Source: https://it.scribd.com/document/81171800/Diritto-Pubblico-Cap-9-Il-parlamento
Timestamp: 2019-09-21 02:25:36+00:00
Document Index: 17975827

Matched Legal Cases: ['art.65', 'art.59', 'art.77', 'art.55', 'art.67', 'art.68', 'art.82', 'art.64', 'art.72', 'art.77', 'art.92', 'art.94', 'sentenza ']

Diritto Pubblico Cap.9-Il parlamento | Parliament | Parliamentary Immunity
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Il parlamento Alle origini dei parlamenti I parlamenti di oggi sono organi assai diversi rispetto a quelli cui fu,
per la prima volta, dato quel nome. I primi parlamenti erano riunioni di baroni e nobili, allora gli unici interlocutori del re, che questi convocava a parlamento per consultarli, per chiedere loro risorse, per comunicare le sue decisioni, per rendere giustizia. Si trattava di incontri occasionali, senza periodicit n durata definite, e all'inizio senza garanzie per chi vi partecipava. La trasformazione di queste assemblee in qualcosa di vagamente simile a ci che noi conosciamo avvenne dapprima in Inghilterra e dur vari secoli. La nascita del parlamento moderno (che si proclamava sovrano), si pu far risalire a quando il parlamento inglese conquist il potere di stabilire l'ordine di successione al trono (nel 1701). Gi da tre secoli, in Inghilterra, esso si era diviso in due camere assumendo carattere bicamerale. Nel corso del Settecento il parlamento inglese afferm poco a poco un suo potere fondamentale: quello di influire sulla scelta, da parte del re, dei ministri e in particolare del primo ministro. Fino a buona parte dell'Ottocento, si tratt pur sempre della rappresentanza di una parte limitatissima della societ; nel XX secolo, col suo progressivo allargamento sfoci nel suffragio universale (prima maschile e poi anche femminile). Col suffragio universale, i parlamenti diventarono assemblee espressione di tutta la societ e crocevia istituzionale dello stato democratico di derivazione liberale. A partire dall'Inghilterra, i parlamenti affermarono tutti, sia pure in forme e tempi diversi, il potere di influire sulla formazione dell'esecutivo. Fino al punto in cui il regime monarchico costituzionale, dopo la lunga fase dualista, divent regime parlamentare di tipo monista perch l'esecutivo dipendeva ormai, prima di tutto, dal rapporto fiduciario instaurato col parlamento. Il suffragio universale, la democratizzazione delle istituzioni, il ruolo assunto dai partiti politici, tuttavia, finirono col ridimensionare il ruolo delle assemblee rappresentative e la loro capacit di essere davvero la sede che decide le sorti del governo. Progressivamente, la stessa funzione legislativa venne ridimensionata, sia a vantaggio del potere normativo dell'esecutivo sia, di recente, a vantaggio di autorit di regolazione aventi natura solo indirettamente rappresentativa. Intanto l'affermarsi dello stato costituzionale, caratterizzato da una costituzione rigida e dal controllo di costituzionalit, limitava il potere normativo del parlamento che non pot pi dirsi 'sovrano'.
Il parlamento in Italia fino alla costituente Quale previsto dalla Costituzione del 1948, il nostro Parlamento il diretto erede del Parlamento dell'Italia monarchica il quale, a sua volta, altro non era che il Parlamento subalpino istituito dallo Statuto del 1848. Quello statutario era un parlamento bicamerale costituito di una camera sede della rappresentanza nazionale (la Camera dei deputati) e di una camera tutta di nomina regia (il Senato). Gli estensori dello Statuto del Regno di Sardegna, pensarono al Parlamento come bicameralismo differenziato (i due rami avevano funzioni differenti), ma anche tendenzialmente paritario (cio che un ramo non dovesse prevalere sull'altro). Tuttavia, sin dall'inizio, la forza del principio rappresentativo si fece sentire: infatti, fu sempre alla Camera dei deputati che i governi si rivolsero per ottenere sostegno politico, fu dunque con essa sola che essi instaurarono il rapporto fiduciario, mentre si applicava la regola secondo la quale 'il Senato non fa crisi'. Inoltre, sin dalla seconda met del XIX secolo, furono quasi sempre i governi a suggerire al re le personalit da nominare senatori. Si pu dire senz'altro che il bicameralismo statuario fu, alla resa dei conti, non paritario e diseguale (oltre che differenziato). Durante il fascismo il Parlamento conobbe prima l'asservimento al capo di governo e al partito nazionale fascista, poi la soppressione della Camera dei deputati, trasformata in Camera dei fasci e delle corporazioni, organo non pi espressione del corpo elettorale ma di nomina governativa e
partitica. Quando all'Assemblea Costituente si pose la questione di come organizzare il futuro parlamento, alcune forze politiche ritenevano che una delle due camere dovesse diventare la sede di rappresentanza delle nuove autonomie territoriali. Altre forze, invece, ritenevano che sede della rappresentanza potesse essere una sola camera. Gli uni volevano un parlamento monocamerale, gli altri un parlamento bicamerale. Costoro, a loro volta, si dividevano su quale bicameralismo introdurre. Il compromesso fu raggiunto dando ragione a coloro che volevano due camere, ma tacitando nel contempo i timori dei monocameralisti con la scelta di rendere sia la Camera dei deputati sia il Senato della Repubblica espressione della sovranit popolare. Se tutte e due le camere avrebbero dovuto essere espressione della volont del popolo, come si poteva pensare di conferire ad esse compiti diversi? Ecco come si spiega la natura di bicameralismo paritario e indifferenziato, ovvero anche, secondo la formula tradizionale, perfetto.
Come composto il parlamento italiano Il Parlamento italiano un organo costituzionale complesso perch formato da due Camere: la Camera dei deputati (630 membri, tutti eletti dai cittadini che abbiano compiuto 18 anni) e il Senato della Repubblica (315 membri, eletti dai cittadini che abbiano compiuto 25 anni; pi un ristretto numero di senatori a vita, di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica per altissimi meriti in campo sociale, scientifico, artistico e letterario; e tutti coloro che siano stati presidenti della Repubblica, salvo che vi rinuncino). L'elezione avviene a suffragio universale diretto. Riguardo l'elettorato passivo, possono essere eletti tutti i cittadini che abbiano compiuto nel giorno delle elezioni i 25 anni per la Camera dei deputati e i 40 anni per il Senato della Repubblica, e che siano elettori, i quali cio non siano incorsi in una limitazione del diritto di voto. La legge ex art.65 Cost. comma 1, prevede casi di incompatibilit e di ineleggibilit. In termini generali, sussiste incompatibilit quando la legge vieta di detenere contemporaneamente due cariche; si parla di ineleggibilit quando il cittadino, in ragione della carica o dell'ufficio che ricopre al momento della candidatura o che aveva ricoperto entro termini stabiliti dalla legge, non pu essere eletto. Quanto ai senatori a vita, essi hanno inciso poco. La durata della carica presidenziale di 7 anni e il fatto che pu essere eletto solo chi abbia compiuto 50 anni fa s che i senatori ex presidenti della Repubblica siano pochi. Quanto quelli di nomina presidenziale, l'art.59 Cost., stato interpretato nel senso che essi devono essere in tutto cinque, e non che ciascun presidente durante il proprio mandato ne possa comunque nominare cinque. I 12 deputati e i 6 senatori eletti nelle circoscrizioni estero rappresentano i cittadini che non risiedono in Italia. In questo modo si inteso rendere effettivo quel diritto che, in quanto cittadini, i residenti all'estero avevano sempre avuto, ma che difficilmente potevano esercitare a causa della necessit di sottoporsi a un viaggio spesso oneroso.
La durata in carica Le Camere durano in carica 5 anni e non possono essere prorogate se non per legge solo nel caso in cui il paese sia in stato di guerra. I poteri delle Camere sono prorogati fino al momento in cui non si riuniscono le nuove Camere: ci allo scopo di far s che sia in ogni caso garantita la continuit dell'esercizio delle funzioni parlamentari. Non si pensi all'attivit ordinaria, ma per esempio, al caso in cui il governo adotti un decreto legge: deve quindi presenta alle Camere il disegno di legge il giorno stesso, anche se le Camere sono sciolte (art.77 Cost.). Spetter poi ad esse valutare se procedere subito o se lasciare che se ne occupino le prossime Camere (con il rischio che il decreto decada). Questo istituto si chiama prorogatio e serve a coprire il vuoto che potrebbe verificarsi nell'esercizio di funzioni affidate a organi per i quali l'ordinamento prevede la periodica sostituzione delle persone fisiche. Le Camere (una o entrambe) possono essere sciolte in anticipo.
Il parlamento in seduta comune Il Parlamento in seduta comune, formato dai membri delle due Camere, si riunisce nell'aula della Camera dei deputati, ai soli scopi gi definiti dall'art.55 Cost. comma 2. Le funzioni affidate al Parlamento in seduta comune sono quasi esclusivamente elettive. Il Parlamento in seduta comune: elegge, con il concorso dei delegati regionali, il presidente della Repubblica e assiste al suo giuramento; lo pu mettere in stato di accusa; elegge un terzo dei componenti del Consiglio superiore della magistratura; elegge un terzo dei componenti della Corte costituzionale nonch i 45 cittadini fra i quali estrarre i giudici aggregati ai fini del giudizio d'accusa contro il presidente della Repubblica.
Il Parlamento in seduta comune presieduto dal presidente della Camera; da ufficio di presidenza funge quello della Camera; anche il regolamento quello della Camera. L'organo vota sempre e solo a maggioranza qualificata.
La disciplina costituzionale delle due camere L'organizzazione e il funzionamento delle due Camere sono disciplinati da fonti costituzionali e da fonti di autonomia parlamentare: il complesso di tali disposizioni, delle consuetudini e delle prassi instauratesi costituiscono il diritto parlamentare. Le regole fondamentali del diritto parlamentare sono stabilite dalla Costituzione. Esse sono le seguenti: ciascuna camera elegge fra i suoi componenti presidente ed ufficio di presidenza; ciascuna camera adotta il proprio regolamento e lo fa a maggioranza assoluta dei propri componenti. Organizzazione e funzionamento di ciascuna camera sono oggetto di una riserva di regolamento parlamentare, nel senso che si tratta di materie che non possono essere disciplinate da altra fonte di rango sub-costituzionale; le sedute sono sempre pubbliche, a meno che non sia deliberata la seduta segreta (prassi rarissima); per ogni seduta vengono redatti un processo verbale e i resoconti sia in forma sintetica (sommari) sia in forma integrale (stenografici); le decisioni sono di norma assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti (chiamata quorum funzionale) purch sia presente la maggioranza dei componenti di ciascuna assemblea (chiamata quorum strutturale o numero legale); quando manca il numero legale, le deliberazioni non sono valide. Il quorum funzionale per l'approvazione di una proposta quello della maggioranza semplice, costituita dalla met pi uno di coloro che votano, salvo che la Costituzione preveda una maggioranza pi ampia, cio qualificata. La pi piccola delle maggioranze qualificate quella assoluta (met pi uno di coloro che compongono il collegio). Alla Camera, coloro che, presenti, dichiarano di astenersi non vengono considerati al fine di stabilire se il quorum funzionale stato raggiunto; mentre al Senato vengono considerati; i componenti del governo hanno diritto di assistere alle sedute e di essere ascoltati ogni volta che lo richiedano; hanno l'obbligo di farlo se richiesti, secondo le regole classiche dei regimi parlamentari fondati sul rapporto fiduciario.
La Costituzione disciplina poi il complesso di diritti e doveri che formano il nucleo dello specifico status giuridico dei parlamentari: non si pu appartenere ad entrambe le Camere; i titoli in base ai quali una persona diventa parlamentare e il sopraggiungere nel corso del
mandato di cause di ineleggibilit o incompatibilit sono giudicati dalle stesse Camere, ciascuna per i propri membri; ogni parlamentare rappresenta l'intera nazione ed esercita le sue funzioni senza rispondere ad altri della propria coscienza. L'esclusione di vincoli di mandato (art.67 Cost.) una di quelle previsioni ereditate dall'epoca classica del costituzionalismo, quando si voleva affermare il superamento della divisione della societ in classi e corporazioni; ogni parlamentare riceve un'indennit stabilita per legge. La misura dell'indennit stabilita dall'ufficio di presidenza di ciascuna camera, entro un tetto che per legge lo stipendio dei magistrati con funzioni di presidente di sezione della Corte di cassazione; ogni parlamentare gode di una serie di immunit (art.68 Cost.). Le immunit si distinguono in: a)insindacabilit: per come votano e per ci che dicono nell'esercizio delle loro funzioni i parlamentari non possono essere in alcun modo chiamati a rispondere; b)inviolabilit: i parlamentari non possono subire alcuna forma di limitazione della libert personale, a meno che la camera di appartenenza non la autorizzi. Al riguardo esistono delle eccezioni:I)il caso in cui il parlamentare sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale l'arresto in flagranza obbligatorio;II)il caso in cui abbia subito una condanna passata in giudicato: in precedenza occorreva un'autorizzazione anche solo per procedere conto un parlamentare, oggi, il magistrato procede contro un parlamentare come contro qualsiasi altro cittadino.
Lorganizzazione delle camere Le due Camere sono organizzate in modo sostanzialmente uguale. Gli organi delle due Camere sono: I)il presidente dellassemblea ha il compito di rappresentare allesterno la camera e di assicurare sia il corretto e ordinato svolgimento dei suoi lavori sia il buon andamento dellamministrazione interna; fa osservare il regolamento e dirige le sedute; coadiuvato da alcuni vicepresidenti e, per le funzioni amministrative, dai questori; per il processo verbale assistito dai segretari; il presidente eletto a maggioranza qualificata; II)lufficio di presidenza (al Senato consiglio di presidenza), composto in modo da rappresentare tutti i gruppi parlamentari, ha compiti amministrativi, compiti attinenti alla disciplina interna e compiti di natura politico-organizzativa. Lufficio di presidenza ha potere normativo relativamente a tutto ci che riguarda lamministrazione, la contabilit e il bilancio interni; III)la conferenza dei presidenti dei gruppi (dei capigruppo) assiste il presidente in relazione a tutto ci che riguarda lo svolgimento dei lavori dellaula e delle commissioni. E composta dai presidenti di tutti i gruppi parlamentari e il governo pu sempre inviarvi un proprio rappresentante. In particolare decide il programma dei lavori, il calendario e lordine del giorno delle singole sedute; IV)alcuni organi collegiali svolgono funzioni specifiche: la giunta per il regolamento d pareri al presidente quanto si tratta di interpretare il regolamento e assolve a un fondamentale ruolo di proposta ai fini della sua modifica; la giunta delle elezioni svolge il lavoro istruttorio nei confronti dellaula in ordine alle contestazioni contro la regolarit delle elezioni e alla verifica dei titoli e delle cause di ineleggibilit e incompatibilit degli eletti; la giunta delle autorizzazioni a procedere; al Senato vi ununica giunta delle elezioni e delle immunit; infine, solo alla Camera, un comitato per la legislazione a composizione paritetica maggioranza-opposizione ha il compito di esprimere pareri in ordine alla qualit, semplicit e chiarezza delle proposte in esame; V)le commissioni permanenti suddivise in base alloggetto della loro competenza, svolgono funzioni essenziali e costituzionalmente necessarie ai fini vuoi del procedimento di formazione delle leggi, vuoi delle procedure di indirizzo, di controllo e di informazione. Tali funzioni possono attenere sia alla sola fase istruttoria sia allintero procedimento. La composizione delle commissioni
permanenti rispecchia la proporzione dei gruppi; VI)ciascuna camera pu istituire commissioni speciali o ad hoc con compiti specifici; ciascuna Camera pu altres istituire commissioni dinchiesta; VII)infine, esistono numerose commissioni bicamerali, cio costituite da un numero uguale di senatori e deputati, per svolgere funzioni che spettano ad entrambi i rami del Parlamento evitando duplicazioni e dualismi. Due solo di queste sono previste in Costituzione o da legge costituzionale: la commissione per le questioni regionali e la questione per i procedimenti daccusa. Le altre commissioni bicamerali sono istituite per legge ed hanno carattere permanente o temporaneo. Hanno caratteri diversi dagli altri organi fin qui descritti, ma un ruolo dominante per lo stesso modo dessere dei parlamenti contemporanei, i gruppi parlamentari. I gruppi parlamentari sono lo strumento di organizzazione della presenza dei partiti politici allinterno delle Camere. Gli eletti, poco dopo la prima seduta della camera di appartenenza, devono dichiarare a quale gruppo appartengono (se non lo fanno, o se non sono accettati da nessun gruppo, confluiscono nel gruppo misto). Il numero minimo prescritto di 20 deputati e 10 senatori: i regolamenti prevedono deroghe per partiti organizzati su tutto il territorio nazionale (gruppi autorizzati).
Le funzioni delle camere In Costituzione non esiste un catalogo delle funzioni del Parlamento, n una esplicita definizione del suo ruolo. Il termine funzione pu essere impiegato sia in senso strettamente teorico-giuridico sia in senso lato istituzionale. Nel primo caso ci si riferisce a quei poteri che un organo ha il dovere di esercitare in vista del soddisfacimento di interessi non suoi propri, ma di terzi o dellintera collettivit. Con questa accezione la Costituzione affida alle Camere lesercizio della funzione legislativa. Nel secondo caso ci si riferisce pi genericamente al ruolo che lorgano assume nellordinamento costituzionale, derivante dal complesso di poteri che gli sono attribuiti. Compiti del Parlamento in seduta comune a parte, altre e non meno rilevanti funzioni derivano dal rapporto fiduciario e da tutti i poteri che le Camere possono esercitare e tutte le facolt di cui si possono avvalere direttamente o indirettamente connesse sia allesercizio della funzione legislativa sia al rapporto con il governo. Si parla cos di funzione di indirizzo, di funzione di controllo, di funzione di informazione.
Il procedimento legislativo Il procedimento legislativo ordinario Il procedimento legislativo diviso in diverse fasi: a)fase delliniziativa; b)fase istruttoria; c)fase deliberativa; d)fase della promulgazione; e)fase della pubblicazione. Analizziamo le prime tre, quelle propriamente parlamentari. Iniziativa. Titolari del potere sono a)il governo;b)ciascun consiglio regionale;c)il Consiglio nazionale delleconomia e del lavoro;d)il popolo mediante proposta firmata da 50.000 elettori;e)ciascun membro del Parlamento. Mentre i parlamentari possono presentare proposte alla sola camera cui appartengono, gli altri titolari delliniziativa hanno facolt di scelta senza limitazione alcuna. Istruttoria o assegnazione in commissione e scelta del procedimento. Ogni progetto, redatto in
articoli secondo la forma tipica della legge, viene assegnato dal presidente a una delle commissioni permanenti a seconda delle rispettive competenze per materia (mentre una o pi delle altre commissioni possono essere chiamate ad esprimere un parere). Il ruolo delle commissioni dipende dal tipo di procedimento prescelto. Tipi di procedimento legislativo. Esistono tre diversi procedimenti: A)il procedimento normale o in sede referente quello che attribuisce alla commissione un compito esclusivamente istruttorio, in vista del seguito in aula. Il presidente della commissione, o pi spesso un relatore da lui nominato, riferisce sul progetto e la commissione, prima lo discute in via generale, poi lo esamina articolo per articolo, infine previene a un testo che invita allassemblea. B)Alla commissione pu essere invece conferito il compito di formulare un testo semi-definitivo: cio un testo che, approvato dalla commissione, laula voter come tale senza possibilit di proporre, discutere o votare modifiche. Si tratta del procedimento misto o in sede redigente. C)Infine, se non vi oppongono il governo oppure 1/10 dei componenti della camera o 1/5 di quelli della competente commissione, progetti di legge che non riguardino questioni di speciale rilevanza generale possono essere esaminati ed anche approvati in commissione, senza passare allassemblea. E il procedimento in sede legislativa o deliberante in quale dunque di fatto possibile solo quando vi un largo consenso. La discussione in aula. Se il procedimento seguito quello normale, lesame in assemblea del progetto di legge predisposto dalla commissione in sede referente, si sviluppa in tre momenti: 1)la discussione generale, nel corso della quale i deputati o i senatori dibattono sullopportunit di legiferare in materia; 2)si passa poi alla fase dellesame e votazione articolo per articolo; 3)seguono le dichiarazioni di voto, con le quali i rappresentanti dei gruppi rendono noto dome si esprimeranno sul testo cui, alla fine, lassemblea pervenuta, e perch, e la votazione finale che decide le sorti del progetto. Il messaggio allaltra camera e leventuale navette. Se il progetto approvato, previo coordinamento formale affidato al presidente, viene trasmesso con apposito messaggio al presidente dellaltra camera. Questa dovr approvare il programma nella stessa identica formulazione: qualsiasi modificazione comporta il ritorno alla camera che lo aveva approvato per prima (navette). I regolamenti prevedono procedimenti abbreviati in seconda lettura: nel senso che la camera alla quale stato rinviato il progetto riesamina soltanto ci che cambiato. Procedimenti legislativi speciali Le Camere prevedono anche procedimenti speciali per alcuni oggetti: I)esame dei disegni di legge di conversione dei decreti legge; II)esame dei progetti di legge costituzionale; III)esame della legge di bilancio e della legge finanziaria; IV)esame della legge comunitaria. *La sessione di bilancio un periodo di circa un mese e mezzo in ciascuna camera, durante il quale i lavori parlamentari sono finalizzati alla discussione e votazione della legge di stabilit e del bilancio di previsione. La sessione di bilancio costituisce la fase finale del ciclo annuale di bilancio. Il ciclo annuale di bilancio prende avvio in aprile con la relazione sulleconomia e la finanza pubblica, presentata dal ministro delleconomia; prosegue con la presentazione del rendiconto generale (relativo allanno precedente) e con il conseguente disegno di legge di assestamento; quindi con la decisione di finanza pubblica. Questo documento viene presentato a met settembre, ma due mesi prima deve essere sottoposto, nelle sue linee guida, alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica. Sulla base di quando indicato nella decisione di finanza pubblica, il governo presenta entro il 15 ottobre il disegno di legge di bilancio e il disegno di legge di stabilit. *La legge comunitaria lo strumento con cui viene assicurato il periodico adeguamento
dellordinamento interno allordinamento dellUnione europea. Ogni anno, entro il 31 gennaio, il governo presenta alle Camere il disegno di legge comunitaria. Solo in piccola parte essa attua agli obblighi europei in via diretta; in relazione alla gran parte di essi, piuttosto: a)delega il governo a darlo; b)autorizza regolamenti del governo nelle materie non coperte da riserva assoluta di legge; c)individua i principi fondamentali nel rispetto dei quali le regioni esercitano la propria competenza normativa.
Le procedure di indirizzo Le Camere concorrono a determinare lindirizzo politico in forme svariate. La funzione di indirizzo consiste nellindicare, innanzitutto al governo, ma non solo ad esso, cosa si deve fare e a quale fine, nel rispetto di quali principi, privilegiando quale interessi. Ogni decisione parlamentare risponde a un certo indirizzo. Accanto agli indirizzi espressi in forma di legge, le Camere concorrono alla determinazione dellindirizzo generale del paese e compiono pi specifiche scelte di indirizzo facendo ricorso a strumenti diversi. I principali sono quelli che riguardano il rapporto fiduciario: mozione di fiducia, questioni di fiducia e mozioni di sfiducia. Le Camere utilizzano altri strumenti allo scopo di specificare ed integrare lindirizzo politico generale: I)le mozioni sono lo strumento che serve a provocare una deliberazione su un qualsiasi argomento. Esse sono esaminate e votate con procedure in tutto simili a quelle dei progetti di legge; II)la risoluzione ha le stesse finalit della mozione, ma ci che cambia sono le circostanze in cui pu essere presentata: come atto di indirizzo che conclude un dibattito, ovvero come tipico atto di indirizzo che pu essere presentato e votato in commissione. Ogni singolo parlamentare pu presentare una risoluzione, a differenza delle mozioni che richiedono un numero minimo di proponenti (o la firma di un presidente capogruppo): III)gli ordini del giorno di istruzione al governo sono in genere presentati nel corso dellesame di un progetto di legge o anche di una mozione e costituiscono certamente latto di indirizzo pi blando. I margini entro cui ciascuna camera pu muoversi nellintegrare lindirizzo politico generale sono nella realt circoscritti dai termini del rapporto fra governo e maggioranza.
Le procedure di controllo e informazione Le Camere dispongono di molteplici strumenti per esercitare funzioni di controllo e informazione. Si tratta di strumenti di portata diversa, alcuni nella disponibilit del singolo parlamentare, altri delle commissioni, altri ancora dell'intera assemblea. Fra i primi troviamo: le interrogazioni consistono in una domanda rivolta per iscritto al governo per chiedere informazioni o conferma di informazioni gi note, alla quale il governo risponde in forma orale o scritta. Non si apre alcun dibattito; i regolamenti prevedono lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata; le interpellanze sono domande per sapere dal governo perch si comportato in un certo modo e cosa intende fare in ordine a questo o quell'aspetto della sua politica.
Riguardo le commissioni, esse possono: chiedere che i ministri vengano a riferire in commissioni su qualsiasi questione politica e amministrativa o che i ministri facciano intervenire i dirigenti pubblici che da loro dipendono (audizioni); chiedere al governo relazioni sull'esecuzione delle leggi e su come ha dato attuazione agli strumenti di indirizzo approvati dalla camera; disporre di indagini conoscitive, cio serie coordinate di audizioni, che sono stenografate e
si concludono con un documento, cui invitare qualsiasi persona reputata in grado di fornire elementi che possono risultare utili; la Costituzione prevede la possibilit per le Camere di istituire commissioni d'inchiesta. L'art.82 stabilisce che queste: a)abbiano per oggetto materie di pubblico interesse; b)siano composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi; c)dispongono degli stessi poteri e siano sottoposte alla stesse limitazioni dell'autorit giudiziaria.
Altre funzioni delle camere Le Camere si trovano, in limitati casi, ad assolvere compiti che sono per lo pi attribuiti ad altri poteri dello Stato: funzioni giurisdizionali e funzioni amministrative. Quando ciascuna camera decide in ordine alle contestazioni relative al procedimento elettorale, svolge una funzione di tipo giurisdizionale. Ciascuna camera poi esercita autodichia, cio la giurisdizione domestica sui ricorsi contro i provvedimenti in materia di personale e tutti gli atti di amministrazione interna, riguardanti i dipendenti delle Camere e anche soggetti esterni. A parte l'autonomia amministrativa, contabile e di bilancio di cui ciascuna camera gode, alcune leggi attribuiscono a commissioni parlamentari bicamerali funzioni in senso lato amministrative, cio di gestione diretta.
La programmazione dei lavori e i sistemi di votazione A partire dai regolamenti del 1971 i lavori parlamentari sono importati al metodo della programmazione: nel senso che sono cadenzati secondo criteri concordati dalla conferenza dei capigruppo, su proposta del governo, della maggioranza e dell'opposizione. Solo di recente (1997) il principale strumento tecnico che permette la concreta applicazione della programmazione stato esteso dal solo ambito della sessione di bilancio a tutta l'attivit in aula: si tratta del contingentamento dei tempi, in base al quale i procedimenti in assemblea devono concludersi entro una data prefissata. I casi di deroga a questa regola o di sforamento dei tempi sono relativamente frequenti. Resta il fatto per che i calendari trovano per lo pi attuazione. Lo stesso si pu dire a proposito delle modalit di votazione. Oggi la stragrande maggioranza delle votazioni avvengono sempre a scrutinio palese, con o senza registrazione di come ciascun parlamentare ha votato, questa c' sempre nella votazione finale. Chi all'opposizione tende con frequenza a far ricorso all'ostruzionismo: cio all'utilizzo esasperato di tutte le facolt previste dal regolamento allo scopo di ritardare o impedire che l'assemblea deliberi.
Il governo in parlamento Nelle forme di governo parlamentari contemporanee la posizione del governo in parlamento si rafforzata. Il parlamentarismo necessita per definizione della collaborazione fra i due soggetti del rapporto fiduciario (governo e parlamento) ovvero, nei fatti, fra il governo (e in particolare il primo ministro) e la sua maggioranza. Per decenni in Italia non stato cos. La Costituzione conferisce al governo ben poche prerogative in relazione all'andamento dei lavoratori parlamentari: l'art.64 comma 7 d ai membri del governo il diritto di partecipare a qualsiasi riunione e di far udire la propria voce in qualsiasi momento; l'art.72 comma 3 permette al governo di ottenere, in qualsiasi fase del procedimento legislativo, che sia seguito quello normale; l'art.77 attribuisce al governo il potere di decretazione d'urgenza; l'art.92 commi 2 e 5 pongono alcune condizioni volta ad evitare attacchi a sorpresa contro il governo; l'art.94 comma 4 chiarisce
che il governo non ha l'obbligo giuridico di dimettersi se viene battuto da un semplice voto contrario. Sono poi proprio i regolamenti parlamentari a disciplinare aspetti importanti del rapporto fiduciario, a partire dall'istituto della questione di fiducia. La questione di fiducia consiste nell'annuncio formale fatto dal governo, nell'imminenza di una qualsiasi votazione parlamentare, che esso la considera tanto rilevante ai fini del proprio indirizzo che si dimetter nel caso in cui l'assemblea si pronunci negativamente. Il complesso delle modificazioni apportate ai regolamenti parlamentari, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, ha notevolmente rafforzato la posizione del governo. Oggi il governo pu, direttamente e attraverso i gruppi di maggioranza, determinare i quattro quinti dell'agenda parlamentare; pu ragionevolmente contare sul fatto che tale agenda sia in linea di massima portata a compimento; pu verificare giorno per giorno la compattezza della sua maggioranza grazie al fatto che quasi tutte le votazioni sono a scrutinio palese; pu porre la questione di fiducia con minori vincoli rispetto al passato; pu meglio difendere il contenuto delle proprie proposte per le limitazioni che sono state via via introdotte facolt di proporre o votare emendamenti. Dal punto di visto della prassi, il ricorso alla fiducia si fatto negli anni sempre pi frequente.
Il parlamento e i suoi rapporti con altri organi e soggetti Presidente della Repubblica. Il Parlamento in seduta comune lo elegge e ne ascolta il giuramento; ne riceve i messaggi; ad esso trasmette le leggi approvate per la promulgazione e ne riceve l'eventuale rinvio; i presidenti dei gruppi parlamentari sono ascoltati dal presidente della Repubblica in vista della nomina del presidente del Consiglio; il Parlamento pu mettere in stato di accusa il presidente, ma non pu sindacarne l'attivit. Corte costituzionale. Il Parlamento elegge un terzo dei giudici costituzionali; le leggi del Parlamento sono sottoposte al controllo di costituzionalit, e in caso di sentenza che ne dichiara l'illegittimit la Corte costituzionale informa le Camere perch provvedano, se lo ritengono opportuno; il Parlamento sostiene l'accusa nei confronti del presidente della Repubblica davanti alla Corte in composizione integrata. Potere giudiziario. Il Parlamento elegge un terzo dei componenti del Consiglio superiore della magistratura; pu esercitare funzioni di indirizzo e di controllo sul modo come il ministro della giustizia provvede all'organizzazione e al funzionamento dei servizi necessari all'esercizio della giurisdizione da parte dei magistrati; ciascuna camera chiamata a decidere sulle eccezioni di insindacabilit delle opinioni espresse dei parlamentari nell'esercizio delle funzioni e sulle richieste di provvedimenti restrittivi della libert personale da parte della magistratura a carico dei propri componenti. Regioni. La Costituzione ha previsto una commissione parlamentare per le questioni regionali che fosse sentita in caso di scioglimento di un consiglio regionale o di rimozione di un presidente di regione; i regolamenti parlamentari hanno poi aggiunto altri compiti consultivi; le due Camere possono prevedere la partecipazione di rappresentanti delle regioni ai lavori di questa commissione; i consigli regionali possono presentare proposte di legge alle Camere. Unione europea. In entrambe le Camere istituita una commissione permanente politiche dell'Unione europea con compiti relativi: a)all'esame in sede referente della legge comunitaria; b)all'esame in sede consultiva degli schemi di atti del governo attributivi di direttive Ue e di tutti i progetti di legge per i profili di compatibilit con la normativa europea; c)all'esame in sede politica degli atti e dei progetti di atti dell'Unione. Organi ausiliari e autorit indipendenti. Le Camere si avvalgono di pareri, studi e indagini del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, il quale anche titolare dell'iniziativa legislativa. La Corte dei conti riferisce direttamente alle Camere sui riscontri che esegue e pu essere invitata a fornire elementi informativi alle commissioni parlamentari. Relazioni al Parlamento presentano per obbligo di legge ogni anno diverse autorit indipendenti. Il parlamento partecipa in vario modo al procedimento di nomina delle autorit.
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