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Timestamp: 2017-11-18 11:46:16+00:00
Document Index: 155291842

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 3']

Consiglio di Stato. Sezione Prima. Parere 30 giugno 2004, n. 7738:
“Associazione Lectorium Rosicrucianum: diniego del riconoscimento della personalità giuridica”
OGGETTO: Ministero dell’Interno. Associazione “Lectorium Rosicrucianum con sede in Dovadola (Forlì Cesena). Riconoscimento giuridico e approvazione dello statuto dell’Ente”.
Vista la relazione prot. n. 1105/FG-5°/326/A/ACA, trasmessa con nota del 24 maggio 2004, con la quale il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione – Direzione Centrale degli affari dei Culti – ha chiesto a questo Consiglio il parere in ordine al riconoscimento giuridico ed all’approvazione dello statuto dell’Ente in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore-estensore Consigliere G.M.;
L’Amministrazione riferisce che con una documentata istanza il Sig. L.B., in qualità di Presidente e legale rappresentante dell’Associazione “Lectorium Rosicrucianum”, ha chiesto il riconoscimento giuridico e l’approvazione dello statuto dell’organismo, quale ente di culto.
Nelle more dell’istruttoria, il Consiglio di amministrazione del sodalizio ha eletto alla carica di Presidente il Sig. F.F., cittadino italiano domiciliato in Italia, che con propria dichiarazione, ha approvato l’operato del precedente legale rappresentante in relazione alla richiesta di riconoscimento giuridico.
L’ente si è costituito con atto pubblico in data 10 settembre 1980, n. 14505 di repertorio, con notaio F.P.R. ed è retto da uno statuto depositato, giusta atto pubblico in data 19 febbraio 2001, n. 14913 di repertorio, presso il notaio C.B..
L’organismo, a termini dell’art. 3 dello statuto, ha come scopo la professione e la diffusione della religione universale sulla base del cristianesimo vivente e si prefigge l’unione dell’umanità alla Chiesa Universale dell’Origine; per il raggiungimento delle suddette finalità, esso agisce su due livelli: uno propriamente spirituale dedicato ai soci, attraverso l’officiatura di servizi religiosi come il Sacramento del Battesimo, del Matrimonio e ad altri riservati a chi si trova in punto di morte ed ai defunti; l’altra livello è quello del contatto con il pubblico per la diffusone della Gnosi (conoscenza divina), svolto attraverso la costituzione di centri e sedi secondarie, l’organizzazione e la tenuta di conferenze, corsi di insegnamento, seminari, la fondazione di una casa editrice per la pubblicazione in proprio di testi.
L’Associazione fa riferimento alla Scuola Internazionale della Rosacroce d’Oro Lectorium Rosicrucianum fondata in Olanda nel 1924. Elemento fondamentale della dottrina rosacroce è la Gnosi, intesa come conoscenza del Padre e dell’Origine. L’idea che sta dietro l’attività della Gnosi è che elemento divino si è smarrito nel mondo dell’illusione e va recuperato con il risveglio del principio divino, che ogni uomo porta nascosto nel suo cuore. A questo si interessano gli Ierofanti, inviati del Regno Immutabile, che parlano agli uomini della loro filiazione divina per destare la reminiscenza della loro origine. Attraverso la voce dei grandi Ierofanti (i Rishi dell’antica India, Buddha, Zoroastro, Gesù, etc.) la corrente gnostica si è resa visibile.
Il movimento è presente in Italia fin dal 1980; il suo primo centro è stato quello di Milano; in seguito altri centri sono stati aperti nelle città di Torino, Napoli, Roma, Bolzano, Bologna, Oristano e in Dovadola (Forlì Cesena). La consistenza numerica degli aderenti è di 560 persone così come dichiarato dall’ente.
La sede di Dovadola adibita a Centro Nazionale è costituita da un edificio ad uso recettivo e da terreni agricolo di imponente valore che l’organismo conduce in locazione, giusto contratto in data 18 ottobre 2000.
Il patrimonio mobiliare dell’ente, posto a garanzia dei terzi, dichiarato dall’art. 4 dello statuto, è costituito da circa 155.000,00 euro (centocinquantacinquemila/00) in titoli e liquidità giuste dichiarazioni bancarie.
L’amministrazione referente rende noto, altresì, che l’esame dei prospetti economici e della relazione illustrativa sui mezzi finanziari, non ha dato luogo a rilievi, e che, pertanto, la situazione finanziaria risulta essere idonea al perseguimento dei fini che l’ente si propone.
In ordine allo statuto dell’ente la stessa amministrazione non ha obiezioni da formulare: in esso sono puntualmente indicati la denominazione dell’ente, la sede legale, gli scopi, la composizione degli organi e il funzionamento, il patrimonio, nonché la norma che prevede la devoluzione dello stesso patrimonio in caso di scioglimento dell’ente medesimo.
In relazione all’ambito internazionale del movimento di cui si tratta sono stati compiuti i necessari approfondimenti tramite il Ministro degli Affari Esteri ed acquisti, per quanto concerne le attività svolte sul territorio nazionale, i pareri delle competenti istituzioni.
In via conclusiva, ad avviso dell’Ufficio, sembra essere prioritaria, rispetto ad ogni altra considerazione, l’assoluta certezza del rispetto della libertà di coscienza dei soggetti che vengono a contatto con l’ente, e cioè che l’adesione al movimento religioso sia frutto di scelte consapevoli maturate lungo un percorso di libera formazione delle coscienze individuali; in particolare, dovrebbe essere certa la tutela delle fasce giovanile – dai 6 ai 18 anni – in quanto più influenzabili sotto il profilo psicologico.
Viene, pertanto, richiesto il parere del Consiglio di Stato in ordine alla richiesta di riconoscimento della personalità giuridica e all’approvazione dello Statuto dell’Associazione “Lectorium Rosicrucianum”, con sede in Dovadola (Forlì Cesena).
In merito alla richiesta di parere in esame, si osserva in primo luogo che le perplessità espresse dall’Amministrazione appaiono condivisibili alla luce di quanto emerge sul piano documentale e del quadro normativo di riferimento.
Infatti, in base all’art. 1 del DPR 10 febbraio 2001, n. 361, recante nuove norme in materia di riconoscimento della personalità giuridica nei confronti di soggetti privati, con modifiche apportate agli artt. 12 e 14 del codice civile, per l’acquisto di detta personalità da parte delle Associazioni, delle fondazioni e delle altre istituzioni di carattere privato, non è soltanto necessario che siano soddisfatte le condizioni previste da norme di legge o di regolamento per la costituzione dell’ente e che il patrimonio risulti adeguato alla realizzazione dello scopo, ma che “ lo scopo sia possibile e lecito”.
Sul punto, si rivela che da una analisi della documentazione allo stato acquisita, emerge una non chiara distinzione tra gli obiettivi di natura culturale che l’ente si prefigge e quelli, invece, di maggiore attinenza agli aspetti di carattere più propriamente religioso.
La relazione illustrativa, allegata all’istanza di riconoscimento precisa, infatti, a pag. 4, che l’Associazione ha “scopi umanitari, culturali e non lucrativi” e ha per oggetto "la professione e la diffusione della Religione Universale originale sulla base del Cristianesimo vivente e si prefigge l’unione dell’umanità alla Chiesa Universale dell’Origine”.
Più avanti si indica "lo scopo religioso umanitario e culturale”, se ne specifica la ragion d'essere e lo svolgimento di detta attività di diffusione su due livelli: un'attività spirituale rivolta ai soci dell'Associazione, e l'altra di contatto con il pubblico, mediante conferenze pubbliche, cicli di orientamento, incontri culturali e pubblicità, con particolare riguardo ai giovani allievi con età tra i diciotto ed venticinque anni.
Ad illustrazione della consistenza delle iniziative poste in essere dai diversi Centri attivi dell'Associazione, la sopra indicata relazione pone in luce le relative caratteristiche di contatti e di proselitismo, che indubbiamente possono considerarsi rientranti nella libera espressione del pensiero anche religioso, tutelata dalla Costituzione, e che si è esplicata e può continuare ad esplicarsi in base, in particolare, alle vigenti disposizioni del codice civile, di cui agli artt. 36 e segg., sulle associazioni non riconosciute e dei comitati.
Ciò che, invece, non è dato rilevare nel caso in esame, è, invece, la sussistenza di scopi di pubblico interesse e di utilità sociale, che possano giustificare il conferimento del richiesto nuovo “status” con tutti i riflessi sul piano giuridico e dei rapporti esterni dell’ente, connessi alla nuova posizione.
Dall’analisi della documentazione trasmessa, si rileva, inoltre, che nel documento senza data, intitolato “Relazione relativa ai servizi religiosi” redatto dalla Scuola internazionale della Rosacroce d’Oro Lectorium Rosicrucianum, si indicano i due tipi di servizi religiosi, previsti per professare e diffondere la richiamata “Religione Universale” senza per questo siano previsti ministri di culto nello statuto dell’ente.
Inoltre, dagli atti emerge cha alcuni soci fondatori sono stranieri e residenti all’estero e che la Scuola internazionale di cui sopra è registrata presso la Camera di Commercio di Amsterdam come “Fondazione Lectorium Rosicrucianum”, ha sede in Bakenessergracht 11, 20011 JS Haarlem, e che l’ordinamento giuridico olandese non prevede la regia approvazione di statuti di confessione religiose, allo scopo di ottenere il riconoscimento della personalità giuridica.
Il quadro degli elementi istruttori, che allo stato si è reso possibile delineare induce, pertanto, a ritenere non sufficientemente provata anche sotto il profilo della natura di confessione religiosa e dei rapporti di carattere internazionale, art. 15 delle preleggi, l’esistenza dei requisiti richiesti dalla normativa di specie per l’adozione del richiesto provvedimento di riconoscimento della personalità giuridica in favore dell’ente in questione.
Nelle suesposte e considerazione è il parere.
Elvio Piccini
DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE FABRIZIO FRASSINETTI
Il 4 marzo 2005 è stato presentato il ricorso al TAR di Bologna, competente per giurisdizione.
In breve, il plico consta di 23 pagine, spiega dettagliatamente le ragioni del nostro ricorso che evidenziano gravissime carenze nella decisione del Consiglio di Stato. Esse sono:
"- Violazione di legge in relazione all'art. 1 del DPR 10/02/2000 n° 361;
- Violazione di legge in relazione agli artt. 8 e 19 della Costituzione;
- Violazione di legge con riferimento agli artt. 1 e 2 della Legge 24/06/1929 n° 1159;
- Violazione di legge artt. 3 e seguenti della Legge 241/1990;
- Eccesso di potere per travisamento dei fatti ed erronea valutazione dei presupposti, illogicità, contradittorietà di fatto e/o insufficienzad'istruttoria e di motivazione (dedotta altresì come violazione art. 3 Legge 241/1990), ingiustizia grave e manifesta, sviamento."
Per Il Consiglio di Amministrazione del LECTORIUM ROSICRUCIANUM
Il Presidente e legale rappresentante dott. Fabrizio Frassineti
Dovadola, 13 ottobre 2005