Source: http://www.assicurativo.it/news/visual.php?num=81328
Timestamp: 2013-12-06 09:32:47+00:00
Document Index: 175116492

Matched Legal Cases: ['art, 190', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 139', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 1', 'art. 139', 'art. 76', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1']

2012-06-05 - Pdf - Stampa Gdp di Tivoli: sollevata costituzionalita' sul limite del risarimento integrale del danno patrimoniale
"nella parte in cui preclude l�integrale risarcimento del danno non patrimoniale arrecato al bene" Fonte: GDP Tivoli R
REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOTRIBUNALE DI TIVOLI- SEZIONE CIVILE -Il Giudice dott. Alessio Liberati, in funzione di giudice di appello, ha emesso la seguenteORDINANZA con la quale si solleva questione di legittimità costituzionale nella causa civile iscritta al n. …/2010 del Ruolo Generale affari contenziosi, trattenuta in decisione all'udienza del 22.12.2011, con concessione dei termini di cui all’art, 190 cpc e vertente TRAR. A. nata a R. il 19.8.1967 (CF ….) e GTA. nato a Roma, il 29.2.1976 (CF …), rappresentati e difesi congiuntamente e disgiuntamente dall’avv. GTA in proprio e dall’avv. M. G. ** per delega in calce all’atto di appello, APPELLANTIE.F. SAI spa, in persona del procuratore speciale avv. E. G., giusta procura speciale rilasciata per atto del notaio**, rappresentata e difesa dall’avv.**, come da procura in calce all’atto di costituzione in appello;
APPELLATAPROVINCIA DI R., in persona del presidente pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. G. I. ed elettivamente domiciliata ***, giusta autorizzazione alla lite prodotta in atti, APPELLATAB. A., elettivamente domiciliato in M., presso lo studio dell’avv. *** che lo rappresentano e difendono giusta procura a margine dell’atto di costituzione e rispostaAPPELLATO NON COSTITUITOD. L. INSURANCE spa, in persona del legale rappresentante p.t.
APPELLATA NON COSTITUITAOGGETTO: appello alla sentenza GdP di Tivoli n. …./2009 - lesione personale da sinistro stradale CONCLUSIONI: all’udienza del 15.12.2012, i procuratori delle parti hanno concluso come da verbale.
ORDINANZAPremesso:
SULLA DINAMICA E SULLA RESPONSABILITA’ DEL SINISTRODagli atti acquisiti dalle consulenze tecniche espletate è risultato che il signor B. A. procedeva ad elevata velocità e che l'impatto è avvenuto a circa 93 km/h (92,98 km/h), dopo una frenata da parte del B. A.. Il G., quale conducente dell'altra vettura, aveva invece una visibilità di soli 10 m, derivante dalla particolare conformazione della strada e dalla esistenza di vegetazione che ne impediva la piena visibilità.Ne deriva ad avviso di questo Giudice una esclusiva colpa del signor B. A., il quale non ha regolato la velocità in un tratto di strada a visibilità limitata ed in curva, peraltro in prossimità di strada secondaria, così violando le normali regole di prudenza imposte degli articoli 140 e 141 del codice della strada.
SULLA QUANTIFICAZIONE DEL DANNO PATRIMONIALE ALLA AUTOVETTURAQuanto al danno patrimoniale subito dall'autovettura della signora A.R., ritiene il giudice di dover accogliere l'appello, atteso che il valore commerciale dell'automobile al momento del sinistro va considerato nella misura necessaria per il riacquisto dello stesso, sicché deve essere quantificato in euro 3500,00, anziché 2700,00 (costo per l’acquisto da parte del concessionario della vettura usata), a cui si aggiungono le spese di rottamazione e di nuova immatricolazione (passaggio di proprietà) che si liquidano in complessivi euro 300,00, per un totale di euro 3800,00. Sul punto, in riforma della sentenza appellata, la F. Sai spa ed il sig. B. A. dovranno essere condannati al pagamento della superiore somma come sopra determinata.
SULLA QUANTIFICAZIONE DEI DANNI NON PATRIMONIALI NON RICOMPRESI NEL DANNO BIOLOGICO, COME DEFINITO DALL’ART. 139 COD. STRADAInnanzitutto deve rilevarsi che questo Tribunale non ritiene che il danno, nel caso di specie, si limiti alla lesione della salute, intesa come integrità psico-fisica in senso stretto.
SULLA QUANTIFICAZIONE DEL DANNO BIOLOGICOLe conseguenze lesive patite dall’attore avv. GTA. vanno calcolate sulla base di un’invalidità temporanea di giorni 10, un’invalidità temporanea parziale al 50% di giorni 15 ed un’invalidità permanente biologica del 3,5%, oltre alle spese mediche, per cui al giudicante non resta che quantificarle.
SULLA VALUTAZIONE DEL DANNO AI SENSI DELL’ART. 139 COD. ASSIC. ED IL CONSEGUENTE AUMENTO DEL 20%: INSUFFICIENZA.Occorre a questo punto effettuare una valutazione del danno patito dall’attore quale ritenuta da questo giudice congrua (tenuto conto delle caratteristiche del caso in esame), dopo aver effettuato le valutazioni che si ottengono invece con il riferimento ai parametri di legge ed a quelli giurisprudenziali. Va rilevato che la percentuale del 3,5% per l’invalidità permanente, unitamente alla temporanea assoluta non contestata per 10 giorni e di 15 giorni a parziale al 50% quantificata dal CTU, appare comunque congrua a questo giudice in relazione a quanto risulta in atti perché non è in contrasto con le indicazioni del decreto del Ministero della Salute 3/7/2003 ( in G.U. n. 211 dell’11/9/2003) che riporta la tabella delle menomazioni alla integrità psicofisica ed è anzi ad essa conforme.
SULLA SOMMA CHE IN CONCRETO IL GIUDICE RITIENE EQUA PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALERitiene questo giudice che in considerazione degli effetti lesivi influenti pesantemente sulle condizioni soggettive del danneggiato, in ancor giovane età, quali in precedenza delineate, l’importo previsto dalla tabella di legge e sopra indicato non consenta l’integrale risarcimento del danno non permettendo un’adeguata personalizzazione e possa essere solo preso in considerazione come base per una valutazione uguale per ogni danneggiato con identica percentuale di invalidità, nonché di conseguenze lesive, e dalla quale partire per addivenire ad una liquidazione del danno biologico secondo la definizione che ne viene fornita all’articolo 139 cod. assic. (danno che in base a tali tabelle sarebbe risarcito con il globale importo di euro 5.414,532, (oltre ovviamente alle spese mediche, di consulenza e di lite)).
A questo punto resta ulteriormente confermata la necessità di esame della questione di legittimità costituzionale dell’art. 139 del d.lvo 7/9/2005 n. 209. ***Si tratta, infatti, di conseguenze di un certo rilievo sul piano delle condizioni soggettive del danneggiato, che è comunque soggetto ancor in giovane età (28 anni al momento del sinistro), che si trova ad essere in un certo senso menomato anche nelle sua attività relazionale e nella specifica pratica sportiva (in particolare il windsurf e la vela, che richiedono una ottimale condizione fisica) e che ha dovuto affrontare cure mediche di notevole durata ed impegno temporale, comprovati con adeguata documentazione (mesi in cui è stato in cura presso il centro cefalee), il che dimostra che si è dovuto affrontare una tipologia di cure specifiche e di diversa efficacia da quelle adottate nei normali casi di lesioni al rachide cervicale. Tali conseguenze, secondo l’incremento normativamente previsto in relazione alle condizioni soggettive del danneggiato, si vorrebbero risarcite con una somma integrativa ed aggiuntiva di soli euro 902,422, importo questo che non si ritiene certo conforme ad equità, tenuto anche conto, nel caso di specie, del ridotto importo riconosciuto dalla tabella di legge per un 3,5% di danno biologico permanente.
IMPOSSIBILITA’ DI UN’INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE ORIENTATA DELLA NORMAL’articolo 139 del d.l.vo n. 209/2005 segue di fatto quanto già previsto dall’articolo 5 della legge n. 57/2001, come modificato dall’articolo 23 della legge 12/12/2002 n. 273, che aveva il chiaro intento di contenere i costi del servizio assicurativo, intento che evidentemente si è inteso proseguire anche con il predetto articolo 139.
***MOTIVI DI CONTRASTO CON NORME DI RANGO COSTITUZIONALEILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELL’ART. 139 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005 N. 209 CON RIFERIMENTO AGLI ARTICOLI 3, 24, 32, DELLA COSTITUZIONE NONCHÉ DEL PRINCIPIO DELLA RAGIONEVOLEZZAUn primo profilo di contrasto con la carta costituzionale deve essere rinvenuto, ad avviso di questo Tribunale, del mancato rispetto del diritto alla salute, ove considerata nel suo momento patologico della verificazione del danno.
ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELL’ART. 139 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005 N. 209 CON RIFERIMENTO AGLI ARTICOLI 2, 32, DELLA COSTITUZIONE NONCHÉ DEL PRINCIPIO DELLA RAGIONEVOLEZZAIn secondo luogo, ritiene il Tribunale che non sia ragionevole sostenere che l’interesse all’esercizio dell’attività assicurativa possa essere ritenuto preminente su quello all’integrale risarcimento del danno alla persona, risarcimento che è pur sempre collegato alla tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo. L'eventuale differenza risarcitoria rispetto al danno liquidato a seguito di lesione cagionata con dinamica differente dal sinistro navale o nautico non può infatti trovare giustificazione né con riferimento agli interessi economici delle singole imprese, in ragione del fatto che sono gravate dall'obbligatorietà della stipula, né dalla necessità di assicurare la possibilità per la collettività di continuare a garantire l'assicurazione obbligatoria.
ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELL’ART. 139 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005 N. 209 CON RIFERIMENTO AGLI ARTICOLI 2, 3 DELLA COSTITUZIONE NONCHÉ DEL PRINCIPIO DELLA RAGIONEVOLEZZAUn altro profilo di illegittimità costituzionale, ad avviso di questo giudice, è rappresentato dalla impossibilità di risarcire il danno morale.
ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELL’ART. 139 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005 N. 209 CON RIFERIMENTO ALL’ART. 76 DELLA COSTITUZIONE, PER LA PREVISIONE DI UN LIMITE NON PREVISTO DALLA LEGGE DELEGA 23/7/2003 N. 229La legge delega (l. n. 229/2003) prevedeva testualmente all’art. 4 che: “ Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di assicurazioni, ai sensi e secondo i principi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15/3/1997 n. 59, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge, e nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) adeguamento della normativa alle disposizioni comunitarie e agli accordi internazionali; b) tutela dei consumatori e, in generale, dei contraenti più deboli, sotto il profilo della trasparenza delle condizioni contrattuali, nonché dell’informativa preliminare, contestuale e successiva alla conclusione del contratto, avendo riguardo anche alla correttezza dei messaggi pubblicitari e del processo di liquidazione dei sinistri, compresi gli aspetti strutturali di tale servizio…”
ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELL’ART. 139 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005 N. 209 CON RIFERIMENTO AGLI ARTT. 2 E 8, E ART. 1 PROT. 1, DELLA CONVENZIONE EUROPEA PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMONon vi è dubbio che la lesione derivante da sinistro stradale, comportante un danno biologico, si riverberi sulla integrità psicofisica e quindi anche sulla attività familiare e sulla vita privata.
ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELL’ART. 139 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005 N. 209 CON RIFERIMENTO AGLI ARTT. 2 E 8, E ART. 1 PROT. 1, DELLA CONVENZIONE EUROPEA PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMOAnalogamente, un risarcimento minore al danno effettivamente cagionato (quale è, per quanto detto, quello previsto per i sinistri stradali) costituisce lesione al “bene” del soggetto leso, nella larga eccezione elaborata dalla Corte di Strasburgo con riferimento al concetto di proprietà previsto dall’art. 1 del Protocollo aggiuntivo alla Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo. Invero, si è assistito negli anni, da parte della Corte di Strasburgo, ad una costante elaborazione del concetto di bene in senso “sociale”, con interpretazione estesa dell’accezione di proprietà/bene tutelato dalla Convenzione (come dimostrano, ad esempio, le numerose decisioni relative al diritto alla pensione), che, ad avviso di questo Tribunale, è in grado di ricomprendere anche il diritto al pieno ristoro del “bene vita/integrità psico-fisica” leso da sinistri stradali, rispetto ai quali la legislazione nazionale (ed in specie l’art. 139 cod. ass.) si pone in senso ostativo. Sussiste quindi ad avviso di questo Tribunale un contrasto tra l’art. 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209 e l’art. 1 prot. 1, della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo.
***SULLA RILEVANZA NEL CASO DI SPECIE DELLA QUESTIONE DI ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE FORMULATA Come fin qui diffusamente argomentato nel presente giudizio il remittente ha individuato nella somma indicata in precedenza l’ammontare monetario che intende attribuire all’attore avv. GTA. a titolo di risarcimento della lesione temporanea e permanente alla sua integrità psicofisica che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico relazionali della vita di un uomo medio. Oltre tale somma sarebbe intenzione del giudicante attribuire anche l’ulteriore importo di euro 1500,00 a titolo di danno morale, importo che dopo il noto intervento delle Sezioni Unite non gli è però possibile riconoscere, e corrispondere altresì l’importo aggiuntivo di euro 3.000,00 calcolato in forma equitativa “ragionata”, in ragione della impossibilità di svolgere nel medesimo modo ed intensità le attività ludico sportive che prima praticava (calcio, football americano, windsurf, spinning, vela ecc.) e che certamente eccedono l’attività standard del quisque de populo. A prescindere dalla qualificazione che si vuole dare a tale ultima posta risarcitoria (che si tratti cioè della maggiorazione “ad personam” di un danno biologico o, invece, di un danno autonomamente considerabile alle attività realizzatrici) l’art. 139 cod. ass. non ne consente allo stato il risarcimento, limitandone eventualmente la personalizzazione ad 1/5 del quantum stabilito in base alle previsioni contenute nella medesima norma.
Per Questi MotiviIl Tribunale di TIVOLI, sezione civile, in persona del Giudice unico dott. Alessio Liberati nella sua funzione di giudice di appello, visti gli articoli 137 della Costituzione, 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1984 n. 1 e 23 della legge 11 marzo 1953 n. 87, ritenuta la rilevanza e la non manifesta infondatezza, - solleva questione di legittimità costituzionale dell’articolo 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209 con riferimento agli articoli 2, 3, 24, 32, della Costituzione nonché del principio della ragionevolezza, nella parte in cui preclude l’integrale risarcimento del danno non patrimoniale arrecato alla sfera giuridica del soggetto leso, predeterminandone ex lege l’ammontare massimo risarcibile, e conseguentemente crea una disparità di trattamento nel ristoro del danno in base al diverso elemento causativo del danno;
- solleva questione di legittimità costituzionale dell’articolo 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209 con riferimento agli all’art. 76 della Costituzione per eccesso di delega, nella parte in cui prevede parametri di legge vincolanti l’entità del risarcimento del danno da sinistro nautico o stradale,- solleva questione di legittimità costituzionale dell’articolo 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209 con riferimento agli artt. 3 e 8 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e dell’art. 1 prot. 1 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, nella parte in cui preclude l’integrale risarcimento del danno non patrimoniale arrecato al bene (sfera giuridica del soggetto leso) tutelato dall’art. 2 della Convenzione EDU e dall’art. 1 prot. 1 della CEDU e conseguentemente crea una disparità di trattamento nel ristoro del danno subito - in base all’elemento causativo - all’interno del medesimo ordinamento nazionale, e nella parte in cui crea un ostacolo di fatto alla piena protezione del correlato diritto alla vita familiare e privata tutelati dagli artt. 3 e 8 della medesima Convenzione, così venendo meno agli obblighi positivi imposti dalla Convenzione EDU.
Argomenti: Assicurativo Sentenze Gdp Risarcimento Integrale Danno Costituzionalita' Limiti 2012-06-05 Chi: Spataro Fonte: GDP Tivoli Assicurativo - Indice: 1. Contrassegno assicurativo elettronico e controlli automatici anche all'autovelox e ztl 2. Trasportato e testimone: l'interesse che rende incapaci a testimoniare 3. Intermediario assicurativo e riassicurativo. Manuale completo per la prova scritta e orale per l'iscrizione al Rui. Sezioni A e B [Brossura] 4. Cassazione 134 del 2013: sulle spese in soccombenza reciproca e applicazione delle tabelle milanesi 5. Cassazione 1823 del 2010: Prova del conducente e sul contrassegno assicurativo 6. Assicurazioni, i nuovi massimali unici europei 7. Intermediario assicurativo e riassicurativo. Manuale completo per la prova scritta e orale per l'iscrizione al Rui. Sezioni A e B 8. Chi assicurera' l'automobile automatica di Google ? 9. Gdp di Lecce sll'attraversamento del pedone fuori dalle strischie 10. Ebook - Gli atti illeciti e le responsabilit� - Avv. Claudio Mellone - Torna alle guide