Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/05/novita-fiscali-del-7-maggio-2009-per-le-notifiche-di-accertamenti-fiscali-non-basta-laffissione-dellavviso-in-comune.html
Timestamp: 2018-04-26 19:00:08+00:00
Document Index: 81239196

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 140', 'art. 60', 'art. 143', 'art. 60', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 30', 'art. 148', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 10']

Novità fiscali del 7 maggio 2009: per le notifiche di accertamenti fiscali non basta l’affissione dell’avviso in comune; cessione d’azienda: imposta di registro doppia se si cedono anche i contratti d’affitto; comunicazione dati Tarsu: più tempo per gli enti locali a seguito di proroga al 31/10/2009; controlli sui circoli ricreativi; calcolo base imponibile IRAP
1) Per le notifiche di accertamenti fiscali non basta l’affissione dell’avviso in comune
2) Cessione d’azienda: Imposta di registro doppia se si cedono anche i contratti d’affitto
3) Comunicazione dati Tarsu: più tempo per gli enti locali a seguito di proroga al 31.10.2009
4) Controlli sui circoli ricreativi: circolare delle Entrate estensiva rispetto al dato normativo
5) Agevolazioni per prima casa: perdita dei benefici dalla data del rogito notarile
6) Brevi di fisco e lavoro (calcolo base imponibile IRAP, assoggettabilità ad IVA dei canoni corrisposti per la concessione in uso della rete fognaria comunale, ecc.)
Se il contribuente è momentaneamente assente occorre affiggere l’avviso sulla porta di entrata della società e poi mandare una raccomandata.
E’ questo il monito della Suprema Corte di Cassazione che invita a prestare maggiore cautela nelle notifiche degli accertamenti alle aziende.
Secondo i giudici supremi (Cassazione, sentenza n. 10177 del 04.05.2009), se l’addetto incaricato alla notifica non trova nessuno in sede che possa ricevere l’atto deve necessariamente affiggerlo.
Non è, quindi, sufficiente l’affissione dell’avviso in comune.
In tal modo è stato accolto il ricorso presentato da una Srl, per la circostanza che il messo non aveva trovato nessuno nella sede legale e aveva affisso l’avviso in comune e presso l’Albo pretorio.
Poi aveva notificato le imposte nel domicilio dell’amministratore.
L’azienda aveva subito impugnato l’atto sostenendo che le notificazioni non erano state regolari; mancava l’affissione sulla porta dell’azienda.
Nel motivare la decisione la sezione tributaria ha dovuto distinguere tra irreperibilità assoluta del contribuente e impossibilità momentanea a ricevere l’atto (per esempio sede legale vuota).
Solo nel primo caso si applicano, a parere della Cassazione, le più severe norme tributarie sulle notificazioni.
In particolare, “la notificazione dell’avviso di accertamento tributario dev’essere effettuata secondo il rito previsto dall’art. 140 cpc quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi (o altro possibile consegnatario) non è stato rinvenuto in detto indirizzo da dove tuttavia non risulta trasferito”.
Deve essere applicata “la disciplina di cui al DPR 600/73, art. 60, lett. e), sostitutivo, per il procedimento tributario dell’art. 143 cpc, quando il messo notificatore non reperisca il contribuente che, dalle notizie acquisite all’atto della notifica, risulti trasferito in luogo sconosciuto”.
L’art. 60 non prevede neppure implicitamente una diversa disciplina per tali casi.
Pertanto, nel caso d specie, la notificazione è nulla.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 10177 del 04.05.2009)
Deve essere pagata due volte l’imposta di registro se oltre all’azienda vengono ceduti anche i contratti di locazione degli immobili, trattandosi di atti separati e distinti.
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 10180/2009.
La controversia ha riguardato l’impugnazione, proposta da una società, avverso l’avviso di liquidazione per supplemento dell’imposta di registro, riguardante l’applicazione dell’imposta alla cessione dei contratti di locazione degli immobili, in cui era svolta l’attività di impresa, intervenuta in occasione della cessione d’azienda originariamente sottoposta a registrazione.
La società ricorrente aveva contestato, la violazione dell’art. 20 D.P.R n. 634/72 nella parte in cui, ai fini tributari la cessione dei contratti d’affitto dei locali viene ritenuta autonoma rispetto alla cessione d’azienda.
Pertanto, secondo la Suprema Corte, nel caso di cessione d’azienda e contestuale cessione dei contratti di locazione degli immobili in cui si svolge l’attività d’impresa, l’imposta di registro va pagata due volte.
Più tempo per i comuni e le società concessionarie per comunicare all’Amministrazione fiscale i dati acquisiti nell’attività di gestione del servizio di smaltimento rifiuti urbani.
È stata, infatti, prorogata al 31 ottobre 2009, con il Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 05 maggio 2009, protocollo n. 2009/67051, peraltro pubblicato il 06 maggio 2009, la data entro cui comunicare i dati relativi agli anni solari 2007 e 2008.
Chi gestisce la raccolta dei rifiuti – enti locali e società loro concessionarie – dovrà trasmettere all’Amministrazione finanziaria i dati identificativi, compresi i dati catastali, dei singoli immobili e quelli dei relativi occupanti o detentori.
Come è risaputo, la comunicazione dei dati risponde all’esigenza di rendere più incisiva l’azione di contrasto all’evasione nel settore delle locazioni immobiliari, attraverso l’incrocio con i dati messi a disposizione dall’Agenzia del Territorio.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 06.05.2009)
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 12/E del 09.04.2009, nel fornire le istruzioni applicative dei controlli sugli enti associativi (art. 30 del D.L. n. 185/2008) ha anticipato il contenuto del modello che gli enti dovranno compilare ed inviare e che ad oggi non è ancora disponibile.
Infatti, complementare alle attività di controllo generale, quella svolta nei confronti degli enti appartenenti al terzo settore (enti non commerciali ed ONLUS) riveste, per il corrente anno, una rilevanza superiore rispetto al passato.
L’attività di controllo verrà indirizzata nei confronti di quei soggetti per i quali le informazioni a disposizione degli Uffici evidenzino la possibile esistenza di vere e proprie imprese commerciali dissimulate sotto forma di associazioni culturali, sportive, di formazione e simili (spesso annoverate nella nozione di “circoli privati”).
Le informazioni trasmesse, insieme a quelle raccolte sul territorio, dovranno essere usate dagli uffici locali per indirizzare i controlli agli enti non commerciali.
Le dette informazioni possono essere acquisite sia avvalendosi degli strumenti informativi in possesso degli Uffici (Banca dati Onlus, Interrogazioni selettive, ecc.), sia mediante strumenti esterni quali Internet, registri gestiti da enti territoriali, informazioni desumibili da pubblicità commerciale diffusa e così via.
Particolare attenzione sarà posta nella verifica dell’effettiva partecipazione dei soci alla vita associativa, con regolare convocazione e svolgimento delle assemblee.
Inoltre, l’attività di controllo dovrà comportare un significativo recupero di agevolazioni fiscali illegittimamente fruite come nel caso di esercizio di attività economiche con rilevanti giri d’affari e redditività non assoggettate a imposizione.
La circolare, estendendo il dato normativo (che, invece, esonera dall’adempimento gli enti che svolgono solo attività istituzionale), ha affermato che il nuovo obbligo di comunicazione interessa tutti gli enti di tipo associativo, compresi quelli che si limitano a riscuotere quote associative o contributi dei soci per l’attività istituzionale (cioè per quella non commerciale).
L’onere compete anche alle associazioni a fiscalità privilegiata così come indicato nell’art. 148 comma 3 del Tuir, che beneficiano della “decommercializzazione” delle prestazioni rese ai soci dietro corrispettivo.
Tali agevolazioni sono applicabili se si verificano due requisiti:
1) gli enti hanno adeguato lo statuto alle clausole previste;
2) viene trasmesso il nuovo modello imposto dalla legge.
Ha, quindi, sorpreso che tra i destinatari dell’adempimento ci siano quelle associazioni che non realizzano alcuna vendita di beni o prestazione di servizi a favore dei propri soci e vivono solo delle quote associative e di contributi liberali non legati ad alcuna controprestazione.
Sarebbe sufficiente il controllo dell’uniformità del rapporto associativo, che non consente di diversificare i soci chiedendo loro quote differenti, per smascherare l’attività di chi, in realtà, attraverso corrispettivi mascherati da quote sociali, vende servizi ai soci.
L’entità delle strutture associative presenti sul territorio nazionale è rilevante e potrebbero essere le piccole organizzazioni le principali vittime se non al corrente del nuovo adempimento, le quali potrebbero correre il rischio di perdere la qualifica di enti non commerciali, con il sorgere degli obblighi di apertura di partita Iva, dichiarazioni annuali e pagamento delle imposte.
(Notiziario Fitel di maggio 2009)
Nel caso di acquisto da cooperative edilizie, decade dalle agevolazioni per prima casa il contribuente che vende l’abitazione acquistata con i benefici fiscali prima della scadenza dei 5 anni dalla data del rogito notarile.
Al fine del calcolo dell’inizio del periodo dei 5 anni, va tenuta di conto la data del rogito notarile e non le date di preassegnazione o di consegna dell’immobile.
Soltanto la data della registrazione della compravendita, “segna la nascita della possibilità (e del dovere) dell’ufficio di acclarare la non spettanza del beneficio”.
Peraltro, fino al momento del trasferimento, la cooperativa rimane proprietaria dell’immobile.
Tale conclusione è coerente con l’indirizzo della Corte di Cassazione (sentenza, n. 4626/2007) la quale, nel precisare che l’acquisto della proprietà dell’alloggio da parte del socio di cooperativa edilizia a proprietà divisa si verifica al termine di un procedimento plurifasico, ha osservato che:
– l’assegnazione dell’alloggio al socio non può di per sé spiegare alcun effetto traslativo senza la successiva stipula del contratto di mutuo individuale, perché essa attribuisce esclusivamente un diritto di godimento.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 67/E/2009)
– Se non si paga l’imposta il brevetto decade
Il brevetto decade nel caso di mancato pagamento della tassa annuale per il suo mantenimento in vigore.
In particolare, per evitare tale decadenza va versata l’imposta entro sei mesi dal termine del deposito della domanda.
Inoltre, la Suprema Corte ha stabilito che il pagamento della stessa tassa deve essere provato esclusivamente mediante documentazione scritta, ossia tramite attestazione comprovante il versamento: Non vengono ammesse prove presuntive e /o testimoniali.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 10219 del 04.05.2009)
– Estensione territoriale del DURC
Il DURC (documento unico di regolarità contributiva) rilasciato dalla sede INPS di un singolo Comune è idoneo a comprovare il requisito della regolarità contributiva anche se la società interessata ha più sedi a livello nazionale.
La verifica INPS viene riferita all’intera situazione aziendale visto che, sostanzialmente, il DURC è un documento unitario che accerta la posizione (contributiva) dell’azienda richiedente sulla base della sua posizione contributiva complessiva secondo un riscontro di natura telematica a livello nazionale.
(Consiglio di Stato, decisione n. 2401 del 21.04.2009)
– Fermo amministrativo, preavviso non autonomamente impugnabile
Le nuove procedure per i preavvisi dei fermi amministrativi prendono il via. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 10.06.2008 che aveva riconosciuto l’inammissibilità del preavviso come atto per procedere all’iscrizione del fermo, Equitalia è corsa ai ripari.
Nel modello si dovrà precisare che l’atto non è autonomamente impugnabile e che dopo i venti giorni della notifica del preavviso, arriverà la notifica della comunicazione del fermo.
La nuova procedura contenuta in una nota interna di Equitalia risalente alla fine del 2008 è però operativa a decorrere dal 06.05.2009 considerato che da poco sono state ultimate le procedure informatiche.
Nella stessa nota viene riportato che le spese di notifica non potranno essere addebitate né al contribuente né all’ente creditore.
La comunicazione, infine, dovrà contenere le necessarie indicazioni sulle modalità di impugnativa.
(Italia Oggi del 06.05.2009)
– Garante privacy: Amministratori di condominio attenta verifica sulla denuncia TARSU
Prima di espletare le relative procedure di calcolo delle tasse, l’amministratore di condominio deve verificare le denunce già effettuate direttamente da parte degli occupanti dello stabile amministrato.
(Provvedimento Garante per la protezione dei dati personali 19.02.2009 – Newsletter n. 322 del 05.05.2009)
– Operativo un numero verde per i contribuenti colpiti dal sisma
E’ attivo dal 06.05.2009 il numero verde 800.185.070 dedicato esclusivamente alle persone colpite dal terremoto del 6 aprile.
Obiettivo di questa nuova linea diretta con il Fisco, che s’aggiunge ai servizi forniti dal Camper dell’Agenzia delle Entrate, dal 28 aprile operativo a L’Aquila, è di garantire assistenza telefonica sugli adempimenti fiscali ai contribuenti residenti nei territori colpiti dal sisma.
Il nuovo numero verde è raggiungibile da telefono fisso, limitatamente agli 8 distretti telefonici della regione Abruzzo, e da cellulare.
Il servizio sarà operativo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 16.30.
– Indagini finanziarie: il Ciat premia l’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate vince il “Premio annuale per l’innovazione nelle Amministrazioni fiscali”, bandito dal Ciat – Centro interamericano de administraciones tributarias – per il 2009, per la categoria “efficacia”.
In particolare, l’Agenzia è stata premiata per il progetto “procedura per le indagini finanziarie” in occasione dell’assemblea generale del Ciat , tenutasi a Santo Domingo dal 20 al 23 aprile.
Il riconoscimento è stato consegnato dal direttore generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella, al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.
– IRAP: Determinazione della base imponibile
L’indennità di mancato preavviso concorre alla determinazione della base imponibile Irap, calcolata con il cosiddetto “metodo retributivo”.
La risposta dell’Agenzia deriva dalla ricostruzione della disciplina applicabile, ai fini Irap, alle Amministrazioni pubbliche, tra le quali sono ricomprese le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, che determinano la base imponibile di tale imposta con il cosiddetto “metodo retributivo”.
Sono rilevanti ai fini contributivi e, quindi, concorrono alla determinazione della base imponibile Irap, tutte le somme e i valori che il dipendente percepisce nel periodo d’imposta e che siano in qualunque modo riconducibili al rapporto di lavoro, a eccezione delle somme e dei valori che la norma esclude espressamente dal prelievo contributivo.
Riguardo i dipendenti che transitano dal trattamento di fine servizio al trattamento di fine rapporto, per la determinazione della base imponibile Irap ai sensi dell’art. 10-bis del Dlgs 446/1997 occorre fare riferimento alle somme rilevanti ai fini previdenziali.
I compensi per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, ancorché ricondotti, ai fini dell’Irpef, tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, concorrono alla determinazione della base imponibile Irap ai sensi dell’art. 10-bis del Dlgs 446/1997, secondo cui rilevano ai fini Irap esclusivamente i “compensi erogati” dal committente al collaboratore.
Ciò comporta che i compensi erogati per rapporti di co.co.co. concorrono alla determinazione della base imponibile Irap al netto dei contributi posti a carico del committente e che assume rilevanza, ai fini dell’imposta, il compenso effettivamente corrisposto al collaboratore, comprensivo della quota di contributi a suo carico.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 121/E del 06.05.2009)
– Assoggettabilità ad IVA dei canoni corrisposti per la concessione in uso della rete fognaria comunale
L’affidamento in uso dietro pagamento di un canone, da parte di un Comune, della rete fognaria comunale, sulla base di un accordo stipulato secondo le modalità proprie degli operatori economici privati, esula dall’esercizio dei poteri autoritativi dell’ente locale.
Tale affidamento può costituire un’attività economica rilevante ai fini Iva se il bene dato in uso è suscettibile di essere utilizzato esclusivamente per l’esercizio di un’attività economica e se il canone stesso costituisce un introito economicamente rilevante avente carattere di stabilità, in ragione della durata effettiva del rapporto e dell’entità delle somme percepite.
L’attività svolta si considera commerciale quando è caratterizzata dai connotati tipici della professionalità, sistematicità e abitualità, ancorché la stessa non venga esercitata in via esclusiva, potendo tali requisiti sussistere anche in presenza del compimento di un unico affare, in considerazione della rilevanza economica dello stesso e della complessità delle operazioni in cui si articola, che implica la necessità di compiere una serie coordinata di atti economici.
In particolare, anche l’impiego e il coordinamento del capitale per fini produttivi, nell’ambito di un’operazione di rilevante entità economica, costituisce esercizio di attività d’impresa.
Pertanto, per verificare la rilevanza agli effetti dell’Iva del canone corrisposto per l’affidamento della rete fognaria comunale occorre considerare, nell’ambito di un’analisi degli elementi di fatto che caratterizzano il caso di specie, la natura del bene dato in uso (l’insieme degli impianti necessari all’erogazione all’utenza del servizio di fognatura), l’entità e il carattere di stabilità del canone periodico (percepito per una durata pari a 10 anni e parametrato ai metri cubi di acqua fatturati dal gestore sull’intero territorio comunale), nonché l’impegno assunto dall’ente locale di realizzare, assumendone l’onere finanziario, la costruzione delle nuove opere, le ristrutturazioni e le implementazioni di quelle esistenti.
Nel caso di specie, si é venuta a configurare, un’attività economica rilevante ai fini IVA, secondo i criteri specificati dall’A.d.E. nella neo risoluzione n. 122/2009.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 122/E del 06.05.2009)