Source: https://legaudcmagliaso.blogspot.com/2013/01/
Timestamp: 2020-01-29 02:02:52+00:00
Document Index: 68966321

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 66', 'art. 68', 'art. 73', 'art. 7']

Lega - UDC - Indipendenti #RinnoviAmoMagliaso: gennaio 2013
Interpellanza – Il Municipio agisca nella legalità!
Lo scorso 20 dicembre 2012, il comune di Magliaso pubblicava sulla propria pagina internet un comunicato dal seguente tenore:
Su richiesta del sottoscritto primo firmatario, il segretario comunale precisava che l'aumento riguardava il rotolo di dieci sacchi dei rifiuti da 17l (passato da CHF 0.90 a CHF 1.10) e i rotoli da dieci sacchi da 35l (passato da CHF 1.00 a CHF 1.20). L'aumento segue le condizioni del mercato, mentre restano invariati i prezzi dei sacchi da 60l e da 110l.
Quanto alla necessità di una base legale (ordinanza municipale o semplice decisione municipale?), veniva precisato che il nostro comune si trova in fase sperimentale (verosimilmente ancora per l'anno in corso) e che il Municipio ha chiesto ed ottenuto la collaborazione fattiva da parte della popolazione per la sperimentazione del sistema di sacchi dei rifiuti ufficiali. In seguito, verrà modificato il Regolamento per il servizio raccolta ed eliminazione dei rifiuti del 18 dicembre 1996, con la fissazione dei prezzi nella relativa ordinanza municipale.
Precisiamo che sia il sistema sperimentale che la vendita a prezzi di mercato non vengono qui contestati.
Volendo approfondire la questione, in data 21 dicembre 2012 il sottoscritto primo firmatario ha preso contatto con la Sezione enti locali (SEL) del Canton Ticino e discusso con una giurista, la quale ha espresso la sua convinzione che la decisione di aumentare i prezzi dei sacchi dei rifiuti ufficiali avrebbe dovuto essere pubblicata mediante ordinanza municipale. Una sua assenza quindi, come nel caso presente, denota una mancanza palese di una base legale! Il ragionamento alla base di ciò è che, seppure non venduti a prezzi maggiorati, i cittadini sono tenuti ad acquistare unicamente i sacchi ufficiali per smaltire i loro rifiuti, pena una multa.
È risaputo che se un singolo cittadino può agire liberamente, purché la legge non disponga altrimenti, tale discorso non vale per un ente pubblico, tenuto ad agire solo se la legge glielo permette.
Rileviamo che la stesso discorso vale inoltre anche per i prezzi dei sacchi dei rifiuti ufficiali fissati all'inizio della fase sperimentale a fine 2011 e non precisati in un’ordinanza.
Al nostro Gruppo si è dunque posta la questione di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato entro 15 giorni dalla pubblicazione della decisione del Municipio, ferie giudiziarie escluse, per l'annullamento della stessa.
Con un gesto di buona volontà politica, nessun ricorso è stato inoltrato da parte nostra per i seguenti motivi:
È meglio cercare di risolvere i problemi “in famiglia”, considerato il fatto che per farlo occorre semplicemente che il Municipio inserisca la sua decisione in un'ordinanza. Questa soluzione eviterebbe un conflitto tra il nostro Gruppo e il Municipio, con relativo dispendio di tempo e risorse per entrambi.
Un ricorso, il cui accoglimento sarebbe stato certo, avrebbe portato all'annullamento della decisione di aumento dei prezzi e di fatto del sistema sperimentale stesso con la relativa statistica dei sacchi venduti, oppure ad un sistema sperimentale con i sacchi offerti dal Comune ai cittadini, invece che venduti. Tutto questo in attesa di una base legale.
Nel caso il Municipio non accogliesse le proposte contenute nella presente interpellanza, potremo sempre rivolgerci alla SEL affinché esso ottemperi ai suoi doveri, fissando i prezzi dei sacchi in una base legale e permettendo ai cittadini di esercitare i propri diritti.
Da ultimo, sottolineiamo che dal colloquio telefonico menzionato precedentemente è emerso che una fase sperimentale di così lunga durata sembra comunque poco giustificata.
Intende rimediare rapidamente all'assenza di una base legale in merito alla vendita dei sacchi dei rifiuti ufficiali, fissandovi un contenuto minimo, ovvero i prezzi, il luogo di vendita e il principio della contabilizzazione delle vendite a fini statistici?
Può dirci se i sacchi dei rifiuti ufficiali sono venduti a prezzo di costo o a prezzi di mercato? A quali fini viene utilizzato l'eventuale ricavo?
Per quale motivo il sistema sperimentale dura ormai da oltre un anno e raggiungerà probabilmente due anni? Un solo anno non sarebbe bastato per verificare l'efficacia del sistema nella lotta contro il "turismo del sacco"?
Marco Burkhard, Paola De Gaudenzi
Pubblicato da Luca Paltenghi alle 11:48 Nessun commento:
Etichette: Interpellanze, Raccolta rifiuti
Interpellanza – Informazione e trasparenza a favore del Cittadino
La salute di una democrazia si misura anche da quanto uno Stato è trasparente sulle proprie attività e da quanto la popolazione ne è informata. Vi sono accorgimenti che l’ente pubblico stesso, a qualsiasi livello, può prendere sulla sola base del buon senso, mentre per altre situazioni è la legge a prescrivere come agire.
A livello svizzero vi sono in vigore già da tempo la Legge e il Regolamento sul principio di trasparenza dell’amministrazione, mentre a livello cantonale vi sono finalmente in vigore dal 1° gennaio 2013 la Legge sull’informazione e sulla trasparenza dello Stato (LIT) e il relativo Regolamento (RLIT). La nuova legge è importante perché “sostituisce al principio della segretezza con riserva di pubblicità il principio della pubblicità con riserva di segretezza” (cf. www.ti.ch/trasparenza). Inoltre, “[l]e autorità informano la popolazione sulle loro attività ove sussista un interesse generale e non vi si opponga un interesse pubblico o privato preponderante”; “[l]’informazione dev’essere adeguata, chiara e rapida” (art. 5 cpv. 1 e 2 LIT).
La mancanza d’informazione e la conseguente assenza di controllo pubblico provocano malessere nella popolazione, borbottii più o meno giustificati, distaccamento dalla realtà locale, disinteresse verso la vita politica, antipolitica e interrogazioni o interpellanze che potrebbero essere evitate.
Attualmente, constatiamo che a Magliaso la popolazione è poco informata su quanto avviene a livello comunale, fatto salvo qualche volantino relativo a manifestazioni e alle informazioni pubblicate all’albo comunale o sul sito internet. Numerosi menu sul sito internet sono costantemente vuoti, tra i quali citiamo i menu “manifestazioni”, “comunicati stampa”, “mozioni”, “interpellanze”. Sui media capita raramente di leggere notizie concernenti Magliaso, nemmeno quando il Municipio presenta un preventivo, un consuntivo o un messaggio importante o quando vi è una seduta di Consiglio comunale, al contrario di altri comuni anche più piccoli. Il Cittadino più solerte può tenersi informato tramite il breve estratto delle risoluzioni delle sedute di Consiglio comunale e i messaggi municipali pubblicati per un certo tempo sul sito comunale (e all’albo, per le risoluzioni), ma quanti lo fanno realmente? Il Municipio sembra perseguire una strategia comunicativa pressoché nulla, non al passo con i tempi e con le odierne tecniche di comunicazione politica, ma piuttosto adatta ad un sistema feudale, dove i pochi decidono in gran segreto per tutti. Questa strategia sembra confermata anche da quanto annunciato nella seduta di Consiglio comunale del 19 novembre 2012, in cui il Municipio diceva di preferire “una divulgazione mediatica ‘di basso profilo’”, chiedeva ai presenti di ricordare la filosofia del “risolvere i problemi in casa propria” che darebbe sempre buoni frutti ed esortava a non rovinare la reputazione di Magliaso e a non contribuire “a far divenire i giornalisti dei giornalai”!
Una moderna strategia di comunicazione invece vuole che un ente pubblico informi ed interagisca in quanti più modi possibili con i propri abitanti (comunicati inviati ai media cartacei e online, sito internet, newsletter, bollettino comunale). Inoltre, il moderno concetto di “Open government” chiede che l’ente pubblico sia aperto e trasparente sulle proprie attività e sulla propria struttura e organizzazione, garantendo quindi un vero controllo pubblico sul suo operato, in particolare anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie.
Il concetto di “Open government” si sposa con la filosofia della LIT menzionata all’inizio della presente interpellanza. La legge, che si applica tra gli altri anche “alle Assemblee comunali, ai Consigli comunali e alle loro commissioni, ai Municipi e alle amministrazioni comunali” (art. 2 cpv. 1 let. d LIT), all’art. 5 cpv. 3 indica chiaramente che “[l]e autorità comunicano le loro informazioni attraverso i media”. Il RLIT precisa all’art. 4 che le autorità informano la popolazione e i media pubblicando “su Internet le informazioni sugli ambiti e sugli affari importanti che rientrano nella loro sfera di competenza” e pubblicano “al più presto su Internet i documenti ufficiali d’interesse generale o ritenuti importanti, se ciò non comporta un dispendio sproporzionato e la pubblicazione su Internet non è contraria ad alcuna disposizione legale”.
Nel nostro piccolo, il nostro Gruppo cerca di applicare questi principi di apertura e di trasparenza nella propria attività politica, informando la popolazione tramite i media e tramite un volantino già distribuito in un’occasione.
Anche per quel che concerne le commesse pubbliche, la legislazione in vigore richiede trasparenza. Infatti, l’art. 7 cpv. 3 della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) del 20 febbraio 2001 indica che “[i]l committente rende annualmente pubblica la lista delle commesse aggiudicate a invito o incarico con importi superiori a fr. 5’000.--".
Sottolineiamo infine che le richieste contenute nell’interpellanza non vogliono essere un aumento del carico di lavoro per l’amministrazione comunale; a ben guardare infatti, se fatte regolarmente, si tratta di semplici operazioni che richiedono pochi click del mouse o qualche decina di minuti a dattilografare sulla tastiera. Anche il dispendio finanziario è tutto sommato limitato.
Alla luce di queste considerazioni, avvalendoci della facoltà data dagli art. 66 LOC e 28 ROC, ci permettiamo quindi di sottoporre al lodevole Municipio la seguente
Intende attivarsi per distribuire periodicamente in forma scritta (2-4 volte l’anno) a tutti i fuochi del comune un bollettino comunale e per inviare regolarmente una newsletter a chi si sarà iscritto tramite il sito comunale?
Intende informare regolarmente i media (e di riflesso il Cittadino) in merito alla presentazione dei principali Messaggi municipali (preventivi e consuntivi, investimenti principali) e alle decisioni del Consiglio comunale?
Intende tenere sempre aggiornato il sito comunale, con la pubblicazione in particolare delle seguenti informazioni (oltre a quelle già presenti oggi)?
Nominativi dei delegati delle commissioni e delegazioni giusta gli art. 68 e 69 ROC, dei delegati giusta l’art. 73 ROC e dei rappresentanti e supplenti nei Consorzi ed Enti
Interpellanze, scritte e orali (attualmente menu sul sito comunale laconicamente vuoto)
Risposta del Municipio ad interrogazioni ed interpellanze
Mozioni (attualmente menu sul sito comunale laconicamente vuoto), relativi rapporti della commissione e rapporti preliminari del Municipio, Messaggio municipale
Rapporti delle commissioni del Consiglio comunale sui MM
Estratto delle risoluzioni del Consiglio comunale, senza che vengano cancellate dal sito dopo un certo tempo come avviene ora
Intende pubblicare online le informazioni relative all’avanzamento dei cantieri comunali e degli investimenti approvati (in particolare nome del cantiere/investimento, data d’inizio dei lavori, costi preventivati e credito approvato, stato d’avanzamento dei lavori e utilizzo del credito, data di chiusura, costo finale, eventuali ritardi o conclusione anticipata)?
Intende rendere pubblica annualmente la lista delle commesse pubbliche giusta l’art. 7 cpv. 3 LCPubb, ad esempio sul sito comunale e/o sul portale simap.ch (il sistema informativo delle commesse pubbliche in Svizzera), raggiungibile per gli interessati tramite un link dal sito comunale?
Vi sono altri aspetti dell’attività comunale, non a conoscenza degli interpellanti, che invece il Municipio pensa possano essere di pubblico interesse, nel pieno rispetto dei principi della trasparenza e dell’informazione?
Pubblicato da Luca Paltenghi alle 11:45 Nessun commento:
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