Source: https://inchiestasicilia.com/2020/07/20/scuola-una-vita-da-precari/
Timestamp: 2020-08-12 05:57:25+00:00
Document Index: 64923127

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 46', 'art. 80', 'sentenza ']

Il lavoro nel mondo della scuola condanna a un precariato a lungo termine
Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende manifestare alcune criticità relative all’esame delle procedure per il reclutamento del personale di ruolo e supplente.
Se da un lato si può esprimere vivo apprezzamento per l’avvio dei concorsi per il ruolo e per il riordino delle graduatorie con la creazione delle GPS (graduatorie per le supplenze) a gestione unica provinciale e dell’anagrafe nazionale dei docenti, utili ad accelerarne i tempi di assegnazione delle cattedre ai supplenti a tutela del diritto allo studio sin dal primo giorno di scuola, dall’altro vi sono ulteriori disposizioni contenute nei bandi dei concorsi e nell’ordinanza MIUR sulle procedure di istituzione delle graduatorie provinciali e d’istituto che suscitano non poche perplessità e che rischiano di destare discriminazioni e iniquità tra lavoratori, con destabilizzazioni sociali preoccupanti.
-messo a concorso posti nelle regioni del sud su classi di concorso bloccate da anni in cui prestano servizio docenti di ruolo esodati dalla legge 107/2015 che, nonostante il decorso del termine di blocco delle mobilità, non hanno ancora ottenuto trasferimento per avvicinamento alle rispettive residenze e che ora vedono assegnati i posti vacanti per le medesime classi di concorso alle nuove reclute del concorso straordinario e ordinario. Caso eclatante è quello della classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed economiche per cui i posti al sud sono maggiori che in molte regioni del centro nord nonostante le continue richieste di trasferimenti;
-previsto un concorso straordinario per esami complesso e di non breve definizione;
-modificato con l’ordinanza 60/2020 Miur, a pochi giorni dalla riapertura delle graduatorie, la valutazione dei titoli per le graduatorie provinciali per le supplenze, vanificando tre anni di scelte formative dei docenti in servizio senza specificare la palese e ingiustificabile disparità di trattamento tra gli aspiranti che sarebbe derivata dal mantenimento della precedente tabella di valutazione dei titoli: talvolta riducendo il punteggio (es. master universitari specifici per l’insegnamento, scuole di specializzazione post universitaria, titoli informatici); talvolta avvalorando titoli non strettamente attinenti alla formazione del docente della scuola primaria e secondaria (es. assegni di ricerca), con l’effetto di aumentare il precariato della scuola implementandolo col precariato universitario;
-ammesso nella seconda fascia delle GPS della scuola primaria, ai sensi dell’art. 3 comma 5 lettera b ord. 60/2020 Miur, gli studenti che nell’anno accademico 2019/2020, risultano iscritti al terzo, quarto o al quinto anno del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, avendo assolto, rispettivamente, almeno 150, 200 e 250 CFU entro il termine di presentazione dell’istanza, seppur privi del titolo di accesso alla classe di concorso, con prelazione rispetto ai docenti non abilitati che lavorano nella primaria da anni con contratti a termine e con l’effetto di sovraccaricare le strutture scolastiche di un vero e proprio onere di formazione degli studenti universitari piuttosto che giovarle di un supporto professionale alla didattica;
-disposto con l’art. 12 comma 9 dell’Ord. 60/2020 Miur che gli aspiranti che abbiano rinunciato a una proposta di assunzione non hanno più titolo a ulteriori proposte di supplenze per disponibilità sopraggiunte relative alla medesima graduatoria o a posti di sostegno per il medesimo anno scolastico, senza specificare se la proposta venga fatta per uno specifico ed esclusivo posto oppure per tutti i posti disponibili in provincia al momento della chiamata del docente, lasciando un’eccessiva libertà di interpretazione.
-previsto, nella bozza dell’approvando nuovo Decreto Rilancio, i licenziamenti senza diritto ad alcun indennizzo dei docenti assunti per le supplenze temporanee in caso di nuovo lockdown, violando gli art. 3, 4, 38 della Costituzione e gli stessi principi emergenziali con cui il Governo ha sostenuto i lavoratori italiani durante questa emergenza, tra cui il divieto di licenziamenti collettivi ed individuali per giustificato motivo oggettivo riconducibile all’emergenza sanitaria (l’art. 46 DL 17 marzo 2020 n. 18 Cura Italia, convertito nella legge n. 27/2020 e art. 80 del DL 19 maggio 2020 n. 34 (Decreto Rilancio).
Decisioni che hanno conseguenze su studenti e docenti
Ogni decisione presa in questi giorni dal Ministero dell’Istruzione, e dall’intero Governo, comporta straordinarie responsabilità verso l’intera società italiana attuale e futura perché incide sulla scuola, su milioni di studenti e sulle 200.000 famiglie dei docenti precari. Vista la portata dell’impatto occupazionale, parliamo di scelte di benessere sociale che devono tendere a garantire giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro, la protezione contro la disoccupazione e la lotta alla povertà.
– il riconoscimento dell’abilitazione sulla materia dopo tre anni di servizio sul medesimo insegnamento, come riconosciuto anche dalle pronunce del Consiglio di Stato sez IV n. 4167 del 2020 e n. 7789 del 2019, nonché dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 130/2019 del 28 maggio 2019, che hanno tutte ritenuto che <> e in coerenza con l’affidamento sulle abilità dei docenti precari che lo stesso Miur ha dimostrato con i contratti annuali e con gli incarichi di commissari d’ esami di stato;
la copertura dei posti disponibili con le mobilità dei docenti immessi in ruolo con i precedenti concorsi, sbloccando le mobilità verso il sud dei docenti esodati della legge 107/2015 e incrementando le nuove assunzioni al nord con effetto positivo sulla condizione dei lavoratori e sulle chance occupazionali e sulla continuità didattica con i nuovi docenti in ruolo;
– previsione di un docente della classe A046 – discipline giuridiche ed economiche in ogni scuola secondaria di primo e secondo grado, compresi i licei, per potenziare l’insegnamento dell’educazione civica, che non può prescindere dalla presenza di almeno un docente di diritto non surrogabile con contributi esterni da parte di associazioni di professionisti, al fine di sbloccare la classe di concorso in esubero e ingiustamente penalizzata con esigui posti inseriti nei bandi;
per i restanti posti, l’assunzione per concorso straordinario dei docenti che abbiano svolto 3 anni o più di servizio specifico;
-la riformulazione del concorso straordinario come concorso per titoli e servizi da definirsi in tempi brevissimi, come già fatto dal 1973 ad oggi in tutte le situazioni di straordinaria esigenza di stabilizzazione;prevedere un percorso riservato che consenta a tutti i docenti che abbiano maturato tre o più anni di servizio su sostegno di specializzarsi e abilitarsi, avvalorando così la formazione sul campo e l’esperienza acquisita in classe e prevedendo l’accesso al ruolo al termine del percorso;
privilegiare nell’assegnazione delle supplenze della scuola primaria il personale precario in servizio;
Precariato… di ruolo
Non lasciateci in fondo al mare. Non lasciateci da soli. Ci rendiamo disponibili per un confronto sul tema.
Prof.ssa Veronica Radici e prof.ssa Rosa Manco – CNDDU