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Timestamp: 2014-07-24 15:20:41+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 234', 'art. 234', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 8']

Inserire dati personali su sito internet non costituisce un trasferimento di dati
Corte di Giustizia UE , sentenza 06.11.2002 n� C-101/01 L'inserimento da parte di una persona che si trovi in uno Stato membro di dati personali in una pagina Internet, caricata presso un web hosting stabilito nello Stato stesso o in un altro Stato membro, rendendoli cos� accessibili a chiunque si colleghi ad Internet, compresi coloro che si trovano in paesi terzi, non costituisce un "trasferimento verso un paese terzo di dati" ai sensi dell'art. 25 della direttiva 95/46.
E' quanto precisato dalla Corte di Giustizia Europea, con la sentenza 6 novembre 2003 (C-101/01), nell'ambito di una vicenda riguardante un sito parrocchiale curato da una catechista di una parrocchia svedese nel quale si trovavano alcune pagine internet contenenti informazioni personali riguardanti altri colleghi catechisti.
(Altalex, 9 novembre 2003)
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CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA SENTENZA 6 novembre 2003
�Direttiva 95/46/CE - Ambito di applicazione -Pubblicazione dei dati personali su Internet - Luogo della pubblicazione - Nozione di trasferimento di dati personali verso paesi terzi - Libert� d'espressione - Compatibilit� con la direttiva 95/46 di una protezione pi� ampia dei dati personali da parte della normativa di uno Stato membro� Nel procedimento C-101/01, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'art. 234 CE, dalla G�ta Hovr�tt (Svezia), nel procedimento penale dinanzi ad essa pendente contro Bodil Lindqvist, domanda vertente, in particolare, sull'interpretazione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 24 ottobre 1995, 95/46/CE, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonch� alla libera circolazione di tali dati (GU L 281, pag. 31), LA CORTE,
composta dal sig. P. Jann, presidente della Prima Sezione, facente funzione di presidente, dai sigg. C.W.A. Timmermans, C. Gulmann, J.N. Cunha Rodrigues e A. Rosas, presidenti di sezione, D.A.O. Edward (relatore), J.-P. Puissochet, dalla sig.ra F. Macken, e dal sig. S. von Bahr, giudici, avvocato generale: sig. A. Tizzano cancelliere: sig. H. von Holstein, cancelliere aggiunto viste le osservazioni scritte presentate: - per la sig.ra Lindqvist, dal sig. S. Larsson, advokat; - per il governo svedese, dal sig. A. Kruse, in qualit� di agente; - per il governo dei Paesi Bassi, dalla sig.ra H.G. Sevenster, in qualit� di agente; - per il governo del Regno Unito, dalla sig.ra G. Amodeo, in qualit� di agente, assistita dalla sig.ra J. Stratford, barrister; - per la Commissione delle Comunit� europee, dalla sig.ra L. Str�m e dal sig. X. Lewis, in qualit� di agenti, vista la relazione d'udienza, sentite le osservazioni orali della sig.ra Lindqvist, rappresentata dal sig. S. Larsson, del governo svedese, rappresentato dal sig. A. Kruse e dalla sig.ra B. Hernqvist, in qualit� di agente, del governo olandese, rappresentato dalla sig.ra J. van Bakel, in qualit� di agente, del governo del Regno Unito, rappresentato dalla sig.ra J. Stratford, della Commissione, rappresentata dalla sig.ra L. Str�m e dal sig. X. Lewis, e dell'Autorit� di vigilanza AELS, rappresentata dalla sig.ra D. Sif Tynes, in qualit� di agente, all'udienza del 30 aprile 2003, sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 19 settembre 2002, ha pronunciato la seguente Sentenza 1. Con ordinanza 23 febbraio 2001, pervenuta in cancelleria il 1� marzo successivo, la G�ta Hovr�tt (Corte d'appello della regione del G�taland) ha sottoposto alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, sette questioni pregiudiziali vertenti, in particolare, sull'interpretazione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 24 ottobre 1995, 95/46/CE, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonch� alla libera circolazione di tali dati (GU L 281, pag. 31). 2. Tali questioni sono state sollevate nell'ambito di un procedimento penale svoltosi dinanzi al suddetto giudice contro la sig.ra Lindqvist, imputata di aver violato la normativa svedese relativa alla protezione dei dati personali pubblicando nel suo sito Internet dati personali riguardanti un certo numero di persone che lavorano, come lei, in qualit� di volontari in una parrocchia della Chiesa protestante di Svezia. Contesto normativo La normativa comunitaria 3. La direttiva 95/46 riguarda, come risulta dall'art. 1, n. 1, la tutela dei diritti e delle libert� fondamentali delle persone fisiche e particolarmente del diritto alla vita privata, con riguardo al trattamento dei dati personali. 4. L'art. 3 della direttiva 95/46, relativa al suo campo di applicazione, cos� dispone: "1. Le disposizioni della presente direttiva si applicano al trattamento di dati personali interamente o parzialmente automatizzato nonch� al trattamento non automatizzato di dati personali contenuti o destinati a figurare negli archivi. 2. Le disposizioni della presente direttiva non si applicano ai trattamenti di dati personali: - effettuati per l'esercizio di attivit� che non rientrano nel campo di applicazione del diritto comunitario, come quelle previste dai titoli V e VI del trattato sull'Unione europea e comunque ai trattamenti aventi come oggetto la pubblica sicurezza, la difesa, la sicurezza dello Stato (compreso il benessere economico dello Stato, laddove tali trattamenti siano connessi a questioni di sicurezza dello Stato) e le attivit� dello Stato in materia di diritto penale; - effettuati da una persona fisica per l'esercizio di attivit� a carattere esclusivamente personale o domestico". 5. L'art. 8 della direttiva 95/46, dal titolo "Trattamenti riguardanti categorie particolari di dati", cos� recita: "1. Gli Stati membri vietano il trattamento di dati personali che rivelano l'origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, l'appartenenza sindacale, nonch� il trattamento di dati relativi alla salute e alla vita sessuale. 2. Il paragrafo 1 non si applica qualora: a) la persona interessata abbia dato il proprio consenso esplicito a tale trattamento, salvo nei casi in cui la legislazione dello Stato membro preveda che il consenso della persona interessata non sia sufficiente per derogare al divieto di cui al paragrafo 1, oppure b) il trattamento sia necessario, per assolvere gli obblighi e i diritti specifici del responsabile del trattamento in materia di diritto del lavoro, nella misura in cui il trattamento stesso sia autorizzato da norme nazionali che prevedono adeguate garanzie, oppure c) il trattamento sia necessario per salvaguardare un interesse vitale della persona interessata o di un terzo nel caso in cui la persona interessata � nell'incapacit� fisica o giuridica di dare il proprio consenso; o d) il trattamento sia effettuato, con garanzie adeguate, da una fondazione, un'associazione o qualsiasi altro organismo che non persegua scopi di lucro e rivesta carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, nell'ambito del suo scopo lecito e a condizione che riguardi unicamente i suoi membri o le persone che abbiano contatti regolari con la fondazione, l'associazione o l'organismo a motivo del suo oggetto e che i dati non vengano comunicati a terzi senza il consenso delle persone interessate; o e) il trattamento riguardi dati resi manifestamente pubblici dalla persona interessata o sia necessario per costituire, esercitare o difendere un diritto per via giudiziaria. 3. Il paragrafo 1 non si applica quando il trattamento dei dati � necessario alla prevenzione o alla diagnostica medica, alla somministrazione di cure o alla gestione di centri di cura e quando il trattamento dei medesimi dati viene effettuato da un professionista in campo sanitario soggetto al segreto professionale sancito dalla legislazione nazionale, comprese le norme stabilite dagli organi nazionali competenti, o da un'altra persona ugualmente soggetta a un obbligo di segreto equivalente. 4. Purch� siano previste le opportune garanzie, gli Stati membri possono, per motivi di interesse pubblico rilevante, stabilire ulteriori deroghe oltre a quelle previste dal paragrafo 2 sulla base della legislazione nazionale o di una decisione dell'autorit� di controllo. 5. I trattamenti riguardanti i dati relativi alle infrazioni, alle condanne penali o alle misure di sicurezza possono essere effettuati solo sotto controllo dell'autorit� pubblica, o se vengono fornite opportune garanzie specifiche, sulla base del diritto nazionale, fatte salve le deroghe che possono essere fissate dallo Stato membro in base ad una disposizione nazionale che preveda garanzie appropriate e specifiche. Tuttavia un registro completo delle condanne penali pu� essere tenuto solo sotto il controllo dell'autorit� pubblica. Gli Stati membri possono prevedere che i trattamenti di dati rigua