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Timestamp: 2020-07-14 10:28:52+00:00
Document Index: 61108480

Matched Legal Cases: ['art. 1546', 'art. 1542', 'art. 1266', 'art. 534', 'art. 1543', 'art. 1543', 'art. 1543', 'art. 105', 'art. 58', 'art. 1546', 'art. 1546', 'art. 1273']

Profili in tema di trasferimento dell'eredità
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9788849535549
Il lavoro analizza l’istituto della vendita di eredità attraverso il metodo sistematico, inevitabilmente sollecitato dalla disciplina dell’istituto posta al crocevia tra vari settori dell’unitario e complesso ordinamento vigente. Disvelati gli apriorismi e i concettualismi che hanno viziato le ricostruzioni tradizionali, si dà risalto agli interessi rilevanti e meritevoli facenti capo alle parti coinvolte nel trasferimento. In tale contesto la dominante posizione che qualifica le vicende circolatorie a partire dalla categoria dell’universitas iuris cede il passo ad un’analisi casistica degli interessi che strutturano l’intero procedimento successorio (pre e post accettazione) nella prospettiva di ricavare, di volta in volta, la disciplina applicabile alla circolazione inter vivos delle posizioni cedute. Il superamento di un approccio all’hereditas in prospettiva «reificante» – invero ormai datato – alla luce delle piú moderne teorie dei beni-interessi e il conseguente potenziamento dell’ottica funzionale consentono sia di rileggere in maniera meno neutra il vincolo formale che presidia l’istituto in discorso sia di rafforzare l’àmbito di operatività dell’autonomia privata in subiecta materia. Ne deriva, altresì, il superamento della posizione tradizionale che ravvisa nei rapporti coinvolti lo stampo – evidentemente influenzato dalla categoria tedesca del Vermögensübernahme – dell’accollo ex lege obbligatorio, sull’assunto, peraltro smentito dal nostro sistema normativo, della necessità del consenso del creditore alla liberazione del debitore ceduto. Muovendo da un’applicazione analogica delle norme in tema di cessione di azienda e dagli esiti giurisprudenziali maturati in tale contesto, il lavoro predilige un’impostazione maggiormente fluida al tema del riparto della responsabilità per i debiti ereditari. Quest’ultimo, in particolare, è modulato in base agli interessi rilevanti ordinati secondo ragionevolezza che l’autonomia privata mira in concreto a realizzare, sagomando in maniera differente il titolo del subingresso nel lato passivo del rapporto obbligatorio, la regola della solidarietà, il novero dei rimedi esperibili. Ne discende la pluralità di statuti e discipline applicabili al vincolo che sorge dalla peculiare vicenda analizzata, in prospettiva rivolta a valorizzare la varietà funzionale della c.d. «accessione legale nella responsabilità» quale minima unità effettuale dell’art. 1546 c.c.
Stefano Deplano è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche. Ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di Professore di seconda fascia di Diritto privato. È autore di uno studio monografico (Le obbligazioni negative, 2014) e altri scritti minori, anche in lingua inglese.
La natura giuridica dell’eredità: tra procedimento successorio e circolazione inter vivos
1. Considerazioni introduttive. L’eredità nel sistema
2. La disputata natura giuridica dell’eredità. Rilievi generali. Tesi soggettivistiche, elaborate per astrazione a partire dalla disciplina dell’eredità giacente. Critica. Teorie tradizionali in ordine alle finalità della successione e loro riflessi rispetto al concetto di eredità. Teoria della sopravvivenza della personalità del defunto. Critica. Teoria dell’eredità quale persona giuridica. Critica. Indirizzo che opina a partire dal c.d. status di erede. Critica
3. segue. Teoria dell’hereditas-universitas. La successione mortis causa quale trasferimento di una res. Rilievo costruttivo degli artt. 533, 588, 1546 c.c.
4. segue. Profili critici. La «battaglia contro l’universitas». Irrilevanza della tesi tradizionale al fine di spiegare il trasferimento della posizione debitoria e l’inerenza di questa al patrimonio del de cuius
5. Rilievi metodologici in ordine alla teoria generale del bene. Il requisito della individuazione sub specie iuris come carattere essenziale della cosa in quanto bene giuridico. Identificazione del fondamento del bene nella sua dimensione giuridica e ruolo dell’autonomia privata. Preminenza del primo profilo. Rilettura teleologico-sistematica dell’individuazione come selezione della specifica utilità della res che costituisce il correlato di un interesse giuridicamente rilevante
6. L’eredità nella fase precedente l’accettazione: la successione come procedimento
7. segue. Gli interessi che caratterizzano il procedimento successorio
8. Opportunità di indagare la natura giuridica dell’eredità facendo ricorso a statuti differenziati in relazione al momento in cui essa è soggetta a qualificazione. Rilievo di metodo. Teoria della successio in locum et jus. L’intuizione pugliattiana della successione come subingresso dell’erede nella posizione giuridica del de cuius. Rifiuto della teorica dell’acquisto di una res hereditaria da parte dell’accettante la delazione. L’eredità pre e post accettazione. Opportunità di proporre una qualificazione differenziata del compendio ereditario in relazione al “contesto situazionale”. Rilievi conclusivi e prospettive dell’indagine
Fisionomia giuridica dell’eredità nella circolazione inter vivos
9. L’evoluzione normativa della vendita di eredità dal diritto romano ai codici civili europei. Innovazioni introdotte dal legislatore del 1942. Profili generali
10. Indirizzi ermeneutici tradizionali. Vendita di eredità come due negozi collegati, uno avente ad oggetto l’attivo, l’altro consistente in un accollo. Critica. Negozio avente ad oggetto la cessione dello jus ad habendum. Critica. Negozio per relationem. Critica. Tesi secondo la quale oggetto della cessione sarebbe un’universitas juris. Critica
11. L’individuazione della natura giuridica dell’eredità durante la circolazione inter vivos. L’art. 1542 c.c. Sua applicazione soggettiva. Tesi che la circoscrive unicamente all’erede. Critica. Applicazione anche al mero chiamato. Tesi che pretende di distinguere, sulla base di un’interpretazione meramente strutturale, i piani applicativi degli artt. 477 e 1542 c.c. Critica. Necessità di un’interpretazione sistematica
12. segue. Profili di applicazione oggettiva della garanzia in esame. Art. 1542 c.c. e vendita di eredità inesistente in senso assoluto o relativo. Rilevanza analogica dell’art. 1266, comma 1, c.c. in tema di garanzia sull’esistenza del credito al tempo della cessione. Ammissibilità della vendita di eredità altrui. Rilievo dell’art. 534, commi 2 e 3, c.c. Ulteriori rilievi in ordine alla qualificazione dell’eredità sub specie universitatis
13. L’art. 1543 c.c. e la rilevanza della prescrizione formale ad substantiam nella vendita dell’eredità. Indirizzi tradizionali volti a far luce sul fondamento della disposizione. Rilievi critici. Necessità di analizzare la norma, al fine di comprendere la natura giuridica dell’eredità nella cessione tra vivi, in chiave di teoria generale relativamente alla forma degli atti giuridici. Tesi della forma quale limite alla manifestazione dell’autonomia privata. Critica. Tesi della distinzione tra negozio in senso forte e debole. Critica. Necessità di qualificare la forma in chiave teleologica e funzionale a partire dagli interessi tutelati nel caso concreto. Ratio dell’art. 1543 c.c. quale disposizione al contempo protettiva dell’interesse dell’acquirente e dei terzi creditori. Valutazione dell’eredità nella circolazione tra vivi sub specie universitatis. Rilevanza non determinante di tale considerazione al fine di suffragare la bontà della tesi dell’hereditas-universitas. L’art. 1543, comma 2, c.c. e la vincolatività delle prescrizioni in tema di normativa urbanistica
14. Gli artt. 1545 e 1546 c.c. quali norme-cardine nel senso di suffragare la tesi dell’hereditas-universitas. Profili critici. Inidoneità di tale indirizzo nel senso di argomentare la mancata liberazione del cedente dalle passività ereditarie
15. segue. Eccezioni alla regola della necessità del consenso del creditore al fine di liberare il debitore ceduto. L’art. 105, l. fall. e l’art. 58 t.u.b. Necessità di indagare nuovamente, nel sistema, la ratio delle norme in commento
16. segue. Usufrutto di eredità e ulteriore mancato riscontro dell’utilitas nella fase dispositiva dell’eredità. Prime conclusioni e prospettive di sviluppo dell’indagine
Dall’universalità di diritto ai molteplici statuti applicabili all’eredità quale oggetto di un atto dispositivo
17. Indirizzo che riconduce il disposto dell’art. 1546 c.c. alla disciplina dell’accollo cumulativo ex lege. Rilievo costruttivo attribuito alla categoria del Vermögensübernahme. Suoi profili applicativi
18. segue. Qualificazioni tradizionali in ordine alle vicende circolatorie del compendio ereditario. Centralità dell’inciso «salvo patto contrario» dettato dall’art. 1546 c.c. Tesi che interpreta l’inciso quale patto idoneo a sottrarre determinati rapporti alla cessione. Critica. Tesi che ammette la validità del patto dei disponenti al fine di liberare il cessionario dalla responsabilità nei confronti del creditore. Critica. Tesi secondo cui il sintagma si riferirebbe al profilo interno della ripartizione del debito. Critica. Constatazione delle discrasie che viziano gli orientamenti citati
19. Direzione dell’indagine. Rilievi critici avverso la teoria tradizionale. La disciplina dell’azienda quale banco di prova per saggiare la fisionomia del Vermögensübernahme. Identità di fondamento, struttura ed interessi tutelati dagli artt. 2560 e 1546 c.c. Rinvio. Posizioni dottrinali sul nesso tra azienda e trasferimento dei debiti
20. segue. Analisi della giurisprudenza. Individuazione “in contro luce” di un indirizzo ermeneutico teso a valorizzare – in chiave applicativa – la volontà dei privati nel regolamento del singolo atto di autonomia. Rilievo limitato della categoria del Vermögensübernahme
21. Distorsioni applicative cui dà luogo l’adesione alla teorica dell’accollo ex lege. Rilievo funzionale degli artt. 1546 e 2560 c.c. L’interesse del creditore quale riferimento per l’identificazione della disciplina applicabile al profilo esterno del rapporto. Prime considerazioni sul piano pratico-applicativo. Esclusione dell’effetto novativo. Parziale inapplicabilità dei commi 2 e 4, art. 1273 c.c.
22. segue. Regolamento del caso concreto e rilievo degli artt. 1275 e 1276 c.c. Il regime delle eccezioni opponibili da parte del cessionario
23. segue. Ulteriori temperamenti alla teoria tradizionale. Sussistenza – argomentata dalla tesi tradizionale – di un beneficium a vantaggio del cedente. Critica. Il fondamento degli artt. 2560 e 1546 c.c. conduce ad escludere che il creditore debba subire limitazioni qualitative nell’esercizio della propria pretesa
24. segue. Necessità di attribuire rilievo all’accordo tra cedente e cessionario in ordine all’imputazione del debito nei rapporti interni. Riflesso di tale ripartizione sullo statuto applicabile al rapporto obbligatorio unitario e complesso. Obbligazioni ad interesse «comune» o «unisoggettivo». Assunzione ex lege del debito altrui e funzione di garanzia
25. segue. Profilo interno del rapporto ed analisi della disciplina del gruppo condebitorio. Imputazione del debito ed applicazione degli artt. 1292-1313 c.c. Giudizio di compatibilità ed applicazione analogica della disciplina della fideiussione. Rimedi del solvens e funzione recuperatoria
26. Identità funzionale e strutturale del meccanismo solidale sotteso agli artt. 2560 e 1545-1546 c.c. Estensione delle conclusioni raggiunte dalla prima alle seconde. Dall’accollo ex lege alla «accessione legale nella responsabilità». La trasmissione dell’attivo ereditario. Rilievi conclusivi in ordine al rapporto tra eredità e universitas iuris
27. Il dogma della vendita dell’eredità quale negozio aleatorio. Critica