Source: https://www.recuperolegale.it/tag/infografica/
Timestamp: 2020-02-29 03:26:08+00:00
Document Index: 130938535

Matched Legal Cases: ['art. 642', 'art. 642', 'art. 642', 'art. 642', 'art. 101', 'art. 101', 'sentenza ']

Infografica Archivi - Recupero Legale
In questa guida ti spiegherò 4 regole fondamentali che dovrai seguire per recuperare il tuo credito da lavoro.
Questa guida è rivolta a tutti i lavoratori dipendenti che hanno prestato attività lavorativa periodica e continuativa per un’azienda.
Non fraintendermi, anche un lavoro prestato in modo occasionale (come ad esempio quello per una singola consulenza esterna) fa nascere un “credito da lavoro”.
Ma in questo articolo tratteremo in modo più specifico come recuperare crediti da lavoro, nascenti da rapporti di lavoro subordinati, o rapporti di lavoro che per la loro natura sono assimilabili ai rapporti di lavoro subordinati.
A volte l’assenza del contratto era causata dallo smarrimento del documento.
Devi sapere che, anche se non possiedi una copia firmata del contratto di lavoro, la legge ti consente di ottenere una tutela giuridica in sede giudiziale.
Per tutelare lo squilibrio contrattuale che esiste tra il datore di lavoro e il suo dipendente, la legge consente alla parte contrattualmente più debole (il dipendente) di poter provare l’esistenza del rapporto anche grazie alle prove cosidette “atipiche”.
Infatti come già ti ho spiegato nel primo punto, la legge ti consente di provare che hai svolto il tuo lavoro grazie alle prove “atipiche” ma anche e soprattutto grazie alle prove testimoniali.
Puoi chiamare a testimoniare in udienza tutti i tuoi ex colleghi di lavoro che avevi al tuo fianco durante la tua esperienza lavorativa.
In molti casi un dipendente che lavora ancora per la tua ex società sarà in difficoltà nell’accettare la tua richiesta di testimonianza.
Ma ricorda che, una volta citato in giudizio, il testimone ha l’obbligo di presentarsi e di dichiarare la verità sui fatti per cui è chiamato a rispondere.
Pertanto ricorda questo principio se un tuo ex collega ti comunicherà che non vuole essere chiamato in giudizio.
Questo succede molto spesso quando le parti non avevano sottoscritto un accordo.
La maggior parte dei Patronati e dei CAF offre questo servizio a titolo gratuito, e consegna il documento nel giro di qualche settimana.
E’ sempre preferibile tentare di avviare una trattativa stragiudiziale di recupero: molte aziende preferiscono risolvere il contenzioso in via bonaria.
Rivolgiti ad un legale e presenta la tua richiesta al Giudice: in base alle prove in tuo possesso ti sarà possibile richiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo o promuovere una causa ordinaria secondo il rito del lavoro.
In caso di mancato pagamento, ti conviene avviare una causa contro il tuo ex datore di lavoro; i tempi processuali sono ridotti e le spese che dovrai sostenere sono minori rispetto agli altri giudizi.
Leggi il riepilogo cliccando sulla 1° infografica qui sotto
Clicca sulla 2° infografica qui sotto
La trattativa telefonica è una delle attività di recupero più utilizzate nelle grandi società.
Gestire una trattativa stragiudiziale telefonica non è un’attività semplice; per avere successo e raggiungere il risultato programmato è molto importante ideare una strategia che consenta di transigere il contenzioso in tempi celeri.
Il telefono: uno strumento scoperto tanti anni fa ma che si rivela insostituibile nella nostra vita quotidiana e nelle attività imprenditoriali.
Cambiano i tempi ma non i risultati: anche adesso le transazioni condotte per telefono producono risultati davvero soddisfacenti.
Se vuoi scoprire come recuperare crediti per telefono, è molto importante che tu conosca quali sono le 4 fasi di una trattativa stragiudiziale.
Le principali informazioni che devi possedere sono:
Prima di avviare una trattativa telefonica, dovrai studiare le caratteristiche del debitore ed individuare i suoi “punti deboli”.
Ti consiglio di analizzare, grazie all’aiuto di un consulente, tutte le caratteristiche della controparte per individuare il percorso più adatto per il tuo obiettivo.
Il debitore afferma di essere disoccupato mentre invece è pensionato?
Più informazioni possiedi più sarà facile condurre la trattativa.
Adesso che hai individuato i punti deboli della controparte, e dopo aver studiato un piano strategico, sei pronto ad avviare una trattativa.
Per questo motivo ti consiglio di richiedere il pagamento del tuo credito inviando una diffida al debitore.
Un piccolo trucco: se non riesci a parlare con il debitore lasciagli un messaggio cercando di incuriosirlo. Questa frase funziona quasi sempre: “Può farmi richiamare dal sig. TIZIO (debitore) perché ho comunicazioni urgenti che lo riguardano”.
Ricorda che rivelare a terzi il motivo della chiamata (specie se si tratta di una situazione debitoria) ti può esporre ad un responsabilità civile per violazione dell’obbligo di riservatezza.
Nel corso della trattativa telefonica prendi appunti e segna tutte le contestazioni che ti rivolgerà il debitore.
Devi sapere che poche persone sanno davvero mentire senza lasciare qualche indizio; mi è capitato molte volte di smascherare delle bugie proprio durante il corso della telefonata.
Se annoti le informazioni sospette, quando sentirai la seconda bugia potrai chiedere di spiegare l’incongruenza con la prima informazione.
In questo modo farai capire al tuo interlocutore che non è il caso di raccontarti delle bugie, perché tu sei così abile da accorgertene.
Quando la trattativa si conclude con la firma di un atto, le probabilità di recupero aumentano notevolmente.
Clicca sulla 2° infografica
Ogni strumento (consentito dalla legge) che ti consente di ottenere il pagamento da parte del debitore può essere adattato alle tue esigenze e alla tua realtà aziendale.
Lo studio degli esperti ci permette spesso di evitare di commettere errori individuando immediatamente le soluzioni migliori per risolvere un problema.
Analizzando il comportamento delle banche potrai organizzare la tua strategia di recupero in modo corretto avendo già un modello da seguire, che potrai adattare alla tua situazione aziendale.
Non tutti i crediti insoluti sono uguali: secondo le direttive della Banca d’Italia i crediti che non sono recuperati da diverso tempo (anche definiti come crediti deteriorati o crediti NPL) vengono suddivisi in 3 categorie.
In questa pagina puoi trovare una spiegazione più completa del processo di deterioramento del credito.
Non appena hai individuato la categoria in cui inserire il tuo credito insoluto, analizza la strategia utilizzata dalle Banche e adattala al tuo caso, applicando le modifiche opportune.
Secondo le statistiche fornite da Banca d’Italia, quando il credito è poco deteriorato (come nel caso dei crediti “past due”) le probabilità di recupero tramite attività stragiudiziale crescono notevolmente.
Se il tuo credito insoluto rientra nella categoria dei “past due” ti conviene avviare una trattativa stragiudiziale o una mediazione civile.
Il rifinanziamento consiste nell’erogazione di una nuova somma di denaro che in parte azzera il precedente debito, ed in parte rimane nella disponibilità del correntista per consentirgli di effettuare nuove operazioni imprenditoriali.
Se il tuo credito insoluto rientra nella categoria degli “unlikely to pay” puoi suggerire al tuo debitore di rinegoziare le modalità di pagamento, inserendo delle scadenze più dilazionate, o compensando il tuo credito con beni o servizi erogati dal tuo stesso debitore.
In Italia il numero di crediti “defaulted” è molto alto e costituisce una vera e propria paralisi del sistema bancario.
In questo modo la Banca realizza un piccolo incasso che non copre certamente tutte le perdite subite, ma limita i danni dovuti dal mancato pagamento.
Se il tuo credito insoluto rientra nella categoria dei “defaulted” puoi scegliere se cedere la posizione a terzi, producendo un piccolo utile; in alternativa puoi scegliere di avviare una causa giudiziale contro il debitore.
https://www.recuperolegale.it/wp-content/uploads/2018/07/Come-recuperare-crediti-insoluti.jpeg 980 1400 Recupero Legale /wp-content/uploads/2017/11/recuper-legale.png Recupero Legale2018-07-22 12:15:322020-02-28 12:15:00Come recuperare crediti insoluti: le 3 strategie più utilizzate dagli istituti di credito
In questo articolo ti spiegherò cos’è un decreto provvisoriamente esecutivo e quali sono i casi principali in cui il Giudice accoglierà la tua richiesta di provvisoria esecuzione.
Il decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, invece, è quel provvedimento giudiziale che obbliga il debitore al pagamento immediato di una somma di denaro nei confronti del creditore.
Questo significa che potrai pignorare i beni del debitore molto prima rispetto ai tempi previsti dalla legge; in questo modo otterrai un enorme vantaggio rispetto agli altri creditori.
Ricorda quindi che la provvisoria esecuzione va espressamente richiesta.
A tal proposito ricorda che la concessione della provvisoria esecuzione in alcuni casi è espressamente prevista dalla legge (art. 642 c.p.c. 1° comma) in altri invece è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice (art. 642, 2° comma).
Se sono trascorsi 40 giorni senza che il debitore presenti opposizione, il decreto ingiuntivo diventa definitivamente esecutivo e non può essere più contestato dalla controparte.
Per titolo esecutivo si intende quel provvedimento giudiziale o stragiudiziale che ti consente di procedere direttamente con l’esecuzione forzata (il pignoramento) nei confronti del tuo debitore.
In questo caso, infatti, le cambiali sono già un titolo esecutivo e non c‘è bisogno che tu agisca in giudizio per ottenerlo.
In questo caso, infatti, potrai richiedere ed ottenere dal giudice la provvisoria esecuzione del decreto.
Infatti, il documento sottoscritto dal debitore viene considerato una prova dell’esistenza del diritto di credito e ti permetterà di ottenere dal giudice la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo (art. 642, 2° comma).
Se il debitore non dovesse effettuare il pagamento, la firma di questo accordo potrebbe procurarti un vantaggio in sede giudiziale, poiché ti permetterà di ottenere un decreto provvisoriamente esecutivo.
Questa situazione, infatti, può procurarti un enorme vantaggio se dimostri al giudice che lo stato in cui si trova l’azienda debitrice può pregiudicare in modo grave il tuo credito (art. 642, 2° comma).
Grazie a questa procedura l’azienda cerca di ottenere il denaro necessario per pagare i creditori attraverso la vendita di beni mobili o immobili o attraverso la riscossione di crediti.
? Per dimostrare che quanto affermi è vero ti consiglio di utilizzare i seguenti documenti:
https://www.recuperolegale.it/wp-content/uploads/2018/07/Decreto-provvisoriamente-esecutivo.jpg 835 1111 Recupero Legale /wp-content/uploads/2017/11/recuper-legale.png Recupero Legale2018-07-15 11:04:162020-02-08 08:50:43Decreto provvisoriamente esecutivo: i 3 casi in cui è possibile ottenerlo
Scopri come recuperare crediti da clienti senza aspettare la mossa del debitore
Come recuperare crediti da clienti: ti confesso che questa è una delle domande che ricevo più spesso durante le consulenze telefoniche.
Qualsiasi sia il settore in cui tu operi, probabilmente ti sarà capitato di dover affrontare un caso simile.
Il tuo cliente non ha pagato il tuo lavoro e adesso devi cercare di recuperare i soldi che ti deve.
Il classico problema…
In molti altri articoli ho già spiegato quali sono le cose più importanti da fare nel caso in cui tu abbia dei crediti insoluti.
Se devi ricevere il pagamento da parte del tuo cliente, avrai verificato che non sempre è sufficiente l’invio di una diffida o pec: il debitore spesso rimane indifferente e continua ad ignorare le tue richieste.
In questi casi c’è solo un rimedio: rivolgerti ad un professionista del recupero.
Ma oggi voglio suggerirti uno strumento alternativo.
Una nuova soluzione…
In questo articolo voglio parlarti di una nuova soluzione che ti spiegherà come recuperare crediti da clienti.
L’unico modo che ti permetterà di evitare un insoluto è quello di attuare un strategia di prevenzione durante la fase di contrattazione con il tuo cliente.
Se seguirai questi 4 consigli potrai ridurre al minimo il rischio di insolvenza e verificherai in tempo reale la serietà e la solidità economica della tua controparte.
Come recuperare crediti da clienti: i 4 consigli per evitare insoluti.
1. STIPULA UN CONTRATTO: PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE
Il primo passo che dovrai compiere è quello di stipulare un contratto con il tuo cliente.
Ti sembrerà scontato, ma molti imprenditori non hanno l’abitudine di far firmare un contratto al cliente.
Non sai come scrivere un contratto in modo corretto? Forse questo articolo può aiutarti.
Un contratto scritto in modo corretto riduce moltissimo il rischio di mancato pagamento.
Sfruttando i dati raccolti nell’ultimo anno dal nostro studio legale, è emerso che quando il credito è fondato su un contratto scritto in modo corretto, le probabilità di recupero aumentano e si aggirano attorno al 73%.
Senza contratto è tutto più difficile e soprattutto i tempi di recupero aumentano notevolmente in caso di contenzioso giudiziario.
Un contratto sottoscritto dal debitore, invece, ti permette di ottenere molti vantaggi in sede giudiziale.
2. DEFINISCI IN MODO DETTAGLIATO COME VA ESEGUITO IL LAVORO
Una delle scuse principali utilizzate dai debitori per non pagare, è quella di contestare il lavoro eseguito dal professionista.
A volte capita che il cliente contesti il tuo lavoro, affermando che la tua prestazione non è conforme alle sue istruzioni.
Probabilmente sta mentendo per cercare di non pagare, ma il punto è un altro.
Come fai a dimostrare che sta mentendo?
Se non hai un contratto che descrive in modo dettagliato come doveva essere effettuato il tuo lavoro, non potrai dimostrare che hai eseguito le direttive del cliente.
In una causa giudiziale potresti ricorrere alla prova per testi o produrre le mail del tuo cliente; in entrambi i casi i tempi di recupero si allungano.
Al contrario se descrivi nel contratto come e cosa dovrai fare, sarà molto difficile per il cliente contestare il tuo lavoro.
In questo modo potrai dimostrare in qualsiasi momento davanti ad un Giudice (esibendo il contratto firmato dal cliente) che entrambe le parti si erano accordate in modo preciso su come andava effettuato il lavoro.
3. RICHIEDI UN ANTICIPO PRIMA DI COMINCIARE IL LAVORO
Vuoi mettere alla prova il tuo cliente per verificare se puoi fidarti di lui?
Chiedi un anticipo prima di cominciare il tuo lavoro; in questo modo imporrai una scelta al tuo cliente.
Se ti sceglie e se vuole sfruttare le tue abilità dovrà pagare una somma anticipata.
Ti assicuro che grazie a questo rimedio verificherai immediatamente se la tua controparte è affidabile, e ti libererai di tutti quei clienti che possono trasformarsi in debitori.
D’altronde perché un cliente dovrebbe rifiutarsi di versare un acconto al professionista che ha scelto?
Se la tua controparte rifiuta di versare l’acconto iniziale, hai già un importante indizio su quello che potrà accadere dopo.
4. FISSA DEI TERMINI DI PAGAMENTO INTERMEDI
Dopo aver firmato il contratto, e dopo aver stabilito come dovrà essere eseguito il lavoro, ti consiglio di concordare con il cliente dei termini di pagamento intermedi.
Mi spiego meglio: se devi realizzare un sito web potresti concordare dei termini di pagamento intermedi, chiedendo al tuo cliente di pagare l’intero importo in 3 rate.
Fin qui tutto semplice: si tratta di un pagamento dilazionato.
Ma quello che ti suggerisco è diverso: una volta che avrai fissato le date dei 3 pagamenti, organizza il tuo lavoro in obiettivi intermedi.
Se raggiungi il primo obiettivo allora il cliente deve pagare la prima rata: se non ti paga la prima rata, tu sospendi immediatamente il lavoro.
Se invece il cliente paga la prima rata allora tu potrai cominciare con il secondo obiettivo di lavoro. Continua così fino a quando avrai terminato gli obiettivi.
In questo modo non sarai costretto a svolgere l’intero lavoro, rischiando persino di non venire pagato.
Così potrai limitare i danni, eseguendo soltanto una parte dell’incarico; se il cliente non paga non sarai tenuto a proseguire la tua attività.
Devi realizzare un sito web: organizza il lavoro in step intermedi.
STEP 1: Pubblicazione della home page;
STEP 2: Pubblicazione delle pagine del sito;
STEP 3: Inserimento dei testi.
Ad ogni step fissa il pagamento del tuo lavoro, così se il cliente non ti paga al primo step, puoi interrompere il lavoro e limitare le tue perdite.
Come recuperare crediti da clienti: quali sono i consigli per evitare insoluti?
Stipula un contratto: prevenire è meglio che curare;
Definisci in modo dettagliato come va eseguito il lavoro;
Richiedi un anticipo prima di cominciare il lavoro;
Fissa dei termini di pagamento intermedi.
Come recuperare crediti da clienti: i consigli per prevenire insoluti
9 Luglio 2018 /da Recupero Legale
https://www.recuperolegale.it/wp-content/uploads/2018/07/Come-recuperare-crediti-da-clienti.jpeg 720 1280 Recupero Legale /wp-content/uploads/2017/11/recuper-legale.png Recupero Legale2018-07-09 07:24:202020-02-08 08:54:52Come recuperare crediti da clienti: 4 consigli per evitare insoluti
Quando puoi ottenere la defiscalizzazione dei crediti inesigibili
I crediti inesigibili rappresentano uno scoglio insormontabile per l’attività di recupero.
Se hai un credito inesigibile significa che non puoi più pretendere il pagamento da parte del tuo debitore.
L’inesigibilità del credito può dipendere da molti fattori: la prescrizione, l’impossibilità di agire legalmente nei confronti del debitore (perché ad esempio è irreperibile o nullatenente), oppure il reiterato inadempimento nonostante i numerosi solleciti di pagamento.
Se sei un creditore e ti trovi di fronte ad un credito irrecuperabile devi sapere che esiste uno strumento che ti permette di trarre un vantaggio da questa situazione: la c.d. defiscalizzazione.
Ma cosa significa defiscalizzare un credito?
Significa che puoi alleggerire il carico fiscale dello Stato, detraendo l’incidenza di un’imposta dall’importo del tuo credito prescritto o irrecuperabile.
In pratica puoi pagare meno tasse dimostrando l’impossibilità di recuperare il tuo credito.
Prima di spiegarti cosa devi fare per ottenere la defiscalizzazione di crediti inesigibili devo farti una premessa molto importante.
Defiscalizzazione: non per tutti…
Devi sapere, infatti, che non tutti i creditori possono utilizzare lo strumento della defiscalizzazione.
Solo le società o le imprese che redigono annualmente un bilancio contabile hanno la possibilità di ottenere la defiscalizzazione (così come indicato dal Testo Unico delle Imposte sul Reddito – TUIR, art. 101, comma 5).
Se sei titolare di un’impresa e non sei riuscito a recuperare il tuo credito segui questi 3 consigli per pagare meno imposte.
1. VERIFICA SE L’INADEMPIMENTO DEL DEBITORE E’ TEMPORANEO O DEFINITIVO
La legge prevede due meccanismi di deducibilità diversi a seconda della gravità dell’inadempimento.
Ma che cosa si intende per deducibilità?
Per deducibilità si intende una diminuzione del reddito imponibile sul quale viene calcolato l’importo delle tasse da pagare.
Se l’inesigibilità è potenziale è prevista una deducibilità in misura forfettaria: si tratta delle ipotesi in cui l’irrecuperabilità del credito rappresenta una condizione solo temporanea.
Se l’inesigibilità, invece, è definitiva è prevista la deducibilità totale degli oneri dal reddito imponibile: in questi casi si esclude con certezza che il creditore riesca a recuperare il credito.
L’inesigibilità deve risultare da elementi certi e precisi (TUIR art. 101, comma 5 e Circolare Agenzia delle Entrate del 2013 n. 26) che sono tassativamente indicati dalla legge (per consultare l’elenco completo clicca qui).
I casi di inesigibilità
CREDITI DI MODESTA ENTITÀ: un credito si considera di modesta entità quando ammonta ad un importo non superiore a 5.000 euro, per le imprese di più rilevante dimensione, e non superiore a 2.500 euro per le altre imprese. Inoltre tali crediti devono essere scaduti da almeno 6 mesi.
DEBITORE SOTTOPOSTO A PROCEDURE CONCORSUALI: quando è in corso il fallimento sul debitore oppure si sta cercando di raggiungere un accordo di ristrutturazione dei debiti. E’ possibile ottenere la defiscalizzazione senza aspettare la chiusura della procedura fallimentare.
PRESCRIZIONE DEL CREDITO: quando è decorso il termine previsto dalla legge per far valere il proprio diritto.
COMPROVATO STATO DI INSOLVENZA: quando il debitore si trova in una perdurante situazione di illiquidità finanziaria (debitore “pluriprotestato”) oppure non è stato possibile procedere legalmente perché è nullatenente.
IRREPERIBILITA’ DEL DEBITORE: quando non è stato possibile notificare diffide o atti giudiziari per irreperibilità del destinatario.
2. FORNISCI LA PROVA DELL’INESIGIBILITA’ DEL CREDITO
Per ottenere la defiscalizzazione devi dimostrare il carattere definitivo della perdita.
Ecco un elenco esemplificativo degli atti che devi conservare per dimostrare il carattere definitivo della perdita:
La documentazione da cui risulta l’avvio concreto di procedure fallimentari (ad esempio la sentenza di fallimento, copia dello stato passivo);
Le raccomandate con cui sono stati inviati solleciti ed intimazioni di pagamento;
Le raccomandate “tornate al mittente” per l’irreperibilità del destinatario;
La documentazione che dimostra l’esito negativo delle procedure di recupero (ad esempio la dichiarazione negativa del terzo datore di lavoro oppure i documenti da cui risulta che il debitore è nullatenente);
La documentazione da cui risulta che il debitore è pluriprotestato;
Il certificato di morte del debitore e la documentazione che attesti l’assenza di eredi;
La dichiarazione da parte della pubblica autorità che attesta lo stato di fuga del debitore.
3. OTTIENI LA DICHIARAZIONE DI IRRECUPERABILITA’
Devi farti rilasciare da un avvocato (o anche da una società di recupero crediti) la dichiarazione in cui si indicano tutte le attività svolte infruttuosamente per il recupero del credito.
Alla dichiarazione vanno allegati i documenti che dimostrano l’inesigibilità definitiva del credito.
In alcuni casi è sufficiente anche la dichiarazione con cui l’avvocato ti sconsiglia di intraprendere eventuali azioni legali poiché troppo costose o di esito incerto (ad esempio quando il debitore possiede solo un immobile già ipotecato da altro creditore ed il tuo credito è piuttosto esiguo – in questi casi è sconsigliabile avviare un pignoramento immobiliare).
Se invece hai conferito un incarico ad una società di recupero crediti è necessario che tu ottenga la relazione conclusiva che dimostri che l’intervento è stato infruttuoso.
Se arrivato alla fine di questo articolo. Leggi il riepilogo qui sotto:
Crediti inesigibili: quali sono i tre consigli utili per pagare meno tasse?
Verifica se l’inadempimento del debitore è temporaneo o definitivo;
Fornisci la prova dell’inesigibilità del credito;
Ottieni la dichiarazione di irrecuperabilità da parte del tuo avvocato.
Puoi leggere il riepilogo cliccando sull’infografica qui sotto
Crediti inesigibili: come pagare meno tasse
4 Luglio 2018 /da Recupero Legale
https://www.recuperolegale.it/wp-content/uploads/2018/07/Crediti-inesigibili.jpg 1300 1300 Recupero Legale /wp-content/uploads/2017/11/recuper-legale.png Recupero Legale2018-07-04 07:24:452020-02-08 08:57:10Crediti inesigibili: 3 consigli utili per pagare meno tasse