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Timestamp: 2020-08-10 09:27:18+00:00
Document Index: 123686357

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 52', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 9']

RS 672.201.1 Ordinanza 1 del DFF del 4 dicembre 2019 sul computo di imposte alla fonte estere
672.201.1 Ordinanza 1 del DFF del 4 dicembre 2019 sul computo di imposte alla fonte estere
672.201.1
Ordinanza 1 del DFF sul computo di imposte alla fonte estere
del 4 dicembre 2019 (Stato 1° febbraio 2020)
Il Dipartimento federale delle finanze (DFF),
visto l’articolo 24 capoverso 1 dell’ordinanza del 22 agosto 19671 sul computo di imposte alla fonte estere,
1 La distinta degli Stati con cui la Svizzera ha concluso una convenzione per evitare le doppie imposizioni così come i montanti di imposte alla fonte non recuperabili sui dividendi, gli interessi, i canoni e le remunerazioni per le prestazioni di servizi è riportata nell’allegato.
2 La Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali aggiorna l’elenco.
L’ordinanza 1 del DFF del 6 dicembre 19671 sul computo globale d’imposta è abrogata.
1 [RS 1967 1711, 1981 1999 n. I, 1988 604, 2001 1065, 2012 5983, 2019 167]
La presente ordinanza entra in vigore il 1° febbraio 2020.
(art. 1 cpv. 1)
Distinta degli Stati contraenti
(valevole per i redditi maturati nel 2019)1
Il computo di imposte estere non recuperabili prelevate alla fonte deve essere operato attualmente in base alle convenzioni per evitare le doppie imposizioni (CDI) menzionate nella presente distinta2.
Stati contraenti data della convenzione
Redditi [A1]3
Imposta alla fonte non recuperabile dagli Stati contraenti % [A2]
di filiali (dal 25 %)
8 [B1]
5 [C1]
di filiali (dal 20 %)
10 [C1]
10 [D23]
7 [B4]
12 [C1]
15 [D6]
Compensi per fornitura d’assistenza tecnica
5 [B5]
10 [B1]
10 [C1] [C29]
0 [B7]
Redditi [A1]
30.1.1974
5 [B6]
10 [C1] [C3]
10 [D4]
10 [C1] [C23]
28.8.1978
di filiali (dal 10 % )
a persone giuridiche
12 [B1]
13 [B1]
8 [C1] [C3]
per brevetti e know-how
per leasing
di filiali (dal 10 %)
5 [B2]
a persone associate
a persone non associate
10 [D1]
5 [D13]
15 [B8]
10 [C34] [C8]
2 [D7]
0 [B1]
5/7,5 [B1] [B38]
a persone fisiche
7,5 [B1]
10 [C1] [C26]
Remunerazioni per prestazioni di servizi
12.2.1980
10 [B11]
15 [C1] [C27]
10 [D20]
12.3.1999
0 [B10]
10 [C1] [C7]
15 [C1] [C2]
12,5 [D22]
0 [B31]
0 [B12]
10 [D12]
9.9.1966
0 [B13]
12,8/15 [B26]
11.8.1971
di impianti idroelettrici di confine
redditi provenienti da diritti di godimento, obbligazioni con partecipazione agli utili, partecipazioni occulte e prestiti parziari
26,375 [B9]
8 [C1] [C4]
8 [E1]
10 [C1] [C2]
10 [D5] [D8]
Compensi per prestazioni di servizi
5 [E2]
di filiali (dal 50 %)
16.6.1983
7 [C17]
0 [B2]
Canoni (leasing compreso)
Compensi per prestazioni di servizi tecniche
Remunerazioni per servizi resi
0 [B14]
3 [C1] [C4]
dall’1,5 fino al 5 [D25]
di filiali (dal 10 %), qualora non vi sia un’imposizione ordinaria della società israeliana che distribuisce i dividendi
9.3.1976
12,5 [C30]
5 [B17] [B39]
10 [D9]
26.1.2001
0 [C4]
0 [D2]
0 [B3]
10/0 [B1] [B41]
0 [D7]
0 [B18] [B19]
15 [B19]
0 [B20]
10 [C24]
10 [D11]
0 [B1] [B21]
10 [C2]
3.8.1993
[C1] [C15]
titoli trattati in borsa in Messico o in uno Stato che ha concluso una CDI con il Messico
10 [D24]
6 [B1]
9 [B1]
9 [C4]
6.6.1980
10 [C16]
0/5 [B42]
0/10 [B1] [B42]
dal 7,5 fino al 10 [B22]
dal 7,5 fino al 20 [B22]
Compensi per servizi tecnici
5 [B37]
15 [C25]
Remunerazioni per fornitura di assistenza tecnica e di servizi digitali
2.9.1991
5 [C6] [C18]
5 [D13] [D14]
26.9.1974
5 [B35]
10 [C1] [C33]
0 [B16]
0 [B32]
8.12.1977
5 [B1]
5 [C1] [C6]
0 [B23]
5 [C14]
7 [B1] [B24]
5 [D1] [D13]
12.6.1996
26.4.1966
0 [B25]
5 [D16]
11.1.1983
10 [C3]
Compensi per servizi
5 [B29]
15 [B29]
7.5.1965
12/15 [B1] [B40]
10 [B27]
10 [B1] [B27]
10 [C1] [C9]
[C19] [C20]
10 [D17] [D18]
8.10.2007 [A3]
10 [B28]
Remunerazione della gestione aziendale
10 [B36]
12.2.1994
10 [D8]
dal 0 fino al 15 [C22]
Utili distribuiti da una stabile organizzazione
5 [B15]
 altri
altri dividendi pagati a persone giuridiche
altri dividendi pagati a persone fisiche
0 [C1]
10 [D1] [D21]
7 [B1]
10 [C11]
0 [B30]
5 [C1] [C5]
[B33] [B34]
pagati a società
pagati a persone fisiche
5 [C1] [C4]
5 [C12]
10 [D10]
– pagati a persone fisiche
5 [D2] [D10]
A. Generali
[1] Per i dividendi di filiali la partecipazione minima è indicata tra parentesi.
[2] Le aliquote d’imposta si applicano ai casi normali. In alcuni casi le imposte effettivamente prelevate sono inferiori. Alcune legislazioni prevedono per determinati redditi riduzioni d’imposta o esenzioni d’imposta; in questi casi il computo delle imposte alla fonte estere è concesso soltanto per l’imposta effettivamente prelevata. Fanno eccezione l’Egitto [C2, D22], la Giamaica [C2, D8, E2], la Malesia [C24, D11], il Marocco [C2], il Pakistan [C17], Singapore [B14], la Tailandia [B27, C20, D19], Trinidad e Tobago [C2], la Tunisia [D8] e il Vietnam [B33, C12, D10].
[3] Tra la Svizzera e Taiwan non esiste nessuna convenzione per evitare le doppie imposizioni. Esiste unicamente una convenzione privata per evitare le doppie imposizioni che il Consiglio federale ha riconosciuto il 9 dicembre 2011. Le relative disposizioni sono applicabili a partire dal 1° gennaio 2011.
B. Dividendi
[1] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 15 %.
[2] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 10 %.
[3] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 5 %.
[4] L’Argentina preleva un’imposta alla fonte del 7 % sui dividendi. Secondo la CDI l’Argentina sarebbe autorizzata a prelevare un’imposta alla fonte del 15 % o del 10 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 25 %.
[5] A condizione che il capitale estero investito superi 200 000 CHF o il suo controvalore in un’altra moneta.
[6] A condizione che gli investimenti effettuati siano almeno pari a 200 000 USD.
[7] In alcuni casi («unfranked dividends») viene prelevata un’imposta alla fonte del 30 %. In questi casi viene accordato un computo dell’imposta alla fonte estera pari al 15 %. Il computo dell’imposta alla fonte estera è ridotto a 5 % per una partecipazione al capitale di almeno il 10 %. Nessun computo d’imposta per partecipazioni al capitale di almeno l’80 %.
[8] Computo dell’imposta alla fonte estera, a condizione che il credito cileno dell’imposta di prima categoria sia accordato sull’imposta addizionale cilena.
[9] Vale soltanto se queste somme sono deducibili per la determinazione del reddito imponibile del debitore (incluso il contributo di solidarietà). Secondo la CDI la Germania sarebbe autorizzata a prelevare un’imposta alla fonte del 30 %.
[10] A partire dal 2019, l’Ecuador preleva un’imposta alla fonte sui dividendi la cui aliquota varia a seconda dell’imposizione della società che versa il dividendo (ad. es. un’imposta alla fonte del 7 % per un’imposizione dei benefici del 28 %). Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 15 %.
[11] 10 % per i dividendi versati da società quotate, 15 % per i dividendi versati da società non quotate, se gli utili sono assoggettati all’imposta sull’utile. La Svizzera non concede il computo per l’imposta alla fonte ivoriana alla fonte del 15 % ritenuta su dividendi provenienti da utili non assoggettati all’imposta sulle società.
[12] L’Estonia non preleva l’imposta alla fonte su dividendi. Secondo la CDI essa sarebbe autorizzata a prelevare un’imposta alla fonte del 10 % sui dividendi o dello 0 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 10 %.
[13] Eventualmente del 15 % in caso di interesse straniero preponderante nella società svizzera da parte di persone non residenti nell’UE (art. 11 par. 2 lett. b n. iii).
[14] L’Iran non preleva l’imposta alla fonte sui dividendi pagati a persone non residenti. Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 15 % o del 5 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 15 %.
[15] In Turchia è possibile prelevare un’imposta alla fonte («branch profits tax») del 5 % al massimo sugli utili di una stabile organizzazione (secondo il diritto interno turco: 15 %), se questi utili sono esentati in Svizzera (Stato della sede dell’impresa). L’esenzione di una stabile organizzazione è sancita nell’art. 52 della legge federale sull’imposta federale diretta (RS 642.11) e nelle pertinenti disposizioni cantonali.
[16] Il Qatar non preleva l’imposta alla fonte sui dividendi. Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare a seconda dei casi un’imposta alla fonte del 5 %, 10 % o 15 %.
[17] Nessuna imposta alla fonte per i dividendi da partecipazioni a partire dal 50 % e per un valore minimo di 1 milione di USD, se l’investimento è stato approvato dal Governo del Kazakistan ed è interamente garantito o assicurato dalla Svizzera.
[18] Se la partecipazione, a titolo della quale vengono pagati i dividendi, non è stata detenuta per un periodo ininterrotto di due anni prima del pagamento dei dividendi, l’imposta non recuperabile è del 5 %.
[19] Gli interessi di obbligazioni con partecipazione agli utili vengono trattati come dividendi.
[20] La Malesia non preleva l’imposta alla fonte sui dividendi. Secondo la CDI essa sarebbe autorizzata a prelevare un’imposta alla fonte del 15 % o del 5 % in caso di una partecipazione di almeno il 25 %.
[21] Attualmente Malta non preleva alcuna imposta alla fonte sui dividendi.
[22] Secondo la CDI il Pakistan sarebbe autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 20 %. Diversi dividendi sono imposti con aliquote che si situano tra il 7,5 e il 25 %, dunque in alcuni casi deve essere accordato un computo dell’imposta alla fonte estera che può arrivare fino al 20 %, oppure fino al 10 % per una partecipazione di almeno il 20 % nel capitale della società che distribuisce il dividendo.
[23] Singapore non preleva alcuna imposta alla fonte su dividendi, a eccezione dei dividendi REIT («Real Estate Investment Trusts»). Secondo la CDI Singapore sarebbe autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 15 % o del 5 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 10 %.
[24] La Slovacchia preleva un’imposta alla fonte del 7 % sui dividendi distribuiti da utili realizzati dopo il 1° gennaio 2017.
[25] Nessuna imposta residua se le condizioni dell’art. 10 par. 2 lett. b e dei n. 2 e 3 del Protocollo sono soddisfatte.
[26] A partire dal 1.1.2018 viene prelevata in Francia un’imposta alla fonte del 12,8 % sui dividendi versati a persone fisiche e, di regola, del 30 % sui dividendi versati a persone giuridiche. Nel primo caso il computo dell’imposta alla fonte estera è del 12,8 % mentre nel secondo del 15 %.
[27] Il computo dell’imposta alla fonte estera è del 10 % per i dividendi esentati dall’imposta tailandese o tassati a un’aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione conformemente all’«Investment Promotion Act» (B.E. 2520), al «Revenue Code» (B.E. 2481) o ad altre disposizioni specifiche della legislazione sulla promozione economica.
[28] 5 % se la società che riceve i dividendi detiene almeno il 50 % della società che li paga.
[29] Nessun computo dell’imposta alla fonte estera per i redditi provenienti dagli Stati Uniti che soggiacciono all’imposta americana alla fonte a un’aliquota del 30 % conformemente agli art. 10 par. 2, 11 par. 6 o 22 della convenzione.
[30] Il Venezuela non preleva l’imposta alla fonte sui dividendi versati da utili tassati. Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 10 %, tranne nel caso di una partecipazione al capitale del 25 %.
[31] Attualmente gli Emirati Arabi Uniti non prelevano l’imposta alla fonte sui dividendi. Secondo la CDI essi sarebbero autorizzati a prelevare un’imposta alla fonte del 15 % o del 5 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 10 %.
[32] Il Regno Unito non preleva nessuna imposta alla fonte sui dividendi, a eccezione dei dividendi REIT («Real Estate Investment Trusts»). Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 15 %, tranne nel caso in cui esista una partecipazione al capitale del 10 %.
[33] Il computo dell’imposta alla fonte estera viene concesso alle aliquote previste dalla convenzione per i dividendi che in Vietnam non sono tassati o sono tassati a un’aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione a dei fini di promozione economica.
[34] Secondo la CDI il Vietnam sarebbe autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 7 % in caso di dividendi pagati a società che detengono una partecipazione di almeno il 50 % della società distributrice, il 10 % in caso di dividendi pagati a società con una partecipazione di almeno il 25 % della società distributrice e del 15 % negli altri casi.
[35] 0 % se la società che riceve i dividendi detiene direttamente almeno il 25 % del capitale della società che distribuisce i dividendi per la durata di almeno due anni, entrambe le società sono soggette all’imposta senza beneficiare dell’esenzione di cui all’art. 2 della convenzione e nessuna delle due società risiede in uno Stato terzo con il quale è stata conclusa una convenzione intesa a evitare le doppie imposizioni ed entrambe le società hanno la forma giuridica di una società di capitali.
[36] La Tunisia riscuote un’imposta alla fonte del 10 % su dividendi, sempre che provengano da utili conseguiti dopo il 2014.
[37] Il Perù preleva un’imposta alla fonte del 5 % sui dividendi. Secondo la CDI sarebbe autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 15 %, tranne nel caso in cui vi sia una partecipazione al capitale del 10 %. In tal caso l’imposta alla fonte può essere al massimo del 10 %.
[38] La Colombia preleva un’imposta alla fonte del 5 % sui dividendi versati a persone giuridiche se sono distribuiti a partire da utili generati dal 2017. Se tali dividendi sono pagati dopo il 31 dicembre 2018 un’imposta alla fonte del 7,5 % viene prelevata. Secondo la CDI sarebbe autorizzata a prelevare un’imposta alla fonte del 15 %, tranne nel caso in cui vi sia una partecipazione qualificata al capitale (almeno del 20 %).
[39] Secondo il diritto interno kazako non è riscossa alcuna imposta se la partecipazione, a titolo della quale vengono pagati i dividendi, è stata detenuta per un periodo ininterrotto di tre anni prima del pagamento del dividendo e se la società che paga il dividendo non è attiva nello sfruttamento del sottosuolo e non è detenuta per più del 50 % da una società attiva nello sfruttamento del sottosuolo.
[40] 15 % sui dividendi pagati a delle persone fisiche non-residenti.
[41] Nessuna imposta alla fonte prelevata sui pagamenti di dividendi distribuiti da utili realizzati dopo il 31 dicembre 2017.
[42] Fino al 6 maggio 2019 l’Oman ha prelevato un’imposta alla fonte sui dividendi distribuiti da società anonime e dei fondi d’investimento. Dopo tale data i dividendi distribuiti sono esonerati dall’imposta alla fonte.
C. Interessi
[1] Nessun computo dell’imposta alla fonte estera viene concesso per gli interessi che la convenzione esonera dall’imposta alla fonte nello Stato della fonte.
[2] Senza tenere conto dell’imposta effettivamente dedotta, poiché la convenzione prevede un computo fittizio d’imposta.
[3] 5 % per gli interessi su prestiti bancari.
[4] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 10 %.
[5] 4.95 % sugli interessi versati a istituti finanziari non residenti.
[6] 0 % tra imprese associate.
[7] L’imposta alla fonte ecuadoriana è dello 0 % sugli interessi versati a istituti finanziari internazionali privati e istituti finanziari multilaterali.
[8] 0 % sugli interessi pagati da un istituto finanziario cileno a una banca, a un istituto finanziario all’estero o a un istituto finanziario internazionale; 4 % sui conti correnti o sui depositi a termine presso istituti finanziari autorizzati e per gli interessi sui prestiti accordati da banche, da assicurazioni o da istituti finanziari internazionali autorizzati, così come per gli interessi pagati dal venditore di macchinari o impianti e legati a una vendita a credito. 5 % sugli interessi da obbligazioni negoziate regolarmente.
[9] La Tailandia può prelevare ai sensi della convenzione un’imposta del 15 %, a condizione che non si tratti di interessi pagati per un prestito accordato da un istituto finanziario o da una società di assicurazione (cfr. [C19]). Il computo dell’imposta alla fonte estera viene accordato per il 10 % degli interessi lordi. Quale ulteriore sgravio, solo il 95 % degli interessi lordi devono essere imposti.
[10] 1 %, 5 % o 10 % per gli interessi da conti bancari; 2 % sugli interessi di titoli di debito di una durata di almeno 5 anni; 8,25 % sugli interessi versati per prestiti accordati da istituti finanziari esteri al fine di finanziare l’acquisto d’equipaggiamenti oppure sugli interessi versati a una società holding su prestiti accordati da istituti finanziari esteri al fine di finanziare l’acquisizione di partecipazioni.
[11] 7 % sugli interessi pagati da istituti finanziari su depositi in moneta uruguayana o su «indexed units» la cui scadenza supera un anno; 7 % sugli interessi di obbligazioni con una scadenza superiore a 3 anni emessi mediante pubblica sottoscrizione e quotate in borsa; 7 % sui certificati di reddito emessi da trust finanziari («fideicomisos financieros») con sottoscrizione pubblica e che sono quotati, se la loro durata è superiore ai 3 anni; 7 % sugli interessi di depositi della durata di un anno o meno.
[12] Il computo dell’imposta alla fonte estera viene concesso alle aliquote previste dalla convenzione per gli interessi che in Vietnam non sono tassati o sono tassati a un’aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione a fini di promozione economica.
[13] Sgravio integrale nello Stato della fonte sugli interessi in relazione alle vendite a credito tra imprese non associate.
[14] Nessun computo d’imposte alla fonte estere possibile per interessi versati tra istituti bancari.
[15] L’imposta alla fonte messicana su interessi bancari è del 4,9 %.
[16] Nessun computo d’imposte alla fonte estere se invece dell’imposta alla fonte è prelevata una «approved issuers levy» del 2 %.
[17] 0 % sugli interessi da obbligazioni, su un titolo di riconoscimento debito o un altro titolo simile del governo, della banca centrale, di una suddivisione politica o collettività locale. 0 % sugli interessi pagati su prestiti garantiti o assicurati dal governo, dalla banca centrale, da un’agenzia o un organo (incluso un istituto finanziario) appartenenti o controllate dallo Stato greco. 0 % sugli interessi pagati per una vendita a credito di equipaggiamento industriale, commerciale o scientifico o la vendita a credito di una merce da una società a un’altra società.
[18] In vigore dal 1° luglio 2013. Prima era del 10 % sugli interessi.
[19] 10 % per gli interessi su prestiti accordati da istituti finanziari o da società di assicurazione.
[20] Il computo dell’imposta alla fonte estera è del 10 % per gli interessi esentati dall’imposta thailandese o tassati a un’aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione conformemente all’«Investment Promotion Act» (B.E. 2520), al «Revenue Code» (B.E. 2481) o ad altre disposizioni specifiche della legislazione sulla promozione economica.
[21] 5 % sugli interessi per vendita a credito di merci da una ditta a un’altra.
[22] Esistono diverse forme di esonero nel diritto interno turco e ai sensi della convenzione. Per l’imposizione alla fonte degli interessi con la Turchia sono state convenute le seguenti aliquote: 0 % per gli interessi pagati a uno Stato contraente o alla sua banca centrale; 5 % per gli interessi pagati a titolo di prestito o credito accordato, garantito o assicurato ai fini della promozione delle esportazioni da una banca export-import o da un istituto simile il cui obiettivo è promuovere le esportazioni; 15 % in tutti gli altri casi (n. 3 del protocollo).
[23] 5 % per gli interessi su depositi bancari.
[24] Applicabile anche agli interessi esonerati in Malesia ai sensi della convenzione, pagati per prestiti approvati dalle autorità malesi.
[25] 4,99 % sugli interessi pagati da banche e istituti finanziari peruviani su prestiti all’estero, così come sulle obbligazioni emesse da banche e istituti finanziari peruviani. 10 % sugli interessi pagati in relazione alla vendita a credito di equipaggiamento industriale, commerciale e scientifico.
[26] 5 % sugli interessi per prestiti di una durata di almeno 8 anni accordati nell’ambito di partenariati pubblico-privati. 1 % sugli interessi da accordi di leasing per elicotteri, aerei e i loro pezzi di ricambio.
[27] Va tassato solo il 95 % del reddito lordo degli interessi. L’importo del computo dell’imposta alla fonte estera corrisponde al 10 % del reddito lordo integrale.
[28] Israele prevede svariate esonerazioni. In particolare, non sono imposti gli interessi pagati alle persone fisiche, gli interessi sulle obbligazioni di Stato e i depositi bancari in valuta estera.
[29] 0 % secondo il diritto interno sugli interessi di alcune obbligazioni di Stato in valuta estera. Secondo la CDI lo 0 % si applica a interessi derivanti dalla vendita a credito di un equipaggiamento industriale, commerciale o scientifico e su un mutuo di qualunque natura concesso da un istituto bancario.
[30] L’aliquota d’imposizione alla fonte può essere in alcuni casi, come ad esempio per gli interessi di certe obbligazioni, inferiore a 12,5 %.
[31] Il diritto interno iraniano e la convenzione prevedono diverse esonerazioni per gli interessi, per es. per gli interessi sulle obbligazioni di Stato, sui depositi bancari, sui prestiti bancari o sulle vendite a credito.
[32] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un’imposta alla fonte del 5 %.
[33] Esistono diverse forme di esonero nel diritto interno portoghese e ai sensi della convenzione, per es. sugli interessi d’obbligazioni di Stato, le vendite a credito e i prestiti tra istituti finanziari.
[34] Sulla base di una clausola evolutiva della nazione più favorita.
D. Canoni
[1] Nessun computo dell’imposta alla fonte estera viene concesso per canoni che la convenzione esonera dall’imposta alla fonte nello Stato della fonte.
[3] 5 % per rimunerazioni di leasing.
[4] 5 % per i pagamenti riguardanti brevetti, disegni o modelli, progetti, formule o processi segreti, così come il «know-how».
[5] Imposta alla fonte prelevata unicamente sul 60 % dell’importo lordo dei redditi derivanti da leasing.
[6] 10 % sui canoni per l’uso o la concessione in uso di equipaggiamenti industriali, commerciali o scientifici nonché di brevetti, di marchi di fabbrica o di commercio, di disegni o di modelli, di progetti, di formule o di procedimenti segreti o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale o scientifico; 5 % sui canoni per l’uso o la concessione in uso di un diritto d’autore su un’opera letteraria, drammaturgica, musicale o su un’altra opera artistica, a condizione che il beneficiario effettivo sia l’autore o un suo erede; il 3 % per l’uso o la concessione in uso di notizie; nessun computo dell’imposta alla fonte estera per i canoni di locazione (leasing) pagati a titolo di locazione connessa con un diritto d’opzione.
[7] Sulla base di una clausola evolutiva della nazione più favorita.
[8] Senza tenere conto dell’imposta effettivamente dedotta, poiché la convenzione prevede un computo fittizio d’imposta.
[9] Nel caso di pagamenti per leasing, possibilità di optare per un’imposizione del reddito netto (art. 12 par. 4 CDI). In questo caso, nessun computo dell’imposta alla fonte estera.
[10] Il computo dell’imposta alla fonte estera viene concesso alle aliquote previste dalla convenzione per i canoni che in Vietnam non sono tassati o sono tassati a un’aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione a fini di promozione economica.
[11] Si applica parimenti ai canoni (pagati in base a un contratto approvato) esonerati conformemente alla convenzione.
[12] Viene imposto soltanto il 95 % dell’ammontare lordo. Il computo dell’imposta alla fonte estera corrisponde al 10 % dell’ammontare lordo.
[13] 0 % tra imprese associate.
[14] In vigore dal 1° luglio 2013. Prima era lo 0 % sui canoni.
[15] []
[16] 0 % se le condizioni dell’art. 12 par. 7 della CDI sono soddisfatte (imprese associate).
[17] In caso di leasing finanziario l’imposta alla fonte è dell’1 %.
[18] 5 % per i canoni di opere letterarie, artistiche o scientifiche.
[19] Il computo dell’imposta alla fonte estera è del 10 % per i canoni esentati dall’imposta thailandese o tassati a un’aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione conformemente all’«Investment Promotion Act» (B.E. 2520), al «Revenue Code» (B.E. 2481) o ad altre disposizioni specifiche della legislazione sulla promozione economica.
[20] Se il pagamento concerne l’utilizzazione di diritti di proprietà industriale l’imposta alla fonte in Costa d’Avorio ammonta al 2,5 %.
[21] Sgravio integrale nello Stato della fonte sui canoni per diritti d’autore su opere scientifiche, brevetti, marchi di fabbrica, modelli, formule segrete o per la comunicazione di esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico.
[22] Va tassato solo il 97,5 % del reddito lordo dei canoni. L’importo del computo dell’imposta alla fonte estera corrisponde al 10 % del reddito lordo integrale.
[23] L’imposta alla fonte algerina per l’utilizzazione di programmi informatici è del 4,8 %.
[24] 5 % per l’uso o la concessione d’uso di vagoni ferroviari.
[25] L’aliquota dell’imposta alla fonte sui canoni di licenza prevista dal diritto interno iraniano dipende dalla natura del creditore e dalla capacità economica.
E. Prestazioni di servizi
[1] Remunerazioni pagate a una persona fisica (diversa da un salariato del debitore della remunerazione) per prestazioni di servizi nell’ambito della gestione aziendale, di servizi tecnici o di consulenza.
1 Per i redditi maturati nel 2018 (RU 2019 167).
2 Questa distinta illustra le imposte alla fonte estere non recuperabili sulla base delle convenzioni contro le doppie imposizioni concluse dalla Svizzera. A determinate condizioni, l’art. 9 dell’Acc. del 26 ott. 2004 tra la Confederazione Svizzera e l’Unione europea sullo scambio automatico di informazioni finanziarie per migliorare l’adempimento fiscale internazionale (RS 0.641.926.81) prevede l’imposizione esclusiva nello Stato di residenza delle persone che ricevono dividendi, interessi o canoni di licenza pagati tra imprese associate. Una società svizzera che riceve dividendi, interessi o canoni di licenza esenti dall’imposta alla fonte estera sulla base dell’art. 9 di detto Acc. non può fare valere il computo dell’imposta alla fonte per questi redditi.
3 Le note si trovano alla fine della distinta.
RU 2020 157
1 RS 672.201
Ordinanza 1 del DFF del 4 dicembre 2019 sul computo di imposte alla fonte estere
01.01.1968 - 01.02.2020
Ordinanza 1 del DFF del 6 dicembre 1967 sul computo globale d’imposta