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Timestamp: 2018-10-16 08:06:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 05', 'art. 05', 'art. 26', 'art. 38', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 09', 'art. 05', 'art. 08', 'art. 26', 'art. 38', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 09', 'art. 05', 'art. 08', 'art. 09', 'art. 05', 'art. 08', 'art. 85', 'art. 29', 'art. 03', 'art. 05', 'art. 43', 'art. 085', 'art. 09', 'art. 30', 'art. 64', 'art. 05', 'art. 41', 'art. 56', 'art. 59', 'sentenza ', 'art. 09', 'art. 52', 'art. 05', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 09', 'art. 30', 'art. 64', 'art. 05', 'art. 41', 'art. 56', 'art. 59', 'art. 9', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 09', 'art. 05', 'art. 26', 'art. 38', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 09', 'art. 05', 'art. 08', 'art. 66', 'sentenza ', 'art. 09', 'art. 66', 'art. 05', 'art. 06', 'art. 49']

cdf (prev.) art. 05 | Codice Deontologico Forense
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Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare aggravata della sospensione dall’esercizio professionale per anni uno).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Merli), sentenza del 24 novembre 2017, n. 189
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/189, cdf (nuovo) art. 09, cdf (prev.) art. 05, cdf (prev.) art. 08, rel. Merli
Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause (Nel caso di specie, il professionista era stato incaricato di agire in sede civile nei confronti dei responsabili della morte della figlia. Successivamente, l’avvocato consegnava al cliente un atto di citazione, rassicurandolo della imminente pubblicazione della sentenza, sebbene la causa di risarcimento non fosse stata in realtà mai instaurata. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare aggravata della sospensione dall’esercizio professionale per mesi quattro).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Salazar), sentenza del 24 novembre 2017, n. 187
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/187, cdf (nuovo) art. 09, cdf (prev.) art. 05, cdf (prev.) art. 08, rel. Salazar
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/178, cdf (nuovo) art. 09, cdf (prev.) art. 05, cdf (prev.) art. 08, rel. De Michele
Illecito richiedere compensi al cliente ammesso al patrocinio a spese dello Stato
Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, in violazione dell’art. 85 DPR n. 115/2002, richieda un compenso al cliente ammesso al patrocinio a spese dello Stato, a nulla rilevando in contrario la circostanza che, quantomeno per colpa, il professionista non fosse a conoscenza dell’ammissione al beneficio stesso (Nel caso di specie, il professionista aveva controfirmato, per autentica, l’istanza di ammissione e, per presa visione, il decreto di Ammissione al beneficio da parte del Giudice. In applicazione del principio di cui in massima, avuto riguardo all’incensuratezza dell’incolpato, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di mesi due).
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/150, cdf (nuovo) art. 29, cdf (prev.) art. 03, cdf (prev.) art. 05, cdf (prev.) art. 43, DPR n. 115/2002 art. 085, rel. Calabrò
Commette e consuma illecito deontologico l’avvocato che non provveda al puntuale adempimento delle proprie obbligazioni nei confronti dei terzi e ciò indipendentemente dalla natura privata o meno del debito, atteso che tale onere di natura deontologica, oltre che di natura giuridica, è finalizzato a tutelare l’affidamento dei terzi nella capacità dell’avvocato al rispetto dei propri doveri professionali e la negativa pubblicità che deriva dall’inadempimento si riflette sulla reputazione del professionista ma ancor più sull’immagine della classe forense. E ancora più grave risulta essere l’illecito deontologico nel caso in cui il professionista, non adempiendo ad obbligazioni titolate, giunga a subire protesti, sentenze, atti di precetto e richieste di pignoramento, considerato che l’immagine dell’avvocato risulta in tal modo compromessa agli occhi dei creditori e degli operatori del diritto quali giudici ed ufficiali giudiziari.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/125, cdf (nuovo) art. 09, cdf (nuovo) art. 30, cdf (nuovo) art. 64, cdf (prev.) art. 05, cdf (prev.) art. 41, cdf (prev.) art. 56, cdf (prev.) art. 59, rel. Iacona
Espressioni sconvenienti od offensive: i limiti di verità, continenza e pertinenza
Nel conflitto tra diritto a svolgere la difesa giudiziale nel modo più largo e insindacabile e il diritto della controparte al decoro e all’onore prevale il primo, salvo l’ipotesi in cui le espressioni offensive siano gratuite, ossia non abbiano relazione con l’esercizio del diritto di difesa e siano oggettivamente ingiuriose; pertanto non commette illecito disciplinare l’avvocato che, in un atto del giudizio, usi espressioni forti per effettuare valutazioni generali attinenti alla materia del contendere e a scopo difensivo (Nel caso di specie, seppur con esposizione altrimenti esprimibile ma oggettivamente non ingiuriosa né estranea alle esigenze di difesa, il professionista aveva attribuito a controparte comportamenti disdicevoli, che tuttavia avevano trovato effettivo riscontro nei fatti di causa).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Gaziano), sentenza del 9 settembre 2017, n. 120
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/120, cdf (nuovo) art. 09, cdf (nuovo) art. 52, cdf (prev.) art. 05, cdf (prev.) art. 20, rel. Gaziano
L’inadempimento delle obbligazioni inerenti l’esercizio della professione forense configura automaticamente l’illecito disciplinare, mentre l’inadempimento delle obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare, quando, per modalità o gravità, sia tale da compromettere la fiducia dei terzi nella capacità dell’avvocato di assolvere ai propri doveri professionali (Nella specie trattavasi di emissione di assegno senza provvista).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin, rel. Allorio), sentenza del 3 luglio 2017, n. 80
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/080, cdf (nuovo) art. 09, cdf (nuovo) art. 30, cdf (nuovo) art. 64, cdf (prev.) art. 05, cdf (prev.) art. 41, cdf (prev.) art. 56, cdf (prev.) art. 59, rel. Allorio
Deve ritenersi disciplinarmente responsabile l’avvocato per le condotte che, pur non riguardando strictu sensu l’esercizio della professione, ledano comunque gli elementari doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già art. 5 cod. prev.) e, riflettendosi negativamente sull’attività professionale, compromettono l’immagine dell’avvocatura quale entità astratta con contestuale perdita di credibilità della categoria. Deve conseguentemente ritenersi deontologicamente rilevante il comportamento dell’avvocato che, approfittando dell’altrui stato di bisogno, si offra di prestare denaro contante ad un elevato tasso di interesse (nella specie, 10% trimestrale) ed emetta assegni privi di provvista (In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di mesi dodici).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin, rel. Allorio), sentenza del 3 luglio 2017, n. 75
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/075, cdf (nuovo) art. 09, cdf (prev.) art. 05, rel. Allorio
Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Allorio), sentenza del 1° giugno 2017, n. 72
In senso conforme, tra le altre, Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin, rel. Caia), sentenza del 10 maggio 2016, n. 140, Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin, rel. Savi), sentenza del 3 maggio 2016, n. 113, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Esposito), sentenza del 29 dicembre 2015, n. 229.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/072, cdf (nuovo) art. 09, cdf (prev.) art. 05, cdf (prev.) art. 08, rel. Allorio
L’esecuzione presso terzi “a tappeto” non integra, di per sé, illecito disciplinare
Non vìola il codice privacy (in quanto costituisce adempimento di un obbligo, al quale va quantomeno equiparato quello dell’esercizio del diritto), né è deontologicamente rilevante (in quanto non sussiste violazione dei doveri di correttezza e riservatezza) il comportamento dell’avvocato che, sulla base delle informazioni acquisite nell’espletamento del proprio mandato, notifichi atto di pignoramento presso terzi a plurimi presunti “debitores debitoris”, tra cui genitori, parenti e altri familiari della propria controparte, ove ciò corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (art. 66 ncdf, già 49 cdf) (Nel caso di specie, il professionista veniva sottoposto a procedimento disciplinare con l’accusa di aver attivato una procedura di pignoramento presso terzi nei confronti di molteplici soggetti, tra cui diversi familiari del debitore, al solo asserito scopo di divulgare presso i medesimi terzi pignorati la notizia circa le condizioni economiche del predetto debitore esecutato. Nel corso del procedimento, tuttavia, l’incolpato riferiva di aver ottenuto dal proprio assistito informazioni idonee a ritenere sussistenti potenziali rapporti di credito del debitore esecutato nei confronti dei terzi pignorati, ivi compresi i suoi familiari. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha accolto il ricorso e annullato la sanzione disciplinare comminatagli in primo grado).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Pardi), sentenza del 1° giugno 2017, n. 66
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/066, cdf (nuovo) art. 09, cdf (nuovo) art. 66, cdf (prev.) art. 05, cdf (prev.) art. 06, cdf (prev.) art. 49