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Timestamp: 2019-10-16 19:12:45+00:00
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Art 544 cpp | Codice di Procedura Penale | Redazione della sentenza. | Lexscripta
Art. 544 c.p.p. Redazione della sentenza.
1. Conclusa la deliberazione, il presidente redige e sottoscrive il dispositivo. Subito dopo è redatta una concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la sentenza è fondata. 2. Qualora non sia possibile procedere alla redazione immediata dei motivi in camera di consiglio, vi si provvede non oltre il quindicesimo giorno da quello della pronuncia. 3. Quando la stesura della motivazione è particolarmente complessa per il numero delle parti o per il numero e la gravità delle imputazioni, il giudice, se ritiene di non poter depositare la sentenza nel termine previsto dal comma 2, può indicare nel dispositivo un termine più lungo, non eccedente comunque il novantesimo giorno da quello della pronuncia. 3-bis. Nelle ipotesi previste dall'articolo 533, comma 3-bis, il giudice provvede alla stesura della motivazione per ciascuno dei procedimenti separati, accordando precedenza alla motivazione della condanna degli imputati in stato di custodia cautelare. In tal caso il termine di cui al comma 3 è raddoppiato per la motivazione della sentenza cui non si è accordata precedenza.
chevron_left Art. 543
Art. 545 chevron_right
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 nov 2012, n. 19830
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art.19 del d.lgs. 23 febbraio 2006 n.109, in riferimento agli artt.3, 24, 111 Cost., sollevata con riguardo al termine di 30 giorni per il deposito delle sentenze disciplinari dalla lettura del dispositivo, rispetto a quello di 15 disposto dalla legge per il deposito delle sentenze penali, in quanto non è prospettabile una lesione del principio di uguaglianza tra l'imputato del processo penale e l'incolpato nel processo disciplinare, essendo situazioni diverse e non esattamente sovrapponibili, nè vi è violazione del diritto di difesa connessa all'incertezza del termine per impugnare, attesa la giurisprudenza pacifica sulla decorrenza di questo e non potendo neppure individuarsi una violazione del giusto processo.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 mar 2009, n. 6588
In tema di impugnazione delle sentenze emesse dalla sezione disciplinare del Consiglio Sup. della magistratura nei procedimenti promossi dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n. 109 del 2006, nel caso in cui la motivazione non sia stata redatta contestualmente, ma depositata nel termine ordinario stabilito dall'art. 19, comma 2, del citato d.lgs., è inammissibile il ricorso per cassazione proposto contestualmente alla lettura del dispositivo, ma i cui motivi siano stati depositati dopo la scadenza del termine di cui all'art. 585, primo comma, lettera b), cod. proc. pen., senza che assuma alcun rilievo la mancata notificazione dell'avviso di deposito della sentenza al difensore dell'incolpato, notifica dovutagli solo nel caso di deposito della sentenza oltre i trenta giorni ovvero nel caso di deposito oltre il diverso e più lungo termine indicato dal giudice quando la motivazione risulti complessa (artt. 544, primo e secondo comma, e 548, secondo e terzo comma, cod. proc. pen.).
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 lug 2008, n. 20601
Il ricorso per cassazione avverso le sentenze della sezione disciplinare del Consiglio Sup. della magistratura, secondo la disciplina introdotta dall'art. 24 del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, come modificato dall'art. 1, comma 3, della legge n. 269 del 2006, applicabile ai procedimenti promossi dopo l'entrata in vigore del citato decreto (19 giugno 2006) va proposto "nei termini e con le forme previsti dal codice di procedura penale". Conseguentemente, per il combinato disposto degli artt. 585, primo comma, lett. b) e secondo comma, lett. c) e 544, secondo comma, cod. proc. pen., con riferimento alle sentenze la cui motivazione non sia stata redatta contestualmente, ma sia stata depositata nel termine ordinario stabilito dall'art. 19, comma 2, del citato d.lgs., il termine previsto per l'impugnazione, a pena di decadenza, è di trenta giorni dalla scadenza di quello previsto dalla legge per il deposito della motivazione.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 11 lug 2008, n. 19279
Il ricorso per cassazione avverso le sentenze della Sezione disciplinare del Consiglio Sup. Magistratura, che, secondo la disciplina introdotta dall'art. 24 del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, come modificato dall'art. 1, comma 3, della legge n. 269 del 2006, va proposto "nei termini e con le forme previsti dal codice di procedura penale", deve essere presentato o fatto pervenire presso la cancelleria della Sezione disciplinare, ai sensi degli artt. 582 e 583 cod. proc. pen., nel termine di trenta giorni, stabilito dall'art. 585, primo comma, lett. b) cod. proc. pen, decorrente dalla scadenza del termine per il deposito stabilito dall'art. 19, comma 2, del citato d.lgs., o dal giorno in cui è stata eseguita la notificazione o la comunicazione del relativo avviso, se il deposito è avvenuto successivamente, ovvero ancora, con le medesime decorrenze, nel termine di quarantacinque giorni, stabilito dall'art. 585, primo comma, lett. c) cod. proc. pen., qualora la Sezione disciplinare, essendo la stesura della motivazione di particolare complessità per il numero delle parti o per il numero o la gravità delle imputazioni, si sia avvalsa della facoltà, previstadall'art. 544, terzo comma, cod. proc. pen., di indicare nel dispositivo un termine più lungo per il deposito, non eccedente comunque il novantesimo giorno.
Art. 533 c.p.p.
Art. 545 c.p.p.
Art. 548 c.p.p.
Art. 154 disp. att. c.p.p.
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