Source: http://radicalisondrio.blogspot.com/2010/03/marco-cottica-diffamato-da-l-gazetin.html
Timestamp: 2017-12-11 09:12:13+00:00
Document Index: 40089231

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 96', 'art. 41', 'art. 41']

LIBERTA' DI STAMPA: UN FALLIMENTO TUTTO VALTELLINESE
Gianluigi Corinto, 'Dura lex sed roLex"
(la vignetta di Giannino - www.aduc.it, 31/08/2009)
Pubblichiamo integralmente di seguito, con qualche piccola nota esplicativa, il testo della sentenza n. 2513/08 della Corte d'Appello di Milano, che ha ribaltato il giudizio di primo grado. Notificataci dall'Avv. Venosta a fine febbraio, dopo la sua lettera pubblicata nella scorsa edizione, con precetto per il pagamento di quanto disposto, la sentenza è stata da noi impugnata in Cassazione il 4 marzo, con l'assistenza dell'Avv. Franca Alessio. Ci scusiamo per lo spazio che prende tale pubblicazione, ma non vogliamo lasciare nemmeno l'ombra del dubbio che si voglia occultare qualcosa. E poi, così, faremo contento anche l'Avv. Venosta, con il suo assistito.
REPUBBLICA ITALIANA/ IN NOME DEL POPOLO ITALIANO/ LA CORTE DI APPELLO DI MILANO/ SEZIONE SECONDA CIVILE/ in persona dei Magistrati/ Dott. Giacomo Deodato – Presidente/ Dott. Raffaella d'Antonio – Cons. est./ Dott. Amedeo Santosuosso – Consigliere/ ha pronunciato la seguente SENTENZA/ nella causa civile promossa in grado d'appello con citazione notificata in data 17 febbraio 2005 a ministero aiutante ufficiale giudiziario dell'Ufficio unico notificazioni di Milano, e decisa il 25 GIUGNO(1) 2008 TRA/ SANSI ENEA, COOPERATIVA LABORATORIO SOCIALE a r.l., MOTTARELLI VANNA, elettivamente domiciliati in Milano, presso l'avv. Bressan, via Perosi 1, dalla medesima rappresentati e difesi, giusta procura in atti/ Appellanti
E/ COTTICA MARCO, domiciliato in Milano presso l'avv. Motta, via F. Hayez 16, dal medesimo rappresentato e difeso, unitamente all'avv. Venosta del Foro di Sondrio, giusta procura in atti/ Appellato CONCLUSIONI DEI PROCURATORI DELLE parti/ come da fogli allegati/ (...)
Costituitasi in giudizio, la Mottarelli eccepiva preliminarmente la carenza di legittimazione attiva e passiva, sia perché l'eventuale diffamazione sarebbe stata diretta verso il curatore in quanto tale, e non verso il commercialista in proprio, sia perché essa rivestiva la qualità di presidente del comitato territoriale , effettivo autore degli articoli incriminati.
Analoga linea difensiva assumevano il Sansi e la Labos. Con sentenza n. 555/03, il Giudice adito rigettava la domanda attorea, ritenendo che le diverse pubblicazioni potessero rientrare a buon diritto nel corretto esercizio del diritto di critica; rigettava la domanda dei convenuti di condanna dell'attore ex art. 96 c.p.c.; compensava interamente fra le parti le spese di lite.
La decisione veniva impugnata dai convenuti Sansi e Mottarelli, quest'ultima insistendo sull'eccezione di carenza della sua legittimazione passiva, entrambi sulla condanna del Cottica al ristoro dei danni per lite temeraria.
1) Preliminare alla disamina della sostanza dell'impugnazione appare la valutazione dell'eccezione preliminare ribadita dalla Difesa della Mottarelli nel presente grado. Sostiene dunque la Difesa di quest'ultima che il Tribunale avrebbe “fornito una falsa interpretazione delle norme che regolano i comitato e la responsabilità solidale e illimitata dei suoi componenti”, la cui responsabilità in tanto sussiste in quanto sia stata previamente accertata la responsabilità i capo al comitato medesimo (pag. 4 atto d'appello). Pertanto, la citazione introduttiva avrebbe dovuto essere notificata al Comitato, in persona dell'allora Presidente pro tempore Stefano Bertelli. Reputa la Corte che l'impostazione difensiva della Mottarelli sia fuorviante.
La legittimazione passiva della stessa trae origine dalla sua appartenenza al comitato suddetto, ai sensi dell'art. 41 c.c., che non prevede alcun criterio di priorità nell'accertamento della responsabilità anche per atti illeciti tra l'ente in quanto tale, ed i singoli membri del comitato, privi di personalità giuridica, pur se dotati di un minimo di autonomia patrimoniale ed organizzativa (analogamente, del resto, alla società semplice). (cfr. in subiecta matera, Cass. n. 6032/94; n. 134/82). Non incide sul problema qui dibattuto il profilo della capacità processuale del comitato, pacificamente spettante al suo presidente ex art. 41, secondo comma c.c.
2) Il merito della vertenza, devoluto all'esame del Giudicante dell'appello incidentale del Cottica – e la cui disamina è prioritaria rispetto all'appello principale –, richiede un analitico esame degli scritti incriminati. Come s'è anticipato nella parte espositiva, gli articoli si susseguono nell'arco cronologico settembre 2000/aprile 2001.
a) Nel primo articolo, premesso l'intendimento di “pubblicare... gli aspetti più salienti delle vicende... collegate al fallimento della società commerciale Snc. Di Gianoncelli Franco, Peppino e Bruno...” viene direttamente imputato al curatore Cottica di operare malamente, a danno della madre dei falliti Lina Moretti “trincerandosi dietro pesudo-interessi del fallimento”, e così chiedendo al G.D. Fanfarillo l'autorizzazione alla vendita all'asta degli immobili, senza “attendere il deposito della sentenza”, come sarebbe stato suo preciso dovere.(5) Peraltro, l'articolo risulta titolato in grassetto(6) . Fallimentopoli... oh, che bell'affare! ...appello al Presidente del Tribunale di Sondrio e invito a non lasciar passare sotto silenzio l'ignobile prevaricazione nei confronti della signora Lina Moretti
c) Con l'articolo del dicembre 2000, si sottolineava come “i falliti, non potendo contare sulla collaborazione del curatore” erano stati costretti a muoversi autonomamente, inoltrando segnalazioni a diversi organi giudiziari a proposito del rimborso dei crediti di imposta. Più oltre si protestava perchè “gli immobili erano stati messi all'asta un primo esperimento, andato deserto, e ritentando, con ribasso di oltre 200 milioni (circa 10 anni di pensione di entrambi i fratelli Gianoncelli!) un secondo esperimento, pure andato deserto. È lecito presumere che possa esservi un terzo tentativo,con un ulteriore ribasso di 200 milioni e così via. ...togliere il pane di bocca a Franco e Peppino non serve certamente a sollevare le sorti del fallimento”.
d) Nell'art. del gennaio 2001 – titolato – l'autore(10) dello scritto si dilungava sulla tempistica della procedura fallimentare in corso, sulla questione dei crediti d'imposta, sulla legittimità del principio affermato dal tribunale secondo cui i debiti d'imposta eventualmente versati in eccedenza dai falliti competono al Fallimento, anzicchè ai falliti in proprio. E concludeva con la seguente pleonastica domanda: “Quanto dovranno ancora soffrire i signori Franco e Peppino Gianoncelli? Siamo veramente sicuri che tutto quanto accaduto rientri nella piena legalità?” La nostra associazione ha intenzione di scoprirlo, segnalando i fatti all'autorità competente...
f) infine, ne “I GAZETIN ULTIMA EDIZIONE! del 12 gennaio '01(12) viene pubblicato un articolo assai ampio nel quale si riassume la “kafkiana procedura fallimentare” che avrebbe pesantemente nuociuto ai fratelli Gianoncelli, tramite .un susseguirsi di atti e provvedimenti del Giudice delegato e del curatore, sui quali si può dire ogni cosa, ma non certamente che brillino per linearità, coerenza e correttezza .
Ciò posto, è d'uopo richiamare i principi fondamentali in materia di diffamazione a mezzo stampa. Come è noto, i parametri idonei a valutare l'offensività delle espressioni adoperate possono considerarsi ormai cristallizzati, alla stregua dei criteri dettati dalla Corte di Legittimità da un decennio a questa parte.
Pubblicato da Gio' a 22:18