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Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 25', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 7', 'art. 45', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 45']

Linee di comportamento comuni per un uso alternativo (legittimo) di Comitato di Valutazione e del “bonus” premiale “BUONA SCUOLA”: MANUALE di AUTODIFESA. - ppt scaricare
PubblicatoLorenzo Belloni
Presentazione sul tema: "Linee di comportamento comuni per un uso alternativo (legittimo) di Comitato di Valutazione e del “bonus” premiale “BUONA SCUOLA”: MANUALE di AUTODIFESA."— Transcript della presentazione:
Linee di comportamento comuni per un uso alternativo (legittimo) di Comitato di Valutazione e del “bonus” premiale “BUONA SCUOLA”: MANUALE di AUTODIFESA 16 SETTEMBRE 2015 1 1
Le mobilitazioni proseguono e… proseguirannoAlcune misure contenute nella legge dispiegheranno i loro effetti nel corso dell’anno: chiamata diretta docenti (dall'a.s. 16/17 comma 79), costituzione ambiti territoriali, attuazione deleghe, ecc.) Sui provvedimenti attuativi della legge gli uffici legali nazionali uniti solleveranno la questione di legittimità costituzionale Invece sulla valutazione, su organizzazione e salario è necessaria un’opera immediata di neutralizzazione. Solo una costante presenza di contrasto e proposta alternativa SCUOLA per SCUOLA può portare a un risultato 2
I fondamenti del «bonus scuola»La legge 107/2015 (commi ) introduce la possibilità per il dirigente scolastico di assegnare un “bonus” Si tratta di una “retribuzione accessoria” per la premialità dei docenti Viene assegnata in base a “criteri espressi dal Comitato di Valutazione dei docenti” …e “sulla base di una motivata valutazione del DS” N.B. Il Miur ripartirà lo stanziamento di 200 mln alle scuole a partire dal 2016 3
… e le sue negatività IL “BONUS”:contrasta con i principi costituzionali e viola le leggi vigenti che prevedono che “Il trattamento economico fondamentale ed accessorio è definito dai contratti collettivi” (art. 45 Dlgs 165/2001, dopo Brunetta); • crea un’autorità salariale nella figura del DS e gli attribuisce poteri in materia didattica in contrasto con le sue competenze e le sue funzioni che sono di carattere gestionale, amministrativo e organizzativo (art. 25 del DLgs 165/01); • attribuisce, caso senza precedenti in Europa, competenze didattiche e valutative a componenti non professionali nel Comitato di Valutazione; • subordina gli Organi Collegiali alla volontà di un organo monocratico; • lede la libertà di insegnamento poiché il “bonus”, con il suo potere di condizionamento, limita fortemente l’autonomia professionale; prevede una procedura premiale estranea alla cultura cooperativa e collegiale della scuola italiana. Valutazione dei docenti. Direttamente collegato al tema delle retribuzioni è quello inerente le nuove proposte del governo circa la valutazione degli insegnanti. I docenti italiani accetterebbero molto più di buon grado la valutazione del proprio lavoro se lo stesso venisse adeguatamente e più equamente valorizzato. Se infatti in Europa sono al momento solo quattro i Paesi, tra cui l’Italia, a non prevedere alcun sistema di valutazione dell’insegnante (insieme a Scozia, Norvegia e Finlandia), in molti riterrebbero più opportuno scegliere il modello più consono al particolare tessuto sociale e culturale italiano. I modelli francese, tedesco e portoghese per esempio si basano tutti su un sistema misto risultante da una valutazione interna del capo d’istituto coadiuvata da quella esterna dell’ispettorato scolastico. In ogni caso la valutazione dei docenti da parte di alunni e genitori, annunciato in questa nuova riforma, non sembra conoscere precedenti nel resto d’Europa. 4
Le linee COMUNI di comportamento Una risposta chiara forte efficaceUna proposta alternativa pienamente legittima nel rispetto delle norme vigenti non abrogate dalla L.107/2015 Cosa prevede? La costruzione di percorsi condivisi e partecipati negli organismi collegiali e sindacali Per Ricondurre le risorse del “bonus”all’interno della negoziazione di scuola finalizzandole alle attività programmate dal Collegio Docenti e deliberate nel Pof; Definire i criteri di assegnazione (quantitativi) in un’intesa fra DS ed RSU • Proporre che la nomina del Comitato di Valutazione abbia valore ai soli fini del superamento del periodo di prova dei neo assunti; 5
nel collegio docenti e nel consiglio d’istitutoChe fare nel collegio docenti e nel consiglio d’istituto In occasione della scelta dei membri del Comitato di Valutazione: nell’immediato si può proporre il differimento di tale adempimento, per consentire a tutti di appropriarsi della materia successivamente proporre di eleggere nel Comitato di Valutazione solo quei colleghi che, una volta eletti, si impegnano: -ad astenersi dall’individuare i criteri di valutazione -a chiedere che la gestione delle risorse del “bonus”sia affidata alla sede negoziale con le RSU -a partecipare pienamente al Comitato solo in fase di valutazione del periodo di prova dei docenti neo immessi in ruolo chi si candida ad essere eletto nel Comitato di valutazione dichiari a verbale che si comporterà come sopra delineato 6
Ancora nel Collegio DocentiIl Collegio dei docenti in occasione della predisposizione del Pof: eserciti pienamente il proprio ruolo e il proprio “potere deliberante in materia di funzionamento didattico” (Dlgs 297/94 art. 7 comma 2) deliberi il Pof triennale, e conseguentemente le modalità di impiego dei docenti (gruppi di progetto, dipartimenti, coordinatori, ecc) nonché tutti gli aspetti in materia organizzativa e didattica. Dette prerogative sono mantenute dal Collegio e discendono dalle norme non abrogate del Regolamento dell’Autonomia (art. 4 e 5 del Dpr 275/99) La stessa legge 107/15 (comma 78) afferma che il dirigente scolastico deve operare nel rispetto delle competenze degli Organi Collegiali È opportuno, pertanto, che la delibera del Piano annuale delle attività sia il più possibile esaustiva al fine di ridurre margini di discrezionalità esercitabili dal DS che la dovrà attuare 7
Nelle relazioni sindacali d’IstitutoSollecitare le RSU a chiedere un primo incontro di “informativa sindacale” al dirigente scolastico per chiarire la vigenza delle norme che: -attribuiscono al DS “solo” compiti gestionali, organizzativi e amministrativi (art. 25 del Dlgs 165/01); -attribuiscono al Collegio Docenti la competenza in materia organizzativa e didattica (art. 7 del Dlgs 297/94 e artt. 4 e 5 del Dpr 275/99-Regolamento dell’Autonomia); - la stessa facoltà del Ds di assegnare incarichi (certamente organizzativi e amministrativi ma non didattici checchè ne dica la 107) al 10% dei docenti è facoltà che, se esercitata, deve rispettare le competenze del Collegio; NO a atti unilaterali attribuiscono alla contrattazione sindacale il trattamento economico fondamentale ed accessorio (art. 45 del Dlgs 165/2001). 8
Per una gestione partecipata e condivisa:Collegio Docenti Elabora il Poft, delibera le attività didattiche, le modalità di impiego dei docenti: gruppi di lavoro, coordinatori, ecc. (comma 14 L. 107, Dlgs 297/94 art. 7 e Dpr 275/99 art. 4 e 5) Negoziano i compensi per i docenti e ATA impegnati nelle attività/incarichi (Fis+Bonus) e stipulano intesa contrattuale (Dlgs 165/01 art. 45) Dirigente Scolastico RSU Il Comitato di Valutazione non si esprime sui criteri per la valorizzazione dei docenti. Può assumere quanto stabilito in Collegio e nell'Intesa tra DS e RSU 9
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