Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_fallimentare/36
Timestamp: 2018-10-15 14:30:16+00:00
Document Index: 22835562

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 108', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 36', 'art. 26', 'art. 110', 'art. 98', 'art. 36', 'art. 110', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 111', 'art. 36']

Reclamo contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori (1)
I. Contro gli atti di amministrazione del curatore, contro le autorizzazioni o i dinieghi del comitato dei creditori e i relativi comportamenti omissivi, il fallito e ogni altro interessato possono proporre reclamo al giudice delegato per violazione di legge, entro otto giorni dalla conoscenza dell’atto o, in caso di omissione, dalla scadenza del termine indicato nella diffida a provvedere. Il giudice delegato, sentite le parti, decide con decreto motivato, omessa ogni formalità non indispensabile al contraddittorio.
II. Contro il decreto del giudice delegato è ammesso ricorso al tribunale entro otto giorni dalla data della comunicazione del decreto medesimo. Il tribunale decide entro trenta giorni, sentito il curatore e il reclamante, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, con decreto motivato non soggetto a gravame.
III. Se è accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo del curatore, questi è tenuto a dare esecuzione al provvedimento della autorità giudiziaria. Se è accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo del comitato dei creditori, il giudice delegato provvede in sostituzione di quest’ultimo con l’accoglimento del reclamo.
(1) Articolo sostituito dall’art. 32 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.
Concordato preventivo con cessione dei beni - Potere di sospensione delle operazioni di vendita ex art. 108 l. fall. - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie.
Fallimento - Autorizzazione alla esecuzione del programma di liquidazione - Domanda di revoca - Rigetto del giudice delegato in sede di reclamo - Ricorso ex art. 111 Cost. - Inammissibilità - Ragioni.
Il decreto con il quale il giudice delegato abbia respinto il reclamo diretto ad ottenere la revoca dell’autorizzazione all’esecuzione degli atti conformi al programma di liquidazione approvato dal comitato dei creditori è privo dei caratteri di decisorietà e definitività e pertanto non può essere impugnato mediante il ricorso straordinario ex art. 111, comma 7, Cost. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Gennaio 2018, n. 1902. Segue...
Fallimento - Reclamo contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori - Decorrenza del termine per l’impugnazione - Conoscibilità con l’ordinaria diligenza .
Una ricostruzione ermeneutica dell’art. 36 l. fall., che equipara la conoscenza effettiva ed integrale dell’atto da impugnare alla sua conoscibilità con l’uso dell’ordinaria diligenza, non comporta alcuna compromissione del diritto di difesa della parte legittimata al reclamo e realizza un equilibrato contemperamento degli interessi in gioco: non pare, infatti, ragionevole che le esigenze di speditezza della procedura, rispondenti ad un interesse pubblico, possano soccombere pur quando l’onere di diligenza richiesto alla parte si presenti minimo, consistendo nella semplice presentazione di una tempestiva istanza di accesso agli atti. Al tempo stesso, questa ricostruzione appare coerente col disposto dell’art. 26 l.fall., ove l’esigenza di consolidamento degli atti della procedura è talmente avvertita che tale effetto consegue, “in ogni caso”, al decorso del termine di novanta giorni dal compimento dell’atto, e quindi anche a prescindere dalla sua conoscenza o conoscibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 07 Novembre 2017. Segue...
Fallimento – Procedimento di ripartizione – Deposito – Comunicazione ai creditori – Legittimazione al reclamo – Esclusione dei creditori tardivi sui quali il giudice non si è ancora pronunciato.
L’art. 110, comma 2, l.fall., il quale prescrive che del deposito del progetto di ripartizione deve essere dato avviso a tutti i creditori, compresi quelli per i quali vi sia pendente un giudizio ex art. 98 l.fall., esprime una stretta correlazione tra avviso e legittimazione al reclamo ex art. 36 l.fall., la quale deve essere interpretata nel senso che il novero dei destinatari della comunicazione si cristallizza al deposito del progetto, con esclusione, pertanto, di quei creditori tardivi sulla cui domanda il giudice al momento di detto deposito non si sia ancora pronunciato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 19 Luglio 2017. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Progetto di riparto - Reclamo al tribunale - Termine.
L'art. 110, comma 3, l.fall., prevedendo che, nei confronti del progetto di riparto dell'attivo fallimentare, i creditori possono proporre reclamo al giudice delegato ai sensi dell'art. 36 l.fall., rinvia integralmente alla disciplina processuale ivi contenuta, compreso il termine di otto giorni per ricorrere al tribunale nei confronti del decreto pronunciato dal giudice delegato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Settembre 2016, n. 17948. Segue...
Concordato preventivo - Contestazione del creditore in ordine al riconoscimento in privilegio del proprio credito - Ricorso ex articolo 36 l.f. contro il rifiuto del liquidatore - Inammissibilità - Deducibilità in autonomo giudizio ordinario.
Fallimento - Reclamo ex articolo 36 l.f. avverso gli atti del comitato dei creditori e del curatore - Efficacia provvedimentale - Necessità - Autonoma impugnabilità del parere - Esclusione.
Il reclamo ex art. 36 legge fall. avverso gli atti del comitato dei creditori e del curatore è limitato alle ipotesi in cui gli stessi rivestano efficacia esterna ed abbiano natura provvedimentale o decisoria e, come tali, siano idonei ad incidere sulle posizioni dei soggetti interessati; nella diversa ipotesi in cui l’atto sia costituito da un parere reso in vista di un atto di competenza di altro organo, quale ad es. il giudice delegato, il parere non è autonomamente reclamabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10 Dicembre 2015. Segue...
Fallimento - Reclamo ex articolo 36 l.f. avverso gli atti del comitato dei creditori e del curatore - Impugnazione del parere - Esclusione - Impugnazione del parere unitamente all'impugnazione del provvedimento decisorio cui è finalizzato - Necessità.
Il parere, sia pure nell’ipotesi in cui sia previsto come obbligatorio o addirittura come vincolante, costituendo il tipico atto consultivo, non può essere impugnato autonomamente, ma unitamente e strumentalmente all’impugnazione del provvedimento decisorio cui è finalizzato, e solo ove recepito ob relationem da quest’ultimo, ovvero abbia comunque determinato il contenuto dell’atto medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10 Dicembre 2015. Segue...
Fallimento - Atti di amministrazione del curatore - Reclamo - Interesse ad agire - Necessità - Pregiudizio diretto ed immediato alla sfera giuridica del reclamante - Fattispecie in tema di azione di responsabilità.
L'impugnazione ai sensi dell'articolo 36 L.F. degli atti di amministrazione posti in essere dal curatore presuppone la sussistenza in capo al reclamante di un interesse ad agire volto alla rimozione degli effetti pregiudizievoli prodotti in modo diretto e immediato nella sua sfera giuridica dall'atto di amministrazione del curatore. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che l'amministratore della società fallita non avesse interesse ad impugnare l'atto con il quale il curatore aveva promosso azione di responsabilità nei suoi confronti). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 22 Dicembre 2014. Segue...
Fallimento - Reclamo contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori - Violazione di legge - Impugnazione delle scelte di merito del curatore - Esclusione - Censura del negozio - Esclusione.
Lo strumento del reclamo previsto dall'art. 36 L.F. non può essere utilizzato per censurare le scelte che riguardo il merito degli atti di amministrazione della procedura posti in essere dal curatore e tanto meno è invocabile con riferimento al contenuto negoziale dei singoli atti, posto che la locuzione "violazione di legge" deve intendersi riferita alle regole interne al procedimento concorsuale e non a quelle che governano il negozio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 07 Novembre 2014. Segue...
Comitato dei creditori – Impugnazione degli atti – Atti compiuti dal giudice delegato in sostituzione del comitato dei creditori – Reclamo ex articolo 26 L.F. – Motivazioni di merito e di legittimità..
Il parere emesso dal giudice delegato in sostituzione del comitato dei creditori rimane pur sempre un provvedimento del giudice delegato e, come tale, reclamabile ai sensi dell'articolo 26, legge fallimentare e che può essere oggetto di revisione sia per ragioni di legittimità che per ragioni di merito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Aprile 2012. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Modalità - Liquidazione disposta dal curatore - Modalità - Prefissate dal codice di procedura civile - Necessità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Autonoma reclamabilità degli atti del curatore - Condizioni.
Fallimento – Reclamo contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori – Assistenza tecnica di un difensore – Necessità – Esclusione..
Il curatore può partecipare al procedimento previsto dall'articolo 36, legge fallimentare, (Reclamo contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori) anche senza l'assistenza di un difensore. Il reclamo in questione non è, infatti, uno strumento di impugnazione in senso proprio, ma, piuttosto, uno strumento di controllo da parte del giudice delegato sugli atti del curatore e del comitato dei creditori, che dà luogo ad un procedimento fortemente destrutturato ove il curatore interviene personalmente a tutela dell'interesse della procedura e non di un interesse personale. Il richiamo contenuto nella citata norma all'esigenza di tutela del contraddittorio evoca certamente il rispetto di garanzie processuali, ma non offre alcun argomento per individuare l'intensità di tale garanzie, nè conferma la necessità della difesa tecnica, posto che le esigenze del contraddittorio debbono essere rispettate anche in procedimenti di natura contenziosa nei quali le parti possono stare in giudizio personalmente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 10 Agosto 2010. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Organi preposti al fallimento - Tribunale fallimentare - Provvedimenti - Decisione dei reclami - Ricorso straordinario per cassazione avverso il decreto pronunziato dal Tribunale fallimentare in sede di reclamo - Termine di proposizione - Decorrenza - Dalla comunicazione del provvedimento.
Il termine di sessanta giorni per la proposizione del ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost. avverso il decreto pronunziato in sede di reclamo dal tribunale fallimentare ai sensi dell'art. 36 legge fall. decorre, non dalla data di deposito in cancelleria del suddetto decreto, bensì dalla comunicazione di esso secondo le vigenti disposizioni in materia di procedimenti in camera di consiglio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Dicembre 2002. Segue...