Source: http://www.sportellounico-altomantovano.it/index.php?option=com_content&view=category&id=21&Itemid=124
Timestamp: 2018-09-18 17:37:34+00:00
Document Index: 14101454

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 71', 'art. 85', 'art. 67', 'art. 2508', 'art. 71', 'art. 12']

Come fare per...Commercio FissoCommercio Fisso medie e grandi strutture
Commercio Fisso medie e grandi strutture
Sono medie strutture di vendita gli esercizi commerciali per la vendita al dettaglio su area privata (negozi) con la seguente superficie di vendita:
- superficie compresa fra i 151 mq. e i 1500 mq. per i comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti;
- superficie compresa fra 251 mq. e i 2500 mq, per i comuni con popolazione residente superiore ai 10.000 abitanti;
Per "superficie di vendita" si intende l'area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili.
Per "ampliamento" si intende un incremento dello spazio utilizzabile per la vendita di prodotti (o superficie di vendita) entro i limiti di superficie ammesse secondo la differenziazione più sopra riportata.
Per "trasferimento" si intende lo spostamento dell'ubicazione del centro di vendita da un luogo ad un altro, rimanendo comunque nell'ambito dello stesso territorio comunale.e
Le domande di autorizzazione per le medie strutture di vendita si intendono accolte qualora, entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, non sia stato comunicato un provvedimento di dinego.
L'autorizzazione rilasciata dall'ufficio, al tempine dell'istruttoria, che include anche la verifica di ammissibilità urbanistica dell'intervento, sulla base delle siposizioni e degli obiettivi regionali adottati, consente di inziare, modificare o trasferire l'attività.
Per le medie struttre dei vendita il procedimento di autorizzazione commerciale è contestuale a quello abilitativo di carattere urbanistico edilizio.
Qualora per il procedimento abilitativo di carattere urbanistico edilizio ci si avvalga della facoltà di presentare DIA edilizia, ai sensi dell'articolo 22 del D.P.R. n. 380/2001, alla richiesta di autorizzazione commerciale occorre allegare la relazione tecnica asseverata.
Qualora non ci si avvalga della facoltà di presentare DIA edilizia, contestualmente alla richiesta di autorizzazione commerciale, occorre presentare istanza per il rilascio del titolo edilizio, allegando il progetto e la documentazione tecnica necessaria, ai sensi dell'articolo 10 ss. del D.P.R. n. 380/2001.
Per le grandi strutture di vendita l'apertura, il trasferimento e l'ampliamento sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio, a seguito della conferenza di servizi che si tiene in Regione ai sensi dell'articolo 9, comma 3, del D.Lgs n. 114/1998. Le domande sono valutate in ordine di precedenza cronologica e, tra domande concorrenti, la precedenza o la concorrenza sono accertate su base regionale in relazione al mese di calendario in cui risultano pervenute alla Regione.
Con Media struttura di vendita per accorpamento si intende l'aumento della superficie di vendita di un esercizio commerciale mediante l'aggiunta di superficie di vendita esistente.
D. Lsg. 31 marzo 1998, n. 114
L. 30 luglio 2010, n. 122, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziara e di competitività economica
D.G. R. 2 agosto 2007, n. 8/5258, Modalità Applicative del Programma Triennale per lo sviluppo del settore commerciale 2006-2008
Comunicato regionale 29 ottobre 2007, n. 128, Testo coordinato del Programma Triennale per lo Sviluppo del Settore Commerciale 2006-2008
Delibera Consiglio Regionale 13 marzo 2007, n. VIII/352, Indirizzi generali per la programmazione urbanistica del settore commerciale ai sensi dell'art. 3/1, della L.R. 23/07/1999, n. 14
D.G.R. 21 novembre 2007, n. 8/5913, Criteri urbanistici per l'attività di pianificazione e di gestione degli Enti Locali in materia commerciale
D.G.R. 5 dicembre 2007, n. 8/6024, Medie Strutture di vendita – Disposizioni attuative del Programma Triennale per lo Sviluppo del Settore Commerciale 2006-2008
L.R. 02 febbraio 2010, n. 6, Testo Unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere, s.m.i.
D. Lsg. 26 marzo 2010, n. 59, Attuazione della direttiva servizi 123/CE/2006
D.G.R. 22 dicembre 2010, n. 9/1062, Recepimento delle indicazioni in ordine all'applicazione delle disposizioni del D. Lsg. 59/2010
D.G. Semplificazione e Digitalizzazione, Testo coordinato del D.D.G. 18 marzo 2011, n. 2481
Circolare Regione Lombardia 10 marzo 2011 Modifiche alla disciplina del commercio apportate dalla L.R. 21 febbraio 2011, n. 3. Circolare esplicativa
Circolare Regione Lombardia 21 marzo 2011, n. 3, Articolo 19 L. 241/90: la segnalazione certificata di inizio attività – Prime indicazioni applicative
PGT comunale
Regolamento comunale recante i criteri per il rilascio delle autorizzazioni commerciali per le medie strutture di vendita
Deliberazione Giunta Regione Lombardia 23 gennaio 2008 "Integrazioni alla D.G.R. n. 6024/2007";
Deliberazione Giunta Regione Lombardia 20 dicembre 203 n. 1193 "Disposizioni attuative finalizzate alla valutazione delle istanze per l'autorizzazione all'apertura o alla modificazione delle grandi strutture di vendita conseguenti alla d.c.r. 12 novembre 2013 n. X/187 "Nuove linee per lo sviluppo delle imprese del settore commerciale";
D.C.R. 12 Novembre 2013 N. X/187 Nuove linee per lo sviluppo delle imprese del settore commerciale
Decreto Regionale del 31/12/2010 N. 13770 Modifica del Decreto 7 Febbraio 2008 n. 970 - indicazioni relative ai criteri e ai parametri di valutazione della compatibilità e della sostenibilità ai sensi del DGR 47/2007 n. VIII/5054
Ai sensi dell'art. 71 del Decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59"Attuazione delle direttiva 2006/123/Ce relativa ai servizi nel mercato interno" ed il D.Lsg 147/2012 e s.m.i., non possono esercitare l'attività di vendita.
In caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti morali sopra citati devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'art. 85 del Decreto Legislativo 159/2011.
In caso di impresa individuale i requisiti devono essere posseduti dal titolare.
Inoltre non devono sussistere, nei confronti dei soggetti interessati, cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all'art. 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011 n.159 "Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n.136".
Nel caso di societa la dichiarazione per l'accertamento antimafia va resa, a seconda del tipo di societa da:
societa in nome collettivo: tutti i soci (se i soci sono societa personali o societa di capitali anche nei confronti delle persone fisiche che ne sono socie);
societa in accomandita semplice: tutti i soci accomandatari (se i soci accomandatari sono societa personali o societa di capitali anche nei confronti delle persone fisiche che ne sono socie);
societa di capitali di ogni tipo, anche consortili, le societa cooperative, consorzi cooperativi e consorzi con attivita esterna (articolo 2612 codice civile):
il legale rappresentante e gli eventuali altri componenti dell'organo di amministrazione;
il socio di maggioranza in caso di societa di capitali con un numero di soci pari o inferiore a quattro, ovvero il socio in caso di società con socio unico;
tutti i soggetti membri del collegio sindacale, o nei casi contemplati dall'articolo 2477 codice civile, il sindaco effettivo, nonche i componenti dell'organo di vigilanza previsto dalla normativa sulla responsabilita amministrativa degli enti dipendente da reato (articolo 6, comma 1, lettera b) del D.Lgs. n. 231/2001);
ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle societa consortili detenga una partecipazione superiore al 10%;
ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle societa consortili detenga una partecipazione inferiore al 10% e che abbia stipulato un patto parasociale riferibile ad una partecipazione pari o superiore al 10%; c) i soci o i consorziati per conto dei quali le societa consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica amministrazione;
associazioni, anche prive di personalita giuridica: i soggetti che hanno la legale rappresentanza, tutti i soggetti membri del collegio sindacale, o nei casi contemplati dall'articolo 2477 codice civile, il sindaco effettivo, nonche i componenti dell'organo di vigilanza previsto dalla normativa sulla responsabilita amministrativa degli enti dipendente da reato (articolo 6, comma 1, lettera d) del D.Lgs. n. 231/2001);
societa estere con sede secondaria in Italia (art. 2508 codice civile): i soggetti che rappresentano stabilmente la sede secondaria nel territorio dello Stato;
societa costituite all'estero, prive di sede secondaria con rappresentanza stabile in Italia: i soggetti che esercitano poteri di amministrazione, di rappresentanza o di direzione dell'impresa;
G.E.I.E. (Gruppi Europei di Interesse Economico): i soggetti che hanno la rappresentanza e gli imprenditori o le societa consorziate.
Ai sensi dell'art. 71 comma 6, del Decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59 "Attuazione delle direttiva 2006/123/Ce relativa ai servizi nel mercato interno", l'esercizio, in qualsiasi forma e limitatamente all'alimentazione umana, di un'attivita di commercio al dettaglio relativa al settore merceologico alimentare (o di un'attivita di somministrazione di alimenti e bevande) e consentito a chi e in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:
a) avere frequentato con esito positivo il corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;
b) avere, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente esercitato in proprio attivita d'impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualita di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualita di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti e, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore, in qualita di coadiutore familiare, comprovata dall'iscrizione all'Istituto nazionale per la previdenza sociale;
c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola a di indirizzo professionale, almeno triennale, purche nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio,alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti;
d) essere stato iscritto al R.E.C. di cui alla Legge 426/1971 per uno dei gruppi merceologici individuati dalle lettera a), b) e c) dell'art. 12, c.2 del D.M. 375/1988 presso la Camera di Commercio.
L'iscrizione al R.E.C. è valida solo se in possesso di un'attestazione esplicita ottenuta a seguito di un corso specializzante oppure è implicita se negli ultimi 5 anni è stata svolta l'attività commerciale alimentare per almenio 2 anni (anche non consecutivi).
Sia per le imprese individuali che in caso di societa, associazioni od organismi collettivi, i requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale, ovvero, in alternativa, dall'eventuale persona preposta all'attivita commerciale.
Carattere Sovralocale della media struttura di vendita
In caso di apertura di medie strutture che hanno una attrazione sovra locale per le dimensioni e/o per la particolare allocazione territoriale, il Comune ove ha sede la struttura deve acquisire i pareri dei Comuni contermini.
La struttura assume carattere sovracomunale qualora il peso insediativo del comune, costituito dal rapporto tra residenti e addetti e superfici di vendita sia uguale o inferiore a 1,5. Il suddetto peso insediativo è dato dalla somma di residenti e addetti occupati in unità locali in relazione alla superficiedi vendita richiesta e a quelle di media struttura già esistenti.
I comuni provvedono a comunicare, alla Direzione Generale competente in materia di commercio interno della Regione Lombardia, il rilascio dei titoli autorizzatori per medie strutture di vendita, in attuazione dei criteri per le media strutture di vendita.
Commercio e servizi -> Commercio -> Media struttura di vendita
Spuntare "L'attività esercitata comprende il settore alimentare" se all'interno della struttura viene venduto anche prodotti di generi alimentari, qualunque sia la superficie destinata ad esso.
Se spuntato la voce precedente "l'attività esercitata comprende il settore alimentare" compilare la sezione sottostante indicando lo stato in cui si trova la notifica ASL ai fini di vendita di generi alimentari:
NEL CASO DI SUBENTRO
Se i locali hanno subito variazioni sia strutturali che interne di disposizione degli ambienti è da presentare apposita SCIA successiva per la modifica dei locali.
Successivamente con un ulteriore SCIA dovrà essere scelta l'operazione di variazione locali come da immagine sottostante:
NEL CASO DI TRASFERIMENTO
Nel caso di trasferimento di media struttura di vendita è necessario accertarsi che la nuova ubicazione dell'attività sia prevista all'interno degli strumenti urbanistici (PGT comunale).
Come per un'apertura di nuova attività anche il trasferimento è soggetto ad autorizzazione comunale.
Nel caso di ampliamento della superficie di vendita è da riconsiderare i parametri sopra indicati nei prerequisiti alla voce "Carattere Sovralocale della media struttura di vendita"
IN caso di variazioni strutturali interne alla struttura di MSV che riguardano delle variazioni di superfici, quali superfici lorde totali, superfici di vendita o variazioni di superfici in relazione alle suddivisioni del settore alimentare e non alimentare va spuntatat tale opzione.