Source: https://www.orizzontescuola.it/contributo-critico-lettura-del-ddl-buona-scuola/
Timestamp: 2018-04-20 12:41:36+00:00
Document Index: 59786872

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 25']

Un contributo critico per la lettura del DDL La Buona Scuola - Orizzonte Scuola
Si tratta in effetti di un testo imponente, in 22 pagine di testo (la legge n. 53/2003 – Riforma Moratti ne aveva solo nove), rubricato “Disposizioni in materia di autonomia scolastica, offerta formativa, assunzioni e formazione del personale, dirigenza scolastica, edilizia scolastica e semplificazione amministrativa”. Nel titolo manca la parola “riforma” (che ricorre invece frequentemente nell’art. 21), in quanto il provvedimento non si configura come tale, cioè come riorganizzazione degli ordinamenti scolastici: opera questa già compiuta con l’architettura disegnata dalla legge 53, sulla quale sono intervenuti i provvedimenti derivati dal Piano programmatico del 2008, di gelminiana memoria. Ed è bene che sia così, in quanto la scuola italiana di riforme rischierebbe di morire.
(art. 4 – Scuola, lavoro territorio) è ridefinita ancora una volta (dopo la recentissima legge n. 128/2013) l’alternanza scuola lavoro, da attuarsi nel II biennio e nell’ultimo anno degli istituti tecnici e professionali per 400 ore, ridotte a 200 nei licei. E’ prevista altresì la Carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti in alternanza.
– art. 21 – Delega al Governo in materia di Sistema Nazionale di Istruzione e Formazione;
– art. 22 – Sessione negoziale per la collazione e il riordino delle disposizioni contrattuali dei comparti Scuola e Area V.
L’art. 2, c. 1, del ddl afferma “… è rafforzata la funzione del Dirigente scolastico per garantire una immediata e celere gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche …”. Ora, è ben singolare che un enunciato che va ad incidere sul profilo legislativo della dirigenza scolastica non richiami contestualmente l’art. 25 del TU del pubblico impiego che ne è la matrice. Non convince, poi, la genericità della formulazione adottata ( “è rafforzata”): una legge può conferire o può togliere specifici poteri ad una funzione pubblica, non può “rafforzarla” o “indebolirla”.
25 marzo 2015 - 14:17 - redazione