Source: http://scuola-pubblica.blogspot.it/2015/
Timestamp: 2017-05-26 00:02:35+00:00
Document Index: 21262309

Matched Legal Cases: ['art 17', 'art 17', 'art.21', 'art.21', 'art.21', 'art. 1', 'art. 40', 'art. 40', 'art.7', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 12']

Scuola pubblica: 2015
DOCENTI, ATA, STUDENTI, GENITORI, DIRIGENTI SCOLASTICI - NORMATIVA SCOLASTICA assistente amministrativo - assistente tecnico - coll. Scol. tecnico aiutante cuoco - coll. Scol. tecnico guardarobiere - collaboratore scolastico - cuoco - direttore S.G.A. - docente diplomato scuola sec. superiore - docente laureato scuola/ist. sec. superiore - docente scuola sec. di primo grado - infermiere - insegnante scuola primaria - insegnante scuola dell'infanzia - personale educativo convitti/educandati giovedì 24 dicembre 2015
Alcuni importanti chiarimenti sulle
assenze per malattia del personale della scuola.
Il dipendente ha l’obbligo di avvertire la scuola della sua
assenza non oltre l’inizio dell’orario di lavoro
l’art 17/10 del CCNL/2007 tuttora in vigore è molto chiaro sull'argomento:
“L’assenza per malattia, salva l’ipotesi di comprovato
impedimento, deve essere comunicata
all’istituto scolastico o educativo in cui il dipendente presta servizio, tempestivamente
e comunque non oltre l’inizio dell’orario di lavoro del giorno in cui essa si
verifica, anche
nel caso di eventuale prosecuzione di tale assenza”.
rimane confermato e quindi vi è ancora l’obbligo per tutto il personale della
scuola assunto a tempo indeterminato e determinato di comunicare
“tempestivamente”, quindi per le vie brevi (tramite telefono o al massimo via
fax o telegramma), e “non oltre l’inizio dell’orario di lavoro” l’assenza per
precisare che per “orario di lavoro” si intende l’orario di apertura della
scuola e non quello di servizio del personale.
Es. Docente che
il giorno in cui informa la scuola dell’assenza per malattia inizia la sua
giornata lavorativa dalla “seconda ora” in poi: il docente ha comunque
l’obbligo di comunicare l’assenza entro l’orario di apertura della scuola e in
ogni caso prima che in quel giorno inizino le lezioni.
Tale obbligo di comunicazione, indipendentemente dall’orario di
servizio del dipendente e dalle modalità di invio poi della certificazione
medica, rientra nel dovere di diligenza sancito dalla Corte di Cassazione in data 14/5/97: in questo caso il dovere del personale
è quello di comunicare tempestivamente l’assenza in modo da permettere alla
scuola di provvedere alla sostituzione.
Ora, dal momento
che con l’invio telematico del certificato la comunicazione della malattia e
della sua durata dovrebbe avvenire in “tempo reale”, sembra decadere l’obbligo
da parte del dipendente di comunicare tempestivamente a scuola anche la durata
Alla base però
vi è sempre un interesse pubblico da rispettare (garantire all’utenza
l’espletamento di un servizio), pertanto il dipendente (soprattutto se docente)
che si assenta dovrebbe fin da subito mettere la scuola nelle condizioni di
attuare le modalità più opportune di sostituzione, e ciò può avvenire nel
migliore dei modi solo se la scuola conosce prima dell’inizio delle attività
previste per quel giorno il numero dei giorni di assenza del dipendente (è in
base a questo che la scuola deciderà se utilizzare personale interno, nominare
un supplente ecc.).
pertanto, nel momento in cui avvertirà la scuola per le vie brevi dovrà in
quell’occasione comunicare anche la durata dell’assenza.
vale anche nel caso di eventuale prosecuzione dell’assenza.
Nel contempo il dipendente ha anche l’obbligo di comunicare il
recapito, se diverso da quello inizialmente indicato alla scuola di servizio,
per la corretta verifica dello stato di malattia da parte del medico fiscale.
Giova intanto ricordare che il dipendente assente per malattia,
pur in presenza di espressa autorizzazione del medico curante ad uscire, è
tenuto a farsi trovare nel domicilio comunicato all'amministrazione, in ciascun
giorno, anche se domenicale o festivo (se ricadenti nel periodo di malattia), dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18.
L'art 17/16 del CCNL precisa infatti che qualora il dipendente
debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilità, dall'indirizzo comunicato
per visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri
giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all'amministrazione
con l'indicazione della diversa fascia oraria di reperibilità da osservare.
Si aggiunge inoltre la circolare della Funzione Pubblica n. 1 del 19/03/2010 la quale conferma l’obbligo del
dipendente di comunicare all’Amministrazione l’indirizzo di reperibilità, se
diverso da quello di residenza (o domicilio abituale).
nel momento in cui comunica l’assenza alla scuola ha dunque l’obbligo di
precisare l’indirizzo dove essere reperito (si consiglia di riconfermarlo anche
nel caso di prolungamento dell’evento morboso).
obbligo riguarda il dovere di diligenza sancito dalla Cassazione: in questo
caso il dovere sta nel consentire l’effettuazione della visita di controllo e
garantire la reperibilità al domicilio.
È possibile la comunicazione di due diversi recapiti durante il
periodo di assenza dal lavoro per malattia (ad esempio suddivisi per fasce
orarie o per domicili diversi)?
parere ARAN per il comparto Autonomie Locali che può essere applicato anche al
Comparto Scuola in quanto ciò che prevedono i relativi articoli e commi coincidono.
"Dall’art.21,
comma 12 del CCNL del 6.7.1995, non risulta che il dipendente, ai fini del
controllo della malattia, possa indicare all’amministrazione più di un
domicilio: infatti, la clausola contrattuale si riferisce sempre ad un solo
domicilio (normalmente coincidente con la residenza).
comma, risulta anche che il lavoratore può allontanarsi dal domicilio indicato
solo in presenza di un’espressa autorizzazione del medico curante, fermo
restando che, pur in presenza di tale autorizzazione, egli è comunque tenuto a
farvisi trovare durante le fasce orarie di reperibilità.
subisce una sola eccezione, espressamente indicata nello stesso art.21, comma
13, “qualora il dipendente debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilità,
dall’indirizzo comunicato (anche in questo caso, la lettera della clausola
contrattuale conferma che il domicilio è uno solo – n.d.r.),
giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a
darne preventiva comunicazione all’amministrazione.”
tale ultima previsione, potrebbe ritenersi lecita la preventiva indicazione di
due domicili diversi (uno per la fascia oraria del mattino e uno per quella del
pomeriggio) solo se il dipendente fosse in grado di documentare in anticipo la
sistematica sussistenza delle condizioni ivi indicate: al di fuori di tale
particolarissima ipotesi, che riteniamo piuttosto remota, non crediamo sia
possibile procedere nel senso auspicato dal lavoratore.
Per completezza (e a scanso di possibili equivoci), precisiamo
che l’art.21, comma 13 è chiaramente volto a giustificare tutte le assenze dal
domicilio eccezionalmente determinate o comunque giustificate dallo stato di
malattia (non a caso vengono menzionate le visite mediche e le prestazioni o
gli accertamenti specialistici) e non può di certo essere invocato per
giustificare altri tipi di assenza che non hanno alcuna relazione con lo stato
giurisprudenza ha sempre avuto, al riguardo, un orientamento piuttosto
restrittivo, sia perché ha escluso, ad esempio, che possano costituire
giustificato motivo dell’assenza del lavoratore dalla propria abitazione: la
sottoposizione ad un normale trattamento fisioterapico (Trib.
Milano 2.7.1986); l’essersi recato in farmacia, ove non sia provata l’urgenza e
l’indifferibilità dell’acquisto delle medicine (Pret.
Milano, 5.6.1986); l’essersi recato dal medico curante per ritirare una ricetta
(Pret. Arezzo 12.6.1986); sia perché ha sempre
affermato (si veda, per tutte, Cassaz. 2452 del 1987)
che la permanenza in casa durante la malattia, anche al di fuori dell’obbligo
di reperibilità connesso ai controlli sanitari, rientra tra le cautele che il
lavoratore ammalato ha il dovere di osservare, secondo i principi stabiliti
dagli artt. 1175 e 1375 del codice civile, al fine di favorire il più sollecito
recupero delle energie psicofisiche (con la conseguenza che l’abbandono del
proprio domicilio può anche essere fonte di responsabilità disciplinare quando
abbia determinato un aggravamento dello stato di malattia o abbia ritardato la
guarigione)."
C.M. N&#176; 22 del 21-12-2015  prot. n&#176; 14017
Iscrizioni alle scuole dell&#8217;infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per
l&#8217;anno scolastico 2016/2017.
La presente circolare disciplina, per l&#8217;anno scolastico 2016/2017, le iscrizioni:
- alle sezioni delle scuole dell&#8217;infanzia;
professionale accreditati dalle Regioni che hanno aderito al sistema &#8220;Iscrizioni on line&#8221; e
- al percorso di specializzazione per &#8220;Enotecnico&#8221; degli istituti tecnici del settore tecnologico
a indirizzo &#8220;Agraria, agroalimentare e agroindustria&#8221;, articolazione &#8220;Viticoltura ed enologia&#8221;.
riassuntivo dei criteri necessari per l&#8217;accesso all&#8217;assegno pensionistico, a partire
Piano Triennale dell’Offerta Formativa –
16 dicembre 2015 Stante le novità introdotte dall’art. 1, comma 14, della Legge 107/2015
nella progettazione dell’offerta formativa delle scuole, l’Ufficio Scolastico
Regionale per l’Emilia-Romagna, con il supporto di gruppi di lavoro di
dirigenti scolastici, ha elaborato gli allegati strumenti-guida:
nota PTOF
1 MODELLO DI DELIBERA CONSIGLIO DI ISTITUTO
2 MODELLO DI POF TRIENNALE
Le registrazioni sul
sito dedicato dal 15 gennaio Su ‘Scuola in Chiaro’ informazioni e dati per fare la propria scelta
on line per l’anno scolastico 2016/2017 al via dalle
ore 8.00 del 22 gennaio 2016. Ci sarà poi un mese di tempo, fino
alle ore 20.00 del 22 febbraio, per scegliere la scuola più
adatta per i propri figli. Queste le date individuate dal Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’apposita circolare sarà
diffusa nei prossimi giorni attraverso il sito www.istruzione.it e sui portali web delle istituzioni
iscrizioni on line riguardano le classi prime della scuola
primaria e secondaria di I e II grado. Ma anche icorsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale
regionali (nelle Regioni che hanno aderito). L’adesione delle scuole
paritarie al sistema
delle ‘Iscrizioni on line’ resta facoltativa anche quest’anno. Confermata l’iscrizione cartacea per la scuola
dell’infanzia che
potrà essere effettuata sempre dal 22 gennaio al 22 febbraio prossimi.
di iscrizione potrà essere compilata per tutto il
periodo indicato dal Miur. Senza
fretta. Non è previsto che le domande arrivate per prime abbiano la precedenza.
Per poter iscrivere i propri figli attraverso il servizio on line è necessaria
la registrazione sul
portale dedicato (http://www.iscrizioni.istruzione.it) che nei prossimi giorni sarà
aggiornato con una nuova veste grafica per rendere più facile la navigazione
anche attraverso i dispositivi mobili. La registrazione si potrà effettuare già
a partire dal 15 gennaio 2016, per consentire alle famiglie di
prendere confidenza con il portale. Sulla pagina web dedicata saranno resi
disponibili specifici materiali informativi: video tutorial, brochure, Faq. Il sistema ‘Iscrizioni on line’ si farà carico di
avvisare le famiglie in tempo reale, via posta elettronica, dell’avvenuta
registrazione e delle variazioni di stato della domanda di iscrizione. Sarà
inoltre possibile seguire in ogni momento l’iter della domanda attraverso una App dedicata.
accompagnare genitori e studenti nella loro scelta, il Miur
ha ulteriormente rinnovato il portale ‘Scuola in chiaro’ che raccoglie i profili di tutte le
scuole italiane e consente la ricerca rapida degli istituti di zona in base al
proprio indirizzo di residenza (http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/).
Bastano pochi passaggi per visualizzare la mappa delle scuole disponibili sul
proprio territorio, in un raggio da 1 a 30 Km. Da quest’anno, sempre su ‘Scuola
in Chiaro’, è possibile consultare il Rapporto di
Autovalutazione di ciascun istituto che contiene informazioni preziose per la
scelta delle famiglie: gli esiti degli studenti, la loro prosecuzione negli
studi o nel mondo del lavoro, elementi sull’organizzazione del curricolo,
l’organizzazione oraria. Il progetto didattico della scuola è invece reperibile
nel Piano dell’offerta formativa che, per effetto della riforma, diventa
triennale. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell'identità
culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche e contiene la
progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le
singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia. I nuovi Piani
triennali saranno disponibili sui portali delle singole scuole e su ‘Scuola in Chiaro’ in concomitanza con il periodo delle iscrizioni.
Pensioni scuola dal
primo settembre 2016 Nel 2016 per accedere alle pensione
anticipata saranno necessari 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10
mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica. Per accedere alla
pensione di vecchiaia, invece, è necessaria un’età anagrafica di 66 anni e 7
mesi con almeno 20 anni di servizio, requisiti da raggiungere entro il 31
Potranno accedere alla pensione anche
tutti i docenti e i lavoratori ATA che avevano maturato la pensione di anzianità
o di vecchiaia al 31 dicembre 2011, cioè con la normativa ante riforma Fornero.
Si parla quindi di tutte le donne che avevano raggiunto i requisiti di
vecchiaia prima dell’entrata in vigore della riforma (61 anni di età e 20 anni
di contributi) e dei quota 96 che alla data del 31 dicembre 2011 avevano
maturato: - 60 anni di età e 36 anni di contributi
Con Legge di Stabilità 2016 potranno
accedere alla pensione tutte le lavoratrici del comparto scuola che entro il 31
dicembre 2015 hanno maturato i requisiti necessari per accedere al regime
sperimentale. Queste lavoratrici potranno accedere la trattamento pensionistico
con 35 anni di contributi versati e 57 anni e 3 mesi di età in cambio di
un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno pensionistico.
Sempre con la legge di Stabilità 2016,
potranno accedere al pensionamento nel 2016 anche tutti i lavoratori che nel corso
del 2011 hanno beneficiato di congedi per assistere figli con grave disabilità.
Questi lavoratori potranno cessare dal servizio il 1 settembre 2016 se hanno
raggiunto un diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2015:
Il trattenimento in servizio oltre il
compimento dei 66 anni e 7 mesi di età sarà permesso solo al personale che non
ha perfezionato i 20 anni di contributi richiesti per l’accesso alla pensione
di vecchiaia e comunque non sarà permesso oltre i 70 anni e 7 mesi di età.
e vacanze di Natale: i casi più frequenti e i dubbi più diffusi
Pizzo Quando al
docente supplente spetta il contratto per tutto il periodo della sospensione
delle prossime vacanze di Natale e per capire meglio la corretta applicazione
dell’art. 40 comma 3 del CCNL/2007, consideriamo il 22 dicembre ultimo
giorno di lezione prima delle vacanze e il 9 gennaio primo giorno di lezione
(le lezioni sono quindi sospese dal 23/12 all’8/1).
L’applicazione dell’art. 40/3, che noi “adatteremo”
alle prossime vacanze di Natale, riguarda tutti i casi in cui c’è
un periodo predeterminato di sospensione delle lezioni. [Per le date esatte del
periodo di sospensione delle lezioni per singola regione consulta il calendario
elaborato dalla redazione di OS]
D.Il titolare è assente fino al 22/12 (compreso) e
da almeno 7 giorni prima tale data. Non esibisce nessun certificato dal 23/12
all’8/1 e dal 9/1 si assenta nuovamente fino ad almeno 7 giorni dopo tale
data (anche modificando la tipologia di assenza). Il supplente che l’ha
sostituito fino al 22/12 che diritti ha?
supplente avrà un contratto fino al 22/12.
Il 9/1 la scuola, senza dover riscorrere la graduatoria, in applicazione
dell’art.7/5 del D.M. 131/07 farà sottoscrivere al supplente solo
un contratto di conferma della supplenza.
Non è possibile applicare l’art. 40/3 in quanto l’assenza
del titolare non avviene in un’“unica soluzione”.
Il titolare è infatti “presente” durante il periodo che va
dal 23/12 all’8/1 e potrebbe essere convocato per svolgere consigli di
classe o collegio docenti straordinari.
La scuola deve avere come
riferimento l’interruzione dell’assenza del titolare a partire
dal 23/12 (primo giorno di sospensione delle lezioni) e la ripresa della
stessa a partire dal 9/1 (ripresa delle lezioni).
Di conseguenza al supplente non
spetterà la “copertura” contrattuale per tutto il
periodo della sospensione delle lezioni ma solo la conferma del contratto
con decorrenza 9/1.
Ai fini della conferma dello
stesso supplente a nulla rileverà un’eventuale modifica della
tipologia di assenza del titolare.
La scuola dovrà
riscorrere le graduatorie e non confermare al supplente il contratto solo
nel caso in cui il titolare il 9/1 dovesse rientrare in classe (servizio
effettivo) per poi assentarsi successivamente un qualsiasi altro giorno.
D.Il titolare è assente fino al
22/12 (compreso) e da almeno 7 giorni prima tale data. Esibisce un certificato
a partire dal 23/12 fino ad almeno 7 giorni dopo il 9/1. Il supplente che
l’ha sostituito fino al 22/12 che diritti ha?
Il 9/1 la scuola, in riferimento all’art. 40/3 CCNL/2007, farà
firmare al supplente un contratto di proroga con decorrenza 23/12 fino al
termine della nuova assenza del titolare la quale si protrarrà appunto
fino ad almeno 7 giorni dopo il 9/1.
È questo il caso in cui al supplente spetterà la
“copertura” contrattuale per tutto il periodo della sospensione
delle lezioni e dunque il relativo riconoscimento giuridico ed economico delle
Il dato oggettivo che la scuola prenderà in considerazione è in
questo caso l’assenza, senza soluzione di continuità, del
titolare. (Il titolare è assente 7 giorni antecedenti e 7 giorni
successivi alla sospensione delle lezioni e non è stato in
“servizio” neanche un giorno nel periodo delle vacanze).
Il titolare può esibire
una o più certificazioni, anche con motivazioni diverse.
L’attenzione della scuola
deve infatti essere rivolta solo alla sostanziale continuità
dell’assenza del titolare e non alla presentazione di un’unica
certificazione che la giustifichi.
Ciò è conforme all’interpretazione
autentica dell’ARAN (fatta propria dall’art. 40/3 del CCNL
2007): “Più periodi di assenza continuativa, effettuata anche
con diverse certificazioni e/o motivazioni (“sottostanti procedure
giustificative dell’assenza”), consentono, pertanto, di
maturare il requisito richiesto dalla norma contrattuale (7 giorni
antecedenti e 7 giorni successivi alla sospensione delle lezioni) e di
comprendere il periodo di sospensione dell’attività didattica
nel contratto di lavoro del docente supplente”.
D. Se però l’ultimo giorno di assenza del titolare non dovesse
coincidere con il 22/12 ma per esempio con il 28/12 o l’1/1, o un
qualsiasi altro giorno all’interno delle vacanze, il primo contratto del
supplente deve avere come data di scadenza sempre il 22/12?
Le esigenze di servizio
terminano l’ultimo giorno prima della sospensione delle lezioni (nel
nostro caso il 22/12);
La scuola ancora non sa se il
titolare al termine della prima assenza (pensiamo, per esempio, ad
un’astensione obbligatoria o ad un periodo di infortunio la cui
scadenza non coincide con il 22/12 ma all’interno delle vacanze) ne
produrrà un’altra e soprattutto fino a quando
(l’eventuale nuova assenza arriverà o no, senza soluzione di
continuità, fino a 7 giorni dopo la data della ripresa delle
lezioni?).
quindi il caso che il titolare esibisca un certificato la cui scadenza non
è il 22/12 (ultimo giorno di lezione) ma per esempio il 28/12 o
l’1/1, o qualunque altro giorno diverso dal 22 ma pur sempre compreso tra
questo giorno e l’8/1, la procedura che deve attuare la scuola non deve
comunque cambiare:
Una volta stabilito il
requisito richiesto dalla norma contrattuale (assenza di 7 giorni
antecedenti e 7 giorni successivi alla sospensione delle lezioni senza
soluzione di continuità) effettuerà al supplente la proroga
del contratto sempre con decorrenza 23/12 (ci troveremmo infatti nella
stessa situazione del caso B).
sottolineare è che la data del 22/12 non deve trarre in inganno
perché non è quella ultima entro la quale il titolare deve
comunicare alla scuola la sua volontà di prolungare
l’assenza, senza soluzione di continuità, fino ad almeno 7
giorni dopo la ripresa delle lezioni.
È ovvio che se il
titolare non dovesse invece rinnovare l’assenza a partire dal 29/12
o dal 2/1, per rimanere nell’esempio, la proroga del contratto al
supplente con decorrenza 23/12 e il relativo pagamento delle vacanze non
potrà avvenire, anche se ci fosse una nuova assenza del titolare a
partire dal 9/1 (ci troveremmo infatti nella stessa situazione del caso
Se il titolare dopo
l’ultimo giorno di assenza riassume servizio (ancorché
formalmente), pur rinnovando l’assenza alla ripresa delle lezioni
(nel nostro esempio il 9/1), anche per un periodo superiore a sette
giorni, il supplente non ha diritto al riconoscimento giuridico ed
economico del periodo della sospensione delle lezioni. In questo caso,
infatti, avrà diritto solo alla conferma del contratto a partire
dalla ripresa delle lezioni (Art. 7/5 D.M. 131/07).
Se, invece, il titolare dopo
l’ultimo giorno di assenza (anche se ricadente all’interno del
periodo di sospensione delle lezioni), rinnova la richiesta di assenza,
quindi senza soluzione di continuità (anche se con uno o più
certificati e per diverse motivazioni rispetto le precedenti), con
prolungamento di questa almeno fino al settimo giorno dalla ripresa delle
lezioni, il supplente ha diritto ad un contratto continuativo con il
relativo riconoscimento giuridico ed economico del periodo (Art. 40/3 del
CCNL/2007).
applicazione dell’art. 40/3 del CCNL/2007:
comma 3 del CCNL/2007:
“... qualora il docente titolare si assenti in un'unica soluzione a
decorrere da una data anteriore di almeno sette giorni all'inizio di un periodo
predeterminato di sospensione delle lezioni e fino a una data non inferiore a
sette giorni successivi a quello di ripresa delle lezioni, il rapporto di
lavoro a tempo determinato è costituito per l'intera durata
dell'assenza. Rileva esclusivamente l’oggettiva e continuativa assenza
del titolare, indipendentemente dalle sottostanti procedure giustificative
dell’assenza del titolare medesimo”.
Art. 7 comma 5 del D.M. 131/07 (Regolamento
delle supplenze): “Nel caso in cui ad un primo periodo di assenza del
titolare ne consegua un altro intervallato da un periodo di sospensione delle
lezioni si procede alla conferma del supplente già in servizio; in tal
caso il nuovo contratto decorre dal primo giorno di effettivo servizio dopo la
ripresa delle lezioni”.
PARTICOLARE: CONGEDO PARENTALE E VACANZE DI NATALE
D.Se un docente usufruisce di un congedo parentale (o
malattia del bambino) fino al 22/12 (ultimo giorno di lezione) e si riassenta nuovamente a partire dal 9/1, la scuola come
dovrà considerare il periodo di sospensione delle lezioni?
innanzitutto riferimento alla normativa:
CCNL/2007
art. 12 comma 6:
“I periodi di assenza di cui ai precedenti commi 4 e 5 (congedo parentale
e malattia del bambino), nel caso di fruizione continuativa, comprendono anche
gli eventuali giorni festivi che ricadano all'interno degli stessi.
Tale modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione
frazionata, ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno
al lavoro del lavoratore o della lavoratrice.”.
Tesoro - Ragioneria Generale dello Stato prot. 108127
del 15/6/1999:
“[…] poiché la funzione docente si esplica non solo con
l'insegnamento ma anche con la partecipazione ad altre attività
individuali e collettive, la sospensione delle attività didattiche di
fatto non preclude l'effettiva ripresa del servizio al termine del periodo di
assenza. È appena il caso di precisare che ricade nella
responsabilità del capo di istituto la dichiarazione della avvenuta
ripresa del servizio”.
Il congedo parentale (o
malattia del bambino) può essere fruito:
In modo continuativo, in questo
caso verranno inclusi anche i giorni festivi intermedi, il giorno libero e
il periodo di sospensione delle lezioni;
In modo frazionato, può
cioè essere intervallato dal ritorno al lavoro del docente anche
nel giorno libero o in un giorno di sospensione delle lezioni, in cui
è possibile lo svolgimento di attività funzionali
prassi ormai consolidata che il dirigente, in virtù della nota del
Tesoro sopra richiamata (“È appena il caso di precisare che ricade
nella responsabilità del capo di istituto la dichiarazione della
avvenuta ripresa del servizio”), alla scadenza del periodo di assenza di
congedo parentale (o malattia del bambino) che coincide con l’ultimo
giorno prima della sospensione delle lezioni, nel nostro esempio il 22/12,
convochi a scuola il docente ai fini della formalizzazione della ripresa del
servizio. Alcuni dirigenti, un po’ più “clementi”, si
“accontentano” invece di un telegramma, un fax o posta certificata
in cui il docente dichiari la cessazione del congedo e la conseguente messa a
disposizione della scuola.
Tale prassi,
radicata quanto inutile, risulta illegittima alla luce dell’art. del
CCNL/2007 sopra richiamato: nel caso in cui si usufruisca del congedo in modo
frazionato, solo “gli eventuali giorni festivi” dovrebbero essere
computati “ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal
ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice”. Ritorno al lavoro
che, come già detto, può avvenire anche nel giorno libero o in un
giorno di sospensione delle lezioni. In tali periodi, infatti, non è
sospesa la programmazione di attività funzionali all’insegnamento
di carattere collegiale.
abuso considerare la sospensione delle lezioni al pari del giorno o periodo
Si ritiene che se il 22/12
(ultimo giorno di lezione) coincide con il termine del periodo di congedo
(parentale, malattia del bambino ma anche altra tipologia di assenza),
quest’ultimo si deve considerare terminato il 22 senza che al
docente sia imposta per il 23/12 una qualsivoglia “presa di
servizio” formale. È infatti il termine indicato dal docente
all’atto della richiesta del congedo che ne determina la
Dal 23/12, a meno di ulteriore
certificazione che attesti un nuovo periodo di assenza, il docente deve
ritenersi in servizio per eventuali attività funzionali
all’insegnamento di carattere collegiale.
Quando il giorno successivo al
termine del congedo non è festivo un’eventuale proroga
automatica del congedo stesso da parte della scuola è da ritenersi
illegittima, anche nel caso in cui il docente, a partire dalla ripresa
delle lezioni, dovesse assentarsi nuovamente.
Il periodo di servizio, in
coincidenza con il periodo di sospensione delle lezioni, dev’essere in questo caso riconosciuto ai fini
giuridici ed economici, senza che il 23/12 vi sia bisogno di una
“presa di servizio” formale del docente interessato.
CONCLUSIONE La scuola dovrà quindi porre molta attenzione alle procedure da attuare
in quanto queste si rileveranno fondamentali per la collocazione di status (e
conseguente trattamento economico durante le vacanze) non solo del docente
titolare che si assenterà fino all’ultimo giorno prima della
sospensione delle lezioni (ed eventualmente a partire dalla ripresa delle
stesse), ma anche per il docente supplente che lo sostituirà.