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Timestamp: 2018-07-22 10:56:22+00:00
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Consiglio di Stato sezione III sentenza n. 4994 depositata il 25 novembre 2016 - Rito “superspeciale” introdotto dal nuovo codice dei contratti – ambito di applicazione – temine per le impugnazioni (art. 204 d.lgs. n. 50/2016) - Studio Cerbone
Consiglio di Stato sezione III sentenza n. 4994 depositata il 25 novembre 2016 – Rito “superspeciale” introdotto dal nuovo codice dei contratti – ambito di applicazione – temine per le impugnazioni (art. 204 d.lgs. n. 50/2016)
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Consiglio di Stato sezione III sentenza n. 4994 depositata il 25 novembre 2016
N. 04994/2016REG.PROV.COLL.
N. 06244/2016 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 6244 del 2016, proposto dalla S. S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Alessandro Patelli C.F. xxxxxxxxxxx, Lucio Filippo Longo C.F. xxxxxxxxxxx, Ruggero Tumbiolo C.F. xxxxxxxxxxx, con domicilio eletto presso Lucio Filippo Longo in Roma, piazza della Marina, n. 1;
IR Agenzia Regionale di sviluppo dei mercati telematici, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Alessandro Lolli C.F. xxxxxxxxxxx, Aristide Police C.F. xxxxxxxxxxx, con domicilio eletto presso Aristide Police in Roma, via di Villa Sacchetti, n. 11;
F. S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Laura Rainaldi C.F. xxxxxxxxxxx, Salvatore Alberto Romano C.F. xxxxxxxxxxx, con domicilio eletto presso Salvatore Alberto Romano in Roma, viale XXI Aprile, n. 11;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di IR Agenzia Regionale di sviluppo dei mercati telematici e della F. S.p.A.;
Con la sentenza impugnata il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna respingeva il ricorso proposto dalla S. S.p.A. avverso l’aggiudicazione, da parte della IR Agenzia Regionale di sviluppo dei mercati telematici (d’ora innanzi Intercent), alla F. S.p.A. del lotto n. 1 della procedura aperta per l’affidamento della fornitura di ausili per incontinenza e assorbenza con consegna domiciliare, ospedaliera e presso i nidi per l’infanzia e dichiarava improcedibile il ricorso incidentale proposto dalla predetta società controinteressata.
Avverso l’anzidetta decisione proponeva appello la S., contestando la correttezza della statuizione gravata e domandandone la riforma, con conseguente accoglimento del ricorso proposto in primo grado.
Resisteva la F., eccependo l’irricevibilità dell’appello, rilevandone infondatezza nel merito, riproponendo i motivi dedotti a sostegno del ricorso incidentale proposto in primo grado (e dichiarato improcedibile) e concludendo per la conferma della decisione impugnata (in ipotesi con diversa motivazione).
Si costituiva in giudizio anche Intercent, difendendo la correttezza del proprio operato e domandando la reiezione dell’appello della S..
1.- E’ controversa la legittimità dell’aggiudicazione alla F. del lotto n.1 della procedura aperta indetta dalla Intercent per la fornitura di ausili per incontinenza e assorbenza, sotto il peculiare profilo della correttezza delle operazioni valutazione della Commissione di gara.
Il Tribunale emiliano, ha, in particolare, giudicato legittimi i punteggi assegnati alle offerte confrontate, ritenendo, quindi, l’aggiudicazione dell’appalto alla F. immune dai vizi denunciati a suo carico.
L’appellante S. critica il convincimento espresso dal TAR, sulla base delle censure appresso esaminate, e conclude per la riforma della sentenza impugnata e per il conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati in primo grado.
2.- Dev’essere preliminarmente esaminata l’eccezione pregiudiziale, formulata dall’appellata F., di irricevibilità dell’appello, siccome notificato oltre la scadenza del termine di trenta giorni dalla comunicazione della sentenza, previsto dall’art.120, comma 6 bis, c.p.a, introdotto dall’art.204 d.lgs. n. 50 del 2016 e asseritamente applicabile anche alla presente controversia.
2.4- Non solo, ma il termine breve in questione deve intendersi inapplicabile anche per l’ulteriore considerazione che con il ricorso di primo grado è stata impugnata l’aggiudicazione dell’appalto alla F., e non la sua ammissione alla gara, sicchè, anche sotto questo assorbente profilo, la presente controversia esula dai confini dell’ambito di operatività del rito “superspeciale”, nella misura in cui quest’ultimo resta circoscritto al solo gravame dei provvedimenti che determinano l’ammissione alla (e le esclusioni dalla) procedura (Cons. St., sez, III, 27 ottobre 2016, n.4528).
4.1- Con un primo ordine di considerazioni si sostiene, in particolare, l’illegittimità del punteggio assegnato alla F. per la voce in questione, sulla base dell’assunto che 22 prodotti facoltativi offerti dall’aggiudicataria sono stati erroneamente valutati come migliorativi per la presenza di una caratteristica (l’indicatore di cambio-umidità) che, viceversa, era propria dei prodotti obbligatori.
Ne consegue che l’attribuzione dei punteggi contestati ai 22 prodotti facoltativi e migliorativi della F. si rivela del tutto coerente con le regole della procedura, per come cristallizzate nel disciplinare di gara, e, quindi, immune dai vizi denunciati a suo carico.
Si tratta, come si vede, di una giustificazione logicamente idonea a legittimare l’omessa attribuzione del punteggio rivendicato dalla S. e che impone, come tale, di escludere la configurabilità, in essa, di qualsivoglia profilo di erroneità o di illogicità.
5.- Con il secondo motivo di appello si ribadisce l’illegittimità del punteggio attribuito ai prodotti migliorativi della F. in applicazione del criterio di valutazione n.18, che ne consente l’assegnazione in favore di quelli provvisti delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (DAP).
5.1- Assume, innanzitutto, l’appellante che le certificazioni prodotte dalla F. fossero difformi dalla normativa di riferimento (e, in particolare, dalla Norma UNI EN ISO 14025) e, quindi, del tutto inidonee a legittimare l’assegnazione dei contestati punteggi.
5.3- Premesso, infatti, che la lex specialis si è limitata a richiedere la produzione di DAP, ma astenendosi dal dettagliare ulteriori prescrizioni circa le modalità di conseguimento delle certificazioni e la forma delle stesse, rileva il Collegio che le attestazioni prodotte dalla F. fossero idonee a giustificare l’attribuzione del punteggio controverso.
Orbene, nella fattispecie considerata, risulta che la F. ha prodotto DAP certificate da Det Norske Veritas Italia, che quest’ultima aveva stipulato un accordo con Det Norske Veritas Svezia, accreditata dalla SWEDAC, ente nazionale svedese di accreditamento, sulla base del quale era stata autorizzava ad operare in Italia sulla base del predetto accreditamento e che nelle attestazioni prodotte risulta certificato il rispetto della normativa EPD.
Né risulta validamente contestata la coerenza dei prodotti certificati della F. con la normativa di protezione ambientale, con la conseguenza che l’attribuzione dei punteggi controversi non può intendersi, comunque, violativa degli interessi pubblici sottesi alle certificazioni ambientali.
5.4- Quanto, da ultimo, alla presunta discrasia temporale tra il momento di emissione delle certificazioni da parte di DNV e le DAP prodotte, è sufficiente rilevare l’idoneità dell’aggiornamento delle DAP da parte della stessa F., sulla base del rilascio di un certificato di processo da parte di un organismo accreditato (come DNV) ed entro il regime di validità temporale delle DAP inizialmente certificate, ad attestare la persistente conformità del prodotto alla normativa di protezione ambientale.