Source: http://docplayer.it/14671-Guida-psicosociale-per-operatori-impegnati-nell-accoglienza-dei-minori-stranieri-non-accompagnati.html
Timestamp: 2018-09-19 03:43:46+00:00
Document Index: 67766960

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 3']

GUIDA PSICOSOCIALE PER OPERATORI impegnati nell accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati - PDF
Download "GUIDA PSICOSOCIALE PER OPERATORI impegnati nell accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati"
1 GUIDA PSICOSOCIALE PER OPERATORI impegnati nell accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati
2 Vogliamo riferirvi la storia di un viaggio compiuto da uno sfruttatore e da due sfruttati. Osservatene bene il contegno. Trovatelo strano, anche se consueto, inspiegabile, pur se quotidiano, indecifrabile, pure se è regola. Anche il minimo atto, in apparenza semplice, osservatelo con diffidenza! Investigate se specialmente l usuale sia necessario. E vi preghiamo quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale. Di nulla sia detto: è naturale in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità, così che nulla valga come cosa immutabile. [Bertolt Brecht, da: L eccezione e la regola]
3 N on c è sbarco dei tanti cui assistiamo in queste ore che non faccia registrare l arrivo di minori stranieri non accompagnati nel nostro Paese. Un fenomeno che sembra cogliere di sorpresa coloro che sono preposti a gestirlo e che, invece, era facilmente prevedibile dopo che, nel 2011, con la cosiddetta emergenza Nord Africa, l arrivo di giovanissimi migranti, soli, cominciava a farsi notare per la sua dimensione e, soprattutto, a rendersi analizzabile nelle sue ragioni di fondo. Per la loro provenienza e per le motivazioni che gli stessi minori hanno illustrato a chi li ha accolti e assistiti, potevamo immaginare che dai troppi conflitti e dalle troppe sofferenze personali e familiari, si sarebbero allontanati in tanti, alla ricerca di un futuro nei aesi d Europa. Le statistiche ufficiali ci informano che sono circa gli arrivi che si contano ogni anno, ma sappiamo ormai che il dato è sottostimato. Ho conosciuto di persona il fenomeno dei cosiddetti MSNA (minori stranieri non accompagnati) proprio nei giorni dell emergenza Nord Africa quando, a Lampedusa, ho incontrato i fuggiaschi di quella primavera araba che per tanti si era trasformata in un gelido inverno di dolore fisico e morale. Da allora ho cominciato a occuparmene e, alla ricerca di misure e politiche adeguate, ho incrociato realtà diverse e ho potuto misurare i passi in avanti nella gestione del problema. La soluzione non è ancora arrivata ma se vede la luce una Guida pratica per operatori impegnati nella loro accoglienza significa che la consapevolezza del problema è arrivata e che sensibilità e attenzione al tema non mancano. Lo testimonia anche l impegno di Terre des Hommes che si è mobilitata e che con fondi privati sta in prima linea a fronteggiare il problema: ora con un servizio di accoglienza, attivo in Sicilia, e con Faro, un servizio di assistenza giuridico-legale ai minori stranieri non accompagnati attivato già nel Giancarlo Rigon, co-autore di questa Guida, che dovrebbe essere letta e diffusa da parte delle amministrazioni locali e dai Ministeri dell interno e del Lavoro (cui fanno capo le deleghe in materia di immigrazione e di MSNA), si è occupato in prima persona, da specialista, dell assistenza e del supporto psicosociale ai e alle poco più che adolescenti, quando non veri e propri bambini, sbarcati in Italia. Sa che portano con sé un fardello pesante di sofferenze incancellabili, di ansie, di sensi di colpa per essere sopravissuti o, semplicemente per non essere in grado di aiutare a distanza i familiari rimasti nel paese d origine. Tra i superstiti del naufragio del 3 ottobre a Lampedusa c erano anche 41 minori non accompagnati tra gli 11 e i 17 anni: la maggior parte di loro proveniva dall Eritrea. Per imbarcarsi avevano dovuto attraversare Etiopia, Sudan, Libia, senza adulti, subendo detenzione e violenze. Nel naufragio hanno perso quel che restava delle relazioni personali. Possiamo immaginare senza fatica quali tracce tutto ciò abbia lasciato nella loro anima. Questa Guida rivela una grande verità: per integrare con successo i minori stranieri occorre accoglierli realmente e comprendere le ragioni che li hanno indotti al
4 viaggio. Innanzitutto, dunque, occorre ascoltarli e sostenerli nella realizzazione del loro progetto. Hanno bisogno di essere rassicurati e al tempo stesso guidati. Per quello che ho conosciuto e compreso credo di poter dire che non attraversano a piedi il mondo per potere semplicemente avere un piatto di minestra e un letto. Vogliono lavorare e aiutare le proprie famiglie lontane. Molti non vogliono affatto restare in Italia ma coltivano l obiettivo di raggiungere parenti già da tempo immigrati in altri Paesi d Europa: vogliono andare a vivere in Francia, in Danimarca, in Germania. Vanno dunque aiutati a compiere in sicurezza quell ultimo tratto del viaggio che, ora, dopo l entrata in vigore del Nuovo Regolamento Dublino III, è più facile da percorrere poiché le nuove norme sono di maggior favore nei confronti dei minori richiedenti asilo. Agli Stati membri è richiesto di mettere al primo posto l interesse superiore del minore come criterio fondamentale nell attuazione di tutte le procedure previste dal regolamento ed è richiesta una cooperazione volta a realizzare ricongiungimenti familiari anche con parenti di grado diverso dalla sola famiglia di origine, ad assicurare benessere e integrazione sociale e garantire sicurezza. Anche per questo è importantissimo che al momento del loro arrivo e nei giorni immediatamente successivi sia fornita ai MSNA tutta l assistenza giuridicolegale necessaria. Devono essere informati dei propri diritti e delle possibilità che l Europa, di cui potranno diventare cittadini in futuro, offre loro. Ma, soprattutto, questa Guida conferma l idea che mi sono fatta osservando il fenomeno, circa la necessità che accoglienza e prima assistenza siano predisposte tempestivamente. È nei giorni immediatamente successivi agli sbarchi che si gioca tutto: la possibilità di aiutarli e integrarli evitando che fuggano a proprio rischio o, peggio ancora, che finiscano preda di traffici illegali, nella prostituzione, nella devianza o nel reclutamento da parte di criminalità organizzata. Ecco perché l accoglienza deve essere svolta da professionisti e le Comunità devono essere sottoposte a controlli e monitoraggi in un contesto di corrette relazioni economico-finanziarie. È evidente che se i fondi per l accoglienza non arrivano a destinazione in tempi congrui continueremo ad assistere a un rimpallo di responsabilità tra Comuni e ministeri, tra comunità di accoglienza e Comuni con il risultato che sprecheremo non solo le risorse ma anche le vite di coloro che giungono in Europa per costruire una nuova vita. Sandra Zampa Vicepresidente Commissione Bicamerale per l Infanzia e l Adolescenza
5 È raro e prezioso assistere ad un percorso che va avanti nel tempo, arricchendosi di saperi ed esperienze. Questa Guida appartiene al novero dei progetti che non si fermano una volta esauritasi la spinta emozionale provocata dall emergenza. Terre des Hommes sul tema dell accoglienza ai minori stranieri non accompagnati lavora da anni e col passo del fondista ha messo a punto prima un progetto di formazione legale e sociale per gli operatori impegnati, poi una Guida giuridica, successivamente un progetto di assistenza psicologica e psicosociale ed ora questa Guida pratica. Mi sembra importante ricordare le tappe, perché dimostrano come si debba costruire un sistema investendo sulle competenze, ragionando sulle risorse, individuando le priorità, monitorando l efficacia degli interventi. Invece, negli ultimi anni è stato un susseguirsi di inadempienze politiche e istituzionali, di vuoti decisionali, di interventi parziali non sempre efficaci, di annunci disattesi svaporati allo spegnersi dei riflettori mediatici. Una rincorsa all emergenza che provoca emergenza. Nel lavoro di Terre des Hommes ritrovo non solo i principi dell accoglienza e della solidarietà umana; non solo il rispetto dei diritti e la forma più alta della civiltà, ma anche il principio dell ascolto come prima forma di conoscenza dell altro, dei suoi bisogni, passo fondamentale per l attuazione dei diritti. Questa Guida cioè regala a chi la voglia leggere (o la studi in profondità) una tale mole di informazioni tecniche, umane e sociali di fronte alle quali non si può rimanere indifferenti. Sappiamo tutti in che situazioni emergenziali lavorino spesso gli operatori impegnati con i minorenni stranieri non accompagnati; sappiamo quanto pesino la mancanza di un sistema di accoglienza basato sull interesse dei minorenni in viaggio e la scarsità di fondi. Ma sappiamo anche la generosità del loro impegno e la professionalità richiesta. Conoscere le storie delle tante ragazze e ragazzi, sapere il perché hanno affrontato il viaggio della speranza, quale sia il loro progetto migratorio, può aiutare ad accoglierli nel miglior modo possibile. Ogni storia è una storia a sé, non si possono usare categorie omologanti e anonime. Terre des Hommes ha ascoltato centinaia di ragazzi. Ha individuato la complessità dei bisogni. Ha toccato con mano paura, diffidenza, dolore, solitudine. Ha sentito la forza dei sogni, spesso indirizzati più al bene delle famiglie lasciate nel Paese d origine che a se stessi di chi ha meno di 18 anni, ma ha già molte vite alle spalle, spesso intrise di violenza. Questa Guida è anche uno stimolo per tutti noi a fare meglio. Ad ascoltare. A chiedere di più. Vincenzo Spadafora Autorità Garante per l Infanzia e l Adolescenza
6 I l fenomeno dei cosiddetti minori stranieri non accompagnati è diventato un problema urgente, che non ammette più ritardi, o risposte parziali ed inefficaci, che non può essere reale solo sulla spinta emotiva dell emergenza, e ci interroga come società civile rispetto alla capacità di una comunità di garantire i diritti essenziali ai soggetti più fragili e vulnerabili. Il nostro paese fatica a strutturare risposte sistematiche su questa realtà che affrontino le varie tutele di cui necessitano, ed un quadro legislativo che si integri maggiormente a quello europeo. Le tantissime storie di questi ragazzi, minori di età, ma al tempo stesso costretti a diventare precocemente adulti ci riporta ad una realtà soggettiva complessa fatta di dolore e di speranza che prima di tutto va accolta, capita, riparata e guidata. La Guida di Terre des Hommes ci parla di questa complessità e dell attenzione necessaria nell incontro con culture, aspettative diverse, ma soprattutto con esperienze spesso traumatiche ed un bisogno di essere ascoltate con rispetto, accolte nel senso ampio del termine, riparate nella fiducia distrutta da un mondo ostile e stigmatizzante. È fondamentale che si comprendano le varie necessità, che ci sia la competenza e la professionalità per rispondere ai molti bisogni, con un attenzione alla situazione psicologica dei ragazzi che arrivano pieni di speranze ma che hanno sperimentato maltrattamenti, abusi, minacce, che hanno assistito a volte impotenti alla morte dei loro compagni. In questo senso la Guida per gli interventi psicosociali è uno strumento prezioso per i tanti operatori, anche della nostra associazione, dei territori interessati, specie la Sicilia, che sono in prima linea per dare risposte immediate ai tanti bisogni che questi ragazzi esprimono. Si auspica che questo diventi un passo importante e non ignorato per costruire un sistema di accoglienza più strutturato e capace. In questo il CISMAI si impegna a dare il proprio contributo. Gloria Soavi Presidente CISMAI
7 M igrare significa guardare oltre la propria storia e rigiocare l identità in nuovi contesti culturali. Ci sono, però, storie migratorie dove l intreccio di traumi e violenza, vissuti nel proprio paese d origine e nei territori di passaggio prima di affrontare il mare e la sua forza imprevedibile, non permette il guardare oltre congelando l approdo psichico alla nuova cultura in traiettorie di rischio complesse. É questo il disorientamento in cui si trovano i molti minori non accompagnati che popolano il territorio italiano, senza poterlo abitare e integrare nella mente per continuare verso un percorso di crescita che rispetti i diritti dei bambini e degli adolescenti. I minori non accompagnati rappresentano per il nostro Paese, per le politiche socio-sanitarie e un emergenza complessa che richiede una riflessione sullo sviluppo e attuazione di policy che incorpori una comprensione delle conseguenze psicologiche dei trauma complessi vissuti da questi bambini e adolescenti in una riflessione su interventi efficaci su un continuum che inizia dall accoglienza al percorso di accompagnamento del minore, pur tenendo conto dei tempi incerti e possibili della presa in carico. Sono interventi multi-modali che toccano simultaneamente aspetti del contesto del bambino e le sue connessioni sociali e il passato. La Guida psicosociale per operatori di Terre des Hommes risponde a questa esigenza di avviare interventi che siano coerenti e che costituiscano la base da cui partire per sviluppare modelli efficaci e replicabili. L approccio psicosociale, trattandosi di minori in una situazione di emergenza complessa, permette di mettere il bambino in sicurezza mitigando, attraverso un accoglienza che cura, la riattivazione di sintomi post-traumatici e l isolamento sociale, fattori di rischio per lo sviluppo o mantenimento di problematiche legate alla salute mentale. È un approccio che facilita la negoziazione culturale che questi bambini e adolescenti devono avviare nel nostro Paese e che accoglie la sfida, mettendo al centro il minore ed esplorando le intersezioni possibili che avviano il percorso di interventi di supporto più facilmente accessibili e di contenimento per favorire la rielaborazione della propria storia. verrà, poi, il momento di affrontare l esperienza traumatica e le sue conseguenze, ma avendo, prima, costruito opportunità di resilienza e di accoglienza. La sfida della Guida comincia ora. Definisce lo standard e il focus della cura e dell accoglienza. Avvia un percorso in cui il training dei professionisti, strutture che siano in grado di accogliere i minori, un sistema di referral dovranno contribuire all efficacia della Guida stessa, che è in linea con le riflessioni della SISST sull importanza dell intervento psicosociale nei contesti di emergenza e di emergenza complessa. L approccio psicosociale è un volano per interventi trauma-focused, che sono efficaci non in un vacuum, ma se inseriti in un processo di accoglienza, di screening e di assessment che ci permette di comprendere il decorso di eventuali sindromi post-traumatiche e di restituire al minore un
8 contesto di senso prima di poter esplorare i frammenti di quegli eventi traumatici che lo hanno accompagnato nel nostro Paese. Frammenti che saranno integrati nel percorso autobiografico del bambino attraverso un percorso di cura specifico, integrato e multisistemico. La Guida fa sentire la SISST meno sola in questo percorso. Ci auspichiamo che sia una piattaforma da cui partire per creare sinergie e modelli di intervento che superino la frammentazione verso uno sforzo comune di accoglienza, supporto e cura dei bambini e adolescenti che partendo da condizioni traumatiche possano trovare nel nostro Paese un contesto che non riattiva i traumi, ma un luogo di crescita post-traumatica dove sia possibile riavviare il percorso migratorio guardando oltre, verso il futuro. Vittoria Ardino Presidente Società Italiana per lo Studio dello Stress Traumatico (SISST)
9 Indice I contenuti della Guida Introduzione Chi è Terre des Hommes I progetti Faro 2 Perché una Guida psicosociale 3 1 Chi sono i Minori Stranieri Non Accompagnati 5 Il fenomeno 8 L incontro con il sistema di accoglienza italiano e la normativa 15 Le realtà operative 18 Faro III Un modello di supporto psicologico e psicosociale nel primo soccorso e accoglienza 20 L accoglienza nelle comunità 26 Biliografia essenziale 36
10 Riferimenti Terre des Hommes Se vuoi conoscere meglio l attività di Terre des Hommes: Fondazione Terre des Hommes Italia Viale Monza, Milano Tel.: Se vuoi sostenere i progetti di Terre des Hommes Italia a favore dei bambini migranti: In banca Iban: IT53Z In posta: c/c postale n Online Oppure scegli Terre des Hommes nella tua dichiarazione dei redditi e donale il tuo 5x1000 inserendo il il codice fiscale che protegge i bambini
11 1 Introduzione Chi è Terre des Hommes T erre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 64 Paesi con oltre 800 progetti a favore dei bambini. In Italia opera con azioni di sensibilizzazione (advocacy e lobby), studi e progetti sul territorio, volti a migliorare la condizione dell infanzia, anche attraverso interventi atti ad incidere sul quadro legislativo di riferimento. La Fondazione Terre des Hommes Italia è membro di Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l Unione Europea, l ONU, USAID e il Ministero degli Esteri Italiano. Il tema dei minori migranti e, in particolare, dei minori stranieri non accompagnati è prioritario nell azione di Terre des Hommes fin dal lancio, nel 2001, della campagna Stop Child Trafficking, contro la tratta dei bambini, e adesso con la campagna Destination Unknown per la protezione dei bambini migranti. Nel 2009 la Fondazione ha pubblicato Minori erranti L accoglienza e i percorsi di protezione, studio di portata nazionale volto ad evidenziare le discrasie ed incoerenze che già allora minavano il sistema italiano di accoglienza di questo delicato e vulnerabile target di persone. Successivamente ha avviato FARO, una serie di progetti di supporto diretto ai minori migranti.
12 2 I progetti N el corso del 2011, da giugno a settembre, Terre des Hommes è presente a Lampedusa con il progetto FARO (I) di assistenza giuridico legale in favore dei minori stranieri non accompagnati e delle famiglie migranti con bambini in arrivo sull isola. In seguito all esperienza di Lampedusa, Terre des Hommes decide di avviare una seconda fase del progetto FARO (II), in collaborazione con il C.N.O.A.S, volta alla formazione legale e sociale di operatori impegnati nell accoglienza dei MSNA sul territorio, per supportarli nel loro lavoro quotidiano attraverso un aggiornamento puntuale sulla normativa vigente. Obiettivo del progetto è stato, pertanto, di offrire ad assistenti sociali ed operatori a vario titolo impegnati nell accoglienza dei MSNA, una formazione giuridica ed operativo - sociale, costruita sul modello del confronto diretto e dello scambio di esperienze, così da individuare con semplicità e chiarezza le principali difficoltà legate all accoglienza di questi ragazzi. Viene prodotta in seguito la prima Guida Giuridica per Operatori impegnati nell accoglienza dei MSNA, con il patrocinio del Ministero della Cooperazione. Nel 2013 è attivato a Lampedusa il progetto FARO (III) per l assistenza psicologica e psicosociale dei minori stranieri non accompagnati e delle famiglie con bambini. Il progetto prosegue nella primavera del 2014 (Faro IV) nel siracusano in attesa di essere riattivato a Lampedusa, alla riapertura del CPSA di Contrada Imbriacola.
13 3 Perché una Guida psicosociale L a presente Guida segue l esperienza del precedente manuale, e si propone come strumento pratico per raccogliere ed elaborare l esperienza di Faro, offrendo uno strumento operativo a sostegno degli operatori impegnati nel supporto psicologico e psicosociale dei MSNA. La Guida si rivolge a tutti gli operatori sociali, ed in particolare agli educatori e ai mediatori culturali, che operano nelle diverse strutture di accoglienza dei MSNA del sistema italiano e intende offrire loro uno spaccato quanto più completo possibile del prima, di tutto quanto cioè ha contribuito a costruire il vissuto del minore con cui oggi l operatore si deve confrontare e deve supportare. In quest ottica assume un rilievo particolare il paragrafo dedicato all esperienza progettuale di Terre des Hommes a Lampedusa, dove sono stati raccolti, direttamente dal lavoro con centinaia di ragazzi e madri, informazioni utili a ricostruire il viaggio di questi migranti ed il loro vissuto. Questa Guida vuole evidenziare la complessità dei bisogni di queste persone e, sulla base dell esperienza di Terre des Hommes, proporre contributi utili alla realizzazioni di interventi che vadano nella direzione di offrire un supporto psicosociale che agevoli il compimento del progetto migratorio di questi ragazzi.
14 4 Il ruolo del mediatore: il ponte tra due culture Il mediatore culturale svolge un ruolo chiave in tutti quei delicati interventi in cui è prevista un interlocuzione tra culture diverse, come nel caso di progetti di accoglienza ed assistenza di minori migranti, in cui i beneficiari si trovano ad approcciare una realtà completamente nuova e lontana da quella di appartenenza. Il fine principale del ruolo del mediatore è, infatti, agevolare la comunicazione tra gli operatori impegnati nell accoglienza e i migranti, favorendo da entrambe le parti il superamento di barriere linguistico-culturali, che impediscono la comprensione di concetti fondamentali utili al beneficiario nel suo inserimento nel nuovo contesto. Il mediatore, pertanto, sempre valorizzando la lingua e la cultura di origine del migrante, deve al contempo promuovere la cultura del nuovo contesto di arrivo, spiegando valori e consuetudini, diritti e doveri che egli/ella assume dal momento in cui entra nel nuovo Paese. Per favorire l incontro tra questi due mondi il mediatore ha il delicato compito di supportare il migrante nell espressione dei suoi bisogni, che devono essere tradotti in concetti corrispondenti al tessuto sociale di accoglienza, eventualmente chiarendo all operatore quegli elementi propri del nuovo sistema di accoglienza che costituiscono un ostacolo alla loro comprensione e piena acquisizione. Fondamentale quindi è la capacità del mediatore di interpretare fedelmente e tradurre non solo la comunicazione verbale ma anche i concetti propri del sistema linguistico-culturale e i valori e i principi culturali propri della cultura di appartenenza, quali ad esempio, il significato della malattia e della sua guarigione; il concetto di terapia e cura; il concetto di minore età, ecc. Più in generale dunque, il mediatore svolge un ruolo di ombrello fondamentale nell accompagnamento e di supporto tecnico dell attività dell operatore la cui azione, se priva del mediatore, rischia di essere vanificata o addirittura distorta.
15 5 Chi sono i Minori Stranieri Non Accompagnati I Minori Stranieri Non Accompagnati sono minorenni presenti in Italia privi dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili della loro assistenza o rappresentanza. La Risoluzione del Consiglio d Europa del 26 giugno 1997 definisce i MSNA come : i cittadini di Paesi terzi di età inferiore ai 18 anni che giungono nel territorio degli Stati membri non accompagnati da un adulto per essi responsabile in base alla legge o alla consuetudine e fino a quando non ne assuma effettivamente la custodia un adulto per essi responsabile... ovvero i minori, cittadini di Paesi terzi, rimasti senza accompagnamento successivamente al loro ingresso nel territorio degli Stati membri. Oltre ai minori completamente soli rientrano in tale definizione anche i minori che vivono con adulti diversi dai genitori, che non ne siano tutori o affidatari in base a un provvedimento formale, in quanto questi minori sono comunque privi di rappresentanza legale in base alla legge italiana (art. 1 DPCM 535/99). I diritti dei Minori Stranieri Non Accompagnati I minori stranieri, anche se entrati irregolarmente in Italia, sono titolari di tutti i diritti sanciti dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata in Italia e resa esecutiva con legge n. 176/91. In particolare in Italia i minori stranieri godono, fra gli altri, del diritto all istruzione, all assistenza sanitaria, al collocamento in un luogo sicuro, all apertura della tutela quando i genitori non siano in condizioni di esercitare la potestà genitoriale, all affidamento se privi di un ambiente familiare idoneo e all unità familiare. Peraltro il decreto legislativo 286/98 (T.U. Immigrazione) all art. 28 comma 3 ricorda che in tutte le decisioni riguardanti i minori deve essere tenuto in conto, come considerazione
16 6 preminente, il superiore interesse del minore (art. 3 Convenzione). La Convenzione, infatti, stabilisce il principio del superiore interesse del minore e quello di non discriminazione, che prevede che i diritti da essa sanciti devono essere applicati a tutti i minori senza discriminazioni (art. 2). In particolare > > I minori stranieri non possono essere espulsi, tranne che per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato e salvo il diritto a seguire il genitore o l affidatario espulsi. > > I medesimi, se non richiedenti asilo, possono essere rimpatriati mediante il rimpatrio assistito disposto dal Comitato per i minori stranieri. Il rimpatrio assistito viene eseguito accompagnando il minore fino al riaffidamento alla famiglia o alle autorità responsabili del paese di origine, e in seguito al rimpatrio, viene proposto al minore un progetto di reinserimento (scolastico, lavorativo, ecc.). > > Tutti i minori stranieri non accompagnati hanno diritto di ottenere un permesso di soggiorno per minore età. Tale permesso non potrà essere convertito, al compimento della maggiore età, in permesso per studio o lavoro ma potrà essere convertito in permesso di soggiorno per affidamento, in seguito ad un provvedimento di non luogo a provvedere al rimpatrio del Comitato per i Minori stranieri e successivo provvedimento di affidamento del Tribunale per i Minorenni. Il permesso di soggiorno per affidamento può essere convertito in permesso per studio o lavoro, al compimento dei 18 anni. I minori stranieri affidati ad un cittadino straniero regolarmente soggiornante, che convivono con l affidatario, vengono iscritti nel permesso di soggiorno del medesimo fino al compimento dei 14 anni e ricevono un permesso di soggiorno per motivi familiari al compimento dei 14 anni. Anche tale permesso può essere convertito in permesso per studio o lavoro, al compimento dei 18 anni. > > Permessi in casi speciali: richiesta di protezione internazionale (se la domanda è accolta viene convertito in permesso per protezione internazionale). È importante sapere che l art. 26 del decreto 25/2008 stabilisce espressamente che la domanda di protezione internazionale possa essere effettuata anche dal MSNA che non abbia ancora un tutore. > > I Minori Stranieri sono iscritti obbligatoriamente al Servizio Sanitario Nazionale e quindi hanno pienamente diritto di accedere a tutte le prestazioni fornite indipendentemente dalla titolarità di un permesso di soggiorno. (Accordo Stato Regioni 20 dicembre 2012) > > Tutti i minori stranieri, anche se privi di permesso di soggiorno, sono soggetti all obbligo scolastico e hanno diritto di essere iscritti a scuola e ad ottenere i titoli conclusivi dei corsi di studio terminati positivamente. > > Solo i minori titolari di permesso per affidamento, per motivi familiari, per protezione sociale o per asilo possono lavorare, alle stesse condizioni dei minori italiani. Ai minori stranieri si applicano le stesse norme in materia di lavoro che si applicano ai minori italiani. > > In base alla convenzione di Strasburgo del 1996 ratificata con legge 77/03 i minori stranieri hanno diritto a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano.
17 7 > > La risoluzione del Parlamento europeo del 12 settembre 2013 rammenta che un minore non accompagnato è innanzitutto un bambino potenzialmente a rischio e che la protezione dei bambini, e non le politiche dell immigrazione, deve essere il principio guida degli Stati membri e dell Unione Europea a tal riguardo, rispettando il principio di base dell interesse superiore del bambino; ricorda che per bambino e di conseguenza per minore si intende qualsiasi persona, senza alcuna eccezione, che non abbia ancora completato il diciottesimo anno di vita; rileva che i minori non accompagnati, in particolare le giovani, sono due volte più suscettibili di essere confrontati con difficoltà e problemi rispetto agli altri minori; osserva che essi sono particolarmente vulnerabili, nella misura in cui essi hanno le stesse esigenze degli altri minori e rifugiati con cui condividono esperienze analoghe; sottolinea che le ragazze e le donne sono particolarmente vulnerabili alle violazioni dei loro diritti nel corso del processo migratorio e che le ragazze non accompagnate sono particolarmente a rischio in quanto sono spesso il principale oggetto dello sfruttamento sessuale, degli abusi e della violenza; rammenta che nell UE i minori non accompagnati sono spesso trattati dalle autorità come delinquenti che hanno violato le leggi sull immigrazione, anziché come individui con diritti in funzione dell età e delle circostanze particolari.
18 8 Il fenomeno I minori stranieri non accompagnati (MSNA) sono bambini e adolescenti che, per varie ragioni, diventano attori di un progetto di migrazione indipendente. È un fenomeno antico, ma per comprendere le ragioni del flusso che investe l Italia dagli anni Novanta occorre considerarlo in relazione ai processi di mondializzazione che, assieme alle esplosioni di guerre e acuti conflitti locali, hanno condizionato l entità del fenomeno e i Paesi di provenienza di questi minori. I dati relativi al flusso di arrivo e ai Paesi di provenienza danno conferma di questo. Il Ministero del lavoro e della Politiche Sociali riporta che al 31/3/2014 sono in totale i MSNA segnalati, di cui (pari a quasi il 25% del totale) dichiarati irreperibili, percentuale davvero preoccupante. Dei presenti, i maschi rappresentano il 93,4%, le femmine il 6,6%. L età è di anni nel 78,9% dei casi, di 15 anni nel 11,4%, i più piccoli sono il 9,8%. Il dato del 2014 supera il picco di 7750 toccato nel 2011, al tempo della cosiddetta emergenza Nord Africa; nel 2010 i MSNA erano stati 4588, e 5879 nel Paesi di provenienza: nel 2010 i primi 3 Paesi di provenienza degli MNSA presenti nei centri erano Afghanistan (16,8%), Bangladesh (10,9%), Albania (10,0%); nel 2014 sono Egitto (21,7%), Albania (16,4%), Bangladesh (13%); una variazione che risponde a quanto accaduto in Egitto lo scorso anno. Se si raggruppano i Paesi di provenienza per aree geografiche si vede che tra i minori adesso accolti in Italia sono giunti dall Asia circa il 23,7% dei MSNA, dal Nord Africa e dal Corno d Africa il 47,1%, dall Africa sub-sahariana il 12% e dall Europa dell Est il 15,8%. L area di provenienza condiziona evidentemente il percorso che questi minori devono compiere per giungere nel nostro paese, e quindi la durata del viaggio e la sua pericolosità fisica e psicologica, che è particolarmente alta per chi deve attraversare il Sahara e la Libia; anche la Grecia si è rivelato un paese ad alto rischio. Sul rinvio dei richiedenti asilo verso la Grecia, l UNHCR, in attuazione del regolamento di Dublino, nel documento di raccomandazioni del , ed, in precedenza, nel documento del (Rinvio in Grecia di richiedenti asilo con domande di riconoscimento dello status di rifugiato interrotte ) ed in quello di novembre 2007 ( Studio UNHCR sulla trasposizione della Direttiva Qualifiche ) aveva espresso la propria preoccupazione per le difficoltà che i richiedenti asilo incontrano nell accesso e nel godimento di una protezione effettiva, in linea con gli standard internazionali ed europei. Nei medesimi documenti è
19 9 stato espressamente raccomandato ai Governi di non rinviare in Grecia i richiedenti asilo in applicazione del regolamento Dublino fino ad ulteriore avviso (ad oggi non diramato), raccomandando, invece, l applicazione dell art. 3 (2) del regolamento Dublino, che permette agli Stati di esaminare una richiesta di asilo anche quando questo esame non sarebbe di propria competenza secondo i criteri stabiliti dal regolamento stesso. Il sistema di accoglienza Mentre in contesti stranieri (Canada, Inghilterra, Francia) il sistema di accoglienza si configura più strutturato da politiche migratorie consolidate, in Italia esso è regolato maggiormente per interventi nell ambito di una asserita emergenza-urgenza; manca ancora, infatti, l approvazione di una legge, attualmente in discussione, che regoli in maniera organica la risposta al fenomeno migratorio dei minori, così come manca una legge organica in materia di asilo. Il sistema di accoglienza italiano prevede una protezione e tutela dei minori migranti e così i MSNA finiscono per rappresentare una sorta di paradosso: sono minori da tutelare ma anche migranti da controllare. La realtà dei MSNA è complessa e multiforme: vi rientrano coloro che scappano da guerre e dalla povertà in cerca di una vita migliore, così come giovani vulnerabili adescati e sfruttati da reti criminali. Ciascun minore ha comunque una storia a sé, un mandato migratorio unico che spesso si modifica nel corso del tempo. Per molti giovani l Italia rappresenta soltanto un paese di transito verso i Paesi del Nord Europa, dove ricongiungersi con reti amicali o familiari, o usufruire di un sistema di accoglienza e di integrazione percepito come migliore. Azioni di supporto psicosociale sono indispensabili per accompagnarli NB! nella realizzazione del proprio progetto migratorio, valorizzando risorse individuali, familiari e sociali presenti sul territorio, nonché per proteggerli dai rischi cui possono essere esposti in quanto migranti e minorenni. Il perché del viaggio Alcuni minori intraprendono il viaggio autonomamente, mentre altri si affidano fin dall inizio a reti specializzate. In questi casi, il viaggio può essere organizzato nei minimi dettagli, il costo è oneroso e, a seconda dei Paesi e delle rotte, comprende rischi diversi dovuti alle difficoltà di ingresso. Il supporto economico a distanza da parte della famiglia è spesso determinante per il raggiungimento del paese di destinazione.
20 10 Per comprendere le ragioni del percorso migratorio di questi ragazzi è utile considerare: > > il contesto di partenza (push factors) > > il contesto di arrivo (pull factors) senza mai dimenticare il viaggio in se stesso, durante il quale il progetto è spesso modificato. La scelta attiva e soggettiva del minore migrante si genera all interno di vincoli - personali, familiari, legislativi e sociali - che vanno a costituire il suo effettivo spazio di movimento, reale e simbolico. È all interno di questo spazio di relativa libertà che il minore farà delle scelte e intraprenderà percorsi di soggettivazione e di integrazione possibili. Matrici strutturali e rappresentazionali del viaggio La migrazione infantile contemporanea è alimentata da una matrice politica ed economica da un lato, e rappresentazionale e ideativa, dall altro. Gli operatori di comunità hanno il delicato compito di aiutare il NB! minore a riconoscere questo spazio e ad essere consapevole delle opportunità e dei limiti che offre, per orientarlo ad agire attivamente sulle dimensioni di esso in rispondenza ai suoi desideri oltre che ai suoi doveri. Matrici strutturali I minori che arrivano in Italia provengono da aree in cui la politica economica non è risultata capace di rispondere alle esigenze delle popolazioni e la migrazione diventa spesso scelta obbligata di sopravvivenza. La provenienza sociale è un altro fattore che orienta la scelta migratoria degli adolescenti. Molti minori che arrivano in Italia lasciano il proprio paese facendosi portatori di un desiderio di riscatto collettivo. Per questa gioventù la migrazione rappresenta la possibilità, seppure rischiosa, di ricollocarsi socialmente e riqualificare almeno la condizione economica della propria famiglia. Matrici rappresentazionali Schematizzando un fenomeno molto complesso, si può dire che fra i minori che arrivano in Europa Occidentale troviamo coloro che hanno intrapreso il viaggio costretti da una drammatica situazione contingente, come la guerra o minacce personali; per questa ragione essi non hanno potuto costruire una rappresentazione del proprio futuro che andasse molto al di là della fuga dalla situazione che li minacciava.
L IMMAGINE DEGLI IMMIGRATI E DELLE MINORANZE ETNICHE NEI MEDIA Rapporto finale Roma, novembre 2002 INDICE CAP. I L IMMAGINE DEGLI IMMIGRATI E DELLE MINORANZE ETNICHE NELLA TELEVISIONE ITALIANA Pag. 1 Introduzione