Source: http://www.slideshare.net/mimmoannunziata/regedilizio-comune-napoli-1
Timestamp: 2015-09-05 15:18:04+00:00
Document Index: 133182057

Matched Legal Cases: ['art.33', 'art.41', 'art.2', 'art.5', 'art.41', 'art.2', 'art.5', 'art.31', 'art.31', 'art.1', 'art.2', 'art.18', 'art.2', 'art.31', 'art.18', 'art.2', 'art.31', 'art.18', 'art.2', 'art.31', 'art.18', 'art.2', 'art.2', 'art.31', 'art.4', 'art.43', 'art.43', 'art.26', 'art.2', 'art.2', 'art 16', 'art.11', 'art.82', 'art.17', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.22', 'art.27', 'art. 44', 'art. 35', 'art.22', 'art.39', 'art.21', 'art.1577', 'art. 22', 'art.21', 'art.5', 'art.48', 'art.27', 'art.31', 'art.9', 'art.35', 'art.27', 'art.27', 'art.4', 'art.81', 'art.22', 'art.22', 'art.21', 'art.4', 'art.1', 'art.3', 'art.30', 'art.3', 'art.32', 'art.28', 'art.32', 'art.3', 'art.7', 'art.7', 'art.11', 'art.3', 'art.28', 'art.41', 'art.3', 'art.19', 'art.36', 'art.4', 'art.4', 'art.22', 'art.22', 'art.21', 'art.4', 'art.19', 'art.4', 'art.9', 'art.22', 'art.22', 'art.21', 'art. 50', 'art.45', 'art.42', 'art.21', 'art.22', 'art.38', 'art.26', 'art.57', 'art.4', 'art.4', 'art.28', 'art.62', 'art.51', 'art.15', 'art.47', 'art.8', 'art.51', 'art. 221', 'art. 64', 'art. 4', 'art.9', 'art. 11', 'art. 3']

117 organizzazione del cantiere
COMUNE DI NAPOLIASSESSORATO ALL’EDILIZIAREGOLAMENTO EDILIZIOart.33 della legge 17 agosto 1942, n. 1150Adozione: delibera di Consiglio comunale n.104 del 28 aprile 1998Ratifica testo coordinato: delibera di Consiglio comunale n.294 del 13 novembre 1998Approvazione: delibera di Consiglio provinciale n.47 del 5 maggio 1999 2.
3COMUNE DI NAPOLIASSESSORATO ALL’EDILIZIAREGOLAMENTO EDILIZIONapoli, settembre 1999 4.
4Il presente testo coordinato è strumento meramente conoscitivo che non varia ilcontenuto e l’efficacia degli atti di adozione e approvazione.In corsivo sono riportate le parti modificate in sede di approvazione. 5.
6PARTE PRIMACapitolo IDISPOSIZIONI GENERALIArt. 1 - Oggetto e contenuto del regolamento1. Il presente Regolamento Edilizio (RE) costituisce la norma regolamentare di ogniattività di trasformazione fisica del territorio comunale, attraverso procedure finalizzatea disciplinare l’applicazione della normativa urbanistica ed edilizia per il conseguimentodella migliore qualità dell’ambiente.2. L’attività edilizia, le altre attività ad essa connesse, le opere e le urbanizzazioni chesalvaguardano o modificano l’ambiente urbano nel territorio del Comune, sonodisciplinate dal presente Regolamento, dalle norme di attuazione degli strumentiurbanistici vigenti o adottati, nonché dalle norme nazionali o regionali vigenti inmateria.3. In particolare il RE:- disciplina le procedure relative ai provvedimenti amministrativi per l’esecuzione diogni intervento relativo alla modificazione, manutenzione e salvaguardia degli edifici,dell’ambiente costruito e dell’ambiente naturale;- disciplina le norme comportamentali per il rispetto delle prescrizioni e deiprocedimenti da parte sia della pubblica amministrazione che dei soggetti operatori,pubblici e privati, aventi titolo agli interventi di cui sopra;- disciplina i requisiti richiesti ed i livelli di prestazione necessari per ogni intervento inrelazione agli obiettivi di cui al comma 1;- detta prescrizioni ed indirizzi in materia di igiene, sicurezza e fruibilità per ogniintervento di cui sopra;- definisce i metodi di verifica o di controllo necessari. 7.
7Capitolo IIDEFINIZIONI E PARAMETRIArt. 2 - Definizioni1. Ai fini dell’applicazione delle norme e procedure del RE si assumono le seguentidefinizioni:costruzione: opera edilizia, realizzata fuori o entro terra, con l’impiego di qualsiasimateriale che, indipendentemente dalla durata e dalla modalità di installazione al suolo,non rientri espressamente nella categoria dei veicoli, così come definiti dal capo I deltitolo III del DL 30 aprile 1992, n.285 e successive modificazioni e integrazioni (Nuovocodice della strada);unità immobiliare: insieme di stanze e vani accessori con autonomia funzionale edingresso indipendente;porticato: spazio coperto di uso comune, aperto almeno su un lato, che abbia relazionediretta con lo spazio esterno ubicato allo stesso livello;loggia: spazio coperto, ad uso esclusivo dell’unità immobiliare, aperto almeno su unlato, contiguo ad una delle pareti esterne di una costruzione costituente estensione epertinenza dell’unità;facciata: parete esterna di una costruzione delimitata alla base dalla linea della suaintersezione con il terreno naturale o modificato ed al colmo dal limite superiore delparapetto di protezione o del cornicione nelle coperture piane oppure dalla linea digronda nelle coperture a falde.fronte: porzioni di facciate più esterne, con esclusione di sporgenze di qualsiasi tipo, cheabbiano esclusivamente una funzione ornamentale o protettiva.piano: lo spazio, racchiuso o meno da pareti perimetrali, compreso tra due solai,limitato rispettivamente dal pavimento (estradosso del solaio inferiore, piano dicalpestio) e dal soffitto (intradosso del solaio superiore) che può presentarsi orizzontale,inclinato o curvo, e in particolare:a) piano terra o piano fuori terra: il piano, o parti di esso, di una costruzione il cuipavimento si trovi in ogni suo punto perimetrale a una quota uguale, superiore oinferiore di non più di 50 cm a quella del terreno circostante, così come risultamodificato dalle opere di sistemazione.b) piano interrato: il piano di un edificio il cui soffitto in ogni suo punto perimetraleabbia quota inferiore a quella del terreno circostante o superiore di non più di 50 cm;c) piano seminterrato: il piano di un edificio che non rientri nei punti a) e b) precedenti.spazi interni scoperti: si intendono le aree scoperte circondate da fronti dellacostruzione e in particolare:a) corte: spazio interno circondato per il 70% del perimetro da fronti della costruzione eper la parte restante solo da recinzioni, porticato o aperto;b) cortile: spazio interno circondato per l’intero perimetro da fronti della costruzione; 8.
8c) patio: spazio interno di un edificio ad un solo piano, o all’ultimo piano di un edificioa più piani, con normali minime non inferiori a m 4,00, e pareti circostanti di altezzanon superiore a m 4,00;d) chiostrina: spazio interno di superficie minima superiore a 1/8 di quella delle pareticircostanti, le quali non abbiano altezza superiore a m 18,00 e con una normale minimadavanti ad ogni finestra non inferiore a m 3,00;e) cavedio: spazio interno, per la ventilazione dei bagni o locali di servizio ed ilpassaggio delle canalizzazioni interne, di superficie inferiore a quella minima dellachiostrina e comunque superiore a 0,65 mq e sul quale non si aprono luci o finestre.Tale spazio deve essere percorribile per tutta la sua altezza ed attrezzato con scala allamarinara ed avere aerazione naturale.arredi per spazi esterni: costituiscono costruzioni ornamentali per la sistemazione dispazi esterni ad essi strettamente pertinenziali ed in particolare:a) gazebo: costruzione priva di fondazioni, ancorata provvisoriamente al terreno,coperta, di superficie in proiezione orizzontale non superiore a 25 mq ed altezza nonsuperiore a m 3,00;b) pergolato: costruzione priva di fondazioni, ancorata provvisoriamente al terreno,costituita da pilastri e travi con copertura in essenze arboree;c) grillages: struttura verticale o orizzontale in legno forata per il sostegno di essenzearboree non delimitante spazi.tettoie e pensiline: strutture orizzontali rispettivamente su strutture autonome o a sbalzocostituenti copertura pertinenziale di spazi scoperti di una costruzione.chiosco: costruzione, temporanea e non, di superficie coperta non superiore a 5 mq e dialtezza non superiore a 3,00 m, priva di servizi igienici, destinata ad attività nonresidenziali (guardiania, commercio al minuto, deposito).cose mobili ancorate al terreno: boe, pontili, gavitelli, costruzioni temporanee prive difondazioni, destinate ad attività residenziali e non;Art. 3 - Parametri edilizi1. Ai fini dell’applicazione delle norme e procedure edilizie del RE e degli strumentiurbanistici si assumono i seguenti parametri quantitativi:superficie utile (Su), espressa in metri quadrati, è la superficie di pavimento dell’unitàimmobiliare (residenziale e non), misurata al netto di murature, tramezzi, pilastri,sguinci e vani di porte e finestre;superficie non residenziale (Snr), espressa in metri quadrati, è la superficie destinata aservizi ed accessori, a stretto servizio delle residenze, misurate al netto delle murature,pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre, ovvero:a) cantinole e depositi anche in sottotetti purché praticabili;b) balconi, logge e ballatoi, nella misura massima della loro somma del 15% della Su;c) terrazzi;d) tettoie, nella misura massima del 30% della superficie scoperta e pensiline, nellamisura massima del 5% della Su;e) scale e ascensori interni alla singola unità abitativa, misurate per la sola superficierelativa alla proiezione sul piano di accesso; 9.
9f) locali per impianti tecnologici quali: impianti elettrici, radiotelevisivi ed elettronici,di riscaldamento e climatizzazione, idro-sanitari, gas, sollevamento (ascensori emontacarichi) e protezione antincendio;g) vani e androni di ingresso, porticati e locali (depositi biciclette e carrozzine, spazi perriunioni) comuni a più unità abitative (sono esclusi i porticati ad uso pubblico); scale eascensori comuni a più unità abitative, misurate per la sola superficie relativa allaproiezione sul piano di accesso;h) spazi per parcheggio e autorimesse, singole o comuni, entro o fuori terra, con relativispazi di manovra e parcamento (escluse le rampe di accesso), purché di pertinenza delleunità immobiliari, per le sole superfici eccedenti la misura minima di cui all’art.41sexsies della legge 17 agosto 1942, n.1150 così come modificato dall’art.2 della legge24 marzo 1989, n.122.Le Snr non rientranti nelle categorie o nelle quantità di cui ai punti precedenti sonoconsiderate come Su.superficie accessoria (Sa), espressa in metri quadrati, è la superficie destinata a servizied accessori, a stretto servizio delle attività non residenziali (produttive, turistico-ricettive, terziarie, commerciali, direzionali) misurate al netto delle murature, pilastri,tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre, ovvero:a) spazi e locali di cui alle lettere b), c) e g) della Snr;b) spazi coperti di cui alla lettera d) della Snr nella misura massima complessiva pari al10% della Su;c) locali di cui alla lettera f) della Snr, nonché per altri impianti tecnologici a serviziodell’attività prevalente ed a questa connessa, quali impianti di depurazione,antinquinamento, serbatoi, gruppi di produzione energetica, e similari;d) spazi per parcheggi e autorimesse così come definite dalla precedente lettera h) dellaSnr nonché nella misura di cui all’art.5 punti 1) e 2) del DM 2 aprile 1968, n.1444;e) depositi, magazzini, archivi, purché interrati.Le Sa non rientranti nelle categorie o nelle quantità di cui ai punti precedenti sonoconsiderate come Su.Non costituiscono superficie i locali o porzione di essi con altezza inferiore a 1,80 m, lecoperture piane ed i lastricati solari non praticabili, gli spazi per parcheggi pertinenziali,con relativi spazi di manovra e parcamento, purché di pertinenza delle unitàimmobiliari, per le sole superfici di cui alla misura minima di cui all’art.41 sexsies dellalegge 17 agosto 1942, n.1150 così come modificato dall’art.2 della legge 24 marzo1989, n.122, nonché per le superfici di cui all’art.5 del DM 2 aprile 1968 n.1444.volume complessivo di un edificio, espresso in metri cubi, è la somma del volume diogni piano; il volume lordo di ogni piano fuori terra è uguale al prodotto della superficielorda di piano per l’altezza relativa al piano stesso, misurata tra le quote di estradossodei solai, o, nel caso di piano seminterrato o rialzato, rispetto alla più bassa delleseguenti quote: spazio pubblico (marciapiede, strada, piazza, eccetera) o piano disistemazione esterna. Nel caso che tali quote siano variabili lungo il perimetrodell’edificio, l’altezza viene calcolata rispetto alla media ponderale delle quote. Nelcaso di copertura inclinata (a tetto o a volta) l’altezza è misurata tra l’estradosso delsolaio inferiore e il punto medio dell’estradosso del solaio inclinato superiore.Sono esclusi dal calcolo del volume:a) il volume entroterra misurato rispetto alla superficie del terreno circostante secondola sistemazione prevista dal progetto approvato, se costituente Snr o Sa, o parcheggipertinenziali; 10.
10b) i porticati o porzioni di essi, se pubblici o d’uso pubblico; qualora i porticati nonsiano d’uso pubblico, nel calcolo del volume la superficie va considerata pari al 60% diquella effettiva;c) le logge, nella misura di cui alla lettera b) della Snr;d) le tettoie nella misura di cui alla lettera b) della Snr;e) i balconi e le pensiline;f) i volumi strettamente necessari a contenere impianti tecnici a esclusivo servizio dellacostruzione quali extra corsa degli ascensori, serbatoi idrici, vasi di espansionedell’impianto di riscaldamento, canne fumarie e di ventilazione;g) i volumi dei vani scala per la sola parte emergente dalla linea di gronda o dallacopertura piana della costruzione;h) i sottotetti non praticabili e, per quelli praticabili, la parte di altezza interna inferiorea 1,80 m;i) la differenza di spessore dovuta alla ricostruzione di strutture orizzontali contecnologie diverse, laddove consentito;j) i volumi determinati al piano terra per l’abbassamento del solaio di calpestio perrispondere a norme di sicurezza, igiene o antincendio o per l’eliminazione delle barrierearchitettoniche;Per i porticati o porzioni di essi e per i sottotetti di cui al punto g) deve esser trascritto,prima del rilascio del certificato di agibilità, presso la Conservatoria dei RR.II. ilvincolo pertinenziale tra questi volumi a servizio del bene primario ed il bene stesso.altezza delle facciate, espressa in metri, è l’altezza all’estradosso del solaio di coperturadel piano utile più alto rispetto alla quota della linea di terra, definita dal piano dellospazio pubblico (marciapiede, strada, piazza, eccetera) o dalla più bassa sistemazioneesterna, di cui al progetto approvato, interessata dal facciata che si considera. Nel casoin cui il solaio di copertura sia inclinato si considera la sua quota media.altezza massima della costruzione, espressa in metri, è l’altezza maggiore tra tuttequelle relative alle facciate di una costruzione.distanza tra i fronti, espressa in metri, è la distanza minima tra le proiezioni verticalidelle pareti finestrate delle costruzioni, misurata nei punti di massima sporgenza,compresi anche balconi aperti, pensiline e simili. Tale distanza va rispettata anchequando le costruzioni si fronteggiano parzialmente salvo il caso in cui le parti che sifronteggiano siano entrambe prive di finestre.Le norme relative delle distanze tra gli edifici si applicano anche alle pareti di unmedesimo edificio non prospicienti spazi scoperti interni (cortili, chiostrine, cavedi,eccetera), salvo quando i fronti di una stessa costruzione costituiscano rientranzeplanimetriche la cui profondità non superi un quarto della loro larghezza.distanza dai confini e dal filo stradale, espressa in metri, è la distanza tra la proiezionedel fabbricato, misurata nei punti di massima sporgenza, compresi anche balconi aperti,pensiline e simili, e la linea di confine o il filo di strade pubbliche o ad uso pubblico.Art. 4 - Parametri urbanistici1. Ai fini dell’applicazione delle norme e procedure urbanistiche, si assumono i seguentiparametri quantitativi: 11.
11superficie territoriale, espressa in metri quadrati, è la superficie complessiva di undeterminato ambito urbanistico, soggetto a pianificazione esecutiva o comunqueperimetrato, ed è comprensiva di tutte le aree fondiarie, delle aree necessarie per leopere di urbanizzazione primaria e secondaria, anche sottoposte a vincoli di qualsiasinatura;superficie fondiaria, espressa in metri quadrati, è la parte di superficie territoriale, alnetto delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria;superficie minima d’intervento, espressa in metri quadrati, è quella relativa allasuperficie territoriale minima necessaria per predisporre e attuare un interventourbanistico esecutivo;lotto minimo di intervento , espresso in metri quadrati, è la superficie relativa all’areaminima necessaria per operare un intervento edilizio diretto o, nel caso di interventourbanistico esecutivo, l’area minima in cui è possibile frazionare la superficie fondiaria;superficie lorda di pavimento, espressa in metri quadrati, è la superficie lorda di unpiano compresa entro il profilo esterno delle pareti. La superficie lorda complessiva diuna costruzione è la somma delle superfici lorde dei singoli piani abitabili o agibili,eventualmente anche interrati;indice di utilizzazione territoriale, espresso in mq/mq, è la superficie lorda complessivadi pavimento realizzabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale;indice di utilizzazione fondiaria, espresso in mq/mq, è la superficie lorda complessiva dipavimento realizzabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria;indice di fabbricabilità territoriale, espresso in mc/mq, è il volume complessivorealizzabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale;indice di fabbricabilità fondiaria, espresso in mc/mq, è il volume complessivorealizzabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria;superficie coperta, espressa in metri quadrati, è la superficie risultante dalla proiezionesul piano orizzontale delle parti edificate fuori terra, delimitate dal profilo esterno deimuri perimetrali, a qualunque piano si trovino, con esclusione delle parti aggettantiaperte;rapporto di copertura, è il rapporto, espresso in percentuale, fra superficie coperta esuperficie fondiaria. 12.
12Capitolo IIITIPOLOGIE DI INTERVENTOArt. 5 - Manutenzione ordinaria1. In riferimento all’art.31, comma 1, lettera a), della legge 5 agosto 1978, n.457, sidefiniscono interventi di manutenzione ordinaria quelli che riguardano le opere diriparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture delle costruzioni e quellenecessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti sempreche non comportino alterazione delle preesistenti caratteristiche degli edifici e inparticolare quelli:a) relativi alle opere di finitura quali:- tinteggiatura e/o ogni altro trattamento superficiale delle pareti, degli infissi e dellepavimentazioni interne;- riparazione, sostituzione e rifacimento degli intonaci, delle pavimentazioni, deirivestimenti delle pareti, delle controsoffittature, degli infissi interni;- bonifica delle murature, dei vespai, delle pavimentazioni interne, comprensiva di ogniopera di impermeabilizzazione tesa alla eliminazione di infiltrazioni d’acqua e umidità;- riparazione, sostituzione e rifacimento degli intonaci e riparazione dei paramentiesterni compresa ogni lavorazione particolare (opere in pietra, in cotto, ecc.), senzaalterazione dei tipi di materiale;- tinteggiatura delle facciate e lavori connessi senza alterazione delle tinte preesistentiper le costruzioni ricadenti nei centri storici definite dallo strumento urbanistico e nellezone di vincolo ambientale;- tinteggiatura e sostituzione di parti o rifacimento degli infissi esterni e delle partimetalliche quali inferriate, parapetti, senza alterazione della forma, della sagoma e deimateriali;- sostituzione di tegole lesionate o mancanti; sostituzione di parti deteriorate dei sistemidi smaltimento delle acque piovane; riparazione o rinnovo dell’impermeabilizzazionedelle coperture piane e degli impianti di serre;b) relativi agli impianti tecnologici quali:- riparazione e sostituzione di ogni opera relativa agli impianti idrici, di riscaldamento,di smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi, di distribuzione del gas, elettrici, telefonici, disollevamento verticale, esistenti purché relativi alle singole unità immobiliari o alle soleparti comuni dell’edificio a condizione che non ne derivi la realizzazione di nuovi localio manufatti.2. Tutti gli interventi di manutenzione ordinaria non possono comunque comportaremodifiche o alterazioni agli elementi architettonici e decorativi delle costruzioni.Art. 6 - Manutenzione straordinaria1. In riferimento all’art.31, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1978, n.457, sidefiniscono interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarieper rinnovare e sostituire parti anche strutturali delle costruzioni, nonché per realizzare eintegrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e lesuperfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazionid’uso, e in particolare:a) lavori volti all’esecuzione di opere, quali: 13.
13- rinnovamento e sostituzione di tramezzature interne;- riparazione o rifazione di tompagni esterni non portanti, a parità di forma, dimensionee ubicazione;- rifacimento del manto di copertura dei tetti, compresa la piccola orditura e/o iltavolato, e dei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque piovane;- rifacimento dei rivestimenti delle superfici piane di copertura, compresa ogni opera diimpermeabilizzazione e i massetti di pendenza per il deflusso delle acque piovane.b) opere tese a restituire all’originaria funzione statica singoli elementi strutturali,degradati o lesionati, attraverso il loro rafforzamento o la loro sostituzione, quali:- consolidamento dei muri portanti e delle fondazioni;- consolidamento e/o sostituzione di elementi strutturali dei solai, del tetto e delle scale,senza alterazione delle quote e della posizione;- consolidamento delle strutture voltate e degli archi, senza alterazione delle quote, dellaposizione e della forma;- rafforzamento, anche con nuovi elementi di sostegno, graffature e staffe, di singoleparti strutturali;- ogni opera provvisionale di sostegno, ripartizione dei carichi, protezione.c) lavori volti alla realizzazione e alla integrazione degli impianti tecnologici e deiservizi igienico-sanitari, purché non siano alterate le strutture portanti e i profilialtimetrici delle coperture, quali:- realizzazione degli impianti tecnologici, come definiti dall’art.1 della legge 5 marzo1990, n. 46, mancanti o integrazione di quelli esistenti, compreso quelli relativi alleenergie rinnovabili e alla conservazione ed al risparmio dell’energia, e adeguamentiigienico-sanitari;- realizzazione degli impianti di scarico degli insediamenti produttivi di cui all’art.2della legge 24 dicembre 1979, n.650;- ampliamento dei servizi igienico-sanitari e conseguente adeguamento degli impianti;- realizzazione di servizi igienici all’interno della singola unità funzionale;- installazione di impianti ascensore o montacarichi all’interno delle costruzioni, deicortili e delle chiostrine, quando sia dimostrata l’impossibilità della realizzazionedell’impianto nelle parti comuni dell’edificio e purché esso non interferisca con glielementi architettonici caratterizzanti le facciate;- installazione di impianti solari e di pompe di calore destinati unicamente allaproduzione di aria e acqua calda per edifici esistenti sulle coperture degli stessi ovveronegli spazi liberi privati annessi;d) opere finalizzate alla sistemazione di spazi esterni, che non comportino larealizzazione di superfici utili o volumi, quali:- realizzazione o rifazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate;- realizzazione o consolidamento di muri o di sistemi di contenimento di terreni escarpate, secondo le norme e le prescrizioni dettate dagli strumenti urbanistici per lesingole zone;- rifazione di pavimentazioni esterne su suoli, realizzazione o rifazione di pavimenti suterrazzi o lastrici solari di pertinenza delle costruzioni esistenti, ivi compreso larealizzazione di scale o botole interne;- realizzazione di giardini, opere di arredo, quali vasche, aiuole per impianti floreali oarborei, fontane, eccetera;- realizzazione di pergolati, grillages e gazebi;e) tutte le opere necessarie per l’adeguamento degli edifici esistenti alle vigentidisposizioni di legge in materia di superamento delle barriere architettoniche,consistenti in rampe, ascensori e manufatti, compatibilmente con le caratteristichearchitettoniche ed ambientali degli edifici; 14.
14f) realizzazione di cabine elettriche o per la protezione di impianti e quadri di controllo,a servizio e di pertinenza delle costruzioni;g) realizzazione, modifica o integrazione di mostre, vetrine, tende e insegne per gliesercizi commerciali, terziari o artigianali;h) l’accorpamento di unità immobiliari;i) la demolizione, senza ricostruzione, di opere di modesta entità.2. Per gli interventi di cui al presente articolo non si applicano le norme di cui all’art.18della legge 6 agosto 1967, n.765, come modificato dall’art.2 della legge 24 marzo 1989,n.122, relative alle quote minime di parcheggi pertinenziali.Art. 7 - Restauro e risanamento conservativo1. In riferimento all’art.31, comma 1, lettera c), della legge 5 agosto 1978, n.457, sidefiniscono interventi di restauro e risanamento conservativo quelli rivolti a conservarel’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico diopere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismostesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventicomprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutividell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalleesigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei l’organismo edilizio.2. Gli interventi di cui al comma precedente sono volti alla conservazione ed alla tuteladel bene, nella sua inscindibile unità storico-architettonica così come si è andataconfigurando nel corso del tempo, ed al loro adeguamento. Essi devono salvaguardarnei caratteri storico-culturali, ambientali e in particolare tipologici, anche laddove gliedifici abbiano subito trasformazioni o ampliamenti nel tempo e assicurarne lafunzionalità con destinazioni d’uso compatibili, e comprendono:a) la conservazione o l’integrazione:- delle caratteristiche fondamentali dell’impianto distributivo-organizzativo originario;- degli elementi di collegamento orizzontali e verticali, quali androni, porticati, ballatoi,scale, caratterizzanti l’organizzazione morfologica e tipologica;- del sistema degli spazi liberi di pertinenza, esterni e interni, quali le corti, i larghi, ipiazzali, gli orti, i giardini, i chiostri, e delle relative caratteristiche dimensionali eformali;- delle finiture e delle decorazioni connesse all’edificio e alla storia delle suetrasformazioni, sia interne che esterne; le parziali modifiche delle facciate sonoconsentite soltanto nell’ambito della ricostruzione filologica delle trasformazionistoriche e purché siano salvaguardati o reintegrati gli elementi di valore decorativo;- della forma e della tipologia degli infissi interni ed esterni.b) il consolidamento, anche con sostituzione di parti non risanabili, con tecniche nonalteranti la struttura, senza modificazione della posizione o della quota ove si tratti dielementi caratterizzanti l’organismo edilizio, dei seguenti elementi strutturali:- murature portanti sia esterne che interne;- solai;- scale con rampe piane;- tetti;c) il consolidamento, anche con sostituzione di parti non risanabili, senza modificazionedella posizione o della quota, dei seguenti elementi strutturali:- volte ed archi; 15.
15- scale con rampe su voltine;d) la modificazione o l’eliminazione delle murature non strutturali interne nonché deglielementi di collegamento orizzontali e verticali non caratterizzanti l’organismo edilizio,finalizzate alla riorganizzazione distributiva interna e al miglioramento dellafunzionalità;e) la eliminazione delle aggiunte e delle parti non congrue all’impianto organico dellacostruzione;f) l’inserimento degli impianti tecnologici e igienico-sanitari richiesti dall’esigenzadell’uso e dalle normative vigenti in materia, compatibilmente con le prescrizioniprecedenti;g) il frazionamento di unità immobiliari coerente con i principi del restauro erisanamento conservativo;3. Rientrano tra gli interventi, nell’ambito dell’unitarietà del progetto:a) la sostituzione, nonché l’integrazione, di materiali di finitura e degli infissi con altrimateriali non originali, con l’esclusione dell’alluminio anodizzato;b) l’insieme sistematico di opere finalizzate, nel rispetto degli elementi tipologici,formali e strutturali dell’organismo edilizio, a consentire destinazioni d’uso dellesuperfici non residenziali (Snr) e delle superfici accessorie (Sa) compatibili conl’organismo edilizio stesso e conforme alle disposizioni, normative e grafiche, dettatedal Piano regolatore generale per le singole zone omogenee;c) la realizzazione su coperture piane, ai fini della coibentazione delle costruzioni, disottotetti non praticabili con pendenza non superiore al 45%, per le sole costruzioni nonricadenti nell’ambito dei centri storici definiti dallo strumento urbanistico o nelle zonedi vincolo ambientale.4. Rientrano nella tipologia del presente articolo gli interventi, consentiti dallostrumento urbanistico generale e/o esecutivo, volti al ripristino filologico di elementi e/oparti costitutivi degli edifici eventualmente crollati o demoliti per cause di sicurezza e/ocalamità naturali purchè ne sia possibile, attraverso fonti iconografiche, cartografiche,fotografiche e documentarie, accertarne la consistenza. La relazione storica e di rilievo,integrata dalle fonti sopra indicate, dovrà essere asseverata dal tecnico redattore ai sensidegli artt.359 e 481 del codice penale.5. Per gli interventi di cui al presente articolo non si applicano le norme di cui all’art.18della legge 6 agosto 1967, n.765, come modificato dall’art.2 della legge 24 marzo 1989,n.122, relative alle quote minime di parcheggi pertinenziali.Art. 8 - Interventi nei giardini e parchi1. Gli interventi sono volti a conservare il bene e ad assicurare la continuità nel tempoattraverso un insieme sistematico di opere che ne consentano una fruizione compatibilee comprendono:a) la conservazione o l’integrazione:- delle caratteristiche dell’impianto distributivo-organizzativo originario;- dell’impianto botanico, in relazione all’evoluzione del ciclo botanico e dellecondizioni fitosanitarie;- degli elementi di collegamento orizzontali e verticali, quali viali, sentieri, porticati,terrazze, scale, eccetera;- degli elementi ornamentali e delle decorazioni, quali fontane, grillages, statue,panchine, vasche, peschiere, eccetera; 16.
16b) il consolidamento, o la sostituzione, senza modificazione della posizione o dellaquota ove si tratti di elementi caratterizzanti il bene, dei seguenti elementi:- muri di contenimento;- muri di recinzione;- pertinenze costituenti volumi (guardiania, chioschi, serre, eccetera);c) la eliminazione delle aggiunte e delle parti non congrue all’impianto originario;d) la riparazione, l’adeguamento o l’inserimento degli impianti tecnologici ed idraulicinecessari dall’esigenza dell’uso.Art. 9 - Ristrutturazione edilizia1. In riferimento dell’art.31, comma 1, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n.457, sidefiniscono interventi di ristrutturazione edilizia quelli rivolti a trasformare gliorganismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad unorganismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventicomprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio,l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi e impianti, e in particolare:a) opere di consolidamento, rifazione o innovazione delle strutture verticali;b) opere di consolidamento e rifazione delle strutture orizzontali, anche con variazionidelle quote;c) opere di risanamento, rifazione o modificazione delle facciate esterne, compreso lavariazione delle dimensioni, della posizione e del numero delle aperture, purché nerisulti un sistema compatibile con l’organizzazione distributiva delle facciate e conl’ambiente urbano in cui l’edificio si inserisce;d) riorganizzazione distributiva delle unità immobiliari, del loro numero e della lorodimensione;e) rifazione o creazione di impianti tecnologici, igienico-sanitari ed energetici.2. Gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e conseguente ricostruzionesono consentiti esclusivamente nei casi previsti dallo strumento urbanistico, generalee/o esecutivo, e nel rispetto dei parametri ed indici, edilizi ed urbanistici, fissati dallostesso strumento urbanistico di inquadramento sempre che la ricostruzione avvenganell’ambito dello stesso lotto edilizio.3. Salvo quanto diversamente stabilito dallo strumento urbanistico, nei casi di cui alcomma precedente l’edificazione dai fabbricati esistenti è consentita in aderenza a murocieco o a distanza tra le facciate pari alla metà dell’altezza della facciata più alta ecomunque non inferiore a m 10,00.4. Agli interventi di cui al comma 2 del presente articolo, si applicano inderogabilmentele norme di cui all’art.18 della legge 6 agosto 1967, n.765, come modificato dall’art.2della legge 24 marzo 1989, n.122, relative alle quote minime di parcheggi pertinenziali.Art. 10 - Ristrutturazione urbanistica1. Ai sensi dell’art.31 comma 1, lettera e) della legge 5 agosto 1978, n.457, sidefiniscono interventi di ristrutturazione urbanistica quelli rivolti a sostituire l’esistentetessuto urbanistico-edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico diinterventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e dellarete stradale. 17.
172. Gli interventi di cui al presente articolo sono definiti nell’ambito degli strumentiurbanistici esecutivi ed a essi subordinati.Art. 11 - Esemplificazione delle tipologie di intervento1. La definizione degli interventi di cui agli articoli precedenti ha carattereesemplificativo. Nel caso in cui l’intervento richiesto non rientri in alcuna delle ipotesipreviste, si farà riferimento alla tipologia maggiormente assimilabile, nel rispetto delledefinizioni legislative.Art. 12 - Edificazione1. Si definiscono interventi di edificazione quelli rivolti a realizzare in tutto o in partenuove costruzioni, sulla base delle norme dello strumento urbanistico generale oesecutivo, e in particolare:a) costruzioni su aree non edificate;b) ristrutturazione edilizia laddove l’intervento ecceda la volumetria esistente;c) ampliamenti di edifici esistenti.3. Agli interventi di cui al presente articolo si applicano inderogabilmente le norme dicui all’art.18 della legge 6 agosto 1967, n.765, come modificato dall’art.2 della legge 24marzo 1989, n.122, relative alle quote minime di parcheggi pertinenziali.Art. 13 - Demolizione1. Si definiscono interventi di demolizione quelli rivolti alla rimozione, in tutto o inparte, di costruzioni esistenti, che non comporti ristrutturazione o nuova edificazione.2. La demolizione di costruzioni esistenti comprende obbligatoriamente il trasporto arifiuto del materiale di risulta e la sistemazione del terreno di sedime.Art. 14 - Destinazioni d’uso1. Le destinazioni d’uso delle costruzioni e delle aree non edificate sono definite dallostrumento urbanistico, generale o esecutivo, secondo le seguenti categorie omogenee:a) residenze, singole o collettive, studi professionali, attività culturali;b) attività turistico-ricettive e di ristorazione;c) altre attività terziarie (direzionali, commerciali, finanziarie); attività produttive ditipo manifatturiero artigianali se laboratoriali e funzioni di servizio; attività produttiveindustriali o artigianali dirette alla trasformazione di beni e alla prestazioni di servizi;d) attrezzature e servizi pubblici o a uso pubblico;e) attività agricole o connesse al loro svolgimento, a esclusione della residenza;f) parcheggi, autorimesse e box auto.2. Nelle more dell’approvazione della legge regionale, le opere che comportano ilmutamento di destinazione d’uso da una categoria omogenea a un’altra, laddoveconsentite dallo strumento urbanistico, devono essere munite di provvedimentoautorizzativo se riferite a immobile ricadente in area omogenea A, di cui all’art.2 delDM 1444/1968. 18.
183. All’interno della medesima categoria non vi è mutamento di destinazione d’uso,poiché rientrante nello jus utendi.4. Non costituisce cambio di destinazione d’uso il diverso utilizzo di locali a piano terrao interrati, se precedentemente adibiti a uso improprio.Art. 15 - Soppalchi1. La realizzazione di strutture orizzontali intermedie tra due strutture orizzontaliconsecutive all’interno della medesima unità immobiliare (soppalchi), quando coerentecon i principi del restauro e risanamento conservativo e sempre che non costituisconounità immobiliari autonome rientra tra gli interventi definiti dall’art.31, lett. c) dellalegge 457/78. In tale caso l’atto di controllo comunale è l’autorizzazione edilizia o laDIA di cui all’art.4, comma 7, della legge 493/93 quando ammessa.2. Le altezze minime interne non possono essere inferiori a quelle fissaterispettivamente per gli ambienti abitativi e per i vani accessori, dall’art.43, comma 2,lett. b) della legge 457/78 e successive modificazioni ed integrazioni.3. Nel caso che le nuove strutture orizzontali intersecano finestre o balconi di prospetti,per i quali lo strumento urbanistico o norme di carattere ambientali impongonol’immodificabilità, va osservata una distanza non inferiore a metri 1 (uno) tra la paretefinestrata e la proiezione del piano orizzontale del soppalco.4. E’ consentita, altresì, la realizzazione di soppalchi destinati esclusivamente a depositocon altezza massima di metri 1.80 tra l’estradosso del soppalco e l’intradosso dellastruttura orizzontale preesistente a condizione che l’altezza utile dei locali sottostanti ilsoppalco non sia inferiore, a quella fissata, rispettivamente per gli ambienti abitativi eper i vani accessori, dall’art.43, comma 2, lett. b) della legge 457/78 e successivemodificazioni ed integrazioni.5. Nei casi in cui la struttura orizzontale di copertura sia costituita da volte, l’altezzainterna è quella media tra l’altezza al piano di imposta e l’altezza in chiave.6. Per le destinazioni d’uso non residenziali le condizioni di cui al comma 2 sonoriferite al DL 19 settembre 1994 n.626 e successive modificazioni e integrazioni. 19.
19Capitolo IVCOMMISSIONE EDILIZIA E COMMISSIONE EDILIZIA INTEGRATAArt. 16 - Definizione e compiti della Commissione edilizia1. La Commissione Edilizia è organo di consulenza tecnica. Essa esprime parere sugliinterventi proposti in relazione alle norme urbanistiche ed edilizie comunali, regionali estatali, con riferimento anche agli aspetti architettonici ai fini del miglioramento dellaqualità urbana e della salvaguardia dei valori naturali e culturali del territorio comunale.2. Essa esprime il proprio parere obbligatorio in materia edilizia in merito:a) alle concessioni edilizie di cui al successivo art.26, loro varianti o annullamento;b) al regolamento edilizio, modificazioni o integrazioni;c) ai progetti di opere pubbliche o di interesse pubblico, di cui al comma 1, art.2 dellalegge 11 febbraio 1994, n.109 e successive modificazioni e integrazioni, presentati daisoggetti di cui al comma 2 del medesimo art.2 della legge citata;d) ai progetti di trasformazione delle facciate di fabbricati prospicienti su suoli pubblici;3. La Commissione può essere eventualmente consultata su ulteriori questioni attinentila materia urbanistico-edilizia e in particolare:a) programmi di riqualificazione urbana ex art 16 della legge 17 febbraio 1992, n.179 erelativa legge regionale applicativa del 19 febbraio 1996, n.3;b) programmi di recupero urbano ex art.11 della legge 4 dicembre 1993, n.493;c) interventi ambientali, di consolidamento o sistemazione di aree urbane, naturali o agiardino o parco, in zone non sottoposte a vincoli di cui alla legge 1497/1939;d) accordi di programma.Art. 17 - Composizione della Commissione edilizia1. La Commissione edilizia è nominata con decreto Sindacale ed è composta da:a) un esperto in legislazione urbanistico-edilizia, in qualità di presidente;b) tre architetti;c) tre ingegneri;d) due avvocati, esperti in legislazione urbanistica e diritto amministrativo;e) un geometra o un perito edile;f) un geologo;g) un agronomoE’ facoltà del Sindaco nominare un vice presidente, che sostituisca il presidente in casodi assenza o impedimento, e una o più Commissioni edilizie, anche in riferimento aldecentramento comunale e subordinatamente alla riforma dei servizi competenti.2. Il Sindaco nomina i componenti di cui alle lettere da b) a g) del precedente commasentiti anche gli Ordini professionali e le organizzazioni più rappresentative del settoreedile nonché le associazioni ambientaliste con rappresentanza nazionale, le università, ei sindacati professionali regolarmente riconosciuti. In ogni caso i componenti nonpossono essere scelti tra i rappresentanti di Enti o Istituzioni, ai quali per legge èdemandato un parere specifico e autonomo sulla materia.3. Per le qualità elettive e le incompatibilità vigono le norme sulle nomine di cui alloStatuto Comunale. 20.
204. I componenti durano in carica per la durata del Consiglio comunale e possono essererinominati una sola volta.5. I componenti decadono dalla carica quando risultino assenti, senza giustificatomotivo, a tre sedute consecutive.6. Il componente che cessi dall’ufficio prima della scadenza consiliare, per decadenza,dimissioni o morte, viene sostituito con la medesima modalità e il sostituto resta incarica fino al compimento del periodo per il quale era stato nominato il componentesostituito.7. Partecipa alle riunioni senza diritto di voto il dirigente del Servizio o suo delegato.Art. 18 - Funzionamento della Commissione edilizia1. La Commissione si avvale di un segretario che viene scelto tra i funzionariamministrativi del Comune.2. Le riunioni della Commissione sono valide quando intervengono almeno la metà deicomponenti, oltre al presidente o al vicepresidente.3. Le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice dei presenti. In caso di paritàprevale il voto del presidente.4. I componenti non possono presenziare all’esame e alla valutazione dei progettielaborati da loro o da società o associazioni professionali di cui siano componenti oconsulenti o alla cui esecuzione siano comunque interessati. Dell’osservanza di questaprescrizione deve essere fatto esplicito riferimento a verbale della riunione.5. La Commissione ha facoltà di sentire, durante le adunanze, i progettisti per averechiarimenti sui progetti sottoposti al suo esame. Per argomenti di particolare importanzala Commissione può invitare alle adunanze, senza diritto di voto, esperti di particolarisettori o materie e rappresentanti di categorie sociali interessate.6. All’atto dell’insediamento la Commissione, su proposta del presidente, sentito ildirigente del Servizio, approva a maggioranza qualificata le procedure relative:a) alla convocazione delle riunioni;b) alla modalità di espressione del parere, tutelando le eventuali relazioni di minoranza;c) alla verbalizzazione delle riunioni;d) alla vidimazione degli atti e degli elaborati;e) alle modalità di esame delle pratiche.7. Le procedure e i criteri sono resi pubblici e possono essere modificati dallaCommissione, con motivazione, con le medesime modalità del precedente comma 6.8. Il compenso del componente della Commissione è pari, per ogni riunione, al gettonedi presenza del consigliere comunale ed è aggiornato con le medesime modalità. Alsegretario viene corrisposta, se la Commissione si riunisce al di fuori dell’orario diservizio, una indennità corrispondente a quella dei componenti, ridotta del 20%. Icompensi vengono liquidati ogni trimestre. 21.
21Art. 19 - Commissione edilizia integrata1. La Commissione edilizia integrata opera quale organo tecnico-amministrativo perl’esercizio della sub-delega regionale ai sensi della legge regionale 1 settembre 1981,n.65 e della legge regionale 23 febbraio 1982 n.10, in conseguenza del trasferimentoalle regioni delle funzioni dello Stato inerenti la tutela dei beni ambientali ai sensi delDPR 24 luglio 1977, n.616.2. Essa ha il compito di esprimere il parere in merito alle materie sub-delegate di cuiall’art.82 comma 2, lettere b), c) e f) del DPR 24 luglio 1977, n.616, nonché quello diconsulenza su tutte le questioni di particolare rilevanza che l’Amministrazionecomunale o il dirigente del Servizio riterrà opportuno sottoporle per lo specifico fine disalvaguardare valori ambientali, paesistici, architettonici e monumentali e svolge leproprie funzioni in aderenza alle norme della legge 29 giugno 1939 n.1497 e relativoRegolamento di attuazione, e della legge 8 agosto 1985 n.431.3. La Commissione edilizia integrata, nell’ambito delle proprie competenze, potràcoordinare la propria attività con quella dei comuni limitrofi onde promuovereomogeneità e coerenza di comportamento nei luoghi o nei beni contigui.4. La Commissione edilizia integrata è composta dai membri della Commissione ediliziadi cui al precedente art.17 e da cinque membri di nomina consiliare espertirispettivamente in:a) beni ambientali;b) storia dell’arte;c) discipline agricolo-forestali e naturalistiche;d) discipline di arti figurative, storiche, e pittoriche;e) discipline di legislazione beni culturali.5. Gli esperti, non dipendenti né amministratori del comune, sono eletti dal Consigliocomunale secondo le norme della legge regionale 23 febbraio 1982, n.10 e durano incarica tre anni.6. Per la validità delle sedute della Commissione edilizia integrata, oltre alla validitàdella commissione edilizia prescritta al precedente art.18 comma 2, è necessaria lapresenza di almeno tre dei componenti esperti.7. Svolgono le funzioni di presidente e segretario della Commissione edilizia integratarispettivamente il presidente e il segretario della Commissione edilizia.8. Gli esperti assenti senza giustificato motivo per tre sedute consecutive sono dichiaratiautomaticamente decaduti. Il Consiglio comunale provvede alla sostituzione.9. Per quanto riguarda le procedure di convocazione, di funzionamento interno, diesame e di espressione e registrazione del parere valgono le modalità previste daicomma 6 e 7 del precedente art.18. Le convocazioni, l’espressione dei pareri e laverbalizzazione degli stessi e delle votazioni vanno tenute distinte e in giorni diversi daquelle della Commissione edilizia, assumendo i due organi ruoli e funzioni diversenell’espressione di pareri di valenza diversa.10. Il compenso è stabilito con le stesse modalità di cui al comma 8 dell’art.18. 22.
22PARTE SECONDACapitolo INORME PROCEDURALIArt. 20 - Certificato di destinazione urbanistica1. I soggetti aventi titolo all’esecuzione dei lavori di cui al successivo art.22 o i tecniciabilitati, da essi delegati, possono richiedere al dirigente del Servizio il rilascio delcertificato di destinazione urbanistica.2. Il certificato indica la normativa di zona, gli usi previsti e consentiti dal PRG vigente,i tipi e le modalità di intervento, gli indici e i parametri edilizi e urbanistici di zona,nonché i vincoli previsti da piani o normative di carattere territoriale urbanistico epaesaggistico-ambientale a livello comunale o sovracomunale, cui deve essere conformeogni intervento.3. Il certificato, a discrezione del richiedente, può essere allegato alla domanda diconcessione edilizia di cui al successivo art.27 o di autorizzazione edilizia di cui alsuccessivo art. 44 o alla denuncia dell’inizio di attività di cui al successivo art. 35. 23.
23Capitolo IIPROCEDIMENTI AUTORIZZATIVI ALL’ESECUZIONE DEI LAVORIArt. 21 - Opere soggette a procedimento autorizzativo comunale1. Chiunque abbia titolo di cui al successivo art.22, che intenda nell’ambito del territoriocomunale eseguire nuove costruzioni, ampliare, recuperare o demolire quelle esistenti,ovvero procedere all’esecuzione di opere di trasformazione dell’ambiente o diurbanizzazione del territorio, di cui al capitolo III della parte prima, deve essere munitodi un titolo autorizzativo, tranne nei casi e con le procedure di cui al successivo cap.VI.2. I titoli che consentono l’esecuzione degli interventi di cui al comma 1 sono:a) la concessione edilizia, di cui al successivo capitolo III;b) la denuncia di inizio dell’attività, di cui al successivo capitolo IV;c) l’autorizzazione edilizia, di cui al successivo capitolo V.3. Per gli edifici costruiti successivamente all’entrata in vigore della legge 765 del 6agosto 1967 non possono essere consentiti gli interventi di cui al comma 1, nel caso incui le opere di cui si chiede l’esecuzione determinino modifiche di parti dell’edificioabusivamente realizzate anche se oggetto di richiesta di sanatoria ai sensi dell’articolo31 e seguenti della L 47/85 e dell’art.39 della L 724/94, non ancora esitata, ovvero perle quali è stato disposto il rigetto dell’istanza di sanatoria; la preclusione di cui alpresente comma riguarda, in via esclusiva, le parti dell’edificio abusivamente realizzatecon l’esclusione delle altre parti del medesimo edificio, e inoltre i suoli di pertinenza dicostruzioni illegittime, limitatamente agli interventi di cui alla lettera b) del comma 2che, nell’ipotesi, ove consentiti, sono subordinati a provvedimento autorizzativo.4. La demolizione delle opere illegittime o la restituzione in pristino o il pagamentodella prevista sanzione pecuniaria, rimuove il vincolo all’esecuzione degli interventi.Art. 22 - Soggetti aventi diritto ai titoli autorizzativi1. Hanno diritto a richiedere titoli autorizzativi o a denunciare gli interventi di cui alcomma 1 dell’art.21 i seguenti soggetti, nei limiti del proprio diritto e fatti salvicomunque i diritti dei terzi:a) il proprietario dell’immobile;b) il superficiario nei limiti del contratto di costituzione del diritto di superficie;c) l’enfiteuta nei limiti del contratto di enfiteusi;d) l’usufruttuario e il titolare del diritto di uso e di abitazione, limitatamente agliinterventi di manutenzione straordinaria;e) il titolare di diritti reali di servitù prediali coattive o volontarie, limitatamente allamanutenzione straordinaria e agli altri interventi eventualmente rientranti nel suo titolo;f) il locatario, solo per gli interventi di manutenzione straordinaria urgenti, ai sensidell’art.1577 del codice civile;g) l’affittuario agrario e il concessionario di terre incolte, limitatamente a miglioramentiai fabbricati rurali e alla casa di abitazione;h) i titolari di diritti derivanti da provvedimenti autorizzativi, quali:- il beneficiario dell’occupazione di urgenza e l’avente causa da tale beneficiario;- l’assegnatario di terre incolte; 24.
24- il titolare di servitù coattiva costituita per provvedimento amministrativo o persentenza;- il concessionario di miniere e di beni demaniali;- colui che sia a ciò autorizzato per ordine del giudice.i) le aziende erogatrici di pubblici servizi (Enel, Telecom, Aziende municipalizzate,eccetera) anche qualora non siano proprietarie delle area sulle quali chiedono diintervenire e nei limiti dei loro compiti istituzionali.2. In luogo del titolare possono presentare domanda:a) il delegato, procuratore o mandatario;b) il curatore fallimentare;c) il commissario giudiziale;d) l’aggiudicatario di vendita fallimentare.Art. 23 - Documentazione attestante il titolo1. I soggetti di cui al precedente art. 22 possono attestare i relativi diritti anche a mezzodi autocertificazione.2. Nei casi di cui alla lettera h), il titolo deve essere attestato dal relativo provvedimentoautorizzativo.Art. 24 - Opere non soggette ad autorizzazione o concessione1. Le seguenti opere non sono soggette a procedimenti amministrativi di cui alprecedente art.21:a) opere di manutenzione ordinaria, come definitive dal precedente art.5;b) opere connesse alla conduzione dell’attività agricola o forestale, nelle aree a essedestinate dagli strumenti urbanistici;c) opere di interesse pubblico di cui al successivo art.48.Art. 25 - Progettisti1. Per tutti gli interventi di cui al precedente articolo 21, i relativi progetti devonoessere redatti e firmati da progettisti abilitati, secondo le rispettive competenze, iscrittiai propri Albi professionali e per i quali non siano inibito lo svolgimento della liberaattività professionale. 25.
25Capitolo IIICONCESSIONE EDILIZIAArt. 26 - Oggetto1. La concessione edilizia è richiesta, con le modalità di cui al successivo art.27, per iseguenti interventi:a) le nuove costruzioni a qualsiasi uso destinate compreso gli ampliamenti e lesopraelevazioni di edifici esistenti;b) gli interventi di ristrutturazione edilizia, di cui al comma 1, lettera d) dell’art.31 dellalegge 5 agosto 1978, n.457, come definiti dal precedente art.9;c) le opere di urbanizzazione primaria e secondaria eseguite dai privati, anche su suolopubblico ad eccezione di quelle di cui al successivo art.35 lettere d) e f);d) le varianti a concessioni edilizie già rilasciate che incidano sui parametri urbanistici esulle volumetrie, o che cambino la destinazione d’uso o la tipologia di intervento, o cheviolino le prescrizioni contenute nella concessione edilizia già rilasciata;e) i parcheggi non pertinenziali;f) manufatti, impianti ed ogni altra opera collegata all’attività di cava nel rispetto diquanto disposto dalla legge regionale54/85. Interventi di ricomposizione ambientaledelle aree di cave abbandonate nel rispetto delle previsioni degli strumenti urbanisticivigenti;g) manufatti, impianti ed ogni altra opera collegata all’attività di ricerca, estrazione edutilizzazione delle acque sotterranee nel rispetto delle previsioni degli strumentiurbanistici vigenti..2. Hanno i medesimi effetti della concessione edilizia:a) la pubblicazione dell’accordo di programma di cui all’art.27 della legge 8 giugno1990 n.142, con le procedure di cui ai comma 4 e 5, e per le opere e i programmi di cuial comma 1 del medesimo art.27;b) la deliberazione consiliare di approvazione del progetto delle opere pubbliche delComune, ai sensi e con le procedure di cui all’art.4 della legge 4 dicembre 1993, n. 493,e successive integrazioni e modificazioni.c) l’approvazione delle opere pubbliche delle amministrazioni dello Stato, previoaccertamento di conformità con le prescrizioni urbanistiche ed edilizie, con le proceduredi cui agli articoli 29 e 31, comma 2 della legge 17 agosto 1942, n.1150 o, se in variantealle stesse, con le procedure di cui all’art.81 del DPR 24 luglio 1977, n.616 e successivemodifiche e integrazioni;Art. 27 - Richiesta e documentazione delle concessioni1. La richiesta di concessione edilizia, redatta in duplice copia di cui una in bollo, èpresentata dall’avente titolo di cui al precedente art.22.2. Alla domanda devono essere allegati, pena la improcedibilità della stessa, idocumenti, gli atti e gli elaborati che seguono:a) autocertificazione comprovante il titolo di cui al precedente art.22;b) progetto delle opere a farsi asseverato da un tecnico abilitato e costituito da:- relazione ed elaborati grafici di rilievo, comprensivi di documentazione fotografica acolori; 26.
26- relazione ed elaborati grafici di progetto;- dichiarazione di conformità agli strumenti urbanistici adottati o approvati e airegolamenti edilizi esistenti, nonché del rispetto delle norme di sicurezza e di quelleigienico-sanitarie;- dichiarazione sulla legittimità delle opere oggetto dell’intervento secondo i casi di cuial precedente art.21.c) pareri e/o autorizzazioni di amministrazioni ed enti non comunali;d) bollettino di pagamento delle spese di istruttoria;e) atto unilaterale d’obbligo o schema di convenzione nel caso di concessioniconvenzionate.Art. 28 - Procedure per l’accettazione e il controllo delle concessioni.1. Le procedure relative all’accettazione, al controllo e alla emissione del titoloamministrativo definitivo (rilascio, diniego o archiviazione) delle richieste diconcessione edilizia sono quelle previste dalle leggi in materia e in particolare dall’art.4della legge 4 dicembre 1993, n.493 e successive integrazioni e modificazioni.2. Il provvedimento amministrativo di cui al comma 1 è emesso dal dirigente delServizio, previa istruttoria d’ufficio e parere della Commissione edilizia.3. Il rilascio della concessione edilizia dovrà essere subordinato ai seguentiadempimenti, laddove previsti dalle rispettive norme:a) deposito dei progetti, redatti dai professionisti abilitati, per gli impianti di cui all’art.1della legge 5 marzo 1990, n.46 e relativi decreti di attuazione;b) copia dell’autorizzazione prevista dal DPR 24 maggio 1988, n.203, per gli interventiin stabilimenti industriali o altri impianti fissi a uso industriale, compresi gli impianti diimprese artigiane di cui alla legge 8 agosto 1985, n.443;c) pagamento degli oneri di cui all’art.3 della legge 28 gennaio 1977, n.10 e successivemodificazioni ed integrazioni, di cui al successivo art.30.Art. 29 - Atto di concessione1. L’atto di concessione edilizia deve contenere:a) gli estremi della richiesta e dell’oggetto della concessione;b) le generalità ed il codice fiscale del titolare della concessione;c) la descrizione delle opere con l’elencazione degli elaborati tecnici di progetto, che siintendono parte integrante della concessione nonché l’indicazione delle destinazionid’uso previste;d) l’ubicazione e l’identificazione catastale dell’immobile oggetto dell’intervento;e) gli estremi del documento attestante il titolo di legittimazione del richiedente laconcessione;f) l’indicazione della normativa urbanistica che consente l’intervento;g) gli estremi delle deliberazioni del Consiglio comunale di determinazione dell’entità edelle modalità di pagamento del contributo di concessione;h) gli estremi delle autorizzazioni di competenza di organi esterni al Comunenecessarie; la concessione deve anche richiamare le eventuali condizioni o prescrizioniimposte da tali organi;i) gli estremi dei pareri, laddove richiesti, delle Commissioni Consultive di cui agliartt.16 e 19;j) i termini entro i quali devono avere inizio e devono essere ultimati i lavori; 27.
27k) l’entità e le modalità di versamento degli oneri di concessione, ai sensi dell’art.3 dellalegge 28 gennaio 1977 n.10, di cui al successivo art.32;2. La concessione deve altresì contenere i seguenti obblighi per il titolare;a) di richiedere, se necessaria per l’organizzazione del cantiere, l’autorizzazioneall’occupazione temporanea di suolo pubblico;b) di non iniziare i lavori prima dell’avvenuto deposito delle opere strutturali, ai sensidelle leggi 1086/1971 e 64/1974;c) di comunicare la data di inizio dei lavori, i nomi del direttore dei lavori e dell’impresaesecutrice dei lavori, nonché il responsabile dei lavori, del coordinatore per laprogettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori quando queste figure sonopreviste ai sensi del DL n.494/96 oppure quando tale norma non è applicabile, delresponsabile della sicurezza del cantiere ai sensi della L 55/90;d) di depositare, contestualmente all’inizio dei lavori, la documentazione di cuiall’art.28 della legge 9 gennaio 1991, n.10, relativa al contenimento dei consumienergetici;e) di apporre nel cantiere, ben visibile e leggibile, la tabella recante gli estremi dellaconcessione edilizia, del committente, del progettista, del direttore dei lavori, delle ditteesecutrici, ai sensi della circolare Ministero LP 1 giugno 1990 n.1729/UL;f) di conservare presso il cantiere copia della concessione e degli elaborati allegati;g) di procedere alla nomina dei collaudatori, laddove previsti ai sensi di legge;h) di richiedere l’autorizzazione agli Enti competenti per l’allacciamento ai pubbliciservizi;i) di comunicare entro la scadenza del tempo utile previsto per l’esecuzione dei lavori,l’avvenuta ultimazione sottoscritta anche dal direttore dei lavori.3. Nei casi previsti, alla concessione edilizia è allegata, come parte integrante, laconvenzione o l’atto unilaterale d’obbligo, da redigersi e trascriversi come per legge.4. La concessione ha validità esclusivamente per la persona fisica o giuridica alla qualeè intestata e può essere trasferita ai successori o aventi causa, con le modalità di cui alsuccessivo art.32.Art. 30 - Oneri di concessione1. Il rilascio della concessione, ai sensi dell’art.3 della legge del 28 gennaio 1977, n.10,è subordinato al pagamento di un contributo:a) commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria nellamisura determinata da deliberazione comunale, in conformità alle relative disposizioniregionali, ai sensi degli artt.5, così come integrato dal comma 1 dell’art.7 della legge 21dicembre 1993, n.537, e 10 della legge 28 gennaio 1977 n.10;b) commisurato al costo di costruzione nella misura determinata da deliberazionecomunale, in conformità alle relative disposizioni regionali, ai sensi degli artt.6, cosìcome modificato dal comma 2 dell’art.7 della legge 21 dicembre 1993, n.537, e 10 dellalegge 28 gennaio 1977 n.10.2. Il contributo di concessione è parzialmente dovuto o non è dovuto nei casiespressamente previsti dalla vigente normativa. 28.
283. Ai fini del calcolo del contributo di concessione il Comune rende pubbliche le tabellee i metodi di calcolo relativi agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione,provvedendo al tempestivo aggiornamento, ogni volta che ne ricorrano le variazioni.4. Le modalità del versamento del contributo di concessione sono stabilite con decretodel Sindaco, in conformità all’art.11 della legge 28 gennaio 1977 n. 10.5. Il ritardato o omesso versamento del contributo di concessione, comporta, previamessa in mora e fino all’entrata in vigore delle relative leggi regionali, l’applicazionedelle sanzioni previste dall’art.3 della legge 28 febbraio 1985, n.47 e successiveintegrazioni e modificazioni.Art. 31 - Decadenza e proroga della concessione1. La concessione edilizia decade nei seguenti casi:a) mancato ritiro della concessione entro sei mesi dalla notifica del rilascio;b) mancato inizio dei lavori nel termine concesso e comunque non oltre 12 mesi dal suoritiro;c) mancata ultimazione dei lavori entro il termine concesso;d) approvazione di nuove previsioni urbanistiche laddove la concessione risulti incontrasto con le previsioni stesse, salvo che i relativi lavori siano stati iniziati e venganocompletati entro il termine di tre anni dalla data di inizio.2. La decadenza viene dichiarata dal dirigente del Servizio e notificata alconcessionario.3. La concessione edilizia può essere prorogata con la fissazione di un nuovo termine esu istanza motivata del concessionario inoltrata nei casi di cui al comma 1, lettere a), b),c), prima delle scadenze relative ai termini rispettivamente per il ritiro, l’inizio o primadell’ultimazione dei lavori.4. La proroga del termine di ultimazione dei lavori può essere concessa quando il ritardonella esecuzione degli stessi derivi da fatti estranei alla volontà dei richiedenti, che sianosopravvenuti a ritardarne il corso. Sarà cura dell’interessato presentare adeguatadocumentazione al riguardo.Art. 32 - Trasferibilità della concessione1. La concessione è personale ed è valida esclusivamente per la persona fisica ogiuridica alla quale è intestata.2. In caso di trasferimento dei diritti sulla costruzione oggetto della concessione,l’acquirente, gli eredi e gli aventi causa del titolare della concessione possono chiederela variazione dell’intestazione della concessione medesima. Il dirigente del Servizio,verificata la legittimità, provvede alla relativa variazione.3. In conseguenza della variazione non si modificano in alcun modo i termini di validitàe decadenza previsti per la concessione originaria. 29.
29Art. 33 - Annullamento della concessione1. La concessione è annullata, con provvedimento espressamente motivato da ragioni dipubblico interesse, nei seguenti casi:a) perché in contrasto con norme, regolamenti e discipline urbanistiche vigenti all’epocadel rilascio;b) perché sussistono vizi nel procedimento amministrativo di formazione ed emissionedella concessione medesima;c) quando risulti che la concessione sia stata rilasciata in base a dichiarazioni mendacisullo stato di fatto o a elaborati e pareri contraffatti.2. Il provvedimento di annullamento è assunto con la medesima procedura del rilascio dicui al precedente art.28 e operando “ex tunc” determina l’illegittimità delle opereeventualmente già realizzate.Art. 34 - Concessione in deroga1. La concessione in deroga alle norme dello strumento urbanistico vigente e delpresente RE può essere rilasciata, ai sensi e con le modalità dell’art.41-quater dellalegge 17 agosto 1942, n.1150 e dell’art.3 della legge 21 dicembre 1955, n.1357,limitatamente a edifici e impianti pubblici.2. L’esercizio della deroga, nel rispetto delle norme igienico sanitarie e di sicurezza,può riguardare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra ifabbricati di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivie, in mancanza, di cui alle norme degli articoli 7, 8 e 9 del DM 1444/68. 30.
30Capitolo IVDENUNCIA DI INIZIO DELL’ATTIVITÀArt. 35 - Oggetto1. La denuncia di inizio attività, ai sensi e per gli effetti dell’art.19 della legge 7 agosto1990, n.241, e successive modificazioni e integrazioni, va presentata con le modalità dicui al successivo art.36 per tutti gli interventi di cui al comma 7 dell’art.4 della legge 4dicembre 1993, n.493, e successive modificazioni e integrazioni, e in particolare per:a) le opere di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo e restauro, cosìcome definite nei precedenti artt.6, 7 e 8 ;b) le opere per l’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti, qualirampe o ascensori esterni ovvero manufatti a ciò preordinati anche con alterazione dellasagoma dell’edificio;c) recinzioni, muri di cinta e cancellate;d) aree destinate ad attività sportive senza creazione di volumetrie;e) opere interne di singole unità immobiliari che non comportino modifiche dellasagoma e dei prospetti e non rechino pregiudizio alla statica dell’immobile e,limitatamente agli immobili compresi nei perimetri dei centri storici dallo strumentourbanistico, non modifichino la destinazione d’uso;f) impianti tecnologici al servizio di edifici o attrezzature esistenti e realizzazione dinuovi volumi tecnici, che si rendano indispensabili, sulla base di nuove disposizioni, aseguito della revisione o installazione di impianti tecnologici;g) varianti a concessioni edilizie già rilasciate che non incidano sui parametri urbanisticie sulle volumetrie, che non cambino la destinazione d’uso e la categoria edilizia, nonalterino la sagoma e non violino le eventuali prescrizioni contenute nella concessioneedilizia;h) parcheggi di pertinenza nel sottosuolo del lotto su cui insiste il fabbricato nel rispettodei limiti, vincoli e prescrizioni contenute nella specifica regolamentazione comunaleconcernente i parcheggi.2. La denuncia di inizio attività è applicabile esclusivamente ove sussistano tutte lecondizioni di cui ai commi 8 e 8-bis dell’art.4 della legge 4 dicembre 1993, n.493 esuccessive modificazioni e integrazioni3. La denuncia di inizio attività è inoltre utilizzabile per la realizzazione di opere internea edifici ancorché insistenti su aree soggette a vincolo paesistico e ambientale.4. La denuncia di inizio attività ha la medesima efficacia della autorizzazione edilizia eha validità non superiore a tre anni dalla data di presentazione al Comune.Art. 36 - Denuncia e documentazione allegata1. La denuncia di inizio attività, redatta in duplice copia di cui una in bollo, è presentatadall’avente titolo di cui al precedente art.22.2. Alla denuncia devono essere allegati, pena la improcedibilità della stessa, idocumenti, gli atti e gli elaborati che seguono:a) autocerificazione comprovante i titoli di cui al precedente art.22; 31.
31b) nomina del tecnico progettista che assevera le opere a farsi, del direttore dei lavori edell’impresa a cui si intende affidare i lavori;c) asseverazione resa dal progettista, con dichiarazione, sulla legittimità dellacostruzione, o della parte, oggetto dell’intervento;d) progetto delle opere a farsi asseverato da un tecnico abilitato e costituito da:- relazione ed elaborati grafici di rilievo, comprensivi di documentazione fotografica acolori;- relazione ed elaborati grafici di progetto;- dichiarazione di conformità agli strumenti urbanistici adottati o approvati ed airegolamenti edilizi esistenti, nonché del rispetto delle norme di sicurezza e di quelleigienico-sanitarie;- dichiarazione sulla legittimità delle opere oggetto dell’intervento secondo i casi di cuial precedente art.21;e) pareri e/o autorizzazioni di amministrazioni ed enti non comunali, laddove richiestidalle relative norme;f) bollettino di pagamento delle spese di istruttoria;g) atto d’obbligo laddove richiesto.3. Decorsi venti giorni dalla data di presentazione il denunciante può dare inizio airelativi lavori, provvedendo:- all’eventuale deposito ai sensi della legge 5 novembre 1971, n.1086 e 2 febbraio 1974,n.64;- ad apporre in cantiere, ben visibile e leggibile, la tabella recante gli estremi delladenuncia d’inizio attività, del committente, del progettista, del direttore dei lavori, delleditte esecutrici, ai sensi della Circolare Ministero LP 1 giugno 1990 n.1729/UL;- alla conservazione, presso il cantiere, di copia della denuncia e dei documenti edelaborati di cui al precedente comma 2, con gli estremi di presentazione e accettazione.Art. 37 - Procedure per l’accettazione e la verifica delle denunce1. Le procedure relative all’accettazione e alla verifica d’ufficio delle denunce di iniziodell’attività sono quelle previste dalle leggi in materia e in particolare dall’art.4 dellalegge 4 dicembre 1993, n.493 e successive modificazioni e integrazioni e dall’art.19della legge 7 agosto 1990, n.241 e successive modificazioni e integrazioni.Art. 38 - Decadenza degli effetti della denuncia1. Gli effetti della denuncia di inizio dell’attività decadono nei seguenti casi:a) mancato inizio o ultimazione dei lavori entro tre anni dalla presentazione;b) ritiro da parte del tecnico progettista dell’asseverazione resa;c) adozione di nuove previsioni urbanistiche laddove la denuncia risulti in contrasto conle previsioni stesse, salvo che i relativi lavori siano iniziati e vengano completati entro iltermine di tre anni dalla data di presentazione.2. La decadenza viene dichiarata dal dirigente del Servizio e notificata al denunciante.Art. 39 - Vizi della denuncia1. Quando risulti che la denuncia sia stata presentata in base a dichiarazioni mendacisullo stato di fatto o a false attestazioni o quando le opere denunciate siano incontrasto con gli strumenti urbanistici adottati o approvati, con i regolamenti edilizi 32.
32vigenti o con la restante normativa sullo svolgimento dell’attività edilizia, siapplicano le procedure e le sanzioni di cui all’art.4 della legge 4 dicembre 1993n.493 e successive modifiche e integrazione. 33.
33Capitolo VAUTORIZZAZIONE EDILIZIAArt. 40 - Oggetto1. Sono soggette ad autorizzazione edilizia:a) installazione di infrastrutture di rete, quali condutture elettriche, telefoniche, di gas,idriche, sia da parte di privati che di società concessionarie, quando non siano dipertinenza di singole costruzioni o di complessi immobiliari privati;b) occupazione permanente di suolo pubblico o privato per:- chioschi ed edicole di giornali, con allacciamento alle reti dei sottoservizi;- macchine distributrici compreso i distributori di carburante e loro annessi strettamentenecessari alla funzione;c) le opere di demolizione, reinterri e scavi che non riguardino la coltivazione di cave etorbiere, compreso la sistemazione degli spazi esterni non di pertinenza delle singolecostruzioni che non comportino la realizzazione di superfici coperte o volumetrie;d) l’occupazione di suolo mediante deposito di materiali ed esposizione di merci a cielolibero;e) installazione di campeggi liberi;f) collocamento di ripetitori e impianti ricetrasmittenti di utilità generale e loro volumitecnici, non al servizio delle singole costruzioni;g) costruzione, modificazione e rinnovo di cappelle, edicole e monumenti funerari ingenere;h) abbattimento di alberi esistenti in giardini e complessi alberati privati o pubblici;i) opere temporanee per attività di ricerca del sottosuolo che abbiano caratteregeognostico e siano eseguite nell’ambito dei centri edificati;j) impianti di serra, ancorché provvisori, stabilmente infissi al suolo e costruiti conmateriali permanenti o semipermanenti, in quanto rientranti tra gli annessi agricoli, aisensi della legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 e successive modifiche e integrazioni;k) parcheggi pertinenziali di cui all’art.9, commi 1 e 4 della L 122/89 e successivemodifiche e integrazioni.Art. 41 - Richiesta e documentazione delle autorizzazioni1. La richiesta di autorizzazione, redatta in duplice copia di cui una in bollo, è presentatadall’avente titolo di cui al precedente art.22.2. Alla domanda devono essere allegati, pena la improcedibilità della stessa, di norma idocumenti, gli atti e gli elaborati che seguono:a) autocertificazione comprovante il titolo di cui al precedente art.22;b) progetto delle opere a farsi asseverato da un tecnico abilitato e costituito da:- relazione ed elaborati grafici di rilievo, comprensivi di documentazione fotografica acolori;- relazione ed elaborati grafici di progetto;- dichiarazione di conformità agli strumenti urbanistici adottati o approvati ed airegolamenti edilizi esistenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelleigienico-sanitarie;- dichiarazione sulla legittimità delle opere oggetto dell’intervento secondo i casi di cuial precedente art.21. 34.
34c) pareri e/o autorizzazioni di amministrazioni ed enti non comunali, laddove richiestidalle relative norme;d) bollettino di pagamento delle spese di istruttoria;e) atto d’obbligo laddove richiesto.Art. 42 - Procedure per l’accettazione e il controllo delle autorizzazioni1. Le procedure relative all’accettazione, al controllo e alla emissione delprovvedimento amministrativo definitivo (rilascio, diniego o archiviazione) dellerichieste di autorizzazione edilizia sono quelle previste dalle leggi in materia.2. Il provvedimento amministrativo di cui al comma 1 è emesso dal dirigente delServizio, previa istruttoria d’ufficio.3. Con decreto del dirigente del Servizio ed in conformità con le norme nazionali eregionali in materia, sono stabilite, entro sessanta giorni dall’approvazione del RE, lemodalità e gli eventuali modelli esemplificativi degli atti di competenza comunale,relativi alle procedure di cui al comma 1, con particolare riguardo:a) alle norme in materia di responsabilità del procedimento amministrativo, disemplificazione dell’azione amministrativa e di diritto di accesso ai documentiamministrativi, di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241;b) alle possibilità di surroga degli organi comunali o di consulenza del Comuneeventualmente inadempienti;c) alla trasparenza, celerità e certezza di diritto degli atti e delle procedure;d) all’individuazione delle forme di silenzio-assenso nel caso di mancato rispetto deitermini del procedimento;e) alla informatizzazione delle procedure, anche in relazione alla creazionedell’archivio di documentazione sul processo di trasformazione del territorio comunale,di cui al successivo art. 50.Art. 43 - Atto di autorizzazione1. L’atto di autorizzazione edilizia deve contenere:a) gli estremi della richiesta e dell’oggetto della autorizzazione;b) le generalità e il codice fiscale del titolare della autorizzazione;c) la descrizione delle opere con l’elencazione degli elaborati tecnici di progetto, che siintendono parte integrante della autorizzazione nonché l’indicazione delle destinazionid’uso previste;d) l’ubicazione e l’identificazione catastale dell’immobile oggetto dell’intervento;e) gli estremi del documento attestante il titolo di legittimazione del richiedente laautorizzazione;f) gli estremi delle autorizzazioni e dei pareri di competenza di organi esterni al Comunenecessarie; la autorizzazione deve anche richiamare le eventuali condizioni oprescrizioni imposte da tali organi;g) i termini entro i quali devono avere inizio e devono essere ultimati i lavori.2. La autorizzazione deve altresì contenere i seguenti obblighi per il titolare;a) di richiedere, se necessaria per l’organizzazione del cantiere, l’autorizzazioneall’occupazione temporanea di suolo pubblico;b) di comunicare la data di inizio dei lavori, i nomi del direttore dei lavori edell’impresa esecutrice dei lavori, nonché il responsabile dei lavori, del coordinatore per 35.
35la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori quando queste figuresono previste ai sensi del D.Lvo. n.49496 oppure quando tale norma non è applicabile,del responsabile della sicurezza del cantiere ai sensi della L. 5590”.c) di apporre nel cantiere, ben visibile e leggibile, la tabella recante gli estremi dellaautorizzazione edilizia, del committente, del progettista, del direttore dei lavori, delleditte esecutrici, ai sensi della Circolare Ministero LP 1 giugno 1990 n.1729/UL;d) di conservare presso il cantiere copia della autorizzazione e degli elaborati allegati;e) di richiedere l’autorizzazione agli Enti competenti per l’allacciamento ai pubbliciservizi;f) di comunicare entro la scadenza del tempo utile previsto per l’esecuzione dei lavori,la data di ultimazione sottoscritta anche dal direttore dei lavori;3. La autorizzazione ha validità esclusivamente per la persona fisica o giuridica allaquale è intestata e può essere trasferita ai successori o aventi causa, con le modalità dicui al successivo art.45.Art. 44 - Decadenza e proroga della autorizzazione1. La autorizzazione edilizia decade nei seguenti casi:a) mancato ritiro della autorizzazione entro sei mesi dalla notifica del rilascio;b) mancato inizio dei lavori nel termine concesso e comunque non oltre 6 mesi dal suoritiro;c) mancata ultimazione dei lavori entro il termine concesso;d) approvazione di nuove previsioni urbanistiche laddove la autorizzazione risulti incontrasto con le previsioni stesse, salvo che i relativi lavori siano iniziati e venganocompletati entro il termine di un anno dalla data di inizio.2. La decadenza viene dichiarata dal dirigente del Servizio e notificata al titolare.3. La autorizzazione edilizia può essere prorogata, con la fissazione di un nuovotermine, su istanza motivata del titolare inoltrata, nei casi di cui al comma 1, lettere a),b), c), prima delle scadenze relative ai termini rispettivamente per il ritiro, l’inizio ol’ultimazione dei lavori.Art. 45 - Trasferibilità dell’autorizzazione.1. L’autorizzazione è personale ed è valida esclusivamente per la persona fisica ogiuridica alla quale è intestata.2. In caso di trasferimento dei diritti sulla costruzione oggetto dell’autorizzazione,l’acquirente, gli eredi e gli aventi causa del titolare della autorizzazione possonochiedere la variazione dell’intestazione dell’autorizzazione medesima. Il dirigente delServizio, verificata la legittimità, provvede alla relativa variazione.3. In conseguenza della variazione non si modificano in alcun modo i termini di validitàe decadenza previsti per l’autorizzazione originaria.Art. 46 -Annullamento dell’autorizzazione1. L’autorizzazione è annullata, con provvedimento espressamente motivato da ragionidi pubblico interesse, nei seguenti casi: 36.
36a) perché in contrasto con norme, regolamenti e discipline urbanistiche vigenti all’epocadel rilascio;b) perché sussistono vizi nel procedimento amministrativo di formazione ed emissionedella autorizzazione medesima;c) quando risulti che la autorizzazione sia stata rilasciata in base a dichiarazioni mendacisullo stato di fatto o a elaborati e pareri contraffatti.2. Il provvedimento di annullamento è assunto con la medesima procedura del rilascio dicui al precedente art.42 e operando “ex tunc” determina l’illegittimità delle opereeventualmente già realizzate. 37.
37Capitolo VILAVORI DI SICUREZZA E INTERESSE PUBBLICOArt. 47 - Lavori di sicurezza1. I lavori strettamente necessari a evitare un pericolo imminente per la pubblica oprivata incolumità, possono essere eseguiti senza alcun atto amministrativo preventivo,di cui al precedente art.21, non prima di 24 ore dalla comunicazione di cui al successivocomma 2.2. All’atto della constatazione, va data immediata comunicazione al dirigente delServizio, al Servizio tecnico circoscrizionale nonché al Comando dei VU e al ComandoProvinciale dei VF, denunciando la situazione di pericolo, l’eventuale urgenza e leopere necessarie.3. Per le costruzioni vincolate ai sensi delle leggi n.1089/1939, n.1497/1939 en.431/1985, la comunicazione di cui al comma 1 va inviata contestualmente allaSoprintendenza competente.4. La comunicazione può essere inviata:- dai soggetti di cui al precedente art.22;- da un tecnico abilitato, all’uopo delegato da uno dei soggetti di cui al puntoprecedente.5. I lavori strettamente necessari, di cui al comma 1, possono consistere in:a) opere di puntellamento provvisionale;b) spicconatura di intonaci, rimozione di gronde o pluviali e tubazioni in genere,rimozione di ornie e davanzali, rimozione di opere in ferro quali ringhiere, cancellieccetera, scomposizione del manto di tegole delle coperture di tetti;c) transennamenti di zone costituenti pericolo imminente per la pubblica e privataincolumità.6. Nei casi di demolizioni di murature, solai interni o di copertura o di parti limitate difabbricati per ordinanza dell’amministrazione ex art.38 L 142/90, nella denuncia diinizio dell’attività può anche essere presentato il progetto di ricostruzione, nellemedesime dimensioni e posizioni, delle parti demolite allegando un verbale diconsistenza, grafico e fotografico, prima delle demolizioni, redatto dal tecnico di parte easseverato ai sensi e per gli effetti di legge.7. Nei casi di cui al comma 3, il progetto di cui al comma 6, deve riportare anche ilparere favorevole della Soprintendenza competente.Art. 48 - Lavori di interesse pubblico1. Il Sindaco, con propria ordinanza può disporre le esecuzioni di:a) opere di tutela per l’igiene pubblica;b) opere di manutenzione ordinaria e straordinaria per il miglioramento della qualitàurbana; 38.
382. Nei casi di cui al comma precedente il Sindaco assegna nella medesima ordinanza, untempo non superiore a 120 giorni. Trascorso tale termine, in caso di mancataottemperanza, si procederà senza ulteriore avvertenza alla verbalizzazionedell’inadempienza, applicando la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dalleleggi e dai provvedimenti comunali vigenti.3. In caso di ulteriore inadempienza del termine assegnato per il pagamento dellasanzione pecuniaria, il Comune può intervenire d’ufficio e a spese dell’interessato sottole responsabilità penali dovute per il mancato intervento. 39.
39Capitolo VIIPUBBLICITÀ E ACCESSO AGLI ATTIArt. 49 - Pubblicità dei provvedimenti amministrativi1. Dell’avvenuto rilascio della concessione viene data notizia al pubblico medianteaffissione per la durata di quindici giorni consecutivi, nell’albo pretorio del Comune,con la specificazione del titolare e della località nella quale la costruzione deve essereeseguita.2. L’affissione non fa decorrere i termini per l’impugnativa.Art. 50 - Istituzione dell’Atlante edilizio della città di Napoli1. Con delibera di Giunta Municipale è istituito l’Atlante edilizio della città di Napoli,con le seguenti finalità:- documentare, catalogare e rendere disponibile l’archivio storico delle concessioniedilizie;- catalogare e monitorare le concessioni e le autorizzazioni edilizie via via rilasciate;- aggiornare periodicamente sulle cartografie comunali le modificazioni del territorioavvenute con riferimento anche alle risorse naturali, ambientali e agricole;- fornire copia delle documentazioni e delle cartografie;- rendere disponibile per istituti d’istruzione, culturali e scientifici, i dati relativi aiprocessi edilizi, anche attraverso bollettini periodici informativi;- promuovere e partecipare a mostre, convegni e conferenze sull’evoluzione urbanisticadella città.- registrare i nomi dei progettisti degli interventi di cui all’art.26.2. All’Atlante viene trasferito il patrimonio della cartografia storica della città. 40.
40PARTE TERZACapitolo IESECUZIONE DEI LAVORIArt. 51 - Comunicazione di inizio dei lavori1. Il titolare di concessione o autorizzazione deve comunicare al Servizio la data diinizio dei lavori a mezzo raccomandata o consegna al protocollo generale, sottoscrittaanche dal direttore dei lavori, almeno sette giorni prima dell’effettivo inizio.2. Nella comunicazione di inizio lavori devono essere indicati i nominativi e le relativequalifiche degli operatori incaricati e quindi responsabili della direzione dei lavori, dellaesecuzione e della sorveglianza, di cui al successivo art.57. Qualunque variazione deglioperatori deve essere comunicata entro quindici giorni.3. Alla comunicazione di inizio lavori dovranno essere allegati:a) comunicazione, se dovuta, degli estremi dell’avvenuto deposito del progettostrutturale ai sensi dell’art.4 della legge 5 novembre 1971, n.1086 e della legge 2febbraio 1974, n.64;b) comunicazione della nomina di un tecnico abilitato al collaudo statico ai sensidell’art.4 della legge 5 novembre 1971, n.1086 e della legge regionale 7 gennaio 1983,n.9 e relative dichiarazioni di accettazione e compatibilità;c) comunicazione delle nomine del responsabile dei lavori, del coordinatore per laprogettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, quando queste figure sonopreviste ai sensi del decreto legislativo del 14 agosto 1996, n.494 oppure quando non èapplicabile il decreto legislativo n.494/96, del responsabile della sicurezza del cantiereai sensi della legge 14 marzo 1990, n.55;d) se non inviata precedentemente, documentazione inerente il contenimento deiconsumi energetici, ai sensi dell’art.28 della legge 1 gennaio 1991, n.10;e) autorizzazione all’allacciamento alla fognatura comunale;f) eventuali nulla osta degli Enti erogatori dei servizi, se interessati dai lavori;g) dichiarazioni degli operatori tecnici di cui ai comma 2 e 4 del successivo art.62.h) deposito cauzionale provvisorio (con fidejussione bancaria, polizza assicurativa odeposito presso aziende di credito nazionali) pari all’intero importo presunto delleeventuali opere di ripristino, nel caso di interventi che riguardano strade, spazi e edificipubblici, anche non comunalii) copia delle comunicazioni inviate all’INPS e all’Ispettorato del Lavoro, laddoveprevista dalla normativa vigente.Art. 52 - Punti fissi di linea e di livello1. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia, nuova edificazione o che comunquecomportino interferenze con spazi pubblici o reti di pubblico servizio, il titolare diprovvedimento amministrativo all’esecuzione dei lavori è tenuto a presentare, con lamedesima comunicazione di cui al precedente art.51, la delimitazione delle linee diconfine con gli spazi pubblici dell’area di pertinenza oggetto degli interventi. 41.
412. Il Comune può, entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione, richiederela determinazione sul terreno dei capisaldi planimetrici e altimetrici ai quali deve essereriferita la costruzione, oltre ai punti di immissione degli scarichi nella fognaturacomunale ed ai punti di presa dell’acquedotto, ove esista, e di tutti gli altri impiantiesistenti relativi alle opere di urbanizzazione primaria.3. Le operazioni di cui al comma precedente sono eseguite da personale del Comune,oppure messo a disposizione dal titolare del provvedimento amministrativo edall’impresa esecutrice dei lavori sotto la direzione di un funzionario comunale, edessere espletata da parte degli uffici tecnici comunali entro trenta giorni dalla richiesta.4. Delle operazioni è redatto verbale, che viene sottoscritto da tutte le parti presenti.5. Trascorso il termine di cui al comma 2 senza alcun intervento da parte del Comune, ilavori possono essere iniziati. In tal caso il direttore dei lavori trasmetterà al Comuneuna relazione, sottoscritta anche dall’impresa esecutrice, che descriva in mododettagliato le quote di livello del fabbricato riferite ai capisaldi individuati ed alle operedi urbanizzazione esistenti, come indicato al medesimo comma 2.Art. 53 - Vigilanza durante l’esecuzione delle opere1. Le opere e i cantieri sono soggetti a controllo da parte del Sindaco che svolge taleattività avvalendosi degli uffici tecnici comunali e delle strutture sanitarie territoriali.2. La concessione o l’autorizzazione o la denuncia di inizio dell’attività e la copia deglielaborati relativi, approvati e timbrati dal Comune, devono essere tenuti in cantiere perogni verifica da parte degli uffici comunali.3. Il cantiere deve essere provvisto di tabella visibile con indicazione dell’opera, degliestremi del provvedimento amministrativo a eseguire i lavori, del nominativo delcommittente, dei progettista, del direttore dei lavori, dell’impresa esecutrice, delresponsabile del cantiere, ai sensi della Circolare Ministero LP 1 giugno 1990n.1729/UL. La tabella è esente dal pagamento della tassa sulle pubbliche affissioni.4. Se, in caso di visite di controllo, viene accertata l’esecuzione di opere difformi dalprogetto approvato, a meno di varianti in corso d’opera definite dall’art.15 della legge28 febbraio 1985 n.47, e purché non sia stata dichiarata la fine dei lavori, si applicano ledisposizioni di cui al capo I della medesima legge.Art. 54 - Conduzione del cantiere1. Il titolare di provvedimento amministrativo, il costruttore e il direttore dei lavori,nell’ambito delle loro rispettive competenze, sono responsabili della conduzione deilavori, della conformità delle opere al provvedimento amministrativo rilasciato ed allemodalità esecutive ivi stabilite, nonché di quanto ne deriva ai fini della responsabilitàverso terzi.2. Durante l’esecuzione dei lavori debbono essere adottate tutte le necessarieprecauzioni per garantire l’igiene e l’incolumità dei lavoratori e dei cittadini nel rispettodelle norme vigenti e in particolare del DL 19 settembre 1994, n.626 e successive 42.
42modificazioni e integrazioni e in attuazione del DL 14 agosto 1996 n.494 o della legge19 marzo 1990, n.55.3. Ogni cantiere deve essere organizzato, recintato e mantenuto libero da materialiinutili o dannosi, per tutta la durata dei lavori, sotto la responsabilità del costruttore. Lerecinzioni, devono essere solidamente ancorate e garantire la sicurezza di chi vi transita.Le porte delle recinzioni devono aprirsi verso l’interno. Gli angoli sporgenti devonoessere segnalati con strisce bianche e rosse e muniti di luce rossa di segnalazione daaccendersi dal tramonto all’alba o in caso di scarsa visibilità. I ponteggi prospicientistrade e spazi pubblici devono essere recintati o rivestiti da pannelli fino all’altezza di2,00 m.4. Nel caso di interventi in zone di vincolo ambientale o comunque in edifici cherivestano carattere storico o ambientale, le recinzioni provvisorie, dovranno esseredefinite in sede di concessione o autorizzazione, presentando il progetto relativo aimateriali, ai colori e alle dimensioni, al fine di garantirne la compatibilità.5. Quando i lavori comportino l’occupazione temporanea di suolo pubblico il costruttoredeve munirsi di autorizzazione comunale che stabilirà dimensioni e periodo dipermanenza. Se l’occupazione comporta la recinzione di manufatti, cabine, pozzetti diispezione, centraline di servizi pubblici deve essere comunque garantito il libero erapido accesso da parte delle Aziende titolari dei servizi.6. I materiali di demolizione debbono essere fatti scendere previa bagnatura o a mezzodi apposite trombe o recipienti, per evitare il sollevamento delle polveri. I lavori esternidi qualsiasi genere ai fabbricati prospicienti le aree pubbliche o aperte al pubblico,potranno effettuarsi solamente con opportune protezioni dei fabbricati medesimi ondeimpedire la propagazione di polveri.7. In caso di interruzione dei lavori, deve essere comunque garantita la sicurezza el’igiene, liberando il cantiere di materiali polverosi o pericolosi, assicurando il deflussodelle acque e mantenendo in efficienza la recinzione. In caso di inadempienza siprocede ai sensi del precedente art.47.Art. 55 - Cautele per la salvaguardia di ritrovamenti archeologici1. Il titolare di provvedimento amministrativo ad eseguire i lavori qualora venisseroeffettuati ritrovamenti di presumibile interesse archeologico, storico od artistico durantel’esecuzione dei lavori, deve informarne ad horas il Sindaco e le competentiSoprintendenze.2. Contestualmente i lavori, per la parte interessata dai ritrovamenti, devono esseresospesi e lasciare inalterato lo stato dei luoghi, fermo restando l’obbligo di osservare leprescrizioni di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089.Art. 56 - Varianti al progetto1. Gli interventi elencati alle lettere dalla a) alla e) dell’art.8 della legge 28 febbraio1985 n.47 e successive modificazioni ed integrazioni, fatto salvo quanto eventualmentestabilito dalla regione Campania con propria legge, costituiscono variazioni essenziali alprogetto approvato. Gli interventi di cui innanzi, effettuati su immobili sottoposti a 43.
43vincolo storico, artistico, architettonico, archeologico, paesistico ed ambientale nonchésu immobili ricadenti sui parchi o in aree protette nazionali e regionali, sono consideratiin totale difformità dalla concessione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 7 e 20 dellastessa legge 47/85. Tutti gli altri interventi sui medesimi immobili sono considerativariazioni essenziali.2. Le variazioni al progetto approvato comportanti un incremento, contenuto nel 2%,dell’entità delle cubature accessorie e dei volumi tecnici o che incidono sulladistribuzione interna delle singole unità abitative, non costituiscono variazioniessenziali.Art. 57 - Operatori tecnici all’esecuzione dei lavori1. Per tutti gli interventi di cui al precedente articolo 21, i lavori devono essere diretti ocollaudati da professionisti abilitati, secondo le rispettive competenze, iscritti ai propriAlbi professionali e per i quali non insorgano incompatibilità o sia inibito losvolgimento dell’attività professionale.2. L’esecuzione dei lavori deve essere affidata esclusivamente a impresa idonea,regolarmente iscritta a una Camera di Commercio; nel caso di opere eseguite ineconomia dal proprietario, quest’ultimo resta obbligato al rispetto delle leggi e deiregolamenti, sia in materia di lavoro che di esecuzione di opere.3. Il titolare dell’impresa esecutrice dichiara, con autocertificazione, da allegare alladenuncia di inizio dei lavori di cui al precedente art.51, di essere in regola con le normerelative ai contributi previdenziali e assicurativi del personale impegnato nei lavori e dirispondere per i danni verso terzi. 44.
44Capitolo IICONCLUSIONE DEI LAVORIArt. 58 Comunicazione di fine lavori e documentazione per il rilascio delcertificato di abitabilità o agibilità1. La comunicazione di ultimazione dei lavori deve essere effettuata entro il termineprevisto dal provvedimento autorizzativo e comunicato al Servizio entro trenta giornidebitamente firmato dal titolare, dal direttore dei lavori e dal legale rappresentantedell’impresa esecutrice dei lavori.2. Per gli interventi di nuova costruzione e, comunque per le opere soggette aconcesione edilizie, ai fini del rilascio del certificato di abitabilità o agibilità, di cuiall’art. 221 RD 27 luglio 1934, n. 1265, come modificato dal DPR 22 aprile 1994, n.425, il titolare del provvedimento autorizzativo deve allegare all’istanza, i seguentidocumenti:a) relazione tecnico-descrittiva di cui al successivo art. 64, delle opere eseguite,debitamente sottoscritta dal direttore dei lavori, anche ai fini dell’art. 4 del DPR 22aprile 1994, n. 425;b) certificato di collaudo delle opere in conglomerato cementizio armato od a strutturametallica, ai sensi della legge 5 novembre 1971, n. 1086;c) certificato finale di prevenzione incendi (in assenza del certificato, copia dellarichiesta di collaudo presentata ai VF) o dichiarazione del direttore dei lavori, chel’opera non è soggetta a specifica certificazione sul rispetto delle norme antincendio;d)dichiarazione di conformità dell’impianto termico e dell’isolamento termico, ai finidel contenimento dei consumi energetici e della certificazione energetica. Nelladichiarazione, l’impresa esecutrice e il direttore dei lavori devono certificare sotto lapropria responsabilità, ciascuna per gli obblighi che gli competono, la rispondenza deilavori eseguiti alla documentazione depositata in Comune;e) dichiarazione di conformità degli impianti tecnologici, ai sensi dell’art.9 della legge5 marzo 1990, n. 46;f) autorizzazione allo scarico in atmosfera ai sensi del DPR 24 maggio 1988, n. 203;g)autorizzazione all’allacciamento degli scarichi provenienti dai fabbricati allafognatura comunale per gli insediamenti civili, o in assenza di pubblica fognaturaautorizzazione allo scarico delle acque reflue secondo le disposizioni della Legge319/76 ;h)dichiarazione del tecnico del rispetto della legge 13/89 all’intervento richiesto resa aisensi dell’art. 11 del DM 14 giugno 1989, n. 236 (superamento ed eliminazione barrierearchitettoniche);i) documentazione comprovante l’avvenuta iscrizione al Catasto ai sensi dell’art. 3 delDPR 22 aprile 1994, n. 425.Art. 59 Relazione tecnico-descrittiva1. Al termine dei lavori il direttore dei lavori redige una relazione tecnico-descrittiva,articolata per le diverse unità immobiliari che la compongono, sottoscritta anche dalcollaudatore per le rispettive competenze. Recommended
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