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Timestamp: 2020-08-14 21:01:02+00:00
Document Index: 161826311

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 84', 'art. 283', 'art. 100', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Gare. Clausola contratto con terzi o esclusione gara | Sentenze
Gare. Clausola contratto con terzi o esclusione gara
Scritto il Novembre 25, 2014 da sentenze
Consiglio di Stato sentenza n. 5811 24 novembre 2014
L’onere di immediata impugnazione grava in relazione a quelle clausole che prescrivono requisiti di ammissione o di partecipazione alle gare per l’aggiudicazione, dal momento che la loro asserita lesività non si manifesta e non opera per la prima volta con l’aggiudicazione, bensì nel momento anteriore nel quale tali requisiti sono stati assunti come regole per l’amministrazione .
A differenza di queste ultime tipologie di clausole, quelle da considerarsi dubbie, ambigue, equivoche o tali da prestarsi a differenti interpretazioni, non possono essere considerate immediatamente lesive e, pertanto, se ne consente l’impugnazione unitamente all’atto di esclusione, esecutivo delle stesse.
Al riguardo giova ulteriormente evidenziare come l’amministrazione, nel predisporre un bando di gara esercita i poteri inerenti al merito amministrativo e, pertanto, le clausole che formano la lex specialis possono essere censurate in sede giurisdizionale allorché appaiano viziate da eccesso di potere, ad esempio per illogicità, irragionevolezza od incongruenza rispetto al fine pubblico della gara.
Deve essere ritenuta viziata da illogicità ed irragionevolezza la clausola che impone il rispetto di alcuni requisiti non completamente coincidenti con la ratio sottesa alla previsione della lex specialis.
La previsione di una clausola che subordina l’ammissione alla gara degli operatori economici ad accordi preliminari con soggetti terzi, determina un’alterazione dei principi della par condicio fra i potenziali interessati all’oggetto del bando.
La Omissis s.p.a. propone, in primo luogo, l’eccezione di inammissibilità del ricorso per mancata notificazione all’amministrazione di appartenenza della commissione giudicatrice (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti). La controinteressata sostiene al riguardo che la commissione non fa capo alla appellata in quanto è nominata direttamente dal Ministero, si avvale di strutture statali ed assume determinazioni vincolanti per la stazione appaltante.
All’uopo è sufficiente rilevare che il dato normativo chiarisce i compiti ed il ruolo della commissione giudicatrice: ai sensi dell’art. 84 d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163, la commissione giudicatrice “opera secondo le norme stabilite dal regolamento” ed è espressamente competente solo “ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto”. L’art. 283, co. 2 del D.P.R. 5 ottobre 2010 n.207, prevede poi che la “commissione, costituita ai sensi dell’articolo 84 del codice, […] valuta le offerte tecniche e procede all’assegnazione dei relativi punteggi”. In sostanza, il mandato della commissione può ritenersi legittimamente esaurito con il termine della fase di valutazione delle offerte.
Date queste premesse, risulta evidente che nella fattispecie de qua il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, avendo solamente adottato il decreto di nomina della commissione, non avrebbe, ai sensi dell’art. 100 c.p.c., uno specifico interesse da tutelare nei confronti dell’appellante, la quale, fra l’altro, non ha nemmeno impugnato in primo grado il citato decreto. Giova, infine, ricordare che la posizione del Ministero non può essere equiparata a quella della stazione appaltante, stante l’autonomia funzionale ed organizzativa della Omissis s.p.a. in riferimento alla gara in esame.
Nel caso in esame, l’appellante non poteva rilevare la portata lesiva della clausola prima della propria esclusione dalla procedura, in quanto, come risulta dalla documentazione presentata in primo grado, essa ha affermato che in caso di aggiudicazione avrebbe avuto la disponibilità di un impianto di produzione di conglomerati bituminosi. La Omissis s.p.a. ha ritenuto in sostanza di attendere l’esito positivo della procedura al fine di concludere accordi formali con imprese produttrici di conglomerati bituminosi, stante, tra l’altro, la temporanea indisponibilità di queste ultime nella fase antecedente alla valutazione delle offerte.
Al riguardo, parte appellante rileva che tale assunto sia erroneo, poiché sarebbe stato più corretto inserire un requisito che avesse tenuto conto del tempo intercorrente fra la produzione dei conglomerati bituminosi ed il trasporto sul luogo di posa, a causa della necessità di garantire una determinata temperatura al momento di stesura del prodotto. Inoltre, sotto altro profilo, l’appellante ritiene che il punto dal quale misurare il raggio di sessanta chilometri (centro di manutenzione di Tortona), sia irragionevole, poiché non verrebbe rispettata la ratio della clausola impugnata, ogni qual volta il lavoro di manutenzione del manto stradale insista, ad esempio, su luoghi posti nel tratto più a nord dell’autostrada A7 Milano – Serravalle.
Nel caso in esame, la stazione appaltante, nel capitolato speciale d’appalto, ha correttamente ritenuto che debba essere garantita una specifica temperatura – che a seconda della specie di miscela varia dai 150° C ai 180° C – al momento della posa del conglomerato bituminoso, al fine di ottimizzarne l’uso e ridurre al minimo i successivi interventi di manutenzione.
Ancor più irragionevole appare la clausola in esame, considerato che uno dei due centri di produzione di conglomerati bituminosi, sito in Caponago (BG), di cui la Omissis s.p.a. ha dichiarato la immediata disponibilità, si trova ad una distanza inferiore ai sessanta chilometri proprio rispetto al tratto iniziale dell’autostrada A7.
3. Con un ulteriore motivo di doglianza, parte appellante censura la decisione del giudice di prime cure nella parte in cui non ha rilevato gli effetti distorsivi della concorrenza della clausola impugnata dalla Omissis s.p.a..
4. Ne consegue l’accoglimento del ricorso e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, l’annullamento del provvedimento di esclusione impugnato in primo grado dalla Omissis s.p.a..
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, annulla il provvedimento di esclusione.
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