Source: https://www.studiocerbone.com/corte-di-cassazione-ordinanza-21-novembre-2018-n-30160-non-e-congruamente-motivato-il-provvedimento-di-riclassamento-che-faccia-esclusivamente-riferimento-al-rapporto-tra-il-valore-di-mercato-ed/
Timestamp: 2020-08-05 14:34:28+00:00
Document Index: 179909923

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 7', 'art. 1']

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 novembre 2018, n. 30160 - Non è congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all'analogo rapporto sussistente nell'insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 novembre 2018, n. 30160 – Non è congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento
Sei qui: Home » CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 novembre 2018, n. 30160 – Non è congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 novembre 2018, n. 30160
Tributi locali – ICI – Estimo catastale – Accertamento – Immobili – Classamento
L’Agenzia delle entrate ricorre sulla base di tre motivi per la cassazione della sentenza della CTR della Puglia, indicata in epigrafe, che ha rigettato l’appello dell’Ufficio, in controversia su impugnazione di avviso di accertamento ex art. 1 comma 335 I. 311/2004, per estimi catastali in relazione a unità immobiliare inclusa nella cosiddetta “microzona 1 e 2 del Comune di Lecce”, per la quale era stata effettuata una revisione parziale del classamento ai fini dell’applicazione dell’ICI. In particolare la C.T.R. ha ritenuto l’avviso di accertamento carente di motivazione, in quanto la motivazione va valutata necessariamente in relazione ai singoli atti di classamento e nella fattispecie si appalesa generica, in violazione dell’art. 7 I. 212/00 e “insufficiente la mera menzione dei valori medi delle varia miscrozone”.
D.D. è rimasta intimata.
che, col secondo rilievo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 7 I. 212/2000;
che col terzo motivo si deduce violazione dell’art. 1 comma 335 I. n. 311/2004, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.: la CTR avrebbe mancato di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e dunque avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà. Da ciò la conclusione che il confronto avrebbe avuto senso solo fra microzone di uno stesso territorio comunale;
che, infatti, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 12 gennaio 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.lgs. n. 156/2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337, comma 2, c.p.c., che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Sez. 6-5, n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 comma 2° c.p.c., resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione;
che il secondo motivo, col quale si deduce violazione dell’art. 7 l. 212/2000, per avere la CTR ritenuto non adeguatamente motivato l’accertamento e il terzo motivo, col quale si deduce violazione dell’art. 1 comma 335 I. 311/2004 sono infondati;