Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-552-cod-proc-penale-decreto-di-citazione-a-giudizio
Timestamp: 2019-12-15 15:06:13+00:00
Document Index: 157207559

Matched Legal Cases: ['art. 552', 'art. 180', 'art. 182', 'art. 552', 'art. 550', 'art. 415', 'art. 416', 'art. 552', 'art. 552', 'art. 178', 'art. 552', 'Cass. Sez. ', 'art. 552', 'Cass. Sez. ']

Art. 552 cod. proc. penale: Decreto di citazione a giudizio | La Legge per tutti
Art. 552 cod. proc. penale: Decreto di citazione a giudizio
1-bis. Qualora si proceda per taluni dei reati previsti dall’articolo 590, terzo comma, del codice penale, il decreto di citazione a giudizio deve essere emesso entro trenta giorni dalla chiusura delle indagini preliminari. (1)
1-ter. Qualora si proceda per taluni dei reati previsti dall’articolo 590, terzo comma, del codice penale, la data di comparizione di cui al comma 1, lettera d), è fissata non oltre novanta giorni dalla emissione del decreto. (1)
La violazione del termine a comparire, previsto dall’art. 552, comma 3, c.p.p., non determina nullità assoluta del decreto di citazione a giudizio, bensì una nullità generale di carattere intermedio, rilevabile d’ufficio ex art. 180 c.p.p. e deducibile, ex art. 182, comma 2, c.p.p., dalla parte interessata all'osservanza della norma violata, a pena di decadenza, prima dell'apertura del dibattimento, senza che, peraltro, la comparizione in giudizio del solo difensore comporti sanatoria della nullità, posto che l’impossibilità di dichiarare la contumacia dell’imputato impedisce che questi sia rappresentato dal difensore stesso, con conseguente necessità di rinnovazione della notifica.
Cassazione penale sez. V 08 luglio 2014 n. 42850
In tema di citazione a giudizio, non vi è incertezza sui fatti descritti nella imputazione quando questa contenga, con adeguata specificità, i tratti essenziali del fatto di reato contestato, in modo da consentire all'imputato di difendersi. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva escluso la genericità o l'indeterminatezza di una imputazione per il delitto di violenza privata che faceva riferimento al concorso dell'imputato con persone non identificate, in luoghi non tutti determinati e in tempi individuati con l'espressione "fino al "). (Annulla in parte senza rinvio, App. Napoli, 25/05/2012 )
Cassazione penale sez. V 18 ottobre 2013 n. 6335
Secondo il disposto dell'art. 552 c.p.p. per i casi di citazione diretta a giudizio ai sensi dell'art. 550, comma 2, lett. g), c.p.p., il relativo decreto è colpito da nullità se non preceduto dall'avviso previsto dall'art. 415 bis c.p.p. in tal modo è replicata la norma generale dell'art. 416 c.p.p.. Detta nullità investe un atto non del Tribunale ma del Pubblico Ministero: il decreto di citazione diretta a giudizio, compromettendo ovviamente tutti gli atti conseguenti. Pertanto la restituzione degli atti deve essere disposta con riferimento al Pubblico ministero procedente.
Cassazione penale sez. II 08 ottobre 2013 n. 43319
Non è abnorme il provvedimento che, lungi dall'essere avulso dal sistema, costituisce espressione dei poteri riconosciuti al giudice dall'ordinamento e che non determini la stasi del procedimento, potendo essere rinnovato dal P.M. al quale è stato trasmesso (nella specie, la Corte ha sottolineato che il giudice a quo, rilevata la irritualità del decreto di citazione a giudizio nella parte relativa alla mancata indicazione del giudice presso il quale doveva essere celebrato il dibattimento ai sensi dell'art. 552, comma 1, lett. d) c.p.p., nel restituirlo al P.M., implicitamente ritenendone la nullità, aveva esercitato un potere riconosciuto dalla legge, che non aveva determinato alcuna stasi del processo, giacché il vizio, che inficiava il provvedimento, era agevolmente sanabile da parte dell'organo che lo aveva emesso, con la sua rinnovazione mediante la precisa indicazione dei requisiti di legge).
Cassazione penale sez. VI 20 febbraio 2013 n. 10375
Non costituisce motivo di nullità del decreto di citazione a giudizio l'erronea indicazione della data del commesso reato, trattandosi di mera irregolarità che non impedisce all'imputato di articolare in modo compiuto le proprie difese. (Fattispecie in cui la data di commissione del reato indicata nel 21 aprile invece del 22 marzo, che non aveva, però, impedito all'imputato di difendersi nel merito delle accuse). Dichiara inammissibile, App. Trieste, 2/05/2012
Cassazione penale sez. I 31 gennaio 2013 n. 38703
La mancata sottoscrizione del decreto di citazione a giudizio da parte dell'ausiliario del p.m. costituisce mera irregolarità e non comporta alcuna nullità, in quanto non è espressamente prevista dall'art. 552, comma 2, c.p.p. e non rientra tra le previsioni generali di cui all'art. 178 c.p.p. Rigetta, App. Salerno, 08/03/2011
Cassazione penale sez. III 23 ottobre 2012 n. 45818
Non è meritevole di accoglimento l'eccezione sollevata dalla difesa circa la nullità del decreto di citazione diretta a giudizio per omessa osservanza dei termini di cui all'art. 552 comma 3 c.p.p. qualora il computo dei giorni ricompresi tra la notifica dell'avviso e la fissazione dell'udienza, detratti i giorni di sospensione feriale dei termini, sia inferiore a sessanta posto che l'istituto della sospensione feriale dei termini processuali nel periodo feriale, incide sui termini che hanno scadenza nel periodo indicato (1 agosto - 15 settembre) mentre non rileva ai fini del computo dei termini "liberi" di comparizione in giudizio. Esso non può, pertanto, trovare applicazione con riferimento alla notifica del decreto di citazione diretta a giudizio, i cui termini non devono, quindi, rimanere sospesi nel detto periodo.
Tribunale Milano sez. V 29 novembre 2011
Il decreto di citazione a giudizio è nullo per incertezza assoluta del fatto oggetto dell'imputazione non nel caso della semplice "indeterminatezza" dell'imputazione, ma soltanto quando l'imputato non sia stato di fatto posto in grado di intendere i termini concreti dell'accusa e di predisporre un'adeguata difesa. (Nella specie, relativa alla contestazione del reato di bancarotta semplice documentale, l'imputato aveva dedotto la nullità della contestazione per il fatto che questa non specificava quali scritture non fossero state regolarmente tenute; la Corte ha rigettato la doglianza evidenziando come il giudice di merito avesse potuto apprezzare che l'imputato, nel corso del procedimento, aveva avuto la possibilità di difendersi sul punto).
Cassazione penale sez. fer. 05 agosto 2010 n. 31407
Alessandro Schillaci ha detto:
30/03/2016 alle 10:11
Segnalo agli amministratori di questo pregevole sito che la massima citata in riferimento a Cass. Sez. V, 8 luglio 2014, n. 42850 non trova riscontro alcuno nella motivazione della sentenza, vertendo questa su profili differenti rispetto alla mancata osservanza del termine di comparizione ex art. 552 c.p.p..
Suggerisco in sostituzione di richiamare: Cass. Sez. III, 8 novembre 2012, n. 45948 (si veda pag. 2). In aggiunta anche Cass., Sez. IV, 11 febbraio 2014, n. 18554 (si veda pag. 4).
Avv. Alessandro Schillaci