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Timestamp: 2018-02-19 22:07:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2727', 'art. 2728', 'art. 2728', 'art. 2728', 'art. 2729', 'art. 2729', 'art. 39', 'art. 62']

Studi di settore e presunzioni - Confusione continua - - [Legali.com]
Articolo pubblicato online il 30 luglio 2007
La telenovela degli studi di settore si arricchisce ogni giorno di confusione, specie dopo che la Camera dei Deputati, in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 81 del 02 luglio 2007, ha modificato l’originaria normativa degli indicatori di normalit� economica (INE).
In sostanza, in attesa della definitiva approvazione da parte del Senato in settimana, gli INE hanno natura sperimentale ed i maggiori ricavi, compensi o corrispettivi da essi desumibili "costituiscono presunzioni semplici"�.
Questo intervento legislativo non solo � inutile, perch� gi� oggi la normativa qualifica come presunzioni semplici gli studi di settore, ma, cosa ancora pi� sconcertante, sta alimentando interventi dottrinari, secondo me, confusionari e sbagliati, tali da ingenerare false illusioni tra i contribuenti, come meglio chiarir� in seguito.
La presunzione (prova c.d. congetturale) � la conseguenza che la legge, o il giudice, trae per risalire da un fatto noto ad un fatto ignorato (art. 2727 c.c.): c.d. prova critica.
La presunzione � o legale (iuris et de iure o iuris tantum) o semplice.
1)	La presunzione legale pu� essere assoluta (iuris et de iure) ed � quella, sul fondamento della quale, la legge dichiara nulli certi atti o non ammette azioni in giudizio (art. 2728, secondo comma, c.c.); la detta presunzione (art. 2728, primo comma, c.c.) dispensa da qualunque prova colui a cui favore � stabilita (discarico dall’onere della prova) e, per converso, essa non pu� essere distrutta dalla prova contraria che, eventualmente, la controparte si assumesse di dedurre; vale come se un dato fatto sia incontestabile, quale elemento di prova. In sostanza, il concetto di presunzione iuris et de iure riposa sopra una finzione legale.
2)	La presunzione legale pu� anche essere relativa (iuris tantum); anch’essa dispensa dalla prova colui a cui giova. Soltanto che, nei casi stabiliti dalla legge, � consentita la prova contraria (art. 2728, secondo comma, c.c.) da parte di colui che ha interesse a contestare la forza probante della presunzione.
In dati casi, inoltre, la prova contraria a quanto risulti dalla presunzione iuris tantum pu� essere data soltanto a mezzo di titoli o di segni materiali (artt. 881, 897, 898, 1095, secondo comma, c.c.).
3)	L’ammettere (ossia annettere forza probante) o non una presunzione semplice (o di fatto o hominis), cos� chiamata perch� non � stabilita dalla legge, � lasciato alla prudenza del giudice (art. 2729, primo comma, c.c.).
Il quale, peraltro, non deve ammetterla se non quando si tratti di fatti gravi, precisi e concordanti, in ogni caso, entro i limiti stessi in cui � ammessa la prova per testimoni, con esclusione, quindi, dei casi in cui tale prova sia esclusa (art. 2729 c.c.). Contro la presunzione semplice pu� valere, purch� concludente ed influente, la prova per testimoni.
4)	Nel diritto tributario � ammessa anche una presunzione priva dei requisiti di gravit�, precisione e concordanza ma soltanto in casi eccezionali, tassativamente previsti dalla legge, come per esempio per gli accertamenti induttivi (art. 39, secondo comma, D.P.R. n. 600/1973).
Infatti, la giurisprudenza di legittimit� (Corte di Cassazione � Sez. Tributaria � sentenze n. 17229/2006, n. 2380/2006, n. 9135/2005, n. 9946/2003 e n. 13995/2002) e di merito che sino ad oggi si � interessata della questione, ha ribadito il concetto che in tema di studi di settore le presunzioni sono sempre semplici, senza inversione dell’onere della prova a danno del contribuente, ed inoltre bisogna preventivamente dimostrare le gravi incongruenze, perch� da soli gli studi di settore non possono avere alcuna forza accertatrice.
Con le modifiche intervenute con la Legge n. 296 del 27/12/2006 (c.d. Finanziaria 2007) sono stati previsti "specifici indici di normalit� economica"� che, logicamente, inseriti come elemento strutturale nell’istituto giuridico degli studi di settore, non potevano che soggiacere alla regola generale delle presunzioni semplici, con obbligo di preventiva motivazione da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Cos� stando le cose, sono intervenute le suddette modifiche legislative, oggi in discussione al Senato.
A)	risulta evidente l’inutilit� delle modifiche legislative introdotte, perch� gi� oggi, per tutto l’istituto giuridico degli studi di settore, sono applicabili soltanto le presunzioni semplici, come tali, per logica conseguenza, applicabili anche agli INE; anzi, il suddetto intervento legislativo � inopportuno perch� qualcuno potrebbe interpretarlo come un cambio di indirizzo, cosa assolutamente sbagliata.
B)	al tempo stesso, sbaglia chi (Dario Deotto, in Il Sole 24 Ore del 24 luglio 2007) ritiene che gli INE rappresentano una presunzione " semplicissima"�, sprovvista degli essenziali requisiti di gravit�, precisione e concordanza, perch� tali tipi di presunzione sono tassativamente previsti in casi eccezionali, e non � questa la sede in cui il legislatore le ha previste; tanto � vero che si riferisce genericamente alle "presunzioni semplici"�. Altrimenti, se fosse vera quest’assurda teoria, dovremmo assistere, sempre all’interno dell’unico istituto giuridico degli studi di settore, alla coesistenza di presunzioni qualificate per GERICO e presunzioni non qualificate per gli INE; il che non � giuridicamente ammissibile;
C)	infine, sbagliano gli Onorevoli che hanno presentato alla Camera l’ordine del giorno n. 9/2852/8 del 24 luglio 2007, inteso ad impegnare il Governo a monitorare con attenzione l’applicazione della disciplina relativa agli studi di settore, al fine di adottare eventuali ulteriori iniziative normative correttive volte a chiarire che i maggiori ricavi e compensi desumibili dagli studi di settore non costituiscono, da soli, presunzioni semplici tali da far scattare l’accertamento automatico, senza che l’Amministrazione accertatrice debba fornire ulteriori elementi che provino la sussistenza di "gravi incongruenze"�, ai sensi del citato comma 3 dell’art. 62 sexies del decreto legge n. 331/1993.
Oggi, infatti, nonostante le errate interpretazioni dell’Agenzia, pi� volte censurate dalla giurisprudenza di legittimit� e di merito, la normativa degli studi di settore � chiara, nel senso che trattasi di presunzioni semplici con obbligo di motivazione a carico soltanto degli uffici e senza alcuna inversione dell’onere della prova a danno del contribuente.
Quindi, secondo me, non c’� da modificare nulla ma � necessario soltanto applicare correttamente la norma, senza fantasiose e stravaganti interpretazioni.