Source: https://www.statoechiese.it/contributi/categoria/diritto-ecclesiastico-fonti-del
Timestamp: 2018-12-10 04:38:37+00:00
Document Index: 1234623

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 47', 'art. 75', 'art. 8']

Articoli in Diritto ecclesiastico (Fonti del)
La riforma del Terzo settore e gli enti ecclesiastici: un rischio, un costo o un’opportunità? - di Andrea Perrone Venerando Marano
Ordinamento statuale e confessioni religiose. La politica delle fonti di diritto in Italia - di Roberto Mazzola
L’iter delle intese sui rapporti Stato-confessioni ristretto fra discrezionalità politica e insicurezza presunta - di Fortunato Freni
Il Codice del terzo settore: punto di arrivo o di partenza per la palingenesi degli enti religiosi? - di Antonino Mantineo
La tutela dell’identità delle minoranze religiose deve potersi avvalere di “un giudice e un giudizio” (ancora sulla sentenza della Corte costituzionale n. 52 del 2016) - di Giuseppe Casuscelli
Enti ecclesiastici e Terzo settore. Annotazioni prospettiche - di Giuseppe Dalla Torre
Le proposte di legge Santanchè-Palmizio sul registro delle moschee e l’albo degli imam: un tentativo di refurbishment della legge n. 1159/1929? - di Antonello De Oto
Libertà religiosa e proposte di riforma della legislazione ecclesiastica in Italia - di Paolo Cavana
SOMMARIO: 1. Attualità del diritto di libertà religiosa - 2. La libertà religiosa e la sfida del pluralismo confessionale - 3. L’affermazione del diritto di libertà religiosa in Europa - 4. Evoluzione espansiva del diritto di libertà religiosa. Tradizione anglosassone e approccio europeo ai diritti - 5. Dimensione negativa o di garanzia e dimensione positiva o promozionale del diritto di libertà religiosa - 6. Dimensione positiva dei diritti e obblighi di solidarietà: la logica del sistema pattizio - 7. Il sistema italiano di tutela del diritto di libertà religiosa - 8. Legislazione ecclesiastica e proposte di riforma - 9. Il progetto di legge generale sulla libertà religiosa - 10. Evoluzione del quadro normativo e progetti di riforma - 11. Organizzazioni agnostiche e strutture confessionali: un’assimilazione controversa - 12. Il sistema pattizio come garanzia di pluralismo confessionale e di piena integrazione.
Religious freedom and proposals of reform of the Italian law concerning religious denominations
ABSTRACT: This paper, after briefly recalling the importance of religious freedom in Western civilization and its progressive identification as a fundamental right all over the world, examines the legal framework of religious freedom in the Italian law system. In doing so, it underlines the distinction between the negative and positive aspects of the right, calling for a different attitude on behalf of the State according to the different common law and civil law systems. In the end, taking into account the principles of the Constitution and the Italian Constitutional Court’s case law, it critically addresses the current debate on the proposal of a State statute concerning the exercise of the right of religious freedom for individuals and, above all, for denominational groups without an agreement with the State.
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nell’Università LUMSA di Roma, Dipartimento di Giurisprudenza
Il contributo, sottoposto a valutazione, è destinato, in versione leggermente ridotta, alla pubblicazione negli Scritti in memoria di Maria Cristina Folliero, e si pubblica per gentile autorizzazione del Curatore.
La “Carta dei valori” della Repubblica italiana - di Pasquale Lillo
SOMMARIO: 1. La “Carta dei valori”: origine - 2. Caratteristiche e struttura - 3. Natura giuridica - 4. Dimensione costituzionale della “Carta dei valori”?
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nell’Università della Tuscia-Viterbo, Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo.
Il contributo, non sottoposto a valutazione, riproduce il testo aggiornato della relazione tenuta al Convegno organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma “la Sapienza” (Roma, 1-2 dicembre 2016) sul tema: “Diritto e religioni. Declinazioni della giuridicità nel contesto di una società multiculturale e multireligiosa”.
Le fabbricerie, esempio di intesa tra autorità civile e autorità religiosa - di Paolo Moneta
SOMMARIO: 1. Crescente attenzione verso le fabbricerie e il loro organo di amministrazione - 2. Una recente sentenza del TAR Toscana sul consiglio di amministrazione delle fabbricerie - 3. La posizione del vescovo diocesano nei riguardi delle fabbricerie.
già professore ordinario di Diritto canonico nell’Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Giurisprudenza
Il contributo, non sottoposto a valutazione, è destinato alla pubblicazione negli Scritti in memoria di Maria Cristina Folliero). La sentenza del Tar Toscana, sez. I, 12 giugno 2017 n. 793, è riportata in calce per comodità del lettore.
Intese: il caso dei Testimoni di Geova - di Corinne Maioni
Il futuro (ancora incerto) della libertà religiosa in Italia: alla ricerca di un nuovo bilanciamento tra interessi collettivi (frazionati) e bisogni (flessibili) delle persone - di Gianfranco Macrì
La proposta di legge in materia di libertà religiosa nei lavori del gruppo di studio Astrid. Le scelte operate in materia matrimoniale e per la stipulazione delle intese - di Sara Domianello
La proposta di legge in materia di libertà religiosa nei lavori del gruppo di studio Astrid. Le scelte di fondo - di Alessandro Ferrari
La proposta di legge che oggi viene presentata non vuole soltanto colmare un ritardo da troppo tempo accumulato e concretizzare, finalmente, uno dei diritti maggiormente esplicitati dalla Costituzione repubblicana. Questa proposta risponde anche - e forse soprattutto - alla necessità di non dimenticare la fondamentale politicità del diritto di libertà religiosa in un tempo di pluralismo. Essa ambisce a riaffermare la capacità della politica di “vedere” il fenomeno religioso e di riconoscere la centralità del diritto di libertà di coscienza e di religione per la costruzione di una cittadinanza inclusiva e attiva. Dettando “Norme in materia di libertà di coscienza e di religione” la proposta oggi in discussione si pone come attuazione degli articoli 2-3, 19-20 e 7-8 della Costituzione, rappresentando, di conseguenza, lo svolgimento di un principio supremo di laicità costituzionale condiviso e armonico sia rispetto alla normativa già contrattata dallo Stato con le confessioni religiose sia rispetto alla normativa pattizia concordata con gli altri Stati nei vari spazi giuridici sovranazionali. (Continua)
Professore associato di Diritto ecclesiastico nell’Università degli Studi dell’Insubria, Dipartimento di Diritto, Economia e Culture.
Il testo della proposta di legge, per comodità del lettore, è riportato in calce
La proposta di legge in materia di libertà religiosa nei lavori del gruppo di studio Astrid. Le scelte operate nel campo della libertà individuale - di Roberto Mazzola
La garanzia dell’«intesa» nell’art. 8 Cost., terzo comma - di Vincenzo Cocozza
Passato e futuro della minoranza musulmana in Italia, tra islamofobia e pluralismo pragmatico-giuridico - di Giancarlo Anello
Libera scelta del Governo l’avvio di trattative finalizzate alla stipulazione di intesa con confessione religiosa ai sensi dell’art. 8, terzo comma, Cost. - di Marco Canonico
Prospettive di un’intesa con le comunità islamiche in Italia - di Paolo Cavana
Metodiche canonistiche a confronto - di Piero Bellini
1 - Del composito quadro problematico del quale siamo venuti discorrendo [di questa rigida e insieme versatile tematica che segna il corso della esperienza cristiana nella storia] non può non «prender atto» quel qual si sia Ricercatore che – nell’accostarsi alla dinamica ecclesiale – si adoperi di adempiere il proprio compito scientifico nei modi [culturalmente collaudati] delle indagini induttive. Dico del “prender atto” del principio di «operatività reale della idea di Dio» nel contesto comunitario venuto dispiegandosi nel tempo. Al che sarà tenuto – quel nostro Osservatore – quale il personale suo atteggiarsi verso il Trascendente: di partecipazione o reiezione, di sospensione del giudizio, di fredda indifferenza, di rispetto. Quanto gli si chiede è di calarsi – apertis oculis – nel clima ideale e culturale di quell’umano esperimento: quanto gli si chiede è di ambientarcisi, per coglierne le somme ragioni ispiratrici, e darsi con ciò conto [se gli è dato] della incidenza di questi fundamenta spiritualia sui tratti statici e dinamici dei meccanismi societari. (continua)
Professore emerito di Storia del Diritto canonico dell'Università degli Studi di Roma "la Sapienza", Facoltà di Giurisprudenza.
Pagine conclusive d’una disamina critica Sugli usitati paradigmi della Canonistica osservante: in corso di stampa nella Collezione Per la storia del pensiero giuridico moderno della Università degli Studi di Firenze. Contributo non sottoposto a valutazione.
Un passo indietro sul fronte dei diritti di libertà e di eguaglianza in materia religiosa [?] - di Sergio Lariccia
I cattolici italiani e la riforma concordataria del 1984 - di Giuseppe Dalla Torre
Imams and other Religious Authorities in Italy - di Francesco Alicino
Note preliminari sui protocolli concordatari - di Pasquale Lillo
SOMMARIO: 1 . Chiesa cattolica e ordinamento internazionale – 2 Forme di stipulazione concordataria – 3. I protocolli concordatari – 4. Natura giuridica dei protocolli – 5. Nessi esistenziali dei protocolli ecclesiastici ‒ 6. Casi particolari di protocolli concordatari ‒ 7. Il Protocollo italiano del 1984.
Un referendum sull’otto per mille? Riflessioni sulle fonti - di Francesco Alicino
SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Il referendum abrogativo e la legge n. 222 del 1985 - 3. L’art. 47 della legge n. 222 del 1985 nel sistema delle fonti … - 4. (segue) … nella “costituzione materiale” e nel diritto internazionale generalmente riconosciuto - 5. La natura “atipica” della legge n. 222 del 1985 - 6. Il meccanismo dell’otto per mille e il limite delle leggi tributarie ex art. 75 (comma 2) Cost. - 7. L’otto per mille e i principî costituzionali in materia di contribuzione fiscale e spesa pubblica - 8. Brevi note comparative fra otto per mille e cinque per mille - 9. Conclusioni. Il “diritto comune” dell’otto per mille e l’eguale libertà delle confessioni.
ABSTRACT: In April 2013 an Italian political party proposed a referendum (as stated in the article 75 of Italian Constitution) to abolish part of the article 47 of the 222/1985 Act concerning the public funding to religious denominations with the 0.008 of the income tax (called IRPEF ). According to this law all Italian taxpayers can participate to a sort of ‘poll’ to allocate 0.008 of their income tax ( IRPEF ) to the either the Catholic Church or the State by signing under one of the other in the tax form. The entire fund (i.e. the overall amount of 0,008 of the IRPEF ) will then be divided proportionally amongst the choices selected by the tax payer who signed to give 0.008 of their taxes to specific institutions (e.g. the Catholic Church, the State, etc). In doing so, even the tax payers who did not choose any denomination will end up funding one according to the selection made by those who did sign to give their taxes to a religious group or to the State. In this essay the Author analyses some juridical aspects of that particular funding system which represents an important feature of the discipline regulating the relationship between State and Churches, including religious denominations other than Catholicism.
Ricercatore a tempo determinato in Diritto canonico ed ecclesiastico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi LUM “Jean Monnet” di Casamassima
Il contributo, sottoposto a valutazione, è destinato al n. 2/2013 della Rivista Diritto e religioni, in corso di pubblicazione.
Nuove leggi per vecchie intese - di Marco Canonico
La stipulazione di intese con lo Stato: diritto delle confessioni religiose o libera scelta del Governo? - di Marco Canonico
Le intese fantasma - di Alessandro Albisetti
L’Albania apre agli accordi di collaborazione con i “nuovi culti” - di Giovanni Cimbalo
Il ripensamento e la ridistribuzione suggeriti ai sistemi giuridici liberaldemocratici dalla naturale metamorfosi della domanda di libertà in materia religiosa - di Sara Domianello
SOMMARIO: 1. La retromarcia da ingranare (ovvero: il ripensamento circa l’opportunità di trasferire interamente la tutela dei diritti di libertà fondamentali dall’attività parlamentare a quella giurisprudenziale in senso lato) – 2. La ristrutturazione da avviare (ovvero: la ridistribuzione delle competenze in materia di pubblico intervento a garanzia dei diritti di libertà in materia religiosa) – 3. Il dato da cui muovere (ovvero: la metamorfosi della domanda di libertà in materia religiosa nei sistemi liberaldemocratici).
Testo, corredato delle note, dell’intervento al secondo Convegno nazionale di studio dell’A.D.E.C. “Libertà religiosa tra declino o superamento dello Stato nazionale” (Macerata, 28-30 ottobre 2010), destinato alla pubblicazione degli Atti.
Osservazioni sulla laicità quale tecnica metodologica di produzione del “diritto giurisprudenziale” - di Sara Domianello
Necessità di una legge generale sulle libertà religiose (Risposta a Marco Canonico) - di Valerio Tozzi
Gli ultimi progetti di legge sulla libertà religiosa: elementi di costanza e soluzioni di continuità - di Patrizia Piccolo
Diritto ecclesiastico ed attuazione costituzionale tra de-formazione e proliferazione delle fonti - di Giuseppe Casuscelli
SOMMARIO: 1. Le fonti del diritto ecclesiastico oggettivo e l’affiorare dell’esigenza dell’attuazione costituzionale – 2. “Quale” attuazione costituzionale? – 3. Lo “stato dell’arte” delle fonti. La proliferazione … – 4. … e la de-formazione – 5. La “storia della lotta tra le fonti del diritto” - 6. … e gli specifici problemi del diritto ecclesiastico – 7. La riduzione della complessità e delle contraddizioni del “sistema” e lo strumento dell’abrogazione legislativa – 8. Il deludente esito della “semplificazione legislativa“ – 9. Il ritorno alla “disarmonia” e la sua accentuazione - 10. L’oscurità e l’incompletezza delle norme sulla produzione giuridica oggi in vigore – 11. La necessità di una riforma di rango costituzionale per l’ordinata produzione delle fonti.
Testo integrale, corredato dalle note, della relazione tenuta al Convegno su “Il riformismo legislativo in diritto ecclesiastico e canonico” (presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, 27-28 maggio 2010), destinata alla pubblicazione negli Atti.
Dialogo interreligioso e sistema italiano delle Intese: il principio di cooperazione al tempo della post-democrazia - di Maria Cristina Folliero
Matrimoni “religiosi” ed effetti civili - di Natascia Marchei
Lo svolgimento legislativo in materia ecclesiastica nell’Italia post-unitaria - di Mario Tedeschi
SOMMARIO: 1. La legislazione ecclesiastica pre-unitaria – 2. La legislazione ecclesiastica nel periodo liberale. Le leggi eversive e la legge delle guarentigie – 3. La legislazione ecclesiastica non concordataria nel periodo fascista - 4. La legislazione ecclesiastica bilateralmente concordata – 5. La legislazione di diritto comune.
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II
Il testo riproduce la relazione, con alcune aggiunte e con le note, tenuta al Convegno su “Il riformismo legislativo in diritto ecclesiastico e canonico” (presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, 27-28 maggio 2010), destinata alla pubblicazione negli Atti
Profili problematici della legge vaticana n. LXXI/2008 sulle fonti del diritto - di Simona Attollino
SOMMARIO: 1. Considerazioni introduttive - 2. L’analisi del provvedimento - 3. Lo strumento del rinvio - 4. Riflessioni conclusive.
Dottoranda di ricerca in Istituzioni e politiche comparate nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
Il contributo è stato segnalato dal Prof. Raffaele Coppola.
L’attuazione dell’art. 8.3 della Costituzione. Un bilancio dei risultati raggiunti e alcune osservazioni critiche - di Sveva Anna Mancuso
Legge generale sulla libertà religiosa e distinzione degli ordini - di Jlia Pasquali Cerioli
SOMMARIO: 1. Introduzione – 2. Democrazia, laicità, pluralismo, sovranità dello Stato nel proprio ordine: il dovere promozionale - 3. Distinzione degli ordini e sistema delle fonti: la legge unilaterale sulla libertà religiosa – 4. Distinzione degli ordini e ambiti di disciplina: il “diritto comune” delle intese – 5. Conclusioni.
L’idea di una legge generale sulla libertà religiosa: prospettiva pericolosa e di dubbia utilità - di Marco Canonico
Fonti pattizie nella metamorfosi della sovranità - di Gaetano Lo Castro
“Proposta di riflessione per l’emanazione di una legge generale sulle libertà religiose” - di Valerio Tozzi
Il Seminario si propone di valorizzare il ruolo che la ricerca universitaria dovrebbe avere in un sistema democratico, lanciando sassi in diversi stagni.
Abbiamo sollecitato la discussione tecnica fra studiosi del diritto ecclesiastico, rivolgendo la richiesta di contributi scientifici soprattutto a studiosi di generazioni successiva alla mia. Ciò nel perseguimento di una ormai consolidata mia linea di politica accademica. Ritengo infatti preferibile valorizzare l’impegno delle nuove leve scientifiche, meno strutturate nelle esperienze del passato e più sensibili ai problemi del futuro. Tecnica tanto più necessaria nella nostra materia, che vede una certa lentezza nel ricambio generazionale delle responsabilità e del credito scientifico. (Continua)
Presentazione del Seminario di studi sul tema “Proposta di riflessione per l’emanazione di una legge generale sulle libertà religiose”, organizzato dal Dipartimento e dal Dottorato di ricerca in Teoria e storia delle istituzioni, Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Salerno (Napoli-Fisciano, 15, 16 e 17 ottobre 2009).
Alla ricerca di una politica del diritto sui rapporti con l’Islam (Carta dei valori e Dichiarazione di intenti) - di Nicola Colaianni
La “Dichiarazione di intenti per la federazione dell’Islam italiano”: un primo commento - di Paola Fantelli
A circa un anno dalla approvazione della Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione, alcuni esponenti musulmani hanno presentato ufficialmente un documento redatto a Roma, il 13 marzo 2008, intitolato Dichiarazione di intenti per la federazione dell’islam italiano, prospettando il proposito di costituire una federazione islamica in Italia che si riconosca nei principi della Costituzione edella stessa Carta dei valori. Quest’ultima, adottata, come è noto, nel 2007 dall’allora ministro dell’Interno, Giuliano Amato, e tradotta in otto lingue per essere più facilmente accessibile a tutte le comunità di immigrati, prospetta “una mappa” di orientamento in materia di multiculturalità e pluralismo etnico e religioso, proponendo con un linguaggio semplice e lineare un percorso costituzionale per tutte le realtà confessionali italiane e dunque non esclusivamente destinato all’Islam. Anche se, indubbiamente, essa assume un ruolo determinante nella prospettiva di una possibile negoziazione bilaterale tra l’Islam e i pubblici poteri. (Continua)
Dottoranda di ricerca in Diritto ecclesiastico e diritto canonico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia.
Contributo segnalato dal Prof. Paolo Moneta.
La nuova intesa con l’Unione Buddhista Italiana: una doppia conforme per il Sangha italiano - di Silvia Angeletti
Sulla proposta di legge per la libertà religiosa - di Guido Fubini
SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Premessa – 3. E qui affrontiamo l’epoca contemporanea e la nuova proposta di legge – 4. Mi avvio qui alla conclusione.
Avvocato in Torino, già direttore della Rassegna Mensile di Israel.
Testo della relazione tenuta al Convegno “Oltre il Concordato” organizzato dalla “Consulta torinese per la laicità delle istituzioni” (Torino, 10 aprile 2008).
Libertà di coscienza e di religione - di Giuseppe Dalla Torre
SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Il quadro costituzionale di riferimento - 3. Libertà religiosa o libertà di coscienza? - 4. La questione dell’obiezione di coscienza - 5. La libertà religiosa individuale, collettiva e istituzionale - 6. Contenuti del diritto di libertà religiosa - 7. L’autonomia delle confessioni religiose - 8. Limiti costituzionali al diritto di libertà religiosa - 9. Conclusioni: ragione ed ambiti di una legge ordinaria sulla libertà religiosa.
Testo provvisorio della relazione al Convegno su Libertà religiosa e multiculturalismo (Gallipoli, 29 febbraio-1° marzo 2008), destinato alla pubblicazione negli Atti.
Libertà religiosa collettiva, e nuove intese con le minoranze confessionali - di Giuseppe Casuscelli
Dai principi alle regole? Brevi note critiche al testo unificato delle proposte di legge in materia di libertà religiosa - di Vincenzo Pacillo
SOMMARIO: 1. Il testo unificato delle proposte di legge C. 36 e C. 134 di fronte al principio di laicità – 2. La questione della libertà di propaganda - 3. Libertà religiosa e mutilazioni rituali - 4. Brevi note in tema di tutela della libertà religiosa dei lavoratori, di otto per mille e di crocifissi nelle aule - 5. Considerazioni conclusive - Nota bibliografica.
Professore associato di Diritto ecclesiastico e delle religioni nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Contributo destinato alla pubblicazione sul prossimo numero de "Il diritto ecclesiastico".
Perché temere una disciplina della libertà religiosa conforme a Costituzione? - di Giuseppe Casuscelli
SOMMARIO: 1. Premessa: l’utilità di due riletture – 2. Le proposte di legge del 2006 (On. Boato e On. Spini) ed il testo unificato (On. Zaccaria) – 3. I rilievi del Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana – 4. Lo “status paritario” delle confessioni e la loro diversità secondo “natura” – 5. L’uguale godimento dei diritti di libertà – 6. Il principio di laicità ed il diritto di libertà religiosa – 7. La disciplina del matrimonio religioso e la specificità del riconoscimento – 8. Il luogo comune della laicità “francese” – 9. Il sistema pubblico radiotelevisivo e l’edilizia di culto – 10. Per una laicità e una libertà religiosa “conformi a Costituzione”: libertà dalla intransigenza, non libertà della intransigenza.
Una «carta» post-costituzionale? - di Nicola Colaianni
A poco più di un anno di distanza dall’istituzione della Consulta per l’Islam italiano il ministero dell’interno si è dotato di un nuovo organismo consultivo, il «Consiglio scientifico», con compiti di studio e di proposta delle «iniziative più adeguate per l’armonica convivenza delle comunità dell’immigrazione e religiose nella società italiana»: i medesimi, cioè, affidati, limitatamente alle comunità musulmane, alla predetta Consulta per «migliorare la conoscenza delle problematiche di integrazione allo scopo di individuare le più adeguate soluzioni per un armonico inserimento delle comunità stesse nella società nazionale». Sembrerebbe trattarsi, perciò, di una semplice generalizzazione dell’attività di studio e di ricerca, finalizzata a fornire cognizioni all’autorità quando questa abbia idee del tutto generiche sulle iniziative da intraprendere e avverta perciò il bisogno di farsele utilizzando competenze esterne. (Continua)
Nota di presentazione della «Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione» pubblicata il 23 aprile 2007, in corso di stampa nella rivista «Questione giustizia».
Fasi e mezzi per l’attuazione del disegno costituzionale di disciplina giuridica del fenomeno religioso - di Valerio Tozzi
SOMMARIO: 1. La nuova fase politica di iniziativa parlamentare sul fenomeno religioso – 2. Necessità di ripensare la politica ecclesiastica rileggendo il disegno costituzionale in materia – 3. Quale è il progetto di politica ecclesiastica della Costituzione? – 4. L’effettiva politica ecclesiastica dei Governi italiani: a) Il potenziamento degli Uffici della Presidenza del Consiglio dei Ministri con competenze in materia ecclesiastica; b) Confusione terminologica ed abuso della denominazione di confessione religiosa; c) L’utilizzo della categoria legale di “confessioni con intesa” per la partecipazione ai benefici dell’interventismo statale in materia religiosa; d) Utilizzazione della categoria giuridiche dei “ministri di culto”, empiricamente modulata dal diritto statale sull’esperienza del cristianesimo, applicandola a fenomeni che non vi si adattano – 5. Permanenza della gerarchia discriminante fra gruppi religiosi riconosciuti o misconosciuti dall’ordinamento; a) L’impiego di concetti e categorie propri di alcune esperienze religiose, non trasferibili ad altri - Impossibilità di qualificare “confessione religiosa” alcuni gruppi religiosi privi di apparati gerarchici; b) Mantenimento della discriminazione fra religioni più favorite e altri gruppi religiosi – 6. Il rapporto fra legge generale sulla libertà religiosa e normazioni contrattate con le confessioni.
Dal pluralismo confessionale alla multireligiosità: il diritto ecclesiastico e le sue fonti nel guado del post-confessionismo - di Giuseppe Casuscelli
Cenni critici sui nuovi progetti di legge sulla libertà religiosa - di Nicola Fiorita Francesco Onida
La disciplina vigente in materia di libertà religiosa è in buona parte ingiusta o illegittima e ormai da anni attende un cambiamento. La conclusione di alcune Intese aveva fatto pensare che quello potesse essere il modo per realizzare le esigenze delle tante confessioni che agiscono in Italia. Ma non lo era: sia perché dopo poco ci si è fermati, creando una triplice categoria tra le stesse confessioni riconosciute, e sia perché comunque restavano insoddisfatte troppe esigenze di laicità dello Stato. Ma ancor di più, il divario tra i due gruppi di confessioni è stato ulteriormente rafforzato dal consolidarsi di una abnorme tecnica normativa utilizzata dal legislatore unilaterale (tanto statale quanto regionale), consistente nella limitazione alle sole confessioni religiose con intesa dell’accesso ai vantaggi previsti all’interno di diversi provvedimenti emanati in questi ultimi anni. Tecnica sopravvissuta, ed anzi ribadita ad ogni piè sospinto, nonostante la Corte Costituzionale abbia dichiarato l’illegittimità di due disposizioni regionali in tema di edilizia di culto che si basavano su di essa. (continua)
Professore associato di Diritto ecclesiastico - Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze.
Le norme in materia di libertà religiosa: molti silenzi e rinnovate vecchie proposte - di Giovanni B. Varnier
SOMMARIO: 1. I molti silenzi – 2. I vecchi disegni – 3. Qualche errore – 4. Le accentuate disuguaglianze – 5. Le nuove proposte.
Garanzie di libertà e di uguaglianza per i singoli e le confessioni religiose, oggi in Italia - di Sergio Lariccia
È imminente la discussione alla camera dei deputati di due proposte di legge sulla libertà religiosa in Italia e sull’abrogazione della legislazione sui culti ammessi del 1929-‘30: cinque anni fa, nella XIV legislatura, sempre alla camera dei deputati, con il titolo Norme sulla libertà religiosa e abrogazione della legislazione sui culti ammessi, era stato presentato un progetto di legge di iniziativa governativa (n. 2531 del 18 marzo 2002), che non venne poi approvato. Il progetto di legge del 2002 era composto di quattro capi: I.Libertà di coscienza e di religione; II. Confessioni e associazioni religiose; III. Stipulazione di intese ai sensi dell’articolo 8 della costituzione; IV. Disposizioni finali e transitorie. Le due proposte di legge attualmente in discussione sono così composte: capo I: Libertà di coscienza e di religione (artt. 1-14); capo II: Confessioni e associazioni religiose (artt. 15-26); capo III: Stipulazione di intese (artt. 27-36); Capo IV: Disposizioni finali e transitorie (artt. 37-41). (Continua)
Destinato alla pubblicazione nel prossimo numero della rivista "Critica liberale" delle Edizioni Dedalo.
Appunti sulle recenti proposte di legge in tema di libertà religiosa - di Giuseppe Casuscelli
SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Considerazioni di massima – 3. Finalità di una legge sulla libertà religiosa – 4. Obblighi di tutte le confessioni religiose – 5. Problemi attuali - 6. Gli effetti civili dei matrimoni religiosi ed il presunto problema della poligamia – 7. L’uguale libertà di tutte le confessioni religiose – 8. Riassetto normativo in materia di pari opportunità - 9 - Norme “finali”.
ora in Il diritto ecclesiastico, 2007, I, p. 67 ss.
La rappresentanza e l’intesa (tra astrattismo dottrinale e concretezza politica) - di Giuseppe Casuscelli
Laicità e concordato - di Salvatore Berlingò
L’istituto concordatario ha una propria storia che, caratterizzata da lunghe traversie, contraddizioni e contrasti («historia concordatorum, historia dolorum»), si è iscritta nell’ambito del c.d. «diritto pubblico ecclesiastico esterno», ossia in un settore del diritto canonico della Chiesa latina, per sua stessa denominazione, situato alla frontiera di quest’ordinamento. Le frontiere – com’è ovvio – possono essere chiuse o aperte; e le linee di demarcazione o i presidi di confine possono spesso tramutarsi – lo annotò Arturo Carlo Jemolo, traendo ispirazione da un’immagine poetica a Lui cara – in linee di comunione, oltre che in realtà e metafore della distinzione. (continua)
Ora pubblicato nel volume collettaneo a cura di G. Dalla Torre, "Lessico della laicità", Edizioni Studium, 2007, p. 143 ss.