Source: https://paolosdantone.wordpress.com/2012/05/13/il-registro-dofficina-elettrica/
Timestamp: 2018-01-21 06:33:56+00:00
Document Index: 64262768

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 12', 'art. 37', 'art. 58', 'art. 2963', 'art. 27', 'art. 67', 'art.58', 'art. 6', 'art. 58', 'art.37', 'art. 67', 'art. 27', 'art. 67', 'art. 58', 'art. 59', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 6', 'art.58', 'art.37', 'art. 67', 'art. 59', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 14', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 36']

Il registro d’officina elettrica | D'Antone - Dogana Accise Zenzero
Accisa sull’energia elettrica – Contestazione di illecito amministrativo tributario constatato con verbale del 17 gennaio 2012 nei confronti dell’esercente l’impianto fotovoltaico, per uso proprio, sito in …, alla via …, con licenza IT00xxxxxxxxx intestata a “…”, con codice fiscale e partita iva: xxxxxxxxxxx
Il Direttore dell’Ufficio delle Dogane di …, ai sensi dell’art. 16 del D.lgs 472/1997, emette il presente ATTO DI CONTESTAZIONE
Tenuto conto del fatto della mancata tenuta del registro del generatore elettrico, dal 1° al 16 gennaio 2012, formalizzata con l’allegato processo verbale di constatazione del 17 gennaio 2012 (prot. ….. del 20 gennaio 2012) nei confronti dell’esercente “…” il cui legale rappresentante ha proposto le allegate deduzioni difensive – ai sensi dell’art. 12, comma 7, della legge 212/2000 – pervenute all’ufficio il 12 marzo 2012, con prot. … del 13 marzo 2012.
Viste le disposizioni recate dal Titolo II del vigente testo unico sulle accise (TUA) approvato con D.Lgs 504/1995, laddove gli esercenti i generatori elettrici di energia sottoposta ad accisa:
hanno l’obbligo di denunciarli al competente ufficio dell’Agenzia delle dogane e prima di metterli in funzione devono comprovarne l’idoneità impiantistica e adempiere alle prescrizioni strumentali al conseguimento dell’autorizzazione all’esercizio fiscale della “officina di produzione” soggetta alle verifiche e ai controlli previsti dall’articolo 58;
hanno l’obbligo della tenuta dei registri e documenti – a norma dell’articolo 58, commi 3 e 4 – per adempiere al loro onere probatorio dell’esatta determinazione dell’energia elettrica costituente la base imponibile accisa da esporre sulla dichiarazione di consumo annuale di cui agli articoli 53-bis e 55.
Considerato come la rilevazione dell’energia integrata dai contatori non equipaggiati da sistemi di registrazione sia possibile solamente dal periodico confronto della cronologica lettura del totalizzatore e che a tal fine l’ufficio tecnico di finanza ha da sempre prescritto la tenuta del registro d’officina previsto sin dall’art. 37 del Regolamento sulla tassa di consumo dell’energia elettrica approvato con R.D. 29 settembre 1895, n. 624 (in G.U. n. 249 del 22 ottobre 1895)
“Qualora i registri di fabbricazione e di vendita, o di contabilità, tenuti per conto proprio dalle ditte esercenti, non siano sufficienti a mettere in evidenza gli elementi, sui quali devono basarsi le dichiarazioni mensili di produzione e di consumo, e le conseguenti liquidazioni della tassa, o siano scritti in lingua straniera, l’ufficio tecnico prescrive alle ditte la tenuta di speciali registri d’officina, somministrati dall’amministrazione finanziaria”.
Lette e attentamente considerate le articolate deduzioni proposte dall’esercente contribuente che, in buona sostanza, riferisce di:
aver annotato i primi 16 giorni del nuovo anno 2012 sul registro del precedente anno 2011 e di aver perciò assolto all’obbligo della registrazione della base imponibile, secondo il principio della “substance over form”;
non aver contravvenuto alla disciplina civilistica sulla tenuta delle scritture contabili;
aver riscontrato la carente motivazione del verbale privo dell’indicazione della norma ritenuta violata in riferimento al mancato adempimento della preventiva vidimazione del registro da tenere per ciascun anno d’imposta e pertanto inidoneo a rappresentare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche sui quali fondare l’annunciata azione sanzionatoria.
Ritenuti, gli spiegati motivi di doglianza, non sufficienti per una diversa qualificazione giuridica del fatto constatato col verbale del 17 gennaio 2012, perché:
l’obbligo della tenuta del registro d’officina era conosciuto dall’esercente che ha potuto usare l’impianto, da settembre 2011, solo dopo aver attuato le prescrizioni dell’ufficio sugli strumenti di misura e sul registro necessario per la registrazione dei kWh integrati dai medesimi contatori nel corso dell’anno 2011 (registro vidimato col numero Axxxxx del 30 agosto 2011);
l’esercente ha l’obbligo di custodire i documenti e il registro d’officina per un periodo non inferiore alla prescrizione quinquennale dell’imposta e di rendicontare al sistema telematico doganale, dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno di attività, l’energia elettrica immessa in consumo: in ciò avvalendosi delle misure e delle registrazioni prescritte dall’ufficio delle dogane territorialmente competente e del software che l’Agenzia rende gratuitamente disponibile sul proprio sito internet per l’elaborazione e la trasmissione della dichiarazione annuale;
dopo averne verificato la sufficiente classe di precisione e la corretta inserzione circuitale, gli apparecchi di misura vengono suggellati dai funzionari del medesimo ufficio doganale che li prescrive e le letture dei contatori non dotati di apparato di registrazione devono essere periodicamente annotate per costituire l’indispensabile prova documentale della base imponibile accisa da esporre sulla dichiarazione di consumo annuale prevista dagli articoli 53-bis e 55 TUA;
ai sensi dell’art. 58, commi 3 e 4, TUA, l’esercente ha l’obbligo di esibire tale registrazione ad ogni richiesta dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria e dei militari della Guardia di finanza addetti al servizio di verifica e controllo delle officine;
– nessuna incertezza vi è sulla portata e sull’ambito di applicazione delle norme sui termini di decadenza e di prescrizione per l’accertamento, la liquidazione e l’esigibilità della specifica obbligazione pecuniaria tributaria e pertanto nessun dubbio vi può essere sul computo dei termini secondo il calendario comune, ai sensi dell’art. 2963 c.c.
l’asserzione di aver annotato una quota dell’imponibile 2012 sul registro dei kWh imponibili 2011 comporterebbe invero la violazione delle medesime norme civili, sull’ordinata contabilità e sulla conservazione annuale delle scritture, che il contribuente sostiene di aver osservato;
sul verbale del 17 gennaio 2012 viene menzionato pure l’articolo 67 TUA per richiamare l’attenzione dell’interprete sull’espressa previsione legislativa della utilizzabilità delle norme regolamentari approvate col R.D. 29 settembre 1895, n. 624 (in G.U. n. 249 del 22 ottobre 1895) per via della mancata emanazione del regolamento annunciato sia dall’art. 27 del vecchio testo unico approvato con DM 8 luglio 1924 (in G.U. n. 195 del 26 agosto 1924) sia dal citato art. 67, comma 1, del nuovo TUA;
le ampie e articolate deduzioni spiegate dal contribuente testimoniano la sua perfetta cognizione del fatto desumibile dalla fedele rappresentazione del verbale del 17 gennaio 2012 che, dunque, ben si presta a fondare il presente atto sanzionatorio;
il fatto che il registro da scritturare dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno sia stato tardivamente posto in uso a partire dal 17 gennaio 2012 a causa della vidimazione richiesta negligentemente solo in data 9 gennaio 2012, pregiudica in modo sostanziale l’esercizio delle azioni di controllo ex art.58 TUA e non consente di riconoscere l’applicazione del principio della prevalenza degli aspetti sostanziali su quelli formali quale causa di non punibilità pur prevista dal comma 5-bis dell’art. 6 del D.Lgs 472/1997.
FATTO UNICO) … il giorno 17 gennaio 2012 ha tardivamente posto in uso il registro d’officina da scritturare dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, a causa della vidimazione richiesta negligentemente solo in data 9 gennaio 2012 a questo ufficio che da sempre la prescrive ai sensi dell’art. 58 del testo unico sulle accise (TUA) approvato con D.Lgs 504/1995.
Il fatto costituisce violazione dell’obbligo di ordinata tenuta del registro d’officina elettrica di cui all’art.37 del Regolamento sulla tassa di consumo dell’energia elettrica, approvato con R.D. 29 settembre 1895, n. 624 (in G.U. n. 249 del 22 ottobre 1895) e ancora oggi applicabile per espressa previsione dell’art. 67, comma 1, del TUA per via della mancata emanazione del regolamento annunciato sia dall’art. 27 del vecchio testo unico approvato con DM 8 luglio 1924 (in G.U. n. 195 del 26 agosto 1924) sia dal citato art. 67, comma 1, del nuovo testo unico.
La sua tenuta viene da sempre prescritta perché necessaria alla registrazione delle periodiche letture dei contatori elettrici costituenti la base imponibile da esporre sulla dichiarazione di consumo annuale – prevista dagli articoli 53-bis e 55 del TUA – dell’energia prodotta dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno di esercizio del generatore elettrico. A tal fine deve essere scritturato e custodito per un periodo non inferiore alla prescrizione quinquennale dell’imposta per essere esibito ad ogni richiesta dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria e dei militari della Guardia di finanza addetti al servizio di verifica e controllo delle officine elettriche, ai sensi dell’art. 58, commi 3 e 4, TUA.
La violazione è punita dall’art. 59, comma 5, TUA, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da 258 euro a 1549 euro in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e, secondo il principio di legalità recato dall’art. 3, comma 3, del D.Lgs 472/1997, più favorevole al trasgressore rispetto ai più elevati limiti edittali in vigore dal 2 marzo 2012. Sanzione contestata pari ad €258,00.
Ai sensi dell’art. 7 del decreto legge 269/2003, convertito dalla legge 326/2003, il fatto qui contestato quale “illecito amministrativo tributario” è posto a carico della società titolare del rapporto fiscale, “…”
Ai sensi di quanto disposto dall’art. 12, comma 7, della legge 212/2000, sono pervenute le articolate deduzioni proposte dal contribuente che, per i motivi sopra indicati, sono ritenute non sufficienti per una diversa qualificazione giuridica del fatto qui contestato quale illecito amministrativo tributario.
Non si ravvisano cause di non imputabilità ai sensi dell’art. 4 D.lgs 472/97 e di non punibilità ai sensi dell’art. 6 D.lgs 472/97. La condotta tenuta evidenzia un comportamento colposo improntato a negligenza pregiudizievole dell’esercizio delle azioni di controllo ex art.58 TUA. Non risultano elementi per far ritenere che le violazioni alla disciplina fiscale sulle accise siano state commesse con colpa grave o dolo.
Criteri oggettivi: non risultano illeciti amministrativi tributari, della stessa indole, non definiti ai sensi degli artt. 16 e 17 del D.Lgs 472/1997 e pertanto non vi è recidiva infratriennale.
L’autore dell’illecito come sopra individuato al punto 1) ha commesso le violazioni delle norme riportate nei fatti ivi descritti, le cui sanzioni vengono di seguito riepilogate:
FATTO UNICO: 1 (una) violazione dell’obbligo di ordinata tenuta del registro d’officina elettrica di cui all’art.37 del Regolamento sulla tassa di consumo dell’energia elettrica, approvato con R.D. 29 settembre 1895, n. 624 (in G.U. n. 249 del 22 ottobre 1895) e ancora oggi applicabile per espressa previsione dell’art. 67, comma 1, del testo unico sulle accise (TUA) approvato con D.Lgs 504/1995. La violazione è punita dall’art. 59, comma 5, del TUA, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da 258 euro a 1549 euro in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e, secondo il principio di legalità recato dall’art. 3, comma 3, del D.Lgs 472/1997, più favorevole al trasgressore rispetto ai più elevati limiti edittali in vigore dal 2 marzo 2012.
Visti i fatti, i motivi, le norme violate e le relative sanzioni, e visto quanto risultante dai criteri soggettivi e oggettivi di cui al punto 3); DETERMINA a carico della “…”, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di Euro 258,00 (Duecentocinquantotto/00).
5) MODALITA’ DI DEFINIZIONE DELL’ILLECITO – DEFINIZIONE AGEVOLATA
Ai sensi dell’art. 16, comma 3, e dell’art. 17, comma 2, del D.L.vo n.472/1997, come modificato dalla Legge 13 dicembre 2010 n. 220, la violazione PUO’ ESSERE DEFINITA IN MODO AGEVOLATO con il pagamento, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*) del presente atto di contestazione, di Euro 86,00 (Ottantasei/00) (pari a 1/3 della sanzione come sopra determinata in Euro 258,00).
Ai sensi del D.M. 08/1/2001 sono inoltre dovute le spese di notifica del presente atto, stabilite forfettariamente in Euro 5,16 (Cinque/16).
TOTALE DA PAGARE : 86,00 + 5,16 = 91,16 (Novantuno/16)
Alla definizione del presente atto di contestazione consegue la non applicabilità delle eventuali sanzioni accessorie e la non rilevanza dell’illecito ai fini della recidiva.
Il versamento di quanto dovuto, nel termine di cui sopra, potrà essere effettuato esclusivamente al Ricevitore dell’Ufficio delle Dogane di …, citando nella causale: atto di irrogazione n. …/2012 dell’Ufficio delle Dogane di …
presso la Ricevitoria dello scrivente Ufficio delle Dogane di …, in contanti o mediante assegno circolare non trasferibile intestato Banca d’Italia – Tesoreria dello Stato – Sezione di … ed emesso da istituto bancario operante sulla piazza di … (in tale seconda ipotesi le spese di notifica andranno comunque pagate in contanti);
mediante invio di un vaglia postale intestato al “Ricevitore Capo dell’Ufficio delle Dogane di … via … n. …”
mediante bonifico su conto corrente postale intestato al Ricevitore Capo dell’Ufficio delle Dogane di … avente le seguenti coordinate: IBAN: … BIC/SWIFT: …
mediante versamento tramite bollettino postale sul numero di conto
7) RICORSO AL GIUDICE TRIBUTARIO
Ai sensi dell’art. 3, comma 4 della L. 241/1990, e in applicazione dell’art. 12, comma 2, della L. 448/2001, si informa che contro il presente atto è possibile ricorrere, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*), presentando ricorso, alla Commissione Tributaria Provinciale di … (Telefono …) – via … – … , secondo le previsioni dell’art. 2 del D.Lgs 546/1992.
Ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs 546/1992 si informa che il ricorso, per cui è previsto il pagamento del contributo unificato di cui all’art. 13, comma 6-quater del D.P.R. 115/2002, è proposto mediante notifica a questo Ufficio a norma dei commi 2 e 3 dell’art. 16 del D.Lgs sopra citato (ai sensi degli artt. 137 e segg. del CPC, oppure a mezzo posta, oppure mediante consegna a questo Ufficio) e costituzione in giudizio entro 30 (trenta) giorni dalla notifica.
Il ricorso è soggetto al pagamento del contributo unificato di cui all’art. 13, com-ma 6-quater, del D.P.R. 115/2002.
Il ricorrente deve:
intestare il ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio che ha emesso l’atto contro cui si ricorre;
notificare il ricorso:
Nel ricorso, intestato alla Commissione Tributaria Provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio che ha emesso l’atto contro cui si ricorre, il ricorrente deve indicare:
il proprio codice fiscale e quello dei difensori;
l’indirizzo di posta elettronica certificata dei difensori o della parte;
l’ufficio finanziario contro cui ricorre;
gli estremi di identificazione dell’atto impugnato (emesso dall’ufficio finanziario contro cui ricorre);
le conclusioni, cioè la richiesta che il contribuente rivolge alla Commissione Tributaria Provinciale;
il valore della lite, determinato ai sensi del comma 5 dell’art. 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni;
l’indicazione dell’incarico conferito ai difensori;
E’ opportuno allegare al ricorso la fotocopia di tutto l’atto impugnato dalla quale risulti la data di notifica.
N.B. Se l’importo contestato è pari o superiore a 2.582,28 euro, esclusi gli interessi e le sanzioni (ovvero, in caso di contestazioni relative esclusivamente a sanzioni, se l’ammontare delle sanzioni stesse è pari o superiore a 2.582,28 euro), il ricorrente deve essere obbligatoriamente assistito da un difensore, appartenente ad una delle categorie indicate nell’art. 12, comma 2, del D.lgs 546/1992 pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 1993, che deve sottoscrivere il ricorso e gli ulteriori atti processuali ai sensi del citato decreto legislativo.
Entro trenta giorni dalla data in cui ha provveduto alla notifica del ricorso, il difensore deve costituirsi in giudizio, cioè deve depositare (o trasmettere a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento) il proprio fascicolo presso la segreteria della Commissione Tributaria Provinciale di …, secondo le modalità previste dall’art. 22, comma 1, del D.lgs 546/1992, con la “nota di iscrizione al ruolo”, contenente l’indicazione delle parti, del difensore che si costituisce, dell’atto impugnato, della materia del contendere, del valore della controversia e della data di notificazione del ricorso.
Se il ricorrente non deposita il proprio fascicolo nei tempi previsti perde il diritto di procedere nel ricorso.
la nota di iscrizione al ruolo;
la prova, in originale, dell’avvenuto versamento del contributo unificato;
l’originale del ricorso, se è stato notificato tramite ufficiale giudiziario, oppure la fotocopia del ricorso sulla quale il ricorrente dichiara che è conforme al ricorso originale già spedito per posta o consegnato;
la fotocopia del provvedimento amministrativo impugnato.
8) RISCOSSIONE COATTIVA
Qualora l’obbligato non provveda al pagamento delle somme sopra specificate o non proponga impugnazione, il presente atto sarà considerato PROVVEDIMENTO costituente titolo per l’avvio della procedura di RISCOSSIONE COATTIVA prevista dal D.P.R. 28.1.1988, n.43 e successive modificazioni, con iscrizione a ruolo ai sensi del D.Lvo n. 46 del 26.02.1999.
Informazioni complete sull’atto possono essere ottenute dall’Area del Contenzioso dell’Ufficio in intestazione – Telefono: … e.mail: dogane.xxxxxxx.contenzioso@agenziadogane.it
Responsabile del procedimento, esclusa l’adozione del presente provvedimento finale, è il sig. …, funzionario doganale (telefono: …).
Autotutela: questo Ufficio è titolare del potere di annullamento, di revoca o sospensione degli effetti del presente atto, nonché del potere di riesame, anche nel merito, dell’atto in sede di autotutela (Istituto disciplinato dall’art. 2-quater del D.L. 564/1994, convertito con modificazioni dalla L. 656/1994, e dal relativo regolamento di attuazione approvato con D.M. 11 febbraio 1997, n. 37, nonché dalle modifiche introdotte dall’art. 27 della L. 28/1999).
Si attesta che, ai sensi dell’art. 14 della L. 890/1982 (come modificato dall’art. 20 della L 146/1998) e dall’art. 10 L 265/1999, il presente atto di contestazione n. …/2012, viene spedito il giorno 11 maggio 2012 mediante consegna, in busta sigillata, all’Ufficio postale C.P.O. (Centro Operativo Postale) in via … di …, per la notificazione degli atti giudiziari a mezzo posta (secondo la disciplina recata dalla legge 20 novembre 1982, n. 890 con le modifiche introdotte dall’art. 2 del d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e dall’art. 36 del d.l. 31 dicembre 2007, n. 248, convertito dalla legge 28 febbraio 2008, n.31), appositamente raccomandata e con avviso di ricevimento. Dalla data di consegna del plico o dal bollo apposto sull’ A.R. che verrà restituito dal servizio postale, decorreranno i termini della presente notificazione.
Il funzionario notificante
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One thought on “Il registro d’officina elettrica”
mediterraneo_rinnovabile ha detto:
http://www.mediterraneorinnovabile.it/it/tax-diritto-tributario/512-testo-unico-accise-aggiornato-al-2015.html