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Timestamp: 2020-04-01 04:32:25+00:00
Document Index: 121699198

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art. 17', 'art.11', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.66']

Alessandro - 31/05/2016 - 19:26:45
Salve espongono in breve il mio problema : Sono stato assunto a tempo indeterminato 7 livello metalmeccanico nel gennaio 2014. Ho dato dimissioni volontarie con preavviso che parte dal 27 maggio 2016. Dovendo iniziare nella nuova Azienda giorno 20 giugno, mi aspetto una penale pari ai giorni di preavviso non rispettati. Premetto che sono a casa da due mesi retribuito in quanto la mia ex azienda pur non essendo in crisi ha avuto difficoltà a trovarmi subito una nuova commessa. Grazie mille per la risposta.
RISPOSTA: Salve, non trovo la sua domanda, ma presumo voglia sapere se deve restituire i giorni di preavviso. La risposta è si. Non è una penale, ma il datore di lavoro le tratterrà dalla busta paga di fine rapporto di lavoro i giorni di preavviso eventualmente non rispettati. Cordiali saluti.
Mario - 23/05/2016 - 10:32:03
Buongiorno, sono Presidente di una cooperativa agricola. Ho un dubbio. Abbiamo in Cooperativa operai agricoli, impiegati agricoli a tempo pieno e impiegati agricoli a tempo parziale. Il nostro vecchio consulente ci dice che possiamo pagare gli IMPIEGATI AGRICOLI A TEMPO PARZIALE sia col sistema mensilizzato che a tariffa oraria. Il materiale informativo UILA (sindacato agricolo UIL) dice "come in altri settori la retribuzione degli impiegati agricoli è mensilizzata" Ho letto un suo chiarimento precedente, ma il mio dubbio rimane, perchè non trovo riscontro scritto, che operando col calcolo della retribuzione con la paga oraria delle ore effettivamente svolte e non mensilizzata, sono nel giusto. Ringraziando anticipatamente, cordialmente saluto. Mario
RISPOSTA: Salve, per uso e consuetudine la retribuzione degli Impiegati è mensilizzata, ed alcuni contratto (vedi metalmeccanici)obbligano la retribuzione mensilizzata sia per operai che per impiegati. Il CCNL Impiegati Agricoli l'art.17 recita: Agli effetti del computo dei vari istituti economici contrattuali, la quota di retribuzione giornaliera si ottiene dividendo quella mensile per 26, mentre la quota di retribuzione oraria si ottiene dividendo l'importo mensile per 169. Al quinto comma recita: Lo "stipendio contrattuale mensile", definito dai contratti territoriali per ciascuna delle categorie di impiegati di cui all'art. 17 del presente contratto, è costituito da: a) minimo di stipendio base mensile; b) indennità di contingenza; c) Elemento distinto della retribuzione (E.d.r.); d) minimo di stipendio integrativo. Anche se si parla di "stipendio contrattuale mensile" nulla dice in merito alla possibilità di non pagare con paga oraria. Anche l'art.11 del medesimo CCNL che regola il rapporto di lavoro a tempo parziale nulla vieta in merito. Faccio notare che qualunque sia il tipo di retribuzione (oraria o mensilizzata)il dipendente non perde nulla in riferimento a tutti gli istituti contrattuali. Cordiali saluti.
Sara - 16/05/2016 - 17:30:28
Buongiorno, sono in congedo parentale che terminerà a inizio Giugno: il congedo è di 6+6 mesi perchè abbiamo avuto due gemelli. Ora ho ricevuto un'offerta di lavoro e vorrei dare le dimissioni senza concedere all'attuale datore di lavoro il periodo di preavviso. Purtroppo i bambini hanno già compiuto l'anno di età (da poco). C'è qualche particolare proroga per il caso di gemelli? Grazie in anticipo per il suo contributo.
RISPOSTA: Salve, fino a 3 anni di vita dei gemelli può recarsi presso la Direzione Territoriale del Lavoro di competenza e convalidare le dimissioni. In questo caso ha anche diritto a percepire l'Aspi. Cordiali saluti
Luciana - 13/05/2016 - 16:05:29
Ho letto la sua risposta e ringrazio moltissimo per la puntualità. Un piccolo chiarimento: il.dipendente impiegato agricolo è a tempo indeterminato. Anche in quel caso posdo applicare la paga oraria e non mensilizzata? Grazie per l'aiuto e saluto cordialmente.
RISPOSTA: certo, l'importante è rispettare sempre i due parametri di riferimento Giornaliero: 26 Orario: 169. Saluti
Luciana - 12/05/2016 - 19:47:53
Un dipendente impiegato agricolo tempo parziale contesta il fatto che venga pagato per le ore effettivamente svolte e non mensilizzato. È sbagliato quello che sto applicando ovvero paga oraria? Ho letto che è importante verificare sempre che l'importo annuale corrisponda a quanto avrebbe percepito se mendilizzato... legge della non discriminazione. Ringrazio per il suo contributo
RISPOSTA: Salve, l'Art. 34 recita: "L'orario di lavoro è stabilito in 39 ore settimanali pari ad ore 6,30 giornaliere. Tale orario, ai sensi dell'art. 3, comma 2, del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, può essere computato anche come durata media in un periodo non superiore a dodici mesi, con la possibilità di distribuire l'orario ordinario di lavoro per una o più settimane in misura superiore a quella prevista dal precedente comma e per le altre, a compensazione, in misura inferiore." Quindi nulla dice rispetto l'obbligatorietà della retribuzione mensilizzata. La quota giornaliera si ottiene dividendo la retribuzione mensile per 26 e quella oraria con il divisore 169. Pertanto si ha la facoltà di scegliere le due modalità retributive. Cordiali saluti
Raffaele - 06/05/2016 - 16:50:39
Salve, ho richiesto intervento dell'Ispettorato del Lavoro tramite denuncia dell'azienda nella quale ero impiegato. Dopo all'incirca un anno e quindi al termine delle verifiche dell'istituto, ricevo comunicazione dell'esito. Ho richiesto se fosse possibile accedere gli atti ed in particolar modo le dichiarazioni rilasciate dai dipendenti intervistati durante l'ispezione, e sembra purtroppo che non mi sia consentito. E' possibile ricevere maggiori informazioni in merito? E' vero che non è possibile visionare le dichiarazioni rilasciate dai dipendenti? Qualora nasca il sospetto di una forse superficiale procedura di ispezione saprebbero indicarmi l'iter burocratico che mi consenta di constatare la trasparenza dell'intervento? Sicuro di una risposta colgo l'occasione per ringraziare e salutare. Del Manto Raffaele.
RISPOSTA: Negli anni il tema è stato oggetto di controversie e quindi ne ha fatto padrona la giurisprudenza. In ultimo una circolare del Ministero del lavoro del 8/11/13 n.43 ha commentato la sentenza del Consiglio di Stato del 31/7/13 n.4035. In sintesi, pur entro certi limiti e previa valutazione motivata caso per caso, i verbali interrogatori dei lavoratori possono essere rilasciati. Quindi Le conviene presentare istanza di accesso agli atti, dandone una giusta motivazione. Cordiali saluti.
Fabio Carbutti - 23/02/2016 - 11:24:30
Buongiorno , mi sono dimesso per giusta causa il 01/08/2013 e dopo mille peripezie ottengo sentenza del giudice che riconosce la suddetta GIUSTA CAUSA e condanna la parte avversa a cambiare la dicitura del modello UNILAV ( originariamente ed dolosamente scritto ed inviato come DIMISSIONI VOLONTARIE ) ; predispongo quindi tramite CAAF la pratica per ottenere , sentenza alla mano , la disoccupazione arretrata ; Il funzionario INPS prima dice al mio amico /Consulente che la pratica è tutto OK , 2 giorni fa invece eccepisce che la controparte non ha ancora modificato l'unilav e come tale non può procedere al pagamento di ciò che mi spetta ; il problema è che la controparte è in liquidazione , non ha gli occhi per piangere e dovrebbe pagare , così mi dicono , per la modifica unilav un'oblazione di euro 1.500,00 ; il funzionario inps sostiene inoltre che con una documentazione a supporto afferente precetto del mio legale con il quale si intima il cambiamento unilav , forse , dico forse , potrebbe perorare la mia causa presso la sua dirigente , e forse predisporre ,se autorizzato , a finalizzare il mio pagamento . Il mio amico del Caaf ed anche il mio legale non credono tanto a questa versione , tant'è che forse , se la cosa prenderà una piega differente , vorrebbero fare causa all'Inps ; Io non vorrei arrivare a questo , sono stanco di fare cause perciò Vi chiedo : esiste , eventualmente , una pronuncia della Corte di Cassazione in merito a queste diatribe , oppure un qualunque atto e/o documento che possa eccepire per ottenere un mio diritto riconosciuto dalla Legge ? Vi ringrazio anticipatamente e colgo l'occasione per augurare una piacevole giornata . Fatemi sapere se avete bisogno della relativa sentenza . Fabio Carbutti
RISPOSTA: Salve, Le comunico che il modello UNILAV datato 2013 non è possibile modificarlo sul sito Ministeriale per la parte "motivo cessazione". Pertanto consiglio di farlo annullare e di ripresentalo con la giusta motivazione, pena una sanzione amministrativa di euro 100,00. In più consiglio far variare sul modello Emens il codice cessazione. Cordiali saluti
Anna Cavezza - 15/11/2015 - 17:07:16
BUONGIORNO AVREI BISOGNO DI FAR VISIONARE IL MIO CONTRATTO E DI INCROCIARE QUELLO CON LE MIEI BUSTE PAGA, INFATTI OGNI MESE MI TROVO VARIAZIONI NEGLI IMPORTI OLTRE ALLA MANCATA CORRISPONSIONE DI ALCUNE VOCI PREVISTE DA CONTRATTO. RESTO IN ATTESA DI GENTILE RISCONTRO. GRAZIE. BUONA GIORNATA.
RISPOSTA: Salve può contattare la mia segreteria per un appuntamento. Cordiali saluti
sebastiano faraci - 02/11/2015 - 19:47:28
CASSA INTEGRAZIONE E SECONDO LAVORO. buonasera, ho un problema e non riesco a risolverlo: i sindacati non ne sanno nulla,nemmeno i patronati, nemmeno il mio direttore del personale che è un commercialista. sono da 10 anni dipendente di una industria del legno cooperativa con contratto a tempo indeterminato, con orario 8-12 e 13,30-17,30. 2 o 3 anni fa eravamo in contratto di solidarietà e da agosto di questo anno in CIGS . Premetto che da 10 anni faccio anche un secondo lavoro regolare par-time di 1 ora la sera dalle 19 alle 20 nella ristorazione, 6gg a settimana (per un totale di 6 ore settimanali). L'INPS mi ha fermato ( da ottobre 2014) l' erogazione della cassa integrazione ( e prima ancora della solidarietà), dicendo che il secondo lavoro non è compatibile con l'ammortizzatore sociale e perchè supero anche le 40 ore settimanali previste dalla legge. Dicono con non c'è piena cumulabilità, ma parziale. è possibile tutto ciò? L'INPS non mi ha fatto comunicazione alcune,ne tanto meno alla ditta. Finora ha anticipato la banca con cui ho aperto in azienda il conto tecnico,ma la banca vuole poi il rientro dall'INPS... premetto che dal secondo lavoro non arrivo nel CUD a 2600 euro lordo annui. Ho chiesto numero di pratica e motivazioni scritte all'INPS senza successo alcuno. Datemi qualche riferimento normativo vigente per difendere la mia posizione.grazie mille.
RISPOSTA: La Circolare Inps n.130 del 4/10/2010 ha esemplificato la compatibilità delle integrazioni salariali CIG/CIGS con l’attività di lavoro autonomo o subordinato e cumulabilità del relativo reddito. Il suo caso è da rinvenire nel punto 5 e 5.1 della predetta circolare, dove recita: 5. Cumulabilità parziale tra integrazione salariale e reddito derivante da una nuova attività lavorativa. In via generale l’integrazione salariale non è dovuta per le giornate nelle quali il lavoratore beneficiario si dedichi ad altre attività remunerate, di conseguenza il reddito derivante dalla nuova attività di lavoro non è normalmente cumulabile con l’integrazione salariale. In tali casi il trattamento di integrazione salariale verrà sospeso per le giornate nella quali è stata effettuata la nuova attività lavorativa. Tuttavia, per consolidato orientamento giurisprudenziale, qualora il lavoratore dimostri che il compenso (o provento) per tale attività è inferiore all'integrazione stessa, avrà diritto ad una quota pari alla differenza tra l’intero importo dell’ integrazione salariale spettante e il reddito percepito. 5.1 Cumulabilità parziale tra le integrazioni salariali ed il reddito da lavoro subordinato: rapporto di lavoro a tempo determinato e contratto di lavoro part-time. Nel caso in cui il beneficiario della integrazione salariale stipuli un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, tale contratto risulta compatibile con il diritto all’integrazione salariale. Se il reddito derivante dalla nuova attività lavorativa è inferiore all’integrazione, sarà possibile il cumulo parziale della stessa con il reddito, a concorrenza dell’importo totale della integrazione spettante. Analogamente nel caso in cui il lavoratore – beneficiario di integrazione salariale rispetto ad un rapporto di lavoro a tempo pieno – stipuli un nuovo contratto di lavoro subordinato a tempo parziale (sia esso a tempo determinato o indeterminato), sarà possibile il cumulo parziale dell’integrazione salariale con il reddito derivante da tale attività anche se, tale attività - a differenza del caso contemplato al punto 3 - non sarebbe compatibile con il contratto di lavoro che ha dato luogo all’integrazione salariale, in quanto parzialmente sovrapponibile. Cordiali saluti
luigi - 15/10/2015 - 16:08:07
Egregio Dottore,le scrivo in merito alla seguente problematica.Sono un impiegato di una società pubblica regionale ma con CCNL del credito ed a mio avviso sto subendo un torto in merito ad un diniego ferie. Qualche giorno fà ho chiesto alla mia azienda 2 settimane di ferie, attenendomi scrupolosamente all'art.66 del nostro CCNL che così recita:Articolo 66 - Ferie e festività soppresse Il lavoratore ha diritto a fruire di un periodo di ferie pari a 26 giorni lavorativi, pari a ore 187 e 45 minuti, da utilizzare con almeno un periodo consecutivo di due settimane entro l'anno di maturazione e la parte restante di norma entro il luglio dell'anno successivo e comunque entro i diciotto mesi successivi all'anno di maturazione stessa.Alla luce di quanto sopra, a me spettano 4 settimane di ferie durante l'arco dell'anno e visto che sino ad oggi ho già usufruito delle prime due settimane in modo non continuativo, è corretto che l'azienda non mi autorizzi la richiesta di ferie per le ultime due settimane da usufruirne continuamente?La ringrazio anticipatamente.Distinti saluti.
RISPOSTA: Salve, se ha ancora 2 settimane di ferie non godute anno precedente, ovvero dal 1/9/2014 al 31/8/2015,è corretto che pretenda almeno due settimane di ferie continuative. Le ferie sono un diritto indisponibile per il lavoratore e come tale non suscettibile di rinuncia e transazione, e devono essere godute per almeno due settimane consecutive, per soddisfare le esigenze psicologiche fondamentali per il lavoratore, consentendo allo stesso di partecipare più incisivamente alla vita familiare e sociale tutelando il suo diritto alla salute, nell'interesse dello stesso datore di lavoro. In tale ottica le ferie sono da intendersi eminentemente come periodo di tempo libero prefigurato dalla Costituzione per la realizzazione da parte del lavoratore delle esigenze innanzi indicate, piuttosto che per esclusivo ristoro di energie usurate nella prestazione di lavoro, da fruirsi necessariamente in stato di salute. Pertanto, credo debba far valere i suoi diritti. Cordiali saluti