Source: http://www.newlaw.it/Documentazione_marketing/cod_deotologico_fini_statistici.html
Timestamp: 2018-09-23 00:52:07+00:00
Document Index: 50314917

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 6', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 6']

A.3 CODICE DI DEONTOLOGIA E DI BUONA CONDOTTA PER I TRATTAMENTI DI DATI PERSONALI A SCOPI STATISTICI E DI RICERCA SCIENTIFICA EFFETTUATI NELLAMBITO DEL SISTEMA STATISTICO NAZIONALE.
Visto lart. 31, comma 1, lettera h) della legge 31 dicembre 1996, n. 675, il quale attribuisce al Garante il compito di promuovere nellambito delle categorie interessate, nellosservanza del principio di rappresentatività, la sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per determinati settori, verificarne la conformità alle leggi e ai regolamenti anche attraverso lesame di osservazioni di soggetti interessati e contribuire a garantirne la diffusione e il rispetto;
Visto larticolo 10, comma 6, del medesimo decreto legislativo n. 281/1999, relativo ad alcuni profili che devono essere individuati dal codice per i trattamenti di dati per scopi statistici e di ricerca scientifica;
Visto altresì larticolo 12, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, come modificato dallarticolo 12, comma 6, del decreto legislativo n. 281/1999, nel quale si prevede che la Commissione per la garanzia dellinformazione statistica debba essere sentita ai fini della sottoscrizione dei codici di deontologia e di buona condotta relativi al trattamento dei dati personali nellambito del Sistema statistico nazionale;
Visto il provvedimento 10 febbraio 2000 del Garante per la protezione dei dati personali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25 febbraio 2000, con il quale il Garante ha promosso la sottoscrizione di uno o più codici di deontologia e di buona condotta relativi del trattamento di dati personali per scopi statistici e di ricerca scientifica ed ha invitato tutti i soggetti aventi titolo a partecipare alladozione dei medesimi codici in base al principio di rappresentatività a darne comunicazione al Garante entro il 31 marzo 2000;
Considerato che il testo del codice è stato oggetto di ampia consultazione nellambito dei soggetti interessati, che hanno avuto modo di far pervenire osservazioni e proposte;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 maggio 2002 sullinserimento di altri uffici di statistica nellambito del Sistan;
Vista la nota del 2 aprile 2001 con cui il Presidente dellISTAT, su mandato del Comitato di indirizzo e coordinamento dellinformazione statistica, ha trasmesso il testo del Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e di ricerca scientifica effettuati nellambito del Sistema statistico nazionale, sottoscritto dallo stesso a nome dei soggetti interessati;
Vista la deliberazione di questa Autorità n. 23 del 4 luglio 2001 sullesame preliminare del codice;
Ritenuto opportuno procedere allesame definitivo del codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici effettuati nellambito del SISTAN, anche separatamente rispetto al codice che, a norma degli articoli art. 6, comma 1, e 10, comma 6 , del d.lg. n. 281/1999, deve disciplinare lutilizzo dei dati personali a fini statistici al di fuori del SISTAN;
Sentita la Commissione per la garanzia nellinformazione statistica ai sensi dellarticolo 12, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 e sulla base degli approfondimenti curati dintesa con lIstat;
Constatata la conformità del codice alle leggi e ai regolamenti in materia di protezione delle persone rispetto al trattamento dei dati personali, ed in particolare all art. 31, comma 1, lettera h) della legge n. 675/1996, nonché agli artt. 6 e 10, 11 e 12 del decreto legislativo n. 281/1999;
Considerato che, ai sensi dellart. 6, comma 1, del decreto legislativo n. 281/1999 , il codice deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana a cura del Garante;
Viste le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dellart. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000 , adottato con deliberazione n. 15 del 28 giugno 2000 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 162 del 13 luglio 2000;
la trasmissione del codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e di ricerca scientifica effettuati nellambito del Sistema statistico nazionale, che figura in allegato, allUfficio pubblicazione leggi e decreti del Ministero della giustizia per la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
CODICE DI DEONTOLOGIA E DI BUONA CONDOTTA PER I TRATTAMENTI DI DATI PERSONALI A SCOPI STATISTICI E DI RICERCA SCIENTIFICA EFFETTUATI NELLAMBITO DEL SISTEMA STATISTICO NAZIONALE.
(In conformità allarticolo 184, comma 2, i riferimenti a disposizioni della legge n. 675/1996 o ad altre disposizioni abrogate devono intendersi riferiti alle corrispondenti nuove disposizioni in vigore, secondo la tavola di corrispondenza.)
Il presente codice è volto a garantire che lutilizzazione di dati di carattere personale per scopi di statistica, considerati dalla legge di rilevante interesse pubblico e fonte dellinformazione statistica ufficiale intesa quale particolare, nellambito della comunicazione per scopi statistici di dati depositati in archivi pubblici e trattati da enti pubblici o sulla base di finanziamenti pubblici.
1. Ai fini del presente codice si applicano le definizioni elencate nellart. 1 della legge 31 dicembre 1996, n. 675 (di seguito denominata "Legge"), nel decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281, e loro successive modificazioni e integrazioni. Ai fini medesimi, si intende inoltre per:
b) "risultato statistico", linformazione ottenuta con il trattamento di dati personali per quantificare aspetti di un fenomeno collettivo;
d) "unità statistica", lentità alla quale sono riferiti o riferibili i dati trattati.
Art. 3 - Identificabilità dellinteressato
a) un interessato si ritiene identificabile quando, con l'impiego di mezzi ragionevoli, è possibile stabilire unassociazione significativamente probabile tra la combinazione delle modalità delle variabili relative ad una unità statistica e i dati identificativi della medesima;patrimonio della collettività, si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone interessate, in particolare del diritto alla riservatezza e del diritto allidentità personale.
a) alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950, ratificata dallItalia con legge 4 agosto 1955, n. 848;
d) alla direttiva n. 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dellUnione Europea del 24 ottobre 1995;
e) alla Raccomandazione del Consiglio dEuropa n. R(97)18, adottata il 30 settembre 1997;
f) allarticolo 10 del Regolamento (CE) n. 322/97 del Consiglio dellUnione Europea del 17 febbraio 1997.
Gli enti, gli uffici e i soggetti che applicano il seguente codice sono chiamati ad osservare anche il principio di imparzialità e di non discriminazione nei confronti di altri utilizzatori, in b) i mezzi ragionevolmente utilizzabili per identificare un interessato afferiscono, in particolare,
archivi nominativi o altre fonti di informazione contenenti dati identificativi congiuntamente
ad un sottoinsieme delle variabili oggetto di comunicazione o diffusione;
c) in caso di comunicazione e di diffusione, linteressato può ritenersi non identificabile se il rischio di identificazione, in termini di probabilità di identificare linteressato stesso tenendo conto dei dati comunicati o diffusi, è tale da far ritenere sproporzionati i mezzi eventualmente necessari per procedere allidentificazione rispetto alla lesione o al pericolo di lesione dei diritti degli interessati che può derivarne, avuto altresì riguardo al vantaggio che se ne può trarre.
Art. 4 - Criteri per la valutazione del rischio di identificazione
d) la regola della soglia può non essere osservata qualora il risultato statistico non consenta ragionevolmente lidentificazione di unità statistiche, avuto riguardo al tipo di rilevazione e alla natura delle variabili associate;
3. Nella comunicazione di collezioni campionarie di dati, il rischio di identificazione deve essere per quanto possibile contenuto. Tale limite e la metodologia per la stima del rischio di identificazione sono individuati dallIstat che, attenendosi ai criteri di cui allart. 3, comma 1, lett. d), definisce anche le modalità di rilascio dei dati dandone comunicazione alla Commissione per la garanzia dell'informazione statistica.
Art. 5 - Trattamento di dati sensibili da parte di soggetti privati
1. I soggetti privati che partecipano al sistema statistico nazionale ai sensi della legge 28 aprile 1998, n. 125, raccolgono o trattano ulteriormente dati sensibili per scopi statistici di regola in forma anonima, fermo restando quanto previsto dallart. 6-bis, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, come introdotto dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281, e successive modificazioni e integrazioni.
2. In casi particolari in cui scopi statistici, legittimi e specifici, del trattamento di dati sensibili non possono essere raggiunti senza lidentificazione anche temporanea degli interessati, per garantire la legittimità del trattamento medesimo è necessario che concorrano i seguenti presupposti:
a) linteressato abbia espresso liberamente il proprio consenso sulla base degli elementi previsti per linformativa;
c) il trattamento risulti preventivamente autorizzato dal Garante, anche sulla base di unautorizzazione relativa a categorie di dati o tipologie di trattamenti, o sia compreso nel programma statistico nazionale.
3. Il consenso è manifestato per iscritto. Qualora la raccolta dei dati sensibili sia effettuata con particolari modalità quali interviste telefoniche o assistite da elaboratore che rendano particolarmente gravoso per lindagine acquisirlo per iscritto, il consenso, purché espresso, può essere documentato per iscritto. In tal caso, la documentazione dellinformativa resa allinteressato e dellacquisizione del relativo consenso è conservata dal titolare del trattamento per tre anni.
1. Oltre alle informazioni di cui all'art. 10 della Legge, all'interessato o alle persone presso le quali i dati personali dellinteressato sono raccolti per uno scopo statistico è rappresentata l'eventualità che essi possono essere trattati per altri scopi statistici, in conformità a quanto previsto dai decreti legislativi 6 settembre 1989, n. 322 e 30 luglio 1999, n. 281, e loro successive modificazioni e integrazioni.
2. Quando il trattamento riguarda dati personali non raccolti presso l'interessato e il conferimento dellinformativa a questultimo richieda uno sforzo sproporzionato rispetto al diritto tutelato, in base a quanto previsto dallart. 10, comma 4 della Legge, linformativa stessa si considera resa se il trattamento è incluso nel programma statistico nazionale o è oggetto di pubblicità con idonee modalità da comunicare preventivamente al Garante il quale può prescrivere eventuali misure ed accorgimenti.
3. Nella raccolta di dati per uno scopo statistico, linformativa alla persona presso la quale i dati sono raccolti può essere differita per la parte riguardante le specifiche finalità, le modalità del trattamento cui sono destinati i dati, qualora ciò risulti necessario per il raggiungimento dellobiettivo dellindagine -in relazione allargomento o alla natura della stessa- e purché il trattamento non riguardi dati sensibili. In tali casi, il completamento dellinformativa deve
essere fornito allinteressato non appena vengano a cessare i motivi che ne avevano ritardato la comunicazione, a meno che ciò comporti un impiego di mezzi palesemente sproporzionato. Il soggetto responsabile della ricerca deve redigere un documento -successivamente conservato per almeno due anni dalla conclusione della ricerca e reso disponibile a tutti i soggetti che esercitano i diritti di cui allart. 13 della Legge- in cui siano indicate le specifiche motivazioni per le quali si è ritenuto di differire linformativa, la parte di informativa differita, nonché le modalità seguite per informare gli interessati quando sono venute meno le ragioni che avevano giustificato il differimento.
4. Quando le circostanze della raccolta e gli obiettivi dellindagine sono tali da consentire ad un soggetto di rispondere in nome e per conto di un altro, in quanto familiare o convivente, linformativa allinteressato può essere data anche per il tramite del soggetto rispondente.
Art. 7 - Comunicazione a soggetti non facenti parte del sistema statistico nazionale
2. La comunicazione di dati personali a ricercatori di università o ad istituti o enti di ricerca o a soci di società scientifiche a cui si applica il codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e di ricerca scientifica effettuati fuori dal sistema statistico nazionale, di cui allarticolo 10, comma 6, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281 e successive modificazioni e integrazioni, è consentita nell'ambito di specifici
laboratori costituiti da soggetti del sistema statistico nazionale, a condizione che:
Art. 8 - Comunicazione dei dati tra soggetti del Sistema statistico nazionale
1. La comunicazione di dati personali, privi di dati identificativi, tra i soggetti del sistema statistico nazionale è consentita per i trattamenti statistici, strumentali al perseguimento delle finalità istituzionali del soggetto richiedente, espressamente determinati allatto della richiesta, fermo restando il rispetto dei principi di pertinenza e di non eccedenza.
2. La comunicazione anche dei dati identificativi di unità statistiche tra i soggetti del sistema statistico nazionale è consentita, previa motivata richiesta in cui siano esplicitate le finalità perseguite ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, ivi comprese le finalità di ricerca scientifica per gli enti di cui allart. 2 del decreto legislativo medesimo, qualora il richiedente dichiari che non sia possibile conseguire altrimenti il medesimo risultato statistico e, comunque, nel rispetto dei principi di pertinenza e di stretta necessità.
3. I dati comunicati ai sensi dei commi 1 e 2 possono essere trattati dal soggetto richiedente, anche successivamente, per le sole finalità perseguite ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, ivi comprese le finalità di ricerca scientifica per gli enti di cui allart. 2 del decreto legislativo medesimo, nei limiti previsti dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281, e nel rispetto delle misure di sicurezza previste dallart. 15 della Legge e successive modificazioni e integrazioni.
Art. 9 - Autorità di controllo
1. La Commissione per la garanzia dell'informazione statistica di cui allarticolo 12 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 contribuisce alla corretta applicazione delle disposizioni del presente codice e, in particolare, di quanto previsto al precedente art. 8, segnalando al Garante i casi di inosservanza.
Art. 10 - Raccolta dei dati
1. I soggetti di cui all'art. 1 pongono specifica attenzione nella selezione del personale incaricato della raccolta dei dati e nella definizione dellorganizzazione e delle modalità di rilevazione, in modo da garantire il rispetto del presente codice e la tutela dei diritti degli interessati, procedendo altresì alla designazione degli incaricati del trattamento, secondo le modalità di legge.
b) fornisce le informazioni di cui allart. 10 della Legge e di cui allart. 6 del presente codice, nonché ogni altro chiarimento che consenta allinteressato di rispondere in modo adeguato e consapevole, evitando comportamenti che possano configurarsi come artifici o indebite pressioni;
Art. 11 - Conservazione dei dati
1. I dati personali possono essere conservati anche oltre il periodo necessario per il raggiungimento degli scopi per i quali sono stati raccolti o successivamente trattati, in conformità allart. 9 della Legge e allart. 6-bis del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 e successive modificazioni e integrazioni. In tali casi, i dati identificativi possono essere
conservati fino a quando risultino necessari per:
1. Nelladottare le misure di sicurezza di cui allart. 15, comma 1, della Legge e di cui al regolamento previsto dal comma 2 del medesimo articolo, il titolare del trattamento determina anche i differenti livelli di accesso ai dati personali con riferimento alla natura dei dati stessi e alle funzioni dei soggetti coinvolti nei trattamenti.
2. I soggetti di cui allart. 1 adottano le cautele previste dagli articoli 3 e 4 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135 in riferimento ai dati di cui agli articoli 22 e 24 della Legge.
Art. 13 - Esercizio dei diritti dell'interessato
2. In attuazione dellart. 6-bis, comma 8, del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, il responsabile del trattamento annota in appositi spazi o registri le modifiche richieste dall'interessato, senza variare i dati originariamente immessi nell'archivio, qualora tali operazioni non producano effetti significativi sull'analisi statistica o sui risultati statistici
connessi al trattamento. In particolare, non si procede alla variazione se le modifiche richieste contrastano con le classificazioni e con le metodologie statistiche adottate in conformità alle norme internazionali comunitarie e nazionali.
Art. 14 - Regole di condotta
e) le conoscenze professionali in materia di protezione dei dati personali devono essere adeguate costantemente allevoluzione delle metodologie e delle tecniche;