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Timestamp: 2019-10-16 23:11:38+00:00
Document Index: 143756195

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 360', 'art. 12', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 112', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 384', 'sentenza ']

1 Civile Sent. Sez. 5 Num Anno 2015 Presidente: CAPPABIANCA AURELIO Relatore: LA TORRE MARIA ENZA Data pubblicazione: 18/11/2015 SENTENZA sul ricorso proposto da: LEONE DI GIORDANd MAURIZIO SAS in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA N. RICCIOTTI 11, presso lo studio dell'avvocato MICHELE SINIBALDI, rappresentato e difeso dall'avvocato GUIDO CACOPARDO giusta delega in calce; - ricorrente - contro AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'avvocatura GENERALE DELLO
2 t. r I. STATO, che lo rappresenta e difende; - controricorrente - avverso la sentenza n. 32/2009 della COMM.TRIB.REG. dla.(2.. g etz.a (PAL,Enta depositata il 26/01/2009; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 29/04/2015 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA TORRE; udito per il controricorrente l'avvocato CASELLI che ha chiesto il rigetto; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. RITA SANLORENZO che ha concluso per l'accoglimento del ricorso.
3 Svolgimento del processo La società Leone sas di Maurizio Giordano, incorporata della MG s.r.i., ricorre con quattro motivi per la cassazione della sentenza della CTR della Sicilia n. 32/19/09 dep. 26/1/2009 che, in riforma della sentenza di primo grado, ha accolto l'appello dell'ufficio in relazione all'avviso di recupero di credito d'imposta per incremento occupazionale (ex art. 7 I. 388/2000), emesso in esito a verifica presso i locali dell'azienda del contribuente, ritenendo legittimo e adeguatamente motivato l'atto impugnato. La CTR ha statuito in particolare: che l'inosservanza del termine di 60 giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni di verifica per la notifica dell'avviso di accertamento, previsto dall'art. 12 della I. 212/2000) di 60gg, non può comportarne l'annullamento da parte del Giudice, non essendo prevista tale sanzione dal citato art. 12, e stante la tassatività delle cause di nullità; che non ha rilievo l'omessa allegazione del PVC, essendo stato notificato prima dell'emissione dell'accertamento impugnato. Resiste con controricorso l'agenzia delle entrate che chiede il rigetto del ricorso perché inammissibile e infondato. Motivi della decisione 1. Deve essere esaminato per primo, in quanto logicamente prioritario, il secondo motivo del ricorso, col quale si deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 7 e 12 co. 7 della L. 212/2000; degli artt. 3 e 21 septies della L. 241/90 (nonché degli artt. 24 e 97 Cost.), in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c., per violazione del termine di 60gg. dalla notifica del pvc della notifica dell'atto di accertamento, privo della specificazione dei motivi di urgenza. 2. Il motivo è fondato. In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l'art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000, è stato interpretato (Cass. S.U. n del 29/07/2013) nel senso che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di recupero di credito d'imposta (cui va estesa la disciplina procedimentale fissata da tale disposizione con specifico riferimento all'avviso di accertamento: cfr. Cass. n /2014) - termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali destinati all'esercizio dell'attività, della copia R.G.N. 7485/2010
4 del processo verbale di chiusura delle operazioni - determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l'illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus. Manca nel caso di specie sia l'enunciazione sia la prova dei motivi di urgenza che avrebbero consentito la notifica del recupero del credito d'imposta prima dei sessanta giorni dalla chiusura delle operazioni di verifica, non essendo sufficiente, come affermato dalla CTR, che il PVC fosse noto al contribuente in quanto notificato prima dell'avviso impugnato. Detto termine è infatti posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale costituisce primaria espressione dei principi di buona fede e collaborazione tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva. Il vizio invalidante non consiste nella mera omessa enunciazione nell'atto dei motivi di urgenza che ne hanno determinato l'emissione anticipata, bensì nell'effettiva assenza di detto requisito (esonerativo dall'osservanza del termine), la cui ricorrenza, nella concreta fattispecie e all'epoca di tale emissione, deve essere provata dall'ufficio (Cass. S.U. n /2013 cit.). 3. L'accoglimento del secondo motivo comporta l'assorbimento del primo, col quale si deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 324 e 329 comma 2 c.p.c., in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c., per avere la CTR rigettato l'eccezione di passaggio in giudicato della sentenza della CTP in relazione al capo autonomo sulla illegittimità dell'avviso di recupero di credito d'imposta per omessa motivazione dell'urgenza di cui all'art. 12, co. 7 I. 212/2000; e del terzo, col quale si deduce violazione dell'art. 112 c.p.c. e art. 6, co. 5 I. 212/2000, per mancata pronuncia della CTR sulla nullità dell'accertamento; e del quarto, col quale si deduce violazione di legge per la mancata allegazione del pvc all'atto impugnato, con conseguente difetto di motivazione dell'accertamento. 4. Conclusivamente il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata e, poiché non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito (ex art. 384, co. 2 c.p.c.), con l'accoglimento del ricorso introduttivo della società contribuente. Tenuto conto che l'orientamento giurisprudenziale indicato è emerso solo successivamente alla proposizione del ricorso, le spese vanno compensate. R.G.N. 7485/2010
5 P.Q.M. Accoglie il secondo motivo del ricorso, assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo della società contribuente. Compensa le spese dell'intero giudizio. Deciso in Roma il 29 aprile 2015 Il Consiglie estensore Ilit Pres 'clente t Ai