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Timestamp: 2018-04-20 14:30:35+00:00
Document Index: 58844779

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2230', 'art. 2230', 'art. 3']

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Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale Campania, sentenza 31 marzo 2017 n.130
Pubblicato il 4 aprile 2017 da uxs04548
Sono responsabili di danno erariale nei confronti di un comune di piccole dimensioni il Sindaco, l’Assessore ed il responsabile del ramo competente per le minori entrate che l’ente avrebbe potuto conseguire dalla corretta locazione dei propri cespiti immobiliari a prezzi di mercato, riconducibile ad una confusione amministrativa radicata nel tempo ed alla mancata periodica revisione delle condizioni patrimoniali degli occupanti, talora neppure più coincidenti con gli originari conduttori. Un tale generalizzato stato di incuria, tranquillamente sussumibile nel concetto di mala gestio del patrimonio immobiliare, costituisce senza dubbio una grave violazione degli obblighi di servizio incombenti sugli organi comunali, atteso che la valorizzazione dei cespiti comunali è imposta da una risalente legislazione statale e regionale. Le gravi violazioni vanno ascritte in primo luogo alla responsabilità del Sindaco, atteso che secondo una condivisa giurisprudenza contabile la posizione di vertice rivestita dal sindaco, specie in un piccolo centro, impone un obbligo generale di conoscenza sulle questioni più rilevanti con conseguente responsabilità del medesimo per aver assunto un comportamento persistentemente inerte. In secondo luogo, di tali violazioni vanno considerati parimenti responsabili, per evidenti ragioni, l’assessore al bilancio e al patrimonio ed il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, atteso che l’adozione delle necessarie misure omesse da parte dell’ente per ovviare allo stato di incuria accertato rientrava più direttamente nel rispettivo ambito di competenze. La gravità della colpa agli stessi attribuibile appare tanto maggiore se si considerano le numerose sollecitazioni che alcuni consiglieri comunali avevano rivolto all’Amministrazione nel corso del tempo affinché si prestasse rimedio al sopra descritto degrado
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato adozione, amministrativa, amministrazione, assessore, assessore al bilancio, beni, campania, centro, cespiti, colpa, competente, comportamento, comunale, comunali, Comune, condizioni, conduttori, confusione, conoscenza, consiglieri comunali, corretta, corte dei conti, danno erariale, degrado, dimensioni, entrate, generale, grave violazione, gravità, immobiliari, impone, incuria, inerte, locazione, mala gestio, mercato, minori, misure, necessarie, obblighi, obbligo, occupanti, omesse, organi comunali, patrimoniali, patrimonio, patrimonio immobiliare, periodica, piccole, piccolo, posizione, prezzi, questioni, ramo, responsabile, responsabilità, revisione, rilevanti, rimedio, rivolto, servizio, sindaco, sollecitazioni, ufficio tecnico, valorizzazione, vertice
Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Calabria, sentenza 27 dicembre 2016 n.344.
Pubblicato il 6 gennaio 2017 da uxs04548
Il Direttore Generale ed il responsabile del servizio legale sono responsabili del danno erariale procurato all’azienda sanitaria per aver proceduto, in violazione dei principi di corretta ed economica gestione delle risorse e quindi in violazione dell’art. 1 della l. 241/1990 e dell’art. 3, comma 6, d.lgs 502/1992, al conferimento di numerosi incarichi ad un avvocato senza aver stipulato con esso una convenzione che avrebbe consentito un notevole risparmio a parità di prestazioni.L’efficacia e l’efficienza non sono più configurabili come parametri tecnico-amministrativi cui l’Amministrazione deve informare la propria azione amministrativa, bensì un requisito giuridico la cui violazione determina un’azione illegittima. Incombe sul Direttore generale dell’azienda sanitaria lo specifico obbligo imposto dall’art. 3 del d.lgs 502/1992 a cagione del quale al medesimo sono attribuiti tutti i poteri di gestione dell’azienda sanitaria, e, in particolare, spetta il compito “di verificare ………mediante valutazioni comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati, la corretta ed economica gestione delle risorse attribuite ed introitate nonchè l’imparzialità ed il buon andamento dell’azione amministrativa”.Il contratto di conferimento di incarico legale, finalizzato esclusivamente alla difesa tecnica dell’ente in giudizio, rientra nel contratto di prestazione d’opera intellettuale disciplinato dall’art. 2230 c.c., e, in quanto tale è escluso dal novero dei servizi contemplati dalla direttiva 2014/24/UE (25° considerando) e non soggiace alla normativa dell’evidenza pubblica, stante la natura strettamente fiduciaria della prestazione che non è compatibile con una procedura concorsuale e/o comparativa per la scelta del difensore.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato art. 2230 c.c., art. 3, art. l. 241/1990, avvocato, Azienda Sanitaria, azione amministrativa, azione illegittima, comma 6, comparativa, conferimento, contratto, convenzione, corretta, corte dei conti, d.lgs 502/1992, danno erariale, difensore, difesa tecnica, direttiva 2014/24/UE, direttore generale, economica, efficacia, efficienza, evidenza pubblica, fiduciaria, gestione, giuridico, grave, incarichi, incarico legale, natura, non compatibile, opera intellettuale, parametri, prestazione, procedura concorsuale, requisito, responsabile, risorse, risparmio, scelta, servizi, servizio legale, tecnico-amministrativo, violazione
Pubblicato il 18 dicembre 2016 da uxs04548
Risponde del danno erariale subito dal comune il dirigente comunale dell’area tecnica che, con il suo comportamento omissivo – mancata trasmissione agli uffici regionali degli elaborati e rendicontazione dei lavori eseguiti agli uffici regionali – ha provocato la revoca della erogazione, da parte della Regione, del finanziamento per la ristrutturazione di un’opera di interesse pubblico. La condotta contestata in termini di colpa grave configura un’evidente violazione dei doveri di servizio, trascuratezza e inefficienza nella gestione della cosa pubblica, resa ancora più marcata perché il convenuto era responsabile, con qualifica dirigenziale, della struttura organizzativa competente per materia, oltre ad essere preposto alla gestione e alla responsabilità del procedimento. In entrambi i casi trattasi di una responsabilità qualificata perché rapportata a compiti e attribuzioni specifiche di attività gestionali.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato area tecnica, attribuzioni attività gestionali, colpa grave, compiti, comportamento omissivo, Comune, corte dei conti, cosa pubblica, danno erariale, dirigente, doveri di servizio, elaborati, erogazione, finanziamento, gestione, inadempimento, inefficienza, interesse pubblico, lavori eseguiti, mancata, opera, organizzativa, organizzazione, parrocchia, qualifica dirigenziale, Regione, rendicontazione, responsabile, responsabile del procedimento, responsabilità qualificata, revoca, ristrutturazione, struttura, trascuratezza, trasmissione, uffici regionali, ufficio, violazione