Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-agenzia-entrate-n-21-del-23042010.html
Timestamp: 2016-10-25 14:01:41+00:00
Document Index: 38280744

Matched Legal Cases: ['arte\n3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\n2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 17', 'art 1', 'art.\n15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 17', 'art.\n15', 'art. 15', 'art. 51', 'art. 15', 'art. 51', 'art.\n51', 'art.\n15', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art.\n3', 'art. 4', 'art. 94', 'art. 3', 'art. 94', 'art.\n30', 'art. 8', 'art.\n30', 'art. 1', 'art. 3']

Circolare Agenzia Entrate n. 21 del 23.04.2010
IRPEF - Risposte a quesiti relativi a deduzioni,
detrazioni e crediti dimposta
1. DETRAZIONE DIMPOSTA DEL 36 PER CENTO PER INTERVENTI DI
RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ABITATIVO
1.1. Comunicazione di fine lavori
2. DETRAZIONE DIMPOSTA DEL 20 PER CENTO PER LACQUISTO DI
2.1. Mobili acquistati prima di aver sostenuto le spese di ristrutturazione
2.2. Vendita dellabitazione ristrutturata: effetti ai fini della detrazione
relativa allacquisto dei mobili
2.3. Frigoriferi e/o congelatori acquistati senza sostituire i vecchi apparecchi
2.4. Spese di trasporto e montaggio relative a mobili ed elettrodomestici
2.5. Diversa intestazione della fattura e del bonifico e diversa titolarità
della detrazione del 36 per cento e della detrazione per i mobili
3. DETRAZIONE DIMPOSTA DEL 55 PER CENTO PER INTERVENTI DI
3.1. Data fine lavori per interventi che non richiedono collaudo
3.2. Sostituzione del portone di ingresso
3.3. Applicazione della detrazione del 55 per cento in presenza di contributi
comunitari, regionali o locali
3.4. Realizzazione di un impianto centralizzato di riscaldamento in un
fabbricato riscaldato solo in parte
3.5. Comunicazione allAgenzia delle Entrate per lavori che proseguono per
più periodi di imposta
3.6. Interventi di risparmio energetico realizzati mediante contratti di
3.7. Errori od omissioni nella compilazione della scheda informativa da
trasmettere allENEA
4. DEDUZIONI E DETRAZIONI PER ONERI
4.1. Erogazioni liberali
4.2. Importo di spesa detraibile per abbonamenti al servizio di trasporto
4.3. Detrazione per canoni di locazione corrisposti dagli studenti universitari
fuori sede: contratto di sublocazione
4.4. Detrazione degli interessi passivi pagati per lacquisto dellabitazione
principale in caso sostituzione del contratto di mutuo intestato ad un coniuge
con un contratto cointestato ad entrambi
4.5. Detrazione degli interessi passivi pagati per lacquisto dellabitazione
principale in caso di trasferimento per motivi di lavoro
4.6. Detrazione delle spese sostenute per prestazioni rese da chiropratici
4.7. Detrazione delle spese sanitarie per acquisto di medicinali omeopatici
4.8. Detrazione dimposta per spese mediche oggetto di rimborso da parte del
FASI relative al coniuge non fiscalmente a carico
5. AGEVOLAZIONI FISCALI IN FAVORE DEI DISABILI
5.2. Certificazione che attesta l'impossibilità a deambulare in modo autonomo o
senza l'aiuto di un accompagnatore
5.3. Certificazione medica richiesta ai soggetti affetti da sindrome di down
5.4. Riconoscimento dellindennità di accompagnamento
6. CREDITO DIMPOSTA PER LA RIPARAZIONE E LA RICOSTRUZIONE
DEGLI IMMOBILI COLPITI DAL SISMA IN ABRUZZO DEL 6 APRILE 2009
6.1. Credito dimposta riconosciuto per la riparazione, ricostruzione e
acquisto di immobili a seguito del sisma che ha colpito la Regione Abruzzo
Con la presente circolare si forniscono chiarimenti
su varie questioni interpretative poste allattenzione della scrivente, in
1. agli adempimenti richiesti per poter
fruire della detrazione dimposta del 36 per cento prevista per gli interventi
di recupero del patrimonio edilizio;
2. alla detrazione dimposta prevista
dallart. 2 del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla
legge 9 aprile 2009, n. 33, per lacquisto
di mobili ed elettrodomestici;
3. alla detrazione dimposta introdotta
dallart. 1, commi da 344 a
347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per incentivare la realizzazione
di interventi di risparmio energetico;
4. alle deduzioni riconosciute per
erogazioni liberali e alle detrazioni dimposta previste per le spese relative
allacquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico, per le spese
mediche, per gli interessi passivi pagati in dipendenza di mutui ipotecari e per
i contratti di locazione stipulati da studenti fuori sede;
5. agli obblighi di certificazione previsti
ai fini delle agevolazioni fiscali in favore dei portatori di handicap;
6. al credito dimposta per le spese
sostenute per gli interventi di riparazione o ricostruzione degli immobili
colpiti dal sisma in Abruzzo.
1. DETRAZIONE DIMPOSTA DEL 36 PER CENTO PER INTERVENTI DI RECUPERO DEL
PATRIMONIO EDILIZIO ABITATIVO
1.1.Comunicazione di fine lavori
D: È stato chiesto se la comunicazione di fine lavori prevista, ai fini
della detrazione del 36 per cento, per gli interventi che comportino una spesa
superiore a 51.645,69 euro sia ancora un adempimento obbligatorio nonostante il
limite di spesa su cui calcolare la detrazione sia stato ridotto, a partire dal
periodo dimposta 2003, da 77.000 a 48.000 euro, e sia quindi al di sotto del
tetto stabilito per tale adempimento.
R: Il limite di spesa su cui applicare la percentuale di detrazione,
originariamente fissato in 150 milioni di Lire (pari a 77.468,53 euro), a
partire dal 2003, è di 48.000 euro, in base allart. 2, comma 5, della legge 27
dicembre 2002, n. 289.
La possibilità di usufruire della detrazione dimposta è subordinata al
rispetto degli adempimenti previsti dal decreto interministeriale del 18
febbraio 1998, n. 41 (regolamento recante norme di attuazione e procedure di
controllo delle disposizioni di cui allarticolo 1 della legge n. 449 del
1997, come modificato dal decreto interministeriale del 9 maggio 2002, n. 153).
In particolare è necessario, tra laltro, come previsto dallart. 1, comma
1, lett. d) del predetto decreto, trasmettere, per i lavori il cui importo
complessivo supera la somma di euro 51.645,69 pari a L. 100.000.000,
dichiarazione di esecuzione dei lavori sottoscritta da un soggetto iscritto
negli albi degli ingegneri, architetti e geometri ovvero da altro soggetto
abilitato allesecuzione degli stessi.
Il successivo art. 4 prevede che la detrazione non è riconosciuta in caso di
violazione di quanto previsto dallart. 1, commi 1 e 2.
Il mancato invio della comunicazione comporta, al pari del mancato rispetto
delle altre condizioni e limiti stabiliti per fruire del beneficio, la revoca
dellagevolazione.
Considerato tuttavia che dal 2003 il plafond di spesa detraibile (48.000 euro)
è al di sotto della soglia a partire dalla quale detto adempimento diventa
obbligatorio (51.645,69 euro), si ritiene che la disposizione che prevede la
decadenza dal beneficio in caso di omesso invio della comunicazione, debba
considerarsi superata a partire dalla detrazione richiesta per il suddetto
periodo dimposta.
2. DETRAZIONE DIMPOSTA DEL 20 PER CENTO PER LACQUISTO DI MOBILI ED
D: È possibile fruire dellagevolazione per elettrodomestici e mobili
acquistati prima di aver iniziato a pagare le spese di ristrutturazione dellabitazione?
R: Per usufruire della detrazione in relazione allacquisto di mobili
ed elettrodomestici il contribuente, in base allart. 2 del decreto legge n. 5
del 2009, deve:
- fruire della detrazione del 36 per cento, prevista dallart. 1 della legge
n. 449 del 1997, per interventi di recupero edilizio effettuati sullabitazione
alla quale i mobili e gli elettrodomestici sono destinati;
- aver iniziato gli interventi di recupero edilizio a partire dal 1° luglio
2008, a fronte di spese sostenute dalla predetta data;
- sostenere le spese per larredo mediante bonifico bancario o postale - da
cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga
e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento 
tra il 7 febbraio 2009 e il 31 dicembre 2009.
Il legislatore nel riconoscere il nuovo beneficio alle ulteriori spese
documentate, sostenute per mobili ed elettrodomestici ha richiesto che detti
beni siano acquistati nel contesto dei lavori di ristrutturazione dellabitazione,
condizione che può ritenersi verificata quando i lavori edilizi sono stati
avviati. Deve ritenersi quindi sufficiente che la data di inizio lavori -
risultante dalla comunicazione che deve obbligatoriamente essere inviata al
centro operativo di Pescara per poter usufruire della detrazione del 36 per
cento - sia anteriore allacquisto dellarredo ma non è necessario che le
spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per larredo dellabitazione.
2.2. Vendita dellabitazione ristrutturata: effetti ai fini della
detrazione relativa allacquisto dei mobili
D: Il contribuente che si è avvalso della detrazione per lacquisto di
mobili ed elettrodomestici, può continuare a detrarre le residue rate, anche in
caso di vendita dellimmobile ristrutturato?
R: La detrazione per lacquisto di mobili ed elettrodomestici,
riconosciuta fino ad un ammontare massimo di spesa detraibile di 10.000 euro,
deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo.
Il contribuente può continuare ad usufruire delle quote ancora non utilizzate
anche se, prima che sia trascorso lintero periodo per usufruire del
beneficio, labitazione oggetto degli interventi di ristrutturazione edilizia
per i quali si è fruito della detrazione del 36 per cento - condizione
necessaria per poter fruire della ulteriore detrazione per lacquisto dellarredo
- è ceduta.
2.3. Frigoriferi e/o congelatori acquistati senza sostituire i vecchi
D: È possibile fruire della detrazione prevista dallart. 2 del decreto
legge n. 5 del 2009 in relazione a frigoriferi e/o congelatori acquistati senza
sostituire i vecchi elettrodomestici e, pertanto, senza poter applicare la
specifica detrazione concessa in caso di acquisto in sostituzione di precedenti
apparecchi?
R: Larticolo 2 del decreto legge n. 5 del 2009 esclude dallambito
di applicazione della detrazione del 20 per cento, prevista dallo stesso
articolo per lacquisto di elettrodomestici da adibire allarredo di
abitazioni oggetto di ristrutturazione edilizia, gli elettrodomestici di classe
energetica non inferiore ad A+ indicati al secondo periodo della
disposizione medesima, vale a dire frigoriferi, congelatori e loro combinazione
ai quali si applica la detrazione prevista dallarticolo 1, comma 353, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, come prorogata dellarticolo 1, comma 20, della legge 24
Questultima disposizione ha introdotto una detrazione dimposta del 20 per
cento (vigente fino al 2010), fino a un importo massimo di 200 euro per ciascun
apparecchio, da far valere in ununica rata, per frigoriferi, congelatori e
loro combinazione, di classe energetica non inferiore ad A+, acquistati per
Mentre lagevolazione prevista dal decreto legge n. 5 del 2009, nel rispetto
naturalmente dei vincoli ambientali di risparmio energetico, rappresenta una
misura di sostegno finalizzata precipuamente a garantire loccupazione in
settori industriali in crisi quale quello dei mobili e degli elettrodomestici,
la detrazione prevista dalle legge n. 269 del 2006 persegue lobiettivo del
risparmio energetico attraverso la sostituzione dei vecchi apparecchi con altri
che garantiscono un minor consumo di energia.
Le finalità non del tutto coincidenti e i diversi contesti applicativi delle
due agevolazioni portano a ritenere, per ragioni di coerenza sistematica, che
anche per frigoriferi, congelatori e loro combinazioni, sia possibile
beneficiare della detrazione di cui allart. 2 del decreto legge n. 5 del
2009, come per gli altri elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad
A+, nel rispetto delle altre condizioni richieste.
Resta fermo che qualora si realizzi il presupposto per lapplicazione della
detrazione prevista dalla legge n. 296 del 2006, in quanto in occasione dellacquisto
viene rottamato il vecchio apparecchio, deve essere applicato questultimo
D: Nellusufruire della detrazione per lacquisto di mobili ed
elettrodomestici, è possibile tener conto anche delle spese di trasporto e
R: È possibile calcolare la detrazione del 20 per cento prevista dallart.
2 del decreto legge n. 5 del 2009 anche sulle spese sostenute per il trasporto e
montaggio di mobili ed elettrodomestici per i quali si fa valere la detrazione sempreché
le spese siano state sostenute mediante bonifico bancario o postale.
D: Se le fatture dacquisto dei mobili sono intestate ad un coniuge ed il
bonifico è ordinato dallaltro coniuge, chi può avvalersi della detrazione
del 20 per cento? Inoltre, se un coniuge ha sostenuto le spese per la
ristrutturazione dellabitazione e laltro le spese per larredo, la
detrazione del 20 per cento prevista per questultime spese a chi spetta?
R: La detrazione per lacquisto dei mobili ed elettrodomestici,
prevista dallart. 2 del decreto legge n. 5 del 2009, convertito con
modificazioni dalla legge n. 33 del 2009, segue le medesime regole della
detrazione del 36 per cento prevista per gli interventi di ristrutturazione
edilizia. Pertanto, analogamente a quanto consentito per questultima
agevolazione, nel caso in cui non ci sia coincidenza tra lintestazione della
fattura e lordinante il bonifico, la detrazione per lacquisto dei mobili
spetta a colui che ha effettivamente sostenuto la spesa, fermo restando
naturalmente il rispetto delle altre condizioni richieste, ed in particolare
dellobbligo di annotare sulla fattura che la spesa è stata sostenuta da chi
intende fruire della detrazione.
Nellipotesi in cui le spese per la ristrutturazione edilizia siano state
sostenute da uno dei coniugi e le spese per larredo della medesima abitazione
dallaltro, si ritiene che questultima detrazione non possa essere
riconosciuta al contribuente che non si avvale della detrazione per le spese di
Larticolo 2 prevede, infatti, che ai Ai contribuenti che fruiscono della
detrazione di cui allarticolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è
riconosciuta una detrazione dallimposta lorda, fino a concorrenza del suo
ammontare, nella misura del 20 per cento delle ulteriori spese documentate,
effettuate con le stesse modalità, sostenute dal 7 febbraio 2009 e fino al 31
dicembre 2009, per lacquisto di mobili, elettrodomestici di classe energetica
non inferiore ad A+, , nonché apparecchi televisivi e computer, finalizzati
allarredo dellimmobile oggetto di ristrutturazione delineando, quindi,
la detrazione per i mobili come detrazione aggiuntiva rispetto a quella per la
3. DETRAZIONE DIMPOSTA DEL 55 PER CENTO PER INTERVENTI DI RISPARMIO
D: Entro novanta giorni dalla data di fine lavori deve essere inviata allENEA
la documentazione prevista dal decreto interministeriale 19 febbraio 2007 e
successive modificazioni. Come precisato dalla stessa Agenzia delle Entrate la
data di fine lavori coincide con la data del collaudo ovvero dellattestazione
della funzionalità dellimpianto. Nel caso di interventi per i quali non è
previsto il collaudo, come, ad esempio, la sostituzione di finestre comprensive
di infissi, ai fini del rispetto dei termini previsti per linvio della
documentazione allEnea, la data di fine lavori può essere autocertificata
dal contribuente?
R: Con risoluzione 11 settembre 2007, n. 244, la scrivente ha precisato che la
data di fine lavori, dalla quale decorre il termine per linvio della
documentazione allENEA, coincide con il giorno del cosiddetto collaudo,
a nulla rilevando il momento di effettuazione dei pagamenti.
Nellipotesi in cui, in considerazione del tipo di intervento, non sia
richiesto il collaudo, si ritiene che il contribuente possa provare la data di
fine lavori anche con altra documentazione emessa dal soggetto che ha eseguito i
lavori (o tecnico che compila la scheda informativa). Mentre non può ritenersi
valida a tal fine una dichiarazione del contribuente resa in sede di
D: È possibile fruire della detrazione dimposta del 55 per cento,
prevista dal comma 345 dellart. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per
la sostituzione delle finestre comprensive di infissi, anche per la sostituzione
dei portoni di ingresso?
R: Lart. 1, comma 345, della legge n. 296 del 2006  legge
finanziaria 2007  include fra gli interventi di risparmio energetico, per i
quali è riconosciuta la detrazione del 55 per cento delle spese sostenute, la
sostituzione delle finestre comprensive di infissi.
Per usufruire della detrazione in relazione a detta tipologia di interventi, il
decreto interministeriale 19
febbraio 2007, coordinato con il decreto 7 aprile 2008, richiede che
attraverso la fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di
infisso, si realizzi il miglioramento delle caratteristiche termiche delle
strutture esistenti e dei componenti vetrati esistenti e, inoltre, che siano
rispettati determinati requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K,
individuati sulla base del decreto legislativo n. 192 del 2005.
Con risoluzione 9 dicembre 2008, n. 475,
lAgenzia delle Entrate ha precisato che lintervento di sostituzione dei
portoni dingresso è riconducibile al regime agevolativo nella ipotesi in cui
il serramento presenti le medesime componenti costruttive richieste per le
finestre, quando, cioè, si tratti di porta finestra.
Da ultimo, il D.P.R. 2 aprile 2009, n. 59, recante il regolamento di attuazione
della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia, ha di fatto
equiparato le porte alle finestre e alle vetrine, ai fini del rispetto dei
requisiti di trasmittanza termica.
In particolare, lart. 4, comma 4, lett. c), del citato D.P.R. 59/2009 dispone
che Per tutte le categorie di edifici, così come classificati in base alla
destinazione duso allarticolo 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, ad eccezione della categoria E.8 (E.8:
edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, ndr), il
valore massimo della trasmittanza (U) delle chiusure apribili ed assimilabili,
quali porte, finestre e vetrine anche se non apribili, comprensive degli
infissi, considerando le parti trasparenti e/o opache che le compongono, deve
rispettare i limiti riportati nelle tabelle 4.a e 4.b al punto 4 dellallegato
C al decreto legislativo (19 agosto 2005, n. 192).
Alla luce delle disposizioni sopravvenute, il quadro normativo di riferimento
deve ritenersi modificato e, conseguentemente, superata la posizione espressa
dalla scrivente nella citata risoluzione n. 475 del 2008.
Pertanto, i portoni di ingresso, anche se non risultano specificamente
richiamati dallarticolo 1, comma 345 della legge n. 296 del 2006, rientrano
nel campo applicativo dellagevolazione al pari delle finestre, sempreché si
tratti di serramenti che delimitano linvolucro riscaldato delledificio,
verso lesterno o verso locali non riscaldati, e risultino rispettati gli
indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre.
D: Larticolo 6, comma 3, del d. lgs. n. 115 del 2008 prevede che, dal 1°
gennaio 2009, e salve specifiche eccezioni, gli strumenti di incentivazione di
ogni natura, attivati dallo Stato per la promozione dellefficienza
energetica, non sono cumulabili con ulteriori contributi comunitari, regionali o
locali. Alla luce di detta disposizione è possibile usufruire della detrazione
fiscale del 55 per cento per le spese finalizzate al risparmio energetico e non
rimborsate dal contributo?
R: Larticolo 6, comma 3 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115
ha previsto che A decorrere dal 1° gennaio 2009, gli strumenti di
incentivazione di ogni natura attivati dallo Stato per la promozione dellefficienza
locali, fatta salva la possibilità di cumulo con i certificati bianchi e fatto
salvo quanto previsto dal comma 4.
Con risoluzione n. 3 del 26 gennaio
2010 la scrivente - sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero dello
Sviluppo Economico in merito alla portata applicativa del disposizione
richiamata - ha chiarito che la detrazione dimposta del 55 per cento è
riconducibile fra gli strumenti di incentivazione di ogni natura attivati dallo
Stato, e, di conseguenza, non è cumulabile con eventuali incentivi
riconosciuti, per i medesimi interventi, dalla Comunità Europea, dalle Regioni
o dagli enti locali.
Il medesimo dicastero ha, inoltre, precisato che lespressione ulteriori
contributi comunitari, regionali o locali, contenuta nel richiamato art. 6,
comma 3, comprende le erogazioni, da parte della Comunità Europea, delle
Regioni o degli enti locali, di somme di ogni natura, in forma diretta o a
copertura di una quota del capitale e/o degli interessi.
A decorrere dal 1° gennaio 2009, per gli interventi di riqualificazione
energetica rientranti nelloggetto dellagevolazione fiscale, è necessario
scegliere se applicare la detrazione o, in alternativa, beneficiare di eventuali
Il contribuente può avvalersi della detrazione del 55 per cento pur avendo
richiesto per il medesimo intervento lassegnazione di eventuali contributi
erogati da enti locali o dalla Comunità Europea, fermo restando che qualora
questi gli vengano effettivamente riconosciuti, ed intenda beneficiarne, dovrà
restituire la detrazione già utilizzata in dichiarazione anche per la parte non
coperta da contributo.
A tal fine, il contribuente dovrà presentare una dichiarazione correttiva
ovvero una dichiarazione integrativa a proprio sfavore secondo termini e
modalità di cui allart. 2 del D.P.R. n. 322
D: È possibile fruire dellagevolazione fiscale del 55 per cento,
prevista in materia di interventi finalizzati al risparmio energetico, per un
intervento che prevede linstallazione di un impianto di riscaldamento
centralizzato in un fabbricato in cui solo tre appartamenti su sei, sono già
dotati di impianto di riscaldamento?
R: Gli interventi finalizzati al risparmio energetico, per i quali
compete la detrazione del 55 per cento sono individuati dallart. 1, commi
344, 345, 346 e 347 della legge n. 296 del 2006 (finanziaria per il 2007).
Il comma 347 stabilisce che, per gli interventi di sostituzione di impianti di
climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e
contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, è prevista una
detrazione dallimposta lorda pari al 55 per cento degli importi rimasti a
carico del contribuente, fino ad un valore massimo della detrazione medesima di
Con circolare 31 maggio 2007, n. 36,
è stato precisato che tutti gli interventi finalizzati al risparmio energetico
e tipizzati dalla richiamata normativa di riferimento, sono agevolabili solo se
realizzati su edifici dotati di impianto di riscaldamento funzionante, presente
anche negli ambienti interessati dallintervento medesimo, eccezion fatta per
la installazione dei pannelli solari.
Nellipotesi prospettata, solo i tre appartamenti dotati di impianto di
riscaldamento nei termini precisati soddisfano la condizione cui è subordinata
lapplicazione del beneficio fiscale.
La detrazione del 55 per cento, pertanto, non può essere riconosciuta sullintera
spesa sostenuta per linstallazione dellimpianto centralizzato di
climatizzazione invernale, riferibile anche al riscaldamento delle unità prive
di un preesistente impianto termico, ma deve essere limitata alla parte di spesa
imputabile alle unità nelle quali tale impianto era presente. Ai fini della
individuazione della quota di spesa detraibile, sarà utilizzato un criterio di
ripartizione proporzionale basato sulle quote millesimali riferite a ciascun
D: Lart. 29, comma 6,
del decreto legge n. 185 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n.
2 del 2009, ha previsto che per le spese sostenute nei periodi di imposta
successivi a quello in corso al 31 dicembre 2008, i contribuenti interessati
alle detrazioni per gli interventi finalizzati al risparmio energetico di cui
allart. 1, commi da 344 a 347, della legge n. 296 del 2006, debbono inviare
allAgenzia delle Entrate apposita comunicazione, nei termini e secondo
modalità da definirsi tramite provvedimento del Direttore dellAgenzia delle
Entrate. È possibile beneficiare della detrazione in caso di mancato o
irregolare assolvimento di tale adempimento?
R: Il provvedimento dellAgenzia delle Entrate del 6 maggio 2009 ha
approvato il modello con il quale devono essere comunicate allAgenzia delle
Entrate le spese sostenute per gli interventi anzidetti, nei periodi dimposta
precedenti a quello in cui i lavori sono terminati, ed ha previsto che lo stesso
deve essere inviato allAgenzia delle Entrate, in via telematica, entro il
marzo dellanno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese
ovvero, per i soggetti con anno di imposta non coincidente con quello solare,
entro 90 giorni dalla fine del periodo di imposta in cui le spese sono state
Ladempimento, previsto in relazione ai soli interventi di riqualificazione
energetica che proseguono oltre il periodo dimposta, è stato introdotto in
attuazione dellarticolo 29, comma 6, del decreto legge 29 novembre 2008, n.
185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, al fine di
consentire il monitoraggio dellonere a carico del bilancio erariale per
ciascun esercizio finanziario, derivante dalla detrazione dimposta del 55 per
Atteso che la norma non disciplina le ipotesi di mancato o irregolare
assolvimento delladempimento, si ritiene che la mancata osservanza del
predetto termine e lomesso invio del modello non possano comportare la
decadenza dal beneficio fiscale in commento; deve ritenersi, invece, applicabile
la sanzione in misura fissa (da euro 258 a euro 2.065) prevista dallart. 11,
comma 1, del d. lgs. n. 471 del 1997, per lomesso o irregolare invio di ogni
comunicazione prescritta dalle norme tributarie.
D: Lagevolazione in materia di risparmio energetico compete anche nel
caso in cui il contribuente finanzia la realizzazione dellintervento di
riqualificazione energetica mediante un contratto di leasing. In tale ipotesi,
posto che la detrazione spetta al soggetto utilizzatore e si calcola non in
relazione ai canoni di leasing, bensì sulla base del costo sostenuto dalla
società di leasing, si chiede di conoscere quali sono le modalità di
espletamento delle formalità connesse alla fruizione del beneficio fiscale e il
soggetto sul quale gravano tali adempimenti.
R: Lart. 2, comma 2, del decreto interministeriale 19 febbraio 2007,
prevede che il beneficio fiscale compete anche nellipotesi in cui gli
interventi agevolati siano eseguiti mediante contratti di locazione finanziaria;
in tal caso la detrazione spetta allutilizzatore ed è determinata in base al
costo sostenuto dalla società concedente; non rilevano, pertanto, ai fini della
agevolazione, i canoni di leasing addebitati al soggetto utilizzatore.
Per quanto concerne le modalità di fruizione del beneficio si ritiene che si
rendano applicabili le regole previste per i titolari del reddito di impresa e,
pertanto, non sussista lobbligo di pagamento mediante bonifico bancario o
Gli adempimenti documentali (obbligo di comunicazione allAgenzia delle
Entrate per i lavori che proseguono in più periodi dimposta, invio della
scheda informativa allENEA) richiesti per la fruizione della detrazione
dovranno essere assolti dal soggetto che si avvale della detrazione, fermo
restando che la società di leasing, al fine di consentire la fruizione del
beneficio dovrà fornire una documentazione che attesti la conclusione dellintervento
di riqualificazione energetica e lammontare del costo sostenuto su cui deve
essere effettuata la detrazione.
D: È possibile rettificare, anche oltre il termine di novanta giorni dalla
fine dei lavori, eventuali errori commessi nella compilazione della scheda
informativa che deve essere inoltrata allENEA, in via telematica, al fine di
usufruire della detrazione del 55 per cento sugli interventi di risparmio
Le ipotesi più ricorrenti riguardano:
- errori materiali nella indicazione dei dati anagrafici del contribuente, dei
dati identificativi dellimmobile oggetto di intervento, degli altri soggetti
beneficiari della detrazione, delle spese conteggiate, etc;
- importi di spesa indicati in misura non corrispondente a quella effettiva per
sopravvenienza di sconti o abbuoni sul prezzo preventivato ovvero perché taluni
costi hanno avuto manifestazione finanziaria successivamente allinvio della
R: Il decreto interministeriale 19 febbraio 2007 prevede che la scheda
informativa debba essere inviata allENEA entro 90 giorni dalla fine dei
Tuttavia, coerentemente con quanto già affermato in relazione alla
comunicazione di inizio attività richiesta per la detrazione del 36 per cento
relativa agli interventi di recupero edilizio (cfr circolare n. 34 del 4 aprile 2008), si ritiene che il
contribuente possa correggere il contenuto della scheda informativa, anche oltre
il previsto termine per linvio.
In particolare, la correzione potrà avvenire mediante linvio telematico di
una nuova comunicazione, che annulli e sostituisca quella precedentemente
trasmessa. Più precisamente, il nuovo invio deve riguardare non solo la scheda
informativa ma anche lattestato di qualificazione energetica, ove richiesto,
in relazione alla tipologia di intervento.
La comunicazione in rettifica della precedente dovrà, comunque, essere inviata
entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la
spesa può essere portata in detrazione, in modo da poter calcolare la
detrazione sulle spese effettivamente sostenute nellanno al quale la
dichiarazione si riferisce.
Resta inteso che in caso di sconti o abbuoni intervenuti successivamente allinvio
della scheda informativa, la detrazione compete solamente in relazione alle
spese effettivamente sostenute; pertanto, qualora vengano restituite somme per
le quali in anni precedenti si è già fruito della detrazione, tali somme
devono essere assoggettate a tassazione separata ex art. 17, comma 1, lett. n-bis), del
D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR).
Si ritiene, peraltro, che non sia necessario procedere alla rettifica della
scheda informativa nellipotesi in cui sia stato indicato un nominativo
diverso da quello dellintestatario del bonifico o della fattura o non sia
stato indicato che possono aver diritto alla detrazione più contribuenti. In
questi casi, secondo quanto chiarito con la circolare n. 34 del 2008, è
sufficiente che il contribuente che intende avvalersi della detrazione dimostri
di essere in possesso dei documenti che attestano il sostenimento dellonere e
la misura in cui tale onere è stato effettivamente sostenuto.
D: Ai fini del riconoscimento della deduzione dal reddito complessivo delle
erogazioni liberali in denaro in favore della Tavola valdese, di cui allarticolo
10, comma 1, lettera l), del
TUIR, possono essere considerate valide le ricevute rilasciate dai responsabili
di Chiese e Enti valdesi?
R: Larticolo 10, comma 1, lettera l), del TUIR consente di dedurre dal
reddito complessivo, nel limite massimo di 1.032,91 euro, le erogazioni liberali
in denaro effettuate, tra laltro, a favore della Tavola valdese per i fini di
culto, istruzione e beneficenza.
Le modalità per esercitare la deduzione sono stabilite dal decreto del
Ministero delle Finanze dell11 dicembre 1993, emanato previo accordo con la
Tavola valdese.
Larticolo 1 del citato decreto prevede che le erogazioni liberali in denaro
possono risultare oltre che dalla attestazione o ricevuta di versamento in conto
corrente postale e, in caso di bonifico bancario, dalla ricevuta rilasciata
dall'azienda di credito al cliente anche dalla attestazione o certificazione
rilasciata dalla Tavola valdese, su appositi stampati da questa predisposti e
numerati. Detti stampati devono contenere il numero progressivo dellattestazione
o certificazione; cognome, nome e comune di residenza del donante; limporto
dell'erogazione liberale; la causale dellerogazione liberale. Lattestazione
o certificazione può essere rilasciata e sottoscritta, oltre che dal legale
rappresentante della Tavola valdese, anche da soggetti incaricati dalla Tavola
valdese presso le chiese facenti parte dellUnione delle Chiese metodiste e
In considerazione di quanto previsto dal richiamato articolo 1, si deve ritenere
che le ricevute rilasciate dai responsabili di Chiese e Enti valdesi che
contengano i dati richiesti dalla norma siano idonee a consentire la deduzione
delle erogazioni liberali previste dallarticolo 10, comma 1, lettera l), del
D: I genitori che hanno sostenuto una spesa di 400 euro per lacquisto di
un abbonamento al trasporto pubblico per il figlio a carico possono portare in
detrazione lintera spesa suddividendola tra di loro, senza superare il limite
dei 250 euro ciascuno?
R: Lart 1, comma 309,
della legge n. 244 del 2007, e successive modificazioni ha riconosciuto, per i
periodi dimposta 2008 e 2009, una detrazione del 19 per cento per le spese di
abbonamento al trasporto pubblico, fino ad un importo massimo di 250 euro. La
circolare 7 marzo 2008, n. 19, ha
precisato che il limite massimo di importo detraibile di 250 euro deve
intendersi riferito cumulativamente alle spese sostenute dal contribuente per labbonamento
proprio e dei familiari a carico.
Limporto di 250 euro costituisce, inoltre, anche il limite massimo di spesa
detraibile per ogni singolo abbonato al servizio di trasporto pubblico;
pertanto, anche se il costo dellabbonamento è suddiviso tra più soggetti,
come nel caso dei genitori che sostengano la spesa di 400 euro per labbonamento
del figlio a carico, lammontare massimo di spesa detraibile da ripartire tra
i genitori non può superare 250 euro.
4.3. Detrazione per canoni di locazione corrisposti dagli studenti
universitari fuori sede: contratto di sublocazione
D: È possibile beneficiare della detrazione del 19 per cento, prevista dallart.
15, comma 1, lett. i-sexies),
del TUIR per i canoni di locazione corrisposti dagli studenti universitari fuori
sede, anche nellipotesi di subaffitto?
R: Larticolo 15, comma 1, lettera i-sexies), del TUIR, riconosce, a
determinate condizioni, agli studenti iscritti ad un corso di laurea, la
detrazione del 19 per cento dallimposta lorda, dei canoni di locazione, per
un importo non superiore a 2.633 euro, derivanti da:
- contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre
1998, n. 431, e successive
- contratti di ospitalità, nonché dagli atti di assegnazione in godimento o
locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi
universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.
Lipotesi del subcontratto non è contemplata tra gli schemi
contrattuali indicati nellart. 15, comma 1, lett. i-sexies), del TUIR.
In assenza di tale previsione, poiché la norma agevolativa non è suscettibile
di interpretazione estensiva, la detrazione in argomento non è fruibile per i
contratti di sublocazione.
D: Nellipotesi in cui loriginario contratto di mutuo, stipulato da
uno solo dei coniugi per lacquisto in comproprietà dellabitazione
principale, è estinto e sostituito da un nuovo mutuo cointestato ad entrambi i
coniugi comproprietari, dei quali uno fiscalmente a carico dellaltro, è
possibile usufruire della detrazione sugli interessi passivi anche per la quota
di competenza del coniuge fiscalmente a carico?
R: Lart. 15, comma 1, lett. b), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
(TUIR) riconosce una detrazione di imposta, pari al 19 per cento, sugli
interessi passivi e relativi oneri accessori, corrisposti in dipendenza di mutui
garantiti da ipoteca, contratti per lacquisto dellunità immobiliare da
adibire ad abitazione principale entro un anno dallacquisto, per un importo
non superiore a 4.000 euro. Lacquisto dellunità immobiliare deve essere
effettuato entro lanno precedente o successivo alla data della stipulazione
del contratto di mutuo. Non si tiene conto del suddetto periodo nellipotesi
in cui loriginario contratto è estinto e ne viene stipulato uno nuovo di
importo non superiore alla residua quota di capitale da rimborsare, maggiorata
delle spese e degli oneri correlati. In tal caso, come affermato nella
risoluzione 21 dicembre 2007, n. 390, se il nuovo mutuo è di importo superiore
alla residua quota di capitale, maggiorata delle spese e degli oneri correlati,
la detrazione compete nei limiti della predetta quota.
La previsione normativa che consente al contribuente di conservare i benefici
fiscali in occasione della sostituzione del vecchio mutuo tende a non frapporre
ostacoli fiscali alla libera scelta dellinteressato di estinguere il vecchio
mutuo e stipularne uno nuovo.
La risoluzione 21 febbraio 2008, n. 57,
in relazione ad una fattispecie analoga a quella in esame, ha precisato che il
coniuge, il quale, a seguito della rinegoziazione del mutuo originario,
stipulato da entrambi i coniugi per lacquisto in comproprietà dellabitazione
principale, diventi unico titolare del contratto di mutuo, ha diritto ad
usufruire della detrazione anche in relazione alla quota di interessi passivi
originariamente riferibile allaltro coniuge.
Le istruzioni impartite con il predetto documento di prassi riconoscono
carattere unitario alloperazione di estinzione ed accensione del nuovo mutuo,
data la sostanziale continuità del rapporto originariamente stipulato, con
conseguente conservazione dei benefici fiscali già riconosciuti in relazione al
primo contratto.
Nella fattispecie in esame si realizza una ipotesi speculare rispetto a quella
esaminata nella predetta risoluzione n. 57 del 2008. Anche in questo caso,
infatti, ove il contratto di mutuo fin dallorigine fosse stato intestato ad
entrambi i coniugi, gli stessi avrebbero potuto beneficiare della detrazione
sugli interessi pagati.
È possibile affermare che entrambi gli intestatari del nuovo mutuo possano
beneficiare della detrazione fiscale; nel caso in cui uno dei coniugi sia
fiscalmente a carico dellaltro, la detrazione spetterà al coniuge non
fiscalmente a carico anche per la quota di competenza di quello a carico.
Resta inteso che la detrazione compete solo per gli interessi riferibili alla
residua quota di capitale del precedente mutuo e nei limiti di 4.000,00 euro
complessivi per entrambi i coniugi.
D: Larticolo 15, comma 1, lettera b), del TUIR consente di continuare a
fruire della detrazione degli interessi passivi pagati per lacquisto dellimmobile
adibito ad abitazione principale anche nellipotesi in cui il soggetto
trasferisca la propria abitazione principale in un nuovo comune per motivi di
lavoro. Il dipendente che fissi la nuova dimora abituale in un comune limitrofo
a quello in cui si trova la sede di lavoro può continuare a beneficiare della
detrazione?
R: Il diritto a fruire della detrazione per gli interessi passivi permane
anche nel caso in cui il contribuente trasferisca la propria residenza in un
comune limitrofo a quello in cui si trova la sede di lavoro. La generica
formulazione adottata dalla norma trasferimenti per motivi di lavoro
variazione dellabitazione principale risulti oggettivamente attribuibile allattuale
situazione lavorativa del contribuente senza richiedere lulteriore condizione
che la nuova abitazione principale sia stabilita nel medesimo comune in cui si
trova la sede di lavoro.
Il principio che consente la detrazione degli interessi passivi solo in
relazione ad immobili adibiti ad abitazione principale può essere derogato
fintantoché sussistono i presupposti previsti per avvalersi della deroga, vale
a dire finché permangono i motivi di lavoro che hanno determinato la
variazione della dimora abituale.
Se, pertanto, vengono meno le esigenze lavorative che hanno determinato lo
spostamento della dimora abituale non troverà più applicazione la citata
deroga, con la conseguenza che, a partire dal periodo di imposta successivo a
quello in cui sono venute meno le predette esigenze lavorative, il contribuente
perderà il diritto alla detrazione degli interessi.
D: La circolare 18 maggio 2006, n. 17,
ha chiarito che le spese per prestazioni chiropratiche, purché prescritte da un
medico, possono rientrare tra le spese sanitarie detraibili a condizione che
siano eseguite in centri alluopo autorizzati e sotto la responsabilità
tecnica di uno specialista. La documentazione necessaria per fruire della
detrazione è costituita dalla fattura della struttura autorizzata ad eseguire
attività di chiroprassi e dalla prescrizione del medico.
Lart. 2, comma 355,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ha previsto listituzione presso il
Ministero della Salute di un registro dei dottori in chiropratica, rinviando
però ad un regolamento di attuazione del Ministro della Salute per lindividuazione
delle competenze del chiropratico che, ad oggi, non risulta ancora approvato.
Al riguardo, si chiede se le spese sostenute per prestazioni rese da dottori in
chiropratica siano riconosciute come spese mediche detraibili anche in assenza
delleffettiva operatività del registro dei dottori in chiropratica.
R: Lart. 2, comma 355, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge
finanziaria per il 2008), ha previsto che è istituito presso il Ministero
della Salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro dei dottori in
chiropratica. Liscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che
sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo
equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica
ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado
primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il
chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del
Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previsti dallordinamento.
Il regolamento di attuazione del presente comma è emanato, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dellart. 17, comma
3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della Salute.
La disposizione, pur inquadrando il chiropratico tra i professionisti sanitari
di grado primario, rinvia ad un decreto attuativo del Ministero della Salute per
lindividuazione delle competenze di tale figura professionale, che, ad oggi,
non risulta ancora emanato.
In assenza del regolamento di attuazione che individui il profilo professionale
del dottore in chiropratica e lordinamento didattico per conseguire il
relativo titolo di professionista sanitario di primo grado, devono ritenersi
tuttora validi i chiarimenti forniti con la circolare 18 maggio 2006, n. 17. Le
prestazioni di chiroprassi, pertanto, rientrano tra le prestazioni sanitarie
detraibili a condizione che siano eseguite in centri alluopo autorizzati e
sotto la responsabilità tecnica di uno specialista. Naturalmente il
chiropratico che sia anche dottore in medicina potrà eseguire la prestazione di
chiroprassi sotto la propria responsabilità.
D: E possibile fruire delle detrazioni fiscali per acquisti di medicinali
omeopatici, anche in assenza dellindicazione sul relativo documento fiscale
della denominazione commerciale del prodotto o del numero di autorizzazione allimmissione
in commercio (AIC) del medicinale?
R: In base alla disciplina vigente, il diritto a beneficiare della
deduzione o della detrazione dimposta per lacquisto di medicinali è
subordinato al possesso di un documento fiscale recante lindicazione del
codice fiscale del destinatario del prodotto farmaceutico, della natura,
qualità e quantità dei medicinali acquistati.
Lindicazione della natura del prodotto acquistato è espressa dalla dizione
generica farmaco o medicinale (ris. n. 156 del 2007) o, per i prodotti
omeopatici, dalla dicitura omeopatico (ris. n. 10 del 2010). La qualità del prodotto
deve essere indicata riportando la denominazione commerciale del farmaco (ris.
n. 156 del 2007).
Per contemperare la tutela della riservatezza dei cittadini e linteresse
pubblico alla riduzione del rischio di indebite deduzioni e detrazioni fiscali,
il Garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento del 29 aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 107 del 2009, ha disposto che la qualità del prodotto deve essere
indicata riportando il numero di autorizzazione allimmissione in commercio (AIC)
del farmaco, rilevato mediante lettura ottica del codice a barre, anziché
mediante lindicazione della sua denominazione commerciale (circolare n. 40 del 2009).
Per quanto concerne i prodotti omeopatici, per i quali non è stata ancora
attivata la procedura per lattribuzione del codice di autorizzazione allimmissione
in commercio (AIC), il Garante per la privacy ha precisato che attualmente è,
comunque, possibile individuare univocamente ciascun medicinale attraverso un
codice valido sullintero territorio nazionale, attribuito da organismi
privati, rilevabile mediante lettura ottica.
Sulla base di tali indicazioni, si deve, pertanto, ritenere che sul documento
fiscale di spesa la qualità del medicinale omeopatico debba essere riportata
utilizzando tale numero identificativo.
Per quanto riguarda lanno dimposta 2009, la certificazione rilasciata
dalle farmacie potrebbe essere costituita per una parte da scontrini fiscali nei
quali sono presenti i nomi commerciali dei farmaci acquistati ovvero da
scontrini nei quali è già riportato il numero identificativo con la decodifica
riguardante la qualità del prodotto omeopatico. Appare evidente che in entrambe
le circostanze le spese sanitarie possano essere ammesse in detrazione dallimposta
lorda calcolata ovvero in deduzione dal reddito complessivo.
4.8. Detrazione dimposta per spese mediche oggetto di rimborso da parte
del FASI relative al coniuge non fiscalmente a carico
D: La risoluzione 28 maggio 2004, n. 78/E
ha chiarito che i contributi versati al FASI (Fondo di Assistenza Sanitaria
Integrativa per i Dirigenti di Aziende Industriali) dai dirigenti in pensione
non sono deducibili dal reddito complessivo, con la conseguenza che le spese
sanitarie sostenute, anche se rimborsate, in tutto o in parte, dal Fondo di
appartenenza sono detraibili dallimposta lorda, per la parte che eccede euro
129,11.
Il dirigente in pensione che iscrive alla gestione FASI anche il coniuge non a
carico ha ovviamente diritto anche al rimborso delle spese sanitarie a questi
Al riguardo, si chiede di sapere se il coniuge, che sostiene effettivamente la
spesa sanitaria, può usufruire della detrazione dimposta di cui allart.
15, comma 1, lett. c), del TUIR.
R: Ai sensi dellart. 15, comma 1, lett. c), del TUIR è prevista la
detraibilità dallimposta sulle persone fisiche delle spese sanitarie, nella
misura del 19 per cento, per la parte che eccede euro 129,11. Lo stesso articolo
stabilisce che si considerano rimaste a carico del contribuente anche le
spese rimborsate per effetto di contributi o premi di assicurazione da lui
versati e per i quali non spetta la detrazione dimposta o che non sono
deducibili dal suo reddito complessivo né dai redditi che concorrono a formarlo.
Sulla base di tale disposizione, dunque, il regime fiscale delle spese sanitarie
rimborsate a fronte di contributi versati varia in funzione della deducibilità
di detti contributi.
Per quanto attiene specificamente al FASI, la risoluzione 28 maggio 2004, n.
78/E, ha chiarito che i contributi versati al FASI dai dirigenti in servizio non
concorrono a formare il reddito imponibile ai sensi dellart. 51 del TUIR, con la conseguenza
che le spese sanitarie rimborsate dal fondo non possono essere detratte/dedotte
dallimposta dovuta dal dirigente o da quella dovuta dai suoi familiari non a
carico, ai sensi dellart. 15, comma 1, lett. c), del TUIR.
Per i dirigenti pensionati, la medesima risoluzione ha precisato che questi, a
differenza di quelli in servizio, per i contributi versati al FASI non possono
beneficiare della previsione di cui allart. 51, comma 2, lettera a).
Affinché detta disposizione trovi applicazione, infatti, è necessario che non
solo il contributo versato dal percettore di reddito, ma anche quello a carico
del datore di lavoro, sia riferibile alla posizione del singolo dipendente
pensionato, circostanza non riscontrabile per i contributi versati in favore dei
pensionati al FASI da parte dellimpresa.
Atteso quanto sopra, le spese mediche rimborsate dal fondo restano
detraibili/deducibili dallimposta lorda pari al 19 per cento, per la parte
che eccede euro 129,11.
In linea con tale orientamento, si deve ritenere che qualora il FASI rimborsi al
dirigente in pensione anche le spese mediche sostenute dal familiare non a
carico, per effetto dei contributi versati che non hanno beneficiato dellart.
51, comma 1, lett. a), del TUIR, dette spese sono detraibili ai sensi dellart.
15, comma 1, lett. c), del medesimo testo unico da parte dello stesso familiare
che le ha sostenute.
D: I portatori di handicap psichico o mentale di gravità tale da aver
determinato il riconoscimento dellindennità di accompagnamento possono
usufruire delle agevolazioni previste per lacquisto delle auto anche se il
loro stato di disabilità è attestato da una certificazione medica diversa da
quella rilasciata ai sensi dellart. 4 della legge n. 104 del 1992?
R: I soggetti con handicap psichico o mentale di gravità tale da aver
accedere alle agevolazioni previste per lacquisto dellauto da parte di
portatori di handicap a prescindere dalladattamento del veicolo.
Con circolare 11 maggio 2001, n. 46,
in merito alla certificazione necessaria per poter fruire dei benefici fiscali
per lacquisto del veicolo senza vincoli di adattamento, è stato precisato
che i soggetti con handicap psichico o mentale devono essere in possesso di:
- verbale di accertamento emesso dalla commissione medica di cui allart. 4
della legge n. 104 del 1992, da cui risulti che il soggetto si trova in una
situazione di handicap grave ai sensi dellart. 3 della medesima legge,
derivante da disabilità psichica;
- certificato di attribuzione dellindennità di accompagnamento, di cui alle
leggi n. 18 del 1980 e n. 508 del 1988, emesso dalla Commissione per laccertamento
dellinvalidità civile (di cui alla legge n. 295 del 1990).
Tali indicazioni non devono tuttavia ritenersi tassative atteso che per le altre
categorie di disabili, aventi diritto ai benefici fiscali per lacquisto di
veicoli, è stato precisato (circ. 15 luglio 1998, n. 186, e la più recente ris.
25 gennaio 2007, n. 8) che è
possibile prescindere dallaccertamento formale dellhandicap da parte della
commissione medica di cui allart. 4 della legge n. 104 del 1992, qualora
detti soggetti abbiano già ottenuto il riconoscimento dellinvalidità da
parte di altre commissioni mediche pubbliche quali, ad esempio, la commissione
per il riconoscimento dellinvalidità civile, per lavoro, di guerra e dalla
certificazione da queste rilasciate risulti chiaramente che linvalidità
comporta, a seconda dei casi, gravi o ridotte limitazioni alla capacità di
In linea con tale orientamento, si deve ritenere che, anche per i portatori di
handicap psichico o mentale, per le finalità agevolative di cui trattasi, lo
stato di handicap grave di cui allart. 3, comma 3, della legge n. 104 del
1992, possa essere validamente attestato dal certificato rilasciato dalla
commissione medica pubblica preposta allaccertamento dello stato di
invalidità purché lo stesso evidenzi in modo esplicito la gravità della
patologia e la natura psichica o mentale della stessa.
Viceversa non potrà essere ritenuta idonea la certificazione che attesti
genericamente che il soggetto è invalido con totale e permanente inabilità
lavorativa e con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di
svolgere i normali atti quotidiani della vita.
Tale certificazione, infatti, ancorché rilasciata da una commissione medica
pubblica non consentirebbe di riscontrare la presenza della specifica
disabilità richiesta dalla normativa fiscale.
5.2. Certificazione che attesta l'impossibilità a deambulare in modo
autonomo o senza l'aiuto di un accompagnatore
D: Possono beneficiare delle agevolazioni fiscali per lacquisto di
veicoli i soggetti con grave limitazione della capacità di deambulazione in
possesso di una certificazione di invalidità civile attestante specificatamente
limpossibilità a deambulare in modo autonomo o senza laiuto di un
accompagnatore?
R: Per quanto concerne i soggetti disabili con grave limitazione della
capacità di deambulazione, o pluriamputati, con circolare 11 maggio 2001, n.
46, in merito alla certificazione necessaria per poter fruire dei benefici
fiscali per lacquisto del veicolo senza vincoli di adattamento, è stato
richiesto il verbale di accertamento dellhandicap emesso dalla commissione
medica presso la ASL di cui allart. 4 della legge n. 104 del 1992, dal quale
risulti che il soggetto si trova in situazione di handicap grave ai sensi dellart.
3 della legge n. 104 del 1992, derivante da patologie (ivi comprese le
pluriamputazioni) che comportano una grave limitazione permanente della
Analogamente a quanto affermato in relazione al quesito 5.1., si deve ritenere
che lo stato di handicap grave, comportante una limitazione permanente della
capacità di deambulazione, può essere documentato da una certificazione di
invalidità, rilasciata da una commissione medica pubblica, attestante
specificatamente limpossibilità a deambulare in modo autonomo o senza laiuto
di un accompagnatore, sempreché il certificato di invalidità faccia
esplicito riferimento anche alla gravità della patologia. È possibile,
pertanto, prescindere dallaccertamento formale della gravità dellhandicap
da parte della commissione medica di cui allart. 4 della legge n. 104 del
D: Lart. 94, comma 3,
della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria per il 2003), prevede
che in considerazione del carattere specifico della disabilità intellettiva
solo in parte stabile, definita ed evidente,, le persone con sindrome di
down, su richiesta corredata da presentazione del cariotipo, sono dichiarate,
dalle competenti commissioni insediate presso le aziende sanitarie locali o dal
proprio medico di base, in situazione di gravità ai sensi dellart. 3 della
legge 5 febbraio 1992, n. 104, ed esentate da ulteriori visite e controlli.
In considerazione di quanto previsto dalla norma sopra citata, si chiede di
sapere se le persone affette da sindrome di down possano fruire delle
agevolazioni fiscali previste per lacquisto di veicoli presentando il
certificato rilasciato dal proprio medico di base?
R: Tenuto conto della previsione contenuta nellart. 94, comma 3, della
legge 27 dicembre 2002, n. 289, si ritiene che qualora il medico di base attesti
che un soggetto è affetto da sindrome di down, tale certificazione sia valida
anche ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali previste dallart.
30, comma 7, della legge 23
dicembre 2000, n. 388 (che rinvia, genericamente, alle agevolazioni previste
dallart. 8 della legge n. 449 del 1997).
Resta fermo che per poter beneficiare delle predette agevolazioni fiscali, i
soggetti affetti da sindrome di down, al pari degli altri soggetti affetti da
disabilità psichica, dovranno essere riconosciuti anche in possesso dei
requisiti per ottenere lindennità di accompagnamento, come previsto dallart.
30 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
D: In relazione ai portatori di handicap psichico o mentale di gravità tale
da aver determinato il riconoscimento dellindennità di accompagnamento, si
chiede di sapere se, ai fini delle agevolazioni fiscali previste per lacquisto
di veicoli, il riconoscimento della predetta indennità debba essere inteso come
requisito sanitario ovvero, in senso più stretto, quale effettiva concessione
della provvidenza sanitaria. Ad esempio, un soggetto che ha ottenuto dalla
Commissione medica per linvalidità civile il riconoscimento del diritto allaccompagnamento
decade dallagevolazione fiscale nel caso in cui la Regione, ai sensi della
legge n. 18 del 1980, non concede lindennità di accompagnamento in quanto,
in alternativa, prevede il ricovero gratuito in un istituto di cura?
R: Relativamente ai requisiti sanitari per il riconoscimento dellindennità
di accompagnamento, di cui devono altresì essere in possesso i portatori di
handicap psichico per accedere ai benefici fiscali previsti per lacquisto di
veicoli, si ritiene che, qualora il diritto alla suddetta indennità sia stato
riconosciuto dalla competente commissione, la sostituzione del beneficio con
altre forme di assistenza, quale il ricovero presso una struttura sanitaria con
retta a totale carico di un ente pubblico, così come previsto dalla legge n. 18
del 1980, in linea di principio non precluda la fruizione dellagevolazione
fiscale per lacquisto dellauto.
Si fa presente, peraltro, che affinché la fruizione del beneficio risulti
legittima, il veicolo deve risultare utilizzato a vantaggio dellinvalido,
così come richiesto dallart. 1, comma 36, della legge 27 dicembre
Detta norma, infatti, anche se letteralmente è riferita ai soli portatori di
handicap motorio, afferma un principio che per ragioni logico-sistematiche deve
intendersi riferito a tutte le categorie di soggetti interessati dalla
agevolazione in questione.
6. CREDITO DIMPOSTA PER LA RIPARAZIONE E LA RICOSTRUZIONE DEGLI IMMOBILI
COLPITI DAL SISMA IN ABRUZZO DEL 6 APRILE 2009
D: Le Ordinanze Ministeriali emanate in relazione agli eventi sismici
verificatesi nella regione Abruzzo, nel mese di aprile 2009, riconoscono un
credito dimposta utilizzabile ai fini delle imposte sui redditi, in quote
costanti relative allanno in cui la spesa è stata sostenuta e ai successivi
anni per gli interventi di riparazione e ricostruzione e acquisto dellabitazione
principale nonché per gli interventi di riparazione di immobili concessi in
locazione alle medesime condizioni in vigore alla data del 6 aprile..
Si chiede se il credito dimposta debba essere riconosciuto solo in
conseguenza delleffettivo sostenimento della spesa, e, quindi, limitatamente
alle spese sostenute e pagate in ogni anno dimposta o se la quota annua debba
essere pari ad una percentuale dellammontare di contributo che il Comune, in
alternativa, può riconoscere ai soggetti beneficiari del credito e che viene
indicato dal modello di Comunicazione da parte dei Comuni dei dati relativi
alle domande di contributo, nel rigo Contributo concesso.
R: Lart. 3, comma 1, del decreto legge 28 aprile 2009, n. 39,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, e le Ordinanze
del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3779 del 6 giugno 2009 (riferita ad
immobili danneggiati dal sisma con esito di tipo B o C) e n. 3790 del 9 luglio
2009 (riferita ad immobili danneggiati dal sisma con esito di tipo E) concedono
ai soggetti colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo, previa presentazione
di apposita domanda al Comune del luogo dove è situato limmobile, un
contributo a fondo perduto, anche con le modalità del credito dimposta, e
finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato, per le spese relative agli
interventi di riparazione o ricostruzione degli immobili distrutti, dichiarati
inagibili o danneggiati ovvero per lacquisto di nuove abitazioni sostitutive
dellabitazione principale distrutta.
Larticolo 7, comma 7, dellOrdinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3803 del 15 agosto 2009 riconosce ai proprietari di unità
immobiliari concesse in locazione alla data del 6 aprile 2009 e danneggiate dal
sisma con esito di tipo A, B o C che stipulano contratti di locazione alle
medesime condizioni di quelli vigenti alla predetta data per una durata non
inferiore a due anni un contributo per la riparazione dei suddetti immobili
anche con le modalità del credito dimposta, nel limite complessivo di 80.000
Per quanto concerne la fruizione dellagevolazione mediante la modalità del
credito dimposta, sia larticolo 3 dellordinanza n. 3779 del 2009 che larticolo
3 dellordinanza n. 3790 del 2009 prevedono che il credito dimposta
maturato in relazione agli interventi di riparazione o ricostruzione dellabitazione
principale danneggiata o distrutta ovvero allacquisto di una nuova abitazione
equivalente allabitazione principale distrutta è utilizzabile ai fini
delle imposte sui redditi in 20 quote costanti relative allanno in cui la
spesa è stata sostenuta ed ai successivi anni. Per gli interventi di
riparazione e ricostruzione riguardanti immobili diversi dallabitazione
principale, il credito dimposta è utilizzabile ai fini delle imposte sui
redditi ed è ripartito, a scelta del contribuente, in 5 ovvero in 10 quote
costanti e non può eccedere, in ciascuno degli anni, limposta netta.
Alla luce del dato letterale della normativa citata, la scrivente ritiene che il
riconoscimento del credito dimposta è limitato alle spese sostenute e pagate
in ogni anno dimposta.
Si segnala che, nellipotesi in cui, per gli interventi sopra citati i
soggetti interessati richiedano di fruire del finanziamento agevolato il credito
dimposta non dovrà essere riportato in dichiarazione atteso che lo stesso
sarà utilizzato dai soggetti finanziatori per recuperare limporto della rata
istruzioni fornite e i principi enunciati con la presente circolare vengano
- Genova, 7 giorni fa	Prontuario fiscale delle cessioni di fabbricati e terreni
- Verdellino, 14 giorni fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti (“procedura semplificata senza intervento del notaio”)
- Castelsangiovanni, 19 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.