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Timestamp: 2019-07-22 21:44:04+00:00
Document Index: 159010415

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 2094', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 3']

Edilizia - Legno, Industria: CCNL 21 dicembre 1999
Data firma: 21 dicembre 1999
Parti: Federlegno-Arredo/Confindustria e Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil
Dichiarazioni congiunte delle parti.
1.1. Osservatorio nazionale.
1.2. Sistema di informazioni.
1.3. Decentramento, ristrutturazione, modifiche tecnologiche, organizzative e produttive.
1.4. Lavoro a domicilio.
1.5. Contrazione temporanea dell'orario lavoro.
Art. 2 - Sistema contrattuale.
2.1. Contratto collettivo nazionale di lavoro.
2.2. Contrattazione di 2° livello.
2.3. Assemblea.
Art. 3 - Rappresentanze.
3.1. Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU).
3.2. Costituzione della RSU.
3.3. Composizione della RSU.
3.4. Numero dei componenti la RSU.
3.5. Compiti e funzioni.
3.6. Permessi.
3.7. Elezioni.
3.8. Modalità della votazione.
3.9. Commissione elettorale, scrutatori, componenti del seggio elettorale.
3.10. Elettorato passivo.
3.11. Comunicazione della nomina.
3.12. Disposizioni varie.
Art. 4 - Permessi per cariche sindacali e aspettativa.
Art. 6 - Quota di servizio sindacale Feneal - Filca - Fillea.
Art. 7 - Affissioni.
Art. 8 - Prevenzione - sicurezza - ambiente di lavoro.
2. Livello aziendale.
2.1. Aziende o unità produttive fino a 15 dipendenti.
2.2. Aziende o unità produttive con più di 15 dipendenti.
3. Attribuzioni del RLS, modalità di consultazione, informazione e documentazione aziendale.
4. Riunioni periodiche.
5. Informazione ai lavoratori.
6. Formazione dei lavoratori.
7. Formazione per il RLS.
Art. 9 - Patronati.
Art. 10 - Relazioni aziendali e conflittuali.
Parte II - Regolamentazione comune per operai intermedi impiegati
Art. 2 - Consegna dei documenti di lavoro alla cessazione del rapporto.
Art. 3 - Donne e minori.
Art. 5 - Classificazione.
Art. 5 bis - Commissione Tecnica Paritetica per l'elaborazione di un nuovo sistema di inquadramento.
Art. 7 bis - Orario normale di lavoro in regime di flessibilità.
Art. 7 ter - Riduzione dell'orario di lavoro.
Art. 7 quater - Festività abolite.
Art. 8 - Lavori discontinui o di semplice attesa o custodia.
Art. 9 - Festività nazionali e giorni festivi.
Art. 11 - Banca ore.
Art. 12 - Lavoro a turni.
Art. 13 - Lavoro straordinario, notturno e festivo.
Art. 13 bis - Riduzione orario di lavoro.
Art. 15 - Contratto di lavoro determinato - contratto di lavoro temporaneo
Art. 17 - Minimi retributivi.
Art. 18 - Tredicesima mensilità.
Art. 20 - Reclami sulla retribuzione.
Art. 21 - Premio di risultato.
Art. 22 - Aumenti periodici di anzianità.
Art. 23 - Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro.
Art. 24 - Congedo matrimoniale.
Art. 25 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.
Art. 27 - Diritto allo studio - Lavoratori studenti.
Art. 28 - Formazione professionale.
Art. 29 - Assenze.
Art. 30 - Assenze per malattia e infortunio non sul lavoro.
Art. 31 - Malattia insorta durante il periodo di ferie.
Art. 32 - Permessi di entrata ed uscita.
Art. 34 - Consegna e conservazione degli utensili e del materiale.
Art. 35 - Reclami e controversie.
Art. 36 - Trattamento di fine rapporto (TFR).
Art. 37 - Tutele delle categorie dello svantaggio sociale.
Art. 38 - Tutela tossicodipendenti e loro familiari.
Art. 39 - Previdenza complementare (Accordo di rinnovo parti economiche 19 marzo 1997).
• Protocollo di intesa 7 novembre 1997
Art. 40 - Qualifiche escluse dalla quota di riserva di cui all'art. 25, comma 2, legge 23.7.91 n. 223.
Art. 41 - Cessione, trasformazione e trasferimento di azienda.
Art. 43 - Norme complementari e precedenti contratti.
Art. 44 - Disposizioni finali.
Art. 2 - Modalità di corresponsione della retribuzione.
Art. 3 - Recuperi.
Art. 4 - Sospensioni di breve durata e interruzioni di lavoro. Art. 5 - Modifica di mansioni.
Art. 7 - Regolamento del lavoro a domicilio.
• Definizione del lavoratore a domicilio.
• Libretto personale di controllo.
• Responsabilità del lavorante a domicilio.
• Retribuzione.
• Maggiorazione della retribuzione.
• Pagamento della retribuzione.
• Procedura di informazione.
Art. 8 - Trasferimenti.
Art. 9 - Trasferte.
Art. 10 - Lavori nocivi e pericolosi.
Art. 11 - Chiamata, richiamo alle armi e servizio civile.
Art. 12 - Trattamento in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale.
Art. 13 - Trattamento in caso di malattia o di infortunio non sul lavoro.
Art. 14 - Disciplina aziendale.
Art. 15 - Divieti.
Art. 16 - Provvedimenti disciplinari.
Art. 17 - Multe e sospensioni.
Art. 18 - Licenziamento per mancanze.
Art. 20 - Trattamento di fine rapporto (TFR).
Art. 2 - Passaggio dalla qualifica di operaio a quella di intermedio.
Art. 3 - Modifica di mansioni.
Art. 4 - Sospensioni di lavoro.
Art. 5 - Trattamento in caso di sospensione e riduzione dell'orario.
Art. 7 - Lavori nocivi e pericolosi.
Art. 10 - Servizio militare.
Art. 11 - Trattamento in caso d'infortunio sul lavoro o malattia professionale.
Art. 12 - Trattamento in caso di malattia o di infortunio non sul lavoro.
Art. 13 - Elementi e computo della retribuzione.
Art. 14 - Doveri del lavoratore.
Art. 15 - Provvedimenti disciplinari.
Art. 17 - Trattamento di fine rapporto (TFR).
Art. 2 - Modifica di mansioni.
Art. 3 - Passaggio dalla qualifica di operaio e di intermedio a quella di impiegato.
Art. 5 - Trattamento in caso di sospensione e riduzione dell'orario di lavoro.
Art. 6 - Trasferimenti.
Art. 7 - Trasferte.
Art. 8 - Alloggio.
Art. 9 - Servizio militare.
Art. 10 - Trattamento in caso d'infortunio sul lavoro e malattia professionale.
Art. 11 - Trattamento in caso di malattia o d'infortunio non sul lavoro.
Art. 12 - Elementi e computo della retribuzione.
Art. 13 - Indennità maneggio di denaro - Cauzione.
Art. 18 - Norme generali e speciali.
Parte VI - Regolamentazione dell'apprendistato
Art. 3 - Durata dell'apprendistato.
Art. 4 - Retribuzione.
Art. 8 - Attività formativa.
Art. 9 - Trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro.
A) Conservazione del posto.
C) Clausola di rinvio.
Art. 10 - Trattamento in caso d'infortunio e malattia professionale.
Parte VII - Regolamentazione contrattuale per gli addetti alle industrie boschive e forestali
Art. 1 - Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU).
Art. 2 - Classificazione.
Art. 3 - Lavoro a cottimo.
Art. 4 - Norme specifiche per gli operai assunti con contratto a tempo determinato.
C) Trattamento in caso d'infortunio sul lavoro o malattia professionale
D) Trattamento in caso di malattia o d'infortunio non sul lavoro
E) Trattamento di fine rapporto (TFR)
Parte VIII - Minimi tabellari
Art. 1 - Aumenti retributivi.
Art. 2 - Minimi tabellari.
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro legno, sughero, mobile, arredamento e boschivi forestali 21 dicembre 1999/31 dicembre 2003
Addì, 21 dicembre 1999 in Roma tra Federazione Italiana delle Industrie del Legno, del Sughero, del Mobile e dell'Arredamento (Federlegno-Arredo) […] con l'assistenza della Confederazione Generale dell'Industria Italiana […] e Federazione Nazionale Lavoratori Edili, Affini e del Legno (Feneal) aderente a Uil […], Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni e Affini (Filca), aderente a Cisl […], Federazione Italiana Lavoratori Legno Edilizia Industrie Affini ed estrattive (Fillea Costruzioni e Legno) aderente a Cgil […]
1. Il presente contratto attua un'articolazione per settori e fissa l'ambito di contrattazione di 2° livello, consentendo una maggiore aderenza della disciplina contrattuale a talune caratteristiche settoriali e di aziende. Esse, nel realizzare maggiori benefici per i lavoratori, riconosce le esigenze per le imprese di poter programmare la propria attività produttiva sulla base di elementi predeterminati per la durata del presente contratto e degli integrativi stipulati in attuazione delle sue norme.
2. Al sistema contrattuale così disciplinato corrisponde l'impegno delle parti di rispettare e far rispettare ai propri iscritti per il periodo di loro validità il contratto generale, le norme integrative di settore e quelle aziendali da esso previste. A tal fine le Associazioni industriali sono impegnate ad adoperarsi per l'osservanza delle condizioni pattuite da parte delle aziende associate mentre le Organizzazioni dei lavoratori s'impegnano a non promuovere e ad intervenire perché siano evitate azioni o rivendicazioni intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di accordo ai vari livelli.
Tutto ciò premesso e nel quadro di quanto sopra convenuto, si è stipulato il presente CCNL da valere per gli addetti alle aziende esercenti le attività di produzione indicate nella sfera di applicazione.
Il presente CCNL si applica alle aziende esercenti le attività di produzione sotto elencate:
Segherie facenti parte delle aziende di 2a lavorazione, che producono materiale segato per i consumi diretti delle aziende stesse - segherie che acquistano tronchi già abbattuti e allestiti e producono materiale segato per la vendita a terzi utilizzando i tronchi così acquistati - segherie che, come tali, non esercitano un'attività complementare delle lavorazioni boschive di una stessa azienda - taglio e la piallatura del legno - fabbricazione di rivestimenti per pavimenti in legno non assemblato - fabbricazione di lana di legno, farina di legno, lastrine, particelle - essiccazione del legno - impregnazione o il trattamento chimico del legno con materiali adatti alla sua conservazione - trattamento, il deposito, la stagionatura, l'immagazzinaggio e conservazione del legno - tornerie del legno - tranciati e giuntura tranciati - fabbricazione di fogli da impiallacciatura, fabbricazione di compensati - pannelli stratificati (ad anima listellata), pannelli di fibre, di particelle, di truciolati, di lana, di legno e altri pannelli, multistrati, listellari, tamburati - nobilitazione pannelli truciolari, compensati, tamburati, medium density e affini - produzione di agglomerati di fibre legnose con leganti vari per l'edilizia o altro, masonite, laminati, legni ricostruiti e conglomerati - allestimenti fiere, stands e decorazioni, cartellonistica - cartelli stradali e allestimenti in genere - cambrioni - carpenteria - fabbricazione elementi di carpenteria in legno e falegnameria per l'edilizia - cantieri e carpenteria navale - fabbricazione di prodotti in legno destinati principalmente all'edilizia: di travi, travicelli, puntoni e pezzi analoghi, di scale e ringhiere, di liste e modanature in legno, asticelle, aste da corniciai ecc., porte, finestre, imposte e loro telai, infissi in legno, avvolgibili, pvc, basculanti, zanzariere - placcati - pavimenti in legno e relativa posa in opera - fabbricazione di travi e strutture lamellari - fabbricazioni di edifici prefabbricati o loro elementi in legno - fabbricazione di imballaggi, di pallets, di contenitori, di cesti in legno - paniforti - fabbricazione di casse, cassette, gabbie, cilindri e imballaggi simili in legno - fabbricazione di palette, palette a cassa e altri piani di caricamento in legno - fabbricazione di botti, tini, mastelli e altri prodotti e parti in legno per lavori da bottaio, fusti dogati - fabbricazione di tamburi in legno per cavi - levigatura di antine e altri elementi per mobili - verniciatura, laccatura, doratura e altre lavorazioni finali del legno e/o del mobile - impiallacciature e lavorazioni legno - lavorazione accessori per mobili - scope - assemblaggio mobili - fabbricazione di montature di utensili, manici e montature di scope e spazzole, di forme in legno di scarpe e stivali, di attaccapanni in qualsiasi materiale, di utensili in legno domestici e da cucina, appendiabiti e portacappelli, di statuette e altri ornamenti in legno, legno intarsiato e incrostato, di astucci e cofanetti in legno per gioielli, coltellerie e altri articoli analoghi, di tubetti, spole, rocche e rocchetti per filatura, tessitura e per filati cucirini, di legno tornito, di casse funerarie e cofani funebri, di modelli per fonderie e per navi, di parti in legno per armi da fuoco, di scultura, traforo, intarsio del legno per decorazioni, di manufatti in legno in genere compreso il "fai da te", di cornici, decorazioni artistiche e floreali, restauri e dorature cornici, di decorazioni per l'arredamento, di altri articoli in legno - manici da frusta - arredobagno - articoli igienico-sanitari - lavorazione del sughero naturale, sughero per plance, sugheraccio, sugherone, la fabbricazione di articoli in sughero, di manufatti, agglomerati e granulati e di isolanti in sughero, fabbricazione di turaccioli comuni o da spumanti - la produzione di articoli di paglia e di materiale da intreccio: la fabbricazione di trecce e manufatti simili in materiali da intreccio, stuoie, stuoie grossolane, graticci ecc., la fabbricazione di articoli da panieraio e da stuoiaio, rivestimenti di fiaschi e damigiane, rivestimenti in legno - fabbricazione di forme per calzature, ceppi per zoccoli e fondi per calzature in qualsiasi materiale - tacchi - ghiacciaie - fabbricazione di carri e carrozze - la produzione di mobili e articoli vari di arredamento in giunco, vimini, rattan e di altro materiale - fabbricazione di sediame comune e curvato - fabbricazione di sedili per aeromobili, autoveicoli, navi e treni, di qualsiasi materiale - la fabbricazione di sedie e tavoli di qualsiasi materiale - la fabbricazione di cassetti per mobili, di curvati in legno, di cassettiere - la fabbricazione di poltrone e divani di qualsiasi materiale - l'attività dei laboratori di tappezzeria e fabbricazione di imbottiti per l'arredamento - la fabbricazione e restauro di mobili in stile e d'epoca - fabbricazione di mobili per uffici e negozi in qualsiasi materiale per qualunque uso diverso da quello di civile abitazione (scuole, navi, ristoranti), comprese le loro parti e/o componenti - fabbricazione di altri mobili - mobili di qualsiasi materiale per la casa e il giardino - mobili tappezzati - tappezzerie - traverse ferroviarie - fabbricazione di rete e supporti per materassi - la fabbricazione di materassi a molle, imbottiti o guarniti internamente, di materiali di rinforzo, di materassi in gomma cellulare o di plastica non ricoperti - fabbricazione di pianoforti - fabbricazione di strumenti a corde, liuterie - articoli sportivi - fabbricazione di tutte le attrezzature per il tennis da tavolo - fabbricazione di tavoli da biliardo e attrezzi da bowling - fabbricazione di aste dorate e comuni, bastoni - fabbricazione di sdraio, sedie sdraio, lettini sdraio - la fabbricazione di giostre e altalene - fabbricazione di fiammiferi e stuzzicadenti - fabbricazione di fiori, foglie e frutti artificiali - fiori secchi - fabbricazione di pipe e abbozzi di pipe - fabbricazione di pettini (anche ornamentali) - fabbricazione di tutti gli articoli per fumatori - riproduzione di armi antiche prevalentemente in legno - produzione di articoli religiosi e da ricordo - produzione di apparecchi di illuminazione, di articoli casalinghi - produzione di articoli da disegno e didattici - produzione di arredamenti vari, di oggetti e complementi d'arredamento, compresi quelli in metallo, in resine sintetiche e materie plastiche, come poliuretani, metacrilati, abs, pvc, poliestere rinforzato, polipropilene, ecc.
Segherie che, per la loro organizzazione tecnica, costituiscono nel ciclo completo della produzione aziendale un complemento delle lavorazioni forestali indicate al precedente capoverso.
Federlegno-Arredo e Feneal, Filca, Fillea, ferma restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle OOSS dei lavoratori, nello spirito dell'Accordo interconfederale 23.7.93 e del Patto per lo sviluppo e l'occupazione 1.2.99 e assumendone le finalità, intendono ribadire l'obiettivo comune di sviluppare un sistema di relazioni industriali che, valorizzando i reciproci rapporti, consenta di accrescere la competitività del settore e delle imprese e quindi di sostenere l'occupazione.
Al fine di valorizzare le peculiarità del settore e di favorirne lo sviluppo le parti s'incontreranno per valutare le materie di comune interesse, oggetto di analisi fra le rispettive Organizzazioni europee, per ricercare posizioni che potranno essere sostenute nella rispettiva autonomia di rappresentanza e intervento di ciascuna organizzazione.
A tal fine le parti identificano nell'Osservatorio del Legno del Mobile e dell'Arredamento (Olma), come composto e strutturato, l'Osservatorio di riferimento del settore.
Configurandosi Olma come Ente distinto e finanziariamente autonomo, le parti individueranno comunemente, tramite una Commissione paritetica nazionale, quali sono i temi e campi d'intervento d'interesse comune da proporre ad Olma.
La Commissione si riunirà all'inizio di ogni anno per definire il programma dell'attività. La Commissione si riunirà con cadenza di norma quadrimestrale e sarà orientata a favorire, attraverso l'esame dei dati e delle informazioni, fornite dall'Osservatorio, il raggiungimento di valutazioni comuni che permettano di considerare progetti di interventi e di provvedimenti di politica industriale e sui temi richiamati per il settore, anche attraverso il coinvolgimento della pubblica amministrazione, ferma restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale, le distinte responsabilità nella rappresentanza dei rispettivi interessi e l'autonomia di valutazione e intervento propria di ciascuna Organizzazione.
In occasione di tali incontri potrà essere esaminata la situazione produttiva dei singoli comparti o aree sistema, con particolare riferimento ai problemi connessi ai processi di ristrutturazione e innovazione tecnologica, avuto riguardo alle conseguenze di tali processi sull'occupazione.
Le tematiche di competenza della Commissione saranno le seguenti:
A. Andamento del settore.
- Gli indirizzi di politica industriale e l'andamento generale del mercato nazionale e internazionale, le prospettive produttive del settore, con le specificazioni relative ai diversi comparti produttivi e alle aree sistema anche con riferimento agli effetti sull'occupazione derivanti da tali prospettive;
B. Investimenti e innovazione tecnologica.
C. Normative di indirizzo industriale.
D. Mercato del lavoro.
- all'occupazione giovanile, in rapporto all'Accordo interconfederale sui CFL;
- all'occupazione femminile, con le relative possibili azioni positive in linea con le disposizioni legislative emanate, nonché con quanto stabilito dalla legislazione in tema di parità uomo-donna;
- alle problematiche d'inserimento dei lavoratori extracomunitari, dei portatori di handicap e degli invalidi del lavoro, con riferimento alle norme di legge che li riguardano;
- all'uso degli strumenti di legge e contrattuali a sostegno dei redditi e dell'occupazione nei processi di crisi e di ristrutturazione.
E. Formazione professionale.
- Le problematiche della formazione professionale, con la possibilità di individuare azioni d'indirizzo e di sensibilizzazione nei confronti degli Organi preposti alla formazione professionale, al fine di un'eventuale elaborazione di programmi specifici che, nel realizzare un raccordo tra esigenze delle industrie e del mondo del lavoro con le infrastrutture esistenti, abbia anche riguardo ai problemi della scuola e della formazione professionale dei giovani.
- Qualificazione e riqualificazione professionale dei lavoratori anche in applicazione delle norme in vigore.
- Incentivazione e orientamento dell'offerta formativa utile al settore
F. Impiego del fattore lavoro.
- Monitoraggio delle diverse forme di utilizzo della forza lavoro (regimi d'orario e flessibilità, part-time, contratti a termine, lavoro temporaneo, apprendistato, ecc.).
G. Dinamiche del costo del lavoro.
- L'andamento del costo del lavoro, anche in relazione agli indicatori di produttività rispetto ai principali Paesi concorrenti e il rapporto tra questo e la legislazione in materia contributiva, assistenziale e antinfortunistica.
- Monitoraggio della contrattazione di 2° livello (aziendale).
H. Ambiente e sicurezza.
La Commissione paritetica nazionale individuerà le aree ove il settore legno-arredamento ha una particolare presenza; agli Enti bilaterali confederali, alle Associazioni territoriali di Confindustria e alle OOSS territoriali verranno richiesti dalla Commissione paritetica nazionale i dati relativi a:
1) monitoraggio sull'andamento del settore:
- gli indirizzi di politica industriale e l'andamento generale del mercato, le prospettive produttive del settore, con le specificazioni relative ai diversi comparti produttivi con riferimento agli effetti sull'occupazione derivanti da tali prospettive;
2) investimenti e innovazione tecnologica:
- le previsioni degli investimenti complessivi e le innovazioni tecnologiche di processo e di prodotto;
3) normative di indirizzo industriale:
- l'evoluzione della legislazione locale concernente la forestazione, la ricerca e l'attività produttiva e commerciale dei settori;
4) formazione professionale:
- le problematiche della formazione professionale, anche per realizzare un raccordo tra esigenze delle industrie e del mondo del lavoro con le infrastrutture esistenti, che abbia anche riguardo ai problemi della scuola e della formazione professionale dei giovani;
- qualificazione e riqualificazione professionale dei lavoratori anche in applicazione delle norme in vigore;
- incentivazione e orientamento dell'offerta formativa utile al settore;
5) impiego del fattore lavoro:
- monitoraggio delle diverse forme di utilizzo della forza lavoro (regimi d'orario, flessibilità, part-time, contratti a termine, lavoro temporaneo, apprendistato, ecc.);
6) monitoraggio dell'andamento della contrattazione aziendale.
Le parti territoriali coinvolte che cureranno la raccolta delle informazioni potranno organizzare i dati richiesti al fine di verificare la possibilità di consegnare alla Commissione paritetica nazionale un unico elaborato.
La Commissione paritetica nazionale nel merito dei temi sopra indicati, destinerà una o, ove necessario, più sessioni di lavoro annuali alla disamina dei dati disaggregati per aree per consentire sul territorio, nel pieno e completo rispetto delle relative autonomie decisionali e organizzative di ciascuna parte, di avere gli strumenti necessari al fine di promuovere eventuali proposte e iniziative per lo sviluppo e la tutela del settore.
Annualmente, entro il 1° semestre, si terranno incontri in sede nazionale nel corso dei quali Federlegno-Arredo fornirà a Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil informazioni globali, riferite alle aziende associate, in merito alle linee generali dell'andamento economico e produttivo, anche sotto il profilo previsionale, e alle prevedibili implicazioni occupazionali.
Saranno anche fornite informazioni sulla struttura occupazionale scomposta per sesso, classi d'età e qualifica.
Tali informazioni saranno articolate altresì per i settori di attività rientranti nelle seguenti sfere produttive inquadrate dalle Associazioni nazionali di categoria operanti nell'ambito di Federlegno-Arredo:
- mobili arredamento;
- mobili per ufficio;
Inoltre saranno fornite informazioni sull'andamento dell'occupazione giovanile, anche in relazione all'Accordo interconfederale 18.12.88 sui CFL e successive modifiche e/o integrazioni, nonché l'andamento e le tendenze dell'occupazione femminile, con le possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE 13.12.84 n. 635 e con le disposizioni legislative in materia, in particolare le leggi nn. 903/77 e 125/91.
Nel corso dello stesso incontro Federlegno-Arredo fornirà inoltre a Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil indicazioni complessive sulle iniziative promozionali intraprese, riguardanti:
Di norma annualmente, le competenti Organizzazioni imprenditoriali forniranno al Sindacato territoriale di categoria, nel corso di un apposito incontro, ove richiesto anche con la presenza del Sindacato regionale, informazioni globali, articolate per settore di attività come definiti per il livello nazionale, riguardanti:
- la struttura occupazionale delle aziende del legno, del sughero, del mobile e dell'arredamento e delle aziende boschive e forestali associate, scomposta per sesso, classi d'età e qualifica;
- l'andamento dell'occupazione giovanile anche in relazione all'Accordo interconfederale 18.12.88 e successive modifiche e/o integrazioni sui CFL, nonché l'andamento e le tendenze dell'occupazione femminile, con le possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE 13.12.84 n. 635 e con le disposizioni legislative in materia, in particolare le leggi nn. 903/77 e ;
Di norma annualmente, le aziende e i gruppi, intendendosi per tali l'insieme delle aziende controllate (possesso di almeno il 51% del pacchetto azionario) e della controllante articolate su più unità produttive di significativa importanza nell'ambito del territorio nazionale che occupano complessivamente più di 250 dipendenti per i gruppi e più di 90 per le singole aziende, assistite dall'Associazione imprenditoriale nella cui area di competenza si trova la Direzione generale dell'azienda interessata, e con l'eventuale assistenza di Federlegno-Arredo, forniranno alle RSU, assistiti dalle OOSS dei lavoratori, nel corso di un apposito incontro, informazioni relative:
- ai programmi d'investimento e alle conseguenti prevedibili implicazioni sull'occupazione e sulle condizioni ambientali ed ecologiche;
- alla struttura occupazionale scomposta per sesso e classi d'età.
Le aziende che hanno stipulato accordi che prevedono un premio di risultato sulla base di quanto stabilito dal Protocollo 23.7.93 e dall'art. 20 del presente CCNL, forniranno, alle RSU, le informazioni necessarie per la gestione del premio.
Le Direzioni delle aziende con più di 100 dipendenti informeranno preventivamente, nel corso di un apposito incontro, le RSU e, tramite le Organizzazioni imprenditoriali, i Sindacati di categoria sulle:
- operazioni che comportino sostanziali modifiche del sistema produttivo, che investano in modo determinante le tecnologie fino ad allora adottate e l'organizzazione complessiva del lavoro o il tipo di produzione in atto;
Di norma annualmente, entro il 1° quadrimestre, fatta salva la disciplina prevista dalla legge 18.2.73 n. 877, le Associazioni territoriali imprenditoriali di competenza trasmetteranno al Sindacato provinciale di categoria un elenco delle aziende del legno, del sughero, del mobile e dell'arredamento e delle aziende boschive e forestali associate che si avvalgono di prestazioni di lavoro subordinato a domicilio, nonché la tipologia del prodotto commissionato e i nominativi dei lavoratori a domicilio interessati. Ogni 6 mesi la stessa Associazione territoriale imprenditoriale di competenza trasmetterà le eventuali variazioni dei suddetti elenchi.
L'incontro di cui al precedente punto 1.1. (Investimenti, occupazione e attività indotte), l'Associazione territoriale darà informazioni globali di carattere previsionale sull'andamento del fenomeno riferito alle aziende del legno, del sughero, del mobile e dell'arredamento e delle aziende boschive e forestali associate e i prevedibili riflessi sull'occupazione.
Le parti assumono, nel regolare i propri comportamenti negoziali, lo spirito, le finalità e gli indirizzi di cui all'art. 2, commi 1, 2, 3, 4, Protocollo 23.7.93 e del Patto per lo Sviluppo e l'Occupazione 1.2.99 e realizzano con il presente CCNL una struttura contrattuale su 2 livelli.
La contrattazione a livello aziendale, come indicato al comma 3 del sopracitato punto 2 riguarda materie e istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli propri del CCNL e sarà pertanto svolta solo per le materie per le quali nel CCNL è prevista tale possibilità di regolamentazione nei limiti e secondo le procedure specificamente indicate.
In applicazione dell'Accordo interconfederale 20.12.93, sono titolari della negoziazione a livello aziendale, negli ambiti, per le materie e con le procedure e i criteri stabiliti dal presente contratto, le strutture territoriali delle OOSS stipulanti e le RSU costituite ai sensi dell'Accordo interconfederale 20.12.93.
Nelle unità produttive identificate secondo i criteri di cui all'art. 35, legge 20.5.70 n. 300, i lavoratori hanno diritto di riunirsi per la trattazione di materie d'interesse sindacale e del lavoro.
Lo svolgimento delle riunioni durante l'orario di lavoro dovrà avere luogo comunque con modalità che tengano conto dell'esigenza di garantire la sicurezza delle persone, la salvaguardia degli impianti e la piena e tempestiva ripresa dell'attività.
Le assemblee saranno tenute, ove possibile, all'interno dell'azienda.
Ad integrazione e attuazione di quanto previsto dall'Accordo interconfederale per la costituzione delle RSU sottoscritto da Confindustria, Intersind e Cgil, Cisl e Uil il 20.12.93, integralmente richiamato, viene concordato quanto segue.
La RSU sostituisce il Consiglio di fabbrica di cui al CCNL 20.3.91 e i componenti la RSU subentrano alla RSA e ai loro dirigenti di cui alla legge n. 300/70 nella titolarità di diritti e tutele, agibilità sindacali, compiti di tutela dei lavoratori anche per quanto concerne interventi che abbiano ricadute sostanziali sull'organizzazione dell'attività produttiva, derivanti da applicazioni della legislazione in materia di sicurezza e prevenzione, e nell'esercizio delle funzioni ad essi spettanti per effetto delle disposizioni di legge e di contratto.
La RSU e le OOSS di categoria dei lavoratori sono titolari della funzione di contrattazione aziendale come stabilito dall'Accordo interconfederale 23.7.93 e per contratto collettivo nazionale di lavoro.
Le RSU hanno diritto ad affiggere, su appositi spazi che il datore di lavoro ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all'interno dell'unità produttiva. pubblicazioni, testi e comunicazioni a firma delle rappresentanze stesse, inerenti a materie d'interesse sindacale e del lavoro.
Le parti, confermando l'importanza delle iniziative volte ad eliminare i fattori di rischio, pericolosità e/o nocività presenti negli ambienti di lavoro, convengono di dare, con il presente contratto, una regolamentazione concreta sul piano applicativo alla legislazione vigente, e in particolare alla normativa di cui al D.lgs. n. 626/94 e all'Accordo interconfederale 22.6.95, con l'istituzione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
Le parti concordano sull'utilità di un monitoraggio nazionale sull'andamento degli infortuni sul lavoro nelle aziende del settore e delle malattie professionali.
A tal fine impegnano la Commissione paritetica a considerare prioritario, all'interno dei campi d'intervento previsti dal presente CCNL, quello relativo alla prevenzione e sicurezza dell'ambiente di lavoro; la Commissione individuerà gli strumenti e la metodologia con cui operare, con particolare attenzione ad iniziative analoghe esistenti a livello confederale.
In tutte le aziende o unità produttive è eletto o designato il RLS.
Hanno diritto al voto tutti i lavoratori iscritti a libro matricola e possono essere eletti tutti i lavoratori non in prova con contratto a tempo indeterminato che prestano la loro attività nell'azienda o unità produttiva.
Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 dipendenti, il RLS è eletto dai lavoratori al loro interno.
Le Organizzazioni datoriali territoriali e le OOSS dei lavoratori definiranno congiuntamente le iniziative idonee all'informazione, alla promozione, al monitoraggio delle elezioni del RLS, secondo modalità che verranno concordate a livello territoriale.
L'elezione si svolge a suffragio universale diretto e a scrutinio segreto, anche per candidature concorrenti. Risulterà eletto il lavoratore che ha ottenuto il maggiore numero di voti espressi. Prima dell'elezione i lavoratori nominano tra di loro il segretario del seggio elettorale, il quale, a seguito dello spoglio delle schede, provvede a redigere il verbale dell'elezione. Il verbale è comunicato senza ritardo al datore di lavoro.
Ricevuto il verbale di elezione i datori di lavoro comunicano all'Organismo paritetico provinciale per tramite dell'Associazione territoriale di appartenenza, il nominativo eletto.
Per l'espletamento dei compiti previsti dall'art. 19, D.lgs. n. 626/94, tranne che per i punti b), c), d), g), i), l), il RLS usufruisce di un monte ore di permessi di:
- 12 ore annue nelle aziende o unità produttive fino a 5 dipendenti;
- 30 ore annue nelle aziende o unità produttive che occupano da 6 a 15 dipendenti
In tutte le aziende o unità produttive i lavoratori eleggono, all'interno della RSU, il o i RLS secondo il seguente rapporto:
- 1 RLS nelle aziende o unità produttive che occupano da 16 a 200 dipendenti;
- 3 RLS nelle aziende o unità produttive che occupano oltre 200 dipendenti.
All'atto della costituzione della RSU il candidato a RLS viene indicato specificatamente tra i candidati proposti per l'elezione della RSU. La procedura di elezione è quella applicata per le elezioni delle RSU.
Nei casi in cui sia già costituita la RSU, per la designazione del RLS si applica la procedura che segue: entro 90 giorni dalla data del presente accordo il o i RLS è o sono designati dai componenti della RSU al loro interno. Tale designazione verrà ratificata in occasione della 1a assemblea dei lavoratori.
Nei casi in cui la RSU non sia stata ancora costituita (e fino a tale evento) e nell'unità produttiva operino le RSA delle OOSS aderenti alle Confederazioni firmatarie, il o i RLS sono eletti dai lavoratori al loro interno, secondo le procedure indicate per le aziende con numero di dipendenti inferiore a 16, su iniziativa delle OOSS.
Nel caso di dimissioni della RSU il RLS esercita le proprie funzioni fino a nuova elezione e comunque non oltre 60 giorni.
In tale caso competono al RLS solo le ore di permesso previste per la sua funzione, ma in relazione al periodo di esercizio della medesima funzione.
In assenza di RSA, il o i RLS sono eletti dai lavoratori dell'azienda al loro interno secondo le procedure sopra richiamate per il caso delle aziende con numero di dipendenti inferiori a 16, su iniziativa delle OOSS.
Il verbale contenente i nominativi del RLS deve essere comunicato alla Direzione aziendale che a sua volta ne dà comunicazione, tramite l'Associazione territoriale di appartenenza, all'Organismo paritetico provinciale che terrà il relativo elenco.
Il RLS, oltre ai permessi previsti per la RSU, per l'espletamento dei compiti previsti dall'art. 19, D.lgs n. 626/94, tranne che per i punti b), c), d), g), i), usufruisce di permessi retribuiti pari a 40 ore annue.
Le parti confermano quanto previsto dall'art. 19, D.lgs. n. 626/94 e dall'Accordo 22.6.95.
In particolare, il RLS accede ai luoghi di lavoro; promuove l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione; avverte il responsabile dell'azienda dei rischi individuati, riceve le informazioni e la documentazione aziendale sulla valutazione dei rischi e le misure preventive, sulle sostanze pericolose, le macchine e gli impianti, l'organizzazione del lavoro, gli infortuni e le malattie professionali; ha accesso al registro degli infortuni; è consultato preventivamente sulla valutazione dei rischi, sull'individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell'azienda o unità produttiva; fa proposte in merito all'attività di prevenzione; è consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione all'attività antincendio, al pronto soccorso, all'evacuazione dei lavoratori; partecipa alla riunione periodica; fa ricorso alle competenti autorità se le misure di prevenzione e protezione adottate e i mezzi per attuarle non sono idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro; riceve una formazione adeguata; è consultato sull'organizzazione della formazione ai lavoratori.
Le parti si danno atto che il RLS, ricevute le notizie e la documentazione, è tenuto a farne un uso strettamente connesso alla sua funzione nel rispetto del segreto industriale.
Per informazioni inerenti l'organizzazione e gli ambienti di lavoro s'intendono quelle riguardanti l'unità produttiva per gli aspetti relativi alla sicurezza e all'igiene del lavoro.
In applicazione del comma 1, art. 11, D.lgs n. 626/94, le riunioni periodiche sono convocate con almeno 5 giorni lavorativi di preavviso e con ordine del giorno scritto. Viene redatto il verbale della riunione.
Il RLS può richiedere la convocazione della riunione periodica al presentarsi di gravi e motivate situazioni di rischio o significative variazioni delle condizioni di prevenzione in azienda.
Come previsto dall'art. 21, D.lgs n. 626/94, il datore di lavoro provvede affinché ogni lavoratore riceva un'informazione adeguata sui rischi connessi all'attività lavorativa e alle misure di prevenzione protezione adottate.
Le parti convengono che la realizzazione della formazione è la condizione essenziale perché i lavoratori rispettino le norme di sicurezza.
Il datore di lavoro assicura che ogni lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata come stabilito dal comma 1, art. 22, D.lgs n. 626/94, con riferimento al proprio posto di lavoro e alla propria mansione.
Le parti convengono che la formazione del RLS, prevista dal comma 1, punto g), art. 19 e dal comma 4, art. 22, D.lgs n. 626/94, e dall'Accordo 22.6.95, si svolgerà mediante permessi retribuiti aggiuntivi rispetto a quelli già previsti per la loro attività.
La formazione comunque deve prevedere un programma base di 32 ore.
È prevista un'integrazione della formazione ogni volta vi sia l'introduzione di rilevanti innovazioni che incidano sulla tutela della sicurezza e salute dei lavoratori.
Al fine di migliorare sempre più il clima delle relazioni sindacali in azienda e di ridurre la conflittualità, anche alla luce dell'Accordo interconfederale 25.1.90, è comunque impegno delle parti che, in caso di controversie collettive, vengano esperiti tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle stesse attraverso un esame congiunto tra Direzione aziendale e RSU. In particolare, qualora la controversia abbia come oggetto l'applicazione o l'interpretazione di norme contrattuali, di legge, nonché l'informazione di cui alla prima parte del contratto, a richiesta di una delle parti aziendali, l'esame avverrà con l'intervento delle Organizzazioni stipulanti.
Per le visite mediche durante il rapporto di lavoro si fa riferimento alla normativa vigente.
Verificate le conclusioni a cui è pervenuta la ricerca commissionata da Olma sulle professionalità esistenti nel settore, entro il 28.2.00 sarà insediata una Commissione tecnica paritetica, composta da 3 rappresentanti designati da Federlegno-Arredo e 3 designati da Feneal, Filca e Fillea, con il compito di elaborare una proposta organica sul nuovo sistema d'inquadramento dei lavoratori. La Commissione potrà essere integrata, di volta in volta, da esperti chiamati dalle parti.
La Commissione, valutati tutti gli elementi di conoscenza utili per svolgere la propria attività, progetterà una proposta di adeguamento dell'attuale struttura dell'inquadramento a fronte dalle mutate condizioni tecnico-organizzative di impresa. Vengono indicati i seguenti obiettivi, fermo restando le definizioni dei criteri che la Commissione si darà al fine di conseguire il risultato più avanti indicato.
1. Il nuovo sistema d'inquadramento sarà strutturato tenendo conto delle mutate esigenze professionali necessarie per il presidio dei lavori e delle attività così come sono mutati nelle aziende;
2. il nuovo sistema sarà proposto per consentire l'inquadramento nei termini attuativi più rapidi;
3. il nuovo sistema potrà prevedere anche indirizzi sui supporti formativi adeguati sia per il personale in ingresso, che per lo sviluppo professionale dei già occupati.
La Commissione svolgerà i propri lavori nel corso del 1° biennio di vigenza del presente contratto e presenterà un rapporto alle parti stipulanti entro il 31.12.01.
Le parti stipulanti convengono comunque che il nuovo sistema d'inquadramento dovrà essere acquisito entro la scadenza del quadriennio di vigenza del presente contratto.
In occasione del rinnovo contrattuale per il quadriennio successivo, le parti troveranno le soluzioni negoziali per i nuovi minimi retributivi e per il ridisegno della scala parametrale.
Ai soli effetti del trattamento economico del lavoro straordinario le ore non lavorate per ricorrenze festive nazionali e infrasettimanali, assenze dovute a malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, ferie e permessi retribuiti - fatta eccezione per quelle coincidenti con il giorno di riposo per riduzione d'orario - saranno computate ai fini del raggiungimento dell'orario contrattuale.
L'orario settimanale contrattuale di lavoro viene distribuito su 5 giorni con riposo di norma al sabato e possibilità di scorrimento della 2a giornata non lavorata per il singolo lavoratore nell'arco della settimana.
Tale scorrimento - fatta eccezione per gli addetti alle lavorazioni a ciclo continuo o svolgentisi su più turni - verrà concordato in sede aziendale.
Per gli impianti e le lavorazioni a ciclo continuo o svolgentisi su più turni, le 40 ore settimanali dell'orario contrattuale dovranno comunque mediamente essere realizzate nell'arco di più settimane attraverso un'opportuna distribuzione dei turni di lavoro e dei relativi riposi, che verrà portata a conoscenza delle maestranze mediante affissione.
Le parti convengono che l'orario di lavoro in regime di flessibilità debba essere utilizzato al meglio e prioritariamente rispetto agli altri istituti che regolano la prestazione lavorativa, tenuto conto delle necessità produttive e organizzative delle aziende.
Con riferimento a quanto sopra le aziende potranno disporre orari settimanali di lavoro in regime di flessibilità, per tutta l'unità produttiva o per singoli reparti consistenti nel prolungamento o nella riduzione del regime normale dell'orario settimanale di lavoro nei periodi di maggiore/minore intensità produttiva fino ad un massimo di 80 ore per anno solare (o per esercizio), ai quali corrisponderanno equivalenti riposi di conguaglio o recuperi di prestazione nei periodi di minore/maggiore intensità produttiva.
In tal caso l'orario normale di lavoro sarà articolato prevedendo settimane con prestazioni lavorative superiori all'orario contrattuale e settimane con prestazioni lavorative inferiori all'orario contrattuale.
Al fine dell'attivazione degli orari settimanali di lavoro in regime di flessibilità le aziende daranno alle RSU comunicazione preventiva, nel corso di un apposito incontro, delle esigenze di effettuazione della flessibilità sia salire che a scendere rispetto al normale orario. In tale incontro verrà inoltre definito congiuntamente il programma e le modalità con cui si prevede di effettuare i riposi compensativi o i recuperi di prestazione tenuto conto delle esigenze tecnico/produttive delle aziende.
I lavoratori non potranno rifiutare i programmi di flessibilità come sopra definiti, se non per giustificati e comprovati motivi d'impedimento.
Considerata l'importanza per le aziende di poter gestire nel modo più flessibile l'organizzazione e gli orari di lavoro per corrispondere a precise esigenze produttive e di mercato, le parti convengono sull'opportunità di demandare, a intese a livello aziendale con l'eventuale partecipazione delle organizzazioni territoriali, la sperimentazione di orari di lavoro in regime di flessibilità oltre le 80 ore sopra previste, nel limite della legislazione vigente.
Copia di ciascuna intesa raggiunta verrà trasmessa alla Commissione paritetica nazionale.
Nel corso della predetta verifica, che potrà riguardare anche il recupero delle ore di supero effettuate il regime di flessibilità, per le ore che risultassero non fruite, le parti adotteranno soluzioni coerenti con le esigenze tecnico-produttive dell'azienda, fermo restando che il loro effettivo godimento non potrà aver luogo oltre il 31 marzo dell'anno successivo.
Tenuto conto della specificità della normativa sopra riportata le parti si danno atto che i lavoratori interessati dai programmi di effettuazione di lavoro in regime di flessibilità presteranno la loro opera nei tempi e nei modi stabiliti, salvo casi d'impedimento oggettivo giustificato.
Agli effetti del presente articolo sono considerati lavori discontinui o di semplice attesa o custodia quelli previsti dalle vigenti norme di legge, salvo che non sia richiesta un'applicazione assidua o continuativa.
Nel caso di lavorazioni a ciclo continuo la distribuzione dell'orario di lavoro e dei relativi riposi costituiranno oggetto d'esame tra Direzione aziendale e RSU.
Per i minori che lavorano in squadre avvicendate, oppure con orario di lavoro di 8 ore consecutive, il riposo intermedio, egualmente retribuito, è di mezz'ora ai sensi dell'art. 18, legge 26.4.34 n. 653.
L'orario effettivo di lavoro dei prestatori di cui ai 2 commi precedenti, dedotti i riposi sopra indicati, sarà peraltro ripartito in modo tale da comportare una prestazione effettiva non inferiore all'orario contrattuale di cui all'art. 7 della parte Comune del presente CCNL.
Nell'impossibilità tecnica di fruire del riposo, ai predetti lavoratori verrà corrisposto un compenso sostitutivo del 7% dei minimi tabellari. La durata del riposo intermedio viene ridotta a mezz'ora anche per i fanciulli e adolescenti agli effetti del comma 2, art. 20, legge 17.10.67 n. 977.
Ai lavoratori che operano in turni avvicendati sarà riconosciuta una maggiorazione che deve intendersi comprensiva dell'incidenza sugli istituti indiretti, differiti, non cumulabile pari al:
Il lavoro straordinario decorre dai limiti di legge di cui al comma 1, art. 7 (Orario di lavoro).
L'azienda potrà fare ricorso al lavoro straordinario, così come al lavoro supplementare, nei casi urgenti, indifferibili od occasionali e in quelli previsti come deroga ed eccezioni dalla legge e relativo regolamento (ad es. manutenzione degli impianti).
- esigenze particolari di mercato, legate ad ordini con vincolanti termini di consegna;
- esigenze particolari connesse alla preparazione e allestimento di fiere, mostre, esposizioni, campionari, campagne promozionali, ecc..
Al di fuori dei casi previsti dai commi precedenti, il ricorso al lavoro supplementare e straordinario sarà concordato preventivamente tra la Direzione e la RSU. Su richiesta delle RSU l'azienda fornirà chiarimenti e indicazioni sul lavoro supplementare e/o straordinario effettuato.
Per i lavoratori che prestano la loro opera in 3 turni avvicendati, in aggiunta alla riduzione dell'orario di lavoro annuo già prevista dal CCNL 13.12.94/30.1.95, saranno riconosciute le seguenti misure, computabili e godibili secondo le modalità dell'art. 7 del CCNL:
- 4 ore dal 1.1.01
- 4 ore dal 1.1.02
Tali ulteriori riduzioni d'orario, se non fruite entro l'anno con le modalità di cui al menzionato articolo, confluiscono nella Banca ore individuali alle condizioni previste dall'art. 11 (Banca ore).
Le riduzioni di cui sopra saranno assorbite da analoghi trattamenti aziendali in atto.
A) L'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro, oltre che nelle fattispecie previste dalle leggi in materia, è consentita nelle seguenti ulteriori fattispecie:
- esecuzione di un'opera o di un servizio definito e predeterminato nel tempo anche non avente carattere straordinario e occasionale;
- aumento temporaneo dell'attività aziendale indotta da particolari esigenze di mercato e/o fieristiche;
- per le lavorazioni connesse all'attività di carattere stagionale;
- per le lavorazioni di carattere eccezionale non eseguibili con i normali mezzi di produzione.
Le aziende informeranno tempestivamente le RSU sul personale assunto con contratto a termine e sulle motivazioni delle assunzioni.
B) Le parti si danno atto che l'introduzione del lavoro temporaneo nella legislazione italiana deve essere intesa come un nuovo strumento e una nuova tipologia contrattuale che aggiunge possibilità di gestione delle flessibilità che l'evoluzione delle condizioni di mercato hanno reso una funzione importante di organizzazione.
L'individuazione delle causali e delle fattispecie qui di seguito specificate che danno origine al contratto di lavoro temporaneo è fatta come diretta conseguenza della previsione della norma di legge e dell'Accordo interconfederale 16.4.98, che lasciano alle parti, tramite la negoziazione nazionale di categoria, il compito d'implementazione della normativa allo scopo di portare alla luce fattispecie che maggiormente rispondano alle caratteristiche del settore cui la disciplina si applica.
Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo disciplinato dalla legge 24.6.97 n. 196 può essere concluso, oltre che nei casi previsti dalla legge stessa, nelle seguenti fattispecie:
- sostituzione in una posizione rimasta vacante per il periodo necessario al reperimento della stessa sul mercato;
- in ogni altro caso di possibile ricorso al contratto a termine previsto dalla legislazione vigente e delle normative contrattuali vigenti.
Le qualifiche di esiguo contenuto professionale per le quali è vietato il ricorso al lavoro temporaneo sono quelle di cui alla 1a categoria.
Le RSU saranno informate preventivamente sul numero e sui motivi del ricorso ad assunzioni di lavoratori con contratto di lavoro temporaneo.
Ove ricorrano motivate ragioni di urgenza, le predette informazioni potranno essere rese entro i successivi 5 giorni lavorativi.
Il numero dei lavoratori che possono essere occupati con contratto a termine e con contratto di lavoro temporaneo, nelle fattispecie sopra indicate è pari al 20%, calcolato su base semestrale, dei lavoratori occupati a tempo indeterminato nell'unità produttiva.
I lavoratori occupati con ciascuna delle tipologie contrattuali sopra indicate non potranno comunque superare il 15%, calcolato su base semestrale, dei lavoratori occupati a tempo indeterminato nell'unità produttiva.
Ove se ne ravvisi la necessità, con accordo collettivo stipulato con le OOSS locali, le percentuali di lavoratori assunti con contratto a termine e con contratto di lavoro temporaneo possono essere elevate in funzione delle specifiche esigenze aziendali; il prodursi di tale ipotesi e la relativa esigenza di assunzione con contratto di lavoro temporaneo sarà verificata dalle parti a livello aziendale.
Nei casi in cui il rapporto percentuale dia un numero inferiore a 10 resta ferma la possibilità di utilizzare fino a 10 contratti di cui alle precedenti lettere, purché non risulti superato il totale dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in atto nell'impresa.
Ferme restando le disposizioni di cui alla legge 30.12.71 n. 1204 sul trattamento delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza e puerperio, […]
(Accordo sottoscritto tra Federlegno-Arredo e Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil).
Le parti confermano il ruolo centrale che va attribuito alla formazione professionale come mezzo per favorire una politica di sviluppo delle risorse umane nelle aziende e assecondare migliori opportunità all'occupazione, con particolare riferimento ai giovani e alle donne.
In tal senso le parti confermano l'importanza e il ruolo che può essere svolto dalla Commissione paritetica nazionale in materia di formazione già definita contrattualmente, concordando sul punto che la valorizzazione professionale delle risorse umane è essenziale ai fini dell'incremento quantitativo e del miglioramento qualitativo dell'occupazione.
È pertanto obiettivo condiviso la valorizzazione delle potenzialità occupazionali del mercato del lavoro, nell'intento di facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e consentire una maggiore flessibilità nell'impiego dei lavoratori.
- raccogliere ed elaborare dati, notizie ed elementi che possono comunque interessare la formazione professionale, curare pubblicazioni a carattere divulgativo e tecnico, promuovere convegni e incontri per lo studio di problemi interessanti l'istruzione e la formazione professionale;
- prospettare, in raccordo con gli Organismi paritetici per la formazione professionale previsti dall'Accordo interconfederale 18.12.88 e successive intese, tali specifiche esigenze formative agli Organi preposti nel campo della formazione con particolare riferimento alle sedi comunitarie, nazionali e regionali avendo tra l'altro l'obiettivo di redigere una mappa delle risorse disponibili al fine di un loro coordinamento nell'ottica di evitare duplicazioni di interventi e dispersioni delle risorse stesse.
- operare affinché le politiche formative elaborate in sede legislativa e amministrativa risultino coerenti con le specifiche esigenze dei settori.
Tale Commissione paritetica nazionale sarà costituita da 3 componenti in rappresentanza degli imprenditori e 3 componenti in rappresentanza dei lavoratori e si riunirà presso Federlegno-Arredo, ogni 6 mesi, o su istanza di una delle parti.
La Commissione esaminerà inoltre a livello nazionale eventuali progetti di fattibilità e iniziative funzionali al raggiungimento degli obiettivi sopra richiamati.
Salvo permesso della Direzione non è consentito ai lavoratori di entrare o trattenersi nello stabilimento in ore non comprese nel loro orario di lavoro.
Il permesso di uscita dallo stabilimento deve essere chiesto dal lavoratore alla Direzione o a chi per essa nella 1a ora di lavoro salvo casi eccezionali.
Il lavoratore dovrà conservare in buono stato il materiale, le macchine, gli attrezzi, gli utensili, i disegni e in genere tutto quanto viene a lui affidato.
Ferme restando le possibilità di accordo diretto tra le parti interessate per eventuali reclami nell'applicazione del presente contratto, le controversie individuali, anche se plurime, che sorgessero circa l'applicazione del presente contratto, qualora non venissero conciliate con la Direzione dell'azienda tramite la RSU verranno sottoposte all'esame delle competenti Organizzazioni degli industriali e dei lavoratori, ferma restando, in caso di disaccordo, la facoltà di esperire l'azione giudiziaria.
Le aziende considereranno con la dovuta attenzione, compatibilmente con le proprie possibilità tecnico-organizzative, l'inserimento nelle proprie strutture dei disabili, così come previsto dalle leggi nn. 104/92 e 68/99.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro non compiute a causa di forza maggiore o per interruzioni di lavoro concordate fra le parti interessate, purché esso sia contenuto nei limiti di 1 ora al giorno e venga effettuato in un periodo massimo di 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui si è verificata l'interruzione,
Qualora siano intervenute modifiche nelle condizioni di esecuzione del lavoro, le tariffe di cottimo saranno variate in proporzione alle variazioni di tempo in più o in meno che le modifiche stesse avranno determinato. Le variazioni delle tariffe dovranno in tal caso avvenire entro un periodo pari a quello previsto per l'assegnazione.
saranno esaminate in 1a istanza nell'ambito aziendale tra la Direzione e la RSU, anche sulla base degli elementi di computo del guadagno di cottimo che la Direzione avrà messo a disposizione dell'operaio o della RSU.
Nel caso di mancato accordo la controversia verrà esaminata in 2a istanza dalle OOSS territorialmente competenti.
Le disposizioni di cui al presente articolo non trovano applicazione nei confronti delle industrie boschive e forestali per le quali si fa riferimento all'art. 3 della relativa regolamentazione contrattuale.
Definizione del lavoratore a domicilio.
La subordinazione, agli effetti del presente regolamento e a miglioramento di quanto stabilito dall'art. 2094 CC, ricorre quando il lavoratore a domicilio è tenuto ad osservare le direttive del l'imprenditore circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche e i requisiti del lavoro da eseguire, e il suo lavoro consista nell'esecuzione parziale, nel completamento o nell'intera lavorazione di prodotti oggetto dell'attività dell'imprenditore committente.
Libretto personale di controllo.
Il lavorante a domicilio, oltre al libretto di lavoro di cui alla legge 10.1.35 n. 112, deve essere munito, a cura dell'imprenditore, di uno speciale libretto di controllo, conforme al modello ministeriale.
A richiesta del committente l'operaio comunicherà al datore di lavoro, quando ne ricorra la circostanza, se e per quali altri datori di lavoro egli presta contemporaneamente la sua opera, nonché quanto altro previsto dalla vigente legislazione in materia e ciò ai fini degli adempimenti per le assicurazioni sociali.
Procedura di informazione.
Le RSU può richiedere alla Direzione aziendale un esame dei problemi relativi al lavoro a domicilio al fine di prevenire conseguenze sull'orario di lavoro e sui livelli di occupazione.
Agli effetti del presente articolo sono considerati pericolosi i lavori eseguiti su scale aeree o su ponti mobili nonché la posa in opera degli infissi che si svolge ad un'altezza non inferiore a m. 4,50 da terra o dal pavimento.
Sono considerati nocivi i lavori di verniciatura alla nitrocellulosa col sistema a spruzzo, di verniciatura o lucidatura con sistema a spruzzo con poliesteri, di produzione di agglomerati con catrame, di trattazione del legno a base di sostanze tossiche e sempreché, nonostante i mezzi di protezione adottati dalla ditta, possano derivare ai lavoratori intossicazioni o lesioni pregiudizievoli.
Ai lavoratori comandati a svolgere tali lavori e, limitatamente alle ore di effettiva prestazione nei lavori medesimi, verrà corrisposta un'indennità speciale del 10% sulla retribuzione base (minimo tabellare più contingenza) con facoltà alle aziende di assorbire fino a concorrenza quanto eventualmente già concesso allo stesso titolo.
Agli operai costretti a lavorare in locali a temperatura superiore a 40° C e nei 3 mesi estivi a temperatura superiore a 50° C sarà corrisposta l'indennità speciale di cui al comma precedente.
In relazione a quanto stabilito nell'art. 8, parte I sull'ambiente di lavoro, le parti convengono che, una volta rimossi i fattori di rischio e/o nocività di cui al presente articolo, a livello aziendale tra Direzione e RSU, si concorderà la definizione degli importi corrisposti a titolo d'indennità per lavori nocivi e pericolosi, anche con riguardo al tempo di godimento.
L'operaio, nell'ambito del rapporto di lavoro, dipende dai superiori, come previsto dall'organizzazione aziendale.
È proibito fumare nell'interno dello stabilimento e introdurre nell'azienda bevande alcooliche senza il permesso della Direzione.
La Direzione potrà infliggere la multa o la sospensione di cui alle lett. c) e d) dell'articolo precedente all'operaio che:
Fermo restando l'ambito di applicazione delle procedure previste dalla legge, il licenziamento - con immediata sospensione cautelare del rapporto di lavoro - può essere inflitto, con la perdita dell'indennità di preavviso, all'operaio che commetta gravi infrazioni alla disciplina e alla diligenza del lavoro o che provochi all'azienda grave nocumento morale o materiale o che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
e) abbandono del posto di lavoro da parte del personale a cui sono specificatamente affidate mansioni di sorveglianza, custodia, controllo o da cui possa derivare pregiudizio all'incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti o comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi;
h) recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell'art. 17 (Multe o sospensioni) della presente regolamentazione per gli operai quando siano stati comminati 2 provvedimenti di sospensione di cui allo stesso art. 17;
m) fumare nell'ambito dello stabilimento in quei luoghi dove tale divieto è espressamente stabilito o comunque dove ciò può provocare pregiudizio all'incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti o dei materiali.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro non compiute a causa di forza maggiore o per interruzione di lavoro concordate fra le parti interessate, purché esso sia contenuto nei limiti di 1 ora al giorno e venga effettuato in un periodo massimo di 30 giorni immediatamente successivi a quelli in cui si è verificata l'interruzione.
In relazione a quanto stabilito nell'articolo della regolamentazione comune sull'ambiente di lavoro, le parti convengono che, una volta rimossi i fattori di rischio e/o nocività di cui al presente articolo, a livello aziendale tra Direzione e RSA o Consiglio di fabbrica, si concorderà la definizione degli importi corrisposti a titolo d'indennità per lavori nocivi e pericolosi, anche con riguardo al tempo di godimento.
1) rispettare l'orario di ufficio e adempiere alle formalità prescritte dall'azienda per il controllo delle presenze;
Per quanto non disposto dal presente contratto valgono le disposizioni di legge vigenti in materia d'impiego privato.
Oltre che al presente CCNL l'impiegato deve uniformarsi a tutte le altre norme che potranno essere stabilite dalla Direzione dell'azienda, purché non contengano modificazioni o limitazioni dei diritti derivanti agli impiegati dal presente contratto e che pertanto rientrino nelle normali attribuzioni del datore di lavoro. Tali norme, in ogni caso, saranno portate a conoscenza dell'impiegato.
La disciplina dell'apprendistato per gli operai e gli impiegati nell'industria del legno del sughero, del mobile e dell'arredamento e nelle industrie boschive e forestali è regolato dalle norme di legge, dal relativo regolamento, dalle norme del presente contratto in quanto applicabili e dalle particolari disposizioni che seguono.
La durata massima del periodo di apprendistato per i profili professionali previsti nelle declaratorie contrattuali, indicati nei livelli sottoindicati, è stabilita in:
- 48 mesi per gli apprendisti destinati ad essere inquadrati nelle categorie superiori alla 3a dopo il termine del periodo di apprendistato, qualora siano confermati;
- 36 mesi per gli apprendisti destinati ad essere inquadrati nella categoria 3a dopo il termine del periodo di apprendistato, qualora siamo confermati;
- 24 mesi per gli apprendisti destinati ad essere inquadrati nella categoria 2a dopo il termine del periodo di apprendistato, qualora siano confermati.
In caso di stipulazione del contratto di apprendistato a tempo parziale la durata può essere prorogata proporzionalmente alla minore prestazione convenuta.
All'atto dell'assunzione verrà indicata la categoria di destinazione di cui sopra.
I periodi di servizio previsti in qualità di apprendista presso più datori di lavoro saranno cumulabili tra loro se compiuti per la stessa attività e purché non separati tra loro da interruzioni superiori a 1 anno.
Per i benefici di cui sopra si farà riferimento alle risultanze del libretto di lavoro che l'interessato dovrà esibire all'atto dell'assunzione insieme agli eventuali titoli di studio e altri documenti prescritti per l'ammissione al lavoro.
Allo stesso tempo dovrà essere esibita la certificazione della formazione effettuata presso altri datori di lavoro in analoga forma di apprendistato.
Per gli apprendisti la durata dell'orario fa riferimento alla normativa sull'orario di lavoro prevista dal presente CCNL, fatte salve le nuove disposizioni di legge a disciplina della materia.
Ai fini dello svolgimento delle 120 ore medie di attività formativa prevista dalla normativa in vigore, si prevede che le stesse possano essere distribuire diversamente nell'arco della durata del contratto di apprendistato e che 42 ore annue medie siano riservate alla formazione trasversale.
Per gli apprendisti in possesso di titolo di studio post-obbligo o di attestato di qualifica professionale la formazione sarà così articolata:
- 80 ore per gli apprendisti con titolo di studio post-obbligo o attestato di qualifica professionale non attinente all'attività da svolgere, di cui 28 destinate ai contenuti di carattere trasversale e 52 ai contenuti di carattere professionalizzante di tipo tecnico-scientifico;
- 50 ore per gli apprendisti con titolo di studio post-obbligo o attestato di qualifica professionale attinente all'attività da svolgere, di cui 14 destinate ai contenuti di carattere trasversale e 36 ai contenuti di carattere professionalizzante di tipo tecnico-scientifico.
Le parti rinviano alla Commissione paritetica nazionale l'eventuale definizione di linee guida e degli indirizzi di massima dell'attività formativa.
In sede territoriale gli Enti confederali bilaterali per la formazione o in loro assenza le Associazioni imprenditoriali e/o le OOSS territoriali di categoria, avranno la facoltà di individuare contenuti professionali e minor durata della formazione in relazione alla tipologia delle professionalità da acquisire, della preparazione specifica già posseduta, della formazione già acquisita in precedenti esperienze.
La formazione svolta sarà attestata dall'azienda al termine del periodo, evidenziando le competenze professionali acquistate dal lavoratore, dandone comunicazione alla struttura territoriale pubblica competente in materia di servizi all'impiego.
Copia dell'attestazione sarà consegnata al lavoratore.
L'apprendista è tenuto a frequentare regolarmente i corsi e le iniziative formative ed è riservato al datore di lavoro l'esercizio dell'azione disciplinare nel caso di assenza ingiustificata ai sensi delle disposizioni contrattuali in materia di disciplina del lavoro.
Ferme restando le quantità formative previste dalla legislazione vigente, in caso di apprendistato a tempo parziale, le stesse saranno riproporzionate su base annua, con le stesse modalità previste all'art. 3 della presente regolamentazione.
Per infortunio sul lavoro e malattia professionale trovano applicazione le norme contrattuali previste per gli operai e gli impiegati.
In caso di assenza superiore alle 4 settimane, il periodo di apprendistato verrà prolungato in misura pari alla durata delle dette assenze.
Vengono applicate le norme già definite in occasione del rinnovo del CCNL Legno, Sughero, Mobile e Arredamento firmato il 21.12.99.
Il datore di lavoro, nel richiedere gli operai, dovrà indicare, approssimativamente, la durata dell'ingaggio, per tempo, quantità ed estensione del lavoro.
Durante tale periodo la risoluzione del rapporto non potrà avvenire che per accertabili cause di forza maggiore e in caso di licenziamento per mancanze.