Source: https://costidellavoro.blogspot.com/2014/04/
Timestamp: 2018-06-18 04:05:52+00:00
Document Index: 15409755

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 06', 'art. 02', 'art. 89', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 15']

- € 640, se il reddito complessivo è superiore a € 24.000, ma inferiore a € 26.000: in questo caso, però, il bonus va attribuito per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di € 26.000, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di € 2.000*
*BONUS= 640x [(26.000-Reddito complessivo)/2.000]
Questa prima esposizione ci obbliga a chiarire alcuni equivoci che potrebbero sorgere in relazione agli € 80 mensili, tanto celebrati in sede mediatica e politica.
Nel caso di redditi fino a € 24.000 al mese, abbiamo visto come la legge, infatti, riconosca un bonus fisso di € 640, ragguagliato al periodo di lavoro.
Ora, se il rapporto di lavoro dipendente è in essere continuativamente da gennaio a dicembre 2014, complice la circostanza che il bonus si riferisce al reddito di lavoro "annuale", il bonus finirà per essere "spalmato" diversamente in busta paga, in relazione alle diverse distribuzioni mensili. Il bonus ammonterà effettivamente a € 80 (per redditi di lavoro fino a € 24.000), ma per il solo fatto che l'importo complessivo di € 640 dovrà dividersi per 8, anzichè per 12 mensilità (640/8=80). Viceversa, se il bonus fosse a regime nelle 12 mensilità del periodo di imposta, esso sarebbe pari a poco più di € 50 (640/12= 53.33).
Prendiamo ad esempio il caso del lavoratore assunto a luglio 2014: ad esso spetteranno non € 640, ma ca. € 318 (640/12*6).
Allo stesso modo, ove il lavoratore sia assunto a marzo 2014, ad esso spetteranno non € 640, ma ca. 533,33 (640/12*10).
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Con provvedimento 51685/2014, l'Agenzia delle Entrate dispone che dal 01/05 pv., gli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo sono determinati nella misura del ...
Un' Azienda Artigiana, che, oltre al Titolare, occupi anche Associato in partecipazione (specie se partecipi ad attività artigiana edile o affine) deve aprire il Registro Infortuni?
Per il caso di cui in oggetto, devesi fare riferimento all'art. 53.06°comma del TU Sicurezza (D.lgs. 81/2001).
Come noto, il D.lgs. 81/2008 ha disposto il superamento del registro infortuni in un'ottica di semplificazione amministrativa. Il nuovo assetto regolatorio, però, resta subordinato all'entrata in vigore del Dm ex. art. 06 D.lgs. medesimo, che, allo stato attuale, non risulta emanato.
Pertanto, in assenza di una norma specifica, la normativa di riferimento rispetto alla costituzione, vidimazione, è la normativa previgente ex D.lgs. 626/1994.
Pertanto, il registro infortuni va vidimato dall'ASL, fino a disposizione diversa e, in assenza, si applica la sanzione, come precisato dall'Interpello Min. Lav. nr. 09/2014.
La normativa previgente, però, non si può applicare nel senso di ritenere esonerato, come in passato, l'associato in partecipazione; diversamente argomentando, infatti, si violerebbe un caposaldo della nuova normativa che estende (art. 02) la normativa di sicurezza anche agli Associati in Partecipazione e si farebbe dell'Azienda uno scontato "bersaglio" per Ispezioni INAIL.
Pertanto, il Registro Infortuni va aperto e vidimanto anche nel caso di Azienda Artigiana, che, oltre al Titolare, occupi anche Associato in partecipazione (specie se partecipi ad attività artigiana edile o affine).
Con il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza, resta sanzionata la mancata vidimazione del registro infortuni? E, se sì, è diffidabile? Grazie.
Dopo anni di interrogativi, dubbi e incertezze, su istanza della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, il Ministero del Lavoro ha precisato che, in caso di mancata vidimazione del Registro Infortuni, continuano ad applicarsi le sanzioni ex. art. 89.03°comma D.lgs. 626/1994.
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NOI L'AVEVAMO DETTO!!! NIENTE CERTIFICAZIONE ANTI-PEDOFILIA PER LA BABY SITTER, LO DICE IL MINISTERO DEL LAVORO!
Ecco il ns. precedente post: http://costidellavoro.blogspot.it/2014/04/certificato-antipedofilia-dei.html
Segnaliamo e pubblichiamo questo contributo del dr. Lorenzo Sagulo (Stern Zanin Servizi di Impresa srl) che commenta le incompiutezza del D.lgs. 39/2014 in merito alla certificazione antipedofilia del rapporto di lavoro dipendente.
In data 22 marzo 2014 è stato pubblicato in G.U. il d. lgs. 39/2014, attuativo della direttiva 2011/93/UE. Decorso il periodo di “vacatio legis” è entrato in vigore in data 6 aprile 2014.
E’ caos… il Ministero di Giustizia con un susseguirsi di non coordinati e frammentari “chiarimenti” pubblicati online ha tentato di “chiarire” quanto disciplinato dal d. lgs. 39/2014 per la lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori rendendo gli adempimenti a carico dei datori di lavoro ancor più “burocraticamente” ostili.
dal sito DPL Modena: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_3_7.wp?tab=f
Il nuovo certificato è richiesto dal D.lgs. 39/2014 per le attività che comportino "contatti immediati e diretti" con minori. Crediamo che il discrimine sia costituito dalla circostanza che la legge presupponga in queste attività in quid di "organizzazione". Sul punto, le FAQ del Ministero della Giustizia precisano: "per attività professionali o attività volontarie organizzate si intende tutte le professioni o i lavori (ad es. quelle di insegnante, bidello, pediatra, allenatore, educatore) per i quali l’oggetto della prestazione comporta un contatto diretto e regolare con i minori a fronte di uno specifico rapporto di lavoro". Di per sè, il lavoro domestico, che gode di un riconoscimento "a parte" nella l. 339/1958, non rientra tra le attività "organizzate" (nè sotto forma di impresa, nè sotto forma professionale, nè sotto forma volontaria) e, per logica, dovrebbe ritenersi escluso dagli obblighi anti-pedofilia.
Ciò non esclude, naturalmente, che il genitore, per sua sicurezza e tranquillità, possa richiedere queste informazioni alla 'Baby sitter', alla quale potrà far sempre firmare una "dichiarazione sostitutiva di notorietà" che certifichi l'assenza di condanne per reati di abuso sui minori e l'assenza di interdizioni al "contatto con i minori". Già tale "auto-certificazione" può essere un elemento indubbio di sicurezza e tranquillità.
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Nel testo della Circolare, troverete il modello per la richiesta di certificato. Vai al link: http://www.dplmodena.it/MGcir3-4-14ReatiSess.pdf
Oggetto: decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39 in attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla
lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile – certificato penale del
casellario giudiziale a richiesta del datore di lavoro.
IL 6 aprile 2014 entrerà in vigore il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39, emanato in attuazione della
direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia
minorile, che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI. (14G00051).
A partire da tale data, per la previsione di cui all'articolo 25 bis del DPR 14 novembre 2002 n.313 (T.U.)
introdotto da tale decreto, i datori di lavoro che intendano impiegare una persona per lo svolgimento di
attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori,
dovranno acquisire il certificato di cui all'articolo 25 del richiamato T.U.al fine di verificare l'esistenza di
condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale, ovvero l'irrogazione di sanzioni interdittive all'esercizio di attivita' che comportino contatti
In aderenza ai principi dettati dal codice in materia di protezione dei dati personali, l'ufficio del casellario
centrale sta operando sul sistema informativo gli interventi necessari per fornire al datore di lavoro il
certificato di cui al richiamato articolo 25, che contenga però le sole iscrizioni di provvedimenti riferiti ai reati
espressamente indicati nell'articolo 25 bis.
Nelle more, gli uffici locali del casellario presso ogni Procura della Repubblica forniranno al datore di lavoro,
che dimostri di avere acquisito il consenso dell'interessato, l'attuale certificato penale del casellario giudiziale
di cui all'articolo 25 del T.U., denominato “certificato penale del casellario giudiziale (art. 25 bis in relazione
all'art. 25 D.P.R. 14/11/2002 n. 313)”.
I costi del certificato sono quelli attualmente previsti dalla legge per il rilascio all'interessato, salvi i casi di
esenzione dal bollo previsti dal DPR 642/72, tabella allegato B.
Quanto sopra per le esigenze del datore di lavoro privato. Per gli stessi fini, alle pubbliche amministrazioni
sarà rilasciato il certificato ai sensi dell'articolo 39 del T.U.
La presente circolare è reperibile sui siti internet del Ministero della Giustizia (www.giustizia.it) e del
casellario centrale (portal.casellario.giustizia.it).
Per eventuali chiarimenti o informazioni è possibile contattare il servizio di help desk, al numero telefonico 06
– 97996200.
Lei applicherebbe la nuova disciplina della proroga dei contratti a termine (come novellata dal DL 34/2014) ad un contratto in chiusura nel vigore dell'attuale disciplina, ma già prorogato, prima del 21/03/2014? Grazie.
A essere rigorosi, bisognerebbe ritenere che sul contratto a termine innestato sulla vecchia disciplina dovrebbe applicarsi la vecchia disciplina della proroga (causale, una proroga etc.). E' difficile interpretare la normativa diversamente, dato che, in assenza di disciplina specifica "transitoria", dovrebbe valere la più rigorosa osservanza dell'irretroattività della lelle (art. 15 preleggi). Dal punto di vista pratico-operativo, le parti, dopo il 21/03/2014 (nel vigore del DL 34/2014), possono interrompere il rapporto e, nei termini di interruzioni, stipulano un contratto a termine possono ricorrere al contratto a termine "acausale". E quindi prorogarlo secondo le nuove possibilità offerte dalla legge, fino ai 36 mesi. Spero di non aver fatto confusione.
Pubblicato da Giorgio Frabetti a 01:07 Nessun commento:
Con la presente, Vi informiamo che dal 06/04 pv, entrerà in vigore il D.lgs. 39/2014, che imporrà, per tutti i Datori di Lavoro, che intendano adibire certi Lavoratori a mansioni comportanti contatti
"regolari e costanti" con minori, di richiedere...
Pubblicato da Giorgio Frabetti a 11:48 Nessun commento:
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