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Timestamp: 2019-02-20 02:02:34+00:00
Document Index: 105250055

Matched Legal Cases: ['art 14', 'art 11', 'art 114', 'art 12', 'art 114', 'art 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.462', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2']

18 | Marzo | 2013 | Edscuola
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lunedì 18 Marzo 2013 Edscuola
MOLTO STRANA LA RECENTE CIRCOLARE DELL’USR DEL PIEMONTE SULLE ISCRIZIONI SCOLASTICHE
La circolare dell’Uff scolastico regionale del Piemonte dell’11 Marzo 2013 sulla possibilità di trattenere alunni con disabilità in scuola dell’infanzia oltre il compimento del sesto anno di età mi sembra debba essere riveduta sostanzialmente per i seguenti motivi:
1- la circolare cita come fonte normativa del trattenimento la c m n. 235/75 che è una circolare di molti anni anteriore alla L.n. 104/92 ed abissalmente lontana dalla L.n. 53/03 , relativa alla riforma Moratti che ha fissato senza eccezione alcuna il compimento dei sei anni di età per l’insorgenza dell’obbligo scolastico per tutti gli alunni senza eccezione alcuna neppure per quelli con disabilità; conseguentemente tutte le circolari ministeriali successive sino all’ultima la N.98/2012 non prevedono le eccezioni che erano indicate nella circolare n. 235/75, che deve ormai implicitamente ritenersi abrogata dalla l.n. 53/03.
2- La circolare torinese cita l’art 14 comma 1 della L.n. 104/92, dove si parla di tutt’altra materia e cioè la continuità educativa ( che invece fa riferimento logico proprio alla prosecuzione tra un grado e l’altro di scuola) e la possibilità di una terza ripetenza per adempiere l’obbligo scolastico entro il 18° anno di età (norma che non riguarda assolutamente la scuola dell’infanzia, perché la terza frequenza della stessa classe riguarda la scuola primaria e secondaria di primo grado.Comunque tale norma fu votata perché allora ( 1992) gli alunni con disabilità non potevano iscriversi alla scuola superiore se non fossero stati in possesso del diploma di licenza media né potevano andare a lavorare poiché per tutti i cittadini italiani era possibile essere titolari di un rapporto di lavoro solo a partire dal 16° anno di età; si pensò quindi di colmare il biennio tra i 14 ed i 16 anni con le ripetenze; oggi ciò non serve, dal momento che l’art 11 comma 12 dell’O M n. 90/01 consente anche agli alunni con disabilità in possesso del semplice attestato di iscriversi alle scuole superiori.
3- – La circolare Piemontese cita ancora il dpr n. 275/99 sull’autonomia scolastica dove si parla di flessibilità delle classi in piccoli gruppi o in accorpamenti tra gruppi di alunni di diverse classi, che non ha nulla a vedere con il trattenimento in scuola dell’infanzia oltre l’inizio dell’età dell’obbligo scolastico.
4- L’uff scol regionale del Piemonte, seguendo il cattivo esempio dell’analogo Ufficio della Lombardia avrebbe potuto appellarsi all’art 114 del T.U. sulla legislazione scolastica , approvato con decreto legislativo n. 297/1994, dove si dice che eccezionalmente può essere autorizzato il trattenimento in caso di malattie gravi o di altri gravi impedimenti. Se qualcuno volesse intendere i termini sopra citati come disabilità, allora salterebbe tutta la logica dell’inclusione scolastica realizzata da oltre quarant’anni in Italia. Infatti Tutta la normativa si poggia sugli orientamenti psicopedagogici secondo cui occorre che gli alunni con disabilità al più presto possibile siano coeducati in gruppi di coetanei al fine di favorire la loro crescita negli apprendimenti, nella comunicazione, nella socializzazione, nelle relazioni, come espressamente recita l’art 12 comma 3 l.n. 104/92.Se un bimbo con disabilità viene trattenuto oltre il compimento del sesto anno presso la scuola dell’infanzia, perde il contatto col gruppo dei coetanei con alcuni dei quali invece potrebbe proseguire in scuola primaria.
Né vale in tal caso, la certificazione dell’ASL, come dice la circolare dell’USR del Piemonte; infatti se la certificazione dichiara che il bimbo con disabilità, suppongo, intellettiva ha ritardi rispetto ai coetanei, non sarà certo la coeducazione con bimbi più piccoli a stimolarne la crescita; anzi dovrebbe valere il contrario.
Qualora il bimbo abbia una grave malattia, come recita l’art 114 del T.U. la normativa prevede l’istruzione a domicilio purchè sia diagnosticata l’impossibilità di frequenza della scuola per almeno 30 giorni ( art 12 comma 9 l.n. 104/92); e abbiamo numerose esperienze di alunni con gravi disabilità che realizzano l’istruzionedomiciliare tramite telefono, computer e videocamera, mantenendo i contatti continui con la propria classe di appartenenza che è quella dei coetanei.
Né vale a legittimare il trattenimento la delibera del Collegio dei docenti, perché , come è noto ed è ribadito dalle Linee-guida ministeriali sull’inclusione scolastica del 4 Agosto 2009, l’autonomia delle singole scuole è solo di natura amministrativa e deve quindi rispettare le norme primarie e quelle secondarie di carattere generale come sono le circolari ministeriali che, ribadisco, non hanno più consentito deroghe all’inizio dell’obbligo scolastico per gli alunni con disabilità a partire dalla L.n. 53/03.
5- Sotto il profilo dell’opportunità amministrativa è infine da rilevare che il trattenimento massiccio di alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia legittimerebbe anche il trattenimento nella scuola primaria e secondaria di primo grado; ciò, oltre a comportare notevoli complicazioni per la formulazione degli organici ministeriali sia sotto il profilo del numero di alunni per classe , sia sotto quello della nomina dei docenti per il sostegno, potrebbe impedire a molti alunni con disabilità, pervenuti al termine della terza media a 18 annicompiuti, di iscriversi alle scuole superiori, vanificando così la grande conquista della sentenza n. 215/87 che invece quel diritto ha affermato.
Infatti la sentenza n. 226/01 della Corte costituzionale e le successive circolari ministeriali sulle iscrizioni prevedono che gli alunni con disabilità non in possesso del diploma di licenza media non possano iscriversi alle scuole superiori dopo il compimento del 18° anno di età.
6- Pertanto si invita l’USR del Piemonte ed il MIUR a volere rivedere la circolare permissiva riaffermando i valori e le buone prassi dell’inclusione scolastica che tantissime associazioni condividono da anni e che si vedrebbero disorientate da indirizzi ministeriali permissivi e in contrasto con la normativa.
La rivolta dei presidi: è emergenza
Intere classi che entrano alla seconda ora e che escono un’ora prima della fine delle lezioni perché alle scuole viene negata la possibilità di nominare, per pochi giorni, i supplenti. Attività di laboratorio a singhiozzo perché non ci sono i soldi per riparare i computer e le lavagne digitali, per acquistare il materiale indispensabile alle esercitazioni, per garantire il funzionamento degli istituti nel pomeriggio. E ancora ambienti poco puliti perché i bidelli, in numero insufficiente rispetto alle reali necessità, sono costretti a fare la spola fra più sedi nelle quali devono vigilare sugli ingressi. La scuola in provincia di Bari è in affanno. La situazione è così grave da meritare l’attenzione del ministro. Ne è convinto pure il provveditore Mario Trifiletti che ha inviato una lettera all’Ufficio scolastico regionale, chiedendo di trasmettere la denuncia al dicastero dell’Istruzione. Il provveditore nei giorni scorsi ha raccolto le lamentele di Claudio Menga, segretario provinciale della Flc-Cgil, e di Antonello Natalicchio, coordinatore dei dirigenti scolastici per lo stesso sindacato. Riassume Natalicchio: «Noi presidi siamo in difficoltà. A fronte dei tagli delle risorse per il funzionamento, ci siamo trovati a gestire situazioni complesse. Il quadro normativo poco chiaro certamente non aiuta». Con la nascita degli istituti comprensivi (che hanno unito sotto una unica dirigenza materne, elementari e medie inferiori) e con le fusioni di più istituti superiori sottodimensionati la situazione è diventata esplosiva. «Si sono create megascuole con oltre mille alunni – spiega il preside – ma le tabelle che servono a calcolare il personale da assegnare ai singoli istituti sono tarate su una popolazione di mille studenti, non oltre. È un’assurdità». Così accade che i dirigenti non applichino alla lettera il regolamento non rispettando per esempio il monte ore di lezione, oppure lasciando incustoditi per frazioni di giornate le scuole, oppure chiedendo contributi alle famiglie non per migliorare l’offerta formativa, ma per sostituire le stampanti. «Gli aspetti più delicati – evidenzia il provveditore Trifiletti riguardano l’inadeguatezza delle risorse economiche per la retribuzione delle ore eccedenti, il taglio degli organici del personale ausiliario, tecnico e amministrativo, l’inserimento di docenti dichiarati inidonei all’insegnamento nei ranghi degli assistenti amministrativi, l’introduzione di innovazioni telematiche incompatibili con infrastrutture tecnologiche spesso inadeguate ed obsolete, la difficoltà di ottenere dagli enti locali le suppellettili ». Rientra nelle emergenze quotidiane la carenza cronica di banchi e sedie che non cadano a pezzi. Menga rincara la dose: «I presidi sono abbandonati al loro destino. Devono affrontare problemi quotidiani senza denaro e nell’isolamento nel quale sono stati confinati dalla condotta irresponsabile del ministero».
Scuola, ricerca shock dell’Ocse sui voti: “I prof favoriscono ragazze e ceti alti”
Uno studio europoeo che si basa sui test Pisa destinato a aggiungere argomenti a uno di principali punti di contrasto tra famiglie e professori. E in Italia la differenza sembra tra le più marcate
“Gli insegnanti favoriscono le ragazze e gli studenti benestanti o provenienti da ambiti socio-culturali più favorevoli”. A parità di performance, in buona sostanza, studenti maschi e alunni provenienti da ambienti deprivati vengono penalizzati dai propri insegnanti al momento di assegnare le valutazioni finali e i voti nel corso dell’anno scolastico. La “denuncia” non arriva da una associazione studentesca e neppure da un gruppo di genitori intenti a difendere i propri figli, ma addirittura dall’Ocse: l’Organizzazione (internazionale) per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Il ventiseiesimo approfondimento condotto dall’Ocse sui test Pisa – in Lettura, Matematica e Scienze – del 2009 danno ragioni in più a una lamentela classica di genitori e alunni. Il focus pubblicato qualche giorno fa mette sul banco degli imputati i docenti e la loro imparzialità nell’attribuire i voti agli alunni. Da sempre, le valutazioni attribuite dai professori agli studenti rappresentano uno dei punti fermi della scuola, ma anche uno dei più controversi. Tanto che la maggior parte dei ricorsi dei genitori a fine anno riguardano appunto le valutazioni finali degli insegnanti.
E, tra le nazioni europee in cui è stata condotto l’approfondimento di ricerca, l’Italia sembra essere uno dei paesi dove c’è più sperequazione tra voti attribuiti dagli insegnanti e saperi reali. Il titolo della ricerca è tutto un programma: “le aspettative legate ai voti”, in inglese, “le grandi speranze: come i voti e le politiche educative influiscono sulle aspirazioni degli alunni”, in francese. Sta di fatto che i voti, e lo sanno bene i prof, rappresentano nella scuola uno dei motivi del contendere più sentiti per studenti e genitori.
“Gli insegnanti – si legge nella ricerca – tendono ad attribuire alle ragazze ed agli studenti provenienti da ambiti socio-economici più favorevoli migliori voti a scuola, anche se non hanno una migliore performance, rispetto ai ragazzi e agli studenti provenienti da ambiti socio-economici svantaggiati”. Gli esperti dell’Ocse non esitano a definire questo trend “preoccupante” perché può penalizzare gli studenti anche nelle scelte future. Le ricadute negative possono essere di due tipi con conseguenze a lungo termine per i meno fortunati.
Ecco quali. “Da una parte, gli studenti – spiegano dall’Ocse – fondano sovente le loro aspirazioni, in termini di studi e di carriera, sui voti che ottengono a scuola; da un’altra parte, i sistemi educativi utilizzano i voti nella selezione degli studenti per l’accesso ad un indirizzo di studi e, successivamente, per l’accesso all’università”. Per valutare l’attendibilità dei voti espressi dagli insegnanti in Lettura, l’Ocse ha consegnato ai quindicenni una scheda in cui dovevano segnare il voto in Italiano – o nella lingua del paese in cui si svolgeva il test – loro attribuito dai professori. E, successivamente, ha determinato la correlazione tra il voto attribuito ai quindicenni dai propri prof con la performance in Lettura nel test Ocse-Pisa.
Scoprendo che a parità di risultati nel test Pisa le ragazze e gli studenti più abbienti riescono a strappare ai propri insegnanti voti più alti. “Lo scopo principale dei voti – spiegano da Parigi – è quello di promuovere l’apprendimento degli studenti, informandoli dei loro progressi, attirando l’attenzione degli insegnanti sui bisogni educativi dei loro studenti e, infine, attestando il livello di competenza valutata dagli insegnanti e dalle scuole”. Ma i docenti sembrano “anche basare le loro valutazioni su altri criteri”. Il test Pisa “ha dimostrato che le istituzioni educative e gli insegnanti ricompensano costantemente caratteristiche degli studenti che non hanno relazione con l’apprendimento”.
Infatti in accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono state concordate le modalità di gestione di tali emolumenti che sono equiparati ad una qualsiasi retribuzione fissa, ma sottoposti a controllo di capienza su appositi capitoli di Cedolino Unico. Le nuove funzioni, pertanto disponibili nel modulo “Gestione accessoria (ex Cedolino Unico)”, sono ad uso esclusivo degli istituti scolastici e forniscono agli uffici un’interfaccia ed una modalità di acquisizione già nota ed ampiamente utilizzata per la gestione dei compensi accessori. Gli amministrati troveranno il proprio cedolino nell’apposita area privata del portale. Gli uffici di servizio forniranno assistenza agli amministrati nel reperire, tramite il servizio SPT Modelli, l’ID cedolino necessario per il primo accesso. Rimane quindi confermato quanto previsto dalla circolare MEF n. 17 del 28 gennaio u.s. che comunica il rilascio della nuova funzione per la liquidazione delle retribuzioni delle supplenze brevi e saltuarie al personale della scuola che, a decorrere dal 1 gennaio 2013, sono a carico del MEF. La nuova funzione, denominata “Compensi vari” è introdotta nell’ambito dell’applicazione “Gestione accessoria” (ex cedolino Unico) del Sistema NoiPa.
Mobilità 2013/2014: rettifiche no, revoche si, rinunce ni
Nell’ordinanza ministeriale n.9 del 13 marzo 2013, che regola, come previsto dall’art.462 del d.lgs. 297/94, alcune specifiche disposizioni in materia di mobilità del personale docente, educativo ed ata, è presente l’art. 5, che tratta delle rettifiche, revoche e rinunce delle domande di trasferimento o di mobilità professionale, richieste dopo la scadenza dei termini di presentazione della domanda
É possibile chiedere la rettifica della domanda di trasferimento o di passaggio di ruolo/cattedra, dopo la scadenza dei termini di presentazione? Si può chiedere la revoca di tale domande dopo la scadenza dei suddetti termini? Si può rinunciare alla mobilità dopo che essa sia stata effettuata e pubblicata? A questi interrogativi dà risposta l’art. 5 commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 dell’O.M. n. 9/2013. Dalla lettura di questi commi, potremmo dire che la rettifica della domanda con integrazioni o modifiche sulla stessa, anche per quando riguarda l’ordine delle preferenze di scuole o di sedi, non è consentita in alcun modo. Non è possibile nemmeno intervenire su rettifiche degli allegati alla domanda. Invece è possibile revocare totalmente o parzialmente, nel caso si siano presentate più domande, la richiesta di mobilità. La richiesta di revoca deve essere inviata tramite la scuola di servizio o presentata all’Ufficio territorialmente competente rispetto alla provincia di titolarità dell’interessato ed è presa in considerazione soltanto se pervenuta non oltre il decimo giorno prima del termine ultimo, previsto per ciascuna categoria di personale nell’art. 2 della stessa O.M. numero 9, per la comunicazione al SIDI dei posti disponibili. Cosa succede se l’istanza di revoca è inviata successivamente al su citato decimo giorno? In questo caso le istanze possono essere prese in considerazione solo per gravi motivi validamente documentati ed a condizione che pervengano entro il termine ultimo, previsto per ciascuna categoria di personale nell’art. 2 della presente O.M., per la comunicazione al SIDI dei posti disponibili. Come detto precedentemente, se sono state presentate più domande di movimento (trasferimento, passaggio ruolo o passaggio cattedra), si può anche decidere di revocare una domanda e lasciare un’altra richiesta. In tal caso si deve dichiarare esplicitamente e chiaramente per quali domande si chiede la revoca. In mancanza di tale precisazione la revoca si intende riferita a tutte le domande di movimento. Infine l’art. 5 dell’O.M. n. 9/2013 precisa i casi in cui sarà possibile rinunciare al trasferimento avvenuto. Possiamo dire che in generale non è ammessa la rinuncia, a domanda, del trasferimento concesso, salvo che tale rinuncia venga richiesta per gravi motivi sopravvenuti debitamente comprovati e a condizione, altresì, che il posto di provenienza sia rimasto vacante e che la rinuncia non incida negativamente sulle operazioni relative alla gestione dell’organico di fatto. Il posto reso disponibile dal rinunciatario non influisce sui trasferimenti già effettuati e non comporta, quindi, il rifacimento degli stessi. Il procedimento di accettazione o diniego della richiesta di rinuncia o di revoca deve, a norma dell’art. 2 della legge 241/90, essere concluso con un provvedimento espresso. Possiamo quindi concludere che la domanda di trasferimento non può essere rettificata, può essere revocata e in alcuni casi, del tutto eccezionali, una volta concesso il trasferimento, si può ottenere la sua rinuncia.
Le Fiamme Gialle, infatti, su disposizione della Procura di Napoli, hanno perquisito gli uffici presso il Provveditorato di Caserta, l’abitazione del dirigente e il suo ufficio presso il Ministero della pubblica istruzione a Roma, dove conservava un incarico. A tal proposito è bene ricordare che da alcuni candidati casertani al concorso a Ds erano state sollevate diverse irregolarità riguardanti le incompatibilità per alcuni componenti della commissione esaminatrice. In particolare nelle denunce si riferiva di componenti di commissione referenti di un sindacato; di componenti che avevano fatto parte del comitato scientifico ed erano stati docenti di un corso di preparazione al concorso; di componenti che avevano svolto un master di preparazione al concorso dove tra i partecipanti al master ben nove candidati avevano superato le prove scritte del concorso. Tutta una serie di denunce per le quali sta indagando la Guardia di Finanza di Napoli, coordinata dalla Procura partenopea, che potrebbero avere seri profili penali e pesanti risvolti deontologici verso una procedura concorsuale più volte screditata a livello nazionale (vedi i casi giudiziari del Molise e della Lombardia).
(Roma, 18 marzo 2013) Martedì 19 marzo 2013, alle ore 9.30 presso la sala della Comunicazione del Miur, in viale Trastevere 76/A, verrà presentato il documento conclusivo “Horizon 2020 Italia” alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo e di John Bell, capo di Gabinetto del Commissario alla Ricerca, Innovazione e Scienza Maire Geoghegan-Quinn.
I giornalisti interessati a seguire l’evento potranno accreditarsi al seguente indirizzo: uffstampa@istruzione.it.
Aspettando il nuovo governo: appunti per un programma sulla scuola
Aspettando il nuovo governo, riparliamo di scuola. Durante la campagna elettorale c’è stata da parte delle formazioni politiche una grande attenzione per la scuola, insieme al riconoscimento di come sia stata maltrattata negli ultimi anni. Si è parlato di restituzione dei miliardi sottratti con i tagli, di nuove risorse da destinare alla sicurezza degli edifici scolastici, di finanziamenti, soprattutto se non esclusivamente, alla scuola pubblica, di abolizione della cosiddetta riforma Gelmini, di più tempo scuola, di maggiore attenzione al personale della scuola, a cominciare dai precari. In attesa di conoscere il nuovo governo e il suo programma per l’istruzione, farebbe bene il mondo della scuola, in tutte le sue componenti e articolazioni, studenti compresi, a confrontarsi sulle problematiche inerenti il settore e ad elaborare proprie proposte da sottoporre all’esecutivo. Sarebbe un atto di responsabilità che lo accrediterebbe a partecipare attivamente ai processi di riforma, e non a subirli.
Io comincerei da tre punti, che riguardano, rispettivamente, gli alunni, i docenti, le scuole. Si tratta di temi molto attuali e dibattuti, che vanno sotto il nome di diploma a diciott’anni e riordino dei cicli, revisione delle classi di concorso e degli ambiti disciplinari, dimensionamento scolastico. L’ostilità verso di essi del mondo della scuola deriva soprattutto dal pregiudizio, molto fondato, nei confronti di governi che hanno trasformato tutto ciò che hanno toccato in provvedimenti punitivi, provvedimenti che hanno significato sempre e soltanto tagli, economie e peggioramento delle condizioni degli studenti e del personale. Ma in un contesto diverso le posizioni potrebbero cambiare radicalmente.
Il primo punto è il conseguimento del diploma a diciott’anni per i nostri giovani, come in altri paesi europei. È un obiettivo importante, e però da subito è stato oggetto di un’accesa discussione. Si anticipa la scuola di un anno, si riduce di un anno la scuola primaria, si trasforma la superiore in due bienni, si organizzano tutti gli ordini di scuola in quadrienni. Quanti posti si perdono, quale soprannumero si crea. Quanto si risparmia. Ancora qualche settimana fa l’infelice Profumo ha detto che il riordino dei cicli farà risparmiare 1380 milioni di euro. Io penso che sarebbe opportuno in questa fase, anziché metter mano al riordino dei cicli, facilitare, senza ipocrisia, le richieste d’anticipo a cinque anni. Già oggi la norma (vedi la circolare delle iscrizioni online) consente l’iscrizione alla prima elementare a bambini di cinque anni e quattro mesi d’età, e cioè che compiono i sei anni entro il 30 aprile dell’anno successivo all’iscrizione. Non mi risulta che qualcuno si sia stracciate le vesti. Se mai, bisogna pensare a come rendere obbligatoria la frequenza per almeno un anno della scuola dell’infanzia e come far accompagnare eventualmente nelle prime i bambini “anticipatari” da insegnanti di scuola dell’infanzia.
Il secondo punto riguarda il riordino delle classi di concorso e una definizione più puntuale degli ambiti disciplinari, a cominciare dal “sostegno” arbitrariamente e sommariamente articolato in aree. Anche questo argomento, di primo acchito interessante, è visto dai docenti come fumo negli occhi. Perché l’Amministrazione nei processi di ristrutturazione che con frequenza avvia, ha scarsa considerazione per la professionalità dei suoi docenti e quindi li ricolloca dove vuole e quando vuole, sempre e soltanto per gestire il soprannumero e per risparmiare. Invece, in realtà, la collocazione di ogni insegnamento specifico in un ambito disciplinare meglio definito, insieme al riconoscimento di altre abilitazioni ai docenti che acquisiscono nuovi titoli di studio o professionali, permette di utilizzare in modo più flessibile le competenze degli insegnanti, oltre che sulla loro materia d’insegnamento che deve rimanere la stessa, su materie dell’area disciplinare e comunque complementari, e quindi in tal modo di arricchire e variare l’offerta formativa delle scuole.
Il terzo punto riguarda la controversa questione del dimensionamento: fusioni, accorpamenti, soppressioni di scuole, che suscitano vere e proprie rivolte, con accuse di soluzioni pasticciate, incompetenza, clientelismo. Sarebbe opportuno andare oltre le singole scuole e pensare all’istituzione scolastica, un’organizzazione più complessa e su più plessi, che abbia come riferimento una comunità, sia essa un comprensorio, una cittadina, il quartiere di una città. Avere una scuola di seicento oppure milleduecento o duemila e più alunni non è indifferente rispetto all’organizzazione del lavoro. Una unità scolastica di dimensioni medio-grandi per numero di alunni dà spazio ai profili di coordinatori didattici, amministrativi e tecnici, giustifica la presenza di un ufficio tecnico, richiede le funzioni e le competenze del direttore dei servizi, enfatizza il ruolo del dirigente scolastico.
Ma, soprattutto, con più alunni, insieme con gli ambiti disciplinari meglio definiti e con docenti forniti di più abilitazioni, diventa praticabile l’organico funzionale d’istituto, la cui mancata attuazione ha fatto inceppare per tutti questi anni l’autonomia scolastica, L’organico funzionale, che è il punto centrale e qualificante di tutto il programma, garantisce le attività curricolari, quelle extracurricolari e i progetti, anche attraverso il superamento del gruppo classe; rimedia alle assenze del personale, senza necessariamente ricorrere alla tradizionale sostituzione; permette e favorisce per i docenti lo svolgimento delle attività connesse all’insegnamento. L’organico funzionale rende possibile un organico d’istituto stabilizzato per diversi anni, evitando l’annuale movimento del personale, a domanda o d’ufficio, che sovraccarica per mesi ex provveditorati e scuole e pregiudica la continuità didattica.
L’organico funzionale deve essere determinato in base al numero degli alunni e delle classi, al contesto socioeconomico in cui la scuola si colloca, e al tempo scuola che è chiamata ad offrire agli allievi. La distribuzione del tempo scuola, o meglio la diffusione equilibrata di tempo pieno e prolungato e potenziato nelle varie regioni e nei diversi contesti, è lo strumento per ridurre le differenze territoriali e combattere la dispersione. In tale prospettiva, anche la scuola secondaria di secondo grado deve avere, in presenza di determinate condizioni, un tempo prolungato e potenziato, attraverso il quale rimediare alle storture della cosiddetta riforma Gelmini, recuperando alcuni insegnamenti, sia pure in forma opzionale, e potenziando le attività di laboratorio.
Il fatto che per uscir fuori dalla crisi un governo possa destinare risorse all’istruzione e alla ricerca, sottraendole ad altri ambiti, ma in particolare la scelta che le singole scuole possano accedere alle risorse attraverso quote differenziate di organico funzionale e tempo scuola, impone una verifica e una valutazione dell’azione della scuola, a più riprese. I risultati attesi non possono essere che la riduzione dell’abbandono e il miglioramento dei livelli di apprendimento. Anche la valutazione dei singoli non può, in prima battuta, che essere relativa al contributo che danno al raggiungimento di tali obiettivi.
Un programma sulla scuola deve essere convincente per i docenti e quanti operano nella scuola. Occorre rimotivarli e incentivarli. Ristabilire i diritti, il contratto di lavoro, la contrattazione di secondo livello, la loro rappresentanza nelle scuole, anche per un giusto equilibrio tra i poteri. Occorre offrire un’articolazione di funzioni e insieme lo sviluppo di carriere vere e proprie. A livello di singola istituzione scolastica bisogna avere uno spazio professionale per formazione, ricerca e documentazione, nonché nuclei di valutazione. La creazione rapida del nuovo organico d’istituto deve prevedere una sostanziosa stabilizzazione di precari delle graduatorie ad esaurimento, mentre al ricambio di personale per turn over si può provvedere con il classico doppio canale , metà dalle graduatorie dei precari e metà da quelle di merito. Non più i concorsi del secolo scorso, del ’99 e addirittura del ’90, ma neppure l’ultimo. Dai corsi di specializzazione biennali, con esami di ammissione, esami finali e tirocinio escono le vere graduatorie di merito.
Questi ed altri punti, più approfonditi e meglio articolati, possono rappresentare il programma del mondo della scuola, uno strumento per il confronto con il futuro esecutivo, una proposta responsabile che contribuisca ad orientare il governo e il parlamento ad investire nell’istruzione e nella ricerca.
n. 65 del 18-3-2013
Scioglimento del consiglio comunale di Caspoggio e nomina del
commissario straordinario. (13A02350)
(GU n.65 del 18-3-2013
Modifica dei criteri per l’erogazione del contributo ENI S.p.a. e ENI
Foundation per la prosecuzione del programma Carta Acquisti, di cui
all’articolo 81, comma 29, del decreto-legge 25 giugno 2008,
(13A02285)
2012, le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 185, della legge
27 dicembre 2006, n. 296. (13A02386)
Attuazione dell’articolo 2, comma 10, lettera b), del decreto
legislativo 14 marzo 2011, n. 23, in materia di federalismo fiscale
municipale. (13A02385)
credito del Tesoro 1° marzo 2007/2014, 1° settembre 2008/2015 e 1°
marzo 2010/2017 relativamente alle cedole con decorrenza 1° marzo
2013 e scadenza 1° settembre 2013. (13A02428)
con godimento 15 dicembre 2011 e scadenza 15 giugno 2017, undicesima
e dodicesima tranche. (13A02409)
poliennali 4,75%, con godimento 22 gennaio 2013 e scadenza 1°
settembre 2028, seconda e terza tranche. (13A02410)
con godimento 15 aprile 2011 e scadenza 15 aprile 2018, tredicesima e
quattordicesima tranche. (13A02411)
poliennali 2,75%, con godimento 1° dicembre 2012 e scadenza 1°
dicembre 2015, settima e ottava tranche. (13A02412)
(13A02389)
rilasciate o revisionate nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2008.
(13A02284)
Approvazione della graduatoria di merito, per l’anno 2013, relativa
europea dei Ministri dei trasporti (ITF/C.E.M.T.). (13A02345)
Determinazione della misura del contributo dovuto dalle Banche di
credito cooperativo per le spese relative alla revisione per il
biennio 2013/2014. (13A02390)
Conferimento delle attestazioni di pubblica benemerenza del
Dipartimento della protezione civile, ai sensi del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008. (13A02391)
finalizzate al superamento della situazione di criticita’ ambientale
determinatasi nel settore del traffico e della mobilita’ nelle
province di Sassari e Olbia-Tempio, in relazione alla strada statale
Sassari – Olbia. (Ordinanza n. 56). (13A02352)
Accertamento del periodo di irregolare funzionamento dei servizi di
pubblicita’ immobiliare dell’Ufficio provinciale di Bari. (13A02278)
Approvazione delle modifiche al regolamento del mercato delle
obbligazioni non governative e dei titoli emessi da organismi
internazionali partecipati da Stati organizzato e gestito da MTS
S.p.a. (Delibera n. 18485). (13A02351)
Provvedimento relativo ai marchi di identificazione dei metalli
preziosi. (13A02392)
Bilancio consuntivo esercizio finanziario 2012 (13A02393)
Comunicato relativo al medicinale veterinario «Ranigel». (13A02280)
medicinale per uso veterinario «Semfortan 10 mg/ml», soluzione
iniettabile per cani. (13A02281)
medicinale per uso veterinario «Baytril 10% O.L.». (13A02282)
medicinale per uso veterinario «Baytril 10% soluzione orale».
(13A02283)
Criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e
sicurezza sul lavoro. (13A02286)
Ricostituzione del Comitato provinciale INPS e relative commissioni
speciali di Vibo Valentia. (13A02349)
Rinnovo, all’organismo C.E.V.I. S.r.l. in Arezzo, di abilitazione
di messa a terra di impianti elettrici. (13A02388)
lunedì 18 Marzo 2013 Edscuola	1 commento
Quel giorno 69 manifestanti neri vennero uccisi da 300 poliziotti bianchi che protestavano contro l’introduzione dell’Urban Areas Act, provvedimento che imponeva ai cittadini sudafricani neri di esibire uno speciale permesso se fermati nelle aree riservate ai bianchi. Il comportamento della polizia, che sparò sui manifestanti, venne denunciato, da una speciale commissione d’inchiesta, come eccessivo impiego della forza contro una folla disarmata, mentre, l’operato del governo sudafricano venne ufficialmente condannato dalle Nazioni Unite.
Per celebrare la Giornata Mondiale contro il razzismo, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il compito di promuovere la parità di trattamento e rimuovere le discriminazioni fondate sulla razza e l’origine etnica, organizzerà dal 16 al 24 marzo la IX edizione della “Settimana di azione contro il razzismo”, una campagna di sensibilizzazione, informazione ed approfondimento con l’obiettivo di diffondere ed accrescere una coscienza multietnica e multiculturale nell’opinione pubblica e, in particolare, fra i giovani. Durante la Settimana, sono previste iniziative nel mondo della scuola, delle università, dello sport della cultura con l’obiettivo di coinvolgere l’intera opinione pubblica e di sottolineare la ricchezza derivante da una società multietnica e multiculturale.
L’UNAR ha previsto un coinvolgimento molto forte del mondo della scuola con un programma, in continua evoluzione, di iniziative organizzate su tutto il territorio nazionale, che sarà consultabile sul sito internet www.unar.it.
L’UNAR, inoltre, propone a tutte le scuole la realizzazione di percorsi di sensibilizzazione giovanile dal titolo “Questa è l’Italia”, una iniziativa per raccontare a più voci il nuovo volto dell’Italia multietnica, invitando le scuole e gli studenti a riflettere sui cambiamenti sociali e demografici che hanno segnato la storia recente del proprio Istituto e del proprio territorio, ad approfondire il tema del rapporto con la diversità, con l’identità nazionale e la cittadinanza, con la discriminazione e l’integrazione. Si invia in allegato alla presente una scheda specifica e i riferimenti per avere maggiori informazioni.
Rassegna Stampa 16 – 18 marzo 2013
la Repubblica – ed. Torino del 17-03-2013
Int. a F.Profumo: “A TORINO PER LA SFIDA DEL FUTURO SERVE UN CERVELLO PIU’ VELOCE” (S.Parola) [solo_testo] pag. 2/3
la Stampa del 18-03-2013
FRANCIA, VIETATO BOCCIARE L’EGALITE’ CONQUISTA LE AULE (A.Mattioli) [solo_testo] pag. 17
BOCCIARE NON RENDE MIGLIORE LA SCUOLA (M.Rossi doria) [solo_testo] pag. 1
la Repubblica del 18-03-2013
GLI ITALIANI ABORRONO OGNI METRO DI GIUDIZIO (M.Pirani) [solo_testo] pag. 24
il Messaggero del 18-03-2013
E IL PRESIDENTE SALUTO’ IL BIMBO “HAI LA FACCIA DASCUGNIZZO…” [solo_testo] pag. 8
Roma del 18-03-2013
“SEI UNO SCUGNIZZO, FAI COSE BUONE” (G.De vito) [solo_testo] pag. 5
il Sole 24 Ore del 16-03-2013
TORINO RILANCIA LA GOVERNANCE DEL BENESSERE DELL’INDIVIDUO (F.Greco) [solo_testo] pag. 14
la Stampa – ed. Torino del 16-03-2013
PROFUMO: EDUCAZIONE FINANZIARIA NUOVA MATERIA DALLE ELEMENTARI [solo_testo] pag. 51
Torino Cronacaqui del 16-03-2013
LAVORO, “PIEMONTE MODELLO” [solo_testo] pag. 18
il Mattino del 16-03-2013
CITTA’ DELLA SCIENZA RIPARTE DAL CIPE ARRIVANO 9 MILIONI (M.Pirro) [solo_testo] pag. 46
il Mattino del 18-03-2013
CITTA’ DELLA SCIENZA UN MARE DI CANOE PER LA RICOSTRUZIONE (M.Pirro) [solo_testo] pag. 46
la Stampa del 16-03-2013
OGGI E’ IL GIORNO DI DODO’ E DELLE VITTIME DELLE MAFIE (N.Zancan) [solo_testo] pag. 24
la Repubblica – ed. Firenze del 16-03-2013
“RAGAZZI, TOCCA A VOI SUPERARE LA MAFIA” [solo_testo] pag. 4/5
IL RAGAZZO AMA IL LATINO (ED E’ SUBITO POLEMICA) (S.Bartezzaghi) [solo_testo] pag. 1
Corriere della Sera del 16-03-2013
LA SCUOLA CHE ABOLISCE LA FESTA DEL PAPA’ (M.Ricci sargentini) [solo_testo] pag. 31
la Prealpina del 16-03-2013
PREMIATA LA SETTIMANA DELLA SCIENZA (S.o.) [solo_testo] pag. 25
Giorno/Resto/Nazione del 17-03-2013
GIOVANI-EDITORI, CECCHERINI CONFERMATO PRESIDENTE (P.pe.) [solo_testo] pag. 22
Corriere della Sera – ed. Milano del 17-03-2013
LA GENEROSITA’ S’IMPATA SUI BANCHI DEL LICEO (M.Ghezzi) [solo_testo] pag. 10/11
il Giornale – ed. Milano del 18-03-2013
MESTIERI RICHIESTI DAL MERCATO PARTONO I CORSI DI FORMAZIONE (RC) [solo_testo] pag. 4
il Messaggero – Cronaca di Roma del 18-03-2013
X FILES A SCUOLA VINCE FEDERICA (F.Rinaudo) [solo_testo] pag. 59
il Mattino del 17-03-2013
MITRA E PISTOLE NEL CORTILE DELLA SCUOLA (M.Di caterino) [solo_testo] pag. 44
IL PARADOSSO DEGLI 11 ANNI PIU’ ALTI, SPORTIVI, PIU’ OBESI (S.Garbarino) [solo_testo] pag. 27
TROVATO IMPICCATO A 13 ANNI, E’ GIALLO (N.Fontanella) [solo_testo] pag. 45
il Messaggero – Cronaca di Roma del 16-03-2013
SUICIDIO 15ENNE, SI INDAGA SUL LICEO CAVOUR (M.Allegri) [solo_testo] pag. 49
Avvenire del 17-03-2013
“COSI’ CHIUDIAMO”. ALLARME DEGLI ASILI FISM (P.Viana) [solo_testo] pag. 26
il Sole 24 Ore del 18-03-2013
TURCHIA O GIAPPONE? PER STUDIARE ALL’ESTERO LA NUOVA ROTTA E’ L’EST (E.Della ratta) [solo_testo] pag. 15
La Repubblica – Cronaca di Roma del 17-03-2013
LE EMOZIONI DAVANTI AI CAPOLAVORI RICERCA DELLA SAPIENZA SUL CERVELLO (S.Grattoggi) [solo_testo] pag. 10
NELL’ATENEO ECOSOSTENIBILE NIENTE ASCENSORI SI CONSUMA MANO ENERGIA E SI RESTA IN FORMA (D.Mastrogiacomo) [solo_testo] pag. 11
MATRICOLE IN CONTROTENDENZA: IN CITTA’ AUMENTANO (M.Bonessa) [solo_testo] pag. 4
Corriere della Sera del 18-03-2013
“VENDI” CINQUE FIAT? TI REGALIAMO UN IPAD (B.carr.) [solo_testo] pag. 43
Italia Oggi del 16-03-2013
LAUREE IN INGLESE PURE IN FRANCIA (A.Brenta) [solo_testo] pag. 13
NELL’EUROPA SENZA LAVORO L’ICT OFFRE 400MILA POSTI (G.Meoni) [solo_testo] pag. 2
Affari&Finanza (la Repubblica) del 18-03-2013
TROPPI LAUREATI PER POCHE FARMACIE E LA DISCOCCUPAZIONE E’ IN CRESCITA (S.Di palma) [solo_testo] pag. 29
La Gazzetta dell’Economia del 22-03-2013
IL MIUR INVESTE NELLA RICERCA DEL MEZZOGIORNO [solo_testo] pag. 15
Il Giornale del Piemonte (Giornale del Piemonte) del 16-03-2013
A SPASSO PER IL COSMO MA IN MODO VIRTUALE (M.Barisone) [solo_testo] pag. 6
COME LA PARTICELLA MALEDETTA DIVENNE LA PARTICELLADI DIO (S.Vitrano) [solo_testo] pag. 20
L’Unita’ del 16-03-2013
A CACCIA DEL BOSONE (P.Greco) [solo_testo] pag. 22
RETINA ARTIFICIALE, SCOPERTA TARGATA MILANO [solo_testo] pag. 4
QUEI ROBOT SEMPRE PIU’ UMANI IL RINASCIMENTO DELLE MACCHINE (E.Segantini) [solo_testo] pag. 25
REGOLE PIU0′ SEVERE E CONTROLLI SULLE CURE COMPASSIONEVOLI (M.De bac) [solo_testo] pag. 27
NON SOLO INUTILI MA ANCHE PERICOLOSE (G.Remuzzi) [solo_testo] pag. 27
Corriere della Sera del 17-03-2013
MAGGIOR TRASPARENZA PER IL BENE DI TUTTI (R.Renzi) [solo_testo] pag. 51
GRANDI RITARDI SULLE NANO-TECH (A.Castagnoli) [solo_testo] pag. 12
Nova24 (il Sole 24 Ore) del 17-03-2013
DNA SMARRITI, UNA SECONDA VITA CHE SI FA OPERA D’ARTE [solo_testo] pag. 1
Domenica (Il Sole 24 Ore) del 17-03-2013
STRANI SOGNI DI ENERGIA PULITA (S.Coyaud) [solo_testo] pag. 25
PIANO USA PER L’AUTO VERDE (D.Roveda) [solo_testo] pag. 13
IL REBUS PER NAPOLITANO: ESECUTIVO CON NUMERI CERTI (M.Breda) [solo_testo] pag. 8/9
BOLDRINI E GRASSO DEBUTTANO AL QUIRINALE (L.Milella) [solo_testo] pag. 4
TINAGLI, MOSCA E MARZANO: CARICA DI DONNE NEL TOTOMINISTRI E PER GOTOR L’IPOTESI ISTRUZIONE (M.Guerzoni) [solo_testo] pag. 5
IL 70% DEI CINQUESTELLE BOCCIA L’ASSE COL PD (R.Mannheimer) [solo_testo] pag. 9
TESORO NEL MIRINO PER I DEBITI DELLA PA (L.Cifoni) [solo_testo] pag. 13
il Messaggero del 17-03-2013
Int. a C.Passera: PASSERA: “SUBITO I PAGAMENTI DELLA PA UTILIZZANDO CDP ED EMISSIONI SPECIALI” (U.Mancini) [solo_testo] pag. 17
L’AGENDA DIMENTICATA DELL’ITALIA (A.Barbera/R.Giovannini) [solo_testo] pag. 9
Int. a F.Barca: BARCA: IL GOVERNO E’ AL LAVOPRO. NON C’E’ FRETTA I PARTITI SI PRENDANO IL TEMPO PER RIFLETTERE (N.Santonastaso) [solo_testo] pag. 3
NORME – INCARICHI, TRASPARENZA IMMEDIATA (A.Bianco) [solo_testo] pag. 12
NORME – PIANI ANTI-CORRUZIONE AL VIA (A.Barbiero) [solo_testo] pag. 12
PIU’ SPAZIO AI VETI DELLE REGIONI (G.Trovati) [solo_testo] pag. 17
LA COSTITUZIONE PARTECIPATIVA (A.Manzella) [solo_testo] pag. 24
UN PASSO INDIETRO SULLE DONNE (M.Matteini) [solo_testo] pag. 20