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Timestamp: 2019-10-18 09:06:59+00:00
Document Index: 47015114

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 45']

Martedì 22 Novembre 2016 10:46
Qualora un contribuente per qualunque motivo salti il pagamento di una delle rate previste per il saldo e l'acconto delle imposte derivanti dal modello Unico, ha la possibilità di procedere al pagamento della stessa attraverso l'applicazione del ravvedimento operoso.
Lo strumento del ravvedimento operoso può essere utilizzato dal contribuente (art. 13 del Dlgs n. 472 del 1997 - pdf) per regolarizzare la propria posizione irregolare e permette di versare insieme alla mancata imposta non versata sia gli interessi che le sanzioni in percentuale più bassa rispetto alle sanzioni e gli interessi che verrebbero comunicati dall'agenzia delle entrate al momento dell'emissione dell'avviso bonario.
Lunedì 21 Novembre 2016 15:27
Con sentenza 13917/2016 la Corte di Cassazione si è pronunciata sull'obbligo, da parte di società ditte individuali e professionisti, di dotarsi di un indirizzo di posta certificata elettronica da utilizzarsi negli scambi di informazioni tra persone imprese, enti, amministrazione pubblica e professionisti.
Con tale sentenza la Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova di aver aperto un indirizzo pec, di tenerlo sempre attivo e di controllarlo spetta alle imprese ovvero all'intestatario dell'utenza. Quest'ultimo può anche delegare la gestione/manutenzione del proprio indirizzo di posta a persone esperte del ramo. Inoltre sempre la stessa Corte di Cassazione sostiene che l'intestatario della pec deve controllare tutti i messaggi di posta ricevute, anche quelli indesiderati.
Venerdì 18 Novembre 2016 08:11
Con sentenza emessa dai tribunale di Bari n. 689/2016 è stato considerato legittimo il licenziamento del dipendente anche in presenza di piccoli furti.
Il caso presentato nel tribunale di Bari, tratta la legittimità del licenziamento di un dipendente "autista di un pulmino" a seguito del furto di circa 3 litri di carburante.
Il dipendente a seguito del furto veniva denunciato dall'azienda, condannato penalmente e successivamente licenziato dall'azienda stessa.
Il conducente però ritenendo il licenziamento ingiusto poichè esagerato rispetto al danno subito dall'azienda, ricorreva prima al giudice del lavoro e poi al tribunale di Bari per opporsi al licenziamento e richiedere il reintegro.
La richiesta del dipendente è stata prima respinta dal giudice del lavoro e poi dal giudice del tribunale di Bari con la seguente sentenza:
"Il furto, anche se di piccole entità ha compromesso irreversibilmente il rapporto di fiducia tra il dipendente e il suo datore di lavoro. I riferimenti della sentenza sono legati al Regio Decreto 148/1931 art. 45 n.4 allegato A. Tale normativa evidenzia che il licenziamento in esame non è collegato alla proporzionalità del danno provocato all'azienda cioè al furto di 3 litri circa di carburante ma alla compromissione del rapporto tra le parti.
PROLUNGAMENTO NEL 2017 DEGLI SGRAVI CONTRIBUTIVI PER 8 REGIONI