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Timestamp: 2020-02-22 01:06:12+00:00
Document Index: 110096157

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la parte che contesti l’autenticita’ del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e grava su di essa l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo.
Corte di Cassazione|Sezione 2|Civile|Ordinanza|29 maggio 2019| n. 14700
sul ricorso 1195-2015 proposto da:
(OMISSIS), (OMISSIS), in rappresentazione (nella qualita’ di erede legittima) di (OMISSIS), (OMISSIS), in rappresentazione (nella qualita’ di erede legittima) di (OMISSIS), (OMISSIS), in proprio (quale erede testamentari di (OMISSIS)) e in rappresentazione (nella qualita’ di erede legittima) di (OMISSIS), (OMISSIS), nella qualita’ di erede di (OMISSIS), elettivamente domiciliati in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentati e difesi dall’avvocato (OMISSIS);
(OMISSIS), e (OMISSIS) in qualita’ di eredi di (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), elettivamente domiciliati in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentati e difesi dall’avvocato (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 692/2014 della CORTE D’APPELLO di PALERMO, depositata il 24/04/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 21/11/2018 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE TEDESCO;
lette le conclusioni scritte del P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CAPASSO Lucio, che ha concluso per l’accoglimento del primo motivo, assorbiti i restanti.
– il Tribunale di Palermo e’ stato investito della domanda, proposta successibili ex lege di (OMISSIS) (la sorella (OMISSIS), i figli del fratello premorto (OMISSIS) ( (OMISSIS), n. il (OMISSIS)) il (OMISSIS), (OMISSIS)) e figli della sorella premorta (OMISSIS) ( (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS)), volta a far dichiarare la nullita’ del testamento olografo con il quale il defunto aveva disposto delle proprie sostanze nominando eredi i nipoti (OMISSIS) (n. il (OMISSIS)) e (OMISSIS) e legando al (OMISSIS), figlio di (OMISSIS) e (OMISSIS) l’immobile di cui era proprietario al momento della morte;
– in aggiunta alla domanda volta a fare dichiarare la nullita’ del testamento, con la conseguente devoluzione dell’eredita’ agli eredi legittimi, compresi i convenuti, il tribunale e’ stato chiamato a decidere sulla domanda volta a far dichiarare l’indegnita’ dei medesimi convenuti, per avere fatto uso di un testamento falso;
– il tribunale, eseguita consulenza tecnica, rigettava ambedue le domande, ordinando ai convenuti il rilascio dei beni;
– contro la sentenza i convenuti hanno proposto appello;
– la corte ha ordinato la rinnovazione delle consulenze tecnica;
– quindi, rilevando che il consulente aveva riconosciuto che, pur essendo la firma in calce al testamento probabilmente autografa, non era possibile giungere “ad un giudizio di attribuzione o non attribuzione di olografia testamentaria a cagione della mancanza di autografia in corsivo omografe necessarie per una conducente analisi grafica”;
– ha inoltre osservato che la sentenza di primo grado era corretta anche nella parte in cui ha ordinato il rilascio dei beni ereditari;
– la concorrente qualita’ dei convenuti, di successibili’ ex lege al pari degli attori, non era stata fatto valere nel giudizio di primo grado, per cui l’argomento introduceva in appello un tema di indagine nuovo;
-per la cassazione della sentenza hanno proposto ri’corso (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) (le ultime due nella qualita’ di erede di (OMISSIS) n. il (OMISSIS)), affidato a tre motivi;
-hanno resistito con controricorso (OMISSIS) e (OMISSIS) (eredi di (OMISSIS)) (OMISSIS) (n. il (OMISSIS)), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS);
-le parti hanno depositato memoria;
Il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione di norme di diritto, sotto il profilo che la contestazione dell’autenticita’ del testamento implica proposizione della querela di falso, ricadendo in ogni caso l’onere di provare la falsita’ su chi la deduce;
-il motivo e’ fondato;
-le Sezioni Unite di questa Corte ha stabilito in materia il seguente principio di diritto: “la parte che contesti l’autenticita’ del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e grava su di essa l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo” (Cass., S.U., n. 12307/2015; conf. n. 109/2017);
-la corte di merito non si e’ attenuta a tale principio;
-emerge con chiarezza che la corte ha ragionato e valutato gli esiti dell’istruzione compiuta sulla scheda in base a un diverso criterio di ripartizione dell’onere probatorio, risolvendo il dubbio sulla autenticita’ della scheda in favore della parte che ne aveva negato l’autenticita’;
-il secondo motivo e il terzo motivo denunciano la sentenza nella parte in cui la corte d’appello ha ordinato ai convenuti il rilascio dei beni, in conseguenza della dichiarazione di nullita’ del testamento;
– essi sono assorbiti;
– la sentenza e’ cassata in relazione al primo motivo, con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Palermo, affinche’ provveda a nuovo esame attenendosi al principio di cui sopra e liquidi le spese del giudizio di legittimita’.
accoglie il primo motivo; dichiara assorbiti i restanti motivi; cassa la sentenza in relazione al motivo accolto; rinvia ad altra sezione della Corte d’Appello di Palermo anche per le spese.