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Timestamp: 2020-08-05 16:55:02+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 8449 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8449 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 22/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8449
sul ricorso 1118-2016 proposto da:
CARLA D’ALOISIO, LELIO MARITATO, EMANUELE DE ROSE ed ANTONINO SGROI,
avvocati GIAMPIERO GAMBETTI e MARCO ROSSI, giusta procura speciale a
avverso la sentenza n. 432/2015 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
1. C.G. proponeva opposizione dinanzi al Tribunale di Firenze avverso l’avviso di addebito avente ad oggetto il pagamento di contribuzione alla gestione commercianti dell’Inps per l’anno 2012.
2. La Corte d’appello di Firenze, con sentenza n. 432 del 2015, condividendo la valutazione del primo giudice sull’ inesistenza dei presupposti per l’iscrizione alla gestione commercianti, rigettava l’appello dell’Inps, argomentando che la s.n.c. Aurora, di cui la C. era socia, senza rappresentanza nè amministrazione, è costituita per il godimento di un unico immobile.
3 L’Inps ha proposto ricorso per la cassazione di tale sentenza, a sostegno del quale contesta la soluzione adottata, deducendo la violazione o falsa applicazione della L. 22 luglio 1966, n. 613, art. 1, della L. 27 novembre 1960, n. 1397, art. 1 così come modificato dalla L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203 e ss, della stessa L. n. 1397 del 1960, art. 2 e degli artt. 2313, 2318 e 2697 c.c.
In sostanza l’Inps contesta che l’attività svolta dalla C. sia esclusa da quelle per le quali è prevista l’iscrizione alla Gestione commercianti assumendo, al contrario, che la stessa possedeva carattere commerciale, così come si evince dalla visura camerale della società, sussistendo peraltro una presunzione normativa che le società diverse dalla società semplice esercitino un’attività imprenditoriale.
4. Ha resistito con controricorso C.G..
5. L’accertamento della sussistenza (o meno) dei requisiti necessari per l’iscrizione è stato compiuto dalla Corte territoriale, che, in coerenza con i suesposti principi regolatori della materia, ha argomentato il proprio convincimento con motivazione adeguata ed immune da vizi, nei termini sopra riferiti.. In concreto, secondo il ragionamento del giudice di merito, si trattava di un’attività che non era finalizzata alla prestazione di servizi in favore di terzi, nè ad atti di compravendita o di costruzione, per cui la stessa non esorbitava da quello che è il godimento dell’immobile.
Rigetta il ricorso. Condanna l’Inps al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 1.000,00 per compensi, oltre ad Euro 200,00 per esborsi, rimborso delle spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge.