Source: https://issuu.com/geoweb/docs/ritagli_e_prime_pagine_del_24_febbraio_2012
Timestamp: 2018-04-19 23:36:19+00:00
Document Index: 170624623

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 82']

Il Sole 24 Ore Venerdì 24 Febbraio 2012 - N. 54
Lenormeperl’applicazione
L’Ivie già al debutto nella dichiarazione dei redditi per il 2011
Aliquota dello 0,76% sulcosto diacquisto
L’imposta si applica sul valore degli immobili posseduti oltreconfine PAGINA A CURA DI
Con la legge di conversione n. 214/2011 del Dl n. 201/2011 è stata istituita l’Ivie, una nuova imposta patrimoniale, che ha come riferimento gli immobili situati all’estero, di qualunque natura e destinazione, dei quali abbiano il diritto di "proprietà" o un altro "diritto reale" le persone fisiche residenti in Italia. Tecnicamente, questa nuova imposta è denominata "imposta sul valore degli immobili situati all’estero". Il nuovo tributo, che sarà da pagare anche per il periodo d’imposta 2011, dovrà essere assolto in sede di dichiarazionedeiredditi(conimodelli730eUnico,neiqualisonostati apprestati appositi "righi") da compilare nel 2012; probabilmente,puressendostataistituitaneldicembredel2011,l’Iviesarà dovuta per l’intero anno (con l’effetto pratico di essere dovuta retroattivamente anche per il periodo nel quale essa non era ancora stata istituita). Così, ad esempio, l’Ivie dovrà essere pagata anche da chi abbia venduto, alla fine di ottobre del 2011, un immobile acquistato nello stesso anno o anteriormente: evidentemente,in talcaso, l’impostaandràpagata peri dodice-
simi di effettivo possesso. La legge infatti sancisce che l’Ivie «è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso» e, a quest’ultimo fine, «il mese durante il quale il possessosièprotrattoperalmeno quindici giorni è computato per intero». Cosicché, chi compra nella prima quindicina di settembre, così come accade per l’Ici e come accadrà per l’Imu, pagherà l’Ivie per i quattro dodicesimi. Quanto all’individuazione deisoggettipassividell’Ivie, occorre concludere che si tratta delle persone fisiche (e quindi non i soggetti diversi dalle persone fisiche). La norma non lo dice espressamente, ma lo lascia presagire quando afferma che «per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonché per il contenzioso» relativi all’Ivie, «si applicano le disposizioni previste per l’imposta sul reddito delle persone fisiche». Occorre poi sottolineare che soggetti passivi dell’Ivie non solo solamente le persone che abbiano la cittadinanza italiana: in effetti, come già accennato, la norma in questione
parla di «persone fisiche residenti nel territorio dello Stato», comprendendo pertanto nel suo ambito applicativo qualsiasi residente in Italia, che sia o meno cittadino italiano. Quindi (a parte ogni discorso sulla difficoltà per il fisco italiano di accertare le proprietà all’estero, sia degli italiani che degli stranieri residenti in Italia), dovrà pagare le imposte per gli immobili all’estero su cui abbia il diritto di proprietà o un altro diritto reale, per esempio, anche il cittadino tedesco che risieda in Italia, nonché il soggetto extracomunitario che abbia il permesso o la carta di soggiorno in Italia. Peraltro, una delle principali difficoltà sollevate dalla normativa in commento (e sulla quale ci sarà bisogno di ampie spiegazioni da parte del fisco italiano) è proprio quella che si prospetta con riferimento alla trasposizione dei concetti di "bene immobile", "proprietà" e "diritto reale" al di fuori dei confini italiani, in quanto si tratta di concetti propri del nostro ordinamento e che spesso non sono sovrapponibili ad analoghesituazioni regolamentate da altri ordinamenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Nome dell’imposta
Impostasulvaloredegliimmobilisituati all’estero
PersonafisicaresidenteinItalia (anchesenoncittadinoitaliano)
Proprietàodirittirealisuimmobilisituati all’estero
Mensile(pertantosipagaperdodicesimi)
Computo del mese
Meseimponibileèquellonelqualesièavuto unpossessoprotrattoperalmeno15giorni
(sec’èattod’acquisto)Ilcostoriportato nell’attod’acquisto
(senonc’èattod’acquisto)Ilvaloreattuale dimercato
Unitamenteaipagamentidovutiinbase alladichiarazioneannualedeiredditi
L’aliquota dell’Ivie è disposta nella misura dello 0,76%, da applicare sul "valore degli immobili", la cui determinazione è operata nel modo seguente: il «costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile». Questa espressione normativa genera notevoli incertezze, in quanto la sua applicazione conduce a conseguenze talmente inique da sollecitare il dubbio della loro plausibilità. Anzitutto, il legislatore non è cristallino quando afferma che, per stabilire il "valore" imponibile, occorre anzitutto assumere come tale il «costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti»: infatti, non è ben chiaro che cosa significhi l’espressione e quali siano i «contratti» citati. Focalizzando l’attenzione sul concetto di «costo d’acquisto», appare inaccettabile che siano sullo stesso piano – come la norma in questione afferma – il contratto d’acquisto stipulato decine di anni fa e quello stipulato di recente. Evidentemente, quest’ultimo porta un prezzo molto superiore rispetto a quello espresso nel contratto che, avendo a oggetto un bene di similare ubicazione e consistenza, sia stato invece stipulato tanto tempo addietro. E questa appare una situazione di tale disparità di trattamento di situazioni identiche, da non
sembrare appunto plausibile per la sua probabile incostituzionalità. Altra situazione che non appare facilmente digeribile è quella della parificazione del "costo" d’acquisto al "valore di mercato" qualora si sia "in mancanza" di detto costo d’acquisto. A parte il problema di capire quali siano i casi di "mancanza" del costo d’acquisto (saranno, per caso, gli acquisti per donazione o permuta?), appare anche in questa ipotesi non plausibile che, per uno stesso bene, si possa avere una base imponibile rappresentata dal suo attuale valore di mercato oppure dal suo costo d’acquisto (tanto più basso quanto più tempo sia decorso dalla data di acquisto), a seconda se questo "manchi" o meno. È chiaro che il "costo d’acquisto" sia quello risultante, ad esempio, da un contratto di compravendita. Ma non è chiaro, ad esempio, cosa succeda se Tizio sia l’erede dell’acquirente Caio. Sarà questo un caso di mancanza di costo d’acquisto e quindi di applicazione dell’Ivie all’attuale valore del bene ? Probabilmente no, in base alla regola generale che l’erede subentra nello stesso status del defunto e quindi anche nel "costo d’acquisto" al medesimo imputabile. Ma non è detto che le Entrate non la pensino diversamente. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Una casa in società
Io e mia moglie siamo unici soci di una LLP che possiede una casa a New York. Dobbiamo pagare l’Ivie ?
Latitolaritàdiquotedel capitalesocialedisocietà proprietariediimmobili all’esterovaqualificatacome possessodiattivitàfinanziarie estere(aprescinderedalbene immobiledicuilasocietàstessa èproprietaria)equindinon comepossessodiimmobili all’esterodapartedellepersone fisichesocieditalesocietà. Neconseguelanecessitàdi versarel’Ivafe(conaliquota 0,1percento)sulvaloredelle partecipazionienonl’Ivie(con aliquotadello0,76percento) sulvaloredell’immobile.
Lo scudo non c’entra
Se un immobile all’estero è stato scudato, si versa l’Ivie o l’imposta di bollo da scudo ?
L’impostadibolloperleattività scudatedeveessereversatasolo quandositrattadiattività finanziariechesianostate segretateal6dicembre2011;gli immobiliregolarizzati(solose ubicatiinunoStato "collaborativo")nonsononé attivitàfinanziarienésonomai statisegretati,quindil’unica impostaèl’Ivie,conaliquota dello0,76%,dellorocosto– documentatoconattodiacquisto –odelvaloredimercato.
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PARTI SOCIALI & occupazione
Elsa Fornero: «Garanzie estese a tutti ma meno generose»
Lavoro: nel 2017 i nuovi ammortizzatorisociali I sindacati sono pronti a dare battaglia sulla copertura finanziaria Susanna Camusso: il governo non ci dà risposte chiare sulle risorse ROMA - Si allungano i tempi per arrivare a parlare dell'articolo 18, mentre è scontro tra governo-parti sociali sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Dopo un nuovo round al ministero del Lavoro con sindacati e imprese, i nodi ancora da sciogliere non permetteranno di discutere il prossimo primo marzo della flessibilità in uscita, nodo lasciato per ultimo in agenda. Mentre resta aperta la partita politica: la riforma del mercato del lavoro è stato il tema al centro dell'incontro, ieri, con il presidente del Consiglio Mario Monti del leader del Pd Pier Luigi Bersani, che ha chiesto al governo di fare «ogni sforzo per un accordo». Il ministro Elsa Fornero ha aperto tre ore di confronto con le parti sociali garantendo la «ferma intenzione» di cercare un'intesa: «Perché serve la consapevolezza che la riforma non serve ad accontentare il governo o qualche partito» ma è per «il bene del Paese». Il ministro ha quindi ha tracciato le linee guida della riforma degli ammortizzatori: estendere le tutele a 12 milioni di lavoratori, allargandole ai
quasi otto milioni di esclusi, senza gravare sulla fiscalità generale ma puntando su un sistema assicurativocontributivo. Bene gli obiettivi ma non c'è chiarezza sulle risorse, dicono i sindacati, che temono una diluizione delle protezioni oggi in campo per allargare la platea senza avere nulla in più da spendere. Anzi, il ministro ha indicato che continuare ad utilizzare le risorse che già ci sono «è un suo obiettivo personale» e che «non poteva parlare a nome del governo», riferisce il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. È dura la leader della Cgil, Susanna Camusso: «Il Governo non può permettersi di dire che siamo noi a non volere
La Cgil: non siamo noi a non volere i cambiamenti
CONFRONTO La segretaria generale della Cgil Susanna Camusso con la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia i cambiamenti», perché «tutto gira intorno al nodo delle risorse», e su questo non sono state date risposte chiare. Elsa Fornero ha preso l'impegno di presentare la riforma nel dettaglio il prossimo primo marzo, riferiscono i sindacati. «Siamo assolutamente d'accordo che bisogna includere, allargando la platea, ma - avverte Camusso quello che non può succedere è che si dia poco o nulla a chi oggi non ha tutele, e che per farlo si tolga molto a chi invece le ha. Il Governo deve dirci quali sono le risorse e come distribuirle, altrimenti sembra che qualcuno vuol fare una riforma tagliando le prestazioni invece che allargarle». Al tavolo con il governo «in parte c'è stallo», perché ancora si attendono risposte «alle stesse domande», aggiunge Susanna Camusso, sottolineando comunque un risultato positivo: aver
«acquisito un principio di gradualita», per il quale la riforma «andrà a regime dopo una transizione di cinque anni, nel 2017». «Credo - dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni che il governo responsabilmente debba dire con chiarezza quali sono i suoi obiettivi, e debba sorreggerli con i numeri». Per Angeletti, il ministro deve chiarire «chi avrà diritto ad accedere» al nuovo sistema «universale» di ammortizzatori, «quante risorse ognuno potrà percepire e per quanto tempo. Solo queste risposte - avverte ci diranno se la sua proposta migliorerà le condizioni». Sulla stessa linea Giovanni Centrella per l'Ugl: «Ancora non è chiaro cosa il governo intenda fare, per questo va ancora incalzato per avere risposte». © riproduzione riservata
CONSIGLIO DEI MINISTRI Slittano le norme sul catasto, le detrazioni e l’Ici per la Chiesa e le onlus
Fisco più semplice, oggi via al decreto ROMA - Approda oggi al Consiglio dei ministri il decreto fiscale con le «disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, potenziamento dell'accertamento ed altre disposizioni urgenti di natura finanziaria e societaria», come recita il primo punto all'ordine del giorno del governo. Non c'è in agenda la 'delega' con norme di più ampio respiro: sfoltimento delle detrazioni, riforma del catasto, novità sull'abuso di diritto. Defalcata, a quanto pare, anche la norma per l'Ici sulle attività commerciali della Chiesa, delle onlus e degli enti commerciali in genere. A meno che non sia inserita all'ultimo momento o arrivi come emendamento nell'iter parlamentare. La priori-
tà resta la lotta all'evasione. L'altra esigenza è rendere il fisco più facile. «Un buon passo in avanti per diminuire i costi» degli adempimenti fiscali, commenta il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. Resta aperta la partita per l'aumento delle detrazioni familiari per i redditi più bassi, dal 2014, dopo il pareggio di bilancio. La delega dovrebbe marciare parallelamente alla revisione della spesa pubblica, alla quale sta lavorando il ministro per i rapporti col Parlamento Piero Giarda che se ne era occupato già lo scorso anno nell'ambito del tavolo sulla riforma fiscale che presiedeva come "tecnico". Poi c’è il capitolo dei codici fiscali. Oggi 28.000 sono identi-
NOVITÀ Befera annuncia: codici fiscali da rivedere ci. Esistono codici di stranieri che hanno nome e/o cognome composti da una sola lettera o sillaba; codici che vanno aggiornati perché il Paese dove il contribuente è nato non esiste più; codici falsi, o ottenuti illegalmente presentando documenti di identità falsificati - a
volte ad opera di vere e proprie organizzazioni criminali - per frodare il fisco e per truffare banche e società finanziarie. Insomma il codice alfanumerico che dagli anni '70 è stato declinato in oltre 90 milioni di combinazioni registra parecchie criticità: l'Agenzia delle
L’anagrafe tributaria cambierà per evitare truffe e omonimie
Entrate e la Sogei studiano «una alternativa per affrontare i casi dei codici identici pur non eliminandoli completamente». In sostanza, i futuri codici nasceranno solo in parte dai dati anagrafici. Il direttore delle Entrate, Befera, alla Commissione parlamentare sull'anagrafe tributaria ha spiegato che «la soluzione finale verrà presa ponderando costi e benefici». Non saranno dunque sostituiti in blocco i codici fiscali col rischio di creare un caos generalizzato. Si cercheranno invece soluzioni alternative sia per sostituire codici fiscali esistenti - ove occorra - sia per rilasciarne di nuovi in futuro. Nel frattempo proseguirà la «bonifica» dei doppioni e l’eliminazione dei codici delle persone decedute la cui morte non è stata comunicata all'amministrazione finanziaria. Nel caso degli ultracentenari ad esempio, in «assenza di evidenze di esistenza in vita» il Fisco ne registra il "decesso", se non altro come contribuente. © riproduzione riservata
I M P O S T E E TA S S E
SEMPLIFICAZIONI FISCALI/ Oggi il decreto legge va all’esame del consiglio dei ministri
Black list, operazioni con il filtro Niente obbligo per le cessioni di importo ﬁno a 500 euro DI
n ﬁltro alle comunicazioni delle operazioni Iva con soggetti «black list»: l’obbligo non sussisterà più per le cessioni di beni e prestazioni di servizi di importo ﬁno a 500 euro. La novità è contenuta nella bozza del dl sulle semplificazioni fiscali oggi in consiglio dei ministri. Se la previsione sarà confermata, si avrà quindi un’apprezzabile riduzione dell’obbligo, soprattutto in relazione alle prestazioni di servizi di modesto importo frequentemente acquisite da soggetti passivi nazionali presso fornitori situati in paesi black list, ad esempio un pranzo al ristorante in Svizzera o a San Marino. Occorre ricordare che l’ambito oggettivo della comunicazione introdotta dall’art. 1 del dl n. 40/2010 non comprende soltanto le operazioni territorialmente rilevanti ai ﬁni Iva in Italia, o comunque soggette all’obbligo di registrazione (es. prestazioni non territoriali art. 7-ter rese a committenti stabiliti in altri paesi membri); l’art. 3 del dm 5 agosto 2010 ha esteso l’obbligo anche
alle «prestazioni di servizi che non si considerano effettuate nel territorio dello stato agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto e che sono rese o ricevute nei confronti di soggetti passivi aventi sede, residenza o domicilio nei paesi cosiddetti black list», donde la rilevanza, ai ﬁni dell’obbligo in esame, anche della prestazione di ristorazione acquisita all’estero (e non territoriale in Italia), ancorché di modesta entità, qualora si intenda imputare la spesa all’attività economica. In questo quadro, la bozza di decreto in via di approvazione introduce una utile sempliﬁcazione, limitando l’obbligo della comunicazione in esame alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di importo superiore a 500 euro. Al momento, non essendo previsto nulla in ordine alla decorrenza della sempliﬁcazione in esame (che ﬁgura, nella bozza, tra le disposizioni sulle quali non sono annotate riserve), ci si chiede se l’adempimento verrebbe meno in relazione alle operazioni di importo sotto soglia effettuate dopo l’entrata in vigore del provvedimento, oppure, in un’ottica di favore, anche per quelle effettua-
te prima, per le quali l’obbligo di trasmissione della comunicazione venga a scadere successivamente. Tra le varie sempliﬁcazioni, la bozza prevede pure una norma di sanatoria permanente dell’omessa comunicazione preventiva prescritta per la fruizione di regimi ﬁscali opzionali o di beneﬁci tributari (ad esempio la tassazione per trasparenza delle società di capitali). In particola-
re, la fruizione dei regimi speciali o dei beneﬁci, pur in carenza di preventiva opzione, resterebbe valida qualora il contribuente: abbia i requisiti sostanziali per l’accesso al regime o al beneﬁcio fruito; effettui la comunicazione o esegua l’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile; versi contestualmente l’importo della sanzione minima prevista
dall’art. 11, comma 1, del dlgs n. 471/97, ossia 258 euro. Il tutto subordinatamente alla condizione che la violazione non sia stata già constatata e che non siano iniziati accessi, ispezioni, veriﬁche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza. In ambito Iva, la previsione in esame dovrebbe dare copertura a quella che è l’unica ipotesi in cui la scelta del contribuente deve essere manifestata preventivamente in modo esplicito e non attraverso il comportamento concludente, giusta disposizione dell’art. 2 del dpr n. 442/97, ovverosia l’opzione per il regime di liquidazione dell’Iva di gruppo. Attualmente, l’attivazione dell’Iva di gruppo è infatti condizionata all’opzione esplicita, mediante trasmissione del modello Iva 26, entro il 16 febbraio dell’anno di riferimento, senza possibilità di rimediare all’omissione attraverso il comportamento concludente; con la nuova norma, invece, sarebbe possibile convalidare la scelta effettuando gli adempimenti descritti. © Riproduzione riservata
Il dl milleproroghe convertito in legge
Rinvii per catasto e inesigibilità DI
rorogati i termini per presentare le domande di variazione catastale dei fabbricati rurali strumentali e le comunicazioni d’inesigibilità dei ruoli agli enti creditori da parte di concessionari e agenti della riscossione. L’art. 29 del milleproroghe (dl 216/2011, convertito ieri in legge dalla Camera con 336 voti a favore, 61 contrari e 13 astensioni dopo il voto di ﬁducia), sposta più avanti il termine per presentare le istanze per ottenere il cambio di categoria catastale da parte degli agricoltori, ﬁssato prima al 30/9/2011 e poi al 31 marzo, e considera regolari le domande di variazione presentate entro il 30/6/2012. Inoltre, consente a agenti della riscossione e ex concessionari-esattori di comunicare ai creditori l’inesigibilità delle somme entro il 31/12/2013 per tutti i ruoli consegnati ﬁno al 31/12/2010. Prima di quest’ultimo intervento normativo, il termine per l’adempimento era il 30/9/2012 per tutti i ruoli consegnati ﬁno al 30/9/2009. Arriva dunque la proroga anche per la presentazione delle domande d’inesigibilità dei ruoli agli enti creditori che in passato hanno riscosso le entrate tramite cartella di pagamento. Equitalia e gli ex concessionari potranno comunicare ai creditori
l’inesigibilità delle somme entro il 31/12/2013 per tutti i ruoli consegnati ﬁno al 31/12/2010. Tuttavia, l’art. 29 concede un ulteriore rinvio sia per la presentazione delle comunicazioni sia per effettuare i controlli da parte degli enti creditori. Il termine ordinario triennale per i controlli da parte delle amministrazioni interessate decorre dall’1/1/2014. Per quanto riguarda i fabbricati rurali (si veda ItaliaOggi di ieri) prorogato al 30 giugno il termine per la presentazione delle domande di variazione catastale all’agenzia del Territorio, al ﬁne di ottenere l’esenzione sui fabbricati rurali strumentali ﬁno al 2011 e il trattamento agevolato dal 2012, con applicazione dell’aliquota ridotta al 2 per mille. Sono considerate regolari anche le domande presentate dopo la scadenza del termine originario, che era inizialmente il 30/9/2011. La richiesta di variazione va presentata solo dai titolari di fabbricati strumentali. Sono interessati alle variazioni i titolari di immobili strumentali, vale a dire quelli utilizzati per la manipolazione, trasformazione e vendita dei prodotti agricoli.
Il dl convertito sul sito www.italiaoggi. it/documenti
FOCUS EFFICIENZA
Dall’hotel all’appartamento La certificazione edilizia - energetica e ambientale - assicura consumi ridotti e un maggiore valore dell’immobile, di qualunque tipologia: residenziale e non, intero edificio o singola unità abitativa. In questo contesto, il cittadino ha il dovere di informarsi e il diritto di ottenere una certificazione seria e attestata
N.1 | gennaio/febbraio 2012 | www.guidarinnovabili.it
L’ottimizzazione dell’ef ficienza degli edifici è uno degli strumenti che l’Europa ha indicato come indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico e di riduzione dei consumi da qui al 2020, quando diventerà obbligatorio costruire edifici a energia quasi zero. La grande novità, spiega Norbert Lantschner - ideatore di CasaClima, con il quale abbiamo approfondito l’argomento - riguarda la possibilità di richiedere la certificazione anche per le singole unità abitative.
PERFINO PER APPARTAMENTI
La certificazione, però, non riguarda solo ed esclusivamente le abitazioni. “Già la direttiva europea distingue tra residenziale e non residenziale - continua Lantschner - In questa categoria ricade tutto ciò che rientra nel terziario e commerciale, quindi hotel, palestre, scuole, ospedali, centri commerciali ecc.”. Per
Il centro Haus Curtinie, commissionato dal Comune di Cortina (BZ) e progettato dall’architetto Albert Colz, ha ottenuto il sigillo CasaClima Gold
queste tipologie di edifici sono stati stilati appositi protocolli, che consentono di valutare una serie di parametri al fine di ottenere il sigillo di qualità. “Si è cercato di concretizzare l’ottimizzazione dell’efficienza degli edifici attraverso due tipi di certificazioni, quella energetica - che è la più utilizzata anche nel residenziale - e l’ambientale, pensata per chi vuole andare oltre la certificazione energetica”. La prima è - e resta - la condizione di accesso allo step successivo, ovvero il presupposto di base senza il quale non si può richiedere
la certificazione ambientale. “I sigilli di qualità che abbiamo strutturato in questi anni si basano sulla considerazione di diversi elementi che tengono conto della tipologia, della finalità e dell’ubicazione dell’edificio. A tale scopo, abbiamo preparato decaloghi per ogni ambito: il turismo, la produzione, gli impianti sportivi ecc. In sostanza si è cercato di declinare, a seconda dello stabile e delle sue funzioni, quali siano gli elementi essenziali da indagare al fine del rilascio di una certificazione di qualità ambientale”.
Il progetto dell’architetto Manuel Benedikter e la consulenza energetica CasaClima dell’ingegnere Paolo Veggetti hanno portato all’ottenimento della certificazione Gold Nature per casa Magnanelli ad Albereto di Montescudo (RN)
Durante l’ultima edizione di Klimahouse di Bolzano - dal 26 al 29 gennaio 2012 - è stato presentato un protocollo apposito contenente i criteri per la riqualificazione sostenibile degli appartamenti. “In questo modo vogliamo dare la possibilità ai singoli inquilini di qualificare energeticamente la propria abitazione, anche laddove il condominio non voglia intervenire in maniera completa su tutto l’edificio”. Naturalmente, spiega Lantschner, la riqualificazione di una singola unità abitativa è molto più difficile, in quanto i migliori risultati si ottengono realizzando interventi complessivi, partendo dall’involucro, lavorando su ponti termici, pareti, serramenti, tetti, coperture, impianti e quant’altro, mentre in questi casi è possibile intervenire solo sugli interni. “I criteri sono stati sviluppati nell’arco degli ultimi due anni, durante i quali abbiamo svolto un lavoro intenso per riuscire a descrivere un intervento di qualità costruttiva e di ecocompatibilità che fosse poi certificabile. Tali criteri descrivono la qualità dell’intervento, la modalità della posa, il tipo di materiali usati, la tipologia di strutture e dimensioni dei substrati, la qualità delle finestre, dell’impianto di riscaldamento e una serie di altri elementi”.
Norbert Lantschner, ideatore di CasaClima
La sede dell’azienda Natural Building a San Biagio di Callalta (TV) è un esempio di edificio certificato in classe Gold+. Il progetto è dell’architetto Gianfranco Visentin, mentre l’architetto Andrea Zambon ha curato la consulenza energetica CasaClima
I CRITERI SI FANNO IN TRE
Per la valutazione ambientale CasaClima ha individuato diversi elementi suddivisi in tre macroaree: ecologia, economia e aspetti socioculturali. “La prima riunisce i criteri riguardanti tutti gli aspetti finalizzati a ottenere un impatto ambientale volto allo sviluppo sostenibile; si tratta quindi degli aspetti legati all’efficienza energetica, gestione dei rifiuti, a quella delle risorse idriche, all’acustica, ai campi elettromagnetici ecc. Il criterio economico si riferisce agli elementi di valutazione del costo dell’investimento, della gestione, della manutenzione ordinaria e straordinaria, e ancora alla durabilità dei processi e dei materiali impiegati. Nell’ultima categoria invece rientrano i criteri legati agli aspetti socioculturali, che si riferiscono a cultura e tradizione del territorio nel quale l’edificio sorge e che devono essere preservate e valorizzate”. Ciò si traduce nella scelta dei materiali locali, che siano reperibili con trasporti minimi riducendo l’impatto ambientale, così come nella considerazione di altri aspetti legati alla vivibilità del luogo, per esempio quelli gastronomici a chilometro zero. Senza dimenticare che devono essere valutati anche elementi quali quelli di estetica, il design dell’edificio e il suo modo di inserirsi nell’ambiente circostante.
L’approccio cambia se si ha a che fare con edifici nuovi o già realizzati. “Sull’esistente ci sono sempre dei limiti che possono derivare da svariati elementi; serve quindi la diagnosi dell’edificio prima di impostare il pacchetto di interventi. Gli elementi fondamentali per migliorare il bilancio energetico sono, comunque, due: la struttura dell’involucro e l’impiantistica. In questi casi, infatti, la riqualificazione non è mai solo energetica, ma anche costruttiva”. Ad ogni
modo, sottolinea il direttore, è importante ricordare che ogni situazione va considerata secondo le sue peculiarità e le diverse proposte devono essere vestite sul singolo contesto: “Per ogni casa - dice - ci sono delle soluzioni, ma non ogni soluzione va bene per tutte le case”.
VERIFICA: NOTA DOLENTE In ogni certificazione esiste però ancora un punto critico: la verifica del sigillo di qualità. “La Commissione Europea ha individuato nell’edilizia il settore più importante per potere applicare la strate-
Ad ognuno la propria classe LÕagenzia offre la possibilitˆ di richiedere il rilascio del sigillo di qualitˆ per diverse tipologie di edificio. Le certificazioni attualmente possibili sono: - CasaClima Nature, che certifica un edificio non solo dal punto di vista dellÕefficienza energetica, ma anche dell'impatto sullÕambiente e sulla salute dellÕuomo. Quindi, valuta lÕecocompatibilitˆ dei materiali e dei sistemi impiegati nella costruzione; - ClimaHotel, pensato per strutture alberghiere che adottino misure tecniche e strategiche di gestione coerenti con uno sviluppo sostenibile dellÕattivitˆ turistica; - CasaClima Habitat, che valuta la sostenibilitˆ non solo dei singoli edifici ma di tutto il contesto abitativo; - CasaClima Wine, rivolto ad aziende vinicole interessate a una maggiore sostenibilitˆ, valuta anche il consumo di risorse ed energia del processo di vinificazione oltre a considerare la scelta degli imballaggi e l'impatto dovuto al trasporto del vino; - CasaClima Work&Life, riservato a strutture adibite ad uffici e servizi; - CasaClima MobileHome, pensato per le strutture dei camping, ovvero i moderni bungalow caratterizzati da design e autosufficienza energetica. Oltre a questi sigilli legati agli immobili • possibile certificare anche alcuni prodotti, richiedendo i sigilli Finestra e Porta Qualitˆ CasaClima.
ClimaHotel parla bergamasco Il primato in Lombardia se lo assicura Pontida. A metà novembre l’Agriturismo Polisena, che sorge sulle colline della cittadina in provincia di Bergamo, ha conseguito la certificazione ClimaHotel di CasaClima, diventando la prima struttura ricettiva certificata nell’intera regione. A fare la parte del leone è l’impianto geotermico, che però non è la sola scelta di efficienza dell’agriturismo. La proprietà, infatti, si è dotata anche di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria e di un impianto fotovoltaico per quella di energia. È stata posta attenzione anche alla coibentazione dell’edificio, realizzata con il ricorso a fibra di legno, mentre l’involucro è stato realizzato in legno con pannelli portanti XLam. Grande importanza, infine, al territorio e alle sue tradizioni, con la scelta di offrire nel menù del ristorante solo prodotti locali e rigorosamente biologici.
CERTIFICATA HA PIÙ VALORE Alla luce di ciò, si comprende meglio quanto costruire una cultura nel consumatore possa essere determinante. Resta però da capire quanto la certificazione sia un valore aggiunto ricercato dall’utente e proposto dai settori tecnici coinvolti. Senza dubbio la certificazione energetica seria premia la qualità e il committente e si traduce, nel contempo, nell’aumento del valore dell’immobile.
La sede della società Vanoncini, a Mapello (BG), è un altro esempio di edificio in classe Gold. La progettazione dell’edificio è dell’architetto Paolo Ghezzi, mentre la progettazione energetica è stata curata dallo Studio Carlini, Ing. Marco Graiff
Per la valutazione ambientale CasaClima ha individuato diversi elementi suddivisi in tre macroaree: ecologia, economia e aspetti socioculturali “In pochi anni le case ad alta efficienza avranno un mercato sempre più ampio, mentre le case ’colabrodo’ saranno invendibili. La certificazione diventerà così un documento di garanzia ricercato. Ad oggi abbiamo circa 100 edifici in classe Gold - ovvero la categoria che indica la casa a consumo quasi zero che diventerà obbligatoria dal 2020 - e sono stati venduti immediatamente”. Questo dato significa che il mercato già ora cerca e vuole la qualità e che l’utilità della certificazione è un valore compreso. “Abbiamo effettuato un’indagine presso un gruppo di famiglie che avevano acquistato una casa dotata di certificazione CasaClima e tra le motivazioni che le hanno spinte a tale scelta hanno indicato, come fattore primario, il risparmio energetico e, al secondo posto, proprio l’aumento del valore dell’immobile”. Del resto, a parità di tipologia, funzioni e ubicazione, una casa certificata per esempio in classe Gold, rispetto a una priva di certificazione, ha tra il 15 e il 20% di valore in più. La consapevolezza, dunque, si sta formando e si spera che in futuro possa stimolare lo sviluppo del mercato.
delle lobby coinvolte. Inoltre, altre difficoltà sono rappresentate dai parametri di calcolo, che sono diversi da nazione a nazione. La Commissione si sta impegnando per unificare i sistemi e avere un solo metodo di calcolo valido per tutti gli Stati membri”.
gia per la protezione del clima e la riduzione dei consumi energetici in Europa. Lo strumento più opportuno per tale strategia è proprio il certificato energetico, che è stato pensato prendendo a modello quanto accaduto per la certificazione degli elettrodomestici”. Quest’ultima ha avuto un grande successo, motivato dall’interessamento dei consumatori che ha spinto notevolmente la domanda verso apparecchi meno energivori. I produttori sono obbligati a sottoporre i propri elettrodomestici a controlli e valutazioni presso strutture accreditate, che certificano la loro classe di appartenenza; con gli edifici questo controllo non è possibile. “Occorre trovare un modo per garantire la terzietà e l’indipendenza del certificatore. L’Europa obbliga già gli Stati membri a garantire questo aspetto - precisa Lantschner ma ad oggi dobbiamo riconoscere che ovunque questo sistema è fallito, soprattutto in Italia dove il documento di qualità è diventato, in taluni casi, una sorta di autocertificazione, senza alcun valore di oggettività. Unica soluzione è spingere il cittadino a controllare la serietà del certificatore e a pretendere dal venditore o dal progettista un documento che dia delle reali garanzie. La certificazione dev'essere attestata e non semplicemente autodichiarata”. La situazione è stata resa nota anche in Commissione Europea, nel tentativo di trovare una soluzione. “Ci stiamo lavorando, ma sarà un compito lungo e difficile anche a causa delle pressioni
Nel mirino del Fisco VALLE D’AOSTA Uno scatto del centro di Courmayeur (Ansa)
DANIELA SANTANCHÈ, ex sottosegretario «Ero sulle piste a Courmayeur, non mi sono accorta di nulla La spettacolarizzazione contro l’evasione non mi piace»
I PRECEDENTI Cortina Courmayeur è solo l’ultima località investita dai controlli dell’Agenzia delle entrate negli ultimi mesi. Ad aprire la danza degli accertamenti fu, lo scorso 30 dicembre, Cortina, dove vari nullatenenti sono stati pizzicati in Suv
La Finanza mette gli sci Controlli a tappeto sulla neve Dopo Cortina verifiche nei bar e nelle baite di Courmayeur Il sindaco Fabrizia Derriard minimizza l’operazione anti evasori: «Non mi sembra che stia succedendo niente di clamoroso, i controlli che ci aspettavamo si stanno svolgendo con professionalità e senza spettacolarizzazione» Achille Perego · MILANO
NUOVO blitz anti-evasori sulle piste da sci. Dopo Cortina è toccato alla valdostana Courmayeur, un’altra meta del turismo vip delle Alpi, finire nel mirino della lotta ai ‘furbetti dello scontrino’. Ieri mattina una decina di ispettori dell’Agenzia delle Entrate coadiuvati dalla Guardia di Finanza, hanno cominciato a spulciare i conti e ad appostarsi alle spalle dei registratori di cassa di una trentina di negozi, alberghi e ristoranti del centro ma anche, con gli 007 del Fisco con gli sci ai piedi, di bar e baite sulle piste. In pratica si è ripetuto per tutta la giornata (con discrezione, qualche imbarazzo dei commercianti e il sostegno dei turi-
Il sistema Con ‘Rete Comuni’ gli enti locali potranno incrociare i loro dati con quelli dell’Agenzia delle entrate · ROMA
TEMPI sempre più duri per gli evasori fiscali: proprio mentre la Corte dei Conti lancia l’allarme sulla corruzione (e parla di Iva evasa al 36%), i sindaci (nella foto, il presidente dell’Anci, Graziano Del Rio) hanno deciso di scendere in campo, facendosi promotori di una iniziativa che sarà presentata domani a Milano, in occasione della Giornata mondiale della giustizia sociale. Si tratta di una rete tra tutti i Comuni — ‘ReteComuni’ — e riguarda tutti i soggetti interessati alla disponibi-
sti, molti dei quali però non si sono accorti di nulla) il controllo del 30 dicembre nella ‘rivale’ Cortina. Perché anche Courmayeur si contende, con locali alla moda, splendidi itinerari alpinistici e sciistici una clientela di prestigio. Che, tra gli altri, annovera il ministro del Lavoro Elsa Fornero, l’avvocato Grande Stevens, l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa e l’ex sottosegretario Daniela Santanchè. L’operazione di ieri (i risultati saranno comunicati domani) non ha suscitato polemiche come a Cortina. «Non mi sembra che stia succedendo niente di clamoroso, i controlli che ci aspettavamo si stanno svolgendo con professionalità e senza spettacolarizzazione», ha commentato il sindaco di Courmayeur Fabrizia Derriard. Nulla da eccepire anche dal presidente di Confcommercio Valle d’Aosta, Pierantonio Genestrone che denuncia però l’utilizzo del termine ‘blitz’ perché «è ingiusto criminalizzare i commercianti che producono ricchezza e che nella maggior parte dei casi rispettano le regole». I CONTROLLI a Courmayer rientrano nel piano di verifiche a tappeto e a sorpresa lanciato
dal Governo per combattere l’evasione che ogni anno sottrae all’erario 120 miliardi. A Cortina l’incursione fece schizzare anche del 300% gli incassi e portò a scoprire 42 ‘poveri’ a bordo di Suv e auto di lusso! Dopo la ‘perla’ delle Dolomiti, i blitz più clamorosi hanno riguardato le vie dello shopping di Roma, i locali della movida milanese, gli esercizi commerciali di Sanremo (a San Valentino con l’apertura del Festival) e il giorno dopo Napoli con un’operazione in grande stile (250 militari e 386 controlli) che aveva portato a scoprire un’evasione dello scontrino addirittura nell’82% dei casi. E chi viene ‘pizzicato’ rischia grosso, oltre alle sanzioni previste. Nel decreto di semplificazione fiscale che sarà varato venerdì dovrebbe essere inserita anche la ‘lista nera’ dei sospetti evasori, da sottoporre a severi controlli, nella quale verrebbero inseriti anche i commercianti sorpresi nei blitz a non emettere gli scontrini. Nel decreto sarebbero previste anche multe più salate per l’esportazione illecita di capitali all’estero e norme più stringenti sulle compensazioni Iva. Infine domani sarà presentata a Milano la nuova rete fra Comuni (ReteComuni) per condividere tutte le strategie antievasione riassunte anche in un vademecum.
Ires), indirette (Iva, Registro) e di tributi minori (imposte ipotecaria e catastale) gestiti dall’Agenzia del Territorio. IL MECCANISMO sul quale ruota l’intero sistema è quello della segnalazione che l’ente locale opera sulla base di propri controlli e approfondisce ed incrocia grazie all’accesso all’anagrafe tributaria nazionale, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il Comune, attraverso il portale dell’Agenzia (Siatel V2.Fisco) ac-
Il 14 gennaio si sono svolti accertamenti anche a Roma, dove sono state battute le strade dello shopping di quattro quadranti della Capitale, tra i quali quello delle vie delle centro
Milano Dopo Roma, Milano Uomini della Guardia di finanza, in abiti borghesi, hanno passato al setaccio vari negozi sui Navigli. Durante i controlli gli agenti sono riusciti a scovare anche molto lavoro nero
Sanremo A San Valentino, in concomitanza con la prima di Sanremo, il fisco ha passato in rassegna alcuni locali vicino al teatro Ariston. Il giorno dopo è toccato a Napoli: l’ 82% dei negozi non emetteva scontrini
IL PREMIO Per ogni segnalazione utile l’ente locale otterrà il 100% delle maggiori imposte evase
Anche i sindaci diventano sceriffi lità di dati ‘certificati’ provenienti dall’incrocio di banche dati interne ed esterne. In questo modo il contrasto all’evasione sarà più capillare. Il sistema prende l’avvio da un progetto (Git), finanziato dalla presidenza del Consiglio e conclusosi a dicembre. La nuova rete sarà finalizzata al recupero delle entrate locali evase (Ici, Tarsu, imposta sulla pubblicità o l’occupazione di spazi pubblici) ma anche di quelle erariali, cioè di competenza dello Stato, dirette (Irpef e
cede a tutte le dichiarazioni dei redditi di tutti gli abitanti residenti nel suo territorio in modo analitico, cioè aprendo i singoli quadri della dichiarazione e di tutti gli italiani, ma solo per quel che concerne i quadri presentati in dichiarazione. In questo modo, per fare un esempio, il Comune potrà verificare, se una richiesta di agevolazione per alcuni servizi come la mensa scolastica (Isee) è congrua con quanto dichiarato. Avvenuta questa verifica, il Comune segnala all’Agenzia delle
Entrate il caso e questa, se ritiene che ci siano gli elementi per procedere, va avanti. Il processo può essere anche inverso, cioè può essere l’Agenzia a chiedere aiuto al Comune e se da questo ottiene una risposta entro 60 giorni lo premia. L’ente locale, infatti, a partire da quest’anno e fino al 2014, otterrà per ogni segnalazione ‘utile’ il 100% delle maggiori imposte statali che non sono state dichiarate, oltre agli interessi e alle sanzioni derivanti dagli accertamenti collegati alle segnalazioni di quel Comune.
economia IL SECOLO XIX
FUNZIONARI REGIONALI CONVOCATI IL 29 FEBBRAIO. OBIETTIVO: RIORDINARE LE PROCEDURE
Icineiporti,ilCatastochiamaidirettori
Grecia, stasera la decisione sugli aiuti anti­default
Troppe difformità: vertice a Roma per chiarire come e in quale misura si applica l’imposta GILDA FERRARI
ri romani dell’Agenzia del territorio a mettere ordine nella giungla del­ l’Ici applicata ai concessionari por­ tuali. Sulla questione che, come de­ nunciato nelle scorse settimane dal SecoloXIX,vienegestitaamacchiadi leopardo producendo sperequazio­ ni,hadecisodiintervenireladirezio­ necentraledelcatasto. Idirettorire­ gionali dell’Agenzia sono stati con­ vocati a Roma il 29 febbraio: nel cor­ so dell’incontro si chiarirà come, dove e quando deve essere applicata l’imposta cui la Finanziaria 2001 as­ soggettòperlaprimavoltaitermina­ listi. Da allora, infatti, ciascuno scalo ha dimostrato di gestirla in autono­ mia.Nellamaggiorpartedeiportidel Sud i concessionari hanno avuto la meglio e non pagano. Negli scali del Nord, invece, gli accatastamenti operati negli ultimi anni sono stati oggetto di contestazioni e ricorsi. Le commissioni tributarie, a loro volta, si sono espresse con pareri discor­ danti. Morale: la normativa è stata applicata, o disapplicata, in maniera confusa e anarchica. Da qui la convo­ cazionedeidirettoriregionalidelca­ tasto a Roma, mentre Assoporti si è attivata per ottenere anche un chia­ rimento legislativo in Parlamento. Di quanto accade nei porti di Ge­ nova, Trieste, Napoli e Livorno ha scritto il giornale, mettendo in luce i diversi trattamenti. A Trieste, per esempio, una recente pronuncia dei magistrati tributari ha disposto il classamentoincategoriaEdituttigli immobili portuali, sancendo di fatto la loro esenzione Ici. A Livorno, per contro, l’amministrazione comuna­ lehacontestatoiclassamentiinEdel porto ed è riuscita a inserire in cate­ goria D (soggetta a imposta) ciascun immobile, persino i piazzali e i par­ cheggi fruibili dai dipendenti che, stando alle circolari dell’Agenzia, dovrebbeinveceessereesenti.Diffe­ renze si riscontrano anche nella me­ desima regione. A Savona, per esem­ pio, l’Autorità portuale ha trovato una mediazione: pagano solo le atti­ vità commerciali, agenzie marittime
LE NOTIZIE SU INTERNET
Le notizie complete sul sito www.shippingonline.it
NOMINE CASTAING IN STX FRANCE SORENSEN IN MAERSK
IL FREIGHT Leaders Council ha portato in Italia il programma Lean & Green per la lo­ gistica sostenibile. Le aziende che voglio­ no aderire al programma, nato in Olanda nel 2007, si impegnano a ridurre di alme­ no il 20% in 5 anni le emissioni di CO2, au­ mentando parallelamente la redditività
A GENNAIO le nuove costruzioni bulker consegnate dai cantieri sono state 135 (27 Capesize, 36 fra Panamax e post Pana­ max, 36 Handymax e 36 Handysize), qua­ si il doppio rispetto alle 75 consegne di dicembre. 21 le bulker demolite. Nel gen­ naio 2011 le consegne erano state 138
CAMBIO della guardia nel management di Stx France con la nomina del nuovo dg Laurent Castaing che sostituisce Jacques Hardelay. In Ap Moeller Maersk, invece, Hanne B Sorensen assumerà la carica di ceo di Maersk Tankers, divisione che opera 300 navi fra petroliere e gassiere
IN ROSSO DI 729 MILIONI
Terminalisti alla guerra dell’Ici
Hanjin Shipping chiude l’anno in forte perdita
GENOVA. A Genova i terminalisti so­ notenutiapagarel’Ici(enontuttinel­ la stessa maniera, peraltro). A Trieste, Livorno e Napoli, invece, no. È un’Ita­ lia a macchia di leopardo, segnata da profonde differenze interpretative della norma, quella delle Commissio­ ni tributarie provinciali e regionali chiamate a dirimere le controversie sull’Ici tra operatori portuali e ammi­ nistrazioni pubbliche. L’ultima novità arriva da Trieste ed è un punto a favore dei terminalisti. Con una pronuncia depositata in data 16gennaio,laCommissionetributaria provinciale ha accolto il ricorso di venti concessionari, stabilendo che la vecchia Ici (adesso Imu) non è dovuta per gli spazi demaniali del porto dati in concessione ai privati. La commis­ sione triestina è intervenuta sul con­ tenzioso aperto tra Autorità portuale e l’Agenzia del territorio. L’Authority aveva presentato ricorso in seguito a una ventina di «provvedimenti di at­ tribuzione di rendita catastale, liqui­ dazionetributi,interessieoneri»,poi­ ché l’Agenzia del territorio aveva, a sua volta, sanzionato l’Autorità por­ tuale per non aver adeguatamente ac­ catastato una serie di capannoni, uffi­ ci e magazzini dati in concessione. Ac­ catastamento in forza del quale il Co­ mune di Trieste avrebbe assoggettato all’imposta gli operatori portuali. La battaglia legale ­ affidata, ironia della sorte, allo studio legale Maresca guidato da Maurizio Maresca, esperto didirittocomunitarioetrasportiedex consulente del sindaco di Genova, MartaVincenzi­aTriesteèstatavinta dal porto. «Non si può in alcun modo parlare di utilizzo commerciale del bene. ­ si legge nel dispositivo della Commissione tributaria ­ I beni de­ manialisonoperdefinizionedestinati al perseguimento dell’utilità pubbli­ ca, l’uso particolare attribuito me­
«BENI DEMANIALI NIENTE IMPOSTA»
PALAZZO TURSI CANTA VITTORIA
TOSCANI E CAMPANI L’HANNO SPUNTATA
LA COMMISSIONE tributaria di Trieste ha sentenziato che l’imposta comunale sugli im­ mobili non è dovuta dalle so­ cietà terminalistiche, che am­ ministrano in concessione i be­ ni demaniali loro affidati
FRANCESCO Miceli, assessore al Bilancio del Comune di Ge­ nova, fa l’elenco delle vittorie: «La Commissione tributaria ci ha dato ragione contro Messi­ na, il Voltri Terminal Europa e il Genova Metal Terminal»
A NAPOLI la Commissione tri­ butaria aveva accolto un ricor­ so dell’Autorità portuale chia­ mata a pagare 140mila euro. A quella pronuncia si sono ispira­ ti i terminalisti di Livorno, che contro il Comune hanno vinto
diante atto di concessione deve essere rivolto esclusivamente allo svolgi­ mento delle funzioni marittime e por­ tuali e ciò al fine di salvaguardare l’in­ teressedelportoedituttiiservizipor­ tuali». In passato, a conclusioni analoghe erano giunte le Commissioni tributa­ rie di Livorno e Napoli. A Napoli i giu­ dici avevano accolto il ricorso dell’Au­ torità portuale chiamata a pagare ol­ tre 140mila euro di imposte arretrate, più relative sanzioni. Ricorso accolto anche sul silos granario. Entrambi i casi sono stati presi a riferimento per la battaglia intrapresa dall’Autorità portuale di Livorno, colpita qualche
mese dopo da richieste equivalenti. A Genova accade invece l’esatto contrario: il porto perde e il Comune vince.«Èscorrettocontinuareacitare i casi in cui vincono i terminalisti per­ ché in molte occasioni le Commissio­ nitributariedannoragionealleammi­ nistrazioni pubbliche», sottolinea l’avvocato Sara Armella, il legale che assiste il Comune di Genova. Armella dice il vero. E lo conferma l’assessore al Bilancio, Francesco Miceli, citando i diversi casi in cui il giudice tributario ha dato ragione all’amministrazione che batteva cassa. «Abbiamo vinto in secondo grado contro Messina e con­ tro il Genova Metal Terminal. ­ elenca
Miceli ­ E la Commissione ci ha dato ragione anche rispetto al contenzioso con il Voltri Terminal Europa». Il contenzioso con il Vte, in particolare, è grande per numeri e anni contestati: per il periodo 2002­2007, fanno sape­ re dalla società, Tursi ha chiesto al Terminal Europa arretrati per com­ plessivi 3 milioni di euro (500mila eu­ ro ogni anno). «Contro il Vte, al mo­ mento ci è stata data ragione relativa­ mente agli anni 2003­2004­2005», precisa l’assessore Miceli. Perché così simuovonoleCommissioni:decidono casopercaso,annoperanno,einalcu­ necircostanzelostessooperatorepuò esserechiamatoapagareoanonpaga­
re.Traiterminalistichiamatiamette­ re mano al portafogli c’è Ignazio Mes­ sina, che non manca di far notare co­ me queste «diverse pronunce dei giu­ dici tributari italiani incidano sui corretti meccanismi di concorrenza del settore». «Bisognerebbe capire perché un operatore di Trieste non deve pagare l’IcieunodiGenovainvecesì.­lamen­ ta Messina ­ Il Comune di Genova, pe­ raltro, applica l’assoggettamento al­ l’imposta della sua forma più ampia e gravosa, ovvero anche sugli spazi non coperti, sui piazzali vuoti: un inter­ vento del genere si trasforma, di fatto, nel pagamento di un secondo canone di concessione. Capisco la fame di de­ narodelComune­aggiungeMessina­ ma così facendo l’amministrazione indebolisce i suoi operatori portuali a vantaggio di quelli attivi su altri scali. Mi pare assurdo». Di difficile com­ prensione è anche l’eterogeneità di orientamento nell’applicazione della norma. «Alcuni operatori sono chiamati a pagare l’imposta anche sugli spazi scoperti ­ esemplifica Messina ­ altri solo su quelli coperti. L’orientamento interpretativo della norma andrebbe, quantomeno, uniformato». Confin­ dustria Genova ha svolto un ruolo di coordinamento e supporto per gli operatori portuali coinvolti nella bat­ taglia legale. Leopoldo Da Passano conferma, spiegando che «l’applica­ zione della norma è difforme, varia da porto a porto, da Comune a Comune». Un’eterogeneità che finisce col riper­ cuotersi sui meccanismi di concor­ renza e che andrebbe risolta. «Anche perché c’è una circolare del ministero chiara, che dice che l’Ici non è dovuta per le aree demaniali se destinate al traffico marittimo o ad operazioni strettamente necessarie alle attività portuali», chiude Da Passano. gilda.ferrari@ilsecoloxix.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Rotterdam, McKinsey promuove il super­porto Uno studio dimostra che grazie alla piattaforma Maasvlakte 2 la scalo crescerà più di altri e i moli non resteranno vuoti MATTEO OLIVERI
GENOVA. Buone notizie per il porto di Rotterdam: secondo uno studio commissionato dall’Autorità portua­ le a McKinsey, nei prossimi anni lo scalo olandese dovrebbe assistere a una significativa crescita dei traffici e, nel contempo, grazie all’espansione Maasvlakte 2, scongiurare i relativi problemi di congestione. La ricerca si è incentrata sul tentativo di determi­ nare la situazione sia a livello di do­ manda che di sostenibilità della capa­ cità container del porto a partire dal 2014, quando dovrebbero diventare operativi i due nuovi terminal gestiti daApm(gruppoApMoellerMaersk)e Rwg (Dp World). Secondo gli analisti, nel breve­me­ dio periodo si profila per Rotterdam un incremento nel volume dei traffici maggiore rispetto agli altri porti della fasciaAmburgo­LeHavre.Significati­ vamente, il motore della crescita è rappresentato dal gigantesco proget­
L’INTERPRETAZIONE (INFORMALE) DELL’AGENZIA DEL TERRITORIO
LO SPECCHIO D’ACQUA IN BANCHINA? PER GLI UFFICI È UN PARCHEGGIO IL RETROSCENA GENOVA.
Ebbene sì. Secondo l’Agenziadelterritorio,ilvecchioCa­ tasto, è corretto che il concessiona­ rio portuale paghi l’Ici anche sullo specchio acqueo. «È rimessaggio ­ fanno sapere in via informale gli uffi­ cidiRoma­edèequivalenteaunpar­ cheggio. In acqua stazionano le im­ barcazioni». Il caso, più unico che raro, è stato sollevato dai cantieri Mariotti di Ge­ nova, ai quali dal 2009 l’Agenzia del territorio chiede il pagamento di 5 centesimi di euro ogni metro quadro di specchio acqueo utilizzato. «Sia­
moincontenzioso­haspiegatoMar­ coBisagno­perchéoltrearichiedere l’imposta sugli immobili in conces­ sione (che paghiamo regolarmente), l’Agenzia ci applica l’Ici anche sui 16.200metriquadratidispecchioac­ queo antistante il nostro cantiere: in questo caso, a nostro avviso, l’impo­ sta non è dovuta, non può esserlo». Non la pensano così gli uffici romani, che spiegano invece come il rimes­ saggio delle imbarcazioni sia di fatto equiparato ai piazzali utilizzati per i parcheggi. Il chiarimento, al momento, è solo informale. Quello dell’Ici sull’acqua sarà uno dei temi trattati nell’incon­ tro del 29 febbraio: allora emerge­ ranno indicazioni formali anche a questo proposito. Nel frattempo, pe­
rò, nei porti l’interpretazione roma­ na fa discutere e sorridere. «La sen­ sazione ­ dicono alcuni funzionari delle maggiori Autorità portuali ita­ liane ­ è che a Roma non sappiano di cosa parlano. È chiaro che per chi fa riparazioninavalilospecchioacqueo è utilizzato per accogliere e “par­ cheggiare”leimbarcazionisullequa­ li si lavora, ma se non è attività por­ tuale questa allora che cosa lo è?». Singolare è anche il fatto che un’im­ posta sugli immobili venga applicare sul mare. «Temo che l’Agenzia del territorio subisca il pressing dell’An­ ci, l’associazione dei Comuni italia­ ni», riflette un dirigente. Perché per i Comuni, chiaramente, più è diffusa l’applicazione dell’Ici e meglio è. GIL. F.
to di espansione “Maasvlakte 2” che, con la creazione di una nuova area di 1.000 ettari su acque profonde, per­ metterà al maggiore porto marittimo europeo di contare finalmente su due terminal moderni con pescaggio ade­ guatoallenuovemegaportacontainer, ovviandoailimitinaturalidiunoscalo fluviale. Considerando l’espansione pianificata di Euromax all’interno del già esistente Maasvlakte, secondo gli analistiRotterdamarriveràadassom­ mare poco meno del 50% dell’incre­ mento di capacità nell’area Amburgo­ Le Havre da qui al 2017, garantendo al maggiore scalo europeo l’opportunità diconsolidarelapropriaquotadimer­ cato a discapito dei porti concorrenti. Lo studio delinea tre possibili sce­ nari per Rotterdam nel periodo in questione: secondo quello peggiore, il tasso medio di utilizzo della capacità dei terminal dello scalo nel 2017 si at­ testerà al 68% (15 milioni di teu), in quello base arriverà al 78% (17 milioni di teu) mentre nel caso migliore si
Una portacontainer Maersk nel porto di Rotterdam
spingerà fino all’89% (19 milioni di teu). Anche nel caso peggiore, comun­ que, l’utilizzo della capacità dei termi­ nal sarà superiore al punto di pareg­ gio, calcolato dagli esperti tra il 55% e il 65%. Senza il progetto Maasvlakte 2 e il conseguente incremento della ca­
pacità disponibile, secondo lo scena­ rio base Rotterdam si troverebbe ve­ rosimilmente ad affrontare problemi di congestione già a partire dal 2014, mentre con l’aggiunta dei due nuovi terminal tale problema si ripresente­ rebbe soltanto in un caso su tre. Se
quindi l’authority olandese incassa da McKinsey un’evidente approvazione dell’operazione Maasvlakte 2, i risul­ tati dello studio potrebbero tuttavia rinfocolare ulteriormente la querelle tra l’Autorità portuale ed Europe Container Terminals, che a Rotter­ dam già gestisce i tre container termi­ nal Delta, Euromax e City, arrivati ai ferri corti proprio in relazione al Maa­ svlakte2.Ecthainfattipresentatouna richiestadidannida900milionidieu­ ro contro l’Autorità portuale, accu­ sandola di averle imposto condizioni sfavorevoli rispetto a quelle poste ad Apm e Rwg nell’assegnazione dei due nuoviterminal.Dapartesua,l’Autori­ tà portuale di Rotterdam ha respinto leaccuseeanziharilanciato,citandoa sua volta in giudizio il terminalista e opponendo un netto rifiuto alla ri­ chiesta di Ect di ritardare se non bloc­ care i lavori in questione, che stanno procedendo a tappe forzate e dovreb­ bero essere completati entro il 2014. © RIPRODUZIONE RISERVATA
gilda.ferrari@ilsecoloxix.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
L’OREAL: «DA APRILE SOPPRIMIAMO LE STOCK OPTION»
GENOVA. Bollo, assicurazioni, ben­
Una Bugatti parcheggiata nel centro di Londra
Co2 di 130 grammi al chilometro. Oggi la media dei veicoli prodotti in Europa è di 140 grammi, perché spe­ ciesuisegmentipiùbassi,leCaseau­ tomobilistiche europee hanno inve­ stito per tempo, dato che le norme sono conosciute dal 2007. Secondo l’Agenzia europea del­ l’ambiente, tuttavia, i produttori di auto extra­lusso non centreranno mai gli obiettivi, e complessivamen­ te il settore auto pagherà una multa
da10miliardidieuro.Questosignifi­ ca ­ è ancora il calcolo dell’Agenzia ­ che per ogni auto messa sul mercato, la Bentley dovrebbe sborsare 20 mi­ laeurodimulta,laBugatti40mila,la Rolls­Royce 12 mila, la Maserati 18 mila e la Lamborghini 17 mila, tanto per fare alcuni esempi. MainItaliacomeaBruxelles,fatta la legge, trovato l’inganno. La lobby di settore organizzata nel gruppo dal nome (opinabile) “Trasporto & Am­
biente” è riuscita a fare pressioni in tre modi: addolcendo i target da rag­ giungere per le Case automobilisti­ che, ritardando di tre anni il periodo per arrivare agli obiettivi e soprat­ tutto permettendo alle società che producono meno di 10 mila auto l’anno di perseguire target meno re­ strittivi. Considerato che la maggior parte di queste aziende producono di auto di lusso, si capisce che forse i super­ricchi non hanno nulla da te­ mere, perché difficilmente ci saran­ no maxi­multe da ammortizzare sul prezzo delle loro super­car. Non solo. Molte delle case auto­ mobilistiche che producono modelli di lusso fanno parte di grandi gruppi, comeVolkswagen(conBugatti,Ben­ tley, Porsche), Bmw (Rolls Royce), Fiat (Ferrari). Bene, queste società vengono considerate “in blocco”. Quindi,alivellodiemissioni,unaPo­ lo farà media con la cabrio mozzafia­ to di Corona, oppure la Panda con l’ultimo modello della Ferrari. In­ somma,chiviaggiainutilitariahagià pagato il conto per i super­ricchi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Mol demolisce 5 petroliere entro marzo
ROMA. La compagnia giappone­ se Mitsui Osk Lines (Mol), una delle prime al mondo nel trasporto di greggio, ha annunciato che entro la fine di marzo avvierà alla demo­ lizione quattro petroliere Vlcc ed una Suezmax. Tutte le cinque navi sono a doppio scafo. Si tratta delle Atlantic Liberty, una costruzione del 1995 da 311.625 dwt, Atlantic Prosperity (1995 e 311.689 dwt), Minesa (1996 e 267.812 dwt), Rion (1998 e 267.534) e della Glen Maye (1992 e 151.850 dwt). Tre delle navi sono registrate a Panama, due alle Isole Marshall. Al termine dell’ope­ razione Mol rimarrà comunque con Frontline al vertice della clas­ sifica mondiale nel settore degli armatori di Vlcc, con una flotta di 25 navi con età relativamente più giovane rispetto a quelle di Fron­ tline.
IL PREMIER SOMALO
«Leggi e miseria sono le cause della pirateria»
ROMA. «Faremo qualsiasi cosa sia necessaria affinché gli ostaggi dei pirati somali tornino in famiglia sani e salvi. Faremo del nostro meglio». Lo ha assicurato il premier somalo, Abdiweli Mohamed Ali, in visita a Roma in questi giorni, rispondendo a una domanda sulla nave italiana Enrico Ievoli sequestrata al largo dell’Oman a fine dicembre con a bordo 18 persone tra cui 6 italiani. «La pirateria ­ ha aggiunto ­ non è solo un problema somalo ma regio­ nale e globale. Per questo serve una strategia comune». La vicenda della nave italiana Enrico Ievoli viene «seguita con estrema attenzione da parte del governo e della Farnesi­ na». Il premier della Somalia ha sot­ tolineato che «le cause della pirate­ ria sono l’assenza di leggi e la mise­ ria. E’ un problema da affrontare e risolvere a terra, non in mare».
incluse. Alla Spezia, invece, l’accata­ stamento è ancora in corso. A Geno­ vasiregistraun’applicazionediversa tra operatori, tanto che ai cantieri Mariotti l’Ici è stata applicata persi­ no sullo specchio acqueo antistante la banchina. La verità è che dopo il 2001 le circolari esplicative si sono moltiplicate­unadelministerodelle Finanze, due del ministero dei Tra­ sporti, altre due dell’Agenzia del ter­ ritorio ­ ma dai 4 documenti non ne sono uscite interpretazioni univo­ che. I ricorsi alle commissioni tribu­ tarie si sono moltiplicati ovunque, ma anche in questo caso le pronunce non sono coerenti. Insomma: una giungla. Un guazzabuglio che adesso ladirezionenazionaledell’excatasto proverà a risolvere. Fermo restando, fanno notare le Authority, che le cir­ colaridell’Agenziadelterritoriorap­ presentano una fonte normativa se­ condaria.Lastradamaestraperusci­ re dal pasticcio, dice Assoporti, è ri­ scrivere da capo la norma.
La tassa sulle emissioni dei bolidi? La pagano le utilitarie ALBERTO QUARATI
ROMA. La compagnia coreana Hanjin Shipping ha chiuso il 2011 con la perdita netta di 729 milioni di dollari. Il risultato operativo è stato negativo per 436,7 milioni di dollari contro l’uti­ le del 2010. I container trasportati nel­ l’esercizio sono cresciuti del 12% a quota 4,2 milioni di teu. Malgrado la crescita dei container trasportati e de­ gli sforzi per il miglioramento della redditività che hanno determinato la chiusura delle linee in perdita, la divi­ sione container ha chiuso in forte per­ dita soprattutto per colpa dell’aumen­ to del prezzo del carburante e della di­ scesa delle rate di nolo determinata dall’eccesso di capacità di stiva su quasi tutte le rotte principali. La divi­ sione bulk ha invece ottenuto un utile operativo di oltre 50 milioni dollari. La compagnia intende razionalizzare il network dei servizi, con un’ulteriore riduzione dei cost.
L’articolo pubblicato il 31 gennaio scorso che denuncia l’applicazione anomala dell’Ici ai concessionari portuali in Italia
IL PRESIDENTE AGON
Boom di trucchi per non sborsare l’imposta sull’inquinamento: rischia il flop la normativa europea
Solo poche migliaia di persone ­ 3.000 per la polizia, 5.000 per altre fonti ­ hanno rac­ colto ieri l’invito dei due maggiori sindacati ellenici e altre organiz­ zazioni a radunarsi nella centra­ lissima piazza Syntagma ad Ate­ ne, di fronte al Parlamento, per protestare contro le ultime e più dure misure di austerity adottate dalgovernodicoalizioneperotte­ nere il secondo prestito dai credi­ tori internazionali ed evitare la bancarotta della Grecia. A limitare l’afflusso in piazza Syntagmaèstatoiltimorechepo­ tessero ripetersi i gravi disordini di domenica scorsa durante i qua­ li tra i 500 e i 700 anarchici hanno messoletteralmenteaferroefuo­ coilcentrodellacapitale.Ildram­ maticobilancio­ilpiùgraveinde­ cenni di manifestazioni di piazza ad Atene ­ era stato di diversi pa­ lazzi, anche storici, dati alle fiam­ me, una no­ vantina di in­ cendi appic­ cati, circa 170 negozi di­ strutti e sac­ cheggiati. I fe­ riti sono stati 170, tra cui 70 poliziotti,e74 gli arresti. La prima Venizelos manifestazio­ ne in piazza Syntagma si è svolta in mat­ tinata e vi LA PROTESTA Anche ieri hanno preso parte circa migliaia 3.000 perso­ di cittadini ne che hanno in piazza: raccolto l’in­ nessun vito dei sinda­ incidente cati Gsee, che raggruppa i lavoratori del settore privato, e dell’Adedy,cherappresentaquel­ li del settore pubblico. Le due centrali sindacali hanno prean­ nunciato un nuovo sciopero ge­ nerale anche se non ne hanno in­ dicato la data. Un’altra protesta è stata inscenata da alcune centi­ naia di «motociclisti indignati» che, radunatisi presso piazza Omonia, si sono quindi diretti in corteo verso piazza Syntagma a bordo delle loro rombanti moto. Nelpomeriggio,invece,sonocon­ fluite sulla piazza altre 2.000 per­ sone circa, che hanno raccolto l’invito a manifestare rivolto loro da piccoli partiti di sinistra. L’accordosulsecondopacchet­ todiaiutiperalmeno130miliardi di euro che consentirà alla Grecia di evitare il fallimento è atteso stasera alla riunione dell’Euro­ gruppo a Bruxelles. Dopo mesi di rinvii, in un crescendo di proteste di piazza e di polemiche sulla soli­ darietà europea, tutti gli attori di questa storia infinita concordano che è arrivato il momento di deci­ dere e di decidere per il sì.
LE SENTENZE OPPOSTE DEI GIUDICI TRIBUTARI FANNO INFURIARE CHI SI SENTE DISCRIMINATO
A GENNAIO 135 NUOVE BULKER COSTRUITE IN UN MESE
A Trieste, Livorno, Napoli non è dovuta. A Genova Vte, Messina e Spinelli condannati a pagare
Container stoccati nel terminal Sech, nel bacino storico del porto di Genova
AMBIENTE LOGISTICA SOSTENIBILE AZIENDE IN CONCORSO
zina, autostrada, parcheggi, zone blu, rate, multe, tagliandi e ripara­ zioni che guardacaso la polizza non copre: non c’è che dire, avere una Panda oggi costa un sacco di soldi. Ma nonostante questo, ogni giorno migliaia di Suv e auto super­sportive sfrecciano sulle autostrade, aggredi­ sconoilpavédeicentristoricieruba­ no preziosi parcheggi. Soprattutto, inquinano: se a ogni chilometro la Panda lascia nell’at­ mosfera 113 grammi di anidride car­ bonica, la Bentley Continental ­ fa­ mosa in Italia per essere l’auto del vip Fabrizio Corona ­ lascia per stra­ da quasi 400 grammi di Co2. Più mo­ deratoilCayenne(270grammi)sim­ bolo dei Suv e della Brianza che con­ ta, mentre la Ferrari California, che con 180 mila euro è il modello più economico della Casa di Maranello, sfiora i 300 grammi al chilometro. Numeri che da tempo sono nel mi­ rino dell’Unione europea, che infatti ha posto entro il 2015 un tetto per la
GENOVA. Ci proveranno i funziona­
••• PARIGI. L’Oreal vuole soppri­ mere le stock­option. Lo ha di­ chiarato il presidente del gruppo, Jean­Paul Agon, un’intervista a Le Journal du Dimanche. «Ad aprile ­ ha detto ­ proporrò al consiglio di amministrazione il blocco totale delle stock­option a L’Oreal, per tutti e da quest’anno». «Le stock­ option ­ ha aggiunto ­ inquinano il dibattito» sulle remunerazioni. Agon si è detto pronto a rinuncia­ re alla metà di quelle che gli sono state attribuite nel 2010.
AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 4 - "CHIAVARESE - 16043 CHIAVARI (GE) AVVISO PER ESTRATTO DI GARA A PROCEDURA APERTA Ai sensi del Decreto Legislativo n. 163 del 12 aprile 2006, questa Azienda Sanitaria indice gara d’appalto mediante procedura aperta per l’affidamento della fornitura del servizio di ossigenoterapia domiciliare per gli assistiti residenti sul territorio dell’A.S.L. n. 4 “Chiavarese”. L’appalto avrà durata di tre anni prorogabili, ad esclusiva discrezione dell’A.S.L., per un massimo di ulteriori tre periodi annuali. Importo presunto triennale € 1.800.000,00 iva esclusa, comprensivo di eventuali proroghe. Il termine di presentazione delle offerte scade alle ore 12 del giorno 10 aprile 2012. L’aggiudicazione avverrà in virtù dell’art. 82 del D. Lgs n. 163/06. Il capitolato speciale d’appalto (con le relative norme di partecipazione) può essere richiesto o ritirato presso la S.C. Gestione Risorse dell’A.S.L. – Via G.B. Ghio 9 – 16043 Chiavari – tel. 0185 329208 – fax 0185 329216 – o scaricato integralmente dal sito internet aziendale: www.asl4.liguria.it (link gare) entro e non oltre il giorno 3 aprile 2012. Il bando integrale di gara è stato inviato, per la pubblicazione, in data 13 febbraio 2012 alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Il Responsabile S.C. Gestione Risorse Il Direttore Generale (Dr. Maurizio Greco) (Dott. Paolo Cavagnaro)
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