Source: http://www.quotidianolegale.it/la-volonta-popolare-espressa-attraverso-il-referendum-deve-essere-rispettata/
Timestamp: 2017-07-23 08:35:48+00:00
Document Index: 172335370

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 25', 'art. 75', 'sentenza ']

SCIA in materia edilizia: il decorso del termine di trenta giorni non priva la P.A. del potere di autotutela. Il rispetto della Costituzione, le Autonomie Locali e la spending review Piani Cave: negli atti complessi ineguali le modifiche dell’organo che approva il piano devono essere nuovamente sottoposte all’ente che lo ha adottato. " />
SCIA in materia edilizia: il decorso del termine di trenta giorni non priva la P.A. del potere di autotutela. Il rispetto della Costituzione, le Autonomie Locali e la spending review Piani Cave: negli atti complessi ineguali le modifiche dell’organo che approva il piano devono essere nuovamente sottoposte all’ente che lo ha adottato. "/>
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In: Costituzionale, Diritto Amministrativo, Dottrina, Enti Locali e P.A., Giurisprudenza, Notizie
di Carlo Rapicavoli. La volontà espressa dal popolo attraverso il referendum deve essere rispettata e il legislatore non può reintrodurre una norma abrogata dal referendum.
Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 199/2012 depositata il 20 luglio, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’intera disciplina dei servizi pubblici locali introdotta dopo il referendum del 13 giugno 2011.
Dunque nessuna privatizzazione di acqua e servizi pubblici locali.
La Corte Costituzionale in questo modo “restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese”.
La sentenza della Corte blocca anche tutte le modifiche successive, comprese quelle recentemente introdotte dal Governo Monti.
del 14 novembre 2011, all’articolo 9 comma 2, ha modificato ulteriormente l’articolo 4 del dl 138/2011 relativo all’affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
L’art. 53 del D. L. 83/2012 “Misure urgenti per la crescita del Paese” è intervenuto ancora una volta sulla normativa vigente in materia di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali integrando e modificando quanto da ultimo previsto dall’art. 25 della Legge 27/2012.
La disposizione impugnata viola, quindi, secondo la Corte Costituzionale, il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare desumibile dall’art. 75 Cost., secondo quanto già riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale.
In applicazione dei predetti principi, si è già rilevato che la normativa all’esame costituisce ripristino della normativa abrogata, considerato che essa introduce una nuova disciplina della materia, «senza modificare né i principi ispiratori della complessiva disciplina normativa preesistente né i contenuti normativi essenziali dei singoli precetti» (sentenza n. 68 del 1978), in palese contrasto, quindi, con l’intento perseguito mediante il referendum abrogativo.
La Corte ha dunque dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sia nel testo originario che in quello risultante dalle successive modificazioni.
Viene meno completamente la normativa nazionale che disciplina l’affidamento dei servizi pubblici locali.
Dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale consegue l’applicazione immediata nell’ordinamento italiano della normativa comunitaria (meno restrittiva rispetto a quella oggetto di referendum) relativa alle regole concorrenziali minime in tema di gara ad evidenza pubblica per l’affidamento della gestione di servizi pubblici di rilevanza economica.Tweet
Scritto da: Carlo Rapicavoli il 20 luglio 2012.
SCIA in materia edilizia: il decorso del termine di trenta giorni non priva la P.A. del potere di autotutela. Il rispetto della Costituzione, le Autonomie Locali e la spending review Piani Cave: negli atti complessi ineguali le modifiche dell’organo che approva il piano devono essere nuovamente sottoposte all’ente che lo ha adottato. Tweet