Source: http://www.civicasrl.it/dettaglio-normative.aspx?id=665
Timestamp: 2018-06-22 07:09:19+00:00
Document Index: 103232466

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 14', 'art. 238', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 238', 'art. 238', 'art. 49', 'art. 10', 'art. 53']

TIA: IL MINISTERO DELLE FINANZE DICE SI' ALL'IVA.
Tariffa rifiuti più cara: la tariffa di igiene ambientale (Tia1) prevista dall'art. 49 del dlgs 22/97, deve essere assoggettata all'Iva con aliquota al 10%. È questo il principio che si ricava dalla lettura della circolare n. 3/DF dell'11 novembre 2010 con la quale le Finanze hanno dato attuazione all'impegno preso dal Governo nell'ordine del Giorno n. 9/3638/55 presentato alla Camera dei deputati dall'on.le Murgia. Con esso si chiedeva di effettuare un'interpretazione «particolare» del comma 33 dell'art. 14 del dl 78/2010, convertito dalla legge 122/2010 il quale ha previsto che le disposizioni dell'art. 238 del dlgs 152/2006 - che ha istituito la tariffa integrata ambientale (detta «Tia2») - «si interpretano nel senso che la natura della tariffa ivi prevista non è tributaria». L'impegno che il Governo ha assunto è che il comma 33 dell'art. 14 del dl 78/2010 deve essere interpretato, fino all'entrata in vigore della Tia2, nel senso che anche la Tia1 non ha natura tributaria ed è soggetta ad Iva.
Va ricordato che la Corte costituzionale con sentenza 238 del 24/7/2009, ha precisato a chiare lettere che «la Tia_ costituisce non già una entrata patrimoniale di diritto privato, ma una mera variante della Tarsu_ e conserva la qualifica di tributo propria di quest'ultima». E tale principio la stessa Corte ha ribadito sia nell'ordinanza n. 300 del 20/11/2009 e sia nell'ordinanza n. 64 del 24/2/2010. Lo stesso hanno poi fatto il Consiglio di Stato con la sentenza del 21/3/2010 n. 1739 e le SS. UU. Della Cassazione con la sentenza n. 8313 dell'8/4/2010.
Invece, per il Governo, si tratterebbe solo di un abbaglio e, come conferma la circolare, sulla Tia1 - che è assimilata retroattivamente alla TIA2 – deve essere calcolata anche l'Iva. Ciò perché una «lettura interpretativa» della norma - a sua volta interpretativa dell'art. 238 del dlgs 152/2006 - induce ad affermare che siccome la Tia2 non ha natura tributaria, anche la Tia1 segue la stessa strada. E ciò nonostante tutti gli organi di giurisdizione affermino l'esatto contrario.
I tecnici hanno cercato di giustificare tale posizione col fatto che se le nuove disposizioni sui due prelievi prevedono che essi siano regolati ormai dalle stesse fonti normative, non appare razionale attribuire alla Tia1 una natura giuridica diversa da quella della Tia2. Per cui, se la Tia2 ha, per legge, natura di corrispettivo, e quindi è soggetta a Iva, non può affermarsi diversamente per la Tia1. Il problema, in realtà, è stato complicato dal fatto che l'attribuzione della natura non tributaria della Tia2 è stata effettuata dalla legge, circostanza che appare azzardata, vista l'evidente analogia dei due prelievi che avrebbe, in realtà, dovuto portare il legislatore ad affermare che anche tale entrata, come la Tia1, ha natura tributaria e non il contrario.
Soprattutto se si pensa che sussistono nella Tia2, tutti gli elementi enunciati dalla Consulta per affermare che tale entrata sia un tributo: doverosità della prestazione; mancanza di un rapporto sinallagmatico tra parti; collegamento della prestazione alla pubblica spesa in relazione ad un presupposto economicamente rilevante.
La circolare afferma poi che i comuni che attualmente gestiscono il prelievo sui rifiuti con regolamenti basati sulla disciplina Tarsu o Tia1 non devono temere per la loro legittimità, poiché l'art. 238 del dlgs 152/2006 prevede che fino a quando la Tia2 non entrerà in vigore continueranno ad applicarsi i regolamenti vigenti.
Solo nel caso in cui i comuni decidono di esercitare la facoltà di passare alla Tia2 per il 2011 cesseranno di avere vigore i precedenti regolamenti. E ancora, circa il soggetto che effettua la riscossione della Tia1 che si identifica in quello che gestisce il servizio, come stabiliva l'art. 49, comma 13, del dlgs 22/97 ed è attualmente previsto dall'art. 10 del dpr 158/99, che dispone appunto che «il soggetto gestore provvede alla riscossione della tariffa», è stato sottolineato che detto soggetto non deve essere iscritto all'albo ex art. 53 del dlgs 446/97 per continuare a svolgere l'attività di riscossione della Tia1.
In allegato la circolare n. 3/DF del Ministero dell'Economia e delle Finanze.