Source: http://patrimoniopubblico.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=101&stat=
Timestamp: 2019-06-20 21:10:52+00:00
Document Index: 47822883

Matched Legal Cases: ['art. 142', 'art. 142', 'art. 2', 'art. 822', 'art. 824', 'art. 59', 'art. 860', 'art. 10']

Bonifica di siti contaminati: onere reale senza esproprio
L'onere reale, avente ad oggetto la bonifica di un sito inquinato, è un atto dovuto che costituisce un vincolo di natura ambulatoria, in quanto grava sul soggetto che si trova nel godimento del bene, nella sua qualità di proprietario, e grava sul sito contaminato: pertanto l'Amministrazione ha opera correttamente laddove estende l'onere reale alle aree interessate dall'inquinamento e non solo all'area che è stata la fonte di contaminazione.
Un canale di bonifica non rientra nei corsi d’acqua sottoposti per una fascia di m. 150 al vincolo di tutela paesaggistica ex art. 142 d.lgs. 42/2004
Un canale di bonifica è estraneo al novero dei “corsi d'acqua” le cui sponde, ai sensi dell'art. 142, comma 1, lett. c) d.lvo n. 42/2004, sono sottoposte, per una fascia di m. 150, al vincolo di tutela paesaggistica: la norma infatti, interpretata coerentemente con la ratio che la ispira, non è suscettibile di applicazione ad un corpo idrico privo dei caratteri di naturalità (morfologica e funzionale) necessari per far sorgere concrete esigenze di tutela paesaggistica.
Poiché è indubbio che i Consorzi di bonifica debbano contribuire allo svolgimento delle funzioni attribuite alle Regioni in materia di acque, tanto che il loro funzionamento è reso possibile da appositi finanziamenti regionali, è parimenti indubbio che - quali persone giuridiche - possano essere chiamate a rispondere in proprio dei danni arrecati a terzi nell'esercizio, o per il mancato esercizio, delle funzioni loro attribuite.
La successione nei rapporti facenti capo ai consorzi di bonifica, secondo la disciplina dettata dalla Regione siciliana con le L.R. n. 45 del 1995 e L. n. 10 del 1999, è correlata alle funzioni trasferite (o meno) in via definitiva ai consorzi di nuova istituzione, mentre delle obbligazioni assunte (da un consorzio soppresso) in relazione ad opere che non rientrano più nel quadro di competenze, a regime, del nuovo consorzio, non risponde detto ente, ma a titolo successorio, l'Assessorato regionale. Di conseguenza, nell'obbligazione assunta dall'ente soppresso nell'ambito della realizzazione di opere idrauliche realizzate per l'utilizzazione delle acque ai fini irrigui che sono di competenza del demanio regionale, L. n. 45, ex art. 2, comma 1, lett. c), cit., subentra l'Assessorato regionale e non i nuovi Consorzi.
Qualora il Consorzio di bonifica, pur non essendo gravato del relativo obbligo ha, di fatto, provveduto alla manutenzione del canale, si è assunto la custodia e la gestione del corso d'acqua, facendosi carico della relativa responsabilità e quindi dell'obbligo di risarcire i danni derivanti da difetto di manutenzione.
I contributi consortili di bonifica sono dovuti da tutti i proprietari i cui beni ricadono nell'area che usufruisce in maniera diretta dei benefici derivanti dalle attività di bonifica, ivi comprese quindi le province per gli immobili ad essa appartenenti, benchè soggetti al regime del demanio pubblico ai sensi dell'art. 822 c.c., comma 2 e art. 824 cod. civ.
Il R.D. n. 215 del 1933, art. 59 sulla disciplina della bonifica integrale, conferisce ai consorzi di bonifica il potere di imporre contributi ai proprietari consorziati per le loro finalità istituzionali e, quindi, non solo per le spese attinenti alle opere di bonifica, ma anche per quelle necessarie al loro funzionamento quali enti preposti alle opere medesime, senza introdurre deroghe ai principi fissati in tema di contribuzione consortile dagli artt. 10 ed 11 del citato Decreto e dall'art. 860 c.c., dal momento che l'imposizione della contribuzione resta subordinata al presupposto che gli immobili di quei proprietari, oltre a trovarsi nel comprensorio consortile, risultino effettivi o prevedibili beneficiari dei vantaggi derivanti da lavori di bonifica completati o da completare.
E' illegittima l'ordinanza sindacale di bonifica di un'area diretta all'ente proprietario e non all'ente utilizzatore della stessa
E' illegittima l'ordinanza sindacale che prescrive la bonifica di determinate aree all' Agenzia del Demanio quale proprietaria delle stesse dal momento che la manutenzione e gestione delle stesse spetta ai diversi enti che hanno in uso le citate aree (nella specie Consorzio di bonifica e Regione).
In materia di bonifica, la trascrizione del provvedimento di perimetrazione della contribuenza prevista dall'art. 10 R.D. 215/1933 ha solo effetti di pubblicità-notizia, sicché ben può la Regione prevedere forme di pubblicità diverse, purchè idonee a raggiungere il medesimo risultato.
L'associazione nazionale bonifiche presenta un piano da quattro miliardi
In assenza di interventi, secondo l'Associazione, il futuro potrebbe far registrare un bilancio ancora peggiore di quello degli ultimi anni.