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Timestamp: 2019-01-16 02:36:02+00:00
Document Index: 163375079

Matched Legal Cases: ['art. 105', 'art. 115', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art.3', 'art.5', 'art.9', 'art. 3', 'art.3', 'art.2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 01', 'art. 23', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 7', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 23', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 24', 'art 2', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 33', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 92', 'art. 26', 'art. 92', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 348', 'art. 92']

REGOLAMENTO PROVINCIALE PER L ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO - PDF
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1 D. M. O. V. M. Provincia di Massa-Carrara SETTORE PIANIFICAZIONE RURALE E FORESTALE PROTEZIONE CIVILE - PROGRAMMAZIONE SVILUPPO ECONOMICO E TERRITORIALE TRASPORTO PUBBLICO LOCALE SERVIZIO TRASPORTI Dirigente: Dott. Gianluca Barbieri P.O. Trasporti: Dott.ssa Valeria Lombardi REGOLAMENTO PROVINCIALE PER L ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO (approvato con DCP n. 3/2013 del 22/02/2012) Via Democrazia, Massa (MS) Tel /60/56/08 fax
2 INDICE Art. 1 Oggetto e fonti normative Art. 2 - Ambito di applicazione Art. 3 Programmazione numerica Art. 4 Attività espletate dagli Enti pubblici non economici - ACI Art. 5 - Autorizzazione Art. 6 Requisiti soggettivi per il rilascio dell autorizzazione Art. 7 Requisito di idoneità professionale Art. 8 Responsabilità professionale Art. 9 Capacità finanziaria Art Locali Art Sedi secondarie Art. 12 Trasferimento del complesso aziendale e modifiche societarie Art. 13 Decesso, incapacità fisica o recesso dalla società del titolare dell autorizzazione Art. 14 Inizio attività Art Cessazione dell attività Art Sospensione dell attività Art. 17 Accesso agli sportelli degli uffici pubblici Art Orario di apertura Art. 19 Tariffe Art. 20 Registro giornale Art Ricevute di consegna dei documenti di circolazione dei mezzi di trasporto o dei documenti di abilitazione alla guida Art. 22 Vigilanza Art. 23 Irregolarità Art. 24 Grave abuso Art Esercizio abusivo o non autorizzato dell attività di consulenza Art Rilascio abusivo di ricevuta Art. 27 Comunicazione di avvio del procedimento Art. 28 Pagamento delle sanzioni Art. 29 Norma di rinvio Art. 30 adeguamento normativo Art Entrata in vigore Art. 32 Disposizioni abrogative ART. 1 OGGETTO E FONTI NORMATIVE 1. Il presente Regolamento disciplina l esercizio delle funzioni di rilascio di autorizzazione e di vigilanza amministrativa nei confronti di centri di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto (di seguito denominati Studi di consulenza ), attribuite alla Provincia dalla Legge 8 Agosto 1991 n. 264 Disciplina dell attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. 2. La materia è disciplinata, oltre che dalla suddetta Legge, dalle seguenti fonti normative: Legge 4 gennaio 1994 n. 11 Adeguamento della disciplina dell attività di consulenza per la Circolazione dei mezzi di trasporto e della certificazione per conto di terzi ; art. 105 del D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 112 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi allo Stato alle Regioni ed agli Enti Locali, che attribuisce alla Provincia; Legge 5 gennaio 1996 n. 11 Interventi per il settore dell autotrasporto di cose per conto di terzi, nonché per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto ; 2
3 dai seguenti Decreti Ministeriali attuativi della Legge 264/91: D.M Approvazione del modello di ricevuta temporaneamente sostitutivo del documento di circolazione del mezzo di trasporto o di abilitazione alla guida ; D.M Definizione dei criteri relativi all idoneità dei locali degli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto ed all adeguatezza della capacità finanziaria per l esercizio della medesima attività ; D.M Definizione dei criteri per la programmazione numerica a livello provinciale, ed in rapporto con l indice provinciale della motorizzazione civile, delle autorizzazioni all esercizio dell attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto ; D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 Nuovo codice della strada e successive modifiche e integrazioni. ART. 2 AMBITO DI APPLICAZIONE 1. Ai fini del presente Regolamento, per attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto si intende lo svolgimento di compiti di consulenza e di assistenza nonché di adempimenti, riportati nell elenco tassativo di cui all Allegato 1 della suddetta Legge 264/91, relativi alla circolazione di veicoli e/o natanti a motore, effettuati a titolo oneroso per incarico di qualunque soggetto interessato. 2. Rientrano nella definizione di cui al comma 1 anche le attività di certificazione per conto di terzi e gli adempimenti ad esse connessi, se previsti, alla data di entrata in vigore della Legge 264/91, nella licenza per il disbrigo di pratiche automobilistiche rilasciata dal Questore, ai sensi dell art. 115 del T.U.L.P.S. approvato con R.D. 18 giugno 1931 n L attività di consulenza può essere esercitata, previa autorizzazione della Provincia, dai seguenti soggetti: imprese individuali; società. 4. Rientrano nel campo di applicazione di cui al comma precedente anche gli uffici in regime di concessione o di convenzionamento con gli Automobile Club d Italia, ai sensi di quanto previsto dalla Legge 4 gennaio 1994, n Ai sensi dell art. 1 comma 3 L. 11/94, l attività di consulenza può infine essere esercitata dalle autoscuole, limitatamente alle funzioni di assistenza ed alle operazioni concernenti la patente di guida e i certificati di abilitazione professionale alla guida di mezzi di trasporto. Nello svolgimento della suddetta attività si applicano alle autoscuole le disposizioni di cui alla citata Legge n. 264 del Sono escluse dall ambito di applicazione del presente Regolamento le attività di consulenza svolte, a titolo gratuito e ad esclusivo servizio delle imprese di autotrasporto, dalle associazioni di categoria degli autotrasportatori, presenti nei comitati provinciali ed aderenti alle associazioni nazionali presenti nel comitato centrale per l albo degli autotrasportatori. ART. 3 PROGRAMMAZIONE NUMERICA DELLE AUTORIZZAZIONI 1. Al fine di assicurare uno sviluppo del settore ordinato e compatibile con le effettive esigenze del contesto socio-economico, la Provincia definisce con cadenza triennale, sulla base dei criteri di programmazione numerica stabiliti dal D.M. 9 dicembre 1992, il programma provinciale delle autorizzazioni all esercizio dell attività di consulenza previsto dall art. 3 della legge 264/ Il numero delle autorizzazioni rilasciabili complessivamente potrà subire variazioni in eccesso o in difetto secondo il variare del numero dei veicoli circolanti immatricolati nella 3
4 Provincia come risultanti dalla verifica triennale effettuata sulla base dei dati forniti dall ACI, dalla motorizzazione Civile o dall Istat. 3. Potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni solamente nel caso in cui il numero delle autorizzazioni esistenti è inferiore al rapporto: veicoli circolanti immatricolati/ Le autorizzazioni disponibili vengono rilasciate agli interessati che presentano la relativa istanza, purché in possesso dei requisiti necessari. Verranno comunque valutate esclusivamente le domande complete della documentazione richiesta. ART. 4 ATTIVITA ESPLETATA DEGLI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI AUTOMOBILE CLUB D ITALIA 1. L attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, esercitata dagli enti pubblici non economici è disciplinata della L. 264/91 ed è svolta direttamente dall Automobile Club d Italia, dall Automobile Club provinciale e dalle rispettive delegazioni dirette od indirette. 2. Le delegazioni dirette sono uffici gestiti o dipendenti direttamente dall Automobile Club d Italia sede centrale o dall Automobile Club provinciale. 3. Le delegazioni indirette sono uffici che esercitano l attività di consulenza automobilistica in regime di concessione o di convenzionamento con l Automobile Club d Italia o con l Automobile Club provinciale. 4. L'attività di consulenza automobilistica, esercitata direttamente dall'automobile Club ovvero dagli uffici in regime di concessione o di convenzionamento con gli automobile club istituiti successivamente alla data del 5 Settembre 1991 è soggetta all'autorizzazione prevista dalla L. 264/ Per potere esercitare l attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto le delegazioni dirette ed indirette istituite dopo il 5 settembre 1991 devono conseguire l autorizzazione di cui all art. 5 La domanda tesa al rilascio della autorizzazione per le delegazioni dirette ed indirette deve essere presentata dall Automobile Club d Italia o dall Automobile Club provinciale 6. L'autorizzazione è rilasciata dalla Provincia nel rispetto del programma provinciale delle autorizzazioni, su richiesta dell' Automobile Club competente, direttamente a tale Ente in relazione agli Uffici dallo stesso specificatamente indicati nella richiesta, purché i soggetti designati quali titolari degli uffici stessi siano in possesso dei requisiti previsti dall'art.3 della L. 264/91, nonché dell'attestato di idoneità professionale di cui all'art.5 della stessa legge. All' Automobile Club competente si applica l'art.9 della L. 264/ Le autorizzazioni rilasciate ai predetti uffici vengono revocate qualora il titolare del rapporto di convenzionamento o di concessione venga a perdere i requisiti previsti dall'art. 3 della L. 264/91 e non sia sostituito dall'ente pubblico non economico competente entro il termine di novanta giorni. 8. E' fatto comunque obbligo all' ACI di comunicare alla Provincia, entro trenta giorni, la costituzione e/o l'estinzione di ogni delegazione diretta, nonché la costituzione e/o l'estinzione di ogni rapporto di convenzionamento con studi autorizzati ai sensi dell' art.3 della L. 264/91. Le autorizzazioni decadono qualora venga meno il rapporto di convenzionamento o di concessione tra i predetti Enti e l'agenzia. Il mancato rispetto dei termini di cui al precedente comma costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art Nei locali sede degli uffici dell' Automobile Club possono essere svolte esclusivamente le attività dirette al conseguimento dei fini istituzionali dell' ACI stesso (art.2 comma 4 L. 11/94). 4
5 ART. 5 AUTORIZZAZIONE 1. Il titolare di impresa individuale o legale rappresentante di società in possesso dei requisiti di cui al successivo art. 6, al fine di ottenere l autorizzazione all esercizio dell attività di consulenza, deve presentare al Dirigente del Servizio competente regolare istanza, sulla base della modulistica predisposta dall ufficio Trasporti della Provincia. 2. Nella domanda viene dichiarato, ai sensi e per gli effetti degli artt. 46 e 47 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa quanto segue: a) le generalità ed il possesso dei requisiti soggettivi e professionali da parte del soggetto richiedente e, se il caso sussiste, della persona, diversa dal richiedente, preposta a dirigere l attività; b) i dati relativi all impresa; c) i dati relativi alla società (se il caso ricorre); d) il titolo giuridico di disponibilità e le caratteristiche dei locali; e) i dati relativi al personale da adibire all accesso agli sportelli degli uffici pubblici. 3. All istanza va inoltre allegata la seguente documentazione: a) attestazione di affidamento bancario di ,69, rilasciata da aziende e istituti di credito oppure da società finanziarie con capitale sociale non inferiore a ,50; b) eventuale dichiarazione sostitutiva di certificazione del possesso dei requisiti di cui al successivo art. 6 da parte dei soci amministratori di società; c) planimetria dei locali in scala almeno 1:100, in originale, vidimata da un tecnico abilitato e tale che risulti corretta ed evidente la suddivisione dei locali (ufficio, archivio se separato, bagno e antibagno); d) documentazione comprovante la disponibilità dei locali; e) certificato di abitabilità/agibilità relativo specificatamente ai locali in cui sarà esercitata l attività di consulenza indicante la destinazione d'uso dei locali o asseverazione di un tecnico abilitato attestante che la destinazione d uso dei locali adibiti all attività di consulenza automobilistica è compatibile con titolo edificatorio e che i locali sono conformi alle vigenti norme stabilite dalle leggi e dai regolamenti in materia edilizia, urbanistica, di igiene e sicurezza e alle prescrizioni derivanti dall attività di consulenza automobilistica; f) copia semplice dell atto costitutivo per le Società in Nome Collettivo e per le Società in Accomandita Semplice; g) copia semplice dell atto costitutivo e dello Statuto per tutti gli altri tipi di Società; h) attestazione di versamento una tantum di 25,82 effettuato sul c/c/p n intestato a Tesoreria Provinciale dello Stato di Massa, con indicata sul retro la causale Capo XV, cap art. 01 ; i) copia di un documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente e degli eventuali soci; j) marca da bollo del valore corrente per il rilascio dell autorizzazione. k) nel caso di soggetto preposto a dirigere l attività con rapporto di pubblico impiego o con rapporto di lavoro privato, assenso o nulla osta del datore di lavoro a svolgere l attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. l) originale o copia autenticata dell eventuale atto di concessione o convenzionamento con l ACI. 4. Nel caso di domanda a nome dell' ACI, questa deve indicare: per l'esercizio diretto, la persona responsabile alla quale verrà affidato l'ufficio che eserciterà l'attività; 5
6 per l'esercizio a mezzo ufficio in regime di concessione o di convenzionamento, la società cui intende affidare l'esercizio dell'attività con il nominativo della persona designata quale responsabile professionale dell'ufficio 5. Il certificato generale del casellario giudiziale e il certificato antimafia, per il titolare e per le altre persone indicate dalla legislazione vigente, saranno richiesti d'ufficio alle competenti autorità. 6. Completata l istruttoria e verificata la sussistenza dei requisiti di legge il Dirigente rilascia l autorizzazione, ai sensi di quanto disposto dalla Legge 7 agosto 1990 n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. 7. Il termine per il rilascio dell autorizzazione è di 45 giorni dal ricevimento dell istanza. 8. L autorizzazione va affissa in modo visibile presso i locali dell impresa. Il caso contrario costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art L attività, anche di eventuali sedi secondarie, deve essere iniziata entro trenta giorni dal conseguimento della autorizzazione ed entro i successivi trenta giorni dovrà essere presentata alla Provincia documentazione atta ad attestare l avvenuta denuncia di inizio attività presso il Registro Imprese della C.C.I.A.A. di Massa Carrara. 10. Qualora l attività non venga iniziata entro il termine di cui al comma precedente, l autorizzazione sarà revocata. 11. Il mancato rispetto dei termini di cui al comma 9 per la presentazione alla Provincia della documentazione atta ad attestare l avvenuta denuncia di inizio attività presso il Registro Imprese di Massa Carrara, costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art. 23. ART. 6 REQUISITI SOGGETTIVI PER IL RILASCIO DELL AUTORIZZAZIONE 1. Il titolare dell impresa che intenda ottenere l autorizzazione di cui all articolo precedente deve possedere i requisiti elencati all art. 3 comma 1 lettere a), b), c), d) e) della Legge 264/91, ovvero: a. essere cittadini italiani residenti in Italia, o cittadini di uno degli Stati membri della Comunità Europea stabiliti in Italia o cittadini extracomunitari muniti di regolare permesso di soggiorno e residenti in Italia; b. avere raggiunto la maggiore età; c. non avere riportato condanne per delitti contro la Pubblica Amministrazione, contro l amministrazione della Giustizia, contro la fede pubblica, contro l economia pubblica, l industria e il commercio, ovvero per i delitti di cui agli artt. 575, 624, 628, 629, 630, 640, 646, 648 e 648-bis del Codice Penale, o per qualsiasi altro delitto non colposo per il quale la legge preveda la pena di reclusione non inferiore, nel minimo a due anni e, nel massimo, a cinque anni salvo che non sia intervenuta sentenza definitiva di riabilitazione; d. non essere stati sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali o a misure di prevenzione; e. non essere stati interdetti o inabilitati o dichiarati falliti, ovvero che non sia in corso, nei loro confronti, un procedimento per dichiarazione di fallimento; 2. In caso di società i requisiti devono essere posseduti: da tutti i soci per le società di persone; dai soci accomandatari se si tratta di società in accomandita semplice o in accomandita per azioni; dagli amministratori per ogni altro tipo di società. 3. La validità dell autorizzazione è subordinata al permanere dei requisiti di legge, il cui venir meno deve essere comunicato alla Provincia entro trenta giorni dal verificarsi dell evento. La Provincia si riserva comunque la facoltà di effettuare controlli a campione sugli studi di consulenza autorizzati. 6
7 4. La perdita di uno o più dei requisiti indicati nel presente articolo e la mancata comunicazione di cui al comma precedente costituiscono grave abuso ai sensi e per gli effetti del successivo art. 24. ART. 7 REQUISITO D IDONEITÀ PROFESSIONALE 1. Per intraprendere l esercizio dell attività di consulenza è necessario il possesso dell attestato di idoneità professionale di cui alla lettera f) dell art. 3 comma 1 della Legge 264/91, da parte del titolare in caso di impresa individuale e da parte di almeno uno dei soggetti di cui all art. 5 comma 2 del presente Regolamento in caso di società. 2. Sono tenuti a conseguire l attestato di idoneità professionale all esercizio dell attività di consulenza anche coloro che: a) subentrano nella direzione dell attività per decesso o per sopravvenuta incapacità fisica di uno dei soggetti di cui all art. 6 commi 1 e 2 del presente Regolamento; b) pur avendo intrapreso l esercizio dell attività di consulenza anteriormente al (pertanto, con conversione della licenza di P.S. in autorizzazione provinciale), intendano avviare nuovi studi di consulenza. 3. L attestato di cui al comma 1 può essere conseguito: attraverso superamento di apposito esame; a domanda, nei casi previsti dalla legge. 4. Possono ottenere, a domanda, l attestato di idoneità professionale, anche in difetto del richiesto titolo di studio, con le modalità e nei termini di cui ai Decreti del Direttore Generale della Motorizzazione Civile e dei Trasporti in concessione datati e : coloro che esercitavano effettivamente l attività di consulenza automobilistica da almeno cinque anni alla data di entrata in vigore della L. 264/91; i dirigenti preposti agli uffici di assistenza automobilistica degli Automobile Club in servizio da almeno quindici anni. 5. Il responsabile professionale può ricoprire tale posizione esclusivamente per una singola sede adibita all esercizio dell attività di consulenza. Il caso contrario costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti dell art. 24 del presente Regolamento ART. 8 RESPONSABILITA PROFESSIONALE 1. La responsabilità professionale per l'esercizio dell'attività di consulenza automobilistica grava sul titolare dell'impresa individuale ovvero, nel caso di società, sui soci in possesso dell'attestato di idoneità professionale. 2. In caso di autorizzazione rilasciata ai sensi dell'art. 10, commi 1 e 3, della L. 264/91 come modificato dalla L.11/94, la responsabilità professionale grava sull'avente diritto alla conversione della licenza rilasciata dalla Questura. 3. In caso di attività esercitata in via transitoria ai sensi dell'art. 4 della L. 11/94, la responsabilità professionale ricade sugli aventi diritto. ART. 9 CAPACITÀ FINANZIARIA 1. I soggetti che intendano intraprendere l attività di consulenza, al fine di dimostrare di possedere adeguata capacità finanziaria, devono presentare un attestazione di importo pari ad almeno ,69, effettuata secondo lo schema di cui al D.M , rilasciata, nelle varie forme tecniche, da aziende ed istituti di credito o da società finanziarie con capitale sociale non inferiore a ,49. 7
8 2. La dimostrazione del requisito di capacità finanziaria è richiesta anche nei casi di rilascio di nuova autorizzazione per trasferimento del complesso aziendale o in qualunque ipotesi di variazione della titolarità dell azienda di cui al successivo articolo 11. ART. 10 LOCALI 1. L'attività di consulenza automobilistica può essere svolta solamente nei locali espressamente autorizzati, non sono pertanto ammesse sedi o recapiti diversi, anche se del medesimo titolare. I locali riconosciuti idonei dalla provincia devono essere adibiti esclusivamente ai compiti ed agli adempimenti elencati nell allegato 1 alla Legge 264/ I locali devono essere agibili, avere destinazione d uso compatibile con l attività di consulenza automobilistica, altezza minima prevista dal Regolamento Edilizio del Comune in cui sono situati e comprendere, ai sensi dell art. 1 del decreto 9 novembre 1992,: a) un ufficio ed un archivio di almeno 30 mq. di superficie complessiva, con non meno di 20 mq utilizzabili per il primo se posti in ambienti diversi; b) servizi igienici, illuminati ed aerati, composti da bagno e antibagno; 3. L ufficio dovrà essere aerato, illuminato e dotato di un arredamento atto a consentire un agevole stazionamento del pubblico. 4. I suddetti requisiti vengono verificati d ufficio dai funzionari della Provincia di Massa - Carrara presso gli Enti interessati e mediante sopralluogo 5. Nel caso in cui lo studio di consulenza possegga anche l autorizzazione ad esercitare l attività di autoscuola o di scuola nautica, l ingresso e l ufficio di segreteria adibiti al ricevimento del pubblico e degli incarichi possono essere condivisi, ferma restando l esistenza separata dell aula in cui sostenere le lezioni di teoria per l autoscuola e/o la scuola nautica. 6. Qualora il titolare o legale rappresentante intenda trasferire la sede del proprio studio di consulenza, deve preventivamente richiedere specifica autorizzazione alla Provincia, che verifica il possesso dei requisiti di cui al presente articolo. 7. La domanda dovrà essere redatta secondo lo schema predisposto dagli uffici provinciali e deve contenere: a) i dati anagrafici e codice fiscale del titolare o del legale rappresentante; b) l'esatta denominazione e ubicazione della vecchia e della nuova sede dell'attività. 7. La domanda deve essere corredata dalla seguente documentazione: a) copia autenticata del titolo di proprietà o del contratto di affitto relativo ai locali che saranno utilizzati dall'impresa o altro documento dal quale risulti la disponibilità dei locali; b) planimetria dei locali in scala 1:100, redatta e vistata da un tecnico abilitato, con l'indicazione analitica della superficie che deve essere uguale o superiore a quella prevista dal decreto del Ministro dei Trasporti ; c) certificato di abitabilità/agibilità relativo specificatamente ai locali in cui sarà esercitata l attività di consulenza indicante la destinazione d'uso dei locali o asseverazione di un tecnico abilitato attestante che la destinazione d uso dei locali adibiti all attività di consulenza automobilistica è compatibile con titolo edificatorio e che i locali sono conformi alle vigenti norme stabilite dalle leggi e dai regolamenti in materia edilizia, urbanistica, di igiene e sicurezza e alle prescrizioni derivanti dall attività di consulenza automobilistica; 8. Il disposto del presente articolo si applica anche agli Studi di consulenza autorizzati antecedentemente alla data del che presentino istanza di trasferimento di sede o di variazioni ai sensi dei successivi artt. 11 e La modifica dei locali senza autorizzazione, lo svolgimento nei locali autorizzati di attività diverse da quelle indicate al comma 1 e non inerenti la circolazione dei mezzi di trasporto e l acquisizione di incarichi al di fuori dei locali autorizzati costituiscono irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art
9 ART. 11 SEDI SECONDARIE 1. Il titolare o legale rappresentante dello Studio di consulenza che intenda aprire ulteriori sedi deve avanzare istanza di autorizzazione ai sensi dell articolo 5, per ognuna di esse, alla Provincia in cui sono ubicate. Le autorizzazioni all apertura di sedi secondarie vengono rilasciate nel rispetto della programmazione numerica di cui all articolo Per ogni sede, ai sensi della circolare n. 146 del 20/11/1996, deve essere nominato un preposto abilitato all esercizio dell attività di consulenza, che possieda tutti i requisiti morali, soggettivi e professionali di cui agli articoli 6 e 7. Può ricoprire tale carica un socio per le società in nome collettivo, il socio accomandatario per le società in accomandita semplice o per azioni, un amministratore di società oppure un institore ai sensi dell art c.c. ( colui che è preposto dal titolare all esercizio di un impresa commerciale ) inserito stabilmente nell organico dell impresa in qualità di socio, dipendente, collaboratore familiare o associato in partecipazione e che non esplichi la propri attività presso altra sede sia pure facente capo al medesimo titolare di autorizzazione. 3. I locali delle sedi secondarie sono soggetti a quanto disposto dall articolo 10. ART. 12 TRASFERIMENTO DEL COMPLESSO AZIENDALE E MODIFICHE SOCIETARIE 1. Se intervengono variazioni sostanziali dei presupposti e delle condizioni sulla base dei quali l autorizzazione di cui all articolo 5 è stata rilasciata, il titolare o legale rappresentante è tenuto a presentare istanza alla Provincia per il rilascio di una nuova autorizzazione. 2. Nel caso di trasferimento del complesso aziendale a titolo universale o particolare, l avente causa richiede l autorizzazione con le modalità di cui all articolo 5 in sostituzione del dante causa, che dichiara contemporaneamente di volervi rinunciare. 3. La Provincia rilascia, previo accertamento del possesso dei requisiti di cui all articolo 6 e della disponibilità all interno della programmazione provinciale, una nuova autorizzazione a favore del cessionario e contestualmente revoca la vecchia autorizzazione, che il cedente deve riconsegnare in originale all Ufficio provinciale competente insieme alle tessere di riconoscimento di cui al successivo art. 17 comma Fino al momento del rilascio del suddetto provvedimento, la titolarità e la responsabilità professionale dello Studio di consulenza continua a gravare sul dante causa. 5. La validità dell autorizzazione intestata al cedente non potrà comunque superare novanta giorni dalla data dell atto di cessione d azienda. 6. Al cedente è consentito solo completare le pratiche relative all attività di consulenza in sospeso, ma non potrà assumere nuovi incarichi. 7. Rientrano nella disciplina dei precedenti commi anche i casi di passaggio da impresa individuale a società e di trasformazione di forme societarie e qualsiasi altro caso di mutamento civilistico nella titolarità dell impresa. 8. Il proseguimento dell attività senza autorizzazione costituisce esercizio non autorizzato o abusivo della professione ed è soggetto alle sanzioni di cui all art. 25 del presente Regolamento. 9. La mancata presentazione della domanda di cui al comma 1 costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti dell art. 24 del presente Regolamento. 10. L ingresso, il recesso o l esclusione di uno o più soci che non siano amministratori o legali rappresentanti, allegando copia del verbale di modifica dei patti sociali, va comunicato alla Provincia, che ne prende atto, 9
10 ART. 13 DECESSO, INCAPACITÀ FISICA O RECESSO DALLA SOCIETÀ DEL TITOLARE DELL AUTORIZZAZIONE 1. In caso di decesso o di sopravvenuta incapacità fisica del titolare o legale rappresentante in possesso dell attestato di idoneità professionale, l attività di consulenza può essere proseguita in via eccezionale e provvisoria, per un periodo massimo di due anni, dagli eredi o da altro socio o amministratore di società o dai familiari del titolare che siano in grado di documentare di aver collaborato nella gestione dell impresa, anche in carenza del requisito dell idoneità professionale di cui all art. 7 del presente Regolamento. 2. La domanda di prosecuzione provvisoria dell attività di cui al comma 1 va inoltrata entro trenta giorni dall evento, corredata dal certificato di morte o dal certificato medico attestante l incapacità fisica. 3. La Provincia, previa verifica della documentazione prodotta, autorizza la continuazione temporanea dell attività. 4. La scadenza di cui al comma 1 può essere prorogata, a domanda degli interessati e in presenza di gravi e comprovati motivi, per un periodo massimo di un anno. 5. Rientra nella disciplina di cui al presente articolo anche il caso di recesso dalla società dell unico socio in possesso dell attestato di idoneità professionale. 6. Il proseguimento dell attività senza autorizzazione o scaduto il termine di cui al comma 1 senza che venga conseguita l idoneità professionale costituisce esercizio non autorizzato o abusivo della professione ed è soggetto alle sanzioni di cui all art. 25 del presente Regolamento. 7. La mancata o tardiva presentazione della domanda di cui al comma 2 costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti dell art. 24 del presente Regolamento. ART. 14 INIZIO ATTIVITÀ 1. L attività autorizzata ai sensi dell articolo 5 dovrà essere intrapresa entro trenta giorni dal rilascio dell autorizzazione. Il termine può essere prorogato, su richiesta motivata degli interessati, per un periodo comunque non superiore a ulteriori trenta giorni. 2. Il mancato rispetto dei termini per l inizio dell attività costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art. 23 del presente Regolamento. ART. 15 CESSAZIONE DELL ATTIVITÀ 1. Nel caso in cui il titolare dell autorizzazione di cui all articolo 5 decida di rinunciare all esercizio dell attività di consulenza spontaneamente e incondizionatamente, dovrà inviare apposita comunicazione alla Provincia entro trenta giorni dalla registrazione della cessazione di attività all ufficio Registro Imprese della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Rimini, allegando il provvedimento originale di autorizzazione e le tessere di riconoscimento di cui al successivo art. 17. Nella nota va dichiarato altresì che tutte le pratiche relative all attività di consulenza sono state espletate e non sussistono incarichi sospesi, oppure che gli incarichi non ancora conclusi sono stati trasferiti ad altro Studio di consulenza autorizzato. 2. Sulla base della suddetta comunicazione la Provincia prende atto dell avvenuta cessazione. 3. L attività dello Studio di consulenza si intende comunque cessata se viene appurato che non sono state registrate formalità sul Registro - giornale di cui all articolo 20 per un periodo superiore ad un anno. 4. La mancata comunicazione di cui al comma 1 del presente articolo costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti dell art. 24 del presente Regolamento. 10
11 ART. 16 SOSPENSIONE DELL ATTIVITÀ 1. Il titolare o legale rappresentante può richiedere la sospensione dell attività di consulenza, sulla base di istanza in bollo, in presenza di gravi e comprovati motivi che provochino la temporanea impossibilità di proseguire l attività. 2. La sospensione di cui al comma 1, autorizzata con provvedimento del Dirigente del Servizio competente, che ne fissa la durata, non potrà comunque superare sei mesi, eventualmente prorogabili per un massimo di ulteriori sei mesi su istanza dell interessato, per gravi e comprovati motivi. 3. Decorso il termine stabilito senza che sia ripresa l attività, l autorizzazione viene revocata d ufficio. 4. La sospensione dell attività senza la prescritta autorizzazione costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti dell art. 24 del presente Regolamento. 5. L esercizio dell attività durante il periodo di sospensione costituisce esercizio non autorizzato della professione ed è soggetto alle sanzioni di cui all articolo 25. ART. 17 ACCESSO AGLI UFFICI PUBBLICI 1. Gli Studi di consulenza possono avvalersi, per l accesso agli sportelli degli uffici pubblici (a titolo indicativo: Motorizzazione Civile, ufficio provinciale trasporti, ufficio del pubblico registro automobilistico) ai fini del disbrigo delle incombenze relative alle attività di cui all art 2 del seguente personale, anche se non in possesso dell idoneità professionale di cui all articolo 7: - titolare o legale rappresentante; - soci abilitati dall atto costitutivo della società; - personale dipendente, assunto regolarmente con qualsiasi tipo di contratto; - collaboratori familiari che prestino in modo continuativo la propria attività lavorativa nello Studio di consulenza; - associati in partecipazione con poteri di rappresentanza; - associati in partecipazione con apporto di lavoro nello Studio di consulenza. 2. Ai fini dell accesso i soggetti di cui al comma 1 vengono identificati mediante tessera di riconoscimento rilasciata dalla Provincia sulla base di istanza in bollo avanzata dal titolare o legale rappresentante, secondo il fac simile predisposto dall ufficio trasporti della Provincia e corredata dalla documentazione di seguito indicata : a) n. 2 foto formato tessera; b) copia conforme all'originale del libro paga, aggiornato per i dipendenti o ogni altra documentazione valida per i soci e/o collaboratori familiari; c) dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atti di notorietà attestante il possesso dei requisiti di cui all'art. 3 lett. c), d), e) della L. 264/ L Amministrazione Provinciale accerta d'ufficio i requisiti soggettivi per verificare l'assenza di motivi ostativi all'insediamento del personale da abilitare all'accesso agli uffici pubblici. 4. Il rilascio della tessera è subordinato alla preventiva vidimazione della stessa da parte del Dirigente del Servizio. 5. Per la disabilitazione all'accesso agli uffici pubblici è necessaria apposita comunicazione all' Amministrazione Provinciale e restituzione della tessera di riconoscimento. ART. 18 ORARIO DI APERTURA 1. Entro trenta giorni dall inizio dell attività lo Studio di consulenza deve rendere noto alla Provincia l orario di apertura al pubblico, da esporre in modo visibile nei locali autorizzati. Qualsiasi variazione dello stesso va comunicata alla Provincia entro trenta giorni. 11
12 2. Parimenti il titolare o legale rappresentata dovrà comunicare alla Provincia il periodo di chiusura per ferie, prima dell inizio dello stesso. 3. Il mancato rispetto di quanto disposto ai commi precedenti costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art. 23 del presente Regolamento. ART. 19 TARIFFE 1. Entro il 31 gennaio di ogni anno lo Studio dovrà depositare in Provincia le tariffe praticate per ciascuna formalità ovvero una dichiarazione di non variazione delle stesse. 2. Una copia delle tariffe, nonché del logo per l attività dello Sportello Telematico dell Automobilista (S.T.A.), vistati entrambi dalla Provincia, dovrà essere permanentemente affissa in modo visibile al pubblico, presso i locali dello Studio in cui vengono acquisiti gli incarichi dei committenti. 3. Dovrà, inoltre, essere affisso, in modo visibile, un avviso che indichi la possibilità, per l utente, di inoltrare reclami in merito all attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto esercitata dallo Studio, anche al Dirigente dell Area competente in materia di trasporti della Provincia. 4. Il mancato rispetto dei termini di cui al comma 1, il mancato deposito delle tariffe e la mancata esposizione dei prezzi costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art. 23 del presente Regolamento. ART. 20 REGISTRO GIORNALE 1. Il titolare o legale rappresentante è tenuto a redigere e conservare nella sede di svolgimento dell attività di consulenza un Registro giornale in cui annotare tutti gli incarichi commissionati, numerato progressivamente e vidimato in ogni pagina ai sensi dell art c.c. 2. Le annotazioni sul registro-giornale vanno riportate secondo i criteri di cronologia ed immediatezza. Gli incarichi vengono registrati giornalmente nell ordine in cui sono assunti. 3. Nel registro vanno annotati: - il numero progressivo e la data dell incarico; - i dati identificativi del committente. Nell ipotesi in cui si tratti di un operatore economico (concessionario, rivenditore, ecc.), accanto ai suoi dati dovrà essere riportato il nominativo della persona fisica o giuridica per conto della quale l incarico viene commissionato; - i dati identificativi del relativo mezzo di trasporto (numero di targa e/o telaio) o del documento di circolazione o di guida (numero e data di rilascio della patente); - la natura dell incarico; - il tipo di adempimento a cui l incarico si riferisce; - la data dell eventuale rilascio della ricevuta di cui al successivo art La mancata annotazione anche di uno solo degli elementi di cui sopra, l annotazione tardiva, le cancellature o gli errori nella tenuta del Registro giornale costituiscono irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art. 33 del presente Regolamento. 5. Il Registro - giornale può essere tenuto anche su supporto informatico, purché nel rispetto delle procedure stabilite dal Ministero delle Finanze con Decreto Legge 10 giugno 1994, n. 357, art. 7 comma 2, convertito nella Legge 8 agosto n. 489 e modificato dall art. 3 della Legge 21 novembre 2000, n Il registro è tenuto a disposizione delle autorità competenti per le verifiche sulla correttezza del rilascio della ricevuta di cui al successivo art
13 ART. 21 RICEVUTE DI CONSEGNA DEI DOCUMENTI DI CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO O DEI DOCUMENTI DI ABILITAZIONE ALLA GUIDA 1. Quando gli utenti consegnano agli Studi di consulenza i documenti di circolazione dei mezzi di trasporto o i documenti di abilitazione alla guida per gli adempimenti di competenza, l addetto ad eseguire l incarico rilascia agli stessi una ricevuta conforme al modello allegato al Decreto Ministeriale 8 febbraio La ricevuta, che sostituisce a tutti gli effetti i documenti di cui al comma 1, ha validità massima di trenta giorni dalla data del rilascio annotata sul Registro giornale. 3. Entro trenta giorni dal rilascio della ricevuta gli Studi di consulenza mettono a disposizione dell utente l originale oppure l estratto dei documenti eventualmente emanato dagli uffici pubblici che ne curano il rilascio. 4. Alla scadenza del termine di cui al comma precedente non può essere rilasciata ulteriore ricevuta. 5. Chiunque rilascia la ricevuta di cui al presente articolo abusivamente o in maniera irregolare, ai sensi dell art. 92 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 Nuovo codice della strada, è soggetto alle sanzioni di cui all art. 26 del presente regolamento. ART. 22 VIGILANZA 1. La Provincia esercita funzioni di vigilanza sul rispetto delle norme del presente Regolamento e della legislazione vigente da parte dei soggetti che esercitano attività di consulenza. 2. La Provincia esercita l attività di vigilanza tramite: a) i Funzionari preposti del Servizio Trasporti, muniti di apposita tessera di riconoscimento. b) Il Corpo di Polizia Provinciale all uopo incaricato dell attività di vigilanza secondo le direttive del Presidente e secondo quanto previsto dal Regolamento del Corpo di Polizia Provinciale. 3. Il personale incaricato della vigilanza può accedere in tutti i locali utilizzati per lo studio di consulenza automobilistica, compiere tutti gli accertamenti necessari per verificare il permanere delle condizioni in base alle quali l'esercizio è stato autorizzato e gli elementi che possono pregiudicare il regolare svolgimento dell'attività. 4. La vigilanza viene effettuata: a) quando occorra garantire il rispetto di provvedimenti di diffida, sospensione e/o revoca, posti in atto dall'amministrazione Provinciale; b) quando pervengano segnalazioni, regolarmente sottoscritte e contenenti le generalità del segnalante, in ordine a presunte irregolarità connesse all'attività degli studi di consulenza automobilistica; c) quando dagli atti d'ufficio si possa configurare una presunta irregolarità nell'attività. 5. Ai fini della vigilanza, sono ritenuti validi anche eventuali verbali di accertamento redatti da personale ispettivo di altri Enti, quali Istituti Previdenziali, Assistenziali, Ispettorato del Lavoro, Vigili Urbani, Agenti di Polizia, Carabinieri, Motorizzazione Civile, ecc. 6. In particolare la vigilanza opera: a) sulla regolarità dell'esercizio dell'attività; b) sull'osservanza delle tariffe minime e massime e degli orari ; c) sullo svolgimento in forma esclusiva dell'attività di consulenza automobilistica nei locali sede degli uffici; d) sulla regolarità della tenuta del registro-giornale, che deve indicare gli elementi di identificazione del committente e del mezzo di trasporto, la data e la natura dell'incarico nonché gli adempimenti cui l'incarico si riferisce; 13
14 e) sugli adempimenti previsti per il registro giornale dall'articolo 2215 del c.c.; f) sul regolare rilascio all'interessato della ricevuta conforme al modello approvato con decreto del Ministero dei Trasporti 08/02/1992; g) sulla regolare annotazione sul registro giornale, nello stesso giorno del rilascio, della ricevuta, la quale sostituisce il documento di circolazione del mezzo o il documento di abilitazione alla guida per la durata massima di 30 giorni dalla data di rilascio; h) sulla messa a disposizione dell'interessato, entro 30 giorni dal rilascio della ricevuta, dell'estratto di cui all'art. 92 del Nuovo Codice della Strada. 7. L'opera di vigilanza è parimenti diretta alla repressione dell'attività di consulenza automobilistica"non regolare" o" abusiva" effettuata da soggetti non autorizzati. 8. Il verbale, che evidenzia le irregolarità riscontrate nell'esercizio dell' attività, viene trasmesso al dirigente dell Ufficio Trasporti della Provincia per l'adozione dei conseguenti provvedimenti. Copia del verbale viene immediatamente consegnata al titolare, al legale rappresentante o al socio amministratore da sottoscrivere per ricevuta o mediante invio con lettera raccomandata con avviso di ricevimento. 9. Il titolare o il legale rappresentante o socio amministratore, entro quindici giorni dalla contestazione (consegna del verbale) o dalla data di ricezione della lettera raccomandata di notificazione degli estremi della violazione deve far pervenire le proprie giustificazioni all' Amministrazione Provinciale e/o contro deduzioni potendo chiedere anche di essere sentiti. 10. Il Dirigente sente l interessato, ove questi ne abbia fatta richiesta, ed esamina i documenti inviati e gli argomenti esposti negli scritti difensivi: qualora ritenga accoglibili gli argomenti esposti negli scritti difensivi, emette ordinanza motivata di archiviazione. Diversamente, qualora le giustificazioni non siano ritenute sufficienti ovvero non siano pervenute nel termine prescritto, l'amministrazione Provinciale diffida il titolare o il legale rappresentante o il socio amministratore, con raccomandata con avviso di ricevimento, invitandolo ad eliminare le irregolarità entro un termine che, in ogni caso, non potrà essere inferiore a quindici giorni. 11. Nel caso di inottemperanza alla diffida di cui al comma 10 1' Amministrazione Provinciale adotta i provvedimenti sanzionatori di cui all'articolo 9 della L. 264/91, entro i successivi 30 giorni. 12. Con atto dirigenziale l'amministrazione Provinciale provvederà ad inviare agli uffici pubblici (P.R.A, UMC, Prefettura, etc.) l'elenco delle agenzie non funzionanti regolarmente, allo scopo di interdirne l'accesso, nelle more dell'adozione dei provvedimenti sanzionatori previsti. ART. 23 IRREGOLARITÀ 1. Con il termine irregolarità si intende, oltre a quanto esplicitamente individuato dai precedenti articoli con esclusione di quanto previsto all articolo 26 per il rilascio abusivo di ricevuta, ogni comportamento o fatto realizzato dal titolare o legale rappresentante dello Studio nell ambito dello svolgimento dell attività di consulenza che non sia conforme a quanto disposto dalla normativa vigente e dal presente Regolamento. 2. In caso di accertata irregolarità nell esercizio dell attività di consulenza, il Dirigente competente emana atto di diffida e, contestualmente, applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25,00 a 500, Qualora, a seguito di provvedimento di diffida, il titolare o legale rappresentante non rimuova il comportamento o fatto accertato come irregolare entro il termine assegnato, si realizza irregolarità persistente. Non costituisce irregolarità persistente la rilevazione di più irregolarità durante un unico accertamento. 4. Si ha irregolarità ripetuta in caso di recidiva, ossia quando la stessa violazione già accertata viene ripetuta nei tre anni successivi. Non costituisce irregolarità ripetuta la rilevazione di più irregolarità durante un unico accertamento. 14
15 5. Nei casi di cui ai commi 3 e 4 si applica, nei confronti dello Studio di Consulenza, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 516,00 a 2.582,00 e, contestualmente, la sospensione dell autorizzazione di cui all articolo 5 per un periodo da uno a sei mesi. 6. Nell ottica dei principi di tipicità e gradualità dell illecito amministrativo, l esatto importo delle sanzioni e il periodo di sospensione di cui al comma precedente sono determinati dalla gravità del comportamento illecito. 7. Alla contestazione di tre violazioni nell'arco di un triennio consegue la revoca dell'autorizzazione di cui all'art. 3 della L. 264/ Durante il periodo di sospensione lo Studio di Consulenza non può esercitare l attività di consulenza. Lo svolgimento dell attività in tale periodo costituisce esercizio non autorizzato della professione ed è soggetto alle sanzioni di cui all articolo 25. ART. 24 GRAVE ABUSO 1. L accertamento di gravi abusi nella gestione dell attività, così come identificati nel presente Regolamento, con esclusione di quanto previsto all articolo 26 per il rilascio abusivo di ricevuta, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.032,00 a 5.164,00 e con la revoca dell autorizzazione, fatta salva l eventuale responsabilità civile e penale. 2. L esatto importo della sanzione, compresa nella fascia di cui al comma precedente, è determinato dalla gravità del comportamento illecito. 3. In caso di revoca dell autorizzazione il titolare o legale rappresentante non può presentare istanza per il conseguimento di una nuova autorizzazione se non decorso almeno un anno dall emanazione del provvedimento di revoca. ART. 25 ESERCIZIO ABUSIVO O NON AUTORIZZATO DELL ATTIVITÀ DI CONSULENZA 1. Ai sensi del comma 4 dell art. 9 della L. 264/91 e smi, chiunque eserciti l attività di consulenza senza essere in possesso della prescritta autorizzazione è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.582,00 a , La Provincia, oltre ad applicare la suddetta sanzione, dà comunicazione dell illecito di cui sopra all autorità giudiziaria, per l eventuale concorso con esercizio abusivo della professione. 3. Commette esercizio abusivo della professione il titolare o legale rappresentante che esercita l attività di consulenza in carenza dell attestato di idoneità professionale, quando richiesto. Tale illecito è punito penalmente ai sensi dell art. 348 del codice penale. 4. Perché sussista l illecito di cui al comma precedente non occorre che l attività sia svolta in modo continuativo, essendo sufficiente anche il compimento di un solo atto illegale, purché svolto a titolo oneroso. ART. 26 RILASCIO ABUSIVO DI RICEVUTA 1. Ai sensi del comma 3 dell art. 92 del Codice della Strada, il rilascio abusivo della ricevuta di cui all articolo 21 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 389,00 a 1.559,00. Alla contestazione di tre violazioni nell arco di un triennio l autorizzazione viene revocata. 2. Ogni altra irregolarità nel rilascio della ricevuta è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 78,00 a 311,00. 15
16 ART. 27 COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO Tutte le sanzioni previste dal presente Regolamento saranno applicate previa comunicazione agli interessati di avvio del procedimento, ai sensi della Legge 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. ART. 28 PAGAMENTO DELLE SANZIONI Le sanzioni amministrative possono essere pagate in misura ridotta, pari ad un terzo dell importo massimo, cui vanno aggiunte le spese del procedimento, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione. ART. 29 NORMA DI RINVIO 1. Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si rimanda alla normativa vigente in materia di attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. 2. Gli importi di tutte le sanzioni indicate nel presente regolamento devono intendersi automaticamente aggiornati ai nuovi valori che saranno individuati da provvedimenti legislativi successivi alla sua entrata in vigore. ART. 30 ADEGUAMENTO NORMATIVO Le norme del presente Regolamento si intendono modificate per effetto di sopravvenute e vincolanti norme statali, regionali e statutarie. In tal caso, in attesa della formale modificazione del presente Regolamento, si applica la normativa sovraordinata. ART. 31 ENTRATA IN VIGORE Il presente regolamento entra in vigore dalla data di esecutività della Delibera di approvazione del Consiglio Provinciale ed è pubblicato all Albo Pretorio per 15 giorni consecutivi, oltre che sul sito Internet della Provincia. ART. 32 DISPOSIZIONI ABROGATIVE E abrogato il Regolamento per la disciplina dell attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto approvato con Deliberazione consiliare n. 16/2007 del 11/05/