Source: http://www.sindirvvf.it/blog/?tag=sottosegretario
Timestamp: 2018-02-25 01:46:30+00:00
Document Index: 47423778

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art.1', 'art.1', 'art. 134', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 134', 'art.8', 'art. 3', 'art.2', 'art. 2', 'art.2', 'art. 3']

sottosegretario »
Uniamoci e manifestiamo il nostro dissenso alla pseudo riforma del CNVVF
come hai avuto modo di leggere dai comunicati, in questi giorni c’è stato un serrato confronto tra Amministrazione ed Organizzazioni Sindacali sulle proposte di riforme ordinamentali previste nei dlgs 217/05 e 139/06. Culminato nella consegna al Consiglio dei Ministri dello scorso 23 febbraio, dei testi normativi della “nuova” riforma del Corpo nazionale.
Il SindirVVF, sin dalle prime riunioni, ha sempre creduto molto in questa occasione per correggere gravi problematiche normative del personale laureato e di come questo espleta il suo ruolo all’interno del Corpo dei Vigili del fuoco. Abbiamo assunto posizioni forti, cercando di mantenere il pieno rispetto, come è giusto che sia, per tutti gli interlocutori del tavolo al quale abbiamo partecipato, dimostrando tuttavia energicamente la nostra profonda insoddisfazione per una grande occasione mancata.
Il tutto era iniziato il 18.12.2015 quando il Sottosegretario Bocci si presentò al tavolo sindacale annunciando che entro 7 mesi avrebbe dato luogo ad un grande processo di riforme del Corpo, quello auspicato da anni, nonché l’imminente avvio del tavolo contrattuale.
In quella sede vennero annunciati provvedimenti finalizzati alla semplificazione dei procedimenti, alla valorizzazione delle carriere, alla previsione di maggiori tutele del personale, al tempo di lavoro per i direttivi, alla dirigenza per i funzionari amministrativi e tecnico informatici, al rilancio del ruolo e delle competenze del Corpo Nazionale nell’assetto delle funzioni dello Stato, a partire da quelle del Capo del Corpo. Il Sottosegretario aggiunse che con le risorse che si sarebbe impegnato a recuperare, avrebbe dato ai laureati del Corpo l’equiparazione economica dell’istituto del 13/23, ingiustamente non applicato proprio al comparto pubblico dei Vigili del fuoco, così come il finanziamento di maggiori istituti per tutto il personale, soprattutto per quelli a reddito più basso, da subito indennizzati però con 80 euro mensili.
A quella riunione ne seguirono diverse altre che portarono a bozze di testi normativi da noi e dalla maggioranza delle OO.SS. sostanzialmente condivisi nel merito, che però rimasero privi degli attesi finanziamenti del Governo.
Da allora, dopo oltre 12 mesi dall’ultima riunione su quei testi (apparentemente consolidati), sono stati assegnati finalmente gli agognati fondi specifici per il riordino delle carriere nell’ambito di questo processo di riforme.
Che dopo una serie di rocambolesche situazioni di cui avrete letto i puntuali resoconti, come tante bolle di sapone sono scoppiate e quindi svanite, scomparse, tutte le norme sul tempo di lavoro, sulla dirigenza amministrativa, sul ruolo d’onore, sulla valorizzazione delle funzioni del Capo del Corpo, sulla semplificazione ordinamentale. Nonostante la contestuale disponibilità dei fondi, il famoso 13/23 non viene preso in alcuna considerazione, anzi!
Alla fine, per il Consiglio dei Ministri del 23 febbraio viene presentato ed approvato un progetto di riforme nullo, privo di qualsiasi tematica innovativa degna di questo nome.
Ci siamo opposti con fierezza, anche se, come avrete letto dai comunicati, ci siamo sentiti di fatto praticamente soli a mantenere con tenacia la nostra visione di un Corpo che doveva, proprio nel momento del suo massimo impegno in calamità, raccogliere questa occasione per provare a rilanciarsi. Abbiamo così denunciato il tutto come un grande fallimento da imputare ai nostri vertici politici ed amministrativi.
Ma ancora una volta ci siamo sentiti praticamente soli rispetto alla quasi totalità dei sindacati presenti al tavolo, mentre esprimevamo la nostra profonda, sincera, insoddisfazione.
La lettura dei testi della riforma della Polizia di Stato, che di fatto ha perseguito ed ottenuto tutti gli obiettivi che questa O.S. ha sempre portato avanti per il Corpo nazionale, è la prova che si sarebbe potuto fare, se solo si fosse voluto fare!
Questa O.S. però, anche da sola, non ha intenzione di fermarsi qui!
Vorremmo tuttavia capire il vostro pensiero e, a prescindere dall’appartenenza sindacale, darvi la possibilità di partecipare direttamente al processo che riguarda le nostre riforme: vi invitiamo a manifestare, se lo riterrete opportuno, la vostra opinione, esprimendo il dissenso a questa non-riforma, riscontrando in tal senso questa mail.
Potremo avere così il polso di quanti colleghi effettivamente desidererebbero qualcosa di diverso, sono scontenti e sono pronti a sostenere le forme di protesta che metteremo in atto.
Noi ci faremo portavoce della vostra e della nostra indignazione.
IL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO MERITA UN PROGETTO DI RIFORME COERENTE CON LA GRANDE PROFESSIONALITÀ DEI PROPRI COMPONENTI, PARIMENTI AGLI ALTRI SOGGETTI REGOLAMENTATI DAL REGIME CONTRATTUALE PUBBLICISTICO
Attendiamo un vostro riscontro, secondo la vostra coscienza, auspicando di aver combattuto e continuare a combattere per gli interessi della categoria, in modo indipendente e libero.
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La riforma del CNVVF: “Io non sono stato!”
siamo arrivati al D-day. Oggi (23 febbraio) infatti, nel CdM che si terrà alle 15:30, l’Amministrazione consegnerà la proposta che trovate in allegato, ovvero quella dell”indietro tutta” che ha cassato, con un colpo di spugna, i provvedimenti migliorativi previsti per tutte le categorie di personale ed inseriti nelle bozze datate gennaio 2016.
Nel corso della riunione tenutasi lo scorso 21 febbraio, l’Amministrazione, rappresentata dal sig. Sottosegretario Bocci, ha esposto l’iter autorizzativo dei decreti e le modalità con cui intende procedere nei prossimi giorni.
In primis il CdM, nel corso della riunione odierna, dovrebbe deliberare preliminarmente sull’approvazione dei decreti delegati presentati.
Successivamente i decreti (nella versione consegnata in CdM oggi 23 febbraio) seguiranno l’iter autorizzativo previsto per i decreti delegati, finalizzato ad acquisire i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti. Acquisiti ed uditi i quali, il CdM effettuerà la delibera definitiva.
Il Capo Dipartimento ha tenuto a precisare che, l’aver consegnato i provvedimenti prima della scadenza dei termini, comporterà un “trascinamento” di tre mesi prima della delibera definitiva sugli stessi, durante i quali potranno essere inserite delle misure non solo correttive ma anche integrative.
In proposito, questa OS è scettica sul fatto che si possa fare in 3 mesi ciò che non si è voluto fare nei precedenti 18, nonché sull’effettiva possibilità di correggere ed addirittura integrare impianti normativi che, nel frattempo, sono al vaglio degli organi competenti.
Il Sottosegretario ha voluto ricordare che, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dell’ultimo dei decreti legislativi, il Governo può adottare, ai sensi dell’art. 21, comma 3 della L. 214/2015, uno o più ulteriori decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive.
Questo richiamo, a parere della scrivente OS, è sembrato solo strumentale, finalizzato cioè a placare gli animi, insoddisfatti dal fallimento dell’attuale riforma, rimandando ad un futuro incerto ciò che invece si sarebbe dovuto fare entro i termini dettati dalla legge-delega, sui quali peraltro è stata anche richiesta e ottenuta una proroga di 6 mesi.
La proposta di prosecuzione lavori esposta dall’Amministrazione è la seguente: un tavolo permanente con le OO.SS. per affrontare, da subito, tramite un protocollo di concertazione sindacale, tutte le osservazioni esposte dalle OO.SS. che non hanno trovato “spazio” in questa riforma. Sarà il tavolo a decidere quale strumento utilizzare per trasformare in proposte di legge le risultanze dei lavori.
Quindi, non essendo riusciti in 18 mesi a consegnare al Parlamento una riforma che rispondesse agli obiettivi prefissati dalla legge delega, ovvero “il riordino delle carriere del personale non dirigente del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e la valorizzazione delle peculiari condizioni di impiego professionale del personale medesimo nelle attività di soccorso pubblico, rese anche in contesti emergenziali“, ora dobbiamo rincorrere il conseguimento degli stessi, in extremis, ricorrendo allo strumento delle misure correttive/integrative, con una copertura finanziaria a nostro parere insufficiente, che è quella definita dalla lettera c) del comma 365 all’art.1 della Legge di Stabilità (Legge 11 dicembre 2016, n. 232) e derivante dai risparmi di gestione del Corpo stesso sulle locazioni passive delle sedi di servizio, sui servizi di mensa al personale e sui servizi assicurativi finalizzati alla copertura dei rischi aeronautici.
Il treno è stato perso!!
Un altro tavolo, parallelamente, lavorerà sugli aspetti economici e finanziari legati all’erogazione del cosiddetto “fondone”, probabilmente mediante un pre-accordo contrattuale, nonché sul finanziamento da destinare ad assunzioni di personale a tempo indeterminato di cui alla lettera b) del comma 365 all’art.1 della Legge di Stabilità.
Al giro di tavolo che è seguito, questa O.S. è stata l’unica a farsi portavoce della delusione e della scontentezza di tutto il personale del Corpo nazionale.
Non si può infatti consegnare oggi al CdM delle fotocopie dei decreti 139 e 217 vigenti, mandando al macero tutto il lavoro precedentemente svolto e che avevano portato a delle bozze (gennaio 2016) su cui si era trovata una condivisione di massima e che avrebbero comportato una valorizzazione delle carriere per tutto il personale:
- semplificazione delle procedure concorsuali e delle procedure per gli avanzamenti di carriera;
- introduzione ruolo aeronavigante;
- introduzione ruolo direttivo speciale ad esaurimento per funzionari diplomati;
- inquadramento funzionari laureati amministrativi ed informatici nel comparto dei diretti e previsione di sviluppo carriera fino alla qualifica di primo dirigente;
- introduzione del tempo di lavoro associato ai posti funzione per il personale direttivo:
- tutela del personale corsista;
- estensione al personale direttivo delle norme ex art. 134;
- istituzione del ruolo d’onore.
Bozze accantonate, peraltro, senza saperne il perché!! Più volte, nel corso delle riunioni che si sono susseguite in questi giorni, la nostra OS ha chiesto il perché della fuga in avanti, con le bozze trasmesse i primi di febbraio, e dell’indietro tutta delle ultime versioni, cassando quelle intermedie su cui l’Amministrazione aveva ottenuto il consenso di massima delle OO.SS.
Questa volta però una risposta l’abbiamo ottenuta: “Io non sono stato!” ha tenuto a chiarire il Sig. Sottosegretario, quasi disconoscendo la scelta fatta.
Ma come? L’Amministrazione produce una vasta gamma di provvedimenti sulla riforma ordinamentale del Corpo e l’uomo che se ne è fatto garante sin dal primo giorno li disconosce?
Eppure, a parere della scrivente OS, quando il Sottosegretario di Stato con delega per i Vigili del fuoco decide di portare in Consiglio dei Ministri due testi normativi, se ne assume automaticamente la paternità e la responsabilità!
Altrimenti, responsabilmente, rimettesse la sua delega nelle mani del Ministro.
Al termine della riunione l’invito da parte del Sottosegretario al ritorno ad un confronto sindacale armonico, senza esacerbare gli animi del personale.
Come si può, però, pretendere armonia quando per prima è l’Amministrazione a reiterare lo scorretto comportamento nelle relazioni sindacali, violando i disposti normativi e ignorando le richieste legittime delle OO.SS. che sono rappresentative di questo o di quel comparto e quindi delle persone che ne fanno parte?
Su quest’ultimo aspetto procederemo per le vie legali.
Per tutto il resto ci riserviamo la possibilità di proclamare lo stato di agitazione.
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schema decreto 139 e 217 – 21.2
testo a fronte 139 – 21.02
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Esito della riunione e lettera al Ministro
ieri (13 Febbraio) si è svolta, alla presenza del sig. Sottosegretario Bocci, la riunione conclusiva di queste kermesse di 96 ore, durante le quali l’Amministrazione ha effettuato la riforma ordinamentale del CNVVF.
Come annunciato, ieri sono state poste all’attenzione delle OO. SS.le modifiche ai testi vigenti del D.Lgs. 139/20006 e D.Lgs. 217/2005, che possono riassumersi nei seguenti punti:
139/2006:
- adeguamento del testo della norma alla successiva ed aggiornata norma di Prevenzione Incendi;
- modifiche all’art. 24 “soccorso pubblico!
- modifiche all’art. 26 “formazione”.
217/2005:
- istituzione del ruolo ad esaurimento “AIB”,
- stabilizzazione delle norme per i passaggi di qualifica a Capo Squadra e Capo Reparto e norma interpretativa sulla decorrenza giuridica di tali passaggi;
- innalzamento della riserva dei posti per il personale discontinuo da 25% al 35% ed inserimento di una riserva del 10% per il personale discontinuo VVF nei concorsi della Pubblica Amministrazione;
- possibilità di mobilità verso il Corpo nazionale VVF per i Vigili del Fuoco in servizio presso i Corpi di Trento, Bolzano e della Valle d’Aosta;
- modifica dell’art. 134 migliorativa per il personale parzialmente idoneo;
- istituzione del Fondo con i 50 + 50 milioni che verranno stanziati.
E’ stato quindi “rinviato” ad un percorso successivo (quale?) la trattazione di tutti gli altri temi in discussione nelle scorse giornate.
Il Sottosegretario ha assicurato che con calendarizzazione fissata e chiara si lavorerà con calma su quanto resta da fare.
Gli otto punti sono stati solo elencati velocemente, senza che fosse fornito il testo dato che corrisponde a quello già presentato il 7 febbraio u.s.
Non vogliamo offendere la vostra intelligenza nell’evidenziare che tutti i punti che si è deciso di portare avanti riguardano esclusivamente le componenti non dirigenti e non direttive del Corpo.
Come O.S, nel giro di tavolo che ne è seguito, abbiamo rigettato questo sedicente progetto di riforma, non vedendo accolta nessuna delle istanze portate avanti dalla nostra organizzazione e relativa alla categoria di lavoratori rappresentata; anche quelle che avevano trovato accoglimento nella versione concordata, allo stesso tavolo e con la stessa rappresentanza politica, un anno fa.
Peraltro nodo cruciale del progetto di riforma rimane, per questa O.S., l’unicità del vertice del Corpo che deve essere perseguita e raggiunta.
A tal fine, assieme alla FP CGIL Dirigenti e DIrettivi, abbiamo scritto al Sig. Ministro (08-17 Nota Ministro Capo Corpo) affinché dia risposta alla nota firmata dal Capo del Corpo e sottoscritta da tutti i Dirigenti Generali del Corpo stesso.
Una nota scritta dal vertice del Corpo non può e non deve essere ignorata dal Ministro che si deve, invece, fare portavoce presso la Funzione Pubblica di questa istanza e mettere in atto quanto necessario al raggiungimento di questo obiettivo che deve, oramai, considerarsi strategico per il Corpo e l’unico funzionale per la cittadinanza tutta.
08-17 Nota Ministro Capo Corpo
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La riforma del CNVVF – Atto II
Con la giornata di venerdì 11 si è concluso il II atto di questa pièce, cominciata lo scorso 8 febbraio con la riunione con il Ministro Minniti e che vedrà il suo atto finale nella giornata di lunedì 13, quando l’Amministrazione consegnerà alla Funzione Pubblica il testo finale dei due documenti.
Nelle ultime 48 ore, l’Amministrazione ha cercato di perseguire l’ambizioso progetto di predisporre la riforma del Corpo, modificandone i due documenti cardine: il primo, il D.Lgs. 139/2006 di riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del CNVVF ed il secondo, discendente dal primo, il D.Lgs. 217/2005 di ordinamento del personale del CNVVF.
Il tutto cercando il consenso generale delle OO.SS. rappresentative, per un “sentito sindacale”, dato che dette questioni non sono oggetto di specifico istituto sindacale, come contrattazione, concertazione o consultazione.
Se la ristrettezza dei tempi non fosse stato un vicolo sufficientemente rigido, l’inserimento di ulteriori variabili ha caratterizzato la discussione di queste giornate.
Variabile 1: il testo di riferimento.
Ritirato per il sig. Ministro; pertanto la discussione avrebbe dovuto essere “aperta”, di carattere generale.
Non presente per il il sig. Sottosegretario, che ha invitato ad individuare 4-5 argomenti su cui centrare la discussione.
Tirato fuori dal cassetto, nella versione trasmessa il 7 febbraio a sera, dal sig. Capo Dipartimento che, realisticamente, l’ha messo sul tavolo di confronto sindacale.
Piccolo aneddoto sulla questione testo: più volte nella discussione si è fatto riferimento ad una precedente versione “luglio 2016″. L’ultima versione trasmessa alle OO.SS. prima di questa tornata, almeno alla scrivente, era gennaio 2016. Su esplicita richiesta al riguardo è stato risposto che le OO.SS. le avevano “comunque” (!); insieme ad AP abbiamo fortemente dissentito. Dalle altre OO.SS., il silenzio.
Variabile 2: i “paletti” fissati dalla egge delega, che si sono avvicinati e allontanati a secondo di chi era l’interlocutore e dell’oggetto della richiesta. Un’anno fa, sui tavoli di confronto sindacale, Amministrazione e OO.SS. avevano concordato sul fatto che bisognasse cogliere l’occasione e cercare di ottenere il massimo dalla riforma (paletti larghi), da una parte mettendo dei correttivi, laddove i decreti, nel corso degli anni, avessero dimostrato delle lacune, delle incongruenze o risultassero superati; dall’altra avendo gli strumenti utili per riconoscere la elevata professionalità e la specificità del personale del Corpo.
Un anno dopo, questi paletti, con la versione del 1º febbraio, sono stati ulteriormente allontanati, allargando gli orizzonti, e quindi: aumento della dotazione organica dei prefetti con il Capo del Corpo prefetto, alloggi del Corpo al personale della carriera prefettizia, sono gli esempi più eclatanti.
Ieri invece, improvvisamente, ci si “ricorda” che la delega di cui alla legge Madia non era Urbi et Orbi, ma ha dei confini ben precisi. Viene presa la norma, viene letta a tutti e viene sancito che gli unici cambiamenti che possono essere fatti sono quelli espressamente dichiarati all’art.8, ovvero “ottimizzazione dell’efficacia delle funzioni del CNVVF, mediante modifiche al D.Lgs. 139/2006 in relazione alle funzioni e ai compiti del personale permanente e volontario del medesimo Corpo e conseguente revisione del D.Lgs. 217/2005, anche con soppressione e modifica dei ruoli e delle qualifiche esistenti ed istituzione di nuovi ed appositi ruoli e qualifiche [...]“.
Come dire, uno scenario di riferimento dinamico nel quale la fattibilità o meno di alcune proposte può cambiare, a discrezione dell’Amministrazione, nel corso del tempo.
Prima di entrare nel merito, preme informare che il tavolo è stato reso partecipe, da parte dell’interessato, di una iniziativa del Capo del Corpo, sostenuta da tutti i dirigenti generali del Corpo, ovvero una proposta di unificazione del vertice del Corpo nella figura del dirigente generale Capo del Corpo, trasmessa direttamente al sig. Ministro. Proposta, ovviamente, condivisa da questa O.S. che, da sempre, persegue questo obiettivo.
Nella discussione sul 139, dopo aver affrontato il tema di volontari, alloggi di servizio (dove si è confermato l’articolato della versione 7 febbraio, allargando alla carriera prefettizia), distretti ed ufficio centrale ispettivo, finalmente è stata affrontata la questione della modifica degli arti. 2-3, ovvero Organizzazione centrale e periferica del Corpo e Capo del Corpo. Sorvoliamo sul fatto che abbiano cercato di propinarci come un aumento delle competenze del Capo, quelle sulla Direzione Centrale per le risorse Finanziarie, scippate nella precedente stesura del 1º febbraio (per eccesso di delega) ed ora ripristinate, e la mirabile lettera h) del comma 1 che la maggioranza del tavolo, non noi, ha voluto modificare da “mobilità del personale del Corpo”, che in certo senso riecheggiava le competenze del”ufficio Organizzazione centrale e periferica che, ai tempi della D.G.S.A., era sotto l’Ispettore generale capo, in “movimentazione del personale del Corpo”… Cioè quello che da anni già viene svolta dallo stesso!!
Quando abbiamo richiesto di modificare l’art. 3 indicando che il Capo del Corpo deve coordinare tutte le strutture del Corpo come definite all’art.2, centrali (direzioni ed uffici centrali) e periferiche (comandi e direzioni regionali), ci è stato fatto notare che non era compreso nei “paletti”, improvvisamente ristrettisi, della legge delega.
Nota di colore: abbiamo chiesto che, come già concordato lo scorso anno, le direzioni regionali si chiamassero semplicemente dei vigili del fuoco, cassando “del soccorso pubblico e della difesa civile”, visto che sono uffici territoriali del corpo (art. 2) e non del dipartimento (il fatto che ora si chiamino così non è, a parere della scrivente OS, motivo ostativo per la ridenominazione, visto che eravamo lì proprio per aggiustare il decreto). Ci è stato negato, motivando con il fatto che, essendo il Direttore diventato funzionario delegato di “una sorta di centrale unica di acquisto regionale” che ricorda quella del Dipartimento (ma non era del Corpo?), allora “le Direzioni ricordano il Dipartimento”. Speriamo che non sia prodromico di una gestione “bicefala” (cit.) anche per le direzioni!
Su questi due articoli, art.2 e art. 3, comunque il tavolo si è spaccato, nonostante un primo tentativo dell’Amministrazione di dire che c’era un “generale consenso”. La posizione a favore di un unico vertice del Corpo, coincidente con il Capo del Corpo è stata portata avanti dalla Cgil, SindirVVF, APVVF e DirstatVVf. Le altre sigle, anche se c’è chi ha condiviso in toto i contenuti della lettera del capo del corpo al Ministro, si sono trincerate dietro i “paletti” della legge delega.
La discussione sul 217, con i suoi 175 articoli, ha avuto invece del mirabolante. È stato scartata, per ovvi motivi, la possibilità di esaminarlo articolo per articolo, che peraltro è l’unico modo per affrontare seriamente la modifica di un testo così complesso e con delle ricadute fortissime su tutto il personale.
Il giro di tavolo ha trovato una posizione quasi unanime delle OO.SS non di categoria, ovvero mantenere l’articolato attualmente vigente (2005) e limitarsi a fare strettamente quelle modifiche che ci permettono di dire che abbiamo dato attuazione alla delega e quindi poter accedere ai fondi (e fondoni) connessi.
Significando in tal senso rinunciare a tutte quelle “innovazioni” introdotte nella bozza condivisa, finalizzate al miglioramento e alla valorizzazione di tutto il personale del Corpo.
Questa OS, non potendo procedere ad una disamina dell’articolato, che risultava rimaneggiato, ha deciso di rigettare per intero il nuovo testo, manifestando però tutto il dispiacere per aver perso la prima vera occasione che si presentava dopo 10 anni per rimettere mano all’ordinamento del Corpo, negando così la possibilità di crescita professionale a tutto il personale del Corpo.
Di contro però, abbiamo anche preso le distanze dalla proposta del tavolo di mantenere in piedi il vigente 217 per modificarne solo alcuni articoli. Soprattutto in quanto sono rimaste inevase le richieste avanzate da questa OS in merito ai posti funzione per il personale direttivo con il connesso istituto del tempo di lavoro e in merito all’equiparazione economica, previdenziale e giuridica alle forze di polizia per il personale direttivo e dirigente.
Per dovere di cronaca: nel giro di tavolo sul 217, le OO.SS. generaliste, andando molto fuori i paletti della delega, hanno dichiarato la necessità che i direttivi “rientrino” nel comparto attualmente non direttivo non dirigente, in quanto solo così potranno finalmente avere risposta alle loro istanze…
In conclusione di serata, l’Amministrazione ha comunicato che durante il fine settimana avrebbe lavorato sui testi dei documenti da portare lunedì mattina in Funzione Pubblica, recependo anche i contributi del tavolo, ma riservandosi di introdurre discrezionalmente, soprattutto per quanto riguarda il 217, alcune delle innovazioni introdotte nel nuovo testo, a titolo esemplificativo la dirigenza amministrativa (cit.).
Il nuovo testo verrà presentato alle OO.SS. il prossimo lunedì mattina (13), prima della consegna dei testi alla funzione pubblica.
Facendo una breve sintesi, il comportamento adottato dall’Amministrazione, nell’emanazione delle proposte di riforma ordinamentale del Corpo, evidentemente non ha permesso il coretto confronto sindacale su testi normativi così importante complessi, da cui dipende l’organizzazione e il funzionamento della struttura tecnico operativa deputata a fare soccorso per la cittadinanza.
Ciò nonostante abbiamo assicurato, anche con grande difficoltà personali, la presenza a questo tavolo improvvisato, cercando di studiare i testi per poter dare un apporto costruttivo e richiedere, di contro, risposte da parte dell’Amministrazione che, purtroppo o non sono arrivate o sono state un netto diniego.
Pertanto, abbiamo lasciato in consegna all’Amministrazione le 3 istanze ( istanza 1, istanza 2, istanza 3), con la condivisione di altre organizzazioni sindacali di categoria, chiedendone il recepimento ufficiale.
Lunedì scopriremo con quali ulteriori sorprese l’Amministrazione saprà meravigliarci e, se del caso, questa OS si riserva di assumere tutte le iniziative conseguenti, sensibilizzando il mondo politico, sociale e dei media per evidenziare quanto sta accadendo all’interno delle stanze del Ministero, mentre il Corpo è impegnato a fronteggiare le emergenze.
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Perfezionamento delle osservazioni alle bozze di revisione del D.Lgs. 217/2015 e D.Lgs. 139/2006
in attesa dell’incontro con il Sottosegreteraio fissato per il prossimo 17 dicembre, in data 12/12 abbiamo provveduto ad inviare la nota sotto riportata con la quale abbiamo perfezionato le osservazioni già inviate lo scorso 25 novembre.
Pertanto, per quegli argomenti, peraltro preganti per la categoria, che non erano stati adeguatamente approfonditi abbiamo allegato delle proposte di dettaglio. In particolare gli argomenti riguardano:
- riconoscimento equiparazione economica (13/23);
- istituzione ruolo direttivo speciale (per il personale tecnico-operativo);
- istituzione del ruolo aeronavigante.
51-15 Perfezionamento Osservazioni 139-217
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DPR riorganizzazione Ministero dell’Interno – Richiesta di incontro urgente
il 7 ottobre tutte le OO.SS. rappresentative per il comparto Direttivi e Dirigenti (CISL-APVVF-DIRSTAT-SINDIRVVF-CGIL-UILPA-CONFSAL-UGL) hanno fatto richiesta congiunta al Sig. Sottosegretario di un incontro urgente in merito alla schema di DPR sulla organizzazione del Ministero dell’Interno.
Infatti, successivamente alla riunione dello scorso 23 settembre, nella quale avevamo avuto rassicurazioni da parte del Capo Dipartimento in merito al non coinvolgimento in questa nuova ristrutturazione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, nel corso dell’assemblea della Camera dei Deputati del 29 settembre, la posizione del Ministero dell’Interno, per bocca del vice Ministro, andava in verso opposto. Oltre al fatto che sembra esserci una generale confusione sull’applicazione al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco sia del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (spending review) sia della L. 121/1981.
Si è ritenuto necessario, pertanto,sollecitare i vertici politici della nostra Amministrazione per avere i dovuti chiarimenti ed informazioni su questa problematica.
Nota Congiunta Incontro per riorganizzazione MI
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