Source: http://giuseppedonnarumma.weebly.com/blog/immobili-di-interesse-culturale-d-lgs-42-del-2004-parte-ii
Timestamp: 2019-01-21 22:48:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 12']

Immobili di interesse culturale (d. lgs. 42 del 2004 - parte II) - GIUSEPPE DONNARUMMA CIVIL ENGINEER
Immobili di interesse culturale (d. lgs. 42 del 2004 - parte II)
Questo post inaugura una nuova rubrica del Blog, "Il Giovedì delle Normative", concernente aspetti normativi su Edilizia, Urbanistica, Beni culturali e Paesaggio, Ambiente e Difesa del Suolo, Lavori Pubblici, Prevenzione incendi.
In questo primo articolo viene introdotta la normativa nazionale vigente sui Beni culturali e Paesaggio, il Decreto Legislativo 22 Gennaio 2004, n. 42, aggiornato con alcune modifiche introdotte dal D. Lgs. 7 gennaio 2016, n. 2 e dal D. Lgs. 12 maggio 2016, n. 90.
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio si compone di 5 parti:​
Parte I - Disposizioni generali (Artt. 1-9)
Parte II - Beni culturali (Artt. 10-130)
Parte III - Beni paesaggistici (Artt. 131-159)
Parte IV - Sanzioni (Artt. 160-181)
Parte V - Disposizioni transitorie, abrogazioni ed entrata in vigore (Artt. 182-184)
Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione (art. 1, comma 3).
Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici (art. 2, comma 1).
Per beni culturali si intendono le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate da legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.
Di seguito, relativamente ai suddetti beni, esaminiamo il procedimento di verifica/dichiarazione dell'interesse culturale e il procedimento di autorizzazione per interventi edili su immobili.
Ai sensi dell'art. 10, tra i beni immobili culturali rientrano:
gli immobili di proprietà pubblica (anche persone giuridiche senza fine di lucro), costruiti da oltre 70 anni, che presentino interesse storico-artistico e per i quali non sia stata conclusa con esito negativo la verifica di interesse di cui all'art. 12
gli immobili di proprietà privata, costruiti da oltre 50 anni, quando sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale di cui all'art. 13, anche detta decreto di vincolo
le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico
i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico
le architetture rurali aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell'economia rurale tradizionale
Ai sensi dell'art. 11 sono inoltre tutelati, e non possono essere rimossi, distrutti o modificati senza l'autorizzazione della Soprintendenza, gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici (cornici, portali, decorazioni pittoriche di pareti e soffitti, bassorilievi, etc.)
Verifica dell'interesse culturale (art. 12)
I competenti organi del Ministero, d'ufficio o su richiesta, verificano la sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico degli immobili di proprietà pubblica
Finchè non è effettuata tale verifica, gli immobili sono comunque soggetti alle disposizioni del Codice; se la verifica ha esito negativo, detti immobili sono esclusi da vincolo
Dichiarazione di interesse culturale (artt. 13, 14, 15 e 16)
La dichiarazione di interesse culturale è il provvedimento formale che riconosce la sussistenza dell'interesse architettonico, artistico storico o etnoantropologico dei beni
La Soprintendenza avvia il procedimento, anche su motivata richiesta della regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al proprietario o detentore a qualsiasi titolo
Il soggetto interessato può, entro un termine fissato, comunque non inferiore ai 30 giorni, presentare le proprie osservazioni
La Soprintendenza trasmette la proposta di riconoscimento al Segretariato Regionale del MiBACT a cui compete l’emissione e la notifica della dichiarazione di interesse che verrà poi trascritta, a cura della Soprintendenza, presso la competente Agenzia delle Entrate - Pubblicità Immobiliare
Avverso il provvedimento conclusivo della verifica è ammesso ricorso al Ministero, per motivi di legittimità e di merito, entro 30 giorni dalla notifica
Autorizzazione per interventi di edilizia (artt. 21, 22 e 23)
L'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere è subordinata ad autorizzazione del soprintendente
Il mutamento di destinazione d'uso è comunicato al soprintendente che verifica se i nuovi usi sono compatibili con il carattere storico o artistico e tali da non arrecare pregiudizio alla conservazione
L'autorizzazione è resa su progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dell'intervento, presentati dal richiedente, e può contenere prescrizioni. Se i lavori non iniziano entro 5 anni dal rilascio dell'autorizzazione, il soprintendente può dettare prescrizioni ovvero integrare o variare quelle già date in relazione al mutare delle tecniche di conservazione
L'autorizzazione è rilasciata entro 120 gg. dalla ricezione della richiesta
Se gli interventi autorizzati richiedono titolo edilizio abilitativo, contestualmente alla presentazione della CILA/SCIA/domanda PdC, viene trasmessa al SUE l'autorizzazione conseguita, corredata dal relativo progetto.