Source: http://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/UE0021.htm
Timestamp: 2020-04-08 22:54:01+00:00
Document Index: 643635

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 1', '§ 1', '§ 1', '§ 2', '§ 2', 'art. 3', 'art. 6']

Camera dei deputati Dossier UE0021 servizio studi
Titolo: Bilancio e finanziaria 2007 - A.C. 1746-bis e A.C. 1747 - Commissione Politiche dell'Unione europea
Serie: Progetti di legge Numero: 54 Progressivo: 14
Organi della Camera: Commissione per le politiche dell'Unione europea
n. 54/14
Il dossier offre una ricostruzione generale della manovra di finanza pubblica per il triennio 2007-2009 e analizza le parti di competenza della XIV Commissione in relazione al disegno di legge di bilancio 2007-2009 (A.C. 1746-bis) e al disegno di legge finanziaria 2007 (A.C. 1747).
Le schede di lettura analitiche dell’articolato del disegno di legge finanziaria sono contenute nel dossier n. 56.
Il dossier è stato coordinato, per l’Ufficio RUE, da Antonio Esposito e Daniela Chiodi.
File: UE0021
§ 1.2 Le variazioni rispetto alle previsioni 2006 4
Tavola I – Evoluzione della spesa finale dei singoli stati di previsione ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato 8
Tavola II – Evoluzione della spesa finale per categorie ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato 9
Tavola III – Le spese complessive per funzioni-obiettivo ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato 10
Tavola IV – Andamento delle U.P.B. (III livello) ed incidenza percentuale sulle spese finali del bilancio dello Stato 11
La disciplina contabile: il bilancio dello Stato 12
La disciplina contabile: la legge finanziaria 17
Parte II Profili di competenza della XIV Commissione
1. Il disegno di legge di bilancio per il 2007 (A.C. 1747)37
§ 1.1. Le politiche comunitarie nel disegno di legge di bilancio per il 2007 37
§ 1.2. La nuova struttura del bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Dipartimento per le politiche comunitarie 37
§ 1.3. Il Fondo di rotazione per le politiche comunitarie e i flussi finanziari Italia-UE 39
2. Il disegno di legge Finanziaria 2007 (A.C. 1746-bis)47
§ 2.1. Schede relative al disegno di legge finanziaria 51
§ Articolo 5, commi 29 e 30 (Contrasto del giuoco irregolare e illegale)53
§ Articolo 5, commi 16-19 e 36-37 (Disposizioni per il contrasto dell’evasione nell’applicazione di agevolazioni fiscali)59
§ Articolo 20, commi 14-18 (Imposte relative a fondi pensione, fondi d’investimento ed emittenti residenti nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo)67
§ Articolo 26 (Biocarburanti)75
§ Articolo 41 (Programma di razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi)87
§ Articolo 104 (Disposizioni urgenti per la costituzione di nuovi fondi ed altri interventi per l'innovazione industriale)99
§ Articolo 105 (Interventi per lo sviluppo delle aree sottoutilizzate)116
§ Articolo 123 (Esclusione dei progetti cofinanziati dall'Unione europea dalla regola del 2 per cento)123
§ Articolo 129 (Interventi per la salvaguardia di Venezia)125
§ Articolo 181 (Misure per assicurare l'adempimento degli obblighi comunitari ed internazionali)127
§ 2.2. Questioni relative agli aiuti di Stato nel ddl finanziaria 143
Parte V La strategia di Lisbona (a cura dell’Ufficio Rapporti con l’Unione europea)
§ Gli obiettivi163
§ Linee integrate per la crescita e l’occupazione 163
§ Relazione sui progressi nell’attuazione della strategia 164
§ Il Consiglio europeo di primavera 2006 165
§ Il Consiglio europeo del 15 e 16 giugno 2006 166
§ Tabella 2 del D.D.L. di bilancio 2007 – A.C. 1747 (stralcio)169
§ Tabelle e allegati del D.D.L. finanziaria 2007 – A.C. 1746-bis (stralcio)169
§ Tabelle e allegati della legge finanziaria 2006, Legge n. 266/2005 (stralcio)169
§ D.P.C.M. 11 maggio 2006, Approvazione del Conto finanziario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’anno 2005 (stralcio)169
Profili di competenza della XIV Commissione
1. Il disegno di legge di bilancio per il 2007 (A.C. 1747)
1.1. Le politiche comunitarie nel disegno di legge di bilancio per il 2007
In seguito all’approvazione del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303[2] è stata attribuita un’ampia autonomia finanziaria ed organizzativaalla Presidenza del Consiglio. La struttura dei bilanci e la disciplina della gestione delle spese, in coerenza con i principi generali della contabilità pubblica e tenendo conto delle specifiche esigenze della Presidenza, sono demandati all’emanazione di appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.
La Presidenza del Consiglio presenta pertanto annualmente un autonomo bilancio che viene approvato con DPCM e nel quale si possono trovare i dati di spesa relativi al Dipartimento per le politiche comunitarie.
Pertanto, a partire dall’anno 2000, le spese relative al Dipartimento per le politiche comunitarie fanno parte del complesso di spese stanziate nella UPB 3.1.5.2 “Presidenza del Consiglio dei ministri”, dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze[3] (Tabella 2).
Per l’anno 2006, la UPB 3.1.5.2 “Presidenza del Consiglio dei ministri”, reca una previsione di spesa di 304,302 milioni di euro. La previsione assestata 2006 è pari a 373,460 milioni di euro. Con il ddl di bilancio 2007 (A.C. 1747-Tab. 2) si propone un incremento della dotazione di 17.879 milioni di euro, cosicché le previsioni iniziali di bilancio 2007 recano complessivamente una previsione di spesa pari a 391,339 milioni di euro.
1.2. La nuova struttura del bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Dipartimento per le politiche comunitarie
Con D.P.C.M. 9 dicembre 2002[4] è stata definita la disciplina dell’autonomia finanziaria e contabile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Dipartimento per le politiche comunitarie è pertanto uno dei centri di responsabilità di spesa (C. d. R. n. 4) della Presidenza del Consiglio.
Per quanto riguarda l’anno 2006, il bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio per il 2006 è stato approvato con D.P.C.M. 12 dicembre 2005[5]. Non è ancora disponibile il bilancio di previsione per l’anno 2007, e pertanto non si conosce la ripartizione delle somme spettanti a ciascun centro di responsabilità.
La nota preliminare al bilancio di previsione 2006 evidenziava che al Centro di responsabilità del Dipartimento per le politiche comunitarie erano destinati fondi per 4,834 milioni di euro.
Si ricorda che la Nota allegata al bilancio di previsione ha rilevato come il Dipartimento per le politiche comunitarie sia coinvolto in numerose iniziative volte ad incoraggiare il dibattito pubblico sul futuro dell’Europa e della Strategia di Lisbona. Al fine di coinvolgere maggiormente i cittadini nel processo decisionale europeo mediante il dialogo sulle politiche dell’Unione, come indicato nel memorandum d'intesa sottoscritto nel maggio 2003 con la Commissione e con il Parlamento europeo, il programma di informazione prevede, tra l'altro, la partecipazione a quattro saloni di comunicazione pubblica (Forum-PA, Fiera del libro, Com-PA e Anci-Expo), un'intensa attività editoriale per le pubblicazioni da diffondere in occasione di manifestazioni, convegni e seminari, la realizzazione di campagne pubblicitarie e promozionali cofinanziate e l'organizzazione, sempre in cofinanziamento con la Commissione, dell'annuale incontro dei responsabili dell'informazione comunitaria nell'ambito del Club de Venice. Inoltre, nel corso del 2006 sta proseguendo l’attuazione, avviata nel 2005, dell’Accordo di programma in atto con il MIUR denominato "Formazione per dirigenti e docenti delle scuole superiori sul tema della cittadinanza europea" nonché, nell'ambito della formazione comunitaria per i Paesi in via di adesione, l'attività relativa alle iniziative CARDS, TACIS e MEDA. Delle risorse finanziarie spettanti al Dipartimento, circa 1,2 milioni di euro sono destinate alla nuova Struttura di missione,istituita con DPCM 30 settembre 2004, cui e' affidato il compito di monitorare, rappresentare e valutare l'efficacia delle azioni di sistema per elaborare nuove strategie che possano promuovere e favorire la mobilità dei cittadini europei e l'integrazione professionale, la comparazione della legislazione dei paesi membri in tema di diritti civili, l'armonizzazione della normativa in materia di procedure di acquisto di beni e servizi. L’impegno di tale Struttura è in particolare focalizzato sul rilancio della Strategia di Lisbona mediante una intensa attività di consultazione con gli Stati membri e con la Commissione.
Con D.P.C.M. 11 maggio 2006[6] è stato approvato il Conto finanziario della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’anno 2005.
Le previsioni finali di spesa relative all’anno 2005 relativamente al Dipartimento per le politiche comunitarie ammontavano a 6,717 milioni di euro, di cui 6,715 riguardano le spese correnti.
Circa la procedura di formazione del bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio, l’art. 3 dispone che il Segretario Generale emani entro il 30 aprile la direttiva per la formulazione dello schema di bilancio annuale e pluriennale. L’art. 6 dispone poi che l'Ufficio bilancio e ragioneria trasmetta il progetto di bilancio al Segretario generale, il quale, sentita la Conferenza dei capi dipartimento, lo sottopone entro il 30 novembre, al Presidente per l'approvazione. Il Segretario generale comunica poi il bilancio di previsione ai Presidenti delle Camere entro quindici giorni dalla sua approvazione.
Il bilancio di previsione è ripartito in unità previsionali di base, determinate per aree omogenee di attività, affidate a ciascun centro di responsabilità. I centri di responsabilità corrispondono al Segretariato generale ed alle strutture affidate a Ministri e Sottosegretari.
Per quanto riguarda invece il conto finanziario, questo viene predisposto entro il 30 aprile dall'Ufficio bilancio e ragioneria, unitamente al conto del patrimonio comprende i risultati della gestione del bilancio per l'entrata e la spesa, distintamente per competenza e per residui. Entro il 15 maggio il Segretario generale presenta il conto finanziario al Presidente per l'approvazione. Il Segretario generale trasmette poi il conto finanziario e la relazione, entro quindici giorni dall'approvazione, ai Presidenti delle Camere nonché alla Corte dei conti ai fini del referto annuale.
Si ricorda che l'attuale organizzazione interna del Dipartimento per le politiche comunitarie è stabilita dal decreto del Ministro delle politiche comunitarie 9 febbraio 2006, che ha provveduto ad aggiornare alle modifiche apportate dalla legge n. 11/2005 – principalmente l’istituzione del CIACE – il precedente decreto di organizzazione del 10 febbraio 2004, ora abrogato.
1.3. Il Fondo di rotazione per le politiche comunitarie e i flussi finanziari Italia-UE
Nel ddl di bilancio 2007 (A.C. 1747-Tab. 2) è altresì riportato lo stanziamento previsto per il Fondo di rotazione per le politiche comunitarie, istituito dall’articolo 5 della legge n. 183/1987 (c.d. “legge Fabbri”)[7]. Si tratta di un Fondo che dà un quadro complessivo degli interventi cofinanziati dall’UE: ad esso infatti affluiscono disponibilità provenienti sia dal bilancio comunitario che quelle provenienti dal bilancio nazionale, è dotato di amministrazione autonoma e di gestione fuori bilancio e si avvale di due conti correnti infruttiferi presso la Tesoreria centrale dello Stato:
- l’uno che registra i movimenti di entrata e uscita che fanno capo ai versamenti comunitari, denominato: Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie: finanziamenti CEE (conto corrente n. 23211);
Lo stanziamento previsto per l’anno 2007 nel ddl di bilancio dello Stato (A.C. 1747-Tab. 2) complessivamente a carico del Fondo di rotazione (UPB 4.2.3.8- Cap. 7493) è pari a 254 milioni di euro.
1.3.1 Il sistema di finanziamento dell’Unione europea
Il sistema di finanziamento dell’Unione, previsto dall’articolo 269 del Trattato CE, stabilisce che il bilancio generale dell’Unione Europea sia integralmente finanziato dalle cosiddette “risorse proprie”, ossia dai mezzi finanziari conferiti da ciascuno Stato membro per garantire il funzionamento dell’amministrazione comunitaria e la realizzazione delle relative politiche. Tali risorse, attualmente disciplinate dalla decisione del Consiglio n. 597 del 29 settembre 2000, sono costituite da:
§ risorsa R.N.L. (Reddito Nazionale Lordo, già P.N.L.), che consiste in un contributo degli Stati membri commisurato alle quote parte dei RNL nazionali sul RNL comunitario, e destinata a finanziare le spese di bilancio non coperte dalle altre due suddette risorse (c.d. “risorsa complementare”).
Si ricorda che il sistema di risorse proprie in vigore dal 1° gennaio 2002 ècaratterizzato dai seguenti aspetti[8]:
- spese di riscossione delle risorse proprie tradizionali fissate al 25 %;
- aliquota massima di prelievo IVA fissata allo 0,50 % a partire dal 2004[9].
L’esposizione contabile dei flussi finanziari intercorsi tra l'Italia e l'Unione europea è allegata al Rendiconto generale dello Stato.
Dall’esposizione dei flussi finanziari con l’UE allegata al Rendiconto 2005[10] risulta che nelle previsioni definitive di bilancio dell’UE per il 2005 la quota di contribuzione italiana all’UE relativa alle risorse proprie è pari a 13.511 milioni di euro, pari al 13,73% del totale della contribuzione a livello UE[11].
Di questa, la parte maggiore è costituita dalla risorsa RNL pari a 9.408 milioni di euro (pari ad una quota del 13,6% rispetto agli altri Stati membri). La risorsa IVA, pari a 2.881 milioni di euro, vede invece una quota di contribuzione italiana pari al 19,53%: tale quota appare elevata anche in ragione del fatto che su tale risorsa si versa una parte della correzione dovuta al Regno Unito[12].
Per quanto riguarda la composizione della contribuzione italiana, essa è costituita ora per la maggior parte, pari al 68,98 % (9.746,689 milioni di euro), dalla risorsa complementare (RNL), per il 21,47% dall’IVA (3.033,412 milioni di euro) e per il restante 9,55% (1.350,1 milioni di euro) dalle risorse proprie tradizionali.
Dal momento che in base alla decisione del Consiglio n. 597 del 2000 a partire dal 2004 è stata ridotta allo 0,50% l’aliquota massima dell’IVA, la risorsa RNL ha pertanto assunto un peso crescente. Si ricorda, infatti che nel 2002 la contribuzione italiana era costituita per il 56,34% dalla risorsa RNL e per il 33,82% dall’IVA, nel 2003 le percentuali erano rispettivamente del 62,33% e del 28,65%, mentre nel 2004 erano pari al 66,17% ed al 24,31%.
Riguardo a tali profili, il disegno di legge di bilancio 2007, come evidenziato nel Quadro riassuntivo per categoria (All. A/2), contenuto nella Tabella 2 allegata al ddl di bilancio, con specifico riferimento alla voce di spesa corrente costituita dalle risorse proprie della Comunità, prevede una spesa di parte corrente per il finanziamento del bilancio dell’Unione pari a 17.400 milioni di euro[13]. Si tratta di una spesa classificata tra quelle vincolate in quanto giuridicamente obbligatoria.
Si evidenzia che nella legge di bilancio 2006 erano previsti 15.850 milioni di euro, mentre il progetto di bilancio 2007 prevede un incremento delle risorse di 1.550 milioni di euro, portando la spesa complessiva a 17.400 milioni di euro.
1.3.2 La contribuzione dell’Unione europea in favore dell’Italia
Per quanto riguarda invece la contribuzione dell’Unione europea in favore dell’Italia, essa consegue alle politiche comuni di sviluppo poste in essere dall’Unione in vari settori e si realizza concretamente con gli Strumenti finanziari costituiti dai Fondi strutturali.
A seguito della definizione del nuovo quadro finanziario dell’UE per il periodo 2007-2013, l’11 luglio 2006 sono state definitivamente adottate le seguenti proposte legislative relative alla politica di coesione dell’UE per il medesimo periodo:
- il regolamento (CE) 1083/2006 recante norme e principi comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale e al Fondo di coesione (c.d. regolamento generale);
- il regolamento (CE) 1080/2006 sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FEDER);
- il regolamento (CE) 1081/2006 sul Fondo sociale europeo (FSE);
- il regolamento (CE) 1083/2006 sul Fondo di coesione.
In sintesi, il Regolamento (CE) 1083/2006[14]del Consiglio ha abrogato il precedente regolamento 1260/1999 ed ha riformato la disciplina comunitaria dei Fondi strutturali, disponendo la riduzione di tali fondi dai cinque del precedente periodo di programmazione[15] a tre: Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, Fondo Sociale Europeo, Fondo di Coesione.
I nuovi Regolamenti prevedono il finanziamento dei seguenti 3 obiettivi prioritari di sviluppo:
a) l'obiettivo "Convergenza", volto ad accelerare la convergenza degli Stati membri e regioni in ritardo di sviluppo migliorando le condizioni per la crescita e l'occupazione tramite l'aumento e il miglioramento della qualità degli investimenti in capitale fisico e umano, lo sviluppo dell'innovazione e della società della conoscenza, dell'adattabilità ai cambiamenti economici e sociali, la tutela e il miglioramento della qualità dell'ambiente e l'efficienza amministrativa;
b) l'obiettivo "Competitività regionale e occupazione", che punta, al di fuori delle regioni in ritardo di sviluppo, a rafforzare la competitività e le attrattive delle regioni e l'occupazione anticipando i cambiamenti economici e sociali, inclusi quelli connessi all'apertura degli scambi, mediante l'incremento e il miglioramento della qualità degli investimenti nel capitale umano, l'innovazione e la promozione della società della conoscenza, l'imprenditorialità, la tutela e il miglioramento dell'ambiente e il miglioramento dell'accessibilità, dell'adattabilità dei lavoratori e delle imprese e lo sviluppo di mercati del lavoro inclusivi;
c) l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea", che è inteso a rafforzare la cooperazione transfrontaliera mediante iniziative congiunte locali e regionali, a rafforzare la cooperazione transnazionale mediante azioni volte allo sviluppo territoriale integrato connesse alle priorità comunitarie e a rafforzare la cooperazione interregionale e lo scambio di esperienze al livello territoriale adeguato.
Inoltre con il regolamento (CE) 1082/2006 è stato istituito un nuovo strumento giuridico denominato Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera (GECT).
Per quanto riguarda invece il finanziamento della politica agricola, sono stati di recente adottati i seguenti provvedimenti:
 Regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune, che istituisce il FEAGA (per il 1 pilastro) e il FEASR (per il 2 pilastro). In precedenza, per il periodo di programmazione 2000-2006, le spese comunitarie per il settore agricolo sono state finanziate da un unico fondo, il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), disciplinato dal reg. (CE) 1259/1999. Il fondo si articolava in due sezioni: garanzia per la copertura delle spese di gestione dei mercati agricoli e di sostegno diretto del reddito, nonché talune misure “di sviluppo rurale”; orientamento che ha finanziato le restanti misure di sviluppo rurale, ossia finalizzate ad introdurre modifiche di riequilibro strutturale a compensazione di situazione di arretratezza. Il nuovo regolamento istituisce invece due fondi distinti, definisce disposizioni specifiche relative a ciascun fondo, e reca talune regole generali di gestione e funzionamento comuni ad entrambi i fondi. Il FEAGA diviene lo strumento per realizzare la politica di sostegno dei mercati agricoli e dei redditi, denominata 1° pilastro della Politica Agricola Comunitaria (PAC), il FEASR finanzia i programmi di sviluppo rurale, ossia il 2° pilastro della PAC;
 Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), che definisce gli obiettivi finanziati dal fondo;
 Regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del 27 luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca.
L’attuazione degli interventi cofinanziati dall’Unione europea si può desumere sia dai dati relativi al Fondo di rotazione per le politiche comunitarie che dai dati relativi ai trasferimenti effettuati dalle Amministrazioni statali, riportati entrambi nella Tabella dei flussi finanziari Italia- UE, allegata al Rendiconto generale dello Stato. In particolare, nell’ambito del Conto consuntivo del Ministero dell’Economia per l’anno finanziario 2005, sono riportate le erogazioni effettuate dal Fondo di rotazione per le politiche comunitarie.
Dal punto di vista quantitativo si ricorda che tra le politiche dell’Unione è la Politica Agricola Comune (PAC) ad assorbire tradizionalmente le quote di finanziamento comunitario più consistenti. Essa da un lato favorisce l’uso di nuove tecnologie e dall’altra opera per il sostegno dei mercati.
DalRendiconto 2005si ricava che nell’esercizio 2005 sono stati accreditati all’Italia contributi per 9.899,36 milioni di euro[16], con un aumento del 4,88% rispetto al precedente anno 2004 pari a 230,11 milioni di euro.
Per quanto riguarda in particolare i fondi strutturali, i dati del rendiconto 2005 evidenziano anche la ripartizione delle somme accreditate dall’UE all’Italia disaggregate in relazione ai singoli Obiettivi dei Fondi stessi. Si tratta di somme corrisposte sia in base alla programmazione 1994-1999 sia in base ai finanziamenti previsti nella programmazione 2000-2006[17].
Nella nota preliminare al ddl di bilancio 2007 (A.C. 1747-Tab. 2) si ricorda che la Ragioneria generale dello Stato svolge un duplice ruolo nella gestione finanziaria degli interventi di politica comunitaria, curando sia l’intermediazione finanziaria tra le istituzione comunitarie e le Amministrazioni titolari degli interventi, che l’assegnazione delle quote di cofinanziamento nazionale degli interventi a carico della legge n. 183/1987.
2. Il disegno di legge Finanziaria 2007 (A.C. 1746-bis)
I profili di specifico interesse della XIV Commissione contenuti nel disegno di legge finanziaria 2007, di carattere più strettamente finanziario-quantitativo, sono ricavabili dalle tabelle allegate D ed F. In particolare rileva lo stanziamento previsto per il Fondo di rotazione per le politiche comunitarie, istituito dall’articolo 5 della legge n. 183 del 1987.
Come già evidenziato sopra (par. 3), si tratta di un Fondo che dà il quadro degli interventi cofinanziati dall’Unione europea, cui affluiscono disponibilità provenienti in parte dal bilancio comunitario ed in parte dal bilancio nazionale.
Come già evidenziato nel par. 3, il fondo si avvale di due conti infruttiferi presso la Tesoreria centrale dello Stato: Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie: finanziamenti CEE e Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie: finanziamenti nazionali.
Lo stanziamento previsto per l’anno 2006 nella legge di bilancio dello Stato complessivamente a carico del Fondo di rotazione (UPB 4.2.3.8 - Cap. 7493) era pari a 2.050 milioni di Euro. Nel ddl di bilancio 2007 (A.C. 1747-Tab. 2) tale stanziamento è stato ridotto a 254 milioni di euro (- 1.796 milioni di euro, trasferiti al 2010, oltre il triennio di riferimento, a seguito della rimodulazione operata della finanziaria). Si tratta delle somme da versare al suddetto conto corrente nella sezione finanziamenti nazionali.
Si ricorda che su tale capitolo di bilancio (Cap. 7493) precedentemente all’abrogazione della legge n. 86 del 1989 (c.d. legge“La Pergola”), avvenuta ad opera della legge n. 11 del 2005, si assommavano i finanziamenti relativi a due tipologie di spesa:
a) le spese per il coordinamento delle politiche riguardanti l’appartenenza dell’Italia all’Unione europea di cui alla legge n. 183 del 1987;