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Timestamp: 2013-05-24 09:25:10+00:00
Document Index: 31917554

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'sentenza ']

orario di lavoro | Sentenze | Rivista giuridica del lavoro
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Retribuzione nullità lavoro pubblico contratto collettivo contratto licenziamento scuola dissenso precedente contratto disabilità termine dimissioni risarcimento Danno non patrimoniale sciopero sicurezza sociale lavoro Invalidità civile controlli del datore di lavoro trasferimento di ramo d'azienda demansionamento licenziamento collettivo Controversie di lavoro e previdenza condotta antisindacale diritti Licenziamento individuale risarcimento del danno lavoro subordinato appalto contratto a termine indennizzo poste italiane sicurezza sul lavoro discriminazione previdenza orario di lavoro Tribunale Torino, N.-7 Mag 2010
Est. Ciocchetti – Filcams-
Cgil (avv.ti Martino, Distasio), Uiltucs-Uil (avv. Busso) c. Finairport
Service Srl (avv.ti Sbarra, De La Forest).
Note: Sull’antisindacalità della condotta del datore in caso di lesione del diritto all’immagine e alla credibilità del sindacatoParole chiave: condotta antisindacale :: diritto all'immagine :: contratto di solidarietà :: orario di lavoro :: Condotta antisindacale – Contratto di solidarietà – Inosservanza dell’accordo
sindacale e modifica unilaterale dell’orario lavoro –
Lesione del diritto all’immagine del sindacato – Configurabilità.
La violazione del patto di solidarietà e la successiva modifica unilaterale da
parte del datore di lavoro della turnazione settimanale ledono il diritto all’immagine
e alla credibilità del sindacato e costituiscono condotta antisindacale
quando ridimensionano il ruolo delle Oo.Ss.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di giustizia, N.C-429/09-25 Novembre 2010
N:C-429/09 - 25 Novembre 2010)
Sez. II – Pres. J.N. Cunha Rodrigues, Est. A.O.
Caoimh – Günter Fuß c. Stadt Halle (Avv. Gen. P. Mengozzi).
Note: Violazione del limite massimo settimanale dell’orario di lavoro e risarcimento del dannoParole chiave: orario di lavoro :: Orario di lavoro – Politica sociale – Tutela della sicurezza e della salute
dei lavoratori, Direttive n. 93/104/Ce e n. 2003/88/Ce –
Organizzazione dell’orario di lavoro – Vigili del fuoco occupati nel
settore pubblico – Art. 6, lett. b, della Direttiva n. 2003/88/Ce –
Durata massima dell’orario settimanale di lavoro – Superamento –
Risarcimento del danno causato dalla violazione del diritto
dell’Unione – Condizioni alle quali è subordinata l’esistenza di un
diritto al risarcimento – Modalità procedurali – Obbligo di presentare
previa domanda al datore di lavoro – Forma ed entità del risarcimento
– Tempo libero aggiuntivo o indennità – Princìpi di equivalenza
e di effettività.
Un lavoratore, quale il sig. Fuß nella causa principale, che ha svolto, in qualità
di Vigile del fuoco impiegato in un servizio di pronto intervento rientrante
nel settore pubblico, un orario di lavoro caratterizzato da una durata media settimanale
superiore a quella prevista dall’art. 6, lett. b, della Direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio 4 novembre 2003, n. 2003/88/Ce, concernente
taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, può avvalersi del
diritto dell’Unione per far dichiarare la responsabilità delle autorità dello Stato
membro interessato al fine di ottenere il risarcimento del danno subìto a causa
della violazione di tale disposizione...
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di giustizia, N.C-227/09-21 Ottobre 2010
N:C-227/09 - 21 Ottobre 2010)
Sez. II – Pres. J.N. Cunha Rodrigues, Est. A.O. Caoimh –
A.A. et al. c. Comune di Torino (Avv. Gen. P. Cruz Villon)
Note: Riposo settimanale e deroghe facoltative all’esame della Corte di GiustiziaParole chiave: orario di lavoro :: Orario di lavoro – Tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori –
Organizzazione dell’orario di lavoro – Agenti di Polizia municipale –
Direttiva n. 93/104/Ce – Direttiva n. 93/104/Ce come modificata
dalla Direttiva n. 2000/34/Ce – Direttiva n. 2003/88/Ce – Artt. 5, 17
e 18 – Durata massima dell’orario settimanale di lavoro – Contratti
collettivi o accordi conclusi tra le parti sociali a livello nazionale o regionale
– Deroghe relative al riposo settimanale differito e al riposo
compensativo – Effetto diretto – Interpretazione conforme.
La circostanza che una professione non sia menzionata nell’art. 17, n. 2,
Direttiva n. 93/104/Ce concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario
di lavoro, tanto nella versione originale quanto in quella modificata dalla
Direttiva n. 2000/34/Ce non impedisce che essa possa rientrare nella deroga prevista
nell’art. 17 n. 3; ciò perché l’art. 17, n. 3, ha una portata autonoma rispetto
al n. 2 di questo stesso articolo; le deroghe facoltative previste dall’art. 17,
Direttiva n. 93/104, modificata dalla Direttiva n. 2000/34 nonché, eventualmente,
dagli artt. 17 e/o 18, Direttiva n. 2003/88 Ce, non possono poi essere
invocate contro singoli come i ricorrenti della causa principale ...
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di cassazione, N.15774-19 Luglio 2011
N:15774 - 19 Luglio 2011)
Sez. lav. – Pres. Miani Canevari,
Est. Filabozzi, P.M. Matera (conf.) – Autostrade Italia Spa (avv. Morrico)
c. C.E. (avv. Moshi Nyranne).
Conf. Corte d’Appello Milano 22 febbraio 2006.
Note: Volontà delle parti e trasformazione del rapporto di lavoroParole chiave: orario di lavoro :: lavoro a tempo parziale :: Lavoro a tempo parziale – Orario di lavoro effettivo – Volontà implicita
delle parti – Trasformazione del rapporto da part-time a fulltime.
Ai fini della determinazione della natura a tempo parziale o a tempo pieno
del rapporto di lavoro non rileva il negozio costitutivo del rapporto medesimo e
l’iniziale manifestazione di volontà delle parti, ma la concreta attuazione del
contratto di lavoro stipulato tra le parti stesse. Ne consegue che, ove sia stata dimostrata
la costante effettuazione di un orario di lavoro prossimo (o anche superiore)
a quello stabilito per il lavoro a tempo pieno, il contratto va qualificato
come a tempo pieno, restando privo di rilievo il richiamo alla disciplina del
codice civile in tema di conversione del contratto nullo e la ricerca di una volontà
novativa delle parti