Source: https://entilocali.forumattivo.it/t663-cessione-area-comunale
Timestamp: 2020-02-27 23:20:14+00:00
Document Index: 57419028

Matched Legal Cases: ['art.58', 'art.\n58', 'art. 3', 'art.1418', 'art.58', 'art.58', 'sentenza ', 'art. 58', 'art. 117', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 117', 'art. 2644', 'art. 58', 'art. 58']

Cessione area comunale
peppegarau il Ven 11 Feb 2011 - 5:16
Salve, sono un consigliere comunale.
La nostra amministrazione comunale è intenzionata a cedere un'area di proprietà comunale (tra l'altro precedentemente espropriata).
E' possibile procedere alla vendita in assenza del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari (art.58, comma 1 della legge 133/2008?
Il Consiglio comunale ha già approvato il bilancio di previsione per il 2011.
Sono previste sanzioni qualora l'Amministrazione volesse procedere in tal senso?
Paolo Gros il Ven 11 Feb 2011 - 5:25
Il piano e' obbligatorio ed e' un allegato al bilancio di previsione.
"tra l'altro precedentemente espropriata" occorre nel caso verificare il caso di pubblica utilita' che ora viene a mancare per cui per l'inserimento nel patrimonio disponibile occorre obbligatoriamente il piano delle dismissioni che lo renda disponibile e ne cambi la destinazione nel Prgc.
Tanto riguarda la programmazione che di fatto non puo' essere giorno per giorno ma in sede pluriennale.
Non vedo legittimamente possibile tale alienazione nei termini esposti.
peppegarau il Ven 11 Feb 2011 - 5:40
Il nostro gruppo consiliare ha fatto una dichiarazione di voto in tal senso.
Cionostante l'amministrazione ha provveduto a pubblicare il bando di gara che prevede la vendita.
Il contratto preliminare posto in essere con l'acquirente è viziato?
E' possibile procedere alla stipula nonstante la palese violazione di legge?
Il contratto è nullo/annullabile?
Genitilissimo.
Con Legge 133 21.08.2008 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" sono state adottate misure urgenti finalizzate allo sviluppo economico, alla semplificazione, competitività, stabilizzazione della finanza pubblica ed alla perequazione tributaria.
Tra le varie disposizioni costituisce una delle novità di maggior rilievo per i Comuni l’art.
58, inserito nell’ambito del Capo X “Privatizzazioni” dedicato alle “Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, comuni ed altri enti locali”. Il comma 1 prevede che Regioni, Province, Comuni e altri enti locali dispongano enti con delibera dell'organo di Governo individuano, redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza,Tali beni devono essere non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali e pertanto suscettibili di essere valorizzati ovvero dimessi, prevedendo quindi nel contempo la redazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari da allegarsi al bilancio di previsione dell’ente.[/b
]Il comma 2, inoltre, stabilisce che l’inserimento degli immobili nel Piano, ne determina la
conseguente classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la
destinazione urbanistica. In particolare, la norma prevede che la deliberazione di approvazione del predetto Piano delle Alienazioni da parte del Consiglio Comunale costituisce variante allo strumento urbanistico generale e che tale variante, poiché riferita a singoli immobili, non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle Province e delle Regioni. La verifica di conformità è comunque richiesta e deve essere effettuata entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricevimento della richiesta, nei casi di varianti relative a terreni classificati come agricoli dallo strumento urbanistico generale vigente,
ovvero nei casi che comportano variazioni volumetriche superiori al 10 per cento dei volumi previsti dal medesimo strumento urbanistico vigente
La disposizione del comma 3 fa riferimento agli elenchi, così come definiti dai precedenti
commi 1 e 2, che devono essere pubblicati secondo le forme previste per ciascuno degli enti richiamati nei precedenti commi, stabilendo che tali elenchi abbiano effetto dichiarativo della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni e producano gli effetti previsti dall’articolo 2644 del codice civile oltre che agli effetti sostitutivi dell’iscrizione del bene al catasto e al tavolare. Al riguardo, il comma 4 dispone altresì che gli uffici competenti siano chiamati a provvedere, se necessario, alle conseguenti attività di trascrizione, intavolazione e voltura.
[b]Il comma 5 stabilisce la possibilità di ricorrere in via amministrativa avverso l’iscrizione del bene negli elenchi entro sessanta giorni dalla pubblicazione degli stessi, fatti salvi gli altri rimedi previsti dalla legge.Il comma 6, infine, estende ai beni immobili inclusi nei predetti elenchi la procedura prevista dall’art. 3-bis del D.L. n. 351 del 2001 relativa alla valorizzazione dei beni dello Stato e utilizzazione a fini economici tramite concessione o locazione.
La procedura di ricognizione ed eventuale riclassificazione degli immobili fruisce, quindi, di notevoli semplificazioni, utili a contenere i relativi costi ed i tempi di attuazione.
L’articolo considerato dispone l’accelerazione dei processi di valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni ed Enti Locali con l’evidente obbiettivo di soddisfare esigenze di miglioramento dei conti pubblici, di riduzione o comunque andamento controllato dell’indebitamento, di puntare sull’autofinanziamento degli investimenti e sulla ricerca di nuove fonti di proventi gestionali.
L'alienazione di immobili non compresi nel piano delle alienazioni e' preclusa e vietata-
Ex art.1418 cc il contratto e' nullo in quanto contrario a norme imperative.
Re: Cessione area comunale
francodan il Sab 12 Feb 2011 - 1:44
una sola precisazione il 2 comma è stato parzialmente dichiarato incostituzionale e quindi dovrà seguire ,se necessaria,apposita variante (con relativa elaborati progettuali)costituendo la delibera solo variazione della natura del bene e della destinazione
g.aiudi il Dom 13 Feb 2011 - 7:36
Ritengo che il piano delle alienazioni sia un allegato al bilancio ma non obbligatorio. lo stesso comma 7 dell'articolo 58 recita che " I soggetti (( di cui al comma 1 )) possono in ogni caso individuare forme di valorizzazione alternative, nel rispetto dei principi di salvaguardia dell'interesse pubblico e mediante l'utilizzo di strumenti competitivi." Secondo me rappresenta uno strumento in più a disposizione delle amministrazione ma non pone vincoli o divieti ad altre forme di valorizzazione e alienazione.
In ogni caso l'approvazione del piano non rende la eventuale vendita del bene immobile illegittima perchè la norma non abroga le altre modalità di alienazione dei beni immobili. Essa costituisce un strumento con cui gli enti locali possono procedere alla valorizzazione, con procedure semplificate di sdemanalizzazione e di cambio di destinazione urbanistica ( poi cassata dalla Cortte Costituzionale) e alienazione di beni comunali.
Paolo Gros il Dom 13 Feb 2011 - 11:04
Sommessamente dissento:
"Essa costituisce un strumento con cui gli enti locali possono procedere alla valorizzazione"
art.58 comma 1 primo periodo del DL 112/08 :
Per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri Enti locali, ciascun ente con delibera dell'organo di Governo individua redigendo apposito elenco "
e non " puo' individuare"
"sia un allegato al bilancio ma non obbligatorio"
art.58 comma 1 ultimo periodo del DL 112/08 :
"Viene così redatto il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione "
e non " che puo' essere allegato"
nota al comma 1 :
Comma così modificato dalla legge di conversione 6 agosto 2008, n. 133
La Corte costituzionale, con sentenza 16 - 30 dicembre 2009, n. 340 (Gazz. Uff. 7 gennaio 2010, n. 1, 1ª Serie speciale), ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 58, commi 1 e da 3 a 9, sollevata dalla Regione Veneto, in riferimento all'art. 117, terzo comma, della Costituzione; ha inoltre dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 58, comma 1, sollevata dalla Regione Piemonte, in riferimento agli artt. 117, terzo e quarto comma, e 118, secondo comma, della Costituzione; ha infine dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 58, comma 1, sollevata dalla Regione Emilia-Romagna, in riferimento all'art. 117, terzo comma, della Costituzione
Vero e' che "non pone vincoli o divieti ad altre forme di valorizzazione e alienazione"
ma il prevedere una alienazione in sede di bilancio di previsione ed ivi finanziare con detta vendita spese del titolo secondo a mio avviso , oltre ad essere insensato e' anche illegittimo altrimenti non si comprenderebbe perche' il legislatore abbia scritto il comma 1 dell'articolo 58 omettendo " i comuni possono".
Il comma 7 si riferisce a mio parere alla gestione del bilancio in corso altrimenti non avrebbe avuto senso scrivere il comma 1.
Se cosi' non fosse a mio modesto avviso non riuscirei proprio a vedere la ratio del piano stesso delle valorizzazioni...con assoluto rispetto delle opinioni di ciascuno.
g.aiudi il Dom 13 Feb 2011 - 11:57
Come scriveva l'ANCI nella Proposta di emendamenti al decreto legge n. 122/2008 la norma fornisce" una procedura agevolata per la vendita del patrimonio comunale" ed infatti la inclusione dei beni nel suddette piano comporta:
a) la classificazione del bene come patrimonio disponibile;
b) variante allo strumento urbanistico generale che non necessita di verifiche di conformità ad atti di pianificazione sovraordinata, fatta eccezione nel caso di varianti relative a terreni
classificati come agricoli ovvero qualora sia prevista una variazione volumetrica superiore al 10% di quella prevista dallo strumento urbanistico vigente. In tali casi la verifica di
conformità va richiesta e deve essere effettuata entro un termine perentorio di trenta giorni dal ricevimento della richiesta stessa ( ora se non sbaglio abrogata);
c) effetto dichiarativo della proprietà, qualora non siano presente precedenti trascrizioni;
d) effetto sostitutivo dell’iscrizione del bene in catasto;
e) gli effetti previsti dall’art. 2644 del c.c.
Tutti questi adempimenti, in mancanza della precitata norma avrebberò richiesto più deliberazioni consiliari che ora, grazie alla precita norma, possono racchiudersi in un unico atto.
A mio parere è questo lo scopo della norma.
Infine ritengo che il comma 7 deve in ogno caso avere un significato e, a mio giudizio, la norma non si qualifica come ordinamentale, non introduce cioè una nuova disciplina per la alienazione del patrimonio degli enti locali sostitutiva della precedente ma una norma di "dettaglio" che introduce uno specifico procedimento amministrativo per la valorizzazione del patrimonio indisponibile e disponibile.
Paolo Gros il Dom 13 Feb 2011 - 12:28
Anci Toscana in merito.
"L’elenco dei beni immobili di proprietà comunale, non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali, previsto dall’art. 58 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, deve individuare tutti gli immobili che non hanno tali caratteristiche e finalità d’impiego attuali ed anche future, secondo le prevedibili esigenze dell’ente desumibili dai programmi generali e dalla verifica dell’attuale e futura destinazione pianificata dallo strumento urbanistico, e che pertanto sono disponibili e suscettibili di valorizzazione e di dismissione.
L’inserimento nell’elenco dei beni del patrimonio disponibile è disposto con deliberazione della Giunta comunale, a seguito di valutazioni e verifiche con i dirigenti tecnici e finanziari, secondo quanto previsto dal primo comma dell’art. 58 in esame. Tale elenco, costituente il “piano delle alienazioni e valorizzazioni”, dovrà essere allegato al bilancio di previsione e con lo stesso unitariamente ed espressamente approvato con delibera del Consiglio comunale. "
Credo infine che la norma de quo inserisca una ulteriore e sicuramente nuova disciplina per la alienazione del patrimonio degli enti locali sostitutiva della precedente nel caso in cui venga adottata quale allegato al bilancio di previsione.