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Timestamp: 2017-07-25 09:57:18+00:00
Document Index: 21628027

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 26', 'art. 22', 'art. 118', 'arte50', 'art. 22', 'art.13']

Il Piano di lavoro 2011 by Anci Toscana - issuu
Il Piano di lavoro 2011
Le Linee programmatiche per l’attività dell’Anci ToscanaIndice
Presentazione p. 5PIANO DI LAVORO 2011 p. 71. GLI INDIRIZZI
1.1 Il XIII Congresso regionale
1.2 La relazione con la Regione
1.3 Le funzioni di Anci Toscana
1.4 La rappresentanza politicap. 9
p. 122. LE PRIORITÀ PER IL 2011
2.1 Il riassetto istituzionale e le Unioni dei Comuni
2.2 La partecipazione dei Comuni al recupero
dell’evasione fiscale
2.3 L’attuazione del federalismo fiscale
2.4 La finanza localep. 13
p. 133. IL SISTEMA DELLE RELAZIONI
3.1 Il rapporto con ANCI nazionalep. 20
p. 204. LA COMUNICAZIONE: STRUMENTI E ATTIVITÀp. 235. STUDI INDAGINI E RICERCHEp. 266. LA PRODUZIONE
6.1 Convegni
6.2 Formazione
6.3 Anci Toscana partner
6.4 Progetti speciali di particolare interesse
per l’attività 2011p. 30
p. 357. LA RIORGANIZZAZIONE INTERNAp. 41p. 15
p. 17p. 37Linee programmatiche per l’attività
dell’Anci Toscana p. 431. Premessap. 45 2. Funzioni e linee strategichep. 48 3. Le decisionip. 58 Appendice
Anci Toscana OGGI p. 59 1. LA STRUTTURA POLITICap. 60 2. lo staffp. 613. Le sedip. 64PRESENTAZIONEObiettivo di questo Piano di lavoro 2011 è quello di interpretare e dar corso a un
ventaglio di attività di supporto ai Comuni, declinando così gli indirizzi espressi
in sede politica.
Le Linee programmatiche per l’attività 2009-2014 dell’Anci Toscana – approvate dal
Consiglio Regionale del 15 dicembre 2009 – orientano inoltre la definizione del
piano di lavoro annuale.
Ad oggi ci sono alcune questione importanti per la nostra Associazione, importanti
per rafforzare la sua funzione e il suo ruolo di rappresentanza istituzionale e di
presidio in favore dei Comuni, ma importanti anche per il suo stesso sviluppo.
In questo senso un’occasione di rilievo per Anci Toscana sarà la capacità di
interpretare bene la funzione di coordinamento dei presidenti e dei direttori/
segretari delle Anci regionali – funzione conferita dall’assemblea congressuale di
Torino per un triennio a seguito del nuovo art. 22 dello statuto nazionale – in uno
scenario politico nazionale che declina in senso federalista l’organizzazione della
macchina statale.
Ci è stata data fiducia, dobbiamo riuscire a interpretarla.
Il contesto che fa seguito alle elezioni regionali è una prova anche per noi di
ricostruire relazioni.
È una fase questa – i prossimi 5/10 anni – in cui possiamo dispiegare le nostre
potenzialità, nonostante la crisi economica finanziaria, che riduce e deprime gli
spazi rimandando a un tempo indefinito la ripresa.
La prospettiva, sul piano ordinamentale e oltre le critiche, è quella dell’apertura
di una stagione di riforme che dobbiamo saper interpretare anche nel senso
dell’autoriforma, dello sviluppo delle gestioni associate e verso la costituzione di
Sul piano finanziario l’attuazione della l. 42/09, anche in forza dell’accordo siglato
con il governo il 9 luglio scorso e alla luce del decreto legislativo sul federalismo
demaniale, apre la stagione (incerta) della nuova autonomia impositiva comunale
IMU e quella (complessa) della determinazione dei fabbisogni/costi standard.
5Infine un argomento che oggi deve essere affrontato: la crisi di ruolo dei Comuni. Un
argomento già evidenziato nei precedenti piani di attività ma ancora sottostimato
e che continua a non trovare grande audience nel nostro ambiente.
Archiviata la stagione del “partito dei Sindaci” e dei Comuni come punto
nevralgico, vitale del rapporto tra cittadini e Stato, assistiamo ormai da molti
anni a scelte politiche che hanno portato verso una lenta ma ferma azione di
ridimensionamento della funzione dei Comuni, del loro ruolo di soggetti – i
principali – della protezione sociale e del rilancio dello sviluppo, di interpreti del
buon vivere delle comunità locali.
Ricordando solo il breve periodo, possiamo affermare senza ombra di smentita
che usciamo da 10 mesi di provvedimenti profondamente punitivi nei confronti
dei Comuni e di carattere destrutturante del sistema-paese, con una escalation
continua e serrata.
Si tratta in verità di questione più nazionale che regionale ma che dovrebbe costituire
il tema principale, per il sistema ANCI, sul quale concentrare la riflessione e nel
quale coinvolgere una platea vasta.
segretario generale Anci Toscana6Il piano di lavoro
2011Il Piano di lavoro 2011 Ă¨ stato definito dagli organi politici dellâ&#x20AC;&#x2122;Anci Toscana, con
il contributo delle aree, dei settori di lavoro, delle consulte e delle comunitĂ professionali, di consulenti e collaboratori dellâ&#x20AC;&#x2122;Associazione e approvato nella riunione
del 7 dicembre 2010 del Comitato Direttivo.1. GLI INDIRIZZI
1.1 Il XIII Congresso regionale
L’assemblea congressuale di Anci Toscana del 30 settembre 2009 è stata un
momento importante di riflessione dei rappresentanti dei Comuni sia sul contesto
politico istituzionale generale e toscano che sul ruolo che può e deve svolgere
ANCI nel suo insieme e Anci Toscana nello specifico nel territorio.
Dal Congresso è uscita consolidata la necessità per l’Associazione di interpretare
un ruolo che dia una doppia risposta alle esigenze dei Comuni: rappresentanza
politica nelle istituzioni – con un punto di vista di parte certo ma finalizzato a
difendere gli interessi delle comunità – e supporto alle attività.
Soprattutto l’attività di service, come l’abbiamo definita durante il Congresso
fiorentino, è diventata necessaria ai Comuni, in un momento come quello attuale
caratterizzato da nuove aumentate responsabilità e conseguenti nuove professionalità
e da limitate risorse economiche, dovute al taglio ai fondi per assunzioni e
formazione del personale dipendente degli enti. Una visione che potremmo definire
“schizofrenica” dell’organizzazione della macchina amministrativa del nostro Paese
che di fatto inibisce la possibilità di governo dell’innovazione di cui è portatrice la
recente normativa.
In questa sede vogliamo ribadire ancora l’assoluta validità degli indirizzi
congressuali, che confermati nell’atto d’indirizzo approvato il 15 dicembre 2009
dal Consiglio Regionale, vanno messi ora alla prova dei fatti.
1.2 La relazione con la Regione
Il rapporto con la Regione è l’elemento che ha accresciuto di più lo spazio politico
e le responsabilità di Anci Toscana negli ultimi 10, 15 anni e rappresenta l’ambito
inevitabilmente strategico sia dal punto di vista istituzionale sia dal punto di vista
delle risorse che possono essere intercettate a supporto di progetti e attività a favore
L’auspicato rinnovamento della pratica concertativa fra le istituzioni pubbliche della
Toscana pare ora, con una Giunta fortemente centrata sulla figura del presidente
e caratterizzata dalla volontà di assumere decisioni in tempi ridotti, declinarsi in
un diverso approccio ai tavoli di confronto. Si prospetta il superamento di un
9metodo strutturato, basato sulla condivisione degli obiettivi, cui dedicare tempo e
disponibilità alla mediazione. Pare superata l’esperienza consolidata che vedeva le
proposte della Regione diffuse con largo anticipo e discusse in più riprese, magari
con progressive modifiche, prima di essere adottate.
Se tutto ciò è vero, l’Associazione dei Comuni deve attrezzarsi per questa modalità,
ovvero deve essere capace di proporre alla Regione temi e problemi ritenuti prioritari
e prospettarne le potenziali soluzioni, in un confronto che preceda l’elaborazione
degli atti del Governo regionale, in modo che questi possano giungere al tavolo di
concertazione avendo già recepito le questioni di interesse dei Comuni.
Questa nuova impostazione permetterebbe di superare i limiti della concertazione
così come l’abbiamo conosciuta, rendendo più evidente la vocazione alla
collaborazione istituzionale ed evitando i rischi di vedere nella Regione una
controparte e di potenziali conflittualità.
La priorità assunta dalla Giunta regionale di maggiore snellezza e velocità nella
formazione delle decisioni non può che essere pienamente condivisa dai Comuni,
per i quali diventa una sfida positiva. Al tempo stesso la Regione deve accettare un
confronto che muova dall’iniziativa diretta degli EELL e non più solo dalla propria
attività politico-amministrativa. Ciò permetterebbe anche la definizione di un
comune terreno di confronto con gli altri livelli istituzionali, il Governo centrale in
primo luogo, nei confronti dei quali l’interlocutore unitario diventerebbe l’intero
sistema istituzionale della Toscana.
Si passerebbe così a una vera e propria alleanza tra organi costituzionali e a una
collaborazione piena e sicuramente più positiva. Si tratta indubbiamente di un
salto di qualità che è però inevitabile se si vuole affrontare la complessità della
nuova fase. Il primo passo consiste nel definire un primo elenco di questioni che
sono o si porranno nel prossimo futuro all’attenzione, di individuare gli elementi
problematici, i soggetti coinvolti, i tempi e i percorsi politico-istituzionali.
Prima prova l’approvata legge regionale sul patto di stabilità territoriale con cui la
Regione ha accolto le richieste e le sollecitazioni ricevute da Province e Comuni.
La legge introduce un importante elemento di flessibilità all’interno degli stretti
vincoli imposti dal Patto di stabilità, intervenendo a limitarne gli effetti negativi
con la messa a disposizione di una liquidità di 60 milioni di euro che gli Enti
locali toscani potranno utilizzare per interventi pubblici e investimenti.
10Una particolare attenzione va posta sul tema delle modalità di sviluppo della
concertazione interistituzionale, anche a seguito del rinnovo degli organi politici
dell’amministrazione regionale. In tal senso è stato stipulato un protocollo aggiuntivo
a quello in vigore con il quale si è attivata la gestione transitoria del procedimento
attuale verso quello nuovo. Sarà quindi necessario svolgere un’adeguata pressione
verso la Giunta regionale e le altre Associazioni delle autonomie locali per definire
una proposta condivisa di riorganizzazione della strumentazione di raccordo
Regione/Autonomie. Su questo versante e in considerazione di una riqualificazione
delle attività e del ruolo del Consiglio delle Autonomie Locali, è opinione dell’Anci
Toscana puntare ad accrescere la funzione di esame politico delle questioni del
tavolo interistituzionale, anche facendosi promotore dell’iscrizione all’ordine
del giorno di problematiche e argomenti nonché prese di posizione. Per ciò che
riguarda il Consiglio delle Autonomie Locali, pur mantenendo ferme le prerogative
costituzionali (organo di consultazione presso il Consiglio Regionale) riporterebbe
una più marcata accentuazione sull’esame di atti e proposte di legge, snellendo
così il tavolo istituzionale, svolgendo così la funzione di “consulente” anche della
Giunta oltre che del Consiglio Regionale.
Il riordino così ipotizzato dei sistemi di raccordo andrà reso coerente con un
quadro nazionale, nell’alveo della Conferenza dei Presidenti delle Anci regionali,
da cui potranno partire linee guida condivise e indirizzi politici più avanzati per
salvaguardare gli spazi politici-istituzionali delle Associazioni in sede regionale.
1.3 Le funzioni di Anci Toscana
Le funzioni di Anci Toscana sono di duplice natura: istituzionale, di rappresentanza
dei Comuni nei confronti della Regione e degli altri attori politico-istituzionali del
territorio e del Paese e di supporto mutualistico-associativo attraverso l’erogazione
di servizi specialistici (consulenza, formazione, informazione e assistenza tecnica).
In particolare negli ultimi anni sono cresciute le occasioni per presentare progetti
e ricevere finanziamenti finalizzati a erogare servizi e a realizzare azioni che
contribuiscono a fare dell’Associazione una realtà “produttiva”.
In uno scenario come quello attuale, mentre crescono per i sistemi locali le
responsabilità, diminuiscono le risorse e sbiadisce la possibilità di incidere
sull’attività legislativa e programmatica, i Comuni devono poter rappresentare
11le loro legittime istanze, devono poter esercitare un’attività lobbistica nelle sedi
decisionali. Fare lobby per Anci Toscana non si esaurisce nel presidiare la relazione
tra Comuni e Regione Toscana, ma si presenta piuttosto come una fitta rete di
relazioni, con:
-	le altre associazioni toscane delle autonomie locali;
-	Anci nazionale e le altre Anci regionali;
-	il terzo settore;
-	in ultima analisi con la società toscana tutta.
1.4 La rappresentanza politica
Uno dei punti qualificanti del programma di attività di Anci e obiettivo primario è
quello di aumentare la capacità di intercettazione e interpretazione degli interessi e
delle richieste dei Comuni, allo scopo di massimizzare e portare a sintesi i contenuti
delle istanze di rappresentanza attività primaria, questa, dell’Associazione.�
Nel quadro poco prima delineato di una governance regionale rinnovata, un ruolo
qualificante spetta alla nostra Associazione in quanto titolare della rappresentanza
politico-istituzionale esclusiva dei Comuni, sia a livello centrale sia regionale. Il
presidente Chiamparino a Torino durante il Congresso nazionale dello scorso anno,
chiese espressamente l’inserimento di una norma nel Codice delle Autonomie
che sancisca questo ruolo di Anci come soggetto istituzionalmente deputato alla
rappresentanza dei Comuni nei confronti di Stato e Regioni. Anci deve quindi
candidarsi ad essere luogo di creazione e diffusione di processi di innovazione, il
più pregiato e il più efficace, rivestendo i panni di “Agenzia per lo sviluppo dei
Comuni” in grado di sostenerli nella piena attuazione delle riforme istituzionali e
organizzative in corso.122. LE PRIORITÀ PER IL 2011
2.1 Il riassetto istituzionale e le Unioni di Comuni
Sulla base del confronto in corso fra Anci, Upi, Uncem e Giunta della Regione
Toscana, tenendo conto delle indicazioni emerse dall’Assemblea nazionale dei
piccoli Comuni dell’Anci di Riccione e delle prime valutazioni in sede di Consulta
regionale dei piccoli Comuni, sono state elaborate alcune proposte-richieste che
potranno essere utili in sede di concertazione sul riassetto istituzionale.
In generale servono certezze sui tempi necessari per il riassetto istituzionale, tempi
adeguati al processo che si intende realizzare e che debbono tenere conto delle
forti difficoltà che Comuni e Province sono chiamati ad affrontare in conseguenza
alla manovra governativa e a un quadro normativo nazionale confuso e spesso
È dunque fondamentale una forte concertazione fra Regione, Anci, Upi e Uncem
e il massimo consenso delle istituzioni locali, senza il quale si rischia di aggiungere
difficoltà a difficoltà e di far fallire il riassetto istituzionale con conseguenze nefaste
per le comunità locali.
Le indicazioni del Dpef 2011 della Regione e le scelte che si sono concretizzate in
questi mesi in tema di Comunità Montane indicano la strada del loro superamento.
Vogliamo tuttavia ricordare il ruolo positivo che hanno svolto in Toscana sia sul
fronte della gestione di deleghe della Regione sia su quello delle competenze che
i Comuni hanno loro conferito a titolo di gestioni associate di funzioni e servizi.
Non si può dimenticare che tutto questo ha consentito risparmi e qualificazione
nell’offerta di servizi e nelle politiche di investimento e ha rappresentato un
significativo livello di partecipazione nei processi di programmazione regionale.
Il superamento delle Comunità Montane non deve rappresentare per nessun motivo
un indebolimento delle politiche per la montagna e quindi una diminuzione dei
servizi e del sostegno ai cittadini e alle attività economiche presenti nelle zone
È quindi indispensabile che il riassetto istituzionale garantisca, anche attraverso i
-	il riconoscimento della specificità e delle necessità dei territori montani (e
insulari);
13-	l’impegno ad assicurare i necessari finanziamenti anche a fronte della progressiva
riduzione e annullamento delle risorse messe a disposizione delle Comunità
Montane dallo Stato;
-	la continuità del lavoro che le Comunità Montane garantiscono e certezze per
la collocazione del patrimonio professionale e umano, che non può essere in
nessun modo disperso.
Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante se, come appare probabile, si
dovesse determinare una fase transitoria per il passaggio dalle Comunità montane
alle Unioni dei Comuni.
La scelta, che si va facendo in Toscana come a livello nazionale delle Unioni dei
Comuni richiede chiarezza nelle competenze e certezze nei ruoli.
Al riguardo è necessario:
-	assicurare alle Unioni di Comuni la delega per la gestione di funzioni regionali
come avviene ora per le Comunità Montane;
-	operare una riflessione particolare per la delega in agricoltura che si vorrebbe
attribuire alle Province con il rischio di ridimensionare il lavoro in termini di
decentramento e di maggiore presenza sul territorio che è stato realizzato in
-	garantire e se possibile incrementare le risorse regionali per l’incentivazione delle
gestioni associate;
-	individuare una soluzione equilibrata per quanto riguarda la popolazione minima
necessaria per dar vita a una Unione di Comuni che a livello nazionale è indicata
in 5mila abitanti mentre la Regione Toscana ne prevede 10mila.
Per quanto riguarda la territorialità delle Unioni di Comuni non andrebbe esclusa
la possibilità che abbiano dimensioni interprovinciali, almeno in particolari
situazioni, mentre la coincidenza o meno fra Unioni di Comuni e zone socio
sanitarie deve trovare una soluzione che eviti incongruenze e sovrapposizioni non
funzionali.142.2 La partecipazione dei Comuni al recupero dell’evasione
All’interno della manovra correttiva D.l. 31 maggio 2010 n.78 convertita nella
legge 122, è prevista una cooperazione fattiva tra Comuni e Agenzia delle entrate
finalizzata all’individuazione ed emersione dei tributi statali evasi, che prevede il
riconoscimento ai Comuni di una quota economica pari al 33% (con la precedente
legislazione ci si attestava al 30%) delle maggiori somme riscosse a seguito del loro
In questo quadro nazionale si inseriscono alcuni accordi interistituzionali sottoscritti
a livello regionale mirati a dare struttura a quanto sancito dal dettato normativo.
Dalla prima intesa con la Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, siglata da
Anci Toscana nel novembre 2009 e mirata alla formazione del personale dei Comuni
sui temi del recupero dell’evasione fiscale, si approda all’intesa Anci ToscanaRegione che regola la partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento dei
tributi regionali, spostando l’azione di contrasto all’evasione fiscale sul territorio
regionale e aumentando al 50% il valore della quota riconosciuta ai Comuni a fronte
del recuperato, secondo quanto prefigurato dall’art. 26 della legge delega 42/09.
Importanti iniziative in linea con i contenuti della normativa nazionale sono
già in atto con diversi soggetti del territorio mentre è in corso di definizione il
progetto, coordinato dalla Regione e denominato “Patto territoriale antievasione”,
partecipato da Anci Toscana insieme a tutti i soggetti preposti all’attività
tributaria e all’interno del quale si è appena definito secondo un accordo siglato
da Anci Toscana e Inps – primo in Italia ancorché tutto da sviluppare – della
partecipazione dei Comuni all’accertamento dei crediti previdenziali. In questo
quadro con l’assessore regionale Nencini sono da completare le azioni necessarie
per dare attuazione all’intesa sulla lotta all’evasione soprattutto, dal punto di
vista dei Comuni, in termini di potenziamento e aggiornamento professionale
del personale comunale coinvolto nelle attività di accertamento e conseguenti
necessarie risorse.152.3 L’attuazione del federalismo fiscale
La legge 42/09 prevede 17 decreti attuativi (la delega scade nel maggio 2011).
Ad oggi è stata presentata dal Governo la “Relazione sul federalismo fiscale” e
sono stati approvati definitivamente i decreti attuativi sul federalismo demaniale
e su Roma capitale mentre sono stati varati dal Consiglio dei ministri altri 4
decreti attuativi: fabbisogni standard degli Enti locali; federalismo municipale;
costi e fabbisogni standard sanitari; autonomia di entrata delle regioni a statuto
Mancano tuttavia gli elementi fondamentali della riforma (LEP, perequazione,
patto di convergenza degli obiettivi di servizio) e numeri certi sull’impatto del
federalismo fiscale, il rischio è quindi che la riforma sia attuata in modo parziale e
focalizzato esclusivamente sulla razionalizzazione della spesa pubblica locale.
Lo schema di decreto sui fabbisogni standard si limita a dettare norme per
disciplinare il metodo e le procedure attraverso cui i fabbisogni standard saranno
definiti da parte della SOSE e successivamente recepiti con Dpcm.
Non è chiaro se i fabbisogni standard debbano essere calcolati per singolo bene o
servizio, oppure per ciascuna funzione o per il complesso della spesa primaria di
Manca un coordinamento con la Carta delle autonomie (si fa riferimento solo alle
funzioni fondamentali provvisorie della legge 42/09) né è prevista una procedura
di confronto con il sistema delle autonomie nella Conferenza permanente per il
Il superamento della spesa storica è collocato nel triennio 2011-2013, la revisione
“a regime” è fissata entro il triennio successivo e non sono contemplati processi di
aggiustamento dinamico e monitoraggio.
Il federalismo municipale prevede nella prima fase (2011-2013) la devoluzione ai
Comuni del gettito di: imposta di registro e di bollo sugli atti traslativi relativi a
immobili; imposta ipotecaria e catastale; IRPEF sui redditi immobiliari (escluso
il reddito agrario); imposta di registro e di bollo sui contratti di locazione relativi
a immobili; tributi speciali catastali; tasse ipotecarie; cedolare secca sugli affitti.
Rimangono o sono attribuite allo Stato l’imposta ipotecaria e catastale relativa ad
atti soggetti a IVA e l’addizionale all’accisa sull’energia elettrica.
16Nella seconda fase (dal 2014) è prevista l’istituzione dell’Imposta Municipale
Propria (IMUP) che sostituirà: le imposte devolute nella prima fase (esclusa la
cedolare secca sugli affitti); l’ICI e l’imposta sulle successioni e donazioni e la
possibilità di introdurre l’Imposta Municipale Secondaria facoltativa (IMUS)
sostitutiva di Tosap, Cosap, imposta su pubblicità, diritti su pubbliche affissioni,
canone per pubblicità, addizionale ECA.
Al momento il nostro giudizio sulle proposte del Governo per ottenere l’autonomia
finanziaria dei Comuni in tempi rapidi è sospeso, servono chiarimenti sul valore
dell’IMU e della cedolare secca sugli affitti, Comune per Comune. Chiediamo
inoltre che gli eventuali aumenti di gettito conseguenti all’autonomia finanziaria
restino nel comparto dei Comuni e che quindi si stabilisca una cifra fissa, non una
percentuale, per la compartecipazione dello Stato.
Serve poi modificare le regole del Patto di stabilità e alleggerire la manovra a carico
dei Comuni per il 2011.
È necessario inoltre che venga sbloccata una cifra significativa dei residui passivi
che i Comuni hanno nelle loro casse, ma che sono obbligati a non spendere. È
anche di questo che è fatto il rilancio dell’economia del Paese.
2.4 La finanza locale
L’attuazione delle politiche governative con la finanziaria 2010, il decreto legge
2/10 con misure urgenti sui Comuni, la “manovra correttiva” dell’estate scorsa,
hanno posto in atto un attacco forte ai Comuni mettendo di fatto in discussione
il ruolo prioritario di prossimità nei confronti dei cittadini, di presidio sociale e di
attore fondamentale nella ripresa economica.
Tuttavia dati ISTAT segnalano come, rispetto al peggioramento di quasi 20 miliardi di
euro del deficit della PA osservato nel 2008 rispetto al 2007, il deficit dei Comuni si sia
ridotto di oltre 1,2 miliardi di euro. Per il 2009 alla stima di ulteriore deterioramento
del saldo della PA di oltre 38 miliardi di euro si contrappone un miglioramento del
saldo dei Comuni stimato da IFEL in circa 1 miliardo e 200 milioni di euro.
A determinare il concorso positivo e l’andamento virtuoso dei Comuni rispetto
agli altri livelli di governo ha contribuito essenzialmente l’abbattimento di una
17cospicua parte della spesa per investimenti, giacché il solo contenimento della spesa
corrente non sarebbe stato sufficiente.
Rimangono questioni vecchie non ancora risolte, su cui ci sono state promesse non
mantenute dal Governo: ICI 2008 sulla prima casa, mancato gettito sull’addizionale
IRPEF 2007, ICI sugli immobili di categoria D e i cosiddetti “costi della politica”
ex lege 244/07 per importi che superano vari miliardi di euro. Su questi quattro
punti Anci Toscana ha promosso un ricorso stragiudiziale, come iniziativa politica
e anche come serio nonché incerto tentativo, di recuperare almeno in parte somme
importanti per i bilanci comunali.
Il provvedimento sul contenimento della spesa pubblica non contiene interventi
e misure di carattere strutturale sul versante del sostegno alla ripresa economica
ma, in termini di finanza locale, attua una decurtazione delle risorse finanziarie dei
Comuni e delle altre autonomie territoriali con evidenti e inevitabili ripercussioni
sulle politiche sia sociali sia di investimento, sulla qualità dei servizi offerti alle
comunità e sulla possibilità di svolgere un ruolo attivo di volano per l’economia
La manovra appare, inoltre, fortemente iniqua in ordine alla ripartizione dei
carichi finanziari fra i livelli di governo. Infatti su un totale pari a circa 25 miliardi,
la riduzione della spesa è stimata in circa 15 miliardi, mentre il restante contributo
dovrebbe derivare da maggiori entrate.
Di questi 15 miliardi di riduzione della spesa pubblica, più del 60% è costituito da
tagli ai trasferimenti erariali di Regioni, Province e Comuni; per la restante parte
una percentuale modesta è rappresentata dalla riduzione della spesa dei Ministeri
e per una parte più cospicua dagli interventi di risparmio sul personale del settore
Dal 1999 ad oggi l’Italia ha formulato il proprio Patto di Stabilità Interno
esprimendo gli obiettivi programmatici per gli Enti territoriali e i corrispondenti
risultati ogni anno in modi differenti, alternando diverse configurazioni di saldi
finanziari a misure di controllo sulla spesa per poi tornare agli stessi saldi.
I Comuni hanno dovuto e dovranno significativamente migliorare i propri saldi
18e per farlo hanno come unica possibilità, vista la pesante riduzione delle entrate
e il blocco dell’autonomia impositiva: la riduzione della spesa. Si tratta di una
soluzione difficilmente sostenibile per i Comuni che devono far fronte alla crescente
domanda di servizi sociali e all’aumento dei costi di produzione per l’erogazione
dei principali servizi pubblici. L’unica via che è rimasta da percorrere agli Enti
locali, date le rigide regole del Patto di stabilità, è la riduzione della spesa in conto
capitale, che come sopra già anticipato, è la parte del bilancio più discrezionale.
I Comuni per rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità saranno costretti nel
triennio 2009-2011 a ridurre la spesa totale di circa il 9% e considerando che la
spesa corrente è difficilmente contraibile a risentirne sarà la spesa per investimenti
che si potrebbe ridurre di almeno il 30%.
Pertanto, la misura prossima ai 5 miliardi di euro si risolve in un blocco dei
pagamenti alle imprese per opere di investimento realizzate per un importo simile.
Già in passato le regole vigenti sul Patto avevano avuto l’effetto di creare residui
passivi nei bilanci comunali. Il decreto legge 78/10 ripropone lo sblocco dei residui
passivi per l’anno 2010 ma con una percentuale irrisoria rispetto a quanto concesso
nel 2009. Infatti, la percentuale di sblocco dei residui passivi in conto capitale
passa dal 4% del 2009 allo 0,75% del 2010, permettendo di fatto pagamenti per
soli 320 milioni di euro.
Su questo quadro difficilissimo si inserisce il progetto di legge finanziaria regionale.
Il provvedimento, in questa fase, agisce solo sul contenimento della spesa; non
prevede, tranne che in un caso (la conferma delle agevolazioni alle imprese
sull’IRAP) nessuna norma di rilancio dell’economia toscana.
È la prima volta che in una legge finanziaria della Toscana vengono inserite norme,
oltre gli aspetti finanziari, che impattano parecchio su leggi esistenti e sulle quali
noi vorremmo dare un contributo, perché interessano direttamente Comuni ed
Enti locali.193. IL SISTEMA DELLE RELAZIONI
che privati che hanno dato corso a una serie di attività che segnano il percorso
dell’Associazione nel breve e lungo periodo.
Con ANCI nazionale l’obiettivo è sviluppare e sistematizzare il rapporto di
Con la Fondazione IFEL (Istituto per la finanza e l’economia locale) il rapporto
è consolidato e proseguirà anche nel 2011 l’attività di formazione e l’assistenza
tecnica agli enti sui temi della contabilità e fiscalità locale.
3.1 Il rapporto con ANCI nazionale
È indubbia la crescita che Anci Toscana ha avuto negli ultimi anni. Sul fronte
dei volumi di attività, qualità e quantità delle iniziative, budget a disposizione,
risorse umane coinvolte, sistemi di relazioni consolidati e sviluppati. Ora,
dentro un contesto nazionale in cui ANCI si consolida sempre più come il più
apprezzato soggetto di rappresentanza istituzionale è opportuno che si diffonda la
consapevolezza in Anci Toscana (rango politico e struttura) del ruolo che essa può
svolgere in questa fase politico-istituzionale.
Il “presupposto”, come si definiva il rapporto con l’ANCI nazionale nelle linee di
attività 2005/2009, si è rivelato una grande potenzialità declinata, come si è già
descritto, nelle relazioni operative con IFEL e Cittalia e nella piena collaborazione
che si ritrova nella stragrande maggioranza dei dirigenti e funzionari dell’ANCI che
contribuiscono con la loro professionalità alle attività formative e convegnistiche
della nostra Associazione e alla redazione delle pubblicazioni.
In questo ambito si segnala l’opportunità offertaci di partecipare come prima
esperienza pilota al nuovo importante progetto nazionale di predisposizione di una
Guida normativa a carattere regionale.
Tale strumento, consultabile via web, renderà disponibile una banca dati della
normativa regionale e dei regolamenti dei Comuni toscani, archivio che attualmente
non è disponibile se non per gli statuti.20Oggi tuttavia la questione principale per Anci Toscana è la capacità di interpretare
bene la funzione di Coordinamento dei Presidenti e dei Direttori/Segretari
delle Anci regionali, conferita lo scorso anno e per un triennio all’Assemblea
Congressuale di Torino a seguito del nuovo art. 22 dello Statuto nazionale. Nello
scenario federalista che si sta delineando nel governo del Paese è questa una grande
opportunità per interpretare un ruolo politico di rappresentanza nazionale del
sistema regionale dell’associazionismo comunale.
Per ciò che attiene la funzione di coordinamento delle Anci Regionali Anci Toscana
dovrà promuovere incontri e formulare proposte sulle tematiche più significative e
all’ordine del giorno dell’Agenda politico-istituzionale, tra cui:
-	le linee guida per l’applicazione territoriale per il Patto di Stabilità, dopo le
esperienze effettuate;
-	i documenti di riflessione in merito di sistemi di raccordo Regioni/Autonomie
locali, in particolare conferendo ai CDAL il ruolo loro previsto in costituzione e
rilanciando un rapporto fra esecutivi (Giunte Regionali/Anci e Upi);
-	l’applicazione del federalismo fiscale, a partire dall’applicazione del decreto
legislativo sul federalismo demaniale alla definizione dei fabbisogni standard,
alla rinnovata capacità impositiva che potrà essere attribuita ai Comuni tramite
l’adozione del D.lgs. sulla IMU;
-	il supporto alle intese che potranno essere realizzate con le altre associazioni delle
autonomie nel solco di una netta semplificazione dei sistemi di rappresentanza
politico istituzionale e di una valorizzazione del ruolo unitario che può essere
assolto dall’Anci, anche alla luce dell’accordo per il convogliamento di Uncem
all’interno di Anci, su scala nazionale e regionale.
Nella programmazione delle attività relative al coordinamento delle Anci regionali
si elencano poi una serie di attività di carattere più interno/organizzativo cui fare
-	il Regolamento del Coordinamento, con l’obiettivo di una migliore e più efficace
rappresentanza si è predisposta una bozza di Regolamento del Coordinamento
delle Anci regionali da tempo trasmessa al segretario di ANCI Rughetti, perché
sia sottoposto all’esame e all’approvazione del Consiglio Nazionale. Obiettivo
del prossimo anno quello di provvedere alla definizione e approvazione;
21-	la Ricerca sui modelli organizzativi, promossa per avere una maggiore
conoscenza delle potenzialità e dei punti di debolezza delle nostre Associazioni
regionali anche allo scopo di definire alcune opportunità di base da offrire dalle
sedi regionali ai Comuni, come presupposto di un ragionamento sugli standard
minimo di servizi da offrire ai soci;
-	l’allineamento degli Statuti, avviato con un esperto giuridico messo a disposizione
da Anci Toscana l’esame dell’allineamento degli Statuti regionali allo Statuto
-	gli archivi delle Associazioni, per la tenuta, tutela e valorizzazione degli archivi,
sia in ANCI nazionale sia in una parte delle Anci regionali, trattandosi di un
vero e proprio patrimonio di conoscenze e, a questo punto, di un bene culturale;
-	le Anci in rete – il progetto ha come obiettivo la creazione di un sistema a rete,
condiviso e integrato, di strumenti di relazione e contatti tra le Anci regionali.
Il sistema si basa sull’uso di quattro strumenti – Rete Voip, Agenda condivisa,
Videoconferenza, Intranet – e Anci Toscana ha il compito di coordinamento e
capofila.224. LA COMUNICAZIONE:
La comunicazione istituzionale rientra nelle attività fondamentali di Anci Toscana
nei confronti dei soci e di tutti quei soggetti che con la loro opera concorrono allo
sviluppo delle comunità locali ed è un valore oggettivo indiscutibile in una società
come l’attuale che vive di informazione e comunicazione.
Attraverso una corretta politica di comunicazione l’Associazione adempie ai doveri
di informazione, controllabilità e trasparenza in merito al suo operato, aggiorna
sulle attività in corso e sulle occasioni offerte e infine contribuisce alla diffusione di
un’immagine di sé chiaramente riconoscibile.
Anci Toscana si è dotata di un sistema di comunicazione integrata, sia all’interno,
verso i Comuni soci, sia verso la generalità del mondo politico, istituzionale e della
società toscana, basato su una rete di strumenti e attività.
«Aut&Aut - Autonomia & Autonomie»
Il �periodico delle Autonomie festeggerà nel 2011 il suo ventennale, continuando ad
affrontare ogni mese un tema particolarmente importante per gli Enti locali toscani,
ascoltando le diverse voci coinvolte, nell’intento di fornire un approfondimento
puntuale sui temi trattati accompagnato da «Percorsi di Cittadinanza», un
approfondimento sui temi della politica di immigrazione e pace.
L’obiettivo di raddoppiare la tiratura si accompagna con la riflessione in corso di
aprire alla presenza di inserzioni pubblicitarie che si ipotizza potrebbero coprire
parzialmente i costi di produzione. È inoltre avviato un confronto con ANCI
per valutare alcune possibilità di collaborazione con il periodico nazionale «Anci
Vanno a integrare il quadro degli strumenti per l’informazione e la comunicazione
una serie di strumenti elettronici:
-	www.ancitoscana.it il portale di Anci Toscana, pensato come la vetrina delle
opportunità per i Comuni e lo strumento di archiviazione dei documenti, sarà
sottoposto nel 2011 a un profondo restiling dotandolo di una nuova piattaforma
integrata con la rete delle Anci Regionali;
23-	Newsletter elettronica settimanale inviata a oltre 4000 amministratori toscani,
aggiorna su tutte le questioni di interesse per i Comuni;
-	Newsletter ELIA (Enti locali in azione) inviata a tutti gli apicali degli enti toscani
costituisce un supporto professionale a disposizione delle amministrazioni;
-	Newsletters UEA dal 22 luglio scorso è partita la news etter mensile legata alle
attività dell Ufficio Europa di ANCI Toscana (UEA) nato dalla consapevolezza
che i Comuni sono sempre più spesso chiamati a svolgere un ruolo attivo nella
creazione di reti territoriali tra soggetti istituzionali e attori socio-economici per
promuovere azioni e iniziative finalizzate a uno sviluppo locale equilibrato;
-	www.PA informa.it il portale che mette in rete gli uffici stampa dei Comuni
allo scopo di sistemizzare e rendere facilmente disponibile al mondo dei media la
mole di informazioni provenienti quotidianamente dai Comuni. Nella logica che
lo sottende, PA informa è un network d’informazione non solo dei Comuni ma
dei territori e si configura come uno strumento al servizio degli amministratori
per il rilancio della visibilità dei Comuni sui media toscani. Conclusa la fase di
sperimentazione il progetto è adesso gestito da Comunica e sarà rilanciato nel
2011 con l’obiettivo di una piena copertura territoriale.
Sono strumento per sviluppare e consolidare un efficace sistema di relazione
coi Comuni soci e con la realtà politico-istituzionale toscana, costituiscono una
ricchezza che l’Associazione deve salvaguardare e qualificare nel corso del mandato
2009/2014.
Nel 2011 le pubblicazioni previste finora sono:
-	Leasing in costruendo;
-	10 anni di raccordo Regione Toscana-Autonomie;
-	Il nuovo Statuto di Anci Toscana;
-	Inventario degli archivi dell’Anci Toscana 2005-2009;
-	L’Audit “Io l’ANCI la vedo così”, III edizione;
-	L’Annuario 2010/2014, la nuova formula di una pubblicazione tradizionale;
-	Il Bilancio sociale 2010, III edizione;
-	La ricerca sui cimiteri in Toscana;
-	Manuale sull’Urbanistica;
-	Guida normativa regionale (in collaborazione con Anci nazionale).
24La rassegna DIRE e FARE
La stretta economico-finanziaria impone una riflessione più generale sulla nostra
principale manifestazione annuale DIRE e FARE, giunta quest’anno alla sua
XIV edizione.
La scelta da fare è quella di continuare a usare la Fortezza da Basso a Firenze per
i prossimi anni come palcoscenico della nostra manifestazione – un palcoscenico
prestigioso (anche se problematico) – dal quale possiamo continuare il lavoro di
una ulteriore qualificazione della manifestazione mirando a un confronto virtuoso
in ambito nazionale, oppure di definire, d’intesa con la Regione, manifestazioni
itineranti che possano contenere i costi di allestimento e gestione e, se realizzate
con cadenza infra annuale, restituire quella visibilità di cui un evento di questo
tipo – la fiera degli Enti locali – ha assolutamente necessità.
Il 2011 dovrà essere l’anno per confermare da un lato i saloni tematici biennali –
infanzia e paesaggio – e quello in cui rinnovare le intese istituzionali per il 2011 con
la Regione Toscana, UPI, UNCEM, Legautonomie e Confservizi Cispel in sede
toscana, con Anci Emilia-Romagna per l’infanzia (con Camina), Cesvot, Comune
di Firenze, Provincia di Firenze e avviare un rapporto di più fattiva collaborazione
con ANCI nazionale.255. STUDI, INDAGINI E RICERCHE
L’attività di studio e ricerca di Anci Toscana mira a raccogliere, analizzare e
interpretare dati e informazioni che riguardano enti, istituzioni e organizzazioni la
cui attività può produrre valore aggiunto per il sistema dei Comuni.
In questo senso l’attività di ricerca produce valore strategico rendendo disponibile
conoscenza e competenze sui temi di interesse analizzati e misurati.
Novità di rilievo potrebbe essere rappresentata dal rapporto con le due Fondazioni
che si occupano per ANCI nazionale degli studi e delle ricerche. Cittalia e IFEL
costituiscono un interessante giacimento di conoscenze e di prodotti sui quali
interloquire e operare in modo congiunto. Ciò può essere effettuato, se si riscontrerà
disponibilità, in sede di Coordinamento delle Anci regionali.
Ciò premesso continuerà l’attività di studio e ricerca dell’Associazione concentrata
sui seguenti temi:Ricerca sui cimiteri toscani
Si tratta di un’attività di ricerca – realizzata direttamente da Anci Toscana con la
preziosa collaborazione di un gruppo di Ufficiali comunali di Polizia mortuaria
dei Comuni – che mira alla costruzione di un database che faccia da punto di
riferimento quantitativo sulla questione cimiteriale in Toscana. La ricerca risponde
alle domande su quanti sono i cimiteri in Toscana, quale estensione hanno, come
vengono gestiti e in che misura rispondono alle esigenze della popolazione.
Nel 2011 sono previsti, a completamento del lavoro un convegno, una pubblicazione
con gli esiti dello studio e la realizzazione di un sito, in collaborazione con il
Servizio Cartografico della Regione, in cui mettere a disposizione i dati raccolti a
integrazione del sistema informativo regionale.Banca dati dei Comuni toscani
Avanzata una richiesta di finanziamento alla Regione per un progetto per la
realizzazione di una banca dati. Coinvolti un consistente pool di Comuni, l’Unione
di Comuni della Val d’Era e la Provincia di Pisa, il progetto predisposto da Anci
Toscana dovrebbe vedere la collaborazione di un insieme nutrito di soggetti con cui
stipulare accordi per disporre dei loro dati: ISTAT, IRPET, ARS ecc.
26“Io l’ANCI la vedo così”
Nella seconda metà del 2011 sarà riproposto per la terza volta nel giro di alcuni
anni un Audit interno rivolto agli amministratori toscani, una ricognizione relativa
alle aspettative dei soci nei confronti della loro Associazione e alla valutazione
dei servizi realizzati, nonché delle modalità di comunicazione e informazione.
Obiettivo generale è valutare la soddisfazione degli utenti e individuare aree di
miglioramento nelle attività dell’Associazione come è costume di lavoro della
nostra Associazione regionale. La terza edizione potrebbe essere utilizzabile anche
sul piano nazionale e nel rapporto con le altre Anci regionali.“La banca dati dell’innovazione nel governo locale in Toscana”
Con questo progetto ci si propone di mettere a sistema tutte le informazioni raccolte
durante il lavoro di documentazione delle esperienze di innovazione fatto fino ad
oggi da Anci Toscana nel territorio attraverso la manifestazione DIRE e FARE in
primo luogo e secondariamente con l’osservatorio dell’innovazione, promosso in
collaborazione con Regione e Cesvot.
Obiettivo del progetto è rendere accessibili le buone pratiche rilevate e censite e
valutarne qualità e risultati e capacità di dare risposte ai bisogni dei cittadini e di
incidere sui territori.City gov – Pubblico e privato nel governo delle città
Grazie alla costituzione dell’Associazione temporanea di scopo con Università
di Firenze e Antos srl ha preso il via il progetto di cui al bando della Regione
Toscana del febbraio 2009 previsto dalla misura “POR FSE ASSE IV” per il
finanziamento di progetti di ricerca, per un importo complessivo di 300mila
euro approvato e finanziato completamente nel 2010. Il Progetto di ricerca che si
svilupperà nel 2011 ha per oggetto la governance locale con particolare attenzione
all’incidenza che, sotto il profilo politico, istituzionale, finanziario e culturale le
Società partecipate degli Enti locali hanno nel governo della città in una chiave
comparativa tra Italia e alcuni stati dell’Unione Europea. L’Università di Firenze
sarà il capofila del progetto.27Banca dati degli amministratori
Nel 2011 saranno 31 i Comuni toscani che andranno al voto. Come già accaduto
in occasione delle ultime elezioni amministrative sarà realizzato un aggiornamento
dei dati relativi agli amministratori toscani raccolti nella banca dati.“Determinazione del profilo di salute dei territori”
In collaborazione con l’Agenzia regionale di sanità è in fase di definizione un
progetto di studio che a partire dalla banca dati dell’Agenzia mira a realizzare
dossier tematici sulle condizioni di salute degli abitanti di uno specifico territorio,
in questo caso il Chianti. Il progetto si inquadra nella collaborazione tra Anci
Toscana e Agenzia regionale ed è da questa finanziato e sostenuto attraverso il
coinvolgimento di professionalità specifiche dell’ambito sanitario, quali medici e
statistici per l’elaborazione del dato.Città d’identità
La ricognizione delle tante reti di città dedicate a identità specifica (pane, olio,
vino ecc.) è ormai conclusa ed è solo da confezionare; con ciò avremo un quadro
aggiornato sulle adesioni dei Comuni toscani alle 24 reti promosse e sostenute da
ANCI, foriere di iniziative di promozione e conoscenza per turisti e visitatori e
occasioni di protagonismo delle comunità locali.Sistemi di raccordo Regione/Autonomie Locali
È da concludere l’esame storico su 10 anni di raccordo tra Regione Toscana e
Autonomie locali come lavoro propedeutico alla definizione di una riforma
dei meccanismi della concertazione. Gli esiti della ricerca daranno luogo a una
pubblicazione e saranno presentati in un convegno.Osservatorio sulla Società della Salute
La prima fase dell’osservatorio, dal lavoro di Federsanità e Anci Toscana, ha
interessato il periodo tra novembre 2009 e giugno 2010 con l’obiettivo di facilitare
il processo di governance delle Società. Gli obiettivi del nuovo programma mirano
alla qualificazione dell’offerta dei servizi attraverso innovazioni di processo e
28Due sono le linee di azione del programma di lavoro: a) sostegno alla costruzione del
Sistema regionale delle Società della Salute; b) sostegno al processo di stabilizzazione
delle Società della Salute accompagnando lo sviluppo delle esperienze locali con
azioni che tendano a gettare le basi per un sistema regionale delle Società della
Salute.Osservatorio sul federalismo fiscale
Partito da una proposta dell’Assessorato agli EELL della Regione Toscana l’ipotesi
di osservatorio è in via di definizione. Potrà, secondo il nostro parere, consentire
la prosecuzione del lavoro del Comitato tecnico di cui ai protocolli di intesa.
Avvalendosi della collaborazione di IRPET, l’unico luogo studi e ricerche sulla
materia in Toscana, e dotato di un Comitato scientifico composto da personalità
e competenze adeguate, l’osservatorio potrà contribuire al lavoro del sistema
regionale delle autonomie locali verso la piena attuazione delle complesse vicende
del federalismo fiscale.296. LA PRODUZIONE
6.1 Convegni
L’attività convegnistica e seminariale, di importanza strategica per l’Associazione,
accompagna e completa la sfera dei servizi di supporto di carattere più politico
che Anci Toscana predispone allo scopo di aggiornare gli amministratori sugli
adempimenti normativi e le riforme in atto.
Prendono infatti le mosse da problemi nazionali o da questioni locali di interesse
per i Comuni i temi di indirizzo per il 2011 che saranno quindi inevitabilmente
legati alle questioni calde all’ordine del giorno: l’attuazione del federalismo fiscale,
la nuova imposta municipale IMU, il codice delle autonomie locali, la definizione
dei costi standard dei Comuni, la gestione dei servizi pubblici locali.
Alcune proposte sono ormai consolidate e fanno parte stabilmente del programma
annuale, per altre esiste una programmazione di massima che sarà dettagliata in itinere.
Convegni e incontri già programmati1
IX meeting sulla finanza locale, promosso da ANCI e Anci Toscana
Annuale convegno formativo sull’impatto della finanziaria sui bilanci locali
19 gennaio 2011 – Viareggio, Centro Congressi Principe di Piemonte
II edizione del Meeting sull’e-Government, promosso da Regione e Anci Toscana
Annuale convegno formativo sull’innovazione negli Enti locali
Settembre 2011 – Viareggio, Villa Borbone
III edizione del Meeting formativo sull’Urbanistica, promosso da Anci Toscana
Annuale convegno formativo sulla tematica del governo del territorio
Ottobre 2011 – Scandicci, Teatro Studio
II edizione del progetto Comuni per la legalità, in collaborazione con Regione
Toscana, Comuni e Avviso Pubblico. Il progetto prevede il coinvolgimento dei
Comuni toscani in azioni tese a promuovere il tema della legalità e il rafforzamento 130Programmazione al 31/12/2010.del rapporto tra Enti locali, cittadini, mondo delle imprese, associazioni nel
perseguire e affermare la necessità della legalità democratica
(date e luogo da definire)
Convegni e iniziative in preparazione
Incontro sui bandi per le politiche giovanili
Giornata di lavoro per la diffusione della conoscenza di un’opportunità per i
Gennaio 2011 – Firenze
I Comuni e la riscossione coattiva
Gennaio 2011 - Viareggio, Villa Borbone
Le città e la strategia Europa 2020
Incontro sulla politica di coesione 2014-2020
Fine gennaio o primi febbraio – Arezzo, Salone del Palazzo del Governo, Prefettura
Riforma della Pubblica Amministrazione in corso
Una riflessione sullo stato di attuazione del D.lgs. 150/09 anche alla luce della
In collaborazione con Formez Italia
Fine gennaio - Firenze
Convegno La tematica della perequazione urbanistica
Febbraio 2011 - Poggibonsi
Stati Generali delle Autonomie Locali in Toscana
Riunione congiunta dei Direttivi toscani di Anci, Upi, Uncem, CdAL,
Legautonomie, per rilanciare la cooperazione delle associazioni fra le
autonomie locali toscane
31Convegno sugli impianti di smaltimento dei rifiuti
Promotori Anci Toscana e Confservizi Cispel Toscana per discutere di un tema
decisivo per il sistema di smaltimento dei rifiuti
Convegni e incontri sui servizi pubblici locali
Il ruolo e gli impegni dei Comuni fra liberalizzazioni, regolazione, dismissione
delle partecipazioni, sviluppo industriale, protezione delle comunità locali.
Convegni e incontri sulla tematica della definizione dei costi standard
Indirizzato agli amministratori, in attesa della normativa definitiva e completa, per
accompagnarli nel percorso previsto dal questionario ministeriale di rilevazione e
“Costruire la rappresentanza: Il diritto di voto, cittadinanza e partecipazione
ai migranti”
Convegno sul progetto di legge “Calderoli” sulle Autonomie locali
Da realizzarsi preferibilmente in collaborazione con CdAL, Upi, Uncem e
Legautonomie, occasione per riflettere sul nuovo “codice per le autonomie locali”,
e sul percorso parlamentare
Convegni e incontri sul Federalismo fiscale
Riflessione sul percorso parlamentare dei decreti attuativi su un tema decisamente
strategico per i Comuni
(date e luogo da definire)32Seminari semestrali con la Corte dei Conti
La verifica e il mantenimento degli equilibri di bilancio
Le modalità di attuazione delle disposizioni in materia di aggiornamento del
catasto contenute nella manovra estiva (articolo 19 D.l. 78/10, convertito in
legge 122/10).
Stati generali dell’evasione fiscale
TV ed Enti locali
In collaborazione con Corecom
IMU la nuova tassa municipale
I processi per la costruzione delle Unioni di Comuni
Costruire la “Rete delle Città Toscane”
Anci Toscana e ANCI, Dipartimento politiche comunitarie
I Comuni e l’Housing sociale: dalle politiche della casa alle politiche abitative.
Anci Toscana e ANCI
Insulae edizione 2011
In collaborazione con Ancim, l’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori e
33Regione Toscana, Anci Toscana promuove l’evento “Insulae. Piccole Grandi Isole
d’Europa”. Si tratta di riproporre una rassegna-evento-conferenza, la cui prima
edizione si è tenuta nel 2008 all’isola d’Elba, che affronta le politiche marittime,
dal locale all’internazionale, e ha lo scopo di far conoscere la Toscana del mare
e il sistema delle isole minori, ma anche lanciare uno sguardo al Nord Europa
e al Mediterraneo. All’interno della manifestazione seminari preparatori e due
giornate dedicate alla Prima Conferenza Internazionale sulle Isole Minori per la
promozione dei territori e la riflessione su scelte strategiche e durature per dare
risposte e migliorare la qualità della vita dei cittadini insulari. La prima edizione di
Insulae, con oltre 300 partecipanti, è stata un successo e ha portato alla stipula di
importanti accordi di collaborazione fra i vari soggetti interessati, al rafforzamento
del network delle isole minori europee (ESIN) e alla presentazione della “Carta
dell’Elba” sulle isole europee.
L’attività di formazione che Anci Toscana propone ai soci trova fondamento nel
ruolo istituzionale dell’Associazione e nella missione che la stessa si propone, ossia
promuovere lo sviluppo e la crescita del sistema dei Comuni. È un’attività mirata
dunque a supportare il lavoro del personale e degli amministratori dei Comuni
nell’interesse dei cittadini e del territorio.
Attraverso la formazione Anci Toscana svolge un duplice ruolo, accompagna i
Comuni nella declinazione delle politiche e allo stesso tempo raccoglie input su
bisogni e problematiche del territorio utili per ripensare in modo congiunto alle
Anci Toscana trova nella formazione la spinta e i contenuti per rappresentare ai
tavoli opportuni posizioni che nascono da chi quotidianamente opera a contatto
con i cittadini, quella pubblica amministrazione locale, non entità astratta come gli
slogan governativi degli ultimi tempi ci hanno convinto a immaginare, bensì cuore
pulsante di persone, strumenti, idee che può rendere la nostra vita di cittadini più
semplice, più sicura, di migliore qualità.
Dunque il progetto di formazione di Anci Toscana diventa il sistema di formazione
di Anci Toscana nel quale, assicurata la qualità dei contenuti, la centralità è riposta
34sulle persone che animano le iniziative, docenti e partecipanti che rappresentano
congiuntamente per l’associazione antenne sensibili, capaci di trasmettere anche
deboli segnali di cambiamento.
Il catalogo 2011 dell’offerta formativa
Il piano di formazione per il periodo autunno inverno 2010-2011 raccolto in un
unico catalogo logico si configura come una matrice tridimensionale nella quale le
iniziative proposte e raccolte in specifici ambiti tematici saranno distinte in programmi
operativi, ideali per addetti ai diversi uffici e in programmi più manageriali, con la
volontà di offrire una visione strategica, utili per responsabili dei servizi, dirigenti ma
anche personale politico interessato ad approfondire sotto il profilo tecnico giuridico
le diverse questioni. Ognuno degli ambiti tematici oltre allo sviluppo ordinario è
affrontato alla luce del nuovo scenario del sistema delle Autonomie locali. Priorità
sarà data alle conseguenze della trasformazione in legge del D.l. 78/10, al D.lgs.
150/10, la così detta riforma Brunetta, la legge delega sul federalismo fiscale con le
prime attuazioni quali il federalismo demaniale e un occhio sarà tenuto anche sulle
evoluzioni della discussione relativa alla nuova carta delle autonomie.
In tal maniera tutti coloro che operano nei Comuni toscani dagli addetti di categoria
più bassa ai dirigenti, agli organi politici, passando per il management potranno
trovare percorsi formativi di loro interesse e ancor più importante nell’ambito
del percorso potranno rappresentare il loro punto di vista che certamente sarà
patrimonio della riflessione elaborata in Anci Toscana sulle diverse problematiche
che investono in questo momento il mondo degli Enti locali.
6.3 Anci Toscana partner
Tiforma per Anci Toscana
Prosegue la collaborazione con Tiforma, società consortile costituita da Cispel
Confservizi Toscana e oltre 40 aziende del settore dei servizi pubblici locali, per
l’offerta di corsi di formazione a pagamento.
La partecipazione ai corsi nelle passate edizioni è stata sempre molto alta,
evidenziando una necessità di aggiornamento dettata senza dubbio dall’impatto e
dalla difficoltà interpretativa dell’innovazione normativa attuale.
35Storicamente sviluppata sui temi del governo del territorio, la collaborazione
prosegue; nel 2011 saranno approfondite le tematiche dell’area amministrativa,
contratti e appalti e sarà proposto un percorso sulle problematiche della gestione
del personale di carattere giuridico ed economico piuttosto che organizzativo.
Dalla collaborazione avviata con le Università di Firenze, Siena e Pisa nasce la
proposta di approfondire le tematiche legate alla Comunicazione pubblica che
saranno sviluppate in una serie di incontri previsti nel 2011.
In collaborazione con la Fondazione per gli Studi economici di ANCI Nazionale
nel corso del 2010 abbiamo presentato 29 corsi di formazione gratuiti ai quali
hanno partecipato oltre 400 persone provenienti dai Comuni toscani.
Per sua vocazione la Fondazione presenta una progettualità che segue l’evoluzione
normativa in materia economico-finanziaria e tributaria che proseguirà nel 2011
con un nuovo percorso formativo mirato ad approfondire le nuove tematiche del
federalismo fiscale e della determinazione dei costi standard.
La collaborazione con la SSPAL
La recente legge 122/10 decretando la soppressione dell’Agenzia per la gestione
dell’Albo dei Segretari comunali e provinciali (AGES) a seguito dell’emendamento
approvato all’unanimità prima in Commissione e poi in Aula in sede di esame della
conversione in legge del D.l. 78/10, ha di fatto imposto un cambio di registro nei
rapporti ormai consolidati tra Anci Toscana e SSPAL declinati nella gestione di una
serie di occasioni formative rivolte ai Comuni a titolo gratuito.
Il sistema di funzionamento nel prossimo futuro del sistema di relazione esistente
– alla luce delle incertezze che ad oggi gravano sul destino della SSPAL – evidenzia
una crisi in atto che inevitabilmente si rifletteranno sulla progettazione, che
attualmente non può essere che dubbia.
In questo scenario l’unica certezza di finanziamento e quindi di continuità per
il prossimo futuro lo registra Formal, titolo di un percorso formativo nazionale,
un brand, una linea di attività consolidata della Scuola che propone iniziative di
approfondimento e formazione destinate agli amministratori locali.36La scuola dei Comuni
Il progetto della Scuola dei Comuni toscani può essere considerata la sintesi di
tutta l’attività di formazione di Anci Toscana e ne rappresenta la sua compiutezza
La Scuola è inserita tra le azioni del PIUSS della città di Viareggio ed è qui che
avrà la sua sede presso lo spazio cittadino dell’Arengo, anche se al momento,
in via provvisoria, trova ospitalità presso Villa Borbone, sempre nella proprietà
del Comune di Viareggio, con il quale è stata stipulata apposita convenzione, e
sarà il centro operativo di attività della formazione al quale faranno capo tutte le
iniziative. Questo consentirà ad Anci Toscana di chiedere l’accredito come Agenzia
Formativa, utilizzando il percorso previsto dalla Regione.
6.4 Progetti speciali di particolare interesse per l’attività 2011
“Programma Transfrontaliero Italia Francia Marittimo”
Fra le tante iniziative l’attenzione sarà concentrata sulle attività di Anci Toscana
a valere sul “Programma Transfrontaliero Italia Francia Marittimo”. In tal senso
proseguiranno le attività del progetto UCAT - Unione Città dell’Alto Tirreno
che al di là degli obiettivi specifici rappresenta per Anci Toscana e per i Comuni
Toscani presenti nell’area tranfrontaliera (Comuni delle Province di Massa, Lucca,
Pisa, Livorno, Grosseto) una straordinaria opportunità per costruire una vera e
propria rete attorno a interessi e possibilità di sviluppo convergenti unitamente
alla Liguria alla Sardegna e alla Corsica. Nel progetto UCAT si è previsto di dar
vita a un’Associazione tranfrontaliera delle Associazioni dei Comuni delle quattro
regioni: una sorta di “rete delle reti” quindi, che potrà supportare l’attività di
progettazione e di consolidamento dei rapporti politici e istituzionali.
Le relazioni costruite all’interno del progetto UCAT hanno consentito di poter
lavorare alla presentazione di progetti ancora più ambiziosi (detti strategici) attraverso
i quali potranno essere avviate iniziative di sviluppo coordinato delle città costiere che
si affacciano sull’Alto Tirreno dando vita a collaborazioni che costituiscono il possibile
incubatore della macroregione dell’Alto Tirreno obiettivo strategico di lungo periodo
che consentirebbe di esercitare attività di lobby per l’area a livello di Commissione
Europea nella fase di riprogrammazione dell’utilizzo dei fondi strutturali.
37In particolare nel corso del 2011 sarà sviluppata l’attività relativa alla progettazione
esecutiva e al possibile avvio del progetto strategico Anciport di cui ad oggi è
stata presentata, in risposta all’avviso di selezione, la manifestazione di interesse
a partecipare. Obiettivo generale di Anciport è promuovere l’equilibrio tra la
dimensione economica, sociale e ambientale dei sistemi urbani e metropolitani
portuali e costieri dell’Alto Tirreno, accompagnando il recupero e la riqualificazione
dell’ambiente fisico, sociale e favorendo la tutela, la valorizzazione e la promozione
delle risorse naturali, economiche e culturali al fine di favorirne lo sviluppo
sostenibile e sicuro, l’attrattività e la competitività.
ReSISto II edizione
Nel corso del 2011 si svilupperanno e si completeranno le attività della seconda
edizione del progetto ReSISto, Rete di Sportelli informativi per stranieri in Toscana,
come previsto dal bando concluso il 31 ottobre. I Comuni aderenti alla rete
degli sportelli vedranno l’implementazione dei servizi di assistenza per i cittadini
stranieri e tutti gli operatori interessati potranno usufruire dei percorsi formativi,
uno di base e uno avanzato, così come del sistema di consulenza di secondo livello
per il disbrigo dei casi maggiormente complessi.
Gov&Stat
Fra i progetti speciali il 2011 sarà l’anno della realizzazione del progetto Gov&Stat.
Il progetto presentato nel 2009 nel corso del 2010 ha ricevuto il finanziamento ed
è stata realizzata la progettazione esecutiva. Il progetto muove dal presupposto che
la situazione di complessiva difficoltà in cui versano i Comuni toscani richiede di
consolidare la capacità di raccolta e di utilizzo dei dati da parte degli enti, in modo
tale da accrescere la capacità di analisi del contesto e di messa in rete di tutti gli
attori territoriali con l’obiettivo di pianificare le politiche e gli interventi in maniera
concertata.
A questo fine pare fondamentale raccogliere e coordinare fattori di conoscenza che
consentano una costante azione di monitoraggio dell’evoluzione delle dinamiche
sociali, politiche, ambientali, culturali, economiche essenziali alla funzione
programmatoria degli enti.
38Partendo da simili premesse il progetto propone la costruzione di un sistema di
raccolta, coordinamento e organizzazione di fattori di conoscenza del territorio
toscano, avendo come base statistica la dimensione comunale.
Il progetto si propone dunque la realizzazione di uno strumento di condivisione
dei dati disponibili nel patrimonio informativo in possesso di enti (di varia natura
e di differenti livelli) inerenti alle caratteristiche dei Comuni toscani, con la finalità
di avere una base dati consultabile per la diagnosi territoriale, con l’obiettivo di
costruire rappresentazioni multivariate delle differenti realtà territoriali di volta in
volta esaminate.
La banca dati sui Comuni rappresenta inoltre uno strumento in grado di valorizzare
il grande patrimonio di dati già esistente a livello nazionale e locale, oltre a mettere
in circuito dati in possesso di altri enti (Camere di commercio, Enti di ricerca ecc.)
e a promuovere il reperimento di nuovi dati riguardanti le diverse realtà locali.
UEA - Ufficio Europa Anci Toscana
Si consolida nel corso del 2011 l’attività dell’Ufficio Europa di Anci Toscana. UEA
muove dalla considerazione che i Comuni svolgono sempre più spesso un ruolo
attivo nella creazione di reti tra i soggetti istituzionali e gli attori socio-economici
che operano sui loro territori, promuovendo iniziative volte a uno sviluppo locale
equilibrato. Non a caso l’Unione Europea considera proprio le città motrici di
crescita economica e di nuovo lavoro “che giocano un ruolo chiave come centri
d’innovazione e di economia della conoscenza”. Perché quindi non sfruttare queste
potenzialità per volgere a proprio vantaggio i processi di europeizzazione in atto? A
tal fine servono strutture di supporto che diano alle amministrazioni nuovi metodi
di progettazione e capacità di collegamento a livello internazionale. Anci Toscana
intende mettere a disposizione la propria esperienza progettuale e operativa per
valorizzare i patrimoni locali di saperi e competenze.
L’Ufficio Europa dell’Anci Toscana si propone come strumento al servizio dei
Comuni, per sopperire alle mille difficoltà che possono incontrare nell’accesso
alle risorse economiche offerte dai nuovi programmi di finanziamento europei.
Informazione sulle ultime novità concernenti i bandi, formazione del personale
39sulle norme di progettazione, supporto nella creazione di reti di partenariato
transnazionale: sono solo alcune delle opportunità offerte.
Agenzia Servizi Informagiovani Toscani
Vedrà le prime concrete realizzazioni il progetto di costituzione e funzionamento
dell’Agenzia per gli Informagiovani toscani. La situazione dei punti informativi
per i giovani è in continua evoluzione e richiede una mappatura costante e
continua. Crediamo pertanto indispensabile strutturare un’azione di sistema tesa a
monitorare e valutare i servizi erogati dalla rete Informagiovani.
L’Agenzia di Servizi si avvarrà dei coordinamenti territoriali degli informagiovani
per attuare questo monitoraggio. A questo proposito, attraverso il Progetto, sarà
implementata la rete operativa tra Sportelli Informagiovani, Anci, Enti locali.
Essa alimenterà la comunicazione permanente tra i principali attori che gravitano
attorno all’ambito giovanile al fine di evidenziare bisogni ed elaborare strategie
operative. L’Agenzia, in linea con il lavoro del Coordinamento Nazionale e con le
indicazioni della Carta Europea dell’Informazione, opererà per favorire lo sviluppo
di un servizio Informagiovani impegnato a garantire informazione e promuovere
partecipazione nel campo dei diritti all’accesso (alla casa, al lavoro, al credito),
dell’orientamento allo studio, delle politiche di pari opportunità, delle strategie per
l’inclusione degli stranieri, degli interventi a sostegno della mobilità internazionale
ecc. L’Agenzia opererà altresì una mappatura costante del territorio toscano per
supportare l’apertura di nuovi punti informativi per i giovani, laddove essi non
esistano già, nel rispetto degli standard di qualità individuati.407. LA RIORGANIZZAZIONE INTERNA
Dopo aver concluso l’ultratrentennale presenza nel Comune di Prato e la più breve
presso gli uffici del Comune di Firenze, dal febbraio 2010 Anci Toscana si è data
una nuova sede unificando gli uffici allo scopo di ottenere una maggiore razionalità
dell’uso degli spazi e, di conseguenza, minori costi di gestione delle spese generali
oltre a una più appropriata organizzazione del lavoro, con la qualificazione e
riclassificazione dei compiti dei vari collaboratori.
A questa si sono aggiunte alcune l’intese per l’uso di spazi adeguati allo svolgimento
delle attività (le Murate con il Comune di Firenze e la sede ACI).
Inoltre con il trasferimento delle attività presso la nuova sede si è posta l’occasione
di avviare una sistematica riorganizzazione – presso uno spazio messo a disposizione
dal Comune di Firenze – dell’archivio documentale di Anci Toscana per il quale si
è attivata una collaborazione professionale con una esperta archivista. L’obiettivo è
quello di sistematizzare l’enorme mole di documenti in possesso dell’organizzazione
separando la sezione all’archivio storico dall’archivio corrente.
La nuova sede consente anche, data la sua centralità (lungo i viali limitrofi al centro
storico della città capoluogo della Toscana) di far percepire l’Associazione come
una realtà in costante crescita e “in carriera” nel panorama delle realtà associative
di rappresentanza degli Enti.
A questo punto serve quindi svolgere una riflessione interna finalizzata alla
riorganizzazione della struttura per renderla sempre più appropriata alle esigenze
dei soci e degli organi associativi secondo i seguenti indirizzi di lavoro:
-	rafforzamento dei servizi di assistenza tematica alle aree di lavoro e alle
consulte per l’espressione di pareri e le prese di posizione politiche, nonché per
l’individuazione di impegni di natura anche “imprenditoriale”;
-	qualificazione dell’attività ordinaria, dettata dall’Agenda nazionale e toscana,
rivolta ai Comuni con l’intento di consolidare la funzione di raccordi
dell’Associazione (comunicazioni, coinvolgimento nell’informazione e nella
conoscenza, presidio delle situazioni in movimento ecc.);
-	rafforzamento delle comunità professionali esistenti (ragionieri e urbanisti e
l’estensione ad altre figure professionali che possono offrire supporto professionale
alla risoluzione delle problematiche).
41In forza di questi indirizzi ci proponiamo di svolgere, quindi nel corso del 2011,
due iniziative di natura nuova e straordinaria.
In primo luogo pensiamo si possano visitare i Municipi toscani (nel periodo
2011/2012) contattando sindaci, amministratori dirigenti e funzionari al fine
di raccogliere indicazioni di lavoro e spunti di interesse, consolidare il quadro
delle relazioni personali e istituzionali, far conoscere direttamente le iniziative
Si tratta di uno sforzo organizzativo, economico-finanziario e politico-culturale
senza precedenti per Anci Toscana ma che riteniamo possa qualificare in modo
davvero innovativo la funzione di rappresentanza.
La promozione e lo svolgimento della prima Conferenza di organizzazione è
l’altra iniziativa in via di definizione. Rivolta soprattutto alla struttura tecnica
dell’Associazione, delle società partecipate, delle altre realtà del sistema delle
Autonomie, la conferenza di organizzazione si propone di interpretare le
problematiche e le potenzialità dei Comuni in chiave operativa e di collaborazione
reciproca.42Linee programmatiche per l’attività
dell’Anci ToscanaApprovato dal Consiglio Regionale nella seduta del 15 dicembre 2009
Firenze – Auditorium MontiAvvertenza
Le presenti linee programmatiche sono frutto di un lavoro compilativo realizzato esclusivamente dalla struttura di Anci Toscana, senza partecipazione, cioè, del
“personale politico”, a partire dai documenti delle recenti Assemblee Congressuali
nazionale e regionale e che vengono offerte all’attenzione del Consiglio Regionale,
all’atto della sua prima seduta d’insediamento.
Si tratta di un contributo, quindi, che non ha nessuna intenzione di considerarsi
definito ne, tanto meno, definitivo.
Un tentativo di riordinare gli spunti e il dibattito congressuale, cercando di declinarlo in sede toscana, con l’intento di orientare nei prossimi mesi il lavoro e
l’azione dell’Associazione. Il Consiglio Regionale, nella sua piena autonomia di
interpretazione e di valutazione potrà, se lo ritiene opportuno, soprattutto in relazione alla discussione sul Bilancio di previsione 2010 dell’Associazione, formulare
con maggiore puntualità gli indirizzi di lavoro, compito che gli deriva dalle norme
statutarie.1. Premessa
depressione economica mondiale del ’29.
Se la tempesta finanziaria ed economica è passata – provocando danni ingenti al
sistema economico, produttivo e sociale – l’attesa ripresa si presenta lenta e fragile.
Il reddito pro capite medio dell’area Euro registrato nel II trimestre di quest’anno
è pari a quello del II trimestre del 2005.
I conti pubblici hanno subìto un netto peggioramento: aumento del debito (stimato al 117% nel 2010), crollo delle entrate tributarie (- euro 11,9 MLD nonostante
i euro 5,3 MLD aggiuntivi prodotti dalle misure adottate), riduzione dell’iva -7,1
% nei primi 6 mesi dell’anno rispetto al 2008, frutto di una flessione dei consumi
ma anche dell’aumento dell’evasione.
La diminuzione della produzione industriale quotata al -20% e degli ordinativi
scesi del -30% oltre che dell’esportazione -24%, si accompagnano alla caduta del
-12% degli investimenti e all’aumento del tasso di disoccupazione sino al 9% (dati
«Sole 24Ore»).
Il quadro economico e finanziario del Paese ci obbliga a una visione che sappia
indicare la strada per affrontare la crisi e i suoi alti costi sociali.
Stiamo vivendo una fase politica e istituzionale che sta ridefinendo a livello globale
i confini tra stato e territorio, tra pubblico e privato.
Anche a seguito della crisi economica sta tramontando l’idea sbagliata secondo cui
il “pubblico” è di intralcio al libero dispiegarsi del “privato”.
45nostro Stato e dei suoi compiti, all’interno di un sistema di governance che si ponga l’obiettivo di disegnare le nuove istituzioni della repubblica federale.
Da decenni è aperta in Italia la questione istituzionale, siamo dentro una “transizione istituzionale infinita” che vede il succedersi di riforme – amministrative, istituzionali, costituzionali – che non portano mai alla chiusura della fase transitoria.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante l’udienza con i sindaci
dei giorni scorsi, ha ribadito la necessità di intervenire nel ridisegno delle istituzioni repubblicane.
“C’è del troppo e del confuso” ha affermato, auspicando una semplificazione ormai
improcrastinabile dell’intero sistema e ha invitato a procedere con il superamento
del bicameralismo perfetto per varare finalmente il senato federale, la camera di
riforma costituzionale – del ridisegno in senso federalista del nostro assetto istituzionale.
Il nuovo titolo V della Costituzione, affermando l’equiordinazione fra i livelli istituzionali, ha ampliato la potestà legislativa delle Regioni spostando la regolamentazione di significative materie in ambito regionale.
Stato, alle Regioni e agli altri enti locali del sistema repubblicano.
In virtù dell’art. 118 della Costituzione i Comuni sono diventati titolari di tutte le
funzioni amministrative. Si tratta – se pienamente posto in pratica – di una sorta
di ribaltamento del vecchio modello di Stato, che rende i Comuni organizzazioni
comunitarie responsabili delle politiche nazionali insieme alle altre istituzioni repubblicane.
All’interno di questo scenario e con queste premesse, la stagione politico-istituzionale attuale è caratterizzata ancora dall’attesa di un cambiamento dell’assetto delle
relazioni fra stato e autonomie locali e dalle continue, ripetute delusioni motivate
da atti che, di fatto, disattendono le aspettative e preludono a un ritorno indietro
pubblico impiego (per citarne solo due) mettono sotto pressione il mondo degli
46enti locali già stressato dai vincoli ormai insostenibili del patto di stabilità.
legislativi relativi alle funzioni fondamentali, alle città metropolitane, ai piccoli
Comuni, alla polizia locale, al codice delle autonomie, appare indispensabile rafforzare il ruolo dell’Associazione dei Comuni per renderla maggiormente adeguata
alle sfide dei prossimi anni, che si preannunciano determinanti per la tenuta di
tutto il sistema pubblico locale.
Le risposte che può dare l’associazionismo dei Comuni
In questa prospettiva di governance rinnovata un ruolo qualificante spetta all’Anci,
in quanto titolare della rappresentanza politico istituzionale esclusiva dei Comuni,
sia a livello centrale sia regionale.
ottobre, ha chiesto espressamente l’inserimento di una norma nel Codice delle Autonomie che sancisca questo ruolo di Anci come soggetto istituzionalmente deputato
alla rappresentanza dei Comuni nei confronti di Stato e Regioni.
Anci deve candidarsi ad essere luogo di creazione e diffusione di processi di innovazione, il più pregiato e il più efficace, rivestendo i panni di Agenzia per lo sviluppo
dei Comuni, in grado di sostenerli nella piena attuazione delle riforme istituzionali
e organizzative.472. Funzioni e linee strategiche
Il rapporto con la Regione Toscana rappresenta l’ambito inevitabilmente strategico sia
dal punto di vista istituzionale sia dal punto di vista delle risorse che possono essere
intercettate a supporto di progetti e attività a favore dei Comuni e dell’Associazione.
Rapporti diretti sono intrattenuti con vari dipartimenti e assessorati della Regione Toscana, rapporti finalizzati all’approfondimento di tematiche specifiche e alla collaborazione per singole iniziative e progetti di governo locale. Rappresentanti di Anci Toscana
fanno parte di gruppi di lavoro e commissioni promosse dalla Regione, con il compito
di istruire posizioni e definire aspetti specifici del governo locale.
L’esperienza della concertazione fra le istituzioni, dopo oltre un decennio in cui la
nell’orientamento del governo regionale.
Una riforma profonda di questi meccanismi di raccordo fra Regione e Autonomie
locali, con una legge regionale che sancisca tempi e modalità differenti da quelle
disciplinate dal protocollo vigente, è indispensabile.
funzioni amministrative, con il fine di dare risposte nell’interesse generale delle
comunità locali, è necessario superare l’approdo limitante della sintesi politica cui
si è finora arrivati alle riunioni dei tavoli di concertazione.
istituzionale che sia “di parte” delle Associazioni delle Autonomie e che riqualifichi
la nostra partecipazione: l’evidente squilibrio tra i circa 200 dirigenti regionali e
la sottigliezza delle associazioni pone oggi un problema di “gerarchizzazione” nei
rapporti con la Regione Toscana che va affrontato e risolto.
48Ulteriore tema posto riguarda la necessità di assicurare una maggiore e più responsabile partecipazione da parte di tutti, in particolare dei livelli politici, nella
partecipazione ai tavoli e alla costruzioni delle posizioni. Il successo o il fallimento
Inoltre, nell’ottica del perseguimento di un comprensivo ripensamento dell’assetto
allocazione delle funzioni e delle competenze, è indispensabile l’istituzione di un
Uno dei punti qualificanti del programma di attività che Anci Toscana ha promosso e intensificato, soprattutto in relazione alla nomina del nuovo presidente
Alessandro Cosimi, è la campagna di ascolto e relazione con i sindaci soci.
Obiettivo primario quello di aumentare la capacità di intercettazione e interpretazione degli interessi e delle richieste dei Comuni, allo scopo di massimizzare e
portare a sintesi i contenuti delle istanze di rappresentanza, attività primaria questa
�In questo senso poniamo un duplice ulteriore obiettivo, per qualificare l’attività
di ascolto: la messa in campo di un “tour ”degli associati – un giro di ascolto
strutturato di tutte le città della Toscana – e la sperimentazione di un sistema di
consultazione a distanza, supportato tecnologicamente, che faccia da supporto a
nuovi processi partecipativi.
-	funzioni di natura istituzionale, di rappresentanza dei Comuni nei confronti
della Regione e degli altri attori politico-istituzionali del territorio e del Paese;
-	funzioni di supporto mutualistico-associativo ai Comuni attraverso l’erogazione di
servizi specialistici (consulenza, formazione, informazione e assistenza tecnica).
La rappresentanza è la funzione prioritaria di Anci Toscana e il punto qualificante
del suo ruolo sul piano politico istituzionale.
49In uno scenario come quello attuale, mentre cresce per i sistemi locali la responsabilità dello sviluppo e del benessere dei territori e sbiadisce la possibilità di incidere
sull’attività legislativa e programmatica, i Comuni devono poter rappresentare le
loro legittime istanze, devono poter esercitare un’attività lobbistica nelle sedi decisionali.
Fare lobby per Anci Toscana non si esaurisce nel presidiare la relazione tra Comuni
e Regione Toscana, ma si presenta piuttosto come una fitta rete di relazioni:
-	con le altre Associazioni toscane delle Autonomie locali;
-	con ANCI nazionale e le altre Anci regionali;
-	con il Terzo settore;
-	e in ultima analisi con la società toscana tutta.
Portare ad essere davvero un “sistema” questa rete di relazioni è un obiettivo prioritario e assai ambizioso delle attività di Anci Toscana.
Per la sua caratterizzazione di Associazione dei Comuni e la sua natura pubblica,
per il ruolo istituzionale che la vede attiva ai tavoli di concertazione per l’elaborazione della normativa regionale e nazionale, per la capacità di fund raising propria
di un’associazione di questo tipo, Anci Toscana si propone in modo naturale quale
soggetto capace di promuovere e proporre ai Comuni del territorio e a tutte le
loro diverse aggregazioni, una serie di servizi di assistenza, consulenza e formazione a contenuto innovativo secondo bisogni ed esigenze rilevate puntualmente. In
ricevere finanziamenti finalizzati a erogare servizi e a realizzare azioni che tendono a
soci. Da questo punto di vista vale la pena citare progetti quali il PIUSS di Viareggio, in cui la nostra Associazione è uno dei partner, il progetto per la realizzazione
di una banca dati dei comuni toscani, presentato a valere su un bando regionale, il
progetto “Comuni in rete tramite le Anci regionali”, cofinanziato da ANCI a valere
sull’aumento delle quote sociali 2009 e molti altri progetti e attività in cui Anci
Toscana è co-promotore, spesso capofila e in alcuni casi ha manifestato il proprio
interesse al proposito presentato.
Il quadro dedicato alle aziende e alle realtà a cui Anci Toscana partecipa o aderisce
sintetizza il volume dei servizi erogati. Da questo punto di vista le società parte50cipate costituiscono lo strumento tramite il quale le iniziative dell’Anci vengono
spesso messe in pratica.
Un obiettivo che si pone, in funzione delle strategie associative, è una ristrutturazione del sistema delle partecipate, potenziando la funzione di governance del
sistema e verificando l’orientamento delle risorse alla luce del fabbisogno dei soci.
Sono considerate “partecipazioni strategiche” di Anci Toscana quelle alle aziende
del gruppo Anciutile:
-	Ancitel Toscana srl, azienda nata come partner per l’innovazione tecnologica
delle amministrazioni pubbliche, si configura come il braccio di Anci Toscana
nel presidio della programmazione regionale nei temi dell’e-Government. Ma
Ancitel non è solo supporto all’innovazione tecnologica: si pone come strumento in grado di sviluppare un ventaglio di assistenza sui temi dell’innovazione.
-	AnTos srl, è una società creata da Anci Toscana e da alcuni privati che ha svolto
negli ultimi anni un’apprezzata attività di consulenza, accompagnando il processo di crescita dei Comuni. L’ipotesi attuale è quella di procedere all’uscita dalla
società proseguendo l’attività consulenziale e di sostegno agli enti toscani tramite
servizi di consulenza erogati direttamente.
-	Comunica srl, è la società che gestisce per Anci Toscana l’attività di comunicazione, una delle principali linee strategiche perseguite negli ultimi anni, attività
fondamentale e qualificante oltre che il mezzo più efficace per creare una relazione stabile e fruttuosa con i soci. È attraverso la società Comunica, di cui Anci
Toscana è socia, che l’Associazione è in grado di offrire un sostegno in un settore
riconosciuto come sempre più strategico per gli enti locali. L’obiettivo è quello di
rendere sempre più Comunica una sorta di agenzia di comunicazione cui affidare
le attività di comunicazione oltre che di Anci Toscana, anche dei comuni e della
pubblica amministrazione regionale.
-	Ti Forma srl, è una società di servizi fondata da Cispel e dalle public utilities
finanziata alle aziende associate. Dalla collaborazione tra Ti Forma e Anci Toscana è nata una linea di corsi di formazione diretta ai dipendenti degli enti toscani.
Lo sviluppo di questa esperienza, visto il successo registrato, è avviare il procedimento di riconoscimento presso la Regione di Anci Toscana quale agenzia
51formativa in maniera da poter in futuro strutturare direttamente il servizio di
formazione diretto ai soci.
-	SPT Holding spa costituita nel 2002 e controllata da UISP, si occupa di organizzare e gestire attività culturali e sociali oltre che di gestione di strutture polifunzionali. L’entrata di Anci Toscana nel capitale sociale (1,2%) è stata decisa nel
2007 ed è stata funzionale alla gestione di una serie di servizi amministrativi che
la società ha svolto per l’Associazione. Pur continuando ad avvalersi dei servizi
dell’azienda, si ipotizza una cessione delle azioni e l’uscita dalla compagine societaria di Anci Toscana, non ritenendo più strategica la presenza dell’Associazione
���-	Il CET (Consorzio Energia Toscana), promosso dalla Regione Toscana,
svolge gare annuali e pluriennali per ottenere prezzi vantaggiosi nell’approvvigionamento energetico, grazie alla recente liberalizzazione introdotta nel mercato energetico del nostro Paese. Grazie alla partecipazione di Anci Toscana alla
compagine azionaria i Comuni che aderiscono all’accordo possono avvalersi del
servizio di fornitura di energia elettrica alle condizioni favorevoli offerte dal
Consorzio ai propri soci. Esperienza innovativa da rilanciare con forza ancora nel
prossimo futuro ha aperto, di fatto, la strada alla possibilità di entrare nel mercato dell’energia con una massa critica adeguata per la contrattazione di prezzi più
bassi per le forniture.
1.	La Scuola dei Comuni Toscani è un’idea progettuale che nasce con l’obiettivo
di sistematizzare e qualificare l’offerta di percorsi di formazione promosso da
La costituzione della Scuola dei Comuni intende porsi nel panorama dell’offerta
formativa quale vero e proprio centro di alta formazione, incubatore per così
dire di buone prassi e qualificazione dell’azione degli Enti Locali della Toscana.
Al fine di qualificare al massimo l’iniziativa e le attività della Scuola dei Comuni,
Anci Toscana ritiene fondamentale individuare con procedure di evidenza pub52blica partnership con soggetti privati, pubblici e del terzo settore che possano
apportare competenze innovative nel campo della formazione sotto il profilo
metodologico, sotto quello della strumentazione oltre che naturalmente sotto il
profilo dei contenuti, oltre che investimenti utili a far decollare e crescere sotto il
profilo delle attività il centro di alta formazione.
territorio del Comune di Viareggio, presso Villa Borbone, in conseguenza a uno
specifico protocollo d’intesa siglato con il Comune di Viareggio e finalizzato alla
valorizzazione del patrimonio immobiliare di pregio dell’ente.
La Scuola dei Comuni Toscani intende rispondere attraverso la definizione dei
suoi servizi e la modalità innovativa della loro proposizione e del loro “confezionamento” alle nuove domande in termini di formazione secondo direttrici che
riteniamo rappresentino un tentativo di modernizzare la proposta di formazione
finora offerta.��
2.	Anci Toscana è già oggi partner di “Euro African Partnership for Decentralized
Governance” iniziativa promossa dal Dipartimento per gli Affari Economici e
Sociali delle Nazioni Unite, dalla Conferenza delle assemblee legislative regionali
europee e dal Consiglio Regionale della Toscana. Scopo dell’accordo sostenere
il dibattito sulle strategie e i modelli di decentramento quale strumento per il
raggiungimento della pace e dello sviluppo attraverso la diffusione di good governance e la democrazia locale. I Comuni toscani promuovono da tempo alcuni
importanti progetti di cooperazione decentrata in molti paese africani e in alcuni
casi hanno già avviato significativi rapporti di collaborazione con le istituzioni
locali. Alla luce di tale esperienza l’ipotesi allo studio è quella di creare da questa
esperienza una fondazione di partecipazione che ne porti avanti gli obiettivi e di
cui Anci Toscana sia uno dei principali protagonisti.
3.	Si configura inoltre un’ipotesi che IRPET promuova la creazione di una nuova
società, da questa derivata, alla quale destinare una mole di attività di studio e
ricerca attualmente inespresse e realizzate oltre il programma dell’attività istituzionale. La richiesta di collaborazione da parte dei soggetti più vari, tra cui
una parte consistente delle istituzioni, è diventata sempre più una costante per
l’Istituto di ricerca della Regione Toscana. L’attuale profilo statutario di IRPET
non permette tuttavia di dare risposta in molti di questi casi.
53L’ipotesi è quella di costituire una sorta di spin off di IRPET dedicato alla ricerca
e alla consulenza. Anci Toscana, che partecipa al Consiglio di amministrazione,
si candida ad essere uno dei primi partner nell’utilizzo degli studi e delle ricerche
che la nuova società potrà offrire.
Anci Toscana ha posto in essere una fitta rete di rapporti sia con soggetti istituzionali sia privati. Questo complesso sistema ha dato origine a una mole eterogenea di
consolidato la sua posizione e costituisca ormai una realtà interessante nel panorama politico istituzionale e un interprete delle esigenze della Toscana.
La sottoscrizione di un protocollo d’intesa non è certo da considerarsi un punto
d’arrivo quanto un mezzo per l’attuazione di politiche condivise.
L’insieme delle intese siglate dal 2004 ad oggi – descritte in una recente pubblicazione dedicata – è pari a un centinaio di documenti e apre un ventaglio di possibilità in diversi campi dell’agire politico.
Anche con Anci nazionale l’obiettivo è sviluppare e sistematizzare il rapporto di
Con IFEL - Istituto per la Finanza e l’Economia locale, la Fondazione dell’ANCI costituita per legge, è possibile potenziare l’attività di formazione e l’assistenza
tecnica agli enti su contabilità e fiscalità locale. Mentre con la Fondazione Cittalia, l’altra “gamba” del settore “studi e ricerche” dell’ANCI, occorre, per la prima
volta, aprire un confronto per dare una “lettura” toscana alle loro azioni e alle
ricerche oggetto delle loro attività.
All’Assemblea Congressuale di Torino ad Anci Toscana è stato affidato il Coordinamento delle Anci regionali che, grazie al nuovo art. 22, si protrarrà per tre
anni, un tempo congruo per mettere a frutto politiche condivise e rendere possibile
un’effettiva coesione fra le diverse e multiformi realtà regionali in cui è ripartita
Anci. Contemporaneamente è prevista una partecipazione costante alle sedi nazionali della concertazione inter istituzionale, cui Anci è chiamata a partecipare del
presidente dell’Anci Toscana, membro di diritto fra l’altro dell’innovato Ufficio di
54presidenza nazionale dell’Associazione. Si tratta di un’interessante occasione di crescita per l’Associazione della Toscana, che potrà cimentarsi con un nuovo e qualificante impegno a disposizione del sistema nazionale delle autonomie locali. Per far
questo è necessario che la nostra Associazione regionale si strutturi, sia al proprio
interno, sia nel raccordo con la struttura dell’ANCI nazionale e con quelle delle
Anci regionali, con le quali vanno condivise scelte e percorsi di crescita e di lavoro.
Attraverso una corretta politica di comunicazione l’Associazione adempie i doveri
sulle attività in corso e sulle possibilità offerte e infine contribuisce alla diffusione
di un’immagine di sé chiaramente riconoscibile.
In particolare dal 2005 è cresciuto l’impegno di Anci Toscana nella creazione di un
sistema di comunicazione integrata, sia all’interno, verso i comuni soci, sia verso
la generalità del mondo politico, istituzionale e della società toscana, sistema che
punti sulla ramificazione e sul coordinamento di strumenti e attività.
«Aut&Aut. Autonomia & Autonomie». Dal settembre 2008 il periodico delle
Autonomie, rinnovato� nel formato e nella grafica, ha acquistato un nuovo taglio
editoriale monografico. Mensilmente viene affrontato un tema particolarmente
importante per gli enti locali toscani, ascoltando le diverse voci coinvolte, nell’intento di fornire un approfondimento puntuale sui temi trattati.
Accompagnano l’uscita del giornale due approfondimenti: Percorsi di Cittadinanza, sui temi della politica di immigrazione e pace e Plurali, sul mondo del terzo
settore in rapporto alle politiche locali.
Spedito attualmente a circa 5000 destinatari istituzionali, il nuovo «Aut&Aut» si
pone come un potenziale strumento di diffusione molto più ampia.
aprire alla presenza di inserzioni pubblicitarie che si ipotizza potrebbero coprire in55teramente i costi di produzione. È inoltre avviato un confronto con Anci Nazionale
per valutare alcune possibilità di collaborazione con “Anci Rivista”.
Anci Toscana dal gennaio 2005 ha una newsletter elettronica settimanale che
viene inviata a oltre 4000 amministratori toscani, una sorta di “periodico virtuale”
che aggiorna su tutte le questioni di interesse per i Comuni.
Dal gennaio 2009 stiamo inoltre inviando a tutti gli “apicali” degli enti toscani una
newsletter dedicata al servizio ELIA - Enti Locali in Azione, che costituisce un
supporto professionale a disposizione delle amministrazioni.
regionali e veicolare notizie e informazioni utili per le Autonomie locali toscane.
www.ancitoscana.it. Rinnovato nel 2008 nella grafica il portale di Anci Toscana
necessità ora di un aggiornamento nella modalità di navigazione, per rendere ancora più facile la consultazione delle pagine e la ricerca di informazioni utili.
Grazie a una nuova organizzazione dei contenuti abbiamo cercato di rendere più
semplice l’archiviazione dei documenti, la vetrina delle opportunità per i comuni e
i molteplici strumenti di relazione con cui stabiliamo un contatto con le amministrazioni locali, in un’ottica di servizio e trasparenza sempre crescente.�
PAInforma. Pensata come l’Agenzia stampa dei Comuni toscani, o rete degli uffici
stampa, radio, mobile, internet, tv – i comunicati stampa dei Comuni.
Nella logica che lo sottende, PA informa è un network d’informazione non solo dei
A forte vocazione locale, PAInforma si configura come uno strumento di rapporto
con i cittadini e di rilancio della visibilità dei Comuni sui media toscani al servizio
Uno strumento di cui potremmo apprezzare l’utilità non appena tutti i Comuni toscani avranno aderito e sarà pienamente dispiegato il suo potenziale di valorizzazione
della comunicazione pubblica e di rinnovamento del contesto mediatico toscano.
56Le pubblicazioni. Oltre alla pubblicazione «Aut e Aut», Anci Toscana condivide
notizie, contenuti e materiali con i propri soci e concittadini tramite la realizzazione di varie pubblicazioni, i quaderni dell’associazione, i rapporti sull’attività ma
anche interessanti volumi legati al mondo delle autonomie.
Tutte le pubblicazioni sono disponibili in archivio e possono essere scaricate dal
sito dell’Associazione. Sono strumento per sviluppare e consolidare un efficace sistema di relazione con i Comuni soci e con la realtà politico-istituzionale toscana,
costituiscono una ricchezza che l’Associazione deve salvaguardare e qualificare nel
corso del mandato 2009/2014, perché costituisce un modello di come gli enti possano orientare le azioni dell’Associazione a seconda delle loro esigenze e di come
l’Associazione possa far condividere alle città e ai Comuni di tutto il territorio
toscano le posizioni assunte a salvaguardia degli interessi delle istituzioni locali.
DIRE e FARE, evento annuale dell’Associazione toscana dei Comuni che nel 2009
giunge alla XII edizione, è un appuntamento ormai consolidato come “salone del
buon governo locale”.
Firenze e Marina di Carrara, si tiene ormai stabilmente a Firenze, alla Fortezza da Basso
dove, a seguito della recente sottoscrizione di un ulteriore accordo, resterà fino al 2014.
Ampliata e specializzata l’offerta di incontri e approfondimenti tematici: qualità
della vita, protezione civile, innovazione tecnologica e giovani cittadinanze, gli ultimi temi, mentre torneranno nel 2010 la Biennale sul paesaggio (a 10 anni dalla
firma con UE) e la Biennalina sull’infanzia.
Una quattro giorni di incontri e dibattiti, seminari e formazione, laboratori, mostre e premiazione finale dei progetti più innovativi, Dire e Fare ha acquistato una
visibilità importante nel panorama nazionale.
La televisione digitale terrestre (TDT) è ormai una realtà in veloce diffusione
sul territorio nazionale. La tecnologia digitale televisiva trasforma la televisione in
una piattaforma di comunicazione che permette di informare e di erogare servizi
interattivi in maniera molto “amichevole”. Il telespettatore può accedere a una serie
di servizi nuovi e interagire con i contenuti tramite il telecomando in modo più
avanzato di quanto fatto sinora con il tradizionale televideo.
573. Le decisioni
esprime apprezzamento generale per l’andamento della XIV Assemblea Congressuale regionale di Firenze che ha espresso, per contenuti, strumenti e partecipazione, un alto tasso qualitativo e di maturità politica. In questo senso è da valorizzare
il consolidamento di unità interna espressa, presupposto per garantire autonomia
politica dell’Anci, sia nazionale, sia toscana, dalle tensioni del mondo politicoistituzionale, sfociata nell’applicazione dell’accordo politico nazionale che, in Toscana, è potuto essere declinato senza conflittualità, ma anzi con spirito di condivisione e unanime apprezzamento.
•	•	Richiamato il ricco dibattito che si è svolto alla XIV Assemblea Congressuale
dell’Anci Toscana, il Consiglio Regionale, all’atto del suo insediamento condivide
la relazione politica svolta dal presidente Alessandro Cosimi e i seguenti documenti diffusi e dibattiti al congil rapporto sull’attività svolta nel periodo 2004-2009;
contenute nell’elenco di cui sopra, che si dà per condiviso, così come sono assolutamente apprezzati gli ordini del giorno approvati alla XXVI Assemblea Congressuale dell’ANCI e in modo particolare la “Carta di Torino”, che costituisce il
documento di indirizzo approvato all’Assemblea Congressuale nazionale dell’ANCI, e che raccoglie il frutto della discussione assembleare tenutasi durante i lavori
Punto chiave della “Carta di Torino” è l’impegno a realizzare una forma più nuova
e avanzata di unità della Repubblica, basata sulle comunità locali per far sì che l’assetto istituzionale in senso federale e autonomista del Paese si fondi sull’attuazione
del principio di sussidiarietà, partendo dai Comuni e dalle città.resso:
58AppendiceAnci Toscana
oggi1. La struttura politica
Per assolvere in maniera più efficiente i compiti definiti, e per consentire una partecipazione ampia e trasparente dei comuni alle proprie attività, Anci Toscana ha ridefinito i propri organi sociali sia per allinearli a quanto stabilito nello statuto di ANCI, sia
per meglio distribuire le competenze tra ORGANI, ARTICOLAZIONI TEMATICHE e
la STRUTTURA separando le attività di indirizzo politico e le conseguenti iniziative
organizzative e operative.•COLLEGIO DEI REVISORI•CONSIGLIO REGIONALEASSEMBLEA DEI SOCI•COMITATO DIRETTIVO
anci giovane•Conferenza
consigli comunali••SEGRETARIO GENERALEPRESIDENTE••consulta
piccoli comuni•UNIONE
DEI COMUNI60•
•AREE - SETTORI - CONSULTE
COMUNITÀ PROFESSIONALI2. Lo staffSEGRETARIO
DI DIREZIONEDIREZIONE
AMMINISTRAZIONE61L’assetto organizzativo dello staff di Anci Toscana è definito dal Segretario
generale che è stato confermato per il mandato in corso 2009/2014 dal
Consiglio regionale della sua prima seduta del 28 ottobre 2009 e che in
base all’art.13 dello Statuto approvato dalla XII Assemblea congressuale
del 30 settembre 2009 ha la rappresentanza legale dell’associazione
alessandro.pesci@ancitoscana.it
Marcella Fidanzati
marcella.fidanzati@ancitoscana.it
stefania.tusini@ancitoscana.it
Responsabile Produzione e Progetti
elena.conti@ancitoscana.it
monica.mani@ancitoscana.it
vanessa.defeo@ancitoscana.it62Olivia Bongianni
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633. Le sedi
Associazione dei Comuni della Toscana
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PI 01710310978 – CF 84033260484
Municipio di Prato Piazza del Comune 2
59100 PratoGli uffici sono aperti
dal lunedì al venerdì con orario 800-1700
Gli uffici nel 2011 saranno chiusi
- venerdì 7 gennaio;
- giovedì 17 marzo Festa Unità Nazionale;
- venerdì 18 marzo;
- venerdì 3 giugno;
- venerdì 24 giugno;
- da sabato 6 agosto a domenica 21 agosto;
- venerdì 23 dicembre.64All pages:356910111213141516171819202122232425262728293031323334353637383940414244454647484950515253545556575860626364InfoSaveLikeShareDownloadMoreIl Piano di lavoro 2011 Published on Oct 9, 2011 Le Linee programmatiche per l’attività dell’Anci Toscana
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