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Timestamp: 2020-02-19 11:53:10+00:00
Document Index: 122354200

Matched Legal Cases: ['art. 827', 'art. 923', 'art. 508', 'sentenza ', 'art. 633', 'art. 22', 'art. 43', 'art. 37', 'art. 43']

Occupazione - Nuovi Dizionari Online Simone - Dizionario Giuridico Indice O
(—) appropriativa (d. amm.)
[Accessione (invertita)].
(—) come modo di acquisto della proprietà (d. civ.)
È un modo di acquisto a titolo originario della proprietà, che consegue alla presa di possesso delle cose mobili che non sono mai state (res nullius) di proprietà di alcuno (gli immobili vacanti, invece, sono di proprietà dello Stato: art. 827 c.c.) e le cose abbandonate (res derelictae).
L'art. 923 c.c. enumerava tra le res nullius anche gli animali che formano oggetto di caccia o di pesca, ma la L. 157/1992 ha disposto che la fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale e internazionale; pertanto, l'(—) di animali oggetto di caccia costituisce occupazione di res alicuius, non più di res nullius, integrando un illecito, ove difetti la relativa autorizzazione (licenza), nonché le altre condizioni previste dalla legge sulla caccia.
Per aversi (—) sono necessari:
— l'impossessamento del bene;
— l'intenzione di farlo proprio (animus occupandi).
(—) d'azienda (d. pen.)
È una forma di lotta sindacale costituita dall'entrata e dalla permanenza nell'azienda di tutta o parte della forza lavoro ivi occupata, con astensione dall'attività lavorativa.
È discussa la liceità di tale comportamento, atteso che l'art. 508 c.p. configura come ipotesi delittuosa l'invasione od occupazione di un'altrui azienda agricola o industriale, effettuata col solo scopo di impedire o turbare il normale svolgimento del lavoro.
Può escludersi, tuttavia, l'applicabilità della norma (dichiarata costituzionalmente legittima dalla Corte Costituzionale, con sentenza n. 220 del 17-7-1975), in quanto l'elemento intenzionale della (—) è generalmente diverso e ulteriore rispetto a quello di impedire o turbare il normale svolgimento (ottenere un miglioramento retributivo, far revocare un provvedimento discriminatorio, impedire lo smobilizzo totale o parziale dell'azienda, far ritirare un licenziamento collettivo).
Secondo dottrina minoritaria potrebbe applicarsi l'art. 633 co. 1 c.p. che punisce l'invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto.
Inoltre, la permanenza nell'azienda con astensione dall'attività lavorativa può essere ricondotta nell'ambito dell'esercizio del diritto di sciopero e, in ogni caso, essa rimane per lo più un'attività civilmente illecita, senza divenire anche una fattispecie penalmente sanzionata.
(—) d'urgenza (d. amm.)
Si ha quando per motivi di pubblica utilità occorre disporre della proprietà privata, al fine di eseguire opere necessarie per la collettività. In tal caso, la P.A. occupa il fondo immediatamente, corrispondendo un congruo indennizzo.
Il D.P.R. 8-6-2001, n. 327, T.U. dell'espropriazione per pubblica utilità ha inizialmente fatto scomparire l'istituto dell'(—) sostituendola con un più snello procedimento di espropriazione d'urgenza. Tale forma di occupazione viene, invece, riproposta con il D.Lgs. 302/2002, per cui il T.U. disciplina all'art. 22bis nuovamente detto istituto.
L'art. 43 del T.U., invece, disciplina gli effetti dell'utilizzazione, da parte della P.A., di un immobile occupato sine titulo e precisamente modificato in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità. La mancanza del provvedimento di esproprio o del suo presupposto costituito dalla dichiarazione di pubblica utilità rende, infatti, illegittimo il comportamento della P.A.; di conseguenza, il sacrificio della proprietà costituisce un illecito civile e quindi fa sorgere il diritto al risarcimento del danno.
L'amministrazione che compie l'utilizzazione senza titolo ha, tuttavia, il potere discrezionale di disporre un atto di acquisizione (che viene trascritto nei registri immobiliari) al proprio patrimonio indisponibile, fermo restando il diritto del proprietario al risarcimento del danno, che è dovuto nella misura corrispondente al valore del bene e se l'occupazione riguarda un terreno edificabile si tiene conto di quanto previsto dall'art. 37 (co. 3-7) e in particolare delle possibilità legali ed effettive di edificazione (art. 43, co. 6).
(—) di porzione di fondo attiguo (d. civ.; d. amm.)