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Timestamp: 2020-06-02 23:17:40+00:00
Document Index: 102365033

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art.32', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 8']

Deliberazione 6 agosto 2002 recante "Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita' di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per il referendum regionale abrogativo della legge regionale n. 1 del 2001, recante "Interventi a favore delle famiglie degli alunni delle scuole statali e paritarie" indetto nella Regione Veneto per il giorno 6 ottobre 2002 (Deliberazione n. 165/02/CSP) - Aeranti
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Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita’ di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per il referendum regionale abrogativo della legge regionale n. 1 del 2001, recante “Interventi a favore delle famiglie degli alunni delle scuole statali e paritarie” indetto nella regione Veneto per il giorno 6 ottobre 2002.(Deliberazione n. 165/02/CSP).
(pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 189 del 13 agosto 2002)
Visto lo statuto della regione Veneto, approvato con legge 22 maggio 1971, n. 34, e in particolare l’art. 45;
Vista la legge della regione Veneto 12 gennaio 1973, n. 1, come modificata dalla legge regionale 3 gennaio 2002, n. 1, recante “Norme sull’iniziativa popolare per le leggi e i regolamenti regionali, sul referendum abrogativo e sui referendum consultivi regionali”;
Vista la legge della regione Veneto 19 gennaio 2001, n. 1, recante “Interventi a favore delle famiglie e degli alunni delle scuole statali e paritarie”;
Rilevato che, con decreto del presidente della regione Veneto n.776 del 16 luglio 2002,e’ stato indetto per il giorno di domenica 6 ottobre 2002 il referendum regionale abrogativo della citata legge della regione Veneto n. 1/2001;
Udita la relazione del commissario dott. Giuseppe Sangiorgi, relatore ai sensi dell’art.32 del regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorita’;
l. Il presente provvedimento reca disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, in materia di disciplina dell’accesso ai mezzi di informazione durante la campagna per il referendum regionale abrogativo della legge regionale 19 gennaio 2001, n. 1, recante “Interventi a favore delle famiglie e degli alunni delle scuole statali e paritarie”, indetto nella regione Veneto per il giorno 6 ottobre 2002, al fine di garantire, rispetto a tutti i soggetti politici, imparzialita’ e parita’ di trattamento.
2. Entro lo stesso termine di dieci giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento, i soggetti politici di cui al comma 1 rendono nota al comitato regionale per le comunicazioni, o ove questo non sia insediato al comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, che ne informa l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, la propria posizione favorevole o contraria al quesito referendario, al fine della partecipazione ai programmi di comunicazione politica e della trasmissione dei messaggi politici autogestiti.
1. Nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento e la data di chiusura della campagna referendaria, gli spazi che ciascuna emittente televisiva o radiofonica privata locale che diffonda le proprie trasmissioni nella regione Veneto dedica alla comunicazione politica sui temi del referendum abrogativo, nelle forme previste dall’art. 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, sono ripartiti in misura uguale tra i favorevoli e i contrari al quesito referendario.
4. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate in contenitori con cicli a cadenza quindicinale dalle emittenti televisive all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 7 e le ore 24 e dalle emittenti radiofoniche all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 5 e le ore 1 del giorno successivo. I calendari delle predette trasmissioni sono tempestivamente comunicati al comitato regionale per le comunicazioni, o ove questo non sia insediato al comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, che ne informa l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni. Ove possibile, tali trasmissioni sono diffuse con modalita’ che ne consentano la fruizione anche ai non udenti.
1. Nel periodo di cui al precedente art. 3, comma 1, le emittenti radiofoniche e televisive private locali che diffondono le proprie trasmissioni nella regione Veneto, le quali accettano di trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la presentazione delle posizioni favorevoli o contrarie al quesito referendario, hanno altresi’ la facolta’ di diffondere ai medesimi fini messaggi politici autogestiti a pagamento.
3. Le tariffe praticate ai soggetti politici richiedenti gli spazi per messaggi autogestiti a pagamento devono essere pari al cinquanta per cento di quelle normalmente in vigore per i messaggi pubblicitari nelle stesse fasce orale.
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne’ essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di sei contenitori per ogni giornata di programmazione. I contenitori sono collocati uno per ciascuna delle seguenti fasce orarie, progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18-19,59; seconda fascia 12-4,59; terza fascia 21-23,59; quarta fascia 7-8,59; quinta fascia 15-17,59; sesta fascia 9-11,59. I messaggi trasmessi in ciascun contenitore sono almeno due e sono comunque ripartiti in misura uguale tra i soggetti favorevoli e quelli contrari al quesito referendario. A tal fine, qualora il numero dei soggetti che sostengono le due indicazioni di voto sia diverso, l’assegnazione degli spazi ai soggetti piu’ numerosi avviene secondo un criterio di rotazione, fermi restando in ogni caso i limiti di cui alla lettera d). L’eventuale mancanza di messaggi a sostegno di una delle due indicazioni di voto non pregiudica, in ogni caso, la trasmissione di quelli a sostegno dell’indicazione opposta, ma non determina un aumento degli spazi ad essa spettanti;
b) inviano, anche a mezzo telefax, al comitato regionale per le comunicazioni, o ove questo non sia insediato al comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, che ne informa sinteticamente l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, il documento di cui alla lettera a), nonche’, possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione successiva del documento stesso con riguardo al numero dei contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto.
2. A decorrere dal sesto giorno e fino al decimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, i soggetti politici interessati a trasmettere messaggi autogestiti comunicano alle emittenti e al comitato regionale per le comunicazioni, o ove questo non sia insediato al comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, anche a mezzo telefax, le proprie richieste, indicando il proprio responsabile per il referendum, i relativi recapiti e la durata dei messaggi.
1. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni approva la proposta del comitato regionale per le comunicazioni, o ove questo non sia insediato del comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, ai fini della fissazione del numero complessivo dei messaggi autogestiti gratuiti da ripartire tra i soggetti politici richiedenti, in relazione alle risorse disponibili previste dall’art. 1, comma 3, del decreto 3 aprile 2002 del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
1. La collocazione dei messaggi all’interno dei singoli contenitori previsti per il primo giorno avviene con sorteggio unico nella sede del comitato regionale per le comunicazioni, o ove questo non sia insediato del comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, alla presenza di un funzionario dello stesso.
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, gli editori di quotidiani e periodici che intendano diffondere a qualsiasi titolo, fino a tutto il penultimo giorno prima delle votazioni, nelle forme ammesse dall’art. 7, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali relativi al referendum sono tenuti a dare notizia dell’offerta dei relativi spazi attraverso un apposito comunicato pubblicato sulla stessa testata interessata alla diffusione di messaggi politici elettorali.
Per la stampa periodica si tiene conto della data di effettiva distribuzione, desumibile dagli adempimenti di deposito delle copie d’obbligo e non di quella di copertina. Ove in ragione della periodicita’ della testata non sia stato possibile pubblicare sulla stessa nel termine predetto il comunicato preventivo, la diffusione dei messaggi non potra’ avere inizio che dal numero successivo a quello recante la pubblicazione del comunicato sulla testata, salvo che il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione.
1. Le disposizioni sulla diffusione, a qualsiasi titolo, di messaggi politici relativi al referendum su quotidiani e periodici e sull’accesso in condizioni di parita’ ai relativi spazi non si applicano agli organi ufficiali di stampa dei partiti e movimenti politici e alle stampe dei soggetti politici interessati al referendum di cui all’art. 2, comma l.
3. I sondaggi di cui al comma 2, inoltre, possono essere diffusi soltanto se contestualmente resi disponibili dal committente nella loro integralita’ e corredati della “nota informativa” di cui al medesimo comma 2 sull’apposito sito web istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri vwvw.sondaggi politicoelettorali.it, ai sensi dell’art. 8, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
o del comitato regionale per il servizio radiotelevisivo
1. Il comitato regionale per le comunicazioni, o ove questo non sia insediato il comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, assolve nell’ambito territoriale di competenza, oltre a quelli previsti agli articoli 7, 8 e 9, i seguenti compiti:
6. I procedimenti riguardanti le emittenti radiotelevisive locali sono istruiti sommariamente dal comitato regionale per le comunicazioni, o ove questo non sia insediato dal comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, che formula le relative proposte all’Autorita’ secondo quanto previsto al comma 8.
10. Il competente ispettorato territoriale del Ministero delle comunicazioni collabora, a richiesta, con il comitato regionale per le comunicazioni, o ove questo non sia insediato con il comitato regionale per il servizio radiotelevisivo.