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Timestamp: 2020-02-26 02:01:31+00:00
Document Index: 78415871

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 1']

0.631.252.916.320
Abkommen vom 2. September 1963 zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Republik Österreich über die Errichtung nebeneinanderliegender Grenzabfertigungsstellen und die Grenzabfertigung in Verkehrsmitteln während der Fahrt (mit Schlussprotokoll)
Convention du 2 septembre 1963 entre la Confédération suisse et la République d’Autriche relative à la création de bureaux à contrôles nationaux juxtaposés et aux contrôles dans les véhicules en cours de route (avec protocole final)
Convenzione del 2 settembre 1963 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica d’Austria relativa agli uffici a controlli nazionali abbinati e al controllo in corso di viaggio (con Protocollo finale)
Titolo II Controllo
Titolo III Agenti
Titolo IV Uffici
Titolo V Dichiaranti in dogana
Art. 25 Protocollo finale
Protocollo finale
tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica d’Austria relativa agli uffici a controlli nazionali abbinati e al controllo in corso di viaggio
Conchiusa a Berna il 2 settembre 1963
Approvata dall’Assemblea federale l’11 marzo 19642
Istrumenti di ratificazione scambiati il 14 dicembre 1964
Entrata in vigore il 14 gennaio 1965
Il Consiglio federale Svizzero e il presidente della Repubblica d’Austria,
animati dal desiderio di agevolare il passaggio della frontiera comune, hanno deciso di conchiudere una Convenzione. Essi hanno nominato, a tal fine, per loro plenipotenziari:
i quali, dopo essersi scambiati i loro pieni poteri, trovati nella dovuta e buona forma, hanno convenuto le disposizioni seguenti:
(1) I due Paesi, giusta la presente Convenzione, agevolano e accelerano il controllo alla frontiera nel traffico ferroviario, stradale e per via di acqua.
(2) Essi, a tal fine:
istituiscono degli uffici a controlli nazionali abbinati;
autorizzano il controllo nei veicoli in corso di viaggio, su determinati percorsi;
permettono agli agenti competenti di uno dei due Stati di esercitare le loro funzioni sul territorio dell’altro Stato, nell’ambito della presente Convenzione.
(3) I Governi dei due Stati sono autorizzati a stabilire, trasferire, modificare o sopprimere mediante accordi:
gli uffici a controlli nazionali abbinati come anche i limiti territoriali di loro competenza;
i percorsi sui quali gli agenti dello Stato limitrofo possono eseguire il controllo dei veicoli in corso di viaggio;
i percorsi sui quali gli agenti dello Stato limitrofo possono ricondurre nel loro Paese le persone arrestate, le merci ed i mezzi di prova confiscati;
i percorsi sui quali gli agenti dello Stato limitrofo possono accompagnare le merci sino ad un altro ufficio di controllo del medesimo Stato.
A termini della presente Convenzione, l’espressione:
«Controllo» indica l’applicazione di tutte le prescrizioni dei due Paesi che disciplinano il passaggio della frontiera da parte delle persone, nonchè l’entrata, l’uscita e il transito delle merci e di altri beni;
«Stato di soggiorno» indica lo Stato sul cui territorio si effettua il controllo dell’altro Stato;
«Stato limitrofo» indica l’altro Stato;
«Zona» indica la parte del territorio dello Stato di soggiorno nella quale gli agenti dello Stato limitrofo sono abilitati a eseguire il controllo;
«Agenti» indica le persone, le quali, in qualità di organi rappresentanti le autorità competenti, esercitano le loro funzioni negli uffici a controlli nazionali abbinati o nei veicoli in corso di viaggio.
(1) La zona può comprendere:
per ciò che concerne il traffico ferroviario:
una parte della stazione e di altri impianti ferroviari, la tratta di linea tra la frontiera e l’ufficio, come anche parti delle stazioni situate su tale percorso;
ove trattisi del controllo su un treno in viaggio, il treno sul determinato percorso, una parte delle stazioni dove inizia tale percorso e dove esso termina, come anche parti delle stazioni attraversate dal treno.
per ciò che concerne il traffico stradale:
una parte degli edifici di servizio, della strada e di altri impianti, come anche la strada tra la frontiera e l’ufficio;
ove trattisi del controllo di un veicolo in corso di viaggio, il veicolo sul determinato percorso, come anche una parte degli edifici e degli impianti dove tale percorso inizia o termina.
per ciò che concerne la navigazione:
una parte degli edifici di servizio, della via navigabile come anche degli impianti rivieraschi e portuali nonchè la via navigabile tra la frontiera e l’ufficio;
ove trattisi del controllo di un natante in corso di viaggio, il natante, il battello di controllo accompagnatore sul determinato percorso, come anche parte degli edifici e degli impianti ove tale percorso inizia e termina.
(2) Gli accordi di cui all’articolo 1, numero 3, possono prevedere, per una delle parti di territorio, che i precedenti numeri da 1 a 3 descrivono senza includerle nella zona, l’applicazione di singole prescrizioni di questa Convenzione o la validità di determinati diritti e doveri che ne derivano.
(3) I percorsi indicati nell’articolo 1, numero 3, lettere c e d, sono giuridicamente inclusi nella zona per il compimento degli atti ufficiali menzionati.
(1) Sono applicabili nella zona tutte le prescrizioni dello Stato limitrofo che disciplinano il passaggio della frontiera da parte delle persone, nonchè l’entrata, l’uscita ed il transito delle merci e di altri beni, come esse vengono applicate nel Comune dello Stato limitrofo al quale è aggregato l’ufficio di controllo. Salvo restando l’articolo 5, tali prescrizioni vanno applicate dagli agenti dello Stato limitrofo nello stesso modo e con tutti gli effetti che nel proprio Paese. Il Governo dello Stato limitrofo designa il Comune al quale è aggregato l’ufficio.
(2) Le infrazioni, che fossero commesse nella zona a quelle prescrizioni dello Stato limitrofo, che regolano il passaggio della frontiera, l’importazione, l’esportazione ed il transito di merci e di altri beni, sono considerate commesse nel Comune dello Stato limitrofo, al quale è aggregato l’ufficio di controllo.
(3) L’applicabilità nella zona del diritto dello Stato di soggiorno rimane intatta.
(1) Gli agenti dello Stato limitrofo non hanno il diritto di arrestare delle persone e condurle nello Stato limitrofo per procedere all’estradizione.
(2) Gli agenti dello Stato limitrofo non sono autorizzati ad arrestare delle persone e a condurle nel loro Paese, se esse si recano nella zona per motivi estranei al passaggio frontaliero, inteso però che tali persone non violino, nella zona, le prescrizioni che disciplinano le formalità del controllo doganale.
(3) In nessun caso, gli agenti dello Stato limitrofo hanno il diritto di arrestare, nella zona, dei cittadini dello Stato di soggiorno e di condurli nel loro Stato. Essi possono, tuttavia, condurre queste persone al loro ufficio di controllo, ed in difetto di questo, al posto di controllo dello Stato di soggiorno per procedere all’interrogatorio. Nel primo caso un agente dello Stato di soggiorno dovrà assistere all’interrogatorio, qualora la persona interessata lo richieda, dopo essere stata informata riguardo a tale diritto.
(1) Le formalità ufficiali dello Stato d’uscita, riguardo al controllo nella zona, devono essere compite prima di quelle dello Stato d’entrata, purchè, qui di seguito, non sia previsto diversamente. Allo scopo di accelerare il traffico, le formalità ufficiali dei due Stati devono, possibilmente, succedersi immediatamente.
(2) Prima della fine del controllo di uscita, cui è assimilata la rinuncia a tale controllo, gli agenti dello Stato d’entrata non sono autorizzati a iniziare il proprio controllo.
(3) Gli agenti dello Stato d’uscita non possono più effettuare il controllo quando gli agenti dello Stato di entrata hanno iniziato le operazioni di controllo. In via eccezionale, le operazioni relative al controllo di uscita possono essere riprese, a richiesta della persona interessata e con l’assenso dell’agente di controllo dello Stato di entrata.
(4) Gli agenti di controllo dei due Paesi possono derogare, di comune accordo, all’ordine delle operazioni stabilito nel numero 1, se l’interesse di un rapido controllo lo richiede. In tali casi eccezionali gli agenti dello Stato d’entrata possono procedere ad arresti o a sequestri solo a controllo terminato dello Stato d’uscita. Essi, qualora intendano applicare una siffatta misura, conducono le persone, le merci od altri beni, per i quali le formalità d’uscita non sono ancora terminate, agli agenti dello Stato d’uscita. A quest’ultimi è accordata la priorità, quando intendano procedere all’arresto o al sequestro.
Gli agenti dello Stato limitrofo possono trasferire nel loro territorio le somme di denaro riscosse nella zona o nei veicoli transitanti la frontiera, oppure le merci ed altri beni trattenuti o sequestrati. Essi possono parimente vendere questi ultimi nello Stato di soggiorno, osservando però le norme di legge ivi in vigore e trasferirne il provento nello Stato limitrofo.
(1) Le merci respinte nello Stato limitrofo da parte degli agenti di quest’ultimo, all’atto del controllo di uscita, o rinviate nello Stato limitrofo a richiesta della persona interessata, prima dell’inizio del controllo di entrata nello Stato di soggiorno, non sono sottoposte alle norme riguardanti l’esportazione, nè al controllo d’uscita dello Stato di soggiorno.
(2) Il ritorno nel Paese di uscita non può essere rifiutato alle persone e alle merci respinte da parte degli agenti dello Stato di entrata. Anche la reimportazione, nel Paese di uscita, di merci la cui importazione è stata respinta dagli agenti del Paese d’entrata, non può essere negata.
Le autorità competenti dello Stato di soggiorno procederanno, su richiesta delle autorità competenti dello Stato limitrofo, all’audizione dei colpevoli, dei testimoni e dei periti, all’esecuzione di altre inchieste ed alla consegna di documenti, nella procedura concernente le infrazioni, commesse nella zona contro le prescrizioni doganali che regolano il passaggio frontaliero di persone o di merci, scoperte durante o immediatamente dopo la loro attuazione. Sono applicabili per analogia le prescrizioni legali dello Stato di soggiorno concernenti la procedura prevista per il perseguimento di infrazioni della stessa specie.
(1) Le autorità dello Stato di soggiorno accordano agli agenti dello Stato limitrofo, per l’esercizio delle funzioni nella zona, la stessa protezione e assistenza riservata ai propri agenti. In particolare, le disposizioni penali vigenti nello Stato di soggiorno per la protezione dei funzionari e degli atti ufficiali sono altresì applicabili per reprimere infrazioni commesse nei confronti degli agenti dello Stato limitrofo.
(2) Le richieste di risarcimento per danni causati dagli agenti dello Stato limitrofo nella zona sono soggette al diritto e alla giurisdizione dello Stato limitrofo, come se l’atto dannoso fosse stato commesso nel Comune dello Stato limitrofo, al quale è aggregato l’ufficio di controllo. I cittadini dello Stato di soggiorno saranno tuttavia trattati allo tesso modo dei cittadini dello Stato limitrofo.
(1) Gli agenti dello Stato limitrofo chiamati, in applicazione della presente Convenzione, a esercitare le funzioni nella zona, sono dispensati dall’obbligo di passaporto e di visto. Essi sono autorizzati a passare la frontiera e a recarsi sul luogo di servizio, comprovando l’identità e la qualifica con l’esibizione di documenti ufficiali. Restano però riservati i divieti d’ingresso che colpiscono personalmente gli agenti dello Stato limitrofo.
(2) L’autorità competente dello Stato di soggiorno deve informare dei reati commessi, nello Stato di soggiorno, dall’agente dello Stato limitrofo, l’autorità che gli è preposta.
(3) L’autorità competente dello Stato limitrofo rinuncerà, su richiesta dell’autorità competente dello Stato di soggiorno, all’impiego dei suoi agenti sul territorio di quest’ultimo Stato oppure li richiamerà.
Gli agenti dello Stato limitrofo chiamati, in applicazione della presente Convenzione, a esercitare le loro funzioni nella zona, possono portare l’uniforme, le insegne di servizio e le armi regolamentari nella zona come anche nel tratto tra il luogo di servizio e il loro domicilio e, se ragioni di servizio lo richiedessero, nel tratto tra due uffici di controllo. L’uso di tali armi è, tuttavia, consentito soltanto in caso di legittima difesa.
(1) Gli agenti dello Stato limitrofo, i quali, conformemente alla presente Convenzione, esercitano le loro funzioni nella zona e risiedono nello Stato di soggiorno, soggiacciono, in questo Stato alle prescrizioni che regolano il soggiorno degli stranieri. Il permesso di soggiorno deve essere rilasciato gratuitamente, se dette prescrizioni lo richiedono.
(2) Il permesso di soggiorno è parimenti rilasciato gratuitamente alla moglie e ai figli che convivono con l’agente e non esercitano alcuna attività lucrativa. Tale permesso può essere loro rifiutato soltanto qualora essi fossero colpiti personalmente da un divieto d’ingresso. Ove sia previsto l’esercizio di un’attività lucrativa, le autorità competenti statuiscono liberamente sul rilascio del permessso. Qualora esso venga accordato, ciò può comportare la percezione delle tasse regolamentari.
(3) Il periodo di tempo durante il quale gli agenti dello Stato limitrofo esercitano le loro funzioni nello Stato di soggiorno o vi risiedono non è compreso in quello che dà diritto a un trattamento di privilegio in virtù delle convenzioni di domicilio esistenti. Lo stesso vale per i familiari che fruiscono di un permesso di soggiorno in ragione della presenza del capofamiglia nello Stato di soggiorno.
(1) Gli agenti dello Stato limitrofo, i quali, in applicazione della presente Convenzione, devono esercitare le loro funzioni nella zona e risiedono nello Stato di soggiorno, fruiscono, personalmente e per i loro familiari conviventi, dell’esenzione da ogni tributo d’entrata e d’uscita per le loro masserizie, compresi i veicoli, e per le abituali provviste domestiche, sia all’atto dell’insediamento della famiglia, o della sua formazione, nello Stato di soggiorno sia al rientro nello Stato limitrofo. Per beneficiare dell’esenzione, tali oggetti debbono provenire dalla libera circolazione dello Stato limitrofo o dello Stato nel quale l’agente o i membri della sua famiglia erano anteriormente stabiliti. Restano riservate le prescrizioni dello Stato di soggiorno concernenti l’impiego dei beni ammessi in franchigia, appartenenti a persone che hanno preso dimora in detto Stato.
(2) Questi agenti, come anche i loro familiari conviventi, sono esenti, nell’ambito del diritto pubblico, da ogni prestazione personale o in natura nello Stato di soggiorno. Riguardo al servizio militare o ad altre prestazioni stabilite dal diritto pubblico, essi sono considerati come aventi la loro residenza sul territorio dello Stato limitrofo. Riguardo alla nazionalità, il trattamento è il medesimo, qualora non siano cittadini dello Stato di soggiorno. In quest’ultimo Stato essi non sono sottoposti ad alcuna imposta o tassa dalla quale fossero dispensati i cittadini di quel Paese, domiciliati nello stesso Comune.
(3) Gli agenti dello Stato limitrofo, i quali in applicazione della presente Convenzione, debbono esercitare le loro funzioni nella zona ma non risiedono nello Stato di soggiorno, sono ivi esentati, nell’ambito del diritto pubblico, da ogni prestazione personale o in natura.
(4) Riguardo alla retribuzione ufficiale degli agenti dello Stato limitrofo, i quali, in applicazione della presente Convenzione esercitano le loro funzioni nella zona, sono applicabili gli accordi concernenti la doppia imposizione, conchiusi tra gli Stati contraenti.
(5) Le retribuzioni degli agenti dello Stato limitrofo, i quali, in applicazione della presente Convenzione, debbono esercitare le funzioni nella zona, non sono soggette ad alcuna restrizione valutaria. Gli agenti possono trasferire liberamente i loro risparmi nello Stato limitrofo.
Le amministrazioni competenti dei due Paesi stabiliscono di comune accordo le ore di apertura e le attribuzioni degli uffici a controlli nazionali abbinati.
Le autorità competenti dei due Stati stabiliscono di comune accordo:
gli impianti di servizio necessari dello Stato limitrofo, nonchè le indennità eventualmente dovute per l’utilizzo;
i compartimenti e le attrezzature da riservare gratuitamente agli agenti incaricati del controllo nei veicoli in corso di viaggio.
I locali adibiti agli uffici dello Stato limitrofo devono essere contrassegnati da emblemi o stemmi ufficiali.
Gli oggetti necessari al funzionamento degli uffici o quelli di cui gli agenti dello Stato limitrofo abbisognano durante il servizio nello Stato di soggiorno, sono esentati da diritti doganali e da ogni tassa di entrata o di uscita. A tale scopo non devono essere fornite garanzie. A meno che non sia disposto altrimenti di comune accordo dalle amministrazioni competenti, i divieti e le restrizioni d’importazione o d’esportazione d’ordine economico non si applicano a questi oggetti. Lo stesso vale per i veicoli di servizio o privati che gli agenti utilizzano sia per l’esercizio delle loro funzioni nello Stato di soggiorno, sia per lasciare il loro domicilio o per ritornarvi, sia per percorrere il tratto che separa i due uffici facenti parte di uno stesso valico di frontiera.
(1) Lo Stato di soggiorno autorizza a titolo gratuito, salvo il pagamento delle eventuali spese d’impianto e di locazione delle apparecchiature, le installazioni telefoniche e telegrafiche (comprese le telescriventi) necessarie al funzionamento degli uffici dello Stato limitrofo nello Stato di soggiorno, come anche il loro allacciamento alle installazioni corrispondenti dello Stato limitrofo. I raccordi diretti tra i servizi dello Stato limitrofo devono essere utilizzati soltanto per affari di servizio. Le comunicazioni sono considerate di natura interna dello Stato limitrofo.
(2) I Governi dei due Stati s’impegnano a concedere, agli stessi fini e nella misura del possibile, ogni facilitazione concernente l’utilizzazione di altri mezzi telecomunicativi.
(3) Sono applicabili inoltre le prescrizioni dei due Stati concernenti la costruzione, la manutenzione e l’esercizio degli impianti di telecomunicazione.
I colli di servizio spediti dagli uffici di controllo dello Stato limitrofo ai loro servizi, oppure da questi a quelli, possono essere trasportati a cura degli impiegati di questo Stato senza l’intervento del servizio postale o ferroviario dello Stato di soggiorno. Tali invii sono esentati da ogni tassa.
(1) Le persone aventi la residenza o la sede nell’uno dei due Stati possono effettuare, presso gli uffici a controlli nazionali abbinati dei due Stati, ogni operazione relativa al controllo, senza alcuna autorizzazione speciale. Le autorità dell’altro Stato devono loro accordare lo stesso trattamento applicato ai propri cittadini.
(2) Le disposizioni del numero 1 devono ugualmente essere applicate alle persone che compiono tali operazioni nell’ambito della loro attività professionale. A tale scopo esse possono impiegare indifferentemente personale svizzero o austriaco.
(3) Le norme generali dello Stato di soggiorno sono applicabili, riguardo al passaggio della frontiera e al soggiorno in questo Stato, alle persone di cui ai numeri suindicati. Le facilitazioni compatibili con queste prescrizioni devono essere accordate. Qualora l’attività pertinente al controllo sia soggetta ad autorizzazione, siccome esercitata nella zona da persone in qualità di stranieri provenienti dallo Stato limitrofo, tale autorizzazione deve essere rilasciata gratuitamente.
Le autorità amministrative competenti dei due Stati stabiliscono di comune accordo i provvedimenti necessari per l’applicazione della presente Convenzione.
(1) Una Commissione mista austro—svizzera, sarà costituita il più presto possibile dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione, con il compito di:
elaborare gli accordi previsti nell’articolo 1 e proporre eventuali modifiche alla presente Convenzione;
risolvere le difficoltà che potessero eventualmente risultare dall’applicazione della presente Convenzione.
(2) Questa Commissione sarà composta di otto membri, nominati in numero eguale da ciascuno Stato contraente. Essa sceglierà, alternativamente fra i membri svizzeri e germanici, il Presidente. I membri della Commissione potranno essere assistiti da periti.
Ciascuna Parte contraente può dichiarare inapplicabili, temporaneamente o localmente, le disposizioni della presente Convenzione o gli accordi di cui all’articolo 1 nell’interesse della propria sicurezza o per ogni altro interesse imperativo d’ordine pubblico. Il Governo dell’altro Stato ne dovrà essere informato immediatamente.
(1) La presente Convenzione sarà ratificata e gli strumenti di ratificazione scambiati il più presto possibile a Vienna.
(2) Essa entrerà in vigore un mese dopo lo scambio degli strumenti di ratificazione.
(3) La Convenzione può essere disdetta in ogni momento; essa cesserà di aver effetto due anni dopo la denuncia.
In fede di che, i plenipotenziari rispettivi hanno firmato la presente Convenzione e vi hanno apposto il proprio sigillo.
Fatto a Berna, il 2 settembre 1963 in due esemplari originali, in lingua tedesca.
Repubblica d’Austria:
Al momento della firma della Convenzione, data oggi tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Austriaca, relativa agli uffici a controlli nazionali abbinati e al controllo in corso di viaggio, i Plenipotenziari sottoscritti hanno convenuto le disposizioni seguenti, facenti parte integrante della Convenzione:
Gli arresti o i sequestri, eseguiti dagli agenti dello Stato di soggiorno nel perseguimento penale e nell’esecuzione della pena, per le infrazioni alle norme che non regolano il passaggio frontaliero delle persone nè l’importazione, l’esportazione o il transito di merci od altri beni, non subiscono alcun influsso dall’applicazione dell’articolo 6, capoverso 3, della Convenzione considerato l’articolo 4, capoverso 3, della stessa.
Qualora gli agenti dello Stato limitrofo abbiano già proceduto ad arresti o a sequestri, conformemente alla presente convenzione oppure intendano eseguirli, lo Stato di soggiorno fruisce della priorità. Terminati il perseguimento penale e l’esecuzione della pena da parte dello Stato di soggiorno, quest’ultimo consegna allo Stato limitrofo le persone arrestate e, se nello Stato di soggiorno non esistono disposizioni a tale riguardo, anche gli oggetti sequestrati.
Il diritto d’asilo dello Stato di soggiorno resta intatto. Le persone che lo invocano, possono, tuttavia, essere condotte al loro ufficio di controllo nello Stato di soggiorno, dagli agenti dello Stato limitrofo e, in difetto di detto ufficio, all’ufficio di controllo dello Stato di soggiorno. Nel primo caso, un agente dello Stato di soggiorno sarà invitato ad assistere all’interrogatorio della persona in causa, che dovrà essere poi consegnata agli agenti dello Stato di soggiorno.
Alle ferrovie interessate dei due Paesi deve essere offerta l’occasione di prendere posizione prima della conclusione degli accordi, di cui agli articoli 16 e 22, come anche prima di stabilire le competenze di controllo e l’orario di servizio degli uffici doganali dei due Paesi.
Le disposizioni degli articoli dal 4 al 15 e dal 17 al 24 della presente Convenzione sono applicabili, per analogia, agli Uffici doganali di controllo austriaci di St. Margrethen e di Buchs. Le persone arrestate dagli agenti austriaci nella stazione di St. Margrethen possono essere condotte in Austria sui treni della linea St. Margrethen—Bregenz. Il trasporto verso l’Austria delle persone arrestate nella stazione di Buchs dagli agenti austriaci, è disciplinato, in quanto eseguito su una linea che attraversa il Liechtenstein, da un accordo conchiuso fra i Governi del Principato del Liechtenstein, della Confederazione Svizzera e della Repubblica Austriaca.
Sono abrogati, con l’entrata in vigore della presente Convenzione, gli articoli dal 5 al 13 e 18 della Convenzione conchiusa il 30 aprile 19473 tra la Svizzera e l’Austria concernente il servizio delle dogane austriache nelle stazioni di St. Margrethen e di Buchs, come pure il transito degli agenti doganali attraverso brevi tratti di raccordo su territorio straniero. Le rimanenti disposizioni, relative agli uffici doganali di controllo austriaci di St. Margrethen e di Buchs restano in vigore, fintanto che non siano modificate o sostituite conformemente all’articolo 1, numero 3, della presente Convenzione.
Fatto a Berna, il 2 settembre 1963, in due esemplari originali in lingua tedesca.
RU 1964 1181; FF 1963 1655
2 RU 1964 385
3 RS 0.631.252.916.31
zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Republik Österreich über die Errichtung nebeneinanderliegender Grenzabfertigungsstellen und die Grenzabfertigung in Verkehrsmitteln während der Fahrt
Abgeschlossen am 2. September 1963
Von der Bundesversammlung genehmigt am 11. März 19641
Ratifikationsurkunden ausgetauscht am 14. Dezember 1964
In Kraft getreten am 14. Januar 1965
Der Schweizerische Bundesrat und der Bundespräsident der Republik Österreich
von dem Wunsch geleitet, den Übergang über die gemeinsame Grenze zu erleichtern, sind übereingekommen, ein Abkommen zu schliessen, und haben hierfür zu ihren Bevollmächtigten ernannt:
die nach Austausch ihrer in guter und gehöriger Form befundenen Vollmachten nachstehende Bestimmungen vereinbart haben:
(1) Die beiden Staaten werden im Rahmen dieses Abkommens die Grenzabfertigung im Eisenbahn—, Strassen— und Schiffsverkehr erleichtern und beschleunigen.
(2) Zu diesem Zweck
errichten sie nebeneinanderliegende Grenzabfertigungsstellen;
lassen sie auf bestimmten Strecken die Grenzabfertigung in den Verkehrsmitteln während der Fahrt zu;
gestatten sie, dass die zuständigen Bediensteten des einen Staates im Rahmen dieses Abkommens ihre Befugnisse auf dem Gebiet des andern Staates ausüben.
(3) Die Regierungen der beiden Staaten sind ermächtigt, durch Vereinbarung zu bestimmen, zu verlegen, zu ändern oder aufzuheben:
die nebeneinanderliegenden Grenzabfertigungsstellen einschliesslich ihres Amtsbereichs;
die Strecken, auf denen die Bediensteten des Nachbarstaates die Grenzabfertigung in den Verkehrsmitteln während der Fahrt vornehmen können;
die Strecken, auf denen die Bediensteten des Nachbarstaates festgenommene Personen und sichergestellte Waren oder Beweismittel in ihren Staat verbringen dürfen,
die Strecken, auf denen die Bediensteten des Nachbarstaates Waren nach einer andern Grenzabfertigungsstelle desselben Staates begleiten dürfen.
Im Sinne dieses Abkommens bedeuten:
«Grenzabfertigung» die Durchführung aller Vorschriften der Vertragsstaaten, die aus Anlass des Grenzübertrittes von Personen und der Ein—, Aus— und Durchfuhr von Waren und andern Vermögensgegenständen anzuwenden sind;
«Gebietsstaat» den Staat, auf dessen Gebiet die Grenzabfertigung des andern Staates vorgenommen wird;
«Nachbarstaat» den andern Staat;
«Zone» den Bereich des Gebietsstaates, in dem die Bediensteten des Nachbarstaates berechtigt sind, die Grenzabfertigung vorzunehmen;
«Bedienstete» die Personen, die als Organe der für die Grenzabfertigung zuständigen Behörden bei einer der nebeneinanderliegenden Grenzabfertigungsstellen oder in den Verkehrsmitteln während der Fahrt ihren Dienst ausüben.
(1) Die Zone kann umfassen:
Im Eisenbahnverkehr:
Teile des Bahnhofes und sonstiger Bahnanlagen, die Strecke zwischen der Grenze und der Grenzabfertigungsstelle sowie Teile der an dieser Strecke gelegenen Bahnhöfe;
bei der Grenzabfertigung während der Fahrt den Zug auf der vorgesehenen Strecke sowie Teile der Bahnhöfe, in denen diese Strecke beginnt bzw. endet und die der Zug durchfährt.
Im Strassenverkehr:
Teile der Dienstgebäude, der Strasse und der sonstigen Anlagen sowie die Strasse zwischen der Grenze und der Grenzabfertigungsstelle,
bei der Grenzabfertigung während der Fahrt das Strassenfahrzeug auf der vorgesehenen Strecke sowie Teile der Gebäude und Anlagen, bei denen diese Strecke beginnt bzw. endet.
Im Schiffsverkehr:
Teile der Dienstgebäude, der Wasserstrasse sowie der Ufer— und Hafenanlagen, die Wasserstrasse zwischen der Grenze und der Grenzabfertigungsstelle;
bei der Grenzabfertigung während der Fahrt das Schiff und das begleitende Kontrollboot auf der vorgesehenen Strecke sowie Teile der Gebäude und Anlagen, bei denen diese Strecke beginnt bzw. endet.
(2) Die Vereinbarungen gemäss Artikel 1 Absatz 3 können für einen in den vorstehenden Ziffern 1 bis 3 umschriebenen Gebietsteil, den sie nicht in die Zone einbeziehen, die Anwendung einzelner Vorschriften dieses Abkommens oder die Geltung bestimmter Rechte und Pflichten, die sich daraus ergeben, vorsehen.
(3) Der Zone sind rechtlich gleichgestellt die Strecken gemäss Artikel 1 Absatz 3 Buchstaben c und d für die dort genannten Amtshandlungen.
Teil II Grenzabfertigung
(1) In der Zone gelten alle Vorschriften des Nachbarstaates, die aus Anlass des Grenzübertritts von Personen und der Ein—, Aus— und Durchfuhr von Waren und andern Vermögensgegenständen anzuwenden sind, und zwar wie in der Gemeinde des Nachbarstaates, der die Grenzabfertigungsstelle zugeordnet ist; sie werden unter Vorbehalt des Artikels 5 von den Bediensteten des Nachbarstaates im gleichen Umfang und mit allen Folgen wie im eigenen Staatsgebiet durchgeführt. Die Gemeinde, der die Grenzabfertigungsstelle des Nachbarstaates zugeordnet ist, wird von der Regierung dieses Staates bezeichnet.
(2) In der Zone begangene Zuwiderhandlungen gegen Vorschriften des Nachbarstaates, die den Grenzübertritt von Personen und die Ein—, Aus— und Durchfuhr von Waren und andern Vermögensgegenständen regeln, gelten als in der Gemeinde des Nachbarstaates begangen, der dessen Grenzabfertigungsstelle zugeordnet ist.
(3) Das Recht des Gebietsstaates bleibt in der Zone unberührt.
(1) Die Bediensteten des Nachbarstaates sind nicht berechtigt, Personen zum Zwecke der Auslieferung festzunehmen und in den Nachbarstaat zu verbringen.
(2) Die Bediensteten des Nachbarstaates sind nicht berechtigt, Personen festzunehmen und in den Nachbarstaat zu verbringen, die sich aus andern Gründen als zum Grenzübertritt vom Gebietsstaat in die Zone begeben, ausser wenn diese Personen in der Zone die sich auf die Zollabfertigung beziehenden Vorschriften des Nachbarstaates verletzen.
(3) Die Bediensteten des Nachbarstaates sind keinesfalls berechtigt, Angehörige des Gebietsstaates in der Zone festzunehmen und in den Nachbarstaat zu verbringen. Sie dürfen jedoch diese Personen ihrer Grenzabfertigungsstelle im Gebietsstaat, in Ermangelung einer solchen, der Grenzabfertigungsstelle des Gebietsstaates zur Vernehmung vorführen. Im ersten Fall ist auf Verlangen der Person, der hierüber Rechtsbelehrung zu erteilen ist, zur Vernehmung ein Bediensteter des Gebietsstaates beizuziehen.
(1) Bei der Grenzabfertigung in der Zone sind – soweit im folgenden nichts anderes bestimmt ist – die Amtshandlungen des Ausgangsstaates vor den Amtshandlungen des Eingangsstaates durchzuführen. Im Interesse der Verkehrsbeschleunigung sollen die Amtshandlungen der beiden Staaten möglichst in unmittelbarer Aufeinanderfolge vorgenommen werden.
(2) Vor Beendigung der Ausgangsabfertigung, der ein Verzicht auf diese gleichzustellen ist, sind die Bediensteten des Eingangsstaates nicht berechtigt, Grenzabfertigungshandlungen vorzunehmen.
(3) Nach Beginn der Eingangsabfertigung sind die Bediensteten des Ausgangsstaates nicht mehr berechtigt, Grenzabfertigungshandlungen vorzunehmen. Ausnahmsweise können Ausgangsabfertigungshandlungen nachgeholt werden, wenn die beteiligte Person es verlangt und der abfertigende Bedienstete des Eingangsstaates damit einverstanden ist.
(4) Wenn es im Interesse einer raschen Grenzabfertigung als geboten erscheint, können die abfertigenden Bediensteten der beiden Staaten von der im Absatz 1 vorgesehenen Reihenfolge im gegenseitigen Einvernehmen abweichen. In diesen Ausnahmefällen können die Bediensteten des Eingangsstaates Festnahmen oder Beschlagnahmen erst vornehmen, nachdem die Grenzabfertigung des Ausgangsstaates beendigt ist. Sie führen, wenn sie eine solche Massnahme treffen wollen, die Personen, Waren oder andern Vermögensgegenstände, deren Ausgangsabfertigung noch nicht beendigt ist, den Bediensteten des Ausgangsstaates zu. Wollen diese Bediensteten Festnahmen oder Beschlagnahmen vornehmen, so haben sie den Vorrang.
Die Bediensteten des Nachbarstaates dürfen in der Zone oder in den grenzüberschreitenden Verkehrsmitteln erhobene Geldbeträge sowie dort zurückgehaltene oder beschlagnahmte Waren und andere Vermögensgegenstände in das Gebiet des Nachbarstaates verbringen oder im Gebietsstaat unter Beachtung der dort geltenden gesetzlichen Vorschriften verwerten und den Erlös in den Nachbarstaat verbringen.
(1) Waren, die bei der Ausgangsabfertigung von den Bediensteten des Nachbarstaates in diesen zurückgewiesen oder vor Beginn der Eingangsabfertigung des Gebietsstaates auf Veranlassung der beteiligten Person in den Nachbarstaat zurückgeführt werden, unterliegen weder den Ausfuhrvorschriften noch der Ausgangsabfertigung des Gebietsstaates.
(2) Personen, die von den Bediensteten des Eingangsstaates zurückgewiesen werden, darf die Rückkehr in den Ausgangsstaat nicht verweigert werden. Desgleichen darf die Wiedereinfuhr von Waren in den Ausgangsstaat, deren Einfuhr von den Bediensteten des Eingangsstaates abgelehnt wird, nicht verweigert werden.
In Verfahren wegen in der Zone begangener, während oder unmittelbar nach ihrer Begehung entdeckter Zuwiderhandlungen gegen Zollvorschriften, die sich auf den Grenzübertritt von Personen oder Waren beziehen, werden die zuständigen Behörden des Gebietsstaates auf Ersuchen der zuständigen Behörden des Nachbarstaates Beschuldigte, Zeugen und Sachverständige vernehmen, sonstige Erhebungen durchführen und Schriftstücke zustellen. Die Rechtsvorschriften des Gebietsstaates über das bei der Verfolgung von Zuwiderhandlungen der gleichen Art einzuschlagende Verfahren sind entsprechend anwendbar.
Teil III Bedienstete
(1) Die Behörden des Gebietsstaates gewähren den Bediensteten des Nachbarstaates bei der Ausübung ihres Dienstes in der Zone den gleichen Schutz und Beistand wie den entsprechenden eigenen Bediensteten. Insbesondere sind die im Gebietsstaat geltenden strafrechtlichen Bestimmungen zum Schutze von Beamten und Amtshandlungen auch für strafbare Handlungen anzuwenden, die gegen Bedienstete des Nachbarstaates begangen werden.
(2) Amtshaftungsansprüche für Schäden, die Bedienstete des Nachbarstaates in der Zone zufügen, unterstehen dem Recht und der Gerichtsbarkeit des Nachbarstaates, gleich wie wenn die schädigende Handlung in der Gemeinde des Nachbarstaates stattgefunden hätte, der die Grenzabfertigungsstelle zugeordnet ist. Die Angehörigen des Gebietsstaates sind jedoch den Angehörigen des Nachbarstaates gleichgestellt.
(1) Die Bediensteten des Nachbarstaates, die in Anwendung dieses Abkommens ihren Dienst in der Zone auszuüben haben, sind vom Pass— und Sichtvermerkzwang befreit. Gegen Vorweisung eines amtlichen Ausweises über Identität und dienstliche Stellung sind sie berechtigt, die Grenze zu überschreiten und sich an ihren Dienstort zu begeben. Persönliche Einreiseverbote gegen Bedienstete des Nachbarstaates bleiben vorbehalten.
(2) Von strafbaren Handlungen, die von einem Bediensteten des Nachbarstaates im Gebietsstaat begangen werden, ist die vorgesetzte Behörde des Bediensteten durch die entsprechende Behörde des Gebietsstaates zu benachrichtigen.
(3) Die zuständigen Behörden des Nachbarstaates werden auf ein mit Gründen versehenes Verlangen der zuständigen Behörden des Gebietsstaates ihre Bediensteten von der Verwendung in dessen Gebiet ausschliessen oder abberufen.
Die Bediensteten des Nachbarstaates, die in Anwendung dieses Abkommens ihren Dienst in der Zone auszuüben haben, können dort und auf dem Weg vom und zum Wohnort sowie, wenn es der Dienstbetrieb erfordert, auf dem Weg von und zu einer andern Grenzabfertigungsstelle ihre Dienstkleidung, Dienstabzeichen und Dienstwaffen tragen. Von der Waffe dürfen sie jedoch nur im Falle der Notwehr Gebrauch machen.
(1) Die Bediensteten des Nachbarstaates, die in Anwendung dieses Abkommens ihren Dienst in der Zone auszuüben haben und im Gebietsstaat wohnen, unterliegen in diesem den Vorschriften über den Aufenthalt von Ausländern. Falls nach diesen Vorschriften eine Aufenthaltsbewilligung erforderlich ist, erhalten sie diese unentgeltlich.
(2) Die Familienangehörigen, die im Haushalt des Bediensteten wohnen und keine Erwerbstätigkeit ausüben, erhalten die Aufenthattsbewilligung gleichfalls unentgeltlich. Diese kann ihnen nur verweigert werden, wenn ein gegen sie gerichtetes persönliches Einreiseverbot besteht. Die Erteilung einer Bewilligung zur Ausübung einer Erwerbstätigkeit liegt im Ermessen der zuständigen Behörden. Wird eine solche Bewilligung erteilt, so können dafür die ordentlichen Gebühren erhoben werden.
(3) Die Zeit, während der die Bediensteten des Nachbarstaates im Gebietsstaat ihren Dienst ausüben oder dort wohnen, wird nicht auf die Fristen angerechnet, die auf Grund bestehender Niederlassungsabkommen ein Anrecht auf bevorzugte Behandlung geben. Das gleiche gilt für die Familienangehörigen, die infolge der Anwesenheit des Familienoberhauptes im Gebietsstaat eine Aufenthaltsbewilligung haben.
(1) Die Bediensteten des Nachbarstaates, die in Anwendung dieses Abkommens ihren Dienst in der Zone auszuüben haben und im Gebietsstaat wohnen, geniessen für sich und die in ihrem Haushalt wohnenden Familienangehörigen bei ihrem Zuzug oder der Gründung eines eigenen Hausstandes im Gebietsstaat sowie bei ihrer Rückkehr Freiheit von allen Ein— und Ausfuhrabgaben für den Hausrat, die persönlichen Gebrauchsgegenstände einschliesslich der Fahrzeuge und die üblichen Haushaltsvorräte, sowie diese Waren aus dem freien Verkehr des Nachbarstaates oder des Staates stammen, aus dem der Bedienstete oder Familienangehörige zuzieht. Die Vorschriften des Gebietsstaates über die Verwendung des zollfrei zugelassenen Gutes zuziehender Personen bleiben vorbehalten.
(2) Diese Bediensteten und die in ihrem Haushalt wohnenden Familienangehörigen sind im Gebietsstaat von allen öffentlich—rechtlichen persönlichen Dienstleistungen und Sachleistungen befreit. In Belangen des Militärdienstes und anderer öffentlich—rechtlicher Dienstleistungspflichten gelten sie als im Nachbarstaat wohnhaft. Dasselbe gilt hinsichtlich der Staatsangehörigkeit, sofern sie nicht Staatsangehörige des Gebietsstaates sind. Sie dürfen im Gebietsstaat keinerlei Steuern und Abgaben unterworfen werden, die von den in derselben Gemeinde wohnenden Angehörigen des Gebietsstaates nicht zu entrichten sind.
(3) Die Bediensteten des Nachbarstaates, die in Anwendung dieses Abkommens ihren Dienst in der Zone auszuüben haben, aber nicht im Gebietsstaat wohnen, sind in diesem von allen öffentlich—rechtlichen persönlichen Dienstleistungen und Sachleistungen befreit.
(4) Hinsichtlich der Dienstbezüge der Bediensteten des Nachbarstaates, die in Anwendung dieses Abkommens ihren Dienst in der Zone auszuüben haben, gelten die jeweils zwischen den Vertragsstaaten bestehenden Vereinbarungen über die Doppelbesteuerung.
(5) Die Gehälter der Bediensteten des Nachbarstaates, die in Anwendung dieses Abkommens ihren Dienst in der Zone auszuüben haben, sind keinerlei Devisenbeschränkungen unterworfen. Die Bediensteten dürfen ihre Gehaltsersparnisse frei nach dem Nachbarstaat überweisen.
Teil IV Grenzabfertigungsstellen
Die Abfertigungsbefugnisse und die Dienstzeiten der beiderseitigen Grenzdienststellen sind möglichst übereinstimmend festzusetzen.
Die zuständigen Behörden der beiden Staaten bestimmen im gegenseitigen Einvernehmen:
die für die Dienststellen des Nachbarstaates benötigten Anlagen und die für deren Benützung zu entrichtenden etwaigen Vergütungen;
die Abteile und Einrichtungen, die den Bediensteten, welche die Grenzabfertigung in Verkehrsmitteln während der Fahrt durchführen, unentgeltlich vorzubehalten sind.
Die für die Grenzabfertigungsstellen des Nachbarstaates bestimmten Räume sind durch Hoheitszeichen oder Amtsschilder kenntlich zu machen.
Gegenstände, die zum dienstlichen Gebrauch der Grenzabfertigungsstellen oder zum Bedarf der Bediensteten des Nachbarstaates während des Dienstes im Gebietsstaat bestimmt sind, bleiben frei von Zöllen und sonstigen Ein— und Ausgangsabgaben. Es sind keine Sicherheiten zu leisten. Wirtschaftliche Ein— und Ausfuhrverbote sowie Ein— und Ausfuhrbeschränkungen finden, sofern von den zuständigen Behörden im gegenseitigen Einvernehmen nichts anderes bestimmt wird, auf diese Gegenstände keine Anwendung. Das gleiche gilt für Dienstfahrzeuge oder eigene Fahrzeuge, deren sich die Bediensteten zur Ausübung ihres Dienstes im Gebietsstaat oder zur Zurücklegung des Weges vom und zum Wohnort oder der Strecke zwischen den beiden Grenzabfertigungsstellen des gleichen Grenzüberganges bedienen.
(1) Der Gebietsstaat wird die Einrichtung telefonischer und telegrafischer Anlagen (einschliesslich Fernschreiber), die für die Tätigkeit der Grenzabfertigungsstellen des Nachbarstaates im Gebietsstaat erforderlich sind, sowie den Anschluss dieser Einrichtungen an die entsprechenden Anlagen des Nachbarstaates gebührenfrei bewilligen, jedoch unter Vorbehalt der Bezahlung allfälliger Kosten für die Einrichtung und die Miete der Anlagen. Diese unmittelbaren Verbindungen zwischen den Dienststellen des Nachbarstaates dürfen nur für dienstliche Zwecke benützt werden. Solche Nachrichtenübermittlungen gelten als interner Verkehr des Nachbarstaates.
(2) Die Regierungen der beiden Staaten verpflichten sich, zu demselben Zweck und soweit wie möglich alle Erleichterungen zu gewähren, die die Verwendung anderer Mittel auf dem Gebiet des Fernmeldewesens betreffen.
(3) Im übrigen gelten die Vorschriften der beiden Staaten über Errichtung, Instandhaltung und Betrieb von Fernmeldeanlagen.
Dienstsendungen, die von den Grenzabfertigungsstellen des Nachbarstaates an Dienststellen im Nachbarstaat oder umgekehrt gesandt werden, können von den Bediensteten dieses Staates ohne Einschalten der Post— oder der Eisenbahnverwaltung des Gebietsstaates und frei von Gebühren befördert werden.
Teil V Zolldeklaranten
(1) Personen, die in einem der beiden Staaten ihren Wohnsitz oder Sitz haben, können bei den nebeneinanderliegenden Grenzabfertigungsstellen beider Staaten alle die Grenzabfertigung betreffenden Tätigkeiten ohne besondere Bewilligung vornehmen. Sie sind von den Behörden des andern Staates als mit dessen Angehörigen gleichberechtigt zu behandeln.
(2) Absatz 1 gilt auch für Personen, die diese Tätigkeiten im Rahmen ihrer Erwerbstätigkeit ausüben. Sie können hiefür gleichermassen schweizerisches wie österreichisches Personal beschäftigen.
(3) Für den Grenzübertritt und den Aufenthalt der in den obigen Absätzen genannten Personen im Gebietsstaat gelten dessen allgemeine Bestimmungen. Die danach möglichen Erleichterungen sind zu gewähren. Untersteht die die Grenzabfertigung betreffende Tätigkeit, die solche Personen als Ausländer vom Nachbarstaat aus in der Zone ausüben, einer Bewilligungspflicht, so ist eine unentgeltliche Bewilligung zu erteilen.
Teil VI Schlussbestimmungen
Die zuständigen Verwaltungsbehörden der beiden Staaten vereinbaren die zur Durchführung dieses Abkommens erforderlichen Massnahmen.
(1) Eine gemischte schweizerisch—österreichische Kommission, die alsbald nach dem Inkrafttreten dieses Abkommens zu bilden ist, hat zur Aufgabe:
die in Artikel 1 vorgesehenen Vereinbarungen vorzubereiten sowie etwaige Vorschläge zur Abänderung dieses Abkommens auszuarbeiten;
sich zu bemühen, Schwierigkeiten zu lösen, die sich aus der Durchführung dieses Abkommens ergeben könnten.
(2) Die Kommission besteht aus acht Mitgliedern, von denen je vier durch jeden Vertragsstaat zu bestimmen sind. Sie wählt ihren Vorsitzenden abwechselnd aus den schweizerischen und österreichischen Mitgliedern. Die Mitglieder der Kommission können sich von Sachverständigen begleiten lassen.
Im Interesse seiner Sicherheit oder wegen anderweitiger zwingender öffentlicher Interessen kann jeder Vertragsstaat Bestimmungen dieses Abkommens oder der in Artikel 1 vorgesehenen Vereinbarungen zeitlich oder örtlich als unanwendbar erklären. Die Regierung des andern Staates ist hievon unverzüglich zu benachrichtigen.
Art. 25 Schlussprotokoll
(1) Dieses Abkommen bedarf der Ratifikation. Die Ratifikationsurkunden sollen so bald wie möglich in Wien ausgetauscht werden.
(3) Dieses Abkommen kann jederzeit gekündigt werden, es tritt zwei Jahre nach seiner Kündigung ausser Kraft.
Zu Urkund dessen haben die beiderseitigen Bevollmächtigten dieses Abkommen mit ihren Unterschriften und Siegeln versehen.
Geschehen in Bern, am 2. September 1963, in doppelter Urschrift in deutscher Sprache.
Anlässlich der Unterzeichnung des heute zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Republik Österreich abgeschlossenen Abkommens über die Errichtung nebeneinanderliegender Grenzabfertigungsstellen und die Grenzabfertigung in Verkehrsmitteln während der Fahrt haben die unterzeichneten Bevollmächtigten die folgenden Bestimmungen vereinbart, die einen integrierenden Bestandteil des Abkommens bilden:
Festnahmen oder Beschlagnahmen durch Bedienstete des Gebietsstaates zum Zwecke einer gerichtlichen Strafverfolgung oder —vollstreckung wegen Zuwiderhandlungen gegen Vorschriften, die nicht den Grenzübertritt von Personen und die Ein—, Aus— und Durchfuhr von Waren und andern Vermögensgegenständen regeln, sind im Hinblick auf Artikel 4 Absatz 3 des Abkommens von dessen Artikel 6 Absatz 3 nicht betroffen.
Haben die Bediensteten des Nachbarstaates auf Grund dieses Abkommens eine Festnahme oder Beschlagnahme bereits vorgenommen oder wollen sie dies tun, so hat der Gebietsstaat den Vorrang. Nach Durchführung der Strafverfolgung oder —vollstreckung durch den Gebietsstaat übergibt dieser die festgenommene Person und, soweit darüber im Gebietsstaat nicht verfügt wird, die beschlagnahmten Gegenstände dem Nachbarstaat.
Das Asylrecht des Gebietsstaates bleibt unberührt. Personen, die sich darauf berufen, dürfen jedoch von den Bediensteten des Nachbarstaates ihrer Grenzabfertigungsstelle im Gebietsstaat, in Ermangelung einer solchen der Grenzabfertigungsstelle des Gebietsstaates zur Vernehmung vorgeführt werden. Im ersten Fall ist zur Vernehmung ein Bediensteter des Gebietsstaates beizuziehen und die Person nach der Vernehmung den Bediensteten des Gebietsstaates zu übergeben.
Vor dem Abschluss von Vereinbarungen nach Artikel 16 und 22, sowie vor der Festsetzung der Abfertigungsbefugnisse und der Dienstzeiten der beiderseitigen Grenzdienststellen ist in jedem der beiden Staaten den beteiligten Eisenbahnen Gelegenheit zur Stellungnahme zu bieten.
Die Artikel 4 bis 15 und 17 bis 24 dieses Abkommens sind auf die in St. Margrethen und Buchs bestehenden österreichischen Grenzabfertigungsstellen sinngemäss anzuwenden. Von den österreichischen Bediensteten im Bahnhof St. Margrethen festgenommene Personen dürfen in den Zügen auf der Bahnstrecke St. Margrethen—Bregenz nach Österreich verbracht werden, die Verbringung der im Bahnhof Buchs von den österreichischen Bediensteten festgenommenen Personen nach Österreich wird, sofern sie auf einer durch liechtensteinisches Gebiet führenden Strecke erfolgt, in einer Vereinbarung zwischen den Regierungen des Fürstentums Liechtenstein, der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Republik Österreich geregelt.
Mit dem Inkrafttreten dieses Abkommens werden die Artikel 5 bis 13 und 18 der am 30. April 19472 zwischen der Schweiz und Österreich abgeschlossenen Übereinkunft betreffend den österreichischen Zolldienst in den Bahnhöfen St. Margrethen und Buchs sowie durch den Durchgangsverkehr der Zollorgane über kurze ausländische Verbindungsstrecken aufgehoben, während die übrigen die österreichischen Grenzabfertigungsstellen in St. Margrethen und Buchs betreffenden Bestimmungen weitergelten, solange sie nicht durch eine Vereinbarung gemäss Artikel 1 Absatz 3 dieses Abkommens geändert oder ersetzt werden.
AS 1964 1149; BB1 1963 II 1053
1 AS 1964 389
2 SR 0.631.252.916.31
entre la Confédération suisse et la République d’Autriche relative à la création de bureaux à contrôles nationaux juxtaposés et aux contrôles dans les véhicules en cours de route
Conclue le 2 septembre 1963
Approuvée par l’Assemblée fédérale le 11 mars 19642
Instruments de ratification échangés le 14 décembre 1964
Entrée en vigueur le 14 janvier 1965
Le Conseil fédéral suisse et le président de la République d’Autriche
Animés du désir de faciliter le franchissement de la frontière commune, ont décidé de conclure une convention et nommé à cet effet pour leurs plénipotentiaires respectifs, savoir:
lesquels, après avoir échangé leurs pleins pouvoirs trouvés en bonne et due forme, sont convenus des dispositions suivantes:
(1) Les deux Etats faciliteront et accéléreront le contrôle dans le trafic par chemin de fer, par route et par bateau, conformément à la présente Convention.
(2) A ces fins, ils
Créent des bureaux à contrôles nationaux juxtaposés;
Admettent que le contrôle soit effectué dans les véhicules en cours de route sur des parcours déterminés;
Autorisent les agents compétents de l’un des deux Etats à exercer leurs fonctions sur le territoire de l’autre Etat, dans le cadre de la présente Convention.
(3) Les Gouvernements des deux Etats sont autorisés à établir, transférer, modifier ou supprimer par voie d’accords:
Les bureaux à contrôles nationaux juxtaposés ainsi que les limites territoriales de leurs compétences;
Les parcours sur lesquels les agents de l’Etat limitrophe peuvent effectuer le contrôle dans les véhicules en cours de route;
Les parcours sur lesquels les agents de l’Etat limitrophe peuvent ramener dans leur Etat les personnes arrêtées et les marchandises ou pièces à conviction saisies;
Les parcours sur lesquels les agents de l’Etat limitrophe peuvent accompagner des marchandises jusqu’à un autre bureau de contrôle du même Etat.
Aux termes de la présente Convention, l’expression:
«Contrôle» désigne l’exécution de toutes les prescriptions des deux Etats contractants, qui sont applicables à l’occasion du franchissement de la frontière par des personnes et de l’entrée, de la sortie et du transit de marchandises et autres biens,
«Etat de séjour» désigne l’Etat sur le territoire duquel s’effectue le contrôle de l’autre Etat;
«Etat limitrophe» désigne l’autre Etat;
«Zone» désigne la partie du territoire de l’Etat de séjour à l’intérieur de laquelle les agents de l’Etat limitrophe sont habilités à effectuer le contrôle;
«Agents» désigne les personnes qui, en leur qualité d’organes des autorités compétentes pour le contrôle à la frontière, exercent leurs fonctions auprès de l’un des bureaux à contrôles nationaux juxtaposés ou dans les véhicules en cours de route.
(1) La zone peut comprendre:
En ce qui concerne le trafic ferroviaire:
Une partie de la gare et d’autres installations ferroviaires, la section de voie entre la frontière et le bureau de contrôle ainsi que des parties des gares situées sur ce parcours;
S’il s’agit du contrôle d’un train en cours de route, le train sur le parcours déterminé ainsi qu’une partie des gares où commence ce parcours et où il prend fin, de même que des parties des gares traversées par le train.
En ce qui concerne le trafic routier:
Une partie des bâtiments de service, de la route et des autres installations ainsi que la route entre la frontière et le bureau de contrôle;
S’il s’agit du contrôle d’un véhicule en cours de route, le véhicule sur le parcours déterminé ainsi qu’une partie des bâtiments et des installations où ce parcours commence et où il prend fin.
En ce qui concerne la navigation:
Une partie des bâtiments de service, de la voie navigable, ainsi que des installations riveraines et portuaires, la voie navigable entre la frontière et le bureau de contrôle;
S’il s’agit du contrôle d’un bateau en cours de route, le bateau, ainsi que le bateau de contrôle convoyeur sur le parcours déterminé, de même qu’une partie des bâtiments et des installations où ce parcours commence et où il prend fin.
(2) Les arrangements conclus en vertu de l’art. 1, par. 3, peuvent, en ce qui concerne l’une des parties de territoire décrites sous ch. 1 à 3 ci—dessus qu’ils n’auraient pas inclue dans la zone, stipuler l’application de certaines dispositions de la présente Convention ou la reconnaissance de certains droits ou obligations qui en découlent.
(3) Les parcours définis à l’art. 1, par. 3, let. c et ci, sont assimilés juridiquement à la zone pour l’accomplissement des actes officiels qui y sont mentionnés.
Titre II Contrôle
(1) Toutes les prescriptions de l’Etat limitrophe applicables à l’occasion du franchissement de la frontière par des personnes et de l’entrée, de la sortie et du transit de marchandises et autres biens sont valables dans la zone comme elles le sont dans la commune à laquelle le bureau de contrôle de l’Etat limitrophe est rattaché; sous réserve de l’art. 5, elles seront appliquées par les agents de l’Etat limitrophe dans la même mesure et avec les mêmes conséquences que sur le territoire de leur propre Etat. La commune à laquelle le bureau de contrôle de l’Etat limitrophe est rattaché sera désignée par le Gouvernement de cet Etat.
(2) Les infractions commises dans la zone contre les prescriptions de l’Etat limitrophe régissant le franchissement de la frontière par des personnes, ainsi que l’entrée, la sortie et le transit de marchandises et autres biens, sont réputées commises dans la commune de l’Etat limitrophe à laquelle le bureau de contrôle de cet Etat est rattaché.
(3) Le droit de l’Etat de séjour reste applicable dans la zone.
(1) Les agents de l’Etat limitrophe n’ont pas le droit d’arrêter des personnes en vue de leur extradition et de les emmener dans cet Etat.
(2) Les agents de l’Etat limitrophe n’ont pas le droit d’arrêter et d’emmener dans cet Etat des personnes qui se rendent de l’Etat de séjour dans la zone pour des raisons autres que le franchissement de la frontière, sauf si elles enfreignent dans la zone les prescriptions de l’Etat limitrophe relatives au contrôle douanier.
(3) En aucun cas, les agents de l’Etat limitrophe n’ont le droit d’arrêter dans la zone des ressortissants de l’Etat de séjour et de les emmener dans l’Etat limitrophe. Ils peuvent cependant amener ces personnes à leur bureau de contrôle dans l’Etat de séjour ou, à défaut, au bureau de contrôle de l’Etat de séjour pour un interrogatoire. Dans le premier cas, un agent de l’Etat de séjour sera invité à assister à l’interrogatoire si la personne intéressée en fait la demande après qu’elle aura été informée sur ce droit.
(1) Pour le contrôle dans la zone – et entant que rien d’autre n’est prévu dans les dispositions qui suivent – les actes officiels du pays de sortie doivent être effectués avant ceux du pays d’entrée. Dans l’intérêt de l’accélération du trafic, les actes officiels des deux Etats doivent autant que possible se succéder immédiatement.
(2) Avant la fin du contrôle de sortie, à laquelle doit être assimilé le fait de renoncer à ce contrôle, les agents du pays d’entrée ne sont pas autorisés à commencer leur contrôle.
(3) Les agents du pays de sortie ne peuvent plus effectuer leur contrôle lorsque les agents du pays d’entrée ont commencé leurs opérations de contrôle. Exceptionnellement, des opérations relatives au contrôle de sortie peuvent être reprises sur demande de la personne intéressée et avec l’assentiment de l’agent du pays d’entrée procédant au contrôle.
(4) Les agents des deux Etats procédant au contrôle peuvent d’un commun accord déroger aux prescriptions du par. 1 sur l’ordre des opérations, lorsque l’intérêt d’un contrôle rapide paraît l’exiger. Dans ces cas exceptionnels, les agents du pays d’entrée ne pourront procéder à des arrestations ou à des saisies qu’après que le contrôle du pays de sortie sera terminé. S’ils veulent prendre une telle mesure, ils conduiront les personnes, les marchandises ou autres biens, pour lesquels le contrôle de sortie n’est pas encore terminé, auprès des agents du pays de sortie. Si ceux—ci veulent procéder à des arrestations ou à des saisies, ils ont la priorité.
Les agents de l’Etat limitrophe peuvent transférer sur le territoire de leur Etat les sommes d’argent perçues dans la zone ou dans les véhicules franchissant la frontière, ainsi que les marchandises et autres biens qui y ont été retenus ou saisis, ou les vendre dans l’Etat de séjour en observant les prescriptions légales qui y sont en vigueur, puis en transférer le produit dans l’Etat limitrophe.
(1) Les marchandises refoulées dans l’Etat limitrophe par les agents de celui—ci lors du contrôle de sortie ou retournées dans l’Etat limitrophe, sur demande de la personne intéressée, avant le début du contrôle d’entrée dans l’Etat de séjour, ne sont soumises ni aux prescriptions d’exportation ni au contrôle de sortie de l’Etat de séjour.
(2) Le retour dans le pays de sortie ne peut être refusé aux personnes refoulées par les agents du pays d’entrée. De même, la réimportation, dans le pays de sortie, de marchandises dont l’importation a été refusée par les agents du pays d’entrée, ne peut être refusée.
Dans les procédures concernant des infractions aux prescriptions douanières régissant le franchissement de la frontière par les personnes et les marchandises, commises dans la zone et découvertes pendant ou immédiatement après leur commission, les autorités compétentes de l’Etat de séjour procéderont, à la requête des autorités de l’Etat limitrophe, à l’audition des inculpés, des témoins et des experts ainsi qu’à toutes autres recherches et à la notification de pièces. Les prescriptions légales de l’Etat de séjour concernant la procédure à adopter pour la poursuite d’infractions du même genre sont applicables par analogie.
Titre III Agents
(1) Les autorités de l’Etat de séjour accordent aux agents de l’Etat limitrophe, pour l’exercice de leurs fonctions dans la zone, la même protection et assistance qu’à leurs propres agents. En particulier, les dispositions pénales en vigueur dans l’Etat de séjour pour la protection des fonctionnaires et de leurs actes officiels doivent également être appliquées en cas d’infractions commises contre les agents de l’Etat limitrophe.
(2) L’action en responsabilité pour des dommages causés par les agents de l’Etat limitrophe dans la zone est soumise au droit et à la juridiction de l’Etat limitrophe comme si l’acte dommageable avait été commis dans la commune de l’Etat limitrophe à laquelle le bureau de contrôle est rattaché. Les ressortissants de l’Etat de séjour seront cependant assimilés aux ressortissants de l’Etat limitrophe.
(1) Les agents de l’Etat limitrophe appelés, en application de la présente Convention, à exercer leurs fonctions dans la zone, sont dispensés de l’obligation de passeport et de visa. Ils sont autorisés à franchir la frontière et à se rendre au lieu de leur service sur justification de leur identité et de leur qualité par la production de pièces officielles. Sont réservées les interdictions d’entrée qui frappent personnellement les agents de l’Etat limitrophe.
(2) Les actes punissables qu’un agent de l’Etat limitrophe commet dans l’Etat de séjour doivent être portés à la connaissance de l’autorité dont dépend cet agent par les soins de l’autorité correspondante de l’Etat de séjour.
(3) Les autorités compétentes de l’Etat limitrophe renonceront, sur la demande motivée des autorités compétentes de l’Etat de séjour, à l’emploi de leurs agents sur le territoire de cet Etat ou rappelleront ceux—ci.
Les agents de l’Etat limitrophe appelés, en application de la présente Convention, à exercer leurs fonctions dans la zone peuvent porter leur uniforme, leurs insignes de service et leurs armes réglementaires dans la zone, ainsi que sur le chemin entre leur résidence et leur lieu de service; ils y sont aussi autorisés – dans la mesure où le service l’exige – pour se rendre à un autre bureau de contrôle et en revenir. Ils ne doivent toutefois faire usage de leurs a mes qu’en cas de légitime défense.
(1) Les agents de l’Etat limitrophe appelés, en application de la présente Convention, à exercer leurs fonctions dans la zone et résidant dans l’Etat de séjour, sont soumis dans celui—ci aux prescriptions réglant le séjour des étrangers. Ils obtiennent gratuitement l’autorisation de séjour qui pourrait être requise en vertu de ces prescriptions.
(2) L’autorisation de séjour est également délivrée gratuitement aux membres de la famille vivant sous le toit des agents et n’exerçant aucune activité lucrative. Elle ne peut leur être refusée que s’ils sont sous le coup d’une décision d’interdiction d’entrée qui les frappe personnellement. L’octroi d’une autorisation d’exercer une activité lucrative est laissé à l’appréciation des autorités compétentes. Si une telle autorisation est accordée, sa délivrance peut donner lieu à la perception des taxes réglementaires.
(3) La durée pendant laquelle les agents de l’Etat limitrophe exercent leurs fonctions dans l’Etat de séjour ou y résident n’est pas comprise dans les délais donnant droit à un traitement privilégié en vertu de conventions d’établissement existantes. Il en est de même pour les membres de la famille qui bénéficient d’une autorisation de séjour en raison de la présence du chef de famille dans l’Etat de séjour.
(1) Les agents de l’Etat limitrophe qui, en application de la présente Convention, doivent exercer leurs fonctions dans la zone et résident dans l’Etat de séjour, bénéficient, pour eux et pour les membres de leur famille vivant sous leur toit, de l’exemption de toutes les redevances d’entrée et de sortie sur leur mobilier, leurs effets personnels, y compris les véhicules, et sur les provisions de ménage usuelles, aussi bien lors de leur installation ou de la création d’un foyer dans l’Etat de séjour que lors de leur retour, pour autant que ces objets proviennent de la circulation libre de l’Etat limitrophe ou de l’Etat dans lequel l’agent ou les membres de sa famille étaient précédemment installés. Demeurent réservées les prescriptions de l’Etat de séjour concernant l’utilisation des biens admis en franchise, appartenant à des personnes qui s’y installent.
(2) Ces agents, ainsi que les membres de leur famille vivant sous leur toit, sont exemptés, dans le domaine du droit public, de toutes prestations personnelles ou en nature dans l’Etat de séjour. En matière de service militaire et d’autres prestations auxquelles obligerait le droit publie, ils sont considérés comme ayant leur résidence dans l’Etat limitrophe. Il en va de même en matière de nationalité, pour autant qu’ils ne sont pas ressortissants de l’Etat de séjour. Ils ne sont soumis, dans l’Etat de séjour, à aucun impôt ou redevances dont les ressortissants de l’Etat de séjour domiciliés dans la même commune sont dispensés.
(3) Les agents de l’Etat limitrophe qui, en application de la présente Convention, doivent exercer leurs fonctions dans la zone mais ne résident pas dans l’Etat de séjour, y sont exemptés, dans le domaine du droit public, de toutes prestations personnelles ou en nature.
(4) Les conventions de double imposition qui ont été passées entre les Parties contractantes sont applicables, en ce qui concerne leurs traitements, aux agents de l’Etat limitrophe qui, en application de la présente Convention, doivent exercer leurs fonctions dans la zone.
(5) Les salaires des agents de l’Etat limitrophe qui, en application de la présente Convention, doivent exercer leurs fonctions dans la zone, ne sont soumis à aucune restriction en matière de devises. Les agents pourront transférer librement dans l’Etat limitrophe les économies réalisées sur leur salaire.
Titre IV Bureaux de contrôle
Les attributions de contrôle et les heures de service des bureaux de contrôle des deux Etats seront, dans la mesure du possible, fixées de façon concordante.
Les autorités compétentes des deux Etats déterminent d’un commun accord:
Les installations nécessaires aux services de l’Etat limitrophe, ainsi que les indemnités éventuellement dues pour leur utilisation;
Les compartiments et installations à réserver gratuitement aux agents chargés du contrôle dans les véhicules en cours de route.
Les locaux affectés aux bureaux de contrôle de l’Etat limitrophe doivent être signalés par des emblèmes ou des écussons officiels.
Les objets nécessaires au fonctionnement des bureaux de contrôle ou ceux dont les agents de l’Etat limitrophe ont besoin pendant leur service dans l’Etat de séjour, sont exemptés de droits de douane et de toutes redevances d’entrée et de sortie. Il n’y a pas lieu de fournir des sûretés. A moins qu’il n’en soit disposé autrement d’un commun accord par les autorités compétentes, les interdictions et restrictions d’importation et d’exportation, d’ordre économique, ne s’appliquent pas à ces objets. Il en est de même des véhicules de service ou privés que les agents utilisent soit pour l’exercice de leurs fonctions dans l’Etat de séjour, soit pour venir de leur lieu de résidence et y retourner, soit pour effectuer le trajet entre les deux bureaux de contrôle faisant partie d’un même point de franchissement de la frontière.
(1) L’Etat de séjour autorisera à titre gracieux, sous réserve cependant du paiement des frais d’installation et de location éventuels des équipements, les installations téléphoniques et télégraphiques (y compris les téléscripteurs) nécessaires au fonctionnement des bureaux de contrôle de l’Etat limitrophe dans l’Etat de séjour, ainsi que leur raccordement aux installations correspondantes de l’Etat limitrophe. Ces liaisons directes entre les services de l’Etat limitrophe ne peuvent être utilisées que pour les besoins du service. Ces communications sont considérées comme des communications internes de l’Etat limitrophe.
(2) Les Gouvernements des deux Etats s’engagent à accorder, aux mêmes fins et dans la mesure du possible, toutes facilités en ce qui concerne l’utilisation d’autres moyens de télécommunications.
(3) Au surplus, sont réservées les prescriptions des deux Etats en matière de construction, d’entretien et d’exploitation des installations de télécommunications.
Les envois de service, expédiés des bureaux de contrôle de l’Etat limitrophe à des services dans cet Etat ou inversement, peuvent être transportés par les soins des agents dudit Etat sans l’intermédiaire de l’administration postale ou ferroviaire de l’Etat de séjour et avec exemption de toutes taxes.
Titre V Déclarants en douane
(1) Les personnes qui ont leur résidence ou leur siège dans l’un des deux Etats peuvent effectuer, auprès des bureaux à contrôles nationaux juxtaposés des deux Etats, toutes les opérations relatives au contrôle, sans autorisation spéciale. Les autorités de l’autre Etat doivent leur accorder le même traitement qu’aux propres ressortissants de cet Etat.
(2) Les dispositions du par. 1 ci—dessus sont également applicables aux personnes qui effectuent ces opérations dans le cadre de leur activité professionnelle. Ils peuvent à cet effet employer indifféremment du personnel suisse ou autrichien.
(3) En ce qui concerne le franchissement de la frontière et le séjour dans cet Etat, les prescriptions générales de l’Etat de séjour sont applicables aux personnes visées aux paragraphes ci—dessus. Les facilités compatibles avec ces prescriptions doivent être accordées. Si l’activité, que ces personnes déploient lors du contrôle, est soumise à une autorisation, du fait qu’elles l’exercent dans la zone en tant qu’étrangers venant de l’Etat limitrophe, cette autorisation doit être délivrée gratuitement.
Les administrations compétentes des deux Etats déterminent d’un commun accord les mesures nécessaires à l’application de la présente Convention.
(1) Une Commission Mixte austro—suisse, qui sera constituée aussitôt que possible après l’entrée en vigueur de la présente Convention, aura pour mission:
De préparer les arrangements prévus à l’art. 1 et de formuler des propositions éventuelles tendant à modifier la présente Convention;
De s’efforcer de résoudre les difficultés qui pourraient résulter de l’application de la présente Convention.
(2) La Commission sera composée de huit membres, dont quatre seront désignés par chacun des Etats contractants. Elle choisira son Président alternativement parmi les membres suisses et les membres autrichiens. Les membres de la Commission pourront être assistés d’experts.
Dans l’intérêt de sa sécurité ou en raison de tout autre intérêt public impératif chaque Etat contractant peut déclarer temporairement ou localement inapplicables les dispositions de la présente Convention ou les arrangements prévus à l’art. 1. Le Gouvernement de l’autre Etat doit en être informé sans délai.
Art. 25 Protocole final
(1) La présente Convention sera ratifiée et les instruments de ratification seront échangés aussitôt que possible à Vienne.
(2) La présente Convention entrera en vigueur un mois après l’échange des instruments de ratification.
(3) La présente Convention peut être dénoncée en tout temps; elle prendra fin deux ans après sa dénonciation.
En foi de quoi, les Plénipotentiaires respectifs ont apposé leur signature au bas de la présente Convention et l’ont revêtue de leur sceau.
Fait à Berne, le 2 septembre 1963, en deux exemplaires originaux en langue allemande.
République d’Autriche:
Lors de la signature de la Convention conclue aujourd’hui entre la Confédération suisse et la République d’Autriche, relative à la création de bureaux à contrôles nationaux juxtaposés et aux contrôles dans les véhicules en cours de route, les Plénipotentiaires soussignés sont convenus des dispositions suivantes qui font partie intégrante de la Convention:
Les mesures d’arrestation ou de saisie, prises par des agents de l’Etat de séjour en vue d’une poursuite judiciaire pénale ou de l’exécution d’une peine relatives à des infractions contre des dispositions ne concernant ni le franchissement de la frontière par des personnes ni l’importation, l’exportation et le transit de marchandises ou d’autres biens, ne sont pas touchées par l’art. 6, par. 3, de la Convention, eu égard à l’art. 4, par. 3, de celle—ci.
Si les agents de l’Etat limitrophe ont déjà procédé, en vertu de la présente Convention, à une arrestation ou à une saisie, ou s’ils en ont l’intention, l’Etat de séjour aura la priorité. Après la clôture de la procédure pénale ou après l’exécution de la peine par l’Etat de séjour, celui—ci remettra à l’Etat limitrophe la personne arrêtée et, pour autant qu’il n’en ait pas été disposé dans l’Etat de séjour, les objets saisis.
Le droit d’asile de l’Etat de séjour reste applicable. Les personnes qui invoquent ce droit peuvent cependant être amenées par les agents de l’Etat limitrophe à leur bureau de contrôle dans l’Etat de séjour ou, à défaut d’un tel bureau, au bureau de contrôle de l’Etat de séjour. Dans le premier cas, un agent de l’Etat de séjour sera invité à assister à l’interrogatoire de la personne en question, qui sera ensuite remise aux agents de l’Etat de séjour.
Les chemins de fer intéressés des deux Etats devront être mis en mesure de donner leur avis avant la conclusion des arrangements prévus aux art. 16 et 22 et avant la fixation des attributions et des heures de service des bureaux des deux Etats.
Les art. 4 à 15 et 17 à 24 de la présente Convention sont applicables par analogie aux bureaux de contrôle autrichiens existants à St. Margrethen et à Buchs. Les personnes arrêtées par les agents autrichiens en gare de St. Margrethen peuvent être emmenées en Autriche dans les trains circulant entre St. Margrethen et Bregenz. Le transport en Autriche des personnes arrêtées par les agents autrichiens en gare de Buchs, à travers le territoire liechtensteinois, sera réglé par un accord entre les Gouvernements de la Principauté de Liechtenstein, de la Confédération suisse et de la République d’Autriche.
A l’entrée en vigueur de la présente Convention, seront abrogés les art. 5 à 13 et 18 de la Convention conclue le 30 avril 19473 entre la Suisse et l’Autriche concernant le service des douanes autrichiennes aux gares de St. Margrethen et de Buchs, ainsi que le transit des agents des douanes par de courts trajets de jonction empruntant le territoire étranger; en revanche, les autres dispositions concernant les bureaux de contrôle autrichiens à St. Margrethen et à Buchs resteront en vigueur aussi longtemps qu’elles n’auront pas été modifiées ou remplacées par un arrangement conclu conformément à l’art. 1, par. 3, de la présente Convention.
RO 1964 1149; FF 1963 II 1041
2 RO 1964 385