Source: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/2000/novembre/asilo-testo-commissione.html
Timestamp: 2019-06-27 03:03:58+00:00
Document Index: 21281382

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 705', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 650', 'art.10', 'sentenza ', 'art.2']

Atto Camera 5381 recante norme sul diritto di Asilo, attualmente in discussione presso la I Commissione Camera. Testo approvato il 10 novembre 2000 con, a fronte, il testo approvato al senato
Testo adottato dalla Commissione il 10 novembre 2000
1. La Repubblica garantisce il diritto di asilo e la protezione umanitaria su base individuale alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge, in attuazione dell'articolo 10 della Costituzione e in armonia delle convenzioni o accordi internazionali a cui l'Italia aderisce.
a) allo straniero o all'apolide al quale è riconosciuto lo status di rifugiato previsto dalla Convenzione di Ginevra relativa allo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951, resa esecutiva con la legge 24 luglio 1954, n. 722, di seguito indicata come Convenzione di Ginevra, e dal protocollo relativo allo statuto dei rifugiati, adottato a New York il 31 gennaio 1967 e reso esecutivo con la legge 14 febbraio 1970, n.95, o che, comunque trovandosi fuori dal Paese del quale è cittadino o, se apolide, nel quale aveva residenza abituale, non possa o non voglia avvalersi della protezione di tale Paese a causa del fondato timore di essere perseguitato per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalità, di appartenenza ad un determinato gruppo sociale o etnico ovvero per le sue opinioni politiche;
b) allo straniero o all'apolide che non possa o non voglia avvalersi della protezione del Paese del quale è rispettivamente cittadino o residente abituale, in quanto si trova nelleffettiva necessità di salvare sé o i propri familiari dal pericolo attuale e diretto di subire danni alla propria vita o sicurezza o libertà personale o ad altre libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana.
2. Salvo che si applichi una delle clausole di esclusione di cui allarticolo 1, paragrafo F), della Convenzione di Ginevra, il diritto di asilo è esteso, su richiesta, al coniuge non legalmente separato e al figlio minore non coniugato del rifugiato, nonché alla persona stabilmente convivente con il rifugiato legalmente separato o non coniugato.
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri degli affari esteri e dell'interno, è costituita la Commissione centrale per il riconoscimento del diritto di asilo, di seguito denominata "Commissione centrale", alla quale è affidato il compito di esaminare e decidere sulle domande di asilo presentate ai sensi della presente legge, sulla permanenza o cessazione dell'asilo e su ogni altra funzione, anche consultiva, in materia di asilo conferitale dalla presente legge e dal suo regolamento di attuazione In ogni caso la Commissione opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione.
4. Ciascuna sezione è composta da un dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri, da un dirigente del Ministero degli affari esteri con qualifica di consigliere di legazione, da un dirigente del Ministero dell'interno, appartenente ai ruoli della Polizia di Stato con qualifica di vicequestore, e da un esperto qualificato in materia di diritti civili e umani, designato dal Presidente del Consiglio dei ministri. Ciascuna amministrazione interessata designa un membro supplente per ogni componente della Commissione. Il Presidente del Consiglio dei ministri designa un supplente per l'esperto in materia di diritti civili ed umani. In caso di parità di voti prevale la decisione espressa con il voto del Presidente. Le sezioni possono deliberare con la partecipazione di tre componenti. Quando se ne ravvisa la necessità, una o più sezioni della Commissione Centrale possono svolgere la propria attività in sede locale con il supporto amministrativo della prefettura competente per territorio. Per ciascuna sezione le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario dell'amministrazione civile dell'interno con qualifica non inferiore a vice prefetto aggiunto.
c) sia stato condannato con sentenza anche non definitiva per un crimine contro la pace o contro l'umanità o un crimine di guerra o un grave delitto di diritto comune sempre che non ricorrano le condizioni previste dallart. 705, comma 2, del Codice di procedura penale o si sia reso colpevole di azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite, come previsto dall'articolo 1, paragrafo F), della Convenzione di Ginevra;
7. I provvedimenti che dichiarano linammissibilità o la manifesta infondatezza della domanda o con cui si decide di attribuire allItalia lesame della domanda o di chiedere il trasferimento della domanda ad altro Stato sono adottati dal delegato con atto scritto e motivato e consegnato entro ventiquattro ore allinteressato unitamente ad una traduzione in lingua a lui conosciuta, recante anche le modalità di impugnazione.
7-bis. La domanda è trasmessa alla Commissione Centrale per lesame della stessa, ai sensi dellart. 7, quando il presame si sia concluso positivamente. In caso di esito negativo il funzionario di frontiera o quello di questura provvede al respingimento immediato o allespulsione del richiedente asilo, ove questi non abbia altro titolo a permanere sul territorio nazionale, e presti il suo consenso, notificandogli il provvedimento stesso.
Negli altri casi, il funzionario di frontiera o quello di questura dispone il trattenimento presso la più vicina sezione specializzata dei centri di permanenza temporanea ed assistenza di cui al comma 11, chiedendo comunque entro 48 ore la convalida del provvedimento al giudice di tribunale in funzione monocratica, secondo quanto previsto dallart. 14 del D.leg.vo 25 luglio 1998 n. 286. Il giudice nel provvedimento di convalida, valuta anche la legittimità ed il merito del provvedimento negativo del funzionario delegato dalla Commissione Centrale. In caso di convalida del provvedimento si procede al respingimento immediato o allespulsione, ovvero alla prosecuzione del trattenimento dellinteressato qualora ricorrano le condizioni previste dallart. 14 del D.leg.vo 25 luglio 1998 n. 286. Avverso il provvedimento di convalida è ammesso il ricorso per Cassazione. La presentazione del ricorso non sospende lesecuzione del provvedimento.
9. Qualora il pre-esame della domanda non si esaurisca nei due giorni dalla presentazione della stessa o il delegato della Commissione ritenga che il procedimento non possa concludersi entro tale periodo ovvero ricorrano particolari esigenze di soccorso del richiedente o dei suoi familiari, nonché nelle more dellallontanamento dal territorio dello Stato del richiedente il questore o il dirigente del posto di frontiera possono disporre il trattenimento del richiedente, ove non abbia altro titolo per l'ingresso o il soggiorno, presso la più vicina sezione speciale per i richiedenti asilo nei centri di permanenza temporanea ed assistenza, di cui al comma 11. Per il trattenimento si seguono, in quanto applicabili, le procedure previste dall'articolo 12, commi 3, 4, 5 e 6, della legge 6 marzo 1998, n.40. In caso di allontanamento arbitrario dal centro di permanenza, si applica l'articolo 650 del codice penale.
10.bis Ferma restando lapplicazione dellart. 650 c.p. in caso di allontanamento arbitrario dal centro di permanenza ovvero dal domicilio eletto la domanda si intende rinunciata
11. Qualora la Commissione Centrale non pervenga alla decisione sulla domanda di asilo entro sei mesi dalla sua presentazione, il richiedente asilo ha il diritto di svolgere attività lavorativa fino alla conclusione della procedura di riconoscimento, ivi compreso il ricorso di cui allart.10
. 2. Per lo svolgimento dei procedimenti previsti dal presente articolo si osservano, in quanto applicabili, le norme previste nella sezione II del Capo I del Titolo IV del Libro II del Codice di procedura Civile. Nel giudizio sono comunque consentiti linterrogatorio del ricorrente e lassunzione di ogni altro mezzo di prova. Il ricorso deve essere altresì notificato alla Commissione Centrale, la quale ha lobbligo di inviare immediatamente al ricorrente e al tribunale copia di tutti gli atti in suo possesso e può, per il tramite dellAvvocatura dello Stato, far depositare in cancelleria, almeno dieci giorni prima delludienza di discussione, ogni contro deduzione
5. L'eventuale ricorso in appello non sospende l'esecuzione della decisione della Commissione centrale e dei provvedimenti di cui ai commi 3 e 4.
La sospensione dellesecuzione della decisione della Commissione centrale e dei provvedimenti di cui ai commi 3 e 4 può essere chiesta dal richiedente asilo, contestualmente alla presentazione del ricorso in appello, con istanza motivata. Il Presidente del tribunale si pronuncia sullistanza di sospensione entro 15 giorni dal deposito del ricorso
. 7. La sentenza del giudice che accoglie il ricorso dichiara espressamente che sussistono le circostanze indicate nellart.2 per il riconoscimento del diritto dasilo e sostituisce a tutti gli effetti lanaloga decisione della Commissione
Tutti gli atti concernenti i procedimenti giurisdizionali previsti nel presente articolo sono esenti da ogni imposta o tributo
5. Contro la decisione che accerta l'insussistenza dei presupposti per continuare a godere del diritto di asilo è ammesso ricorso al giudice ordinario competente del luogo in cui il rifugiato ha eletto domicilio. Il ricorso deve essere notificato entro trenta giorni dalla notifica della decisione negativa.
5. Il rifugiato gode del medesimo trattamento previsto per il cittadino italiano in materia di previdenza e di assistenza sociale