Source: http://ilaonline.net/node/1463
Timestamp: 2018-03-24 11:54:06+00:00
Document Index: 150982096

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 12']

CIRCOLARE INL N. 1/2017 INL CIRCOLARI REGISTRAZIONE N. 1 DEL 9/01/2017 Oggetto: D.Lgs. n. 136/2016 – attuazione della Direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 – distacco transnazionale di lavoratori ...... | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Inviato da redazione il Mar, 10/01/2017 - 23:40
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA, segnala la CIRCOLARE INL N. 1/2017 INL CIRCOLARI REGISTRAZIONE N. 1 DEL 9/01/2017 Oggetto: D.Lgs. n. 136/2016 – attuazione della Direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 – distacco transnazionale di lavoratori – indicazioni operative al personale ispettivo.<
Circolare INL n. 1/2017 del 09/01/2017<
CIRCOLARE INL N. 1/2017 INL CIRCOLARI REGISTRAZIONE N. 1 DEL 9/01/2017 Oggetto: D.Lgs. n. 136/2016 – attuazione della Direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 – distacco transnazionale di lavoratori – indicazioni operative al personale ispettivo.<
Oggetto: D.Lgs. n. 136/2016 – attuazione della Direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 – distacco transnazionale di lavoratori – indicazioni operative al personale ispettivo.
Ai sensi dell'art. 1, comma 1, del decreto, che riproduce sostanzialmente l'art. 1, comma 1, D.Lgs. n. 72/2000, la disciplina in esame trova applicazione nei confronti delle imprese stabilite in un altro Stato membro dell'Unione europea che, nell’ambito di una prestazione di servizi, distaccano in Italia uno o più lavoratori in favore di un'altra impresa, anche se appartenente allo stesso gruppo, o in favore di un'altra unità produttiva o di un altro destinatario, a condizione che durante il periodo di distacco continui a sussistere un rapporto di lavoro tra il lavoratore distaccato e l'impresa distaccante
Nello specifico, si fa riferimento al considerando 17 del Reg. n. 1072, in base al quale “le disposizioni della direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito della prestazione di servizi, si applicano alle imprese di trasporto che effettuano trasporti di cabotaggio”, nonché al considerando 11 del Reg. n. 1073, che recita “le disposizioni della direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito della prestazione di servizi si applicano alle imprese di trasporto che effettuano trasporti di cabotaggio”
b. tale operazione di cabotaggio, inoltre, deve essere effettuata nel rispetto dell’ulteriore termine complessivo di sette giorni dallo scarico totale delle merci eseguito in altro Stato membro nell’ambito del citato trasporto internazionale.
Nell’ambito del settore trasporto va evidenziato che i servizi di trasporto internazionale su strada che comportano il mero transito su territorio italiano, ovvero il semplice attraversamento che non dia luogo ad attività di carico/scarico merci o imbarco/sbarco passeggeri, non configurano la fattispecie di distacco transnazionale e, conseguentemente, non comportano l’applicazione del Decreto n. 136/2016 e dei relativi obblighi; ciò in ragione della circostanza che in tali ipotesi manca il presupposto della prestazione transnazionale di servizi in favore di un destinatario operante in territorio italiano
La fattispecie sopra descritta può risultare, inoltre, dalla circostanza che l’azienda straniera che formalmente distacca i lavoratori abbia costituito di fatto una filiale sul territorio nazionale sempre che il personale ispettivo, sulla
base della rilevazione degli indicatori di cui all’art. 3, riscontri un minimo di organizzazione di mezzi e/o di persone ovvero locali, uffici, reparti, sedi operative/produttive, in ragione delle quali l'impresa eserciti e/o gestisca un'attività su base stabile e continuativa e possa di conseguenza considerarsi stabilita in Italia. In tal caso, peraltro, l’azienda dovrà ottemperare agli obblighi previsti dalla legge italiana per la tenuta dei documenti in materia di lavoro (artt. 39 e 40 del D.L. n. 112/2008, conv. da L. n. 133/2008).
Si segnala infatti che in tali casi, contraddistinti da operazioni riconducibili formalmente alla fattispecie del distacco transnazionale, ma in realtà consistenti in mere pratiche di invio fraudolento di manodopera, non risulta possibile agire in via automatica per l’applicazione della disciplina previdenziale nazionale con conseguente iscrizione del lavoratore all’INPS
Con particolare riguardo alle tariffe salariali il Ministero, con risposta ad interpello n. 33/2010, ha precisato “che nella nozione di retribuzione devono essere ricomprese tutte le erogazioni patrimoniali del periodo di riferimento, al lordo di qualsiasi contributo e trattenuta. La retribuzione cosi intesa, va dunque più strettamente legata alla definizione di "reddito da lavoro dipendente" valida ai fini fiscali e nella stessa rientrano tutte le erogazioni patrimoniali aventi causa nel rapporto di lavoro in senso lato, senza operare una comparazione per singola voce retributiva che risulterebbe comunque impossibile in considerazione dei differenti regimi normativi applicabili nei diversi Paesi europei”.
Con la previsione di cui all’art. 4, commi 4 e 5, il Legislatore ha inteso richiamare la normativa interna vigente in materia di responsabilità solidale negli appalti, somministrazione e trasporto, quale speciale forma di garanzia per i diritti retributivi e contributivi dei lavoratori subordinati, in tal modo rendendola applicabile anche ai prestatori di servizi che distaccano lavoratori sul territorio nazionale (cfr. interpello ML n. 33/2010).
Tenuto conto degli eventuali problemi di esecuzione della diffida accertativa nei casi in cui il datore di lavoro distaccante non abbia beni aggredibili in territorio italiano e vi siano difficoltà nell’attuazione delle procedure di delibazione internazionale, il provvedimento de quo, avente ad oggetto il differenziale retributivo accertato in sede ispettiva, viene notificato al datore di lavoro (impresa comunitaria distaccante), anche attraverso la persona di contatto di cui all’art. 10, comma 3, lett. b), D.Lgs. n. 136/2016. Inoltre, si ritiene che la diffida accertativa possa essere comunicata anche al distaccatario/committente/utilizzatore stabilito in Italia, in qualità di obbligato solidale, nei confronti del quale non avrà comunque efficacia di titolo esecutivo, stante la formulazione letterale dell’art. 12 del D.Lgs. n. 124/2004.
‹ Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 ancora da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. su CIRCOLARE INL N. 2/2017 Oggetto: Ispettorato nazionale del lavoro – profili logistici, di coordinamento e di programmazione del personale ispettivo – prime indicazioni operative. ›