Source: https://rweibel.wordpress.com/stranieri/naturalizzazioni-dal-01-01-2018/
Timestamp: 2019-01-18 09:40:24+00:00
Document Index: 66441222

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 37', 'art. 36', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 36', 'art. 42', 'art. 62', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 83', 'art. 47', 'art. 31', 'DTF ', 'art. 34', 'sentenza ']

Naturalizzazioni | Rosemarie Weibel
Ultimo aggiornamento generale: 04.01.2018
Dal 01.01.2018 è entrata in vigore la nuova legge federale sulla cittadinanza svizzera (LCit). Per le domande presentate entro il 31.12.2017 continua ad applicarsi la legge precedente: naturalizzazioni fino al 31.12.2017 su questo sito
Le principali novità (articolo di Mario Amato su Mondo Migranti 3/2014)
Presentazione e commento su humanrights.ch, con valutazione critica e documentazione
Come si diventa svizzeri? – Principi base
Ci sono differenze rispetto al passato? – Sguardo storico
Dov’è regolato l’acquisto della cittadinanza e di chi è la competenza?
Cos’è la reintegrazione?
Cos’è la naturalizzazione agevolata federale?
Cos’è la naturalizzazione ordinaria?
Cos’è la naturalizzazione agevolata cantonale?
La cittadinanza può essere revocata e la naturalizzazione annullata?
Quali sono le conseguenze se la naturalizzazione viene annullata?
Dove si presenta una domanda di naturalizzazione?
Si può ricorrere se la domanda viene respinta?
Entità delle naturalizzazioni – Cifre
Giurisprudenza (sentenze scelte)
L’acquisto della cittadinanza è retto dal principio del “ius sanguiniis”, viene trasmesso cioè dai genitori. Di conseguenza, acquistano la cittadinanza svizzera i figli di madre e/o padre svizzeri, sia per nascita, sia per adozione. Per figli di svizzeri nati all’estero e che hanno perso la cittadinanza perché non hanno rispettato le formalità di notifica, esiste la possibilità di farsi reintegrare.
Chi non ha genitori svizzeri, può acquistare la cittadinanza se è titolare di permesso di domicilio C e risiede in Svizzera e vi ha risieduto per almeno 10 anni, ed è ben integrato. Contano solo gli anni in cui il candidato disponeva di un permesso di dimora (B) o di domicilio (C). Per coloro che erano stati ammessi provvisoriamente in Svizzera, la durata del soggiorno con tale statuto viene presa in considerazione solo per metà.
Si favorisce l’unità della famiglia, si preferisce cioè che i membri di una stessa famiglia abbiano la stessa cittadinanza. Sono pertanto previste facilitazioni per minorenni, coniugi e partner registrati.
Parimenti, la cittadinanza svizzera si perde con l’annullamento del rapporto di filiazione con i genitori svizzeri (per esempio con l’adozione da parte di un cittadino straniero se l’altro genitore è straniero). Per il resto, salvo casi di annullamento della naturalizzazione, la cittadinanza svizzera la si può perdere soltanto se si ha un’altra nazionalità – rinunciandovi, oppure per revoca se la propria condotta è stata di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera.
L’antica Confederazione non conosceva il diritto di cittadinanza. Faceva stato l’appartenenza – di fatto – alla comunità di un villaggio o di una città.
All’inizio del 20mo secolo, per diminuire il numero di stranieri, la Confederazione autorizzava i Cantoni a dare automaticamente la cittadinanza svizzera ai figli di stranieri nati in Svizzera. Nel 1919, la durata di residenza veniva aumentata a 6 anni e solo nel 1952 ai 12 anni in vigore fino al 31.12.2017.
Negli ultimi anni si è inasprita soprattutto la discussione sul grado di integrazione richiesto (idoneità) al momento della naturalizzazione, specialmente rispetto a persone provenienti da paesi fuori dall’Europa occidentale. Il conferimento della cittadinanza è visto sempre meno come punto di partenza per una piena integrazione, e sempre di più come un punto di arrivo che premia un’integrazione (se non assimilazione) completa.
Con la revisione della LCit, entrata in vigore il 01.01.2018, la durata minima di residenza è stata ridotta a 10 anni, ma solo i titolari dipermesso di domicilio C possono chiedere la cittadinanza svizzera. Questo comporta di fatto una discriminazione nei confronti in particolare di persone provenienti fuori dall’unione europea e dei ceti bassi (cfr. “Il domicilio non dipende dal permesso” su questo sito.
I principi di base sull’acquisto della cittadinanza svizzera sono regolati nella Legge federale sull’acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera, LCit. Non si può acquistare o perdere la cittadinanza senza l’autorizzazione da parte della Confederazione. Nell’ambito della naturalizzazione ordinaria sono competenti i Cantoni, che devono chiedere l’autorizzazione federale. Nell’ambito della naturalizzazione agevolata hanno il diritto di essere sentiti. La revoca della cittadinanza richiede l’accordo di Cantone e Confederazione (art. 42 LCit), lo svincolo è di competenza cantonale, con la collaborazione della Confederazione (art. 37 ss. LCit). L’annullamento può essere disposto sia dalla Confederazione che dai Cantoni (art. 36 LCit).
Altre basi legali sono:
Ordinanza sulla cittadinanza svizzera, OCit
e a livello di Canton Ticino:
Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale (LCCit) e relativa
Ordinanza (RLCCit)
Chi: svizzeri di nascita ma che hanno perso la cittadinanza (per rinuncia oppure perché la nascita, avvenuta all’estero, non è stata notificata entro i venticinque anni compiuti e non vi sono motivi scusabili per una notifica tardiva).
Termini: entro 10 anni dalla perdita, in presenza di vincoli stretti con la Svizzera;
senza limiti temporali, se il richiedente risiede in Svizzera da tre anni ed è integrato.
Integrazione: anche chi chiede la reintegrazione deve essersi conformato all’ordinamento giuridico svizzero e non compromettere la sicurezza interna o esterna, anche se le condizioni elencate all’art. 26 sembrano meno severe rispetto a quelle per la naturalizzazione ordinaria (v. al relativo capitolo).
Procedura: domanda al (Segretariato per la migrazione, che sentenze il Cantone) rispettivamente tramite rappresentanza svizzera
Giovani di terza generazione: Naturalizzazione agevolata degli stranieri della terza generazione
coniuge di cittadino svizzero dopo convivenza di almeno 3 anni, se l’unione coniugale è effettiva e perdura (cfr. art. 10 OCit)
minorenne apolide
figlio di un genitore naturalizzato, prima del compimento del ventiduesimo anno di età
Per partner registrati valgono gli stessi criteri di residenza dei coniugi, ma procedura e criteri di integrazione seguono le regole della naturalizzazione ordinaria. A livello cantonale, il termine di residenza è ridotto a tre anni.
Requisiti di residenza: minimo 5 anni di residenza, di cui l’ultimo prima della domanda di naturalizzazione (5/3 per i figli di genitore naturalizzato).
In caso di matrimonio vissuto all’estero, se l’unione coniugale con il coniuge svizzero dura da almeno 6 anni e vi sono vincoli stretti con la Svizzera (cfr. art. 11 OCit).
Per giovani di terza generazione: vedi qui
Integrazione: v. al relativo capitolo. A differenza della naturalizzazione ordinaria, i Cantoni non possono prevedere ulteriori criteri di integrazione.
Procedura: Domanda al Segretariato per la migrazione (SEM), che sente il Cantone, rispettivamente alla rappresentanza svizzera all’estero.
Chi: chi non può beneficiare della naturalizzazione agevolata.
Requisiti di residenza: minimo 10 anni, di cui 3 negli ultimi 5 anni immediatamente precedenti la domanda di naturalizzazione. Per il Ticino, almeno 3 anni nel Comune in cui si chiede l’avvio della procedura, dei quali almeno 2 immediatamente prima del deposito della domanda, almeno 5 anni in Ticino.
Facilitazioni: gli anni trascorsi in Svizzera durante l’adolescenza (8-18) contano doppio, il soggiorno effettivo deve ammontare ad almeno 6 anni.
Se la domanda viene presentata da due coniugi, le condizioni di residenza per il secondo coniuge sono ridotte, come pure per il parter registrato (cfr. anche Cos’è la naturalizzazione agevolata federale?)
Integrazione ed esame: v. il relativo capitolo
Procedura: Esame comunale e voto del Legislativo comunale; verifica da parte del servizio naturalizzazioni cantonale e preavviso all’autorità federale; autorizzazione federale; voto del Gran Consiglio.
Chi: minori di 22 anni compiuti.
Requisiti di residenza: nel Cantone, dalla nascita e ininterrottamente per almeno dieci anni. Il Comune di attinenza è quello in cui il richiedente ha risieduto ininterrottamente durante gli ultimi due anni precedenti la domanda.
Integrazione: v. al relativo capitolo.
Requisiti ridotti in relazione all’esame circa le conoscenze sul contesto geografico, storico, politico e sociale della Svizzera e del Ticino per chi ha seguito una formazione in Ticino o si trova in situazione particolare per disabilità, malattia o simili (cfr. art. 7 cpv. 2 lit. b e cpv. 3 RLCCit).
Procedura: preavviso del Municipio; verifica da parte del servizio naturalizzazioni; autorizzazione federale; decisione del Consiglio di Stato.
La concessione dell’autorizzazione federale di naturalizzazione presuppone che il richiedente:
si sia integrato con successo, ciò che di per sé dovrebbe essere presunto, dato che in futuro gli stranieri potranno ottenere un permesso di domicilio (C, in genere rilasciato dopo dieci anni di soggiorno) solo se saranno integrati nella realtà locale (modifica del 16 dicembre 2016);
si sia familiarizzato con le condizioni di vita svizzere – il concetto è precisato all’art. 2 OCit;
e non comprometta la sicurezza interna o esterna della Svizzera (precisazioni agli art. 3 OCit.)
Comunque sia, i criteri d’integrazione, che valgono per tutte le naturalizzazioni, sono definiti all’art. 12 LCit:
rispetto della sicurezza e dell’ordine pubblici (si veda art. 4 OCit);
rispetto dei valori della Costituzione federale (si veda art. 5 OCit);
facoltà di esprimersi nella vita quotidiana, oralmente e per scritto, in una lingua nazionale (competenze orali di una lingua nazionale, almeno il livello di riferimento B1 e, per quanto riguarda le competenze scritte, almeno il livello di riferimento A2 del quadro di riferimento per le lingue generalmente riconosciuto in Europa) – art. 6 OCit (eccezioni, v. sotto);
partecipazione alla vita economica o dall’acquisizione di una formazione; chi nei tre anni immediatamente precedenti la domanda o durante la procedura di naturalizzazione percepisce prestazioni dell’aiuto sociale non soddisfa l’esigenza della partecipazione alla vita economica o dell’acquisizione di una formazione, salvo che le prestazioni dell’aiuto sociale percepite siano interamente restituite – art. 7 OCit (eccezioni, v. sotto);
incoraggiamento e sostegno all’integrazione del coniuge, del partner registrato o dei figli minorenni sui quali è esercitata l’autorità parentale – art. 8 OCit.
L’art. 12 cpv. 2 LCit prevede di tenere debitamente conto della situazione di persone che, per disabilità o malattia o per altre importanti circostanze personali, non adempiono i criteri d’integrazione di cui al capoverso 1 lettere c (conoscenze linguistiche) e d (partecipazione alla vita economica) o li adempierebbero solo con grandi difficoltà. Tra le altre importanti circostanze, vengono nominati compiti di assistenza e working poors (art. 9 OCit).
Nell’ambito della naturalizzazione ordinaria e agevolata cantonale, i Cantoni possono prevedere altri criteri d’integrazione (art. 12 cpv. 3 LCit)
Quanto al Ticino, chiede anche il rispetto dei valori della Costituzione cantonale (art. 12 lit. c LCCit). Prevede inoltre un esame presso una scuola ticinese accreditata per quanto riguarda le conoscenze del contsto locale e svizzero (art. 16 cpv. 3 LCCit, art. 7 RLCCit) e la conoscenza dell’italiano (e non solo di una lingua nazionale, art. 16 cpv. 2 LCCit).
Direttive SEM concernenti il rapporto d’indagine: direttive
Rapporto d’indagine (facsimile, SEM): rapporto
La naturalizzazione o la reintegrazione possono essere annullate entro otto anni (art. 36 LCit) se è stata ottenuta grazie a dichiarazioni false o in seguito all’occultamento di fatti essenziali.
E’ competente la Confederazione, in caso di naturalizzazione ordinaria anche il Cantone.
La cittadinanza può inoltre essere revocata in ogni tempo se la persona possiede anche un’altra cittadinanza e la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi e alla buona reputazione della Svizzera (per esempio per crimini di guerra) (art. 42 LCit).
Con la LCit entrata in vigore il 01.01.2018, sono stati introdotti due nuovi motivi di revoca di permesso di dimora e di domicilio: tali permessi possono essere revocati se lo straniero ha tentato di ottenere abusivamente la cittadinanza svizzera oppure la cittadinanza svizzera gli è stata revocata in virtù di una decisione passata in giudicato nell’ambito di un annullamento secondo l’articolo 36 LCit (art. 62 lett. f e 63 cpv. 1 lett. d LStr).
Si rischia quindi di non perdere soltanto la cittadinanza acquisita, ma anche il permesso di soggiorno.
La procedura di naturalizzazione è molto severa. La soglia di accesso, specialmente per persone con scarsa formazione e in condizioni economiche modeste è elevata, anche se con la revisione del 2003 sono state abolite le tasse di naturalizzazione (anche per le naturalizzazioni ordinarie vengono ora prelevate soltanto delle tasse amministrative, secondo il principio della copertura dei costi, comunque di diverse centinaia di franchi, a cui si aggiungono i costi per la documentazione da presentare).
I formulari sulla cui base i Comuni effettuano le verifiche – nelle procedure ordinarie o su incarico dell’autorità federale e cantonale in quella agevolata – contengono numerose domande che tendono a chiarire per esempio se l’unione coniugale è effettivamente vissuta. In questi casi, vi sono vere e proprie presunzioni di fatto che possono portare ad un rifiuto della naturalizzazione o al suo annullamento successivo.
L’atmosfera a volte di sospetto, le domande sulla propria vita personale, e il senso di precarietà e insicurezza che ne derivano, possono essere molto pesanti da sopportare e non favoriscono l’integrazione e il senso di appartenenza.
Naturalizzazione ordinaria e agevolata cantonale: al Municipio del comune di residenza;
naturalizzazione facilitata di diritto federale: SEM (Segreteria di Stato della migrazione)
Contro le decisioni del legislativo comunale: Consiglio di Stato (art. 41a cpv. 1 LCCit).
Contro le decisioni del Consiglio di Stato: Tribunale cantonale amministrativo (art. 41a cpv. 2 LCCit).
Contro le decisioni di ultima istanza cantonale: Tribunale federale, ricorso in materia costituzionale (limitato alla violazione di diritti garantiti dalla costituzione, art. 83 lit. b LTF).
Contro le decisioni in materia di naturalizzazione agevolata e decisioni della SEM: Tribunale amministrativo federale (cfr. art. 47 LCit e art. 31 ss. LLTAF), quindi Tribunale federale.
In media, a livello svizzero, ogni anno vengono presentate ca. 40’000 nuove domande di naturalizzazione (in via agevolata e in via ordinaria). Per i dettagli si vedano le statistiche del SEM: sem.admin.ch.
A livello europeo, il tasso di naturalizzazione è tra i più bassi.
Manuale sulla cittadinanza e direttive: SEM => pubblicazioni e servizi => istruzioni e circolari => cittadinanza
Pagina tematica dell’Ufficio federale della migrazione: vai
Ufficio di stato civile Ticino: ti.ch => Sezione della popolazione => Stato civile => Naturalizzazioni: vai
blog di ch.ch/naturalizzazione
Legge sulla cittadinanza (LCit) (RS 141.0; in vigore dal 1.1.2018)
Ordinanza sulla cittadinanza (OCit)(RS 141.01; in vigore dal 1.1.2018)
Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale (LCCit) (RL 1.2.1.1, in vigore dal 1.1.2018)
Regolamento della legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale (RLCCit) (RL 1.2.1.1.1, in vigore dal 1.1.2018)
Lavori preparativi per la revisione entrata in vigore il 1.1.2018:
Messaggio concernente la revisione totale della legge federale sulla cittadinanza svizzera (Legge sulla cittadinanza, LCit), FF 2011 2567 ss.
Lavori parlamentari sul sito del parlamento: Revisione totale LCitt
A livello cantonale:
Messaggio 7284 del 14.02.2017, rapporti e tavola sinottica dei cambiamenti (allegato 2) su ti.ch => parlamento
Giurisprudenza relativa alla legge in vigore sino al 31.12.2017:
Si veda anche la giurisprudenza citata sul sito della Confederazione (Ufficio federale per la migrazione): giurisprudenza; se non funzionasse il link: Manuale sulla cittadinanza – giurisprudenza
Pagina naturalizzazioni sino al 31.12.2017 su questo sito: vai
DTF 1D_7/2017 del 13 luglio 2018: Il solo fatto che il candidato alla naturalizzazione conduce una vita ritirata non è sufficiente a motivare un’integrazione insufficiente. Inoltre, nel caso di rifugiati, occorre tenere conto dell’art. 34 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati, che prevede che gli Stati facilitino la naturalizzazione: questa norma non conferisce un diritto alla naturalizzazione, ma occorre tenerne conto nell’ambito della proporzionalità, tenendo conto del fatto che di regola un rifugiato non può ritornare nel paese di origine, che la sua mobilità è limitata, anche se dispone di documento di viaggio, per cui ha un interesse particolare a poter ottenere la cittadinanza.
La sentenza precisa inoltre quali sono i motivi che possono essere addotti contro una naturalizzazione e a quali condizioni (devono essere stati addotti al momento del voto, non successivamente), ma fa capire anche l’importanza di regole chiare sulla naturalizzazione per evitare che certi svizzeri votino di no magari perché il candidato ha osato far valere dei diritti…
Assistenza, ovvero esistenza