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Timestamp: 2018-05-20 23:29:13+00:00
Document Index: 85313237

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 96', 'art. 13', 'art. 182', 'art. 88']

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DLGS CRESCITA 2015: Novità per Interessi Passivi e Perdite su Crediti
NOVITÀ IN MATERIA DI DEDUCIBILITÀ DEGLI INTERESSI PASSIVI
L’art. 4 del DLgs. 147/2015 dispone una razionalizzazione del regime di deducibilità degli interessi passivi, mediante diversi interventi normativi.
Deducibilità degli interessi sostenuti da società immobiliari
Viene definito l’ambito applicativo della piena deducibilità degli “interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione” (art. 1 co. 36 della L. 244/2007). Il beneficio viene, infatti, limitato alle “società che svolgono in via effettiva e prevalente l’attività immobiliare”. Si considerano tali le società:
il cui valore dell’attivo patrimoniale è costituito per la maggior parte dal valore normale degli immobili destinati alla locazione e i cui ricavi sono rappresentati per almeno i due terzi da canoni di locazione;
che effettuano l’affitto di aziende il cui valore complessivo sia prevalentemente costituito dal valore normale di fabbricati.
Abrogazione del limite di deducibilità per gli interessi su obbligazioni
Mediante l’abrogazione dell’art. 3 co. 115 della L. 549/95, il DLgs. 147/2015 elimina i vincoli alla deducibilità, in capo all’emittente, degli interessi passivi relativi ai titoli obbligazionari. La norma abrogata prevede l’indeducibilità della parte degli interessi passivi sostenuti su prestiti obbligazionari emessi da società – diverse dalle banche – che eccede i seguenti rendimenti effettivi:
il doppio del tasso ufficiale di riferimento (attualmente pari allo 0,05%), per le obbligazioni negoziate in mercati regolamentati degli Stati membri dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, o collocati mediante offerta al pubblico ai sensi della disciplina vigente al momento di emissione;
• il tasso ufficiale di riferimento aumentato di due terzi, per le obbligazioni e i titoli similari diversi dai precedenti. Per effetto delle modifiche apportate dal DLgs., la deduzione degli interessi in esame resterà disciplinata unicamente dalle disposizioni dell’art. 96 del TUIR sul monitoraggio del ROL.
Le suddette novità decorrono dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 7.10.2015, quindi dal periodo d’imposta 2016, per i soggetti “solari”.
L’art. 13 del DLgs. 147/2015 modifica ulteriormente la disciplina delle perdite su crediti, facendo seguito alle novità introdotte dal DL 83/2012 (c.d. decreto “crescita e sviluppo”) e dalla L. 147/2013 (legge di stabilità 2014).
Viene così risolta l’incongruenza creatasi per effetto delle modifiche introdotte dal citato DL 83/2012, il quale aveva sancito la deducibilità “automatica” delle perdite su crediti scaturenti dalla conclusione di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’art. 182-bis della legge fallimentare. In tale modo, però, si era resa la disciplina in materia di perdite su crediti “asimmetrica” rispetto a quella delle sopravvenienze da esdebitamento (art. 88 co. 4 del TUIR), per le quali lo stesso DL ha da subito previsto (seppur entro certi limiti) l’esclusione dal reddito d’impresa tanto nel caso in cui esse siano generate da accordi di ristrutturazione, quanto nell’ipotesi in cui conseguano a piani attestati di risanamento, pubblicati nel Registro delle imprese. La deducibilità può essere fatta valere dalla data di iscrizione del piano in tale Registro.
Il DLgs. 147/2015 recepisce normativamente l’orientamento espresso negli anni passati dall’Agenzia delle Entrate con riferimento alle perdite su crediti vantati verso debitori assoggettati a procedure concorsuali estere.
In particolare, è stato stabilito che la perdita è deducibile “in ogni caso” se il debitore è assoggettato a procedure estere equivalenti a quelle interne, previste in Stati o territori con i quali esiste un adeguato scambio di informazioni. Come chiarito dalla relazione di accompagnamento al DLgs., è il caso, ad esempio, della procedura prevista dall’ordinamento statunitense comunemente denominata Chapter 11, equivalente agli accordi di ristrutturazione dei debiti previsti dalla normativa interna.
sia ai crediti verso debitori assoggettati alle procedure concorsuali e agli istituti assimilati che consentono la deducibilità automatica della perdita.
crediti di modesta entità scaduti da più di 6 mesi;
crediti verso debitori assoggettati alle procedure concorsuali e agli istituti assimilati che consentono la deducibilità automatica della perdita.
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