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Timestamp: 2020-08-14 20:43:06+00:00
Document Index: 116875099

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 58', 'art. 360', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 32', 'art. 61', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 11205 del 08/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11205 del 08/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 08/05/2017, (ud. 06/04/2017, dep.08/05/2017), n. 11205
sul ricorso 242/2016 proposto da:
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PARAGUAY 5,
difesa dall’avvocato PAOLO MAGGI;
SIFRA SUD SRL IN LIQUIDAZIONE, in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CATONE 15,
presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE MAZZUCCHIELLO, rappresentata
difesa dall’avvocato ANGELO PISANI;
avverso la sentenza n. 6193/33/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CAMPANIA, depositata Il 23/06/2015;
Equitalia Sud spa propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti della Sifra Sud srl in liquidazione (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania n. 6193/33/2015, depositata in data 23/06/2015, con la quale in controversia concernente l’impugnazione di un’intimazione di pagamento per IRAP dovuta, in relazione all’anno d’imposta 1998, e della correlata cartella di pagamento – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente, ritenendo tardiva, D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 32, comma 1, la produzione da parte del Concessionario dell’avviso di ricevimento relativo alla notifica della prodromica cartella.
In particolare, i giudici d’appello, nel respingere il gravame di Equitalia Sud, hanno sostenuto che la tardiva produzione di documenti nel giudizio determinando la decadenza della parte da potere di produrli non poteva essere “sanata” in appello, essendo consentita, D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 58, soltanto la produzione di “nuovi documenti”.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, a violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 58, comma 2, avendo la C.T.R. omesso di valutare i documenti, attestanti la regolare notifica della cartella di pagamento, prodotti con l’atto di appello.
Questa Corte, anche di recente (Cass. 22776/2015), ha ribadito che “D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 58, abilita alla produzione di qualsivoglia documento in appello, senza restrizione alcuna e con disposizione autonoma rispetto a quella che – nel comma precedente – sottopone a restrizione l’accoglimento dell’istanza di ammissione di altre fonti di prova”.
La Corte ha poi chiarito che detta produzione deve avvenire “tempestivamente e ritualmente”, in sede di gravame, “entro il termine perentorio di cui al D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 32, comma 1, di venti giorni liberi prima dell’udienza, applicabile in secondo grado stante il richiamo, operato dall’art. 61 del citato decreto, alle norme relative al giudizio di primo grado” e che possono, entro tali limiti, essere legittimamente prodotti in appello anche “documenti tardivamente prodotti in primo grado” (Cass. 3661/2015; Cass. 655/2014).
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. della Campania in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.