Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2013/01/contenzioso-tributario-a-chi-spetta-il-pagamento-delliva-e-delle-ritenute.html
Timestamp: 2018-11-20 08:20:33+00:00
Document Index: 30320560

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Contenzioso tributario: come regolare il pagamento dell’IVA e delle ritenute a carico della parte soccombente | Commercialista Telematico
Nel contenzioso tributario vige il principio secondo cui “la parte soccombente è condannata a rimborsare le spese di giudizio che sono liquidate con sentenza”, salvo che la commissione tributaria, in sede di sentenza, dichiari compensate in tutto o in parte le spese sostenute dalle parti processuali.
Le spese che possono essere liquidate in giudizio sono sostanzialmente quelle riconducibili a contrassegni bollati, spese per notifica, ovvero onorari e compensi collegati strettamente all’assistenza tecnica in giudizio e alle varie consulenze e/o perizie tecniche che si rivelino necessarie nel corso del procedimento.
Quanto alle spese del giudizio e della loro corretta determinazione ai fini della liquidazione delle stesse, il Ministero delle Finanze (circolare n. 291/E del 18 dicembre 1996) ha chiarito che, al momento del passaggio in decisione della causa, il difensore deve unire al fascicolo di parte la nota spese, indicando in modo distinto e specifico gli onorari e le spese: detta nota deve essere necessariamente predisposta su un foglio separato rispetto al ricorso, depositata in unico esemplare e portata a conoscenza solo del giudice competente.
Successivamente spetterà al giudice adito – in sede di liquidazione delle spese processuali sostenute dalla parte vittoriosa – fornire adeguata motivazione della eventuale eliminazione o riduzione di voci che effettua ed indicare il sistema di liquidazione adottato (Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza del 03/04/2007, n. 8295; Cassazione civile, sez. I, sentenza del 07/10/2009, n. 21371). Peraltro, è espressamente contemplata la possibilità che il difensore richieda al giudice la distrazione in suo favore degli onorari non riscossi e delle spese che dichiara di avere anticipate in nome e per conto dell’assistito.
In base alle determinazioni del giudice, in merito alla richiesta del consulente della parte vittoriosa, si potranno, dunque, verificare le seguenti circostanze:
• la sentenza non ha disposto la distrazione delle suddette spese e, pertanto, il compenso del consulente deve essere pagato dal cliente vittorioso (e non dalla parte soccombente), salvo il diritto da parte del cliente medesimo di ottenerne il rimborso da parte del soccombente (cd. principio della soccombenza);
• la sentenza ha disposto la distrazione, in favore del difensore della parte vittoriosa, degli onorari non riscossi e le spese anticipate da quest’ultimo e, pertanto, in tale fattispecie, il compenso del consulente deve essere pagato direttamente dal soccombente.
Nel primo caso, il cliente vittorioso, all’atto del pagamento, dovrà operare la ritenuta d’acconto nei confronti del proprio difensore, salvo che l’assistito sia un privato non sostituto d’imposta (in tal senso Circolare n. 1/50550 del 15 dicembre 1973), mentre nella seconda situazione la ritenuta d’acconto dovrà essere operata dalla parte soccombente salvo, anche nel caso di specie, che il soccombente sia un privato non sostituto d’imposta (Circolare n. 203 del 6 dicembre 1994). Ad ogni modo, indipendentemente da chi paga effettivamente le spese, il difensore della parte vittoriosa deve emettere la parcella solo ed esclusivamente al proprio cliente.
Parimenti, la parte soccombente, ancorché abbia effettuato il pagamento, non potrà in alcun caso pretendere l’emissione della relativa fattura nei propri confronti (in tal senso avvocatura dello Stato, con parere n. 4332/92 del 5 ottobre 1992, Ministero delle finanze nota n. 8/1619 dell’8 novembre 1991, e successiva Circolare n. 203 del 1994). In buona sostanza, la ritenuta d’acconto sulla parcella deve sempre essere effettuata dal soggetto (sostituto d’imposta) che effettivamente salda la parcella del difensore, indipendentemente dal fatto che la parcella sia intestata esclusivamente al cliente e anche se l’adempimento del pagamento è disposto in modo coattivo in base a sentenza di condanna.
Tuttavia, molto spesso accade che, all’atto del deposito della sentenza da parte del…