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Timestamp: 2018-09-26 09:04:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2139', 'art. 2083', 'art. 2083', 'art. 2139', 'art. 2083', 'art. 2083', 'art. 2139', 'art. 12', 'art. 25', 'art. 4', 'art. 39', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 12', 'sentenza ']

Novità fiscali del 7 marzo 2011: autotutela ingiustamente negata ai contribuenti: paga tutto il fisco; ok definitivo per l'applicazione degli Ias/Ifrs n. 2.1; TIA: la competenza é del giudice ordinario e non delle Commissioni Tributarie; studi professionali e aziende, in arrivo tre milioni di euro per la formazione: presentazione domande entro il 4 aprile 2011; in vigore l’accordo Italia-Svizzera: pedaggi senza IVA; conti dormienti: ulteriori istruzioni sulle modalità di adempimento degli obblighi informativi a carico degli intermediari finanziari; DURC negativo per omesso versamento contribuzione virtuale: ministero si esprime sui part-time dell’edilizia; adesione a Fondi interprofessionali: ministero conferma vincolo solo per parti contraenti; rimborsi Iva per i “virtuosi”: nel calcolo del tetto anche i contributi Inps in F24; contabilità distrutta in un incendio: non spetta la detrazione dell’Iva; contratti di leasing immobiliari neo provvedimento | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 7 marzo 2011: autotutela ingiustamente negata ai contribuenti: paga tutto il fisco; ok definitivo per l'applicazione degli Ias/Ifrs n. 2.1; TIA: la competenza é del giudice ordinario e non delle Commissioni Tributarie; studi professionali e aziende, in arrivo tre milioni di euro per la formazione: presentazione domande entro il 4 aprile 2011; in vigore l’accordo Italia-Svizzera: pedaggi senza IVA; conti dormienti: ulteriori istruzioni sulle modalità di adempimento degli obblighi informativi a carico degli intermediari finanziari; DURC negativo per omesso versamento contribuzione virtuale: ministero si esprime sui part-time dell’edilizia; adesione a Fondi interprofessionali: ministero conferma vincolo solo per parti contraenti; rimborsi Iva per i “virtuosi”: nel calcolo del tetto anche i contributi Inps in F24; contabilità distrutta in un incendio: non spetta la detrazione dell’Iva; contratti di leasing immobiliari neo provvedimento
1) Autotutela ingiustamente negata ai contribuenti: paga tutto il fisco
2) Ok definitivo per l’applicazione degli Ias/Ifrs n. 2.1
3) TIA: la competenza é del giudice ordinario e non delle Commissioni Tributarie
4) Possibile lo scambio di manodopera tra coltivatori diretti e coloni-mezzadri
5) Studi professionali e aziende, in arrivo tre milioni di euro per la formazione: presentazione domande entro il 4 aprile 2011
6) In vigore l’accordo Italia-Svizzera: pedaggi senza IVA
7) Conti dormienti: ulteriori istruzioni sulle modalità di adempimento degli obblighi informativi a carico degli intermediari finanziari
8) DURC negativo per omesso versamento contribuzione virtuale: ministero si esprime sui part-time dell’edilizia
9) Adesione a Fondi interprofessionali: ministero conferma vincolo solo per parti contraenti
10) Rimborsi Iva per i “virtuosi”: Nel calcolo del tetto anche i contributi Inps in F24
11) Dalla Corte Ue un no all’aliquota Iva ridotta sui cavalli per uso alimentare
12) Contabilità distrutta in un incendio: non spetta la detrazione dell’Iva
13) Contratti di leasing immobiliari neo provvedimento
Oltre alle spese legali vanno rimborsate anche quelle per il Commercialista.
<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5120 del 3 marzo 2011, ha, infatti, stabilito che al contribuente, costretto a impugnare un atto dell’amministrazione perché le istanze di autotutela non erano state accolte, devono essere risarciti i danni anche se l’errore è riconosciuto dall’ufficio in contenzioso; per i giudici dovranno essere risarcite anche, oltre alle spese legali, anche quelle sostenute per conferire con l’ufficio (ad es. le spese anticipate al Commercialista per le relative trasferte).
Il caso ha riguardato un contribuente che aveva ricevuto quattro avvisi di accertamento.
Le maggiori imposte venivano iscritte a ruolo con conseguente notifica della cartella di pagamento.
A questo punto, il contribuente, dopo avere tentato inutilmente di convincere l’Amministrazione finanziaria ad annullare gli atti, aveva proposto ricorso.
Solo in tale sede (cioè, nella fase del contenzioso tributario: in Commissione Tributaria) l’ufficio riconosceva allora un suo errore contabile proponendo un provvedimento di rimborso delle somme iscritte a ruolo.
Il contribuente, suo malgrado, si è dovuto rivolgere al Giudice di Pace per ottenere un risarcimento dei danni con conseguente ricorso dell’Amministrazione finanziaria alla Cassazione.
Suprema Corte che ha, quindi, accolto anche le ulteriori richieste del contribuente.
L’Oic (Organismo italiano contabilità) ha approvato in via definitiva l’applicazione degli Ias/Ifrs n.2.1 relativa a “Impairment e avviamento” per il settore creditizio.
Nelle aggregazioni bancarie assumono rilevanza alcune attività immateriali nel caso in cui soddisfino i requisiti per l’iscrizione separata dall’avviamento, costituiti in particolare da separabilità e trasferibilità.
Si tratta, generalmente, di attività immateriali a vita definita e, pertanto, ammortizzate in base alla stima di vita utile.
E’ quanto è stato rilevato da Franco Roscini, in Il Sole 24 Ore del 04 marzo 2011.
Sul rimborso dell’Iva richiesto dal consumatore finale, addebitata sulla fattura relativa alla Tariffa di igiene ambientale (Tia), la competenza é del giudice ordinario e non delle Commissioni tributarie.
Ciò sulla base della neo sentenza della Corte di Cassazione, peraltro resa a sezioni unite (n. 2064 del 28 gennaio 2011), in cui si è ritenuto, con prassi abbastanza consolidata, non competente il giudice tributario, ma l’autorità giurisdizionale ordinaria, in tema di rimborso dell’Iva in toto o in parte maggiormente addebitata dalla società di gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.
In tal senso si veda in Italia Oggi del 04 marzo 2011, ove viene ulteriormente osservato che anche se non si tratta di una novità assoluta, la decisione merita particolare evidenza poiché resa appunto a sezioni unite.
Secondo tale sentenza, poiché il soggetto passivo dell’imposta è esclusivamente colui che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi, la controversia in questione non ha ad oggetto un rapporto tributario tra contribuente e amministrazione finanziaria, ma un rapporto di natura privatistica tra soggetti privati.
Pertanto, precisano ulteriormente i giudici supremi, quando la controversia si svolga tra due soggetti privati in assenza di un provvedimento che sia impugnabile soltanto dinanzi al giudice tributario, il giudice ordinario si riappropria della giurisdizione e non rileva che la composizione della lite debba passare attraverso l’interpretazione di una norma tributaria.
Il fatto che il diritto alla rivalsa ai fini dell’Iva sia previsto da una normativa tributaria, non trasforma il rapporto tra soggetti privati in un rapporto tributario, di tipo pubblicistico, che implica invece l’esercizio del potere impositivo nell’ambito di un rapporto sussumibile allo schema potestà – soggezione (Cass. n. 15031/2009).
In atto nella querelle dell’imposizione Iva nella Tia permane l’aperto contrasto tra la Consulta (Corte costituzionale) ed il giudice di legittimità (Cassazione).
A questo punto solo il legislatore potrebbe mettere la parola fine sulla annosa questione (gli enti impositori stanno continuando in molti casi ad applicare l’Iva sulle fatture della Tia).
Possibile lo scambio di manodopera tra coltivatori diretti e coloni-mezzadri, purché si tratti di piccoli imprenditori agricoli.
Il Ministero del Lavoro (con l’interpello n. 6 del 3 marzo 2011) si è pronunciato sulla possibilità di effettuare lo scambio di manodopera tra coltivatori diretti e coloni-mezzadri che abbiano o meno la qualifica di imprenditore agricolo professionale.
L’art. 2139 c.c., infatti, prevede che “tra piccoli imprenditori agricoli è ammesso lo scambio di manodopera o di servizi secondo gli usi”.
Tuttavia, occorre verificare la sussistenza della qualità di “piccolo imprenditore agricolo” anche con riguardo ai coloni e mezzadri, per i contratti ancora in essere ex L. n. 756/1964 e L. n. 203/1982.
Con riguardo ai contratti di mezzadria e di colonia parziaria, è possibile riconoscere la qualifica di piccolo imprenditore in capo al mezzadro, che lavora insieme alla famiglia colonica e al colono, sulla base del disposto di cui all’art. 2083 c.c., atteso che la norma riconosce tale qualifica nei confronti di “coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia”.
Più complessa, ha spiegato il Ministero del Lavoro, è la questione legata al riconoscimento di “piccolo imprenditore” per la figura dello IAP (Imprenditore Agricolo Professionale).
Al riguardo, il Dicastero ha ritenuto che la figura dello IAP possa farsi rientrare nella nozione di piccolo imprenditore, ai sensi dell’art. 2083 c.c., solo dove ne risulti evidente il possesso dei requisiti.
In particolare, è stato ricordato che rientrano tra i piccoli imprenditori coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.
Pertanto, la partecipazione personale del titolare e dei suoi familiari va individuata comunque quale elemento discriminante della fattispecie.
In merito alle caratteristiche per qualificare lo IAP, queste sono riconducibili a:
– possesso di conoscenze e competenze professionali;
– dedichi alle attività agricole almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo;
– ricavi dalle attività medesime almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro.
Mentre, quindi, per il coltivatore diretto è pacifica la riconducibilità a piccolo imprenditore, altrettanto non vale in via generale per lo IAP (ammesso oltretutto che si tratti di persona fisica e non giuridica).
La possibilità quindi per lo IAP di rientrare nelle previsioni di cui all’art. 2139 c.c., escluso che possa rientrarvi per espressa previsione come invece il coltivatore diretto, è legata alla sussistenza dei requisiti previsti dalla seconda parte dell’art. 2083 c.c..
In conclusione, a parere del Ministero del lavoro, pur non potendo escludere in assoluto la riconducibilità dello IAP ai termini di cui all’art. 2083 e quindi conseguentemente alle previsioni di cui all’art. 2139 c.c., la valutazione dovrà essere effettuata caso per caso avuta contezza del requisito della misura della partecipazione all’attività dei componenti del nucleo familiare.
Il Consiglio di amministrazione di Fondoprofessioni ha deliberato, il 24 febbraio 2011, la pubblicazione dell’avviso 03/10, che mette a bando 3 milioni di euro destinati ai dipendenti degli studi professionali e delle aziende collegate per attività formative.
Il termine per la presentazione delle domande di finanziamento è fissato al 4 aprile 2011.
Lo ha evidenziato la nota IPSOA del 04 marzo 2011.
Il fine del Fondo, usuale, è quello promuovere e favorire la crescita delle competenze dei dipendenti del comparto delle libere professioni attraverso interventi formativi altamente qualificanti e sostenere, quindi, lo sviluppo della competitività di studi e aziende.
Per sostenere le azioni previste dai piani/progetti formativi, il Fondo destina un importo complessivo di € 3.000.000,00 per un bando chiuso. .
I destinatari dell’attività formativa sono le lavoratrici e i lavoratori dipendenti per i quali gli studi professionali e le aziende collegate sono tenute a versare il contributo di cui all’art. 12 della legge n. 160/1975, così come modificato dall’art. 25 della legge quadro sulla formazione professionale n. 845/1978 e successive modificazioni, anche nelle forme agevolate, e che hanno provveduto all’adesione a Fondoprofessioni attraverso l’invio del flusso Uniemens.
Le azioni previste nel Piano/progetto dovranno concludersi improrogabilmente entro 12 mesi dalla data della delibera di approvazione.
Il contributo concesso per ogni singolo Piano/progetto non potrà superare l’importo di € 50.000.
Gli importi indicati sono comprensivi di IVA e, se dovute, di ogni altro onere ed imposta.
Gli studi professionali e le aziende collegate presso le quali le lavoratrici e i lavoratori destinatari delle azioni sono occupati, devono garantire complessivamente, il finanziamento di almeno il 20% del costo del progetto al quale partecipano, fermo restando i contributi maggiori derivanti dall’applicazione dei regolamenti comunitari sugli aiuti di stato
Tutti gli importi sono comprensivi di IVA e, se dovute, di ogni altro onere ed imposta.
Per la definizione in dettaglio delle procedure, dei parametri e delle loro componenti in generale, si fa riferimento al Manuale di presentazione e gestione dei piani/progetti, pubblicato sul sito www.fondoprofessioni.it e disponibile presso la sede di Fondoprofessioni.
E’ in vigore dal 4 ottobre 2011 l’accordo Italia-Svizzera relativo alla non imponibilità dell’IVA sui pedaggi riscossi al traforo del Gran San Bernardo.
Lo ha reso noto il Ministero degli Affari esteri con il comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 03/03/2011.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il comunicato stampa n. 29 del 3 marzo 2011 ha nuovamente fornito le istruzioni sulle modalità di adempimento degli obblighi informativi a carico degli intermediari finanziari in materia di conti dormienti.
Tale neo documento fa seguito alla circolare MEF n. 87062 del 3 novembre 2010, recante le modalità di adempimento degli obblighi informativi a carico degli intermediari in materia di conti dormienti.
Le modalità di trasmissione degli elenchi di cui all’art. 4, comma 2, del D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116, e delle altre informazioni previste dalla normativa sui conti dormienti, che gli Intermediari sono tenuti ad effettuare direttamente a Consap SpA relativamente ai trasferimenti al Fondo per il corrente anno 2011, sono le seguenti.
I dati vanno inviati al seguente indirizzo di posta elettronica: rapportidormienti@pec.consap.it
Per assicurare l’affidabilità delle informazioni, il sistema di acquisizione richiede che i dati, forniti dagli intermediari siano inviati a Consap esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC) con il rispetto delle specifiche fornite nei tracciati record allegati al presente comunicato.
Alla e-mail certificata deve essere allegato un file in formato txt con i dati rilevanti.
Indispensabile, per l’accettazione ed acquisizione dei dati forniti, la rispondenza degli stessi alle specifiche dei tracciati record sopra citati.
Sia in caso di accettazione che in caso di rifiuto la Consap consegnerà debita ricevuta al mittente tramite Pec.
In caso di mancata accettazione il mittente riceverà in modo dettagliato le motivazioni del rifiuto.
Nella seguente figura viene illustrato il processo elaborativo, a cui fa seguito una breve descrizione dello stesso:
Il processo logico della funzionalità del flusso rappresentato nella figura si compone delle seguenti fasi:
– L’Intermediario invia sulla casella di posta elettronica certificata una e-mail con allegato il file contenente i dati;
– Il sistema informatico della Consap preleva dalla casella di posta elettronica l’allegato e lo sottopone alla verifica formale di conformità ai tracciati record;
– In caso di esito positivo della verifica, viene predisposta apposita ricevuta di accettazione ed inviata al mittente, attraverso lo stesso canale di ricezione. La stessa ricevuta e i dati originali pervenuti dall’intermediario vengono inviati al MEF tramite PEC.
In caso di incoerenze o incongruità rilevate nei dati forniti, viene predisposto un elenco con tutte le anomalie riscontrate e trasmesso al mittente attraverso lo stesso canale di ricezione.
Il sistema sarà operativo dal 14 marzo 2011. Per maggiori informazioni di carattere tecnico-informatico è possibile contattare la Consap al numero telefonico 06/85796255 -258.
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 29 del 3 marzo 2011)
L’omissione contributiva che si verifica in conseguenza del mancato versamento contributivo (sia pur della c.d. contribuzione virtuale) determina il mancato rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).
L’omissione contributiva in questione, peraltro, è riferibile anche a quanto dovuto alle Casse edili.
(Ministero del Lavoro, interpello n. 8/2011)
Il mancato rispetto di parte obbligatoria del contratto non compromette i benefici.
L’adesione ai Fondi interprofessionali (interpello del 21 dicembre 2006 n. prot. 25/SEGR/0007573) attiene alla parte obbligatoria del contratto collettivo, in quanto le relative clausole sono destinate ad impegnare esclusivamente le parti contraenti.
Inoltre l’applicazione di tali clausole – per il principio della libertà sindacale ex art. 39 Cost. (in particolare la c.d. libertà negativa) – non implica automaticamente l’estensione di tutte le altre clausole di natura obbligatoria. Il rispetto della parte obbligatoria del contratto, ovvero l’adesione ad una clausola di tale parte, non incide ai fini dell’applicazione del citato art. 3 del D.L. n. 71/1993 che fa invece riferimento – tenuto conto anche della giurisprudenza della Suprema Corte (cfr. Cass. n. 6530/2001 e Cass. n. 1530/2005) – al solo rispetto della parte normativa ed economica dei contratti collettivi.
(Ministero del Lavoro, interpello n. 7/2011)
Per i contribuenti virtuosi che devono calcolare il rimborso di eccedenza Iva da richiedere senza bisogno di garanzie si tiene conto dei contributi Inps, versati anche in compensazione con F24.
Questi versamenti concorrono, infatti, al calcolo della media di quelli effettuati nel biennio precedente.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la circolare 10/E del 04 marzo 2011, in cui ha precisato le regole per i contribuenti Iva più affidabili e solvibili per calcolare correttamente la soglia da non superare per avere i rimborsi senza dovere prestare garanzie.
Tale circolare ha ricordato che il quantum dei rimborsi erogabili senza dovere prestare garanzie non deve superare il 100% della media dei versamenti tributari finiti nel conto fiscale nei due anni precedenti la richiesta e questo valore deve essere considerato al netto delle somme restituite nello stesso periodo senza aver fornito garanzie.
Non solo. Godono dell’esonero da garanzie anche i rimborsi infrannuali.
Sul versante di cosa considerare nel conto delle somme che concorrono a raggiungere questa soglia, la circolare richiama una passata risoluzione del 2001, in cui si precisava che pesano anche i versamenti contributivi affluiti nel conto fiscale nel biennio precedente, compresi quelli eseguiti per compensazione.
Rispetto al passato l’Agenzia fa un ulteriore passo, spiegando che, ad oggi, lo strumento del conto fiscale trova il suo completamento nella disciplina del versamento unitario, tramite modello F24.
Questo tipo di versamenti, infatti, rappresentano i più significativi della vita delle aziende e sono utili a individuare quelle affidabili agli occhi del Fisco.
Per questo, hanno un peso per arrivare al tetto anche i contributi Inps versasti con F24, anche compensati con crediti tributari e non.
I limiti per gli “esonerati” dal prestare la garanzia
Non sono tenuti a fornire garanzie coloro che hanno diritto a un rimborso non sopra ai 5164,57 euro.
Questo limite va riferito all’intero periodo d’imposta e non alla singola richiesta di rimborso. Ne deriva che non si può godere dell’esonero dal prestare garanzia se le richieste di rimborso Iva presentate, annuali e infrannuali, superano la soglia così raggiunta.
(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 49 del 04 marzo 2011)
Il riferimento è alle cessioni, importazioni e acquisti intracomunitari di animali utilizzati per finalità di consumo.
La controversia che ha portato alla pronuncia dei giudici comunitari è insorta tra la Commissione europea e l’Olanda.
Secondo l’esecutivo Ue, applicando un’aliquota Iva ridotta alle cessioni, importazioni e acquisti intracomunitari di alcuni animali vivi, in particolare cavalli, non normalmente destinati ad essere utilizzati nella preparazione di prodotti alimentari per il consumo umano e animale, lo Stato non rispetta gli obblighi contenuti nell’art. 12 della sesta direttiva, letto in combinato disposto con l’allegato H.
Per questo motivo, la Commissione ha indirizzato una formale comunicazione all’Olanda chiedendo spiegazioni in merito.
La Corte UE ha dunque concluso affermando che applicando un’aliquota Iva ridotta al complesso delle cessioni, importazioni e acquisti intracomunitari di cavalli, l’Olanda è venuta meno agli obblighi contenuti dell’art. 12, letto in combinato disposto con l’allegato H, della sesta direttiva, nonché degli articoli 96 98 e 99, n. 1, della direttiva 2006/112, letti in combinato disposto con l’allegato III della stessa.
(Notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 04 marzo 2011)
In caso di incendio delle scritture niente detrazione Iva sugli acquisti effettuati nel periodo d’imposta. Occorre ricostruire il volume d’affari con clienti e fornitori.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5182 del 04 marzo 2011 la quale, peraltro, ha ribadito che il contribuente non ha diritto alla detrazione Iva anche se le scritture contabili siano andate perse per un caso fortuito, come è nel caso dell’incendio.
13) Contratti di leasing immobiliare: Ora la sostitutiva si versa via web
Passa alla cassa online l’imposta sostitutiva sui contratti di leasing immobiliare. Da martedì 8 marzo i contribuenti potranno pagare il tributo direttamente in rete, collegandosi ai servizi web messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. A dettare la nuova tempistica è un provvedimento del direttore pubblicato oggi, che attiva la procedura telematica per il versamento dell’imposta sostitutiva delle imposte ipotecaria e catastale prevista per i contratti di locazione finanziaria relativi a beni immobili. Con lo stesso atto, l’Agenzia punta i fari sui modelli 69 e Cdc, approvando una serie di modifiche alla luce di alcuni recenti mutamenti del panorama normativo. Nello specifico, il primo modello serve per chiedere la registrazione degli atti di locazione, affitto e comodato di immobili, mentre il secondo va utilizzato per comunicare i dati catastali in caso di cessione, risoluzione e proroga degli stessi contratti.
Al cambio di look del 69 e del Cdc si accompagna l’approvazione delle istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica. Queste ultime potranno essere utilizzate da martedì prossimo, anche se il vecchio tracciato resterà comunque attivo per sessanta giorni. Un doppio binario pensato per tutelare i rapporti tra cittadino e Amministrazione finanziaria. Largo ai nuovi modelli 69 e Cdc – Con il provvedimento di oggi, l’Agenzia dà il via libera a una serie di modifiche che tengono conto, in particolare, delle novità introdotte nella fase di conversione in legge del dl 78/2010. Infatti, l’articolo 19, comma 16, dell’ultima manovra economica prevede che nei territori in cui vige il sistema tavolare le regioni a statuto speciale e le province autonome adottino disposizioni volte ad assicurare il coordinamento con l’ordinamento tavolare. A questo proposito, vale la pena di ricordare che il sistema tavolare è un tipo di ordinamento catastale utilizzato nelle province di Trieste, Gorizia, Trento, Bolzano e in alcuni Comuni delle Province di Udine, Vicenza, Brescia e Belluno. Si differenzia dal catasto ordinario per la modalità di conservazione e per il diverso rilievo giuridico delle sue risultanze. Restyling anche per i contratti di affitto di fondi rustici – Infine, il provvedimento pubblicato oggi approva anche le nuove specifiche tecniche per inviare telematicamente le denunce cumulative dei contratti di affitto di fondi rustici e per versare le relative imposte.