Source: http://giudicedipace.giur.uniroma3.it/?page_id=39
Timestamp: 2018-04-27 08:37:31+00:00
Document Index: 66060308

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 5', '§ 1']

Cassazione | Osservatorio sul Giudice di Pace
Cassazione, sentenza n. 13817/2001. Il mancato rispetto del requisito della traduzione comporta la nullità del decreto di espulsione.
Cassazione, sentenza n. 16216/2006. Nel procedimento di convalida lo straniero ha diritto all’assistenza di un difensore di fiducia; il difensore di fiducia deve essere tempestivamente avvertito della relativa udienza. Solo qualora lo straniero sia sprovvisto di difensore sarà assistito da uno nominato d’ufficio.
Cassazione, sentenza n. 4544/2010. Anche per la proroga del trattenimento devono essere presenti le garanzie del contraddittorio, determinandosi in caso contrario la violazione degli artt. 3 e 24 della Costituzione. L’interpretazione si applica sia al trattenimento pre-espulsivo (ovvero finalizzato all’attuazione del provvedimento di espulsione) sia al trattenimento dello straniero per il tempo necessario alla definizione del procedimento relativa alla richiesta di misure di protezione internazionale.
Link al testo integrale della sentenza:
http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/cassazione_4544_2010_contraddittorio_trattenimento.pdf
Cassazione, sentenza n. 11466/2013. In tema di espulsione dello straniero dal territorio dello Stato, la cognizione di merito del giudice di pace ha ad oggetto l’accertamento, in concreto, delle condizioni necessariamente predeterminate dalla legge – nella specie l’accertamento della pericolosità sociale dell’espellendo – sulla base delle quali è stata disposta la misura, non determinando il carattere vincolato e non discrezionale dell’esercizio della potestà amministrativa alcuna limitazione a tale cognizione.
Cassazione, ordinanza n. 12609 del 5 giugno 2014. Il giudice, in sede di convalida del decreto del questore di trattenimento dello straniero raggiunto da provvedimento di espulsione, pur non potendo sindacare la legittimità di quest’ultimo, è comunque tenuto – alla luce di un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 14 del d.lgs. n. 286 del 1998 in relazione all’art. 5, § 1, della CEDU (che consente la detenzione di una persona a fini di espulsione a condizione che la procedura sia regolare) – a rilevare incidentalmente, ai fini della decisione di sua competenza, la manifesta illegittimità del provvedimento di espulsione, consistente nell’aver l’Amministrazione agito al di fuori della propria competenza ovvero in mala fede. Testo ordinanza: 2014_12609