Source: https://vittimequitaliaconegliano.wordpress.com/informazioni/le-cartelle-inviate-per-posta/
Timestamp: 2017-05-24 19:41:05+00:00
Document Index: 17513856

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 16', 'art. 14', 'sentenza ']

Le cartelle inviate per posta | Vittime di Equitalia
Nuovo stop da parte dei giudici tributari alle cartelle esattoriali spedite per posta e senza l’intermediazione di un agente notificatore. Ciò è quanto emerge da alcune recenti sentenze della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce e della Commissione Tributaria Regionale di Milano (Sent. CTP di Lecce n. 436/02/10 e Sent. CTR di Milano n. 61/22/10), secondo le quali risulta addirittura “inesistente” la notifica della cartella inviata a mezzo posta direttamente dai dipendenti di Equitalia e senza l’ausilio dei soggetti puntualmente individuati dalla legge (art. 26, comma 1, DPR n. 602/73), ossia: gli Ufficiali della riscossione; gli Agenti della Polizia Municipale; i Messi Comunali, previa convenzione tra Comune e Concessionario; altri soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge. D’altronde, secondo i giudici della Commissione Tributaria Regionale di Milano “Lo scopo della notifica dell’atto ha natura sostanziale e non processuale e viene raggiunto solo con la materiale e regolare notifica dell’atto nel domicilio fiscale o reale del contribuente.” Viene ritenuta, dunque, sempre fondamentale la compilazione della relata di notifica da parte dell’agente notificatore, anche in caso di notifica a mezzo posta. Proprio in merito a ciò, i Giudici di Milano chiariscono che “La relata di notifica è prevista come momento fondamentale nell’ambito del procedimento di notificazione . e non è integralmente surrogabile dall’attività dell’ufficiale postale, sicché la sua mancanza . non può essere ritenuta una mera irregolarità”. Infatti, continuano i Giudici “La mancata compilazione della relata determina . non la semplice nullità della notifica, bensì la giuridica inesistenza della stessa, patologia non sanabile in senso assoluto”.
La Commissione, infine, conclude rifiutando l’ipotesi del Concessionario di sanatoria dell’atto per raggiungimento dello scopo (un po’ come dire, anche se la cartella è stata inviata illegittimamente alla fine tutto si è sanato), in quanto si chiarisce che ciò non vale per gli atti giuridicamente inesistenti – come in questo caso – ma al massimo per quelli nulli. Alla luce di quanto illustrato, dunque, appare irrinunciabile per Equitalia il rispetto della seguente procedura per poter effettuare la notifica delle cartelle a mezzo posta: A) l’Ufficiale della riscossione (o gli altri soggetti previsti dall’art. 26, comma 1, del DPR n. 602/73) riceve la cartella da Equitalia e compila la relata di notifica, indicando l’ufficio postale da cui parte l’atto e apponendo la propria firma; B) l’Agente postale consegna la cartella ai legittimi destinatari (ossia ai soggetti indicati dall’art. 26, comma 2, DPR n. 602/73). A sostegno di tale procedura è intervenuta recentemente anche la sezione V° della Commissione Tributaria Regionale di Milano (sent. n. 141 del 17/12/2009), la quale ha sostenuto che “laddove la legge (riferendosi esplicitamente all’art. 26 del DPR n. 602/73) parla di NOTIFICAZIONE di un atto, anche a mezzo posta, la legge stessa intende riferirsi ad una trasmissione dell’atto effettuata non direttamente, MA TRAMITE L’INTERMEDIAZIONE DI UN SOGGETTO ALL’UOPO SPECIFICAMENTE ABILITATO, che assume valore essenziale ai fini del riscontro o meno della fattispecie notificatoria, comportante l’essenzialità della relata di notificazione . Per contro, quando la legge abbia consentito che la trasmissione per posta avvenga senza il tramite di un soggetto abilitato, ha specificamente parlato di invio per posta dell’atto, direttamente fatto dall’autore dello stesso al suo destinatario, nel qual caso non vi è luogo a relata di notifica, come espressamente previsto dall’art. 16, comma 3 del D.lgs. n. 546/92 e dall’art. 14, parte prima, della legge n. 890/1982″. Commissione Tributaria Regionale Lombardia-Milano, sez. XXII, sentenza 15.04.2010.
Si consiglia di non avventurarsi da soli nella procedura di difesa contro le cartelle di pagamento sostenendo sic et simpliciter le argomentazioni sopra descritte. Occorre conoscere alla perfezione i meccanismi delle leggi che regolamentano la materia.
Motivando il ricorso contro una cartella di pagamento spedita per posta sostenendo la sua nullità, equivale a farsi respingere la domanda di annullamento. Infatti controparte contesterà tale motivo difensivo sostenendo, e con ragione, che la notifica è finalizzata a portare a conoscenza del destinatario un atto che lo riguarda e, se questi ammette di averlo ricevuto, l’illegittimità della notifica viene sanata perché lo scopo (l’avviso) è stato comunque raggiunto.
La causa è regolata dagli artt. 615 e 617 del Codice di procedura civile e le ragioni di opposizione agli atti esecutivi e/o all’esecuzione sono rappresentati da altri fattori quali, ad es: l’irregolarità della formazione dei ruoli esattoriali, la mancata esibizione dell’Ente procedente della copia della cartella asseritamente notificata, l’intervenuta prescrizione del debito, decadenza del diritto dell’Ente ad esigere il pagamento, l’inesistenza o tardivo fatto interruttivo che abbia provocato l’inesigibilità del credito ed altri ancora motivi formali.
I motivi sostanziali non sono più proponibili in questa fase del procedimento.