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Timestamp: 2017-01-19 21:33:20+00:00
Document Index: 128623335

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 315', 'art. 14', 'art. 63', 'art. 40', 'art. 365', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 36', 'art. 365', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 50', 'art. 74', 'art. 256', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 71', 'art. 346', 'art. 55', 'art. 59', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 64', 'art. 12', 'art. 50', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 50', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 259', 'art. 281', 'art. 55', 'art. 54', 'art. 3', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 104', 'art. 11', 'art. 22', 'art. 4', 'art. 105', 'sentenza ', 'art. 841', 'art. 110', 'art. 105', 'art. 116', 'art. 114', 'art. 443', 'art. 113', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 113', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 113', 'art. 135', 'art. 1', 'art. 140', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 128', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 9', 'art. 46', 'art.2', 'art.2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 13']

⭐REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n «Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie» (G.U. 9 agosto 1934, n. 186, suppl. ord.
REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n «Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie» (G.U. 9 agosto 1934, n. 186, suppl. ord.
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Geronimo Mosca
1 REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n «Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie» (1) (2). (G.U. 9 agosto 1934, n. 186, suppl. ord.) Titolo I ORDINAMENTO E ATTRIBUZIONI DELL AMMINISTRAZIONE SANITARIA (3) Capo I Organizzazione dei servizi e degli uffici Art. 1. La tutela della sanità pubblica spetta al ministro per l interno e, sotto la sua dipendenza, ai prefetti e ai podestà. 2. I servizi di igiene scolastica, ferroviaria, del lavoro, delle colonie e, in genere, i servizi igienici e sanitari, qualunque sia l amministrazione pubblica, civile o militare, che vi debba direttamente provvedere, debbono, per quanto riguarda la tutela dell igiene e della sanità pubblica, essere coordinati e uniformati alle disposizioni delle leggi sanitarie e alle istruzioni del ministro per l interno. Art. 2. Gli organi centrali dell amministrazione sanitaria presso il ministero dell interno sono: la direzione generale della sanità pubblica ed il consiglio superiore di sanità. 2. Il prefetto è l autorità sanitaria della provincia. Egli presiede il consiglio provinciale di sanità ed ha alla sua dipendenza il medico provinciale e il veterinario provinciale. 3. Il podestà è l autorità sanitaria del comune ed ha alla sua dipendenza l ufficiale sanitario. 4. Il medico provinciale dirige l ufficio sanitario provinciale e sovraintende agli uffici sanitari marittimi, di frontiera e di aeroporti, dove esistono. L ufficiale sanitario dirige l ufficio sanitario comunale. Art. 3. I comuni provvedono alla vigilanza igienica e alla profilassi delle malattie trasmissibili con personale e mezzi a- deguati ai bisogni locali. 2. I comuni capoluoghi di provincia e quelli, già capoluoghi di circondario, con popolazione superiore ai ventimila abitanti, hanno un adatto ufficio sanitario; gli altri si avvalgono del personale sanitario di cui dispongono e al quale deve essere fatto obbligo espresso, nel regolamento comunale, di prestare l opera propria per gli scopi anzidetti. (1) Il decreto è stato emanato ai sensi della delega di cui alla L. 6 luglio 1933, n (2) Le disposizioni contenute nel decreto sono da considerarsi ora solo parzialmente vigenti, in quanto da cordinare con successive disposizioni a- brogative, sostitutive ed integrative. Per la legislazione successiva vedasi in particolare la L. 13 marzo 1958, n. 296 (Sta in questa stessa voce) ed i decreti delegati del (Stanno in questa stessa voce). Vedasi anche i decreti di trasferimento delle funzioni alle regioni: D.P.R. 15 gennaio 1972, n. 4 (Sta in I 1.6) e D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 (sta in I 1.6) e la legge istitutiva del servizio sanitario nazionale L. 23 dicembre 1978, n (Sta in questa stessa voce). Le competenze statali, nel testo riferite al ministero dell interno, ove confermate all amministrazione dello Stato (ai sensi dell art. 6 della legge n. 833 del 1978) si intendono ora riferite al ministero della sanità, se trasferite vanno riferite alle regioni, alle provincie, ai comuni (artt. 11, 12 e 13 della L. 23 dicembre 1978, n. 833). (3) Reca disposizioni che si ritengono in gran parte superate o che comunque richiedono di essere integrate da disposizioni successive. Art. 4. All assistenza medico-chirurgica e ostetrica gratuita per i poveri nell ambito del territorio del comune, alla somministrazione gratuita dei medicinali ai poveri e alla assistenza veterinaria limitata ai luoghi nei quali ne è riconosciuto il bisogno, quando non siano assicurate altrimenti, provvedono i comuni. 2. È fatto divieto ai comuni di istituire condotte sanitarie per la generalità degli abitanti. 3. I sanitari condotti hanno, tuttavia, l obbligo di prestare la loro opera anche ai non aventi diritto alla assistenza gratuita, in base alle speciali tariffe che sono all uopo proposte per ciascuna provincia dalla associazione sindacale giuridicamente riconosciuta (4), competente per territorio, e approvate dal prefetto. Art. 5. Le province provvedono ai servizi sanitari loro imposti dalla legge; hanno facoltà, inoltre, d integrare servizi sanitari che sono a carico dei comuni e possono essere obbligate, nei casi preveduti dagli artt. 92, 93 e 259, a sostituirsi ai comuni medesimi nell adempimento di tali servizi. Capo II Della direzione generale della sanità pubblica Art. 6. La direzione generale della sanità pubblica è costituita di uffici medici, veterinari, farmaceutici e amministrativi e dell istituto di sanità pubblica, come centro di indagini e di accertamenti inerenti ai servizi della sanità pubblica e per la specializzazione del personale addetto ai servizi stessi nel regno (5). Art. 7. L istituto di sanità pubblica comprende i seguenti reparti: 1) laboratorio di micrografia e batteriologia applicate all igiene e alla sanità pubblica; controllo di sieri, vaccini e prodotti affini; 2) laboratorio di chimica applicata all igiene e alla salute pubblica; controllo della salubrità delle sostanze alimentari; 3) laboratorio di fisica applicata all igiene e alla sanità pubblica; ufficio del radio; sezione di meteorologia sanitaria; 4) laboratorio per gli accertamenti sulla diffusione e profilassi della malaria; 5) laboratorio per gli accertamenti di biologia interessanti la sanità pubblica; 6) indagini e pareri di ingegneria sanitaria e igiene del suolo e dell abitato; 7) laboratorio di accertamenti epidemiologici e profilattici riguardo alle malattie diffusibili e alle malattie sociali; 8) biblioteca e museo. 2. Con decreto del ministro per l interno, di concerto con quello per le finanze, potrà procedersi alla istituzione di nuovi reparti o di raggruppamenti diversi da quelli sopraindicati (6) Art. 8. Nell istituto di sanità pubblica hanno luogo ogni (4) Leggasi ora «Ordini professionali dei sanitari». (5) Ora Istituto Superiore di Sanità. Sulla organzzazione e ordinamento dell Istituto vedasi art. 9 della L. 23 dicembre 1978, n (Sta in questa stessa voce). (6) Il comma è stato abrogato dall art. 1 del R.D.L. 28 febbraio 1935, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,12 anno corsi di perfezionamento per il personale sanitario alla dipendenza dello Stato, delle province, dei comuni. I corsi predetti sono affidati al personale della amministrazione della sanità pubblica; possono essere anche affidati, mediante incarichi provvisori, a personale tecnico di altre amministrazioni statali o anche a estranei all amministrazione dello Stato. Art. 9. I programmi dei corsi, indicati nell articolo precedente, sono stabiliti dal direttore generale della sanità pubblica (7), sentito il parere di una commissione consultiva presieduta dal presidente del consiglio superiore di sanità e della quale fanno parte i capi dei reparti dell istituto e due componenti designati dal consiglio superiore di sanità, che durano in carica tre anni. Il direttore generale della (8) sanità pubblica può intervenire ai lavori di detta commissione. 2. Un funzionario facente parte del personale della direzione generale della sanità pubblica, di grado non inferiore al 7º, e- sercita le funzioni di segretario. Art. 10. Per l ammissione ai corsi di perfezionamento nell istituto di sanità pubblica il personale, non appartenente ai ruoli organici delle amministrazioni dello Stato, è tenuto al pagamento di una tassa d iscrizione. Alla fine di ciascun corso è rilasciato un diploma, la cui concessione è subordinata al pagamento di una tassa. 2. La misura delle tasse predette è determinata con decreto del ministro per l interno di concerto con quello per le finanze. 3. L importo delle tasse è devoluto all erario. Art. 11. Per le ricerche e per gli studi di carattere scientifico e per gli altri servizi affidati, con l autorizzazione del ministro per l interno, all istituto di sanità pubblica da altre amministrazioni dello Stato, debbono essere accreditati, a favore del ministero stesso, i fondi occorrenti per le relative spese. Delle somme accreditate è reso conto nelle forme prescritte dalle vigenti norme di contabilità generale dello Stato. 2. L istituto di sanità pubblica, previa autorizzazione del ministro per l interno, può eseguire ricerche e studi anche a richiesta di amministrazioni non statali, di enti e di privati. Con decreto, emanato dal ministro per l interno, di concerto con quello per le finanze, è determinata la misura delle somme che tali amministrazioni, enti o privati debbono versare all erario a titolo di rimborso di spesa. Capo III Del consiglio superiore di sanità (9) Art. 12. Il consiglio superiore di sanità è composto: di sedici dottori in medicina e chirurgia dei quali sei particolarmente competenti nella igiene pubblica; di un biologo; di due ingegneri esperti in ingegneria sanitaria; di un dottore in chimica; di due dottori in veterinaria, particolarmente versati in igiene veterinaria; (7) Leggasi ora il ministro della sanità. (8) Leggasi ora il ministero della sanità. (9) Gli articoli dei capi III, IV e V sono da considerare implicitamente abrogati dopo l entrata in vigore della disciplina prevista per il consiglio superiore di sanità e per il consiglio provinciale di sanità. Cfr. il D.P.R. 11 febbraio 1961, n (Sta in questa stessa voce). di un farmacologo; di un consigliere di Stato; di una persona esperta nelle scienze agrarie; di una persona esperta nelle materie amministrative; di un ufficiale sanitario capo di ufficio d igiene; di un rappresentante del partito nazionale fascista, uno dell Istituto nazionale fascista per la previdenza sociale, uno della Croce Rossa italiana e uno dell Opera nazionale per la protezione della maternità e dell infanzia, rispettivamente designati dal segretario del partito nazionale fascista e da ciascuno degli enti predetti. 2. Essi sono nominati con decreto reale, su proposta del ministro per l interno; durano in carica tre anni e possono essere rinominati. 3. Fanno inoltre parte del consiglio stesso: il direttore generale della sanità pubblica; il direttore generale dell amministrazione civile; il commissario per le migrazioni e la colonizzazione interna; il direttore generale dell istruzione superiore; il direttore generale degli italiani all estero; un direttore generale del ministero delle colonie, designato dal ministro per le colonie; un direttore generale del ministero delle corporazioni, designato dal ministro per le corporazioni; il tenente generale medico, capo del corpo sanitario militare; il tenente generale medico, direttore centrale della sanità militare marittima; il capo dell ufficio centrale di sanità della regia aeronautica; il presidente del comitato medico del consiglio nazionale delle ricerche; il primo presidente della corte d appello della capitale; il direttore generale della marina mercantile; il presidente dell istituto centrale di statistica; il capo dell ufficio sanitario delle ferrovie dello Stato; il direttore generale delle acque e degli impianti elettrici; il direttore generale della bonifica integrale; il colonnello veterinario capo del corpo e del servizio veterinario militare; un rappresentante dei medici chirurghi, uno dei veterinari, uno dei farmacisti, uno dei chimici e uno degli ingegneri, designati dalle rispettive associazioni sindacali legalmente riconosciute, secondo le norme, i termini e le condizioni stabilite con decreto reale, su proposta dei ministri per l interno e per le corporazioni. 4. Il ministro per l interno nomina per ciascuna sessione ordinaria del consiglio superiore di sanità il presidente e il vice presidente che rimangono in carica fino all apertura della sessione ordinaria successiva. Il presidente e il vice-presidente e- splicano le loro mansioni anche in seno alle sezioni del consiglio superiore di sanità. 5. È in facoltà del ministro per l interno di intervenire alle a- dunanze del consiglio superiore di sanità riunito in adunanza generale o di sezione, assumendone la presidenza. 6. Il ministro per l interno designa a segretario del consiglio superiore di sanità un funzionario medico in servizio presso la direzione generale della sanità pubblica il quale non ha voto (9). Art. 13. Il consiglio superiore di sanità: 1) prende in esame i fatti riguardanti l igiene e la sanità pub Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,23 blica del regno sui quali riferisce il direttore generale della sanità pubblica; 2) propone quei provvedimenti, quelle inchieste e quelle ricerche scientifiche che giudicherà convenienti ai fini dei servizi di sanità pubblica; 3) compila l elenco delle lavorazioni insalubri (9). Art. 14. Il voto del consiglio superiore di sanità è obbligatorio: a) su tutti i regolamenti generali, predisposti da qualunque amministrazione centrale, che comunque interessino l igiene e la sanità pubblica; b) sull elenco dei colori nocivi; c) sulla determinazione dei sali di chinino che possono essere acquistati e lavorati dal ministero delle finanze, sulla forma dei relativi preparati e nei modi di distribuzione di essi; sui preparati sussidiari per la cura della malaria, a norma dell art. 315; d) sulla determinazione dei lavori pericolosi, troppo faticosi o insalubri, a termine delle disposizioni sul lavoro delle donne e dei fanciulli; sulle norme igieniche del lavoro con particolare riguardo all igiene dei locali di lavoro e di riposo delle donne e dei fanciulli; e) sui grandi lavori di utilità pubblica per ciò che riguarda l igiene; sulle opere di pubblica utilità che interessino comunque la sanità pubblica e la esecuzione delle quali debba essere autorizzata con legge, o sulle opere igieniche che interessino più province e, in genere, per quanto riguarda tali opere, in tutti i casi nei quali ne è richiesto per legge; f) sulle domande di attestati di privativa industriale per invenzioni e scoperte concernenti bevande e commestibili di qualsiasi natura; g) sulle modificazioni da introdursi nell elenco degli stupefacenti; h) in tutti i casi nei quali ne è fatto obbligo per disposizioni di legge o di regolamento, emanato da una amministrazione centrale. 2. È in facoltà del ministro per l interno di richiedere il parere del consiglio superiore di sanità in tutti quei casi nei quali lo ritenga opportuno. Art. 15. Il consiglio superiore di sanità si divide in quattro sezioni. 2. Alla composizione del consiglio si provvede con decreto reale all inizio di ciascun triennio. Con lo stesso decreto si determina la competenza, per materia, delle singole sezioni e la distribuzione dei membri nelle medesime. Art. 16. Il consiglio superiore di sanità delibera in adunanza generale sulle materie indicate sotto le lettere a) e d) del precedente art. 14, sui grandi lavori e sulle opere di pubblica utilità preveduti nella lettera e) dello stesso articolo e quando tale adunanza è espressamente richiesta per disposizione di legge o di regolamento; negli altri casi, i pareri o le deliberazioni, richiesti al consiglio dal presente testo unico o da qualsiasi altra legge o regolamento, sono resi dalla sezione competente. 2. Quando siano in discussione questioni che interessino la competenza di due o più sezioni, il parere è emesso collegialmente dalle sezioni interessate riunite in unica assemblea. 3. Nel caso di pareri o di deliberazioni domandati con urgenza, le sezioni possono deliberare con la presenza della maggioranza dei componenti residenti nella capitale (9). Capo IV Del consiglio provinciale di sanità (9) Art. 17. Il consiglio provinciale di sanità è presieduto dal prefetto ed è composto di: a) tre dottori in medicina e chirurgia di cui uno particolarmente competente in pediatria; b) una persona esperta nelle materie amministrative; c) una persona esperta nelle scienze agrarie; d) il segretario federale del partito nazionale fascista; c) il medico provinciale; f) il veterinario provinciale; g) l ufficiale medico in attività di servizio di più alto grado residente nel capoluogo della provincia; h) il presidente del tribunale civile e penale del capoluogo; i) l ufficiale sanitario del capoluogo; l) un rappresentante dei medici chirurghi, uno dei veterinari, uno dei farmacisti, uno dei chimici ed uno degli ingegneri esercenti nella provincia, designati dalle rispettive associazioni sindacali legalmente riconosciute, secondo le norme, i termini e le condizioni stabilite con decreto reale, su proposta dei ministri per l interno e per le corporazioni. 2. I componenti di cui alle lettere a) e b) e il componente di cui alla lettera c) sono nominati con decreto del prefetto su designazione, rispettivamente, del consiglio provinciale o della giunta della camera di commercio, industria e agricoltura. Tali componenti durano in carica tre anni e possono essere rinominati. 3. Il prefetto designa a segretario del consiglio un funzionario amministrativo di gruppo A il quale non ha voto (9). Art. 18. Il consiglio provinciale di sanità: 1) prende in esame tutti i fatti riguardanti l igiene e la salute pubblica nei comuni della provincia; 2) propone al prefetto i provvedimenti e le investigazioni che giudica opportuni; 3) designa un componente della commissione provinciale per la licenza ad esercizi pubblici; 4) propone il regolamento dei premi ai proprietari e agli industriali per le opere di difesa dalla malaria nelle abitazioni e nei ricoveri, anche temporanei, degli operai e dei contadini; 5) provvede alla compilazione dell elenco per la nomina dei sanitari che debbono far parte delle commissioni comportamentali arbitrali per l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro in agricoltura (9). Art. 19. Il voto del consiglio provinciale di sanità è obbligatorio, per la parte igienico-sanitaria: a) sui regolamenti locali di igiene e sanità; b) sui regolamenti speciali per la macerazione delle piante tessili e in ogni altro regolamento speciale a scopo igienico; c) sul regolamento provinciale di polizia veterinaria; d) sul regolamento per gli ufficiali sanitari della provincia; e) sui regolamenti per i servizi dei lavoratori provinciali di igiene e di profilassi; f) sulla costituzione coattiva di consorzi per la provvista d acqua potabile e sulla esecuzione d ufficio di opere di tale natura; g) sulla variazione al limite del lavoro notturno di donne e di fanciulli e sulle concessioni di ammissione di donne al lavoro notturno di materie suscettibili di alterazione; h) sulle piante organiche delle farmacie; i) sulla costituzione e sullo scioglimento di consorzi sanitari e sulla riforma delle convenzioni regolatrici dei consorzi stessi; Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,34 l) sulla conferma e la dimissione degli ufficiali sanitari in prova e sui provvedimenti disciplinari contro di essi, eccedenti la sospensione per il termine di un mese. m) sulle relazioni annuali del medico provinciale e del veterinario provinciale; n) in tutti i casi nei quali ne è fatto obbligo per disposizione di legge o di regolamento generale. 2. È facoltà del prefetto di richiedere il parere del consiglio provinciale di sanità in tutti quei casi nei quali lo ritenga opportuno (9). Art. 20. Nel caso di pareri o di deliberazioni, domandati con urgenza, il consiglio provinciale di sanità può deliberare con la presenza della maggioranza dei componenti residenti nel capoluogo della provincia (9). Capo V Disposizioni comuni al consiglio superiore di sanità e ai consigli provinciali di sanità (9) Art. 21. Il consiglio superiore di sanità, in adunanza generale, ed il consiglio provinciale di sanità, si riuniscono in sessione ordinaria una volta l anno, nel mese di aprile; le sezioni del consiglio superiore di sanità due volte l anno, nei mesi di giugno e di novembre. Straordinariamente i predetti consessi possono essere riuniti tutte le volte che ritengano necessario di convocarli, rispettivamente il ministro per l interno ed il prefetto. 2. Per la validità delle adunanze è necessaria la presenza della metà almeno dei rispettivi componenti, tranne i casi preveduti negli artt. 16 e Le deliberazioni sono adottate a maggioranza di voti e, in caso di parità, prevale il voto del presidente. 4. I membri non di diritto che non intervengano ad almeno tre adunanze consecutive senza giustificato motivo, decadono dalla carica. La decadenza è pronunciata dal ministro per l interno o dal prefetto, sentiti gli interessati, a seconda che si tratti di componenti del consiglio superiore o del consiglio provinciale di sanità (9). Art. 22. Èin facoltà del ministro per l interno o del prefetto, di fare intervenire nelle adunanze rispettivamente del consiglio superiore e del consiglio provinciale di sanità, senza voto deliberativo, per lo studio di speciali questioni, persone di riconosciuta competenza estranee ai predetti consessi (9). Art. 23. Ai componenti del consiglio superiore di sanità e dei consigli provinciali di sanità, estranei all amministrazione dello Stato, può venire assegnata una indennità giornaliera nella misura stabilita con decreto del ministro per l interno di concerto con quello per le finanze. 2. Ai componenti dei predetti consigli che facciano parte dell amministrazione dello Stato, quando non siano chiamati nei consigli medesimi in dipendenza della carica o dell ufficio che ricoprono, può essere assegnata una diaria che è stabilita con decreto ministeriale, entro i limiti preveduti nell art. 63 del regio decreto 8 maggio 1924, n Ai componenti dei consigli anzidetti che non risiedono nel luogo dove si tengono le adunanze, sono inoltre dovute le indennità di viaggio e di soggiorno che, per i funzionari dello Stato, sono stabilite dalle disposizioni in vigore, e per gli altri componenti sono determinate con decreto del ministro per l interno di concerto con quello per le finanze (9). Capo VI Dell ufficio sanitario provinciale Sezione I Del medico provinciale Art. 24. Il medico provinciale esercita le attribuzioni a lui demandate dal presente testo unico e da altre leggi e regolamenti, ed inoltre: a) informa il prefetto di qualunque fatto possa interessare la sanità pubblica nella provincia e propone i provvedimenti necessari; b) propone la convocazione del consiglio provinciale di sanità per gli affari sui quali, per legge, deve essere sentito; c) propone i provvedimenti di competenza del prefetto relativi al personale sanitario, agli esercenti sottoposti alla vigilanza dell autorità sanitaria ed agli esercenti non autorizzati; d) dà voto sulle deliberazioni dei consorzi per il servizio medico-chirurgico e per quello ostetrico, sulla nomina degli ufficiali sanitari comunali, sulle contestazioni tra medici e amministrazioni comunali, enti morali e privati per ragioni di servizio; e) dà parere sui progetti di edifici scolastici e su quelli per la costruzione e l acquisto, l adattamento e il restauro di campi sportivi, piscine, bagni pubblici e simili; f) si tiene in corrispondenza con gli ufficiali sanitari, ai sensi dell art. 40, su tutto ciò che riguarda l igiene e la sanità pubblica; g) vigila sui servizi sanitari e sulle condizioni igieniche dei comuni, sugli istituti sanitari della provincia e sulla esecuzione delle leggi e dei regolamenti sanitari; h) vigila sull igiene delle scuole e degli istituti di educazione e istruzione, riferendone al prefetto; i) vigila sugli istituti ed i laboratori ove si compiono esperimenti sopra animali; l) redige la relazione annuale sull andamento dei servizi sanitari e sullo stato sanitario della provincia; m) riceve dagli esercenti la professione di medico-chirurgo le informazioni sui fatti e sulle circostanze che possano interessare la sanità pubblica e sugli aborti, fermo restando l obbligo del referto ai sensi dell art. 365 del codice penale e dell art. 4 del codice di procedura penale. 2. Quando nell esercizio delle sue funzioni abbia notizia di un reato, per il quale si debba procedere di ufficio, deve farne denuncia mediante rapporto (10). Art. 25. Nelle provincie dove manchi temporaneamente il medico provinciale, il prefetto può affidare, in via provvisoria, l esercizio delle funzioni inerenti all ufficio suddetto all ufficiale sanitario del capoluogo o ad altro medico componente del consiglio provinciale di sanità (11). (10) Le disposizioni di cui al presente articolo relativamente alle attribuzioni del medico provinciale vanno integrate e ridefinite sulla base di quanto previsto dagli artt. 4 e 6 della L. 13 maggio 1958, n. 286 e 1 del D.P.R. 11 Febbraio 1961, n (Sta in questa stessa voce). Per il trasferimento delle funzioni vedasi nota n. 1. (11) L articolo è stato così modificato dall art. 2 del D.P.R. 10 giugno 1955, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,45 Sezione II Del veterinario provinciale Art. 26. Il veterinario provinciale fa parte dell ufficio sanitario provinciale e sovraintende al servizio veterinario; pertanto: a) riceve le denunce delle malattie infettive ai sensi delle disposizioni di polizia veterinaria; b) raccoglie e coordina i dati statistici relativi alle malattie infettive degli animali; c) informa il prefetto sull andamento del servizio e il medico provinciale su tutto quanto riguarda la salute e l igiene degli animali nella provincia in rapporto alla sanità pubblica; d) esercita la vigilanza veterinaria nella provincia per l applicazione dei provvedimenti di profilassi e di polizia veterinaria e compie le necessarie ispezioni; e) dà voto sulle deliberazioni dei consorzi relative al servizio veterinario, sulle contestazioni fra i veterinari e i municipii, i corpi morali e i privati per ragioni di servizio; f) propone al prefetto i provvedimenti disciplinari a carico dei veterinari comunali; g) redige la relazione annuale sull andamento del servizio veterinario della provincia. Art. 27. Il prefetto può incaricare uno o più veterinari di coadiuvare il veterinario provinciale in altri comuni della provincia, quando l estensione della provincia stessa e la quantità del bestiame in essa esistente lo richiedano. 2. Nelle provincie dove manchi temporaneamente il veterinario provinciale, il prefetto può affidare, in via provvisoria, l esercizio delle funzioni inerenti all ufficio suddetto al direttore dell Istituto zooprofilattico, laddove esista, o al capo dei servizi veterinari del comune capoluogo o ad un veterinario componente il consiglio provinciale di sanità (12). Sezione III Dei servizi sanitari per scali marittimi, per le frontiere di terra e per gli aeroporti (13) Art. 28. Nei porti e negli aeroporti del regno, sono stabiliti uffici di sanità (14). 2. Nei porti abilitati a tutti i servizi di sanità marittima e nelle stazioni di sanità marittima, il servizio è affidato ad apposito personale tecnico appartenente ai ruoli dell amministrazione della sanità pubblica. (12) Il comma è stato così modificato dall art. 3 del D.P.R. 10 giugno 1955, n (13) Per quanto disciplinato dalla presente sezione vedi anche D.P.R. 11 febbraio 1961, n. 264 (Sta in questa stessa voce) e D.P.R. 31 luglio 1980, n (Sta in questa stessa voce). (14) L art. 1 della L. 27 aprile 1974, n. 174 recante norme per la ristrutturazione degli uffici periferici della sanità per la profilassi internazionale delle malattie infettive e diffusione, così dispone: «Gli uffici di sanità di cui all art. 28 del testo unico approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, hanno sede ad Ancona (porto), Bari (porto), Brindisi (porto), Cagliari (porto), Catania (porto), Genova (porto), Livorno (porto), Messina (porto), Varese (aeroporto Malpensa), Napoli (porto), Roma (aeroporto Fiumicino), Palermo (porto), Taranto (porto), Trieste (porto), Venezia (porto), Imperia (porto), Pescara (porto), Salerno (porto), Trapani (porto), La Spezia (porto), Ravenna (porto), Savona (porto), Pesaro (porto), Reggio Calabria (porto), Roma (porto Fiumicino), Siracusa (porto), Bologna (aeroporto Panigale), Torino (aeroporto Caselle). I predetti uffici, fermi restando i compiti loro spettanti in base alle leggi e ai regolamenti, sovrintendono anche ai servizi sanitari negli altri porti, aeroporti e posti di confine terrestre, indicati con decreto del ministro per la sanità.» 3. Negli altri porti e scali provvede il prefetto mediante incarichi. 4. Al servizio sanitario di frontiera ed agli aeroporti, nonché alla eventuale istituzione di uffici temporanei per bisogni straordinari, provvede il prefetto secondo le ordinanze e le istruzioni emanate dal ministero dell interno. Art. 29. Il capitano o padrone di nave, nell approdare ad un porto o scalo dello Stato, è tenuto a sottostare alle formalità sanitarie prescritte nel regolamento di sanità marittima. 2. Sono estese alle infrazioni delle disposizioni contenute nel predetto regolamento la competenza del capitano del porto di arrivo, stabilita nel codice per la marina mercantile e la procedura stabilita nel codice stesso. 3. Le pene pecuniarie, inflitte in base alle disposizioni del presente articolo, debbono essere versate prima della partenza della nave. Qualora questa avvenga prima che il giudizio sia stato definito, il capitano della nave deve versare presso l ufficio di porto un deposito di garanzia nella somma determinata dall autorità marittima locale entro il limite massimo indicato nell art Art. 30. Il capitano o padrone di nave, nell approdare ad un porto o scalo dello Stato, è tenuto al pagamento di un diritto di pratica sanitaria nella misura stabilita nella tabella n. 1, annessa al presente testo unico. 2. Il diritto di pratica sanitaria è applicato con le stesse norme e modalità della tassa e sopratasse di ancoraggio, di cui al capo IV della legge 23 luglio 1896, n. 318, e successive modificazioni (15). Art. 31. Il comandante di aeromobile che approda in un aeroporto dello Stato è tenuto a sottostare alle misure sanitarie stabilite nell apposito regolamento, che è emanato dal ministro per l interno di concerto con quello per l aeronautica. Art. 32. Alla visita sanitaria degli animali, delle carni e dei prodotti ed avanzi animali che si importano nel regno e degli animali che si esportano, si provvede mediante veterinari di confine e di porto. 2. Detti veterinari debbono proibire l ingresso nello Stato degli animali affetti da malattie infettive e diffusive o sospetti di esserlo, nonché delle carni e dei prodotti od avanzi animali riconosciuti non sani. 3. Debbono proibire del pari l uscita dal regno degli animali riconosciuti affetti da malattie infettive e diffusive o sospetti di esserlo. 4. La visita alla frontiera è soggetta alla percezione di un diritto fisso a carico degli esportatori e degli importatori, nella misura stabilita nella tabella n. 2 annessa al presente testo unico. 5. È fatta eccezione per i soli animali importati per l alpeggio e per la svernatura, per i quali la visita è gratuita. 6. Gli animali vivi, anche se in transito, sono soggetti alla visita all entrata nel regno ed al pagamento del relativo diritto. 7. I prodotti ed avanzi animali in transito con diretta destinazione ad altri paesi sono esenti dalla visita e dal pagamento del diritto fisso. 8. Salva l applicazione dell articolo 47 del regolamento di polizia veterinaria, approvato con decreto del presidente della Repubblica dell 8 febbraio 1954, n. 320, per l importazione, l e- (15) Cfr. la L. 9 febbraio 1963, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,56 sportazione e il transito dei cani e dei gatti al seguito dei viaggiatori non è previsto l obbligo della visita sanitaria al confine. I cani e i gatti al seguito dei viaggiatori per essere ammessi alla importazione o al transito devono essere scortati da un certificato di origine e di sanità rilasciato da un veterinario ufficiale dello Stato di provenienza (16). 9. Il certificato di cui al comma precedente deve contenere la dichiarazione che l animale è stato visitato prima della partenza ed è stato riconosciuto clinicamente sano ed inoltre le altre indicazioni in ordine alle garanzie sanitarie che saranno determinate dal ministro per la sanità con proprio decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica (16). 10. L esenzione della visita sanitaria al confine può essere e- stesa con ordinanza del ministro per la sanità ad altre specie di animali al seguito dei viaggiatori. Con la medesima ordinanza sono disposte le modalità e le garanzie sanitarie alle quali sono subordinati l importazione ed il transito dei suddetti animali (16). Capo VII Dell ufficio sanitario comunale e dei servizi di vigilanza igienica e di assistenza sanitaria nei comuni Sezione I Dell ufficiale sanitario comunale e delle sue attribuzioni Art. 33. I comuni provvedono isolatamente o uniti in consorzio al servizio di vigilanza igienica e di profilassi. 2. Il prefetto può promuovere di ufficio la costituzione di tali consorzi. 3. Ai consorzi, preveduti in questo articolo, si applicano le disposizioni stabilite, in materia di consorzi, dal testo unico della legge comunale e provinciale, in quanto non sia provveduto nella sezione IV del presente capo. 4. Quando, per lo scarso numero della popolazione, per le condizioni economiche del comune e per le difficoltà di comunicazioni con i comuni contermini, non sia possibile provvedere al servizio di vigilanza igienica e di profilassi nei sensi indicati nel primo comma, il prefetto può affidare temporaneamente le funzioni di ufficiale sanitario al medico condotto. 5. Uno speciale regolamento, emanato dal prefetto ed approvato dal ministro per l interno, sentito il consiglio superiore di sanità, determina le norme generali per il servizio di vigilanza igienica nella provincia e per gli ufficiali sanitari. Art. 34. L ufficiale sanitario, sia comunale che consorziale, è nominato dal prefetto in seguito a pubblico concorso. 2. Il prefetto indice ogni anno il concorso per il numero complessivo dei posti vacanti nella provincia. 3. Il concorso può essere indetto per singoli comuni quando si tratti di comuni capoluoghi di provincia o sedi di importanti industrie, o di comuni dichiarati stazioni di cura, soggiorno e turismo, o di comuni che dimostrino di trovarsi in condizioni finanziarie tali da poter sostenere, senza notevole aggravio, la spesa per il concorso (17). 4. Possono partecipare al concorso pubblico per il posto di ufficiale sanitario coloro che sono muniti della laurea in medi- cina e chirurgia e abilitati all esercizio della professione, purché non abbiano oltrepassato trentadue anni di età, e indipendentemente dal limite predetto: a) i medici provinciali ed i medici provinciali aggiunti che prestino da almeno tre anni servizio effettivo nell amministrazione della sanità pubblica; b) gli aiuti e gli assistenti di ruolo degli istituti universitari di igiene delle facoltà di medicina e chirurgia; c) i sanitari, nominati in seguito a concorso, che alla data del bando prestino servizio sia come ufficiale sanitario, sia come medici presso uffici sanitari comunali o presso reparti medico-micrografici di laboratori provinciali di igiene e profilassi (18). Art. 35. Il prefetto, sentito il consiglio provinciale di sanità previa autorizzazione del ministro per l interno, può far precedere al concorso pubblico, per le sedi indicate nel terzo comma dell articolo precedente, un concorso per titoli fra ufficiali sanitari in servizio con nomina definitiva conseguita a seguito di concorso. 2. Sono anche ammessi al concorso i medici provinciali e i medici provinciali aggiunti che prestino, da almeno sei anni, servizio effettivo nell amministrazione della sanità pubblica. Art. 36. Il prefetto nomina le commissioni giudicatrici dei concorsi (19). 2. La commissione giudicatrice forma la graduatoria dei candidati risultati idonei, secondo l ordine della votazione conseguita e osservate le preferenze stabilite per legge. 3. È in facoltà della commissione predetta di dichiarare inefficace l esito del concorso stesso per uno o più posti messi a concorso. 4. Il prefetto approva la graduatoria e provvede alla nomina dei vincitori, secondo l ordine della graduatoria stessa e in rapporto ai comuni per i quali i candidati hanno precedentemente dichiarato di concorrere. 5. In caso di mancata accettazione da parte del prescelto o di cessazione dal servizio, per qualsiasi causa, entro i primi sei mesi dalla pubblicazione della graduatoria, sono nominati successivamente, secondo l ordine della graduatoria stessa, gli altri concorrenti dichiarati idonei. 6. Le spese del concorso sono a carico dei comuni interessati. Il riparto delle spese è fatto con decreto del prefetto. Art. 37. La nomina al posto di ufficiale sanitario in seguito a concorso è fatta, in via di esperimento, per un biennio, trascorso il quale, il prefetto, sentito il podestà od il presidente del consorzio interessato ed il consiglio provinciale di sanità, provvede, entro il termine massimo di sei mesi, alla nomina definitiva o alla dimissione. 2. Il decreto del prefetto col quale si provvede alla dimissione deve essere motivato genericamente. 3. Il periodo di prova è ridotto ad un anno per coloro che, alla data del bando di concorso, prestino servizio in un comune o consorzio di comuni in qualità di ufficiali sanitari con nomina definitiva. (16) Il comma è stato aggiunto dall art. 1 della L. 31 gennaio 1969, n. 13. (17) Il comma è stato così modificato dall art. 4 del D.P.R. 10 giugno 1955, n (18) Il comma è stato così modificato dall articolo unico del D.L.vo C.P.S. 1º aprile 1947, n Per il limite di età per la partecipazione al concorso cfr. la L. 5 marzo 1961, n (19) La composizione della commissione esaminatrice è determinata dal D.P.R. 10 giugno 1955, n. 854, art Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,67 4. I provvedimenti del prefetto, adottati ai sensi del presente articolo, dei precedenti artt. 34 e 35 e del quarto e quinto comma dell art. 36, sono definitivi. Art. 38. L ufficiale sanitario, assunto in servizio in via di esperimento, presta dinanzi al prefetto, sotto pena di decadenza, la solenne promessa di diligenza, di segretezza e di fedeltà ai propri doveri. 2. La formula della promessa è la seguente: «Prometto di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato, di adempiere tutti i miei doveri, serbando scrupolosamente il segreto d ufficio, nell interesse dell amministrazione e per il bene comune» (20). 3. Dopo ottenuta la nomina definitiva presta, sotto pena di decadenza, il seguente giuramento: «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato, di adempiere tutti i miei doveri, serbando scrupolosamente il segreto d ufficio, nell interesse dell amministrazione e per il bene comune» (20). Art. 39. Gli ufficiali sanitari dipendono dal podestà o dal presidente del consorzio e, come ufficiali governativi, dipendono direttamente dall autorità sanitaria provinciale, della quale eseguiscono gli ordini. Art. 40. L ufficiale sanitario: a) vigila sulle condizioni igieniche e sanitarie del comune o dei comuni consorziati e ne tiene informato il medico provinciale; b) vigila sull igiene delle scuole e degli istituti di educazione e istruzione, degli opifici e in genere di tutti gli stabilimenti ove si compie lavoro in comune, riferendone al podestà eal medico provinciale; c) denuncia al podestà e al medico provinciale ogni trasgressione alle leggi e ai regolamenti sanitari, fermo restando, in ogni caso, l obbligo del referto ai sensi dell art. 365 del codice penale e dell art. 4 del codice di procedura penale; d) riferisce sollecitamente al podestà e al medico provinciale tutto ciò che, nell interesse della sanità pubblica, possa reclamare speciali e straordinari provvedimenti; e) assiste il podestà nell esecuzione di tutti i provvedimenti sanitari ordinati sia dall autorità comunale, sia dalle autorità superiori; f) raccoglie tutti gli elementi per la relazione annuale sullo stato sanitario del comune, uniformandosi alle istruzioni del medico provinciale. Art. 41. Gli stipendi degli ufficiali sanitari e dei medici addetti agli uffici sanitari comunali nominati in seguito a concorso, sono deliberati, tenuto conto dell importanza del servizio, dal consiglio comunale. In ogni caso, gli stipendi minimi non possono essere inferiori allo stipendio degli impiegati dello Stato aventi diritto al coefficiente 271, ai sensi della tabella allegata al decreto del presidente della Repubblica 11 gennaio 1956, n. 19. È riconosciuto, a tutti gli effetti di carriera ed economici, il servizio prestato presso altri enti locali. 2. Contro il provvedimento del consiglio comunale è ammesso ricorso alla giunta provinciale amministrativa, integrata dal medico provinciale (21). Art. 42. Per il rilascio dei certificati, concernenti gli accertamenti che le vigenti disposizioni demandano all ufficiale sanitario, è dovuto al comune un compenso a carico dei richiedenti, quando tali certificati sono domandati nell esclusivo interesse privato. 2. Il prefetto, entro il mese di gennaio di ogni anno, determina, sentiti la giunta provinciale amministrativa e il consiglio provinciale di sanità, i casi nei quali i compensi sono dovuti, la relativa misura, nei limiti compresi tra un massimo ed un minimo fissati dall alto commissario per l igiene e la sanità pubblica, e le modalità del versamento da parte dei privati nonché della liquidazione (22). Art. 43. Le somme riscosse dal comune per i compensi indicati nell articolo precedente sono riservate esclusivamente per il potenziamento degli uffici d igiene e delle relative attrezzature, detratto il 50 per cento che è devoluto all ufficiale sanitario ed il 25 per cento al personale tecnico-sanitario che lo ha coadiuvato negli accertamenti. Se questo manchi, tale ultima somma è devoluta all ufficiale sanitario. 2. La quota spettante all ufficiale sanitario ed al personale tecnico-sanitario predetto non può eccedere per ciascuno di essi, durante l anno, la metà dell ammontare annuo dei rispettivi stipendi, esclusa dal computo degli stessi qualsiasi indennità accessoria. 3. Le somme che eccedono la metà dell ammontare annuo dello stipendio dell ufficiale sanitario sono devolute al personale tecnico-sanitario che lo ha effettivamente coadiuvato negli accertamenti, fino alla concorrenza del limite massimo di cui al comma precedente. Le eventuali ulteriori eccedenze sono incamerate dal comune per gli scopi di cui al primo comma. 4. Il limite del 50 per cento dello stipendio di cui ai commi precedenti, ferma la quota del 25 per cento spettante al comune, non si applica ai compensi dovuti per i certificati relativi alle seguenti prestazioni: visite mediche a richiesta di privati, escluse le visite per il rilascio ed il rinnovo ai lavoratori dell industria e del commercio del libretto sanitario; accertamenti e pareri richiesti da privati, non prescritti da disposizioni di legge e di regolamento; vaccinazioni profilattiche a domicilio o fuori orario di servizio; accertamenti sulla usabilità di tombe private; iniezioni conservative e condizionamenti di salme. 5. La ripartizione tra l ufficiale sanitario ed il personale tecnico-sanitario, che lo ha coadiuvato nelle prestazioni, di tali proventi esenti dal limite del 50 per cento dello stipendio, è fissata nel modo seguente: comuni o consorzi fino a abitanti: 90 per cento all ufficiale sanitario e 10 per cento ai collaboratori; comuni o consorzi da a abitanti: 80 per cento all ufficiale sanitario e 20 per cento ai collaboratori; comuni o consorzi da a abitanti: 70 per cento all ufficiale sanitario e 30 per cento ai collaboratori; comuni o consorzi da a abitanti: 60 per cento all ufficiale sanitario e 40 per cento ai collaboratori; (20) Il comma si deve considerare così modificato ai sensi di quanto previsto dagli artt. 3e6della L. 23 dicembre 1946, n (21) L articolo è stato così modificato dall art. 1 della L. 15 febbraio 1963, n (22) L articolo è stato così modificato dall art. 7 del D.P.R. 10 giugno 1955, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,78 comuni o consorzi da a abitanti: 50 per cento all ufficiale sanitario e 50 per cento ai collaboratori; comuni o consorzi da a abitanti: 40 per cento all ufficiale sanitario e 60 per cento ai collaboratori; comuni o consorzi da a abitanti: 37 per cento all ufficiale sanitario e 63 per cento ai collaboratori; comuni o consorzi da a di abitanti: 35 per cento all ufficiale sanitario e 65 per cento ai collaboratori; comuni o consorzi da a abitanti: 30 per cento all ufficiale sanitario e 70 per cento ai collaboratori; comuni o consorzi da a di abitanti: 20 per cento all ufficiale sanitario e 80 per cento ai collaboratori; comuni o consorzi oltre i di abitanti: 15 per cento all ufficiale sanitario e 85 per cento ai collaboratori. 6. Nei casi in cui non esista personale collaboratore la quota ad esso attribuibile spetta all ufficiale sanitario. 7. La ripartizione nell ambito dei collaboratori sarà fatta dal comune o consorzio su proposta dell ufficiale sanitario, sentiti i sindacati di categoria (23). Art. 44. Le sanzioni disciplinari che possono essere inflitte agli ufficiali sanitari sono: a) la censura; b) la riduzione dello stipendio nella misura non superiore ad un quinto e per la durata massima di mesi sei; c) la sospensione dal grado con privazione dello stipendio per la durata da uno a sei mesi; d) la revoca; e) la destituzione. 2. Le sanzioni disciplinari sono applicate dal prefetto; la censura può essere anche applicata dal podestà o dal presidente del consorzio. Art. 45. Le sanzioni disciplinari sono inflitte con provvedimento motivato, previa contestazione degli addebiti all interessato, e concessione di un termine di almeno dieci giorni per le discolpe. 2. Quando il prefetto ritiene di applicare una sanzione disciplinare, superiore alla sospensione dal grado con privazione dello stipendio per un mese, deve essere sentito il consiglio provinciale di sanità, dinanzi al quale l ufficiale sanitario incolpato può esporre verbalmente le proprie discolpe. Art. 46. In caso di urgenza o quando la gravità dei fatti lo esiga, l ufficiale sanitario può essere sospeso dall ufficio; deve essere immediatamente sospeso dalla data del mandato di cattura, quando sia sottoposto a giudizio per qualsiasi delitto. 2. La sospensione è applicata dal prefetto. Essa ha carattere cautelativo ed importa la temporanea sospensione dal grado e la privazione dei relativi emolumenti. Alla moglie od ai figli minorenni del sospeso può essere però concesso un assegno alimentare, in misura non superiore ad un terzo dello stipendio. 3. Se il procedimento penale ha termine con ordinanza o sentenza definitiva, che escluda l esistenza del fatto imputato o, pur ammettendolo escluda che l incolpato vi abbia preso parte, la sospensione è revocata ed egli riacquista il diritto agli emo- lumenti non percepiti, dedotto quanto sia stato corrisposto a titolo di assegno alimentare. 4. Nel caso di procedimento disciplinare, se gli sia inflitta una sanzione minore ovvero il periodo della sospensione dal grado con privazione dello stipendio sia inferiore alla sospensione sofferta, debbono essere restituiti in tutto o in parte, secondo i casi, gli stipendi non percepiti, dedotto quanto sia stato corrisposto a titolo di assegno alimentare. 5. La revoca della sospensione fa riacquistare l anzianità perduta. 6. All infuori dei casi elencati nel terzo comma, l ordinanza o la sentenza non osta all eventuale procedimento disciplinare e, qualora questo porti alla sospensione dal grado con privazione dello stipendio, deve essere scomputato il periodo di sospensione sofferto. 7. L ufficiale sanitario condannato con sentenza passata in giudicato a pena restrittiva della libertà personale, quando non sia il caso di applicare nei suoi riguardi la revoca o la destituzione, è sospeso dal grado con privazione dello stipendio durante il periodo di espiazione della pena. Art. 47. L ufficiale sanitario è collocato a riposo, con decreto del prefetto, quando ha compiuto i sessantacinque anni di età (24). 2. Può, inoltre, essere dispensato o collocato a riposo, con decreto motivato del prefetto, sentito il consiglio provinciale di sanità, per inabilità fisica, incapacità professionale, soppressione di posto o quando ciò sia necessario nell interesse del servizio. In tali casi all ufficiale sanitario, proposto per la dispensa o il collocamento a riposo, è assegnato un termine per presentare le sue eventuali deduzioni. 3. Sui ricorsi contro i provvedimenti adottati ai sensi del comma precedente il ministro per l interno decide sentito il consiglio superiore di sanità. Art. 48. L ufficiale sanitario è dichiarato di ufficio dimissionario: a) quando perda la cittadinanza italiana; b) quando, senza giustificato motivo, non assuma o non riassuma servizio entro il termine prefissogli, ovvero si assenti arbitrariamente dall ufficio per un periodo superiore a dieci giorni. 2. È, inoltre, dichiarato dimissionario, senza pregiudizio dell azione penale, quando volontariamente abbandoni l ufficio o presti l opera propria in modo da interrompere o turbare la continuità e la regolarità del servizio, ovvero si faccia istigatore di tali atti presso altri impiegati del comune. 3. Tuttavia il prefetto, considerate le condizioni individuali e le personali responsabilità, nel caso preveduto nel precedente comma, può applicare invece la sospensione dal grado con privazione dello stipendio o la revoca dall impiego. 4. In ogni caso indipendentemente da quanto è disposto nei comma precedenti, l ufficiale sanitario, che si trovi nelle condizioni predette, è sospeso dallo stipendio per la durata delle infrazioni ai suoi doveri di ufficio, previo accertamento della infrazione stessa da parte del podestà o del medico provinciale. Art. 49. Le dimissioni volontarie dell ufficiale sanitario de- (23) L articolo è stato così modificato dall art. 1 della L. 20 aprile 1971, n (24) Deroghe sono state previste da leggi speciali, con carattere transitorio Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,89 vono essere presentate per iscritto al podestà o al presidente del consorzio, che le rimette subito, col proprio parere motivato, al prefetto. 2. Le dimissioni non hanno effetto se non sono accettate dal prefetto. 3. L ufficiale sanitario dimissionario non può abbandonare l ufficio e non è svincolato dai doveri ad esso inerenti finché non gli sia partecipata l accettazione delle dimissioni. 4. L accettazione può essere rifiutata o ritardata per gravi motivi di servizio o quando l ufficiale sanitario si trovi sottoposto a procedimento disciplinare. Art. 50. L ufficiale sanitario che, per manifestazioni compiute in ufficio o fuori di ufficio non dia piena garanzia di fedele adempimento dei proprii doveri o si ponga in condizioni di incompatibilità con le generali direttive politiche del governo, può essere dispensato dall impiego. 2. All interessato deve essere assegnato un termine per la presentazione delle sue discolpe. 3. La dispensa è pronunciata dal prefetto con provvedimento definitivo. Art. 51. Il posto dell ufficiale sanitario, dimesso per fine del periodo di esperimento, licenziato, dispensato dal servizio o dichiarato dimissionario d ufficio, non può essere coperto, fuorché in via provvisoria, fino a quando non sia intervenuta una decisione definitiva sui ricorsi proposti contro il provvedimento adottato, ovvero non siano decorsi i termini per la produzione dei detti ricorsi. Art. 52. Contro i provvedimenti, relativi al rapporto di impiego degli ufficiali sanitari, è ammesso ricorso per legittimità al consiglio di Stato in sede giurisdizionale o in via straordinaria al Re. Art. 53. Si applicano agli ufficiali sanitari le disposizioni stabilite per i sanitari condotti negli articoli 79, 80 e 81, relativamente al pagamento degli stipendi ed alla iscrizione alla cassa di previdenza per le pensioni dei sanitari. Art. 54. La nomina delle commissioni giudicatrici dei concorsi del personale medico addetto agli uffici sanitari comunali previsti nel secondo comma dell art. 3 del presente testo unico, è di competenza dell amministrazione comunale (25). 2. La promessa solenne e il giuramento del personale immesso in servizio sono prestati dinanzi al sindaco (25). 3. Il potere di nominare, dimettere per fine del periodo di e- sperimento, disporre la cessazione dal servizio e infliggere le punizioni disciplinari compete al podestà, salva l applicazione dell art. 50 che spetta al prefetto. 4. Per tale personale funziona la commissione di disciplina stabilita, per i sanitari condotti, nell art. 74 e, nei suoi confronti, non è applicabile la dispensa o il collocamento a riposo nell interesse del servizio preveduti nel secondo comma dell art Nei riguardi del predetto personale resta ferma la competenza della giuria provinciale amministrativa in sede giurisdizionale. 6. In quanto compatibili con le norme del presente articolo, al personale suddetto sono applicabili le disposizioni stabilite nella presente sezione per gli ufficiali sanitari (26). Sezione II Dell assistenza medico-chirurgica e ostetrica Art. 55. L assistenza medico-chirurgica nel territorio del comune, dove non risiedono medici e levatrici liberi esercenti, è fatta da almeno un medico-chirurgo condotto e da una levatrice condotta, residenti nel comune e da esso stipendiati, con l obbligo della cura gratuita dei poveri. 2. Dove risiedono più medici e più levatrici, il comune stipendia uno o più medici-chirurghi, una o più levatrici, secondo l importanza della popolazione, per l assistenza dei poveri. 3. I comuni hanno l obbligo di procedere alla compilazione di uno speciale elenco degli aventi diritto alla assistenza medicochirurgica ed ostetrica gratuita. Agli iscritti nell elenco predetto i comuni sono tenuti a somministrare gratuitamente anche i medicinali loro occorrenti. 4. Dove esistono opere pie od altre fondazioni che provvedono in tutto o in parte all assistenza gratuita dei poveri ed alla somministrazione gratuita dei medicinali, i comuni sono soltanto obbligati a completarla. Art. 56. I medici condotti hanno l obbligo di cooperare alla esecuzione dei provvedimenti di igiene e di profilassi che siano ordinati dall autorità sanitaria comunale e dalle autorità superiori; nell ambito della rispettiva condotta debbono disimpegnare il servizio antimalarico e quello di vaccinazione, anche se i regolamenti comunali non ne facciano espresso obbligo. Art. 57. Il prefetto ha facoltà di provvedere al servizio di assistenza medico-chirurgica nei comuni, nei quali non possa essere altrimenti assicurato, incaricandone, per il tempo strettamente necessario, uno o più medici-chirurghi condotti o liberi esercenti inscritti nell albo dei sanitari della provincia. 2. Il decreto del prefetto contiene l indicazione del compenso che il comune interessato deve corrispondere al medico-chirurgo prescelto; se questi fissa la residenza nel comune, il compenso non può essere inferiore allo stipendio assegnato al medico condotto che egli sostituisce. 3. Il provvedimento del prefetto è definitivo. 4. L assunzione dell incarico è obbligatoria. 5. Il contravventore è punito con l arresto fino a sei mesi e con l ammenda da lire a (27). 6. Ai detti sanitari e alle loro famiglie si applicano, inoltre, nei casi indicati nell art. 256, le disposizioni prevedute nell ultimo comma dell articolo stesso. Art. 58. Nei comuni nei quali il servizio di condotta medicochirurgica per i poveri è disimpegnato a spese di istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza con personale nominato e stipendiato da queste, i medici, che sono addetti al servizio stesso, hanno diritto alla stabilità dell ufficio e dello stipendio, nei termini preveduti negli articoli 67 e Essi sono nominati nei modi e con le norme prescritte negli articoli 68 e seguenti per i medici condotti comunali; per quanto riguarda la conferma in servizio o la dimissione per fine del (25) I commi 1 e 2 sostituiscono l originario primo comma ai sensi dell art. 10 del D.P.R. 10 giugno 1955, n (26) Il comma è stato aggiunto dall art. 10 del D.P.R. 10 giugno 1955, n (27) Gli importi dell ammenda si intendono così rideterminati ai sensi di quanto disposto dall art. 3 della L. 12 luglio 1961, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,910 periodo di prova si applicano le disposizioni dell art. 71 e, nel caso di punizione disciplinare, hanno diritto di ricorrere alla giunta provinciale amministrativa. 3. Il diritto alla stabilità dell ufficio e dello stipendio è mantenuto anche nel caso che il servizio disimpegnato dall istituzione di pubblica beneficenza sia avocato al comune. 4. Al personale, di cui al presente articolo, possono essere applicate dal prefetto sanzioni disciplinari nei casi e col procedimento stabilito nell articolo 74. Sezione III Dell assistenza e vigilanza veterinaria (28) Art. 59. I comuni, nei quali esistono notevoli quantità di bestiame e dove l industria zootecnica ha speciale importanza, e quelli dove si tengono frequenti mercati e fiere di bestiame, possono essere obbligati con decreto del prefetto ad istituire una condotta veterinaria. 2. I comuni hanno l obbligo di compilare annualmente, secondo le norme del regolamento del servizio veterinario di cui al successivo art. 346, l elenco dei possessori di bestiame che hanno diritto all assistenza zooiatrica gratuita da parte dei veterinari condotti. 3. Nell elenco sono inclusi in ogni caso tutti i possessori di bestiame iscritti in quello degli aventi diritto all assistenza medico chirurgica ed ostetrica gratuita. Art. 60. Il prefetto (29) ha facoltà di provvedere al servizio di assistenza e vigilanza veterinaria nei comuni, nei quali non possa essere altrimenti assicurato, con le norme di cui all articolo 57 incaricandone, per il tempo strettamente necessario, uno o più veterinari, liberi esercenti, inscritti nell albo dei sanitari della provincia. Art. 61. Per il rilascio dei certificati, concernenti gli accertamenti che le vigenti disposizioni demandano al veterinario condotto è dovuto al comune un compenso a carico dei richiedenti, quando tali certificati sono domandati nell esclusivo interesse privato. 2. Il prefetto, entro il mese di gennaio di ogni anno, determina, sentiti la Giunta provinciale amministrativa e il Consiglio provinciale di sanità, i casi nei quali i compensi sono dovuti, la relativa misura, nei limiti compresi tra un massimo ed un minimo fissato dall alto commissariato per l igiene e la sanità pubblica e le modalità del versamento da parte dei privati nonché della liquidazione. Art. 62. Le somme riscosse dal comune, per i compensi indicati nell articolo precedente, sono destinate al miglioramento dei servizi igienici comunali, detratto il cinquanta per cento che è devoluto al veterinario condotto ed il venticinque per cento al personale tecnico che lo ha coadiuvato negli accertamenti. Se questo manchi, tale ultima somma è devoluta al veterinario condotto. 2. La quota spettante al veterinario condotto ed al personale tecnico predetto non può eccedere, durante l anno, per ciascuno di essi, la metà dell ammontare annuo dei rispettivi stipendi, esclusa dal computo qualsiasi indennità accessoria. 3. Il limite del cinquanta per cento dello stesso stipendio di cui al comma precedente, ferma la ritenuta del venticinque per cento a favore del comune, non si applica ai compensi per le certificazioni rese sia fuori dell orario stabilito sia a domicilio sia negli stabilimenti dei privati (30). Sezione IV Dei consorzi sanitari (31) Art. 63. I comuni, che per le loro condizioni economiche e per il numero esiguo di abitanti non sono in grado di provvedersi di un proprio medico-chirurgo o di una levatrice, quando concorrano anche speciali condizioni topografiche favorevoli, possono essere autorizzati dal prefetto, in deroga a quanto è prescritto nell art. 55, ad unirsi in consorzio con altri comuni contermini per assicurare in tal modo il servizio di assistenza medico-chirurgica ed ostetrica. 2. Per quanto riguarda il servizio veterinario, i comuni, che si trovano nelle condizioni prevedute nell art. 59 e non sono in grado di provvedere isolatamente, sono obbligati ad unirsi in consorzio per assicurare il servizio stesso. Art. 64. Nel caso di modificazione nella costituzione di una condotta consorziale, il titolare che abbia acquistato la stabilità ha diritto a conservare il posto; nel caso di scioglimento, ha diritto a scegliere una delle condotte che verranno costituite per i comuni già consorziati. 2. Quando si verifichi l unione in consorzio di più condotte, il posto di sanitario è attribuito mediante concorso per titoli fra i sanitari delle condotte medesime che avevano già conseguito la stabilità. Resta salvo, per i sanitari che non siano riusciti vincitori, il diritto alla nomina nel caso di cessazione dal servizio da parte del prescelto entro il termine di un anno dalla pubblicazione della graduatoria del concorso: ovvero, se non abbiano, entro lo stesso termine, ottenuta la nomina presso altra condotta, il diritto alla liquidazione di una indennità una volta tanto, pari a tante mensilità di stipendio quanti sono gli anni del servizio prestato nella condotta, della quale furono titolari, con un minimo di sei mensilità. 3. I sanitari che, per effetto delle disposizioni del comma precedente, vengono a rimanere privati del posto, hanno diritto, durante il periodo di cinque anni dalla data di cessazione dal servizio, di adire ai concorsi per condotte sanitarie con dispensa dai limiti di età. 4. Nei casi preveduti nei primi due commi del presente articolo il sanitario conserva, a tutti gli effetti, la sua anzianità di servizio. 5. Le disposizioni contenute nei precedenti commi si applicano anche ai consorzi per posti di ufficiale sanitario. Art. 65. La costituzione, l organizzazione e la cessazione dei consorzi sanitari, volontari od obbligatori, il funzionamento di essi, la tutela e la vigilanza governativa sono regolati dalle norme, sancite nella legge comunale e provinciale, per i consorzi pubblici in genere. Sezione V Disposizioni comuni ai sanitari condotti Art. 66. Uno speciale regolamento per ciascun comune o (28) Cfr. anche le norme di cui al Titolo II del D.P.R. 11 febbraio 1961, n (Sta in questa stessa voce). (29) La competenza si intende ora riferita al veterinario provinciale. (30) Il comma è stato aggiunto dall art. 2 della L. 20 aprile 1971, n (31) Per la normativa generale sui consorzi comunali vedi R.D. 3 marzo 1934, n. 383 artt (Sta in I 7.1) Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1011 consorzio, deliberato dal consiglio comunale o dal consorzio ed approvato dalla giunta provinciale amministrativa, integrata dal medico provinciale o dal veterinario provinciale, previo parere del consiglio provinciale di sanità, stabilisce il numero delle condotte mediche, veterinarie ed ostetriche e provvede allo stato giuridico e al trattamento economico del personale sanitario secondo quanto disposto per i dipendenti del comune, sempre che non sia provveduto diversamente dal presente testo unico e dai regolamenti per la sua esecuzione (32). Art. 67. Il consiglio comunale fissa gli stipendi dei sanitari condotti distribuendo le condotte in speciali categorie, secondo le norme che saranno fissate dal ministero della sanità con regolamento da emanare entro sei mesi dall entrata in vigore della legge. In ogni caso gli stipendi minimi non possono essere inferiori, per i medici ed i veterinari condotti, allo stipendio degli impiegati dello Stato aventi diritto al coefficiente 271 ai sensi della tabella allegata al decreto del presidente della Repubblica 11 gennaio 1956, n. 19, e per le ostetriche condotte a quello degli impiegati dello Stato aventi diritto al coefficiente 180 ai sensi della predetta tabella. È riconosciuto, a tutti gli effetti di carriera ed economici, il servizio prestato presso altri enti locali. 2. Contro il provvedimento del consiglio comunale è ammesso ricorso alla giunta provinciale amministrativa, integrata dal medico provinciale o dal veterinario provinciale (33). Art. 68. La nomina dei sanitari condotti, stipendiati dal comune o da un consorzio di comuni, è fatta dal podestà o dalla rappresentanza consorziale in seguito a pubblico concorso (34). 2. Sono ammessi al concorso coloro che sono muniti del titolo di studio prescritto e sono abilitati all esercizio della relativa professione, purché non abbiamo oltrepassato i trentadue anni di età. 3. Indipendentemente dai limiti predetti sono ammessi al concorso i sanitari condotti che alla data del bando prestano servizio con nomina divenuta definitiva (35). 4. Il prefetto indice ogni anno il concorso per il numero complessivo dei posti vacanti nella provincia (36). Art. 69. Il prefetto (36) nomina le commissioni giudicatrici dei concorsi. 2. Il concorso può essere indetto per singoli comuni quando si tratti di comuni capoluoghi di provincia o sedi di importanti industrie, o di comuni dichiarati stazioni di cura, soggiorno e turismo, o di comuni che dimostrino di trovarsi in condizioni finanziarie tali da poter sostenere, senza notevole aggravio, la spesa per il concorso. 3. La graduatoria dei concorrenti dichiarati idonei è approvata e pubblicata dal prefetto, il quale, in relazione all ordine della graduatoria stessa ed alle sedi per le quali i candidati hanno precedentemente dichiarato di concorrere, comunica i nomi (32) L articolo è stato così modificato dall art. 2 della L. 15 febbraio 1963, n (33) L articolo è stato così modificato dall art. 3 della L. 15 febbraio 1963, n (34) La competenza alla nomina dei sanitari comunali si intende riferita oggi a consiglio comunale. (35) Per il limite di età vedi L. 5 marzo 1961, n (36) Competente oggi è il medico provinciale, ovvero il veterinario provinciale. dei vincitori al sindaco o alla rappresentanza consorziale, per la nomina. 4. Ai concorsi previsti nel presente articolo si applicano le disposizioni del secondo, terzo, quinto e sesto comma dell art. 36 del presente testo unico. 5. I provvedimenti del prefetto adottati ai sensi del presente e del precedente articolo, sono definitivi, salvo per quanto riguarda il riparto delle spese del concorso (37). Art. 70. Il sanitario condotto, all atto della assunzione in servizio, presta la promessa solenne di fedeltà e, dopo conseguita la stabilità, il giuramento, preveduti nell art Egli acquista diritto alla stabilità dell ufficio e dello stipendio dopo due anni di prova in un medesimo comune o consorzio di comuni. 3. Il servizio interinale, seguito, senza interruzione, dalla nomina regolare in base a concorso, è computato agli effetti del biennio di prova. 4. Il periodo di prova è ridotto a un anno per coloro che alla data del bando di concorso prestino servizio in un comune o consorzio di comuni in qualità di sanitari condotti con nomina definitiva. Art. 71. La dimissione del sanitario condotto per fine del periodo di esperimento deve essere disposta con deliberazione, adottata dal podestà o dal presidente del consorzio, non più di sei mesi e non meno di tre mesi prima della scadenza del periodo suddetto. La deliberazione deve essere motivata genericamente. 2. Contro la deliberazione è ammesso ricorso per legittimità al consiglio di Stato, o ricorso straordinario al Re. Art. 72. Il sanitario condotto, dimesso durante il periodo di esperimento e poi riassunto in servizio nello stesso comune o consorzio di comuni, con o senza interruzione, congiunge al nuovo il precedente servizio agli effetti del compimento del periodo di prova. Art. 73. Nel caso di unificazione di due o più condotte dello stesso comune, il posto di sanitario nella nuova condotta è attribuito, mediante concorso per titoli, fra i sanitari delle condotte medesime che abbiano conseguito la stabilità. 2. Quando una condotta venga suddivisa, il sanitario che abbia acquistato la stabilità ha diritto di scegliere una delle nuove condotte. 3. Nei casi preveduti nei precedenti commi si applicano, inoltre, le disposizioni del secondo, terzo e quarto comma dell art. 64. Art. 74. Ai sanitari condotti possono essere inflitte le sanzioni disciplinari stabilite nell art Esse sono inflitte dal podestà o dal presidente del consorzio con provvedimento motivato, previa contestazione degli addetti all interessato e concessione di un termine di almeno dieci giorni per le discolpe. 3. Quando si ritenga di applicare una sanzione disciplinare, superiore alla sospensione dal grado con privazione dello stipendio per un mese, deve essere sentita la commissione di disciplina per i sanitari condotti, composta del vice-prefetto, pre- (37) L articolo è stato così modificato dall art. 12 del D.P.R. 10 giugno 1955, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1112 sidente, del medico provinciale o del veterinario provinciale nel caso che l incolpato sia un veterinario, di un componente del consiglio provinciale di sanità designato dal prefetto, di un rappresentante nominato dal podestà o dalla rappresentanza consorziale e di un rappresentante designato dalla rispettiva associazione sindacale, giuridicamente riconosciuta, competente per territorio. 4. Le disposizioni, prevedute nella legge comunale e provinciale, relative alla sospensione cautelare degli impiegati dei comuni, si applicano anche ai sanitari condotti. Art. 75. Qualora gli organi competenti dell amministrazione comunale, provinciale o consorziale non applichino le sanzioni disciplinari a carico dei sanitari condotti, il prefetto invita gli organi stessi a provvedere entro un congruo termine, decorso il quale, provvede d ufficio con le modalità prescritte per i procedimenti disciplinari. 2. Ove il prefetto ritenga di dover applicare una sanzione più grave di quella della riduzione dello stipendio, promuove il parere della commissione di disciplina. 3. Quando ricorrano gravi motivi, il prefetto ha sempre facoltà di sospendere immediatamente dal grado con privazione dello stipendio il sanitario condotto, salvo l ulteriore corso della procedura disciplinare. 4. Contro il provvedimento di sospensione superiore a tre mesi o di revoca o di destituzione è ammesso ricorso, anche per il merito, al consiglio di Stato in sede giurisdizionale e contro ogni altro provvedimento del prefetto è ammesso ricorso, soltanto per legittimità, al consiglio stesso. Art. 76. Il sanitario condotto è collocato a riposo quando ha compiuto sessantacinque anni di età. 2. Può inoltre essere dispensato o collocato a riposo per inabilità fisica, incapacità professionale o soppressione di posto. In tali casi al sanitario condotto, proposto per la dispensa o il collocamento a riposo, è assegnato un termine per presentare le sue eventuali deduzioni. 3. Il provvedimento adottato ai sensi del precedente comma deve essere motivato e preceduto dal parere del consiglio provinciale di sanità. 4. Le disposizioni contenute negli artt. 48, 49, 50 e 51 si applicano anche ai sanitari condotti ed i provvedimenti relativi, salvo quello preveduto nell art. 50, sono di competenza del podestà o della rappresentanza consorziale. Art. 77. Il consiglio di Stato, nelle controversie riguardanti i sanitari condotti, può, quando lo ritenga necessario, chiedere che sia sentito prima della decisione il parere del consiglio superiore di sanità. Art. 78. L ufficio di sanitario condotto è incompatibile con la professione di commerciante, nonché con ogni altra occupazione che, a giudizio dell amministrazione comunale o consorziale, non sia ritenuta conciliabile con l osservanza dei doveri dell ufficio o col decoro di esso. Art. 79. Gli stipendi dei sanitari condotti sono pagati a rate mensili posticipate. 2. Quando il pagamento non segua alla scadenza, gli interessati possono rivolgersi al prefetto il quale promuove, quando ne sia il caso, i provvedimenti d ufficio della giunta provinciale amministrativa. 3. Verificandosi nel corso dell anno un secondo ritardo, la giunta provinciale amministrativa, udito il comune, può deli- berare che anche le ulteriori rate da scadere nell anno siano soddisfatte direttamente dall esattore. Art. 80. L esattore delle imposte dirette, sia o non sia anche tesoriere comunale, ha obbligo di soddisfare, non ostante la mancanza di fondi di cassa, gli ordini di pagamento emessi dai comuni e dai prefetti in favore dei sanitari condotti, col diritto di percepire a carico del comune l interesse legale dalla data del pagamento e di rivalersi di siffatta anticipazione e dei relativi interessi sulle prime riscossioni di sovrimposte, di tasse e di entrate comunali, successive al pagamento delle somme anticipate. 2. L obbligo predetto è subordinato alla condizione che le anticipazioni fatte e quelle che si chiedono non superino complessivamente l importo totale dei proventi comunali riscossi e da riscuotere entro lo stesso anno solare in base ai ruoli e alle liste di carico già consegnati all esattore. 3. Nel caso in cui l esattore non rivesta la carica di tesoriere comunale, l obbligo dell anticipazione degli stipendi deve ritenersi subordinato alla presentazione da parte degli interessati di apposita dichiarazione, firmata dal podestà e dal tesoriere, comprovante la mancanza di danaro nelle casse di quest ultimo e contenente l invito all esattore di eseguire l anticipazione. 4. L esattore, che ritardi l esecuzione dell ordine di pagamento emesso a favore dei sanitari condotti, è soggetto alle sanzioni prevedute nelle leggi, regolamenti e capitoli normali sulla riscossione delle imposte dirette. 5. L ammontare delle indennità di mora è però devoluto a beneficio della cassa di previdenza per le pensioni dei sanitari. Art. 81. Si applicano ai medici e ai veterinari condotti le disposizioni relative alla iscrizione alla cassa di previdenza per le pensioni dei sanitari. 2. Alle levatrici condotte si applicano le disposizioni stabilite per la cassa di previdenza per le pensioni agli impiegati degli enti locali. Capo VIII Dei servizi di assistenza e profilassi demandati alla provincia (38) Art. 82. L amministrazione provinciale provvede all impianto e all esercizio del laboratorio di igiene e di profilassi nel capoluogo della provincia. 2. Il laboratorio può avere una o più sezioni distaccate nei comuni della provincia, quando il prefetto, sentito il consiglio provinciale di sanità e la giunta provinciale amministrativa, ne riconosca la necessità, tenuto conto delle particolari caratteristiche della popolazione, dell importanza industriale e commerciale dei comuni stessi e delle esigenze del servizio di vigilanza igienica. 3. Le spese di impianto e di esercizio del laboratorio provinciale e delle eventuali sezioni distaccate sono, per un terzo, a carico della provincia e, per due terzi, ripartite fra i comuni in ragione della popolazione. Art. 83. Il laboratorio provinciale è costituito di due reparti: (38) Sulla organizzazione territoriale, sulle strutture e competenze vedi la normativa di cui al capo II della L. 23 dicembre 1978, n (Sta in questa stessa voce) Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1213 l uno medico-migrafico con annesso servizio di accertamento diagnostico per le malattie infettive e sociali; l altro chimico. 2. Al laboratorio sono addetti vigili sanitari per le disinfezioni e per la vigilanza igienica in rapporto ai bisogni dei comuni della provincia. 3. Al laboratorio sovraintende il medico provinciale, il quale ne vigila e controlla il regolare funzionamento, determina l impiego del personale e le particolari indagini che debbono eseguirsi, coordina e indirizza le attività dei due reparti. 4. Gli ufficiali sanitari si avvalgono del laboratorio provinciale per l esercizio della vigilanza igienica e della profilassi, secondo le istruzioni che sono impartite dal medico provinciale. Art. 84. Il rettorato provinciale delibera il regolamento e la pianta organica del personale addetto ai reparti che costituiscono il laboratorio provinciale. 2. Ciascun reparto deve avere un direttore, uno o più coadiutori, uno o più assistenti. 3. Gli assistenti sono nominati dal preside in seguito a pubblico concorso. 4. Il direttore ed i coadiutori sono nominati dal rettorato provinciale per promozione in seguito a concorso interno; il primo, fra i coadiutori, gli altri fra gli assistenti del reparto. Se non può farsi luogo alla promozione o per mancanza di personale aspirante o per giudizio sfavorevole della commissione giudicatrice del concorso interno, anche le nomine per detti posti hanno luogo per pubblico concorso. Art. 85. La nomina delle commissioni giudicatrici dei concorsi pubblici per il personale dei laboratori provinciali e l approvazione della relativa graduatoria spetta all amministrazione provinciale. In quanto compatibili, restano applicabili le norme stabilite dall articolo 36 (39). 2. Possono partecipare ad essi, secondo le rispettive specialità, coloro che sono muniti della laurea in medicina e chirurgia o della laurea in chimica o in chimica e farmacia e sono abilitati all esercizio della professione, purché non abbiano oltrepassato i trentadue anni di età. 3. Indipendentemente dai limiti predetti, possono essere ammessi ai concorsi: 1) gli aiuti e gli assistenti delle facoltà di medicina e chirurgia, ovvero di chimica o di chimica e farmacia presso le università e gli istituti di istruzione superiore; 2) coloro che alla data del bando di concorso prestino servizio presso laboratori di igiene e profilassi, dipendenti dallo Stato o da altri enti pubblici, a seguito di regolare nomina conseguita per effetto di pubblico concorso. (39) Il comma primo è stato così modificato dall art. 14 del D.P.R. 10 giugno 1955, n L art. 15 del suddetto D.P.R. così determina la composizione della commissione giudicatrice del concorso per il personale dei laboratori provinciali: a) il presidente della giunta provinciale, o un suo delegato, che la presiede; b) un professore universitario, di ruolo o fuori ruolo, scelto dall amministrazione provinciale; c) un professore universitario, di ruolo o fuori ruolo, designato dall istituto superiore di sanità; d) il medico provinciale; e) un direttore di reparto di laboratorio provinciale d igiene e profilassi, scelto dall amministrazione provinciale. Un funzionario dell amministrazione civile dell interno, di grado non inferiore al nono, esercita le funzioni di segretario. Art. 86. Il personale tecnico dei laboratori, all atto dell assunzione in servizio presta la promessa solenne di fedeltà, e, dopo aver conseguito la stabilità, il giuramento dinanzi al presidente della giunta provinciale (40). 2. Detto personale acquista diritto alla stabilità dell ufficio e dello stipendio dopo due anni di prova. 3. Il periodo di prova è ridotto ad un anno per coloro che alla data del bando di concorso prestino servizio con mansioni pari a quelle del nuovo impiego e grado e con nomina definitiva presso altro laboratorio comunale, provinciale o di Stato. Art. 87. Le funzioni di direttore, di coadiutore e di assistente dei laboratori sono incompatibili con quelle di ufficiale sanitario e di sanitario condotto. 2. Al detto personale è, inoltre, vietato: a) di applicarsi, direttamente od indirettamente, per proprio od altrui conto, a qualsiasi commercio o industria soggetti a vigilanza igienica; b) di attendere, direttamente o indirettamente, per proprio od altrui conto, al funzionamento ed alla gestione di laboratori di analisi chimiche e batteriologiche e di eseguire, nel laboratorio al quale è addetto, per proprio conto, analisi e ricerche di interesse privato; c) di comunicare i risultati o le conclusioni delle analisi e perizie a persone estranee. Art. 88. Per le indagini di interesse privato, eseguite nel laboratorio provinciale, è dovuto alla provincia un compenso a carico dei richiedenti. 2. Le indagini predette sono espletate dai laboratori compatibilmente con le esigenze del servizio di istituto (41). 3. Il prefetto entro il mese di gennaio di ogni anno, determina, su proposta dell amministrazione provinciale, sentito il consiglio provinciale di sanità, i casi in cui i compensi sono dovuti, la relativa misura, nei limiti compresi tra un massimo ed un minimo fissati dall alto commissario per l igiene e la sanità pubblica, e le modalità del versamento da parte dei privati nonché della liquidazione (41). 4. La riscossione è fatta a mezzo di marche segnatasse. Art. 89. Le somme riscosse dalla provincia, per i compensi indicati nell articolo precedente, sono destinate a vantaggio della gestione del laboratorio, detratto il cinquanta per cento che è devoluto a favore del personale addetto al laboratorio. 2. La quota spettante a ciascun funzionario del laboratorio non può eccedere, durante l anno, la metà dell ammontare annuo dello stipendio, esclusa dal computo dello stipendio qualsiasi indennità accessoria. Art. 90. Si applicano al personale tecnico dei laboratori provinciali le disposizioni degli artt. 74, 75 e Salvo il provvedimento del prefetto, ai termini dell art. 50 del presente testo unico, tutti gli altri provvedimenti spettano ai competenti organi dell amministrazione provinciale. 3. La commissione di disciplina per detto personale è composta del viceprefetto, presidente, di due membri del consiglio provinciale di sanità designati dal prefetto, di un altro membro (40) Il comma è stato così modificato dall art. 14 del D.P.R. 10 giugno 1955, n (41) L originario secondo comma è stato modificato nei commi 2 e 3 dall art. 16 del D.P.R. 10 giugno 1955, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1314 nominato dal preside della provincia e di un rappresentante designato dall associazione sindacale giuridicamente riconosciuta, competente per territorio. 4. Si applicano pure al personale dei laboratori provinciali le disposizioni prevedute, per i sanitari condotti, negli artt. 79 e 81, relativamente al pagamento degli stipendi e alla iscrizione alla cassa di previdenza per le pensioni dei sanitari, per il personale addetto al reparto medico-micrografico, e alla cassa di previdenza per le pensioni agli impiegati degli enti locali, per il personale addetto al reparto di chimica. Art. 91. I vigili sanitari provinciali sono assunti in seguito a pubblico concorso, indetto dal preside della provincia. 2. La nomina è fatta dal preside stesso ed è approvata con decreto del prefetto. Essi: a) vigilano sulle condizioni igieniche del suolo, degli aggregati urbani e rurali e delle abitazioni, sulla salubrità delle bevande e delle sostanze alimentari, sui mercati e sui pubblici esercizi; b) compiono, alla dipendenza dell ufficiale sanitario, le ispezioni che vengono disposte dal medico provinciale o dal direttore di reparto del laboratorio provinciale e riferiscono agli stessi sui risultati degli accertamenti, sulle contestazioni fatte e sui provvedimenti attuati; c) vigilano sull esecuzione delle misure disposte per la profilassi delle malattie infettive; d) esercitano tutte le altre attribuzioni di vigilanza igienica sanitaria che sono prescritte dalle leggi. 3. Per l esercizio di tali funzioni di vigilanza sono attribuiti ai vigili sanitari le facoltà spettanti per legge ai vigili comunali. 4. Essi non possono entrare in funzione se non dopo aver prestato giuramento dinanzi al pretore. Art. 92. Le province hanno facoltà di integrare i servizi sanitari comunali d igiene e profilassi, istituendo o sussidiando condotte sanitarie, dispensari specializzati e altre forme di provvidenze per la prevenzione e la cura delle malattie sociali. 2. Se particolari condizioni sanitarie della provincia lo esigano, in caso di malattie infettive e diffusive endemiche, il prefetto, sentiti il consiglio provinciale di sanità e la giunta provinciale amministrativa, può, con suo decreto, stabilire l obbligo della provincia di provvedere ai servizi integrativi indicati nel comma precedente, se e in quanto i comuni o altre istituzioni pubbliche non provvedano. 3. Nei casi preveduti nel precedente comma, le spese occorrenti, quando non venga diversamente disposto con leggi speciali, vanno per un terzo a carico della provincia e per due terzi a carico dei comuni interessati in ragione della popolazione di ciascuno di essi. Tuttavia il prefetto può esonerare dal contributo i comuni che, per le loro condizioni finanziarie non sono in grado di sostenere le relative spese. La quota di contributo dovuta dai comuni esonerati è posta a carico della provincia. 4. Il decreto indica la qualità dei servizi sanitari integrativi, i comuni a vantaggio dei quali debbono essere adottati e i comuni eventualmente esonerati dal contributo. 5. Sui ricorsi prodotti contro il provvedimento del prefetto il ministro per l interno decide sentiti il consiglio superiore di sanità e il consiglio di Stato. Art. 93. Le province hanno facoltà di provvedere all impianto e all esercizio di istituti per isolamento e per disinfezione. 2. Se i comuni, sia per le loro condizioni finanziarie, sia per altre circostanze, non possano, da soli o uniti in consorzio, provvedere adeguatamente agli istituti predetti secondo le di- sposizioni dell art. 259, il prefetto, intesi il consiglio provinciale di sanità e la giunta provinciale amministrativa, può, con suo decreto, stabilire l obbligo della provincia di integrare o sostituire l opera dei comuni stessi determinandone l estensione, sia in rapporto al numero di essi, sia in rapporto alla qualità dei servizi e degli istituti di assistenza e profilassi. 3. Sui ricorsi prodotti contro il provvedimento del prefetto il ministro per l interno decide sentiti il consiglio superiore di sanità ed il consiglio di Stato. 4. Quando non sia diversamente provveduto con leggi speciali, le spese occorrenti nei casi preveduti nel secondo comma del presente articolo sono, per un terzo, a carico della provincia; gli altri due terzi vanno ripartiti, in ragione della popolazione, fra i comuni interessati. Art. 94. L amministrazione provinciale concorre, nei limiti delle somme che essa può stanziare nel proprio bilancio, alle spese di spedalità sostenute dal consorzio provinciale antitubercolare per il ricovero degli ammalati di tubercolosi che si trovino in condizioni di povertà, salvo che si tratti di ricovero di urgenza o di ricovero di assicurati contro la tubercolosi, a termini dell art. 281 del presente testo unico. 2. Provvede inoltre al trattamento gratuito negli istituti e negli ambulatori antirabbici, per le persone ammesse alla assistenza gratuita, a norma dell art. 55. Art. 95. Ai servizi indicati negli artt. 92, 93 e 94, le province possono provvedere in consorzio con altre contermini, osservate le norme stabilite nel testo unico della legge comunale e provinciale. Art. 96. Al personale sanitario addetto ai servizi di assistenza, di vigilanza igienica e di profilassi, istituiti stabilmente dalla provincia a termini delle disposizioni contenute negli artt. 92 e 93, si applicano le norme stabilite nell art. 54 relativamente al personale medico degli uffici sanitari comunali. Art. 97. Salva la competenza amministrativa del preside o del presidente del consorzio, all organizzazione e al funzionamento dei servizi igienico-sanitari della provincia, indicati nel presente capo, sovraintende il medico provinciale. Art. 98. Il medico provinciale, in relazione alle disposizioni contenute negli articoli precedenti, propone al preside il programma di azione per l organizzazione e lo sviluppo dei servizi sanitari integrativi della provincia. 2. Il programma è deliberato dal preside della provincia ed è approvato dal prefetto, sentito, nei riguardi tecnici, il consiglio provinciale di sanità. Titolo II ESERCIZIO DELLE PROFESSIONI E DELLE ARTI SANITARIE E DI ATTIVITÀ SOGGETTE A VIGILANZA SANITARIA Capo I Dell esercizio delle professioni sanitarie Art. 99. Èsoggetto a vigilanza l esercizio della medicina e chirurgia, della veterinaria, della farmacia e delle professioni sanitarie ausiliarie di levatrice, assistente sanitaria visitatrice e infermiera diplomata. 2. È anche soggetto a vigilanza l esercizio delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie. S intendono designate con tale e- spressione le arti dell odontotecnico, dell ottico, del meccanico Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1415 ortopedico ed ernista e dell infermiere abilitato o autorizzato, compresi in quest ultima categoria i capi bagnini degli stabilimenti idroterapici e i massaggiatori. 3. Con regio decreto, su proposta del ministro per l interno, sentiti il ministro dell educazione nazionale ed il consiglio di Stato, possono essere sottoposte a vigilanza sanitaria altre arti, che comunque abbiano rapporto con l esercizio delle professioni sanitarie, secondo le norme che sono determinate nel decreto medesimo. 4. La vigilanza si estende: a) all accertamento del titolo di abilitazione; b) all esercizio delle professioni sanitarie e delle arti ausiliarie anzidette. Art Nessuno può esercitare la professione di medicochirurgo, veterinario, farmacista, levatrice, assistente sanitaria visitatrice o infermiera professionale, se non sia maggiore di età ed abbia conseguito il titolo di abilitazione all esercizio professionale, a norma delle vigenti disposizioni. 2. Chiunque intende esercitare in un comune una di tali professioni, alla quale è abilitato a norma di legge, deve far registrare il diploma nell ufficio comunale. 3. Non sono soggetti a tale obbligo i medici e i chirurghi stranieri, espressamente chiamati per casi particolari. 4. Il contravventore è punito con la sanzione amministrativa da lire a lire (41 bis). Art Il prefetto, contemporaneamente alla denuncia dell autorità giudiziaria per l esercizio abusivo di una professione sanitaria, può disporre la chiusura del locale in cui la professione sanitaria sia stata abusivamente esercitata e il sequestro del materiale destinato all esercizio di essa. Art Il conseguimento di più lauree o diplomi dà diritto all esercizio cumulativo delle corrispondenti professioni o arti sanitarie, eccettuato l esercizio della farmacia che non può essere cumulato con quello di altre professioni o arti sanitarie. 2. I sanitari che facciano qualsiasi convenzione con farmacisti sulla partecipazione agli utili della farmacia, quando non ricorra l applicazione delle disposizioni contenute negli artt. 170 e 172, sono puniti con l ammenda da lire a (42). Art Gli esercenti la professione di medico-chirurgo, oltre a quanto è prescritto da altre disposizioni di legge, sono obbligati: a) a denunciare al podestà le cause di morte entro ventiquattro ore dall accertamento del decesso; b)... (43). c) a denunciare al podestà e all ufficiale sanitario, entro due giorni dal parto al quale abbiano prestato assistenza, la nascita di ogni infante deforme; d) a denunciare alle autorità predette, entro due giorni dall accertamento, i casi di lesione da essi osservati, da cui sia derivata o possa derivare una inabilità al lavoro, anche parziale, di carattere permanente; e) ad informare il medico provinciale e l ufficiale sanitario dei fatti che possono interessare la sanità pubblica; (41 bis) Cfr. Allegato B) della L. 24 novembre 2000, n (42) Gli importi dell ammenda si intendono così rideterminati ai sensi di quanto disposto dall art. 3 della L. 12 luglio 1961, n (43) Il paragrafo è stato abrogato dall art. 11 della L. 22 maggio 1978, n (Sta in S 1.7). f)... (44). 2. Il contravventore è punito con l ammenda da lire a L autorità giudiziaria comunica al prefetto, per estratto, la sentenza passata in giudicato. Capo II Del servizio farmaceutico Sezione I Dell autorizzazione ad aprire ed esercitare una farmacia (45) Art (46). 2. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, quando particolari esigenze dell assistenza farmaceutica locale, in rapporto alle condizioni topografiche e di viabilità, lo richiedano, possono stabilire, in aggiunta o in sostituzione del criterio della popolazione, sentita l unità sanitaria competente per territorio, un limite di distanza per il quale ogni nuova farmacia disti almeno metri da quelle esistenti (46 bis). 3. Il numero delle autorizzazioni per le farmacie rurali è determinato in base ai criteri indicati nel precedente comma, escluso quello della popolazione. 4. Chiunque apra od eserciti una farmacia senza l autorizzazione anzidetta, è punito con l arresto fino ad un mese e con l ammenda da lire 500 a Il prefetto, contemporaneamente alla denuncia all autorità giudiziaria per il procedimento penale, dispone la chiusura dell esercizio. Art (46). Art (46). Art (46). Art L apertura e l esercizio di una farmacia sono vincolati al pagamento della tassa speciale di concessione indicata nella tabella n. 3 annessa al presente testo unico. 2. Il pagamento avviene in tre rate annuali, la prima delle quali deve essere corrisposta prima dell apertura della farmacia. Il mancato pagamento delle altre rate importa la decadenza dall autorizzazione. 3. Sono esenti dal pagamento della tassa le farmacie esercitate da istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. 4. In caso di morte del farmacista le rate non scadute non sono più dovute. 5. La tassa predetta è ridotta alla misura di un quarto di quella dovuta dal titolare della farmacia principale, quando si tratti di farmacia succursale, istituita, ai sensi dell art Art Nel decreto di autorizzazione, indicato nell art. 104, è stabilita la località nella quale la farmacia deve avere la sua sede, tenendosi conto delle necessità dell assistenza farma- (44) Il paragrafo, già aggiunto dalla L. 12 marzo 1942, n. 427, recante «Denuncia obbligatoria dei trattamenti terapeutici atti a causare la sterilità della donna», è stato abrogato dall art. 11 della L. 22 maggio 1978, n (Sta in S 1.7). (45) Cfr. anche la L. 2 aprile 1968, n (Sta in S 1.6). (46) Abrogato dall art. 22 della L. 2 aprile 1968, n (46 bis) Il comma è stato così sostituito dall art. 4 della L. 22 dicembre 1984, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1516 ceutica locale e delle altre disposizioni contenute nell articolo stesso. L autorizzazione è valevole solo per la detta sede. 2. Ogni trasferimento della farmacia, entro i limiti della sede stessa, è subordinato all approvazione del prefetto (46) (46). 5. I provvedimenti del prefetto, adottati a sensi degli ultimi due commi del presente articolo, sono definitivi. Art L autorizzazione all esercizio di una farmacia, che non sia di nuova istituzione, importa l obbligo nel concessionario di rilevare dal precedente titolare o dagli eredi di esso gli arredi, le provviste e le dotazioni attinenti all esercizio farmaceutico, contenuti nella farmacia e nei locali annessi, nonché di corrispondere allo stesso titolare o ai suoi eredi un indennità di avviamento in misura corrispondente a tre annate del reddito medio imponibile della farmacia, accertato agli effetti dell applicazione dell imposta di ricchezza mobile nell ultimo quinquennio. 2. La commissione indicata nell art. 105 accerta la somma che deve essere corrisposta a titolo di indennità di avviamento e, in mancanza di accordo tra le parti interessate, determina, in base a perizia, con decisione inappellabile, l importo del rilievo degli arredi, provviste e dotazioni. Art L apertura e l esercizio di una farmacia non possono aver luogo se non dopo che sia stata eseguita una ispezione, disposta dal prefetto, al fine di accertare che i locali, gli arredi, le provviste, la qualità e quantità dei medicinali sono regolari e tali da offrire piena garanzia di buon esercizio. Art L autorizzazione ad aprire ed esercitare una farmacia è strettamente personale e non può essere ceduta o trasferita ad altri. 2. È vietato il cumulo di due o più autorizzazioni in una sola persona. 3. Chi sia già autorizzato all esercizio di una farmacia può concorrere all esercizio di un altra; ma decade di diritto dalla prima autorizzazione, quando, ottenuta la seconda, non vi rinunzi con dichiarazione notificata al prefetto entro dieci giorni dalla partecipazione del risultato del concorso. 4. Nel caso di rinuncia l autorizzazione è data ai concorrenti successivi in ordine di graduatoria e, in mancanza, è bandito un nuovo concorso. Art La decadenza dall autorizzazione all esercizio di una farmacia si verifica, oltre che nei casi preveduti negli artt. 108 e 111: a) per la dichiarazione di fallimento dell autorizzato, non seguita, entro quindici mesi, da sentenza di omologazione di concordato, divenuta esecutiva secondo l art. 841 del codice di commercio; b) per mancato adempimento, da parte dell autorizzato, all obbligo di cui nell art. 110; c) per volontaria rinuncia dell autorizzato; d) per chiusura dell esercizio durata oltre quindici giorni, che non sia stata previamente notificata al prefetto o alla quale il prefetto non abbia consentito in seguito alla notificazione; e) per constatata, reiterata o abituale negligenza e irregolarità nell esercizio della farmacia o per altri fatti imputabili al titolare autorizzato, dai quali sia derivato grave danno alla incolumità individuale o alla salute pubblica; f) per cancellazione definitiva dall albo dei farmacisti; g) per perdita della cittadinanza italiana; h) per morte dell autorizzato. 2. La decadenza stessa, escluso il caso indicato nella lettera h), è pronunciata, con decreto, dal prefetto, sentito il consiglio provinciale di sanità. Art Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, nel caso in cui ne sia consentito l esercizio dai fini dell istituzione, sentiti il consiglio provinciale di sanità e il comitato provinciale di assistenza e beneficenza, le provincie per gli o- spedali psichiatrici e per le altre istituzioni ospedaliere che da esse dipendono, sentito il consiglio provinciale di sanità ela giunta provinciale amministrativa, possono essere autorizzate dal medico provinciale a gestire farmacie interne, esclusa qualsiasi facoltà di vendita di medicinali al pubblico. 2. La decadenza dalla relativa autorizzazione è pronunciata con decreto del medico provinciale: a) per la fine dell ente e della istituzione; b) per volontaria rinuncia; c) per abituale negligenza e irregolarità nell esercizio della farmacia o per reiterata violazione del divieto di vendita al pubblico, avvenuta dopo formale diffida fatta dal medico provinciale alla legale rappresentanza dell ente (47). Art Per i comuni o centri abitati con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, nei quali non esista farmacia e sia andato deserto il concorso aperto per l istituzione e l esercizio della medesima, è stabilita una speciale indennità di residenza a favore del farmacista nominato in seguito a concorso. 2. La predetta indennità può essere concessa anche ai titolari di farmacie rurali non di nuova istituzione, che abbiano un reddito medio imponibile accertato agli effetti dell applicazione dell imposta di ricchezza mobile nell ultimo triennio, non superiore a lire (48). 3. L indennità di residenza, in misura non superiore alle lire annue, è determinata dalla commissione indicata nell art. 105, sentito il podestà del comune interessato, al quale fa carico l onere relativo, salvo rimborso di una quota, sino al massimo di due terzi, da parte del ministero dell interno. 4. L importo complessivo dei rimborsi non può eccedere, in ciascun anno, l introito derivante da uno speciale contributo che sarà corrisposto da tutte le farmacie, escluse quelle rurali indicate nel quinto comma dell art Le disposizioni relative alla misura e alle modalità di applicazione e riscossione del contributo ed ai rimborsi di quote delle indennità ai comuni, anche con pagamenti in conto, sono emanate con regio decreto su proposta del ministro per l interno di concerto con quello per le finanze. Art Per provvedere ai bisogni dell assistenza farmaceutica nelle stazioni di cura, il prefetto, sentito il consiglio provinciale di sanità, può autorizzare l apertura, nelle stazioni stesse, di farmacie succursali, limitatamente a un periodo dell anno che viene determinato nel decreto di autorizzazione, sentita l azienda per l amministrazione delle stazioni, ovvero l amministrazione municipale, quando il comune, luogo di cura, sia stato dispensato dal costituire l azienda separata. 2. Alle farmacie predette si applicano, in quanto possibile o (47) L articolo è stato così modificato dalla L. 20 maggio 1960, n (48) Il comma è stato aggiunto dalla L. 23 dicembre 1940, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1617 non sia diversamente stabilito, le disposizioni del presente capo. Art L autorizzazione preveduta nel precedente articolo, è conferita in seguito a concorso espletato con le norme stabilite negli artt. 105 e seguenti del presente testo unico. 2. Al concorso possono partecipare soltanto i titolari delle farmacie regolarmente in esercizio nel comune, sede della stazione o luogo di cura. 3. Qualora, però, nel comune esista un unica farmacia, è in facoltà del prefetto di concedere l autorizzazione, senza concorso, al titolare di detta farmacia, oppure di bandire un concorso fra i titolari delle farmacie della provincia. 4. Nei concorsi preveduti nel presente articolo, a parità di ogni altra condizione, costituisce titolo di preferenza la maggiore vicinanza della farmacia, della quale il concorrente è titolare, alla stazione o luogo di cura. Art Il titolare autorizzato all esercizio della succursale può essere dichiarato decaduto dall autorizzazione per la constatata inadempienza agli obblighi stabiliti nell art La decadenza pronunciata in confronto dell esercizio principale produce, di pieno diritto, la decadenza dall esercizio della succursale (49) Sezione II Dell esercizio della farmacia Art Il titolare autorizzato di ciascuna farmacia è personalmente responsabile del regolare esercizio della farmacia stessa, e ha l obbligo di mantenerlo ininterrottamente, secondo le norme che, per ciascuna provincia, sono stabilite dal prefetto con provvedimento definitivo, avuto riguardo alle esigenze dell assistenza farmaceutica nelle varie località e tenuto conto del riposo settimanale (50) (49) 3. È demandata al sindaco, sentito l ufficiale sanitario e in conformità alle norme fissate dal prefetto, la determinazione degli orari relativi all apertura e chiusura delle farmacie e al servizio notturno. Gli orari predetti debbono essere esposti al pubblico in ciascuna farmacia (51). 4. Il titolare di una farmacia, che intenda sospenderne o farne cessare l esercizio, è tenuto a darne notificazione al prefetto almeno un mese prima. 5. Il contravventore è punito con l ammenda da lire a (42). Art Il farmacista, autorizzato all esercizio della succursale ai termini dell art. 116, deve preporre all effettiva sua direzione un farmacista diplomato o laureato, il quale è tenuto alla presenza ininterrotta nella succursale per tutto il periodo in cui questa è aperta, a norma del decreto di autorizzazione. 2. La designazione del farmacista direttore deve essere notificata al prefetto dal titolare autorizzato, almeno otto giorni prima dell apertura della succursale. 3. L obbligo della notifica sussiste ugualmente per ogni successiva sostituzione del farmacista direttore. Art Le farmacie delle istituzioni pubbliche prevedute nell art. 114, debbono avere per direttore responsabile un farmacista inscritto nell albo professionale (52). 2. Il direttore ha l obbligo di risiedere in permanenza nella farmacia. 3. Le deliberazioni e gli atti di nomina e di sostituzione dei farmacisti direttori sono soggetti all approvazione del prefetto. Il provvedimento del prefetto è definitivo. 4. Anche alle farmacie, adibite ad esclusivo servizio interno degli istituti militari, deve essere preposto, come direttore responsabile, un farmacista diplomato. Art La vendita al pubblico di medicinali a dose o forma di medicamento non è permessa che ai farmacisti e deve essere effettuata nella farmacia sotto la responsabilità del titolare della medesima. 2. Sono considerati medicinali a dose o forma di medicamento, per gli effetti della vendita al pubblico, anche i medicamenti composti e le specialità medicinali, messi in commercio già preparati e condizionati secondo la formula stabilita dal produttore. 3. Tali medicamenti composti e specialità medicinali debbono portare sull etichetta applicata a ciascun recipiente la denominazione esatta dei componenti con l indicazione delle dosi; la denominazione deve essere quella usuale della pratica medica, escluse le formule chimiche. 4. Il contravventore è punito con l ammenda da lire a (42). Art Il titolare della farmacia deve curare: a) che la farmacia sia provvista delle sostanze medicinali prescritte come obbligatorie nella farmacopea ufficiale; b) che in essa si conservino e siano ostensibili al pubblico un esemplare di detta farmacopea e uno della tariffa ufficiale dei medicinali; c) che sia conservata copia di tutte le ricette e, qualora si tratti di veleni somministrati dietro ordinazione di medico-chirurgo o veterinario, siano conservate le ricette originali, prendendo nota del nome delle persone alle quali furono consegnate e dandone copia all acquirente che la domandi. 2. Il contravventore è punito con l ammenda da lire a (42). 3. Il titolare deve inoltre curare che i medicinali, dei quali la farmacia è provvista, non siano né guasti né imperfetti. In caso di trasgressione a tale obbligo si applicano le pene stabilite dall art. 443 del codice penale. 4. Nei casi preveduti nel presente articolo, il prefetto, indipendentemente dal procedimento penale, può ordinare la sospensione dall esercizio della farmacia da cinque giorni ad un mese e, in caso di recidiva, può pronunciare la decadenza dell autorizzazione ai termini dell art. 113, lettera e). Art Il ministero dell interno ogni cinque anni rivede e pubblica la farmacopea ufficiale. A questa sono allegati: a) l elenco dei prodotti che il farmacista non può vendere se non in seguito a presentazione di ricetta medica, anche quando detti prodotti fanno parte di medicamenti composti o di specialità medicinali; (49) Il comma è stato abrogato dalla L. 2 aprile 1968, n (50) Il comma è stato così modificato dall ar. 22 della L. 10 giugno 1955, n (51) Il comma è stato aggiunto dall art. 22 della L. 10 giugno 1955, n (52) Il comma è stato così modificao dall art. 2 della L. 20 maggio 1960, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1718 b) l elenco dei prodotti la cui vendita è subordinata a presentazione di ricetta medica rinnovata volta per volta, e da trattenersi dal farmacista, anche quando detti prodotti fanno parte di medicamenti composti o di specialità medicinali (53). Art Almeno ogni due anni, in aderenza alle fluttuazioni dei costi di produzione, a cura del ministero della sanità, è stabilita e pubblicata la tariffa di vendita dei medicinali, sentito il parere della federazione degli ordini dei farmacisti. 2. La tariffa indica lo sconto che i farmacisti debbono concedere, sui prezzi stabiliti, agli enti pubblici o privati, aventi finalità di assistenza o beneficenza, tenuti per legge, regolamenti, contratti collettivi, statuti o tavole di fondazione, alla somministrazione dei medicinali agli aventi diritto. 3. Il prezzo di vendita al pubblico delle specialità medicinali, dei prodotti opoterapici e biologici, dei fermenti solubili o organizzati e, in genere, di tutti i prodotti affini, nonché dei sieri, vaccini, virus, tossine, arsenobenzoli semplici e derivati, deve essere segnato sull etichetta. 4. È vietata la vendita al pubblico delle specialità medicinali e dei prodotti suddetti a prezzo diverso da quello segnato sull etichetta. 5. Il divieto non si applica alle forniture fatte agli enti indicati nel terzo comma. Il ministro per la sanità, con proprio decreto, determina la misura dello sconto da concedersi agli enti predetti. 6. Il contravventore alle disposizioni del presente articolo è punito con l ammenda da lire a , in caso di recidiva, anche con l arresto fino a un mese. 7. Indipendentemente dall azione penale il prefetto può ordinare la chiusura fino ad un mese della farmacia; in caso di recidiva, può dichiarare la decadenza dell autorizzazione all esercizio a termini dell art. 113 (54). Art Il prefetto, quando la somministrazione di medicinali può riuscire pericolosa per la salute pubblica, indipendentemente dal procedimento penale, ha facoltà di vietare la vendita al pubblico del prodotto e ordinarne il sequestro. Art Nel corso di ciascun biennio tutte le farmacie debbono essere ispezionate dal medico provinciale che può anche compiere ispezioni straordinarie. 2. Nelle dette ispezioni il medico provinciale è assistito di regola da un farmacologo o da un dottore in chimica e farmacia o da un dottore in farmacia designato dal prefetto. 3. Se il risultato dell ispezione non sia stato soddisfacente, il titolare autorizzato è diffidato a mettersi in regola entro un termine perentorio, decorso il quale infruttuosamente, il prefetto pronuncia la decadenza dall autorizzazione. Art I titolari delle farmacie sono tenuti al pagamento di una tassa annuale di ispezione nella misura risultante nella tabella n. 3 annessa al presente testo unico. 2. La tassa predetta è ridotta alla misura di un quarto di quella (53) L articolo è stato così sostituito dalla L. 7 novembre 1942, n. 1528, leggasi ora ministero della sanità in luogo di ministero dell interno. (54) L articolo è stato così modificato dall art. 1 della L. 1º maggio 1941, n. 422, indi dal R.D.L. 13 aprile 1944, n. 118, ed infine dalla L. 9 ottobre 1964, n Gli importi dell ammenda di cui al sesto comma sono stati così rideterminati in adeguamento, ai sensi dell art. 3 della L. 12 luglio 1961, n dovuta dal titolare della farmacia principale, quando si tratta di farmacia succursale, istituita ai sensi dell art La riscossione della tassa ha luogo con le forme e i mezzi stabiliti nelle vigenti norme per la riscossione delle imposte dirette, in base agli elenchi compilati annualmente entro il mese di novembre, dagli uffici distrettuali delle imposte dirette e resi esecutori dal prefetto. Art In caso di sospensione o di interruzione di un esercizio farmaceutico, dipendenti da qualsiasi causa, e dalle quali sia derivato o possa derivare nocumento all assistenza farmaceutica locale, il prefetto adotta i provvedimenti di urgenza per assicurare tale assistenza. 2. Se il titolare sia stato dichiarato fallito e il curatore, durante i quindici mesi preveduti nell art. 113, lettera a), per la eventuale decadenza, sia stato autorizzato all esercizio provvisorio, ed all esercizio medesimo non sia preposto lo stesso fallito, la nomina di un sostituto, che ha la responsabilità del servizio, è soggetta all approvazione del prefetto. 3. I provvedimenti del prefetto sono definitivi. Capo III Delle professioni sanitarie ausiliarie Sezione I Delle infermiere diplomate Art Le università con facoltà di medicina e chirurgia, i comuni, le istituzioni pubbliche di beneficenza e altri enti morali, possono essere autorizzati con decreto del ministro per l interno, di concerto col ministro per l educazione nazionale e sentito il consiglio superiore di sanità, a istituire scuole-convitto professionali per infermiere. 2. Gli enti indicati nel comma precedente, quando dispongano di servizi adeguati alle necessità del tirocinio tecnico, possono essere autorizzati, nelle forme predette, a istituire scuole per assistenti sanitarie visitatrici. 3. Tali scuole sono sottoposte alla vigilanza dei ministeri dell interno e dell educazione nazionale. Art Speciali comitati costituiti allo scopo possono essere autorizzati, con le modalità indicate nell articolo precedente, ad istituire scuole-convitto professionali per infermiere. 2. Dette scuole possono essere erette in ente morale, con decreto del ministro per l interno, sentiti il consiglio superiore di sanità ed il consiglio di Stato. Art Il ministro per l interno sentito il consiglio superiore di sanità, di concerto con quello per l educazione nazionale, approva i progetti tecnico-sanitari per l impianto ed il funzionamento delle scuole e determina i programmi di insegnamento e di esame da adottarsi nelle medesime. Art Le scuole convitto professionali per infermiere debbono funzionare presso un pubblico ospedale dotato di reparti di medicina e chirurgia che abbiano sufficiente disponibilità di servizi in proporzione al numero delle allieve e provvedere con le proprie infermiere (capo-sala, infermiere diplomate, allieve) alla assistenza immediata di una parte, almeno, delle corsie dell ospedale. 2. Qualora, in una determinata località, non sia possibile istituire scuole-convitto professionali per infermiere presso ospedali pubblici, il ministero dell interno, di concerto con quello dell educazione nazionale, può autorizzare l istituzione di dette Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1819 scuole anche presso istituti privati, purché rispondano ai requisiti indicati nel comma precedente. Art Nelle scuole-convitto professionali per infermiere l insegnamento teorico pratico deve essere impartito da medici competenti, dalla direttrice e dalle capo-sala. 2. La direzione delle scuole-convitto deve essere affidata ad una infermiera che abbia conseguito in una scuola-convitto i- taliano il diploma e il certificato di abilitazione a funzioni direttive, preveduti negli articoli seguenti, e che abbia tenuto con lode, per almeno un biennio, funzioni direttive dell assistenza infermiera in un reparto ospitaliero del regno. Art Nelle scuole-convitto le allieve compiono un corso biennale teorico pratico, con relativo tirocinio (55). 2. Quelle che alla fine del biennio abbiano superato apposito esame conseguono un diploma di Stato per l esercizio della professione di infermiera. 3. Presso le scuole-convitto può essere istituito un terzo anno di insegnamento per l abilitazione a funzioni direttive. 4. Le allieve, che, dopo aver conseguito il diploma di Stato per l esercizio della professione di infermiera, abbiano superato con esito favorevole anche gli esami del terzo corso, conseguono uno speciale certificato di abilitazione. Art Nelle scuole specializzate per assistenti sanitarie visitatrici sono ammesse soltanto le infermiere che siano provviste del diploma per l esercizio della professione di infermiera. 2. Esse compiono un corso annuale che comprende: a) nozioni teorico-pratiche impartite da insegnanti competenti; b) un tirocinio pratico, sotto la direzione di un assistente sanitaria o di persona di riconosciuta competenza e comprovata pratica. 3. Le allieve, che alla fine del corso abbiano superato apposito esame, conseguono un diploma di Stato per l esercizio della professione di assistente sanitaria visitatrice. Art Il diploma per l esercizio della professione di infermiera, conseguito ai sensi dell art. 135, è necessario per ottenere la nomina a capo-sala; costituisce inoltre titolo di preferenza per l assegnazione a posti di servizio di assistenza infermiera negli ospedali dei comuni, delle istituzioni pubbliche di beneficenza e di altri enti morali. 2. Il certificato di abilitazione a funzioni direttive, indicato nell articolo suddetto, costituisce titolo di preferenza per la direzione di scuole convitto per infermiere e per la direzione dell assistenza infermiera negli ospedali indicati nel comma precedente. 3. Il possesso del diploma di assistente sanitaria visitatrice costituisce titolo di preferenza per l assunzione a posti di servizio nelle istituzioni di assistenza sanitaria sociale e nelle opere di igiene e profilassi urbana e rurale, sotto la direzione e responsabilità del personale medico. Art Per la costruzione delle scuole prevedute negli artt. 130 e 131 possono essere concesse le agevolazioni stabilite nelle vigenti disposizioni per la costruzione di opere igieniche. (55) L art. 1 della L. 13 dicembre 1956 così dispone: «Per l ammissione alle scuole-convitto è prescritta, come titolo di studio minimo, la licenza di scuola media inferiore o di scuole di avviamento o altro titolo di studio equipollente». 2. Il ministero dell interno può concedere contributi per il funzionamento di dette scuole. Sezione II Delle ostetriche (56) Art L ostetrica deve richiedere l intervento del medicochirurgo non appena nell andamento della gestazione o del parto o del puerperio di persona alla quale presti la sua assistenza riscontri qualsiasi fatto irregolare. 2. A tale scopo deve rilevare con diligenza tutti i fenomeni che si svolgono nella gestante o partoriente o puerpera. 3. In caso di inosservanza di tale obbligo è punita con l ammenda fino a lire 500 e nei casi gravi, anche con l arresto fino a tre mesi, salva l applicazione delle disposizioni del codice penale quando il fatto costituisca reato. 4. L ostetrica ha inoltre l obbligo di denunciare al podestà e all ufficiale sanitario, entro due giorni dal parto al quale abbia prestato assistenza, la nascita d ogni infante deforme. 5. La trasgressione a tale obbligo è punita con l ammenda da lire a (57). Capo IV Delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie Art Chiunque intenda esercitare un arte ausiliaria delle professioni sanitarie deve aver raggiunto la maggiore età ed essere munito di licenza, rilasciata dalle scuole appositamente istituite per impartire l insegnamento delle arti medesime. 2. I limiti e le modalità di esercizio delle singole arti sono determinati nel regolamento, emanato su proposta del ministro per l interno, di concerto con quello per l educazione nazionale. 3. L istituzione delle scuole indicate nel primo comma è autorizzata con decreto reale promosso dal ministro per l interno, di concerto con quello per l educazione nazionale. Art Chiunque, non trovandosi in possesso della licenza prescritta nell articolo precedente o dell attestato di abilitazione rilasciato a norma delle disposizioni transitorie del presente testo unico, esercita un arte ausiliaria è punito con la multa da lire a (57). 2. Il prefetto, indipendentemente dal procedimento giudiziario per l esercizio abusivo di un arte ausiliaria delle professioni sanitarie, può ordinare la chiusura temporanea del locale, nel quale l arte sia stata abusivamente esercitata e il sequestro del materiale destinato all esercizio di essa. Il provvedimento del prefetto è definitivo. Art Le licenze di abilitazione rilasciate ai sensi dell art. 140 sono soggette alla tassa di concessione governativa nella misura stabilita nella tabella n. 4, annessa al presente testo unico. (56) Nel testo originario «levatrici». Così modificato dall art. 3 del R.D.L. 1º luglio 1937, n. 1520, che dispone: «Alle diplomate delle scuole di ostetricia, previste dal regio decreto-legge 25 ottobre 1936, n. 2128, spetta il titolo di ostetrica. Il titolo stesso compete anche alle abilitate in base alle disposizioni anteriori al regio decreto anzidetto e si intende sostituito a quello di levatrice da qualunque disposizione di legge o di regolamento previsto». (57) Gli importi dell ammenda sono stati così rideterminati ai sensi dell art. 3 della L. 12 luglio 1961, n Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,1920 Capo V Dell esercizio di attività soggette a vigilanza sanitaria Sezione I Disposizioni generali Art Sono soggetti a vigilanza, agli effetti della sanità pubblica, i fabbricanti e commercianti di prodotti chimici e preparati farmaceutici, di colori, di droghe, di profumi e di acque e fanghi minerali. 2. Sono soggetti altresì a vigilanza, ai fini della tutela della sanità pubblica, la preparazione, il deposito e l impiego di gas tossici. 3. Le autorità sanitarie possono, nell interesse della sanità pubblica, fare eseguire visite nei locali di produzione e smercio delle sostanze indicate nei comma precedenti. Sezione II Delle officine di prodotti chimici e di preparati galenici Art L apertura di nuove officine di prodotti chimici usati in medicina e di preparati galenici è sottoposta ad autorizzazione del ministro per l interno, il quale la concede sentito il parere del consiglio superiore di sanità e della corporazione della chimica, tenuta presente l opportunità dell apertura in rapporto alle esigenze del servizio. 2. L autorizzazione è concessa previo accertamento che l officina, per attrezzatura tecnica e per idoneità dei locali, dia affidamento per l ottima qualità delle produzioni e delle preparazioni e che sia diretta in modo continuativo da persona munita di laurea in chimica, o in chimica e farmacia, o in farmacia, o di diploma in farmacia, e iscritta nell albo professionale. 3. La mancanza, in qualsiasi momento, di alcune delle condizioni indicate nel comma precedente importa la revoca dell autorizzazione. 4. È vietata l istituzione di nuove officine in diretta comunicazione con le farmacie per la preparazione di prodotti chimici usati in medicina e di preparati galenici, quando essi non siano destinati ad uso esclusivo della farmacia stessa. 5. Le officine del genere, regolarmente autorizzate, non possono ottenere il trasferimento se non da una farmacia ad altra farmacia. 6. È vietato il cumulo nella stessa persona della direzione tecnica di più officine. È pure vietato il cumulo della direzione di una farmacia con la direzione di una officina, a meno che non si tratti di officina già autorizzata di proprietà del farmacista ed in diretta comunicazione con la farmacia. 7. Chiunque eserciti un officina senza autorizzazione, ovvero senza che alla stessa sia preposta persona munita dei prescritti requisiti, è punito con l ammenda da lire a (57). 8. Il prefetto, indipendentemente dal procedimento penale, può ordinare la chiusura dell officina. Il provvedimento del prefetto è definitivo (58). Art Nel corso di ciascun biennio le officine indicate nel precedente articolo debbono essere ispezionate dal medico provinciale, che può anche compiere ispezioni straordinarie. 2. Nelle dette ispezioni il medico provinciale è assistito, di re- gola, da un farmacologo o da un dottore in chimica o da un dottore in chimica e farmacia, designato dal prefetto. 3. Se il risultato dell ispezione non è soddisfacente, il proprietario o conduttore dell officina è diffidato dal prefetto a mettersi in regola entro un termine perentorio, decorso il quale infruttuosamente, il prefetto ordina la chiusura. 4. I proprietari o conduttori delle officine predette sono tenuti al pagamento di una tassa annua di ispezione nella stessa misura stabilita nell art. 128 del presente testo unico per i proprietari autorizzati di farmacie. Sezione III Del commercio di sostanze velenose Art Chiunque, non essendo farmacista o commerciante di prodotti chimici, di droghe e di colori, fabbrica, detiene per vendere, vende o in qualsiasi modo distribuisce sostanze velenose, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire a (57). 2. I farmacisti, i droghieri, i fabbricanti di prodotti chimici autorizzati a tenere sostanze velenose e coloro che per l esercizio della loro arte o professione ne fanno uso, se non tengono tali sostanze custodite in armadi chiusi a chiave e in recipienti con l indicazione del contenuto e con il contrassegno delle sostanze velenose, sono puniti con l arresto fino a un anno o con l ammenda non inferiore a lire (57). Art I farmacisti, i droghieri, i fabbricanti di prodotti chimici e chiunque in qualsiasi modo faccia commercio di colori o di prodotti chimici per uso industriale e agricolo non possono vendere sostanze velenose che a persone conosciute o che, non essendo da loro conosciute, siano munite di un attestato dell autorità di pubblica sicurezza indicante il nome e cognome, l arte o la professione del richiedente, e dimostrino di aver bisogno delle sostanze stesse per l esercizio dell arte o della professione. 2. In ogni caso debbono notare in un registro speciale da presentarsi all autorità sanitaria a ogni richiesta, la quantità ela qualità delle sostanze velenose vendute, il giorno della vendita col nome e cognome e domicilio, arte o professione dell acquirente. 3. Il contravventore è punito con l ammenda da lire a (57). A detta pena può essere aggiunta la sospensione dall esercizio della professione o dell arte fino a tre mesi. Sezione IV Del commercio di sostanze stupefacenti e dei provvedimenti per reprimerne gli abusi Artt (59). Sezione V Della produzione e del commercio di specialità medicinali Art Nessuna officina può produrre, a scopo di vendita, una specialità medicinale senza l autorizzazione del ministro per l interno, previo accertamento che l officina sia fornita di adeguati mezzi tecnico-industriali per compiere direttamente tutte le operazioni essenziali per la preparazione di ciascuna (58) L articolo è stato così sostituito dall art. 2 della L. 1º maggio 1941, n (59) Gli articoli della sezione sono stati abrogati dall art. 26 della L. 22 ottobre 1954, n. 1041, recante «Disciplina della produzione, del commercio e dell impiego degli stupefacenti» Aggiornamento CS0101us04 VOCE S 1.1 LST/IV,20 Vedere altro
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