Source: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2017/09/01/lettera-aperta-alla-sottosegretaria-ai-beni-e-attivita-culturali-ilaria-borletti/
Timestamp: 2017-09-24 10:19:33+00:00
Document Index: 17800794

Matched Legal Cases: ['art. 127', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 39', 'art. 3']

Lettera aperta alla sottosegretaria ai beni e attività culturali Ilaria Borletti. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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settembre 1, 2017 Gruppo d'Intervento Giuridico	Lascia un commento Go to comments
La Sottosegretaria ai Beni e Attività Culturali e Turismo Ilaria Borletti Buitoni ha salutato con soddisfazione l’impugnativa del Governo davanti alla Corte costituzionale (art. 127 cost.) nei confronti di diversi articoli (soprattutto in tema di usi civici) della legge regionale Sardegna n. 11/2017 per ipotizzate lesioni delle competenze statali in materia di tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e dei beni culturali (art. 117, comma 2°, lettera s, cost.).
Gent.ma Sottosegretaria,
in numerose occasioni l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha sollecitato il Governo a impugnare leggi regionali davanti alla Corte costituzionale per lesione delle competenze statali in materia di tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e dei beni culturali (art. 117, comma 2°, lettera s, cost.).
Paesaggio, caccia, usi civici sono gli ambiti dove spesso Regioni e Province autonome tendono a ledere i contenuti minimi di salvaguardia stabiliti dalla normativa nazionale.
Spesso il Governo nazionale ha accolto favorevolmente le nostre segnalazioni, spesso la Corte costituzionale ha accolto i relativi ricorsi governativi.
Nel caso della recente impugnativa degli articoli relativi agli usi civici contenuti nella legge regionale Sardegna n. 11/2017 non sembra, però, che si versi in un’ipotesi analoga. Anzi.
Infatti, la legge regionale Sardegna n. 11/2017 (http://www.regione.sardegna.it/j/v/80?s=342036&v=2&c=14542&t=1) prevede esplicitamente il raggiungimento di accordi di copianificazione fra Ministero per i beni e attività culturali e turismo e Regione autonoma della Sardegna per i casi di permuta e alienazione di terre a uso civico (art. 37), trasferimento dei diritti di uso civico (art. 38) e sdemanializzazione e contestuale trasferimento dei diritti di uso civico (art. 39). Si tratta, in ogni caso, di provvedimenti che non possono essere adottati “sino alla sottoscrizione dell’accordo che riconosce l’assenza di valori paesaggistici determinati dall’uso civico”.
Il ricorso governativo su tali punti (http://www.affariregionali.it/banche-dati/dettaglioleggeregionale/?id=11679) appare piuttosto assurdo sul piano giuridico e pone in una situazione di incertezza un complesso di norme che, finalmente, ha costituito un importante passo in avanti per la corretta gestione delle terre collettive in Sardegna, circa 4-500 mila ettari, forse il 20% dell’Isola al termine delle operazioni di accertamento.
Curiosamente e con un pizzico di schizofrenia il Governo non ha sollevato nessuna obiezione sulle analoghe procedure previste dalla legge regionale Sardegna 26 ottobre 2016, n. 26 (http://www.regione.sardegna.it/j/v/1270?s=323192&v=2&c=13906&t=1&anno=), che prevede proprio l’istituto della copianificazione quale centrale per le ipotesi di sdemanializzazione di terreni appartenenti al demanio civico.
E’ fatto notorio (vds. Gian Antonio Stella, “Sardegna, il prezzo del lavoro nel Sulcis: raddoppiano i fanghi tossici”, 8 agosto 2017, http://www.corriere.it/cronache/17_agosto_08/prezzo-lavoro-sulcis-portovesme-eurallumina-c90a9582-7bb4-11e7-8e8c-39c623892090.shtml) che l’attuale impugnativa appaia legata alla vicenda del bacino dei “fanghi rossi”, folle discarica di residui della lavorazione della bauxite per ottenere alluminio primario posta sulla costa di Portoscuso, nell’area industriale di Portovesme, realizzato a partire dal 1978 in parte su terreni a uso civico (accertati nel 2005) oggetto del progetto di ripresa degli impianti Eurallumina, comprendente anche una nuova centrale a carbone. In tale nefasta ipotesi sarebbe ampliato a 178 ettari, con argini alti mt. 46 sul livello del mare.
Eppure, il Governo prima e il Parlamento poi hanno disposto che i “terreni” rientranti nei “piani territoriali di sviluppo industriale” di cui alle norme per gli interventi pubblici nel Mezzogiorno “sono sottratti dal regime dei terreni ad uso civico, con decorrenza dalla data di approvazione dei piani o loro atti di variante“, con buona pace di tutti (art. 3, comma 17° ter, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2017, n. 123, c.d. decreto per il Sud). Fine degli usi civici al bacino “fanghi rossi” e cittadini di Portoscuso derubati una seconda volta, perché non avranno altri terreni a uso civico e ambiente in cambio.
Non pare un gran risultato per la tutela del paesaggio e dei diritti delle collettività locali.
Naturalmente, attendiamo sereni l’ennesimo pronunciamento della Corte costituzionale in materia.
Poscia, più che l’dolore potè il cemento. (30 agosto 2017)
Sottosegretaria ai Beni e Attività Culturali e Turismo
settembre 1, 2017 alle 10:28 pm
dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=66)
Urbanistica. Pigliaru a Gentiloni: “Affermazioni Borletti Buitoni scomposte e senza fondamento”.
Cagliari, 1 settembre 2017 – Esprime “profondo disappunto” il presidente della Regione Francesco Pigliaru nella lettera inviata oggi al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in riferimento alle dichiarazioni della Sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni in tema di legge urbanistica.
Nel testo della lettera si rileva che la Sottosegretaria “non solo interviene scompostamente nel merito di scelte operate dalla Giunta e dal Consiglio Regionale nel pieno esercizio delle funzioni”, ma in più “travisa completamente” il significato e gli effetti di norme che “al contrario di quanto incautamente affermato, non fanno che confermare la necessità di copianificare con lo stesso Ministero in materia di usi civici. Voler suggerire a noi sardi – scrive Francesco Pigliaru -, i primi in Italia a conformarsi al Codice Urbani, il valore intrinseco del paesaggio e l’esigenza della sua tutela anche come investimento economico, più che una offesa non giustificata è una poco gradevole esibizione di ignoranza del contesto. Un minimo, doveroso, studio dei testi normativi esitati dal Consiglio regionale – si legge – avrebbe dunque evitato alla Sottosegretaria gli inappropriati riferimenti al cemento e al paesaggio quale ‘vuoto a perdere’. Nulla di tutto ciò è infatti contenuto nelle norme della legge in oggetto, come qualunque lettore scevro da pregiudizi può verificare.” Il presidente Pigliaru prosegue definendo grave “l’aver stabilito arbitrariamente una continuità tra le politiche in materia urbanistica della precedente Giunta di centrodestra e la attuale” e ricordando come tra i primi atti di questa legislatura siano proprio la revoca e l’annullamento della revisione del Ppr e l’abbandono del disegno di legge urbanistica introdotti dal precedente Governo regionale poco prima delle elezioni.
settembre 2, 2017 alle 4:57 pm
Che fastidio la democrazia…consente ancora, per qualche arcano motivo e per fortuna, che un governo possa impugnare una legge regionale…
settembre 2, 2017 alle 7:26 pm
per fortuna il Governo nazionale può impugnare le leggi regionali e delle province autonome ritenute lesive delle proprie competenze e viceversa.
E per fortuna che esiste una Corte costituzionale 🙂
settembre 3, 2017 alle 11:20 am
La democrazia consente anche di avere nik name uguali. Fa parte del gioco.
settembre 3, 2017 alle 6:39 pm
Certo certo, personalmente non intendevo polemizzare in alcun modo ma solo evidenziare che in questo delicato momento per l’ambiente della nostra Isola l’impugnazione di una legge finanche alla Corte Costituzionale deve esser vista come una possibilità in più per una sua sempre più efficace tutela. Mi scuso se prima non ho trasferito bene questo concetto. Grazie dell’attenzione.
La devastazione dello Scoglio di Peppino, sulla costa di Castiadas. Sit – in contro la “strada della morte”.