econtinuativa si protrae per anni, è normale che i tratti distintivi rispettoal lavoro subordinato si attenuino.Ma ciò, di per sé, non è sufficiente a negare ai rapporti in esame laqualità di rapporti di natura non subordinata. 8.
8 N°. RIC.637-02In particolare, ove non vengano in evidenza elementi certi a soste-gno dellobbligo di esclusività del rapporto e della sussistenza di unrapporto gerarchico tra il professionista convenzionato e lammini-strazione, deve negarsi lesistenza di un rapporto di pubblico impie-go.7.Nel caso in esame, avuto riguardo ai suesposti principi, la Sezioneè dellavviso che gli elementi dedotti dagli appellanti a sostegno dellaloro pretesa non sono sufficienti a far ritenere che il rapporto inter-corso con il Consorzio prima e poi con la U.S.L. fosse un rapporto dilavoro subordinato.Deve, in particolare, ritenersi assente sia lobbligo di esclusività dellaprestazione, sia il vincolo di subordinazione, inteso come vincolopersonale che assoggetta il lavoratore al potere direttivo del datore dilavoro.Con l’effetto che il rapporto di parasubordinazione, con il correlato in-serimento nella organizzazione del servizio sanitario, costituisce suf-ficiente spiegazione delle modalità concrete del rapporto convenzio-nale intercorso con lente, senza che lo stesso possa essere qualifi-cato come rapporto di natura subordinata.8.Nemmeno può ritenersi che la situazione possa essere ricondottaalle previsioni dellart. 2 della legge 18 aprile 1962 n. 230, non soloperché le disposizioni di tale norma non sono applicabili nellAmmini-strazione pubblica, ma anche perché vi osterebbe, nel caso specifi-co, lart. 5 della legge 8 gennaio 1979 n. 3 che vieta, unitamente allaricordata disposizione dellart. 9 del D.P.R. 20.12.1979 n. 761, la co- 9.
9 N°. RIC.637-02stituzione di rapporti di impiego al di fuori delle specifiche procedurepreviste da disposizioni di legge (Cons. Stato, Sez. V, n. 5076 del25.9.2000).9.Gli appellanti ricordano, a fondamento del loro assunto, che lAm-ministrazione ha provveduto a inquadrarli, una volta intervenuta lalegge 20 maggio 1985, n. 207, nei ruoli regionali del personale delleUSL da ciò ulteriormente argomentando la tesi che il rapporto pre-gresso allinquadramento rivestiva natura di pubblico impiego.10.Osserva la Sezione che lindicata norma faceva decorrere il previ-sto inquadramento nei ruoli regionali, per i lavoratori che ne posse-devano i requisiti, dalla data del provvedimento assunto dalla USL,con esclusione di ogni riconoscimento di anzianità. Questa interpre-tazione, oltre che desumersi dal dato letterale normativo, è confer-mata da costante giurisprudenza (Cons. Stato, Sez. V, n. 672 del25.10.1989; Sez. V n. 787 del 16.5.1995).Il richiamo operato dagli appellanti non appare quindi significativoperché il provvedimento di inquadramento non è utile a modificare,nella situazione pregressa, la configurazione giuridica del rapporto sucui latto stesso ha tratto fondamento.11.In conclusione l’appello è infondato e va respinto sia per quantoattiene il riconoscimento del rapporto come pubblico impiego, sia perquanto attiene al riconoscimento di pretese retributive e previdenzia-li..12.Le spese e gli onorari, tuttavia, in relazione alla natura del peti-tum, possono essere compensati. 10.
10 N°. RIC.637-02 P.Q.M.Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione Quinta, definiti-vamente decidendo, respinge l’appello.Compensa spese ed onorari.Ordina la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrati-va.Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 20.1.2009 conl’intervento dei signori Magistrati:Domenico La Medica PresidenteCesare Lamberti ConsigliereClaudio Marchitiello ConsigliereAldo Scola ConsigliereRoberto Capuzzi Consigliere rel. estLESTENSORE IL PRESIDENTEF.to Roberto Capuzzi F.to Domenico La Medi- ca IL SEGRETARIO DEPOSITATA IN SEGRETERIA il 25/05/09 11.
11 N°. RIC.637-02(Art. 55 L. 27/4/1982, n. 186) IL DIRIGENTE f.to Livia Patroni Griffi Recommended