Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-32484-del-14-12-2018
Timestamp: 2020-05-25 00:58:54+00:00
Document Index: 53248331

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 9']

Sentenza Cassazione Civile n. 32484 del 14/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32484 del 14/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 14/12/2018, (ud. 07/11/2018, dep. 14/12/2018), n.32484
sul ricorso 26586-2017 proposto da:
P.F.C., P.M.G., P.P.,
avverso la sentenza n. 1344/23/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle entrate ricorre sulla base di tre motivi per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia 1344/23/2017, dep. 6 aprile 2017, che ha rigettato l’appello dell’Ufficio, in controversia su impugnazione di avviso di accertamento L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, per estimi catastali in relazione a unità immobiliare inclusa nella cosiddetta “microzona 1 e 2 del Comune di Lecce”, per la quale era stato effettuato “il processo di revisione parziale del classamento catastale” determinando il “conseguente aumento della rendita”. In particolare la C.T.R. ha ritenuto l’avviso di accertamento carente di motivazione, in quanto la motivazione va valutata necessariamente in relazione ai singoli atti di classamento e nella fattispecie si appalesa generica, in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, “da risultare meramente apparente e quindi inesistente” poichè “non si dà conto in modo specifico della sussistenza dei presupposti per dar corso alla revisione generalizzata del classa mento per tutti gli immobili compresi nelle microzone interessate”.
P.F.C. è rimasto intimato.
La L. n. 212 del 2000, art. 7, richiede di indicare “i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che determinano la decisione dell’amministrazione”, mirando a delimitare l’ambito delle ragioni adducibili dall’Ufficio nell’eventuale successiva fase contenziosa al fine di consentire al contribuente l’esercizio del diritto di difesa. La L. n. 212 del 2000, art. 7, della appare violato semmai dal provvedimento dell’Ufficio poichè privo di una motivazione sufficiente per consentire al contribuente di esercitare in maniera effettiva ed efficace il suo diritto di difesa e non già dalla sentenza (v. ex multis Cass. n. 25037 del 23/10/2017, n. 21532 del 20/09/2013).
Il terzo motivo, col quale si deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, con riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n.3, è infondato. Il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui alla L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone della “revisione del classamento” del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 1238, art. 9, sottraendone l’attuazione alla piena discrezionalità dell’amministrazione competente. In virtù di ciò, ne consegue che suddetta procedura non può sottrarsi dall’applicazione dei parametri previsti in via ordinaria, tutti incidenti complessivamente e comparativamente nella qualificazione della stessa. Pertanto, non può ritenersi motivato congruamente il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, allorchè non siano evincibili, in concreto, gli elementi che hanno inciso sul provvedimento di riclassamento (Cass., sez. 5, n. 22900 del 29/09/2017).