Source: https://giulio-cesare.it/la-scissione/
Timestamp: 2019-12-08 03:57:08+00:00
Document Index: 57757938

Matched Legal Cases: ['Cass. Sez. ', 'art. 2506', 'art. 2506', 'art. 2506', 'art. 2506', 'art. 2506', 'art. 2505', 'art. 2415', 'art. 2503', 'art. 2502', 'art. 2252', 'art. 2252', 'art. 1367', 'art. 2504', 'art. 2502', 'art. 2506', 'art. 2502', 'art. 34', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art.2506', 'art. 2506', 'art.2506', 'art. 2506']

La scissione societaria - Giulio Cesare
Dicembre 5, 2019 by gc Lascia un commento
la scissione rappresenta una vicenda evolutiva delle società coinvolte che non comporta trasferimenti di ricchezza tra soci.
La causa della scissione è essenzialmente riorganizzativa delle strutture societarie preesistenti, garantendo ai soci della scissa la piena conservazione del valore effettivo della loro partecipazione.
“Invero le scissioni, totali o parziali, proprie o improprie, proporzionali o non proporzionali, sono sempre configurabili come negozi che hanno quale oggetto i soggetti società coinvolti, i cui assetti vengono ridefiniti, e non anche i loro patrimoni; risolvendosi in vicende meramente evolutive e modificative degli stessi soggetti, che conservano la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo” (confr. Cass. Sez. Un. 8 febbraio 2006, n. 2637).
La tipicità della scissione poggia sull’assegnazione ai soci della scissa di partecipazioni nelle società beneficiarie a fronte del trasferimento ad esse di elementi patrimoniali della scissa stessa.
La garanzia della neutralità economica dell’operazione per il socio è garantita dal RAPPORTO DI CAMBIO (elemento del progetto di scissione).
Parti del procedimento di scissione richieste nell’esclusivo interesse dei soci sono: situazioni patrimoniali, relazioni degli amministratori, relazioni egli esperti.
Vi sono poi casi nei quali l’assegnazione delle partecipazioni non è necessaria (e, conseguentemente non vi è da calcolare alcun rapporto di cambio) come, ad esempio :
la scissione parziale a favore di controllante totalitaria;
la scissione proporzionale in cui scissa e beneficiaria preesistente siano partecipate dagli stessi soci nelle medesime proporzioni;
ovvero quando scissa e beneficiaria/e siano partecipate dal medesimo unico socio.
In questi casi l’assegnazione di partecipazioni è inutile in quanto la scissione produce i suoi effetti sulla posizione patrimoniale dei soci attraverso la diminuzione del valore patrimoniale della partecipazione nella scissa (causata dallo scorporo di elementi patrimoniali di quest’ultima) e il corrispondente incremento del valore patrimoniale della partecipazione nella beneficiaria: la neutralità dal punto di vista economico per il socio è in re ipsa.
FASI della scissione:
PROGETTO DI SCISSIONE: redatto dagli organi amministrativi delle società coinvolte. E’ depositato ed iscritto nei Registri delle Imprese competenti (ove hanno sede le società partecipanti).
APPROVAZIONE DEL PROGETTO DI SCISSIONE: nell’ipotesi tipica è approvato dalle assemblee dei soci di ciascuna delle società partecipanti.
ATTO DI SCISSIONE: è stipulato dagli amministratori delle società partecipanti.
Gli effetti giuridici che si conseguono con la scissione sono:
− l’assegnazione a una o più società beneficiarie di una o più parti del patrimonio della scissa e
− l’assegnazione ai soci della scissa delle partecipazioni rappresentative del capitale sociale di ciascuna società beneficiaria.
Si verifica dunque il frazionamento dell’originaria organizzazione sociale in enti diversi in conseguenza di un negozio giuridico che incide sul contratto di società e produce effetti sia sulla posizione dei soci sia sul patrimonio della società.
La scissione è detta totale quando comporta l’estinzione senza liquidazione della società scissa che assegna il suo intero patrimonio alle società beneficiarie. La scissione sarà invece parziale, quando oggetto di assegnazione è solo una parte del patrimonio della scissa la quale continua la propria attività con una mutata struttura organizzativa.
la scissione non proporzionale è disciplinata dal secondo periodo del comma 4 dell’art. 2506 bis c.c., e si concretizza ogni qualvolta il progetto di scissione preveda una assegnazione ai soci in misura non proporzionale, senza che tale disparità di trattamento sia interamente compensata con conguagli in denaro.
In sede di approvazione del progetto di scissione “non proporzionale” i soci dissenzienti hanno il diritto di far acquistare le proprie quote o azioni ai soggetti indicati obbligatoriamente dal progetto medesimo per un corrispettivo determinato in base ai criteri dettati per il recesso.
Dunque, il mancato consenso degli interessati fa solo scattare il diritto di vendita, ma non blocca l’operazione.
La disposizione appare pertanto eccezionale e dunque insuscettibile di applicazione analogica, una previsione in questa direzione del progetto di scissione potrebbe allora essere ammissibile solo nel senso di concedere tale facoltà al socio previo suo consenso all’operazione
PRINCIPIO: è possibile mutare anche le partecipazioni nella scissa a fronte di una assegnazione non proporzionale o di una mancata assegnazione nelle beneficiarie. Il mutamento o variazione in parola è solo nominale o percentuale, non effettivo nel suo complesso: il valore economico della partecipazione di ciascun socio risponde al principio generale sul quale si basano i procedimenti di fusione e scissione ovvero quello di “neutralità” dell’operazione in termini di trasferimento di ricchezza tra i soci
La possibilità di alterare, sia in aumento che in diminuzione, le partecipazioni nella società che si scinde può perfino provocare la disgregazione della compagine sociale: si distribuiscono in diverse società i soci della società scissa, pur conservando l’organismo imprenditoriale esistente (ovvero la medesima società che si scinde).
L’art. 2506 prevede, infatti, al comma 2°, la possibilità che «ad alcuni soci non vengano distribuite azioni o quote di una delle società beneficiarie della scissione, ma azioni o quote della società scissa».
La scissione asimmetrica propriamente detta allora, secondo il dettato del secondo comma dell’art. 2506 c.c., è una scissione parziale (non sarebbe ovviamente possibile in caso di scissione totale procedere all’assegnazione di azioni o quote della società scissa) che non prevede assegnazione ad alcuni soci della scissa di partecipazioni in alcuna delle beneficiarie, ma assegnazione ai medesimi di azioni o quote della scissa.
Invero, il dato essenziale, che è diretta conseguenza del principio di neutralità economica, è l’incremento percentuale della partecipazione nella scissa dei soci non assegnatari di partecipazioni nelle società beneficiarie (preesistenti o di nuova costituzione).
L’assegnazione di azioni o quote, si è correttamente rilevato, non può considerarsi un elemento costitutivo della fattispecie, esso è solo una modalità attraverso cui raggiungere il risultato del riequilibrio delle posizioni tra i soci, risultato raggiungibile anche con una riduzione del capitale della scissa che incida non proporzionalmente su tutte le partecipazioni, ma solo su quelle (che saranno annullate) dei soci che hanno ricevuto le partecipazioni nelle beneficiarie.
La salvaguardia del valore patrimoniale delle partecipazioni dei soci nella scissione non proporzionale, e dunque della sua neutralità, anche in questa forma estrema di non proporzionalità, è, a prescindere dal metodo adottato, rimessa interamente alla determinazione del rapporto di cambio, anzi dei rapporti di cambio che intervengono in questo caso tra le partecipazioni nella scissa e quelle nelle società beneficiarie e tra quelle nella scissa ante scissione e quelle nella scissa post scissione.
La dottrina ha faticato a trovare una giustificazione al diverso trattamento riservato dal legislatore alla scissione asimmetrica rispetto alle altre ipotesi di scissione non proporzionale, in cui la tutela uti singulus del socio è rimessa al diritto di exit regolato dall’art. 2506-bis, comma 4, e non al suo consenso all’operazione.
MASSIME ED ORIENTAMENTI IN TEMA DI SCISSIONE
COMMISSIONE SOCIETA’ DEL CONSIGLIO NOTARILE DI MILANO:
Consiglio Notarile di Milano, Massima 22, in Le massime del Consiglio Notarile di Milano, 2 ed. agg. 19 novembre 2004, Milano, 2005 per la quale «in analogia a quanto disposto dallo stesso art. 2506-ter, comma 3, (e dall’art. 2505, comma 1, in tema di fusione di società interamente possedute), la relazione degli esperti deve altresì ritenersi superflua allorchè la scissione non possa in alcun modo comportare una variazione del valore delle partecipazioni possedute dai soci delle società partecipanti all’operazione; il che si verifica almeno nelle seguenti situazioni: (a) scissione parziale a favore di beneficiaria preesistente, la quale possiede l’intero capitale della scissa oppure è interamente posseduta dalla scissa; (b) scissione totale a favore di sue beneficiarie preesistenti, entrambe interamente possedute dalla scissa; (c) scissione totale a favore di due società preesistenti, le quali possiedono l’intero capitale della scissa, allorché le beneficiarie siano interamente possedute da un medesimo soggetto o da più soggetti, secondo le medesime percentuali ed i medesimi diritti; (d) scissione parziale a favore di una beneficiaria preesistente interamente posseduta dalla medesima società che possiede interamente anche la scissa (ovvero allorché sia la scissa che la beneficiaria siano partecipate dagli stessi soggetti, secondo le medesime percentuali ed i medesimi diritti)»
ORIENTAMENTI SOCIETARI TRIVENETO
Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie:
L.A.1 – (DELIBERA DI FUSIONE O SCISSIONE PRIMA DELL’ISCRIZIONE DEL PROGETTO – 1° pubbl. 9/04)
Con il consenso unanime dei soci è possibile deliberare una fusione o una scissione anche prima dell’iscrizione del relativo progetto nel registro delle imprese, purché detto progetto sia stato depositato. In detta ipotesi è però necessario allegare alla delibera il testo integrale del progetto al fine di evitare che il momento di conoscibilità della prima possa essere anteriore a quello di conoscibilità del secondo.L.A.2 – (LIMITE TEMPORALE DI ADOTTABILITÀ DELLA DELIBERA RISPETTO AL DEPOSITO DEL PROGETTO – 1° pubbl. 9/04)
Il limite massimo fra il deposito per l’iscrizione del progetto di fusione e la delibera assembleare di approvazione del progetto può stabilirsi in sei mesi.L.A.3 – (DEPOSITO DI DOCUMENTI EX ART. 2502 BIS C.C. – 1° pubbl. 9/04)
L.A.4 – (SUSSISTENZA DEI REQUISITI PER LE FUSIONI SEMPLIFICATE – 1° pubbl. 9/04 – motivato 9/11)
L.A.5 – (FUSIONE INVERSA SEMPLIFICATA – 1° pubbl. 9/04 – motivato 9/11)
L.A.6 – (ESONERO DALLA RELAZIONE DELL’ESPERTO NELLA SCISSIONE – 1° pubbl. 9/04)
L.A.7 – (FUSIONE DI SOCIETÀ DI PERSONE IN SOCIETÀ DI CAPITALI E RELAZIONE DI STIMA EX ART. 2343 C.C. – 1° pubbl. 9/04)
L.A.8 – (RIDUZIONE DEI TERMINI NELLE SCISSIONI IN CUI NON PARTECIPANO SPA, SAPA O COOP. PER AZIONI – 1° pubbl. 9/04 – motivato 9/11)
L.A.9 – (RECESSO IN CASO DI FUSIONE O SCISSIONE DI S.P.A. – 1° pubbl. 9/05)
L.A.10 – (AVVISO AGLI OBLIGAZIONISTI CONVERTIBILI IN CASO DI FUSIONE O SCISSIONE DI S.P.A. – 1° pubbl. 9/05)
L.A.11 – (SORTE DELLE OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI IN CASO DI FUSIONE O SCISSIONE TRA S.P.A. – 1° pubbl. 9/05 – motivato 9/11)
Salvo che gli obbligazionisti non abbiano autorizzato la modifica degli originari periodi di conversione con deliberazione presa ai sensi dell’art. 2415 c.c., in caso di fusione o di scissione tra spa la facoltà di conversione anticipata riconosciuta agli obbligazionisti convertibili ai sensi dell’art. 2503 bis, comma 2, c.c., si aggiunge e non si sostituisce agli altri periodi di conversione originariamente previsti per il prestito. Consegue la necessità di prevedere – già nel progetto di fusione o di scissione – un aumento di capitale a servizio del prestito obbligazionario convertibile da parte della spa che subentrerà nella titolarità del prestito.
L.A.12 – (EQUIVALENZA DEI DIRITTI DEGLI OBBLIGAZIONISTI CONVERTIBILI IN CASO DI FUSIONE O SCISSIONE DI S.P.A. – 1° pubbl. 9/05 ??\” motivato 9/11)
L.A.13 – (INTERPRETAZIONE DELL’ART. 2501 SEXIES, COMMA 7, C.C. – 1° pubb. 9/06)
L.A.14 – (RIUNIONE IN UN UNICO PROGETTO DI PIÙ OPERAZIONI DI FUSIONE E SCISSIONE TRA LORO COLLEGATE – 1° pubb. 9/06)
L.A.15 – (APPLICABILITÀ DELLE NORME DETTATE IN MATERIA DI TRASFERIMENTO DI IMMOBILI ALLE FUSIONI O SCISSIONI DI SOCIETÀ – 1° ediz. 9/06)
– non è dovuta alcuna garanzia per evizione;
– non sono esercitabili le prelazioni legali: agraria, urbana, storico-artistica;
– non vi è alcun obbligo di trascrizione nei registri immobiliari;
– non trovano applicazione le norme urbanistiche circa la commerciabilità degli immobili: dichiarazioni o allegazioni ex lege 47/85 e successive modifiche e integrazioni.
L.A.16 – (FORMA DELLA DECISIONE DI FUSIONE O SCISSIONE IN SOCIETÀ DI PERSONE – 1° pubbl. 9/06)
L.A.17 – (FORMA DELLA DECISIONE DI FUSIONE O SCISSIONE DI SOCIETÀ DI PERSONE IN SOCIETÀ DI CAPITALI – 1° pubbl. 9/06)
L.A.18 – (COMPETENZA ALLA REDAZIONE E DEPOSITO DEL PROGETTO DI FUSIONE/SCISSIONE E DEI DOCUMENTI INERENTI NELLE SOCIETÀ DI PERSONE – 1° pubbl. 9/06)
L.A.19 – (NON APPLICABILITÀ DELL’ART. 2502, SECONDO PERIODO, C.C. ALLE SOCIETÀ COSTITUITE PRIMA DELLA SUA ENTRATA IN VIGORE – 1° pubbl. 9/06)
L.A.20 – (CONTENUTO MINIMO DELLA CLAUSOLA CHE RENDA INAPPLICABILE LA FUSIONE A MAGGIORANZA DI CUI AL SECONDO PERIODO DELL’ART. 2502 C.C. – 1° pubbl. 9/06)
La decisione di fusione di una società di persone, pur rientrando nell’ampio genus delle decisioni di modifica del contratto sociale, è specificamente disciplinata per le società costituite dopo l’entrata in vigore della riforma del diritto societario dal secondo periodo dell’art. 2502 c.c., che, in deroga al principio dell’unanimità genericamente previsto dall’art. 2252 c.c., ne consente l’adozione a maggioranza, salvo diversa disposizione del contratto sociale.
La diversa disposizione del contratto sociale sufficiente a ripristinare la regola dell’unanimità può anche essere formulata con l’introduzione di clausole generiche del tipo: “Le modificazioni del contratto sociale debbono essere adottate all’unanimità”, ovvero: “Per le modificazioni del contratto sociale si applica l’art. 2252 c.c.”; in tali ipotesi infatti è necessario interpretare le dette clausole, apparentemente inutili perché riproduttive di principi di legge, in conformità al disposto di cui all’art. 1367 c.c., nel senso cioè in cui possano avere un qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno.
L.A.21 – (AMMISSIBILITÀ DELLA FUSIONE “PROPRIA” A FAVORE DI UNA SOCIETÀ DI PERSONE DI NUOVA COSTITUZIONE CON UNICO SOCIO – 1° pubbl. 9/06 – motivato 9/11)
Si ritiene ammissibile la fusione (“propria” o “in senso stretto”) in una società di persone di nuova costituzione con un unico socio, in quanto la società beneficiaria, nel procedimento di fusione “in senso stretto”, nasce secondo una genesi affatto diversa dall’ordinario atto costitutivo.
Infatti, in base all’art. 2504 bis, comma 1, c.c., nel testo novellato dal D.Lgs. 6/2003, la fusione tra società non comporta l’estinzione di un soggetto e la correlativa creazione di un diverso soggetto, ma si risolve in una vicenda meramente evolutiva e modificativa dello stesso soggetto, che conserva la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo (così Cass., sez. un. 8 febbraio 2006, n. 2637).
L.A.22 – (AMMISSIBILITÀ DELLA SCISSIONE A FAVORE DI SOCIETÀ DI PERSONE DI NUOVA COSTITUZIONE CON UNICO SOCIO – 1° pubbl. 9/06 – motivato 9/11)
Si ritiene ammissibile la scissione a favore di una o più società di persone, anche se di nuova costituzione, con un unico socio, in quanto la società beneficiaria, nel procedimento di scissione, nasce secondo una genesi affatto diversa dall’ordinario atto costitutivo.
Infatti, la scissione di società non comporta l’estinzione di un soggetto e la correlativa creazione di un diverso soggetto, ma si risolve in una vicenda meramente evolutiva e modificativa dello stesso soggetto, che conserva la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo.
L.A.23 – (DECISIONE DI FUSIONE O SCISSIONE DI SOCIETÀ DI PERSONE A MAGGIORANZA E ADOZIONE DI UN NUOVO STATUTO – 1° pubbl. 9/06)
In mancanza di espressa diversa previsione del contratto sociale, si deve ritenere che il secondo periodo dell’art. 2502 c.c. (richiamato dall’art. 2506 ter c.c. per la scissione), nella parte in cui prevede l’approvazione del progetto di fusione (o scissione) a maggioranza delle società di persone, consenta l’approvazione con la medesima maggioranza del testo dello statuto o dei patti sociali della o delle società risultanti anche in quelle parti che non risultano strettamente necessarie con la fusione (o scissione). Si pensi all’introduzione di particolari maggioranze, o all’adozione di particolari sistemi di governance, o a clausole di prelazione, o di limitazione alla circolazione delle partecipazioni, o alla previsione di ipotesi facoltative di recesso o esclusione, ecc.).
Restano comunque salve le disposizioni dettate da norme speciali in deroga al principio di cui al secondo periodo dell’art. 2502 c.c. (si pensi all’art. 34 del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 nella parte in cui prevede che l’introduzione o la soppressione di clausole compromissorie debba essere approvata dai soci che rappresentino almeno i 2/3 del capitale sociale).
L.A.24 – (APPLICABILITÀ DELL’ART. 2500 SEXIES C.C. ALLE FUSIONI E SCISSIONI A FAVORE DI SOCIETÀ DI PERSONE – 1° pubbl. 9/06)
Si ritiene che il dettato dell’art. 2500 sexies, comma 1, c.c., nella parte in cui richiede il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata con la trasformazione, debba essere esteso anche alle operazioni di fusione o di scissione che determinano un mutamento del tipo societario (totale nella fusione e nella scissione estintiva, parziale nella scissione non estintiva) da società di capitali in società di persone.
Infatti l’assunzione della qualifica di socio illimitatamente responsabile nella società di persone risultante o beneficiaria della fusione/scissione determina la necessità di raccogliere il consenso del socio medesimo ai sensi dell’art. 2500 sexies, comma 1, c.c., applicabile anche alle fusioni/scissioni che determinano un mutamento del tipo societario.
L.A.25 – (FUSIONE PER INCORPORAZIONE IN S.R.L. CON PARTECIPAZIONI PRIVE DI VALORE NOMINALE E OBBLIGO DI AUMENTO DI CAPITALE AL SERVIZIO DEL CONCAMBIO – 1° pubbl. 9/07 – motivato 9/11)
L.A.26 – (SCISSIONE CON BENEFICIARIA S.R.L. PREESISTENTE AVENTE PARTECIPAZIONI PRIVE DI VALORE NOMINALE E OBBLIGO DI AUMENTO DI CAPITALE AL SERVIZIO DEL CONCAMBIO – 1° pubbl. 9/07 – motivato 9/11)
L.A.27 – (MOMENTO DELLA NOMINA DEI COMPONENTI GLI ORGANI SOCIALI DELLE SOCIETÀ DI NUOVA COSTITUZIONE NELLE FUSIONI O SCISSIONI – 1° pubbl. 9/07)
L.A.28 – (DIRITTI DEI PORTATORI DI STRUMENTI FINANZIARI NEI CASI DI FUSIONE O SCISSIONE – 1° pubbl. 9/08)
L.A.29 – (CONSENSO DEI SOCI TITOLARI DI PARTICOLARI DIRITTI EX ART. 2468, COMMA 3, C.C. NEI CASI DI FUSIONE O SCISSIONE – 1° pubbl. 9/08)
L.A.30 – (IMPOSSIBILITÀ DI ATTUARE UNA FUSIONE PROPRIA, O UNA SCISSIONE CON BENEFICIARIA DI NUOVA COSTITUZIONE, PREVEDENDO L’INGRESSO DI NUOVI SOCI IN SEDE DI COSTITUZIONE DELLA NUOVA SOCIETÀ – 1° pubbl. 9/08)
L.A.31 – (ENTITÀ MINIMA DEL CAPITALE SOCIALE DELLA O DELLE SOCIETÀ RISULTANTI DA UNA FUSIONE O DA UNA SCISSIONE – 1° pubbl. 9/08)
L.A.32 – (CONGUAGLI IN DENARO – 1° pubbl. 9/08)
In altre parole il disinvestimento parziale che consegue alla percezione di un conguaglio in denaro (il cui onere – nell’ipotesi tipica – grava sulle società e non sui soci), deve avvenire in una forma tipica, ovvero, se in forma atipica, con l’enunciazione di una causa lecita.
L.A.33 – (SCISSIONE CON ATTRIBUZIONE ALLA BENEFICIARIA DI DIRITTI REALI PARZIALI DERIVATI DA UN DIRITTO DI PIENA PROPRIETA’ SUSSISTENTE NEL PATRIMONIO DELLA SCISSA – 1° pubbl. 9/13 – motivato 9/13)
L.D.1 – (ESSENZIALITÀ DELLA SUSSISTENZA FORMALE DI UN RAPPORTO DI CAMBIO CONGRUO E DEROGHE AI PROCEDIMENTI DI FUSIONE O SCISSIONE – 1° pubbl. 9/08) Le eventuali deroghe ai procedimenti di fusione e scissione (ad esempio: rinuncia alle situazioni patrimoniali, alle relazioni degli amministratori e/o degli esperti) non possono essere formalmente giustificate dalla volontà di porre in essere un rapporto di cambio non congruo.
L.D.2 – (LEGITTIMITÀ DELL’ADOZIONE DI UNA DECISIONE DI FUSIONE O SCISSIONE IN PRESENZA DI UN RAPPORTO DI CAMBIO REPUTATO NON CONGRUO DAGLI ESPERTI – 1° pubbl. 9/08)
L.D.3 – (ART. 2505 QUATER C.C. E DEROGHE ALL’ART. 2501 SEXIES C.C. NELLE FUSIONI DI SOCIETÀ AZIONARIE – 1° pubbl. 9/08)
Per motivi di semplificazione redazionale non ha tuttavia dettato due corpi di norme autonomi, uno riferibile alle società azionarie ed uno agli altri tipi, ma ha previsto nelle singole disposizioni (contenute negli articoli dal 2501 al 2506 quater c.c.) la sola disciplina propria delle società azionarie (di ispirazione comunitaria – III Direttiva), comprimendo poi in un unico articolo (il 2505 quater c.c.) tutte le modifiche a tale disciplina riferibili alle società non azionarie.
L.D.4 – (DEROGABILITÀ A PARTE DEI PROCEDIMENTI DI FUSIONE O SCISSIONE NELLE SOCIETÀ CON CAPITALE NON RAPPRESENTATO DA AZIONI – 1° pubbl. 9/08)
L.D.5 – (DEROGABILITÀ A PARTE DEI PROCEDIMENTI DI FUSIONE O SCISSIONE NELLE SOCIETÀ CON CAPITALE RAPPRESENTATO DA AZIONI – 1° pubbl. 9/08)
L.D.6 – (INDIVIDUAZIONE DEI POSSESSORI DI STRUMENTI FINANZIARI CHE DANNO DIRITTO DI VOTO LEGITTIMATI AD ESPRIMERE IL CONSENSO DI CUI ALL’ART. 2506TER, COMMA 4, C.C. – 1° pubbl. 9/08)
L.D.7 – (CONSENSO DEI SOCI PRIVI DEL DIRITTO DI VOTO PER MOROSITÀ ALLE DEROGHE AI PROCEDIMENTI DI FUSIONE O SCISSIONE – 1° pubbl. 9/08)
L.D.8 – (DEROGA ALLA PUBBLICAZIONE DI CUI ALL’ART. 2503BIS, COMMA 2, C.C., E APPROVAZIONE A MAGGIORANZA DELLA DELIBERA DI FUSIONE CHE COMPORTI MODIFICA DEI DIRITTI SPETTANTI AGLI OBBLIGAZIONISTI CONVERTIBILI – 1° pubbl. 9/08)
L.D.9 – (MODIFICHE AL PROGETTO DI FUSIONE APPORTABILI CON DECISIONE UNANIME DEI SOCI – 1° pubbl. 9/08)
– modificare le clausole dello statuto della società incorporante o della società risultante dalla fusione;
– modificare il rapporto di cambio, aumentando anche il capitale sociale della società risultante dalla fusione o della società incorporante;
– modificare le modalità di assegnazione delle azioni o delle quote della società risultante dalla fusione o della società incorporante;
– modificare la data dalla quale le azioni o le quote assegnande in concambio parteciperanno agli utili;
– modificare la data dalla quale le operazioni delle società partecipanti alla fusione sono imputate a bilancio della società che risulta dalla fusione o della società incorporante;
– modificare il trattamento eventualmente riservato a particolari categorie di soci;
– modificare la data di efficacia fiscale della fusione.
– diminuire il capitale sociale della società risultante dalla fusione o della società incorporante (nemmeno se ciò derivi da una modifica del rapporto di cambio);
– modificare il trattamento dei possessori di titoli diversi dalle azioni;
– modificare il trattamento eventualmente riservato agli amministratori delle società partecipanti alla fusione, salvo che tale modifica venga approvata all’unanimità da tutti gli amministratori interessati.
L.E.1 – (SCISSIONE O FUSIONE NEGATIVA – 1° pubbl. 9/08)
L.E. 2 – (SCISSIONE NON PROPORZIONALE E SCISSIONE ASIMMETRICA – 1° pubbl. 9/08)
L.E.3 – (LEGITTIMITÀ DI UNA FUSIONE INVERSA IN CUI SI ATTUINO ASSEGNAZIONI PATRIMONIALI ANALOGHE A QUELLE DI UNA SCISSIONE – 1° pubbl. 9/08)
L.E.4 – (LEGITTIMITÀ DI SCISSIONE TOTALE O PARZIALE A FAVORE DELLA O DELLE SOCIETÀ PARTECIPANTI LA SCISSA – 1° pubbl. 9/08)
L.E.5 – (DECORRENZA DEL TERMINE DI CUI ALL’ART. 2505, COMMA 3, C.C. – 1° pubbl. 9/09)
L.E.6 – (RINUNCIA ALLA FACOLTÀ DI AVOCAZIONE DI CUI ALL’ART. 2505, COMMA 3, C.C. – 1° pubbl. 9/09)
L.E.7 – (RINUNCIA AL TERMINE PREVISTO DALL’ART. 2501 TER, COMMA 4, C.C. NEL CASO DI DECISIONE DI FUSIONE RIMESSA ALL’ORGANO AMMINISTRATIVO – 1° pubbl. 9/09)
L.E.8 – (FUSIONE, SCISSIONE E RIDUZIONE VOLONTARIA DI CAPITALE SOCIALE – 1° pubbl. 9/10)
L.E.9 – (LEGITTIMITÀ DELL’EMERSIONE DI UN AVANZO O DI UN DISAVANZO DI FUSIONE O SCISSIONE – 1° pubbl. 9/10)
L.E.11 – (NON NECESSITÀ DI CONSENSO UNANIME NEL CASO DI SCISSIONE ASIMMETRICA CON FACOLTÀ DI OPZIONE PROPORZIONALE – 1° pubbl. 9/15 – motivato 9/15)
Massima n. 28, Scissione parziale – partecipazione alle società di nuova costituzione:
“È possibile la scissione parziale di una società pluripersonale a favore di più società di nuova costituzione, a ciascuna delle quali non partecipino tutti i soci della scissa, non solo nell’ipotesi normativamente prevista dall’ultimo periodo del comma 2 dell’articolo 2506 ma anche laddove lasocietà scissa rimanga composta dai medesimi soci nelle originarie quote di partecipazione, e le società di nuova costituzione siano composte ciascuna da uno dei soci della società scissa.
L’art.2506 c.c. dispone che la scissione cd. “asimmetrica” possa essere attuata, con consenso unanime, laddove ad alcuni soci della società scissa non vengano attribuite azioni o quote delle società beneficiarie della scissione bensì azioni o quote della società scissa.
La ratio di tale norma consiste nel garantire ai soci partecipanti all’operazione di scissione la possibilità di conservare sostanzialmente la proporzione di partecipazione patrimoniale e amministrativa nell’ambito dell’impresa, anche se non in tutte le società coinvolte nella scissione, realizzando di fatto una compensazione tra la mancata acquisizione di quote in una o più società beneficiarie con l’aumento della proporzione di partecipazione al capitale della scissa.
Il legislatore impone, quale condizione imprescindibile di tale operazione, il consenso unanime dei soci coinvolti nella scissione. Si vuole, invero, evitare che il singolo socio possa vedere soppresso il proprio diritto di assumere una partecipazione, anche non proporzionale, in ciascuna società risultante dalla scissione senza aver avuto la possibilità di prestare uno specifico consenso in proposito. È proprio questo l’elemento che differenzia la scissione “asimmetrica” dalla scissione “non proporzionale”, disciplinata dall’art. 2506 bis comma 4, per la quale non è richiesto il consenso unanime, bensì solo la necessità che nel progetto di scissione sia previsto e regolamentato, per i soci non assenzienti, il diritto di exit. Si può infatti distinguere la scissione non proporzionale da quella asimmetrica, in quanto nella prima vi è un rischio di “compressione” della posizione patrimoniale e amministrativa del socio, rischio bilanciato dalla possibilità di uscita dalla società in caso di dissenso; nella seconda, invece, il rischio è di vera e propria “soppressione” della posizione del socio, soppressione che può verificarsi solo con il consenso specifico del socio in questione.
Per quanto riguarda la scissione “asimmetrica” di cui all’art.2506 c.c., una lettura restrittiva della norma in esame dovrebbe portare ad escludere che questa possa attuarsi mediante l’attribuzione ai singoli soci della scissa dell’intero capitale di ciascuna beneficiaria, senza che, contestualmente, gli altri ricevano una correlativa attribuzione di quote nella scissa.
Nella fattispecie in esame, tuttavia, la descritta ratio della norma non è contraddetta laddove si verifichino entrambe le seguenti condizioni:
 i valori patrimoniali assegnati alle singole società beneficiarie siano sostanzialmente equivalenti;
 le quote di partecipazione al capitale della società scissa restino immutate.
Con riferimento alla prima condizione, innanzi tutto va detto che più che di “equivalenza” delle attribuzioni patrimoniali alle società beneficiarie, deve parlarsi di “proporzionalità” tra l’attribuzione patrimoniale e l’entità dell’originaria partecipazione nel socio nella scissa.
Si faccia l’esempio della società Alfa s.r.l., composta da tre soci (Tizio, Caio e Sempronio), il cui capitale sia diviso in quote diseguali (Tizio 50%, Caio 30%, Sempronio 20%), che si scinde parzialmente, ai sensi dell’art. 2506 c.c., a favore di tre società unipersonali: Beta s.r.l. (socio unico Tizio), Gamma s.r.l. (socio unico Caio), Delta s.r.l. (socio unico Sempronio). Per rispettare il principio anzidetto e realizzare il programma in esame, occorre che, se le entità patrimoniali di Alfa s.r.l. oggetto di trasferimento nella scissione ammontano ad euro 1.000.000,00, la Beta s.r.l. riceva risorse patrimoniali pari a euro 500.000,00, la Gamma s.r.l. euro 300.000,00, la Delta s.r.l. euro 200.000,00.
In secondo luogo, sempre con riguardo al requisito della equivalenza – proporzionalità delle attribuzioni patrimoniali, occorre chiarire che deve trattarsi di una equivalenza “soggettiva”, ossia come tale determinata dalle personali valutazioni dei soci, e non necessariamente “oggettiva”,magari rimessa alla stima giurata di un terzo esperto. In questo caso, oggetto di tutela è il reciproco interesse dei soci a non vedere soppressa ingiustamente la propria partecipazione sociale, pertanto, anche lievi sproporzioni patrimoniali, se ritenute giustificabili dai soci secondo la loro personalevalutazione, non possono ritenersi ostative dell’operazione di scissione.
Per quanto riguarda la seconda condizione, ossia il mantenimento nella scissa delle originarie proporzioni di partecipazione sociale, questa appare davvero condizione essenziale, che potrà essere realizzata, all’occorrenza, anche mediante una riduzione volontaria del capitale sociale che non pregiudichi i diritti di ciascun socio, ma che dovrà ovviamente confrontarsi con l’eventuale opposizione da parte dei creditori sociali, come per legge. La scissione asimmetrica nell’accezione testuale di cui alla norma in esame, presuppone, per contro, una fisiologica alterazione degli equilibri di partecipazione nella scissa, necessaria per compensare la mancata attribuzione ad uno o più soci di quote in una o più società beneficiarie. Nel caso in esame, invece, l’ottenimento della titolarità esclusiva del pacchetto di quote di una società beneficiaria in capo ai singoli soci della scissa, non solo giustifica la non alterazione della distribuzione patrimoniale nella scissa, ma addirittura la impone, in quanto una eventuale variazione della percentuale di partecipazione al capitale della scissa potrebbe alterare l’equilibrio patrimoniale soggettivo che si intende realizzare. In altre parole, volendo riprendere l’esempio di cui sopra, se il patrimonio residuo della scissa Alfa s.r.l., dopo l’avvenuto trasferimento alle beneficiarie, ammonta ad euro 1.000.000,00, un’eventuale variazione delle partecipazioni sociali della Alfa s.r.l. in base alla quale Tizio si ritrovi il 55% del capitale, mentre Caio il 25% e Mevio il 20%, potrebbe recare a Caio, socio che vede ridotta la sua partecipazione al capitale (e quindi altresì compressa la sua proporzionale aspettativa patrimoniale da euro 300.000,00 ad euro 250.000,00) un pregiudizio del tutto ingiustificato, per non dire illogico.
Pertanto, ferma restando l’esigenza imprescindibile del requisito dell’unanimità dei consensi, deve ritenersi che, verificandosi entrambe le circostanze sopra riportate, la scissione possa utilmente realizzarsi, senza violare alcun precetto. In presenza di attribuzioni proporzionali ed in assenza di alterazioni nelle partecipazioni originarie nella scissa, non si verifica infatti alcun arricchimento o impoverimento non giustificato della posizione patrimoniale e amministrativa dei soci partecipanti, ciò che invece avverrebbe laddove, per rispettare il tenore letterale della norma si attribuisse, ad almeno un socio, una diversa parte del capitale della società scissa.
Né può dirsi ostativo a tale ultima soluzione il dato letterale della norma, che può essere interpretata estensivamente e che non può ritenersi inderogabile, in quanto posta a tutela dell’interesse dei soci e non dei terzi.
In conclusione, deve ritenersi legittima l’operazione di scissione parziale di una società pluripersonale che venga attuata mediante la costituzione di più società unipersonali, tante quanti sono i soci della scissa e ciascuna interamente partecipata da uno dei soci della scissa, con la contestuale attribuzione alle beneficiarie di una porzione patrimoniale sostanzialmente proporzionale alla partecipazione detenuta nella scissa e la conservazione, nella scissa, delle originarie proporzioni di partecipazione al capitale. Nè le cose cambiano laddove le società beneficiarie di nuova costituzione dalle quali risultino “esclusi” taluni soci non siano tutte unipersonali, sempre che siano verificate le due condizioni di cui innanzi.“
Studio di Impresa n. 69-2009/I, La disciplina della scissione “asimmetrica”: l’ambito di applicazione e l’interferenza del consenso individuale sul procedimento deliberativo, in CNN Notizie del 13 maggio 2009: «[…] Si ritiene pertanto che il consenso individuale, non all’approvazione del progetto di scissione, perché tale non è il suo oggetto, ma alla distribuzione di partecipazioni nella scissa in cambio della mancata (totale o parziale) assegnazione di partecipazioni in una o più beneficiarie, possa essere prestato, oltre che in adunanza, anche in via preventiva o successiva, purché entro il termine previsto dalla legge per l’iscrizione della deliberazione di approvazione del progetto di scissione, alla stregua di quanto previsto o sostenuto con riferimento alle altre ipotesi di consenso individuale sopra rievocate.
In mancanza del consenso anche di un solo socio entro il termine sopra richiamato la deliberazione di approvazione del progetto di scissione resterà definitivamente inefficace e non potrà essere iscritta […]».
Di diverso avviso il Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie, Massima n. L.E.10, Individuazione dei soci che devono prestare il proprio consenso ad una scissione asimmetrica, 1° pubbl. 9/15 – motivato 9/15, sopra riportata.
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