Source: http://architetticampagna.blogspot.com/2015/11/sostituzione-infissi-in-centro-storico.html
Timestamp: 2017-08-24 10:28:38+00:00
Document Index: 99941540

Matched Legal Cases: ['art. 136', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 136', 'art. 167', 'art. 167', 'art.136']

diari di un architetto: sostituzione infissi in centro storico, ed opere similari
Tutto il territorio del centro storico di Roma è vincolato dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (adottato ma non ancora approvato) ai sensi dell'art. 136 c. 1 lett. c del testo unico dei beni culturali ed in virtù della dichiarazione di notevole interesse da parte dell'UNESCO. Il vincolo tutela tutte le superfici esterne degli edifici, comprese le facciate "interne" (non solo le facciate verso spazi privati, ma anche le facciate su chiostrine interne o pozzi di luce), i tetti ed i lastrici solari. Esclude gli interni degli edifici, ma, come vedremo, il vincolo riguarda gli infissi esterni.
Qualunque modifica di queste superfici deve essere autorizzata dalla sovrintendenza, oltre che dal Municipio secondo la specifica procedura urbanistica. Ciò è indicato nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore attualmente in vigore, in particolare all'art. 24, commi 19, 20, 21. Detti commi sono stati elaborati assieme alla stessa Soprintendenza con la quale il Comune, nel 2009, ha sottoscritto un protocollo d'intesa che è alla base di quanto qui trattato.
La procedura pertanto prevede che, in caso di opere dalla manutenzione straordinaria in sù (cioè praticamente tutto tranne la manutenzione ordinaria) è soggetto al preventivo parere della soprintendenza statale. Soltanto dopo aver ottenuto il parere è possibile depositare la SCIA (o altro titolo richiesto) al Municipio competente. Come vedremo, la procedura va seguita anche per interventi apparentemente banali, e qui cominciamo la trattazione dell'argomento da titolo.
SOSTITUZIONE DI INFISSI ESISTENTI CON ALTRI IDENTICI AGLI ORIGINALI
Nell'area vincolata, ammesso che si stia intervenendo su un immobile NON specificatamente vincolato (cioè privo di vincolo puntuale imposto da decreto ministeriale) è possibile effettuare le sole opere di manutenzione ordinaria senza chiedere alcuna autorizzazione (n.b.: alcuni tecnici di sovrintendenza non sono dello stesso avviso). Tra queste, rientrano la sostituzione degli infissi esistenti con altri identici in quanto a dimensioni, forme, partizioni, colori, eventuali essenze legnose a vista (comprese eventuali pitturazioni del legno naturale che lo lascia parzialmente a vista), eventuali decori. Questo vale sia per gli infissi propriamente esterni, come gli scuri o le tapparelle, sia l'infisso più interno, inteso come finestra vera e propria. Stesso discorso per ogni eventuale elemento estetico correlato, tipo soglie, parapetti, etc.
Non c'è bisogno di alcuna autorizzazione edilizia in questo caso, nè altre procedure autorizzative, ma può essere consigliata la CIL. In ogni caso, per evitare contestazioni future, è bene rilevare fotograficamente gli elementi che si vanno a sostituire, al fine di dimostrare successivamente che si è effettuata una opera di effettiva sostituzione con identiche forme e colori.
Tutto ciò vale finché interveniamo su elementi direttamente correlati alla singola unità abitativa; infatti, l'art. 24 comma 21 delle NTA del PRG specificano che, limitatamente alla città storica tessuti T1, T2, T3, T10 (cioè larga parte del centro storico più antico), qualora gli interventi riguardino elementi condominiali (dunque la facciata, le modanature ed i marcapiano, ma, formalmente, anche il portone di ingresso all'edificio) anche per opere di manutenzione ordinaria occorra la procedura autorizzativa, e le opere in tal caso sono comunque soggette a SCIA edilizia (sulle NTA c'è scritto DIA perché all'epoca non esisteva ancora la SCIA, che ne ha acquisito alcune competenze, tra cui questa). Sul già citato protocollo d'intesa trovate una frase più generica.
SOSTITUZIONE DI INFISSI ESISTENTI CON ALTRI DIVERSI DAGLI ORIGINALI
In questo caso, l'intervento rientra sempre nella definizione di manutenzione straordinaria o anche risanamento conservativo (più esattamente) e dunque è sempre necessario acquisire il parere della soprintendenza statale, la quale può anche rigettare l'istanza, soprattutto se il progetto proposto va in contrasto con i principi di tutela del fabbricato e del suo aspetto estetico. La soprintendenza non ha delle procedure prestabilite a cui fare riferimento nei vari casi, e quindi agisce sostanzialmente con una buona dose di discrezionalità, sempre prioritariamente nell'ottica della tutela e del mantenimento dello status quo.
Tale fattispecie di intervento è da estendersi anche a tutte le altre modeste modifiche di rilevanza esterna, anche minime, che possono essere correlate ad un intervento edilizio di ristrutturazione e cioè: creazione di fori in facciata, per esempio per l'esalazione di cucine, caldaie, aria forzata di bagni ciechi, condizionatori privi di macchina esterna; installazione di macchinari esterni, come per esempio caldaie o condizionatori; modifica di parapetti esistenti; modifica della pavimentazione di lastrici solari o pavimenti di balconi con altri diversi dagli originali; modifica della coloritura delle facciate, anche di quelle interne e concluse. In linea generale, occorre considerare che l'alterazione delle facciate in centro storico deve essere giustificata e, come già detto, può essere rigettata se considerata incompatibile: per esperienza diretta, interventi come l'installazione di qualunque tipo di macchinario esterno ma anche solo la realizzazione di fori, è sempre rigettata perché ritenuta non compatibile.
SE IL VINCOLO E'PAESAGGISTICO ESTERNO AL CENTRO STORICO
Roma non è soggetta solo al vincolo paesaggistico del centro storico (disciplinati dall'art. 136 comma 1 lett. c del testo unico dei beni culturali), che è un vincolo un po sui generis, ma anche a quelli di tipo paesaggistico in senso lato. In questi tipi di vincolo, sempre individuabili nel già linkato PTPR, che possono apparire meno "forti" di quello dei centri storici, la procedura autorizzativa ed i concetti vincolistici sono invece del tutto simili, salvo il fatto che la procedura è leggermente diversa: la domanda in tali casi si fa alla Regione (o al Comune direttamente, se ha la sub-delega), la quale trasmette gli atti alla Soprintendenza che, in questi casi specifici, va in silenzio-assenso dopo 45 giorni. Trascorso tale periodo senza risposta da parte della Soprintendenza, si rivolgere la medesima domanda al COQUE (cosa che si può evitare se invece la Soprintendenza dovesse rispondere nei termini), il quale ha ulteriori 45 giorni di silenzio-assenso (salvo il fatto che al momento - novembre 2015 - il Comitato non è ancora stato nominato, e quindi si deve presentare la domanda senza attendere alcuna risposta nè attendere i 45 giorni per ritenere acquisito il parere). Una volta effettuati questi passaggi, l'ufficio regionale (o comunale) trasmette all'interessato il parere.
In questi casi è più probabile che possano venire accettate delle modifiche esterne che in centro storico sono quasi del tutto proibite, come per esempio l'installazione dei condizionatori o delle caldaie esterne; tuttavia la procedura autorizzativa va sempre seguita nella sua interezza e il non percorrerla significa andare incontro alla possibilità di pesanti sanzioni sia in termini economici che penali. Valutate che diverse zone urbanizzate di Roma, spesso insospettabili, sono sottoposte a tale tipo di vincolo.
SE BISOGNA SANARE OPERE EFFETTUATE ABUSIVAMENTE
In caso di sanatoria, la situazione si complica, perché la presenza del vincolo diventa un elemento discriminante e "pesante" all'interno dell'intera procedura. La legge principalmente impone il ripristino dello stato dei luoghi, laddove possibile, ma parallelamente è anche possibile chiedere l'accertamento di conformità paesaggistica ai sensi dell'art. 167 del testo unico dei beni culturali. Difficilmente - per non dire mai - la Soprintendenza concede l'accertamento in centro storico; mentre invece si è possibilisti nei vincoli paesaggistici esterni al centro storico, soprattutto se in paesaggi urbanizzati, sempre ammesso che non riguardi un ampliamento di volume. Dell'applicazione dell'art. 167 è sempre competente la Regione, perché il Comune non ha la sub-delega in questo caso.
Considerate che un opera abusiva è anche il trovarsi a che fare con un infisso magari modificato negli anni passati senza alcuna autorizzazione o comunque dopo l'entrata in vigore del vincolo.
Questo post tratta argomenti già discussi in questo blog: qualora ravvisaste informazioni precedenti e contrastanti con quanto detto in questo post, sengalatemelo perché potrebbero essere informazioni superate. In ogni caso, fate riferimento a quanto detto in questo post.
Questo post, che non è istituzionale e non vuole esserlo, mette a disposizione della collettività le informazioni raccolte in ambito professionale dall'autore, il quale comunque declina ogni responsabilità qualora le informazioni contenute non dovessero risultare veritiere. Rivolgetevi sempre al vostro tecnico di fiducia il quale si dovrà assumere la responsabilità in relazione all'incarico che vorrete conferirgli per agire in tali contesti.
Pubblicato da arch. Marco Campagna a 11/04/2015 06:21:00 PM
marco palombi pianificatore 14 gennaio 2016 19:58
in data odierna presso la Sovrintendenza Capitolina mi è stato prospettato che con alte probabilità la sostituzione del portone d'ingresso nell'ambito di una RE pesante + cambio d'uso 3 (tra categorie differenti: da commercio ad abitazione) dovrà essere oggetto di richiesta di parere anche presso la SBAP e la soprintendenza archeologica. questo perchè l'immobile, seppur esterno alla zona UNESCO, ricade pienamente all'interno della fascia di rispetto delle Mura Aureliane 50 metri. considera che la sostituzione del portone sarebbe l'unico intervento esterno sulla facciata lato Mura (esclusa la pulizia delle presenti scritte vandaliche nella porzione di facciata che interessa l'ingresso in questione). in attesa di chiedere conferme presso i suddetti uffici (più tutta la questione fattibilità edilizia presso il municipio) vorrei sapere te come la vedi sul tema di tutti questi ipotetici nulla osta solo per un cambio di portone d'ingresso.
arch. Marco Campagna 15 gennaio 2016 13:19
il parere sbap può in effetti essere necessario, perché i monumenti appunto hanno una fascia di rispetto all'interno della quale c'è comunque un vincolo; ma sull'archeologica non saprei proprio perché, se non ci sono escavazioni.
marco palombi pianificatore 15 gennaio 2016 14:14
vedrò di parlare con chi di dovere. in più c'è anche la questione del disegno del nuovo portone rispetto all'attuale. alla Sovr. Capitolina mi hanno fatto intendere che sarebbero favorevoli anche ad un disegno diverso dall'attuale. sarà da vedere cosa ne pensano alla SBAP, l'unico fatto sicuro fino ad oggi è che per un'ipotetica abitazione la saracinesca da negozio va rimossa. magari anche solo questo intervento potrebbe rendere molto suscettibile la SBAP, staremo a vedere, intanto grazie;)
Inés 6 ottobre 2016 19:12
Grazie per il tuo post, ha stato molto utile. Purtroppo, dopo avere letto diverse articolo sono un po' confusa.
Mi hanno chiesto se si può sostituire gli infissi di legno di una villa, per i nuovi di alluminio. La situazione è questa. L'edile è situato al Parioli. L'immobili è vincolato, è stato dichiarato bene di notevole interesse pubblico, appartene a l'art.136 lettera b). Secondo questo, non si possono effettuare modifiche che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici, anzi gli infissi devono essere gli stessi, includendo il materiale.
Si suppone che la sostituzione degli infissi è una manutenzione straordinaria che no bisogna di autorizzazione. C'e alcun modo di assicurarsi se si bisogna d'un permesso per fare le opere edile?
arch. Marco Campagna 6 ottobre 2016 19:40
se è tutelato, il bene rientra nella sfera di competenza del 42/04 secondo cui OGNI MODIFICA, anche di sola manutenzione ordinaria, che si progetta su un immobile deve essere sottoposta al benestare preventivo della sovrintendenza. Agire senza il benestare è un reato penale. Se non fosse stato tutelato, sarebbe stato fattibile senza autorizzazione solo se si installavano infissi identici agli originali in quanto a forme, colori, materiali e partizioni.
Unknown 22 marzo 2017 16:48
Buonasera architetto, complimenti per il suo blog e l'accuratezza con la quale espone in modo semplice argomenti non così chiari, a volte neanche per gli organi competenti.
Vorrei chiedere in caso di sostituzione di finestre di un intero fabbricato sito all'interno delle mura Aureliane sono mutate le condizioni autorizzative anche e soprattutto in considerazione del nuovo decreto Madia, che elimina a tutti gli effetti la CIL.
arch. Marco Campagna 22 marzo 2017 18:05
nel protocollo d'intesa SBAP-Comune redatto qualche anno fa e di cui si trova copia sul sito del dipartimento PAU è chiaramente indicato che se si sostituiscono infissi con altri identici agli originali non c'è bisogno di chiedere il parere. Viceversa, modificandone le caratteristiche, è obbligatorio il parere e si va comunque in SCIA, che è il titolo competente per gli interventi a qualunque livello in centro storico. ovviamente il discorso cambia se l'immobile è oggetto di vincolo puntuale.
Valentino Ameli 23 marzo 2017 13:09
Valentino Ameli 23 marzo 2017 13:12
Ringrazio innanzitutto per la puntuale e repentina risposta. Qualora ci trovassimo fuori dalle mura Aureliane? Grazie
arch. Marco Campagna 23 marzo 2017 13:38
la sostituzione con elementi identici è sempre attività libera; con variazione di caratteristiche (colore e/o partitura) è soggetta a SCIA e se c'è vincolo paesaggistico occorre valutare se serve il parere.
Flavio 3 maggio 2017 17:47
Flavio 3 maggio 2017 17:54
Salve e complimenti per il tuo blog.
Zona via del Corso Roma
Sostituzione persiane esterne alla romana in legno con infissi in alluminio di uguale partiture, forme e colori (RAL) è necessaria, quindi obbligatoria, SCIA e parere Soprintendenza statale e successiva SCIA?
arch. Marco Campagna 3 maggio 2017 19:11
a mio parere sì, perché il cambio di materiale rientra tra le opere soggette ad autorizzazione. andando a chiedere tuttavia si potrebbero trovare parerei differenti.
Flavio 4 maggio 2017 11:30
Chiedere intendi in Soprintendenza ovviamente?
arch. Marco Campagna 4 maggio 2017 16:07