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Timestamp: 2020-05-31 16:21:30+00:00
Document Index: 166361724

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 375', 'art. 380', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 375', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 20267 del 07/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20267 del 07/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 07/10/2016, (ud. 20/07/2016, dep. 07/10/2016), n.20267
sul ricorso 19638-2014 proposto da:
presso lo studio dell’avvocato ROBERTA ALVIZI, rappresentata e
difesa dall’avvocato MARIA LINA GALANTE, giusta delega a margine del
C.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ITALO CARLO
avverso la sentenza n. 47/2014 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
20/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FERNANDES GIULIO;
udito l’Avvocato Rossana Clavelli per delega verbale dell’Avvocato
Maria Lina Galante che ha chiesto l’estinzione.
La causa è stata chiamata all’adunanza in camera di consiglio del 20 luglio 2016, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., sulla base della seguente relazione redatta a nonna dell’art. 380 bis c.p.c.:
“Con sentenza del 27 gennaio 2014 la Corte di appello di Ancona, confermava la decisione del primo giudice che aveva dichiarato la nullità del termine apposto al contratto intercorso tra C.A. e Poste Italiane s.p.a. per il periodo dal (OMISSIS) e, accertata la sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato tra le parti, condannava la società al ripristino del rapporto ed al pagamento in favore del lavoratore di una indennità L. n. 183 del 2010, ex art. 32, comma 5, – pari a nove mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto oltre accessori.
Per la cassazione di tale decisione propone ricorso Poste Italiane s.p.a. affidato a sei motivi.
E’ stato depositato il verbale di conciliazione stipulato fra le parti in data (OMISSIS) in sede sindacale.
Dal suddetto verbale di conciliazione, debitamente sottoscritto dal lavoratore interessato e dal rappresentante della Poste Italiane S.p.A., risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo concernente la controversia in esame dandosi atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge, dichiarando il C. di rinunciare all’azione ed ai diritti di cui alla presente controversia e la società di procedere alla assunzione a tempo indeterminato del predetto.
Vale verbale di conciliazione si appalesa idoneo a dimostrare l’intervenuta cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo.
Per tutto quanto sopra considerato, si propone la declaratoria di cessazione della materia del contendere con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5.”.
Il Collegio preso atto di quanto sopra dichiara cessata la materia del contendere.
Non sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. 30 maggio, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, (legge di stabilità 2013). Tale disposizione trova applicazione ai procedimenti iniziati in data successiva al (OMISSIS), quale quello in esame, avuto riguardo al momento in cui la notifica del ricorso si è perfezionata, con la ricezione dell’atto da parte del destinatario (Sezioni Unite, sent. n. 3774 del 18 febbraio 2014). Inoltre, il presupposto di insorgenza dell’obbligo del versamento, per il ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del gravame (Cass. n. 10306 del 13 maggio 2014).
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis.