Source: http://movimentoperlagiustizia.org/csm/notizie/235-csm-news-n-68-dell-1-dicembre-2004.html
Timestamp: 2017-04-27 20:34:33+00:00
Document Index: 160794091

Matched Legal Cases: ['art.45', 'art. 51', 'art.78', 'art. 276', 'art.11', 'art. 11', 'art. 79', 'art.10', 'art. 2']

In Movimento! - CSM NEWS n. 68 dell' 1 dicembre 2004
Sei qui: Home CSM Notizie CSM NEWS n. 68 dell' 1 dicembre 2004
CSM NEWS n. 68 dell' 1 dicembre 2004
| | Visite: 4587
1.IL CSM E L'EFFICIENZA DEL SISTEMA GIUDIZIARIO
2.MAGISTRATURA E INCARICHI POLITICI
3.INCARICHI DIRETTIVI (PROCURATORE DI NICOSIA)
4.LA VISITA DELLA SETTIMA COMMISSIONE A SANTA MARIA CAPUA VETERE ED A TORRE ANNUNZIATA
5.NUOVI CRITERI PER LA SCELTA DEI MAGISTRATI COLLABORATORI DEI C.G.
6.IL TIROCINIO DEI NUOVI UDITORI GIUDIZIARI
7.FUORI RUOLO 8.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
9.INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO
10.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI 11.FORMAZIONE IN ALBANIA 12.IL SEMINARIO FORMATIVO DEDICATO AI DIRIGENTI DI NUOVA NOMINA
13. INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
All'ordine del giorno del plenum del 18 u.s., su richiesta sottoscritta da tutti i consiglieri togati e dei cons. Berlinguer e Schietroma, Ã¨ stata inserita la seguente richiesta, operata ai sensi dell'art.45 Regolamento Interno, e quindi con richiesta di trattazione urgente, diretta ad ottenere un confronto con il Ministro della Giustizia su quelli che il Consiglio ritiene i piÃ¹ urgenti problemi da affrontare per adeguare il "servizio giustizia" alle richieste dei cittadini, non contemplati nella riforma ordinamentale: "Il Consiglio Superiore della Magistratura ha, sin dall'inizio della consiliatura, ritenuto di affrontare con determinazione i temi dell'efficienza del sistema giudiziario, anche aderendo all'auspicio del Presidente della Repubblica.
In tale prospettiva, il Plenum straordinario del 18.12.2002 Ã¨ stato dedicato al funzionamento degli uffici giudiziari e ad esso Ã¨ stato invitato a partecipare, nel quadro delle iniziative dei leale collaborazione tra istituzioni, il Ministro della Giustizia.
La discussione e il confronto svoltisi in quell'occasione hanno riguardato diversi aspetti delle problematiche sollevate e, in particolare, la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, la necessitÃ della costituzione dell'ufficio del giudice, la situazione degli organici del personale di magistratura e amministrativo, l'espletamento dei concorsi di accesso, l'utilizzazione e la diffusione dell'informatizzazione, l'individuazione di un sistema di valutazione delle prestazioni del servizio giudiziario.
Il dibattito si era concluso con l'auspicio, formulato dal Ministro, che il confronto potesse essere praticato anche per il futuro in maniera franca, sincera, leale e fattiva.
Purtroppo a tutt'oggi Ã¨ ancora forte la preoccupazione negli uffici giudiziari per la permanenza delle carenze delle strutture di supporto; il che rischia di vedere compromessi gli sforzi per assicurare giustizia ai cittadini e per rendere effettivo il principio costituzionale della ragionevole durata dei processi.
A distanza di due anni Ã¨ quindi ormai indispensabile che il cennato auspicio venga soddisfatto al fine di individuare gli interventi indispensabili al fine di garantire l'efficienza del sistema giudiziario e rispetto ai quali appare incoerente, tra l'altro, la prevista riduzione di fatto degli stanziamenti nel disegno di legge finanziaria.
Tutto ciÃ² premesso, delibera di indire un plenum straordinario sui temi dell'efficienza e dell'efficacia dell'organizzazione giudiziaria, invitando il Ministro della Giustizia a parteciparvi e dando mandato al Comitato di Presidenza per gli opportuni contatti".
L'esame della pratica Ã¨ stato differito (come da regolamento) al plenum del 1 dicembre, su richiesta del cons. Buccico, atteso che lo stesso regolamento rimette alla valutazione insindacabile di un singolo consigliere il necessario rinvio alla seduta successiva, senza alcuno spazio per consentire una rappresentazione delle ragioni di urgenza della pratica di cui si chiede la trattazione.
I consiglieri del Movimento hanno presentato di conseguenza la richiesta di aprire una pratica per verificare la possibilitÃ di individuare un diverso punto di equilibrio tra le ragioni di urgenza ed il diritto del singolo consigliere di avere un adeguato spazio di riflessione.
1. Come Ã¨ noto, mentre Ã¨ espressamente sancita dalla legge l'incompatibilitÃ fra esercizio della funzione giurisdizionale e contestuale esercizio delle funzioni di parlamentare nazionale o europeo (di guisa che il magistrato candidato e cosÃ¬ anche quello eletto deve necessariamente essere collocato in aspettativa), analoghe limitazioni normative non esistono con riferimento al magistrato che sia stato eletto consigliere comunale, provinciale, sindaco o presidente di provincia, ovvero che sia stato designato - da un sindaco o da un presidente di provincia - come componente della sua giunta.
Il problema (che Ã¨ innegabile nella sua evidenza, posto che Ã¨ difficilmente accettabile l'idea dell'espletamento contemporaneo di un ruolo super partes e di quello riferibile ad una fazione) Ã¨ stato, il piÃ¹ delle volte autonomamente risolto dal magistrato interessato con richiesta e collocamento in aspettativa (cosÃ¬ di recente i colleghi Scaramuzzino, vice-sindaco di Bologna ed Emiliano, sindaco di Bari), ovvero, sia dopo le polemiche suscitate, con un collocamento fuori ruolo (cosÃ¬ il collega Adornato, sostituto procuratore a Palmi e, contemporaneamente, assessore all'urbanistica di Reggio Calabria, poi destinato, fuori ruolo, all'Ufficio Legislativo del Ministero delle Comunicazioni).
Ma, ove questo non accada, il nostro ordinamento non prevede alcun esplicito divieto, pur potendosi questo divieto in astratto far discendere (a nostro giudizio) dal particolare status del magistrato e, quindi, dal necessario adattamento ai magistrati della legislazione in favore dei dipendenti, pubblici e privati, amministratori degli enti locali.
Per altro verso, nel nostro ordinamento - a livello di fonti primarie e cosÃ¬ anche di fonti secondarie - manca una specifica previsione che regoli i criteri di individuazione della sede lavorativa per i magistrati che, svolgendo un incarico amministrativo presso un ente locale, richiedano la cessazione dell'aspettativa o del fuori ruolo per svolgere il "mandato" amministrativo (anche non elettivo) contestualmente alla funzione giurisdizionale.
2. L'analisi Ã¨ divenuta pressante in virtÃ¹ della richiesta di assegnazione di sede operata dai colleghi ADORNATO (di cui in precedenza si Ã¨ detto), e GRAZIANO (consigliere comunale ad Aversa e per sua espressa indicazione possibile candidato alle prossime elezioni regionali, in precedenza uditore giudiziario con funzioni di giudice del Tribunale di Vercelli ed attualmente in aspettativa).
Si tratta, in tutta evidenza, di un tema di particolare delicatezza e complessitÃ , che involge il bilanciamento del diritto all'esercizio di pubbliche funzioni, garantito dall'art. 51 Cost. a tutti i cittadini, in condizioni di paritÃ , con i principi di autonomia ed indipendenza di ogni singolo magistrato e dell'ordine giudiziario nel suo complesso (artt. 101 e ss. Cost.).
A tale tema Ã¨ stato consacrato l'intero plenum del 18 novembre 2004, destinato all'esame della proposta, formulata all'unanimitÃ dalla Terza Commissione (Lo Voi, Marotta, Tenaglia, Primicerio, Civinini, Schietroma), di modifica della circolare sui trasferimenti, per regolare i casi non previsti e cosÃ¬ dare risposta alle richieste dei predetti colleghi Adornato e Graziano.
La proposta partiva dalla premessa della piena applicabilitÃ alla magistratura del disposto del comma sesto dell'art.78 del D.Lgs. 267/2000, secondo cui gli amministratori lavoratori dipendenti, pubblici e privati, non possono essere soggetti, se non per consenso espresso, a trasferimenti durante l'esercizio del mandato. La richiesta dei predetti lavoratori di avvicinamento al luogo in cui viene svolto il mandato amministrativo deve essere esaminata dal datore di lavoro con criteri di prioritÃ .
La traduzione concreta del "criterio di prioritÃ ", in tutta evidenza previsto per facilitare l'espletamento del mandato politico al dipendente che non sia in aspettativa, secondo quanto proposto dalla Terza Commissione, nel tentativo di individuare un bilanciamento tra tutela del diritto politico e garanzia di terzietÃ ed immagine di imparzialitÃ del magistrato, prevedeva in sintesi che:
a) l'assegnazione della sede avvenga, in distretto viciniore rispetto a quello dove viene esercitato il mandato amministrativo, mediante concorso virtuale, anche quando l'aspettativa, ovvero il collocamento fuori ruolo si sono protratti per meno di un triennio;
b) nel caso in cui al magistrato non possa essere assegnato alcun posto mediante il concorso virtuale (in mancanza di un punteggio adeguato, come nel caso dell'uditore Graziano, che aspira ad una sede vicino ad Aversa dove esercita le funzioni di consigliere comunale), si individua il posto che presenta maggiori scoperture nell'ambito dei distretti limitrofi che si trovino fuori dall'area territoriale in cui esercita il mandato e, in caso di paritÃ di scoperture, al posto dell'ufficio che si trovi a minore distanza rispetto alla sede di espletamento del mandato amministrativo;
3. Abbiamo usato il "passato" nell'esposizione del contenuto della proposta perchÃ© la stessa, su nostra specifica richiesta, non ha ricevuto l'approvazione del plenum, ma Ã¨ ritornata in commissione per una diversa formulazione, all'esito di un voto che ha visto 13 voti a favore contro 2 Mammone e Lo Voi) e 6 astensioni (5 di MD e Tenaglia).
Negli interventi in plenum (Fici ed Aghina) abbiamo difatti rilevato che:
a) il presupposto della pedissequa applicabilitÃ del D.Lgs. n. 267/2000 alla magistratura ometteva la necessaria verifica della compatibilitÃ - ex art. 276 Ordinamento Giudiziario - della normativa in questione e di ogni sua singola prescrizione con il particolare status riservato dall'ordinamento (anche con riferimento alla mobilitÃ territoriale) a coloro che sono investiti di funzioni giurisdizionali;
b) non era stato operato un corretto bilanciamento tra le esigenze di garantire il diritto costituzionale di elettorato passivo dei magistrati e quelle di tutela dell'autonomia e dell'indipendenza del magistrato e, soprattutto era mancato ogni approfondimento degli incarichi non elettivi e delle possibili interferenze con i principi di autonomia ed indipendenza;
c) la sostanziale disparitÃ di trattamento riservata al magistrato che eserciti il mandato amministrativo e che contemporaneamente intenda mantenere l'esercizio delle funzioni giurisdizionali, nella misura in cui non Ã¨ previsto alcun limite alle funzioni giurisdizionali contestualmente (e residualmente) esercitabili, mentre la vigente circolare prevede l'obbligo di destinazione a funzioni collegiali del magistrato che termini un mandato politico di ambito nazionale o europeo (disparitÃ davvero incongrua ove si consideri che per il pregresso esercizio di funzioni elettive, in ambito nazionale o europeo, Ã¨ prevista l'obbligatoria destinazione a funzioni collegiali, mentre in caso di contemporaneo esercizio di funzioni politico-amministrative e funzioni giurisdizionali, non verrebbe posto alcun limite ed il magistrato puÃ² essere destinato anche a funzioni requirenti);
d) la mancata previsione di un limite territoriale nell'assegnazione della sede che tenga conto dei rapporti territoriali intercorrenti ex art.11 c.p.p. con l'ambito di esercizio del mandato politico (alla stregua della proposta sarebbe possibile la destinazione del magistrato sindaco, ovvero del magistrato assessore, alla procura competente ex art. 11 c.p.p. a giudicare i magistrati del distretto ove il magistrato interessato esercita funzioni politiche amministrative - il dottor Adornato aveva, in particolare, chiesto la sede di Messina);
e) il particolare "favor" garantito dalla disposizione di riserva che consente al magistrato, indipendentemente dall'anzianitÃ di servizio, di raggiungere comunque il distretto limitrofo rispetto a quello di esercizio del mandato politico (elettivo o meno) presso l'ente locale, con grave vulnus all'ordinario sistema di concorsualitÃ per i trasferimenti (davvero una beffa per coloro che, per raggiungere la stessa sede devono maturare una determinata anzianitÃ , e davvero un rischio se dovesse affermarsi il convincimento che per avvicinarsi a casa Ã¨ sufficiente accettare un incarico assessoriale anche in un modesto ente territoriale).
In definitiva, abbiamo rimarcato - ed allo stato la risposta del plenum Ã¨ stata nel senso da noi auspicato - come non vi fosse un obbligo normativo di privilegiare nel senso proposto l'avvicinamento del magistrato alla sede geografica dove era stato nominato/eletto al mandato amministrativo per consentirgli il contemporaneo esercizio della funzione giurisdizionale e di quella politica.
Contemporaneo esercizio, consentito ed agevolato da precedente decisione interpretativa dello stesso CSM, laddove aveva previsto la possibilitÃ per il magistrato di assentarsi dal servizio per le riunioni dell'ente di appartenenza e per impegni ricollegabili al mandato ricevuto (ma non con riferimento agli istituti dei permessi e delle licenze disciplinati dall'art. 79 D.Lgs. n.267/2000).
Abbiamo, altresÃ¬, evidenziato come sia del tutto singolare la "scorciatoia" offerta dalla proposta verso sedi potenzialmente ambite in favore di magistrati impegnati nella politica attiva, con tutte le naturali ricadute sull'efficienza del servizio (vulnerata dalla contemporanea attivitÃ politica) e (soprattutto) sull'immagine di autonomia e terzietÃ del magistrato medesimo.
Nel successivo dibattito la nostra proposta di rimeditazione della proposta Ã¨ stata raccolta in particolare dal cons. Berlinguer, che ha invitato il Consiglio ad offrire un messaggio chiaro al legislatore perchÃ© si inverta un indirizzo diretto a favorire le accuse di politicizzazione in danno della magistratura, mediante la richiesta di un intervento legislativo volto ad impedire il contemporaneo svolgimento di attivitÃ politica e giusidizionale.
Nonostante quanto affermato nel dibattito da chi ha fatto riferimento al pericolo di "dimidiazione dello status costituzionale del cittadino-magistrato" ovvero "ai rischi nell'assumere posizioni impolitiche e di facile suggestione", abbiamo ritenuto indispensabile riaffermare come necessaria l'esigenza di mantenere ferma la differenza tra il ruolo giurisdizionale e quello politico, nel rispetto dei diritti politici del cittadino-magistrato, ma anche nella consapevolezza delle particolari responsabilitÃ che incombono al magistrato-cittadino. Nessuna limitazione all'esercizio di pubbliche funzioni politico-amministrative e, tuttavia, il massimo del rigore nell'apprestare un diaframma con l'esercizio della funzione giurisdizionale.
Abbiamo, in particolare, insistito sull'esigenza che la scelta di graduare la collocazione territoriale del magistrato/amministratore non dovesse determinargli necessariamente corsie preferenziali, evidenziando una valutazione di inopportunitÃ del coevo svolgimento di due funzioni cosÃ¬ diverse che costituisce, peraltro, patrimonio della stragrande maggioranza dei magistrati che sono stati chiamati ad offrire il loro prezioso contributo di idee ed esperienza al servizio dell'amministrazione degli enti locali.
Va rilevato come, peraltro, sia stata giÃ aperta presso la Sesta Commissione del Consiglio una pratica diretta ad evidenziare la sostanziale inadeguatezza della vigente previsione normativa che consente lo svolgimento di "doppie funzioni", e riteniamo vivamente auspicabile che in quella sede possa addivenirsi ad una corale richiesta al Parlamento di intervenire per colmare quella che riteniamo un'evidente lacuna normativa.
Confidiamo che il ritorno in commissione deliberato dal plenum, all'esito di un dibattito che forse sarebbe apparso "surreale" in qualsiasi altro paese europeo, possa portare, anche in virtÃ¹ del contributo propositivo derivato dalla discussione su un tema di cosÃ¬ particolare importanza, alla riformulazione di una proposta piÃ¹ adeguata al comune sentire della magistratura italiana.
Il dott. CARMELO ZUCCARO Ã¨ stato confermato nell'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nicosia dalla maggioranza del plenum, sei voti sono invece andati al dott. PASQUALINO BRUNO (Trib. Enna), 5 gli astenuti (Rognoni; Favara, Marvulli, Lo Voi, Mammone), confermando cos' la precedente decisione del CSM del 9.5.2001 che aveva giÃ investito il dott. Zuccaro dell'incarico direttivo in questione, decisione poi annullata dal giudice amministrativo.
Le competenze della settima commissione del CSM non riguardano solo le valutazioni dei programmi organizzativi degli uffici giudiziari, le variazioni tabellari, le applicazioni extradistrettuali ma il regolamento le attribuisce anche il compito di verificare "le condizioni di direzione ed organizzazione degli uffici giudiziari, delle eventuali disfunzioni e delle relative cause, anche con riferimento alle problematiche poste dalla criminalitÃ organizzata". Si tratta di un compito importante non solo per l'aspetto che riguarda, in generale, la verifica della funzionalitÃ degli uffici ma anche per l'aspetto che riguarda l'azione giudiziaria di contrasto alla criminalitÃ organizzata. Nella precedente consiliatura in relazione a quest'ultimo settore il CSM ha operato con un'apposita commissione ma la riduzione del numero dei componenti, voluta dal legislatore, ha imposto la sua abolizione con l'attribuzione delle competenze in parte alla sesta commissione, in parte alla settima.
Nel corso del primo biennio di consiliatura il CSM non aveva dato corso a pratiche che riguardassero questi aspetti.
Nei giorni scorsi invece la settima commissione (presidente Arbasino) ha eseguito una visita agli uffici giudiziari di Santa Maria Capua Vetere (il 25/11) e di Torre Annunziata (il 26/11) procedendo per le intere giornate ad una trentina di audizioni. Infatti, si Ã¨ ritenuto necessario acquisire elementi di valutazione sulla situazione complessiva degli uffici ascoltando non solo i dirigenti degli uffici di tribunale e di procura ma anche i magistrati preposti a specifici settori, singoli magistrati nonchÃ© i presidenti degli ordini forensi e della camera penale locale, i presidenti delle sottosezioni dell'ANM, i dirigenti amministrativi degli uffici.
La realtÃ delle due sedi giudiziarie Ã¨ risultata particolarmente drammatica non solo per i carichi di lavoro in alcuni settori, non solo per le problematiche legate alle carenze di organico del personale di magistratura e amministrativo ma anche perchÃ© Ã¨ risultata evidente la assoluta inadeguatezza delle strutture logistiche: a Santa Maria Capua Vetere una parte degli uffici (il tribunale civile) Ã¨ dislocata in appartamenti destinati a civile abitazione affittati da un privato al comune a canone di mercato. Altrettanto inadeguate sono le sistemazioni di alcune sezioni distaccate (in particolare quella di Aversa anch'essa situata in un condominio). A Torre Annunziata vi Ã¨ analoga situazione resa ancor piÃ¹ drammatica da un palazzo di giustizia giÃ di per sÃ© strutturalmente inadeguato mentre altri uffici sono ubicati in locali esterni affittati da privati (si noti che la PG opera in due container ubicati all'uscita del palazzo di giustizia). A tutto questo si aggiungano, per entrambe le sedi, i gravi problemi di sicurezza sia per i locali (si sono registrati furti, incendi) dovuti all'assenza di metal detector ed all'impossibilitÃ di una rigorosa vigilanza sia per i magistrati.
La Commissione provvederÃ , non appena ultimata la acquisizione dei dati, a proporre al plenum una risoluzione nella quale si elencheranno in modo dettagliato le specifiche disfunzioni riscontrate, si darÃ atto della situazione, s'indicheranno i provvedimenti da adottarsi di competenza del consiglio e si provvederÃ ad informare le altre istituzioni competenti sollecitando urgenti interventi.
L'unico dato positivo riscontrato, occorre rilevarlo, Ã¨ quello del responsabile e serio impegno di molti magistrati operanti in quella difficile realtÃ ad operare con efficacia e con uno sfruttamento delle risorse il piÃ¹ razionale possibile: di ciÃ² occorre dare atto a quei colleghi ed esprimere loro la nostra vicinanza e solidarietÃ .
Approvata dal plenum uno schema di modifica dell'art.10 comma primo del D.P.R. 17 luglio 1998, nella parte in cui dispone che "l'incarico di magistrato collaboratore e affidatario per il tirocinio degli uditori non puÃ² essere conferito ai colleghi che abbiano riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzioni, o ai quali siano state inflitte sanzioni disciplinari, o nei confronti dei quali pendano procedimenti penali per delitti non colposi o per contravvenzioni punite anche con pena detentiva, o procedimenti disciplinari".
La prassi ha consentito di verificare come detta disposizione, improntata ad un estremo rigore nella selezione dei magistrati deputati alla formazione degli uditori giudiziari, in virtÃ¹ di un rigido automatismo, ha di fatto privato l'opportunitÃ di valersi di preziose professionalitÃ , anche in virtÃ¹ del proliferare di esposti o denunzie, inibitorie degli incarichi, senza alcuna possibilitÃ di delibazione in merito alla loro fondatezza.
La nuova proposta, che sarÃ sottoposta al Ministro della Giustizia, mantenendo inalterata la preclusione per i magistrati che abbiano riportato condanne penali, la limita - con riferimento ai precedenti disciplinari - a chi abbia riportato la sanzione della perdita dell'anzianitÃ ovvero della censura per fatti commessi nell'ultimo decennio, ovvero dell'ammonimento per fatti commessi nell'ultimo quinquennio.
Con riferimento ai procedimenti pendenti: l'incarico non puÃ² essere conferito a chi sia stato rinviato a giudizio per delitti non colposi o per contravvenzioni punite anche con la pena detentiva, nel caso di pendenza di procedimento disciplinare, di apertura di procedura di incompatibilitÃ ambientale o funzionale ex art. 2 O.G., riservando nella altre ipotesi al Consiglio la valutazione in concreto della sussistenza delle condizioni per il conferimento dell'incarico.
A far data dal 21 dicembre inizieranno il tirocinio generico presso gli uffici giudiziari n. uditori giudiziari nominati con D.M. 19 ottobre 2004.
Il plenum ha approvato le direttive di massima del loro tirocinio, che si svolgerÃ nei termini consueti per 18 mesi, di cui cinque di "mirato" dal 12.2.2006 all'11.7.2006.
Questa settimana, in assenza di "uscite" dal ruolo organico, va segnalato il "rientro" in ruolo della dott.ssa CRISTINA BIANCONI (f.r. presso il Ministero della Giustizia), destinata al posto precedentemente ricoperto di p.m. a Torino.
8.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Nominato nuovo Avvocato Generale della Procura Generale presso la sezione distaccata della Corte d'Appello di Sassari il dott. FRANCESCO GIUSEPPE PALOMBA (sost. Proc. Gen. Sassari).
E' stata approvata, come negli ultimi anni, la delibera relativa alle modalitÃ di svolgimento delle cerimonie, nei diversi distretti, di inaugurazione dell'anno giudiziario. E' stata proposta dalla Sesta Commissione ed il plenum ha approvato una delibera del tutto analoga a quelle del passato, con l'amara consapevolezza che assai probabilmente per l'inaugurazione dell'anno 2006 tutto potrÃ essere diverso.
Com'Ã¨ noto, proseguono infatti i lavori parlamentari di riforma dell'ordinamento giudiziario, che avranno ad oggetto anche le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte di Cassazione e presso le Corti di Appello. Sono, dunque, imminenti profondi cambiamenti (relazioneranno i presidenti delle Corti e non anche i procuratori generali), con riferimento ai quali Ã¨ appunto in corso un alacre dibattito parlamentare, quando non Ã¨ soffocato da mozioni di fiducia,
Apprendiamo cosÃ¬ che, proprio in queste settimane, in occasione dei lavori della Commissione Giustizia del Senato, un breve dibattito a riguardato la possibilitÃ di intervento da parte di soggetti non istituzionali: e cosÃ¬ a fronte della provocazione del senatore verde Zancan ("bene per gli avvocati, bene per il Procuratore Generale, mi rincresce molto constatare perÃ² che il popolo italiano sta fuori della porta e sta zitto) ha efficacemente replicato il senatore azzurro Conestabile: "evidentemente il mio caro amico Zancan postula un'inaugurazione dell'anno giudiziario di tipo assembleare. Mi immagino allora quello che succederÃ a Napoli: vi saranno i rappresentanti degli ammazzatori e degli ammazzati, in anni come questi dove gli ammazzatori ed ammazzati sono tanti vi saranno varie associazioni di ammazzatori, in contrasto l'una con l'altra sulle modalitÃ di ammazzamento e varie associazioni di ammazzati".
Si tratta di espressioni adeguate e consone a quella di una giurisdizione terza, a tutela della quale Ã¨, dunque, inopportuno che associazioni antiracket, ovvero associazioni di vittime della mafia, ovvero ancora fondazioni che portano il nome di illustri magistrati caduti nell'adempimento del dovere, possano, in occasione delle future cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario offrire, con eventuali loro interventi, il destro a derive giustizialiste. 10.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le proposte organizzative per il biennio 2004/2005 della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Ancona, del Tribunale di sorveglianza di Ancona e del Tribunale di sorveglianza di Potenza.. 11.FORMAZIONE IN ALBANIA Con deliberazione unanime il Consiglio ha indicato nel collega LUCA PERILLI (Tribunale di Rovereto), il nuovo magistrato esperto da assegnare (per un anno, a tempo parziale) alla Scuola della Magistratura dell'Albania, , nell'ambito di un progetto finanziato dal Consiglio d'Europa.
Al collega Perilli, che dovrÃ continuare l'opera egregiamente intrapresa sin qui dal dott. Pasquale Profiti, i nostri migliori auguri di buon lavoro.
12.IL SEMINARIO FORMATIVO DEDICATO AI DIRIGENTI DI NUOVA NOMINA
Presso il Consiglio si Ã¨ svolto nei giorni 15 e 16 novembre un seminario riservato ai dirigenti degli uffici giudiziari di nuova nomina: continua cosÃ¬ il percorso di recente intrapreso diretto a coltivare le peculiaritÃ organizzative connesse al ruolo di dirigente.
I presidenti delle competenti commissioni consiliari hanno svolto relazioni sul tema dei compiti dei dirigenti nel settore civile e penale (cons, Menditto), sulle valutazioni di professionalitÃ da parte del dirigente e sulle valutazioni delle capacitÃ professionali ed organizzative da parte del consiglio (cons. Salvi), sul sistema tabellare e la distribuzione del lavoro negli uffici giudicanti e requirenti (cons. Arbasino), sul coordinamento della magistratura onoraria (cons. Aghina e Marini).
Vi sono poi state sessioni dedicate al rapporto tra dirigenza giudiziaria e dirigenza amministrativa, all'aspetto relativo alle relazioni sindacali, alla sicurezza del lavoro, alla gestione delle risorse materiali ed agli appalti di servizi, al coordinamento tra uffici giudicanti e requirenti. I lavori, molto partecipati e con numerosi interventi si sono conclusi con un interessante dibattito (al quale hanno partecipato il presidente dell'ANM Bruti Liberati, il Procuratore Generale di Roma dott. Vecchione, il giornalista Ferrarella e l'esperta di comunicazioni Franca Olivetti Manoukian) sul tema della capacitÃ relazionale nella funzione dirigenziale: tecniche di comunicazione interne ed esterne.
Ammessi all'incontro di studio di Parigi (29.11/3.12) su "Giustizia e politica in Europa" i colleghi MARIA ACIERNO (Trib. Bologna) e ISABELLA MARIANI (Trib. Firenze).