Source: http://condominio.ilcaso.it/codice_procedura_civile/116
Timestamp: 2020-02-25 08:26:54+00:00
Document Index: 185802006

Matched Legal Cases: ['art. 360', 'sentenza ', 'art. 116', 'art. 46', 'art. 116', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 116', 'sentenza ']

Gli accertamenti tecnici irripetibili disposti ai sensi dell'art. 360 c.p.p. (nella specie, esame autoptico), ancorché inutilizzabili nel dibattimento penale per violazione del contraddittorio, una volta prodotti nel processo civile entrano a far parte del "thema probandum" e sono soggetti alle regole del rito civile sull'acquisizione della prova; pertanto, il mancato rispetto del contraddittorio nel procedimento penale di provenienza non determina effetti sulla consulenza tecnica d'ufficio che tali accertamenti abbia considerato, a meno che il contraddittorio non sia stato garantito neanche nel processo civile dove la prova è acquisita e che la nullità relativa derivante da tale vizio sia stata eccepita dalla parte interessata nella prima difesa successiva al deposito della relazione. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso l'utilizzabilità della c.t.u. fondata su un esame autoptico disposto in sede penale in difetto di previo avviso agli indagati, sebbene la parte interessata non ne avesse tempestivamente eccepito la nullità, limitandosi a svolgere contestazioni sulla legittimità dell'acquisizione della prova nel processo di provenienza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 Dicembre 2019, n. 32784. Segue...
Il "contegno delle parti" dal quale, ai sensi dell'art. 116, comma 2, c.p.c., il giudice è abilitato a trarre elementi indiziari di giudizio, è solo quello tenuto nel corso del processo, rimanendo, pertanto, ininfluente, ai predetti effetti, il comportamento tenuto innanzi al competente ispettorato agrario in sede di tentativo di conciliazione ex art. 46 della l. n. 203 del 1982, previsto come onere a carico di chi intenda proporre in giudizio una domanda relativa a controversia agraria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 21 Novembre 2019, n. 30329. Segue...
Filiazione - Rifiuto di sottoporsi ad esami ematologici - Valenza probatoria indiziaria - Prova della fondatezza della domanda - Sufficienza.
Nel giudizio promosso per l'accertamento della paternità naturale, il rifiuto del preteso padre di sottoporsi ad indagini ematologiche costituisce un comportamento valutabile dal giudice, ex art. 116, comma 2, c. p.c., di così elevato valore indiziario da consentire, esso solo, di ritenere fondata la domanda. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Novembre 2019, n. 28886. Segue...
Responsabilità custodiale ex art. 2051 c.c. pubblica amministrazione – Sinistro stradale – Bene demaniale – Possibilità esercizio custodia – Posizionamento strada in perimetro urbano – Elemento sintomatico possibilità custodia – Perizia stragiudiziale – Prova atipica – Valore argomento di prova.
La presunzione di responsabilità per danni da cose in custodia di cui all’art. 2051 c.c. non si applica agli enti pubblici per danni subiti dagli utenti di beni demaniali ogni qual volta sul bene demaniale, per le sue caratteristiche, non sia possibile esercitare la custodia intesa quale potere di fatto sulla stessa; elemento sintomatico della possibilità di custodia è dunque il posizionamento della strada nel perimetro urbano.
La perizia stragiudiziale integra una prova atipica, la quale è utilizzabile ai fini della decisione come argomento di prova ex art. 116 comma 2 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 31 Ottobre 2019. Segue...
Conto corrente bancario - Invalida pattuizione di interessi ultralegali o anatocistici - Ricostruzione del rapporto - Mancanza di una parte degli estratti conto - Primo estratto recante saldo a debito del cliente - Correntista convenuto o attore in giudizio - Differenti conseguenze sul regime probatorio.
Nei rapporti bancari di conto corrente, esclusa la validità della pattuizione di interessi ultralegali o anatocistici a carico del correntista e riscontrata la mancanza di una parte degli estratti conto, riportando il primo dei disponibili un saldo iniziale a debito del cliente, occorre distinguere il caso in cui il correntista sia convenuto da quello in cui sia attore in giudizio. Nella prima ipotesi l'accertamento del dare e avere può attuarsi con l'impiego di ulteriori mezzi di prova idonei a fornire indicazioni certe e complete che diano giustificazione del saldo maturato all'inizio del periodo per cui sono stati prodotti gli estratti conto; possono inoltre valorizzarsi quegli elementi, quali ad esempio le ammissioni del correntista stesso, idonei quantomeno ad escludere che, con riferimento al periodo non documentato da estratti conto, questi abbia maturato un credito di imprecisato ammontare (tale da rendere impossibile la ricostruzione del rapporto di dare e avere tra le parti per il periodo successivo), così che i conteggi vengano rielaborati considerando pari a zero il saldo iniziale del primo degli estratti conto prodotti; in mancanza di tali dati la domanda deve essere respinta. Nel caso di domanda proposta dal correntista, l'accertamento del dare e avere può del pari attuarsi con l'utilizzo di prove che forniscano indicazioni certe e complete atte a dar ragione del saldo maturato all'inizio del periodo per cui sono stati prodotti gli estratti conto; ci si può inoltre avvalere di quegli elementi i quali consentano di affermare che il debito, nell'intervallo temporale non documentato, sia inesistente o inferiore al saldo passivo iniziale del primo degli estratti conto prodotti, o che permettano addirittura di affermare che in quell'arco di tempo sia maturato un credito per il cliente stesso; diversamente si devono elaborare i conteggi partendo dal primo saldo debitore documentato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Maggio 2019, n. 11543. Segue...
Usucapione – Accertamento giudiziale – Valutazione delle prove – Applicabilità del canone del “oltre il ragionevole dubbio” – Esclusione.
In materia di accertamento dell’acquisto per usucapione della proprietà di un immobile, alla valutazione delle risultanze istruttorie non è applicabile il canone dell’ “oltre il ragionevole dubbio”, che è specifico del processo penale ed estraneo al processo civile.
In quest’ultimo vige la regola della preponderanza dell’evidenza, o del “più probabile che non”. Lo standard di certezza probabilistica in materia civile va verificato riconducendone il grado di fondatezza all’ambito degli elementi di conferma (e nel contempo di esclusione di altri possibili alternative) disponibili in relazione al caso concreto: nello schema generale della probabilità come relazione logica va determinata l’attendibilità dell’ipotesi sulla base dei relativi elementi di conferma. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 08 Febbraio 2019, n. 3847. Segue...
Risarcimento del danno – Cd. micropermanente – Prova del danno – Necessità di accertamento clinico strumentale – Esclusione – Colpo di frusta – Accertamento medico-legale – Necessità – Affermazione – Sufficienza della sintomatologia dolorosa riferita dal danneggiato – Esclusione.
La Corte Suprema di Cassazione, terza sezione civile, con la sentenza 1272 del 19/01/2018, ha escluso che per la prova delle lesioni di lieve entità, c.d. micropermanenti, sia sempre indispensabile l’accertamento clinico strumentale; è invece fondamentale che la singola patologia sia accertata in maniera rigorosa dal medico legale il quale è chiamato a stabilire se la lesione sussista e quale percentuale sia ad essa ricollegabile in conformità alle leges artis. Tuttavia vi possono essere situazioni nelle quali per la natura o la modestia della lesione, come nel caso della lesione al rachide cervicale, c.d. “colpo di frusta”, l’accertamento clinico strumentale risulti essere, con ogni probabilità, l’unico mezzo decisivo che consente al c.t.u. di fornire la prova rigorosa richiesta dalla legge, di rappresentare quindi al giudice una conclusione scientificamente documentata e giuridicamente ineccepibile. In tali circostanze, il c.t.u, non può limitarsi a dichiarare accertata la patologia sulla base del dato puro e semplice, e in sostanza non verificabile, del dolore più o meno accentuato che il danneggiato riferisca. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 13 Aprile 2018. Segue...
Incapacità a testimoniare – Teste in lite con una delle parti – Insussistenza – Mancanza interesse giuridico – Profilo dell’attendibilità – Valutazione caso per caso – Riscontri in altri elementi di prova.
Nell’ambito di un giudizio di risarcimento del danno da “mobbing” nella PA, se un teste che sia dipendente dello stesso ente è in lite con il datore di lavoro, in specie quando il contenzioso abbia una causa petendi del tutto diversa ed estranea rispetto al giudizio in cui è chiamato a deporre, non può configurarsi un’ipotesi di incapacità a testimoniare, mancando l’interesse giuridico alla partecipazione al processo. La circostanza della lite con la PA, invece, deve essere valutata sotto il diverso profilo della attendibilità, che non può escludersi tutte le volte in cui le dichiarazioni del teste risultino corroborate da ulteriori emergenze istruttorie acquisite al processo. (Luca Monosi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 05 Ottobre 2016. Segue...