Source: https://www.tisbe.it/2008/02/06/conquiste-dalla-lotta-di-classe-alla-lotta-di-class/
Timestamp: 2019-04-19 22:54:47+00:00
Document Index: 88881265

Matched Legal Cases: ['arte\n16', 'art.1283', 'art. 140', 'art. 1283', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 140']

Conquiste: dalla lotta di classe alla Lotta di Class | Il blog di Tisbe
Conquiste: dalla lotta di classe alla Lotta di Class
Tisbe 06/02/2008 Il vaso di Pandora 16+0
Il 1° luglio del 2008 sarà una data storica per i consumatori italiani, finalmente i diritti dei consumatori diventeranno collettivi. Stiamo parlando della class action, ovvero azione collettiva di risarcimento, una normativa approvata in via definitiva il 21 dicembre 2007.
Ovviamente all’esultanza delle associazioni dei consumatori si è contrapposto il disappunto di Confindustria. Secondo il testo approvato, sono legittimate ad agire in tutela degli interessi collettivi le associazioni del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti che possono chiedere al tribunale del luogo in cui ha sede l’impresa l’accertamento del diritto di risarcimento del danno.
La class action fungerà da vero e proprio spauracchio nei confronti di quelle imprese che si sono difese resistendo fino all’ultimo grado di giudizio, non conciliando mai in sede stragiudiziale, con l’effetto di scoraggiare gli altri consumatori attraverso un messaggio del tipo: se mi attacchi dovrai spendere tanti soldi e troverai sulla strada i migliori studi legali a difendermi; lascia stare!
I casi più clamorosi di class action sono avvenuti in Usa. Ricordiamo il caso di Erin Brockovich reso celebre da Hollywood; l’avvocato Ralph Nader contro la General Motors nel lontano 1965; le cause intentate contro i colossi del tabacco; più recentemente le cause contro i Fast Food per combattere la dilagante obesità infantile.
È il caso di dire che dalla lotta di classe si è passati alla lotta di class, e in Italia si apre un nuovo interessante capitolo per la giurisprudenza.
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16 commenti su “Conquiste: dalla lotta di classe alla Lotta di Class”
utente anonimo 06/02/2008 - 17:26
Sono lieto si affronti questo argomento soprattutto perchè è necessario dare le giuste informazioni sulla class-action vista la quantità di parole (a volte errate) scritte sui quotidiani o sentite in TV. Infatti c'è chi si erge a paladino dei consumatori ancora prima che sia definito il regolamento attuativo dell'azione collettiva e, al momento, quello che è stato emanato nella finanziaria non è proprio tutto "rose e fiori". Forse sarebbe stato meglio attivare questo strumento con una specifica legge e non con una finanziaria visto che si è trattato di una decisione presa e tradotta in legge in modo piuttosto frettoloso (e non lo dico solo io). In ogni caso è stato un fatto importantissimo aver introdotto questo nuovo (per noi) sistema di difesa del consumatore.
Spero solo che non se ne faccia abuso e diventi poi uno strumento nelle "mani" sbagliate.
utente anonimo 07/02/2008 - 16:14
Purtroppo, il rischio che una buona idea o iniziativa venga poi “italianizzata”, ovvero ridotta a farsa o strumentalizzata al peggio è concreto. Però l’idea è buona da importare.
Forse è utile avere già indicazione concreta delle possibili iniziative, leggendo quanto comunicato dal sito Abusdef che da anni si batte per i consumatori spesso disarmato.
Dopo aver sconfitto le banche con una aspra e difficile battaglia durata oltre 10 anni sull’usura legalizzata (anatocismo) praticata per oltre mezzo secolo da un sistema bancario più arrogante e vessatorio del mondo; dopo aver inserito nella legge finanziaria 2008 un grande ed innovativo strumento di civiltà giuridica come l’azione risarcitoria collettiva (class action),osteggiata dai potentati economici e dalle lobby affaristiche, che entra finalmente nell’ordinamento giuridico italiano dal 1 luglio 2008,grazie ai senatori Roberto Manzione e Willer Bordon (Unione Democratica per i Consumatori) costituita insieme al sottoscritto e Bruno De Vita, Adusbef passa dalle parole ai fatti.
Pubblica sul suo sito il primo modulo di adesione per l’azione risarcitoria collettiva contro le banche,che hanno praticato per oltre mezzo secolo con il concorso del controllore (Bankitalia) ed una schiera di giuristi fiancheggiatori,la più odiosa dell’usura legalizzata, ossia quella ricapitalizzazione trimestrale degli interessi vietata dall’art.1283,norma imperativa del codice civile,facendo ricorso ad usi,abusi e soprusi bancari,censurati da numerose sentenze di Cassazione e da ultima,dalla Sentenza a Sezioni Unite n° 21095 del 4 novembre 2004. In attesa del nulla osta dei giuristi ad altre class action contro le banche, che hanno appioppato Parmalat,tango bond ed altri bidoni finanziari per un controvalore di 50 miliardi di euro ad 1 milione di risparmiatori frodati, Adusbef inizia dalla più odiosa prassi bancaria,quelle pratiche usurarie denominate “anatocismo” che in dispregio delle norme vigenti ed imperative del Codice Civile e con la complicità manifesta degli stessi potentati economici e finanziari, cattedratici alla masciandaro ed azzeccagarbugli asserviti al sistema bancario, che volevano osteggiare,senza riuscirci lo strumento di risarcimento collettivo sui danni procurati ai consumatori per la più esemplare delle azioni collettive. Per aderire,occorre scaricare il fac simile -in calce riprodotto- ed inviare copia raccomandata alla propria banca ed all’Adusbef.
Inizia così il riscatto per il vessato e maltrattao popolo dei consumatori,che non si arrende ad abusi,soprusi e malefatte bancarie,con il concorso della Banca d’Italia.
Grazie per le adesioni
Roma,9.1.2008
_______ – ______ –
Adesione all’azione collettiva risarcitoria, c.d. class action (art. 140 bis del codice del consumo) relativa alla ripetizione degli interessi anatocistici (capitalizzati trimestralmente) ed altre indebite competenze del contratto di apertura di credito con scoperto di conto corrente n° ______________, acceso in data __/___/_____ presso la Filiale di _________ della Banca _______________.
1) tra il sottoscritto e l’istituto di credito di cui all’oggetto è stato stipulato un contratto di apertura di credito con scoperto in conto corrente nel quale sono confluite anche altre competenze di rapporti accessori;
2) che l’Istituto bancario, dall’accensione del rapporto sino al ____, ha capitalizzato trimestralmente interessi (ultralegali, commissioni e competenze varie) in aperta violazione della norma imperativa di cui all’art. 1283 c.c. (ma anche gli artt, 1346 e 1418, comma 2 c.c.), nonostante che la sentenza della Corte Costituzionale n. 425 del 17 ottobre 2000 (che ha visto ADUSBEF coinvolta in prima persona con il proprio associato Miglietta P., rappresentato dal Vicepresidente Avv. Antonio Tanza) e la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n° 21095 del 4 novembre 2004, avessero sancito la nullità della occulta pratica della moltiplicazione esponenziale geometrica dell’interesse;
1) si invita e diffida l’istituto bancario a restituire tempestivamente tutte le somme illegittimamente trattenute dall’inizio del rapporto bancario (decorrendo la prescrizione decennale del diritto alla ripetizione dell’indebito solo dalla data di eventuale chiusura del rapporto) entro e non oltre a giorni quindici dalla ricezione della presente, dovendo in caso di silenzio o dissenso recuperare l’indebito seguendo la via contenziosa;
2) si autorizza Adusbef, nell’ipotesi di mancata restituzione da parte della banca, a chiedere nella instauranda Azione giudiziaria collettiva risarcitoria, anche in nome del sottoscritto, ai sensi e per gli effetti dell’art. 140 bis del codice del consumo, la restituzione degli interessi anatocistici e degli accessori, conferendogli sin da ora ampio mandato in tal senso, con riserva di integrazione di ogni documentazione occorrente.
___________, __/ ___/ 2008
Si allega nella copia di Adusbef fotocopia iscrizione
utente anonimo 07/02/2008 - 16:31
Ma una "class action" all'italiana, corporativizzata e legata mani e piedi al Governo, rischia di non tutelare veramente i cittadini, ma solo di rafforzare lo status quo dei soliti potenti.
Intanto può esser utile forse questa dichiarazione resa da Rosa nel Pugno, sull'argomento:
http://www.broadcaster.com/clip/14930.
P.S.: sarebbe divertente ma utile una "class action" capace di agire contro la giunta Bassolino che ha danneggiato gli italiani tutti, consumatori e produttori.
Alberto46 07/02/2008 - 20:06
Bisogna vedere bene la legge, perché mi sa che abbiano messo parecchi paletti.
WebLogin 07/02/2008 - 20:37
Due reazioni a confronto sull'introduzione delle "class action" in Italia:
"un passaggio storico, uno strumento per garantire una più efficace, anche se migliorabile, tutela dei consumatori nelle controversie di massa, la cui importanza è già stata riconosciuta dalla Commissione europea" [Altroconsumo]
"È un atto di grave di ostilità all'impresa – sostiene – costituirà un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro Paese che già è agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri. È un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi" [Confindustria]
Da quello che ho capito le "class action" italiane non sono come quelle americane ("anche se migliorabile") ma è cmq "un passaggio storico"…
E tu da che parte stai? 😉
anggeldust 08/02/2008 - 16:32
Feci <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://anggeldust.blogspot.com/2007/11/lo-zombie-innocuo-della-class-action.html&quot; rel="nofollow">questo post sulla "class action" Manzione-Bordon… se ti va dacci un'occhiata, ha un taglio giuridico ma non solo!
FrancaFranca 08/02/2008 - 16:33
Non è proprio una class action all'americana, ma è un passo avanti…
viga 08/02/2008 - 22:18
Carissima Compagna Tisbe,
il tuo affezzionatissimo lettore e commentatore Viga,sempre lietissimo di poter contare sulle tue argute sensazioni politiche ti chiede un piccolissimo favore,dai tra compagni, che poi favore non è…Voti Pcl?Vero?Giusto per avere la conferma….Ora nn son sicuro che saremmo presenti in campagnia,ma se dovessimo…posso contare sul tuo voto,perchè hai capito che insomma questa cosa rott..ehm,rossa non è affatto quel gran che!
Se proprio non puoi votarci,ci fai una previsione sul nostro futuro????
utente anonimo 10/02/2008 - 10:01
Peccato che la vicenda di Erin Brockovich non è stata una class action nel senso della nostra legge (ma una azione collettiva, che è faccenda diversa: tante persone fanno causa contro qualcuno) e che le c.d. azioni seriali in Italia si usano da almeno 40 anni (e sono la speranza di qualsiasi avvocato che lavori per il sindacato).
La differenza tra la calss action nostrana e le vecchie seriali è data solo dalla maggior capacità di organizzazione dei sindacati rispetto alle organizzazione dei consumatori. Ovviamente, lasciamo stare il fatto che la Class Action così come è congegnata non risolve quasi niente dacché, comunque, bisogna stabilire caso per caso se uno rientri o meno nel caso deciso.
L'ennesima norma di bandiera a cui i governi degli ultimi anno ci hanno treistemente abituato.
giuba47 10/02/2008 - 19:52
Grazie di queste informazioni, Giulia
LogosAutonomo 11/02/2008 - 01:43
da lavoratori…da persone..a consumatori.
Che tristezza…la lotta "di class".
utente anonimo 11/02/2008 - 12:48
WebLogin 12/02/2008 - 12:53
Ho segnalato questo tuo post nella mia rubrica settimanale.
PS: Tis, quando torni? Mi manchi! 😉
robertomazzuia 13/02/2008 - 18:53
sperando che i permessi non diventino una barriera…
WebLogin 14/02/2008 - 18:44
Tis, bentornata! 🙂 Mi sei mancata 😉
Batsceba 14/02/2008 - 18:56