Source: http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=9708
Timestamp: 2013-05-25 22:00:22+00:00
Document Index: 77356202

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 82', 'art.1', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 43', 'art 1', 'art. 41', 'art. 18', 'art. 82']

Emigrazione Notizie - Notizie: Un Comitato di Liberazione Nazionale dalla tirannia del pensiero unico
Sat, 25 May 2013 21:55:31 +0000
Fabrizio Lorusso (55831)
Forumdemocratico Rio (27402)
Ricardo Merlo (3892)
Blog do Bourdoukan (2510)
- Inserito il 04 aprile 2012 alle 11:42:00 da redazione-IT. IT - POLITICA ITALIANA
di Ugo Mattei (da Il Manifesto)Siamo a qualche mese dall�attacco internazionale al debito pubblico italiano (stabile da molti anni), la risposta alla propria messa in scacco dalla primavera referendaria italiana. Vale la pena soffermarsi a riflettere sullo stato del conflitto fra diverse visioni del mondo simbolicamente rappresentato nella campagna di giugno. La riflessione ha valenza costituzionale perch� la partita in corso coinvolge lo stesso patto fondante la nostra Repubblica democratica fondata sul lavoro.Essa coinvolge la stessa concezione della giuridicit� nei due campi contrapposti, quello del governo tecnico e quello dell�orizzonte di senso evocato dalla proposta del nuovo soggetto politico.Due sono le norme costituzionali formalmente coinvolte nel conflitto. L�art. 41 (iniziativa economica privata) e l�art. 82 (pareggio di bilancio), ma ben pi� fondamentale � la partita costituente in corso, perch� coinvolge direttamente l�art.1 (il lavoro come fondamento primario del patto costituzionale) e l�art. 3, soprattutto nel secondo comma, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di fatto che rendono meramente formale l�uguaglianza di cui al primo comma.
Si tratta dunque di una partita che colloca al centro la giustizia sociale e la distribuzione dellee risorse.Due punti erano pacifici fra i costituenti e possono considerarsi il nucleo del nostro ordine costituito: l�Italia aderisce a blocco capitalista e tutela tanto la propriet� (art. 42) quanto l�iniziativa economica privata (art. 43). La Repubblica tuttavia, si schiera dalla parte del lavoro (art 1) nel suo conflitto storico col capitale, utilizzando il diritto (pubblico e privato) come strumento a tutela del pi� debole (il lavoratore) nei confronti del pi� forte (il datore di lavoro), qualora quest�ultimo abusi del proprio potere mettendo in campo pratiche oppressive o di sfruttamento. In quest�ordine di idee i diritti sono baluardo del debole nei confronti del forte ed il diritto � lo strumento attraverso cui la Repubblica pu� controllare l� attivit� privata (per modo che non si svolga in modo contrario alla sicurezza e alla dignit� umana). Con lo stesso strumento lo Stato italiano dovrebbe autolimitare il proprio potere (di datore di lavoro, di imprenditore o di proprietario pubblico) facendosi pienamente carico dei propri doveri nei confronti della collettivit� e del territorio.Questo equilibrio costituzionale, che ha informato per decenni la sensibilit� dei giuristi e delle forze politiche di tutto l�arco costituzionale, � stato sovvertito nel ventennio neoliberale. Il diritto, sempre pi� di frequente si � trovato dalla parte del pi� forte tornando ad allontanarsi dagli orizzonti tracciati dalla sua lettura costituzionalmente orientata. Naturalmente, tale scelta di campo, prodotta dalla supremazia del potere economico internazionale nei confronti degli Stati, ottenuta attraverso la corruzione di gran parte del ceto politico professionale, comporta una vera e propria trasformazione della stessa funzione del diritto. Esso non deve che lasciar fare affinch� il pi� forte naturalmente prevalga. Si tratta della visione sostenuta in America dagli economisti raccolti nei pi� prestigiosi (e corrotti) dipartimenti, da ultimo denunciati nello splendido documentario di Ferguson, Inside job.Quest�ideologia, all�opera instancabilmente nella produzione del consenso per il nostro modello di sviluppo suicida, presentato invece come salvifico e necessario, era stata rigettata in Italia tramite i referendum sui beni comuni. Essa ha tuttavia irretito il Presidente Napolitano il quale, piuttosto che operare per il rispetto della volont� popolare, ha ritenuto di istituire motu proprio un sistema costituzionale semipresidenziale, promuovendo allo scranno senatoriale prima e poi a Palazzo Chigi, un autentico esemplare di economista neoliberale il quale si � circondato di altri esemplari della stessa rspecie, come la sua ministra del lavoro. Le conseguenze sono disastrose soprattutto in materia di lavoro, settore in cui Monti si era fatto le ossa offrendo alla Commissione Europea la sua consulenza con un rapporto del 2010 che proponeva la cancellazione in toto della giurisdizione sui diritti a favore di mediazioni informali dei conflitti. Tale proposta era cos� sovversiva della stessa idea di un diritto del lavoro da non esser neppure ripresa per intero dalla recente proposta di regolamento comunitario. Che, tuttavia, giunge a porre sullo stesso piano la libert� di iniziativa economica ed il diritto di sciopero, obbligando le Corti nazionali a �armonizzare questi diritti� quando confliggono.Porre sullo stesso piano capitale e lavoro fu un�intuizione del ventennio fascista ed in Italia annienterebbe il residuo senso del gi� ricordato art. 41 della Costituzione. Del resto Monti ha gi� cercato di modificare tale norma costituzionale per decreto legge. Per ora la proposta di regolamento comunitario ispirata da Monti � limitata almeno formalmente al c.d. �posting� dei lavoratori (ossia al loro trasferimento a seguito di un�impresa dislocata) ma � abbastanza chiaro che esso costituisce un altro passo avanti nell�attacco al lavoro a favore del capitale e della sua libert� di scorazzare liberamente per il pi� grande mercato del mondo sperimentando sempre nuove pratiche di sfruttamento.L�idea forte tratta dallo studio di Monti � quella per cui le differenze di potere contrattuale fra capitale e lavoro non possano pi� essere prese in considerazione dal diritto. Il diritto non pu� pi� schierarsi dalla parte dei pi� deboli ma le corti devono essere neutrali nell�armonizzare i diritti confliggenti dei lavoratori e dell�impresa. Si supera cos� un nuovo tab� come l�art. 18 o prima di esso il modello Pomigliano. In effetti, il ritorno alla piena mercificazione ottocentesca del lavoro che la conquiste del diritto avevano progressivamente superato � gi� una realt�. I lavoratori svantaggiati possono oggi esser dati in affitto con lo sconto, grazie a una convenzione fra Fornero e una nota agenzia interinale, restituendo dignit� a quella figura di locatio operis con cui i giuristi romani duemila anni fa inquadravano il contratto di lavoro.In un tale quadro reazionario � difficile non prevedere che la riforma dell�articolo 18 ed il licenziamento per ragioni economiche, siano volti principalmente a preparare licenziamenti massicci nel settore pubblico quando la troika ci chieder� di farlo, come gi� avvenuto in Grecia. Se a questo aggiungiamo la quasi avvenuta modifica dell�art. 82 Costituzione per l� introduzione del pareggio di bilancio (che un Parlamento con la fiducia di meno del 10% degli Italiani sta per approvare in seconda lettura con una maggioranza tale da escludere il Referendum costituzionale confermativo), ben possiamo comprendere la drammatica urgenza democratica di cui parlava Marco Revelli sul manifesto di venerd�.Alcuni di noi, che da ormai oltre due anni stanno sul territorio italiano, praticando la politica di movimento sono ben consci del potenziale politico della resistenza contro il montismo, vissuto da tante persone normali come un nuovo fenomeno postfascista italiano ormai pi� pericoloso dello stesso berlusconismo. Per noi � giunto il momento di mettere in campo un Comitato di Liberazione Nazionale dalla tirannia del pensiero unico e di farlo con tutte le forze che ancora credono che il diritto debba governare l�economia e non esserne dominato. Unire le persone per bene intorno ad un metodo per superare una situazione drammatica � pi� agevole che farlo sul merito ed � certamente foriero di potenziali egemonie nuove che superino finalmente vecchi steccati. Di qui il senso di una soggettivit� politica nuova che sappia stare sempre dalla parte del lavoro e dei beni comuni.Fonte:http://www.cambiailmondo.org
Questa pagina � stata eseguita in 1,296secondi.