Source: https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/iii-fascia-abilitata-all-insegnamento
Timestamp: 2017-07-26 07:20:48+00:00
Document Index: 56789068

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 2', 'arte 2', 'art.\n2', 'art. 15', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 97', 'art. 33', 'art 1', 'art 7']

III fascia Abilitata all'insegnamento - La Voce dei Giusti
In questa sezione del sito verranno pubblicati i documenti, video e articoli più significativi che spiegano perché i docenti precari di III fascia debbano ritenersi abilitati.
L'associazione La Voce dei Giusti è orgogliosa di presentare questo lavoro di cui si raccomanda ad ognuno la visione e la diffusione...LinkVisualizza Playlist su Youtube
Parte 1: (youtube - Vimeo - powToon) - Parte 2 & 3 : (youtube - Vimeo - powToon [solo parte 2])url pagina web: abilitazione.vocedeigiusti.itI video (si invita caldamente ognuno a visionare ENTRAMBI i video)
Questo video ha l’obiettivo di fare pienamente luce su uno dei capitoli più bui e controversi della storia del precariato italiana. Nonostante la questione dei precari di III fascia, sembri frutto della fervida fantasia di uno scritto di fantascienza, in verità tale realtà tocca tuttora decine di migliaia di lavoratori e le loro famiglie.Nonostante le associazioni di categoria più attente, abbiano da tempo denunciato al Ministero e all'Autorità giudiziaria, le violazioni e i soprusi di cui tali precari sono vittime, il MIUR, ignorando spudoratamente ogni appello, è sul punto di avviare i PAS, al solo ed unico scopo di permettere alle università di incassare milioni di euro, sulla pelle di lavoratori che in ogni caso sono e rimarranno precari... Ci sarebbe ancora molto da dire sulla questione III fascia, la lista delle violazioni e delle falsità di cui tale personale è vittima è purtroppo lunghissima… a titolo informativo riportiamo le più esemplificative.E’ interessante notare come il dettato Comunitario, non contempli la possibilità che la vincita di una procedura concorsuale possa ritenersi valida qualifica. Come ha ben chiarito il Parlamento Europeo, i concorsi avevano il solo scopo di reclutare personale, che per legge, non avrebbe potuto accedervi, qualora non fosse stato abilitato. E’ per altro utile sottolineare che gli stessi decreti che istituiscono e regolamentano le Graduatorie d’Istituto, attribuiscono a tale procedura il valore di una pratica concorsuale per soli titoli.Chi nonostante quanto fino ad ora riportato fosse ancora convinto che i precari di III fascia non possano considerarsi pienamente abilitati e qualificati, è invitato a meditare sui contenuti della Direttiva 36/2005/CE e del relativo decreto Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 206, attuativo della direttiva, i quali equiparano tre anni di servizio a titolo formativo abilitante.A partire dal 2013, con l’emanazione del Decreto Legislativo 16 Gennaio, n.1, è stata inoltre attuata la Decisione del Consiglio n. 1719/2006/Ce, la quale impone ancora una volta agli Stati Membri l’obbligo di riconoscere ed equiparare a titolo e qualifica valida, qualsiasi esperienza professionale, legittimamente svolta.
Inviato in data 18 gen 2014, 01:27 da Amedeo de Amicis
Che l’Italia fosse il Paese delle
contraddizioni e paradossi è probabilmente risaputo, ma c’è una categoria di
lavoratori che probabilmente detiene il record assoluto di incongruenze e stranezze.
Stiamo parlando dei cosiddetti
“docenti precari non abilitati di III fascia”, etichetta che ha portato il
Governo Italiano ad una serie impressionante di abusi ed ingiustizie perpetrate
per anni sistematicamente nei loro confronti.
Ma come vuole la migliore
tradizione italiana, le incongruenze incominciano già dall’inizio, ossia dal
nome, perché questi docenti non solo sono da ritenersi idonei e formati, ma
addirittura ABILITATI A TUTTI GLI
EFFETTI ALLO SVOLGIMENTO DELLA PROFESSIONE! Sono infatti abilitati
all’insegnamento tutti i Diplomati di Istituto e Scuola Magistrale entro il
2002. Ciò è ribadito chiaramente dal Decreto interministeriale 10 Marzo 1997, dal
il Decreto Legge 297/1994, dal DPR 323/1998 e un’infinità di altri decreti,
36/05 è abilitato alla professione chiunque abbia un titolo valido allo
svolgimento della stessa e almeno tre anni di esperienza lavorativa alle
spalle. Premesso che il Decreto Ministeriale
56/09 che ha istituito l’ultima riapertura delle graduatorie di Circolo e d’Istituto, nelle quali questi docenti
sono inseriti, ribadisce chiaramente la
validità all’insegnamento dei titoli in possesso di questi soggetti. Se ne
deduce quindi pacificamente l’applicabilità di tale principio a tutti quegli
insegnanti in possesso dei titoli di cui al DM 56/09 purché essi abbiano nel
loro bagaglio professionale almeno tre anni di insegnamento.
Sono però altresì da considerarsi
abilitati all’insegnamento anche tutti quei soggetti che seppur non in possesso
ne di un diploma di Istituto Magistrale e nemmeno di un esperienza triennale di
insegnamento, possano comunque vantare il possesso di titoli conformi all’art.
2 del Decreto Ministeriale 56/09 che come citato pocanzi ha determinato il
periodico riaggiornarsi delle Graduatorie d’Istituto.
Ministeriale 27/2007 che ha fissato i criteri di accesso alle graduatorie
ad Esaurimento, ossia degli abilitati, costituisce
infatti TITOLO ABILITANTE di accesso alla graduatoria “il
superamento di un esame […] anche ai soli fini [...] di idoneità”. Detto in altre parole, chiunque sia in
possesso di un qualsiasi titolo di studio considerato valido all’insegnamento è da considerarsi abilitato all’accesso alle
graduatorie degli abilitati!
Per chi ancora avesse qualche
dubbio in proposito, si fa sapere che in molti dei contratti sottoscritti dai
“precari non abilitati” (giova a questo punto ricordare che non abilitati è il
nome, perché di fatto come dimostrato pocanzi essi sono tutti abilitati e
idonei) e l’amministrazione scolastica
che li ha assunti è riportato chiaramente che essi sono stati assunti in quanto
soggetti idonei e che l’inidoneità allo svolgimento della professione è causa
di risoluzione del contratto.
Non bastasse, si fa sapere che
sono centinaia i certificati di idoneità rilasciati dai presidi ai “precari non
abilitati” che ne hanno fatto richiesta ai fini della partecipazione del
ricorso promosso da Omissis avverso il Decreto sulla Formazione dei Docenti. In
tali documenti i dirigenti, portavoce e rappresentanti del Ministro hanno
certificato che il soggetto a cui è stato rilasciato tale certificato “E’ ritenuto idoneo allo svolgimento della
professione docente […] in quanto in
possesso di titoli e diplomi conseguiti dopo un iter di studi tramite esame
finale che ne certificano tale idoneità e formazione.”
Detto in altre parole sono da considerarsi non solo idonei, ma
pienamente abilitati all’insegnamento non solo i vincitori di concorso e i
precari abilitatisi attraverso corsi ordinari e riservati, ma qualsiasi
soggetto in possesso di una formale idoneità alla professione. A partire dal
2007, inoltre tutti questi docenti “non abilitati” (solo di nome però) ma idonei e quindi abilitati avrebbero
dovuto poter beneficiare, insieme ai diplomati di Scuola e Istituto Magistrale dell’accesso
alle Graduatorie ad Esaurimento degli abilitati e quindi agli incarichi di
Ma così non è stato e a distanza
di quattro anni, ancora si parla di precari non abilitati, categoria di docenti
che di fatto non esiste, perché SONO TUTTI ABILITATI, si riserva a 40.000 precari
con pluriennale esperienza un trattamento loro non consono e cosa ancora
peggiore, con l’emanazione del Decreto sulla Formazione Iniziale dei Docenti,
si obbligano tali soggetti a seguire un vero percorso a ostacoli al fine di
conseguire un’abilitazione che di fatto già dovrebbero avere ma che
implicitamente viene disconosciuta!
Questo decreto però non si limita
a questo, ma va oltre. All’art. 15 comma 3 viene infatti ribadito che SOLO I
TITOLI di cui al comma 1 manterranno la validità per l’inserimento nella III fascia
delle graduatorie d’Istituto, quelle dei non abilitati per intenderci,
invalidando quindi buona parte delle lauree e diplomi di tutti quei soggetti
non inclusi in tale definizione. Nessuno però può considerarsi del
tutto al riparo dai devastanti effetti di questo decreto. Lo stesso articolo,
intitolato “Misure transitorie e finali” lascia intendere che le disposizioni
contenute nello stesso saranno temporanee. Questo vuol dire che in qualsiasi
momento il Ministero potrebbe sancire la fine del periodo transitorio e di
fatto fare tabula rasa di oltre 40.000 lavoratori e 300.000 possessori di
lauree e diplomi che verrebbero definitivamente invalidate!
Inviato in data 08 lug 2014, 09:47 da Francesca Bertolini
Idonei ma non abilitati, è sempre stata la scusa con cui il Ministero discriminava, sottopagava e sfruttava questi insegnanti impedendone sempre e comunque la stabilizzazione. Alcune scoperte fondamentali in campo giuridico compiute da LVG, unico ente legalmente costituito che si occupa della tutela di questa "bizzarra" categoria di lavoratori della scuola, hanno in realtà sfatato per sempre questo mito, trovando prove definitive e schiaccianti che dimostrano come chi è idoneo DEVE essere per forza anche abilitato allo svolgimento della professione. A stabilirlo in modo inequivocabile è l'art. 33 della Costituzione, il quale esattamente recita che “è prescritto un Esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale”. Premesso quindi che non è consentito ai sensi del nostro ordinamento giuridico l'esercizio di una professione regolamenta a personale sprovvisto di regolare abilitazione allo svolgimento della stessa e che quindi è LA COSTITUZIONE STESSA A STABILIRE CHE NON POSSONO ESISTERE IDONEI NON ABILITATI, a ciò va anche aggiunto che l'idoneità all'insegnamento di cui i precari di III fascia sono in possesso è dovuta al possesso di diplomi e lauree acquisiti a seguito di un Esame di Stato conclusivo dei suddetti corsi. E' infatti lo stesso art. 33 a stabilire che i corsi di studi debbano terminare con un Esame di Stato, ma è proprio questo Esame di Stato, necessario anche per l'acquisizione di una qualsiasi abilitazione professionale, che li rende allo stesso tempo abilitati a tutti gli effetti all'insegnamento.
Non bastasse quanto sopra citato a convincere anche il più incredulo degli scettici, l'associazione rincara la dose invitando ognuno a riflettere non solo sulla evidente irrazionalità di un sistema che da un lato considera i precari di III fascia idonei e pienamente qualificati allo svolgimento della professione, al punto da affidare loro la responsabilità della classe e della formazione delle generazioni future e al contempo li definisce non abilitati! Tale definizione non solo risulta in contrasto con i precetti contenuti all’art. 97 della Costituzione, che impedisce alle pubbliche amministrazioni di assumere personale inadeguato allo svolgimento della professione, una persona non abilitata risulterebbe infatti non idonea allo svolgimento di una professione, ma è anche rischiosa... Se come previsto dall'articolo 33 della Costituzione è necessario essere in possesso di apposita abilitazione allo svolgimento della professione al fine di poterla esercitare, allora o si dichiarano abilitati all'insegnamento tutti i precari inseriti nella III fascia delle graduatorie d’Istituto, oppure non saranno validi tutti i verbali e registri da essi firmati, con la conseguenza che anche gli esami, gli scrutini, i diplomi conseguiti dagli studenti che abbiano avuto nel loro percorso di studi anche un solo precario non abilitato verrebbero invalidati, e di conseguenza verrebbero invalidate anche eventuali lauree e master conseguiti da quest’ultimi, giacché non è possibile laurearsi se non si è diplomati, non ci si può diplomare se non si ha la licenza media! Non è tutto, fa sapere LVG, sebbene la reale definizione dei precari di III fascia è quella di "personale in possesso di validi titoli all'insegnamento", e non quella di "precari non abilitati", anche qualora esistessero leggi e decreti che sanciscono chiaramente la mancanza di abilitazione da parte di quest'ultimi, in realtà trovandosi tali norme in evidente contrasto con l'art. 33 e la direttiva 36/05, ossia di norme di rango costituzionale ed europeo e quindi superiori a qualsiasi legge e decreto, esse andrebbero abrogati o disapplicati nel punto esatto in cui stabilissero tale concetto, in quanto illegittimi ed incostituzionali!
dlgs. 368 Art. 7. Formazione 1. Il lavoratore assunto con contratto a tempo determinato dovra' ricevere una formazione sufficiente
ed adeguata alle caratteristiche delle mansioni oggetto del contratto, al fine di prevenire rischi specifici connessi alla esecuzione del lavoro. 2. I contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente piu' rappresentativi possono prevedere modalita' e strumenti diretti ad agevolare l'accesso dei lavoratori a tempo determinato ad opportunita' di formazione adeguata, per aumentarne
la qualificazione, promuoverne la carriera e migliorarne la mobilita' occupazionale… Art 35 Cost.: la Repubblica cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori…
d.lgs n. 165/2001 art 1: riconosce espressamente che la disciplina del rapporto di lavoro pubblico deve “realizzare” la migliore utilizzazione delle risorse umane
nelle pubbliche amministrazioni, curando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti e garantendo pari opportunità ai lavoratori Art 7 Comma 4: Le amministrazioni pubbliche curano la formazione e l'aggiornamento del personale,
ivi compreso quello con qualifiche dirigenziali, garantendo altresi' l'adeguamento dei programmi formativi. al fine di contribuire allo sviluppo della cultura di genere della pubblica amministrazione.
Premesso che a fronte della chiusura dei concorsi a partire dal 1999, fra l'altro in aperta violazione della L. 124/99 che aveva previsto che proprio a partire da quella data fossero banditi con cadenza triennale, e l'istituzione di corsi abilitanti a pagamento e numero chiuso, il cui allestimento era in aperto contrasto del principio di uguaglianza, dei diritti degli studenti lavoratori e di numerosi decreti e leggi, nonché la chiusura definitiva degli stessi avvenuta nel 2007, e quindi la mancanza di qualsiasi canale abilitante da almeno quattro anni a questa parte in Italia, non è sbagliato affermare che se non preclusa del tutto, per questi lavoratori l'accesso alla formazione è stata almeno nell'ultimo decennio subordinata al superamento di un vero e proprio percorso ostacoli e quindi tutt'altro che libera e gratuita... Va poi evidenziato come i riferimenti normativi sopracitati non solo dimostrano come il diritto alla
formazione di questi lavoratori sia stato sistematicamente violato, ma come essi pongano lo Stato ed in particolare il MIUR al centro dell'attenzione, in
quanto è stabilito che deve essere il datore di lavoro e le Pubbliche Amministrazioni a dover "curare la formazione del lavoratore" e non il contrario... detto altrimenti, non dovevano essere i precari di III fascia, ma il MIIUR a doversi assumere la responsabilità della loro formazione.
se davvero i precari di III fascia non fossero stati abilitati alla professione e quindi risultassero non idonei all'insegnamento (cosa che fra l'altro non è), al fine di prevenire rischi per gli studenti che si trovavano ad avere a che fare con docenti impreparati ed inadeguati (dlgs 368/01 art 7), sarebbe stato compito del MIUR e non del lavoratore prevenire tali rischi provvedendo alla formazione degli stessi; esistono precari di III fascia con oltre vent'anni di esperienza… risulta chiaro che se essi non hanno ricevuto altra formazione oltre quella di cui erano già in possesso, questo accadeva perché da un punto di vista logico il MIUR li riteneva nei fatti già abilitati;
In altre parole, ciò che l'associazione vorrebbe comunicare, è che se per anni, anzi decenni, questi docenti sono stati regolarmente assunti su cattedre annuali e supplenze, senza che si pretendesse da loro una "nuova formazione" in realtà ciò avveniva perché vi era la consapevolezza da parte del MIUR e del Governo che essi erano se non sulla carta, nei fatti abilitati ed idonei all'insegnamento. Anche qualora tutto questo non corrispondesse a verità, data l'esigenza da parte del Governo di utilizzare anche nel futuro tale personale (in quanto le scuole non ne possono fare a meno), allora in tal caso è opportuno che il MIUR organizzi quanto prima corsi abilitanti conformi a quanto previsto dalla trattazione collettiva Nazionale, cioè da quanto stabilito al capo
VI del vigente ccnl del comparto scuola... In ogni caso i precari di III fascia NON DEVONO pagare le omissioni del Governo, ma deve essere il Governo a rimediare ai suoi errori formando tali docenti e concedendo loro al contempo quanto gli spetta, ossia l'accesso ad una graduatoria di merito che permetta loro la stabilizzazione e la cessazione immediata dello sfruttamento e discriminazioni cui questi docenti sono da troppo tempo soggetti.
Inviato in data 08 lug 2014, 09:45 da Francesca Bertolini
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Inviato in data 08 lug 2014, 04:59 da Marta Porro