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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.14', 'art.14', 'art.16', 'art. 23', 'art. 47', 'art. 154', 'art. 19', 'art. 49', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 19', 'art.43', 'art. 9']

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BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N AVVERTENZA
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1 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N AVVERTENZA Art. 8 - Ulteriori indicazioni Art. 9 - Targa identificativa Si pubblica di seguito il testo del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 3 stiche Art. 9 bis - Limiti di esercizio delle attività agritu ri- agosto 2004, n. 46/R (Regolamento di attuazione della legge regionale 23 giugno 2003, n. 30 Disciplina delle Capo III attività agrituristiche in Toscana ), pubblicato nel B.U. Limiti e modalità di esercizio delle attività agrituristiche 13 agosto 2004, n. 33, parte prima, coordinato con: - decreto del Presidente della Giunta regionale 21 Art Degustazione e assaggio di prodotti e dicembre 2005, n. 69/R; organizzazioni di eventi promozionali - decreto del Presidente della Giunta regionale 25 marzo 2010, n. 35/R. Il testo coordinato qui pubblicato è stato redatto a cura degli uffici della Giunta regionale, ai sensi dell articolo 10 della legge regionale 23 aprile 2007, n. 23 (Nuovo ordinamento del Bollettino Ufficiale della Regione Toscana e norme per la pubblicazione degli atti. Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1995, n. 9 Disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di accesso agli atti ), al solo fine di facilitare la lettura. Restano invariati il valore e l efficacia degli atti normativi qui richiamati. Le modifiche sono stampate con caratteri corsivi. Testo coordinato del decreto del Presidente della Giunta regionale 3 agosto 2004, n. 46/R (Regolamento di attuazione della legge regionale 23 giugno 2003, n. 30 (Disciplina delle attività agrituristiche in Toscana). INDICE Titolo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Oggetto Art. 2 - Definizioni Titolo II ESERCIZIO DELL AGRITURISMO Capo I Principalità dell attività agricola Art Attività di cui all articolo 14 della l.r. 30/2003 Art Utilizzo dell abitazione principale dell imprenditore ubicata nei centri abitati Art Prodotti utilizzabili nella somministrazione di pasti, di alimenti e di bevande Art. 13 bis - Requisiti professionali per la somministrazione pasti alimenti e bevande Art Individuazione delle aree montane e delle aree svantaggiate Art Eventi promozionali Art Norme tecniche per la realizzazione dei servizi igienici, dei volumi tecnici e degli impianti sportivoricreativi Capo IV Requisiti strutturali, igienico-sanitari e di sicurezza Sezione I Requisiti igienico-sanitari per la produzione, la preparazione e la somministrazione di pasti, alimenti e bevande Art Idoneità dei locali per la preparazione e la somministrazione di pasti, di alimenti e di bevande Art Piano di autocontrollo Art Requisiti dei locali per la somministrazione Art Requisiti dei locali per la preparazione dei pasti Art Requisiti dei locali per la preparazione e somministrazione di pasti nel corso degli eventi di cui all articolo 16 della l.r 30/2003 Art Requisiti dei locali per la preparazione dei prodotti aziendali Art. 3 - Dichiarazione di inizio attività agrituristica Art. 4 - Accordi scritti per disciplinare le forme di collaborazione Art. 5 - Principalità della attività agricola Art. 6 - Relazione Capo II Classificazione delle strutture ricettive agrituristiche Art. 7 - Classificazione con le spighe Sezione II Requisiti igienico-sanitari per lo svolgimento dell attivita di macellazione di animali allevati in azienda Art Macellazione di animali allevati in azienda ai fini della somministrazione di pasti, di alimenti e di bevande, di degustazioni e di assaggio e di organizzazione di eventi promozionali nel rispetto del sistema della filiera corta2 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 Art Quantità di animali e modalità di macellazione Art Requisiti dei locali per la lavorazione delle carni Sezione III Requisiti strutturali, igienico sanitari e di sicurezza per l ospitalità Art Requisiti delle camere e delle unità abitative Art. 26 bis - Utilizzo di camere con particolari requisiti strutturali Art Requisiti per l ospitalità in spazi aperti Art. 27 bis - Requisiti per l ospitalità di camper in spazi aperti Art Requisiti per lo svolgimento delle attività agrituristiche di cui all articolo 14 della legge Sezione IV Disposizioni per la conduzione delle piscine si intendono i centri con popolazione non superiore a tremila abitanti, perimetrati negli atti della pianificazione comunale. Titolo II ESERCIZIO DELL AGRITURISMO Capo I 2 Principalità dell attività agricola Art. 3 3 Dichiarazione di inizio attività agrituristica 1. La dichiarazione di inizio attività agrituristica (DIA) è presentata al comune tramite lo sportello unico delle attività produttive (SUAP) in via telematica utilizzando la modulistica messa a disposizione nel sito istituzionale del SUAP, dall imprenditore agricolo proprietario dell azienda o comunque titolare di altro diritto reale o personale di godimento su di essa, con esclusione del contratto di comodato. Art Conduzione e controllo delle piscine Art Controlli nella conduzione delle piscine Titolo II bis VIGILANZA E CONTROLLO Art. 30 bis - Vigilanza e controllo Titolo III DISPOSIZIONI TRANSITORIE E ABROGATIVE Art Abrogazioni Art Norme transitorie per la classificazione Allegato A Allegato B Allegato C Titolo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 1 Oggetto 1. Il presente regolamento attua le disposizioni della legge regionale 23 giugno 2003, n. 30 (Disciplina delle attività agrituristiche in Toscana), di seguito denominata legge. Art. 2 Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento per centro abitato 2. La DIA contiene quanto indicato nell allegato C al presente regolamento. 3. L archivio regionale delle aziende agrituristiche di cui all articolo 28 della legge è tenuto dall Agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura (ARTEA). Art. 4 Accordi scritti per disciplinare le forme di collaborazione 1. Gli accordi scritti per disciplinare le forme di collaborazione di cui all articolo 5 della legge sono comunicati ai comuni competenti. Art. 5 Principalità della attività agricola 1. I criteri per la determinazione della principalità dell attività agricola, di cui all articolo 6, comma 3 della legge, sono indicati nell allegato A al presente regolamento. Art. 6 4 Relazione 1. La relazione agrituristica è presentata nell ambito della dichiarazione unica aziendale (DUA) di cui all articolo 11 della legge regionale 27 luglio 2007, n. 45 (Norme in materia di imprenditore e imprenditrice agricoli e di impresa agricola), tramite il fascicolo aziendale. L allegato C al presente regolamento con-3 2. 7 Le aziende autorizzate in data anteriore all entra BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N tiene le modalità e i dati necessari per la presentazione della relazione agrituristica. ta in vigore del regolamento si adeguano all obbligo di cui al comma 1 entro il 31 dicembre Capo II Classificazione delle strutture ricettive agrituristiche Art. 7 Classificazione con le spighe 1. Per la classificazione delle strutture ricettive agrituristiche è utilizzato il logo che rappresenta la spiga. 2. Le caratteristiche grafiche del logo che rappresenta la spiga sono definiti nell allegato B, parte III. 3. Le strutture agrituristiche sono classificate con un numero di spighe, compreso fra uno e tre, che indica il livello qualitativo dell offerta di ospitalità rurale. 4. L attribuzione del livello di classificazione con le spighe avviene in relazione al possesso dei requisiti, distinti in obbligatori e facoltativi, elencati nell allegato B, parte I. 5. Il possesso dei soli requisiti obbligatori consente il livello di classificazione minimo, pari ad una spiga L apposita stampa dei requisiti inerenti la clas sificazione dichiarati dall imprenditore agricolo al momento della presentazione della DIA deve essere esposta al pubblico all interno dell agriturismo in luogo ben visibile. Art. 8 Ulteriori indicazioni 1. La classificazione con le spighe può essere integrata con le menzioni aggiuntive previste nell allegato B, parte III. 2. Ogni menzione aggiuntiva può essere utilizzata per individuare specifiche tipologie di ospitalità, le cui caratteristiche sono individuate nell allegato B, parte III. 3. Le caratteristiche grafiche delle menzioni aggiuntive sono definite con atto del competente ufficio della Giunta regionale. Art. 9 Targa identificativa 1. Ogni azienda agricola che svolge 6 attività agrituristiche deve apporre all ingresso per gli ospiti dell azienda la targa identificativa di cui all allegato B, parte III. Art. 9 bis 8 Limiti di esercizio delle attività agrituristiche 1. Le attività di cui all articolo 2, comma 2, lettere a), b), c) e d) della legge sono svolte in azienda nei limiti massimi derivanti dal calcolo della principalità dell attività agricola effettuato con la relazione agrituristica di cui all articolo 7 e fermo restando il rispetto dei requisiti igienico sanitari. Capo III Limiti e modalità di esercizio delle attività agrituristiche Art. 10 Degustazione e assaggio di prodotti e organizzazioni di eventi promozionali La degustazione e l assaggio di prodotti e l organizzazione di eventi promozionali è svolta con prodotti aziendali, integrati da prodotti delle aziende agricole locali, nonché da prodotti di origine e/o certificati toscani, come definiti all articolo Qualora per la degustazione e l assaggio dei prodotti di cui al comma 1 11 non sia utilizzato materiale di carta o plastica biodegradabile devono essere disponibili strumenti per il lavaggio delle stoviglie e/o servizi di noleggio stoviglie. 3. Per la preparazione di spuntini e bevande offerti in degustazione ed assaggio è sufficiente disporre di uno spazio con piano di lavoro lavabile che può essere ricavato anche nella cucina o nel locale destinato agli assaggi e degustazioni. 4. Nel caso di preparazioni che richiedano la lavorazione e la cottura dei cibi sono necessari i requisiti igienico-sanitari previsti per la preparazione e somministrazione di pasti, alimenti e bevande. Possono essere utilizzate anche zone di cottura poste all esterno degli edifici. Art. 11 Attività di cui all articolo 14 della l.r. 30/ Le attività di cui all articolo 14 della legge organizzate all esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell azienda devono essere svolte nel comune ove ha sede il centro aziendale o nei comuni limitrofi e al di fuori dei centri abitati (parole soppresse) Qualora le attività di cui all articolo 14 della legge siano organizzate in strutture private al di fuori dei beni4 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 fondiari, queste devono essere di proprietà dell imprenditore agricolo o comunque l imprenditore deve avere sulle stesse un diritto reale o personale di godimento, con esclusione del contratto di comodato. 2 bis. 13 Le attività di cui all articolo 14 della legge possono essere organizzate dall azienda agricola singolarmente o mediante forme di collaborazione di cui all articolo 5, comma 2 della legge nel rispetto delle vigenti norme sulla sicurezza. 2-ter. 14 La Giunta regionale con regolamento disciplina i requisiti minimi per lo svolgimento delle attività di cui all articolo 2, comma 2, lettera c) della legge afferenti ai servizi sociali e di servizio per le comunità locali. 2-quater. 15 La Giunta regionale con regolamento disciplina i requisiti minimi per lo svolgimento delle attività di cui all articolo 14 della legge denominate fattorie didattiche. Art. 12 Utilizzo dell abitazione principale dell imprenditore ubicata nei centri abitati 1. Ai sensi dell articolo 17, comma 1, lettera a) della legge, l esercizio delle attività agrituristiche nei locali siti nell abitazione principale dell imprenditore agricolo ubicata nel centro abitato deve svolgersi in immobili che presentano caratteristiche di ruralità come definite negli strumenti della pianificazione comunale. Art Prodotti utilizzabili nella somministrazione di pasti, di alimenti e di bevande 1. Ai sensi dell articolo 15 della legge nella sommi nistrazione di pasti, di alimenti e di bevande, nelle degustazioni e assaggi, e negli eventi promozionali sono utilizzati prodotti aziendali, integrati da prodotti delle aziende agricole locali, nonché da prodotti di origine e/o certificati toscani. 2. I prodotti aziendali sono quelli prodotti in azienda originati nel territorio regionale e quelli ricavati da materie prime dell azienda agricola e ottenuti attraverso lavorazioni anche esterne. Sono equiparati ai prodotti aziendali quelli prodotti da aziende agricole locali e/o regionali con le quali l imprenditore sottoscrive accordi. Per i prodotti degli allevamenti un periodo significativo dell ultima fase deve essere svolto in azienda nel territorio regionale. 3. I prodotti certificati toscani sono quelli a denominazione d origine protetta (DOP), a indicazione geografica protetta (IGP), agriqualità, biologici, prodotti agricoli tradizionali e vini a denominazione d origine (DO). 4. I prodotti di origine toscana, anche se non certificati toscani, sono quelli prodotti da aziende agricole e agroalimentari situate nel territorio toscano e anche se trasformati, ottenuti comunque da prodotti coltivati, allevati, cacciati, pescati o raccolti nel territorio toscano. Per le aziende situate in prossimità dei confini amministrativi regionali, sono prodotti locali anche quelli prodotti da aziende agricole e agroalimentari situate nei comuni non toscani confinanti, secondo gli stessi principi di cui al primo alinea. 5. L origine e la provenienza dei prodotti è indicata agli ospiti insieme al prezzo delle pietanze, tramite informazioni scritte riportate nella lista delle pietanze. In particolare sono indicati quali sono i prodotti aziendali propri e la provenienza degli altri prodotti impiegati. 6. Per il completamento delle pietanze da somministrare è consentito l utilizzo di ingredienti complementari, quali spezie coloniali e altri non ottenibili in Toscana, nonché la somministrazione di prodotti di uso comune dell ospitalità tradizionale. 7. E consentito l utilizzo dei prodotti indispensabili per diete speciali per motivi di salute. Art. 13 bis 17 Requisiti professionali per la somministrazione pasti alimenti e bevande 1. Ai sensi dell articolo 15, comma 1 della legge l imprenditore che svolge attività di somministrazione di alimenti e bevande o l addetto che svolge tale attività, deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti professionali: a) possedere la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) con iscrizione, anche a titolo provvisorio nell anagrafe regionale, ai sensi della l.r. 45/2007; b) essere in possesso di un diploma di istituto di istruzione secondaria di secondo grado o di laurea attinente alla materia dell alimentazione o della somministrazione di alimenti e bevande o attinente al settore agrario e forestale; c) aver esercitato in proprio l attività di somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera presso imprese esercenti l attività nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato addetto alla somministrazione, alla preparazione o all amministrazione o in qualità di socio lavoratore di cooperativa o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado dell imprenditore,5 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N Art Idoneità dei locali per la preparazione e la somministrazione di pasti, di alimenti e di bevande in qualità di coadiutore familiare, comprovata dall iscrizione all INPS; d) avere frequentato con esito positivo il corso di formazione obbligatoria per somministrazione di alimenti e bevande o il corso di operatore agrituristico del repertorio regionale dei profili professionali o analogo corso di formazione come disciplinato dalla vigente normativa delle regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. (Abrogato) Art Individuazione delle aree montane e delle aree svantaggiate Abrogato. Art. 15 Eventi promozionali 1. Ai sensi del comma 4 dell articolo 22 della legge la preparazione e la somministrazione per un numero di posti tavola non superiore a dodici, laddove è disponibile uno spazio adeguato da destinare a spazio comune per il consumo dei pasti, può essere svolta nella cucina dell abitazione rispettando i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni e dai regolamenti edilizi e di igiene per i locali di abitazione. 2. Ai sensi del comma 5 dell articolo 22 nelle strutture agrituristiche con un numero di posti letto in camera non superiore a dodici è possibile utilizzare la cucina dell abitazione, avente i requisiti di cui al comma 1, da parte degli ospiti, laddove è disponibile uno spazio adeguato da destinare a spazio comune per il consumo dei pasti. 2. L attività di somministrazione di pasti, alimenti e bevande realizzata nel corso degli eventi deve essere accompagnata da un attività di informazione sui prodotti presentati e sui relativi metodi di produzione Abrogato. Art. 16 Norme tecniche per la realizzazione dei servizi igienici, dei volumi tecnici e degli impianti sportivo-ricreativi 1. Ai sensi dell articolo 18, comma 6 della legge, le nuove strutture per i servizi igienico-sanitari e i nuovi volumi tecnici possono essere realizzati a condizione che: a) per comprovati motivi strutturali e di sicurezza, non sia possibile utilizzare le strutture esistenti; b) e strutture e i volumi siano adeguatamente inseriti nel contesto rurale; c) le tipologie, gli elementi architettonici e i materiali utilizzati siano tipici dell edilizia rurale del luogo Ai sensi dell articolo 18, comma 6 della legge, gli impianti sportivi a carattere ricreativo sono realizzati nel rispetto dei regolamenti urbanistici comunali e a condizione che siano funzionali al soggiorno, all ospitalità temporanea e che siano adeguatamente inseriti nel contesto rurale. Capo IV Requisiti strutturali, igienico-sanitari e di sicurezza Sezione I Requisiti igienico- sanitari per la produzione, la preparazione e la somministrazione di pasti, alimenti e bevande 3. Per gli ospiti che usufruiscono della somministrazione di alimenti, di pasti e di bevande, nonché per le attività di degustazione e di assaggio e per l organizzazione di eventi promozionali, deve essere disponibile almeno un servizio igienico o in numero superiore in proporzione al numero degli utenti e alla tipologia di attività. 4. Nel caso in cui il locale per la preparazione dei pasti sia all interno o nelle vicinanze dell abitazione, è ammessa la possibilità di utilizzare i locali dell abitazione quali spogliatoi e i servizi igienici dell abitazione, purché diversi da quelli a disposizione del pubblico. Art Piano di autocontrollo 1. Le aziende agricole che svolgono le attività di cui all articolo 15 della legge devono dotarsi di un piano di autocontrollo commisurato alle attività svolte. 2. Entro il 31 dicembre 2010 la Giunta regionale adegua, nel rispetto del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004 sull igiene dei prodotti alimentari le procedure di autocontrollo di cui alla delibera della Giunta regionale 31 gennaio 2005, n. 136 (Linee guida per la gestione delle procedure di autocontrollo nelle aziende agricole che svolgono attività di preparazione e somministrazione pasti, alimenti e bevande, destinati alla consumazione sul posto in ambito agrituristico, in applicazione della disciplina igienico-sanitaria, di cui al D.Lgs. 155/97). Art Requisiti dei locali per la somministrazione (Abrogato)6 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 Art Requisiti dei locali per la preparazione dei pasti (Abrogato) Art Requisiti dei locali per la preparazione e somministrazione di pasti nel corso degli eventi di cui all articolo 16 della l.r 30/2003 (Abrogato) Art Requisiti dei locali per la preparazione dei prodotti aziendali (Abrogato) Sezione II Requisiti igienico-sanitari per lo svolgimento dell attivita di macellazione di animali allevati in azienda Art Macellazione di animali allevati in azienda ai fini della somministrazione di pasti, di alimenti e di bevande, di degustazioni e di assaggio e di organizzazione di eventi promozionali nel rispetto del sistema della filiera corta terreni, previo compostaggio in strutture a norma del regolamento (CE) n del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002(regolamento sui sottoprodotti di origine animale), il trasporto degli scarti della macellazione, non depositabili negli appositi container, può essere differito oltre le ventiquattro ore e documentato tramite un registro di carico e scarico. La conservazione degli stessi avviene in appositi imballi a perdere (sacchi di plastica chiusi con un laccio) completi della data di confezionamento e riposti in apposito congelatore utilizzato esclusivamente per tale scopo. 4. Nel caso in cui il locale per la macellazione sia all interno o nelle vicinanze dell abitazione, è ammessa la possibilità di utilizzare i locali dell abitazione quali spogliatoi e i servizi igienici dell abitazione, purché diversi da quelli a disposizione del pubblico. Art Quantità di animali e modalità di macellazione (Abrogato) Art Requisiti dei locali per la lavorazione delle carni 1. Fatto salvo il caso in cui l azienda è dotata di strutture di macellazione a norma del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale, le specie e le quantità di animali allevati in azienda la cui macellazione è possibile ai fini della fornitura diretta al consumatore finale e allo svolgimento delle attività di cui all articolo 15 della legge, nonché le modalità da attuare per la macellazione, seguono le indicazioni di cui alla deliberazione della Giunta regionale 31 agosto 2009, n. 746 (Linee guida per la fornitura di piccoli quantitativi di carni provenienti da pollame e lagoformi macellati nell azienda agricola ai sensi dell articolo 10, punto 2, lettera A) del d.p.g.r. 1 agosto 2006, n. 40/R). 2. E consentita la macellazione in azienda di animali di specie suina e ovicaprina con il limite massimo di tre unità di grosso bestiame (UGB) l anno, secondo le modalità per la visita sanitaria stabilite dalle apposite linee guida regionali per la macellazione per il consumo privato delle carni da approvare entro 31 dicembre 2010 e con l applicazione dei relativi diritti sanitari di cui al tariffario regionale. 3. Fatto salvo il caso in cui l azienda non riutilizzi gli scarti della macellazione per l ammendamento dei 1. La lavorazione delle carni ottenute dalla macellazione aziendale o extra aziendale è consentita utilizzando l eventuale locale adibito per la preparazione dei pasti, degli alimenti e delle bevande o comunque altro locale abilitato ai sensi del regolamento approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale 1 agosto 2006, n. 40/R (Regolamento di attuazione del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull igiene dei prodotti alimentari e del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale). Sezione III Requisiti strutturali, igienico sanitari e di sicurezza per l ospitalita Art. 26 Requisiti delle camere e delle unità abitative 1. Al fine di tener conto delle caratteristiche di ruralità degli edifici, ai sensi dell articolo 19 comma. 2 della legge, è ammesso derogare alla normativa vigente consentendo: a) un altezza minima dei locali adibiti al soggiorno e7 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N indipendenti devono essere dotate di servizi igienici nella misura minima di uno ogni quattro persone, calcolati non computando le camere dotate di servizi igienici privati e senza tenere conto delle frazioni. Per le unità abitative indipendenti è sufficiente un servizio igienico in ogni unità. pernotto degli ospiti non inferiore a 2,50 metri di altezza. In caso di soffitti inclinati l altezza media può essere di 2,50 metri con altezze minime non inferiori a 2 metri e nel caso di altezze in gronda inferiori a 2 metri l utilizzo obbligatorio di appositi arredi può consentire di riportare l altezza minima a 2 metri. b) un altezza minima dei locali adibiti a servizi igienici e dei corridoi non inferiore a 2,20 metri. 2. Al fine di tener conto delle caratteristiche di ruralità degli edifici, ai sensi dell articolo 19, comma 2 della legge, per la superficie illuminante di ciascun locale è consentito derogare alla normativa vigente a condizione che sia garantito un rapporto areo-illuminante pari al valore di 1/14. Nel caso in cui vi sia una distanza della parete del fabbricato da altre strutture superiore ai 15 metri, il rapporto può essere ridotto ad 1/20 purché siano presenti idonei sistemi di ricambio di aria negli ambienti. 3. Per immobili di particolare pregio storico e architettonico sottoposti a vincoli di non modificabilità delle aperture esterne, possono essere consentite ulteriori deroghe a condizione che vi sia un progetto di intervento edilizio che garantisca, in relazione al numero degli occupanti, idonee condizioni igienico sanitarie dell alloggio ottenibili prevedendo una maggiore superficie dei vani abitabili ovvero la possibilità di una adeguata illuminazione, con impianti di illuminazione autonomi, e una adeguata ventilazione resa possibile dalla dimensione, tipologia e localizzazione delle finestre, dai riscontri d aria trasversali e dall impiego di mezzi di ventilazione ausiliaria. 4. Le deroghe concesse ai sensi del presente articolo sono valide solo per l uso dei locali a fini agrituristici. 5. Salvo quanto indicato all articolo 26 bis, la 31 ricettività delle camere ad uso agrituristico è determinata come segue: a) un posto letto ogni 9 metri quadrati; b) due posti letto ogni 14 metri quadrati; c) ulteriori posti letto sono autorizzati con un incremento di 5 metri quadrati per ogni letto. Art. 26 bis 34 Utilizzo di camere con particolari requisiti strutturali 1. Il soggiorno e il pernottamento di giovani fino a venticinque anni di età e dei loro eventuali accompagnatori, anche sotto forma di turismo-lavoro giovanile è consentito anche nelle camere aventi i seguenti requisiti strutturali minimi: a) igienico strutturali di cui all articolo 26, commi 1, 2, 3 e 4; b) superficie minima delle camere di 8 metri quadrati per le camere a un letto e 12 metri quadrati per le camere a due letti, con un incremento di superficie di 4 metri quadrati per ogni letto in più; c) a ciascun letto base può essere sovrapposto un altro letto purché sia comunque garantita la cubatura di 9 metri cubi per ogni posto letto aggiunto; d) un servizio wc ogni dieci posti letto, un bagno o doccia ogni dodici posti letto, un lavabo ogni quattro posti letto, senza tenere conto delle frazioni e calcolati non computando le camere dotate di servizi igienici privati. 2. Il locale o i locali comuni di soggiorno, se presenti, devono essere dimensionati nel rapporto minimo di 0,50 metri quadrati ogni posto letto, con un minimo di 8 metri quadrati. Tali locali possono coincidere con la sala da pranzo. Art. 27 Requisiti per l ospitalità in spazi aperti Ai sensi dell articolo 13 della legge l attività di ospitalità in spazi aperti può essere svolta in aziende con una superficie minima corrispondente alle ore lavoro necessarie per l iscrizione nell anagrafe regionale con la qualifica di IAP ai sensi della l.r. 45/ E consentita la sistemazione di un letto supplementare aggiuntivo per bambini di età non superiore a dodici anni, su richiesta del cliente, senza che ciò determini un aumento del numero complessivo dei posti letto indicati nella DIA, come previsto dall articolo 12, comma 2 della legge. 7. La frazione di superficie superiore a 0,50 metri quadrati è, in tutti i casi, arrotondata all unità. 7 bis. 33 Le camere non poste in alloggi agrituristici 1. La superficie delle singole piazzole per l ospitalità in spazi aperti non deve essere inferiore a 60 metri quadrati e le stesse devono essere sistemate a prova di acqua e di polvere tramite l inerbimento del terreno o l uso di autobloccanti e comunque in modo permeabile Per lo svolgimento dell attività di ospitalità in spazi aperti, di cui all articolo 20 della legge, devono essere previsti un servizio wc ogni sei persone, un lavabo e una doccia al chiuso con acqua calda, nonché un servizio di lavanderia ogni dodici persone, senza tenere8 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 conto delle frazioni. Devono, inoltre essere rispettati i seguenti requisiti: a) devono essere localizzati in prossimità delle piazzole: 1) la fornitura di acqua potabile e di energia elettrica; 2) l impianto di prevenzione incendi, da realizzarsi nel rispetto delle norme vigenti; 3) l impianto elettrico a colonnine, da realizzarsi nel rispetto delle norme vigenti, con punti luce atti a consentire la fruizione della viabilità e l illuminazione dei servizi; 4) l installazione di recipienti lavabili per il servizio quotidiano di smaltimento dei rifiuti; 5) in caso di ospitalità di caravan e autocaravan, un pozzetto agibile per acque di scarico e uno scarico idoneo per w.c. chimici; b) i servizi igienico-sanitari e i servizi di lavanderia non possono essere realizzati in strutture precarie o mobili. La lavanderia può essere realizzata anche all aperto. c) le attrezzature per il lavaggio stoviglie devono essere installate in uno spazio distinto da quello destinato alle attrezzature per il lavaggio biancheria. 2 bis. 37 Nel calcolo del numero dei posti massimi realizzabili per l agricampeggio deve essere rispettato il valore di sei ospiti ogni ettaro di superficie agricola aziendale. Nei casi di frazione di ettaro, fino a 5000 metri quadrati compresi, si arrotonda per difetto e oltre 5000 metri quadrati per eccesso. valore di sei ospiti per ogni ettaro di superficie agricola aziendale. Nei casi di frazione di ettaro, fino a 5000 metri quadrati compresi, si arrotonda per difetto e oltre cinquemila metri quadrati per eccesso. Art Requisiti per lo svolgimento delle attività agrituristiche di cui all articolo 14 della legge 1. Fatto salvo quanto disposto all articolo 11, commi 2 ter e 2 quater, per lo svolgimento delle attività didattiche, culturali, tradizionali, di turismo religioso culturale, ricreative, sportive, escursionistiche, e di ippoturismo, ai sensi dell articolo 21 della legge deve essere previsto almeno un servizio igienico ogni quindici ospiti, senza tenere conto delle frazioni e, all interno degli edifici aziendali, deve essere individuato un locale di dimensioni commisurate al numero dei fruitori delle attività agrituristiche, da destinare all accoglienza degli ospiti. Sezione IV Disposizioni per la conduzione delle piscine Art Conduzione e controllo delle piscine 1. La conduzione e il controllo delle piscine è esercitata nel rispetto della legge regionale 9 marzo 2006, n. 8 (Norme in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine a uso natatorio) e del relativo regolamento di attuazione. 2-ter. 38 Per veicoli ricreazionali di cui all articolo 13, comma 1 della legge si intendono i caravan e gli autocaravan. Art. 27 bis 39 Requisiti per l ospitalità di camper in spazi aperti 1. Per lo svolgimento dell attività di ospitalità in spazi aperti di cui all articolo 20 della legge, rivolta esclusivamente a camper, denominata agrisosta camper, oltre a quanto indicato nell articolo 27, comma 01, devono essere previsti i seguenti requisiti: a) superficie delle piazzole non inferiore a 30 metri quadrati e le stesse devono essere sistemate a prova di acqua e di polvere tramite l inerbimento del terreno o l uso di autobloccanti e comunque in modo permeabile; b) fornitura di acqua potabile e di energia elettrica; c) illuminazione dell area; d) un pozzetto agibile per le acque di scarico e uno scarico idoneo per i wc chimici; e) dispositivi di prevenzione incendi. 2. Nel calcolo del numero dei posti massimi realizzabili per l agrisosta camper deve essere rispettato il 2. Il responsabile dell igiene, della funzionalità della piscina e della sicurezza dei bagnanti è il titolare dell azienda agricola o altri soggetti da lui formalmente incaricati. Art Controlli nella conduzione delle piscine (Abrogato) Titolo II bis 43 VIGILANZA E CONTROLLO Art. 30 bis 44 Vigilanza e controllo 1. Ai sensi dell articolo 23, comma 6 della legge, la Giunta regionale con propria deliberazione, definisce apposite linee guida per lo svolgimento delle attività di controllo annuale che i comuni e le province devono effettuare sull osservanza della legge. 2. Ferme restando le competenze previste dalle norme vigenti in materia igienico sanitaria, le Aziende9 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N unità sanitarie locali (Aziende USL) possono predisporre specifici piani mirati per la vigilanza e il controllo classificazione sulla base del regolamento regionale n Le strutture agrituristiche che hanno ottenuto la degli aspetti strutturali e igienico sanitari stabiliti dalla 7/2000 devono presentare richiesta di nuova classificazione entro il 31 dicembre disciplina regionale per le attività agrituristiche in raccordo e coordinamento con i comuni. Note Titolo III 1. Comma così sostituito con D.p.g.r. 21 dicembre DISPOSIZIONI TRANSITORIE E ABROGATIVE 2005, n. 69/R, art Comma così sostituito con D.p.g.r. 21 dicembre Art , n. 69/R, art. 2. Abrogazioni Allegati All1 - Allegato A Determinazione delle ore lavoro 1. Il regolamento 6 novembre 2000, n. 7 (Regolamento per realizzare la condizione di principalità di cui all articolo 6, comma 3, lettera A) della l.r. 30/2003. di attuazione dell articolo 16 della l.r.17 ottobre 1994, n. 76 Disciplina delle attività agrituristiche. Criteri All2 - Allegato B Criteri generali per la classificazione delle strutture ricettive e agrituristiche. generali e procedure per la classificazione delle strutture ricettive agrituristiche) è abrogato. Art. 32 Norme transitorie per la classificazione SEGUONO ALLEGATI10 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 ALLEGATO A ALLEGATO 46 A 1 PARTE I Determinazione delle ore lavoro per realizzare la condizione di principalità di cui all'articolo 6, comma 3, lettera a) della l.r. 30/ PREMESSA L imprenditore agricolo che sceglie la condizione di cui all articolo 6, comma 3, lettera a) della legge regionale 23 giugno 2003, n. 30 (Disciplina delle attività agrituristiche in Toscana) per realizzare la principalità può determinare le ore lavoro occorrenti per l'attività agricola e per le attività agrituristiche con il metodo standard di seguito illustrato o attraverso una documentata dimostrazione. Le tabelle sotto riportate hanno validità esclusiva per la dimostrazione della principalità prevista dalla l.r. 30/2003 e pertanto non utilizzabili per altri fini. L imprenditore agricolo che determina le ore lavoro con una documentata dimostrazione deve quantificare le ore effettive che prevede di impiegare, per il triennio successivo, nell attività agricole e nell attività agrituristica, assicurandosi che ogni anno sussista la principalità dell'attività agricola. 2. METODO STANDARD PER LA DETERMINAZIONE DELLE ORE LAVORO NECESSARIE ALL'ATTIVITÀ AGRICOLA L imprenditore agricolo che sceglie di determinare le ore lavoro necessarie per l attività agricola con il metodo standard applica le tabelle A, B e C, dove sono indicate le ore lavoro massime teoricamente determinate per le principali colture ed allevamenti e dichiara nella relazione di cui all articolo 7 della legge: 1) le caratteristiche produttive dell'azienda; 2) che l'azienda è condotta secondo i criteri di ordinaria conduzione agricola; 3) che l'azienda è condotta secondo gli eventuali disciplinari di produzione a cui è assoggettata; 4) se procede alla trasformazione e/o alla commercializzazione dei prodotti aziendali e in che misura. Le province possono apportare, con riferimento al proprio territorio, variazioni in aumento, fino al 30 per cento, rispetto ai valori delle tabelle A, B e C. Le province possono prevedere, con riferimento al proprio territorio, colture ed allevamenti non previste dal presente allegato e attribuire agli stessi specifici valori. Le province sono tenute a dare ampia diffusione alle proprie determinazione di cui ai punti precedenti attraverso la pubblicazione sul BURT. Tabella A - Coltivazione ore standard/ettaro/anno Coltivazione 2 Prodotto 1 (ore/ha/anno) Trasformazione (ore/ha/anno) Commercializzazione (ore/ha/anno) 3 4 Cereali, oleaginose, favino (escluso mais) % +20% Foraggere ed erba % +20% Frutta % +20% Mais e riso, barbabietole % +20% Ortaggi % +20% Prati-pascolo, pascolo % 1 Se un ettaro è a coltura promiscua si considerano le ore impiegate nella coltura prevalente. Per le colture ortive ripetute nello stesso anno sulla stessa superficie le ore sono raddoppiate. Per le colture in serra le ore sono da incrementare del 30%. 2 Nei casi in cui il fondo aziendale risulti avere una pendenza media ponderata superiore all'8 per cento le ore previste per le coltivazioni sono incrementate del 10 per cento. La media ponderata deve essere documentata a cura e spese dell'imprenditore richiedente. 3 I valori attribuiti alla trasformazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di procedere alla trasformazione di almeno il 50 per cento della quantità prodotta. 4 I valori attribuiti alla commercializzazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di commercializzare almeno il 50 per cento della quantità prodotta.11 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N Olivi % +20% Vite % +20% Florovivaismo % +20% I valori del tempo lavoro relativi a seminativi, oliveti e vigneti sopra indicati sono ridotti del 25 per cento nel caso di terreni condotti solamente nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 4 e 5 del regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio del 29 settembre 2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell ambito della politica agricola comune e istituisce regimi di sosteno a favore degli agricoltori e che modifica i regolamenti (CEE) n. 2019/1993, (CE) n. 1452/2001, (CE) n. 1454/2001, (CE) n. 1868/1994, (CE) n. 1251/1999, (CE) n. 1254/1999, (CE) n. 1673/2000, (CEE) n. 2358/1971 e (CE) n. 2529/2001. Tabella B - Silvicoltura - ore standard/ettaro/anno Tipologia Coltivazione/taglio (ore/ha/anno) Commercializzazione 5 (ore/ha/anno) Impianto coltivazione -Arboricoltura da legno Taglio Bosco d'alto fusto % Taglio Bosco ceduo % Coltivazione Castagneto da frutto % Cura e manutenzione delle superfici boscate 10 0 Tabella C1 - Zootecnia - ore standard/capo/anno Allevamento Allevamento 8 (ore/capo/anno) Trasformazione prodotto 9 (ore/capo/anno) Commercializzazione prodotto 10 (ore/capo/anno) Bovini ed equini da carne % +20% Bovini da latte % +20% Equini da trekking e da lavoro Ovini caprini % +20% Suini % +20% Bassa corte 11 1, % +10% Per allevamenti di selvaggina da penna e di leporidi si applica la tabella degli avicunicoli. Per gli allevamenti di ungulati si applica la tabella dei suini. Per gli allevamenti di struzzi si applica la tabella degli ovicaprini equiparando 2 struzzi ad un capo di ovicaprini. Tabella C2 - Zootecnia - Tabella ore standard/arnia/anno Allevamento fino a 50 arnie (ore/arnia/anno) da 51 a 200 arnie (ore/arnia/anno) oltre 200 arnie (ore/arnia/anno) Trasformazione Commercializzazione prodotto 12 (ore/arnia/anno) (ore/arnia/anno) Api % +20% 5 I valori attribuiti alla commercializzazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di commercializzare almeno il 50 per cento della legna tagliata ovvero del frutto di castagno raccolto. 6 Si considerano le superfici che sono annualmente sottoposte a taglio. 7 Si considerano le superfici che sono annualmente sottoposte a taglio. 8 Nel caso di capi allevati in stalla (escluso brado o semibrado) i valori sono incrementati del 10 per cento per allevamenti in box e del 20 per cento per la stabulazione fissa. 9 I valori attribuiti alla trasformazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di procedere alla trasformazione di almeno il 50 per cento della quantità prodotta. 10 I valori attribuiti alla commercializzazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di commercializzare almeno il 50 per cento della quantità prodotta. 11 I valori attribuiti agli allevamenti di bassa corte si applicano solo ad allevamenti con un numero di capi superiore a 50 unità. 12 I valori attribuiti alla commercializzazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di commercializzare almeno il 50 per cento della quantità prodotta.12 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N DISPOSIZIONI GENERALI PER L'APPLICAZIONE DELLE TABELLE A, B e C Per colture e allevamenti condotti secondo il metodo biologico o con tecniche di produzione integrata (Agriqulità) i valori indicati nelle tabelle A, B, e C sono incrementati rispettivamente del 20 per cento e del 10 per cento. Per le aziende agricole il cui tempo lavoro per l'attività agricola risulti inferiore o uguale a ore, i valori indicati indicate nelle tabelle A, B e C sono incrementate del 10 per cento al fine di considerare l'attività gestionale complessiva dell'azienda. Per le aziende agricole il cui tempo lavoro per l'attività agricola risulti superiore a ore e inferiore o uguale a ore, l'incremento è del 5 per cento. Nel caso in cui, ad un eventuale controllo, l'attività agricola dell'azienda risulti dopo la presentazione della DIA per attività agrituristica, esercitata in modo non conforme agli eventuali disciplinari di produzione o non condotta secondo i criteri di ordinaria conduzione agricola, i valori indicati nelle tabelle A, B e C sono, con riferimento alle produzioni non adeguatamente esercitate, ridotte da un minimo del 50 per cento a un massimo del 100 per cento. Il comune può chiedere alla provincia la verifica sul permanere dei requisiti oggetti in base ai quali è stata avviata l attività agrituristica, con riferimento a quanto previsto articolo 25, comma 3 della legge. 3. METODO STANDARD PER LA DETERMINAZIONE DELLE ORE LAVORO NECESSARIE ALLE ATTIVITÀ AGRITURISTICHE L imprenditore agricolo che sceglie di determinare le ore lavoro necessarie alle attività agrituristiche con il metodo standard applica la tabella D dove sono indicate le ore lavoro forfettarie per le attività agrituristiche. Per l'applicazione dei dati di cui alla tabella D si considerano i posti e il periodo di apertura, a prescindere da quanto effettivamente svolto. Tabella D - Tipologia attività - ore standard/posto/anno Tipologia attività agrituristica Ore lavoro/anno 13 Agriturismo: solo ospitalità in camere e unità abitative 80 / posto letto Agriturismo: ospitalità in camere e unità abitative con colazione 95 / posto letto Agriturismo: ospitalità in camere e unità abitative con mezza pensione 120 / posto letto Agriturismo: ospitalità in camere e unità abitative con pensione completa 135 / posto letto Agriturismo: solo ristorazione 25 / posto tavola / pasto 14 Agricampeggio 8 / ospite Agriturismo: attività didattiche, etc. (art.14 l.r. 30/2003) 4 ore / giorno / attività 15 Agriturismo: attività didattiche, etc. (art.14 l.r. 30/2003) con ristorazione 6 ore / giorno / attività 16 Agriturismo: eventi promozionali (art.16 l.r. 30/2003) 25 / giorno-evento 17 Agriturismo: degustazione 3 ore / giorno / degustazione CONDIZIONI DI AGEVOLAZIONE PER L'APPLICAZIONE DELLA PRINCIPALITÀ DELL'ATTIVITÀ AGRICOLA ALLE AZIENDE DI CUI ALL'ARTICOLO 26, COMMA 1 DELLA L.R. 30/2003 Nel caso in cui ricorrano le condizioni previste dall'articolo 26, comma 1 della legge, l'imprenditore agricolo per la determinazione della principalità dell'attività agricola può applicare la seguente tabella E: 13 Le attività sono considerate con durata annuale. Nel caso di esercizio dell attività con apertura di durata inferiore all'anno solare si deve ridurre proporzionalmente le ore lavoro necessarie per la conduzione delle attività agrituristiche. 14 Si deve far riferimento a ogni singolo posto tavola per ogni singolo pasto. Nel caso di somministrazione di due pasti al giorno (pranzo e cena) le ore lavoro indicate devono essere raddoppiate. 15 Per determinare le ore lavoro standard riferite all'attività didattiche, ricreative etc., si prescinde dal numero dei partecipanti e si calcola sui giorni di durata del corso, indipendentemente dalle ore effettivamente svolte. 16 Nel caso di corsi durante i quali è prevista la somministrazione pasti si devono sommare, alle ore previste per l'organizzazione del corso, le ore necessarie per la preparazione e somministrazione pasti fissate forfettariamente per ogni giorno del corso. 17 Per determinare le ore lavoro standard riferite agli eventi promozionali, si prescinde dal numero dei partecipanti e si moltiplica per il numero degli eventi. 18 L'attività di degustazione è considerata forfettariamente per ogni giorno di iniziativa di degustazione.13 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 Tabella E - Agevolazioni di cui al comma 1 dell'articolo 26 della legge 47 Tipologia 19 aziende agricole che esercitano attività agrituristiche fino a 8 posti letto aziende agricole che esercitano attività agrituristiche da 9 a 15 posti letto aziende agricole che esercitano attività agrituristiche con prevalente superficie boscata aziende agricole che esercitano attività agrituristiche situate in zona montana (l.991/52) Ore lavoro 20 /unità 21 /anno - 20% rispetto ai valori di cui alla tabella D o delle ore previste in caso di documentata dimostrazione. - 5% rispetto ai valori di cui alla tabella D o delle ore previste in caso di documentata dimostrazione. - 5% rispetto ai valori di cui alla tabella D o delle ore previste in caso di documentata dimostrazione. - 20% rispetto ai valori di cui alla tabella D o delle ore previste in caso di documentata dimostrazione. PARTE II Determinazione della produzione lorda vendibile agricola e delle entrate dell'attività agrituristica per realizzare la condizione di principalità di cui all'articolo 6, comma 3, lettera b) della l.r. 30/ PREMESSA L imprenditore agricolo che sceglie la condizione di cui all articolo 6, comma 3, lettera b) della legge per realizzare la principalità può determinare la produzione lorda vendibile agricola annua (PLV) con il metodo standard, di seguito illustrato o attraverso una documentata dimostrazione. Le tabelle sotto riportate hanno validità esclusiva per la determinazione della principalità prevista dalla l.r. 30/2003 e pertanto non utilizzabili per altri fini. L imprenditore agricolo che sceglie di determinare la PLV con una documentata dimostrazione deve quantificare la PLV agricola che prevede, compresi gli aiuti di mercato e di integrazione al reddito, e le entrate dell attività agrituristica, determinate in base ai prezzi che si prevede di applicare al netto dell eventuale intermediazione dell agenzia e al grado di utilizzo delle strutture, provvedendo di anno in anno a verificare la sussistenza della principalità dell'attività agricola con riferimento alle effettive rese e gli effettivi incassi derivanti dall'attività agrituristica. 2. METODO STANDARD PER LA DETERMINAZIONE DELLA PLV AGRICOLA L imprenditore agricolo che sceglie di determinare la PLV agricola con il metodo standard applica le tabelle A, B e C, dove è indicata la PLV per le principali colture e allevamenti e dichiara nella relazione di cui all articolo 7 della legge: 1) le caratteristiche produttive dell'azienda; 2) che l'azienda è condotta secondo i criteri di ordinaria attività agricola; 3) che l'azienda è condotta secondo gli eventuali disciplinari di produzione a cui è assoggettata; 4) se procede alla trasformazione e/o alla commercializzazione dei prodotti aziendali e in che misura. Le province possono apportare, con riferimento al proprio territorio, variazioni in aumento fino al 30 per cento rispetto ai valori di cui alle tabelle A, B e C. Le province possono prevedere, con riferimento al proprio territorio, colture e allevamenti non previsti dal presente allegato e attribuire agli stessi specifici valori. Le province sono tenute a dare ampia diffusione alle proprie determinazione di cui ai punti precedenti attraverso la pubblicazione sul BURT. I valori della PLV agricola calcolati con il metodo standard devono essere confrontati con le entrate presunte derivanti dall attività agrituristica, entrate che si ottengono moltiplicando il prezzo medio 19 Le aziende sono suddivise per limiti di ricettività e per particolari conduzioni produttive o localizzative. 20 Le ore lavoro possono essere determinate sia tramite l'applicazione del metodo standard, sia attraverso una documentata dimostrazione. 21 Per unità si intendono le voci di cui alla tabella D.14 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 applicato dall azienda per il numero di posti letto abbattuti del 50 per cento, per il numero dei giorni di apertura della struttura, abbattuti del 50 per cento. Tabella A - Coltivazione - PLV standard/ettaro/anno Prodotto 22 Coltivazione ( /ha/anno) Trasformazione 23 ( /ha/anno) Commercializzazione del prodotto trasformato 24 ( /ha/anno) Cereali % +20% Frutta % +25% Mais % +10% Oleaginose % +20% Ortaggi % +25% Prato % Olivi % +20% Olivi (olio a denominazione di origine) % +30% Vite (vino a denominazione di origine) % +50% Vite (vino da tavola) % +30% Tabella B - Silvicoltura - PLV standard/ettaro/anno Coltivazione/taglio Tipologia ( /ha/anno) Commercializzazione 25 ( /ha/anno) Coltivazione Arboricoltura da legno % Bosco ad alto fusto % Bosco ceduo % Coltivazione Castagneto da frutto % Tabella C1 - Zootecnia - PLV standard/capo/anno da 10 a 50 capi Allevamento ( /capo/anno) fino a 10 capo ( /capo/anno) oltre 50 capi ( /capo/anno) Trasformazione prodotto 28 ( /capo/anno) Commercializzazione prodotto 29 ( /capo/anno) Bovini da latte % +20% Bovini da carne % +10% Equini da carne % +10% Equini da trekking Ovini caprini % +20% Suini % +20% Bassa corte % +10% Tabella C2 - Zootecnia - PLV standard/arnia/anno Allevamento Allevamento ( /arnia/anno) Trasformazione ( /arnia/anno) Api % +30% Commercializzazione prodotto 31 ( /arnia/anno) 22 Se un ettaro è a coltura promiscua si considera la PLV relativa alla coltura prevalente. Nel caso in cui sono praticate coltivazioni ripetute, si deve considerare il valore derivante dalla somma delle coltivazioni praticate. 23 I valori attribuiti alla trasformazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di procedere alla trasformazione di almeno il 50 per cento della quantità prodotta. 24 I valori attribuiti alla commercializzazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di commercializzare almeno il 50 per cento della quantità prodotta. 25 I valori attribuiti alla commercializzazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di commercializzare almeno il 50 per cento della legna tagliata ovvero del frutto di castagno raccolto. 26 Si considerano le superfici che sono annualmente sottoposte a taglio e manutenzione. 27 Si considerano le superfici che sono annualmente sottoposte a taglio e manutenzione. 28 I valori attribuiti alla trasformazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di procedere alla trasformazione di almeno il 50 per cento della quantità prodotta. 29 I valori attribuiti alla commercializzazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di commercializzare almeno il 50 per cento della quantità prodotta. 30 I valori attribuiti agli allevamenti di bassa corte si applicano solo ad allevamenti con un numero di capi superiore a 50 unità. 31 I valori attribuiti alla commercializzazione sono applicati nel caso in cui l'imprenditore dichiari di commercializzare almeno il 50 per cento della quantità prodotta.15 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N DISPOSIZIONI GENERALI PER L'APPLICAZIONE DELLE TABELLE A, B e C Per colture e allevamenti condotti secondo il metodo biologico o con tecniche di produzione integrata i valori indicati nelle tabelle A,B e C sono incrementati rispettivamente del 20 per cento e del 10 per cento. Nel caso in cui, ad un eventuale controllo, l'attività agricola dell'azienda risulti dopo la presentazione della DIA per attività agrituristica, esercitata in modo non conforme agli eventuali disciplinari di produzione o non condotta secondo i criteri di ordinaria conduzione agricola, i valori indicati nelle tabelle A, B e C sono, con riferimento alle produzioni non adeguatamente esercitate, ridotte da un minimo del 50 per cento a un massimo del 100 per cento. Il comune può chiedere alla provincia la verifica sul permanere dei requisiti oggetti in base ai quali è stata avviata l attività agrituristica, con riferimento a quanto previsto articolo 25, comma 3 della legge. 3. CONDIZIONI DI AGEVOLAZIONE PER L'APPLICAZIONE DELLA PRINCIPALITÀ DELL'ATTIVITÀ AGRICOLA ALLE AZIENDE DI CUI ALL'ARTICOLO 26 COMMA 1 DELLA L.R. 30/2003 Nel caso in cui ricorrano le condizioni previste dell'articolo 26, comma 1 della legge, l'imprenditore agricolo per la determinazione della principalità dell'attività agricola può applicare la seguente tabella D: Tabella D - Agevolazioni di cui all'articolo 26, comma 1 della legge Tipologia 32 PLV agricola 33 /posto letto 34 /anno 35 aziende agricole che esercitano attività agrituristiche fino a 8 posti letto aziende agricole che esercitano attività agrituristiche da 9 a 15 posti letto aziende agricole che esercitano attività agrituristiche con prevalente superficie boscata aziende agricole autorizzate per attività agrituristiche situate in zona montana (l. 991/52) 1.000,00 Euro 2.000,00 Euro 3.000,00 Euro 1.500,00 Euro La principalità è dimostrata quando, applicando all azienda i valori previsti dalle tabelle A, B, C, si raggiunge l importo fissato dalla tabella D. 32 Le aziende sono suddivise per limiti di ricettività e per particolari conduzioni produttive o localizzative. 33 La PLV agricola può essere determinata sia tramite l'applicazione del metodo standard, sia mediante una documentata dimostrazione. 34 Il posto letto è eventualmente comprensivo di 1^ colazione e di ristorazione 35 L'attività agrituristica è considerata con durata annuale. Nel caso di attività agrituristica con apertura di durata inferiore all'anno solare, si deve ridurre proporzionalmente la PLV agricola necessaria per posto letto. 16 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 17 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N 18 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 19 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N 20 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 21 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N 22 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 18 Vedere altro
Allegato A PARTE I Determinazione delle ore lavoro per realizzare la condizione di principalità di cui all'articolo 6, comma 3, lettera a) della l.r.30/2003. (42) 1. PREMESSA L imprenditore agricolo che Dettagli Regione Toscana. Legge Regionale 30/2003 Disciplina delle attività agrituristiche in Toscana. come modificata dalla l.r. 80 del 28 dicembre 2009
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