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Timestamp: 2018-04-19 16:13:44+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 93', 'art. 85', 'art. 85', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 93']

STUDIO DI SETTORE UD45U - PDF
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Taddeo Cipriani
1 A L L E G AT O 7 NOTA TECNICA E METODOLOGICA STUDIO DI SETTORE UD45U L AV O R A Z I O N E D I T E, L AV O R A Z I O N E E C O M M E R C I O A L L ' I N G R O S S O D I C A F F È
2 CRITERI PER L EVOLUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE L'applicazione dello studio di settore attribuisce ai contribuenti un ricavo potenziale. Tale ricavo viene stimato tenendo conto sia di variabili contabili sia di variabili strutturali che influenzano il risultato economico di un impresa anche con riferimento al contesto territoriale in cui la stessa opera. L'applicazione dello studio consente, inoltre, di valutare la coerenza e la normalità economica della singola impresa in relazione al settore economico di appartenenza. A tale scopo, nell ambito dello studio, vengono individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell espletamento dell attività. L evoluzione dello studio di settore è finalizzata a cogliere eventuali cambiamenti strutturali, modifiche dei modelli organizzativi e variazioni di mercato all interno del settore economico e presuppone un attività di analisi e ricerca economica, che viene condotta attingendo a fonti informative pubbliche e non pubbliche. Le fonti pubbliche sono rappresentate da elaborazioni di enti o società che svolgono ricerche di tipo economicostatistico (Istat, Banca d Italia, Infocamere, ecc.) e che forniscono dati e informazioni sull andamento economico dei mercati, sulla struttura e la dimensione dei principali settori economici. Oltre alle fonti di carattere pubblico, che forniscono informazioni più generali, vengono utilizzate fonti specifiche settoriali (riviste specializzate, partecipazione a seminari e convegni specialistici, pubblicazioni dei principali istituti di ricerca, indagini campionarie, ecc.); si tratta di fonti che illustrano: l andamento della domanda, la struttura dell offerta, sia in termini di tipologie di attività imprenditoriali presenti che di modelli organizzativi adottati dagli operatori, i canali distributivi utilizzati, il livello di avanzamento tecnologico presente nei processi produttivi, ecc. Un supporto più diretto e operativo proviene da una rete di tecnici costituita da istituti universitari, centri di ricerca, docenti e ricercatori, che opera anche tramite l utilizzo di panel di imprese. Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore UD45U, evoluzione dello studio TD45U. L attività economica oggetto dello studio di settore UD45U è quella relativa ai seguenti codici ATECO 2007: Lavorazione del caffè; Lavorazione del tè e di altri preparati per infusi; Commercio all'ingrosso di caffè. L evoluzione dello studio di settore è stata condotta analizzando le informazioni contenute nel modello TD45U per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore per il periodo d imposta 2008, trasmesso dai contribuenti quale allegato al modello UNICO I contribuenti interessati sono risultati pari a Nella prima fase di analisi 152 posizioni sono state scartate in quanto non utilizzabili nelle successive fasi dell elaborazione dello studio di settore (casi di cessazione di attività, situazioni di non normale svolgimento dell attività, contribuenti forfetari, presenza di attività secondarie con un incidenza sui ricavi complessivi superiore al 30%, ricavi dichiarati ai fini dell applicazione degli studi di settore maggiori di euro). Sui dati contenuti nei modelli studi di settore della restante platea sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute. Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione del campione dello studio, lo scarto di ulteriori 34 posizioni. I motivi di scarto sono stati: quadro B (unità locali destinate all esercizio dell attività) non compilato; quadro C (modalità di svolgimento dell'attività) non compilato; quadro D (elementi specifici dell'attività) non compilato;
3 quadro F (elementi contabili) non compilato; comune del quadro B (unità locali destinata all esercizio dell attività) mancante o errato; errata compilazione delle percentuali relative alla lavorazione/trasformazione e commercializzazione (quadro C); errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della clientela (quadro C); errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia di attività (quadro D); errata compilazione delle percentuali relative alla modalità di acquisto (quadro D); errata compilazione delle percentuali relative alle materie prime (quadro D); errata compilazione delle percentuali relative ai prodotti commercializzati (quadro D); incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili. A seguito degli scarti effettuati, il numero dei modelli oggetto delle successive analisi è stato pari a IDENTIFICAZIONE DEI GRUPPI OMOGENEI Per suddividere le imprese in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, è stata seguita una strategia di analisi che combina in sequenza due tecniche statistiche di tipo multivariato: un analisi fattoriale del tipo Analyse des données e nella fattispecie l Analisi in Componenti Principali; un procedimento di Cluster Analysis. L Analisi in Componenti Principali è una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie pur conservando gran parte dell informazione iniziale. A tal fine vengono identificate nuove variabili, dette componenti principali, tra loro ortogonali (linearmente indipendenti, incorrelate). Le variabili prese in esame nell Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri del modello ad eccezione delle variabili del quadro degli elementi contabili. Tale scelta nasce dall esigenza di caratterizzare i soggetti in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse modalità di svolgimento dell attività, ecc.; tale caratterizzazione è possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realtà economiche e produttive di una impresa. Nell applicazione dell Analisi in Componenti Principali è stata scelta la soluzione migliore in termini di significatività statistica ed economica. Pertanto, sono state scelte le componenti principali che riescono a spiegare la maggior parte della varianza iniziale e che consentono, sulla base del criterio dell interpretabilità, di rappresentare i diversi aspetti strutturali delle attività oggetto di studio. La tecnica statistica della Cluster Analysis, applicata ai risultati dell Analisi in Componenti Principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo è possibile raggruppare le imprese con caratteristiche strutturali ed organizzative simili 1. L utilizzo combinato delle due tecniche è preferibile rispetto a un applicazione diretta della Cluster Analysis, poiché riducendo con l Analisi in Componenti Principali il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, l operazione di clustering risulta meno complessa e più precisa. I gruppi omogenei individuati sono valutati anche in termini di significatività economica per verificarne l aderenza alla concreta realtà imprenditoriale. Nel procedimento di clustering adottato, quindi, l omogeneità dei gruppi deve essere interpretata non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che concorrono a definire il profilo dei singoli gruppi. 1 Nella fase di Cluster Analysis, al fine di garantire la massima omogeneità dei soggetti appartenenti a ciascun gruppo, vengono classificate solo le osservazioni che presentano caratteristiche strutturali simili rispetto a quelle proprie di uno specifico gruppo omogeneo. Non vengono, invece, presi in considerazione, ai fini della classificazione, i soggetti che possiedono aspetti strutturali riferibili contemporaneamente a due o più gruppi omogenei. Ugualmente non vengono classificate le osservazioni che presentano un profilo strutturale molto dissimile rispetto all insieme dei cluster individuati.
4 La descrizione dei gruppi omogenei è riportata nel Sub Allegato 7.A. DEFINIZIONE DELLA FUNZIONE DI RICAVO Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei è necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all andamento dei ricavi delle imprese appartenenti allo stesso gruppo. Per determinare tale funzione si è ricorso alla Regressione Lineare Multipla. La Regressione Lineare Multipla è una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti. La stima della funzione di ricavo è stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e i dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti). È opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione è stata effettuata un analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di coerenza dei dati nell esercizio dell attività e per scartare le imprese anomale; ciò si è reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della funzione di ricavo. A tal fine sono stati selezionati, in base alla loro capacità di individuare anomalie nella relazione tra le voci contabili esaminate, i seguenti indicatori di natura economico-contabile: Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi 2 ; Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi 3 ; Durata delle scorte 4 ; Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi 5. Le formule degli indicatori economico-contabili sono riportate nel Sub Allegato 7.C. Successivamente, ai fini della determinazione del campione di riferimento, sono state escluse le imprese che non rispettavano le condizioni di normalità economica 6 anche per un solo indicatore di quelli sopra citati. Inoltre sono state escluse anche le imprese che presentavano la somma del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi negativa. Così definito il campione di riferimento, si è proceduto alla definizione della funzione di ricavo per ciascun gruppo omogeneo. Per la determinazione della funzione di ricavo sono state utilizzate variabili contabili, variabili strutturali e variabili territoriali. La scelta delle variabili significative è stata effettuata con il metodo stepwise 7. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della funzione di ricavo è ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l eventuale presenza di eteroschedasticità connessa alla variabilità legata ad aspetti dimensionali dell impresa. 2 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili di proprietà e il valore degli ammortamenti dei beni strumentali mobili. 3 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria (in leasing) e i canoni di leasing. 4 L indicatore misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino. 5 L indicatore verifica che le voci di costo relative agli oneri diversi di gestione e alle altre componenti negative costituiscano una plausibile componente residuale di costo. 6 Vedi Analisi della Normalità Economica. Si fa presente che per l indicatore Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi si fa riferimento ai ricavi dichiarati. 7 Il metodo stepwise unisce due tecniche statistiche per la scelta del miglior modello di stima: la regressione forward ( in avanti ) e la regressione backward ( indietro ). La regressione forward prevede di partire da un modello senza variabili e di introdurre passo dopo passo la variabile più significativa, mentre la regressione backward inizia considerando nel modello tutte le variabili disponibili e rimuovendo passo per passo quelle non significative. Con il metodo stepwise, partendo da un modello di regressione senza variabili, si procede per passi successivi alternando due fasi: nella prima fase, si introduce la variabile maggiormente significativa fra quelle considerate; nella seconda, si riesamina l insieme delle variabili introdotte per verificare se è possibile eliminarne qualcuna non più significativa. Il processo continua fino a quando non è più possibile apportare alcuna modifica all insieme delle variabili, ovvero quando nessuna variabile può essere aggiunta oppure eliminata.
5 Nella definizione della funzione di ricavo si è tenuto conto delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell attività, in modo da individuare ulteriori differenze territoriali oltre a quelle già rilevate con la Cluster Analysis. A tale scopo sono stati utilizzati i risultati dello studio sulla Territorialità del livello delle retribuzioni 8 che differenzia il territorio nazionale sulla base dei livelli retributivi per settore, provincia e classe di abitanti del comune. Nella definizione della funzione di ricavo il livello delle retribuzioni è stato rappresentato con una variabile standardizzata che varia da zero a uno ed è stata analizzata la sua interazione con la variabile Collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale e familiari diversi (percentuale di lavoro prestato diviso 100), Associati in partecipazione (percentuale di lavoro prestato diviso 100) e Soci (percentuale di lavoro prestato diviso 100) escluso il primo socio. Nel Sub Allegato 7.H vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti della funzione di ricavo. 8 I criteri e le conclusioni dello studio sono riportati nell apposito Decreto Ministeriale.
6 APPLICAZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE In fase di applicazione dello studio di settore sono previste le seguenti fasi: Analisi Discriminante; Analisi della Coerenza; Analisi della Normalità Economica; Analisi della Congruità. ANALISI DISCRIMINANTE Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei è necessario determinare una regola di classificazione in grado di definire l appartenenza di ciascuna impresa ai gruppi omogenei individuati nella fase di Cluster Analysis; la descrizione dei gruppi omogenei è riportata nel Sub Allegato 7.A. Al riguardo, è stata utilizzata l analisi discriminante di Fisher. Si tratta di una tecnica statistica multivariata utile per identificare quelle variabili che meglio discriminano i gruppi omogenei. L analisi discriminante consente di associare ogni impresa ad uno o più gruppi omogenei individuati in funzione della relativa probabilità di appartenenza 9. Nel Sub Allegato 7.B vengono riportate le variabili risultate significative nell analisi. ANALISI DELLA COERENZA L analisi della coerenza permette di valutare l impresa sulla base di specifici indicatori economico-aziendali, calcolati come rapporto tra determinate variabili contabili e/o strutturali contenute nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore. Gli indicatori sono stati selezionati in base alla loro capacità di misurare l efficienza, la produttività e la redditività nello svolgimento dell attività economica. Con l analisi della coerenza, per ciascun soggetto, si valuta il posizionamento del valore di ogni singolo indicatore rispetto ad un intervallo, individuato come economicamente coerente sulla base dei valori soglia ammissibili. Gli indicatori utilizzati nell analisi della coerenza sono i seguenti: Durata delle scorte 10 ; Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi 11 ; Valore aggiunto lordo per addetto 12. Le formule degli indicatori utilizzati sono riportate nel Sub Allegato 7.C. 9 Con l analisi discriminante lineare di Fisher, l assegnazione ai gruppi omogenei viene determinata sulla base dei valori delle variabili discriminanti indicate nel modello; tale metodologia è basata sul calcolo della distanza, opportunamente pesata con la matrice di varianza e covarianza, tra tali valori ed il profilo medio di ogni gruppo omogeneo. 10 L indicatore misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino. 11 L indicatore misura l incidenza del margine operativo lordo sui ricavi, il quale calcola la marginalità conseguita prima della copertura dei costi per gli ammortamenti, gli accantonamenti e per la gestione finanziaria e straordinaria. 12 L indicatore misura la creazione del valore con riferimento al contributo di ciascun addetto. Il valore aggiunto lordo rappresenta infatti il valore che un azienda aggiunge, con l impiego dei fattori produttivi, al valore dei beni e dei servizi che acquisisce: consumi di materie prime e merci (acquisti più variazioni di rimanenze) e prestazioni di servizi (energia, servizi di pulizia, ecc.). Misura, quindi, la capacità dell impresa di remunerare quei fattori che contribuiscono a generare valore, ad esempio: il lavoro (sotto forma di salari, stipendi, contributi, indennità di fine rapporto), i finanziamenti di terzi (sotto forma di interessi), i finanziamenti di capitale di rischio (sotto forma di utili), ecc.
7 Ai fini della individuazione dei valori soglia che definiscono l intervallo di coerenza economica, per ciascuno degli indicatori utilizzati sono state esaminate preliminarmente le relative distribuzioni ventiliche 13 differenziate per gruppo omogeneo; per l indicatore Valore aggiunto lordo per addetto anche sulla base della territorialità generale 14 a livello comunale; per l indicatore Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi anche sulla base della presenza/assenza del personale dipendente 15. I valori delle soglie dei diversi indicatori sono stati individuati scegliendo quelli che possono ritenersi economicamente plausibili con riferimento alle pratiche osservabili nel settore, nel cluster specifico e, per gli indicatori per i quali è previsto, anche nell area territoriale di appartenenza o in relazione alla presenza/assenza del personale dipendente. Le distribuzioni ventiliche degli indicatori di coerenza economica vengono riportate nel Sub Allegato 7.D. I valori soglia di coerenza ammissibili sono riportati nel Sub Allegato 7.E. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Durata delle scorte se il valore dell indicatore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Nel caso in cui l indicatore risulti non calcolabile 16 o indeterminato 17 il soggetto viene definito coerente. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi se l indicatore è calcolabile e se il suo valore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Valore aggiunto lordo per addetto se il valore dell indicatore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Nel caso in cui il Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta risulti pari a zero il soggetto viene definito coerente. In applicazione, per ogni singolo soggetto, i valori soglia di ogni indicatore di coerenza economica sono ottenuti come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei valori di riferimento individuati per gruppo omogeneo. Per l indicatore Valore aggiunto lordo per addetto, tali valori soglia vengono ponderati anche sulla base della percentuale di appartenenza alle diverse aree territoriali. ANALISI DELLA NORMALITÀ ECONOMICA L analisi della normalità economica è mirata ad individuare la correttezza dei dati dichiarati. A tal fine, per ogni singolo soggetto vengono calcolati indicatori economico-contabili da confrontare con i valori di riferimento che individuano le condizioni di normalità economica in relazione al gruppo omogeneo di appartenenza. Gli indicatori di normalità economica sono stati, pertanto, selezionati in base alla loro capacità di individuare anomalie nella relazione tra le voci contabili esaminate. Gli indicatori di normalità economica individuati sono i seguenti: Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi 18 ; Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi 19 ; Durata delle scorte 20 ; 13 Nella terminologia statistica, si definisce ventilica l insieme dei valori che suddividono le osservazioni, ordinate per valori crescenti dell indicatore, in 20 gruppi di uguale numerosità. Il primo ventile è il valore al di sotto del quale si posiziona il primo 5% delle osservazioni; il secondo ventile è il valore al di sotto del quale si posiziona il primo 10% delle osservazioni, e così via. 14 I criteri e le conclusioni dello studio sono riportati nell apposito Decreto Ministeriale. 15 La presenza/assenza di dipendenti viene valutata sulla base del totale giornate retribuite e del totale giornate di sospensione, cassa integrazione e istituti simili. 16 Un indicatore si definisce non calcolabile quando nel rapporto (numeratore diviso denominatore) il denominatore è pari a zero e il numeratore è diverso da zero. 17 Un indicatore si definisce indeterminato quando nel rapporto (numeratore diviso denominatore) il numeratore e il denominatore sono entrambi pari a zero. 18 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili di proprietà e il valore degli ammortamenti dei beni strumentali mobili. 19 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria (in leasing) e i canoni di leasing. 20 L indicatore misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino.
8 Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi 21. Le formule degli indicatori utilizzati sono riportate nel Sub Allegato 7.C. Ai fini della individuazione dei valori di riferimento per gli indicatori di normalità economica sono state esaminate preliminarmente le relative distribuzioni ventiliche, differenziate per gruppo omogeneo. I valori delle soglie dei diversi indicatori sono stati individuati scegliendo quelli che possono ritenersi economicamente plausibili con riferimento alle pratiche osservabili nel settore e nel cluster specifico. Le distribuzioni ventiliche degli indicatori di normalità economica vengono riportate nel Sub Allegato 7.F. I valori soglia di normalità economica sono riportati nel Sub Allegato 7.G. In applicazione, per ogni singolo soggetto, i valori soglia di ciascun indicatore di normalità economica sono ottenuti come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei valori di riferimento individuati per gruppo omogeneo. Ciascuno di questi indicatori, nell ordine di seguito riportato, può determinare maggiori ricavi che si sommano al ricavo puntuale e al ricavo minimo stimati con l analisi della congruità successivamente descritta. INCIDENZA DEGLI AMMORTAMENTI PER BENI STRUMENTALI MOBILI RISPETTO AL VALORE DEGLI STESSI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Ammortamenti per beni mobili strumentali moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore, divisa 100, per il Valore dei beni strumentali mobili in proprietà 22. Nel caso in cui il valore dichiarato degli Ammortamenti per beni mobili strumentali si posizioni al di sopra di detto valore massimo ammissibile, con Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diverso da zero, la parte degli ammortamenti eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente (pari a 1,6958). Tale coefficiente è stato calcolato sulla base dei dati dichiarati dai soggetti che hanno contemporaneamente valorizzato la variabile Valore dei beni strumentali mobili in proprietà e la variabile Ammortamenti per beni mobili strumentali. In particolare, il coefficiente è stato individuato come rapporto tra la somma dei ricavi puntuali, calcolati applicando a tali soggetti le funzioni di ricavo con l utilizzo della sola variabile Valore dei beni strumentali mobili in proprietà, e la somma degli Ammortamenti per beni mobili strumentali. INCIDENZA DEI COSTI PER BENI MOBILI ACQUISITI IN DIPENDENZA DI CONTRATTI DI LOCAZIONE FINANZIARIA RISPETTO AL VALORE DEGLI STESSI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore, divisa 100, per il Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria 22. Nel caso in cui il valore dichiarato dei Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria si posizioni al di sopra di detto valore massimo ammissibile, con Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diverso da zero, la parte dei canoni eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente (pari a 0,7093). Tale coefficiente è stato calcolato sulla base dei dati dichiarati dai soggetti che hanno contemporaneamente valorizzato la variabile Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria e la variabile Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria. In particolare, il coefficiente è stato individuato come rapporto tra la somma dei ricavi puntuali, calcolati applicando a tali soggetti le funzioni di ricavo con l utilizzo della sola variabile Valore dei beni 21 L indicatore verifica che le voci di costo relative agli oneri diversi di gestione e alle altre componenti negative costituiscano una plausibile componente residuale di costo. 22 La variabile viene rapportata al numero di mesi di svolgimento dell attività ( Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12).
9 strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria, e la somma dei Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria. DURATA DELLE SCORTE In presenza di un valore dell indicatore Durata delle scorte non normale 23 viene applicata l analisi di normalità economica nella gestione del magazzino. In tale caso, il Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi è aumentato per un importo pari all incremento non normale del magazzino, calcolato come differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali ovvero, nel caso in cui il valore delle esistenze iniziali sia inferiore al valore normale di riferimento delle rimanenze finali 24, come differenza tra le rimanenze finali e tale valore normale di riferimento. Il nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi costituisce il parametro di riferimento per la riapplicazione dell analisi della congruità e per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica 25. INCIDENZA DEI COSTI RESIDUALI DI GESTIONE SUI RICAVI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Costi residuali di gestione moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore, divisa 100, per i Ricavi da congruità e da normalità 26. Nel caso in cui il valore dichiarato dei Costi residuali di gestione si posizioni al di sopra di detto valore massimo ammissibile, la parte di costi eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente. Tale coefficiente è stato individuato, distintamente per gruppo omogeneo (cluster), come rapporto tra la somma dei ricavi puntuali, calcolati applicando a tutti i soggetti del cluster la specifica funzione di ricavo con l utilizzo delle sole variabili contabili di costo, e la somma delle stesse variabili contabili di costo (vedi tabella 1). Tabella 1 Coefficienti di determinazione dei maggiori ricavi da applicarsi ai costi residuali di gestione Cluster Coefficiente 1 1, , , , ,1702 In applicazione, per ogni contribuente il coefficiente di determinazione dei maggiori ricavi è ottenuto come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei coefficienti individuati per ogni gruppo omogeneo. 23 L indicatore Durata delle scorte risulta non normale quando vengono contemporaneamente verificate le seguenti condizioni: Il valore calcolato dell indicatore è superiore alla soglia massima di normalità economica oppure l indicatore non è calcolabile; Il valore delle rimanenze finali è superiore a quello delle esistenze iniziali. 24 Il valore normale di riferimento delle rimanenze finali è pari a: [2 soglia_massima (Esistenze iniziali+costi acquisto materie prime+costo per la produzione di servizi) - (Esistenze iniziali 365)] (2 soglia_massima + 365) 25 I maggiori ricavi da normalità economica correlati a tale indicatore sono calcolati come differenza tra il ricavo puntuale, derivante dalla riapplicazione dell analisi della congruità con il nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi, e il ricavo puntuale di partenza, calcolato sulla base dei dati dichiarati dal contribuente. 26 Ricavi da congruità e da normalità = Ricavo puntuale da analisi della congruità + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Durata delle scorte.
10 ANALISI DELLA CONGRUITÀ Per ciascun contribuente viene calcolato, per ogni gruppo omogeneo, il ricavo puntuale di cluster come somma dei prodotti fra le variabili individuate ai fini della definizione della funzione di ricavo ed i relativi coefficienti. Per tener conto della variabilità legata alla stima del ricavo puntuale del singolo contribuente viene calcolato, per ogni gruppo omogeneo, l intervallo di confidenza al livello del 99,99% 27. Il limite inferiore di tale intervallo di confidenza costituisce il ricavo minimo di cluster. La media ponderata con le relative probabilità di appartenenza dei ricavi puntuali di cluster, definiti per il contribuente in relazione a ciascun gruppo omogeneo, costituisce il ricavo puntuale del contribuente. La media ponderata con le relative probabilità di appartenenza dei ricavi minimi di cluster, definiti per il contribuente in relazione a ciascun gruppo omogeneo, costituisce il ricavo minimo del contribuente. Al ricavo puntuale e al ricavo minimo stimati con l analisi della congruità vengono aggiunti gli eventuali maggiori ricavi derivanti dall applicazione dell analisi della normalità economica. Nell Allegato 23 vengono riportate le modalità di neutralizzazione delle variabili per la componente relativa all attività di vendita di beni soggetti ad aggio o ricavo fisso. Nell Allegato 22 vengono riportate le modalità di applicazione del correttivo relativo agli apprendisti. Nel Sub Allegato 7.H vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle funzioni di ricavo. 27 Nella terminologia statistica, per intervallo di confidenza si intende un intervallo, centrato sul ricavo puntuale e delimitato da due estremi (uno inferiore e l altro superiore), che include con un livello di probabilità prefissato il valore dell effettivo ricavo del contribuente. L intervallo di confidenza viene determinato sulla base delle variabili indipendenti della funzione di ricavo dichiarate dal singolo contribuente, del livello di probabilità prefissato e della matrice di varianza e covarianza degli stimatori dei coefficienti della funzione di ricavo.
11 SUB ALLEGATI SUB ALLEGATO 7.A DESCRIZIONE DEI GRUPPI OMOGENEI I principali aspetti strutturali delle imprese considerati nell analisi sono: - tipologia di attività; - tipologia di prodotto commercializzato. Per quanto riguarda la tipologia di attività si distinguono le imprese di lavorazione/trasformazione e commercializzazione (cluster 1, 3 e 5) da quelle di esclusiva commercializzazione, con prevalente vendita all ingrosso sul territorio (cluster 2 e 4). In particolare sono state rilevate le seguenti specializzazioni: - lavorazione e vendita all ingrosso sul territorio (cluster 1 e 5); - lavorazione e vendita al dettaglio (cluster 3). La tipologia di prodotto ha permesso di evidenziare le imprese specializzate nella commercializzazione di caffè in cialde e capsule (cluster 4). Salvo segnalazione diversa, i cluster sono stati rappresentati attraverso il riferimento ai valori medi delle variabili principali. CLUSTER 1 TORREFAZIONI INDUSTRIALI CON VENDITA SUL TERRITORIO NUMEROSITÀ: 157 Le aziende appartenenti al cluster sono prevalentemente società di capitali (75% dei soggetti), con una struttura composta da 11 addetti, di cui 9 dipendenti, tra i quali si rileva la presenza di 3 impiegati, 3 operai generici, 1 operaio specializzato ed 1 dipendente a tempo parziale. Gli spazi utilizzati per lo svolgimento dell attività sono ampi ed articolati in 458 mq di locali destinati alla lavorazione/trasformazione, 530 mq di magazzino e 151 mq di uffici. Nel 29% dei casi sono inoltre presenti locali destinati alla vendita/esposizione al dettaglio pari a 47 mq. Si tratta di aziende che derivano la maggior parte dei ricavi dall attività di lavorazione/trasformazione (90% dei ricavi), con prevalente vendita sul territorio e, talvolta, con vendita in sede. Vengono inoltre commercializzati prodotti acquistati da terzi non trasformati e/o non lavorati dall impresa ottenendo il 10% dei ricavi. La rete di vendita è formata da 4 agenti; nel 15% dei casi sono presenti 3 agenti dipendenti. L 80% dei ricavi deriva dalla commercializzazione di caffè torrefatto; i prodotti venduti con marchio proprio rappresentano l 83% dei ricavi. Il caffè torrefatto è commercializzato in confezioni fino a 1 kg (63% dei ricavi nel 65% dei casi), oltre 1 kg (37% nel 43%) e monodose (13% nel 50%). La clientela è rappresentata da pubblici esercizi (55% dei ricavi), commercianti all ingrosso (22%) e grande e organizzata (9%); l area di mercato si estende fino all ambito internazionale, con una quota di export pari all 11%. La materia prima utilizzata è costituita prevalentemente da caffè verde (87% delle quantità lavorate). Gli acquisti vengono effettuati presso importatori nazionali e intracomunitari (37% degli acquisti), dall estero (34%), da grossisti (14%) e presso produttori nazionali (12%). Le principali fasi della lavorazione sono: ricerca e sviluppo (51% dei casi), pesatura dei componenti (77%), selezione (59%), miscelazione (91%), tostatura/torrefazione (92%), macinatura (89%), controllo qualità (78%) e confezionamento (96%); nel 31% dei casi viene affidata a terzi la decaffeinazione.
12 La dotazione di beni strumentali è costituita da 10 silos non di essiccazione, 1 tostatrice, 1 macchina miscelatrice, 2 macchine macinatrici, 3 macchine confezionatrici, 1 macchina da imballaggio, 4 bilance, 2 macchine selezionatrici (nel 25% dei casi) e 5 automezzi con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t. CLUSTER 2 GROSSISTI DI CAFFÈ CON VENDITA SUL TERRITORIO NUMEROSITÀ: 561 Le aziende appartenenti al cluster sono sia società (di capitali nel 32% dei casi e di persone nel 23%) che ditte individuali (45% dei soggetti), con presenza di 2 addetti. Si fa ricorso a personale dipendente solo nel 30% dei casi. Le superfici utilizzate per lo svolgimento dell attività sono limitate a 35 mq di locali destinati a magazzino. Nel 40% dei casi sono presenti 27 mq di uffici. L 88% dei ricavi deriva dalla commercializzazione di prodotti acquistati da terzi non trasformati e/o non lavorati dall impresa, che vengono distribuiti soprattutto all ingrosso con vendita sul territorio (76% dei ricavi). La tipologia di clientela è rappresentata prevalentemente da pubblici esercizi (67% dei ricavi) ed, in misura minore, da commercianti al dettaglio (46% dei ricavi nel 24% dei casi), su un area di mercato che si estende dall ambito provinciale alle regioni limitrofe. Gli acquisti vengono effettuati presso produttori nazionali (86% degli acquisti nel 39% dei casi), grossisti (71% nel 39%) e trasformatori (89% nel 27%). I prodotti venduti con marchio proprio rappresentano il 42% dei ricavi mentre il 76% dei ricavi deriva dalla vendita di prodotti senza marchio nel 24% delle imprese del cluster. La dotazione di beni strumentali è limitata ad 1 automezzo con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t. CLUSTER 3 TORREFAZIONI CON PREVALENTE VENDITA AL DETTAGLIO NUMEROSITÀ: 256 Le aziende del cluster sono per il 48% ditte individuali, per il 33% società di persone e per il 19% società di capitali ed occupano 2 addetti. Si fa ricorso a personale dipendente solo nel 38% dei casi. Gli spazi utilizzati per lo svolgimento dell attività sono articolati in 63 mq di locali destinati alla lavorazione/trasformazione, 41 mq di magazzino, 12 mq di uffici e 12 mq di locali destinati alla vendita/esposizione al dettaglio. Nel 17% dei casi si effettua la somministrazione diretta al pubblico. Si tratta di aziende che effettuano principalmente attività di lavorazione/trasformazione (92% dei ricavi), con prevalente vendita al dettaglio (56% dei ricavi). Nel 41% dei casi, il 20% dei ricavi deriva dalla commercializzazione di prodotti acquistati da terzi non trasformati e/o non lavorati dall impresa. Il 75% dei ricavi è generato dalla commercializzazione di caffè torrefatto in confezione fino a 1 kg (49% dei casi). I prodotti venduti con marchio proprio rappresentano il 78% dei ricavi. La clientela è costituita da pubblici esercizi (40% dei ricavi), privati (33%) e commercianti al dettaglio (14%), su un area di mercato che si estende dall ambito comunale alle regioni limitrofe. La materia prima utilizzata è costituita prevalentemente da caffè verde (78% delle quantità lavorate). Gli acquisti vengono effettuati soprattutto presso importatori nazionali e intracomunitari (46% degli acquisti) e grossisti (43%). Le principali fasi della lavorazione sono: pesatura dei componenti (50% dei soggetti), miscelazione (80%), tostatura/torrefazione (96%), macinatura (79%) e confezionamento (86%). La dotazione di beni strumentali è costituita da 2 silos non di essiccazione, 1 tostatrice, 1 macchina macinatrice, 1 macchina confezionatrice, 2 bilance, 1 macchina miscelatrice (presente nel 34% dei casi) ed 1 automezzo con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t. CLUSTER 4 GROSSISTI SPECIALIZZATI NELLA COMMERCIALIZZAZIONE DI CAFFÈ IN CIALDE E CAPSULE NUMEROSITÀ: 98 Le aziende appartenenti al cluster sono sia ditte individuali (51% dei soggetti), che società (di capitali nel 33% dei casi e di persone nel 16%), con presenza di 2 addetti. Si fa ricorso a personale dipendente solo nel 28% dei casi.
13 Le superfici utilizzate per lo svolgimento dell attività sono limitate a 48 mq di locali destinati a magazzino. Nel 36% dei casi sono presenti 32 mq di uffici. Il 78% dei ricavi deriva dalla commercializzazione di prodotti acquistati da terzi non trasformati e/o non lavorati dall impresa, che vengono distribuiti soprattutto all ingrosso con vendita sul territorio (59% dei ricavi). Il 67% dei ricavi deriva dalla commercializzazione di caffè torrefatto monodose (cialde e capsule). La tipologia di clientela è rappresentata prevalentemente da privati (22% dei ricavi), pubblici esercizi (20%) e commercianti al dettaglio (39% dei ricavi nel 34% dei casi), su un area di mercato che si estende dall ambito provinciale alle regioni limitrofe. Gli acquisti vengono effettuati presso produttori nazionali (49% degli acquisti) e grossisti (86% degli acquisti nel 33% dei casi). I prodotti venduti con marchio proprio rappresentano il 38% dei ricavi, quelli senza marchio il 74% (nel 30% dei casi), mentre la commercializzazione dei prodotti con marchio del cliente genera il 78% dei ricavi (24% dei casi). La dotazione di beni strumentali è limitata alla presenza di 1 automezzo con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t (37% dei casi). CLUSTER 5 TORREFAZIONI CON VENDITA ALL INGROSSO SUL TERRITORIO NUMEROSITÀ: 331 Le aziende appartenenti al cluster sono soprattutto società (di persone nel 38% dei casi e di capitali nel 35%) ed, in misura minore, ditte individuali (27%), con una struttura composta da 3 addetti, di cui 2 dipendenti. Gli spazi utilizzati per lo svolgimento dell attività sono articolati in 128 mq di locali destinati alla lavorazione/trasformazione, 101 mq di magazzino e 27 mq di uffici. Si tratta di aziende che effettuano principalmente attività di lavorazione/trasformazione (92% dei ricavi), con prevalente vendita all ingrosso sul territorio (76% dei ricavi). Nel 56% dei casi vengono commercializzati prodotti acquistati da terzi non trasformati e/o non lavorati dall impresa, ottenendo il 14% dei ricavi. Il 38% dei ricavi deriva dalla commercializzazione di caffè torrefatto in confezione fino a 1 kg, il 45% dalle confezioni oltre 1 kg (36% dei casi) ed il 22% dal monodose (37% dei casi). I prodotti venduti con marchio proprio rappresentano il 91% dei ricavi. La clientela è rappresentata da pubblici esercizi (62% dei ricavi) e commercianti all ingrosso (42% dei ricavi nel 38% dei casi), su un area di mercato che si estende dall ambito provinciale alle regioni limitrofe. La materia prima utilizzata è costituita prevalentemente da caffè verde (85% delle quantità lavorate). Gli acquisti vengono effettuati presso importatori nazionali e intracomunitari (65% degli acquisti) e grossisti (22%). Le principali fasi della lavorazione sono: pesatura dei componenti (svolta dal 74% dei soggetti), selezione (41%), miscelazione (93%), tostatura/torrefazione (97%), macinatura (86%), controllo qualità (57%) e confezionamento (97%). La dotazione di beni strumentali è costituita da 4 silos non di essiccazione, 1 tostatrice, 1 macchina miscelatrice, 2 macchine macinatrici, 1 macchina confezionatrice, 2 bilance, 1 macchina da imballaggio (presente nel 44% dei casi) ed 1 automezzo con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t.
14 SUB ALLEGATO 7.B - VARIABILI DELL ANALISI DISCRIMINANTE Mesi di attività nel corso del periodo d imposta QUADRO A: Numero giornate retribuite per i Dirigenti Numero giornate retribuite per i Quadri Numero giornate retribuite per gli Impiegati Numero giornate retribuite per gli Operai generici Numero giornate retribuite per gli Operai specializzati Numero giornate retribuite per i Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di lavoro intermittente, di lavoro ripartito Numero delle giornate retribuite per gli Apprendisti Numero delle giornate retribuite per gli Assunti con contratto di formazione e lavoro, di inserimento, a termine; personale con contratto di somministrazione di lavoro Numero delle giornate retribuite per i Lavoranti a domicilio Numero di Collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell'impresa Percentuale di lavoro prestato dai Collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale Percentuale di lavoro prestato dai Familiari diversi da quelli di cui al rigo precedente che prestano attività nell'impresa Percentuale di lavoro prestato dagli Associati in partecipazione Percentuale di lavoro prestato dai Soci amministratori Percentuale di lavoro prestato dai Soci non amministratori Numero di Amministratori non soci Numero Giornate di sospensione, C.I.G. e simili del personale dipendente QUADRO B: Metri quadrati dei Locali destinati alla lavorazione/trasformazione Metri quadrati dei Locali destinati a magazzino Metri quadrati dei Locali destinati ad uffici QUADRO C: Commercializzazione di prodotti acquistati da terzi e non trasformati e/o non lavorati dall'impresa (%) Rete di vendita: Agenti e rappresentanti (Numero) Rete di vendita: Costi sostenuti per provvigioni di vendita e rimborsi spese Area di mercato: Nazionale (1 = comune; 2 = provincia; 3 = fino a 3 regioni; 4 = oltre 3 regioni) Tipologia della clientela: Commercianti all'ingrosso (%) Tipologia della clientela: Pubblici esercizi (%) QUADRO D: Tipologia di attività: Commercio all'ingrosso con vendita sul territorio (tramite venditori/ agenti e/o via fax, modem, ecc.) (%)
15 Tipologia di attività: Commercio al dettaglio (%) acquisto: Da importatori nazionali e intracomunitari (%) acquisto: Dall'estero (%) acquisto: Da produttori in Italia (%) Materie prime: Caffè verde (%) Fasi della lavorazione: Pesatura dei componenti - svolte internamente Fasi della lavorazione: Selezione - svolte internamente Fasi della lavorazione: Miscelazione - svolte internamente Fasi della lavorazione: Tostatura/torrefazione - svolte internamente Fasi della lavorazione: Macinatura - svolte internamente Confezionamento di caffè torrefatto e/o commercializzato: Monodose (cialde e capsule) (%) Marchio: Prodotti con marchio proprio (%) QUADRO E: Beni strumentali: Tostatrici (Numero) Beni strumentali: Macchine miscelatrici (Numero)
16 SUB ALLEGATO 7.C FORMULE DEGLI INDICATORI Di seguito sono riportate le formule degli indicatori economico-contabili utilizzati in costruzione e/o applicazione dello studio di settore: Durata delle scorte = {[(Esistenze iniziali + Rimanenze finali)/2]*365}/(costo del venduto + Costo per la produzione di servizi); Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi = (Ammortamenti per beni mobili strumentali *100)/(Valore dei beni strumentali mobili in proprietà 28 ); Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi = (Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria*100)/(valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria 28 ); Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi = (Costi residuali di gestione*100)/(ricavi dichiarati 29 ); Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi = (Margine operativo lordo*100)/(ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso); Valore aggiunto lordo per addetto = (Valore aggiunto lordo/1.000)/(numero addetti 30 ). 28 La variabile viene rapportata al numero di mesi di svolgimento dell attività ( Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12). 29 In fase di applicazione dell indicatore di normalità economica vengono utilizzati i: Ricavi da congruità e da normalità = Ricavo puntuale da analisi della congruità + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Durata delle scorte. 30 Di seguito viene riportato il calcolo del numero di addetti: Numero addetti = (ditte individuali) Numero addetti = (società) Titolare numero dipendenti + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa + numero collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale + numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione Numero dipendenti + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa + numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione numero soci amministratori numero soci non amministratori + numero amministratori non soci. Il titolare è pari a uno. Il numero dipendenti è pari a: (Numero delle giornate retribuite - Numero delle giornate di sospensione, C.I.G. e simili del personale dipendente) diviso 312. Il numero collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale, il numero familiari diversi che prestano attività nell impresa, il numero associati in partecipazione, il numero soci amministratori e il numero soci non amministratori sono pari alla relativa percentuale di lavoro prestato diviso 100. Il numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa, il numero amministratori non soci e il titolare sono rapportati al numero di mesi di svolgimento dell attività ( Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12). Il numero addetti non può essere inferiore a Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12.
17 Dove: Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso = Ricavi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso - (Esistenze iniziali relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso - Rimanenze finali relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso + Costi per l acquisto di prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) 31 ; Costi residuali di gestione = Oneri diversi di gestione - Abbonamenti a riviste e giornali, acquisto di libri, spese per cancelleria - Spese per omaggio a clienti ed articoli promozionali + Altri componenti negativi - Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro; Costo del venduto = Costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci (esclusi quelli relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) + Esistenze iniziali - Rimanenze finali; Esistenze iniziali = Esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (escluse quelle relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) + Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR; Margine operativo lordo = {(Ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso) - [(Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi) 31 + Spese per acquisti di servizi - Compensi corrisposti ai soci per l attività di amministratore (società ed enti soggetti all Ires) + Altri costi per servizi + Costo per il godimento di beni di terzi (canoni di leasing, canoni relativi a beni immobili, royalties) + Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l attività dell impresa Compensi corrisposti ai soci per l attività di amministratore (società di persone) + Oneri diversi di gestione + Altri componenti negativi - Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro]}; Ricavi dichiarati = Ricavi di cui alle lettere a) e b) dell art. 85, comma 1, del TUIR (esclusi aggi o ricavi fissi) + (Altri proventi considerati ricavi - Altri proventi considerati ricavi di cui alla lettera f) dell'art. 85, comma 1, del TUIR) + (Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR) - (Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR); Rimanenze finali = Rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (escluse quelle relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) + Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR; Valore aggiunto lordo = (Ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso) - [(Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi) 31 + Spese per acquisti di servizi - Compensi corrisposti ai soci per l attività di amministratore (società ed enti soggetti all Ires) + Altri costi per servizi + Oneri diversi di gestione + Altri componenti negativi - Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro]; Valore dei beni strumentali mobili in proprietà = Valore dei beni strumentali - Valore relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria - Valore relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria. 31 Se la variabile è minore di zero, viene posta uguale a zero.
18 Cluster 1 - Torrefazioni industriali con vendita sul territorio SUB ALLEGATO 7.D DISTRIBUZIONI VENTILICHE INDICATORI DI COERENZA Durata delle scorte (in giorni) Tutti i soggetti 36,43 52,63 62,73 66,10 77,97 89,92 105,86 118,94 129,56 135,70 147,76 162,00 172,67 182,70 197,73 225,93 253,14 280,88 348,28 Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) Gruppo territoriale 2,5 Gruppo territoriale 1,3,4 18,94 35,98 41,64 43,55 47,52 48,89 52,47 53,15 63,76 66,02 66,81 76,49 77,82 85,73 86,62 87,49 95,82 97,92 136,98 26,12 38,81 43,19 47,90 51,15 53,43 57,14 59,13 62,00 68,78 75,83 79,52 84,16 89,20 94,05 97,43 106,55 121,75 146,60 Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi Imprese senza dipendenti Imprese con dipendenti -2,82-2,82-2,82-2,82-2,82-2,82-2,82-2,82-2,82-2,82-2,82-2,82-2,82-2,82 42,31 42,31 42,31 42,31 42,31-3,72 4,80 6,16 8,10 10,26 11,97 13,31 14,03 14,75 16,15 16,91 17,68 19,28 20,25 21,63 22,25 25,24 27,37 31,77
19 Cluster 2 - Grossisti di caffè con vendita sul territorio Durata delle scorte (in giorni) Tutti i soggetti 0,00 1,48 6,14 10,53 16,72 22,79 28,94 36,04 43,15 48,59 54,88 66,26 81,11 100,35 114,32 139,15 172,90 248,32 476,85 Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) Gruppo territoriale 2,5 Gruppo territoriale 1,3,4 0,00 2,85 5,24 6,83 9,81 11,40 13,72 15,42 17,54 19,32 21,06 24,45 28,85 33,96 38,70 46,32 51,01 66,05 74,40-1,70 3,82 8,05 11,95 15,78 19,45 22,06 25,60 27,52 33,04 36,05 40,88 44,00 48,73 52,14 58,85 63,40 72,61 106,38 Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi Imprese senza dipendenti Imprese con dipendenti -5,58 3,87 8,98 11,93 14,22 16,21 17,38 19,43 20,86 22,81 24,95 26,38 29,01 30,44 32,75 35,16 37,73 41,59 52,37-14,83 1,35 3,56 5,31 6,99 8,33 9,62 11,12 12,67 14,24 15,46 17,18 18,52 18,91 19,65 20,96 22,52 24,81 27,03
20 Cluster 3 - Torrefazioni con prevalente vendita al dettaglio Durata delle scorte (in giorni) Tutti i soggetti 13,96 37,51 51,00 67,81 77,79 87,27 101,82 112,59 125,89 149,40 172,17 183,05 203,49 222,91 244,31 277,80 347,45 482,62 639,34 Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) Gruppo territoriale 2,5 Gruppo territoriale 1,3,4-0,37 3,06 5,87 7,03 8,96 10,25 11,61 13,80 15,77 16,74 18,76 20,62 22,12 23,93 26,77 32,83 38,99 44,93 60,13 6,14 8,38 10,75 15,18 17,20 20,49 24,00 26,33 30,65 32,78 36,14 38,62 40,33 43,62 46,86 51,70 56,71 62,17 75,43 Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi Imprese senza dipendenti Imprese con dipendenti 0,66 8,74 11,53 17,09 20,89 22,69 24,84 26,83 28,70 30,45 31,57 33,10 34,90 37,14 39,10 41,69 44,89 48,63 52,88-3,46 9,08 11,16 12,76 14,32 15,38 17,37 18,44 19,39 20,14 21,16 23,02 24,31 25,52 26,44 29,96 31,13 33,41 40,54