Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-611-cod-proc-penale-procedimento-in-camera-di-consiglio
Timestamp: 2018-10-20 20:24:08+00:00
Document Index: 78854955

Matched Legal Cases: ['art. 625', 'art. 611', 'art. 625', 'sentenza ', 'art. 611', 'art. 420', 'art. 611', 'art. 611', 'art. 611', 'art. 111', 'art. 611', 'art. 111', 'art. 671', 'art. 611', 'art. 611', 'art. 585', 'art. 611']

1. Oltre che nei casi particolarmente previsti dalla legge, la corte procede in camera di consiglio quando deve decidere su ogni ricorso contro provvedimenti non emessi nel dibattimento, fatta eccezione delle sentenze pronunciate a norma dell’articolo 442. Se non è diversamente stabilito e in deroga a quanto previsto dall’articolo 127, la corte giudica sui motivi, sulle richieste del procuratore generale e sulle memorie delle altre parti senza intervento dei difensori. Fino a quindici giorni prima dell’udienza, tutte le parti possono presentare motivi nuovi e memorie e, fino a cinque giorni prima, possono presentare memorie di replica.
Sulla richiesta di rescissione del giudicato, di cui all'art. 625-ter c.p.p., la Corte di cassazione delibera secondo la procedura camerale non partecipata – disciplinata dall'art. 611 c.p.p. – e può disporre la sospensione della esecuzione della decisione impugnata.
Cassazione penale sez. un. 17 luglio 2014 n. 36848
La richiesta finalizzata alla rescissione del giudicato, di cui all'art. 625 ter c.p.p., che per la sua natura di mezzo di impugnazione deve essere depositata nella cancelleria del giudice di merito la cui sentenza è stata posta in esecuzione con allegazione dei documenti a sostegno, e che è esaminata dalla Corte di cassazione secondo la procedura camerale di cui all'art. 611 c.p.p., si applica solo ai procedimenti nei quali è stata dichiarata l'assenza dell'imputato a norma dell'art. 420 bis c.p.p., come modificato dalla l. 28 aprile 2014 n. 67.
Il termine di quindici giorni per il deposito delle memorie difensive, previsto dall'art. 611 c.p.p. relativamente al procedimento in camera di consiglio, è applicabile anche ai procedimenti in udienza pubblica e la sua inosservanza esime la Corte di cassazione dall'obbligo di prendere in esame le stesse. (Annulla in parte con rinvio, Ass. App. Torino, 27/12/2012)
Il ricorso per cassazione avverso il provvedimento che decide nel merito l'istanza di ricusazione deve essere trattato nelle forme dell'udienza camerale partecipata, ove sia stato erroneamente fissato il suo esame con queste modalità invece che con quelle del rito camerale non partecipato previsto dall'art. 611 c.p.p., se questa soluzione consente una più immediata decisione, in ragione del principio di economicità dei mezzi processuali e dell'assenza di ragioni di nullità di ordine generale o comunque deducibili dalle parti. Rigetta, App. Palermo, 10/07/2013
Cassazione penale sez. VI 16 ottobre 2013 n. 47556
È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 611 c.p.p., sollevata con riferimento al secondo comma dell'art. 111 cost. e per la parte in cui il menzionato articolo del codice di rito non prevede per il procedimento di prevenzione l'adozione nel grado di legittimità del rito camerale partecipato. Rigetta, App. Catania, 29/11/2012
Cassazione penale sez. V 20 giugno 2013 n. 35371
È manifestamente infondata l'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 611 c.p.p., per contrasto con i principi del contraddittorio e della parità delle parti, caratterizzanti il giusto processo (art. 111, comma 2, cost.), nella parte in cui non prevede la pubblica udienza e l'intervento orale delle parti nei procedimenti che riguardano i ricorsi contro provvedimenti non emessi in dibattimento, in quanto il procedimento camerale assicura il contraddittorio cartolare tra le parti poste su un piano di parità attraverso la possibilità di presentare memorie e memorie di replica. (Fattispecie relativa a ricorso per cassazione avverso ordinanza emessa ai sensi dell'art. 671 c.p.p., in materia di applicazione della continuazione). Rigetta, Ass.App. Reggio Calabria, 21/09/2011
Cassazione penale sez. I 10 ottobre 2012 n. 42160
Il termine di quindici giorni per il deposito di memorie difensive, previsto dall'art. 611 cod. proc. pen., è da ritenersi applicabile anche ai procedimenti in udienza pubblica e la sua inosservanza esime la Corte di cassazione dall'obbligo di prenderle in esame. Annulla in parte con rinvio, App. Catanzaro, 27/09/2010
Cassazione penale sez. VI 28 febbraio 2012 n. 18453
L'art. 611 c.p.p. che, per il giudizio di cassazione, prevede la presentazione di motivi nuovi e memorie fino a quindici giorni prima dell'udienza per il procedimento in camera di consiglio, si applica anche per il procedimento in udienza pubblica, attesa la regola della pienezza e dell'effettività del contraddittorio cui si ispira il codice e la necessità per il giudice di conoscere tempestivamente le varie questioni prospettate. La presentazione delle memorie, inoltre, come previsto dall'art. 585, comma 4, c.p.p., deve avvenire nel numero di copie necessarie per tutte le parti sì che le stesse siano in grado di ritirarle tempestivamente, senza che il rispetto del principio del contraddittorio richieda che venga data ad esse specifica comunicazione o notificazione.
Non sono suscettibili di considerazione nel giudizio di legittimità, nella specie camerale, le memorie e le produzioni difensive intempestivamente presentate per inosservanza del termine dilatorio di cui all'art. 611 cod. proc. pen. Rigetta, Trib.sorv. Trieste, 05/04/2011
Cassazione penale sez. I 07 febbraio 2012 n. 8960