Source: http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-primo/titolo-i/art5.html
Timestamp: 2016-05-25 14:57:06+00:00
Document Index: 15170258

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 5', 'art. 348', 'art. 47', 'art. 76', 'art. 95', 'art. 220', 'art. 2', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 644', 'art. 5', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 727', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 175', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 2', 'sentenza ']

Art. 5 codice penale - Ignoranza della legge penale - Brocardi.it
Titolo I - Della legge penale (artt. 1-16) >
Articolo 5Codice Penale
Dispositivo dell'art. 5 Codice Penale
Titolo I - Della legge penale (artt. 1-16) Nessuno può invocare a propria scusa l'ignoranza della legge penale [47 3] (1) (2).
(1) Tale norma si occupa del problema della c.d. coscienza dell' antigiuridicità del fatto, cioè la consapevolezza del disvalore penale della propria condotta, ed è stata al centro di profondi dibattiti dottrinali. Originariamente essa in via assoluta non permetteva che l'ignoranza (cioè assenza di rappresentazione di una data realtà) ovvero l'errore (cioè divergenza tra rappresentazione soggettiva e realtà oggettiva) in relazione alla legge penale potessero essere causa di esclusione della responsabilità penale. Si trattava di un'impostazione decisamente rigorosa che secondo parte della dottrina risultava contrastante con il principio di colpevolezza sancito nell'art. 27 Cost.. La colpevolezza del soggetto agente, così come intesa dal codice penale [v. 42] , è rimproverabilità dello stesso per l'atteggiamento antidoveroso della volontà. Di conseguenza potrà di questa parlarsi solo ove vi sia la conoscenza o, quanto meno, la possibilità di conoscenza dell'antigiuridicità del fatto, soprattutto in relazione agli illeciti penali rientranti nella categoria dei reati di mera creazione legislativa. La stessa giurisprudenza colse l'inadeguatezza della norma e, attraverso il ricorso al principio della buona fede, apportò dei temperamenti limitatamente ai reati contravvenzionali.
Al fine di porre certezza ed accogliendo le istanze di giurisprudenza e dottrina, la Corte Costituzionale, con sentenza 24 marzo 1988, n. 364, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 5 «nella parte in cui non esclude dall'inescusabilità della ignoranza della legge penale l'ignoranza inevitabile». Ciò significa che il soggetto può considerarsi colpevole solo ove la conoscenza della norma penale fosse possibile, ovviamente fermo restando il generale principio di solidarietà sancito nell'art. 2 Cost. Che pone a carico di ciascun consociato un dovere strumentale di informazione e conoscenza della legge penale. Ne consegue che il soggetto deve considerarsi responsabile ogni qualvolta l'ignoranza della legge penale derivi dalla violazione di quel dovere di informazione. Non sarà così, invece, qualora, pur adempiendo al proprio dovere di informazione, si ravvisi una situazione di ignoranza inevitabile, cioè insuperabile da chiunque altro si fosse trovato nella medesima situazione. L'errore di diritto scusabile, in quanto dovuto ad ignoranza inevitabile, è configurabile solo in presenza di una oggettiva e insuperabile oscurità della norma o del complesso di norme da cui deriva il precetto penalmente sanzionato.
(2) Si rimanda all'art. 47 per quanto attiene ai problemi riguardanti l'individuazione dell'errore sulla legge penale di regola irrilevante ex art. 5 e dell'errore su legge diversa da quella penale.
La norma in esame riprende il principio romanistico “ignorantia legis non excusat”, non tanto per affermare in capo ai consociati una generale presunzione di conoscenza della legge, che sarebbe in quanto tale utopica, stante la vastità e variabilità della produzione legislativa, quanto per rimarcarne l'incondizionata prevalenza. Da qui ne deriva per tutti un generale dovere di conoscenza della legge, necessariamente strumentale rispetto al dovere primario di osservanza della legge stessa.
Ignorantia iuris (legis)
L'ignoranza del diritto non pu� essere invocata come scusa
Cass. n. 43646/2011
L'errore di diritto inevitabile esclude la colpevolezza anche quando cada sulla norma extrapenale integratrice
La valutazione dell'inevitabilit� dell'errore di diritto, rilevante ai fini dell'esclusione della colpevolezza, deve tenere conto tanto dei fattori esterni che possono aver determinato nell'agente l'ignoranza della rilevanza penale del suo comportamento, quanto delle conoscenze e delle capacit� del medesimo. (Fattispecie relativa al reato di concorso della madre dell'infante nel delitto di cui all'art. 348 c.p., avente ad oggetto la ritenuta rilevanza dell'ignoranza della natura medica della circoncisione praticata per motivi rituali e della conseguente necessit� che ad effettuarla sia un soggetto abilitato all'esercizio della professione medica, e ci� per essere quella madre di recente immigrata da un paese straniero in cui tale pratica � diffusa per tradizione etnica, dalla quale la stessa � risultata essere fortemente influenzata in ragione del suo basso grado di cultura).
Cass. n. 35694/2011
La scusabilit� dell'ignoranza della legge penale, pu� essere invocata dall'operatore professionale di un determinato settore solo ove dimostri, da un lato, di aver fatto tutto il possibile per richiedere alle autorit� competenti i chiarimenti necessari e, dall'altro, di essersi informato in proprio, ricorrendo ad esperti giuridici, cos� adempiendo il dovere di informazione. (In applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto inescusabile l'ignoranza, da parte del titolare di uno stabilimento di depurazione e stabulazione di molluschi, delle procedure di rinnovo delle concessioni demaniali marittime, invocata per l'asserita "farraginosit� " della disciplina tale da giustificare l'emanazione di una norma di interpretazione autentica, nonch�" per la difficolt� di reperire corrette informazioni sul trasferimento di competenze alla Regione).
Cass. n. 6991/2011
L'esclusione di colpevolezza per errore di diritto dipendente da ignoranza inevitabile della legge penale pu� essere giustificata da un complessivo e pacifico orientamento giurisprudenziale che abbia indotto nell'agente la ragionevole conclusione della correttezza della propria interpretazione del disposto normativo. Ne consegue che in caso di giurisprudenza non conforme o di oscurit� del dettato normativo sulla regola di condotta da seguire non � possibile invocare la condizione soggettiva di ignoranza inevitabile, atteso che, in caso di dubbio, si determina un obbligo di astensione dall'intervento, con l'espletamento di qualsiasi utile accertamento volto a conseguire la corretta conoscenza della legislazione vigente in materia. (Fattispecie in tema di coltivazione per uso personale di sostanze stupefacenti).
Cass. n. 37590/2010
Deve essere considerato errore sulla legge penale, come tale inescusabile, sia quello che cade sulla struttura del reato, sia quello che incide su norme, nozioni e termini propri di altre branche del diritto, introdotte nella norma penale ad integrazione della fattispecie criminosa, dovendosi intendere per <> ai sensi dell'art. 47 c.p. quella destinata in origine a regolare rapporti giuridici di carattere non penale e non esplicitamente incorporata in una norma penale, o da questa non richiamata anche implicitamente. (Nella specie, la Corte ha ritenuto che l'art. 76 D.L.vo n. 115 del 2002, che disciplina la materia del patrocinio a spese dello Stato ed � espressamente richiamato dalla norma incriminatrice di cui all'art. 95 stesso D.L.vo, non costituisca legge extrapenale).
Cass. n. 22205/2008
L'inevitabilit� dell'errore sulla legge penale non si configura quando l'agente svolge una attivit� in uno specifico settore rispetto alla quale ha il dovere di informarsi con diligenza sulla normativa esistente. (In applicazione di questo principio la S.C. ha ritenuto legittima la decisione con cui il giudice di appello ha affermato la sussistenza del reato di cui all'art. 220, comma secondo, L. fall. nei confronti del socio accomandatario di una s.a.s. che aveva invocato l'ignoranza senza colpa del precetto penale, avendo assunto la qualifica di amministratore per fare un favore ad un amico ). (Corte cost. n. 364 del 1988 ).
Cass. n. 2257/2008
In tema di reati contro il patrimonio, ai fini della configurabilit� del reato di cui all'art. 2, L. 23 dicembre 1986, n. 898 (indebito conseguimento di contributi a carico del Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia, cosiddetta frode comunitaria), l'eventuale ignoranza da parte del reo del contenuto della domanda e delle attestazioni effettuate e sottoscritte non esclude il dolo ex art. 5 c.p. in relazione alla sentenza della Corte cost. n. 364 del 1988, in quanto non si versa in tal caso in una ipotesi di ignoranza inevitabile della legge penale essendo noto il disvalore sociale della condotta.
Cass. n. 28397/2004
La esclusione di colpevolezza per errore di diritto dipendente da ignoranza inevitabile della legge penale pu� essere giustificata da un complessivo e pacifico orientamento giurisprudenziale che abbia indotto nell'agente la ragionevole conclusione della correttezza della propria interpretazione normativa; ma in caso di giurisprudenza non conforme o di oscurit� del dettato normativo sulla regola di condotta da seguire non � possibile invocare la condizione soggettiva di ignoranza inevitabile, atteso che in caso di dubbio si determina l'obbligo di astensione dall'intervento e dell'espletamento di qualsiasi utile accertamento per conseguire la corretta conoscenza della legislazione vigente in materia. (Fattispecie relativa al regime vincolistico successivo alla scadenza temporale di validit� dei programmi pluriennali di attuazione per le edificazioni in zone oggetto di pianificazione al momento di entrata in vigore della legge 8 agosto 1985 n. 431).
Cass. n. 25912/2004
L'ignoranza della legge penale scusa l'autore dell'illecito qualora sia inevitabile, e quindi incolpevole, facendo venir meno l'elemento soggettivo del reato, anche se contravvenzionale. Tale condizione deve ritenersi sussistente per il cittadino comune, soprattutto se sfornito di specifiche competenze, allorch� egli abbia assolto il dovere di conoscenza con l'ordinaria diligenza attraverso la corretta utilizzazione dei mezzi di informazione, di indagine e di ricerca dei quali disponga. (Fattispecie concernente la riconducibilit� alla categoria delle armi di un apparecchio che trasmette impulsi elettrici). (V. Corte cost., 23 marzo 1988 n. 364).
Cass. n. 22813/2004
Non pu� essere invocata l'ignoranza della legge penale ex art. 5 c.p. ? alla luce dell'orientamento della giurisprudenza costituzionale ? da parte di chi, professionalmente inserito in un campo di attivit� collegato alla materia disciplinata dalla legge integratrice del predetto penale, non si uniformi alle regole di settore, per lui facilmente conoscibili a ragione dell'attivit� professionale svolta. (Nella fattispecie, la S.C. ha escluso che l'errore sulla qualifica demaniale di un'area o terreno, in riferimento al reato di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo, possa essere invocato da un soggetto, legale rappresentante di una societ� operante nell'ambito dei cantieri navali).
Cass. n. 17687/2004
Ai fini della configurabilit� del delitto di evasione dagli arresti domiciliari, ritenere che la notifica di un decreto di citazione per l'udienza autorizzi implicitamente ad allontanarsi dal luogo di restrizione, � un errore di diritto, in quanto afferisce alla disciplina degli arresti domiciliari che integra la fattispecie penale, e pertanto non pu� essere scusabile neppure per lo straniero, il quale, come il cittadino italiano, quando � destinatario di un regime di arresti domiciliari, deve osservare con la massima diligenza la regola fondamentale dell'assoluto divieto di allontanamento dal proprio domicilio, senza preventiva autorizzazione del giudice.
Ai fini della sussistenza del reato di falso in scrittura privata non ha alcuna rilevanza il consenso o l'acquiescenza della persona di cui venga falsificata la firma, in quanto la tutela penale ha per oggetto non solo l'interesse della persona offesa, apparente firmataria del documento, ma anche la fede pubblica, la quale � compromessa nel momento in cui l'agente faccia uso della scrittura contraffatta per procurare a s� un vantaggio o per arrecare ad altri un danno; pertanto anche l'erroneo convincimento sull'effetto scriminante del consenso si risolve in una inescusabile ignoranza della legge penale.
Cass. n. 41476/2003
L'ignoranza della legge penale, l'agente abbia fatto tutto il possibile per adeguarsi al dettato della norma e questa sia stata violata per cause indipendenti dalla sua volont�. Ne consegue che non � sufficiente ad integrare gli estremi della scriminante il comportamento passivo dell'agente, essendo invece necessario che questi si attenga con l'ordinaria diligenza all'obbligo di informazione e di conoscenza dei precetti normativi. (In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto non scriminare l'agente dall'aver dichiarato falsamente alla Capitaneria di porto di essere in possesso dei requisiti morali richiesti dal D.P.R. 9 ottobre 1997, n. 431 per l'ammissione agli esami per il conseguimento della patente nautica, il fatto che sul modulo prestampato predisposto dalla P.A. fosse richiamato genericamente il suddetto regolamento, senza citarne gli estremi).
Cass. n. 36346/2003
L'errore di diritto scusabile, ai sensi dell'art. 5 c.p. � configurabile soltanto in presenza di una oggettiva ed insuperabile oscurit� della norma o del complesso di norme aventi incidenza sul precetto penale. Ne consegue che non � scusabile l'errore riferibile al calcolo dell'ammontare degli interessi usurari sulla base di quanto disposto dall'art. 644 c.p., trattandosi di interpretazione che, oltre ad essere nota all'ambiente del commercio, non presenta in s� particolari difficolt�.
Cass. n. 12911/2001
Nel reato di illegale detenzione di armi e munizioni l'elemento psicologico nel dolo generico, e cio� nella coscienza e volont� di avere a disposizione materialmente l'arma o le munizioni senza averne fatto denuncia, mentre a nulla rileva l'eventuale buona fede dell'agente ovvero l'erroneo convincimento circa l'obbligo della denuncia che si risolve in ignoranza della legge penale, inescusabile per il principio generale sancito dall'art. 5 c.p.
Cass. n. 4951/2000
La esclusione della colpevolezza nelle contravvenzioni non pu� essere determinata dall'errore di diritto dipendente da ignoranza non inevitabile della legge penale, quindi, dal mero errore di interpretazione, che diviene scusabile quando � determinato da un atto della pubblica amministrazione o tragga la convinzione della correttezza dell'interpretazione normativa e, di conseguenza, della liceit� della propria condotta.
Cass. n. 2174/2000
L'errore su legge diversa da quella penale, idoneo ad escludere la punibilit�, � solo quello che riguarda una norma destinata in origine a regolare rapporti giuridici di carattere non penale, non richiamata n� esplicitamente n� implicitamente nella norma penale. Non � perci� scusabile l'errore che incide su precetti e termini di altre branche del diritto, introdotti ad integrazione della norma penale, proprio perch� essi determinano il contenuto del comando penale. (Nella fattispecie, relativo alla pretesa dell'imputato di veder riconosciuto l'errore sulle norme in tema di societ�, la Corte ha affermato che la figura dell'amministratore di una societ� � espressamente richiamata dagli artt. 2621 c.c. e 223 legge fallimentare che prevedono reati propri).
Cass. n. 5961/1997
In materia di tutela ambientale e in tema di ignoranza della legge penale, l'affittuario di un fondo sottoposto al vincolo di cui alla legge n. 431/1985, che agisca in violazione dello stesso, non pu� addurre la carenza dell'elemento soggettivo del reato per il modesto livello d'istruzione o per l'esecuzione, prolungata nel tempo, di lavori d'aratura, consistenti, nella fattispecie, nel completo sradicamento di macchia mediterranea, senza alcun controllo da parte delle autorit� preposte alla tutela del vincolo; infatti, l'accertamento dello stato della legislazione � tanto pi� necessario, quanto minore � la preparazione tecnica dell'agente.
Cass. n. 5244/1996
In tema di elemento soggettivo del reato, � configurabile l'inevitabilit� dell'ignoranza della legge penale anche nei confronti di quei soggetti dotati di particolari conoscenze giuridiche o dediti ad attivit� professionali o mestieri, che presuppongono tali condizioni, qualora la normativa, attinente alla specifica disciplina, oggetto di regolamentazione, presenti rilevanti ed oggettivi connotati di equivocit�, che rendano ragionevolmente oscuro il precetto, contenente il divieto d'agire ovvero l'ordine di operare. In tal caso non pu� essere mosso alcun addebito di rimproverabilit� all'agente, qualunque sia il suo grado di �socializzazione�, non potendosi pretendere dal singolo un'astensione (tra l'altro impossibile nelle ipotesi di ordine positivo) o una paralisi di attivit� della vita di relazione, non dovuta, perch� ascrivibili non alla coscienza d'illiceit� della condotta da parte del privato, ma al cattivo funzionamento dell'apparato ordinamentale. (Nella specie la S.C. ha ritenuto che trova piena applicazione il suddetto principio, reputata estremamente complessa la normativa [legislazione vigente in materia di sussistenza dei vincoli paesistici con riferimento ai piani pluriennali di attuazione ed alla possibilit� di inquadrare tra questi ultimi i piani di zona per l'edilizia economica e popolare - Peep] e, nella sua diversificata formulazione, oggettivamente oscura per gli stessi tecnici del diritto, come dimostrato dai contrasti interpretativi in sede cautelare ed in sede di cognizione, ci� in presenza di vari atti dell'assessore all'urbanistica, il quale si era ripetutamente espresso per la non necessit� del nulla osta in riferimento agli interventi di edilizia residenziale pubblica).
Deve ritenersi inevitabile l'ignoranza della legge penale, quando l'agente sia incorso nella trasgressione nonostante si sia attenuto correttamente e con l'ordinaria diligenza all'obbligo di informazione e di conoscenza dei precetti normativi, posto a carico di tutti i consociati quale esplicazione dell'ampio dovere di solidariet� sociale e l'accertamento di tale diligenza deve essere particolarmente approfondito per chi esercita professionalmente in un determinato settore un'attivit� alla quale inerisce la disciplina predisposta dalle norme violate, sicch� non � sufficiente ad integrare gli estremi della scriminante un comportamento meramente passivo dell'agente, mentre � necessario che si tratti di un reato di creazione legislativa e non di una norma corrispondente ad un'esigenza morale universalmente avvertita. (Fattispecie in tema di omessa annotazione sulle scritture contabili di cessioni di beni).
Cass. n. 2149/1996
Il fondamento costituzionale della �scusa� della inevitabile ignoranza della legge penale vale prima di tutto per chi versa in condizioni soggettive di sicura inferiorit� e non pu� certo essere strumentalizzato per coprire omissioni di controllo o atteggiamenti indifferenti di soggetti dai quali, per la loro elevata condizione sociale e tecnica, sono esigibili particolari comportamenti realizzativi di obblighi strumentali di diligenza nel conoscere le leggi penali; l'ipotesi di un soggetto sano e maturo di mente che commetta fatti criminosi ignorandone la antigiuridicit� � concepibile soltanto quando si tratti di reati che, sebbene presentino un generico disvalore sociale, non siano sempre e dovunque previsti come illeciti penali, ovvero di reati che non presentino neppure un generico disvalore sociale. In relazione a tali categorie di reati possono essere prospettate due ipotesi: quella in cui il soggetto si rappresenti effettivamente la possibilit� che il suo fatto sia antigiuridico e quella in cui tale possibilit� non si rappresenti neppure; mentre nella prima di dette ipotesi esistendo, in concreto, pi� che la possibilit� di conoscenza dell'effettiva illiceit� del fatto, la concreta previsione di essa, non pu� ravvisarsi ignoranza inevitabile della legge penale (dovendo il soggetto risolvere il �dubbio eventuale� attraverso l'esatta conoscenza della specifica norma o, in caso di soggettiva invincibilit� di esso, astenersi dall'azione), nella seconda ipotesi � riservato al giudice il compito di una valutazione attenta delle ragioni per le quali l'agente, che ignora la legge penale, non si � neppure prospettato un dubbio sulla illiceit� del fatto e, se l'assenza di simile dubbio risulti discendere � in via principale � da personale ed incolpevole mancanza di socializzazione dello stesso, l'ignoranza della legge penale va, di regola, ritenuta inevitabile.
Cass. n. 10132/1995
Poich� lo scopo della L. 4 aprile 1956, n. 212 (norme per la disciplina della propaganda elettorale) � quello di tutelare la par condicio di coloro che concorrono nella competizione elettorale, l'art. 8, comma 3 della legge punisce non solo chiunque affigge manifesti elettorali fuori delle superfici globalmente destinate alla propaganda elettorale, ma a maggior ragione, punisce anche chiunque affigge manifesti dentro quelle superfici globali e tuttavia fuori della specifica superficie assegnata alla lista o al concorrente uninominale propagandato dal manifesto affisso. (Nella specie, la Suprema Corte ha altres� osservato che �non pu� ritenersi errore scusabile sulla interpretazione della norma incriminatrice quello in cui sarebbero incorsi gli imputati: � nozione di comune esperienza che gli �attacchini� elettorali sono adeguatamente edotti sulle norme da osservare per le affissioni; e che se essi violano tali norme, le violano coscientemente o comunque per ignoranza non scusabile�).
Cass. n. 7323/1995
L'ignoranza della legge penale pu� ritenersi inevitabile, e quindi scusabile, quando l'agente sia incorso nella trasgressione nonostante che si sia attenuto correttamente, e con l'ordinaria diligenza, all'obbligo di informazione e di conoscenza dei precetti normativi posto in generale a carico di tutti i consociati. (Fattispecie relativa ad imputato il quale aveva sostenuto la tesi dell'inevitabilit� dell'errore assumendo di aver ignorato la legge penale � specificamente in materia di detenzione di armi � vivendo in condizioni eremitiche. La Suprema Corte � nel rigettare il ricorso proposto dall'imputato avverso la sentenza di condanna � ha enunciato il principio di cui in massima).
Cass. n. 6897/1995
In tema di reato di maltrattamento di animali (art. 727 c.p.), il cosiddetto �dovere di informazione� cui il comune cittadino � tenuto, � esigibile anche dal cacciatore, che esercita un'attivit� normativamente disciplinata e condizionata dal rilascio di un'autorizzazione e non pu�, pertanto, invocare l'ignoranza scusabile della norma penale. (Fattispecie relativa alla detenzione di volatili, fungenti da richiamo, in minuscole gabbie, ossia in una condizione incompatibile con la loro natura).
Cass. n. 5447/1995
In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, nella forma dell'omessa prestazione dei mezzi di sussistenza, non si pu� invocare l'errore di fatto, n� l'ignoranza della legge penale sotto il profilo della sua inevitabilit�, poich� l'obbligo sanzionato deriva da inderogabili principi di solidariet�, ben radicati nella coscienza della collettivit�, prima ancora che nell'ordinamento. (Fattispecie nella quale il difetto del dolo era stato sostenuto dall'imputato adducendo che l'udienza presidenziale di separazione tra i coniugi era stata rinviata, senza che alcun provvedimento fosse stato adottato riguardo al mantenimento).
Cass. n. 10458/1994
Deve escludersi che l'errore del pubblico ufficiale circa le proprie facolt� di disposizione del pubblico denaro per fini diversi da quelli istituzionali possa assumere qualsivoglia efficacia scriminante perch�, pur essendo la destinazione delle somme determinata da una norma di diritto amministrativo, tale norma deve intendersi richiamata dalla norma penale, della quale integra il contenuto. Pertanto, l'illegittimit� della destinazione, anche se imputabile ad ignoranza dell'agente sui limiti dei propri poteri, non si risolve in un errore di fatto su legge diversa da quella penale, ma costituisce errore o ignoranza della legge penale e, come tale, non vale ad escludere l'elemento soggettivo del reato di peculato che consiste nella coscienza e volont� di far proprie somme di cui il pubblico ufficiale ha il possesso per ragioni del suo ufficio. N� potrebbe essere utilmente richiamato il decisum della sentenza costituzionale n. 364 del 1988 che ha dichiarato illegittimo l'art. 5 c.p., nella parte in cui non esclude dall'inescusabilit� dell'ignoranza della legge penale l'ignoranza inevitabile. Infatti, i soggetti che esplicano professionalmente una determinata attivit� rispondono anche in virt� della culpa levis nello svolgimento dell'indagine giuridica; da ci� deriva che per la scusabilit� dell'ignoranza (e, dunque, anche dell'errore) occorre che da un comportamento degli organi amministrativi o da un complessivo pacifico orientamento giurisprudenziale venga tratto il convincimento della correttezza dell'interpretazione e, conseguentemente, della liceit� del comportamento tenuto.
Cass. n. 8154/1994
A seguito della sentenza 23 marzo 1988 n. 364 della Corte costituzionale, secondo la quale l'ignoranza della legge penale, se incolpevole a cagione della sua inevitabilit�, scusa l'autore dell'illecito, vanno stabiliti i limiti di tale inevitabilit�. Per il comune cittadino tale condizione � sussistente, ogni qualvolta egli abbia assolto, con il criterio dell'ordinaria diligenza, al cosiddetto �dovere di informazione�, attraverso l'espletamento di qualsiasi utile accertamento, per conseguire la conoscenza della legislazione vigente in materia. Tale obbligo � particolarmente rigoroso per tutti coloro che svolgono professionalmente una determinata attivit�, i quali rispondono dell'illecito anche in virt� di una culpa levis nello svolgimento dell'indagine giuridica. Per l'affermazione della scusabilit� dell'ignoranza, occorre, cio�, che da un comportamento positivo degli organi amministrativi o da un complessivo pacifico orientamento giurisprudenziale, l'agente abbia tratto il convincimento della correttezza dell'interpretazione normativa e, conseguentemente, della liceit� del comportamento tenuto. (Fattispecie relativa a reati urbanistici, in relazione ai quali la Suprema Corte ha confermato l'assoluzione pronunciata dal giudice di merito per mancanza dell'elemento soggettivo del reato, motivata dalla convinzione degli imputati dell'assenza del vincolo di inedificabilit�, pi� volte affermata in provvedimenti del giudice amministrativo, nonch� in specifici atti ufficiali del Ministero dei beni culturali e ambientali e del Comune interessato, e ha conseguentemente ritenuto assorbita, perch� irrilevante, la questione della sindacabilit�, da parte del giudice ordinario, della concessione �macroscopicamente illegittima�).
Cass. n. 7550/1994
L'incertezza che potrebbe derivare da contrastanti indirizzi giurisprudenziali, nell'interpretazione ed applicazione di una norma, non abilita da sola ad invocare la condizione soggettiva di ignoranza inevitabile della legge penale. Al contrario, il dubbio sulla liceit� o meno, cos� originato, deve indurre il soggetto ad un atteggiamento pi� attento, fino, cio� (secondo l'esplicito pensiero espresso nella sentenza della Corte costituzionale 24 marzo 1988, n. 364) all'estensione dell'azione, se, nonostante tutte le informazioni assunte, permanga l'incertezza sulla liceit� dell'azione stessa; e ci�, perch� il dubbio, non essendo equiparabile allo stato di inevitabile ed invincibile ignoranza, non esclude la consapevolezza della illiceit�.
Cass. n. 7287/1994
In tema di ignoranza scusabile della legge penale, su coloro che esercitano professionalmente un'attivit� incombe il dovere, nell'ipotesi di dubbio sulla liceit� dell'azione, di astenersi dal compierla.
Cass. n. 3959/1994
L'ignoranza inevitabile della legge penale � configurabile solo se emerga che nessun rimprovero, neppure di leggerezza, possa essere mosso all'imputato per avere egli fatto tutto il possibile per uniformarsi alla legge. (Fattispecie relativa ad imputato che aveva scaricato nelle acque di un canale i reflui derivanti dalla propria attivit� produttiva ed era stato assolto dal giudice di merito per avere commesso il fatto in stato di ignoranza inevitabile della legge penale ingeneratogli dalla oscurit� e difficolt� interpretativa della legislazione in materia e dai relativi contrasti giurisprudenziali circa la natura civile o produttiva degli insediamenti. La Corte di cassazione nell'annullare tale decisione ha osservato che quanto allegato avrebbe al pi� potuto ingenerare dubbio sulla qualifica dell'insediamento di cui l'imputato era a capo, risolvibile con l'ausilio di esperti, ma non dargli la certezza che si trattasse di un insediamento civile al quale fosse consentito rimettere in acque superficiali scarichi inquinanti).
Cass. n. 3114/1994
Non pu� ritenersi inquadrabile nell'ambito delle situazioni soggettive che, solo eccezionalmente, alla stregua di quanto affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 364/1988 (dichiarativa della parziale incostituzionalit� dell'art. 5 c.p.), consentono di ritenere inoperante il principio generale, tuttora valido, della inescusabilit� della ignoranza della legge penale, la situazione di chi, sol perch� straniero, adduca a sua giustificazione la diversit� della legge italiana rispetto a quella del suo paese d'origine. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha escluso che potesse attribuirsi rilevanza, in un caso di violenza carnale presunta, in quanto commessa su soggetto infraquattordicenne, all'assunto difensivo dell'imputato, cittadino marocchino, secondo il quale in Marocco i rapporti sessuali con minori sarebbero considerati leciti dalla legge).
Cass. n. 9092/1993
Si verifica in ipotesi di ignoranza inescusabile della legge penale, nel caso in cui il soggetto, pur dimostrando di conoscere appieno il precetto penale non vi si conformi in base a mere notizie giornalistiche, inerenti alla eventuale imminente modifica della norma in senso pi� favorevole. In tal caso l'agente, deve accertare in modo irrefutabile l'avvenuto cambiamento, attenendosi fino a quel momento alla disposizione vigente.
Cass. n. 7161/1993
Ai fini della configurabilit� dell'ignoranza scusabile della legge penale, la scriminante della buona fede pu� trovare applicazione solo nell'ipotesi in cui l'agente abbia fatto tutto il possibile per adeguarsi al dettato della norma e questa sia stata violata per cause indipendenti dalla volont� dell'agente medesimo, al quale non pu� essere mosso alcun rimprovero, neppure di semplice leggerezza. Non � sufficiente ad integrare gli estremi dell'esimente un comportamento meramente passivo, essendo necessario che l'interessato si attivi per adeguarsi all'ordinamento giuridico.
Cass. n. 5225/1993
L'inevitabilit� dell'ignoranza della legge penale, che a seguito della sentenza n. 364 del 1988 della Corte costituzionale, rende scusabile la ignoranza stessa, non va valutata alla stregua di criteri esclusivamente soggettivi, ma si ricollega all'effettiva possibilit� di conoscere la legge penale ed ai doveri di informazione o di attenzione sulle norme penali; doveri che sono alla base della convivenza civile.
Cass. n. 11360/1992
L'errore di diritto scusabile, in quanto dovuto ad ignoranza �inevitabile� della legge penale nella sua esatta delimitazione e nel suo preciso significato (alla stregua di quanto affermato dalla sentenza della Corte costituzionale 24 marzo 1988 n. 364, dichiarativa della parziale illegittimit� costituzionale dell'art. 5 c.p.), � configurabile solo in presenza di una oggettiva e insuperabile oscurit� della norma o del complesso di norme da cui deriva il precetto penalmente sanzionato; condizione, questa, che non si verifica nel caso di cui al combinato disposto degli artt. 2 comma terzo, 11 e 23 della L. 18 aprile 1975, n. 110, in forza del quale costituisce delitto la detenzione di un'arma ad aria compressa (nella specie trattavasi di una carabina), non sottoposta, entro il termine di legge, alle prescritte operazioni di immatricolazione.
Cass. n. 5436/1992
Pur obbligando la legge penale italiana tutti coloro che, cittadini o stranieri, si trovano nel territorio dello Stato, la disposizione dell'art. 5 c.p., a seguito della nota sentenza n. 364 del 1988 della Corte costituzionale, deve intendersi nel senso che l'ignoranza della legge penale non scusa tranne che si tratti di ignoranza inevitabile: statuizione, quest'ultima, che implica il dovere per le pubbliche autorit�, nei congrui casi, di formulare norme, regolamenti e provvedimenti in modo riconoscibile per i loro destinatari. (Nella specie � stata eslcusa la configurabilit� della contravvenzione all'art. 15 T.U.L.P.S. nella condotta di uno straniero inottemperante all'invito a presentarsi in questura, sul rilievo che non risultava che conoscesse la lingua italiana e che lo stesso non era stato informato delle conseguenze penali in caso di inosservanza dell'ordine ricevuto).
Cass. n. 2336/1992
In materia contravvenzionale � configurabile la buona fede ove la mancata coscienza della illiceit� del fatto derivi non dall'ignoranza inescusabile della legge, ma da un elemento positivo, cio� da una circostanza che induce nella convinzione della sua liceit�, come un comportamento dell'autorit� amministrativa. (Nella specie l'imputato aveva ritenuto che l'autorizzazione di agibilit� dei locali del suo insediamento produttivo rilasciatogli dal sindaco fosse comprensiva anche dell'autorizzazione allo scarico dei reflui provenienti dallo stesso insediamento, in tale erronea convinzione essendo stato indotto dal comportamento dell'autorit� amministrativa).
Cass. n. 1378/1992
La forza maggiore che, ai sensi dell'art. 175 del nuovo codice di procedura penale, consente la restituzione nel termine deve necessariamente consistere in un particolare impedimento che renda vano ogni sforzo dell'uomo e derivi da causa a lui non imputabile. Tale non pu� considerarsi la difficolt� di aggiornamento e di ricostruzione sistematica della disciplina vigente, determinata dal susseguirsi di provvedimenti legislativi spesso oscuri e talvolta fuorvianti nella titolazione. Neppure � configurabile una ignoranza inevitabile della legge, poich� la suddetta difficolt� rientra nei limiti di normalit� fisiologica del sistema di formazione della legge.
Cass. n. 12407/1991
Si pu� ritenere inevitabile l'ignoranza della legge penale, quando l'agente sia incorso nella trasgressione nonostante che si sia attenuto correttamente e con l'ordinaria diligenza all'obbligo di informazione e di conoscenza dei precetti normativi, posto a carico in generale di tutti i consociati quale esplicazione dell'ampio dovere di solidariet� sociale, ed in particolare di quelli professionalmente inseriti in un determinato settore di attivit� al quale inerisce la disciplina predisposta dalle norme violate.
Cass. n. 8429/1991
In tema di smaltimento di rifiuti senza autorizzazione, non � invocabile l'errore inescusabile sulla illiceit� della condotta, quando l'imputato abbia mostrato consapevolezza della necessit� del provvedimento amministrativo, avanzando alla competente autorit� la relativa istanza.
Cass. n. 6931/1991
In materia di stupefacenti, � da escludere ogni ipotesi di ignoranza inevitabile (art. 5 c.p. a seguito della sentenza n. 364/1988 della Corte cost.), in considerazione degli interventi normativi del legislatore, ripetuti e risalenti nel tempo (L. 16 gennaio 1933, n. 130, che approvava la Convenzione di Ginevra del 13 luglio 1931 per limitare la fabbricazione e regolare la distribuzione degli stupefacenti; L.. 22 ottobre 1954, n. 1041, L. 22 dicembre 1975, n. 685, mod. dalla L. 26 giugno 1990, n. 162 e trasfusa nel T.U. 9 ottobre 1990, n. 309) e dell'enorme rilevanza della materia, con conseguente larghissima diffusione della comunicazione sociale intorno ad essa. (Fattispecie in tema di coltivazione di n. 991 piantine di papaver sonniferum, in cui era stata invocata l'ignoranza della legge da parte dell'imputato analfabeta).
Cass. n. 14657/1990
Il principio secondo il quale l'ignoranza della legge penale scusa quando, si versi in caso di ignoranza inevitabile, affermato dalla Corte cost. con sent. 24 marzo 1988, n. 364, non pu� non valere � ed a maggior ragione � per ogni difficolt� interpretativa che si presenti per il �comune cittadino� come �inevitabile�.
Cass. n. 364/1988
� costituzionalmente illegittimo, in riferimento agli artt. 2, 3, 73, terzo comma, 25, secondo comma e 27, primo e terzo comma Cost., l'art. 5 c.p., nella parte in cui non esclude all'inescusabilit� dell'ignoranza della legge penale l'ignoranza inevitabile.
Autore: Gambardella Marco Editore: Jovene Collana: Pub. Dip. scienza giuridiche Univ. Roma Data di pubblicazione: dicembre 2008 Prezzo: 32,00 €
Categorie: La legge penale COMPRALO SUBITO! Argomenti trattati: l'abrogazione delle leggi penali nell'esperienza giuridica; storia e matrici dell'art. 2 C.P. i modelli di riferimento dell'odierna disciplina codicistica della successione di leggi penali; la logica codicistica della successione di leggi penali fondata sulla teoria del fatto concreto. Il suo superamento con l'introduzione del principio costituzionale di irretroattivit�; il concetto di "abolitio criminis" inteso come abrogazione di una norma incriminatrice; il fenomeno... (continua)
Autorit� indipendenti e norma penale. La crisi...
Autorit� indipendenti e norma penale. La crisi del principio di legalit� nello stato policentrico
Autore: Notaro Domenico Editore: Giappichelli Collana: Itinerari di diritto penale Data di pubblicazione: settembre 2010 Prezzo: 45,00 €
Categorie: Autorit� indipendenti, La legge penale COMPRALO SUBITO! Codice penale. Volume I - Libro I - La legge...
Autore: Lattanzi Giorgio, Lupo Ernesto Editore: Giuffr� Data di pubblicazione: settembre 2010 Prezzo: 95,00 €
Categorie: La legge penale, La pena: tipi e funzioni, Codice penale con commento COMPRALO SUBITO! Codice penale. Rassegna di giurisprudenza e di...
Editore: Giuffr� Collana: Rassegna codice penale Data di pubblicazione: luglio 2015 Prezzo: 57,00 €
Categorie: La legge penale, La pena: tipi e funzioni COMPRALO SUBITO! La denominazione di "Rassegna di giurisprudenza e di dottrina", con la precedenza data alla parola giurisprudenza, sta a significare che l'intento dell'opera è prevalentemente pratico. Perciò essa è diretta a dare un'informazione puntuale sul significato normativo delle disposizioni del codice penale muovendo dalla giurisprudenza, della quale, quando è utile riporta anche la casistica, mettendo in evidenza i contrasti e le correlate soluzioni offerte, con... (continua)
Autore: De Liguori Luigi Editore: Giuffr� Data di pubblicazione: dicembre 2008 Prezzo: 33,00 €
Categorie: La legge penale COMPRALO SUBITO! L'opera offre un panorama completo, dommatico e giurisprudenziale, della tradizionale prima parte di un Trattato di Diritto Penale, ma che, per struttura, si pone come un testo "autonomamente" fruibile e comunque destinato ad uno studio approfondito della legge penale, e quindi non solo dei principi costituzionali che ne regolano genesi, formulazione, vicende, ambiti operativi, destinatari, rapporti logico-strutturali tra norme, ma anche dei numerosi istituti, categorie e situazioni... (continua)
Autore: Gambardella Marco Editore: Giappichelli Collana: Itinerari di diritto penale Data di pubblicazione: giugno 2013 Prezzo: 38,00 €
Categorie: La legge penale COMPRALO SUBITO! Nel volume l’Autore esamina il principio di retroattività della legge penale più favorevole, che – dopo la sentenza “Scoppola” della Corte Europea del 2009 – è ormai ricondotto allo spettro di tutela dell’articolo 7 Cedu (Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo), ed annoverato a pieno titolo fra i diritti fondamentali dell’uomo. L’affermarsi del principio di retroattività in mitius non esclude... (continua)
Autore: Ronco Mauro Editore: Zanichelli Pagine: 480 Data di pubblicazione: settembre 2010 Prezzo: 62,50 €
-10% 56,25 €
Categorie: La legge penale COMPRALO SUBITO! La seconda edizione del primo volume del Commentario sistematico al Codice Penale rispetta l’assetto con cui venne pensata ed attuata la prima edizione, dedicata a esaminare i temi fondamentali che scaturiscono dalla specificità delle norme penali rispetto a quelle appartenenti agli altri rami dell’ordinamento. Poiché, tuttavia, negli ultimi quattro anni la materia della legge penale ha conosciuto innovazioni molteplici e significative, sia a livello legislativo... (continua)