Source: http://assoantiusuraicare.it/mediazione.html
Timestamp: 2019-09-16 16:50:56+00:00
Document Index: 88335235

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 17', 'art. 116', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 92', 'art. 16', 'art. 16']

Associazione ASSOANTIUSURA I CARE - LA MEDIAZIONE
Mediare è qualcosa che tutti noi facciamo in ogni momento della nostra vita.
Poiché la vita è relazione con gli altri, è inevitabile che a volte i nostri interessi siano in conflitto con quelli dei nostri vicini, dei nostri colleghi, dei nostri clienti o fornitori, dei nostri concorrenti e, persino, dei nostri parenti e familiari.
Questo accade ogni giorno, ma raramente si arriva alla lite o, peggio, alla causa in Tribunale.
La mediazione è l’attività professionale svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. In pratica, la mediazione civile è tutto questo:
In particolare i mediatori sono stati selezionati sulla base di rigorosissimi criteri di competenza e valutando a fondo le loro capacità comunicative, al fine di offrire alle parti un supporto fondamentale che le possa guidare verso un accordo condiviso e pienamente soddisfacente.
Ogni organismo deve dotarsi di un regolamento e di un codice etico, comunicati al Ministero, che garantiscano i requisiti di terzietà, imparzialità e riservatezza di chi svolge il procedimento di mediazione; anche le indennità che le parti dovranno pagare per il procedimento devono rientrare nelle tabelle fissate dal Ministero ed essere comunicate al responsabile del registro.
La mediazione conviene?
Chi inizia una causa civile è spesso animato da un forte sentimento di rivalsa per aver subìto un torto per il quale vuole subito ottenere ragione.
Per questo, fino a oggi, si ricorreva al Tribunale nella speranza di ottenere, per mezzo di una sentenza, quella soddisfazione alla quale si riteneva di aver diritto.
Ma quanti, dopo anni passati fra udienze e rinvii, sostenendo spese ingenti e attese interminabili, effettivamente sono riusciti ad ottenere quella giustizia a cui aspiravano?
Aspettare cinque anni per recuperare un credito è soddisfacente? Aspettare dieci anni per un risarcimento danni è soddisfacente?
Quanto tempo siamo disposti ad aspettare per trovare soddisfazione?
La nostra Giustizia civile, con circa 5 milioni di cause civili arretrate, ha fatto precipitare l’Italia al 157° posto (su 180) della classifica mondiale sull’efficienza del sistema giudiziario per la definizione delle controversie civili e commerciali (dati Banca Mondiale – Doing Business 2011).
Oggi, pur essendo solo all'inizio della lunga strada di risalita, grazie alla mediazione civile la situazione è migliorata e l'Italia ha scalato una ventina di posti nella classifica, risolvendo in tempi rapidissimi le controversie di decine e decine di migliaia di cittadini e imprese.
Ricorrere alla mediazione civile significa avere l'opportunità di ottenere soluzioni concrete in tempi certi e rapidi –massimo tre mesi– e a costi molto contenuti, pari a solo una frazione dei costi di una causa civile.
La mediazione è gratuita, qualora non si raggiunga un accordo o si sia ammessi al gratuito patrocinio.
La mediazione è necessaria, essendo l'unica via per evitare il collasso del nostro sistema giudiziario e la deriva dell'economia italiana (mentre la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo continua a condannarci per la durata "non ragionevole" dei processi e le aziende straniere non investono in Italia per l'incertezza del diritto, il Parlamento Europeo ha lodato il nostro Paese per aver introdotto la mediazione con una legge all'avanguardia in Europa).
Ai sensi dell’art. 20, comma 1 del D.Lgs. 28/2010, alle parti che corrispondono l'indennità di mediazione è riconosciuto, nel caso di successo della mediazione, un credito d'imposta commisurato all'indennità versata, fino a euro 500,00; nel caso di insuccesso della mediazione il credito d'imposta è ridotto della metà.
Ai sensi dell'art. 17, comma 3 del D.Lgs. 28/2010, il verbale di accordo è esente dall'imposta di registro entro il limite di valore di euro 50.000,00, altrimenti l'imposta è dovuta solo per il valore eccedente.
Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'art. 116, secondo comma, del codice di procedura civile.
Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'art. 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio (art. 8, comma 5, del D. Lgs: 28/2010 come modificato dalla L. 98/2013).
Giustificati motivi per la mancata partecipazione, per analogia con le previsioni normative relative all'interrogatorio formale, sono il legittimo impedimento, la causa di forza maggiore, la mancata o la tardiva comunicazione del luogo, del giorno e dell'ora dell'incontro.
Inoltre, il giudice potrà valutare il rifiuto ingiustificato a partecipare al procedimento di mediazione comeviolazione del dovere di lealtà e probità delle parti e conseguentemente condannare l'assente ingiustificato alle spese, ai sensi dell'art. 92 del codice di procedura civile, anche qualora risultasse vincitore nel giudizio.
COSA FARE CONTRO L'ANATOCISMO E L'USURA BANCARIA?
LA MEDIAZIONE CIVILE COME RIMEDIO
Tentare di ottenere il rimborso per usura bancaria o anatocismo ricorrendo alla mediazione è possibile.
Il ricorso al Tribunale richiede costi elevati e tempi d'attesa lunghissimi.
Oggi è possibile recuperare le somme indebitamente percepite dalle banche che hanno applicato l’anatocismo.
Il metodo più efficace per recuperare le somme indebitamente sottratte è la mediazione civile.
Fino a qualche anno fa l'unica alternativa era quella di affrontare una lunga e costosa causa in Tribunale.
Oggi rivolgendosi ad un Organismo di Mediazione accreditato dal Ministero della Giustizia, si potrà ottenere agevolmente una risposta in tempi brevi e a costi contenuti.
La nostra Associazione ha già risolto numerose controversie in materia di anatocismo bancario affidando la mediazione a tecnici esperti, portando soluzione ai problemi dei cittadini, delle imprese e dei professionisti.
Avviare la mediazione costa solo 40 euro + IVA, e le indennità (da pagare solo nel caso in cui la banca aderisca al procedimento) sono stabilite, nel loro massimo, dal Ministero della Giustizia (vedi le tariffe di mediazione).
Il rimborso può essere preteso:
1) a partire dal 1952;
2) se il rapporto di cc è ancora in essere ed è stato acceso prima del 2000;
Con una accurata analisi e la conseguente perizia è possibile contestare alla banca l’applicazione di ANATOCISMO e richiedere il rimborso.
Come accertare l'anatocismo nei conti correnti bancari?
•	Occorre acquisire gli scalari trimestrali
•	Elaborare la preanalisi
•	Certificare l’esito della preanalisi
Se ritieni che la tua banca ti abbia addebitato interessi anatocistici e vuoi ricevere maggiori informazioni su come ottenerne il rimborso con la mediazione, compila e invia il modulo sottostante:
Le spese d'avvio della Mediazione, dovute da tutte le parti ai sensi dell'art. 16 comma 2 del D.M. 180/2010 come modificato dal D.M. 139/2014, hanno importo pari a:
• € 40,00 + IVA (per le controversie di valore fino a € 250.000);
• € 80,00 + IVA (per le controversie di valore superiore).
Le spese d'avvio, come statuito dal Consiglio di Stato con la citata ordinanza, non costituiscono un compenso per l'Organismo di Mediazione ma solo una copertura abbattuta e forfettizzata delle spese generali che l'Organismo deve affrontare per l'erogazione, alle parti, di un servizio obbligatorio ex lege, andando parzialmente a coprire i costi generali di organizzazione e segreteria quali, a titolo d'esempio, i costi relativi alle sedi e al personale di segreteria, alla tenuta dei registri e degli elenchi obbligatori, alle comunicazioni obbligatorie al Ministero della Giustizia, alla prenotazione e alla disponibilità delle sale di mediazione, alla redazione e al rilascio dei verbali.
Comunicazioni alle altre parti (convocazioni, avvisi di rinvii e altre eventuali comunicazioni necessarie allo svolgimento della procedura): sono comprese nelle spese di avvio le comunicazioni effettuate a mezzo posta elettronica certificata o, quando possibile, tramite email, mentre è richiesto il versamento di un fondo spese pari a € 6,00 per ogni comunicazione tramite lettera raccomandata A/R ed € 20,00 per ogni comunicazione richiesta con notificazione tramite Ufficiale Giudiziario. Mediazione in modalità telematica: alla parte che richieda di partecipare alle sessioni di Mediazione con modalità telematica (videoconferenza) è richiesto il versamento anticipato di un fondo spese di € 30,00 per ogni sessione richiesta.
Per l’incontro preliminare non sono dovuti compensi; le spese di avvio della mediazione e le spese vive sostenute andranno comunque versate da ciascuna parte.
L’incontro preliminare ha il solo scopo di informare le parti delle modalità e delle finalità della Mediazione, e in esso le parti non potranno negoziare, scambiarsi o valutare proposte conciliative, porre termini o condizioni all'altra parte o rilasciare dichiarazioni senza iniziare effettivamente il procedimento di mediazione e versare le indennità previste.
Al termine delll’incontro preliminare il mediatore inviterà le parti e i loro avvocati a esprimersi in merito alla possibilità di iniziare il procedimento di mediazione.
In caso positivo, la Mediazione prosegue e ciascuna parte sarà tenuta a versare l'importo di cui alla colonna 3.
Tutte le maggiorazioni, ai sensi dell'art. 16 comma 4 del D.M. 180/2010, sono calcolate sulle tariffe previste dalla Tabella A allegata al D.M. 180/2010.