Source: http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/cittadin.htm
Timestamp: 2014-10-22 12:12:48+00:00
Document Index: 52167712

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 4']

Scheda pratica sulla cittadinanza italiana
La "cittadinanza", nella sua accezione giuridica, rimanda allo status di chi appartiene ad un determinato Stato, nel senso che partecipa della vita pubblica di quella specifica comunità territoriale, politica e sociale. La "cittadinanza" si estrinseca nell'insieme dei diritti e doveri che l'ordinamento giuridico riconosce al civis, il cittadino, e che danno origine ai relativi obblighi in qualità di appartenenti alla comunità statuale. La nozione giuridica di "cittadinanza" definisce in negativo lo "straniero", inteso come il contrario del civis.
L'attribuzione della cittadinanza italiana
In Italia la normativa che disciplina l'attribuzione della cittadinanza si basa principalmente sullo ius sanguinis (diritto di sangue), in base al quale si ha una specifica cittadinanza per trasmissione diretta della stessa da parte di madre e/o padre. L'acquisto per ius soli (diritto del luogo), in base al quale è cittadino colui che nasce nel territorio di uno specifico Stato, è invece relegato ad ipotesi marginali.
La legislazione italiana peraltro consente la doppia o tripla cittadinanza (salva ovviamente la verifica, da parte dell'interessato, che l'ordinamento dello Stato d'origine lo permetta e non richieda piuttosto la rinuncia alla cittadinanza di origine).
Ipotesi di acquisto automatico:
per nascita, se almeno uno dei genitori è cittadino italiano;
per nascita nel territorio dello Stato italiano, se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono (ad es. Cuba);
per riconoscimento o dichiarazione giudiziale di filiazione durante la minore età del figlio (se ciò avviene a maggiore età raggiunta, il figlio conserva il proprio stato di cittadinanza, ma entro un anno dal riconoscimento/dichiarazione giudiziale può eleggere la cittadinanza determinata dalla filiazione);
per adozione, quando un minore straniero viene adottato da un cittadino italiano (con la trascrizione del provvedimento straniero di adozione nei registri dello stato civile).
I figli minori di chi acquista a qualsiasi titolo la cittadinanza italiana (purché sussista la potestà genitoriale) divengono automaticamente cittadini italiani se conviventi con il genitore, salva la possibilità di rinunciarvi al raggiungimento della maggiore età, se in possesso di altra cittadinanza.
Ipotesi di acquisto per concessione (mediante decreto del Presidente della Repubblica):
Allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni (art. 9, c. 1 lett. a)
Allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno cinque anni successivamente all'adozione (art. 9, c. 1, lett. b)
Allo straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato italiano (art. 9 c. 1, lett. c)
Al cittadino di uno Stato U.E. se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio italiano (art. 9 c. 1, lett. d)
All'apolide e al rifugiato che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio italiano (art. 9 c. 1, lett. e) combinato disposto art. 16 c. 2). Ai sensi dell'articolo 16, lo straniero riconosciuto rifugiato dallo Stato italiano è equiparato all'apolide ai fini della concessione della cittadinanza.
Ai sensi dell'art. 9, comma 2, della legge 5 febbraio 1992 n. 91, la cittadinanza può essere concessa "allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all'Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato." In questo caso peraltro è il Ministero dell'Interno che propone la concessione (decreto del Presidente della Repubblica, sentito il consiglio di stato previa deliberazione del Consiglio dei Ministri).
Il coniuge di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza, ai sensi dell'articolo 5 della legge 5 febbraio 1992 n. 91, dopo 2 anni di residenza legale e convivenza successivi al matrimonio, oppure dopo 3 anni nel caso di residenza all'estero. Tali termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi. Il ministero ha chiarito che in caso di richiesta da parte del coniuge di cittadino italiano per naturalizzazione, i termini decorrono dalla concessione della cittadinanza al coniuge (v. Circolare 14423 del 2 novembre 2009). Il vincolo matrimoniale deve essere esistente al momento del riconoscimento della cittadinanza, pena il rigetto della domanda.
Vale la pena notare che la legge usa l'espressione "può essere concessa" nei casi di cui all'art. 9 mentre usa "può acquistare" riferito al coniuge di cittadino italiano per sottolineare il differente grado di discrezionalità nei primi due casi rispetto a quello di concessione per matrimonio.
Ipotesi principali di acquisto "volontario"
per discendenza, da parte dello straniero o apolide con padre, madre o ascendente in linea retta di secondo grado cittadini italiani per nascita, se ricorrono i requisiti previsti dall'art. 4, comma 1, L. 91/1992, ovvero:
se l'interessato presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquisire la cittadinanza italiana;
se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica e dichiara, entro un anno dal raggiungimento, di voler acquistare la cittadinanza italiana;
per nascita in Italia (art. 4, c. 2), da parte dello straniero che vi abbia risieduto legalmente senza interruzione fino alla maggiore età, se entro e non oltre il compimento del diciannovesimo anno dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana. La residenza legale ininterrotta normalmente è provata sulla base dell'iscrizione anagrafica, ma con apposita circolare il Ministero dell'Interno ha precisato che eventuali brevi interruzioni dell'iscrizione non possono comportare, di per sé, il rigetto della domanda, purché sia dimostrata la presenza effettiva dalla nascita sul territorio dello Stato attraverso la presentazione di idonea documentazione (ad esempio, certificati medici o scolastici). La dichiarazione di volontà deve essere resa all'Ufficiale di Stato Civile.
Differenze tra le principali ipotesi d'acquisto della cittadinanza italiana
Nella "naturalizzazione", cioè nell'acquisto per residenza, non si configura un diritto soggettivo a diventare cittadino italiano. Il termine usato dalla legge è, infatti, "concessione", poiché rileva il preminente interesse dello Stato ad includere o meno un nuovo membro alla propr