Source: http://www.senzacensura.org/public/rivista/sc08_2721.htm
Timestamp: 2020-04-08 22:29:52+00:00
Document Index: 108221470

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 41', 'art. 4', 'art. 90', 'art. 41', 'art. 90', 'art. 14', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 3']

SENZA CENSURA N.27, NOVEMBRE 2008, Più carceri per più prigionieri, Sullo stato di avanzamento del programma di edilizia penitenziaria
Più carceri per più prigionieri
Sullo stato di avanzamento del programma di edilizia penitenziaria
Da almeno una decina di anni si assiste ad un aumento costante della popolazione detenuta in Italia (30 mila nel 1980, 31 mila nel 1990, 53 mila nel 2000). La situazione registrata prima del provvedimento di indulto del luglio 2006 era di circa 63 mila persone detenute che, dopo le scarcerazioni post indulto, sono diventate poco più di 39 mila per poi ritornare ad attestarsi intorno ai 49 mila all’inizio del 2008 e circa 55 mila a luglio.
L’aumento medio dei detenuti nelle carceri italiane è stato, prima del luglio 2006, di circa 2 mila reclusi in più ogni anno, dati dalla differenza fra i nuovi ingressi annuali, circa 90 mila, e le scarcerazioni, circa 88 mila. A distanza di un anno e mezzo dall’indulto, si registra un’aumento di 16 mila detenuti vale a dire una media di quasi 700 persone detenute in più ogni mese.
Questi dati rendono evidente che il problema del sovraffollamento carcerario è soltanto una conseguenza dell’aumento progressivo dei detenuti nelle carceri e, dunque, della produzione legislativa marcatamente repressiva dell’ultimo decennio e in particolare la Bossi-Fini che sanziona con il carcere la permanenza in Italia per gli stranieri colpiti da provvedimento di espulsione, la legge Fini-Giovanardi sulle droghe e la ex Cirielli che aumenta le pene per la recidiva senza contare le conseguenze degli svariati “pacchetti sicurezza” partoriti dalla “guerra al terrorismo”.
Delle soluzioni ventilate, sia a destra che a sinistra, per far fronte al sovraffollamento delle carceri – depenalizzazione, braccialetto elettronico, espulsioni di una parte degli stranieri detenuti – è soltanto quella dell’edilizia penitenziaria la scelta che più viene perseguita in concreto. Un riscontro di ciò lo possiamo cogliere nei primi risultati di quel vasto piano di ampliamento delle carceri varato nel 2001 dall’allora ministro di giustizia Piero Fassino e proseguito fino ad oggi, passando anche per l’indulto che se non ha affatto risolto, come millantava di fare, il problema del sovraffollamento carcerario, ha senz’altro reso possibile l’esecuzione di svariati lavori di ristrutturazione ed ampliamento in numerose carceri del paese.
Molti dei dati e delle citazioni che seguono sono stati estratti dalla relazione del Ministero sull’amministrazione della giustizia per l’anno 2007 redatta dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).
Sono stati completati nel corso dell’anno 2007 i primi lavori di ristrutturazione ed ampliamento in alcune carceri italiane che hanno portato al “recupero” di 426 posti “corrispondenti – per il possibile aumento del 50% degli stessi – ad una capienza tollerabile di 639 posti”. A questi vanno aggiunti altri 187 posti, espandibili sempre del 50%, non ancora riaperti ma immediatamente disponibili.
Di questi complessivi 613 posti ben 204, circa il 33%, sono destinati al regime previsto dall’art. 41 bis.
Nel 2008 il DAP stima che potranno essere recuperati altri 1.980 posti ed altri 6.570 (4.380 aumentati del 50%) nell’arco del triennio 2008-2011.
“Dopo tale triennio il programma permetterà di realizzare altri 2.579 nuovi posti, pari ad un ulteriore aumento di capienza tollerabile di 3.870 posti. L’aumento totale previsto risulta pari, pertanto, a 7.385 nuovi posti detentivi, tutti già finanziati e conformi alle prescrizioni regolamentari ed è tale da determinare un incremento complessivo della capienza tollerabile di oltre 11.000 posti”.
Già quanto detto finora ci fa comprendere che il piano di edilizia penitenziaria non serve affatto a risolvere il problema del sovraffollamento carcerario che, anzi, viene assunto fin da subito quale fattore strutturale e quindi permanente nei costanti riferimenti all’”espansione del 50%” e alla effettiva capienza “tollerabile”.
C’è inoltre da tener presente che, specialmente nell’ultimo decennio, a partire dal 1998 (1), si è approfondito il modello detentivo centrato sulla differenziazione del trattamento carcerario fondata su criteri sempre più discrezionali ossia vincolati alla “pericolosità sociale” del detenuto desunta non soltanto dal reato contestato ma anche dalla condotta e dai comportamenti del prigioniero.
Sono stati così approntati e consolidati, al fianco dei regimi speciali di “carcere duro” applicati con l’art. 41 bis e 14 bis (sorveglianza particolare), i circuiti di alta sorveglianza definiti di Alta Sicurezza (AS) e di Elevato Indice di Vigilanza (EIV). In particolare quest’ultimo, anello intermedio fra il 41 bis e l’Alta Sicurezza, si dimostra essere uno strumento ben più flessibile e generalizzabile del 41 bis. I detenuti assegnati a tale circuito, con provvedimento del Ministero e “rivedibile” solo da esso, non possono conoscere le ragioni di tale classificazione, ovvero della loro presunta “pericolosità”, poiché tale provvedimento rientra nella categoria dei “documenti inaccesibili per motivi attinenti all’ordine e alla sicurezza pubblica” (2) e pertanto non svelabili mediante procedura di accesso agli atti amministrativi.
Inoltre, benché formalmente in tale circuito non vi siano restrizioni speciali, nella realtà le condizioni di detenzione sono molto simili a quelle applicate con il 41 bis, fatta eccezione per il colloquio con i vetri divisori ed il processo in videoconferenza. Ai detenuti in EIV è sostanzialmente interdetto l’accesso alla fruizione dei benefici penitenziari, finanche al minore di essi, ovvero il permesso premio. Inoltre vi è un largo uso dell’isolamento, la socialità e la comunicazione con l’esterno sono, nei fatti, molto ridotte. Gli unici “movimenti” previsti per questi detenuti sono quelli per “motivi di giustizia”, “a carattere sanitario”, “fruizione di permesso di necessità”.
“Alta Sicurezza (AS), Elevato Indice di Vigilanza (EIV) e Sorveglianza Particolare (SP) […] dati alla mano sono 15 mila i detenuti (nel 2000 erano solo mille) sottoposti a questi trattamenti, stabiliti direttamente dal DAP, che variano nella durezza da carcere a carcere” (3).
Delle nuove sezioni previste dal piano di edilizia penitenziaria non è chiaro quante saranno adibite a questi circuiti speciali. Certamente si andranno ad aggiungere a quelle già esistenti le sezioni di AS nelle CC di Asti, Saluzzo, S. Maria Capua Vetere e la sezione femminile del carcere di Bologna convertita in sezione AS.
Peraltro si segnala che una recente circolare ministeriale (4) rende ancora più ampio il novero dei detenuti che possono essere inseriti nel circuito penitenziario di AS, per il solo fatto di essere imputati o condannati, per reati ricompresi nell’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario, come ad esempio, la rapina aggravata, reato spesso contestato ai soggetti tossicodipendenti attribuendo maggiore potere decisionale alla direzione generale dei detenuti e del trattamento presso il DAP.
All’inizio del 2007, il 4° piano della 4a sezione della CC di Voghera è stato destinato a circuito di EIV. Inoltre sono state rese operative le sezioni ad EIV del carcere di Benevento (ex sezione femminile), di Siano (Catanzaro), 4° piano, padiglione E, di Padova (7a sezione, lato A, 25 posti in cella singola) ed è stata disposta l’attivazione della sezione ad EIV nella CC di Viterbo (4° piano, padiglione D2, 25 posti).
Occorre aggiungere che molti detenuti classificati in EIV sono reclusi in celle o sezioni di isolamento ricavate per l’occasione in sezioni comuni, psichiatriche o nell’infermeria con tutte le restrizioni e vessazioni aggiuntive che ne possono derivare.
Differenziazione in circuiti carcerari
Prima del 1992 vi era un unico circuito carcerario distinto con Casa Circondariale per i detenuti in attesa di giudizio e Casa di Reclusione per quelli definitivi, all’interno del quale sopravvivevano le strutture delle sezioni ereditate dall’abrogato art. 90 o.p.
Nel 1992, con l’art. 41 bis o.p., il DAP si orienta per la differenziazione del circuito carcerario in due livelli: Media Sicurezza (MS) e Alta Sorveglianza (AS) con la circolare n. 3359/5809 del 21/4/93.
Il 9/7/98 il DAP, con circolare n.3479/5929 istituisce un ulteriore circuito denominato Elevato Indice di Vigilanza (EIV).
“Oggi abbiamo quattro circuiti penitenziari: quello dell’Alta Sicurezza (AS), quello di Elevato Indice di Vigilanza (EIV), una fascia di Media Sicurezza (MS) e infine il circuito di Custodia Attenuata (CA) che, nato soprattutto con riferimento ai detenuti tossicodipendenti, si sta cercando di allargare in considerazione delle esigenze di altre categorie di detenuti” (5).
“In effetti per meglio comprendere la questione [la differenza tra circuito e regime] occorre tracciare una distinzione tra circuito penitenziario e regime penitenziario. Con la prima espressione ci si riferisce infatti ad una entità di tipo logistico, dotata di determinati requisiti di sicurezza, e rappresentata da un insieme di ambienti (istituti, ovvero sezioni di istituto) ai quali vengono destinati particolari tipologie di detenuti. Con l’espressione regime penitenziario si fa invece riferimento alle regole di trattamento applicate alla vita penitenziaria. E’ ben possibile che una tipologia di detenuti venga ascritta in un determinato circuito, senza che vi siano differenze di regime penitenziario con altre categorie di detenuti che sono ascritti a circuiti diversi. Così ad esempio il circuito ad Elevato Indice di Vigilanza si applica il regime trattamentale previsto (colloqui, telefonate, invio e ricezione di oggetti) previsto per i detenuti ad Alta sicurezza.
Va comunque riconosciuto come vi sia però la possibilità che la separazione determinata dai circuiti – pur senza intaccare le regole generali dell’ordinamento penitenziario – possa riverberarsi anche sulla organizzazione della vita interna di istituto, finendo così surrettiziamente per modificare le caratteristiche concrete della vita detentiva” (6).
Nascita del circuito EIV
Nella circolare del 1998 si lamenta la mancanza di un circuito specifico per quei detenuti che sebbene non possano essere inseriti nel circuito di primo livello (AS) “presentino tuttavia una pericolosità talmente spiccata da far risultare inopportuno il loro inserimento nel circuito di secondo livello (MS)” (7). Per questi detenuti, ovvero cosiddetti comuni giudicati pericolosi e per quelli detenuti per “reati di terrorismo o eversione o aggravati dalla correlativa finalità ed invero anche a detenuti appartenenti alla criminalità organizzata con disposizioni frammentarie”, si è provveduto, in mancanza di uno specifico circuito, alla reclusione in sezioni definite ad Elevato Indice di Vigilanza Cautelativa (EIVC), sezioni che “spesso coincidono con le sezioni in cui fu applicato il regime previsto dall’abrogato art. 90 dell’Ord Pen. E ne costituiscono una continuazione storica sotto il profilo della organizzazione”.
Classificazione e declassificazione in questo circuito erano disposte dall’Amministrazione Centrale e, in assenza di precise disposizioni, le sezioni cosiddette EIVC sono state organizzate sulla falsariga delle sezioni di primo livello (AS) con la differenza che la classificazione in questo livello è di competenza del Direttore dell’istituto con provvedimento motivato (8) mentre per i detenuti del circuito EIVC ogni determinazione relativa al passaggio in sezioni detentive ordinarie è riservata all’ufficio Centrale Detenuti e Trattamento. La circolare precisa che per la mancanza di disposizioni organiche “non risultano fissati precisi criteri per la ‘declassificazione’”.
Dunque, formalmente, per impedire la commistione fra detenuti di primo livello, detenuti pericolosi cosiddetti comuni, detenuti appartenenti a organizzazioni di stampo mafioso e detenuti gravitanti esclusivamente nell’ambito del “terrorismo”, viene istituito, nell’ambito dei circuiti ordinari un nuovo circuito separato che “potrebbe definirsi circuito di istituti o sezioni di istituto con Elevato Indice di Vigilanza (EIV) per i detenuti di particolare pericolosità”, dove il grado di pericolosità è desumibile “dall’appartenenza all’area della criminalità terroristica od eversiva nazionale o internazionale; dalla natura e dal numero dei fatti commessi, dal pervicace intento di evasione, dai fatti di violenza grave commessa in danno di altri detenuti o degli operatori penitenziari, dai fatti di grave nocumento per l’ordine e la sicurezza penitenziaria”.
Come per la gestione del circuito denominato EIVC la competenza relativa alla classificazione e declassificazione nel nuovo circuito EIV è di competenza dell’Ufficio Centrale Detenuti e Trattamento e anche per quanto riguarda tutte le disposizioni che, fatta eccezione per le modalità di traduzione e, appunto, per la procedura di classificazione, sono le stesse di quelle vigenti per le sezioni AS “poiché la pericolosità dei detenuti del circuito EIV in linea di massima è pari a quella dei detenuti del circuito AS”. Alle direzioni degli istituti è riconosciuta la facoltà di proporre motivatamente la declassificazione. La classificazione in EIV non pregiudica l’applicazione del regime di sorveglianza particolare (art. 14 bis o.p.)
“In via generale può dirsi che per quanto riguarda la competenza a disporre i movimenti per motivi di giustizia, salute e fruizione di permessi, i detenuti EIVC mutuano le direttive impartite per i detenuti sottoposti al regime speciale di cui all’art. 41 bis comma 2 o.p.”
Vengono individuate in apposite sezioni nelle carceri di Novara, Voghera, Trani, Latina, Livorno, Nuoro quelle destinate ad integrare il circuito EIV.
Stato attuativo dei complessivi interventi in essere nell’anno 2007
istituti penitenziari e reparti detentivi riaperti nell'anno 2007 per effetto della conclusione dei lavori
CC L'Aquila
CC di Brindisi
CR Milano Opera
istituti penitenziari e reparti detentivi già completati non ancora riaperti ma immediatamente utilizzabili
CC Catanzaro
Ristrutturazione Centro Diagnostico Terapeutico
Ristrutturazione padiglione "Cattaneo"
Reparto G7, 41 bis
CR Is Arenas Arbus
Istituti penitenziari e reparti detentivi i cui lavori saranno ultimati a breve termine (giugno 2008) o che risultano già ultimati ma richiedono per l'apertura ulteriori adempimenti finali
CC Locri
CC di Rimini
ristrutturazione sez. detentiva
CC di Bergamo
sez. Reclusione
CR Milano Bollate
CR Isili
CR Noto
CC Rieti
CC Perugia Capanne
Istituti penitenziari e reparti detentivi per i quali sono in corso opere di costruzione e ristrutturazione (completabili entro il dicembre 2008)
CC Napoli Poggioreale
Ristrutturazione padiglione Firenze
Trasformazione ex caserma in sezione detentiva
Ristrutturazione prima fase
Ristrutturazione Centro Clinico
CC Trani
Ristrutturazione istituto 1º lotto
CR Massa
ristrutturazione reparto B
OPG Barcellona Pozzo di Gotto
Ristrutturazione reparto ex lavorazioni e ristrutturazione 3º padiglione
istituti penitenziari e reparti detentivi per i quali sono in corso opere di costruzione e ristrutturazione completabili a medio o lungo termine (oltre il 2008)
CC Avezzano
ristrutturazione istituto chiuso
Nuova CR Reggio Calabria
Capienza: 150 posti. In corso di costruzione; il finanziamento per l'ultimo lotto di completamento per 16 milioni di euro, non è stato impegnato in tempo utile ed è stato quindi impiegato per il finanziamento di altre opere in programma
CC Avellino
CC Cosenza
ristrutturazione ex sezione femminile
CC Santa Maria Capua Vetere
Nuova CC di Forlì
primo lotto (secondo lotto non finanziato 75 posti)
Capienza: 225 posti. Lavori di 1º lotto aggiudicati nel dicembre 2007. La scadenza contrattuale è prevista per il 2012. Necessita il finanziamento del lotto di completamento per 22.800 milioni di euro;
Rovigo Nuova Casa Circondariale. Capienza 200 posti. È in corso la realizzazione del 1º lotto, con termine ultimazione lavori prevista per il 2011. Da finanziare il 2º lotto per 16.700 milioni di euro
CC Velletri
Nuova CC Savona
Capienza: 265 posti. Sull'appalto del 1º lotto è in atto un contenzioso che ha bloccato l'aggiudicazione. Per il 2º lotto è necessario uno stanziamento aggiuntivo di 28 milioni di euro
ristrutturazione seconda fase
ristrutturazione parziale istituto
CC Cuneo
Nuova CC di Cagliari
primo lotto (secondo lotto non finanziato 150 posti)
Capienza: 550 posti. La scadenza contrattuale è fissata per il novembre 2009; attualmente è in corso di realizzazione il 1º lotto. Necessita il finanziamento del lotto di completamento per 29.300 milioni di euro
Nuova CC di Sassari
primo lotto (secondo lotto non finanziato 304 posti)
Capienza: 430 posti. La scadenza contrattuale è fissata per il marzo 2010; attualmente è in corso di realizzazione il 1º lotto. Necessita il finanziamento del lotto di completamento per 31.180 milioni di euro
Nuova CC di Tempio Pausania
primo lotto (secondo lotto non finanziato 80 posti)
Capienza: 150 posti. La scadenza contrattuale è fissata per l'agosto 2009; attualmente è in corso di realizzazione il 1º lotto. Necessita il finanziamento del lotto di completamento per 20 milioni di euro
Nuova CC di Oristano
primo lotto (secondo lotto non finanziato 100 posti)
Capienza: 250 posti. La scadenza contrattuale è fissata per il settembre 2009; attualmente è in corso di realizzazione il 1º lotto. Necessita il finanziamento del lotto di completamento per 17.800 milioni di euro
Nuova CC Marsala
Capienza 175 posti. L'opera non è stata mai iniziata a causa di un contenzioso tra associazione temporanea di imprese affidatarie ed Amministrazione appaltante (Ministero delle Infrastrutture); lo stanziamento a suo tempo assentito è stato utilizzato per altri interventi
CR Favignana
ristrutturazione istituto
CC Palermo Ucciardone
ristrutturazione 8a sezione
ampliamento padiglione detentivo
CC Palermo Pagliarelli
CC Pisa
Centro Diagnostico Terapeutico rep. GS1
Nuova CC di Trento
capienza 220 posti. I lavori di costruzione, a seguito di permuta, sono stati finanziati e sono in corso di esecuzione a cura della Provincia Autonoma di Trento, con previsione di ultimazione per il 2011. L'intervento sta procedendo nei tempi previsti, con possibilità di ultimazione anticipata al giugno 2010
Nuova CC di Rovigo
Capienza 200 posti. È in corso la realizzazione del 1º lotto, con termine ultimazione lavori prevista per il 2011. Da finanziare il 2º lotto per 16.700 milioni di euro
Appalti del 2008 ai fini dell'attività incrementativa dei posti detentivi i cui fondi non sono stati assegnati in tempo utile per l'utilizzo nell'esercizio 2007
CC Pescara
ristrutturazione sezione penale
ristrutturazione sezione ex femminile
CC Carinola
ristrutturazione 1º lotto
completamento ristrutturazione 4a sezione
CC Cremona
ristrutturazione sezione detentiva
CC Agrigento
CC Livorno
ristrutturazione sezioni detentive
Interventi da realizzare con la gran parte degli stanziamenti previsti nella legge finanziaria 2008 (pari a circa 85,400 milioni di euro disponibili e a 25,565 milioni di euro accantonati)
CC Salerno
ristrutturazione sezione maschile e sale colloqui con adeguamento al nuovo regolamento
CC S. Angelo Lombardi
CC Modena
Isituti penitenziari di Parma
ristrutturazione sezione detentiva e sale colloqui con adeguamento al nuovo regolamento
CC Genova Pontedecimo
ristrutturazione ex sezione femminile A.S. con adeguamento al nuovo regolamento
CC Pavia
CC Ancona
ristrutturazione ex sezione femminile con adeguamento al nuovo regolamento
CC Biella
CC Vercelli
ristrutturazione V piano infermeria con adeguamento al nuovo regolamento
CC Firenze Sollicciano
ristrutturazione sezione penale femminile e del reparto transito
ristrutturazione edificio E6 con adeguamento al nuovo regolamento
Nell'esercizio 2008 è prevista l'acquisizione della Casa Mandamentale di Gela (48 posti), per la cui attivazione necessitano interventi di completamento impiantistici e strutturali, per un importo di 1.500.000 di euro, ai quali si farà fronte con gli stanziamenti previsti per il corrente esercizio finanziario (2008), nell'intento di attivare la struttura entro il 31 dicembre p.v..
Inoltre, è in corso di valutazione l'acquisizione delle Case Mandamentali di Bovino (FG), Codigoro (FE), Mileto (VV), Morcone (BN), Pisticci (MT), Pontecorvo (FR), Revere (MN), San Valentino (PE). Tra queste, da un primo sommario esame, quelle di maggiore e più immediato interesse risultano essere le Case Mandamentali di Morcone, Pisticci e Revere, per l'attivazione delle quali necessitano interventi per una spesa rispettivamente di 1,5 milioni di euro, 1 milione di euro e 7 milioni di euro.
Nella medesima prospettiva potrà costituire oggetto di valutazione l'opportunità del recupero delle strutture esistenti sull'isola di Pianosa, che potrebbero risultare particolarmente idonee per una più efficace custodia dei detenuti sottoposti al regime previsto dall'art. 41 bis Ord. Penit.
CC – Casa Circondariale; CR – Casa di Reclusione; OPG – Ospedale Psichiatrico Giudiziario
(1) Vedi circolare n. 3479/5929 del 9 luglio 1998 e le riflessioni contenute in “Circuiti differenziati e 41 bis” in Senza Censura n. 9/2002
(2) Ai sensi dell’art. 3 del regolamento ministeriale adottato con decreto n.115 del 25/01/1996.
(3) Estratti da “Regimi speciali per galere dure” di G. Russo Spena pubblicato ne Il Manifesto del 26/08/2008.
(4) Lettera-circolare 9 gennaio 2007, n.20 “Circuito penitenziario per detenuti AS”.
(5) Dal resoconto stenografico della seduta del 18/07/2007 in Commissione Affari Costituzionali, parla il capo del DAP Ettore Ferrara.
(6) Incontri di studio, Roma, 18-20 marzo, Le disposizioni sulla sicurezza penitenziaria, Consiglio Superiore della Magistratura.
(7) Il presente corsivo e quelli seguenti, se non indicato diversamente, fanno riferimento alla Circolare n. 3479/5929 del 09/07/1998.
(8) Con la circolare del 9.1.2007 la competenza finale sulla declassificazione viene trasferita dai direttori dell’istituto all’Ufficio Centrale Detenuti e Trattamento. Si veda Incontri di studio, Roma, 18-20 marzo, Le disposizioni sulla sicurezza penitenziaria, Consiglio Superiore della Magistratura.