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Timestamp: 2019-12-06 00:22:46+00:00
Document Index: 7852297

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 65', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 190', 'art. 65', 'art. 56', 'art. 65', 'sentenza ']

art. 1 - L'avvocato (2014) - Foroeuropeo
Art. 1 - L'avvocato - codice deontologico forense 2014
Art. 1 - L'avvocato
Il Consiglio Nazionale Forense, nella seduta amministrativa straordinaria di venerdì 31 gennaio 2014, ha approvato il nuovo Codice deontologico forense in attuazione di quanto previsto nella legge di riforma dell’ordinamento forense (l. 247/2012).
Il testo è stato presentato, il 19 Febbraio 2014, ai Presidenti dei Consigli dell’Ordine e trasmesso al Poligrafico per la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.
Il nuovo codice deontologico è finalizzato innanzitutto alla tutela dell’interesse pubblico al corretto esercizio della professione.
La legge 247/2012, in particolare, ha previsto la tendenziale tipizzazione degli illeciti disciplinari e l’espressa indicazione delle sanzioni, che nel codice corredano ogni fattispecie con un meccanismo di aggravamento e di attenuazione in relazione alla maggiore o minore gravità del fatto contestato.
In linea di continuità con l’ordinamento forense, le previsioni deontologiche tutelano l’affidamento della collettività ad un esercizio corretto della professione che esalti lo specifico ruolo dell’avvocato come attuatore del diritto costituzionale di difesa e la sua funzione sociale.
L'art. 1 sostituisce il precedente preambolo previsto nel codice del 1997 con una nuova formulazione.
Preambolo Codice 1997
Avvocato - giudizi disciplinari - azione disciplinare – prescrizione - Sanzioni disciplinari - Natura amministrativa – Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 9558 del 18/04/2018 Applicabilità della legge più favorevole sulla prescrizione - Esclusione - Fondamento. Le sanzioni disciplinari contenute nel codice deontologico forense hanno natura amministrativa con la conseguenza che, con riferimento al regime giuridico della prescrizione, non è applicabile lo "jus superveniens", ove...
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare -Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 188 La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti, della gravità dei comportamenti contestati, violativi dei doveri di probità, dignità e decoro sia nell’espletamento della attività professionale che nella dimensione privata, con compromissione della immagine...
La sanzione disciplinare nel caso di molteplici addebiti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 147 In ossequio al principio enunciato dall’art. 3 del codice deontologico forense (ora, 21 ncdf), nei procedimenti disciplinari ciò che forma oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato, sia al fine di valutare la condotta in generale sia al fine di infliggere la sanzione più adeguata, che dovrà essere unica nell’ambito di uno stesso...
Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - azione disciplinare - prescrizione – Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 21829 del 27/10/2015
Regime favorevole della nuova legge professionale - Prescrizione - Applicabilità. L'art. 65, comma 5, della l. n. 247 del 2012, laddove sancisce che le norme del nuovo codice deontologico forense si applicano anche ai procedimenti disciplinari in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli, spiega i propri effetti anche con riguardo al regime della prescrizione. Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 21829 del 27/10/2015...
Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 3023 del 16/02/2015
Codice deontologico del 2014 - Applicazione ai procedimenti in corso - Condizioni - Fondamento. In tema di giudizi disciplinari nei confronti degli avvocati, le norme del codice deontologico forense approvato il 31 gennaio 2014 si applicano anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli per l'incolpato, avendo l'art. 65, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, recepito il criterio del "favor rei", in luogo del criterio del "tempus regit actum...
La violazione delle preclusioni processuali può integrare illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 75 La violazione delle preclusioni processuali, ove leda il principio del contraddittorio e il diritto di difesa, come nel caso di deposito di documenti in sede di memoria di replica ex art. 190 cpc, costituisce illecito deontologico perché comportamento contrario ai doveri di lealtà, correttezza e colleganza (In applicazione del principio di cui...
Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense introdotta con la legge n. 247 del 2012 - Disciplina transitoria di cui all'art. 65, comma 5 - Portata - Riferibilità alla sola successione nel tempo delle norme del codice deontologico - Conseguenze - Prescrizione - "Jus superveniens" di cui all'art. 56, comma 3, legge n. 257 del 2012 - Inapplicabilità - Fondamento. In materia di sanzioni disciplinari a carico degli avvocati, l'art. 65, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247...
Illecito predisporre un contratto con clausola compromissoria autodesignandosi come arbitro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 ottobre 2013, n. 196 Viola il generale obbligo di lealtà e correttezza l’avvocato che, svolgendo attività di redazione contrattuale nell’interesse di uno dei contraenti (nella specie, suo cliente abituale) inserisca una clausola arbitrale con la designazione di sé stesso quale arbitro unico, e peraltro in assenza di comprovata adesione dell’altro...
Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - sanzioni disciplinari – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 15120 del 17/06/2013
Principio penalistico dell'applicazione retroattiva della legge più favorevole - Applicabilità - Esclusione - Fattispecie in tema di cancellazione dall'albo professionale. In materia di sanzioni disciplinari a carico degli avvocati, che hanno natura amministrativa, non vige, salvo diversa espressa previsione di legge, il canone penalistico dell'applicazione retroattiva della norma più favorevole, onde al fatto si applica la sanzione vigente nel momento in cui il medesimo è stato commesso. (...