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Timestamp: 2018-07-19 03:48:07+00:00
Document Index: 116228447

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Valutazione ambientale strategica - Pianificazione urbanistica - Autorità competente - Autonomia
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Consiglio di Stato sez. IV 12/1/2011 n. 133
1) nr. 5916 del 2010, proposto dalla REGIONE LOMBARDIA, in persona del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Valentina Mameli, Piera Pujatti e Annalisa Santagostino, con domicilio eletto presso l’avv. Emanuela Quici in Roma, via della Farnesina, 272,
il signor Giuseppe VERGANI, rappresentato e difeso dagli avv.ti Umberto Grella e Luisa Torchia, con domicilio eletto presso quest’ultima in Roma, via Sannio, 65,
- COMUNE DI CERMENATE, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito;
- PROVINCIA DI COMO, in persona del Presidente pro tempore, non costituita;
- signori Angelo GAIANI, Pietro BELLOTTI e Lorena SINIGAGLIA, non costituiti;
- ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI LOMBARDIA, in persona del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Alberto Fossati, Giovanni Mariotti e Gabriele Pafundi, con domicilio eletto presso quest’ultimo in Roma, viale Giulio Cesare 14a/4;
- COMUNE DI MILANO, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Raffaele Izzo, Antonello Mandarano e Maria Rita Surano, con domicilio eletto presso il primo in Roma, Lungotevere Marzio, 3;
2) nr. 5922 del 2010, proposto dal COMUNE DI CERMENATE, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Riccardo Anania, con domicilio eletto presso l’avv. Maria Cristina D’Alessandro in Roma, via Flaminia, 366,
- REGIONE LOMBARDIA, in persona del Presidente pro tempore, non costituita;
- signori Pinuccia RUMI, Angelo GAIANI, Pietro BELLOTTI e Lorena SINIGAGLIA, non costituiti;
ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI LOMBARDIA, in persona del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Alberto Fossati, Giovanni Mariotti e Gabriele Pafundi, con domicilio eletto presso quest’ultimo in Roma, viale Giulio Cesare, 14a/4,
3) nr. 6105 del 2010, proposto dal signor Giuseppe VERGANI, rappresentato e difeso dagli avv.ti Umberto Grella e Luisa Torchia, con domicilio eletto presso quest’ultima in Roma, via Sannio, 65,
- il COMUNE DI CERMENATE, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Riccardo Anania, con domicilio eletto presso l’avv. Maria Cristina D’Alessandro in Roma, via Flaminia, 366;
- la PROVINCIA DI COMO e la REGIONE LOMBARDIA, in persona dei rispettivi Presidenti pro tempore, non costituite;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del signor Giuseppe Vergani (nei giudizi nn. 5916 e 5922 del 2010), del Comune di Cermenate (nel giudizio nr. 6105 del 2010), nonché l’appello incidentale proposto dal medesimo signor Vergani (nel giudizio nr. 5922 del 2010) e gli atti di intervento ad adiuvandum del Comune di Milano (nel giudizio nr. 5916 del 2010) e dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – Lombardia (nei giudizi nn. 5916 e 5922 del 2010);
Viste le memorie prodotte dalla Regione Lombardia (in date 5, 12 e 16 novembre 2010), dal signor Giuseppe Vergani (in date 4 e 12 novembre 2010) e dal Comune di Cermenate (in data 23 luglio 2010) a sostegno delle rispettive difese;
Uditi l’avv. Emanuela Quici, su delega dell’avv. Pujatti, per la Regione Lombardia, gli avv.ti Grella e Torchia per il signor Giuseppe Vergani, l’avv. Donatella Resta, su delega dell’avv. Izzo, per il Comune di Milano, gli avv.ti Mariotti e Pafundi per l’A.N.C.I. Lombardia e l’avv. Anania per il Comune di Cermenate;
I – La Regione Lombardia ha impugnato, chiedendone la riforma previa sospensione dell’esecuzione, la sentenza (nr. 1526 del 2010) con la quale il T.A.R. della Lombardia, accogliendo il ricorso proposto dal signor Giuseppe Vergani, ha annullato gli atti relativi all’approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio del Comune di Cermenate e quelli relativi alla preliminare valutazione ambientale strategica (V.A.S.).
Si è costituito l’appellato, signor Giuseppe Vergani, il quale con una pluralità di memorie ha in limine eccepito l’improcedibilità e inammissibilità dell’appello e nel merito ne ha diffusamente sostenuto l’infondatezza, concludendo per la conferma della sentenza impugnata.
1) carenza di interesse al ricorso di primo grado del signor Vergani;
In effetti, l’appellato signor Vergani, costituitosi anche nel giudizio di cui all’appello del Comune, oltre a chiedere la reiezione dell’impugnazione con argomenti identici a quelli svolti a proposito dell’appello della Regione, ha in questo caso proposto appello incidentale, censurando le statuizioni di primo grado che lo hanno visto soccombente e riproponendo le censure assorbite.
Anche in questo giudizio si è costituita l’A.N.C.I. Lombardia, svolgendo argomenti in tutto analoghi a quelli sostenuti in relazione all’appello della Regione Lombardia.
III – Il signor Giuseppe Vergani ha altresì impugnato, chiedendone la riforma previa sospensiva, una ulteriore sentenza del medesimo T.A.R. della Lombardia (nr. 1554 del 2010), con la quale è stato respinto un altro ricorso da lui proposto avverso gli atti con i quali il Comune di Cermenate aveva proceduto all’approvazione dello studio geologico del territorio comunale ed alla riperimetrazione della fasce di rispetto dei pozzi di captazione.
Tale sentenza, invero, ha definito il primo ricorso proposto dal signor Giuseppe Vergani dinanzi al T.A.R. della Lombardia, con oggetto la deliberazione (nr. 19 del 2009) con cui il Consiglio Comunale di Cermenate ha approvato una variante al previgente P.R.G. relativa allo studio geologico del territorio, alla riperimetrazione delle fasce di rispetto dei pozzi di captazione dell’acqua potabile ed all’aggiornamento della carta di dissesto del piano stralcio per l’assetto idrogeologico (P.A.I.).
Il signor Vergani ha censurato il predetto atto nella qualità di proprietario di suoli siti nel territorio comunale, già classificati come residenziali dal P.R.G. e asseritamente assoggettati a regime più restrittivo per effetto della delibera suindicata.
Ciò premesso, non è contestato né contestabile che il nuovo P.G.T., di cui il Comune si è dotato con le ulteriori determinazioni impugnate dallo stesso signor Vergani con successivo ricorso giurisdizionale, abbia sostituito in toto il previgente P.R.G. (ivi comprese le varianti allo stesso apportate); ne consegue che alcuna utilità all’odierno appellante potrebbe derivare dall’eventuale annullamento della più volte citata delibera nr. 19 del 2009.
4. Venendo ora all’esame degli appelli nn. 5916 e 5922 del 2010, proposti rispettivamente dalla Regione Lombardia e dal Comune di Cermenate avverso la sentenza con la quale il T.A.R. della Lombardia ha annullato la delibera di approvazione del P.G.T. e parte degli atti a questa presupposti, occorre innanzi tutto esaminare le eccezioni preliminari al riguardo sollevate dall’appellato, signor Giuseppe Vergani.
4.2. Va respinta anche l’ulteriore eccezione, con la quale l’appellato rileva l’incompletezza del contraddittorio per omessa notifica dell’appello della Regione Lombardia a una persona (signora Pinuccia Rumi) a suo tempo evocata in primo grado quale controinteressata, e pertanto chiede ordinarsi l’iintegrazione del contraddittorio e fissarsi nuova udienza per il prosieguo.
Il primo giudice – al contrario - ha ritenuto sussistente in capo all’istante un interesse di natura “strumentale”, avente a oggetto le determinazioni future, ed eventualmente più favorevoli ai suoli in sua proprietà, che l’Amministrazione dovrà assumere in sede di rielaborazione dello strumento urbanistico.
Più in generale, è vero – come sostenuto dalle parti appellanti – che fin dal primo grado del giudizio il ricorrente non ha chiarito se e in quale misura le doglianze relative alla fase di V.A.S. incidessero sul “regime” riservato ai suoli di sua proprietà, in tal senso non risultando in alcun modo chiarita l’affermazione secondo cui “è solo grazie alla lacunosa istruttoria che ha caratterizzato questo procedimento (...) che è stato possibile assumere decisioni così negative verso la sua sfera giuridica” (pag. 69 della memoria di costituzione): affermazione che, pertanto, resta generica e indimostrata.
- la “autorità competente” come “la pubblica amministrazione cui compete l’adozione del provvedimento di verifica di assoggettabilità, l’elaborazione del parere motivato, nel caso di valutazione di piani e programmi, e l’adozione dei provvedimenti conclusivi in materia di VIA, nel caso di progetti ovvero il rilascio dell`autorizzazione integrata ambientale, nel caso di impianti” (lettera p);
- la “autorità procedente” come “la pubblica amministrazione che elabora il piano, programma soggetto alle disposizioni del presente decreto, ovvero nel caso in cui il soggetto che predispone il piano, programma sia un diverso soggetto pubblico o privato, la pubblica amministrazione che recepisce, adotta o approva il piano, programma”.
Né a diverse conclusioni può indurre la recente sentenza della Corte Costituzionale nr. 221 del 17 giugno 2010, richiamata da parte appellata, nella parte in cui si afferma l’autonomia della procedura di V.A.S. con quello che, invero, è un semplice obiter dictum all’interno di una decisione elaborata in relazione al diverso istituto della valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), per il quale si è già da tempo pervenuti – contrariamente a quanto affermato per la V.A.S. – a sostenere l’autonomia del relativo iter procedimentale, e anche l’autonoma impugnabilità del provvedimento conclusivo (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 3 marzo 2009, n. 1213).
Le conclusioni così raggiunte appaiono confortate dalle modifiche apportate al d.lgs. nr. 152 del 2006 dal recentissimo decreto legislativo 29 giugno 2010, nr. 128 (ancorché non applicabile ratione temporis alla vicenda per cui è causa), laddove già a livello definitorio si distingue tra il “parere motivato” che conclude la fase di V.A.S. (art. 5, comma 1, lettera m-ter) e il “provvedimento” di V.I.A. (art. 5, comma 1, lettera p): a conferma che solo nel secondo caso, e non nel primo, si è in presenza di una sequenza procedimentale logicamente e ontologicamente autonoma.
- il comma 6 dell’art. 6 del d.lgs. nr. 152 del 2006, secondo cui l’autorità competente per la V.A.S. e la V.I.A. va individuata “secondo le disposizioni delle leggi regionali o delle province autonome”;
- il successivo comma 7 del medesimo articolo, che del pari demanda a leggi e regolamenti regionali la determinazione delle “competenze” degli altri enti locali, ivi compresi i Comuni.
7. L’accoglimento degli appelli delle Amministrazioni regionale e comunale, per le ragioni fin qui esposte che risultano assorbenti di ogni altra doglianza negli stessi formulata, impone tuttavia l’esame dell’appello incidentale proposto dall’appellato signor Vergani, ivi compresi i motivi di impugnazione rimasti assorbiti nella sentenza di primo grado.
7.1. Più specificamente, vanno anzi tutto dichiarate inammissibili le ulteriori censure relative alla fase di V.A.S. (rubricate ai punti sub D2.1, D2.2, D2.4, D2.5, D2.6 e D2.7 dell’appello incidentale), stante la carenza di interesse sul punto per le ragioni ampiamente illustrate sopra al punto 5.
9. In conclusione, alla stregua di quanto fin qui rilevato, s’impongono – oltre alla già rilevata improcedibilità del ricorso originario relativo all’appello nr. 6105 del 2010 – l’accoglimento degli appelli nn. 5916 e 5922 del 2010, la reiezione dell’appello incidentale proposto dal signor Vergani e la conseguente riforma della sentenza impugnata, con la reiezione del ricorso originario nei sensi meglio precisati in dispositivo.
- accoglie gli appelli nn. 5916 e 5922 del 2010, respinge l’appello incidentale e, per l’effetto, in riforma della sentenza con essi impugnata, in parte respinge e in parte dichiara inammissibile il ricorso di primo grado;
- in relazione all’appello nr. 6105 del 2010, dichiara improcedibile il ricorso di primo grado per sopravvenuta carenza di interesse.