Source: http://www.upel.va.it/newsletter/circolare-n-18-del-19-gennaio-2015-aggiornamento-normativo-n-42015/
Timestamp: 2019-04-22 19:53:41+00:00
Document Index: 48468746

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 83', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 817', 'art. 31', 'art. 10', 'art. 31', 'art. 2729', 'art. 8', 'art. 22', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2043']

AGGIORNAMENTO NORMATIVO E GIURISPRUDENZIALE n.4 DEL 19 GENNAIO 2015
Tu sei qui:Home / Newsletter / AGGIORNAMENTO NORMATIVO E GIURISPRUDENZIALE n.4 DEL 19 GENNAIO 2015
1) IN LOMBARDIA. Confermate le competenze attribuite alle province lombarde con alcune eccezioni: agricoltura, foreste, caccia e pesca vengono ritrasferite alla regione Lombardia. La Città metropolitana di Milano e la provincia di Sondrio avranno una maggiore autonomia.
2) SONDAGGIO REALIZZATO DA IPSOS PER ANCI LOMBARDIA – Esito
3) MINISTERO DELL’INTERNO – Comunicato 14 gennaio 2015 – Dal 2016 solo documenti digitali.
3.1) DECRETO SU DOCUMENTI DIGITALI, ADDIO ALLA CARTA IN 18 MESI – Agid, con questo d.P.C.M. è tutto pronto per lo switch off
4) CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI, SENTENZA 24.11.2014 N. 5777 – Lo sportello unico (SUAP) realizza il principio della semplificazione amministrativa in relazione allo svolgimento delle attività di impresa inserendo in un unico centro organizzativo tutte le vicende riguardanti l’attività produttiva. Tuttavia, dalle competenze dello sportello unico esula tutto ciò che attiene, tra l’altro, alla regolarità edilizia dei beni strumentali all’attività di impresa.
5) ANAC – Comunicato 15 gennaio 2015 – consultazione pubblica sui documenti contenenti indicazioni operative sull’affidamento di servizi assicurativi e di vigilanza privata.
5.1) TAR LOMBARDIA-MILANO, SEZ. IV, SENTENZA 22.12.2014 N. 3147 – Al fine della decorrenza del termine di impugnazione di un provvedimento, non basta la mera notizia della sua esistenza e del suo carattere sfavorevole per il destinatario, occorrendo conoscerne il contenuto, per poter valutare se l’atto è illegittimo o meno.
5.2) TAR LOMBARDIA-BRESCIA, SEZ. II, SENTENZA 31.12.2014 N. 1470 – Determinazione del costo del personale in sede di verifica delle offerte.
5.3) NELLE GARE LEGITTIMO IL LIVELLO RETRIBUTIVO DEI CONTRATTI «GIALLI». Appalti. Chiarimento del Tar di Brescia.
5.4) TAR FRIULI VENEZIA GIULIA,SENTENZA 31.12.2014 N. 678 – Costituisce diritto vivente il principio per cui in sede di gara d’appalto i concorrenti non possono operare alcun filtro in sede di dichiarazioni rilasciate ai sensi dell’art. 38 codice dei contratti pubblici, relativamente alla indicazione delle condanne penali subite ed alla loro rilevanza sulla moralità professionale che è riservata in via esclusiva alla stazione appaltante.
5.5) LE P.A. VERSANO L’IVA ALL’ERARIO (MA CON UN’ECCEZIONE). L’impatto delle disposizioni sullo split payment in vigore dal 1° dicembre scorso.Le pubbliche amministrazioni non possono più pagare l’Iva sugli acquisti di beni e servizi ai loro fornitori, ma devono versarla direttamente all’erario. Anche sulle vecchie fatture non ancora saldate.
5.6) TAR CAMPANIA-NAPOLI, SEZ. V, SENTENZA 12.11.2014 N. 5808 – Ai sensi dell’art. 83, comma 5, d.lgs. 12.04.2006, n. 163: – deve intendersi rimessa alla stazione appaltante la facoltà di determinare i criteri di valutazione delle offerte, che vanno però prefissati nella lex specialis, e ciò al fine di consentire a tutti i partecipanti alla procedura di avere sin dall’inizio contezza di tutti gli elementi che incidono sulla partecipazione, sulla valutazione delle offerte e, quindi, in ultima analisi sull’aggiudicazione; rientra quindi nella discrezionalità della stazione appaltante predeterminare l’incidenza del prezzo, in rapporto alla qualità della proposta, nella valutazione dell’offerta e la relativa determinazione; – l’esercizio di tale discrezionalità non può essere oggetto di censura del giudice, a meno che non venga rilevato l’eccesso di potere per irragionevolezza e arbitrarietà.
5.7) TAR CALABRIA – Catanzaro, Sez. II, sentenza 09.10.2014 n. 1630 – il RUP non può fare commissario di gara.
5.8) Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza 15.12.2014 n. 6154 – Nelle gare pubbliche i chiarimenti della stazione appaltante sono ammissibili se contribuiscono, con un’operazione di interpretazione del testo, a renderne chiaro e comprensibile il significato e/o la ratio di una disposizione del bando, ma non quando, proprio mediante l’attività interpretativa, si giunga ad attribuire alla disposizione un significato ed una portata diversa e maggiore di quella che risulta dal testo stesso, in tal caso violandosi il rigoroso principio formale della “lex specialis”, posto a garanzia dei principi di cui all’art. 97 cost..
5.9) CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI, SENTENZA 15.12.2014 N. 6154 – Nelle gare pubbliche, ove l’Amministrazione consideri congrua l’offerta sulla base delle spiegazioni fornite dal concorrente in sede di verifica dell’anomalia, la sua valutazione deve ritenersi sufficientemente motivata con richiamo “per relationem” ai chiarimenti ricevuti, tanto più che la verifica delle offerte anomale non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica, mirando invece ad accertare se l’offerta nel suo complesso sia attendibile e, dunque, se dia o non serio affidamento circa la corretta esecuzione.
5.10) Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza 12.12.2014 n. 6139 – I criteri di individuazione del presidente di commissione di gara nelle centrali di committenza. Può essere scelto anche (meglio: deve essere scelto) tra i dirigenti o tra i funzionari della diversa (rispetto a quella che gestisce la gara) amministrazione in favore della quale sarà resa la prestazione contrattuale dovuta dall’impresa selezionata e nell’interesse della quale la centrale di committenza ha amministrato la gara.
5.11) CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III, SENTENZA 12.12.2014 N. 6139 – I giudizi di merito delle offerte tecniche, in quanto espressione di discrezionalità tecnica, sono sottratti al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salvo che non siano manifestamente illogici, irrazionali, arbitrari o fondati su un altrettanto palese e manifesto travisamento dei fatti.
6) MINISTRO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LE PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Comunicato 14 gennaio 2015 – Entro il 16 febbraio l’adeguamento alla modulistica edilizia unificata e semplificata.
6.1) CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI, SENTENZA 05.01.2015 N. 13 -Grava sul privato l’onere della prova circa il possesso del titolo edilizio abilitativo o delle ragioni per le quali, nel caso particolare, un titolo edilizio non era necessario.
6.2) L’ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA (APE)NON ANNULLA LA VENDITA. Prevista una sanzione da 3 a 18mila euro per chi non allega al rogito una copia dell’attestato energetico.
6.3) CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI, SENTENZA 05.01.2015 N. 13 – In primo luogo, e in termini generali, va ribadito che l’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce attività vincolata della P. A., con la conseguenza che ai fini dell’adozione delle ordinanze di demolizione non è necessario l’invio della comunicazione di avvio del procedimento, non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell’atto. Sulla questione se costituisce requisito essenziale dell’ingiunzione a demolire anche l’indicazione dell’area soggetta ad acquisizione gratuita e di diritto, per il caso di mancata demolizione e ripristino dello stato dei luoghi entro i 90 giorni dall’ingiunzione, è stato affermato che “l’omessa o imprecisa indicazione di un’area che verrà acquisita di diritto al patrimonio pubblico non costituisce motivo di illegittimità dell’ordinanza di demolizione… mentre con il contenuto dispositivo di quest’ultima si commina, appunto, la sanzione della demolizione del manufatto abusivo, l’indicazione dell’area costituisce presupposto accertativo ai fini dell’acquisizione, che costituisce distinta misura sanzionatoria”.
6.4) TAR FRIULI VENEZIA GIULIA, SENTENZA 19.12.2014 N. 658 – E’ illegittima l’ordinanza di demolizione che non risulta preceduta dall’avviso di avvio del procedimento, previsto dall’art. 7 della legge 241 del 1990, senza che vengano esplicitate eventuali ragioni di urgenza.
6.5) TAR LOMBARDIA-MILANO, SEZ. II, SENTENZA 19.12.2014 N. 3095 – Il potere/dovere di repressione degli abusi edilizi -configuranti a loro volta un illecito permanente- non è soggetto a decadenza, costituendo invece attività vincolata, senza che l’Amministrazione debba fornire una specifica o analitica motivazione con riguardo al decorso del tempo.
6.6) CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI, SENTENZA 05.01.2015 N. 13 – Un intervento qualificabile come ristrutturazione edilizia presuppone un immobile preesistente, sul quale le opere intervengano, costruito in modo legittimo, e non un fabbricato privo di titolo edilizio, ossia abusivo.
6.7) CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI, SENTENZA 05.01.2015 N. 13 – Per quanto riguarda la nozione di pertinenza, l’art. 817 cod. civ. definisce pertinenze “le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa”. La nozione di pertinenza accolta dalla giurisprudenza amministrativa è però meno ampia di quella civilistica.
6.8) CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI, SENTENZA 05.01.2015 N. 13 – In via preliminare, la generale necessità, “ex lege”, della licenza edilizia per l’esercizio dello “jus aedificandi” va fatta risalire al 1942 per i soli centri abitati (v. art. 31 della l. n. 1150/1942) e, per l’intero territorio comunale, al 1967 (v. art. 10 della l. n. 765/1967; si veda inoltre l’art. 31, comma 5, della l. n. 47/1985 a conferma della possibilità, anche prima della l. n. 765/1967, di richiedere, da parte dei comuni dotati di regolamenti edilizi “ad hoc”, la licenza edilizia non solo per le costruzioni da realizzare entro il perimetro dei centri abitati).
6.9) TAR PUGLIA-LECCE, SEZ. III, SENTENZA 05.01.2015 N. 13 – Sull’ordinanza di demolizione di un fabbricato, integralmente abusivo, dopo quasi 30 anni.
6.10) TAR PUGLIA-LECCE, SEZ. III, SENTENZA 05.01.2015 N. 5 – L’appartenenza di una strada ad un ente pubblico territoriale può essere desunta da una serie di elementi presuntivi aventi i requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dall’art. 2729 c.c., non potendo reputarsi, a tal fine elemento da solo sufficiente l’inclusione o meno della strada stessa nel relativo elenco, già previsto dall’art. 8 della legge n. 126 del 1958, avente natura dichiarativa e non costitutiva, ed avendo carattere relativo la presunzione di demanialità di cui all’art. 22 della legge n. 2248 del 1865, all. F.
6.11) TAR ABRUZZO-L’AQUILA, SENTENZA 20.12.2014 N. 955 – Circa la questione relativa al computo nelle distanze dei balconi e dei vani tecnici.
6.12) TAR CAMPANIA-NAPOLI, SEZ. VI, SENTENZA 12.11.2014 N. 5804 – Nel vagliare un intervento edilizio consistente in una pluralità di opere deve effettuarsene una valutazione globale atteso che “la considerazione atomistica” dei singoli interventi non consente di comprendere l’effettiva portata dell’operazione. Né è possibile scomporre un’unica operazione edificatoria in distinte fasi, cosicché possano individuarsi interventi soggetti ad autorizzazione ed altri soggetti a concessione, dovendo piuttosto procedersi a valutarla nella sua unitarietà.
6.13) CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE, SENTENZA 09.10.2014 N. 21350 – Il contratto di appalto per la costruzione di un immobile senza concessione edilizia è nullo, avendo un oggetto illecito, per violazione delle norme imperative in materia urbanistica e non può essere convalidato in virtù di una concessione posticipata con effetti retroattivi.
6.14) TAR MARCHE, SENTENZA 06.10.2014 N. 816 – Nel caso di mutamento di destinazione d’uso, anche senza opere, da artigianale a commerciale, trattandosi di un cambiamento implicante il passaggio ad una categoria funzionale autonoma, avente diverso carico urbanistico va rilevato che ai sensi dell’art. 19, d.P.R. n. 380 del 2001, il sopravvenuto mutamento della destinazione d’uso, anche in assenza di interventi, comporta comunque l’insorgenza del presupposto imponibile per la debenza del contributo dovuto, compreso quello relativo al costo di costruzione.
6.15) CORTE DI CASSAZIONE, II SEZ. CIVILE, SENTENZA 02.12.2014 N. 25501 – Distanze violate, demolizione anche se si è in buona fede. Balconi. Tutti i condomini sono legittimati ad agire.
6.16) TAR CAMPANIA-NAPOLI, SEZ. IV, SENTENZA 14.11.2014 N. 5942 – In materia di vincolo cimiteriale la salvaguardia del rispetto dei duecento metri prevista dal citato articolo si pone alla stregua di un vincolo assoluto di inedificabilità che non consente in alcun modo l’allocazione sia di edifici, che di opere incompatibili col vincolo medesimo.
7) GESTIONI ASSOCIATE, RISCHIO – Commissari per 6mila Comuni.
7.1) NELLE UNIONI DI COMUNI NON C’È UN TETTO AL NUMERO DI ASSESSORI.
7.2) COMUNI, INIZIO ANNO COL BOTTO. Gestione associata delle funzioni, acquisti centralizzati. Per i mini-enti è giunta l’ora di mettersi insieme. Pronte le lettere di messa in mora dei prefetti.
8) ENTI LOCALI, PRECARI IN STANDBY. Stoppate le possibili assunzioni a tempo indeterminato. Gli ostacoli posti dalla legge di Stabilità 2015 alla stabilizzazione del personale.
8.1) PROVINCE, PERSONALE IN ESUBERO IN CERCA DI RICOLLOCAZIONE. In ballo circa 20 mila dipendenti per effetto del taglio lineare alla spese delle dotazioni organiche.
8.2) PROVINCE, PROROGATI I CONTRATTI A TERMINE.
8.3) LEGGE DI STABILITÀ – Enti locali, assunzioni vincolate. Comuni e regioni devono assorbire gli esuberi provinciali. Dopo i vincitori di concorso, priorità al personale in sovrannumero.
8.4) DAL 2016 SERVIRANNO QUATTRO MESI IN PIÙ PER ANDARE IN PENSIONE.
8.5) CATEGORIE PROTETTE.
8.6) COMPENSI AD AMMINISTRATORI DI SOCIETÀ PARTECIPATE.
8.7) SALARIO ACCESSORIO DEGLI INCARICATI DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA NEGLI ENTI PRIVI DI DIRIGENZA ED ART. 9, COMMA 2-bis, d.l. 78/2010.
8.8) CONTRIBUTI PER STABILIZZAZIONE LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI.
8.9) FACOLTÀ ASSUNZIONALI.
8.10) AVVOCATURA INTERNA
9) MULTE, RICORSI ANCHE VIA PEC MA CON MODALITÀ INCERTE. Codice della strada. Nota dell’Interno.
9.1) MULTE, ANCHE LA PEC PER IL RICORSO AL PREFETTO.
10) TAR SICILIA – Palermo, Sez. II, sentenza 31.12.2014 n. 3483 – Il termine previsto dall’art. 2 l. n. 241/1990 per l’adozione di provvedimenti amministrativi ha natura ordinatoria e non perentoria: pertanto, l’inosservanza da parte dell’amministrazione non esaurisce il potere di provvedere né determina di per sé l’illegittimità dell’atto adottato fuori termine.
10.1) TAR PUGLIA-BARI, SEZ. III, SENTENZA 18.12.2014 N. 1598 – Così come avviene nel processo, infatti, anche in fase istruttoria del procedimento amministrativo, una volta che la parte privata abbia dettagliatamente e documentalmente cercato di provare le proprie ragioni, sta alla parte pubblica motivare in ordine alle motivazioni ostative all’accoglimento dell’istanza, confutando le affermazioni della parte interessata.
10.2) TAR PUGLIA-LECCE, SEZ. I, SENTENZA 17.12.2014 N. 3112 – In ordine alla sussistenza dell’obbligo da parte dell’amministrazione di provvedere a fronte di una domanda di autotutela avanzata dal privato, la giurisprudenza è consolidata nel ritenere che nessun obbligo di provvedere sussista in capo all’ente in relazione all’esercizio del potere di riesame.
10.3) CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV, SENTENZA 18.11.2014 N. 5663 – Il danno ingiusto, cagionato dalla Pubblica amministrazione in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa dei tempi di definizione del procedimento amministrativo, ha come presupposto la considerazione per cui, per il cittadino, il tempo è un bene della vita, la cui perdita ha un costo che è suscettibile di ristoro patrimoniale in presenza dei dovuti presupposti. In linea di principio la pretesa al danno da ritardo può essere formulata rispettivamente in termini di indennizzo da “mero ritardo” di cui all’art. 2-bis secondo comma della legge n. 241/1990 ovvero nella richiesta di un risarcimento vero e proprio, previsto dall’art. 2-bis, comma 1, l. 07.08.1990, n. 241. Tale fattispecie –che può concorrere con l’indennizzo di cui sopra- deve essere ricondotto relativamente all’identificazione degli elementi costitutivi della responsabilità all’alveo proprio dell’art. 2043 c.c. .
11) TAR LOMBARDIA-MILANO, SEZ. II, SENTENZA 19.12.2014 N. 3119 – Costituisce principio consolidato in giurisprudenza quello secondo cui non è accoglibile la domanda di risarcimento del danno formulata nel processo amministrativo in modo del tutto generico, senza che il ricorrente fornisca il minimo principio di prova e, prima ancora, senza neanche allegare precisamente i fatti sui quali la domanda si fonda.