Source: https://www.file-pdf.it/2016/02/05/registro-delle-deliberazioni-di-giunta-comunale-n-564-04-09-2015/
Timestamp: 2019-11-22 12:06:17+00:00
Document Index: 54665563

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art.2', 'art. 134', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 151', 'art. 49', 'art. 147', 'art. 243', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 124', 'art. 125', 'art. 134', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 89', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 96', 'sentenza ', 'art.\n50', 'art. 97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2041', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 32', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 32', 'sentenza\n', 'art. 117', 'art. 117', '§ 73', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 117', 'sentenza ', 'sentenza ']

Registro delle deliberazioni di giunta comunale n 564 04 09 2015 - File PDF .it
Registro delle deliberazioni di giunta comunale n 564 04 09 2015 .pdf
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COMUNE D! NAPOLI
Sei-vizio Segreteria della Giunta Comunale
Servizio Ufficio per le Relazioni con il pubblico
O G G E T T O : richiesta atti
In riferimento alla vostra nota P G / 2 0 1 5 / 7 3 7 1 3 3 , d e l 2 8 / 0 9 / 2 0 1 5 , si trasmette la
delibera di G. C n°564 del 04/09/2015 comprensiva di allegati.
nzq Di Dio
Palazzo Salì Giacomo - Piazza Municipio - 80133 Napoli - Italia - tel. ( + 39 j OSI 7954952. fax ( + 39) OSI 7954986
giunta-segreteria @ comune.napoli.it - www.conmne.napoli.it
D m . CENT. INFRASTRUTTURE LL.PP e MOBILITA'
Servizio P.R.M. Strade, Grandi Assi Viari
ASSESSORATO INFRASTRUTTURE L L PP e
4lé
Proposta di delibera prot. n.
J 0 AGO. 2015
REGISTRO D E L L E D E L I B E R A Z I O N I DI G I U N T A C O M U N A L E - D E L I E . N °
''S&gt; ^
O G G E T T O : aggiornamento della classificazione delle strade di pertinenza del Comune di Napoli ricadenfi
nell'ambito territoriale della IV Municipalità - Poggioreale Zona Industriale - , con l'inserimento
delle strade della viabilità intema del Centro Direzionale di Napoli
S I SET, 2015
Il giorno f.'.
, nella residenza comunale, convocata nei modi di legge, si è riunita la Giunta
comunale. Si dà atto che sono presenti i seguenti n&quot;^
Carmine FISCO PO
M. Caterina PACE
ASSEWTK
(Nota bene: Per gli assenti viene apposto, afiancodel nominativo, il timbro &quot;ASSENTE &quot;; per i presenti viene apposta la lettera &quot;P&quot;)
Assume la Presidenza:. ^ ^ Ò s ^ J j ? ^ . ^ . ...k^.
.. f ^ W .
Assiste iI\^egretario del Comune
constatata la legalità della riunione, invita la Giunta a trattare l'argomento segnato in
ogog^^p'^
L A . - G I U N T A , su proposta dell'Assessore alle Infrastnitture
il Consiglio di Stato con propria Sentenza n. 1165, pubblicata in data 9 marzo 2015, ha stabilito
definitivamente che &quot;// Comune di Napoli è tenuto a provvedere all'emanazione di tutti gli atti
amministrativi occorrenti per farsi carico della gestione delle infrastnitture pubbliche per cui è
causa, nonché dello svolgimento dei servizi e degli altri compiti istituzionali ad esse inerenti:
attivando l'esercìzio dei propri poteri-doveri istituzionali per attivare tale gestione e tale
svolgimento con le procedure e le modalità previste dalla legge, l'Anvninistrazione comunale deve
gestire il C.D.N. come gestisce le altre circoscrizioni cittadine &quot;;
il medesimo Consiglio di Stato ha fissato in 180 gg. dalla notifica della sentenza, avvenuta il 27
aprile 2015, il tonnine entro il quale compiere le attività indicate, risei-vandosi &quot;di prendere le
misure appropriate nei confronti delle autorità che rimangano inerti e di nominare un commissario
ad acta, ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a., su istanza della parte interessata, in caso di
ingiustificato ritardo dell 'Amministrazione nel provvedere nel senso indicato &quot;.
la viabilità interna al Centro Direzionale è costituita da aree di proprietà comunale, e da ambiti
privati, alcuni dei quali costituiscono accesso ad importanti edifici pubblici;
per questi ambiti che costituiscono accesso ad importanti edifici pubblici, l'Amministrazione ritiene
di prevedere la classificazione quali pertinenze comunali, in quanto di uso pubblico.
per quanto riguarda la classificazione di strade di proprietà privata ad uso pubblico il Codice della
Strada (D.L.gs n. 285 del 30/04/1992) all'art. 2 '-Definizione e classificazione delle strade&quot;, ai fini
dell'applicazione delle nonne in esso contenute, definisce &quot;strada&quot; l'area ad uso pubblico destinata
alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali;
secondo la giurisprudenza consolidata, per uso pubblico deve intendersi la concreta destinazione
della strada al transito abituale di una massa indeterminata di persone che si servono della stessa per
passarvi ''uti cives&quot; e non ''uti singuli&quot; e, pertanto, è sancito l'uso pubblico ad utilizzo del bene
strada da parte della collettività;
lo stesso richiamato Codice della Strada sancisce (art. 1 comma 7) che &quot;/e sti-ade urbane di cui al
comma 2, lettera D, E e F, sono sempre comunali quando siano situate ali 'interno dei centri abitati,
eccettuati i tixitti interni di strade statali, regionali o provinciali che attraversano centri abitati con
popolazione non superiore a diecimila abitcmti&quot;; nel caso della città di Napoli il perimetro urbano
coincide di fatto con il limite del territorio comunale, pertanto, fatto salvi i casi particolari previsti
dal Codice, le strade interne al perimetro urbano cittadino risultano di competenza del Comune;
il Comune di Napoli, a seguito della perimetrazione del centro abitato approvata con Deliberazione
di G . M . n. 63 del 17 gennaio 1996, con Deliberazione di G . M . n. 1257 del 26 marzo 1997, effettuò
l'aggiornamento della classificazione delle strade cittadine di pertinenza comunale, in attuazione
delle disposizioni previste dal predetto D.Lvo n. 285/92 e dal relativo codice di attuazione di cui al
D . M . 492/92;
la Regione Campania, con Decreto n. 4954 del 17 aprile 1998, ha classificato come strade di ^
pertinenza comunale quelle incluse nell'elenco allegato alla citata Deliberazione n. 1257/97;
in tale elenco, suddiviso per Circoscrizioni, sono state inserite le strade della città che possiedono i
requisiti previsti dall'art. 2 comma 5 e 6 punto D del D.L.vo n. 285/92 per la classificazione de'
stesse come strade d'uso pubblico;
in attuazione del progetto definito &quot;Catasto delle Strade&quot; il Comune di Napoli, con Delibera di G.C. ^
n.ll31 del 6 luglio 2001 provvide all'aggiornamento delle strade di pertinenza comunale ricadenti^
nell'ambito territoriale di Poggioreale - zona industriale;
la Regione Campania, con Decreto n.l33 del 17 giugno 2015 ha perfezionato il procedimento
relativo alla classificazione - come strade di pertinenza comunale - di quelle contenute nell'elenco
aggiornato delle strade ricadenti nell'ambito territoriale di Poggioreale - zona industriale, di cui alla
Delibera di G.C. n. 1131/01.
Visto che allo stato necessita procedere, giusta Sentenza del Consiglio di Stato 1165/2015 all'irtclusione
delle strade del Centro Direzionale negli elenchi delle strade di pertinenza comunale - in quanto di uso
pubblico ~ sia delle strade proprietà comunale e sia degli ambiti privati di cui trattasi.
Che tali ambiti privati risultano individuati dal competente S.A.T. territoriale (4 Municipalità), con opportuni
grafici, e trasmessi in allegato alla nota PG/2015/551551 del 7 luglio 2015, integrata con la nota
PG/2015/599735 del 23 luglio 2015, ove vengono indicafi con toponimi provvisori come &quot;senza
denominazione 1, 2, e 3 nelle relative schede tecniche.
Che per quanto previsto dal Codice della Strada ai Comuni è imposto l'obbligo di istituire e tenere
aggiornati la cartografia, il catasto delle strade e le loro pertinenze, che risultano attività consequenziali
all'individuazione e alla definizione dell'elenco delle strade di pertinenza comunale.
la viabilità intema al Centro Direzionale di Napoli di proprietà comunale, è definita come &quot;le strade
che costituiscono gli assi principali e formano le &quot;due croci&quot; della piastra pedonale a quota +12.00,
incluse le aree circostanti l'edificio di culto denominato Chiesa di San Carlo Bon-omeo&quot;, come si
evince dalla nota PG/2015/0509409 del 24 giugno 2015 della Direzione Centrale Patrimonio, e dalla
nota PG/2015/604918 del 24 luglio 2015 del Sei-vizio Demanio, patrimonio e polifiche per la casa,
riportate nella relativa planimetria ed indicate con riferimenti catastali;
per quanto attiene le aree di proprietà comunale sopra definite e rientranti nella rete viaria a quota
+12.00 la classificazione a strade di pertinenza comunale viene sancita dalla presente deliberazione
che ne definisce l'uso pubblico, e le stesse strade sono individuate nelle relative schede allegate alla
presente deliberazione con toponimi provvisori come di seguito riportati: viale della Costituzione,
viale Umberto Terracini, viale Piero Calamandrei, e Piazza Ugo la Malfa, e le aree circostanti
l'edificio di culto denominato Chiesa di San Carlo Borromeo;
le schede tecniche e le relative planimetrie trasmesse dal competente S.A.T. della 4 Municipalità
con la citata nota del 7 luglio 2015, integrata con la nota del 23 luglio 2015, riportano le
caratteristiche tecniche, geometriche e funzionali di n.3 strade private inteme al N.C.D. da
classificare di pertinenza comunale in quanto di uso pubblico, poiché costituiscono gli ambiti per
l'accesso agli edifici pubblici sedi della Giunta Regionale della Campania ed al Palazzo della
Giustizia, e li indicano con toponimi provvisori come &quot;strada senza nome 1&quot;, &quot;strada senza nome
e &quot;strada senza nome 3&quot;.
Letto il parere dell'Avvocatura Comunale, espresso con nota PG/2015/583990 del 17 luglio 2015.'
Ritenuto pertanto doversi procedere all'aggiornamento della classificazione delle strade di pertinenza del
Comune di Napoli ricadenti nell'ambito territoriale della Municipalità 4 - Poggioreale - Zona Industriale,
con l'inserimento della rete viaria intema al Nuovo Centro Direzionale di Napoli, individuata dai grafici e
dalle schede allegafi alla presente delibera di cui costituiscono parte integrante.
La parte narrativa, i fatti, gli atti citati, le dichiarazioni ivi comprese sono vere e fondate e, quindi, redatte dai
Dirigenti dei Sei-vizi competenti sotto la propria responsabilità tecnica, per cui sotto tale profilo gli stessi
Dirigenti qui appresso sottoscrivono:
Per tutto quanto espresso in narrativa che qui si intende integralmente trascritto ed approvato
1. Prendere atto dell'uso pubblico delle aree del Nuovo Centro Direzionale di Napoli costituite dalle strade
di proprietà comunale e dagli ambiti privati descritti in premessa ed individuati dalle schede e dai grafici
allegati, facenti parte integrante del presente provvedimento.
Esprimere - ai sensi dell' art. 2 comma 8 del D. L.vo n. 285 del 30 aprile 1992 - parere favorevole
all'aggiornamento dell'elenco delle strade cittadine di pertinenza comunale ricadenti nell'ambito
territoriale di Poggioreale - Zona Industriale di cui alla Deliberazione di G.C. n.l 131 del 6 luglio 2001,
includendo quelle di cui alla premessa facenti parte del N.C.D.
Richiedere alla Regione Campania, ai sensi deirart.2 comma 6 del D.P.R. 16 dicembre 1992 n.495, di
classificare come strade cittadine di pertinenza comunale le strade e gli ambiti privati del NucB/o Centro
Direzionale di Napoli, così come individuati dal presente atto e facenti parte della rete viaria iiijpma.
4. Demandare al Servizio P.R.M. Strade, Grandi Assi Viari e Sottoservizi il compito di aggiornare l'elenco
delle strade di pertinenza comunale ricadenti nell'ambito territoriale di Poggioreale Zona Industriale,
includendo le strade inteme al N . C. D. di Napoli come individuate con il presente atto, e di provvedere
alla contestuale richiesta alla Regione Campania di integrazione del Decreto Dirigenziale n. 1?3 del 17
5. Demandare al Servizio Statistica il compito di aggiornare la denominazione della viabilità intema al
6. Dare atto che costituiscono parte integrante del presente provvedimento i seguenti allegati, per un totale
di.^.^. fogli progressivamente numerati e siglati:
- Sentenza Consiglio di Stato n. 1165/15;
- nota Avvocatura PG/2015/583990/17.07.2015;
- nota del S.A.T. IV Municipalità PG/2015/551551 del 7 luglio 2015, integrata con nota
PG/2015/599735 del 23 luglio 2015 di trasmissione dei rilievi e delle schede relative delle
strade private ad uso pubblico del N.C.D.;
- nota della Direzione Centrale Patrimonio PG/2015/601009 del 23 2015, in uno alle note
PG/2015/509409 e PG/2015/604918 del 24 luglio 15 del Servizio Demanio,Patrimonio e
politiche per la casa, con allegata planimetrìa relativa alle aree di proprietà del Comune di
Napoli interne al Centro Direzionale;
- Planimetria generale individuativa delle strade di proprietà comunale e degli ambiti viari
privati, con l'indicazione dei toponimi provvisori.
Il Dirigente del S.A.X^'IVMunicipalità
arch. G i
11 Dirigente del Servizio P.R.M. Strade-Grandi Assi
arch. Renato
Il Direttore alle Infrastrutture LL.PP. e Mobilità
arch. Giuseppe Pulii
L'Assessore alle Infrastrutture LL.PP. e Mobilita
Prof ing. Mario Calabrese
Segue : Deliberazione di Giunta Comunale n.
Considerato che ricorrono i motivi di urgenza previsti dall'art. 134,
comma 4, del D. Lgs. 267/2000 in quanto occorre dare
immediatamente corso alle incombenze di cui alla deliberazione
innanzi adottata
di dare esecuzione immediata alla presente deliberazione dando
mandato ai competenti uffici di attuarne le determinazioni,
Letto, con ermato e sottoscritto.
ILSIUDACO
PROPOSTA DI DELIBERAZIONE PROT. N.Il DEL 31/07/2015, AVENTE AD
OGGETTO: Aggiornamento della classificazione delle strade di pertinenza del Comune di Napoli ricadenti
nell'ambito territoriale della Municipalità 4 Poggioreale -Zona Industriale, di cui alla Delibera di G.C. n.
1131 del 06.07.2001, con l'inserimento delle strade interne al Nuovo Centro Direzionale di Napoli&quot;.
Il Dirigente del Sei-vizio P R M Strade-Grandi Assi viari e i l dirigente della competente municipalità esprimono,
ai sensi dell'art. 49, comma 1, del D.Lgs. 267/2000, il seguente parere di regolarità tecnica in ordine alla
suddetta proposta: F A V O R E V O L E
I DIRIGgJT,
Pervenuta alla Direzione Centrale Servizi Finanziari il . A. à.. MVè.: .tìùx
Prot. .././&amp;.: . 6 0
Il Dirigente del Sei-vizio di Ragioneria, esprime, ai sensi dell'art. 49, comma 1, del D. Lgs. 267/2000, il
seguente parere di regolarità contabile in ordine alla suddetta proposta:
ATTESTATO DI COPERTURA FINANZIARIA ED I M P E G N q C p N T A B I L E
viene prelevata dal Titolo
) del Bilancio
, che presenta
Impegno precedente €
A i sensi e per quanto disposto dall'art. 151, comma 4, del D.Lgs. 267/2000, si attesta la copertura
finanziaria della spesa di cui alla suddetta proposta.
Direzione Centrale Servìzi Finanziari
Servizio Controllo e Registrazione Spese
Napoli, 11.08.2015
PARERE DI REGOLARITÀ' CONTABILE reso ai sensi dell'art. 49, comma 1, D. Lgs. 267/2000
in ordine alla proposta del Servizio Strade, Grandi Assi Viari e sottoservizi.
P r o t n . 11 del 31/07/2015
Letto l'art. 147 bis, comma 1, del D. Lgs. 267/2000, come modificato ed integrato dal D. L.
174/2012, convertito in Legge 213/2012.
Visto il Piano di Riequilibrio Pluriennale, ai sensi dell'art. 243 bì, ter e quater del D. Lgs.
267/2000, così come integi'ato e modificato dal D. L. 174/12 convertito nella L. 213/12, approvato
con Deliberazioni Consiliari n. 3 del 28/01/2013 e n. 33 del 15/07/2013.
Premesso che, con Deliberazione di G. C. n. 1257 del 26/03/1997, l'Amministrazione
Comunale ha aggiornato la classificazione delle strade cittadine di pertinenza comunale.
Premesso che, con Decreto n. 4954 del 17/04/1998, la Regione Campania ha classificato come
strade di pertinenza comunale quelle incluse nella suddetta Deliberazione 1257.
Premesso, altresì, che, la viabilità intema al Centro Direzionale è costituita, oltre che da strade
comunali, da vie ed ambiti privati, alcuni dei quali costituiscono accesso ad importanti edifici pubblici.
Con la presente proposta:
si aggiorna l'elenco delle strade di pertinenza comunale, inserendo le vie interne al
Nuovo Centro Direzionale di Napoli individuate dalle schede e dai grafici allegati alla
presente proposta, ricadenti nell'ambito territoriale di Poggioreale - Zona Industriale;
si chiede la modifica, per quanto indicato al punto precedente, della lista di cui al
Decreto Regione Campania n. 4954 del 17/04/1998.
Letto il parere tecnico.
Nulla si osserva.
Si esprime parere di regolarità contabile favorevole.
Il Direttore dèa Sfervfczi fmSfi^ziari
hiJtiqt/ello
Palazzo San Giacomo - Piazza IVlunicipio - 80133 Napoli - Italia tel. (+39) 081 7954860 - 7951862 fax 0817954865
Ragioneria.spese@.comune.napoli.it - •\v\\'&gt;v.comune.napoIi.it
P R O P O S T A PROT. N . 11 D E L 31.07.2015
DIR.CENT. I N F R A S T R U T T U R E LL.PP. E M O B I L I T A ' - SERVIZIO P . R . M . S T R A D E , G R A N D I ASSI V I A R I
P E R V E N U T A A L SERVIZIO S E G R E T E R I A G I U N T A C O M U N A L E IL 12.08.2015 S.G.586
Con i l provvedimento in esame, si propone di:
prendere atto dell'uso pubblico delle strade ricadenti nelle aree del Nuovo Centro Direzionale
esprimere - ai sensi dell'art. 2, comma 8, del d.lg.vo n. 285/1992 - parere favorevole
all'aggiornamento dell'elenco delle strade secondarie cittadine di pertinenza comunale
ricadenti nell'ambito del territorio della I V Municipalità;
richiedere la correlativa integrazione del provvedimento della Regione Campania di
aggiornamento classificazione delle strade, ex art. 2, comma 6, d.lg.vo n. 495/1992.
Il dirigente proponente ha espresso i l parere di regolarità tecnica, ai sensi dell'art. 49,
comma 1, D.Lgs. 267/2000, con la formula &quot;Favorevole&quot;.
Il Ragioniere generale ha espresso il parere di regolarità contabile, ai sensi dell'art. 49,
comma 1, e dell'art. I47bis, commal, D.Lgs. 267/2000, in senso favorevole.
A l riguardo, si precisa che, ai sensi dell'art. 18 del Regolamento comunale sul sistema dei
controlli interni, i l parere di regolarità contabile implica che siano state svolte attente valutazioni
in ordine a: &quot;/a regolarità della documentazione prodotta; il rispetto delle competenze proprie dei
soggetti che adottano i provvedimenti; la giusta imputazione al bilancio e la disponibilità sid
relativo intervento a capitolo; l'osservanza dei principi contabili e delle norme fiscali; la
valutazione degli effetti che si determinano per il bilancio dell'Ente in relazione agli equilibri
economico-finanziari dello stesso; la valutazione degli effetti che si determinano per il bilancio
dell'Ente in relazione agli equilibri patrimonialiT. Altresì rilevanti sono le valutazioni sulla
dell'atto proposto rispetto alle restrizioni del Piano di Riequilibrio Finanziario
Pluriennale, affinché lo stesso si mantenga idoneo, in termini sia di competenza sia di cassa,
all'effettivo risanamento dell'ente.
Dalle motivazioni e dalle dichiarazioni espresse nella parte narrativa, redatta con
attestazione di responsabilità dai dirigenti proponenti, risulta che l'atto proposto è conseguenziale
alla sentenza del Consiglio di Stato n. 1165/2015 che si è espresso suW'inchisione delle strade
del centro Direzionale negli elenchi delle strade di pertinenza comunale-in quanto di uso
pubblico-sia delle strade di proprietà comunale e sia degli ambiti privati di età trattasf.
Si richiamano le norme di cui ai commi 5 e 8 dell'art. 2 del CdS.
Il comma 5 dispone «(...) Per le esigenze di carattere amministrativo e con riferimento all'uso e
alle tipologie dei collegamenti svolti, le strade, come classificate ai sensi del comma 2, si
distinguono in strade «statali», «regionali», «provinciali», «comunali», (...). Enti proprietari
delle dette sti-ade sono rispettivamente lo Stato, la regione, la provincia, il comune. (...)».
La classificazione (declassificazione) delle strade, di cui al successivo comma 8, è attribuita, per
le strade comunali alle Regioni interessate, sentiti gli Enti locali. Quanto alle Strade Comunali,
queste comprendono non solo le strade extraurbane, ma anche quelle urbane a scorrimento, quelle
urbane di quartiere e quelle urbane locali, nonché le relative pertinenze (comma 6).
Si segnala che la procedura di classificazione delle strade, che si conclude, ai sensi delle
norme richiamate, con un provvedimento di competenza regionale, ha funzione propedeutica alle
altre attività di competenza comunale di cui ai punti 4 e 5 del deliberato.
Si richiama il parere, allegato alla proposta, dell'Avvocatura municipale, in cui si precisa
che &quot;la destinazione ad uso pubblico delle strade che oggi si intende inserire nell'aggiornato
elenco delle strade cittadine di pertinenza comunale, è comprovata, in conformità della costanzte
giurisprudenza amministrativa (cfr. ex multis C.d.S., Sez. V , \M.\1,
n. 728, Sez. IV, 15.5.2012,
n. 2760) e di Cassazione (cfr. sez. II, sentenza 10.1.2011, n. 333) dal transito generalizzato sulle
stesse e dalla concreta idoneità a soddisfare esigenze di carattere generale degli utenti. In altre
parole, la destinazione ad uso pubblico, e dunque la corrispondente servitù, a decorrere dalla
consegna delle aree del C.D.N. è quid facti, desumibile dall'uso pubblico e ( se del caso) dalla
presenza di illuminazione pubblica, oltre che di toponomastica, che va maggiormente
sottolineato.&quot;
La responsabilità è assunta dai dirigenti che sottoscrivono la proposta, sulla quale hanno
reso il proprio parere di competenza in termini di &quot;Favorevole&quot; ai sensi dell'art. 49 del D.Lgs.
267/2000, attestando, quindi, a mente del successivo art. 147 bis, la regolarità e la correttezza
dell'azione amministrativa nell'ambito del controllo di regolarità amministrativa e contabile
assegnato alla dirigenza stessa nella fase preventiva della formazione dell'atto, al fine di garantire,
ai sensi del precedente art. 147, la legittimità, la regolarità e la correttezza dell'azione
amministrativa medesima.
Spettano all'Organo deliberante, sulla scorta delle motivazioni riportate nell'atto e alla
stregua del risultato dell'istruttoria svolta dall'ufficio proponente, l'apprezzamento dell'interesse e
del fine pubblico ed ogni altra valutazione concludente, con riguardo al principio di buon
andamento e imparzialità dell'azione amministrativa, di cui l'efficienza e l'economicità
rappresentano alcuni dei canoni di attuazione.
A G G I O R N . ' ^ M E N T O C L A S S I F I C A Z I O N E S T R A D E IV M L I N I C I P A L I T A '
dr. Francesco Maìda
Deli berazione di G.C. w.^.^^.
iÌQÌj/l.l3J.Z&lt;&lt;^--fP'--^'^^VQ^^'^
da-n^^'^/pagine progressivamente numerate.
n o n c h é da allegati d i c h i a r a t i n e l l ' a t t o .
- Che la presente deliberazione è stata pubblicata a l l ' A l b o Pretorio i l s / . - l ' . .1 ,J), e v i rimarrà per quindici
giorni (art. 124, comma 1, del D.Lgs. 267/2000).
- Che con nota in pari data è stata comunicata in elenco ai Capi Gruppo Consiliari (art. 125 del
D.Lgs.267/2000).
II runziqnariV) Responsabile
D I C H I A R A Z I O N E DI ESECUTIVITÀ'
Constatato che sono decorsi dieci giorni dalla pubblicazione e che si è provveduto alla prescritta
comunicazione ai Capi Gruppo consiliari, si dà atto che la presente deliberazione è divenuta da oggi esecutiva, ai
sensi dell'art. 134, comma 3, del D.Lgs.267/2000
Il presente provvedimento viene assegnato a;
Data e firma per ricevuta di copia del presente
atto da parte dell'addetto al ritiro
Attestazione di c o n f o r m i t à
(da vlilizzare e compilare, con le diciture del caso, solo per le copie
conformi della presente deliberazione)
IL S E G R E T A R I O G E N E R A L E
deliberpzione
Attestazione di compiuta pubblicazione:
n .J\.y....
all'originale della
J.WTff.
..hl-.\S...
divenuta esecutiva in data
G l i allegati dichiarati nell'atto:
rilasciati in copia conforme
sono visionabili in originale presso l'archivio in cui
sono depositati;
Il F u n z i o n a r i o responsabile
COMUNE O i N A P O U
SEGRETEBIA GENERALE
SEGREIEHIA HEUA GIUNTA COMUNALE
AT LEGATI COSTITUENTI PARTE
nELIBERAZIONE DI G. C.
N . . £ £ é i
DEL..gAr..^.r.^
Senmn Autonomo Awocatora Cantimie
Avvocata Coordinatore
Protocolio n
AL SERVIZIO P.RM. STRADE
AW. CRIMALDI-ALA
OGGETTO: BOZZA DI DEUBERAZIONE RELATIVA AD INCLUSIONE STRADE VIABIUTA' INTERNA DEL
C.D.N. NELL'AMBITO DELLA CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE VICINALI.
In relazione alla mai! pervenutaci, con il quale il Dirìgente di codesto Servizio, alla luce della
necessità di provvedere alla redazione della proposta di deliberazione de qua. richiedeva lumi sul
contenzioso legale, non ravvisiamo elementi di conlatto tra la stessa ed ii contenzioso ( in particolare
quello civile) in essere con il Consorzio GE.SE.CE.DI. Piuttost» potrebbero, se dei caso, essere ritenuti
ut:;i del rferimenti sll'tseaizlone delia sentenza del Cd.S., alla cui attuazione si sta provvedendo.
Ad ogni buon conto, riteniamo anche opportsino precisare che la destinazione ad uso pubblico delle
strade che o ^ sì intende inserire nell'aggiornato elenco delle strade cittadine di pertinenza comunale,
è comprovata, in conformità della costante giurisprudenza araminìstrativa ( cfr. ex multis C.d,S., sez. V.
14.2.12. n.728, Sez. IV, 15.52012, n2760) e di Cassazione ( cfr. sez. II, sentenza 10.1.2011, n.333) dal
transito generalizzato sulle stesse, e dalla concreta idoneità a soddisfare esigenze di carattere generale
degli utenti. In altre parole, la destinazione ad uso pubblico, e dunque la corrispondente servitù, a
decorrere dalia consegna delle aree del C.D.N. è un quid facti,desumibiìe dall'uso pubblico e { se del
czhiì) dr'la priìsen^a di illuminazione pubblica, oltre che di toponomastica, che va maggiormente
{Fabio M.Ferrari)
.'itefl Municipio • Palano San Giacomo • &amp;}Ì33 Nicoli • Italia • tei (-^39) 081
fax (-r-39)08! 7954645-08179546! 7
7954616 - OSI 7954649
Grimaldi Bruno
Ferrari Fabio Maria
Grez E Associati Srl
Corso Vittorio Emanuele li, 18 00186 Roma
Avviso di pubblicazione di sentenza
(ai sensi dell' art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
Si comunica che la sentenza sulricorsoindicato e' stata pubblicata in data 09/03/2015 con il
n. 1165/2015 ed esito: Respinge Interlocutorio/A.
Numero Registro Generale: 3182/2014
Consorzio Ge Se Cedi - Gestione Servizi Centro Direzion
Cimadomo Bruno
Fiorentino Matteo Maria
Comune Di Napoli, ed altri
Roma, li' 09/03/2015
l'operatore amministrativo
Mod, AVV0I5-CDS
Grez Studio
Gorso Vittorio Emanuele li, 18 00186 Roma
Si comunica che la sentenza sul ricorso indicato e' stata pubblicata in data 09/03/2015 con il
Numero Registro Generale: 3288/2014
Gomune Di Napoli
GALIERO SALVATORE, ed altri
Cannellini Edoardo
N . 03182/2014 REG.RIC.
https://www.giustìzia-amminis1rativa.it/cdsintra/wcrn/ìdc/groups/pub..
N. 01165/2015REG.PROV.COLL.
N. 03182/2014 REG.RIC.
N. 03288/2014 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 3182 del 2014, proposto dal
Consorzio G E . SE C E . DI. - Gestione Servizi Centro Direzionale,
rappresentato e difeso dagli avvocati Bruno Cimadomo e Matteo Maria
Fiorentino, con domicilio eletto presso il sig. Luca Savini in Roma, via
I signori Salvatore Gallerò, Romanzi Laura, Ciccarino Anna, Miranti
Ciro, Fossataro Elio, Barbato Cristina, De Pasquale Ada, lanniello
Annamaria, Parlato Simona, OHva Barbara, lonna Franco, Gualtieri
Enrico, Scognamiglio Domenico, Cantelmo Antonio, Picillo Giuseppe,
Boni Angelo, D i Domenico Eugenia, Adamo Francesco, Visone Ciro,
Gargiulo Ombretta, Gargiulo Antonio, Esposito Gennaro, CiUberti
Gaetano, Caiazzo Maurizio, Gallerò Filomena, Camozzi Antonio,
Landolfl Antonio, Ceso Ltaigi, Nasta Eduardo, MeroUa Ciro, CozzoHno
Angela, D i Salvio Vincenzo, Martirani Giuliana, Politelli Nello, Politelli
10/03/2015 11.32
https://www.giustizia-ainmims1ratìva.it/cdsintra/\vcm/idc/groups/pu^
Lena, Giove Eduardo, Binetti Angela, Ceruzzi Filippo, Monfrecola
Agostino, Lizio Giovanni, Amato Francesco, Salvati Luigi, Meomartini
Paola, Napolitano Carlo, Porcaro Vincenzo, Esposito Francesco,
Amato Maria, DAmbrosio Carmine,
Zuccarelli Bruno, Galasso
Annamria, Mandato Gerarda, Pascarelli Carmen Filippa, Coppola
Elena, Maglio Rosaria, Madonna Vincenzo, Floro Francesca, De Ciutiis
Fausto, Serrentino, Romano Salvatore, Perone Luigi, Strino Concetta,
Gaudio Giuseppe, Uva Brunella, Brizzi Vincenzo, Mencarelli Mario,
Vaccaro Annamaria, Fabbricatore Claudio, Congiu Vittorio, Lista
Immacolata, Pacini Vittorio, De Maio Alfonso, Perez Vincenzo, Lauria
Claudia, Esposito Vulgo Vincenzo, laquinta Salvatore, Urciuolo
Enrica, Cavaliere Alfredo, Bosco T^mbrogio, Miranti Salvatore, Cielo
Valeria, Molinari Iolanda, Maurano Maria Rosaria, Ferraiolo Aurora,
Raiola Maria Carmela, Belcastro Rosalba, Amirante Francesco, Taralbo
Ciro, lermoli Giandomenico, Masullo Salvatore, Pelimene Mario,
Scuotto Carlo, Passaretti Raffaele, Ferrante Luisa, D i Gennaro lidia.
Mancino Enea, Maja Walter, Allocca Annamaria, Vista Assunta, D i
Maria lina, Cuosta Luca, Russo Giuseppe, D'Orta Giuseppe, Cusitore
Paolo, Amodio Raffaella,
Domenico, Mele
Salvatore, Milone Nicola, Nastasi Annamaria,
Gaetano, Guerritore Alessandro, Procino Giuseppe, Venafra Raffaele,
Riccio Antonietta,
Morazio Giovanni, Barbone
Sandro, Bilardo
Faetano, D i Franco Raffaele, Ferrara Maria, La Tergola Rosa, Cucciardi
Giuseppe, Giordano Sergio, Barlaam Pantaleone, Cirelli Emilio, lomo
Luigi, Zanardi Felicia, Fusco Danila, Filardi Mario, Quagliarella Irma,
Chiurazzi Fulvia, Lombardi Francesco, D'Amico Alberto, Ferrentino
Gennaro, Massa Vincenza, Amoroso Guglielmo, Zangaraci Lucia,
Amato Giovanni, Lombardi Angela, Stagliano Elena, D i Maria Lina,
https://www.gjustìzia-anTrmnis1ratìva.it/cdsin1ra/wcnVidc/group^^
Massa Salvatore, Tasco Giovanna, Ferraiolo Adriana, De Filippo
Adriana, Napolitano Giuseppe, De Prisco Raffaele, Cuomo Anna
Maria, Cassese Immacolata, Pulvirenti Gabriella Maria, De Crescenzo
Vincenzo Maria, De Crescenzo Giulia, Viscardi Antonio, Gualtieri
Serafina, Mincione Giuseppe, Capasse Chiara, Spinocela Mauro,
Giardulli Renato, Colonna Assunta, Colonna Armando, Pagnotta
Marianna, Carrino Caterina, Nuzzolese Domenico, Farina Ermelinda,
Diocesi D i Pozzuoli, Ziccardi Rosalba, Angiolini Antonio, Chianese
Domenico, Borga Ernesto, Cardillo Edoardo, PereUi Giorgio, Araimo
Gaetano, Sica Raffaele, Izzo Giovanna, Petrone Ignazio, Caridi
Pofi Vincenzo, Muscolino Concetta,
Maurizio, Lombardi Alberto, Piedimonte Pasquale, GaUuzzi Vincenzo,
Gargiulo Romina, Grillo Giuseppe, Renzi Gianfranco, Pisacane Maria,
Lamberti Cesare, Romano Gennaro, Gentile Fausto, lovi Maria,
Attonito Sergio e Marucci Michelangela;
Signori Gargiulo Cesare, Matrone Alfonso, DApuzzo Espedito,
Gargiulo Cesare, Piagge Salvatore, Polito Maria Concetta, Baccanico
Angelo, Malfl Pierangelo, Todaro Domenico, Laneri Adriana, Vocca
Sisto, De Stefano Ornella, De Felice Loredana, Frasca Celestino,
Scognamiglio Domenico, Chirico Assunta, Ambrosone Giuseppina,
Todisco Fulvio, lannotta Alessandra, Coppola Rosario, Coppola
Lorena, Cacace Aldo, Mautone Paola Maria, Anatrella Salvatore,
CozzoUno
Esposito Maria, Vitagliano Salvato;
Comune di Napoli, rappresentato e difeso dagH avvocati Bruno
Crimaldi e Fabio Mana Ferrari, con domicilio eletto presso lo Studio
htìps://www.giustizia-ainimmstrativa.it/cdsmtra/wcm/idc/groups/pub...
Grez in Roma, corso Vittorio Emanuele II, n. 18;
sul ricorso numero di registro generale 3288 del 2014, proposto dal
Comune di Napoli, rappresentato e difeso dagli avvocati Bruno
Crimaldi e Fabio Maria Ferrari, con domicilio eletto presso lo Studio
Signori Salvatore Gallerò, Romanzi Laura, Ciccarino Anna, Miranti
Ciro, Fossataro EKo, Barbato Cristina, De Pasquale Ada, lannieEo
Annamaria, Parlato Simona, Oliva Barbara, lonna Franco, Gualtieri
Gargiulo Ombretta, Gargiulo Antonio, Esposito Gennaro, Ciliberti
Landolfl Antonio, Ceso Luigi, Nasta Eduardo, Merolla Ciro, Cozzolino
Amato Maria, D'Ambrosio Carmine, Zuccarelli Bruno,
Annamaria, Mandato Gerarda, Pascarelli Carmen Filippa, Coppola
Fausto, Serrentino Aldo, Romano Salvatore, Perone Luigi, Strino
Concetta, Gaudio Giuseppe, Uva Brunella, Brizzi Vincenzo, Mencarelli
Mario, Vaccaro Annamaria, Fabbricatore Claudio, Congiu Vittorio,
Lista Immacolata, Pacini Vittorio, De Maio Alfonso, Perez Vincenzo,
Lauria Claudia, Esposito Vulgo Vincenzo, laquinta Salvatore, Urciuolo
Enrica, Cavaliere Alfredo, Bosco Ambrogio, Miranti Salvatore, Cielo
https://www.giustìzia-aniministrativa.it/cdsmtraywcm/idc/groups./pub...
Raiola Maria Carmela, Belcastro Rosalba, Amicante Francesco, Taralbo
Cito, lermoli Giandomenico, Masullo Salvatore, Polimene Mario,
Scuotto Carlo, Passaretti Raffaele, Ferrante Luisa, D i Gennaro Lidia,
Vitagliano Salvatore, Milone Nicola, Nastasi Annamaria,
Riccio Antonietta, Morazio Giovanni, Barbone
Giuseppe, Giordano Sergio, Barlaam Pantaleone, Cirelli EmiHo, lomo
Serafina, Mincione Giuseppe, Capasso Chiara, Spinocela
Domenico, Borga Ernesto, Cardillo Edoardo, PcreUi Giorgio, Araimo
https://www.giustizia-animinislratìva.it/cdsmtra/wcin/idc/groups/pub...
Maurizio, Lombardi Alberto, Piedimonte Pasquale, Galluzzi Vincenzo,
Attonito Sergio, Marucci Michelangela, Gargiulo Cesare, Matrone
Alfonso, DApuzzo Espedito, Gargiulo Cesare, Piagge Salvatore, Polito
Domenico, Laneri Adriana, Vocca Sisto, De Stefano Ornella, De Felice
Loredana, Frasca Celestino, Scognamiglio Domenico, Chirico Assunta,
Ambrosone Giuseppina, Todisco Fulvio, lannotta Alessandra, Coppola
Rosario, Coppola Lorena, Cacace 7\ldo, Mautone Paola Maria, Anatrella
Cozzolino Arcangelo,
Michelina, Esposito Maria, Vitagliano Salvatore, rappresentati e difesi
dall'aw. Edoardo Cannellini, con domicilio eletto presso la segreteria
della Sez. V del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro, n.
Consorzio G E . SE. C E . D L - Gestione Servizi Centro Direzionale,
entrambi gli appelli:
della sentenza del T.A.R. Campania - Napoli, Sezione I, n. 5412/2013,
resa tra le parti, concernente la gestione, la manutenzione e la fornitura
di beni e di servizi pubblici.
Visto gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Napoli, del
^'^'^S
https://www.giustìzia-ainministrativa.i1/cdsintra/wcm/idc/groups/pub...
nonché dei signori indicati in epigrafe;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 13 gennaio 2015 i l Cons.
Nicola Gaviano e uditi per le parti gH avvocati Bruno Cimadomo,
Matteo Maria Fiorentino, Bruno Crimaldi ed Edoardo Cannellini;
1 Con ricorso n. 5305 del 2012, proposto al XA.R. per la Campania e
notificato il 28-29 novembre 2012, i signori Gallerò ed altri, identificati
in epigrafe, dedotta la loro qualità di proprietari di unità immobiliari
ubicate nel Centro Direzionale di Napoli e adibite ad abitazione,
esponevano che:
- i l Centro Direzionale di Napoli (di seguito, il C.D.N.) era stato
realizzato in convenzione tra lo stesso Comune e la società Mededil, cui
sono successivamente subentrate le società Nuova Mecfond, indi
Iritecna, ed infine Fintecna;
- la Mededil aveva realizzato tutta l'infrastruttura pubblica del C.D.N.
su suoli di sua proprietà, con l'obbligo di trasferirli,
infrastrutture realizzate, al Comune;
- nelle more della consegna delle aree e delle infrastrutture al Comune,
con atto notarile del 28 dicembre 1983 era stato costituito il Consorzio
GeSeCeDi - Gestione Servizi Centro Direzionale, tra i proprietari
dell'epoca dei suoli e degH immobili interessati, con lo scopo di curare
la manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, infrastrutture ed
aree pubbliche, ovvero di uso pubblico, e la manutenzione e l'esercizio
degli impianti e servizi pubblici, con la possibilità di acquisire la
dal Comune, a titolo oneroso o gratuito, per la
https://www.giustizia-arnministratìva.it/cdsintra/wcm/idc/groups/pub...
manutenzione e la gestione dei suddetti servizi; ciascun consorziato si è
obbligato ad includere negli atti di trasferimento degli immobili il
vincolo di partecipazione al Consorzio per tutti i successivi aventi
- l'area del C.D.N. è stata indi aperta al pubblico, e dal 1988 i l
Consorzio ha iniziato a svolgere l'attività di gestione e manutenzione
dei beni pubblici, quali strade, infrastrutture, aree, impianti e servizi,
senza l'emanazione di autorizzazioni o altri provvedimenti da parte del
- i l GeSeCeDi ha indi dtato in giudizio i l Comune stesso per i l
pagamento degli oneri della propria gestione;
- con atto di transazione in data 27 luglio 1999 (rep. 68326), stipulato
tra l'Iritecna, succeduta a Mededil, ed i l Comune, è stato previsto il
della proprietà a quest'ultimo delle
pubbliche, con la presa in consegna di tutte le opere infrastrutturali e
dei relativi impianti realizzati sin dal 1990;
- con ulteriore atto di transazione del 26 gennaio 2000 (rep. 37272), la
Iritecna (ovvero, Fintecna) ha trasferito infine al Comune le aree site
nel C.D.N. e le infrastrutture ivi reaUzzate.
I ricorrenti dopo le vicende esposte, e previa diffida notificata al
Comune in data 10 luglio 2012, hanno proposto infine il loro ricorso,
per l'efficienza deU'Arnrninistrazione ai sensi del d. Igs. n. 198/2009.
Con tale ricorso, essi hanno chiesto che sia ordinata al Comune
del comprensorio del C.D.N.,
con i l corretto
svolgimento dei servizi pubblici di gestione, della manutenzione
ordinaria e straordinaria, della pulizia e della polizia municipale sulle
aree e sulle opere infrastrutturali, nonché sui relativi impianti di
idi 28
https://www.giustiz3a-arnminis1ratìva.it/cdsmtra/wcm/idc/groups/pub...
proprietà comunale, e con inibitoria della gestione da parte di altri
soggetti privi di titolo.
Il Comune di Napoli si è costituito in giudizio in resistenza alle pretese
avversarie, dichiarando di aver provveduto alle formalità, previste dalla
legge, della pubblicazione di notizia del ricorso sul sito istituzionale e
Anche i l Consorzio intimato si è costituito in giudizio, depositando
documenti ed opponendosi all'accoglimento del ricorso.
Con atto depositato i l 10/4/2013 sono intervenuti in giudizio ad
adiuvandum ulteriori soggetti, identificati in atti.
A seguito di ordinanza istruttoria n. 2013 del 17 aprile 2013,
l'Amministrazione resistente ha prodotto ulteriore documentazione.
2 All'esito del giudizio il T.A.R. adito, con la sentenza n. 5412/2013 in
epigrafe, dopo avere disatteso le molteplici eccezioni di inammissibilità
del ricorso sollevate dalle difese del Comune e del Consorzio, lo ha
accolto in parte nel merito.
Il Tribunale ha accertato, infatti, i l mancato svolgimento da parte del
Comune dei servizi pubblici nell'ambito del Centro Direzionale e ha
ordinato allo stesso Comune di porre a ciò rimedio, previo
espletamento delle operazioni di consegna eventualmente necessarie,
emanando gli atti amministrativi generali obbUgatori e non aventi
contenuto normativo per la gestione dei servizi pubblici in questione
(direttamente, ovvero mediante gli enti incaricati) con le forme e nei
modi previsti dall'ordinamento, ed estendendo al C.D.N. l'operatività
prevista per le altre circoscrizioni cittadine.
3 La sentenza del TAR ha formato oggetto di due separati appelli, da
parte del Comune e del Consorzio, che reiteravano le proprie eccezioni
K 03182/2014 REG.RIC.
https://www.giiistizia-artiriinistrativa.it/cdsintra/wcni/idc/groups/pub...
in rito disattese dal T.A.R. e contestavano anche nel merito la
pronuncia appellata,
domandandone l'integrale
conseguente rigetto del ricorso di primo grado.
Ciascuna delle due appellanti si è costituita in giudizio, altresì, nel
procedimento proposto dalla coappellante.
Il Consorzio ha dichiarato però di condividere solo parzialmente i
motivi dell'appello del Comune, dissentendo dalla posizione da questo
assunta rispetto al capo della sentenza impugnata concernente la
rilevanza giuridica dei protocolli d'intesa a suo tempo sottoscritti tra
l'Amministrazione ed il medesimo Consorzio, atti che quest'ultimo ha
reputato, diversamente dal Comune, come vincolanti e tuttora
pienamente efficaci.
Questa Sezione nella fase cautelare del giudizio, sul rilievo che le
statuizioni emesse dalla sentenza appellata integrassero,
appellanti, un pregiudizio grave ed irreparabile, ha sospeso l'esecutività
Le ragioni delle stesse appellanti trovavano ulteriore illustrazione ed
approfondimento in successive memorie.
Ex adverso si costituivano in giudizio, mediante lo stesso atto, sia gM
originati ricorrenti ed interventori di primo grado, sia, congiuntamente,
gli ulteriori soggetti elencati in epigrafe quali interventori in appello, i
quah tutti contestavano la fondatezza degli appelli e concludevano per
la conferma della sentenza impugnata.
Alla pubblica udienza del 13 gennaio 2015, i due appelli sono stati
trattenuti in decisione.
4 Gh appelli devono essere riuniti ai sensi dell'art. 96, comma 1, CPA,
poiché proposti avverso la stessa sentenza di primo grado.
La Sezione deve dare preliminarmente atto della mancata proposizione
y. 03182/2014 REG.RIC.
https://www.giustizia-animirasfrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/pub...
di gravame avverso la statmzione con cui il T A R ha dichiarato
l'inammissibilità degli atti di intervento proposti nel primo grado di
giudizio, a causa della mancata formalità della notifica prevista daU'art.
50 cp.a.
Poiché, inoltre, la stessa mancanza inficia - come rilevato dalla difesa
consortile ai sensi dell'art. 97 cp.a. - anche gli interventi formulati in
questo secondo grado, pure i medesimi devono essere analogamente
5 Tutto ciò premesso, gli appelli sono infondati, pur se le statuizioni
emesse con la sentenza impugnata richiedono una motivazione
parzialmente diversa per poter trovare conferma.
6 La peculiarità della vicenda che forma oggetto di causa rende
opportxino riproporre subito l'introduzione illustrativa che il primo
Giudice ha anteposto al proprio esame della materia del contendere.
«Nel merito i ricorrenti deducono che:
- il Comune, pur avendo ottenuto la consegna delle opere infrastrutturali e dei
relativi impianti ed il trasferimento delle aree e delle opere infrastrutturali, avrebbe
continuato a disinteressarsi dei beni pubblici in questione ed a tollerarne la
gestione di fatto e non retribuita da parte del consorzio GeSeCeDi, il quale
farebbe ricadere i relativi oneri sui proprietari fon^samente consor^ati, laddove
questi ultimi usufruirebbero di servi^ di scarsa qualità sostenendone i costi
cumulati con gli oneri dellafiscalitàgenerale;
- // Conson^o abusivamente, sen^a alcun titolo formale, svolgerebbe la
manuten^one e la gestione della viabilità comunale soprattutto pedonale, della
fognatura, degli arredi, impianti, opere a verde pubblico, del servilo di
spa^mento e di smaltimento dei rifiuti, di vigilanza anche armata alle proprie
dirette dipenderne;
- il Comune, per incapacità gestionale e illecita tolleranza, trascurerebbe di
.N. 03182/2014 REG.RIC.
https://www.giustizia-aniimràstrativa.it'cdsmtra/wcm/idc/groups/pub^
adempiere alle funzioni istituf(ionali ed alla corretta erogatone dei servit^
pubblici nell'area del CDN.
Alriguardoil Comune resistenteobietta che:
- nonostantele transazioni stipulate nel 1999 e nel 2000 ed iprotocolli di intesa
all'uopo sottoscritti con il Comune, il GeSeCeDi non avrebbe mai avuto
l'affidamento della gestione dei servi^ in questione, né il Comune avrebbe mai
autorif(p^to 0 approvato alcuna attività del Consor^o;
- non si sarebbe proceduto alla costitu^one della società mista tra il Comune ed il
consor^o GeSeCeDi per la gestione integrata dei servi^, secondo quanto previsto
dalla delibera di Giunta n. 2679 del 29/8/2000, annullata dal TAR
Campania con sentenzia n. 2144 del31/1/2002,passata ingiudicato;
- la Fintecna o i suoi dante causa non avrebbero provveduto alla consegna delle
aree pubbliche del CDN.
La difesa del Consor^o rappresenta, dal canto suo, che:
- il 97% deiricorrentinon avrebbe mai corrisposto alcunché al Consorzio stesso
per oneri à gestione ammontanti a circa 200-300 euro ad appartamento, solo in
parte dovuti per gli interventi volontari di manuten^one e pulita su aree
- solo alcune infrastrutture sarebbero di proprietà pubblica e consegnate dalla
Mededil e suoi aventi causa al Comune (asse verde pedonale a quota 12 dapia'^
Salerno e via Ausilio compresa la viabilità di collegamento alla quota 5 con
relativi sottoservi^, piastra pedonale a quota 12 antistante il Palalo di
Giustina, asse pedonale nord-sud tra le isole edificatorie 3-4-6-7, viabilità di
collegamento tra piai^ Cenni e via Taddeo da Sessa a quota 5 con sottoservì^,
impianti di pubblica illuminatone e del verde, parcheggi pubblici coperti di circa
60.000 mq), mentre tutte le altre aree scoperte pertìnen^iali, costituenti le isole
all'interno delle quali si trovano i singoli fabbricati, sarebbero di proprietà
privata, anche se sottoposti a seriAtù di uso pubblico dalla lottit^trice Mededil
Ivi. 03182/2014 REG.RIC.
https;//www.giustì2Ìa-ainininistrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/pub...
allo scopo di consentire la lìbera circolatone dei pedoni e dei me^
all'interno di tutto il Centro Dire^onale;
- il GeSeCeDi sarebbe stato costituito nel 1983-1984 come associamone non
riconosciuta sen^ scopi di lucro fra tutti i proprietari del complesso (con obbligo di
trasmettere agli aventi causa il vincolo partecipativo) per la manuten^one, gestione
delle opere di urbani^a^one, degli impianti e dei servi^ pubblici e di uso
pubblico, per la pulita delle strade, manufatti e aree private intercondominiali di
uso pubblico, per la custodia dell'intero complesso; in base al testo coordinato dello
statuto-regolamento approvato dall'assemblea consortile nel 1987 gli oneri relativi
alle aree pubbliche, agli impianti pubblici e alle aree a verde pubblico sarebbero
previsti in via temporanea fino al subentro dell'autorità comunale o degli enti
- il Consor^o, con i suoi interventi manutentivi e gestionali, garantirebbe al
comprensorio uno livello qualitativo di servi^ superiore a tutti gli altri quartieri
cittadini, nonché la sicure;^ per gli abitanti ed i frequentatori della t^na,
accrescendo il valore di mercato degli immobili ivi ubicati;
- per contro, relativamente ai servit^ attualmente demandati al Comune (a quota
pedonale raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, a quota 5 parcheggi,
illuminatone delle aree pubbliche), non sarebbero eseguite manuten^oni, verrebbe
trascurato il verde, mancherebbe la vigilante della polita municipale;
abitanti-proprietari delle torri ex INPDAP
in larga misura non
pagherebbero gli oneri consortili ed avrebbero assunto init^tive in sede giudiziaria,
con esito sfavorevole, per far riconoscere la insussistenza della qualità di
consortati;
- in ogni caso i consortati sarebbero tenuti al pagamento degli oneri relativi a
tutti i servit svolti dal Consorto e di quelli derivanti dall'eventuale integratone
dei servit
^^^^^^ adeguatamente dal Comune;
- nel 1988 la Mededil affidava al Consorto il compito di gestire le infrastrutture
https://www.giustìaa-ainmimstratìva.it/cdsintra/wcnVidc/groups/pub...
pubbliche nelle more del loro trasferimento al Comune, ivi compreso fino al 1996
l'impianto comunale di sollevamento delle acque reflue al servilo non solo del
CDN ma anche di altri quartieri cittadini;
- ultimata la reali^f^tone delle infrastrutture non avveniva tuttavia il
trasferimento di esse al Comune, sicché il Consorzio proponeva anione in giudizio,
conclusa con la transazione rep. n. 68326 del 1999, seguita in data 26/1/2000
dal previsto trasferimento di proprietà e dalla consegna delle infrastrutture in data
21/2/2000;
- // contenzioso tra Consorzio e Fintecna si chiudeva con transazione del
9/10/2000 a tacitazjone di ogni pretesa anche nei confronti del Comune fino a
tutto il 1992;
- in base ai protocolli di intesa intervenuti con il Comune nel 1999 e 2000,
recepiti con delibere di Giunta n. 2679 del 29/8/2000 e di Consiglio n. 43 del
9/3/2011, in vista della costituzione di una società per la gestione unitaria e
integrata dell'intero complesso, veniva prevista la continuazione delle attività
tradizionalmente svolte dal Consor^o anche per le infrastrutture pubbliche, con
riferimento alla manutenzione del verde, alla vigilanza ed alla pulizia, fino al
30/4/2000, ovvero nelle more del subentro della nuova società atteso entro la
fine del 2000; l'iniziativa non aveva tuttavia seguito;
- con nota prot. n. 112 del 8/5/2006, indiriz^ta al SUNIA,
comunicava di aver stabilito che il Consorzio provvedesse in via temporanea
all'attività di gestione e manutenzione delle infrastrutture pubbliche, riferendo
l'esistenza di un contenzioso avente ad oggetto le relative pretese economiche;
- con sentenza della se^ I n. 10842 del 5/8/2003, il TAK Campania aveva
riconosciuto il diritto del Consorzio al pagamento delle prestazioni concretamente
effettuate per il periodo successivo al protocollo d'intesa del 17/11/1999 e
l'indennizzo ai sensi dell'art. 2041 ce. per l'attività svolta in precedenza; in
ordine alla liquidazione delle relative spettanze penderebbe giudizio innanzi al
https://www.giustizia-ainministratìva.it/cdsmtraywcm/idc/groups/pub...
Tribunale di Napoli».
7 La Sezione deve a questo punto procedere alla qualificazione
dell'azione esperita a suo tempo con l'originario ricorso introduttivo di
7a L'elemento principale che ha indotto il primo Giudice ad attenersi
alla qualificazione giuridica data all'originario ricorso da chi l'aveva
proposto - in termini di «ricorso per l'efficienza dell'Amministrazione
ai sensi del d. Igs. n. 198/2009» - si ricollega all'idea che la controversia
originasse essenzialmente dall'espletamento da parte del Consorzio,
nell'area del C.D.N., di servizi pubblici («/&lt;? doglianze dedotte dai ricorrenti
si riferiscono ... al complesso dello svolgimento di tutti i servici pubblici
nell'ambito del CDN»).
7b La Sezione ha però avuto modo di reputare inappropriata
quest'ultima qualificazione con la propria recente sentenza 23 ottobre
2014, n. 5246, richiamata da ambo le appellanti.
Tale decisione si è espressa su un aspetto complementare della materia
dell'attuale contendere, ossia ha investito il versante dei rapporti di
«dare e avere», sorti tra il Consorzio e il Comune a seguito delle attività
prestate dal primo «in luogo» del secondo.
Con tale sentenza, la Sezione ha escluso che le prestazioni - per le quali
il Consorzio invoca da tempo un pagamento dal Comune, per averle
espletate in sua vece - siano riconducibili ad un'attività di pubblico
Le attività disimpegnate in concreto, è stato osservato, «non sono svolte
nei confronti della collettività,
ma dell'amministratone comunale, quale
proprietaria delle 'infrastrutture' cui il protocollo d'intesa fariferimento.Solo
quest'ultima è dunque destinataria delle utilitàrivenientidalle presta^oni svolte
dal consorto odierno appellato.
https://www.giustizia-amministratìva.it/cdsmtraywcni/idc/groups/pub...
Si verte pertanto in uno schema nego^ale di tipo bilaterale, proprio degli appalti
pubblici di servit '^^ ^^^^^ dell'art. 3, comma 10, cod. contratti pubblici, in fonia
dei quali l'amministratone assume l'obbligo di versare un corrispettivo
all'appaltatore, nell'ambito di un rapporto giuridico bilaterale in cui la statone
appaltante acquisisce in via definitiva un'utilità».
le In coerenza con questa impostazione, che la Sezione condivide e fa
propria per la definizione della presente controversia, occorre allora
rimarcare come l'inerzia ascritta dagli originari ricorrenti al Comune
pubblici, quanto
(principalmente, se non esclusivamente) in quella dei servizi resi alla
Questo elemento già di per sé fa dubitare della possibilità di
configurare il ricorso di primo grado quale espressione dello specifico
strumento di cui al d. Igs. n. 198/2009, posto che la relativa tutela può
essere chiesta dai titolari di interessi omogenei per una pluralità di
«utenti econsumatom, ove sussista una «lesionediretta, concreta ed attuale» dei
loro interessi, mediante una azione nei confronti delle amministrazioni
pubbliche e dei concessionari di servizi pubblici, tesa a ripristinare il
corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un
7d La qualificazione data al ricorso di primo grado si manifesta poi
viepiù impropria, anche in considerazione delle eccezioni riproposte
dalle attuali appellanti, per le quali l'atto introduttivo avversario non
avrebbe nemmeno gli specifici requisiti formali e contenutistici posti
dalla relativa norma speciale.
7e Da qui la necessità avvertita dalla Sezione di pervenire ad una
qualificazione diversa del ricorso di prime cure, ossia quella di una
comune azione proposta contro l'inerzia della P.A.
l ò d i 28
https:/7www.gjiistìzia-amimmstratìva.it/cdsintra/wcm/idc/g-oups/pub...
Il primo Giudice ha avuto già modo di osservare che la genericità del
ricorso - eccepita dalle attuali appellanti con riferimento ai particolari
caratteri della specifica azione prevista dal d. Igs. n. 198/2009 - mon
potrebbe comunque portare ad una pronuncia di inammissibilità di un ricorso che
presenta anche i contenuti di un'adone avverso il silenzio ex art. 117 epa., posto
che l'art. 32 cp.a. sancisce nel processo amministrativo, in via di principio, la
conversione delle albioni».
Yn dato atto, inoltre, che l'affermazione del T.A.R. sulla sussistenza in
concreto dei «.contenuti di un'at^ione avverso ilsilent^io ex art. 117 cp.a. » non
ha trovato in questa sede alcuna puntuale critica (fermo quanto verrà
detto nei paragrr. 9d e segg. intorno all'esistenza in concreto dei
presupposti del silenzio-rifiuto impugnato).
Questa Sezione, infine, ha già rilevato che l'applicazione dell'istituto
della conversione delle azioni può ben essere fatta dal Giudice anche
d'ufficio (sentenza 3 maggio 2012, n. 2546).
L'art. 32 del CP.A. si limita infatti, al comma 2, a stabihre che «ilgiudice
qualifica l'at^ione proposta in base ai suoi elementi sostan^ali. Sussistendone i
presupposti il giudice può sempre disporre la conversione delle a^oni», ove non
concordi con la qualificazione data dalle parti.
E la Sezione ha posto appunto in rilievo che la norma «non fa quindi
riferimento alcuno alla necessità di una previa domanda di parte come conditone
per la conversione apejudicis.
Quest'ultima non è configurata, invero, come una &quot;risposta&quot; del Giudice ad un
particolare ed apposito petitum, ma rappresenta solo uno dei possibili epiloghi di
un'operaz^ione preliminare, di interpretatone e
qualificatone
introduttivo del giudito, che comunque la legge richiede al giudicante» (sentenza
n. 2546/2012 cit.).
7f La controversia in esame va quindi considerata come un caso in cui
https://www.giustizia-anirnimstrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/pub...
si sia contestata l'inerzia dell'Amministrazione ai sensi dell'art. 117
8 Una volta assunta questa prospettiva, cade con ciò stesso la gran
parte delle eccezioni in questa sede riproposte, che presupponevano
appunto la peculiare qualificazione formale testualmente conferita al
8a Rimangono però da vagliare i motivi d'appello con i quali viene
contestato il rigetto dell'eccezione di inammissibihtà sollevata dalle
attuali appellanti, per le quali vi sarebbe un conflitto di interessi tra le
ed i l Consorzio,
un'autonoma legittimazione attiva delle prime ad agire in giudizio.
Le appellanti osservano che gH originari ricorrenti, praticamente tutti
membri del Consorzio GeSeCeDi, con la loro iniziativa si sarebbero
posti in contrasto con questo.
I ricorrenti, infatti, da un lato, con i l loro ricorso, chiedevano che il
Comune assumesse la gestione ditetta delle attività in discussione,
facendone cessare l'esercizio da parte del Consorzio; dall'altro, però,
nella loro veste di consorziati, stavano esercitando con il loro ente
proprio tali attività, ed avrebbero avuto interesse statutario a
conservarne la gestione.
E ' stato ricordato, inoltre, che i ricorrenti con l'adesione al Consorzio
erano vincolati dal suo statuto e tenuti al rispetto delle determinazioni
assunte dai suoi organi, cui era riservata la legittimazione a trattare le
problematiche rientranti, come quelle in controversia, nell'oggetto
consortile. Ebbene, gli interessati non avevano mai espresso i l loro
dissenso dal Consorzio nei modi previsti dalla legge mediante
l'impugnativa delle deliberazioni emanate in materia dall'ente (in
particolare, quelle posta alla base dei protocolli d'intesa stipulati con il
l«di28
https://www.giiJstÌ2da-arnniinistratìva.it/cdsmtra/wcm/i(k/groups/pub...
Comune, nonché delle azioni giudiziarie intentate contro di esso per
ottenere il riconoscimento economico delle attività svolte), dalle quali
tutte dovevano pertantoritenersivincolati.
8b L'eccezione è stata così respinta in prime cure con la seguente
33. Iricorrentisono soggetti distinti dal consorzio, avente un propria soggettività
giuridica, per cui manca una legittimatone attiva deiricorrentiad agire in nome e
per conto del Consorto, come per converso il Consorto non ha legittimatone a
far valere atoni rientranti nella titolarità dei consortati, individualmente o
collettivamente considerati
E ' evidente che lericadutedellerispettiveatoni giudit^rie dei consortati e del
consorto potranno semmairilevarenei rcpporti tra i medesimi ed in seno al
consorto, estranei a questa sede giuditale, ma non possono escludere o limitare la
legittimatone di soggetti distinti nel tutelare la propria sfera giuridica nella
maniera ritenuta piti opportuna,
nelle forme e con i rimedi previsti
3.4. Invero, le doglianze dedotte dairicorrentisiriferiscononon già a specifici
aspetti, ma al complesso dello svolgimento di tutti i servit pubblici nell'ambito del
CDN, essendo lamentata l'inerta da parte del Comune a causa del mancato
esercito delle proprie funtoni istitutonali ed essendo prospettata la sussisteni^a
di un obbligo di provvedere in merito».
Se La Sezione ritiene che la sostanza della valutazione così espressa dal
primo Giudice debba essere condivisa.
Il Tribunale ha difatti inteso sottolineare l'elemento di fondo che i
ricorrenti, soggetti distinti dal Consorzio, facevano valere in giudizio
situazioni giuridiche che rientravano nella loro titolarità, e non già in
quella consortile, agendo essi quali cittadini residenti nell'area
interessata, il cui status individuale non poteva certo ritenersi venuto
https://www.giustìzia-aii]rmmstrativaàt/cdsintra/wcm'idc/groups/pub...
meno con il loro ingresso -del resto, obbligato- nel Consorzio, quasi
questo fosse stato una sorta di ccjpitis deminutio.
E parimenti meritevole di adesione è la considerazione del T.A.R. che
la possibilità di eventuali ricadute indirette della loro iniziativa
giudiziaria suUe attività consortili, pur potendo eventualmente rilevare
nell'ambito dei relativi rapporti interni in seno al consorzio, non
avrebbe potuto escludere né limitare la legittimazione dei ricorrenti a
tutelare la propria sfera giuridica nella maniera ritenuta più opportuna
nelle forme ammesse daE'ordinamento.
8d Ad integrazione di quanto precede, vale evidenziare che l'azione in
giudizio di cui si tratta
è stata promossa contro l'inerzia
deU'Aniniinistrazione comunale, e solo di riflesso impattava sul
soggetto consortile.
Va poi soprattutto considerato che il «conflitto di interessiu. sul quale gli
appellanti insistono non è interno al ricorso, ma semmai solo esterno
ad esso. Il conflitto di posizioni che può rendere inammissibile un
ricorso giurisdizionale è quello esistente tra gli autori di un ricorso
collettivo, che è appunto ammissibile a condizione che l'interesse fatto
valere dai ricorrenti non presenti a livello individuale aspetti di
contrasto (e quindi sussista in questo senso un conflitto di interessi).
L'eventuale situazione conflittuale confìgurabile, invece, tra chi ricorra
in giudizio nell'esercizio di facoltà sue proprie ed un soggetto terzo
potrebbe avere magari dei riverberi sm loro rapporti giuridici -il che si è
già detto-, ma non è in grado di pregiudicare la proponibilità del
8e La Sezione deve escludere, infine, che gli interessati siano venuto
meno a qualsivoglia onere di impugnativa di pregresse determinazioni
20 dì 28
https://www.gi\Jstì2Ìa-ainnunistrativa.it/cdsintra/wcni/idc/groups/pub...
In primo luogo, va rilevato che il ricorso da essi proposto non era
inteso a far accertare illegittimità ascrivibili al Consorzio, ma semmai
l'illegittima inerzia del Comune.
In secondo luogo, l'azione da loro esperita, come è tipico del
contenzioso contro il silenzio della P.A., aveva la funzione di porre
rimedio a questo per l'avvenire, senza poter avere effetti suUe vicende
pregresse: e tantomeno, quindi, sulle controversie a suo tempo
promosse dal Consorzio per ottenere dal Comune un riconoscimento
economico per le attività da esso svolte fino ad allora per
Quanto, infine, al richiamo fatto dalla difesa consortile alle
deliberazioni dello stesso ente privato alla base dei protocolli d'intesa
stipulati con il Comune, ha un rilievo preliminare e assorbente il fatto
che, come si vedrà nel prossimo paragrafo lOb, i predetti protocolli al
tempo del ricorso avessero già da tempo esaurito la loro efficacia
8f Ne consegue che l'eccezione trattata risulta infondata sotto tutti i
profìU nei quali è stata declinata.
9 Occorre ora esaminare le deduzioni di appello, con cui è stato
riproposto il ricorso di prime cure quale rimedio attivato ai sensi
dell'art. 117 CPA avverso l'inerzia del Comune di NapoU.
9a Dal punto di vista dei presupposti processuali delricorso,la Sezione
condivide il rilievo del primo Giudice per il quale «la lesione diretta,
concreta ed attuale degli interessi dei ricorrenti emerge dal cumulo
deirassoggettamento, sia pure parlale, agli oneri consortili ed alla fiscalità
generale, che comunque sussiste a prescindere dal concreto adempimento d
relative ohhliga^onih.
La valenza di tale rihevo non viene certo meno per la prospettiva,
https://www.giiistizia-ainmirastratìva.it/cdsintraywcm/idc/g-oups/pub...
meramente futura ed incerta (nell'^« e nel quantum),
riconoscimento economico che il Consorzio riuscirà ad ottenere dal
Comune sarà conclusivamente retrocesso ai consorziati.
9b Tanto premesso, occorre rilevare che l'Amministrazione - in
esecuzione deUe due transazioni agli atti (stipulate dal Comune con
Iritecna S.p.a. in data 27 luglio 1999 e 26 gennaio 2000) - è stata già da
tempo immessa nel possesso delle infrastrutture pubbliche del centro
direzionale di Napoli.
In questo senso, sono testuali le previsioni degli artt. 4.9 del primo
(rispettivamente:
«UAmministrat^one Comunale prende in consegna tutte le opere infrastnitturali
ed i relativi impianti realisti da MEDEDIL e completati sin dal 1990, nello
stato di fatto in cui gli stessi si trovano»; mei possesso delle consistente
immobiliari oggetto del presente atto il Comune di Napoli viene immesso con la
sottoscrittone del presente atto»; «il Comune di Napoli ... riconosce che con il
presente atto si è verificato il trasferimento delle aree e delle opere infrastnittur
a suo favore)')).
9c Nondimeno, è incontestato — e comunque risulta dalla
documentazione - il fatto che anche dopo siffatta acquisizione
l'Amministrazione comunale non si sia fatta carico della gestione delle
relative infrastrutture dal punto di vista dei servizi ad esse inerenti (la
gestione, la manutenzione ordinaria e quella straordinaria, la vigilanza,
la pulizia, ecc).
E parimenti è pacifico che essa non si sia fatta carico di vigilare sul
rispetto del divieto di circolazione sulle aree pedonali, pur trattandosi
di un compito istituzionale di polizia municipale, e pertanto di sua
sicura competenza.
Il Comune, infatti, prima con i protocolli del 1999-2000 (di seguito
https://www.gjustizia-anministrativa.it/cdsintra/wcrn/idc/groups/pub...
esaminati nella presente sentenza), e poi solo in via di fatto e in assenza
di ulteriori atti formali, ha lasciato che di tutto ciò si occupasse il
Va rimarcato come il rapporto intercorrente tra A Comune e il
Consorzio -che la stessa difesa consortilericonducein memoria allo
schema dell'appalto pubblico di servizi - non sia sorto suUa base di
una procedura di evidenza pubblica (anche se in questa sede tale
mancanza non ha uno specifico rilievo, non essendo discusse
responsabilità o pretese di carattere patrimoniale).
9d Nell'atto di appello l'Amministcazione comunale ha dedotto che il
T.A.R. -nella prospettiva della conversione dell'originario ricorso
introduttivo in unricorsocontro il silenzio della P.A.- avrebbe dovuto
almeno individuare la ragione giuridica della sussistenza dell'obbligo
per l'Amministrazione dirispondereagli istanti e di emanare il concreto
provvedimento da loro richiesto.
Osserva la Sezione che, in presenza delle drcostanze soprarilevate,i
principi fondamentali suUa gestione dei beni pubblici impongano
all'Amministrazione comunale di farsi carico delle infrastrutture di cui
è titolare, delle quali aveva formalmente acquisito anche il possesso, e
dei servizi ad esse inerenti: l'ovvietà di tali principi generali non
rendeva necessarie specifiche citazioni normative da parte di chi ha
agito in giudizio per poterne ottenere il rispetto.
Né era ascrivibile alla stessa partericorrenteun onere di individuazione
anaHtica
prowedimentale dovuta dall'Amministrazione per la adeguata gestione
dei beni e delle aree oggetto del giudizio, potendo quindi reputarsi
sufficiente a delineare l'obbligo di provvedere azionato in concreto
quanto esposto dagli interessati nell'atto di diffida e poi colricorsodi
ht^s : //w w w.gjustizi a- amministratì va. it/cdsintra/w cm/ fdc/groups/pub...
lOa La Sezione deve inoltre evidenziare come il Comune non abbia
fornito alcuna spiegazione sulle ragioni che hanno portato alla
situazione attuale, né ha esposto ragioni che possano giustificare il
protrarsi dell'assetto sopra descritto, e pertanto la propria inerzia sotto
il profilo indicato.
L'appello del Comune, quanto mai diffuso nell'esporre eccezioni di
natura processuale, si presenta infatti del tutto 'sfuggente' sul piano
sostanziale, quasi come se il Consiglio di Stato debba restare
indifferente in presenza di una gestione del patrimonio pubblico
caratterizzata dalla assenza della cura da parte della Amministrazione
che vi è giuridicamente tenuta.
Come questa Sezione ha già avuto modo di rilevare, l'Amministrazione
- anche quando si tratti dell'attività di cura e di gestione dei propri beni
- deve dare esempio delrispettodella legalità (Cons. Stato, Sez. V, 10
giugno 2014, n. 2977; in termini, v. anche CEDU, Sez. I, 19 giugno
2001, Zwiewrzynsi c. Polonia, § 73).
dall'Amministrazione è stato quello del contenzioso esistente con il
Ritiene alriguardoil Collegio che la pendenza di tale contenzioso, in
realtà, sia giuridicamente irrilevante.
Le pretese di carattere economico proposte dal Consorzio - per la
remunerazione o l'indennizzo delle attività svolte nell'interesse del
Comune - non soltanto non impedivano una regolarizzazione del
relativo assetto per il futuro, ma, al contrario, a più forte ragione
imponevano ed impongono l'emanazione di tutti gli atti - e
l'attivazione di tutte le iniziative - volte ad adeguare la situazione di
ht1ps://www.giustìzia-anTministratìva.it/cdsintra/wcm/fdc/groups/pub,..
fatto a quella di diritto, cioè allo svolgimento dei servizi
istituzionalmente dovuti alla collettività.
lOb Nemmeno è possibile sostenere che le attività del Consorzio
possano trovare una perdurante giustificazione - ovvero addirittura
risultare doverose - conriferimentoai protocolli di intesa da esso
conclusi con il Comune in data 17 novembre 1999 e 23 giugno 2000
(recepiti con la delibera della Giunta n. 2679 del 2000 e con la delibera
del ConsigUo n. 43 del 2001).
Il T.A.R. con la sentenza impugnata ha ritenuto che l'efficacia di tali
protocolli dovesseritenersida tempo esaurita, e che perciò la gestione
da parte del Consorziorisultiattualmente priva di titolo.
Tale statuizione è stata impugnata dallo stesso Consorzio, che reputa i
e vincolanti,
sottolineando come gli stessi non recassero alcun termine perentorio.
La tesi così sostenuta dal Consorzio, di cui la Sezione può ben
conoscere incidenter tantum ai fini della soluzione della corrente
controversia, non è però suscettibile di adesione.
Con i due citati protocolli d'intesa, si era convenuto tra le parti che per
il periodo successivo al 17 novembre 1999 il Consorzio avrebbe
continuato a svolgere le attività di manutenzione e di gestione
«tradizionalmente svolte anche per le infrastrutture pubbliche» nel centro
Peraltro,risultadalla documentazione acquisita che:
- il protocollo del 17 novembre 1999 prevedeva una durata fino al 30
aprile 2000, salvo proroghe concordate;
- il protocollo del 20 giugno 2000 prevedeva, invece, che entro la fine di
quell'anno sarebbe avvenuto il trasferimento della gestione di cui si
tratta ad una costituenda società a capitale misto tra il Comune e il
https://www.gjustizia-araministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/pub...
Consorzio, con proseguimento, nelle more, dell'attività in corso di
svolgimento da parte del Consorzio.
Sennonché, il previsto subentro della società mista non è stato poi più
attuato, in quanto la deliberazione di G.M. n. 2679 del 29 agosto 2000,
che avrebbe dovuto darvi seguito, è stata annullata dal TAR per la
Campania con la sentenza n. 2144/2002, divenuta definitiva.
Va rilevato, inoltre, che la conferma disposta dal secondo protocollo
dell'affidamento provvisorio al Consorzio delle attività in discussione
in tanto si sarebbe potuta (in qualche modo) giustificare, in quanto
proprio il Consorzio era il previsto partner della costituenda società
mista, cui tutta la relativa gestione era destinata ad essere trasferita.
Una volta divenuta giuridicamente impossibile una tale possibilità (con
2679/2000), e in assenza di ulteriori atti o provvedimenti, però, non vi
è dubbio che l'efficacia del medesimo protocollo doveva ritenersi
cessata (per il venire meno del suo presupposto logico e giuridico,
similmente a quanto avviene nel diritto privato sulla base dei principi in
tema di presupposizione): il protrarsi dell'affidamento delle attività al
Consorzio non aveva - e non ha - più alcuna base giuridica.
11 Da quanto esposto, emerge la mancanza di giustificazione
dell'inerzia amministrativa avverso la quale è stato proposto il ricorso
di primo grado, il quale, qualificato nei termini già illustrati, risulta
Deve pertanto essere confermata la statuizione del T.A.R. per la
Campania per cui il Comune di Napoli è tenuto a provvedere
all'emanazione di tutti gli atti amministrativi occorrenti per farsi carico
della gestione delle infrastrutture pubbliche per cui è causa, nonché
dello svolgimento dei servizi e degli altri compiti istituzionali ad esse
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inerenti: attivando l'esercizio dei propri poteri-doveri istituzionali per
attivare tale gestione e tale svolgimento con le procedure e le modalità
previste dalla legge, l'Amministrazione comunale deve gestire il C.D.N.
come gestisce le altre circoscrizioni cittadine.
La Sezione si riserva di prendere le misure appropriate nei confronti
delle autorità che rimangano inerti e di nominare un commissario ad
acta, ai sensi dell'art. 117, comma 3, cp.a., su istanza della parte
interessata, in caso di ingiustificato ritardo dell'Amministrazione nel
provvedere nel senso indicato.
12 Per le ragioni che precedono, gli appelli vanno rigettati, con la
conferma della sentenza impugnata con motivazione parzialmente
diversa, e con le conseguenti statuizioni complementari recate dal
seguente dispositivo.
La peculiarità della controversia ed il suo esito inducono, tuttavia, a
ravvisare ragioni giustificative della compensazione tra le parti delle
spese processuali del presente grado di giudizio.
RQ.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta),riunitigli
appelli in epigrafe, li respinge, confermando la sentenza impugnata con
motivazione parzialmente diversa.
Ordina al Comune di Napoli di provvedere nel senso indicato in
motivazione nel termine di centottanta giorni, decorrente dalla
notificazione - a cura di parte - della presente sentenza.
Si riserva la nomina di un commissario ad acta, su istanza di parte, in
caso di ingiustificatoritardodel Comune nel provvedere.
Dichiara inammissibili gli interventi formulati in appello.
Compensa tra le parti le spese processuali del presente grado di
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sia eseguita
Così deciso in Roma nella Camera di consiglio del giorno 13 gennaio
2015 con l'intervento dei magistrati:
lalità 4
..••n-n:o Vicaria
P(!:Jgion'i!le Zona Industriali;
Servizio Aniviiù Tecniche
Prot . PG/2015/
n ? nifi. 2015
Servizio Spett.le Servizio Progettazione, Realizzazione, Manutenzione
Strade e Grandi Assi Viari e Sottoservizi
7-20-0-0-0
c.a. dott.ssa Federica COLA
Centro Direzionale di Napoli - assunzione della gestione diretta da parte
del Comune di Napoli delle aree e delle opere infrastrutturali.
Trasmissione del rilievo delle strade ad uso pubblico.
Come concordato si trasmettono i rilievi delle strade ad uso pubblico individuate
nel corso dei lavori preparatori.
l-'ia MuriaUh. 7 • 80143 .Scapoli • ìtaiia • tel. (+39) 081 7951335 • fux (-^39) 081 7951 ?42
Pavìmenlazione
Largtiezza
Mattonelle in granilo
S C A L A 1:1000
Nota: Nel tratto tra le progressive 1 e 2, dovendosi accedere
all'edificio d e l l a Giunta R e g i o n a l e , si • • c o n s i d e r a t a la
p r o i e z i o n e d e l t r a t t o t r a le p r e o g r e s s i v e 0 e 1,
IVlaltonelle in granito
IVIaltonelle in granito
Documento PDF Registro delle deliberazioni di giunta comunale n 564 04-09-2015.pdf
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