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Timestamp: 2017-08-18 12:28:15+00:00
Document Index: 40789028

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 74', 'art. 78', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 20', 'art. 42', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 1', 'art. 76', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 75', 'art. 42', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 10']

IUniScuola Archivio Post: febbraio 2011
alle persone con disabilita' - Banca dati informatica presso il
Dipartimento della funzione pubblica - legge 4 novembre 2010, n. 183,
Alle Amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001
Sulla Gazzetta ufficiale del 9 novembre 2010, n. 262, e' stata
pubblicata la legge 4 novembre 2010, n. 183, recante "Deleghe al
Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti,
di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di
controversie di lavoro.". La legge entra in vigore il 24 novembre
L'art. 24 della nuova legge riguarda le "Modifiche alla disciplina
situazione di gravita'". La disposizione innova parzialmente il
regime dei permessi per l'assistenza ai soggetti disabili contenuto
nella legge 5 febbraio 1992, n. 104, e nel decreto legislativo 26
marzo 2001, n. 151. La norma inoltre prevede l'istituzione e la
gestione di una banca dati informatica per la raccolta e la gestione
dei dati relativi alla fruizione dei permessi a fini di monitoraggio
e controllo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri -
Dipartimento della funzione pubblica. Rimane invariato il regime dei
permessi, del trasferimento e della tutela della sede per i
lavoratori con disabilita' che fruiscono delle agevolazioni per le
politiche sociali e le altre amministrazioni istituzionalmente
interessate dalla materia, con l'obiettivo di fornire indicazioni di
carattere generale omogenee per il settore del lavoro pubblico e
privato. La finalita' della presente circolare e' quella di rendere
degli orientamenti per l'interpretazione e l'applicazione della nuova
normativa, ferme restando le autonome determinazioni di ciascuna
amministrazione nell'esercizio del proprio potere organizzativo e
gestionale. Rimane fermo quanto gia' illustrato dal Dipartimento
della funzione pubblica nella Circolare n. 8 del 2008, par. 2.2 e
2.3, a proposito dell'utilizzo frazionato dei permessi.
Prima di affrontare nel merito le questioni, si ritiene necessario
compiere una precisazione di tipo terminologico. Come noto, il
con disabilita' e' stato ampio ed e' ancora vivace. Lo spirito che
anima il dibattito e' quello di evitare espressioni o definizioni che
possano recare insitamente un'idea di disvalore, promuovendo invece
l'uso di termini e concetti che consentano di mettere in risalto il
valore derivante dalla diversita'. A livello internazionale, e' ormai
diffuso il concetto di "persona con disabilita'", che viene
sui diritti delle persone con disabilita', ratificata in Italia con
legge 3 marzo 2009, n. 18. Ad oggi, dovendo trattare la materia, la
soluzione migliore sarebbe quella di attenersi alle scelte compiute
in sede internazionale, con la conseguenza che, anche nell'esame
della disciplina contenuta nella l. n. 104 del 1992, che e' la legge
italiana fondamentale in materia (Legge-quadro per l'assistenza,
l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate),
dovrebbe farsi riferimento esclusivamente al concetto di persona con
disabilita'. Tuttavia, ragioni di chiarezza inducono a seguire nello
utilizza la diversa espressione di "persona in situazione di
handicap". Benche' questa espressione possa ormai risultare
inadeguata alla luce di quanto sopra detto, essa e' ancora presente
nel testo della menzionata l. n. 104 e serve ad indicare con
chiarezza la situazione dei disabili nei confronti dei quali sono
stati effettuati gli accertamenti ai sensi dell'art. 4 della legge
stessa (Accertamento dell'handicap). Tali accertamenti, dai quali
puo' emergere anche una connotazione di gravita' dell'handicap quando
ricorrono le condizioni di cui all'art. 3, comma 3 (ovvero "qualora
la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia
personale, correlata all'eta', in modo da rendere necessario un
intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella
sfera individuale o in quella di relazione" della persona),
rappresentano il presupposto per la fruizione di varie agevolazioni
previste nella legge stessa; la situazione certificata di handicap
grave costituisce in particolare il presupposto per la fruizione dei
permessi previsti nell'art. 33.
Si segnala pertanto che, per maggior precisione e semplicita' di
esposizione, nella presente circolare e nelle eventuali successive
note interpretative verra' mantenuto il riferimento all'espressione
"persona in situazione di handicap" e "persona in situazione di
handicap grave" pur nella consapevolezza del carattere inadeguato di
queste espressioni rispetto all'evoluzione della normativa
dall'art. 24 della l. n. 183, che sostanzialmente consistono nella
restrizione dei soggetti legittimati a fruire dei permessi per
assistere persone in situazione di handicap grave, nell'eliminazione
dei requisiti della convivenza e della continuita' ed esclusivita'
dell'assistenza prestata dal lavoratore, nella ridisciplina del
diritto al trasferimento, nella previsione della decadenza nel caso
di insussistenza dei requisiti per la fruizione delle agevolazioni e
nell'istituzione della banca dati presso il Dipartimento della
2. Ridefinizione dei lavoratori legittimati a fruire dei permessi
di cui all'art. 33, comma 3, della l. n. 104 del 1992 per assistere
La principale novita' della legge riguarda la materia dei soggetti
legittimati a fruire dei permessi per assistere una persona in
situazione di handicap grave. In proposito, il comma 1, let. a),
dell'art. 24 sostituisce il testo dell'art. 33, comma 3, della l. n.
104 e il comma 2 del medesimo articolo sostituisce il comma 2
dell'art. 42 del d.lgs. n. 151 del 2001 e ne abroga il comma 3.
Il nuovo testo del comma 3 dell'art. 33 citato prevede: "A
condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo
pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste
persona con handicap in situazione di gravita', coniuge, parente o
affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i
gravita' abbiano compiuto i sessantacinque anni di eta' oppure siano
anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o
mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile
retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera
continuativa. Il predetto diritto non puo' essere riconosciuto a piu'
di un lavoratore dipendente per l'assistenza alla stessa persona con
handicap in situazione di gravita'. Per l'assistenza allo stesso
figlio con handicap in situazione di gravita', il diritto e'
fruirne alternativamente."
Secondo la norma, in linea generale, la legittimazione alla
fruizione dei permessi per assistere una persona in situazione di
handicap grave spetta al coniuge e ai parenti ed affini entro il
secondo grado. Rispetto alla normativa previgente, la nuova
disposizione da un lato ha menzionato espressamente il coniuge tra i
lavoratori titolari della prerogativa, dall'altro ha posto la
Data la regola generale, la legge ha pero' previsto un'eccezione
per i casi in cui i genitori o il coniuge della persona da assistere
abbiano compiuto i sessantacinque anni di eta' oppure siano anch'essi
affetti da patologie invalidanti. In queste ipotesi, stimando
eccessivamente onerosa o impossibile l'opera di assistenza a causa
dell'eta' non piu' giovane o della patologia del famigliare, la legge
prevede la possibilita' di estendere la legittimazione alla
titolarita' dei permessi anche ai parenti e agli affini entro il
Pertanto, la novita' piu' rilevante rispetto al regime previgente
e' rappresentata dalla restrizione della categoria di famigliari che
possono fruire dei permessi, poiche' con la nuova norma si passa dal
terzo al secondo grado di parentela, salvo la ricorrenza delle
situazioni eccezionali dell'assenza, dell'eta' anagrafica o delle
Per comodita', si rammenta che il rapporto di parentela e quello di
affinita' sono definiti dal codice civile (art. 74 c.c.: "La
parentela e' il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso
stipite"; art. 78 c.c.: "L'affinita' e' il vincolo tra un coniuge e i
parenti dell'altro coniuge"). In base alla legge, sono parenti di
primo grado: genitori, figli; sono parenti di secondo grado: nonni,
fratelli, sorelle, nipoti (figli dei figli); sono parenti di terzo
grado: bisnonni, zii, nipoti (figli di fratelli e/o sorelle),
pronipoti in linea retta. Sono affini di primo grado: suocero/a,
nuora, genero; sono affini di secondo grado: cognati; sono affini di
La legge non ha definito la nozione di "patologie invalidanti". In
mancanza di un'espressa scelta sul punto, sentito il Ministero della
salute, un utile punto di riferimento per l'individuazione di queste
patologie e' rappresentato dall'art. 2, comma 1, let. d), del decreto
interministeriale - Ministero per la solidarieta' sociale, Ministero
del lavoro e della previdenza sociale, Ministero per le pari
opportunita' 21 luglio 2000, n. 278 (Regolamento recante disposizioni
di attuazione dell'articolo 4 della L. 8 marzo 2000, n. 53,
concernente congedi per eventi e cause particolari), che disciplina
le ipotesi in cui e' possibile accordare il congedo per gravi motivi
di cui all'art. 4, comma 2, della l. n. 53 del 2000. In particolare,
si tratta delle: "1) patologie acute o croniche che determinano
temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale,
ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica,
neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica,
neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere
o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti
croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel
trattamento sanitario;".
In presenza di queste situazioni, che naturalmente debbono essere
tutte documentate, la legge consente di allargare la cerchia dei
famigliari legittimati a fruire dei permessi ex art. 33, comma 3,
della l. n. 104 del 1992, stimando a priori che i soggetti affetti
dalle patologie in esame non siano in grado di prestare un'assistenza
adeguata alla persona in situazione di handicap grave. Pertanto, nel
caso in cui il coniuge o i genitori della persona in situazione di
handicap grave siano affetti dalle patologie rientranti in questo
elenco, l'assistenza potra' essere prestata anche da parenti o affini
Come detto, si puo' passare dal secondo al terzo grado di parentela
anche nel caso di decesso o assenza del coniuge o del genitore della
persona in situazione di handicap grave. Ai fini della disciplina in
esame, si ritiene corretto ricondurre al concetto di assenza, oltre
alle situazioni di assenza naturale e giuridica in senso stretto
giuridiche ad esse assimilabili, che abbiano carattere stabile e
certo, quali il divorzio, la separazione legale e l'abbandono,
risultanti da documentazione dell'autorita' giudiziaria o di altra
pubblica autorita'.
E' opportuno evidenziare che la possibilita' di passare dal secondo
al terzo grado di assistenza si verifica anche nel caso in cui uno
solo dei soggetti menzionati (coniuge, genitore) si trovi nelle
descritte situazioni (assenza, decesso, patologie invalidanti),
poiche' nella diposizione normativa e' utilizzata la congiunzione
disgiuntiva ("qualora i genitori o il coniuge della persona con
handicap in situazione di gravita' abbiano compiuto i sessantacinque
anni di eta' oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti
o siano deceduti o mancanti").
3. Individuazione di un referente unico per l'assistenza alla
Come anticipato, l'art. 24 della legge, nell'innovare la disciplina
sulla legittimazione a fruire i permessi, non ha menzionato i
requisiti della continuita' e dell'esclusivita' dell'assistenza che
quindi non sono piu' esplicitamente previsti dalle disposizioni in
materia. La legge ha pero' espressamente stabilito che il diritto
alla fruizione dei permessi "non puo' essere riconosciuto a piu' di
un lavoratore dipendente per l'assistenza alla stessa persona con
handicap in situazione di gravita'.". Con tale prescrizione e' stato
percio' ripreso in parte e tipizzato il concetto di esclusivita'
dell'assistenza, limitandolo alla regola secondo cui i permessi
possono essere accordati ad un unico lavoratore per l'assistenza alla
stessa persona. In base alla legge, quindi, viene individuato un
unico referente per ciascun disabile, trattandosi del soggetto che
assume "il ruolo e la connessa responsabilita' di porsi quale punto
di riferimento della gestione generale dell'intervento, assicurandone
bisogni dell'assistito."(cosi' il Consiglio di Stato, nel parere n.
Considerato che sulla questione sono stati ricevuti numerosi
quesiti, e' opportuno segnalare che le nuove norme non precludono
espressamente la possibilita' per lo stesso dipendente di assistere
piu' persone in situazione di handicap grave, con la conseguenza che,
ove ne ricorrano tutte le condizioni, il medesimo lavoratore potra'
fruire di permessi anche in maniera cumulativa per prestare
assistenza a piu' persone disabili. Con l'entrata in vigore della
2008 di questo Ufficio (nota n. 8474 del 18 febbraio 2008),
Analogamente, le nuove norme non precludono espressamente ad un
lavoratore in situazione di handicap grave di assistere altro
soggetto che si trovi nella stessa condizione e, pertanto, in
presenza dei presupposti di legge, tale lavoratore potra' fruire dei
E' chiaro che una tutela piu' adeguata nei confronti del disabile
e' realizzabile, almeno in astratto, quando questi puo' contare
sull'opera di assistenza di una persona che si dedichi alle sue cure
in maniera esclusiva; infatti, un'attivita' prestata nei confronti di
piu' famigliari puo' risultare non soddisfacente. E' evidente inoltre
che la fruizione di permessi in maniera cumulativa in capo allo
stesso lavoratore crea notevole disagio all'attivita' amministrativa
per la possibilita' di assenze frequenti e protratte del lavoratore
stesso. Questi aspetti dovrebbero essere ben valutati dal dipendente
che intende chiedere la fruizione dei permessi cumulativamente,
limitando la domanda alle situazioni in cui da un lato non vi sono
altri famigliari in grado di prestare assistenza, dall'altro non e'
possibile soddisfare le esigenze di assistenza nel limite dei tre
ha l'onere di dichiarare all'atto della presentazione della domanda,
non puo' che essere rimessa alla valutazione esclusiva e al senso di
responsabilita' del lavoratore interessato, considerato il loro
carattere assolutamente relativo e la difficolta' di un eventuale
4. La posizione dei genitori che assistono un figlio in situazione
La nuova legge ha dato rilevanza alla specialita' del rapporto
genitoriale. Particolari norme sono infatti dettate per i genitori
che assistono un figlio in situazione di handicap grave. Tali norme
sono contenute nel testo novellato dell'art. 33 della l. n. 104 del
1992 e nell'art. 42 del d.lgs. n. 151 del 2001.
L'assistenza nei confronti del figlio disabile gode di un regime
piu' flessibile e le norme specifiche derogano al "regime del
referente unico" che e' stato illustrato nel paragrafo precedente.
Infatti, secondo quanto previsto dal nuovo comma 3 dell'art. 33,
l'assistenza puo' essere prestata alternativamente da entrambi i
genitori (Per l'assistenza allo stesso figlio con handicap in
situazione di gravita', il diritto e' riconosciuto ad entrambi i
genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente.).
Pertanto, fermo restando il limite complessivo dei tre giorni
mensili, i permessi giornalieri possono essere utilizzati dal
lavoratore padre o dalla lavoratrice madre per l'assistenza al
medesimo figlio. Si segnala peraltro che, in base alla nuova
disciplina, i permessi giornalieri possono essere fruiti anche dai
genitori di un minore di tre anni in situazione di handicap grave.
Infatti, da un lato, la novella ha soppresso dal testo della
previgente disposizione (comma 3 dell'art. 33 della l. n. 104 del
1992) le parole "successivamente al compimento del terzo anno di vita
del bambino", dall'altro i genitori sono comunque compresi nella
categoria dei parenti legittimati in base al primo periodo del comma
in esame, cosicche' non sarebbe giustificato un trattamento deteriore
o meno favorevole dei genitori del minore di tre anni rispetto al
resto dei parenti o affini. Cio' significa che, in un'ottica di
ragionevolezza costituzionalmente orientata, la portata dell'art. 33,
comma 3, della legge prevale rispetto alla previsione dell'art. 42,
La possibilita' per i genitori di minore di tre anni disabile di
prendere i permessi ai sensi dell'art. 33 si aggiunge alle altre
prerogative previste nel d.lgs. n. 151 del 2001. Quindi, resta fermo
il diritto dei genitori del minore di tre anni in situazione di
handicap grave di fruire, in alternativa ai permessi giornalieri
mensili, del prolungamento del congedo parentale o dei riposi orari
retribuiti di cui all'art. 42 del menzionato decreto.
E' opportuno segnalare che, trattandosi di istituti speciali
rispondenti alle medesime finalita' di assistenza del figlio
disabile, la loro fruizione deve intendersi alternativa e non
cumulativa nell'arco del mese, cosicche' nel mese in cui uno dei due
genitori abbia fruito di uno o piu' giorni di permesso ai sensi
dell'art. 33, comma 3, entrambi i genitori non potranno beneficiare
prolungamento del congedo parentale e del congedo di cui all'art. 42,
comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001 e viceversa. Infatti, l'art. 42,
comma 4, del d.lgs. n. 151 del 2001, richiamando l'art. 33, comma 4,
della l. n. 104 del 1992 esprime la regola della cumulabilita' dei
la malattia del figlio, escludendo a contrario la cumulabilita' tra
di loro degli istituti "speciali", che sono disegnati come
alternativi (ai sensi dell'art. 42, comma 1, del d.lgs. n. 151
citato, le due ore di permesso al giorno possono essere fruite in
alternativa al prolungamento del congedo parentale di cui al comma 1
dell'art. 33 del medesimo decreto). Inoltre, il comma 5 dell'art. 42
all'art. 33, comma 1, del d.lgs. n. 151 (prolungamento del congedo
parentale), ne' di quelli di cui ai commi 2 (due ore di permesso al
giorno) e 3 dell'art. 33 della l. n. 104 (permessi giornalieri).
Alle agevolazioni previste per i genitori dal nuovo comma 3
dell'art. 33 si aggiunge poi la possibilita' di fruire dei permessi
anche per i parenti e gli affini di cui alla medesima disposizione,
naturalmente sempre nel limite dei tre giorni e in alternativa ai
a) la persona in situazione di handicap grave non deve essere
Anche a seguito della novella, la legge ha mantenuto il
presupposto oggettivo consistente nella circostanza che il disabile
da assistere non sia ricoverato a tempo pieno. Si conferma quindi
l'interpretazione gia' fornita sotto il vigore della precedente
normativa ribadendo che per ricovero a tempo pieno si intende il
ricovero per le intere 24 ore. Si chiarisce inoltre che il ricovero
rilevante ai fini della norma e' quello che avviene presso le
assicurano assistenza sanitaria. In linea con orientamenti
applicativi gia' emersi anche per il lavoro nel settore privato, si
precisa che fanno eccezione a tale presupposto le seguenti
interruzione del ricovero per necessita' del disabile di
recarsi fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite o
ricovero a tempo pieno di un disabile in coma vigile e/o in
ricovero a tempo pieno di un minore in situazione di handicap
grave per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura
La ricorrenza delle situazioni eccezionali di cui sopra dovra'
naturalmente risultare da idonea documentazione medica che
l'amministrazione e' tenuta a valutare.
b) l'eliminazione dei requisiti della convivenza, della
continuita' ed esclusivita' dell'assistenza.
L'art. 24, comma 2, let. b), della l. n. 183 interviene
sull'articolo 20, comma 1, della l. n. 53 del 2000, eliminando le
parole da "nonche'" fino a "non convivente". A seguito di tale
intervento, i requisiti della "continuita'" e dell' "esclusivita'"
dell'assistenza non sono piu' menzionati espressamente quali
presupposti necessari ai fini della fruizione dei permessi in
argomento da parte dei beneficiari. Inoltre, nella riformulazione
dell'art. 33, comma 3, della l. n. 104 del 1992 non e' piu' presente
il requisito della "convivenza", che era necessario per la fruizione
dei permessi prima dell'entrata in vigore dell'art. 20 della l. n. 53
del 2000. Analogamente, la legge ha abrogato l'art. 42, comma 3, del
d.lgs. n. 151 del 2001, il quale prevedeva che i permessi dei
genitori di figlio in situazione di handicap grave maggiore di eta'
l'assistenza fosse continuativa ed esclusiva.
L'art. 24, comma 1, let. b), della l. n. 183 ha novellato il comma
5 dell'art. 33. La nuova disposizione stabilisce: "Il lavoratore di
cui al comma 3 ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di
lavoro piu' vicina al domicilio della persona da assistere e non puo'
essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.". Con la
modifica e' stato previsto opportunamente che l'avvicinamento che si
puo' ottenere mediante il trasferimento non e' verso il domicilio del
lavoratore che presta assistenza quanto piuttosto verso il domicilio
della persona da assistere. La novella ha eliminato un'incongruenza
per la piu' agevole assistenza del disabile. E' opportuno segnalare
che la norma, rispondendo all'esigenza di tutela del disabile,
accorda al lavoratore un diritto, che puo' essere mitigato solo in
presenza di circostanze oggettive impeditive, come ad esempio la
mancanza di posto corrispondente nella dotazione organica di sede,
mentre non puo' essere subordinato a valutazioni discrezionali o di
opportunita' dell'amministrazione.
7. Oneri del dipendente interessato alla fruizione delle
Il dipendente interessato ha l'onere di presentare apposita istanza
per la fruizione delle agevolazioni previste dalla legge e di
dimostrare la sussistenza dei presupposti di legittimazione
In particolare, il dipendente e' tenuto a presentare il verbale
della commissione medica dal quale risulti l'accertamento della
situazione di handicap grave, nonche', se del caso, il certificato
medico dal quale risulti la patologia invalidante di cui all'art. 33,
comma 3, della l. n. 104 e la documentazione medica menzionata al
precedente paragrafo 5, let. a). Inoltre, l'interessato e' tenuto a
certificare, attraverso idonea documentazione ovvero attraverso
del d.P.R. n. 445 del 2000 ("Testo unico delle disposizioni
amministrativa"), la sussistenza delle condizioni che legittimano la
fruizione delle agevolazioni. In proposito, si rammenta che, secondo
quanto previsto nell'art. 76 del predetto d.P.R. "Chiunque rilascia
dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso (...) nei casi
previsti dal presente testo unico e' punito ai sensi del codice
penale e delle leggi speciali in materia.".
Inoltre, a corredo dell'istanza, l'interessato deve presentare
dichiarazione sottoscritta di responsabilita' e consapevolezza dalla
quale sono chieste le agevolazioni ovvero il dipendente necessita
delle agevolazioni per le necessita' legate alla propria situazione
di disabilita';
il dipendente e' consapevole che le agevolazioni sono uno
strumento di assistenza del disabile e, pertanto, il riconoscimento
delle agevolazioni stesse comporta la conferma dell'impegno - morale
oltre che giuridico - a prestare effettivamente la propria opera di
il dipendente e' consapevole che la possibilita' di fruire delle
agevolazioni comporta un onere per l'amministrazione e un impegno di
spesa pubblica che lo Stato e la collettivita' sopportano solo per
l'effettiva tutela dei disabile;
il dipendente si impegna a comunicare tempestivamente ogni
variazione della situazione di fatto e di diritto da cui consegua la
A seguito dell'accoglimento della domanda da parte
dell'amministrazione, il dipendente dovra' comunicare tempestivamente
il mutamento o la cessazione della situazione di fatto e di diritto
che comporta il venir meno della titolarita' dei benefici e dovra'
aggiornare la documentazione prodotta a supporto dell'istanza quando
cio' si renda necessario, anche a seguito di richiesta
Ancora una volta, e' utile richiamare le previsioni del citato
Testo unico secondo cui "L'esibizione di un atto contenente dati non
piu' rispondenti a verita' equivale ad uso di atto falso. " (art. 76,
Si rammentano anche in questa sede, le norme contenute nell'art. 55
quater, comma 1, lett. a), che nell'ipotesi di giustificazione
dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa
prevede la comminazione del licenziamento, e nell'art. 55 quinquies,
commi 1 e 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, che, per la stessa ipotesi,
prevedono la reclusione e la multa, oltre all'obbligo del
risarcimento del danno patrimoniale e del danno all'immagine subiti
Salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei
permessi, l'interessato dovra' comunicare al dirigente competente le
assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile con
riferimento all'intero arco temporale del mese, al fine di consentire
la migliore organizzazione dell'attivita' amministrativa.
L'amministrazione che riceve l'istanza di fruizione delle
agevolazioni da parte del dipendente interessato deve verificare
l'adeguatezza e correttezza della documentazione presentata,
chiedendone, se del caso, l'integrazione.
I provvedimenti di accoglimento dovranno essere periodicamente
monitorati al fine di ottenere l'aggiornamento della documentazione e
verificare l'attualita' delle dichiarazioni sostitutive prodotte a
supporto dell'istanza. Si richiama in particolare l'attenzione sulla
necessita' di chiedere il nuovo verbale medico nel caso di
L'amministrazione procedera' alla verifica delle dichiarazioni
sostitutive secondo le consuete modalita' (artt. 71 e 72 del d.P.R.
osservanza dell'art. 1, comma 62, della l. n. 662 del 1996, o
comunque su disposizioni impartite dall'ufficio preposto alla
gestione del personale. La verifica dovra' essere svolta
periodicamente, anche a campione. Nel caso in cui dall'accertamento
risultasse l'insussistenza dei presupposti per la legittima fruizione
dei permessi, l'amministrazione provvedera' a revocare i benefici per
Naturalmente, ove nell'ambito o a seguito degli accertamenti
emergessero gli estremi di una responsabilita' disciplinare del
dipendente, l'amministrazione procedera' alla tempestiva
contestazione degli addebiti per lo svolgimento del relativo
procedimento e, se del caso, alla comunicazione alle autorita'
competenti delle ipotesi di reato. Oltre a richiamare di nuovo le
previsioni dell'art. 76 del d.P.R. n. 445 del 2000 sulle
dichiarazioni mendaci, la formazione e l'uso di atti falsi, si
ricordano ancora in questa sede le gia' citate norme contenute
nell'art. 55 quater, comma 1, let. a), e nell'art. 55 quinquies,
Si rammenta che l'avvio e l'esito dei procedimenti disciplinari
debbono essere comunicati all'Ispettorato per la funzione pubblica
come richiesto dalla Direttiva del Ministro per le riforme e le
L'amministrazione, sotto altro aspetto, dovra' effettuare le
comunicazioni dei permessi fruiti dai propri dipendenti per
l'inserimento nella banca dati istituita presso il Dipartimento della
funzione pubblica ai sensi dell'art. 24, commi da 4 a 6, della l. n.
In fase di prima applicazione, ogni amministrazione dovra'
procedere a riesaminare i provvedimenti di assenso gia' adottati al
fine di verificare la sussistenza delle condizioni previste dalla
integrazione della documentazione prodotta in passato da parte
dell'interessato, l'atto di assenso dovra' essere revocato e le
agevolazioni non potranno essere piu' accordate per effetto della
decadenza. Naturalmente, il dipendente che si trovi nella condizione
di poter fruire dei permessi a diverso titolo in base alla nuova
legge avra' l'onere di produrre una nuova istanza accompagnata dalla
9. La decadenza conseguente all'accertamento dell'insussistenza o
del venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione
L'art. 24, comma 1, let. c), introduce un nuovo comma, il 7 bis,
nel corpo dell'art. 33 della l. n. 104 del 1992. La disposizione
stabilisce che "Ferma restando la verifica dei presupposti per
l'accertamento della responsabilita' disciplinare, il lavoratore di
qualora il datore di lavoro o l'INPS accerti l'insussistenza o il
venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei
medesimi diritti.". Con la novella e' stato reso esplicito che
poiche' le prerogative spettano solo a coloro che sono legittimati in
base alla legge, in assenza dei presupposti legali, viene meno la
possibilita' di fruizione delle agevolazioni. L'accertamento circa
l'insussistenza dei requisiti spetta al datore di lavoro, privato o
pubblica amministrazione, e all'INPS per il settore del lavoro
Al di la' del dato letterale, che fa riferimento solo al lavoratore
di cui al comma 3 (cioe' al lavoratore che fruisce dei permessi per
assistere una persona in situazione di handicap grave) e ai diritti
del presente articolo, e' chiaro che la regola espressa dalla
disposizione ha una portata piu' ampia, non potendo non riguardare
tutte le ipotesi in cui il soggetto apparentemente legittimato alle
agevolazioni in realta' non e' in possesso dei requisiti legali per
della possibilita' di continuare ad usufruire dei permessi,
rappresenta l'effetto naturale dell'insussistenza dei presupposti per
la legittimazione all'istituto e, come tale, essa e' prevista nel
menzionato Testo unico in materia di documentazione amministrativa a
proposito delle dichiarazioni sostitutive non veritiere (l'art. 75
del d.P.R. n. 445 del 2000 stabilisce che "qualora dal controllo di
cui all'articolo 71 emerga la non veridicita' del contenuto della
conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione
non veritiera."). Quindi, a titolo di esempio, si puo' verificare la
che prende i permessi per le proprie esigenze o in capo al genitore
che fruisce delle due ore di permesso al giorno ai sensi dell'art. 42
A titolo di esempio, tra le situazioni che possono dar luogo alla
decadenza si menzionano: il venir meno della situazione di handicap
grave a seguito della visita di revisione, il decesso della persona
in situazione di handicap grave, il sopravvenuto ricovero a tempo
pieno del disabile, la circostanza che due lavoratori prendono
permessi per assistere la medesima persona in situazione di handicap
10. Banca dati presso la Presidenza del Consiglio dei ministri -
L'art. 24, commi 4-6, della l. n. 183 del 2010 ha previsto
l'istituzione presso il Dipartimento della funzione pubblica di una
fruizione dei permessi accordati ai pubblici dipendenti che ne
situazione di handicap grave. Le informazioni che saranno raccolte
nella banca dati saranno utilizzate in forma anonima anche per
Una volta attivata la banca dati, le pubbliche amministrazioni
L'attivazione della banca dati e le modalita' operative da seguire
per effettuare le comunicazioni saranno oggetto di successiva
Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione:
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Pubblicato Gazzetta UfficialeSerie Generale n. 24 del 31-01-2011 (Supplemento Ordinario n. 23)
DECRETO 10 settembre 2010, n.249
legge 24 dicembre 2007, n. 244». (11G0014)
Visti gli articoli 33, sesto comma, e 117, secondo comma, lettera
n), e sesto comma, della Costituzione;
Visto l'articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n.
Visto l'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127,
Vista la legge 3 agosto 1998, n. 315, e in particolare l'articolo
1, commi 4 e 5;
modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002 n. 268;
Visto l'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre
Visto l'articolo 13 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 ,
convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
Visto l'articolo 64 e, in particolare, il comma 4 del decreto-legge
Visto l'articolo 5-bis del decreto-legge 1° settembre 2008, n.
137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999,
n.275;
Visto il piano programmatico predisposto in data 4 settembre 2008
dal Ministro dell' istruzione, dell' universita' e della ricerca, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi
dell'articolo 64, comma 3, del decreto Legge 25 giugno 2008 n. 112
81, concernente la riorganizzazione della rete scolastica e il
sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009 , n.
89, concernente la revisione dell'assetto ordinamentale,
organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo
ciclo di istruzione ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto
legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla
Visto il decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca 28
settembre 2007, n. 137 concernente l'attivazione, nei conservatori di
musica, e negli istituti musicali pareggiati, dei corsi biennali di
secondo livello, ad indirizzo didattico;
della ricerca 7 ottobre 2004, n. 82 concernente l'attivazione, nelle
accademie di belle arti, dei corsi biennali di secondo livello, ad
della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270 concernente norme
sull'autonomia didattica degli atenei, che ha sostituito il decreto
tecnologica 3 novembre 1999, n. 509;
della ricerca 26 marzo 2009, n. 37 concernente le classi di
abilitazione nella scuola secondaria di primo grado;
Visto il parere del Consiglio universitario nazionale espresso
nell'adunanza del 25 giugno 2009;
Visto il parere del Consiglio nazionale per l'alta formazione
artistica e musicale, espresso nell'adunanza del 26 maggio 2009;
espresso nell'adunanza del 26 giugno 2009;
Visto il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione
espresso nell'adunanza del 22 giugno 2009;
Sentito il Ministro dell'economia e delle finanze ed il Ministro
per la pubblica amministrazione e l'innovazione;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sessione
consultiva degli atti normativi nell'adunanza dell'8 marzo 2010;
Ritenuto di non doversi adeguare al parere della VII Commissione
della Camera dei deputati riguardo alla condizione 5, in quanto la
possibilita' di approfondire determinate aree disciplinari nel
percorso di Scienze della Formazione Primaria e' gia' contemplata nei
crediti a scelta dello studente e la figura di docente esperto in
determinati ambiti non e' attualmente prevista dall'ordinamento
vigente; riguardo alla condizione 8, poiche' la maturazione di
competenze docimologiche e' gia' prevista negli insegnamenti indicati
nelle tabelle ed e' approfondita nel corso del tirocinio; riguardo
alla condizione 11, perche' i criteri di scelta dei tutor sono
oggetto di successivo decreto e la previsione di eventuali meccanismi
premiali esula dall'ambito del presente decreto;
ministri con nota del 7 settembre 2010;
1. Il presente decreto disciplina, ai sensi dell'articolo 2, comma
416, legge 24 dicembre 2007, n. 244 e nelle more del complessivo
processo di riforma della formazione iniziale e del reclutamento dei
docenti, collegato all'emanazione del regolamento di cui all'articolo
64, comma 4, lettera a) del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, con legge 6 agosto 2008, n. 133, i
requisiti e le modalita' della formazione iniziale degli insegnanti
della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola
secondaria di primo e secondo grado, in coerenza con le previsioni di
cui al piano programmatico adottato dal Ministro dell'istruzione
dell' universita' e della ricerca, ai sensi del predetto articolo 64.
1.La formazione iniziale degli insegnanti di cui all'articolo 1 e'
finalizzata a qualificare e valorizzare la funzione docente
attraverso l'acquisizione di competenze disciplinari,
psico-pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e
relazionali necessarie a far raggiungere agli allievi i risultati di
apprendimento previsti dall'ordinamento vigente.
2. E' parte integrante della formazione iniziale dei docenti
l'acquisizione delle competenze necessarie allo sviluppo e al
sostegno dell'autonomia delle istituzioni scolastiche secondo i
principi definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo
3. Le competenze di cui ai commi 1 e 2 costituiscono il fondamento
dell'unitarieta' della funzione docente.
1. I percorsi formativi sono preordinati, per tutte le classi di
abilitazione all'insegnamento, all'acquisizione delle competenze di
2. I percorsi formativi sono cosi' articolati:
a) per l'insegnamento nella scuola dell'infanzia e nella scuola
primaria, un corso di laurea magistrale quinquennale, a ciclo unico
in deroga a quanto previsto dall'articolo 8, comma 2, del decreto del
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 22 ottobre
2004, n. 270, comprensivo di tirocinio da avviare a partire dal
secondo anno di corso;
b) per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo
grado, un corso di laurea magistrale biennale ed un successivo anno
di tirocinio formativo attivo.
3. I percorsi formativi preordinati all'insegnamento delle
discipline artistiche, musicali e coreutiche della scuola secondaria
di primo grado e di secondo grado sono attivati dalle universita' e
dagli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica di
cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, nell'ambito dei quali si
articolano nel corso di diploma accademico di II livello e nel
successivo anno di tirocinio formativo attivo secondo quanto
prescritto dal presente decreto.
4. Costituiscono parte integrante dei percorsi formativi ai fini
del raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 2:
a) l'acquisizione delle competenze linguistiche di lingua inglese
essenziale per conseguire l'abilitazione;
c) l'acquisizione delle competenze didattiche atte a favorire
5. I percorsi di cui ai commi 2, lettera b) e 3 prevedono nel corso
della laurea magistrale e nel corso accademico di secondo livello
periodi di tirocinio nelle istituzioni scolastiche facenti parte del
sistema nazionale di istruzione, ricomprese nell'elenco di cui
6. La frequenza dei corsi previsti dal presente decreto e'
incompatibile, ai sensi dell'articolo 142 del Regio decreto 31 agosto
1933, n. 1592, con l'iscrizione a:
b) qualsiasi altro corso che da' diritto all'acquisizione di
crediti formativi universitari o accademici, in Italia e all'estero,
da qualsiasi ente organizzati.
7. I percorsi formativi previsti dal presente decreto sono oggetto
di costante monitoraggio e valutazione. A tal fine, il Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca puo' avvalersi
anche dell'assistenza tecnica dell'Agenzia Nazionale per la
dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica
(ANSAS) e dell'Istituto nazionale di valutazione del sistema
educativo di istruzione e formazione (INVALSI).
1. Le universita' istituiscono i corsi di laurea magistrale di cui
al presente decreto, ai sensi del decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 22 ottobre 2004, n.
270, anche in deroga al numero minimo di crediti di cui all'articolo
10, commi 2 e 4 dello stesso decreto, in ragione del loro carattere
2. L'istituzione e l'attivazione dei corsi di cui al comma 1 e'
subordinata al possesso di specifici requisiti necessari definiti con
ricerca ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del Decreto ministeriale
3. I corsi di laurea magistrale possono essere istituiti con il
concorso di una o piu' facolta' dello stesso ateneo ovvero, sulla
base di specifica convenzione, con il concorso delle facolta' di piu'
atenei o in convenzione tra facolta' universitarie e istituzioni
dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica.
4. La convenzione, sottoscritta dal rettore di ciascuna delle
universita' e dal direttore di ciascuna delle istituzioni di alta
formazione artistica, musicale e coreutica che partecipano
all'istituzione del corso, indica la facolta' o l'istituzioni di alta
formazione artistica, musicale e coreutica di riferimento, sede
amministrativa dello stesso, e definisce l'apporto di personale
docente, di strutture didattiche e scientifiche, di laboratori e di
risorse finanziarie messi a disposizione da ciascun ateneo o
istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica per il
5. Allo scopo di ottimizzare l'utilizzo delle competenze
psico-pedagogiche e didattico-disciplinari messe a disposizione dalle
universita' e dalle istituzioni dell'alta formazione artistica,
musicale e coreutica, nonche' le risorse economiche e organizzative,
le stesse universita' e istituzioni possono istituire ed attivare
strutture di servizi comuni o Centri interateneo o interistituzionali
di interesse regionale o interregionale che assicurino supporto
tecnico, metodologico e organizzativo, nonche' coordinamento
didattico ai corsi di laurea magistrale, ai corsi di diploma
accademico e alle attivita' formative previste per il tirocinio
6. E' vietata la creazione di organi di gestione dei corsi di
laurea magistrale e di diploma accademico di secondo livello
indipendenti dalle facolta' di riferimento, dalle universita' e dalle
7. Dall'attuazione dei commi 5 e 6 non devono derivare nuovi o
1. Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
definisce annualmente con proprio decreto la programmazione degli
accessi ai percorsi di cui agli articoli 3 e 13.
2. Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili per
l'accesso ai percorsi e' determinato sulla base della programmazione
regionale degli organici e del conseguente fabbisogno di personale
docente nelle scuole statali (seguivano alcune parole non ammesse al
"Visto" della Corte dei conti) deliberato ai sensi dell'articolo 39
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, previo parere del ministero
dell'economia e delle finanze e del ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, maggiorato nel limite del 30% in
relazione al fabbisogno dell'intero sistema nazionale di istruzione,
e tenendo conto dell'offerta formativa degli atenei e degli istituti
di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
3. Le modalita' di svolgimento, la valorizzazione del servizio
eventualmente svolto e di particolari titoli accademici, e le
caratteristiche delle prove di accesso ai percorsi di cui agli
articoli 3 e 13 sono definite con apposito decreto del Ministro
Corso di laurea magistrale a ciclo unico per l'insegnamento nella
1. Il corso di laurea magistrale per l'insegnamento nella scuola
dell'infanzia e nella scuola primaria di cui all'articolo 3, comma 2,
lettera a) e' a numero programmato con prova di accesso. Il corso e'
attivato presso le facolta' di scienze della formazione e presso
altre facolta' autorizzate dal Ministero dell'istruzione,
2. Per l'ammissione al corso di laurea magistrale e' richiesto, in
deroga a quanto previsto dall'articolo 6, comma 2, del decreto del
2004, n. 270, il possesso di un diploma di istruzione secondaria di
secondo grado o di altro titolo di studio conseguito all'estero e
riconosciuto idoneo.
3. Il corso di laurea magistrale e' strutturato secondo la tabella
1 allegata al presente decreto.
4. Le attivita' di tirocinio indirette e dirette, per complessive
600 ore pari a 24 crediti formativi universitari, hanno inizio nel
secondo anno di corso e si svolgono secondo modalita' tali da
assicurare un aumento progressivo del numero dei relativi crediti
formativi universitari fino all'ultimo anno.
5. Il corso di laurea si conclude con la discussione della tesi e
della relazione finale di tirocinio che costituiscono, unitariamente,
esame avente anche valore abilitante all'insegnamento nella scuola
dell'infanzia e nella scuola primaria. A tale scopo la commissione,
nominata dalla competente autorita' accademica, e' integrata da due
docenti tutor di cui all'articolo 11 e da un rappresentante designato
dall'Ufficio scolastico regionale.
Formazione degli insegnanti della scuola secondaria
1. I percorsi formativi di cui all'articolo 3, comma 2, lettera b),
per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo grado,
a. il conseguimento della laurea magistrale a numero programmato
con prova di accesso al relativo corso;
b. lo svolgimento del tirocinio formativo attivo comprensivo
dell'esame con valore abilitante, disciplinati dall'articolo 10.
2. Le tabelle 2, 3, 4, 5, 6 e 7, allegate al presente decreto,
individuano per ciascuna delle classi di abilitazione ivi indicate e
della ricerca 26 marzo 2009, n. 37:
a) i requisiti per l'accesso alla prova di cui al comma 1,
b) la laurea magistrale necessaria per accedere al tirocinio
annuale di cui al comma 1, lettera b).
per l'insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado,
dell'esame con valore abilitante disciplinati dall'articolo 10.
Formazione degli insegnanti di materie artistiche, musicali e
coreutiche della scuola secondaria di primo e di secondo grado
1. I percorsi formativi per l'insegnamento di materie artistiche,
musicali e coreutiche nella scuola secondaria di primo e di secondo
grado comprendono:
a) il conseguimento del diploma accademico di II livello ad
indirizzo didattico a numero programmato e con prova di accesso al
relativo corso;
b) lo svolgimento del tirocinio formativo attivo comprensivo
2. Le tabelle 8, 9 e 10 allegate al presente decreto individuano
per ciascuna delle classi di abilitazione ivi indicate e previste dal
ricerca 26 marzo 2009, n. 37:
b) i corsi accademici biennali necessari per accedere al
tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b).
3. Con successivo decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, in relazione alle modifiche di
ordinamento conseguenti all'attuazione dell'articolo 64, comma 4, del
decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni
dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e del decreto legislativo 17 ottobre
2005, n. 226, e successive modificazioni, sono adottate le tabelle
che individuano, per le classi di abilitazione all'insegnamento nella
scuola secondaria di secondo grado, i corsi accademici di II livello
necessari per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1,
4. Per l'utilizzazione dei docenti tutor si applicano le
disposizioni dell'articolo 11, con gli adattamenti resi necessari
dalle specificita' ordinamentali, organizzative e gestionali delle
istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica. Le
funzioni demandate ai consigli di facolta' sono attribuite ai
consigli accademici. Per le attivita' del tirocinio formativo attivo
e la suddivisione in crediti si applica la tabella 11 allegata al
Istituzione e svolgimento del tirocinio per la formazione degli
1. Il tirocinio formativo attivo di cui agli articoli 7 comma 1
lettera b), 8 comma 1 lettera b) e 9 comma 1 lettera b) e' un corso
di preparazione all'insegnamento riservato ai soggetti che abbiano
conseguito i titoli di cui agli articoli 7 comma 1 lettera a), 8
comma 1 lettera a) e 9 comma 1 lettera a). A conclusione del
consegue il titolo di abilitazione all'insegnamento nella scuola
secondaria di primo grado in una delle classi di abilitazione
della ricerca 26 marzo 2009, n. 37, e nella scuola secondaria di
secondo grado, sino all'adozione del regolamento di cui all'articolo
convertito, con modificazioni, con legge 6 agosto 2008, n. 133, in
una delle classi di concorso previste dal decreto del Ministro della
pubblica istruzione 30 gennaio 1998, n. 39, e dal decreto del
2005, n. 22; le attivita' in cui si articola il corso di tirocinio
2. Il tirocinio formativo attivo e' istituito presso una facolta'
di riferimento ovvero presso le istituzioni di alta formazione
artistica, musicale e coreutica che ne sono altresi' sedi
amministrative. Il corso di tirocinio puo' essere svolto in
collaborazione fra piu' facolta' della stessa universita' ovvero fra
facolta' di una o piu' universita' o tra facolta' e istituzioni di
3. Il tirocinio formativo attivo comprende quattro gruppi di
b) un tirocinio indiretto e diretto di 475 ore, pari a 19 crediti
un tutor secondo quanto previsto dall'articolo 11, comma 1, in
collaborazione con il docente universitario o delle istituzioni
dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui al comma
6; le istituzioni scolastiche progettano il percorso di tirocinio,
di concerto col consiglio di corso di tirocinio al fine di integrare
c) insegnamenti di didattiche disciplinari che, anche in un
d) laboratori pedagogico-didattici indirizzati alla rielaborazione
e al confronto delle pratiche educative e delle esperienze di
4. La gestione delle attivita' del tirocinio formativo attivo e'
incarichi didattici, da due dirigenti scolastici o coordinatori
didattici, designati dall'ufficio scolastico regionale tra i
dirigenti scolastici o i coordinatori didattici delle istituzioni
scolastiche che ospitano i tirocini, e da un rappresentante degli
studenti tirocinanti; il presidente del consiglio di corso e' eletto
tra i docenti universitari, il suo mandato dura tre anni ed e'
b) negli istituti di alta formazione artistica, musicale e
docenti dei predetti istituti che in essi ricoprono incarichi
didattici, da due dirigenti scolastici o coordinatori didattici,
designati dall'ufficio scolastico regionale tra i dirigenti
scolastici o i coordinatori didattici delle istituzioni scolastiche
che ospitano i tirocini, e da un rappresentante degli studenti
tirocinanti; il presidente del consiglio di corso e' eletto tra i
docenti delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e
coreutica, il suo mandato dura tre anni ed e' rinnovabile una sola
5. Il consiglio di corso di tirocinio cura l'integrazione tra le
attivita' di cui al comma 3, organizza i laboratori didattici
disciplinari e i laboratori pedagogico-didattici e stabilisce le
modalita' di collaborazione tra i tutor dei tirocinanti, i tutor
coordinatori e i docenti universitari o delle istituzioni dell'alta
da parte del tirocinante di una relazione del lavoro svolto in
collaborazione con l'insegnante tutor che ne ha seguito l'attivita'.
Della relazione finale di tirocinio e' relatore un docente
universitario o delle istituzioni dell'alta formazione artistica,
correlatore l'insegnante tutor che ha seguito l'attivita' di
all'esposizione delle attivita' svolte dal tirocinante, deve
evidenziare la capacita' del medesimo di integrare ad un elevato
livello culturale e scientifico le competenze acquisite
nell'attivita' svolta in classe e le conoscenze in materia
psico-pedagogica con le competenze acquisite nell'ambito della
didattica disciplinare e, in particolar modo, nelle attivita' di
7. La frequenza alle attivita' del tirocinio formativo attivo e'
verifica della presenza ad almeno il 70% delle attivita' di cui al
lettera b), ad almeno il 70% delle attivita' di cui al comma 3
lettera c) e ad almeno il 70% delle attivita' di cui al comma 3
8. Al termine dell'anno di tirocinio si svolge l'esame di
abilitazione all'insegnamento che ne costituisce parte integrante e
b) nell'esposizione orale di un percorso didattico su un tema
9. La commissione d'esame, nominata dalla competente autorita'
a) nelle universita', da 3 docenti universitari che hanno svolto
un rappresentante designato dall'ufficio scolastico regionale ed e'
presieduta da un docente universitario designato dalla facolta' di
b) nelle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e
coreutica da 3 docenti delle predette istituzioni che hanno svolto
attivita' nel corso del tirocinio, da 2 tutor o tutor coordinatori,
da un rappresentante designato dall'ufficio scolastico regionale ed
e' presieduta da un docente delle istituzioni medesime designato
10. La commissione assegna fino a un massimo di 30 punti
all'attivita' svolta durante il tirocinio; fino a un massimo di 30
punti alla prova di cui al comma 8 lettera b); fino a un massimo di
10 punti alla relazione finale di tirocinio. L'esame di tirocinio e'
superato se il candidato consegue una votazione maggiore o uguale a
11. La commissione aggiunge al punteggio conseguito il punteggio
risultante dalla media ponderata dei voti conseguiti negli esami di
profitto della laurea magistrale o del diploma accademico di secondo
livello e degli esami di profitto sostenuti nel corso dell'anno di
tirocinio, fino a un massimo di 30 punti. Il punteggio complessivo,
12. La valutazione finale complessiva effettuata dalla commissione
secondo le modalita' previste dal presente articolo costituisce,
unitariamente, esame avente valore abilitante all'insegnamento e che
1. Per lo svolgimento delle attivita' di tirocinio le facolta' di
riferimento si avvalgono di personale docente e dirigente in servizio
nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione. Ai
predetti docenti sono affidati compiti tutoriali, in qualita' di:
2. Ai tutor coordinatori e' affidato il compito di:
a) orientare e gestire i rapporti con i tutor assegnando gli
studenti alle diverse classi e scuole e formalizzando il progetto di
tirocinio dei singoli studenti;
b) provvedere alla formazione del gruppo di studenti attraverso
le attivita' di tirocinio indiretto e l'esame dei materiali di
documentazione prodotti dagli studenti nelle attivita' di tirocinio;
c) supervisionare e valutare le attivita' del tirocinio diretto e
d) seguire le relazioni finali per quanto riguarda le attivita'
3. I tutor dei tirocinanti hanno il compito di orientare gli
studenti rispetto agli assetti organizzativi e didattici della scuola
e alle diverse attivita' e pratiche in classe, di accompagnare e
monitorare l'inserimento in classe e la gestione diretta dei processi
di insegnamento degli studenti tirocinanti. I docenti chiamati a
svolgere i predetti compiti sono designati dai coordinatori didattici
e dai dirigenti scolastici preposti alle scuole iscritte nell'elenco
di cui all'articolo 12, tra i docenti in servizio con contratto a
tempo indeterminato nelle medesime istituzioni e che ne abbiano fatto
4. I corsi di laurea magistrale di cui all'articolo 6 si avvalgono
altresi' di tutor organizzatori, cui e' assegnato il compito di:
a) organizzare e gestire i rapporti tra le universita', le
istituzioni scolastiche e i relativi dirigenti scolastici;
b) gestire tutte le attivita' amministrative legate ai distacchi
dei tutor coordinatori, al rapporto con le scuole e con l'Ufficio
scolastico regionale, al rapporto con gli studenti e alle attivita'
di tirocinio in generale;
c) coordinare la distribuzione degli studenti nelle diverse
d) assegnare ai tutor coordinatori, di anno in anno, il
contingente di studenti da seguire nel percorso di tirocinio.
5. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
finanze sono stabiliti i contingenti del personale della scuola
necessario per lo svolgimento dei compiti tutoriali di cui ai commi 2
e 4 e la loro ripartizione tra le facolta' o le istituzioni dell'alta
formazione artistica, musicale e coreutica di riferimento, nonche' i
criteri di selezione degli aspiranti ai predetti compiti. Sulla base
dei criteri di selezione stabiliti, e nei limiti dei contingenti ad
esse assegnati, le facolta' di riferimento provvedono all'indizione
ed allo svolgimento delle selezioni. La facolta' provvede
all'affidamento dell'incarico tutoriale, che ha una durata massima di
quattro anni, non e' consecutivamente rinnovabile ed e' prorogabile
solo per un ulteriore anno. L'incarico e' soggetto a conferma annuale
secondo quanto previsto al comma 7. Il suo svolgimento comporta, per
i tutor coordinatori, un esonero parziale dall'insegnamento e, per i
tutor organizzatori, l'esonero totale dall'insegnamento stesso.
6. I tutor coordinatori e i tutor organizzatori rispondono, nello
svolgimento dei loro compiti, al consiglio di facolta'.
7. Il consiglio di facolta' procede annualmente alla conferma o
alla revoca dei tutor coordinatori e dei tutor organizzatori sulla
base dei seguenti parametri:
a) conduzione dei gruppi di studenti e sostegno al loro percorso
b) gestione dei rapporti con le scuole e con gli insegnanti
8. Il consiglio di facolta' puo' predisporre, per i tirocinanti,
questionari di valutazione dell'esperienza svolta, i cui risultati
sono utilizzati anche ai fini della conferma. I risultati delle
elaborazioni dei dati raccolti con i questionari sono pubblici.
1. Per lo svolgimento delle attivita' di tirocinio le universita' o
stipulano apposite convenzioni con le istituzioni scolastiche, ivi
compresi i centri provinciali per l'istruzione degli adulti di cui
all'articolo 1 comma 632 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, a tal
fine accreditate secondo quanto previsto dal presente articolo.
2. Ciascun Ufficio scolastico regionale predispone e aggiorna
annualmente un elenco telematico delle istituzioni scolastiche del
sistema nazionale di istruzione, accreditate ad accogliere i
tirocinanti nei percorsi di cui all'articolo 3, comma 5, e agli
articoli 6, 10, 13 e 14, avendo cura di evidenziare per ogni
istituzione scolastica i seguenti dati:
a) elenco degli insegnanti con contratto a tempo indeterminato
disponibili a svolgere il compito di tutor con il rispettivo
b) piano di realizzazione e di inserimento nell'attivita' della
scuola delle attivita' di tirocinio attivo;
d) esistenza di dipartimenti disciplinari o pluridisciplinari
e) eventuale partecipazione dell'istituzione scolastica alle
rilevazioni degli apprendimenti nazionali e, se campionata, a quelle
g) eventuali altri elementi che possono concorrere alla
valorizzazione delle esperienze delle istituzioni scolastiche.
3. I criteri per l'accreditamento sono stabiliti con decreto del
4. Ciascun Ufficio scolastico regionale vigila sul rispetto, da
parte delle istituzioni scolastiche inserite nell'elenco, delle
convenzioni di cui al comma 1 e sulla persistenza delle condizioni
previste per l'inserimento nell'elenco. Nel caso di mancato rispetto
della convenzione o del venir meno delle predette condizioni
l'istituzione scolastica interessata e' espunta dall'elenco.
della Corte dei conti) e all'articolo 9 comma 3 possono prevedere, in
caso di ampliamento degli insegnamenti relativi alle classi di
concorso della scuola secondaria di secondo grado ovvero in ordine
alle attivita' di insegnamento previste dalle Indicazioni nazionali
di cui all'articolo 10, comma 3 del Regolamento emanato con decreto
del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010 n. 89, alle Linee guida
emanate con Direttiva ministeriale n. 65, registrata alla Corte dei
Conti il 20 agosto 2010 e alle Linee guida emanate con Direttiva
ministeriale n. 57, registrata alla Corte dei Conti il 4 agosto 2010,
ulteriori crediti formativi universitari o accademici, per un massimo
di 24, da acquisire, ove non gia' posseduti, nel corso del tirocinio
formativo attivo in aggiunta ai crediti previsti dalla tabella 11 ai
fini dell'integrazione e del rafforzamento delle relative competenze
3. I titoli posseduti dai soli soggetti di cui al comma 1
mantengono la loro validita' ai fini dell'inserimento nella terza
fascia delle graduatorie di istituto. Le tabelle 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8,
9 e 10 allegate al presente regolamento, unitamente al compimento del
integralmente per tutti gli altri soggetti e per le relative classi
di concorso i titoli previsti dal decreto ministeriale 30 gennaio
1998 n. 39 e successive integrazioni e modificazioni.
4. Gli accessi al tirocinio formativo attivo di cui al comma 1 sono
a numero programmato secondo le specifiche indicazioni annuali
adottate con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca ai sensi dell'articolo 5, comma 1.
5. Le universita' e le istituzioni dell'alta formazione artistica,
musicale e coreutica che istituiscono corsi di tirocinio formativo
attivo curano lo svolgimento della relativa prova d'accesso. La
prova, che mira a verificare le conoscenze disciplinari relative alle
materie oggetto di insegnamento della classe di abilitazione, si
articola in un test preliminare, in una prova scritta e in una prova
orale. Il test preliminare, di contenuto identico sul territorio
nazionale per ciascuna tipologia di percorso, e' predisposto dal
Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. Il test
preliminare comporta l'attribuzione di un massimo di 30 punti, la
prova scritta di un massimo di 30 punti e la prova orale di un
massimo di 20 punti. Ulteriori punti possono essere attribuiti per
titoli di studio, di servizio e pubblicazioni secondo le modalita'
indicate nel comma 13.
6. Il test preliminare si svolge a livello nazionale secondo le
modalita' previste dal comma 7. La data di svolgimento della prova e'
fissata dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
7. Il test preliminare e' una prova costituita da domande a
risposta chiusa con 4 opzioni di tipologie diverse, incluse domande
volte a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei
testi. Il test, della durata di tre ore, comprende un numero di
domande pari a 60. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5
punti, la risposta non data o errata vale 0 punti.
8. Per essere ammesso alla prova scritta il candidato deve
conseguire una votazione maggiore o uguale a 21/30.
9. La prova scritta, predisposta a cura delle universita' o delle
istituzioni di alta formazione artistica, musicale, coreutica, consta
di domande a risposta aperta relative alle discipline oggetto di
insegnamento delle relative classi di concorso. Nel caso di classi di
concorso per l'insegnamento delle lingue classiche sono previste
prove di traduzione; nel caso di classi di concorso per
l'insegnamento dell'italiano e' prevista una prova di analisi dei
10. Per essere ammesso alla prova orale il candidato deve
11. La prova orale, valutata in ventesimi, e' superata se il
candidato riporta una votazione maggiore o uguale a 15/20. La prova
e' organizzata tenendo conto delle specificita' delle varie classi di
laurea. Nel caso di classi di abilitazione per l'insegnamento delle
lingue moderne e' previsto che la prova si svolga in lingua
straniera; nel caso di classi di abilitazione affidate al settore
dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica la prova orale
puo' essere sostituita da una prova pratica.
12. Il superamento della prova orale e' condizione imprescindibile
per l'accesso al tirocinio formativo attivo.
13. I punti riservati al servizio prestato, ai titoli di studio e
alle pubblicazioni sono cosi' suddivisi:
dell'istruzione nella specifica classe di concorso o in altra classe
di concorso che comprenda gli insegnamenti previsti nella classe di
concorso per cui si concorre entro la data in cui e' bandita la
iv) da 721 giorni, 2 punti ogni ulteriori 180 giorni. Il
servizio prestato per almeno 360 giorni vale a coprire 10 dei crediti
formativi relativi all'articolo 10, comma 3, lettera b) e 9 dei
crediti formativi relativi all'articolo 10, comma 3, lettere c) e d).
b) titolo di dottore di ricerca in ambito inerente agli specifici
contenuti disciplinari della relativa classe di abilitazione: 6
c) attivita' di ricerca scientifica sulla base di rapporti a
tempo determinato costituiti ai sensi dell'articolo 51, comma 6,
della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ovvero dell'articolo 1, comma
14, della legge 4 novembre 2005, n. 230 svolta per almeno due anni,
anche non consecutivi, in ambito inerente agli specifici contenuti
disciplinari della relativa classe di abilitazione: 4 punti. Salvo
che lo impedisca l'adempimento dei rispettivi obblighi contrattuali,
i predetti soggetti possono frequentare il tirocinio formativo attivo
senza interrompere o sospendere il rapporto con l'istituzione di
appartenenza e anche in assenza di preventiva autorizzazione della
stessa.;
d) valutazione del percorso di studi e della media degli esami di
profitto della laurea magistrale, specialistica o di vecchio
ordinamento, ovvero del diploma accademico di II livello, per un
e) votazione della tesi di laurea magistrale, specialistica o di
vecchio ordinamento, ovvero del diploma accademico di II livello, per
un massimo di 4 punti;
f) pubblicazioni o altri titoli di studio strettamente inerenti
ai contenuti disciplinari della classe di abilitazione, questi ultimi
di durata non inferiore a 60 crediti formativi universitari, per un
massimo di 4 punti.
14. La graduatoria degli ammessi al tirocinio formativo attivo e'
formata sommando, ai punteggi conseguiti dai candidati che hanno
superato il test preliminare, la prova scritta e la prova orale con
votazioni maggiore o uguale a 21/30 per il test, maggiore o uguale a
21/30 per la prova scritta e maggiore o uguale a 15/20 per la prova
orale, il punteggio attribuito all'esito della valutazione dei titoli
dai medesimi presentati. In caso di parita' di punteggio, prevale il
candidato che abbia una maggiore anzianita' di servizio nelle
istituzioni scolastiche ovvero, nel caso si tratti di candidati che
non abbiano svolto servizio, prevale il candidato piu' giovane.
15. Ai fini dell'assegnazione del punteggio di cui all'articolo 10,
comma 10, si considera la media ponderata dei voti conseguiti negli
esami di profitto della laurea magistrale o della laurea
specialistica o la media degli esami di profitto della laurea di
vecchio ordinamento in base alla quale si e' avuto accesso al
tirocinio formativo attivo e degli esami di profitto sostenuti nel
corso dell'anno di tirocinio, ovvero degli esami integrativi di cui
ai commi 3 e 4, fino a un massimo di 30 punti. Il punteggio
complessivo, espresso in centesimi, e' il voto di abilitazione
16. Le facolta' di cui all'articolo 6, comma 1 possono attivare
percorsi formativi finalizzati esclusivamente al conseguimento
dell'abilitazione per la scuola dell'infanzia e per la scuola
primaria destinati ai diplomati che hanno titolo all'insegnamento
Gazzetta ufficiale n. 175 del 29 luglio 1997. L'ammissione al
percorso e' subordinata al superamento di una prova di accesso svolta
secondo le modalita' di cui al comma 5 con il conseguimento dei
punteggi di cui ai commi 8, 10 e 11. Il percorso prevede il
conseguimento di 60 crediti formativi finalizzati al rafforzamento
delle competenze di cui all'articolo 2. Il percorso si conclude con
un esame avente valore abilitante e che consiste nella redazione e
nella discussione di un elaborato originale, di cui e' relatore un
docente del percorso, che coordini l'esperienza professionale
pregressa con le competenze acquisite. La commissione di abilitazione
e' composta dai docenti del percorso e da un rappresentante designato
dall'ufficio scolastico regionale. Il punteggio e' espresso in
18. Per assicurare il completamento del percorso di studi degli
studenti iscritti al corso di laurea in scienze della formazione
primaria al momento dell'entrata in vigore del presente decreto, gli
insegnanti ed i dirigenti distaccati a tempo pieno e a tempo parziale
presso le facolta' in cui si sono svolti i predetti corsi durante
l'anno accademico 2009-2010, a domanda, possono essere confermati
nell'incarico di docenza fino al completamento dei corsi.
19. Coloro i quali alla data di entrata in vigore del presente
decreto sono iscritti al corso di laurea in scienze della formazione
primaria concludono il corso di studi e conseguono l'abilitazione
all'insegnamento nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria
secondo la normativa vigente all'atto dell'immatricolazione.
20. I diplomi accademici di II livello conseguiti ai sensi del
ricerca n. 82 del 7 ottobre 2004, e del decreto del Ministro
dell'universita' e della ricerca n. 137 del 28 settembre 2007, entro
la data di entrata in vigore del presente decreto mantengono la loro
validita' ai fini dell'insegnamento nella scuola secondaria di primo
e di secondo grado, per le classi di concorso o di abilitazione di
21. Coloro i quali alla data di entrata in vigore del presente
decreto sono iscritti ai corsi di diploma di II livello ad indirizzo
didattico abilitante di cui al decreto del ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 7 ottobre 2004 n. 82 e al decreto
del ministro dell'universita' e della ricerca 28 settembre 2007 n.
137 presso le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e
coreutica, concludono il corso di studi secondo la normativa vigente
all'atto dell'immatricolazione e precedente l'entrata in vigore del
presente decreto, con il conseguimento del previsto titolo finale
abilitante per l'accesso all'insegnamento, limitatamente alle
relative classi di concorso o di abilitazione per le quali sono stati
22. In attesa dell'adozione del decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca di cui
agli (seguivano alcune parole non ammesse al "Visto" della Corte dei
conti) e 9, comma 3, ai fini dell'abilitazione per l'insegnamento
nella scuola secondaria di secondo grado i settori scientifico
disciplinari di scienze dell'educazione della tabella 11 sono
23. Sino alla predisposizione degli elenchi di cui all'articolo 12,
le universita' o le istituzioni dell'alta formazione artistica,
musicale e coreutica stipulano le convenzioni di cui al comma 1 del
medesimo articolo con le istituzioni scolastiche del sistema
nazionale dell'istruzione, d'intesa con gli Uffici scolastici
regionali competenti, che esercitano altresi' attivita' di vigilanza
sulle attivita' di tirocinio.
25. Per la formazione degli insegnanti delle scuole della Regione
Val d'Aosta , delle scuole funzionanti nelle Province autonome di
Trento e Bolzano, delle scuole in lingua slovena e delle scuole delle
localita' ladine si provvede con decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, previa intesa
rispettivamente con la Regione Val d'Aosta, con la Regione Friuli
Venezia-Giulia e con le Province autonome di Trento e Bolzano al fine
dell'adattamento delle disposizioni contenute nel presente decreto
alle particolari situazioni linguistiche e nel rispetto degli accordi
con le universita' e con i centri di ricerca degli altri Stati.
26. Con specifiche disposizioni si provvede ad assicurare il
coordinamento tra le disposizioni contenute nel presente decreto e le
eventuali successive modifiche riguardanti la disciplina vigente
relativa al reclutamento del personale docente, agli ordinamenti
scolastici ed al sistema universitario e dell'alta formazione
27. Le universita' adeguano i regolamenti didattici di ateneo alle
disposizioni del presente decreto in modo da assicurare che i
relativi corsi siano attivati a partire dall'anno accademico
1. I corsi di cui al presente decreto sono organizzati dalle
universita' e dalle istituzioni di alta formazione artistica,
musicale e coreutica senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica, nel rispetto di quanto previsto dal decreto del
presidente della Repubblica 25 luglio 1997, n. 306.
1. Il presente decreto entra in vigore a partire dal quindicesimo
giorno dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 119
La sezione del controllo nell'adunanza del 7 gennaio 2011 ha ammesso
al visto e alla conseguente registrazione il regolamento con
dell'art. 15, commi 2 e 22, nella parte in cui fanno rinvio al citato
art. 8, comma 2;
all'art. 5, comma 2, terzo rigo, vanno espunte le parole "ed e'", tra le parole "statali" e "deliberato".
I laureati nel corso di laurea magistrale della classe LM-85 bis
devono aver acquisito solide conoscenze nei diversi ambiti
disciplinari oggetto di insegnamento e la capacita' di proporle nel
modo piu' adeguato al livello scolastico, all'eta' e alla cultura di
appartenenza degli allievi con cui entreranno in contatto. A questo
scopo e' necessario che le conoscenze acquisite dai futuri docenti
nei diversi campi disciplinari siano fin dall'inizio del percorso
strettamente connesse con le capacita' di gestire la classe e di
progettare il percorso educativo e didattico. Inoltre essi dovranno
possedere conoscenze e capacita' che li mettano in grado di aiutare
l'integrazione scolastica di bambini con bisogni speciali.
a) possedere conoscenze disciplinari relative agli ambiti oggetto
di insegnamento (linguistico-letterari, matematici, di scienze
fisiche e naturali, storici e geografici, artistici, musicali e
motori);
b) essere in grado di articolare i contenuti delle discipline in
funzione dei diversi livelli scolastici e dell'eta' dei bambini e
dell'assolvimento dell'obbligo d'istruzione;
c) possedere capacita' pedagogico-didattiche per gestire la
progressione degli apprendimenti adeguando i tempi e le modalita' al
livello dei diversi alunni;
d) essere in grado di scegliere e utilizzare di volta in volta gli
strumenti piu' adeguati al percorso previsto (lezione frontale,
discussione, simulazione, cooperazione, mutuo aiuto, lavoro di
gruppo, nuove tecnologie);
e) possedere capacita' relazionali e gestionali in modo da rendere
il lavoro di classe fruttuoso per ciascun bambino, facilitando la
convivenza di culture e religioni diverse, sapendo costruire regole
di vita comuni riguardanti la disciplina, il senso di
responsabilita', la solidarieta' e il senso di giustizia;
f) ?essere in grado di partecipare attivamente alla gestione della
scuola e della didattica collaborando coi colleghi sia nella
progettazione didattica, sia nelle attivita' collegiali interne ed
esterne, anche in relazione alle esigenze del territorio in cui opera
In coerenza con gli obiettivi indicati il corso di laurea magistrale
prevede accanto alla maggioranza delle discipline uno o piu'
laboratori pedagogico-didattici volti a far sperimentare agli
studenti in prima persona la trasposizione pratica di? quanto appreso
in aula e, a iniziare dal secondo anno,? attivita' obbligatorie di
tirocinio indiretto (preparazione, riflessione e discussione delle
attivita', documentazione per la relazione finale di tirocinio) e
diretto nelle scuole. Le attivita' di tirocinio, per complessive 600
ore pari a 24 crediti formativi universitari, devono svilupparsi
ampliandosi via via dal secondo anno di corso fino al quinto e devono
concludersi con una relazione obbligatoria. Il tirocinio e' seguito
da insegnanti tutor, e coordinato da tutor coordinatori e tutor
organizzatori distaccati a tempo parziale e a tempo pieno presso il
Corso di Laurea. Prevede attivita' di osservazione, di lavoro in
situazione guidata e di attivita' in cui lo studente sia pienamente
autonomo. Il percorso va articolato prevedendo, dal secondo anno, una
parte di tirocinio nella scuola dell'infanzia.
La tesi di laurea verte su tematiche disciplinari collegate
all'insegnamento che possono avere relazione con l'attivita' di
Al termine del percorso i laureati della classe conseguono
l'abilitazione all'insegnamento per la scuola primaria. Il
conseguimento del titolo e' l'esito di una valutazione complessiva
del curriculum di studi, della tesi di laurea e della relazione di
tirocinio da parte di una commissione composta da docenti
universitari integrati da due tutor e da un rappresentante
ministeriale nominato dagli Uffici scolastici regionali.
Il profilo dei laureati dovra' comprendere la conoscenza di:
1) matematica: i sistemi numerici; elementi di geometria euclidea e
cartesiana e geometria delle trasformazioni; elementi di algebra;
elementi di calcolo delle probabilita'; i temi della matematica
2) fisica: misure e unita' di misura; densita' e principio di
Archimede; la composizione atomica dei materiali; elementi di
meccanica e meccanica celeste e astronomia; elementi di
elettrostatica e circuiti elettrici; il calore e la temperatura;
fenomenologie di termodinamica; il suono.
4) biologia: elementi di biologia umana, animale e vegetale;
elementi di cultura ambientale; elementi di scienze della terra.
5) letteratura italiana: testi e problemi della letteratura
italiana dalle origini ai nostri giorni nel quadro della letteratura
6) linguistica italiana: linguistica e grammatica italiana;
didattica della lingua italiana per stranieri.
8) storia: elementi di storia antica, medioevale, moderna e
10) attivita' motorie: metodi e didattiche delle attivita' motorie.
11) arte: disegno e le sue relazioni con le arti visive; elementi
di didattica museale; acquisizione di strumenti e tecniche nelle
diverse aree artistiche; educazione all'immagine; calligrafia.
13) letteratura per l'infanzia: testi e percorsi di letteratura per
14) pedagogia: pedagogia generale; pedagogia interculturale;
pedagogia dell'infanzia.
15) storia della pedagogia: storia dell'educazione; storia della
16) didattica: didattica generale; pedagogia e didattica del gioco;
didattica della lettura e della scrittura; tecnologie educative; il
gruppo nella didattica.
17) ?pedagogia speciale: pedagogia speciale; didattica speciale.
18) pedagogia sperimentale: metodologia della ricerca; tecniche di
19) psicologia: elementi di psicologia dello sviluppo e
dell'educazione; psicologia della disabilita' e dell'integrazione.
21) antropologia:? elementi di antropologia culturale.
22) diritto: elementi di diritto costituzionale e di legislazione
23) neuropsichiatria infantile: elementi di neuropsichiatria
25) igiene generale e applicata: igiene ed educazione sanitaria ed
a) i crediti liberi devono essere coerenti con il percorso
b) nei CFU di ogni insegnamento disciplinare deve essere compresa
una parte di didattica della disciplina stessa;
c) gli insegnamenti disciplinari possono comprendere un congruo
numero di ore di esercitazione;
d) e' necessario che nell'insegnamento delle discipline si tenga
conto dei due ordini di scuola cui il corso di laurea abilita.
Pertanto esempi, esercizi e proposte didattiche devono essere pensati
e previsti sia per la scuola dell'infanzia che per la scuola
e) i laboratori di lingua inglese (L-LIN/12) dovranno essere
suddivisi nei cinque anni di corso. Al termine del percorso gli
studenti dovranno aver acquisito una formazione di livello B2.
TABELLA 2 (Articolo 7)
Classe di abilitazione A043 - Italiano, storia e geografia nella
1) Requisito di accesso alla prova di cui all'articolo 7 comma 2
L'acquisizione nel corso di laurea di almeno 102 CFU nei SSD di
- almeno 18 CFU nei SSD L-FIL-LET/10, Letteratura italiana e
L-FIL-LET/11, Letteratura italiana contemporanea e fra questi almeno
12 CFU in L-FIL-LET/10;
- almeno 18 CFU nei SSD M-STO/01 Storia medioevale, M-STO/02 Storia
moderna, M-STO/04, Storia contemporanea;
- almeno 12 CFU in L-FIL-LET/12 Linguistica italiana, L-LIN/01
Glottologia e linguistica;
2) Requisito di accesso al tirocinio formativo attivo di cui
all'articolo 7 comma 2 lettera b): laurea magistrale nella classe
LM-14 - Filologia moderna, all'interno della quale i CFU sono
acquisiti conformemente alla seguente tabella:
Classe di abilitazione A045 - Lingua inglese e seconda lingua
lettera a):l'acquisizione nel corso di laurea di almeno 66 CFU nei
seguenti SSD:
a) almeno 18 CFU nei SSD relativi alla lingua inglese (ivi compresi
eventuali crediti nel SSD L-LIN 11);
b) almeno 12 CFU nella seconda lingua comunitaria per la quale si
intende conseguire l'abilitazione;
c) almeno 12 CFU per ciascuna nelle due corrispondenti letterature
per complessivi 24 CFU;
d) almeno 6 CFU nei seguenti SSD: L-FIL-LET/10 Letteratura
italiana, L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea,
L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate;
e) almeno 6 CFU nei seguenti SSD: L-LIN/01 Glottologia e
linguistica, L-LIN/02 Didattica delle lingue moderne, L-FIL-LET/12
LM-37 - Lingua straniera, all'interno della quale i cfu sono
- hanno una solida preparazione culturale di base e una buona
padronanza dei metodi fondamentali e del linguaggio della matematica,
incluse le capacita' di dimostrare e ragionare rigorosamente, di
modellizzare, di risolvere problemi, con particolare riferimento ai
contenuti dell'insegnamento nella scuola secondaria;
padronanza dei metodi fondamentali delle discipline fisiche,
chimiche, biologiche e di scienze della terra, dell'informatica e
della statistica, con particolare riferimento ai contenuti
dell'insegnamento nella scuola secondaria e ai metodi sperimentali;
- possiedono una buona conoscenza dello sviluppo storico delle
discipline predette;
- possiedono una buona capacita' di collegare le conoscenze
scientifiche acquisiti con i problemi tecnologici e le applicazioni
- hanno acquisito una buona padronanza nella pratica di
laboratorio, nell'uso degli strumenti, nella tecniche di misura,
nell'organizzazione ed elaborazione dei dati sperimentali;
- sono in grado di progettare e presentare relazioni orali e
scritte di contenuto scientifico mirate a diversi livelli di
conoscenza degli ascoltatori, anche mediante l'uso di tecnologie
- possiedono conoscenze psicologiche, pedagogiche e relazionali
utili per comunicare con studenti;
- sono in grado di lavorare con ampia autonomia, anche assumendo
responsabilita' di progetti;
- conoscono almeno al livello B2 la lingua inglese e il lessico
matematico e scientifico in tale lingua.
I laureati magistrali nella classe potranno inoltre svolgere, con
funzioni di responsabilita', attivita' in tutti gli ambiti che, oltre
allo specifico profilo professionale della laurea posseduta,
richiedano il contributo di una figura di ampio spessore culturale,
con una buona conoscenza delle scienze e dei loro metodi, e con una
buona capacita' di comunicare.
In particolare, tra i settori in cui i laureati magistrali della
classe si potranno inserire, si indicano:
- organismi e unita' di studio per lo sviluppo della scienza presso
enti ed istituzioni, pubbliche e private, sia italiane che
Ai fini indicati, i curricula dei corsi di laurea magistrale della
- prevedono attivita' di laboratorio o ambientali, dedicate alla
conoscenza di metodiche sperimentali, all'uso di strumenti e
tecnologie, alla misura e/o alla raccolta di dati, all'elaborazione
statistica dei dati stessi;
- possono prevedere attivita' esterne come tirocini formativi
presso laboratori di enti di ricerca, istituti scolastici, aziende,
strutture della pubblica amministrazione;
- prevedono il superamento di una prova finale nella quale viene
discusso un elaborato originale predisposto con la supervisione di un
Per ciascuno studente e' previsto un piano di studio individuale
obbligatorio che garantisce che nel curriculum complessivo dello
studente (nella laurea e nella laurea magistrale) siano presenti
almeno 132 crediti nelle aree scientifiche: MAT, FIS, CHIM, GEO, BIO,
INF/01, ING-INF/05, SECS-S/01 di cui almeno: 30 in MAT; 12 in FIS: 6
in CHIM; 6 in GEO; 6 in BIO; 6 in INF/01, ING-INF/05, SECS-S/01.
Requisito di accesso alla laurea magistrale di cui all'articolo 7
comma 2 lettera a): acquisizione nel corso di laurea di almeno 90 CFU
GEO/09 Georisorse minerarie e applicazioni
mineralogico-petrografiche per l'ambiente e i beni culturali
lettera a): Laurea nella classe L-22 - Scienze delle attivita'
motorie e sportive; diploma rilasciato dagli istituti superiori di
educazione fisica (ISEF), ai sensi della legge 18 giugno 2002, n.
2) Laurea magistrale nella classe LM-67 - Scienze e tecniche delle
attivita' motorie preventive e adattate ovvero nella classe LM-68 -
Scienze e tecniche dello sport, strutturate come segue.
I laureati nel corso di laurea magistrale per l'insegnamento nella
Classe di abilitazione A030 - Scienze motorie e sportive devono
essere in grado di utilizzare avanzati strumenti culturali,
metodologici e tecnico-pratici con particolare riferimento a:
a) Progettazione, coordinamento e direzione tecnica delle attivita'
motorie e sportive condotte a livello scolastico finalizzate allo
sviluppo psicofisico e sociale del giovane.
b) Progettazione, coordinamento e direzione tecnica dell'attivita'
di preparazione fisica ed atletica e delle attivita' sportive per
c) Preparazione fisica e tecnica personalizzata finalizzata
all'agonismo individuale e di squadra.
I laureati magistrali devono possedere competenze specifiche ed
approfondite nel campo delle attivita' motorie e sportive con
attenzione alle differenti tipologie disciplinari e, nell'ambito del
concetto di tutela della salute psico-fisica dell'allievo, alle
differenze legate all'eta', al genere, al contesto socio-culturale di
appartenenza, al livello di maturazione psico-culturale e alla
presenza di disabilita' fisica. Devono inoltre possedere competenze
specifiche ed approfondite di ambito pedagogico e psicosociale atte a
promuovere l'educazione allo sport attraverso lo sport a livello
- conoscere le basi biologiche dell'adattamento all'esercizio
fisico finalizzato alla pratica agonistica amatoriale e avanzata in
funzione del tipo di pratica sportiva, del livello di prestazione
atteso, delle condizioni ambientali, dell'eta' e del genere del
- possedere le conoscenze pedagogiche e didattiche per scegliere e
padroneggiare i metodi di insegnamento delle attivita' motorie nel
contesto delle attivita' della scuola secondaria;
- possedere le conoscenze scientifiche ed epistemologiche
necessarie per svolgere la funzione di educatore capace di instaurare
relazioni positive e motivanti con gli allievi, con le famiglie e con
gli altri insegnanti coinvolti nel processo educativo a livello
- possedere le basi pedagogiche, didattiche, scientifiche e
culturali per trasmettere i valori etici ed educativi dell'agonismo
- possedere le conoscenze necessarie per elaborare una
progettazione articolata e centrata sull'allievo, capace di
promuovere l'educazione alla salute e al rispetto della persona, e
l'adozione di atteggiamenti corretti nei confronti di fenomeni
degenerativi dello sport e della vita sociale;
- possedere le conoscenze per promuovere ed organizzare le
attivita' motorie e sportive scolastiche fungendo da cerniera tra il
mondo dell'educazione presente nella scuola e quello dello sport
agonistico e promozionale;
- possedere le conoscenze sull'organizzazione del sistema
scolastico e del suo territorio al fine di contribuire efficacemente
allo sviluppo di politiche territoriali per il benessere dei
- essere capaci di interagire con i docenti di altre discipline al
fine di favorire attivita' di ricerca didattica inserendo le
attivita' motorie in un contesto di educazione interdisciplinare
- avere solide basi concettuali sulle teorie dell'allenamento nei
vari contesti di pratica sportiva individuale e di squadra con
capacita' di adattare i diversi modelli anche in funzione di eta',
genere e abilita' dei praticanti;
- conoscere in modo approfondito metodi e tecniche delle attivita'
motorie e sportive finalizzate e specifiche per le differenti
discipline sportive con capacita' di utilizzare tali conoscenze
adattandole ai diversi contesti di attivita' sportiva, alle
specificita' di genere, all'eta', alla presenza di disabilita', al
contesto socio-culturale di riferimento, nonche' agli obiettivi
- conoscere metodi e strumentazioni della valutazione funzionale
applicata agli apparati coinvolti nella pratica sportiva anche al
fine di consulenza tecnica e collaudo relativamente ai beni e servizi
- conoscere i metodi di valutazione delle prestazioni fisiche e
sportive, saperli utilizzare e valutarne i risultati in funzione
delle diverse discipline nel contesto di specificita' di genere,
eta', presenza di disabilita' e degli obbiettivi della pratica
- conoscere i rischi in termini di salute del praticante legati
all'attivita' sportiva, saper identificare i limiti di prestazione
individuale oltre i quali la pratica sportiva si traduce in danno
alla salute, essere in grado di prevenire l'incidenza di infortuni
legati alla pratica motoria e sportiva, ridurne le conseguenze
negative e favorire il pieno recupero dell'atleta;
- possedere conoscenze di nutrizione umana applicata alla
prestazione sportiva anche in relazione alla specificita'
dell'allenamento e del recupero nelle diverse discipline;
- conoscere i rischi per la salute derivati dall'uso di pratiche di
potenziamento delle prestazioni fisiche, siano esse state dichiarate
illecite o no dalle agenzie ufficiali, conoscere la relativa
normativa e essere in grado di intervenire con efficaci misure per
prevenire, combattere ed eliminare l'uso di tali pratiche;
- essere in grado di proporsi come progettisti di percorsi
formativi realizzati attraverso la pratica sportiva e di orientare i
destinatari della loro azione educativa alla scelta di attivita'
motorie e sportive adeguate ai propri livelli di crescita motoria,
mentale, relazionale ed emotivo-affettiva;
- possedere le conoscenze generali relative a gruppi, fenomeni
dinamici della vita del gruppo, processi di costituzione e di
sviluppo dei gruppi, finalizzate alla creazione ed alla gestione del
gruppo-squadra o gruppo-associazione;
- acquisire le conoscenze sui processi di comunicazione
interpersonale e sociale finalizzate anche alla creazione e alla
gestione di relazioni con le istituzioni, le associazioni e le
- conoscere i regolamenti che disciplinano le attivita' sportive e
le normative relative alle responsabilita' del proprio operato, alle
istituzione e agli enti coinvolti nelle attivita' sportive.
A tal fine i laureati devono acquisire, in relazione a obiettivi
specifici professionalizzanti del corso, adeguate tecniche motorie
per un numero di CFU non inferiore a 20 mediante tirocini formativi
sotto la diretta responsabilita' degli Atenei.
1) Requisito di accesso alla laurea magistrale di cui all'articolo 7
comma 2 lettera a): l'acquisizione nel corso di laurea di almeno 72
CFU nei seguenti SSD:
I 72 CFU comprendono almeno 30 CFU nei SSD L-ART/07-08; 12 CFU nei
SSD L-ART/01-06 e 6 CFU in almeno due dei seguenti SSD o gruppi di
a) Musicologia e Storia della musica L-ART/07 e Etnomusicologia
L-ART/08;
b) Discipline relative alla letteratura italiana (L-FIL-LET/10
oppure L-FIL-LET/11 oppure L-FIL-LET/12) oppure alla linguistica e
alle lingue e letterature straniere (L-LIN/01, L-LIN/03, L-LIN/05,
L-LIN/06, L-LIN/10, L-LIN/11, L-LIN/13);
d) Discipline storiche (L-ANT/02 oppure L-ANT/03 oppure M-STO/01
oppure M-STO/02 oppure M-STO/04);
e) Discipline psicopedagogiche (M-PED/01 oppure M-PSI/01 oppure
M-DEA/01);
f) Discipline artistiche (L-ART/01-04) oppure dello spettacolo
(L-ART/05-06).
2) di accesso al tirocinio formativo attivo di cui all'articolo 7
comma 2 lettera b): Laurea magistrale nella classe LM-45 -
Musicologia e beni musicali, all'interno della quale i cfu sono
- hanno una solida preparazione culturale di base nell'area delle
scienze matematiche, statistiche, fisiche, chimiche e naturali e una
padronanza dei metodi di queste discipline che consenta loro un
adeguato inquadramento teorico di tutte le questioni tecnologiche in
cui tali discipline intervengono, con particolare riferimento ai
contenuti dell'insegnamento nella scuola secondaria e ai metodi
- hanno una buona conoscenza dei concetti, dei metodi e degli
strumenti dell'informatica, dell'elettronica e della sistemica.
- conoscono in modo approfondito le problematiche associate alle
tecnologie e al loro sviluppo, con particolare riguardo a quelle che
si riconducono ai settori dell'ingegneria civile, industriale e
- possiedono un buon inquadramento culturale del rapporto tra
sviluppi tecnologici e scienze fisico-matematiche e naturali;
- conoscono la relazione tra lo sviluppo tecnologico e le
problematiche di impatto ambientale;
- sono in grado di predisporre e organizzare esperienze di
laboratorio, di utilizzare strumenti, di realizzare misure, di
trattare i dati sperimentali;
scritte di contenuto scientifico- tecnologico mirate a diversi
livelli di conoscenza degli ascoltatori, anche mediante l'uso di
prevedono attivita' di laboratorio o ambientali, dedicate alla
possono prevedere attivita' esterne come tirocini formativi presso
laboratori di enti di ricerca, istituti scolastici, aziende,
prevedono il superamento di una prova finale nella quale viene
1) Requisiti di accesso al diploma accademico di secondo livello di
cui all'articolo 9, comma 1, lettera a): Un diploma accademico di I
livello in Didattica della musica e dello strumento ovvero un diploma
accademico di I livello con il conseguimento di almeno 21 CFA nei
settori artistico-disciplinari dell'area di Didattica della musica
(da CODD/01 a CODD07); diploma di conservatorio o istituto musicale
pareggiato congiunto al diploma di istruzione secondaria di secondo
grado, ai sensi dell'articolo 4 comma 3 bis della legge 21 dicembre
1999 n. 508.
2) Requisiti di accesso al tirocinio formativo attivo di cui
all'articolo 9, comma 1, lettera b: Diploma accademico di secondo
livello per la formazione dei docenti della scuola secondaria di I
grado nella classe di abilitazione di musica (A032)
ATTIVITA' FORMATIVE DI BASE (area comune) ( 1 ) 12 CFA
Psicologia generale e dell'eta' evolutiva
( 1 ) Le discipline contenute in quest'area «possono essere attivate
dalle singole istituzioni in convenzione con l'Universita'» (cfr.
tabella B, nota 1 D.M. 137/07).
ATTIVITA' FORMATIVE DI BASE (area musicale) ( 2 ) 36 CFA
ATTIVITA' FORMATIVE CARATTERIZZANTI ( 2 ) 40 CFA
ATTIVITA' FORMATIVE INTEGRATIVE 12 CFA
COME/06 Sistemi, tecnologie, applicazioni e linguaggi di
programmazione per la multimedialita'
COME/04 Tecnologie e tecniche della ripresa e della registrazione
(*) il codice sara' attribuito a seconda dello strumento di
Le discipline corrispondenti ad uno stesso Codice possono essere
accorpate in un unico modulo di insegnamento, ferma restando
l'acquisizione delle specifiche competenze previste.
1. Requisiti di accesso al diploma accademico di secondo livello di
cui all'articolo 9, comma 1, lettera a) : diploma accademico di I
livello relativo alla specifica classe di strumento; diploma di
conservatorio o di istituto musicale pareggiato relativo alla
specifica classe di strumento congiunto al diploma di istruzione
secondaria di secondo grado, ai sensi dell'articolo 4 comma 3 bis
della legge 21 dicembre 1999 n. 508.
2. Requisiti di accesso al tirocinio formativo attivo di cui
all'articolo 9, comma 1, lettera b) : Diploma accademico di secondo
grado nella classe di concorso di strumento (A077)
ATTIVITA' FORMATIVE DI BASE (area comune) 12 CFA
Psicologia generale e dell'et? evolutiva
ATTIVITA' FORMATIVE DI BASE (area musicale) 28 CFA
CODD/03 Pratiche di musica di insieme
CODD/07 Tecniche di consapevolezza ed espressione corporea
ATTIVITA' FORMATIVE CARATTERIZZANTI 48 CFA
( * )Il codice sara' attribuito a seconda dello strumento di riferimento
ATTIVITA' FORMATIVE INTEGRATIVE (a scelta) 12 CFA
COME/06 Sistemi,tecnologie,applicazioni e linguaggi di programmazione
per la multimedialita'
cui all'articolo 9, comma 1, lettera a): diploma accademico di I
livello; diploma di accademia delle belle arti o di istituto
superiore di industria artistica congiunto al diploma di istruzione
della legge 21 dicembre 1999 n.508.
all'articolo 9, comma 1, lettera b): Diploma accademico di secondo
livello strutturato secondo la tabella seguente:
Il tirocinio formativo attivo (TFA) e' un corso di preparazione
all'insegnamento di durata annuale istituito presso una facolta'
universitaria di riferimento o presso una istituzione di alta
formazione artistica, musicale e coreutica che sono rispettivamente
sedi amministrativa del corso cui fanno capo tutte le attivita',
a) aver acquisito solide conoscenze delle discipline oggetto di
insegnamento e possedere la capacita' di proporle nel modo piu'
b) essere in grado di gestire la progressione degli apprendimenti
adeguando i tempi e le modalita' alla classe, scegliendo di volta in
volta gli strumenti piu' adeguati al percorso previsto (lezione
d) aver acquisito capacita' di lavorare con ampia autonomia anche
Al fine di conseguire tali obbiettivi il percorso del tirocinio
formativo attivo prevede: insegnamenti di scienze dell'educazione,
con particolare riguardo alle metodologie didattiche e ai bisogni
speciali; insegnamenti di didattiche disciplinari che possono essere
svolti anche in contesti di laboratorio in modo da saldare i
tirocinio, una parte del quale, pari a 75 ore, dedicata al settore
della disabilita', che prevede sia una fase indiretta di
di osservazione e di insegnamento attivo, presso istituti scolastici
sotto la guida di un tutor; infine alcuni laboratori
pedagogico-didattici, dei quali almeno uno dedicato al settore della
disabilita', indirizzati alla rielaborazione e al confronto delle
pratiche didattiche proposte e delle esperienze di tirocinio. Il
consiglio di corso di tirocinio organizza i laboratori didattici
di collaborazione tra i docenti universitari o dell'alta formazione
Le attivita' del tirocinio formativo attivo fanno capo alle facolta'
o alle istituzioni di alta formazione artistica e musicale di
L'attivita' di tirocinio formativo attivo nelle scuole e' seguita e
coordinata da tutor a questo scopo distaccati a tempo parziale presso
l'universita' o presso le istituzioni di alta formazione artistica,
musicale e coreutica e seguito da tutor che accolgono gli studenti
nelle classi di cui sono responsabili. I tutor vengono indicati dai
dirigenti degli istituti scolastici convenzionati con la facolta'
sede del tirocinio formativo attivo. I tutor coordinatori svolgono
anche attivita' di coordinamento fra le scuole e la facolta' sede del tirocinio formativo attivo.
Il consiglio di corso del TFA e' costituito secondo le norme stabilite dall'art. 10 comma 4.
L'attivita' di tirocinio si conclude con la stesura di una relazione
di cui e' relatore un docente universitario, ovvero dell'alta
formazione artistica, musicale e coreutica, e correlatore il tutor o
il tutor coordinatore che ha seguito l'attivita' di tirocinio. La
relazione deve consistere in un elaborato originale, non limitato a
una semplice esposizione delle attivita' svolte. Esso deve
evidenziare la capacita' del tirocinante di integrare a un elevato
nell'attivita' svolta in classe con le conoscenze psicopedagogiche e
con le conoscenze acquisite nell'ambito della didattica disciplinare
in particolar modo nelle attivita' di laboratorio.
Al termine del percorso gli studenti conseguono il titolo di
abilitazione all'insegnamento in una delle classi di concorso
previste dal decreto del Ministro della pubblica istruzione 30
gennaio 1998, e dal decreto del Ministro dell'Istruzione,
dell'Universita' e della Ricerca 9 febbraio 2005, n. 22.
Pubblicato da italia a 16:11 Nessun commento: