Source: http://www.studiociabatti.it/category/newslavoro/page/3/
Timestamp: 2020-02-28 05:20:52+00:00
Document Index: 92233759

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 47', 'art.12', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ']

Pubblicato il 21 febbraio 2020 da Teleconsul Editore S.p.A.
Fondazione Edilscuola 0,010 — 0,010
ESEV – CPT 0,850 — 0,850
Cassa Edile 1,875 0,375 2,250
Contributi sanitari 0,250 — 0,250
Quota prov. Adesione contrattuale 0,800 0,650 1,450
Quota naz. Adesione contrattuale 0,220 0,220 0,440
FNAPE 3,910 — 3,910
Fondo prepensionamenti 0,200 — 0,200
RLST Regionali 0,055 — 0,055
Totale contributi 8,170 1,245 9,415
Fondo incentivo all’occupazione 0,100 — 0,100
Contributi Fondo Sanitario operai 0,350 — 0,350
Contributi Fondo Sanitario impiegati 0,260 — 0,260
Il datore di lavoro, che adotta procedure tecnologiche per la segnalazione anonima di possibili comportamenti illeciti (whistleblowing), deve verificare che le misure tecnico-organizzative e i software utilizzati siano adeguati a tutelare la riservatezza di chi invia le denunce (Garante privacy nota n. 426/2020).
L’università aveva dichiarato che, a causa di un aggiornamento della piattaforma software utilizzata, si era verificata la sovrascrittura accidentale dei permessi di accesso ad alcune pagine web interne dell’applicativo usato per il whistleblowing, rendendo così possibile a chiunque di consultare nomi e dati di coloro che avevano inviato segnalazioni riservate. Tali informazioni erano di conseguenza state indicizzate da alcuni motori di ricerca fino a che l’università era intervenuta per farli deindicizzare e cancellare le relative copie cache.
Secondo il Regolamento Ue n. 679/2016, i dati personali devono essere “trattati in maniera da garantire un’adeguata sicurezza dei dati personali, compresa la protezione, mediante misure tecniche e organizzative adeguate, da trattamenti non autorizzati o illeciti e dalla perdita, dalla distruzione o dal danno accidentali” (art. 5, par. 1, lett. f), del Regolamento).
L’art. 32 del Regolamento stabilisce infatti che “tenendo conto dello stato dell’arte e dei costi di attuazione, nonché della natura, dell’oggetto del contesto e delle finalità del trattamento, come anche del rischio di varia probabilità e gravità per i diritti e le libertà delle persone fisiche, il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento mettono in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio” e che “nel valutare l’adeguato livello di sicurezza, si tiene conto in special modo dei rischi presentati dal trattamento che derivano in particolare […] dalla divulgazione non autorizzata [… di] dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati”. Nel caso di specie invece l’università si è limitata a recepire le scelte progettuali del fornitore dell’applicativo.
Nel dettaglio, nel corso dell’istruttoria è emerso come l’applicativo whistleblowing utilizzato fosse un prodotto software disponibile sul mercato e che lo stesso non consentisse al titolare del trattamento di effettuare “personalizzazioni”. Sulla base della documentazione in atti, i dati identificativi dei segnalanti presenti in alcune delle pagine web dell’applicativo whistleblowing, erano indicizzati e liberamente rintracciabili in rete con l’ausilio di comuni motori di ricerca web da chiunque. Ciò ha consentito di ritenere che, contrariamente a quanto rappresentato dall’Ateneo, non solo l’RPCT o i segnalanti medesimi erano in possesso delle informazioni per poter risalire al dato, ma anche da chiunque mediante ricerche libere in Internet.
L’asserita riduzione dell’efficacia delle misure tecniche per il controllo accessi, che, stando a quanto dichiarato dall’Ateneo, sarebbe derivata dall’aggiornamento della piattaforma Microsoft Sharepoint, resta comunque riconducibile alla sfera di responsabilità del titolare del trattamento.
Nel corso dell’istruttoria è altresì emerso che il protocollo di rete “http” utilizzato per il trasporto dei dati non garantisce una comunicazione sicura sia in termini di riservatezza e integrità dei dati scambiati che di autenticità del sito web visualizzato.Il mancato utilizzo di strumenti di crittografia per il trasporto dei dati si pone quindi in contrasto con l’art. 32 del Regolamento, che peraltro al par. 1, lett. a), individua espressamente la cifratura dei dati come una delle possibili misure di sicurezza idonea a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio.
Come emerge chiaramente dalla documentazione acquisita nel corso dell’istruttoria, l’Ateneo si è limitato a recepire le scelte progettuali dell’azienda che ha fornito l’applicativo whistleblowing che non prevedevano la cifratura dei dati personali conservati nel database utilizzato dal medesimo applicativo, non adottando misure tecniche e organizzative adeguate a garantire la riservatezza e l’integrità dei dati personali trattati mediante l’ausilio dell’applicativo whistleblowing, in violazione dell’art. 32 del Regolamento.
Pertanto, il Garante – tenendo conto che la violazione ha riguardato solo due persone e che l’Ente ha attivamente cooperato nel corso dell’istruttoria – ha inflitto all’ateneo una sanzione amministrativa di 30.000 euro.
Pubblicato il 20 febbraio 2020 da Teleconsul Editore S.p.A.
Approvato dall’Assemblea del 13/2/2020, il regolamento del di EBM Salute, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore delle Piccole e Medie Imprese Metalmeccaniche
Il presente regolamento disciplina il funzionamento di EBM Salute, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore delle Piccole e Medie Imprese Metalmeccaniche, costituito con atto pubblico il 2/5/2018, in attuazione di quanto previsto dal CCNL 3/7/2017 e del successivo Accordo del 4/10/2018.
Iscrizione Lavoratori dipendenti
A decorrere dall’1/7/2018, le aziende che applicano il CCNL di cui sopra, sono tenute ad aderire al Fondo EBM Salute versando per i propri lavoratori i contributi previsti. I versamenti devono essere effettuati per tutti i lavoratori dipendenti, che abbiano superato il periodo di prova, a cui vengono applicate le seguenti forme contrattuali:
– tempo indeterminato compresi i lavoratori part-time e a domicilio;
– tempo determinato di durata non inferiore a 5 mesi;
È facoltà del lavoratore esprimere rinuncia scritta all’adesione a EBM Salute, da comunicare alla propria azienda.
Possono altresì aderire a EBM Salute:
– i dipendenti delle parti stipulanti il CCNL dell’industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti anche se distaccati in base alla legge n. 300 del 1970;
– i lavoratori che a seguito di trasferimento d’azienda, operato ai sensi dell’art. 47, Legge n. 428/1990, ovvero per effetto di mutamento di attività aziendale, abbiano perso i requisiti di cui ai punti del primo comma del presente articolo e le imprese da cui dipendono, possono continuare ad essere soci del Fondo, se tale scelta viene concretizzata attraverso la stipula di un accordo aziendale;
– i componenti degli organi statutari di EBM ed EBM Salute.
Sono destinatari delle prestazioni del Fondo, in aggiunta ai lavoratori dipendenti iscritti, i seguenti familiari:
1. Nucleo familiare fiscalmente a carico
Per nucleo familiare fiscalmente a carico del lavoratore dipendente iscritto s’intendono i soggetti di cui alle lett. a) e c) dell’art.12 del DPR. n. 917/1986 e successive modificazioni ed integrazioni:
– il coniuge del lavoratore (con riferimento anche alle unioni civili di cui alla Legge 76/2016) non legalmente ed effettivamente separato;
– i conviventi di fatto, di cui alla Legge 76/2016 (Art. 1, commi 36-65);
– i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati).
Tali soggetti non devono possedere un reddito complessivo annuo (intendendosi quello d’imposta) superiore ad euro 2.840,51 (dell’art. 12 punto 2 del DPR. n. 917/1986) o quello pro tempore vigente.
2. Nucleo familiare NON fiscalmente a carico
Per nucleo familiare non fiscalmente a carico del lavoratore dipendente iscritto s’intende:
– i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati), con un reddito complessivo annuo (intendendosi quello d’imposta) superiore ad euro 2.840,51 (DPR. n. 917/1986, punto n. 2) o quello pro tempore vigente.
Il diritto all’iscrizione dei componenti del nucleo familiare e dei conviventi di fatto permane finché sussiste l’iscrizione del lavoratore dipendente.
Modalità di adesione, documentazione
L’adesione al fondo EBM Salute consegue al versamento del contributo mensile effettuato dalle aziende, come previsto da CCNL.
Il versamento della contribuzione mensilmente dovuto per ciascun lavoratore iscritto al Fondo dovrà essere effettuato tramite modello di pagamento unificato F24 e trasmissione del flusso UNIEMENS mensilmente.
Per tutte le altre formalità relative all’adesione, alle quote di versamento, si rinvia alla lettura del Regolamento stesso.
Il presente regolamento entra in vigore dalla data di approvazione e ha validità di 1 anno. Si intende tacitamente rinnovato, salvo modifiche deliberate dall’Assemblea, su proposta del Comitato Esecutivo.
Siglato il 2/1/2020, tra la Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Padova e la FILCAMS-CGIL, la FISASCAT-CISL, la UILTUCS-UIL della provincia di Padova, l’accordo di proroga dell’accordo territoriale di secondo livello per la detassazione dei premi di produttività.
Le parti sociali dichiarano che il Contratto Territoriale di Secondo Livello del 26/5/2016, il successivo Accordo di adeguamento del 25/1/2018, e l’attuale Accordo di Proroga, riferiti alla disciplina per l’erogazione dei premi di produttività, devono intendersi adeguati alle intervenute modifiche normative dei parametri su cui viene applicata la tassazione agevolata dei premi di produttività erogati ai lavoratori dipendenti di imprese aderenti a Confcommercio Imprese per l’Italia – Ascom Padova.
Qualora, a decorrere dalla sottoscrizione della presente Intesa, fossero adottate ulteriori modifiche legislative in materia, le parti dichiarano e convengono che l’Accordo Territoriale vigente dovrà considerarsi automaticamente aggiornato al contenuto delle medesime.
Le parti sociali convengono di prorogare la scadenza dell’Accordo, già fissata al 31/12/2019, in modo che lo stesso si intenda rinnovato fino al 31/12/2021.
Le parti sociali si richiamano integralmente al contenuto generale dell’Accordo già sottoscritto in data 26/5/2016, per quanto concerne la disciplina dell’applicazione dei benefici fiscali sui premi di produttività, e la convertibilità dei premi stessi in servizi di welfare aziendale, fatti salvi gli adeguamenti normativi intervenuti e la proroga dell’Accordo.
I dipendenti delle aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione possono usufruire del nuovo piano sanitario 2020-2022 del Fondo Sanilog
Sanilog informa che dal 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2022, gli iscritti al Fondo potranno usufruire di un nuovo piano sanitario che include sia condizioni migliorative per prestazioni sanitarie e assistenziali già presenti nel precedente piano, che tipologie di prestazioni completamente nuove e innovative, ferma restando la contribuzione annuale a carico dell’azienda pari a 120 euro.
Il suddetto piano sanitario è il risultato della proficua collaborazione con le Compagnie Assicurative alle quali è stata affidata l’erogazione delle prestazioni per il prossimo triennio: Unisalute per le cure generiche e le prestazioni assistenziali e AIG Europe-Odontonetwork per quelle odontoiatriche.
Si segnalano, di seguito, alcune tra le principali migliorie del nuovo piano sanitario:
Prestazioni erogate tramite Unisalute.
– Alta specializzazione in rete: riduzione della franchigia per accertamento/ciclo di terapia a euro 15,00.
– Visite specialistiche in rete: riduzione della franchigia per visita a euro 10.
– Fisioterapia: aumento dei massimali ad euro 500 annui per malattia e euro 1.000 per infortunio o grave patologia.- Pacchetto Maternità: nuova garanzia “Remise en forme” presso centri termali convenzionati con Unisalute
– Critical illness: indennità un tantum di euro 2.000 a semplice riscontro di alcune patologie gravi (elencate contrattualmente). Tale garanzia è una assoluta novità nel settore della sanità integrativa italiana.
Prestazioni erogate tramite AIG-Odontonetwork.
– Spese conseguenti a infortunio stradale: elevazione del massimale in rete a euro 3.000.
– Seconda igiene dentale: riduzione della franchigia a euro 20 (ferma restando la gratuità della prima pulizia).
– Ortopantomografia: conferma gratuità sulla prima prestazione annuale.
La prestazione di guida per autotrasporto può svolgersi sia in regime di lavoro autonomo che subordinato, ma la sporadicità dell’attività prestata e l’affidamento di compiti saltuariamente svolti, secondo indicazioni di massima e con possibilità del lavoratore di accettarli o meno, sono idonei ad escludere la configurabilità di un rapporto di lavoro subordinato, denotando tali aspetti la mancanza di eterodirezione e dell’inserimento stabile e costante del lavoratore nella compagine organizzativa aziendale (Corte di Cassazione, sentenza 17 febbraio 2020, n. 3912)
Una Corte di appello territoriale, confermando la sentenza di primo grado, aveva rigettato la domanda di una lavoratrice diretta al riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con una ditta di trasporti, presso cui aveva cominciato a prestare la propria attività con mansioni di camionista, senza alcuna formalizzazione, mentre solo successivamente era stato stipulato un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, terminato per mancato superamento del periodo di prova. La Corte di merito aveva ritenuto non provata, a causa della lacunosità della prova testimoniale, l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato. La prestazione dedotta, infatti, sarebbe consistita in un unico viaggio, sia pure svoltosi nell’arco di diversi giorni e con varie tappe in diverse località italiane ed europee, per cui non erano riconoscibili nella fattispecie gli elementi distintivi della subordinazione, rappresentati dallo stabile inserimento della lavoratrice nell’organizzazione produttiva, dal carattere continuo della prestazione, dalla eterodirezione. La Corte, altresì, aveva osservato che il contratto a tempo determinato stipulato in seguito tra le parti, aveva natura novativa rispetto ad un eventuale pregresso rapporto di lavoro subordinato, per cui in ogni caso si doveva ritenere la validità del medesimo.
Avverso la sentenza ricorre così in Cassazione la lavoratrice, sulla base di nove motivi, attinenti alla prova dell’effettività della prestazione lavorativa prima della formalizzazione del rapporto a tempo determinato, nonché alla motivazione sussidiaria della sentenza impugnata, basata sulla natura novativa di quest’ultimo contratto.
Principalmente, la lavoratrice deduce che, dal punto di vista legale, l’utilizzo di un mezzo per autotrasporto di proprietà di terzi può avvenire o in virtù di un rapporto di lavoro subordinato o di un contratto di noleggio del mezzo senza conducente con un un’impresa di trasporto, il che richiederebbe l’iscrizione all’albo degli autotrasportatori, condizione non soddisfatta dalla lavoratrice, per cui vi sarebbe una presunzione legale di lavoro subordinato. Ai sensi, infatti, dell’articolo 12, comma 5, del D.Lgs. n. 286/2005, i conducenti dei veicoli adibiti al trasporto di cose per conto di terzi sono obbligati a tenere a bordo la documentazione idonea a dimostrare il titolo in base al quale prestano servizio presso il vettore ed in caso di mancato possesso di detta documentazione, si applicano oltre alle sanzioni amministrative, quelle previste dalle vigenti disposizioni in materia di rapporto di lavoro dipendente.
Al riguardo, però, sebbene dalla violazione della normativa invocata possa derivare, evidentemente, una responsabilità amministrativa del legale rappresentante dell’impresa, non è possibile ricavare una volontà di stabilire una presunzione legale di subordinazione. Dunque, anche in ipotesi di guida irregolare di automezzi da trasporto, si deve ritenere che il giudice mantenga il proprio potere di accertare la subordinazione o la sua mancanza.
La sentenza impugnata viene poi criticata in relazione agli elementi presi in considerazione per escludere la subordinazione. In sostanza, la Corte territoriale non avrebbe considerato che:
– nell’autotrasporto il posto di lavoro è veicolo utilizzato dalla persona che effettua operazioni mobili di autotrasporto per lo svolgimento delle sue mansioni (art. 3, co. 1, lett. c). n. 2. D.Lgs. n. 234/2007);
– i trasporti erano eseguiti per conto della ditta, cui il mezzo apparteneva;
– le direttive in ordine ai luoghi di carico e scarico, ai tempi di consegna e alle destinazioni erano impartite dalla ditta;
– la ricorrente non disponeva di alcun mezzo aziendale e non ha assunto alcun rischio d’impresa.
In realtà, queste considerazioni non sono idonee a scalfire la statuizione sul punto della sentenza impugnata, la quale correttamente afferma che, per caratterizzare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, occorre considerare lo stabile inserimento del lavoratore nell’organizzazione produttiva, il carattere continuo della prestazione ed una “effettiva eterodirezione”, anche in tema di trasporto su strada. Anche la prestazione di guida per autotrasporto può svolgersi sia in regime di lavoro autonomo che in regime di lavoro subordinato, ma la sporadicità dell’attività prestata e l’affidamento di compiti saltuariamente svolti, secondo indicazioni di massima e con possibilità del lavoratore di accettarli o meno, sono idonei ad escludere la configurabilità di un rapporto di lavoro subordinato, denotando tali aspetti la mancanza di eterodirezione e dell’inserimento stabile e costante del lavoratore nella compagine organizzativa aziendale (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza n. 252042013).
Pubblicato il 19 febbraio 2020 da Teleconsul Editore S.p.A.
Al via la trasmissione telematica, da parte degli ambulatori USMAF-SASN, dei certificati medici per le prestazioni di malattia per i loro assistiti, lavoratori marittimi e aeronaviganti. Poiché tali certificati non costituiscono documentazione sufficiente alla liquidazione delle prestazioni di malattia ex-IPSEMA, in quanto non contengono le ulteriori informazioni aggiuntive, finora documentate con i modelli MAL 1, MAL 2 e MAL 3, tali informazioni dovranno essere fornite e documentate direttamente dal lavoratore (Messaggio Inps n. 610/2020).
Nel corso del mese di gennaio 2020, gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera e dei Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’Aviazione civile (USMAF-SASN) del Ministero della Salute hanno iniziato ad emettere certificati telematici di malattia per i loro assistiti, lavoratori marittimi e aeronaviganti.
Con il passaggio ai certificati telematici, a regime, i SASN non emetteranno più i modelli cartacei MAL 1, MAL 2 e MAL 3. Poiché i certificati di malattia telematici dei SASN sono in tutto analoghi a quelli rilasciati alla generalità dei lavoratori, nel caso dei marittimi essi non costituiscono documentazione sufficiente alla liquidazione delle prestazioni di malattia ex-IPSEMA, in quanto non contengono le necessarie, ulteriori informazioni aggiuntive, finora documentate con i modelli MAL 1, MAL 2 e MAL 3. Conseguentemente, le suddette informazioni non previste sul certificato telematico di malattia dovranno essere fornite e documentate direttamente dal lavoratore, anziché con i modelli MAL, attraverso l’esibizione alla Struttura territoriale INPS competente del libretto di navigazione (o altra documentazione equivalente) e la produzione di copia delle pagine da cui emergano i dati necessari.
Pertanto, riepilogando, per ottenere le prestazioni il lavoratore, oltre a produrre alla Struttura territoriale competente dell’INPS il modello “SR163” per la richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito, scaricabile dal sito INPS, dovrà anche:
– comunicare il numero di Protocollo Unico del Certificato telematico da indennizzare (PUC);
– esibire il libretto di navigazione (o altra documentazione di contenuto equivalente per il personale sprovvisto di libretto) e produrne copia.
Nell’eventualità in cui il lavoratore marittimo si facesse rilasciare la certificazione telematica di malattia da un medico del Servizio Sanitario Nazionale, tale certificazione, secondo le indicazioni fornite dal Ministero della Salute, può essere considerata sufficiente anche senza la validazione SASN, esclusivamente nei casi di indennità di malattia complementare e per la sola categoria dei marittimi cosiddetti “a turno generale”.
Anche nei casi di certificati telematici di malattia del SSN, il marittimo deve però fornire alla Struttura territoriale INPS il numero di protocollo del certificato telematico da indennizzare (PUC). Permane, inoltre, la necessità di produrre i verbali in formato cartaceo per la richiesta della prestazione di cui alla legge 16 ottobre 1962, n. 1486.