Source: http://www.vasroma.it/liter-fin-qui-percorso-dal-progetto-del-nuovo-stadio-di-calcio-della-roma/
Timestamp: 2020-04-05 21:38:44+00:00
Document Index: 4851324

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 4', 'e contrario', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18']

L’iter fin qui percorso dal progetto del nuovo Stadio di calcio della Roma – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
L’iter fin qui percorso dal progetto del nuovo Stadio di calcio della Roma
in ARCHIVI, Comune di Roma, edilizia, GOVERNO DEL TERRITORIO, NEWS, urbanistica
In data 1° gennaio 2014 è entrata in vigore la Legge n. 147 del 23 dicembre 2013, nota anche come “legge sugli stadi” perché al comma 304 dell’art. 1 consente fra l’altro ad un soggetto che intende realizzare un impianto sportivo di presentare al Comune interessato uno studio di fattibilità, a valere quale progetto preliminare.
Il successivo comma 305 dispone che “gli interventi di cui al comma 304, laddove possibile, sono realizzati prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente a impianti localizzati in aree già’ edificate”: avvalendosi anche di tale disposizione per realizzare il suo nuovo stadio di calcio l’Associazione Sportiva Roma ha scelto l’area dell’ippodromo di Tor di Valle progettato dall’architetto Julio Lafuente in occasione delle Olimpiadi del 1960, inaugurato il 26 dicembre del 1959 con il “Premio Tor di Valle” di trotto di 2100 metri.
Ma l’ippodromo di Tor di Valle è stato inserito nella Carta della Qualità del nuovo P.R.G. di Roma, approvato nel 2008, come “complesso specialistico di rilevante interesse urbano”, che verrebbe così ad essere demolito.
L’area su cui insiste l’ippodromo è stata fino al 2013 della SAIS S.p.A. di proprietà della famiglia Papalia che da più di cinquant’anni possedeva l’area su cui sorge l’Ippodromo di Tor di Valle che è stato ormai dismesso, dopo che sono fallite le due aziende che nel corso del tempo hanno gestito le attività sportive con relative scommesse autorizzate: la «Ippodromi e città», consorzio che riuniva alcuni ippodromi tra i quali Agnano a Napoli, Firenze e Roma appunto, e la società «Tor di Valle» che ha avuto l’amministrazione dell’area fino alla sospensione delle attività sportive in seguito alla quale la SAIS ha deciso di interrompere il contratto di affitto.
L’area scelta per il progetto del nuovo stadio di calcio è situata nel quadrante sud ovest del territorio comunale lungo la Via Ostiense – Via del Mare, circa al km. 9, nella zona Tor di Valle del IX Municipio del Comune di Roma ed ospita l’ippodromo di Tor di Valle, chiuso dal 2013.
È delimitata da Via Ostiense – Via del Mare a sud, a nord – nord ovest dall’ansa del fiume Tevere e dal suo affluente di sinistra che è il Fosso di Vallerano, mentre a sud-est è delimitata dal depuratore ACEA.
Secondo il vigente P.R.G. del Comune di Roma la tenuta di Tor di Valle (estesa complessivamente per circa mq 1.907.072/190 ettari) ha le seguenti destinazioni:
– il depuratore della Magliana e l’impianto di cogenerazione e teleriscaldamento del Torrino, che insistono su mq 615.626/61 ettari, sono destinati ad Infrastrutture Tecnologiche;
– le aree di sedime dell’Ippodromo di Tor di Valle, che insistono su mq 318.621 /31 ettari , sono destinati a Verde Privato Attrezzato;
– le aree libere/spazi aperti prospicienti l’Ippodromo, che insistono su mq 972.825 /97 ettari, sono invece destinati ad Agro Romano (zona agricola).
L’area della tenuta di Tor di Valle non è sottoposta ad alcun vincolo paesaggistico, ad eccezione della fascia di rispetto di 150 metri per ogni sponda del fiume Tevere, come attesta il particolare della seguente Tavola B del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) Tav. 24, Foglio 374.
Ne deriva che, ad eccezione della fascia di rispetto del Tevere, hanno soltanto valore di indirizzo per il Comune di Roma le destinazioni previste per la tenuta di Tor di Valle dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), adottato con deliberazione della Giunta Regionale n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007: lo dispone il 1° comma dell’art. 6 delle sue Norme.
Il PTPR destina ad ogni modo la tenuta di Tor di Valle ai seguenti ambiti di paesaggio.
Particolare delle Tavole A, Tav. 24, Foglio 374
Circa mq 1.590.000/159 ettari sono destinati a Paesaggio Naturale di Continuità, su cui si sovrappone quella di Ambiti di Recupero e Valorizzazione Paesistica, come testimonia la campitura in blu, del tutto evidente nella cartografia.
L’area dell’ippodromo è destinata a “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione”, dove l’art. 28 delle Norme del PTPR consente fra l’altro la realizzazione di impianti sportivi coperti e dei servizi necessari alla loro fruizione.
Il resto della Tenuta di Tor di Valle – circa 30 ettari – è caratterizzato dal vincolo stabilito dalla Legge 431/1985, nota quale Legge Galasso, con cui è stato imposto ope legis un vincolo di inedificabilità assoluta, relativo alla fascia di rispetto del fiume Tevere.
Il vincolo è esteso anche al Fosso di Vallerano, affluente di sinistra del fiume Tevere.
Nel 2011 lo Studio Busnengo, di cui è cofondatore Lorenzo Busnengo, ha redatto il Programma Urbanistico “Tor di Valle”.
La progettazione sia urbanistica che architettonica è stata redatta dal Prof. Stefano Cordeschi (professore ordinario di progettazione architettonica presso l’Università degli Studi Roma Tre) e dall’Arch. Maria Cristina Accame.
Il progetto era stato commissionato da Parsitalia Real Estate, di cui è Amministratore Delegato il costruttore Luca Parnasi.
– Superficie Territoriale: 870.624 mq
– Superficie Utile Lorda: 224.344 mq
– Residenziale: 80% – Non Residenziale: 20%
particolare del Programma Urbanistico “Tor di Valle”
Il progetto non è stato approvato, ma la S.r.l.”Eurnova”, che fa capo anch’essa a Luca Parnasi, il 25 giugno 2013 ha comprato da SAIS il terreno in cui si trova l’Ippodromo di Tor di Valle (546.965 mq a 77 euro/mq per un totale di 42 milioni di euro).
L’acquisito è stato finalizzato alla realizzazione del nuovo stadio di calcio della AS Roma, che già in un suo comunicato del 15 marzo 2012 aveva fatato sapere di aver dato mandato esclusivo alla “Cushman & Wakefield LLP” (la maggiore società privata di servizi per il mercato degli immobili commerciali) per l’individuazione di un’area sul territorio comunale di Roma, dove insediare il nuovo stadio della società sportiva.
Il Presidente della AS Roma James Pallotta aveva dato intanto incarico all’architetto statunitense Dan Meis di redigere il progetto dell’impianto che dovrebbe sorgere sui terreni di Tor di Valle, con la consulenza del Prof. Stefano Cordeschi (vedi http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie- a/roma/2013/11/09/news/stadio_roma_architetto_romano-70591351/) : il progetto già redatto all’epoca dell’acquisto della Eurnova era custodito negli uffici della Raptor Group di Pallotta a New York (vedi http://www.asromavideo.com/asroma-news/nuovo-stadio-as-roma-eurnova-luca-parnasi/).
L’atto di acquisto ha modificato due precedenti atti: quello del 23 aprile 2012 e quello del 9 agosto 2012, due normali atti di compravendita sottoposti alla condizione di essere sospesi qualora la stipula della Convenzione con il Comune di Roma relativa al Programma Urbanistico “Tor di Valle” non fosse avvenuta entro il 31 dicembre 2013, come poi è stato.
Questi atti prevedevano anche il versamento di una caparra a diverse scadenze temporali, che avrebbe permesso a SAIS di non fallire (perché indebitata con banche, Equitalia Sud e altri).
La caparra e le integrazioni versate da Eurnova sono state pari ad un importo di soli 600.000 euro.
Poiché SAIS senza i versamenti di Eurnova non poteva che fallire e quest’ultima non aveva i soldi per comperare l’area, è stato escogitato dagli amministratori delle due società l’atto del 25 giugno 2013, dove nella sostanza Eurnova resta proprietaria dell’area con il solo versamento dei 600.000 euro. (notizia appresa da http://usaromaunoazero.blogspot.it/2014/10/stadio-della-roma-perche-la-procura.html)
Per la parte residua, Eurnova si è accollata i debiti garantiti da ipoteca per i diversi finanziamenti delle banche e il debito nei confronti di Equitalia Sud di circa 8 milioni di euro.
Eurnova si è impegnata a versare gli ulteriori 13 milioni in rate mensili, senza però garantire in alcun modo l’operazione, ad esempio attraverso fidejussioni.
Gli atri 21 milioni (cioè la metà del valore di compravendita) è previsto che vengano versati da Eurnova alla stipula della Convenzione per la costruzione dello “Stadio della Roma”.
Anche questi 21 milioni non vengono garantiti in alcun modo e non vi è alcuna data di scadenza per ottenere la Convenzione. (notizia appresa sempre da http://usaromaunoazero.blogspot.it/2014/10/stadio-della-roma-perche-la-procura.html).
Ma il 22 maggio 2014 il Giudice Umberto Gentili, con sentenza n° 423/2014, ha decretato il fallimento della SAIS, mettendo a rischio l’acquisto di Eurnova, dato che l’articolo 67 della Legge Fallimentare prevede la revoca degli atti precedenti fino ad un anno dal fallimento.
Il curatore fallimentare, Maurizio Battista, è stato chiamato a decidere se tale compravendita assicuri i creditori di SAIS: se infatti Eurnova non paga la parte dilazionata o non salda l’importo, il curatore fallimentare, che si è visto togliere da Eurnova la proprietà dell’area, non può far altro che andare in giudizio per il mancato pagamento, non essendo prevista alcuna clausola risolutiva che gli consenta ad una certa data, in caso di mancato pagamento, di far ritornare l’area nella proprietà della SAIS.
Quindi non saremmo in presenza di un atto fittizio per non far fallire SAIS, ma saremmo in presenza di un evidente distrazione di bene da parte degli amministratori SAIS ed Eurnova a danno dei creditori SAIS.
Se non ci fosse stato questo nuovo atto di compravendita, non essendosi avverata al 31 dicembre 2013 la stipula della Convenzione con il Comune di Roma del Programma Urbanistico “Tor di Valel”, i precedenti atti del 2012 si sarebbero naturalmente risolti di fatto e la SAIS avrebbe avuto prima del suo fallimento sei mesi di tempo per trovare un altro compratore solvibile ed evitare così il fallimento.
Come si dirà più avanti su questa compravendita ad ottobre del 2014 si è aperta una inchiesta della Procura della Repubblica.
Il 26 marzo 2014 l’Associazione Sportiva Roma ha presentato a Roma il progetto del suo nuovo stadio, ideato dall’architetto statunitense Dan Meis: progettista invece della parte urbanistica dell’iniziativa “Stadio della Roma” e del Business Park annesso è Lorenzo Busnengo.
Come è stato scritto in un articolo del 15 ottobre 2014 (http://usaromaunoazero.blogspot.it/2014/10/stadio-della-roma-perche-la-procura.html) “insomma, Parnasi avvalendosi della ‘Legge sugli Stadi’, che obbliga all’equilibrio economico-finanziario, tramite compensazione riottiene quello che lo Studio Busnengo nel 2011 aveva previsto per il Programma Urbano di Tor di Valle (ci ‘perde’ solo perché ora non ha il residenziale, ma ottiene una semplificazione amministrativa nell’approvazione del progetto, cioè una riduzione dei tempi di approvazione)”.
Lo stadio verrebbe costruito soltanto con fondi privati: si prevede una partecipazione importante da parte almeno di Nike e Disney, che sono già partner o sponsor della Roma.
Nelle intenzioni della AS Roma dovrebbe essere inaugurato in tempo per la Serie A 2016-2017, in occasione della decorrenza dei 90 anni dalla fondazione della associazione sportiva: avrà una capienza da 52.500 posti espandibile fino a 60.000 e non avrà pista d’atletica, così da tenere i tifosi il più vicino possibile al campo.
Alla presentazione hanno partecipato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ha promesso l’impegno e la vigilanza del comune, e tutti i dirigenti della Roma, a cominciare dal CEO Italo Zanzi e dal presidente James Pallotta.
Lo stesso giorno della presentazione del plastico del nuovo stadio della Roma la figlia dell’arch. Lafuente, Clara, ha lanciato un appello a non rifare l’errore del Velodromo: “Non demolite il capolavoro di mio padre, quelle tribune sono storia dell’architettura.
Sono un segno architettonico oggetto di tesi di dottorato, un’opera di altissima ingegneria sottoposta a un vincolo comunale e inserita nella Carta delle Qualità del nuovo piano regolatore di Roma come complesso specialistico di rilevante interesse urbano. E ora io dico: non buttatele giù, piuttosto recuperatele per utilizzarle come tribune del secondo campo di calcio per gli allenamenti della squadra progettato nella nuova cittadella”.
(vedi http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/04/22/news/non_demolite_il_tempio_del_trotto_gioiello_di_architettura_anni_60_quelle_tribune_ormai_sono_storia-84153428/)
Al contratto d’acquisto stipulato il 25 giugno del 2013 Parnasi e Papalia hanno aggiunto, nel corso dei mesi, tre “addendum” (integrazioni e modifiche, che danno maggiori garanzie economiche), sotto lo sguardo attendo del tribunale fallimentare di Roma a cui Papalia, il successivo 26 giugno, ha fatto richiesta di concordato preventivo per evitare la bancarotta e bloccare l’istanza di fallimento avanzata da due soggetti creditori (uno è Equitalia, che chiedeva oltre 17 milioni).
Il giorno dopo la presentazione del progetto del nuovo stadio, proprio a causa di quell’istanza di fallimento nei confronti della SAIS, Parnasi si è dovuto presentare il 27 mattina in tribunale in quanto “terzo pignorato”: in poche parole i soldi che stava versando a Papalia sono stati pignorati a garanzia dei creditori dello stesso Papalia.
Parnasi e Papalia hanno dovuto dimostrare che l’operazione Tor di Valle è in grado di sanare ogni debito.
In questo modo Parnasi sbloccherà i suoi soldi e Papalia salverà la sua società e la vendita di Tor di Valle.
Il giudice fallimentare ha volutamente e simbolicamente fissato l’udienza, in un primo tempo prevista per il 9 aprile 2014, al giorno successivo alla presentazione in Campidoglio tanto che nel decreto di anticipazione si legge che viene “considerata l’opportunità di acquisire dalla società debitrice, ove di rilievo per la procedura, informazioni sulle importanti iniziative immobiliari che sono state annunciate dai media“.
Il 27 marzo 2014 il giudice dovrebbe aver preso atto che sarebbe cessato lo stato di insolvenza della SAIS salvando così i creditori e la vendita di Tor di Valle. (da http://usaromaunoazero.blogspot.it/2014/10/stadio-della-roma-perche-la-procura.html)
A seguito del successivo accordo del 26 maggio 2014 con la AS Roma, la Eurnova S.r.l., in qualità di Promotore, con il coordinamento e il monitoraggio di Protos S.p.A. e di KPMG Advisory S.p.A. ha redatto, ai sensi della norma sopra richiamata, lo studio di fattibilità che è stato poi pubblicato sul sito “Carte in regola” (vedi https://carteinregola.files.wordpress.com/2014/08/studio-fattibilitacc80-stadio-luglio-2014.pdf)
Lo studio è stato trasmesso a Roma Capitale in data 29 maggio 2014 con protocollo n. 82424.
Visuali del progetto dall’esterno
Veduta diurna
La “mitica” curva sud
Concepito come Spazio per i tifosi della AS Roma, il Roma Village
avrà un’estensione di 13.500 mq dedicati interamente a tematiche
legate al calcio con ristoranti, bar e negozi della squadra.
Con uno dei più grandi Nike Superstore del mondo, il Roma Village
diventerà un luogo da frequentare tutto l’anno.
Un’intera facciata esterna del Nike Superstore è un gigantesco
schermo LED posto di fronte alle scalinate della Plaza (PIAZZA) Ovest,
in modo tale da creare un popolare luogo all’aperto per ogni occasione,
dal vedere le partite in trasferta della AS Roma alle prime dei nuovi film in uscita.
I campi di allenamento (“Trigoria”)
Visuali dell’interno dello stadio
Confronto della visibilità del nuovo stadio con quella dello stadio Olimpico
Lo stadio della Roma avrà una visuale sul terreno di gioco che
non è mai stata sperimentata nella storia del calcio italiano.
I posti a sedere Premium consentiranno sia alle famiglie che
al pubblico business di godere dello spettacolo durante tutto l’anno
Il progetto si sviluppa, secondo quanto indicato nello Studio di fattibilità, su un’area di:
– 547.015 mq. di proprietà Eurnova, (50,4%);
– 86.716 mq. di proprietà pubblica, (8%);
– 451.789 mq. di proprietà di privati che sarà assoggettata a esproprio, (41,6%).
Perimetrazione identificativa delle proprietà
(dallo “studio di fattibilità” pubblicato da Carte in regola)
La superficie complessiva dell’intervento è quindi pari a 1.085.520 mq. (100%), già parzialmente utilizzata come impianto sportivo.
La proposta è articolata in un Quadro Progettuale A ed un Quadro Progettuale B.
Il Quadro Progettuale A ha ad oggetto la realizzazione dell’intervento denominato “Stadio” composto delle seguenti opere:
1) Stadio;
2) Trigoria;
3) Spazi commerciali;
4) Sistema di connettività “interna”;
5) Opere di Urbanizzazione;
6) Opere Infrastrutturali d’interconnessione esterna;
1) Impianto sportivo “Stadio”, per 60.218 posti, costituito dal campo di calcio vero e proprio il quale, ospita nella parte inferiore della struttura una serie di funzionalità di servizio (Uffici, Reception, Sala Conferenze, Cucine, Ufficio Postale, Lavanderia, ecc.);
Schema sintetico delle opere
adeguamento viabilità Via del Mare – GRA;
– realizzazione di un nuovo collegamento viario tra l’autostrada Roma-Fiumicino e Via Ostiense con ponte sul Tevere;
Linea ferroviaria Roma-Lido
Linea della Metro B
– realizzazione vasche di laminazione e riduzione prelievi acque di falda.
La consistenza e le destinazioni d’uso delle opere individuate dal Promotore ai punti 1, 2 e 3 risulta essere la seguente:
Stadio destinazione d’uso Servizi (Cu/a) S.U.L. pari a mq. 30.140
Trigoria destinazione d’uso Servizi (Cu/a) S.U.L. pari a mq. 13.840
Negozi destinazione d’uso Commerciale (Cu/m) S.U.L. pari a mq. 5.795.
Il costo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione dichiarate come opere strettamente funzionali allo Stadio di cui ai punti nn. 4, 5, 6 e 7, comprensivo di quello relativo alle opere necessarie per il soddisfacimento degli standard, nella proposta originaria veniva stimato, dal promotore, complessivamente pari a circa 270 milioni di Euro.
In base alle ipotesi di costi, ricavi e modalità di finanziamento assunte nella proposta ed alle valutazioni svolte, il Promotore conclude l’analisi economica finanziaria del Quadro A affermando che “… il Quadro Progettuale A, sebbene dimostri la sostenibilità finanziaria di tutte le opere private descritte, risulta non in grado di sostenere le Opere di urbanizzazione funzionali al progetto Stadio. Risulta quindi evidente come ci sia un complessivo disequilibrio economico finanziario di circa 220 milioni di Euro, derivante come differenza dai costi complessivi delle urbanizzazioni funzionali all’Opera (pari a 270 milioni di Euro) e il contributo finanziario massimo da parte dell’operatore privato dello Stadio (pari a 50 milioni di Euro).”
Il Promotore propone, pertanto, un secondo scenario progettuale definito Quadro Progettuale B che prevede “…. per il raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario complessivo la realizzazione a favore del Promotore di ulteriore S.U.L. con esclusione della realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale. Ne deriva quindi che le funzioni ammesse in compensazione possono essere solamente quelle legate al direzionale, commerciale, servizi privati (cd Business Park)”.
Il Quadro progettuale B riguarda pertanto il Business Park in gestione alla Eurnova.
Parzializzazione servizi pubblici
Parzializzazione aree commerciali
In definitiva il programma proposto dal promotore consiste nella realizzazione del cosiddetto stadio (consistenza di 49.000 mq.), del cosiddetto Business Park (consistenza di 336.000 mq.), nella realizzazione di opere di urbanizzazione per 270 milioni di Euro, tra cui sono comprese quelle definite come di connettività esterna, di importo pari a 135 milioni di Euro (dati dello Studio di fattibilità) oltre al contributo di 10 milioni di Euro per l’adeguamento della tratta ferroviaria Eur Magliana – Tor di Valle per prolungamento metro, ipotizzando lo scomputo integrale del contributo di costruzione.
Il progetto è stato messo in visione a tutti i cittadini presso la Casa della Città a partire dal 4 luglio 2014.
Per l’istruttoria tecnica della proposta è stato istituito un gruppo di lavoro che ha approfondito le questioni di merito e procedurali al fine di orientare nel modo più corretto l’istruttoria e le attività amministrative conseguenti e che tra le altre cose ha evidenziato:
la necessità di chiarire più esattamente gli assetti societari, i ruoli di ciascuna delle Società coinvolte, nonché i termini degli accordi relativi a garantire la strumentalità dell’impianto sportivo con una Società sportiva, nella fattispecie la AS Roma S.p.A.;
la possibilità, a differenza di quanto sostenuto nella proposta (diritto alla compensazione per i costi sostenuti), di contribuire alla realizzazione dell’opera sportiva quale opera di interesse generale, attraverso la spendita dell’ordinario potere urbanistico dell’Amministrazione, ovverosia attraverso l’utilizzo dei poteri urbanistici di variante, che possano anche contribuire all’equilibrio finanziario all’interno di un quadro di sostenibilità urbanistica;
c) la possibilità che il Quadro Progettuale A possa contribuire in termini finanziari alla realizzazione delle opere pubbliche in maniera più consistente di quanto previsto dalla proposta presentata.
Per l’esame della proposta con nota prot. n. 100858 del 1° luglio 2014 la Eurnova ha fatto specifica istanza di convocazione di apposita Conferenza di Servizi preliminare, che ai sensi dell’art. 14-bis della legge n. 241/1990 e s.m.i. ha lo scopo di individuare “… Qualora non emergano, sulla base della documentazione disponibile elementi comunque preclusivi della realizzazione del progetto, …, le condizioni e gli elementi necessari per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, gli atti di consenso”.
Con nota prot. n. QI 105977 del 9 luglio 2014 – nota prot. n. QI 115802 del 25 luglio 2014 e nota prot. n. 105981 del 9 luglio 2014, ai sensi degli artt. 14, 14 bis e 14 ter della L. n. 241/1990 ss.mm.ii., sono state convocate rispettivamente la Conferenza di Servizi preliminare “esterna” e la Conferenza di Servizi preliminare “interna”, i cui verbali con allegati tutti i pareri resi sono agli atti dell’ufficio competente.
Alle Conferenze dei Servizi hanno partecipato cinque dipartimenti comunali (Urbanistica, Ambiente, Trasporti, Commercio e Sport) e 18 enti.
Il 10 luglio 2014 Legambiente ha diffuso un comunicato stampa che fa presente che “tra le promesse fatte alla presentazione del plastico del nuovo Stadio della Roma il 26 Marzo e il vero progetto consegnato il 13 Maggio molte cose sono cambiate intorno a una operazione immobiliare e finanziaria dai contorni non ancora del tutto noti” e senza mezzi termini denuncia che da un lato “ci troviamo di fronte a 960mila metri cubi di nuove previsioni che nulla hanno a che fare con lo stadio e che rappresentano una operazione immobiliare colossale per una città come Roma” e che dall’altro lato “i tifosi della Roma saranno infatti costretti a prendere l’auto e pagheranno a caro prezzo il parcheggio”.
Legambiente ha messo in risalto come dalle carte dell’operazione sia infatti sparito il prolungamento della Linea B della metro alla stazione Muratella, con l’interscambio con la linea FM3, di cui avevano parlato sia l’assessore Caudo che l’imprenditore Parnasi.
L’accessibilità pubblica prevista sarà solo quella possibile con la Linea Roma-Lido alla fermata Tor di Valle, tant’è che si stima che il 75% dell’accessibilità sarà con mezzi privati.
Secondo Legambiente i tifosi della Roma dovranno pagare, amara sorpresa, 10 euro per parcheggiare l’auto.
Oltretutto, lo stesso 25% di trasporto pubblico attraverso la Roma-Lido è assolutamente sovradimensionato visto che si considera un passaggio di 8 treni l’ora, quando attualmente sono in media 4 e la domenica 2.
Per Legambiente “Il progetto del nuovo stadio della Roma si è trasformato in una operazione immobiliare colossale, con evidenti vantaggi per i costruttori, molto meno chiari per la città e gli stessi tifosi.”
Il 15 luglio 2014 anche l’associazione Italia Nostra ha emanato un comunicato stampa con cui ha denunciato che il progetto del nuovo stadio sarebbe un «pasticcio clamoroso», un’operazione immobiliare che «si presenta sempre come una ben confezionata speculazione edilizia con la ricerca disperata, per giustificarla, di un pubblico interesse».
Nel mirino dell’organizzazione finisce «l’inaccettabile meccanismo delle compensazioni edilizie, dato che per ottenere opere pubbliche necessarie si prevedono ben 220 milioni di euro per un complesso di uffici che poi potrebbero essere tranquillamente trasformati in abitazioni grazie al ‘Piano casa’ regionale, senza neanche avere bisogno dell’avvallo dall’assemblea capitolina».
Secondo Italia Nostra l’area di Tor di Valle «è la più infelice tra le scelte possibili».
Il 21 luglio 2014 il Movimento 5 Stelle ha emanato a sua volta il seguente comunicato stampa: “L’ipotesi del nuovo Stadio da realizzare nell’area dell’ex ippodromo di Tor di Valle, che non sarà interamente a spese del privato, come invece fatto credere ai cittadini in presentazioni ufficiali e conferenze, ma dietro il quale si scorgono più che evidenti manovre di speculazione edilizia e di capitalizzazione da parte di grossi gruppi finanziari, contrastano nettamente con tali princìpi, obiettivi e strategie. Piuttosto si dovrebbe insistere sulla necessità di definire una strategia di assetto dell’intero quadrante, che invece è oggetto di interventi ‘a pioggia’ senza una logica che non sia l’attuazione notarile del PRG, orientata dagli interessi della speculazione immobiliare/finanziaria. Il Movimento 5 Stelle invita pertanto il sindaco a non consentire il proseguimento dell’iter autorizzativo del progetto di un nuovo stadio di calcio in località Tor di Valle, in quanto da ritenersi insostenibile da diversi punti di vista”.
Tra le motivazioni, quello dell‘impossibilità di riconoscere l’interesse pubblico per l’opera.
Il 30 luglio sono state consegnate le Osservazioni di Legambiente sul nuovo stadio della Roma., dove fra l’altro si legge: “Quello che infatti non è accettabile e su cui ci batteremo fino in fondo, è che si speculi da parte di imprenditori, politici o media sulla fede dei tifosi, dando il via libera a una speculazione edilizia che aggraverebbe le condizioni di invivibilità della città, che costringerebbe tifosi e cittadini a passare ore in auto e magari a non riuscire neanche a vedere la partita di calcio per la quale hanno comprato i biglietti, perché bloccati nel traffico o perché risulta inaccessibile con i mezzi pubblici, o perché a seguito di piogge improvvise l’intera zona è allagata.”
Il 3 agosto 2014 sul sito https://carteinregola.wordpress.com/ è stato pubblicato un primo dossier dal titolo “Nuovo stadio della Roma: una questione di interesse pubblico (e di regole) (vedi https://carteinregola.files.wordpress.com/2014/08/nuovo-stadio-della-roma-3-agosto-2014.pdf).
Il dossier è stato dichiaratamente definito un “work in progress” che sarà man mano integrato con nuovi approfondimenti, a partire dalle problematiche della mobilità e uno studio dei costi- siamo a disposizione per pubblicare tutte le precisazioni e i contributi che si rendessero necessari per una più corretta informazione”.
Dai pareri espressi in seno alle Conferenze di Servizi è emerso quanto segue.
– l’esigenza di ridurre la mobilità su gomma, a favore del trasporto pubblico su ferro:
in merito all’offerta di trasporto pubblico, la proposta depositata prevede infatti di investire solo 10 milioni di Euro come contributo per il prolungamento della Metro B, su un totale di Opere di urbanizzazione pari a 270 milioni di euro.
La ripartizione modale dei 60.000 utenti dello stadio prevede che il 75% di questi usi il mezzo privato, evidenziandone il contrasto con uno degli obiettivi del piano provinciale di contenere la crescita della mobilità individuale.
Previsioni oggetto di critiche da parte di più soggetti intervenuti che hanno posto l’accento, invece, sull’esigenza di aumentare il servizio di trasporto pubblico e in particolare di quello su ferro, sebbene senza che si sia individuata una soluzione univoca; l’integrazione dell’intervento di messa in sicurezza del Fosso di Vallerano con interventi di consolidamento dell’argine del Tevere nei pressi della confluenza del Fosso.
Nella proposta depositata, la sistemazione ambientale con la previsione del parco è limitata a una striscia marginale, la gran parte dell’area “disegnata” a verde prospiciente il Tevere non fa parte della proposta;
– la necessità di rimodulare il profilo funzionale dell’area e del più ampio ambito urbano in riferimento alla prevista realizzazione dello Stadio e delle opere infrastrutturali di livello urbano, quali:
il ponte, il tratto di viabilità tra Via della Magliana e Via Ostiense;
la viabilità di innesto con la bretella autostradale Roma Fiumicino;
l’adeguamento del tratto urbano, dal GRA, di Via Ostiense/Via del Mare;
la viabilità di innesto Via del Mare/GRA.
Ad esito dei pareri resi in sede di Conferenza dei Servizi il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica con prot. n. 125203 in data 11 agosto 2014 ha comunicato alla Società Eurnova il parere negativo espresso dall’Ente Roma Natura per la incompatibilità tra lo svincolo con l’autostrada Roma Fiumicino, così come proposto dalla stessa Società nello Studio di fattibilità, con le norme del Piano del Parco della Riserva Naturale Tenuta dei Massimi (approvato con delibera del Consiglio Regionale n. 61 del 13 marzo 2009), chiedendo nel contempo di acquisire documentazione atta a chiarire alla figura del proponente, oltre che lo Schema del contratto di locazione con la AS Roma ed il Piano particellare relativo all’intera area di intervento.
Lo stop è stato spiegato dall’assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo durante una conferenza stampa in Campidoglio: «Venerdì scorso la Regione ci ha chiesto di trovare una soluzione alternativa allo svincolo sulla Roma-Fiumicino, inserito in una delle poche aree protette il cui perimetro è già stato riconosciuto dal Consiglio regionale: per intervenire servirebbe il parere del ministero competente».
L’area protetta che è la Tenuta dei Massimi comprende al suo interno, tra l’altro, l’ospedale dei Cavalieri di Malta e un’antica villa dei Papi.
«Per questo motivo – ha proseguito Caudo – ho chiesto al proponente di individuare una soluzione alternativa, in assenza della quale il progetto non può andare avanti. È impensabile che l’unico accesso allo stadio sia la via Ostiense».
Particolare del Piano di Assetto
La Società Eurnova, con prot. n. 126882 del 18 agosto 2014, in risposta al parere negativo dell’Ente Roma Natura sopra citato, ha depositato una integrazione allo studio di fattibilità consistente nella nuova proposta progettuale dello svincolo con l’autostrada Roma Fiumicino (esterna al Parco della Riserva Naturale Tenuta dei Massimi).
Dal Piano Particellare emerge che Parnasi stima in 25 milioni e 145mila euro la spesa per gli espropri.
Si tratta di terreni quasi tutti classificati a verde, per 372mila e 849 metri quadri.
Il 98% dei quali appartiene a due società, la Filemone e la Immobilquindici S.r.l., che secondo il Campidoglio sono riconducibili alla Holding Armellini.
A queste due, verranno espropriati quasi 35 ettari con un risarcimento stimato da Parnasi in quasi 24 milioni di euro, circa 69 euro a metro quadro.
In mezzo, oltre ad aree di altri privati, ce ne sono due del Consorzio del Tevere per quasi 5 ettari, tre pascoli del Comune di Roma e cinque aree del Demanio pubblico, e circa 64 mila metri quadri della Via del Mare. Ovviamente le aree pubbliche non saranno espropriare ma «asservite».
Colpisce la discrepanza fra le cifre contenute nel progetto originario – che indicavano in 451.789 metri quadri le aree di privati da espropriare e in 86.716 metri quadri quelle pubbliche da asservire – e quelle del Piano Particellare: scendono le aree da espropriare ai privati a 372.849 metri quadri, circa 79mila in meno, ma salgono di 25mila metri quadri abbondanti, attestandosi a 112mila metri quadri, quelle pubbliche da asservire, nonostante sia stata eliminata dal progetto l’area della Tenuta dei Massimi, vincolata a riserva naturale.
La proposta di modifica, fermo restando che dovrà necessariamente acquisire tutti gli atti d’assenso degli Enti preposti in sede di Conferenza di Servizi decisoria, è stata oggetto di valutazione da parte dell’ANAS come da parere reso con nota prot. n. 117049 del 4 settembre 2014.
Come riportato da un comunicato ANSA del 23 agosto 2014 (http://www.ansa.it/lazio/notizie/2014/08/21/stadio-roma-marino-partito-per-ny_e75df2be-4d89-42c0-b91e-cd7642ba9441.html), nel corso di un suo viaggio a New York il Sindaco Ignazio Marino si è incontrato con il presidente della Roma James Pallotta, che ha detto sì a tutti i punti fin lì richiesti dal Comune.
La Società Eurnova, in accoglimento delle altre indicazioni emerse in sede di Conferenza di Servizi, ha poi apportato ulteriori modifiche allo studio di fattibilità, giusta Relazione allegata prot. n. 130078 del 1° settembre 2014, finalizzate ad incrementare l’offerta di trasporto pubblico su ferro (in tal modo recependo le indicazioni emerse in sede istruttoria relative alla possibilità di finanziare maggiori opere pubbliche in un quadro di equilibrio economico e finanziario della proposta come rivista) consistente in:
a) prolungamento della linea B della Metro, da Magliana fino a Tor di Valle, costo stimato di circa 50,5 milioni, con un potenziale di circa 19.200 passeggeri, a cui si aggiungono i 14.400 passeggeri del potenziale della ferrovia Roma Lido già esistente e che sarà adeguata dal previsto intervento della Regione Lazio;
b) realizzazione di un nuovo ponte pedonale di collegamento tra la stazione di Magliana sulla FL1 Roma Fiumicino, costo stimato di circa 7,5 Milioni Euro, per consentire l’accesso diretto allo stadio con un potenziale di 7.200 passeggeri.
Il Dipartimento Mobilità con nota prot. n. QI/31265 del 3 settembre 2014 nel merito della documentazione integrativa sopra descritta ha rilevato:
l’esistenza di problematiche connesse alla diramazione della linea Metro B anche con riferimento alle interferenze con la funzionalità della Roma Lido, attuale e in ampliamento, e ha segnalato l’opportunità di mettere a confronto l’ipotesi di diramazione della linea B con l’ipotesi di potenziamento della Roma Lido e sua trasformazione in linea metropolitana almeno nella tratta interna fino a Tor di Valle;
la necessità di garantire comunque l’adeguamento dell’asse Via del Mare – Via Ostiense per ragione di sicurezza e funzionalità e ha specificato che la prescrizione posta in sede di Conferenza dei Servizi riguardante l’unificazione delle due viabilità “lato Roma” può essere rivista alla luce dell’incremento del rapporto modale a favore del trasporto pubblico, “fermo restando la necessità che il sistema venga messo in sicurezza e che avvenga un coordinamento con le attività connesse alla realizzazione con il Ponte dei Congressi di recente finanziamento”.
Per quanto riguarda il punto a) in sede di Conferenza dei Servizi esterna la Regione Lazio – Direzione Regionale Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti – Area Trasporto Ferroviario e ad Impianti fissi – ha indicato gli interventi indispensabili per l’incremento della frequenza della Roma Lido, improcrastinabili in caso di realizzazione dell’impianto sportivo, i cui costi sono stimati in 127.600.000,00 Euro per l’intera tratta.
Per quanto riguarda il punto b) il progetto definitivo dell’asse Via del Mare Via Ostiense dovrà prevedere nel tratto ulteriore al progetto presentato, in direzione centro e fino al nodo di scambio di Via Marconi, interventi di messa in sicurezza.
In una nota del 26 agosto 2014 il Presidente del PD di Roma Tommaso Giuntella ha tenuto a precisare che “il Partito democratico di Roma non ha nessuna intenzione di essere strumentalizzato in campagne di stampa e capricci tra editori e costruttori romani e se qualche esponente dimostra poca cautela nel lasciarsi coinvolgere, lo fa a titolo meramente personale”.
Il giorno dopo 27 agosto 2014 il deputato PD Umberto Marroni ha rilasciato al quotidiano “Il Messaggero” un’intervista in cui afferma che “la legge sugli stadi, che rimane troppo ambigua, è fatta per agevolare la ricapitalizzazione dei club e non per permettere operazioni immobiliari a società collegate. Lo dico subito: il Pd è per tutelare gli interessi della As Roma, quindi il Comune e la Regione devono fare in modo che l’impianto sia di proprietà della società, altrimenti si corre un grosso rischio», vale a dire «che un domani Pallotta esca dalla Roma e che il club continui a pagargli l’affitto dello stadio: sarebbe una follia, lo spirito della legge approvata in Parlamento dice altro».
Fa sapere che «la zona si trova in un’area difficile e complicata dal punto di vista urbanistico e dei trasporti in generale, soprattutto, le cubature aggiuntive non rientrano nello spirito della legge» e che «tolti i volumi per lo stadio, questa tecnicamente è una variante urbanistica bella e buona, non prevista dal Piano regolatore»: a suo giudizio «a Tor di Valle si sta tentando di fare un’operazione ordinaria attraverso una legge straordinaria».
Il 2 settembre 2014 sullo stadio Roma anche il Wwf si è pronunciato contro l’opera: «È una speculazione vergognosa».
A sostenerlo, ai microfoni di Radio Roma Capitale, è stato Fulco Pratesi: «Il progetto è inaccettabile. E lo dico da romanista».
In data 4 settembre 2014, risulta pervenuta una nota a firma Mark Pannes in qualità di CEO della Stadio TDV S.p.A., con la quale è stato confermato e chiarito l’impegno che nello stipulando accordo con la AS Roma S.p.A. sarà garantito l’utilizzo dell’impianto da parte della Società calcistica per la durata di anni 30, in via prevalente, prevedendo inoltre il riconoscimento di un diritto di prelazione in favore della Società sportiva in caso di trasferimento dello Stadio e la partecipazione della AS Roma S.p.A. agli utili generati dall’impianto.
In una lunga riunione notturna tra esponenti del Campidoglio e i proponenti del progetto si è arrivati ad un punto d’incontro per superare la questione della proprietà che, pochi giorni prima, aveva portato alla quasi rottura tra la società e il Comune di Roma.
Lo stadio non verrà costruito dalla A.S Roma, ma della società statunitense AS Roma SPV LLC, che, attraverso la holding Neep Roma holding S.p.A. di cui è socio di maggioranza, possiede la squadra.
Questo ha creato dei contrasti con il Campidoglio che il presidente Pallotta aveva definito «ridicoli», spiegando che «a questi livelli c’è una problematica finanziaria, quindi c’è la proprietà e c’è il club. Sono società diverse ed è l’unico modo attraverso il quale si può finanziare un progetto del genere».
Secondo l’allora capogruppo del PD Francesco D’Ausilio, contattato dall’Ansa, la soluzione trovata prevede che la società del presidente del club giallorosso Pallotta si impegni «a costituire una joint venture tra As Roma e proprietà, superando così la formula dell’affitto. L’AS Roma potrà così compartecipare immediatamente ai ricavi dell’impianto non solo per le partite di calcio ma per ogni tipo di manifestazione che lì sarà ospitata».
«In secondo luogo – continua il capogruppo -, l’AS Roma potrà esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto dell’impianto».
Infine, l’ultimo punto sul quale il Pd ha chiesto ed ottenuto garanzie è stato sull’inserimento nella delibera della clausola sulla «decadenza dei benefici in caso di vendita dell’impianto entro i 30 anni».
«In tal caso – dice D’Ausilio – il titolare dovrà restituire al Campidoglio un importo pari al contributo straordinario, al momento quantificabile in circa 160 milioni di euro».
Solo allora, e con una seconda approvazione da parte del Campidoglio, la società di James Pallotta potrà porre la prima pietra dello stadio, con la speranza di riuscire a portare a termine i lavori in tempo per il novantesimo anniversario della squadra giallorossa, che cadrà a luglio del 2017.
Con Decisione della Giunta Capitolina n. 83 del 4 settembre 2014 è stata così approvata la 163° proposta di dichiarazione di pubblica utilità della proposta del nuovo stadio della Roma a Tor di valle.
Alla luce di quanto sopra riportato, la Giunta Comunale ha ritenuto che ricorrono gli estremi per la dichiarazione di pubblico interesse dell’operazione, così come di seguito descritta e alle condizioni imprescindibili di seguito elencate.
In merito alla sostenibilità urbanistica:
l’Amministrazione, muovendo dall’attuale previsione di Piano Regolatore Generale (che attribuisce all’area oggetto dell’intervento una capacità edificatoria complessiva di circa 69.000 mq. di S.U.L., circa 112 mila mq., se si applica l’indice previsto per i parchi tematici – l’area ricade infatti per la maggior parte nella componente “Verde privato attrezzato” del PRG vigente, destinata dal precedente PRG a zona G4), assume che tale previsione possa subire delle modifiche a seguito del diverso profilo che la realizzazione dello Stadio e delle opere infrastrutturali di maggiore e più rilevante interesse, di livello urbano, se non ancora superiore, le imprimono;
in particolare, l’intervento proposto, dopo la sua completa attuazione ed ultimazione, configurerà una parte di città con una forte caratterizzazione funzionale e morfotipologica, concentrazione di funzioni di livello urbano e metropolitano, stretta connessione con le reti di comunicazione e il contesto locale, elevata accessibilità (in particolare su ferro), come più estesamente descritto nei pareri e nella Relazione allegata, pertanto comparabile alla componente di PRG “Centralità urbane e metropolitane a pianificazione definita”.
Si ritiene congruo definire la potenzialità edificatoria massima in relazione alla sua sostenibilità urbanistica ad esito della realizzazione delle opere infrastrutturali, complessivamente, in 354.000 mq. (49.000 mq. del cd stadio e 305.000 mq. del cd Business Park), come da relazione allegata e alla stessa allegata scheda tecnica.
In conseguenza della variazione urbanistica, l’impianto esistente dell’Ippodromo Tor di Valle, ricadente nell’area dove sorgerà il nuovo stadio, inserito nella Carta per la Qualità del PRG vigente (complesso specialistico di interesse urbano), dovrà essere oggetto di stralcio con apposita indicazione in sede di approvazione del progetto definitivo.La medesima variazione comporterà lo stralcio dell’area di intervento dalle componenti dell’elaborato prescrittivo 4*17.4 Rete ecologica e la deroga delle indicazioni del PGTU, approvato con D.C.C. n. 84 del 19 giugno 1999.
In merito alla mobilità:
ai fini della fruizione del nuovo impianto anche a seguito delle modifiche all’originario Studio di fattibilità depositate all’esito delle indicazioni fornite, è possibile individuare quanto segue:
I. l’accesso diretto all’area dello Stadio dalla rete del TPL su ferro potrà avvenire attraverso la stazione di Tor di Valle, ove si attesterà oltre alla esistente ferrovia Roma Lido, la Metro B che, ove risolte in sede di progetto definitivo le criticità segnalate dal Dipartimento Mobilità, potrà utilizzare la massima capacità della linea – almeno 16 treni l’ora – durante i grandi eventi, assicurando nel complesso una capacità di circa 30.000 passeggeri; tale estensione comporta inoltre i seguenti vantaggi di interesse generale:
1) utilizzazione dei parcheggi dello Stadio come nodo di scambio gomma/ferro con la Metro B (in parte anche con la Roma Lido), per chi proviene dal sud e da ovest e deve recarsi in centro e viceversa;
2) migliore accessibilità alla Metro B dai quartieri di Decima/Torrino che oggi sono sprovvisti di un adeguato sistema di trasporto pubblico e scaricano principalmente sul trasporto su gomma le loro esigenze di mobilità o gravitano sull’Eur;
3) maggiore celerità nel deflusso del pubblico dallo stadio.
Roma Capitale in sede di Conferenza di Servizi decisoria, a seguito della risoluzione delle problematiche poste del Dipartimento Mobilità con la nota già citata, si è riservata di valutare il piano trasportistico definitivo a corredo dell’intervento proposto, ferma rimanendo la necessità di garantire il raggiungimento dell’obiettivo che almeno il 50% dei fruitori possa essere servito dal trasporto su ferro;
II. la realizzazione di un collegamento ciclo pedonale tra il nuovo stadio la Stazione Magliana della FL1, il cui attuale livello di servizio ha una capacità di circa 3.600 passeggeri/ora, e il nuovo stadio, che consentirà l’accesso anche al parco sul Tevere e alla pista ciclabile;
con questi interventi si consegue un rilevante riequilibrio modale a favore del ferro, passando dai 15.400 passeggeri/ora della proposta esaminata in Conferenza dei Servizi ad oltre 34 mila passeggeri/ora del sistema di TPL su ferro pari a oltre il 50% dei fruitori dello stadio, riducendo sensibilmente la domanda di trasporto su gomma, soprattutto di quella che ha origine in centro, e producendo effetti positivi dal punto di vista della riduzione dei costi ambientali;
la rete stradale di progetto (il cui costo stimato nello studio di fattibilità pari a 132,3 milioni di euro) costituita, in particolare, dalla nuova viabilità di collegamento tra la Roma – Fiumicino e la Via Ostiense, compreso lo svincolo ed il nuovo ponte, (costo di 93,7 MEuro) e dalla sistemazione di Via Ostiense, fino al raccordo con il GRA (costo di 38,6 MEuro) risolve anche una questione strutturale del quadrante urbano, ponendo finalmente in collegamento due settori urbani oggi separati dal Fiume Tevere e consentendo l’alleggerimento della congestione sull’attuale Ponte della Magliana;
nella proposta di intervento, depositata dal proponente è prevista l’unificazione della Via del Mare e della Via Ostiense, nel tratto tra il GRA e il deposito ATAC, al fine di tenere separati i flussi di andata e di ritorno dai parcheggi dello stadio e dall’autostrada in destra.
Nell’ulteriore tratto urbano, seguito di un’analisi più dettagliata, si potranno prevedere, come per altro richiesto con la nota del Dipartimento Mobilità già citata, accorgimenti per l’ulteriore messa in sicurezza della strada. In ogni caso il tratto in questione sarà interessato dalla realizzazione del Ponte dei congressi e delle sue connessioni stradali.
In merito alla sostenibilità ambientale:
l’area di intervento è inclusa nel corridoio fluviale del Tevere; lungo il Fosso di Vallerano dovranno essere previsti interventi di adeguamento geometrico e strutturale; in particolare, gli interventi di riqualificazione dei rilevati arginali dovranno contenere la portata della piena di riferimento; è opportuno il potenziamento degli aspetti naturalistici, della tutela delle aree libere e della riqualificazione delle aree degradate e l’elaborazione del progetto di Parco naturalistico delle aree verdi dell’ansa del Tevere; infine è stata verificata in sede di Conferenza dei Servizi la compatibilità con i vincoli paesaggistici presenti nell’area dell’intervento; si assume come assoluta priorità la salvaguardia ambientale del territorio su cui ricade l’intervento in oggetto, in quanto elemento prioritario di valutazione dell’interesse pubblico; pertanto, tutti gli elementi che emergeranno dagli studi di impatto ambientale, di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), costituiranno oggetto di integrazione e modifica al progetto.
Pertanto concorrerebbero a determinare il pubblico interesse della proposta:
I. la realizzazione di un nuovo e moderno impianto sportivo adeguato ai più alti standard di sicurezza e di innovazione tecnologica;
III. adottare tutte le misure per migliorare la mobilità alternativa ed in particolare passaggi ciclo pedonali e l’accessibilità fluviale tramite il fiume Tevere con banchine per l’approdo dei battelli fluviali;
IV. la realizzazione e l’apporto delle opere pubbliche, anche a valere come patrimonializzazione di beni pubblici, alla soluzione di problemi infrastrutturali e ambientali del quadrante interessato dall’intervento e in parte già precedentemente individuati dall’amministrazione comunale;
V. la contestualità della realizzazione delle opere pubbliche rispetto agli interventi riguardanti l’impianto sportivo, per assicurarne la funzionalità già al momento della prima utilizzazione pubblica;
VI. il legame di strumentalità tra l’impianto sportivo e la AS Roma S.p.A. in quanto primaria società sportiva;
VII. i riflessi economici ed occupazionali per la città; il coinvolgimento, quanto più ampio e diffuso, del tessuto imprenditoriale ed economico, soprattutto nella realizzazione delle opere pubbliche.
La proposta per la realizzazione del Complesso relativo allo Stadio della Roma a Tor di Valle, con annesse le importanti cubature destinate a servizi e terziario, comporta un sensibile impatto sull’ambiente e un notevole impiego di risorse energetiche per il suo esercizio, considerate le leggi nazionali e gli impegni a livello europeo e internazionale assunti dall’Italia per la riduzione dei consumi energetici e l’abbattimento della CO2 anche in relazione ai mutamenti climatici.
L’attuazione dell’intervento sarà espressamente disciplinata da una specifica convenzione urbanistica, tra il proponente e Roma Capitale.
Lo Schema di Convenzione dovrà essere approvato in sede di Conferenza di Servizi decisoria, previa approvazione del medesimo, unitamente ai relativi allegati, da parte di Roma Capitale: la convenzione dovrà essere stipulata prima dell’inizio dei lavori.
L’Amministrazione adotterà ogni iniziativa, anche di carattere organizzativo, per sviluppare un’azione di vigilanza, verifica e controllo sull’intervento.
Una quota del contributo riguardante il costo di costruzione è opportuno sia finalizzata alla realizzazione del Parco Fluviale nelle aree che circondano l’ambito dello stadio e graficizzato nella proposta del proponente ma esterno al perimetro dell’intervento ed alla realizzazione dell’adeguamento del sottopasso ferroviario di Via Luigi Dasti, qualora lo stesso non sia compreso tra gli interventi previsti per la realizzazione dello svincolo con la Roma-Fiumicino.
L’eventuale parte residua di tale contributo potrà essere utilizzata, in tutto o in parte, per far fronte agli eventuali maggiori costi delle opere pubbliche di interesse generale se accertati e valutati dall’amministrazione in sede di progettazione definitiva e prima della stipula della convenzione, ovvero per la realizzazione della seguente ulteriore opera pubblica:
realizzazione di due attracchi per imbarcazioni fluviali in servizio pubblico, uno a servizio del Parco e uno a servizio dello stadio.
Alle suddette condizioni è stata così approvata la Decisione della Giunta Capitolina n. 83 del 4 settembre 2014.
In una intervista pubblicata il 7 settembre 2014 sul quotidiano “Il Messaggero” l’ing. Paolo Berdini ha dichiarato che «la scelta dell’area di Tor di Valle ….è strategicamente sbagliata. Non solo: il milione di metri cubi concessi dall’amministrazione comunale sono uno sproposito. Anche perché c’è stata chiaramente una forzatura rispetto alla legge sugli stadi. Mi spiego meglio: qui si parla di una densità urbanistica pari a quattro volte viale Marconi. Impensabile per un progetto legato a un impianto sportivo».
Da un articolo pubblicato on line il 18 ottobre 2014 (http://usaromaunoazero.blogspot.it/2014/10/stadio-della-roma-perche-la-procura.html) si apprende che il PM Mario Dovinola assieme al procuratore aggiunto Nello Rossi vuole capire cosa vi sia dietro la cessione del terreno di Tor di Valle dove dovrebbe sorgere lo “Stadio della Roma” e se tutto è stato fatto secondo Legge.
In particolare, vuole comprendere se il prezzo della vendita, che ammonta a 42 milioni di euro (77 euro al mq), sia congruo, se i termini di pagamento e le rateizzazioni, siano corretti, se si è trattato di un atto lecito o se, al contrario, si è trattato di una condotta distrattiva (la cosiddetta bancarotta fraudolenta) per cercare di alienare beni della società e sfuggire ai creditori.
Per l’espressione del parere da parte del relativo Consiglio in data 8 settembre 2014 la proposta è stata trasmessa ai Municipi IX e XI che hanno espresso parere favorevole con una serie di ben 17 richieste e/o osservazioni, a cui la Giunta Capitolina ha controdedotto nella seduta del 7 novembre 2014, rappresentando quanto segue:
Municipio IX.
È stata accolta la seguente richiesta: “pag. 10 n. 1 punto I dopo la frase – “potenziamento dell’offerta di trasporto pubblico su ferro a servizio dell’area Tor di Valle e della città”, aggiungere “con frequenza di 16 treni/ora nelle fasce orarie di punta giornaliere”, prioritariamente attraverso il prolungamento ……;”.
È stata accolta parzialmente la seguente richiesta: “pag. 10 n. 1 punto I dopo le parole estensione temporale aggiungere “secondo quanto espresso dai pareri alle preliminari Conferenze di Servizi, valutare in Conferenza di Servizi decisoria, l’opportunità di un funzionamento equivalente a servizio metropolitano della Roma Lido e che la diramazione della Metro B fino a Tor di Valle, deve essere concepita nella prospettiva di una previsione di collegamento con la stazione della FL1 di Muratella”.
È stata accolta parzialmente per quanto riguarda il prolungamento della diramazione della Metro B inserire nel testo del provvedimento a pag. 10 nel punto 1 del dispositivo al primo alinea dopo le parole “estensione temporale” la seguente frase: “nonché la possibilità del successivo prolungamento della diramazione della Metro B fino alla stazione della FL1 di Muratella”.
È stata accolta la seguente richiesta: “a pag. 9 delle premesse: – dopo le parole “perimetro dell’intervento” aggiungere le seguenti parole: “ed alla realizzazione dell’adeguamento del sottopasso ferroviario di Via Luigi Dasti, qualora lo stesso non sia compreso tra gli interventi previsti per la realizzazione dello svincolo con la Roma-Fiumicino”;
– eliminare la lettera a) e le parole “adeguamento del sottopasso ferroviario di Via Luigi Dasti”.
È stata inoltre accolta la seguente richiesta:: “al punto 11) del deliberato: – dopo le parole “perimetro dell’intervento” aggiungere le seguenti parole: “ed alla realizzazione dell’adeguamento del sottopasso ferroviario di Via Luigi Dasti, qualora lo stesso non sia compreso tra gli interventi previsti per la realizzazione dello svincolo con la Roma-Fiumicino di cui al punto 1) terzo capoverso”;
– conseguentemente sempre al punto 11) del dispositivo eliminare la lettera c) e le parole “adeguamento del sottopasso ferroviario di Via Luigi Dasti”.
A seguito dell’accoglimento delle richieste dei due suddetti Municipi la proposta n. 163 della Giunta Capitolina è stata conseguentemente modificata.
Il 2 ottobre 2014 si sono svolte le Commissioni congiunte Urbanistica, Mobilità, Ambiente, Sport, in vista del parere che dovranno dare sull’ “interesse pubblico” della delibera del nuovo Stadio della Roma.
Foto tratta dal sito di Carte in regola
Attorno al plastico della nuova struttura, che però mancava del Business Park che verrà realizzato a fianco, l’assessore Giovanni Caudo, una ventina di consiglieri capitolini, gli enti interessati, l’architetto e progettista Lorenzo Busnengo, rappresentante della società Eurnova, associazioni ambientaliste, comitati di quartiere, cittadini, tifosi e anche un ex giocatore della ‘Magica’ Odoacre Chierico.
Molti i punti analizzati nel corso della lunga commissione durata circa quattro ore.
Al centro, soprattutto le opere pubbliche per facilitare l’accesso dei tifosi alla struttura.
Tra i vari punti: l’allungamento della linea B della metro da Magliana a Tor di Valle, la riqualificazione della Roma-Lido (a carico della Regione Lazio), il congiungimento della via del Mare con via Ostiense dal GRA a Tor di Valle, lo svincolo a Parco dei Medici sulla Roma-Fiumicino, il ponte pedonale dalla stazione Magliana della linea ferroviaria Roma-Fiumicino, il parco verde da attraversare per poter accedere allo stadio, riqualificazione della stazione Tor di Valle, attualmente in uno stato di degrado avanzato, con il parcheggio di scambio realizzato per il Giubileo del 2000 occupato da un mercato e da accampamenti abusivi, che avrebbe 4 ferrovie e “diverrebbe un nodo di scambio anche per il pendolarismo dal litorale romano al centro della città” ha spiegato Busnengo.
In totale: 190 milioni di euro per le opere di interesse pubblico esterne e 100 per quelle interne come il parco e parcheggi.
A spaventare, soprattutto le associazioni ambientaliste, il rischio esondazione, allontanato però dal progettista Busnengo secondo cui l’unica zona a rischio è quella circoscritta al fosso di Valleranello, “che verrà innalzato”.
Al contrario le associazioni ambientaliste così come i consiglieri Dario Rossin (Fi) e Gemma Azuni (Sel), hanno ricordato come negli anni passati l’ansa in questione sia esondata più volte, l’ultima circa 3 anni fa, inondando quelli che a oggi sono in parte campi coltivati.
Le maggiori perplessità però si sono sviluppate attorno alla mobilità.
Per Legambiente bisognerebbe fare in modo che “la metro porti i tifosi direttamente a ridosso della struttura. Non si può contare sulla Roma-Lido, la tratta ferroviaria più critica della Capitale, o su un ‘ponticello’ pedonale“.
Italia Nostra Roma, che ha chiesto ai consiglieri di esprimere parere negativo, ha invece denunciato: “Già ora, la proposta del nuovo stadio sull’area di Tor di Valle non è accettabile per la presenza di vistose criticità che anche le opere pubbliche previste non risolvono”.
Ha poi aggiunto: “Esistono altre aree destinate all’edificazione nell’attuale Piano regolatore certamente più sostenibili con infrastrutture già presenti che si potrebbero proporre a James Pallotta. Questo, di oggi, è il primo documento presentato alle commissioni consiliari senza prima aver potuto conoscere i verbali delle due conferenze dei servizi, una interna e una esterna con i pareri e le eventuali prescrizioni dell’Autorità di bacino, del Mibact, della mobilità”.
Il successivo 9 ottobre 2014 presso la sede dei Gruppi consiliari Capitolini in Via delle Vergini 18 si è svolta una conferenza stampa dal titolo “No alla speculazione sul nuovo stadio della Roma”: sono stati illustrati i problemi di natura idrogeologica, le problematiche legate a viabilità e mobilità, l’uso strumentale della c.d. ‘Legge sugli Stadi’, il falso ideologico della pubblica utilità e la speculazione edilizia legata alle compensazioni che rendono il nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle un vero ecomostro nel deserto urbano.
1) la volontà dell’allora Assessore alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale (ora alla Rigenerazione Urbana), Giovanni Caudo, di creare una nuova “centralità a pianificazione definita” a Tor di Valle senza alcun processo di partecipazione, come previsto già dallo Studio Busnengo per conto Parnasi nel 2011 tramite il Progetto Urbano ‘Tor di Valle’.
2) l’esproprio di oltre 450.000 mq di proprietà privata (il 41,6% dell’area complessiva) in funzione della pubblica utilità dell’opera e il contratto di compravendita dell’area di Tor di Valle da SAIS a Eurnova avvenuto il 25 Giugno 2013 con “atto modificativo di patti traslativi” del notaio Pietro Mazza, rep. 116033 racc.ta 43667, che risulta essere di 547.015 mq (il 50,4% dell’area complessiva).
Il 10 ottobre 2014 viene data notizia dai media dell’accusa di “falso ideologico in atto pubblico” contro il progetto del costruttore Parnasi e il presidente della Roma Pallotta, presentata da “Labur” (Laboratorio di Urbanistica) guidato dall’ingegnere Angelo Schiavone.
“Tutte queste opere pubbliche funzionali allo stadio saranno a carico del proprietario dell’area? Peccato che nessuna cada nel terreno acquistato da Parnasi e la Procura già sta indagando su questo per bancarotta fraudolenta”, le parole di Schiavone.
Il suo riferimento è alla costruzione del ponte sul Tevere che collegherebbe Roma a Fiumicino, alla sistemazione via del Mare e via Ostiense ed al prolungamento della metro B a Tor di Valle. Aree che ancora devono essere espropriate.
“Quella dello stadio è una scusa, siamo di fronte ad un’enorme speculazione edilizia. L’impianto non è di nessun interesse pubblico per la città”.
Nella riunione del Consiglio Direttivo della Sezione Lazio dell’INU che si è tenuta il 24 ottobre 2014 sono state discusse, integrate ed approvate una serie di “Considerazioni di INU Lazio sulla proposta di nuovo insediamento a Tor di Valle”, con cui viene fatta una dettagliata disamina di molte problematiche legate al progetto dello Stadio della Roma e soprattutto al “Business Park”, frutto di una “urbanistica contrattata”.
Il progetto di Tor di Valle «stravolge lo spirito del Piano regolatore», hanno scritto gli esperti dell’INU, denunciando che tutte le infrastrutture che la giunta comunale ha definito di «pubblico interesse» in realtà sarebbero solo a vantaggio del «nuovo gigantesco insediamento, per quattro quinti destinato a uffici, vero e proprio asteroide precipitato in mezzo alla valle del Tevere».
Delle nuove edificazioni, ha calcolato l’INU, solo il 14% sarebbe destinato allo stadio (49.000 mq) mentre l’86% (305.000 mq) sarebbe per uffici e negozi.
Anche i residenti non hanno preso bene la delibera del Comune di Roma per il nuovo stadio della squadra giallorossa e sono pronti a scendere in piazza.
il 30 ottobre 2014 alla Procura della Repubblica è stato presentato un Esposto del Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento, il nuovo comitato costituito il 25 ottobre 2014 da cittadini che hanno annunciato iniziative di protesta “contro la Giunta che regala cubature spropositate ai privati”.
Sulla stessa linea d’onda anche il Comitato di quartiere Torrino-Decima e gli urbanisti Paolo Berdini e Paula De Jesus.
Il 28 novembre 2014 si è svolto un incontro pubblico con i cittadini, a cui hanno aderito fra gli altri anche “Salviamo il Paesaggio”.
Nel frattempo, a seguito della seduta congiunta del 22 ottobre 2014 delle Commissioni II (Lavori), III (Mobilità), IV (Ambiente), VIII (Urbanistica) e X (Sport), è stato espresso parere favorevole a maggioranza solo dalle Commissioni IV e VIII.
Nelle rispettive sedute del 6 novembre 2014 hanno espresso anch’essa parere favorevole a maggioranza sia la Commissione II che la Commissione X.
Il 3 dicembre 2014 il Gruppo del Movimento 5 Stelle ha depositato un esposto in Procura contro la delibera chiedendo ai giudici di verificare la sussistenza di «eventuali violazioni delle norme penali».
Secondo il Movimento 5 Stelle l’operazione garantisce un «ingiustificato arricchimento» dei proponenti a danno della città.
Non viene tenuto conto né del rischio alluvioni né del fatto che nel pubblico interesse della città rientrano anche Olimpico e Flaminio, più tutta una serie di considerazioni in merito alle criticità legate alla scelta dell’area che sortirebbero – a detta dei pentastellati – impatti negativi sull’ambiente, il paesaggio e lo stesso campo da gioco.
Il 4 dicembre 2014 la Federconsumatori Roma e Lazio ha diramato un comunicato riportato da Affaritaliani.it (http://www.affaritaliani.it/roma/il-dossier-nuovo-stadio-roma-finisce-dal-procuratore-pignatone-04122014.html) riguardo alla questione della costruzione del nuovo stadio della Roma: “La vicenda della realizzazione dello Stadio a Tor di Valle, merita, a parere nostro, un esame accurato dallo staff di Pignatone perché sono troppe le stranezze che si verificano contemporaneamente. Per questo motivo forniremo copia dell’esposto già presentato alla magistratura dal Comitato Salviamo Tor di Valle dal Cemento e siamo certi che Pignatone saprà farne buon uso, perché è troppo evidente che lo Stadio è un pretesto per realizzare la più grande speculazione edilizia del XXI secolo a Roma e non occorre essere particolarmente maliziosi per ritenere che questo non sia sfuggito alla rete mafiosa“.
Con delle osservazioni presentate il 12 dicembre 2014 il Movimento 5 Stelle ha fatto le seguenti obiezioni: “Il comma 304 ….. prevede deroghe di dimensioni e destinazioni d’uso SOLO ALL’INTERNO DEL PERIMETRO DI PROPRIETÀ dell’ impianto sportivo. Il progetto presentato all’ approvazione è una ‘variante del PRG’ perché, per il raggiungimento dell’ equilibrio finanziario con l’edificazione dei nuovi metri cubi sull’area dei proponenti il perimetro del progetto è stato allargato alle aree limitrofe di altri privati non coinvolti nella proposta di variante del PRG. La delibera in approvazione è illegittima perché vincola una successiva indispensabile variante senza garantire la trasparenza delle garanzie date dalle norme di attuazione urbanistiche. È illegittima perché le proprietà private coinvolte non sono state convocate ad esprimersi sul piano. È illegittima perché’ le aree degli standard urbanistici che debbono essere ceduti per legge devono essere di proprietà di chi propone il piano e non acquisite con soldi pubblici provenienti dall’equilibrio finanziario”.
Ad un Comunicato Stampa del 17 dicembre di Italia Nostra dal titolo “SEMPRE PIÙ INACCETTABILE UN VOTO FAVOREVOLE ALL’INTERESSE PUBBLICO”, che paventava fra l’altro “il rischio idrogeologico al quale è soggetta già da oggi l’area di Tor di Valle per le esondazioni del Fosso di Vallerano”, ha replicato l’Assessore Giovanni Caudo evidenziando come proprio dalla carta del rischio dell’autorità di Bacino del Tevere citata da Italia Nostra “si evinca che l’area dello Stadio non è a rischio, in buona parte è addirittura bianca, mentre le uniche zone rosse sono quelle del quartiere di Decima, soggette all’esondazione del fosso di Vallerano, la cui sistemazione è infatti individuata dall’amministrazione comunale come una delle opere che condizionano la dichiarazione di pubblico interesse da parte dell’Amministrazione.”
Con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 132 del 22 dicembre 2014è stata approvata la dichiarazione del pubblico interesse della proposta di realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle in variante al PRG e in deroga al Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), presentata dalla Società Eurnova.
Con 29 voti favorevoli, 8 contrari e 3 astenuti è stata approvata alle seguenti necessarie 14 condizioni:
devono essere realizzate, a carico del proponente e senza onere alcuno per Roma Capitale, le seguenti opere di interesse generale, il cui ammontare è stimato dal proponente nei documenti allegati allo studio di fattibilità, in 195,25 milioni di Euro:
– potenziamento dell’offerta di trasporto pubblico su ferro a servizio dell’area di Tor di Valle e della città con frequenza di 16 treni/ora nelle fasce orarie di punta giornaliere, prioritariamente attraverso il prolungamento della linea B della Metro fino a Tor di Valle, costo stimato di 50,45 milioni di Euro, e contestuale potenziamento della ferrovia Roma Lido prevedendo tutti gli interventi di ammodernamento e di attrezzaggio necessari al raggiungimento del livello di esercizio di cui sopra, con l’adeguamento della nuova stazione in corso di realizzazione da parte di ATAC e la realizzazione di un collegamento ciclo/pedonale con la stazione ferroviaria di Magliana sulla linea FL1, costo stimato di 7,5 milioni di Euro; nella Conferenza di Servizi decisoria, a seguito della necessità di assumere e risolvere le analisi e le osservazioni formulate dal Dipartimento Mobilità con la nota citata nelle premesse, Roma Capitale si riserva di valutare il piano trasportistico definitivo a corredo dell’intervento proposto e sul prolungamento della Metro B si potrà prevedere, in relazione agli interventi di competenza della Regione Lazio che saranno realizzati sulla Roma Lido, una verifica del cronoprogramma e una sua differente estensione temporale nonché la possibilità del successivo prolungamento della diramazione della Metro B fino alla stazione della FL1 di Muratella;
– adeguamento di Via Ostiense/Via del Mare, fino al raccordo con il GRA come da proposta presentata, costo stimato di 38,6 milioni di Euro, e interventi per la messa in sicurezza nel tratto urbano fino al nodo di Marconi;
– realizzazione di un nuovo tratto di viabilità di raccordo tra l’autostrada Roma-Fiumicino e Via Ostiense/Via del Mare, con un nuovo ponte sul Tevere compreso lo svincolo di connessione con la Roma Fiumicino, costo stimato di 93,7 milioni di Euro;
– interventi di mitigazione del rischio idraulico, riguardanti la messa in sicurezza idraulica del Fosso di Vallerano e il consolidamento dell’argine del Tevere, nei pressi della confluenza del fosso, costo stimato di 5 milioni di Euro.
Il proponente dovrà assicurare la contestualità, nei limiti di cui sopra, della realizzazione delle opere pubbliche riguardanti l’impianto sportivo, per assicurarne la funzionalità già al momento della prima utilizzazione pubblica.
Le opere di cui al presente punto, come risultanti ad esito della progettazione definitiva confluita nella convenzione, costituiscono un’obbligazione a carico del proponente da qualificarsi come “obbligazione di fare”, e da realizzarsi dunque anche se il loro costo risultasse maggiore di quello determinato con la suddetta progettazione definitiva.
Viceversa minori costi determinati in sede di Conferenza di Servizi decisoria, anche se a seguito di apporti esterni alla realizzazione delle opere, comporteranno l’integrazione di opere indicate in sede di Conferenza di Servizi decisoria e ritenute di interesse generale o in alternativa in minore S.U.L. discendente dalla variante ovvero il versamento all’Amministrazione Capitolina della somma equivalente;
le obbligazioni inerenti l’esecuzione delle opere pubbliche devono essere espressamente disciplinate da una specifica convenzione urbanistica, tra il proponente e Roma Capitale, che disciplinerà anche la graduazione del rilascio dei permessi a costruire negli altri interventi privati previsti, il cui schema di convenzione sarà approvato in sede di Conferenza di Servizi decisoria, previa approvazione dei medesimi, con i relativi allegati, da parte di Roma Capitale; la convenzione deve essere stipulata prima dell’inizio dei lavori;
l’area di intervento, ad esito della trasformazione, assumerà la destinazione urbanistica “Centralità a pianificazione definita – Stadio della Roma”, con le caratteristiche riportate nella scheda che si allega. Tale variante si consoliderà solo se verificate le condizioni sopra previste. L’area di intervento è esclusa dal campo di applicazione della Legge Regionale n. 21/2009 e/o sue modifiche e integrazioni anche successive; gli oneri e i costi connessi e conseguenti alle espropriazioni delle aree necessarie alla compiuta realizzazione di tutte le opere, pubbliche e private, restano a totale carico del soggetto proponente;
di esprimere avviso e valutazione positiva in ordine alle conseguenti variazioni urbanistiche connesse all’iniziativa, ivi compreso lo stralcio dalla Carta per la Qualità e dalla Rete Ecologica, nei limiti massimi della metratura realizzabile pari a 354.000 mq. di S.U.L., limite di tolleranza e sostenibilità urbanistica, pur all’esito della realizzazione delle opere infrastrutturali sopra indicate;
di ritenere integrato il requisito di cui alla lettera a) del comma 304 legge n. 147/2013, preso atto degli accordi e degli impegni intervenuti ed assunti nei confronti della AS Roma S.p.A., citati in premessa, e che garantiscono – tra l’altro – l’utilizzo dell’impianto in modo prevalente per la durata di anni 30 alla AS Roma S.p.A., opponibile a terzi in caso di vendita; l’impianto sportivo dovrà essere sine die vincolato a tale destinazione, garantendo la strumentalità di cui alla citata legge. I suddetti accordi e impegni dovranno essere formalizzati prima della stipula della convenzione urbanistica che ne dovrà dare atto;
dovrà in ogni caso essere garantito, per una durata di anni trenta, il vincolo di strumentalità fra l’impianto sportivo e la AS Roma S.p.A. in quanto primaria società sportiva, fatto salvo il caso in cui la società sia riconosciuta responsabile di illeciti sportivi ai sensi dell’art. 4 del codice di giustizia sportiva (delibera CONI n. 112/52 del 31 luglio 2014), pena la decadenza dei benefici connessi alla realizzazione degli impianti ex lege n. 147/2013 e corresponsione tra l’altro, di una somma equivalente all’importo del contributo straordinario secondo le norme di piano ad oggi vigente, attualizzato al momento della corresponsione. Tale onere varrà quale onere reale inerente l’impianto e graverà sul relativo proprietario e verrà richiamato nei provvedimenti finali della Regione;
di prescrivere che il progetto definitivo rispetti le condizioni poste dagli Uffici ed Enti intervenuti nelle Conferenze di Servizi e sia redatto in coerenza con le indicazione in esse contenute, così come meglio specificate nei verbali in atti;
deve essere progettato a spese del proponente un landscape plan per tutti i circa 34 ettari di parco che circondano l’area e si affacciano sul Fiume Tevere. Deve essere predisposto, di intesa con la Prefettura, e gestito, a spese del proponente, un sistema di video-sorveglianza di ultima generazione (CCTV) che assicuri la copertura totale di tutta l’area dell’intervento compresa quella del Parco sul Tevere, anche se esterna alla proposta di intervento; il parco e tale sistema di CCTV devono essere completati al momento della prima utilizzazione dello stadio;
il mancato rispetto delle su esposte condizioni necessarie, anche solo di una, comporterà decadenza ex tunc del pubblico interesse qui dichiarato e dei presupposti per il rilascio degli atti di assenso di Roma Capitale e della Regione Lazio, risoluzione della convenzione, con conseguente caducazione dei titoli e assensi che dovessero essere stati medio tempore rilasciati;
il Master-plan dell’intero intervento e i progetti definitivi devono essere redatti utilizzando tecniche di “safe design” per contribuire in modo attivo ad aumentare la sicurezza dello spazio pubblico sia per i cittadini sia per i tifosi e a questo fine saranno sottoposti alla Prefettura;
una quota del contributo riguardante il costo di costruzione è opportuno sia finalizzata alla realizzazione del Parco Fluviale nelle aree che circondano l’ambito dello stadio come graficizzato nella proposta del proponente ma esterno al perimetro dell’intervento ed alla realizzazione dell’adeguamento del sottopasso ferroviario di Via Luigi Dasti, qualora lo stesso non sia compreso tra gli interventi previsti per la realizzazione dello svincolo con la Roma-Fiumicino di cui al punto 1) terzo capoverso. L’eventuale parte residua di tale contributo potrà essere utilizzata, in tutto o in parte, per far fronte agli eventuali maggiori costi delle opere pubbliche di interesse generale, se accertati e valutati dall’amministrazione in sede di progettazione definitiva e prima della stipula della convenzione, ovvero per la realizzazione della seguente ulteriore opera pubblica:
− realizzazione di due attracchi per imbarcazioni fluviali in servizio pubblico, uno a servizio del Parco e uno a servizio dello stadio;
tutte le prescrizioni sopra elencate devono essere riportate nella convenzione urbanistica che disciplinerà l’attuazione dell’intervento sottoscritta tra il proponente e Roma Capitale; lo schema di convenzione dovrà essere approvato in sede di Conferenza di Servizi decisoria, previa approvazione del medesimo da parte di Roma Capitale; la convenzione deve essere stipulata prima dell’inizio dei lavori;
l’Amministrazione adotterà ogni iniziativa, anche di carattere organizzativo, per sviluppare un’azione di vigilanza, verifica e controllo sull’intervento;
14. per tutte le opere relative al progetto di realizzazione dello stadio e del complesso edilizio ad esso connesso, è obbligatoria l’adozione di materiali da costruzione ecocompatibili e di tecnologie, le più avanzate messe a disposizione dalla ricerca scientifica, per l’ottenimento del massimo dell’efficienza e risparmio energetico, con il ricorso alle fonti rinnovabili e agli apparati tecnologici di ultima generazione.
È rimasta aperta la questione degli espropri, che si è trasformata nel frattempo in una battaglia legale da quando la Immobilquindici srl, che possiede alcune aree su cui Parnasi vorrebbe edificare una parte del Business Park, ha dichiarato illegittima la procedura già avviata dal Comune.
Dal piano particellare emerge infatti che Parnasi possiede poco più del 50% delle aree su cui vorrebbe realizzare il progetto.Della metà restante solo l’8% verrebbe «asservito» perché di proprietà pubblica.
Il resto, circa il 40%, è di altri privati e sarebbe quindi da espropriare.
La S.r.l. Immobilquindici però sostiene che la legge sugli stadi preveda l’espropriazione solo per «le opere di urbanizzazione relative allo stadio» e non «per realizzare il Business Park».
E, dopo avere diffidato tutti i consiglieri comunali dall’approvazione della delibera, ora è pronta a dare battaglia in tribunale.
Il 22 dicembre sul sito di “Carte in regola” è stato pubblicato un articolo dal titolo “Stadio della Roma: le nostre ragioni (e le leggende metropolitane)”, che ribadisce ancora una volta di essere contrario “alla dichiarazione di pubblico interesse della proposta, non perché siamo contro al progetto di un nuovo Stadio della Roma, ma perché non condividiamo i principi su cui si fonda e le modalità con cui è stato condotto” (vedi . https://carteinregola.wordpress.com/2014/12/22/stadio-della-roma-le-nostre-ragioni-e-le-leggende-metropolitane/).
Il 13 gennaio 2015 sul quotidiano “Il Fatto Quotidiano” è stato pubblicato un articolo di Paolo Berdini dal titolo “Nuovo stadio della Roma: perché lo pagheremo anche noi” (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/13/nuovo-stadio-della-roma-perche-lo-pagheremo-anche-noi/1335580/), in cui afferma fra l’altro che “ciò che dispiace dal punto di vista generale è che alla difesa della mura del Campidoglio siano stati arruolati anche associazioni che dicono di battersi per gli interessi della città, come ad esempio Carteinregola, ma ognuno sceglie la sua strada.”
Il successivo 15 gennaio l’articolo è stato pubblicato anche su “Eddyburg” (http://www.eddyburg.it/2015/01/nuovo-stadio-della-roma-perche-lo.html).
Anna Maria Bianchi Missaglia, responsabile del sito “Carte in regola” ha immediatamente replicato con una nota che è stata pubblicata sia su “Il Fatto Quotidiano” che su “Eddyburg”, che considera la replica “del tutto giustificata”.
Sul solo sito de “Il Fatto Quotidiano” è stata pubblicata la seguente risposta alla replica dell’ing. Paolo Berdini: “Nel mio articolo non scrivo affatto che carte in regola è a favore dello stadio. Solo chi è in mala fede può affermarlo. Dico – e c’è scritto sul loro sito – che utilizzano le stesse motivazioni che hanno consentito alla maggioranza capitolina di far passare una vergognosa speculazione edilizia per “interesse pubblico”. Si tranquillizzi dunque Carteinregola, non c’è stata alcuna “grave scorrettezza”, ma solo la cronaca di cose chiaramente scritte.”
Il 15 gennaio 2015 Anna Maria Bianchi Missaglia ha pubblicato sul sito di Carte in regola un articolo di ulteriore e ben più dettagliata replica dal titolo “Stadio della Roma: questa volta rispondiamo a Berdini nel merito” (https://carteinregola.wordpress.com/2015/01/15/stadio-della-roma-questa-volta-rispondiamo-a-berdini-nel-merito/).
Il progetto del nuovo stadio della Roma passa ora al vaglio della Regione Lazio, secondo cui ad essere sottoposto al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) deve essere non il progetto preliminare redatto con lo studio di fattibilità, ma il progetto definitivo, così come previsto dalla lettera b) del comma 304 dell’art. 1 della legge n. 147 del 23 dicembre 2013.
Secondo la stessa suddetta lett. B) “il soggetto proponente presenta al comune il progetto definitivo … la procedura deve concludersi entro centoventi giorni dalla presentazione del progetto”.
Per evitare di suscitare aspettative che possano non corrispondere alle previsioni dei tempi tecnici in materia, la Regione Lazio ha affidato all’Adnkronos una nota esplicativa nella quale si rendono note alcune precisazioni sulle tempistiche: «Innanzitutto la delibera capitolina ha riguardato uno studio di fattibilità con valenza di progetto preliminare – spiega la Regione Lazio – La legge prevede che, dopo la dichiarazione dell’interesse pubblico dell’assemblea capitolina, il soggetto proponente presenti al Comune di Roma Capitale un progetto definitivo aggiornato con le eventuali osservazioni richieste dal Consiglio Comunale. Pertanto è bene sottolineare che nessun procedimento amministrativo può avere inizio in sede regionale fino al momento della trasmissione da parte del Comune del progetto definitivo come aggiornato dal proponente».
«Presentato il progetto definitivo – continua la nota – la Regione provvederà a convocare la conferenza di servizi per acquisire i pareri delle autorità competenti. La legge prevede che la procedura si debba concludere con deliberazione della Regione Lazio entro 180 giorni dalla presentazione del progetto. Va in proposito precisato che la scansione dei tempi procedurali delle conferenze di servizi è disciplinata dalla legge 241/1990, che prevede tra l’altro la possibilità di sospenderne i termini per l’acquisizione dei necessari nulla osta come ad esempio la Valutazione d’Impatto Ambientale».
I 180 giorni sono previsti sempre dalla suddetta lett. b) che stabilisce inoltre che “ove il progetto comporti atti di competenza regionale, la conferenza di servizi è convocata dalla regione, che delibera entro centottanta giorni dalla presentazione del progetto.”
Solo allora, e comunque dopo la seconda approvazione da parte del Campidoglio, secondo la Regione la società di James Pallotta potrà porre la prima pietra dello stadio, con la speranza di riuscire a portare a termine i lavori in tempo per il novantesimo anniversario della squadra giallorossa, che cadrà a luglio del 2017.
Ma non è affatto detto che sarà questo il successivo iter del progetto del nuovo stadio di calcio della Roma.
Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha fatto infatti sapere che «è già stata attivata presso la Regione Lazio la procedura di VAS attualmente in fase di discussione. Si prevede che il parere verrà emesso nel mese di febbraio 2015. Ai sensi della legge 147/2013, il procedimento si svolgerà in sede regionale in quanto comporta atti di nostra competenza (variante urbanistica). Per evitare di suscitare aspettative non corrispondenti alle previsioni normative è opportuno indicare quali saranno i prossimi passaggi procedurali previsti dalla legge di stabilità 2014».
Il 2° comma dell’art. 6 del D.Lgs. dispone che “viene effettuata una valutazione per tutti i piani e i programmi: che sono elaborati … per i settori … della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli”.
La normativa sopra citata prevede due differenti procedure:
la Verifica di Assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica
la Valutazione Ambientale Strategica.
La procedura relativa alla Assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica – definita all’art. 12 del D. Lgs. 152/06 e ss. mm. ii. – ha una durata complessiva di 90 giorni e si compone delle seguenti fasi:
La previsione di un “parere” da rendere entro il prossimo mese di febbraio lascerebbe supporre che ad essere attivata presso la Regione Lazio sia stata proprio la procedura di verifica di Assoggettabilità a VAS: non è dato però di sapere se alla Regione Lazio sia stato trasmesso il Rapporto Preliminare prescritto oppure lo studio di fattibilità a valere come Rapporto Preliminare.
Lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità (detto anche fase di scoping per le consultazioni che deve effettuare) ha la durata complessiva per l’appunto di 90 giorni e si conclude con l’espressione di un parere di non assoggettabilità a VAS, subordinato eventualmente ad una serie di prescrizioni da rispettare, oppure on un parere di assoggettabilità a VAS soggetto sempre ad una serie di prescrizioni.
La VAS vera e propria è definita invece dagli artt. 13-18 D.Lgs. 152/06 e ss. mm. ii. – che prevedono una durata complessiva di 240 giorni, così suddivisi:
Più precisamente la VAS comporta lo svolgimento delle seguenti ulteriori 6 distinte fasi temporali:
comprende le seguenti 7 fasi temporali:
1 – l’elaborazione del rapporto ambientale (art. 13), che va redatto sulla base delle prescrizioni dettate dall’Ufficio VIA e VAS della Regione Lazio e che deve accompagnare la redazione di una “proposta” di progetto definitivo;
2 – lo svolgimento di consultazioni (art. 14) sulla “proposta” di progetto definitivo pubblicato per 60 giorni entro i quali chiunque può presentare osservazioni;
3 – la valutazione del rapporto ambientale e gli esiti delle consultazioni (art. 15) ai fini delle controdeduzioni a tutte le osservazioni presentate alla “proposta”, da elaborare sotto forma di “parere motivato” dell’Ufficio VIA e VAS della Regione Lazio espresso in collaborazione con il Comune di Roma;
4 – la decisione (art. 16) consistente nella adozione del progetto definitivo da parte del Comune di Roma;
5 – l’informazione sulla decisione (art. 17) consistente nella pubblicazione del progetto definitivo;
6 – il monitoraggio (art. 18) finalizzato ad assicurare il controllo sugli impatti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione del progetto definitivo e la verifica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati.
Stadio della Roma: questa volta rispondiamo a Berdini nel merito
Italia Nostra Roma says:
Gentile Vas Roma è necessaria una rettifica al vostro articolo. Viene, infatti, affermato:”Il 10 ottobre 2014 viene data notizia dai media dell’accusa di “falso ideologico in atto pubblico” contro il progetto del costruttore Parnasi e il presidente della Roma Pallotta, presentata da un pool di associazioni e comitati civici come “Italia Nostra”, “Assoconsumatori” e “Labur” (Laboratorio di Urbanistica) guidato dall’ingegnere Angelo Schiavone”.
Italia Nostra Roma tiene a precisare che nessun esposto-denuncia nè nessuna accusa di “Falso ideologico” sono stati prodotti dall’Associazione. Unico firmatario di tale atto è Andrea Schiavone, legale rappresentante di Labur.
Vi chiediamo, quindi, di rettificare tale informazione
I Vice Presidente Italia Nostra Roma
Abbiamo provveduto a rettificare il testo del passo segnalato, eliminando i riferimenti errati sia ad “Italia Nostra” che ad “Assoconsumatori”.
Si ringrazia per la segnalazione tesa ad una doverosa informazione corretta.