Source: https://www.exeo.it/free/condono-abusi-edilizi-procedimento-amministrativo-e-procedure-immobiliari
Timestamp: 2018-05-27 05:12:55+00:00
Document Index: 66918706

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 4', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 75']

Condono: procedimento amministrativo e procedure immobiliari
È a carico della P.A.controllare l’attendibilità dei dati forniti dal soggetto che, alla richiesta della sanatoria, fornisca prova della preesistenza del manufatto rispetto alla data stabilita ex lege per il completamento degli interventi onde potere beneficiare del condono edilizio.
TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PROCEDIMENTO
Deve riconoscersi un interesse alla definizione del procedimento di condono entro i termini di legge non solo all'autore dell'abuso ma anche al proprietario confinante con l'immobile ove è stata realizzata l'opera priva di titolo, in quanto durante la pendenza di tale procedimento è impedita l'adozione di sanzioni ripristinatore.
Il proprietario confinante è legittimato a sollecitare la definizione della domanda di condono relativa ad opere abusive realizzate nella vicinanza della sua proprietà.
L'istanza per la celere definizione della domanda di condono presentata ai sensi dell'art. 39 della legge L. 23 dicembre 1994, n. 724, è una iniziativa di parte che presuppone la pendenza del procedimento di condono a suo tempo richiesto, in vista della sua definizione, e non è considerabile al pari di una nuova istanza di condono: tale istanza quindi non produce in via autonoma nessuno degli effetti sospensivi o caducatori che la legge ha riconnesso, e la giurisprudenza riconosciuto, alla presentazione di una istanza di condono edilizio rispetto ai provvedimenti sanzionatori degli abusi edilizi.
L'is... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ziativa di parte privata per la celere definizione della pratica di condono edilizio non può essere equiparata alla presentazione di una nuova istanza di condono, non producendo in via autonoma nessuno degli effetti sospensivi o caducatori che la legge ha riconnesso alla presentazione dell'istanza di condono edilizio.
L'intervento della commissione per il paesaggio e della commissione edilizia integrata non è necessario ma facoltativo nell'ambito delle procedure condonistiche, connotate da una spiccata specialità rispetto a quelle ordinarie di concessione del titolo edilizio, e comunque, il loro parere non occorre qualora ci si limiti a operare delle valutazioni giuridiche e non tecniche, come nel caso in cui il rigetto del condono sia fondato sul presupposto oggettivo dell'incompatibilità del manufatto con gli strumenti urbanistici vigenti.
Il Comune ha l'obbligo di pronunciarsi sulla condonabilità o meno dell'abuso edilizio: in caso di diniego di condono, l'amministrazione sarà tenuta ad emettere il conseguente doveroso nuovo provvedimento sanzionatorio, mentre in caso di accoglimento la costruzione diventerà lecita urbanisticamente.
La dettagliata relazione contenente la qualificazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...giuridica dell'intervento richiesto e la valutazione del responsabile del procedimento sulla conformità del progetto alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie di cui all'art. 4 d.l. 398/1993 non è necessaria nel procedimento di condono.
La richiesta di indizione di una conferenza di servizi, avanzata dal soggetto che ha presentato la domanda di condono non vincola il Comune, il quale in caso di manufatto realizzato in zona vincolata e non conforme alle previsioni urbanistiche non è chiamato a compiere un apprezzamento discrezionale degli interessi coinvolti, ma deve rigettare l'istanza.
In materia di condono edilizio resta a carico dell'amministrazione, ove il soggetto che chiede la sanatoria fornisca un principio di prova in ordine alla preesistenza del manufatto rispetto alla data stabilita ex lege per il completamento degli interventi abusivi onde potere beneficiare del condono edilizio, il controllo circa l'attendibilità dei dati forniti, ben potendo, essa, contrapporre le risultanze di proprie verifiche, al riguardo essendo sufficiente, pur in presenza di dichiarazione sostituiva di atto notorio, che l'amministrazione non riscontri elementi dai quali risulti univocamente la realizzazione dell'abuso edilizio anterior... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e data.
Nel procedimento di condono il parere della C.E.C. è da ritenersi facoltativo, sia per l'autonomia e la completezza della disciplina che caratterizza il rilascio delle concessioni edilizie in sanatoria, sia per la specifica diversità procedimentale e la connessa assenza di una sua previsione.
Il parere della concessione edilizia nel procedimento di condono edilizio non è obbligatorio, ma al più facoltativo.
Nell'ipotesi in cui i profili giuridici dell'abuso, legati agli aspetti di tutela del paesaggio, siano prevalenti, il solo parere della Commissione Edilizia Integrata è sufficiente a ritenere soddisfatti gli adempimenti procedurali richiesti dalla normativa per la definizione delle domande di concessione edilizia in sanatoria, e non è necessario anche il parere della Commissione Edilizia.
Il procedimento amministrativo per il condono non può prevedere integrazioni o modifiche, dovendo l'illegittima situazione essere regolarizzata, ove rispondente ai parametri di legge, solo con riferimento ad una data stabilita dalla legge.
Ai fini del rilascio del condono non è obbligatorio il parere della Commissione edilizia.
Le domande d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i abusi realizzati su aree sottoposte a vincoli di inedificabilità relativa (sanabili purché ottengano il parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del paesaggio), devono essere valutate tenendo conto dei vincoli esistenti al momento in cui viene esaminata la domanda di condono, a prescindere dall'epoca di introduzione del vincolo stesso, e quindi, della sua vigenza al momento della commissione dell'abuso.
Qualora l'abuso sia stato realizzato in violazione dei vincoli di competenza della Provincia Autonoma di Trento, la domanda di condono deve essere trasmessa dal Comune interessato ai competenti organi provinciali: il parere di tali organi costituisce un atto endoprocedimentale all'interno del procedimento di competenza comunale, che si esaurisce con il rilascio del titolo, ovvero con il diniego del richiesto condono.
Nel procedimento di condono di abusi realizzati in zona vincolata il parere dell'Amministrazione preposta alla tutela del vincolo costituisce un atto endoprocedimentale, comunicabile all'interessato con il provvedimento conclusivo, e con valore vincolante sul rilascio della concessione edilizia in sanatoria.
Non è necessaria l'acquisizione del parere della Commissione Edilizia in s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edimento di sanatoria nei casi di palese incondonabilità dell'abuso edilizio.
L'istruttoria di una domanda di sanatoria edilizia deve ritenersi congruamente e correttamente condotta allorché sia volta alla verifica della conformità delle opere realizzate alle prescrizioni urbanistico-edilizie ed a quelle recate da norme speciali.
Il diniego di condono edilizio non necessita obbligatoriamente del parere della commissione edilizia, al più facoltativo.
Il procedimento di condono non è sospeso dalla presentazione dell'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica, stante l'autonomia tra le due fattispecie.
Il parere della commissione edilizia comunale non è necessario per l'accoglimento o il rigetto della domanda di condono.
La mancanza di un provvedimento espresso sulla domanda di condono non può ingenerare alcun affidamento in ordine all'avvenuta sanatoria dell'abuso.
TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PROCEDURE ESECUTIVE IMMOBILIARI
Gli immobili sottoposti ad esecuzione possano essere sanati in un termine diverso dalle normali scadenze per le richieste di condono edilizio.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> L'art. 40 comma 6 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 fissa un termine perentorio ai fini della presentazione dell'istanza di sanatoria per opere abusive relative a immobili assoggettati a procedure esecutive, che però deve razionalmente raccordarsi all'ipotesi in cui sia immediatamente e inequivocamente percepibile l'esistenza dell'illecito edilizio.
Qualora l'esistenza della pertinenza abusiva (nella specie, un terrazzo in piano attico) non sia percepibile prima del trasferimento, il termine per la presentazione dell'istanza di condono dell'immobile oggetto di trasferimento derivante da procedure esecutive di cui all'art. 40, comma 6, l. 47/1985 decorre dell'effettiva scoperta e conoscenza dell'opera abusiva, che, in difetto di elementi di segno contrario, e secondo la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà allegato all'istanza di condono, deve farsi risalire al momento della conseguita consegna dell'immobile.
Ai fini dell'applicazione dell'art. 40, co. 6, legge 47/1985 è sufficiente che il credito che si fa valere con la procedura esecutiva sia sorto anteriormente all'entrata in vigore della stessa legge 47/1985.
TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> RAPPORTO C... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
La sanatoria di opere realizzate senza titolo non è atta a modificare la destinazione urbanistica dell'area sulla quale insistono i manufatti abusivamente realizzati, che, pertanto, conserva la classificazione impressa dagli strumenti urbanistici.
Il Comune che, mediante atti di concessione in sanatoria, abbia assentito opere con destinazione d'uso diversa da quella prevista nel P.R.G., non può impedire, basandosi sulla destinazione d'uso contenuta nello strumento urbanistico che sia superata, la realizzazione di ulteriori opere funzionali a quelle assentite.
Nel giudizio di impugnazione di un diniego di condono edilizio in zona ambientale è del tutto ininfluente l'esito del diverso giudizio avente ad oggetto una variante al piano regolatore generale, atteso che la pertinente autorizzazione deve essere valutata alla stregua della conformità dell'opera agli strumenti urbanistici vigenti quando è entrata in vigore la disciplina nazionale in materia di condono.
L'approvazione in variante al PTCP del progetto di recupero paesistico-ambientale, di cui all'art. 75 L.R. Liguria 36/1997, non può dirsi assorbente del procedimento di condono di opere abusive realizzate senza titolo ediliz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zzazione paesaggistica, ma, al contrario presuppone il perfezionamento di quest'ultimo procedimento.
Poiché il condono edilizio è finalizzato solo ad evitare all'autore dell'abuso la demolizione dell'immobile, non si può consentire che l'autore dell'illecito sia esente dal rispetto di qualsiasi vincolo di natura urbanistica.