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Timestamp: 2019-04-18 22:58:04+00:00
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Passaggio a Sud Est: CRIMINI DI GUERRA: L'EX CAPO DI STATO MAGGIORE JUGOSLAVO CONDANNATO A 27 ANNI DAL TRIBUNALE INTERNAZIONALE
CRIMINI DI GUERRA: L'EX CAPO DI STATO MAGGIORE JUGOSLAVO CONDANNATO A 27 ANNI DAL TRIBUNALE INTERNAZIONALE
Momcilo Perisic, con Slobodan
Milosevic, all'epoca in cui era al
comando dell'esercito jugoslavo
L'ex capo di Stato maggiore delle forze armate jugoslave, Momcilo Perisic, è stato condannato dal Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia a 27 anni di prigione per crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Secondo i giudici dell'Aja, Perisic, che oggi ha 67 anni, ebbe un ruolo diretto nei crimini di guerra commessi dalle forze armate dei serbi di Croazia e dei serbi di Bosnia, appoggiati e agevolati dall'esercito di Belgrado del quale Perisic fu al comando tra il 1993 ed il 1998. “Personalmente non ha mai ucciso nessuno, non ha mai dato fuoco ad una casa in Bosnia o in Croazia, ma ha aiutato ed incoraggiato le persone che hanno commesso tutto ciò”, ha dichiarato il procuratore Tpi, Mark Harmon, che aveva chiesto o l'ergastolo per Perisic, strettissimo collaboratore dell'allora dittatore serbo, Slobodan Milosevic. La sentenza indica però il ruolo diretto della Serbia nei crimini commessi nell'assedio di Sarajevo, nel massacro di Srebrenica e nel bombardamento di Zagabria. “Per questi crimini la corte vi condanna a maggioranza a una pena di 27 anni di carcere”, ha detto il presidente del tribunale, Bakone Moloto. Il processo, iniziato il 2 ottobre 2008, si è protratto per 203 udienze nello corso delle quali sono stati sentiti 82 testimoni dell'accusa e 22 della difesa. Il generale jugoslavo Stanislav Galic, sottoposto di Perisic, nel 2006 è stato già condannato in appello all'ergastolo per il suo ruolo nell'assedio di Sarajevo.
Qui di seguito il testo della corrispondenza di Marina Szikora, tratto dalla puntata di Passaggio a Sud Est che andrà in onda a Radio Radicale domani alle 6,20 del mattino e che sarà successivamente disponibile on-line. Questo post è stato scelto per la prima pagina di Paperblog di oggi.
Momčilo Perišić, ex comandante dell'esercito dell'ex Jugoslavia, imputato del Tpi dell'Aja, accusato del massacro di Srebrenica, dell'assedio di Sarajevo e delle violenze contro i civili nonche' del bombardamento di Zagabria del due e tre maggio 1995 in cui sono stati uccisi almeno sette e feriti 194 civili, e' stato condannato martedi' con una sentenza di primo grado a 27 anni di carcere. la Procura dell'Aja aveva chiesto la condanna alla massima pena, cioe' all'ergastolo. Secondo il Consiglio del Tribunale, Momčilo Perišić e' stato giudicato colpevole per aver aiutato e sollecitato l'assedio ed il terrore nei confronti di civili di Sarejevo, i crimini di Srebrenica nonche' di aver mancato a punire i militari subordinati per i bombardamenti di Zagabria. E' stato assolto invece dalla responsabilita' di crimini di genocidio a Srebrenica. Va sottolineato che secondo la Procura dell'Aja, Perišić aveva assicurato i presupposti logistici e materiali per la pulizia etnica e crimini che sono stati commessi da parte dei serbi bosniaci e serbi croati in BiH e in Croazia. Perišić si e' consegnato volontariamente il 7 marzo 2005 e fino all'inizio del processo il 2 ottobre 2008 si trovava in liberta' provisoria.
La sentenza a Perišić ha suscitato diverse reazioni in Serbia. La direttrice del Fondo del diritto umanitario di Belgrado, Nataša Kandić ha valutato che la sentenza e' adeguata e corrisponde ai crimini commessi e che non ci sono le ragioni per sospettare che si tratti di motivi politici. Pero' in una dichiarazione all'agenzia di stampa serba Beta, la Kandić afferma che e' difficilmente spiegabile, come illustrato nella sentenza, che Perišić aveva il controllo sull'esercito della cosidetta Repubblica Serba della Krajina mentre invece non aveva il controllo sull'allora generale militare dei serbi bosniaci Ratko Mladić. Il ministro della difesa serbo Dragan Šutanovac e' dell'opinione invece che si tratti di una sentenza „estremamente pesante“ e ha detto di aspettarsi che Perišić presentera' un ricorso a questa sentenza. „Penso che sia arrivato finalmente il momento di finire con tutti questi atti di accusa e sentenze e di voltarsi verso il futuro piuttosto che aprire costantemente le vecchie ferite e parlare del passato“ ha detto il ministro serbo Šutanovac. Per Dragan Todorović, capogruppo dell'ultranazionalista Partito radicale serbo la sentenza e' „terribile e vergognosa“ e ha accusato l'Ue e gli Stati Uniti perche' con le sentenze contro i serbi all'Aja tentano di giustificare i loro crimini.
Le reazioni in BiH, come quasi in tutti i casi delle sentenze precedenti, le reazioni sono state contrastanti, dipendentemente se arrivano dalle fila dei rappresentanti serbi o dalle organizzazioni bosgnacche. I rappresentanti delle vittime di guerra in BiH sono tutti amareggiati per la sentenza che giudicano troppo modesta. La pesidente dell'associazione 'Madri di Srebrenica e Žepa', Munira Subašić ha dichiarato che una tale sentenza serve a premiare il genocidio che e' stato commesso. „Con una tale sentenza non si arrivera' mai alla fiducia, riconciliazione, vita comune ne' giustizia“ ha detto Subašić amareggiata.
Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia: il video dell'udienza del 6 settembre
Etichette: assedio sarajevo, bosnia, crimini di guerra, croazia, marina szikora, radio radicale, srebrenica, tribunale internazionale
Roberto Spagnoli 12 settembre 2011 10:02
Lina, l'infaticabile animatrice del "Caffé delle diaspore" altrimenti noto come Balkan Crew (balkan-crew.blogspot.com) mi prega di inserire un suo commento che non è riuscita a postare per un problema tecnico.
Scrive Lina a proposito della condanna di Perisic:
27 anni e non ha fatto nulla ? ne hanno dati meno a gotovima e ha fatto strage di donne e bambini serbi !!!
Roberto Spagnoli 12 settembre 2011 10:09
Resta il fatto che lui era il capo dell'armata federale e come tale, avendo la responsabilità del comando, è stato riconosciuto colpevole di aver agevolato e sostenuto le "operazioni" delle formazioni serbo-croate e serbo-bosniache. Poi certo si può discutere dell'entità della condanna (che comunque è di primo grado), ma il fatto che non abbia incendiato nessuna casa o ucciso nessuno, come ha detto anche il procuratore, non lo rende meno responsabile di chi ha materialmente commesso i crimini.