Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-20420-del-25-08-2017
Timestamp: 2020-08-14 05:00:57+00:00
Document Index: 137222184

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 360', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 3', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Cassazione Civile n. 20420 del 25/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20420 del 25/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/08/2017, (ud. 20/06/2017, dep.25/08/2017), n. 20420
sul ricorso 16240/2016 proposto da:
ALESSANDRO FURCI;
avverso la sentenza n. 1817/17/015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della SICILIA-SEZIONE DISTACCATA di CATANIA, depositata il
La Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, con la sentenza indicata in epigrafe, in accoglimento dell’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, riformava la decisione di primo grado la quale aveva accolto il ricorso proposto da L.S. avverso l’avviso di accertamento relativo ad IVA, IRPEF e IRAP dell’annualità 2001.
Il Giudice di Appello, in particolare, rilevava che, nella specie, fosse applicabile la proroga dei termini disposta della L. n. 289 del 2002, art. 10.
Avverso la sentenza, il contribuente ha proposto ricorso affidato ad un unico motivo.
1. Con l’unico motivo il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione della L. n. 289, artt. 9 e 10, laddove la C.T.R. aveva ritenuto l’applicabilità della proroga dei termini di cui al citato art. 10, al caso in specie ove il contribuente, non avendo presentato per l’anno 2001 la dichiarazione era stato escluso dal condono ex art. 7, comma 3 lett. a della stessa legge.
2. La censura è infondata alla luce del principio reiteratamente affermato da questa Corte secondi cui in tema di condono fiscale, la proroga biennale dei termini di accertamento, accordata agli uffici finanziari dalla L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 10, opera, “in assenza di deroghe contenute nella legge”, sia nel caso in cui il contribuente non abbia inteso avvalersi delle disposizioni di favore di cui alla suddetta legge, pur avendovi astrattamente diritto, sia nel caso in cui non abbia potuto farlo, perchè raggiunto da un avviso di accertamento notificatogli prima dell’entrata in vigore della legge: da un lato, non potendo desumersi argomenti in contrario della generica locuzione normativa “i contribuenti che non si avvalgono”, venendo in ogni caso ad essere circoscritta la iniziativa volontaria del contribuente di avvalersi della dichiarazione integrativa nell’ambito dei limiti legali previsti per il suo esercizio, dovendo quindi ricomprendersi nella indicata espressione anche la ipotesi in cui la legge non consenta di avvalersi di detta integrazione ai fini del condono (cfr. Corte Cass. 5 sez. 23.7.2010 n. 17395); dall’altro apparendo incompatibile con il principio di ragionevolezza (art. 3 Cost.) la diversa interpretazione secondo cui la norma riserverebbe – illogicamente – un trattamento differenziato ai contribuenti che non hanno inteso avvalersi del condono rispetto a quelli (che risulterebbero così avvantaggiati dal più breve termine di decadenza per l’accertamento) nei cui confronti difettano gli stessi presupposti di legge per esercitare la facoltà di integrazione della dichiarazione e fruire del condono (cfr. Cass. n. 14018/2012; n. 22921 del 2014). Inoltre, i precedenti di questa Corte, citati a conforto sia in ricorso che in memoria, non appaiono rilevanti essendo stati resi in fattispecie e con riguardo a normative del tutto diverse (Cass. Sez. U, n. 11373/2015) e con riguardo a diverse imposte ed affrontando la questione solo incidentalmente (Cass. n. 2277/2016).
3. Ne consegue il rigetto del ricorso. La peculiarità della fattispecie induce a compensare integralmente tra le parti le spese processuali.