Source: http://old.aeranti.it/altrepag/documenti/Documenti/699.htm
Timestamp: 2018-03-24 04:32:13+00:00
Document Index: 108970558

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 21', 'art. 8', 'art. 13']

Documento - TESTO DEI MOTIVI DEL RICORSO AL TAR LAZIO PROPOSTO DAL COORDINAMENTO AER - ANTI - CORALLO PER LANNULLAMENTO DEL REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE CONCESSIONI PER LA RADIODIFFUSIONE TELEVISIVA PRIVATA SU FREQUENZE TERRESTRI (DELIBERAZIONE N.78/98 DELLA AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI).
TESTO DEI MOTIVI DEL RICORSO AL TAR LAZIO PROPOSTO DAL COORDINAMENTO AER - ANTI - CORALLO PER LANNULLAMENTO DEL REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE CONCESSIONI PER LA RADIODIFFUSIONE TELEVISIVA PRIVATA SU FREQUENZE TERRESTRI (DELIBERAZIONE N.78/98 DELLA AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI).
Successivamente allemanazione del piano di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva di cui alla deliberazione n. 68/98 dellAutorità (già impugnato avanti il TAR Lazio dagli odierni ricorrenti) questultima ha emanato (con deliberazione n. 78/98 impugnata con il presente ricorso) il regolamento per il rilascio delle nuove concessioni televisive sulla base del suddetto piano. Al riguardo appaiono preliminarmente opportune alcune considerazioni relative ai compiti dell'Autorità, all'oggetto della deliberazione impugnata, alle norme di riferimento ed ai problemi connessi all'assestamento del sistema delle radiodiffusioni, pur tralasciando ogni considerazione relativa alla costituzionalità di tale organismo al quale sono attribuiti confusamente poteri amministrativi e di controllo oltreché sanzionatori.
1) VIOLAZIONE E/O FALSA APPLICAZIONE DELLART. 3, COMMI 2 E 3 E DELLART. 1, COMMA 6, LETT. C) N. 5 DELLA LEGGE 249/92
- che sia stato completato (contrariamente a quanto previsto dallart. 1, comma 2 della legge 249/97) il processo di pianificazione televisiva attraverso ladozione della cosiddetta pianificazione di secondo livello ;
- che siano state contestualmente definite (contrariamente a quanto previsto dallart. 3, comma 3 della legge 249/97) le regole per il rilascio delle concessioni radiofoniche ;
- che siano state previste (contrariamente a quanto previsto dallart. 3 comma 3, lettera B n. 3 della legge 249/97) norme specifiche per lemittenza locale in materia di pubblicità, sponsorizzazioni e televendite (al contrario sono state previste norme per le televendite delle emittenti nazionali in contrasto con la legge 483/92) ;
- che sia stata prevista la misura dei canoni concessori (come previsto dallart. 1, comma 6, lettera C n. 5 della legge 249/97).
2) ILLEGITTIMITA DEL REGOLAMENTO DERIVATA DALLA ILLEGITTIMITA DEL PIANO DELLASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE
Gli odierni ricorrenti hanno già impugnato avanti questo TAR il Piano Nazionale di assegnazione delle frequenze sotto molteplici profili. Si richiamano sul punto i motivi già esposti nel relativo ricorso, che si riflettono anche sullimpugnato Regolamento.
9) VIOLAZIONE E/O FALSA APPLICAZIONE DELLA LEGGE 223/90, 483/93 E 249/97. INGIUSTIZIA MANIFESTA, DISPARITA DI TRATTAMENTO.
a) Il Regolamento (art. 7) prevede che la concessione televisiva nazionale possa essere richiesta anche per emittente di televendite. In considerazione che lart. 1, comma 1, lettera I dello stesso regolamento definisce tali le emittenti che trasmettono prevalentemente offerte dirette al pubblico allo scopo di fornire dietro pagamento, beni o servizi, compresi i beni immobili, i diritti e le obbligazioni (cosiddette televendite), risulta evidente il mancato rispetto dellart. 9 bis della legge 223/90 (come introdotto dalla legge 483/92) che prevede per le emittenti nazionali un limite di tempo di trasmissione per le televendite di solo unora e dodici minuti al giorno. Tale previsione del regolamento causa gravissimo nocumento allemittenza locale che ha ricavi particolarmente significativi per le trasmissioni di televendite che, in questo modo potrebbero disperdersi a vantaggio dellemittenza televisiva nazionale.
b) Anche gli obblighi, relativi allinformazione, imposti alle emittenti locali a carattere informativo violano la legge, oltre che essere affetti da una ingiusta disparità di trattamento, in quanto impongono alle locali degli oneri praticamente insostenibili, quali lobbligo di programmi informativi per tutti i 365 giorni allanno. Ciò anche in contrasto con lart. 2, comma 20 della legge 249/97 che attribuisce al concetto di trasmissioni quotidiane il significato di trasmissioni con frequenza inferiore a cinque giorni alla settimana o, in alternativa a centoventi giorni a semestre (principio simile a quello della carta stampata).
10) VIOLAZIONE DELLART. 30 D.P.R. 27/3/92 N. 255
Allart. 1, comma 1 lettera R il Regolamento limita il concetto di autoproduzione ai programmi prodotti in proprio, da una controllante o controllata o infine per quelli prodotti in coproduzione. Tale impostazione costituisce violazione dellart. 30 del D.P.R. 27/3/92 n. 255 (Regolamento di attuazione della L. 6/8/90 N. 223) che definisce come autoprodotti anche i programmi realizzati da terzi su commissione dei titolari di concessione.
11) VIOLAZIONE DELLART. 3, C.3, LETTERA B N. 2 DELLA LEGGE 249/97
Tale norma stabilisce che il Regolamento fosse emanato sulla base del seguente criterio direttivo (tra gli altri) : "Semplificazione delle condizioni, dei requisiti soggettivi e delle procedure per il rilascio delle concessioni". E evidente quindi che il Regolamento doveva prevedere per lemittenza locale norme semplificate sia in assoluto, sia rispetto alle norme previste dallo stesso Regolamento per le emittenti nazionali. Al contrario il regolamento non solo non introduce alcun elemento di semplificazione (allart. 8 relativo alle concessioni locali vengono più volte richiamate norme particolarmente complesse previste dallart. 7 relativo alle concessioni nazionali), bensì introduce anche alcuni elementi di particolare complessità (patrimonio netto in luogo del capitale sociale, previsto per le nazionali che come è noto è di più difficile determinazione ; numero dei dipendenti, non previsto per le nazionali ; obbligo, in molti casi, di adeguamento del patrimonio netto al momento della presentazione della domanda etc).
12) VIOLAZIONE DELLART. 21 DEL D.P.R. 255/92.
Lart. 9 del Regolamento (che prevede lobbligo di esercire esclusivamente impianti omologati) viola il disposto dellart. 21 del D.P.R. 255/92. Tale articolo prevedeva che per gli impianti in esercizio fosse sufficiente una dichiarazione dellesercente dellimpianto attestante la rispondenza alle disposizioni del regolamento delle telecomunicazioni, la idoneità allimpiego e lassenza di disturbi ai servizi di radiocomunicazione.
13) VIOLAZIONE DI LEGGE ILLOGICITA E INGIUSTIZIA MANIFESTA.
Il Regolamento fa praticamente dipendere il rilascio della concessione dalla indicazione e dallimpegno di ciascun istante a realizzare cose future, senza prevedere riferimenti oggettivi e temporali e senza peraltro prevedere contestualmente la decadenza dalla concessione per la mancata realizzazione di quanto indicato tra gli impegni nè il risarcimento del danno per coloro che rimanessero esclusi a causa delle "promesse" di altri poi non realizzate. Il Regolamento doveva fondare il rilascio delle concessioni su criteri oggettivi e riscontrabili e non su mere promesse.
Lart. 8 c. 5 del Regolamento stabilisce che ciascuna domanda è diretta ad ottenere una sola concessione. Chi intende ottenere più di una concessione in bacini diversi e con il limite dei 15.000.000 di abitanti deve presentare più domande con evidente violazione della legge 223/90, che prevedeva una sola domanda per una sola concessione. Ed infatti le concessioni rilasciate sono state rilasciate per più bacini con un unico decreto.
A tal proposito si evidenzia lassoluta ingiustizia e la disparità di trattamento anche sotto il profilo economico laddove, nellart. 13 c 1, il Regolamento impone per ogni domanda di concessione locale un contributo spese di istruttoria di L. 10.000.000.
15) ILLEGITTIMITA DELLALLART. 7 C. 2 LETT. B) N. 2.
Gi allegati A e B al Regolamento fanno riferimento a emittenza locale, regionale, interregionale e nazionale, mentre le leggi 223/90, 422/93, 249/97, 650/96 e 249/97 suddividono lemittenza, sotto il profilo territoriale esclusivamente in locale e nazionale.