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Timestamp: 2019-07-18 03:39:15+00:00
Document Index: 115170427

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 2598', 'sentenza ', 'sentenza ']

Responsabilità solidale del terzo. Rapporto di concorrenzialità. - Avvocato Cavalea
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La responsabilità solidale del terzo per concorrenza sleale c’è solo ove vi sia il rapporto di concorrenzialità fra:
colui che si avvantaggia della sua condotta e
colui che subisce gli atti sleali.
La concorrenza sleale deve ritenersi fattispecie tipicamente riconducibile ai soggetti del mercato in concorrenza.
Non è configurabile, pertanto, ove manchi il presupposto soggettivo del cosiddetto “rapporto di concorrenzialità”. Si vedano sul punto: Corte di Cassazione, sentenza n.17459 del 9-08-2007; Corte di Cassazione, sentenza n. 13071 del 8-08-2003; Corte di Cassazione, sentenza n. 5375 del 11-04-2001).
Tuttavia tale principio non esclude l’esistenza dell’illecito concorrenziale anche quando l’atto lesivo del diritto del concorrente venga compiuto da un soggetto che viene definito: terzo interposto.
Quest’ultimo pur non possedendo i necessari requisiti soggettivi (non essendo, cioè, concorrente del danneggiato), agisca, tuttavia:
a)per conto di ovvero
b)in collegamento
con un concorrente del danneggiato stesso. Egli infatti può porre in essere atti che cagionino vantaggi economici.
In tal caso il terzo va ritenuto responsabile in solido con l’imprenditore che si sia giovato della sua condotta.
Mentre mancando del tutto siffatto collegamento tra il terzo autore del comportamento lesivo del principio della correttezza professionale e l’imprenditore concorrente del danneggiato, il terzo stesso è chiamato a rispondere ai sensi dell’art. 2043 c.c.
Tuttavia chi agisce anche nei confronti del terzo è tenuto a specificare:
a)secondo quali modalità ed
b)in quale misura il terzo abbia posto in essere atti lesivi della concorrenza.
Inoltre l’eventuale condotta del terzo interposto consistente in atti di concorrenza sleale può legittimare un’azione nei suoi confronti solo nell’ipotesi in cui:
la società danneggiata sia portatrice di una posizione soggettiva tutelabile ai sensi dell’art. 2598 c.c.
anche se in forza di un rapporto contrattuale. Si veda Corte di Cassazione, sentenza n.17459 del 9-08-2007.
In pratica la Corte di legittimità ha statuito che se il terzo agisce a favore di una società, è necessario che quest’ultima (società che si avvantaggia della sua attività) sia in rapporto di concorrenzialità con la società danneggiata. Altrimenti non si può configurare la concorrenza sleale.
(Corte di Cassazione, sezione 2 civile, sentenza n. 9117, pubblicata il 06-06-2012, presidente M. Oddo).
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