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Timestamp: 2020-06-06 20:27:55+00:00
Document Index: 69484543

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 115', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 366']

Sentenza Cassazione Civile n. 19991 del 06/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19991 del 06/10/2016
Cassazione civile sez. III, 06/10/2016, (ud. 14/04/2016, dep. 06/10/2016), n.19991
sul ricorso 9160/2011 proposto da:
ITALSUGHERI FLLI SOTGIA SNC, (OMISSIS), in persona del suo legale
rappresentante ed amministratore S.A., elettivamente
dell’avvocato ADOLFO DI MAJO, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato LUIGI DELIRIO giusta procura a margine del
MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), L.L.;
L.L., MINISTERO DELL’INTERNO (OMISSIS) in persona del
ITALSUGHERI FLLI SOTGIA SNC (OMISSIS), L.L.;
avverso la sentenza n. 73/2010 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,
14/04/2016 dal Consigliere Dott. LUIGI ALESSANDRO SCARANO;
udito l’Avvocato ATTILIO BARBIERI;
BASILE Tommaso che ha concluso per il rigetto del ricorso
principale, con assorbimento del ricorso incidentale condizionato.
Con sentenza del 24/2/2010 la Corte d’Appello di Cagliari, in accoglimento del gravame interposto dal Ministero dell’Interno e del sig. L.T. e in conseguente riforma della pronunzia Trib. Cagliari 6/7/2007, ha rigettato la domanda nei loro confronti proposta dai sigg. S.A., P. e G., in proprio e nella qualità di soci della società Italsugheri F.lli S. s.n.c., di risarcimento dei danni lamentati in conseguenza di incendio verificatosi il (OMISSIS), verso le ore 21.00, nello stabilimento della società, all’angolo di una catasta di sughero di circa 150 quintali, posta a ridosso di un muretto di cinta.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito la società Italsugheri F.lli S. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi, illustrati da memoria.
Resistono con controricorso il Ministero dell’Interno e il L., che spiegano altresì ricorso incidentale condizionato sulla base di 5 motivi.
Già chiamata all’udienza del 7/7/2014 e rimessa alle S.U. in punto giurisdizione, dichiarata la giurisdizione dell’A.G.O. la causa è stata rimessa a questa Sezione da Cass., Sez. Un., n. 2053 del 2016.
Con il 1 motivo la ricorrente in via principale denunzia “violazione e falsa applicazione” degli artt. 2699 e 2700 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 2 motivo denunzia “omessa o insufficiente motivazione su punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Si duole che la corte di merito abbia erroneamente valutato le emergenze processuali, e in particolare “il rapporto d’intervento dell’8.02.1983, redatto dall’ufficiale di guardia Per. Princ. U.A., prodotto all’udienza del 25.10.1988”, il “verbale del Comando Principale dei Vigili del Fuoco del (OMISSIS) redatto dal capo squadra B.M.; il “verbale di rilevamento del (OMISSIS), redatto dal capo squadra Bu.Sa., prodotti dall’Avvocatura Distrettuale all’udienza del 24.09.1993”, la “deposizione del teste Se..
con il 3 motivo denunzia “violazione e falsa applicazione degli artt. 1223, 2043, 2056 e 2697 c.c., art. 115, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè “contraddittoria e illogica motivazione su punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Si duole che la corte di merito abbia “negato la sussistenza del nesso di causalità tra la condotta omissiva del V.C.R. L.L…. e l’evento”.
Va anzitutto osservato che essi risultano infatti formulati in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che la ricorrente fa riferimento ad atti e documenti del giudizio di merito (es., all’atto di citazione notificato il 16.04.1987″, alla comparsa di costituzione e risposta delle controparti, alla sussistenza del giudice di prime cure, all’atto di appello, alla “deposizione del teste Se.”, ai “documenti/relazione di servizio predisposta dai vigili intervenuti e prospetto riassuntivo dei modi e dei tempi di intervento) prodotti in giudizio”, al “verbale di rilevamento del (OMISSIS) redatto dal Vigile Bu.Sa., prodotto in primo grado dall’avvocatura all’udienza del 24.9.93”, al “rapporto del Maresciallo dei c.c. Se.”, alla deposizione del teste Br.Gi., all’udienza del 6.04,1993″) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente – per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso nè fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la corte di cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. cass., 6/11/2012, n. 19157; Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Orbene, lungi dal denunziare vizi della sentenza gravata rilevanti sotto i ricordati profili, le deduzioni dell’odierna ricorrente, oltre a risultare formulate secondo un modello difforme da quello delineato all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, si risolvono in realtà nella mera doglianza circa la dedotta erronea attribuzione da parte del giudice del merito agli elementi valutati di un valore ed un significato difformi dalle sue aspettative (v. Cass., 20/10/2005, n. 20322), e nell’inammissibile pretesa (avuto in particolare e specificamente riguardo al lasso temporale accertato essere intercorso dalla richiesta dei necessari rinforzi e in ordine alla relativa incidenza causale) di una lettura dell’asserto probatorio diversa da quella nel caso operata dai giudici di merito (cfr. Cass., 18/4/2006, n. 8932).
All’inammissibilità e infondatezza dei motivi consegue il rigetto del ricorso principale, con assorbimento del ricorso incidentale condizionato.
La corte rigetta il ricorso, assorbito il ricorso incidentale condizionato. condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 7.200,00, di cui Euro 7.000,00 per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge.