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Timestamp: 2020-01-23 07:37:18+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 15986 del 27/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15986 del 27/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/06/2017, (ud. 19/04/2017, dep.27/06/2017), n. 15986
sul ricorso 11628-2016 proposto da:
T.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FLAMINIA 167,
presso lo studio dell’avvocato ROBERTO NARCISI, rappresentato e
difeso dall’avvocato FRANCESCO MAGRINI;
avverso la sentenza n. 416/09/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di TRESTE, depositata il 04/11/2015;
partecipata del 19/04/2017 dal Consigliere Dott. ENRICO NIANZON.
Con sentenza in data 13 luglio 2015 la Commissione tributaria regionale del Friuli Venezia Giulia, nella parte che qui rileva, respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 140/1/14 della Commissione tributaria provinciale di Trieste che aveva accolto il ricorso di T.R. conto l’avviso di accertamento IRAP, IRPEF, IVA 2007. La CTR osservava in particolare che l’atto impositivo impugnato doveva considerarsi nullo in quanto non preceduto dal contraddittorio endoprocedimentale, essendo lo stesso di tipo presuntivo, parzialmente basato sullo studio di settore, stante la previsione generale di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7.
Con il primo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – l’Agenzia fiscale ricorrente denuncia violazione/falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 12 poichè la CIR ha annullato l’avviso di accertamento impugnato in quanto non preceduto da contraddittorio endoprocedimentale.
Con il secondo motivo ed il terzo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – la ricorrente reitera la censura di cui al primo mezzo, specificandola in relazione agli artt. 4, 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
“In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’Amministrazione finanziaria è gravata di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto purchè il contribuente abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un’opposizione meramente pretestuosa, esclusivamente per i tributi “armonizzati”, mentre, per quelli “non armonizzati”, non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo generalizzato vincolo, sicchè esso sussiste solo per le ipotesi in cui risulti specificamente sancito” (Sez. U, Sentenza n. 24823 del 09/12/2015, Rv. 637604 – 01);
– “In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, non sussiste per l’Amministrazione finanziaria alcun obbligo di contraddittorio endoprocedimentale per gli accertamenti ai fini Irpeg ed Irap, assoggettati esclusivamente alla normativa nazionale, venendosi in ambito di indagini cd. “a tavolino”” (Sez. U, Sentenza n. 24823 del 09/12/2015, Rv. 637605 – 01).
La sentenza impugnata è palesemente difforme da entrambi questi principi di diritto, essendosi limitata a constatare l’omissione del contraddittorio endoprocedimentale e per ciò solo annullando l’atto impositivo impugnato, mentre avrebbe dovuto distinguere a tal fine le imposte reddituali (armonizzate) dall’IVA (armonizzata) e rispetto a quest’ultima avrebbe dovuto altresì verificare – in concreto e nel merito – se comunque il contribuente avesse motivi di opposizione “non pretestuosa” da far valere in sede di obbligatorio contraddittorio endoprocedimentale.