Source: https://www.wikimedia.it/direttiva-copyright-a-che-punto-siamo/
Timestamp: 2020-08-09 11:37:48+00:00
Document Index: 110305822

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 2', 'art. 5', 'art.17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 9']

Direttiva copyright 2019: a che punto siamo – Wikimedia Italia
Bandi 2020 per le istituzioni culturali
Vaillant, Wallerand; A Young Boy Copying a Painting; City of London Corporation; http://www.artuk.org/artworks/a-young-boy-copying-a-painting-52188
Testo tradotto da “Copyright Directive – Implementation – July news”, di Natalia Mileszyk per communia-association.org , 20 luglio 2020.
Il mese scorso si è svolta la prima edizione dei Copyright Directive Webinars, per presentare le diverse disposizioni della nuova direttiva copyright 2019, nonché per suggerire cosa promuovere durante l’implementazione delle disposizioni a livello nazionale, per estendere e rafforzare i diritti degli utilizzatori. Qui trovate una fotografia della situazione nei vari Paesi. In Italia, l’argomento si collega strettamente con il tema della libertà di panorama promosso da Wikimedia Italia attraverso il concorso WikiLovesMonuments.
Il Ministero della Giustizia tedesco ha mostrato la propria proposta di implementazione dell’Articolo 17 della direttiva copyright 2019. La bozza della discussione è di esempio per gli altri stati membri per le modalità con cui mettere in atto l’articolo 17 per la difesa dei diritti degli utilizzatori. Consigliamo vivamente di sfogliare l’analisi dettagliata pubblicata nel blog. In breve, ecco quanto proposto:
Ridurre lo sforzo richiesto alle piattaforme per conformarsi agli obblighi dei “massimi sforzi” per ottenere l’autorizzazione di pubblicazione degli aggiornamenti dei propri utenti;
Introdurre una nuova eccezione per coprire gli utilizzi minori di contenuto protetto da copyright, che funga da meccanismo di riserva in assenza di autorizzazione;
Permettere agli utenti di annullare azioni di blocco/offuscamento, dichiarandone un utilizzo legale;
Permettere che il contenuto legale sia disponibile fino a revisione umana, sospendendo la responsabilità delle piattaforme fino a decisione effettuata;
Sanzionare utilizzi abusivi da parte di piattaforme, detentori del copyright e utilizzatori.
Questo il video del webinar per chi volesse approfondire.
Julia Reda, ex membro del Parlamento europeo, ha pubblicato un commento sul tema, sul Kluwer Copyright Blog, che include una discussione sui punti forti e sulle fragilità della proposta. Secondo Reda, la proposta tedesca si distingue perché è la prima bozza parlamentare che provi a evitare l’eccesso di blocco di contenuti (parte 1, parte 2).
All’inizio di luglio abbiamo saputo che il governo francese proverà a far passare l’articolo 17 tramite un decreto amministrativo facente parte di una legge che implementa varie direttive europee, la legge Ddadue, per velocizzarne l’adozione (e aggirare la discussione sui contenuti in Parlamento). L’8 luglio ha avuto luogo nel Senato francese la prima lettura della legge Ddadue, dove l’emendamento n. 23 è stato approvato unanimemente per garantire al Governo il potere di implementare le disposizioni della direttiva copyright 2019 tramite ordinanza (nel testo infine adottato è l’articolo 24bis a disporre quanto indicato). Gli ordini esecutivi per trasporre gli articoli dal 2 al 6 e dal 17 al 23 della Direttiva Copyright dovranno essere emessi entro sei mesi dall’adozione della legge, mentre quelli per le rimanenti disposizioni entro 12 mesi. La legge Ddadue è ora passata in consegna all’Assemblea Nazionale per la sua approvazione.
In Ungheria, la situazione creatasi per affrontare COVID-19 è stata usata come giustificazione per velocizzare l’implementazione di parte della Direttiva Copyright. In questo caso, la disposizione che è stata implementata via decreto amministrativo è l’eccezione per motivo d’istruzione nell’art. 5. Le modifiche all’eccezione per motivo d’istruzione sono state introdotte tramite il decreto d’emergenza datato 16 aprile e inserite nella legislazione permanente come parte di un pacchetto che converte un gran numero di decreti emergenziali in legge permanente (gli articoli correlati ai cambiamenti della legge copyright sono gli artt. 311-315). La nuova eccezione permette la riproduzione, distribuzione, presentazione in loco o performance, comunicazione al pubblico e adattamento di materiale protetto a scopo di istruzione digitale o a distanza. La nuova eccezione richiede solamente una preventiva autorizzazione se il lavoro adattato è usato per scopi diversi da questi ultimi. È stato pubblicato un commento di Paul Keller.
Parallelamente, il mese scorso il Ministro della Giustizia e l’Ufficio per la Proprietà Intellettuale Ungherese (HIPO) hanno pubblicato una proposta di consultazione sulla trasposizione dell’intera direttiva copyright 2019 come legge ungherese. Con il nostro parere sulla consultazione (testo in ungherese e in inglese) abbiamo sottolineato che omettere l’implementazione delle eccezioni per caricature e parodie non permetterebbe di implementare correttamente l’articolo 17 della Direttiva.
In Olanda la proposta per una legge di implementazione della direttiva copyright 2019 è stata introdotta in Parlamento l’11 maggio. Sebbene l’Olanda sia stata uno dei principali oppositori dell’art.17 durante la discussione a livello europeo, la proposta di trasposizione nazionale non riesce a implementare gli aspetti chiave della Direttiva, diretti a proteggere i diritti degli utilizzatori. Sta ora al Parlamento olandese emendare la legge per assicurare che sia conforme ai requisiti della Direttiva e protegga la libertà d’espressione dal sovra-blocco dovuto ai filtri automatici.
In collaborazione con Bits of Freedom e con il sostegno di Vrijschrift.org, Open Nederland e Wikimedia Nederland, è stata inviata una lettera ai Membri del Parlamento Olandese, fornendo loro una lista di raccomandazioni per migliorare l’implementazione della legge.
La riforma del copyright nell’UE – Notizie da Bruxelles
Aggiornamento sulle indicazioni della Commissione europea per l’art. 17
La Commissione ha informato i partecipanti al dialogo sull’art. 17 e, come precedentemente annunciato, chiederà il loro parere sulle “riflessioni iniziali” a riguardo dell’articolo. La Commissione sta finalizzando il documento di consultazione, che spera di poter condividere con le parti interessate prima della fine di luglio.
Tabella di marcia per l’Intellectual Property (IP) Action Plan
La Commissione ha pubblicato la tabella di marcia per l’“Intellectual Property (IP) Action Plan”. La scadenza per fornire riscontro è il 14 agosto 2020. L’obiettivo del piano è “assicurare che l’UE abbia in funzione una politica sulla Proprietà Intellettuale (IP) ben temperata e moderna, che contribuisca alla resilienza e competitività dell’economia UE e faciliti la transizione digitale ed ecologica, creando beneficio all’Unione Europea nel complesso.”
Consultazione pubblica della Commissione europea sull’accesso digitale al patrimonio culturale europeo
La Commissione ha lanciato una consultazione pubblica sull’accesso digitale al patrimonio culturale europeo. La scadenza per fornire riscontro è il 14 settembre 2020. I pareri raccolti daranno vita ad una possibile revisione delle raccomandazioni del 2011 sulla digitalizzazione del materiale culturale e la preservazione digitale. La Commissione punta a proporre uno strumento politico più appropriato per supportare la trasformazione digitale del patrimonio culturale.
Riassumiamo in breve anche la situazione italiana, di cui è disponibile un aggiornamento passo-passo della fase di trasposizione.
La legge dovrà essere trasposta nella normativa italiana, come avviene per tutte le direttive approvate dal Parlamento europeo. Il recepimento di una direttiva europea – a differenza di quanto avviene per i regolamenti europei – prevede una “traduzione” in legge che punta ad ottenere l’obiettivo deciso in Unione europea. La direttiva copyright 2019, in molte aree, lascia spazio per norme più o meno precise, restrittive o aperte a seconda della volontà del legislatore nazionale.
Come in Francia, la discussione della legge è cominciata al Senato. Il Senato sta discutendo la proposta di legge delega dedicata annualmente a introdurre nell’ordinamento italiano le nuove direttive europee (vedi legge europea). La legge delega fornisce al governo alcune indicazioni generali di principio su come recepire le direttive, cioè dei “consigli” su come il governo debba scrivere i decreti legislativi che poi andranno concretamente a modificare le leggi vigenti. Nel caso della direttiva copyright 2019, trattata all’art. 9 della proposta, c’è molto lavoro da fare a livello nazionale, a differenza di altre direttive che possono essere accolte con un mero lavoro di “copincolla”.
Tra i “principi di recepimento” in discussione:
L’indirizzo per l’utilizzo di un’accezione ampia del concetto di “istituti di tutela del patrimonio culturale”, che speriamo possa espandere l’uso di materiale sottoposto a copyright anche da parte di biblioteche, musei ecc..
L’eventuale definizione dei criteri di sicurezza e soprattutto di accesso a banche dati soggette a limitazioni dovute al diritto d’autore. Simili criteri possono rendere applicabile nella pratica (o no) il diritto di accesso a materiale protetto, per utilizzi culturali definiti leciti dalla normativa, senza imporre impedimenti tecnici o lungaggini burocratiche.
Un’eventuale definizione chiara delle regole per escludere un’opera dal meccanismo di gestione delle licenze quando voluto dall’autore, nonché per le opere fuori commercio o “orfane”. La speranza della norma è di consentire il rilancio di opere di valore culturale che tuttavia non hanno avuto il successo commerciale sperato dall’autore.
Una definizione più chiara del concetto di “estratti molto brevi” di un’opera, per non pregiudicare la libera circolazione delle informazioni.
Di questi temi abbiamo parlato nelle audizioni in Senato e precedenti comunicazioni di Wikimedia Italia (vedi ancheaudizione WMI in Senato e materiale di supporto).
La posizione di Wikimedia Italia, illustrata anche con materiali scritti insieme all’associazione Communia, è stata appoggiata anche da ICOM (Consiglio Internazionale dei Musei), AIB (bibliotecari), ANAI (archivisti) e Creative Commons Italia. Hanno sostenuto posizioni simili alle nostre anche AISA, Confindustria digitale, Movimento consumatori, Altroconsumo, Hermes/Assoli, GOIPE e CRUI, con l’obiettivo di ottenere la migliore trasposizione a favore della conoscenza libera e a tutela dei diritti dei cittadini, come autori e utilizzatori.