Source: http://www.giustamm.it/new_2005/ART_2237.htm
Timestamp: 2014-04-17 01:42:57+00:00
Document Index: 168433866

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art. 82', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 82', 'art.82', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 79', 'art. 10', 'art. 79', 'art. 96', 'art. 11', 'art. 82', 'art. 79', 'art. 82', 'art.38', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 79']

n. 7-2005 - � copyright
GIANCARLO CIRICUGNO Individuazione delle commissioni che concorrono alla determinazione dell�ammontare mensile del gettone di presenza In materia di indennit� degli amministratori locali l�attuale disciplina del testo unico, che ha innovato il sistema definito dalla legge 27/12/1985, n. 816, presenta delle difficolt� interpretative relative all�individuazione delle commissioni che concorrono alla determinazione dell�ammontare mensile del gettone di presenza.
Per l�approfondimento della materia � necessario esaminare il capo IV �Status degli amministratori locali� (artt.77-87) del decreto legislativo 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali), che disciplina il regime delle aspettative, dei permessi e delle indennit� degli amministratori degli enti locali, elencandone i soggetti destinatari nell�art. 77.
In particolare, l� art. 82 �Indennit�� riformula le disposizioni dell�art. 23 della legge 3 agosto 1999, n. 265, con le quali il legislatore ha riformato la previgente normativa (legge 816/85) in materia di trattamento economico degli amministratori locali. Con il richiamato art. 23 il legislatore ha adeguato l�importo dei compensi all�importanza ed al concreto rilievo delle funzioni svolte dagli amministratori locali, affievolendo il principio della gratuit� delle funzioni degli amministratori locali che, nella nuova disciplina, trovano un riconoscimento economico per lo svolgimento di un�attivit� pubblica.
Nella nuova disciplina dell�art. 82 del testo unico viene confermata la corresponsione dell�indennit� di funzione ai componenti degli organi esecutivi ed ai presidenti dei consigli (co.1) e l�attribuzione del gettone di presenza ai consiglieri (comma 2).
La prima � connessa alla funzione, cio� al mandato ricoperto, a prescindere da ogni effettiva presenza a sedute di organi collegiali o presso la sede dell�ente. Il gettone di presenza � invece correlato all�effettiva partecipazione degli organi collegiali.
In base alla norma del 2� comma dell�art. 82: �I consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali e delle comunit� montane hanno diritto a percepire, nei limiti fissati dal presente capo, un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. In nessun caso l�ammontare percepito nell�ambito di un mese da un consigliere pu� superare l�importo pari ad un terzo dell�indennit� massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente��. In base a tale norma, quindi, l�unico vincolo � rappresentato dall�impossibilit� che gli emolumenti del consigliere superino il limite di 1/3 dell�indennit� massima prevista per il sindaco e presidente della provincia come fissata dal decreto ministeriale attuativo di cui al comma 8 dello stesso art. 82.
La norma che ha lo scopo di evitare una crescita incontrollata della spesa a titolo di gettoni di presenza sostituisce il divieto di cumulo di gettoni per la presenza in pi� collegi nella stessa giornata, prevista negli articoli 10 e 11 della legge 816/85.
Il successivo comma 4 stabilisce che �gli statuti ed i regolamenti possono prevedere che all�interessato competa, a richiesta, la trasformazione del gettone di presenza in una indennit� di funzione�, prescrivendo �detrazioni dalle indennit� in caso di non giustificata assenza dalle sedute degli organi collegiali�. Anche in questo caso, l�indennit� di funzione non pu� essere superiore ad 1/3 dell�indennit� del capo dell�amministrazione, in considerazione dei diversi impegni ed obblighi che gravano sui due soggetti. E� unanimemente condiviso che, ai sensi del successivo comma 7, anche al consigliere che usufruisce, ai sensi del 4� comma, della trasformazione del gettone in indennit� di funzione �non � dovuto alcun gettone per la partecipazione a sedute degli organi collegiali del medesimo ente, n� di commissioni che di quell�organo costituiscono articolazioni interne ed esterne�. Dalla formulazione dell�art. 82 non risulta, invece, agevole individuare a quali tipologie di commissioni faccia riferimento il 2� comma.
Non � senz�altro condivisibile la tesi che- nel termine generico �commissioni- individua la volont� del legislatore di riferirsi a tutte le commissioni che siano comunque funzionali all�attivit� propria dell�ente. E� necessario, quindi, dimostrare che le diverse formule a cui ricorrono i commi 2 e 7 dell� art. 82 esplicitano la volont� del legislatore di sottoporre a differente disciplina la materia, a secondo del tipo di indennit� corrisposta al consigliere: gettone di presenza o indennit� di funzione.
L�approfondimento si muover� prendendo in esame la disposizione relativa al divieto di cumulo tra indennit� di funzione e gettone di presenza (comma 7).
Come gi� affermato, non sussistono particolari problemi interpretativi relativi alla disciplina contenuta nel comma 7 dell�art. 82; in tale norma il legislatore ha specificato la tipologia delle commissioni, comprendendo sia quelle che rappresentano un�articolazione degli organi dell�ente sia quelle che, costituite sulla base di leggi statali o regionali, sono comunque funzionali all�attivit� propria dell�ente. E� da ritenere che con la previsione del comma 7, il legislatore abbia voluto-ulteriormente- chiarire l�omnicomprensivit� dell�indennit� di funzione, anche nel caso di richiesta di trasformazione del gettone in indennit� di funzione, ai sensi del comma 4 dell�art. 82.
In virt� della suddetta trasformazione il consigliere usufruisce di un importo fisso mensile che viene decurtato, solo in caso di assenze ingiustificate dalle sedute degli �organi collegiali� (consigli e commissioni). La ratio delle detrazioni � abbastanza comprensibile considerato che in questo specifico caso il mandato dell�eletto � direttamente rapportato ad un organo e non all�espletamento di una funzione, per cui l�opzione per l�indennit�, in assenza di un meccanismo di detrazione potrebbe consentire l�elusione della normativa, attraverso il percepimento di un�indennit� senza partecipare alle sedute degli organi cui il soggetto � chiamato e nel contempo senza esplicare nessuna funzione in quanto non chiamato ad essa.
Tale disposizione (co.4, art.82) aiuta nella definizione della corretta interpretazione del termine �commissioni� utilizzato dal 2� comma dell�art. 82.
Partendo dal principio che l�indennit� di funzione � assegnata per l�appartenenza all�organo consiliare, ne deriva che dall�indennit� si decurtano- eventualmente- solo gli importi stabiliti per l�assenza ingiustificata agli organi collegiali ai quali il consigliere partecipa in virt� dell�appartenenza all�organo consiliare. Quindi, all�indennit� di funzione del consigliere componente di una �commissione� che tra i propri componenti non preveda la presenza del rappresentante dell�organo consiliare, non va applicata alcuna decurtazione dall�indennit� mensile, in caso di assenza dalle sedute. Coerentemente, lo stesso principio deve essere seguito, nella determinazione dell�ammontare mensile.
Dalle su esposte considerazioni si ricava la ratio del ricorso del legislatore alle differenti formule utilizzate nei commi 2 (commissioni) e 7 (commissioni che di quell�organo costituiscono articolazioni interne ed esterne). Per i motivi suesposti si pu�, quindi, concludere che rientrano nella previsione del comma 7 tutte le commissioni comunque funzionali all�attivit� propria dell�ente, essendo l�indennit� di funzione attribuita in virt� dell�appartenenza all�organo.
Dalla correlazione del gettone alla effettiva partecipazione alle sedute degli organi collegiali deriva, invece, l�ambito pi� ristretto che si ritiene debba essere attribuito alla formula �commissioni� utilizzato nel 2� comma.
Nell�individuazione delle commissioni che concorrono a determinare l�ammontare mensile previsto dal 2� comma dell�art. 82 soccorre il 3� comma dell�art. 79.
Tale disposizione include tra le commissioni per le quali ai lavoratori dipendenti, pubblici o privati, spetta il diritto ai permessi retribuiti, le �commissioni comunali previste per legge�, che- nella previdente normativa della legge 816/85- trovavano disciplina all� art. 10. Nel caso delle citate commissioni comunali (per es. edilizia, elettorale, commercio) � da ritenere che la specifica menzione del 3� comma dell�art. 79 del testo unico trovi giustificazione nella composizione delle stesse, che i relativi ordinamenti istitutivi prescrivono con la presenza obbligatoria del componente (in carica) dell�organo consiliare. E� da precisare che, in alcuni casi, la partecipazione alle commissioni comunali degli amministratori risulta di scarsa attualit� �oltre che per la separazione fra compiti di indirizzo-controllo e gestione- in virt� della soppressione degli organismi collegiali effettuata dai comuni ai sensi dell�art. 96 del testo unico, o dalla legge, come nel caso della commissione elettorale (legge 340/2000).
Dal combinato disposto degli articoli 79, co. 3, ed 82, co. 2, emerge che il diritto a percepire il gettone di presenza � collegato al diritto di usufruire dei permessi retribuiti per la partecipazione agli organi collegiali.
Un�ultima considerazione attiene la scelta del legislatore di non inserire nel capo IV del testo unico la disciplina delle �commissioni provinciali previste per legge�, che nella previdente normativa della legge 816/85 ( art. 11, co. 3) attribuiva ai consigli provinciali la possibilit� di concedere una indennit� di presenza per le sedute. La soluzione del legislatore rappresenta un ulteriore elemento per escludere dal novero delle commissioni di cui al 2� comma dell�art. 82 quelle provinciali previste per legge. Da tale assunto deriva che il gettone di presenza di tali commissioni- se previsto- deve essere corrisposto ai sensi della legge istitutiva; analogamente, deve ritenersi escluso il diritto ad usufruire dei permessi retribuiti di cui al 3� comma dell�art. 79 del testo unico.
Per quanto sopra, si ritiene di poter affermare che la seconda parte del comma 2 dell�art. 82 va interpretata nel senso che- ai fini della quantificazione dell�ammontare mensile del gettone di presenza- concorrono esclusivamente le seguenti commissioni:
1. commissioni consiliari (permanenti e speciali) previste dallo statuto, ai sensi del comma 6 dell�art.38 del decreto legislativo 267/2000;
2. commissioni consiliari previste dallo statuto, ai sensi del 1� comma dell�art. 44 del decreto legislativo 267/2000, aventi funzioni di controllo o di garanzia;
3. commissioni consiliari d�indagine istituite ai sensi del 2� comma dell�art. 44 del decreto legislativo 267/2000;
4. le �commissioni comunali previste per legge� previste dal 3� comma dell�art. 79, del testo unico.
Si pu� concludere, sostenendo che - in caso di partecipazione a commissioni non comprese nelle elencate fattispecie - al consigliere spetti - in ogni caso- il gettone di presenza nella misura fissata dalla legge istitutiva.