Source: http://www.regione.piemonte.it/foreste/it/2-non-categorizzato/
Timestamp: 2018-11-22 10:17:46+00:00
Document Index: 97425893

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

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L’Unione Europea ha istituito 25 anni fa, nel 1992, il programma LIFE, con lo scopo di sostenere progetti di salvaguardia dell'ambiente e della natura negli Stati membri e in alcuni paesi candidati e limitrofi.
Dai programmi LIFE I, II e III (periodo 1992-2006) si è passati al LIFE + (2007-13) e infine al Programma europeo per l’Ambiente e per il Clima - LIFE 2014-2020, istituito con il Reg. (UE) n. 1293/2013.
Il LIFE 2014-2020 che punta a dare concreta attuazione all’iniziativa “Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse”, è strutturato in due sottoprogrammi:
Ambiente, con 3 settori prioritari: efficienza energetica, natura e biodiversità, governance ambientale e informazione;
Azione per il clima, anch’esso ripartito in 3 ambiti prioritari: mitigazione dei cambiamenti climatici , adattamento ai cambiamenti climatici, governance e informazione.
Possono essere presentati progetti "tradizionali", cioè progetti pilota, di buone pratiche, dimostrativi e di sensibilizzazione, ma anche progetti integrati (PI), di assistenza tecnica ai PI e progetti preparatori.
Il LIFE e le Foreste
Nel programma 2014-20 viene data particolare importanza alle foreste, per il loro ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità e delle risorse acqua e suolo, nonché per la mitigazione dei cambiamenti climatici tramite l’assorbimento dell’anidride carbonica dall’atmosfera e lo stoccaggio del carbonio.
Già nei precedenti periodi di programmazione le foreste hanno avuto uno spazio significativo, coprendo a livello complessivo UE quasi il 15% dei progetti realizzati, la percentuale scende a poco meno del 10% per l’Italia, ma con un importo complessivo di 112 milioni di euro, in un periodo peraltro di netta riduzione delle risorse pubbliche destinate alla ricerca e alla divulgazione.
Un bilancio approfondito dei progetti LIFE dedicati alle foreste italiane svolti dal 1992 ad oggi è stato presentato nello scorso mese di maggio a Firenze nell’ambito evento “Life e Foreste: 25 anni del Programma LIFE”, curato da Compagnia delle Foreste.
Molti progetti hanno sicuramente fornito un contributo importante alla diffusione di tecniche innovative per la gestione sostenibile, la tutela della biodiversità, la valorizzazione dei prodotti e dei servizi forestali. Di seguito se ne citano alcuni, sia conclusi che in corso, ritenuti particolarmente significativi anche per le foreste piemontesi, rimandando agli specifici siti internet per informazioni e approfondimenti:
Summacop (Umbria, anni 2000-02) - gestione innovativa e sostenibile dei boschi cedui (matricinatura a gruppi e altre tecniche innovative di intervento);
Carbomark (Veneto, 2009-11) – promozione di mercati locali e volontari di crediti di carbonio, individuazione di un modello per PMI e proprietari forestali;
PProSpot (Toscana, 2010-14) – gestione forestale con tecniche innovative – come la selvicoltura d’albero – per la tutela e la valorizzazione delle specie arboree sporadiche;
Carabus (Piemonte, 2012-2015) – conservazione dell’habitat di Carabus olympiae in Val Sessera (BI), individuando specifici modelli selvicolturali;
MIPP (Corpo Forestale dello Stato, 2012-17) - monitoraggio, con osservazioni di cittadini, di coleotteri saproxilici protetti dalla Direttiva Habitat e rilievo del criterio ecologico per gli alberi monumentali;
Inbiowood (Veneto, 2013-18) – incrementare la biodiversità tramite la produzione di legno, realizzando impianti di arboricoltura policiclici potenzialmente permanenti, specialmente in aree private lungo i corsi d’acqua;
Future coppices (Toscana e Sardegna, 2015-18) – gestione sostenibile dei boschi cedui nell’Europa meridionale, valorizzando le prove sperimentali fatte dagli anni Sessanta ad oggi dagli istituti di sperimentazione del MiPAAF, oggi confluiti nel CREA.
InForma Plus nasce della positiva esperienza del progetto InForma, conclusosi a marzo 2015; infatti, i partner coinvolti intendono continuare la collaborazione, sviluppando le tematiche affrontate nel precedente periodo di programmazione ALCOTRA (2007-2013) e capitalizzando i risultati. InForma Plus è un progetto di cooperazione per la formazione forestale professionale nello spazio alpino trasfrontaliero franco-italiano; è partito a gennaio 2017 e terminerà a gennaio 2020.
Il partenariato del progetto è composto da enti pubblici e privati che operano per lo sviluppo del settore forestale nel territorio italiano e francese:
Settore Foreste della Regione Piemonte che ha individuato IPLA S.p.a. quale soggetto attuatore delle iniziative di propria titolarità;
Settore Politiche della montagna e della fauna selvatica della Regione Liguria (Capofila);
Struttura forestazione e sentieristica della Regione Autonoma Valle d’Aosta;
DISAFA-Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino;
ISETA – Institut des Sciences de l’Environnement & des Territoires d’Annecy;
Centre Forestier de la Région Provence Alpes Côte d’Azur;
Ferme Reinach – Centre de formation professionnelle et de promotion agricole de Savoie;
ASDEFS – Entreprises Forestières des Savoie;
SEFSAM – Syndacat des Exploitants Forestiers et Scieurs Alpes-Méditerranée.
Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea e dagli Stati membri tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale INTERREG ALCOTRA, si inserisce nel quadro di riferimento fornito dalla strategia dell’Unione Europea per la Regione Alpina (EUSALP), per valorizzare l’attrattività e la competitività della regione alpina oltre che lo sviluppo sostenibile dei suoi territori.
Nello spazio compreso tra Italia e Francia i boschi coprono più di un terzo del territorio e la filiera del legno costituisce un importante tassello dell’economia locale. InForma Plus intende affrontare quelle problematiche che limitano lo sviluppo del settore forestale attraverso la promozione delle imprese forestali e del mestiere del boscaiolo, riconoscendo a questa figura professionale un ruolo determinante nella gestione sostenibile, efficace e duratura del territorio.
L'obiettivo generale è:
aumentare e rafforzare, a livello transfrontaliero, la competitività e la professionalità delle imprese forestali, tramite:
l’attivazione di percorsi formativi innovativi e sperimentali secondo metodologie condivise e coordinate tra partner transfrontalieri;
la realizzazione di azioni mirate a migliorare la conoscenza e le competenze delle imprese e degli operatori professionali.
Il risultato atteso è l’aumento della redditività e della sicurezza del lavoro in bosco oltre che il riconoscimento sociale della figura professionale.
La realizzazione di iniziative di promozione a supporto delle attività tecniche, della figura professionale del boscaiolo e dell’impresa qualificata, fra cui:
sito internet del progetto, con versione mobile;
realizzazione di una versione PDF interattivo e applicazione mobile bilingue del manuale del boscaiolo arricchita di contenuti multimediali (clip video, collegamenti ipertestuali....);
seminari ed eventi divulgativi;
predisposizione di parcelle dimostrative/pedagogiche, cantieri forestali dimostrativi;
strumenti multimediali per avvicinare i giovani ai lavori in bosco (simulatori di lavoro e mezzi forestali, mezzo itinerante attrezzato per finalità divulgative e di comunicazione);
analisi per l’individuazione delle migliori ed efficaci strategie di comunicazione per il coinvolgimento delle imprese forestali nelle attività formative professionali.
Regione Piemonte ha previsto attività di comunicazione su azioni e esiti del progetto prevedendo un evento di lancio e uno di chiusura, quest'ultimo in concomitanza di un cantiere dimostrativo.
FORMAZIONE INNOVATIVA E SPERIMENTALE
Capitalizzando l’esperienza del progetto InForma si intende progettare e sperimentare percorsi formativi comuni, rispondenti ai bisogni pratici delle imprese emersi nel corso delle indagini condotte sui territori dei partner.
Verranno svolte attività condivise su:
Corsi di formazione innovativi rivolti alle imprese forestali, stakeholders e amministratori del territorio su temi quali management di impresa, gestione economica, filiere del legno, tecniche operative innovative, al fine di promuovere una gestione economicamente redditizia e sostenibile della risorsa forestale. Regione Piemonte aderisce alle proposte di formazione innovativa per poterle valutare ed eventualmente riproporre sul proprio territorio, pubblicizzandole.
Percorsi di apprendistato/Alternanza scuola-lavoro; è previsto un approfondimento tecnico sulla normativa di riferimento e saranno valutate le esperienze di apprendistato ed alternanza scuola lavoro, ormai consolidate in Francia e, su settori diversi da quello forestale, in Italia. Verranno proposte iniziative a livello nazionale, riferite al contesto forestale. Regione Piemonte partecipa alle iniziative di apprendistato, all'informazione degli operatori del settore, alla condivisione con l'assessorato regionale al Lavoro, all'individuazione di imprese per attivare sperimentazioni, oltre che alla raccolta di eventuali manifestazioni di interesse da parte di operatori o imprese del settore.
Corso per istruttori forestali di abbattimento ed esbosco terrestre. In Italia è prevista l’attivazione di un corso modulare per la formazione di 15 istruttori forestali, fra operatori piemontesi, valdostani e liguri a cui si aggiungeranno, per alcuni moduli formativi, osservatori qualificati del partenariato. Il corso è gestito da Regione Piemonte tramite IPLA, con una durata di 280 ore (200 ore per l'abbattimento ed allestimento e 80 per l'esbosco terrestre. Di seguito il calendario dei moduli formativi:
Corso istruttori forestali in abbattimento ed allestimento
Preselezione e selezione (24 – 28 luglio 2017); sede: Chiusa di Pesio (CN), Parco del Marguareis;
I^ settimana: 4 – 8 settembre 2017; sede: Chiusa di Pesio (CN), Parco del Marguareis;
II^ settimana: 2 – 6 ottobre 2017; sede: Courmayeur (AO), Bois Gorret Hermitage;
III^ settimana 13 – 17 novembre 2017; sede: Novalesa (TO);
IV^ settimana 11 – 15 dicembre 2017; sede: Bagnasco (CN), Bric Fusarè;
V^ settimana: 26 febbraio – 2 marzo 2018; sede: Rezzo (IM).
Corso istruttori forestali in esbosco terrestre
I^ settimana: 26 – 30 marzo 2018; sede: Pramollo (TO);
II^ settimana: 16 – 20 aprile 2018; sede attività pratica: Lanzo Torinese (TO).
Tirocinio (aprile-ottobre 2018);
Esame (9 – 12 ottobre 2018).
VALORIZZAZIONE DELLE IMPRESE FORESTALI PROFESSIONALI
l'istituzione di un Albo delle imprese e degli operatori forestali professionali a livello transfrontaliero che garantirà una maggiore conoscenza del settore, anche circa la qualità e la qualificazione delle imprese e fornirà alle stesse una vetrina di valorizzazione e promozione delle proprie attività professionali;
il riconoscimento transfrontaliero delle competenze professionali del settore forestale, ossia sarà definita una “equivalenza” circa i contenuti delle diverse proposte formative professionali transfrontaliere, per certificare un mutuo riconoscimento delle competenze acquisite. Saranno previsti incontri finalizzati al reciproco riconoscimento della formazione standardizzata e di quella innovativa proposta, anche con riferimento alle certificazioni europee sulle competenze dell'uso della motosega (ECC European chansaw certificate).
sottoscrivere un nuovo piano di coltura ADL .
Nel caso in cui si verifichi un trasferimento di proprietà per vendita delle superfici oggetto di impianto senza che il nuovo beneficiario presenti la domanda di cambio beneficiario, la responsabilità dell’impianto e i relativi impegni e vincoli con la Regione Piemonte restano in capo al beneficiario iniziale.
Si raccomanda quindi di far inserire nell’atto di vendita, per chiarezza nei confronti dell’acquirente e a tutela del venditore, specifica indicazione dei terreni sui quali è stato effettuato l’impianto e dei relativi impegni e vincoli.
piano di coltura ADL sottoscritto dal nuovo richiedente e da tutti i coeredi per accettazione.
→ Scarica l'"Atlante dei principali legni presenti in Italia" e SIR - Legno
CORSO ON-LINE: "Sicurezza in ambito forestale"
→ Per iscriversi inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
→ Scarica il programma del 25 ottobre 2018, Grugliasco (TO)
→ Scarica il programma del 22 e 23 ottobre 2018, Grugliasco (TO)
→ Scarica il programma per l'edizione "Castegneti, robinieti, formazione d'invasione", a partire da marzo 2018
→ Scarica il programma per l'edizione "Querceti", a partire da marzo 2018
→ Scarica il programma per l'edizione "Faggeta", a partire da aprile 2018
→ Scarica il programma per l'edizione "Conifere", a partire da giugno 2018
IMPORTANTE: Gli utenti che hanno già trasmesso il modulo di preadesione per le edizioni del 2017 ma non hanno potuto partecipare non devono ripetere la preadesione.
→ Scarica il programma per l'edizione "Planiziale-fluviale", a partire da marzo 2018
→ Scarica il programma per l'edizione "Montana", a partire da maggio 2018
CORSO:"Difesa del suolo negli interventi selvicolturali"
→ Scarica il programma , a partire da marzo 2018
→ a breve il programma
→ Scarica il programma del 5 ottobre 2018, Parco La Mandria
→ a breve il programma delle giornate del 26-27-28 ottobre in Umbria
Quando la compensazione per la trasformazione del bosco non è dovuta?
La compensazione non è dovuta (art. 19, comma 7 della l.r. 4/2009) per gli interventi di trasformazione delle aree boscate:
a. interessanti superfici inferiori ai 500 m2;
b. finalizzati alla conservazione del paesaggio o al ripristino degli habitat di interesse comunitario, se previste dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti;
c. volti al recupero a fini produttivi per l'esercizio dell'attività agro-pastorale svolte da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli singoli o associati, di boschi di neoformazione insediatisi su ex coltivi, prati e pascoli abbandonati da non oltre trent'anni;
d. per la realizzazione o adeguamento di opere di difesa dagli incendi, di opere pubbliche di difesa del suolo, se previsti dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti;
d bis. per la realizzazione di viabilità forestale in aree non servite.
Con la Circolare n. 2/AMB del 13/04/2018 sono stati chiariti alcuni aspetti. Con riferimento alla lettera b), la circolare precisa che la deroga è applicabile agli interventi contenuti nei piani di gestione predisposti dalle Associazioni fondiarie costituite ai sensi della l.r. n. 21/2016 (Disposizioni per favorire la costituzione delle associazioni fondiarie e la valorizzazione dei terreni agricoli e forestali) a condizione che:
sia evidente ed esplicita la loro ricaduta sulla conservazione del paesaggio;
gli interventi siano finalizzati al recupero di terreni agricoli incolti e/o abbandonati;
i piani siano predisposti conformemente ai contenuti stabiliti dalla DGR 92-5523 del 3.8.2017 (Linee guida per la redazione dei piani di gestione dei terreni dell’associazione fondiaria);
tali piani siano approvati dalla Regione Piemonte conformemente alle disposizioni stabilite dalla l.r. n. 21/2016 e dagli atti applicativi.
Con riferimento alla lettera d bis), in allegato alla stessa circolare, è fornita la metodologia che, con criteri oggettivi, permette di definire quando un bosco non è servito da viabilità forestale. La copertura “Zona Servita” (ZS) realizzata nell’ambito delle indagini per i Piani Forestali Territoriali (PFT) è pubblicata su SIFOR nella sezione "Indagini PFT 2000/Scarico dati", in formato shape a taglio regionale.
N.B. Tale metodologia non trova più applicazione a seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. 34/2018 (5 maggio 2018), secondo il quale gli interventi di realizzazione, adeguamento e manutenzione della viabilità forestale al servizio delle attività agro-silvo-pastorali non sono più considerati "trasformazione del bosco": l'art. 19 comma 7, lettera d bis) è quindi implicitamente superato dalla norma nazionale.
Vai alla sezione sulla legge forestale.
La compensazione della superficie forestale trasformata
La compensazione della superficie forestale trasformata (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) può essere effettuata mediante la realizzazione di rimboschimenti con specie autoctone locali, con miglioramenti boschivi o con versamento in denaro.
Compensazione monetaria
Salvo deroghe, è obbligatoria quando la superficie oggetto di trasformazione è inferiore o uguale a 1 ettaro.
Le somme introitate dalla Regione come compensazione monetaria sono destinate alla realizzazione di interventi di riequilibro idrogeologico nelle aree geografiche più sensibili, ricadenti anche in altri bacini idrografici oltre a quello in cui è stata autorizzata la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso.
Compensazione fisica
La compensazione fisica è possibile quando la superficie oggetto di trasformazione è maggiore di 1 ettaro.
Salvo diversa indicazione della Pianificazione forestale aziendale approvata, la compensazione fisica, in aree classificate come:
montagna, è possibile solo mediante miglioramento boschivo;
collina e pianura, è possibile mediante rimboschimento e miglioramento boschivo.
Rimboschimenti con specie autoctone adatte alla stazione e di provenienza locale
La superficie minima accorpata dev’essere maggiore di 5.000 metri quadrati e complessivamente maggiore di 1 ettaro.
Non sono considerati rimboschimenti gli impianti su terreni classificati o assimilati a bosco ove il soprassuolo è temporaneamente assente per utilizzazioni o trasformazioni non autorizzate o per avversità biotiche e abiotiche.
I rimboschimenti sono realizzati in conformità a quanto disposto dall’art. 36 del Regolamento forestale. Devono dar luogo a popolamenti arborei di latifoglie e/o conifere, essere polispecifici e realizzati con specie arboree ed arbustive autoctone elencate nell’Allegato C, tabella I, del Regolamento forestale.
Il richiedente deve assicurare le cure colturali ai rimboschimenti fino all’affermazione della piantagione per un periodo non inferiore a 5 anni.
Al termine dell’intervento la superficie rimboschita costituisce a tutti gli effetti bosco.
Miglioramenti boschivi
La superficie minima accorpata è maggiore di 1 ettaro.
Non sono considerati miglioramenti boschivi:
gli interventi a macchiatico positivo o pari a zero;
gli interventi finalizzati esclusivamente al taglio o all’eliminazione del sottobosco o di singole piante morte, stroncate o schiantate;
gli interventi che non hanno come finalità il miglioramento della stabilità del popolamento forestale;
la realizzazione di viabilità o altre infrastrutture (es. sentieristica) ad eccezione di opere di prevenzione e recupero di dissesti in bosco, eseguite con i criteri dell’ingegneria naturalistica e in accompagnamento all’esecuzione di opere di miglioramento boschivo.
Coerentemente con il concetto di miglioramento boschivo, sono ammessi interventi di ripristino di boschi danneggiati o distrutti e l’impianto di specie forestali nel caso di sostituzione di specie .
L’entità dell’intervento compensativo è definita dall’Allegato A (calcolo economico della compensazione) elaborato ai sensi dell’art. 19, comma 10 della l.r. 4/2009.
Gli interventi di compensazione eseguiti direttamente dal richiedente non possono godere di sovvenzioni o benefici pubblici di qualunque natura e fonte (art. 19, comma 9 della l.r. 4/2009).
Con la compensazione fisica trova applicazione il Regolamento forestale (DPGR 8/R/2011): il progetto di rimboschimento o di miglioramento boschivo è allegato alla comunicazione semplice o all’istanza di autorizzazione trasmessa al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste.
Gli elaborati del progetto compensativo sono indicati nell’Allegato C del provvedimento.
Il progetto compensativo è trasmesso con le modalità di cui all’art. 3 del Regolamento forestale ed è accolto senza necessità di provvedimento espresso in caso di comunicazione semplice e, in caso di istanza di autorizzazione, decorsi 30 giorni dal suo ricevimento senza che siano state richieste integrazioni, formulate prescrizioni o negato l’accoglimento.
Gli interventi di compensazione fisica devono essere realizzati entro il termine indicato nell’autorizzazione paesaggistica, comunque non superiore a 5 anni.
Per dar corso agli accertamenti sulla corretta esecuzione dell’intervento compensativo ed al conseguente svincolo della cauzione, il richiedente, entro 60 giorni dalla sua ultimazione, trasmette al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste una Dichiarazione di Regolare Esecuzione dei Lavori (di seguito DREL ) , anche nei casi di comunicazione semplice.
Nel caso di rimboschimento, al termine dei 5 anni dall’impianto, il richiedente trasmette al medesimo Settore una DREL riferita alle cure colturali.
Le aree sulle quali possono essere realizzati gli interventi di compensazione fisica devono ricadere, all'interno del medesimo bacino idrografico nel quale è stata autorizzata la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso.
La priorità degli interventi compensativi è data a superfici di proprietà pubblica.
La Direzione regionale competente con D.D. n. 4069 del 05.12.2017 ha definito la finalità, la struttura, le caratteristiche, le modalità di istituzione, di aggiornamento e utilizzo dell’elenco dei siti idonei alla realizzazione di interventi compensativi proposti dai Comuni, dalle Unioni di Comuni, dalle Province e dalla Città Metropolitana di Torino, anche nell’ambito dei Piani Forestali Aziendali. In assenza di tali elenchi, i siti sono proposti dal richiedente al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste che determina la loro idoneità sulla base dei contenuti della D.G.R. n. 23-4637 del 06.02.2017.
Che cosa non è bosco
Con DPGR 2/R del 23.1.2017, pubblicato sul BURP del 26.1.2017, è stato emanato il Regolamento regionale recante “Attuazione dell’articolo 3, comma 3ter, della legge regionale 10 febbraio 2009, n. 4 (Gestione e promozione economica delle foreste)” che entrerà in vigore il 10 febbraio 2017.
Al riguardo si rammenta che la normativa regionale vigente in materia di foreste (l.r. 4/2009) definisce cosa:
è un bosco (art. 3 comma 1);
è assimilato ad un bosco (art. 3, comma 2);
non è considerato bosco (art. 3, comma 3 e comma 3bis).
In particolare l’art. 3, comma 3bis, individua tra le porzioni di territorio ricoperte da vegetazione arborea e arbustiva non considerate bosco anche i seguenti casi:
Il Regolamento DPGR 2/R del 23.1.2017 dettaglia tali fattispecie e definisce modalità e criteri per la loro applicazione, dando attuazione a quanto previsto dall’art. 3, comma 3ter della legge forestale.
Concretamente sarà possibile da parte di Comuni o di loro forme associative, anche su istanza di parte, provvedere alla perimetrazione ed approvazione di tali fattispecie, sulla base di studi e analisi di professionisti abilitati nelle discipline forestali, agronomiche e paesaggistiche.
Tali perimetrazioni dovranno successivamente essere trasmesse alla Regione che entro 90 gg. si espirmerà sulla conformità della proposta di perimetrazione rispetto al DPGR 2/R/2017 ed agli strumenti di pianificazione vigenti.
Analogamente, nelle more della perimetrazione sopra descritta, il Comune potrà trasmettere alla Regione la richiesta di parere in merito ad interventi puntuali che abbiano già acquisito l’assenso della locale commissione paesaggio, ove esistente. La Regione redigerà, entro 90 gg., il parere finale.
Fino all’efficacia delle perimetrazioni comunali, ovvero in assenza di parere o in caso di parere negativo nel caso di regime transitorio, gli interventi modificativi dello stato dei luoghi sono soggetti al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica di cui all’articolo 146 del d.lgs. 42/2004, nonché, in caso di vincolo idrogeologico, dell’autorizzazione di cui alla legge regionale 9 agosto 1989, n. 45.
Infine, le fattispecie di cui dell’articolo 3, comma 3 bis della l.r. 4/2009 continuano a essere considerate bosco, anche se perimetrate o oggetto di parere favorevole, fino a quando non siano interessate dagli interventi di recupero previste nel regolamento.