Source: https://www.avvocatoagostinomela.it/la-dura-vita-del-creditore-201406.html
Timestamp: 2019-07-24 00:17:20+00:00
Document Index: 82765530

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 618', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2648', 'art. 476', 'art. 2648', 'art. 2648']

La dura vita del creditore | Avvocato Agostino Mela
La dura vita del creditore
La società Eta promuove un’esecuzione immobiliare esattoriale nei confronti di Caio, il quale però chiede ed ottiene dal giudice dell’esecuzione di di Terni che sia dichiarata l’improcedibilità di essa esecuzione. Il provvedimento è motivato col fatto che non è stato dimostrato che Caio abbia accettato l’eredità della quale fa parte il bene pignorato.
La società Eta propone opposizione agli atti esecutivi, fondata su questi argomenti: 1) la denuncia di successione è stata presentata all’ufficio competente; 2) Caio ha compiuto atti dispositivi relativi a beni facenti parte dell’eredità, ciò che comporta accettazione tacita dell’eredità.
L’opposizione è rigettata dal tribunale di Terni, il quale ritiene che l’accettazione tacita di eredità non sia sufficiente a rendere procedibile l’esecuzione nei confronti dell’erede che non risulti tale dai registri immobiliari e che, comunque, la trascrizione dell’accettazione dell’eredità, ai sensi dell’articolo 2648 del codice civile, debba precedere la trascrizione dell’atto di pignoramento contro l’erede, sia per assicurare il rispetto del principio della continuità delle trascrizioni, sia, soprattutto, per consentire al giudice dell’esecuzione di accertare la titolarità, in capo all’esecutato, del diritto reale oggetto dell’espropriazione, onde tutelare l’aggiudicatario dal pericolo dell’evizione.
Contro la sentenza del tribunale, dichiarata espressamente non impugnabile dall’art. 618 comma 2 del codice di procedura civile, la società Eta propone ricorso straordinario per cassazione per violazione di legge, ai sensi dell’articolo 111 della Costituzione, denunciando l’errata interpretazione delle norme sull’accettazione dell’eredità e sulla continuità delle trascrizioni.
La terza sezione civile della corte di cassazione decide su tale ricorso con sentenza n. 11638, depositata il 26 maggio 2014.
Con tale sentenza la corte fa applicazione dell’articolo 384 comma 4 del codice di procedura civile, il quale prevede che «non sono soggette a cassazione le sentenze erroneamente motivate in diritto, quando il dispositivo sia conforme al diritto; in tal caso la Corte si limita a correggere la motivazione».
Disturbano il legislatore le affermazioni stravaganti dei giudici di merito. Ci pensa la Cassazione a prendere in mano la penna rossa e a rimettere le cose in ordine. Si chiama nomofilachia.
Ecco come la corte sistema le cose, affermando principi di eccezionale rilevanza pratica (la sentenza, una volta tanto, è leggibile, perciò basta trascriverne i passi decisivi):
Secondo il Tribunale di Terni, in forza del principio della continuità delle trascrizioni, la trascrizione del pignoramento effettuata in mancanza della trascrizione dell’acquisto a causa di morte comporterebbe sempre il rigetto dell’istanza di vendita, per essere il pignoramento stesso privo di effetti; con la conseguenza – ritenuta nella sentenza impugnata – che il creditore procedente non potrebbe, in corso di processo esecutivo, ripristinare la continuità delle trascrizioni, malgrado risulti un atto di accettazione dell’eredità non trascritto a favore dell’esecutato.
La trascrizione dell’acquisto mortis causa, che abbia ad oggetto diritti reali immobiliari, va effettuata ai sensi dell’art. 2648 cod. civ..
Peraltro, quest’ultima norma consente che, in mancanza di trascrizione dell’accettazione proveniente dall’erede, se il chiamato ha compiuto uno degli atti che importano accettazione tacita dell’eredità, chiunque possa richiedere la trascrizione di quell’atto, qualora risulti da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.
Non vi sono dubbi che la richiesta di trascrizione possa provenire anche dal creditore di colui che abbia assunto la qualità di erede accettando tacitamente mediante atto che rivesta le forme anzidette.
Esso, oltre a non trovare alcun riscontro nella lettera della norma, non è condivisibile nemmeno sul piano sistematico, specificamente in ragione delle regole che governano il processo esecutivo, sebbene, come si dirà, queste comportino degli adattamenti del principio della continuità delle trascrizioni, onde garantire la stabilità dell’acquisto dell’aggiudicatario.
Peraltro, in caso di pignoramento di beni di provenienza successoria, la trascrizione del titolo di acquisto mortis causa, oltre a fornire un significativo riscontro dell’appartenenza del bene al soggetto esecutato, […] è indispensabile per preservare dall’evizione l’acquisto dell’aggiudicatario.
Dato quanto fin qui detto, qualora l’accettazione non sia stata trascritta dall’erede, ma vi sia un atto da cui risulti un’accettazione tacita di eredità, ai sensi dell’art. 476 cod. civ., potrà procedere alla sua trascrizione anche il creditore pignorante, dopo la trascrizione del pignoramento, ma prima della vendita.
Tuttavia, la trascrizione sarà possibile quando si tratti di atto trascrivibile ai sensi dell’art. 2648, comma terzo, cod. civ., cioè risultante da atto pubblico o da scrittura privata autenticata, ovviamente anche se non riferito al bene pignorato, purché avente ad oggetto un bene dell’eredità della cui accettazione si tratta. In tale eventualità, il creditore procedente potrà procedere, eventualmente in un termine assegnato dal giudice dell’esecuzione (ovvero, qualora si tratti di esecuzione esattoriale, come nel caso di specie, prima che l’’agente della riscossione disponga la vendita ai sensi degli artt. 78 e segg. del D.P.R. n. 602 del 1973), a trascrivere l’acquisto mortis causa per accettazione tacita da parte del debitore esecutato esibendo al conservatore il titolo formale da cui risulta l’atto comportante accettazione.
Purtroppo per la società Eta, manca, nel caso di specie, «un’accettazione tacita dell’eredità risultante da un atto trascritto o trascrivibile come tale ai sensi dell’art. 2648 cod. civ.». Ne consegue il rigetto del ricorso.
Tags: esecuzione forzata; trascrizione; accettazione tacita di eredità