Source: http://www.damianianddamiani.com/it/dipendenti-pubblici-arretrati-pensione-2016/
Timestamp: 2018-08-19 18:57:28+00:00
Document Index: 151790617

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, CCNL, per i dipendenti pubblici firmato il 9 febbraio 2018, ha riconosciuto l’adeguamento degli stipendi e delle pensioni per gli anni 2016/2018. Ma l’incremento dell’assegno mensile riguarda anche coloro che sono già andati in pensione nel triennio 2016/2018 interessato dagli aumenti contrattuali, e coloro che ci andranno entro dicembre 2018. Gli aventi diritto, quindi, sono i pensionati dal 01/01/2016 – al 31/12/2018
La sentenza della Corte Costituzionale n.175/2015. Illegittima la sospensione della contrattazione collettiva
La vicenda si inquadra nella sentenza della Corte Costituzionale n.175/2015, nel momento in cui ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del regime di sospensione della contrattazione collettiva per contrasto con l’art. 39. Un regime di sospensione che si protraeva da 8 anni. Sulla base della sentenza della Corte, lo Stato italiano ha dovuto provvedere a sbloccare la contrattazione collettiva, adeguando e rinnovando il contratto collettivo nazionale del lavoro per i dipendenti della pubblica amministrazione. Nel 2018 è stata quindi sbloccata la contrattazione ed è stato approvato il nuovo CCLN che dispone il computo ai fini previdenziali dei benefici economici. Il calcolo previdenziale dovrà avvenire integralmente, secondo gli ordinamenti vigenti, alle scadenze e negli importi previsti, nei confronti del personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del nuovo contratto.
I dipendenti pubblici hanno diritto agli arretrati della pensione dal 2016 fino al termine del 2018
Quindi per effetto della sentenza della Corte Costituzionale, gli ex dipendenti della Pubblica Amministrazione andati in pensione dal 01.02.2016 al 28.02.2018, hanno il diritto di ricevere gli arretrati che sono stati riconosciuti con il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, CCNL per il triennio 2016/2018. Infatti, la nuova contrattazione, proprio in forza della sentenza della Corte Costituzionale 175/2015, ha riconosciuto, con decorrenza retroattiva al 01.01.2016, l’adeguamento economico sotto forma di una tantum per i dipendenti pubblici, che ammonta ad una cifra variabile per ciascun avente diritto. L’importo fa riferimento agli aumenti degli stipendi previsti per il 2016, il 2017 e i primi due mesi del 2018, al profilo professionale ricoperto dal dipendente, agli scaglioni dello stipendio e alla data di pensionamento. L’aumento deve essere conteggiato anche ai fini del TFR e dell’importo dell’assegno pensionistico.
A quanto ammontano gli aumenti contrattuali e l’adeguamento dell’assegno pensionistico
In parole semplici, gli aumenti contrattuali di 80/90 euro mensili, si riflettono sulla pensione di chi si è pensionato dal 1° gennaio 2016 grazie al rinnovo dei contratti statali. L’aumento della pensione è aggiornato sulla base pensionabile sulla quale si calcola il trattamento. Oltre all’aumento della pensione, l’incremento dello stipendio dei dipendenti pubblici determina anche l’aumento della buonuscita, o trattamento di fine servizio, in quanto il suo ammontare è calcolato sulla base dell’ultima retribuzione: rispetto alla pensione, però, l’incremento della buonuscita sarà più leggero. L’accredito per gli arretrati dev’essere ricevuto da febbraio 2018 in poi, fino a dicembre 2018, e con un cedolino separato da quello dei ratei della pensione del 2018.
Gli aventi diritto. Coloro che sono andati in pensione dal 01/01/2016
Se rientri tra gli aventi diritto – dipendente pubblico in pensione dal 01/01/2016 e fino a dicembre 2018 – e ti accorgi di non ricevere il cedolino separato con l’accredito per gli arretrati riconosciuti dal CCNL, mettiti in contatto e chiedi la consulenza e le modalità per spedire la lettera di messa in mora, scrivi a:
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per compilare e spedire correttamente le diffide:
lettera di diffida al datore di lavoro per la parte relativa al tfr/tfs ed agli arretrati stipendiali (il datore di lavoro sarà da individuarsi nella Vostra busta paga)
lettera di diffida all’INPS per la parte relativa al conseguente adeguamento pensionistico
Arretrati pensione 2016 dipendenti pubblici