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Timestamp: 2018-10-15 18:14:04+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 4', 'art. 1418', 'art. 409', 'art. 5', 'art. 409', 'art. 18', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'sentenza ']

L. 04/03/1958, n. 143 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN182
L. 04/03/1958, n. 143
Norme sulla tariffa degli ingegneri e degli architetti.
G.U. 15/03/1958, n. 65
Articolo unico, comma 2
Con le modifiche apportate dalla L. 340/1976
52296 1386662
Le tariffe degli onorari e delle indennità ed i criteri per il rimborso delle spese agli ingegneri ed agli architetti sono stabilite mediante decreto del Ministro per la grazia e giustizia, di concerto con il Ministro per i lavori pubblici, su propos
L. 05/05/1976, n. 340
Inderogabilità minimi tariffa ingegneri e architetti
Sent. C. Cass. civ. 02/12/2005, n. 26257
1 Progetto oo.pp. - Incarico - Convenzione fra ente pubblico e ingegnere - Clausola che subordina compenso al finanziamento dell'opera - È valida ma non imperativa.
1. La clausola con cui, in una convenzione tra un ente pubblico territoriale e un ingegnere al quale il primo abbia affidato la progettazione di un'opera pubblica, il pagamento del compenso per la prestazione resa è condizionato alla concessione di un finanziamento per la realizzazione dell'opera, è valida in quanto non si pone in contrasto col principio di inderogabilità dei minimi tariffari, previsto dalla legge 5 maggio 1976 n. 340, come interpretata autenticamente dall'art. 6, c. 1, della legge 1° luglio 1977 n. 404, normativa cui ha fatto seguito l'art. 4, comma 12-bis, del D.L. 2 marzo 1989 n. 65, convertito con modificazioni nella legge 26 aprile 1989 n. 155, il quale prevede limiti alla riconducibilità dei minimi tariffari professionali in favore della P.A., ma non ha natura di norma imperativa (la cui violazione, quindi, comporti la nullità del contratto - ancorché, come nel caso, non espressamente prevista - ai sensi dell'art. 1418, c. 1, Cod. civ., essendo posta a tutela di un interesse di categoria e non di un interesse generale della collettività.
Sent. C. Cass. 26/10/1998, n. 10661
1. Ingegneri e architetti - Tariffa professionale - Inderogabilità - Esclusione per prestazioni con onorari "a discrezione" - Anche per rapporti di collaborazione ex art. 409, n. 3 C.p.c. (Attività continuativa di perizie per una banca).
1. L'esclusione dell'inderogabilità della tariffa professionale per gli ingegneri e gli architetti, prevista dall'art. 5 L. 2 marzo 1949 n. 143 per le consulenze ed altre prestazioni, quali perizie estimative in forma di parere verbale o di lettera, pareri comunicati verbalmente o per lettera, etc., in relazione a cui sono ammissibili onorari "a discrezione", trova applicazione anche nel caso in cui il professionista intrattenga un rapporto di collaborazione qualificabile come continuativo e coordinato a norma dell'art. 409 n. 3 Cod. proc. civ.
Sent. C. Cass. 05/05/1995, n. 4921
1. Ingegneri e architetti - Onorario - Opere di edilizia popolare ed economica - Prestazioni parziali - determinazione dell'onorario base - Aliquota applicabile - Aumenti automatici ex art. 18 tariffa - Inapplicabilità. 2. Ingegneri e architetti - Onorario - Interessi ex art. 9, 4° comma L. n. 143/1949 - Natura accessoria - Liquidazione d'ufficio da parte del giudice - Ammissibilità (ING-ONO/ITS)
1. In tema di liquidazione degli onorari spettanti ad ingegneri ed architetti in materia di prestazioni professionali relative alla costruzione di opere di edilizia popolare ed economica sovvenzionata dallo Stato, l'ipotesi di prestazioni parziali è disciplinata esclusivamente dall'art. 4 D.M. 18 settembre 1967; in tal caso la determinazione dell'onorario-base a percentuale deve essere calcolata sulla base delle aliquote specificate nella tabella B annessa alla tariffa nazionale (combinato disposto degli artt. 4 D.M. cit. 18 primo comma tariffa e tab. B annessa), e all'onorario così determinato, non si applicano gli aumenti previsti, in via generale ed automatica, dall'art. 18 della tariffa (nella specie, l'aumento del 25% di cui al primo comma). 2. Gli interessi dovuti sugli onorari spettanti ad ingegneri ed architetti ai sensi dell'art. 9, 4° comma L. 2 marzo 1949 n. 143, hanno carattere accessorio rispetto alla somma dovuta per le prestazioni professionali, con la conseguenza che essi, decorsi sessanta giorni dall'invio della specifica, spettano al professionista indipendentemente da successivi atti di costituzione in mora e debbono essere liquidati dal giudice anche in difetto di espressa domanda, a meno che non risulti la volontà del professionista di rinunciarvi.
Sent.C. Cass. 03/12/1994, n. 10393
1. Professionisti - Prestazioni gratuite - Ammissibilità - Condizioni.
1. Al professionista è consentita la prestazione gratuita della sua attività professionale per i motivi più vari, che possono consistere nell'affectio, nella benevolentia, come anche in considerazione di ordine sociale o di convenienza, anche con riguardo ad un personale ed indiretti vantaggio; al di fuori di questa ipotesi sono nulli i patti in deroga ai minimi della tariffa professionale. (Nella specie, si è ritenuta la nullità del patto con cui il compenso professionale di un ingegnere per un progetto di lottizzazione era stato subordinato all'approvazione del Comune).
Sent. C. Cass. 17/03/1993, n. 3167
1. Ingegneri e architetti - Onorario - Costruzione di case popolari con contributo statale - Riduzione onorario ex D.M. 18 giugno 1949 - Legittimità 2. Ingegneri e architetti - Onorario - L. 1976 n. 340 - Minimi di tariffa - Inderogabilità - Solo nei rapporti fra privati ex art. 6 L. 1977 n. 406 - Efficacia retroattiva - Abrogazione DD.MM. del 1949 e 1967 - Esclusione 3. Opere pubbliche - Legge 1971 n. 330 - Limiti di applicazione
1. Il D.M. 18 giugno 1949, n. 14319 emanato in base al R.D. 8 febbraio 1923 n. 345 e al R.D. 2 dicembre 1923 n. 2654, modificato col D.M. 18 settembre 1967 n. 17321 ha legittimamente disposto una riduzione degli onorari spettanti agli ingegneri ed agli architetti per le prestazioni professionali relative alle costruzioni di case di tipo popolare, fruenti di contributo statale, allo scopo di contenere il relativo onere finanziario, ricollegandosi detta riduzione al riconosciuto potere ministeriale di aggiornare le tariffe e, quindi, di limitarle per alcune voci o, più in generale, per determinate materie. 2. L'art. unico L. 5 maggio 1976 n. 340, che ha fissato il principio della inderogabilità dei minimi della tariffa professionale degli ingegneri e degli architetti, è stato interpretato unicamente dall'art. 6 L. 1 luglio 1977 n. 404, il quale stabilisce che la norma interpretata deve intendersi applicabile esclusivamente ai rapporti intercorrente tra privati; ne consegue che, attesa l'efficacia retroattiva della richiamata norma interpretativa e la sua portata generale, non limitata al settore dell'edilizia carceraria, deve escludersi che la legge n. 340 del 1976 cit. abbia implicitamente abrogato i precedenti DD.MM. 18 giugno 1949 e 18 settembre 1967, i quali hanno disposto una riduzione degli onorari degli ingegneri e degli architetti per la prestazioni professionali relative alla costruzione di case di tipo popolare fruenti del contributo erariale. 3. La L. 3 maggio 1971 n. 330 che reca modificazioni alla L. 3 agosto 1949 n. 589, per l'esecuzione di opere pubbliche di interesse degli Enti locali, riguarda i comuni, le province ed i consorzi interessati alle opere specificamente previste e non è applicabile, pertanto, alla costruzione di case popolari e agli Enti - quali gli IACP - preposti a tali compiti.
Sent.C. Cass. 28/05/1988, n. 3659
1. Ingegneri e architetti - Tariffa professionale - Minimi inderogabili solo dopo la L. 1976 n. 340 - Pattuizione, prima di detta legge, di compenso per progetto di costruzione, condizionato al rilascio della licenza di costruzione - Validità.
1. In tema di compensi per ingegneri ed architetti, il principio dell'inderogabilità dei minimi tariffari, introdotto dall'art. unico L. 5 maggio 1976 n. 340, non è rinvenibile nella precedente normativa, stante l'illegittimità della previsione contenuta in tal senso nell'art. 6 D.M. 21 agosto 1958 (per esorbitanza dai limiti della delega conferita con l'art. unico L. 4 marzo 1958 n. 143); pertanto, prima dell'entrata in vigore della L. n. 340 del 1976, deve ritenersi legittima la clausola del contratto di prestazione d'opera professionale, che condizioni il riconoscimento del compenso per la redazione di un progetto di costruzione alla concessione della prescritta licenza edilizia, trattandosi di patto non contrario alla disciplina professionale, né precluso dalle regole di quel contratto assoggettabile a condizione.
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