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Timestamp: 2020-05-29 06:19:37+00:00
Document Index: 108877667

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

PRESIDENTE. Avverto che le Commissioni hanno testé presentato l'emendamento 2.102 il cui testo è in distribuzione.
Chiedo alle relatrici quali indicazioni intendano fornire all'Assemblea per la ripresa dei lavori.
ALBA SASSO, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, modificando il precedente avviso, le Commissioni invitano al ritiro degli emendamenti, dianzi accantonati, De Simone 1.29 e 1.75, sui quali vi era un orientamento favorevole delle Commissioni e del Governo e sui quali la Commissione bilancio aveva espresso parere contrario.
PRESIDENTE. Nel caso in cui gli emendamenti non venissero ritirati, il parere deve intendersi contrario?
ALBA SASSO, Relatore per la VII Commissione. Sì, signor Presidente.
ALBA SASSO, Relatore per la VII Commissione. Il parere rimane contrario sull'emendamento Aprea 1.54. Invece, le Commissioni esprimono parere favorevole sull'emendamento 1.200 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento). Rimane l'invito al ritiro degli identici emendamenti Osvaldo Napoli 1.64 e Satta 1.69.
Vorrei segnalare ai presentatori - se mi permette, Presidente - che il comma 634 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006, cui si fa riferimento, riguarda il fondo di 220 milioni che mette capo all'Istruzione. Quindi, i soldi per gli esami di stato, vengono attinti da un capitolo di bilancio del Ministero della pubblica istruzione. Invece, il comma 904 si riferisce ad un fondo per le imprese. Quindi, verrebbero tolti fondi che appartengono anche ai comuni.
Pertanto le Commissioni invitano al ritiro degli identici emendamenti Osvaldo Napoli 1.64 e Satta 1.69, altrimenti il parere è contrario. Peraltro, su tali emendamenti anche la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Infine, le Commissioni esprimono parere contrario sull'emendamento Aprea 1.60.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento De Simone 1.29.
Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro formulato dalla relatrice.
TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, noi siamo praticamente costretti a ritirare l'emendamento al nostro esame per l'insistenza di un parere contrario della Commissione bilancio, che tra l'altro è in contrasto con i pareri espressi dalla VII Commissione e dal Governo.
Pertanto, ritiriamo il nostro emendamento; però, vorremmo restasse agli atti che riteniamo tale parere della V Commissione francamente inspiegabile, poco comprensibile. È del tutto evidente, infatti, che l'emendamento in discussione non insiste sulla parte, ben specificata nell'articolo in diversi passaggi, che attiene agli oneri aggiuntivi; tra l'altro, l'emendamento chiarisce la norma da un punto di vista giuridico. Come abbiamo cercato di spiegare diverse volte ai colleghi della Commissione bilancio, infatti, scrivere in una norma «organico di diritto» è un errore perché giuridicamente l'organico di diritto non esiste; c'è l'organico complessivo, che ovviamente comprende in sé anche l'organico di diritto. Per tale ragione, avevamo presentato l'emendamento al nostro esame; ci riserviamo ora di trasformarlo in un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Aprea 1.54.
VALENTINA APREA. Signor Presidente, vorrei soltanto chiedere (Commenti)...
PRESIDENTE. Silenzio, per favore...
VALENTINA APREA. Signor Presidente, vorrei soltanto chiedere come mai la Commissione bilancio ha espresso parere contrario sull'emendamento in discussione. Non è forse coperto? Si fa riferimento a un piano triennale, ma non c'è copertura finanziaria? Comunque, anche se il parere è contrario, noi continuiamo a sostenerne l'approvazione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.Pag. 71
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Aprea 1.54, non accettato dalle Commissioni né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Prendo atto che i presentatori accedono all'invito al ritiro dell'emendamento De Simone 1.75.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.200 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento), accettato dalle Commissioni e dal Governo.
Prendo atto che i presentatori accedono all'invito al ritiro degli identici emendamenti Osvaldo Napoli 1.64 e Satta 1.69.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Aprea 1.60, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
Passiamo all'emendamento Poletti 2.58.
CARMEN MOTTA, Relatore per la XI Commissione. Signor Presidente, desidero segnalare all'Assemblea che il nostro parere era già stato espresso in senso contrario; tuttavia, modificando il precedente avviso, formulo un invito al ritiro in quanto il contenuto di questo emendamento - lo segnalo ai colleghi - è già ricompreso nel testo.
Sollecito quindi il ritiro della proposta emendativa. Presidente, proseguo o mi fermo qui?
PRESIDENTE. Prosegua pure.
CARMEN MOTTA, Relatore per la XI Commissione. Confermo il parere contrario sugli emendamenti Poletti 2.59, Poletti 2.60 e, in particolare, signor Presidente...
PRESIDENTE. Solo per semplificare i nostri lavori, siccome i pareri erano già stati espressi, o sono stati modificati, e allora occorre indicare il mutato avviso delle Commissioni, oppure li consideriamo confermati.
CARMEN MOTTA, Relatore per la XI Commissione. Va bene, signor Presidente. Tenevo a precisare che le Commissioni formulano un invito al ritiro dell'emendamento Poletti 2.58. I restanti pareri vengono confermati.Pag. 72
Infine, signor Presidente, propongo l'accantonamento degli emendamenti da Schietroma 2.2 a Goisis 2.65, che insistono sostanzialmente tutti sullo stesso punto, la lettera c) del comma 1 dell'articolo 2.
PRESIDENTE. Sta bene. L'esame degli emendamenti da Schietroma 2.2 a Goisis 2.65 è pertanto accantonato.
Passiamo dunque all'emendamento Poletti 2.58.
Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore per la XI Commissione.
ROBERTO POLETTI. Sì, Presidente, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interviene su questo punto?
OSVALDO NAPOLI. Signor Presidente, le chiedo scusa, ma non intervengo su questo punto; debbo tuttavia manifestarle la mia perplessità. Ho alzato la mano regolarmente per la richiesta di parlare sull'emendamento 1.64, di cui sono primo firmatario. Vorrei tornare su questo, perché assolutamente non sono d'accordo sul ritiro della proposta emendativa. Vorrei che dunque si tornasse sull'esame di tale emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Osvaldo Napoli, è bene evitare equivoci. Evidentemente, si è equivocato: lei ha alzato la mano, io ho formulato una domanda ad alta voce e non ho sentito risposte ad alta voce.
Tuttavia, se lei insiste, accedo alla sua richiesta. Passiamo dunque alla votazione degli identici emendamenti Napoli 1.64 e Satta 1.69.
OSVALDO NAPOLI. Mi scusi ancora, Presidente, ma chiederei pertanto di parlare per dichiarazione di voto.
OSVALDO NAPOLI. La ringrazio. Mi rivolgo ai colleghi, in modo particolare ai colleghi amministratori.
Condivido e comprendo la necessità di aumentare i compensi per i commissari degli esami di Stato e aggiungo anche che parlo a nome dell'ANCI, non di una parte politica o ad altro titolo. Non propongo infatti di abrogare la disposizione, ma di modificarne la copertura finanziaria. Mi spiego: nella formulazione attuale, l'articolo 1, comma 3, del decreto-legge in esame compensa l'aumento degli emolumenti dei commissari di Stato con la riduzione del fondo previsto dal comma 634 della legge finanziaria per l'anno 2007. Tale fondo, ad oggi pari a 220 milioni di euro, finanzia i fondi INAIL per l'abbattimento delle barriere architettoniche delle scuole, la gratuità parziale dei libri di testo per gli studenti aventi diritto, l'attivazione delle sezioni sperimentali per i bambini tra i due e i tre anni. Si tratta di somme importanti per i comuni. La diminuzione di tale risorse aggraverebbe la già difficile situazione finanziaria degli enti locali e ripeto quello che ho affermato: barriere architettoniche, gratuità parziale dei libri, attivazione dei servizi sperimentali. L'ANCI ha scritto al Ministro per trovare una copertura finanziaria e offre una soluzione. Riduciamo l'autorizzazione di spesa prevista dal comma 904 della legge finanziaria per il 2007 che è un fondo di ben 565 milioni di euro, previsto per l'erogazione dei corrispettivi a favore delle imprese pubbliche in relazione ad oneri di servizio pubblico.
Ebbene, credo che il senso politico - mi rivolgo agli amministratori - sia che essi ottengano nuovamente i finanziamenti, decurtandoli dai servizi sociali dei comuni. Se voi della maggioranza - chi svolge l'attività di amministratore in modo particolare - decidete che tali soldi devono essere tolti alle barriere architettoniche, ai libri gratuiti e così via, fatelo pure. Sappiate, però, da dove vengono presi!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Satta. Ne ha facoltà.
ANTONIO SATTA. Signor Presidente, trovo singolare la posizione del Governo e delle Commissioni. In realtà, ogni volta che si parla dei problemi dei comuni le orecchie sono tutte «tappate», nonostante in quest'aula vi siano molti parlamentari che sono amministratori comunali e nonostante si sappia che, nei prossimi giorni, entro il 30 settembre, molti comuni non riusciranno neppure a chiudere gli equilibri di bilancio. Ciononostante, in questa sede, come se nulla fosse, si consenta di togliere fondi ai comuni.
Mi meraviglia che la relatrice o il viceministro dichiarino che tale circostanza non sia vera. Ma è certo che il fondo, ai sensi del comma 634, è costituito da somme destinate certamente alla pubblica istruzione, ma anche ai comuni per progetti pertinenti all'istruzione. È davvero singolare che ogni volta che sono in gioco gli interessi dei comuni, che sono le vere aziende pubbliche del nostro Paese, le prime aziende pubbliche, nessuno tenga conto di tale fatto, ma si proceda diversamente.
Noi, come Popolari-Udeur, siamo convinti e chiediamo al ministro Fioroni, di cui conosco la sensibilità in quanto è stato un alto dirigente dell'ANCI, e al tempo stesso anch'io a nome dell'ANCI (sui cui temi i Popolari-Udeur si riconoscono in questo momento), chiedo al Governo di compiere un gesto di grande buona volontà e di permettere ai comuni di mantenere quei pochi soldi che ancora conservano e di trovare, momentaneamente, una soluzione come proposto nel mio emendamento, il cui contenuto è uguale a quello illustrato poco fa dal collega Osvaldo Napoli.
Pertanto, siamo noi a chiedere al Governo di modificare il parere negativo precedentemente espresso, e alle Commissioni di permettere che i comuni possano disporre di quelle poche lire o pochi euro che potranno ancora gestire se l'emendamento in esame verrà accolto.
ALBA SASSO, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, forse prima non mi sono spiegata bene. Intanto, al comma 3 non si prevede un aumento dei compensi per i commissari degli esami di maturità, ma semplicemente uno stanziamento, considerato che le commissioni quest'anno non sono composte solo da membri interni, ma anche da docenti esterni. Quindi, vi è un aumento della platea e non un aumento di compenso.
I fondi vengono attinti dal comma 634 della legge finanziaria per l'anno 2007. Si tratta di un fondo di 220 milioni di euro finalizzati alla qualificazione delle attività scolastiche.
Il comma 904, invece, fa riferimento ai fondi per le imprese, come è stato affermato dallo stesso onorevole Satta con cui abbiamo ragionato con riferimento agli identici emendamenti in esame e, trattandosi di soldi da erogare alle imprese, in qualche modo, vanno anche ai comuni.
Credo, comunque, vi sia un equivoco sulle proposte emendative in esame, anche perché l'onorevole Satta aveva ritirato il suo emendamento 1.69. La situazione dovrebbe quindi essere più chiara.
PRESIDENTE. Come ha sentito, il deputato Satta non ha ritirato il suo emendamento 1.69.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Goisis. Ne ha facoltà.
PAOLA GOISIS. Signor Presidente, chiedo la parola per aggiungere la mia firma agli identici emendamenti Napoli 1.64 e Satta 1.69 proprio perché, così come avevo osservato questa mattina, una cosa è certa: è vero che non sono stati aumentati gli stipendi agli insegnanti delle commissioni d'esame, ma sono stati aggiunti commissari esterni.
Pertanto, sono state necessarie ulteriori risorse. Diciamolo in parole povere: questi soldi da dove sono stati presi? Sono stati previsti dal comma 634 della legge finanziaria, che prevedeva 220 milioni per l'offerta formativa della scuola, per il miglioramento delle attività scolastiche e, in modo particolare, come si diceva prima,Pag. 74per eliminare le barriere architettoniche, per la gratuità dei libri di testo ed, in ogni caso, sempre per la scuola.
Pertanto, una volta di più dobbiamo denunciare che, a parole, si dice che si vuole riformare la scuola e che si hanno le braccia aperte nei confronti della stessa, ma in realtà non è vero. Si è preferito, infatti, dare soldi a commissari esterni che non erano necessari e che non servivano assolutamente. È stata compiuta un'azione veramente illogica, prevedendo una riforma che parte dal tetto, (come ho già avuto modo di dire tante volte) e togliendo risorse proprio a coloro che maggiormente ne hanno bisogno (come dicevo questa mattina): agli handicappati, ai nostri bambini, alle nostre scuole, a coloro che si stanno avviando sulla strada del futuro.
In questo modo a tutti loro vengono tarpate le ali per realizzare una riforma che non ha alcun senso. Pertanto, una volta di più, hanno ragione i colleghi che hanno presentato gli identici emendamenti al nostro esame ai quali voglio aggiungere la mia firma.
FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, intervengo anch'io per ribadire che le affermazioni del collega Osvaldo Napoli hanno una loro validità. Credo che, però, dobbiamo stare attenti nel misurarci con un problema come questo, perché esso comporta delle difficoltà obiettive.
Gli insegnanti ed i commissari esterni, cui il collega ha fatto prima riferimento, percepiscono indennità veramente ridicole. La confusione determinata dal provvedimento del Governo, che ha ampliato il numero dei commissari esterni con il risultato che vi sono state molte rinunce (come nella mia regione) di persone non abilitate e prese a caso, ha comportato un vero e proprio squilibrio.
Colgo l'occasione dell'esame degli identici emendamenti Napoli 1.64 e Satta 1.69 per evidenziare ancora l'anomalia e l'intimo disordine che caratterizzano l'operato del Governo nella materia, perché da un lato toglie le risorse e, dall'altro, le destina ad un settore che non è definito compiutamente.
Lo ripeto, il problema dei commissari esterni è presente e mostra evidenti lacune proprio in presenza di chiare rinunce che hanno comportato una serie di disfunzioni nelle scuole che tutti ben conoscono.
GIUSEPPE FIORONI, Ministro della pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
GIUSEPPE FIORONI, Ministro della pubblica istruzione. Signor Presidente, ringrazio gli onorevoli Osvaldo Napoli e Satta, nonché gli altri intervenuti, perché hanno posto l'accento sulle autonomie locali, sull'abbattimento delle barriere architettoniche e sul protocollo sottoscritto con l'INAIL ed introdotto nella scorsa legge finanziaria, consentendo che anche i fondi dell'INAIL possano garantire l'abbattimento delle barriere architettoniche e la sicurezza degli edifici scolastici.
La cifra a cui fa riferimento l'emendamento in esame è di 220 milioni di euro aggiuntivi, messi a copertura plurima di interventi diversi, che non riguardano altro se non gli elementi fondanti costituiti dal miglior funzionamento delle scuole e dall'ampliamento dell'offerta formativa. Inoltre, una parte di tale stanziamento è stata introdotta a copertura del pagamento degli esami di Stato, la cui logica proviene da lontano, ed è la sommatoria del fatto che vi sono i commissari esterni e che, purtroppo - come tutti voi sapete e non credo sia il caso di riaprire polemiche che anche l'onorevole Garagnani forse rammenta - dovevano essere ancora saldati i pagamenti dei compensi più ridotti per i commissari interni degli esami di maturità degli anni 2001, 2002 e 2003.
Ritengo che in quest'aula tutti siamo attenti al fatto che chi lavora percepisca il corrispettivo per il lavoro che ha svolto, specialmente se è per conto dello Stato; pertanto ritengo che questa cifra è destinata, finalmente, anche a compenso sostanzialePag. 75della cifra ricostruita del costo degli esami di Stato che non si sono mai verificati.
Sugli emendamenti in esame vi è anche il parere contrario della Commissione Bilancio; voi sapete qual è la regola dell'Assemblea in questo caso e come ciò imponga al Governo e alle Commissioni di essere conseguenti. Fermo ciò che ho affermato, l'Assemblea è sovrana, pertanto decida di imputare tali soldi nel modo che ritiene più opportuno, fermo restando il parere contrario della Commissione Bilancio.
PRESIDENTE. Se capisco bene, signor Ministro, sugli identici emendamenti Osvaldo Napoli 1.64 e Satta 1.69 il Governo si rimette all'Assemblea. È così?
GIUSEPPE FIORONI, Ministro della pubblica istruzione. Mi devo conformare al parere della V Commissione.
PRESIDENTE. No, lei mi deve dire se il Governo si rimette all'Assemblea o se esprime parere contrario.
GIUSEPPE FIORONI, Ministro della pubblica istruzione. Signor Presidente, il Governo esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Quindi il parere è contrario. Dunque chiarisco quanto accaduto: ho chiesto una precisazione al Ministro, al fine di comprendere se la sua esposizione dovesse intendersi come una rimessione all'Assemblea oppure se, esposte quelle considerazione, ribadisse tuttavia il parere contrario, ed il Ministro ha confermato questa seconda lettura.
SIMONE BALDELLI. Signor Presidente, intervengo formalmente per sottoscrivere l'emendamento, ma anche per ringraziare la Presidenza per la sensibilità che ha dimostrato nel permettere la discussione sullo stesso, considerato l'equivoco che si era verificato con il collega Osvaldo Napoli. In questo modo, infatti, il nostro dibattito si è indubbiamente arricchito.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Come avete visto, la Presidenza ha ritenuto di ammettere eccezionalmente il voto, proprio considerando l'equivoco che poteva essersi creato sul punto, avendo il deputato Osvaldo Napoli dichiarato di non aver mai proceduto al ritiro del suo emendamento. Dunque, ora le cose sono chiare e possiamo procedere al voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Osvaldo Napoli 1.64 e Satta 1.69, non accettati dalle Commissioni né dal Governo, sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Ricordo che l'emendamento Poletti 2.58 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Poletti 2.59, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
Hanno votato no 316).Pag. 76
Passiamo alla votazione dell'emendamento Poletti 2.60.
MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, colgo l'occasione della discussione sull'emendamento Poletti 2.60 per segnalare alle relatrici e al Governo, oltre che al Comitato dei diciotto, una questione che è stata sollevata in relazione all'articolo 2, con riferimento, in particolare, alla lettera b), numero 2. In sostanza, tale disposizione prevede che, in casi di particolare urgenza, il potere di sospensione cautelare venga anticipato dal dirigente scolastico, nell'ipotesi in cui si tratti di personale docente, e dal dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale, nell'ipotesi in cui si tratti di dirigenti scolastici.
Il provvedimento deve essere seguito dalla convalida. L'articolato, nel primo caso, correttamente, prevede che la convalida della sospensione sia affidata ad un organo superiore. Nel caso, ad esempio, si tratti di un docente, il provvedimento di sospensione adottato dal dirigente scolastico deve essere convalidato entro dieci giorni dal dirigente scolastico regionale.
Tuttavia, il paradosso di questa norma si verifica in ordine al provvedimento di sospensione nel caso in cui sia adottato dal dirigente scolastico regionale, perché in questo caso l'ultima parte dell'articolato demanda allo stesso dirigente scolastico regionale il potere di convalida.
La Commissione giustizia con un'osservazione ha ricordato alla Commissione competente come sia un'anomalia che un provvedimento preveda che lo stesso organo che adotta il provvedimento di sospensione cautelare sia addetto alla convalida. Non serve perdere tempo per spiegare come vi siano interessi tali nel convalidare il provvedimento che è stato adottato e che, naturalmente, ci evitano di approfondire la questione.
A nostro giudizio, anche per rispetto dei principi di buona amministrazione e di imparzialità, il provvedimento di convalida dovrebbe essere demandato ad un organo gerarchicamente superiore, così come avveniva in altre occasioni rispetto anche al dettato precedente. In questo caso potrebbe essere demandato - e concludo - o al direttore generale o ad un direttore centrale cui fanno riferimento, eventualmente, i provvedimenti che riguardano il personale.
Abbiamo, quindi, ritenuto corretto sottolineare all'Assemblea questo elemento che, come ho detto, è stato richiamato dalla Commissione giustizia, in quanto riteniamo che la correzione sia ancora possibile e possa essere affidata ad un emendamento presentato in aula al fine di correggere una stortura che, a nostro giudizio, merita di essere corretta.
Concludo, affermando che, comunque, sull'emendamento in esame, come gruppo di Alleanza Nazionale, esprimeremo un voto contrario, in quanto, trattandosi di una sospensione di carattere cautelare, non ha senso che intervenga il collegio dei docenti. Sappiamo, infatti, che questo tipo di sospensione è correlata, purtroppo, alla commissione di alcuni reati ed è evidente, quindi, che questo tipo di provvedimento non ha carattere disciplinare tout court, ma riveste una valenza completamente diversa in forza della quale riteniamo che debba essere respinto anche l'emendamento sottoposto all'esame dell'Assemblea (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Poletti 2.60, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
Hanno votato no 412).Pag. 77
In ordine all'emendamento Schietroma 2.2 vi è una proposta di accantonamento; passiamo quindi all'emendamento Schietroma 2.5.
VALENTINA APREA. Signor Presidente, ciò significa che sospendiamo la discussione sulle sanzioni disciplinari, perché è di questo che si tratta. Non so se sia opportuno, in quanto, da una parte, giungono pressioni per concludere l'esame del provvedimento e, dall'altra, le relatrici, di fatto, ci impediscono di affrontare l'esame di un aspetto fondamentale.
Per rispondere al Presidente ricordo che al Comitato dei diciotto era stato detto, in aula, che vi era una riformulazione per poi proseguire.
CARMEN MOTTA, Relatore per la XI Commissione. Signor Presidente, non si vuole impedire la discussione, anzi, l'orientamento è esattamente il contrario. Vi è la necessità di approfondire la problematica particolarmente delicata nel Comitato dei diciotto, anzi, è una proposta che ci aiuta senz'altro a risolvere i problemi.
Non c'è alcuna volontà di non procedere alla discussione: semmai, c'è la volontà di arrivare ad una discussione condivisa e anche molto breve.
PRESIDENTE. L'insistente richiesta di accantonamento non può che essere accolta.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Schietroma 2.5, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
Hanno votato no 431).
Prendo atto che i deputati Delfino e Volontè non sono riusciti a votare e avrebbero voluto esprimere voto contrario.
Passiamo all'emendamento Frassinetti 2.62.
Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro dell'emendamento Frassinetti 2.62, formulato dal Governo.
PAOLA FRASSINETTI. Signor Presidente, accedo all'invito al ritiro del mio emendamento formulato dal Governo, in quanto il suo contenuto è stato contemplato nella riformulazione.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Aprea 2.55.
VALENTINA APREA. Signor Presidente, anche noi che abbiamo studiato il provvedimento fatichiamo a seguirne i passaggi: ogni comma interviene su modifiche pesanti del nostro ordinamento. Adesso siamo passati da una materia esplosiva, le sanzioni disciplinari, al conferimento delle supplenze per maternità.
Quali sono le riserve che muoviamo a questa formulazione definitiva? Intanto vorrei specificare, perché possa rimanere agli atti, che il problema del pagamento delle supplenze nei casi di maternità si è verificato da quando, a seguito della legge finanziaria per il 2007, le scuole hannoPag. 78avuto a disposizione un budget per il pagamento delle supplenze. Pertanto, pagamenti che, fino a quella data, erano dovuti in caso di sostituzione di docenti, sono invece rientrati nel bilancio delle scuole. Ricorderete che questa è stata «venduta» al Parlamento come una grande possibilità per le scuole e una nuova forma di autonomia finanziaria! Con tale autonomia finanziaria, le scuole hanno rischiato la bancarotta fraudolenta: di fatto, rispetto alle spese che erano a carico delle scuole, vi erano «buchi» pazzeschi, e perciò il comma 3...
CARMEN MOTTA, Relatore per la XI Commissione. Stai parlando del comma 4.
VALENTINA APREA. Si, mi riferisco al comma 4. In ogni caso, tutte le materie che hanno a che fare con il personale supplente e con il pagamento del medesimo sono state da noi condivise, perché salvano i bilanci delle scuole. Le scuole si sono trovate, da un giorno all'altro, a dover sopportare, per il pagamento di supplenti e insegnanti in maternità, spese pazzesche, che non potevano essere assolutamente sostenute. Abbiamo quindi condiviso la scelta del Governo di non far ricadere sulle scuole tale tipo di oneri. Che cosa critichiamo? La proposta della Commissione, condivisa anche dall'opposizione, era quella di lasciare tali somme fuori dai bilanci delle scuole e del Ministero, perché attinenti a conseguenze e prescrizioni di carattere generale. Si pensava che tutte le donne in maternità dovessero assolutamente essere collocate in astensione obbligatoria e non si comprendeva il motivo per il quale, invece, si dovessero bloccare i bilanci delle scuole.
Così non è stato. La Commissione bilancio e il Ministero dell'economia e delle finanze, alla fine, hanno accettato la richiesta della Commissione e del Governo di sollevare le scuole dalle predette spese, ma riportandole in capo al Ministero della pubblica istruzione. Nella fattispecie, ho anticipato una discussione, che riprenderemo con riferimento al comma 5, ma anche il comma 4, di cui stiamo parlando adesso, ha a che fare con il personale precario, in questo caso con il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA). Sono tutte norme che intervengono per mettere alcune «pezze», ma che certamente non risolvono problemi così onerosi che hanno a che fare con i bilanci delle scuole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Garagnani, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione per svolgere il suo intervento.
Prego, deputato Garagnani, ha facoltà di parlare.
FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, intervengo per avvalorare quanto detto dalla collega che mi ha appena preceduto e per confermare che la situazione di molte scuole, dal punto di vista del pagamento delle supplenze, è disastrosa. Il nostro emendamento si fa carico di questa esigenza, ma pongo il problema che, se continua una politica scolastica irrazionale, di assunzione indiscriminata, senza definire priorità né - lentamente - un nuovo modello scolastico, anno dopo anno ci troveremo sempre ad affrontare questo problema.
Cito anche la mia regione dove, proprio a causa della vicenda delle supplenze, delle maternità e non solo, la situazione è catastrofica. I dirigenti scolastici non sanno come affrontare l'emergenza quotidiana, peraltro di fronte, sul territorio nazionale, ad una disparità di presenza dei docenti, che non è stata assolutamente colmata e che ha creato questa situazione. Da ciò deriva la ragione del nostro emendamento 2.55.
CARMEN MOTTA, Relatore per la XI Commissione. Signor Presidente, vorrei chiarire all'Assemblea che stiamo discutendoPag. 79dell'emendamento Aprea 2.55. Vero, signor Presidente, siamo a questo punto?
PRESIDENTE. Si, stiamo esaminando l'emendamento Aprea 2.55.
CARMEN MOTTA, Relatore per la XI Commissione. Questo emendamento è soppressivo del secondo periodo del comma 4. Ciò di cui hanno parlato i colleghi in precedenza non c'entra nulla, perché gli stessi, con questo emendamento, vorrebbero sopprimere ciò che il testo prevede, ossia non irrogare le sanzioni alle istituzioni scolastiche per l'inosservanza dei termini previsti dalle nuove disposizioni legate alla comunicazione, variazione o cessazione del rapporto di lavoro. Quindi, quanto detto dai colleghi che mi hanno preceduto non c'entra nulla, perché, anzi, da questo punto di vista, le scuole sono state messe in una condizione di facilitazione, come peraltro esse stesse avevano chiesto. Abbiamo parlato, quindi, di un altro argomento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Aprea 2.55, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
Osservo che l'emendamento 2.102 delle Commissioni non è ancora stato sottoposto al parere della Commissione bilancio; poiché, al pari di tale emendamento, vertono sul comma 5 anche gli emendamenti Aprea 2.56 e 2.57, nonché l'emendamento Poletti 2.63, se i relatori concordano, appare necessario accantonare tutti i suddetti emendamenti.
Non essendovi obiezioni, l'esame dei richiamati emendamenti deve intendersi accantonato.
Passiamo dunque alla votazione degli identici emendamenti De Simone 3.54 e 3.200 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento).
VALENTINA APREA. Signor Presidente, in realtà intervengo solo per esprimermi a favore. La nostra forza politica, Forza Italia, non ha presentato emendamenti sulla parte del decreto-legge in esame, che riguarda specificamente il Ministero dell'università e della ricerca - quindi, ora mi riferisco al sottosegretario Modica - e ha condiviso le ragioni di necessità ed urgenza del provvedimento. Poiché, però, si tratta di un decreto-legge e vi sarà solo la votazione finale, chiediamo che sia registrata la posizione favorevole del gruppo Forza Italia in merito alle materie proposte dal Ministro Mussi e rappresentate dal sottosegretario Modica, proprio perché, evidentemente, noi vogliamo far funzionare l'università al meglio.
Pertanto, poiché le due norme contenute nel decreto-legge in esame (che riguardano, da una parte l'assunzione dei ricercatori, dall'altra questioni che hanno a che fare con gli enti di ricerca) danno il via libera all'utilizzo di finanziamenti che altrimenti verrebbero persi, avvicinandosi la sessione di bilancio abbiamo comunque accettato di discutere e conseguentemente non abbiamo presentato emendamenti.
Quindi, il mio intervento è volto solo a far rimanere a verbale che su tali materie il gruppo Forza Italia ha espresso, in Commissione, un parere favorevole.
LUISA CAPITANIO SANTOLINI. Signor Presidente, intervengo anch'io per esprimere, a nome del gruppo UDC, voto favorevole, perché in effetti si parla di fondi,Pag. 80di fondi dell'Unione europea, diretti ad incentivare la ricerca e si tenta, in qualche modo, di sostenere non solo i ricercatori, ma anche gli enti di ricerca, quindi manifestiamo un nostro gesto di buona volontà.
Dunque anch'io mi aggrego al chiarimento espresso dalla collega Aprea, nel senso che vi sarà un voto finale contrario sul complesso del provvedimento, ma desidero che sia messo a verbale che su questi temi noi siamo responsabilmente presenti in aula, e quindi esprimiamo il nostro voto favorevole.
PAOLA FRASSINETTI. Signor Presidente, anche il gruppo Alleanza Nazionale non ha proposto emendamenti all'articolo 3, in quanto quest'ultimo si muove sicuramente nell'importante direzione di incentivare la ricerca e l'assunzione di ricercatori. Sappiamo quanto la nostra università soffra per mancanza di risorse e anche l'anno scorso, durante il dibattito sulla legge finanziaria, si sono evidenziati molti problemi proprio riguardo a tale istituto. Abbiamo parlato di scuola: rileviamo ancora una volta che nel decreto omnibus in esame si trovano argomenti che riguardano addirittura due Ministeri diversi, quindi vogliamo ancora una volta sottolineare che le materie sono disomogenee e variegate.
Comunque, anche se ovviamente vi sono molti motivi per criticare il decreto-legge in esame, per quanto riguarda l'articolo 3, accogliamo con favore tali disposizioni urgenti per l'assunzione di ricercatori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Nannicini. Ne ha facoltà.
ROLANDO NANNICINI. Signor Presidente, intervengo per segnalare che sull'articolo 3 le Commissioni, con il parere del Governo, hanno aggiunto il comma 1-bis, che credo affronti un problema importante, quello dei ricercatori, ma con un metodo molto burocratese, diciamo così, e prolisso; infatti tale comma afferma: «La qualità dell'attività scientifica e didattica» - a parte il fatto che di didattica, in generale, nelle università italiane ne è richiesta poca nei bandi - «dei ricercatori assunti dalle università a seguito di concorsi banditi successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto è sottoposta dopo tre anni dalla data di assunzione alla valutazione dell'Agenzia nazionale di valutazione (...)».
Pertanto: un anno per avere i bandi, tre anni per espletare il concorso, fra sette anni si compie la valutazione e sembra che il finanziamento sia subordinato ad una valutazione. Sarebbe molto corretto discutere su tutti i ricercatori e sulla funzione che si attribuisce ad essi nell'università italiana. Cosa si aspetta a prevederli come insegnanti di terza fascia e a contemplare forme non così burocratiche?
Annuncio pertanto il mio voto contrario, se verrà posto in votazione il comma 1-bis.
Mi sembra comunque positiva la scelta effettuata nell'articolo in esame e per questo motivo esprimo il mio voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo L'Ulivo).
PAOLA GOISIS. Signor Presidente, intervengo per annunciare il nostro apprezzamento motivato dall'incremento che il decreto-legge apporta al Fondo di finanziamento ordinario delle università (20 milioni di euro stanziati) e agli enti di ricerca (ulteriori 7,5 milioni di euro); risorse che la legge finanziaria aveva destinato all'assunzione straordinaria di ricercatori. Tale incremento essendo comunque finalizzato a garantire una più ampia assunzione di ricercatori evita il rischio di disperdere le risorse destinate dalla legge finanziaria e che non sono utilizzabili nelle forme e nellePag. 81modalità previste, esistendo un ritardo nell'emanazione del regolamento per il concorso. Pur rimanendo l'urgenza di un'iniziativa straordinaria di reclutamento di ricercatori che questa misura non risolve, apprezziamo, tuttavia, che ci si sia mossi pensando alla ricerca e all'università.
LUCIANO MODICA, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca. Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare i deputati e le deputate della maggioranza e dell'opposizione per il giudizio positivo che hanno espresso su questa norma. Per quanto riguarda l'osservazione del deputato Nannicini, mi permetto di sottolineare che il contenuto della norma riguarda una nuova forma di valutazione, inesistente nel nostro ordinamento, sulla qualità scientifica e didattica del personale assunto. È una valutazione attesa da molti anni e necessaria per un controllo a posteriori del reclutamento svolto dalle università. La parte fondamentale non è il primo periodo del comma in discussione ma è il secondo, nel quale per la prima volta viene introdotto il principio per cui si può sanzionare un ateneo sottraendo dal Fondo di finanziamento ordinario il costo dello stipendio di una persona assunta in caso di valutazione negativa, ovvero qualora dopo tre anni la medesima ha dimostrato di non essere di qualità sufficiente in base a un giudizio di una agenzia indipendente, pur non potendo naturalmente essere licenziata poiché assunta a tempo indeterminato. Tutto ciò vuol dire, praticamente, che reclutare persone di qualità non buona avrà conseguenze non a carico del bilancio dello Stato, ma del bilancio dei singoli atenei: è una novità importante ed interessante che viene apportata dal provvedimento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti De Simone 3.54 e 3.200 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento), accettati dalle Commissioni e dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Aprea 3.51, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
PRESIDENTE. Rilevo che, ad eccezione degli emendamenti accantonati, è esaurito l'esame di conversione di tutte le proposte emendative riferite al disegno di legge di conversione.
Chiedo dunque al presidente della VII Commissione, deputato Folena, quali indicazioni intenda dare per la ripresa dei nostri lavori.
PIETRO FOLENA, Presidente della VII Commissione. Signor Presidente, abbiamo la necessità di un ulteriore approfondimento in sede di Comitato dei diciotto. La materia, abbastanza complessa, è quella delle norme disciplinari e al fine di favorire un buon svolgimento dei lavori dell'Assemblea - sappiamo che al successivo punto dell'ordine del giorno vi è un decreto-legge che scade a distanza molto ravvicinata - propongo un rinvio del seguito dell'esame di questo disegno di legge ad altra seduta, cosicché l'Assemblea possa continuare a svolgere i suoi lavori in modo ordinato.