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Timestamp: 2019-07-18 03:07:12+00:00
Document Index: 132008021

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 300', 'art. 63', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 12', 'sentenza ']

Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni – Normativa Sicurezza Lavoro
Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni
Capo I – RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELL’ENTE
Art. 5. Responsabilità dell’ente
(comma introdotto dall’art. 14, comma 12, legge n. 183 del 2011)
Art. 8. Autonomia delle responsabilità dell’ente
(articolo aggiunto dall’art. 7 della legge n. 48 del 2008)
(articolo aggiunto dall’art. 2, comma 29, legge n. 94 del 2009)
(rubrica così modificata dall’art. 1, comma 77, lettera a), legge n. 190 del 2012)
(comma così modificato dall’art. 1, comma 77, lettera a), legge n. 190 del 2012)
(articolo aggiunto dalla legge n. 409 del 2001, poi così modificato dall’art. 15, comma 7, legge n. 99 del 2009)
2. Nei casi di condanna per uno dei delitti di cui agli articoli 453, 454, 455, 459, 460 , 461, 473 e 474 del codice penale, si applicano all’ente le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2, per una durata non superiore ad un anno.
(articolo aggiunto dall’art. 15, comma 7, legge n. 99 del 2009)
(articolo aggiunto dall’art. 3, del d.lgs. n. 61 del 2002, poi modificato dall’art. 12, comma 1, legge n. 69 del 2015)
a-bis) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall’articolo 2621-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da cento a duecento quote
b) b) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall’articolo 2622 del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicento quote;
n) per il delitto di illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante, previsto dall’articolo 2628 del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a settecentoventi quote;
p) per il delitto di indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori, previsto dall’articolo 2633 del codice civile, la sanzione pecuniaria da trecento a settecento quote;
(lettera così modificata dall’art. 31 della legge n. 262 del 2005)
s-bis) per il delitto di corruzione tra privati, nei casi previsti dal terzo comma dell’articolo 2635 del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicento quote e, nei casi di istigazione di cui al primo comma dell’articolo 2635-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote. Si applicano altresì le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2.
(lettera aggiunta dall’art. 1, comma 77, lettera b), legge n. 190 del 2012, poi così sostituita dall’art. 6 del d.lgs. n. 38 del 2017)
Art. 25-quater. Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico
(articolo aggiunto dall’art. 3, della legge n. 7 del 2003)
(articolo aggiunto dall’art. 8, della legge n. 7 del 2006)
(articolo aggiunto dall’art. 5, della legge n. 228 del 2003)
(lettera così modificata dall’art. 10, della legge n. 38 del 2006)
(articolo aggiunto dall’art. 9, comma 3, della legge n. 62 del 2005)
(articolo aggiunto dall’art. 9, comma 1, legge n. 123 del 2007, poi sostituito dall’art. 300 del d.lgs. n. 81 del 2008)
(articolo aggiunto dall’art. 63, del d.lgs. n. 231 del 2007).
1. In relazione ai reati di cui agli articoli 648, 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 del codice penale, si applica all’ente la sanzione pecuniaria da 200 a 800 quote. Nel caso in cui il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione superiore nel massimo a cinque anni si applica la sanzione pecuniaria da 400 a 1000 quote.
(comma così modificato dall’art. 3, comma 5, legge n. 186 del 2014)
(articolo aggiunto dall’art. 15, comma 7. legge n. 99 del 2009)
Art. 25-decies. Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria
(articolo aggiunto dall’art. 4 della legge n. 116 del 2009, come sostituito dall’art. 2 del d.lgs. n. 121 del 2011)
(lettere così sostituite e introdotte dall’art. 1, comma 8, lettera a), legge n. 68 del 2015)
(comma introdotto dall’art. 1, comma 8, lettera b), legge n. 68 del 2015)
8. Se l’ente o una sua unità organizzativa vengono stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati di cui all’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e all’articolo 8 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202, si applica la sanzione dell’interdizione definitiva dall’esercizio dell’attività ai sensi dell’articolo 16, comma 3, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
Capo II – RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE E VICENDE MODIFICATIVE DELL’ENTE
SEZIONE I – Responsabilità patrimoniale dell’ente.
Art. 27. Responsabilità patrimoniale dell’ente
SEZIONE II Vicende modificative dell’ente
Art. 39. Rappresentanza dell’ente
Art. 44. Incompatibilità con l’ufficio di testimone
1-bis. Ove il sequestro, eseguito ai fini della confisca per equivalente prevista dal comma 2 dell’articolo 19, abbia ad oggetto società, aziende ovvero beni, ivi compresi i titoli, nonché quote azionarie o liquidità anche se in deposito, il custode amministratore giudiziario ne consente l’utilizzo e la gestione agli organi societari esclusivamente al fine di garantire la continuità e lo sviluppo aziendali, esercitando i poteri di vigilanza e riferendone all’autorità giudiziaria. In caso di violazione della predetta finalità l’autorità giudiziaria adotta i provvedimenti conseguenti e può nominare un amministratore nell’esercizio dei poteri di azionista. Con la nomina si intendono eseguiti gli adempimenti di cui all’articolo 104 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. In caso di sequestro in danno di società che gestiscono stabilimenti di interesse strategico nazionale e di loro controllate, si applicano le disposizioni di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89.
(comma introdotto dall’art. 12, comma 5-bis, legge n. 125 del 2013)
2. Il pubblico ministero può chiedere l’applicazione di una sanzione pecuniaria diminuita sino alla metà rispetto al minimo dell’importo applicabile. 3. Il giudice, quando non accoglie la richiesta, se non deve pronunciare sentenza di esclusione della responsabilità dell’ente, restituisce gli atti al pubblico ministero. 4. Si osservano le disposizioni del titolo V del libro sesto e dell’articolo 557 del codice di procedura penale, in quanto compatibili.
Art. 66. Sentenza di esclusione della responsabilità dell’ente
Art. 71. Impugnazioni delle sentenze relative alla responsabilità amministrativa dell’ente
1. Presso il casellario giudiziale centrale è istituita l’anagrafe nazionale delle sanzioni amministrative di cui al capo II.
3. Le iscrizioni dell’anagrafe sono eliminate trascorsi cinque anni dal giorno in cui hanno avuto esecuzione se è stata applicata la sanzione pecuniaria o dieci anni se è stata applicata una sanzione diversa sempre che nei periodi indicati non è stato commesso un ulteriore illecito amministrativo.
Art. 81. Certificati dell’anagrafe
1. Ogni organo avente giurisdizione, ai sensi del presente decreto legislativo, in ordine all’illecito amministrativo dipendente da reato ha diritto di ottenere, per ragioni di giustizia, il certificato di tutte le iscrizioni esistenti nei confronti dell’ente. Uguale diritto appartiene a tutte le pubbliche amministrazioni e agli enti incaricati di pubblici servizi quando il certificato è necessario per provvedere ad un atto delle loro funzioni, in relazione all’ente cui il certificato stesso si riferisce.
1. Sulle questioni relative alle iscrizioni e ai certificati dell’anagrafe è competente il tribunale di Roma, che decide in composizione monocratica osservando le disposizioni di cui all’articolo 78.
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