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Timestamp: 2020-07-05 21:10:26+00:00
Document Index: 170594001

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 168', 'art. 141']

Ministero della giustizia - Protocollo di intesa tra Provveditorato Veneto, Friuli VG, Tretino AA e Regione Trentino AA in materia di mediazione penale - 29-30 aprile 2015
Rep. n. 17 Registro di raccolta del contratti
Prot. n. / atti non soggetti a repertoriazione
Rep. Nr. 17 Vertragsverzeichnis
Prot. Nr. / nicht registrierungspflichtige Akte
PROVVEDITORATO REGIONALE PER IL VENETO FRIULI VENEZIA GIULIA E TRENTINO ALTO ADIGE
REGIONALE VERWALTUNGSBEHORDE FOR DIE REGIONEN VENETIEN, FRIAUL - JULISCH VENETIEN UND TRENTINO-SÜDTIROL
TRENTINO-ALTO/SÜDTIROL
la Risoluzione (27) della Dichiarazione di Vienna delle Nazioni Unite del 2000 prevede l'introduzione di strategie di intervento a livello nazionale, regionale e internazionale a supporto delle vittime di reato quali la mediazione e gli istituti di giustizia riparativa;
la Risoluzione (28) della Dichiarazione di Vienna delle Nazioni Unite del 2000 promuove lo sviluppo di politiche di giustizia riparativa, di procedure e di programmi che sviluppino ii rispetto del diritti, del bisogni e degli interessi delle vittime, degli autori di reato, della comunità e di tutte le parti;
la Raccomandazione agli Stati membri del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, R (99) n. 19 contiene le linee guida sulla mediazione in materia penale, l'invito a diffonderne l'impiego, come alternativa al processo penale, nel corso del processo e lungo tutto ii percorso penale;
la Raccomandazione n. 22 del 1999 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa contiene l'invito, nel rispetto delle tradizioni giuridiche e del principi costituzionali degli Stati membri, a fare ricorso, nei casi appropriati, a procedimenti semplificati e a forme di componimento stragiudiziale, alternativi all'azione penale, allo scopo di evitare sia il processo penale completo, sia II ricorso alla detenzione, al fine di ridurre il sovraffollamento negli istituti di pena;
Il decreto legislativo 15 marzo 1992, n. 267 "Norme di attuazione dello Statuto Speciale per il Trentino- Alto Adige concernenti modifiche a norme di attuazione già emanate" ed in particolare l'art. 6 il quale attribuisce alla Regione Autonoma Trentino- Alto Adige/Südtirol particolari compiti e funzioni di giudici di pace;
il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 "Disposizioni sulla competenza penale giudice di pace, a norma dell'art. 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468" ed in particolare l'art. 2, comma 2, il quale prevede che nel corso del procedimento il giudice di pace deve favorire, per quanto possibile, la conciliazione tra le parti;
l'art. 3 della legge regionale 16 luglio 2003, n. 4 il quale dispone in merito all'istituzione e del Centro per la Mediazione;
la deliberazione della Giunta regionale n. 280 del 20 maggio 2004, con la quale è stato costituito e reso operativo dal 1 giugno 2004 il Centro per la Mediazione, articolato in una sezione a Trento ed in una sezione a Bolzano, alto scopo di consentire ai giudici di pace del territorio di avvalersi dell'intervento di esperti di mediazione cosi come previsto dall'art. 29 comma 4 del decreto legislativo n. 274/2000;
il Protocollo di collaborazione tra la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e ii Ministero della Giustizia di data 23 giugno 2005, con il quale è stata formalmente riconosciuta l'operatività del Centro per la Mediazione anche in riferimento alto sviluppo di percorsi di mediazione nell'ambito minorile e nel corso dell'esecuzione della pena;
l'Intesa Istituzionale siglata il 13 settembre 2012 tra la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, il Ministero della Giustizia e la Provincia Autonoma di Trento, la quale prevede che la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol metta a disposizione del Servizi periferici dell'Amministrazione Penitenziaria e della Giustizia Minorile le risorse professionali e organizzative del Centro per la Mediazione al fine di realizzare l'attività di mediazione tra vittima e autore del reato, lo sviluppo di attività riparatorie in favore della vittima e della comunità e la costruzione di progetti di riparazione;
la deliberazione n. 69 di data 31 marzo 2014 con la quale la Giunta regionale ha dettato l'atto di indirizzo e le linee guida per la XV legislature;
l'art. 6 comma 5 della legge regionale 31 luglio 1993 n. 13 e l'articolo 15 della legge 7 agosto 1990 n. 241 i quali prevedono che la pubblica amministrazione possa concludere accordi con altre pubbliche amministrazioni per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune;
II Capo ll della Legge 28 aprile 2014, n. 67 "Deleghe al governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e net confronti degli irreperibili", particolare gli artt. 3 e seguenti, i quali nel modificare le norme codicistiche penali in materia prevedono l'introduzione dell'istituto di sospensione del processo con messa alla prova anche nel caso di reati specifici a carico di persone adulte,
che la messa alla prova comporta, ai sensi dell'art. 168-bis c p., la prestazione di condotte volte all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato nonché, ove possibile, il risarcimento del danno dallo stesso cagionato;
che la messa alla prova prevede l'affidamento dell'imputato al servizio sociale per lo svolgimento di un programma che pu6 implicare, tra l'altro, l'attività di volontariato di rilievo sociale, ovvero l'osservanza di prescrizioni relative ai rapporto con il servizio sociale o con una struttura sanitaria, alla dimora, alla libertà di movimento, al divieto di frequentare determinati locali;
che la sospensione con messa alla prova è inoltre subordinata alla prestazione di lavoro di pubblica utilità;
che per effetto delle nuove norme introdotte, nei casi previsti, l'imputato pu6 presentare richiesta di sospensione del processo con messa alla prova allegando a tale richiesta un programma di trattamento, elaborato d'intesa con l'Ufficio di esecuzione penale esterna di riferimento, contenente tra l'altro la possibilità di attivare condotte volte a promuovere la mediazione con la persona offesa;
che il Centro per la Mediazione della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol svolge attività di mediazione penale finalizzata in particolare a fornire supporto alle vittime di reati e a favorire la riparazione delle conseguenze dannose del reato
che gli Uffici di esecuzione penale esterna (di seguito denominati U.E.P.E.), in base alle disposizioni contenute nell'art. 141-ter delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del c.p.p., nello svolgere le funzioni dei servizi sociali per la messa alla prove, hanno ii compito di riferire specificamente al giudice, tra le altre cose, "sulla possibilità di svolgere attività riparatone, nonché sulla possibilità di svolgimento di attività di mediazione, anche avvalendosi a tal fine di centri o strutture pubbliche o private presenti sul territorio";
opportune la collaborazione tra la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e il Provveditorato Regionale per il Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige in considerazione della possibilità di estendere la partecipazione a percorsi di mediazione ad un numero sempre maggiore di persone coinvolte in procedimenti penali e di favorire in questo modo lo sviluppo delle pratiche di giustizia riparativa su tutto il territorio della Regione. Trentino-Alto Adige/Südtirol, promuovendo net contempo la culture della comunicazione e della gestione non violenta dei conflitti;
IL PROVVEDITORATO REGIONALE PER IL VENETO FRIULI VENEZIA GIULIA E TRENTINO ALTO ADIGE
LA REGIONE AUTONOMA E TRENTINO-ALTO ADIGE/SÜDTIROL
gli U.E.P.E. di Trento e Bolzano, previa selezione del casi in cui sia individuabile una parte offesa, sia essa persona fisica o giuridica, informano gli imputati, che abbiano fatto richiesta di sospensione del processo con messa alla prova, della possibilità di rivolgersi al Centro per la Mediazione al fine di mettere in atto condotte volte a promuovere la conciliazione con la parte offesa e la riparazione delle conseguenze del reato;
la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol mette a disposizione degli imputati che ne facciano richiesta le risorse del Centro per la Mediazione per l'attivazione di percorsi di mediazione tra vittima e autore del reato, per un numero massimo di cinquanta all'anno nei primi due anni di svolgimento dell'attività, con la riserva di una possibile diversa determinazione in merito da parte del firmatari del presente Protocollo sulla base di verifiche e confronti periodici;
il Centro per la Mediazione, dopo aver verificato l'assenza di condizioni ostative, attiva ii tentativo di mediazione, producendo al termine dello stesso un documento relativo all'esito della procedura;
il Centro per la Mediazione e ii Provveditorato Regionale si impegnano a concordare le linee operative specifiche del servizio e ad osservarle anche al fine di garantire l'adempimento di tutti gli obblighi relativi al trattamento dei dati personali e alla tutela dei diritti delle vittime di reato, oltre che la fruibilità e l'efficienza del servizio,
il servizio s'intende rivolto a tutti gli utenti degli U.E.P.E. di Trento e Bolzano. L'eventuale estensione agli utenti di U.E.P.E. diversi da quelli di Trento e Bolzano, net caso in cui la vittima del reato sia comunque residente in provincia di Trento o Bolzano, sarà oggetto di future possibili integrazioni delle linee operative;
il Centro per la Mediazione e II Provveditorato Regionale si impegnano inoltre a collaborare, attraverso eventuali ulteriori iniziative congiunte, alla sensibilizzazione degli utenti e delta cittadinanza tutta al tema delta giustizia riparativa.
L'attività di mediazione sarà periodicamente monitorata congiuntamente in modo da poter eventualmente concordare ulteriori azioni nell'ambito del servizio.
die Resolution (27) der Wiener Erklärung der Vereinten Nationen aus dem Jahr 2000 die Einleitung nationaler, regionaler und internationaler Aktionspläne zur Unterstazüng von Verbrechensopfern wie die Vermittlung und die wiedergutmachende Justiz vorsieht;
die Resolution (28) der Wiener Erklärung der Vereinten Nationen aus dem Jahr 2000 die Ausarbeitung von Politiken, Verfahren und Programmen für eine wiedergutmachende Justiz befürwortet, die die Rechte, Bedürfnisse und Interessen von Opfern, Tätern, Gemeinwesen und alien sonstigen Parteien achten;
die Empfehlung des Ministerkomitees des Europarates R (99) Nr. 19 an die Mitgliedstaaten betreffend die Richtlinien zur Mediation in Strafsachen zu deren Anwendung in Alternative zum herktimmlichen Strafverfahren auffordert, die im Laufe des Verfahrens sowie während des gesamten Strafvollzugs zu fürdern ist;
die Empfehlung Nr. 22/1999 des Ministerkomitees des Europarates, unter Achtung der Rechtstraditionen und der Verfassungsgrundsatze der Mitgliedstaaten, zur Anwendung — wo dies angebracht 1st — von vereinfachten Verfahren und außergerichtlichen Streitbeilegungsformen in Alternative zum Strafverfahren auffordert, um sowohl das vollständige Strafverfahren als auch die Inhaftierung zwecks Eindämmung der Oberbelegung in den Strafanstalten zu vermeiden;
des gesetzesvertretenden Dekrets vom 15. März 1992, Nr. 267 „Durchführungsbestimmungen zum Sonderstatut für Trentino-Südtirol betreffend Änderungen zu bereits erlassenen Durchführungsbestinnmungen", und insbesondere des Art. 6 laut dem der Autonomen Region Trentino-Südtirol besondere Aufgaben und Funktionen in Sachen Friedensgerichte zugewiesen werden;
des gesetzesvertretenden Dekrets vom 28. August 2000, Nr 274 betreffend „Bestinnmungen über die Zuständigkeiten des Friedensgerichtes in Strafsachen gemäß Art. 14 des Gesetzes vom 24. November 1999, Nr. 468" und insbesondere des Art. 2 Abs. 2, laut dem der Friedensrichter im Laufe des Verfahrens möglichst die Schlichtung zwischen den Parteien herbeizuführen hat;
des Art. 3 des Regionalgesetzes vom 16. Juli 2003, Nr. 4 betreffend die Einrichtung und Tätigkeit der Mediationsstelle;
des Beschlusses des Regionalausschusses vom 20. Mai 2004, Nr. 280 zur Errichtung und Inbetriebnahme der Mediationsstelle ab dem 1. Juni 2004 mit einer Sektion in Trient und einer in Bozen, damit die Friedensrichter bei ihrer Tätigkeit ober Mediationsexperten verfügen können (Art 29 Abs. 4 des gesetzesvertretenden Dekrets Nr. 274/2000);
des Protokolls zur Zusammenarbeit zwischen der Autonomen Region Trentino-Südtirol und dem Justizministerium vom 23. Juni 2005, mit dem die Tätigkeit der Mediationsstelle auch in Bezug auf die Verwendung von Mediationsverfahren im Jugendstrafbereich und während des Strafvollzugs anerkannt wurde;
der am 13. September 2012 zwischen der Region Trentino-Südtriol, dem Justizministerium und der Autonomen Provinz Trient unterzeichneten Institutionellen Vereinbarung, laut der die Region Trentino-Südtirol den Außenstellen der Gefängnisverwaltung und des Jugendgerichtes die fachlichen und technischen Ressourcen der Mediationsstelle für die Durchführung des Täter-Opfer-Ausgleichs auch mittels wiedergutnnachender Handlungen zugunsten des Opfers und der Gemeinschaft und der Ausarbeitung von Wiedergutmachungsprojekten zur Verfügung stellen;
des Beschlusses des Regionalausschusses vom 31. März 2014, Nr. 69, mit dem das Programm und die Leitlinien für die 15. Legislaturperiode festgelegt wurden;
des Art. 6 Abs. 5 des Regionalgesetzes vom 31. Juli 1993, Nr. 13 und des Art. 15 des Gesetzes vom 7. August 1990, Nr. 241, laut denen die öffentlichen Verwaltungen für die einvernehmliche Abwicklung von Tätigkeiten gemeinsamen Interesses untereinander Vereinbarungen abschließen können;
das II. Kapitel des Gesetzes vom 28. April 2014, Nr. 67 „Delegierung der Befugnisse in Sachen alternative Haftstrafen und Reform des Strafsystems an the Regierung. Bestinnmungen in Sachen Aussetzung des Verfahrens mit Betreuung auf Probe sowie gegenüber den ünauffindbaren Angeklagten", und insbesondere in die Art. 3 und ff., die die entsprechenden Strafbestimmungen ändern, indem sie das Institut der Aussetzung des Verfahrens mit Betreuung auf Probe auch für Erwachsene in dem Falle spezifischer Verbrechen einführen;
die Betreuung auf Probe im Sinne des Art 168 bis des Strafgesetzbuches die Wiedergutmachung zur Beseitigung schädlicher oder gefährlicher Folgen der Straftaten und — wenn möglich — den Schadenersatz vorsieht;
die Betreuung auf Probe Überlassung des Angeklagten an den Sozialdienst zur Dürchfahrung eines Programms betreffend u a. die Ausübung von sozial relevanter Freiwilligenarbeit, bzw. die Beachtung von Vorschriften bei den Beziehungen mit dem Sozialdienst oder einer Sanitätseinrichtung sowie benglich des Wohnsitzes, der Bewegungsfreiheit und des Verbots, bestimmte Lokale zu betreten, vorsieht;
die Aussetzung des Verfahrens mit Betreuung auf Probe außerdem die Leistung von Sozialstunden vorsieht;
der Angeklagte infolge dieser neuen Bestimmungen in den vorgesehenen Fällen Antrag auf Aussetzung des Verfahrens mit Betreuung auf Probe stellen kann, dem er emn einvernehmlich mit dem zuständigen Amt für den offenen Strafvollzug festgelegtes Behandlungsprogramm beilegen muss, in dem u. a die Möglichkeit des Zugangs zur Mediation mit dem Opfer der Straftaten vorgesehen wird;
In Anbetracht außerdem der Tatsache, dass
die von der Mediationsstelle der Autonomen Region Trentino-Südtirol ausgeübte strafrechtliche Mediationstätigkeit insbesondere zur Unterstutzung der Opfer von Straftaten und zur Wiedergutmachung deren schädlichen Folgen client;
die Ämter für den offenen Strafvollzug aufgrund der im Art 141-ter der Durchführungs-, Koordinierungsund Übergangsbestimmungen zur Strafprozessordnung enthaltenen Vorschriften im Zuge der Sozialleistungen für die Betreuung auf Probe ausdrücklich dem Richter u. a. über die mögliche Ausübung von Wiedergutmachungstätigkeiten sowie über die mögliche Ausubung von Mediationstatigkeiten, auch unter Inanspruchnahnne öffentlicher oder privater Stellen oder Einrichtungen des jeweiligen Gebiets berichten müssen;
der Zweckmäßigkeit einer Zusammenarbeit zwischen der Autonomen Region Trentino-Südtitol und der Regionalen Verwaltungsbehörde für die Regionen Venetien, Friaul — Julisch Venetien und Trentino-Südtirol, um einer immer höheren Anzahl von in Strafverfahren verwickelten Personen die Möglichkeit eines Mediationsverfahrens einzuräumen und auf diese Weise wiedergutmachende Handlungen im gesamten Gebiet der Region Trentino-Südtirol zu fördern und dabei gleichzeitig die Kommunikation und die gewaltfreie Lösung von Konflikten zu fördern;
All dies vorausgeschickt,
VERWALTUNGSBEHORDE
FOR DIE REGIONEN
FRIAUL - JULISCH
VENETIEN TRENTINO-SÜDTIROL
DIE AUTONOME REGION TRENTINO-SODTIROL
die Ämter für den offenen Strafvollzug von Trient und Bozen informieren — nach Auswahl der Falle, in denen em ein Opfer, sei es eine natürliche oder eine juristische Person, erkennbar ist, — die Angeklagten, die die Aussetzung des Verfahrens mit Betreuung auf Probe beantragt haben, über die Möglichkeit, sich an die Mediationsstelle für die Einleitung des Täter-Opfer-Ausgleichs und der Wiedergutmachung der Folgen der Straftat wenden zu können;
die Autonome Region Trentino-Südtirol stellt den Angeklagten die Ressourcen der Mediationsstelle für die Einleitung des Täter-Opfer-Ausgleichs, sofern sie diesen beantragen, zur Verfügung. In den ersten zwei Jahren dieser Tätigkeit wird höchstens fünfzig Anträgen pro Jahr stattgegeben, vorbehaltlich einer eventuellen anderen Entscheidung seitens der Unterzeichner dieses Protokolls aufgrund regelmäßiger Überprüfungen und Vergleiche;
die Mediationsstelle leitet — nachdem sie festgestellt hat, dass keine Hinderungsgründe bestehen, — den Mediationsversuch em, wobei sie nach dessen Abschluss ein Dokument über das Ergebnis des Verfahrens erstellt,
die Mediationsstelle und die Regionale Verwaltungsbehörde verpflichten sich, spezifische operative Leitlinien für diesen Dienst zu vereinbaren und diese zu befolgen, um die ErfüIlung alter Obliegenheiten in Zusammenhang mit der Verarbeitung der personenbezogenen Daten und dem Schutz der Rechte der Opfer der Straftat sowie die Verfügbarkeit und die Effizienz des Dienstes zu gewährleisten,
der Dienst 1st an alle Nutzer der Ämter für den offenen Strafvollzug von Trient und Bozen gerichtet. Die eventuelle Ausdehnung auf die Nutzer anderer Amter für den offenen Strafvollzug als jener von Trient und Bozen wird — wenn das Opfer der Straftat jedenfalls in der Provinz Trient oder in der Provinz Bozen ansässig ist — Gegenstand eventueller zukünftiger Ergänzungen zu den operativen Leitlinien sein,
die Mediationsstelle und die Regionale Verwaltungsbehörde verpflichten sich außerdem zur Zusammenarbeit im Rahmen eventueller weiterer gemeinsamen Initiativen zur Sensibilisierung der Nutzer und alter Bürger über das Thema der Wiedergutmachungsjustiz.
Die Mediationstätigkeit wird einer regelmäßigen gemeinsamen Überprafung unterzogen, um eventuell weitere Aktionen im Rahnnen des Dienstes vereinbaren zu können.
Padova/Trento, 29-30 aprile 2015
Padua/Trient, 29-30 April 2015
PER IL VENETO FRIULI VENEZIA GIULIA E TRENTINO ALTO ADIGE
DER LEITER DER REGIONALEN VERWALTUNGSBEHÖRDE
FOR DIE REGIONEN VENETIEN, FRIAUL - JULISCH VENETIEN UND TRENTINO SÜDTIROL
L'ASSESSORE REGIONALE Al GIUDICI DI PACE E ALLA MEDIAZIONE
DER REGIONAL ASSESSOR FÜR DIE FRIEDENSGERICHTE UND DIE MEDIATION