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Timestamp: 2016-10-23 03:08:21+00:00
Document Index: 54201984

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Art. 627 cod. proc. civile: Riassunzione
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Il processo esecutivo deve essere riassunto con ricorso nel termine perentorio fissato dal giudice dell’esecuzione e, in ogni caso, non più tardi di sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza di primo grado o dalla comunicazione della sentenza d’appello che rigetta l’opposizione.
Giurisprudenza annotataRiassunzione.
In generale; 1.1. Competenza; 1.2. Dies ad quem; 1.2.1. Segue: Sentenza emessa in primo ed unico grado.
L’opposizione a precetto non impedisce di per sé al creditore di dare inizio all’esecuzione, in quanto l’art. 481 c.p.c. ad essa ricollega soltanto l’effetto di sospendere il termine di efficacia del precetto stesso, non già quello della sospensione dell’esecuzione, che è istituto diverso, senza che rilevi in contrario che l’identificazione delle cause di cessazione della sospensione sia per questo, come per l’altro, desumibile dall’art. 627 c.p.c. Cass. 13 aprile 2011, n. 8465.
1.1. Competenza.
Compete al giudice dell’esecuzione all’esito del giudizio di opposizione provvedere sull’istanza di revoca della sospensione e, quindi, di riassunzione del processo esecutivo, e, nel silenzio del codice, e per parallelo con la forma assumibile dal provvedimento sospensivo (art. 625 comma 2 c.p.c.), anche il provvedimento relativo va adottato con la forma del decreto e con contraddittorio posticipato. Cass. 19 aprile 1993, n. 4569.
1.2. Dies ad quem.
L’art. 627 c.p.c., nello stabilire che «il processo esecutivo deve essere riassunto con ricorso nel termine perentorio fissato dal giudice dell’esecuzione e, in ogni caso, non più tardi di sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza di primo grado o dalla comunicazione della sentenza di appello che rigetta l’opposizione», individua nella data di detta comunicazione il termine ultimo di decorrenza da cui calcolare il periodo di sei mesi entro il quale (pena l’estinzione) il processo esecutivo deve comunque essere riassunto (nonostante la possibilità di impugnazione); ed il giudice dell’esecuzione può provvedere alla predetta fissazione solo rispettando tale data ultima e tale termine di sei mesi, che comunque prevalgono sulla data eventualmente più lontana e sul termine eventualmente più lungo fissati dal giudice medesimo. Cass. 21 luglio 2004, n. 13571.
A seguito dell’introduzione, per effetto della novellazione dell’art. 282 c.p.c. da parte dell’art. 33 l. 26 novembre 1990 n. 353, del principio di immediata efficacia della sentenza di primo grado, l’art. 627 c.p.c., nella parte in cui allude alla riassunzione del processo esecutivo nel termine di sei mesi dal passaggio in cosa giudicata della sentenza di primo grado che rigetta l’opposizione all’esecuzione, deve essere inteso nel senso che tale momento segna soltanto il dies a quo del termine per la riassunzione (che, se la sentenza viene impugnata, non decorre, venendo sostituito dal momento della comunicazione della sentenza di appello che rigetti l’opposizione) e non il momento di insorgenza del potere di riassumere, il quale, in conseguenza dell’immediata efficacia della sentenza di primo grado di rigetto dell’opposizione ai sensi dell’art. 282 c.p.c., nasce con la sua stessa pubblicazione. Cass. 21 novembre 2011, n. 24447.
L’art. 627 c.p.c. stabilisce che in mancanza del termine perentorio fissato dal giudice dell’esecuzione, il processo esecutivo deve essere riassunto con ricorso nel termine di sei mesi «dal passaggio in giudicato della sentenza di primo grado o dalla comunicazione della sentenza di appello che rigetta l’opposizione». Pertanto, ove non sia stata pronunciata sentenza di appello di rigetto dell’opposizione, risulta inapplicabile la norma predetta e, mancando nell’art. 549 c.p.c. una alternativa alla ipotesi di fissazione, da parte del giudice, del termine per la riassunzione, devesi far applicazione della norma dell’art. 297 c.p.c., stante la sostanziale assimilabilità di questa ipotesi alla fattispecie della sospensione ex art. 295 c.p.c., cosicché il termine decorre dalla data del passaggio in giudicato della sentenza resa nella controversia che abbia determinato la sospensione del processo esecutivo. Cass. 29 marzo 2007, n. 7760.
1.2.1. Segue: Sentenza emessa in primo ed unico grado.
Anche al fine della decorrenza del termine semestrale per la riassunzione del processo esecutivo, previsto dall’art. 627 c.p.c. la sospensione dell’esecuzione disposta a seguito della proposizione di opposizione agli atti esecutivi non cessa immediatamente con il deposito della sentenza emessa in primo ed unico grado che definisce il giudizio di opposizione ma dura fino al suo passaggio in giudicato in senso formale allorquando avverso la sentenza stessa sia stata proposta impugnazione nei modi previsti dalla legge. Cass. 23 luglio 1991, n. 8251.
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