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Timestamp: 2020-08-06 07:38:02+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 194', 'art. 191', 'sentenza ', 'art 194', 'art. 191', 'art. 194']

mancato riconoscimento debiti fuori bilancio interpretazione Maggioli
Autore Topic: mancato riconoscimento debiti fuori bilancio interpretazione Maggioli (Letto 406 volte)
Re:mancato riconoscimento debiti fuori bilancio interpretazione Maggioli
« Risposta #5 il: 03 Agosto 2020, 15:06:51 »
Grazie mille, soprattutto il primo link mi ha chiarito ogni dubbio
« Risposta #4 il: 02 Agosto 2020, 13:17:23 »
Citazione da: Tiziana7 - 30 Luglio 2020, 16:12:47
Grazie per la risposta, ma non capisco da dove si evinca questa informazione: all'art. 194 del TUEL non si dice che il Consiglio può riconoscere i debito fuori bilancio, ma che li riconosce e basta, purchè entro certi limiti e rispettando determinati obblighi, come al punto 2, nei limiti dello statuto, se è stato rispettato l'obbligo di bilancio, e se il disavanzo deriva da fatti di gestione. Ma se il Consiglio può decidere se riconoscere i debiti o meno, anche quelli che ricadono all'interno dei casi riportati, allora può anche non riconoscere un debito derivante dalle sentenze esecutive: non c'è scritto da nessuna parte che quelle sono obbligatorie, e gli altri casi no. Per fare un altro esempio, alla lettera e, da come la leggo io, per la parte di debito che riguarda utilità e arricchimento dell'ente, il consiglio deve riconoscere quella quota di debito. Per la parte restante, quella per cui è responsabile chi non ha seguito la procedura all'art. 191, semplicemente non può riconoscere quella fetta di debito.
Grazie ancora e scusi se insisto, ma proprio non capisco da cosa si evinca che il debito alla lettera a deve per forza essere riconosciuto, e gli altri no.
Poiché il riconoscimento dei debiti fuori bilancio è frutto di una deliberazione, questa potrebbe anche non essere adottata, ad esempio per via dell’opposizione di alcuni consiglieri. In linea di massima, possiamo affermare che i debiti fuori bilancio derivanti da eventi eccezionali e straordinari, come le calamità naturali, saranno sicuramente approvati, perché contratti per far fronte a un’emergenza.
Cosa succederebbe, però, se il consiglio decidesse di non riconoscere i debiti fuori bilancio? Mettiamo il caso che la minoranza in consiglio si sia sempre opposta a un’operazione voluta fortemente dalla maggioranza, e che questa si sia rivelata, alla fine, controproducente in senso economico, tanto da aver fatto sorgere un debito fuori bilancio derivante da una sentenza definitiva. Se il debito non viene riconosciuto, cosa succede?
Se il consiglio comunale non dovesse approvare la situazione creatasi, ad esempio perché non ravvisa l’utilità per l’ente del debito contratto, allora si tratta di debiti non riconosciuti per i quali è chiamata a rispondere non più l’amministrazione comunale, ma la persona che li ha causati.
In altre parole, in mancanza del riconoscimento formale del debito fuori bilancio, diventa debitore il funzionario, l’amministratore o l’impiegato che è responsabile dello stesso; il Comune non riconoscerà alcuna propria responsabilità e i creditori potranno agire direttamente verso la persona fisica la cui condotta ha dato luogo al debito stesso.
I creditori del debito fuori bilancio, però, potranno ugualmente agire contro il Comune, anche in assenza di formale riconoscimento, quando:
Mi inserisco per alcuni spunti:
https://www.corteconti.it/Download?id=7666e418-faa3-4c00-9895-2a038d10fbdc
http://www.amministrativistiveneti.it/wp-content/uploads/2019/03/Relazione-del-Cons.Tiziano-Tessaro.pdf
https://www.segretaricomunalivighenzi.it/debiti-fuori-bilancio.pdf
« Risposta #3 il: 30 Luglio 2020, 16:12:47 »
« Risposta #2 il: 29 Luglio 2020, 22:45:05 »
Gentilissimo il riconoscimento di un debito fuori bilancio è un vero e proprio atto consiliare alla pari delle altre deliberazioni e pertanto suscettibile di non essere approvato. Nel caso di mancato riconoscimento l’Ente non si assume la responsabilità e la necessità di quella spesa che è alla base del debito e pertanto il responsabile sarà colui che l’ha ordinata (impiegato, responsabile, ecc).
« Risposta #1 il: 28 Luglio 2020, 11:25:16 »
Salve dott. Chiarelli,
le scrivo perchè ho un dubbio sull'art 194 del TUELe l'interpretazione che ne dà il mio manuale, "l'impiegato del comune" della Maggioli. Secondo il libro, il consiglio, per i debiti fuori bilancio al comma 1, lettera b,c,d,e (copertura disavanzi consorzi, aziende spec. e istituzioni, ricapitalizzazioni, proc. espropriative, acquisizione beni e servizi in violazione dell'art. 191), ha ampia discrezionalità nella scelta di riconoscimento, ma l'art. 194 al c.1 dice "..gli enti locali riconoscono la legittimità...". Io seguo i suoi interventi ogni volta che posso, e le ho sentito dire, in merito al d.l. 76/2020, che quando il legislatore usa l'indicativo presente non c'è margine di discrezionalità nell'azione amministrativa, si fa così e basta. Quindi, secondo me, nel momento in cui le condizioni dettate nelle varie lettere (ad esempio , alla lettera b, che sia rispettato l'obbligo del pareggio di bilancio e il disavanzo derivi da fatti di gestione) sono rispettate, il consiglio deve riconoscere il debito.
Soprattutto il mio dubbio è alla lettera d, procedure espropriative o di occupazione d'urgenza per opere di pubblica utilità: il consiglio può non riconoscere il relativo debito? E su chi ricadrebbe la responsabilità, anche qui come per la lettera e sul funzionario responsabile del decreto, o sulla giunta che ha deliberato?
La ringrazio moltissimo per ogni chiarimento che vorrà fornirmi.