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Timestamp: 2014-11-26 13:40:26+00:00
Document Index: 151517401

Matched Legal Cases: ['art 38', 'art 38', 'art. 31', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 39', 'sentenza ', 'art 38']

adidas online store outlet Annullamento di titoli edilizi ex art 38 DPR 380 del 2001 quando si procede con la demolizione e quando si applica la sanzione pecuniaria - Diritto.net
Annullamento di titoli edilizi ex art 38 DPR 380 del 2001 quando si procede con la demolizione e quando si applica la sanzione pecuniaria
risultato finale in contrasto con la normativa edilizia ed urbanistica vigente. Il Comune, quindi, valutando tecnicamente possibile la demolizione e verificata l’impossibilità di sanatoria, ha anche ingiunto la demolizione, con l’avvertimento che, in caso di inottemperanza, le due porzioni di immobile in contestazione (piani primo e secondo) sarebbero state acquisite al patrimonio comunale, in applicazione dell’art. 31, commi 2 e 3 del D.P.R. n. 380 del 2001. Scrive il TAR: “l’annullamento dei titoli edilizi è stato disposto, ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. n. 380 del 2001, non già per vizi meramente formali bensì sostanziali, conseguiti, peraltro, ad una falsa rappresentazione dello stato di fatto preesistente al rilascio del permesso di costruire. 2.3. Conformemente alla consolidata giurisprudenza, condivisa dal Collegio, la regola immanente all’art. 38 comma 1, D.P.R. n. 380 del 2001 è rappresentata dall’operatività della sanzione reale che, in quanto effetto primario e naturale derivante dall’annullamento del permesso di costruire (così come della sua mancanza ab origine) non richiede all’amministrazione un particolare impegno motivazionale, ma rinviene nella legalità violata la sua giustificazione in re ipsa. La sanzione alternativa pecuniaria, ex art. 38 comma 1, D.P.R. n. 380 del 2001 deve intendersi, infatti, riferita alle sole costruzioni assentite mediante titoli abilitativi edilizi annullati per vizi formali, e non anche sostanziali. 2.4. Nella fattispecie oggetto di giudizio, peraltro, l’amministrazione ha adeguatamente ed esaustivamente rappresentato i giustificativi alla base della determinazione assunta, non essendo ravvisabile, dunque, alcuna carenza del substrato motivazionale.
2.5. Si evidenzia, inoltre, che, come affermato dall’Adunanza Plenaria con la sentenza n. 4 del 23 aprile 2009, l’affidamento del privato a poter conservare l’opera realizzata sulla base di un titolo edilizio successivamente annullato non é tutelato in via generale ma é rimesso alla discrezionalità del legislatore, al quale compete emanare norme speciali di tutela come la potenziale commutabilità della sanzione demolitoria in quella pecuniaria (art. 38 D.P.R. n. 380 del 2001), ovvero un regime di favore in sede di condono edilizio, come avvenuto con l’art. 39, l. n. 724 del 1994; in difetto di una espressa previsione legislativa, la posizione di colui che abbia realizzato l’opera sulla base di un titolo annullato non si differenzia dagli altri soggetti che hanno invece realizzato l’opera abusiva senza titolo.
2.6. Il primo motivo di ricorso è, dunque, infondato, avendo l’amministrazione legittimamente irrogato la sanzione demolitoria in relazione alle caratteristiche ed alla consistenza degli interventi eseguiti, alla quale è da riconnettere, nell’ipotesi di inottemperanza, l’acquisizione al patrimonio indisponibile del Comune delle opere abusive, che costituisce, infatti, atto consequenziale, connesso e collegato al provvedimento demolitorio“.
sentenza tar Veneto 1772 del 2011.pdf
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