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Timestamp: 2019-09-21 14:05:11+00:00
Document Index: 56687900

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 82', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 416', 'art. 1']

Circolare n.2/03 in tema di assunzioni obbligatorie presso amministrazioni pubbliche
Circolare del Ministro per la Funzione Pubblica riguardante il tema delle assunzioni obbligatorie presso amministrazioni pubbliche per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.
Circolare n.2/03 in tema di assunzioni obbligatorie presso amministrazioni pubbliche File pdf
CIRCOLARE 14 novembre 2003, n.2
Vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Assunzioni
obbligatorie presso amministrazioni pubbliche.
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -
All'U.P.I. - all'A.N.C.I. - all'U.N.C.E.M.
Alle province (tramite l'U.P.I.)
Alle comunità montane (tramite l'U.N.C.E.M.)
Il terrorismo e la criminalità organizzata, anche in Paesi democratici e con avanzate caratteristiche sociali ed economiche come il nostro, hanno lanciato negli ultimi decenni una sfida costante, più o meno grave, all'ordinato svolgersi della vita civile, seminando una dolorosa scia di vittime non soltanto tra coloro che rappresentano lo Stato, ma anche tra la gente comune.
Le istituzioni, sulle quali si fonda la struttura democratica del Paese, hanno tenuto salda la loro autorevolezza e la generale condivisione dei più alti valori alla base della coscienza civile ha costituito un baluardo invalicabile che ha impedito a questi fenomeni di assumere dimensioni più rilevanti e, tanto meno, di prevalere.
Il prezzo pagato, però, in termini di vite umane, di drammi esistenziali e di sofferenze familiari è stato, al di là delle dimensioni numeriche, rilevantissimo. Lo Stato, anche rendendosi interprete dei sentimenti di gratitudine e di solidarietà dei cittadini, è intervenuto, a più riprese, con norme a favore delle vittime per fatti di terrorismo e di criminalità organizzata, con il preciso intento di offrire un segnale di sostegno, in termini morali ed economici, a fronte di quei delitti diretti contro la sua stessa ragion d'essere.
Le norme, però, devono essere sostenute, nel perseguimento delle loro finalità, dall'opera solerte e consapevole delle pubbliche amministrazioni e, poiché di recente l'Ispettorato per la funzione pubblica, proprio con riferimento all'esercizio della funzione di verifica sulla legalità dell'azione amministrativa, ha ricevuto rimostranze da parte di alcune associazioni delle categorie interessate circa la non adeguata osservanza delle prescrizioni normative a favore delle categorie medesime, si ravvisa l'esigenza di emanare la presente circolare con le seguenti finalità:
illustrare la normativa vigente nella materia, con riferimento anche all'estensione dei benefici ad altri soggetti, congiunti del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia, in determinate fattispecie;
indicare i soggetti rientranti nella categoria protetta;
richiamare l'attenzione delle amministrazioni pubbliche tenute alle assunzioni obbligatorie;
procedere alla ricognizione, numerica e per qualifica, delle assunzioni effettuate da parte delle amministrazioni centrali dello Stato, relativamente all'ultimo triennio, per una verifica sull'applicazione delle norme.
La normativa che disciplina i benefici in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata è stata oggetto di modifiche ed integrazioni che, nel tempo, hanno meglio adeguato l'intervento dello Stato alle necessità delle persone colpite da tali eventi delittuosi. In particolare, per quanto attiene il beneficio consistente nel diritto al collocamento obbligatorio, già l'art. 12 della legge 13 agosto 1980, n. 466, aveva previsto l'assunzione obbligatoria, e con precedenza su ogni altra categoria protetta, del coniuge superstite e dei figli di chiunque fosse deceduto o rimasto invalido a causa di azioni terroristiche. Tale assunzione obbligatoria riguardava «le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e le aziende private».
L'art. 14 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, modificava, poi la precedente legge, ampliando il novero dei beneficiari, mediante l'inclusione dei genitori, ed estendendo la previsione normativa anche ai casi di morte o invalidità a causa di reati compiuti dalla criminalità organizzata.
Successivamente, la legge 12 marzo 1999, n. 68, che ha abrogato la disciplina generale sulle assunzioni delle categorie protette recata dalla legge 2 aprile 1968, n. 482, ha esplicitamente abrogato sia l'art. 12 della legge n. 466/1980, che l'art. 14 della legge n. 302/1990. Tuttavia, la medesima legge n. 68/1999 non ha abrogato la normativa che era già intervenuta con la legge 23 novembre 1998, n. 407, recante «Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata», il che è confermato dalla circostanza che quest'ultima legge ha subito modifiche ad opera della legge 17 agosto 1999, n. 288. In tale quadro normativo è da considerare, dunque, prioritaria e di inequivocabile interpretazione la norma della già richiamata legge n. 407/1998, art. 1, commi 1 e 2, che stabilisce anche per le pubbliche amministrazioni l'obbligo delle assunzioni degli appartenenti alla categoria delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata o loro congiunti, con precedenza assoluta rispetto alle altre categorie protette, anche nell'ipotesi in cui già svolgano un'attività lavorativa e, quindi, in alternativa a quest'ultima.
Con riferimento ai principi ed alle procedure finalizzate all'assunzione degli aventi diritto a tali benefici, la normativa in argomento prevede due distinti regimi giuridici, di cui il primo, comune a tutte le amministrazioni pubbliche, per le assunzioni concernenti i profili professionali fino al quinto livello retributivo, ed il secondo, riferito esclusivamente al personale contrattualizzato del comparto Ministeri, per i livelli retributivi dal sesto all'ottavo, ora corrispondenti alle posizioni economiche, rispettivamente, B3, C1 e C2.
1) Assunzioni per i profili professionali sino al quinto livello retributivo.
I soggetti di cui all'art. 1, comma 2, della legge n. 407/1998, come già detto in precedenza, hanno diritto al collocamento obbligatorio di cui alle vigenti disposizioni legislative, con precedenza assoluta rispetto ad ogni altra categoria protetta. Pertanto, a seguito delle modifiche normative introdotte dalla legge n. 68/1999, le chiamate dirette per tali categorie di riservatari vengono a gravare sulle nuove aliquote previste da detta normativa per il collocamento dei disabili (art. 3) e degli orfani, vedove e profughi (art. 18, comma 2).
In ogni caso dette assunzioni possono essere effettuate tramite chiamata diretta, a seguito di domanda che gli interessati possono presentare alle amministrazioni pubbliche. Nell'eventualità in cui non risultino presentate domande, l'amministrazione dovrà rivolgersi ai competenti uffici di collocamento per attingere alle relative liste.
2) Assunzioni per i profili professionali dal sesto all'ottavo livello retributivo, ora corrispondenti alle posizioni economiche B3, C1 e C2.
A differenza dalle altre categorie protette, i soggetti di cui all'art. 1, comma 2, della legge n. 407/1998, limitatamente al reclutamento di personale contrattualizzato del comparto Ministeri, hanno altresì diritto all'assunzione per chiamata diretta anche per l'accesso alle posizioni economiche B3, C1 e C2. In tal caso, però, dette assunzioni, secondo quanto previsto dallo stesso comma 2 dell'art. 1 della legge n. 407/1998, non possono superare l'aliquota del 10% del numero di vacanze in organico.
Con riferimento al settore della scuola, le riserve di posti previste dalla legge n. 68/1999 si applicano, oltre che alle procedure concorsuali relative al personale docente e ATA, anche a quelle previste dall'art. 29 del decreto legislativo n. 165/2001, ivi incluse quelle per il conferimento degli incarichi di presidenza, di durata annuale, negli istituti e nelle scuole di istruzione secondaria, nei licei artistici e negli istituti d'arte.
Soggetti rientranti nella categoria protetta.
Premesso che i benefici previsti dalla legge n. 407/1998 si applicano, per esplicita previsione dell'art. 5, «agli eventi verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 1969» data, che l'art. 82 della legge 23 dicembre 2000, n. 338, commi 5 e 6, ha poi anticipato al 1° gennaio 1967, i soggetti rientranti nella categoria protetta in esame sono di due tipologie, enunciate, rispettivamente, dall'art. 1 della legge n. 302/1990 e dall'art. 1 della legge n. 407/1998, così come modificato dall'art. 2 della legge n. 288/1999.
Il primo di detti articoli prevede i benefici, purché non ricorrano le fattispecie di concorso o connessione ad altri reati, in favore dei seguenti soggetti:
«chiunque subisca un'invalidità permanente, per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza dello svolgersi nel territorio dello Stato di atti di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, a condizione che il soggetto leso non abbia concorso alla commissione degli atti medesimi ovvero di reati a questi connessi ai sensi dell'art. 12 del codice di procedura penale»;
«chiunque subisca un'invalidità permanente, per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza dello svolgersi nel territorio dello Stato di fatti delittuosi commessi per il perseguimento delle finalità delle associazioni» di tipo mafioso (art. 416-bis del codice penale), purché si realizzino le condizioni precisate alle lettere a) e b) dell'art. 1 della richiamata legge n. 302/1990