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Timestamp: 2017-12-14 14:50:41+00:00
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 14 gennaio 2014, n. 529. L’ambito di proponibilità sussidiaria dell’azione di arricchimento senza causa è definito dalla legge, con la conseguenza che il giudice anche d’ufficio, deve accertare che non sussista altra specifica azione per le restituzioni ovvero per l’indennizzo del pregiudizio subito contro lo stesso arricchito o contro altra persona.
By Avv. Renato D'Isa on 16 gennaio 2014 • ( Lascia un commento )
sentenza 14 gennaio 2014, n. 529
La s.r.l. Prestige Car ha convenuto in giudizio F.A. davanti al Tribunale di Brescia chiedendo la condanna dello stesso al pagamento della somma di Euro 16.000,00 a titolo di corrispettivo per il noleggio di un’autovettura Daewoo Nubira, oltre al costo del ripristino della carrozzeria della stessa. Il convenuto ha sostenuto invece di aver sottoscritto un contratto di comodato gratuito, senza termine di restituzione, ed ha concluso per il rigetto delle domande avversarie. Il Tribunale di Brescia, ritenuto che il rapporto fra le parti si fosse articolato dapprima attraverso un contratto di comodato e poi mediante un contratto di noleggio (da considerare peraltri nullo per indeterminatezza dell’oggetto) respingeva la domanda, escludendo anche la domanda subordinata di ricorrere al disposto di cui all’azione di arricchimento senza causa. A seguito di impugnazione della Prestige Car la Corte di appello di Brescia, con sentenza del 2-3-2009, ha accolto la domanda subordinata di arricchimento senza causa ed ha condannato il F. al pagamento della somma di Euro 8.400,00 oltre interessi legali. Propone ricorso il F. con due motivi. Resiste la s.r.l. Prestige Car s.r.l..
1. Con il primo motivo si denunzia violazione dell’art. 2042 c.c.. Sostiene il ricorrente che l’azione di arricchimento senza causa non può essere proposta in via subordinata all’azione contrattuale in quanto viene meno il requisito della sussidiarietà quando l’azione contrattuale ha esito negativo per difetto del titolo posto a suo fondamento.
2. Il motivo è infondato. L’art. 2042 c.c., nel delineare il carattere sussidiario dell’azione di ingiustificato arricchimento, dispone che l’azione “non è proponibile quando il danneggiato può proporre un’altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subito”.
L’ambito di proponibilità dell’azione in questione è dunque definito dalla legge, con la conseguenza che il giudice anche d’ufficio, deve accertare che non sussista altra specifica azione per le restituzioni ovvero per l’indennizzo del pregiudizio subito contro lo stesso arricchito o contro altra persona.
3. Il giudice di appello non è incorso nel dedotto vizio di violazione di legge in quanto ha accertato che l’azione tipica aveva sortito un effetto negativo per una carenza originaria di difetto del titolo posto a suo fondamento e di conseguenza poteva avere ingresso la domanda subordinata di arricchimento senza causa.
4. Con il secondo motivo si denunzia vizio di motivazione in ordine alla esistenza dei requisiti dell’arricchimento senza causa e dell’ingiustificato depauperamento.
5. Il motivo è inammissibile perché richiede una nuova valutazione di merito non consentita a questo giudice di legittimità. La Corte di appello ha affermato che l’arricchimento del F. si concretizzava nell’uso dell’autovettura protrattosi per un anno e nove mesi ed il depauperamento della società nell’usura del veicolo e nell’assenza di una giusta causa della detenzione del mezzo che il F. aveva usato senza pagare il noleggio. La società ricorrente non indica i punti di illogicità o contraddittorietà che asseritamente viziano la motivazione, ma richiese a questa Corte una inammissibile rivalutazione dei fatti per giungere ad una decisione ad essa più favorevole. Le spese del giudizio seguono la soccombenza.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 2.200,00 di cui Euro 200,00 per spese oltre accessori come per legge.
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 gennaio 2014, n. 38. In tema di scontro tra veicoli, la presunzione di eguale concorso di colpa stabilita dall’articolo 2054 c.c., comma 2, ha funzione sussidiaria, operando soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentono di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso e di attribuire le effettive responsabilita’ del sinistro