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Timestamp: 2018-02-18 00:57:38+00:00
Document Index: 48712595

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art.23', 'art. 23', 'art.23', 'art. 23', 'art. 23']

Postali Esodati: Nuova lettera della Rete alle istituzioni
Lettera di questa mattina 22/10/2015
A: Ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan
Ministro del Lavoro Giuliano Poletti
e p.c. : Presidenti Camera e Senato
Presidenti Commissioni Bilancio di Camera e Senato
Presidenti Commissioni Lavoro di Camera e Senato
Componenti Commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato
Dalla lettura della prima bozza della Legge di Stabilità 2016 dobbiamo dolorosamente constatare che gran parte degli impegni presi dal Governo con gli Esodati e, soprattutto ancor più formalmente, davanti alle 4 Commissioni Parlamentari riunite nell’audizione del 24 settembre scorso sono stati in gran parte disattesi.
Sono stati disattesi poiché:
1. una quota di oltre 200 milioni è stata già distratta dal fondo esodati, destinato ai soggetti previsti dalla L. 228/2012, per coprire l’intervento di “opzione donna” che avrebbe già dovuto avere copertura, come hanno sottolineato le Commissioni Parlamentari il giorno 24;
2. Ancora non è stata messa a disposizione l’intera somma di 3,4 Miliardi, corrispondenti ai risparmi certificati dal Ministero del Lavoro al Parlamento il 31/7/2015, per una salvaguardia definitiva dei rimanenti 49.500 non salvaguardati.
Infatti Vi ricordiamo che proprio il Ministero del Lavoro, quindi il Governo, nell'ottobre del 2014 ha certificato al Parlamento rispondendo in Commissione Lavoro della Camera alla interrogazione parlamentare dell’On. Gnecchi n. 4-03439, che gli “esodati” ancora non coperti da salvaguardia, dopo la pubblicazione del sesto provvedimento, erano riconosciuti in 49.500.
D’altra parte, a fronte di tale riconoscimento, il 24 settembre 2015 in Audizione congiunta in Commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato, il Governo, da Voi formalmente rappresentato e con relativo testo depositato in Commissione, dichiarò l’impegno di rendere disponibili immediatamente tutti i risparmi delle precedenti salvaguardie al Fondo Esodati ex-L.228/2012, per un'ultima e definitiva salvaguardia da emanare nella Legge di Stabilità 2016.
Quei risparmi sono stati accertati, nella Relazione di monitoraggio del luglio scorso al Parlamento (cfr. sito www. Camera.it DOC CCXXX), per un valore di almeno 3,35 MLD di Euro, corrispondenti ad almeno 43.000 soggetti, dal Ministero del Lavoro, su fonte INPS!
E’ palese e a tutti evidente la contraddizione che si manifesta tra gli impegni assunti dal Governo e i fatti espressi con l'articolo 23 del Disegno di Legge di Stabilità 2016!
E’ vero che l’art. 23 della Legge di Stabilità 2016 prevede una nuova salvaguardia, la settima, ma ne limita il beneficio a 26.300 di essi, praticamente poco più della metà degli aventi diritto individuati dal Governo!
La vertenza “esodati” pertanto non può ritenersi assolutamente chiusa, come ancora una volta si cerca non troppo nascostamente di affermare e far credere! Mancano all’appello quasi 24.000 famiglie!!
Ci attendiamo pertanto che, nell’immediato, quell’impegno di credibilità venga prontamente onorato dal Governo, salvaguardando anche le 23.200 persone mancanti all'appello, utilizzando anche tutti gli ulteriori risparmi delle precedenti 6 provvedimenti di deroga.
Chiediamo con forza che l’art.23 della Legge di Stabilità venga modificato allargando la salvaguardia a tutti i 49.500 “esodati” e chiudendo definitivamente la loro vertenza.
Non possono essere abbandonate nell’angoscia queste 23.200 famiglie, colpite ingiustamente dallo Stato, senza un chiaro e formale impegno a provvedervi con misure collegate alla Legge di Stabilità, o con un nuovo ed immediato provvedimento di salvaguardia che ponga la parola fine alla vergogna, tutta italiana, del fenomeno “esodati”.
Nel merito dei contenuti del provvedimento inserito nella Legge di Stabilità evidenziamo alcuni gravi errori ed omissioni, rispetto alla realtà e rispetto anche al testo elaborato dalla Commissione Lavoro della Camera, che penalizzano fortemente alcune categorie.
Errori ed omissioni che inficiano la validità già dell’obiettivo minimo dell’art. 23 e che riteniamo debbano comunque essere prontamente sanati nel testo ufficiale che sarà presentato al Parlamento, oppure con precisi e doverosi emendamenti alla bozza del testo diffusa nei giorni scorsi:
1) Denunciamo la grave discriminazione prevista sulla categoria dei mobilitati in quanto la data limite di cessazione dal lavoro per questa categoria (lettera a) viene anticipata al 31/12/2012 invece che al 31/12/2014, come previsto nel testo unitario della VII° salvaguardia proposto dalla Commissione Lavoro della Camera. Tale discriminazione comporta l’inaccettabile esclusione dalla salvaguardia di molti di coloro che, a causa della stipula di accordi entro il 31 dicembre 2011 finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali da parte delle aziende in crisi, prima di essere licenziati e messi in mobilità avevano usufruito di un periodo di cassa integrazione anche di alcuni anni “a cavallo” dell’entrata in vigore della “riforma” Fornero. Questi lavoratori sono stati licenziati e posti in mobilità certamente anche ben oltre il 31/12/2012!! Nella specifica lettera a), comma 2, art.23 della L.S., tra l’altro, sembrerebbe essere presente un’incongruenza assurda là dove, a fronte della previsione di deroga per 5300 soggetti e della relativa copertura finanziaria, avendo limitato la data di licenziamento al 31/12/2012 (anziché al 31/12/2014 …) si produrrebbe la salvaguardia solamente di 2.800 soggetti. Tale grave errore va immediatamente corretto, riportando la data incriminata al 31/12/2014, perché introduce ulteriori ingiustizie, contraddizioni e discriminazioni tra soggetti aventi pari requisiti, oltre che favorire l’insorgenza di continui contenziosi che i Comitati, con l’aiuto delle forze sociali, non mancheranno di attivare
2) Alla lettera b), comma 2, Art.23 della bozza, rispetto alle tabelle allegate alla risposta data dal Sottosegretario Bobba alla interrogazione parlamentare n. 5-03439 sul numero dei non salvaguardati, risultano inseriti in salvaguardia 10.000 Contributori Volontari contro i 12.000 certificati allora dal Ministero del Lavoro in risposta alla interrogazione in oggetto. Vorremmo capire se la differenza è dovuta ad un errore iniziale di calcolo dell’INPS, e quindi questo dato di 10.000 è il risultato di un ricalcolo, oppure una ingiustificata limitazione dei beneficiari della salvaguardia per la categoria dei C.V.
3) Manca tutta la parte di riconoscimento del lavoro domestico legalmente inquadrato (che è fruibile solo a tempo indeterminato), con la quale nel testo unitario della Commissione Lavoro (cifr. Art.2, comma 1-bis) si intendeva includere in salvaguardia soprattutto quelle donne che hanno svolto qualsiasi altra occupazione dopo aver perso il lavoro. Chiediamo che tale mancanza venga sanata nel provvedimento di salvaguardia predisposto nella L.S. per evitare un'ulteriore prevedibile spinta verso il lavoro nero, già molto alto in questo settore.
4) Manca il congelamento dell’applicazione degli incrementi dell’età anagrafica sia per l’innalzamento dell’aspettativa di vita che per l’adeguamento dell’età delle donne: riteniamo infatti che tale norma non debba essere applicata per i salvaguardati poiché essendo essa stata emanata appena 3 mesi prima della riforma Fornero non può non considerarsi un unicum normativo di tale riforma. Essa, allungando progressivamente i tempi di maturazione del diritto pensionistico, comporta così l’ingiusta esclusione dalla salvaguardia per molti soggetti appartenenti a tutte le categorie, ancor più discriminante per le donne. Basti pensare che tale incremento per l’anno 2016 per le donne è di ben 13 mesi!
5) alla lettera d), comma 2, Art. 23 della bozza, contrariamente a quanto previsto nella corrispondente lettera del testo della Commissione Lavoro, vengono esclusi i fruitori della legge 104, ammettendo a salvaguardia solo coloro che assistono i figli gravemente disabili ed escludendo coloro che assistono coniuge, genitori e parenti stretti gravemente disabili. Ricordiamo che la Corte Costituzionale aveva riconosciuto il lavoro di cura per i coniugi, i genitori ed altri parenti stretti parificandolo al lavoro di cura per i figli; non si capisce quindi perché introdurre in L.S. una ulteriore discriminazione che sarà certamente foriera di ricorsi e contenziosi, con certo danno per lo Stato. Non c’è inoltre chiarezza sulla attivazione dei vasi comunicanti fra la IV e VI salvaguardia, più volte promessa, che risolverebbe il problema degli esclusi dalle precedenti salvaguardie per superamento del numero previsto di soggetti.
6) Riteniamo debba essere eliminato il passaggio, nel comma 4, Art. 2, che prevede che il trattamento pensionistico, per i beneficiari di questa salvaguardia, non possa avere decorrenza antecedente l’entrata in vigore della Legge di Stabilità. Tale misura infatti penalizzerebbe gravemente i soggetti con decorrenza pensionistica già maturata negli anni/mesi precedenti, appartenenti a categorie fino ad ora escluse dai precedenti provvedimenti di deroga e privi di reddito anche già ormai da alcuni anni e coloro che non hanno potuto accedere alle precedenti salvaguardie a causa di errori formali nella compilazione delle istanze..
7) Deve essere sanata l’incongruenza contenuta nella lettera a), comma 2, Art. 23, ove nel primo periodo è prevista la possibilità di versare contribuzione volontaria, ai fini del raggiungimento del “requisito pensionistico”, entro i 24 mesi dal termine della mobilità, e nel secondo periodo dello stesso comma, poche righe dopo, tale possibilità viene limitata ai soli 12 mesi successivi la fine della mobilità. La stessa incoerenza che limita ai 12 mesi successivi la fine della mobilità la possibilità di versare C.V. per il raggiungimento del “requisito” pensionistico è presente anche nel comma 3 del medesimo articolo 23. La richiesta di adeguamento coerente ai 24 mesi avvicinerebbe quanto contenuto nella L.S. a quanto richiesto dall’on. Incerti (relatrice della PdL della VII° salvaguardia in Commissione Lavoro) nell’emendamento da lei presentato in Commissione che prevedeva un termine ancora maggiore (36 mesi) per l’utilizzo della C.V. .
8) alla lettera e) del comma 2 Art. 23 della citata bozza il numero dei lavoratori con contratto a tempo determinato passa da 1000 a 3000, ma escludendo inspiegabilmente i lavoratori agricoli e quelli con la qualifica di stagionali, come previsto dalla proposta della Commissione Lavoro della Camera, in quanto tipologie lavorative tra le più faticose ed usuranti. Quindi è una penalizzazione con conseguenze pesantissime a favore esclusivamente di un incremento del lavoro nero e di altre forme di sfruttamento come il caporalato, una piaga già incancrenita in questo comparto produttivo.
Infine, ai fini della trasparenza promessa, chiediamo venga resa pubblica la documentazione e la relazione finale della Conferenza dei Servizi insieme alla relazione di monitoraggio in modo da rendere chiare le ragioni che hanno limitato nel comma 1 dell’art. 23 l’utilizzo di tutte le risorse come da impegno del Governo. Inoltre sarà possibile conoscere, anno per anno, l’ammontare del risparmio calcolato sulle precedenti salvaguardie e messo a disposizione per il nuovo intervento di salvaguardia.
Contestiamo infine la circostanza che le coperture finanziarie normate all’art. 23 e 24 prevedono l’utilizzo dei risparmi delle risorse accantonate sul Fondo Esodati per categorie che “esodati” non sono, non avendo perso il posto di lavoro, o firmato accordi entro la data del 31.12.2011 che lo prevedevano anche successivamente. Queste categorie di lavoratori in attività hanno pieno diritto a una forma di tutela, ma riteniamo che le coperture finanziarie per assicurare loro tale diritto debbano essere ricercate ed assicurate con altre fonti di finanziamento.
Il Fondo Esodati è degli Esodati, e deve servire esclusivamente per assicurare a TUTTI loro la legittima salvaguardia come previsto chiaramente dalla Legge dello Stato!!
Alla luce di quanto esposto chiediamo un urgente incontro al fine di esporre ed approfondire le nostre buone ragioni e ricevere assicurazioni che le stesse verranno legittimamente accolte, mentre ci appelliamo ai Presidenti delle due Commissioni interessate perché vigilino su quanto abbiamo denunciato e provvedano anche esse a dare il loro contributo affinché gli impegni assunti dal Governo verso gli “esodati” vengano sollecitamente rispettati.
La mobilitazione dei Comitati degli Esodati continuerà fino a quando l’ultimo degli almeno 49.500 non sarà salvaguardato.
Roma 21 Ottobre 2015
Contatto per approfondimenti: Francesco Flore Tel.0784 203888 – 3389976878
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 23:21:00
Con tutte queste incongruenze c'è poco da esultare per la 7' salvaguardia !!! Chi saranno i fortunati ??? Una lotteria infinita..........
Anonimo 23 ottobre 2015 21:05
non è questione di incongruenze, sai già benissimo se rientrerai o no.
non è una lotteria.