Source: http://www.studiolegalecaracci.it/PACECIVILE/CONTRATTICONCLUSI.HTM
Timestamp: 2017-11-19 12:18:09+00:00
Document Index: 74322700

Matched Legal Cases: ['art. 1341', 'sentenza ', 'art. 1341', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 2702', 'art. 10', 'art. 1341', 'art. 1341', 'art. 1341', 'art. 20', 'art. 1510']

CONTRATTICONCLUSI
Obbligazioni – contratti conclusi via internet – clausole vessatorie – approvazione telematica – limiti.
La conclusione di un contratto di vendita tramite internet non comporta accettazione incondizionata delle clausole contenute nelle condizioni generali pubblicate sul web, poichè il D.P.R. n. 513/97, pur riconoscendo efficacia di scrittura privata al documento informatico, non comporta alcuna deroga alla disciplina delle clausole vessatorie di cui all’art. 1341 comma 2 cod. civ.
Obbligazioni – pubblicazione di condizioni di vendita su web – valore – invito a contrarre.
Le condizioni di vendita pubblicate da un’azienda su una pagina web assumono valore di invito a contrarre, che può dar luogo al perfezionamento del negozio giuridico tramite lo stesso mezzo ovvero con i mezzi tradizionali (fax e lettere)
La fattispecie concerne la problematica dell’applicabilità ai contratti conclusi tramite internet della disciplina delle clausole vessatorie.
La sentenza prende le distanze da un orientamento minoritario secondo cui la connessione internet determina una sorta di internazionalizzazione del consenso e, dunque, una tacita rinuncia alla cogenza delle singole normative nazionali.
Nella decisione, il Giudice di Pace riconosce piena forza vincolante al consenso dato tramite web, ma nel contempo considera tale negozio giuridico come contratto per adesione, con la conseguenza che le clausole vessatorie (nella fattispecie una clausola derogatoria della competenza), aggravando la posizione sinallagmatica del contraente “debole” (l’utente internet), necessitano di un’approvazione specifica ex art. 1341 c. 2 cod. civ.
(Giudice di Pace di Partanna n. 15/2002)
nella causa civile n° 206/2001 R.G.A.C.
CARTOTECNICA TIGRI di T. G., in persona dell’omonimo titolare, corrente in Partanna, elettivamente domiciliato in via Vitt. Emanuele n.31 presso lo studio dell’avv. Gianni Caracci che lo rappresenta e difende per procura a margine dell’atto di citazione
- E. S.p.a. in persona del Presidente del Consiglio di Amministrazione, con sede in Nova Milanese, elettivamente domiciliata in Partanna via Mazzini n.58 presso lo studio dell’avv. Elio Tranchida che la rappresenta e difende unitamente all’avv. Vincenzo Salerno del foro di Milano, giusta procura generale alle liti rep. 86154 in Notaio Prinetti del 4/12/2000
avente ad oggetto: Condannatorio.
- Ritenere e dichiarare che la E. S.p.A. ha ricevuto indebitamente dall’attrice l’importo di £. 2.870.400 senza che alla corresponsione di tale somma abbia fatto fronte la specifica prestazione della consegna di quanto ordinato (Notebook Toshiba SAT 1700 500 dvd);
- Condannare, per l’effetto, la medesima E S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in Nova Milanese nella via Saragat n.4, alla restituzione del predetto importo di £. 2.870.400, oltre al risarcimento dei danni patiti e derivanti dall’indisponibilità della macchina ordinata ed oltre ancora gli interessi dalla data del pagamento dell’indebito all’effettivo soddisfo, il tutto nei limiti della somma complessiva di £. 5.000.000;
- Con vittoria di spese, diritti e onorari.
Per la convenuta E. S.p.A:
Respinta ogni contraria eccezione e deduzione
- In via preliminare/pregiudiziale: dichiarare la propria incompetenza per territorio a favore del Giudice di Pace di Desio;
- In via principale e nel merito: rigettare la domanda di ripetizione e risarcimento danni siccome infondata. Con vittoria di spese, diritti ed onorari del presente giudizio, oltre alle spese, diritti ed onorari della fase monitoria già liquidati.
Con citazione notificata il 25/9/2001, la Cartotecnica Tigri, corrente in Partanna, ha convenuto in giudizio avanti l’intestato Giudice di Pace la E. S.p.A. in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in Nova Milanese (MI), per sentire far diritto alla sua richiesta di restituzione della somma di £. 2.870.400 per merce pagata, ma non consegnata.
Narrava l’attrice che il 28 maggio 2001 riceveva tramite corriere espresso materiale informatico, contenuto in n.10 colli, in precedenza ordinato alla ditta convenuta – il cui importo di £. 15.991.878 veniva pagato in contanti al corriere all’atto della consegna.
Soggiungeva che tra la merce ordinata e figurante in fattura, e quindi pagata, vi era un NOTEBOOK TOSHIBA SAT 1700 500 dvd (matr. S41733810G) che all’atto del disimballo dei dieci colli non veniva rinvenuto tra la merce recapitata.
Continuava affermando che l’inconveniente era stato immediatamente denunziato alla Società convenuta, la quale ometteva, tra l’altro, di riscontrare i fax del 4/6/2001, del 5/6/2001 e del 6/6/2001, nonché la formale diffida del 5/7/2001. Concludeva chiedendo la condanna della convenuta al pagamento di quanto indebitamente ricevuto, oltre risarcimento danni e interessi nei limiti della competenza per valore del Giudice adito.
Costituitasi regolarmente la E. S.p.A., eccepiva in via preliminare/pregiudiziale l’incompetenza territoriale del Giudice adito essendo, a suo avviso, competente il Giudice di Pace di Desio e ciò sia per deroga convenzionale tra le parti, sia con riferimento al foro generale delle persone giuridiche ex art. 19 c.p.c., sia infine con riferimento al foro concorrente di cui all’art. 20 c.p.c..
Nel merito chiedeva il rigetto della domanda attorea per infondatezza. Alla prima udienza la causa veniva rinviata per note e successivamente posta in decisione sulla competenza.
La eccezione di incompetenza territoriale, contenuta nella comparsa di costituzione e risposta e riproposta dalla E. S.p.A. all’udienza di prima di comparizione, è infondata e deve essere respinta.
Non è, infatti, condivisibile la tesi della E. S.p.A. secondo cui, essendosi svolta la contrattazione per via telematica, l’adesione al contratto manifestata dalla Cartotecnica Tigri comporta accettazione incondizionata di tutte le clausole contenute nelle condizioni generali di vendita, e quindi anche di quella che assegna alla competenza del Tribunale di Monza la risoluzione di ogni controversia.
Il D.P.R. 513/97 che all’art. 5 riconosce efficacia di scrittura privata ai sensi dell’art. 2702 al documento informatico, sottoscritto con firma digitale ai sensi del successivo art. 10, nulla dice a proposito delle clausole cosiddette vessatorie contenute in un contratto telematico, con la conseguenza che esse continuano ad essere regolate dall’art. 1341 co. 2, secondo il quale non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono a favore di colui che li ha predisposte, deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria. (Per inciso, il riferimento che l’attrice fa al solo Tribunale di Monza deve essere interpretato in senso tecnico come organo più noto di giurisdizione, mentre in effetti con la clausola de quo si è voluta regolare la competenza territoriale di ogni causa, di qualsiasi valore, relativa al contratto). Dagli atti prodotti non risulta che la E. abbia posto in particolare risalto la clausola derogativa della competenza territoriale; né dal modello del contratto né dalla successiva conferma risulta la specifica approvazione della clausola de quo, riportandone il contenuto ovvero il numero progressivo.
Anche nella fattura accompagnatoria, in fondo alla pagina, lato destro, a caratteri quasi illegibili, si indicano come approvate le clausole riportate a tergo del foglio, senza alcun specifico riferimento a quella sulla competenza territoriale.
Secondo la Corte Suprema di Cassazione “Non è idonea a integrare il requisito della specifica approvazione per iscritto, prevista dall’art. 1341 C.C. 2 co., l’approvazione della clausola di deroga convenzionale del foro contenuta nella sottoscrizione complessiva di altre clausole, enumerate secondo l’ordine, contenenti condizioni generali di contratto, perché è necessario che invece essa sia specifica e separata, si da richiamare l’attenzione del sottoscrittore su di essa, ancorchè non sia necessaria la ripetizione del suo contenuto (Cass. 1999/5832)”.
Va evidenziato inoltre che da nessun documento in atti risulta che parte attrice abbia dichiarato di aver preso visione delle clausole contenute nel contratto e che le abbia tutte approvate. Infatti quella pubblicata nel Web dalla E. deve essere considerato un invito a contrattare.
Tali inviti possono poi essere perfezionati con i mezzi tradizionali (fax e lettere) in modo che possa essere valutata la provenienza delle richieste e si possono fare debitamente sottoscrivere le clausole di deroga al foro competente o alla legge applicabile.
La convenuta ritiene invece che la conferma dell’ordine espressa dall’attrice “cliccando” nell’apposito tasto, ha comportato accettazione incondizionata di tutte le condizioni generali di vendita. Il che non è, essendo sempre applicabile l’art. 1341 C.C.
Ritiene il decidente che nella fattispecie la E. avrebbe dovuto ottenere un doppio assenso, premendo sull’apposito stato: uno di adesione e l’altro di approvazione delle clausole cosiddette vessatorie, tra le quali va annoverata quella relativa alla deroga sul foro territorialmente competente.
Rettamente, invece, la controversia è stata radicata avanti l’Ufficio del Giudice di Pace di Partanna, quale foro alternativo. Infatti ex art. 20 c.p.c. per le cause relative a diritti di obbligazioni è anche competente il giudice del luogo in cui deve eseguirsi l’obbligazione dedotta in giudizio. Ed invero, la pattuizione della consegna della merce al domicilio dell’acquirente mediante un mezzo di trasporto del venditore, quella relativa al “franco porto” ed infine la pattuizione del pagamento in contanti da effettuarsi nelle mani del corriere delegato dal venditore alla riscossione, costituiscono nel loro insieme deroga alla regola del luogo di consegna della merce al vettore fissato dall’art. 1510 co. 2 C.C., con le relative conseguenze quanto al locus destinatee solutionis ai fini della competenza territoriale.
Per i motivi sopra specificati rigetta l’eccezione di incompetenza territoriale del Giudice adito proposta dalla convenuta E. S.p.A.. Rinvia al definitivo il regolamento delle spese del giudizio.
Il Giudice di Pace di Partanna, definitivamente pronunziando, rigetta l’eccezione di incompetenza territoriale del giudice adito perché infondata in fatto e in diritto.
Rinvia al definitivo il regolamento delle spese del giudizio.
Così deciso nell’Ufficio del Giudice di Pace di Partanna il 12/11/2001