Source: http://asiloineuropa.blogspot.it/2012/
Timestamp: 2017-12-13 11:14:25+00:00
Document Index: 85652032

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 4', '§ 1', 'sentenza ', 'art. 8', 'arte 7', 'arte 6', 'arte 4', 'sentenza ', 'art. 18', 'art.18', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'sentenza ']

Asilo in Europa: 2012
Corte di Giustizia - Sentenza El Kott: Riconoscimento automatico dello status di rifugiato a certi Palestinesi
Al rientro dopo una breve pausa natalizia, ci occupiamo oggi di un'importante sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea dello scorso 19 dicembre.
Si tratta ancora una volta di una domanda di pronuncia pregiudiziale, rivolta alla Corte da un giudice ungherese nel giugno del 2011 (C-364/11) e avente ad oggetto l'interpretazione della Direttiva Qualifiche.
In particolare, il giudice del rinvio aveva chiesto alla Corte di Giustizia di interpretare l'art. 12 paragrafo 1, lett. a) della Direttiva, all'interno di una controversia sollevata da tre apolidi di origine palestinese in merito alla loro domanda di riconoscimento dello status di rifugiato in Ungheria.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 09:45
Etichette: Corte di giustizia, Direttiva qualifiche
Domande di asilo ed esiti nel terzo quarto del 2012 - Il rapporto di Eurostat
Eurostat ha da poco pubblicato il suo abituale rapporto trimestrale sull'andamento delle domande di protezione internazionale nell'UE.
Nelle quindici pagine fitte di tabelle e grafici si possono trovare dati sulle domande presentate e sugli esiti delle domande esaminate nei 27 Stati membri relativi al terzo quarto del 2012 .
In particolare, nel periodo luglio-settembre 2012, sono state presentate nei paesi dell'Unione europea 88.970 domande di asilo, pari al 14% in più rispetto allo stesso periodo del 2011 e al 27% in più rispetto al secondo quarto del 2012.
I Paesi che hanno ricevuto più domande sono stati la Germania (20.375), la Francia (14.765) e la Svezia (13.375), dove si sono registrate dunque il 57% delle domande totali.
L'Italia è settima, con 4.540 domande ricevute.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 13:11
L'attesa di un richiedente asilo in un centro di accoglienza. Intervista con Carolina Kobelinsky
Lo avevamo promesso. Di arricchire le nostre schede-Paese della rubrica Asilo negli Stati europei con interviste ad esperti che ci potessero aiutare a capire meglio il funzionamento dei sistemi di asilo via via trattati e che potessero aggiungere l'indispensabile tocco di prassi e realtà alle nostre descrizioni di quelle che sono le regole generali.
Per questo, abbiamo chiesto un'intervista a Carolina Kobelinsky*, antropologa che ha lavorato sulla politica di accoglienza e assistenza dei richiedenti asilo in Francia.
Quello che è uscito dall'intervista con Carolina, tuttavia, va ben oltre un'interessante descrizione (anche "dall'interno") del sistema di accoglienza francese.
Carolina infatti, grazie alla sua esperienza pluriennale di lavoro sul campo all'interno di centri collettivi, ci descrive efficacemente la vita quotidiana di un richiedente asilo accolto in uno di questi centri, dove "l'attesa può essere considerata la vera e propria attività".
E questa descrizione, come è chiaro, supera qualunque confine e finisce per restituirci immagini e sensazioni in cui, crediamo, molti lettrici e lettori che operano nel settore dell'accoglienza dei richiedenti asilo non faranno fatica a ritrovarsi.
Molte grazie dunque a Carolina per l'importante contributo al nostro blog e buona lettura!
come avrete notato in questi giorni abbiamo fatto un restyling del nostro blog.
L'intento è stato quello di renderlo più razionale e fruibile.
Abbiamo scelto uno sfondo scuro per far risaltare quello che è fondamentale, i contenuti. Allo stesso scopo abbiamo ampliato lo spazio dedicato ai post, speriamo che possa aiutarvi a leggerci più agevolmente.
Tra le novità, vi segnaliamo la nuova sezione “Argomenti” (sulla destra). Si tratta di un ulteriore strumento di ricerca tramite parole chiave che vi consentirà in maniera immediata e semplice di individuare i post che hanno trattato specifici argomenti all'interno del blog.
Poiché la trasformazione è ancora in corso, vi chiediamo in anticipo di scusarci per eventuali difetti che si dovessero presentare nella scrittura.
Attendiamo i vostri feedback, fateci sapere cosa ne pensate del nostro nuovo look!
Vi ricordiamo inoltre che Asilo in Europa è sia su Facebook che su Twitter quindi, se non lo avete ancora fatto, seguiteci anche lì!
Infine, con questo post segnaliamo con grande piacere un altro nuovo ingresso nella squadra di Asilo in Europa: Elisa Gentili, esperta di comunicazione sociale, che si occuperà della redazione editoriale.
Alla pagina Autori potete trovare una breve presentazione di tutti noi.
Le principali novità segnalate da Asilo in Europa - Novembre 2012
Con qualche giorno di ritardo, eccoci arrivati al consueto riepilogo mensile delle principali novità segnalate da Asilo in Europa.
Questi gli argomenti principali che abbiamo trattato:
Visti Schengen, Balcani occidentali e asilo
Credibilità nella procedura di asilo
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 07:54
Relazione semestrale sul funzionamento dell'area Schengen
Il 23 novembre la Commissione ha pubblicato la sua seconda relazione semestrale sul funzionamento dell'area Schengen.
La relazione copre il periodo 1°maggio – 31 ottobre 2012 ed è interessante anche per noi darci un'occhiata per le ovvie ripercussioni sull'asilo della politica UE in materia di confini (esterni e interni) e visti.
Sotto, i punti per noi più interessanti della relazione della Commissione.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 09:58
Etichette: Commissione europea, Schengen
Durante il prossimo Consiglio dell'UE Giustizia e Affari Interni in programma questo mese si svolgerà un dibattito sui progressi del Programma di Stoccolma, a tre anni dalla sua adozione.
In vista di tale dibattito, la Presidenza cipriota dell'Unione ha voluto contribuire con un documento di valutazione intermedia.
Il documento è interessante, benché non contenga nulla che possa farlo ritenere effettivamente una "valutazione". Tuttavia, in esso si trova un elenco dei progressi principali di questi ultimi anni ed è utile darci un'occhiata per un "ripasso" dello stato dell'arte.
Lo faremo nelle prossime righe, limitatamente ai punti maggiormente di nostro interesse del documento di valutazione (asilo, minori, ricongiungimento familiare, controllo dei confini, rimpatrio). Le sintetiche descrizioni presentate sotto contengono anche numerosi link utili per approfondire ciascun argomento.
Etichette: Programma di Stoccolma
Programma di Stoccolma - SCHEDA
Il “Programma di Stoccolma” è il terzo programma di lavoro quinquennale dell'Unione europea in materia di Libertà, Sicurezza e Giustizia, dopo quelli di Tampere del 1999 e dell'Aia del 2004.
E' stato approvato nel dicembre 2009 dal Consiglio europeo, cioè l'istituzione UE in cui si riuniscono gli Stati membri, rappresentati ai massimi livelli (capi di Stato o di governo).
Si tratta di un programma molto lungo e dettagliato, non vincolante per gli Stati: esso rappresenta piuttosto l'agenda che innanzitutto la Commissione, ma anche altre istituzioni europee (Parlamento europeo e Consiglio UE) devono seguire per orientare il loro lavoro in questo campo per gli anni 2010-2014.
Per quanto più ci interessa da vicino, il Programma di Stoccolma contiene:
un capitolo (il quinto) intitolato “Accesso all'Europa in un mondo globalizzato” che contiene gli obiettivi e le raccomandazioni in materia di gestione delle frontiere esterne e politica dei visti
un capitolo (il sesto) intitolato “Un'Europa all'insegna della responsabilità, della solidarietà e del partenariato in materia di migrazione e asilo”, che si occupa di politica di immigrazione e asilo
un capitolo (il settimo) intitolato “L'Europa in un mondo globalizzato – La dimensione esterna della libertà, della sicurezza e della giustizia”, che sottolinea l'importanza che le politiche dell'Unione in questo campo siano collegate alle politiche generali dell'UE e i principi che devono guidare l'azione dell'Unione nelle relazioni esterne nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 12:34
Etichette: Consiglio europeo, Programma di Stoccolma
Obbligo di cooperazione con il richiedente asilo e diritto al contraddittorio - Sentenza della Corte di Giustizia UE
Ancora una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea che fornisce l'interpretazione di uno degli atti che compongono il sistema europeo comune di asilo.
Lo scorso 22 novembre, i giudici di Lussemburgo hanno risposto ad una domanda di pronuncia pregiudiziale sull'interpretazione dell'art. 4 § 1 della Direttiva Qualifiche, avanzata da un giudice irlandese nel caso M.M. (C-277/11).
Si tratta di una sentenza molto particolare, in quanto nasce da un caso intrinsecamente legato alla particolare procedura di asilo irlandese (V. box più sotto). Tuttavia, siccome la Corte richiama e chiarisce alcuni principi generali, in particolare relativamente al contenuto dell'obbligo di cooperazione con il richiedente asilo e al diritto al contraddittorio, riteniamo importante occuparcene.
Questi i fatti principali alla base della causa.
Il signor M., un ruandese tutsi che ha chiesto asilo in Irlanda, lamentava, nel suo Paese, discriminazioni sul lavoro, legate alla sua opinione politica e, in particolare, alle critiche che egli aveva rivolto al modo in cui le investigazioni sul genocidio del 1994 erano state condotte. Egli lamentava inoltre il rischio di essere perseguito davanti a un tribunale militare per questo stesso motivo.
Etichette: Corte di giustizia, Direttiva qualifiche, Irlanda
Con grande piacere segnaliamo il numero monografico di "Lares", a cura della professoressa Barbara Sorgoni (di cui consigliamo vivamente il bell'intervento sulla credibilità nella procedura di asilo, che potete trovare qui), intitolato Chiedere asilo in Europa. Confini margini e soggettività.
Segue breve presentazione.
Sorgoni B. (a cura), Chiedere asilo in Europa. Confini margini e soggettività, in «Lares» vol. LXXVII n.1, 2011.
Benché per i soggetti migranti possa risultare difficile separare nettamente i motivi economici da quelli politici all'origine del proprio viaggio, o misurarne il grado di volontarietà, le migrazioni forzate si distinguono da quelle meramente economiche quantomeno per il potere “plasmatico” delle istituzioni nazionali e sovra-nazionali. Richiedente asilo e rifugiato sono essenzialmente categorie giuridiche co-costruite da differenti soggetti all'interno di complesse relazioni burocratiche e pratiche amministrative ordinarie. Tali relazioni e pratiche si vanno via via uniformando con l’adozione di un comune regime europeo dell’asilo, ma permangono ancora sostanziali differenze tra gli Stati.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 08:55
La credibilità nella procedura di asilo - Barbara Sorgoni
Chiunque abbia mai seguito il corso di una domanda di protezione internazionale sa che una delle motivazioni più frequenti, per non dire la più frequente, alla base del rigetto è la "mancanza di credibilità" o "incongruenza" delle dichiarazioni rese dai richiedenti asilo in fase di audizione.
Ma come e da chi (con quali competenze) un racconto può essere giudicato "non credibile" o "non plausibile" e una persona "non attendibile"? E sulla base di quali criteri?
Abbiamo chiesto a Barbara Sorgoni, ricercatrice e docente di Antropologia culturale all’Università di Bologna, ma soprattutto un'amica e una graditissima ospite su questo blog, di aiutarci a capire qualcosa di più su questo tema inevitabilmente complesso.
Il post di oggi è un importante contributo per noi e siamo certi che farà felici i lettori.
Partendo da una base teorica, a cui si aggiungono una serie di esempi concreti, Barbara Sorgoni ci aiuta a riflettere sul processo di raccolta, indagine, valutazione dei racconti alla base delle domande di asilo, mettendo in dubbio la presunta neutralità, fluidità e trasparenza di ognuno di questi passaggi.
In definitiva, ci pone seri interrogativi sulla capacità del nostro sistema (ma probabilmente di qualunque sistema) di esaminare le domande di asilo in modo congruo, obiettivo ed imparziale, così come pretende la legge (art. 8 par. 2 Direttiva Procedure).
Credibilità - Barbara Sorgoni*
E’ comunemente riconosciuto che chi fugge all'improvviso da un pericolo estremo non sempre riesce a portare con sé documenti che provino la sua identità o le circostanze che hanno reso necessaria la fuga. Ed è noto che in molti casi la salvezza stessa è possibile solo grazie alla contraffazione di documenti di identità o di viaggio.
Etichette: Credibilità
Asilo negli Stati europei. FRANCIA - parte 7. Principali norme di riferimento, giurisprudenza e fonti consultate
Oggi pubblichiamo le principali norme di riferimento, la giurisprudenza e le fonti consultate per la redazione della scheda sul funzionamento del sistema di asilo in Francia.
Continueremo naturalmente ad aggiornare le varie parti che compongono questa scheda, quando verremo a conoscenza di novità rilevanti, errori, omissioni. Per questo ringraziamo sempre chi ci fa pervenire segnalazioni a riguardo.
Speriamo poi, nei prossimi messaggi, di offrire ai lettori di questo blog anche interventi di esperti del sistema di asilo francese, che ci aiuteranno ad andare oltre quello che siamo riusciti a scrivere e ad aggiungere un po' di "concretezza" alle nostre schede.
Chiunque avesse domande sul funzionamento del sistema di asilo francese - ad esempio per capire come sono affrontati oltralpe alcuni punti problematici del sistema italiano - è naturalmente invitata/o a farcele pervenire.
7. PRINCIPALI NORME DI RIFERIMENTO, GIURISPRUDENZA
E FONTI CONSULTATE
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 11:33
Asilo negli Stati europei. FRANCIA - parte 6. Il contenuto della protezione
Cosa prevedono le regole in Francia per chi ha ottenuto una forma di protezione internazionale? Che titolo di soggiorno viene rilasciato? E il titolo di viaggio? A quali condizioni è possibile il ricongiungimento familiare?
Qual è in sostanza il contenuto della protezione?
Continuiamo la pubblicazione a puntate della nostra scheda sull'asilo in Francia.
Alla pagina Asilo negli Stati europei si possono trovare le altre puntate relative alla Francia e, presto, le schede sugli altri Paesi.
Ne approfittiamo per informare che abbiamo già aggiornato in diversi punti le precedenti puntate sulla Francia, ad esempio per quanto riguarda i dati sulla procedura prioritaria, il budget dell'OFPRA, il tempo necessario per prendere una decisione sulla domanda di asilo,...
6. CONTENUTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE
Una volta ottenuta la protezione, il rifugiato o il beneficiario di protezione sussidiaria che non può rivolgersi alle autorità del proprio Paese di origine (c.d. “protezione sussidiaria di tipo 1") si trova sotto la protezione giuridica e amministrativa dell'OFPRA (Office français de protection des réfugiés et apatrides, V. parte 4-Esame della domanda).
Quinta puntata della nostra scheda di approfondimento sul sistema di asilo francese. Ci occupiamo oggi del controllo giurisdizionale sulle decisioni prese in prima istanza.
I termini per presentare ricorso, la sospensività o meno dello stesso (e la conseguente possibilità o meno di rimanere sul territorio in attesa della decisione), chi è responsabile del controllo giurisdizionale, sono alcuni dei punti trattati nelle righe che seguono.
Si troverà anche il riferimento ad una sentenza di condanna della Francia emessa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel corso del 2012.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 10:45
Liberalizzazione dei visti, abuso dei sistemi di asilo e diritti umani - Il caso dei Balcani occidentali
Il 5 e 6 novembre si è svolto a Tirana un incontro fra i ministri responsabili per gli Affari Interni dei Paesi dei Balcani occidentali, la Commissione europea e la presidenza di turno cipriota dell'UE.
Fra gli argomenti discussi, di particolare interesse per noi è la questione della "liberalizzazione" dei visti. Infatti, come noto, ormai tutti i Paesi dei Balcani occidentali – ad eccezione del Kosovo – sono stati inseriti dall'UE nella c.d. "lista bianca", cioè quella lista (contrapposta alla c.d. "lista nera") che elenca i Paesi i cui cittadini sono esentati dall'obbligo di essere in possesso di un visto all'atto di entrare per periodi brevi (fino a tre mesi) nello spazio Schengen.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 08:31
Etichette: Balcani occidentali, Commissione europea, Corte di giustizia, Schengen
Le novità più importanti segnalate da Asilo in Europa - Ottobre 2012
Come ormai d'abitudine, a fine mese facciamo un riepilogo delle novità più importanti che abbiamo commentato su questo blog nei precedenti trenta giorni e ricordiamo le notizie e i materiali che abbiamo segnalato sulla pagina Facebook di Asilo in Europa, costantemente aggiornata grazie anche alle segnalazioni che ci arrivano (Per il riassunto del mese di settembre V. qui).
Ottobre è stato un mese senza dubbio molto importante, anche per quanto riguarda da vicino Asilo in Europa.
Qual è il contenuto del diritto di asilo nel contesto dell'UE? L'intervento dell'UNHCR davanti alla Corte di Giustizia UE
Con il post di oggi diamo conto di un intervento dell'UNHCR particolarmente interessante ai nostri fini. Si tratta di una dichiarazione depositata in una causa attualmente pendente davanti alla Corte di Giustizia dell'UE (causa Halaf, C-528/11).
Attraverso tale domanda di pronuncia pregiudiziale, il giudice nazionale (in questo caso un giudice bulgaro) chiede – fra le altre cose, di cui non ci occuperemo oggi - “Quale sia il contenuto del diritto di asilo ai sensi dell'articolo 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea in combinato disposto con l'articolo 53 della Carta stessa nonché in connessione con la definizione di cui all'articolo 2, lettera c), e con il dodicesimo considerando del regolamento n. 343/2003”
Avendo un interesse generale in questa materia, l'UNHCR ha presentato una sua dichiarazione, divisa in cinque parti (che toccano anche altri argomenti che per oggi tralasciamo). Ci occupiamo qui della seconda parte, quella sul contenuto del diritto di asilo.
Preliminarmente, riportiamo il testo dell'art. 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, rubricato “Diritto di asilo”:
Il diritto di asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal Protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati, e a norma del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
Ricordiamo poi che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, dal 2009, non solo è un testo vincolante per le istituzioni, gli organi e organismi dell'Unione (incluse le Agenzie) e per gli Stati membri (solo quando attuano il diritto dell'Unione), ma ha anche lo stesso valore dei Trattati.
Dunque, la Carta è sovraordinata rispetto alla normativa secondaria (Regolamenti e Direttive, ad esempio) e deve necessariamente orientare l'applicazione di questa da parte degli Stati.
Il contenuto del diritto di asilo di cui all'art.18 della Carta non è di semplice definizione. Come si sa, tale diritto non è esplicitamente sancito in alcuno strumento internazionale vincolante applicabile nel territorio dell'Unione europea.
Tanto per citarne due che spesso trovano spazio su questo blog, né la Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status dei rifugiati, né la Convenzione europea sui diritti dell'uomo (come ripete sempre la Corte EDU) prevedono il “diritto di asilo”.
Peraltro, riteniamo che non sarebbe possibile interpretare l'art. 18 della Carta solo facendo riferimento a un testo internazionale, dovendo necessariamente trovarsi un'interpretazione europea, “a norma dei trattati”.
Questa causa è la prima occasione (almeno per quanto ne sappiamo) in cui la Corte di Giustizia UE è chiamata a pronunciarsi su tale articolo.
La dichiarazione dell'UNHCR che qui più ci interessa è divisa in due capitoli:
Il diritto di asilo nel diritto internazionale
Il diritto di asilo nel contesto UE
Nel primo capitolo si ripercorrono brevemente le “tappe” del diritto di asilo nel diritto internazionale, a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (che contiene il “diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni”, art. 14). Quindi si passa al “cuore” del diritto di asilo, cioè il principio di non refoulement, questo sì espressamente previsto nella Convenzione di Ginevra e contenuto (grazie all'interpretazione giurisprudenziale) nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo e in altri trattati internazionali sui diritti umani. Tuttavia, conclude questo primo capitolo, benché il principio di non refoulement rappresenti la pietra miliare del diritto di asilo, quest'ultimo va oltre il non refoulement; “comincia con l'ammissione in un territorio sicuro e si conclude con l'ottenimento di una soluzione duratura” (testo originale UNHCR in inglese, traduzione nostra).
Il secondo capitolo passa quindi ad analizzare l'art. 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, sottolineando come esso contenga un riferimento: i) ai principi e gli standard della Convenzione di Ginevra e del Protocollo del 1967 e ii) ai trattati dell'Unione.L'analisi dell'UNHCR tocca quindi le previsioni più rilevanti dei trattati (in particolare gli articoli 78 e 80 del TFUE) e gli strumenti di normativa secondaria adottati sulla base di questi. Una prima conclusione è che, anche qui, il diritto di asilo va oltre al mero principio di non refoulement. Ogni interpretazione restrittiva, infatti, priverebbe l'art. 18 della Carta di ogni effetto utile.
Pertanto, sulla base dei trattati e della normativa secondaria che attualmente compone il Sistema europeo comune di asilo, a parere dell'UNHCR il diritto di asilo di cui all'art. 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE contiene i seguenti elementi (traduzione nostra):
i) protezione dal refoulement incluso alla frontiera
ii) accesso al territorio ai fini di essere ammessi a procedure eque ed efficaci di determinazione dello status e dei bisogni di protezione internazionale (incluso il diritto a rimanere sul territorio fino a che non venga presa una decisione sulla domanda)
iii) valutazione della domanda di asilo con una procedura equa ed efficiente, con interpreti qualificati e autorità responsabili formate, nonché accesso alla rappresentanza legale ed ad organizzazioni che forniscono informazioni e supporto; accesso a un rimedio efficace (con appropriato supporto legale)
iv) accesso all'UNHCR (o a organizzazioni partner)
v) adeguate condizioni di accoglienza
vi) riconoscimento dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria, quando ricorrano i presupposti
vii) esercizio dei diritti fondamentali
viii) conseguimento di uno status sicuro (incluso un permesso di soggiorno)
Seguiremo naturalmente la causa Halaf per poter dare conto di eventuali sviluppi.
Vai al documento dell'UNHCR
Vai alla nostra scheda sulla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 15:51
Etichette: Carta dei diritti fondamentali, Commissione europea, Corte di giustizia, UNHCR
Gravi preoccupazioni in materia di diritti umani in Italia - Il rapporto del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa
A circa un anno di distanza dalla pubblicazione dell'ultimo rapporto sull'Italia (V. il nostro precedente post qui), il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, ruolo nel frattempo assunto da Nils Muižnieks, ha pubblicato un nuovo rapporto sul nostro Paese, a seguito della sua visita dal 3 al 6 luglio 2012.
Il rapporto, che merita di essere letto interamente, contiene molti spunti interessanti ai nostri fini, in particolare nel capitolo III, intitolato "La protezione dei diritti umani dei migranti, inclusi i richiedenti asilo".
Il capitolo III è a sua volta diviso in quattro sotto-capitoli, dedicati rispettivamente a
la possibilità di accedere alla procedura di asilo in Italia
l'accoglienza dei migranti, inclusi i richiedenti asilo
l'integrazione di rifugiati e altri beneficiari della protezione internazionale
la detenzione amministrativa dei migranti
Ognuno di questi sotto-capitoli si chiude con alcune "Conclusioni e raccomandazioni".
Prima di vedere i punti a nostro parere più interessanti, sottolineiamo subito che il rapporto, che pure contiene anche note di apprezzamento per il governo italiano, ci è parso molto duro. Il Commissario, infatti, ha scelto di utilizzare, in certi punti, un linguaggio che, per quanto concesso dai limiti della formalità istituzionale, non lascia spazi a dubbi o interpretazioni, come vedremo meglio sotto.
Anche la risposta del governo italiano, pubblicata assieme al rapporto, merita di essere letta, anche se – ahinoi – più che altro per la scarsità e la confusione delle risposte fornite alle questioni sollevate dal Commissario.
Etichette: Consiglio d'Europa, Italia
Il libro dei sogni? Il Parlamento europeo approva una risoluzione sul rafforzamento della solidarietà all'interno dell'UE in materia di asilo.
Nella seduta plenaria di martedì 11 settembre 2012, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sul "Rafforzamento della solidarietà all'interno dell'UE in materia di asilo".
La risoluzione è largamente condivisibile e molto ambiziosa, tanto da rischiare di rimanere il “libro dei sogni" alla prova dei fatti.
In questo post riportiamo alcuni estratti dal testo ufficiale in italiano, curiosi di verificare quanti degli auspici, delle osservazioni e degli inviti del Parlamento europeo troveranno ascolto nelle altre istituzioni dell'Unione e nei singoli Stati membri.
E' superfluo aggiungere che non si tratta di un atto vincolante, ma "solo" di una presa di posizione politica del Parlamento - ad ogni modo molto importante, considerato l'istituzione da cui proviene (che rappresenta, è banale ma opportuno ricordarlo, i cittadini dell'Unione europea) e il periodo particolarmente difficile in cui si inserisce.
Peraltro, la risoluzione – che tocca diversi punti, dalla cooperazione pratica alla solidarietà finanziaria, dalla ripartizione delle responsabilità alla fiducia reciproca – contiene, oltre ad alcune affermazioni di principio di ampio respiro (nella prima parte), alcuni passaggi interessanti, soprattutto laddove si parla del Regolamento Dublino, del trattamento congiunto delle domande di asilo e della ricollocazione all'interno dell'UE dei beneficiari di protezione internazionale (V. i rispettivi paragrafi sotto).
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 20:40
Etichette: Parlamento europeo, Solidarietà
Non ogni violazione della libertà di religione è un atto di persecuzione - Sentenza della Corte di Giustizia UE nelle cause riunite Y e Z
La Corte di Giustizia dell'Unione europea ha da poco emesso una sentenza nel caso Y e Z contro Germania (cause riunite C-71/11 e C-99/11), avente ad oggetto l'interpretazione della Direttiva Qualifiche e, in particolare, degli articoli 2, lett. c) e 9, par. 1, lett. a) in materia di persecuzione per ragioni legate alla libertà di religione.
Si trattava di una domanda pregiudiziale avanzata dalla Corte amministrativa generale tedesca, chiamata a pronunciarsi sul caso di due cittadini pachistani, membri della comunità Ahmadiyya (un movimento riformatore dell'Islam), che hanno presentato domanda di asilo in Germania, affermando di essere stati costretti a lasciare il loro Paese per via delle violenze e minacce subite a causa del loro credo religioso.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 08:33
Ripresa delle attività - Alcune segnalazioni
Dopo alcune settimane di silenzio, dovute alla pausa estiva, in questo primo post rendiamo conto di alcuni materiali interessanti pubblicati nelle scorse settimane ma che abbiamo avuto tempo di leggere soltanto ora.
Grazie a chi ci vorrà fare avere segnalazioni di documenti, studi, iniziative che potrebbero esserci sfuggiti in quest'ultimo periodo!
Nei prossimi giorni riprenderemo la nostra normale attività di informazione e commento sulle principali novità in materia di asilo a livello europeo. Attività che si presenta oltremodo difficile, in considerazione del periodo decisivo per il futuro del Sistema europeo comune di asilo.
A breve, speriamo inoltre di poter presentare alcune novità all'interno di questo blog (anch'esse causa parziale del nostro silenzio di questi giorni), che ci auguriamo possano incontrare il vostro interesse.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 07:48
Etichette: Asilo in Europa, Eurostat, Schengen, Sistema europeo comune di asilo, UNHCR
EASO - La prima relazione annuale sulla situazione dell'asilo nell'UE
L'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) ha da poco pubblicato la sua prima relazione annuale sulla situazione dell'asilo nell'UE. Considerata l'importanza della fonte (l'Agenzia dell'Unione in materia di asilo) e dell'oggetto, si capisce quanto tale relazione sia interessante ai nostri fini.
Ci siamo pertanto presi qualche giorno per avere il tempo di leggerla e con il post di oggi cerchiamo di riassumerne i punti principali, rimandando chi volesse approfondire alla lettura completa del documento.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 23:36
Etichette: EASO, Sistema europeo comune di asilo
Conclusioni del Consiglio dell'UE sulla Libia - Diritti umani e assistenza alla gestione delle frontiere
Il 23 luglio il Consiglio dell'UE in formazione Affari Esteri ha adottato alcune conclusioni sulla Libia che sono importanti ai nostri fini.
In particolare, nelle conclusioni del Consiglio si legge che:
l'UE sottolinea l'importanza di proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali e invita nuovamente le autorità libiche a indagare sulle denunce di tortura e detenzione illegale e ad assicurare i responsabili alla giustizia. L'Unione europea chiede poi al governo libico di portare tutti i luoghi di detenzione sotto il suo completo controllo.
L'UE riafferma la sua disponibilità a fornire ulteriore assistenza alla Libia nel campo della sicurezza e della gestione delle frontiere, in stretta collaborazione con le autorità libiche e in coordinamento con la missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) e con la comunità internazionale. Stabilire frontiere sicure e stabili è la chiave per assicurare una migrazione ben gestita.
Commentando le Conclusioni del Consiglio UE, il ministro italiano Terzi ha detto che esse riprendono “alla lettera le richieste dell'Italia”.
Vai al comunicato stampa del Consiglio dell'Unione europea
Vai al comunicato stampa del Ministero degli Affari esteri italiano
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 23:35
Etichette: Consiglio dell'UE, Libia
Verso la liberalizzazione dei visti Schengen per i cittadini moldavi - La relazione della Commissione
Il 22 giugno scorso la Commissione europea ha pubblicato la sua terza relazione sull'attuazione da parte della Repubblica Moldova del Piano d'Azione sulla liberalizzazione dei visti.
Il Piano d'Azione, presentato il 24 gennaio 2011, prevede una serie di parametri da rispettare, sia per quanto riguarda l'adozione di adeguati strumenti legislativi, sia per quanto riguarda la loro concreta applicazione, per arrivare – al termine del percorso – all'esenzione dell'obbligo per i cittadini moldavi di essere in possesso di un visto per entrare nell'area Schengen.
Si tratta di un percorso piuttosto standardizzato: in seguito alla firma di un accordo di riammissione (siglato fra l'UE e la Moldova nel 2007 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2008), cui si accompagna generalmente un accordo sulla facilitazione per l'ottenimento dei visti per entrare nell'area Schengen, si avvia un Piano di Azione per arrivare, in cambio del rispetto dei parametri fissati dall'Unione, alla c.d. liberalizzazione dei visti, cioè all'eliminazione dell'obbligo di visto per i cittadini di quel determinato Paese.
La relazione del 22 giugno è l'ultima della “prima fase”, ovvero quella riguardante l'adozione da parte della Moldova di un idoneo quadro normativo e istituzionale.
Con il post di oggi guardiamo brevemente questa relazione, soffermandoci solo su quanto è più rilevante ai nostri fini.
Prendiamo atto comunque che la Commissione complessivamente giunge a concludere che la Repubblica Moldova ha fatto “costanti ed effettivi progressi” e che le norme richieste dal Piano d'Azione sono tutte state adottate. Gli obiettivi della “prima fase” del Piano sono dunque stati raggiunti.
La Commissione darà ora avvio alla “seconda fase” del Piano, passando in particolare a monitorare la concreta applicazione della normativa, a partire dall'adozione dei necessari strumenti attuativi e dall'allocazione da parte della Repubblica Moldova di appropriate risorse umane ed economiche per far fronte agli impegni presi.
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