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Timestamp: 2019-08-26 01:43:15+00:00
Document Index: 182799787

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art.36', 'art. 4', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 640']

Regola scorrimento della graduatoria ed indizione nuovo concorso | Sentenze
Consiglio di Stato sentenza n. 3557 9 agosto 2016
Per principio generale in presenza di una graduatoria concorsuale ancora efficace la regola da seguire per la copertura dei posti vacanti è quella dello scorrimento della medesima prima dell’indizione di un nuovo concorso. La disciplina vigente, pur non spingendosi fino ad assegnare agli idonei un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione mediante scorrimento della graduatoria, con correlativo obbligo cogente per l’ente, impone all’amministrazione, che abbia a determinarsi diversamente, un rigoroso obbligo di motivazione della propria scelta derogatoria. Obbligo che non recede ma è solo ridimensionato e attenuato in presenza di particolari ragioni di opportunità che militino per una scelta organizzativa diversa dallo scorrimento, come l’esigenza di stabilizzare personale precario o il sopraggiungere di una modifica sostanziale della disciplina applicabile alla procedura concorsuale. La disciplina dettata in materia individua, infatti, nello scorrimento delle graduatorie concorsuali ancora efficaci la regola generale per la copertura dei posti vacanti nella dotazione organica e ne rafforza il ruolo di modalità ordinaria di provvista del personale, in relazione alla finalità primaria di ridurre i costi gravanti sulle amministrazioni per la gestione delle procedure selettive. L’indizione di un nuovo concorso è pertanto l’eccezione e richiede un’apposita e approfondita motivazione, che deve dar conto del sacrificio imposto ai concorrenti già idonei e della sussistenza di preminenti diverse esigenze di interesse pubblico. In conseguenza, non sussiste un vero e proprio diritto soggettivo alla assunzione degli idonei mediante scorrimento, che sorgerebbe per il solo fatto della vacanza e della disponibilità di posti in organico, dovendo comunque l’amministrazione assumere la decisione organizzativa di procedere al reclutamento di personale, correlata a eventuali limiti normativi alle assunzioni, alla disponibilità di bilancio, alle scelte programmatiche compiute dagli organi di indirizzo e alla valutazione di ulteriori altri elementi di fatto e di diritto rilevanti.
La regola dello scorrimento della graduatoria presuppone che vi sia identità dei posti messi a concorso tra la prima e la seconda procedura. Tra gli aspetti da considerare, per stabilire se possa essere indetta una nuova procedura concorsuale, assume quindi rilevanza il contenuto specifico del profilo professionale per il quale è indetto il concorso e le mansioni per le quali occorre procedere alla copertura del posto. Ai fini di una valutazione sulla equiparabilità del posto messo a concorso occorre verificare poi anche la presenza di una modifica sostanziale della disciplina applicabile alla procedura concorsuale, rispetto a quella riferita alla graduatoria ancora efficace, specie con riferimento alle prove di esame e ai requisiti di partecipazione.
L’intenzione di prestare acquiescenza ad un atto amministrativo deve risultare in modo chiaro ed irrefutabile dal compimento di atti, ovvero da comportamenti assolutamente inconciliabili con una volontà del tutto diversa.
sentenza n. 3557 9 agosto 2016
1.- Omissis e Omissis, sono risultate idonee, collocandosi rispettivamente al 17° e al 19° posto, nella graduatoria del concorso pubblico per titoli ed esami, indetto dall’Università della Calabria, con decreto direttoriale n. 972 del 20 aprile 2007, per il reclutamento di una unità di personale di categoria C – posizione economica C1 – dell’area tecnica, tecnico scientifica ed elaborazione dati, per le esigenze della facoltà di Farmacia e Scienze della Nutrizione e della Salute dell’Università della Calabria.
1.3.- Il T.A.R. ha poi ricordato che l’art. 36, n. 2, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, nel testo modificato dall’art. 4 del d. l. 31 agosto 2013, n. 101, convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125 dispone che «per prevenire fenomeni di precariato, le amministrazioni pubbliche, nel rispetto delle disposizioni del presente articolo, sottoscrivono contratti a tempo determinato con i vincitori e gli idonei delle proprie graduatorie vigenti per concorsi pubblici a tempo indeterminato» e che « quanto all’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, approvate successivamente al 30 settembre 2003, da amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, la stessa è stata prorogata prima fino al 31 dicembre 2012 (dall’art. 1, comma 4, del D.L. 29 dicembre 2011 n. 216, convertito con L. 24 febbraio 2012 n. 14) e, dopo, fino al 31 dicembre 2016 (dall’art. 4, comma 4, del D.L. 31 agosto 2013 n. 101, convertito con L. 30 ottobre 2013 n. 125)».
In conseguenza il T.A.R ha ritenuto fondata la censura riguardante la mancata applicazione dell’art.36 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’art. 4 del d. l. n.101 del 2013, convertito nella legge n. 125 del 2013 che
obbliga le pubbliche amministrazioni ad utilizzare le graduatorie vigenti di concorsi banditi per assunzioni a tempo indeterminato.
2.1.- L’Università ha, in primo luogo, insistito nel sostenere che il ricorso proposto dalle signore Omissis e Omissis doveva essere dichiarato inammissibile per l’intervenuta acquiescenza ai precedenti atti dell’Amministrazione.
2.2.- L’Amministrazione ha poi sostenuto che l’art. 36 del d. lgs. 30 marzo 2001, n. 165 non vincola le amministrazione a procedere allo scorrimento di precedenti graduatorie ancora aperte quando, come nella fattispecie, non c’è una perfetta equiparazione dei profili professionali richiesti.
3.2.- Peraltro, per principio consolidato, l’intenzione di prestare acquiescenza ad un atto amministrativo deve risultare in modo chiaro ed irrefutabile dal compimento di atti, ovvero da comportamenti assolutamente inconciliabili con una volontà del tutto diversa (Consiglio di Stato, Sezione III n. 2507 del 10 giugno 2016), mentre, nella fattispecie, manca ogni dimostrazione della volontà delle signore Omissis e Omissis di fare acquiescenza agli atti con i quali l’Amministrazione avrebbe inteso non procedere allo scorrimento della graduatoria nella quale erano risultate idonee pur dovendo procedere all’assunzione di personale per posti del medesimo livello e qualifica.
Come anche questa Sezione ha di recente ricordato, con la sentenza n. 1796 del 9 aprile 2015, la disciplina vigente, «pur non spingendosi fino ad assegnare agli idonei un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione mediante scorrimento della graduatoria, con correlativo obbligo cogente per l’ente, impone all’amministrazione, che abbia a determinarsi diversamente, un rigoroso obbligo di motivazione della propria scelta derogatoria». Obbligo che non recede ma è solo ridimensionato e attenuato in presenza di particolari ragioni di opportunità che militino per una scelta organizzativa diversa dallo scorrimento, come l’esigenza di stabilizzare personale precario o il sopraggiungere di una modifica sostanziale della disciplina applicabile alla procedura concorsuale.
6.- Facendo applicazione dei principi indicati alla fattispecie, si deve escludere che per tutti i tre concorsi, oggetto del ricorso proposto dalle signore Omissis e Omissis, vi sia quella equivalenza, con il concorso per il quale le stesse erano state ritenute idonee, tale da rendere necessario il previo scorrimento della precedente graduatoria concorsuale.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 16 giugno 2016 […]
n. 3557 9 agosto 2016
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