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Timestamp: 2020-04-08 06:36:49+00:00
Document Index: 173004806

Matched Legal Cases: ['art. 1917', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 210', 'art. 468', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2043', 'art. 3', 'art. 2043', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 342', 'art. 50', 'art. 54', 'art. 163', 'art. 139', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 319', 'art. 322', 'art. 319', 'art. 319', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 585', 'art. 213', 'art. 11']

Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: aprile 2013
MISURE CAUTELARI - PERSONALI - RIESAME – RICHIESTA PROPOSTA DAL DIFENSORE – DECORRENZA DEL TERMINE – ATTESTAZIONE IN CALCE AL VERBALE DI INTERROGATORIO DI AVERE RICEVUTO L'AVVISO DI DEPOSITO - RILEVANZA
La VI sezione della Suprema Corte ha affermato che l'attestazione del difensore in calce al verbale dell'interrogatorio ex 294 cod. proc. pen. di avere ricevuto l'avviso del deposito dell'ordinanza cautelare e di avere preso cognizione della contenuto della stessa fa decorrere i termini per la richiesta di riesame.
Sentenza n. 17958 del 16 aprile 2013 – depositata il 18 aprile 2013 (Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agrò, Relatore C. Citterio)
Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto rimesso dalla Seconda sezione con ordinanza n. 6764 del 2012, hanno affermato che la domanda di costituzione coattiva di servitù di passaggio deve essere contestualmente proposta nei confronti dei proprietari di tutti i fondi che sia necessario attraversare per il collegamento con la strada pubblica, dovendo, in mancanza, essere respinta, perché diretta a far valere un diritto inesistente.
Sentenza n. 9685 del 22 aprile 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore E. Bucciante)
Le Sezioni Unite, pronunciandosi su questione di massima di particolare importanza, hanno enunciato il seguente principio di diritto: "Nel processo con pluralità di parti cui dà luogo la chiamata in causa dell'assicuratore prevista dall'art. 1917, quarto comma, cod. civ., l'evento interruttivo che in primo grado colpisca l'assicuratore determina la sola interruzione del giudizio relativo alla domanda di indennità, ancorché il processo debba essere mantenuto in stato di rinvio sino alla scadenza del termine per la prosecuzione da parte dei successori del chiamato o della riassunzione da parte del chiamante; conseguentemente, l'onere della riassunzione grava sul convenuto che ha eseguito la chiamata in causa e, mancata ad opera di alcuna delle parti attività processuale utile alla prosecuzione del relativo giudizio, il processo di estingue solo per la parte che riguarda la domanda proposta con la chiamata in causa".
Testo Completo: Sentenza n. 9686 del 22 aprile 2013
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – CONSIGLIERE REGIONALE – RICHIESTA DI SOMMA DI DENARO IN CAMBIO DI INTEFERENZA ILLECITA NELL’ATTIVITA’ DI FUNZIONARI REGIONALI- CORRUZIONE PER ATTO CONTRARIO AI DOVERI DI UFFICIO - CONFIGURABILITA’
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – CONSIGLIERE REGIONALE – RICHIESTA DI SOMMA DI DENARO IN CAMBIO DI INTEFERENZA ILLECITA NELL'ATTIVITA' DI FUNZIONARI REGIONALI- CORRUZIONE PER ATTO CONTRARIO AI DOVERI DI UFFICIO - CONFIGURABILITA'
La sesta sezione ha ritenuto che integra il delitto di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio il comportamento di un consigliere regionale che, in cambio di una somma di denaro, abbia consentito al privato di ottenere, quale controprestazione, una condotta di illegittima interferenza (a sua volta qualificabile di tipo corruttivo o concussivo) nei confronti di funzionari regionali allo scopo di indurli ad accordare un trattamento di impropria preferenza cronologica e di risultato nel rilascio di autorizzazioni per l'installazione di impianti fotovoltaici.
Sentenza n. 17943 del 15 febbraio 2013– depositata del 18 aprile 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Cortese, Relatore G. Paoloni)
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – FUNZIONARIO DELL’UFFICIO PROVINCIALE DEL LAVORO ADDETTO ALLA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – FUNZIONARIO DELL'UFFICIO PROVINCIALE DEL LAVORO ADDETTO ALLA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE
PROSPETTAZIONE AD INVALIDO CIVILE DI GRAVI RISCHI CONNESSI ALLA SUA POSIZIONE DI LAVORATORE PROTETTO – RICHIESTA DI PRESTAZIONE SESSUALE - DELITTO DI CONCUSSIONE – CONFIGURABILITA'
La sesta sezione ha ritenuto che il funzionario dell'ufficio provinciale del lavoro addetto alla formazione delle graduatorie del collocamento obbligatorio sia da qualificarsi come pubblico ufficiale e che la prospettazione da lui fatta ad un invalido civile, in termini subdolamente vaghi di gravi rischi e difficoltà di ottenere un lavoro quale categoria protetta, accompagnata da una forte determinazione di pretendere in compenso del suo interessamento prestazioni sessuali integra, anche dopo le modifiche intervenute da parte della legge n. 190 del 2012, il delitto di concussione.
Testo Completo: Sentenza n. 18372 del 21 febbraio 2013 – depositata del 22 aprile 2013
DELITTI CONTRO L'ORDINE PUBBLICO – ASSOCIAZIONE A DELINQUERE – AGGRAVANTE DELLA TRANSNAZIONALITA' DI CUI ALL'ART. 4 DELLA L. N. 146 DEL 2006 – COMPATIBILITA' – CONDIZIONI
Le Sezioni Unite, nel risolvere il contrasto in proposito insorto nella giurisprudenza di legittimità, hanno stabilito che la speciale aggravante dell'art. 4 della legge 16 marzo 2006, n. 146 è applicabile al reato associativo, sempreché il gruppo criminale organizzato transnazionale non coincida con l'associazione stessa. Il Supremo Collegio ha anche precisato che la nozione di gruppo criminale organizzato va mutuata dai punti a) e c) dell'art. 2 della Convenzione ONU di Palermo del 15 novembre 2000, contro il crimine organizzato ed intesa come richiedente una certa stabilità di rapporti fra i soggetti che ne fanno parte, un minimo di organizzazione senza formale definizione di ruoli, la non occasionalità od estemporaneità della stessa, la costituzione in vista anche di un solo reato e per il conseguimento di un vantaggio finanziario o di altro vantaggio materiale.
Testo Completo: Sentenza n. 18374 del 31 gennaio 2013 - depositata il 23 aprile 2013(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore P.A. Bruno)
PROCESSO PENALE - DIBATTIMENTO - OMESSA CITAZIONE DI TESTIMONI - DECADENZA
La II sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che il termine stabilito dal giudice per la citazione dei testimoni (nonché di periti e consulenti tecnici e delle persone indicate dall'art. 210 c.p.p.) ai sensi dell'art. 468, comma 2, c.p.p. è inserito in una sequenza procedimentale che non ammette ritardi o rinvii dovuti alla mera negligenza delle parti (se non, in via del tutto eccezionale, per caso fortuito o forza maggiore), ed ha, pertanto, natura perentoria; ne consegue che, ove la parte non effettui la citazione dei testimoni dei quali intende chiedere l'ammissione entro il predetto termine, decade dal diritto di assumerne la testimonianza.
Sentenza n. 14439 del 27 febbraio 2013 - pubblicata il 27 marzo 2013
(Seconda Sezione Penale, Presidente C. Petti, Relatore G. Rago)
SENTENZA - RICONOSCIMENTO DI SENTENZA STRANIERA NON MOTIVATA - POSSIBILITA'
La II sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che non è contraria ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico italiano, e può quindi essere riconosciuta, agli effetti di cui all'art. 12, comma 1, nn. 1 e 4 c.p., la sentenza straniera che sia priva di motivazione per effetto dell'espressa rinuncia dell'imputato al diritto di ottenere l'esposizione scritta delle ragioni della decisione (nella specie, la sentenza era stata emessa dalla Corte di assise correzionale di Lugano).
Sentenza n. 14440 del 19 dicembre 2012 - pubblicata il 27 marzo 2013
(Seconda Sezione Penale, Presidente C. Petti, Relatore G. Ariolli)
REATO – ELEMENTO PSICOLOGICO – COLPA – COLPA PROFESSIONALE MEDICA – ART. 3 LEGGE 8 NOVEMBRE 2012, N. 189 - CONSEGUENZE - "ABOLITIO CRIMINIS" PARZIALE La IV sezione penale della Corte di cassazione ha ritenuto che l’art. 3 della legge 8 novembre 2012, n. 189 (a norma del quale "L’esercente le professioni sanitarie che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’art. 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo") abbia determinato la parziale abrogazione delle fattispecie colpose commesse dagli esercenti le professioni sanitarie. Si è, infatti, ritenuto che la predetta modifica normativa esclude la rilevanza penale delle condotte connotate da colpa lieve, che si collochino all’interno dell’area segnata da li
REATO – ELEMENTO PSICOLOGICO – COLPA – COLPA PROFESSIONALE MEDICA – ART. 3 LEGGE 8 NOVEMBRE 2012, N. 189 - CONSEGUENZE - "ABOLITIO CRIMINIS" PARZIALE
La IV sezione penale della Corte di cassazione ha ritenuto che l'art. 3 della legge 8 novembre 2012, n. 189 (a norma del quale "L'esercente le professioni sanitarie che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l'obbligo di cui all'art. 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo") abbia determinato la parziale abrogazione delle fattispecie colpose commesse dagli esercenti le professioni sanitarie. Si è, infatti, ritenuto che la predetta modifica normativa esclude la rilevanza penale delle condotte connotate da colpa lieve, che si collochino all'interno dell'area segnata da linee guida o da virtuose pratiche mediche, purché esse siano accreditate dalla comunità scientifica. In applicazione del principio, è stata annullata con rinvio la condanna per omicidio colposo nei confronti di un medico chirurgo che, nell'esecuzione di un intervento di ernia discale recidivante, aveva leso vasi sanguigni con conseguente emorragia letale: ai fini dell'eventuale applicazione della norma sopravvenuta favorevole, ex art. 2, comma 2, c.p., è stato, infatti, chiesto al giudice di merito di riesaminare il caso per determinare (a) se esistano linee guida o pratiche mediche accreditate afferenti all'esecuzione dell'atto chirurgico in questione; (b) se l'intervento eseguito si sia mosso entro i confini segnati da tali direttive e, nel caso affermativo, se nell'esecuzione dell'atto chirurgico vi sia stata colpa lieve o grave. Si tratta, è bene evidenziarlo, di una mera notizia di decisione, cui seguirà il deposito delle motivazioni.
Sentenza n. 16237 del 29 gennaio 2013 - depositata il 9 aprile 2013
PROVE - PERIZIA GRAFICA - SCRITTURE DI COMPARAZIONE - RACCOLTA - GARANZIE DIFENSIVE - ESCLUSIONE La Seconda sezione penale ha affermato che la raccolta di saggi grafici da sottoporre al perito quali scritture di comparazione disposta dal giudice senza avviso alle parti ed in mancanza dell’intervento dei difensori, non può essere ritenuta atto nullo, né può reputarsi nulla la perizia grafica eseguita in base ai saggi così raccolti. Testo Completo: Sentenza n. 16400 del 7 marzo 2013, depositata l’11 aprile 2013 (Seconda Sezione Penale, Presidente G. Casucci, Relatore P. Davigo)
PROVE - PERIZIA GRAFICA - SCRITTURE DI COMPARAZIONE - RACCOLTA - GARANZIE DIFENSIVE - ESCLUSIONE
La Seconda sezione penale ha affermato che la raccolta di saggi grafici da sottoporre al perito quali scritture di comparazione disposta dal giudice senza avviso alle parti ed in mancanza dell'intervento dei difensori, non può essere ritenuta atto nullo, né può reputarsi nulla la perizia grafica eseguita in base ai saggi così raccolti.
Testo Completo: Sentenza n. 16400 del 7 marzo 2013, depositata l'11 aprile 2013
(Seconda Sezione Penale, Presidente G. Casucci, Relatore P. Davigo)
MISURE CAUTELARI – CONCORSO FRA MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI ED AFFIDAMENTO IN PROVA AL SERVIZIO SOCIALE – PREVALENZA DELLA MISURA CAUTELARE – CONFIGURABILITA'
Nell'ipotesi in cui nei confronti dello stesso soggetto sia stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari e quella esecutiva dell'affidamento in prova al servizio sociale, prevale la misura cautelare che ha comunque carattere custodiale.
Testo Completo: Sentenza n. 15925 udienza del 28 marzo 2013 – depositata il 5 aprile 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore G. Paoloni)
DELITTI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA – CONTESTAZIONE DI INFRAZIONE AL CODICE DELLA STRADA – FALSA AFFERMAZIONE DEL CONDUCENTE L'AUTO IL GIORNO SUCCESSIVO DI NON ESSERE L'AUTORE DELL'ILLECITO – CALUNNIA - CONFIGURABILITA'
Commette il delitto di calunnia, senza poter invocare la scriminante del diritto di difesa, il soggetto che, avendo ricevuto una contestazione per guida senza patente, il giorno successivo si rechi presso la caserma dei carabinieri asserendo falsamente non essere stato lui alla guida dell'auto.
Testo Completo: Sentenza n. 15928 udienza del 28 marzo 2013 – depositata il 5 aprile 2013
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – PECULATO – CESSIONE DA PARTE DI VIGILI URBANI AD ESTRANEI ALLA PA DELLA PROPRIA RADIOTRASMITTENTE - CONFIGURABILITA' DEL DELITTO
La Sezione VI ha ritenuto integrato il delitto di peculato in un'ipotesi in cui i vigili urbani avevano ceduto le loro radiotrasmittenti, utilizzate per le comunicazioni di servizio, ai titolari di imprese stradali per consentire agli stessi di potersi celermente recarsi sui luoghi in cui erano avvenuti incidenti stradale e lucrare sul recupero dei mezzi coinvolti nei sinistri.
Testo Completo: Sentenza n. 16381 udienza del 21 marzo 2013 – depositata il 10 aprile 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agrò, Relatore A. Capozzi)
UDIENZA PRELIMINARE – PRESENZA DI UNA CAUSA ESTINTIVA DEL REATO – MODIFICA DELLA QUALIFICAZIONE GIURIDICA DEL FATTO – POSSIBILITA' – ESCLUSIONE
Il giudice dell'udienza preliminare, in presenza di una causa estintiva del reato (nella specie la prescrizione), non può modificare la qualificazione giuridica dei fatti (in particolare, da corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio a corruzione per atti di ufficio).
Testo Completo: Sentenza n. 16386 udienza del 29 gennaio 2013 – depositata il 10 aprile 2013 (Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agrò, Relatore F. Ippolito)
DELITTI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA – FAVOREGGIAMENTO PERSONALE – SUGGERIMENTO DEL SACERDOTE AD UNA PROPRIA PARROCCHIANA A NON DENUNCIARE – CONFIGURABILITA'
La VI sezione ha ritenuto integrato il delitto di favoreggiamento personale nel tentativo di un sacerdote di dissuadere una sua parrocchiana dallo sporgere denuncia per una violenza sessuale subita dalla figlia minorenne.
Testo Completo: Sentenza n. 16391 udienza del 21 marzo 2013 – depositata 10 aprile 2013
IMPUGNAZIONI – GIUDIZIO DI APPELLO – PRINCIPI ESPRESSI DALLA CORTE EDU NEL CASO DAN C/ MOLDAVIA – APPLICABILITA' – CONDIZIONI
L'applicazione nel diritto interno dei principi espressi nella sentenza della Corte Edu, III sezione, del 5 luglio 2001, nel caso Dan c/ Moldavia impone al giudice di appello di escutere la fonte testimoniale nel solo caso in cui intende giungere ad un diverso apprezzamento delle dichiarazioni rese.
Testo Completo: Sentenza n. 16566 udienza del 26 febbraio 2013 - depositata il 12 aprile 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente F. Serpico, Relatore P. Di Stefano)
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – DELITTO DI INDEBITA INDUZIONE EX ART. 319 QUATER COD PEN - DELITTO DI CONCUSSIONE – ELEMENTI DIFFERENZIALI
La VI sezione ha ritenuto che il discrimen fra le nozioni di costrizione che integra l'elemento oggettivo del delitto di concussione e di induzione, che costituisce l'elemento oggettivo del delitto di indebita induzione, vada individuato non in un connotato di natura psicologica, quale la maggiore o minore valenza coercitiva della condotta dell'agente pubblico, ma in un dato di carattere giuridico e cioè nella conformità o meno al diritto delle conseguenze minacciate.
Testo Completo: Sentenza n. 17593 udienza del 14 gennaio 2013 – depositata 17 aprile 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agrò, Relatore E. Di Salvo)
Le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto, hanno enunciato il principio secondo cui l'art. 342 cod. proc. civ., nel testo derivante dall'art. 50 della legge n. 353 del 1990 e prima delle modifiche apportate dall'art. 54 d.l. n. 83 del 2012 (conv. nella l. n. 134 del 2012), non richiede anche lo specifico avvertimento prescritto dal terzo comma dell'art. 163, n. 7, cod. proc. civ., per il quale la costituzione del convenuto oltre i termini previsti implica le decadenze di legge nel giudizio di primo grado.
Sentenza n. 9407 del 18 aprile 2013(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore G. Amoroso)
FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO - ISTANZA DEL P.M. A SEGUITO DI SEGNALAZIONE DEL TRIBUNALE - AMMISSIBILITA' Le Sezioni Unite, pronunciandosi su questione di massima di particolare importanza, hanno enunciato il principio di diritto secondo cui è legittima la dichiarazione di fallimento intervenuta su istanza del pubblico ministero, inoltrata a seguito di segnalazione compiuta dal tribunale nell’ambito di procedura prefallimentare. Testo Completo: Sentenza n. 9409 del 18 aprile 2013 (Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore C. Piccininni)
Le Sezioni Unite, pronunciandosi su questione di massima di particolare importanza, hanno enunciato il principio di diritto secondo cui è legittima la dichiarazione di fallimento intervenuta su istanza del pubblico ministero, inoltrata a seguito di segnalazione compiuta dal tribunale nell'ambito di procedura prefallimentare.
Sentenza n. 9409 del 18 aprile 2013(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore C. Piccininni)
PROCESSO CIVILE - NOTIFICAZIONE A PERSONA GIURIDICA - NOTIFICA A MEZZO POSTA A CONVIVENTE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE
La notificazione a persona giuridica è validamente effettuata a mezzo posta al legale rappresentante della stessa, la cui qualità e residenza siano indicati nell'atto, in caso di consegna a mani di un familiare convivente con il destinatario, dovendo presumersi che l'atto sia giunto a conoscenza dello stesso e restando irrilevante ogni indagine sulla riconducibilità del luogo di detta consegna fra quelli indicati dall'art. 139 cod. proc. civ..
Sentenza n. 6345 del 13 marzo 2013(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore P. Stile)
LAVORO SUBORDINATO - PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - UTILIZZABILITA' DI SCRITTI ANONIMI
La sentenza si occupa, per la prima volta, della utilizzabilità degli scritti anonimi per la sollecitazione del potere disciplinare.
Sentenza n. 6501 del 14 marzo 2013(Sezione Lavoro, Presidente M. La Terza, Relatore A. Manna)
PREVIDENZA - FORME INTEGRATIVE E COMPLEMENTARI DI SICUREZZA SOCIALE - POSIZIONE INDIVIDUALE - DIRITTO ALLA PORTABILITA' E RISCATTO - CONFIGURABILITA'
La sentenza afferma la configurabilità del diritto alla portabilità e riscatto della posizione individuale anche nell'ambito dei fondi di previdenza complementare c.d. a ripartizione.
Sentenza n. 7161 del 21 marzo 2013(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore G. Bandini)
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – MODIFICHE INTRODOTTE DALLA LEGGE N. 190 DEL 2012 – DELITTO DI INDUZIONE EX ART. 319 QUATER COD. PEN. - NATURA DI REATO BILATERALE – ESCLUSIONE - CONDOTTA DEL REATO – INDICAZIONE
La VI sezione della Suprema Corte ha ritenuto che la nuova fattispecie di induzione, punita dall'art. 319 quater cod. pen., pur facendo riferimento alla condotta di due soggetti, non integra propriamente un reato bilaterale, come nel caso della corruzione, perché le due condotte del soggetto pubblico e del privato si perfezionano autonomamente; ha, altresì, precisato che l'induzione è integrata da un'attività di suggestione, di persuasione o di pressione morale, posta in essere da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio nei confronti del privato, che, avvertibile come illecita da quest'ultimo, non ne condiziona, però, gravemente la libertà di autodeterminazione, rendendo a lui possibile di non accedere alla pretesa del soggetto pubblico.
Sentenza n. 17285 dell' 11 gennaio 2013 – depositata il 15 aprile 2013 (Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore G. Conti)
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – SOLLECITAZIONE DEL PUBBLICO UFFICIALE O DELL’INCARICO DI PUBBLICO SERVIZIO A DARE O PROMETTERE DENARO - DELITTO CONFIGURABILE – INDICAZIONE
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – SOLLECITAZIONE DEL PUBBLICO UFFICIALE O DELL'INCARICO DI PUBBLICO SERVIZIO A DARE O PROMETTERE DENARO - DELITTO CONFIGURABILE – INDICAZIONE
La VI sezione ha ritenuto che la sollecitazione del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio rivolta al privato a dare o promettere denaro o altra utilità, pure se espressa con la prospettazione di evitare un pregiudizio derivante dall'applicazione della legge, mediante un atto contrario ai doveri di ufficio integra, nel caso sia rifiutata, il delitto di istigazione alla corruzione punito dall'art. 322 cod. pen., o, se accolta, quello di corruzione punito dall'art. 319 cod. pen.; la sollecitazione a dare o promettere il denaro integra, invece, il delitto induzione, punito dall'art. 319 ter cod. pen. quando sia preceduta o accompagnata da uno o più atti che costituiscono estrinsecazione del concreto abuso della qualità o del potere dell'agente pubblico.
Sentenza n. 16154 ud. 11 gennaio 2013 – deposito 8 aprile 2013 (Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore D. Carcano)
GIUDIZIO PER IL RICONOSCIMENTO DELL’INDENNIZZO EX LEGE N. 89 DEL 2001 - CONCEDIBILITÀ DI NUOVO TERMINE PER LA NOTIFICA DEL RICORSO E DEL PEDISSEQUO DECRETO - QUESTIONE DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA.
GIUDIZIO PER IL RICONOSCIMENTO DELL'INDENNIZZO EX LEGE N. 89 DEL 2001 - CONCEDIBILITÀ DI NUOVO TERMINE PER LA NOTIFICA DEL RICORSO E DEL PEDISSEQUO DECRETO - QUESTIONE DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA.
La Sezione Seconda civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della risoluzione della questione, ritenuta di massima di particolare importanza, concernente la possibilità di concedere un nuovo termine per la notificazione del ricorso per equo indennizzo ai sensi della legge n. 89 del 2001, ove il ricorrente non vi abbia provveduto nel termine originariamente assegnatogli con il decreto di fissazione dell'udienza camerale, pure da notificare nel medesimo termine alla controparte, e ciò sia nel caso in cui si prescinda dalla comunicazione, o meno, di detto decreto, sia nel caso in cui lo stesso decreto non sia stato comunicato o lo sia stato irritualmente.
Sentenza n. 1490 del 22 gennaio 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Scrima)
GIUDIZIO – DIBATTIMENTO – RICONOSCIMENTO DELLA RIDUZIONE DEL RITO ABBREVIATO – UTILIZZAZIONE DELLE PROVE ASSUNTE NEL CONTRADDITTORIO – LEGITTIMITA’
GIUDIZIO – DIBATTIMENTO – RICONOSCIMENTO DELLA RIDUZIONE DEL RITO ABBREVIATO – UTILIZZAZIONE DELLE PROVE ASSUNTE NEL CONTRADDITTORIO – LEGITTIMITA'
La VI sezione della Corte ha ritenuto che è legittima l'utilizzazione delle prove assunte nel giudizio ordinario, nel rispetto del principio del contraddittorio, nel caso in cui il giudice di primo grado o di appello, all'esito del dibattimento, riconosca all'imputato il diritto ad ottenere la riduzione della pena per essere stato dal Gup erroneamente dichiarata inammissibile la richiesta di abbreviato.
Sentenza n. 14454 del 15 marzo 2013 – depositata il 27 marzo 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente S. Agrò, Relatore E. Aprile)
PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - CASSE DI MUTUALITÀ E FONDI PREVIDENZIALI - FONDI SPECIALI DI PREVIDENZA -
FONDO VOLO - NORMA DI INTERPRETAZIONE AUTENTICA - INTERPRETAZIONE - AMBITO DI APPLICAZIONE - COEFFICIENTI DI CAPITALIZZAZIONE - INDIVIDUAZIONE - QUESTIONE DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA
La Sezione lavoro ha rimesso nuovamente al Primo Presidente, per l'eventuale assegnazione alle S.U., la questione concernente l'ambito di applicabilità dell'art. 2, comma 503, legge n. 244 del 2007 e, in ispecie, se la disposizione si riferisca anche ai coefficienti di capitalizzazione approvati dal Comitato di vigilanza del Fondo volo con deliberazione dell'8 marzo 1988 (per i trattamenti pensionistici con decorrenza dall'1.1.1980) ovvero solo ai coefficienti di capitalizzazione della quota di pensione spettante agli iscritti al Fondo approvati dal Consiglio di Amministrazione dell'INPS con deliberazione n. 302 del 4 agosto 2005, nonché, in quest'ultima evenienza, se i "coefficienti di capitalizzazione in uso" di cui all'art. 34 della legge n. 859 del 1965 siano quelli previsti per il calcolo della riserva matematica di cui alla legge n. 1338 del 1962, art. 13, comma 6, ovvero quelli previsti delle tabelle allegate al R.D. 9 ottobre 1922, n. 1403, recante le tariffe per la costituzione delle rendite vitalizie immediate e differite
Ordinanza interlocutoria n. 1847 del 28 gennaio 2013
(Quarta Sezione Lavoro, Presidente F. Miani Canevari, Relatore G. Amoroso)
PROCREAZIONE E INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA - DIRITTO DI OBIEZIONE DI COSCIENZA DEL MEDICO
– LIMITI – ATTIVITA' DIVERSA DA QUELLA DIRETTA ALL'INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA – RIFIUTO – REATO DI OMISSIONE DI ATTI DI UFFICIO – CONFIGURABILITA'
La Corte ha affermato che, in tema di interruzione volontaria di gravidanza, il diritto di obiezione di coscienza del medico è tutelato entro lo stretto limite delle attività dirette a causare l'aborto e che, quindi, integra il reato di omissione di atti di ufficio il rifiuto del sanitario di prestare assistenza nelle fasi 'conseguenti' all'intervento. (Fattispecie relativa a mancata assistenza successiva ad aborto indotto per via farmacologica).
Sentenza n. 14979 del 27 novembre 2012 - depositata il 2 aprile 2013
SENTENZA - MANCANZA DI FIRMA DA PARTE DEL PRESIDENTE NON GIUSTIFICATA - NULLITA' RELATIVA - SUSSISTENZA - CONSEGUENZE PROCESSUALI
Le Sezioni Unite hanno affermato che la mancata sottoscrizione della sentenza d'appello da parte del presidente del collegio configura una nullità relativa che comporta l'annullamento senza rinvio da parte della Corte di Cassazione e la restituzione degli atti affinchè si provveda alla sanatoria mediante redazione della sentenza. In tal caso il processo deve regredire nella fase del grado di appello successiva alla deliberazione ed il collegio deve redigere nuova sentenza, che, sottoscritta dal presidente e dall'estensore, va nuovamente depositata, sicchè dalla notificazione e comunicazione dell'avviso di deposito ridecorrono i termini di impugnazione ex art. 585 cod. proc. pen..
Sentenza n. 14978 del 20 dicembre 2012 - depositata il 29 marzo 2013
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Fiale)
PROCEDIMENTO CIVILE - RICHIESTA DI INFORMAZIONI ALLA P.A. EX ART. 213 C.P.C. - UTILIZZABILITA' PER ACQUISIRE DOCUMENTI CUI LE PARTI HANNO DIRITTO DI ACCEDERE
ESCLUSIONE - CONSEGUENZE - RAPPORTI DI SINISTRI STRADALI REDATTI DALLE FORZE DI POLIZIA - ACQUISIBILITA' AI SENSI DELLA SUDDETTA NORMA - ESCLUSIONE
Con una importante decisione (la prima espressamente pronunciata sul punto), la Corte di cassazione ha stabilito che l'art. 213 cod. proc. civ., il quale consente al giudice di richiedere atti ed informazioni alla pubblica amministrazione, non può essere utilizzato come uno strumento per sollevare le parti dall'onere probatorio su di esse incombente e che, pertanto, le parti stesse non possono sollecitare l'esercizio, da parte del giudice, di tale potere officioso per acquisire documenti che potevano ottenere direttamente dall'amministrazione. Da questo principio generale, si fa discendere l'importante corollario che, nel caso di controversie risarcitorie scaturenti da sinistri stradali, le parti non possono pretendere che sia il giudice a disporre l'acquisizione d'ufficio, ai sensi della menzionata disposizione, del rapporto eventualmente redatto in occasione del sinistro dalle forze di polizia, giacché tale documento può essere direttamente acquisito dalle parti, giusta l'espressa previsione in tal senso dell'art. 11 cod. strad..
Sentenza n. 6101 del 12 marzo 2013
(Sezione Terza Civile, Presidente M. Finocchiaro, Relatore G. Carleo)