Source: https://www.fisac-cgil.it/93681/antiriciclaggio-il-titolare-effettivo-parte-5
Timestamp: 2020-06-01 16:01:35+00:00
Document Index: 8418618

Matched Legal Cases: ['arte 5', 'arte 5', 'art.21', 'art.2630', 'art. 5', 'art.55', 'art.2377']

Antiriciclaggio: il titolare effettivo (parte 5) | Fisac Portale Nazionale
Antiriciclaggio: il titolare effettivo (parte 5)
Fisac Cgil WMS 21 Febbraio 2020 No Commenti
Le sanzioni amministrative per omessa comunicazione al Registro delle Imprese delle informazioni riguardanti il titolare effettivo previste dall’art.21 comma 1 Dlgs.231/07 normativa antiriciclaggio, saranno irrogate dalle Camere di Commercio, il cui compito sarà accertare e contestare le violazioni relative all’obbligo di comunicazione dei dati e delle informazioni oggetto di pubblicazione nel Registro dei titolari effettivi.
Le sanzioni in oggetto sono previste da una serie di norme: art.2630 Codice civile, Legge 689/1981, art. 5 stessa Legge e stabiliscono Soggetti ed importi delle sanzioni amministrative in caso di omissione nei termini previsti di denunce, comunicazioni e/o depositi presso il Registro delle Imprese.
L’individuazione del titolare effettivo, in caso di non adempimento delle norme previste, può portare anche a sanzioni penali e pecuniarie più rilevanti di quelle previste dalle Camere di Commercio. L’individuazione del titolare effettivo coinvolge sia gli amministratori che i soci delle società (vedasi ns. precedenti comunicazioni. Ndr). Infatti gli amministratori (se permangono dubbi sulla titolarità effettiva) devono rivolgersi direttamente ai soci per ottenere le informazioni necessarie. E’ utile, anche, predisporre un fascicolo contenente il percorso e la documentazione utilizzata per l’individuazione.
Per gli amministratori si veda l’art.55 Dlgs. 231/2007, che dispone che in caso di acquisizione e conservazione di dati o dossier falsi sia applicabile una sanzione penale di reclusione da mesi sei ad anni tre con multa che può variare da euro 10mila ad euro 30mila.
Per i soci, infine, il rifiuto o l’inerzia a comunicare agli amministratori le necessarie informazioni, o informazioni palesemente false, rende non esercitabile il diritto di voto ed impugnabili le delibere assembleari assunte con loro voto determinante (art.2377 Codice civile). Spetterà dunque al Collegio sindacale verificare il rispetto di tali adempimenti in quanto determinano significativi riflessi sulla validità delle delibere assembleari.