Source: http://docplayer.it/3179067-1-riduzione-del-limite-per-l-uso-del-contante-e-degli-assegni.html
Timestamp: 2017-12-11 21:24:23+00:00
Document Index: 144902162

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 2', 'art. 58', 'art. 51', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 67', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 38']

1. RIDUZIONE DEL LIMITE PER L USO DEL CONTANTE E DEGLI ASSEGNI - PDF
Download "1. RIDUZIONE DEL LIMITE PER L USO DEL CONTANTE E DEGLI ASSEGNI"
1 Circolare n. 9 - pagina 1 di 10 Achille Delmonte Alberto Bertani Mario Montepietra Anna Fantini Andrea Sassi Giacobbe Silvi Dottore Commercialista Revisore Contabile Dottore Commercialista Revisore Contabile Dottore Commercialista Revisore Contabile Ragioniere Professionista Consulente del Lavoro Ragioniere Professionista Revisore Contabile Dottore Commercialista Revisore Contabile A tutti i Clienti Loro Sedi Circolare n. 9 del 15 settembre 2011 Argomenti: 1. Riduzione del limite per l uso del contante e degli assegni 2. La riforma della tassazione delle rendite finanziarie 3. Riapertura della rivalutazione di terreni e partecipazioni 4. Costi di gestione del conto titoli Con le numerose novità in ambito fiscale introdotte dai recenti provvedimenti, si è ritenuto opportuno affrontare e riassumere in questa circolare gli aspetti salienti delle ultime tre Manovre, a partire dal c.d. Decreto Sviluppo, alla Manovra Correttiva, ed infine, alla Manovra di Ferragosto, tuttora oggetto di modifiche, sinteticamente esposti nella precedente circolare. 1. RIDUZIONE DEL LIMITE PER L USO DEL CONTANTE E DEGLI ASSEGNI Il DL n. 138, c.d. Manovra di Ferragosto, in vigore dal , giorno stesso della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ha apportato alcune modifiche all art. 49 del Dlgs n Le novità, in particolare, riguardano i limiti ai trasferimenti tra soggetti diversi di denaro contante, nonché all utilizzo di assegni liberi. La novità in esame risponde a finalità di adeguamento alle disposizioni adottate in ambito comunitario in tema di prevenzione dell utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, contrastando anche l evasione fiscale.
2 Circolare n. 9 - pagina 2 di 10 A decorre dal , l art. 2, comma 4, DL n. 138/2011, ha ridotto ad euro 2.500,00 il limite per l utilizzo del denaro contante, degli assegni bancari o postali/circolari e dei vaglia postali o cambiari. Ne consegue che: - è vietato il trasferimento di denaro contante (di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore) tra soggetti diversi per importi pari o superiori a euro 2.500,00. Per tali trasferimenti è necessario ricorrere a banche, istituti di moneta elettronica o a Poste Italiane S.p.A.; - gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 2.500,00 euro devono recare l indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità; - gli assegni circolari, i vaglia cambiari e postali possono essere richiesti, per iscritto, dal cliente senza clausola di non trasferibilità se di importo inferiore a euro 2.500,00; - il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 2.500,00 euro. I libretti con saldo pari o superiore a 2.500,00 euro devono essere estinti ovvero il loro saldo deve essere ridotto ad una somma non eccedente il predetto importo entro il Si evidenziano nel proseguo gli aspetti peculiari delle diverse casistiche. 1.1 NOVITA IN MATERIA DI CONTANTI A seguito della riduzione della soglia per i trasferimenti di denaro contante è vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 2.500,00 euro. La predetta limitazione riguarda complessivamente il valore oggetto di trasferimento e si applica anche alle c.d. operazioni frazionate, ossia a quei pagamenti inferiori al limite che appaiono artificiosamente frazionati. Il frazionamento in più importi inferiori al limite è ammesso nel caso in cui lo stesso sia previsto dalla prassi commerciale o da accordi contrattuali, ovvero conseguenza della libertà contrattuale (ad esempio vendite a rate) e non, invece, realizzato per dissimulare il passaggio di somme ingenti in contanti. Si ricorda che per operazione frazionata si intende un operazione unitaria sotto il profilo economico posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni, ferma restando la sussistenza dell operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale. La violazione della disposizione in esame implica ex art. 58 co. 1 8 del Dlgs. 231/2007 una sanzione amministrativa pecuniaria a seconda che l importo del denaro trasferito sia inferiore o superiore a euro ,00: - nel caso in cui l importo sia inferiore a euro ,00 si incorre in una sanzione amministrativa dall 1% al 40% dell importo trasferito, la quale non potrà comunque essere inferiore nel minimo a 3.000,00 euro.
3 Circolare n. 9 - pagina 3 di 10 - nel caso in cui la somma trasferita superiori l ammontare di euro ,00 la sanzione minima è aumentata di cinque volte, ovvero dall 5% al 40% dell importo trasferito, fermo restando l importo minimo della sanzione pari a euro 3.000,00. La sanzione è applicabile non solo al soggetto che ha effettuato il trasferimento ma anche a colui che ha ricevuto le somme in contante. Particolare importanza è data ai professionisti, i quali sono obbligati a comunicare al Ministero dell Economia e delle Finanze le infrazioni alle violazioni dei limiti di utilizzo del denaro contante delle quali acquisiscano notizia nello svolgimento della propria attività ex art. 51 co. 1del DLgs. 231/2007; pena la sanzione amministrativa pecuniaria dal 3% al 30% dell importo dell operazione, con un minimo di euro 3.000, NOVITA IN MATERIA ASSEGNI L art. 49 D.Lgs. n. 231/2007 dispone che le banche e le Poste devono rilasciare i moduli di assegni muniti della clausola di non trasferibilità, la quale va apposta anche su assegni circolari e vaglia postali o cambiari. Il cliente tuttavia può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli in forma libera, pagando per ciascun modulo, a titolo di imposta sul bollo, la somma di euro 1,50. Il DL 138/2011 interviene sull art. 49 co.5 del DLgs. 231/2007 precisando che tali assegni devono recare non solo l indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario, ma anche la clausola di non trasferibilità se il cliente li utilizza per importi pari o superiori a 2.500,00 euro. La soglia di euro 2.500,00 è intesa per ciascun assegno, quindi gli assegni utilizzati anche per la medesima transazione non sono cumulabili ai fini del calcolo dell importo totale del trasferimento. L aspetto sanzionatorio per l emissione di assegni superiori a euro 2.500,00, o senza l indicazione del nome/ragione sociale del beneficiario, o senza la clausola di non trasferibilità, è analogo alle violazioni previste per l utilizzo del contante, ovvero: - per importi inferiori a euro ,00 trova applicazione la sanzione amministrativa pecuniaria dall 1% al 40% dell importo trasferito, la quale non può comunque essere inferiore al minimo a euro 3.000,00; - per importi superiori a euro ,00 la sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata di cinque volte, ovvero dal 5% al 40% dell importo trasferito, sempre con un minimo di euro 3.000, ASSEGNI EMESSI PRIMA DEL E INCASSATI SUCCESSIVAMENTE Gli assegni emessi ante , per importi pari o superiori a 2.500,00 euro ma inferiori a 5.000,00 euro, e incassati successivamente a tale data, vanno considerati regolari e possono essere presentati alla banca senza timore di incorrere in sanzioni e segnalazioni.
4 Circolare n. 9 - pagina 4 di ASSEGNI EMESSI DALL ORDINE DEL TRAENTE Gli assegni bancari e postali emessi all ordine del traente (a me medesimo o a me stesso), qualunque sia l importo, non possono circolare, potendo essere girati unicamente per l incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A UTILIZZO DEI LIBRETTI DI DEPOSITO AL PORTATORE In caso di libretti di deposito bancari o postali al portatore, il saldo non può essere pari o superiore a euro 2.500,00. Per i libretti di deposito esistenti al con un saldo pari o superiore a euro 2.500,00, il portatore entro il dovrà: - estinguere il libretto oppure - ridurre il relativo saldo ad una somma inferiore al predetto limite. In caso di trasferimento, il cedente è tenuto a comunicare i dati identificativi del beneficiario, nonché la data del trasferimento alla banca o alle Poste entro 30 giorni. L aspetto sanzionatorio si rifà a quello applicato per il contante e per gli assegni, ma è più articolato in quanto dipende dall importo del libretto ma anche dalla data in cui lo stesso acceso. Per i libretti con saldo superiore a euro 2.500,00 già esistenti alla data del per i quali entro il non si provveda alla riduzione del saldo ovvero all estinzione, le sanzioni sono le seguenti : - nel caso in cui il libretto presenti un saldo compreso tra 2.500,00 e ,00 euro, la sanzione pecuniaria amministrativa prevista è fissata dal 10% al 20% del saldo con un minimo di 3.000,00 euro; - nel caso in cui sia superiore a euro ,00 la sanzione amministrativa è fissata dal 15% al 30% del saldo del libretto. 1.4 LA DEFINIZIONE DELLE VIOLAZIONI TRAMITE OBLAZIONE Per le violazioni sopra esposte di importo non superiore a euro ,00 è possibile utilizzare l oblazione ex art. 16, Legge n. 689/81 che comporta il pagamento di una somma in misura ridotta pari ad un terzo del massimo o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del minimo (pari al 2%), entro 60 giorni dalla notificazione della violazione. A titolo esemplificativo, la violazione relativa ad un trasferimento di ,00 euro può essere definita con il pagamento di una sanzione ridotta pari a euro 800,00 (40.000,00*2%). Non è prevista la possibilità di oblare in caso di: - violazioni inerenti gli assegni emessi dal traente
5 Circolare n. 9 - pagina 5 di 10 - mancata comunicazione al MEF delle violazioni delle limitazioni ai trasferimenti in contante da parte dei destinatari degli obblighi antiriciclaggio. 2. LA TASSAZIONE DELLE RENDITE FINANZIARIE L art. 2, comma 6, DL 138/2011 ha uniformato la misura della tassazione delle rendite finanziarie al 20%, incidendo sul mondo delle persone fisiche, le quali saranno gli unici soggetti che riceveranno un effettivo aggravio impositivo, lasciando inalterato il mondo delle imprese. La riforma prevede che le ritenute, le imposte sostitutive sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui all articolo 44 del Tuir e sui redditi diversi di cui all articolo 67, comma 1, lettere da c- bis a c- quinquies, siano stabilite nella misura del 20%, ovvero un unica aliquota in luogo delle precedenti del 12,50% e/o del 27%. Nel dettaglio, gli utili/plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate in luogo dell attuale 12,5% saranno assoggettate al 20%, la ritenuta operata sugli interessi attivi bancari passa dall attuale 27% alla nuova aliquota del 20%, restando in ogni caso operate a titolo di acconto. La riforma delle rendite finanziarie entrerà in vigore dal 1 gennaio 2012, per cui fino a quella data, tutto resta regolato dalle disposizione in vigore ad oggi. Per quanto riguarda la tassazione su dividendi e plusvalenze da partecipazioni qualificate la Manovra di Ferragosto non ha alterato il regime di tassazione; infatti tali proventi continueranno ad essere indicati in dichiarazione e concorreranno al reddito in misura pari al 49,72%. Restano esclusi dall applicazione dell aliquota del 20% gli interessi, i premi e ogni altro provento costituente reddito di capitale, nonché i redditi diversi, relativi a: - Obbligazioni e altri titoli del debito pubblico (vale a dire titoli di Stato ed equiparati tra i quali, anche quelli emessi da enti territoriali e i buoni postali fruttiferi) - Obbligazioni emesse da Stati inclusi nella white list di cui all articolo 168 bis del Tuir - Titoli di risparmio per l economia meridionale - Piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti. - Interessi corrisposti da società italiane a società estere consociate, sui quali è prevista la ritenuta alla fonte a titoli di imposta del 5% - Utili corrisposti a soggetti residenti nell Ue o in Paesi aderenti al See inclusi nella white list, soggetti alla ritenuta con aliquota ridotta dell 1,375% - Risultato netto maturato delle forme di previdenza complementare, la cui aliquota rimane invariata all 11%. A decorre dal 1 gennaio 2012 è prevista la soppressione della maggiorazione pari al 20% sugli interessi dei titoli con scadenza non inferiore a 18 mesi rimborsati anticipatamente. Di seguito, analizzeremo nel dettaglio gli aspetti appena illustrati.
6 Circolare n. 9 - pagina 6 di DIVIDENDI DA PARTECIPAZIONI NON QUALIFICATE L attuale regime di tassazione dei dividendi rivenienti da partecipazioni non qualificate è contenuto nell art. 27 del DPR n. 600/73, che indica che su detti utili deve essere operata dall emittente o dal soggetto incaricato del pagamento, una ritenuta a titolo d imposta con aliquota del 12,5%, innalzata dal 1 gennaio 2012 al 20%. Le nuove disposizioni verranno applicate ai dividendi percepiti a partire dal 1 gennaio 2012; si applica pertanto il criterio di cassa e, quindi, si ha riguardo all aspetto finanziario della percezione, piuttosto che a quello della data di delibera della distribuzione. 2.2 PLUSVALENZE E MINUSVALENZE DA PARTECIPAZIONI NON QUALIFICATE Il DL 138/2011 ha innalzato l imposta sostitutiva del capital gain, derivante dalla cessioni di partecipazioni non qualificate, portandola dal 12,5% al 20%. Il concetto di realizzo di una partecipazione è riferito al momento in cui si perfeziona il trasferimento a titolo oneroso della partecipazione stessa, quindi se il contratto di cessione di quote è stipulato entro il 31 dicembre 2011 e il corrispettivo verrà incassato a partire dal 2012, alla plusvalenza si applicheranno le vecchie regole. Il decreto legge 138/2011 interviene anche sulla deducibilità delle minusvalenze su partecipazioni non qualificate, sulle perdite e i differenziali negativi di cui all art. 67, comma 1, lett. da c-bis a c- quater, realizzate fino al 31 dicembre 2011, stabilendo che potranno essere portate in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi, realizzati successivamente, ma non oltre al quarto periodo d imposta, per una quota pari al 62,5% del loro ammontare (quota data dal rapporto tra il 12,50 e il 20 per cento). Restano integralmente rilevanti le minusvalenze relative alle partecipazioni qualificate, per le quali la riforma non ha variato il regime attualmente previsto, nonché quelle realizzate a partire dal 1 gennaio Il Legislatore, al fine di lasciare intatti dalle nuove norme i diritti acquisiti fino alla data di entrata in vigore delle stesse, ha previsto la possibilità, introducendo i commi da 29 a 34 dell art. 2 DL 138/2011, di sostituire, per le partecipazioni non qualificate possedute al 31 dicembre 2011, il costo fiscalmente riconosciuto con il valore assunto dalle medesime alla predetta data, mediante operazione di affrancamento. L operazione di affrancamento consiste in una sorta di cessione figurativa della partecipazione (la proprietà della stessa resta infatti ancora in capo al contribuente), assoggettando i plusvalori all imposta sostitutiva vigente fino a quel momento. Se dal confronto tra il nuovo valore, al 31/12/2011, e il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione si dovesse determinare una plusvalenza, quest ultima, ancorché non realizzata, potrà essere assoggettata a tassazione con l aliquota del 12,5% con la conseguenza che, il nuovo valore, sarà fiscalmente riconosciuto e potrà, quindi, fare ingresso nel nuovo regime.
7 Circolare n. 9 - pagina 7 di 10 A titolo esemplificativo si ricorda che il (vecchio) costo fiscalmente riconosciuto potrebbe configurarsi in uno dei seguenti: - il costo di acquisto o sottoscrizione tout court, eventualmente aumentato da versamenti in conto capitale, o a copertura perdite, o dal valore di crediti oggetto di rinunzia; - il valore di mercato determinato alla data del 1 luglio 1998, di entrata in vigore del D. Lgs. N. 461/97; - il valore rideterminato in base a uno dei tanti provvedimenti di rivalutazione che hanno preso le mosse dall art. 5 della L. 448/01, da ultimo con il D.L. 70/11. L affrancamento, in caso di valore al 31/12/2011 superiore al costo fiscalmente riconosciuto, ha il vantaggio di assicurare alla plusvalenza virtuale, maturata fino a quel momento, il regime di tassazione con l aliquota del 12,5%. Solo le ulteriori plusvalenze, cioè i maggiori valori formatisi rispetto al nuovo costo fiscalmente riconosciuto alla data dell 01/01/2012 e realizzate dopo tale data,saranno assoggettate al regime più oneroso del 20%. Per accedere all opportunità di affrancare le partecipazione non qualificata è necessario: - determinare, tramite le regole disposte dal decreto attuattivo di prossima emanazione, il nuovo valore della partecipazione al 31 dicembre 2011; - confrontare il nuovo valore con il costo precedentemente riconosciuto dal punto di vista fiscale, determinando così il differenziale plusvalente o minusvalente; - nel caso di differenziale positivo, esprimere in un apposita opzione nella dichiarazione dei redditi, relativa al periodo d imposta 2011, la volontà di quantificare le plusvalenze, ma anche le minusvalenze, esistenti alla data del 31/12/2011; - versare l imposta sostitutiva sulle plusvalenze entro il termine di versamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi relativa al L elemento a cui si deve porre attenzione è che questa opzione non è selettiva, nel senso che deve valere per tutte le partecipazioni non qualificate detenute dal contribuente. Dalla rideterminazione dei valori potrebbero scaturire delle minusvalenze virtuali, le quali verranno comunque riconosciute ed è data la possibilità di riportarle nel 2012, nella misura del 62,5%, al pari di quello che è previsto per le minusvalenze realizzate. Si aspetta ancora una risposta in merito alla questione riguardante la contemporanea presenza di plus e minusvalenze alla data del 31/12/2011 e alla relativa possibilità di compensazione, anche se la stessa si pensa che possa essere affermativa. In alternativa all affrancamento della partecipazione non qualificata, il contribuente potrebbe rivalutare la partecipazione, come si tratterà nel paragrafo seguente. 3. RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI L art. 7,comma 2 lett. dd, del c.d. Decreto sviluppo ha previsto la possibilità di rideterminare il costo di acquisto di: - Terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;
8 Circolare n. 9 - pagina 8 di 10 - Partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto; alla data dell , non in regime d impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali. In sede di conversione in legge, la possibilità di effettuare la rivalutazione è stata estesa anche alle società di capitali i cui beni, per il periodo di applicazione delle previgenti disposizioni in materia di rivalutazione, sono stati oggetto di misure cautelari e per i quali la titolarità è stata riacquistata all esito del giudizio. E fissato al il termine entro il quale provvedere: - alla redazione ed all asseverazione, da parte di un professionista abilitato, della perizia di stima che deve individuare il valore del terreno/partecipazione all 1/7/2011; - aal versamento dell imposta sostitutiva calcolata applicando al valore del terreno o della partecipazione risultante dalla perizia di stima, le seguenti aliquote: 2% per le partecipazioni non qualificate 4% per le partecipazioni qualificate e per i terreni. Lo scopo della rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni punta a rendere il costo fiscalmente rilevante dei beni in linea con il valore di mercato attuale dello stesso. Nel caso di partecipazione non qualificata il contribuente può, quindi, scegliere tra due alternative per vedersi riconosciuto un maggior valore fiscale, ovvero: - mediante operazione di affrancamento, pagando un imposta sostitutiva pari al 12,5%, di cui si è già ampiamente parlato nel paragrafo precedente; - rivalutare la partecipazione versando l imposta sostitutiva pari al 2% sull intero nuovo valore (non solo sul differenziale di valore come è previsto nell operazione di affrancamento), con versamento da eseguire in tre rate annuali a partire dal 30 giugno 2012 e perizia da asseverare entro la stessa data. I presupposti non sono esattamente gli stessi del caso precedente, poiché la partecipazione va detenuta almeno al 1 luglio 2011, mentre con l operazione di affrancamento prevista dal DL 138/2011 si fa riferimento alla data del 31/12/2011. La convenienza di un ipotesi rispetto all altra deve essere valutata in base all entità della plusvalenza attesa: se essa supera il 20% del valore di acquisto inizia a essere conveniente rivalutare al 2% anziché utilizzare l operazione di affrancamento. Il contribuente potrà optare per la rivalutazione di una partecipazione, anche se la stessa era già stata rivalutata in passato. Infatti, il contribuente andrà a versare l imposta sostitutiva con riferimento al nuovo valore periziato ed è prevista la possibilità di: - utilizzare in compensazione l imposta sostitutiva già versata in occasione delle precedenti rivalutazioni. La legittimità di tale detrazione sarà monitorata nell ambito del mod. Unico in cui dovranno essere inseriti specifici dati da individuare con apposito provvedimento; - richiedere il rimborso dell imposta sostitutiva già versata in occasione delle precedenti rivalutazioni (qualora il contribuente non si avvalga dell utilizzo in compensazione di cui al
9 Circolare n. 9 - pagina 9 di 10 punto 1 e provveda all integrale versamento dell imposta sostitutiva dovuta sulla nuova rivalutazione) entro 48 mesi ex art. 38 DPR n. 602/73, decorrenti dalla data del versamento dell intera imposta o della prima rata relativa all ultima rivalutazione effettuata. 4. IMPOSTA DI BOLLO SUI DEPOSITI TITOLI La Manovra Correttiva, DL 98/2011, ha fissato i nuovi importi dell imposta di bollo dovuta per le comunicazioni periodiche relative ai depositi titoli, inviati dagli intermediari finanziari, come di seguito schematizzato: Valore nominale o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario < Valore nominale o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario e < IMPOSTA DI BOLLO PER OGNI ESEMPLARE PERIODICITA INVIO AMMONTARE IMPOSTA FISSA Annuale 34,20 Semestrale 17,10 Trimestrale 8,55 mensile 2,85 AMMONTARE IMPOSTA PERIODICITA INVIO FISSA DAL 2011 AL 2013 Annuale Semestrale Trimestrale 17,50 57,50 mensile 5,83 19,17 Valore nominale o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario e < Valore nominale o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario AMMONTARE IMPOSTA PERIODICITA INVIO FISSA DAL 2011 AL 2013 Annuale Semestrale Trimestrale mensile AMMONTARE IMPOSTA PERIODICITA INVIO FISSA DAL 2011 AL 2013 Annuale Semestrale Trimestrale mensile 56,67 91,67
10 Circolare n. 9 - pagina 10 di 10 Risultano esclusi dall applicazione del bollo: - i conti per la negoziazione in valuta, infatti, da una prima interpretazione della norma sembra che i conti in valuta non siano interessati dall imposta di bollo, in quanto non hanno un deposito e non esiste il titolo; - i rapporti per il trading in cfd (contract for difference, contratti derivati stipulati elettronicamente fra l intermediario e il cliente registrati su libri contabili dello stesso broker); - i contratti derivati. Lo Studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti. Studio Bertani Delmonte & Associati
LA MANOVRA CORRETTIVA DOPO LA CONVERSIONE IN LEGGE (D.L. n. 98/2011, convertito dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111)
rag. MARIO SALVADOR rag. ANTONIO BERGAMO dott. FRANCESCO PADRONE PROFESSORE A CONTRATTO IN ISTITUZIONI DI ECONOMIA UNIVERSITA DI TRIESTE dott. ANNA MARIA SALVADOR dott. CLAUDIA SALVADOR dott. DANIELA SALVADOR