Source: http://docplayer.it/11802174-Nel-caso-in-cui-all-erede-sia-destinato-un-legato-si-parla-di-legato-in-sostituzione-di-legittima-questi-potra-valutare-l-opportunita-di-man.html
Timestamp: 2018-12-10 01:12:56+00:00
Document Index: 11522398

Matched Legal Cases: ['art. 479', 'art. 525', 'art. 551', 'art. 649', 'art. 551', 'art. 649', 'art. 551', 'art. 649', 'art. 827', 'art. 551', 'art. 551', 'art. 649', 'art. 551', 'art. 551', 'art. 671', 'art. 473', 'art. 485', 'art. 551', 'art. 805', 'art. 437', 'art. 797', 'art. 801', 'sentenza ', 'sentenza ']

Nel caso in cui all erede sia destinato un legato si parla di legato in sostituzione di legittima: questi potrà valutare l opportunità di man- - PDF
Download "Nel caso in cui all erede sia destinato un legato si parla di legato in sostituzione di legittima: questi potrà valutare l opportunità di man-"
Arrigo Graziano
1 SUCCESSIONI E DONAZIONI: LE QUESTIONI PIÙ DIBATTUTE 123 prio (Cfr. Ferrero-Podetti, La rinuncia all eredità, in Successioni e donazioni, vol. I, a cura di Rescigno, Padova, 1994, p.385). Nella ipotesi in cui si trattasse di vera e propria revoca infatti l effetto sarebbe quello di far venir meno la rinunzia effettuata dal chiamato, ripristinando la posizione di mero delato di quest ultimo. Al chiamato (o delato) sarebbe data la possibilità di acquisire l eredità previa accettazione, ovvero di farvi ancora rinunzia. In realtà la norma descrive concretamente un meccanismo differente: la c.d. revoca della rinunzia non è altro che una accettazione (Cass. Civ., Sez. II, 16913/11), pur successiva alla rinunzia. Detta accettazione è praticabile nella misura in cui il diritto di acquistare l eredità non debba considerarsi prescritto in capo al soggetto accettante e altri soggetti non abbiano, sulla scorta della rinunzia fatta, acquisito diritti sull eredità stessa (Cfr. Grosso-Burdese, Le successioni. Parte generale, in Tratt. dir. civ. it., diretto da Vassalli, vol.xii, t.1, Torino, 1977, p. 353). La possibilità che colui che ha rinunziato possa comunque accettare, venendo sostanzialmente a rinnegare la precedente espressione di una contraria volontà, è posta in relazione al fatto che la delazione e- reditaria cade nei confronti del chiamato rinunziante non già per effetto della rinunzia fatta, bensì soltanto in relazione all acquisto dell eredità che intervenga in capo ai chiamati in subordine. Si reputa pertanto che tale facoltà di (tardiva) accettazione si devolva, jure trasmissionis, ex art. 479 cod.civ. agli eredi del rinunziante (Prestipino, Delle successioni in generale, in Comm.teorico-pratico al cod.civ., diretto da De Martino, Novara-Roma, 1981, p. 464; Cariota- Ferrara, Le successioni per causa di morte, vol. I, Napoli, 1977, p. 491). La revoca della rinuncia all eredità, di cui all art. 525 c.c., non costituisce, anche sotto il profilo formale, un atto o negozio giuridico autonomo, bensì l effetto della sopravvenuta accettazione dell eredità medesima da parte del rinunciante, il cui verificarsi, pertanto, va dedotto dal mero riscontro della validità ed operatività di tale successiva accettazione, sia essa espressa o tacita. Natura giuridica della revoca della rinunzia all eredità. (Cass. Civ., Sez. II, n del 2 agosto 2011) La rinuncia al legato in sostituzione di legittima: necessaria la forma scritta ad substantiam? (Cassazione, Sez. Unite, 29 marzo 2011, n. 7098) Nel caso in cui all erede sia destinato un legato si parla di legato in sostituzione di legittima: questi potrà valutare l opportunità di man-
2 124 PARTE I - CAPITOLO IV tenere il legato, ovvero di rinunciare allo stesso al fine di ottenere la propria quota di legittima, anche, se del caso, tramite azione di riduzione. La giurisprudenza si chiede, in particolare, se in caso di legato in sostituzione di legittima ex art. 551 c.c., sia necessaria una vera e propria rinuncia. In tale particolare fattispecie, infatti, l acquisto non si verifica "ope legis" come per il legato ex art. 649 c.c., essendo sufficiente un mero rifiuto, ovvero un atto impeditivo dell acquisto, non soggetto a vincoli formali. Un indirizzo consolidato della Cassazione ritiene che anche il legato in sostituzione di legittima si acquista automaticamente all apertura della successione. Infatti l art. 551 primo comma c.c., impone una espressa rinuncia al legato qualora il legittimario voglia ottenere la quota ad esso spettante: interpretando anche il secondo comma della menzionata norma come una disposizione che imponga una espressione di volontà per il conseguimento del legato, si giungerebbe alla conclusione che il legato in sostituzione di legittima non produrrebbe alcun effetto fino a che il legatario non esprimesse la sua volontà in un senso o nell altro; conclusione, quest ultima, inaccettabile sia in relazione all art. 649 c.c. in materia di legato, sia per l impossibilità di configurare nell art. 551 secondo comma, una deroga implicita alle regole generali sul legato, sia perché per questa via si finirebbe per equiparare la figura del legatario in sostituzione di legittima a quella dell erede chiamato all eredità che deve decidere se accettare o meno l eredità medesima. La questione è stata di recente sottoposta al vaglio delle Sezioni Unite che erano chiamate a valutarla legittimità della rinuncia al legato in sostituzione di legittima (relativa ad un usufrutto su beni tutti i beni del de cuius, tra cui anche immobili), conferito tramite incarico orale dalla legataria al proprio procuratore, che aveva poi formalizzato la volontà di non acquistare il legato con semplice missiva. La questione è stata oggetto di duplice soluzione in dottrina e giurisprudenza. Un primo indirizzo prettamente giurisprudenziale ritiene che poiché il legato si acquista senza bisogno di accettazione, la rinuncia al legato avente ad oggetto beni immobili, risolvendosi in un atto di dismissione della proprietà di beni già acquisiti al patrimonio del rinunciante, ai sensi dell art n. 5 c.c. deve essere espressa per iscritto a pena di nullità (vedi in tal senso "ex multis" Cass n. 1040; Cass n. 1683; Cass n. 459; Cass n. 1261; Cass n. 8878; Cass n ; Cass n ). Queste conclusioni vengono estese alla ri-
3 SUCCESSIONI E DONAZIONI: LE QUESTIONI PIÙ DIBATTUTE 125 nuncia al legato in sostituzione di legittima sulla base del rilievo che: 1) in questa ipotesi il legato si acquista di diritto all apertura della successione, 2) l automaticità dell acquisto non è esclusa dalla facoltà alternativa attribuita al legittimario di rinunciare al legato e chiedere la quota di legittima. Al più tale possibilità dimostra soltanto che l acquisto del legato a tacitazione della legittima è sottoposto alla condizione risolutiva costituita dalla rinuncia del beneficiario, condizione che però non sottrae quest ultima, qualora riguardi beni immobili, alla forma scritta richiesta dalla esigenza fondamentale della certezza dei trasferimenti immobiliari. In senso contrario si è sviluppata una dottrina la cui elaborazione muove dalla considerazione che la rinuncia ai legato non avrebbe natura di vera rinuncia, ovvero di atto con cui si dismette un diritto già acquistato, ma piuttosto di atto ostativo o impeditivo dell acquisto; la rinuncia quindi impedirebbe il perfezionarsi della fattispecie dell acquisto, come sarebbe confermato dall inciso "salva la facoltà di rinunziare" contenuto nell art. 649 primo comma c.c.. Si sostiene che se la rinuncia al legato fosse dismissiva di un diritto già acquisito, essa dovrebbe comportare, per quanto riguarda gli immobili, il trasferimento della loro proprietà allo Stato (ai sensi dell art. 827 c.c.), laddove invece è indubitabile che tali beni tornano a far parte del compendio ereditario come se il periodo intercorrente tra l apertura della successione e la rinuncia al legato non fosse mai esistito. L adesione a tale impostazione determina quindi di per sé la conseguenza che anche la rinuncia al legato in sostituzione di legittima disciplinato dall art. 551 c.c. avente ad oggetto beni immobili non è soggetta necessariamente alla forma scritta. Ad avvalorare questa posizione vi sarebbe il secondo comma dall art. 551 c.c. secondo la quale il legittimario in sostituzione di legittima Se preferisce di conseguire il legato, perde il diritto di chiedere un supplemento, nel caso che il valore del legato sia inferiore a quello della legittima, e non acquista la qualità di erede. In tal caso, si afferma, l adesione al legato determina la perdita non solo del diritto alla rinuncia ma anche di quello alla quota di legittima, cosicché non sarebbe possibile prescindere dalla volontà del legittimario, e questa esigenza spiegherebbe il diritto di scelta attribuito a quest ultimo dalla disposizione ora richiamata tra l accettazione del legato ed il conseguimento della legittima onde bilanciare l eccezionale potere attribuito al testatore di privarlo del suo diritto ad una quota di eredità tacitandolo con il lascito di beni determinati.
4 126 PARTE I - CAPITOLO IV Le Sezioni Unite, partendo una lettura sistematica dell art. 649 cc, che disciplina l acquisto del legato, e dell art. 551 c.c., dettato per il legato in sostituzione di legittima, affermano la piena validità dell indirizzo giurisprudenziale dominante. E così riaffermano il principio di dirito secondo cui: Il legittimario in favore del quale il testatore abbia disposto ai sensi dell art. 551 c.c. un legato avente ad oggetto beni immobili in sostituzione di legittima, qualora intenda conseguire la legittima, deve rinunciare al legato stesso in forma scritta ex art n. 5 c.c.. (Cassazione, Sez. Unite, 29 marzo 2011, n. 7098, si veda a seguire la sezione DISPENSA ) Tale regime dell acquisto del legato, nel diversificarsi dall acquisto dell eredità (che ai sensi degli artt. 470 e seguenti ex. deve essere accettata per produrre effetto), è coerente con il principio della non responsabilità per i debiti ereditari da parte del legatario, il quale invero è tenuto all adempimento del legato e di ogni altro onere a lui imposto dal testatore entro i limiti del valore della cosa legata (art. 671 c.c.). 3. Il beneficio di inventario. L accettazione con beneficio d inventario si effettua mediante una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione. Si tratta di una facoltà personale che, però, diventa un obbligo nel caso in cui i chiamati siano incapaci (artt c.c.) o persone giuridiche, associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti (art. 473 c.c.): costoro debbono sempre accettare con beneficio di inventario (cfr. G. Alessi, Accettazione con beneficio d inventario, voce, a cura di, I termini per effettuare l accettazione con beneficio d inventario sono diversi a seconda che il chiamato sia o no in possesso dei beni ereditari. Nel primo caso (art. 485 c.c.) per evitare possibili sottrazioni, egli deve fare l inventario entro il termine di tre mesi dall apertura della successione. Se in tale periodo l inventario non è stato compiuto il chiamato è considerato erede puro e semplice. Fatto l inventario, il chiamato entro quaranta giorni deve decidere se accettare o meno: trascorso inutilmente tale termine, egli è considerato erede puro e semplice (G. Alessi, op. cit.). Non è fonte di responsabilità professionale, per il legale che sia stato incaricato della presentazione di una dichiarazione di successione in prossimità della scadenza del relativo termine e in mancanza del-
5 SUCCESSIONI E DONAZIONI: LE QUESTIONI PIÙ DIBATTUTE DISPENSA SUCCESSIONI E DONAZIONI: LE QUESTIONI PIÙ DIBATTUTE Per l ammissibilità del legato in sostituzione di legittima serve la chiara volontà del testatore Cassazione, sez. II, 10 giugno 2011, n Al fine della configurabilità del legato in sostituzione di legittima, occorre che risulti l intenzione del testatore di soddisfare il legittimario con l attribuzione di beni determinati senza chiamarlo all eredità, intenzione che, in mancanza di formule sacramentali peraltro non richieste, può desumersi anche dal complessivo contenuto dell atto, in forza di un accertamento che, implicando un apprezzamento dei fatti, è demandato al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se correttamente motivato La rinuncia al legato avente ad oggetto beni immobili richiede la forma scritta ad substantiam? Cassazione, sez. Unite, 29 marzo 2011, n. 7098) Il legittimario in favore del quale il testatore abbia disposto ai sensi dell art. 551 c.c. un legato avente ad oggetto beni immobili in sostituzione di legittima, qualora intenda conseguire la legittima, deve rinunciare al legato stesso in forma scritta ex art n. 5 c.c.. Revoca della donazione per ingratitudine Cassazione, Sez. II, 4 novembre 2011, n La donazione è revocabile per ingratitudine quando nel comportamento complessivo del soggetto cui è stato donato sia ravvisabile quella mancanza di solidarietà e riconoscenza, quel malanimo tale da assurgere ad ingiuria grave. Risoluzione dell atto di donazione Cassazione, Sez. II, 26 aprile 2011, n Va dichiarata risolta la donazione, qualora vi sia inadempimento dell onere di assistenza previsto dall atto e per la cui inosservanza sia espressamente stabilita la risoluzione di diritto del contratto. 2. In base alla disciplina dettata dal codice civile, la donazione remuneratoria ha sì una disciplina particolare per determinati effetti, non essendo revocabile per causa di ingratitudine e per sopravvenienza di figli (art. 805), non comportando obbligo di alimenti (art. 437) e rispondendo il donante anche per l evizione (art. 797), ma per tutto il resto segue la disciplina generale della donazione. Donazione: quando ricorre la revoca per ingratitudine? Cassazione, sez. II, 31 marzo 2011, n L ingiuria grave richiesta, ex art. 801 cod. civ., quale presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine, pur mutuando dal diritto pena
LEGATO IMMOBILIARE: RAPPORTI TRA REGIME DI ACQUISTO, NATURA E FORMA DELLA RINUNZIA
rivista notarile 0/2012 Sezione I Successioni per causa di morte LEGATO IMMOBILIARE: RAPPORTI TRA REGIME DI ACQUISTO, NATURA E FORMA DELLA RINUNZIA Corte di Cassazione, Sezioni unite civili, sentenza 29
Osservatorio sulla giurisprudenza civile al 30 aprile 2011 a cura di Diana Selvaggi 1. Corte di Cassazione, Sezione II, sentenza n. 6412 del 21 marzo 2011: condominio e forma delle impugnazioni delle delibere