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Timestamp: 2020-05-29 14:27:06+00:00
Document Index: 75664992

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 6', 'art. 2697', 'art. 36', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 26081 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26081 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 16/12/2016, (ud. 09/11/2016, dep.16/12/2016), n. 26081
sul ricorso 13041-2015 proposto da:
VENINVEST S.P.A., C.F. e P.I. (OMISSIS), in persona del legale
ARMANDO NIASSIGNANI giusta procura speciale a margine del
avverso la sentenza n. 1829/24/2014 della COMMISSIONI TRIBUTARIA
REGIONALE di VENEZIA, emessa il 05/11/2014 e depositata il
udito l’Avvocato Massignani Andrea (delega verbale Armando
Massignani), per la controricorrente, che si riporta agli scritti.
L’Agenzia delle entrate impugna con ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, la sentenza resa dalla CTR Veneto indicata in epigrafe che ha confermato l’illegittimità del silenzio rifiuto dell’ufficio rispetto alla richiesta di rimborso parziale del credito d’imposta relativo all’anno 2002 avanzata dalla Veninvest spa.
Il procedimento può essere deciso con motivazione semplificata.
Il ricorso, correlato alla violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, L. n. 2120 del 2000, art. 6, e art. 2697 c.c., è manifestamente fondato.
La CTR, invero, invece di esaminare i presupposti dell’istanza di rimborso formulata fin dal primo grado dalla società contribuente, ha ritenuto di confermare la decisione della CTP, favorevole alla parte privata, sul rilievo che l’ufficio avrebbe dovuto emettere la comunicazione di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, senza però avvedersi che nel giudizio non si faceva in alcun modo questione di un’attività del fisco nei confronti del contribuente tesa ad ottenere somme ritenute dovute ma, unicamente, del diritto del contribuente alla restituzione di una parte del credito non rimborsato dall’ufficio sulla base di una riliquidazione dal medesimo operata.
Orbene, la circostanza che l’oggetto originario del giudizio promosso dalla parte contribuente fosse unicamente rappresentato dal diritto al rimborso della somma relativa al credito IRPEG indicato nel modello Unico dalla medesima compilato e non riconosciuto dall’amministrazione non poteva che determinare, per l’un verso, l’irrilevanza delle questioni relative alla comunicazione dell’avviso bonario correlato alla procedura del controllo formale mai venute in discussione nel procedimento e, per altro verso, la necessità che il contribuente dimostrasse l’esistenza dei presupposti per il chiesto rimborso, in relazione all’onere probatorio sul medesimo gravante – v., ex plurimis, Cass. 20693/2014 e Cass. n. 8998/2014.
A tali principi, idonei a superare le difese della parte controricorrente, non si è conformato il giudice di appello, il quale ha invece giustificato il diritto alla restituzione delle somme pretese dal contribuente valorizzando l’omissione della comunicazione preventiva, come si è detto completamente estranea rispetto ai presupposti giustificativi del diritto azionato dalla società.
La sentenza impugnata va quindi cassata con rinvio ad altra sezione della CTR Veneto anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.