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Timestamp: 2020-07-12 00:49:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 395', 'art. 390']

Sentenza Cassazione Civile n. 2663 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2663 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 01/12/2016, dep.01/02/2017), n. 2663
sul ricorso per revocazione R.g. 12905-2015 proposto da:
A2A S.p.A., in persona del Direttore degli affari legali e
DELL’OMARINO, LORENZO CANTONE, GILDA PISA, giusta procura a margine
INPS – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE in persona del
Presidente e legale rappresentante pro tempore e quale procuratore
speciale della SOCIETA’ DI CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI INPS S.p.A.
(S.C.C.I.), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CESARE BECCARIA
difesi dagli avvocati GIUSEPPE MATANO, ANTONINO SGROI, LELIO
MARITATO, EMANUELE DE ROSE e CARLA D’ALOISIO, giusta procura a
avverso la sentenza n. 9959/2014 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di
ROMA, depositata l’8/05/2014;
01/12/2016 dal Consigliere Dott. ANTONEIIA PAGETTA;
udito l’Avvocato EMANUELE DE ROSE, che insiste per l’inammissibilità
Con sentenza n. 9959 del 2014 questa Corte, pronunziando sul ricorso proposto da A2A s.p.a. avverso la sentenza n. 400/2011 della Corte di appello di Brescia, nei confronti dell’INPS – in proprio e nella qualità di mandatario di S.C.C.I. s.p.a. – e di Equitalia Esatri s.p.a., ha accolto il sesto motivo di ricorso e respinto gli altri; ha cassato la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo nel merito, ha respinto la domanda dell’INPS relativa ai contributi per maternità. A2A s.p.a. chiede la revocazione della decisione, ai sensi dell’art. 395 c.p.c., comma 1, n. 4, sulla base di un unico motivo articolato in più profili. L’INPS, anche quale mandatario di S.C.C.I. s.p.a. resiste con controricorso. Equitalia Nord s.p.a. è rimasta intimata.
Successivamente la società ha depositato atto di rinunzia al ricorso per revocazione.
Ritiene il Collegio che in carenza di prova della rituale notifica a controparte dell’atto di rinunzia (in atti risulta versata solo documentazione relativa all’invio della raccomandata A.R. ma non anche alla ricezione della stessa da parte dei destinatari) non può dichiararsi l’estinzione del processo.
Questa Corte ha ripetutamente affermato che in assenza dei requisiti di cui all’art. 390 c.p.c., u.c., (notifica alle parti costituite o comunicazione agli avvocati delle stesse per l’apposizione del visto), l’atto di rinunzia, sebbene non idoneo a determinare l’estinzione del processo, denota il venire meno definitivo di ogni interesse alla decisione e comporta pertanto l’inammissibilità del ricorso salvo che la controparte manifesti la volontà di ottenere, comunque, la pronuncia sull’oggetto del contendere. (cfr. Cass. n. 2259 del 2013, Cass. n. 11606 del 2011, ss. uu. n. 3876 del 2010, n. 23685 del 2008, n. 3456 del 2007, n. 24514 del 2006, n. 15980 del 2006, n 22806 del 2004).
A tanto consegue la declaratoria di inammissibilità del ricorso per revocazione. Le spese sono regolate secondo soccombenza.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna parte ricorrente alla rifusione delle spese che liquida in complessivi Euro 8.669,00 per compensi professionali, Euro 100,00 per esborsi, oltre spese forfettarie nella misura del 15%, oltre accessori di legge.