Source: http://www.civicasrl.it/dettaglio-normative.aspx?id=3486
Timestamp: 2019-05-25 03:23:13+00:00
Document Index: 82231632

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2']

TASI: LA MAGGIORAZIONE SARA' STABILITA CON UN DECRETO AD-HOC.
La maggiorazione Tasi arriverà con decreto legge. Così ha deciso il governo che ha dunque rinunciato all'idea di inserire la modifica come emendamento al decreto enti locali (dl n. 151/2013, ex Salva Roma) i cui lavori stanno andando molto a rilento al senato. Il testo dovrebbe essere varato da palazzo Chigi la prossima settimana, con buona pace dell'appello del presidente di Montecitorio Laura Boldrini che aveva chiesto al premier Enrico Letta di limitare i provvedimenti d'urgenza per decongestionare le camere presso cui attualmente pendono 9 disegni di conversione di decreti legge di cui 6 in scadenza nel mese di febbraio.
Il dl sulla Tasi recepirà l'accordo tra Anci e governo dello scorso 28 gennaio e garantirà ai sindaci libertà di manovra sulle aliquote della nuova tassa servizi vincolata alla previsione di detrazioni a beneficio dei proprietari.
I municipi disporranno di un'aliquota aggiuntiva che potranno applicare a loro scelta sulla prima e/o sulla seconda casa fino al massimo dello 0,8 per mille, facendo così salire il prelievo potenziale al 3,3 per mille per l'abitazione principale e all'11,4 per mille sulle abitazioni secondarie.
La maggiorazione finanzierà le detrazioni prima casa (mentre appare incerta per il momento la sorte degli sconti per i figli a carico) che quindi non attingeranno più al tesoretto di 500 milioni di euro previsto a questo scopo dalla legge di Stabilità 2014 (comma 731 della legge n. 14/2013). Tale cifra potrà quindi essere liberata a beneficio dei sindaci e, integrata di ulteriori 200 milioni di euro, transiterà nel fondo di solidarietà comunale. Fin qui le promesse del governo che però non ha ancora spiegato come recupererà i 200 milioni aggiuntivi.
A quel punto, la dotazione del fondo 2014 salirebbe a circa 7.350 milioni, recuperando sia il taglio aggiuntivo previsto dalla spending review di Mario Monti (che per quest'anno vale 2.500 milioni contro i 2.250 del 2013), che le ulteriori riduzioni previste dalla stessa legge 147 (art. 1, commi 203 e 730), che complessivamente pesano per 90 milioni.
Nel fondo, inoltre, dovrebbero confluire anche le somme stanziate dall'art. 10-quater del dl 35/2013 per compensare i tagli «ombra» connessi la mancato incasso dell'Imu sugli immobili comunali e che nel 2014 valgono 270 milioni di euro. In questo modo i sindaci recupererebbero buona parte di quel miliardo da sempre stimato come il buco di bilancio originato dal passaggio dall'Imu alla Tasi.
Nel decreto legge non troverà spazio, invece, la proroga dei bilanci locali al 30 aprile. Dopo l'ok della Conferenza stato-città per rendere operativo lo slittamento basta infatti un semplice decreto del Viminale. Non è ancora chiaro, invece, come e con che tempi verranno ripartite le ulteriori compensazioni per il minor gettito Imu derivante dalle agevolazioni concesse al settore agricolo (esonero dei fabbricati rurali strumentali e riduzione del coefficiente per il calcolo della base imponibile dei terreni agricoli di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali) e dall'esenzione concessa ai fabbricati merce, agli immobili appartenenti al personale impiegato nelle forze armate, di polizia, vigili del fuoco e carriera prefettizia, agli alloggi sociali ed a quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa.
Nel primo caso, si tratta di circa 116 milioni (art. 1, comma 709, della legge 147), nel secondo di poco meno di 76 milioni (art. 3, comma 1, del dl 102/2013). Una quota pari al 10% del fondo (da calcolarsi con riferimento all'importo originariamente previsto dalla l 147, cioè circa 6.650 milioni) sarà inizialmente accantonata, per essere poi ridistribuita in base al posizionamento dei diversi enti rispetto ai fabbisogni standard.
Il fondo sarà alimentato per circa 4,7 miliardi dall'Imu di spettanza comunale, importo che sarà trattenuto direttamente «alla fonte» dall'Agenzia delle entrate. Ovviamente, siccome il gettito Imu 2014 sarà più basso di quello del 2013 (a causa delle nuove esenzioni concesse), la quota di alimentazione sarà percentualmente più altra del 30,76% dello scorso anno, ma l'esborso non dovrebbe variare di molto. Il dubbio è se l'Imu vada iscritta «al lordo» delle quote di alimentazione del fondo (da contabilizzare fra le spese correnti), ovvero «al netto», anche per non distorcere dati cui sono collegati diversi parametri di rilievo (dagli obiettivi di Patto al tetto alla spesa di personale). Questa seconda impostazione era stata recepita dall'art. 1-bis del dl 126/2013, ma tale provvedimento è stato successivamente ritirato e la previsione non riproposta in quelli successivamente adottati.
Ricordiamo, infine, che non ci saranno ulteriori tagli per i comuni che vanno ad elezioni, in quanto l'art. 2 comma 183, della legge 191/2009 prevedeva a tal fine una legge che invece non è stata ancora approvata.