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Timestamp: 2018-01-23 21:31:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 35', 'art. 2495']

19/12/2012 - RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA TRIBUTARIA
Cassazione, Sez. trib., 13 dicembre 2012, n. 23001
IMPOSTE DIRETTE - Redditi diversi - Plusvalenze immobiliari - Determinazione della plusvalenza - Valore dell’area edificabile accertato ai fini dell’imposta di registro - Efficacia ai fini delle imposte dirette – Condizioni.
Non è corretta la sentenza della Commissione tributaria che semplicemente ritenga coincidenti il corrispettivo per la cessione di un’area edificabile (rilevante ai fini Irpef per la determinazione della plusvalenza tassabile) con il valore del terreno accertato ai fini dell’imposta di registro. Infatti, la Commissione avrebbe dovuto esaminare e confutare gli argomenti forniti dal contribuente per superare la presunzione semplice di corrispondenza tra il prezzo incassato ed il valore concordato in sede di adesione ai fini dell’imposta di registro. In particolare, nel caso di specie, la Commissione avrebbe dovuto giustificare per quale motivo ritenesse inattendibili o inconcludenti gli argomenti portati dalla parte che, concretamente, aveva dimostrato che:
- l’adesione all’accertamento ai fini dell’imposta di registro era avvenuta, da parte del venditore, solo perché il costo era destinato a gravare, per contratto, sull’acquirente;
- il prezzo di vendita dichiarato corrispondeva a quanto risultante dalla documentazione bancaria;
- il prezzo di vendita indicato dall’Agenzia delle Entrate era contraddetto da una perizia estimativa prodotta in giudizio.
Cassazione. Sez. trib., 11 dicembre 2012, n. 22550
PROCESSO TRIBUTARIO - Organi e oggetto della giurisdizione tributaria - Parti del processo - Parte resistente - Riorganizzazione interna dell’Amministrazione finanziaria – Irrilevanza.
Sono irrilevanti ai fini processuali, in forza del principio di buona fede oggettiva del contribuente, gli atti di riorganizzazione interna dell’Agenzia delle Entrate (nella specie, disposti con il D.Lgs. n. 300/1999). Conseguentemente, la notifica di un avviso di trattazione di udienza o del dispositivo della sentenza (ad opera della segreteria della Commissione tributaria) ad un Ufficio divenuto incompetente per via della riorganizzazione non comporta la violazione del contraddittorio tra le parti.
Cassazione, Sez. trib., 10 dicembre 2012, n. 22500
RISCOSSIONE - Cartella di pagamento - Vizi della cartella – Motivazione - Cartella emessa a seguito di controllo automatico - Art. 25 del D.P.R. n. 602/1973.
La cartella di pagamento, in quanto atto impositivo, deve essere motivata in relazione ai presupposti di fatto e di diritto che hanno originato la pretesa.
Quindi, ove l’atto sia stato emesso a seguito della procedura di controllo automatico, come detto dai giudici di appello la cartella “doveva contenere tutti gli elementi e la motivazione, necessari per far comprendere al contribuente le ragioni della pretesa e quindi per poter esercitare una efficace difesa”.
Cassazione, Sez. trib., 7 dicembre 2012, n. 22244
AGEVOLAZIONI FISCALI - Agevolazioni “prima casa” - Rinuncia all’usufrutto sull’immobile agevolato - Decadenza per trasferimento infraquinquennale - Non sussiste.
Non si realizza la decadenza dall’agevolazione prima casa nell’ipotesi in cui uno degli acquirenti dell’immobile agevolato rinunci all’usufrutto su di esso.
Infatti, secondo la Corte, la rinuncia all’usufrutto è un atto meramente abdicativo, che non determina alcun trasferimento, sicché non può rientrare tra gli atti “di trasferimento a titolo oneroso o gratuito” che, ai sensi del comma 4 della Nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. n. 131/1986, determinano la decadenza dal beneficio prima casa se realizzati entro 5 anni dall’acquisto agevolato.
Corte di Giustizia CE 6 dicembre 2012, causa n. C-285/11
IVA - Detrazione - Operazioni Soggettivamente inesistenti - Onere della prova in capo all’Amministrazione finanziaria
Il diritto di detrazione dell’Iva può essere negata solamente qualora si dimostri, alla luce di elementi oggettivi, che il soggetto passivo, al quale sono stati ceduti i beni, sapeva o avrebbe dovuto sapere che, con il proprio acquisto, partecipava ad un’operazione che si iscriveva in un’evasione dell’Iva commessa dal fornitore o da un altro operatore intervenuto a monte o a valle nella catena di tali cessioni.
Siccome il diniego del diritto di detrazione è un’eccezione all’applicazione del principio fondamentale che tale diritto costituisce, spetta all’Amministrazione finanziaria dimostrare adeguatamente gli elementi oggettivi che consentono di concludere che il soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere che l’operazione invocata a fondamento del diritto di detrazione si iscriveva in un’evasione commessa dal fornitore o da un altro operatore intervenuto a monte o a valle nella catena di cessioni (La Corte di Giustizia ha esaminato il caso di una società di diritto bulgaro alla quale l’Amministrazione finanziaria ha negato l’esercizio della detrazione dell’Iva pagata sull’acquisto di beni fatturati da soggetti che, a loro volta, li avevano acquistati da altri fornitori. La contestazione è sorta a seguito di una verifica fiscale dalla quale non è stato possibile desumere che tali ultimi fornitori avessero realmente ceduto i beni alla controparte della società, donde l’asserita inesistenza della cessione posta in essere nei confronti della società).
Cassazione, Sez. trib., 5 dicembre 2012, n. 21817
NOTIFICAZIONI - Persone giuridiche - Soggetto abilitato alla ricezione degli atti - Fidefacenza delle affermazioni dell’agente notificatore – Art. 145 del codice di procedura civile.
Nell’ipotesi in cui l’agente notificatore attesti di non aver rinvenuto la società destinataria della notifica in quanto presso la sede legale non esisteva alcuna struttura, essendo la stessa presso la sede effettiva secondo quanto appreso dalle informazioni rinvenute, e, per questo motivo, di aver eseguito la notifica nelle mani di persona addetta alla ricezione degli atti nella sede effettiva, tali attestazioni sono assistite da pubblica fede, quindi sono contestabili solo tramite querela di falso.
Invece, il contenuto delle notizie apprese circa la sede effettiva, così come quelle rilasciate dalla persona che si è autoqualificata addetta alla ricezione degli atti sono assistite solo da presunzioni semplici, che non vincolano in alcun modo il giudice.
Cassazione, Sez. trib., 5 dicembre 2012, n. 21813
PROCESSO TRIBUTARIO - Procedimento dinanzi alla Commissione tributaria provinciale - Prove - Dichiarazioni di terzi - Modalità per l’assunzione - Dichiarazioni acquisite nel corso della verifica fiscale.
Le dichiarazioni rilasciate agli organi verificatori da soggetti terzi hanno, come regola generale, il valore di mero indizio, e la loro assunzione può avvenire senza l’osservanza di particolari prescrizioni. Nello specifico, non è necessario che la dichiarazione sia verbalizzata in contraddittorio con il contribuente, posto che il suo diritto di difesa non può ritenersi leso, alla luce del fatto che questi, in sede contenziosa, può produrre, a sua volta, scritti contenenti dichiarazioni di terzi a proprio favore.
Cassazione, Sez. trib., 5 dicembre 2012, n. 21792
IMMOBILI - Locazioni - Aspetti fiscali - Imposizione indiretta - Imposta di registro - Contratto di locazione risolutivamente condizionato - Base imponibile dell’imposta di registro - Determinazione.
L’apposizione di una condizione risolutiva a un contratto di locazione pluriennale avente ad oggetto un immobile non urbano, che contempli la modulazione del corrispettivo nel caso in cui non si verifichi la condizione, non esclude ma, anzi, postula che il regolamento negoziale sia perfetto, con la conseguenza che l’imposta di registro deve essere ragguagliata all’intero ammontare del canone pattuito, a norma dell’art. 17 del D.P.R. n. 131/1986. Non trova, invece, applicazione l’art. 35 del D.P.R. n. 131/1986, che fa riferimento a contratti a corrispettivo indeterminato.
Cassazione, Sez. trib., 5 dicembre 2012, n. 21773
ACCERTAMENTO TRIBUTARIO - Società di persone - Imposte imputate per trasparenza – Cancellazione della società intervenuta nelle more del processo - Effetti - Art. 5 del Tuir.
La cancellazione della società di persone nelle more del contenzioso dal Registro delle imprese comporta l’inapplicabilità dei principi che stanno alla base del litisconsorzio necessario, e i soci succedono automaticamente nel rapporto processuale, non potendosi applicare i principi fissati dalla giurisprudenza in tema di responsabilità dei soci in caso di estinzione dell’ente.
Di norma, secondo la Cassazione la cancellazione di un ente (società di capitali) dal Registro delle imprese, comportandone la totale estinzione, causa la successione nel processo nei confronti dei soci solo se questi hanno ricevuto somme in base al bilancio finale di liquidazione, siccome ai sensi dell’art. 2495 del codice civile questo è il parametro per appurare la loro responsabilità.
Tuttavia, ciò non può essere esteso al caso delle società di persone per le imposte sui redditi, poichè detti tributi, essendo imputati per trasparenza, sono debiti propri dei soci e non della società.
In ragione di ciò, i soci succedono automaticamente nel processo instaurato dalla società, anche se, per ipotesi, essi non avessero, a suo tempo, impugnato l’atto e non fosse, di conseguenza, stato rispettato il litisconsorzio necessario.