Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2674-codice-civile-divieto-di-rifiutare-gli-atti-del-proprio-ufficio
Timestamp: 2016-12-10 07:08:28+00:00
Document Index: 61020443

Matched Legal Cases: ['art. 113', 'art. 745', 'art. 111', 'art. 2674', 'art. 2651', 'sentenza ', 'art. 2674', 'art. 2826', 'art. 2659', 'art. 2674', 'sentenza ', 'art. 2657', 'art. 2674', 'art. 2674', 'art. 2674', 'art. 2674', 'art. 2674']

Art. 2674 codice civile: Divieto di rifiutare gli atti del proprio ufficio
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Il conservatore può ricusare di ricevere le note e i titoli, se non sono in carattere intelligibile e non può riceverli quando il titolo non ha i requisiti stabiliti dagli articoli 2657, 2660, primo comma, 2821, 2835 e 2837 o non è presentato con le modalità previste dall’articolo 2658 e quando la nota non contiene le indicazioni prescritte dagli articoli 2659, 2660 e 2839, numeri 1), 3), 4) e 7) (1).
In ogni altro caso il conservatore non può ricusare o ritardare di ricevere la consegna dei titoli presentati e di eseguire le trascrizioni, iscrizioni o annotazioni richieste, nonchè di spedire le copie o i certificati. Le parti possono far stendere immediatamente verbale del rifiuto o del ritardo da un notaio o da un ufficiale giudiziario assistito da due testimoni (2).
CommentoConservatore: [v. 2658]; Nota (di trascrizione): [v. 2659]; Notaio: [v. 2658]; Titolo: [v. 2661]; Ufficiale giudiziario: [v. 2955].
(1) Il comma 1 dell’articolo distingue i casi in cui il conservatore [v. 2658] può rifiutarsi di ricevere i titoli (quando sia impossibile decifrarli) e quelli in cui ha il dovere di rifiutare il titolo perché mancante dei requisiti richiesti.
(2) L’art. 113bis disp. att. impone al conservatore [v. 2658] di mettere per iscritto (sulle note) il rifiuto, e restituire uno degli originali delle note al richiedente.
Quest’ultimo può, inoltre, avvalersi del procedimento di cui all’art. 745 c.p.c., cioè proporre reclamo al presidente del tribunale, che provvede sul reclamo con decreto.
Il controllo richiesto al conservatore è di tipo formale nel senso che non può valutare la validità concreta, sostanziale dell’atto, ma solo la sua rispondenza ai requisiti formali.
Giurisprudenza annotataTrascrizione
È inammissibile il ricorso per cassazione proposto in base all’art. 111 cost. contro il decreto emesso dal Presidente del tribunale, in sede di ricorso ex art. 2674 cc., 113 bis disp. att. c.c. e 745 c.p.c., avverso il rifiuto di trascrizione del conservatore dei registri immobiliari, trattandosi di un provvedimento conclusivo di un procedimento che non comporta esplicazione di un’attività giurisdizionale in sede contenziosa, in quanto non ha ad oggetto la risoluzione di un conflitto di interessi, ma il regolamento secondo legge dell’interesse pubblico alla pubblicità immobiliare, e non suscettibile di passare in giudicato, potendo le parti interessate adire la normale via contenziosa per ottenere una pronuncia sull’esistenza del loro diritto.
Cassazione civile sez. III 12 marzo 2008 n. 6628 Poiché, ai sensi dell'art. 2651 c.c., il conservatore ha l'obbligo di trascrivere l'atto anche senza l'ordine del giudice, il capo della sentenza contenente tale ordine non ha fra le parti un autonomo contenuto decisionale che lo renda suscettibile di impugnazione, giacché - in caso di rifiuto del conservatore - il diritto alla trascrizione è diversamente tutelato dalla procedura prevista dagli art. 2674 c.c., 113 bis disp. att. c.c. e 745 c.p.c..
Cassazione civile sez. II 11 agosto 2005 n. 16853 In virtù del richiamo alle indicazioni richieste dall'art. 2826 c.c. contenuto negli art. 2659 e 2660 c.c. e dei limiti posti dall'art. 2674 dello stesso codice al potere del conservatore di rifiutare gli atti del proprio ufficio, l'obbligo di specificazione dei dati di identificazione catastale non è riferito all'atto da trascrivere - in relazione al quale è condizione sufficiente e necessaria l'esistenza nel titolo (nel caso di specie sentenza di accertamento dell'usucapione di bene immobile), dei requisiti prescritti dall'art. 2657 c.c. - ma alla nota di trascrizione, alla quale è attribuita la peculiare funzione di consentire la inequivoca individuazione, oltre che del titolo trascritto, anche dei suoi estremi soggettivi ed oggettivi; pertanto, la nota - che è atto di parte - può e deve integrare eventuali insufficienze dell'atto da trascrivere, mentre il rischio e la responsabilità relativi alla sua compilazione gravano esclusivamente sul soggetto che l'ha redatta e su quello interessato all'attuazione della pubblicità.
Cassazione civile sez. II 11 agosto 2005 n. 16853 In presenza di note e titoli redatti con carattere intelligibile, il Conservatore è tenuto a verificare esclusivamente la sussistenza dei requisiti formali ed estrinseci elencati dall'art. 2674 comma 1 c.c., e deve, all'esito di tale indagine, optare tra il ricevimento degli atti e la conseguente esecuzione della formalità richiesta, o il loro rifiuto, salvo ricorrere alla trascrizione con riserva, ai sensi dell'art. 2674 bis c.c., solo quando emergano gravi e fondati dubbi in ordine alla sussistenza dei requisiti in questione, e non sia possibile optare per una delle soluzioni alternativamente proposte dall'art. 2674 c.c.
Tribunale Chieti 13 maggio 2003
In tema di pubblicità dei registri immobiliari e di responsabilità dei conservatori, l'art. 2674 bis c.c. non si limita a conferire al conservatore un sindacato e un controllo meramente formale ed estrinseco dei titoli che gli vengono sottoposti, cosa già prevista dall'art. 2674 c.c., ma gli attribuisce un vero e proprio potere-dovere di sindacare l'intrinseca trascrivibilità di un atto, non potendo, i dubbi che danno luogo alla trascrizione con riserva, riguardare vizi di validità del titolo
Tribunale Siracusa 14 dicembre 2001
Tribunale Milano sez. V 12 febbraio 2007 n. 1740 Art. precedente
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