Source: https://www.studiocataldi.it/guide_legali/guide-procedura-penale/misure-cautelari-personali.asp
Timestamp: 2018-07-21 04:14:45+00:00
Document Index: 97942333

Matched Legal Cases: ['art. 272', 'art. 272', 'art. 13', 'art. 273', 'art. 273', 'art. 274', 'art 275', 'art. 275', 'art. 275', 'art. 277', 'art. 278']

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Come sono disciplinate le misure cautelari personali, i principi generali e i criteri di applicazione
di Annamaria Villafrate - Le misure cautelari, disciplinate dalle disposizioni del titolo I, libro IV del Codice di procedura penale rispondono a principi applicativi e a criteri di scelta predeterminati a cui il giudice deve attenersi nel momento in cui le deve darvi esecuzione.
Misure cautelari personali: inquadramento normativo
Misure cautelari personali: principi di applicazione
Misure cautelari personali: criteri di scelta
L'applicazione delle misure cautelari personali che, come previsto dall'art. 272 c.p.p, limitano la libertà della persona, possono essere disposte solo a norma del titolo I, del libro IV del Codice di procedura penale, dedicato appunto alle “Misure cautelari personali”.
Il Capo I del titolo I contiene le disposizioni generali, che sanciscono i principi comuni e le condizioni che ne regolano l'applicazione:
principio di legalità e tassatività, sancito dall'art. 272 c.p.p che testualmente recita:“Le libertà della persona possono essere limitate con misure cautelari soltanto a norma delle disposizioni del presente titolo.” Questo significa che le misure cautelari sono solo quelle tassativamente previste dal titolo I, libro IV c.p.p e che possono essere applicate dall'autorità giudiziaria solo nei casi previsti dalla legge, per le finalità stabilite dal legislatore. In questo modo il codice di procedura attua pienamente i principi di legge e di giurisdizione che l'art. 13 della Costituzione prevede nel caso in cui risulti necessario porre dei limiti alla libertà della persona;
sussistenza del fumus commissi delicti, ossia la presenza di gravi indizi di colpevolezza, come previsto dall'art. 273 c.p.p secondo il quale “Nessuno può essere sottoposto a misure cautelari se a suo carico non sussistono gravi indizi di colpevolezza.”
assenza di cause di giustificazione, di non punibilità, o la presenza di una causa di estinzione del reato o della pena da irrogare. Il comma 2 dell'art. 273 c.p.p prevede infatti che: “Nessuna misura può essere applicata se risulta che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione o di non punibilità o se sussiste una causa di estinzione del reato ovvero una causa di estinzione della pena che si ritiene possa essere irrogata.
presenza di precise esigenze cautelari che, come previsto dall'art. 274 c.p.p sono:
a) pericolo di inquinamento delle prove o come meglio precisato dal punto a) "situazioni di concreto ed attuale pericolo per l’acquisizione o la genuinità della prova”;
b) fuga o pericolo di fuga dell’imputato "sempre che il giudice ritenga che possa essere irrogata una pena superiore a due anni di reclusione";
c) tutela della collettività quando "sussiste il concreto pericolo che questi commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l’ordine costituzionale ovvero delitti di criminalità organizzata o della stessa specie di quello per cui si procede".
Nell'applicare le misure cautelare il giudice deve attenersi ai seguenti criteri:
adeguatezza: come previsto dal comma 1 dell'art 275 c.p.p "Nel disporre le misure, il giudice tiene conto della specifica idoneità di ciascuna in relazione alla natura e al grado delle esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto";
proporzionalità: ai sensi del comma 2 dell'art. 275 c.p.p "Ogni misura deve essere proporzionata all’entità del fatto e alla sanzione che sia stata o si ritiene possa essere irrogata";
gradualità: il comma 3 dell'art. 275 c.p.p prevede che "La custodia cautelare in carcere può essere disposta soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata";
salvaguardia dei diritti: l'art. 277 c.p.p sancisce che "Le modalità di esecuzione delle misure devono salvaguardare i diritti della persona ad esse sottoposta, il cui esercizio non sia incompatibile con le esigenze cautelari del caso concreto";
determinazione della pena: come stabilisce l'art. 278 c.p.p "Agli effetti dell’applicazione delle misure, si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumato o tentato. Non si tiene conto della continuazione, della recidiva e delle circostanze del reato".