Source: http://www.studiolegalekanu-milano.it/diritto-civile/diritto-immigrazione/
Timestamp: 2018-01-23 05:54:47+00:00
Document Index: 177819168

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.16', 'art.9']

DIRITTO IMMIGRAZIONE - Studio Legale Kanu Milano
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Ricorsi avverso espulsioni, provvedimento di rifiuto e revoca del permesso soggiorno, richiesta asilo politico e ricorsi avverso provvedimento rigetto istanza asilo politico, richiesta cittadinanza
In caso di decreto di espulsione il cittadino extracomunitario ha la possibilità di ricorrere al Giudice di Pace entro il termine di 30 giorni dalla notifica del provvedimento ovvero nel termine di 60 giorni al Prefetto.
Il cittadino extracomunitario, in caso di rigetto, da parte della Questura della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno, ha la possibilità di impugnare il suddetto provvedimento, presentando ricorso entro 60 giorni avanti al Tar e/o formulando ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla notifica del medesimo.
Allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni (art.9,c.1 lett. a);
Allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno cinque anni successivamente all’adozione (art.9, c.1, lett. b);
Allo straniero che ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato italiano (art.9 c.1, lett .c);
Al cittadino di uno Stato U.E. se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio italiano (art.9 c.1, lett. d);
All’apolide e al rifugiato che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio italiano (art.9 c.1, lett. e) combinato disposto art.16 c.2);
Allo straniero che risiede legalmente da almeno 10 anni nel territorio italiano (art.9 c.1, lett. f);
La valutazione delle esigenze di protezione internazionale dei richiedenti asilo è oggi demandata, in via amministrativa, alle Commissioni Territoriali per il Riconoscimento della Protezione Internazionale. Si tratta di autorità amministrative (attualmente istituite presso le Prefetture delle città di Torino, Milano, Gorizia, Roma, Caserta, Foggia, Bari, Crotone, Siracusa e Trapani e ciascuna competente per un distinto ambito geografico) operanti in modo collegiale e composte da quattro membri.
Tali Commissioni possono riconoscere lo status di rifugiato, riconoscere lo status di protezione sussidiaria, respingere la domanda di protezione o dichiararne la manifesta infondatezza. In presenza di gravi motivi di carattere umanitario, non considerati dalla vigente normativa come legittime ipotesi per l’accesso alla protezione internazionale ma comunque ostativi ad un immediato rientro dell’interessato in patria, le Commissioni possono respingere la domanda dello straniero ma trasmettere contestualmente gli atti al Questore territorialmente competente, per il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Le decisioni delle Commissioni Territoriali per il Riconoscimento della Protezione internazionale e quelle in materia di cessazione e revoca degli status adottate dalla Commissione Nazionale per il diritto di asilo possono essere impugnate innanzi ai Tribunali ordinari, le cui sentenze in materia possono poi eventualmente costituire oggetto di reclamo davanti alla Corte di Appello e, in ultima istanza, di ricorso per Cassazione.