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Timestamp: 2019-01-16 00:18:59+00:00
Document Index: 82394364

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 22', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 15', 'art-42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 39', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 640', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

lavoro 1visite.
Secondo la Circolare del Ministero dell'Interno 557/RS/011113/0461 dell'8 marzo 2010, per orario di servizio si intende il periodo di tempo giornaliero necessario ad assicurare la funzionalità degli uffici centrali e periferici del Dipartimento della pubblica sicurezza; per orario di lavoro si intende il periodo di tempo giornaliero durante il quale ciascun dipendente assicura la prestazione lavorativa nell'ambito dell'orario di servizio secondo le disposizioni di cui al presente Accordo e nel rispetto delle norme contrattuali.
Orbene, negli anni sono stati promulgati Decreti Presidenziali che recepivano gli accordi sindacali riguardanti il personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile(Polizia di Stato, Corpo di polizia penitenziari e Corpo forestale dello Stato ) che i provvedimenti di concertazione riguardanti le Forze di polizia ad ordinamento militare ( Arma dei Carabinieri e Corpo della guardia di finanza), sottolineando l'uguaglianza della normativa che generava l'indirizzo economico – sociale e lavorativo dei lavoratori impiegati nel comparto Sicurezza. Il quadro normativo che modella l' orario di lavoro, la retribuzione, la sicurezza e l'igiene nei luoghi di lavoro, deve trarre origine dalle medesime norme che di fatto regolano la materia. Se ne deduce, pertanto, chela circolare in questione, seppur indirizzata a tutte le gerarchie affini alla Polizia di Stato, deve ricadere su tutte le altre forze di Polizia, di estrazione civile e militare.
Rimandiamo alla lettura della circolare che riguarda le argomentazioni d'interesse per il personale delle forze dell'ordine, ma ne estrapoliamo alcuni argomenti, che di seguito citiamo:
a) La programmazione degli orari di lavoro deve essere disposta settimanalmente e affissa all'albo dell'ufficio entro le ore 13.00 del venerdì precedente. Essa deve indicare, oltre l'orario di lavoro giornaliero dei singoli dipendenti per l'effettuazione dell'orario d'obbligo settimanale, la giornata in cui, in quella settimana, il dipendente effettuerà il turno di riposo settimanale, i turni di reperibilità, nonché le eventuali prestazioni di lavoro straordinario programmato, i recuperi riposo, i riposi compensativi,il giorno libero dal servizio, le aspettative, i congedi straordinarie ordinari. Le eventuali successive variazioni alla programmazione settimanale che ricadono nelle giornate di sabato e domenica saranno comunicate al personale interessato (Art.7 Co. 8);
b) Eventuali deroghe previste da accordi sottoscritti a livello territoriale, in ragione di specifiche esigenze locali di cui all'articolo 7, comma 6,possono attuarsi tenendo conto dei seguenti criteri:
dopo	il riposo settimanale non può effettuarsi il turno ricadente nella	fascia oraria 00-07;
tra	un turno e l'altro devono intercorrere non meno di 11 ore (Art.	8 Co. 2 );
Il	personale che fruisce di riposo settimanale o di un periodo di	congedo ordinario di durata non inferiore a 6 giorni, non può	essere impiegato, nella giornata precedente a quella del riposo o	del congedo ordinario, nei turni 19-24 di cui al comma 1, lettera	a). Il personale nella giornata di rientro da un periodo di congedo	ordinario di durata non inferiore a 6 giorni o dal congedo	straordinario non può essere impiegato nel turno 00,00/07,00 (	Art. 8 Co. 5 );
d) Nei casi in cui il personale impiegato stabilmente nei servizi non continuativi debba essere impiegato, per particolari ed improrogabili esigenze di servizio, in servizi continuativi ovvero in servizi di ordine pubblico restano salvi i seguenti criteri:
Impiego	preferibilmente di personale che, secondo la pianificazione	settimanale, non avrebbe dovuto effettuare il rientro nella medesima	giornata;
non	impiego di personale che abbia precedentemente effettuato servizio	nella fascia 14,00/20,00; non impiego nel turno 00,00/07,00 del	personale che rientra dal congedo ordinario ovvero	straordinario (Art.	9 Co. 8 );
e) L’orario flessibile è applicabile nei servizi non continuativi con esclusione dei servizi esterni di controllo del territorio. I dirigenti responsabili degli uffici dispongono, su richiesta scritta e motivata del dipendente, l’applicazione dell’orario flessibile.L’eventuale provvedimento di diniego deve essere adeguatamente motivato. La flessibilità deve essere programmata settimanalmente e può essere prevista: anticipando o posticipando l’orario di entrata o l’orario di uscita di 30 o 60 minuti per ciascun turno (Art. 10 Co.1 );
f) Per cambio turno si intende la modifica dell’orario di lavoro previsto dalla programmazione settimanale disposta successivamente alla programmazione stessa.
2.La modifica dei turni previsti dagli articoli precedenti può essere disposta:
1.su	richiesta scritta e motivata del personale interessato. L’eventuale	diniego deve essere motivato per iscritto.
2.d’ufficio per	particolari e motivate esigenze di servizio motivate e per non più	di una volta la settimana per ogni dipendente, con criteri di	rotazione e, comunque, nel limite massimo della pianificazione dei	cambi turno annualmente stabilita per ogni Ufficio dal Dipartimento	della pubblica sicurezza.
Il	cambio del turno relativamente ai quadranti notturni può essere	disposto solo in caso di assoluta necessità e, comunque, non più	di una volta al mese (Art.	11 Co 1, 2 e 3 );
g) Ilpersonale che abbia compiuto 50 anni di età, ovvero con un’anzianitàdi servizio di almeno 30 anni, impiegato nei servizi esterni, puòchiedere di essere esonerato dai turni previsti nelle fasce serali enotturne (Art. 18 Co. 2 );
In relazione all'impiego del personale, alcuni provvedimenti furono presi dalle rispettive amministrazioni per armonizzare le esigenze del personale con quelle del servizio. Nelle Circolari del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri SM- Ufficio Legislazione Nr.183/66-236-2-2006 datata 26 febbraio 2009 si ribadiva il tempo che doveva trascorrere per l'impiego del personale alla fine del riposo settimanale ( sei ore ), con l'intento di garantire l'effettivo godimento del riposo settimanale. Oltre all'esigenza di beneficiare appieno della giornata di riposo ,bisogna ricordare che il riposo deve essere considerato parte integrante del servizio , in quanto subordinato ad esso, pertanto,valutando la distanza che deve intercorrere fra un servizio e l'altro, il militare non può essere impiegato in un turno notturno alla scadenza del giorno di riposo.
Circolare Ministero Interno 19 febbraio 2013 ( cambio turno e reperibilità )
FONTE: www.adods.org
permalink | inviato da geronimo il 22/7/2015 alle 17:17 | commenti (0) |
LA VISITA MEDICA OLTRE L'ORARIO DI LAVORO È DA CONSIDERARSI LAVORO STRAORDINARIO
L’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco ha inoltrato richiesta di interpello per conoscere il parere della Commissione Interpelli in merito alla corretta interpretazione dell’art. 41 del D.Lgs. 81/2008 “Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”.
Nello specifico l’istante chiede di sapere: “se nell’effettuazione delle visite periodiche per il rinnovo dell’inidoneità psicofisica all’impiego:
la visita deve essere svolta in orario di lavoro oppure il datore ha facoltà di inviare il lavoratore a visita anche fuori dal normale orario di servizio;
inoltre laddove la visita si svolga fuori dall’orario di servizio, il tempo impiegato dal lavoratore per effettuare detta visita deve essere o meno retribuito come ore di lavoro straordinario.”
Il mInistero del lavoro e delle politiche Soiciali, con interpello n. 18 del 2014 ha specificato che, la visita presso il medico del lavoro deve rientrare nel normale orario di servizio e, qualora ciò non fosse possibile, il tempo impiegato deve essere considerato orario di lavoro continuativo e/o straordinario.
Interpello n. 18/2014.
permalink | inviato da geronimo il 30/5/2015 alle 13:47 | commenti (0) |
LA REGISTRAZIONE DI UNA TELEFONATA PUO' ESSERE ASSUNTA COME PROVA
Con sentenza n. 27424/2014, la Suprema Corte torna ad esprimersi in tema di mezzi istruttori e, nello specifico, in merito alla possibilità di utilizzare la registrazione di una telefonata come prova nel processo civile.
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17238.asp
permalink | inviato da geronimo il 15/2/2015 alle 13:26 | commenti (0) |
LAVORO - LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO - TRASFERIMENTO NON CONGRUAMENTE MOTIVATO.
CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 10 GIUGNO 2014, N. 13060
NELLA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZE CITATE, CHE AFFRONTA I TEMI CHE SONO RIPROPOSTI CON IL RICORSO IN ESAME, SI È AFFERMATO CHE L’OTTEMPERANZA DEL DATORE DI LAVORO ALL'ORDINE GIUDIZIALE DI RIAMMISSIONE IN SERVIZIO A SEGUITO DI ACCERTAMENTO DELLA NULLITÀ DELL'APPOSIZIONE DI UN TERMINE AL CONTRATTO DI LAVORO IMPLICA IL RIPRISTINO DELLA POSIZIONE DI LAVORO DEL DIPENDENTE, IL CUI REINSERIMENTO NELL’ATTIVITÀ LAVORATIVA DEVE QUINDI AVVENIRE NEL LUOGO E NELLE MANSIONI ORIGINARIE, ATTESO CHE IL RAPPORTO CONTRATTUALE SI INTENDE COME MAI CESSATO E QUINDI LA CONTINUITÀ DELLO STESSO IMPLICA CHE LA PRESTAZIONE DEVE PERSISTERE NELLA MEDESIMA SEDE; RESTA SALVA LA FACOLTÀ DEL DATORE DI LAVORO DI DISPORRE IL TRASFERIMENTO DEL LAVORATORE AD ALTRA UNITÀ PRODUTTIVA, MA IN TAL CASO DEVONO SUSSISTERE LE RAGIONI TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PRODUTTIVE RICHIESTE DALL’ART. 2103 C.C. IN DIFETTO, LA MANCATA OTTEMPERANZA A TALE PROVVEDIMENTO DA PARTE DEL LAVORATORE TROVA GIUSTIFICAZIONE SIA QUALE ATTUAZIONE DI UN'ECCEZIONE DI INADEMPIMENTO (ART. 1460 C.C.), SIA SULLA BASE DEL RILIEVO CHE GLI ATTI NULLI NON PRODUCONO EFFETTI, NON POTENDOSI RITENERE CHE SUSSISTA UNA PRESUNZIONE DI LEGITTIMITÀ DEI PROVVEDIMENTI AZIENDALI CHE IMPONGA L'OTTEMPERANZA AGLI STESSI FINO AD UN CONTRARIO ACCERTAMENTO IN GIUDIZIO. IN APPLICAZIONE DI TALI PRINCIPI SI È QUINDI CONFERMATA LA SENTENZA GRAVATA CHE, COME NEL CASO, AVEVA RITENUTO ILLEGITTIMO IL LICENZIAMENTO PER ASSENZA DAL SERVIZIO INTIMATO DA P. S.P.A..
permalink | inviato da geronimo il 19/7/2014 alle 9:50 | commenti (0) |
Corte di Giustizia Europea del 12 giugno 2014
permalink | inviato da geronimo il 20/6/2014 alle 13:55 | commenti (0) |
IL FESTIVO INFRASETTIMANALE DEVE ESSERE RECUPERATO O REMUNERATO COME LAVORO STRAORDINARIO.
tratto dal sito www. adods.org
Si pensava che il recupero del riposo festivo infrasettimanale fosse argomento esaurito, ritenendo ormai palesato il diritto del lavoratore, seppur turnista, di recuperare il risposo festivo infrasettimanale od eventualmente essere pagato con lo straordinario effettuato. Eppure, ancora oggi, qualche amministrazione ritiene ciò non sia compatibile con l'indennità percepita dal turnista.
La corte d'appello di Milano, con sentenza n. 1102/2013 , pubblicata il 20/01/2014 RG 2357/2010, ha ribadito il concetto di seguito riportato:
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (n. 907/2007) hanno ritenuto corretto il percorso motivazionale della corte di merito secondo cui “una cosa è compensare il maggior disagio per il lavoro prestato in turni, altra la mancata fruizione del riposo compensativo, atteso che la diversità delle funzioni svolte, rispettivamente, dagli istituti ex artt. 13 e 17 citt., conferma l'infondatezza del motivo di ricorso, con cui il Comune ricorrente erroneamente sostiene che l'applicazione seconda, in forza di un c.d. Principio di specialità che è, invece, inesistente riguardo alle due disposizioni in quanto le stesse sono riferite a istituti con funzioni diverse”.
Concludendo, poiché, anche se prestato secondo una turnazione, il lavoro reso nella giornata festiva infrasettimanale costituisce lavoro straordinario, esso deve essere disciplinato dall'art. 24 coma 2 cit., non interferendo con questo trattamento l'indennità per il lavoro prestato in turni di cui all'art. 22 CCNL in considerazione della diversità delle funzioni svolte.
riposo festivo infrasettimanale
permalink | inviato da geronimo il 12/4/2014 alle 9:33 | commenti (0) |
LAVORO - IL TEMPO USATO PER LA VESTIZIONE DEVE RIENTRARE NELL'ORARIO DI LAVORO
CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 07 FEBBRAIO 2014, N. 2837
La giurisprudenza di questa Corte ha più volte affermato che il principio secondo cui il tempo impiegato per indossare la divisa siada considerarsi lavoro effettivo, e debba essere pertanto retribuito,ove tale operazione sia diretta dal datore di lavoro, il quale ne disciplina il tempo ed il luogo di esecuzione, ovvero si tratti di operazioni di carattere strettamente necessario ed obbligatorio per lo svolgimento dell'attività lavorativa:
permalink | inviato da geronimo il 21/2/2014 alle 22:34 | commenti (0) |
TRASFERIMENTI - LEGGE 104/92.
Corte di Cassazione n. 28320 del 18 dicembre 2013
Va affermato il principio di diritto per cui la norma di cui alla L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33, comma 5, sul diritto del genitore o familiare lavoratore “che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato” di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, è applicabile non solo all’inizio del rapporto di lavoro mediante la scelta della sede ove viene svolta l’attività lavorativa, ma anche nel corso del rapporto mediante domanda di trasferimento. La ratio della norma è infatti quella di favorire l’assistenza al parente o affine handicappato, ed è irrilevante, a tal fine, se tale esigenza sorga nel corso del rapporto o sia presente all’epoca dell’inizio del rapporto stesso
permalink | inviato da geronimo il 5/1/2014 alle 7:52 | commenti (0) |
LICENZIAMENTO DI DIPENDENTE PUBBLICO CHE NON SI E' RESO REPERIBILE NELLA PROPRIA RESIDENZA DURANTE IL PERIODO DI FERIE - ILLEGITTIMITA'
Cassazione, n. 27057/2013
Il lavoratore non è tenuto a comunicare la destinazione delle proprie ferie in quanto si verrebbe meno al diritto alla privicy ed è infatti libero di scegliere le modalità (e località) di godimento delle ferie che ritenga più utili (salva la diversa questione dell’obbligo di preservare la sua idoneità fisica, Cass. sez.un.n.1892\82), mentre la reperibilità del lavoratore può essere oggetto di specifico obbligo disciplinato dal contratto individuale o collettivo del lavoratore in servizio ma non già del lavoratore in ferie, salvo specifiche difformi pattuizioni individuali o collettive.
permalink | inviato da geronimo il 19/12/2013 alle 11:19 | commenti (0) |
MALATTIA PROFESSIONALE E SUPERAMENTO DEL PERIODO DI COMPORTO
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 novembre 2013, n. 25072
La Corte del merito – si legge nella sentenza – ha fatto corretta applicazione di tali principi, non limitandosi a considerare la natura professionale della malattia, ma doverosamente accertando la riconducibilità della stessa a colpa datoriale, verificata anche attraverso la c.t.u. espletata, le cui conclusioni sono state nel senso che la lavorazione cui era addetta il lavoratore era caratterizzata dai rischi specifici costituiti dalla ripetuta movimentazione di pesi sebbene non eccessivi e dalla esposizione a sbalzi di temperatura. Pertanto non pare licenziabile il lavoratore che supera il periodo di comporto a causa di malattie riconducibili all'attività lavorativa.
permalink | inviato da geronimo il 18/11/2013 alle 20:35 | commenti (0) |
RIPOSI E FESTIVITA'
Sunto del Dott. Bruno Olivieri tratto dal sitto www.informalavoro.com
La vigente normativa in materia (D.Lgs 66/2003) riconosce al lavoratore il diritto alla salute e all’integrità psico-fisica garantita attraverso i cosiddetti riposi. Le tipologie di riposo sono le seguenti:
Ø RIPOSO GIORNALIERO: è il diritto del lavoratore a sospendere la prestazione lavorativa per almeno 11 ore consecutive ogni 24 ore. La consecutività può essere derogata solo in alcuni casi e attività caratterizzate da regimi di reperibilità;
Ø PAUSE DI LAVORO: Qualora l’orario di lavoro ecceda le 6 ore il lavoratore ha diritto ad un intervallo per pausa le cui modalità e durata sono stabilite da CCNL e che comunque non devono essere inferiori a dieci minuti.
Ø RIPOSO SETTIMANALE: è il diritto del lavoratore ad un riposo continuativo di almeno 24 ore per ciascuna settimana lavorativa.
Per convenzione il riposo settimanale cade con la giornata della domenica e si cumula con le ore di riposo giornaliere per la giornata di lavoro antecedente quella del riposo settimanale .
Il riposo settimanale è calcolato come media in un riposo non superiore a 15 giorni
Il riposo settimanale non è mai retribuito
Ø FESTIVITA’: sono delle giornate di riposo riconosciute al lavoratore in relazione a ricorrenze religiose o civili e retribuite comunque al lavoratore.
Festivita’ infrasettimanale: viene retribuita al lavoratore una giornata come se avesse lavorato;
Festività cadente di domenica: viene retribuita al lavoratore una giornata in più considerando che la domenica non è mai retribuita;
Lavoro Festivo: in caso di prestazione lavorativa durante una festività riconosciuta dal CCNL, il lavoratore percepirà, oltre la retribuzione spettante per la festività, il pagamento della prestazione maggiorata in funzione del diritto al riposo non goduto.
permalink | inviato da geronimo il 9/11/2013 alle 14:5 | commenti (0) |
CONGEDO STRAORDINARIO DI CUI ALL' ART. 42 CO. 5 D. LGS 151/2001 - ASSISTENZA A PORTATORE DI HANDICAP GRAVE - LEGGE 104/92 - SOGGETTI AVENTI DIRITTO
Il ministero della giustizia ha rigettato l’istanza di trasferimento presentata da F.U., ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), per poter assistere il proprio zio materno S.A., nominato nel 1985 protutore e fattosi carico del mantenimento del ricorrente, rimasto orfano, con lui convivente
Con il secondo decreto l’ufficio dell’organizzazione delle relazioni del personale e della formazione del Ministero della giustizia aveva annullato ex tunc due provvedimenti con i quali il ricorrente era stato collocato in congedo straordinario per assistenza a disabile in situazione di gravità per un totale di 120 giorni. Con lo stesso decreto era stata disposta nei confronti del sig. F.U. la contestuale decadenza da ogni trattamento economico. Ritenendo il richiedente persona non affine e/o parente entro il terzo grado convivente, quindi non i legittimato a fruire del congedo straordinario. L’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001 rubricato «Riposi e permessi per i figli con handicap grave» prevede, nel testo in vigore, che: «Il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ha diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 18/7/2013 n. 203, dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni ivi stabilite, il parente o l’affine entro il terzo grado convivente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla disposizione impugnata, idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.
Tratto dal sito www.adods.org dal seguente link
:http://www.adods.org/4/post/2013/10/congedo-straordinario-di-cui-all-art-42-co-5-d-lgs-1512001-assistenza-a-portatore-di-handicap-grave-in-riferimento-alla-legge-10492-soggetti-aventi-diritto.html
dlgs 151/2001 e l. 104/92 - aventi diritto
permalink | inviato da geronimo il 19/10/2013 alle 22:19 | commenti (0) |
CHI OBBLIGA IL PROPRIO DIPENDENTE A PARTECIPARE AD UNA RIUNIONE COMMETTE IL REATO DI VIOLENZA PRIVATA
TRATTO DAL SITO WWW.ADODS.ORG NEL SEGUENTE LINK
:http://www.adods.org/4/post/2013/09/si-ravvisa-la-violenza-privata-quando-si-costringe-il-dipendente-a-presenziare-alla-riunione.html
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 32463 del 6 settembre 2013, conferma la condanna inflitta ad un dirigente di un Comune che obbliga la propria dipendente a non lasciare la riunione ed a concludere il discorso iniziato. Nella fattispecie la dipendente del Comune stava abbandonando la riunione a causa delle tensione sorte in seno ad essa, ma fu seguita è costretta dal dirigente a continuare. Il Dirigente è stato condannato per violenza privata.
permalink | inviato da geronimo il 21/9/2013 alle 16:55 | commenti (0) |
SICUREZZA LAVORO E ORARIO DI VIAGGIO COMPUTATO IN STRAORDINARIO
tratto da www.adods.org al seguente link:http://www.adods.org/4/post/2013/09/september-21st-2013.html
La Corte di Cassazione con sentenza n, 18237 del 29 luglio 2013, investita della decisione riguardante ll'assoggettamento a contribuzione inps e premi inail del 50% per quanto riguarda le somme di indennità di trasferta ha ribadito quanto sgue:” IL TEMPO PER RAGGIUNGERE IL LUOGO DI LAVORO RIENTRA NELL'ATTIVITA' VERA E PROPRIA E VA QUINDI SOMMATO AL NORMALE ORARIO DI LAVORO COME STRAORDINARIO”. Per la Corte l'unica disposizione applicabile al caso è quella prevista dal Dlgs 314/1997in base al quale le indennità e le maggiorazioni di retribuzione spettanti ai lavoratori tenuti per contratto a compiere l'attività lavorativa in luoghi sempre diversi, anche se corrisposte con continuità le indennità di navigazione e di volo previste dalla legge o dal contratto collettivo, concorrono a formare il reddito nella misura del 50% del loro ammontare.
Altra sentenza non meno importante, Cass. n. 27779 del 25 luglio 2013, afferma il principio della responsabilità del datore di lavoro anche in caso di negligenza del lavoratore.
permalink | inviato da geronimo il 21/9/2013 alle 13:30 | commenti (0) |
VISITE FISCALI - INPS CONDANNATA
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 15723 del 21 giugno 2013, ha condannato l’'INPS al trattamento di malattia negato al lavoratore sul presupposto dell'ingiustificatezza dell'assenza dal domicilio del lavoratore, non reperito in occasione della visita fiscale. Il lavoratore, però, presenta un certificato medico che, seppur generico, attesta la sua presenza dal medico curante presso il quale questi si era recato quando non era stato trovato al domicilio.
La S.C. Accoglie il ricorso e condanna l'INPS alle spese dell'intero giudizio.
permalink | inviato da geronimo il 18/9/2013 alle 10:55 | commenti (0) |
COOPERATIVE - SOCIO LAVORATORE - CONTRATTI COLLETTIVI
La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 59 del 29 marzo 2013 , ha dichiarato la legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 4, della Legge n. 31 del 2008, sollevata dal Tribunale di Lucca - in riferimento all’art. 39 della Costituzione, che disciplina la libertà sindacale e l’autonomia collettiva professionale. La sentenza della Corte riguarda la regolamentazione dei rapporti di lavoro nel settore cooperativo in presenza di una pluralità di contratti collettivi e conferma la legittimità costituzionale dell’articolo 7, comma 4 della L. n. 31/2008, secondo cui: “Fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria applicano ai propri soci lavoratori, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 3 aprile 2001, n. 142, i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria”.
COSTO ORARIO DEL LAVORO PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE DEL SETTORE SOCIO-SANITARIO-ASSISTENZIALE-EDUCATIVO E DI INSERIMENTO LAVORATIVO - COOPERATIVE SOCIALI. Cliccare nella stringa sottostante.
http://www.adods.org/4/post/2013/04/cooperative-e-associazioni-socio-lavoratore-contratti-collettivi.html
permalink | inviato da geronimo il 14/4/2013 alle 11:28 | commenti (0) |
MOBBING - L'AZIENDA NON TUTELA IL DIPENDENTE - RISARCIMENTO - PREVISTO
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1471/2013 conferma la responsabilità del datore di lavoro quando esso non tutela il proprio dipendente da situazioni vessanti, atteso che l'azienda ha sempre l'obbligo di proteggere il proprio dipendente.Non farlo può far scattare l'obbligo di risarcire la vittima per il danno subito.
permalink | inviato da geronimo il 7/2/2013 alle 23:40 | commenti (0) |
FERIE NON GODUTE E LAVORO STRAORDINARIO
Il mancato godimento delle ferie da parte del pubblico dipendente non dà luogo ad un trattamento sostitutivo di tipo economico se non si dimostra il mancato adempimento da parte della P.A. Per quanto invece attiene le ore di straordinario, devono essere preventivamente autorizzate per lo svolgimento di prestazioni che eccedano il normale orario d'ufficio. Vi è comunque una deroga per quelle attività svolte innanzi ad esigenze indifferibili ed urgenti, nelle quali è possibile ricorrere ad autorizzazioni ex post. Consiglio di Stato sez. III 16/1/2013 n. 227
ferie e straordinari
permalink | inviato da geronimo il 1/2/2013 alle 15:17 | commenti (0) |
DIPENDENTE PUBBLICO CHE SI ASSENTA SENZA GIUSTIFICAZIONE - SEQUESTRO SUL CONTO BANCARIO - SUSSISTE.
Un dipendente ministeriale indagato per il reato di cui all'art. 640 del c.p. che si assenta dal lavoro per presunte incombenze derivanti dall'incarico di assessore svolte presso un ente comunale, consegue l'illecito profitto della retribuzione. Nella fattispecie, viene disposto dal G.I.P. Il sequestro preventivo delle somme di denaro giacenti sul conto corrente a lui intestato, per l'equivalente della somma confiscabile. La Cassazione con la sentenza del 18 gennaio 2013,n.2723 ritiene legittimo il sequestro preventivo operato dai Carabinieri sul conto corrente dell'indagato assenteista.
Lavoro - assenteista
permalink | inviato da geronimo il 28/1/2013 alle 21:43 | commenti (0) |
Cassazione n. 23841 del 21 dicembre 2012 : il lavoratore reintegrato non può essere licenziato una seconda volta per gli stessi fatti;
Cassazione n. 6 del 2 gennaio 2013: Illegittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo se non c'è la prova dell'impossibilità di ricollocare la lavoratrice;
Cassazione n. 106/2013: illegittimo il licenziamento del lavoratore che invia in ritardo il certificato di malattia.
permalink | inviato da geronimo il 22/1/2013 alle 7:16 | commenti (0) |
LAVORARE IN MALATTIA - LICENZIAMENTO LEGITTIMO - STRAORDINARI MATURATI DA CAPO REPARTO E NON LIQUIDATI - NON SPETTANO
Esaustiva la sentenza della Corte di Cassazione 29 novembre 2012, n. 21253 che delinea i confini dell'attività lavorativa straordinaria e l'illegittimità del lavoro presso altra attività durante il periodo di malattia.
A volte bisognerebbe ponderare attentamente l'utilizzo troppo spesso forzato dello straordinario e la capacità di svolgere altre mansioni durante il periodo di malattia.
permalink | inviato da geronimo il 13/12/2012 alle 14:41 | commenti (0) |
IL LAVORO STRAORDINARIO DEVE ESSERE PREVENTIVAMENTE AUTORIZZATO - ECCEZIONI
Il lavoro straordinario nel pubblico impiego deve essere preventivamente autorizzato. Il principio della indispensabilità della previa autorizzazione subisce eccezione quando l’attività sia svolta per obbligo d’ufficio, ma deve pur sempre trattarsi di esigenze indifferibili ed urgenti e che, in ogni caso, è sempre necessaria una successiva autorizzazione, sia pure ex post. Consiglio di Stato sez. III 24/11/2012 n. 5953
permalink | inviato da geronimo il 12/12/2012 alle 11:47 | commenti (0) |
RIPOSO NON GODUTO E NON REMUNERATO - RISARCIMENTO DANNO PISCO- FISICO - LEGITTIMITA' - PRESCRIZIONE DECENNALE.
Il Consiglio di Stato n. 6161/2012, sez. V del 3/12/2012 ritiene che il riposo non fruito e non remunerato, causa di danno psico-fisico, debba essere oggetto di giusto risarcimento. La prescrizione per l'azione risarcitoria si prescrive dopo dieci anni.
permalink | inviato da geronimo il 10/12/2012 alle 19:39 | commenti (0) |
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 20857 del 26 novembre 2012, ha affermato la legittimità del licenziamento intimato ad una dipendente statale per violazione del divieto di cumulo di impieghi ed incarichi lavorativi in costanza di rapporto di lavoro subordinato con la P.A.
:Licenziamenti
permalink | inviato da geronimo il 9/12/2012 alle 20:34 | commenti (0) |