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Timestamp: 2019-01-24 05:27:29+00:00
Document Index: 16364901

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 17', 'art.1', 'art. 35', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 164', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 3']

﻿ La fatturazione elettronica obbligatoria vicina al debutto | fiscopiu.it
26 Marzo 2018 | Fabrizio Papotti Fattura elettronica tra privati
Obbligo generalizzato di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 | Anticipazione al 1° luglio 2018 della fatturazione elettronica obbligatoria |
Obbligo generalizzato di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019
L’art. 1, c. 909, sostituendo integralmente l'art. 1, c. 3, del citato D.Lgs. n. 127/2015, prevede che “Al fine di razionalizzare il procedimento di fatturazione e registrazione, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche” (art. 1, c. 909).
Mentre il primo gruppo (soggetti residenti) non presenta particolarità o difficoltà interpretative, il secondo ed il terzo introducono di fatto l’obbligo di fatturazione elettronica anche per i soggetti non residenti per le operazioni IVA da essi poste in essere ed aventi rilevanza in Italia.
Per soggetti stabiliti, si intendono i soggetti non residenti che agiscono ai fini IVA in Italia mediante:
una sede secondaria;
una stabile organizzazione, per la quale deve intendersi, ai sensi dell’art. 11 del Regolamento 15 marzo 2011, n. 282/2011, “qualsiasi organizzazione caratterizzata da un grado sufficiente di permanenza e da una struttura idonea in termini di mezzi umani e tecnici atti a consentirle di ricevere e di utilizzare i servizi che le sono forniti per le esigenze proprie di detta organizzazione” e di “fornire i servizi di cui assicura la prestazione”.
I soggetti identificati sono i soggetti non residenti che dispongono di una partita IVA italiana, ottenuta mediante:
nomina di un rappresentante IVA, ai sensi dell’art. 17, c. 2, DPR n. 633/1972 e dell’art.1, DPR n. 441/1997;
identificazione diretta, ai sensi dell’art. 35 ter, DPR n. 633/1972.
Per espressa previsione, sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica obbligatoria:
i soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto "regime di vantaggio" di cui all'art. 27, c. 1 e 2, D. L. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 111/2011;
i soggetti che applicano il regime forfettario di cui all'art. 1, c. 54-89, L. n. 190/2014.
Modalità di emissione della fattura elettronica e suo formato
Come unica modalità di trasmissione della fattura elettronica è previsto l’utilizzo del Sistema di Interscambio (SdI) come piattaforma telematica mediante la quale creare, trasmettere e ricevere i flussi di dati che costituiscono la fattura.
Il formato consentito è il formato XML (eXtensible Markup Language), previsto dall’Allegato A del DM n. 55/2013, che ne contiene anche le specifiche tecniche.
È previsto, tuttavia, che con decreto ministeriale potranno essere individuati ulteriori formati della fattura elettronica basati su standard o norme riconosciuti nell'ambito dell'Unione Europea.
In caso di emissione di fattura, tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, con modalità diverse da quelle previste (quindi senza utilizzare il SdI o utilizzando un formato diverso da quello obbligatorio XML), la fattura si intende non emessa e quindi omessa. In tale ipotesi si applicano le sanzioni previste dall'art. 6, D.Lgs. n. 471/1997, vale a dire, per le operazioni soggette ad IVA, la sanzione amministrativa compresa fra il 90% e il 180% dell'imposta relativa all'imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell'esercizio.
Naturalmente il cessionario o committente, per evitare di incorrere nelle sanzioni sopra indicate può seguire la procedura prevista dall’art. 6, c. 8, D.Lgs. n. 471/1997, una volta trascorsi 4 mesi dall’effettuazione e procedendo alla regolarizzazione dell’operazione entro i 30 giorni successivi. Il medesimo art. 1, c. 909 prevede che gli obblighi documentali siano adempiuti mediante il Sistema di Interscambio, pertanto anche l’emissione dell’autofattura (da emettere in luogo della fattura non ricevuta) deve avvenire utilizzando la piattaforma informatica.
Anticipazione al 1° luglio 2018 della fatturazione elettronica obbligatoria
Ai sensi dell’art. 1, c. 917, a partire dal 1° luglio 2019 è obbligatoria la fatturazione elettronica di cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori. Contestualmente viene abrogato il documento previsto e disciplinato dal DPR n. 444/1997, comunemente denominato “scheda carburante”.
L’obbligo riguarda, tuttavia, le sole cessioni di carburante effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA che effettuano l’acquisto nell’esercizio d’impresa o di arte e professione.
Tale obbligo risulta dall’art. 22, c. 3, DPR n. 633/1972, secondo il quale gli “acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi dell'imposta sul valore aggiunto devono essere documentati con la fattura elettronica”.
Inoltre, l’esonero dalla certificazione dei corrispettivi per le cessioni di carburante (previsto dall’art. 2, c. 1, lettera b), del Regolamento di cui al DPR 21 dicembre 1996, n. 696) viene limitato alle sole cessioni “nei confronti di clienti che acquistano al di fuori dell'esercizio di impresa, arte e professione”. Per le cessioni nei confronti di soggetti che effettuano l’acquisto nell’ambito imprenditoriale o professionale è, quindi, obbligatoria la fattura elettronica.
Coerentemente a tale modifica, vengono introdotte anche novità per quanto riguarda la deducibilità del costo dell’acquisto di carburante ai fini delle imposte dirette e per quanto attiene la prova dell’operazione ai fini dell’IVA.
Infatti, con il nuovo c. 1 bis dell'art. 164 TUIR, viene stabilito che “Le spese per carburante per autotrazione sono deducibili nella misura di cui al c. 1 se effettuate esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione previsto dall'art. 7, c. 6, DPR n. 605/1973".
Inoltre, all'art. 19 bis, c. 1, lettera d), DPR n. 633/1972 è inserita la previsione secondo la quale: “L'avvenuta effettuazione dell'operazione deve essere provata dal pagamento mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione previsto dall'art. 7, c. 6, DPR n. 605/1973, o da altro mezzo ritenuto parimenti idoneo individuato con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate”.
Ai fini IVA, pertanto:
se l’acquisto è effettuato in contanti, non potrà essere adeguatamente provato e, di conseguenza, l’imposta non potrà essere legittimamente detratta (nella misura in cui l’uso del veicolo consente);
se l’acquisto è effettuato, in linea con quanto richiesto dalla norma, con gli strumenti di pagamento indicati, la prova dell’effettuazione dell’operazione potrà essere fornita e l’IVA detratta (nella misura in cui l’uso del veicolo lo consente).
Accanto all’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti dei soggetti passivi IVA che effettuano l’acquisto nell’esercizio d’impresa o di arte e professione, viene introdotto anche l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi, per le cui modalità di effettuazione è necessario attendere il relativo provvedimento attuativo.
In particolare, a decorrere dal 1° luglio 2018, “la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi di cui al c. 1 sono obbligatorie con riferimento alle cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori”.
L’atro tipo di operazione oggetto di anticipazione dell’obbligo di fatturazione elettronica è costituito dalle “prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un'Amministrazione Pubblica”.
L’art. 1, c. 917, definisce filiera delle imprese “l'insieme dei soggetti, destinatari della normativa di cui all'art. 3, L. n. 136/2010, che intervengono a qualunque titolo nel ciclo di realizzazione del contratto, anche con noli e forniture di beni e prestazioni di servizi, ivi compresi quelli di natura intellettuale, qualunque sia l'importo dei relativi contratti o dei subcontratti”.
L’ambito soggettivo e quello oggettivo appaiono molto ampi.
Sotto il primo profilo, infatti, i subappaltatori o subcontraenti “che intervengono a qualunque titolo” possono costituire una platea molto ampia ed indeterminata.
Anche il profilo oggettivo appare destinato ad includere un numero vasto di operazioni, che vanno da quelle materiali a quelle intellettuali.
Naturalmente sono auspicabili opportuni chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate che forniscano chiarimenti per circoscrivere il perimetro della norma in commento la cui applicazione, salvo differimenti della decorrenza, è prevista già per il 1° luglio.