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Timestamp: 2017-01-20 07:52:21+00:00
Document Index: 177118702

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.7', 'art.5', 'art.7', 'art.18', 'art.13', 'art.8', 'art.14']

Modello unico per le comunicazioni obbligatorie | Lavoro Fisso
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Modello unico per le comunicazioni obbligatorie
Da Redazione - 5 febbraio 2008 0 14 In questo articolo si cerca di fornire un riepilogo il più possibile completo degli oneri connessi alle “comunicazioni obbligatorie” concernenti la costituzione, la cessazione e le variazioni nel rapporto di lavoro. Si cercherà soprattutto di chiarire gli aspetti connessi all’entrata in vigore, dall’11 gennaio 2008, del decreto che istituisce il modello unico per le comunicazioni obbligatorie.
Il decreto in esame ha il suo fulcro nell’articolo 4 che tratta delle modalità di trasmissione delle comunicazioni obbligatorie.
Tutti i datori di lavoro, ad eccezione di quelli domestici, sono obbligati, così come prevede l’art.1, comma 1182, della legge n.296/2006, a trasmettere le comunicazioni obbligatorie attraverso i servizi informatici resi disponibili dalle strutture per l’impiego: la trasmissione cartacea e quella on-line sopravvivono, contemporaneamente, per un breve periodo (fino al 28 febbraio 2008 e, limitatamente alla Provincia di Bolzano, per problemi legati al bilinguismo, fino al successivo 30 novembre).
Da subito (art.7), sono abrogati sia il vecchio modello C/ASS che quello utilizzato dalle imprese di lavoro temporaneo, denominato “modello unificato-temp”. I dati trasmessi seguendo le modalità informatiche soddisfano i requisiti della forma scritta e non debbono essere seguiti dall’invio della documentazione cartacea. L’unica eccezione all’obbligatorietà informatica riguarda i datori di lavoro domestici per i quali, tenuto conto di una serie di considerazioni di natura personale (si pensi, ad esempio, alle persone anziane), è possibile utilizzare altra forma di comunicazione (es. invio postale con lettera AR, fax, consegna a mano allo sportello del centro per l’impiego, ecc) purché dalla stessa si evinca la data certa di trasmissione.
La certezza dell’ora e del giorno di ricezione è data dalla ricevuta del sistema informatico: essa fa fede fino a querela di falso.
Cosa succede se, per una qualsiasi ragione, il sistema non dovesse funzionare? I servizi per l’impiego sono tenuti a rilasciare a richiesta, un attestato che certifichi il mancato funzionamento ma, al contempo, il datore di lavoro o il soggetto abilitato sono tenuti ad effettuare, comunque, attraverso il c.d. “fax service”, messo a disposizione dal Ministero del Lavoro e della previdenza sociale o dalle Regioni, una comunicazione d’urgenza (con gli elementi essenziali) attraverso il modulo “Unificato Urg”, riservandosi l’invio completo dei dati nel primo giorno utile successivo.
Trascorsi i quindici giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (ossia, a partire dall’11 gennaio 2008) è, definitivamente, venuto meno l’obbligo a carico dei datori di lavoro di comunicare all’Inail il codice fiscale dei lavoratori al momento dell’assunzione o della cessazione (art.5).
Con la comunicazione preventiva di assunzione e con quella di cessazione e di variazione nei termini previsti dalle disposizioni vigenti (5 giorni dal verificarsi dell’evento) effettuata al centro per l’impiego, il soggetto interessato assolve l’obbligo oltre che nei confronti dell’Inps, dell’Inail o degli altri Istituti previdenziali interessati anche nei confronti dello Sportello unico per l’immigrazione ubicato presso la Prefettura – Utg per le variazioni connesse al rapporto di lavoro degli extracomunitari (in sostanza, assunzioni e cessazioni) previste dal D. Lgs. n.286/1998.
E’ il Ministero del Lavoro e della previdenza sociale che funge da “coordinatore” del sistema: ad esso vanno, in via informatica, tutte le comunicazioni pervenute ai centri per l’impiego, ed esso smista, sempre in via informatica, tutte le comunicazioni ai soggetti interessati appena citati. Non sono espressamente citate dall’art.7 le che pure la norma di riferimento, contenuta nel D. D.Lgs. n.297/2003, nominava espressamente.
Il sistema prevede una sorta di accesso delle Direzioni regionali e provinciali del Lavoro alla banca dati centrale per verificare i ritardi nelle comunicazioni, cui l’art.18 del D.Lgs. n.276/2003 collega sanzioni amministrative comprese tra 100 e 500 euro per ogni lavoratore interessato, comunque diffidabili ed estinguibili con l’importo minimo attraverso la procedura individuata dall’art.13 del D. Lgs. n.124/2004. La questione appena evidenziata appare di estrema importanza atteso che i centri per l’impiego non continueranno a segnalare le ritardate comunicazioni (soggette a sanzioni amministrative) agli organi territoriali del Ministero, in quanto con la comunicazione al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale adempiono a tutti gli obblighi che la normativa loro richiede (cosa, peraltro, detta espressamente dalla nota n. 8371).
Fase transitoria L’art.8, comma 2, stabilisce un principio di estrema importanza relativo al c.d. “periodo transitorio”: soltanto con i modelli on line l’unica comunicazione sarà “pluriefficace” nei confronti di tutti gli Enti interessati.
Chi continua ad usare il sistema cartaceo dovrà continuare a fare singole comunicazioni a tutti gli Istituti interessati.
Conseguentemente, ad esempio, il datore di lavoro che continua ad adoperare la vecchia comunicazione cartacea fino alla fine del prossimo mese di febbraio, dovrà continuare ad effettuare la comunicazione all’Inail prevista dall’art.14, comma 2, del D.Lgs. n.38/2000. L’abrogazione del modello C/Ass (a partire dall’11 gennaio 2008) fa sì che i datori di lavoro che non volessero (o non potessero) avvalersi della modulistica on line, debbano utilizzare per le loro comunicazioni uno dei modelli allegati in fac-simile alla nota ministeriale n.8371. Nella fase transitoria i datori di lavoro agricoli debbono, invece, continuare ad effettuare le comunicazioni (qualora non si avvalgano della nuova procedura) con le modalità indicate dall’Inps con la circolare n.80/2007.
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