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Timestamp: 2020-08-06 19:30:00+00:00
Document Index: 24038967

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 91', 'art. 15', 'art. 375', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 26401 del 20/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26401 del 20/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 20/12/2016, (ud. 20/10/2016, dep.20/12/2016), n. 26401
sul ricorso 22645/2014 proposto da:
B.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA FERRATELLA
IN LATERANO 33, presso lo studio dell’avvocato AURORA SPACCATROSI,
rappresentato e difeso dall’avvocato ANDREA MIFSUD, giusta procura a
avverso la sentenza n. 672/43/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO, emessa il 14/01/2014 e depositata il
06/02/2014;
“Con sentenza in data 14 gennaio 2014 la Commissione tributaria regionale della Lombardia statuiva il parziale accoglimento dell’appello proposto da B.C. avverso la sentenza n. 175/23/12 della Commissione tributaria provinciale di Milano che aveva respinto il suo ricorso contro l’avviso di accertamento IRPEF 2004. La CTR rilevava che le movimentazioni bancarie sulle quali si basava l’atto impositivo impugnato erano contabilmente giustificate per l’importo di Euro 26.480,00, così come indicatosi nel gravame, e che quindi tale importo andava detratto da quello maggiore di Euro 68.059,17 fissato con la ripresa fiscale.
Con il motivo dedotto – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – il ricorrente lamenta violazione/falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., sostenendo l’illegittimità della sua condanna alle spese del giudizio di appello, che lo vedeva integralmente vittorioso.
La CTR infatti ha evidentemente equivocato tra annullamento solo parziale dell’atto impositivo ed accoglimento integrale dell’appello, essendo questo pacificamente fondato sulla prova della avvenuta contabilizzazione di parte della ripresa fiscale, con conseguente appunto parziale infondatezza della medesima, nei termini fattuali chiaramente esposti nella stessa sentenza.
Non è dubbio quindi che vi fosse una totale soccombenza dell’Agenzia delle entrate quantomeno nel giudizio di appello, sicchè la condanna del B. alle spese di tale grado viola la previsione di cui D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 15, comma 1.
Si ritiene pertanto la sussistenza dei presupposti di cui all’art. 375 c.p.c., per la trattazione del ricorso in Camera di consiglio e se ne propone l’accoglimento, con cassazione della sentenza impugnata limitatamente alla statuizione delle spese del giudizio di appello”.