Source: https://forum.grnet.it/licenziamento-senza-pensione-per-superamento-del-periodo-di-comporto-dei-18-mesi-di-aspettativa-continuativa-29208-90
Timestamp: 2019-12-10 03:44:09+00:00
Document Index: 59359703

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 930', 'art. 21', 'art. 905', 'art. 905', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 905', 'art. 905', 'art. 929', 'art. 929', 'sentenza ']

Licenziamento senza pensione per superamento del periodo di Comporto dei 18 mesi di Aspettativa Continuativa. - Pagina 7 - GrNet.it
Messaggio da naturopata » sab nov 16, 2019 11:30 am
Stia tranquillo perché non è vero che lei finisce in mezzo ad una strada.
Se viene riformato, infatti, lei ha diritto sia alla pensione sia - in alternativa - a chiedere il transito nei ruoli civili, Continuando a fluire lo stesso stipendio goduto al momento della riforma.
Stia piuttosto attento a farsi riformare prima del superamento dei 730 giorni perché, in quest'ultimo caso, avrebbe diritto esclusivamente alla pensione e non anche al transtito ai ruoli civili (anche se alcune recenti sentenze dei giudici amministrativi hanno affermato che, pure in tale evenienza, si abbia comunque il diritto di chiedere il transito ruoli civili).
Quindi, può stare tranquillo sotto questo profilo, ma il suggerimento è quello di fare riferimento ad un avvocato che conosca il diritto militare.
Allora prima si dice che bisogna essere riformati per avere diritto a pensione e transito. Poi dice di stare attenti di farsi riformare prima dei 730 gg. Perché, normalmente, è possibile essere riformati dopo il superamento dei 730gg.?
Messaggio da RAMBO » sab nov 16, 2019 11:37 am
La normativa che i legali, non solo il Dottor Carta, prendono a riferimento, e' il punto 2 della circolare 26/2019 che lascia invariate le disposizioni contenute nella circolare I.N.P.D.A.P. (oggi I.N.P.S.) n.19 del 18.9.2009.
Fsrsi riformare prima dello scadere dei giorni e' utile per transitare ad altri ruoli lavorativi.
" Non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire"
Ciao.Rambo
Messaggio da naturopata » sab nov 16, 2019 11:56 am
Ancora con questo punto 2, il dottor Carta come tutti gli altri, afferma chiaramente che devi essere riformato. Ma anche la circolare dell'INPDAP dice questo:
Si sottolinea che, in virtù di quanto previsto dall’articolo 36 della legge 113/54 e dall’articolo 29 della legge n. 599/54 e dall’articolo 13 della legge 1168 del 1961, l’ufficiale o il sottufficiale o gli appuntati e carabinieri che nel quinquennio sia stato giudicato non idoneo al servizio e venga collocato in aspettativa, superato il periodo massimo di aspettativa (due anni in un quinquennio) cessa dal servizio permanente ed è collocato nella riserva o in congedo assoluto. Di conseguenza, qualora sussistano i requisiti per una pensione di infermità (almeno 15 anni di contribuzione), la Sede Inpdap competente, ricevuta la prescritta documentazione pensionistica, è tenuta a liquidare il relativo trattamento sulla base del verbale che ha riconosciuto l’inidoneità, senza richiedere alcun ulteriore accertamento sanitario.
Io sarò sordo, ma qualcuno qui è cieco. A me non interessa ciò che dicono glia altri, la giurisprudenza, le amministrazioni, gli usi e le consuetudini e quant'altro. Io leggo la norma e dico la mia, visto che ora, l'INPS si sta impuntando su questo, dico soltanto di non sottovalutare la questione, poi ognuno è libero di fare e pensare ciò che vuole. Sono però sicuro che, in tanti, tutta questa sicurezza incominci a traballare anche alla luce del fatto che i comportamenti non sono univoci.
merterx
Iscritto il: dom ott 06, 2019 11:03 am
Messaggio da merterx » sab nov 16, 2019 1:27 pm
A nessuno è venuta l'idea di scrivere all'Inps ( o personalmente o tramite sindacato/associazione/avvocato) sull'argomento e chiedere delucidazioni?
Non prendo posizione sull' argomento, dico - a beneficio di tutti- che l'italia è un bellissimo Paese che offre però mille dilemmi su tanti casi pratici.
Esodati, Caso Ilva, casistiche penali valutate in modo diverso anche nello stesso periodo.
Bisogna fare un grande elogio a Rambo e Lino che si prodigano nel condividere le loro esperienze ed il loro sapere, non si può però condannare chi ( giusto per esempio) arrivato a 55 anni d'età con moglie a carico vuol sapere se avrà un accredito sicuro ogni mese.
Non prendetela sul personale Lino e Rambo, se io mi trovassi in quella situazione e se avessi anche un solo dubbio vorrei 1000 rassicurazioni.
Non si può neanche criticare Naturopata, considerate una cosa: mopetru afferma che effettivamente la Commissione gli ha parlato della possibilità sostenuta da Naturopata. Quindi le sue affermazioni possono essere giuste o sbagliate ma non certo possono essere catalogate come terrorismo psicologico.
Vai da un avvocato esperto in diritto militare o trattamenti pensionistici. Spendi 100 euro e fagli fare una lettera di richiesta informazioni all' Inps.
Messaggio da RAMBO » sab nov 16, 2019 3:36 pm
Premesso che capisco la situazione di stress di chi si trova in queste situazioni, semplicemente perche' l'ho vissuta. Ed e' proprio per questo che continuo a rispondere.
La circolare del 2009 non chiede il verbale di inidoneita' assoluta al servizio d'istituto. Pertanto si riferisce al verbale di inidoneita' temporanea. Senza pretendere ulteriore documentazione.
Iscritto il: lun set 17, 2012 12:32 pm
Messaggio da andrea666 » sab nov 16, 2019 3:47 pm
bene, Rambo quindi abbiamo appurato che:
- non esiste alcuna circolare INPS recente che tratta questa situazione.. o mi sbaglio? se c'è Naturopata la posterà immagino
- l'Avv Carta di recente ha rassicurato il finanziere ok, visto che è qui lAvv Carta, ha risultanze concrete al riguardo? o si tratta di una consuetudine?? etc.
- la circ che citi del 2019 INPS in effetti Rambo non è chiara al riguardo, l'art. 2 no specifica se non ho letto male.
- qualcuno ha risultanze di dipendenti che a seguito di decadenza come temporaneamente non idonei per malattia e con anni di servizio superiori a 15 non abbia ricevuto pensione?
Messaggio da RAMBO » sab nov 16, 2019 4:22 pm
Volete considerare il fatto che questa possibilita' e' riservata al solo personale Difesa e Sicurezza. E che qualche funzionario della stessa inps nel 2016 con la famosa lettera inviata e girata ai dipendenti dai vari reparti, non fu in grado di interpretare oppure non gradi' la circolare inps del 2009.
Comunque ad oggi non c'e' nulla di nuovo. Qualsiasi interpretazione diversa dovrebbe quanto meno essere supportata dall'inps da nuove disposizioni o interpretazioni di legge, che ad oggi non esistono.
Le circolari sono chiarissime e non danno luogo a false interpretazioni, se non volutamente distorte.
Messaggio da merterx » sab nov 16, 2019 4:35 pm
Rambo il problema è che leggendo i thread ho notato che più di un utente quest' anno, ( fra cui mopetru e il finanziere della sezione gestita dall' avvocato Carta), ha scritto che la Commissione ha parlato della possibilità di essere licenziato senza pensione.
Immagino siano Commissioni diverse di regioni diverse e con medici/colonnelli diversi.
Quindi qualcosa, giusto o sbagliato che sia, ci sta.
Se vado ad una posta e mi danno un'informazione può essere che l'operatore non sia informato.
Se la stessa informazione la danno in altri uffici postali allora 2 conti me li faccio.
Inoltre vorrei porre l'attenzione sulla risposta dell' avvocato Carta al finanziere:
"Stia tranquillo perché non è vero che lei finisce in mezzo ad una strada.
Se viene riformato, infatti, lei ha diritto sia alla pensione sia - in alternativa - a chiedere il transito nei ruoli civili, Continuando a fluire lo stesso stipendio goduto al momento della riforma...omissis"
L' avvocato dice "se viene riformato ". Quindi focalizziamoci sulle altre possibilità.
Si può oltrepassare i 18 mesi di aspettativa continuativa con la cmo che non riforma ma ti rende idoneo?
In questo caso che succede?
È se la CMO da un verbale di inidoneità temporanea ( e non assoluta) si viene considerati ugualmente riformati o Non?
Messaggio da RAMBO » sab nov 16, 2019 5:14 pm
Di tante pagine di questo argomento, non ho trovato nessuna norma oppure fatto rilevante, che contrasti o disponga diversamente dalle circolari inps che ho citato.
Solo ansie, dubbi e chiacchere senza fondamenta. Comprensibili per carita'. Ma ancora nessuno a postato niente di concreto. A cosa serve tutto cio' se non ad alimentare paure senza motivo.
Messaggio da merterx » sab nov 16, 2019 5:36 pm
Rambo per come ragiono io se in CMO ti dicono una cosa è qualcosa di più che un dubbio
Messaggio da RAMBO » sab nov 16, 2019 6:50 pm
A me piaccono i fatti. Se qualcuno appartenente al comparto Difesa e Sicurezza,, oltre futili parole, dimostra che coloro che hanno ottenuto una inabilita' temporanea sforando il tetto massimo, dei giorni di aspettativa malattia, senza aver diritto alla pensione, citando anche in base a quale norma. Allora ne riparleremo.
Diversamente rimangono chiacchere.
Un vecchio proverbio recita...
"chiacchere e tabbacchiere e legna u banco e napoli non le impegna"...
Stare sereni le norme "ad oggi" sono queste.
Messaggio da lino » sab nov 16, 2019 7:10 pm
sab nov 16, 2019 11:10 am
Grazie per la tua affermazione Madmax72, almeno cerchiamo di fare chiarezza e luce sulla situazione con la verità e non bugie e falsità.
Sinceramente non capisco questi timori da dove derivano!!!!!
Fose dall" Inps, il quale ha scritto che senza verbale della cmo non può procedere nel iniziare le pratiche pensionistiche??
Ma mi sembra ovvia la cosa !!!
SENZA verbale della commissione medica ..
come si può attuare il meccanismo per la pensione ??
Vi mandano in pensione senza documentazione ???
Inps con le sue circolari interne emana direttive inerenti il suo ambito , ma non.puo' prevaricare altri enti!!!!!
Ora riassumiamo un attimo, riepiloghiamo l'ovvieta'...
le CML sono formate da dirigenti.medici MILITARI e alcuni (pochi) specialisti civili.
Quindi col pieno rispetto della max neutralità , delle scelte fatte come medici, hanno anche disposizioni emesse dal ministero della difesa comando sanità .
Vedasi ad es.circolare M.D. N.00005000 di prot.llo del 9/3/2007-DIFESASAN.
Poi valutate e vedete voi!!!
I migliori auguri .
Messaggio da andrea666 » sab nov 16, 2019 9:09 pm
intanto c'è questa non è Pds e non perfettamente attinente però qui ad esempio la CMO a seguito di superamento termini aspettativa giudicava non idoneo il ricorrente, parla di passaggio ruolo civile
"""Il CdS Accoglie l'appello proposto dall'interessato, poiché, gli atti adottati dal M.D. sono illegittimi.
Finalmente una Buona notizia e una buona dritta per tutti.
Ecco alcuni brani - anche abbreviati nello scritto - per velocizzare quanto accaduto.
1) - rigetto dell’istanza di transito nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa ed il risarcimento dei danni conseguenti.
2) - in ragione del giudizio di non idoneità permanente al S.M.I. nell’Arma dei Carabinieri di cui al verbale …. del 18 marzo 2011 della C.M.O. di Caserta, il maresciallo …..., in data 29 marzo 2011 e 31 marzo 2011, presentava domanda di transito nel personale civile del Ministero della Difesa.
3) - Il Ministero della Difesa – Direzione Generale per il Personale Civile, con determinazione ……. del 20 luglio 2011, respingeva la domanda sul presupposto dell’inesistenza del rapporto di lavoro al momento del giudizio di inidoneità, per intervenuto collocamento in congedo, sin dal 19 dicembre 2010, a causa del superamento del termine massimo di aspettativa nel quinquennio.
4) - Il Ministero della Difesa – D.G.P.M., II Reparto, V Divisione – Stato Giuridico ed Avanzamento Sottoufficiali, I Sezione, con decreto ….. del 14 luglio 2011, notificata al ricorrente in data 26 marzo 2012, disponeva il collocamento del maresciallo in congedo, nella categoria della Riserva, a far data dal 19 dicembre 2010, sul presupposto che egli, a tale data, era ancora temporaneamente inabile al s.m.i., nonché il congedo assoluto a decorrere dal 18 marzo 2011, essendo lo stesso stato giudicato dalla C.M.O. di Caserta permanentemente inabile al servizio militare.
5) - ai fini della soluzione della presente controversia, è utile evidenziare i seguenti fatti:
a) ….. ha superato il periodo massimo di aspettativa fruibile in un quinquennio in data 19 dicembre 2010;
b) in data 18 marzo 2011, ...,,,,,, la C.M.O. di Caserta ha espresso, ...…., giudizio di non idoneità permanente al s.m.i. nell’Arma dei Carabinieri;
c) in data 29 marzo 2011 e 31 marzo 2011, il medesimo ….. ha presentato istanza di transito nel personale civile del M.D.;
d) in data 14 luglio 2011 la competente D.G. del M.D., con decreto ….., notificato al ricorrente in data 26 marzo 2012, ha disposto il collocamento del maresciallo in congedo, nella categoria della riserva, a far data dal 19 dicembre 2010, nonché il congedo assoluto a decorrere dal 18 marzo 2011;
e) quindi, con nota del 20 luglio 2011 (…..), l'amministrazione ha respinto l'istanza di transito nei ruoli civili dell'Amministrazione Militare.
6) - Il Collegio, passando all’esame delle summenzionate censure, rileva in primo luogo che, sebbene nella normativa citata non si rinvenga un obbligo per l’amministrazione di provvedere agli accertamenti sanitari in un momento anteriore alla scadenza del periodo massimo di aspettativa, emerge tuttavia - dalla lettera della legge - la necessità che gli accertamenti avvengano in maniera in qualche modo contestuale alla scadenza del periodo.
7) - In questo senso, invero, depongono le seguenti disposizioni: (N.B.: leggi direttamente in sentenza).
- Risulta pertanto che la normativa di riferimento, nonostante non preveda un termine perentorio per l’espletamento dell’accertamento sanitario, introduce allo stesso tempo un carattere di necessaria contestualità di esso con la scadenza del periodo massimo di aspettativa.
9) - La ragione di tale esigenza è ancora più comprensibile se si considera che, laddove la visita medica dovesse intervenire, come avvenuto nel caso di specie, in un momento successivo alla scadenza, si renderebbe di fatto impraticabile la possibilità per il personale giudicato non idoneo - accordabile dalla medesima C.M.O. – di transitare, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa.
10) - Invero, l’intervento - seppur in un momento successivo - del provvedimento di collocamento in congedo con efficacia retroattiva alla data di superamento del detto termine, comporterebbe inevitabilmente il rigetto dell’istanza di transito a causa dell’inesistenza del rapporto di lavoro al momento del giudizio di inidoneità.
11) - Secondo la costante giurisprudenza amministrativa, infatti: (N.B.: leggi direttamente in sentenza)
12) - In ragione di tali considerazioni, la scelta dell'amministrazione di effettuare la visita medica in un momento successivo alla scadenza del periodo massimo di aspettativa risulta essere in contrasto con il principio del "nemo venire contra factum proprium", idoneo a paralizzare ogni tipo di pretesa alla cui base si manifesta un uso capzioso e irrituale del potere giuridico esercitato dal soggetto che ne è il titolare (già in questi termini, Cons. giust. amm. Sicilia, sez. giurisd., 24 ottobre 2014, n. 573).
13) - Ciò in quanto, il militare odierno appellante è stato messo nelle condizioni di poter presentare l'istanza di transito soltanto dopo gli esiti della visita, svolta in una data - discrezionalmente determinata dall'amministrazione – successiva al superamento del periodo massimo di aspettativa fruibile nel quinquennio.
14) - Attesa la fondatezza della censura, merita altresì accoglimento la domanda di risarcimento del danno patrimoniale, nella misura della differenza tra la pensione effettivamente percepita dall’appellante e lo stipendio che lo stesso avrebbe percepito, nel periodo che va dal mese di aprile 2011 fino all’effettivo transito nei ruoli civili dell’Amministrazione della Difesa.
15) - Conclusivamente, l'appello deve essere accolto nei limiti anzidetti, da ciò derivando l’annullamento degli atti impugnati, l’accertamento del diritto dell’appellante al transito nel personale civile del Ministero della Difesa e la condanna del Ministero stesso al risarcimento del solo danno patrimoniale.
SENTENZA ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 4 ,numero provv.: 201805343
- Public 2018-09-12 -
N. 05343/2018 REG. PROV. COLL.
N. 02476/2013 REG. RIC.
sul ricorso numero di registro generale 2476 del 2013, proposto da:
Antonio L.., rappresentato e difeso dagli avvocati Pasquale Coticelli, Alessandro Indipendente, con domicilio eletto presso lo studio Rita Chiara Furneri in Roma, via Paola Falconieri, n. 100;
Ministero della Difesa, in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;
della sentenza del T.A.R. CAMPANIA - NAPOLI: SEZIONE VI n. 03581/2012, resa tra le parti, concernente il rigetto dell’istanza di transito nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa ed il risarcimento dei danni conseguenti;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 luglio 2018 il Cons. Alessandro Verrico e uditi per le parti l’avvocato dello Stato Angelo Vitale;
1. In seguito ed in ragione del giudizio di non idoneità permanente al S.M.I. nell’Arma dei Carabinieri di cui al verbale n. 1073 del 18 marzo 2011 della C.M.O. di Caserta, il maresciallo L.. Antonio, in data 29 marzo 2011 e 31 marzo 2011, presentava domanda di transito nel personale civile del Ministero della Difesa.
1.1. Il Ministero della Difesa – Direzione Generale per il Personale Civile, con determinazione prot. n. 50660 del 20 luglio 2011, respingeva la domanda sul presupposto dell’inesistenza del rapporto di lavoro al momento del giudizio di inidoneità, per intervenuto collocamento in congedo, sin dal 19 dicembre 2010, a causa del superamento del termine massimo di aspettativa nel quinquennio.
2. Con ricorso dinanzi al T.a.r. per la Campania, il maresciallo L.. impugnava detta determinazione, chiedendone l’annullamento ed insistendo per l’accertamento del diritto al transito nel personale civile e per il risarcimento dei danni patrimoniali e non.
3. Il Ministero della Difesa – Direzione Generale per il Personale Militare, II Reparto, V Divisione – Stato Giuridico ed Avanzamento Sottoufficiali, I Sezione, con decreto n. 1866 del 14 luglio 2011, notificata al ricorrente in data 26 marzo 2012, disponeva il collocamento del maresciallo in congedo, nella categoria della riserva, a far data dal 19 dicembre 2010, sul presupposto che egli, a tale data, era ancora temporaneamente inabile al servizio militare incondizionato, nonché il congedo assoluto a decorrere dal 18 marzo 2011, essendo lo stesso stato giudicato dalla C.M.O. di Caserta permanentemente inabile al servizio militare.
4. Detto decreto veniva quindi impugnato dal ricorrente con ricorso per motivi aggiunti, per chiederne l’annullamento.
2. Con sentenza n. 3581/2012, depositata il 25.07.2012, il T.a.r. per la Campania – Napoli, Sezione VI respingeva il ricorso, compensando tra le parti le spese di lite.
3. Con ricorso in appello Antonio L.. ha impugnato detta sentenza, chiedendone l’annullamento, sulla base dei seguenti motivi, riportati sinteticamente:
I) error in iudicando – violazione degli artt. 905, 923, 929, 930 del d.lgs. n. 66 del 2010, degli artt. 1 e 2 del d.m. n. 22680 del 2002 – eccesso di potere per violazione del procedimento e difetto di istruttoria;
II) error in iudicando – mancata rilevazione di eccesso di potere per difetto di istruttoria e falso presupposto;
III) violazione e falsa applicazione dell’art. 930 del d.lgs. n. 66/2010, degli artt. 1, 2, 3 del d.m. 18.04.2002 n. 22680, dell’art. 21 bis della legge n. 241 del 1990 ed eccesso di potere per falso presupposto;
IV) danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti all’illegittimità della determinazione di rigetto del transito;
V) danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti alla violazione dell’art. 905 del d.lgs. n. 66 del 2010;
VI) violazione della circolare n. 806 del 26 ottobre 2000, punto 7 lettera a), del Ministero della Difesa, eccesso di potere per violazione di procedimento.
3.1. L’appellante ha altresì riproposto integralmente i motivi di ricorso già formulati nel corso del primo grado di giudizio.
3.2. Si è costituito in giudizio il Ministero della Difesa, depositando in data 22 maggio 2018 memoria difensiva, con cui si è opposto all’appello e ne ha chiesto il rigetto.
3.3. In data 15 maggio 2018 il ricorrente depositava infine ulteriore memoria.
4. All’udienza del 5 luglio 2018 la causa è stata trattenuta in decisione del Collegio.
5. Con un primo motivo l’appellante lamenta la violazione dell’art. 905 del d.lgs. 66/2010, sostenendo che l’Amministrazione, alla stregua di tale disposto normativo, prima di disporre la cessazione del ricorrente dal servizio permanente, ed in particolare in un momento anteriore allo scadere del periodo massimo di aspettativa, avrebbe dovuto sottoporre lo stesso agli accertamenti sanitari per la verifica dell’idoneità al servizio.
5.1. Inoltre, con un’ulteriore censura avanzata dall’appellante nell’ambito del medesimo motivo, si sostiene che, una volta presentata domanda di transito nel personale civile, vi fosse l’obbligo per l’Amministrazione, ai sensi dell’art. 2 d.m. n. 22680/2002, di sospendere l’applicazione di tutte le disposizioni riguardanti modifiche di posizioni di stato e di collocare in aspettativa il militare fino alla definizione del procedimento.
5.2. Il motivo è fondato.
5.3. Il Collegio rammenta che l’art. 1 del d.m. n. 22680 del 18 aprile 2002 prevede che il personale delle Forze armate e dell’Arma dei Carabinieri giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti o non da causa di servizio transita, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della difesa, sempreché l’infermità accertata ne consenta l’ulteriore impiego.
Il successivo art. 2 dispone che la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla notifica all’interessato del giudizio definitivo di inidoneità, per il tramite gerarchico, al Comando del corpo di appartenenza.
Il transito nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa, quindi, è subordinato al realizzarsi delle seguenti condizioni: giudizio di inidoneità al servizio militare incondizionato; giudizio di idoneità all’ulteriore impiego; tempestiva presentazione della domanda da parte dell’interessato.
5.4. Ciò considerato, ai fini della soluzione della presente controversia, è utile evidenziare i seguenti fatti:
a) il maresciallo ha superato il periodo massimo di aspettativa fruibile in un quinquennio in data 19 dicembre 2010;
b) in data 18 marzo 2011, con verbale n. 1073, la C.M.O. di Caserta ha espresso, in relazione al maresciallo, giudizio di non idoneità permanente al s.m.i. nell’Arma dei Carabinieri;
c) in data 29 marzo 2011 e 31 marzo 2011, il medesimo maresciallo ha presentato istanza di transito nel personale civile del Ministero della Difesa;
d) in data 14 luglio 2011 la competente D.G. del Ministero della Difesa, con decreto n. 1866, notificato al ricorrente in data 26 marzo 2012, ha disposto il collocamento del maresciallo in congedo, nella categoria della riserva, a far data dal 19 dicembre 2010, nonché il congedo assoluto a decorrere dal 18 marzo 2011;
e) quindi, con nota del 20 luglio 2011 (prot. n. 50660), l'amministrazione ha respinto l'istanza di transito nei ruoli civili dell'Amministrazione Militare.
5.5. Il Collegio, passando all’esame delle summenzionate censure, rileva in primo luogo che, sebbene nella normativa citata non si rinvenga un obbligo per l’amministrazione di provvedere agli accertamenti sanitari in un momento anteriore alla scadenza del periodo massimo di aspettativa, emerge tuttavia - dalla lettera della legge - la necessità che gli accertamenti avvengano in maniera in qualche modo contestuale alla scadenza del periodo.
5.5.1. In questo senso, invero, depongono le seguenti disposizioni:
a) art. 905, comma 3, del d.lgs. n. 66/2010: “nei casi di aspettativa per infermità si provvede tempestivamente agli accertamenti sanitari”;
b) art. 905, comma 5, del d.lgs. n. 66/2010: “se allo scadere di detto periodo massimo il militare è ancora giudicato non idoneo al servizio incondizionato, lo stesso cessa dal servizio permanente, ai sensi dell’art. 929”;
c) art. 929, comma 1, del d.lgs. n. 66/2010: “il militare … cessa dal servizio permanente ed è collocato, a seconda dell’idoneità, in congedo, nella riserva o in congedo assoluto, quando ….b) non ha riacquistato l’idoneità allo scadere del periodo massimo di aspettativa per infermità temporanea”;
d) circolare n. 806/2000, n. 6 lett. g): “l’invio dell’interessato a visita medica – nel caso in cui lo stesso non riacquisti l’idoneità al servizio militare - in prossimità dello scadere del periodo massimo di aspettativa fruibile nel quinquennio”.
5.5.2. Risulta pertanto che la normativa di riferimento, nonostante non preveda un termine perentorio per l’espletamento dell’accertamento sanitario, introduce allo stesso tempo un carattere di necessaria contestualità di esso con la scadenza del periodo massimo di aspettativa.
5.5.3. La ragione di tale esigenza è ancora più comprensibile se si considera che, laddove la visita medica dovesse intervenire, come avvenuto nel caso di specie, in un momento successivo alla scadenza, si renderebbe di fatto impraticabile la possibilità per il personale giudicato non idoneo - accordabile dalla medesima C.M.O. – di transitare, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa.
Invero, l’intervento - seppur in un momento successivo - del provvedimento di collocamento in congedo con efficacia retroattiva alla data di superamento del detto termine, comporterebbe inevitabilmente il rigetto dell’istanza di transito a causa dell’inesistenza del rapporto di lavoro al momento del giudizio di inidoneità.
5.5.4. Secondo la costante giurisprudenza amministrativa, infatti:
a) tale fattispecie rappresenta una particolare tipologia di trasferimento nell'ambito della stessa amministrazione di appartenenza, per cui appare evidente come per la sua applicazione si richiede la sussistenza del requisito dell'attualità del rapporto di servizio (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 2 ottobre 2006, n. 5758);
b) il provvedimento di cessazione dal servizio presenterebbe natura interamente vincolata, e quindi portata meramente dichiarativa, concernendo dati e situazioni di servizio ai quali la legge direttamente riconnette effetti specificamente determinati, una volta verificata la loro oggettiva sussistenza. Da ciò consegue l’ulteriore corollario che gli effetti del provvedimento di collocamento in congedo dovrebbero retroagire alla data dell’intervenuto superamento del biennio di aspettativa;
b.1) la legittima aspettativa del dipendente ad essere reimpiegato in altri ruoli dall’amministrazione di appartenenza ha consistenza di vero diritto soggettivo, che scaturisce dal giudizio positivo formulato dalla C.M.O., unico organo abilitato a valutare l'idoneità al servizio civile (Cons. Stato, Sez. IV, 31 luglio 2009, n. 4854; id., Sez. IV, 18 marzo 2009, n. 1598);
b.2) il diritto soggettivo del dipendente va dunque armonizzato con il riconosciuto carattere dichiarativo del provvedimento di dispensa dal servizio, adottato a seguito del superamento del periodo massimo di aspettativa, al quale la giurisprudenza ascrive effetti ex tunc, decorrenti cioè dalla scadenza del periodo massimo di aspettativa (Cons. Stato, Sez. IV, 28 novembre 2013, n. 5705).
5.6. In ragione di tali considerazioni, la scelta dell'amministrazione di effettuare la visita medica in un momento successivo alla scadenza del periodo massimo di aspettativa risulta essere in contrasto con il principio del "nemo venire contra factum proprium", idoneo a paralizzare ogni tipo di pretesa alla cui base si manifesta un uso capzioso e irrituale del potere giuridico esercitato dal soggetto che ne è il titolare (già in questi termini, Cons. giust. amm. Sicilia, sez. giurisd., 24 ottobre 2014, n. 573).
5.7. Calando tali considerazioni nella fattispecie in esame, si osserva quindi che la condotta tenuta dalla stessa amministrazione, in ragione della tempistica adottata per esprimere la possibilità o meno del transito nei ruoli civili, dovuta a proprie ragioni organizzative, è stata causa del decorso del termine successivamente invocato per annullare gli esiti da essa stessa prodotti.
Ciò in quanto, il militare odierno appellante è stato messo nelle condizioni di poter presentare l'istanza di transito soltanto dopo gli esiti della visita, svolta in una data - discrezionalmente determinata dall'amministrazione – successiva al superamento del periodo massimo di aspettativa fruibile nel quinquennio.
Ne consegue, quindi, l'illegittimità delle determinazioni impugnate, le quali finiscono per riversare sul dipendente i ritardi cagionati dalla amministrazione stessa.
6. Può pertanto ritenersi assorbito il secondo motivo di appello con cui si sostiene che nel computo del periodo massimo di aspettativa non avrebbero dovuto essere conteggiati i giorni in cui l’appellante è stato a disposizione degli organi sanitari, per un periodo pari a 104 giorni.
7. Attesa la fondatezza della censura, merita altresì accoglimento la domanda di risarcimento del danno patrimoniale, nella misura della differenza tra la pensione effettivamente percepita dall’appellante e lo stipendio che lo stesso avrebbe percepito, nel periodo che va dal mese di aprile 2011 fino all’effettivo transito nei ruoli civili dell’Amministrazione della Difesa.
7.1. Non può invece trovare accoglimento la domanda di risarcimento dei danni non patrimoniali, non rinvenendosi nella certificazione medica prodotta sufficiente dimostrazione della circostanza che l’avvenuto congedo dall’Arma dei Carabinieri sarebbe stato causa (o concausa) efficiente del lamentato peggioramento della condizione psichica.
8. Conclusivamente, l'appello deve essere accolto nei limiti anzidetti, da ciò derivando l’annullamento degli atti impugnati, l’accertamento del diritto dell’appellante al transito nel personale civile del Ministero della Difesa e la condanna del Ministero stesso al risarcimento del solo danno patrimoniale.
9. Attesa la peculiarità della fattispecie in esame, le spese del doppio grado di giudizio devono essere integralmente compensate tra le parti.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso di primo grado e:
a) annulla la determinazione prot. n. 50660 del 20 luglio 2011 del Ministero della Difesa – Direzione Generale per il Personale Civile;
b) annulla il decreto n. 1866 del 14 luglio 2011 del Ministero della Difesa – Direzione Generale per il Personale Militare, II Reparto, V Divisione – Stato Giuridico ed Avanzamento Sottoufficiali, I Sezione;
c) accerta il diritto dell’appellante al transito nel personale civile del Ministero della Difesa;
d) condanna il Ministero appellato al risarcimento dei danni patrimoniali sofferti dall’appellante, nella misura della differenza tra la pensione effettivamente percepita dall’appellante e lo stipendio che lo stesso avrebbe percepito, nel periodo che va dal mese di aprile 2011 fino all’effettivo transito nei ruoli civili dell’Amministrazione della Difesa.
Alessandro Verrico Antonino Anastasi
Messaggio da mopetru » dom nov 17, 2019 1:36 am
Grazie a tutti per gli interventi basati su fatti concreti e norme vigenti che finalmente stanno facendo chiarezza sull'argomento rendendo questo Forum ed argomento serio e concreto nel suo sviluppo non basato come in origine su mere supposizioni e menzogne...
Grazie ancora, se ci sono altri interventi basati su prove e Leggi vi prego di esternarli.
Messaggio da merterx » dom nov 17, 2019 7:37 am
Buona domenica a tutti. Bisogna dire che Lino, Rambo ed Andrea hanno compiuto un lavoro certosino nel riportare dati oggettivi.
Anche se non mi trovo nella situazione dell'autore del thread un ringraziamento anche da parte mia.
Il forum così diventa veramente uno strumento utile.
Mopetru ti inviterei però a non parlare di " menzogne" ( parole testuali tue) nei confronti di chi ( credo naturopata) abbia provato a dare interpretazione del PERCHÉ la CMO ti ha parlato nei termini da te espressi nel titolo del thread.
Perché ti invito a non parlare di menzogne?
1)Perché nel corso del thread si è venuto a sapere che più volte, nel corso di quest'anno, CMO diverse di regioni diverse hanno usato la stessa espressione.
Quindi o hanno dato di matto tutti o magari un ragionamento per capire il PERCHÉ bisogna farselo.
Naturopata io credo abbia provato a spiegarsi, a torto o a ragione, quel ragionamento.
2) Perché TU hai inserito un thread in un forum pubblico in cui ognuno può fornire la sua opinione. Non hai né scritto nella sezione riservata all'avvocato Carta in cui solo lui è titolato a rispondere, né ti sei recato in uno studio legale privatamente per avere un consulto tecnico e privo di opinioni.
3) Perché se bisogna avere spirito critico allora ti dico che se affronti l'argomento del PERCHÉ un fatto CERTO è accaduto ( La CMO ti ha detto in quel modo) essendo un Fatto che avviene da poco tempo, ( gli altri a cui è capitato riferiscono sempre nel 2019), non puoi considerare norme di 10 anni fa o sentenze che nascono da fatti di 8 anni fa.
4) Perché se hai lavorato nelle f.f.o.o. saprai che a volte esistono direttive scritte interne, non divulgate al pubblico, esplicative di circolari esistenti già.
Concludo dicendo, visto che non vorrei finire nel calderone dei " menzogneri", che personalmente - allo stato attuale - anche io reputo valide le tesi di Rambo e Lino.
Però in certe situazioni se una persona vuol dormire fra 2 guanciali ( consiglio mio) ci vuol poco a far scrivere una lettera da un avvocato All'Inps per ottenere risposta.
Attribuire la parola "menzogne" su opinioni espresse un thread pubblico che hai aperto tu non è bello, il dubbio lo avevi TU, la frase te l'ha detta la CMO.