Source: http://www.ilfattoteramano.com/2017/05/22/aeroporto-dabruzzo-di-pescara-aiuti-di-stato-da-parte-della-regione-abruzzo-favore-della-societa-pubblica-saga-s-p-che-gestisce-lo-scalo-aereo/
Timestamp: 2019-02-19 02:20:31+00:00
Document Index: 84072677

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 108', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 80', 'art. 83']

Aeroporto D’Abruzzo di Pescara: Aiuti di Stato dalla Regione alla SAGA
By il Fatto Teramano on 22 maggio 2017 1 Comment
di Augusto LINO –
Per “Aiuto di Stato” si intende qualsiasi trasferimento di risorse pubbliche a favore di alcune imprese o produzioni che, attribuendo un vantaggio economico selettivo, falsa o minaccia di falsare la concorrenza.
Tranne in alcuni casi, gli aiuti di Stato sono vietati dalla normativa europea e dal TFEU – Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea – che disciplina la materia agli articoli 107 e 108.
Il Dipartimento Politiche Europee, attraverso l’Ufficio per il Coordinamento in materia di aiuti di Stato, cura il coordinamento tra tutte le amministrazioni centrali e regionali per assicurare il rispetto delle norme europee.
Per quanto riguarda il trasporto aereo vengono erogate risorse pubbliche agli aeroporti, specialmente quelli minori, in quanto questi ultimi difficilmente riuscirebbero a coprire con i loro introiti i costi operativi.
Spesso, per non dire sempre, gli aiuti erogati agli aeroporti minori rientrano nell’ambito degli aiuti di Stato.
Le incentivazioni per l’avviamento e lo sviluppo di rotte aeree, essendo a certe condizioni consentite, hanno generato notevoli problematiche in relazione sia a profili di leale concorrenza che di equilibrio del mercato del trasporto aereo, incidendo, in taluni casi, sulla solidità economica dei gestori.
L’Unione Europea ha legiferato in merito al trasporto aereo dapprima nel 2005 e successivamente nel 2014 con la Eurolex 2014/C99/03.
Il Governo Italiano nel dicembre del 2013 ha promulgato il decreto legge n. 145, convertito successivamente in Legge n. 9 nel febbraio 2014. Tra le altre cose il decreto regola la gestione degli incentivi e dei diritti aeroportuali (art. 13 commi 14 e 15).
In questo decreto era prevista l’emanazione di successive linee guida da parte del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) per la corretta gestione di tutte le incentivazioni, sentiti l’ART (Agenzia Regolazione dei Trasporti) e l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).
Più volte sono state messi sotto la lente di ingrandimento i finanziamenti dalla Regione Abruzzo alla SAGA S.p.A. (Società Abruzzese Gestione Aeroporto), ente gestore dell’aeroporto d’Abruzzo di Pescara, partecipata al 99,9999% dalla stessa Regione.
Prendiamo ad esempio l’anno 2015. La Regione Abruzzo ha erogato alla SAGA S.p.A., tramite la promulgazione di due leggi regionali, la cifra complessiva di 10.000.000 (dieci milioni) di euro.
Le leggi regionali promulgate sono state rispettivamente la n. 19/2015 del 4 luglio 2015 per l’ammontare € 7.000.000 (sette milioni) e la n. 40/2015 del 12 novembre 2015 per l’ammontare di € 3.000.000 (tre milioni).
La motivazione addotta per il contributo concesso con la legge regionale n. 19/2015 (7.000.000) è stata: “Tale contributo è concesso quale aiuto al funzionamento a favore dell’aeroporto, sotto forma di sottoscrizione dell’aumento di capitale deliberato dall’assemblea straordinaria della SAGA Spa del 26 gennaio 2015, acquisito il piano industriale quinquennale idoneo a dimostrare il raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario anche tendenziale”.
La motivazione addotta per il contributo concesso con la L.R. n. 40/2015 è stata: “alla medesima società, quale aiuto al funzionamento in favore dell’Aeroporto d’Abruzzo, un contributo pari ad € 3.000.000,00 per l’annualità 2015, nelle more dell’istituzione del regime nazionale di cui al punto 123 della Comunicazione della Commissione europea (2014/C 99/03)”.
A questo punto è opportuno riportare alcune definizioni inserite nell’ambito della Eurolex 2014/C99/03:
21) «aiuto al funzionamento», aiuto erogato a copertura del «deficit di finanziamento di esercizio», sia come versamento anticipato, sia in forma di rate periodiche a copertura dei costi di esercizio attesi (pagamenti periodici forfettari);
22) «costi di esercizio»: i costi di un aeroporto relativi alla fornitura di servizi aeroportuali, tra cui categorie di costi quali costi di personale, servizi prestati sulla base di contratti, comunicazioni, rifiuti, energia, manutenzione, affitti e costi amministrativi, ad esclusione dei costi di capitale, di sostegno alla commercializzazione o altri incentivi concessi alle compagnie aeree dall’aeroporto, e i costi di competenza dei pubblici poteri;
23) «deficit di finanziamento di esercizio»: le perdite di esercizio di un aeroporto nel periodo considerato, scontate al loro valore corrente utilizzando il costo del capitale, ovvero la differenza (in termini di valore netto attuale) tra i ricavi dell’aeroporto e i costi di esercizio dell’aeroporto;
L’aiuto al funzionamento rappresenta quindi un aiuto erogato a copertura delle perdite di esercizio di un aeroporto nel periodo considerato, ovvero la differenza tra i ricavi dell’aeroporto e «i costi di un aeroporto relativi alla fornitura di servizi aeroportuali, tra cui categorie di costi quali costi di personale, servizi prestati sulla base di contratti, comunicazioni, rifiuti, energia, manutenzione, affitti e costi amministrativi, ad esclusione dei costi di capitale, di sostegno alla commercializzazione o altri incentivi concessi alle compagnie aeree dall’aeroporto, e i costi di competenza dei pubblici poteri»;
Alla luce di queste definizioni, come è stato possibile che la Regione Abruzzo abbia erogato 7.000.000 di euro con la L.R. n. 19/2015, quando l’oggetto della legge è “aiuto al funzionamento a favore dell’aeroporto e quindi alla SAGA SPA, sotto forma di sottoscrizione dell’aumento di capitale”, se questa forma è esclusa nell’ambito degli aiuti al funzionamento?
Il prof. Nicola Mattoscio
Per quanto riguarda invece la L.R. n. 40/2015, come è stato possibile che la Regione Abruzzo abbia erogato un contributo di 3.000.000 di euro alla SAGA S.p.A. come aiuto al funzionamento, quindi a copertura delle perdite dell’anno esclusi ovviamente gli incentivi, mentre il Presidente della Saga Prof. Nicola Mattoscio in trasmissioni televisive dichiarava tranquillamente che la perdita era dovuta agli incentivi erogati dalla società?
D’altronde il fatto che questo sia avvenuto lo possiamo leggere anche in un passaggio della relazione al bilancio intermedio della SAGA al 30/06/2016:
Chiarito questo, un’altra domanda meriterebbe risposta: Come è stato possibile che il Governo Italiano NON abbia impugnato le L.R. n. 19 e n. 40 del 2015 della Regione Abruzzo, che ovviamente non rispettano il dettato della Eurolex 2014, mentre un altro Governo Italiano aveva precedentemente osservato altre due leggi regionali e precisamente la n. 69/2012 (€ 5.500.000) e la n. 55/2013 art. 38 (€ 5.573.000) spedendole alla Corte Costituzionale?
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 299/2013, ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge della Regione Abruzzo 28 dicembre 2012, n. 69 (Rifinanziamento legge regionale 8 novembre 2001, n. 57 – Valorizzazione dell’aeroporto d’Abruzzo)”.
La stessa Corte, con la sentenza n. 249/2014, ha parimenti dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 7 della legge della Regione Abruzzo 27 marzo 2014, n. 14, recante «Modifiche alla L.R. 13 gennaio 2014, n. 7 “Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2014 e pluriennale 2014-2016 della Regione Abruzzo (Legge Finanziaria Regionale 2014)”, modifiche alla L.R. 28 aprile 2000, n. 77 (Interventi di sostegno regionale alle imprese operanti nel settore del turismo), alla L.R. n. 5/1999, alla L.R. n. 3/2014, alla L.R. n. 8/2014 e Norme per la ricostituzione del capitale sociale della Saga S.p.a.»”.
Ovviamente in questo bailamme non poteva mancare la voce della Corte dei Conti d’Abruzzo la quale, nell’ambito della annuale disamina, ha pesantemente osservato la legge n. 19/2015 osservando che: “Le disposizioni della legge in esame presentano rilevanti vizi di compatibilità con il quadro costituzionale, sia attinenti al rispetto del diritto europeo sia inerenti alla corretta attuazione del principio di copertura finanziaria delle norme recanti oneri”.
La stessa Corte dei Conti, per quanto riguarda invece la legge n. 40/2015, ha scritto: “La presente legge mostra criticità legate sia ai profili di compatibilità con il diritto comunitario, sia al rispetto del principio di copertura finanziaria. In merito al primo aspetto, si richiamano integralmente le considerazioni svolte per la legge regionale 19/2015, in tema di nozione e disciplina degli aiuti di stato, nonché di obbligo di comunicazione preventiva alla Commissione”.
Ricordo che solo la Commissione Europea o la Corte di Giustizia, quindi non i tribunali dei singoli Stati, possono dire se un finanziamento rientra nell’ambito degli aiuti di Stato.
Infatti la stessa Corte Costituzionale scrive: “Nel descritto contesto, la verifica spettante a questa Corte riguarda l’ascrivibilità della fattispecie alla nozione di aiuto di Stato, poiché – quanto all’esame nel merito – i giudici nazionali si devono limitare all’«accertamento dell’osservanza dell’art. 108, n. 3, TFUE, e cioè dell’avvenuta notifica alla Commissione del progetto di aiuto. Ed è solo a questo specifico fine che il giudice nazionale, ivi compresa questa Corte, ha una competenza limitata a verificare se la misura rientri nella nozione di aiuto (sentenza n. 185 del 2011) ed in particolare se i soggetti pubblici conferenti gli aiuti rispettino adempimenti e procedure finalizzate alle verifiche di competenza della Commissione europea» (sentenza n. 299 del 2013)”.
Quindi dobbiamo ribadire: Perché il Governo Italiano NON ha impugnato queste due leggi della Regione Abruzzo che a quanto pare non rispettavano il dettato della Eurolex 2014/C99/03?
Come se ciò non bastasse, il 5 luglio 2016 è stata approvata la legge regionale n. 19/2016 che ha erogato altri 4.000.000 di euro:
“Art. 4 (Contributo alle spese di funzionamento della SAGA)
1. La Regione, tenuto conto di quanto previsto in materia di infrastrutture nella strategia «Europa 2020», nonché di quanto stabilito nel Piano Nazionale degli Aeroporti approvato dal Consiglio dei Ministri in data 27 agosto 2015, concede a favore della SAGA S.p.A., sulla base dei dati finanziari contenuti nel piano industriale 2015, approvato dall’assemblea della medesima società in data 7 settembre 2015, un contributo di euro 4.000.000,00 alle spese di funzionamento dell’Aeroporto d’Abruzzo, già individuato quale aeroporto di interesse nazionale ed inserito nel comprehensive network delle reti europee Ten-T ai sensi del Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013 sugli orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e che abroga la decisione n. 661/2010/UE, nel rispetto delle disposizioni di cui alla Comunicazione della Commissione europea 2014/C 99/03 (Orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree)”.
Perché la Regione Abruzzo ha erogato tutti questi finanziamenti alla SAGA?
All’inizio dell’anno 2016 il Governo italiano ha attivato l’aumento delle addizionali comunali di € 2,50. Ci sono state le proteste del vettore low-cost Ryanair – tramite l’Amministratore Delegato O’Leary – che ha fatto pressioni sul Governo Italiano insieme ai Presidenti della Regione Abruzzo (Luciano D’Alfonso) e della Regione Sardegna (Francesco Pigliaru) perché si ventilava, da parte del vettore irlandese, l’abbandono degli aeroporti di Alghero e di Pescara.
A luglio 2016 il Parlamento Italiano ha eliminato/rimodulato questi € 2,50 trasformando la tassa, che prima pagavano i passeggeri che si imbarcavano su qualunque aereo in partenza da qualsiasi aeroporto italiano, in imposta, avendola addebitata a tutti contribuenti italiani, anche quelli che non volano.
Successivamente in agosto 2016, ministro Graziano Delrio, sono state emanate le nuove linee guida 275 del 11/08/2016 che sostituiscono il 397/2014 ma creano una serie di problemi e vanno incontro alle esigenze di Ryanair. Queste linee guida sono scritte malissimo, ad esempio quando si fa riferimento al punto 6 alla tipologia di ciascuna incentivazione (dove sono definite le tipologie?) e al punto 6.2 quando si fa riferimento alla lettera a) inesistente.
Ipotizzo che la modifica delle linee guida fosse il vero obiettivo delle proteste di Ryanair. Stranamente Ryanair è stato l’unico vettore aereo che ha protestato con richiesta di modifica delle linee guida.
Sappiamo che – in base alla Eurolex 2014/C99/03 – nel caso in cui si eroghino degli incentivi ai gestori degli aeroporti o alle compagnie aeree è necessario, prima di attivare le procedure, effettuare una comunicazione alla Commissione Europea che è l’unica che ha il potere di decidere se un finanziamento rientra o meno nell’ambito degli aiuti di Stato.
Ripetiamo dunque la domanda. Perché la Regione Abruzzo ha erogato tutti questi finanziamenti alla SAGA? Semplice. Perché dal 2009 la SAGA aveva in essere un contratto con Ryanair. Anzi due contratti.
1) Airport agreement (con questo contratto vengono definiti i rapporti economici che intercorrono tra la S.A.G.A. e il vettore Ryan Air).
2) Airport marketing service (inserimento di un banner pubblicitario in un sito di Ryanair).
La SAGA riconosceva al vettore Ryanair i seguenti importi per ogni passeggero trasportato (in arrivo o partenza):
– Zero euro fino a centomila passeggeri trasportati l’anno;
– 6 euro per ogni passeggero trasportato l’anno, da centomilauno a quattrocentomila;
– 7 euro per ogni passeggero trasportato l’anno, da quattrocentomilauno ad ottocentomila.
Quindi se Ryanair avesse trasportato sull’aeroporto di Pescara 500.000 passeggeri l’anno avrebbe dovuto pagare al vettore irlandese ben 3.500.000, come è chiaramente evidenziato nel contratto:
Oltre agli importi relativi ai passeggeri trasportati, la SAGA riconosceva a Ryanair per gli aerei di base all’aeroporto di Pescara (overnight a Pescara) l’importo di 250.000 euro all’anno.
A questo bisognava aggiungere la somma di 1.250.000 euro per avere la presenza di un banner pubblicitario sul sito di Ryanair.
La somma che la SAGA si era impegnata a pagare a Ryanair era di 3.500.000+250.000+1.250.000=5.000.000. Quindi all’incirca di 5.000.000 di euro all’anno.
Ovviamente anche Ryanair doveva riconoscere dei costi a SAGA per l’utilizzo dell’aeroporto di Pescara. Ma questi pagamenti effettuati da Ryanair a SAGA in realtà andavano prevalentemente all’erario.
Quindi si era arrivati all’assurdo che più passeggeri volavano sull’aeroporto di Pescara e più la SAGA perdeva. Questo contratto è rimasto in vigore fino a giugno 2016.
Attualmente la Regione Abruzzo ha cercato di by-passare il problema pubblicando un bando di advertising – riservato alle compagnie aeree – finalizzato a promo-commercializzare il “brand Abruzzo” nei mercati di riferimento.
Di seguito gli artt. 1, 2 e 3 del bando:
“Art. 1 – OGGETTO DELLA PRESTAZIONE
Il presente Capitolato ha per oggetto l’acquisizione di servizi di promozione e di comunicazione ideati per sostenere e rafforzare l’immagine della “Destinazione Abruzzo” sui mercati nazionali e internazionali.
Quanto sopra nell’intento di valorizzare il Brand del territorio Abruzzese nel suo complesso (Mare, Montagna, Natura e Cultura), predisponendo una serie di azioni di promozione e comunicazione attraverso i seguenti strumenti:
– promo-pubblicità a bordo degli aeromobili (personalizzazioni su poggiatesta, cappelliere, ecc., video, giornali);
– altri canali e media”.
“Art. 2 – CARATTERISTICHE E MODALITÀ DI ESECUZIONE DEL PROGETTO
Le azioni di promozione e comunicazione del Brand Abruzzo richieste con la presente gara sono finalizzate a implementare e potenziare i flussi turistici verso la destinazione Abruzzo, con lo scopo di aumentare l’attrattività e la competitività regionale con incremento del volume di affari e impatto concreto in termini di ROI (Return on Investment), vale a dire con risultati economici reali e misurabili per il tessuto economico sociale dell’intero territorio regionale.
Azione “A1”: collegamenti con consolidati mercati internazionali di medio raggio al fine di massimizzare l’accesso ai grandi volumi di potenziali viaggiatori, si richiedono come mercati obbligatori: Londra, Bruxelles, Dusseldorf, Francoforte, ed almeno uno tra i seguenti mercati facoltativi: Parigi, Barcellona, Copenhaghen, Berlino Madrid, Dublino, Manchester, Praga, Varsavia, Cracovia; ovvero altre destinazioni proposte dal concorrente.
Azione “A2”: collegamenti con innovativi mercati internazionali di medio raggio al fine di sviluppare l’accesso ai grandi volumi di potenziali viaggiatori, si richiedono come mercati obbligatori almeno due tra i seguenti mercati strategici: Parigi, Amsterdam, Monaco, Berlino, Ginevra ed almeno uno tra i seguenti mercati facoltativi: Amburgo, Basilea, Stoccolma, Oslo, Budapest, Vienna, Mosca; ovvero altre destinazioni proposte dal concorrente.
Azione “B1”: collegamenti con consolidati mercati nazionali al fine di massimizzare l’interscambio commerciale e turistico in ambito Italia, si richiede mercato obbligatorio Milano (Linate, Malpensa, Bergamo) e mercati facoltativi, Venezia, Trieste, Alghero, Trapani, Lamezia oppure eventuali altre destinazioni nazionali proposte dal concorrente.
Azione “B2”: collegamenti con innovativi mercati nazionali al fine di sviluppare l’interscambio commerciale e turistico in ambito Italia, si richiedono come obbligatorio tre mercati facenti parte della seguente lista Roma, Genova, Cagliari, Catania, Palermo, Verona ed eventuali altre nuove destinazioni proposte dal concorrente”.
“Art. 3 SOGGETTI AMMESSI A PARTECIPARE E REQUISITI
Sono ammessi a partecipare alla gara compagnie aeree nazionali o estere e/o raggruppamenti di compagnie aeree (alleanze) e/o concessionarie di spazi pubblicitari controllate da compagnie aeree che siano in possesso, pena l’esclusione dalla gara, dei requisiti di ordine generale di cui all’art. 80 del Codice D.Lgs.50/2016 e dei requisiti di partecipazione indicati nel Bando di gara, nel Disciplinare e nella documentazione di gara, in conformità con quanto previsto dall’art. 83, comma 1 lettere a),b) e c) del Codice D.Lgs.50/2016”.
L’importo totale dell’appalto era di 10.000.000 di euro in 5 anni.
Peccato che all’azione A2 nessuno abbia risposto. Quindi la stessa Ryanair che si è aggiudicata le azioni A1 e B1 non ha partecipato all’azione A2. Eppure le norme europee prevedono esplicitamente la possibilità di erogare aiuti alle compagnie aeree in casi molto particolari o per l’apertura di nuove rotte per gli aeroporti al di sotto di 3.000.000 di passeggeri.
E invece, pur avendo la legale possibilità di ricevere aiuti per aprire nuove rotte da e verso l’estero per l’aeroporto di Pescara, la stessa Ryanair non ha partecipato. Sorgerebbe quasi il dubbio che le rotte proposte agli aeroporti minori, piuttosto che essere utili ai territori, servano solo ad ottimizzare le tratte e i voli degli aeromobili di Ryanair.
Alla fine della storia sembra proprio che continueremo a finanziare il vettore Ryanair e aiuteremo i turisti abruzzesi ad andare in vacanza in Sicilia e Sardegna.
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Aeroporto D’Abruzzo di Pescara: Aiuti di Stato da parte della Regione Abruzzo in favore della società pubblica SAGA S.p.A. che gestisce lo scalo aereo added by il Fatto Teramano on 22 maggio 2017
One Response to "Aeroporto D’Abruzzo di Pescara: Aiuti di Stato da parte della Regione Abruzzo in favore della società pubblica SAGA S.p.A. che gestisce lo scalo aereo"
P. Di Egidio 22 maggio 2017 at 15:20
Analisi pregevole, complimenti all’ingegner Augusto Lino.