Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-537-codice-civile-riserva-a-favore-dei-figli
Timestamp: 2019-04-23 13:02:05+00:00
Document Index: 178108382

Matched Legal Cases: ['art. 1417', 'art. 537', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 537', 'art. 537']

Art. 537 codice civile: Riserva a favore dei figli | La Legge per tutti
Se i figli sono più, è loro riservata la quota (1) dei due terzi, da dividersi in parti uguali tra tutti i figli.
(1) È questo il sistema della cd. quota mobile: ossia la porzione di eredità varia a seconda che i figli siano uno o più di uno. Se uno dei figli chiamati rinunzia all’eredità, non verrà incluso nel numero dei chiamati legittimari per il calcolo della quota di legittima.
L’articolo, nella nuova formulazione, ha realizzato la completa equiparazione tra i figli in materia di successione, eliminando il diritto di commutazione.
L'erede legittimario che agisca per la reintegrazione del patrimonio delde cuiusai fini della tutela delle proprie ragioni ereditarie sulla quota a lui riservata dalla legge, ove deduca la simulazione di atti di alienazione dei beni dal suddetto compiuti, in quanto terzo portatore di propri interessi in contrasto con quelli delle parti stipulanti, non incontra gli ordinari limiti probatori valevoli per queste ultime, ma può, ai sensi dell'art. 1417 c.c. provare la natura fittizia di tali atti anche per testimoni o presunzioni
Cassazione civile sez. II 12 novembre 2013 n. 25431
È infondata la q.l.c. dell'art. 537, comma 3, c.c., nella parte in cui prevede che i figli legittimi possano soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano, in riferimento agli art. 3 e 30, comma 3, cost.
Non è fondata, in riferimento agli art. 3 e 30, comma 3, cost., la q.l.c. dell'art. 537, comma 3, c.c., il quale stabilisce che "i figli legittimi possono soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano. Nel caso di opposizione decide il giudice, valutate le circostanze personali e patrimoniali". Invero, se la completa equiparazione nel quantum dei diritti successori dei figli legittimi e naturali, stabilita dai primi due commi dell'art. 537 c.c. attua il principio della necessaria uguaglianza delle posizioni dei figli nel rapporto con il genitore dante causa (deceduto ab intestato), la scelta del legislatore di conservare in capo ai figli legittimi la possibilità di richiedere la commutazione, condizionata dalla previsione della facoltà di opposizione da parte del figlio naturale e dalla valutazione delle specifiche circostanze posta a base della decisione del giudice, non contraddice la menzionata aspirazione alla tendenziale parificazione della posizione dei figli naturali, giacché non irragionevolmente si pone ancor oggi (quale opzione costituzionalmente non obbligata né vietata) come termine di bilanciamento (compatibilità) dei diritti del figlio naturale in rapporto con i figli membri della famiglia legittima, risultando la (volutamente) elastica formula linguistica adoperata dal legislatore teleologicamente coerente al sistema, poiché lascia tutto il dovuto spazio all'apprezzamento discrezionale del giudice (le cui decisioni, peraltro, sono soggette, come le altre, ai normali rimedi processuali), e idonea a consentire il recepimento nel suo ambito dispositivo (di volta in volta, e secondo il sentire dei tempi) delle singole fattispecie, commisurate proprio a quella dinamica evolutiva dei rapporti sociali, che attualizza il precetto costituzionale (sentt. n. 54 del 1960, 168 del 1984, 184 del 1990, 377 del 1994, 532 del 2000, 494 del 2002).