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Timestamp: 2018-04-26 21:31:57+00:00
Document Index: 2664429

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

PI: Google Books, libera digitalizzazione
Google Books, libera digitalizzazione
Per un giudice di New York, il progetto di digitalizzazione non risulta affatto in violazione del diritto d'autore. Il progetto di Google e delle università rientra negli usi legittimi delle opere
Roma - Ad aprire il fuoco legale erano stati i vertici di Authors' Guild insieme ad una nutrita schiera di autori statunitensi. Ad un giudice di New York veniva chiesto il blocco della collaborazione instaurata da alcuni atenei a stelle e strisce - dalla University of California alla Cornell - con il gigante Google, per la massiva digitalizzazione di opere nel quadro del progetto Books.
Il tribunale newyorchese ha ora respinto le agguerrite richieste degli autori statunitensi, sottolineando come le attività di digitalizzazione del sapere umano siano da far ricadere nel fair use di stampo anglosassone, a determinare lo sfruttamento legittimo delle opere tutelate dal diritto d'autore. Gli istituti universitari negli States avrebbero così la possibilità di collaborare con BigG per la trasformazione in formato elettronico di milioni di volumi.
Al centro della bufera era finita HathiTrust, l'organizzazione gestita dalla University of Michigan - che poi rientra nella lista degli atenei indicata dalla Authors' Guild - per la digitalizzazione di circa 10 milioni di opere, di cui il 73 per cento è soggetto a vincoli del copyright. Secondo l'accusa, le copie digitali da riversare negli archivi di HathiTrust sarebbero il frutto di una operazione non autorizzata.
Nella visione offerta dal giudice di New York, i responsabili di HathiTrust offrirebbero l'accesso ai volumi digitalizzati solo a determinate condizioni, tra cui l'autorizzazione da parte degli aventi diritto. L'utilizzo delle opere in formato elettronico rientrerebbe pienamente nel concetto di fair use, nell'ambito della ricerca, dell'insegnamento o comunque della revisione critica - non a scopi commerciali - di un'opera.
Per la decisione finale del giudice ha giocato un ruolo fondamentale il testo di legge Americans With Disabilities Act (ADA), che tutela i cittadini disabili nella consultazione di contenuti nelle biblioteche o nel corso degli studi. La digitalizzazione dei volumi rientrerebbe pienamente nelle forme di tutela offerte dalla legge a stelle e strisce, un punto in più per l'applicazione del fair use.
Dopo l'accordo annunciato da BigG con i vertici della Association of American Publishers (AAP), la battaglia legale di Authors' Guild si complica non poco. Nello scorso agosto, gli autori statunitensi avevano chiesto al colosso californiano la cifra stellare di 2 miliardi di dollari. Una cosa sembra certa: la decisione del giudice newyorchese non passerà inosservata per la sentenza finale.
TAG: tecnologia, google books, digitalizzazione, diritto d'autore, authors' guild, università, hathitrust, copyright, fair use, USA
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30 Commenti alla Notizia Google Books, libera digitalizzazione
la gilda si e' scelta un nemico potente nr: bubba
Scritto il 12/10/2012 alle 13.27
> eheh.. il famoso accordo con google era in
> partnership non da qualche mamma jamie da poter
> intimidire, ma con la Cornell.. che ha una
> potente FACOLTA' DI LEGGE (e che fa anche studi
> OTTIMI sul copyright)... e sembra proprio che
> stia parando male per gli editori
> arrafoni
Leggi bene la notizia: il giudice di NY ha dato ragione e Google nella causa contro gli autori: cioè saggisti, compilatori e romanzieri.
La causa contro gli editori è a parte, se non ho perso qualche passaggio nel frattempo, e non c'entra con questa.
Va detto che se per i libri è ammesso dalla notte dei tempi che uno, per non comprarli, li prenda in prestito in biblioteca, non è così per film e musica. Dipende dalla legislazione di ogni Stato, e comunque raramente si tratta di film in prima visione o di brani musicali appena lanciati sul mercato.
Scritto il 12/10/2012 alle 13.56
> > eheh.. il famoso accordo con google era in
> > partnership non da qualche mamma jamie da poter
> > intimidire, ma con la Cornell.. che ha una
> > potente FACOLTA' DI LEGGE (e che fa anche studi
> > OTTIMI sul copyright)... e sembra proprio che
> > stia parando male per gli editori
> > arrafoni
> Leggi bene la notizia: il giudice di NY ha dato
> ragione e Google nella causa contro gli
> autori: cioè saggisti, compilatori e
> romanzieri.
> La causa contro gli editori è a parte, se non ho
> perso qualche passaggio nel frattempo, e non
> c'entra con
Fa qualche differenza? la gilda degli autori e svariate di quelle dei publisher hanno portato in tribunale google con le medesime motivazioni.
E tra l'altro, insieme, hanno scucito a google 125 milioni di dollari nel 2008. Pero' ancora rompono.
> Va detto che se per i libri è ammesso dalla notte
> dei tempi che uno, per non comprarli, li prenda
> in prestito in biblioteca, non è così per film e
> musica. Dipende dalla legislazione di ogni Stato,
> e comunque raramente si tratta di film in prima
> visione o di brani musicali appena lanciati sul
mai nominati i film. Del resto si parla di "google book search/print" aka google books. La parola "books" dovrebbe dirti qualcosa.
Scritto il 12/10/2012 alle 14.42
> > > eheh.. il famoso accordo con google era in
> > > partnership non da qualche mamma jamie da
> > > intimidire, ma con la Cornell.. che ha una
> > > potente FACOLTA' DI LEGGE (e che fa anche
> > > OTTIMI sul copyright)... e sembra proprio che
> > > stia parando male per gli editori
> > > arrafoni
> > Leggi bene la notizia: il giudice di NY ha dato
> > ragione e Google nella causa contro gli
> > autori : cioè saggisti, compilatori e
> > romanzieri.
> > La causa contro gli editori è a parte, se non ho
> > perso qualche passaggio nel frattempo, e non
> > c'entra con
> Fa qualche differenza?
Sì: che se avessi nominato gli autori, anziché gli editori, avresti risparmiato la figura di quello che commenta senza nemmeno sapere di che si sta parlando.
Forse non si è ancora capito, ma io sono qui per questo.
> E tra l'altro, insieme, hanno scucito a google
> 125 milioni di dollari nel 2008. Pero' ancora
Vedi? Non si riesce mai a mettere la parola fine quando una controversia è sui diritti d'autore. Google ha voluto la bicicletta: che pedali, ora.
> > Va detto che se per i libri è ammesso dalla
> > dei tempi che uno, per non comprarli, li prenda
> > in prestito in biblioteca, non è così per film e
> > musica. Dipende dalla legislazione di ogni
> Stato,
> > e comunque raramente si tratta di film in prima
> > visione o di brani musicali appena lanciati sul
> mai nominati i film.
Li nomino io: c'è sempre quello che pensa che basta fare come Google books, usando gli stessi avvocati, coi film o con la musica, e il risultato è lo stesso. Questa sentenza non è estensibile, perché si appoggia a una legge (o piuttosto un'usanza) che riguarda le biblioteche, e i libri ivi conservati. Ma solo quelli.
D'altronde ho qualche dubbio che PI avrebbe pubblicato una notizia così marginale, se non contasse su coloro che vi vedono anche quello che non c'è.
Scritto il 12/10/2012 alle 16.43
> > > > eheh.. il famoso accordo con
> google era
> > > Leggi bene la notizia: il giudice di NY
> > > ragione e Google nella causa contro gli
> > > autori : cioè
> > Fa qualche differenza?
> Sì: che se avessi nominato gli autori, anziché
> gli editori, avresti risparmiato la figura di
> quello che commenta senza nemmeno sapere di che
> si sta parlando.
invece poi e' saltato fuori che lo so meglio di te. capita
E scommetto che se vado a guardare salta fuori che svariati di quegli autori affiliati alla gilda, sono EDITORI di se stessi... e la stessa gilda e' editore.
In effetti e' per la comunione di intenti e interessi che li ho chiamati tutti "editori"
> > E tra l'altro, insieme, hanno scucito a
> > 125 milioni di dollari nel 2008. Pero' ancora
> Vedi? Non si riesce mai a mettere la parola fine
> quando una controversia è sui diritti d'autore.
> Google ha voluto la bicicletta: che pedali, ora.
su questo non c'e' dubbio. l'azione di google (Google Print Library Project alias Book Search.. non esattamente uguale all'attuale) fu di forza. E fece molto bene (sapendo che sarebbe andata cmq incontro a rogne). NON credo fosse un caso l'essere partiti assieme alle universita' (e guardacaso alle piu toste univ con facolta' di legge, come la cornell e harward)...
e stando a wikipedia, NON mi pare che il progetto sia fallito (eufem.) :
# August 2007: Google announced that it would digitize up to 500,000 both copyrighted and public domain items from Cornell University Library
# March 2012 Google passes 20 million books scanned
> > > Va detto che se per i libri è ammesso
> > > dei tempi che uno, per non comprarli,
> > > in prestito in biblioteca
si... a parte l'ovvieta'... ma qui sai bene qual'e' il PROBLEMA: leggittimita' o meno a digitalizzare... per gli editori una biblioteca digitale NON dovrebbe esistere (a meno che non sia foraggiata da loro, con stretti drm)... altro che fair use..
, non è così
> per film
beh dalla notte dei tempi no di certo. non esistevano
> > Stato,
anche questo e' ovvio.... ma in generale ogni tipo di prodotto culturale e' disponibile nelle biblioteche pubbliche. Non e' una bizzarra idea SOLO italiana.... non so in quale pianeta vivi tu...
> > > e comunque raramente si tratta di film
> > > visione o di brani musicali appena
> lanciati
bah sinceramente in biblioteca ci andavo mollto, da giovine, e la musica (tape) l'ho sempre ignorata pur essendoci... quindi men che meno so cosa (=con quali restrizioni draconiane) ora possono o non possono prestare come dvd o cd. Non mi interessa moltissimo. Mi interessa MOLTO di piu che siano liberati contenuti (la digitalizzazione e' una conseguenza) tagliando le unghie legalmente ai dragasaccocce... liberi per usi non commerciali (o, piu in la, per qualunque uso). Quindi non meramente una cosa ristretta e castrata dentro le biblioteche secondo le prescrizioni dei dragasaccocce.
> > mai nominati i film.
> Li nomino io: c'è sempre quello che pensa che
> basta fare come Google books, usando gli stessi
> avvocati, coi film o con la musica, e il
> risultato è lo stesso. Questa sentenza non è
> estensibile, perché si appoggia a una legge (o
> piuttosto un'usanza) che riguarda le biblioteche,
> e i libri ivi conservati. Ma solo
LA sentenza no. Il principio si... non so perche' ti sei fissato in questa cosa che i libri sono superspeciali e il resto dei media no... lo sai no quanta robina c'e' in internet.archive ?
> D'altronde ho qualche dubbio che PI avrebbe
> pubblicato una notizia così marginale, se non
> contasse su coloro che vi vedono anche quello che
mah.... non e' marginale. Ogni legnata ai dragasaccocce e' benvenuta
Scritto il 12/10/2012 alle 20.07
> > > Fa qualche differenza?
> > Sì: che se avessi nominato gli autori, anziché
> > gli editori, avresti risparmiato la figura di
> > quello che commenta senza nemmeno sapere di che
> > si sta parlando.
> invece poi e' saltato fuori che lo so meglio di
> te. capita
> E scommetto che se vado a guardare salta fuori
> che svariati di quegli autori affiliati alla
> gilda, sono EDITORI di se stessi... e la stessa
> gilda e'
> In effetti e' per la comunione di intenti e
> interessi che li ho chiamati tutti
> "editori"
Nulla vieta che un autore sia anche editore, faccio solamente notare che se l'Association of american publishers (AAP) e la Authors guild hanno promosso due cause separate e in date diverse contro Google Books, la prima a novembre 2005, la seconda a settembre, evidentemente anche gli interessi in campo erano diversi.
Pochi giorni fa l'associazione degli editori ha raggiunto un accordo con Google, cosa che la gilda degli autori non ha voluto fare.
> e stando a wikipedia, NON mi pare che il progetto
> sia fallito (eufem.) :
No, perché dovrebbe fallire, quando dietro esiste un colosso finanziario come Google?
Difficile dire se ora come ora sia in attivo, ne dubito, ma vedremo in futuro.
> > > > Va detto che se per i libri è ammesso
> > > notte
> > > > dei tempi che uno, per non comprarli,
> > prenda
> > > > in prestito in biblioteca
> si... a parte l'ovvieta'... ma qui sai bene
> qual'e' il PROBLEMA: leggittimita' o meno a
> digitalizzare... per gli editori una biblioteca
> digitale NON dovrebbe esistere (a meno che non
> sia foraggiata da loro, con stretti drm)... altro
> che fair
Che cosa pensano gli editori del fair use non mi interessa. Questo principio esiste da sempre, negli Usa, ed è anche molto rispettato.
> Dipende dalla legislazione di
> > > Stato,
> anche questo e' ovvio.... ma in generale ogni
> tipo di prodotto culturale e' disponibile nelle
> biblioteche pubbliche. Non e' una bizzarra idea
> SOLO italiana.... non so in quale pianeta vivi
Ma attenzione: in Italia video e musica sono spesso disponibile solo per la fruizione in sede:
("audiovisivi con uscita editoriale negli ultimi 18 mesi - dischi in vinile, registrazioni audio, audiocassette")
> > > > e comunque raramente si tratta di film
> > > > visione o di brani musicali appena
> > lanciati
> > > > mercato.
> bah sinceramente in biblioteca ci andavo mollto,
> da giovine, e la musica (tape) l'ho sempre
> ignorata pur essendoci... quindi men che meno so
> cosa (=con quali restrizioni draconiane) ora
> possono o non possono prestare come dvd o cd. Non
> mi interessa moltissimo. Mi interessa MOLTO di
> piu che siano liberati contenuti (la
> digitalizzazione e' una conseguenza)
Hai detto bene: il permesso di digitalizzazione è una conseguenza delle disposizioni già esistenti per il prestito di questo materiale. E capirai che se le disposizioni sono restrittive in quello Stato, saranno restrittive anche le disposizioni per renderlo pubblico.
> Questa sentenza non è
> > estensibile, perché si appoggia a una legge (o
> > piuttosto un'usanza) che riguarda le
> biblioteche,
> > e i libri ivi conservati. Ma solo
> LA sentenza no. Il principio si... non so perche'
> ti sei fissato in questa cosa che i libri sono
> superspeciali e il resto dei media no...
Perché ci sono leggi diverse e non sovrapponibili fra di loro. Semplice.
> > D'altronde ho qualche dubbio che PI avrebbe
> > pubblicato una notizia così marginale, se non
> > contasse su coloro che vi vedono anche quello
> mah.... non e' marginale. Ogni legnata ai
> dragasaccocce e' benvenuta
Mah, legnata... è solo il primo passo: non solo ci sarà l'appello, ma questa causa riguardava solo un aspetto del processo, la collaborazione fra HathiTrust e Google Books. Su eventuali danni patrimoniali non è stato ancora deciso nulla.
Scritto il 13/10/2012 alle 9.28
> > E scommetto che se vado a guardare salta
> > che svariati di quegli autori affiliati alla
> > gilda, sono EDITORI di se stessi... e la
> > gilda e'
> > editore.
> > In effetti e' per la comunione di intenti e
> > interessi che li ho chiamati tutti
> > "editori"
> Nulla vieta che un autore sia anche editore,
> faccio solamente notare che se l'Association of
> american publishers (AAP) e la Authors guild
> hanno promosso due cause separate e in date
> diverse contro Google Books, la prima a novembre
> 2005, la seconda a settembre, evidentemente anche
> gli interessi in campo erano
Faccio notare che non sono gli unici 2 che hanno aperto cause con google. Ma ripeto i motivi sono gli stessi. Non aver partecipato alla medesima causa, mi sembra che massimizzi solo il danno (o beneficio a seconda dei pdv).
Tra l'altro, per tornare al nostro vecchio discorso dei LOBBYSTI del copyright & major travestite da POLITICI... non so se hai guardato com'e' combinata la AAP... come CEO ha avuto per 12 anni un politico (ovviamente 70enne)... ovviamente aggressivo nella difesa del (c)... questo "purtroppo" non aiuta molto la loro fama... e hanno pagato quindi un FUDder professionista (Eric B. Dezenhall ) per inquinare l'informazione...
> Pochi giorni fa l'associazione degli editori ha
> raggiunto un accordo con Google, cosa che la
> gilda degli autori non ha voluto fare.
mah.. si e no... i dragasaccocce sono sempre all'attacco (a prescindere)... vedansi nel 2008 cosa si diceva http://googlepress.blogspot.it/2008/10/authors-pub...
> > e stando a wikipedia, NON mi pare che il
> > sia fallito (eufem.) :
> No, perché dovrebbe fallire, quando dietro esiste
> un colosso finanziario come
> Difficile dire se ora come ora sia in attivo, ne
> dubito, ma vedremo in
per me "20 milioni di testi" E' in attivo. Tu ne fai una questione di bilancio fiscale di google... ma a me non interessa granche'.
> > si... a parte l'ovvieta'... ma qui sai bene
> > qual'e' il PROBLEMA: legittimita' o meno a
> > digitalizzare... per gli editori una
> > digitale NON dovrebbe esistere (a meno che
> > sia foraggiata da loro, con stretti drm)...
> > che fair
> > use..
> Che cosa pensano gli editori del fair
> use non mi interessa.
>Questo principio esiste da sempre, negli Usa, ed è anche
> molto rispettato.
esiste "da sempre" ma e' sempre MENO rispettato (oppure lo puoi declinare come " e' stato piu' volte ristretto in alvei piu piccoli")
> > anche questo e' ovvio.... ma in generale ogni
> > tipo di prodotto culturale e' disponibile
> > biblioteche pubbliche. Non e' una bizzarra
> > SOLO italiana.... non so in quale pianeta
> > tu...
> Vivo all'estero.
> Ma attenzione: in Italia video e musica sono
> spesso disponibile solo per la fruizione in sede:
> http://tinyurl.com/9n6rjna
> ("audiovisivi con uscita editoriale negli ultimi
> 18 mesi - dischi in vinile, registrazioni audio,
> audiocassette")
si come dicevo... neanche 20 anni fa usufruivo di multimedia in biblioteca... e men che meno adesso... quindi non saprei... ogni tanto pero' guardo il "bollettino delle biblioteche" (mi sfugge come si chiama ora) e fanno i tripli salti mortali carpiati per cercare di evitare le bombe che il distorto sistema legale gli tira... il cosidetto "prestito digitale" ne e' un esempio.. un contorto, complesso (e quindi 'costoso') sistema di antifeature per fornire contenuti digitali a scadenza e locked... quando sarebbe ENORMEMENTE piu semplice eliminare per legge l'enforcement del copyright per contenuti piu vecchi di 5 anni ,se diffusi non per scopo di lucro.
Tra l'altro non so tu ma io NON andavo in biblioteca per prendere in prestito l'ultimissima novita', ma perche potevi fare ricerche massive gratis. Ora col digitale sarebbe 10000000 di volte piu semplice ed efficace, se non ci fosse il cancro del copyright. Poi se non mi vuoi prestare il film/libro uscito IERI, mi sta bene.
> > Questa sentenza non è
> > > estensibile, perché si appoggia a una
> > > piuttosto un'usanza) che riguarda le
> > biblioteche,
> > > e i libri ivi conservati. Ma solo
> > > quelli.
> > LA sentenza no. Il principio si... non so
> > ti sei fissato in questa cosa che i libri
> > superspeciali e il resto dei media no...
> Perché ci sono leggi diverse e non sovrapponibili
> fra di loro.
no, i principi sono ampiamente sovrapponibili invece. Se parli della causa specifica, ovviamente e' specifica (libri, Usa, ecc).
Forse non hai mai guardato Internet Archive (organizzazione no-profit che tra l'altro mi sembra che in california abbia lo status di biblioteca).
> > mah.... non e' marginale. Ogni legnata ai
> > dragasaccocce e' benvenuta
> Mah, legnata... è solo il primo passo: non solo
> ci sarà l'appello, ma questa causa riguardava
> solo un aspetto del processo, la collaborazione
> fra HathiTrust e Google Books. Su eventuali danni
> patrimoniali non è stato ancora deciso
non e' solo "il primo passo". E' uno dei tanti passi. Google, in modo forzato o meno, ha portato nei fatti a digitalizzare 20milioni di testi.
Questo chiaramente NON migliora di per se la patetica normativa sul (c)... ma contribuisce a creare un 'sentiment', che poi si puo riverberare anche sulle sentenze... e chissa',magari, anche finalmente sul legislatore
Scritto il 15/10/2012 alle 15.19
> > Nulla vieta che un autore sia anche editore,
> > faccio solamente notare che se l'Association of
> > american publishers (AAP) e la Authors guild
> > hanno promosso due cause separate e in date
> > diverse contro Google Books, la prima a novembre
> > 2005, la seconda a settembre, evidentemente
> > gli interessi in campo erano
> Faccio notare che non sono gli unici 2 che hanno
> aperto cause con google. Ma ripeto i motivi sono
> gli stessi. Non aver partecipato alla medesima
> causa, mi sembra che massimizzi solo il danno (o
> beneficio a seconda dei
> pdv).
Sì, Giulio Andreotti è stato portato in tribunale da due pubblici ministeri diversi, e in effetti le motivazioni erano le stesse: l'odio personale . A vedere bene i dettagli, però, una causa parlava di associazione mafiosa, l'altra di omicidio. Si fa presto, dall'esterno, a dire che il motivo è lo stesso.
La scelta di perseguire cause separate è anche garanzia di poter prendere decisioni separate, non vincolate a quelle dell'altro.
> Tra l'altro, per tornare al nostro vecchio
> discorso dei LOBBYSTI del copyright & major
> travestite da POLITICI... non so se hai guardato
> com'e' combinata la AAP... come CEO ha avuto per
> 12 anni un politico (ovviamente 70enne)...
> ovviamente aggressivo nella difesa del (c)...
> questo "purtroppo" non aiuta molto la loro
Stai andando fuori dal seminato. Non mi interessa se i protagonisti della causa sono brave persone, oppure la notte strappano la coda alle lucertole.
> > Pochi giorni fa l'associazione degli editori ha
> > raggiunto un accordo con Google, cosa che la
> > gilda degli autori non ha voluto fare.
> mah.. si e no... i dragasaccocce sono sempre
> all'attacco (a prescindere)... vedansi nel 2008
> cosa si diceva
> http://googlepress.blogspot.it/2008/10/authors-pub
Interessante, non conoscevo il precedente.
Evidentemente quell'accordo, che sembrava ormai fatto, è saltato all'ultimo minuto. Capita. Ma l'annuncio è rimasto.
> > No, perché dovrebbe fallire, quando dietro
> > un colosso finanziario come
> > Difficile dire se ora come ora sia in attivo, ne
> > dubito, ma vedremo in
> per me "20 milioni di testi" E' in attivo. Tu ne
> fai una questione di bilancio fiscale di
> google... ma a me non interessa
> granche'.
Nemmeno a me, da un punto di vista fiscale. Dico solo che Google ha abbandonato diversi progetti, in passato, quando s'è accorto che non avevano futuro: Knol, Buzz, Google Notebook... Non mi stupirebbe se abbandonasse anche questo, un giorno, perché costa troppo e non dà un vero ritorno d'immagine.
> > Che cosa pensano gli editori del fair
> > use non mi interessa.
Non ha rilevanza sulle sentenze dei tribunali, per fortuna.
E non è un principio facile da modificare, in un Paese come gli Usa che tiene molto da conto la libertà d'espressione e di informazione.
> >Questo principio esiste da sempre, negli Usa, ed
> > molto rispettato.
> esiste "da sempre" ma e' sempre MENO rispettato
> (oppure lo puoi declinare come " e' stato piu'
> volte ristretto in alvei piu
> piccoli")
Il problema è che ci si aspetta da questo principio cose che non può garantire.
> si come dicevo... neanche 20 anni fa usufruivo di
> multimedia in biblioteca... e men che meno
> adesso... quindi non saprei... ogni tanto pero'
> guardo il "bollettino delle biblioteche" (mi
> sfugge come si chiama ora) e fanno i tripli salti
> mortali carpiati per cercare di evitare le bombe
> che il distorto sistema legale gli tira... il
> cosidetto "prestito digitale" ne e' un esempio..
> un contorto, complesso (e quindi 'costoso')
> sistema di antifeature per fornire contenuti
> digitali a scadenza e locked...
Esatto. E non credo che accada solo in Italia.
Un'eventuale estensione del fair use anche a contenuti come video e musica avvantaggerebbe gli utenti americani e gli utenti di cose americane. Per le cose prodotte in Italia, o in alcuni Paesi d'Europa, non cambierebbe nulla.
> > > LA sentenza no. Il principio si... non so
> > > ti sei fissato in questa cosa che i libri
> > > superspeciali e il resto dei media no...
> > Perché ci sono leggi diverse e non
> sovrapponibili
> > fra di loro.
> no, i principi sono ampiamente sovrapponibili
> invece. Se parli della causa specifica,
> ovviamente e' specifica (libri, Usa,
La prima grande differenza che mi viene in mente è il Digital millennium copyright act del 1998, che rende illecito il semplice aggiramento del DRM, non importa se lo scopo è fair o unfair . È chiaro che gli editori non hanno pensato a simili protezioni per i libri, nel 1998.
In più, è il mezzo a essere diverso. Se, per dire, di un libro da 24 capitoli è considerato fair use riprodurne uno, e non di più, di un film di 90 minuti, in proporzione, sarebbe lecito riprodurre 7 minuti e mezzo. Solo che anche 7 minuti e mezzo di film richiedono un discreto spazio sul server, quindi, per cercare di rientrare nelle spese, chi offre questo servizio metterebbe pubblicità... facendo venire meno il fair use .
> Forse non hai mai guardato Internet Archive
> (organizzazione no-profit che tra l'altro mi
> sembra che in california abbia lo status di
> biblioteca).
Sono tutti testi e film o di pubblico dominio, o con una licenza del tipo creative commons . Anche loro a volte si sbagliano, e includono lavori che sono ancora sotto copyright, incappando in cause legali spiacevoli.
Scritto il 15/10/2012 alle 19.28
> > > > partnership non da qualche mamma
> > poter
> > > > intimidire, ma con la Cornell..
> > > > potente FACOLTA' DI LEGGE (e che
> > studi
> > > > OTTIMI sul copyright)... e sembra
> > > > stia parando male per gli editori
> > > > arrafoni
> saggisti, compilatori
> > > romanzieri.
> > > La causa contro gli editori è a parte,
> > > perso qualche passaggio nel frattempo,
> > > c'entra con
> > > questa.
> Forse non si è ancora capito, ma io sono qui per
Non su quello degli altri, ma sul mio cartellino sei registrato sotto la voce "cagacazzi" con un punteggio di 95 su 100. E conduci di molte lunghezze sul secondo che e' ruppolo!
Scritto il 13/10/2012 alle 17.19
Nella biblioteca che frequento si possono prendere a prestito VHS, DVD, CD musicali, e perfino prodotti multimediali software.
Scritto il 12/10/2012 alle 16.39
> > dei tempi che uno, per non comprarli, li
> > in prestito in biblioteca, non è così per
> E' cosi' anche per DVD e musica.
> Nella biblioteca che frequento si possono
> prendere a prestito VHS, DVD, CD musicali, e
> perfino prodotti multimediali
È così in Italia. Non in tutto il mondo. Dubito fortemente che negli Usa le biblioteche prestino gratis DVD e CD musicali. Forse dopo un certo numero di anni che sono usciti.
Decisione Sacrosanta! nr: Alberto Bianchi
Giusto cosi': se fosse per i parassiti (come i videotechini, che si pavoneggiano come se fossero loro a produrre i "films" (strafalcione grammaticale agghiacciante, sufficiente a far capire a chi legge i loro forum quanto siano capre!) e a meritarsi lodi, onori e Oscar per il formidabile contributo culturale da essi apportato alla societa') del copyright, avremmo alle nostre spalle un agente della Siae di turno pronto a controllare che la lettura di ogni singola pagina del libro che abbiamo in mano sia stata autorizzata e convalidata.
Pensate a questo: alcuni di noi trovano soddisfazione nell'inventare e implementare, ad esempio, scanner al laser con addirittura la correzione e compensazione automatica delle curvature delle pagine (contributi tecnologici fondamentali per progetti di importanza epocale come Google Books!), mentre altri, tra una manciata di monetine data in elemosina e l'altra, si dilettano nell'inveire contro chi ama il progresso e la diffusione della conoscenza. I videotechini si spacciano come paladini del copyright soltanto perche' per ottenere i loro spiccioli vendono e noleggiano i "films" (mi vengono i brividi), ma se vendessero cocomeri diventerebbero i difensori delle colture biologiche e nemici dei pesticidi assassini..
Plauso al giudice, plauso a Google, e plauso ai nostri amici della videoteca accanto per i piccoli sorrisi che ci strappano con le loro fesserie.
Scritto il 12/10/2012 alle 12.31
buona notizia per tutti il solito bene informato
Non vorrei essere quello stagista che dovrà scansionare milioni di libri e mandare pagina per pagina via email a Google...
Scritto il 12/10/2012 alle 10.40
> ... tranne che per gli arraffoni del copyright.
> Non vorrei essere quello stagista che dovrà
> scansionare milioni di libri e mandare pagina per
> pagina via email a
Lo stagista al massimo viene incaricato di mettere i fogli sullo scanner e premere il tasto PLAY.
Viviamo fortunatamente in un'epoca in cui il lavoro manuale lo fa solo chi usa ancora windows.
Scritto il 12/10/2012 alle 10.54
nr: bibliotecar io
> > ... tranne che per gli arraffoni del
> > Non vorrei essere quello stagista che dovrà
> > scansionare milioni di libri e mandare
> > pagina via email a
> Guarda che il lavoro viene fatto a macchina.
> Lo stagista al massimo viene incaricato di
> mettere i fogli sullo scanner e premere il tasto
> Viviamo fortunatamente in un'epoca in cui il
> lavoro manuale lo fa solo chi usa ancora
Ma neanche quello, ci sono i digitalizzatori di libri automatici, si posiziona il libro, si preme un tasto e via.
Scritto il 12/10/2012 alle 11.26
> Ma neanche quello, ci sono i digitalizzatori di
> libri automatici, si posiziona il libro, si preme
> un tasto e
Mmh, credo di averne visto uno, o meglio: era un fotocopiatrice che era in grado di girare le pagine. So però che questi apparecchi sono molto cari, e non sempre danno garanzia di non "saltare" una pagina qua e là, a differenza di un operatore umano pagato.
Quindi, mi sa che alla fine si usano i digitalizzatori classici, più economici.
Scritto il 12/10/2012 alle 12.03
> - Scritto da: bibliotecar io
> Mmh, credo di averne visto uno, o meglio: era un
> fotocopiatrice che era in grado di girare le
> pagine. So però che questi apparecchi sono molto
> cari, e non sempre danno garanzia di non
> "saltare" una pagina qua e là, a differenza di un
> operatore umano
Potrebbe esserci un sistema che legge il numero di pagina di ciascuna scansione, e segnala all'operatore eventuali anomalie?
Probabilmente però un umano che vada a controllare e integrare una pagina mancante gli costerebbe quanto l'intera digitalizzazione del libro...
Scritto il 15/10/2012 alle 11.52
Il progresso si ottiene a piccoli passi. panda rossa
E anche questa volta un altro piccolo passo e' stato effettuato nella giusta direzione.
I parassiti del copyright sono destinati a scomparire, e verranno pure dimenticati visto che non avendo mai fatto nulla in vita loro, non lasceranno tracce nella storia.
Scritto il 12/10/2012 alle 10.07
> E anche questa volta un altro piccolo passo e'
> stato effettuato nella giusta
> I parassiti del copyright sono destinati a
> scomparire, e verranno pure dimenticati visto che
> non avendo mai fatto nulla in vita loro, non
> lasceranno tracce nella
Ti stai augurando il male? Perchè immagino che quando tu e altri qui, parlate di parassiti, vi riferiate a coloro che scaricano in barba alle leggi, coloro che vogliono il lavoro di altri senza pagarlo e pretendono di essere anche nel giusto. Tutti gli altri fanno un lavoro per cui ricevono un compenso e pagano i diritti agli autori, lo faccio io, lo fanno i videonoleggiatori. Se loro sono ...ini ti chiamerò scarichino, tanto non è un'offesa, vero?
Scritto il 12/10/2012 alle 20.03
> > E anche questa volta un altro piccolo passo e'
> > stato effettuato nella giusta
> > direzione.
> > I parassiti del copyright sono destinati a
> > scomparire, e verranno pure dimenticati visto
> > non avendo mai fatto nulla in vita loro, non
> > lasceranno tracce nella
> Ti stai augurando il male? Perchè immagino che
> quando tu e altri qui, parlate di parassiti, vi
> riferiate a coloro che scaricano in barba alle
> leggi, coloro che vogliono il lavoro di altri
> senza pagarlo e pretendono di essere anche nel
> giusto. Tutti gli altri fanno un lavoro per cui
> ricevono un compenso e pagano i diritti agli
> autori, lo faccio io, lo fanno i
> videonoleggiatori. Se loro sono ...ini ti
> chiamerò scarichino, tanto non è un'offesa,
ma pagare i diritti non vuol dire che arrivano tutti all'autore. Ho trovato qualcosa relativo alla musica. Questo dovrebbe essere il contratto preferito dalle case discografiche (secondo me funziona in modo simile anche per altre opere). Ad un artista meno forte andranno su per giù il 5% dei gudagni. Cioè per la promozione e distribuzione la casa discografica (o major) si prende il 95% degli incassi. Questa cosa legale ti pare invece giusta?
Insomma io all'autore do so il 5% pagato il prezzo dell'opera tutto il resto va al carrozzone. Io voglio pagare il talento, l'autore e basta. Meglio allora Megabox o servizi dove l'autore non usa intermediari
Nel sito che ho linkato ci sono altri contratti con percentuali maggiore in questo l'autore deve pagarsi la promozione.
Va bene farsi pagare per il servizio di promozione dell'opera ma il 95% è assurdo.
Poi secondo il link ci sono clausole che non hanno più senso (perchè esistevano al tempo del vinile che comportava rischi di giacenza..ecc.)
http://energieindivenire.provincia.savona.it/conte...
Scritto il 14/10/2012 alle 16.29
> quando tu e altri qui, parlate di parassiti
Parassita è chi mangia a spese di altri senza fornire nulla in cambio.
>, vi
Chi scarica non guadagna soldi, e non mangia a spese di altri. Per mangiare lavora come tutti.
Tu, per guadagnare, cosa fai? Cosa offri di utile agli altri?
Ipotizziamo di non usare il denaro, ma il baratto: io faccio il panettiere, e tu vuoi il pane che faccio io: cosa mi offri in cambio?
Scritto il 14/10/2012 alle 16.35