Source: https://www.studioruggeri.it/suprema-corte-di-cassazione-sezione-vi-ordinanza-13-aprile-2016-n-7201
Timestamp: 2019-03-18 17:51:42+00:00
Document Index: 60286148

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1135', 'art. 1108', 'art. 1108', 'art. 1139', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13']

Suprema Corte di Cassazione sezione VI Ordinanza 13 aprile 2016, n. 7201 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
Suprema Corte di Cassazione sezione VI Ordinanza 13 aprile 2016, n. 7201
Ordinanza 13 aprile 2016, n. 7201
“I.G. , condomino del Condominio di (omissis), ha impugnato, con ricorso in data 2 aprile 2005, la deliberazione con cui l’assemblea condominiale, in data 28 febbraio 2005, aveva stabilito di transigere la vertenza esistente tra il Condominio e l’ing. A.G. in materia di corrispettivo per un’attività professionale svolta nell’interesse del Condominio, prevedendosi il versamento della somma di Euro 6.713,94.
Il Tribunale di Napoli, con sentenza in data 30 giugno 2006, ha rigettato, in questa parte, l’impugnazione proposta (mentre l’ha accolta relativamente ad un altro capo della domanda, annullando la delibera nella parte in cui stabiliva che l’incarico di completare la pratica di cui alla legge n. 219 del 1981 era affidato all’avv. YYYYY, nonché nella parte in cui disponeva in favore di quest’ultimo il pagamento della somma di euro 300 per la chiusura della vertenza con l’ing. A. ).
La Corte territoriale ha rilevato che, se l’assemblea può decidere di avviare azioni giudiziarie o di resistere ad esse, essa ha anche il potere di transigere le liti, essendo solamente escluso che possa essere decisa dai condomini, a maggioranza, la transazione che abbia ad oggetto i beni comuni, allorché con la stessa viene ad essere realizzato un negozio a carattere dispositivo. Nel caso di specie – ha sottolineato la Corte di Napoli – la lite pendente aveva ad oggetto solo il pagamento di competenze professionali, e quindi esulava dall’ipotesi per le quali era richiesta l’unanimità, ben potendosi quindi approvare la delibera a maggioranza qualificata.
Il motivo appare infondato, perché – come già statuito da questa Corte (Sez. II, 16 gennaio 2014, n. 821) – in tema di condominio negli edifici, ai sensi dell’art. 1135 cod. civ., l’assemblea può deliberare a maggioranza su tutto ciò che riguarda le spese d’interesse comune e, quindi, anche sulle transazioni che a tali spese afferiscano, essendo necessario il consenso unanime dei condomini, ai sensi dell’art. 1108, terzo comma, cod. civ., solo quando la transazione abbia ad oggetto i diritti reali comuni. E nella specie la Corte d’appello, con congrua motivazione, ha rilevato che la lite transatta era di interesse condominiale, riguardando prestazioni professionali delle quali aveva fruito l’intero condominio.
che, difatti, ai sensi dell’art. 1108, terzo comma, cod. civ. (applicabile al condominio in virtù del rinvio operato dall’art. 1139 cod. civ.), è richiesto il consenso di tutti i comunisti – e, quindi, della totalità dei condomini – per gli atti di alienazione del fondo comune, o di costituzione su di esso di diritti reali, o per le locazioni ultranovennali, con la conseguenza che tale consenso è necessario anche per la transazione che abbia ad oggetto i beni comuni, potendo essa annoverarsi, in forza dei suoi elementi costitutivi (e, in particolare, delle reciproche concessioni), fra i negozi a carattere dispositivo. Pertanto, non rientra nei poteri dell’assemblea condominiale – che decide con il criterio delle maggioranze – autorizzare l’amministratore del condominio a concludere transazioni che abbiano ad oggetto diritti comuni;
che poiché il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è rigettato, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi dell’art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il comma 1-quater all’art. 13 del testo unico di cui al d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17, della legge n. 228 del 2012, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13