Source: http://targhevaticane.it/a92_targhe-tipo-6.html
Timestamp: 2018-09-23 13:12:51+00:00
Document Index: 160403760

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 10']

Targhe Tipo 6 - Targhe Vaticane - A cura di Marcello Gallina
» Targhe Tipo 2
Nell’ aprile 1985 iniziò in Italia la distribuzione delle targhe previste dal DM 29 gennaio 1982. La targa posteriore era metallica, con caratteri neri su sfondo bianco retroriflettente, manteneva le sigle provinciali e la fornitura era di tre pezzi, due con la sigla ed uno col numero di serie, in modo da realizzare due formati opzionali, quello lungo, di gran lunga il più diffuso, e quello quadro. Anteriormente prese avvio il nuovo formato di mm 115 X 340.
Lo stato vaticano emanò il 19 dicembre 1987 il decreto N. CXX, “Decreto della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano con il quale viene modificato il “Regolamento per la circolazione degli autoveicoli” , emanato dal Governatore dello Stato il 31 dicembre 1930, N. XII”. Per effetto di questo decreto (*documenti) furono introdotte a partire dal 1° gennaio 1988 le targhe tipo 6, destinate a rimanere in produzione fino al 2011 nelle due distinte serie SCV e CV. La novità fondamentale consisteva nella istituzione della nuova sigla CV per i veicoli dei cittadini vaticani.
Recita l’art. 2, a partire dal comma 2:
“Le targhe si distinguono:
“SCV 00000” : targa recante l’abbreviazione della denominazione “Stato della Città del Vaticano” e il numero progressivo di immatricolazione in cinque cifre, indicazioni separate da uno speciale bollo secondo modello allegato al Regolamento. E’ la targa ufficiale dello Stato e come tale sarà rilasciata agli autoveicoli intestati al Sommo Pontefice,alle Amministrazioni pubbliche della Santa Sede, del Governatorato dello S.C.V. , di Enti pubblici vaticani aventi propria personalità giuridica, nonché agli Em.mi Cardinali che ne facciano apposita espressa richiesta.
“CV 00000” : targa recante l’abbreviazione della denominazione “Città del Vaticano” ed il numero progressivo di immatricolazione in cinque cifre, indicazioni separate da uno speciale bollo secondo modello allegato al Regolamento. Tale targa sarà rilasciata agli autoveicoli di proprietà dei cittadini dello Stato, dei dignitari o delle personalità che, in ragione delle cariche o dell’ ufficio rivestiti, abbiano domicilio legale o stabile residenza nel territorio dello Stato.
Le targhe sono delle stesse dimensioni e, rispettivamente, quelle anteriori di mm 340 x 115, quelle posteriori di mm 486 X 109, secondo la descrizione delle caratteristiche tecniche e grafiche indicate nell’allegato al presente Decreto”.
L’art. 3 definisce i colori: “Le targhe rilasciate per le autovetture del Sommo Pontefice hanno le iscrizioni di colore rosso su fondo bianco; tutte le altre hanno le iscrizioni di colore nero su fondo bianco”.
Nella breve introduzione agli allegati sono indicate due caratteristiche tecniche: “Le targhe sono di metallo (alluminio) ricoperte da materiale retroriflettente del tipo comunemente usato negli Stati europei.
I caratteri alfanumerici sono in rilievo con imbutitura profonda mm 1,4”.
I dettagli tecnici sono ampiamente definiti dagli allegati, che dunque riporto integralmente (*documenti). Aggiungo alcune precisazioni:
1) La targa posteriore è corrispondente al modello italiano che ho descritto in premessa: alta mm 109, lunga mm 486, è metallica, piana, con gli angoli squadrati, non arrotondati e i caratteri sono di dimensioni differenti per lettere e cifre, esattamente come nelle targhe italiane. Identica è anche la grafica. A differenza del modello italiano però la targa è costituita da un solo pezzo, e il formato è invariabilmente quello lungo. I fori di fissaggio rimangono sei, pur essendone evidentemente sufficienti quattro e i due fori centrali risultano essere talvolta utilizzati, ma non sempre. Il sigillo ufficiale è collocato in posizione rigorosamente costante a mm 18,5 dal bordo inferiore mentre la distanza dal bordo di sinistra è di mm 206 nelle targhe SCV e di mm 180,5 nelle CV.
2) La sigla SCV o CV precede un numero d’ immatricolazione di cinque cifre e non si osservano i punti rotondi alla base delle lettere. La progressione numerica procede separatamente nelle due serie a partire rispettivamente da SCV 00500 e da CV 03000.
3) Il sigillo ufficiale viene realizzato manualmente presso l’ officina della Motorizzazione e poi inserito nella targa. Non esiste uno standard tecnico univoco, per cui il diametro oscilla tra 8 e 12 millimetri.
Il Registro Autoveicoli Vaticani (RAV) ha assunto nel 2001 la denominazione di Registro Veicoli Vaticani (RVV) ; il sigillo ufficiale, con il consueto disegno dello stemma vaticano al diritto, mantiene al verso, immutata, la sigla RAV.
A partire all’ incirca dal 2000, sempre più frequentemente si sono notate in circolazione targhe prive del sigillo ufficiale. Sono state avanzate le ipotesi più svariate, ma la spiegazione ufficiale, giunta nel marzo 2009, è tutto sommato la più ovvia: a causa del vertiginoso aumento del costo del piombo diventa sempre più difficile reperire le barre cilindriche dalla cui lavorazione si ricavano i sigilli per le targhe nuove che pertanto ne rimangono prive. La distribuzione delle targhe avviene comunque senza che l’ ufficialità sia in qualche modo limitata.
4) La Città del Vaticano commissiona le targhe allo stato italiano, che le produce nei propri stabilimenti e con la propria tecnologia, per cui nella pellicola riflettente è presente il medesimo ologramma. Esso è costituito dalla sigla P.G.S. ( Provveditorato Generale dello Stato ) seguita da una lettera che identifica il produttore e da un numero per riconoscimento di idoneità relativo al produttore stesso. L’ ologramma, che nelle targhe vaticane è sempre P.G.S. B1, è ripetuto in forma di griglia ad intervalli orizzontali di mm 110 e verticali di mm 39, ed ha una altezza di mm 8. A partire dal 2004 nell’ ologramma delle targhe italiane la sigla P.G.S. è stata sostituita da M.E.F. ( Ministero dell’ Economia e della Finanza ), restando immutato il codice alfanumerico. Il nuovo logo non è mai stato osservato in alcuna targa vaticana.
5) In Italia si sono successivamente registrate due importanti modifiche:
l’ abolizione dalle targhe delle sigle provinciali (DPR 16 dicembre 1992) e la comparsa delle “eurotarghe” con bande blu (DPR 4 settembre 1998). Ciò non ha comportato alcuna modifica sulle targhe vaticane.
Anche la targa anteriore tipo 6 è riconducibile per impostazione e dimensioni a quella italiana circolante dal 1985.
E’ una lamina in lamiera di alluminio con i bordi pianeggianti e gli angoli appena arrotondati. I caratteri, in nero su fondo bianco riflettente, consistono nella sigla SCV o CV, senza punti alla base, seguita dal numero di serie di cinque cifre. Non vi è il sigillo ufficiale dello stato. Sulla retroriflettenza si legga quanto scritto precedentemente al punto 4.
L’ analisi della grafica dei caratteri richiede alcuni confronti.
1) Confronto con la targa italiana anteriore del 1985: le dimensioni sono le stesse, ovvero mm 115 X 340, ma i caratteri della targa vaticana misurano mm 65 X 31 contro mm 57 X 28 di quella italiana. Il disegno delle lettere è identico, ma ben cinque cifre, ( 3, 5, 6, 7, 9 ) sono di stile differente.
2) Confronto con la targa italiana anteriore-posteriore del decreto 25 giugno 1977: oltre alle dimensioni generali, anche i caratteri hanno le stesse misure, mm 65 X 31.
Le lettere e ben otto cifre sono identiche, ma il 3 e il 4 evidenziano una seppur minima differenza.
3) Confronto con la targa italiana anteriore-posteriore CD (Corpo Diplomatico) introdotta dal DM 11 novembre 1982 e circolante dal 1984: qui siamo al punto cruciale. Un’ attenta analisi dimostra che tutti i caratteri, lettere e cifre sono identici. Dunque l’attuale targa anteriore vaticana è stilisticamente identica a quella italiana diplomatica.
Occorre ancora osservare che la targa italiana CD successivamente è stata oggetto di due modifiche: nel 1993 l’altezza è stata “limata” passando da mm 115 a mm 109, mentre dal 1996, ai sensi del DM 19 agosto 1995, con l’introduzione di nuove targhe del tipo CD-0000-XX a quattro cifre anziché tre, è stata modificata anche la grafica di alcuni caratteri, specie il 7 e il 3.
Nessuna delle due variazioni è stata recepita in Vaticano, pertanto la targa anteriore è rimasta invariata.
Mi sembra interessante anche il confronto tra i caratteri della targa anteriore e posteriore tipo 6. Poiché i modelli italiani di origine sono ben differenti, è evidente che non possiamo attenderci grandi somiglianze. Prescindendo ovviamente dalla dimensioni, osserviamo che solo tre cifre ( 0, 2, 8 ) sono simili e che la S della sigla si presenta anteriormente nella forma “allungata” , posteriormente con la zona centrale più orizzontale.
Per quanto concerne il sistema numerico la novità assoluta rispetto al passato è che le reimmatricolazioni diventano l’eccezione e non più la regola. Le targhe circolanti di tipo 5 sono ormai del tutto sparite insieme ai relativi veicoli, e quelle di tipo 6 identificano solo mezzi di nuova immatricolazione, con progressione numerica lineare. I numeri cancellati per la radiazione dei rispettivi veicoli non sono più utilizzabili, e non è ammessa la richiesta di un numero più avanti rispetto al primo disponibile. La Segreteria Generale del Governatorato mi ha fornito alcuni dettagli sulle reimmatricolazioni.
Nel caso di targhe SCV, dunque relativamente a veicoli dello stato, il responsabile del Servizio cui è intestato il veicolo da sostituire fa smontare le targhe che vengono applicate sul veicolo nuovo, il tutto in modo estemporaneo. Il Direttore della Motorizzazione può a sua discrezione e in ogni momento procedere ad una reimmatricolazione.
Nel caso di targhe CV è il proprietario del veicolo da immatricolare che chiede il mantenimento delle stesse targhe prelevate dal mezzo sostituito. La procedura dunque è semplice ed immediata, l’ unico requisito è che le targhe siano perfettamente leggibili e che non siano deteriorate.
Ma per quale motivo viene richiesta la reimmatricolazione? Nel caso di veicoli privati il proprietario desidera semplicemente continuare a mantenere lo stesso numero di targa; nel caso di targhe SCV si verifica talvolta che un mezzo, e dunque il suo numero di targa, identifica l’ Ente, o Ufficio o Servizio cui è intestato per cui si desidera mantenere questo abbinamento. Ho verificato che frequentemente sono oggetto di reimmatricolazione due ben specifici gruppi di veicoli, quelli dei servizi generali del Governatorato e quelli dei cortei e del seguito papale, comprese le auto poste occasionalmente al servizio del pontefice stesso. La mia ipotesi è che trattandosi di veicoli di rappresentanza sono sottoposti ad un turn-over piuttosto accelerato al fine di garantire un elevato livello di modernità ed efficenza del comparto stesso. Con la reimmatricolazione, ovvero col passaggio contestuale delle medesime targhe dal veicolo in dismissione a quello subentrante, il rimpiazzo di di un veicolo con uno nuovo diventa più semplice ed immediato, col vantaggio altresì dell' azzeramento del costo delle targhe stesse.
Riporto alcuni casi osservati.
targa veicolo originale veicolo subentrato
SCV 00553 furgone Mercedes-Benz nel 1988 IVECO Daily
SCV 00594 ? Ford Focus
SCV 00633 furgone VW Caddy minibus bianco 2018
SCV 00642 Fiat Ducato Fiat Scudo
SCV 00740 ? Citroen C3 2009
SCV 00794 Fiat Marea Ford Mondeo
SCV 00618 Fiat Tipo Ford Focus
SCV 00802 Ford Mondeo Ford Mondeo nuovo tipo
SCV 00823 vettura Lancia 2006 VW Golf GT 2010
SCV 00952 VW Sharan VW Sharan nuovo modello
SCV 00954 VW Golf 2010 Fiat Nuova Tipo
SCV 00955 VW Golf 2.0 TDI VW Golf TS
CV 03504 Volvo S4 Mercedes C220 CDI
CV 03347 vettura Peugeot vettura Lancia
CV 03371 BMW BMW
CV 03260 Fiat Uno Fiat Punto
CV 03758 VW Phaeton Gendarm. Fiat 500L Gendarm. 2015
CV 03743 VW Golf Fiat 500
Essendo utilizzati numeri di cinque cifre le prime due sono sempre 00. E’ opinione generale che il primo numero sia SCV 00540, ma due recenti osservazioni discordanti mi hanno indotto ad un approfondimento. Rammento che il più alto numero verificato nelle serie precedenti è SCV 526 (1975), mentre per quanto concerne il tipo 6 a partire dal gennaio 1988 sono stati osservati praticamente tutti i numeri da 00540 ma nessuno, almeno fino all' anno scorso, al di sotto.
Riscontro 1: nel 2012 De Benedictis ha diffuso l’immagine relativa ad una BMW serie 3 modello 320, commissionata alla casa bavarese dal Corpo delle Guardie svizzere nell’ anniversario della nascita del Corpo stesso (22 gennaio 1506). L’ auto è stata immatricolata nel febbraio 2011 con targhe SCV 00528. In quel periodo venivano consegnate le ultime targhe di tipo 6 prima del passaggio a SCV 01000 .
Riscontro 2: nel marzo 2013 in occasione del Conclave per la nomina del successore di Benedetto XVI i cardinali si spostavano abitualmente dalla residenza vaticana di Santa Marta alla Cappella Sistina a bordo di un minibus bianco. Sono riuscito a trovare le immagini: il mezzo, un Mercedes-Benz Evobus 616 CDI, appare targato SCV 00538.
L' ipotesi di due reimmatricolazioni non mi pareva congrua. Il chiarimento è giunto in occasione del mio quarto viaggio in Vaticano, ed è stato fornito dal Direttore della Motorizzazione Vaticana.
La serie numerica parte da SCV 00500 ma la prima targa immatricolata è SCV 00540, e di qui continua lineare la progressione. Il blocco SCV 00500 - SCV 00539 viene tenuto a parte come lotto -per così dire- di emergenza dal quale attingere in particolari occasioni e circostanze, ad esempio per i veicoli delle parate. Alla fine del 2013 risultano ancora disponibili nel lotto solamente 7 targhe. I due casi citati vengono così motivati:
1: la BMW fu consegnata in Vaticano proprio nel periodo di passaggio dalle targhe tipo 6, ormai esaurite, a quelle nuove in attesa di consegna. Dovendo immatricolare l' auto con una certa urgenza si attinse dal blocco di riserva;
2: anche in questo caso si ravvisò una certa urgenza per la disponibilià su strada del mezzo, destinato peraltro ad un impiego di particolare rilievo quale il trasferimento dei cardinali elettori. La procedura di immatricolazione fu decisa dal Direttore della Motorizzazione in persona.
Una terza segnalazione, SCV 00534, l' ha recentemente fornita Sergio La Camera. Nell' immagine si osserva questa targa anteriore applicata ad una Mercedes-Benz nera di rappresentanza (Classe E serie W211, periodo 2002-2009) ed è cronologicamente riferita al Concistoro del novembre 2007. Osservando la targa, anche se l' immagine è un po' sfuocata, si nota la presenza di tre fori supplementari, uno a destra e due a sinistra vicino alla "S": evidentemente queste targhe erano già state montate in precedenza e, notando i fori così approssimativi per posizione e conformazione, si può ritenere che sia stata un' immatricolazione "d' emergenza". E' verosimile che le targhe siano state rimosse entro breve tempo e riposte presso la Motorizzazione vaticana, per essere nuovamente utilizzate in occasione di un successivo, analogo caso "d' emergenza". Per la cronaca, un' altra foto mostra l' auto seminascosta da una Mercedes-Benz pressochè identica, con targa diplomatica italiana CD 063 UN, opportunamente munita di bandierina del Paraguay.
Nel marzo 2018 Faraoni mi ha mandato la foto di un bus targato SCV 00536: si tratta dunque della quarta immatricolazione documentata che attinge dal blocco di targhe di riserva. Il mezzo è un Mercedes-Benz Evobus 616, del tutto simile a quello targato SCV 00538. Osservando la targa posteriore si nota la presenza di due piccoli fori supplementari rispettivamente sopra la lettera C e sopra la cifra 3. Questo particolare anomalo fa pensare ad una precedente immatricolazione, e conferma la peculiarità del blocco SCV 00500 – SCV 00539. Nei miei vecchi appunti ho trovato l’ annotazione, datata 2009, di questa targa applicata ad una auto Mercedes-Benz. Potrebbe trattarsi appunto del precedente impiego di questa immatricolazione.
Nei miei archivi inoltre ho due ulteriori segnalazioni che, se confermate, rientrerebbero a pieno titolo nel blocco di riserva: SCV 00506 e SCV 00525 (1993), senza alcun dettaglio nè riferimento.
Il più basso numero che ho osservato personalmente nella serie "ordinaria" è SCV 00545 su di un autocarro Iveco Tector, attualmente ancora in servizio. Nell’ ottobre 2010 ho annotato a Roma SCV 00994 e 00997, per cui la progressione numerica è ormai prossima a SCV 01000.
Scomparsa definitivamente la serie “rossa”, ai Cardinali rimane la possibilità, su espressa richiesta, di immatricolare i propri veicoli privati con targhe SCV, altrimenti otterranno targhe CV.
Questa nuova sigla viene introdotta per risolvere definitivamente la questione dell’immatricolazione dei veicoli dei cittadini vaticani. Come abbiamo letto nel Decreto, il diritto a targhe CV è esteso alle personalità ricoprenti cariche o uffici dello stato purché aventi domicilio legale o stabile residenza in Vaticano. La progressione numerica inizia il 1° gennaio 1988 con CV 03000 e l’ avanzamento di questa serie è molto più veloce rispetto alla targhe SCV.
La numerazione delle targhe CV nel mese di aprile 2016 ha raggiunto CV 04000. Nel marzo 2018 non sono ancora state introdotte le targhe CV tipo 7; gli ulteriori dettagli sono comunque riportati nella sezione relativa a questo tipo.
Tutti i veicoli dello stato hanno targhe normali, compresi quelli dei servizi speciali.
1) Veicoli dei servizi sanitari, quali ambulanze (carrozzate Bollanti) e mezzi per il trasporto di materiale sanitario.
SCV 00863 ambulanza Ford Transit 125T300
SCV 00879 =
SCV 00775 ambulanza Fiat Ducato 2.8JTD
SCV 00780 =
SCV 00781 =
SCV 00724 Fiat Fiorino per il trasporto di materiale sanitario.
SCV 00756 ambulanza Mercedes-Benz con marchio “Bayer”
SCV 00899 ambulanza VW LT35 in livrea grigia (2005), riservata al Pontefice
SCV 00900 idem, in livrea bianco-azzurra (Bollanti)
Nel 2012 l' ambulanza SCV 00781 dovrebbe essere stata ritirata dal momento che la stessa targa appare ora su di una Opel Agila.
2) Veicoli del Corpo dei Vigili del Fuoco della Città del Vaticano. Il Corpo, fondato da Pio XII nel 1941, ha un organico di una trentina di persone e dispone di un moderno parco di automezzi.
SCV 00894 autoscala Daimler Benz da 36 metri
SCV 00884 furgone Iveco 50C13 con pianale e gru
SCV 00907 furgone Iveco Magirus 65C15 polisoccorso, con autoscala e cisterna da lt. 1250
SCV 00745 furgone Mercedes Benz 314 Sprinter Rosenbauer
SCV 00833 Ford Focus 1.8 TDCI SW (Style Wagon) Autocomando
SCV 00912 Ford Focus II serie
SCV 00929 fuoristrada Iveco Santana PS 10
SCV 00872 Land Rover Defender 110 Pick-up. Questo mezzo ha una particolarità: poiché la targa posteriore non può essere alloggiata nello spazio predisposto, è stata tagliata in due verticalmente proprio all’ altezza del foro del sigillo ufficiale (che manca), e i due pezzi sono stati sovrapposti così da realizzare l’ unico esemplare conosciuto di targa quadrata SCV! Nel corso degli anni alcuni mezzi sono stati eliminati:
SCV 00565 Fiat Uno
SCV 00573 Fiat Fiorino
Negli anni '60 era entrata in servizio una Fiat "Campagnola" verde, targata SCV 329 (tipo 4). Dopo molti anni di attività è stata ritirata dal servizio, ed è stata parcheggiata nelle rimesse del Corpo, senza targhe, come veicolo storico. La "Campagnola" era sata spesso utilizzata per il traino di una motopompa idraulica montata su di un carrello ad un asse non targato.
3) Veicoli dell’ Amministrazione postale. La “Convenzione per l’ esecuzione dei servizi postali tra lo Stato della Città del Vaticano e il Regno d’ Italia” fu firmata a Roma il 29 luglio 1929, sotto il pontificato di Pio XI, dal Governatore Serafini e dal sottosegretario di Stato italiano delle poste e dei telegrafi Raffaello Riccardi. Il giorno successivo il Governatore Serafini emanò l’ Ordinanza “relativa al servizio postale”, operativa dal 1° agosto 1929. Da allora, col passare del tempo, il Servizio Postale Vaticano ha ampliato l’ operatività istituzionale dalla semplice gestione della corrispondenza ai più complessi servizi telematici e finanziari. Ai giorni nostri la Posta centrale è ubicata in una palazzina in via del Belvedere, di fronte al Palazzo Apostolico, a pochi metri dall’ ingresso di Porta S. Anna. I servizi sono erogati anche da tre succursali, due in piazza San Pietro e una presso i Musei Vaticani. Per l’ inoltro della corrispondenza sono disponibili 46 cassette postali, riconoscibili per il colore giallo, dislocate nel territorio vaticano e nelle zone extraterritoriali. I dipendenti del Servizio sono una sessantina. Il prelievo ed il trasporto della corrispondenza avvengono con una dotazione minima di mezzi, solamente due, di cui uno, un Doblò Fiat bianco, acquistato recentemente. Entrambi sono immatricolati con targhe SCV. In caso di necessità possono essere utilizzati mezzi assegnati ad altri servizi dello Stato. Camminando all’ interno del Vaticano mi è capitato più di una volta di veder circolare mezzi con l’ insegna delle Poste Italiane, soprattutto ciclomotori: ciò non stupisce, considerando gli stretti rapporti collaborativi tra gli omologhi Servizi dei due stati. Così, ad esempio, nel maggio 2013 le Poste Italiane hanno consegnato due veicoli elettrici, messi a disposizione della Segreteria organizzativa dell’ Anno della Fede 2012-2013. Si tratta di due “Free Duck”, quadricicli elettrici leggeri biposto: mezzi di questo tipo si stanno diffondendo in molte città, impegnati nei servizi gestiti dalle Poste italiane.
I due quadricicli sono stati forniti in comodato d’uso gratuito per l’Anno della Fede al Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, che ha in carico il coordinamento delle iniziative previste per lo speciale “Annus Fidei”. I mezzi, in livrea gialla, sono contraddistinti dal logo specifico dell’ evento e da quello dell’ ente di provenienza, e sono immatricolati con targhe italiane proprie dei ciclomotori, quelle del tipo obbligatorio dal 14 febbraio 2014 (targa rettangolare alta mm 121, larga mm 141, sei caratteri su due file in nero su bianco retroriflettente e stemma della repubblica). Tornando ai due mezzi di servizio vaticani, si rileva che sono anonimi, ovvero privi di qualsiasi insegna. L’ anonimato deriva dalla citata Convenzione del 1929 che, all’ art. 2/comma d, dispone che “il trasporto dei sacchi scambiati tra l’ ufficio postale del Vaticano ed i dicasteri ed uffici dipendenti dello Stato del Vaticano situati fuori del territorio medesimo sarà fatto con veicoli dell’ amministrazione delle poste vaticane che non dovranno portare all’ esterno indicazione, per iscritto o per simboli, riferentisi al servizio postale”. Segretezza ed anonimato appaiono oggi decisamente anacronistici ma evidentemente il relativo comma non è mai stato abolito dai successivi accordi tecnici ed operativi tra Italia e Santa Sede. Dal 20 dicembre 2010 è operativo, a titolo sperimentale, un ufficio postale mobile collocato in piazza San Pietro. Nella prima versione si trattava di un rimorchio, opportunamente modificato per l’accesso dei clienti, immatricolato con targhe italiane: targa ripetitrice gialla “BG 616 HT” e targa propria di rimorchio “AB 22221”. Dal 2014 è invece in servizio un autobus Iveco 370, radicalmente modificato per lo specifico servizio, immatricolato con targhe italiane “Roma 65946L". Il veicolo, lungo 12 metri, è ubicato nell’ emiciclo di sinistra della piazza, a ridosso del colonnato del Bernini.
4) Veicoli in servizio a Castel Gandolfo. Poichè nella tenuta di proprietà dello stato vaticano vengono prodotti generi alimentari di prima necessità per il Vaticano stesso, i collegamenti su strada sono continui. Un certo numero di veicoli risulta essere “di stanza” a Castel Gandolfo. Si tratta complessivamente di una quindicina di mezzi: veicoli e rimorchi agricoli, alcuni furgoni, un paio di auto di servizio. Dal settembre 2008 vi è anche un veicolo elettrico per gli spostamenti interni del pontefice: è un modello fornito dalla Daimler-Chrysler, con telaio in alluminio ed è dotato di un motore elettrico da 72 volt alimentato da sei batterie.
5) Veicoli della Gendarmeria.
SCV 00784 Iveco Daily (Unità antisabotaggio)
SCV 00829 Ford Mondeo
SCV 00857 Fiat Ducato III serie (Centrale operativa mobile)
SCV 00970 Fiat Nuova Bravo (controllo territorio)
SCV 00981 Jeep Mercedes-Benz serie “G”
SCV 00918 VW Golf di servizio
SCV 00955 VW Golf (scorta papale)
Non sono più in servizio la Fiat Uno targata SCV 00565 ed il Fiat Fiorino targato SCV 00573.
Alcuni automezzi della Gendarmeria sono muniti di targhe CV, probabilmente per motivi di riservatezza. Questo è l'elenco, seppur parziale:
CV 03697 Volvo XC 90 (2006)
CV 03698 Volkswagen Phaeton (2006)
CV 03713 Volkswagen Phaeton 3.0 V
CV 03726 Volkswagen Transporter T5
CV 03758 Volkswagen Phaeton, reimmatr. Fiat 500L (2015)
CV 04062 Kia Niro (2018)
Tutte le pratiche relative a targhe e immatricolazione sono espletate dagli uffici della Motorizzazione. Questo Servizio che, insieme alla Floreria (che sovrintende a cerimonie, udienze e appartamenti pontifici ) e al Servizio del Transito Merci (la Dogana vaticana), fa capo alla Direzione dei Servizi Generali, ha queste funzioni: rilascia targhe, documenti di circolazione e revisione dei veicoli e patenti di guida; provvede ad acquisto, manutenzione e gestione dei veicoli dello Stato e della Santa sede ( “Autoparco” ); tiene il Registro Veicoli Vaticani ( RVV ).
Il Registro (ho precedentemente fatto rilevare che fino al 2001 era denominato RAV, Registro Autoveicoli Vaticani) è completamente informatizzato dal 1996.
In conclusione vorrei ricordare brevemente il Decreto N. CCLXXVIII, “Decreto della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano con il quale viene promulgato il Regolamento per la circolazione degli autoveicoli”. Tale decreto, pubblicato il 12 giugno 1997 ed esecutivo dal primo gennaio 1998 intende rivedere integralmente e unificare le varie normative esistenti in tema di circolazione e immatricolazione degli autoveicoli.
Sostanzialmente la parte riguardante le targhe di tipo 6 è confermata, salvo minime puntualizzazioni o modifiche:
l’art. 2 elenca quali autoveicoli possono essere iscritti nel RVV: sono quelli appartenenti allo Stato ed alla Santa Sede, agli Enti aventi personalità giuridica vaticana, ai Presidenti e Segretari dei Dicasteri della Curia Romana ed ai cittadini vaticani. Inoltre gli autoveicoli delle personalità, “anche non cittadini vaticani ma ricoprenti presso la Santa Sede cariche speciali indicate in un elenco concordato con lo stato italiano”. Qui si ritorna, probabilmente, al vecchio elenco del 1930, pieno di altisonanti funzioni onorifiche, debitamente aggiornato ed adeguato ai tempi moderni.
L’art. 3 ripropone, per gli Enti e le persone suindicate, il limite di non più di due autoveicoli iscrivibili al Registro.
L’art. 9 conferma in pieno le generalità delle targhe SCV e CV del Decreto CXX , ma viene esclusa per i cardinali la possibilità di ottenere targhe SCV.
Per i loro veicoli privati dal 1° gennaio 1998 è consentita solo la immatricolazione CV.
L’ elenco dei veicoli aventi targa SCV non menziona più gli “autoveicoli intestati al Sommo Pontefice”, previsti dal Decreto CXX. Ma non è una dimenticanza, l’art. 10 recita infatti che “le targhe rilasciate per gli autoveicoli a servizio del Sommo Pontefice hanno le iscrizioni di colore rosso su fondo bianco, tutte le altre hanno le iscrizioni di colore nero su fondo bianco”. Il dettaglio è chiaro: non esistono più veicoli “intestati” al Sommo Pontefice bensì veicoli “a servizio” del Sommo Pontefice.
Da alcuni decenni ormai il traffico di Roma è sempre più caotico e congestionato e alla fine degli anni ’90 ha finito con il condizionare anche la Città del Vaticano, creandovi problemi di viabilità e di parcheggi. L’ esigua superficie dello stato, pari a soli 44 ettari, non era certo in grado di sopportare un accrescimento sproporzionato di traffico veicolare, per giunta nell’ imminenza del Giubileo che avrebbe portato a Roma un flusso enorme di auto e autobus.
L’ accesso dei veicoli e altre criticità collegate, quali la sicurezza e la rapidità dell’ intervento dei mezzi di soccorso, l’ inquinamento atmosferico e il rispetto ambientale e monumentale, sono stati affrontati attraverso il Decreto N. CCCXXXVI , “Legge che modifica ed integra la legislazione sulla disciplina della circolazione stradale”, emanato l’ 8 giugno 2000.
Cito la normativa, anche se del tutto priva di riferimenti alle targhe, perché collegata direttamente al Decreto del 12 giugno 1997 già esaminato.