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Timestamp: 2019-02-23 10:02:31+00:00
Document Index: 147897617

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1']

Decreto del 10 ottobre 2012 Giudice di Pace di Milano - Tutto Stranieri
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UFFICIO bEL GIUDICE DI PACE DI MILANO
– SEZIONE AFFARI IMMIGRAZIONE –
con ricorso depositato il 19 settembre 2012, *****, cittadino del CAMERUN, rappresentato e difeso dall’Avv. Domenico Albanese, del Foro di Milano, ha
proposto opposizione ex art. 13 D.L.vo 286/98 avverso il decreto di espulsione n. 2012/002982 emesso nei suoi confronti dal Prefetto di Milano il 06 luglio 2012 e
notificato in pari data;
il ricorrente lamenta, fra l’altro, la nullità per violazione dell’art. 1 ter, commi 8 e 9 D.L. 78/09, convertito nella Legge n.102 del 3 agosto 2009, in quanto lo stesso ha
presentato, nelle forme previste, tempestiva dichiarazione di emersione, ai sensi della sopra citata legge, cosl come da ricevuta prodotta, la cui procedura risulta ancora pendente;
Il ricorrente denuncia l’illegittimità del provvedimento impugnato per violazione di legge deducendo, fra l’altro, che il Prefetto – nell’adottare il provvedimento espulsivo non ha tenuto conto del fatto che lo stesso straniero aveva già presentato domanda di emersione ai sensi dell’art. 1 ter della Legge n.102/2009.
Il ricorrente ha provato quanto asserito nel ricorso mediante produzione documentale di copia della ricevuta di presentazione della dichiarazione di emersione di lavoro irregolare, avanzata il 30 settembre 2009.
Pertanto, nel caso in esame non si versa nell’ipotesi regolata dal menzionato comma 8 di sospensione del procedimento amministrativo.
Infatti, anche in virtù della Circolare n.10/2009 del 7 agosto 2009 del Ministero dell’Interno e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il comma 10 dell’art.1 ter L.102/2009 deve essere interpretato nel senso che “nelle more della definizione del procedimento in esame, il cittadino straniero non può essere destinatario di un provvedimento di espulsione, tranne che nei casi previsti al comma 13 dell’art. 1 ter della legge 102/2009, (pag. 8 della Circolare).
Ed infatti, in mancanza di notificazione del provvedimento di rigetto della domanda di emersione del lavoro irregolare, il relativo procedimento non può ritenersi concluso.
Questo giudice ritiene, infatti, che occorre, per analogia, fare riferimento all’art. 2 co,1 D.L. n.195/2002 conv. in L.n.222/2002, il quale stabilisce che fino alla conclusione della procedura di legalizzazione del lavoro subordinato irregolare prevista dall’art. 1, non possono essere adottati nei confronti dei lavoratori stranieri che hanno presentato la relativa domanda, provvedimenti di allontanamento dallo Stato, salvo l’allontanamento perché ritenuti pericolosi per la sicurezza dello Stato.
Restano assorbiti gli altri motivi di nullità svolti nel ricorso.
La peculiarità della questione trattata costituisce giusta causa per l’integrale compensazione delle spese del procedimento.
Quanto all’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, risulta che la stessa è formulata personalmente dall’interessato e che il difensore si è rimesso alla liquidazione equitativa del giudice; detta istanza pertanto deve essere accolta.
Accoglie, il ricorso e, per l’effetto, annulla il decreto di espulsione, n. 2012/002982 emesso nei confronti di *****, dal Prefetto di Milano il 06/07/2012 e notificato in pari data;
Accoglie l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato e sulla liquidazione,
spettante all’Avv. Domenico Albanese, provvede come da separato provvedimento.
Si comunichi alle parti anche a mezzo fax.
Dott.ssa Laura Maria FINAZZI
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