Source: http://www.penalecontemporaneo.it/materia/4-/65-/-/926-sulla_utilizzabilit___di__intercettazioni_disposte_per_un_determinato_reato_riguardo_a_fatti_connessi_o_collegati_per_i_quali_le_operazioni_di_ascolto_non_sarebbero_ammissibili_in_via_autonoma/
Timestamp: 2015-10-10 08:52:51+00:00
Document Index: 2268726

Matched Legal Cases: ['art. 266', 'art. 270', 'art. 266', 'art. 266', 'art. 271', 'art.15', 'art. 191']

13 Ottobre 2011Sulla utilizzabilità di intercettazioni disposte per un determinato reato riguardo a fatti connessi o collegati per i quali le operazioni di ascolto non sarebbero ammissibili in via autonoma
[Simone Lonati]
Il quesito è stato posto, non a caso, quale eccezione processuale nell'ambito di un processo per forniture di materiale e strumentazione sanitaria in varie aziende ed ospedali della Lombardia in cui, all'originaria ipotesi d'indagine per corruzione si era aggiunta, proprio in ragione di quanto emerso dalle conversazioni intercettate, anche la turbativa d'asta. Tale eccezione era stata poi respinta sia dal Tribunale che dalla Corte d'Appello ed allora riproposta davanti alla Corte di cassazione.
Secondo un altro orientamento, invece, una volta che le intercettazioni telefoniche o ambientali sono legittimamente entrate a far parte del processo, sia nell'ipotesi in cui siano utilizzate per l'accertamento di un reato connesso, sia nell'ipotesi in cui il reato per il quale erano state disposte successivamente sia diversamente qualificato, non possono essere dichiarate inutilizzabili con riferimento alla fattispecie per la quale non sarebbero state consentite (Cass., sez. III, 22.9.2010, n. 39761, dep. 11.11.2010, imp. S.S.; Cass., sez. III, 28.9.1995, n. 794, dep. 27.1.1996, imp. Russo). 3. La sesta sezione della Corte di cassazione, nell’aderire al secondo dei due orientamenti, conclude che «se l'intercettazione è già ritualmente autorizzata nell'ambito di un procedimento, i suoi esiti possono essere utilizzati anche per i reati diversi ma soggettivamente ed oggettivamente connessi o collegati, che siano emersi dalla medesima attività di intercettazione, anche quando il loro titolo o il loro trattamento sanzionatorio non avrebbero consentito un autonomo provvedimento autorizzativo» L'utilizzabilità degli esiti delle intercettazioni anche per reati diversi ed ulteriori rispetto a quello per cui erano state originariamente disposte è fatta discendere da tre presupposti: la regolarità dell'autorizzazione di partenza disposta per uno dei delitti contemplati dall'art. 266 c.p.p.; l'utilizzo delle trascrizioni nell'ambito dello stesso procedimento e il collegamento o la connessione dei reati imputabili alla stessa persona sottoposta ad indagini.
Sul versante dell'utilizzabilità, l'art. 270 c.p.p., laddove individua i parametri per legittimare l'utilizzo dei risultati delle intercettazioni in «altri procedimenti», non richiama l'elencazione tassativa dell'art. 266 c.p.p., ma indica una nuova e diversa combinazione di presupposti - quale l'indispensabilità per l'accertamento e che si proceda per delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza -, certamente non sovrapponibile, né coincidente con la clausola "generale" di cui all'art. 266 co. 1° lett. a) c.p.p. Una ricostruzione, questa, che, sempre secondo la Corte, non si porrebbe in contrasto neppure con il contenuto normativo dell'art. 271 c.p.p.: quest'ultima disposizione, infatti, pone il meccanismo sanzionatorio dell'inutilizzabilità a presidio - esclusivamente - dei vizi relativi al momento genetico dell'attività di intercettazione ovvero alle ipotesi in cui le intercettazioni siano state eseguite fuori dai casi consentiti dalla legge o senza l'osservanza delle disposizioni di cui agli artt. 267 e 268 co. 1° e 3° c.p.p.
[4 Agosto 2015] Tanja FonzariConcordo con il sig. Piazza sulla necessità di un impiego delle intercettazioni quale mezzo di ricerca della prova e non con finalità esplorative. È del resto la stessa lettera della legge a imporlo laddove richiede la sussistenza di 'gravi indizi di reato' quale presupposto di legittimità delle intercettazioni. La locuzione gravi indizi di reato presuppone l'esistenza di una attività investigativa già avviata, che dimostri con certo grado probabilità la commissione del reato. Ne segue (dovrebbe seguire...) l'assoluta illegittimità di intercettazioni disposte ad indagini appena iniziate, aventi mera finalità esplorativa.[14 Ottobre 2011] Riccardo PasseggiNihil sub sole novi, almeno da parte di quella sezione. A quando le sezioni unite?
Segnalo, nel filone appartenente all'orientamento opposto, la n°12562/10 della III sez. Preziosi + altri.[13 Ottobre 2011] Giuseppe PiazzaQualcuno dimentica la portata storica dell'art.15 Cost. Senza voler dare adito a polemiche di natura "politica" ritengo sotto un profilo strettamente giuridico che occorre un decisivo intervento di riforma affinché l'intercettazione divenga mero strumento di ricerca di prova (per reati che meritano effettivamente un "sacrificio" delle garanzie costituzionali in nome di una migliore sicurezza) e giammai di notizie di reato. Lascia il tuo commento...
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