Source: http://portal.lavoropa.it/content/dirigenza-trattamento-accessorio
Timestamp: 2014-12-19 14:14:57+00:00
Document Index: 177215196

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art.27', 'art.28', 'art.9', 'art.27', 'art.28']

Dirigenza - trattamento accessorio | LavoroPA
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Dirigenza - trattamento accessorio
Nome e Cognome: Cristina D'ErcoleEmail: [email protected]Nel 2000, in applicazione del CCNL 23/12/1999, il nostro Ente ha costituito il fondo per i trattamenti accessori della dirigenza, imputando allo stesso, ai sensi della lettera a) dell’art. 26, comma 1, l’importo complessivamente destinato al finanziamento del trattamento di posizione e di risultato di tutte le funzioni dirigenziali per l’anno 1998, anno in cui erano in servizio n. 3 dirigenti.
A partire dal 2002, anno in cui è stato soppresso un posto dirigenziale in pianta organica (riduzione da 3 a 2 posti, incluso il Segretario generale), in sede di costituzione del fondo in argomento, l’importo corrispondente alla posizione del dirigente che occupava il posto soppresso (pari a euro 12.911,42) viene sottratta dall’ammontare del fondo disponibile per il finanziamento della posizione e del risultato dei dirigenti rimasti.
Tale condotta mi pare in contrasto con quanto precisato dall’ARAN (parere DB 47 del 26/4/2004). Vi sono state successive interpretazioni rispetto a quella richiamata? E’ possibile, per il futuro, non procedere più alla decurtazione sinora effettuata? Si tenga presente che, per effetto della predetta decurtazione, il fondo non raggiunge la capienza necessaria per finanziare le posizioni dirigenziali in essere, in assenza di integrazioni ex art. 26, comma 3, che devono essere comunque motivate da riorganizzazioni o attivazioni di nuovi servizi.Risposta: 1. Clausole da applicare e loro significato.
Per quanto riguarda la retribuzione di posizione, si conferma che la clausola contrattuale da applicare, ma solo fino al 31.12.2010, è l’art.27, comma 9 del CCNL del 23.12.1999: quindi, le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e non utilizzate nell’anno di riferimento (perché collegate a posti dirigenziali vacanti, anche se divenuti tali in corso d’anno) sono temporaneamente utilizzate per la retribuzione di risultato relativa al medesimo anno, in modo da compensare i dirigenti che si sono fatti carico delle funzioni collegate ai predetti posti vacanti, e, quindi, sono riassegnate al finanziamento della retribuzione di posizione a decorrere dall’esercizio finanziario successivo.
Si tenga presente che quelle risorse:
· dovendo essere erogate a titolo di retribuzione di risultato, possono essere assegnate agli altri dirigenti solo nel rispetto dei criteri stabiliti per l’erogazione di tale particolare emolumento e, quindi, solo sulla base di un accertamento dei risultati effettivamente conseguiti;
· l’anno successivo (ma non oltre il 31.12.2010) devono essere riassegnate al finanziamento della retribuzione di posizione, anche se poi l’Ente può trovarsi nella necessità di applicare nuovamente il predetto articolo 27, comma 9; quindi esse non possono essere stabilmente destinate al risultato degli altri dirigenti. Per quanto riguarda la retribuzione di risultato, la clausola contrattuale da applicare, con effetti limitati al 31.12.2010, è l’art.28, comma 2 del CCNL del 23.12.1999: quindi, le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di risultato e non utilizzate nell’anno di riferimento sono destinate al finanziamento della retribuzione di risultato nell’anno successivo. Anche se è del tutto ovvio, precisiamoche queste risorse sono portate in aumento del “fondo” per il risultato dell’anno successivo a titolo di una tantum, come risorse “variabili” (per fare un parallelismo con il CCNL del personale non dirigente) e non hanno alcuna possibilità di consolidarsi. 2. Le novità del decreto Tremonti (L.122/2010). Una novità molto significativa in materia è però prevista dall’art.9, comma 2-bis del decreto Tremonti:a decorrere dal 1º gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013, l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non può superare il corrispondente importo dell'anno 2010 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio.
La norma incide su “fondi” del trattamento accessorio impedendone ogni variazione in aumento: la norma ha effetto dal 2011, quindi sono fatti salvi, ovviamente, gli incrementi sui fondi 2010 derivanti dai rinnovi contrattuali del biennio 2008-2009.
Inoltre, per la prima volta che si precisa che tutte le amministrazioni pubbliche hanno l’obbligo di ridurre automaticamente i fondi del trattamento accessorio in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio. Questo significa che se un dirigente cessa dal servizio (anche in corso d’anno) il fondo destinato al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato deve ridursi automaticamente, con la conseguenza che l’art.27, comma 9 e l’art.28, comma 2 del CCNL del 23.12.1999 non potranno avere alcun effetto oltre il 31.12.2010 e fino a tutto il 31.12.2013.
Ente: CCIAA di NovaraTema: DirigenzaTags: dirigenzatrattamento accessorio Aggiungi un commento
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