Source: https://studiocommercialecs.blogspot.com/2012/11/
Timestamp: 2020-07-09 01:21:18+00:00
Document Index: 35725815

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 39', 'art. 2630', 'art. 1', 'art. 2120', 'art. 105']

novembre 2012 ~ Commercialista on line BlogNews
ReddiTest è un software che consente ai contribuenti di valutare la coerenza tra il reddito familiare e le spese sostenute nell'anno.
Per utilizzare il programma è necessario scaricare il software dal sito dell' Agenzia delle Entrate ed inserire i dati richiesti.
Le informazioni, quindi, restano sul proprio computer, senza lasciare alcuna traccia sul web.
- abitazione,
- mezzi di trasporto,
- assicurazioni e contributi,
- tempo libero e cura della persona,
- altre spese significative,
- investimenti immobiliari e mobiliari.
E' possibile in qualsiasi momento modificare o integrare le informazioni riportate.
Ma per chi è un ladro di mele è "più utile" la presenza
- di un software grazie al quale si è "più consapevoli" dello status di truffaldino
- la presenza di una bella telecamera di sorveglianza o di un vigilantes?
Decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973 n. 600
art. 38 - Accertamento sintetico
L'ufficio delle imposte procede alla rettifica delle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche quando il reddito complessivo dichiarato
risulta inferiore
a quello effettivo
o non sussistono o non spettano, in tutto o in parte, le deduzioni dal reddito o le detrazioni d'imposta indicate nella dichiarazione.
L'incompletezza, la falsita' e l'inesattezza dei dati indicati nella dichiarazione, salvo quanto stabilito nell'art. 39, possono essere desunte dalla dichiarazione stessa, dal confronto con le dichiarazioni relative ad anni precedenti e dai dati e dalle notizie di cui all'articolo precedente anche sulla base di presunzioni semplici, purche' queste siano gravi, precise e concordanti.
VIDEO REDDITEST
on 14:35 by Antonello Sementilli |
Le imprese individuali che, a partire dalla data di entrata in vigore del D.L. 179/2012 (ossia il 20.10.2012), si iscrivono al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane, avranno l’obbligo di dotarsi di un proprio indirizzo Pec e di iscriverlo al Registro delle imprese, così da semplificare e ridurre notevolmente tempi e oneri per gli adempimenti burocratici.
L’ufficio del Registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da un’impresa individuale che non abbia iscritto il proprio indirizzo di Pec, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista dall’art. 2630 c.c., sospende la domanda per 3 mesi, in attesa che essa sia integrata con l’indirizzo di posta elettronica certificata.
IMPRESE GIA' ATTIVE
Le imprese individuali attive alla predetta data e non assoggettate a procedure concorsuali, avranno tempo fino al 31.12.2013 per attivare la Pec e depositare l’indirizzo presso il Registro delle imprese.
La norma, di fatto, estende l’obbligo della Pec – già previsto per le imprese costituite in forma societaria, per i professionisti iscritti in Albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato (ad esempio, avvocati, ingegneri, architetti, geometri, medici, consulenti del lavoro, dottori commercialisti ed esperti contabili, ecc.) e per le Amministrazioni pubbliche.
Categoria adempimenti on 18:00 by Antonello Sementilli |
L’art. 1, co. 749, L. 296/2006 ha riformato la destinazione del Tfr, prevedendo l’avvio della destinazione del trattamento di fine rapporto alle forme pensionistiche complementari per i lavoratori dipendenti del settore privato.
Questi ultimi possono, pertanto, scegliere se devolvere il Tfr maturato dal 1° gennaio 2007 ad
un fondo pensione complementare, oppure
mantenerlo presso il datore di lavoro.
Nel caso di aziende con almeno 50 dipendenti, il Tfr deve essere trasferito dal datore di lavoro nell’ apposito fondo di tesoreria presso l’Inps.
La quota maturata sino al 31 dicembre 2006 rimane, in ogni caso, presso l’azienda, che deve rivalutarla annualmente (art. 2120, c.c.).
Qualora, nei sei mesi di tempo concessi dalla normativa per l’opzione, i lavoratori non esprimano alcuna volontà, il Tfr deve essere destinato al fondo previsto dagli accordi o contratti collettivi.
Ai sensi dell’art. 105, co. 3, Tuir, per l’impresa è deducibile un importo pari al 4% dell’ammontare del Tfr annualmente destinato a forme pensionistiche complementari: per le imprese con meno di 50 lavoratori la percentuale di deducibilità è elevata al 6%.
Categoria inps on 11:38 by Antonello Sementilli |