Source: http://www.avvocatoabologna.it/news/avvocato-successioni-bologna-leredita-un-passaggio-delicato.html
Timestamp: 2017-06-24 20:43:36+00:00
Document Index: 839548

Matched Legal Cases: ['art. 546', 'art. 564', 'art. 557', 'art. 564', 'art. 516', 'art. 556', 'art. 799', 'art. 549', 'art. 221']

avvocato successioni Bologna: L'eredità: un passaggio delicato, successione, testamento, eredi | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
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L’eredità: un passaggio delicato
Collazione ,azione di riduzione valore del bene «In tema di esercizio dell’azione di riduzione di cui all’art. 546 c.c., il legittimario pretermesso è chiamato alla successione per la morte del “de cuius”, potendo acquistare i suoi diritti solo dopo l’esperimento delle azioni di riduzione. Pertanto, la condizione della preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario stabilita dall’art. 564, comma 1, c.c. per l’esercizio dell’azione di riduzione, vale soltanto per il legittimario che abbia in pari tempo la qualità di erede (per disposizione testamentaria o per delazione ab intestato) e non anche per il legittimario totalmente pretermesso dal testatore. Condizione fondamentale per chiedere la riduzione delle donazioni o delle disposizioni lesive della porzione di legittima è soltanto quella di essere tra le persone indicate dall’art. 557 c.c., e cioè di rivestire la qualità di legittimario, mentre la condizione stabilita dall’art. 564, comma 1, c.c. della preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, vale soltanto per il legittimario che abbia in pari tempo la qualità di erede. Infatti, il legittimario totalmente pretermesso dall’eredità, che impugna per simulazione un atto compiuto dal “de cuius” a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, agisce in qualità di terzo e non in veste di erede, condizione che acquista solo in conseguenza del positivo esercizio dell’azione di riduzione» (Cassazione civile, sez. II, 11 gennaio 2010 n. 240).
A tutela dei creditori del defunto, il legislatore ha previsto che gli stessi, entro 3 mesi dall’apertura della successione (art. 516 c.c.), possano proporre azione di separazione del patrimonio del defunto e dell’erede, al fine di assicurarsi il soddisfacimento dei crediti a preferenza dei creditori dell’erede e degli altri creditori del defunto che non l’abbiano proposta.
Il valore dei beni viene determinato con riferimento al momento dell’apertura della successione in base alle regole dettate per la collazione, l’art. 556 cod.civ., infatti, rinvia agli artt. 747-750 cod. civ. Tuttavia, a differenza di quanto accade per la collazione per la quale è consentita la dispensa, il donante non può dispensare il donatario dalla riunione fittizia. La dispensa dalla collazione ha come scopo quello di consentire al donatario di conseguire la donazione dispensata oltre alla legittima, ma non è certo possibile modificare la base di calcolo per la determinazione della quota riservata8. Per la determinazione del valore dell’asse ereditario bisogna tener conto anche dei beni oggetto di negozi fiduciari, nonché dei beni oggetto di negozi nulli o annullabili. Un’ipotesi particolare è quella della donazione nulla, ad esempio per vizio di forma, che ai sensi dell’art. 799 cod. civ. può essere confermata dagli eredi o aventi causa del donante. Nel caso in cui il legittimario, dopo la morte del donante, esegue la donazione nulla, non potrà più agire in giudizio per far valere la nullità dell’atto di diposizione in quanto la consapevole esecuzione dell’atto di liberalità determina la conferma dello stesso. Tuttavia, ciò
non preclude al legittimario leso dalla donazione confermata di agire in giudizio per chiedere la reintegrazione della propria quota di riserva9.
Devono essere riunite anche le donazioni con riserva di usufrutto a favore del donante per le quali, ai fini della riunione fittizia, si deve considerare il valore della piena proprietà dato che con la morte del donante il diritto di usufrutto si estingue e quindi il donatario diventa pieno proprietario del bene donato10. Si può verificare che il donante riservatario del diritto di usufrutto decide di rinunciare, animus donandi, ad esso consentendo al donatario nudo proprietario di acquisire il pieno godimento del bene donato. Tale atto di rinuncia configura una liberalità indiretta da considerare ai fini della riunione fittizia e suscettibile di riduzione nel caso in cui sia lesiva della quota di riserva11.
Non sono escluse dalla riunione fittizia le donazioni modali per le quali la determinazione del valore da considerare per il calcolo del relictum deve essere effettuata tenendo conto del valore dell’onere12. Ed invero, per tale fattispecie l’arricchimento del donatario è dato dal valore del bene oggetto della liberalità detratto il valore dell’onere qualora quest’ultimo sia suscettibile di valutazione economica13 indipendentemente dal soggetto in favore del quale l’onere è stato apposto14. Nel caso in cui il legittimario ha ricevuto dal de cuius in vita una donazione alla quale è stato apposto un onere e al momento dell’apertura della successione si accerta che il valore della donazione al netto dell’onere è inferiore alla quota di riserva, il legittimario per ottenere l’integrazione della quota di legittima a lui spettante, dovrà agire in riduzione15 non essendo possibile applicare alla donazione in oggetto l’art. 549 cod. civ. che sancisce l’inefficacia dei pesi gravanti la quota di riserva16. Legittimato passivo dell’azione di riduzione è il solo donatario non essendo possibile agire nei confronti del terzo beneficiario del modus17.
Pare risolto l’annoso problema in merito appunto alla problematica se all’erede legittimo deve ritenersi consentita la facoltà di disconoscere, ai sensi e per gli effetti degli arti. 214 e seguenti c.p.c., il testamento olografo fatto valere contro di lui, e se tale disconoscimento può essere esercitato anche in sede di azione di petitio heraeditatis, nel corso della quale l’erede legittimo esplicitamente contesti l’autenticità del predetto testamento o deve essere proposta la querela di falso con le forme di cui all’art. 221 e ss. cod. proc. civ., con il conseguente onere probatorio a carico della parte che contesti la genuinità della scheda testamentaria.
PRINCIPIO AFFERMATO:
avvocato per eredi,avvocato successioni, avvocato cause Lesione di legittima Lesione della qualità di erede Azione di collazione Azione di petizione ereditaria Domanda giudiziale di commutazione Azione di riduzione Assistenza alla redazione del testamento Nullità ed annullamento del testamento Nullità di legato di cose altrui Divisione Assistenza alla redazione di scrittura privata di divisioni Istanza di divisione giudiziale Assistenza alla redazione di divisione amichevole con collazione Nullità della divisione fatta nel testamento Annullamento della divisione per violenza e dolo Azione di recissione di divisione ereditaria Donazione Nullità ed annullamento di donazione Ricorso per autorizzazione ad accettare donazione in favore di un minore o di un nascituro Azione per l’inadempimento della donazione Risoluzione di donazione modale Revocazione della donazione per ingratitudine e sopravvenienza di figli
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