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Matched Legal Cases: ['art.11', 'art.11', 'art.5', 'art.5', 'art.6', 'art.7', 'art. 10', 'art. 17', 'art.12', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 21', 'art. 22', 'art.17', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 23', 'art 25', 'art. 9', 'art. 9', 'art.7', 'art. 25', 'art. 15', 'art.15', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 18', 'art.16']

PROGETTO MATTONE INTERNAZIONALE WORKSHOP LABORATORI DI PROGETTAZIONE Firenze, 28 settembre PDF
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1 PROGETTO MATTONE INTERNAZIONALE WORKSHOP LABORATORI DI PROGETTAZIONE Firenze, 28 settembre I processi di riforma e i nuovi approcci Le autorità locali nel quadro della nuova legge sulla Cooperazione allo Sviluppo. Nuovi strumenti di finanziamento a livello paese: il caso della Conversione del Debito in Albania. FIRENZE, 28 SETTEMBRE 2015 Andrea Senatori Direttore Ufficio della Cooperazione allo Sviluppo Ambasciata d Italia a Tirana
2 LE AUTORITÀ LOCALI NEL QUADRO DELLA NUOVA LEGGE SULLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
3 Evoluzione legislativa della Cooperazione Italiana allo Sviluppo L. 49/87 - Nuova Disciplina della Cooperazione Italiana con i Paesi in via di Sviluppo - Quadro di riferimento per circa 30 anni; - La Cooperazione allo Sviluppo diventa parte integrante della politica italiana; - Istituzione della DGCS e dell UTC con funzioni di individuazione, istruttoria, formulazione, valutazione, gestione e controllo dei programmi di cooperazione allo sviluppo; - Creazione delle Unità tecniche di cooperazione nei Paesi in Via di Sviluppo considerati prioritari. Raccomandazioni OCSE DAC Peer Review (2013) : - Assicurare coordinamento strategico alle attività di cooperazione di tutta l amministrazione (whole-of government). - Migliorare la gestione, l'erogazione e la valutazione dei programmi di sviluppo; - Condividere una strategia di sviluppo con tutti gli attori dello sviluppo del sistema Paese; - Consolidare le competenze professionali del proprio sistema.
4 Evoluzione legislativa della Cooperazione Italiana allo Sviluppo Evoluzioni internazionali che hanno motivato un nuovo assetto. - E cambiato lo scenario geo-politico con Paesi emergenti, nuove formule di collaborazione tra paesi (Coop. Sud-Sud ad esempio), nuovi attori privati e partenariati globali pubblicoprivati. -Evoluzione dell agenda sull efficacia dell aiuto allo sviluppo (da Parigi 2005 a Busan 2011) - Adozione di nuove forme di intervento bilaterale come l Aiuto al Bilancio dei Paesi Partner o approcci Integrati di Settore. - Maggiore integrazione delle politiche di cooperazione bilaterale con l agenda europea (Divisione del Lavoro, Programmazione Congiunta, Cooperazione Delegata).
5 Evoluzione legislativa della Cooperazione Italiana allo Sviluppo Legge 11 agosto 2014, n Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo I soggetti Il ruolo di ONG e Regioni
6 I soggetti Il Consiglio dei Ministri Approva il documento di programmazione triennale e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo; Fornisce la visione strategica, obiettivi di azione e criteri di di intervento, Paesi e settori di intervento prioritari. Esplicita gli indirizzi politici e strategici relativi alla partecipazione a organismi europei e internazionali e istituti finanziari multilaterali. Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo CICS (Art. 15) Programma e coordina le attività di Cooperazione allo Sviluppo dell Italia; Assicura la coerenza delle politiche nazionali con i fini della cooperazione allo sviluppo (policy coherence); Impegna le risorse finanziarie per le attività di cooperazione allo sviluppo, propone la ripartizione degli stanziamenti per ciascun Ministero (legge di stabilità); Verifica la coerenza delle attività con il documento triennale di programmazione e di indirizzo. CHI PARTECIPA (13 organi): Presidente CM (presiede); Ministro MAECI (vice presidente); Vice ministro MAECI ; Min. Interno; Min. Difesa Min. MEF; Min. MISE; Min. Agr.; Min. Amb; Min. Infr; Min. Lavoro; Min Salute; Min. MIUR- Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Prov. Aut.; I Pres. Di Regione o Prov. Autonoma; I Pres. delle Assoc. Enti Locali possono e sono invitati a partecipare qualora si trattino questioni di loro competenza
7 I soggetti Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale È il responsabile politico, assicura coordinamento e controllo di tutte le iniziative nazionali di cooperazione allo sviluppo (art.11, c.1 L.125/14) Rappresenta l Italia nelle sedi internazionali e dell UE competenti in materia di cooperazione (art.11, c.2 L.125/14) Cura le relazioni e stabilisce l entità complessiva dei finanziamenti annuali da erogare alle organizzazioni internazionali e gli enti intergovernativi (art.5, c.4 L. 25/14) - D intesa con il Ministro dell economia e delle finanze, cura le relazioni e assicura la partecipazione finanziaria alle banche e i fondi di sviluppo a carattere multilaterale (art.5, c.5 L.125/14) - Partecipa alla definizione e attuazione delle politiche del Fondo europeo di sviluppo, sulla base degli indirizzi contenuti nel documento triennale di programmazione (art.6, c.4 L.125/14) -Negozia e stipula gli accordi che regolano le iniziative a dono nell ambito delle relazioni bilaterali (art.7c.3 ); - Delibera le attività di emergenza (art. 10, c.1 L.125/14); - Fornisce le direttive e gli indirizzi all Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo (art. 17, c.2 L.125/14); - Presenta la relazione sulle attività di cooperazione relative alle attività di cooperazione di tutta la PA (art.12, c. 4). Il Vice Ministro con delega alla Cooperazione allo Sviluppo (art. 11 L.125/14) Per legge è il delegato del Ministro in materia di Cooperazione allo Sviluppo. Partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio dei Ministri nelle quali siano trattate materie che, in modo diretto o indiretto, incidono sulla coerenza e sull efficacia delle politiche di cooperazione allo sviluppo.
8 I soggetti Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (art. 16 L.125/14) È uno strumento permanente di consultazione e proposta, Esprime pareri sulle materie attinenti la cooperazione allo sviluppo (strategie, linee di indirizzo, programmazione, valutazione). Ogni tre anni il Ministro convoca una Conferenza pubblica nazionale per favorire la partecipazione dei cittadini nella definizione delle politiche di cooperazione allo sviluppo Chi partecipa : Attori pubblici (Ministeri coinvolti, delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, degli enti locali, dell Agenzia ); Imprese private Enti profit e non profit; Reti di organizzazioni della società civile di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario, delle università e del volontariato Chi è stato nominato : 12 rappresentanti Società Civile e no profit ACRI, ASSISFERO, AVSI, COM. S. EGIDIO, EMERGENCY, FAIR TRADE ITALIA, FOND. SLOWFOOD, FORUM NAZIONALE TERZO SETTORE, IMPRESE COOPERAVE E SOCIALI, ORGANIZZAZIONI E ASOSCIAZIONI DI IMMIGRATI, ORGANIZAZIONI DELLA FINANZIA ETICA, ORGANIZZAZIONI SINDACALI. 4 rappresentanti delle autorità locali: 3 RAPPRESENTANTI DALLA CONFERENZA STATO- REGIONE 1 RAPPRESENTANTE ANCI
9 I soggetti Comitato Congiunto per la Cooperazione allo sviluppo (art. 21 L.125/14) Approva le iniziative di cooperazione di valore superiore a due milioni di euro (è informato dal Direttore Agenzia riguardo le iniziative di importo inferiore); Delibera le iniziative da finanziare a valere sul fondo rotativo per i crediti concessionali; Definisce la programmazione annuale con riferimento a Paesi e aree di intervento; Chi partecipa: Ministro Aff. Esteri e della Cooperazione Internazionale (o vice Ministro); Direttore Generale MAECI/DGCS; Direttore Agenzia. Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (art. 22 L.125/14) È l istituzione finanziaria per la cooperazione internazionale allo sviluppo; Opera in convenzione con il MAECI e l Agenzia per l utilizzo dei crediti agevolati.
10 I soggetti Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo (art.17 L.125/14) Attua le politiche di cooperazione allo sviluppo sotto l indirizzo e la vigilanza del MAECI. Contribuisce alla formulazione della programmazione annuale; Svolge le attività di carattere tecnico-operativo relative all istruttoria, formulazione, finanziamento, gestione e controllo delle iniziative di cooperazione; Collabora con e fornisce servizi a enti della PA, stipulando apposite convenzioni; Acquisisce incarichi di esecuzione di programmi dell UE, banche e fondi e organismi internazionali; Collabora con le analoghe strutture di altri Paesi; Promuove il partenariato con attori privati; Dotazione organica di massimo 200 unità, su una sede centrale a Roma + Uffici nei Paesi partner; Raccoglie le informazioni sulle attività di cooperazione in una banca dati; Statuto dell Agenzia è entrato in vigore il 31 luglio ORGANI: Direttore + Comitato Direttivo + Collegio di revisori dei conti.
11 I soggetti Direttore Agenzia (art. 5 statuto dell Agenzia) Resta in carica per 4 anni; Dirige e controlla le attività dell Agenzia. È responsabile della gestione e del conseguimento degli obiettivi assegnati. Attribuisce risorse finanziarie umane e strumentali agli uffici all estero; Assicura il sostegno al MAECI per le attività di natura tecnico-operativa; Propone al Ministro la nomina dei componente del comitato direttivo; Delibera iniziative entro 2 M Euro, oltre funzione di proposta al Comitato Congiunto; Comitato Direttivo (art. 6 statuto dell Agenzia) 5 membri: i) Direttore Agenzia; ii) 2 Direttori Generali dell Agenzia; iii) 2 Dirigenti (4 anni rinnovabili); Assiste il Direttore nel: -formulare la programmazione delle attività dell Agenzia; - favorire l economicità della gestione dell Agenzia; - esprime un parere sulle proposte avanzate dall Agenzia al Comitato, sugli schemi di convenzione con il MAECI, e sul bilancio preventivo e conto consuntivo dell Agenzia. Collegio dei revisori dei conti (art. 7 statuto dell Agenzia) 4 membri: i) Presidente e 2 membri effettivi + un membro supplente. Funzione di controllo sulle attività dell agenzia.
12 La nuova architettura della Cooperazione Italiana
13 Il ruolo di ONG e Regioni Il Sistema della Cooperazione Italiana allo Sviluppo (art. 23, L.125/14) Le amministrazioni dello Stato, le università e gli enti pubblici; Regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, Enti Locali; ONG e ONLUS; Le imprese private, quando agiscono con modalità conformi ai princìpi della presente legge.
14 Il ruolo e gli strumenti per le regioni Il MAECI e l Agenzia promuovono forme di partenariato e collaborazione con le regioni e gli enti locali nel campo della cooperazione allo sviluppo - c.d. Partenariato Territoriale (art 25, L.125/14). Le regioni attuano iniziative di cooperazione allo sviluppo, previo parere favorevole del Comitato congiunto, di norma avvalendosi dell Agenzia (art. 9, c.2 L.125/14); Comunicano preventivamente al Ministro e all Agenzia le attività di partenariato territoriale finanziate e programmata (art. 9, c.2 L.125/14); I progetti, programmi ed iniziative a dono possono essere parzialmente o totalmente finanziati dall amministrazione dello Stato, da enti pubblici o da enti locali (art.7, c.1 L.125/14) Parte dei contributi possono essere concessi dall Agenzia (art. 25, L.125/14) sulla base di inviti a presentare proposte (art. 15 Statuto). Qualora si trattino questioni di competenza regionale, i rappresentanti delle regioni e enti locali sono inviati al CICS e al Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo. (art.15, art. 21 L.125/14);
15 Il ruolo e gli strumenti per le ONG L Italia promuove la partecipazione alla cooperazione allo sviluppo delle organizzazioni della società civile, sulla base del principio di sussidiarietà (art. 26 L.125/14); Redazione dell elenco di ONG e ONLUS accreditate al MAECI (Statuto art. 17). L Agenzia verifica periodicamente la rispondenza delle ONG ai requisiti anche mediante ispezioni (Statuto art. 17); Gli iscritti possono concorrere,mediante procedure comparative pubbliche, all ottenimento dei contributi o all affidamento ed esecuzione di iniziative di cooperazione allo sviluppo (Statuto art. 18). Entro Gennaio 16 è prevista l approvazione delle procedure la concessione dei contributi (Statuto art. 18, c2) I rappresentanti della Società Civile e del no profit prendono parte del Consiglio Nazionale per la cooperazione allo sviluppo(art.16 L.125/14);
16 NUOVI STRUMENTI DI FINANZIAMENTO A LIVELLO PAESE: IL CASO DELLA CONVERSIONE DEL DEBITO IN ALBANIA.
17 Uno strumento innovativo di finanziamento della Cooperazione Italiana. La conversione del debito in Albania. Quando nasce la Conversione del Debito? Anni 80 - Attenzione crescente della comunità internazionale verso l eccessivo accumulo di debito estero, contratto con i crediti di aiuto allo sviluppo, da parte dei paesi in via di sviluppo. L Italia partecipa ad iniziative lanciate dalla comunità internazionale per far fronte a questa emergenza, sotto l egida del Club di Parigi. Che cos è? Le tranche di restituzione dei crediti agevolati contratti dai Paesi in via di sviluppo sono trasferite in un conto (fondo di contropartita) creato nel Paese beneficiario. Le risorse raccolte vengono utilizzate per finanziare nuove attività di cooperazione. I 19 Paesi del Club di Parigi.
18 Uno strumento innovativo di finanziamento della Cooperazione Italiana. La conversione del debito in Albania. In quali Paesi è attiva? l governo italiano ha adottato finora programmi di debt swap in 16 paesi: Albania, Algeria, Ecuador, Egitto, Filippine, Giordania, Gibuti, Indonesia, Kenya, Marocco, Myanmar, Pakistan, Perù, Tunisia, Vietnam, Yemen. Quali meccanismi sono in atto nel mondo? Opzioni: 1. La lista delle iniziative da finanziare è individuata prima della firma dell accordo (Egitto, Marocco, Vietnam, ) 2. Meccanismo di lancio periodico di bandi di selezione di iniziative da finanziare (Albania, Perù).
19 La conversione del debito in Albania (IADSA) Accordo di Programma firmato il 24 agosto 2011 Per un ammontare pari a 20 milioni di Euro Avvio delle attività nel 2012 Ad oggi, IADSA ha finanziato 31 progetti per un totale di 11,5 milioni di Euro Il nuovo Protocollo di Cooperazione ha previsto una seconda fase per un ammontare di 20 milioni di Euro
20 La conversione del debito in Albania (IADSA) Modalità di selezione: Periodiche pubblicazioni di bandi pubblici con indicazione degli obiettivi specifici Chi può partecipare: Autorità pubbliche albanesi ONG e Enti Locali italiani possono essere coinvolti come partner Durata del progetto: Massimo 2 anni Ammontare massimo finanziabile: Euro
21 La conversione del debito in Albania (IADSA) Educazione I SETTORI COINVOLTI Sanità Inclusione sociale Generazione di impiego sviluppo rurale
22 ITALIA ALBANIA Gli organi del programma: La conversione del debito in Albania (IADSA) Management Committee (MC) Ambasciatore Italiano a Tirana Ufficio della Cooperazione Italiana a Tirana Ministro delle Finanze Direzione Generale per la gestione del debito Dipartimento Coordinamento Donatori (DDPFAA) Technical Support Unit (TSU) 2 Co-direttori (un italiano e un albanese)
23 La conversione del debito in Albania (IADSA) IL CICLO DEL PROGRAMMA MC Pubblicazione dei bandi (Aperti generalmente a tutte le autorità pubbliche albanesi); 1-2 per anno; APA TSU Presentazione delle proposte progettuali da parte delle Autorità Pubbliche Albanesi (APA); Valutazione tecnica da parte della TSU; La TSU presenta al MC i risultati; MC MC approva i progetti migliori; MC/PB Firma dei contratti tra MC e le APA aggiudicatarie; PB TSU Implementazione del progetto ( massimo 2 anni); Monitoraggio e Valutazione;
24 La conversione del debito in Albania (IADSA) Prossimi bandi: Aperti alle sole autorità locali albanesi Lancio entro la fine dell anno Maggiori informazioni:
25 Per ulteriori informazioni Andrea Senatori Direttore Ufficio della Cooperazione allo Sviluppo Ambasciata d Italia a Tirana Mail: Tel: /2/3 Fax:
Legge quadro sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile CAPO I PRINCIPI FONDAMENTALI E FINALITA
Legge quadro sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile CAPO I PRINCIPI FONDAMENTALI E FINALITA Art. 1 (Oggetto e finalità) 1. La cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile,
Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo CAPO I PRINCIPI FONDAMENTALI E FINALITA
Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo CAPO I PRINCIPI FONDAMENTALI E FINALITA Art. 1 (Oggetto e finalità) 1. La cooperazione internazionale per lo sviluppo, di seguito denominata