Source: http://www.brocardi.it/articoli/2567.html
Timestamp: 2013-05-23 23:44:20+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2411', 'art.4', 'art. 2410', 'art. 2411', 'art. 2410', 'art. 2412', 'art. 2410']

Art. 2411 codice civile - Diritti degli obbligazionisti. (*) - Brocardi.it
Capo V - Societ� per azioni
Articolo 2411
Autore: Benvenuto Leonardo Editore: Giappichelli Collana: Diritto e professione Data di pubblicazione: novembre 2011 Prezzo: 38,00 €
Categorie: Azioni e obbligazioni COMPRALO SUBITO! La struttura finanziaria della società per azioni, e cioè il complesso di quei meccanismi giuridici attraverso cui essa può raccogliere capitale di rischio e di credito incorporandolo in titoli di credito, riveste, un rilievo assolutamente centrale, visto che tale figura si pone come la forma propria della grande impresa quotata o comunque dell'impresa che, per il rilievo delle operazioni economiche poste in essere, ha la necessità di ricorrere ad una... (continua) I limiti statutari alla circolazione delle...
Autore: Salvati Giovanna G. Editore: CEDAM Collana: Dipartimento di scienze giuridiche. LUISS Pagine: 344 Data di pubblicazione: ottobre 2011 Prezzo: 30,00 €
Categorie: Azioni e obbligazioni COMPRALO SUBITO! L'opera affronta in modo sistematico, per la prima volta dopo la riforma delle società, il tema dei limiti statutari alla circolazione delle azioni. L'analisi si concentra sulle clausole nominate dal codice civile, la clausola che vieta il trasferimento delle azioni e la clausola di mero gradimento, dalle quali trae i principi imperativi che dominano la materia e li applica alle clausole non nominate come la clausola di prelazione o la clausola di covendita. (continua) Le azioni proprie nella fusione e nella scissione
Autore: Ardizzone Luigi Editore: Giuffr� Collana: Il diritto della banca e borsa. Studi Data di pubblicazione: marzo 2011 Prezzo: 24,00 €
Categorie: Trasformazione Fusione Scissione, Azioni e obbligazioni COMPRALO SUBITO! Oggetto d'indagine del presente volume è la disciplina delle azioni proprie in caso di operazioni di fusione e di scissione. Dopo il primo capitolo introduttivo in cui si ripercorrono i profili generali delle fattispecie, gli argomenti e le questioni affrontate nell'opera sono il divieto di assegnazione di azioni proprie per effetto della fusione e della scissione (cap. II) e l'acquisto di azioni proprie (cap. III), vale a dire le deroghe alla disciplina generale dell'acquisto delle... (continua) Le situazioni soggettive dell'azionista
Autore: Buonocore Vincenzo Editore: Edizioni Scientifiche Italiane Collana: Univ. Camerino Pagine: 310 Data di pubblicazione: novembre 2011 Prezzo: 37,00 €
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Diritti degli obbligazionisti. (*)
Dispositivo dell'art. 2411 Codice Civile
Il diritto degli obbligazionisti alla restituzione del capitale ed agli interessi pu� essere, in tutto o in parte, subordinato alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della societ� (1).
I tempi e l'entit� del pagamento degli interessi possono variare in dipendenza di parametri oggettivi anche relativi all'andamento economico della societ�.
La disciplina della presente sezione si applica inoltre agli strumenti finanziari, comunque denominati, che condizionano i tempi e l'entit� del rimborso del capitale all'andamento economico della societ�.
(1) L'emissione di obbligazioni � operazione molto diffusa nella pratica in quanto consente di reperire sul mercato nuovi capitali. Le obbligazioni sono titoli di credito e, soprattutto alla luce delle novit� introdotte dalla riforma, rappresentano per l'obbligazionista una forma di investimento pi� o meno rischioso a seconda dei limiti posti, ai sensi della norma in esame, alla garanzia di restituzione dell'intero capitale versato e degli interessi maturati. Si tratta di una norma innovativa rispetto alla disciplina vigente e -- nel prevedere la possibilit� che la restituzione del capitale e degli interessi agli obbligazionisti sia subordinata alla soddisfazione di altri creditori della societ� -- riconosce la �possibilit� che il prestito obbligazionario assuma profili di subordinazione e possa partecipare, anche giuridicamente, al rischio di impresa� (cos� si esprime la Relazione di accompagnamento).
7La delega prevede (art.4, comma 5) che la disciplina relativa all'emissione di obbligazioni sia modificata nel senso: a) di attenuarne o rimuoverne i limiti all'emissione; b) di consentire l'autonomia statutaria di determinare l'organo competente a decidere l'emissione. In attuazione non solo della specifica previsione della delega, ma anche del principio generale di valorizzazione dell'autonomia statutaria, l'art. 2410 del c.c. rimette in principio la decisione sull'emissione di obbligazioni all'organo amministrativo, salvo diversa previsione statutaria. E' conservata la regola della pubblicit� della decisione e del deposito. In applicazione di uno degli indirizzi generali della Riforma, l'arricchimento degli strumenti di finanziamento dell'impresa, l'art. 2411 del c.c. d� espresso riconoscimento alla possibilit� che il prestito obbligazionario assuma profili di subordinazione, e possa partecipare, anche giuridicamente, al rischio di impresa. Si recepisce cos� l'esperienza estera diffusa e consolidata, e gi� nota in Italia in settori specialistici, contribuendo, come � evidente, ad assottigliare la linea di confine tra capitale di rischio e capitale di credito. Difficile problema quello del limite all'emissione di obbligazioni. Il Codice Civile del 1942, nello stabilire all'art. 2410 che: "la societ� pu� emettere obbligazioni... per somme non eccedenti il capitale versato ed esistente secondo l'ultimo bilancio approvato" si adeguava, verosimilmente, alla tesi che nel limite, e quindi nel capitale, appunto "versato ed esistente", ravvisava un principio di garanzia per gli obbligazionisti. Cos� interpretata, la disciplina, oltre ovviamente a condizionare e limitare pesantemente la possibilit� di ricorso a tali strumenti di finanziamento tipicamente a medio-lungo termine, provocava rilevanti difficolt� applicative, soprattutto per l'accertamento dell'effettiva esistenza del capitale alla data di emissione. L'impostazione a base della disciplina del Codice Civile del 1942 era stata fortemente criticata, ed � oggi diffusamente accettata la tesi che individua la portata del limite nel senso di attuare l'esigenza di un'equilibrata distribuzione del rischio di attivit� di impresa tra azionisti e obbligazionisti. In altri termini, si � in presenza di una tecnica diretta ad impedire che gli azionisti ricorrano al mercato del capitale di credito a medio-lungo termine in misura eccessiva rispetto a quanto rischiano in proprio, e dunque di un principio sistematicamente analogo al limite alla emissione di azioni di risparmio e privilegiate, anche questo determinato con riferimento al capitale. Sulla base di questa impostazione del problema e dell'indicazione della delega, nonch� di quanto gi� parzialmente avvenuto per effetto del d.lgs. n. 385 del 1993, che per talune societ� ha modificato il Codice Civile, si � delineato nell'art. 2412 del c.c. un regime innovativo. Si � ritenuto di mantenere in principio una regola di rapporto fra il ricorso al mercato fra il capitale di rischio e il capitale di credito, prendendo a base del parametro il capitale sociale come ammontare versato o che i soci si sono impegnati a versare, pi�, essenzialmente se non esclusivamente, le riserve da utili, tutto ci� che in sostanza rappresenta l'impegno economico dei soci nella societ�. E' sembrato opportuno al fine di agevolare l'accesso al mercato dei capitali considerare tale parametro nella misura del doppio della cifra risultante dagli elementi sopra indicati al fine di individuare il limite in questione. E' sembrato, altres�, opportuno ad ulteriore garanzia dei terzi chiedere ai sindaci l'attestazione del rispetto di questi limiti. Si � poi previsto, per agevolare il ricorso a queste fonti di finanziamento, che il limite possa essere superato se l'eccedenza � sottoscritta da parte di investitori che per la loro qualifica non hanno bisogno di speciale tutela, proteggendo il principio con la responsabilit� del sottoscrittore in caso di successiva circolazione. A tal fine si sono individuati tali investitori per le loro caratteristiche di professionalit� e per la loro soggezione a forme di vigilanza prudenziale; con ci� avvalendosi dei criteri che per fini analoghi sono previsti nell'articolo 11 del d. lgs. N. 385 del 1993. Per le obbligazioni garantite da ipoteca sui beni alla societ� si � ritenuto di doverle escludere dal limite e dal calcolo del limite.
Per le societ�, invece, le cui azioni sono negoziate in mercati regolamentati, esistendo il controllo del mercato, si � ritenuto di non stabilire alcun limite, a condizione, ovviamente, che destinate alla quotazione siano anche le obbligazioni. Si � mantenuta la deroga speciale prevista nell'attuale art. 2410, 3� comma. Alla restante disciplina delle obbligazioni si sono apportate solo le modifiche conseguenti a quelle principali.
Autore: Michelotti Franco, Silla Flavia Editore: Sistemi Editoriali Collana: Monografie professionali Pagine: 253 Data di pubblicazione: dicembre 2007 Prezzo: 22,00 €
Categorie: Azioni e obbligazioni, Reddito di impresa COMPRALO SUBITO! Questo volume illustra le implicazioni civilistiche e fiscali connesse al trasferimento di partecipazioni societarie. Regole e adempimenti correlati al passaggio di quote e azioni per atto tra vivi e mortis causa (anche con riferimento ai nuovi patti di famiglia), clausole di prelazione e gradimento, utilizzo dei patti parasociali sono analizzati in una trattazione che privilegia il taglio operativo senza tralasciare gli aspetti teorici. Allo stesso modo, per quanto attiene alle conseguenze... (continua) Fonti