Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/20155
Timestamp: 2020-08-05 02:41:02+00:00
Document Index: 25398670

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1158', 'sentenza ']

Numero 5 4 febbraio 2015
Antiriciclaggio e agevolazioni
La comunicazione annuale sintetica dei dati Iva 2015 deve essere presentata on line entro il prossimo 2 marzo (poiché il 28 febbraio cade di sabato); non sono tenuti a tale adempimento i contribuenti che presentano la dichiarazione annuale Iva entro il mese di febbraio . Per la comunicazione dati Iva il 2015 sarà l’ ultimo anno di invio, poiché, a seguito della modifica apportata al D.P.R. 22.7.1998, n. 322 dalla L. 23.12.2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), a partire dalla dichiarazione relativa all’Iva dovuta per l’anno 2015 (quindi dal 2016 ) sono previsti l’obbligo di presentazione della dichiarazione Iva annuale in forma autonoma (pertanto non sarà più possibile includerla nel Mod. Unico) entro il mese di febbraio di ogni anno, e la conseguente eliminazione dell’obbligo di presentare la comunicazione dati Iva. La comunicazione Iva 2015, contenente i dati relativi all’anno 2014 , deve essere trasmessa in via telematica utilizzando il modello approvato dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 17.1.2011. I soggetti tenuti alla presentazione del modello di comunicazione annuale dati Iva e gli intermediari abilitati devono trasmettere i dati contenuti nella comunicazione secondo le specifiche tecniche approvate con il Provvedimento Agenzia delle Entrate del 15.1.2010. Per le istruzioni , invece, si deve fare riferimento a quelle nuove approvate con il Provvedimento 15.1.2015 .
Nuovo modello di dichiarazione d'intento
L’ art. 20, D.Lgs. 21.11.2014, n. 175 (cd. decreto «Semplificazioni fiscali») trasferisce in capo al cd. « esportatore abituale » l’obbligo di informare l'Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nella lettera d'intento . Per le operazioni da effettuare a partire dall’1.1.2015, gli esportatori abituali che intendono acquistare o importare senza applicazione dell’Iva debbono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione d’intento . La dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, va poi consegnata al fornitore o prestatore, oppure in Dogana. Pertanto, in base alle nuove disposizioni, l’esportatore abituale, dopo aver segnalato all’Agenzia delle Entrate i dati contenuti nella dichiarazione d’intento, invia al fornitore la lettera di intento trasmessa all'Agenzia delle Entrate, assieme alla copia della ricevuta di presentazione della stessa. Il fornitore da parte sua dovrà, una volta ricevuta la documentazione, controllare telematicamente l'avvenuta comunicazione alle Entrate da parte dell'esportatore abituale della lettera d'intento. La dichiarazione è presentata all’Agenzia delle Entrate in via telematica, direttamente, da parte dei soggetti abilitati a Entratel o Fisconline, o tramite i soggetti incaricati (co. 2-bis e 3 dell’art. 3, D.P.R. 22.7.1998, n. 322 [CFF6628] ).
La Legge di Stabilità 2015, modificando le disposizioni di cui all’art. 2, co. 2, D.L. 282/2002, conv. con modif. dalla L. 27/2003 [CFF5981] ha riaperto i termini per rideterminare il valore dei terreni e delle partecipazioni non quotate detenute da persone fisiche, società semplici o enti non commerciali nella propria sfera istituzionale alla data dell’ 1.1.2015 . Il nuovo valore deve risultare da un’apposita perizia redatta da un professionista e asseverata entro il 30.6.2015 . Inoltre, affinché la rivalutazione possa considerarsi perfezionata, è necessario versare entro il 30.6.2015 un’ imposta sostitutiva pari al 4% per le partecipazioni non qualificate e all’ 8% per le partecipazioni qualificate ed i terreni.
La L. 23.12.2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), pubblicata nel S.O. n. 99 alla G.U. 29.122014, n. 300, per effetto delle norme contenute nell'art. 1, co. 647, ha modificato radicalmente l'istituto del ravvedimento operoso (introdotto dall'art. 13, D.Lgs. 18.12.1997, n. 472 [CFF9476] ). Finalità della Legge di Stabilità 2015 è quella di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra il contribuente e l' Amministrazione finanziaria , anche in termini preventivi rispetto alle scadenze fiscali, finalizzate a semplificare gli adempimenti, stimolare l'assolvimento degli obblighi tributari e favorire l'emersione spontanea delle basi imponibili. Grazie alla Legge di Stabilità 2015, il ravvedimento operoso è stato reso più flessibile, ampliando l'ambito temporale entro cui è possibile avvalersi di questo strumento a decorrere dall’1.1.2015, limitando le cause ostative all'applicazione del ravvedimento operoso e apportando significative modiche alle sanzioni .
Agevolazioni prima casa: usucapione
L’ottenimento delle agevolazioni cd. « prima casa » (nota II-bis dell’art. 1, Tariffa, Parte I, D.P.R. 131/1986 [CFF101] ) sono subordinate al fatto che il contribuente rilasci, nell'atto di acquisto, una serie di dichiarazioni quali, ad esempio, di voler trasferire la sua residenza entro 18 mesi nel Comune ove è ubicato l'immobile oggetto di acquisto, di non possedere altra abitazione in tale Comune, di non essere proprietario di altre case di abitazione sull'intero territorio nazionale acquistate con l'agevolazione «prima casa». Con la R.M. 17.10.2014, n. 90/E, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, nell’ipotesi di acquisto per usucapione di beni immobili con domanda formulata, ex art. 1158, c.c., le dichiarazioni necessarie per fruire delle agevolazioni «prima casa», ove non già rese nella sentenza e negli atti del procedimento, potranno essere prodotte anche con un successivo atto integrativo . Il Fisco, dopo un lungo ed oscillante dibattito sia della prassi che della giurisprudenza di legittimità, conferma non solo la spettanza ma amplia anche le modalità di richiesta delle agevolazioni «prima casa» sugli immobili usucapiti, adottando l’interpretazione più estensiva.
Cessione licenza di taxi e accertamento induttivo
Prima di recuperare a tassazione una plusvalenza, è onere dell’Amministrazione finanziaria accertarsi se il trasferimento di ricchezza si è effettivamente realizzato . Occorre, perciò, escludere che si tratti di un atto a titolo gratuito che (insieme al trasferimento mortis causa ) non costituente realizzo di plusvalenza. Se, poi, la cessione è avvenuta tra padre e figlio, tale circostanza – quale elemento di fatto – avrebbe dovuto indurre la Ctr a maggiore attenzione circa le modalità con le quali la cessione si è concretamente realizzata. È, in sintesi, il contenuto dell’ordinanza 20533/2014 della Corte di Cassazione. Lo scritto non manca di sottolineare altersì che la giurisprudenza di merito ha riconosciuto che il trasferimento di una licenza di taxi deve essere configurato alla stregua di una cessione di azienda vera e propria (le «licenze», infatti, non si possono vendere, si ha solo diritto – eventualmente – alla voltura per effetto della cessione d’azienda).