Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_civile/38/civile_da
Timestamp: 2020-05-30 05:03:45+00:00
Document Index: 180506912

Matched Legal Cases: ['art. 96', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 330', 'art. 317', 'art. 330', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 316', 'art. 333', 'art. 330', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 269', 'art. 68', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 38', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 38', 'art. 269']

I. Sono di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli articoli 84, 90, 330, 332, 333, 334, 335 e 371, ultimo comma, del codice civile. Per i procedimenti di cui all'articolo 333 resta esclusa la competenza del tribunale per i minorenni nell'ipotesi in cui sia in corso, tra le stesse parti, giudizio di separazione o divorzio o giudizio ai sensi dell'articolo 316, del codice civile; in tale ipotesi per tutta la durata del processo la competenza, anche per i provvedimenti contemplati dalle disposizioni richiamate nel primo periodo, spetta al giudice ordinario. Sono, altresì, di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli articoli 251 e 317-bis del codice civile (1).
II. Sono emessi dal tribunale ordinario i provvedimenti relativi ai minori per i quali non è espressamente stabilita la competenza di una diversa autorità giudiziaria. Nei procedimenti in materia di affidamento e di mantenimento dei minori si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile.
III. Fermo restando quanto previsto per le azioni di stato, il tribunale competente provvede in ogni caso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, e i provvedimenti emessi sono immediatamente esecutivi, salvo che il giudice disponga diversamente. Quando il provvedimento è emesso dal tribunale per i minorenni, il reclamo si propone davanti alla sezione di corte di appello per i minorenni (2).
(1) L'art. 96, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, ha inserito, con effetto dal 7 febbraio 2014, il paragrafo «Sono, altresì, di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli articoli 251 e 317-bis del codice civile».
(2) L'articolo era stato sostituito dall'art. 3 l. 20 dicembre 2012, n. 219. Il testo sostituito recitava: «I. Sono di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli articoli 84, 90, 171, 194, comma secondo, 250, 252, 262, 264, 316, 317-bis, 330, 332, 333, 334, 335 e 371, ultimo comma, nonché nel caso di minori dall'articolo 269, primo comma, del codice civile. II. Sono emessi dal tribunale ordinario i provvedimenti per i quali non è espressamente stabilita la competenza di una diversa autorità giudiziaria. III. In ogni caso il tribunale provvede in camera di consiglio sentito il pubblico ministero. IV. Quando il provvedimento è emesso dal tribunale per i minorenni il reclamo si propone davanti alla sezione di corte di appello per i minorenni».
Famiglia – Provvedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio – Emergenza COVID-19 – Limiti e modalità di svolgimento del diritto di visita dei figli minori.
Durante il periodo di emergenza determinato dal virus COVID-19, il diritto-dovere dei genitori e dei figli minori di incontrarsi deve sottostare alle limitazioni alla circolazione delle persone legalmente stabilite per ragioni sanitarie e ciò in particolare quando: a) il genitore provenga da un luogo ad alto tasso di contagio virale; b) non sia dimostrato che lo stesso abbia rigorosamente rispettato le prescrizioni imposte dalla normativa vigente; c) non sia chiaro se nell’abitazione di destinazione siano presenti altre persone, oltre al ricorrente.
Rimane tuttavia fermo il diritto del genitore di mantenere rapporti significativi e costanti con i figli anche attraverso strumenti telematici che consentano conversazioni in videochiamata con cadenza anche quotidiana. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 02 Aprile 2020. Segue...
Spetta al giudice investito del procedimento di separazione personale, ai sensi dell’art. 38 disp. att. c.c., pronunciare sulla domanda di decadenza dalla responsabilità genitoriale, formulata nel corso dello stesso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Il persistente disinteresse sia morale che materiale del genitore nei confronti della figlia unitamente alla aggressione fisica e verbale perpetrata tale determinare nella minore un grave turbamento, giustificano, ex art. 330 c.c., la adozione della misura della revoca della responsabilità genitoriale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 21 Marzo 2017. Segue...
Riparto di competenza tra tribunale ordinario e tribunale minorile – Ricorso ex art. 317-bis c.c. al tribunale ordinario, pendente processo ex art. 330 c.c. dinanzi al tribunale minore – Inammissibilità del ricorso – Sussiste – Competenza cd. per Attrazione..
La riscrittura dell’art. 38 disp. att. c.c. contenuta nell’art. 3 l. n. 219 comporta solo una competenza per c.d. attrazione a favore del tribunale ordinario “nell’ipotesi in cui sia in corso, tra le stesse parti, giudizio di separazione o divorzio o giudizio ai sensi dell’art. 316 c.c.”, di guisa che alla regola generale si accompagna un’ipotesi derogatoria rigorosamente subordinata alla pendenza dei diversi procedimenti ordinari indicati, il che si traduce nella necessitata ricostruzione della volontà del legislatore come intesa a ricondurre al giudice ordinario la competenza ex art. 333 c.c. laddove sia stato precedentemente instaurato innanzi a questi (e sia ancora in corso) un giudizio già rientrante nella sua sfera di competenza. Ne consegue che non può ravvisarsi la competenza del giudice ordinario a pronunciarsi a mente degli artt. 155 ss. e 317 bis c.c. per la forza preclusiva da riconoscersi al procedimento che sia già pendente tra le stesse parti ex art. 330 c.c.; direttamente consequenziale è anche l’inammissibilità di ogni e qualsivoglia istanza intesa a conseguire un provvedimento economico e a tutela, in via cautelare, dei diritti di mantenimento della prole. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Novembre 2013. Segue...
Dichiarazione giudiziale di paternità – Procedimento relativo a figlio minore di età – Modifica dell’art. 38 disp. att. c.c. ad opera della Legge 219/2012 – Competenza del Tribunale Ordinario – Rito applicabile – Rito camerale – Esclusione – Rito Ordinario Sussiste – Erronea introduzione del rito – Mutamento del rito – Sussiste..
In virtù della nuova formulazione dell’art. 38 disp. att. c.c., per effetto della legge 10 dicembre 2012 n. 219, la competenza sull’art. 269 c.c., anche in caso di minori, è del Tribunale ordinario e conseguentemente il rito applicabile è quello di cognizione ordinaria ex artt. 163 e ss. c.p.c. La legge 219/2012, infatti, ha rimosso la deroga al rito ordinario che era stata introdotta dall’art. 68 della legge 184-1983 così ripristinando la norma generale di cui all'art. 9, comma II c.p.c. Dove il rito sia stato introdotto erroneamente con ricorso invece che con citazione, il giudice può mutare ex officio il rito ex art. 4 d.lgs. 150/2011 con contestuale ordine di integrazione degli atti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Aprile 2013. Segue...
Dichiarazione giudiziale di paternità – Art. 269 c.c. – Competenza del Tribunale ordinario – Art. 38 disp. att. c.c. – Legge 219/2012 – Rito applicabile – Camerale – Esclusione – Rito ordinario – Sussiste – Erronea introduzione del rito, con ricorso invece che con citazione – Provvedimento del giudice – Integrazione atti – Sussiste..
L’azione di stato è disciplinata dall’art. 9 comma 2 c.p.c., da proporsi secondo il rito ordinario (v. l’art. 38 ultimo comma disp. att. c.c. così come risultante dalle modifiche apportate dalla l. 219/12); essendo il procedimento a cognizione ordinaria, l’atto introduttivo, con la forma del ricorso anziché della citazione, non contiene tutti gli elementi prescritti dall’art. 163 c.p.c. (cfr. Cass. 18.08.06 n. 18201); pertanto, disposto il mutamento del rito, parte attrice dovrà integrare l’atto introduttivo con l’avvertimento previsto dall’art. 163 n. 7 c.p.c. e l’atto introduttivo, così integrato, dovrà essere notificato alle controparti, unitamente al decreto di conversione, contenente la fissazione della data di udienza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 08 Aprile 2013. Segue...
Dichiarazione giudiziale di paternità – Art. 269 c.c. – Competenza del Tribunale ordinario – Art. 38 disp. att. c.c. – Legge 219/2012 – Rito applicabile – Camerale – Esclusione – Rito ordinario – Sussiste..
Poiché la legge 219/2012 nulla ha innovato quanto al rito applicabile avanti al Tribunale ordinario si deve ritenere che, nel nuovo sistema di riparto di competenza delineato dall’art. 38 disp. att. cod. civ. novellato, l’azione di riconoscimento di cui all’art. 269 cod. civ., anche quando riguardi un figlio minore, debba essere introdotta nelle forme ordinarie del giudizio di merito a cognizione piena e, dunque, con citazione. Conserva, cioè, piena validità il principio (da ultimo ribadito da Cass. Civ. 25.11.2010 n. 23970 cit.) secondo cui il rito camerale è applicato dall’ordinamento processuale a procedimenti di natura contenziosa, di regola devoluti alla cognizione ordinaria, in via di eccezione, nei casi tipici e tassativi che sono espressamente elencati, cosicché se la scelta del legislatore per la forma camerale non risulta esplicitata attraverso espressa previsione deve trovare applicazione il principio generale dell’ordinamento processuale che affida la tutela dei diritti e degli “status” delle persone alle forme del processo a cognizione piena. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 22 Marzo 2013. Segue...