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Timestamp: 2020-08-15 10:27:34+00:00
Document Index: 152506681

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 39']

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 01 aprile 2019, n. 9049 - Nel procedimento di "revisione parziale del classamento" di cui all'art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 trova applicazione la normativa dettate ai fini della "revisione del classamento" dall'art. 9 del d.P.R. 23 marzo 1998, n. 138 - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 aprile 2019, n. 9049 – Nel procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui all’art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 trova applicazione la normativa dettate ai fini della “revisione del classamento” dall’art. 9 del d.P.R. 23 marzo 1998, n. 138
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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 aprile 2019, n. 9049
Estimi catastali – Accertamento – Immobili – Classamento – Revisione – Microzone
Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di A. M. B. e G. C. avverso un avviso di accertamento per estimi catastali, relativo all’anno 2012;
che, col primo, la ricorrente prospetta la violazione e falsa applicazione degli artt. 295 c.p.c.e 39 D.Lgs. n. 546/1992, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c., giacché la CTR avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio avanti il Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 di Lecce;
che, mediante il secondo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 7 I. n. 212/2000, ai sensi dell’art. 360 n. 3 c.p.c.: diversamente dalla valutazione della CTR, l’avviso di accertamento non sarebbe stato carente di motivazione, avendo richiamato il provvedimento di attivazione del procedimento revisionale, nonché le ragioni poste a fondamento del riclassamento effettuato; che, col terzo rilievo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 1 comma 335 I. n. 311/2004 nonché dell’art. 61 DPR n. 1142/1949, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.: la CTR avrebbe mancato di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e dunque avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà. Da ciò la conclusione che il confronto avrebbe avuto senso solo fra microzone di uno stesso territorio comunale;
che le intimate non si sono costituite; che il primo motivo è infondato;
che, infatti, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 9 marzo 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 156/2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337, comma 2, c.p.c., che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Sez. 6-5, n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 comma 2° c.p.c., resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione; che l’art. 39 comma 1 bis – aggiunto dall’articolo 9, comma 1, lettera o), del D.lgs. 24 settembre 2015, n. 156, a decorrere dal 1° gennaio 2016 – (“La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”) non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto al Consiglio di Stato; che il secondo ed il terzo motivo – che possono essere esaminati congiuntamente, per la loro intrinseca connessione logica – sono infondati;
che al rigetto del ricorso non segue la condA. della ricorrente alla rifusione delle spese processuali, in mancanza di attività difensiva da parte delle intimate.