Source: http://www.edilone.it/normativa/decreto-legislativo-11-aprile-2011-n-61-attuazione-della-direttiva-2008114ce-recante-lindividuazione-e-la-designazione-delle-infrastrutture-critiche-europee-e-la-valutazione-della-necessita/
Timestamp: 2018-07-15 19:45:59+00:00
Document Index: 99266217

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 42', 'art.\n42', 'art. 42', 'art.  4', 'art. 17', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 9', 'art.  3', 'art. 30', 'art. 21', 'art. 1', 'art.  21', 'art. 118', 'art.  14', 'art. 329', 'art. 6', 'art. 7']

DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 61 - Attuazione della Direttiva 2008/114/CE recante l'individuazione e la designazione delle infrastrutture critiche europee e la valutazione della necessita' di migliorarne la protezione. (11G0101) - (GU n. 102 del 4-5-2011 | Edilone.it
DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 61 – Attuazione della Direttiva 2008/114/CE recante l’individuazione e la designazione delle infrastrutture critiche europee e la valutazione della necessita’ di migliorarne la protezione. (11G0101) – (GU n. 102 del 4-5-2011
DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 61 - Attuazione della Direttiva 2008/114/CE recante l'individuazione e la designazione delle infrastrutture critiche europee e la valutazione della necessita' di migliorarne la protezione. (11G0101) - (GU n. 102 del 4-5-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 05/05/2011
DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011 , n. 61
Attuazione della Direttiva 2008/114/CE recante l’individuazione e  la
designazione delle infrastrutture critiche europee e  la  valutazione
della necessita’ di migliorarne la protezione. (11G0101)
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria  2009  ed  in  particolare
Vista la direttiva 2008/114/CE della Commissione,  dell’8  dicembre
2008,  relativa  all’individuazione   e   alla   designazione   delle
infrastrutture critiche europee e alla valutazione  della  necessita’
di migliorarne la protezione;
Viste le Non Binding Guidelines n.  JRC  48985  per  l’applicazione
della direttiva 2008/114/CE, emanate dalla Commissione europea, Joint
23 luglio 2002, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  207  del  4
settembre 2002, recante ordinamento delle  strutture  generali  della
5 maggio 2010, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  139  del  17
giugno 2010, recante organizzazione nazionale per la  gestione  delle
data 3 dicembre 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.  36  del
13 febbraio 2009, recante indirizzi operativi per la  gestione  delle
riunione del 7 aprile 2011;
Ministro dello sviluppo economico e del Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti, di concerto con  i  Ministri  degli  affari  esteri,
dell’interno, della giustizia, della difesa,  dell’economia  e  delle
finanze e della salute;
1. Il presente decreto stabilisce le procedure per l’individuazione
e la designazione  di  Infrastrutture  critiche  europee  (ICE),  nei
settori  dell’energia  e  dei  trasporti,  nonche’  le  modalita’  di
valutazione della sicurezza di  tali  infrastrutture  e  le  relative
prescrizioni minime di protezione dalle  minacce  di  origine  umana,
accidentale e volontaria, tecnologica e dalle catastrofi naturali.
2. I sotto-settori riguardanti energia e  trasporti  sono  indicati
3.  Le  procedure  riguardano  infrastrutture  che  si  trovano  in
territorio nazionale e quelle che, pur trovandosi nel  territorio  di
altri Stati membri dell’Unione europea, l’Italia ha interesse  a  far
designare ICE.
4. Il presente decreto non modifica  le  competenze  dei  Ministeri
degli affari  esteri,  dell’interno,  della  difesa,  dello  sviluppo
economico, delle infrastrutture e dei trasporti ed enti vigilati, ne’
quelle del Dipartimento della protezione civile della Presidenza  del
Consiglio dei Ministri e,  comunque,  non  modifica  le  disposizioni
vigenti in ordine alle situazioni di emergenze che sono affrontate  e
gestite nelle sedi, anche interministeriali a cio’  preposte,  e  dai
singoli Ministeri, enti ed organizzazioni locali  cui  e’  attribuita
tale competenza.
5. Restano  salvi  gli  adempimenti  relativi  alla  protezione  di
infrastrutture, gia’ stabiliti da disposizioni in vigore, nonche’ gli
impegni assunti  dallo  Stato  italiano  con  accordi  internazionali
ratificati.
– Si riporta l’allegato B della legge 4 giugno 2010  n.
96 “Disposizioni per l’adempimento  di  obblighi  derivanti
legge  comunitaria  2009.”,   pubblicata   nella   Gazzetta
Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, S.O
– La  direttiva  2008/114/CE  direttiva  del  Consiglio
necessita’ di migliorarne la protezione (Testo rilevante ai
fini del SEE). Pubblicata nella G.U.U.E. 23 dicembre  2008,
n. L 345.
a) infrastruttura: un elemento, un sistema o parte di questo, che
contribuisce al mantenimento delle  funzioni  della  societa’,  della
salute, della sicurezza e del benessere  economico  e  sociale  della
b) infrastruttura critica (IC): infrastruttura,  ubicata  in  uno
Stato  membro  dell’Unione  europea,  che  e’   essenziale   per   il
mantenimento delle funzioni  vitali  della  societa’,  della  salute,
della sicurezza e del benessere economico e sociale della popolazione
ed il cui danneggiamento o la  cui  distruzione  avrebbe  un  impatto
significativo  in  quello  Stato,  a  causa  dell’impossibilita’   di
mantenere tali funzioni;
c) settore: campo di attivita’ omogenee, per materia,  nel  quale
operano le infrastrutture, che puo’ essere  ulteriormente  diviso  in
sotto-settori;
d)  intersettoriale:  che  riguarda  due   o   piu’   settori   o
e) infrastruttura critica europea (ICE):  infrastruttura  critica
ubicata negli Stati membri dell’UE il cui  danneggiamento  o  la  cui
distruzione avrebbe un significativo  impatto  su  almeno  due  Stati
membri.  La  rilevanza  di  tale  impatto  e’  valutata  in   termini
intersettoriali. Sono compresi gli effetti  derivanti  da  dipendenze
intersettoriali in relazione ad altri tipi di infrastrutture;
f) effetti negativi esterni: effetti negativi dovuti alla perdita
di funzionalita’ di un’infrastruttura e di  erogazione  del  relativo
bene o servizio;
g) effetti negativi intrinseci: effetti negativi che, l’eventuale
danneggiamento  o  distruzione  di  un’infrastruttura,  produce   nei
confronti dell’infrastruttura stessa e dell’ambiente circostante;
h) criterio di valutazione settoriale: percentuale  dei  fruitori
del  bene  o  servizio  che  l’infrastruttura  eroga,  rispetto  alla
popolazione nazionale o di altro Stato membro oppure a quella di  una
parte di territorio dell’Unione europea;
i)  criteri  di  valutazione  intersettoriale:  elementi  per  la
valutazione degli effetti negativi esterni e degli  effetti  negativi
intrinseci sul mantenimento delle  funzioni  vitali  della  societa’,
della salute, della sicurezza e del  benessere  economico  e  sociale
l) proprietario dell’infrastruttura: soggetto pubblico o  privato
che ha la proprieta’ di un’infrastruttura;
m) operatore dell’infrastruttura:  soggetto  pubblico  o  privato
responsabile del funzionamento di una infrastruttura;
n) informazioni sensibili  relative  alle  IC:  dati  e  notizie,
relative alle IC, che, se  divulgati,  potrebbero  essere  usati  per
pianificare ed  eseguire  azioni  volte  al  danneggiamento  od  alla
distruzione di tali infrastrutture;
o) analisi dei rischi: valutazione della  vulnerabilita’  di  una
ICE rispetto alle diverse possibili minacce e prevedibili conseguenze
del danneggiamento o distruzione della stessa, in termini di  effetti
negativi esterni e intrinseci;
p)   protezione:   attivita’   per   assicurare    funzionalita’,
continuita’  ed  integrita’  di  una  ICE  o  ridurne,  comunque,  le
possibilita’ di danneggiamento o distruzione.
1. Alle informazioni sensibili relative alle IC, nonche’ ai dati ed
alle notizie relativi al processo d’individuazione, di designazione e
di  protezione  delle  ICE,  e’  attribuita  adeguata  classifica  di
segretezza ai sensi dell’articolo 42 della legge 3  agosto  2007,  n.
124, e relative disposizioni attuative.
2. Ove  venga  attribuita  classifica  di  segretezza  superiore  a
riservato, l’accesso ed il trattamento delle informazioni, dei dati e
delle notizie di cui al comma 1 e’ consentito solo  al  personale  in
possesso di adeguato nulla osta di segretezza (NOS) nazionale ed  UE,
ai sensi dell’articolo 9 della legge 3 agosto 2007, n. 124,  relative
3. Sono fatte salve le necessita’ di diffusione, anche  preventiva,
di notizie e di informazioni verso gli utenti ed i  soggetti  diversi
dal  proprietario  e  dall’operatore   dell’infrastruttura,   che   a
qualsiasi  titolo  prestano  attivita’   nell’IC,   ai   fini   della
salvaguardia degli stessi.
4. Nelle comunicazioni con altri Stati membri e con la  Commissione
europea, alle informazioni sensibili relative alle IC ed  ai  dati  e
notizie    che    consentono    comunque     l’identificazione     di
un’infrastruttura, sono attribuite le classifiche di  segretezza  UE,
secondo le  norme  di  cui  al  regolamento  (CE)  n.  1049/2001  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001.
– Si riporta il testo degli articoli 9 e 42 della legge
3 agosto 2007, n. 124,  (Sistema  di  informazione  per  la
sicurezza  della  Repubblica   e   nuova   disciplina   del
segreto.), pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  13  agosto
2007, n. 187:
«Art. 9(Tutela amministrativa del segreto e nulla  osta
di sicurezza). – 1. E’ istituito nell’ambito  del  DIS,  ai
sensi dell’art. 4,  comma  7,  l’Ufficio  centrale  per  la
segretezza (UCSe),  che  svolge  funzioni  direttive  e  di
coordinamento,    di    consulenza    e    di     controllo
sull’applicazione delle norme di legge, dei  regolamenti  e
di  ogni  altra  disposizione   in   ordine   alla   tutela
amministrativa del segreto di Stato e alle  classifiche  di
segretezza di cui all’art. 42.
a) gli adempimenti istruttori relativi  all’esercizio
delle funzioni del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri
quale Autorita’ nazionale per la sicurezza,  a  tutela  del
b) lo studio e la predisposizione delle  disposizioni
esplicative volte a garantire la sicurezza di tutto  quanto
e’ coperto dalle classifiche di segretezza di cui  all’art.
42, con riferimento sia ad atti, documenti e materiali, sia
c)  il  rilascio  e  la  revoca  dei  nulla  osta  di
sicurezza  (NOS),  previa  acquisizione  del   parere   dei
direttori dei servizi di informazione per la  sicurezza  e,
ove necessario, del Ministro della difesa  e  del  Ministro
d) la conservazione e l’aggiornamento  di  un  elenco
completo di tutti i soggetti muniti di NOS.
3. Il NOS ha la durata di cinque anni per la classifica
di segretissimo e di dieci anni per le classifiche  segreto
e riservatissimo indicate all’art. 42, fatte salve  diverse
disposizioni   contenute   in    trattati    internazionali
ratificati dall’Italia. A ciascuna delle tre classifiche di
segretezza citate corrisponde un distinto livello di NOS
4. Il rilascio del NOS e’ subordinato all’effettuazione
di un preventivo procedimento di  accertamento  diretto  ad
escludere dalla conoscibilita’ di notizie, documenti,  atti
o cose  classificate  ogni  soggetto  che  non  dia  sicuro
affidamento di scrupolosa fedelta’ alle  istituzioni  della
Repubblica, alla Costituzione e ai suoi valori, nonche’  di
rigoroso rispetto del segreto.
5. Al fine di consentire l’accertamento di cui al comma
4, le Forze armate,  le  Forze  di  polizia,  le  pubbliche
amministrazioni e  i  soggetti  erogatori  dei  servizi  di
pubblica utilita’ collaborano con l’UCSe per l’acquisizione
di informazioni necessarie al rilascio dei  NOS,  ai  sensi
degli articoli 12 e 13.
6. Prima della scadenza del termine di cui al comma  3,
l’UCSe puo’ revocare il NOS se, sulla base di  segnalazioni
e di accertamenti nuovi, emergono motivi di inaffidabilita’
a carico del soggetto interessato.
7.  Il  regolamento  di  cui  all’art.  4,   comma   7,
disciplina il procedimento di  accertamento  preventivo  di
cui al  comma  4  del  presente  articolo,  finalizzato  al
rilascio  del  NOS,   nonche’   gli   ulteriori   possibili
accertamenti  di  cui  al  comma  6,  in   modo   tale   da
salvaguardare i diritti dei soggetti interessati.
8. I soggetti interessati devono essere informati della
necessita’ dell’accertamento  nei  loro  confronti  e,  con
esclusione  del  personale  per  il   quale   il   rilascio
costituisce condizione necessaria  per  l’espletamento  del
servizio   istituzionale   nel   territorio   nazionale   e
all’estero,  possono  rifiutarlo,  rinunciando  al  NOS   e
all’esercizio delle funzioni per le quali esso e’ richiesto
9. Agli appalti di lavori e alle forniture  di  beni  e
servizi, per i quali la tutela del segreto sia richiesta da
norme di legge o di  regolamento  ovvero  sia  ritenuta  di
volta in volta necessaria, si applicano le disposizioni  di
cui all’art. 17, comma 3, del codice dei contratti pubblici
10. Il soggetto appaltante i lavori e le  forniture  di
cui al comma 9, quando  lo  ritiene  necessario,  richiede,
tramite l’UCSe, al Presidente del  Consiglio  dei  Ministri
l’autorizzazione alla segretazione, indicandone  i  motivi.
Contestualmente  all’autorizzazione,  l’UCSe  trasmette  al
soggetto appaltante  l’elenco  delle  ditte  individuali  e
delle imprese munite di NOS.
11.  Il  dirigente  preposto  all’UCSe  e’  nominato  e
revocato dal Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su
proposta dell’Autorita’ delegata, ove istituita, sentito il
direttore  generale  del   DIS.   Il   dirigente   presenta
annualmente al direttore generale del DIS, che  informa  il
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  una   relazione
sull’attivita’ svolta e sui  problemi  affrontati,  nonche’
sulla rispondenza  dell’organizzazione  e  delle  procedure
adottate dall’Ufficio ai compiti assegnati e  sulle  misure
da adottare per garantirne la correttezza  e  l’efficienza.
La relazione e’ portata a conoscenza del CISR.».
«Art.  42  (Classifiche  di  segretezza).   –   1.   Le
classifiche di segretezza sono attribuite per circoscrivere
la conoscenza di informazioni, documenti, atti, attivita’ o
cose ai soli soggetti che abbiano necessita’  di  accedervi
in ragione delle proprie funzioni istituzionali.
1-bis. Per la trattazione di informazioni  classificate
segretissimo,  segreto  e  riservatissimo   e’   necessario
altresi’ il possesso del nulla osta di sicurezza (NOS).
2. La classifica  di  segretezza  e’  apposta,  e  puo’
essere elevata,  dall’autorita’  che  forma  il  documento,
l’atto  o  acquisisce  per  prima  la  notizia,  ovvero  e’
responsabile   della   cosa,   o   acquisisce   dall’estero
documenti, atti, notizie o cose.
3.  Le  classifiche  attribuibili  sono:  segretissimo,
segreto, riservatissimo,  riservato.  Le  classifiche  sono
attribuite sulla base dei  criteri  ordinariamente  seguiti
nelle relazioni internazionali.
4. Chi appone la classifica  di  segretezza  individua,
all’interno di ogni atto o documento, le parti  che  devono
essere classificate e  fissa  specificamente  il  grado  di
classifica corrispondente ad ogni singola parte.
5.  La  classifica  di  segretezza  e’  automaticamente
declassificata a livello inferiore  quando  sono  trascorsi
cinque anni dalla data di apposizione; decorso un ulteriore
periodo di cinque anni,  cessa  comunque  ogni  vincolo  di
6.  La  declassificazione  automatica  non  si  applica
quando, con provvedimento motivato, i termini di  efficacia
del vincolo sono prorogati dal soggetto  che  ha  proceduto
alla classifica o, nel caso di proroga oltre il termine  di
quindici anni, dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
7. Il Presidente del Consiglio dei Ministri verifica il
rispetto  delle  norme  in  materia   di   classifiche   di
segretezza.  Con  apposito  regolamento  sono   determinati
l’ambito dei singoli livelli di segretezza, i soggetti  cui
e’ conferito il potere di  classifica  e  gli  uffici  che,
nell’ambito della pubblica amministrazione, sono  collegati
all’esercizio  delle  funzioni  di  informazione   per   la
sicurezza  della  Repubblica,   nonche’   i   criteri   per
l’individuazione delle materie oggetto di  classifica  e  i
modi di accesso nei luoghi militari o in quelli definiti di
interesse per la sicurezza della Repubblica.
8. Qualora l’autorita’ giudiziaria ordini  l’esibizione
di documenti classificati per i quali non  sia  opposto  il
segreto di Stato, gli atti  sono  consegnati  all’autorita’
giudiziaria richiedente, che ne cura la  conservazione  con
modalita’ che ne tutelino la  riservatezza,  garantendo  il
diritto delle parti nel procedimento  a  prenderne  visione
senza estrarne copia.
9. Chiunque illegittimamente  distrugge  documenti  del
DIS o dei servizi di informazione per la sicurezza, in ogni
stadio della declassificazione,  nonche’  quelli  privi  di
ogni vincolo per decorso dei  termini,  e’  punito  con  la
reclusione da uno a cinque anni.».
– Il regolamento  (CE)  n.  1049/2001  Regolamento  del
Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’accesso del
pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio
e della Commissione. Pubblicato nella  G.U.C.E.  31  maggio
2001, n. L 145. Entrato in vigore il 3 giugno 2001.
Nucleo interministeriale e Struttura responsabile
1. Il Nucleo interministeriale situazione e pianificazione  (NISP),
nella composizione di cui all’articolo 5, commi 2, 3 e 4, del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri  in  data  5  maggio  2010,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 17 giugno 2010, svolge
le funzioni specificate nel presente decreto per  l’individuazione  e
la  designazione  delle  ICE,  fermi  restando  i  compiti  ad   esso
attribuiti  dal  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  in  altre
2. Per tali funzioni il NISP e’ integrato  dai  rappresentanti  del
Ministero dello sviluppo  economico,  per  il  settore  energia,  del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed enti vigilati,  per
il settore trasporti.
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con apposito  decreto,
nell’ambito delle  strutture  gia’  esistenti  della  Presidenza  del
Consiglio dei  Ministri,  individua  quella,  di  seguito  denominata
“struttura responsabile”, cui sono affidate, per il supporto al NISP,
le attivita’ tecniche  e  scientifiche  riguardanti  l’individuazione
delle ICE e per ogni altra attivita’ connessa, nonche’ per i rapporti
con la Commissione europea e con le analoghe  strutture  degli  altri
Stati membri dell’Unione europea.
4. Ai componenti del nucleo interministeriale di cui ai commi 1 e 2
non sono corrisposti compensi, ne’ rimborsi spese.
5. Per gli aspetti connessi con la difesa civile il NISP acquisisce
il preventivo parere del Ministero dell’interno che si avvale, a  tal
fine, anche della Commissione  interministeriale  tecnica  di  difesa
civile, costituita con proprio decreto.
6. Per gli aspetti connessi  con  le  attivita’  ed  i  compiti  di
protezione  civile  il  NISP  acquisisce  il  preventivo  parere  del
7. I Ministeri degli affari  esteri,  dell’interno,  della  difesa,
dello sviluppo economico e  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,
nonche’ il Dipartimento della protezione civile della Presidenza  del
Consiglio  dei  Ministri,  ove  lo  ritengano  opportuno,  designano,
nell’ambito  del   personale   in   servizio   presso   le   medesime
Amministrazioni, un proprio  funzionario  per  seguire  le  attivita’
della “struttura responsabile” in  ordine  agli  aspetti  di  propria
in data 5 maggio 2010,  (Organizzazione  nazionale  per  la
gestione di crisi) e’ pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
n. 139 del 17 giugno 2010.
Individuazione settoriale
1.  La  struttura  responsabile   di   cui   all’articolo   4,   in
collaborazione con il Ministero  dello  sviluppo  economico,  per  il
settore energia, e  con  il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti ed enti vigilati, per il settore trasporti,  tenendo  anche
conto  delle  linee  guida  elaborate  dalla   Commissione   europea,
determina il limite del criterio di valutazione settoriale  oltre  il
quale l’infrastruttura puo’ essere potenzialmente critica.
2. Il Ministero dello sviluppo  economico  ed  il  Ministero  delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,  individuano  e  comunicano   alla
struttura responsabile, con apposito decreto dirigenziale:
a) le infrastrutture situate in territorio nazionale da  valutare
in base al limite di cui al comma 1 del presente articolo;
b) le infrastrutture situate in altri Stati membri  dell’UE  che,
nell’ambito dello stesso  settore,  potrebbero  essere  di  interesse
Individuazione di potenziali ICE
1.  Ogni  infrastruttura  situata  in   territorio   nazionale   ed
individuata ai sensi dell’articolo 5, ai fini della sua  designazione
come  ICE,  deve  risultare  essenziale  per  il  mantenimento  delle
funzioni vitali della societa’, della salute, della sicurezza  e  del
benessere economico e sociale della popolazione e, a  tale  fine,  e’
esaminata la gravita’  dei  possibili  effetti  negativi  esterni  ed
intrinseci, in caso  di  danneggiamento  o  distruzione,  in  base  a
criteri di valutazione intersettoriali.
a) le possibili vittime, in termini  di  numero  di  morti  e  di
b) le possibili conseguenze economiche,  in  termini  di  perdite
finanziarie, di deterioramento del  bene  o  servizio  e  di  effetti
c) le possibili conseguenze per la  popolazione,  in  termini  di
fiducia nelle istituzioni, di sofferenze fisiche e  di  perturbazione
della vita quotidiana,  considerando  anche  la  perdita  di  servizi
3. Per ogni  infrastruttura  devono  essere  esaminate  e  valutate
diverse ipotesi, tenendo conto della disponibilita’  di  alternative,
delle possibili diverse durate del danneggiamento e dei tempi per  il
ripristino della funzionalita’.
4. Il NISP, in base alla definizione di ICE di cui all’articolo  2,
comma 1, lettera e), anche su proposta della  struttura  responsabile
di cui all’articolo 4 e tenendo conto  delle  linee  guida  elaborate
dalla Commissione europea, determina, in linea di massima,  i  limiti
dei  criteri  di   valutazione   intersettoriale,   oltre   i   quali
l’infrastruttura e’ definita potenzialmente critica.
5. La struttura responsabile, applicando i limiti  dei  criteri  di
valutazione intersettoriale alle infrastrutture determinate ai  sensi
dell’articolo 5, individua le potenziali ICE.
Individuazione delle ICE
a) comunica ai rappresentanti designati dagli altri Stati membri,
che   possono   esserne   interessati    in    modo    significativo,
l’individuazione di potenziali ICE, ubicate nel territorio  nazionale
e le ragioni che potrebbero portare alla loro designazione come ICE;
b) riceve dai rappresentanti designati dagli altri  Stati  Membri
la comunicazione  dell’individuazione  di  potenziali  ICE  nel  loro
territorio,  cui  l’Italia  potrebbe  essere  interessata   in   modo
significativo  e  le  ragioni  che  potrebbero  portare   alla   loro
designazione come ICE;
c) avvia, con  i  rappresentanti  di  tali  altri  Stati  membri,
insieme al  Ministero  degli  affari  esteri,  dell’interno  e  della
difesa,  nonche’  al  Dipartimento  della  protezione  civile   della
Presidenza del  Consiglio  dei  Ministri,  discussioni  bilaterali  o
multilaterali,   per   verificare   l’effettiva   criticita’    delle
infrastrutture di cui alle lettere a) e b);
d)  riceve  dalla  Commissione  europea  eventuali  comunicazioni
relative alla richiesta, da parte di altri Stati membri,  di  avviare
discussioni bilaterali o multilaterali su infrastrutture  ubicate  in
2. La struttura responsabile, ove  uno  Stato  membro  dell’UE  non
abbia  comunicato  l’individuazione  di  una   delle   infrastrutture
segnalate ai sensi dell’articolo 5, comma  2,  o  di  altra  che,  su
richiesta di una delle Amministrazioni indicate all’articolo 4, comma
1, possa essere di interesse significativo,  informa  la  Commissione
europea  del  desiderio   di   avviare   discussioni   bilaterali   o
multilaterali riguardo a tali infrastrutture ubicate  nel  territorio
dell’altro Stato membro.
3. Le discussioni bilaterali o  multilaterali  hanno  lo  scopo  di
fissare limiti comuni dei criteri di valutazione intersettoriale e di
verificare se i possibili effetti negativi esterni ed intrinseci,  in
caso di danneggiamento o  distruzione  dell’infrastruttura,  superano
tali limiti per gli Stati membri interessati; ove cio’  si  verifichi
l’infrastruttura e’ individuata come ICE.
4.  La  Commissione  europea  puo’  partecipare  alle   discussioni
bilaterali o multilaterali,  ma  non  ha  accesso  alle  informazioni
particolareggiate     che     permetterebbero     di      individuare
inequivocabilmente una particolare infrastruttura.
5. La struttura responsabile  informa  annualmente  la  Commissione
europea del numero di infrastrutture per settore per le quali si sono
tenute  discussioni  riguardanti  i  limiti  comuni  dei  criteri  di
valutazione intersettoriali.
Designazione delle ICE
1. L’infrastruttura individuata ai sensi dell’articolo 7, comma  3,
e’ designata ICE ove vi sia consenso da parte dello Stato membro  nel
cui territorio e’ ubicata.
2. Su  proposta  della  struttura  responsabile,  il  NISP,  previa
valutazione, esprime il consenso per le  infrastrutture  ubicate  nel
3. Ove vi  sia  consenso  da  parte  dello  Stato  membro  nel  cui
territorio e’ ubicata la infrastruttura designata ICE,  la  struttura
responsabile, in collaborazione con i Ministeri degli affari  esteri,
dell’interno e  della  difesa,  nonche’  con  il  Dipartimento  della
sentiti  il  Ministero  dello  sviluppo  economico,  per  il  settore
energia, ed il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per il
settore trasporti, predispone, ai fini  della  sottoscrizione  con  i
rappresentanti degli altri Stati membri  interessati,  un’intesa  per
designare ICE l’infrastruttura individuata ai sensi dell’articolo  7,
4. L’infrastruttura, ubicata in territorio nazionale,  su  proposta
del NISP, e’ designata ICE dal Presidente del Consiglio dei Ministri,
con apposito decreto che e’ trasmesso alla struttura responsabile per
gli adempimenti successivi.
5. Al provvedimento di designazione di un’infrastruttura  come  ICE
e’  attribuita   adeguata   classifica   di   segretezza   ai   sensi
dell’articolo 42 della legge 3 agosto 2007, n. 124,  e  del  relativo
6. La designazione di  un’infrastruttura  come  ICE  non  determina
deroghe  alle  ordinarie  procedure  di  affidamento  dei   contratti
pubblici,  salvo   le   misure   relative   alla   protezione   delle
– Il testo dell’art. 42 della legge 3 agosto  2007,  n.
124, citato nelle note all’art. 3.
Termine del processo e periodico riesame
1. Il processo  di  individuazione  e  designazione  delle  ICE  e’
completato alla data di entrata in  vigore  del  presente  decreto  e
riesaminato almeno ogni cinque anni.
Comunicazioni concernenti le ICE
1.   La   struttura   responsabile   informa   della   designazione
esclusivamente  gli  Stati  membri  con  cui  e’  stata  sottoscritta
l’intesa di cui all’articolo 8, comma 3, e comunica annualmente  alla
Commissione europea solo il numero  di  ICE  ubicate  nel  territorio
nazionale, per ciascun settore, nonche’ il numero degli Stati  membri
che dipendono da ciascuna di esse.
2. La struttura responsabile informa della designazione delle  ICE,
anche  i  Ministeri  dell’interno  e  della  difesa,  i  Dipartimenti
informazioni  per  la  sicurezza  e  della  protezione  civile  della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, il  Ministero  dello  sviluppo
economico, per il settore energia, il Ministero delle  infrastrutture
e  dei  trasporti,  per  il   settore   trasporti,   le   Commissioni
parlamentari    competenti,    il    proprietario    e    l’operatore
dell’infrastruttura, di cui all’articolo 2, comma 1,  lettere  m)  ed
n), per ogni  conseguente  adempimento,  compresa  l’attivazione  dei
rispettivi organismi ed uffici competenti, ove esistenti.
Responsabili della protezione
1.  Il  Ministero  dell’interno,  il  Ministero  della  difesa,  il
dei Ministri ed il Ministero dello sviluppo economico, per il settore
settore trasporti, pongono in essere,  nell’ambito  delle  rispettive
competenze, tutte le azioni e le misure indispensabili a garantire la
protezione delle ICE ubicate in territorio nazionale, avvalendosi dei
propri organi centrali o delle articolazioni locali, ove esistenti, e
tenendo informato il NISP.
2. A livello  locale  la  responsabilita’  della  protezione  delle
singole installazioni costituenti le ICE e’  attribuita  al  Prefetto
3. Il Ministero dello sviluppo economico, per il  settore  energia,
il Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti,  per  il  settore
trasporti, il Ministero  dell’interno  e  della  difesa,  nonche’  il
dei Ministri individuano, per ciascuna ICE, nell’ambito del personale
in  servizio  presso  le   medesime   amministrazioni,   un   proprio
funzionario  che  funge  da  punto  di  contatto  con  la   struttura
4. Ai funzionari di cui al comma 3 non  sono  corrisposti  compensi
ne’ rimborsi spese.
Adempimenti per la protezione
1. L’operatore dell’infrastruttura, nel termine di 30 giorni  dalla
designazione dell’ICE, comunica  il  nominativo  del  funzionario  di
collegamento in materia di sicurezza, al  Prefetto  responsabile,  al
proprietario ed alla struttura responsabile, che ne informa  anche  i
funzionari di cui all’articolo 11, comma 3.
2. L’operatore attiva la procedura per il rilascio del  nulla  osta
di segretezza (NOS) nazionale ed UE al funzionario di collegamento in
materia di sicurezza, ai sensi dell’articolo  9  della  legge  del  3
agosto 2007, n. 124, e relative disposizioni attuative,  informandone
3.  Ai  sensi  delle  disposizioni  in  materia  di  tutela   delle
informazioni classificate, presso ogni ICE opera un’organizzazione di
sicurezza ed e’ individuato, quale  funzionario  alla  sicurezza,  il
funzionario di cui al comma 1.
4. I funzionari di cui all’articolo 11, comma  3,  e  la  struttura
responsabile, collaborano con l’operatore ed  il  proprietario  dell’
ICE, anche tramite il  funzionario  di  collegamento  in  materia  di
sicurezza, nell’effettuare l’analisi dei  rischi  e  nel  redigere  o
aggiornare il conseguente Piano di  sicurezza  dell’operatore  (PSO),
che deve rispettare i parametri minimi concordati in sede comunitaria
e riportati nell’allegato B.
5. Ove l’ICE designata, disponga gia’ di  un  PSO  ai  sensi  delle
disposizioni normative vigenti, i funzionari di cui al comma 4  e  la
struttura responsabile si limitano ad accertare che tali disposizioni
rispettino i parametri minimi riportati nell’allegato B, informandone
il Prefetto responsabile.
6. Tutti i dati e  le  notizie  riguardanti  l’ICE  ai  fini  della
redazione del PSO, nonche’ il documento di analisi dei  rischi,  sono
considerati e trattati come informazioni sensibili relative alle IC.
7. Il PSO deve essere completato  nel  termine  di  un  anno  dalla
designazione dell’infrastruttura come ICE, e revisionato almeno  ogni
8. Ove per circostanze eccezionali non sia possibile completare  il
PSO entro il termine di un anno, la struttura responsabile ne informa
– Il testo dell’art. 9 della legge 3  agosto  2007,  n.
1. Il NISP e’ punto di contatto nazionale per la  Protezione  delle
ICE (PICE) con gli altri Stati membri e con la Commissione europea.
2. In tale funzione il NISP acquisisce dalla Commissione europea le
migliori prassi e metodologie disponibili in materia  di  protezione,
ponendoli a disposizione dei soggetti pubblici  di  cui  all’articolo
11, degli operatori e dei Prefetti interessati, informandoli,  anche,
delle iniziative europee per la formazione e degli  sviluppi  tecnici
Direttive ed altri adempimenti
1.  Il   NISP   puo’   coordinare   l’elaborazione   di   direttive
interministeriali, contenenti parametri  integrativi  di  protezione,
ferme  restando  le  competenze  del  Ministro  dell’interno,   quale
Autorita’ nazionale di pubblica sicurezza ai  sensi  della  legge  1°
aprile 1981, n. 121,  e  quelle  del  Dipartimento  della  protezione
2.  Il  NISP,  in   base   alle   informazioni   comunicate   dalle
Amministrazioni competenti:
a) entro un anno  dalla  designazione  di  un  ICE,  elabora  una
valutazione delle possibili minacce nei riguardi del sottosettore nel
cui ambito opera l’ICE  designata  e  la  struttura  responsabile  ne
informa la Commissione europea;
b) ogni due anni elabora i dati  generali  sui  diversi  tipi  di
rischi, minacce e vulnerabilita’ dei settori in  cui  vi  e’  un  ICE
designata e la struttura responsabile comunica, tali  dati  generali,
– Legge 1° aprile  1981,  n.  121,  (Nuovo  ordinamento
dell’Amministrazione   della   pubblica   sicurezza.)    e’
Contributo degli organismi di informazione
1. Le modalita’ del concorso informativo  degli  organismi  di  cui
agli articoli 4, 6 e 7 della  legge  3  agosto  2007,  n.  124,  sono
stabiliti con provvedimenti del Presidente del Consiglio dei Ministri
da adottarsi ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della stessa legge.
– Il testo degli articoli 1, comma 3, 4, 6  e  7  delle
legge 3 agosto 2007, n. 124, citata nelle note all’art.  3,
«Art. 1 (Competenze del Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri). – 1. Al Presidente del  Consiglio  dei  Ministri
sono attribuiti, in via esclusiva:
a) l’alta direzione  e  la  responsabilita’  generale
della  politica   dell’informazione   per   la   sicurezza,
nell’interesse e per la difesa  della  Repubblica  e  delle
istituzioni democratiche poste  dalla  Costituzione  a  suo
d) la nomina e la revoca del direttore generale e  di
uno o piu’ vice direttori generali del  Dipartimento  delle
informazioni per la sicurezza;
e) la nomina e la revoca dei  direttori  e  dei  vice
direttori dei servizi di informazione per la sicurezza;
f)  la  determinazione  dell’ammontare  annuo   delle
risorse finanziarie per i servizi di  informazione  per  la
sicurezza e per il Dipartimento delle informazioni  per  la
sicurezza,   di   cui   da’   comunicazione   al   Comitato
parlamentare di cui all’art. 30.
2. Ai fini dell’esercizio delle competenze di cui  alle
lettere b) e c) del comma 1, il  Presidente  del  Consiglio
dei  Ministri  determina  i  criteri  per  l’apposizione  e
l’opposizione  del  segreto  ed   emana   le   disposizioni
necessarie per la sua tutela amministrativa, nonche’ quelle
relative al rilascio  e  alla  revoca  dei  nulla  osta  di
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri provvede al
coordinamento  delle  politiche  dell’informazione  per  la
sicurezza, impartisce le direttive e, sentito  il  Comitato
interministeriale per la sicurezza della Repubblica,  emana
ogni disposizione  necessaria  per  l’organizzazione  e  il
funzionamento del Sistema di informazione per la  sicurezza
della Repubblica.».
«Art.  4  (Dipartimento  delle  informazioni   per   la
sicurezza). – 1. Per lo svolgimento dei compiti di  cui  al
comma 3 e’ istituito, presso la  Presidenza  del  Consiglio
dei Ministri, il Dipartimento  delle  informazioni  per  la
sicurezza (DIS).
2.  Il  Presidente  del  Consiglio   dei   Ministri   e
l’Autorita’ delegata, ove istituita, si avvalgono  del  DIS
per  l’esercizio  delle  loro  competenze,   al   fine   di
assicurare piena  unitarieta’  nella  programmazione  della
ricerca informativa del  Sistema  di  informazione  per  la
sicurezza,  nonche’  nelle  analisi   e   nelle   attivita’
operative dei servizi di informazione per la sicurezza.
a) coordina l’intera attivita’ di informazione per la
sicurezza, verificando altresi’ i risultati delle attivita’
svolte dall’AISE e dall’AISI, ferma restando la  competenza
dei  predetti  servizi  relativamente  alle  attivita’   di
ricerca informativa e di collaborazione con  i  servizi  di
sicurezza degli Stati esteri;
b) e’ costantemente  informato  delle  operazioni  di
competenza dei servizi di informazione per la  sicurezza  e
trasmette al  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  le
informative  e  le  analisi   prodotte   dal   Sistema   di
informazione per la sicurezza;
c) raccoglie le informazioni, le analisi e i rapporti
provenienti dai servizi di informazione per  la  sicurezza,
dalle Forze armate  e  di  polizia,  dalle  amministrazioni
dello Stato e da  enti  di  ricerca  anche  privati;  ferma
l’esclusiva   competenza   dell’AISE   e   dell’AISI    per
l’elaborazione dei rispettivi piani di  ricerca  operativa,
elabora  analisi  strategiche  o  relative  a   particolari
situazioni; formula valutazioni e previsioni, sulla  scorta
dei contributi analitici settoriali dell’AISE e dell’AISI;
d) elabora, anche sulla base delle informazioni e dei
rapporti  di  cui  alla  lettera  c),  analisi  globali  da
sottoporre   al   CISR,   nonche’   progetti   di   ricerca
informativa, sui quali decide il Presidente  del  Consiglio
dei Ministri, dopo avere acquisito il parere del CISR;
e) promuove e garantisce, anche  attraverso  riunioni
periodiche, lo scambio informativo tra l’AISE, l’AISI e  le
Forze di polizia; comunica al Presidente del Consiglio  dei
Ministri  le   acquisizioni   provenienti   dallo   scambio
informativo e i risultati delle riunioni periodiche;
f) trasmette,  su  disposizione  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri, sentito  il  CISR,  informazioni  e
analisi ad  amministrazioni  pubbliche  o  enti,  anche  ad
ordinamento  autonomo,  interessati   all’acquisizione   di
g) elabora, d’intesa con l’AISE e l’AISI, il piano di
acquisizione delle risorse umane  e  materiali  e  di  ogni
altra  risorsa  comunque  strumentale   all’attivita’   dei
servizi di informazione per  la  sicurezza,  da  sottoporre
all’approvazione del Presidente del Consiglio dei Ministri;
h) sentite  l’AISE  e  l’AISI,  elabora  e  sottopone
all’approvazione del Presidente del Consiglio dei  Ministri
lo schema del regolamento di cui all’art. 21, comma 1;
i)  esercita  il  controllo  sull’AISE  e  sull’AISI,
verificando la conformita’ delle attivita’ di  informazione
per la sicurezza alle leggi e ai regolamenti, nonche’  alle
direttive e alle disposizioni del Presidente del  Consiglio
dei  Ministri.  Per  tale  finalita’,  presso  il  DIS   e’
istituito  un  ufficio  ispettivo  le  cui   modalita’   di
organizzazione e di  funzionamento  sono  definite  con  il
regolamento  di  cui  al  comma  7.  L’ufficio   ispettivo,
nell’ambito  delle  competenze  definite  con  il  predetto
regolamento, puo’ svolgere, anche a richiesta del direttore
generale del DIS, autorizzato dal Presidente del  Consiglio
dei Ministri, inchieste  interne  su  specifici  episodi  e
comportamenti  verificatisi  nell’ambito  dei  servizi   di
l) assicura l’attuazione delle disposizioni impartite
dal Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  con  apposito
regolamento adottato ai sensi dell’art. 1, comma 2, ai fini
della tutela amministrativa del segreto di  Stato  e  delle
classifiche di segretezza, vigilando  altresi’  sulla  loro
corretta applicazione;
m) cura le attivita’ di promozione e diffusione della
cultura della sicurezza e la comunicazione istituzionale;
n) impartisce gli indirizzi per la gestione  unitaria
del personale di cui  all’art.  21,  secondo  le  modalita’
definite dal regolamento di cui al  comma  1  del  medesimo
4. Fermo restando quanto previsto dall’art. 118-bis del
codice di procedura penale, introdotto dall’art.  14  della
presente legge,  qualora  le  informazioni  richieste  alle
Forze di polizia, ai sensi delle lettere c) ed e) del comma
3 del presente  articolo,  siano  relative  a  indagini  di
polizia giudiziaria, le stesse, se coperte dal  segreto  di
cui all’art. 329 del codice di  procedura  penale,  possono
essere acquisite solo previo  nulla  osta  della  autorita’
giudiziaria  competente.   L’autorita’   giudiziaria   puo’
trasmettere gli atti e le  informazioni  anche  di  propria
5. La Direzione generale del  DIS  e’  affidata  ad  un
dirigente di prima fascia o equiparato dell’amministrazione
dello Stato,  la  cui  nomina  e  revoca  spettano  in  via
esclusiva al Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito
il CISR.  L’incarico  ha  comunque  la  durata  massima  di
quattro anni ed e’ rinnovabile  per  una  sola  volta.  Per
quanto previsto dalla presente legge, il direttore del  DIS
e’ il diretto referente del Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri e dell’Autorita’ delegata,  ove  istituita,  salvo
quanto previsto dall’art. 6, comma 5, e dall’art. 7,  comma
5, ed e’ gerarchicamente e funzionalmente sovraordinato  al
personale del DIS e degli uffici istituiti nell’ambito  del
medesimo Dipartimento.
6. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il
direttore  generale  del  DIS,  nomina  uno  o  piu’   vice
direttori generali; il direttore generale affida gli  altri
incarichi nell’ambito del Dipartimento, ad eccezione  degli
incarichi il cui  conferimento  spetta  al  Presidente  del
7. L’ordinamento e l’organizzazione  del  DIS  e  degli
uffici istituiti nell’ambito del medesimo Dipartimento sono
disciplinati con apposito regolamento.
8. Il regolamento previsto dal  comma  7  definisce  le
modalita’ di organizzazione e di funzionamento dell’ufficio
ispettivo di cui al comma 3, lettera i), secondo i seguenti
a) agli ispettori  e’  garantita  piena  autonomia  e
indipendenza di giudizio nell’esercizio delle  funzioni  di
b) salva specifica autorizzazione del Presidente  del
Consiglio  dei  Ministri  o  dell’Autorita’  delegata,  ove
istituita,  i  controlli  non  devono  interferire  con  le
operazioni in corso;
c) sono previste per gli ispettori  specifiche  prove
selettive e un’adeguata formazione;
d)  non  e’  consentito  il  passaggio  di  personale
dall’ufficio ispettivo ai servizi di  informazione  per  la
e)   gli   ispettori,   previa   autorizzazione   del
Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  o  dell’Autorita’
delegata, ove istituita, possono accedere a tutti gli  atti
conservati  presso  i  servizi  di  informazione   per   la
sicurezza e presso  il  DIS;  possono  altresi’  acquisire,
tramite il direttore generale del DIS,  altre  informazioni
da enti pubblici e privati.».
«Art. 6 (Agenzia informazioni e sicurezza  esterna).  –
1. E’ istituita l’Agenzia informazioni e sicurezza  esterna
(AISE), alla quale e’ affidato il compito di  ricercare  ed
elaborare nei settori di competenza tutte  le  informazioni
utili  alla  difesa  dell’indipendenza,  dell’integrita’  e
della sicurezza della Repubblica, anche  in  attuazione  di
accordi   internazionali,   dalle    minacce    provenienti
2. Spettano all’AISE inoltre le attivita’ in materia di
controproliferazione concernenti  i  materiali  strategici,
nonche’ le attivita’ di informazione per la sicurezza,  che
si  svolgono  al  di  fuori  del  territorio  nazionale,  a
protezione degli interessi politici,  militari,  economici,
scientifici e industriali dell’Italia.
3.  E’,  altresi’,  compito  dell’AISE  individuare   e
contrastare  al  di  fuori  del  territorio  nazionale   le
attivita’  di  spionaggio  dirette  contro  l’Italia  e  le
attivita’ volte a danneggiare gli interessi nazionali.
4.  L’AISE  puo’  svolgere  operazioni  sul  territorio
nazionale soltanto in  collaborazione  con  l’AISI,  quando
tali operazioni siano strettamente  connesse  ad  attivita’
che la  stessa  AISE  svolge  all’estero.  A  tal  fine  il
direttore  generale  del  DIS  provvede  ad  assicurare  le
necessarie   forme   di   coordinamento   e   di   raccordo
informativo,  anche  al  fine  di  evitare  sovrapposizioni
funzionali o territoriali.
5. L’AISE risponde  al  Presidente  del  Consiglio  dei
6. L’AISE informa tempestivamente e con continuita’  il
Ministro della difesa, il Ministro degli affari esteri e il
Ministro  dell’interno  per   i   profili   di   rispettiva
7.  Il  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  con
proprio decreto, nomina e revoca  il  direttore  dell’AISE,
scelto  tra  dirigenti  di  prima   fascia   o   equiparati
dell’amministrazione  dello   Stato,   sentito   il   CISR.
L’incarico ha comunque la durata massima di quattro anni ed
e’ rinnovabile per una sola volta.
8.  Il  direttore  dell’AISE  riferisce   costantemente
sull’attivita’  svolta  al  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri o all’Autorita’ delegata, ove  istituita,  per  il
tramite  del  direttore   generale   del   DIS.   Riferisce
direttamente al Presidente del Consiglio  dei  Ministri  in
caso di urgenza o quando altre particolari  circostanze  lo
richiedano,  informandone  senza   ritardo   il   direttore
generale del DIS; presenta al  CISR,  per  il  tramite  del
direttore  generale  del  DIS,  un  rapporto  annuale   sul
funzionamento e sull’organizzazione dell’Agenzia.
9. Il Presidente del Consiglio dei  Ministri  nomina  e
revoca, sentito il direttore dell’AISE,  uno  o  piu’  vice
direttori.  Il  direttore  dell’AISE   affida   gli   altri
incarichi nell’ambito dell’Agenzia.
10. L’organizzazione e il funzionamento dell’AISE  sono
disciplinati con apposito regolamento.».
«Art. 7(Agenzia informazioni e sicurezza interna). – 1.
E’ istituita l’Agenzia  informazioni  e  sicurezza  interna
(AISI), alla quale e’ affidato il compito di  ricercare  ed
utili  a  difendere,  anche  in   attuazione   di   accordi
internazionali, la sicurezza interna della Repubblica e  le
fondamento da ogni minaccia, da ogni attivita’  eversiva  e
da ogni forma di aggressione criminale o terroristica.
2. Spettano all’AISI le attivita’ di  informazione  per
la sicurezza, che si svolgono  all’interno  del  territorio
nazionale, a protezione degli interessi politici, militari,
economici, scientifici e industriali dell’Italia.
3.  E’,  altresi’,  compito  dell’AISI  individuare   e
contrastare  all’interno  del   territorio   nazionale   le
4. L’AISI puo’ svolgere operazioni all’estero  soltanto
in collaborazione con l’AISE, quando tali operazioni  siano
strettamente connesse  ad  attivita’  che  la  stessa  AISI
svolge all’interno del territorio nazionale. A tal fine  il
5. L’AISI risponde  al  Presidente  del  Consiglio  dei
6. L’AISI informa tempestivamente e con continuita’  il
Ministro dell’interno, il Ministro degli affari esteri e il
Ministro  della  difesa  per  i   profili   di   rispettiva
7. Il Presidente del Consiglio dei  Ministri  nomina  e
revoca, con proprio decreto, il direttore dell’AISI, scelto
tra   i   dirigenti   di   prima   fascia   o    equiparati
8.  Il  direttore  dell’AISI  riferisce   costantemente
revoca, sentito il direttore dell’AISI,  uno  o  piu’  vice
direttori.  Il  direttore  dell’AISI   affida   gli   altri
10. L’organizzazione e il funzionamento dell’AISI  sono
Matteoli, Ministro delle  infrastrutture
(previsto dall’articolo 1, comma 2)
Suddivisione dei settori energia
e trasporti in sotto-settori
Elettricita’, comprendente:  infrastrutture  e  impianti  per  la
produzione e la trasmissione di energia elettrica e per la  fornitura
di elettricita’;
Petrolio, comprendente:  produzione,  raffinazione,  trattamento,
stoccaggio e trasporto di petrolio attraverso oleodotti;
Gas,   comprendente:   produzione,   raffinazione,   trattamento,
stoccaggio e trasporto di gas attraverso oleodotti e terminali GNL;
(previsto dall’articolo 12, comma 4)
Requisiti minimi del piano di sicurezza
dell’operatore (PSO)
Il piano di sicurezza dell’operatore (PSO) identifica gli  elementi
che compongono l’infrastruttura critica, evidenziando per  ognuno  di
essi le soluzioni di sicurezza esistenti ovvero quelle  che  sono  in
via di applicazione.
l’individuazione     degli     elementi      piu’      importanti
dell’infrastruttura;
1. l’analisi dei rischi che, basata sui diversi tipi  di  minacce
piu’ rilevanti, individua  la  vulnerabilita’  degli  elementi  e  le
possibili conseguenze del mancato funzionamento di  ciascun  elemento
sulla funzionalita’ dell’intera infrastruttura;
2. l’individuazione, la selezione e la priorita’ delle  misure  e
procedure di sicurezza distinte in  misure  permanenti  e  misure  ad
applicazione graduata.
3. le misure permanenti sono quelle che  si  prestano  ad  essere
utilizzate in modo continuativo e comprendono:
– sistemi  di  protezione  fisica  (strumenti  di  rilevazione,
controllo accessi, protezione elementi ed altre di prevenzione);
– predisposizioni organizzative per  allertamento  comprese  le
procedure di gestione delle crisi;
– sistemi di controllo e verifica;
– sistemi di comunicazione;
–  addestramento  ed  accrescimento  della  consapevolezza  del
– sistemi per la continuita’  del  funzionamento  dei  supporti
4. Le misure ad applicazione graduata da attivare in relazione al
livello di minacce o di rischi esistenti in un determinato periodo di
Inoltre, si devono  applicare  anche,  in  quanto  compatibili,  le
disposizioni di cui agli artt. 11, 12 e 20 del decreto legislativo 17
agosto 1999, n. 334.
DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 61 – Attuazione della Direttiva 2008/114/CE recante l’individuazione e la designazione delle infrastrutture critiche europee e la valutazione della necessita’ di migliorarne la protezione. (11G0101) – (GU n. 102 del 4-5-2011 redazione redazione 2015-05-19T06:52:14+00:00