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Timestamp: 2020-08-04 17:28:05+00:00
Document Index: 17551363

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 42', 'art. 10', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 11']

2.15 Servizi di sicurezza e attività di polizia - Relazione 1998 - 12 aprile... - Garante Privacy
2.15 Servizi di sicurezza e attività di polizia - Relazione 1998 - 12 aprile 1999
2.15 Servizi di sicurezza e attività di polizia
2.15.1 Trattamenti effettuati dal Ced del Dipartimento della pubblica sicurezza e dalle forze di polizia
La riforma della disciplina relativa ai trattamenti di dati effettuati dal Centro elaborazione dati del Dipartimento di pubblica sicurezza, operata con la l. n. 675/1996 (si veda l´art. 10 della l. n. 121/1981, come modificato dall´art. 42, comma 1, della l. n. 675/1996), ha portato a riconoscere agli interessati il diritto di accedere direttamente ai dati personali conservati presso lo stesso Ced, senza la necessità di motivare la richiesta e a prescindere dalla circostanza che l´erroneità, l´incompletezza o l´illecito trattamento dei dati emerga nel corso di un procedimento giurisdizionale o amministrativo.
Tale novità, consistente nell´eliminazione del necessario collegamento tra la pendenza di un procedimento e l´esercizio del diritto d´accesso (previsto invece nella vecchia formulazione dell´art. 10 della l. 1‚ aprile 1981, n. 121), ha determinato la necessità di fornire diversi chiarimenti, anche per l´anno 1998, nei confronti degli interessati che chiedevano l´intervento del Garante per accedere ai propri dati registrati nel Centro.
L´Autorità ha sollecitato in più occasioni i responsabili del Centro elaborazione dati a dare risposta, nei termini di legge, alle richieste pervenute (venti giorni: art. 42, comma 1, l. n. 675/1996). Nel corso di questa attività, il Garante ha constatato la collaborazione degli uffici dell´amministrazione del Ministero dell´interno, anche a livello periferico (spesso, infatti, la risposta agli interessati è stata fornita attraverso le questure), e una concordanza di opinioni sulla necessità di apportare alcune modifiche sostanziali alle procedure sino a ora adottate dal Dipartimento di Ps. Tali modifiche appaiono necessarie per i trattamenti dei dati personali svolti sia dal Centro elaborazione dati, sia da tutte le forze di polizia (anche presso queste ultime il Garante ha svolto alcuni accertamenti, ai sensi degli artt. 31 e 32 della l. n. 675/1996), auspicandosi una loro introduzione attraverso i decreti delegati che dovranno essere emanati entro la fine di luglio 1999 (in attuazione dell´art. 1, comma 1, lettera i) della legge delega n. 676/1996, e della l. n. 344 del 6 ottobre 1998).
Nei provvedimenti adottati in questa materia, il Garante ha avuto modo di richiamare l´attenzione delle pubbliche autorità sulla portata dei princìpi sanciti dall´art. 9 della l. n. 675/1996 che trova applicazione, come è noto, anche nei confronti dei trattamenti svolti dai predetti soggetti (art. 4, comma 2, della stessa l. n. 675/1996) e, in particolare, sulla previsione relativa al periodo di conservazione dei dati contenuta al comma 1, lett. e) dello stesso articolo).
Va ricordato, a tale proposito, che la legge sulla privacy è la prima normativa italiana che riconosca e tuteli pienamente il diritto all´oblio, rimasto finora oggetto di frammentate pronunce della giurisprudenza e di un attento studio da parte della dottrina.
In base alle disposizioni contenute nell´art. 9 della legge, l´interessato ha quindi non solo il diritto di richiedere che i propri dati siano pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite, ma anche quello di poter esercitare, ove possibile, il proprio "diritto all´oblio", ossia il diritto che certi avvenimenti della propria vita, e situazioni personali non siano più oggetto di un trattamento di dati (nei limiti previsti dalla legge).
In linea con l´intento innovativo del legislatore del 1996, il Garante ha più volte evidenziato alle forze di polizia destinatarie dei propri interventi, l´importanza di tenere conto dei princìpi sopra esposti e, in particolare, di aggiornare i dati personali conservati nelle proprie banche dati, nonché di eliminare quei dati che risultino eccedenti rispetto alle finalità perseguite.
Il "diritto all´oblio" dell´interessato deve essere infatti tutelato specie quando avvenimenti quali il decorso del tempo (che a volte impone di non considerare più come reato l´illecito compiuto), o l´intervento di una sentenza di assoluzione dell´interessato, facciano mutare la posizione del singolo individuo, eliminando la necessità di detenere ulteriormente determinati dati.
2152 Archivi NSIS, Schengen e SIRENE
In base alla decisione dell´Autorità di controllo comune di Schengen del dicembre 1997, il Garante ha effettuato una verifica sulle misure di sicurezza adottate dal N.SIS e dall´ufficio SIRENE del Dipartimento della pubblica sicurezza, riferendone alla competente commissione parlamentare di controllo nel corso dell´audizione tenutasi il 12 marzo 1998.
Nel corso dell´anno, inoltre, il Garante ha ricevuto cinque richieste di verifiche da effettuare negli archivi N.SIS ai sensi dell´art. 11 della l. 30 settembre 1993, n. 388, di ratifica dell´Accordo e della Convenzione di Schengen, al fine di accertare l´eventuale presenza negli archivi di dati personali dei soggetti interessati - tutti cittadini non appartenenti a Paesi dello spazio Schengen - e la legittimità dei relativi trattamenti alla stregua dei princìpi contenuti nella richiamata Convenzione e nella l. n. 675/1996.
Delle richieste pervenute, tre sono state inoltrate per il tramite dell´Autorità nazionale di controllo francese (CNIL), una dall´Autorità ellenica e una direttamente dall´interessato.
2153 Servizi di sicurezza
Le particolari caratteristiche e l´esito delle verifiche svolte all´inizio del 1998 hanno già avuto trattazione anticipata nella Relazione per l´anno 1997.
L´analisi delle peculiari implicazioni poste dal rapporto per la protezione dei dati e l´attività dei servizi di informazione e di sicurezza prosegue in maniera proficua e ha trovato un momento di sintesi nel mese di ottobre, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell´anno accademico 1998-1999 della Scuola di Addestramento del SISDE e del discorso inaugurale che il Presidente dell´Autorità è stato invitato a svolgere su questi temi alla presenza del Ministro dell´interno e delle altre autorità presenti.