Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/06/novita-fiscali-del-15-giugno-2011.html
Timestamp: 2018-02-20 15:02:42+00:00
Document Index: 87313044

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 35', 'art. 2359', 'art. 2484', 'art. 2487']

1) Agevolazioni fiscali per le reti d’impresa: Fissata la percentuale del risparmio d’imposta
2) Iva: Cosa fare se cambia il soggetto depositario delle scritture contabili
3) Modelli studi di settore da allegare a Unico 2011 in versione definitiva
4) Norme di coordinamento tra i principi contabili internazionali: pubblicato il Decreto 08 giugno 2011
5) Continua il trend positivo per le entrate tributarie
6) Acquisto del controllo nella cessione di quote di S.r.l.
7) La procedura della liquidazione societaria: Aspetti controversi e spunti per la semplificazione
8) Emendamento a D.L. sviluppo: Salta la norma sui diritti di superficie delle spiagge
9) Contributi di artigiani e commercianti e liberi professionisti iscritti alla gestione separata
10) Assegno per il nucleo familiare nuovi livelli di reddito
Le aziende che si sono costituite in reti d’impresa, potranno fruire per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2010 di un risparmio d’imposta pari al 75,3733%.
Tale percentuale è stata determinata con il provvedimento direttoriale del 13 giugno 2011.
Lo sconto è stato calcolato rapportando al limite degli stanziamenti per il 2011, che la norma introduttiva dell’agevolazione fissa in 20 milioni di euro (comma 2-quinquies, art. 42, Dl 78/2010), il totale di risparmio d’imposta complessivamente richiesto con il modulo ad hoc, il modello “Reti”, approvato con il provvedimento del 14.04.2011.
Difatti, le imprese interessate hanno trasmesso le proprie richieste dal 2 al 23 maggio 2011, avvalendosi di un apposito software “AgevolazioneReti” che ha consentito la compilazione e l’invio on line delle comunicazioni contenenti i dati necessari all’ammissione allo sconto fiscale, relativo al periodo d’imposta in corso al 31.12.2010.
Al 23 maggio scorso, le richieste pervenute all’Agenzia delle Entrate hanno superato quota 26 milioni di euro.
L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che chi aderisce a un contratto di rete (varie forme di collaborazione tra imprese per lo più di piccole dimensioni) può accedere a un bonus consistente in un regime di sospensione d’imposta, per la quota di utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinata alla realizzazione, entro l’esercizio successivo, di investimenti previsti dal programma comune dello stesso contratto.
In particolare, l’art. 42, comma 2, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, prevede in favore delle imprese appartenenti ad una delle reti di imprese riconosciute, ai sensi dei commi da 2-bis a 2 – septies del citato art. 42, vantaggi fiscali, amministrativi e finanziari, nonché la possibilità di stipulare convenzioni con l’A.B.I. nei termini definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
Pertanto, con il contratto di rete, più imprenditori si obbligano, sulla base di un “programma comune”, a collaborare nell’esercizio delle proprie attività, a scambiarsi informazioni o prestazioni, o anche a esercitare insieme le attività oggetto della propria impresa, in modo da diventare una realtà competitiva, in grado di contare nel contesto economico del mercato globale e dare una spinta vitale al sistema produttivo del Paese.
Tutto ciò ha ispirato la norma che, però, al fine di evitare l’uso distorto di tali coalizioni, ha comunque posto precise condizioni per usufruire del beneficio fiscale. L’operazione é valida fino al 2013, dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate, di volta in volta, sulla base dei dati risultanti dalle comunicazioni trasmesse, determinerà la percentuale massima del risparmio di imposta spettante a ciascuna impresa, con metodo proporzionale.
Dovrà, cioè, tener conto del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e quello del risparmio d’imposta complessivamente richiesto.
La percentuale sarà puntualmente resa nota attraverso appositi provvedimenti direttoriali. Per il momento, con il primo provvedimento, quindi, la quota si é attestata ad oltre il 75% di sconto (V.D’Andò).
Quest’ultimo, a sua volta, potrà chiedere prova al contribuente di aver segnalato questa variazione alle Entrate.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 65/E del 14 giugno 2011, che è scaturita da alcune richieste di chiarimenti sui comportamenti che contribuenti e depositari devono adottare in caso di variazione del luogo in cui sono conservate le scritture contabili.
L’intermediario può vigilare
In particolare, il documento di prassi si è soffermato sull’attività del depositario delle scritture, che, pur non essendo tenuto a comunicare all’Agenzia il cambio del posto in cui sono tenute le scritture, può comunque verificare che il contribuente abbia presentato alle Entrate la dichiarazione di variazione dati.
Nell’ipotesi in cui non riceva conferma, può anche comunicare all’Ufficio territorialmente competente la chiusura del rapporto di deposito, allegando copia del verbale di consegna delle scritture.
Resta fermo che il depositario può comunque occuparsi per il contribuente di presentare la dichiarazione come persona delegata o, in presenza di determinati requisiti, come incaricato alla trasmissione telematica.
Il contribuente deve dichiarare
Il neo documento di prassi ha ricordato che il contribuente ha 30 giorni di tempo per comunicare all’Agenzia la variazione dei dati contenuti nella dichiarazione di inizio attività e, in questo caso, quelli sul cambio di posto in cui sono conservate le scritture contabili.
I modelli da utilizzare per dichiarare la variazione dei dati sono l’AA7/10 per le persone fisiche e l’AA9/10 per le imprese individuali e gli autonomi.
Più precisamente, i contribuenti tenuti all’iscrizione nel Registro delle imprese o alla denuncia alla Rea (repertorio delle notizie economiche e amministrative) trasmettono questi stessi modelli tramite la Comunicazione Unica, senza dover pagare né il bollo né i diritti di segreteria.
Gli altri, invece, presentano questi modelli presso un qualsiasi Ufficio direttamente o tramite persona delegata, per posta via raccomandata oppure telematicamente.
Il depositario delle scritture contabili non ha obblighi
In base all’art. 35, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972 grava, pertanto, sul contribuente l’obbligo di dichiarare entro trenta giorni all’Agenzia delle entrate la variazione degli elementi risultanti dalla dichiarazione di inizio attività, compresa la variazione del luogo di tenuta e conservazione delle scritture contabili.
Le suddette disposizioni non prevedono, quindi, obblighi di comunicazione all’Agenzia delle entrate a carico del terzo depositario nel caso in cui, cessato il
rapporto di deposito, ha riconsegnato al contribuente le scritture contabili (V.D’Andò).
Sono stati pubblicati i 206 modelli (e relative istruzioni), in via definitiva, degli studi di settore da allegare ai vari modelli Unico 2011.
Devono, quindi, essere utilizzati per la comunicazione dei dati rilevanti in riferimento al periodo d’imposta 2010
E’ adesso tutto pronto per gli studi di settore: Dopo il D.M. del 07.06.2011 (in Gazzetta Ufficiale del 10.06.2011), che ha approvato la revisione congiunturale speciale per tener conto degli effetti della crisi economica e dei mercati, e il rilascio del software Gerico 2011, sono sul web delle Entrate anche i 206 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi alle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio da utilizzare per l’annualità 2010.
L’approvazione è, quindi, arrivata con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2011.
Sono state anche stabilite le caratteristiche tecniche per la stampa dei modelli e le modalità di predisposizione dei dati da trasmettere unitamente al modello della dichiarazione dei redditi Unico 2011, di cui costituiscono parte integrante.
I soggetti che effettuano l’asseverazione, come è solito, devono verificare che gli elementi contabili ed extracontabili indicati nei modelli di dichiarazione e rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore corrispondano a quelli risultanti dalle scritture contabili e da altra documentazione idonea (V.D’Andò).
E’ stato pubblicato, il 14 giugno 2011, sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Decreto 08 giugno 2011, e la relazione illustrativa, sulle disposizioni di coordinamento tra i principi contabili internazionali adottati con regolamento UE entrato in vigore nel periodo compreso tra il 01 gennaio 2009 ed il 31 dicembre 2010, e le regole di determinazione della base imponibile dell’IRES e dell’IRAP, come previsto dal D.Lgs. n. 38/2005 (V.D’Andò).
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, tra le altre, in data 14 giugno 2001, ha pubblicato il bollettino delle entrate erariali gennaio-aprile 2011.
Secondo quanto contenuto in tale bollettino, nel primo quadrimestre del 2011 prosegue l’andamento positivo delle entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica.
Complessivamente i risultati del gettito confermano la tendenza alla ripresa delle entrate tributarie sostanzialmente riconducibile a fattori economici e congiunturali.
Nel periodo gennaio-aprile 2011 si è, quindi, registrata una tendenza complessiva dell’andamento delle entrate tributarie al riallineamento ai livelli registrati nel periodo precedente la crisi.
Il gettito totale del periodo si è attestato a 115.472 milioni di euro, facendo registrare un +6.178 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (V.D’Andò).
Nelle Srl il trasferimento delle quote vuole prima la stipula dell’atto e poi l’iscrizione nel registro delle Imprese, solo in tale ultimo momento può sussistere il rapporto di controllo.
Assonime ha pubblicato, in data 14 giugno 2011, “Il Caso n. 5 del 2011” sull’acquisto del controllo nella cessione di quote di S.r.l..
La nozione di controllo dettata dall’art. 2359 del codice civile prevede che il “controllo interno di diritto” si realizzi quando una società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria di un’altra società.
Nelle Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.), osserva Assonime, “il trasferimento delle partecipazioni è soggetto a un procedimento che prevede prima la stipulazione dell’atto di trasferimento e successivamente la sua iscrizione nel Registro delle Imprese”.
La questione da chiarire è quando si possa considerare sussistente il rapporto di controllo e cioè se tale momento sia da ricondurre alla data di stipulazione dell’atto di cessione delle quote oppure a quello di iscrizione nel Registro delle imprese.
A tal proposito, secondo il documento di Assonime, “Poiché la stipula dell’atto di trasferimento non attribuisce all’acquirente la disponibilità del diritto di voto, che è un effetto che discende dall’iscrizione nel Registro delle imprese, il rapporto di controllo, ai sensi della previsione normativa, si deve ricondurre al momento in cui avviene l’iscrizione dell’atto di trasferimento nel Registro delle imprese” (V.D’Andò).
L’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato, il 14 giugno 2011, sul proprio sito (www.Irdcec.it ), il Documento n. 11 (IRDCEC, composto da ben 48 pagine) interamente incentrato sulla procedura della liquidazione societaria: Aspetti controversi e spunti per la semplificazione.
Tale documento esamina i seguenti argomenti:
– La nomina e la revoca dei liquidatori di una s.r.l. e il ruolo del notaio. Disamina della normativa civilistica di riferimento;
– L’accertamento delle cause di scioglimento ex art. 2484 c.c. e gli adempimenti conseguenti;
– Il ruolo degli amministratori;
– La convocazione assembleare per le deliberazioni di cui all’art. 2487 c.c.;
– La riduzione del capitale al disotto del minimo in conseguenza di perdite: particolarità degli adempimenti alla luce delle massime espresse dai Notai del Triveneto;
– La prima “soluzione” procedurale indicata dai Notai del Triveneto;
– La seconda soluzione procedurale ispirata dai Notai del Triveneto;
– La “situazione patrimoniale” infra-annuale da sottoporre ai soci nel caso della riduzione del capitale al disotto del minimo legale: finalità e caratteristiche alla luce del Principio Contabile OIC 5;
– Il Bilancio finale di liquidazione: aspetti sostanziali e funzionali;
– La cancellazione della società e gli effetti sui creditori;
– L’orientamento giurisprudenziale;
– Le pretese del Fisco sulle società estinte: azione erariale e tutela dei soggetti coinvolti;
– L’inizio della liquidazione ai fini delle imposte sui redditi;
– Le problematiche fiscali connesse al “Fondo per costi ed oneri di liquidazione” (V.D’Andò).
Salta dal decreto sviluppo la norma sui diritti di superficie delle spiagge. Governo e relatori. Alla Camera hanno infatti accolto alcuni emendamenti soppressivi della norma che portava a 20 anni il diritto di superficie sugli arenili. La materia potrebbe essere affrontata in un altro provvedimento.
E’ quanto riferito dall’Agenzia Ansa nella sua edizione del 14 giugno 2011, affermando in particolare che:
Tremonti: Giusto sistema con tre aliquote Irpef
“Credo che sia giusto un sistema con tre aliquote” Irpef: Lo ha detto il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti parlando all’assemblea di Confartigianato. Secondo Tremonti, inoltre, con una base imponibile ampia “le aliquote più basse possibili sono il miglior investimento per ridurre l’evasione fiscale”.
Tremonti ha aggiunto, inoltre, che “é possibile ridurre il nostro sistema fiscale a 5 imposte”.
A suo avviso, infatti, è possibile unificare e accorpare le imposte per arrivare ad un catalogo dei tributi che preveda cinque imposte.
Togliere regimi di favore
“C’é un enorme bacino da cui derivare risorse per fare la riforma fiscale e correggere l’andamento della finanza pubblica”.
Lo ha detto il ministro del Tesoro Giulio Tremonti riferendosi alle tante agevolazioni benefici godute da “chi non ne ha titolo. Gli assegni vanno tolti a quelli che hanno il gippone”, ha sintetizzato il Ministro all’assemblea della Confartigianato.
“E’ giusto dare assegni e benefici a chi ne ha bisogno. Ma, ha aggiunto, non è giusto dare assegni a quelli che non hanno ragione di riceverli”.
“Nella spesa fiscale c’é un enorme catalogo di voci e regimi di favore, ci sono 471 voci di esenzioni che valgono in totale 150 miliardi, si tratta di un magazzino da rivedere” (V.D’Andò).
L’Inps, con la circolare n. 84 del 13 giugno 2011, ha fornito i chiarimenti necessari per il pagamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata.
La citata circolare ha dato tutte le indicazioni a proposito dei termini e delle modalità di pagamento, dei limiti di reddito imponibile, della rateizzazione e della compensazione dei contributi (V.D’Andò).
Sono stati stabiliti i nuovi livelli di reddito per la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare, riguardanti il periodo dal 1° luglio 2011 al 30 giugno 2012.
Le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, relative alle diverse tipologie di nuclei familiari, sono allegate alla circolare Inps n. 83 del 13 giugno 2011.