Source: http://www.prefettura.it/palermo/contenuti/Protocollo_di_legalita_tra_la_prefettura_di_palermo_e_la_fondazione_ri.med.-44005.htm
Timestamp: 2019-02-21 03:37:56+00:00
Document Index: 96886329

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11']

Protocollo di Legalità tra la Prefettura di Palermo e la Fondazione RI.MED. - Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Palermo
garanzia della massima legalità nell’affidamento dei lavori di realizzazione del centro di ricerca, forniture pubbliche, servizi, concessioni, finanz
Tra la Prefettura di Palermo e la Fondazione RI.MED.
PREMESSO che la Fondazione RI.MED., con sede in Palermo, Piazza Sett'Angeli n. 10, C.F. 97207790821, iscritta al n.258 parte I^ e pag. 411 parte II^ del Registro Persone Giuridiche della Prefettura di Palermo, è stata istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 marzo 2006, perfezionato in attuazione del Protocollo di Intesa firmato il 1° Aprile 2005 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'University of Pittsburgh e l'University of Pittsburgh Medical Center (U.S.A.) nonché delle previsioni dell'art. 1,comma 341 della L. 23 dicembre 2005 n. 266;
RILEVATO che la Fondazione RI.MED. è un organismo di diritto pubblico che persegue attività di interesse pubblico, avente lo scopo di promuovere, sostenere e condurre, direttamente o indirettamente, progetti e programmi di ricerca nel campo delle biotecnologie con particolare riferimento alla trasferibilità dei risultati nell'area biomedica;
CONSIDERATO che la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Siciliana e il Consiglio Nazionale delle Ricerche sono membri fondatori del RI.MED. (e ciò in uno con l'University of Pittsburgh e l'University of Pittsburgh Medical Center);
RILEVATO infatti che l'art. 1 della legge n. 266/05 prevede che " allo scopo di promuovere lo sviluppo della ricerca avanzata nel campo delle biotecnologie, nell'ambito degli accordi di cooperazione scientifica e tecnologica stipulati con gli Stati Uniti d'America, il Presidente del Consiglio dei Ministri e' autorizzato a costituire una fondazione secondo le modalita' da esso stabilite con proprio decreto. Al relativo onere si provvede mediante riduzione della dotazione del Fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n.289, per gli importi di 30 milioni di euro per l'anno 2006, 60 milioni di euro per gli anni 2007 e 2008, e 180 milioni di euro per l'anno 2009, in coerenza con il punto 5.3.6 della delibera CIPE n. 35 del 27 maggio 2005 ";
CONSIDERATO che lo Statuto della Fondazione, allegato al citato D.P.C.M. del 20 marzo 2006, inserisce tra il patrimonio della Fondazione le somme di cui all'art. 1, comma 341 della legge n. 266/2005 (art. 7 dello Statuto);
CONSIDERATA la spiccata valenza in ambito internazionale della Fondazione RI.MED. che vede tra i membri fondatori la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Siciliana, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l'University of Pittsburgh e l'University of Pittsburgh Medical Center;
RILEVATO che il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione RI.MED. è nominato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e che, tra i componenti del C.d.A. risultano il Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie esistente presso la medesima Presidenza del Consiglio, il Direttore Medico Scientifico dell'ISMETT nonché un rappresentante per ciascuno dei sopracitati membri fondatori;
PRESO ATTO che la Fondazione ha l'obiettivo, tra gli altri, di creare in Sicilia un centro di ricerca nel settore delle biotecnologie all'avanguardia nel mondo, contribuendo, pertanto, a sostenere lo sviluppo della ricerca scientifica nel territorio siciliano, con riflessi positivi di incidenza dei livelli occupazionali locali;
VISTO che la Fondazione ha acquisito dalla Regione Siciliana un terreno sito nel Comune di Carini (PA) per realizzare il centro di ricerca;
CONSIDERATO che la Fondazione ha rappresentato l'esigenza che la realizzazione del centro di ricerca non debba essere negativamente condizionata ed ostacolata da tentativi di infiltrazioni della malavita organizzata e che pertanto risulta essenziale assicurare una piena trasparenza nella gestione degli investimenti correlati all'attuazione del centro ed un costante monitoraggio delle procedure di appalto nonché delle opere da realizzarsi con l'obiettivo di garantire il controllo di legalità;
CHE le Istituzioni competenti e tra queste la Prefettura di Palermo non possono che condividere la necessità di contrastare il rischio di infiltrazioni criminali nel ciclo degli investimenti e nelle fasi di realizzazione del centro di ricerca;
CONSIDERATO, peraltro, che occorre proseguire con rinnovato impegno l'azione interistituzionale finalizzata ad una più efficace tutela della sicurezza, intesa nell'ottica complessiva di una intensificazione dei controlli mirati a prevenire o reprimere ogni possibile tentativo di infiltrazioni della malavita organizzata nel mercato del lavoro, nella fase di aggiudicazione degli appalti e nel controllo degli investimenti nonché nello svolgimento dei lavori presso i cantieri e nell'esercizio delle attività produttive;
CHE permane l'impegno della Prefettura di Palermo ad assumere, nell'ambito delle sue competenze, ogni utile iniziativa affinché sia assicurato lo scrupoloso rispetto delle prescrizioni di cautela dettate dalla normativa antimafia, di cui al D.P.R. n. 252/1998, nonché a farle assumere da parte delle stazioni appaltanti e dei soggetti erogatori di finanziamenti, a garanzia della massima legalità e trasparenza nell'affidamento dei lavori e delle forniture pubbliche nonché nella concessione di finanziamenti, contributi ed agevolazioni pubbliche, a valere su risorse del bilancio dello Stato e della Regione Siciliana;
CONSIDERATO che per la sua connotazione di organismo a compartecipazione statale e regionale ed in virtù delle preminenti finalità pubbliche di rilievo nazionale ed internazionale da esso perseguite, la Fondazione RI.MED. si qualifica Organismo di diritto pubblico che pertanto può "acquisire la prescritta documentazione circa la sussistenza di una delle cause di decadenza, di divieto o di sospensione di cui all'art. 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575" (art. 1 D.P.R. 252/98);
VISTA la ministeriale n.11001/119/7/15 del 25 agosto 2009 con la quale il Gabinetto del Ministro dell'Interno ha espresso parere favorevole alla stipula del presente protocollo;
La Prefettura di Palermo e la Fondazione RI.MED
il presente "Protocollo di Legalità"
La Prefettura di Palermo si impegna ad assumere ogni utile iniziativa affinché sia assicurato quanto necessario per lo scrupoloso rispetto del presente Protocollo di Legalità e delle prescrizioni di cautela dettate dalla normativa antimafia di cui al D.P.R. n. 252/1998 da parte della Fondazione RI.MED., a garanzia della massima legalità nell'affidamento dei lavori di realizzazione del centro di ricerca, forniture pubbliche, servizi, concessioni, finanziamenti, contributi ed agevolazioni pubbliche relativi alla realizzazione del centro di ricerca;
Il Prefetto della provincia di Palermo dovrà essere tempestivamente informato dalla stazione appaltante delle procedure di aggiudicazione dei contratti di appalto, dei lavori, forniture e servizi, concessioni di finanziamenti, contributi ed agevolazioni pubbliche relativi all'attuazione del centro di ricerca.
Per gli appalti di opere e lavori in argomento, di importo pari o superiore a 250.000 euro, il bando dovrà espressamente prevedere la seguente clausola: " La Stazione appaltante si riserva di acquisire sia preventivamente all'aggiudicazione dell'appalto, sia preventivamente all'autorizzazione dei sub-contratti di qualsiasi importo le informazioni del Prefetto ai sensi dell'art. 10 del D.P.R. n. 252/98. Qualora il Prefetto attesti, ai sensi e per gli effetti dell'art. 10 del D.P.R. n. 252/98, che nei soggetti interessati emergono elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa, la Stazione appaltante procede all'esclusione del soggetto risultato aggiudicatario ovvero al divieto del sub-contratto ".
Le parti firmatarie del presente Protocollo, corrispondendo alla volontà del legislatore di coniugare trasparenza e legalità delle procedure di gara con le esigenze di snellezza e rapidità delle stesse e, quindi, della spesa pubblica, convengono:
- che gli accertamenti antimafia preliminari sulle imprese siano svolti tempestivamente dalla Prefettura di Palermo;
- che, così come previsto dall'art. 11 del D.P.R. n. 252/98, decorso il termine di quarantacinque giorni dalla richiesta, la stazione appaltante ed il soggetto erogatore dei benefici procedano alla stipula, approvazione od autorizzazione dei contratti o subcontratti nonché al rilascio delle concessioni ed erogazioni, anche in assenza delle informazioni del Prefetto;
- che qualora successivamente alla scadenza del termine di cui all'art. 11 del D.P.R. 252/1998, siano acquisite informazioni interdittive, la stazione appaltante recede dal contratto ovvero revoca l'autorizzazione al sub-contratto, cottimo, nolo o fornitura; a tal fine, la stazione appaltante si obbliga ad inserire nel bando di gara e nel contratto le seguenti clausole:
1 )" oltre ai casi in cui ope legis é previsto lo scioglimento del contratto di appalto la stazione appaltante recederà, in qualsiasi tempo, dal contratto, revocherà la concessione o l'autorizzazione al sub-contratto, cottimo, nolo o fornitura, al verificarsi dei presupposti stabiliti dall'art. 11, comma 3, del D.P.R. 3.6.98 n. 252";
2) " la stazione appaltante si riserva il diritto di escludere l'offerente, revocare l'aggiudicazione o recedere dal contratto a fronte di informazioni antimafia, comunque ed in qualsiasi momento pervenute, che segnalino il rischio di tentativi di infiltrazione nell'impresa da parte della criminalità organizzata";
3)"quale condizione rilevante per la partecipazione alla gara ciascun offerente dovrà dichiarare di non aver subìto tentativi di estorsione riguardanti la propria attività di imprenditore che non abbia provveduto a denunciare";
Il "Gruppo Ispettivo Misto", costituito con decreto prefettizio n.9700057/gab del 3 gennaio 1997 ai sensi del decreto del Ministro dell'Interno del 23.12.1992, procede ad effettuare gli accertamenti preventivi, di cui agli artt. 2 e 3 del citato decreto sulle imprese che chiedono di partecipare alle gare di appalto dei lavori e sui soggetti che chiedono di essere ammessi a finanziamenti, contributi ed agevolazioni, ferma restando la competenza dello stesso Gruppo Ispettivo Misto ad effettuare, nel quadro delle esigenze di prevenzione e di sicurezza del territorio, analoghi accertamenti e verifiche sulle imprese direttamente o indirettamente interessate ai lavori ed ai benefici medesimi.
Il "Gruppo Ispettivo Misto" informa il Prefetto sugli esiti degli accertamenti nonché sulle verifiche effettuate e la Prefettura di Palermo si impegna a comunicare tempestivamente le risultanze investigative alla stazione appaltante ed al soggetto erogatore di benefici pubblici;
A tutela della stazione appaltante e dell'ente erogatore dei benefici in favore della Fondazione RI.MED. si applicano, inoltre, le disposizioni e le prescrizioni contenute nel Protocollo Unico di Legalità "Carlo Alberto Dalla Chiesa" stipulato il 12 luglio 2005, non contrastanti con il presente accordo.
Le parti firmatarie si impegnano ad effettuare ogni eventuale opportuna modifica e/o integrazione del presente Protocollo, allo scopo di assicurare la tutela della legalità e della sicurezza in ogni fase di esecuzione del centro di ricerca.
Palermo, 1° ottobre 2009
Per la Prefettura di Palermo Per la Fondazione RI.MED.
(Dott. Giancarlo Trevisone) (Amb. Paolo Pucci di Benisichi)
Ultima modifica il 06/10/2009 alle 13:28