Source: https://it.scribd.com/document/76688883/Programma-Del-Corso-Di-Diritto-Criminale-Tomo-7-11
Timestamp: 2019-10-21 20:06:39+00:00
Document Index: 166640679

Matched Legal Cases: ['art. 251', 'art. 243', 'art. 256', 'art. 258', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 257', 'sentenza ', 'art. 358', 'art. 3', 'art. 246', 'art. 479', 'art. 245', 'art. 313', 'art. 357', 'art. 298', 'art. 8493', 'sentenza ', 'art. 959', 'art. 970', 'art. 422', 'art. 246', 'art. 246', 'art. 246', 'art. 246', 'art. 246', 'art. 246', 'art. 246', 'art. 246', 'art. 246', 'art. 244']

lile al fatto la regola della penalit dei coniplicx proporzionahiente diminuita.
Questo io dico nella ipotesi che i1 passaporto fosse nato genuino e senza yrcordinazione dolosa. Ma se suppongasi che l'amico siasi presentato all' antoritzi a procurarsi il passaposto pel fine apposito di darlo poscia a chi vuole usarne, la cosa potrebbe sembrare diversa, e trow.rvisi una correitd: non crederei pero clie neypure in questa ipotesi fosse applicabile l' art. 251.
- 502 K;ipoli ebbe vaghezza di fare una passeggiata e recarsi a contemplare la bella citt di Siena : ma giunto alle porte dovette prima d' ogni altro contemplarne le carceri di polizia; e non conoscendo egli alcuno in quella citt fu necessario spedire alIa sua Pretura perch il Cancelliere venisse a11 identificarlo. Sono incidenti sociali inevitahili che vogliono essere presi in burla.
Una questione speciale pu sol!evarsi in tema di passaporti e carte di via, ed & quella se in ordine a tali fogli sia adattabile il falso per soppressione contemplato dall' art. 243. Io non lo credo assolutamente perch8 questi fogli sono evidentemente per i fini penali posti fuori dalle generali nozioni clettate sul falso documentale. Se dunque un mio cornpagno di viaggio per odio concepito contro di me sottragga il mio passaporto e lo distrugga per farmi cadere in impacci nella citta ove mi reco, costui non potrh davvero accusarsi di falso; non vi sar furto perch non vi 1' animo di lucro; male vi si adatter il titolo d'ingiuria: titolo pi adattabile al caso supposto parrebbemi quello della ca2zrnnic1 gaeale. E vero che (Fj. 2649) i termini ordinari della definizione clella calunnia reale alluclono piuttosto ad una rnaterialit creata anzich ad una materialit dist?*tbttc6: ma la ragione di estendere Ia nozione clalla forma positiva alla forma negativa incontrastabile.
S. 378s.
2."Fedi nzediche - I certificati che i medici (1 chirurglli rilasciano intorno allo stato di malattia o
di personale imperfezione di qualche individuo aonc dessi documenti pubblici? Io penso che no (almeno per regola ordinaria) perchb sebbene si ilecorino del titolo di ufficiali sanitari, i medici non suno che private persone esercenti una libera professione. Laonde opino che gli atti da loro emessi in siffatta qualit non abbiano il carattere di pubblici docamenti, tranne quando il libero professionista sia ancora investito dalla autorit di uno speciale ufficio pubblico, come i chirurghi militari, i rnembri dei consigli di visita, o simili. Questa ricerca I? peraltro indifferente rispetto ai medici (.l) pei quali si sono dettate disposizioni speciali (codice Toscano art. 256) cos per la nozione del reato corile per la pencc; in tal guisa collocando le fedi mediche fra i documenti pzcfiblici eccezionali.
(1) Non sarebbe peraltro indifferente la ricerca rispetto
a i terzi che abbiano alterato o soppresso un certificato vero, o fatto uso doloso del falso certificato. Ma anche qui
saviamente il codice Toscano ha eliminato le ardue questioni che nascerebbero sulla vera natura del titolo ullercrto od usato dalla privata persona, dettando allJ art. 258 contro simili fatti una pena speciale; che I! quella del carcere d,c 1x1 mese ad un anno. Pena senipre inferiore anche a quella del falso in scrittura privata, e che porge ulteriore risalto alla opinione che la mitezza verso questa forma di reato abbia veramente per causa il difetto di f i r z n oilblignto,r~rr nel documento.
5. 9789.
Le falsificazioni cadute sulle fedi rilediclre ilekibono d' ordinario noverarsi tra i falsi ideologici quando riferiscono merarnente le cZicIzziccs*n~ioni fatte
.rll' ufficiale sanitario dai pretesi infermi, oppure esprimono un gutdizio di diagnosi o di prognasi dipendente dall' arte. Cosicchb in questi casi se 1 s legge non dettasse provveclimenti speciali, i certificati menzogneri non costituirebbero un falso documentale punibile sotto questo titolo ; e soltanto dovrebbero colpirsi come mezzi di ausilio quando fossero dolosamente emessi al fine di aiutare una frode od altro delitto. Sorgerebl~eperaltro anche in quei certificati un falso documentale quando d fatti nzate~iuiinsussistenti attestassero la realt come caduti sotto i sensi del medico, e come da lui fisicamente riconosciuti. Ma prudentemente i leqislatori moderni hanno eliminato tali dificolt dando una speciale raozione del reato che in questa fornia si commette dai medici. Secondo la nozione del nostro codice si richiede che il certificato sia relativo ad uno stato di malattia od imperfexione personale: ed inoltre che siano destinati a fav feclepresso ZG pubblica autoriilci; cosicchb la qualit di 9ubhlici in tali documenti sembrerebbe essersi desunta piuttosto dal criterio oggettivo, anzichb dal mero criterio soggettivo. g. 3790. !Suesto secondo estremo richiama a dubitare della in~putabilithdei certificati medici falsi che siano destinati a fav f@& presso persona privata; per esempio per scusare un lavorante del non recarsi al lavoro in una officina privata. Che anche tali certificati siano punibili quando dolosamente si preordinino alla perpetrazione di altro delitto, e cadano sotto il titolo ali aasilio ,z questo delitto, io lo tengo come certo.
Xa tranne la criminosit che sorga da un ulteriore oggettivo giuridico dolosamente aggredito, evidente che simili attestati emessi a fine di ingannare un privato non sono pelo Zoro stessi delitto punihiIe: perchi: volendo punirli anche come semplici falsit private si andrebbe ad una pena superiore a quella dei certificati diretti ad ingannare la pubblica autorita: e saremmo allo assurdo. Da ci6 nasce che d l a imputazione del medico non basta provare la scieieinzn della fnlsith, ma bisogna provare inoltre la scielzza del f2n-e al quale preordinavasi il certificato (i).
(1) L'uso di gire attorno limosinando con falsi certificati
di disgiazie immaginarie ii bene antico: D u t t m a n n elementa
jur. critn. S/. 555; e d notabile che nella vecchia pratica la
pena di questo modo d'inganno ( a cui si dava il titolo di falso) si misurava sulla quantit delle limosine raccolte. Vedasi su questo argomento ci che scrissi a S. 2560.
Penso eziandio che quando il medico colpevole t-lella falsa attestazione rivesta inoltre la speciale qualita di ufficiale pul~blicoper un impiego a lui conferito, e la faIsit& egli commetta nello esercizio di simile ufficio, il presente titolo di reato scomparisca e rimanga assorbito nel pi grave titolo di abuso di uficio, od altro che sorga nelle condizioni del caso. S. 3792. In quanto alla pena i: generale il concetto di dettarla mitissima in questa forma di falsitk. E di
tale mitezza possono darsi parecchie ragioni: ciok 1." Quella gia sopra generalmente avvertita della mancanza di forza obbligatoria 2." Lo aversi qui nella generalit dei casi un mero falso ideologico che per regola generale non costituisce falso docu3 0La freqaenza e facilita (che pur . mentale troppo bisogna riconoscere e confessare) con la quale si rilasciano siffatti certificati - 4.O La yra(22th del dicbbio nel quale versa 1 uomo dell' arte: ' che se attestasse la sanit dove egli rimane incerto dei patimenti annunziati dal cliente che lo ricerca esporrebbe forse a pericolo una vita umana. Tutte queste ragioni hanno indotto a dettare (art. 256, 5. ,l ) Ia seqIice pena della multa contro cluestcr reato quando sia commesso per solo favore.
Ma la mitezza si mette da banda clove concorra
1a uenalitd; ed il falso certificato rilasciato per doni o promesse si punisce (art. 256, . 2 ) col car-
cere da due mesi ad un anno. E giustamente si B trovato nella venalith un criterio niisuratore cos prominente perchb la medesima toglie ogni dubbio sul concorso di nn vero dolo nel medico: e trasforma in un atto di malvagit ci che poteva scusarsi come mera concliscendenza imprudente. Ed anzi in questo caso si rende partecipe della pena anche il privato corruttore del medico. Ma qui ripeto ci4 che avvertii rispetto al notaro; vale a dire che non & lucro n d0n.o n&premessa il consueto onorario che debbasi all'uomo di professione per lo incomoclu a lui recato. Percht: ricorra questa aggravante ri-
spetto al liledico e questa costituente rispetto al privato, 6 necessario che il dono sia premio della falsit e non sola retribuzione della visita.
.:A0 Attestati L'art. 257 del codice Toscanc~ eleva a delitto e punisce con una multa da cinquanta a trecento lire gli attestati cZi oztona condotta o d' fificligenzu, o di ultfaecitacostunze atte rc j~.r.ocaccicc?*e ulczcno la benef2ceqzua e lcc ficZzicic~ ad del Governo, o dei particola?*i. &la di tale falsitk si fatto un reato lilnoprio anzich un reato comune. La condiscendenza di clii rilascia un attestato di povert o di onestii a chi non lo merita non pub elevarsi a delitto in un cittadino privato, sia percht: nessuno e obbligato a credergli, sia perch spessissimo non si potrebbero senza proprio pericolo (1) negare simili attestazioni. E il pericolo non sarebbe soltanto quello di violenze per parte del facinoroso che pretende la fede di buona condotta, ma sarebbero ancora a temersi per parte della giustizia rnedesima della quale troppo spesso abusa il malvagio. Io vidi un servo ladro proporre querela d' ingiuria contro il padrone perchQsi era negato a rilasciargli (come suo1 dirsi) il ben servito. In un pubblico nfficiale peraltro anche la condiscenclenza e la rnancanza di civile coraggio possono essere colpevoli.
(1) I1 timore di propri pericoli sarebbe eccezionalrrienttt valutabile anche a discarico di un pubblico ufficiale. lo sostenni con plauso questa tesi nel 1840 a favore di un rispettabile funzionario che in Livorno aveva rilasciato ad unil
- 508 fitta dr innrruuli i~iiil)lssinii certificati di buona condotfn onrk potassero ascriversi secondo 11 desiderio loro nelle file dei
volontari. La falsit era evidente: moltissimi e ripetuti i ffitti= Vtsendo allora la legge del 1786 e le osservanze giudicinli non si aveva il titolo eccezionale di fitlso cerfificata. Era issai probleniatica la inipugnativa del tilalo di falso pubblico. ~Juell' onorato padre di famiglia veniva per conseguenza tradotto avanti la Corte Regia di Lucca in pericolo della #era. Jla erano troppo vive le reminiscenze dei tumulti di Livorno e dei fatti atroci commessi cola sopra pubblici iifficiali che avevano osato resistere alla volont del popolo, perch: non si dovesse dai Magistrati giudicanti apprezzare IRsituazione diacile cli quel galantuomo. Ciascuno dei giudici interrog s stesso su ciO che avrebbe fatto in simile franyente, e la difesa della coazione (unica che io proposi 1 condiisse alla piena assoluzione.
Non occorre che io torni ad avvertire anche c2 questa occasione che quando parlo cl' impunit di un fatto contemplo sempre il fatto Ett sei stesso. S(: 30 attestato falso fosse direttu a facilitare un altro tlelitto (pei: esempio una frode) B indubitato chi* esso diverrebbe criminoso anche nel privato come forma di ausilio al delitto principale, e questa forma assorbirebbe il titola minore anche rispetto al pubblico ufficiale.
4." Y e ~ ~ n e s da cuccia - I1 codice Frailcose si rlel 2810, il Toscano del l853 e il Sarcio del 1550 non hanno disposizioni speciali intorno allo falsifi-
cazioni dei pelwzessi di caccia. Quale la conseguenza di tale omissione ? Evidentemente quella cfie il cittadino il quale alteri un permesso di caccia o ne fabbrichi uno falso incorra nel falso documentale pubblico punito dal nostro articolo 245. E quale poi la ultima conseguenza di questo stata di cose? Ho detto parecchie volte che il troppo rigore nel giure penale suicida sS medesimo. La ultima conseguenza di quello stato di cose me l' h2 insegnata la pratica. Io solo ho avuto tre casi di falsificazione in permesso di caccia : altri parecchi ne ho veduti affidati alla difesa dei miei colleghi. Mai ho veduto una sentenza di condanna per simili fatti: e non & a mia notizia che se ne sianrl pronunziate. E se si fossero pronunziate la pnbhliea opinione avrebbe disapprovato la conilanna. Na i giudici quando la penalit non si uniforma alla pubblica opinione abbracciano sempre le distinzioni t! sottigliezze dedotte dalla difesa, e fanno benissimo.
Io lodo pertanto il nuovo articolo 153 della rihrma Francese del 1863 (1) clove si sono completamente adequate le falsificazioni dei permessi di caccia alle falsificazioni dei passaporti. E dico che tale parificazione scientificamente esattissima cos sotto il punto di vista yizr,~iclico come sotto il punto di vista politico. Sotto il punto di vista gizwicfico, perche entraml~o questi falsi cadono sopra docrimenti che non lianno forza obbligatoria ; poicht-. l' tmtoritC1 ha piena balia per motivi di ~~uhlilic.(l orclinc cli sospendere i peruzessi di caccia, non mc-
- 510 no che i passaporti. Sotto il punto di vrstapolitico, perclie poco vi vuole a comprendere quanto sia microscopico il danno derivante dal fatto di un giovinastro che per risparmiare le otto lire altera il permesso vecchio invece di rinnuovarlo; e quanto simile danno sia minore di quello che pu apprenttersi da una falsificazione di passaporto. N& varrebbe obiettare che col falso permesso di caccia si pongono le armi in mano ad un malvivente al quale la polizia avrebbe negato la licenza: questo obietto B una poesia. Nella vita reale i malviventi portano Ie armi senza prendersi briga di falsificare permessi : e poichb sono ( o almeno devono essere) cc)noscinti agli agenti della bassa polizia, un falso permesso che essi abbiano in tasca non aiarpenta niente il pericolo delle armi nelle loro raani. Io trovo danque coerente ai cardini della scienza la costituzione in genere di questa categoria eccezionale di falso iii pubblici documenti, trovo buono che a siffattn categoria si riferiscano anche i permessi cli caccia, e porti d' arme: e forse per identit2i di ragione dovrebbero aggiungersi a quella categoria altre forme di falsi puhblici minori (2) i quali quando si denunciano alla giustizia pongono i magistrati in grave perplessith fra i sentimeliti della umaniti e i precotti rlel dovcre.
(1) Ecco come si esprinic c i r c ~ questa riforma P e l l e r i n fcoin?nentnire priy. 6 4 ) ricordando le stolide opposizioni che furono fatte contro tale innovazione ivi Le permis tle clbasse cst u11 acle de I' autoril siyn pnr le P r f c f l rcadtrc. de leztrs scenztx; il n Guidcmment u n carnct6i.e pubbic. Ln filsificalion rl' zzn ncte de celle n n k r c , nussi bielt qlle celle a? ica pnsscport n sQca tenir azcx p ~ ~ i t t c l p e s
gk~z~artx, devrcrit {tre assimilie un failz e n kcriture pttbliqz~e. L a loi ancienne fuisuit une exception pour le passeport. Elle n' e n faisait pus pour le pernzis de chnsse. Aucune espce de cette nature ne parait avoir t soicmisc ci l'upprciabio~z des tribztnaux. Encore ien yue le colrtraire ait t nvanc dons l a discussion nous avons cllercl~ ei2 v a i n ui2 a r r i t r e n d u e n pareille ~natidre. i r e qzce l a D loi noztvelle est plus douce que l' awienne, C' est rsottdre l' nv~tnce In question de r6trouctivit. L nrticle 155 ' sera applicable nztx fails antrieurs sa promulgcctioli. Il fatto constatato da P e1 l e r i n eloquentissimo. h impossibile che nel corso di cinquantatre anni mai si fosse falsificato in Francia un permesso di caccia. La mancanza di ogni giudicato prova dunque che anche l&come fra noi la coscien~;~ dei Magistrali rifugg dal pensiero di esporre alla galera un imprudente che aveva comniesso questa falsit Lilliputiana. D' altronde gi noi sappiamo qual fosse la storia della riforma del 1865. Essa dovelte la sua genesi ad uno spirito di rigore atteggiato a mitezza. Si studiarooo diligentemente tutti i casi nei quali lo eccessivo rigore del vecchio codice aveva naturalmente prodotto il suo logico effetto della frequente irnpunilii: e per evitare simile effetto si abbassarono le pene. Se It* autorii di Francia non avessero avuto innanzi a loro degli esempi d' impunit nelle alterazioni di permessi di caccia non avrebbero pensato a riformare la legge vecchia per un caso che non si fosse niai presentato in un mezzo secolo. Ognuno lo capisce. Dovevano dunque esser noti alle autorila di Francia i casi costanti di assoluzione, o di decreti di non Iqogo nati in proposito di tali falsit: ed ecco perch nellti discussione al corpo legislativo di Francia si faceva dai sostenitori della rifornia allusione a quei casi; P e l l e r i n cerc invano i relativi giudicati, e non poteva trovarli perch, tranne il castt di soluzioni iuiportanti alla scienza, i raccoglitori dei giudicati ordinarianlente non tengono conto delle sentenze assolutorie che non hanno dato occasione u ricorsi dei pilbblioi Ministeri od a conflitto di giudicati.
(2) Nel numero lm8 d e l l v c o dei T~ibtcnalisi ripori:~ il caso di una falsificazione di biglietlida tent?*o. FU saviamente deciso non trattarsi di fcrlso ducztme,ztclle nra di
semplice frode.
Cosi il codice Sardo all' art. 358 ha richiamato sotto questa categoria i falsi commessi dagli atfiellgato?-i nei registri dei forestieri da loro tenuti. Io non discuto la utilitj di siffatto provveclimento: dico soltanto che qui non abbiamo i termini del documento pubblico non potendo accettar come tale 10 scartafaccio di un oste: e dico che praticamente i locandieri si esonerano con facilita (la ogrii pericolo invitando il forestiere a scrivere di propria mano il suo nome sopra il registro. Tranne il casct che questo fatto per parte dell'oste assuma i caratteri di favoreggiamento io mi permetterei di dubitare se nella connivenza dello albergatore si possano ravvisare i caratteri di vero delitto. Piu specialmente 1' articolo Sardo non contempla tassativamente la sola riwduz.ione di nome, rua in genere Ic! ciesigncczio~z~i delle persone; che b quanto dire la falsa indicazione delle qualit persotzali : cosicchi. l'oste che scientemente segni come conte o m a chese la persona clie egli conosce non essere veralllente fornita di quei titoli, e questo fa per tirllore che colui se ne offenda e lasci il suo 'albergo, cacio sotto la 1etteiz.l del\' art. 3 5 : e cluesto accresce 38 i miei dubbi. Quailda i1 fatto possa assumere i caratteri di favoreggiamento, o (li lenociliio, o di ausilio ad una cospirazione, od altro lit,olo princirlale, vi' h moclo di punirlo aclequntnnientc seeoiido iluest~.
- 51:3 CJuando l'alterazione del uumc o tielle cjunlita noi; tende ad un dclitto io non saprei trovare nclla iricuria dell'oste che una trasgressioi~e polizia. Piutcli tosto io tiaouerei un caso analogo ~iie~iterole csadi me nella falsificazione dei cliploilii professionali c nelle patenti d' industrie cluando noli ahl~iarrcisesvito di mezzo ad ulteriori delitti.
Con nna osservazione generale cliitiderh la Ilresente materia. La sinzukcaio.rze di ?zor~?e parte per di un individuo non e sempre criminosa, ma perchi1 lo sia deve essersi conimessa con .i?aZe+zzione co@rvole. Tacendo ancora dei personaggi pi o rrient9 grandi clne amando viaggiare incogniti staccano urr passaporto sotto un nome assunto, e cih fanno spessissimo a saputa delle autorith, egli e un l'atto gicirnaliero che quei disgidaziati i quali evadono rlal lor~ct paese per un delitto commesso col$ e si i.ifuginncs tra noi assurilono falso nofile; e ciO fanno non seiilpre per evitare il pericolo di una richiesta (li estradizione; rna spesso lo fanno ancora pel solo fine (li presentarsi tra noi con noine pi puro e con rnigliore reputazione, sel~l~ene temano una connon segna perclie il fatto loro non entra nei trattati, 0 nelle competenze estraterritoriali. Costoro ( e tutti ne conosciaino) vengono spesso a lriettere raclice tra noi, con assunzione (1' industrie, impieghi, matrimoni, assoldamenli n~ilita~i, professioni e simili : e tutto fanno (ed alleo gli stessi matrimoni) sotto il novello nome da loro assunto. 11-1 siniili casi l i sog11a dire chhr il nome novello il. iilowr L ~ I I(li .) ' 3 * VOI,. VII.
- ,314 qli Izi~stcts~t ~ioiciii* atti che stiyjulano scrxfo (inci noiuv si t k . ! 1 1 1 ~ ~ ~ ravere per vcllicfi a tutti P fini ciIo vili, non si l~~-itieliLe cl;iv-c.ero hccnsarIi di ft~Ecita rfocrin~entale (nepi3rii.e minore cc1 er.eezionale) perA mere botto il nientito nome designato s6 stessi in rin sagistrn di alLergo ij in un iCiglio (li via o in rin perruesso cla r:acci;i o in altrc~pu~)l~lico documento: ni: si potrebbero accusare di falso quelli nfficiali che accettassero sotto il norne assunto la persona di colui negli atti pobl~liciche da loro si fanno, rluantunque fosse certissiino che essi bene conoscevano la sostituzione clel nonie (I).
[ l ) La iiiassirila che il mentrr norrie iri un passaporto O in un permesso di cacci:^ non sia punibile se non procedc da malvagia intenzioae scriilira pacifica in Fraucia. Vediisi B l a n C h c troisi8nie C k d e pag. 539, 11. 276. Ed era regola ?li giure comune, cuilibet nolten suum )v?ctnre et crlilrrl ndsuuere, s i Ir,oc i n ulterius fruude~rd non flrct, hnpittte bicet: L e y s e r 111ed2~atione.s pufzdectus spec. 616, ?nein rlit. 1. riovella prova clie la sola scienzcl di fare cosa falsa non basta a costituire il clolo essenziale a tiittc le falsita istrurnentali. E se; ci si stabilisce nei falsi iriinori ed eccezionali, deve a pi forte ragione ;icoettarsi in qcielle f,ilsit& che esporrebbero a severissinie pene. E evidente che i requisiti essenziali ai delitti riiiuori debbono con maggiore ie11acit5 r ~ ~ l ~ i ~nei~cos i dcslli cri~nirii,dove pii1 qrave d rs !a pena
SpecinlitA asci*ille I fhbo 2iv1bblLcopei* Bvort3, jjeip finzioiie, o perq connessione.
Tri sono (lei casi riei quali anche la scrittasa ectnanata dal p ~ i ~ u t osotto nome privato e senza IOre
me solenni fa sorgere in caso di adulterazione i1 titolo di falso pubblico per cansa cli fuvo~e,o per co.usa di jlgaclione, o per causa di co.iz~zessione. l'ci. causa d i fattore si acleguano ai documenti pubblici Ie cambiali; per causa cli fi?a,"o7ze si adeguano ai documenti pubblici i testamenti oIografi : per causa di cotmessiosze i fogli privati per un tramutamento da loro sr~l~ito. Ercvi cenni di questi e di quelli.
1 .O Fu un mero fuuo?*e verso il commercio quello
ciie spins ~1 parificare per i fini presenti le ccullliiali od ctZ6?*e scrittecre c o ~ ~ ~ w z e r c ~orc-line ai all' f i pubblici documenti, e al falsificatore di quelle iiiinacciart: le pene serbate ai falsificatori di questi. Le ca'rnbiali ed altve sc7*ittzc?*e conzwzerciali all' o?"&~ze, per. quanto emesse dai negozianti e formate con tutte le regole commerciali, non sarebbero nella sostanza loro altro che scrittrire ed obbligazioni private. Ma lo interesse del coniriiercio, il 'bisogno clel1:t rapidith delle sue operazioni che rende inipossibil~: la verificti.zionu di Rrrna ad ogni girata o ai1 oqni
a ; ~ t ~ ~ ~ i t ]: ) i >I~Y-t ~ ~ z ~ : C I ~ J l~tt12i'L' l i:i I~ tk!lk l?i
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srcs ililc:~iii~te ile;io : i: ~uiclii; r!d ~ i ~ ~ o z i ~ t t ~ t c prh si era trlJvatci rin rqqtwtu con Icr fi:tlc i~i!OOlit!l! lr(.:l* elerar~:n gran? dclltto il s: fiillilileriio qirai~tltt ro rion fosse Icnl: parve giusto per una certa recipr~c;inzadi t i ~ v v i ~ i tilliesto Y ~ ] : ~ J O P ~fra il negor~O ziante e In fetle puM;liictl auclie al frzie di 1iroti.ggoi.10 piu eriergicamentc: contro i falsari.
$ inoltre ~ ~ s s t ~ r ~ ~ ~ l ~ i l c : ch{; lc leggi (;~~rnl~w~~ciali ilanno stile cariil~ialil~i.ivil(:gis11cr;i:lli di fuilzu PSPoufol'in per s~qcnrllxc1;~ quale iilil~onp~uno cCrtcA SO~ILIO~ ~ ~ ? z i ~ ) ~ ~ : l i , c qilii~i*?ccordnndo loro la ~ r ~ ~ i ~ i n zionc [li vcridiciti. Ed trnclio cluest:~e buonu r:kgiunt* per :issimil~tr.leni ~~rihl~lici documsnti in tema ('li
ffilso (1).
(li I costuiiii speciiili dcl coirinicrcio Inglese hanno dalo uso Iirrghissiril~ a certi fogli ai quali si dh 11 anilje di rlrCqzres, Descrivere le fornie eil i carrttlcri speciali di queslij oblrligiziorii iion apl)iirlieiie a noi 111a a l c~inriiercialistrr. Yiiolsi noliire sollriiito clic essendo avvcuuto falsificziziorii di siffnlte carte si i: aatusalrrieotc irripegniiia grlivo q~iestione ru119 I ( ~ r a pi vevn unlura ai fini penali. Le nostre Corti iiTe\';itiO giiidicnro o l i p i nir;qtbes rlovessera parificarsi nlle f'l!nibilili, C !:i 1oi.u ~i~~ullcriiziune piiriirsi cciiiic falso in pili~Cilico d o c t r w ~ ~ i r J1;i 1,i Suprom;t Cortu di L'oesnzioiie r1i Fio. renze tiella cclclire causa di G'iicaeppe RtcufintJilri/b, n~eglin .;tudinta l:\ inrlole lori ridice di quelle G,lric, li,\ tesii. deciso che fossero ~ c ? ~ i l r i t lpr*iur!lc: i l ~ ~ t ~ di lGi~r~i,s:~i3zt~It~r~;tri ~c tt i Itli[ir
11tiIii,l, 2,117. Escimina qucuto argoiiienio Bl a n c li e truisinze llde n. 184, pay. 387, dopo avcrc al 71.169, png. 565 esposte le regole g~neriilial falso in c;ilibi~li. In ordine a questi ckdqucs fu pubblicata in Francia una legge speciale il 14-20 giujino 1865. Dclle pennliti ( n1eramente fiscali ) stabilite da quella legge disserib 1 o r i n nel suo ,Totcr~cctl 1 de droit crinliltcl (c7.t. 8153.
La idea di equiparare il falso nelle sc~~ittzc;i*ei d cosnnzevcio al falso in doczwze?ztz'2326bfiZic'i i? un portato della dottrina moderna. In Toscana tale parificazione si stabili dalla legge del 2 febbraio '182:j mentre per lo addietro la falsificazione di scritture commerciali punivasi in Toscana con la pena del falso in scrittura privata. Vedasi P u c c i o n i sccggio di di?-Etto plrnale pug. 421 e conznze?zla~ioall' art. 246 del codice penale Toscaizo. Forse le nnticlie prammatiche Napoletane furono lc prima a segnalare il bisogno di pii1 severe punizioni contro gli adulteratori di fogli commerciali: se pure ci(; non deve la sua origine ai paesi conimerciali della Germania. Che che sia di questa genesi certo i, c11e oggidi questo pcnsiero si generalmente accettato (1) dai codici contemporanei. Si detto e ripetuto da molti che tale erluiparazione era ricliiesta dalla bzconcc fede che deve regnare neIlc materie commerciali, ma con siffatta formula si % detto cosa falsa o si 4? fatto un giuoco cli parole.
(1) Il codice di ilIalla arl. 174 eqiiiparu alla fitIsific:i~rurie di docunieuto pubblico quella caduta - ivi - irr iirrrr scriltzt?.a di C O ? ) A I ~ C ~ . C ~oO , balwo pl.ioCbl0 ; il l>ariiicii.~~
,irt. .-i63 ic .VO?~U sct'ittltj'e di C I ~ ) I I I I L ' J ' C ~ /, ~l cnntbifili i i Siglielti d l ' orrii~te i l ifiopolctarro art. fl!)l ; ivi iri irti(& scriltz~rn [li coi>t~>icrcio tli Irnricu liriarfto : rl o i'artogl~e~c 217 art. ivi cjlz lefran cff r / t ~ ~ d j i ou ~ n i f), tltrfrlqztcr escripto coiiercirrl t r s ~ ~ r t s a i ~ ~ r l ~ n f l o s s u ; yuin Io ,ioiilco art. 479 ivi ijt ~ttau.sotilturrr di ~onniei'cr'rz !P !I.' ila?accl priu(8Iu; 10 Sp3*11ur~lo 227 arf. ivi i en Ir) t r r c ~d t cnnabio 6 olva clctsvc de doctu~ierilu$~~ercrt)lCles,: il Prussiano ari. 251 n. ti ivj rles lettres de clv(tt!/!le.
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crcclerc Jie IEL buona fede sia il privilegio rlelle contrattazioni couiriicrciali: la buona fede dave clomin:tPc in ogni ~l'nns;tziozle clie intervenga fra gente onesttl, r: cosi :inr:-he nelle materie civili, ed anciic nelle rol~vzioni inzcrnazionali, 3ia con clnel clittcrio si i? 11itto n110 si::.\~nbjo di parole chiamaxiclo fizl;o?arcfede 1:k ficZttfin nccessal-in, senza avverBtire u1t;t.c aHn 11iffr:reiia:i che tecnologica delle drte formule se no mritava il soggetio, giacchb la buona fede i.: casa dic: rlavc., ricarrore nella paste clie coi~trac ~blignzione, quale la Iri, deve essere xiricetSae leale nel descrivere lc con(lizioni del contratto ed avere f~rrnaintcnzione r i 1 mantenere la promessa: lriddovc la flcluci~~ cosa B che ricorre in chi stipda, od accett,z le altrni dit.l~iarazioni e prarneuse. lm tal senso !a fich6ci11. & cosa diversa dalla buona fcllo: cluella non i che la l'isultants in una delle parli mirtraeiiti della sripposizionc di questa nell' altra parte :io ho fidzccict nelle l.ue parale porcl~bsrippoiigo e credo eli(: tri sii in BUOIIR fede. 1' nnirna della. contrnltaziouo ilnn i> , dunque la b~oiiafede la qualo puU osscr voila ell
Si k detto cosa inesatta
ilelil~10CI
- al9 anche non esserlo. Lanirna delle cunti.attazioni G la fiducia senza la quale non si aderirebbe al contratto. Ora la fiducia nelle contrattazioni 11a una genesi quando trattasi di affari civili ed una genesi diversa quando trattasi di conz~nel*cicr,G. quelle la In fidncia de11' uomo accorto deriva dalla conoscenza personale dello indivirluo col quale patteggia, o tleriva da certe guarentigie e cautele esteriori che la natura clel contratto civile permette di procacciarsi. In queste la fiducia non pu6 essere altrettanto ragionata, le verificazioni non possono essere alti~ettalitoaccurate e positive, perchk la rapiditk necessaria alle operazioni commerciali obbliga F spesso a contrattare con persone scoiiosciute, n 1 lascia il tempo a minute indagini n6 il rrioclo di circondarsi di guarentigie migliori. Se io devo dar. denaro ad un privato in cambio di un suo chirclgrafo clie rne ne promette la restituzione ho tutto 1' agio d' informarini della probitk e solventezza di colui e della sinceritk (li quella obbligazione o Iiiglio che vuol darmisi per denaro; e dove ometta ci6 sarb vittima della mia trascuratezza e corrivitti, e quindi meritevole di minor compassione e di protezione minore per parte della legge. Ma il coriirnercio esigendo che le contrattazioi~isi compiano cori In massima celerit consistendo appunto la ricchezza di quello nel veloce compiersi e succedersi ed alternarsi di numerosi passaggi, non pub starsi a guardare per la minuta; non pu pretendersi dit: una canzbiale partita da mille miglia lontana si firmi sotto gli occhi nostri; nb che ad ogni fogli~t che ci viene presentato fncciasi un perizia calligrafica per verificare i caratteri.
Lti. fiducirt duuquis i-; necessaria ed inseparabile dalla transazioni commerciali, e percib il rincaro della penalitdi pei falsi intervenuti xiellc rnedesimc! ~ l l non h che lo s~~olgiiiiento nn principio ge~ o di lierale jiit in molte occasioni esornato da noi: la rasola voglio dire che la rluaiititi~politica clei iu:rIf?fizi nuliieiltantlosi in ragione diretta delP aumento del Ilanno mediato, e il danno mediato numentandosi per virtt cli umana natura secondocli~ci:iscuntr sente pii1 iliificile premunirsi contro la ripetizione rli rjnel rnnlellzio coi soli mezzi cho porge la difesa privata, t! doveroso numcxltare la difesa puilhlica con pii1 rigida repressione iri tutti quei casi riovr: la fiducia tradita non derivii da precipitnzionc trascuranza della vittima, ma daIIe necessidd, do1l:i situazione, le cjaali in colidizioni uguali avreljbero condotto ogni altro beliclib solerte cittadino a rimanere vittima anch' egli ddl' altrui rnahngit. Qui st:~. In vera ragione clol. rigore contro il falso CORIrnollcialo; ed & ragione clie non si allagin sopra Ir:tsi arcidiciie o sopra privilegi di casta ma sopra i riirdini ms,coInti rlelln dottrina penale (1).
(l) CIia u v e a u e t LI e,i i o t/rl:o?,iedu code pPnrtl uol. 2 , 1629, r3ers. Ses nofzifs tt'tuient de prote'ger elc.
i i l ~ ? ~ / : i ~ (, Z ~ortfitte incontri lc pene pii1 g a v i dcc Zi stinate a proteqgere i pubblici documenti bisogna che esse eiuanino da ~zego~ianti abbiano veraed
rliente tutti i caratteri e tutte le for'mc speciali chc sono (per le leggi ecl usi di commercio vigenti no1 p e s e ) costitutive della cccnaOEc6le o c7rllcc 8crittzt/1~f!. C O ~ I L O ~ ~ ~ ~112'G M I G ~ ~ o?-diliae. fuori del compito nostro la descrizione (li tali condizioni e la esposizione 3t:lle razioni per ctii vennero prescritto (I).
(1) Vedasi R i C C i e ~ c r c i t a t i o i z c juris cambialis e x e r c . 1, s ove si ha la siorin rlolle lettere di cambio: ed excrcitnt. 11, ove descrive la forma di ;iltri pagher commerciali equipnrati alle cambiali.
Basti mriunziare in gonere che la pnrificaziune (l). 1lelIe JeEte~lecli cnmbfo 011 rlZh*c scvitlzcre con42/ze~*cinli all'~?~cZi#?z,zepribljlici docainenti per punirne con ai piii severitu 10 adrilternziot~i, tinn sccezio~io: e i\ p(:rciO clualunquc difetto dcI foglio adulterato per rrii vengano A tilancare in lui quei r'sqnisiti k tr:ipassare il falso dalla classe dei delitti sociali iri ciuellti. dei delitti naturali rriuinnclono I' oggettivri giuriilico, perdi& la ~~ril~lilicn non fede conness:r soltanto alla persona, ma alla persona congiuntxxiiciltc alla ibrnin pi1ivilcpint2 dell' otto.
( Alcune legislazioni riort si ap1)ugaror10di punire C O ~ I I ~ l ) fiilso pubblico il falso in carubiali: nid ne elevarono a pii1 :ilto grado In pena, Cos Ir: vcccliie lepgi Inglesi punivano di tnurtc I fa1sific:itori di conibiuli. Ma intanto Londra cr:i iliolidata di falso cnn~biiili con gravissimo detrirneiiin dal corii-
inercio; e nessuna punizione vedevasi inai, yercil i gillrali rifu,ogivano dal condannare a causa dell' atrocit della penii. I1 buon senso dei negozianti precorse la sapienza dei legislatori. Essi presentarono al Parlamento una supplica affinchi: dal falso si togliesse la pena capitale riducendola a pi miti proporzioni. Cos fu fatto: e le false cambiali diminuirono notabilmente in quel reame. La storia smentisce costantemente la idolatria del carnefice.
Qui ricorderemo un specialitti cl-ie costituisce una differenziale tra il falso nummario ed il falso documentale in lettere di cambio. Vedenlmo (%.3543) non essere falso numn~ario,ma tutto al pii1 costituire il delitto di frode nel concorso di danno parle ticolare, la formazione di monete +~z?ntcgigz~wie, quali non al~bianoun rclalivo tipo correilte in cornmercio. Iaentica regola procede nel falso in scrittura privata ed anco in certe scritture pubbliche. Se si crea un testamento ocl una obbligazione tsa i vivi di persona c11e non esiz'si!e non possono trovarsi 1x4 fatto i caratteri del fcdso. Che so coli quel foglio che presenta una obbligazione di persona immaginaria si b sorpresa l'altrui buona fede per carpire denaro u fidanza di oggetti, sar questo un artiiizio, un falso reale, e ne sorger& lo stellionato ci Srodc l~unibilein ragionc del danno recato. Questo principio O indubitato ed ha la sua ragione: il dan110 alrneno potenziale (clcmento indisl~ensabile al falso) non emerge dalla Arma falsificala quando non si falsiilcrt la firma cti persona esistente o rsistita tra i vivi, perchb una f r m a idcnle non priu far sorgere rapporti obt~ligatorii col patrimonio (li
- 333 alctino; laonde il delitto consiste nelle arti adoperate poscia a far passare appo i terzi come un valore reale quel t,itolo elle sfornito di ogni valore, e consiste cosi in una serie di atti successivi alla tbrmazione della falsa scrittura dei quali questa non k clie una mera preparazione. E tanto vero che la ragione di quella regola sta nella mancanza di ogni potenzialita dannosa inerente allo scritto, quanto certo che deve accettarsi la regola opposta nella ipotesi che la persona a carico della quale si creei.ebbe la disposizione od il rapporto obligatorio avesse avuto od avesse una esistenza reale, ma fossero immaginari i nomi dei testimoni apposti come presenti acl un atto pubblico.
Ma poich in proposito di questa difficoltib del nome i"i~~~nucji~zcc~~io s' incontrano fluttuanze nei mc1numenti giurispruclenzali : e gli scrittori (1) abbiano trattato (per quanto mi avvenuto di riscontrare) assai confusamente e superficialmente il problema, cosi mi piaco tornare su questo argomento per tentare di riclurre la questione ad una formula scientifica. Io dico pertanto clie la questione sulla convenienza o no del titolo di fcclso .scsaitfzcrale nella ipotesi di nome immaginario bisogna costantemente risolverla col principio cardinale clella poteasiccMtci cbl pi*e~izccZizio. Perch si abbia il titolo cli falso bisogna che il prc@cdisio possibile emerga cZi~cL6chs7ze?zto dalla fulsa scw'llu~*a. dalla scrittura cc11 Se norne immaginario non puO escogitarsi nessun yrgiudizio cvoiii bile ; o pu escogitarsi un pregiudizicl
clie sorga da una successira ~t~acclzitzuzt'ocriw r l t 8 otl tifizio aila quale la scrittura con nome im1iiagin:cl'in a l ~ l ~ i a unicamente ser~~itct materiale strumendi to per costruire quel successivo icgnnno nel cluale si t! concretata l'azione crirninosa, il titolo che sorger& sara quello di stellionato, scroccheria, od altro simile, mai r~ucllodi falso. Per comprendere il concetto di questa mia formula applicliiamola alle diverse ipotesi nelle quali puO sorgere il dahbio.
11) Intorno alla questione del falso commesso con uso di IioIiie innr~agi?rari, se da questo fatto emerga il tilolo di fale so documentale o soltanto quella di scroccheria, a vedersi C h ;i u s c a u e t H e l i e tliiorie du cade pilaci1 n. 1566, e 1;i trita 2 zl S. 1482 R e r l i n Repertoire verbo ficulc l sect. 1 , S. 7 1 o r i n Xiperloire cerbo f(tuz n. 12 1 N o li g u i e r cles lettres de cimnge lom. 1, png. 165 D a Il o z R k p e r t o i ~ cuerbo fuux n. 254 - B l n n C h e troisiiiize e'lwde pitg. 421, n. 206: - 11 o n t e Il I e r rlu fclzlx e n mnLi+wl criv~~itzcLLe puq. 5.
t .O Applicl~iarno quella formula a1 falso in sc=g1i!-
tzu0aprivivatu. Io stimo impossibile ideare una scrittura privata emessa sotto nome .immagifiurio, la quale possa &itnetlame?ztc:cagionare un ~~regiucliziu ad alcuno. Io posso empirmi il portafoglio di obbligazioni C dichiarazioni di debito a mio favore che portino il nome d' individui non esistiti tra noi; posso anche smarrire quel portafoglio e le carte cadere in inano altrui: ma finqui non b possibile indicare come per simili fatti possa avvenire pregiuclizio al patrimonio di alcuno. Perchk quelle cartc divengano strumento di danno altrui, occnrrono suc-
cessive operazioni dolose, le quali saranno la causa diretta del pregiudizio, e porgeranno. il materiale del vero titolo del reato. Se di quelle carte io ho fatto uso per ispacciarn~i ricco mostrandole, e farmi creilere possessore di capitali per trarre un terzo nelle mie reti, quelle carte costituiranno la mise en sc&ne della scroccheria : saranno elerricnto del falso verbale o reale che se ne coadiuvato; avranno sotto il punto di vista giuridico condizioni ' identiche al masso di rame dorato che io ho mostrato o dato in pegno facendolo credere una verga d' oro. Quanclci anche siami riuscito trovare un gonzo che abbia accettato in cessione od in guarentigia quelle carte con nomi tutti ideali, non puh ssseverarsi che il pregiudizio sia conseguenza Wrelta della falsa scrittura, ne che sorga il titolo di falso documentale, poiche la forza o probatoria od obbligatoria non puo nascere a carico di alcuno dalla nuda esistenza di quel documento. Ugualmente se nelle lettere ( t fogli attribuite ad individuo immaginario si contengono imputazioni diffamatorie a danno di terzi e quelle carte vengono divulgate, il titolo obiettabile non & quello della falsit documentale elirninata dalla idetilita del nome ma quello bens ifi libello famoso u~zo~zi~zo. A ragione pertanto le Corti del Eelgio alle quali si presentaisono casi cli falso col nome ideale in privata scrittura respinsero il titolo di falso documentals.
2.0 Applico adesso la mia forrnrilti a1 falso in scrittura pubblica, e ii~n:tnzi tutto co~itenqiloil caso in
- 526 cui il ,zo.iizt: clicc la esseizsa al pubblico documento; e dico che se quel nome E? ideale non vi e pubblico documento. Suppongasi che in un foglio bollato si scriva una convenzione dandole la forrria di contratto, e figurando che le parti siano comparse in faccia ad un notaro che non ha mai esistito. Se con quel foglio si voluto effettivamente obbligare un qualche privato il nome vero del cluale sia stato falsamente speso, avremo un falso docurrientale, rria sarti falso in scrittura p~ivcttcce non in pzthblicu; poich nessuna persona pubOl.ica vi .h intervenuta, n& si abusato del nome di &a persona pubblica abilitata a creare il pubblico documento. Ma se invece il nome e la qualitit di notaro si e attribuito a persona immaginaria pel fine cli carpire gli anorarii e i d&i, redigendo cosi nullarnente una convenzione che veranzente e validamente si voleva contrarre (1) non avremo nessuna forma di falso documentale, ma solo una sc~occheria.
il)Cosi giudicarono concordemente i tribunali nostri nel processo contro Vitlorio Giannini ed altri; condailnati per treutaquattro scroccherie, nel quale io figurai come testiir~one essendosi in alcune di quelle anche abusato del mio nome. Colui nei giorni di mercato assidevasi in una stenzuccia ad liii tavolino; i suoi emissarii cercavano alla piazza i villici clie s i erano recali alla citt per fare qualche contratto, c li inducevario ;i venire con loro da un riotaro di loro conoscenza sotto pretesto di economia. Guidati coloro alla stanza del sedicente notaro, questi scriveva il contratto e se rie rosava spticciiindoci sollo nome ideale, e fuceiido gli amici de testimorii; e poscia si dividevano il i.ogiio e i rlszi estorti n quei creduli. Scnza difiicolti eliminiirono il titolo di falso {locurrierrtale i nostri tribunali, ed ebbero coloro I~uonn$unta
di carcere come coll>c?volidi frodi continuate. Quel processo darebbe materiale ad un libro ameno per la singolarit& delle malizie architettate da quel mariolo, e per lungo tempo con fortuna ed impunit. Ora si fingeva il mio perito inviato :i stimare i beni da darsi a me in ipoteca od in vendita, e si faceva pagare la perizia e le mappe, le quali poi quei mal capitati non trovavano a chi presentare. Ora si travestiva da oste, e i suoi amici a lui conducevano il villico venuto alla citth a vendere i capponi o il barile dell'olio. Svariatissime e tutte ingegnose erano le arti sue; ma ~Iuanturiquespessissimo abusasse anche della scrittura pot sempre evitare il titolo di falso clocumentale.
Ora contenipliamo la ipotesi di nomi iwzfiaccytfiwii attribuiti nel pubblico clocumento a quelle persone che vi accedono ma non gli clanno la e.ssenza di ~mbblico e qui dico che rimane il titolo : di falso documeatale e la qualit di falso pubblico. Alludo ;ti nomi dei testimoni. Sia pure che fabbricando un contratto falso coi nomi di notaro esistente e di parti esistenti, vi si sia apposta la firma dei testimoni con nomi che mai non furono di persona viva: malgrado oi il titolo non si modifica. Rimane il pregiudizio possibile direttamente derivante dalla imitata forma del pubblico docrimento.
4.0 Rirriana che si contempli il caso del nome ira-
maginario attribuito alle pccrti. Qui bisogna distinguere. O le parti si volevano far comparire in quell'atto al fine di obbligare sk stcsse, o a1 fine di fai.
nascere obbligazioni o diritti rispetto n terze persone. In questa seconda ipotesi rimane il pregiudizio possibile, e il titolo di falso 11011 si modifica. Nella prima ipotesi bisogna di nuovo distinguere. C, Ir liarti contraenti elle si ~~olevano sottoporre ad una obl~ligazioneerano p2 cl' wzn e fra queste vi eranci 26 dei nomi immaginari; ed in tal caso il pregiudizi( rimane rispetto alla parte il cui vero noine fu sri~bposto cola, t? il titolo 11011 si modifica: e a cluestx configurazioile io adatto i giuilicati di Francia che in genere stabilirono non cessare il titolo di falso in pubblico docurneilto per la idealit del noille. O invece la parte che nel I'also contratto o nel falso testamento si is designata col nome imrilaginario era sola ad imporre il vingolo obbligatorio : ed ici crederei che (tranne circostanze eccezionali le quali autorizzassero a prevedere un pregiudizio di?*etfo derivante dal foglio) non potessero trova~si quein sto caso le condizioni del falso documentale. Ho fahhricato un testamento con tutte le apparenze delle solennita esteriori, nel cluale Lucio Quinzio Cincinnato ini lascia a titolo di legato una ingente sornnla. Potr egli seriamente dirsi che io sono incorso iielle pelle dell'art. 245. Io non so persuadermelo. C l ~ e se quel testamento io Iio fabbricato pel fine di spacciami ricco e possessore di quel credito per ingannare altri, avr0 lentatn u92a S C ? ~ O C C ~ Lla ~ - ~ ~ , ~ quale m si ohietteri come corisumata se quel foglio avri i servito ai miei fini. &la uiz foglio che porta unicamente un vincolo obbligatorio a carico cli persona o di erediti c l ~ enoil esiste niz, niui 11:~ esistito (l) ai tenipi prescilti, non potrA mai dirsi cclstitriirc rin;r ft11sii;i in 1~1*~girtclisio altilrci ~ieppui';~ossil~ile,
(1) Non necessaria la esistenza citti~nle della persona che si fatta comparire in una convenzione o disposizione. Un contratto od un testamento falsamente attribuito al mio avo bench deceduto da oltre venti anni pu in una lite di propriet legittimare la ingiusta usurpazione del possesso allrui. 3 infruttuoso ostinarsi a sostenere che la identit del nome valga o non valga ad eliminare la punibilit di un falso fermandosi alla nuda contemplazione del documento quasi sotto un punto di vista estetico. La questione deve contemplarsi negli effetti giuridici del nome ideale; e questi ricongiungere coi cardini della leorica. O il nome immaginario o inintelligibile non escludeva la possibilit di un pregiudizio, ed un' accidentalit inconcludente ad escludere il titolo di falso. O quella circostanza rendeva impossibile ogni pregiudizio, e allora un ascetismo inaccettabile quello di clii pretenda punire 1' autore del foglio come colpevole di falso documentale. Si punirebbe la nuda intenzione ed il niaivagiu proposito: s i punirebbe il pensiero di nuocere, estrinsecato in atti irnpotebti a nuocere: e 1' attitudine di quel foglio a servire eventualmente di materiale ad una succecsiv;~ frode sarebbe denaturata, portandola sotto un titolo che non aleva gli elementi. necessari alla sua vita giuriilice auzichi. sotto quel titolo di reato successivo del quale poteva essere striimento efficace. Quando in Francia si presenlh il caso di gente che andava scroccando denaro con falsi diplomi, libri e scritture di un7 asserta societh di assicurazione siille vite e srigl'incendi, la quale era uno mera creazione della loro fantasia, non si esit a trovare iu quel fatto la scroccheria, rna non si pens nemmeno ad obiettare i l falso documeniale.
5.0 Con uguale criterio e con quella forriiula si scioglie il problenia applicandolo al nome imnuiznginnrio sottoposto ad una canabicde. Qui io tengo per VOL.VII. 3.1
fermo che la idealit&del nome o del traente o dell'accettante o di qualche giratario non elimini il fdso documentale, quando fra quei nomi avvene pure alcuno di veri, qi~ando anche fosse quello solo del colpevole che fece l' ultima gira: perch la ideaIitd di qualche nome sottoposto ad un foglio commerciale non gli toglie la potenza di 'circolare ed essere negoziato aUa piazza. La fiducia che si accorda nel commercio alle cambiali: non sempre figlia di una personale conoscenza: e perci0 indifferente che esista o non esista tra i vivi la persona che porti quel nome apposto in calce della cambiale. Anzi spessissimo le ditte s' intitolano coi nomi di convenzione, coi nomi collettivi e con designazioni ideali. Laonde anche la falsificazione di firma denotante persona che non abbia una materiale esistenza pu recar danno alla persona yiva e reale che sta dietro a quel nome convenzionale: ed inoltre la facilita delle gire espone le cambiali ad una circolapione dannosa ai temi ancorch tra le firme sottoposte al foglio se ne sia aggiunta artificiosamente qualcyna che fosse immaginaria ( I ) .
(1) Questa ipotesi incontrai in una causa celebre e disgra? ziata che difesi avanti la CorteRegia dj Lucoa. Fra i giranti delle false cambiali eravi un nome Francese che nessuno riusc a legc;erlo: e dovelte ritenersi che quel nome fosse immaginario. l a io credetti di non potere neppure tentare una decliizione defensionale su quella circostanza.
Laonde a questo luogo vuole essere chiarito un unto generale della dottrina da noi esposta di so-
pra dove enumerando i criterii essenziali del falso in pubblico documento ponemmo fra questi la imitazio?ze del vero. Questo estremo certo cos nel falso privato come nel falso pubblico ed in ogni modo di falso pubblico. Ma sostanzialmente diversa la condizione che costituisce imitnziorrze del vero nelle diverse specie di falso. Nel falso privato tutta la fornza consiste nel carattere della mano che scrive: e per avere i~~?zitazione falso privato bisonel gnera sia riprodotto il carattere altrui se non con una imitazione perfetta almeno in tal guisa da potere facilmente illudere. Al contrario la forma nei documenti pubblici consiste nelle estevioritd del documento pi che nel carattere di una od altra delle parti che vi si fanno figurare come firmatarie. Laonde si avr lo estremo della imitazione quando il documento presenta tutte le fo?*me costituenti il pubblico documento, quantunque per avventura la firma mentita della parte non abbia nessunissima somiglianza col carattere vero della persona alla quale si volle attribuire quella sottoscrizione. E per contrario non vi sara ignitazione quantunque la falsa firma della parte siasi fatta somigliantissima alla vera se quel foglio che vuolsi spacciare come pubblico documento non imita (i) le forme este~io7.i dell' atto pubblico. I cittadini non prestano fede al docun~entopubblico per esame che facciasi delle firme di una parte o di un testimone, ma per lo insienie di ci che da a1 foglio 1' qparenza di pubblico documento. Quindi nelle lettere di cambio niente interessa che una od altra delle false firme appostevi rassomigli la Arma vera, purch lo insieme clel foglio imiti una vera cambiale. Se fosse altrimenti In
falsa cambiale con nomi szqposti non potrebbe mai punirsi che come frode consumata o tentata, perche non puO imitarsi il carattere di chi non esiste.
(1) Ponete che in un falso passaporto siasi imitato perfettamente il carattere o la firma dell' ufficiale di polizia che ia l'autorit di rilasciare passaporti; ma questo preteso documenlo pubblico siasi fatto senz' armi, senza insegne, senza bolli, senza stampiglia, in un foglietto di carta comune. Potr egli dirsi che sia imitato un passaporto e fabbricato un passaporto falso? lo mi pernietto di non crederlo. Che s e con quel foglio si consumato un inganno potr aversi una frode, nia non il falso i u docuinento pubblico.
Fu precisamente in questo concetto che ai S. 3678 e 3677 quando s~7olsiil terzo criterio essenziale del falso, consistente nella 6mituxione del vero, io non parlai d' imitazione di ca~uttere, ma d' imitazione di doczwzendo, perchb appunto nel falso in pubblico documento ( a differenza di ci che i? a dirsi nella scrittura privata) la imitazione non deve cercarsi hel cavatteve ma nelle fomne esteriori; per la intuitiva ragione che se la fede accordasi alla scrittura privata per la ispezione delle linee calligrafiche, la fede che si accorda agli atti pubblici deriva dalle condizioni di atto pubblico; laoncle una estrattura autentica ha fede in giudizio quanto un originale. Nei pubblici documenti il difetto d' imitazione clel carattere non pu dunque recarsi innanzi come difetto negli elementi mate.riali del delitto, ma soltanto (al modo che dissi di sopra) come argomento esclusivo di dolo quando ( a inodo
- 533 di esempio) una nota aggiunta in margine ad un atto pubblico possa ritenersi vergata col a guisa di un ricordo, e non col @e di aggiungerla al corpo del documento e di far credere che ne sia parte integrale. Tranne sotto questo aspetto (che pu essere applicabile anche ai fogli di commercio) la imitazione richiesta come estremo clel reato negli atti pubblici e nei fogli mercantili che a quelli si adeguano, unicamente a cercarsi nella esterioriti.
Ma in proposito delle firme convenzionali che si sogliono apporre ai fogli commerciali, io ebbi iii pratica a sostenere una tesi che a prima giunta pareva ardua, ma che ebbe poscia (conformemente a giustizia) una completa accoglienza. Quale i! la fivma vera quando trattasi di firma convefizio?zule? Sia dessa la firma di un morto, la firma di una persona giz~t-iciica,di un' associazione collettiva, ed in analoghi casi, la questione b sempre identica. Evidentemente non pu pretendersi al fine di dir oeru la firma che la medesima sia.vera materialmente, cio fatta dalla qnagzo del morto, o dalla nzalzo della persona giuridica: tale pretesa sarebbe non solo assurda ma ancora risibile. In tutti cotesti casi esiste una persona fisica viva e reale che ha dagl'interessati il mandato di emettere la firma conve+z.uz'onale:e la firma convenzionale S sempre verrc tutte le volte che esarata dalla mcmo di colui che aveva il mandato generale a firmare in quel modo per gl' interessati o che era solito firmare in quella guisa. %iortoil rappresentante di qualdle intrapresa
- 531 che aveva nome Gioannrzi, la intrapresa stessa si prosegue da P i e t ~ oe L;lcigi suoi figli; ma poich la firma di Giovanni era conosciuta ed accreditata alle piazze la Ditta continua sotto il nome di Giovanni : e conseguentemente Pietro ( institore ilella impresa) nel firmare i suoi ordini commerciali non scrive Pietro, che sarebbe il vero suo nome, ne il nome di Luigi, ma scrive Giovanni: ed ecco che la firma Giovanni ~~zaEerZul~.izente i giuridicamenfalsa 3 te veva. Lo stesso dicasi di una Ditta clie canti sotto un nome collettivo, per esempio f?*ntelli Quintiliani o evedi Ciceroni. Avvi nell' amministrazione la persona viva alla quale 15 concesso di fare quella firma, e tutte le firme che quella persona emette con quella formula collet,tiva e convenzionale sono firnze vere. Che se costui abusando della sua posizione per fare ingiusto lucro metta i11 corso un numero rnaggjore di fogli con quella firma oltre quelli che il patto della ii~stitoriaa lui dava facolt di emettere, egli potra rendersi nei congrui termini colpevole di abuso di fiducia, di scroccheria, o di frodata amministrazione, ma giammai di falso; perchb tutte quelle firme sono veve quando sono partite dalla sua mano.
delle falDel resto nella definizione del ma.te~*ictle sitd cowzrraerciali variano i codici conternporanej. 11 Sardo all'art. 313 dice espressamente ivi Le ~crz'ttu~~e di co~nv.ilet*cio, czti i?z qtctisto c ~ ~ f i l di colo, sono le cambiali e i biglietti a ofdine: e cos tassativamente coarta il titolo presente a quelle due
forme di scrittura. I1 codice Toscano allkrt. 246 usa la formula cambiali o albe scvittzcsqecommerciali all'ordine, lo che in sostanza viene a designare nel biglietto al150rdi?ze lo equipollente della cawizbiale. Ogni altra scrittura commerciale nella quale sia caduta una adulterazione presenta soltanto il materiale di un falso privato.
Nelle vecchie pratiche (ed anche iii qualche legislazione (1) contemporanea) fuvvi chi volle avere un riguardo eziandio ai Ziiibri dei commercianti in ragione deIla fede probatoria che si accorda ai medesimi nelle private contestazioni. Ma se le adnlterazioni dei libri commerciali possono elevare il fatto a proporzioni pi gravi quando concorrano con la bancarotta, o ne costituiscano un elemento; tranne questo caso esse non eccedono (almeno fra noi) i limiti del falso privato.
(1) Vi furono alcuni antichi statuti che diedero ai libri
dei negozianti scritti di loro propria mano piena fede probatoria, o illimitata, o limitata al disotto di certe somme: ed allora fu detto che questi libri equivalevano a piibblici documenti. Si vedano gli Annali dell' Accailernia d i Tolosu unno 1865, pag. 291: Kl e i n de probalione qibcre fit pev libros mercatorum; i n cjtcs dissertationum juridictcrurrl 001.2, pag. 979. Il codice Boliviano Iia letterdlmente ai fini della pena minacciata alla falsit adeguato alle cambiali anivi e n letraa che i l i b r i dei negozianti: art. 357 de cambio, l i b ~ o s recouocimientos, polisas u'oiro instrtr, lento de contercio, seu nacional, o extr(i)tge~.o. Identica (ed era ben naturale) la disposizione del codice Periiviano aH' art. 298.
Ala la cambiale o il biglietto all' ordine perche si adeguino al documento pubblico debbono essere ~:onznze~cinli; per essere coliznze~cialidevono ma essere firmate da negouria~zti. Questa regola pacifica nelle giurisprudenze straniere e italiane (1). E in faccia all' accusa di falsith in cambiali o biglietti all'ordiile la difesa degli accusati avr sempre buon giuoco quanclo riuscira ad eliminare la clei indole co11zn2e~cialc! fogli, eliminando la qualit di negoziante dal firmatario o (nei congrui casi ) 1u cntJsa commerciale dalla convenzione.
(1) La Corte di Cassazione di Francia con decreto del 5 aprile 1867 in affare Salfiili (BIOr i n art. 8493) annull una sentenza della Corte di Assise perche aveva applicato il titolo di falso pubblico alla adulterazione di un biglietto al17ordiue senza cbe i giurali avessero dichiarato constare che quel foglio era firmato da un negoziante. Yedasi T i s s O t le droit pnal e'tudi dans ses principes vol. t , chap. 5 , pay. 191 R a u t e r droit criminel 1,. 777, png. 445 N o u g u i e r lettrc de clbange p. 556. hIa quando procede ritc negoziante a negoziante anche il biglietto al17 ordine si *adegua pei fini presenti alla cambiale dalla giurisprucleuza di ITrancia: Cassazione 7 ottobre 1825 affare Voillot, 9 luglio 1836 affare Scyty, 25 ottobre 1840 afljre Giraudin. Ed anzi f u giudicato in Francia non modificarsi la situazione per la mancanza di data nel biglietto all' ordine falsificato: Cassazione 17 agosto 1827 affare Irarotte. E di fatto la data non b parte integrante del biglietto all'ordiue necessaria alla suo validiti. RIa altrettanto certo che a dare il carattere di pubblico docuaiento al biglietto al17ordiue necessario
clie sia passalo fra negoziunti ed ahhia cctusa da una operazione commerciale: Cassazione 1 aprile 1826 affare le Biltan, 25 maggio 1527 affare Gabreuux, 19 settembre 1825 affare Levg, 50 maggio 1835 affare Boulet. Di questo mezzo defensionale potei trarre duplice uiilit nella difesa di un notaro impuiato di avere fatto un falso protesto di una cambiale, e portato sotto quei titolo avanti la Corte Regia di Lucca nel 1859. La falsit era evidente: ma riuscito ad escludere la qualit di negoziunte nel firmatario della cambiale protestata, non solo venni ad eliminare il titolo di falso pubblico ma di pi venni a urgar re il fatto da ogni criminosili, perch jl protesto essendo un alto inuUle e privo di ogni effetto giuridico nelle obbligazioni puramente civili la falsit commessa era int2ocua e cadeva in un atto nullo': e cos non era politicamente imputabile. Ed ottenni 1" assoluzione. Trattavasi di uno di quei soliti falsi che con troppa facilil ed imprudenza si commeltono nei protesti e nelle recognizioni di firme facendo a casa quello clie dovrehhe farsi al cospetto della parte.
Su questo proposito peraltro assai delicata la questione che sorge quando col mezzo di artifizi la persona del non negoziante o dello inabilitato a negoziare siasi spacciata come persona abile a negoziare e negoziante, al fine di mettere in corso una cambiale falsificata (1). Potr sembrare a taluno che la menzogna non debba giovare al colpevole per alleviare il titolo del suo delitto : e se la deduzione di aver mentito si facesse al fine di guadagnarsi la impunit la tesi sarebbe evidentemente immorale. Ma il dubbio cade soltanto sopra la inversione del titolo, in quanto il titolo cli falso
- 538 in cambiale verrebbe a mutarsi in quello di falso privato o di stellionato i quali lasciano sempre 1' adito a sufficiente repressione senza denaturare il titolo dalle genuine sue condizioni. Quando la falsita sia caduta sopra firme di non negozianti non crederei pertanto che lo inganno uerbale fosse sufficiente a far nascere il titolo di falso pubblico. I1 fatto rimane nei termini della semplice frode o del falso privato. Se Tizio fabbrica un contratto con la firma di un vero notaro, commetter un falso pubblico. Ma se Tizio si spaccia per un notaro mentre tale non 8, e redige un contratto firmandolo col p~-oprio nome, aggiungendovi la rrzentita qualit per carpire ai contraenti gli onorarii ed i dazi, egli non da vita ad un pubblico documento ma deve punirsi come autore di frode. Perch si abbia il falso documentale bisogna che lo inganno nasca direttamente dai caratteri e condizioni del foglio scritto, e non da altre macchinazhni od artifizi.
(1) La fraude di chi si spaccia per negoziante o per abile a negoziare mentre tale non , ed emette cambiali in quella mentita qualit, si contemplata da alcuni particolari statuti della Germania che si accennano e si commentano dal R i C C i exercitutiones juris carnbialis exerc. 5 , S . 19, et 20.
2 . O Per finzio?ze si adeguano ai documenti pubblici i testamelz.I.2' olografi. Sono veramente documenti pubblici i testamenti dettati in forma pubblica o solenni, o mistici (2) consegnati al pubblico tabellione, perch lo intervento dell' ufficiale e le
forme lepittiine attribuiscono loro pubblica fede. I concetto di una assimilazione per finzione di leg1 ge noli pu6 dunque sorgere che nei testamenti olografi i quali non traggono la loro legittimit che dalla sola mano del testatore privato, e sotto questo punto di vista parrebbero doversi dire private scritture.
(1) 8 nolissin~o come abondasse in Roma la turpe razza degli eredipeti. Fra i vari modi usati dalla costoro avidit frequente era il mal vezzo di scrivere legati e fedecommessi a proprio favore nei testamenti che taluno veniva chiamato a vergare per un amico moriente. A simili fraudi provvide il Senato Consulto Liboniano: 1.1, S. 7; e 1. 22, S. l , ff. de lege Cornelia (le fltlsis; intorno alla storia del quale Senato Consulto a vedersi P a n z i r o l o v a r i a r u m lectiotzilm lih. 2, cup. 152 et 153, png. 508 R a s c o v i o dissertntio d e l iris q u i sibi udscribunt 61%testnnzento. Quel Senato Consulto dispose che siinile fatto cadesse sotto la legge Co,rnelin de filsis, onde questo modo di falsit fu detto quasi fulsa, alusivamente per secondo V o e t ud Pandectas Zib. 48, tz't. 10, 3. 1; e pure che fosse assimilato agli altri falsi testamentarii comnicsci per fabbricazione, cancellazione, adulterazione, o soppressione di testamenti, latamenle contemplati dalla legge Cornelia: S t r y k i o usua moderntts Pcindeetnrunr Lib. 48, lit. 10,S. 2. E certamente ci si mantenne i n pralica: L a p e y r e r e d6cisiolzs somntnircs d u Pnlaia. lit. L, 12. 95, png. 247. RIa la disputa s e il fatto previsto dal Senato Consulto Liboniano fosse a dirsi un jnlso proprio oppure iin q~tnsi-fnlso dipende dalla configurazione clie si referisce alla formula jussu leslcitoris del Senato Consulto. Se si suppone che il Senato Consiillo contemplasse 1' ordine del testatore n scrivere il testamento, nia non l'ordiize u scrivere il legrtto, cosicch il Inscilo si trovasse inserito nel testarnento alla insaputa del testatore, a buon diritto si riproverehbe
formula di quasi-fulso, perch si avrebbe a tutto rigore di termini un falso materiale non corrispondendo la niaterialitk scritta alla ruaterialit della parola dettata, e dovrebbe irrogarsi la pena ordinaria del fi4lso. lifa i migliori interpetri non la inteodono cos. Sembra che il Senato Consullo Liboniano prevedesse il caso del comando del testalore a scrivere il testccntelito, ed a scrivere ancora il leyato nel modo col quale fu scrillo: ma i Senatori volessero remuovere il pericolo di una troppo facile alterazione dello scrivente nella somma o quantitk del legato; volessero riprovare la indelicatezza dello scrivente il quale quando vedeva di dovere scrivere a proprio vantaggio avrebbe dovuto declinare lo incarico; volessero rimuovere clai testaiiienti anche ogni pi lieve sospetto di falso, e percib decretassero le nullil della parlicola vergata dal beneficato. Secondo questa interpetrazione, che a me pare la pi probabile, era adattatissima la denominazione di qtrasi fulso perch del falso non ne constava ( e d anzi era escluso) ma soltanto se ne aveva la possibilit ed il sospetto: A r c a s i i commenlarii jicri tom. 2, cap. 15, l?"$.195. In proposito del testamenlo Romano disputarono al' interpetri se ne fosse forma integrante il sigillo: P a g e n s tec b e r observationttm observ. 15, pag. 44. Vedasi anche Saln i a s io de subscribeirdis e siynutzdis tesia~nenlisccrp. 32. E
Ma qui pnb aver luogo una finzione yhtridiccr. perchb fino dalle dodici tavole invalse il pensiero che i1 privato quando dettava i1 proprio testamento si avesse come investito cli funzioni legislative. Putefn u ~ ~ z iuti legussit itu j u s esto. E bene dovette f ll ricorrersi a simile concetto il quale attraverso d i venti secoli giunto fino a noi, perchb il testamento derogando all' ordine delle successioni intestate che B costituito per legge, sembr non potersi a-m-
mettere deroga alla legge senza concedere un moillentaneo esercizio di potest legislativa. Di qui il dubbio se anche il testamento ologvafo dove I$conosciuto come valido dalla legge civile, debba al fine di proteggerlo contro i falsari considerarsi coane pubblico documento.
Ad abbracciare questo pensiero concorre come considerazione politica la grande importanza di si~nilifatti, e la grande difficolt di scuoprire una fraude calligrafica' abilmente condotta, ed usufruita soltanto dopo la morte di colui che unico al mondo poteva con certezza conoscere se quelle erano o no le ultime tavole vergate dalla sua mano. Vi concorre eziandio la considerazione giw-idica che sebbene i testamenti olografi non possano dirsi autentici nel rigoroso senso di questa parola, perchS la semplice denegazione della verit del carattere ne paralizza la forza esecutoria fino a che non se ne ottenga la verificazione, pure a certi effetti hanno anche i testamenti olografi una fede eccezionale, essendo ormai la disputa relativa alla certezan della 109.0 data (i) risoluta in pratica con la regola che essi facciano fede della data che portano scritta sopra ili loro.
Francia non sembr iicppure arcometilo di rlispu-
la che il testamento ologt'nf;) (neppure quando era datu a tenere ad un pubblico notaro ) rivestisse il carattere di pub-
blico docune~ato,poichb a lale assunto repugnava il littepale disposto dell' art. 959 combinalo con I' art. 970 del
loro codice: h1 e r l i n Re'pertoire, verbo testametti, sect. 2, S. 6, n. 1 D u r a n t o n droit civil tonr. 9 , n. 44 a 47. Ed giurisprudenza costante che 1' erede legitlimo con la sola negazione del carattere pone oslacolo, senza bisogno dy iscrizione in falso, alla esecuzione del testamento olografo finch il legatario chiamalo in questo non abbia falto coi mezzi legali la verificazione del carattere. Ci peraltro non ha impedito che prevalga in quella giurisprudenza la massima che il testamento olografo fa fede della sua d a t a : T o u l l i e r droit civil tom. 5, n. 377 Cassazione 29 aprile 1824 affare de Villers, ove sono notabili le seguenti fraCelui qui duns un acte e n forme iie leslaf)zent, cotnsi mande 1' avsnir et dispose pour us lenlps o6 il ne sera plus, exerce e n quelqzie sorte l a puissance leyislative, ce q u i a fait dire In loi Romaine: disponat testator et erit lex: e n conseqiccnce la loi place monwntane'ment le testaieur dans l a classe des fonctionnnires publics; d' o il rsulte qu' il imprime 1' autenticitt; In date qu' il donne son lestnment. Corte di Tolos~i11 giugno 1830 Chtrrry contro Lafont, ove fu stabilito che per provare 1' antidata di un testamento olografo era necessaria la iscrizione in falso. Questa massima era adottata anche dall' antica giurisprudenza Francese : D r i l l o n diciionnuire des urrels, vzol tesicnrient n. 12 B a s n a g e szcr la coukume de N o r ncandie art. 422.
A buona ragione pertanto il codice Toscano al1' art. 246 parifica rapporto alla pena della loro falsificazione i testamenti olografi ai pubblici documetiti. Ma poidi& quell' articolo aggiunge che sifi'atto privilegio si accorda soltanto ai testamenti olografi consegnati al notatao,e questa clausula potrebbe in mente di chi non versato nei vecchi ordinamenti
- 543 civiIi Toscani generare il dubbio che neIIa fattispecie dell'art. 246 il carattere di pubblico documento s'imprimesse ai testamenti olografi per lo intervento del pubblico ufficiale, cosi fa mestiere chiarire alquanto questo punto della nostra cessata legislazione civile. 5. 3826. Per le leggi civili che governarono la Toscana fino alla pubblicazione del nuovo codice Italiano il testamento olografo per essere valido ed esecutivo non aveva bisogno di ulteriori solennitd, ma soltanto di un ulteriore fatto del privato mediante il qude manifestasse il suo serio p~*oponimentodi volere che quel foglio valesse come suo testamento, I pi eminenti giureconsulti Toscani erano tenacissimi di questo pensiero, e nella loro antipatia contro la efficacia del testamento olografo incondizionato, fecero nelle discussioni legislative sul nuovo codice vivissima opposizione. I pensiero che dominava per 1 le loro tradizioni legislative i giuristi Toscani era quello del pericolo che un mero progetto od uno scritto vergato in un impeto passeggiero di passione, senza che poscia la volont dello scrivente vi avesse perseverato, potesse pigliare il valore di una ultima volont dispositrice dei patrimoni privati. Non solo si temeva la maggiore facilith di una captadone o di una falsificazione, ma propriamente dicevasi essere troppo precipitoso riconoscece un atto cotanto serio ed importante, quale e il testamento, in un foglio vergato in pochi minuti e forse poscia dimenticato, se non vi accedeva qualche atto consecativo che rendesse certa la seriet di quel
- 544 proposito. Questo era dunque lo spirito delle leggi civili sotto le quali dettavasi 1 art. 246 del codice ' penale Toscano.Non si richiedeva un snccessivo atto solfmne che desse al testamento olografo una forma pubblica, no: il testamento olografo valeva per sua speciale virt, e per la unica forza della volontk privata. Ma la legge voleva esser fatta sicura clie quella volont fosse seria e perseverante. E poichi? gli argomenti di tale seriet e perseveranza che si fossero desunti dalla custodia speciale del foglio o da altre simili congetture potevano essere equivoci, cos la legge nostra prescrisse la consegna n1 notaro. Ma quella consegna non era in s stessa un atto pubblico circondatv di fo?*me: era un fatto tutto privato e fiducioso. Non testimoni alla consegna, non processo verbale della medesima, non sigilli notarili n& altri contrassegni o legalizzazioni che identificassero quel foglio :niente in una parola che arieggiasse ad un atto pubblico. Bastava che un notaro si presentasse al Tribunale e dichiarasse che ad un clato giorno io gli aveva dato in consegna quel foglio, dichiarando a lui che era il mio testamento olografo; e questo era valido ed esecutivo purch accompagnato dalle condizioni essenziali del testaniento olografo, cio che fosse tutto vergato di mnno del testatore e da lui datato e firinato.
Da ci6 si comprende che cadrebbe in equivoco chi male esperto nelle vecchie pratiche nostre leggesse in quella clausula dell' art. 246 la prescrizione di forme solenni che per loro stesse convertisserc
il foglio privato in un pubblico documento. Questo non puo dirsi. I1 foglio privato rimarrebbe privato se la legge non gli avesse dato ai fini penali la protezione riservata ai documenti pubblici: e questo si fatto da quell' articolo per una finzione giuridica ricevuta come tradizione delle finzioni romane. La condizione alla quale 1' art. 246 subordina siffatta protezione e privilegio procede unicamente dal bisogno di essere certi della volont del privato : ma ci che si protegge cosi eccezionalmente sempre la volont privata e 1' atto privato. E manifesto peraltro che dopo la pabblicazioae in Toscana del nuovo codice civile Italiano (che riconosce la validit incondizionata del testamento olografo- secondo i dettati di Francia) sar assai rara fra noi la pratica applicazione dell' art. 246 del codice penale: poichb i testatori risparmiandosi la consegna al notaro renduta inutile dalla nuova legge, e d' altronde rimanendo quella condizione nell' art. 246, le falsificazioni di testamenti olograil quantunque validi e completi pel nuovo codice civilq non potranno in faccia all' art. 246 perseguitarsi altrimenti che sotto il titolo di falsit in privata scrittura: tranne 1' accidentalit &i qualcuno che per esuberante cautela e per suoi particolari motivi avesse affidato alle mani di un notaro la carta olograf'a contenente le sue ultime volonta.
In questa ulteriore accidentale ipotesi sari sempro applicabile tra noi 1' art. 246. Ma potrA nel caso che 1' autore del falso sia lo stesso notaro conseVOL.VII. 3s
rrnatario, sorgere la disputa se a costui possa ariplicarsi lo aggrat-amento di pena sanzionato dal1' art. 244 dello stesso codice Toscano in rcigioi~r dello abuso di uffizio. Intorilo a questo aggravarfie1-1to potrebbe per ci che ho detto di sopra elevarsi un dubbio gravissimo, perchb il notaro nel pig1i:trt) da mano a mano quella carta a lui consegnata non pone veramente in essere un otto pz~bO2ico rnentre niente scrive. Certamente per0 quando il nntaro depositario venisse a presentare al tribunale la carta olografica da lui adulterata e ne facesse solenne pubblicazione inserendola come testamento vero nelle sue minute, mentre pnr troppo conosce esser falso, egli darebbe vita ad un falso pubblico con abuso delle proprie funzioni, e non potrebbe evitare il meritato aggravamento di pena.
Ma prescindendo da queste anomalie emergenti dalle eccezionalitA dei diritti positivi oggi vigenti in Toscana, cosa deve egli pensarsi in faccia alla scienza in ordine alle falsit% cadute sui testamenti olografi? Esponendo remissivamente la opinione mia su questo problema, parmi si debbano distinguere tre periodi ocl intervalli di tempo nella vita del testamento olografo. I1 primo B quello che corre clal giorno della sua formazione fino alla nzarte del testatore: il secondo & quello che corre dalla morte del testatore fino alla pztbblicazione del testamento: il terzo h quello susseguente alla pubblicazione.
Io non dubito che durante il primo periodo (1) il testamento olografi, debba sotto il punto di vista meramente scientifico considerarsi come sct*ittu.u.a privata. Qnel foglio non ha solennit alcuna : sempre in mano dello scrivente che pu ai1 ogni istante lacerarlo e distruggerlo. Tutta 1' antenticita gli i data dalla morte che lo rende irretrattabile, o a ? meglio dire gli conferisce una vita giuridica la quaIe fino a quel momento non era che in embrione.
(1) Se inoltre si considera che in faccia alla scienza il
non delitto che si cotzsumi con la sola f(iilbbricuzio~iema bens con I' icso del documento adulterato, i osservando quanto sia difficile che si u ~ di un testaniento olografo mentre dura tuttavia la vita del supposto testatore, si verr alla conclusione che quasi sempre in questo pririio periodo la falsit caduta nel testamento olografo riniarr31 punibile piuttosto come conato che come delitto perfetto, traiine quando si estrinsechi con la forma della soppressione, essendoch8 in questa forma l'uso consiste nello in1pedir.e I' USO; cosiccb nella soppressione del docuniento vero i diie monienti della formazione del falso e dell' uso del falso nori sono distintamente concepibili ma si compenetrano in un soio atto.
fi11~0 privato
S. 3531.
Neppure io dubito yaanto al terzo periodo. Dopo la sua pubblicazione il testamento olografo venuto a circondarsi di forme solenni, a trovar sede fra i pubblici documenti, dei quali la cresima ricevuta dagli ufficiali publ~licilo autorizza a chiamarsi
- 548 fratello. Ci che dir fra poco in ordine al documento privato divenuto pubblico per connessioste mi porta a ritenere che le faIsit cadute sul testamento olografo dopo la sua pubblicazione debbano noverarsi tra le falsit in pubblico docuuiento.
Tatto il dubbio pertanto verte sul secondo periodo. I1 testamento olografo che per lo innanzi poteva non essere che un progetto, e che ogni leggiero mutare di opinione poteva rendere inutile; che inoltre aveva una mera speranza di vita subordinata alla condizione che la legge in vigore al giorno della morte dello scrivente gli accordasse validit; h indribitatamente per virt di questa divenuto un documento che decide delle sorti di un patrimonio. Tale documento se si guarda nella sua genesi e nelle sue condizioni materiali parrebbe non essere che una scrittura privata: ma se si considera la forza che gli accorda la legge, e la vera awtenticita della quale B fornito rispetto alla data che porta sopra di sb, io propenderei a riguardarlo come un documento pubblico, e qualunque dubitazione giuridica intorno a questo carattere si dileguerebbe nell'animo mio per le considerazioni politiche dei suoi grandi effetti, della sua grande iinportanza, e della impotenza della difesa privata ; le quali fanno sparire la apparente acerbit del pensiero di portare un fatto alia casa di forza per. una mera finzione giuridica. N S da pretern~ettersi la consideiSazioneche nelle pratiche contingenze un testamento olografo ha balia di distruggere per virth
della sua sola esistenza un testamento per quanto solenne quando esso porta una data posteriore a quello. E vuolsi avvertire eziandio che posti a fronte i due periodi, quello cio che passa dalla morte del testatore fino alla pubblicazione del foglio olografo, e quello che sussegue alla sua pubblicazione, si scorge di facile quanto siano pi gravi i pericoli in quello intervallo nel quale quel foglio di carta B solo al mondo ad attestare e mantenere le volont del defunto: e quanto invece siano dessi minori quando gi il testamento B renduto un fatto notorio per la sua solenne pubblicazione e pei ricordi che ne possono esistere. Sarebbe una gretta obbedienza al formalismo, sovversiva dei criterii cardinali sulla quantit dei delitti se mentre da UIL lato il falsificatore del testamento olografo gi pubblicato e consegnato ai protocolli di un notaro si punisse con la casa di forza, dall' altro lato si proteggesse soltanto con poca carcere la vita e la sincerith di quel foglio nel precedente piii periglioso intervallo. Certamente io mi sento poco allarmato al pensiero che si falsifichi un contratto a mio danno, perchb sento fiducia che riuscirei a far palese la frode: ma mi spaventa la idea che i miei figli possano essere spogliati del paterno retaggio da un esperto calligrafo che mi faccia parlare a suo modo quando il gelo della tomba ha chiuso lc mie labbra per sempre. Io penso che se vi O un falso terribile sovra tutti sia quello che cade sui testainenti : e che quello che cade sui testamenti mistici sia pi allarmante di quello che cade sui testamenti nuncupativi; e quello che cade sui testamenti 010grafi sia il pi pauroso di tutti.
3 0 Connessioize - La connessione B un fenomeno . giuridico operativo di singolari effetti nelle svariatissime forme sotto le quali si svolge la sua pratica applicazione. Ora essa fa dichiarare non prescritto un diritto che parrebbe prescritto; ora dichiarare estinta un' azione che parrebbe viva; ora dichiarare competente un giudice che parrebbe incompetente : aItre moltissime sono le anomalie che da lei si producono. Io penso che fra tali effetti della connessione debba noverarsi anche quello di convertire una scrittura privata in un pubblico documento, e cosi (date le condizioni che esporr fra poco) condurre i falsificatori di quella alle pene minacciate contro i falsificatori di questo. So benissimo che qualche monumento della giurisprudenza ha consacrato il principio che il documento privato mai cambiasse la sua primitiva natura; n& io voglio fare il broncio a certe benignit che si sono fecondate da uno spirito di mitezza sempre lodevole entro certi confini. Ma sotto il punto di vista scientifico le mie convinzioni sarebbero, nei congrui termini, per la pi severa opinione.
Un inandato a vendere pud esser fatto per privata scrittura; ed opera di privato denudata di ogni forma solenne pu essere una perizia che descriva alcuni fondi e ne rilevi il valore. Ma se alcuno comparisce davanti ad un notaro e stipula a favore di
- 551 altri un contratto di vendita in virtu di quel mandato; o nel vendere si riferisce alla relazione dello esperto per la descrizione dei beni o per In accertamento del prezzo; ne consegue che il mandato e la perizia si esibiscano necessariamente al notaro perch rimangano nel suo archivio e facciano parte integrale del contratto del quale si roga. Ora se avviene che uno interessato operi alterazione o sostituzione in quel mandato o in quella perizia per il fine di annullare la vendita, e di portare modificazioni alla vera convenzione con aumentare o diminuire il prezzo o gli stabili caduti in vendita senza peraltro portare la mano frauclolenta su quanto scrisse il notaro, nascer facilmente il dubbio interessantissimo se trattisi di falsit in pubblico clocnmento, o di falsita in scrittura privata.
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