Source: https://solleviamoci.wordpress.com/2010/01/30/salute-ambiente-via-libera-al-primo-campo-di-mais-ogm-il-ministro-zaia-resto-contrario/
Timestamp: 2018-09-19 01:59:43+00:00
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SALUTE & AMBIENTE – Via libera al primo campo di mais ogm. Il ministro Zaia: resto contrario / Scontro sulle semine Ogm | Solleviamoci's Weblog
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SALUTE & AMBIENTE – Via libera al primo campo di mais ogm. Il ministro Zaia: resto contrario / Scontro sulle semine Ogm
MILANO – Il mais Ogm può essere coltivato in Italia. Subito, senza bisogno di attendere altre norme. Con questa clamorosa sentenza, il Consiglio di Stato, cioè il più alto organo della giustizia amministrativa, stravolge il percorso istituzionale sull’apertura ai semi biotech.
Il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, legge la sentenza anche in chiave politica: «Si sblocca così l’impasse che caratterizza la vicenda del nostro Paese. Sono anni, infatti, che non si provvede a disciplinare la materia rinviando il problema. Con un ostracismo ideologico che richiama quel “no” al nucleare che tanto è costato al sistema Paese». Il blocco anti-Ogm risponde sullo stesso piano.
fonte: http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_30/sarcina-mais-ogm_a4d9a26e-0d6e-11df-829b-00144f02aabe.shtml
Scontro sulle semine Ogm
Il ministero delle Politiche agricole dovrà autorizzare entro 90 giorni l’avvio delle coltivazioni Ogm anche in assenza di norme specifiche da parte delle Regioni. La sentenza del Consiglio di Stato (numero 183 del 19 gennaio 2010) è destinata a lasciare il segno nella spinosa vicenda delle biotecnologie che continua a spaccare il paese tra favorevoli e contrari.
La causa ha inizio nel 2006 quando il maiscoltore friulano, Silvano Dalla Libera, vicepresidente di Futuragra insieme ad altri 400 agricoltori, rompe gli indugi e mette in mora l’Italia «perché vieta di seminare mais Ogm regolarmente iscritto nel catalogo europeo». Al primo round, presso il Tar, gli agricoltori perdono. I giudici, infatti, fanno propria una nota del ministero delle Politiche agricole in base alla quale l’autorizzazione alle coltivazione Ogm è successiva al varo delle norme da parte delle regioni che devono assicurare la coesistenza tra varietà geneticamente modificate, tradizionali e biologiche.
Nuovo ricorso da parte degli agricoltori e la sentenza del consiglio di Stato che chiarisce: le regioni non intervengono in alcun modo nel procedimento di autorizzazione che è di competenza esclusivamente statale; l’iscrizione di una semente transgenica nel catalogo europeo, dunque verificati i requisiti di sicurezza, ha efficacia in tutti i Paesi membri; in attesa dei piani di coesistenza regionali non viene meno l’obbligo di autorizzare la coltivazione di Ogm. E sulla base di questi presupposti i giudici fissano un termine di 90 giorni per il rilascio dell’autorizzazione da parte del ministero delle Politiche agricole.
«La sentenza è inequivocabile – afferma Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra – seminare Ogm è un diritto degli agricoltori e le linee guida sulla coesistenza non sono e non potranno essere un ostacolo all’innovazione». Per il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, «si mette fine al paradosso italiano che prevede l’import e l’uso derivati di mais e soia transgenici e il divieto imposto ai produttori di accedere a tali innovazioni con un ostracismo ideologico che richiama quel no al nucleare che tanto è costato negli ultimi anni al sistema paese».
I principali produttori di biotech sono Stati Uniti, Argentina e Brasile con oltre 98 milioni di ettari coltivati su 125 milioni registrati nel 2008 da cui l’Italia importa il 90% di soia destinato alla filiera zootecnica. Dal prossimo maggio, dunque, scatteranno le prime semine di mais Ogm? Per il ministro Zaia non sarà così. «Continueremo a difendere cittadini e agricoltori. La sentenza segue il dettato delle leggi e dei codici, ma contravviene in modo palese alla volontà della stragrande maggioranza dei cittadini e delle regioni italiane che non vogliono Ogm nei loro campi». Insomma, al ministro appare «impossibile» la coltivazione di Ogm se non in presenza di un piano di coesistenza, piano che può essere realizzato soltanto in accordo con le regioni. Dunque, «difficilmente arriverà un parere favorevole».
E se anche dovesse arrivare il via libera, il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, annuncia che ricorrerà a un referendum «per difendere il sacrosanto diritto dei cittadini e degli agricoltori di mantenere i propri territori liberi dagli organismi geneticamente modificati». Per il presidente della Cia, Giuseppe Politi, la decisione del Consiglio di Stato «appare frettolosa e soprattutto in controtendenza con quanto e presso dagli stessi cittadini italiani, che in più di un’occasione si sono dichiarati contrari al cibo-biotech. Su un argomento del genere ci vuole riflessione e confronto fra tutte le parti interessate, a cominciare dai produttori agricoli».
Le regioni, tagliate fuori dal Consiglio di Stato, rivendicano il proprio ruolo. Per l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, è necessario varare al più presto uno «scudo anti-Ogm» e in questo senso sollecita l’approvazione del documento di indirizzo già messo a punto dalle regioni. «Questa sentenza – spiega il coordinatore degli assessori agricoli regionali, Dario Stefàno – ci costringe a prendere una decisione». Se ne parlerà nella riunione tecnica della Conferenza Stato-Regioni la prossima settimana. «Occorre evitare posizioni di retroguardia – sottolinea il responsabile agricolo della Lombardia, Luca Daniel Ferrazzi – ma nello stesso tempo occorre garantire da eventuali inquinamenti le filiere di qualità che contraddistinguono il made in Italy».
I principali produttori di Ogm
La cresita delle biotech
30 genneio 2010
fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/01/ogm-semine-scontro.shtml?uuid=46d31562-0d85-11df-829e-8208089d2a32&DocRulesView=Libero
One response to “SALUTE & AMBIENTE – Via libera al primo campo di mais ogm. Il ministro Zaia: resto contrario / Scontro sulle semine Ogm”
ciccio says : febbraio 2, 2010 alle 1:43 pm
non compriamo niente da sti bastardi che sfruttano la terra senza un minimo di rispetto .
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