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Timestamp: 2017-01-23 20:11:04+00:00
Document Index: 76194013

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⭐Quaderni di applicazione tecnica N.11 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2
Quaderni di applicazione tecnica N.11 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2
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1 Quaderni di applicazione tecnica N.11 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 22 3 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 Indice Introduzione Norme relative ai quadri e applicabilità 1.1 La Norma CEI EN Caratteristiche elettriche nominali di un quadro Classificazione dei quadri elettrici 3.1 Quadri aperti e quadri chiusi Configurazione esterna Condizioni di installazione Classificazione funzionale Grado di protezione IP in un quadro Grado di protezione IP nei quadri ArTu Grado di protezione IP e ambiente di installazione Grado di protezione IP e riscaldamento Grado di protezione IP di parti asportabili Gradi di protezione IK degli involucri 5.1 Grado di protezione IK nei quadri ArTu Forme di segregazione Verifica dei limiti di sovratemperatura all interno di un quadro 7.1 Introduzione Verifica termica del quadro Calcolo delle sovratemperature secondo la CEI Verifica delle prestazioni in cortocircuito 8.1 Verifica della tenuta al cortocircuito Corrente di cortocircuito e idoneità del quadro all impianto Scelta del sistema di distribuzione in relazione alla tenuta al cortocircuito Verifica della tenuta al cortocircuito con le verifiche di progetto Verifica delle caratteristiche dielettriche del quadro 9.1 Prova di tenuta dielettrica a frequenza industriale Prova di tenuta dielettrica all impulso di tensione Segue 14 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 Indice 10 Protezione contro le scosse elettriche 12 Guida alla certificazione del quadro elettrico 10.1 Protezione contro i contatti diretti Protezione contro i contatti indiretti La gestione in sicurezza del quadro Indicazioni pratiche per la realizzazione del quadro 11.1 Assemblaggio del quadro elettrico Posizionamento degli interruttori Ammaraggio dei conduttori in prossimità degli interruttori Indicazioni per la connessione degli interruttori con il sistema sbarre Indicazioni sulle distanze d installazione degli interruttori Altre indicazioni logistiche e funzionali Movimentazione, trasporto e installazione finale Interventi successivi sul quadro elettrico in esercizio La conformità normativa del quadro elettrico Principali verifiche a cura del costruttore originale Verifiche individuali (collaudo) a cura del costruttore del quadro Le verifiche individuali secondo la CEI EN Approfondimenti in sede di collaudo Approfondimento sulla verifica individuale dell isolamento Documentazione finale e termine delle verifiche Esempio di realizzazione di un quadro ArTu 13.1 Schema unifilare Selezione degli interruttori e delle condutture esterne al quadro Fronte quadro, sistema di distribuzione e carpenteria Conformità alla Norma CEI EN Appendice A Moduli per la dichiarazione di conformità e collaudo5 Introduzione Un quadro elettrico è costituito dall assieme di più apparecchiature di protezione e manovra, raggruppate in uno o più contenitori adiacenti (colonne). In un quadro si distinguono: il contenitore, chiamato dalle norme involucro (che svolge la funzione di supporto e di protezione meccanica dei componenti contenuti), e l equipaggiamento elettrico, costituito dagli apparecchi, dalle connessioni interne e dai terminali di entrata e di uscita per il collegamento all impianto. Come tutti i componenti di un impianto elettrico, anche il quadro deve rispondere alla relativa Norma di prodotto. A questo riguardo c è stata un evoluzione, a livello normativo, che ha segnato il passaggio dalla precedente Norma CEI EN all attuale CEI EN 61439; in particolare, sono in vigore, a livello internazionale, le IEC Edition e IEC Edition , recepite dalle corrispondenti CEI EN : e CEI EN : a livello europeo. Queste norme si applicano alle apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT) (la cui tensione nominale non sia superiore a 1000 V in corrente alternata, oppure a 1500 V in corrente continua). Il presente Quaderno Tecnico ha l obbiettivo di: 1) descrivere le principali novità e i principali cambiamenti introdotti dalla nuova norma per quanto riguarda la struttura, le definizioni e i contenuti (es: metodologie di verifica dei quadri e loro condizioni di applicabilità), descrivendo in particolare le verifiche prestazionali relative a: limiti di sovratemperatura, tenuta al cortocircuito e proprietà dielettriche; 2) fornire un documento contenente informazioni utili per la realizzazione e la certificazione dei quadri BT in conformità alla Norma CEI EN Questa pubblicazione è divisa in sette parti fondamentali: - l introduzione e la descrizione della nuova CEI EN 61439; - la definizione delle caratteristiche elettriche nominali, dei gradi IP e IK e delle forme di segregazione per un quadro elettrico; - gli aspetti normativi relativi a: sovratemperatura, tenuta al cortocircuito e proprietà dielettriche (distanze d isolamento); - le prescrizioni per la protezione contro i contatti diretti e indiretti; - le indicazioni pratiche per la realizzazione, la movimentazione, il trasporto e l installazione finale dei quadri elettrici; - le proprietà e le caratteristiche prestazionali (verifiche di progetto) dei quadri elettrici e una guida all esecuzione delle verifiche individuali (certificazione del quadro); - un esempio di scelta dei prodotti (interruttori, condutture, sistema di distribuzione, barre e carpenteria) per la realizzazione di un quadro ArTu. Introduzione Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 36 1 Norme relative ai quadri e applicabilità 1 Norme relative ai quadri e applicabilità La recente pubblicazione della nuova CEI EN impone un evoluzione e un affinamento del concetto di quadro elettrico, di fatto fermo al 1990 quando si passò dagli ACF agli AS e ANS. La nuova norma continua a considerare il quadro come un normale componente dell impianto, alla stregua di un interruttore o di una presa, sebbene risulti costituito dall assieme di più apparecchiature, raggruppate in uno o più contenitori adiacenti (colonne). In un quadro si distinguono: il contenitore, chiamato dalle norme involucro (che svolge la funzione di supporto e di protezione meccanica dei componenti contenuti), e l equipaggiamento elettrico, costituito dagli apparecchi, dalle connessioni interne e dai terminali di entrata e di uscita per il collegamento all impianto. Tale complesso deve essere assiemato opportunamente in modo da soddisfare i requisiti di sicurezza ed adempiere in maniera ottimale alle funzioni per le quali è stato progettato. In Italia da questo punto di vista in passato la legge 46/90 ed ora il DM 37/08 impongono all installatore di sottoscrivere, per ogni azione su un impianto che sia oltre la manutenzione ordinaria, una dichiarazione di conformità alla regola d arte. Tra gli allegati obbligatori alla Dichiarazione, nell elenco materiali installati o modificati, spesso compare il quadro elettrico che ha subito interventi. Come noto, per l art.2 della legge 186 del 1 marzo del 1968, le apparecchiature e gli impianti realizzati in conformità alle norme del CEI si considerano a regola d arte. Quindi, come tutti i componenti di un impianto elettrico, anche il quadro deve rispondere alla relativa Norma di prodotto. A questo proposito sono in vigore, a livello internazionale, le IEC Edition e IEC Edition , recepite dalle corrispondenti CEI EN : e CEI EN : a livello europeo. Queste norme si applicano ai quadri di Bassa tensione (la cui tensione nominale non sia superiore a 1000 V in corrente alternata, oppure a 1500 V in corrente continua). La CEI EN costituisce la parte generale per i vari tipi di quadri BT, mentre le altre parti (le norme specifiche di prodotto) che man mano saranno pubblicate, sono quelle relative alla specifica tipologia di quadro e dovranno essere lette congiuntamente alla parte generale. Queste parti specifiche saranno: - la CEI EN : Quadri di potenza (in vigore; sostituisce la precedente CEI EN nel ruolo che aveva di norma di prodotto specifica per i Quadri di potenza); - la CEI EN : Quadri di distribuzione (in vigore; sostituisce la precedente CEI EN sugli ASD); - la CEI EN : Quadri per cantiere (sostituisce la precedente CEI EN sugli ASC); - la CEI EN : Quadri per distribuzione di potenza (in vigore; sostituisce la precedente CEI EN ); - la CEI EN : Sistemi di condotti sbarre (sostituisce la precedente CEI EN ); - la CEI EN : Quadri per Marina, Campeggi e Ricarica dei veicoli elettrici. Continua ad esistere la Norma italiana CEI 23-51, che tratta i quadri per uso domestico e similare. Questi ultimi devono essere utilizzati in ambienti con determinate caratteristiche e destinati all uso con tensione e corrente limitate a certi valori. Altre due pubblicazioni del CEI, sui quadri elettrici, sono tutt ora disponibili : - la CEI che rappresenta un metodo per la determinazione delle sovratemperature, mediante valutazione (in particolare mediante calcoli). Per approfondimenti vedere il Capitolo 7 del quaderno tecnico. - la CEI che rappresenta un metodo per definire la tenuta al cortocircuito di una struttura di sistema sbarre mediante il confronto con un progetto di riferimento provato e i calcoli. Il contenuto di questa guida è stato inserito nel nuovo Allegato P della CEI EN : Verifica mediante calcolo della capacità di tenuta al cortocircuito delle strutture dei sistemi sbarre per confronto con un progetto di riferimento provato. Per approfondimenti vedere il paragrafo 8.4 del quaderno tecnico. Nel 1999 il CEI ha pubblicato la guida CEI 17-70: questo documento ha lo scopo di fornire un interpretazione ufficiale su alcuni punti importanti delle norme dei quadri elettrici in bassa tensione. 1.1 La Norma CEI EN Come detto il nuovo pacchetto di norme codificate dall IEC con il codice 61439, è composto dalla norma base e dalle norme specifiche (norme di prodotto) relative alla specifica tipologia di quadro. La prima tratta le regole, le definizioni, le prescrizioni di costruzione e di verifica, le caratteristiche tecniche e le prestazioni comuni ai vari tipi di quadri per bassa tensione che, a loro volta, rientreranno ciascuno nella rispettiva norma specifica di prodotto (o norma relativa del quadro). Ad oggi, la nuova serie CEI EN è così strutturata: 1) La CEI : Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 1: Regole Generali (in vigore); 2) La CEI EN : Quadri di potenza (in vigore); 3) La CEI EN : Quadri di distribuzione (in vigore); 4) La CEI EN : Quadri per cantiere ; (in vigore) 5) La CEI EN : Quadri per distribuzione di potenza (in vigore); 6) La CEI EN : Sistemi di condotti sbarre ; (in vigore) 7) La CEI EN : Quadri per Marina, Campeggi e Ricarica dei veicoli elettrici. (prevista) La Norma CEI EN non può essere utilizzata da 4 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 27 sola per specificare un quadro o usata per determinarne la conformità alla norma. Per quanto riguarda la dichiarazione di conformità, ogni specifica tipologia di quadro dovrà essere dichiarata conforme alla rispettiva norma di prodotto (es: i quadri di potenza saranno dichiarati conformi alla CEI EN ; i quadri di distribuzione saranno dichiarati conformi alla CEI EN ). La vecchia CEI EN sarà gradualmente superata dalle nuove CEI EN e 2, già disponibili, ma resterà ancora in vigore fino al 1 novembre 2014 per i quadri di potenza (detti anche PSC dall inglese: Power switchgear controlgear PSC-ASSEMBLIES) e anche come riferimento normativo di regole generali per le parti ancora in preparazione. Dopo quella data i nuovi quadri di potenza potranno essere dichiarati conformi solo alla nuova norma CEI EN La norma base stabilisce i requisiti relativi alla costruzione, sicurezza e manutenibilità dei quadri elettrici, identificando le caratteristiche nominali, le condizioni ambientali di servizio, i requisiti meccanici ed elettrici e le prescrizioni relative alle prestazioni. La precedente norma del 1990 aveva suddiviso i quadri in due tipi, definendoli AS (di serie) e ANS (non di serie), secondo la loro conformità totale o parziale alle cosiddette prove di tipo di laboratorio. La nuova norma abolisce completamente questo dualismo e al suo posto pone semplicemente il quadro conforme, cioè un quadro che risponde alle verifiche di progetto 1 previste dalla norma stessa. Per questo obiettivo la norma consente tre modalità, alternative ma tra loro equivalenti, ai fini della verifica di conformità di un quadro, che sono: - 1) verifica con prove di laboratorio (prima chiamate prove di tipo e adesso prove di verifica); - 2) verifica per confronto con un progetto di riferimento provato (confronto strutturato di un progetto proposto di un quadro, o parte di un quadro, con il progetto di riferimento verificato con prove); - 3) verifica mediante valutazione (verifica del progetto tramite precise regole, compreso l utilizzo di appropriati margini di sicurezza, o calcoli, applicati ad un quadro campione o a parti del quadro, per dimostrare che il progetto soddisfa le prescrizioni della relativa norma del quadro). Le diverse prestazioni (sovratemperatura, tenuta al cortocircuito, isolamento, corrosione ecc) potranno essere verificate con una di queste tre procedure; resta del tutto irrilevante l aver seguito l una o l altra strada per garantire la conformità del quadro. Non essendo sempre possibile scegliere tra le tre procedure, la Tabella D.1 Lista delle verifiche di progetto da effettuare, dell appendice D della norma (vedi Tabella 1.1), elenca, per ciascuna caratteristica da verificare, quali delle tre procedure di verifica si possono utilizzare. 1 La verifica di progetto è una verifica eseguita su un quadro campione o su parti di quadro per dimostrare che il progetto soddisfa le prescrizioni della relativa norma del quadro. 1 Norme relative ai quadri e applicabilità Tabella 1.1 Opzioni della verifica effettuabile N Caratteristiche da verificare Articoli o paragrafi Prove Confronto con il progetto originale Verifica mediante valutazione 1 Robustezza dei materiali e parti: 10.2 Resistenza alla corrosione SI NO NO Proprietà dei materiali isolanti: Stabilità termica SI NO NO Resistenza dei materiali isolanti al calore anormale ed al fuoco che si SI NO SI verifica per effetti interni di natura elettrica Resistenza alla radiazione ultravioletta (UV) SI NO SI Sollevamento SI NO NO Impatto meccanico SI NO NO Marcatura SI NO NO 2 Grado di protezione degli involucri 10.3 SI NO SI 3 Distanze d isolamento in aria 10.4 SI NO NO 4 Distanze d isolamento superficiali 10.4 SI NO NO 5 Protezione contro la scossa elettrica ed integrità dei circuiti di protezione: 10.5 Effettiva continuità della messa a terra tra le masse del QUADRO ed il circuito di protezione SI NO NO Capacità di tenuta al cortocircuito del circuito di protezione SI SI NO 6 Installazione degli apparecchi di manovra e dei componenti 10.6 NO NO SI 7 Circuiti elettrici interni e collegamenti 10.7 NO NO SI 8 Terminali per conduttori esterni 10.8 NO NO SI 9 Proprietà dielettriche: 10.9 Tensione di tenuta a frequenza di esercizio SI NO NO Tensione di tenuta a mpulso SI NO SI 10 Limiti di sovratemperatura SI SI SI 11 Tenuta al cortocircuito SI SI NO 12 Compatibilità Elettromagnetica (EMC) SI NO SI 13 Funzionamento meccanico SI NO NO Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 58 1 Norme relative ai quadri e applicabilità Come si può vedere, per talune caratteristiche, quali la tenuta alla corrosione o l impatto meccanico è ammessa la verifica solo con prove di laboratorio; per altre caratteristiche come ad esempio la tenuta al cortocircuito è ammessa la verifica con prove o per confronto con un progetto di riferimento provato; invece, per altre prestazioni come la sovratemperatura, sono ammesse indifferentemente tutte e tre le modalità di verifica: con prove di laboratorio, attraverso il confronto con il progetto di riferimento testato oppure con i calcoli. Un altra grossa novità della nuova norma è l affinamento della figura del costruttore. In particolare si definiscono due modi di essere del costruttore: il costruttore originale ed il costruttore del quadro. Il primo è l organizzazione che ha progettato, costruito e verificato (con le verifiche di progetto) il prototipo del quadro (il quadro o la gamma di quadri) in accordo con la relativa norma di prodotto (es: la CEI EN per i Quadri di potenza). Il costruttore originale, in sostanza, è l organizzazione che realizza il sistema di quadri 2. Va da sé che maggiori e più performanti saranno gli allestimenti che il costruttore originale riuscirà a normalizzare e poi a proporre, più alte saranno le sue probabilità di far realizzare i suoi quadri e dunque di fare profitto. Il secondo è l organizzazione che si assume la responsabilità del quadro finito e mette il nome sulla targa del quadro. Il costruttore del quadro è chi effettivamente costruisce il quadro, nel senso che si procura i diversi particolari e componenti e li assembla, seguendo le istruzioni del costruttore originale, realizzando il manufatto finito, montato e cablato, sfruttando una delle già menzionate opportunità, pronte all uso, presentategli dal costruttore originale. La norma ammette ancora che alcune fasi del montaggio dei quadri siano realizzate anche fuori dal laboratorio o dall officina del costruttore del quadro (sul cantiere o a bordo macchina), attenendosi comunque alle sue istruzioni. Operativamente i quadristi e gli installatori, intesi come costruttori finali, potranno come di consueto utilizzare prodotti commercializzati in kit e presentati nei cataloghi dei costruttori originali, per assemblarli nella configurazione di quadro di cui hanno bisogno. Riassumendo il costruttore originale dovrà: progettare il quadro o la linea di quadri; eseguire le prove sui prototipi; superare queste prove per dimostrare la rispondenza alla Norma del quadro (Norma di prodotto); derivare dalle prove altri allestimenti attraverso la verifica mediante valutazione o per confronto con il progetto originale (provato); aggiungere gli ulteriori allestimenti ottenuti senza prove ma con gli altri metodi di verifica; fornire la documentazione tecnica (es: cataloghi o guide di montaggio) con le istruzioni per la scelta dei componenti e il montaggio del quadro. L elenco delle verifiche di progetto prescritte dalla Norma e a carico del costruttore originale che, in accordo alla Tabella 1.1, deciderà come eseguirle è il seguente: Verifiche delle caratteristiche relative alla costruzione: - Robustezza dei materiali e delle parti del quadro; - Grado di protezione degli involucri; - Distanze d isolamento in aria e superficiali; - Protezione contro la scossa elettrica ed integrità dei circuiti di protezione; - Installazione degli apparecchi di manovra e dei componenti; - Circuiti elettrici interni e collegamenti; - Terminali per conduttori esterni. Verifiche delle caratteristiche relative alla prestazione: - Proprietà dielettriche; - Sovratemperatura; - Capacità di tenuta al cortocircuito; - Compatibilità Elettromagnetica (EMC); - Funzionamento meccanico. 2 Sistema di quadri: gamma completa di componenti meccanici ed elettrici (involucri, sbarre, unità funzionali, ecc.), definita dal costruttore originale, che può essere assemblata in accordo con le istruzioni del costruttore originale per ottenere quadri differenti. 6 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 29 Il costruttore del quadro avrà invece la responsabilità: di assemblare il quadro rispettando le istruzioni fornite dal costruttore originale; di eseguire le verifiche individuali (collaudo) su ogni quadro realizzato; di redigere la dichiarazione CE di conformità del quadro (che allega e archivia col fascicolo tecnico). L elenco delle verifiche individuali (collaudo finale) prescritte dalla Norma e a carico del costruttore del quadro è il seguente: Caratteristiche relative alla costruzione - Grado di protezione degli involucri; - Distanze di isolamento in aria e superficiali; - Protezione contro la scossa elettrica ed integrità dei circuiti di protezione; - Installazione dei componenti; - Circuiti elettrici interni e collegamenti; - Terminali per conduttori esterni; - Funzionamento meccanico Caratteristiche relative alla prestazione: - Proprietà dielettriche; - Cablaggio, prestazione di condizioni operative e funzionalità. Queste prove possono essere effettuate in qualsiasi ordine di successione. Il fatto che le verifiche individuali siano effettuate dal costruttore del quadro, non esonera l installatore dal verificarle dopo il trasporto e l installazione del quadro. Le principali modifiche e novità, introdotte dalla CEI EN rispetto alla precedente CEI EN 60439, si possono riassumere con i diagrammi riportati in figura 1.1: 1 Norme relative ai quadri e applicabilità Figura 1.1 Norma CEI EN Norma CEI EN Apparecchiatura assiemata di protezione e manovra BT Apparecchiatura assiemata di protezione e manovra (Quadri BT) Costruttore dell apparecchiatura Apparecchiatura soggetta a prove di tipo (AS) Prove e verifiche Prove individuali Apparecchiatura parzialmente soggetta a prove di tipo (ANS) Apparecchiatura conforme alla Norma CEI EN Assemblatore dell apparecchiatura Costruttore originale del quadro Costruttore del quadro Costruttore originale del quadro Verifica mediante prove Verifiche di progetto a cura del costruttore originale Verifica per confronto con il progetto originale provato Quadro Prove individuali Quadro conforme alla Norma CEI EN Verifica mediante valutazione Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 710 2 Caratteristiche elettriche nominali di un quadro 2 Caratteristiche elettriche nominali di un quadro Tensione nominale (U n ) È il più alto valore nominale previsto della tensione in c.a. (valore efficace) o in c.c, dichiarato dal costruttore del quadro, con cui si può alimentare il (i) circuito(i) principale(i) del quadro. Per circuiti trifase tale tensione corrisponde alla tensione concatenata tra le fasi. Tensione nominale di impiego (U e ) È il valore di tensione nominale di un circuito di un quadro che, insieme alla sua corrente nominale, ne determina l utilizzazione. Per circuiti trifase tale tensione corrisponde alla tensione concatenata tra le fasi. Solitamente in un quadro esiste un circuito principale, con una propria tensione nominale, ed uno o più circuiti ausiliari con proprie tensioni nominali. Il costruttore deve assegnare i limiti di tensione da rispettare per un corretto funzionamento dei circuiti presenti all interno del quadro. Tensione di isolamento nominale (U i ) È il valore di tensione di un circuito di un quadro al quale fanno riferimento la prova di tensione applicata (prova di tenuta a frequenza industriale) e le distanze superficiali. La tensione nominale di ogni circuito non deve superare la sua tensione d isolamento nominale. Tensione nominale di tenuta ad impulso (U imp ) È il valore di picco dell impulso normalizzato, in forma e polarità, che il circuito principale del quadro può sopportare in condizioni specificate di prova; alla Uimp sono riferiti i valori delle distanze d isolamento in aria. Questo valore deve essere uguale o superiore alle sovratensioni transitorie che si verificano nel sistema in cui l apparecchiatura è inserita. A riguardo la Norma CEI EN propone due tabelle: la Tabella G.1 (vedi tabella 2.1) indica i valori preferenziali di tensione nominale di tenuta di impulso nei diversi punti dell impianto in funzione della tensione nominale del sistema d alimentazione e del massimo valore di tensione nominale d impiego verso terra; la Tabella 10 (vedi tabella 2.2) fornisce il valore della tensione di prova corrispondente alla tensione di tenuta ad impulso in funzione dell altitudine alla quale viene realizzata la prova. Tabella 2.1 Corrispondenza tra la tensione nominale del sistema d alimentazione e la tensione nominale di tenuta ad impulso, in caso di protezione contro le sovratensioni con scaricatori conformi alla IEC Massimo valore di tensione nominale di impiego verso terra in c.a. (valore efficace) o in c.c. Tensione nominale del sistema d alimentazione ( della tensione nominale d isolamento dell apparecchiatura) V Valori preferenziali della tensione nominale di tenuta ad impulso (1,2/50 μs) a 2000 m kv Categoria di sovratensione V IV III II I c.a. valore efficace c.a. valore efficace c.a. valore efficace o c.c , 24, 25, 30, 42, 48 c.a. valore efficace o c.c. livello all origine dell impianto (ingresso servizio) Livello circuiti di distribuzione Livello carichi (applicazione dell apparecchiatura Livello particolarmente protetto / / / , / / / / / , , / , 380, / / , 440, / / , , , , , Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 211 Tabella 2.2 Tensione nominale di tenuta ad impulso Uimp kv U1,2/50, a.c. picco e d.c. kv Tensioni di tenuta ad impulso Valore efficace in c.a. kv Livello del mare 200 m 500 m m m Sea level 200 m 500 m m m Corrente nominale del quadro (I na ) È una nuova caratteristica introdotta dalla CEI EN e indica normalmente la più alta corrente di carico permanente e ammissibile in entrata o comunque la massima corrente sopportabile da un quadro. La corrente nominale deve essere sopportata in ogni caso, rispettando gli opportuni limiti di sovratemperatura della norma. Corrente nominale di un circuito (I nc ) È il valore di corrente che un circuito deve portare mantenendo le sovratemperature, delle sue parti, entro i limiti specificati nelle condizioni di prova previste (vedi Paragrafo 7). Corrente nominale ammissibile di breve durata (I cw ) E il valore efficace della corrente di cortocircuito, dichiarato dal costruttore del quadro, che il quadro stesso può portare senza danneggiarsi in condizioni specificate, definite in funzione della corrente e del tempo. Ad un quadro possono essere assegnati valori diversi di I cw per durate diverse (es. 0,2 s; 1 s; 3 s). termiche. Il fattore nominale di contemporaneità si definisce per: - un gruppo di circuiti; - tutto il quadro. Il fattore nominale di contemporaneità è: Ib In Il fattore nominale di contemporaneità, moltiplicato per la corrente nominale dei circuiti (Inc), deve essere uguale o maggiore dei carichi presunti per i circuiti d uscita (Ib). Il fattore di contemporaneità si applica, ai circuiti di uscita, quando il quadro funziona alla sua corrente nominale InA. Quando viene assegnato al quadro un fattore nominale di contemporaneità, questo deve essere usato per la prova di sovratemperatura. In assenza di un accordo tra il costruttore del quadro e l utilizzatore, in merito alle reali correnti di carico, i carichi assegnati ai circuiti o gruppi di circuiti di uscita del quadro possono essere basati sui valori del fattore di contemporaneità riportati nella Tabella 101 della Norma CEI EN (riportata sotto): 2 Caratteristiche elettriche nominali di un quadro Corrente nominale ammissibile di picco (I pk ) È il valore di picco della corrente di cortocircuito, dichiarato dal costruttore del quadro, che il quadro stesso può sopportare nelle condizioni definite. Corrente di cortocircuito condizionata (I cc ) È il valore efficace della corrente presunta di cortocircuito, fissata dal costruttore, che il circuito, protetto da un apparecchio di protezione contro il cortocircuito specificato dal costruttore, può sopportare in modo soddisfacente, durante il tempo di funzionamento di questo apparecchio, nelle condizioni di prova specificate. Fattore nominale di contemporaneità (RDF) È il valore, espresso per unità, assegnato dal costruttore del quadro, con il quale possono essere caricati simultaneamente ed in maniera continuativa i circuiti d uscita di un quadro tenendo in considerazione le mutue influenze Tabella 2.3 Tipo di carico Carichi assegnati (fattore di contemporaneità) Distribuzione - 2 e 3 circuiti 0.9 Distribuzione - 4 e 5 circuiti 0.8 Distribuzione - da 6 a 9 circuiti 0.7 Distribuzione - 10 circuiti e oltre 0.6 Attuatore elettrico 0.2 Motori 100 kw 0.8 Motori > 100 kw 1.0 Frequenza nominale È il valore della frequenza al quale fanno riferimento le condizioni di funzionamento. E ammessa una variazione del ± 2%. Se i circuiti di un quadro sono previsti per valori diversi di frequenza, deve essere precisata la frequenza nominale di ogni circuito. Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 912 3 Classificazione dei quadri elettrici 3 Classificazione dei quadri elettrici Esistono differenti classificazioni per i quadri elettrici, che dipendono da diversi fattori: dalla tipologia costruttiva, dalla configurazione esterna, dalle condizioni d installazione, dalla funzione assolta. 3.1 Quadri aperti e quadri chiusi In base alla tipologia costruttiva la Norma CEI EN distingue innanzitutto fra quadri aperti e chiusi. - Chiuso Il quadro è chiuso quando comprende pannelli protetti su tutti i lati tali da garantire un grado di protezione dai contatti diretti non inferiore a IPXXB (vedi capitolo 4). I quadri impiegati negli ambienti ordinari devono essere chiusi. - Aperto I quadri aperti, con o senza protezione frontale, sono i cosiddetti quadri a giorno, in cui le parti in tensione sono accessibili. Tali quadri possono essere utilizzati soltanto nelle officine elettriche, ovvero in luoghi in cui è consentito l accesso a personale addestrato. - A cassetta Caratterizzati dalla posa a parete sia sporgente sia incassata; questi quadri sono utilizzati soprattutto per la distribuzione a livello di reparto o di zona negli ambienti industriali e del terziario. - A cassette multiple Sono l insieme di più cassette, in genere di tipo protetto e con flange di affrancamento, contenente ciascuna un unità funzionale che può essere un interruttore automatico, un avviatore, una presa completa d interruttore di blocco o di protezione. Si ottiene così una combinazione di scomparti a cassette meccanicamente uniti tra loro con o senza una struttura di fissaggio comune; i collegamenti elettrici tra due cassette vicine passano attraverso le aperture praticate sulle facce adiacenti. 3.3 Condizioni d installazione Sotto l aspetto delle condizioni d installazione i quadri si distinguono in: 3.2 Configurazione esterna Sotto l aspetto della configurazione esterna i quadri si distinguono in: - Ad armadio (colonna) Utilizzati per grossi apparecchi di distribuzione e di comando; affiancando più armadi si ottengono quadri ad armadi multipli. - A banco Utilizzati per il comando di macchine o d impianti complessi sia del settore dell industria meccanica sia di quella siderurgica o chimica. - Quadro per interno Quadro destinato a essere utilizzato in locali in cui siano verificate le condizioni Normali di servizio per interno, come specificato nella CEI EN , ovvero: Condizioni ambientali d installazione per interno Tabella 3.1 Umidità relativa Temperatura dell aria Altitudine 50% (alla temperatura massima di 40 C) 90% (alla temperatura massima di 20 C) Temperatura massima 40 C Temperatura massima media in un periodo di 24 ore 35 C Temperatura minima -5 C Non superiore a 2000 m 10 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 213 - Quadro per esterno Quadro destinato a essere utilizzato nelle Normali condizioni di servizio per installazioni all esterno, come specificato nella CEI EN , ovvero: Condizioni ambientali d installazione per esterno Tabella 3.2 Umidità relativa Temperatura dell aria Altitudine 100% temporaneamente (alla temperatura massima di 25 C) Temperatura massima 40 C Temperatura massima media in un periodo di 24 ore 35 C Temperatura minima -25 C Non superiore a 2000 m - Quadro fisso Quadro previsto per essere fissato sul luogo d installazione, per esempio sul pavimento o su un muro e per essere utilizzato in questo luogo. - Quadro movibile Quadro previsto per essere facilmente spostato da un luogo di utilizzo ad un altro. 3.4 Classificazione funzionale In relazione alle funzioni cui sono destinati, i quadri possono essere suddivisi nelle seguenti tipologie: - Quadri principali di distribuzione I quadri principali di distribuzione, detti anche Power Center (PC), sono in genere installati subito a valle dei trasformatori MT/BT o dei generatori. Questi quadri comprendono una o più unità d ingresso, eventuali congiuntori di barra ed un numero relativamente ridotto di unità di uscita. - Quadri secondari di distribuzione I quadri secondari comprendono una vasta categoria di quadri destinati alla distribuzione dell energia e sono dotati solitamente di un unità d ingresso e di numerose unità di uscita. - Quadri di manovra motori I quadri di manovra motori sono destinati al comando e alla protezione centralizzata dei motori; comprendono quindi le relative apparecchiature coordinate di manovra e protezione e quelle ausiliarie di comando e segnalazione. Sono anche chiamati Motor control center (MCC). - Quadri di comando, misura e protezione I quadri di comando, misura e protezione, sono in genere costituiti da banchi che contengono prevalentemente apparecchiature destinate al comando, alla misura e al controllo degli impianti e dei processi industriali. - Quadri a bordo macchina I quadri a bordo macchina sono funzionalmente simili ai precedenti; hanno il compito di consentire l interfacciamento della macchina con la sorgente di energia elettrica e con l operatore. Ulteriori prescrizioni per i quadri che sono parte integrante della macchina sono stabilite dalla serie IEC Quadri per cantiere I quadri per cantiere hanno varie dimensioni, che vanno dalla semplice unità di prese a spina a veri e propri quadri di distribuzione in involucro metallico o in materiale isolante. Sono generalmente di tipo mobile o comunque trasportabile. 3 Classificazione dei quadri elettrici Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 1114 4 Grado di protezione IP in un quadro 4 Grado di protezione IP in un quadro Il grado di protezione IP indica il livello di protezione dell involucro contro l accesso a parti pericolose, contro la penetrazione di corpi solidi estranei e contro l ingresso di acqua. Il codice IP è il sistema di identificazione dei gradi di protezione, conformemente a quanto prescritto nella Norma CEI EN Riportiamo, nella seguente tabella, anche in dettaglio il significato delle diverse cifre e lettere. Tabella 4.1 Prima cifra caratteristica (ingresso di corpi solidi) Seconda cifra caratteristica (penetrazione dell acqua) Protezione dell apparecchiatura Figura 4.1 Lettera caratteristica Prima cifra caratteristica Seconda cifra caratteristica Lettera addizionale (opzionale) Lettera supplementare (opzionale) 0 non protetto Protezione internazionale Cifra da O a 6, o lettera X Cifra da O a 8, o lettera X Lettere H, B, C, D Lettere H, M, S, W 1 50 mm di diametro dorso della mano dorso della mano 2 12,5 mm di diametro dito dito 3 2,5 mm di diametro attrezzo attrezzo 4 1 mm di diametro filo filo 5 protetto contro la polvere filo 6 totalmente protetto contro la polvere filo 0 non protetto 1 caduta verticale IP 6 5 C H Contro l accesso a parti pericolose con: Lettera addizionale (opzionale) Lettera supplementare (opzionale) 2 caduta di goccie d acqua (inclinazione 15 ) 3 pioggia 4 spruzzi d acqua 5 getti d acqua 6 getti potenti (simili a ondate marine) 7 immersione temporanea 8 immersione continua A B C D H Apparecchiatura ad alta tensione M Prova con acqua con apparecchiatura in moto S Prova con acqua con apparecchiatura in moto W Condizioni atmosferiche dorso della mano dito attrezzo filo La lettera addizionale indica il grado di protezione per le persone contro l accesso a parti pericolose. Le lettere addizionali sono usate solo: - se la protezione effettiva contro l accesso a parti pericolose è superiore a quella indicata dalla prima cifra caratteristica; - oppure se è indicata solo la protezione contro l accesso a parti pericolose, la prima cifra caratteristica viene allora sostituita con una X. Questa protezione superiore potrebbe essere fornita, per esempio, da barriere, da aperture di forma adeguata o da distanze interne delle parti pericolose dall involucro. Il grado di protezione deve essere verificato in accordo con la IEC 60529; la prova può essere eseguita su un quadro rappresentativo equipaggiato in una condizione stabilita dal costruttore originale. Le prove del grado IP devono essere effettuate: - con tutti i coperchi e le porte in posizione e chiusi come nell uso ordinario; - senza tensione, se non diversamente specificato dal costruttore originale. Se si usa un involucro vuoto conforme alla IEC 62208, si deve effettuare una verifica tramite valutazione per assicurarsi che nessuna modifica esterna effettuata comporti un deterioramento del grado di protezione. In questo caso non è richiesta alcuna prova aggiuntiva. In pratica, se l involucro è già conforme alla IEC 62208, non è necessario svolgere ulteriori verifiche costruttive a meno di interventi significativi sull involucro. 12 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 215 4.1 Grado di protezione IP nei quadri ArTu Per quanto riguarda i quadri, se non diversamente specificato dal costruttore, il grado di protezione vale per l intero quadro, montato ed installato come nell uso ordinario (a porta chiusa). Il costruttore può inoltre indicare i gradi di protezione relativi a particolari configurazioni che si possono presentare in esercizio, come ad esempio il grado di protezione a porte aperte e quello ad apparecchi asportati o estratti. Per i quadri destinati ad uso interno, in ambienti dove non c è il rischio di penetrazione di acqua, la Norma stabilisce Figura 4.2 IP31 Senza porta ArTu L IP43 Con porta i seguenti gradi minimi di protezione: IP 00, IP 2X, IP 3X, IP 4X, IP 5X, IP 6X. Per i quadri chiusi, il grado IP deve essere 2X dopo l installazione, in accordo con le istruzioni fornite dal costruttore del quadro. Il grado IP per il fronte e per il retro deve essere almeno uguale a IP XXB. Per i quadri previsti per l uso all esterno e senza protezione supplementare (ad esempio una tettoia), la seconda cifra caratteristica della sigla IP deve essere almeno uguale a 3. Riportiamo ora i gradi di protezione ottenibili con quadri ArTu di ABB SACE. IP31 Senza porta ArTu M IP65 Con porta 4 Grado di protezione IP in un quadro IP31 Senza porta IP41 Senza porta con kit IP41 ArTu K IP41 Con porta e pannelli laterali aerati IP65 Con porta e pannelli ciechi Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 1316 4 Grado di protezione IP in un quadro 4.2 Grado di protezione IP ed ambiente di installazione Allo stato attuale non esiste una Normativa che metta in relazione il grado di protezione IP e l ambiente nel quale viene inserito il quadro, a meno di ambienti particolari con pericolo di esplosione (CEI 64-2). Tabella 4.2 A titolo indicativo viene riportata questa tabella ricavata dalla guida UTE C che mette in relazione gli ambienti ed i gradi di protezione dei quadri ArTu di ABB SACE Si ricorda che i quadri ArTu di ABB SACE sono quadri per interno. Stabilimenti industriali IP31-41 IP43 IP65 Stabilimenti industriali IP31-41 IP43 IP65 accumulatori (fabbricazione) incisione dei metalli acidi (fabbricazione e deposito) lana (cardatura della) alcolici (deposito) latterie alcool (fabricazione e deposito) lavanderie alluminio (fabricazione e deposito) lavatoi pubblici animali (allevamento) legno (lavorazione del) asfalto bitume (deposito) liquidi alogeni (impiego) birrifici liquidi infiammabili (deposito e impiego) calce (forni a) liquori (frabbricazione) carbone (magazzini) macchine (sale macchine) carburanti (fabbricazione e deposito) macellerie carta (deposito) magnesio (fabbricazione, lavorazione e deposito) carta (fabbricazione) materie plastiche (fabbricazione) carta (preparazione dell impasto) mattatoi cartone (fabbricazione) mattoni (fabbrica di ) catene di imbottigliamento metalli (trattamento dei metalli) catrame (trattamento) motori termici (prove) cave munizioni (depositi) celluloide (fabbricazione di oggetti) nichel (trattamento dei minerali) cellulosa (fabbricazione) oli (estrazione) cementifici pelle (fabbricazione e deposito) cloro (frabbricazione e deposito) pellicce (battitura) cokerie pittura (fabbricazione e deposito) colle (fabbricazione) polverificio combustibili liquidi (depositi) prodotti chimici (fabbricazione) concerie profumi (fabbricazione e deposito) concimi (fabbricazione e deposito) raffinerie di petrolio cromatura (fabbriche di) rame (trattamento dei minerali) decapaggio rifiuti (trattamento) detergenti (fabbricazione) saldature distilllerie salumifici elettrolisi saponi (fabbricazione) esplosivi (fabbricazione e deposito) segherie falegnamenrie seta e crine (preparazione) ferramenta (fabbricazione) silos di cereali o zucchero ferro (fabbricazione e trattamento) soda (fabbricazione e deposito) filande tessuti (fabbricazione) formaggerie tintorie gas (fabbriche e deposito) tipografie gessi (fabbricazione e deposito) vernici (fabbricazione e utilizzo) gommapiuma (fabbricazione, trasformazione) vestiti (depositi) granaglie (fabbriche e deposito) vetrerie grassi (trattamento dei corpi grassi) zinco (lavorazione dello zinco) idrocarburi (estrazione) zolfo (trattamento) inchiostri (fabbricazione) zuccherifici 14 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 217 4.3 Grado di protezione IP e riscaldamento Il grado di protezione di un quadro influenza la capacità di smaltire il calore: più il grado di protezione è elevato tanto meno il quadro riesce a smaltire calore; per questa ragione si consiglia di utilizzare un grado di protezione adeguato all ambiente d installazione. Per esempio, utilizzando un quadro ArTu K con portella e pannelli laterali areati si garantisce un grado di protezione pari a IP41, mentre se si utilizzano i pannelli laterali ciechi il grado diventa IP65. Entrambi i quadri garantiscono la non accessibilità agli interruttori tramite la porta frontale; il quadro con i pannelli laterali areati permette però una miglior ventilazione rispetto al quadro con pannelli laterali ciechi. È quindi preferibile utilizzare il primo se l ambiente d installazione lo permette. 4.4 Grado di protezione IP di parti asportabili La rimozione di parti mobili in un quadro installato è realizzabile in due situazioni diverse: 1) la rimozione della parte asportabile di un componente (es: interruttore estraibile, sezionatore estraibile, basetta portafusibili) predisposta per tale funzione, per riparazione, controllo o manutenzione; 2) la rimozione di una parte fissa, come flange, pannelli, coperchi o zoccoli, per lavori elettrici, come la realizzazione di nuove linee di entrata o uscita o la sostituzione di cavi esistenti. Nel primo caso deve essere mantenuto lo stesso grado IP precedente alla rimozione, che in genere è IP2X; gli otturatori di sicurezza, posti sulla parte fissa degli interruttori aperti estraibili, consentono di rispettare tale specifica (vedi figura 4.3). Se il grado IP fosse stato più elevato (es: IP44, IP55 o altro), la parte asportabile sarebbe stata all interno dell involucro che, una volta richiuso, deve ripristinare tale condizione. Nel caso di lavori elettrici, se dopo la rimozione di una parte fissa per mezzo di un attrezzo, il grado di protezione originale non fosse mantenuto, si devono adottare gli opportuni provvedimenti prescritti dalle norme CEI e CEI 11-27, per assicurare un adeguato livello di sicurezza agli operatori. Figura 4.3 Otturatore di sicurezza (IP20) 4 Grado di protezione IP in un quadro Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 1518 5 Gradi di protezione IK degli involucri 5 Gradi di protezione IK degli involucri Il grado IK indica il livello di protezione fornito dall involucro del quadro contro gli impatti meccanici dannosi, ed è verificato, quando richiesto dalla specifica norma dei quadri, mediante prove che devono essere eseguite secondo la IEC Il codice IK è il sistema di codifica per indicare il grado di protezione fornito da un involucro contro gli impatti meccanici dannosi, conformemente a quanto prescritto nella Norma CEI EN del Il grado di protezione dell involucro contro gli impatti è indicato dal codice IK nel seguente modo: Figura 5.1 Lettera caratteristica Protezione meccanica internazionale Gruppo numerico caratteristico da 00 a 10 IK 10 Ciascun gruppo numerico caratteristico rappresenta un valore d energia d impatto come indicato nella tabella 5.1. In genere il grado di protezione si applica all involucro completo. Se parti dell involucro hanno diversi gradi di protezione, questi ultimi devono essere indicati separatamente. IK vale per l intero quadro, montato ed installato come nell uso ordinario (a porta chiusa). Riportiamo di seguito i gradi di protezione contro impatti meccanici esterni (codice IK) dei quadri della serie ArTu. Figura 5.2 IK 08 IK 09 Con porta vetro 300mm 200mm 1,7 kg 5 kg ArTu L Energia di impatto in Joule 5,00 ArTu M - K Energia di impatto in Joule 10,00 Non è obbligatorio definire e dichiarare il grado IK per i quadri di potenza. Ancora per i quadri di potenza, quando si effettua la prova di impatto meccanico, essa deve essere eseguita in accordo con 9.6 della IEC 62208:2002. IK 10 Con porta cieca 400mm 5 kg ArTu M - K Energia di impatto in Joule 20, Gradi di protezione IK dei quadri ArTu Per quando riguarda i quadri ArTu, il grado di protezione Tabella 5.1 Relazione tra il grado di protezione IK e l energia di impatto Codice IK IK00 IK01 IK02 IK03 IK04 IK05 IK06 IK07 IK08 IK09 IK10 Energia di impatto in joule (*) 0,14 0,2 0,35 0,5 0, (*) Non protetto secondo la Norma 16 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 219 6 Forme di segregazione Per forma di segregazione s intende il tipo di suddivisione prevista all interno del quadro. La segregazione mediante barriere o diaframmi (metallici o isolanti) può avere lo scopo di: - assicurare la protezione contro i contatti diretti (almeno IPXXB), in caso d accesso ad una parte del quadro posta fuori tensione, rispetto al resto del quadro rimasto in tensione; - ridurre la probabilità d innesco e di propagazione di un arco interno; - impedire il passaggio di corpi solidi fra parti diverse del quadro (grado di protezione almeno IP2X). Tabella 6.1 Per diaframma s intende l elemento di separazione tra due celle, mentre la barriera protegge l operatore dai contatti diretti e dagli effetti dell arco degli apparecchi di interruzione nella direzione abituale di accesso. La seguente tabella riportata nella Norma CEI EN evidenzia le forme tipiche di segregazione che si possono ottenere mediante l utilizzo di barriere o diaframmi: 6 Forme di segregazione Simboli d a b c Legenda a Involucro b Segregazione interna c Unità funzionali, compresi i terminali per i conduttori esterni associati d Sbarre, comprese le sbarre di distribuzione Forma 1 (nessuna segregazione interna) Forma 2 (segregazione delle sbarre dalle unità funzionali) Forma 2a Terminali non separati dalle sbarre Forma 3 (separazione delle sbarre dalle unità funzionali + separazione delle unità funzionali tra loro) Forma 3a Terminali non separati dalle sbarre Forma 4 (separazione delle sbarre dalle unità funzionali + separazione delle unità funzionali tra loro + separazione dei terminali tra loro) Forma 4a Terminali nella stessa cella come unità funzionale associata Forma 2b Terminali separati dalle sbarre Forma 3b Terminali separati dalle sbarre Forma 4b Terminali non nella stessa cella come unità funzionale associata I quadri ABB SACE ArTu K possono, mediante kit, realizzare le seguenti forme di segregazione: forma 1 nessuna segregazione. forma 2 copre la forma 2a e la forma 3a della Norma. forma 3 copre la forma 3b della Norma forma 4 copre la forma 4b della Norma Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 1720 7 Verifica dei limiti di sovratemperatura all interno di un quadro 7 Verifica dei limiti di sovratemperatura all interno di un quadro 7.1 Introduzione La verifica dei limiti di sovratemperatura imposti dalla Norma CEI EN deve essere effettuata con uno o più dei seguenti metodi: - prove con corrente (in laboratorio); - derivazione delle caratteristiche nominali, da un progetto/quadro provato, per varianti/quadri simili; - calcoli, per quadri a scomparto singolo con corrente nominale non superiore a 630 A o per quadri con corrente nominale non superiore a 1600 A. La Norma CEI EN impone il rispetto degli stessi limiti di sovratemperatura della precedente versione, che non devono essere superati durante la prova di riscaldamento. Questi limiti di sovratemperatura si applicano per una temperatura media dell aria ambiente fino a 35 C. La sovratemperatura di un elemento o di una parte del quadro è la differenza tra la temperatura di questo elemento o di questa parte e la temperatura dell aria ambiente all esterno del quadro. Se ad esempio la temperatura media dell aria ambiente è maggiore di 35 C, i limiti di sovratemperatura devono essere adattati per questa speciale condizione di esercizio in modo che la somma della temperatura dell aria ambiente e del limite della sovratemperatura individuale (di un elemento o di una parte) rimanga invariata 3. Se la temperatura media dell aria ambiente è minore di 35 C è ammesso lo stesso adattamento dei limiti di sovratemperatura mediante accordo tra l utilizzatore ed il costruttore del quadro. Di seguito, in Tabella 7.1, sono riportati, per le parti del quadro, i limiti di sovratemperatura forniti dalla Norma. 3 Se i limiti di sovratemperatura sono stati cambiati per coprire una temperatura ambiente differente, anche la corrente nominale di tutte le sbarre, unità funzionali, ecc. può necessitare conseguentemente di essere cambiata. Il costruttore originale dovrebbe stabilire le eventuali misure da adottare per assicurare la conformità con i limiti di sovratemperatura. Per temperature ambienti fino a 50 C, ciò può essere fatto con i calcoli, assumendo che la sovratemperatura di ciascun componente o apparecchio sia proporzionale alla potenza dissipata generata in quel componente. Ci sono apparecchi (es: gli interruttori automatici scatolati e aperti di bassa tensione) dove la potenza dissipata è sostanzialmente proporzionale a I2 e altri che hanno sostanzialmente perdite fisse. 18 Guida alla realizzazione di un quadro elettrico secondo le Norme CEI EN Parte 1 e Parte 2 Vedere altro
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