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Timestamp: 2019-10-21 13:24:26+00:00
Document Index: 14688199

Matched Legal Cases: ['art. 93', 'art. 132', 'art. 93', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 93', 'art. 213', 'art. 98', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 7', 'art. 93', 'art. 7', 'art. 213', 'art. 214', 'art. 50', 'art. 7', 'art. 1', 'sentenza ']

Associazione Marco Polo - Pagina 3 di 32 - Movimento Associativo Responsabili e Comandanti di Polizia Locale
Note alle modifiche apportate alle norme sulla circolazione in Italia di veicoli con targa estera
del Dr. Antonio BASILE – Polizia Locale Foggia
Come è noto, con la conversione definitiva del d.L. 04/10/2018, n° 113, a seguito dell’approvazione e pubblicazione della L. 01/12/2018, n° 132, sono state introdotte notevoli novità in tema di circolazione di veicoli con targa estera nel territorio italiano.
La novella, introducendo il divieto di circolazione per i veicoli stranieri (e con il termine “stranieri” si vuole indicare qualsiasi provenienza estera: intra-extracomunitario, SEE) e nella disponibilità di persone che abbiano stabilito la propria residenza in Italia da più di 60 giorni, rivolge altresì il divieto alle persone giuridiche che, nonostante costituite all’estero, abbiano una propria sede in Italia.
Giova precisare che le novità vanno lette in combinazione dispositiva tra quanto è stato ulteriormente introdotto all’art. 93 del Codice della Strada in tema di immatricolazione veicolare in genere e all’art. 132 in materia di circolazione di veicoli immatricolati all’estero.
E’ pur vero inoltre che, al fine di chiarire taluni e principali aspetti normativi, il M.I.T. ha indirizzato specifica circolare esplicativa[1] ai propri Direttori Generali, al Ministero dell’Interno – Servizio di Polizia Stradale e all’Agenzia delle Entrate, impartendo indicazioni pratiche ed operative circa l’applicazione della nuova disciplina.
Vediamo i punti salienti del documento:
Innanzitutto, per non incorrere nell’apparato sanzionatorio di cui all’art. 93/1°c. quater del C.d.S. sarà pertanto necessario
Procedere all’immatricolazione in Italia del veicolo estero-vestito;
In alternativa, che lo stesso venga condotto oltre confine tramite preventivo rilascio del foglio di via di cui all’art. 99 stesso codice.
Il M.I.T. all’uopo, ha diramato le seguenti modalità operative:
SOGGETTI CHE POSSONO RICHIEDERE L’IMMATRICOLAZIONE O IL FOGLIO DI VIA:
possono richiedere l’immatricolazione unicamente gli intestatari della carta di circolazione estera
IMMATRICOLAZIONE IN ITALIA:
si applicano le procedure sulle cosiddette “nazionalizzazioni”[2], ivi comprese quelle sull’obbligo dell’IVA. Pertanto l’immatricolazione avviene solo qualora vi sia corrispondenza tra il soggetto intestatario e colui che ha interesse a nazionalizzare; non sono previste deroghe:
Si precisa all’uopo la necessità
di cancellazione del veicolo dai registri esteri;
non risulti di provenienza furtiva;
non sia oggetto di appropriazione indebita;
sia in regola con gli obblighi di revisione;
abbia assolto alle verifiche tecniche di visita e prova finalizzate alla nazionalizzazione.
RILASCIO DEL FOGLIO DI VIA:
in caso non sussistano le possibilità di immatricolazione/nazionalizzazione, ovvero l’avente titolo non abbia tali intenzioni, al fine di poter condurre il veicolo oltre frontiera sorge la necessità in capo allo stesso di richiedere il citato foglio di via (e targa provvisoria), a norma dell’art. 99 C.d.S., previa consegna della carta di circolazione e delle targhe estere.
Si ricorda infine che il foglio di via non potrà essere rilasciato qualora il veicolo non sia in regola con gli obblighi della revisione periodica.
RITIRO DELLA CARTA DI CIRCOLAZIONE DA PARTE DEGLI ORGANI DI POLIZIA:
qualora venga accertata la circolazione in difformità all’art. 93/7°c. bis e 135/5°c., gli organi di polizia stradale procedono al ritiro del documento di circolazione e l’inoltro dello stesso all’U.M.C. competente del territorio, ordinando l’immediata cessazione della circolazione ed il suo deposito e trasporto in luogo non soggetto a pubblico passaggio. Si applicano, in quanto compatibili, le procedure di cui all’art. 213 del C.d.S.
Da tale data, l’avente titolo avrà il termine di 180 giorni per la regolarizzazione della propria posizione, con le modalità come sopra riportate, trascorsi i quali il veicolo sarà sottoposto a confisca secondo le consuete procedure di cui al capo I, sezione II, del titolo VI C.d.S..
A tal fine, l’organo procedente avrà cura di trasmettere dettagliata comunicazione alla Prefettura competente per territorio e, per conoscenza, all’UMC.
TARGA PROVA:
Infine Il Dicastero ricorda l’impossibilità di circolazione verso confine con l’ausilio di targa prova, implicante altresì violazioni alle specifiche previsioni di cui all’art. 98 del C.d.S.
Tuttavia, in forza di accordi bilaterali precedentemente stipulati, si ricorda la liceità di circolazione, ed a condizione di reciprocità, con targa prova emessa dai seguenti paesi: Austria, Repubblica Federale Tedesca e Repubblica di San Marino.
[1] M_INF.MOT.REGISTRO UFFICIALE.U.0033292.20-12-2018
DECRETO SICUREZZA: SINTESI NOVITA’ di Antonio Basile
di Sovr. C. Dr. Antonio BASILE – POLIZIA LOCALE FOGGIA
Con la Legge 01/12/2018, n° 132 il d.L. 04/10/2018, n° 113 è stato convertito, con modificazioni, in legge.
Il provvedimento reca disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
Le nuove disposizioni, oltre ad incidere in modo consistente sulle norme riguardanti l’immigrazione e i rifugiati, dettano procedure meno estensive circa l’interpretazione e la discrezionalità nella concessione dei permessi.
Tra le misure, ad esempio, sono stati disposti tempi di rimpatrio dei cittadini stranieri che non hanno titolo per il soggiorno nel nostro paese con un massimo di 180 giorni di permanenza negli appositi centri invece degli attuali tre mesi.
E’ previsto il diniego o la revoca della protezione internazionale accordata ai rifugiati in caso di ipotesi delittuose di particolare gravità, quali, ad esempio, violenza sessuale, traffico di stupefacenti, violenza a pubblico ufficiale, rapina.
Viene prevista la revoca della cittadinanza a carico dello straniero che l’ha ottenuta, qualora sia minacciata la sicurezza nazionale: è il caso di coloro che siano stati condannati per gravi reati commessi con finalità di terrorismo e/o eversione.
I tempi per la concessione della cittadinanza in caso di matrimonio vengono raddoppiati, rendendo all’uopo necessaria la conoscenza della lingua italiana.
I cosiddetti SPRAR gestiti dai Comuni saranno destinati soltanto agli stranieri titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati.
Dopo le note vicende europee, gli esercenti di attività di noleggio avranno l’obbligo di comunicare al CED i dati riguardanti i richiedenti il noleggio. Quest’ultimo raffronterà i dati con quelli già inseriti e, laddove emergano circostanze di rilievo, le stesse saranno segnalate alle forze dell’ordine.
L’ottemperanza ai provvedimenti restrittivi emanati in tal senso a carico degli stalkers, potrà essere controllata anche con strumenti elettronici (es.: braccialetto).
TASER ALLA POLIZIA LOCALE
In fase sperimentale, la Polizia Locale potrà essere dotata di dispositivo ad impulsi elettrici.
Inoltre, viene esteso ai predetti operatori l’accesso al CED, per motivi di polizia.
Sono state aggravate le pene per il reato di invasione di edifici, che diventa perseguibile d’ufficio qualora, a partecipare allo stesso, siano più di cinque persone e/o persone palesemente armate.
REATO DI ACCATTONAGGIO MOLESTO
Dopo l’art. 669 del c.p. è stato aggiunto l’art. 669bis rubricato quale “esercizio molesto dell’accattonaggio”: la novella punisce penalmente l’attività di accattonaggio posta in essere con modalità vessatorie e/o tali, simulando deformità o malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare l’altrui pietà.
Non passa inosservata neanche la novità introdotta all’art. 7/15° c. bis del Codice della Strada, che punisce la recidiva dei cosiddetti parcheggiatori abusivi e/o di chi impiega minori nella predetta attività illecita, con la pena dell’arresto da sei mesi ad un anno e l’ammenda da 2.000 a 7.000 euro.
Dopo il primo comma dell’art. 93 del Codice della Strada è stato aggiunto il comma 1bis con il quale viene previsto il divieto di circolazione con un veicolo immatricolato all’estero da parte di chi abbia stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni. Le eccezioni riguardano i veicoli di cui al 1°comma ter ovvero veicoli in leasing o in locazione senza conducente, veicoli concessi in comodato a persona residente in Italia e legato con un’impresa UE o SEE da rapporto di lavoro o di collaborazione. In caso di violazione, si applicano le sanzioni previste dal comma 7bis del medesimo articolo (da € 712 a € 2.848), che prevede altresì la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo; mentre in caso di violazioni delle disposizioni del leasing e/o del comodato, quelle di cui all’art. 7ter (da € 250° € 1.000 e sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo).
CIRCOLAZIONE CON VEICOLO SOTTOPOSTO A SEQUESTRO AMMINISTRATIVO – ART. 213 CODICE DELLA STRADA
L’articolo in questione è stato completamente riscritto allo scopo di snellire le procedure connesse al sequestro amministrativo, con l’ulteriore fine di ridurre al minimo i tempi di giacenza dei veicoli presso terzi. Nel rinforzare il concetto di affidare il veicolo in primis al custode-proprietario (viene abrogato infatti il comma 2quinquies dell’art. 213), a norma del comma 8, viene invece inasprita la sanzione amministrativa per il custode-proprietario che circoli o permetta la circolazione del veicolo sottoposto a sequestro (sanzione da € 1988 a € 7.953); il tal caso il veicolo sarà immediatamente rimosso e affidato ai soggetti di cui all’art. 214bis (custode-acquirente) a cui sarà trasferito in proprietà, senza oneri per l’erario.
Ampliato il potere di Ordinanza dei Sindaci (art. 50 d. Lgs. 267/2000): l’amministratore locale potrà emanare provvedimenti, motivati, che vanno ad incidere sull’orario di apertura degli esercizi commerciali che vendono e/o somministrano bevande alcoliche e superalcoliche, anche in quelli non particolarmente interessati da “fenomeni di aggregazione notturna”. Si evidenzia all’uopo l’aggravamento delle sanzioni in caso di inottemperanza a siffatte ordinanze e a quelle comunque emanate a norma dell’art. 7bis del T.U., che oggi vanno da un minimo di € 500 ad un massimo di € 5.000; è prevista inoltre la sospensione dell’autorizzazione amministrativa in caso di recidiva nel biennio.
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Bilancio, Contabilità e Tributi Il riaccertamento straordinario-bis: novità operative. Dott. Pietro Paolo Mauro
IL RIACCERTAMENTO STRAORDINARIO BIS
NOVITA’ OPERATIVE
A cura del dott. Pietro Paolo Mauro
Sul riaccertamento straordinario bis, di cui all’art. 1, comma 848, della legge 205/2017, il ministero ha diramato le istruzioni operative con un decreto a firma del ministro dell’Economia, pubblicato sul sito istituzionale alla sezione “Arconet”.
Il provvedimento prevede, per i comuni che non hanno deliberato il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi e per quelli per i quali le sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti, oppure i servizi ispettivi del MEF, hanno accertato la presenza di gravi irregolarità nell’adempimento, accertando la presenza di ulteriori residui risalenti agli esercizi antecedenti il 2015 e non correttamente accertati in sede di riaccertamento straordinario, che devono provvedere, unitamente all’approvazione del rendiconto 2017, al riaccertamento straordinario al 31/12/2017 per i residui provenienti dalla gestione 2014.
Il decreto traccia anche la tempistica e le modalità operative che passano attraverso la cancellazione definitiva dei residui attivi e passivi antecedenti all’esercizio 2015, cui non corrispondono obbligazioni perfezionate, nonché quelli cui non corrispondono obbligazioni giuridicamente perfezionate scadute alla data del 31/12/2017. Dette operazioni determinano anche la variazione del fondo pluriennale vincolato di entrata e di uscita dell’esercizio 2018.
Inoltre occorre rideterminare anche gli accantonamenti al fondo crediti di dubbia esigibilità e quelli relativi ad altri eventuali accantonamenti, con la conseguente variazione del risultato di amministrazione al 1° gennaio 2018.
Nel caso in cui, a seguito del riaccertamento straordinario, di cui al comma 2 del decreto, i residui passivi reimputati ad un esercizio sono di importo superiore alla somma del fondo pluriennale vincolato stanziato in entrata e dei residui attivi reimputati al medesimo esercizio, tale differenza può essere finanziata con le risorse dell’esercizio o costituire un disavanzo tecnico da coprirsi, nei bilanci degli esercizi successivi con i residui attivi reimputati a tali esercizi eccedenti rispetto alla somma dei residui passivi reimputati e del fondo pluriennale vincolato di entrata. Nella situazione inversa, dove è maggiore la presenza di residui attivi reimputati, la differenza positiva è vincolata alla copertura dell’eventuale eccedenza degli impegni reimputati agli esercizi successivi, rispetto alla somma del fondo pluriennale vincolato di entrata e dei residui attivi. Per concludere, nel bilancio di previsione in cui si verifica tale ultima differenza, è effettuato un accantonamento di pari importo agli stanziamenti di spesa del fondo pluriennale vincolato.
Il provvedimento con cui si determina il riaccertamento straordinario di cui innanzi, è un unico atto deliberativo di Giunta.
L’eventuale maggiore disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario è ripianato secondo le modalità previste dal Dm del 2 aprile 2015, a decorrere dall’esercizio 2018, con delibera di Consiglio Comunale.
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Si ringrazia la redazione per la gentile concessione.
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LOMBARDIA: Vanzago, da Regione fondi per straordinari della Polizia Locale
Stanziati 160 mila euro: maggiore sicurezza nei comuni del territorio (Fonte: https://www.ticinonotizie.it)
VANZAGO – Approvato dalla Giunta regionale lo schema di accordo di collaborazione per gli interventi integrati di sicurezza urbana da attuare nel territorio dell’area metropolitana di Milano da parte dei Comuni nei mesi di novembre e dicembre. Nel merito è intervenuto il Consigliere regionale della Lega al Pirellone Simone Giudici (foto in basso). È una buona notizia – afferma Simone Giudici – perché il nostro Ente ha messo a disposizione dei Comuni dell’area milanese 160 mila euro per finanziare gli straordinari della Polizia locale. Fra questi Comuni anche quello di Vanzago usufruirà dei fondi stanziati dalla Lombardia, dedicati a potenziare gli interventi per la sicurezza dei cittadini.
A questo proposito mi auguro vivamente che almeno in questo caso il Sindaco Sangiovanni, che recentemente è entrato in polemica con Regione Lombardia per il caso del pediatra, strumentalizzando anche la cosa con una raccolta firme, riconosca una volta tanto il buon operato della Giunta Fontana. Le risorse in questione – precisa l’esponente del Carroccio – serviranno ad ampliare le attività preventive svolte dalle Polizie locali dei Comuni, per migliorare le condizioni generali di sicurezza del territorio, mediante attività di pattugliamento, di sicurezza stradale, di polizia ambientale e per la vigilanza del patrimonio pubblico. Il progetto – conclude Simone Giudici – riguarda i mesi di novembre e dicembre e i fondi messi a disposizione dalla Regione serviranno per l’impiego di personale della Polizia locale oltre l’orario ordinario di lavoro.”
Condannata anche la sua vice. Ai due ex funzionari della polizia locale è stato contestato di avere, di propria iniziativa, prima firmato e poi annullato il periodo di prova di apparecchi autovelox nella trafficatissima tangenziale della città veneta. I giudici: “Numerose e grossolane sono le negligenze rinvenibili nel complessivo comportamento tenuto” Fonte : IlFattoQuotidiano.it articolo di Giuseppe Pietrobelli
La super multa questa volta ha colpito il comandante dei vigili. E non si tratta di una cifra da poco, perché Antonio Paolocci, ex comandante della polizia urbana di Padova, dovrà versare 800mila euro all’Erario. Lo ha stabilito la sezione veneta della Corte dei Conti, concludendo una vicenda che era cominciata quattro anni e mezzo fa.
Paolocci, che adesso è funzionario nel Comune di Cittadella, è rimasto nelle sue funzioni nel periodo in cui era sindaco di Padova il leghista Massimo Bitonci (già sindaco di Cittadella). Ma la sentenza riguarda anche la sua vice, Maria Luisa Ferretti, attualmente impiegata all’Ufficio anagrafe di Padova. Il danno erariale riguarda 112mila multe che vennero annullate di iniziativa del comandante. Un pasticcio che risale all’autunno 2014 e che aveva portato la Guardia di Finanza a quantificare il danno in 3 milioni di euro. Ma la somma, ai fini della responsabilità, è stata ridotta a meno di un terzo.
Ai due ex funzionari della polizia locale è stato contestato di avere, di propria iniziativa, prima firmato e poi annullato il periodo di prova di apparecchi autovelox nella trafficatissima tangenziale di Padova. La condanna della Ferretti è di risarcire solo 10mila euro, mentre per Paolocci assieme le dimensioni di una autentica stangata. Il periodo a cui risalgono le multe azzerate va dal 3 novembre all’8 dicembre 2014. In precedenza si era svolto un periodo di pre-esercizio che però era stato dichiarato concluso il 3 novembre 2014 con l’accensione di otto postazioni. Ma il 9 dicembre la Ferretti, su ordine del suo capo, aveva firmato un provvedimento che revocava l’entrata in funzione ufficiale e stabiliva di proseguire la fase di prova. Di conseguenza erano state annullate 112mila multe. Gli autovelox erano poi stati accesi definitivamente il 2 febbraio 2015.
I giudici amministrativi motivano le condanne sostenendo che Paolocci e Ferretti avrebbero dovuto attenersi a vincoli di correttezza amministrativa che non furono rispettati, di qui la sanzione. Ecco un passaggio delle motivazioni: “Il comportamento del comandante non sembra affatto improntato a quella ligia e rigorosa osservanza delle norme rappresentata dalla difesa. Numerose e grossolane, in rapporto alla posizione rivestita e al livello di responsabilità ad essa connesso, sono le negligenzerinvenibili nel complessivo comportamento da lui tenuto”.
I giudici sostengono che vi furono da parte di Paolocci, ”indebite ingerenze” prima ancora “dell’assunzione formale dell’incarico” e che “risulta privo di legittima giustificazione e giuridica ragione l’aver ordinato che l’atto di revoca del 9 dicembre fosse sottoscritto, anziché dal medesimo, dalla dottoressa Ferretti, nonostante si trattasse senza dubbio alcuno di un atto di propria competenza, avendo egli assunto la funzione di comandante il 15 novembre del 2014, con la relativa responsabilità del settore”. Secondo la Corte dei Conti, “Paolocci ha tenuto un comportamento quantomeno gravemente negligente anche sotto altro profilo, avendo egli scelto di non formalizzare un atto di autotutela”. L’ex comandante è indagato per abuso d’ufficio e corruzione in una vicenda di assegnazioni e appalti che risale al biennio 2014-2016.