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Timestamp: 2019-04-26 14:34:33+00:00
Document Index: 180376361

Matched Legal Cases: ['art. 2498', 'art. 2500', 'art. 2500', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2498', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1350', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.2500', 'sentenza ', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 1173', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2043', 'art. 2500', 'art. 2498', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2315', 'art. 2296', 'art. 2463', 'art. 2330', 'art. 2500']

Art. 2500 codice civile - Contenuto, pubblicità ed efficacia dell'atto di trasformazione - Brocardi.it
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Articolo 2500 Codice civile
La trasformazione [2437, 2437 sexies] in società per azioni [2325], in accomandita per azioni [2452] o a responsabilità limitata [2462] deve risultare da atto pubblico [2328, 2504, 2699, 2725], contenente le indicazioni previste dalla legge per l'atto di costituzione del tipo adottato [2369, 2447].
L'atto di trasformazione è soggetto alla disciplina prevista per il tipo adottato [2188, 2629] ed alle forme di pubblicità relative, nonché alla pubblicità richiesta per la cessazione dell'ente che effettua la trasformazione (1).
(1) A seguito della trasformazione di una società di persone in una società di capitali, risponderà per le nuove obbligazioni solo la società attesa l'incompatibilità della responsabilità illimitata dei soci con la disciplina prevista per le società di capitali.
(2) L'efficacia della trasformazione decorre dall'ultimo degli adempimenti pubblicitari al fine di consentire la corretta informazione dei terzi che entrano a contatto con la società.
Dalla lettura della norma in commento e dell'art. 2498 si evince il principio secondo cui la trasformazione di una società non dà luogo ad un nuovo ente, ma integra una mera mutazione di un'organizzazione, applicabile anche nel caso di mutamento inverso (c.d. trasformazione regressiva: da società di capitali a società di persone).
Spiegazione dell'art. 2500 Codice civile
L'atto di trasformazione deve essere redatto da notaio e si tratta di un unico atto pubblico, a differenza della fusione e della scissione in cui vi sono due atti: la decisione e l'atto. Nella trasformazione l'unico atto è quello di decisione e non segue alcun atto esecutivo.
L'atto di trasformazione deve contenere le indicazioni previste dalla legge per il tipo adottato. Alcune indicazioni non sono necessarie, come le spese di costituzione e le generalità dei soci.
Relativamente al regime pubblicitario, la norma richiede una duplice pubblicità per la trasformazione: una per l'estinzione ed una per la costituzione.
Ne consegue che, in base ai soggetti della trasformazione, si effettuerà la pubblicità nel Registro delle impreseper le società e nel Registro delle persone giuridiche per le associazioni o fondazioni.
Per quanto riguarda gli effetti, la trasformazione ha effetto dall'ultimo degli adempimenti pubblicitari. Si tratta di pubblicità costitutiva.
La dottrina ritiene ammissibile l'apposizione di un termine iniziale alla trasformazione, per applicazione analogica degli artt. 2504 bis e 2506 quater c.c. in materia di fusione e scissione.
La dottrina ritiene ugualmente ammissibile l'apposizione di una condizione sospensiva alla trasformazione purché sia possibile effettuare la pubblicità dell'evento condizionante nel Registro delle imprese.
Non si ritiene ammissibile l'apposizione di un termine finale o di una condizione risolutiva perché contrasterebbe con il principio di stabilità degli effetti degli atti societari (2500 bis).
Massime relative all'art. 2500 Codice civile
Cass. civ. n. 23019/2007
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 23019 del 31 ottobre 2007)
Cass. civ. n. 16500/2004
In caso di trasformazione di una società di fatto (nella specie, uno studio associato tra professionisti) in società in accomandita semplice, si è in presenza di un medesimo soggetto giuridico, sia pure dotato di una nuova veste societaria; ne consegue che il rapporto di lavoro dipendente iniziato con il primo soggetto prosegue con il secondo, e comporta la responsabilità della società di persone per tutti gli obblighi derivanti da tale rapporto di lavoro.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 16500 del 21 agosto 2004)
Cass. civ. n. 5141/2002
In caso di conferimento di un'azienda individuale ad una società si verifica un fenomeno traslativo non soggetto alla disciplina dell'art. 2498 c.c. (concernente esclusivamente il caso di trasformazione di società da un tipo in un altro, con conseguente passaggio ipso iure dalla prima alla seconda di diritti ed obblighi), in virtù del quale, se l'alienante non è liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta, anteriori al trasferimento salvo che non risulti il consenso dei creditori permane la sua legittimazione a contestame l'esistenza, con la quale concorre quella dell'acquirente solo ove si tratti di debiti aziendali che risultino dai libri contabili obbligatori. (Nella specie, alla stregua del principio di cui in massima, la S.c. ha confermato, sia pure correggendone la motivazione nel senso di escludere la legittimazione attiva della ricorrente, la decisione pretorile che aveva rigettato nel merito la opposizione ad ordinanza-ingiunzione prefettizia emessa nei confronti di una ditta individuale, poi conferita alla opponente società a responsabilità limitata, la quale aveva dedotto la ritenuta successione in universum ius alla ditta in essa conferita, dolendosi della mancata notificazione nei propri confronti della ordinanza).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5141 del 11 aprile 2002)
Cass. civ. n. 10254/2000
In tema di società, ogni specie di trasformazione comporta soltanto il mutamento formale di un'organizzazione societaria già esistente, non la creazione di un nuovo ente che si distingua dal vecchio; sicché, l'ente trasformato, quand'anche consegua la personalità giuridica della quale era sprovvisto, non si estingue per rinascere sotto altra forma, né dà luogo ad un nuovo centro di im-putazione di rapporti giuridici, ma sopravvive alla vicenda modificativa senza soluzione di continuità e senza perdere la sua identità soggettiva, con la conseguenza che tutto il patrimonio (mobile ed immobile) della società trasformata deve essere considerato, automaticamente e senza possibilità d'eccezione alcuna, di proprietà della medesima società, pur nella nuova veste e denominazione. (La S.C. ha così cassato la sentenza impugnata che, pur riconoscendo il principio sopra enunciato, aveva ritenuto di potervi derogare, non attribuendo alla società «regolarizzata» la legittimazione ad impugnare perché il bene oggetto della controversia non risultava conferito alla società nelle forme dell'art. 1350, n. 9, c.c., ma era rimasto nella sfera giuridica patrimoniale individuale dei due soci fratelli).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 10254 del 4 agosto 2000)
Cass. civ. n. 1240/2000
Nel caso di trasformazione di una società di persone in una società di capitali, la relazione di stima del patrimonio della società trasformanda da parte dell'esperto nominato dal presidente del tribunale è imposta dagli artt. 2498 e 2343 c.c. nell'interesse dei creditori sociali e dei soci futuri, i quali sono legittimati ad agire per il risarcimento dei danni da essi subiti per effetto della condotta di detto esperto.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1240 del 4 febbraio 2000)
relative all'articolo 2500 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 2500 Codice civile - Contenuto, pubblicità ed efficacia dell'atto di trasformazione | Quesito Q201615306
mercoledì 20/01/2016 - Marche
“Con riferimento al primo comma dell'art.2500 quinquies Cod.Civ, si chiede se l'espressione "obbligazioni sociali sorte prima degli adempimenti previsti dal terzo comma dell'articolo 2500" si possa riferire anche ad obbligazioni giuridiche sorte successivamente alla trasformazione (ad esempio per effetto di una sentenza di condanna in un procedimento civile instauratosi dopo la trasformazione di una sas in srl) ma per causa anteriore alla trasformazione. Grazie.”
Consulenza legale i 26/01/2016
L'art. 2500 quinquies del c.c. disciplina la responsabilità dei soci nell'ambito della trasformazione societaria, stabilendo la regola per cui i soci illimitatamente responsabili continuano a rispondere delle obbligazioni sociali sorte prima di determinati adempimenti, nello specifico, prima degli adempimenti pubblicitari di cui all'art. 2500 c.c., che impone il rispetto delle forme pubblicitarie previste per il tipo adottato e per quello che si trasforma.
Tali adempimenti pubblicitari segnano dunque il confine temporale entro il quale la responsabilità permane, ed oltre il quale essa viene meno. Per agevolare lo svolgersi della trasformazione e l'operare della regola l'art. 2500 quinquies individua un duplice regime, quello del consenso espresso dei soci (co. 1) e quello del loro consenso presunto (co. 2).
La ratio della disposizione va quindi rinvenuta nella volontà di contemperare le opposte esigenze di favorire la trasformazione (operazione cui il legislatore guarda con favore) e garantire i creditori sociali.
Quanto alle obbligazioni sociali, esse sono quelle che fanno capo alla società, cioè che vedono quale "debitrice" la società e quale creditore un altro soggetto. La disposizione, quindi, concerne le obbligazioni nate prima della trasformazione. Ai sensi dell'art. 1173 del c.c. "Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto illecito o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico". Dunque si può ritenere che se l'obbligazione ha causa, cioè ha la propria fonte, in un fatto anteriore la trasformazione, cioè sorge prima di essa (o meglio prima degli adempimenti pubblicitari ex art. 2500 c.c.) si può ritenere applicabile l'art. 2500quinquies.
Sulla base di questa interpretazione si può ritenere che se, ad esempio, la società prima della trasformazione stipula un contratto e non vi adempie, essendo l'obbligazione nata prima della trasformazione stessa, essa è un'obbligazione sociale, anche se viene accertata (con conseguente condanna della società) in un momento successivo alla trasformazione stessa. Lo stesso può dirsi in caso di obbligazione da illecito aquiliano (art. 2043 del c.c.), atteso che la fonte dell'obbligo è il fatto illecito in sé.
In conclusione, se l'obbligazione può dirsi giuridicamente sorta prima della trasformazione essa dovrebbe essere ricompresa nella nozione di "obbligazioni sociali" di cui all'art. 2500quinquies.
Norma di riferimento: Articolo 2500 Codice civile - Contenuto, pubblicità ed efficacia dell'atto di trasformazione | Quesito Q201514698
domenica 01/11/2015 - Lazio
“Buonasera, desidero sapere se nel caso in cui una sas si trasforma in srl e i dipendenti in un rapporto di continuità permangono nelle loro mansioni di lavoro, ma vengono a conoscenza della trasformazione dalla consegna della busta paga, dopo i 60 gg canonici dall'aggiornamento della camera di commercio (quindi dopo che la trasformazione ha adempiuto ai vincoli di pubblicità imposti dal c.c.) in caso di vertenza successiva il lavoratore può rivalersi anche sulla sas e sul suo socio accomandatario? Grazie”
Consulenza legale i 06/11/2015
La trasformazione societaria è regolata dagli art. 2498 - 2500 novies c.c.. Può essere definita come l'operazione di modifica del modello giuridico dell'impresa. Con la trasformazione la società "nuova" prosegue nei rapporti giuridici della società trasformata (Cass. 26826/2006).
La fattispecie fattuale descritta integra l'ipotesi di trasformazione c.d. omogenea, cioè il cambiamento del tipo sociale entro l'ambito delle società lucrative; in particolare si tratta di trasformazione progressiva, da società di persone (cui appartiene la sas) a società di capitali (in cui rientra la srl).
Il regime della responsabilità dei soci in caso di trasformazione omogenea è sancito dall'art. 2500 quinquies del c.c.; per quella eterogenea si guarda all'art. 2500 novies del c.c..
In particolare, l'art. 2500 quinquies co. 1 c.c. stabilisce che "la trasformazione non libera i soci a responsabilità illimitata" - che nella sas sono i soci accomandatari - "dalla responsabilità per le obbligazioni sociali sorte prima degli adempimenti previsti dal terzo comma dell'art. 2500 del c.c."; però tutto ciò vale "se non risulta che i creditori sociali hanno dato il loro consenso alla trasformazione".
A sua volta l'art. 2500 co. 3 c.c. sancisce che la trasformazione ha effetto dall'ultimo degli adempimenti pubblicitari di cui al precedente art. 2500 co. 2 c.c.. Questo prevede una forma di pubblicità duplice: quella per il tipo adottato e quella richiesta per la cessazione dell'ente che effettua la trasformazione.
In relazione alla pubblicità della sas l'art. 2315 del c.c. rinvia alle norme applicabili alla snc, tra le quali l'art. 2296 del c.c. prevede l'iscrizione nel registro delle imprese della circoscrizione in cui si trova la sede sociale. Per quanto attiene alla srl l'art. 2463 co. 3 c.c. rinvia all'art. 2330 del c.c. che richiede l'iscrizione nel registro delle imprese della circoscrizione della sede sociale.
Pertanto è importante guardare a quando viene adempiuta l'ultima di tali forme pubblicitarie perché, nonostante la trasformazione, permane la responsabilità illimitata dei soci per le obbligazioni assunte fino a questo momento dalla sas. Per quelle successive rispondono nei limiti dei conferimenti.
Come detto, la responsabilità illimitata dei soci accomandatari per le obbligazioni assunte prima che la trasformazione fosse efficace persiste salvo che i creditori sociali abbiano dato il proprio consenso alla trasformazione. Ciò può accadere con un assenso espresso. Ma l'art. 2500 quinquies co. 2 c.c. individua un'altra possibilità, stabilendo che il consenso si presume se i creditori, cui la trasformazione sia stata comunicata con raccomandata o altro mezzo che garantisca la prova del ricevimento, non lo hanno negato espressamente entro 60 giorni da quando hanno ricevuto la comunicazione stessa.
In ordine al mezzo di comunicazione, quindi, il criterio indicato dalla legge è che si possa concretamente dare la prova del ricevimento di esso.
In conclusione, in caso di trasformazione di sas in srl i rapporti giuridici che facevano capo alla sas proseguono nella srl; per i debiti sociali contratti prima che la trasformazione fosse efficace permane la responsabilità illimitata dei soci, a meno che i creditori non abbiano dato il proprio consenso alla trasformazione, in modo espresso o presunto, secondo quanto sopra descritto.