Source: https://www.unistrapg.it/it/mediasylum
Timestamp: 2017-07-26 12:51:52+00:00
Document Index: 121639554

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 78', 'sentenza ']

MediAsylum | Università per Stranieri di Perugia
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Progetto SIR 2014, realizzato con il finanziamento del MIUR
NessunaCrisis management in the Mediterranean Sea under the new Regulation (EU) No 604/2013 in the context of a substantiated risk of particular pressure being placed on a Member State's asylum system
Il progetto è realizzato con il finanziamento del MIUR nell’ambito del programma SIR 2014. Il Programma SIR (Scientific Independence of young Researchers) è destinato a sostenere i giovani ricercatori nella fase di avvio della propria attività di ricerca indipendente.
Il programma consiste nel finanziamento di progetti di ricerca svolti da gruppi di ricerca indipendenti e di elevata qualità scientifica, sotto il coordinamento scientifico di un Principal Investigator (PI), italiano o straniero, residente in Italia o proveniente dall'estero, che abbia conseguito il dottorato di ricerca (o la specializzazione di area medica, in assenza di dottorato) da non più di sei anni.
Principal InvestigatorMaura Marchegiani
Permanent employeesChiara BiscariniRoberto GiuffridaGiovanna Scocozza
Il nuovo regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 (GU L 180, 29.6.2013, p. 31-59) modifica il complesso sistema per la determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (Sistema di Dublino) e prevede un nuovo meccanismo di allerta rapida, di preparazione e di gestione delle crisi, nel caso, tra l’altro, di un “un rischio comprovato di speciale pressione sul sistema di asilo di uno Stato membro e/o da problemi nel funzionamento del sistema di asilo di uno Stato membro” (Art. 33).
Questo meccanismo è inteso a ridurre le incongruenze derivanti dall’assenza di un adeguato livello di armonizzazione e alla permanenza di ampie disparità tra Stati membri nell’accoglienza e nel trattamento dei richiedenti protezione internazionale. Un simile stato di cose compromette evidentemente il funzionamento del Sistema di Dublino nel suo complesso, come ampiamente rilevato dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’Uomo e dalla Corte di Giustizia dell’UE. L’entità e la complessità dei flussi di rifugiati attraverso la rotta del Mediterraneo verso l’Europa continuano drammaticamente ad illustrare l’urgenza di rafforzare, sostenere e coordinare i meccanismi di protezione internazionale negli Stati di primo arrivo (in proposito, Overview of UNHCR's operations in Europe, 19 February 2014).
Il sistema di Dublino, recentemente modificato dal nuovo regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 (GU L 180, 29.6.2013, p. 31-59), in un contesto di profonde modifiche, rese possibili dal nuovo impianto di competenze previsto dal Trattato di Lisbona, si fonda, come è noto, sulla previsione di una serie di criteri oggettivi e gerarchizzati, volti ad individuare un unico Stato responsabile per l’esame di una domanda di protezione internazionale, presentata da cittadini di Stati terzi sul territorio dell’Unione europea, oltre che in Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein, allo scopo di garantire l’accesso effettivo ed equo alle procedure e, contestualmente, di prevenire il fenomeno della presentazione di domande di protezione multiple.
L’assenza di un adeguato livello di armonizzazione e la permanenza di divergenze rilevanti nella tutela dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo all’interno del territorio dell’Unione è chiaramente all’origine delle difficoltà e delle incongruenze che hanno caratterizzato, sin dall’inizio, l’applicazione di questo meccanismo. Peraltro, nonostante la molteplicità dei criteri stabiliti dal sistema, è tradizionalmente il criterio di natura residuale a rivestire un ruolo fondamentale nella prassi. Tale criterio, previsto dall’attuale art. 13 del regolamento 604/2013 e rimasto sostanzialmente invariato rispetto alle versioni precedenti, accorda allo Stato di primo ingresso la responsabilità per l’esame della domanda di protezione internazionale. L’applicazione di questo criterio ha contribuito ad accrescere le disparità tra Stati membri, provocando un incremento significativo degli oneri gravanti sugli Stati UE posti sulla sponda settentrionale del Mediterraneo, come la Grecia, l’Italia, Malta, la Spagna (caratterizzata dalla peculiarità delle enclaves di Ceuta e Melilla).
Una simile situazione rischia di compromettere non solo il corretto funzionamento del sistema di Dublino nel suo complesso, ma di avere soprattutto un serio impatto su un’adeguata protezione dei diritti fondamentali degli individui coinvolti, come la giurisprudenza internazionale, europea e nazionale, ha rilevato. I flussi migratori attuali, caratterizzati da una percentuale di richiedenti protezione internazionale molto più elevata rispetto al passato e destinata ancora ad aumentare, accrescono le disparità tra Stati nell’accoglienza di richiedenti asilo (a tal proposito, Opinion of the European Economic and Social Committee on ‘Irregular immigration by sea in the Euromed region', 2014/C 67/07, 6 March 2014 (OJ C 67, 6.3.2014, p. 32-46) e richiedono l’individuazione di strategie mirate, improntate alla solidarietà tra Stati membri e ad un’equa ripartizione delle responsabilità.
Il meccanismo previsto dall’art. 33 del nuovo regolamento, entrato in vigore il 19 luglio 2013 e applicabile dal 1 gennaio 2014, è piuttosto innovativo e merita di essere adeguatamente esplorato, attraverso un’analisi dettagliata che ne identifichi le caratteristiche, i limiti, le condizioni, il contenuto, alla luce del contesto geografico, sociale, politico e giuridico (in proposito, Statement by the Director of the UNHCR Bureau for Europe, Vincent Cochetel, 59th session of the Standing Committee of the Executive Committee, UNHCR, 5 March 2014, pp. 2-3). Per la realizzazione di questo obiettivo, il progetto si articola su tre diversi livelli di analisi:
un’analisi a livello giuridico del nuovo meccanismo di allerta rapido previsto dall’art. 33 del regolamento n. 604/2013, nel più ampio contesto del Sistema europeo di Asilo, attualmente in via di revisione e alla luce dell’abbondante giurisprudenza resa, sul piano internazionale, europeo e nazionale, in merito al sistema di Dublino;
un’indagine sul piano geografico e statistico, volta ad individuare ed analizzare le principali caratteristiche delle aree del Mediterraneo particolarmente interessate dai flussi;
un’analisi documentale e comparativa delle procedure e del trattamento di domande di protezione internazionale a livello nazionale e locale. La ricerca è intesa, tra l’altro, a realizzare uno studio comparativo, che metta in evidenza tratti in comune e differenze principali tra gli Stati del Mediterraneo nell’accoglienza di richiedenti protezione internazionale e ad individuare strategie e sinergie possibili tra Stati nel rispetto del principio di solidarietà e di condivisione delle responsabilità, di cui l’art. 33 è espressione.
Al fine di contenere le incongruenze derivanti da una simile applicazione dei criteri stabiliti dal sistema di Dublino, il regolamento 604/2013 prevede un nuovo meccanismo di allerta rapida, di preparazione e di gestione delle crisi, nel caso, tra l’altro, di un “un rischio comprovato di speciale pressione sul sistema di asilo di uno Stato membro e/o da problemi nel funzionamento del sistema di asilo di uno Stato membro” (Art. 33).
Questo meccanismo, sulla cui utilità peraltro si è pronunciato anche l’UNHCR (Statement 24 giugno 2014), è peraltro il frutto di un “compromesso a ribasso” rispetto all’originaria proposta avanzata dalla Commissione che, nel 2008, aveva previsto un apparato molto più articolato e “strutturato” (volto alla sospensione generale e temporanea dei trasferimenti Dublino verso un determinato Stato che versasse in una situazione di particolare crisi o pressione migratoria), ma che i Governi, in fase di negoziati del testo definitivo del regolamento, hanno ridimensionato sensibilmente.
Così come è congegnato, questo meccanismo richiama quei principi di mutuo sostegno, solidarietà e condivisione delle responsabilità che sono alla base, anche se in termini più generali, proprio dell’art. 78 par. 3 del TFUE, a cui la Commissione ha fatto riferimento per la prima volta proprio la settimana scorsa, nell’adozione dell’Agenda europea sulla migrazione (individuando questi nuovi meccanismi di Resettlement, Relocation, Hotspot (collaborazione tra EASO, FRONTEX, Europol e Stati Membri per la rapida identificazione dei migranti in arrivo attraverso la registrazione delle impronte digitali).
Un’analisi sistematica del regolamento di Dublino e in particolare delle caratteristiche e potenzialità del meccanismo di allerta rapido si inscriverebbe dunque in una prospettiva di continuità e sviluppo con le strategie enunciate dalla Commissione e si rivelerebbe particolarmente utile
non solo in una prospettiva scientifico-speculativa, per i profili estremamente complessi che solleva sul piano dell’articolazione dei rapporti tra sistema europeo di asilo e tutela dei diritti fondamentali;
ma anche, più in generale, per una valutazione, sul piano politico-istituzionale, delle iniziative progressivamente assunte a seguito dell’approvazione della Agenda europea sull’immigrazione del maggio 2015 e dell’eventuale riformulazione o definitivo superamento del sistema di Dublino nel suo complesso, cui fa riferimento esplicito l’Agenda.
Nell'ambito delle iniziative del Progetto Mediasylum, è prevista la pubblicazione di un volume collettaneo che esplori, attraverso un percorso interdisciplinare, le modalità in cui i concetti di migrazione ed identità si declinino nell'ambito degli attuali flussi che interessano l'area mediterranea.
Chiara Biscarini
Giovanna Scocozza
Angela Sagnella
L'idea è di ruotare attorno alle idee di identità e migrazione, sotto diversi profili, per cercare di valutare come il concetto di identità si declini nei vari ambiti nel momento in cui si trovi confrontato al fenomeno delle migrazioni e in particolare alla crisi migratoria attuale.
La riflessione sul piano giuridico potrebbe partire da come la crisi migratoria abbia messo alla prova l'identità (l'esistenza di una reale identità?) a livello di Unione europea, quali siano state le risposte messe in atto per far fronte al fenomeno, quali le loro implicazioni sul piano giuridico e come esse incidano sul quadro istituzionale e sul processo di integrazione dell'Unione.
Sarebbe inoltre interessante valutare se le varie strategie possano essere in qualche modo "ricondotte ad unità" e dunque inquadrate nell'ambito di una prospettiva unitaria o se sono espressione di una tendenziale frammentazione.
Tale riflessione potrebbe basarsi su un'analisi quantitativa dei dati messi a disposizione dai Governi e dalle organizzazioni attive in materia.
Le recenti vicende relative all'attraversamento delle frontiere mediterranee potrebbero costituire il focus dei contributi in ambito linguistico culturale, sempre tenendo presente il binomio migrazione/identità, che assume caratteristiche peculiari nella prospettiva dei territori di frontiera.
Il Volume è realizzato nell'ambito del progetto di ricerca SIR 2014 (RBSI14HXGR), finanziato dal MIUR con D.D. 1350 del 25 giugno 2015.
Angela Sagnella, Ceuta e Melilla: entre el pecho y la garganta del mundo. Analisi storico-politica delle due enclavi spagnole alla luce dei nuovi paradigmi migratori., (in corso di pubblicazione)
Maura Marchegiani, Loris Marotti, Analyse juridique de l’accord UE-Turquie autour de trois axes: forme, contenu, effectivité, in Observateur des Nations Unies (in corso di pubblicazione)
A. Sagnella, Wall policy: the case of Ceuta and Melilla, in V. De Cesaris (ed.), One way trip. Essays on Mediterranean Migration, Storia e Globalizzazione 1, Perugia Stranieri University Press, Perugia 2016
A. Sagnella, Osmosi linguistica: il caso di Ceuta e Melilla, in P. Molina Muñoz (ed.), Researchers in Progress I. Languages in contact: interconnections and interferences, University of Cyprus, Language Center, Nicosia 2016
M. Marchegiani, Condizione di precarietà ed incertezza dei richiedenti protezione internazionale al vaglio della Corte europea: in margine al caso B.A.C. c. Grecia, in European Papers, 2016
L. Marotti, M. Marchegiani, L’accordo tra l’Unione europea e la Turchia per la gestione dei flussi migratori: cronaca di una morte annunciata?, in Diritto immigrazione e Cittadinanza, 2016, p. 59-82
L. Marotti, Sul diritto di scegliere la residenza per i beneficiari dello status di protezione sussidiaria: profili evolutivi e aspetti problematici nell’approccio della Corte di giustizia, Diritti umani e diritto internazionale, 2016, p. 481-489
M. Marchegiani, Nota a Corte di Cassazione (Sez. IV Civile), Abraham Igberaese v. Ministero dell’Interno, 25 March 2015, No. 5926 (order), in Italian Yearbook of International Law, 2016
M. Marchegiani, La parabola della clausola di sovranità come paradigma dell’eccezione nella gestione della crisi umanitaria, in G. Caggiano (a cura di), Il sistema di Dublino e le riforme del diritto europeo delle migrazioni, Roma Tre Press, (in corso di pubblicazione)
M. Marchegiani, The Principle of Solidarity between European States in Applying the Dublin System, in Libertà Civili 2014, p. 44 ss.
M. Marchegiani, Il sistema di Dublino ancora al centro del confronto tra Corti in Europa: carenze sistemiche, problemi connessi alle “capacità attuali del sistema di accoglienza” e rilievo delle garanzie individuali nella sentenza Tarakhel c. Svizzera, in Ordine internazionale e diritti umani (2014), pp. 1107-1116
M. Marchegiani, Sistema di Dublino e tutela dei diritti fondamentali: il rilievo della clausola di sovranità nella giurisprudenza più recente, in Diritti umani e diritto internazionale, vol. 1/2014, p. 159-182
Mediterranean Cultures and Societies. Knowledge, Health and Tourism Venue: Faculty of Economics, University of Algarve, Campus of Gambelas, 4-5 May 2017, con relazione dal titolo Ceuta and Melilla: Mediterranean bridges for new intercultural landscapes (G. Scocozza, A. Sagnella)
Osmosi linguistica: il caso di Ceuta e Melilla, 1st LC-UCY International Forum of Young Researchers “Languages in contact: interconnections and interferences”, University of Cyprus, Nicosia, 2 giugno 2016 (A. Sagnella)
Frontiere politiche e linguistiche: nuove soluzioni per vecchi problemi. Da Frontex a Ceuta e Melilla, Ciclo di incontri nell’ambito del progetto SIR, Università per Stranieri, 4 maggio 2016(A. Sagnella)
Le frontiere del Mediterraneo tra scontri politici ed incontri linguistici: il caso di Ceuta e Melilla, III Convegno Internazionale “Lingue, Linguaggi e Politica”, Università di Macerata, 11-12 febbraio 2016 (G. Scococzza, A. Sagnella)
I richiedenti protezione internazionale in Italia. Accoglienza, Inclusione e Politiche dell’Unione europea, Roma Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, 31 gennaio/1 febbraio 2017, con relazione dal titolo Cooperazione con i Paesi terzi nella gestione del fenomeno migratorio nella prospettiva europea ed italiana (M. Marchegiani)
Migration Law and Refugees Issues: Migranti e Rifugiati tra le due sponde del Mediterraneo, Elsa Day, Università di Perugia, 30 novembre 2016, con relazione dal titolo Migrazioni e Asilo alla luce del diritto internazionale ed europeo (M. Marchegiani)
L’Agenda europea per la Migrazione: A che punto siamo? Roma, Senato della Repubblica, 18 novembre 2016, con relazione dal titolo Corridoi Umanitari e Reinsediamento (R. Giuffrida) e relazione dal titolo Clausola di sovranità e protezione umanitaria (M. Marchegiani)
Politiche di accoglienza dei migranti a livello europeo e nazionale, Università per Stranieri di Perugia, 17 ottobre 2016 (M. Marchegiani – L. Marotti)
La posizione del Parlamento europeo sull'immigrazione. Proposte di riforma della Commissione europea. Migrant Compact del Governo italiano, Università di Roma Tre, 27 maggio 2016, con relazione dal titolo Profili problematici dell’intesa tra UE e Turchia in ambito migratorio (M. Marchegiani)
La natura giuridica dell’accordo in ambito migratorio tra l’Unione europea e la Turchia, Università per Stranieri di Perugia, 24 maggio 2016 (L. Marotti)
I flussi migratori nel Mediterraneo: questioni giuridiche e prospettive di governance, Università di Roma Tre, in collaborazione con Università La Sapienza, 3 luglio 2015, con intervento dal titolo L’incidenza del principio di solidarietà tra Stati europei nell’applicazione del sistema di Dublino (M. Marchegiani)
Migrazioni forzate, canali sicuri di accesso all’Europa e forme di protezione
Martedì, 23 maggio 2017 - 14:00 Aula 3 Palazzina Lupattelli
Immigrazione irregolare via mare ed esercizio della giurisdizione: l’approccio delle corti italiane alla luce del quadro normativo internazionale
Martedì, 16 maggio 2017 - 14:00 Aula 3 Palazzina Lupattelli
La tutela delle donne migranti nel diritto internazionale e dell’Unione Europea
Martedì, 9 maggio 2017 - 14:00 Aula 3 Palazzina Lupattelli
Politiche di accoglienza dei migranti a livello europeo e nazionale
Lunedì, 17 ottobre 2016 - 14:00 Aula 3 Palazzina Lupattelli
La natura giuridica dell’accordo in ambito migratorio tra l’Unione Europea e la Turchia
Martedì, 24 maggio 2016 - 11:00 Aula A Palazzina Valitutti
Frontiere politiche e linguistiche: nuove soluzioni per vecchi problemi. Da Frontex a Ceuta e Melilla
Mercoledì, 4 maggio 2016 - 11:00 Aula B Palazzina Valitutti
Crisi migratoria, Mediterraneo e Unione Europea
Mercoledì, 27 aprile 2016 - 16:00 Aula B Palazzina Valitutti
Incontro di studio "Tutela dei migranti e politica estera italiana"
Giovedì, 26 novembre 2015 - 15:00 Aula B Palazzina Valitutti