Source: http://legislazionetecnica.it/1602709/prd/approfondimento/obblighi-fiscali-e-previdenziali-lavoratori-autonomi-liberi
Timestamp: 2019-07-19 15:11:14+00:00
Document Index: 54069741

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 35', 'art. 44', 'art. 50', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 22']

Obblighi fiscali e previdenziali di lavoratori autonomi liberi professionisti e collaboratori | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1057
Bollettino di Legislazione Tecnica n. 3/2015
Bollettino di Legislazione Tecnica n. 5/2019
L. 04/02/1967, n. 37
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NORME CIVILISTIChe E FISCALI SUL LAVORO AUTONOMO
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Il lavoro “autonomo” dal punto di vista civilistico
Si è in presenza di un’attività di lavoro autonomo quando un soggetto persona fisica si obbliga a comp
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Il lavoro “autonomo” dal punto di vista fiscale e previdenziale
Dal punto di vista fiscale si faccia riferimento al combinato disposto tra le seguenti disposizioni:
- art. 53 del D.
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Riepilogo requisiti del lavoratore autonomo libero professionista
In base al quadro normativo illustrato ai paragrafi precedenti si evince che ci si qualifica come lavoratore autonomo, e dunque come un libero professionista, in presenza di entrambi i seguenti requisiti:
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QUANDO IL LAVORO AUTONOMO È “OCCASIONALE” O “ABITUALE”
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Definizione di “lavoratore occasionale”
Il soggetto che, pur svolgendo un lavoro prevalentemente in proprio senza vincolo di subordinazione (che sia cioè un lavoratore autonomo dal punto di vista civilistico) non eserciti tuttavia tale attività in modo abituale, ripetitivo e sistema
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Come valutare quando si tratta di attività occasionale oppure abituale
Per valutare le caratteristiche di “saltuarietà” ed “episodicità” che la prestazione lavorativa deve possedere onde potersi qualificare come “occasionale” in base a quanto detto sopra, non vi sono principi oggettivi che individuino elementi certi di presenza o meno dell’abitualità, pertanto ogni fattispecie deve essere singolarmente analizzata.
Sicuramente, porre in essere atti propedeutici all’ottenimento di un incarico (come potrebbe essere ad esempio l’iscrizione ad un elenco fornitori di una P.A., oppure l’iscrizione all’albo dei CTU di un Tribunale) può essere valutato come volontà di porre in essere un’attività a carattere sistematico.
Di conseguenza tale attività non potrebbe essere inquadrata come “non abituale” e comporterebbe il sorgere degli obblighi fiscali e previd
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Esercizio di attività professionale in maniera non esclusiva
Affinché l’attività sia esercitata come professione “abituale” non occorre che sia svolta in maniera esclusiva o prevalente, potendo ben coesistere
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Dipendenti pubblici ed esercizio di attività professionale
Le considerazioni sopra svolte si applicano anche ai pensionati, agli inoccupati ed ai lavoratori dipendenti del settore privato, nonché ai soggetti che in ogni caso non svolgono attività né di lavoro autonomo né di lavoro dipendente (es. attività imprenditoriale).
Vi è tuttavia la significativa eccezione dei dipendenti pubblici, per i quali vigono le incompatibilità previste dagli
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Circolari del CNI e del MEF sul lavoro occasionale o abituale
Sulle tematiche in oggetto, anche il Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri - prima con la Nota n. 448 del novembre 2014 Visualizza PDF
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OBBLIGHI FISCALI E CONTRIBUTIVI DEI LAVORATORI AUTONOMI
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Lavoratore autonomo abituale e obbligo di apertura della partita IVA
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Quando sorge l’obbligo
Coerentemente con il quadro normativo delineato, l’art. 35 del D.P.R. 633/1972 (Decreto IVA), comma 1, stabilisce che:
- i soggetti che intrapr
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Il codice attività della partita IVA
In fase di dichiarazione di inizio attività ai fini dell’apertura della partita IVA occorre dichiarare il tipo di attività svolta, sulla base della classificazione delle attività economiche “ATECO” N3. Ad esempio:
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Svolgimento di più attività diverse e codice partita IVA
Qualora il soggetto svolga più attività diverse, che non rientrano quindi in un solo codice attività, e tutte queste attività diverse siano svolte con carattere di abitualità e sistematicità, sorgerebbe teoricamen
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Obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza o altra forma previdenziale
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Lo svolgimento dell’attività professionale in maniera abituale fa correlativamente sorgere anche obblighi contributivi, da assolversi tramite l’iscrizione alla pertinente forma previdenziale:
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Lavoro occasionale e superamento della soglia di 5.000 Euro
Resta tuttavia valido il disposto dell’art. 44 del D.L. 269/2003, comma 2, ai sensi del quale i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo occasionale sono comunque iscritti alla gestione separata INPS qualora il reddito annuo derivante da dette
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Svolgimento di più attività diverse e scelta della forma previdenziale
La scelta della pertinente forma previdenziale dipende essenzialmente dalla tipologia di attività svolta, come individuata dal codice IVA scelto. Anche in questo caso pertanto, qualora si svolgano più attività, tutte con caratteri di abitualità e sistematicità, sorgerebbe teoricamente l’obbligo di iscriversi a due (o più) gestioni previdenziali).
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Quanto alle cosiddette “collaborazioni coordinate e continuative”, i redditi che ne derivano sono di norma assimilati a quelli di lavoro dipendente (c.d. lavoro “parasubordinato”, si veda la Nota del Ministero economia e finanze 25/02/2015 Visualizza PDF). Questi sono infatti oggetto dell’art. 50 del D.P.R. 917/1986, comma 1, lettera c-bis).
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Indicazioni pratiche e schema grafico riepilogativo obbligo partita IVA e previdenza
Volendo fornire ulteriori indicazioni pratiche:
- se l’attività viene svolta abitualmente, anche ove la stessa comporti entrate nel corso dell’anno inferiori alla soglia di 5.000 Euro, scattano gli obblighi di apertura partita IVA e iscrizione
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Regole previdenziali particolari per Ingegneri e Architetti (Inarcassa)
L’art. 21 della L. 03/01/1981, n. 6, comma 5 (Norme in materia di previdenza per gli Ingegneri e gli Architetti) - con disposizione trasposta anche nell’art. 7, comma 5, dello statuto di Inarcassa (la Cassa di previdenza per gli Ingegneri e gli Architetti liberi professionisti) - stabilisce che sono esclusi dall’ iscrizione alla c
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Regole previdenziali particolari per Geometri (Cipag)
L’art. 22 della L. 20/10/1982, n. 773 (Riforma della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei Geometri), dispone - coerentemente al complessivo quadro normativo in materia di obblighi previdenziali a carico dei liberi professionisti già illustrato - che:
- l’iscrizione alla cassa è obbligatoria per tutti gli iscritti agli albi professionali dei Geometri che esercitano la libera professionale con carattere di continuità, se a loro volta non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria (ad esempio INPS o INPGI, in dipendenza di un’attività di lavoro dipendente);
- viceversa, l’iscrizione alla cassa è facoltativa per gli iscritti
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Ingegnere, Architetto o Geometra lavoratore autonomo
Ferma restando la necessità di valutare quale gestione previdenziale adottare in relazione alla tipologia di attività svolta (vedi paragrafo dedicato):
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Ingegnere o Architetto dipendente pubblico o privato che esercita la professione
Ferma restando la disciplina delle autorizzazioni e le eventuali incompatibilità del dipendente pubblico e la necessità di valutare quale gestione previdenziale adottare in relazione alla tipologia di attività svolta (vedi paragrafo dedicato):
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Geometra dipendente pubblico o privato che esercita la professione
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Quale gestione previdenziale adottare in relazione alla tipologia di attività svolta
Si veda la seguente tabella, che illustra come gestire le iscrizioni previdenziali a seconda del tipo di attività svolta. Si rinvia inoltre a Professioni tecniche: nozione di reddito professionale rilevante ai fini contributivi, per un quadro di quali siano le attività professionali “tipiche” e non con riguardo ai professionisti tecnici.
Svolge solo e in maniera abituale attività “tipiche” della categoria professionale
Iscrizione previdenziale all’ente di categoria
Giovani ingegneri in fuga da Italia Oggi