Source: http://www.insuranceitaly.it/come-cittadinanza-italiana/
Timestamp: 2019-09-22 18:50:22+00:00
Document Index: 137304114

Matched Legal Cases: ['art 5', 'art 9', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 14']

La cittadinanza è la condizione (status) del cittadino grazie alla quale gli viene riconosciuta la pienezza dei diritti civili e politici dall’ordinamento dello Stato. Coloro i quali non hanno la cittadinanza sono detti stranieri se hanno la cittadinanza di un altro Stato e apolidi se non hanno nessuna cittadinanza.
– Al Prefetto per le domande presentate dallo straniero residente legalmente in Italia;
– Al Ministro dell’Interno nel caso in cui sussistano ragioni riguardanti la sicurezza della Repubblica;
– Al Capo del dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, qualora il coniuge straniero abbia la residenza all’estero.
In Italia il diritto di cittadinanza è disciplinato principalmente dalla legge del 5 febbraio 1992, n. 91 (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-05;91!vig) ed è basata essenzialmente sullo IUS SANGUINIS. Secondo tale principio la cittadinanza può essere acquisita per nascita, ovvero se almeno uno dei genitori biologici ha la cittadinanza italiana.
Esistono tuttavia altri modi per ottenere la cittadinanza italiana. Essa può essere acquisita:
– in base ad una dichiarazione;
– a seguito di matrimonio (art 5 l. 91/92);
– per naturalizzazione (art 9 l.91/92).
Il minore straniero adottato da genitori italiani acquista la cittadinanza italiana tramite provvedimento dell’Autorità Giudiziaria Italiana in caso l’adozione sia effettuata in Italia, mediante provvedimento dell’Autorità straniera reso efficace in Italia con ordine di trascrizione nei registri dello stato civile emanato dal Tribunale per minorenni, in caso l’adozione sia effettuata all’estero.
Se lo straniero adottato è maggiorenne, può acquisire cittadinanza italiana per naturalizzazione una volta trascorsi 5 anni di residenza legale in Italia dal momento dell’adozione.
In Italia trova applicazione in circostanze eccezionali: se i genitori sono ignoti o apolidi, oppure se i genitori non trasmettono la propria cittadinanza al figlio secondo le disposizioni della legge dello Stato di appartenenza o se il minore è stato rinvenuto in una condizione di abbandono sul territorio italiano
Acquisizione volontaria della cittadinanza in base a una dichiarazione. Lo straniero nato in Italia:
Uno straniero nato in Italia può richiedere la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento della maggiore età (18 anni) a condizione che abbia vissuto legalmente e senza interruzioni su detto territorio (art. 4 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91). Viene concessa per beneficio di legge ed è sufficiente presentare una dichiarazione di volontà che deve essere resa presso l’ufficiale di Stato Civile entro il compimento del diciannovesimo anno di età. Dopo la verifica dei requisiti da parte dell’Ufficio di Stato Civile, l’interessato deve prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana come previsto dall’articolo 10 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91.
Acquisizione volontaria della cittadinanza in base ad una dichiarazione. Altri casi:
Lo straniero può richiedere la cittadinanza italiana se discendente da cittadino italiano per nascita, svolga il servizio militare nelle Forze armate o assuma un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, oppure se risieda in Italia nei due anni precedenti la maggiore età.
Acquisizione volontaria della cittadinanza per matrimonio con un cittadino italiano:
Secondo quanto stabilito dall’articolo 5 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91, i cittadini stranieri sposati con un cittadino italiano possono fare richiesta di cittadinanza non appena trascorsi due anni di matrimonio e successiva residenza in Italia (tre anni di matrimonio, se residenti all’estero). In caso ci siano figli nati o adottati dai coniugi i termini per presentare la domanda sono dimezzati.
La domanda si effettua online al sito https://cittadinanza.dlci.interno.it, registrandosi al portale per ottenere le credenziali di accesso. Dopo aver effettuato il login l’utente deve compilare tutti i campi previsti dal modulo e inserire i seguenti documenti obbligatori (vedi anche Circolare del Ministero dell’Interno del 6 agosto 2009):
– Regolarità della residenza legale (iscrizione anagrafica o titolo di soggiorno) da almeno due anni nel territorio della Repubblica dopo il matrimonio o altri termini previsti dalla legge;
– Certificato di nascita del Paese di origine completo di tutte le generalità;
– Certificato penale del proprio Paese e, nel caso in cui il richiedente abbia vissuto in un altro Paese (oltre a quello di origine e all’Italia) dopo aver compiuto 14 anni, dovrà presentare anche quello del Paese terzo;
– Ricevuta del versamento di 200,00 euro.
– Copia del documento di riconoscimento autenticata dalla Rappresentanza diplomatico/consolare dello Stato che lo ha rilasciato
Una volta inoltrata la domanda telematica, l’utente verrà convocato presso la Rappresentanza diplomatica che ha ricevuto la richiesta per l’identificazione e il completamento della domanda, alla quale bisognerà consegnare copia cartacea dei documenti precedentemente inseriti online più i seguenti documenti:
– Estratto dell’atto di matrimonio;
– Certificato di cittadinanza italiana del coniuge.
Acquisizione volontaria della cittadinanza per naturalizzazione:
Secondo quanto disciplinato dall’articolo 9 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91, si può richiedere la cittadinanza italiana se si è legalmente residenti sul territorio italiano da almeno dieci anni, con le seguenti eccezioni:
– 3 anni se lo straniero è nato e risiede in Italia o se il padre, la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado dello straniero sono stati italiani per nascita;
– 4 anni se lo straniero è cittadino di uno stato membro dell’Unione Europea;
– 5 anni se lo straniero è apolide o rifugiato politico oppure se viene adottato ed è maggiorenne.
– non è richiesto alcun periodo di residenza per gli stranieri che hanno prestato servizio allo Stato per un periodo di almeno cinque anni, anche all’estero.
La domanda per l’ottenimento della cittadinanza per naturalizzazione deve essere presentata online, registrandosi al portale del sito dedicato al servizio: Clicca qui e compilando l’apposito modulo. Alla domanda vanno allegati i seguenti documenti scannerizzati:
– Certificato penale del Paese di origine (ed eventualmente di Paesi terzi di residenza) completo di traduzione legalizzata;
– Certificato di nascita e relativa traduzione legalizzata nel caso fosse scritto in una lingua differente dall’italiano;
– Permesso di soggiorno o attestazione di soggiorno;
– Ricevuta del versamento di 200,00 euro per il contributo;
– Estremi di una marca da bollo telematica del valore di 16,00 euro;
– Autocertificazione di possesso di un reddito sufficiente all’auto sostentamento, secondo il parametro fissato per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, che dovrà essere minimo:
8.263,31 euro annui per richiedenti senza persone a carico;
11.362,05 euro annui per i richiedenti con coniuge a carico, aumentabili di euro 516,00 per ogni ulteriore persona a carico;
– Se si è straniero apolide o rifugiato politico allegare il certificato di riconoscimento di tale stato. Bisognerà inoltre portare in visione l’originale.
Per completare la procedura e ottenere la cittadinanza italiana, il richiedente, entro sei mesi dalla notifica dovrà prestare giuramento alla Repubblica Italiana presso il Comune di residenza, così come previsto dall’articolo 10 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91.
Il termine per concludere la procedura per l’ottenimento della cittadinanza è di 730 giorni, secondo quanto stabilito dall’articolo 3 del D.P.R. n.362/1994.
Cosa fare se sono trascorsi più di 730 giorni?
In base a quanto stabilito dalla legge 241/90 sulle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, se, trascorso tale periodo, la pratica non risultasse conclusa, lo straniero può inviare dei solleciti alla Pubblica Amministrazione entro l’anno da quando sono decorsi i due anni senza ottenere risposta.
Se la domanda è stata presentata per matrimonio, questa non può essere rigettata oltre i 730 giorni, ai sensi dell’art. 8, comma 2 della legge n. 91/92 sulla cittadinanza. Lo straniero richiedente diventa quindi titolare di un diritto soggettivo, per far valere il quale può ricorrere al giudice ordinario. Quest’ultimo, dopo aver effettuato la verifica dei requisiti, riconosce allo straniero la cittadinanza nel caso in cui il Ministero non abbia adottato il decreto di riconoscimento o di rifiuto della cittadinanza entro i termini stabiliti.
Se la domanda è stata, invece, presentata per residenza, l’eventuale ritardo della procedura non significa il rifiuto o l’accoglienza della stessa. In questo caso, lo straniero può presentare istanza al Tribunale amministrativo regionale (TAR) il quale, in caso di vittoria della causa da parte dello straniero, può obbligare il Ministero dell’Interno a concludere la pratica.
Secondo l’articolo 9, comma 2 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91 il Presidente della Repubblica può concedere la cittadinanza italiana emanando un decreto, dopo aver sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministero dell’interno, allo straniero che abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.
Tale procedura non può essere avviata dallo straniero, ma, previa sua dichiarazione di assenso all’acquisto della cittadinanza, c’è bisogno di una proposta presentata da enti, personalità pubbliche o altri che comprovino una diffusa valutazione circa la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge in capo all’eventuale destinatario.
Anche in questo caso il decreto presidenziale di concessione della cittadinanza italiana non ha efficacia se l’interessato non presta il giuramento di fedeltà alla Repubblica previsto dall’art. 10 della legge.
La Legge 14 dicembre 2000, n. 379 riconosce la cittadinanza italiana ai nati e già residenti nei territori dell’ex impero austro-ungarico e ai loro discendenti che abbiano i seguenti requisiti:
La Legge 8 marzo 2006, n. 124 riconosce la cittadinanza italiana a coloro i quali erano residenti in Istria, Fiume e Dalmazia (e ai loro discendenti) nel periodo fra il 1940 e il 1947 avendo perso la cittadinanza italiana a causa della cessione dei suddetti territori alla Repubblica Jugoslava in seguito ai Trattati di Parigi del 10 Febbraio 1947 e a coloro i quali erano residenti fino al 1977 nella zona B dell’ex Territorio Libero di Trieste (e ai loro discendenti) che hanno perso la cittadinanza italiana a causa della cessione del suddetto territorio alla Repubblica Jugoslava in seguito al Trattato di Osimo del 10 Novembre 1975.
Coloro che rientrano in queste categorie devono presentare i seguenti documenti:
– Certificazione o documentazione dalla quale risulti il possesso, da parte del proprio genitore o dell’ascendente in linea retta, dei requisiti di cui ai sopracitati punti 4-5-6 (e 7 in caso di richiesta in base alla legge 14 dicembre 2000, n. 379);
– Certificato di nascita attestante il rapporto di discendenza diretta tra il richiedente e il genitore o ascendente;
– Certificato attestante il possesso della cittadinanza straniera;
– Ricevuta del versamento di 200,00 euro;
– Attestazione rilasciata da eventuali Associazioni o Comunità di italiani, presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la conoscenza della lingua e cultura italiane in capo ai richiedenti;
– Ogni altra utile documentazione idonea a comprovare la conoscenza della lingua e cultura italiane.
Si può perdere la cittadinanza italiana automaticamente o presentando una richiesta formale.
La cittadinanza si perde automaticamente se:
– art. 12, comma 1 legge n. 91/92: il cittadino che si arruoli volontariamente nell’esercito di uno Stato straniero o che accetti una carica o un incarico pubblico presso uno Stato straniero o un ente straniero cui l’Italia non partecipa e non ottemperi, nel termine fissato, all’intimazione che il Governo italiano può rivolgergli di abbandonare l’impiego, la carica o il servizio militare;
– art. 12, comma 2 legge n. 91/92: in caso di guerra contro uno Stato straniero il cittadino italiano presti servizio militare o svolga un incarico pubblico presso lo stato avversario;
– art. 3, comma 3 legge n. 91/92: al cittadino italiano adottato venga revocata l’adozione per un fatto a lui imputabile.
Può presentare richiesta formale per la perdita della cittadinanza:
– art. 3, comma 4 legge n. 91/92: il cittadino adottato maggiorenne, in caso di revoca dell’adozione per un fatto imputabile ai genitori adottivi;
– art. 11 legge n. 91/92: il cittadino italiano che decide di stabilire la propria residenza all’estero e possiede, acquista o riacquista un’altra cittadinanza;
– art. 14 legge n. 91/92: il cittadino italiano maggiorenne che abbia acquisito la cittadinanza da minorenne a seguito di acquisto o riacquisto della cittadinanza da parte di uno dei genitori.
Per presentare richiesta formale di rinuncia alla cittadinanza italiana è necessario allegare i seguenti documenti:
– Documentazione relativa al possesso di cittadinanza straniera;
– Se richiesta, documentazione relativa alla residenza all’estero;
– Atto di nascita rilasciato dal Comune presso il quale è stato iscritto o trascritto;
Il riacquisto della cittadinanza è disciplinato dall’articolo 13 della legge 91/92 e può avvenire tramite la presentazione di una dichiarazione da parte del richiedente presso l’Ufficio consolare competente. Tale dichiarazione deve essere completa dei seguenti documenti:
– Documentazione che attesti il trascorso possesso della cittadinanza italiana;
– Documentazione che attesti il possesso della cittadinanza straniera o lo stato di apolidia;
– Certificato di situazione familiare.
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