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Timestamp: 2018-01-20 11:20:28+00:00
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Sistema Informativo Statistico DEMOGRAFIA SPOSARSI NELLE MARCHE ANNO - PDF
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1 2015 Sistema Informativo Statistico DEMOGRAFIA SPOSARSI NELLE MARCHE ANNO
2 SPOSARSI NELLE MARCHE INDICE SPOSARSI NELLE MARCHE MATRIMONI CON ALMENO UNO SPOSO STRANIERO IL REGIME PATRIMONIALE SCELTO DAGLI SPOSI INSTABILITA' CONIUGALE GLOSSARIO NOTE METODOLOGICHE pag. 1 pag. 4 pag. 7 pag. 8 pag. 12 pag. 13 REGIONE MARCHE P.F. Sistema Informativo Statistico e di Controllo di Gestione Elaborazioni statistiche: Dott.ssa Federica Blandina Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico
3 SPOSARSI NELLE MARCHE I matrimoni celebrati nelle Marche sono stati nel 2014, corrispondente a 2,7 matrimoni ogni mille abitanti. Nel 2000 i matrimoni celebrati erano stati corrispondente a 4,5 matrimoni ogni mille abitanti. La tendenza alla riduzione delle nozze è in atto ormai da diversi anni: la variazione media annua è stata pari al -4,6%. Il progres rito civile religioso Grafico 1 - Matrimoni totali - Regione Marche- Anni Tavola 1. Matrimoni totali per provincia Anno 2014, valori assoluti e variazioni percentuali Valori Per 1000 assoluti abitanti Var. % Pesaro Urbino 925 2,5-8,5% Ancona ,7-1,4% Macerata 836 2,6-2,2% Ascoli Piceno 612 2,9-9,1% Fermo 490 2,8-2,8% Marche ,7-4,6% La diminuzione delle nozze nel biennio ha interessato tutte le provincie marchigiane, in particolare in provincia di Ascoli Piceno e di Pesaro-Urbino; infatti in tale la provincia marchigiana dove si è verificata la maggior diminuzione dei matrimoni risulta Ascoli Piceno (-9,1% rispetto all'anno precedente) Figura 1- Matrimoni per tipo di comune (distribuzione %)- Marche -anno 2014 capoluoghi altri comuni 70% 30% 79% 21% Durante il 2014 nelle Marche il 25% dei matrimoni sono stati celebrati in un comune capoluogo di provincia. Nelle province di Fermo e di Ascoli Piceno si rileva la maggior percentuale di matrimoni celebrati nel capoluogo di provincia. 86% 14% 68% 32% 66% 34% Pesaro Urb Ancona Macerata Ascoli Picen Fermo Marche Pagina 1
4 Il progressivo calo dei matrimoni nelle Marche negli ultimi anni è stato in genere accompagnato dall'aumento della quota dei matrimoni celebrati con rito civile, spiegabile in parte con il crescente numero di sposi stranieri o di seconde nozze. Nell'ultimo triennio la quota dei matrimoni celebrati con rito religioso è rimasta pressappoco stabile. Nel 2014 i matrimoni celebrati nelle Marche con rito religioso rappresentano il 60% dei matrimoni celebrati. Grafico 2 - Matrimoni per tipologia di rito - distribuzione percentuale -Regione Marche- Anni % 80% 60% A livello provinciale, la provincia marchigiana con la minor quota di matrimoni religiosi sul totale dei matrimoni celebrati appare quella di Ancona: di fatto la quota delle unioni con rito civile nel 2014 è pari al 45%. La provincia dove maggiormente si sceglie il rito religioso è invece quella di Fermo con una percentuale di quasi il 66%. I matrim l'86,2%, La tende consento matrimo 40% Durante il 2014 non si riscontrano differenze significative per rito di celebrazione tra i comuni capoluoghi di provincia e quelli non capoluoghi. 20% 0% Rito religioso Rito civile Tavola 2 - Matrimoni per tipo di comune, rito e provincia - Regione Marche Anno 2014 Province Capoluoghi Altri Comuni Totale Comuni Religiosi Civili Religiosi Civili Religiosi Civili Pesaro Urbino 49,8% 50,2% 58,9% 41,1% 56,2% 43,8% Ancona 53,6% 46,4% 55,2% 44,8% 54,9% 45,1% Macerata 62,7% 37,3% 64,3% 35,7% 64,1% 35,9% Ascoli Piceno 72,7% 27,3% 62,1% 37,9% 65,5% 34,5% Fermo 70,4% 29,6% 63,2% 36,8% 65,7% 34,3% Marche 60,1% 39,9% 59,8% 40,2% 59,9% 40,1% Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico Pagina 2
5 I matrimoni tra celibi e nubili costituiscono da sempre la quota più rilevante del totale delle celebrazioni: di fatto tali unioni nel 2014 rappresentano circa l'86,2%, pari, in valore assoluto, a celebrazioni. La tendenza delle coppie a sancire la prima unione con il vincolo del matrimonio si rileva attraverso il calcolo dei tassi di primo-nuzialità, che consentono di rapportare i primi matrimoni alla popolazione maschile e femminile: nel 2014 sono stati celebrati nel territorio marchigiano 370 primi matrimoni per uomini e 412 per donne. a con la Grafico 3 - Indice di primo nuzialità per sesso (per mille) - Regione Marche- Anni M F Nell'ultimo decennnio la primo-nuzialità è andata diminuendo. Nel 2000 i primi matrimoni erano stati 557 ogni 1000 uomini e 615 ogni 1000 donne, valori superiori rispettivamente del 33,6% e del 33% rispetto a quanto rilevato nel Grafico 4 - Età media degli sposi al 1 matrimonio - Marche- Anni ,7 M F 35,0 31,9 31 La prima unione risulta sempre abbastanza posticipata: nel 2014 l'età media al primo matrimonio è 35 anni per gli uomini e 31,9 per le donne; nel 2000 gli sposi al primo matrimonio avevano in media 31,7 anni e le spose al primo matrimonio 28,7 anni ,7 25 Pagina 3
6 MATRIMONI CON ALMENO UNO SPOSO STRANIERO Fino al 2005 si è assistito ad un trend positivo dei matrimoni con almeno uno sposo straniero sia come valore assoluto sia come percentuale sul totale dei matrimoni celebrati. Nel 2010 invece i matrimoni con almeno uno sposo straniero si sono ridotti in maniera considerevole rispetto agli ultimi anni sia come il valore assoluto sia come quota sul totale dei matrimoni; nel biennio si era rilevato invece un notevole aumento di tale tipologia di matrimoni, ma nell'ultimo biennio si è verificata una notevole diminuzione. Nel 2014 il 14,3% dei matrimoni è rappresentato dalle unioni dove almeno uno degli sposi è straniero (pari a 593 matrimoni con almeno uno sposo straniero celebrati). Grafico 5 - Matrimoni con almeno uno sposo straniero - Regione Marche Anni ,6 15,8 15,4 15,4 15,8 15,0 15,2 15,0 14,3 14,3 12,8 13,0 11, , , ,0 16,0 14,0 12,0 10,0 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 La parte più rilevante dei matrimoni con almeno uno sposo straniero consiste nei matrimoni misti, composti da un italiano e una straniera o viceversa: tale tipologia rappresenta il 78% dei matrimoni con almeno uno straniero e più dell'11% sui matrimoni complessivi. Nelle coppie miste, la composizione più frequente risulta quella in cui lo sposo è italiano e la sposa straniera: oltre 9 matrimoni su 100 matrimoni complessivi per un totale di 380 nozze celebrate nel Matrimoni con almeno uno straniero (valore assoluto) Matrimoni con almeno uno straniero (%) I matrimoni con entrambi gli sposi di cittadinanza straniera rappresentano poco più del 3% di tutti i matrimoni celebrati nelle Marche nel 2014 (pari a 131 celebrazioni). Le provincie marchigiane con la maggior incidenza di matrimoni con sposi entrambi stranieri risultano Pesaro-Urbino e Fermo con una percentuale del 3,5% sul totale dei matrimoni celebrati. Pagina 4
7 nni sia Grafico 6 - Matrimoni per combinazione di cittadinanza degli sposi e provincia - Marche Anno 2014 (distribuzione percentuale) 3,5 14,1 82,5 3,1 2,9 3,1 10,1 11,0 8,8 11,6 11,2 86,8 86,1 88,1 84,9 85,7 3,5 3,2 Tra le provincie marchigiane non si rilevano notevoli differenze in merito alla composizione dei matrimoni per combinazione di cittadinanza degli sposi. Le province marchigiane che presentano la maggior percentuale di matrimoni con almeno uno straniero risulta Pesaro-Urbino (14,1%), mentre la provincia di Ascoli Piceno presenta la minor percentuale della suddetta tipologia di matrimoni (8,8%). risulta Pesaro e Urbino Ancona Macerata Ascoli Piceno Fermo Marche sposi entrambi italiani matrimoni misti sposi entrambi stranieri i a 131 Tavola 3 -Matrimoni per combinazione di cittadinanza degli sposi e provincia - Regione Marche Anno 2014 sposi entrambi sposo italiano e sposo straniero e sposi entrambi italiani sposa straniera sposa italiana stranieri Totale Pesaro e Urbino Ancona Macerata Ascoli Piceno Fermo Marche Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico Pagina 5
8 Grafico 7 - Sposi di matrimoni misti per i principali 15 Paesi di provenienza (composizione %) - Regione Marche Anno 2014 Per quanto riguarda i matrimoni misti, si rileva tra uomini e donne una diversa propensione a contrarre matrimonio con un cittadino straniero per quanto riguarda la cittadinanza. Durante il 2014 i marchigiani che hanno sposato una cittadina straniera hanno scelto nel 21,3% dei casi una cittadina rumena, nel 10,5% un' ucraina e nel 7,4% una moldava. Le marchigiane che hanno sposato un cittadino straniero, invece, hanno scelto spesso uomini per lo più provenienti dalla Albania, dal Marocco, dalla Repubblica Domenicana e dalla Francia. Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico Pagina 6
9 IL REGIME PATRIMONIALE SCELTO DAGLI SPOSI La scelta del regime patrimoniale di separazione o comunione dei beni è un fenomeno in crescente evoluzione. Nel 2014 l incidenza dei matrimoni in regime di comunione dei beni nelle Marche risulta pari al 20,1%, valore inferiore a quello nazionale ed a quello relativo all'italia Centrale. Si riscontrano differenze anche tra le singole province marchigiane. Grafico 8 - Matrimoni in regime di comunione dei beni - Anno 2014, per 100 matrimoni 29,5 31,6 20,1 22,4 21,6 17,9 17,3 18,8 Italia Centro Marche Pesaro e Urbino Ancona Macerata Ascoli Piceno Fermo Nell'ultimo decennio la quota degli sposi che hanno optato per il regime di separazione dei beni è andata aumentando a livello sia regionale che nazionale: nel 2000 sceglieva tale regime patrimoniale poco più del 67% degli sposi marchigiani e solo la metà degli sposi in tutto il territorio italiano. Grafico 9 - Matrimoni in regime di separazione dei beni - Anni , per 100 matrimoni 100,0 MARCHE ITALIA 80,0 60,0 40,0 20,0 0, Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico Pagina 7
10 L'INSTABILITA' CONIUGALE: SEPARAZIONI E DIVORZI Nel 2014 nelle Marche risultano concessi complessivamente separazioni (-7,5% rispetto al 2013) e divorzi (-11,1% rispetto al 2013). Tra le tipologie di procedimento scelte dai coniugi prevale quella consensuale: nel 2014 si sono concluse consensualmente l 86,6% delle separazioni e circa il 79% dei divorzi. La durata media dei matrimoni è pari a 16 anni per quelli conclusi in separazione ed a 19 anni per le unioni coniugali terminate con la sentenza di divorzio.nelle Marche la durata media del procedimento di separazione consensuale risulta di 112 giorni, mentre il procedimento di divorzio consensuale si conclude mediamente in 100 giorni. Tavola 4- Principali caratteristiche di separazioni e divorzi- Regione Marche Anni Separazioni (valori assoluti) Variazione rispetto all'anno precedente (%) 2,9 4,1-2,5 3,0 5,0-8,9 7,7-7,5 Divorzi (valori assoluti) Variazione rispetto all'anno precedente (%) 12,6 4,5-4,1 14,4-4,4-12,0 5,4-11,1 Tasso di separazione per 1000 abitanti 1,3 1,3 1,3 1,3 1,4 1,2 1,3 1,2 Tasso di divorzio per 1000 abitanti 0,8 0,8 0,8 0,9 0,8 0,7 0,8 0,7 Separazioni esaurite con rito consensuale (per 100 separazioni) 84,0 87,1 85,5 82,2 84,6 83,8 83,6 86,6 Divorzi esauriti con rito consensuale (per 100 divorzi) 82,8 83,4 78,4 76,4 73,0 82,4 79,6 78,9 Appare inte Nel 2014 ne ad oltre il 93 In circa il 70 cittadinanza sposare una La durata m divorzio. Grafico 10 - Tasso di separazione e tasso di divorzio rispetto agli abitanti (valori per mille) - Anno 2014 Rispetto al valore nazionale ed a quello del Centro-Italia, le Marche presentano sia il tasso di separazione rispetto agli abitanti inferiore (1,2%0), sia il tasso di divorzio rispetto agli abitanti minore (0,7%0). Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico Pagina 8
11 razioni Appare interessante analizzare anche l instabilità dei matrimoni fra coniugi di diversa cittadinanza. Nel 2014 nelle Marche sono state concesse 282 separazioni riguardanti coppie miste, contro 146 concesse nell anno 2000 (con un incremento pari ad oltre il 93%) e concessi 200 divorzi riguardanti coppie miste, contro 63 concessi nel In circa il 70% dei casi, la tipologia di coppia mista che arriva a separarsi è quella con marito italiano e moglie straniera o che ha acquisito la cittadinanza italiana in seguito al matrimonio: tale osservazione appare strettamente connessa con la maggiore propensione degli uomini italiani a sposare una cittadina straniera. La durata media dei matrimoni misti è pari a 11 anni per quelli conclusi in separazione ed a 15 anni per le unioni coniugali terminate con la sentenza di divorzio. Nel 2014 n I figli minor Fino al 200 Nel 2006 la il 92% delle Tavola 5- Principali caratteristiche di separazioni e divorzi- coppie miste -Regione Marche Anni Separazioni (valori assoluti) Variazione rispetto all'anno precedente (%) -18,6 23,8-15,5 10,4-8,1 20,0 8,5 5,6 Divorzi (valori assoluti) Variazione rispetto all'anno precedente (%) -7,6 2,1 10,1 35,8-12,2 4,6 3,7 41,8 Separazioni consensuali (per 100 separazioni) 78,2 84,5 77,7 75,3 77,6 73,6 72,5 81 Divorzi consensuali (per 100 divorzi) 71,1 71,7 80,7 62,8 73,1 77,2 77,1 77,6 % separazioni di coppie miste su tot. separazioni 10,1 12,0 10,4 11,2 9,8 12,9 13,0 14,8 % divorzi di coppie miste su totale divorzi 8,2 8,0 9,2 10,9 10,0 11,9 11,7 18,7 le ed a Grafico 11 - Separazioni e divorzi per combinazione di cittadinanza- coppie miste - Regione Marche Anno 2014 (valori percentuali) asso di bitanti Separazioni Divorzi 30,2% 29,9% 69,8% 70,1% marito italiano per nascita e moglie straniera o italiana per acquisizione moglie italiana per nascita e marito straniero o italiano per acquisizione In sede di s economica stabilito in varia in bas Nel 2014 n viene corris Pagina 9
12 Nel 2014 nelle Marche circa il 75% delle separazioni ed il 61% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti durante il matrimonio. I figli minori di 18 anni coinvolti sono nelle separazioni e 572 nei divorzi. Fino al 2005, ha prevalso l affidamento esclusivo dei figli minori alla madre. Nel 2006 la Legge 54/2006 ha introdotto l istituto dell affido condiviso dei figli minori come modalità ordinaria con conseguenze evidenti: nel 2014 oltre il 92% delle separazioni di coppie con figli ha previsto l affido condiviso contro il 6,8% dei casi in cui i figli sono stati affidati esclusivamente alla madre. enza di Grafico 12 - Separazioni e divorzi per tipo di affidamento dei minori - Regione Marche Anni (valori percentuali) Separazioni Divorzi 84,9 83,7 84,2 81,4 79,6 75,0 86,4 86,5 90,6 92,6 92,1 94,3 92,3 92,1 85,2 91,2 84,5 79,8 83,1 79,5 65,7 68,8 72,8 78,9 85,8 75,4 82,5 86,1 53,6 53,5 10,6 11,1 11,8 14,4 16,1 21,2 43,2 12,3 11,7 7,8 6,3 7,3 4,3 5,9 6,8 4,0 5,1 3,7 3,8 4,1 3,1 2,5 0,9 1,2 1,1 0,6 0,2 1,2 1,6 0, Al padre Alla madre Congiunto/condiviso 42,5 29,5 27,9 24, ,3 15,2 12,1 12,2 14,8 11,4 11,9 6,9 7,7 4,1 7,9 7,9 4,4 3,9 4,7 6,6 2,1 4,2 5,2 2 2,4 2,6 3 1,3 1, Al padre Alla madre Congiunto/condiviso In sede di separazione vengono stabiliti tutta una serie di provvedimenti di natura economica a favore sia del coniuge che viene ritenuto economicamente più debole sia dei figli: questi due contributi sono tra loro indipendenti e cumulabili. L importo dell assegno a favore del coniuge viene stabilito in proporzione alle circostanze e alle condizioni economiche dell obbligato. L ammontare mensile del contributo per il mantenimento dei figli varia in base al numero dei figli stessi. Nel 2014 nelle Marche nel 20,6% dei casi le separazioni si sono concluse prevedendo un assegno mensile per il coniuge ( nel 98% dei casi l assegno viene corrisposto dal marito). Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico Pagina 10
13 Gli assegni di mantenimento per i figli vengono corrisposti nel 66,5% delle separazioni e se si considerano solo le separazioni con figli minori, tale quota raggiunge l'83,1%; anche in questo caso è quasi sempre il padre a versare gli assegni (95,2%) per un importo medio di circa 561,50 Euro (valore medio riferito al Centro_Italia). Un altro aspetto notevole per valutare l impatto economico della separazione risulta l assegnazione dell abitazione nella casa dove la famiglia viveva prima del provvedimento del giudice. Ai fini dell assegnazione, il giudice deve anche in questo caso valutare le condizioni economiche dei coniugi e tutelare il più debole. Nelle Marche durante il 2014 nel 57,3% delle separazioni la casa è stata assegnata alla moglie, mentre nel 23,8% è stata assegnata al marito e nel 15,4% sono state previste due abitazioni autonome e distinte ma diverse da quella coniugale. Per quanto concerne i divorzi, diminuiscono i casi in cui è prevista la corresponsione degli importi: il 10,7% dei divorzi prevede l'assegno al coniuge ed il 91,2% dei divorzi l'assegno ai figli; se si considerano solo i divorzi con figli minori, quest'ultima quota risulta il 90,4%. Nella quasi totalità dei casi è il marito a versare gli importi. Nei divorzi la quota di assegnazioni dell abitazione alla moglie è più bassa rispetto alle separazioni (38,3% contro 57,3%); risulta maggioritaria, invece, la situazione in cui i coniugi dispongono di due abitazioni autonome e distinte (47%), mentre solo nel 13,3% dei casi l'abitazione è assegnata al marito. viene Tavola 6 - Separazioni e divorzi per contributo economico per il coniuge e per i figli, assegnazione delle casa - Regione Marche Anno 2014 Separazioni Divorzi Contributo economico per il coniuge Valori assoluti Valori percentuali sul totale 20,6 10,7 % con assegno corrisposto dal marito 97,9 98,2 Contributo economico per i figli Valori assoluti Valori percentuali sul totale 81,4 91,2 Valori percentuali sul totale con figli minori 87,6 90,4 % con assegno corrisposto dal padre 94,0 93,4 Assegnazione della casa (%) Al marito 23,8 13,3 Alla moglie 57,3 38,3 Abitazioni autonome e distinte 15,4 47,0 Pagina 11
14 GLOSSARIO Indice (o tasso) di primo-nuzialità. La somma dei quozienti specifici di nuzialità calcolati rapportando, per ogni classe di età, il numero dei primi matrimoni all ammontare medio annuo della popolazione. Matrimonio misto. Celebrazione in cui uno dei due sposi è di cittadinanza straniera e l altro di cittadinanza italiana. Primo matrimonio. Celebrazione in cui lo stato civile dello sposo/a al momento delle nozze è celibe/nubile. Regime patrimoniale. Il matrimonio instaura automaticamente il regime patrimoniale della Comunione dei beni (comunione legale), introdotta dalla Riforma del diritto di Famiglia del Con la separazione dei beni (art. 215 Codice Civile), invece, ciascun coniuge conserva la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio. Rito del matrimonio. La celebrazione del matrimonio può avvenire davanti all'ufficiale di stato civile, oppure davanti a un ministro di culto cattolico o di uno degli altri culti ammessi dallo Stato. In tale ultimo caso, il matrimonio può comunque produrre effetti sul piano civile (si parla di matrimonio concordatario). Affidamento dei figli minori. L affidamento dei figli minori nei procedimenti di separazione e divorzio fino al 15 marzo 2006 era disciplinato dal codice civile (art. 155) e dalla legge n. 898 del 1dicembre 1970 come modificata dalla legge n. 74 del 6 marzo 1987 (art. 6). La Legge n. 54 dell 8 febbraio 2006 (in vigore dal 16 marzo 2006) ha stabilito che, nelle cause di separazione e divorzio, il giudice deve valutare prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilire a quale di essi affidarli, determinando i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'educazione dei figli. Prende, inoltre, atto degli accordi intervenuti tra i genitori se non contrari all interesse dei figli e adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole. Divorzio. Si tratta dello scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio in caso, rispettivamente, di matrimonio celebrato con rito civile o di matrimonio celebrato con rito religioso. Il divorzio è stato introdotto in Italia dalla Legge n. 898 del 1 dicembre 1970; la Legge n. 74 del 6 marzo 1987 ha ridotto da cinque a tre gli anni di separazione necessari per la pronuncia della sentenza di divorzio. Durata media del matrimonio. È la differenza, in anni compiuti, tra la data di iscrizione a ruolo del procedimento di separazione (o la data del provvedimento di divorzio) e la data del matrimonio. Separazione consensuale. Si basa su di un accordo fra i coniugi con il quale vengono stabilite le modalità di affidamento dei figli, gli eventuali assegni familiari, la divisione dei beni. Per avere validità giuridica deve essere ratificata dal giudice. Separazione giudiziale. È un vero e proprio procedimento contenzioso su istanza di uno dei due coniugi, successiva istruttoria e pronunciamento di una sentenza di separazione. Tasso di separazione (o divorzio) totale. È l indicatore ottenuto dalla somma, rispetto alle durate di matrimonio, dei tassi di separazione o di divorzio specifici. La somma esprime la quota di matrimoni che finiscono con una separazione o un divorzio in un anno di calendario t. È anche definibile come numero medio di separazioni o divorzi per matrimoni. Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico Pagina 12
15 NOTE METODOLOGICHE La rilevazione sui matrimoni di fonte Stato Civile è stata istituita dall'istat nel L'indagine, individuale ed esaustiva, ha per oggetto tutti i matrimoni della popolazione presente e consente di analizzare il fenomeno della nuzialità in relazione alle principali caratteristiche socio-demografiche degli sposi. La sua realizzazione si basa sul modello Istat D.3 compilato dall'ufficiale di Stato Civile del Comune nel quale il matrimonio è stato celebrato. Il modello è diviso in due parti: notizie sul matrimonio e notizie sugli sposi. Per ciascun evento, nella sezione dedicata al matrimonio si rilevano: la data, il rito di celebrazione (religioso o civile), il comune di celebrazione e il regime patrimoniale scelto dagli sposi (comunione o separazione dei beni). Le notizie rilevate per ciascuno sposo riguardano: la data di nascita, il comune di nascita, il comune di residenza al momento del matrimonio, il luogo di residenza futura degli sposi, lo stato civile precedente, il livello di istruzione, la condizione professionale, la posizione nella professione, il ramo di attività economica, la cittadinanza. Le modifiche più recenti al modello sono state effettuate nel 1995, con l'inserimento della variabile sul regime patrimoniale e nel 1997 con il perfezionamento dell'informazione sulla cittadinanza, chiedendo di specificare, quando italiana, se per nascita o acquisita. Le principali informazioni statistiche vengono rilasciate con sempre maggiore tempestività rispetto alla data di riferimento degli eventi. A tale scopo vengono, inoltre, elaborate le informazioni contenute nel modello D.7.A. (Rilevazione degli eventi demografici di Stato Civile) che forniscono, mensilmente e per comune di evento, il numero di matrimoni religiosi e civili (dati provvisori, soggetti a rettifica nel momento in cui si rendono disponibili i dati delle rilevazioni individuali). Ogni anno l'istat diffonde i principali risultati delle rilevazioni sulle separazioni e sui divorzi condotte presso le cancellerie dei 165 tribunali civili, raccogliendo i dati relativi ad ogni singolo procedimento concluso dal punto di vista giudiziario nell'anno di riferimento. Questi dati consentono di aggiornare l'evoluzione temporale dei due fenomeni e di monitorarne le principali caratteristiche: la durata dei matrimoni e l'età dei coniugi alla separazione, il tipo e la durata dei procedimenti, il numero di figli coinvolti e l'affidamento di quelli minori. Dati di maggiore dettaglio sono disponibili on line consultando il datawarehouse I.Stat all indirizzo e il sistema tematico Demo, all indirizzo Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico Pagina 13
16 REGIONE MARCHE P.F. Sistemi Informativi Statistici e di Controllo di Gestione Dirigente: Dott.ssa Stefania Baldassari Via Gentile da Fabriano, 2/ ANCONA Tel Fax Elaborazione ed analisi statistica dei dati: Dott.ssa Federica Blandina Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico Regione Marche - SIS Sistema Informativo Statistico