Source: http://wiki.meetupcaserta.it/petizioni:beni_comuni:osservazioni
Timestamp: 2017-03-27 08:29:52+00:00
Document Index: 65805308

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 118', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 17', 'art 18', 'art. 5', 'art. 5']

petizioni:beni_comuni:osservazioni [Gli amici di Beppe Grillo di Caserta]
Gli amici di Beppe Grillo di CasertaNon cerchiamo candidati, cerchiamo cittadini attivi.
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Indice Proposte di Modifica
Proposte di Inserimento
Proposte di Abolizione
Alla c.a. del Sindaco di Caserta Carlo Marino
e p.c. al responsabile della Trasparenza Marcello Iovino
Oggetto: Osservazioni in merito al Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani, proposto con Delibera di Giunta n.38 del 2016, dal Comune di Caserta.
In vista della prossima adozione di un Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani, dopo aver preso attentamente in esame il documento redatto da codesta Amministrazione, i sottoscritti pongono alla Vostra attenzione le seguenti osservazioni al suddetto documento:
Capo I - Disposizioni Generali:
Il testo attuale dell'art. 3, Principi generali, prescrive:
a) Fiducia reciproca: ferme restando le prerogative pubbliche in materia di vigilanza, programmazione e verifica, l'amministrazione e i cittadini attivi improntano i loro rapporti alla fiducia reciproca, sulla base del presupposto che la rispettiva volontà di collaborazione sia orientata al perseguimento di finalità di interesse generale.
b) Pubblicità e trasparenza: l'amministrazione garantisce la massima conoscibilità delle opportunità di collaborazione, delle proposte pervenute, delle forme di sostegno assegnate, delle decisioni assunte, dei risultati ottenuti e delle valutazioni effettuate. Riconosce nella trasparenza lo strumento principale per assicurare l'imparzialità nei rapporti con i cittadini attivi e la verificabilità da parte di tutti i soggetti potenzialmente interessati delle azioni svolte e dei risultati ottenuti.
d) Inclusività e apertura: gli interventi di cura, gestione e rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni sono organizzati in modo da consentire che, in qualsiasi momento, altri cittadini interessati possano dare il proprio contributo aggregandosi alle attività.
e) Pari opportunità e contrasto delle discriminazioni: la collaborazione tra amministrazione e cittadini attivi promuove le pari opportunità per genere, origine, condizione sociale, credo religioso, orientamento sessuale e abilità.
f) Sostenibilità: l'amministrazione, nell'esercizio della discrezionalità nelle decisioni che assume, verifica che la collaborazione con i cittadini non ingeneri oneri superiori ai benefici né costi superiori alle risorse e non determini conseguenze negative sugli equilibri ambientali e sull'utilizzo dei beni comuni da parte delle generazioni future.
g) Proporzionalità: l'amministrazione commisura alle effettive esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti gli adempimenti amministrativi, le garanzie e gli standard di qualità richiesti per la proposta, l'istruttoria e lo svolgimento degli interventi di collaborazione.
h) Adeguatezza e differenziazione: le forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione sono adeguate alle esigenze di cura, gestione e rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni urbani e vengono differenziate a seconda del tipo o della natura del bene comune urbano e delle persone al cui benessere esso è funzionale.
i) Informalità: l'amministrazione richiede che la relazione con i cittadini avvenga nel rispetto di specifiche formalità solo quando ciò è previsto dalla legge. Nei restanti casi assicura il massimo di flessibilità e semplicità nella relazione, purché sia possibile garantire il rispetto dell'etica pubblica, così come declinata dal codice di comportamento dei dipendenti pubblici e dei principi di imparzialità, buon andamento, trasparenza e certezza.
j) Autonomia civica: l'amministrazione riconosce il valore dell'autonoma iniziativa dei cittadini e predispone tutte le misure necessarie a garantirne l'esercizio effettivo da parte di tutti i cittadini.
k) Prossimità e territorialità: l'amministrazione riconosce le comunità locali come livello privilegiato per la definizione di patti di collaborazione per la cura, gestione e rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni urbani.
Si chiede di modificare l'art. 3, co. 1, lett. f):
- l’amministrazione, nell’esercizio della discrezionalità nelle decisioni che assume, veriﬁca che la collaborazione con i cittadini non ingeneri oneri superiori ai beneﬁci e non determini conseguenze negative sugli equilibri ambientali e sull'utilizzo dei beni comuni.
Si chiede di modificare l'art. 3, co. 1, lett. k):
- l'amministrazione riconosce le comunità locali come livello privilegiato per la definizione di patti di collaborazione per la cura, gestione e rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni urbani, in presenza di due o più richieste analoghe di collaborazione.
- Il testo attuale dell'art. 4, Cittadini attivi, prescrive:
1. L'intervento di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani, inteso quale concreta manifestazione della partecipazione alla vita della comunità e strumento per il pieno sviluppo della persona umana, è aperto a tutti, senza necessità di ulteriore titolo di legittimazione.
2. I cittadini attivi possono svolgere interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni come singoli o attraverso le formazioni sociali, anche informali, in cui esplicano la propria personalità.
3. Nel caso in cui i cittadini si attivino attraverso formazioni sociali, le persone che sottoscrivono i patti di collaborazione di cui all'art. 5 del presente regolamento rappresentano, nei rapporti con l'amministrazione, la formazione sociale che assume l'impegno di svolgere interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni.
4. Gli interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani proposti dai cittadini attivi possono essere strumento per l'attuazione di politiche di welfare generativo e di comunità, ovvero avviare percorsi di capacitazione degli utenti dei servizi attuali in risorsa per sé stessi e per la propria comunità, secondo modalità concordate con i cittadini attivi.
5. Gli interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani proposti dai cittadini attivi possono inoltre coinvolgere i cittadini già inseriti nell'Ente con strumenti specifici propri (a titolo di esempio i giovani in tirocinio formativo, in servizio civile, in garanzia giovani, lavori di pubblica utilità), oppure cittadini interessati a progetti di volontariato civico, secondo modalità concordate con i cittadini attivi proponenti.
Si chiede di modificare l'art. 4, co. 4, eliminando la dicitura risorse per se stessi, in quanto non coerente con la finalità di gratuità del presente Regolamento.
- Gli interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani proposti dai cittadini attivi possono essere strumento per l'attuazione di politiche di welfare generativo e di comunità, ovvero avviare percorsi di capacitazione degli utenti dei servizi attuali in risorsa per la propria comunità, secondo modalità concordate con i cittadini attivi.
Si chiede di modificare l'art. 4, co. 5:
-Gli interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani possono costituire progetti di servizio civile in cui il Comune può impiegare i giovani a tal ﬁne selezionati secondo modalità concordate con i cittadini.
Capo II - Disposizioni di carattere procedurale
Si chiede la modifica sostanziale dell'intero Capo II, al fine di rendere l'intera procedura più snella, celere e trasparente. Per tali ragioni, si chiede di concedere più mansioni al Gruppo di Lavoro, istituito dall'art. 6, co. 2,che, allo stato attuale, è attributario delle sole attività di istruttoria e valutazione delle proposte di collaborazione, restando le altre attività affidate alle delibere comunale ed ai Dirigenti competenti.
Si chiede, inoltre, che l'art. 6, co. 2, sia modificato rendendo obbligatoria la realizzazione di uno sportello per i rapporti con i cittadini, affidata al Gruppo di Lavoro suddetto.
Ancora, si chiede che la formazione dei due elenchi (uno relativo alle proposte di collaborazione ed uno relativo ai beni comunali oggetto dei patti) sia affidato al Gruppo di Lavoro e non più alla deliberazione della Giunta Comunale (artt. 8, co. 1; 10, co. 1).
Laddove è prescritta il necessario intervento di Comune e Dirigenti, la cui azione è preponderante per garantire effettività alle attività svolte dal Gruppo di Lavoro, si evidenzia quanto la procedura sia farraginosa e se ne chiede, pertanto, la semplificazione.
Si richiede di eliminare la distinzione tra le forme di collaborazione e di effettuare un distinguo sulla sola base dei beni oggetto della collaborazione (spazi pubblici; spazi privati ad uso pubblico; edifici; spazi verdi) al solo fine di salvaguardarne le peculiarità.
L'iter predisposto dall'intero Capo II pare sprovvisto di termini perentori, atti ad assicurare lo svolgimento delle attività in tempi congrui. Si richiede, quindi, l'inserimento di termini inerenti alle diverse fasi della procedura:
1. Pubblicazione immediata della richiesta di collaborazione;
2. Risposta alla richiesta di collaborazione, e sua pubblicazione, entro 30 giorni;
3. Pubblicazione del bando comunale e permanenza sul sito istituzionale per almeno 15 giorni;
In ultimo, si chiede di rendere l'intera procedura il più trasparente possibile. Per tal ragione, si auspica la previsione dell'obbligatorietà della pubblicazione sul sito istituzionale dell'intero iter: dal momento della ricezione della proposta di collaborazione al suo rigetto/accoglimento, specificandone le motivazioni.
Capo IV - Forme di promozione e sostegno
- Il testo attuale dell'art. 15, Forme di sostegno, prescrive:
1. Ferme restando le fattispecie di cui all'art. 11, Comune di Caserta può assumere direttamente, nei limiti delle risorse disponibili, oneri per la realizzazione di azioni e interventi nell'ambito di patti di collaborazione.
2. Nell'ambito dei patti di collaborazione, l'amministrazione non può destinare contributi in denaro a favore dei cittadini attivi a meno che questi non derivino dall'attuazione di specifici progetti finanziati con fondi non comunali a favore di particolari categorie di cittadini.
L'utilizzo di tali contributi deve essere debitamente rendicontato all'interno del portale web di cui all'art. 19.
3. Qualora il patto di collaborazione abbia ad oggetto azioni e interventi di cura, di rigenerazione o di gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani che il Comune di Caserta ritenga di particolare interesse pubblico e le risorse che i cittadini attivi sono in grado di mobilitare appaiano adeguate, il patto di collaborazione può prevedere l'attribuzione di sostegni a favore dei cittadini attivi, quali, a mero titolo esemplificativo:
a) l'uso a titolo gratuito di immobili di proprietà comunale in stato di degrado o abbandono affinché siano curati e rigenerati;
b) l'attribuzione all'amministrazione delle spese relative alle utenze;
c) l'attribuzione all'amministrazione delle spese relative alle manutenzioni e ai lavori;
d) la disponibilità a titolo gratuito di beni strumentali e materiali di consumo necessari alla realizzazione delle attività previste.
e) l'affiancamento da parte dei dipendenti comunali per l'attuazione della proposta oggetto di patti di collaborazione;
f) l'affiancamento da parte dell'unità organizzativa nel recupero di risorse esterne, attraverso bandi promossi da altri livelli istituzionali e/o fondazioni bancarie, nonché l'attivazione di campagne di sponsorhip e crowdfunding.
Si chiede di specificare le forme di attribuzione di sostegni a favore dei cittadini, riportate all'art. 15, co. 3, a solo titolo esemplificativo, per concederne una necessaria conoscenza preventiva ad ogni interessato.
- Il testo attuale dell'art. 16, Formazione dei dipendenti comunali e dei cittadini, prescrive:
1. Il Comune di Caserta promuove percorsi formativi sia per i propri dipendenti, sia per i cittadini attivi, finalizzati a diffondere la cultura della collaborazione tra cittadini e amministrazione, ispirata ai valori e principi generali di cui all'art. 3.
Si chiede che l'articolo sia modificato in tal senso:
1. Il Comune riconosce la formazione come strumento capace di orientare e sostenere le azioni necessarie a trasformare i bisogni che nascono dalla collaborazione tra cittadini e amministrazione, in occasioni di cambiamento. 2. La formazione è rivolta sia ai cittadini attivi, sia ai dipendenti ed agli amministratori del Comune, anche attraverso momenti congiunti. 3. L’Amministrazione mette a disposizione dei cittadini attivi le competenze dei propri dipendenti e fornitori, e favorisce l’incontro con le competenze presenti all’interno della comunità e liberamente offerte, per trasferire conoscenze e metodologie utili ad operare correttamente nella cura condivisa dei beni comuni. 4. La formazione rivolta ai cittadini attivi è ﬁnalizzata, prioritariamente, all’acquisizione delle seguenti competenze: a)applicare le corrette tecniche di intervento nelle azioni di cura, pulizia e manutenzione; b) acquisire conoscenze sul quadro normativo, sulla prevenzione dei rischi e sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale; c) documentare le attività svolte e rendicontare le forme di sostegno; d) utilizzare consapevolmente le tecnologie, le piattaforme e di media civici. 5. La formazione rivolta ai dipendenti e agli amministratori del Comune è ﬁnalizzata, prioritariamente, all’acquisizione delle seguenti competenze:
a) conoscere e applicare le tecniche di facilitazione, mediazione e ascolto attivo;
b) conoscere e utilizzare gli approcci delle metodologie per la progettazione partecipata e per creare e sviluppare comunità;
c) conoscere e utilizzare gli strumenti di comunicazione collaborativi, anche digitali.
- Il testo attuale dell'art. 25, Entrata in vigore e clausola valutativa, prescrive:
1. Le previsioni del presente regolamento acquistano efficacia immediata e sono sottoposte a clausola di valutazione dopo un anno dall'entrata in vigore.
2. A un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento l'unità organizzativa il Gruppo di Lavoro redige una valutazione in merito agli impatti del processo rispetto alla coesione sociale, all'integrazione, alla sostenibilità anche economica, al territorio e l'ambiente, alla sicurezza e al rapporto con i cittadini, alla cultura e all'educazione, al sistema produttivo locale.
3. Con deliberazione del Consiglio Comunale viene istituita una Commissione per verificare l'attuazione del presente regolamento e valutare la necessità di adottare interventi correttivi. Tali competenze possono essere altresì attribuite a Commissione Consiliare già istituita. Ai lavori della Commissione possono essere invitati rappresentanti dei cittadini attivi. La Commissione da gli indirizzi relativamente ai patti di collaborazione che interessino edifici o locali di proprietà della Città di Caserta.
Si chiede di modificare in tal modo il presente articolo:
1. Le previsioni del presente regolamento sono sottoposte ad un periodo di sperimentazione della durata di un anno; 2. Durante il periodo di sperimentazione il Comune veriﬁca, con il coinvolgimento dei cittadini attivi, predisponendo incontri fisici e strumenti digitali, l’attuazione del presente regolamento al ﬁne di valutare la necessità di adottare interventi correttivi.
- Il testo attuale dell'art. 1, Finalità, oggetto ed ambito di applicazione, prescrive:
1. Il presente regolamento, in armonia con le previsioni della Costituzione e dello Statuto comunale, disciplina le forme di collaborazione tra i cittadini e l'amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani, dando in particolare attuazione agli art. 118, comma 4, 114 comma 2 e 117 comma 6 della Costituzione.
2. Il regolamento si applica nei casi di collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa avviati per autonoma iniziativa dei cittadini o su proposta dell'amministrazione comunale.
3. La collaborazione tra cittadini e amministrazione, che si estrinseca attraverso l'adozione di atti di diritto comune e ove occorra di atti amministrativi, realizza l'amministrazione condivisa, che l'amministrazione comunale adotta come propria normale modalità d'azione.
4. Restano ferme e distinte dalla materia oggetto del presente regolamento le previsioni regolamentari del Comune di Caserta che disciplinano l'erogazione dei benefici economici e strumentali a sostegno delle associazioni, in attuazione dell'art. 12 della Legge 7 agosto 1990 n. 241.
Si chiede di inserire un comma 3-bis, per cui:
La collaborazione tra cittadini e amministrazione si realizza attraverso l'esercizio di attività non lucrative, commerciali e/o imprenditoriali, stante la sua idoneità a sviluppare e promuovere l'impegno volontario, la partecipazione concreta della cittadinanza attiva e l'incremento del capitale sociale della comunità locale.
Si chiede di inserire un comma 3-ter, per cui:
Il Comune promuove l’innovazione sociale, attivando connessioni tra le diverse risorse presenti nella società, per creare servizi che soddisﬁno bisogni sociali e che nel contempo attivino legami sociali e forme inedite di collaborazione civica, anche attraverso piattaforme e ambienti digitali, con particolare riferimento alla rete civica.
- Al testo attuale dell'art. 4 (vedi su), si chiede l'inserimento di un co.6:
Il Comune ammette la partecipazione di singoli cittadini ad interventi di cura o rigenerazione dei beni comuni urbani quale forma di riparazione del danno nei confronti dell’ente ai ﬁni previsti dalla legge penale, ovvero quale misura alternativa alla pena detentiva e alla pena pecuniaria, con le modalità previste dalla normativa in materia di lavoro di pubblica utilità.
- Si chiede di adottare un ulteriore Capo, preventivo alle Disposizioni transitorie e finali, al fine di regolamentare i casi di annullamento, sospensione, risoluzione, cessazione dei patti che, stante all'attuale formulazione del regolamento, nel quale non se ne fa espressa menzione, sono soggetti all'esclusiva discrezionalità del Comune.
- Si chiede di inserire al Capo I, ulteriori articoli o commi, che specifichino nel dettaglio gli ambiti di intervento, le possibili forme di collaborazione e l'oggetto del patto. In particolare, si richiede di inserire le seguenti disposizioni:
1. Gli spazi e gli ediﬁci di cui al presente regolamento rappresentano una risorsa funzionale al raggiungimento delle ﬁnalità di cui al presente articolo. Il Comune riserva una quota di tali beni alla realizzazione di progetti che favoriscano l’innovazione sociale o la produzione di servizi collaborativi;
2. Il Comune promuove la creatività urbana anche attraverso la valorizzazione temporanea di spazi e immobili di proprietà comunale in attesa di una destinazione d’uso deﬁnitiva. I suddetti beni possono essere destinati a usi temporanei valorizzandone la vocazione artistica, evitando in tal modo la creazione di vuoti urbani e luoghi di conﬂitto sociale;
3. Il Comune favorisce l’innovazione digitale attraverso interventi di partecipazione all’ideazione, al disegno e alla realizzazione di servizi e applicazioni per la rete civica da parte della comunità, con particolare attenzione all’uso di dati e infrastrutture aperti, in un’ottica di beni comuni digitali;
4. Possono essere oggetto degli interventi di cura e rigenerazione anche gli ediﬁci in stato di parziale o totale disuso o deperimento che, per ubicazione, caratteristiche strutturali e destinazione funzionale, si prestano ad interventi di cura e rigenerazione da realizzarsi mediante patti di collaborazione tra cittadini e Comune.;
5. Il Comune riconosce nella rete civica il luogo naturale per instaurare e far crescere il rapporto di collaborazione con e tra i cittadini;
6. Si prescrive una ulteriore forma di collaborazione, il c.d. Patto di Impegno, con cui i cittadini definiscono l'ambito e le modalità di impegno volontario in attività promosse dal Comune (Es. socio-assistenziali, culturali);
7. Sono previsti i Consigli di cittadini volontari (CCV), al fine di incentivare la partecipazione dei cittadini sulle questioni di rilevanza pubblica e locale, a titolo gratuito;
8. Le attività di cura/rigenerazione non devono mai essere oggetto di retribuzione, nemmeno per i beneficiari diretti. L'amministrazione può rimborsare solo le risorse necessarie alle attività, purché siano preventivamente concordate e previste per iscritto dal patto di collaborazione, a seguito dell'accoglimento della domanda, e previa valutazione del Gruppo di Lavoro, tenuto conto delle osservazioni della cittadinanza;
9. I patti di collaborazione possono estendersi ai seguenti ambiti di intervento: a) attività socio assistenziali (in favore di anziani fragili o non-autosufficienti; persone con disabilità; persone in condizioni di povertà, disagio ed emarginazione; famiglie vulnerabili e genitori in difficoltà; persone con dipendenze; rifugiati o richiedenti-asilo; donne vittime di violenza ed altri);
b) attività educative e formative; c) attività sanitarie (assistenza ammalati; prevenzione e tutela della salute; soccorso e trasporto); d) attività di protezione civile; e) attività culturali e di tutela e valorizzazione dei beni culturali; f) attività di tutela e valorizzazione dei diritti (economia solidale; intercultura; pace e diritti umani; solidarietà internazionale); f) attività di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale; g) tutela animali; h) attività e manifestazioni sportive.
- Il testo attuale dell'art. 5, Patto di Collaborazione, prescrive:
1. Il patto di collaborazione è lo strumento con cui il Comune di Caserta e cittadini attivi concordano tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa.
2. Il patto, avuto riguardo alle specifiche necessità di regolazione che la collaborazione presenta, definisce in particolare:
a) gli obiettivi che la collaborazione persegue, misurabili attraverso adeguati indicatori;
b) gli effetti attesi dal patto, misurabili attraverso indicatori di impatto;
c) le azioni di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa;
d) la durata della collaborazione, le cause di sospensione o di conclusione anticipata della stessa;
e) le modalità di azione, il ruolo ed i reciproci impegni, eventualmente anche economici, dei soggetti coinvolti, i requisiti ed i limiti di intervento;
f) le modalità di fruizione collettiva dei beni comuni urbani oggetto del patto;
g) l'eventuale definizione, per lo specifico patto, di strumenti di coordinamento e governo (comunque denominati: cabina di regia, comitato di indirizzo, ecc.) e partecipazione (forme di coordinamento delle formazioni sociali attive sul territorio interessato, consultazioni, assemblee, focus group, altri processi strutturali di partecipazione al processo decisionale);
h) le reciproche responsabilità, anche in relazione a quanto disposto dalle norme in materia di sicurezza dei luoghi e dei lavoratori;
i) le conseguenze di eventuali danni occorsi a persone o cose in occasione o a causa degli interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa, la necessità e le caratteristiche delle coperture assicurative e l'assunzione di responsabilità secondo quanto previsto dagli artt. 18 e 19 del presente regolamento, nonchè le misure utili ad eliminare o ridurre le interferenze con altre attività;
j) le garanzie a copertura di eventuali danni arrecati al Comune di Caserta dai cittadini attivi in conseguenza della mancata, parziale o difforme realizzazione degli interventi concordati;
k) le forme di sostegno messe a disposizione dell'amministrazione comunale, modulate in relazione al valore aggiunto che la collaborazione con i cittadini è potenzialmente in grado di generare;
l) le misure di pubblicità del patto, le modalità di documentazione delle azioni realizzate, di monitoraggio periodico e valutazione, di rendicontazione delle risorse utilizzate e di misurazione dei risultati prodotti dalla collaborazione fra cittadini e amministrazione pubblicate attraverso il sito comunale di cui all'art. 17;
m) l’afﬁancamento del personale comunale nei confronti dei cittadini, la vigilanza sull’andamento della collaborazione, la gestione delle controversie che possano insorgere durante la collaborazione stessa e l'applicazione di penalità per l'inosservanza delle clausole del patto con previsione di appositi meccanismi affinché ne sia garantita l'effettività;
n) le cause di esclusione di singoli cittadini per inosservanza del presente regolamento o delle clausole del patto, gli assetti conseguenti alla conclusione della collaborazione, quali la titolarità delle opere realizzate, i diritti riservati agli autori delle opere dell’ingegno, la riconsegna dei beni, e ogni altro effetto rilevante;
o)le modalità di rivalsa dell'amministrazione nei confronti dei cittadini che dopo la stipula del patto di collaborazione non adempiono, in tutto o in parte, a quanto da esso previsto;
p) le modalità per l'adeguamento e le modifiche degli interventi concordati.
Rimane nella facoltà edll'Ente Comune di Caserta di risolvere i Patti sottoscritti, in qualsiasi momento, laddove insorgano necessità di interesse pubblico superiore o intervengano necessità amministrative di più generale interesse, a totale discrezione dell'Ente stesso.
Si chiede di eliminare all'art. 5, co. 2, lett. e), la dicitura eventualmente anche economici, in quanto non in linea con il carattere di gratuità del presente documento:
- le modalità di azione, il ruolo ed i reciproci impegni dei soggetti coinvolti, i requisiti ed i limiti di intervento;
Si chiede l'eliminazione della dicitura in neretto posta a seguito dell'articolo medesimo che, non solo non trova collocazione idonea nel Regolamento (in quanto non si presenta in forma di articolo o di comma), non si rivela essere coerente con la finalità di coinvolgimento della cittadinanza nella valutazione ed identificazione dei patti di collaborazione, a causa della esclusività nella scelta concessa al Comune di interrompere a propria discrezione ogni patto.
Certi della Sua attenzione la preghiamo di inoltrare eventuali comunicazioni all'indirizzo e-mail: info@meetupcaserta.it
Fiduciosi di un suo celere intervento, le inviamo i nostri più cordiali saluti.
Gli Amici di Beppe Grillo di Caserta - www.meetupcaserta.it
Caserta, li
Valentina Vanni, 2017/01/19 14:49
In vista della prossima adozione del Regolamento sui Beni Comuni, i sottoscritti sottopongono alla Vostra attenzione le seguenti osservazioni:
Proposte di modifica:
All'art. 1, rubricato “Finalità, oggetto ed ambito di applicazione”, si chiede di specificare l'attività non lucrativa, commerciale e/o imprenditoriale degli interventi regolamentati nel presente documento; inoltre è richiesta la precisazione dell'intento di sviluppare e promuovere l'impegno volontario, la partecipazione concreta della cittadinanza attiva e l'incremento del capitale sociale della comunità locale;
All'art. 3, lett. f), si propone di eliminare la dicitura “da parte delle generazioni future” e di conseguire un più proficuo coinvolgimento dell'intera cittadinanza nel non determinare All'art. 3, lett. f), modificare la dicitura al fine di coinvolgere tutta la cittadinanza nel non determinare conseguenze negative sugli equilibri ambientali;
All'art. 3, lett. K), si chiede di specificare che il privilegio sia conferito in presenza di due o più richieste analoghe di collaborazione;
All'art. 4, co. 4, si chiede di eliminare la dicitura “risorse per se stessi”, in quanto non coerente con la finalità di gratuità del presente Regolamento. Si richiede inoltre la modifica del co. 5, con la dicitura: “Gli interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani possono costituire progetti di servizio civile in cui il Comune può impiegare i giovani a tal ﬁne selezionati secondo modalità concordate con i cittadini”; Si auspica l'aggiunta di un co. 6: “Il Comune ammette la partecipazione di singoli cittadini ad interventi di cura o rigenerazione dei beni comuni urbani quale forma di riparazione del danno nei confronti dell’ente ai ﬁni previsti dalla legge penale, ovvero quale misura alternativa alla pena detentiva e alla pena pecuniaria, con le modalità previste dalla normativa in materia di lavoro di pubblica utilità”;
All'art. 5, co. 2, lett. e), si chiede di eliminare la dicitura “eventualmente anche economici”; Si chiede la modifica dell'intero Capo II, rubricato “Disposizioni di carattere procedurale”, al fine di rendere l'iter procedurale più trasparente e celere. In particolare, all'art. 6, si richiede che il Gruppo di Lavoro sia obbligato a dotarsi di uno sportello per la cittadinanza e che, nel valutare le proposte di collaborazione, proceda alla relativa pubblicazione sul Sito istituzionale. Si richiede che la valutazione in merito al rigetto e/o all'accoglimento delle proposte, sia realizzata dal Gruppo di Lavoro, dotato di un Responsabile d'Ufficio, tenuto conto delle osservazioni della cittadinanza. Si richiede che il Gruppo di Lavoro proceda alla redazione dell'elenco delle collaborazioni e che esse siano aggiornate (almeno mensilmente). All'art. 7, co. 2, si richiede che sia il Gruppo di Lavoro a prevedere un elenco dei beni comunali destinati all'attività di collaborazione, con l'obbligo di aggiornamento costante degli stessi. Si richiede, quindi, sulla base delle proposte avanzate, di modificare i successivi articoli che rendono l'iter molto più farraginoso, laddove si prevedono innumerevoli poteri ed interventi di Dirigenti, del Comune e della Giunta. Si richiede di eliminare la distinzione tra le forme di collaborazione e di effettuare un distinguo sulla sola base dei beni oggetto della collaborazione (spazi pubblici; spazi privati ad uso pubblico; edifici; spazi verdi) per evidenziarne le peculiarità;
All'art. 15, co. 3, si chiede di specificare le forme di attribuzione di sostegni a favore dei cittadini - e non a titolo esemplificativo -, per concederne una necessaria conoscenza preventiva ad ogni interessato;
Si chiede di modificare in tal modo l'art. 16,: “Il Comune riconosce la formazione come strumento capace di orientare e sostenere le azioni necessarie a trasformare i bisogni che nascono dalla collaborazione tra cittadini e amministrazione, in occasioni di cambiamento. La formazione è rivolta sia ai cittadini attivi, sia ai dipendenti ed agli amministratori del Comune, anche attraverso momenti congiunti. L’Amministrazione mette a disposizione dei cittadini attivi le competenze dei propri dipendenti e fornitori, e favorisce l’incontro con le competenze presenti all’interno della comunità e liberamente offerte, per trasferire conoscenze e metodologie utili ad operare correttamente nella cura condivisa dei beni comuni. La formazione rivolta ai cittadini attivi è ﬁnalizzata, prioritariamente, all’acquisizione delle seguenti competenze: 1.applicare le corrette tecniche di intervento nelle azioni di cura, pulizia e manutenzione; 2. acquisire conoscenze sul quadro normativo, sulla prevenzione dei rischi e sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale; 3. documentare le attività svolte e rendicontare le forme di sostegno; 4. utilizzare consapevolmente le tecnologie, le piattaforme e di media civici. La formazione rivolta ai dipendenti e agli amministratori del Comune è ﬁnalizzata, prioritariamente, all’acquisizione delle seguenti competenze:
conoscere e applicare le tecniche di facilitazione, mediazione e ascolto attivo;
conoscere e utilizzare gli approcci delle metodologie per la progettazione partecipata e per creare e sviluppare comunità;
conoscere e utilizzare gli strumenti di comunicazione collaborativi, anche digitali”;
Si richiede di modificare in tal modo l'art. 25: “Le previsioni del presente regolamento sono sottoposte ad un periodo di sperimentazione della durata di un anno. Durante il periodo di sperimentazione il Comune veriﬁca, con il coinvolgimento dei cittadini attivi, l’attuazione del presente regolamento al ﬁne di valutare la necessità di adottare interventi correttivi)”.
Proposte di inserimento di nuove disposizioni:
Il Comune promuove l’innovazione sociale, attivando connessioni tra le diverse risorse presenti nella società, per creare servizi che soddisﬁno bisogni sociali e che nel contempo attivino legami sociali e forme inedite di collaborazione civica, anche attraverso piattaforme e ambienti digitali, con particolare riferimento alla rete civica;
Si richiede di specificare i casi di annullamento, sospensione, risoluzione, cessazione dei patti; Gli spazi e gli ediﬁci di cui al presente regolamento rappresentano una risorsa funzionale al raggiungimento delle ﬁnalità di cui al presente articolo. Il Comune riserva una quota di tali beni alla realizzazione di progetti che favoriscano l’innovazione sociale o la produzione di servizi collaborativi;
Il Comune promuove la creatività urbana anche attraverso la valorizzazione temporanea di spazi e immobili di proprietà comunale in attesa di una destinazione d’uso deﬁnitiva. I suddetti beni possono essere destinati a usi temporanei valorizzandone la vocazione artistica, evitando in tal modo la creazione di vuoti urbani e luoghi di conﬂitto sociale;
Il Comune favorisce l’innovazione digitale attraverso interventi di partecipazione all’ideazione, al disegno e alla realizzazione di servizi e applicazioni per la rete civica da parte della comunità, con particolare attenzione all’uso di dati e infrastrutture aperti, in un’ottica di beni comuni digitali;
Si richiede di rivedere l'intero iter procedimentale, prevedendo maggiori obblighi in capo al Gruppo di Lavoro, il quale dovrebbe essere deputato alla valutazione delle proposte, alla pubblicazione delle stesse, alla redazione dell'elenco delle collaborazioni e dei beni comunali oggetto agli interventi di cura e rigenerazione. Si richiede che l'Iter sia corredato da termini perentori:
Pubblicazione immediata della richiesta di collaborazione sul sito istituzionale;
Risposta alla richiesta di collaborazione, e sua pubblicazione sul sito istituzionale, entro 30 giorni; Pubblicazione del bando comunale e permanenza sul sito istituzionale per almeno 15 giorni;
L'intero iter deve essere pubblicato in tutte le sue fasi: dalla richiesta, alla valutazione, al rigetto/accoglimento, con specificazione dei motivi;
Si richiede di inserire, ai fini della collaborazione, anche gli ediﬁci in stato di parziale o totale disuso o deperimento che, per ubicazione, caratteristiche strutturali e destinazione funzionale, si prestano ad interventi di cura e rigenerazione da realizzarsi mediante patti di collaborazione tra cittadini e Comune.;
Il Comune riconosce nella rete civica il luogo naturale per instaurare e far crescere il rapporto di collaborazione con e tra i cittadini. Il Patto di Impegno, con cui i cittadini definiscono l'ambito e le modalità di impegno volontario in attività promosse dal Comune (Es. socio-assistenziali, culturali);
I Consigli di cittadini volontari (CCV), al fine di incentivare la partecipazione dei cittadini sulle questioni di rilevanza pubblica e locale, a titolo gratuito.
Le attività di cura/rigenerazione non devono mai essere oggetto di retribuzione, nemmeno per i beneficiari diretti. L'amministrazione può rimborsare solo le risorse necessarie alle attività, purché siano preventivamente concordate e previste per iscritto dal patto di collaborazione, a seguito dell'accoglimento della domanda, e previa valutazione del Gruppo di Lavoro, tenuto conto delle osservazioni della cittadinanza;
La specificazione degli ambiti di intervento: - attività socio assistenziali (in favore di anziani fragili o non-autosufficienti; persone con disabilità; persone in condizioni di povertà, disagio ed emarginazione; famiglie vulnerabili e genitori in difficoltà; persone con dipendenze; rifugiati o richiedenti-asilo; donne vittime di violenza ed altri). - attività educative e formative; - attività sanitarie (assistenza ammalati; prevenzione e tutela della salute; soccorso e trasporto); - attività di protezione civile; - attività culturali e di tutela e valorizzazione dei beni culturali; - attività di tutela e valorizzazione dei diritti (economia solidale; intercultura; pace e diritti umani; solidarietà internazionale); - attività di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale; - tutela animali; - attività e manifestazioni sportive. 2. Le possibili attività di impegno dei cittadini coinvolti sono, a titolo esemplificativo: - affiancamento a persone fragili (disabili, anziani, madri sole, ecc.) per attività di compagnia, accompagnamento e trasporto, preparazione pasti, riordino dell’abitazione, ritiro ricette mediche e acquisto medicinali, ritiro documenti, effettuazioni di piccole riparazioni domestiche e piccole manutenzioni ed altro, supporto nell’assistenza a persone anziane inserite in case residenza e centri diurni per attività di compagnia, supporto nei pasti, cura e igiene della persona ed assistenza ospedaliera; - supporto nell’assistenza a persone disabili inserite in centri socio-occupazionali e socio-riabilitativi per attività di compagnia, supporto ai pasti, cura e igiene della persona ed assistenza ospedaliera; - supporto nei centri di aggregazione giovanile, nei centri pomeridiani per minori; - accoglienza, ascolto ed orientamento di persone in difficoltà; - sostegno nei compiti scolastici; - distribuzione di pasti e generi alimentari in mense ed altre realtà impegnate nel sostegno a persone in condizioni di povertà; - custodia, vigilanza di strutture pubbliche; - piccoli lavori di manutenzione presso abitazioni private ed edifici di proprietà e/o in uso al Comune; - attività di tutela, ripristino, conservazione, manutenzione, custodia di parchi pubblici, aiuole, aree verdi, aree cortilizie delle scuole e degli edifici pubblici e impianti sportivi; - vigilanza davanti alle scuole per facilitare l’ingresso e l’uscita dei bambini da scuola; - attività di assistenza durante il trasporto scolastico e per le operazioni di accesso e uscita dagli edifici scolastici, anche in collaborazione con gli organi scolastici competenti; - supporto all’organizzazione e realizzazione di iniziative di carattere sociale, culturale, sportivo, ludico e ricreativo; - attività di supporto presso le biblioteche comunali.
Proposte di abolizione:
La dicitura in Neretto, a seguito dell'art. 5, che non ha collocazione nel Regolamento, oltre a non essere coerente con la finalità di coinvolgimento della cittadinanza. La si riporta di seguito: “Rimane nella facoltà dell'Ente Comune di Caserta risolvere i Patti sottoscritti, in qualsiasi momento, laddove insorgano necessità di interesse pubblico superiore o intervengano necessità amministrative di più generale interesse, a totale discrezione dell'Ente stesso”.
emilia mastrangelo, 2017/01/23 12:24
Ho provveduto a risistemare in modo organico le nostre proposte di modifica e le ho inserite nel contesto di un'istanza indirizzata al Sindaco. Chiedo di soffermarvi soprattutto sulle parti evidenziate in neretto, perché ho aggiunto dei riferimenti che mancavano, rendendo imprecise le proposte: Alla c.a. del Sindaco Dott. Carlo Marino
Oggetto: Osservazioni sulla proposta di adozione del Regolamento sui Beni Comuni
Sebbene il Comune di Caserta sia arrivato tardi a recepire l’urgenza di dotarsi di un Regolamento sulla cura, la rigenerazione e la gestione dei Beni comuni urbani ed a rendersi conto della necessità di una formulazione dello stesso in maniera condivisa, ossia coinvolgendo la Cittadinanza intera nell’ideazione e stesura dello stesso, tuttavia il Gruppo Gli Amici di Beppe Grillo di Caserta prende atto dell’impegno in tal senso dell’attuale Amministrazione comunale, presieduta dal Sindaco Dott. Carlo Marino e plaude alla pubblicazione di un testo iniziale di Regolamento, ma soprattutto al tentativo di invitare i cittadini a proporre modifiche e/o integrazioni e/o osservazioni/suggerimenti allo stesso. In effetti l’iter era iniziato già nel 2014 con vari tentativi messi in atto dall’assessore Giuseppe Greco e da alcuni consiglieri comunali di dare il via alle procedure politiche ed istituzionali necessarie ad elaborare il Regolamento, ma si è concretizzato solo il 3/11/2016 con la pubblicazione ufficiale sul sito istituzionale del Comune di Caserta dell’invito ad una Consultazione pubblica sulla proposta di regolamento. Così l’Amministrazione si è mostrata sensibile a perseguire una collaborazione con i cittadini al fine di tutelare quei beni essenziali o funzionali al benessere della comunità locale, beni che sono a forte rischio di abbandono o deperimento, in quanto non utilizzati o gestiti in maniera non appropriata, ossia aree pubbliche verdi, il patrimonio immobiliare comunale, i monumenti, l’arredo urbano, le piattaforme digitali ecc. In un comunicato stampa del …. Leggiamo: “il ruolo dell’Amministrazione comunale è indirizzato ad incentivare e coordinare l’azione dei cittadini nella cura dei beni comuni urbani, nonché ad elaborare e instaurare meccanismi di governance stabili e duraturi nella cura dei beni comuni nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità, inclusività, sostenibilità economica es ambientale, fiducia e responsabilità”
Nell’auspicare che ciò davvero sia realtà, tuttavia, a nostro avviso il Regolamento, così come è formulato, presenta molteplici criticità, soprattutto in merito alle procedure atte a definire i patti di collaborazione. In primo luogo, si evidenzia che il Comune non ha tenuto in debito conto le nuove tecnologie che possono contribuire a favorire la partecipazione dei cittadini. In secondo luogo si evidenzia l’enorme potere attribuito a Dirigenti e Giunta comunale, rendendo l’iter farraginoso e complesso, andando a comprimere la partecipazione dei cittadini. In terzo luogo, manca di trasparenza e definizione di tempi e modi e pubblicazione sul sito. Per questo, in vista della prossima adozione di un Regolamento sui Beni Comuni, dopo aver preso in esame attentamente il documento redatto da codesta Amministrazione, i sottoscritti pongono alla Vostra attenzione:
A.	le seguenti PROPOSTE DI MODIFICA
•	All'art. 3, lett. f), modificare la dicitura “da parte delle generazioni future” al fine di coinvolgere tutta la cittadinanza. “L’amministrazione, nell’esercizio della discrezionalità nelle decisioni che assume, veriﬁca che la collaborazione con i cittadini non ingeneri oneri superiori ai beneﬁci e non determini conseguenze negative sugli equilibri ambientali”;
•	All'art. 4, comma 4, eliminare “risorse per se stessi”; al co. 5, sostituire con “Gli interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani possono costituire progetti di servizio civile in cui il Comune può impiegare i giovani a tal ﬁne selezionati secondo modalità concordate con i cittadini”; •	Al Capo II, rubricato “Disposizioni di carattere procedurale”, si richiede di modificare l'Iter procedurale, affinché sia più trasparente e celere. All'art. 6, si richiede che il Gruppo di Lavoro si doti di uno sportello per la cittadinanza e che, nel valutare le proposte di collaborazione, proceda a pubblicazione sul Sito istituzionale. Si richiede altresì che la valutazione in merito al rigetto ed all'accoglimento delle proposte, sia realizzata dal Gruppo di Lavoro, dotato di un Responsabile d'Ufficio, tenuto conto delle osservazioni della cittadinanza. Si richiede ancora che il Gruppo di Lavoro proceda alla redazione dell'elenco delle collaborazioni e che esse siano aggiornate (almeno mensilmente). All'art. 7, comma 2, si richiede che sia il Gruppo di Lavoro a predisporre un elenco dei beni comunali destinati alla collaborazione, con l'obbligo di aggiornamento costante degli stessi. Si richiede, quindi, sulla base delle proposte avanzate, di modificare i successivi articoli che rendono l'iter molto più farraginoso, laddove prevede interventi di Dirigenti, del Comune e delle delibere di Giunta. Si richiede di eliminare la distinzione tra le forme di collaborazione e di effettuare un distinguo sulla sola base dei beni oggetti della collaborazione (spazi pubblici; spazi privati ad uso pubblico; edifici; spazi verdi) per evidenziare le peculiarità di tali beni.
•	All’Art. 15, comma 3, si chiede di specificare l'attribuzione di sostegni a favore dei cittadini e non a titolo esemplificativo, per poter conoscere preventivamente tutte le forme previste;
•	All’Art. 16, si richiede di modificare così “Il Comune riconosce la formazione come strumento capace di orientare e sostenere le azioni necessarie a trasformare i bisogni che nascono dalla collaborazione tra cittadini e amministrazione, in occasioni di cambiamento. La formazione è rivolta sia ai cittadini attivi, sia ai dipendenti ed agli amministratori del Comune, anche attraverso momenti congiunti. L’Amministrazione mette a disposizione dei cittadini attivi le competenze dei propri dipendenti e fornitori, e favorisce l’incontro con le competenze presenti all’interno della comunità e liberamente offerte, per trasferire conoscenze e metodologie utili ad operare correttamente nella cura condivisa dei beni comuni. La formazione rivolta ai cittadini attivi è ﬁnalizzata, prioritariamente, all’acquisizione delle seguenti competenze: 1.applicare le corrette tecniche di intervento nelle azioni di cura, pulizia e manutenzione; 2. acquisire conoscenze sul quadro normativo, sulla prevenzione dei rischi e sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale; 3. documentare le attività svolte e rendicontare le forme di sostegno; 4. utilizzare consapevolmente le tecnologie, le piattaforme e di media civici. La formazione rivolta ai dipendenti e agli amministratori del Comune è ﬁnalizzata, prioritariamente, all’acquisizione delle seguenti competenze:
1.	conoscere e applicare le tecniche di facilitazione, mediazione e ascolto attivo;
2.	conoscere e utilizzare gli approcci delle metodologie per la progettazione partecipata e per creare e sviluppare comunità;
3.	conoscere e utilizzare gli strumenti di comunicazione collaborativi, anche digitali”.
•	All’Art. 25, si richiede di modificare così “le previsioni del presente regolamento sono sottoposte ad un periodo di sperimentazione della durata di un anno. Durante il periodo di sperimentazione il Comune veriﬁca, con il coinvolgimento dei cittadini attivi, l’attuazione del presente regolamento al ﬁne di valutare la necessità di adottare interventi correttivi”
•	Si richiede di rivedere l'intero Iter procedimentale, concedendo maggiori obblighi in capo al Gruppo di Lavoro, il quale dovrebbe essere deputato alla valutazione delle proposte, alla pubblicazione delle stesse, alla redazione dell'elenco delle collaborazioni e dei beni comunali oggetto agli interventi di cura e rigenerazione. Si richiede che l'Iter sia corredato da termini perentori, per cui la risposta ad una richiesta di collaborazione deve avvenire entro 30 giorni; la pubblicazione del bando avanzato dal comune deve essere presente almeno 15 giorni sul Sito comunale. L'intero iter deve essere pubblicato in tutte le sue fasi: dalla richiesta, alla valutazione, al rigetto/accoglimento, con i motivi sottesi.
B.	le seguenti PROPOSTE DI INSERIMENTO:
•	All'art. 1, rubricato “Finalità, oggetto ed ambito di applicazione”, si richiede di aggiungere “la finalità non lucrativa e/o commerciale/imprenditoriale delle attività regolamentate” dal documento in oggetto; specificare “l'intento del Regolamento di sviluppare e promuovere l'impegno volontario, la cittadinanza attiva ed il capitale sociale della comunità locale”;
•	All’Art. 4 si richiede di aggiungere un comma 6: “Il Comune ammette la partecipazione di singoli cittadini ad interventi di cura o rigenerazione dei beni comuni urbani quale forma di riparazione del danno nei confronti dell’ente ai ﬁni previsti dalla legge penale, ovvero quale misura alternativa alla pena detentiva e alla pena pecuniaria, con le modalità previste dalla normativa in materia di lavoro di pubblica utilità”;
•	Si richiede di inserire, inoltre (tra il comma 2 ed il comma 3 dell’art. 4 ?): “Il Comune promuove l’innovazione sociale, attivando connessioni tra le diverse risorse presenti nella società, per creare servizi che soddisﬁno bisogni sociali e che nel contempo attivino legami sociali e forme inedite di collaborazione civica, anche attraverso piattaforme e ambienti digitali, con particolare riferimento alla rete civica”; •	All’art. 5 si richiede di specificare i casi di annullamento, sospensione, risoluzione, cessazione dei patti;
•	Si richiede di inserire (all’art. 6 tra il comma 1 ed il comma 2 ?): “Gli spazi e gli ediﬁci di cui al presente regolamento rappresentano una risorsa funzionale al raggiungimento delle ﬁnalità di cui al presente articolo. Il Comune riserva una quota di tali beni alla realizzazione di progetti che favoriscano l’innovazione sociale o la produzione di servizi collaborativi”; •	Si richiede di inserire (al Capo III, tra il comma 9 ed il comma 10 ?): “Il Comune promuove la creatività urbana anche attraverso la valorizzazione temporanea di spazi e immobili di proprietà comunale in attesa di una destinazione d’uso deﬁnitiva. I suddetti beni possono essere destinati a usi temporanei valorizzandone la vocazione artistica, evitando in tal modo la creazione di vuoti urbani e luoghi di conﬂitto sociale”; •	Si richiede di inserire: ( al Capo IV, dopo il comma 8 ?)“Il Comune favorisce l’innovazione digitale attraverso interventi di partecipazione all’ideazione, al disegno e alla realizzazione di servizi e applicazioni per la rete civica da parte della comunità, con particolare attenzione all’uso di dati e infrastrutture aperti, in un’ottica di beni comuni digitali”; •	Si richiede di inserire: ( al Capo IV, art. 14, tra il comma 2 ed il comma 3 ?) “individua periodicamente nell’ambito del patrimonio immobiliare del Comune gli ediﬁci in stato di parziale o totale disuso o deperimento che, per ubicazione, caratteristiche strutturali e destinazione funzionale, si prestano ad interventi di cura e rigenerazione da realizzarsi mediante patti di collaborazione tra cittadini e Comune”; •	Si richiede di inserire: (al Capo IV, art. 15, in coda al comma 3 ?) comma “Il Comune riconosce nella rete civica il luogo naturale per instaurare e far crescere il rapporto di collaborazione con e tra i cittadini. Per realizzare le ﬁnalità di cui al precedente comma, il Comune rende disponibili per i cittadini: 1.un kit di strumenti e canali per comunicare e fare proposte, quali la rete civica e il medium civico; 2. dati, infrastrutture/piattaforme digitali in formato aperto; 3. un tutoraggio nell’uso degli strumenti di comunicazione collaborativa, anche favorendo relazioni di auto aiuto fra gruppi;
•	Si richiede di inserire (al capo IV, art. 17, in coda al comma 3 ?) il Patto di Impegno, con cui i cittadini definiscono l'ambito e le modalità di impegno volontario in attività promosse dal Comune (Es. socio-assistenziali, culturali);
•	Si richiede di prevedere (al capo IV, art 18, in coda al comma 2 ?) Consigli di cittadini volontari (CCV), al fine di incentivare la partecipazione dei cittadini sulle questioni di rilevanza pubblica e locale, a titolo gratuito.
•	Si richiede che le attività di cura/rigenerazione non siano mai oggetto di retribuzione, nemmeno da parte dei beneficiari diretti. L'amministrazione può rimborsare solo le risorse necessarie, oggetto delle attività, preventivamente concordate e previste per iscritto dal patto di collaborazione, a seguito dell'accoglimento della domanda e previa valutazione del Gruppo di Lavoro tenuto conto delle osservazioni della cittadinanza.
•	Si richiede di inserire: (?) 1. “Gli ambiti di intervento e di impegno dei cittadini sono: - attività socio assistenziali (in favore di anziani fragili o non-autosufficienti; persone con disabilità; persone in condizioni di povertà, disagio ed emarginazione; famiglie vulnerabili e genitori in difficoltà; persone con dipendenze; rifugiati o richiedenti-asilo; donne vittime di violenza ed altri). - attività educative e formative; - attività sanitarie (assistenza ammalati; prevenzione e tutela della salute; soccorso e trasporto); - attività di protezione civile; - attività culturali e di tutela e valorizzazione dei beni culturali; - attività di tutela e valorizzazione dei diritti (economia solidale; intercultura; pace e diritti umani; solidarietà internazionale); - attività di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale; - tutela animali; - attività e manifestazioni sportive”; 2. “Le possibili attività di impegno dei cittadini coinvolti sono, a titolo esemplificativo: - affiancamento a persone fragili (disabili, anziani, madri sole, ecc.) per attività di compagnia, accompagnamento e trasporto, preparazione pasti, riordino dell’abitazione, ritiro ricette mediche e acquisto medicinali, ritiro documenti, effettuazioni di piccole riparazioni domestiche e piccole manutenzioni ed altro; - supporto nell’assistenza a persone anziane inserite in case residenza e centri diurni per attività di compagnia, supporto nei pasti, cura e igiene della persona ed assistenza ospedaliera; - supporto nell’assistenza a persone disabili inserite in centri socio-occupazionali e socio-riabilitativi per attività di compagnia, supporto ai pasti, cura e igiene della persona ed assistenza ospedaliera; - supporto nei centri di aggregazione giovanile, nei centri pomeridiani per minori; - accoglienza, ascolto ed orientamento di persone in difficoltà; - sostegno nei compiti scolastici; - distribuzione di pasti e generi alimentari in mense ed altre realtà impegnate nel sostegno a persone in condizioni di povertà; - custodia, vigilanza di strutture pubbliche; - piccoli lavori di manutenzione presso abitazioni private ed edifici di proprietà e/o in uso al Comune; - attività di tutela, ripristino, conservazione, manutenzione, custodia di parchi pubblici, aiuole, aree verdi, aree cortilizie delle scuole e degli edifici pubblici e impianti sportivi; - vigilanza davanti alle scuole per facilitare l’ingresso e l’uscita dei bambini da scuola; - attività di assistenza durante il trasporto scolastico e per le operazioni di accesso e uscita dagli edifici scolastici, anche in collaborazione con gli organi scolastici competenti; - supporto all’organizzazione e realizzazione di iniziative di carattere sociale, culturale, sportivo, ludico e ricreativo; - attività di supporto presso le biblioteche comunali”
C.	le seguenti PROPOSTE DI ELIMINAZIONE
•	All'art. 5, co. 2, lett. e), eliminare “eventualmente anche economici”; •	Si richiede di eliminare tutta la dicitura in Neretto, a seguito dell'art. 5, che non ha collocazione nel Regolamento, oltre al fatto che non è coerente con la finalità di coinvolgimento della cittadinanza.
Tutto il gruppo Gli amici di Beppe Grillo di Caserta auspica che le presenti proposte vengano accolte, attentamente studiate, valutate positivamente ed adottate quali utili correttivi al testo definitivo del Regolamento condiviso sui Beni Comuni Urbani, perché esso è una scommessa sul presente e sul futuro. Prenderci cura, insieme agli Amministratori all’uopo delegati, dei luoghi in cui viviamo e lavoriamo, in cui crescono i nostri figli è un atto di responsabilità e di amore verso la nostra città.
A tal uopo riteniamo opportuno allegare alla presente istanza l’elenco delle firme a suo tempo raccolte tra i cittadini casertani con la finalità di chiedere l’approvazione tempestiva di un Regolamento sui Beni Comuni Urbani. Al momento, essendo effettivamente in atto il processo realizzativo di tale Regolamento, l’elenco delle firme ha il semplice valore di notifica all’Amministrazione di quanto sia numerosa la partecipazione dei cittadini alla condivisione di problemi e progetti comuni e quanto sia forte la loro sensibilità verso il miglioramento civile e sociale della nostra amata città.
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petizioni/beni_comuni/osservazioni.txt Ultima modifica: 2017/01/24 14:19da valex Ad eccezione da dove è diversamente indicato, il contenuto di questo wiki è soggetto alla seguente licenza: CC Attribution-Share Alike 4.0 International Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti: cliccando su OK o proseguendo nella navigazione acconsenti al loro utilizzo.