Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3146-del-07-02-2017
Timestamp: 2020-04-02 01:31:26+00:00
Document Index: 35710461

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 149', 'art. 375', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 1', 'art. 150', 'sentenza ', 'art. 149', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 149']

Sentenza Cassazione Civile n. 3146 del 07/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3146 del 07/02/2017
Cassazione civile, sez. III, 07/02/2017, (ud. 24/01/2017, dep.07/02/2017), n. 3146
sul ricorso iscritto al numero 12561 del ruolo generale dell’anno
B.M., (C.F.: (OMISSIS)) rappresentata e difesa, giusta
procura in calce al ricorso, dagli avvocati Giuseppe Campanelli
(C.F.: CMP GPP 57606 L049M) e Vito Russo (C.F.: RSS VTI 57606
L049X);
I.M., (C.F.: (OMISSIS)), L.B.V. (C.F.: (OMISSIS))
entrambi rappresentati e difesi, giusta procure in calce ai
rispettivi controricorsi, dagli avvocati Nicola D’Andria (C.F.: DND
NCL 40P03 H090P) e Michele Zonno (C.F.: ZNN MHL 75T23 L049W);
AXA ASSICURAZIONI S.p.A. (C.F.: non dichiarato), in persona del
per la cassazione della sentenza del Tribunale di Taranto n.
2302/2013, depositata in data 15 novembre 2013;
24 gennaio 2017 dal consigliere Dott. Augusto Tatangelo.
B.M. agì in giudizio nei confronti di I.M. e la propria compagnia assicuratrice della responsabilità civile Axa Assicurazioni S.p.A. per ottenere che la prima venisse dichiarata esclusiva responsabile di un incidente stradale avvenuto in data 10 marzo 2009 e la seconda venisse condannata a pagarle il risarcimento dei danni subiti, ai sensi del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, art. 149 (codice delle assicurazioni private).
Il Giudice di Pace di Taranto dichiarò improponibile la domanda della B. e, accertato il concorso di responsabilità di questa e del conducente dell’autovettura della I. per l’incidente in questione, rispettivamente nella misura del 70% e del 30%, condannò in solido l’attrice e la sua compagnia assicuratrice a risarcire i danni subiti dalla stessa I. e dal L.B..
Resistono con distinti (ma sostanzialmente identici) controricorsi la I. e il L.B..
Il ricorso è stato trattato in camera di consiglio, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 2.
1. Con l’unico motivo del ricorso (articolato in due profili) si denunzia “violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto”.
La ricorrente deduce in primo luogo che i giudici di merito avrebbero erroneamente ritenuto inapplicabile la procedura per il cd. indennizzo diretto di cui al D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, art. 149 (codice delle assicurazioni private), sul mero presupposto – emerso all’esito dell’istruttoria espletata, e peraltro contestato – che nell’incidente era rimasto coinvolto anche un terzo veicolo.
La procedura di indennizzo diretto prevista dal D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, art. 149 (codice delle assicurazioni private) è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli (i cui conducenti siano) responsabili del danno.
Ciò emerge chiaramente dalla lettera dall’art. 1, comma 1, lettera d), del regolamento emanato ai sensi dell’art. 150 del codice delle assicurazioni private, che contiene la disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale (D.P.R. 18 luglio 2006, n. 254), e che prevede che la suddetta procedura sia applicabile in caso di “collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilità civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni ai veicoli o lesioni di lieve entità ai loro conducenti, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili”.
Nella specie il Tribunale di Taranto, nel confermare la sentenza di primo grado che ha ritenuto improponibile la domanda di indennizzo diretto avanzata dalla B., ha affermato che la procedura in questione sarebbe ammissibile solo in caso di sinistro che abbia interessato due veicoli, e lo ha escluso nella specie, in quanto dall’istruttoria era emerso il coinvolgimento di un terzo veicolo. Non ha quindi ritenuto necessario accertare – neanche in via incidentale e presuntiva – se il (conducente del) terzo veicolo coinvolto potesse ritenersi in qualche modo responsabile.
Così facendo, non ha correttamente applicato le disposizioni di legge di cui la ricorrente lamenta la violazione, in quanto, in base al combinato disposto dell’art. 149 del codice delle assicurazioni private e dell’art. 1, comma 1, lett. d), del relativo regolamento di attuazione, la procedura di indennizzo diretto è ammissibile anche in caso di sinistro che abbia coinvolto più di due veicoli, purchè, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, non siano coinvolti ulteriori veicoli responsabili.
Il giudice del merito, onde escludere la proponibilità della domanda della B., avrebbe dunque dovuto accertare l’eventuale coinvolgimento nel sinistro di un ulteriore veicolo responsabile, e non semplicemente quello di un ulteriore veicolo, come invece ha fatto.
La sentenza impugnata va dunque cassata, limitatamente al capo con il quale è stata dichiarata l’improponibilità della domanda di indennizzo diretto proposta dalla B. nei confronti di Axa Assicurazioni S.p.A., affinchè in sede di rinvio la fattispecie sia riesaminata alla luce del seguente principio di diritto: “la procedura di indennizzo diretto prevista dal D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, art. 149 (codice delle assicurazioni private) è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli responsabili del danno”.