Source: http://www.studiomarino.it/studiomarino_fermoamministrativo.htm
Timestamp: 2020-01-24 18:00:22+00:00
Document Index: 37923926

Matched Legal Cases: ['art. 86', 'art.139', 'art.174', 'art.140', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 214', 'art. 86']

Il FERMO AMMINISTRATIVO AUTOVEICOLI CONCESSIONARIO DELLA RISCOSSIONE ESATTORIA
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Per un parere via fax compilare il modulo e allegare copia del fermo amm.vo e inviarlo allo 081/0060351
Il fermo amministrativo detto anche ganasce fiscali, trova fondamento giuridico nell’art. 86 del Dpr 602/73, come modificato dal D.Lgs. n.193 del 27 aprile 2001, in vigore dall’08/06/01.
Attenzione: la normativa prevede il preavviso di fermo e poi il fermo vero e proprio, Equitalia in contrasto assoluto con il dettato normativo, sta inviando un preavviso con il quale comunica che trascorsi 30 gg farà il fermo senza ulteriori avvisi, questo è assolutamente illegittimo!
E' illegittimo il fermo amministrativo basato su cartelle non notificate o notificate in violazione del codice di rito. Commissione Tributaria di Napoli Sez. 12 Sentenza n. 533/12/2007 Depositato il 16/01/2008 su ricorso di S.L. difeso dal Dott. Giuseppe Marino
E' illegittimo il fermo amministrativo non preceduto da intimazione di pagamento, Commissione Tributaria di Frosinone Sentenza n. 299/05/2009 Depositata il 03/08/2009 su ricorso di D.M. difeso dal Dott. Giuseppe Marino
Se c’e’ la certezza di non aver firmato nulla personalmente, questa e’ già di per se’ una causa di nullità del provvedimento, perché quando la cartella esattoriale va notificata a terzi, cioè non direttamente all’interessato, è obbligatorio informarlo dell’avvenuta notifica, con la prescritta raccomandata di avvenuta notifica a terzi, come previsto dagli art.139 del cpc, comma 4 come modificato dall’art.174 comma 3 del Dlgs 30/06/2003 n.196. In caso di irreperibilità ai sensi dell’art.140 del cpc, e’ obbligatorio affiggere avviso sulla porta e procedere a darne notizia per raccomandata, cosa non avvenuta nella fattispecie. Tale principio e’ stato affermato anche dalla suprema corte di Cassazione che ha stabilito che e’ obbligatorio il deposito di copia nella casa comunale, l’affissione alla porta dell'abitazione e la spedizione di raccomandata con avviso di ricevimento, essendo questi i requisiti minimi da pretendersi per una corretta instaurazione del contraddittorio nel rispetto del codice di rito - Sent. n. 5529 del 22 ottobre 1981 della Corte Cass.
La seconda cosa da verificare è che non ci sia sproporzione tra fermo amministrativo e importo da pagare, ad esempio se si deve pagare un saldo di poche centinaia d’euro certamente il provvedimento non e’ proporzionato all’effettivo danno arrecato. Se per esempio l’auto viene utilizzata per lavoro, questa e’ un ottima giustificazione per ricorrere al giudice.
Innumerevoli sono le violazioni dello Statuto del contribuente, L. n. 212 del 27 luglio 2000, che si applica anche all'attività dei concessionari, in forza dell'espresso richiamo contenuto nell'art. 17. La
più evidente è la violazione al principio espresso dall'art. 3 (Efficacia temporale delle norme tributarie), laddove si consente che la comunicazione del fermo avvenga entro cinque giorni dalla sua trascrizione e quindi dalla sua efficacia, con il risultato di esporre il cittadino ignaro alle pesanti sanzioni in ipotesi di circolazione della vettura. Altra palese violazione, questa volta all'art. 7 della L. n. 212/2000 (Chiarezza e motivazione degli atti) è la mancanza nella lettera di comunicazione del fermo, di qualsiasi
motivazione e qualsiasi intellegibile riferimento agli atti prodromici, quali la cartella o le cartelle, i tributi evasi, la data di notifica dell'accertamento, l'indicazione delle autorità amministrativa e giudiziaria cui fare ricorso, i termini entro i quali proporli.
E’ inoltre illegittimo il fermo dell’autovettura; infatti, L'ulteriore anomalia del fermo amministrativo quale strumento cautelare del credito dell'Amministrazione dello Stato risiede nella sanzionabilità della eventuale circolazione del veicolo "fermato". Non solo si impedisce la trasferibilità del bene e si fonda la pignorabilità dello stesso, bensì si colpisce ulteriormente il contribuente, comprimendo il diritto di proprietà e indiscutibilmente esercitando una pressione fortissima, tale da indurre i restii a pagare non sulla scorta del timore della paventata esecuzione forzata ma facendo leva sul deterrente della sanzione prevista dall'art. 214 del codice della strada, applicabile giusta il rinvio operato dal comma 3 dell'art. 86 del D.P.R. n. 602/197.