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Timestamp: 2019-11-19 14:35:42+00:00
Document Index: 3281242

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 41', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 13']

Corte di Cassazione sentenza n. 17390 depositata il 27 giugno 2019 Lavoro - La richiesta di riconoscimento della causalità lavorativa della patologia che aveva determinato la malattia ed il decesso del coniuge se non provato il nesso causale - Studio Cerbone
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Corte di Cassazione sentenza n. 17390 depositata il 27 giugno 2019
Lavoro – Sicurezza sul lavoro – Infortunio sul lavoro/malattia professionale – Rapporto di lavoro – Rapporto di lavoro subordinato – Causalità lavorativa della patologia – Nesso causale – Non sussiste
La Corte di appello di Bologna con la sentenza n. 1456/2017 aveva rigettato l’appello proposto da V.A. avverso la decisione con la quale il tribunale locale aveva rigettato la domanda dalla stessa proposta, diretta ad ottenere il riconoscimento della causalità lavorativa della patologia che aveva determinato la malattia ed il decesso del coniuge C.A..
La corte bolognese, all’esito della ctu medico legale, aveva escluso la causalità lavorativa nella patologia da cui era stato affetto il C.A..
Avverso tale decisione la V.A. aveva proposto ricorso affidato a due motivi cui resisteva con controricorso l’Inail
Veniva depositata proposta al sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza In camera di consiglio.
1) Con il primo motivo è denunciata la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 c.c. e art. 41 c.p. ( art. 360 co.l n. 3 c.p.c.), per aver errato, la corte d’appello, nel non ritenere che l’attività svolta dal C.A. lo esponesse a rischio di Inalazione delle fibre di amianto. Rilevava la errata valutazione sul nesso causale.
Nel motivo in esame il ricorrente non ha indicato quale violazione delle norme richiamate sia stata compiuta dalla sentenza impugnata, invece imputando l’asserito vizio ad una errata valutazione delle risultanze testimoniali, il cui ri-esame è estraneo a questa sede di legittimità.
Il motivo risulta inammissibile sotto più profili. Intanto perchè la omessa e/o insufficiente motivazione non è denunciabile dopo la riformulazione dell’art. 360 co.l n. 5 c.p.c. A riguardo questa Corte ha chiarito che “la riformulazione dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., disposta dall’art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in legge 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 delle preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione” ( Cass. SU n. 8053/2014).
Ulteriore ragione di inammissibilità è la presenza, nel caso in esame, di una “doppia conforme” ovvero di una decisione di medesimo segno in entrambi i gradi del giudizio di merito. Secondo l’orientamento già espresso da questa Corte ed al quale si intende dare seguito, nell’ipotesi di “doppia conforme” prevista dal quinto comma dell’art. 348 ter cod. proc. civ., il ricorrente in cassazione, per evitare l’inammissibilità del motivo di cui a! n. 5 dell’art. 360 cod. proc. civ., deve indicare le ragioni di fatto poste a base della decisione di primo grado e quelle poste a base della sentenza di rigetto dell’appello, dimostrando che esse sono tra loro diverse ( Cass. n.26774/2016; Cass. n. 5528/2014).
L’adesione del Giudice di appello rispetto al giudizio di fatto espletato dal Tribunale rende evidente come quest’ultimo costituisca il fondamento della decisione di rigetto dell’appello, rispetto alla quale alcuna differente e opposta allegazione, circa l’eventuale contrasto tra le decisioni , e’ stata invece formulata dal ricorrente.
Si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ‘ ricorrente dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis, dello stesso articolo 13.
Ai sensi dell’art. 13 comma quater del d.p.r. n. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis, dello stesso articolo 13.