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Timestamp: 2019-01-20 18:58:19+00:00
Document Index: 51510409

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 36', 'art.14', 'art. 38', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 54']

caccia | LIPU onlus- Sezione prov.le Foggia
Caccia, in Puglia stanno per votare una legge vergogna.
08/11/2013 amministratore
In discussione la nuova legge regionale, tra illegittimità costituzionali e contenuti inaccettabili, quali il rilancio dei richiami vivi, l’aumento della stagione venatoria, la libera caccia su tutto il territorio agli uccelli migratori. “Il Presidente Vendola fermi questa deriva da ultrà della caccia”.
“La Puglia si appresta a votare una delle peggiori leggi sulla caccia d’Italia, infarcita di illegittimità costituzionali e ricca di contenuti intollerabili. Il Presidente Vendola intervenga immediatamente per fermare questa legge vergogna ed evitare che la Puglia si candidi a maglia nera d’Italia”.
E’ il commento di Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf alla proposta di legge a firma del Consigliere Pentassuglia di modifica della legge regionale sulla caccia, la n. 27/98, che andrà a breve in Consiglio.
“La filosofia con cui Pentassuglia ha impostato la sua proposta aumenta ancor più la distanza tra la legge pugliese e la legge statale per la tutela della fauna (la legge 157/92), recependola in modo confuso e contraddittorio e in alcuni casi infrangendola palesemente. Una proposta all’insegna della pessima caccia, che genererà immediati ricorsi alla Corte Costituzionale, ai TAR e alla Commissione europea.
La proposta conferma la caccia libera agli uccelli migratori in tutta la Regione (modifica all’art. 25 comma 4), spiegandola con la motivazione della caccia di necessità (oggi inesistente) e senza alcuna pianificazione e gestione sostenibile delle specie di uccelli migratori. Tutto ciò, in macroscopica violazione della legge 157 e della recente sentenza della Corte Costituzionale.
Ancora, la proposta prevede le squadre di cacciatori per esercitare il controllo faunistico (modifica all’art. 34 comma 10), una condizione incompatibile con le esigenze di rigore del controllo che nulla dovrebbe avere a che fare con la caccia.
Inoltre, la proposta incrementa l’uso dei richiami vivi (modifica all’art. 36 comma 7bis), una delle pratiche più vergognose e intollerabili che si possano immaginare nell’attività venatoria.
Vengono poi incrementati i permessi di caccia giornalieri negli ATC (modifica all’art.14 comma 5), di fatto equiparando il territorio agrosilvopastorale al territorio delle aziende private la cui prevalente finalità è vendere la “selvaggina pronta caccia” a chi paga per sparare.
Incredibilmente, la proposta prevede poi recinzioni alte 2 metri (contro gli 1,20 previsti dalla legge nazionale) per poter istituire i fondi chiusi alla caccia (modifica all’art. 38 comma 2), rendendo economicamente impossibile ai cittadini che desiderassero il proprio terreno escluso da attività di caccia.
La proposta non manca di autorizzare l’anticipo della caccia a partire dal 1° settembre (modifica all’art. 31 comma 3), mentre sono in pieno svolgimento le attività turistiche degli agriturismi, è alto il rischio incendi (divieto di accensione di fuochi fino al 15 settembre) e la maggioranza delle specie animali ha ancora gli ultimi piccoli da svezzare. Così come prevede la possibilità di estendere la caccia anche a febbraio (modifica dell’art. 31 comma 4), quando la maggioranza delle specie di uccelli è in migrazione pre-nuziale e sarebbe opportuno un divieto totale di caccia.
Dulcis in fundo, Pentassuglia riduce drasticamente le risorse destinate alla tutela della fauna (modifica dell’art. 54 comma 1), facendo passare dal 40 al 10% le risorse trasferite dalla Regione alle Province per tale finalità.
Un quadro sconfortante, se non incredibile, che offende i milioni di pugliesi non cacciatori e appunto fa della Puglia una delle peggiori ragioni italiane in materia venatoria. Il nostro appello a tutte le forze politiche di buon senso e al Presidente Vendola: intervenga, rimettendo un minino di gerarchia tra la bellezza della natura, la tranquillità dei cittadini e lo strapotere dei fucili e per evitare di far spendere inutilmente sodi alla collettività in ricorsi e contenziosi.
Tel. 0521.1910706
cacciapentassuglia
Aprire la caccia alle Tremiti ?
28/01/2013 amministratore
LIPU e VAS : Pessima trovata elettorale, avulsa dalla legge e fuori dal tempo.
Quali politici accoglieranno la proposta di aprire la caccia alle isole Tremiti ? A chi viene lanciata questa brutta proposta in periodo elettorale ?
Il piccolo arcipelago delle Tremiti, oltre che una perla paesaggistica, è una delle zone di più elevato interesse per gli uccelli selvatici, intenso crocevia di flussi migratori trans-adriatici. L’importanza faunistica le è valso l’inserimento nella Rete Natura 2000 come SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zona di Protezione Speciale) oltre che nella Riserva Marina omonima e nel Parco Nazionale del Gargano.
Infatti la caccia in isole cosi piccole e strategicamente collocate nel mezzo dell’Adriatico, costituisce una gigantesca trappola per gli uccelli stremati che vi sono inevitabilmente attratti per sostare durante la traversata migratoria. Animali sfiancati che, invece di un rifugio e possibilità di alimentarsi, trovano una accoglienza “esplosiva” e senza scampo.
Le “aree contigue”, rivendicate per le Tremiti su quasi metà delle isole maggiori – fanno notare LIPU e VAS – sono in realtà zone da individuarsi sull’esterno del perimetro dei parchi cosi come prevede la L.394/91 sulle aree protette, allo scopo di conciliare e regolamentare l’attività di caccia per i residenti, appunto, delle zone interessate.
Al tempo stesso, queste aree contigue aperte alla caccia sarebbero tutelate da un regime di gestione territoriale che impedirebbe usi impropri o speculativi del territorio, promovendone invece un utilizzo sostenibilite.
Non è possibile realizzare aree contigue “dentro” la perimetrazione esistente, come invece si vorrebbe proporre per le Tremiti, perseguendo di fatto una modifica della stessa perimetrazione con la fuoriuscita dall’area protetta, evidentemente vero obiettivo dell’amministrazione comunale .
Una proposta irricevibile, improvvisata per interessi di bottega – concludono le Associazioni ambientaliste LIPU e VAS – che non tiene conto delle autentiche vocazioni dell’arcipelago e che sarà avversata nelle sedi regionali e ministeriali.
Ma il Sindaco, che dovrebbe essere primo garante della legalità sul proprio territorio, va in direzione opposta !
Foggia, 28.01.13
LIPU – sezione prov.le Foggia VAS – sezione prov.le Foggia
cacciafantinitremiti