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Timestamp: 2016-12-02 18:15:21+00:00
Document Index: 5632707

Matched Legal Cases: ['art. 260', 'art. 285', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 48', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 46', 'art. 288', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 55', 'e contrario', 'art. 43', 'DTF ', 'art. 43', 'art. 8']

5C.231/2006 (16.05.2007)
5C.231/2006 /biz
Dipartimento finanze e economia, Ufficio esazione e condoni, viale S. Franscini 6, 6501 Bellinzona,
A.b Alcuni creditori (attori e qui opponenti), agendo quali cessionari ex art. 260 LEF delle pretese della massa, chiesero con petizione 28 giugno 2001, in applicazione dell'art. 285 LEF, la revoca della donazione di due particelle che il defunto aveva operato in favore della propria figlia nell'agosto 1996 per quanto riguarda la casa di vacanza di X.________, e nel gennaio 1998 per lo stabile di reddito di Y.________.
Con sentenza 24 marzo 2005, il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano, in accoglimento della petizione, ha ordinato la postulata retrocessione degli immobili all'eredità giacente fu B.A.________.
1.3 Introdotta tempestivamente (art. 54 cpv. 1 OG) da parte che lo era già nella procedura cantonale, e le cui conclusioni sono state disattese dall'autorità giudiziaria suprema cantonale con una decisione finale non altrimenti impugnabile con mezzo di ricorso ordinario del diritto cantonale (art. 48 cpv. 1 OG), l'impugnativa soddisfa i citati requisiti formali e può essere esaminata nel merito. Essa riguarda inoltre un'azione revocatoria giusta gli artt. 285 ss. LEF, che per costante giurisprudenza viene trattata alla stregua di una vertenza civile di carattere pecuniario (DTF 130 III 235 consid. 1 pag. 236; 132 III 489, consid. 1 non pubblicato). Nel caso concreto, gli atti pretesi revocabili concernono due fondi e dalla sentenza impugnata si deduce che il valore litigioso minimo richiesto dall'art. 46 OG è abbondantemente superato.
3.2 La convenuta dedica un lungo capitolo del proprio allegato ricorsuale alla discussione dei valori che a suo giudizio i giudici cantonali avrebbero dovuto attribuire ai fondi donatile dal padre, ribadendo che l'adozione dei giusti valori avrebbe dimostrato come non vi sia stato alcun pregiudizio effettivo per i creditori ai sensi dell'art. 288 LEF.
La convenuta travisa il senso della sentenza impugnata: i giudici cantonali, infatti, non hanno per nulla discusso i valori dei fondi in questione, bensì si sono limitati ad adottare - come già il primo giudice - i valori ritenuti dal perito incaricato dall'UEF, ing. F.________, sottolineando che tali valori non erano stati precedentemente contestati e che, dunque, le contestazioni della convenuta erano inammissibili in quanto tardive. Su questo punto, il ricorso si appalesa inammissibile non solo perché non si confronta del tutto con l'argomentazione del Tribunale di appello (art. 55 cpv. 1 lit. c OG; supra, consid. 2.2) - argomentazione che, fondata sul diritto cantonale, avrebbe semmai dovuto fare l'oggetto di un ricorso di diritto pubblico per arbitrio (art. 55 cpv. 1 lit. c e contrario; art. 43 cpv. 1 seconda frase OG; supra, consid. 2.1) -, ma anche perché si fonda su elementi di fatto non accertati dalla Corte cantonale, e pertanto nuovi (supra, consid. 2.1).
3.3 Per il resto, il ricorso si rivela incentrato esclusivamente su un accertamento dei fatti che diverge da quello dell'ultima istanza cantonale, rispettivamente su una discussione dell'apprezzamento delle prove operato da quest'ultima. Lo è quando definisce arbitrario, da parte del Tribunale di appello, il non aver considerato il lasso di tempo di diciotto mesi intercorso fra la prima e la seconda donazione impugnate, quando discute del valore attribuito ai due fondi - censura, come visto, comunque inammissibile (supra, consid. 3.2) -, dell'apprezzamento di ciò che la convenuta sapeva a proposito della situazione economica del padre (v. in proposito DTF 111 II 72 consid. 3a) e della consapevolezza di lei del danno che le donazioni avrebbero causato ai creditori, infine quando lamenta l'assenza di riferimenti alla garanzia da lei prestata per i debiti privati del padre o quando si chiede se il Tribunale di appello abbia tenuto in considerazione tutti gli altri fatti da lei enunciati in sede di interrogatorio formale.
3.4 Nell'ambito della discussione - comunque irrita (supra consid. 3.2) - dei valori da attribuire agli immobili donatile, la convenuta si richiama all'art. 43 cpv. 3 OG. A prescindere dal fatto che la norma viene indicata dalla convenuta come riguardante "le palesi violazioni del diritto federale", mentre che essa precisa unicamente il principio - qui ignorato dalla convenuta - per cui accertamenti di fatto non violano il diritto federale, salvo qualora siano state violate disposizioni federali in materia di prove, la sua invocazione è comunque sprovvista di una benché minima motivazione: se la convenuta voleva appunto lamentare la violazione di norme federali sulle prove, come può essere ad esempio l'art. 8 CC, era suo preciso dovere indicare in dettaglio in cosa consistessero tali violazioni, e quali norme fossero state disattese (supra, consid. 2.2). Ciò non è avvenuto.