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Timestamp: 2017-12-16 01:27:09+00:00
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Responsabilità Penale | Studio Legale Ambientale
criminalità ambientale controlli aerei
ANCHE I REATI AMBIENTALI NELLA NUOVA DIRETTIVA UE
IN MATERIA DI CONTROLLI AI PASSEGGERI AEREI
La nuova Direttiva 2016/681/Ue, relativa all’ uso dei dati del codice di prenotazione (Pnr) a fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi, dovrà essere recepita dai Paesi membri entro il 25 maggio 2018.
Tale norma obbliga dunque i vettori aerei a comunicare alle autorità i dati relativi al codice di prenotazione dei passeggeri con riferimento ai voli extra-Ue.
Nell’elenco dei “reati gravi” così come individuati dalla Direttiva, rientrano quelli punibili (in astratto) con pena detentiva non inferiore a tre anni (o comunque con altra misura restrittiva della libertà personale di pari durata).
Sicuramente ricompresi in tale elenco quindi, nonchè di particolare interesse per i profili connessi al traffico aereo, le fattispecie del “traffico illecito di specie animali protette” ed il “traffico illecito di specie ed essenze vegetali protette”.
Pare opportuno sottolineare che, nelle intenzioni del legislatore europeo, la direttiva non intenda imporre obblighi supplementari di raccolta e fornitura dei dati, rimarranno pertanto sufficienti quelli già collezionati dai vettori aerei ai passeggeri per le ordinarie finalità commerciali.
admin, maggio 13th 2016 | Tags: animali protetti, controlli aerei, criminalità ambientale, penale ambientale, responsabilità penale, traffico animali, traffico vegetali, vegetali protetti
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modello 231 e responsabilità penale
SENZA MODELLO ORGANIZZATIVO 231 LA RESPONSABILITA’
PENALE E’ INEVITABILE!
La mancata adozione di un modello aziendale 231 può facilmente portare l’amministratore di una società ad essere ritenuto penalmente responsabile.
Questo è quanto ribadito dalla Quarta Sezione della Cassazione Penale con la sentenza 2544 del 21 gennaio 2016.
Nel caso di specie, alla società veniva addebitato financo l’illecito amministrativo di cui all’art. 5 della lettera a) e b) del D.lgs. 231/2001 per il reato di cui agli artt. 113 e 589 comma II del c.p. (omicidio colposo), ciò in quanto commesso nel suo interesse ed a suo vantaggio, avendo omesso di adottare ed efficacemente attuare, prima della commissione del fatto, modelli di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi.
La Cassazione con la sentenza summenzionata ha confermato le condanne di primo e secondo grado all’amministratore della società ed al direttore tecnico.
Nella sentenza n. 2544 si stabilisce che i requisiti dell’interesse e vantaggio contemplati dall’art. 5 del D.Lgs. 231/01 non devono essere riferiti all’esito antigiuridico quanto alla condotta perpetrata dalla società, la quale trae un sicuro vantaggio derivante dal “risparmio di costi o di tempo che la stessa avrebbe dovuto sostentere per adeguarsi alla normativa sulla sicurezza e prevenzione, la violazione della quale ha determinato il verificarsi dell’infortunio sul lavoro”.
Nei reati colposi di evento l’interesse si prefigura ogniqualvolta “la persona fisica, pur non volendo il verificarsi dell’evento dannoso per il lavoratore ha scientemente agito allo scopo di conseguire un’utilità per la persona giuridica”.
Si realizza così una scelta realisticamente orientata a risparmiare sui costi d’impresa.
Il vantaggio invece è riconducibile allorquando la persona agisca per conto dell’ente realizzando una politica di impresa disattenta alla materia della sicurezza del lavoro “ consentendo una riduzione dei costi ed un contenimento della spese con susseguente massimizzazione del profitto”.
La società per evitare di incorrere nelle responsabilità previste per le fattiscpecie delittuose di omicidio colposo e lesioni colpose avrebbe dovuto dimostrare “l’adozione ed efficace attuazione di modelli organizzativi e l’attribuzione ad un organismo autonomo del potere di vigilanza sul funzionamento e l’osservanza dei modelli adottati così come statuito dall’art. 6 del D.Lgs. 231/01.
admin, febbraio 29th 2016 | Tags: 231, amministratore, giurisprudenza, lesioni colpose, modello 213, omicidio colposo, penale ambientale, responsabilità penale, sentenza, sicurezza, sicurezza sul lavoro
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