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Timestamp: 2018-01-23 17:35:12+00:00
Document Index: 164623218

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 35']

Codici tributo compensazione credito d’imposta per acquisto di veicoli basse emissioni
Categoria: F24
L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 32/E (download .pdf) del 15 maggio 2013, per consentire l’utilizzo in compensazione anche tramite il modello F24 del credito d’imposta per l'acquisto di veicoli basse emissioni, ha istituito i seguenti codici tributo:
“6832” denominato “Credito d’imposta - contributo pari al 20 per cento del prezzo di acquisto, fino ad un massimo di 5.000 euro, per i veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km - art. 17-decies, c. 1, lett. a) d.l. n. 83/2012, conv. con modif. dalla l. n. 134/2012”
"6838” denominato “Credito d’imposta - contributo pari al 20 per cento del prezzo di acquisto, fino ad un massimo di 4.000 euro, per i veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km - art. 17-decies, c. 1, lett. c) d.l. n. 83/2012, conv. con modif. dalla l. n. 134/2012”
"6839” denominato “Credito d’imposta - contributo pari al 20 per cento del prezzo di acquisto, fino ad un massimo di 2.000 euro, per i veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km - art. 17-decies, c. 1, lett. e) d.l. n. 83/2012, conv. con modif. dalla l. n. 134/2012”
Con successiva risoluzione sono individuati gli ulteriori codici tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli acquisti effettuati nell’anno 2015 relativo al contributo di cui all’articolo 17-decies, comma 1, lettere b), d) ed f) del richiamato decretolegge.
In sede di compilazione del modello di pagamento F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al
riversamento del credito, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato nel formato “AAAA”, con l’anno di immatricolazione dei veicoli nuovi acquistati, anche in locazione finanziaria.
2002 codice tributo acconto IRES novembre
2002 IRES acconto seconda rata o acconto in unica soluzione da pagare entro il 30 novembre. Importo non rateizzabile.
Causali versamento INPS gestione ex INPDAP
Lo staff di tusciafisco.it segnala la diffusione della Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 31/E (download .pdf) del 9 maggio 2013, avente ad oggetto la «Ridenominazione delle causali contributo per il versamento, tramite i modelli F24 e F24 Enti pubblici, dei contributi di spettanza dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS Gestione ex Inpdap)».
«Con la convenzione del 26 maggio 2006 e successivi rinnovi, stipulata tra l’Agenzia delle entrate e l’INPDAP, ora INPS Gestione ex Inpdap, è stato regolato il servizio di riscossione, mediante il modello F24, per il versamento dei contributi di pertinenza dell’Istituto. L’INPS Gestione ex Inpdap ha chiesto la ridenominazione delle causali contributo da utilizzare nei modelli F24 e F24 Enti pubblici, per come elencate nella tabella sottostante:
Causale P134 denominata “CASSA C.T.P.S. – TRASFERIMENTO CONTRIBUTI PER RICONGIUNZIONE A FINI PENSIONISTICI DA ALTRE GEST.PREV.”
Causale P234 denominata “CASSA C.P.D.E.L. – TRASFERIMENTO CONTRIBUTI PER RICONGIUNZIONE A FINI PENSIONISTICI DA ALTRE GEST.PREV.”
Causale P334 denominata “CASSA C.P.I. – TRASFERIMENTO CONTRIBUTI PER RICONGIUNZIONE A FINI PENSIONISTICI DA ALTRE GEST.PREV.”
Causale P434 denominata “CASSA C.P.U.G. – TRASFERIMENTO CONTRIBUTI PER RICONGIUNZIONE A FINI PENSIONISTICI DA ALTRE GEST.PREV.”
Causale P534 denominata “CASSA C.P.S. – TRASFERIMENTO CONTRIBUTI PER RICONGIUNZIONE A FINI PENSIONISTICI DA ALTRE GEST.PREV.”
Per le suddette causali restano invariati i formalismi di compilazione dei modelli F24 e F24 Enti pubblici.
Codice tributo immobili e attività finanziarie detenute all'estero
L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 27/E (download .pdf) del 19 aprile 2013, per consentire il versamento dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero e dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dovute a titolo di saldo, si ridenominano i suddetti codici tributo, per come di seguito riportato:
“4041” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. - SALDO”
"4042” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. - Società fiduciarie – SALDO”
"4043” denominato “Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 18, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – SALDO”
Inoltre, per consentire il versamento, mediante il modello F24, delle imposte in parola dovute a titolo di acconto, si istituiscono i seguenti codici tributo:
“4044” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO PRIMA RATA”
“4045” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. - ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE”
“4046” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. - Società fiduciarie – ACCONTO”
“4047” denominato “Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 18, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO PRIMA RATA”
“4048” denominato “Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 18, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE”
In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione, nel campo “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta per cui si effettua il versamento, nel formato “AAAA”.
Per i codici tributo “4041”, “4043”, “4044” e “4047”, in caso di versamento rateale, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” è riportato il numero della rata nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. In caso di pagamento in un’unica soluzione il suddetto campo è valorizzato con “0101”. Per il codice tributo “4046”, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” è indicato il mese cui si riferisce l’acconto (0006 per il primo acconto e 0011 per il secondo acconto), nel formato “00MM”.
Per il codice tributo “4042”, il campo “NN” non deve essere valorizzato in quanto il versamento da parte delle fiduciarie, in base alla provvista ricevuta, è effettuato cumulativamente per tutti i soggetti amministrati.
Codice tributo recupero spese notifica e procedimento sanzionatorio
Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione della Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 16/E (download .pdf) dell'11 marzo 2013, avente ad oggetto il «Modello F23 – Istituzione del codice ente identificativo dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e del codice tributo per il recupero delle spese di notifica e di procedimento sanzionatorio».
«L’articolo 13, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ha istituito l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (di seguito IVASS). Il comma 32 del citato articolo, prevede che “Alla medesima data l'ISVAP e' soppresso e l'IVASS succede in tutte le funzioni, le competenze, i poteri e in tutti i rapporti attivi e passivi. (…)”. Ciò premesso, l’IVASS ha chiesto l’attribuzione di un codice ente, identificativo dell’Istituto, e l’istituzione di un codice tributo per il recupero delle spese di notifica e di procedimento dallo stesso sostenute, in relazione ai procedimenti sanzionatori. Per consentire agli agenti della riscossione una corretta e puntuale rendicontazione all’IVASS delle somme riscosse a titolo di sanzioni, versate mediante modello F23 con il codice tributo 741T, si istituisce il codice ente “NAE”, denominato “IVASS - Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni”, da indicare nel campo 6 “codice ufficio o ente”del suddetto modello di pagamento.
Per consentire, inoltre, il recupero delle spese di notifica e di procedimento, si istituisce il codice tributo “NAET”, denominato “IVASS - Recupero delle spese di notifica e di procedimento”, da indicare nel campo 11 “codice tributo” del modello F23. Nella stessa sezione del modello F23, nel campo 9 “causale” è indicata la causale “PA”, nel campo 10 “estremi dell’atto o del documento” sono indicati gli estremi dell’atto con il quale si richiede il pagamento. Le somme riscosse con il codice tributo “NAET” sono riversate all’IVASS – Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Le coordinate bancarie dell’IVASS saranno comunicate, con separata nota, ad uso esclusivo degli agenti della riscossione. Le indicazioni già fornite agli agenti della riscossione in materia di riversamento delle somme versate con il codice tributo “741T” non subiscono variazioni».
Codici tributo addizionale comunale IRPEF
L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 21/E del 29 marzo 2013, per consentire il versamento, con le modalità di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, delle somme dovute dai contribuenti a titolo di addizionale comunale all’IRPEF (imposta, interessi e sanzioni) a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, per l’anno d’imposta 2011 e successivi, si istituiscono i seguenti codici tributo:
“910B” denominato “Art. 36-bis, D.P.R. n. 600/73 – addizionale comunale all’Irpef - IMPOSTA”
"911B” denominato “Art. 36-bis, D.P.R. n. 600/73 – addizionale comunale all’Irpef – INTERESSI”
I suddetti codici sono utilizzati nell’eventualità in cui il contribuente, destinatario della comunicazione inviata ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, intenda versare solo una quota dell’importo complessivamente ivi richiesto a partire dall’anno d’imposta 2011.
In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione “ERARIO”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” il codice catastale del Comune in base al domicilio fiscale del contribuente alla data del 1° gennaio del periodo d’imposta di riferimento, e nei campi specificamente denominati, il codice atto e l’anno di riferimento (nella forma “AAAA”), presenti nella stessa comunicazione.
Il codice catastale del Comune è reperibile nella “Tabella dei Codici Catastali dei Comuni” pubblicata sul sito Internet dell’Agenzia delle entrate.
Sanzioni per contrasto ludopatia
L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 9/E (download .pdf) dell'8 febbraio 2013, per consentire il versamento, mediante il modello F24 Accise, delle somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie per contrasto alla ludopatia, istitusice i seguenti codici tributo:
“5113” denominato “Sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi dell’art. 7, commi 4 e 6, del DL n. 158/2012”
"5114” denominato “Sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi dell’art. 7, commi 5 e 6, del DL n. 158/2012”
In sede di compilazione del modello F24 Accise, i suddetti codici tributo sono esposti nella “Sezione Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, indicando:
nel campo “ente”, la lettera “M”;
nel campo “provincia”, la sigla della Provincia di versamento;
nel campo “codice identificativo”, il codice concessione (ad esempio 123456 o, nel caso non sia presente, 999999);
nel campo “rateazione”, il numero della rata nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate (in caso di pagamento in un’unica soluzione il campo è valorizzato con “0101”);
nel campo “mese”, il mese nel quale è commessa la violazione, nel formato “MM”;
nel campo “anno di riferimento”, l’anno nel quale è commessa la violazione, nel formato “AAAA”.
Codice tributo 2855 pene pecuniarie monopoli
L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 6/E (download .pdf) del 30 gennaio 2013, per consentire il versamento, mediante il modello F24 Accise, delle somme dovute a titolo di pene pecuniarie disciplinari di cui all’articolo 35 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293 («Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio»), e successive modificazioni, secondo il quale: «L'Amministrazione può infliggere una pena pecuniaria disciplinare (…), per qualsiasi irregolarità di gestione, ivi comprese quelle previste nel precedente articolo, che non siano ritenute di natura e gravità tali da comportare la disdetta o la revoca della gestione», istitusice i seguenti codici tributo:
“2855” denominato “Pene pecuniarie disciplinari – art. 35, legge n. 1293/1957, e successive modificazioni”
nel campo “provincia”, la sigla della Provincia di appartenenza dell’esercizio commerciale (rivendita di generi di monopolio);
nel campo “codice identificativo”, il CMNR, Codice Meccanografico Nazionale Rivendita;
nel campo “rateazione”, nessun valore;
nel campo “mese”, il mese cui si riferisce il versamento, nel formato “MM”;
nel campo “anno di riferimento”, l’anno cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA".
Codice tributo 2856 contrassegni tabacchi lavorati
6494 codice tributo adeguamento Studi
1713 codice tributo
3913 codice tributo IMU