Source: http://www.regione.molise.it/web/crm/lr.nsf/0/99D7B081F9064BC30125657B006855E6?OpenDocument
Timestamp: 2020-05-30 20:43:41+00:00
Document Index: 125475913

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 47', 'art. 3', 'art. 47', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 5', 'art. 47', 'art. 6', 'art. 47', 'art. 9', 'art. 47', 'art. 10', 'art. 47', 'art. 11', 'art. 47', 'art. 12', 'art. 47', 'art. 16', 'art. 47', 'art. 18', 'art. 47', 'art. 19', 'art. 47', 'art. 20', 'art. 47', 'art. 26', 'art. 47', 'art. 29', 'art. 47', 'art. 30', 'art. 47', 'art. 31', 'art. 47', 'art. 35', 'art. 47', 'art. 36', 'art. 47', 'art. 37', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 39', 'art. 47', 'art. 42', 'art. 47', 'art. 43', 'art. 21', 'art. 44', 'art. 47', 'art. 45', 'art. 47', 'art. 49', 'art. 47', 'art. 50', 'art. 47', 'art. 51', 'art. 47', 'art. 7', 'art. 47', 'art. 33', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 43', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 8', 'art.39', 'art. 27', 'art. 32', 'art. 1', 'art.34', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 4']

Legge Regionale 14 Dicembre 1990, n° 31
Titolo Stato giuridico e trattamento economico del personale regionale degli Enti pubblici dipendenti dalla Regione Molise - Triennio 1988 - 1990.
Oggetto Regione ed enti dipendenti - Personale - Triennio 1988-90 - Stato giuridico e trattamento economico
Bollettino Bollettino Ufficiale n° 23 del 15/12/90
Abrogazioni Abrogato art. 1 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 3 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 4 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 5 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 6 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 9 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 10 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 11 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 12 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 16 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 18 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 19 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 20 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 26 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 29 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 30 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 31 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 35 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 36 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 37 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 38 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 39 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 42 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 43 dalla legge n. 12/1999 art. 21
Abrogato art. 44 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 45 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 49 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 50 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Abrogato art. 51 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Modifiche Modificato art. 7 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera o)
Modificato art. 33 dalla legge n. 32/1990 art. 1
Modificato art. 36 dalla legge n. 32/1990 art. 1
Modificato art. 42 dalla legge n. 32/1990 art. 1
Modificato art. 43 dalla legge n. 32/1990 art. 1
Modificato art. 47 dalla legge n. 32/1990 art. 1
Modificato art. 47 dalla legge n. 7/1997 art. art. 47
Art. 1: FINALITA' DELLA LEGGE, CAMPO DI APPLICAZIONE, DURATA
1. La presente legge recepisce, ai sensi dell'articolo 10 della legge 29 marzo 1983, n. 93 come modificato dall' articolo 2 della legge 8 agosto 1983, n. 426, i contenuti dell'accordo nazionale per il triennio 1 gennaio 1988-31 dicembre 1990 riguardante il personale delle Regioni a statuto ordinario e degli Enti pubblici non economici da esse dipendenti e disciplina, in conformita', lo stato giuridico e il trattamento economico del proprio personale.
2. Gli effetti giuridici decorrono dal 1 gennaio 1988: gli effetti economici decorrono dal 1 luglio 1988, fatte salve le diverse decorrenze espressamente previste nei successivi articoli per particolari istituti contrattuali.
3. Le norme della presente legge si applicano al personale della Regione Molise, degli Enti Pubblici non economici da essa dipendenti, degli Istituti Autonomi per le Case Popolari e dei Consorzi per le aree di sviluppo industriale.
Capo II: RAPPORTI CON L'UTENZA
Art. 2: RAPPORTI AMMINISTRAZIONE - CITTADINO
1. Nell'intento di perseguire l'ottimizzazione dell'erogazione dei servizi, la Regione assume come obiettivo fondamentale dell'azione amministrativa il miglioramento delle relazioni con l'utenza, da realizzarsi nel modo piu' congruo, tempestivo ed efficace da parte delle strutture operative in cui essa si articola.
2. A tale scopo, la Regione appronta adeguati strumenti per la tutela degli interessi degli utenti, anche attraverso l'istituzione di appositi <<Uffici di pubbliche relazioni>>, abilitati, tra l'altro, anche a ricevere eventuali reclami e suggerimenti dagli utenti ai fini del miglioramento dei servizi.
3. In tale quadro la Regione predispone, sentite le organizzazioni e confederazioni sindacali di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro per la funzione pubblica 30 marzo 1989, appositi progetti- da realizzare nel periodo di vigenza del presente accordo - finalizzati, in particolare, ad assicurare condizioni di massima trasparenza, di dialogo e di sicurezza nel rapporto con gli utenti, ivi compresa la riconoscibilita' degli addetti ai servizi mediante interventi diretti a realizzare, secondo la natura degli adempimenti istituzionali:
a) la semplificazione della modulistica e la riduzione della documentazione a corredo delle domande di prestazioni, applicando le norme sull'autocertificazione di cui alla legge 4 gennaio 1988 n. 15 e le istruzioni contenute nella circolare del Ministro per la funzione pubblica del 20 dicembre 1988, n. 26779, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 7 del 10 gennaio 1989;
b) l'ampliamento dell'orario di ricevimento, per garantire l'accesso nelle ore pomeridiane, laddove se ne ravvisi la necessita', in relazione alle esigenze degli utenti;
c) il collegamento fra amministrazioni e l'unificazione di adempimenti che valgano ad agevolare il rapporto con gli utenti, anche attraverso l'istituzione di sportelli polivalenti;
4. Entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge ed, in prosieguo, con cadenza annuale, la Regione promuove apposite conferenze con le organizzazioni e confederazioni sindacali di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro per la funzione pubblica 30 marzo 1989, e con i rappresentanti delle associazioni a diffusione nazionale maggiormente rappresentative degli utenti, per esaminare l'andamento dei rapporti con l'utenza ed in particolare i risultati ottenuti e gli impedimenti riscontrati nell'ottimizzazione del processo di erogazione dei servizi, allo scopo di consentire la promozione di adeguate iniziative per la rimozione dei predetti ostacoli e per il miglioramento delle relazioni con l'utenza.
Art. 3: SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI
1. Ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 395, i servizi da considerare essenziali nel comparto di cui all'articolo 4 del D.P.R. n. 68:
a) servizio elettorale;
c) attivita' di tutela della sicurezza pubblica.
2. Nell'ambito dei servizi essenziali di cui al comma 1 deve essere garantita, con le modalita' di cui al successivo articolo 4, la continuita' delle seguenti prestazioni indispensabili per assicurare il rispetto dei valori e dei diritti costituzionalmente tutelati:
a) il servizio elettorale, limitatamente alle attivita' indispensabili nei giorni di scadenza dei termini, previsti dalla normativa vigente, per assicurare il regolare svolgimento delle consultazioni elettorali;
b) il servizio cantieri limitatamente alla custodia e sorveglianza degli impianti nonche' misure di prevenzione per la tutela fisica dei cittadini;
c) il servizio attinente ai magazzini generali limitatamente alla conservazione e allo svincolo dei beni deteriorabili;
d) il servizio attinente alla protezione civile: prestazioni ridotte anche con il personale in reperibilita';
e) la sorveglianza idraulica dei fiumi, degli altri corsi d'acqua e dei bacini idrici.
3. Le prestazioni di cui alle lettere b), c), d), e) sono garantite ove esse siano gia' assicurate in via ordinaria nel periodo coincidente con quello di effettuazione dello sciopero.
Art. 4: PRESTAZIONI INDISPENSABILI E CONTINGENTI DI PERSONALE PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI
1. Ai fini di cui all'articolo 3 sono individuati, per le diverse qualifiche e professionalita' addette ai servizi pubblici essenziali indicati nello stesso articolo 3, appositi contingenti di personale che devono essere esonerati dallo sciopero per garantire, senza ricorso al lavoro straordinario, la continuita' delle prestazioni indispensabili inerenti ai servizi medesimi.
2. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con apposito accordo decentrato - da definirsi prima dell'inizio di ogni altra trattativa decentrata - sono individuate le professionalita' e le qualifiche di personale che formano i contingenti e sono disciplinati i criteri per la determinazione dei contingenti medesimi, necessari a garantire la continuita' delle prestazioni indispensabili per il rispetto dei valori e dei diritti costituzionalmente tutelati.
3. La quantificazione dei contingenti numerici di cui ai commi 1 e 2 e' effettuata in sede di contrattazione decentrata entro 15 giorni dall'accordo di cui al citato comma 2 e comunque prima di ogni altra trattativa decentrata. Nelle more della definizione degli accordi di cui ai commi 2 e 3 sono comunque assicurati i servizi pubblici essenziali.
4. In conformita' agli accordi di cui ai commi 2 e 3 la Regione individua, in occasione di ciascuno sciopero che interessi i servizi essenziali di cui all'articolo 3, i nominativi dei dipendenti in servizio presso le aree interessate tenuti alle prestazioni indispensabili ed esonerati dallo sciopero stesso per garantire la continuita' delle predette prestazioni, comunicando 5 giorni prima della data di effettuazione dello sciopero i nominativi inclusi nei contingenti, come sopra individuati, alle organizzazioni sindacali locali ed ai singoli interessati. Il lavoratore individuato ha il diritto di esprimere, entro 24 ore dalla ricezione della comunicazione, la volonta' di aderire allo sciopero chiedendo la conseguente sostituzione, nel caso sia possibile.
Capo III: NORME PER IL MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA DEI SERVIZI
Art. 5: FONDO PER IL MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA DEI SERVIZI
1. Il fondo di incentivazione di cui all'art. 8 della legge regionale 23 novembre 1988, n. 24 resta disciplinato dalla suddetta disposizione fino al 30 giugno 1990.
2. Per le finalita' di cui al successivo articolo 6, a decorrere dal 1 luglio 1990 e' costituito, presso la Regione, un fondo annuo denominato <<Fondo per il miglioramento dell'efficienza dei servizi>> che e' alimentato:
a) da una somma non superiore al corrispettivo del numero delle ore di lavoro straordinario effettuato nell'anno precedente e comunque non superiore al corrispettivo di n. 70 ore annue di lavoro straordinario per ciascun dipendente di ruolo o a tempo indeterminato, esclusi quelli con qualifiche dirigenziali;
b) da una somma pari al corrispettivo di ulteriori n. 25 ore annue di lavoro straordinario per ciascun dipendente di ruolo o a tempo indeterminato, esclusi quelli con qualifiche dirigenziali;
c) dalla quota del monte salari annuo di cui all'articolo 8 della legge regionale 24 novembre 1988, n. 24 relativo a ciascun Ente, incrementato di una quota pari allo 0,65°% dello stesso monte salari esclusa quella relativa al personale con qualifiche dirigenziali;
d) dall' importo destinato nell'anno 1989 alla corresponsione dell'indennita' di turno, reperibilita'ischio, orario notturno, festivo e festivo-notturno; lo stesso importo e' rivalutato annualmente nella misura corrispondente al tasso di inflazione;
e) da eventuali somme derivanti dall'utilizzo di fondi previsti da finanziamenti comunitari e nazionali per una quota parte relativa agli oneri per le spese generali sui progetti affidati per la realizzazione agli Enti stessi.
3. Il fondo di cui al comma precedente e' integrato, in presenza di effetti finanziari positivi conseguenti all' intensificazione dell'attivita' svolta dalla Regione, da una quota del 50% delle economie di gestione individuate con criteri oggettivi, nonche' da quelle previste dal combinato disposto del comma 8 dell'articolo 23 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, e dall'articolo 8, comma 9, della legge 22 dicembre 1986, n. 910. Sono escluse dal computo delle economie le variazioni che si producono nella quantita' di personale e le spese per manutenzione, acquisto e rinnovo di attrezzature anche informatiche.
4. Le somme destinate al fondo occupazionale di cui all'articolo 16, comma 4 della legge regionale 23 novembre 1988, n. 24 ed al fondo per il miglioramento della efficienza dei servizi di cui al presente articolo, qualora non vengano impegnate entro l'esercizio finanziario di competenza, debbono essere reiscritte, per pari importo e allo stesso titolo, nel bilancio dell'esercizio successivo a quelle previste per l'esercizio medesimo.
Art. 6: UTILIZZO DEL FONDO PER IL MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA DEI SERVIZI
1. Il fondo di cui all'articolo 5 e' destinato all'erogazione di compensi al personale, secondo le disposizioni del presente articolo, per la realizzazione di piani, progetti e altre iniziative, individuate con la contrattazione decentrata a livello di Ente, volte ad ottenere il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia dei servizi istituzionali.
2. In rapporto alle esigenze peculiari della Regione, il fondo e' finalizzato:
a) in via prioritaria, all'erogazione di compensi incentivanti la produttivita'. La misura dei compensi e' determinata in rapporto al superamento dei parametri sperimentali di produttivita' di base ed ai diversi livelli di incremento degli stessi, anche attraverso la valutazione dell' apporto individuale, entrambi definiti con la negoziazione decentrata a livello di ente, attivando le risorse necessarie anche in termini di formazione e di mobilita' per la realizzazione di obiettivi di produzione programmati; a tal fine si tiene conto delle disposizioni dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 1 febbraio 1986, n. 13. In attesa dell'adozione dei parametri sperimentali di produttivita', sono definite con la negoziazione decentrata a livello di singolo ente, le modalita' per correlare la misura dei compensi ai risultati conseguiti rispetto agli obiettivi fissati secondo le indicazioni di cui all'articolo 8 della legge regionale 23 novembre 1988, n. 24 prevedendo, peraltro, possibilita' di erogazione sulla base di parametri che tengano conto del livello professionale e della valutazione delle singole prestazioni, escludendo possibilita' di erogazione generalizzata collegata esclusivamente alla presenza congiunta o meno al parametro retributivo. La valutazione delle prestazioni e' demandata alla competenza dei responsabili con le modalita' di cui al successivo articolo 37;
e) a corrispondere specifici compensi una tantum ai dipendenti che abbiano conseguito un particolare arricchimento professionale, connesso alla programmazione della Regione, a seguito del superamento di appositi corsi di formazione di durata non inferiore ad ottanta ore correlati all'evoluzione del sistema organizzativo o tecnologico e che siano stati conseguentemente adibiti ai compiti propri della specializzazione acquisita nell'ambito della qualifica funzionale di appartenenza.
4. I criteri per l'attuazione, le modalita' e le periodicita' di erogazione dei compensi ed indennita' di cui al 2° comma sono definiti in sede di negoziazione decentrata a livello di Ente. E' esclusa la possibilita' di erogazione di piu' indennita' o compensi al medesimo titolo. Restano confermate le misure e le modalita' previste dalla normativa vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, per la determinazione degli importi unitari relativi agli istituti finanziati con il fondo di cui al presente articolo; possono essere, invece, rideterminati i limiti individuali previsti per i singoli istituti in relazione a particolari esigenze dei servizi, escluso il lavoro straordinario.
5. Nell'attesa della definizione degli accordi previsti dal precedente comma 4, continuano ad operare le disposizioni vigenti e le relative modalita' di erogazione per gli istituti indicati nel precedente articolo 5, utilizzando esclusivamente le risorse economiche quantificate secondo la normativa preesistente e comunque con la maggiorazione dello 0,65% del monte salario.
Art. 7: ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' SINDACALE
1. I dipendenti della Regione hanno diritto di costituire organizzazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attivita' sindacale all'interno dei luoghi di lavoro.
2. I dirigenti sindacali, per l'espletamento del loro mandato, hanno diritto di fruire di aspettative, di permessi giornalieri e di permessi orari nei limiti e secondo le modalita' stabilite negli articoli seguenti.
3. Ai fini di cui al presente capo sono considerati dirigenti sindacali i lavoratori facenti parte degli organismi rappresentativi previsti dall'articolo 25 della legge 29 marzo 1983, n. 93 e degli organi direttivi ed esecutivi delle confederazioni ed organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale. Per il loro riconoscimento gli organismi, le organizzazioni e le confederazioni di cui sopra sono tenuti a darne regolare e formale comunicazione all'Amministrazione da cui gli interessati dipendono.
Art. 8: DIRITTO DI ASSEMBLEA
1. I dipendenti della Regione hanno diritto di partecipare, durante l'orario di lavoro, ad assemblee sindacali in locali concordati con l'amministrazione, nell' unita' amministrativa in cui prestano la loro opera, o in altra sede senza oneri a carico dell'Ente, per 12 ore annue procapite senza decurtazione della retribuzione.
2. Le assemblee, che possono riguardare la genericita'ei dipendenti o gruppi di essi, possono essere indette, singolarmente o congiuntamente dalle rappresentanze sindacali.
L'ordine del giorno deve riguardare materie di interesse sindacale e del lavoro.
3. La convocazione, la sede, l'orario delle assemblee e l'eventuale partecipazione di dirigenti sindacali esterni sono comunicati all'amministrazione con preavviso scritto da effettuarsi di norma almeno tre giorni prima.
4. La rilevazione dei partecipanti e' effettuata a cura dei responsabili delle singole strutture regionali.
5. Le modalita' necessarie per assicurare durante lo svolgimento delle assemblee il funzionamento dei servizi essenziali sono stabilite dalla Giunta con le OO. SS. interessate.
Art. 9: ASPETTATIVE SINDACALI
1. I dipendenti della Regione che ricoprono cariche statutarie in seno alle proprie confederazioni e organizzazioni sindacali a carattere nazionale maggiormente rappresentative sono collocati in aspettativa per motivi sindacali, a domanda da presentare tramite la competente confederazione o organizzazione sindacale nazionale, in relazione alla quota a ciascuna di esse assegnata.
2. Il numero globale dei dipendenti da collocare in aspettativa e' fissato in rapporto di un'unita per ogni 3.000 dipendenti in attivita' di servizio di ruolo e con rapporto d'impiego a tempo indeterminato. Il conteggio per la determinazione delle unita' da collocare in aspettativa e' effettuato globalmente per le Amministrazioni comprese nel comparto.
Nella prima applicazione il numero dei dipendenti da collocare in aspettativa e' fissato in n. 1.100 unita' fino al raggiungimento del rapporto di cui sopra.
3. Il numero complessivo delle aspettative di cui al precedente comma e' riservato per il novanta per cento alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nel comparto e per il restante dieci per cento alle confederazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale di cui al decreto del Ministero per la funzione pubblica 30 marzo 1989 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 77 del 3 aprile 1989 garantendo comunque, nell'ambito di tale ultima percentuale, un'aspettativa per ogni confederazione sindacale di cui al citato decreto ministeriale 30 marzo 1989.
4. Alla ripartizione tra le varie confederazioni ed organizzazioni sindacali, in relazione alla rappresentativita' delle medesime, accertata ai sensi dell'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica del 23 agosto 1988, n 395 e della circolare direttiva n. 24518/8.93. 5 del 28 ottobre 1988, provvede entro il primo trimestre di ogni triennio, nel rispetto della disciplina di cui all'articolo 9 del sopra citato decreto del Presidente della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, sentite le confederazioni ed organizzazioni sindacali interessate, d'intesa con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni per quanto riguarda il personale dipendente dalle Regioni, degli Enti pubblici non economici da esse dipendenti, dagli Istituti autonomi per le Case Popolari e dai Consorzi per le aree di sviluppo industriale.
5. Al personale degli Enti di cui al precedente comma e' riservata una quota del contingente complessivo delle aspettative proporzionale al numero complessivo dei dipendenti di ruolo ed a tempo indeterminato in attivita' di servizio in detti Enti.
6. Le domande di collocamento in aspettativa sindacale del personale della Regione sono presentate alla Conferenza dei Presidenti delle regioni che curano gli adempimenti istruttori, acquisendo il preventivo assenso della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica - in ordine al rispetto dei contingenti di cui al presente articolo. Il provvedimento di collocamento in aspettativa per motivi sindacali e' emanato dalla Regione e protrae i suoi effetti fino alla richiesta di revoca dell'aspettativa sindacale da parte della rispettiva organizzazione o confederazione che va comunicata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica alla conferenza dei Presidenti.
7. Eventuali modifiche, in forma compensativa alla ripartizione tra gli Enti delle aspettative sindacali di cui al comma 5, sono richieste dalla confederazione o organizzazione sindacale interessata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica - che provvede sentite le Associazioni, le Unioni e la Conferenza di cui al comma 4 interessate anche in ordine all'individuazione degli oneri finanziari da redistribuire.
8. La Conferenza dei Presidenti delle Regioni provvede alla redistribuzione, tra tutti gli Enti rappresentanti, degli oneri finanziari conseguenti all'applicazione del presente articolo.
9. Diverse intese intervenute tra le organizzazioni sindacali sulla ripartizione delle aspettative sindacali, fermo restando il numero complessivo delle stesse, sono comunicate rispettivamente all'Associazione, Unione Conferenza di cui al comma 4 ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica - per i conseguenziali adempimenti.
Art. 10: DISCIPLINA DEL PERSONALE IN ASPETTATIVA SINDACALE
1. Al personale collocato in aspettativa ai sensi del precedente articolo 9, sono corrisposti, a carico della Regione, tutti gli assegni spettanti, ai sensi delle vigenti disposizioni, nella qualifica e profilo di appartenenza e le quote di salario accessorio fisso e ricorrenti relative alla professionalita' e alla produttivita', con esclusione dei compensi per il lavoro straordinario.
3. Il personale collocato in aspettativa ai sensi del precedente articolo 9 puo' essere sostituito con le modalita' e i limiti di cui all'articolo 7, comma 6 e seguenti, della legge 29 dicembre 1988, n. 554. Per le qualifiche superiori alla settima si applicano le disposizioni di cui all'art.39 commi primo, terzo e quarto del Decreto del Presidente della Repubblica 17 settembre 1987, n. 494, prescindendo dalle apicalita' del posto.
Art. 11: PERMESSI SINDACALI RETRIBUITI
1. I dirigenti degli organismi rappresentativi di cui al comma 3 dell'articolo 7 possono fruire, per l'espletamento del loro mandato, di permessi retribuiti giornalieri e di permessi orari. I permessi sindacali sono a tutti gli effetti equiparati al servizio prestato nell'Amministrazione.
2. I permessi giornalieri, nel limite del monte ore complessivamente spettante a ciascuna organizzazione sindacale secondo i criteri fissati nel successivo articolo 12, mediamente non possono superare settimanalmente, per ciascun dirigente sindacale, le 3 giornate lavorative e, in ogni caso, le 18 ore lavorative.
3. I permessi sindacali sono concessi salvo inderogabili ed eccezionali esigenze di servizio dirette ad assicurare i servizi minimi essenziali di cui all'articolo 3.
Art. 12: MONTE ORARIO COMPLESSIVO DEI PERMESSI SINDACALI
1. Nell'ambito della Regione il monte orario annuo complessivamente a disposizione per i permessi di cui al precedente articolo 11 e' determinato in ragione di n. 3 ore per dipendente in servizio al 31 dicembre di ogni anno.
2. La ripartizione del monte ore e' effettuata entro il primo trimestre di ciascun anno, in sede di trattativa decentrata, in modo che una parte, pari al 10% del monte orario, sia ripartita in parti uguali fra tutti gli organismi rappresentativi operanti nella Regione e la parte restante sia ripartita in proporzione al grado di rappresentativita' accertato per ciascuna organizzazione sindacale, in base al numero delle deleghe per la riscossione del contributo sindacale risultanti alla data del 31 dicembre di ciascun anno.
3. Le modalita' per la concessione di permessi retribuiti vengono definite in sede di contrattazione decentrata tenendo conto, in modo particolare, delle dimensioni, del numero dei dipendenti, delle condizioni organizzative della Regione e del suo decentramento territoriale in modo da consentire una congrua utilizzazione dei permessi presso tutte le sedi interessate.
4. Ai dirigenti sindacali di cui al 3° comma dell'articolo 7 sono concessi, salvo inderogabili ed eccezionali esigenze di servizio dirette ad assicurare i servizi minimi essenziali di cui all'articolo 3, ulteriori permessi retribuiti, esclusivamente per la partecipazione alle trattative sindacali, di cui alla legge 29 marzo 1983, n. 93, ai convegni nazionali, ed alle riunioni degli organi nazionali, regionali e provinciali - territoriali - e dei congressi previsti dalle rispettive confederazioni ed organizzazioni sindacali. Tali permessi sono concessi anche ai lavoratori eletti o designati a partecipare quali delegati ai congressi delle rispettive organizzazioni sindacali e non si computano nel contingente complessivo di cui al 1 comma.
5. Diverse intese intervenute tra le OO.SS. sulla ripartizione dei permessi sindacali, fermo restando il numero complessivo, sono comunicate alla Regione per i conseguenziali adempimenti.
Art. 13: DIRITTO DI AFFISSIONE
1. Le OO.SS. hanno diritto di affiggere, in appositi spazi che l'Amministrazione ha obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutto il personale all'interno dell' unita' amministrativa, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
Art. 14: LOCALI PER LE RAPPRESENTANZE SINDACALI
1. In ciascuna unita' amministrativa con almeno 200 dipendenti e' consentito, agli organismi rappresentativi, per l'esercizio della loro attivita', l'uso continuativo di idonei locali, se disponibili all'interno della struttura.
2. Nelle unita' amministrative con un numero inferiore a 200 dipendenti gli organismi rappresentativi hanno diritto ad usufruire, ove ne facciano richiesta, di un locale idoneo per le loro riunioni, se sia disponibile nell' ambito della struttura.
Art. 15: PATRONATO SINDACALE
2. Gli istituti di patronato hanno diritto di svolgere la loro attivita' nei luoghi di lavoro anche in relazione alla tutela dell'igiene e della sicurezza del lavoro ed alla medicina preventiva, come previsto dal decreto del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947, n. 864.
Art. 16: GARANZIE NELLE PROCEDURE DISCIPLINARI
Art. 17: REFERENDUM
1. La Regione deve consentire, nelle sedi delle unita' amministrative, lo svolgimento - fuori orario di lavoro - di referendum, sia generali che per categoria, su materie inerenti all'attivita' sindacale indetti dalle OO.SS. tra i dipendenti, con diritto di partecipazione di tutto il personale appartenente all'unita' amministrativa ed alla categoria particolarmente interessata.
Art. 18: CONTRIBUTI SINDACALI
1. I dipendenti hanno facolta' di rilasciare delega esente da imposta di bollo e di registrazione, a favore della propria organizzazione sindacale, per la riscossione di una quota mensile dello stipendio, paga o retribuzione per il pagamento dei contributi sindacali nella misura stabilita dai competenti organi statutari.
2. La delega ha validita' dal primo giorno del mese successivo a quello del rilascio fino al 31 dicembre di ogni anno e si intende tacitamente rinnovata ove non venga revocata dall'interessato entro la data del 31 ottobre. La revoca della delega e' inoltrata, in forma scritta, alla Regione ed all'organizzazione sindacale interessata.
3. Le trattenute operate dalla Regione sulle retribuzioni dei dipendenti in base alle deleghe presentate dalle organizzazioni sindacali, sono versate mensilmente alle stesse organizzazioni secondo le modalita' comunicate dalle organizzazioni sindacali.
4. La Regione e' tenuta, nei confronti dei terzi, alla segretezza dei nominativi del personale che ha rilasciato delega e dei versamenti effettuati alle organizzazioni sindacali.
Art. 19: TUTELA DEI DIPENDENTI SINDACALI
1. Il trasferimento in una unita' produttiva, ubicata in diverso comune o circoscrizione comunale, dei dirigenti sindacali degli organismi rappresentativi dei dipendenti di cui all'articolo 25 della legge 29 marzo 1983, n. 93 e delle organizzazioni o confederazioni sindacali, può essere disposto solo previo nulla osta delle rispettive organizzazioni di appartenenza.
2. Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano sino alla fine dell anno successivo alla data di cessazione del mandato sindacale.
3. I dirigenti sindacali di cui all'articolo 7 non sono soggetti alla subordinazione gerarchica stabilita dai regolamenti quando espletano le loro funzioni sindacali e conservano tutti i diritti giuridici ed economici acquisiti ed acquisibili per la qualifica rivestita.
1. Entro il termine di 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione adotta i provvedimenti necessari per l'applicazione delle norme di cui ai precedenti articoli.
2. Nel medesimo termine di cui al comma 1 la Regione comunica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica - nonche' all' Associazione, alle Unioni ed alla Conferenza di cui all' articolo 9, comma 4, il numero delle aspettative sindacali in essere, in relazione a ciascuna organizzazione o confederazione sindacale. I predetti dati sono comunicati alle organizzazioni e confederazioni interessate.
3. La ripartizione di cui all'articolo 9, 4 e 5 comma, e' effettuata entro il 31 dicembre 1990.
Capo V: NORME APPLICATIVE DELL'ACCORDO INTERCOMPARTIMENTALE
Art. 21: MOBILITA'
1. Al personale trasferito da una ad altra Amministrazione anche di diverso comparto a seguito delle procedure di mobilita' volontaria previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 agosto 1988, n. 325 e dalla legge 29 dicembre 1988, n. 554, e' corrisposto, a cura dell'Amministrazione ricevente, cui sara' integralmente rimborsato dallo Stato, un compenso << una tantum >> a titolo di incentivazione, nelle seguenti misure:
Qualifica funzionale VIII e superiori L. 3.500.000
Qualifica funzionale VII L. 3.000.000
Qualifica funzionale VI L. 2.500.000
Qualifica funzionale V ed inferiori L. 2.000.000
2. Al personale trasferito dalla Regione agli Enti locali, a seguito di deleghe di funzioni ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 23 novembre 1988, n. 24 e' corrisposto, a carico della regione, un compenso << una tantum >> di importo pari a quello indicato nel comma 1.
Art. 22: COPERTURA ASSICURATIVA
1. In attuazione dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 395, la Regione e' tenuta a stipulare apposita polizza assicurativa in favore dei dipendenti autorizzati a servirsi, in occasione di missioni o per adempimenti di servizio fuori dall'ufficio, del proprio mezzo di trasporto, limitatamente al tempo strettamente necessario per l'esecuzione delle prestazioni di servizio.
2. La polizza di cui al primo comma e' rivolta alla copertura dei rischi, non compresi nell'assicurazione obbligatoria di terzi, di danneggiamento al mezzo di trasporto di proprieta' del dipendente nonche' di lesioni o decesso del dipendente medesimo e delle persone di cui sia stato autorizzato il trasporto.
Art. 23: DIRITTO ALLO STUDIO
1. Al fine di garantire il diritto allo studio sono concessi permessi straordinari retribuiti, nella misura di centocinquanta ore annue individuali.
2. I permessi di cui al comma 1 sono concessi per la frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio in corsi universitari, di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale statali, pareggiate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall'ordinamento pubblico.
3. Nella concessione dei permessi di cui ai commi 1 e 2 vanno osservate, garantendo in ogni caso le pari opportunita' le seguenti modalita':
a) i dipendenti che contemporaneamente potranno usufruire nell'anno solare, della riduzione dell'orario, nei limiti di cui al comma 1, non dovranno superare il tre per cento del totale delle unita in servizio all' inizio di ogni anno, con arrotondamento all'unita' superiore;
b) il permesso per il conseguimento dei titoli di studio o di attestati professionali di cui al comma 2 puo' essere concesso anche in aggiunta a quello necessario per le attivita' formative professionali di cui allo stesso comma, per le attivita' formative programmate dalla Regione.
4. I permessi di cui ai precedenti commi, qualora le richieste superino il tre per cento delle unita' in servizio all'inizio dell'anno, sono concessi nel seguente ordine:
a) ai dipendenti che frequentano l'ultimo anno del corso di studi e, se studenti universitari o post universitari, abbiano superato gli esami degli anni precedenti;
b) ai dipendenti che frequentano il penultimo anno di corso e, successivamente, quelli che, nell'ordine frequentino gli anni ad esso anteriori, escluso il primo fermo restando per gli studenti universitari e post-universitari la condizione di cui alla precedente lettera a) del comma 4.
5. Nell'ambito di ciascuna della fattispecie di cui ai precedenti commi, la precedenza e' accordata, nell'ordine, ai dipendenti che frequentino corsi di studi della scuola media inferiore, superiore, universitari o post - universitari.
6. A parita' di condizioni, i permessi sono accordati ai dipendenti che non abbiano mai usufruito dei permessi medesimi per lo stesso corso di studi e, in caso di ulteriori parita', secondo ordine decrescente di eta'.
7. Ulteriori condizioni che diano titolo a precedenza sono definite, ove necessario, in sede di contrattazione decentrata.
8. Il personale interessato ai corsi di cui ai commi precedenti ha diritto, salvo eccezionali ed inderogabili esigenze di servizio, a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non e' obbligato a prestazioni di lavoro straordinario durante i giorni festivi e di riposo settimanale.
9. Il conseguimento di un significativo accrescimento della professionalita' del singolo dipendente, documentato dal titolo di studio o da attestati professionali conseguiti, costituira' ad ogni effetto titolo di servizio.
10. Per la concessione dei permessi di cui ai commi precedenti, i dipendenti interessati debbono presentare prima dell'inizio dei corsi, il certificato di iscrizione e al termine degli stessi, il certificato di frequenza e quello degli esami sostenuti. In mancanza delle predette certificazioni, i permessi gia' utilizzati vengono considerati come aspettativa per motivi personali.
Art. 24: TUTELA DEI DIPENDENTI IN PARTICOLARI CONDIZIONI PSICO - FISICHE
1. In attuazione dell'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 395, allo scopo di favorire la riabilitazione ed il recupero di dipendenti nei confronti dei quali sia stata attestata, da una struttura sanitaria pubblica o da strutture associative convenzionate previste dalle leggi regionali vigenti, la condizione di soggetto ad effetti di tossicodipendenza, alcolismo cronico o grave debilitazione psico-fisica e che si impegnino a sottoporsi ad un progetto terapeutico di recupero e di riabilitazione predisposto dalle strutture medesime, sono stabilite le seguenti misure di sostegno secondo le modalita' di esecuzione del progetto:
a) concessione dell'aspettativa per infermita' per l'intera durata del ricovero presso strutture specializzate; per il periodo eccedente la durata massima dell'aspettativa con retribuzione ridotta alla meta' per l'intera durata del ricovero;
c) riduzione dell'orario di lavoro, con l'applicazione degli istituti normativi e retributivi previsti per il rapporto a tempo parziale, limitatamente alla durata progetto;
2. I dipendenti, i cui parenti entro il secondo grado o, in mancanza entro il secondo grado o in mancanza entro il terzo grado, si trovino nelle condizioni previste dal comma precedente ed abbiano iniziato l'esecuzione del progetto di recupero e di riabilitazione, hanno titolo ad essere collocati in aspettativa per motivi di famiglia per l'intera durata del progetto medesimo.
3. La Regione dispone l'accertamento dell'idoneita' al servizio dei dipendenti di cui al primo comma qualora i dipendenti medesimi non si siano volontariamente sottoposti alle previste terapie.
Art. 25: TUTELA DEI DIPENDENTI PORTATORI DI HANDICAP
1. In attuazione dell'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 395, allo scopo di favorire la riabilitazione ed il recupero di dipendenti nei confronti dei quali sia stata attestata, da una struttura sanitaria pubblica o da strutture associative convenzionate previste dalle leggi regionali vigenti, la condizione di portatore di handicap che debbano sottoporsi ad un progetto terapeutico di riabilitazione predisposto dalle strutture medesime, sono stabilite le seguenti misure di sostegno secondo le modalita' di esecuzione del progetto:
a) concessione dell'aspettativa per infermita' per l'intera durata del ricovero presso strutture specializzate; per il periodo eccedente la durata massima dell' aspettativa con retribuzione intera compete la retribuzione ridotta alla meta' per l'intera durata del ricovero;
2. I dipendenti, i cui parenti entro il secondo grado o in mancanza entro il terzo grado, si trovino nelle condizioni previste dal comma precedente ed abbiano iniziato l'esecuzione del progetto di riabilitazione, hanno diritto ad ottenere la concessione dell'aspettativa per motivi di famiglia per l'intera durata del progetto medesimo.
3. La Regione, in attuazione delle vigenti normative adotta tutte le misure idonee a favorire l'integrazione nell'attivita' lavorativa dei dipendenti portatori di handicap anche attraverso l'abbattimento delle barriere architettoniche.
Art. 26: IGIENE E SICUREZZA SUL LAVORO
1. L'articolo 27 della legge regionale 23 novembre 1988 n. 24 e' integrato con le disposizioni che seguono:
a) il libretto sanitario di cui alla lettera c) del citato art. 27 viene istituito dalla Regione nei settori in cui si ravvisi una maggiore incidenza di rischio per i dipendenti addetti a tali settori;
b) la Regione deve prevedere visite mediche con cadenze quadrimestrali per gli addetti in via continuativa, per l'intera giornata lavorativa, all'uso di videoterminali quale misura di prevenzione per la salute delle dipendenti e dei dipendenti. In attesa che si provveda all'effettuazione delle visite mediche, il personale addetto in via continuativa all'uso di videoterminali deve essere adibito ad attivita' lavorativa di diverso contenuto per periodi di 10 minuti, per ogni ora di lavoro, non cumulabili;
c) alle lavoratrici nei primi tre mesi di gravidanza sono applicate le disposizioni della lettera b ), con visite mediche a cadenza mensile.
Si provvede, altresi', al provvisorio mutamento di attivita' qualora si riscontrino attraverso gli accertamenti sanitari, temporanee inidoneita'.
2. La Regione provvede all'adozione di idonee iniziative volte a garantire l'applicazione della regolamentazione comunitaria e di tutte le norme vigenti in materia di igiene e sicurezza del lavoro e degli impianti, tenendo conto, in particolare, delle misure atte a garantire la salubrita' e sicurezza degli ambienti di lavoro e la prevenzione delle malattie professionali.
3. Le organizzazioni e le confederazioni sindacali di cui al decreto del Ministro per la funzione pubblica del 30 marzo 1989, unitamente alla Regione, verificano, anche attraverso i propri patronati, l'applicazione delle anzidette norme e promuovono la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l'integrita' fisica dei dipendenti.
Art. 27: PARI OPPORTUNITA'
1. Il comitato per le pari opportunita', di cui all'articolo 7 della legge regionale 23 novembre 1988, n. 24 deve essere insediato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. La Regione assicura, mediante specifica disciplina, le condizioni e gli strumenti idonei per il loro funzionamento.
2. Il comitato, presieduto da un rappresentante della Regione, che puo' essere anche un dirigente, costituito da un componente designato da ognuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappre-sentative di cui all' articolo 2 del decreto del Ministro per la funzione pubblica in data 30 marzo 1989, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 77 serie generale del 3 aprile 1989 e da un pari numero di funzionari in rappresentanza dell'Amministrazione.
3. In sede di negoziazione decentrata a livello di Ente, anche avendo riguardo alle proposte formulate dal Comitato per le pari opportunita' sono concordate le misure per favorire effettive pari opportunita' nelle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale, che tengano conto anche della posizione delle lavoratrici in seno alla famiglia, con particolare riferimento a:
c) perseguimento di un effettivo equilibrio di posizioni funzionali a parita' di requisiti professionali, di cui si deve tener conto anche nell'attribuzione di incarichi o funzioni piu' qualificate, nell'ambito delle misure rivolte a superare, per la generalita' dei dipendenti, l'assegnazione in via permanente di mansioni estremamente parcellizzate e prive di ogni possibilita' di evoluzione professionale.
4. Gli effetti delle iniziative assunte dalla Regione a norma del precedente comma, formano oggetto di valutazione nella relazione annuale del Comitato.
Art. 28: DIRETTIVE CEE
1. Rientra nelle competenze del comitato per le pari opportunita' di cui all'articolo 7, comma 2 della legge regionale n. 24 del 23 novembre 1988, la promozione di iniziative volte ad attuare le direttive CEE per l'affermazione sul lavoro della pari dignita' delle persone, in particolare per rimuovere comportamenti molesti e lesivi delle liberta' personali dei singoli e superare quegli atteggiamenti che recano pregiudizio allo sviluppo di corretti rapporti.
Capo VI: CONTRATTAZIONE DECENTRATA E PROCEDURE PER IL COMPONIMENTO DEI CONFLITTI
Art. 29: TEMPI E PROCEDURE DI APPLICAZIONE DELL'ACCORDO NAZIONALE
1. I provvedimenti applicativi delle disposizioni contrattuali riguardanti istituti a contenuto economico e normativo con carattere di automaticita' devono essere adottati dai competenti Organi degli Enti entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 30: TEMPI E PROCEDURE DELLA CONTRATTAZIONE DECENTRATA
1. La negoziazione decentrata resta disciplinata dalle disposizioni di cui al Capo IV della legge regionale 23 novembre 1988, n. 24 con le integrazioni di cui ai comma che seguono.
2. La Regione provvede a costituire le delegazioni di parte pubblica abilitate alla trattativa ai vari livelli di contrattazione decentrata entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ed a convocare, su richiesta, le organizzazioni sindacali per l'avvio del negoziato entro 15 giorni.
3. La negoziazione decentrata deve riferirsi a tutti gli istituti contrattuali rimessi a tale contrattazione e deve concludersi nel termine di trenta giorni dal suo inizio.
4. All'accordo sottoscritto in sede di contrattazione decentrata e' data esecuzione con provvedimento adottato dall'organo competente entro 30 giorni dalla sua sottoscrizione o dalla data di scadenza del termine di 15 giorni stabilito per la presentazione di eventuali osservazioni da parte di organizzazioni sindacali dissenzienti.
6. Tutte le materie demandate alla disciplina degli accordi decentrati devono essere definite in un'unica sessione negoziale, fatti salvi eventuali diversi periodi di validita' individuati fra le parti negli accordi predetti.
7. Gli accordi decentrati devono contenere specifiche clausole circa tempi, modalita' e procedure di verifica della loro esecuzione, prevedendo, ove necessario, la costituzione di appositi nuclei di valutazione.
Art. 31: PROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO DEI CONFLITTI
1. Qualora in sede di applicazione delle disposizioni contenute nel presente accordo insorgano conflitti di generale rilevanza sull'interpretazione delle citate disposizioni, puo' essere formulata richiesta scritta di confronto con lettera raccomandata a. r. da una delle organizzazioni sindacali di categoria titolari della contrattazione ai vari livelli.
2. La Regione ha l'obbligo di convocare la parte richiedente per un confronto, nei tre giorni successivi e di formulare motivata risposta entro quindici giorni dall'insorgenza del conflitto, dandone contestuale comunicazione alle OO.SS..
3. La richiesta deve contenere una breve descrizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si basa. In caso di persistenza del conconflitto, le parti possono far ricorso alle delegazioni trattanti l'accordo nazionale di comparto per il tramite delle rispettive componenti delle predette delegazioni.
4. Le delegazioni di cui al comma precedente devono riunirsi altresi', su formale richiesta di una delle parti che la compongono, per l'esame di problemi interpretativi di interesse generale.
5. Entro trenta giorni dalla formale richiesta di cui ai commi terzo e quarto, il Ministro per la Funzione Pubblica provvede a convocare le delegazioni trattanti per l'esame delle questioni prospettate.
6. Sulla base dell'orientamento espresso dalle delegazioni trattanti, il Ministro per la Funzione Pubblica provvede ad emanare i conseguenti indirizzi applicativi per tutti gli Enti interessati ai sensi dell'articolo 27 primo comma n. 2 della legge 29 marzo 1983, n. 93.
Art. 32: ORDINAMENTO E PROFILI PROFESSIONALI
1. La Giunta Regionale, previa contrattazione aziendale sentita la competente Commissione consiliare, individua ed istituisce le aree di attivita' in cui si articola l'ordinamento professionale del personale regionale.
Analogamente provvedono gli enti dipendenti dalla Regione, con atto dei competenti organi statutari.
2. Le disposizioni di cui all'art. 32 dell'accordo di comparto e le tabelle ivi indicate costituiscono linee di indirizzo per l'adozione dei provvedimenti di cui al comma precedente.
3. Le figure professionali elencate nella tabella n.1 allegata alla presente legge sono ascritte alla qualifica funzionale indicata nella tabella stessa a decorrere dal 1 ottobre 1990.
4. I terminalisti o gli addetti alla registrazione dei dati dell'area informatica sono, in sede di prima applicazione, inquadrati nella quinta qualifica funzionale mediante concorso interno riservato ai dipendenti degli Enti di cui all'art. 1 in possesso dei requisiti prescritti dalla declaratoria di qualifica funzionale di cui all'allegato A della legge regionale n.13 del 29 aprile 1985.
5. In attuazione del comma 1 la Regione provvede alle conseguenti operazioni di riduzione e aumento dei corrispondenti posti, rispettivamente nella dotazione organica della qualifica di provenienza ed in quella di nuovo inquadramento.
Capo VII: FIGURE PROFESSIONALI
Art. 33: LIVELLO ECONOMICO DIFFERENZIATO
1. E' istituito un livello economico differenziato di professionalita' per le figure professionali appartenenti alle qualifiche comprese fra la prima e la settima.
2. Per le qualifiche funzionali dalla prima alla sesta il livello economico di cui al comma 1 e' determinato maggiorando il trattamento economico tabellare iniziale di ogni qualifica di un importo annuo lordo pari al 40% differenza con il trattamento tabellare iniziale della qualifica superiore.
3. Per la settima qualifica funzionale l'incremento di cui al comma 2 e' di L. 1.900.000 annue lorde.
4. Il livello economico differenziato e' attribuito al personale appartenente alle qualifiche indicate nel comma 1, con le procedure indicate nell'art.34 della presente legge, nelle seguenti percentuali, arrotondate nell'unita' superiore, dei dipendenti della medesima qualifica funzionale in servizio di ruolo al 31 dicembre dell'anno precedente:
1° qualifica funzionale 25%
2°qualifica funzionale 25%
3° qualifica funzionale 45%
4° qualifica funzionale 60%
5° qualifica funzionale 30%
6° qualifica funzionale 60%
7° qualifica funzionale 20%.
Art. 34: PROCEDURE PER L'ATTRIBUZIONE DEL LIVELLO ECONOMICO DIFFERENZIATO
1. I livelli economici differenziati di professionalita' sono attribuiti mediante selezione alla quale partecipano i dipendenti indicati nell'articolo 33, comma 1, in possesso del requisito di anzianita' di effettivo servizio di ruolo di tre anni nella qualifica alla data del 31 dicembre dell'anno precedente a quello della selezione.
2. La selezione di cui al comma 1 avviene per titoli quali quelli culturali, professionali e di servizio da valutarsi, in relazione alla qualifica di riferimento, sulla base di obiettivi criteri predeterminati in sede di contrattazione decentrata.
3. Nella prima selezione per l'attribuzione del livello economico differenziato ai sensi del presente articolo il requisito dell'anzianita' di servizio indicato nel comma 1 deve essere posseduto alla data del 1 ottobre 1990. Il livello economico e'attribuito ai dipendenti interessati con decorrenza dalla predetta data ancorche' la selezione sia terminata successivamente.
4. Le selezioni successive a quella prevista nel comma 3 avvengono annualmente nei limiti della disponibilita' del contingente numerico individuato ai sensi dell' articolo 33.
Capo VIII: DIRIGENZA
Art. 35: ORARIO DI SERVIZIO DEI DIRIGENTI
2. Il dirigente e' a disposizione dell'amministrazione, oltre l'orario d'obbligo, per esigenze connesse alle funzioni affidategli, senza diritto a compensi.
Art. 35: INDENNITA' DI FUNZIONE
1. Ai dirigenti e' corrisposta una indennita' di funzione connessa con l'effettivo esercizio delle funzioni e graduata in relazione: al coordinamento di attivita', all'importanza della direzione delle strutture o dei singoli programmi; alla rilevanza delle attivita' di studio, di consulenza propositiva e di ricerca, di vigilanza e di ispezione, di assistenza agli organi; alla disponibilita' richiesta in relazione all'incarico conferito.
2. Gli Enti di cui all'articolo 1, comma 3, della presente legge, con i provvedimenti previsti dai rispettivi ordinamenti, applicano i criteri ed i parametri di cui ai successivi commi, nei limiti fissati per i dirigenti regionali di pari qualifica.
3. Le indennita' di presenza e di coordinamento di cui al primo comma, lettera d) ed e), dell'art. 29 della legge regionale 23 novembre 1988, n.24, sono assorbite dall'indennita' di funzione prevista dal precedente comma 1. La funzione di coordinamento e' comunque mantenuta fino alla nomina del nuovo coordinatore, fatto salvo il caso di revoca.
4. Il personale dirigenziale e' escluso dalla fruizione degli istituti incentivanti previsti dall'articolo 6 della presente legge, ivi compreso il compenso per lavoro straordinario.
5. La nuova disciplina dell'indennita' di funzione decorre inderogabilmente dal 1 ottobre 1990.
Fino alla data predetta il personale dirigente continua a percepire le indennita' di funzione e di coordinamento nelle misure previste dall'articolo 29, primo comma, lettere c) e d) della legge regionale 23 novembre 1988, n.24, nonche' gli eventuali compensi correlati alla presenza. Il personale dirigente continua altresi' a percepire i compensi correlati alla produttivita' sino al 30 giugno 1990.
6. Ai dirigenti che non siano preposti alla direzione di struttura e' corrisposta un'indennita' pari al coefficiente 0,1.
7. Per gli altri dirigenti regionali con direzione di una delle strutture previste dalla legge regionale n.14 del 29 aprile 1985 e' corrisposta un'indennita' di funzione pari al coefficiente 0,5.
Detto coefficiente, fermo restando il limite massimo di 0,7 e' incrementabile in relazione ai seguenti elementi:
- assistenza tecnica e giuridica agli organi istituzionali od ai loro componenti 0,05
- funzioni di vigilanza, ispezione e controllo esercitati nell'ambito di attivita' proprie della Regione o di poteri delegati 0,05
- complessita' dell'attivita' di direzione della struttura valutata in relazione all'attivita' organizzativa 0,005
- attivita' di studio e ricerca 0,05
- inclusione in organi collegiali permanenti 0,05
- disponibilita' in relazione all'incarico 0,05
- attivita' lavorativa di almeno dieci ore mensili oltre il normale orario di lavoro, necessarie per il funzionamento della struttura 0,05.
8. Il valore degli incrementi, da aggiungersi al coefficiente di base 0,5 e che non puo' essere superiore a 0,2, e' determinato con provvedimento dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e della Giunta Regionale rispettivamente per i dirigenti in servizio presso gli Uffici del Consiglio e per i dirigenti in servizio presso gli uffici della Giunta.
9. Per i dirigenti regionali preposti alla direzione di Aree di studio l'indennita' e' commisurata al coefficiente 0,5.
10. Ai dirigenti inquadrati nella prima qualifica dirigenziale e gia' preposti alla direzione di una Sezione ai quali venga formalmente attribuita la responsabilita' di altra Sezione e' corrisposta un'indennita' pari al coefficiente 0,8. La norma vale anche per i dirigenti di strutture plurisezionali.
11. Ai dirigenti inquadrati nella seconda qualifica dirigenziale e gia' preposti alla direzione di un Settore ai quali venga attribuita formalmente la contestuale direzione di altro Settore o di un'Area di studio e' corrisposta un'indennita' pari al coefficiente 0,8.
12. Per i dipendenti della seconda qualifica funzionale con incarico di coordinamento di cui all'articolo 20 della legge regionale 29 aprile 1985, n.13 e' corrisposta un' indennita' pari al coeffficiente 0,9.
13. La ristrutturazione dell'apparato organizzativo della Regione tesa pure al compattamento delle competenze in unita' operative piu' ampie puo' comportare la revisione dei parametri come sopra individuati.
Art. 37: RESPONSABILITA' PER L'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DIRIGENZIALI
1. I dirigenti, ferma restando la responsabilita' penale civile, amministrativo - contabile e disciplinare prevista per tutti i dipendenti pubblici, sono responsabili dell' attivita' svolta dalle strutture cui sono preposti e della gestione delle risorse ad esse demandata.
2. I dirigenti, fermo restando quanto previsto dall' articolo 36 della legge regionale 23 novembre 1988, n.24 sono responsabili, in particolare, dell'osservanza, da parte del personale dei doveri di ufficio e, in modo specifico dell'orario di lavoro e degli adempimenti connessi al carico di lavoro a ciascuno assegnato.
3. Il risultato negativo della gestione dei dirigenti valutato con i criteri indicati nel citato articolo della legge regionale n. 24/1988 comporta la rimozione dalla funzione esercitata con conseguente perdita della relativa indennita'.
Art. 38: COMPITI DEI DIRIGENTI NELLA GESTIONE DEL FONDO PER L'EFFICIENZA DEI SERVIZI
1. La gestione e l'attuazione degli interventi previsti dagli articoli 5 e 6, nell'ambito del Fondo per l'efficienza dei servizi, ferma restando la negoziazione decentrata prevista dall'art. 6, e' affidata alla competenza dei dirigenti di settore con decorrenza alla data di istituzione del Fondo stesso.
2. La Giunta Regionale adotta le direttive necessarie per consentire il tempestivo e concreto esercizio delle competenze dei Dirigenti dei Settori e dei Coordinatori.
3. Per assicurare l'uniformita' degli adempimenti di cui al presente articolo, vengono definiti, a livello decentrato i criteri generali cui deve ispirarsi l'attivita' dei dirigenti nella fase di applicazione dei singoli istituti incentivanti nonche' tempi ed i modi per la quantificazione delle risorse finanziarie che possono essere destinate al soddisfacimento delle diverse finalita'.
Capo IX: TRATTAMENTO ECONOMICO
ART. 39: NUOVI STIPENDI
1. I valori stipendiali tabellari annui lordi di cui all' articolo 28 della legge regionale 23 novembre 1988, n.24 comprensivi del conglobamento di L.1.081.000 dell'indennita' integrativa speciale ai sensi delle vigenti disposizioni, per le qualifiche dirigenziali, delle integrazioni tabellari e delle indennita' di cui rispettivamente al gia' citato articolo 28, comma 3 e all'articolo 29, comma 1, lettere c) e d), della legge regionale n.24/1988, sono cosi' stabiliti, a regime.
Qualifica I L. 6.081.000
Qualifica II L. 7.041.000
Qualifica III L. 8.181.000
Qualifica IV L. 9.181.000
Qualifica V L. 10.521.000
Qualifica VI L. 11.631.000
Qualifica VII L. 13.631.000
Qualifica VIII L. 18.071.000
Qualifica I dirigenziale L. 25.211.000
Qualifica II dirigenziale L. 33.593.000.
2 .Gli aumenti stipendiali tabellari annui lordi derivanti dall'applicazione dei nuovi trattamenti di cui al comma precedente sono attribuiti con decorrenza 1 luglio 1990.
Qualifica I L. 152.000
Qualifica II L. 190.000
Qualifica III L. 265.000
Qualifica IV L. 310.000
Qualifica V L. 355.000
Qualifica VI L. 386.000
Qualifica VII L. 487.000
Qualifica VIII L. 592.000
Qualifica I dirigenziale L. 609.000
Qualifica II dirigenziale L. 820.000.
Qualifica I L. 715.000
Qualifica II L. 894.000
Qualifica III L. 1.240.000
Qualifica IV L. 1.459.000
Qualifica V L. 1.668.000
Qualifica VI L. 1.815.000
Qualifica VII L. 2.290.000
Qualifica VIII L. 2.789.000
Qualifica I dirigenziale L. 2.867.000
Qualifica II dirigenziale L. 3.863.000.
Qualifica I L. 1.120.000
Qualifica II L. 1.500.000
Qualifica III L. 2.100.000
Qualifica IV L. 2.450.000
Qualifica V L. 2.800.000
Qualifica VI L. 3.050.000
Qualifica VII L. 3.850.000
Qualifica VIII L. 4.990.000
Qualifica I dirigenziale L. 5.130.000
Qualifica II dirigenziale L. 6.912.000.
Art. 40: RETRIBUZIONE INDIVIDUALE DI ANZIANITA'
1. A decorrere dal 1° gennaio 1989, a tutto il personale che abbia prestato servizio nel periodo 1 gennaio 1987 - 31 dicembre 1988 la retribuzione individuale di anzianita' e' incrementata dei seguenti importi annui lordi:
Qualifica I L.198.000
Qualifica II L.216.000
Qualifica III L.234.000
Qualifica IV L.267.000
Qualifica V L.312.000
Qualifica VI L.330.000
Qualifica VII L.384.000
Qualifica VIII L.518.000
Qualifica I dirigenziale L.672.000
Qualifica II dirigenziale L.840.000
2. Al personale assunto in una data intermedia tra il 1 gennaio 1987 ed il 31 dicembre 1988 detto importo e' corrisposto in proporzione ai mesi di servizio prestato.
3. Gli importi di cui ai commi 1 e 2 riassorbono, a far data dal 1 gennaio 1989, le anticipazioni eventualmente corrisposte al medesimo titolo liquidate ai sensi dell'articolo 32 della legge regionale 23 novembre 1988, n.24.
Art. 41: TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO
1. L'indennita' di cui all'art. 29 primo comma lettera b della legge regionale 23 novembre 1988, n.24 e' incrementata di L. 500.000 annue a decorrere dal 1 ottobre 1990. La predetta indennita' e' corrisposta con le modalita' indicate nel citato articolo 29 in via alternativa per la direzione di strutture operative o del personale laureato professionale in posizione di staff. 2. Per il personale dell'area di vigilanza di cui all'articolo 29 comma 1 lettera a) della legge regionale 23 novembre 1988, n. 24 l'indennita' e' incrementata di L. 400.000 annue lorde ripartite per dodici mesi, a decorrere dal 1 ottobre 1990.
Art. 42: EFFETTI DEI NUOVI STIPENDI
1. Le nuove misure degli stipendi risultanti dall'applicazione della presente legge hanno effetto sulla tredicesima mensilita', sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sulle indennita' di buonuscita e di licenziamento, sull'assegno alimentare previsto dall'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n.3, o da disposizioni analoghe, sull'equo indennizzo, sulla ritenute previdenziali ed assistenziali e di quiescenza e relativi contributi ed i contributi di riscatto nonche' sulla determinazione degli importi dovuti per indennita' integrativa speciale.
2. In ottemperanza al disposto dell'articolo 13 della legge quadro 29 marzo 1983, n.93, i benefici economici risultanti dall'applicazione della presente legge sono corrisposti integralmente, alle scadenze e negli importi previsti dal precedente articolo 38, al personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza contrattuale.
Capo X: DISPOSIZIONI PARTICOLARI E FINALI
Art. 43: TRATTAMENTO DI MISSIONE
1. A decorrere dal 1 gennaio 1989, per incarichi di missione di durata superiore a dodici ore al personale compete il rimborso della spesa documentata, mediante fattura o ricevuta fiscale, per il pernottamento in albergo della categoria consentita e per uno o due pasti giornalieri, nei limiti stabiliti dai decreti ministeriali emanati in materia per il primo pasto e per i due pasti.
Per incarichi di durata non inferiore ad otto ore compete il rimborso di un solo pasto.
2. Oltre a quanto previsto dal comma 1 compete un importo pari al trenta per cento delle vigenti misure delle indennite' orarie e/o giornaliere. Non e' ammessa in ogni caso opzione per l'indennita' di trasferta in misure, orarie o giornaliere, intere.
3. Per incarichi di durata ad otto ore, l'indennita' di trasferta continua a corrispondersi secondo misure e modalita' in atto previste o che saranno definite nei singoli accordi di comparto.
4. Nei casi di missione continuativa nella medesima localita' di durata non inferiore a trenta giorni e' consentito il rimborso della spesa per il pernottamento in residenza turistico - alberghiera, di categoria corrispondente a quella ammessa per l'albergo, sempreche' risulti economicamente piu' conveniente rispetto al costo medio della categoria consentita nella medesima localita'.
5. I limiti di spesa per i pasti di cui al comma 1, sono rivalutati annualmente, a decorrere dal 1 gennaio 1990, in relazione ad aumenti intervenuti nel costo della vita in base agli indici ISTAT, con decreto del Ministro del tesoro di concerto con il Ministro per la funzione pubblica.
6. Il personale delle diverse qualifiche, inviato in missione al seguito e per collaborare con i dipendenti di qualifica piu' elevata o facente parte di delegazione ufficiale dell'amministrazione, puo' essere autorizzato con provvedimento motivato, a fruire dei rimborsi e delle agevolazioni previste per il dipendente in missione di grado piu' elevato.
7. Per prestazioni rese da personale inviato in missione fuori dell'ordinaria sede di servizio per:
b) per l'opera di intervento svolto dalle squadre per lo spegnimento di incendi boschivi; impossibilitato a fruire del pasto per mancanza di strutture e servizi di ristorazione, e' corrisposto un compenso forfettario giornaliero di lire ventimila nette in luogo dell'importo corrispondente al costo del pasto.
9. Sono fatte salve, in quanto compatibili con il presente decreto, le norme previste negli ordinamenti degli Enti ed amministrazioni rientranti nell'ambito di applicazione della legge 29 marzo 1983, n.93.
10. La Giunta Regionale aggiorna la misura delle indennita' e dei benefici previsti dalla presente legge sulla base delle previsioni contenute negli accordi sindacali di cui all'articolo 12 della legge 29 marzo 1983, n.93, nonche' sulla base delle determinazioni assunte con decreto dal Ministro del Tesoro in relazione alle variazioni degli indici ISTAT.
1. Per il periodo 1 gennaio 1988-31 dicembre 1990, il congedo ordinario e' stabilito per ciascun anno solare in trenta o ventisei giorni lavorativi a seconda che l'orario settimanale di servizio si articoli, rispettivamente, in sei o cinque giorni lavorativi, fermo restando quanto previsto dalla legge 23 dicembre 1977, n. 937, e successive modificazioni. Il congedo ordinario durante l'anno di assunzione compete in proporzione al servizio prestato; le stesse misure si applicano anche durante l'anno di cessazione dal servizio in proporzione al servizio da prestare in tale anno.
2. Il congedo ordinario deve essere fruito, su richiesta del dipendente e previa autorizzazione del capo del Settore, compatibilmente alle esigenze di servizio irrinunciabilmente nel corso di ciascun anno solare anche in piu' periodi, uno dei quali non inferiore a quindici giorni.
4. La fruizione del congedo ordinario puo' essere rinviata anche nel secondo semestre dell'anno successivo qualora sussistano motivi non riferibili alla volonta' del dipendente ma imputabili a causa di forza maggiore che non abbiano consentito il godimento delle ferie nei termini indicati nei commi 2 e 3.
5. Il diritto al congedo ordinario non e' riducibile in ragione di assenza per infermita', anche se tale assenza si sia protratta per l'intero anno solare.
In questa ultima ipotesi l'indicazione del periodo durante il quale e' possibile godere del congedo ordinario spetta all'amministrazione in relazione alle esigenze di organizzazione del servizio.
6. Le infermita' insorte durante la fruizione del congedo ordinario ne interrompono il godimento nei casi di ricovero ospedaliero o di malattie ed infortuni, adeguatamente e debitamente documentati e che l'amministrazione sia stata posta in condizioni di accertare.
7. Al dipendente in congedo ordinario richiamato in servizio per eccezionali e motivate esigenze, competono, previa esibizione di idonea documentazione, il rimborso delle spese personali di viaggio sostenute e l'indennita' di missione per la durata del viaggio.
8. La ricorrenza del Santo Patrono, se ricadente in giornata lavorativa, e' considerata come congedo ordinario oltre il limite di cui al comma 1.
Art. 45: INDENNITA' DI RISCHIO DA RADIAZIONI
1. Al personale medico e tecnico di radiologia, sottoposto in continuita' all'azione di sostanze ionizzanti o adibito ad apparecchiature radiologiche in maniera permanente, e' corrisposta un'indennita' di rischio da radiazioni nella misura unica mensile lorda di lire duecentomila.
2. La suddetta indennita' spetta al personale sopra specificato tenuto a prestare la propria opera in zone controllate, ai sensi della circolare del Ministero della Sanita' n.144 del 4 settembre 1971, e sempreche' il rischio da radiazioni abbia carattere professionale, nel senso che non sia possibile esercitare l'attivita' senza sottoporsi al relativo rischio.
3. Al personale non compreso nel comma 1 del presente articolo, che sia esposto a rischio in modo discontinuo o a rotazione, in quanto adibito normalmente o prevalentemente a funzioni diverse da quelle svolte dal personale indicato nel precedente comma 1, e' corrisposta un'indennita' di rischio parziale nella misura unica mensile lorda di lire cinquantamila.
L'individuazione del predetto personale va effettuata da apposita commissione, composta da almeno tre esperti qualificati della materia, anche esterni all'Amministrazione. Tale commissione, ove necessario per corrispondere a particolari esigenze, puo' essere articolata anche territorialmente.
4. L'indennita' di rischio da radiazioni di cui ai commi precedenti non e' cumulabile con l'indennita' di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 maggio 1975, n. 145 e con altre eventualmente previste a titolo di lavoro nocivo, rischioso o per profilassi. I relativi oneri sono a carico del fondo di cui all'articolo 5 della presente legge.
Art. 46: ASSENZE OBBLIGATORIE
1. Alle lavoratrici madri in astensione obbligatoria dal lavoro ai sensi dell'art. 4 della legge 30 dicembre 1971, n.1204 sono garantite, oltre al trattamento economico ordinario, le quote di salario accessorio fisse e ricorrenti relative alla professionalita' ed alla produttivita'.
Art. 47: DISPOSIZIONI PARTICOLARI
1. L'indennita' di reperibilita' di cui all'articolo 29 lettera g) della legge regionale n. 24/1988 non compete durante l'orario di servizio a qualsiasi titolo prestato. Detta indennita' e' frazionabile in misura non inferiore a quattro ore ed e' corrisposta in proporzione alla durata oraria, maggiorata in tale caso del 10 per cento. Qualora la pronta reperibilita' cada in giorno festivo spetta il riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanale.
Art. 48: INDENNITA' INTEGRATIVA SPECIALE NELLA 13° MENSILITA'
1. A decorrere dall'anno 1990, l'indennita' integrativa speciale mensile corrisposta al personale in servizio, in aggiunta alla tredicesima mensilita', e' incrementata di un importo lordo pari a L. 48.400.
2. Il beneficio derivante dall'applicazione del 1 comma e' proporzionalmente ridotto nei casi in cui la tredicesima mensilita' non compete in misura intera.
Art. 49: NORMA FINALE DI RINVIO
1. Restano confermate ed approvate, ove non modificate o sostituite dalla presente legge, le disposizioni di cui alle leggi regionali n.13 del 29 aprile 1985 e n.24 del 23 novembre 1988.
Art. 50: NORMA FINANZIARIA
1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge viene posto a carico dell'apposito capitolo del bilancio regionale per l'esercizio finanziario 1990.
Art. 51: DICHIARAZIONE D'URGENZA
1. La presente legge e' dichiarata urgente ai sensi dell' articolo 127 della Costituzione e dell'articolo 38 dello Statuto Regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Allegato - Tabella n. 1
- Terminalisti o addetti alla registrazione dei dati dell'area informatica V
- Conduttore macchine operatrici complesse V
- Assistenti sociali VII
- Direttori di centri di formazione VIII