Source: https://www.tifinanzia.it/legge-19791-sullantiriciclaggio-di-denaro-2/
Timestamp: 2019-01-15 23:10:26+00:00
Document Index: 144759894

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 31', 'art. 151', 'art. 150', 'art. 151', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 56', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 156']

Antiriciclaggio del denaro
La legge 197 del 2001 stabilisce quali siano le regole alle quali ci si deve attenere per effettuare una valida lotta al riciclaggio del denaro. La legge è rivolta sia alle società che ai privati
Regole sull’antiriciclaggio del denaro per aziende e privati
(Limitazione dell’uso del contante e dei titoli al portatore)
E’ vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in lire o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore da trasferire è complessivamente superiore a lire venti milioni. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite degli intermediari abilitati di cui all’articolo 4; per il denaro contante vanno osservate le modalità indicate ai commi 1-bis e 1-ter2.
1-bis. Il trasferimento per contanti per il tramite di intermediario abilitato deve essere effettuato mediante disposizione accettata per iscritto dall’intermediario, previa consegna allo stesso della somma in contanti. A decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello dell’accettazione il beneficiario ha diritto di ottenere il pagamento nella provincia del proprio domicilio3.
1-ter. La comunicazione da parte del debitore al creditore dell’accettazione di cui al comma 1-bis produce l’effetto di cui al primo comma dell’articolo 1277 del codice civile e, nei casi di mora del creditore, anche gli effetti del deposito previsti dall’articolo 1210 dello stesso codice4.
I vaglia postali e cambiari e gli assegni postali, bancari e circolari per importi superiori a lire venti milioni devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Il Ministro del tesoro può stabilire limiti per l’utilizzo di altri mezzi di pagamento ritenuti idonei ad essere utilizzati a scopo di riciclaggio5.
2-bis. Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere superiore a lire venti milioni6.
Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano ai trasferimenti in cui siano parte uno o più intermediari abilitati, nonché ai trasferimenti tra gli stessi effettuati in proprio o per il tramite di vettori specializzati7.
Restano ferme le disposizioni relative ai pagamenti effettuati allo Stato o agli altri enti pubblici ed alle erogazioni da questi comunque disposte verso altri soggetti. E’ altresì fatta salva la possibilità di versamento prevista dall’articolo 494 del codice civile di procedura civile.
… omissis …8.
… omissis …9.
Il richiedente di assegno circolare, vaglia cambiario o mezzo equivalente, intestato a terzi ed emesso con la clausola «non trasferibile», può chiedere il ritiro della provvista previa restituzione del titolo all’emittente.
… omissis …10.
L’art. 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, come sostituito dall’art. 30, comma. 1, della l. 19 marzo 1990, n 55, è sostituito dal seguente:
“Art. 13 – 1. Deve essere identificato a cura del personale incaricato e deve indicare per iscritto, sotto la propria personale responsabilità, le complete generalità del soggetto per conto del quale eventualmente esegue l’operazione, chiunque compie operazioni che comportano trasmissione o movimentazione di mezzi di pagamento di qualsiasi tipo che siano di importo superiore a lire venti milioni presso:
uffici della pubblica amministrazione, ivi compresi gli uffici postali;
società commissionarie ammesse agli antirecinti alle grida delle borse valori;
società autorizzate al collocamento a domicilio di valori mobiliari;
società di gestione di fondi comuni di investimento mobiliare;
imprese ed enti assicurativi;
società Monte Titoli S.p.a.;
intermediari che hanno per oggetto prevalente o che comunque svolgono in via prevalente una o più delle seguenti attività: concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, compresa la locazione finanziaria; assunzione di partecipazioni; intermediazione in cambi; servizi di incasso, pagamento e trasferimento di fondi anche mediante emissione e gestione di carte di credito;
m-bis. Istituti di moneta elettronica11
Le disposizioni di cui all’articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, come da ultimo sostituito dal comma 1 del presente articolo, e le relative norme di attuazione trovano applicazione anche con riferimento ai trasferimenti di cui all’articolo 1 del presente decreto e hanno effetto dal trentesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Gli strumenti tecnici di cui al comma 3 del medesimo articolo 13 del decreto-legge n. 625 del 1979 devono essere messi a disposizione del personale incaricato entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
Il Ministro del tesoro presenta alle competenti Commissioni parlamentari, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sull’applicazione delle norme relative all’obbligo di registrazione delle transazioni di cui al citato articolo 13 del decreto-legge n. 625 del 1979, come da ultimo sostituito dal comma 1 del presente articolo.
Il responsabile della dipendenza, dell’ufficio o di altro punto operativo di uno dei soggetti di cui all’articolo 4, indipendentemente dall’abilitazione ad effettuare le operazioni di trasferimento di cui all’articolo 1, ha l’obbligo di segnalare senza ritardo al titolare dell’attività o al legale rappresentante o a un suo delegato ogni operazione che per caratteristiche, entità, natura, o per qualsivoglia altra circostanza conosciuta a ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell’attività svolta dal soggetto cui è riferita, induca a ritenere, in base agli elementi a sua disposizione, che il danaro, i beni o le utilità oggetto delle operazioni medesime possano provenire dai delitti previsti dagli articoli 648-bis e 648-ter del codice penale. Tra le caratteristiche di cui al periodo precedente è compresa, in particolare, l’effettuazione di una pluralità di operazioni non giustificata dall’attività svolta da parte della medesima persona, ovvero, ove se ne abbia conoscenza, da parte di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare o dipendenti o collaboratori di una stessa impresa o comunque da parte di interposta persona13.
Il titolare dell’attività, il legale rappresentante o un suo delegato esamina le segnalazioni pervenutegli, e qualora le ritenga fondate tenendo conto dell’insieme degli elementi a sua disposizione, anche desumibili dall’archivio di cui all’articolo 2, comma 1, le trasmette senza ritardo, ove possibile prima di eseguire l’operazione, anche in via informatica e telematica, all’Ufficio italiano dei cambi senza alcuna indicazione dei nominativi dei segnalanti.
Il Ministro del tesoro, sentita la commissione di cui all’articolo 3-ter, di concerto con i Ministri dell’interno, di grazia e giustizia e delle finanze, emana con proprio decreto disposizioni sull’utilizzo delle procedure informatiche o telematiche per la trasmissione delle segnalazioni all’Ufficio italiano dei cambi. L’Ufficio italiano dei cambi emana le relative istruzioni applicative.
L’Ufficio italiano dei cambi:
effettua i necessari approfondimenti sulle segnalazioni di cui al comma 2, ivi compresi quelli relativi ad omesse segnalazioni di cui sia venuto a conoscenza in base alle informazioni e ai dati contenuti nei propri archivi;
può avvalersi ove necessario, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro del tesoro, sentita la commissione di cui all’articolo 3-ter, di concerto con i Ministri delle finanze, di grazia e giustizia e dell’interno, dei dati contenuti nell’anagrafe dei conti e dei depositi di cui all’articolo 20, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413;
può acquisire ulteriori dati e informazioni presso i soggetti di cui all’articolo 4 in ordine alle segnalazioni trasmesse;
può utilizzare i risultati delle analisi effettuate ai sensi dell’articolo 5, comma 10, della presente legge, nonché delle analisi concernenti anche singole anomalie, utilizzando ove necessario informazioni che possono essere chieste ai soggetti di cui all’articolo 4;
effettua gli approfondimenti che coinvolgono le competenze delle autorità di vigilanza di settore con la partecipazione di rappresentanti delle autorità medesime, le quali integrano le segnalazioni con gli ulteriori elementi desumibili dagli archivi in loro possesso;
fermo restando quanto previsto dall’articolo 331 del codice di procedura penale, trasmette senza indugio le segnalazioni, completate ai sensi del presente comma corredate di una relazione tecnica, alla Direzione investigativa antimafia e al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, che ne informano il Procuratore nazionale antimafia, qualora siano attinenti alla criminalità organizzata ovvero le archivia, informandone gli stessi organi investigativi. Per effettuare i necessari approfondimenti e per il controllo previsto dall’articolo 5, comma 10, gli appartenenti al Nucleo speciale di polizia valutaria esercitano anche i poteri loro attribuiti dalla normativa in materia valutaria. Tali poteri sono estesi agli ufficiali di polizia tributaria dei nuclei regionali e provinciali di polizia tributaria della Guardia di finanza, ai quali il Nucleo speciale di polizia valutaria può demandare l’assolvimento dei compiti di cui al presente decreto14.
Ferme restando le disposizioni sul segreto per gli atti di indagine, qualora la segnalazione non abbia ulteriore corso gli organi investigativi di cui al comma 4, lettera f), informano l’Ufficio italiano dei cambi, che ne da notizia al titolare dell’attività, al legale rappresentante o al suo delegato. Le autorità inquirenti informano l’Ufficio italiano dei cambi di ogni altra circostanza in cui emergano fatti e situazioni la cui conoscenza può essere comunque utilizzata per prevenire l’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio15.
L’Ufficio italiano dei cambi, anche su richiesta degli organi investigativi di cui al comma 4, lettera f), può sospendere l’operazione per un massimo di quarantotto ore, sempre che ciò non possa determinare pregiudizio per il corso delle indagini e per l’operatività corrente degli intermediari, dandone immediata notizia agli organi investigativi medesimi.
Le segnalazioni effettuate ai sensi e per gli effetti del presente articolo non costituiscono violazione di obblighi di segretezza. Le segnalazioni e i provvedimenti di cui al comma 6, posti in essere in conformità del presente articolo e per le finalità da esso previste, non comportano responsabilità di alcun tipo.
E’ fatto, in ogni caso, divieto ai soggetti tenuti alle segnalazioni di cui al comma 1, e a chiunque ne sia comunque a conoscenza, di darne comunicazione fuori dai casi previsti dal presente articolo.
I soggetti di cui all’articolo 4 devono dotarsi, nel rispetto dei criteri che potranno essere impartiti con le disposizioni di attuazione dello stesso articolo 4, comma 3, lettera c), di adeguate procedure volte a prevenirne il coinvolgimento in operazioni di riciclaggio, potenziando a tal fine il sistema dei controlli e dei riscontri interni e attuando programmi specifici di addestramento e di formazione del personale.
Tutte le informazioni in possesso dell’Ufficio italiano dei cambi e degli altri organi di vigilanza e di controllo, relative all’attuazione del presente decreto, sono coperte dal segreto d’ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni. L’Ufficio italiano dei cambi può comunque scambiare informazioni in materia di operazioni sospette con le altre autorità di vigilanza di cui all’articolo 11 della presente legge, nonché con analoghe autorità di altri Stati che perseguono le medesime finalità, a condizioni di reciprocità anche per quanto riguarda la riservatezza delle informazioni. Restano ferme le disposizioni della legge 31 dicembre 1996, n. 675, in materia di trattamento dei dati personali. Gli organi investigativi di cui al comma 4, lettera f), forniscono all’Ufficio italiano dei cambi le notizie in proprio possesso necessarie per integrare le informazioni da trasmettere alle medesime autorità di altri Stati; al di fuori dei casi di cui al presente comma, restano applicabili le disposizioni di cui agli articoli 9 e 12 della legge 1° aprile 1981, n. 12116.
Tutti i flussi informativi di cui al presente articolo avvengono di regola con l’utilizzo di procedure informatiche o telematiche.
In caso di denuncia o di rapporto ai sensi degli articoli 331 e 347 del codice di procedura penale, l’identità delle persone e degli intermediari di cui all’articolo 4 che hanno effettuato le segnalazioni, anche qualora sia conosciuta, non è menzionata.
L’identità delle persone e degli intermediari può essere rivelata solo quando l’autorità giudiziaria, con decreto motivato, lo ritenga indispensabile ai fini dell’accertamento dei reati per i quali si procede.
Fuori dalle ipotesi di cui al comma 2, in caso di sequestro di atti o documenti si adottano le necessarie cautele per assicurare la riservatezza dell’identità dei soggetti che hanno effettuato le segnalazioni.
Gli intermediari di cui all’articolo 4, nell’ambito della loro autonomia organizzativa, assicurano omogeneità di comportamento del personale nell’individuazione delle operazioni di cui all’articolo 3, comma 1, e possono predisporre procedure di esame delle operazioni, anche con l’utilizzo di strumenti informatici e telematici, di ausilio al personale stesso, sulla base delle evidenze dell’archivio unico informatico previsto dall’articolo 2 e secondo le istruzioni applicative emanate dalla Banca d’Italia, sentito l’Ufficio italiano dei cambi, d’intesa con le autorità di vigilanza di settore nell’ambito delle rispettive competenze.
Gli intermediari di cui all’articolo 4 adottano adeguate misure per assicurare la massima riservatezza dell’identità delle persone che effettuano le segnalazioni. Gli atti e i documenti in cui sono indicate le generalità di tali persone sono custoditi sotto la diretta responsabilità del titolare dell’attività o del legale rappresentante o del loro delegato17.
Per l’esercizio delle funzioni di indirizzo sulle attività svolte dall’Ufficio italiano dei cambi, limitatamente alle materie di cui all’articolo 3 del presente decreto e ferma restando l’autonomia funzionale, organizzativa ed operativa dell’Ufficio italiano dei cambi nell’esercizio delle proprie competenze istituzionali, è istituita presso il Ministero del tesoro una commissione presieduta dal direttore generale del tesoro e composta da un rappresentante della Banca d’Italia con qualifica di direttore centrale e da un rappresentante dei Ministeri dell’interno, delle finanze, di grazia e giustizia e del commercio con l’estero con qualifica non inferiore a dirigente generale o equiparata. Alle riunioni della commissione partecipa il direttore dell’Ufficio italiano dei cambi. I componenti della commissione sono tenuti al segreto d’ufficio in relazione alle informazioni e ai dati dei quali vengono comunque a conoscenza quali componenti della commissione stessa.
Il Ministro del tesoro, con proprio decreto, stabilisce le modalità di funzionamento della commissione di cui al comma 1, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.
La commissione effettua, annualmente, un esame complessivo dell’attività svolta dall’Ufficio italiano dei cambi in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 3 del presente decreto, allo scopo di valutare l’andamento e i risultati dell’attività stessa e di formulare le eventuali proposte dirette a rendere più efficace il perseguimento dei fini di contrasto al riciclaggio dei proventi di provenienza illecita.
L’Ufficio italiano dei cambi invia alla commissione, di cui al comma 1, una relazione semestrale sull’attività svolta e fornisce, inoltre, tutte le informazioni necessarie per l’esercizio delle funzioni della commissione stessa, ivi comprese quelle relative a scambi di informazioni con le autorità di altri Stati che perseguono le medesime finalità18.
Gli intermediari abilitati, nei limiti delle proprie attività istituzionali, ad effettuare le operazioni di trasferimento di cui all’articolo 1 sono gli uffici della pubblica amministrazione, ivi compresi gli uffici postali, gli enti creditizi, gli istituti di moneta elettronica, le società di intermediazione mobiliare, le società commissionarie ammesse agli antirecinti alle grida delle borse valori, gli agenti di cambio, le società autorizzate al collocamento a domicilio di valori mobiliari, le società di gestione dei fondi comuni di investimento mobiliare, le società fiduciarie, le imprese e gli enti assicurativi e la società Monte Titoli s.p.a. di cui alla legge 19 giugno 1986, n. 289, nonchè gli altri intermediari abilitati ai sensi del comma 219.
Il Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri dell’interno, di grazia e giustizia, delle finanze e dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentite la Banca d’Italia e la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob), determina le condizioni in presenza delle quali altri intermediari possono, su richiesta, essere abilitati dal Ministro del tesoro ad effettuare le operazioni di trasferimento di cui all’articolo 1. Tali intermediari devono comunque avere per oggetto prevalente o svolgere in via prevalente una o più delle seguenti attività: concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, compresa la locazione finanziaria; assunzione di partecipazioni; intermediazione in cambi; servizi di incasso, pagamento e trasferimento di fondi anche mediante emissione e gestione di carte di credito20.
Il Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri dell’interno, di grazia e giustizia, delle finanze, dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del commercio con l’estero, ha facoltà di provvedere con proprio decreto, di cui viene data comunicazione alle competenti commissioni parlamentari a:
modificare i limiti d’importo indicati nell’articolo 1 del presente decreto e nell’articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, come da ultimo sostituito dall’articolo 2, comma 1, del presente decreto21;
stabilire i casi in cui la circolazione dei titoli di cui all’articolo 1, comma 2, non sia condizionata alla clausola di non trasferibilità22;
emanare disposizioni applicative delle norme del presente capo, sentito il Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, prevedendo adeguate forme di pubblicità dei soggetti di cui ai commi 1 e 223;
Per le materie riguardanti gli uffici postali, le disposizioni di cui al comma 3 sono emanate di concerto anche con il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni.
Fatta salva l’efficacia degli atti, alle infrazioni delle disposizioni di cui all’articolo 1 si applica, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, una sanzione amministrativa pecuniaria fino al 40 per cento dell’importo trasferito24.
I funzionari delle amministrazioni pubbliche, i pubblici ufficiali e gli intermediari abilitati ai sensi dell’articolo 4, che, in relazione ai loro compiti di servizio, e nei limiti delle loro attribuzioni, hanno notizie delle infrazioni di cui all’articolo 1, commi 1 e 2 e 2-bis, ne riferiscono entro trenta giorni al Ministro del tesoro per la contestazione e gli altri adempimenti previsti dall’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In caso di infrazioni riguardanti assegni bancari, assegni circolari o titoli similari, le segnalazioni devono essere effettuate dall’azienda di credito che li accetta in versamento e da quella che ne effettua l’estinzione25.
La violazione dell’obbligo indicato al comma 2 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino al 30 per cento dell’importo dell’operazione26.
L’omessa istituzione dell’archivio di cui all’articolo 2, comma 1, è punita con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da lire dieci milioni a lire cinquanta milioni.
Salvo che il fatto costituisca reato, l’omissione delle segnalazioni previste dall’articolo 3 è punita con una sanzione pecuniaria fino alla metà del valore dell’operazione27.
Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione del divieto di cui all’articolo 3, comma 7, è punita con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda da lire dieci milioni a lire cento milioni28.
Alle infrazioni delle disposizioni impartite con il decreto previsto dall’articolo 4, comma 3, lettera c), si applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino a lire cento milioni29.
All’irrogazione delle sanzioni provvede, con proprio decreto, il Ministro del tesoro, udito il parere della commissione prevista dall’articolo 32 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148. Si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, ad esclusione di quelle contenute nell’articolo 16.
Il Ministro del tesoro determina con proprio decreto i compensi per i componenti della commissione di cui al comma 8.
L’Ufficio italiano dei cambi, d’intesa con le autorità preposte alla vigilanza di settore, verifica l’osservanza da parte degli intermediari abilitati delle norme in tema di trasferimento di valori di cui al presente Ccpo, nonché, sulla base di criteri selettivi, il rispetto e l’adeguatezza delle procedure di segnalazione di cui all’articolo 3 da parte dei soggetti ad esse tenuti. Il Ministro del tesoro determina con proprio decreto, i criteri generali con cui l’Ufficio italiano dei cambi effettua, allo scopo di far emergere eventuali fenomeni di riciclaggio nell’ambito di determinate zone territoriali, analisi dei dati aggregati concernenti complessivamente l’operatività di ciascun intermediario abilitato. L’Ufficio italiano dei cambi è autorizzato a raccogliere i dati predetti, anche mediante accesso diretto, dall’archivio di cui all’articolo 2, comma 1. L’Ufficio italiano dei cambi, sulla base di criteri generali stabiliti con decreto del Ministro del tesoro stabilisce le prescrizioni attuative di carattere tecnico, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, che gli intermediari abilitati sono tenuti ad osservare. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 331 del codice di procedura penale, qualora emergano anomalie rilevanti per l’eventuale individuazione di fenomeni di riciclaggio, l’Ufficio italiano dei cambi, effettuati i necessari approfondimenti di carattere finanziario, d’intesa con l’autorità di vigilanza di settore, ne informa gli organi investigativi di cui all’articolo 3, comma 4, lettera f). Al controllo dell’osservanza delle disposizioni di cui al presente capo nei riguardi di ogni altro soggetto provvede il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza30.
Informazioni e dati relativi a soggetti nei cui confronti sia stata effettuata contestazione di infrazioni alle disposizioni del presente decreto sono conservati nel sistema informativa dell’Ufficio italiano dei cambi sino alla definizione del procedimento.
Informazioni e dati relativi a soggetti, nei cui confronti sia stato emanato provvedimento sanzionatorio definitivo in base al presente articolo, sono conservati nel sistema informativo dell’Ufficio italiano dei cambi per il periodo di cinque anni dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 8.
Qualora le irregolari operazioni di trasferimento di valori siano state effettuate per il tramite di enti creditizi ovvero di altri intermediari abilitati iscritti in albi o soggetti ad autorizzazione amministrativa, i provvedimenti con i quali sono state irrogate le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente decreto sono comunicati alle autorità vigilanti e, se del caso, agli ordini professionali per le iniziative di rispettiva competenza.
Nel primo comma dell’articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come sostituito dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1982, n. 463, le parole: «acquisiti nei confronti dell’imputato nell’esercizio dei poteri e facoltà di polizia giudiziaria e valutaria» sono sostituite dalle seguenti: «acquisiti nei confronti dell’imputato, direttamente o riferiti ed ottenuti dalle altre Forze di polizia, nell’esercizio dei poteri di polizia giudiziaria, anche al di fuori dei casi di deroga previsti dall’articolo 35».
… omissis …31
Le cariche di presidente del consiglio di amministrazione, di amministratore delegato e di direttore generale, o che comunque comportino l’esercizio di funzioni equivalenti presso gli intermediari di cui ai commi 2 e 2-bis possono essere ricoperte, a decorrere dal secondo anno della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, solo da persone che abbiano maturato un’adeguata esperienza per uno o più periodi complessivamente non inferiori a tre anni mediante esercizio di attività professionale in materie attinenti al settore giuridico, economico e finanziario o di insegnamento nelle medesime materie, ovvero mediante svolgimento di funzioni di amministrazione o dirigenziali presso enti pubblici economici o presso imprese del settore finanziario o società di capitali32.
A decorrere dal secondo anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto almeno uno dei sindaci effettivi ed uno dei sindaci supplenti degli intermediari di cui ai commi 2 e 2-bis deve essere iscritto nell’albo dei ragionieri o dei dottori commercialisti o nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti. La presidenza del collegio viene attribuita a uno dei sindaci aventi i requisiti anzidetti33
-bis … omissis …34
… omissis …35
Ai partecipanti al capitale delle società di cui al presente capo si applicano le disposizioni dell’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1985, n. 35036.
Agli amministratori, sindaci, direttori generali e dirigenti muniti di rappresentanza dei soggetti di cui al presente capo si applicano le disposizioni dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1985, n. 35037.
2-bis. La decadenza dalle cariche di cui al comma 2 è dichiarata dal consiglio di amministrazione ovvero dall’organo, comunque denominato, titolare di funzione equivalente, entro trenta giorni dal momento in cui ne ha avuto conoscenza. L’omessa dichiarazione di decadenza è punita con la reclusione fino ad un anno e con la multa da lire cinquecentomila a lire cinque milioni38.
2-ter. … omissis …39.
… omissis …40
La condanna con sentenza non definitiva per uno dei reati di cui all’articolo 5, n. 3), del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 350 del 1985 o l’applicazione provvisoria della misura interdittiva prevista dal comma 3 dell’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, da ultimo sostituito dall’articolo 3 della legge 19 marzo 1990, n. 55, comportano la sospensione dalle funzioni di amministratore, sindaco e direttore generale esercitate presso enti creditizi e presso ogni intermediario di cui all’articolo 6, commi 2 e 2-bis. La sospensione è dichiarata dal consiglio di amministrazione ovvero dall’organo, comunque denominato, titolare di funzione equivalente, entro trenta giorni dal momento in cui ne ha avuto conoscenza. L’omessa dichiarazione di sospensione è punita con la reclusione fino ad un anno e con la multa da lire cinquecentomila a lire cinque milioni. Per gli enti creditizi la sospensione è dichiarata con le modalità di cui all’articolo 6 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 350 del 1985 41 42.
Ferme le disposizioni del codice civile e delle leggi speciali, i sindaci degli intermediari di cui all’articolo 4 vigilano sull’osservanza delle norme contenute nel presente decreto. Gli accertamenti e le contestazioni del collegio sindacale concernenti violazioni delle norme di cui al capo I del presente decreto sono trasmessi in copia entro dieci giorni al Ministro del tesoro. L’omessa trasmissione è punita con la reclusione fino ad un anno e con la multa da lire duecentomila a lire due milioni43.
In deroga all’obbligo del segreto d’ufficio, le autorità amministrative che esercitano la vigilanza sugli enti creditizi e sugli altri enti, società e ditte indicati nell’articolo 4 possono scambiarsi informazioni e collaborare tra loro, nonchè scambiare informazioni e collaborare a condizioni di reciprocità con le competenti autorità amministrative di Stati esteri, per il perseguimento dei fini del presente decreto44.
Chiunque, al fine di trarne profitto per sé o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire seicentomila a lire tre milioni. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto per sè o per altri, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonchè ordini di pagamento prodotti con essi45.
Le sanzioni di cui all’articolo 5 si applicano a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto46.
1 Il D.L. n. 143/91 è pubblicato nella G.U. n. 106 dell’8.5.1991. La L. di conversione n. 197/91 è pubblicata nella G.U. n. 157 del 6.7.1991.
2 Comma dapprima modificato dalla L. di conversione n. 197/91 e poi successivamente, nel testo attualmente vigente, dell’art. 15 L. 6.2.1996, n. 52.
3 Comma aggiunto dalla L. di conversione n. 197/91 e successivamente così sostituito dall’art. 15 L. n. 52/96.
4 Comma aggiunto dalla L. di conversione n. 197/91 e successivamente così sostituito dall’art. 15 L. n. 52/96.
5 Comma dapprima modificato dalla L. di conversione n. 197/91 e poi successivamente, nel testo attualmente vigente, dell’art. 15 L. 6.2.1996, n. 52.
6 Comma aggiunto dalla L. di conversione n. 197/91 e successivamente così sostituito dall’art. 15 L. n. 52/96.
7 Comma dapprima modificato dalla L. di conversione n. 197/91 e poi s successivamente, nel testo attualmente vigente, dell’art. 15 L.6.2.1996, n. 52.
8 Comma soppresso dalla L. di conversione n. 197/91.
9 Comma soppresso dalla L. di conversione n. 197/91.
10 Comma soppresso dalla L. di conversione n. 197/91.
11 Il comma 1 sostituisce l’art. 13, D.L. 15.12.1979, n. 625 convertito nella L. 6.2.1980, n. 15.
12 Articolo dapprima modificato dalla L. di conversione n. 197/91 e successivamente sostituito, nel testo attualmente vigente, dal D.Lgs. 26.5.1997, n. 153.
13 L’art. 7, D.Lgs. 25.9.1999, n. 374 prevede anche a carico dei promotori finanziari (v. art. 31, D.Lgs. n. 58/98) l’obbligo di segnalazione di cui al presente comma. Tali segnalazioni vanno trasmesse all’intermediario per il quale il segnalante agisce.
14 Lettera così modificata dall’art. 151, L. 23.12.2000, n. 388.
15 Lettera così modificata dall’art. 150, L. n. 388/00
16 Periodo aggiunto dall’art. 151, L. n. 388/00.
17 Articolo aggiunto dall’art. 3, D.Lgs. n.153/97.
18 Articolo aggiunto dall’art. 3, D.Lgs. n.153/97.
19 Comma così modificato dalla L. di conversione n. 197/91 e dall’art. 56 della Legge 1 marzo 2002 n. 39.
20 Comma così sostituito dalla L. di conversione n. 197/91.
21 Lettera così sostituita dalla L. di conversione n. 197/91.
22 Lettera così modificata dalla L. di conversione n. 197/91.
23 Lettera così modificata dalla L. di conversione n. 197/91.
24 Comma così modificato dalla L. di conversione n. 197/91.
25 Comma così modificato dall’art. 15, L. n. 52/96.
26 Comma così sostituito dalla L. di conversione n. 197/91.
27 Comma così sostituito dalla L. di conversione n. 197/91.
28 Comma così modificato dalla L. di conversione n. 197/91.
29 Comma così modificato dalla L. di conversione n. 197/91.
30 Comma così sostituito dall’art. 4, D.Lgs. n. 153/97.
31 Commi abrogati dall’art. 161, D.Lgs. 1.9.1993, n. 385.
32 Comma dapprima modificato dalla L. di conversione n. 197/91 e poi abrogato dall’art. 161, D.Lgs. n. 385/93. Il comma 3 continua a trovare applicazione fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalle autorità creditizie ai sensi dello stesso decreto legislativo.
33 Comma dapprima sostituito dalla L. di conversione n. 197/91 e poi abrogato dall’art. 161, D.Lgs. n. 385/93. Il comma 4 continua a trovare applicazione fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalle autorità creditizie ai sensi dello stesso decreto legislativo.
34 I commi 7, 11 e 12 sono stati soppressi dalla L. di conversione n. 197/91, i restanti commi sono stati abrogati dall’art. 161, D.Lgs. n. 385/93.
35 Articolo abrogato dall’art. 161, D.Lgs. n. 385/93.
36 Comma abrogato dall’art. 161, D.Lgs. n. 385/93, ma che continua a trovare applicazione fino all’entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalle autorità creditizie ai sensi dello stesso decreto legislativo.
37 Comma abrogato dall’art. 161, D.Lgs. n. 385/93, ma che continua a trovare applicazione fino all’entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalle autorità creditizie ai sensi dello stesso decreto legislativo.
38 Comma aggiunto dalla L. di conversione n. 197/91 e poi abrogato dall’art. 161, D.Lgs. n. 385/93. Il comma 2-bis continua a trovare applicazione fino all’entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalle autorità creditizie ai sensi dello stesso decreto legislativo.
39 Comma abrogato dall’articolo 161, D.Lgs. n. 385/93.
40 Commi soppressi dalla L. di conversione n. 197/91.
41 Comma così modificato dalla L. di conversione n. 197/91.
42 Articolo abrogato dall’art. 161, D.Lgs. n. 385/93, ma che continua a trovare applicazione fino all’entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalle autorità creditizie ai sensi dello stesso decreto.
43 Comma sostituito dall’art. 156, D.Lgs. n. 385/93.
44 Comma così modificato dalla L. di conversione n. 197/91.
45 Comma così modificato dalla L. di conversione n. 197/91.
46 Comma così sostituito dalla L. di conversione n. 197/91.