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Timestamp: 2019-05-20 14:40:45+00:00
Document Index: 6087226

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 116', 'art. 8', 'sentenza ']

MEDIZIONE IMPROCEDIBILE SE LA PARTE E' RAPPRESENTATA DALL'AVVOCATO
SANZIONE PER LA PARTE CHE NON PARTECIPA
PERSONALMENTE ALLA MEDIAZIONE
Tribunale di Vasto, sentenza del 17/12/2018
Il Tribunale di Vasto, con sentenza emessa il 17 dicembre 2018 del Giudice F. Pasquale, ha stabilito che la condizione di procedibilità, prevista dalla normativa in materia di mediazione, non è soddisfatta se una delle parti interessate non partecipa personalmente o non delega alla partecipazione agli incontri un altro soggetto, diverso dall'avvocato che la assiste.
In particolare, confermando un orientamento giurisprudenziale che valorizza la partecipazione reale e attiva delle parti al procedimento di mediazione, con la citata sentenza, il Giudice del Tribunale di Vasto ha sottolineato che l’avvocato non può procedere alla mediazione in assenza delle parti interessate.
La parte che non partecipa alla mediazione viola l’art. 8 del Decreto Legislativo n. 28 del 2010 e manifesta un atteggiamento antidoveroso e negligente.
Questo non vuol dire che, in presenza di un impedimento oggettivo a presenziare agli incontri, la parte non possa farsi rappresentare da un terzo delegato, ma quest'ultimo deve essere a conoscenza dei fatti di causa, designato con procura speciale e munito di poteri ad assumere decisioni vincolanti per il rappresentato nel procedimento per la ricerca di una composizione amichevole della lite.
Attenzione però, come chiarisce il citato pronunciamento, l’avvocato non può mai essere il delegato perchè il professionista, nel procedimento di mediazione, svolge il ruolo di mera assistenza e non di rappresentanza della parte, non potendosi applicare a detto procedimento, per analogia, le norme sulla rappresentanza nel processo.
Pertanto, se l’interessato non partecipa a tutti gli incontri davanti al mediatore viola un preciso obbligo di legge e quindi può subire le sanzioni previste dalla normativa: condanna al pagamento di una somma equivalente al contributo unificato dovuto per il giudizio; dalla sua assenza il Giudice potrà trarre degli elementi di prova nel giudizio successivo ai sensi dell'art. 116 c.p.c.; il Giudice potrà dichiarare l'improcedibilità del giudizio (art. 8, comma 4 bis, del D.Lgt. 28/10).
Si conferma un orientamento, già espresso con altre pronunce, secondo il quale la partecipazione al procedimento di mediazione dei soli avvocati, senza il coinvolgimento personale delle parti, snatura la ratio dell’istituto perché non permette al mediatore di avere un contatto diretto con le persone in conflitto.
Particolarmente approfondita la riflessione del Giudice di Vasto circa l'effettività e utilità del procedimento di mediazione. Sostiene il giudicante in sentenza che la presenza del solo avvocato, non accompagnato neppure da un fiduciario dell’interessato, impedisce al mediatore di avere un contatto diretto con le persone protagoniste del conflitto, precludendogli ogni possibilità di comprendere i bisogni, gli interessi, i sentimenti dei soggetti coinvolti, che gli stessi possono e debbono mostrare con immediatezza, senza il filtro dei difensori.
Pensare che la mediazione si possa correttamente svolgere con il solo incontro tra gli avvocati e il mediatore significa frustrare lo spirito dell’istituto, impedendo allo stesso di manifestare le sue notevoli potenzialità, sia sotto il profilo della pacificazione sociale sottesa alla facilitazione di accordi amichevoli, sia sotto il distinto e connesso profilo della deflazione del contenzioso giudiziario.