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Timestamp: 2020-08-14 22:49:07+00:00
Document Index: 75163606

Matched Legal Cases: ['art. 244', 'art. 2704', 'art. 93', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 2704']

Sentenza Cassazione Civile n. 27434 del 29/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27434 del 29/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 29/12/2016, (ud. 21/10/2016, dep.29/12/2016), n. 27434
sul ricorso 29634/2015 proposto da:
BANCA MONTE PASCHI DEI SIENA S.P.A., C.F. (OMISSIS), elettivamente
domiciliata in ROMA, LUNGOTEVERE ARNALDO DA BRESCIA 9, presso lo
studio dell’avvocato MASSIMO MANNOCCHI, rappresentata e difesa
dall’avvocato ALVISE BRAGADIN, giusta procura in calce al ricorso;
FALLIMENTO (OMISSIS) S.R.L. IN LIQUIDAZIONE, C.F. (OMISSIS),
CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato GIANLUCA SICCHIERO,
avverso il decreto n. 8998/14 del TRIBUNALE di VENEZIA, emessa il
04/11/2015 e depositata il 17/11/2015;
“1. – Il Tribunale di Venezia ha respinto, per difetto di prova, l’opposizione allo stato passivo del fallimento della (OMISSIS) s.r.l. proposta dalla Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a. in relazione a due crediti non ammessi rispettivamente di Euro 47.147,83, per saldo debitore di un rapporto di conto corrente bancario, e di Euro 272.696,35 per saldo debitore di un conto anticipi su fatture.
Quanto al primo credito, il Tribunale ha negato ingresso alle richieste istruttorie dell’opponente osservando che l’istanza di esibizione del libro giornale della società fallita era irrilevante, non essendo estensibile ai terzi creditori l’efficacia probatoria delle scritture contabili tra imprenditori ai sensi degli artt. 2709 e 2710 c.c., mentre le richieste di esibizione della relazione del curatore e dell’inventario redatto dal medesimo avevano carattere puramente esplorativo, attesa la loro genericità. La richiesta di prova testimoniale, poi, non poteva essere accolta non rispettando il disposto dell’art. 244 c.p.c. e, infine, non erano stati prodotti gli estratti conto integrali dalla data di inizio del rapporto, la quale, anzi, non era stata neppure indicata dalla banca.
Quanto al secondo credito, ha escluso l’opponibilità alla massa, per difetto di data certa, dei documenti al riguardo prodotti dall’opponente, osservando che il timbro postale con la data non era stato apposto sui documenti stessi, bensì su fogli bianchi semplicemente spillati ai medesimi.
La banca opponente ha proposto ricorso per cassazione articolando quattro motivi di censura, cui la curatela ha resistito con controricorso.
2. – Con il primo motivo di ricorso si denuncia l’omessa motivazione del rigetto delle istanze istruttorie dell’opponente.
2.1. – Il motivo è inammissibile perchè il provvedimento impugnato reca invece tale motivazione, come sopra riferito al p. 1.
3. – Con il secondo motivo, sempre censurandosi la statuizione di difetto di prova dei crediti, si denuncia violazione dell’art. 2704 c.c. e L. Fall., art. 93, nonchè “insufficiente e/o contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio”.
3.1. – La censura riguardante la motivazione è inammissibile perchè non è adeguata al disposto dell’art. 360 c.p.c., n. 5, come modificato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, comma 1, lett. b), conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, qui applicabile ratione temporis, che limita il vizio di motivazione all'”omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti”.
Inammissibile è anche la censura di violazione di norme di diritto, in realtà non puntualmente articolata se non sotto il profilo della violazione dell’art. 2704 c.c., per avere il Tribunale disatteso gli estratti conto, in quanto privi di data certa, nonostante l’apposizione del timbro postale. L’inammissibilità deriva dalla considerazione che non viene censurata l’essenziale statuizione in fatto dei giudici di merito, secondo cui i timbri postali risultavano apposti su fogli separati e non facevano corpo unico con il documento.
4. – Quest’ultima ragione di inammissibilità vale anche per il quarto motivo di ricorso, con il quale viene riproposta la questione del timbro postale omettendo, ancora una volta, di darsi carico della effettiva motivazione esibita in proposito dal decreto impugnato.
5. – Il terzo motivo, con cui si denuncia insufficiente e/o contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio, è inammissibile per quanto già osservato sopra al p. 3.1″;
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente alle spese processuali, liquidate in Euro 8.200,00, di cui Euro 8.000,00 per compensi di avvocato, oltre spese forfetarie e accessori di legge.