Source: http://teminera.blogspot.com/2008/04/il-monotribunale.html
Timestamp: 2017-11-18 09:54:50+00:00
Document Index: 151473633

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 631', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 380']

Avevamo visto il bibunale, ma le sorprese non finiscono mai.
L'ultima viene dal monotribunale, non credo che possa definirsi diversamente.
Si tratta di una causa per la declaratoria di nullità di un matrimonio civile.
La citazione viene notificata con invito a comparire davanti ad un Tribunale, la causa viene assegnata ad un giudice che, fino dalla prima udienza, si qualifica Presidente e procede nell'istruzione.
Svolge diverse udienze, sente i testi, fa concludere le parti ed, alla fine, emette una sentenza che reca la seguente intestazione:"Tribunale di ...., nella persona del giudice xyxy";
segue il testo della sentenza ed il dispositivo e, poi la firma: preceduta dal titolo"Il Presidente estensore".
Chissà se la partecipazione del P.M. abbia fatto sorgere qualche dubbio in questo Presidente estensore che la causa, per sua natura, dovesse essere decisa da un collegio.
Chissà se ha dimenticato di scrivere i nomi degli altri due giudici che, nella sua mente, avrebbero dovuto comporre questo collegio.
Certo non sembra che altri, al di fuori del Presidente, abbiano conosciuto di questa causa; almeno nulla risulta né dal verbale nè da altre fonti.
Eppure qualcosa deve essersi mosso nella mente di questo giudice, visto che non si è mai proclamato giudice unico ma "Presidente", tranne che nell'intestazione della sentenza in cui, più modestamentre si dichiara semplicemente "giudice" (anche se firma con il miglior titolo di "presidente").
Ovviamente chi ha avuto la peggio si è premurato di impugnare la sentenza e, come primo motivo, ha invocato la nullità del provvedimento.
Se la Corte accoglierà tale richiesta, si saranno perduti sette anni, tale essendo il tempo occorso perché il "Presidente estensore" facesse conoscere il suo pensiero.
Pubblicato da Teti nera a 10:49
sono Gianluca e ho 24 anni. Ho letto della Sua vicenda in alcuni articoli di stampa e ho voluto subito leggere il Suo Blog.
Pur non essendo pratico della materia ho apprezzato la chiarezza dei post e soprattutto ho subito sentito la passione con cui Lei si occupa del Suo lavoro.
Per questo motivo, per quanto possa valere, vorrei esprimerLe la mia solidarietà e il mio rammarico; ho sempre più l'impressione che in questo Paese le persone competenti siano sempre più messe da parte.
La mia speranza è che, dopo aver lasciato la magistratura, vorrà continuare ad utilizzare la rete per permettere a tutti i cittadini di conoscere lo stato della Giustizia italiana.
3 luglio 2009 01:22
Con estremo ritardo e molto rammarico anche io come Gianluca, autore del precedente commento, ho solo ora "scoperto" l'esistenza del Suo blog! Per altro ho letto solo alcuni di questi (oserei dire) esilaranti post e nonostante abbiano suscitato qualche sonora risata, sono tutt'altro che divertita...sono piuttosto ripugnata dalla negligenza e dalla incompetenza di alcuni togati e di come poi, questa classe di inabili cerchi di tarpare le ali a chi, come Lei, esercita (o esercitava) questa professione con capacità e, mi sembra di capire, passione.
Questo non è il commento di una "sovversiva" che senza sapere giudica il sistema della Giustizia solo per puro spirito critico. Sono piuttosto una disillusa, che a 23 anni, laureanda in giurisprudenza, si domanda molte volte se non ha fatto la scelta sbagliata!
Spero vivamente anche io che Lei non abbandoni questo spazio virtuale e continui a scrivere...così che io possa non dimenticare mai, semmai dovesse accadere, quello che non voglio mai essere o diventare!
3 luglio 2009 02:10
Strech ha detto...
Complimenti, ho letto con grande piacere e divertimento i suoi articoli, ma mi rammarico sinceramente per la fine che Lei ed il Suo blog hanno fatto.
Spererei riprenda presto a scrivere.
3 luglio 2009 03:02
3 luglio 2009 05:14
anche io come molti frequentatori del mondo online di Internet ho scoperto oggi il suo blog tramite la lettura di un articolo del quotidiano "La Stampa" online, che riferiva anche del nome di questo sito web.
Anche io sono rammaricato per le personali vicende ora pubbliche che la vedono protagonista in questi giorni, le esprimo la mia personale solidarietà.
Spero che specialmente ora che sembra abbia chiuso la porta di una sua importante esperienza lavorativa professionale non voglia chiudere anche una sua frequentazione del suo blog, riprendendo una scrittura brillante e spiritosa.
Potrà contare su un numero ben maggiore di lettori rispetto a prima, magari meno "del settore" giudiziario ma comunque attenti e desiderosi di conoscere come dal di dentro le vicende che lei avrà conosciuto da vicino.
Auguri per il futuro e per le finestre e le porte grandi che le si apriranno davanti.
3 luglio 2009 07:07
Teti nera ha detto...
3 luglio 2009 08:23
Caro dr. Dragotto, aspetto che lei riprenda la sua collaborazione al suo blog. Che i suoi commenti, in fondo garbati, potevano essere utili ad un maggior buon senso nell'emettere sentenze. Secondo il Csm, un vecchio arnese che andrebbe riformato, lei è in errore. Non è così e lei sappia che ci sono milioni di persone che la pensano come lei.
Con stima, a leggerla presto!
Ilbellodelweb ha detto...
4 luglio 2009 01:48
Purtroppo ho appreso del suo "siluramento" solo prima di conoscere il blog e la Sua persona, attraverso un articolo de "La stampa" on line. E ciò che ho compreso è che in Italia sono ancora troppi i "tromboni", non solo tra i politici, convinti che la Rete sia qualcosa di deleterio da estirpare, più che qualcosa di benevolo con cui convivere.
Quello che mi ha fatto indignare di più è che né il blog di Beppe Grillo, né quello di Byoblu, abbiano (ancora) dato spazio a questa notizia... strano, perché solitamente sono dei difensori a spada tratta in queste tematiche.
Ad ogni modo, Le auguro vivamente di riuscire a proseguire la sua avventura di blogger... e di riuscire un giorno a far valere nei confronti dei suoi ex-colleghi il vecchio detto "Chi non mi vuole, non mi merita...".
Cordiali saluti, Davide C.
Tel. 0564 414235 Cell. 347 6767660 ha detto...
Da laurento in giurisprudenza ed ex praticante mi diverte molto vedere questa rassegna di strfalcioni giudiziari. Spero che il blog abbia un seguito....
Garbatissimo Sig. Dragotto le chiedo viavamente di continuare la sua opera di verità e giustizia nel nome del popolo italiano internettiano che deve purtroppo sciropparsi queste amenità mediocrità ingiustizia somministrata quotidianamente senza che nessuno? possa farci niente? e che gridano vendetta popolare. Forse è il nome del titolo del Suo Blog, poco identificabilecanche per chi potrebbe cercare "casi di malagiustizia italiana", mi scusi se mi permetto, che ha reso fino ad oggi difficile il trovarLa, ovvio che la sgradevolissima vicenda anche per chi legge, di cui Lei è incredibilmente la vittima, non invece gli svalvolati giudici del popolo,che invece avanzano e dimostrano una volta di più quale sia il livello della classe dirigente che amministra questo paese, ci ha permesso di conoscerLa.
Grazie per la gradevole chiara efficace scritttura e sperando di vederla in politica, Le porgo i miei più Sinceri Auguri.
7 luglio 2009 15:59
Devo ancora ringraziare tutti quelli che mi stanno manifestando solidarietà.
Per l'amico Anonimo che ha scritto il 7 luglio, devo precisare che il nome di questa pubblicazione era volutamente poco usuale perché all'origine il blog voleva essere una forma di comunicazione riservata. Vorrei richiamare in proposito il primo post, intitolato Presentazione, perché in quello indico le vere ragioni di questa iniziativa. Agli amici avvocati, che mi hanno manifestatotanta affettuosa simpatia vorrei chiedere di indicare nei commenti qualche "perla" della quale in qualche modo vengano a conoscenza. Ancora grazie a tutti, Gaetano Dragotto
7 luglio 2009 16:46
Profondamente indignato per gli esiti della Sua vicenda, direi anacronistici, di getto ho scritto su un blog quanto segue:
"...ora temo per l'esito del mio ricorso per Cassazione (marzo 2009)avendo citato il dottor Dragotto, sgnificandogli solidarietà, con i 2 passaggi che riporto:
"... Mi limito solo a questo caso in quanto traspare un minimo di “legittimo sospetto” su di un giudice cui avevo, prima del "processo" in oggetto, semplicemente chiesto di come abbia reso esecutiva, avallando il dec, ing., la richiesta di pagamento di una prestazione di cui io non ho nessuna comunicazione o, quantomeno, uno straccio di carta che...anche se “muta” (magari poi manderò della documentazione al PG di Ancona, dottor Dragotto che sicuramente gli sarà di suo gradimento...anche a sostegno della sua incresciosa vicenda: non mi stupisco che i “colleghi” denuncianti non abbiano compreso che il Pg ne abbia sentito la necessità proprio nell'interesse della categoria!?).
Poi, in chiusura: "...c'è voluto un anno e 4 udienze (di cui una fantasma, da quella, appunto, è uscita l'ordinanza...) a vuoto per l'assenza della controparte (tranne in “quella” che era presente il loro avvocato che io ancora oggi non conosco perché non è venuto mai in udienza [..], neanche quando la sera prima sento dire al telefono del mio avv., “domani ci vediamo in aula”) e il Got che dal 1° giorno non ha voluto credere continuava a portarmi assente e a rifarsi del 631 c.p.c.? Alla quarta ud. ne è convinto e si è persino sforzato ad abbozzare un sorrisetto beffardo, di scherno: che non è concesso, a quanto pare, al Dott. Gaetano Dragotto, PG ad Ancona."
"Spero che dopo non essere stato riconfermato, e negate altre opzioni, il dr Dragotto, riprenda a scrivere sul blog con la sua godibile ironia di sprone a far meglio..."
[ L'anzianotto Got, dopo un anno e 4 udienze a vuoto, chiude la partita, "...la (non) causa è estinta". In totale ha scritto 3 righe, se si toglie la parte prestampata “...ai sensi del 631 cpc...” (da far decifrare al farmacista), totalmente incoerenti con l'articolo da lui sempre evocato, per consentire alla controparte (al "suo collega" avv., da me mai visto in faccia!) di risultare "presente" in una delle 4 convocazioni: la 2a, per cui ero effettivamente non presente (fidavo nella convocazione dal momento che scriveva: “Poiché nessuna delle parti è comparsa, visto l’art. 631 C.P.C.. si rinvia all’udienza del ******"), dalla quale esce un provvedimento a me sconosciuto ...]
Chissà se mi frullasse l'idea, da scacciare, di un risarcimento quanto valgo; se più di lui, visto che nessuno nel mio fare mi abbia tacciato di scarsa professionalità o quantomeno di negligenza!
Non sono del mestiere, ma ho letto con grande divertimento. Sembrano gag demenziali. Auguro slaute e fortuna, a lei ed al suo blog. Ad Maiora.
Nei palazzi di (in)giustizia non trova ospitalità certa ironia: basti guardare le facce di chi è costretto a "pernottare" sognando solo incubi; Non v'inganni l'ampiezza del'entrata...lasciate ogni speranza o voi ch'entrate...: "Le leggi son ma chi pon mano a elle?" Direbbe Dante. Dipendesse da me al dottor Dragotto proporrei la Toga d'oro!
Scritto da: Mauro | 04/03/09 at 01:50
Del caso clamoroso del giudice Luigi Tosti, da poco assolto da un'accusa che non ha precedenti in questo paese di bigotti e ipocriti, non se ne parla...sono stato l'unico a postare un commento a suo favore su un blog di toghe (Uguale per tutti" che tra l'altro ha sostenuto il dottor Dragotto...aprendo un acceso dibattito...). Peccherò di presunzione se volessi ricordare a certi suscettibili - diciamo - "colleghi" dello spiritoso PG che una sentenza della Cassazione (la 29232 del luglio 2004) consente di criticare sentenze e comportamenti di magistrati del tipo di quelli (non nominati!?) raccontati da Dragotto? Seppur riferito ad altro, penso che quest'altra di Dante possa andar bene: "Or che tu se', che vuol sedere a scranna,/per giudicar di lungi mille miglia/con la veduta corta d'una spanna"? Il vero scandalo sono le condanne inflitte dell'Ue per violazione all'art. 6 sui diritti umani: le sanzioni si aggirano sui 50 milioni di euro...440-500 euro se tutti gli interessati ricorrerebbero! (rappresentati dalla Carfagna?)
Scritto da: Mauro | 04/03/09 at 02:44
Mauro benvenuto qui.
Grazie per Dante!
Anch'io darei la toga d'oro al Dr Dragotto.Ma in un paese normale non c'è ne bisogno.
Concordo con te sul caso(?)Tosti.Non capisco perché si divertono ad accusare una persona e dopo tanti anni viene assolta e probabilmente risarcita dai contribuenti.
Il giudice M.Ducchi in Sicilia conosciuto dal pubblico grazie a Tosti scrisse:
"La giustizia deve essere amministrata in modo laico e non sarebbe rispettoso della Costituzione amministrarla con appeso alle pareti un simbolo religioso che potrebbe essere discriminatorio nei confronti di chi osserva un altro credo".
"Quando si parla d'immunità ..." di Bruno Tinti
commento di Mauro - lasciato il 3/7/2009 alle 14:28
Il vero punto che io colgo è che: "...l’astensione e la ricusazione non riguardano i giudici costituzionali. Forse perché si può essere sicuri che persone di tale levatura scientifica ed etica le regole deontologiche le osserverebbero comunque."
Infatti io lo do per scontato!
"Però io mi chiedo; ma se, quando facevo il procuratore della Repubblica, mi avessero beccato a cena con un imputato di un processo in cui facevo il pubblico ministero (o, se è per questo, con un imputato, anche se io con il suo processo non c’entravo per niente); a parte l’astensione, la ricusazione, togliermi il processo e tutte le belle cose previste dalla legge; ma cosa mi avrebbe detto (e fatto) il ministro della Giustizia Alfano?"
E qui, nel quotidiano che interessa(va) Lui, me e almeno una decina d milioni d'taliani, l'asino ci casca.
Mi confidava un avv. che il pm cui era stato affidato il mio esposto frequentava la stessa tipica bettola - seppur in periferia era molto affollata (ci si prenotava)in quanto rinomata - con il suo indagato (l'ex "mio" avv.)per l'art. 380 cp; il tutto poi archiviato. E che dopo averMEne combinata una più grossa ho dovuto, nel 2° esposto, solo dire che "se il dr***** l'avesse fermato allora non avrebbe potuto perseverare...". Il fascicolo di nuovo affidato a lui, al mio primo approccio molto irritato... (per la verità giorni prima mentre attendevo per entrare sentivo che sbraitava - una volta era rabbioso e mi disse che lui lavorava molto mentre un giudice civile in 10 anni non aveva combinato nulla - come quel direttore di clinica... , e così andai via: nell'uno e nell'altro caso;
il prof., però, poi lo ritrovai in strada, tra le auto, dell'enorme policlinico molto disponibile all'autocritica...) mi fa rilevare quella frase e pertanto consegna il tutto alla segretaria, "di al capo d'affidarlo ad altro...".
Qualche anno dopo, per un nonnulla (da non farsi, come pensava Maddalena... pare che Alfano voglia, ancor prima, derubricare per sfoltire...)me lo ritrovo, dopo 38 mesi, sul banco dell'accusa dopo aver curato la (non) istruttoria, per 30 mesi?...con la "sentenza" a mia insaputa, senza essere mai stato sentito e poi impedito l'appello (!!??) vado a intasare anche la Cassazione? (che peraltro non disdegna di essere impegnata per una multa non contestata (in fuga) dall' "autovelox"...ritenuta impossibile dopo 8 anni, con altra sentenza!
Ma se i vigili e ausiliari non contestano quelle da fermo, e continuano a fare multe alle targhe...che poi arrivano a casa finché non si scopre che il senatore è con l'amante...e se supera i "limiti" c'è la moglie questore che gliela cancella! Questo è il quotidiano di tutti e non di "Metti(un giudice)una sera a cena" con...
Su un blog, apprezzo sempre gli interventi di M***a, alla "cicuta" (se "giudici" si possano ritenere il gruppo di permalosi infastiditi dalle scomode denunce di Socrate), nel senso che molti magistrati-"mele marce"(ma il pm quando capirà che deve ricercare la verità e non perseguire le sue convinzioni... magari "lombrosiane" o peggio di cogliere l'occasione - attesa al varco - per una ritorsione segnata al dito, e così aggiungere alla beffa un danno più consistente?) ben volentieri gliela farebbero ingurgitare. Specie se usa termini - in questi ambiti conta di più la parola che i fatti: Berlusconi ha collezionato decine di "condanne palamariane"...attutite da "C(a)uscini" ma nessuna sui "Mill(s)e" fatti...scomparsi? - come "perverso" che può essere tollerato, per 2 volte, verso un “Grosso” avvocato del genere "Minuto".
Per averlo io usato, del tutto motivato, il cancelliere "avaiano" (dal sigaro fumante, per ricreare un bioclima adatto: da "porto dele nebbie") del “civile” voleva denunciarmi...ma era lo stesso che 20-25 anni prima - allora fumava sigari toscanacci, più irritanti per... lui? - aveva contribuito a mandare in prescrizione 3 cause, mai iscritte a ruolo, per recupero di crediti; lo batto in velocità e arrivo prima dall'ispettore - uno intelligente che si meravigliò di come mai il geometra progettista e contabilizzatore dei lavori, citato nel mio esposto, non fosse mai apparso sulla scena... da dirgli: perché lo chiede a me e non al pm? - ma il cancello era chiuso, erano in giro a consumare quella "poca benzina" rimasta.
salvatore germinara ha detto...
Italia del DIRITTO
Il Sistema Operativo SSP funzionante sull’elaboratore elettronico IBM Sistema 34, era stato ceduto con regolare fattura del 25.06.1987 unitamente a tutto il macchinario come si evince dalla fattura di cui al link sottostante
da una società realmente esistita (ora chiamata X) ad una finanziaria realmente esistita (ora chiamata Finanziaria Y), senza alcuna autorizzazione da parte della IBM, questa finanziaria, poi lo ha concesso in leasing illegittimamente in quanto non aveva nessun titolo e diritto di proprietà e non avrebbe potuto né acquistare, né vendere, né locare, né sfruttarne alcuna utilità relativamente all’oggetto in questione.
La comunicazione di cui alla parte prima del 14.11.1994 visibile sul link:
è riferita a questo sistema operativo.
Pur essendovi una miriade di articoli del nostro codice civile ed interi capitoli relativi alle c.d. radicali nullità, rilevabili addirittura d’ufficio e quant’altro, pur essendo transitata detta documentazione unitamente agli atti giuridici per farne dichiarare la nullità, da un esercito di giudici e magistrati, per lo meno una ventina, ed altre autorità, la nullità di tale illegittima cessione dalla società detentrice di tale oggetto (di valore inestimabile e non quantificabile) alla suddetta finanziaria non è mai stata dichiarata, nemmeno dall’autorevole Corte suprema di cassazione civile italiana.
Questa finanziaria attraverso quella cessione effettuata con fattura del 25.06.1987 è divenuta proprietaria di un oggetto invendibile, coperto da diritti d’autore, di esclusiva proprietà IBM,
a nulla rilevando tutte le norme contenute nei nostri c.d. 4 codici, nonché leggi sparse.
Questa è l’Italia che vuole passare per una Italia di diritto, fondata sul lavoro e che riconosce il diritto di proprietà altrui.
Italia dei diritti violati, delle tante leggi esistenti, ma solo sulla carta, l'Italia che prende in giro i propri cittadini, in nome del diritto,
l'Italia dei diritti solo ai potenti e prepotenti.
L'Italia dalla faccia di bronzo.
L'Italia dalla ipocrisia senza limiti e confini.
E qualcuno mi dimostri il contrario.
Pistoia, 10.01.2010