Source: https://www.assopiscine.it/notizie/474-la-sicurezza-in-piscina
Timestamp: 2018-12-15 19:20:31+00:00
Document Index: 118861627

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Sicurezza in Piscina - Assopiscine - Associazione Italiana Costruttori Piscine
Dopo l’ennesimo bollettino rosso in seguito agli sfortunati avvenimenti tipici delle stagioni estive, è opportuno l’approfondimento da parte dei professionisti del settore. L’argomento piscina infatti, per quanto affascinante e di indubbio interesse, si trascina una miriade di problematiche che non tutti, per sensibilità e/o capacità, riescono a capire, e spesso neanche ad intuire.
Forti dell’esperienza come madre della conoscenza, Assopiscine propone campagne di sensibilizzazione senza alcun scopo di lucro ideate da professionisti del settore di spiccato valore finalizzate alla professionalizzazione di un settore sempre più esposto a fini speculativi ed incompetenze, tecniche o gestionali che siano, al fine di ridurre al minimo l’esposizione ai rischi derivanti dall’argomento in questione.
La Sicurezza della Piscina nelle strutture ricettive
Dopo l’ennesimo bollettino rosso in seguito agli sfortunati avvenimenti tipici delle stagioni estive, durante le quali purtroppo si contano puntualmente vittime, spesso ignare dei pericoli intrinsechi derivanti dall’uso di una piscina, soffermiamo l’attenzione sul tema della sicurezza in piscina, orientando l’argomento verso gli impianti inseriti in strutture pubbliche/private il cui carattere è collettivo.
Le disposizioni di sicurezza sugli impianti piscina ad uso collettivo inserite all'interno di strutture turistiche ricettive prendono il via dal presupposto che i soggetti da proteggere sono i frequentatori, i bagnanti e gli addetti, pertanto nel corso degli anni sono state indicate tutte una serie di misure di prevenzione e di protezione rivolte a garantire la sicurezza considerando il sempre continuo incremento dell'utilizzo della piscina in questo tipo di attività. L’argomento è quindi finalizzato alla sensibilizzazione di tutti i soggetti partecipanti all’argomento, dai progettisti, agli utilizzatori, passando per i proprietari e costruttori, nonché manutentori degli stessi impianti.
Il primo documento dettagliato sulla sicurezza si ha con iI Decreto Ministeriale del 18 marzo 1996 dove sono inserite le “Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi”, armonizzato con le modifiche e le integrazioni introdotte dal Decreto Ministeriale del 6 giugno 2005, che individua nei titolari degli impianti la responsabilità dell’attuazione e del mantenimento delle condizioni di sicurezza, a garanzia dell’incolumità dell'utenza. La figura del titolare può essere raffigurata sia nei proprietari della struttura, sia nei gestori della stessa con la responsabilità oggettiva di:
predisporre un documento sulla valutazione del rischio;
redigere il piano di sicurezza e delle emergenze;
nominare il personale addetto alla sicurezza dell’impianto;
fornire la formazione e informazione degli addetti agli impianti;
effettuare le registrazioni dei controlli periodici del il corretto funzionamento.
Ed infine predisporre:
le azioni correttive appropriate;
le verifiche del piano di sicurezza ed emergenza;
l'aggiornamento delle procedure dei sistemi di prevenzione e protezione, dei soggetti coinvolti nelle procedure;
le procedure di attuazione;
le mansioni a rischio che richiedono un’idoneità professionale.
Un aspetto importante che si unisce alla parte espressamente amministrativa nella gestione della piscina è il rispetto dei requisiti igienico sanitari, la corretta progettazione ed infine la perfetta realizzazione degli impianti. Infatti per questi aspetti sono stati emanati, negli anni, una serie di normative che vanno a regolamentare ogni singolo elemento di queste fasi.
E' compito del Responsabile della piscina (figura inserita nella "Disciplina Interregionale delle Piscine" del 16 dicembre 2004 in attuazione dell'Accordo Stato Regioni e Provincie Autonome del 16 gennaio 2003) eseguire i controlli interni secondo protocolli di gestione e di auto-controllo e tenere tutta la documentazione a disposizione per un periodo di almeno due anni, all'ASP è lasciato il solo compito ispettivo ed i controlli esterni.
La documentazione che deve essere predisposta dal Responsabile della piscina deve contenere:
il registro dei requisiti tecnico-funzionali con indicazione delle dimensioni e del volume di ciascuna vasca, numero dei filtri, portata delle pompe, sistema di manutenzione;
il registro dei controlli dell’acqua della vasca contenente:
– esiti di controllo di cloro attivo libero, cloro attivo combinato, temperatura e pH;
– lettura del contatore installato nella tubazione di mandata dell’acqua di immissione per il calcolo della quantità di acqua di reintegro;
– quantità e denominazione dei prodotti utilizzati giornalmente per la disinfezione dell’acqua;
– data di prelievo dei campioni per l’analisi dell’acqua;
– numero dei frequentatori dell’impianto.
Il Responsabile della piscina è tenuto a:
correggere i valori se in contrasto con i parametri igienico-sanitari indicati nella tabella A inserita nell'Atto di Intesa tra Stato e Regioni del 16 gennaio 2003 con ripristino delle condizioni ottimali;
dare immediata comunicazione alla autorità sanitarie competenti in caso di rischi per la salute umana;
nominare i soggetti responsabili dell’igiene, della funzionalità, della sicurezza degli impianti e dei bagnanti.
L'importanza del salvataggio in Piscina
Altro esteso argomento, è quello proprio e diretto della sicurezza dei bagnanti. Accessi in vasca (meglio se agevoli e dotati di idonei corrimano ancorati alla struttura della vasca), Accesso all'area della piscina deve avvenire attraverso passaggio obbligati anche in vaschetta lava piedi, rispetto delle norme europee che specificano i requisiti di sicurezza delle piscine e tanti altri fattori, se noti ed attuati, migliorano la sicurezza, sia all’interno della vasca, sia lungo la zona perimetrale della piscina. Un’importante norma di riferimento è la UNI EN 13451:2016 che si occupa delle "Attrezzature per piscine - Parte 1: Requisiti generali di sicurezza e metodi di prova". nella Parte 2 dei "Requisiti aggiuntivi specifici di sicurezza e metodi di prova per scale a pioli, scale a gradini e corrimano" ed infine nella Parte 3 dei "Requisiti complementari di sicurezza e metodi di prova per i componenti di aspirazione e di scarico e per le attrezzature ricreative acquatiche aventi un ingresso e un'uscita di acqua/aria".
Altra Norma da considerare è la UNI EN 15288:2010 che specifica nella Parte1 i "Requisiti di sicurezza per la progettazione, la pianificazione, la costruzione, la gestione delle piscine", mentre nella Parte 2 tratta i "Requisiti di sicurezza per il funzionamento e la gestione delle piscine". Un'attenzione a parte sulla sicurezza della piscina, va riservata agli impianti elettrici, che devono rispettare quanto è previsto dalla norma CEI 64-8 parte 7 sugli “Ambienti speciali”17 (edizione 2012) che disciplina i criteri di istallazione degli impianti elettrici e dei dispositivi di protezione ad essi connessi.
Come si può notare la sicurezza in piscina comporta tutta una serie di accorgimenti normativi , tecnici ed organizzativi, che coinvolgono più figure professionali all'interno della struttura, che lavorando e collaborando insieme, possono aspirare e proiettare, unitamente ad una corretta e specifica formazione ed addestramento del personale ad una "PISCINA SICURA".
Altro argomento, sempre attuale per l’onere che comporta la sua attuazione ma, soprattutto, per la sicurezza derivante dal relativo operato, è l’ASSISTENTE AI BAGNANTI.
E’ infatti noto e consueto, in molteplici casi, la volontà comune di risparmiare su tale figura la cui importanza è fondamentale al fine della sicurezza.
Qualora infatti, siano state attuate tutte le corrette iniziative igienico sanitarie, fisiche di progettazione e realizzazione secondo la perfetta regola dell’arte, conseguente anche al buon senso laddove si osservano limiti normativi, rimane esposta al rischio la problematica non prevedibile del malore in acqua o del fatto accidentale così come di recente avvenuto con il decesso della giovane ragazza in seguito ad evidenti difetti impiantistici della piscina. L’unica considerazione valida in questi casi è la presenza dell’assistente ai bagnanti che, durante il proprio operato, promuove comportamenti idonei intervenendo immediatamente qualora si presenti il problema. A lui deve certamente essere affidato il delicato compito del Primo Soccorso.
Spesso, è di opinione generale che alla profondità dell’acqua inferiore a m 1.40 non vi è l’obbligatorietà dell’assistente ai bagnanti. Questo è vero solo in Lombardia la cui normativa per la disciplina delle piscine natatorie (n°08/2552 - 2006) obbliga il servizio di assistenza ai bagnanti qualora il volume totale dell’acqua sia maggiore ai 300 mc e/o profondità sia maggiore 1.40 m.
Tale aspetto non contribuisce a fare chiarezza su tutto il territorio nazionale caratterizzato da importanti fenomeni turistici-ricettivi concentrati, per l’argomento “piscina”, durante la stagione estiva. Se è quindi vero che non sempre vi è l’obbligatorietà della presenza dell’assistente ai bagnanti, è altrettanto vero che tale assenza, in caso di incidente, non esonera (tutte) le figure interessate dalle rispettive responsabilità civile e/o penali, oltreché morali.
E’ evidente la necessità di continuare sulla linea della professionalizzazione del settore, con campagne conoscitive e di sensibilizzazione, e consigliando a chiunque abbia in carico una piscina di farsi guidare e consigliare agli unici professionisti (riconosciuti tali) del settore associati ad Assopiscine.