Source: http://www.infovaccini.it/doku.php?id=danni
Timestamp: 2017-06-25 12:16:04+00:00
Document Index: 62473609

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cerca StrumentiPuntano quiGestore MediaEntra> Gestore Media Traccia: • I DANNI CAUSATI DAI VACCINI
A giugno 2014 con un clamoroso provvedimento il Tribunale di Torino ha deciso di vederci chiaro sulla questione dei vaccini pediatrici somministrati nel nostro paese. Con un dettagliato esposto, infatti, il Codacons aveva denunciato a diverse Procure della Repubblica la pratica seguita dal Servizio Sanitario Nazionale di iniettare ai bambini un vaccino esavalente, nonostante la legge riconosca solo 4 vaccini obbligatori. Nello specifico – spiega l’associazione – il D.M. 7 aprile 1999 riconosce come obbligatori l’antidifterite, l’antitetanica, l’antipoliomelite e l’antiepatite virale B. Tuttavia nelle Asl, anziché informare correttamente i genitori in merito alla disciplina legislativa sui vaccini, viene fornito ed iniettato ai piccoli un vaccino esavalente che contiene anche due vaccini facoltativi ossia pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b. Tale pratica, denunciava il Codacons, può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario nei bambini, mentre sul fronte economico la procedura comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del SSN pari a 114 milioni di euro all’anno a vantaggio delle multinazionali dei farmaci. La Procura di Torino chiedeva l’archiviazione dell’esposto Codacons, ma il Gip del Tribunale, dott. Gianni Macchioni, accogliendo l’opposizione dell’associazione, ha ribaltato le carte ordinando al PM di proseguire le indagini. Si legge nel provvedimento del Gip:
La Corte d’appello di Torino a luglio 2012 ha ammesso un risarcimento da 1,8 milioni di euro nei confronti di una ragazza di 29 anni, in stato vegetativo da 24 dopo la vaccinazione antidifterica/antitetanica eseguita nel 1988, con l’aggravante di un riconosciuto errore medico per la mancata somministrazione di cortisone alle prime manifestazioni di crisi seguite alla vaccinazione. Nel 2012 il Tribunale di Rimini con la sentenza n. 2010\148, Ruolo n°2010\0474, Cron. N° 2012\886 ha condannato il ministero della Salute a risarcire la famiglia del piccolo B.V., riconoscendo un nesso di causalità tra il vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia) a cui venne sottoposto nel 2004 e l’autismo insorto successivamente. Nesso di causalità: il tribunale non si è sostituito ai medici e alla ricerca medica, per cui è inutile che da più parti si cerchi di screditare la sentenza adducendo il fatto che il giudice non abbia competenza in materia, perché lui si è limitato esclusivamente, come i genitori del bimbo, a constatare che prima della vaccinazione stava benissimo e poi è diventato autistico, punto. Il bambino avrebbe iniziato a manifestare sintomi preoccupanti (diarrea e nervosismo) il giorno stesso della vaccinazione, mentre tra il 2004 e il 2005 sarebbero sopraggiunti segni di grave disagio psico-fisico fino al riconoscimento, il 31 agosto 2007, dell’invalidità totale e permanente al 100%. Che questo fosse riconducibile alle vaccinazioni praticate lo affermava già lo specialista Niglio nel giugno 2008 e a confermarlo arrivava, un anno dopo, anche lo specialista Montanari. Che tale condizione fosse riconducibile “con ragionevole probabilità scientifica” alla somministrazione del vaccino MPR avvenuta presso la Asl di Riccione è stata poi la valutazione dell'ausiliare medico-legale, che per i giudici va accolta. La sentenza ha suscitato grande clamore non solo in Italia, ma in tutto il mondo (cercate in internet “autism vaccine” e salteranno fuori una sfilza di articoli e discussioni inerenti la sentenza di Rimini). Persino il Daily Mail in Inghilterra l'ha ripresa in un articolo del 16 giugno 2012 intitolato “MMR: A mother's victory.” Guardatevi anche la risposta del Comilva ad un articolo apparso su “Il Fatto Quotidiano” in cui veniva attaccata la sentenza: http://frontelibero.blogspot.it/2012/09/vaccini-il-comilva-non-ci-sta-e.html. Così apprenderete anche uno strano neologismo: MedBunker.
Per dovere di cronoaca, nel 2015 nel secondo grado di giudizio la corte d'appello di Bologna ha ribaltato la sentenza, ma invito a leggere sia l'articolo con cui i giornali danno questa notizia sia il commento del COMILVA, da cui peraltro si desume che la famiglia con ogni probabilità ricorrerà in Cassazione. Nell'articolo di Repubblica, si legge che “il dottor Lodi (ndr: consulente tecnico d'ufficio nominato dalla Corte di Bologna), ha letteralmente demolito le ragioni del giudice del lavoro” basate sugli studi presentati dall'avvocato della famiglia. Sembra quasi che questi studi sulla correlazione tra vaccini e autismo siano gli unici esistenti al mondo, quando in realtà ne esistono tanti ed autorevoli. Negli USA, dove l'autismo è diventata una vera emergenza sanitaria, esistono persino organizzazioni no-profit che indagano su queste tematiche (v. successivo prgf “I potenziali danni”).
Questi sono solo alcuni esempi, se ne possono trovare altre di sentenze di questo tipo. Quello invece che non ci è dato sapere con trasparenza dal Ministero della Salute è quanti e quali siano i casi accertati, ovvero denunciati, di reazioni avverse e di danni da vaccino. Si tenga presente di un aspetto molto importante: ora che grazie a organizzazioni e personalità mediche esterne al sistema sanitario nazionale si inizia a informare i cittadini e ora che i media riprendono tali sentenze, le denunce crescono. Ma è comunque molto probabile che i casi reali di danni da vaccini siano nettamente più alti di qualsiasi stima o dato ufficiale che il Ministero un giorno volesse farci la cortesia di comunicare. Quello che ho trovato è il ”Rapporto sulla sorveglianza post-marketing 2013“ dell'AIFA. Il rapporto fino al 2010 era biennale, ora in teoria dovrebbe essere annuale, ma in realtà ad oggi (maggio 2017) l'ultimo rapporto risale al 2013. Sottolineo che l'EMA (European Medicens Agency) a livello europeo lo pubblica ogni mese. In ogni caso, aprite il Rapporto e guardate quante sono le tipologie di reazioni avverse riscontrate! Che comunque anche numericamente non sono poche, e di certo non sono nulle come i vari esperti, illustri ministri e luminari della scienza italiani vanno dicendo nelle loro interviste su giornali e tv (che ultimamente fioriscono come le margherite a primavera). Cito testualmente il rapporto: ”Dall’analisi delle segnalazioni 2013 si è osservato un notevole incremento rispetto all’anno precedente, da 2.555 segnalazioni nel 2012 a 3.727 nel 2013“ (Ndr +45%!). Naturalmente ciò non significa solo che ci sia stato un aumento del numero di reazioni (che peraltro è plausibile, anche solo per il fatto che negli ultimi anni ai bimbi non si somministrano più i soli 4 vaccini obbligatori ma addirittura 6 o 8 diversi vaccini contemporaneamente), ma anche che probabilmente ci sia stata una maggiore attenzione da parte dei pediatri e del sistema sanitario in generale (che sentono una maggiore pressione da parte dell'opinione pubblica) nel recepire e segnalare le reazioni avverse. Interessante anche il seguente commento del rapporto: ”Un terzo delle segnalazioni è rappresentato da una sola regione (Veneto); il tasso elevato è spiegabile dalla presenza di diversi progetti di sorveglianza attiva in corso nelle regioni.“. Sorge spontanea una domanda: vuol dire che nelle altre regioni non c'è un sistema di sorveglianza attiva adeguato? Se così fosse, significherebbe che il numero di reazioni avverse raccolte dall'AIFA sarebbe molto più basso di quello reale. 27/11/2015 A proposito di AIFA ecco una notizia interessante pubblicata su La Stampa: ”Aifa, sospeso il presidente. Troppi conflitti d’interesse”. L'articolo dice che è accusato di 3 conflitti di interesse con le case farmaceutiche, il secondo legato proprio ai vaccini: “Il presidente dell’Aifa è a capo anche della “Healthy Foundation”. Qui più di un’industria farmaceutica avrebbe finanziato con 80mila euro una pubblicazione sui vaccini dello stesso professore.
Se vostro figlio ha avuto una reazione avversa insorta dopo la vaccinazione potete (anzi dovete) segnalarla ai responsabili del sistema di Farmacovigilanza. Nella seguente pagina dell'agenzia del farmaco è spiegato nel dettaglio come fare: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/modalit%C3%A0-di-segnalazione-delle-sospette-reazioni-avverse-ai-medicinali.
entro un intervallo di tempo breve (minuti): anafilassi, episodi sincopali, crisi d'ansia
Per quanto riguarda l'insorgenza di problematiche complesse che investono in maniera permanente il sistema nervoso o digestivo, come per es. malattie demielinizzanti, sindrome di Guillain-Barrè, autismo, ma anche celiachia, allergie, ecc, dipende molto da quando i genitori iniziano ad accorgersene e da quando i medici riescono ad effettuare una diagnosi precisa. Si può parlare anche di qualche anno. Come successo al piccolo B.V. della sentenza del Tribunale di Rimini, il problema si è manifestato subito con sintomi lievi per poi peggiorare progressivamente nell'arco di 3 anni. Eventi fatali come la SIDS (morte in culla), che viene trattata nei paragrafi successivi di questo capitolo, possono avvenire dopo 1 giorno o diversi mesi dalla vaccinazione. Nel rapporto AIFA 2009-2010, a pag. 29, viene presentato il caso di una bimba che a 2 mesi aveva presentato convulsioni 3 ore dopo la vaccinazione con esavalente, deceduta nove mesi dopo improvvisamente in pieno benessere (SIDS).
Purtroppo, la verità, come meglio approfondito nei successivi paragrafi, è che non esistono nè studi tossicologici di breve periodo, nè tantomeno studi di lungo periodo sulle possibili reazioni avverse.
Segnalo un'iniziativa molto interessante dell'associazione Coriv (Coordinamento per la Ricerca e l’Informazione sulle Vaccinazioni) mirata a sopperire alla mancanza di dati ufficiali sulle reazioni avverse ai vaccini pediatrici. Coriv ha organizzato sul proprio sito web un vero e proprio “Censimento Nazionale dei Danni da Vaccini”, attraverso la compilazione di un'apposita scheda che trovate nella seguente pagina: http://www.coriv.org/raccolta-dati/indagine-conoscitiva-nazionale-delle-associazioni-per-la-liberta-vaccinale/
Infine una considerazione banale ma doverosa: è evidente che ogni bimbo ha delle sue specificità ed è diverso da qualsiasi altro bimbo. Per tale motivo alcuni bimbi vaccinati non svilupperanno mai reazioni avverse di alcun tipo, mentre altri sì, chi in forma più leggera, chi più grave. Dipende da molti fattori, tra cui per es. il peso, la maggiore o minore maturazione del sistema nervoso e immunitario, fattori genetici predisponenti tra cui quelli ereditabili dai genitori, allergie latenti, ecc., così come un nato prematuro, essendo meno sviluppato, ha certamente più probabilità di andare incontro a reazioni avverse. L'attenzione quindi va posta essenzialmente sulla tipologia di potenziali reazioni avverse e sulla loro gravità, rapportate all'incidenza delle malattie infettive per cui ci si dovrebbe vaccinare.
Nei vaccini c'è il mercurio, che è contenuto in un conservante che si chiama Thimerosal, ovvero mercurio tiolato di sodio, mertiolato, etilmercuriotiosalicilato, sodio timerfonato. Lo si trova nei vaccini contro il tetano, difterite, pertosse, antiepatite B e antiinfluenzale. E’ usato da oltre 70 anni in tanti altri farmaci. Inoltre negli adiuvanti (sostanze usate nella pratica di laboratorio per potenziare le risposte immunitarie dell’organismo; iniettati con la sostanza verso la quale si vuole immunizzare l’organismo, possono agire rendendone più lento l’assorbimento e quindi più efficace la produzione di anticorpi, oppure possono esercitare un’azione generica di stimolo sul sistema immunitario) usati nei vaccini pediatrici compaiono anche l’alluminio e la formaldeide.
Se prendiamo le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità, che con 3,3 microgrammi per chilo sono meno restrittive, si vede che in Italia per un bambino di 5 chili le superiamo almeno di due volte. Bisogna dire che l'OMS fissa un margine di sicurezza fino a 10 volte la soglia indicata, ma allo stesso tempo ammette che un neonato con i vaccini riceve dosi di mercurio che potrebbero destare preoccupazione e quindi approva la mossa della FDA americana di far rimuovere il thimerosal dai vaccini.
In Italia nessun organismo governativo ha stabilito limiti di alcun tipo. In compenso con il decreto ministeriale del 13 novembre 2001 l'Italia aveva messo al bando il mercurio dai vaccini, salvo poi ripensarci nel 2003 quando il Ministro per la Salute Sirchia con il decreto 27 giugno 2003 pubblicato sulla G.U. nr. 153 del 4 luglio 2003 proroga l'utilizzo dei vaccini con mercurio in Italia. Oggi non è chiaro se gli attuali vaccini in commercio lo includano: i relativi bugiardini in alcuni casi parlano di tracce (?!) non specificando alcuna quantità.
In ogni caso i vaccini “teoricamente” senza mercurio disponibili negli anni passati sono stati solo quelli combinati (quattro, cinque, sei vaccini in un'unica iniezione); se un genitore voleva somministrare al proprio figlio solo i vaccini obbligatori non aveva scelta, poiché non esistevano antidifto-tetanici e antiepatite B senza mercurio. L'antipolio Sabin e Salk è sempre stato privo di thimerosal.
In realtà, nel vaccino INFANRIX HEXA (della GSK) spacciato per “libero da sali di mercurio”, è tuttora contenuto mercurio nella quantità di 10 ppb (parti di miliardo) ovvero 0,01 ppm (parti per milione) vale a dire 0,010 mg/Litro come conferma uno studio indipendente di ricercatori australiani (Austin DW, Shandley KA, Palombo EA) Mercury in vaccines from the Australian childhood immunization program schedule (Journal of Toxicology and Enviromental health. Part A. 2010;73(10):637-40). Sebbene i livelli di mercurio rilevati siano sostanzialmente più bassi di qualsiasi limite di sicurezza di esposizione stabilito, i risultati di questo studio rivelano le inesattezze presenti nei messaggi di salute pubblica, nelle comunicazioni professionali, e nella documentazione ufficiale per quanto riguarda il contenuto di mercurio in questo vaccino per l’infanzia. Inoltre, mancano studi relativi ai danni neurologici che possono essere causati in neonati di 3 mesi. Si sa che 0,5 ppb di mercurio uccidono le cellule del neuroblastoma umano (Parran et al., Toxicol Sciences 2005; 86: 132-140), 20 ppb di mercurio distruggono la struttura delle membrane dei neuriti (Leong at al. - Neuroreport Journal 2001; 12: 733-37), 2 ppb di mercurio è la quantità massima contenuta nell’acqua potabile (disposizione EPA) che potrebbe causare danno renale a lungo termine. Leggendo il foglietto illustrativo di questo vaccino, si apprende che è contenuta anche una combinazione di alluminio (fosfato di alluminio e idrossido di alluminio) alla considerevole dose (sempre riferita al neonato) di 820 microgrammi (320+500) per fiala. Un recente studio di alcuni neuroscienziati di Vancouver, CA. Shaw e L. Tomljenovic, prosegue la raccolta di domande critiche circa la presunta sicurezza dell’alluminio (presente praticamente in tutti i vaccini) e dimostra come gli effetti neurotossici siano altrettanto dannosi, se non peggiori, di quelli del mercurio. L’alluminio è una comprovata neurotossina ed è l’adiuvante più comunemente utilizzato nei vaccini, in sostituzione del thimerosal. Nonostante l'uso diffuso degli adiuvanti di alluminio, la comprensione della scienza medica in merito al loro meccanismo d’azione è ancora notevolmente scarsa. C’è anche una relativa scarsità di dati sulla tossicologia e la farmacocinetica di questi composti ma, nonostante questo, la fantasiosa nozione che l’alluminio nei vaccini sia sicuro è spesso ampiamente accettata. Ricerche indipendenti, tuttavia, dimostrano che gli adiuvanti in alluminio hanno la potenzialità di indurre gravi disturbi immunologici e neurologici negli esseri umani. In particolare, l’alluminio sotto forma di adiuvante comporta un rischio di reazioni autoimmunitarie, infiammazioni cerebrali a lungo termine associate a complicazioni neurologiche con conseguenze negative, profonde e diffuse (v. successivo “I potenziali danni”). La possibilità che i benefici del vaccino siano sopravvalutati e il rischio di potenziali effetti avversi sottovalutati, non è rigorosamente valutata nella comunità medica e scientifica. Un altro elemento di preoccupazione è la mancanza di qualsiasi valutazione tossicologica sulla somministrazione concomitante di alluminio con altri composti tossici riconosciuti che sono ordinariamente costituenti delle preparazioni commerciali dei vaccini. L’elenco è lungo: formaldeide, formalina, fenossietanolo, fenolo, borato di sodio, polisorbato 80, glutaraldeide.
“Bishop et al” hanno dimostrato che l’introduzione per via parentale (es. flebo) di un minimo di 20 mcg/kg di peso corporeo di alluminio per più di 10 giorni può provocare a lungo termine risultati negativi nello sviluppo neurologico dei neonati. Nel 2004, l'FDA ha istituito un limite per l'alluminio introdotto per via parenterale per i neonati con funzione renale compromessa e nati prematuri non superiore a 4-5 mcg/kg di peso corporeo/giorno, affermando che livelli superiori a quelli sono stati associati a tossicità del sistema nervoso centrale e delle ossa. Inoltre, secondo l’FDA, saturazione dei tessuti possono verificarsi a livelli ancora più bassi di somministrazione. Non è noto quale sia il limite massimo per l'alluminio per neonati sani. Ma non ci sono studi sull'introduzione dell'alluminio per via intramuscolare come avviene per i vaccini.
Nell'esavalente di cui sopra abbiamo detto che ci sono 820 microgrammi di alluminio. Nel HBVAXPRO antiepatite B ce ne sono 250.
Sempre secondo l'FDA, il limite per un litro di acqua imbottigliata è di 200 mcg.
L’alluminio è contenuto in tutti i vaccini tranne l'antipolio, l'anti-emofilo e l'anti-morbillo-parotite-rosolia.
Riporto, infine, quanto citato nella conferenza del maggio 2002 sull'Alluminio nei vaccini organizzata dal National Vaccine Program Office (del Ministero della Salute USA): “Il vantaggio immunologico conferito da questi adiuvanti è stato ben documentato, anche se la maggior parte di questa documentazione si trova in studi pubblicati prima del 1970”. E concludono dicendo che “occorre studiare la tossicologia e la farmacocinetica dei coadiuvanti di alluminio, specificamente, nei lattanti e nei bambini (!), i meccanismi con cui l'alluminio interagisce col sistema immunitario, il fenomeno della Miofascite Macrofagica (MFM o MMF in inglese), ecc.”. In pratica è tutto ancora da studiare. Questa è una costante: non vengono fatti studi preventivi sulla sicurezza dei vaccini prima della loro immissione in commercio, ma ci si basa solo sulla famacovigilanza post marketing (ovvero si sperimenta sulla nostra pelle).
I difensori dei vaccini, interpellati sui metalli pesanti e sali presenti nei vaccini, spesso rispondono con frasi del tipo: “anche nel tonno che mangiamo c'è il mercurio”, “l'alluminio è presente dappertutto, terra, aria, acqua e lo inaliamo o ingeriamo quotidianamente”. Per capire quanto prive di alcun fondamento scientifico (e stupide) siano risposte del genere e per far capire la differenza tra ingestione e iniezione intramuscolare, una nutrizionista americana ha spiegato il seguente paradosso: “Quando un uomo assume ossigeno dall'aria attraverso la respirazione, tutto funziona bene per il corpo, i polmoni e il sistema cardiovascolare. Ma cosa succede se l'aria entra in una vena, quindi percorrendo una via diversa dal punto di vista fisiologico: può verificarsi un embolia gassosa, con possibile arresto cardiaco e conseguente morte.” Per capire cosa sono i metalli pesanti, dei quali tante volte se ne parla anche in riferimento all'inquinamento ambientale, e quanto sono dannosi, leggete questa paginetta dell'Università degli studi di Trento: http://www.ing.unitn.it/~colombo/metalli_pesanti/intro.html.
Di questa pagina evidenzio un passaggio molto importante che spiega come le reazioni avverse a tali metalli pesanti possano essere diverse da persona a persona, sia in termini di gravità che di tempistiche di insorgenza: “l'eliminazione di tali metalli avviene solo in minima parte, per salivazione, traspirazione, allattamento, portando a bioaccumulazione. Bioaccumulazione significa un aumento nella concentrazione di un prodotto chimico in un organismo biologico col tempo.. I metalli si accumulano negli esseri viventi ogni volta che sono assimilati piu' velocemente di quanto sono scomposti (metabolizzati) o espulsi”. E' simile al concetto di saturazione, significa cioè che se ne assimiliamo un quantitativo elevato in un lasso di tempo breve (come avviene per i vaccini), potendone espellere solo una minima parte in quel breve lasso di tempo, il nostro corpo arriva subito a saturazione e si intossica.
Il VAERS (sistema americano che riporta gli effetti avversi ai vaccini) dell' FDA (Food and Drug Administration) riceve annualmente 11.000 rapporti su serie reazioni avverse ai vaccini, di cui l'1% rappresenta le morti causate dalle reazioni al vaccino. La maggior parte delle morti sono ascrivibili al vaccino della pertosse. “La ragione per cui la maggioranza delle persone con autismo che conoscete ha in genere dai 22 anni in giù è proprio perché la maggioranza delle persone con diagnosi di autismo è nata dopo il 1987. Nei dati raccolti in Danimarca, California e in tutto il mondo, abbiamo trovato che l’aumento dell’incidenza dei casi di autismo è cominciato circa negli anni 1988-1989,” scrivono gli autori Michael E. Mc Donald e John F. Paul, del Laboratorio di Ricerca su Salute Nazionale ed Effetti Ambientali dell’EPA (Environmental Protection Agency, l’agenzia governativa USA per la protezione dell’ambiente e della salute umana). Il livello di aumento prima del 1988 “era completamente diverso” dal livello dopo quell’anno. Il numero dei casi di autismo nei bambini in California si è addirittura triplicato dopo 1988. Fonte: articolo di Dadiv Kirby - Huffington Post, 23 Aprile 2010 http://www.huffingtonpost.com/david-kirby/autism-vaccine-epa-study_b_548837.html
I dati sull’autismo negli USA sono, senza esagerare, drammatici. Il CDC Centers for Disease Control and Prevention il 30 marzo 2012 ha comunicato i dati del 2008 relativi ai bambini di 8 anni di età (8 anni perché è l’età media in cui le famiglie e i medici diagnosticano l’autismo): 1 bambino su 88!! La ricerca viene condotta tutti gli anni all’interno dell’ADDM Network (v. mappa) che contempla 14 stati (peraltro non ci sono gli stati con i tassi di autismo maggiori come California, Minnesota, Maine - v. mappa interattiva) e rappresenta l’8% della popolazione di bambini di 8 anni statunitense. Dal 2002 al 2008 significa un tasso di incremento del 78%.
Jim Carrey (che ha un figlio autistico) al raduno di Green Our Vaccines nel giugno 2008 (v. capitolo Selezione di video) ha detto: “quanto pensate che siamo stupidi?“ Quante più cause possibili il CDC e tutti quei cosiddetti esperti proseguiranno ad aggiungere?… Quante ancora?… Come è possibile sparare nuove teorie cervellotiche e non considerare i vaccini?… E’ talmente evidente che più si aggiungono nuovi vaccini al calendario vaccinale dell’infanzia, più aumentano i casi di autismo. Che cosa deve accadere prima che i vaccini siano definitivamente considerati come la causa scatenante l’autismo?… Dobbiamo aspettare il 2020 quando, avanti di questo passo, l’incidenza sarà di 1 a 10?… Dobbiamo arrivare a considerare l’autismo come parte della normalità? Per le maggiori Associazioni mondiali (italiane escluse), l’autismo è ufficialmente diventato epidemia negli Stati Uniti. Si tratta di una situazione di emergenza nazionale che ha bisogno di un piano nazionale. SAFEMINDS (un’organizzazione no-profit nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul legame tra autismo e mercurio) evidenzia come in quegli anni (1985-1990) siano stati introdotti i vaccini Hib (anti-meningite) e HepB (anti-epatite B). E Safeminds ricorda che:
uno studio del 2007 ha evidenziato che i vaccini possono aver determinato un fattore di casualità nei ragazzi nati nel 1990-1996 in circa il 68% dei casi di autismo e nell’81% di casi della sindrome ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder - Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività). E’ importante notare che questo studio evidenzia anche che alcuni ragazzi non vaccinati hanno sviluppato autismo e ADHD, suggerendo che i vaccini non siano il solo fattore di casualità nell’autismo e ADHD.
Il primo significativo cambiamento statistico-epidemiologico si può collocare nel quinquennio 1980-1985, quando fu possibile verificare due importanti variazioni rispetto ai rilievi precedenti: il raddoppio dei casi di autismo, ed il pareggio della percentuale di quelli definibili insorti come tali con quelli cosiddetti di autismo regressivo (ma questo può dipendere da un migliorato sistema di diagnosi).
Per completezza di cronaca si tenga presente che il vaccino DTaP acellulare è stato introdotto proprio negli anni 80. Prima c’era quello cellulare, del quale, tra l’altro, oggi la scienza medica dice: “ questo vaccino è gravato fondamentalmente da due ordini di problemi. Per prima cosa, anche se molto efficace nella maggioranza dei casi, il suo effetto sul campo è incostante e la sua efficacia non può essere conosciuta a priori. L’altro grosso problema è rappresentato dalla frequente comparsa di reazioni avverse. Il vaccino contiene un grande numero di antigeni pertossici; solo pochi determinano l’immunità mentre molti altri sono frequentemente causa di effetti collaterali. Le reazioni al vaccino intero erano classicamente distinte in quattro gruppi: - reazioni locali e generali, lievi e transitorie come arrossamento, tumefazione, nella sede d’inoculo, febbre malessere - reazioni generali gravi come febbre > 40,5 °C, pianto prolungato, collasso o sindrome ipotonia-iporesponsività che compare entro 48 ore dalla vaccinazione, episodio convulsivo in genere febbrile - complicanze neurologiche gravi, in genere episodi convulsivi ripetuti nel tempo, regressione psico-motoria
- reazioni allergiche, shock anafilattico Sorge spontanea una domanda: non è che tra 10 anni le case farmaceutiche rilasceranno un nuovo tipo di vaccino e ci diranno che quello attuale era poco efficace e dava gravi controindicazioni? Tra cui magari l'autismo e la SIDS?
Aggiungo che sono tanti i vaccini ritirati negli anni. In particolare il vaccino MMR (MPR in italiano) è in assoluto il vaccino che “vanta” il maggior numero di prodotti ritirati dal commercio tra i quali MMR Morupar (quello della sentenza del tribunale di Rimini, che l’AIFA - Agenzia Italiana del Farmaco - aveva sì ritirato nel 2006, ma dopo ben 14 anni dal ritiro dello stesso dal Canada e 12 dal ritiro dell’Agenzia Europea del Farmaco, v. questo art), MMR Trivirex/Pluserix (v. capitolo “Normativa e scandali vari”), MMR Immravax, ecc.
Per quanto riguarda il vaccino antipneumococcico Prevenar 13 della Pfizer, consiglio di leggere l'inquietante articolo di Gabriele Milani su Informasalus dove è linkato un documento riservato della Pfizer, col quale la casa farmaceutica risponde all'interrogazione della EMA (European Medicines Agency) in merito ai possibili disturbi neurologici in seguito alla vaccinazione con Prevenar 13. La Pfizer nel documento afferma che “vi è un aumento delle manifestazioni neurologiche in Italia dopo la co-somministrazione di Prevenar 13-valente e vaccino esavalente (ndr Infanrix Hexa)”, unico paese assieme alla Germania a consigliare la somministrazione contemporanea dell'esavalente e del Prevenar 13. Ed in effetti dai report si evince come anche in Germania risulti molto alto il numero di eventi neurologici.
La polemica che dal 2014 infiamma gli Stati Uniti è legata alla “Gola profonda” (“whistleblower”) del CDC, ovvero ad un ricercatore del CDC che nel 2014 ha ammesso di avere, assieme ad altri 4 colleghi, manipolato lo studio riguardo alla possibile correlazione tra vaccino MMR (morbillo, parotite, rosolia) e autismo. Su questi fatti è basato il film Vaxxed che negli USA ha suscitato tante polemiche. Infatti, il film doveva essere proiettato al Tribeca Film Festival, una rassegna internazionale di film indipendenti ideata e diretta da Robert De Niro (che ha un figlio autistico). Ma all'ultimo momento De Niro ha cambiato idea e ha eliminato il film dal Festival, dicendo che il film non contribuiva alla discussione che lui sperava sull’autismo (?). In Italia dovrebbe finalmente arrivare in autunno 2016 (v. notizia publicata su autismovaccini.org).
Nel 2014 il Dott. Hooker riesce a mettersi in contatto con uno degli autori del CDC di uno studio che stava analizzando. Lo studio era proprio quello sulla possibile correlazione tra vaccino MMR e autismo. L’autore è il Dott. William Thompson, con cui scambia dozzine di e-mail e circa 40 telefonate nell’arco di 10 mesi. Hooker registra alcune di queste telefonate, e per farlo va nello stato dell’Oregon dove è legale registrare le telefonate (a differenza della California dove lui risiede). In queste telefonate il Dott. Thompson ammette di avere, assieme ai suoi colleghi, manipolato pesantemente lo studio e dichiara di vergognarsi per questo. Infatti, lo studio evidenziava un’elevata correlazione tra vaccino e autismo all’età di 24 mesi e soprattutto nei bambini maschi afro-americani. Ma gli autori invece di approfondire quanto evidenziato dallo studio, decidono di nascondere questi risultati. E per farlo riducono il campione di bambini analizzati del 41%, eliminando tutti quelli che non hanno un valido certificato di nascita dello stato della Georgia (?). Essi giustificano questa scelta dicendo che per i bambini con un certificato valido avevano a disposizione informazioni più complete: peso alla nascita, età della madre, educazione della madre. La giornalista investigativa della CBS Sharyl Attkisson a fine agosto 2014 raggiunge telefonicamente Frank DeStefano, il supervisor dello studio che coordinava il team di Thompson, per chiedergli spiegazioni. Nella sua farfugliante intervista telefonica, la cui trascrizione integrale e audio potete trovare qui, DeStefano ribadisce questo concetto; ma la giornalista, che evidentemente aveva avuto accesso ai dati dello studio, gli dice che aveva preso la scheda di un bambino con il certificato di nascita ma non aveva trovato nessun dato relativo a peso, età ed educazione della madre (!). DeStefano risponde con una frase di comodo, dicendosi certo che per gli altri bambini ci siano. In ogni caso, chiunque può capire che, da un punto di vista statistico, più il campione è ampio è più i risultati sono significativi. Quindi se sul campione nella sua interezza emergeva, peraltro in maniera forte, una correlazione tra vaccinazione e autismo, non si capisce perché non avrebbero dovuto tenerne in considerazione. Messo alle strette da queste telefonate, il Dott. Thompson decide uscire allo scoperto, rendendo di dominio pubblico questa storia. E lo fa in 2 modi: 1) dando in mano al parlamentare repubblicano Bill Posey tutti i documenti oggetto dello studio che aveva conservato all’insaputa del CDC e degli altri 4 autori dello studio; Bill Posey poi, il 29 luglio 2015, comunicherà questi fatti in una audizione parlamentare
In compenso sono tantissimi i siti di giornalisti e blogger indipendenti che hanno pubblicato la notizia e hanno fatto approfondimenti sul caso. Tra questi c'è www.truthinmedia.com che ha realizzato un bel servizio sul caso. GUARDATELO, sono 20 minuti ben spesi: Truthinmedia: CDC, vaccini e autismo. E' sottotitolato in italiano. C'è solo una piccola parte non tradotta perché non significativa per il caso in questione (è il giornalista che allunga un po' il brodo..).
Repubblica ha effettuato un indagine per approfondire la questione dei 4.000 (!) soldati italiani ammalati di cancro, conosciuta come la sindrome dei Balcani (in quanto apparentemente legata alla missione dei nostri soldati nella ex-Yugoslavia). Inizialmente si era data la colpa all'uranio impoverito contenuto nei proiettili usati nel corso della missione. Poi l'attenzione si è spostata pesantemente sui vaccini. Di seguito i link alle tre inchieste di Repubblica: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/10/06/news/vaccini-43980837/?ref=HREC1-1 e http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/11/23/news/vaccini_pericolosi_2-46383097/?ref=HRER2-1
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/01/23/news/vaccinati_a_morte_3-51127768/
Nella seconda inchiesta pubblicata il 23 novembre 2012 sulla prima pagina di Repubblica on-line, è riportata la seguente frase: “Spinti anche dalle critiche di chi ci ha accusato (dopo la prima inchiesta) di aver sentito solo i “fanatici dell'antivaccino” siamo andati a parlarne, dall'altra parte dell'oceano, a Philadelphia, col professor Antonio Giordano, presidente dello Sbarro Institute sul cui livello scientifico e sulla cui imparzialità, nessuno ha dubbi: “C'è un nesso riconosciuto - dice il presidente dello Sbarro Institute - tra vaccini ravvicinati e abbassamento delle difese immunitarie. E in Italia è pieno di posti ad alto tasso d'inquinamento altamente pericolosi per chi ha un sistema immunitario compromesso”. A una domanda precisa (“Se venisse da lei un militare italiano che gli chiedesse un consiglio sul fatto di doversi sottoporre a una decina di vaccinazioni in un mese, cosa gli risponderebbe?”), Giordano ci ha detto: “Gli spiegherei che tanto vale suicidarsi”. I risultati del Progetto Signum, uno studio sull'impatto genotossico nelle unità militari commissionato nel 2004 dalla Difesa a ricercatori civili e militari facenti capo a prestigiose università (Pisa, Roma, Genova), dimostrano che sottoporre una persona a più di cinque vaccini significa comprometterne il sistema immunitario (Ndr ai neonati di 2 mesi, che hanno un sistema nervoso e immunitario non di certo sviluppato come quello degli adulti, gliene somministrano 6 o 7!). Nella relazione finale di Signum, consegnata il 17 gennaio 2011, si legge che lo stesso soggetto ipervaccinato, esposto ad agenti aggressivi come diossina, uranio impoverito, forte inquinamento ambientale, potrà facilmente sviluppare malattie gravi. Non solo, finora sono stati ignorati anche molti studi internazionali che sostengono la stessa evidenza e di cui ci parlano scienziati importanti che lavorano anche per altre nazioni come Giordano, Giulio Tarro medaglia d'oro del Presidente della Repubblica, infettivologo di fama mondiale, o Franco Nobile del Centro di eccellenza nazionale per la lotta ai tumori di Siena, che ha effettuato studi proprio sui militari. Questo è l'articolo di Repubblica che contiene queste affermazioni (consiglio di leggerlo): http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/11/23/news/vaccini_militari-46390509/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2012%2F11%2F23%2Fnews%2Fvaccini_pericolosi_2-46383097%2F
Di seguito una sintesi di quanto riportato nell'articolo di repubblica, qui linkato http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/01/27/news/la_sentenza_lo_scandalo_dei_vaccini_ai_militari_il_ministero_della_sanit_condannato-77030693/?ref=HRER1-1
Il ministero della Salute è stato condannato dal Tribunale di primo grado di Ferrara, a indennizzare la famiglia di Francesco Finessi, militare che nel 2002, a 22 anni, è deceduto per un linfoma non Hodgkin. Circa 150mila euro, secondo l'avvocato Francesco Terrulli. Durante il servizio militare, Francesco Finessi fu sottoposto a vaccini numerosi e troppo serrati, come testimoniato sia dal libretto vaccinale che dalle relazioni di diversi esperti.
Nel 1996 in Francia la vaccinazione antiepatite B venne sospesa per la frequente comparsa di forme di malattia demielinizzante con oltre 200 casi di Sclerosi multipla insorti negli adolescenti e preadolescenti vaccinati contro l’epatite B. Poco dopo vennero pubblicati sulla rivista “New England Journal of Medicine” due studi che concludevano che non c’era nesso causale tra vaccino e SM. Tali ricerche, finanziate e sostenute dalle ditte farmaceutiche che producono il vaccino, studiarono gli effetti solo nei 2 mesi successivi alla vaccinazione, e i risultati vennero pesantemente discussi in sede scientifica nelle settimane seguenti come non corretti e pretestuosi. In uno studio francese del 1998, ripreso anche in questo documento dell’allora Ministero della Sanità italiano, basato sulla medesima finestra temporale di 2 mesi, si concludeva che l’odds ratio (l'immagine sotto riportata spiega in maniera semplice cos'è) era di 1,4, equivalente a rischio (che il vaccino sia causa di SM) di livello “debole”. Uno studio successivo di GPRD-General Practitioner Research Database fu fatto sia su una finestra temporale di 2 mesi che di 12 mesi. L’odds ratio determinato nel primo caso fu di 1,4 mentre nel secondo (12 mesi) fu di 1,6 (livello rischio “modesto”). Lo studio ha anche messo in evidenza che l'intervallo di tempo fra l’inizio dei sintomi e la diagnosi di SM è stato considerevolmente più breve fra i vaccinati che fra i non vaccinati. Il Ministero della Salute francese ha ritenuto che i risultati dei due studi non consentissero di escludere con assoluta certezza la possibilità che la vaccinazione potesse aumentare il rischio di malattia da demielinizzazione fra i vaccinati. Infatti, entrambi gli studi, come pure lo studio pilota precedentemente condotto, hanno comunque messo in evidenza un incremento degli odds ratio. Anche se modesta, si tratta di associazione positiva e non assenza di associazione. Considerato che chi si vaccina lo fa per prevenire e non per curare e che, normalmente, è un soggetto sano, un livello anche modesto di associazione con l'insorgenza di malattie così gravi, deve fare riflettere profondamente!
Per chi volesse capire meglio che cos’è l'odds ratio e come viene calcolato, può fare riferimento a questa pagina: http://www.quadernodiepidemiologia.it/epi/cause/ris_rel.htm.
La Sezione giurisdizionale della Lombardia della Corte dei Conti ha emesso il 28/2/1997 una sentenza (n. 71-97PM) che ha riconosciuto in un militare la sclerosi multipla come conseguenza della vaccinazione subita. Il militare aveva ottenuto in precedenza un giudizio negativo dalla commissione medica ospedaliera deputata a riconoscere l'indennizzo. Poi aveva fatto ricorso al ministero, il quale aveva riconosciuto, invece, la correlazione tra la malattia demielinizzante e la vaccinazione ricevuta. Si legge nella sentenza: “Il nesso di dipendenza da causa di servizio ovvero la spiegazione causale dell'infermità deriva dalla considerazione che risulta estremamente improbabile la sua insorgenza per l'intervento di altri processi causali”.
Quindi vengono applicati, come andrebbe sempre fatto, i quattro criteri fatti propri anche dall'Istituto Superiore di Sanità, cioè: la correlazione di tempo, la plausibilità medica, l'assenza di altre cause note e la presenza di altri casi documentati in letteratura.
Un rapporto recente descrive l'insorgenza di encefalomielite acuta disseminata dopo la seconda immunizzazione con Gardasil (Waldemann et al. 2009 e Sutton et al. 2009) riportato su cinque pazienti che presentavano sindromi demielinizzazione multifocale o atipico entro 21 giorni dalla seconda o terza vaccinazione. Il Gardasil è uno dei 2 vaccini contro il papilloma virus distribuiti in Italia.
Dai documenti dell'FDA, riassunti in questo report del 2008 (consiglio di leggerlo) di Judicial Watch, emergono una serie di inesattezze e superficialità di giudizio sia da parte della Merck (la casa produttrice del Gardasil) che dell’FDA che ha approvato la distribuzione del vaccino, che sintetizzo così:
la Merck ha sempre affermato che dai test da loro eseguiti sulla sicurezza del farmaco non erano emerse differenze tra il gruppo di pazienti sottoposti al vaccino e quello di pazienti sottoposti a placebo. Peccato che il placebo usato nei test, invece di contenere le consuete soluzioni saline usate nei placebo, conteneva anch’esso dosi elevate di alluminio (nel Gardasil ce ne sono 225mcg) stranamente approvate dall’FDA, che altrettanto stranamente aveva approvato la distribuzione sul mercato del vaccino con tempi molto rapidi (6 mesi contro 10 e più mesi) al pari di quelli dei farmaci per curare cancro, AIDS, HIV, ecc. Quindi dalle tabelle recanti i risultati dei test si evince sì una percentuale di reazioni avverse simili in entrambe i gruppi di pazienti, ma anche un numero importante di reazioni avverse in entrambe. Ad un certo punto dei report c’è una tabella recante le sole reazioni avverse sul sito dell’iniezione (per capirci il punto dove è penetrato l’ago della siringa) confrontate con il vaccino, il placebo con alluminio e il placebo con soluzione salina, dalla quale si evince che con quest’ultimo placebo si sono avute percentuali di reazioni nettamente inferiori (es. per il gonfiore 25,4% – 15,8% – 7,3%). A tal proposito il National Vaccine Information Center dice che “un placebo reattivo (Ndr contenente cioè elementi che possono provocare reazioni, come per es. l'alluminio) può modificare artificialmente il risultato dei test di valutazione della sicurezza di un farmaco”. In sostanza dipende sempre da come i dati vengono presentati: dicendo che non c'erano differenze sulla sicurezza non hanno detto il falso, ma hanno omesso di dire la vera verità, ovvero che si erano verificate un numero importante di reazioni avverse.
Merck dice che non sono stati fatti test per capire se il vaccino può a sua volta essere cancerogeno o genotossico. Dice espressamente che “questo tipo di approfondimento non è fattibile perché porterebbe via troppo tempo e questo sarebbe uno svantaggio per molte donne” (Ndr ?!). Visto che il vaccino lavora inducendo reazioni spontanee e modificazioni nelle cellule, sarebbe bene indagare a fondo questi due aspetti. Merck dice che il vaccino non è efficace sulle donne che hanno già il papilloma virus e che la somministrazione del vaccino in questi casi può provocare reazioni avverse di una certa entità, ma l’FDA non obbliga né consiglia uno screening preventivo atto a determinare se il papilloma virus è già presente. Merck dice che non sono stati fatti studi sulla sicurezza del vaccino nelle donne in gravidanza, ma l’FDA non dice nulla in tal proposito.
Quando ho letto per la prima volta questa notizia su uno dei tanti siti italiani che parlano dei vaccini, pensavo fosse fantascienza. Allora mi sono messo a cercare in rete, fino a quando non ho trovato conferma addirittura nel sito del CDC americano, dove fino a luglio 2013 potevate trovare pubblicata la seguente notizia (datata 2007) sotto il titolo Cancer,Simian Virus SV40 and polio vaccine Fact Sheet. Ma il CDC a luglio 2013 la rimuove!!
Negli USA la notizia di questa rimozione è stata subito ripresa da diversi siti web (ne linko uno come esempio: GreenMedInfo) ed ha aperto in rete un dibattito molto acceso. Nei giorni scorsi un amico che contribuisce alla redazione dei contenuti di questo portale, è riuscito a ritrovare la pagina originale grazie alla waybackmachine, una biblioteca universale che dispone di un archivio web che è una sorta di raccolta di “fermi immagine” del World Wide Web catalogati secondo la data di acquisizione. Ecco la pagina originariamente linkata sul sito del CDC e poi rimossa:
In ogni caso quello che segue è la traduzione fedele della notizia così come pubblicata dal CDC (l'originale in inglese la trovate nel capitolo Damages caused by vaccines):
Non tutte le dosi del vaccino antipolio erano state contaminate. E 'stato stimato che 10-30 milioni di persone abbiano effettivamente ricevuto un vaccino che conteneva SV40.
Nel marzo 1992 la celebre rivista medica inglese The Lancet pubblica un articolo di Walter Kyle che riporta evidenze secondo cui l'Aids si è manifestata dopo che il virus dell'immunodeficienza delle scimmie (SIV) è
entrato nell'organismo umano attraverso appunto il vaccino antipolio contaminato da tessuti infetti di scimmia. Nell'aprile 1996 il bollettino del NVIC (National Vaccine Information Center) riporta che il microbiologo californiano Howard Urnovitz aveva prodotto evidenze secondo cui il virus di tipo 1 dell'Aids è un virus ibrido uomo-scimmia creatosi dopo che 320.000 africani avevano ricevuto negli anni'50 un vaccino antipolio sperimentale contaminato dal SIV.