Source: https://legislazionetecnica.it/873480/edilizia-appalti-professioni-tecniche-sicurezza-ambiente/approfondimento/distanze-legali-le-costruzioni-fasce-rispetto-e-vincoli-inedificabilit
Timestamp: 2020-01-27 04:06:53+00:00
Document Index: 158956041

Matched Legal Cases: ['art. 872', 'art. 874', 'art. 878', 'art. 880', 'art. 892', 'art. 901', 'art. 873', 'art. 907', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 338', 'art. 57', 'art.\n873480']

Distanze legali tra le costruzioni, fasce di rispetto e vincoli di inedificabilità | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR684
Bollettino di Legislazione Tecnica n. 12/2019
Sent. C. Stato 05/01/2015, n. 11
Sent. C. Cass. civ. 13/05/2013, n. 11388
Sent. C. Cass. civ. 10/01/2013, n. 512
Sent. C. Cass. civ. 20/07/2011, n. 15972
Sent. TAR. Lombardia Brescia 16/02/2011, n. 304
Sent. C. Cass. civ. 22/01/2010, n. 1217
Sent. C. Cass. 20/02/2009, n. 4222
Sent. C. Cass. 30/01/2008, n. 2209
Sent. C. Cass. civ. 12/10/2007, n. 21501
Sent. C. Cass. 11/06/2007, n. 13649
Sent. C. Cass. 25/10/2006, n. 22844
Sent. C. Cass. civ. 07/07/2006, n. 15430
Sent. C. Cass. civ. 27/06/2006, n. 17089
Sent. C. Cass. civ. 20/04/2006, n. 9293
Sent. C. Cass. civ. 29/12/2005, n. 28784
Sent. C. Cass. civ. 31/05/2005, n. 12966
Sent. C. Cass. civ. 04/11/2004, n. 21107
Sent. C. Cass. civ. 28/09/2004, n. 19449
Sent. C. Cass. 10/05/2004, n. 8848
Sent. C. Cass. 15/02/2001, n. 2228
Sent. C. Stato 03/11/2000, n. 5907
Sent. C. Cass. 11/05/2000, n. 6038
Sent. C. Cass. 28/11/1996, n. 10615
Sent. C. Cass. 07/08/1992, n. 9375
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AMBITO APPLICATIVO DELLE NORME SULLE DISTANZE
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Valenza delle norme sulle distanze legali
Le norme sulle distanze hanno un duplice rilievo:
- nei rapporti tra vicini: la violazione delle medesime può legittimare il vicino a chiedere il risarcimento dei danni e, in certi casi, la demolizione della costruzione finitima o della parte di essa troppo vicina con la rimessione in pristino dello stato dei luoghi (art. 872 del Codice civile).
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Concetto di “costruzione” o “edificio” ai fini delle norme sulle distanze legali
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Cosa debba intendersi per “costruzione” o “edificio”
Ai fini dell’applicazione della disciplina delle distanze tra edifici, la nozione di “costruzione” o “edificio” è unica: essa vale sia nei rapporti tra proprietari, disciplinati dal Codice civile e dai regolamenti locali cui esso rinvia, che nei rapporti con le amminist
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Opere e manufatti rilevanti ai fini delle distanze legali
Costituiscono quindi parte integrante della “costruzione”, e sono quindi da considerare ai fini del calcolo delle distanze tra edifici:
- le soprelevazioni di un fabbricato e la modifica della sagoma (C. Stato 23/05/2019, n. 3367; Cass. 01/10/2009, n. 21059; Cass. 07/12/ 2004, n. 22895) N1;
- le sporgenze esterne del fab
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Opere e manufatti non rilevanti ai fini delle distanze legali
Non sono viceversa da considerare “costruzioni”, e pertanto non rilevano ai fini delle norme sulle distanze legali:
- le sporgenze del fabbricato con funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria, come le mensole, le lesene, i cornicioni, le canalizzazioni di gronda e simili (Cass. 26/01/2005, n. 1556; Cass. 25
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DISTANZE TRA EDIFICI NEI RAPPORTI TRA VICINI
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La distanza minima tra le costruzioni edilizie realizzate su fondi finitimi è generalmente quella prevista dai regolamenti edilizio-urbanistici locali N4 ai quali l’
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Strumenti urbanistici e regolamenti locali integrativi e non del Codice civile
La disciplina del Codice civile può anche essere integrata da leggi speciali, ma recede di fronte agli strumenti urbanistici e ai regolamenti locali: ciò perché le misure previste dal Codice civile non possono che recedere di fronte alle diverse e più ampie distanze minime previste dall’amministrazione locale (TAR Calabria 25/03/2015, n. 301), rispondendo strumenti e regolamenti a finalità di carattere pubblico di tutela del territorio e non a mere esigenze di tutela della proprietà privata).
Tali regolamenti prevedono N8:
- distanze maggiori da quelle prescritte nel Codice civile (vedi anche Cass. 16/04/2019, n. 10580, secondo cui ai comuni è consentito, ai sensi dell’
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Muro sul confine
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Costruzione in aderenza o in appoggio al muro di confine
Nel caso si proceda ad una costruzione o ampliamento in presenza di una costruzione vicina costruita sul confine del fondo si può scegliere N12 di costruire, senza che occorra il consenso del vicino:
- rispettando la distanza legale dal muro perimetrale (ma in questo caso si subirà un sacrificio rispetto a chi ha costruito per primo poiché a differenza di quest’ultimo non si utilizzerà tutta l’aera disponibile per edificare);
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Muro del vicino ad una distanza inferiore a quella legale, principio della prevenzione
In caso di due fondi confinanti N17, colui che costruisce - o anche solo avvia una costruzione - per primo sul proprio fondo ha diritto di scegliere dove collocare il muro perimetrale del proprio edificio (c.d. “principio di prevenzione” N18).
Tale principio non trova applicazione nel caso in cui il primo edificante debba rispettare una determinata distanza dal confine, e in particolare quando:
- i regolamenti locali impongono di osservare distanze inderogabili dai confini N19, salvo che gli stessi consentano le costruzioni in aderenza o in appoggio (Cass. 14/05/2018,
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Costruzioni sul muro di confine e normativa antisismica
Nelle zone in cui vige la normativa antisismica non sono applicabili le norme che riguardano il diritto di chiedere la comunione forzosa del muro sul confine (art. 874 del Codice civile), il diritto di servirsi del muro esistente sul confine per innestarvi un capo del proprio muro a fronte del pagamento di un prezzo (
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Inapplicabilità della disciplina sui muri di confine
Sono esclusi dalla disciplina sui muri di confine sopra riportata, in ragione del prevalente interesse pubblico che li contraddistingue:
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Per “muro di cinta” si intende un muro:
- destinato a recingere una determinata proprietà demarcandone i confini allo scopo di separarla dalle altre;
- che non superi in altezza i 3 metri;
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Richiesta di costruire un muro di cinta, divisorio da altra proprietà
Le norme in materia di distanza tra le costruzioni non trovano applicazione con riferimento al muro di cinta, che non viene dunque considerato nel calcolo della relativa misurazione N25 (art. 878 del Codice civile). Ciò in ragione della mancanza di autonomia strutturale che impedisce allo stesso di creare intercapedini dannose (Cass. 15/01/1997, n. 342) e della prevalente funzione di demarcazione e protezione del fondo che lo stesso assolve (Cass. 05/01/2
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Individuazione del proprietario del muro - Comunione del muro di cinta
Salvo che non risultati diversamente, una volta costruito il muro divisorio, esso si presume essere di proprietà comune dei due confinanti (art. 880 del Codice civile) N26 nel caso in cui:
- sorga su un suolo comune ad entrambi i proprietari confinanti;
- serva di divisione tra edifici, cortili, giardini e orti appartenenti a proprietari diversi (è in particolare necessario, affinché operi la presunzione, che il muro divida entità omogenee, come cortile da cortile, orto da orto, ecc., si vedano Cass. 22/06/2007, n. 14609; Cass. 24/02/2000, n. 2102; tuttavia vedi Cass. 11/01/1989, n. 78, per cui non &egr
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Lavori sul muro di cinta in comunione tra i confinanti
Le riparazioni e le ricostruzioni del muro, seppur necessarie, non possono tuttavia essere realizzate senza il consenso di tutti i comproprietari, a meno che ricorrano ragioni di urgenza.
Tuttavia, qualora tali ragioni manchino ed uno dei comproprietari abbia avviato i lavori senza il consenso degli altri, il giudice - accertata la necessità dell’interven
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Particolari manufatti edilizi (pozzi, cisterne, tubi, ecc.)
Discipline speciali in tema di distanze sono previste dal Codice civile (artt. 889-891 del Codice civile) N30 per particolari manufatti edilizi (pozzi, cisterne, tubi, ecc.) come risulta dalla tabella che segue.
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Discipline speciali in tema di distanze sono previste dal Codice civile in tema di piantagione di alberi (art. 892 del Codice civile) N30.
Le previsioni in materia sono dirette ad evitare che il vicino sia pregiudicato a causa della diminuzione di aria, luce, visuale e che il suo terreno sia invaso dalle radici delle piante. Tali distanze risultano dalla tabella che segue.
DISTANZA MINIMA DAL CONFINE
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Le “luci” sono aperture che danno passaggio alla luce e all’aria ma non permettono di affacciarsi sul fondo del vicino.
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Il titolare di un muro contiguo al fondo altrui ha sempre il diritto di aprire sul predetto muro le luci, purché le stesse presentino le seguenti caratteristiche (art. 901 del Codice civile):
a) devono essere munite di un’inferriata idonea a garantire la sicurezza del vicino (e tale da escludere l’affaccio mediante sporgenza del capo) e di una grata fissa in metallo, con maglie non maggiori di 3 cm quadrati (in modo da impedire il passaggio di oggetti);
b) dal lato interno devono avere il lato inferiore ad un’altezza non minore di 2,5 metri dal suolo se situate al pian terreno e non minore di 2 metri dal suolo se situate ai piani superiori: tale requisito è richiesto per
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Vedute (finestre)
A differenza delle luci, per l’apertura di vedute dirette verso il fondo del vicino è prescritto il rispetto della distanza minima di 1,5 metri dal fondo del vicino.
La distanza minima nel caso di veduta diretta rimane di 1,5 metri anche se i regolamenti edilizi prevedono distanze legali tra costruzioni maggiori di quella - 3 metri - prevista nell’art. 873 del Codice civile, poiché le norme dei regolamenti edilizi non riguardano anche le vedute, a meno che gli stessi prevedano espressamente distanze tra costruzioni riferite in modo specifico al confine (Cass. 11/06/20
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Nel caso in cui sia stata aperta nel muro una veduta diretta sul fondo - non necessariamente confinante - del vicino, sono previste distanze minime che quest’ultimo deve rispettare nel caso in cui intenda fabbricare sul proprio fondo un’opera (art. 907 del Codice civile). Ciò per evitare che l’opera del vicino possa impedire l’esercizio della veduta.
In particolare, la distanza minima prevista è di 3 metri, da calcolarsi:
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Patti in deroga tra privati
Le norme previste dal Codice civile in materia di distanze, in quanto volte al contemperamento di interessi esclusivamente privati, possono essere derogate per accordo tra le parti, diversamente da quelle dei regolamenti comunali (Cass. 24/05/1996, n. 4770).
I privati possono derogare, attraverso uno specifico accordo, alla normativa codicistica in materia di distanze, in quanto la stessa è dettata a tutela di diritti soggettivi degli stessi.
Poiché si tratta di negozi giuridici che hanno ad oggetto diritti reali, per l
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Violazione delle norme sulle distanze e tutela dei diritti dei vicini
In tema di distanze fra costruzioni o di queste con i confini, vige il regime della c.d. “doppia tutela”: il soggetto che assume di essere stato danneggiato dalla violazione delle norme
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DISTANZE TRA EDIFICI AI FINI DEI TITOLI ABILITATIVI EDILIZI
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Distanze nelle nuove costruzioni
Le distanze tra edifici ai fini del rilascio e della legittimità dei titoli abilitativi dell’edilizia sono stabilite:
- dall’art. 9 del D.M. 1444/1968;
- dai regolamenti locali.
L’art. 9 del D.M. 1444/1968 N38 stabilisce le distanze minime tra “pareti finestrate” rivolgendosi ai comuni, non quindi ai privati, e vincolandoli a rispettare determinati standard in tema di distanze, in sede di formazione e di revisione degli strumenti urbanistici locali.
873480 5953848
Secondo la giurisprudenza amministrativa (ad esempio: C. Stato 12/10/2017, n. 4728; TAR. Campania 07/12/2017, n. 5785) nel caso in cui il manufatto che costituisce il risultato di una ristrutturazione edilizia venga ricostruito con coincidenza di area di sedime e di sagoma, esso - proprio perché “coincidente” per tali profili con il manufatto preesistente - potrà sottrarsi al rispetto delle norme sulle distanze, in quanto sostitutivo di un precedente manufatto che già non rispettava dette distanze (e magari preesisteva anche alla stessa loro previsione normativa).
Infatti, la disposizione dell’art. 9 del D.M. 02/04/1968, n. 1444, n. 2 (il quale prescrive in tutti i casi per gli edifici ricadenti in zone diverse dai centri storici la distanza minima assoluta di 10 m tra pare
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Costruzioni in confine con le piazze e le vie pubbliche
Sono escluse dalla disciplina sulle distanze le costruzioni realizzate in confine con le piazze e le vie pubbliche (e, in genere, sul suolo pubblico - C. Stato 24/05/2018, n. 3098) N42. Per questi edifici vi è l’obbligo di rispettare leggi e regolamenti specifici N43, la cui violazione determina il diritto alla sola tutel
873480 5953850
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Deroghe a distanze e altezze per interventi finalizzati al risparmio energetico
Si veda Risparmio energetico: deroghe a distanze e altezze, bonus v
873480 5953852
MODALITà DI CALCOLO DELLE DISTANZE TRA EDIFICI
873480 5953853
La distanza tra “edifici” - o “costruzioni” - deve essere calcolata dalle pareti degli edifici che si fronteggiano. Nel caso di manufatto privo di pareti, il calcolo della distanza deve
873480 5953854
La distanza deve essere misurata in modo lineare e non, come è invece previsto in materia di vedute, a raggio (Cass. 16/04/2019, n. 10580; Cass. 11/05/2016, n. 9649; Cass. 07/04/2005, n. 7285;
873480 5953855
Rilevanza delle sporgenze ai fini del calcolo
Nell’ipotesi di edificio dotato di sporgenze, per verificare se le stesse debbano o meno essere computate ai fini del calcolo delle distanze è necessario verificare:
- se hanno funzione decorativa e sporgenza limitata (non sono computati ai fini del calcolo delle distanze, vedi TAR Calabria 04/03/2019, n. 141);
873480 5953856
Cosa debba intendersi per “parete finestrata”
Con specifico riferimento alla prescrizione prevista dall’art. 9 del D.M. 1444/1968 (che, si ricorda, prevede una distanza minima di 10 metri tra costruzioni nel caso di edificio dotato di “parete finestrata”):
a) per “pareti finestrate” devono intendersi le pareti munite di finestre qualificabili come vedute e non le pareti su cui si aprono semplici luci (C. Stato 08/05/2017, n. 2086; C. Stato 05/10/2015, n. 4628; si veda invece C. Stato 22/11/2013, n. 5557 secondo cui devono intendersi “pareti finestrate” non soltanto le pareti munite di vedute, ma,
873480 5953857
Computo dei balconi aggettanti
Con riferimento alla computabilità nella distanza prevista dall’art. 9 del D.M. 1444/1968 del “balcone aggettante” (e cioè del balcone che sporge dalla facciata dell’edificio), si registrano, in giurisprudenza, i seguenti orientamenti:
- nel calcolo della distanza non deve computarsi il “balcone aggettant
873480 5953858
FASCE DI RISPETTO E VINCOLI DI INEDIFICABILITÀ
Leggi speciali impongono determinate distanze (o anche “fasce di rispetto”) tra edifici e impianti o ar
873480 5953859
In prossimità di un impianto cimiteriale è previsto il divieto di costruire edifici entro il raggio di 200 metri dal perimetro dell’impianto stesso, da calcolarsi dal muro di cinta del cimitero (art. 338 del R.D. 27/07/1934, n. 1265, comma 1; art. 57 del D.P.R. 285/1990). N45
Tale limite di inedificabi
873480 5953860
In prossimità di una strada pubblica, è previsto che il proprietario di un fondo che confina con una strada pubblica fuori da un centro abitato non può costruire, ricostruire o ampliare, lateralmente alle strade, edificazioni di qualsiasi tipo o materiale (artt. 16 del D. Leg.vo 30/04/1992, n. 285).
Inoltre, in caso di costruzioni di nuovi edifici, di ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali e di ampliamenti di un fabbricato fronteggiant
873480 5953861
In prossimità di una ferrovia la costruzione di nuovi edifici, la ricostruzione o l’ampliamento di edifici preesistenti deve rispettare una distanza di almeno 30 metri. La distanza si misura in proiezione orizzontale e parte dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia (art.
873480 5953862
In prossimità di un aeroporto, sono previsti vincoli al potere di edificare: le relative prescrizioni - a cui i sin
873480 5953863
Suoli boschivi interessati da incendi
Sui suoli boschivi N51 interes
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Corsi d’acqua pubblici
In prossimità di un corso di acqua pubblico
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In prossimità di linee elettriche, gli interventi edilizi devono essere subordinati alla verifica del rispetto dei limiti di esposizione e degli obiettivi di qualità fissati, rispettivamente, dagli artt. 3 e 4 del D.P.C.M. 08/07/2003 R, pubblicato nella G.U. 29/08/2003, n. 200.
Per la metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti vedi il D.M. 29/05/2008 R, pubblicato nella G.U. 05/07/2008, n. 156, Suppl. Ord. n. 160.