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Timestamp: 2019-04-24 23:15:23+00:00
Document Index: 25287736

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 25', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 62', 'sentenza ', 'art. 59', 'art. 40', 'art. 100', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 110', 'art. 1']

06 Jan 2008 - 14 Oct 2017
N.° 680
Dopo aver stabilito le basi del Governo rappresentativo, fu Nostra prima cura di affrettare il momento in cui, radunate le Camere, il Nostro popolo fosse chiamato ad usare in beneficio della patria di tutte le libertą che gli abbiamo assicurato. e perché a ciė era anzi tutto necessaria la legge che doveva regolare le elezioni dei Deputati, abbiamo tosto dato le disposizioni opportune, affinché quella Ci venisse nel piĚ breve termine proposta, senza aspettare che fossero raccolte tutte le notizie di fatto, la cui cognizione poteva forse riuscire opportuna per fissare le condizioni dei diritti elettorali. Cosď, senza frapporre alcun indugio, prese in seria considerazione le condizioni politiche in cui si trova la Nostra Patria, pieni di confidenza nel senno e nella virtĚ del Nostro Popolo, Ci siamo indotti per una parte a partecipare il dritto di eleggere a quel maggior numero di cittadini che fosse compatibile colle condizioni di un Governo sinceramente rappresentativo, ed abbiamo lasciato per l’altra appieno libera agli elettori la scelta dei Deputati.
Portiamo ferma fiducia che venendo per tal modo liberamente e pienamente espresse tutte le opinioni e i desiderii della Nazione, il concorso della Camera elettiva, cogli altri poteri dello Stato, varrą a perfezionare e rassodare quegli ordini costituzionali, sui quali debbe fondarsi la prosperitą della Patria, la sicurezza della nostra Corona, la libertą dei cittadini.
Art. 1. Ad essere elettore Ź richiesto il concorso delle seguenti condizioni:
1.° Di godere per nascita, o per origine dei diritti civili e politici nei Regii Stati. Quelli che né per l’uno, né per l’altro degli accennati titoli appartengono ai Regii Stati, se tuttavia Italiani, parteciperanno anch’essi alla qualitą di elettori, sol che adempiano quanto si ricerca dall’art. 26 del Codice civile per acquistare il suo godimento dei diritti civili.
I non Italiani potranno solo entrare nel novero degli elettori, ottenendo la naturalitą per legge.
Nell’ammettere i cittadini all’esercizio dei diritti elettorali non si ha riguardo alle disposizioni speciali relative ai diritti civili o politici, di cui taluno possa essere colpito per causa del culto che professa.
2.° Di essere giunto all’etą d’anni 25 compiti nel giorno dell’elezione.
3.° Di saper leggere e scrivere.
4.° Di pagare un annuo censo non minore di lire quaranta nuove di Piemonte.
2. Il censo elettorale si compone di ogni specie d’imposta diretta, e cosď tanto dell’imposta prediale, quanto della personale e mobiliare, delle prestazioni fisse e proporzionali che si pagano per le miniere e fucine, dei diritti di finanza imposti per l’esercizio d’ufficii e professioni, e di ogni altra imposta diretta di simil genere. dove per l’esercizio degli ufficii e professioni siasi pagato al Regio Governo un capitale, gl’interessi del medesimo saranno computati come finanza.
3. Sono ammessi all’elettorato, indipendentemente da ogni censo:
1.° I membri effettivi, residenti e non residenti, delle R. Accademie di scienze, lettere e belle arti, la cui nomina sia approvata dal Re.
2.° I Professori tanto insegnanti, che emeriti, ed i Dottori di Collegio delle diverse facoltą componenti le Universitą degli studi.
3.° I Professori insegnanti ed emeriti nelle Regie Accademie di belle arti di Torino e Genova.
4.° I Professori insegnanti od emeriti delle scuole Regie fuori delle Universitą.
5.° I Professori insegnanti od emeriti delle scuole provinciali di metodo.
6.° I membri inamovibili dei Magistrati e Tribuanli.
7.° I membri delle Camere di agricoltura e di commercio, delle R. Accademie di agricoltura e di medicina, e della Direzione dell’Associazione agraria, ed i Direttori dei Comizii agrarii.
8.° Gli Uffiziali giubilati di ogni milizia sď di terra che di mare il cui grado non sia inferiore a quello di Capitano.
9.° Gl’impiegati civili in riposo godenti a tal titolo di annua pensione non minore di lire mila dugento.
4. Sono altresď ammessi all’elettorato alla condizione che paghino la metą dell’annuo censo fissato all’articolo primo del presente Editto; o la metą del fitto stabilito alli articoli 5 ed 8.
1.° Tutti coloro che hanno conseguito il supremo grado accademico di laurea, od altro equivalente in alcuna delle facoltą componenti le Universitą del Regno.
2.° I Notai esercenti ed i Causidici collegiati presso i Magistrati e tribunali.
3.° Gli Ufficiali giubilati delle Regie Truppe di terra e di mare.
4.° Gl’Impiegati civili in riposo godenti a questo titolo di una pensione dalle L. 600 alle 1200.
5. Gli esercenti commercianti, arti, ed industrie godranno del dritto di essere elettori, con che il valore locativo dei locali da essi occupati nel Comune, nelle cui liste vogliono essere iscritti, per la loro casa d’abitazione, e per gli opifizii, magazzini, o botteghe del loro commercio, arte, ed industria, ascenda alla misura determinata nella tabella A annessa alla presente legge.
6. Per l’esercizio dei diritti elettorali saranno considerati come commercianti i Capitani marittimi e i capi direttori di un opificio, o stabilimento industriale qualunque, con che esso abbia a costante giornale servizio almeno trenta operai, senza distinzione di sesso.
Gl’individui contemplati in quest’articolo saranno elettori, se pagheranno la metą del censo o la metą del fitto fissato pei commercianti del comune della presente legge.
7. Chiunque darą prova di possedere al punto della da lui chiesta iscrizione sulle liste elettorali, e d’aver posseduto per anni cinque anteriori senza interruzione, un’annua rendita di L. 600 sul debito pubblico dello Stato, sarą elettore.
8. Chi non potrą o non vorrą giovarsi delle disposizioni sovra indicate per essere elettore, avrą diritto ad essere iscritto sulle liste elettorali, purché dimostri di pagare per la sola sua casa di abitazione abituale il fitto stabilito fra case, botteghe, ed opificii pei commercianti dalla Tabella A annessa alla presente legge. Gli individui contemplati dall’art. 4 basterą che per la sola loro casa di abitazione abituate paghino la metą del fitto surriferito.
9. Il tributo prediale Regio, giuntovi il provinciale, s’imputa nel censo elettorale a favore di chi abbia la piena proprietą dello stabile; dove la nuda proprietą trovisi separata dall’usufrutto, l’imputazione si fa a profitto dell’usufruttuario, qualunque sieno le condizioni sotto le quali siasi stabilito l’usufrutto.
Al fittaiuolo di poderi rurali che faccia valere personalmente ed a proprie spese l’affittamento s’imputa nel censo elettorale il quinto di tale imposta, purché la locazione sia fatta per atto pubblico, e duri non meno di 9 anni, senza che il quinto medesimo debba detrarsi dal censo elettorale computabile al proprietario.
10. Le contribuzioni imposte per beni enfiteutici saranno per la computazione del censo elettorale attribuite per quattro quinte parti all’enfiteuta, e pel restante quinto al padrone diretto: quelle invece cadenti sui bei concessi in locazione perpetua o di 99 anni, saranno divise in eguali porzioni fra locatore e locatario, benché in entrambi i casi esse fossero per patto pagate dal locatario, o dall’enfiteuta, o dal padrone diretto, o proprietario.
11. I proprietarii di stabili, temporariamente per legge esenti dall’imposta prediale, potranno fare istanza onde siano a loro spese apprezzati, per l’effetto di accertare l’imposta, che pagherebbono quando cessasse l’esenzione; di tale imposta loro si terrą conto immediatamente per farli godere del dritto elettorale.
12. Nel comporre la massa delle imposte necessarie per costituire il censo elettorale si computeranno tutte quelle che si pagano in qualsiasi parte dei Regii Stati.
Al padre si terrą conto di quelle che si pagano pei beni della sua prole dei quali esso abbia il godimento. Al marito di quelle che paga la moglie, eccettochŹ siasi fra loro pronunziata la separazione di corpo.
13. Le contribuzioni pagate da proprietari indivisi, o da una societą commerciale, saranno pel censo elettorale ripartite per egual parte fra i soci.
L’esistenza della Societą di commercio s’avrą per sufficientemente comprovata mercŹ di un certificato del Tribunale di Commercio indicante il nome degli associati.
Dove l’uno dei compartecipi pretendesse ad una quota superiore alla virile nella cosa comune o sociale, sia perché gli spetti una parte maggiore sulla proprietą degli stabili, sia per qualsivoglia altro titolo, dovrą giustificare il suo assunto con esibire titoli che il comprovino.
14. I fitti pagati per beni inservienti a Societą in accomandita; od anonima, e le contribuzioni sui beni spettanti a tale Societą, saranno imputati nel censo dei gestori, o direttori fino a concorrenza della loro partecipazione nell’asse sociale, della quale dovrą constare nel modo sovra indicato.
15. Le imposte prediale, personale, e mobiliare non sono computate nel censo elettorale, se lo stabile non siasi posseduto, e fatta la locazione anteriormente alle prime operazioni dell’annuale revisione delle liste elettorali.
Questa disposizione non si applica al possessore a titolo di successione, o per anticipazione d’ereditą.
16. Le imposte dirette pagate da una vedova o dalla moglie separata di corpo dal proprio marito saranno computate pel senso elettorale a favore di quello dei suoi figli, e generi di primo e secondo grado da lei designato.
Parimenti il padre che paghi imposte dirette in diversi distretti elettorali potrą in quello d’essi, ov’egli non eserciti il suo dritto elettorale, delegare ad uno de’ suoi figliuoli da lui nominato, per farlo godere dell’elettorato, le imposte cui soggiacciono gli stabili che dovrą specificamente indicare.
La delegazione non potrą farsi che per atto autentico.
17. Niuno puė esercitare altrove il dritto di elettore che nel distretto elettorale del suo domicilio politico.
Ogni individuo s’intende avere il suo domicilio politico nello stesso luogo in cui Ź domiciliato per riguardo all’esercizio dei dritti civili.
Puė tuttavia trasferirsi il domicilio politico in qualsivoglia altro distretto elettorale dove si paghi contribuzione diretta, o per riguardo ai commercianti, ed industriali dove abbiano uno stabilimento commerciale, od industriale, con che se ne faccia la dichiarazione espressa tanto davanti al Sindaco del luogo di attuale domicilio politico, quanto innanzi al Sindaco del luogo dove si verrą trasferirlo. Questa dichiarazione dopo la prima convocazione dei Collegi elettorali, non produrrą alcun effetto, se non sarą fatta sei mesi prima della revisione delle liste.
18. L’elettore il cui domicilio politico Ź distinto dal civile, cambiando questo non s’intenderą mutare il primo, e non sarą dispensato dalla doppia dichiarazione avanti prescritta per l’effetto di riunire l’un domicilio all’altro.
19. Gl’individui chiamati ad un impiego potranno usare il loro diritto elettorale, nel distretto dove adempiono il loro uffizio, senza che siano dispensati dall’obbligo dell’accennata doppia dichiarazione per trasferire il loro domicilio politico nel luogo dove debbono sostenere la carica.
TITOLO SECONDO.
Art. 20. Appena pubblicato il presente Editto, i Consigli comunali inviteranno per mezzo di pubblici avvisi tutti coloro che potranno essere chiamati dalla presente legge all’esercizio dei diritti elettorali perché si presentino a fare al comune la dichiarazione che dovrą essere sottoscritta dai medesimi:
1.° Della loro etą.
2.° Del censo che pagano.
3.° Di riunire le condizioni di cittadinanza, e di domicilio fissate dagli articoli 1, 17 e seguenti.
4.° Della professione che esercitano.
5.° Della pigione che pagano quando siano nel caso previsto dagli articoli 5 e 8. A questa dichiarazione eglino uniranno i documenti dimostrativi, e daranno inoltre tutte le indicazioni dirette a provare quanto non risultasse da titoli. Richiedendolo essi, sarą loro data ricevuta della fatta dichiarazione, e dei documenti che avranno presentati.
21. Non sarą piĚ ricevuta alcuna dichiarazione dopo il giorno 7 aprile prossimo.
22. Appena saranno pubblicati gli avvisi di cui all’art. 20 i Consigli comunali dovranno riunirsi per esaminare le dichiarazioni, e per intraprendere immediatamente la formazione per doppio originale delle liste degli elettori.
23. I Consigli comprenderanno nelle liste anche coloro che non avranno fatto alcuna dichiarazione, né presentato alcun titolo, quando sia notorio che riuniscono i requisiti voluti per essere elettori.
24. I Consigli dovranno star riuniti tutto il tempo necessario perché la formazione delle liste sia terminata nel giorno 9 di aprile.
Essi potranno dividersi in sezioni non minori di tre membri, ciascuna delle quali avrą gli stessi poteri dell’intiero Consiglio.
25. I Consigli e le sezioni decidono a maggioranza di voti, secondo il dettame della loro coscienza, se abbiano a farsi le iscrizioni nelle liste, e contemplano nelle liste quei soli che la maggioranza avrą ammessi.
26. I Consigli possono sciegliere quel numero di probi cittadini che credono necessario, ed incaricarli di esaminare nei casi dubbi e dare il loro sentimento sul vero valore locativo degli alloggi, botteghe, officine, di cui Ź cenno agli articoli 5 e 8.
Nelle cittą ove Ź stabilitą una Camera di agricoltura, e di commercio, od un Consolato, od un Tribunale di commercio, i Membri delle Camere istesse, ed i Giudici appartenenti al commercio interverranno al commercio interverranno al Consiglio civico, e concorranno col medesimo sia alla scelta dei probi uomini, sia alla decisione.
27. Uno degli originali della lista formata dal Consiglio comunale sarą affisso all’albo pretorio per tre giorni consecutivi, cioŹ il 10, 11, 12 aprile, durante i quali chiunque avrą dei richiami a proporre dovrą presentarli alle Amministrazioni comunali.
28. I doppi Consigli pronunzieranno com’Ź stabilito all’art. 25 sui richiami, e staranno riuniti tutto il tempo necessario perché la revisione sia terminata nel giorno 14 aprile.
29. Le liste per tal modo formate dai Consigli ordinari e rivedute dai Consigli doppi passeranno in cosa giudicata per la prima elezione, né potrą piĚ farvisi alcuna variazione.
30. Il giorno 15 aprile i Sindaci trasmetteranno una delle due liste originali al Presidente provvisorio del Collegio elettorale al quale Ź aggregato il comune loro.
Nel giorno istesso ed in quello successivo l’altro originale della lista resterą affisso all’albo pretorio del comune.
31. Le liste composte in questo modo saranno conservate per le future elezioni in conformitą di quanto dispone il capo seguente.
I richiami cui esse potessero dar luogo dovranno deferirsi dopo le prime elezioni ai Magistrati d’appello, in conformitą di ciė che prescrive il capo seguente, e le rettificazioni che fossero dai detti Magistrati ordinate gioveranno per le future elezioni.
32. Le liste degli elettori sono permanenti, salve le cancellazioni, e le addizioni che puonno seguire al tempo dell’annuale loro revisione.
La revisione seguirą in conformitą delle seguenti disposizioni.
33. L’Amministrazione di ciascun comune dei Regii Stati farą ogni anno nella sua riunione ordinaria di primavera la revisione delle liste dei cittadini del suo comune, i quali, secondo il disposto della presente legge, riuniscono le condizioni richieste per essere elettori.
A quest’effetto un esemplare dei ruoli delle imposte dirette, certificato conforme all’originale dal Percettore, sarą spedito senza costo alle Amministrazioni comunali.
34. Le liste rimarranno affisse durante dieci giorni, e conterranno l’invito ad ognuno che credesse aver richiami a farvi, d’indirizzarsi a tal uopo alle Amministrazioni comunali entro dieci giorni quindici a partire dalla data del manifesto di pubblicazione, nel quale dovrą esprimersi il giorno in cui spirerą il divisato termine.
35. Nelle liste si porranno a riscontro del nome di ciascun individuo:
1.° Il luogo ed il giorno della sua nascita, e se occorre la data della concedutagli naturalitą.
2.° L’indicazione dei circondarii di percezione in cui sono allogate le imposte o proprie, o delegate, sino alla misura del censo elettorale.
3.° Il quanto e la specie di tali imposte per ciascun dei circondarii.
36. Le liste conterranno egualmente a lato del nome di ciascun individuo la data, e natura del titolo, od il genere di commercio o di professione che gli conferiscono il dritto elettorale, non meno che il luogo dove esercita il commercio, l’industria o la professione, o dove tengono la loro abitazione.
37. La pubblicazione prescritta dall’art. 33 terrą luogo di notificazione per rispetto agl’individui, dei quali si sarą decretata l’iscrizione sulla lista elettorale.
38. Ogni volta che le Amministrazioni comunali toglieranno dalla lista elettorale i nomi d’elettori che vi erano inscritti nell’anno antecedente, saranno in obbligo di darne loro avviso per iscritto, ed al loro domicilio non piĚ tardi d’ore 48 a contare dal giorno in cui la lista venne pubblicata, con dar loro ragguaglio dei motivi della cancellazione od ommessione dei loro nomi nella lista pubblicata.
39. Lo stesso avviso sarą dato nell’eguale spazio di ore quarantotto dalla data della decretazione definitiva della lista alle persone che figuravano nella lista antecedentemente pubblicata, i cui nomi ne furon tolti per opera dell’amministrazione comunale al tempo della definitiva decretazione della lista anzidetta.
Queste notificazioni seguiranno senza costo per opera d’agenti comunali.
40. I nomi degli elettori ammessi dalle Amministrazioni comunali al tempo della decretazione definitiva delle liste che non erano portati in quella gią stata pubblicata, saranno resi noti al pubblico con nuovo manifesto da affiggersi nello stesso termine di 48 ore dalla definitiva decretazione.
Il manifesto esprimerą che ogni occorrente richiamo sarą recato dinanzi l’Intendente Generale a mente dell’art. 33 della presente legge.
41. Dopo spirato il termine prefisso per richiamarsi contro le liste, le liste ed un esemplare dei ruoli, non che tutte le carte, titoli, e documenti, mercŹ dei quali le persone inscrittevi avranno comprovati i loro diritti all’elettorato, o che avranno dato luogo ad operatesi cancellazioni, dovranno nello spazio di ore 24 trasmettersi all’Intendente della Provincia.
Un esemplare della lista sarą serbato nella Segreteria del comune.
Si farą constare della trasmissione mediante ricevuta spedita dall’Intendente.
Questa ricevuta sarą inviata all’Amministrazione comunale nelle ventiquattr’ora dall’arrivo della lista all’Ufficio d’Intendenza.
Se ne farą immediatamente apposita menzione in un registro speciale vidimato in ciascun foglio dall’Intendente.
42. L’Intendente fra giorni cinque al piĚ tardi dal dď che avrą ricevuto le carte, dovrą trasmetterle in un colle sue osservazioni all’Intendente Generale.
43. Ognuno potrą vedere ed esaminare le liste, cosď nella Segreteria del Comune, come nell’Ufficio d’Intendenza Generale. Potrą pure ciascuno vedere ed esaminare l’esemplare dei ruoli e le altre carte summentovate.
44. Ogni individuo stato erroneamente inscritto, od indebitamente omesso, escluso, ed altrimenti pregiudicato, le cui reclamazioni non saranno state accolte dall’Amministrazione comunale, potrą rivolgersi all’Intendente Generale unendo al suo ricorso le carte che danno appoggio al suo richiamo.
45. L’Intendente Generale entro i dieci giorni successivi a quello in cui ricevette le carte e le osservazioni dell’Intendente, procederą alla disanima generale delle liste.
Egli vi aggiungerą quei cittadini che riconoscerą aver acquistate le qualitą dalla legge richieste, e quelli che fossero stati antecedentemente omessi,
Egli ne stralcierą:
1.° Gl’individui che si resero defunti.
2.° Quelli, la cui iscrizione nella lista stata annullata dalle Autoritą competenti. Indicherą come doventi essere esclusi:
1.° Coloro che avranno incorso la perdita delle volute qualitą.
2.° Quelli che gli appariranno esservi stati indebitamente inscritti, con tutto che la loro inscrizione non sia stata impugnata.
46. Le rimozioni e le aggiunte fatte dall’Intendente Generale alle liste elettorali stese dalle Amministrazioni comunali a tenore dei precedenti articoli saranno nel piĚ breve termine possibile pubblicate, ed affisse nel Capo-luogo dell’intendenza Generale e nel Comune.
E quando l’Intendente Generale avesse riconosciuto esservi luogo a cassare dalla lista stesa dalle Amministrazioni comunali persone che vi erano portate, la decisione provvisoria da lui data dovrą essere nei dieci giorni successivi notificata agl’individui aventi interesse al loro domicilio effettivo, od a quello per essi eletto nel circondario elettorale. In difetto di domicilio la notificazione verrą fatta alla casa comunale del domicilio politico.
47. Sarą aperto nella Segreteria dell’Intendenza Generale un registro vidimato in ciascun foglio dall’Intendente Generale, nel quale si noteranno per ordine di data della loro presentazione, e seguendo un ordine numerico progressivo, tutte le reclamazioni concernenti il tenore delle liste. Queste reclamazioni saranno soscritte dal reclamante, o da un suo mandatario.
L’Intendente Generale spedisce ricevuta di ciacun richiamo, e delle carte che gli stanno a corredo.
48. Gl’individui che stimassero potersi lagnare d’essere stati erroneamente inscritti, omessi, esclusi, od altramente pregiudicati nelle liste elettorali, potranno far valere le loro doglianze innanzi l’Intendente Generale che pronunzierą sentito il consiglio d’Intendenza.
Ma non potrą piĚ darsi ascolto ai loro richiami dove il ricorso, e le carte che vi deggiono andar unite, fossero presentate dopo trascorsi giorni dieci dalla data dell’ultima pubblicazione accennata nell’art. 46 della presente legge e dalla notificazione ivi menzionata.
49. La ragione di reclamare davanti le Amministrazioni comunali, e l’Intendente Generale, l’iscrizione di un cittadino omesso sulla lista elettorale, o la cancellazione del nome di chiunque siavi stato indebitamente compreso, non meno che la riparazione di qualunque altro errore incorso nello stendere le liste elettorali, apparterrą ad ogni cittadino godente del dritto elettorale nello stesso Collegio, con che tale diritto non si eserciti dopo spirati i giorni dieci a partire dall’ultima pubblicazione accennata nell’art. 46 della presente legge.
50. Niuna delle domande accennate nell’antecedente articolo sarą ammessa, se proposta da un terzo, salvo il reclamante vi unisca la prova di averla fatta notificare alla parte che vi ha interesse, la quale avrą dieci giorni per rispondervi a contare da quello della notificazione.
51. l’Intendente Generale, sentito il Consiglio d’Intendenza, pronunzierą sulle domande menzionate all’art. 47 e seguenti nei cinque giorni che verranno dopo quello del loro ricevimento, qualora esse siano proposte dall’individuo stesso che v’ha interesse, o dal suo mandatario; e nei cinque giorni dopo spirato il termine prefisso dall’art. 50 dove siano formate da terzi: le decisioni saranno accompagnate dalle considerazioni che le dettarono.
Le carte rispettivamente prodotte sulle quistioni e contestazioni da risolversi saranno, senza spostarle, comunicate alla parte che v’ha interesse, ed il richiede.
52. Le decisioni che portano rifiuto d’iscrizione, o pronunziano cancellazioni, saranno notificate nei giorni cinque dalla loro data agl’individui la cui iscrizione, o cancellazione sarą stata richiesta o da loro stessi o da terzi.
Quelle che rigettano domande di cancellazione, o di rettificazione saranno nello stesso termine notificate tanto al reclamante, quanto all’individuo la cui iscrizione avrą costituito il soggetto della controversia.
La pubblicazione della tabella delle rettificazioni addottate dall’intendente, sentito il Consiglio, terrą luogo di notificazione agl’individui, la cui iscrizione sarą stata ordinata, o rettificata.
53. Immediatamente dopo che si sarą soddisfatto alle disposizioni dei precedenti articoli, l’Intendente Generale procederą alla decretazione definitiva delle liste con far pubblicare, ed affiggere il suo decreto, e la tabella delle rettificazioni state approvate.
54. L’elezione dei Deputati in qualunque periodo dell’anno segua, si farą unicamente dalle persone comprese nelle liste elettorali, come avanti decretate.
Sino alla revisione dell’anno successivo non potranno farsi a tali liste altre variazioni fuori quelle che fossero ordinate in virtĚ di decreti proferiti nelle forme stabilite negli articoli che seguono, od in conseguenza del decesso di elettori, o per causa di perdita per essi incorsa dei diritti civili, in virtĚ di sentenza passata in giudicato.
55. Chiunque si creda fondato a contraddire ad una decisione pronunziata dall’Intendente Generale in Consiglio d’Intendenza, od a lagnarsi di denagata giustizia, potrą promuovere la sua azione avanti il Magistrato d’appello con produrre i titoli, che danno appoggio alla sua lagnanza.
La domanda dovrą a pena di nullitą notificarsi fra giorni dieci, qualunque sia la distanza de’ luoghi, cosď all’Intendente Generale, come alle parti aventi interesse.
Dove la decisione avesse rigettata una domanda d’iscrizione sulla lista elettorale proposta da un terzo, l’azione non potrą intentarsi che dall’individuo, del quale si sarą promossa l’iscrizione nella lista.
56. La causa sarą decisa sommariamente, ed in via d’urgenza, senza che sia d’uopo del ministero di Causidico, e sulla relazione, che ne verrą fatta in udienza pubblica dall’uno dei Consiglieri del Magistrato, sentita la parte, od il suo difensore, non che il pubblico Ministero nelle sue conclusioni orali.
57. L’Intendente Generale sulla notificazione che gli verrą fatta della profferita sentenza, farą nella lista la prescritta rettificazione.
58. Se vi Ź ricorso in cassazione, il Magistrato provvederą sommariamente in via d’urgenza, come innanzi al Magistrato d’appello.
59. L’appello introdotto contro una decisione per cui un elettore sia stato cancellato sulla lista, ha un effetto sospensivo.
60. I Ricevitori delle contribuzioni dirette saranno tenuti di spedire su carta libera ad ogni persona portata sul ruolo l’estratto relativo alle sue imposte, e ad ognuna delle persone indicate all’art. 49 i certificati negativi, ed ogni estratto dei contribuenti.
61. Dovrą darsi comunicazione delle liste annuali, e delle tavole di rettificazione ad ogni stampatore che voglia prenderne copia.
Sarą loro facoltativo di metterle a stampa in quel sesto che meglio stimeranno, ed esporle in vendita.
62. Gli elettori riceveranno dal Sindaco, nei tre giorni che precedono quello fissato per la riunione dei Collegi elettorali, un certificato comprovante l’iscrizione loro sulle liste dell’anno.
63. Ogni Collegio elettorale elegge un solo Deputato.
Il numero totale dei Deputati Ź di 204.
64. La distribuzione dei Collegi elettorali Ź regolata nel modo apparente dalla Tabella B annessa alla presente legge, e che fa parte di essa.
65. I Collegi elettorali sono convocati dal Re. Gli elettori convengono nel luogo del distretto elettorale, od amministrativo, che il Re stabilisce: essi non potranno occuparsi d’altro oggetto, che dell’elezione dei Deputati: ogni discussione, ogni deliberazione loro Ź formalmente interdetta.
66. Gli elettori non possono farsi rappresentare. Essi si riuniscono in una sola assemblea in quei Collegi elettorali dove il loro numero non oltrepassa i quattrocento: eccedendo gli elettori di un Collegio il numero di quattrocento, il Collegio si divide in sezioni. Ogni sezione comprende duecento elettori almeno, e concorre direttamente alla nomina del Deputato, che il Collegio ha da scegliere.
67. Ogni sezione sarą formata di comuni, o frazioni di comuni i piĚ vicini fra loro: sarą assegnato un luogo distinto per l’adunanza degli elettori di ciascuna sezione. Sarą lecito, dove il numero delle sezioni l’esiga, di convocare gli elettori di due, non perė mai di tre sezioni, in diverse sale facienti parte di un medesimo fabbricato.
68. Avranno la presidenza provvisoria dei Collegi e sezioni elettorali sino alla nomina elettiva dei loro Presidenti, nei luoghi dove risiede un Magistrato d’appello, i Presidenti e Consiglieri del Magistrato per ordine di anzianitą;
Nei luoghi che non sono sede di un Magistrato d’appello, ma di un Tribunale di Prefettura, il Prefetto, e dopo di lui i Vice-Prefetti, gli Assessori effettivi od aggiunti per ordine di anzianitą;
Negli altri luoghi, il Sindaco, i Vice-Sindaci, ed i Consiglieri comunali anche per ordine di anzianitą.
Riunendosi nel luogo medesimo piĚ Collegi, o piĚ sezioni di Collegio si terrą per la presidenza provvisoria la stessa regola: al Collegio elettorale, od alla sezione piĚ numerosa presiederanno i superiori di grado, o piĚ anziani fra i pubblici Uffiziali superiormente indicati.
I due elettori piĚ avanzati in etą ed i due piĚ giovani faranno le parti di Scrutatori provvisorii.
L’Ufficio composto del Presidente, e dei quattro Scrutatori provvisorii nominerą il Segretario, che non avrą se non voce consultiva.
69. La lista degli elettori del distretto dovrą rimanere affissa nella sala dell’adunanza durante il corso delle operazioni del Collegio, o sezione di Collegio elettorale.
70. Il Collegio o la sezione elegge a semplice maggioranza di voti il Presidente e gli Scrutatori definitivi, e l’ufficio cosď definitivamente composto nomina il Segretario pur definitivo non avente anch’esso se non voce consultiva.
71. Se il Presidente di un Collegio ricusa od Ź assente, resta di pien diritto Presidente lo Scrutatore che ebbe maggior numero di voti il secondo Scrutatore diventa primo, e cosď successivamente; e l’ultimo Scrutatore sarą colui che nelli esclusi dal risultato dello scrutinio ebbe maggiori suffragi. La stessa regola si osserverą in caso di rinunzia odi assenza di alcuno fra gli Scrutatori.
72. Il Presidente del Collegio, o della sezione Ź incaricato egli solo della polizia dell’adunanza. Niuna specie di forza armata puė senza la sua richiesta collocarsi nella sala della stessa adunanza, o nelle vicinanze.
Le Autoritą civili, ed i Comandanti militari saranno tenuti di ottemperare alle sue richieste.
Tre Membri almeno dell’Ufficio dovranno sempre trovarsi presenti.
73. L’Ufficio pronunzia in via provvisoria sopra tutte le difficoltą che si sollevano in riguardo alle operazioni del Collegio o della sezione.
Si farą menzione nel verbale da stendersi di tutte le reclamazioni insorte e delle ragionate decisioni profferite dall’Uffizio: le note o carte relative a tali reclamazioni saranno munite del paraffo dei Membri dell’Uffizio ed annesse al verbale.
ť riserbato alla Camera dei Deputati di pronunciare sulle reclamazioni giudicio definitivo.
74. Chi con finto nome avrą dato il suo suffragio in un Collegio elettorale in cui non dovesse intervenire, incorrerą nella pena di uno o due anni di carcere, e ciė senza pregiudizio delle pene speciali, che in conformitą del Codice penale gli potessero essere inflitte, ov’egli si fosse giovato di falsi documenti: gli sarą inoltre vietato per sempre l’esercizio d’ogni dritto politico.
Le stesse pene saranno inflitte a chi con simulate, o false locazioni avrą ottenuto dall’Amministrazione comunale la sua definitiva iscrizione sulle liste elettorali.
75. Chiunque sia convinto di avere al tempo delle elezioni causato disordini, o provocati assembramenti tumultuosi accettando, portando, inalberando, od affiggendo segni di riunione od in qualsiasi altra guisa sarą punito con una multa da cinquantuna a duecento lire, e se insolvibile, col carcere da dieci giorni ad un mese.
76. Chiunque non essendo né elettore, né membro dell’Ufficio s’introdurrą durante le operazioni elettorali nel luogo dell’adunanza, sarą punito con una multa dalle lire cinquantuna alle duecento.
77. Accadendo che nella sala dove si fa l’elezione, uno o piĚ degli assistenti diano in palese segno d’approvazione, o di disapprovazione, od altrimenti eccitino tumulto il Presidente richiamerą all’ordine, e non cessando la perturbazione, inserirą menzione nel verbale del fatto richiamo, sulla cui esibizione i delinquenti saranno puniti d’una multa da lire cinquantuna alle duecento.
78. I Presidenti dei Collegi o sezioni elettorali sono incaricati di prendere le necessarie precauzioni onde assicurare l’ordine e la tranquillitą nel luogo dove si fa l’elezione, e nelle sue adiacenze.
79. Niun elettore puė presentarsi armato all’adunanza elettorale.
80. Niuno Ź ammesso ad entrare nel locale delle elezioni se non presenta volta per volta il certificato di cui all’art. 62.
81. Niuno Ź ammesso a votare sia per la formazione dell’Ufficio definitivo, sia per l’elezione del Deputato, se non trovasi inscritto nella lista degli elettori affissa nella sala, e rimessa al Presidente.
Il Presidente e gli Scruttatori dovranno tuttavia dare accesso nella sala, ed ammettere a votare coloro, che si presenteranno provvisti di una sentenza di Magistrato d’appello, con cui si dichiari ch’essi fanno parte di quel Collegio, e coloro che dimostreranno di essere nel caso previsto dall’art. 59.
82. Ogni elettore dopo di aver risposto alla chiamata, riceve dal Presidente un bollettino spiegato, sopra il quale scrive, o fa scrivere da un altro elettore di sua scelta il suo voto: piegato poscia il bolletino lo consegna a mani del Presidente, che lo pone nell’urna a tal uso destinata.
La tavola a cui siede l’elettore scrivendo il voto, Ź separata da quella dell’Ufficio: quest’ultima, cui siedono il Presidente, gli Scrutatori, ed il Segretario Ź disposta in modo che gli elettori possano girarvi attorno durante lo squittinio dei suffragi.
83. A misura che gli elettori van deponendo i loro voti nell’urna, uno degli Scrutatori, ed il Segretario ne farą constare, scrivendo il proprio nome a riscontro di quello di ciascun votante sopra un esemplare della lista a ciė destinata, che conterrą i nomi e le qualificazioni di tutti i membri del Collegio o della sezione.
84. Ad un’ora dopo il mezzodď si procederą ad una seconda chiamata degli elettori che non risposero alla prima onde diano il loro voto. Quest’operazione eseguita, la votazione dichiarasi dal Presidente compiuta.
85. Aperta quindi l’urna, e riconosciuto il numero dei bollettini, uno degli Scruttatori piglia successivamente ciascun bollettino, lo spiega, lo consegna al Presidente, che ne dą lettura ad alta voce, e lo fa passare ad un altro Scruttatore.
Il risultato di ciascun squittinio Ź immediatamente reso pubblico.
86. Tosto dopo lo squittinio dei suffragi i bollettini sono arsi in presenza del Collegio, salvo quelli su cui nascesse contestazione, i quali saranno uniti al verbale, e vidimati almeno da tre dei componenti l’Ufficio.
87. Nei Collegii divisi in piĚ sezioni lo squittinio dei suffragi si fa in ciascuna sezione. L’Ufficio della sezione ne dichiara il risultato mediante verbale soscritto da’ suoi Membri. Il Presidente di ciascuna sezione lo reca immediatamente all’Ufficio della prima sezione, il quale in presenza di tutti i Presidenti delle sezioni procede alla ricognizione generale dei voti dell’intero Collegio.
88. I bollettini ne’ quali il votante sarebbesi fatto conoscere sono nulli.
89. Sono altresď nulli i bollettini contenenti piĚ di un nome, e quelli che non portino sufficiente indicazione della persona eletta.
90. L’Ufficio pronunzia sopra la nullitą, come sopra ogni altro incidente, salve le riclamazioni.
91. I bollettini dichiarati nulli non verranno computati nel determinare il numero dei votanti.
92. Alla prima votazione niuno s’intende eletto, se non riunisce in suo favore piĚ del terzo delle voci del total numero dei Membri componenti il Collegio, e piĚ della metą dei suffragi dati dai votanti presenti all’adunanza.
93. Dopo la prima votazione, dove niuna elezione sia seguita, l’Ufficio in persona del Presidente proclama i nomi dei due Candidati che ottennero il maggior numero de’ suffragi, e si procede ad una seconda votazione nel modo avanti espresso.
In questa votazione i suffragi non potranno cadere se non sopra l’uno o l’altro dei due or detti Candidati.
La nomina seguirą in capo a quello dei due Candidati che avrą in suo favore il maggior numero dei voti validamente espressi.
94. A paritą di voti il maggiore d’etą fra i concorrenti otterrą la preferenza.
95. Non puė esservi che una sola adunanza, ed un solo squittinio in ciascun giorno. Dopo lo squittinio l’adunanza verrą sciolta immediatamente, eccettochŹ siansi proposte reclamazioni intorno allo squittinio medesimo, sulle quali dovrą essere statuito dall’Ufficio prima che sciolgasi l’adunanza in cui ebbe luogo.
96. I membri dell’Ufficio principale stenderanno il verbale dell’elezione prima di sciogliere l’adunanza, e lo indirizzeranno al Ministro dell’Interno nei giorni otto dalla sua data.
Ne rimarrą un esemplare alla Segreteria del Tribunale di Prefettura sedente nel capo-luogo di provincia del distretto elettorale.
Questo esemplare sarą certificato conforme all’originale dai membri dell’ufficio.
97. Chiunque puė essere eletto Deputato purché in esso concorrano i requisiti voluti dall’art. 40 dello Statuto.
98. Non possono essere eletti Deputati:
1.° I funzionari stipendiati ed amovibili dell’ordine giudiziario.
2.° I membri del corpo Diplomatico in missione.
3.° Gl’Intendenti Generali di Divisione, gl’Intendenti di provincia, ed i Consiglieri d’Intendenza.
4.° Gl’Impiegati stipendiati dell’ordine amministrativo che esercitano un impiego di grado inferiore a quello d’Intendente Generale, ad eccezione degli Uffiziali del Genio civile e delle miniere, non inferiori al grado d’Ingegnere capo, e degli Uffiziali sanitari che siano membri del Protomedicato, e dei Consigli di sanitą.
5.° Gli Ecclesiastici aventi cura d’anime, o giurisdizione con obbligo di residenza.
6.° Gli Uffiziali di qualunque grado non potranno essere eletti nei distretti elettorali sui quali esercitano un comando.
99. Ogni funzionario e impiegato Regio in aspettativa Ź assimilato a quello in attivitą.
100. Non si potrą ammettere nella Camera un numero di funzionarii o d’impiegati regii stipendiati maggiore del quarto del numero totale dei Deputati. Ove questa proporzione sia superata, la Camera estrarrą a sorte il nome di coloro la cui elezione deve essere annullata.
Quando il numero degl’impiegati sia completo, le elezioni nuove d’impiegati saranno nulle.
101. Il deputato eletto da varii Collegi elettorali sarą tenuto di dichiarare alla Camera, tra otto giorni, dopo che esso avrą riconosciute valide le elezioni, quale sia il collegio di cui esso intenda di esercitare la rappresentanza.
In difetto di opzione in questo termine, la Camera procederą per estrazione a sorte alla designazione del Collegio che dovrą eleggere un nuovo Deputato.
102. La Camera dei Deputati ha essa sola il diritto di ricevere le demissioni dei suoi membri.
103. Quando un Deputato riceva un impiego regio stipendiato, od un avanzamento con aumento di stipendio, cesserą in sull’istante d’essere Deputato; potrą nondimeno essere rieletto, salvo il disposto dall’art. 100.
In questo caso e quando per qualsiasi causa resti vacante il posto di un Deputato, il Collegio sarą convocato nel termine di un mese.
104. Non possono essere né elettori, né eleggibili, né esercitarne i diritti, coloro che furono condannati a pene criminali; coloro che sono in istato di fallimento dichiarato, o d’interdizione giudiziaria; coloro che hanno fatto cessione dei beni, finché non abbiano integralmente soddisfatto i loro creditori; coloro che furono condannati per furto, truffa, od attentato ai costumi.
disposizione particolare per l’isola di capraia.
105. Il Consiglio municipale dell’Isola di Capraia potrą a sua scelta mandare cinque elettori al 1.° Collegio elettorale di Genova.
Disposizioni provvisorie per le provincie dell’Ossola e Valsesia ed i mandamenti e comuni di Gozzano ed Orta ora immuni dalle contribuzioni.
106. Oltre le persone contemplate nella categoria dell’art. 5 della legge generale, saranno elettori tutti coloro che hanno un’abitazione, la cui annua pigione si possa valutare a L. 200.
107. Nell’abitazione sono compresi i magazzini, opifizi, botteghe e rustici ad essa attinenti.
108. Le persone contemplate nella categoria dell’art. 4 godranno dei dritti elettorali, purché abitino un alloggio la cui annua pigione possa valutarsi a L. 100.
109. Le presenti disposizioni speciali escludono l’applicazione del N.° 4 dell’art. 1 e correlativi, e degli articoli 5 e 8 della presente legge, fermo rimanendo il disposto di tutti gli altri.
Disposizioni provvisorie per l’Isola di Sardegna sino all’effettiva assimilazione della medesima al sistema generale di Terraferma.
110. Saranno elettori tutti coloro che hanno un’abitazione, la cui annua pigione si possa valutare a L. 400 per le cittą di Cagliari e di Sassari, e a lire 200 per tutti gli altri siti dell’Isola.
111. Nell’abitazione sono compresi i magazzini, opifizi, botteghe ed edifizi rustici situati nello stesso comune.
112. Sono inoltre ammessi ai diritti elettorali indipendentemente dal fitto delle loro abitazioni.
1.° I membri della Societą agraria di Cagliari, e della Camera d’agricoltura, di commercio e d’arti di Sassari, compresi i corrispondenti ordinarii.
2.° I Professori e Dottori di Collegio, Presidenti alla Biblioteca, Direttori de’ Musei alle R. Universitą.
3.° I Professori di nomina Regia.
4.° I Magistrati civili inamovibili.
5.° I membri delle amministrazioni comunali.
6.° I membri del Magistrato del Protomedicato.
7.° Gl’Impiegati civili in ritiro godenti di pensione non minore di L. 600.
8.° I militari in ritiro di grado non minore a quello di Capitano.
9.° I laureati, o approvati in alcuna facoltą, esercenti a proprio nome la loro professione.
10.° I Notai e Procuratori esercenti la loro professione.
113. Sono ammessi ai diritti elettorali, purché abbiano una abitazione di valore rispettivamente metą di quello prescritto all’art. 110:
1.° Gl’Impiegati civili godenti di pensione in ritiro non minore di L. 300.
2.° Gli Uffiziali in ritiro di grado inferiore a quello di Capitano.
3.° Coloro che hanno subďto alle Regie Universitą l’esame del Magistero.
4.° Tutti i Professori di nomina dell’autoritą civile, compresi quelli delle scuole elementari, e normali.
114. Gli elettori d’ogni provincia si riuniscono nel Capo-luogo della provincia.
A quest’effetto gl’Intendenti riuniranno in una sola lista generale alfabetica i nomi di tutti gli elettori della provincia, e divideranno poi la stessa lista generale in tante parti, eguali in numero, quanti sono i Deputati da eleggere.
Questa divisione sarą fatta nello stesso ordine alfabetico, col quale la lista generale Ź compilata.
Ogni porzione di lista formerą un Collegio, per modo che il primo Collegio si comporrą degli elettori il cui nome comincia con le prime lettere dell’alfabeto, e gli altri Collegi saran composti degli elettori il cui nome incomincia con le lettere successive.
Ogni Collegio eleggerą un Deputato.
115. Le presenti disposizioni speciali alla Sardegna escludono l’applicazione dei numeri 3 e 4 dell’art. 1 e correlativi, e degli articoli 3, 4, 5 e 8 della presente legge, fermo rimanendo il disposto di tutti gli altri.
Mandiamo ai Nostri Ministri, Magistrati ed Ufficiali di osservare e fare eseguire il presente Editto che sarą inerito negli atti del Governo, volendo che alle copie impresse ecc. si presti la stessa fede che all’originale.
Torino addď diciasette del mese di marzo l’anno del Signore mille ottocento quarant’otto e del Regno Nostro il decimo ottavi.
V. Sclopis. – V. Di Revel.