Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/12/sanzioni-imu-non-trasmissibili-agli-eredi.html
Timestamp: 2020-05-29 07:44:58+00:00
Document Index: 77232985

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 2697', 'sentenza ']

Cassazione: le sanzioni IMU non sono trasmissibili agli eredi
Le sanzioni attribuite per il mancato o insufficiente versamento dell’Imu da parte del de cuius non si trasmettono all’erede.
E’ questa la conclusione a cui perviene la Cassazione in una recente sentenza, in cui afferma che le sanzioni pecuniarie amministrative previste per la violazione di norme tributarie, aventi carattere afflittivo, inquadrabili nella categoria dell’illecito amministrativo, non sono trasmissibili agli eredi.
Sanzione amministrativa non trasmissibile agli eredi: normativa
La materia in esame è regolata dalle disposizioni contenute nel D. Lgs n. 472/1997 (art. 8) dove si afferma che la sanzione amministrativa non è trasmissibile agli eredi (Cass. n. 6500/2019), riprendendo quanto previsto nell’art. 7 della Legge. 689/1981 (recante norme sulle sanzioni amministrative in materia penale) e dall’art. 8 del D.L. n. 669/1996 che di fatto ha sospeso gli oneri tributari in capo agli eredi.
L’intrasmissibilità agli eredi non significa che la violazione cessi di esplicare in ogni caso i suoi effetti con la morte dell’autore della violazione, ma l’obbligo della violazione amministrativa passa agli eredi.
A questi ultimi non possono attribuirsi sanzioni anche in caso di piano di rateizzazione ancora in corso.
A tale proposito, con la Circolare 29/E del 7 agosto 2015, l’Agenzia delle Entrate ha affermato escluso che, in base all’art. 8 del D. Lgs n. 472/1997, secondo cui non si possono “ereditare” le sanzioni di natura tributaria (di natura civilistica), gli eredi provvedono al versamento delle stesse salvo che non si tratti di sanzioni dovute dagli eredi per rate scadute e non pagate dopo la morte del “de cuius“.
L’ufficio delle entrate, pertanto, una volta acquisita la notizia del decesso del contribuente debitore, direttamente o su comunicazione degli eredi, deve comunicare agli eredi il nuovo piano di riparto delle rate dovute al netto delle sanzioni gravanti sul “de cuius“.
Il caso: eredi si oppongono al pagamento di sanzioni per violazioni tributarie del de cuius
Nella fattispecie in esame il de cuius impugnava due avvisi di accertamento ICI emessi dal Comune di Roma eccependo che il proprio terreno non poteva considerarsi edificabile solo in quanto risultava dal piano regolatore generale, in assenza di approvazione del piano particolareggiato.
Il ricorso è stato respinto sia in primo che secondo grado.
Gli eredi hanno proposto ricorso per cassazione sostenendo che erano state violare le disposizioni di cui agli artt. 31 e 61 del D Lgs n. 546/92, con nullità della sentenza impugnata per violazione del contraddittorio, in quanto il ricorrente non aveva avuto notizia dell’udienza dio trattazione.
Gli stessi hanno eccepito, inoltre, che le sanzioni non erano applicabili nel caso di specie ossia agli eredi del ricorrente.
La Corte ha ritenuto preliminarmente che il soggetto che assume di essere erede di una delle parti originarie del giudizio e interviene in un giudizio civile pendente tra altre persone, deve fornire la prova ex art. 2697 c.c., oltre che del decesso anche della sua qualità di erede.
Nel caso di specie gli eredi hanno provveduto a depositare tempestivamente i documenti e a metterli a disposizione della controparte.
Nel merito la Corte ha accolto il primo motivo riconoscendo che effettivamente non risultava l’avviso dell’udienza ma ciò non comporta la restituzione della causa al giudice di appello.
Infatti nel processo tributario la comunicazione della data di udienza garantisce l’instaurazione del contraddittorio e pertanto la trattazione dell’appello in pubblica udienza costituisce una causa di nullità che travolge anche la sentenza successiva ma non comporta la restituzione al giudice di merito, se non sono necessari accertamenti di fatto e si debba decidere una questione di diritto (Cass. n. 27837/2018).
Cassazione: le sanzioni per violazioni tributarie sono personali e non si trasmettono agli eredi
La Corte ha poi accolto l’eccezione relativa alle sanzioni applicate ritenendo che le sanzioni pecuniarie amministrative previste per la violazione delle norme tributarie hanno natura afflittiva (ossia la sanzione pecuniaria disciplinata dalla L. n. 689 del 1981, costituisce reazione dell’ordinamento alla violazione di un precetto, non avendo finalità ripristinatorie e risarcitorie), per cui devono inquadrarsi nell’ambito dell’illecito amministrativo di…
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