Source: http://collegio.geometri.sv.it/condominio-installazione-ascensore/
Timestamp: 2018-01-16 19:16:55+00:00
Document Index: 30133718

Matched Legal Cases: ['art. 1120', 'art. 1120', 'art. 1136', 'art. 1120', 'sentenza ', 'art. 1120', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1136', 'art. 2', 'art. 1120']

CONDOMINIO: installazione ascensore - Collegio geometri di Savona
di collegio · 14 dicembre 2016
Vietata se preclude o limita il diritto di godimento dei beni comuni
La realizzazione di un ascensore all’interno dell’edificio condominiale rientra tra le opere dirette ad eliminare le barriere architettoniche e, pertanto, incontra il favor del legislatore che ne agevola l’installazione.
In precedenza, prima della riforma del condominio, l’art. 1120 c.c. prevedeva per la deliberazione delle innovazioni, come appunto l’installazione di un ascensore, la maggioranza indicata nell’allora V comma dell’articolo 1136 (maggioranza dei partecipanti al condominio e i due terzi del valore dell’edificio), fermo restando il divieto per le innovazioni pregiudizievoli alla stabilità o sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.
Il legislatore del 2012, con la riforma del condominio (L. 220/2012), ha favorito la realizzazione di tutti quegli impianti, tra cui gli ascensori, tendenti a favorire l’eliminazione delle barriere architettoniche e, con la formulazione dell’ art. 1120, comma II, c.c., ha previsto per le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto, tra le altre, “le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche”, la validità delle deliberazioni assunte con una maggioranza più bassa rispetto a quella precedente, essendo attualmente sufficiente la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio (attuale art. 1136 comma II c.c.).
Tuttavia, riamane il divieto, anche con riferimento alle opere tendenti all’abbattimento delle barriere architettoniche, per tutte quelle innovazioni che rechino pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che alterano il decoro architettonico e rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino (art. 1120 comma V c.c.).
Questo è stato di recente confermato dalla Corte di Cassazione, nella sentenza n. 24235 del 29.11.2016.
La sentenza, pur occupandosi delle innovazioni in materia di condominio durante la vigenza del precedente art. 1120 Cc che, richiedeva una maggioranza qualificata per la validità delle deliberazioni relative alle innovazioni, nondimeno risulta utilizzabile anche con l’attuale contesto normativo, stante l’immanenza del divieto delle innovazioni che rendono talune parti comuni inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.
La Corte premette che “in tema di deliberazioni condominiali, l’installazione dell’ascensore, rientrando fra le opere dirette ad eliminare le barriere architettoniche di cui all’art. 27 primo comma della legge n. 118/1971 e all’art. 1 primo comma del d.P.R. n. 384/1978, costituisce innovazione che, ai sensi dell’art. 2 legge n. 13/89, è approvata dall’assemblea con la maggioranza prescritta rispettivamente dall’art. 1136 secondo e terzo comma c.c.; tutto ciò ferma rimanendo la previsione del terzo comma del citato art. 2 legge n. 13/1989, che fa salvo il disposto degli artt. 1120 secondo comma e 1121 terzo comma c.c. (Cass. n. 14384/04)”.
Fermo restando che il legislatore, con la riforma del condominio, ha codificato l’anzidetto principio disponendo che, per le innovazioni aventi ad oggetto:
3) l’installazione di impianti centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino alla diramazione per le singole utenze, ad esclusione degli impianti che non comportano modifiche in grado di alterare la destinazione della cosa comune e di impedire agli altri condomini di farne uso secondo il loro diritto”, risulta sempre sufficiente la maggioranza indicata dal secondo comma dell’articolo 1136, vale a dire maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.
Conclude, pertanto, affermando che “anche nell’ipotesi dell’installazione di un ascensore (Cass. n. 12930/12), ancorché volto a favorire le esigenze di condomini portatori di handicap, ove detta innovazione sia lesiva dei diritti di altro condomino sulla porzione di sua proprietà esclusiva, indipendentemente da qualsiasi considerazione di eventuali utilità compensative (Cass. n. 6109/94), ed ove l’installazione renda talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino (Cass. n. 28920/11)”, l’innovazione è da ritenersi illegittima stante la violazione del V comma dell’art. 1120 c.c.”
Si allega la copia della Sentenza.
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