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Timestamp: 2020-06-03 13:59:41+00:00
Document Index: 151814317

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 4']

Il giudice dell'esecuzione dispone la vendita senza incanto o tramite commissionario dei beni pignorati. Le cose pignorate devono essere affidate all'istituto vendite giudiziarie, ovvero, con provvedimento motivato, ad altro soggetto specializzato nel settore di competenza iscritto nell’elenco di cui all’articolo 169-sexies delle disposizioni per l’attuazione del presente codice, affinché proceda alla vendita in qualità di commissionario. (1)
Nello stesso provvedimento di cui al primo comma il giudice, dopo avere sentito, se necessario, uno stimatore dotato di specifica preparazione tecnica e commerciale in relazione alla peculiarità del bene stesso, fissa il prezzo minimo della vendita e l'importo globale fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e può imporre al commissionario una cauzione. Il giudice fissa altresì il numero complessivo, non superiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi, le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non superiore a sei mesi, alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria. Quando gli atti sono restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sono istanze a norma dell’articolo 540-bis, dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di cui all’articolo 164-bis delle disposizioni di attuazione del presente codice. (2)
(1) Il presente comma, prima sostituito dall'art. 2, D.L. 14.03.2005, n. 35, come modificato dall'allegato alla L. 14.05.2005, n. 80 e dall'art. 9, L. 24.02.2006, n. 52, con decorrenza dal 01.03.2006, è stato poi così modificato dall'art. 13, comma 1, lett. f), n. 1), D.L. 27.06.2015, n. 83, con decorrenza dal 27.06.2015 ed applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore della L. 06.08.2015, n. 132, di conversione del suddetto decreto, ovvero dal 21.08.2015. Si riporta, di seguito, il testo previgente:
"Il giudice dell'esecuzione può disporre la vendita senza incanto o tramite commissionario dei beni pignorati. Le cose pignorate devono essere affidate all'istituto vendite giudiziarie, ovvero, con provvedimento motivato, ad altro soggetto specializzato nel settore di competenza, affinché proceda alla vendita in qualità di commissionario.".
(2) Il presente comma, prima modificato dall'art. 11, D.P.R. 17.10.1950, n. 857, poi sostituito dall'art. 2, D.L. 14.03.2005, n. 35, come modificato dall'allegato alla L. 14.05.2005, n. 80, con decorrenza ed efficacia dalle date contenute rispettivamente nei commi 3-quater e 3-quinquies del medesimo articolo, poi nuovamente modificato prima dall'art. 13, comma 1, lett. f), n. 2), D.L. 27.06.2015, n. 83, in vigore dal 27.06.2015, convertito, con modificazioni, dalla L. 06.08.2015, n. 132 con decorrenza dal 21.08.2015 (La nuova disposizione si applica, ai sensi del comma 10 dell'art. 23 del medesimo decreto legge, alle vendite disposte dal giudice o dal professionista delegato successivamente alla data di entrata in vigore del suddetto decreto, anche nelle procedure esecutive pendenti alla medesima data) e poi dall'art. 4, comma 1, lett. c), D.L. 03.05.2016, n. 59 con decorrenza dal 04.05.2016, convertito in legge dalla L. 30.06.2016. n. 119 con decorrenza dal 03.07.2016. Si riporta di seguito il testo previgente:
"Nello stesso provvedimento di cui al primo comma il giudice, dopo avere sentito, se necessario, uno stimatore dotato di specifica preparazione tecnica e commerciale in relazione alla peculiarità del bene stesso, fissa il prezzo minimo della vendita e l'importo globale fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e può imporre al commissionario una cauzione. Il giudice fissa altresì il numero complessivo, non inferiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi, le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non inferiore a sei mesi e non superiore a un anno alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria. Quando gli atti sono restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sono istanze a norma dell’articolo 540-bis, dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di cui all’articolo 164-bis delle disposizioni di attuazione del presente codice.".