Source: http://pipistro.blogspot.com/2007/07/caso-cipriani-il-diritto-e-il-rovescio.html
Timestamp: 2018-07-18 06:41:39+00:00
Document Index: 68444118

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 698', 'art. 698', 'art. 698', 'sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ']

pipistro on line: Caso Cipriani, il diritto e il rovescio
Il "famoso" decreto di estradizione nei confronti di Benedetto Cipriani in data 12 novembre 2005, opera dell'Ing. Castelli, è introvabile. Dal sommario della Gazzetta Ufficiale, a far tempo dal 12 novembre di quell'anno a tutto il 30 aprile 2006, semplicemente non si trova. O almeno io non lo trovo. Nel frattempo è valsa vale la pena di leggere la risposta di Mastella all'interrogazione di D'Elia circa l'esecuzione di quel provvedimento. Un piccolo capolavoro. Il ministro principia rammentando proprio le parole che la Corte Costituzionale (chiaramente, con la sentenza 223 del 1996) non avrebbe voluto più sentire ("Nel decreto è specificato che, se il Cipriani sarà condannato, nei suoi confronti non potrà essere irrogata e comunque eseguita la pena capitale"). E' evidente che, elidendo il secondo comma dell'art. 698 del codice di procedura penale (che parlava delle "assicurazioni" dello stato richiedente), la Corte ha inteso togliere dal mondo del diritto italiano la possibilità di considerare le "garanzie" in qualsiasi modo offerte all'estero. All'osservazione iniziale - che ha quindi, nel caso, il pregio di una chiacchiera da bar - sempre Mastella fa seguito sulla stessa falsariga ("Il governo degli Stati Uniti ha formalmente comunicato con nota verbale di aver accettato integralmente la condizione prevista dal decreto di estradizione" ecc. ecc.). Dopodiché il ministro passa a fare un po' di confusione tra fatti e reati ("...La sentenza, infatti, contempla l'ipotesi in cui la domanda di estradizione sia avanzata per un reato punibile con la pena capitale", "Nel caso del Cipriani, invece, l'estradizione fu domandata e concessa per un reato che, secondo l'ordinamento ..."). Infatti la norma di cui all'art. 698 cpp, nella parte dichiarata incostituzionale, non parlava di un "reato" punibile con la pena di morte, ma di un "fatto per il quale è prevista la pena di morte". La questione è piuttosto chiara, elidendo il secondo comma dell'art. 698 cpp, la Corte Costituzionale ha automaticamente tolto ogni margine di discrezionalità in relazione alla costruzione (ondivaga) del capo di imputazione, che è cosa ben diversa dal fatto (in se stesso). E per quel "fatto" - appunto - negli USA è prevista la pena di morte quand'anche la Procura e lo Stato del Connecticut abbiano deciso di contestare un reato che non la preveda, al solo scopo di ottenere l'estradizione, "assicurando" poi che il titolo del reato non potrà essere mutato (proprio come richiesto - sembra - nel decreto di Castelli all'alba del novembre 2005). Alla discrezionalità del nostro ministro abbiamo sostituito quella americana. Complimenti! Siamo in ogni caso ben lungi da quei principi assoluti che la Corte Costituzionale ha inserito nel corpo della sentenza 223/96 e in ispecie con il principio (disatteso - a mio parere - anche dal Consiglio di Stato), per cui: "..il divieto contenuto nell'art. 27, quarto comma, della Costituzione, e i valori ad esso sottostanti - primo fra tutti il bene essenziale della vita - impongono una garanzia assoluta. Non hanno fondamento i dubbi della parte privata sulla sussistenza di rimedi giudiziari nell'ordinamento statunitense a tutela della vincolatività dei trattati internazionali stipulati dal governo federale" [...] "L'assolutezza del principio costituzionale richiamato viene infirmata dalla presenza di una norma che demanda a valutazioni discrezionali, caso per caso, il giudizio di affidabilità e di effettività delle garanzie accordate dal Paese richiedente". E' solo il caso di aggiungere che, per converso e contrariamente a quello che sembra il lampante insegnamento della Corte, nella motivazione della sentenza il Consiglio di Stato ha stabilito che - nel caso - "La garanzia non deriva, in definitiva, dalle assicurazioni fornite dal Dipartimento della Giustizia statunitense ma dal sistema delle fonti normative applicabili in quel Paese dal Giudice penale". Di nuovo, si sostituisce alla discrezionalità del ministro, in Italia, quella del giudice (o del sistema) del paese in cui uno come Bush ha dato ingresso al Patriot Act!!
Da Anna, la compagna di Benedetto Cipriani, 28 luglio 2007: «Mi è giunta stamattina una lettera dagli USA.Finalmente ho notizie di Ben. Nuove non di certo completamente buone. Voglio riportare un sunto riguardo le vicende giuridiche. La giustizia americana non vuole che Ben torni in Italia per scontare la pena dato che non ha alcun accordo riguardo il rimpatrio da rispettare con il ministro Mastella. Qui ritiriamo in ballo il famoso decreto di cui nulla si sa,a cui non ci è dato accedere chissà perchè. Ribadisce Ben, a tal punto, che nemmeno il suo avvocato è a conoscenza del suddetto, per il momento. Già li si parla (e questo è un altro punto a favore della tesi di verdetto già emesso) di una condanna a 180 anni. Riguardo ancora il decreto, in esso dovrebbe essere specificato che a ben non sia inflitta la penna di morte avrebbe dovuto rispettare l'accordo di non mutare il capo d'accusa in modo da poter applicare la pena di morte, chi ci dice che questo non verrà fatto? Ho letto un Ben molto provato. Vogliamo ridargli un pò di fiducia,trasmettergli la nostra vicinanza e solidarietà di italiani cittadini dell'Italia e non di una "italietta" pronta a piegarsi davanti alle stelle e strisce? Scrivete a Benedetto, di seguito allego il suo recapito. Ringrazio e chiedo ancora scusa per gli errori, dovuti principalmente alla preoccupazione ed all'emozione: Ben Cipriani - IM 351906 - MacDougall/Walker Correctional Institution - 1153 East St. - South Suffield - 06080 - CT - USA
Ciao Anna, vedo cosa posso fare per diffondere il tuo appello. Intanto ti rispondo. Mastella (nella risposta a D'Elia) riempie il suo discorso di una "assolutezza" che la Corte Costituzionale ha escluso essere sufficiente. Dice il ministro: "Il governo degli Stati Uniti ...ha formalmente comunicato, con nota verbale del 27 giugno scorso, di aver accettato integralmente la condizione prevista nel decreto di estradizione che esclude la pena di morte" - e aggiunge in seguito - "Tale assolutezza trova del resto inequivoca conferma nell'ulteriore impegno, pure assunto formalmente dagli Stati Uniti con la stessa nota verbale, di consentire al Cipriani, in caso di condanna e su sua richiesta, di scontare parte della pena in Italia". Il Consiglio di Stato ha parimenti giustificato la propria decisione statuendo che "il reato per cui è accusato Benedetto Cipriani non prevede la pena capitale e i fatti per i quali l'estradizione è stata richiesta dagli USA non possono essere ivi riqualificati come elementi costitutivi di un reato punibile con la pena capitale, pena la violazione di una norma pattizia speciale e imperativa, recepita nell'ordinamento dello Stato richiedente". Questo significa, in soldoni, che gli USA si sono impegnati (pattiziamente, nel trattato Italia - USA) a non riqualificare il fatto con altro che preveda la pena di morte.Per quanto in concreto una decisione di segno diverso provocherebbe un incidente diplomatico e una bufera politica, questa garanzia non è ritenuta sufficiente dalla Corte Costituzionale, che, come ho già scritto, ha sentenziato che: "...non hanno fondamento i dubbi della parte privata sulla sussistenza di rimedi giudiziari nell'ordinamento statunitense a tutela della vincolatività dei trattati internazionali stipulati dal governo federale". In altre parole, la Corte Costituzionale non ritiene in generale sufficienti a garantire il principio assoluto di esclusione della pena di morte per un estradato, i rimedi eventualmente destinati a far rispettare il trattato stipulato fra Italia e USA nei singoli Stati dell'unione. Mi chiedo poi che significato e che valore possa avere l'impegno a far scontare "parte" della pena in Italia, ma senza leggere il decreto (e forse anche leggendolo) sembrano solo parole.
Posted by pipistro at 21:32
Del "Caso Cipriani" non ne parla nessuno, qui ho trovato aggiornamenti interessanti, grazie pipistro.
Anna, per quel che posso, sono vicina a te e Benedetto.
un abbraccio Tella
Ti ringrazio Tella...
Se vuoi, puoi leggere ancora su "Lettera Maltese" "Indie gesta"
"Mente Critica" "Unoenessuno"
Colgo anche io l'occasione per dire "apertis verbis" a Pipistro
ricopio qui sotto un commento che Katia ha messo sotto un altro post di questo blog, per il caso tu non lo abbia letto.
In proposito ricopio anche i numeri di telefono della direzione dei due corpi del MacDougall-Walker Correctional Institution:
Anna, devi sapere, magari telefonando alla prigione quale sia il numero di matricola di Benedetto, cerca di sapere in che prigione sta e telefona loro per sapere come metterti in contatto, non possono assolutamente impedirtelo. L'unico motivo per cui potrebbe non scrivere è se è in isolamento, ma ti consiglierei di coinvolgere il consolato di pertinenza. Quando sei riuscita a contattarlo dovresti riuscire a fare in modo di avere un numero americano, oddio, le regole cambiano da una prigione all'altra, devi chiedere il modo come fare per telefonarti, se vuoi scrivimi a katia@carloparlanti.it
Pi, ti ringrazio per i numeri di telefono che mi fornisci.
Chiamerò di certo.
Un saluto piuttosto notturno anche a te.
Aspettati una mia mail.
fla57@libero.it
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The killers were caught and are in prison, but the alleged ringleader, well, he takes off to Italy where he lives the good life with his mother crushing grapes with his bare feet somewhere on the shores of Lake Como.
One day, the Italian cops catch him and he's thrown in jail where he belongs. The U.S. tries to extradite him but Italy says its laws won't allow them to extradite a prisoner to a country that has capital punishment.
The U.S. lawyers say no problem, they won't charge him with a crime that would result in the death penalty. Cipriani's lawyers fight back and America keeps taking it to higher and higher Italian courts. Each one says Cipriani has to go back to the States, except the last one.
They say he can stay in Italy and then they let him go because Italian law allows for a person who's waiting extradition to be freed after a year and a half! Mama, mia!
We're so proud of our Italian heritage in Connecticut, but this is how the boot treats us, letting a possible accessory to murder go free.
I know globalization is all about fair and free trade, but I hope it will someday mean uniform world justice.
I was made aware of your cartoon listed in the Sunday March 25th edition of the Hartford Courant with the boot of Italy kicking the State of Connecticut. I am the wife of Barry Rossi, one of the three murdered in the brutal slaying planned by suspect Benedetto Cipriani.
I had to read your cartoon blog online to understand the intent of your 'cartoon'. If you haven't read the blog, the cartoon could be interpreted in different ways. Thank you for caring about this issue and understanding that justice should be uniform across the world.
I do see one thing very incorrect with your depiction of the situation. Correctly, the boot of Italy should be kicking the 'arm of justice' or the 'face of righteousness' versus the State of Connecticut.
The State of Connecticut has worked very hard on this case. Their efforts have been relentless. They are an admirable, selfless group that sacrifice their lives daily for us, the people of this state, the ones that have had an injustice placed on them by someone else's sinful acts. They do not give up hope. Your cartoon interpretation has kicked everyone of those people that have worked so hard for justice in this case, and in this state, I feel you owe them an apology. The State of Connecticut isn't being kicked, in reality, justice is.
Several people's lives have been totally destroyed and devastated by these murders. Re-building yourself after losing the person you love to homicide is indescribable, a total loss with hopelessness and immense pain that seems endless. This group helps us to rebuild and gives us hope. They realize with a keen sense the wrongness of it all.
Another inaccuracy on your blog is that the U.S. is taking this to higher and higher Italian courts. The drudgery of this case passing through the Italian court system has been initiated by Ben Cipriani himself, not the U.S. In his desperate fight to not face extradition back to the U.S. and stand trial he has tried every possible legal loophole. The U.S. has been diligent in following the correct procedure to ensure the extradition treaties are upheld by Italy.
This country needs to stand up and take note of the evil around them and the fact that murder is becoming commonplace. We should all realize how important justice is. I pray being a victim of murder on no one. The citizens of Connecticut need to know there are people like our Connecticut Law Enforcement out there everyday fighting what seems to be an endless task. My husband's life, and my life that I lost with his death -- priceless and irreplaceable. I wish the media could step in and direct their energies on helping our justice system versus printing cartoons.
Posted by: Anne Rossi | March 29, 2007 at 10:33 AM
Posted by: Bob Englehart | March 29, 2007 at 09:04 AM
Posted by: Dale Stevens | March 28, 2007 at 08:08 AM
Posted by: Terrence McCarthy | March 27, 2007 at 07:51 PM
The author of pipistro.blogspot.com has written an excellent article. You have made your point and there is not much to argue about. It is like the following universal truth that you can not argue with: The Matrix has you. Thanks for the info.