Source: http://studiomarchegianipigotti.it/notizie.aspx?news=74&_=affido-condiviso-e-alta-conflittualita-dei-co
Timestamp: 2020-04-02 12:04:03+00:00
Document Index: 97788287

Matched Legal Cases: ['art. 360', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 155', 'art. 709', 'art. 360', 'art. 709', 'art. 155', 'art. 709', 'sentenza ', 'art. 155', 'art. 709', 'art. 96', 'art. 366']

Studio Legale Marchegiani - Pigotti - Affido condiviso e alta conflittualità dei coniugi
Affido condiviso e alta conflittualità dei coniugi
Pubblicata il 21/05/2014 in Diritto di Famiglia
2 - Con il primo motivo si deduce omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, con riferimento al rigetto della domanda di addebito proposta dalla C..
2.1.2 - Lo stesso motivo, poi, proponendo una diversa lettura delle prove acquisite (richiamate, per altro, in maniera frammentaria), e addirittura invocando l'autorità di un mero decreto di rinvio a giudizio emesso in sede penale sulla base delle dichiarazioni della sola C., non attinge la ratio decidendi della sentenza impugnata, che, prescindendo dalle suindicate circostanze - salvo il rilievo sulla carenza probatoria in ordine all'atto di violenza sessuale - è incentrata su una incompatibilità di carattere dei coniugi, che, superando "il livello stesso di ragionevolezza e di prudenza che la cultura, anche professionale, dei due interessati autorizza a presumere", anche in assenza di "un serio approfondimento della conoscenza reciproca", è emersa, come si desume dalla "troppo breve durata della convivenza coniugale".. "conflittualmente alle prime difficoltà della vita quotidiana".
3. Con il secondo motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 112 c.p.c., nonchè vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, la ricorrente si duole dell'incongrua determinazione del contributo per il mantenimento della figlia minore, nonchè della violazione del principio della corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato.
3.2 - Il motivo è infondato sotto vari profili. Premesso che non si comprende come l'accoglimento parziale di una domanda possa concretare violazione del principio di cui all'art. 112 c.p.c., (in termini, cfr. Cass., 17 maggio 1974, n. 1477), va rilevato che nel quesito sembra proporsi una sorta di operazione aritmetica fra le due contrapposte domande relative alla determinazione dell'assegno, priva di qualsiasi rilievo sul piano giuridico.
3.2.1 - Con riferimento alla natura della statuizione, deve richiamarsi il costante insegnamento di questa Corte secondo cui nei giudizi di separazione e di divorzio i provvedimenti necessari alla tutela degli interessi morali e materiali della prole, tra i quali rientrano anche quelli di attribuzione e determinazione di un assegno di mantenimento a carico del genitore non affidatario, non sono governati nè dal principio di disponibilità, nè da quello della domanda, attese le preminenti finalità pubblicistiche relative alla tutela e alla cura dei minori, che, pertanto, possono essere adottati anche d'ufficio (Cass., 10 maggio 2013, n. 11218; Cass., 20 giugno 2012, n. 10174; Cass., 28 agosto 2006, n. 18627; Cass., 24 febbraio 2006, n. 4205; Cass., 22 novembre 2000, n. 15065).
4 - La terza censura, con la quale, denunciando omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, la C. si lamenta della conferma dell'affidamento condiviso, nonostante l'esasperata conflittualità esistente fra i genitori, è inammis-sibile non solo per la inadeguata formulazione, come sopra evidenziata, del c.d. "momento di sintesi", ma anche perchè non attinge l'essenza della motivazione impugnata, secondo la quale "un affidamento esclusivo, a favore dell'uno o dell'altra, con le conseguenti ripercussioni sul piano dell'esercizio della potestà, non garantirebbe un decantare della litigiosità, nè per la minore un avvenire migliore".
5 - Con il quarto motivo si deduce violazione e falsa applicazione di norme di diritto (art. 155 bis c.c., e art. 709 ter c.p.c.), nonchè vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5. Si sostiene che la Corte di appello avrebbe dovuto tener conto del rigetto dei ricorsi proposti dal P. nel corso del giudizio ai sensi dell'art. 709 ter c.p.c., ai fini delle valutazioni ai sensi dell'art. 155 c.c..
5.1 - Viene formulato il seguente quesito: "Dica la Corte laddove: in corso di causa siano proposti ricorsi ex art. 709 ter c.p.c., volti all'ottenimento dell'affidamento esclusivo del minore; i ricorsi siano decisi in sentenza unitamente al giudizio principale con la reiezione degli stessi, in quanto manifestamente infondati; il giudice debba tenerne conto, per il combinato disposto dell'art. 155 bis c.c., e/o art. 709 ter c.p.c., ai fini della determinazione dei provvedimenti da adottare nell'interesse del minore e delle conseguenze di cui all'art. 96 c.p.c., nei confronti del ricorrente".
5.2 - Premessa l'inammissibilità della censura proposta sotto il profilo motivazionale, per violazione della disposizione di cui all'art. 366 bis c.p.c.; rilevata altresì la genericità del riferimento alla responsabilità aggravata (per altro non configurabile in presenza di soccombenza reciproca), cui è riservato un fugace accenno nel solo quesito, deve affermarsi l'intrinseca infondatezza della deduzione secondo cui, mentre si ribadisce che il provvedimento in materia di affidamento della prole deve essere adottato con riferimento all'interesse esclusivo della medesima, si richiede che siano desunti elementi di valutazione dal comportamento, anche processuale, di un genitore nei confronti dell'altro, di per se stesso privo di rilievo ai fini della relativa statuizione, ancorchè sintomatico di aspra conflittualità, ove non risulti che la stessa ponga in serio pericolo (circostanza neppure indicata nel quesito) l'equilibrio e lo sviluppo psico-fisico dei figli, in maniera tale da pregiudicare il loro interesse (Cass., 29 marzo 2012, n. 5108).