Source: https://www.tabelleretributive.it/ccnl_Dirigenti_-_Autoferrotranvieri.html
Timestamp: 2019-05-27 05:48:04+00:00
Document Index: 32392561

Matched Legal Cases: ['art. 2094', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2122', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 2119', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 29', 'art. 29']

﻿ Trasporti - Dirigenti - Autoferrotranvieri - Dirigenti - Autoferrotranvieri
Provvedimenti - Dirigenti - Autoferrotranvieri
CCNL del 09/06/1975
Accordo di Rinnovo del 27/04/2010
DIRIGENTI - Autoferrotranvieri
Contratto collettivo nazionale di lavoro 09-06-1975
Accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti delle imprese esercenti ferrovie, tramvie, filovie, autolinee, funivie, assimilabili per atto di concessione a ferrovie, linee di navigazione interna
Decorrenza: 01-01-1975 - Scadenza: 31-12-1977
Il 9 giugno 1975, in Roma
- la Federazione Nazionale Imprese Trasporti (FENIT) rappresentata dal Presidente, assistito dai Vice-Presidenti, nonché dal Direttore Generale e dal Vice-Direttore Generale;
- l'Associazione Sindacale Intersind rappresentata dal Presidente, assistito dal Direttore Generale;
- la Federazione Nazionale Dirigenti di Aziende Industriali (FNDAI) rappresentata dal Presidente e dal Segretario Generale, con la partecipazione della delegazione dirigenti;
si è stipulato il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per la disciplina del rapporto di lavoro a tempo indeterminato tra le imprese esercenti ferrovie, tramvie, filovie, autolinee, funivie assimilabili per atto di concessione a ferrovie e linee di navigazione interna ed i dirigenti delle imprese stesse.
Art. 1 - Qualifica e suo riconoscimento - Applicabilità del contratto - Controversie
Sono dirigenti i prestatori di lavoro per i quali sussistano le condizioni di subordinazione di cui all'art. 2094 del c.c. e che ricoprono nell'azienda un ruolo caratterizzato da un elevato grado di professionalità, autonomia e potere decisionale ed esplicano le loro funzioni al fine di promuovere, coordinare e gestire la realizzazione degli obiettivi dell'impresa.
Rientrano sotto tale definizione i direttori, i condirettori, i vice direttori, coloro che sono posti con ampi poteri direttivi a capo di importanti servizi o settori, gli institori ed i procuratori ai quali la procura conferisca in modo continuativo poteri di rappresentanza e di decisione per tutta o per una notevole parte dell'azienda.
L'esistenza di fatto delle condizioni di cui sopra comporta l'attribuzione della qualifica e quindi l'applicabilità del presente contratto.
Le eventuali controversie in merito al riconoscimento della qualifica di dirigente sono sottoposte alla procedura di cui al 2°, 3° e 4° comma del successivo art. 19 ed il riconoscimento che ne consegua comporta l'applicazione del contratto con effetto dalla data di attribuzione delle mansioni oggetto della controversia.
L'assunzione o la promozione a dirigente debbono essere effettuate per iscritto con indicazione delle funzioni attribuite, del trattamento economico e delle eventuali condizioni di miglior favore rispetto alle clausole del presente contratto.
L'eventuale fissazione del periodo di prova, limitatamente ai dirigenti di nuova assunzione e comunque per una durata non superiore a 6 mesi, potrà essere concordata tra le parti e dovrà risultare da atto scritto.
Non è soggetto al periodo di prova il dirigente già in servizio presso la stessa azienda all'atto della nomina.
Art. 3 - Determinazione dei minimi contrattuali
1) Il minimo contrattuale mensile base è fissato con decorrenza 1° gennaio 1975 in L. 650.000. Le variazioni in funzione dell'anzianità di servizio nella qualifica sono regolate dall'art. 5.
2) Sulle retribuzioni di fatto percepite alla data del 31 dicembre 1974 è apportato, con decorrenza 1° gennaio 1975, un aumento pari alla differenza tra il minimo fissato dal punto 1) del presente articolo e quello fissato dal verbale di intesa 31 gennaio 1974, entrambi maggiorati delle percentuali maturate, al 31 dicembre 1974, ai sensi del comma a) dell'art. 5 del C.C.N.L. 12.11.1970.
3) I miglioramenti economici attribuiti aziendalmente al dirigente dalla data di entrata in vigore dell'accordo 16 marzo 1973 o successivamente, non sono assorbibili o conguagliabili con quelli di cui al punto 2) del presente articolo, salvo che siano stati attribuiti in forma espressa e contestualmente a titolo di anticipazione sui miglioramenti economici derivanti dal presente contratto (aumento del minimo; meccanismo di variazione automatica; aumenti di anzianità). Se il miglioramento conseguito dal dirigente risulti inferiore a quello derivante dal presente articolo sarà corrisposta la differenza.
4) I miglioramenti economici attribuiti aziendalmente al dirigente dalla data di entrata in vigore del presente contratto o successivamente, non sono assorbibili o conguagliabili con quelli che deriveranno dal rinnovo del presente contratto, salvo che siano stati attribuiti in forma espressa e contestualmente a titolo di anticipazione sui citati miglioramenti contrattuali.
5) Salvo il rispetto dei minimi previsti dal punto 1) e degli importi a titolo di variazione automatica prevista dall'articolo 4 gli aumenti delle retribuzioni di fatto di cui al precedente punto 2) non sono dovuti ai dirigenti assunti dal 1° luglio 1974.
6) Il minimo fissato dal punto 1) e l'aumento previsto dal punto 2) del presente articolo non si applicano nelle aziende con non più di 25 dipendenti per le quali le retribuzioni spettanti ai dirigenti di nuova assunzione e gli aumenti sulle retribuzioni di fatto dei dirigenti in servizio costituiranno oggetto di esame, caso per caso, tra le parti e, se occorre, tra le Associazioni stipulanti.
Ferme restando le disposizioni di cui ai punti 2), 3), 4), 5) e 6) del presente articolo, gli aumenti derivanti dalla soppressa facoltà di riduzione dei minimi già prevista, in funzione delle dimensioni aziendali, dall'art. 1, 3° comma, dell'accordo 16 marzo 1973 sono considerati assorbibili o conguagliabili dai superminimi in atto alla data di entrata in vigore del presente contratto.
Tali aumenti, in quanto dovuti, saranno applicati dalle aziende interessate per un importo pari al 50% dall'1.1.1976 e per l'ammontare residuo dall'1.1.1977.
Art. 4 - Meccanismo di variazione automatica
Viene istituito un meccanismo di variazione della retribuzione dei dirigenti correlato all'aumento del costo della vita.
A questi effetti viene assunto a base del sistema l'indice ISTAT "dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati" al primo settembre 1974 fatto uguale a 100 (assumendo convenzionalmente per tale l'indice del mese di agosto 1974, risultato pari a 149,8).
Il calcolo della variazione dell'indice verrà effettuato con cadenza semestrale, accertando il numero dei punti di variazione dell'indice stesso registrato nel mese di maggio e nel mese di novembre di ciascun anno rispetto alla base indicata al comma precedente.
La variazione suddetta sarà arrotondata all'unità rispettivamente superiore o inferiore quando i decimali siano superiori ovvero pari o inferiori a 50 centesimi, operando i relativi conguagli in occasione della variazione semestrale successiva.
Ad ogni punto di variazione dell'indice calcolato come sopra, rispetto alla suddetta base, corrisponde un importo di L. 3.000 mensili.
L'importo risultante dal calcolo sopra indicato sarà erogato con decorrenza, rispettivamente, dal 1° luglio e dal 1° gennaio immediatamente successivi.
La prima applicazione avrà luogo a decorrere dal 1° luglio 1975.
L'importo di cui ai precedenti commi non è assorbibile o conguagliabile con gli eventuali trattamenti di miglior favore attribuiti aziendalmente al dirigente dalla data di entrata in vigore del presente contratto o successivamente, salvo che questi ultimi siano corrisposti in forma espressa e contestualmente quale anticipazione allo stesso titolo.
1 - In sede di prima applicazione del meccanismo, onde determinare la variazione dell'indice ai fini dell'importo da corrispondere dal 1° luglio 1975, si tiene conto dell'andamento dell'indice steso, sempre rapportato all'indice 1° settembre 1974 fatto pari a 100, nell'arco del semestre novembre 1974 - maggio 1975.
2 - Per dare attuazione al meccanismo a far data dal 1° gennaio 1975, le parti hanno convenuto di tener conto dell'andamento del costo della vita verificatosi nel corso del 1974, le cui variazioni in aumento hanno convenzionalmente valutato in ragione di 25 punti.
L'importo così risultante non è assorbibile o conguagliabile con gli eventuali trattamenti di miglior favore percepiti dal dirigente, salvo che questi ultimi siano stati attribuiti, vigente l'accordo 16 marzo 1973, in forma espressa e contestualmente a titolo di aumento del costo della vita o comunque a titolo i anticipazione sui miglioramenti economici derivanti dal presente contratto (aumento dei minimi, meccanismo di variazione automatica, aumenti di anzianità).
Esempio di applicazione del meccanismo di variazione automatica.
L'indice ISTAT "dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati" con base 1970 = 100, al 1° settembre 1974 (media agosto) era pari a 149,8 e nel novembre 1974 è risultato pari a 160,3;
ipotizzando che l'indice stesso - base 1970 = 100 - salga a 171,8 nel maggio 1975 e a 185,9 nel novembre 1975;
la serie ricostruita con base 1° settembre 1974 = 100 assumerà i seguenti valori:
- 1° settembre 1974 = 100,0;
- novembre 1974 = 107,0;
- maggio 1975 = 114,7;
- novembre 1975 = 124,1.
Di conseguenza, nei casi ipotizzati:
- a partire dal 1° luglio 1975 verrebbero corrisposti 8 punti (114,7 - 107 = 7,7 arrotondato a 8) per un importo - sulla base del valore unitario di L. 3.000 per punto - pari a L. 24.000 mensili;
- a partire dal 1° gennaio 1976 verrebbero corrisposti altri 9 punti (124,1 - 114,7 = 9,4 arrotondato a 9) per un importo aggiuntivo pari a L. 27.000 mensili.
Art. 5 - Aumenti di anzianità
Gli aumenti retributivi in funzione dell'anzianità di servizio del dirigente sono autonomamente ed integralmente regolamentati come appresso:
a) al compimento di ciascun biennio di anzianità di servizio con tale qualifica e con effetto dal 1° del mese successivo, al dirigente verrà corrisposto un aumento del minimo contrattuale vigente nella misura del 6,25% per 10 bienni;
b) gli aumenti di cui alla precedente lett. a) vanno ricalcolati di volta in volta sui minimi contrattuali all'atto della loro variazione.
Per l'importo relativo alla variazione automatica, il ricalcolo sarà effettuato alla fine di ciascun anno solare, con applicazione dal 1° gennaio successivo;
c) fermo restando quanto previsto dalla sottoindicata disposizione transitoria, gli aumenti di anzianità maturati dall'entrata in vigore delle presenti norme o corrisposti con decorrenza da tale data, in relazione al disposto del precedente punto a), non sono assorbibili o conguagliabili con gli eventuali trattamenti di miglior favore percepiti dal dirigente, salvo che questi ultimi risultino attribuiti, in forma espressa e contestualmente, allo stesso titolo;
d) in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, per il computo dell'indennità di anzianità, il biennio in corso di maturazione sarà calcolato per intero ove sia superato l'anno.
Ai fini del coordinamento della norma di cui alla lett. a) del presente articolo con la corrispondente norma del C.C.N.L. 12 novembre 1970 si procederà, per ciascun dirigente, a computare, ai fini della determinazione dei bienni di anzianità maturati, l'anzianità nella qualifica al 31 dicembre 1974, fermo restando che i benefici economici eventualmente spettanti decorreranno dal 1° gennaio 1975.
Per il coordinamento delle norme del presente articolo con le disposizioni di cui all'art. 5, lett. d), n. 1 e 2 del C.C.N.L. 12.11.1970 si seguiranno i seguenti criteri:
1 - per i superminimi in atto al 1° agosto 1970, i criteri di assorbimento previsti dall'art. 5, lett. d), n. 2 del C.C.N.L. 12.11.1970 non saranno più operanti per gli aumenti di anzianità che maturino con decorrenza pari o successiva all'entrata in vigore del presente articolo;
2 - per i superminimi attribuiti successivamente al 31 luglio 1970 e fino alla entrata in vigore del presente articolo si intendono richiamati i criteri di cui all'art. 5, lett. d), n. 1 del C.C.N.L. 12.11.1970.
Resta in ogni caso ferma la disposizione di cui al punto 2) dell'art. 3
Il dirigente ha diritto, per ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie, con decorrenza della retribuzione, non inferiore a:
- giorni 26 in caso di anzianità di servizio fino a 5 anni compiuti;
- giorni 30 in caso di anzianità di servizio di oltre 5 anni.
Nel calcolo dei predetti periodi di ferie saranno escluse le domeniche ed i giorni festivi infrasettimanali considerati tali dalla legge.
Fermo restando il principio della irrinunciabilità delle ferie, qualora eccezionalmente queste ultime non risultino comunque fruite, in tutto o in parte, entro il 1° semestre dell'anno successivo, verrà corrisposta per il periodo non goduto un'indennità pari alla retribuzione spettante, da liquidarsi entro il primo mese del II° semestre di detto anno.
In caso di rientro anticipato dalle ferie per necessità aziendali, le spese sostenute dal dirigente sono a carico dell'azienda.
In caso di risoluzione nel corso dell'anno, il dirigente ha diritto alle ferie in proporzione ai mesi di sevizio prestati.
Art. 7 - Aspettativa
Al dirigente che ne faccia richiesta per giustificati motivi potrà essere concesso un periodo di aspettativa.
Durante tale periodo non è dovuta retribuzione, ma decorre l'anzianità agli effetti del preavviso e dell'indennità di anzianità.
I dirigenti che siano eletti membri del Parlamento nazionale o di Assemblee regionali ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa, non retribuita, per tutta al durata del loro mandato.
La medesima disposizione di applica ai dirigenti chiamati a ricoprire cariche sindacali provinciali o regionali e nazionali.
I periodi di aspettativa di cui ai due precedenti commi sono considerati utili, a richiesta dell'interessato, ai fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della pensione a carico dell'INPDAI; durante detti periodi di aspettativa l'interessato, in caso di malattia, conserva il diritto alle prestazioni a carico dei competenti enti preposti alla erogazione delle prestazioni medesime.
Le disposizioni di cui al precedente comma non si applicano qualora a favore dei dirigenti siano previste forme previdenziali per il trattamento di pensione e per malattia, in relazione all'attività espletata durante il periodo di aspettativa.
Art. 8 - Aggiornamento culturale-professionale
Le parti, nel comune interesse di promuovere un aggiornamento culturale e professionale consono alle funzioni dirigenziali, impegnano le Aziende ad adottare le idonee misure per favorire la partecipazione dei singoli a corsi, seminari o altre iniziative formative, concordando tali iniziative con il dirigente interessato.
Intese applicative delle finalità sopra esposte potranno essere adottate nelle singole sedi aziendali.
Art. 9 - Trasferte e missioni
Al dirigente, che, per ragioni di servizio, debba recarsi in trasferta fuori sede, spetta il rimborso delle spese sostenute da effettuarsi normalmente a pie' di lista.
Oltre al rimborso delle spese documentate di viaggio, vitto ed alloggio, nei limiti della normalità, al dirigente in trasferta per periodi non inferiori a 24 ore e non superiori a due settimane è dovuto un importo aggiuntivo per rimborso spese non documentabili pari all'1% del minimo mensile contrattuale base, per ogni giorno di trasferta.
In caso di trasferta di durata superiore a due settimane o di missione all'estero, verranno presi accordi diretti tra azienda e dirigente.
Gli importi erogati per il titolo di spese non documentabili non fanno parte della retribuzione ad alcun effetto del presente contratto e sono suscettibili di assorbimento in eventuali trattamenti aziendali o individuali già in atto allo stesso titolo.
Ove non sia adottato il rimborso a pie' di lista, il trattamento di trasferta sarà pari a quello della massima categoria del personale non dirigente incrementato di una somma corrispondente all'uno per cento di cui al secondo comma del presente articolo.
Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione a decorrere dal 1° giugno 1975.
Art. 10 - Trattamento di malattia e di maternità
Nel caso di interruzione del servizio dovuta a malattia o ad infortunio non dipendente da causa di servizio, l'azienda conserverà al dirigente non in prova il posto per un periodo di 12 mesi, durante i quali gli corrisponderà l'intera retribuzione.
Superati i limiti di conservazione del posto sopra indicati, al dirigente che ne faccia domanda sarà concesso un successivo ulteriore periodo di aspettativa fino ad un massimo di 6 mesi, durante il quale non sarà dovuta retribuzione, ma decorrerà l'anzianità agli effetti del preavviso e dell'indennità di anzianità.
Alla scadenza dei termini sopra indicati, ove, per il perdurare dello stato di malattia, il rapporto di lavoro venga risolto da una delle due parti, è dovuto al dirigente il trattamento di licenziamento, ivi compresa l'indennità sostitutiva del preavviso.
Se, scaduto il periodo di conservazione del posto, il dirigente non chieda la risoluzione del rapporto e l'azienda non proceda al licenziamento, il rapporto rimane sospeso salvo la decorrenza dell'anzianità agli effetti del preavviso e dell'indennità di anzianità.
Per il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro previsto dalle vigenti disposizioni legislative sulla maternità, l'azienda, conservando all'interessata il suo posto di lavoro, le corrisponderà l'intera retribuzione mensile.
Per il permesso facoltativo post-maternità, fino a 6 mesi, sarà corrisposto il 30% della retribuzione.
Tali trattamenti sono sostitutivi di quelli previsti dalle leggi vigenti in materia.
Art. 11 - Trattamento di infortunio e malattia da causa di servizio
Nel caso di interruzione del servizio per invalidità temporanea causata da infortunio avvenuto in occasione di lavoro, l'azienda conserverà al dirigente il posto e gli corrisponderà l'intera retribuzione fino ad accertata guarigione o fino a quando sia accertata una invalidità permanente totale o parziale. Eguale trattamento verrà applicato nei confronti del dirigente non in prova nel caso di interruzione del servizio per invalidità temporanea causata da malattia professionale. In ogni caso il periodo di conservazione del posto e di corresponsione della retribuzione non potrà superare due anni e sei mesi dal giorno in cui è sorta la malattia o si è verificato l'infortunio.
L'azienda, per i soli casi contemplati dal seguente capoverso, deve provvedere, a suo esclusivo carico, ad assicurare il dirigente con polizza individuale o cumulativa, contro tutti gli infortuni ed i rischi professionali e, salve le normali esclusioni di polizza, anche i rischi extraprofessionali, esclusa per questi ultimi, in ogni caso, qualsiasi responsabilità dell'azienda.
L'assicurazione deve garantire, indipendentemente dal normale trattamento di liquidazione e salvo consuetudini aziendali più favorevoli: in caso di morte, un capitale non inferiore a 5 annualità della retribuzione ultima percepita dal dirigente; in caso di invalidità permanente totale, un capitale non inferiore a 6 annualità di detta retribuzione e, in caso di invalidità permanente parziale, un capitale proporzionale secondo il formulario d'uso.
Art. 12 - Trapasso o cessione della gestione d'azienda o di esercizi aziendali
Fermo restando quanto disposto dall'art. 2122 del cod. civ., in caso di trapasso o cessione della gestione di aziende o di esercizi aziendali, ivi compresi i casi di concentrazione, fusioni, scorpori, non debbono in alcun modo essere pregiudicati i diritti acquisiti dal dirigente.
Tenuto conto delle particolari caratteristiche del rapporto dirigenziale, il dirigente il quale, nei casi sopra previsti, non intenda continuare il proprio rapporto ha diritto, entro 180 giorni dalla data legale dell'avvenuto cambiamento, di chiedere ed ottenere la risoluzione del rapporto stesso con trattamento uguale a quello che gli spetterebbe se fosse licenziato non per giusta causa.
Art. 13 - Trasferimento del dirigente
Il dirigente può essere trasferito da una ad altra sede di lavoro, soltanto per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive dell'azienda.
Il trasferimento dovrà essere comunicato per iscritto dall'azienda al dirigente con un preavviso non inferiore a mesi 3 ovvero a mesi 4 quando il dirigente abbia familiari conviventi e a carico.
Al dirigente trasferito sarà corrisposto il rimborso delle spese cui va incontro per sé e famiglia per effetto del trasferimento stesso, nonché l'eventuale maggior spesa effettivamente sostenuta per l'alloggio dello stesso tipo di quello occupato nella sede di origine, per un periodo da convenirsi direttamente tra le parti e comunque per un periodo non inferiore ad un anno, oltre ad una indennità "una tantum" pari a tre mensilità di retribuzione per il dirigente con carichi di famiglia e a due mensilità per il dirigente senza carichi di famiglia.
Per i casi di licenziamento non per giusta causa o di morte, entro cinque anni dalla data del trasferimento, l'azienda dovrà rimborsare le spese relative al rientro del dirigente e/o della sua famiglia alla sede originaria.
Il dirigente licenziato per mancata accettazione del trasferimento ha diritto all'indennità di anzianità e all'indennità sostitutiva del preavviso.
Il trasferimento del dirigente che abbia compiuto rispettivamente il 55° anno di età, se uomo, ed il 50° anno, se donna, formerà oggetto di accordo tra le parti.
Qualora particolari ragioni d'urgenza non consentano all'azienda di rispettare i termini di preavviso di cui al secondo comma, il dirigente verrà considerato in trasferta sino alla scadenza dei suddetti termini.
Art. 14 - Responsabilità civile e/o penale connessa alla prestazione
Ove si apra procedimento penale nei confronti del dirigente per fatti che siano direttamente connessi all'esercizio delle funzioni attribuitegli, ogni spesa per tutti i gradi di giudizio è a carico dell'azienda. E' in facoltà del dirigente di farsi assistere da un legale di propria fiducia, con onere a carico dell'azienda, sempreché non ostino disposizioni statutarie o norme istituzionali di quest'ultima.
Le garanzie e le tutele di cui al 2° comma del presente articolo si applicano al dirigente anche successivamente alla estinzione del rapporto di lavoro, sempreché si tratti di fatti accaduti nel corso del rapporto stesso.
Parte Quarta - Tutele assistenziali e previdenziali
I versamenti relativi al trattamento di previdenza di cui alla legge 27 dicembre 1953, n. 967 ed al Regolamento di cui al D.P.R. 17 agosto 1955, n. 914 e successive modificazioni sono fissati nella misura percentuale stabilita dalle disposizioni legislative vigenti in materia.
Il pagamento dei contributi di previdenza anzidetto va effettuato sull'ammontare della retribuzione lorda globale di fatto percepita dal dirigente e non può essere inferiore alla retribuzione annua contrattuale minima ragguagliata a 13 mensilità, né superiore alla retribuzione contrattuale minima di prima assunzione ragguagliata a 13 mensilità e maggiorata del 130%.
Le parti si danno atto che la retribuzione da assumersi ai fini della determinazione del massimale secondo i criteri di cui al 2° comma del presente articolo, viene così stabilita:
- dall'1.1.1973: L. 550.000 x 13 = 7.150.000, maggiorate del 130%;
- dall'1.1.1974: L. 590.000 x 13 = 7.670.000, maggiorate del 130%;
Le parti stipulanti convengono sulla opportunità di intraprendere congiuntamente, presso le sedi competenti, le iniziative atte alla sollecita emanazione delle modifiche conseguenti al disposto del 1° comma della presente dichiarazione a verbale.
Art. 16 - Assistenza di malattia
Per la prestazione dell'assistenza di malattia ai dirigenti si fa riferimento a quanto stabilito dall'accordo sottoscritto il 21 ottobre 1954 ed alle successive modificazioni.
Parte Quinta - Tutele sindacali del rapporto
È istituito, a cura delle organizzazioni stipulanti il presente contratto, un Collegio arbitrale cui è demandato il compito di pronunciarsi sui ricorsi che gli siano sottoposti ai sensi dell'art. 20.
Il Collegio, che sarà in carico per la durata del presente contratto, rinnovabile, è composto di tre membri, di cui uno designato da ciascuna delle organizzazioni imprenditoriali stipulanti, uno dalla Federazione Nazionale Dirigenti Industriali, ed uno, con funzioni di Presidente, scelto di comune accordo dalle rispettive organizzazioni. In caso di mancato accordo sulla designazione del terzo membro, quest'ultimo sarà sorteggiato tra i nominativi compresi in apposita lista di nomi non superiori a sei, preventivamente concordata, o, in mancanza di ciò, sarà designato - su richiesta di una o di entrambe le organizzazioni predette - dal Presidente del Tribunale di Roma.
Il Collegio arbitrale sarà investito della vertenza su istanza, a mezzo di raccomandata a.r., della Federazione Nazionale Dirigenti Aziende Industriali, che trasmetterà al Collegio il ricorso, sottoscritto dal dirigente, entro 30 giorni successivi al ricevimento del ricorso stesso a sensi del comma 4° dell'art. 20.
Copia dell'istanza e del ricorso debbono, sempre a mezzo raccomandata a.r., essere trasmessi contemporaneamente, a cura della FNDAI alla corrispondente organizzazione imprenditoriale stipulante e per conoscenza, all'azienda interessata.
Il Collegio deve riunirsi entro 30 giorni dall'avvenuto ricevimento dell'istanza di cui sopra da parte dell'organizzazione imprenditoriale.
Ove non si raggiunga la conciliazione, il Collegio, anche in assenza di motivazione o in contumacia di una delle parti, emetterà il proprio lodo entro 60 giorni dalla data di riunione di cui al 9° comma, salva la facoltà del Presidente di disporre una proroga fino ad un massimo di ulteriori 30 giorni in relazione a necessità inerenti allo svolgimento della procedura.
Durante il mese di agosto sono sospesi i termini di cui al presente articolo, eccezion fatta per quello di cui al 4° comma dell'art. 20 sopra richiamato.
Ove il Collegio, con motivato giudizio, riconosca che il licenziamento è ingiustificato ed accolga quindi il ricorso del dirigente a termini dell'art. 20, disporrà contestualmente, a carico dell'azienda, una indennità supplementare delle spettanze contrattuali di fine lavoro, graduabile in relazione alle valutazioni del Collegio circa gli elementi che caratterizzano il caso in esame fra:
L'indennità supplementare è automaticamente aumentata, in relazione all'età del dirigente licenziato, ove questa risulti compresa fra i 46 e i 56 anni, nelle seguenti misure, calcolate con i criteri di cui al comma precedente:
- 5 mensilità in corrispondenza del 50° e 52 anno compiuto;
- 4 mensilità in corrispondenza del 49° e 53 anno compiuto;
- 3 mensilità in corrispondenza del 48° e 54 anno compiuto;
- 2 mensilità in corrispondenza del 47° e 55 anno compiuto;
- 1 mensilità in corrispondenza del 46° e 56 anno compiuto.
1) - Il Collegio deve essere costituito entro 60 giorni dalla data di stipulazione del presente contratto.
Tuttavia, i ricorsi che, alla data di stipulazione del presente contratto, siano pendenti avanti a Collegi già costituiti, verranno definiti dai medesimi, indipendentemente dalla intervenuta eventuale costituzione del nuovo Collegio di cui al precedente comma.
2) - Il termine di cui al VII comma del presente articolo, si intenderà prorogato fino al 10° giorno successivo a quello dell'avvenuta costituzione del Collegio, ove essa sia successiva alla scadenza del termine sopra richiamato (I norma di attuazione).
Art. 18 - Rappresentante Sindacali Aziendali
I sindacati territoriali della FNDAI possono istituire Rappresentanze Sindacali Aziendali nelle aziende.
In tal caso gli stessi sindacati provvederanno a comunicare i nominativi dei dirigenti investiti di tale rappresentanza, oltreché alla FNDAI, alle aziende interessate e alla organizzazione imprenditoriale stipulante e rispettivamente competente.
In particolare, le Rappresentanze Aziendali potranno esaminare in prima istanza le questioni che dovessero sorgere circa l'applicazione delle norme contrattuali, ivi comprese quelle relative al riconoscimento della qualifica di dirigente ai sensi dell'art. 1 del presente contratto.
Le eventuali controversie riguardanti l'interpretazione del presente contratto saranno esaminate dalle parti stipulanti il contratto stesso.
Le questioni che dovessero sorgere circa l'applicazione delle norme contrattuali in singoli casi e che non abbiano trovato diretta definizione tra l'azienda ed il dirigente, saranno demandate, ai fini della loro soluzione, all'esame delle competenti Organizzazioni stipulanti il presente contratto.
Tale esame deve esaurirsi, salvo motivato impedimento, entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della richiesta di convocazione inoltrata da una delle Organizzazioni stipulanti. le relative conclusioni formeranno oggetto di apposito verbale.
Laddove siano state istituite dai dirigenti, ai sensi dell'art. 18, Rappresentanze Aziendali, le questioni di cui al 2° comma potranno essere esaminate in prima istanza con dette rappresentanze.
Art. 20 - Risoluzione del rapporto di lavoro
Nel caso di risoluzione ad iniziativa dell'azienda, quest'ultima è tenuta a specificarne contestualmente la motivazione.
Il dirigente, ove non ritenga giustificata la motivazione addotta dall'azienda ovvero nel caso in cui detta motivazione non sia stata fornita contestualmente alla comunicazione del recesso, potrà ricorrere al Collegio arbitrale di cui all'art. 17.
Il ricorso al Collegio non costituisce di per sé motivo per sospendere la corresponsione al dirigente delle indennità di cui agli artt. 21 e 22.
Le disposizioni del presente articolo, salva la comunicazione per iscritto di cui al 1°comma, non si applicano in caso di risoluzione del rapporto di lavoro nei confronti del dirigente in prova o che sia in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia o che abbia comunque superato il 65° anno di età (60° se donna).
Il termine di cui al 4° comma, per licenziamenti effettuati anteriormente alla data di stipulazione del presente contratto e sempreché non sia scaduto il precedente termine di cui all'art. 20 del contratto 12.11.1970, decorre dalla data di stipulazione del presente contratto.
Salvo il disposto dell'art. 2119 del cod. civ., il contratto a tempo indeterminato non potrà essere risolto, dal datore di lavoro, senza preavviso i cui termini sono stabiliti come segue:
a) mesi 7 di preavviso se il dirigente ha una anzianità di servizio non superiore a due anni;
b) un ulteriore mezzo mese per ogni successivo anno di anzianità con un massimo di altri cinque mesi di preavviso.
Il dirigente dimissionario deve dare al datore di lavoro un preavviso i cui termini saranno pari ad 1/3 di quelli sopra indicati.
In caso di inosservanza dei termini suddetti è dovuta dalla parte inadempiente all'altra parte, per il periodo di mancato preavviso, una indennità pari alla retribuzione che il dirigente avrebbe percepito durante il periodo di mancato preavviso.
È in facoltà del dirigente che riceve la disdetta di troncare il rapporto, sia all'inizio, sia durante il preavviso, senza che da ciò gli derivi alcun obbligo di indennizzo per il periodo di preavviso non compiuto.
Il periodo di preavviso, anche se sostituito dalla corrispondente indennità, sarà computato nell'anzianità agli effetti dell'indennità di anzianità.
L'indennità sostitutiva del preavviso è soggetta ai contributi previdenziali e assistenziali; i contributi predetti saranno versati agli enti previdenziali e assistenziali di categoria con la indicazione separata e distinta dei mesi di competenza nei quali avrebbero dovuto essere pagati.
Durante il periodo di preavviso non potrà farsi obbligo al dirigente uscente di prestare servizio senza il suo consenso alle dipendenze del dirigente di pari grado che lo dovrà sostituire.
Agli effetti di cui alla lett. b) del 1° comma viene trascurata la frazione di anno inferiore al semestre e viene considerata come anno compiuto la frazione di anno uguale o superiore al semestre.
1) In caso di risoluzione del rapporto, trascorso il periodo di prova, spetterà al dirigente, a parte quanto previsto dall'art. 21:
a) una indennità pari all'importo di una mensilità dell'ultima retribuzione per ogni anno di servizio sino a 8 anni di servizio;
b) una indennità pari all'importo di una mensilità e mezza dell'ultima retribuzione per ogni anno di servizio eccedente 8 anni.
La predetta indennità sarà corrisposta nella maggiore misura di una mensilità e mezza dell'ultima retribuzione per l'intera anzianità:
- ai dirigenti che abbiano compiuto 10 anni di servizio preso la stessa Azienda con la qualifica di dirigente;
- ai dirigenti, come tali promossi dopo essere stati originariamente assunti come impiegati, sempreché abbiano maturato 15 anni di servizio complessivo di cui almeno 7 anni da dirigente;
- in caso di morte del dirigente nel corso del rapporto di lavoro, qualunque sia la sua anzianità di servizio.
2) Si considerano come retribuzione, oltre allo stipendio, tutti gli elementi costitutivi della retribuzione aventi carattere continuativo ivi compresi le provvigioni, i premi di produzione, ed ogni altro compenso ed indennità anche se non di ammontare fisso, con esclusione di quanto corrisposto a titolo di rimborso spese o di emolumento di carattere eccezionale.
Fa parte della retribuzione anche l'equivalente del vitto e dell'alloggio eventualmente dovuto al dirigente nella misura convenzionalmente concordata.
3) Le partecipazioni agli utili e le gratifiche non consuetudinarie e gli aumenti di gratifica pure non consuetudinari, corrisposti in funzione del favorevole andamento aziendale, sono computati fino ad un massimo pari all'importo degli altri elementi della retribuzione annuale come sopra definita, per un totale di tali elementi comunque non inferiore al vigente minimo di prima assunzione.
Qualora l'indennità, calcolata per ciascun anno di anzianità nella misura stabilita dalla legge e riferita a tutti gli elementi della retribuzione (compresi quelli di cui al punto 3 senza limitazione) ammonti ad importo superiore a quello risultante dai conteggi effettuati coi criteri previsti dai precedenti commi, la liquidazione dovrà essere effettuata dall'azienda in base al primo di tali due conteggi, in quanto più favorevole al dirigente.
Le parti stipulanti hanno inteso che la disposizione di cui al 1° comma del presente punto 3) e quella di cui alla lettera b) del punto 1) devono considerarsi correlative ed inscindibili tra di loro.
In caso di morte del dirigente, l'azienda corrisponderà agli aventi diritto, oltre all'indennità sostitutiva del preavviso, l'indennità di anzianità di cui al punto 1), secondo comma, dell'art. 22, e ciò indipendentemente da quanto possa loro spettare a titolo integrativo per fondo di previdenza, per assicurazione infortuni e per ogni altra causa.
Art. 24 - Anzianità
A tutti gli effetti del presente contratto l'anzianità si computa comprendendovi tutto il periodo di servizio prestato alle dipendenze dell'azienda anche con altre qualifiche.
Agli effetti della determinazione dell'anzianità, ogni semestre iniziato si computa per compiuto.
Art. 25 - Benemerenze nazionali
Ai dirigenti che si trovino nelle sottoindicate condizioni e che non abbiano già goduto della concessione, verrà riconosciuta, su richiesta documentata, una maggior anzianità convenzionale agli effetti del preavviso e della indennità di anzianità pari a:
- un anno, se mutilati o invalidi di guerra;
- sei mesi, se ex combattenti che abbiano prestato servizio almeno per sei mesi in zona di operazione o se ad essi parificati a norma di legge;
- sei mesi, se decorati al valore militare, promossi per eventi di guerra, feriti di guerra.
Le predette anzianità sono cumulabili.
Le provvidenze di cui sopra non sono cumulabili con quelle derivanti da norme di legge più favorevoli per il dirigente.
Parte Settima - Disposizioni generali
Art. 26 - Disposizioni generali e condizioni di miglior favore
Il presente contratto annulla e sostituisce, salvo per quanto diversamente previsto, quello stipulato il 12.11.1970 e gli accordi sui minimi di retribuzione sinora vigenti.
Le condizioni stabilite eventualmente da accordi individuali, aziendali e territoriali più favorevoli, s'intendono mantenute "ad personam".
Per quanto non previsto dal presente contratto valgono le norme di legge.
Art. 27 - Contributi sindacali
Il presente contratto decorre dal 1° gennaio 1975 o dalle diverse date eventualmente precisate nei singoli articoli che lo compongono ed avrà scadenza il 31 dicembre 1977.
In caso di mancata disdetta, da notificarsi con lettera raccomandata almeno due mesi prima della scadenza sopra indicata, si intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno.
Le parti si danno atto che in via eccezionale si è ritenuto, con riguardo ai rapporti di lavoro risolti ad iniziativa dell'azienda, e cessati a tutti gli effetti nel periodo 1° ottobre - 31 dicembre 1974, di attribuire anticipata applicazione dalle disposizioni di seguito indicate, limitatamente alla fattispecie ed alle condizioni a fianco specificate:
1 - Preavviso ed indennità di anzianità: le nuove e più favorevoli misure degli istituti di che trattasi saranno riconosciute ai dirigenti i quali abbiano formulato esplicita e contestuale riserva.
2 - Indennità supplementare di cui all'art. 17: ove alla data di stipulazione del presente contratto sia ritualmente prendente il ricorso del dirigente avanti il Collegio di cui all'art. 20 del C.C.N.L. 12 novembre 1970, il Collegio stesso disporrà, ricorrendo gli estremi, una indennità supplementare a carico dell'azienda nelle misure e secondo i criteri di cui all'art. 17 del presente contratto.
Il 9 giugno 1975, in Roma,
- la Federazione Nazionale Imprese Trasporti (FENIT);
- l'Associazione Sindacale Intersin;
- la Federazione Nazionale Dirigenti di Aziende Industriali (FNDAI).
Avuta presente la unificazione delle normative e delle relative decorrenze e durate, le parti concordano che ai dirigenti in forza alla data odierna ed assunti anteriormente al 1° ottobre 1974 verrà erogata la somma "una tantum" di lire lorde 300.000.
Accordo nazionale per la corresponsione di una erogazione annuale ai dirigenti delle imprese esercenti ferrovie, tramvie, filovie, autolinee, funivie assimilabili per atto di concessione a ferrovie, linee di navigazione interna
Il 10 giugno 1975, in Roma
- la Federazione Nazionale Dirigenti di Aziende Industriali (F.N.D.A.I.);
A decorrere dall'anno 1975 l'erogazione annuale, prevista in aggiunta alla 13ª mensilità dall'accordo nazionale 17.3.1973, è, ferme restando le modalità di corresponsione e di computo, elevata ad una mensilità della normale retribuzione mensile.
Accordo di rinnovo 27-4-2010
Decorrenza 27-4-2010- Scadenza 31 dicembre 2013
La Premessa all'accordo nazionale 18 gennaio 2006 è modificata come segue:
Le Parti, richiamati lo spirito e le finalità dell'accordo 18 gennaio 2006, ribadiscono la valenza strategica del ruolo manageriale quale fattore di accrescimento competitivo nel mercato dei servizi di trasporto pubblico e di quelli ausiliari della mobilità, nonché di crescita attenta ai valori dell'etica e della responsabilità sociale dell'impresa.
Le Parti confermano l'esigenza di affermare un modello di relazioni industriali più moderno e rispondente alla figura dirigenziale e che l'introduzione di modelli gestionali e retributivi che leghino quote della retribuzione del dirigente a obiettivi aziendali condivisi costituisce un passaggio di grande rilevanza per la modernizzazione dei sistemi gestionali e per la valorizzazione delle risorse dirigenziali e, quindi, per la crescita dell'impresa.
Tuttavia, in considerazione delle specificità del settore e, in alcuni casi, della presenza di sistemi di governance che possono rendere non agevole l'applicazione di modelli gestionali e retributivi flessibili, come l'M.B.O., ovvero individuali, come i superminimi, diretti a conferire uno specifico riconoscimento al raggiungimento di determinati obiettivi aziendali o alle competenze e alla funzione svolta nell'organizzazione aziendale, le parti convengono, tenuto conto della portata fortemente innovativa della parte economica del C.C.N.L., di confermare una Commissione bilaterale permanente paritaria con gli scopi indicati nell'apposito art. 6 bis del contratto collettivo, composta da 4 rappresentanti nominati da Federmanager e da 4 rappresentanti nominati da ASSTRA, che inizierà la propria attività entro il 30.6.2010.
Le Parti affidano alla Commissione bilaterale permanente il compito di monitorare il livello di presenza e funzionamento delle forme di retribuzione variabile sulla base di quanto stabilito dall'apposita disposizione contrattuale, nonché di adottare iniziative formative congiunte per promuovere l'applicazione di tali sistemi nelle realtà in cui non sono presenti, favorendo la diffusione di "buone pratiche" di attuazione dei modelli di cui sopra.
b) Aumenti periodici di anzianità, limitatamente ai dirigenti in servizio alla data di sottoscrizione dell'accordo nazionale 18 gennaio 2006, nell'importo mensile in cifra fissa pari a euro 129,11 al compimento di ciascun biennio di anzianità di servizio con tale qualifica e con effetto dal primo giorno del mese successivo al biennio stesso. Resta, comunque, confermato il numero massimo di aumenti di anzianità previsto dall'art. 6 del contratto collettivo nazionale di lavoro 13 luglio 2000.
Le Parti, alla luce delle indicazioni della Commissione bilaterale, assumeranno ogni opportuna e conseguente determinazione, anche rivolta a singoli casi, volta a consentire alle aziende di assolvere complessivamente agli obblighi retributivi come definiti con il presente rinnovo nei confronti di ciascun dirigente.
Nell'ambito dell'affermazione di tale modello innovativo di relazioni industriali, in ordine alle politiche retributive e ai sistemi retributivi incentivanti e premianti, ai piani aziendali di formazione continua anche con il finanziamento di Fondirigenti e, più in generale, alle politiche strategiche e agli assetti organizzativi aziendali, le imprese, sempre nel rispetto dei reciproci ruoli e prerogative, coinvolgeranno e terranno conto del contributo della rappresentanza aziendale o territoriale dei dirigenti nelle forme e modalità che verranno ritenute più idonee.
Nel corso della vigenza contrattuale, le parti promuoveranno degli incontri, con periodicità almeno semestrale, al fine di verificare i risultati dell'attività della Commissione, nonché gli esiti delle iniziative promosse bilateralmente e di quelle in corso di definizione onde assumere ogni opportuna e conseguente determinazione volta al raggiungimento degli obiettivi condivisi.
Art. 4 - Trattamento minimo complessivo di garanzia
All'art. 4, comma 2, il secondo ed il terzo capoverso sono sostituiti dai seguenti tre capoversi:
Il "trattamento minimo complessivo di garanzia" da assumere come parametro al 31 dicembre 2010, a valere dall'anno 2010, è stabilito:
a) in 57.000,00 (cinquantasettemila/00) euro con riferimento ai dirigenti con anzianità di servizio nell'azienda con la qualifica di dirigente, fino a 6 (sei) anni;
b) in 72.000,00 (settantaduemila/00) euro con riferimento ai dirigenti con anzianità di servizio nell'azienda con la qualifica di dirigente, superiore ai 6 (sei) anni compiuti.
Il "trattamento minimo complessivo di garanzia" da assumere come parametro al 31 dicembre 2012, a valere dall'anno 2012, è stabilito:
a) in 61.000,00 (sessantunomila/00) euro con riferimento ai dirigenti con anzianità di servizio nell'azienda con la qualifica di dirigente, fino a 6 (sei) anni;
b) in 76.000,00 (settantaseimila/00) euro con riferimento ai dirigenti con anzianità di servizio nell'azienda con la qualifica di dirigente, superiore ai 6 (sei) anni compiuti.
Il "trattamento minimo complessivo di garanzia" da assumere come parametro al 31 dicembre 2013, a valere dall'anno 2013, è stabilito:
a) in 63.000,00 (sessantatremila/00) euro con riferimento ai dirigenti con anzianità di servizio nell'azienda con la qualifica di dirigente, fino a 6 (sei) anni;
b) in 80.000,00 (ottantamila/00) euro con riferimento ai dirigenti con anzianità di servizio nell'azienda con la qualifica di dirigente, superiore ai 6 (sei) anni compiuti.
All'art. 4, comma 2, dopo il terzo nuovo capoverso se ne aggiunge un quarto:
L'adeguamento del "trattamento minimo complessivo di garanzia" non ha effetto sugli importi riconosciuti a titolo di incentivazione all'esodo nell'ambito di risoluzioni consensuali definite prima della data odierna con riguardo a dirigenti ancora in servizio alla stessa data.
All'art. 4, comma 2, il precedente terzo capoverso è confermato e diventa il quinto.
All'art. 4, al paragrafo "Disciplina transitoria" alla lett. a) è aggiunta la seguente frase:
"È fatto salvo il regime introdotto dall'accordo nazionale 18 gennaio 2006, come modificato dal presente accordo".
All'art. 4, al paragrafo "Disciplina transitoria" le lettere b), c), d), e) ed f) sono soppresse.
Art. 6 - Retribuzione variabile incentivante
All'art. 6 è aggiunto il seguente comma 8:
Le parti si impegnano ad elaborare entro il 30 giugno 2010 alcuni modelli alternativi di retribuzione variabile incentivante che, adattandosi alle diverse tipologie aziendali, potranno essere utilizzati dalle aziende per una corretta attuazione di questo istituto contrattuale.
Art. 10 - Trasferte e missioni
All'art. 10, al comma 1, dopo il secondo periodo, si aggiunge un terzo periodo:
Lo stesso importo è elevato ad 80 (ottanta/00) euro a decorrere dal 1° gennaio 2010 e ad 85 (ottantacinque/00) euro a decorrere dal 1° gennaio 2012.
Art. 12 - Trattamento di infortunio e malattia da causa di servizio - Copertura assicurativa
All'art. 12, comma 5, dopo la tabella sono aggiunti i seguenti periodi:
Gli stessi importi, a decorrere dal 1° luglio 2010 saranno pari rispettivamente a 150.000,00 (centocmquantamila/00) euro ed a 220.000,00 (duecentoventimila/00) euro.
Il dirigente concorrerà al costo del relativo premio con l'importo di 150,00 (centocinquanta/00) euro annui che saranno trattenuti dall'azienda sulla sua retribuzione secondo apposite modalità.
All'art. 12, comma 5, l'ultimo periodo è soppresso.
Art. 15 - Responsabilità civile e/o penale connessa alla prestazione
All'art. 15 è aggiunto il seguente periodo:
Le parti convengono di istituire un Gruppo di lavoro che verifiche la possibilità di attivare delle coperture assicurative, con particolare riguardo alla responsabilità patrimoniale personale e alle spese legali, con specifico riferimento ai profili di responsabilità tipici delle attività di servizio pubblico, nel rispetto delle normative vigenti. Le risultanze di tale verifica dovranno essere presentate alle Delegazioni entro il 30 giugno 2010.
All'art. 19, il comma 14 è sostituito dal seguente:
L'indennità supplementare è automaticamente aumentata, in relazione all'età del dirigente licenziato, ove questa risulti compresa tra i 50 e i 59 anni, nelle seguenti misure, calcolate con i criteri di cui al comma precedente:
- 7 mensilità in corrispondenza del 54° e 55° anno compiuto;
- 6 mensilità in corrispondenza del 53° e 56° anno compiuto;
- 5 mensilità in corrispondenza del 52° e 57° anno compiuto;
- 4 mensilità in corrispondenza del 51° e 58° anno compiuto;
- 3 mensilità in corrispondenza del 50° e 59° anno compiuto.
Art. 20 - Rappresentanze sindacali aziendali
L'art. 20 è sostituito dal seguente:
Art. 20 - Informazione e consultazione dei dirigenti
Dopo i primi 3 commi del precedente art. 20 inserire i nuovi commi: 4, 5, 6, 7 e 8:
Le imprese e le R.S.A. si incontreranno, almeno due volte l'anno, per discutere sull'andamento recente e quello prevedibile dell'attività dell'impresa, nonché la sua situazione economica con riferimento ai più significativi indicatori di bilancio ed alle politiche degli investimenti. Nella stessa occasione formeranno oggetto di informazione le politiche sulla dirigenza con particolare riferimento ai criteri ed alle modalità attuative delle politiche retributive ed ai sistemi di retribuzione variabile: questo anche in attuazione di quanto previsto nella "Premessa" del presente contratto. Saranno altresì oggetto di informazione le decisioni dell'impresa che possano comportare sostanziali modifiche dell'organizzazione del lavoro anche se non direttamente incidenti sulle funzioni della dirigenza.
Le informazioni rese alle R.S.A. e qualificate come riservate dalle imprese, non potranno essere divulgate a terzi ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs. n. 25/2007.
Le parti concordano che le imprese non avranno alcun obbligo di preventiva consultazione qualora la divulgazione delle informazioni riservate possa recare danno all'impresa e/o creare notevoli difficoltà.
Entro il primo semestre di applicazione del presente accordo, sarà costituita fra le parti una commissione di conciliazione ai sensi e per gli effetti di cui al comma 3 dell'art. 5 del D.Lgs. n. 25/2007.
All'art. 29, il primo comma, è sostituito dal seguente:
Il presente contratto decorre dal 27 aprile 2010, salve le particolari decorrenze specificate nei singoli articoli, ed avrà scadenza il 31 dicembre 2013.
All'art. 29 è aggiunta la seguente clausola:
Clausola di convergenza.
Le parti convengono che al momento del rinnovo del presente C.C.N.L., si impegneranno, nel rispetto dei rispettivi ruoli, a promuovere un percorso tendente all'unificazione dei contratti collettivi dei dirigenti dei servizi pubblici, assumendo come riferimento quello sottoscritto da Confservizi e Federmanager.
A tal fine, entro il 30 giugno 2010, sarà costituito un gruppo di lavoro paritetico con compiti di ricognizione e di approfondimento per valutare le differenze e per approntare soluzioni contrattuali, le quali saranno poi sottoposte alle parti negoziali.
Per quanto non espressamente disciplinato valgono le norme di cui al D.Lgs. n. 25/2007.
Previdenza Complementare - Previndapi
Le Parti, preso atto di quanto stabilito nei più recenti accordi sulla materia, ed in attesa di verificare come si rafforzerà il sistema di previdenza gestito dal Previndapi, concordano quanto segue:
a. con decorrenza dal 1° gennaio 2010, per tutti i dirigenti iscritti al Previndapi - o che vi aderiranno - con versamento anche della quota a proprio carico, la contribuzione dovuta al Fondo è così stabilita:
a.1. a carico dell'impresa, nella misura del 6% della retribuzione globale lorda effettivamente percepita da ciascun dirigente in servizio, da applicarsi:
a. fino al limite di 150.000,00 (centocinquantamila/00) euro annui per i dirigenti di cui all'accordo nazionale 15 dicembre 1990;
b. fino al limite di 100.000,00 (centomila/00) euro annui per i dirigenti di cui all'accordo nazionale 18 marzo 1996;
a.2. a carico dei dirigenti nella misura pari al 4% della retribuzione globale lorda di cui al precedente punto a.1.;
b. la contribuzione dovuta al Fondo ai sensi del precedente punto a. è calcolata sulla retribuzione globale lorda effettivamente percepita; per la determinazione di quest'ultima si fa riferimento a tutti gli elementi considerati utili, per disposizione di legge e di contratto, per il trattamento di fine rapporto, con esclusione comunque dei compensi e/o indennizzi percepiti per effetto della dislocazione in località estera;
c. l'incremento del 2% della contribuzione a carico dell'azienda stabilita dal presente accordo e dovuta al Fondo ha carattere straordinario e temporaneo ed ha validità fino al 31 dicembre 2011.
Le Parti, entro il 30 settembre 2011, si incontreranno per effettuare una verifica sullo stato della disciplina del Previndapi e per assumere le determinazioni conseguenti;
d. la contribuzione di cui al precedente punto a.1. corrisponde alla misura minima a carico del datore di lavoro. È facoltà di quest'ultimo versare ulteriore contribuzione, senza limite di massimale, a favore di ciascun dirigente per il quale contribuisce al Previndapi, anche in assenza di contributo superiore al minimo a carico del dirigente;
e. la contribuzione di cui al punto a.2. corrisponde alla misura minima a carico del dirigente; rimane sua facoltà versare ulteriore contribuzione al Fondo, senza limite di massimale;
f. le modalità di versamento della contribuzione aggiuntiva di cui ai punti d. ed e. sono fissate dal Consiglio di Amministrazione del Fondo;
g. il presente accordo si applica ai dirigenti in servizio al 1° gennaio 2010 nonché ai dirigenti assunti o nominati successivamente a tale data;
h. si confermano tutte le altre disposizioni previste dai precedenti accordi in materia non modificate dal presente accordo.
Assistenza Sanitaria Integrativa - FASI
Le Parti, preso atto di quanto stabilito da Federmanager e Confindustria con accordo 25 novembre 2009, concordano quanto segue:
Impresa per dirigente in servizio
Impresa per solidarietà
Pensionato post 88
Pensionato ante 88
Nel mese di giugno 2012 le parti procederanno alla verifica circa gli equilibri di bilancio per assumere ogni conseguente decisione.
Le parti, preso atto di quanto stabilito da Federmanager e Confindustria con accordo del 25 novembre 2009, convengono di promuovere lo strumento del bilancio delle competenze a favore dei dirigenti in servizio per i quali potrà costituire il presupposto per successivi corsi di formazione da realizzare in merito alle aree e ai contenuti individuati dai risultati dell'assessment.
Il bilancio delle competenze potrà essere richiesto dai dirigenti con almeno 3 anni di anzianità nella qualifica nella stessa azienda e non più di una volta ogni 5 anni.
Il percorso potrà essere utilizzato anche dai dirigenti disoccupati.
Sostegno del Reddito dei Dirigenti Disoccupati - Gestione Separata FASI (GSR-FASI)
Le parti si impegnano a costituire un Gruppo di studio che esamini la possibilità di aderire alla Gestione separata Fasi per il sostegno al reddito dei dirigenti disoccupati.
Dati Tabellari - Dirigenti - Autoferrotranvieri
Dirigente - anzianità fino a 6 anni 4846.15 0 0 0 173 26
Dirigente - anzianità oltre 6 anni 6153.85 0 0 0 173 26