Source: https://www.studioruggeri.it/2014/07
Timestamp: 2018-08-21 07:42:19+00:00
Document Index: 543304

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2054', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 2059', 'sentenza ']

luglio 2014 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
Pubblicato il 30 luglio 2014 15 gennaio 2017
Ripartizione attivo fallimentare
Possono concorrere alla ripartizione dell’attivo fallimentare i titolari di diritti di credito che siano scaturiti da fatti costitutivi anteriori alla dichiarazione di fallimento (Cassazione civile, ordinanza n.16106 del 14 luglio 2014)
Revocatoria del fondo patrimoniale – animus nocendi
Per la revocatoria del fondo patrimoniale ad integrare l’animus nocendi previsto dalla norma e’ sufficiente che il debitore compia l’atto dispositivo nella previsione dell’insorgenza del debito e del pregiudizio (da intendersi anche quale mero pericolo dell’insufficienza del patrimonio a garantire il credito del revocante ovvero la maggiore difficolta’ od incertezza nell’esazione coattiva del credito medesimo) per il creditore. (Cassazione civile, ordinanza n. 16498 del 18 Luglio 2014)
Pubblicato il 30 luglio 2014 1 gennaio 2017
Morte di uno dei coniugi – giudizio di separazione e di divorzio – conseguenze
La morte di uno dei coniugi determina la cessazione della materia del contendere nel giudizio di separazione e di divorzio in conseguenza del venir meno, per ragioni naturali, dello status, in quanto tale intrasmissibile agli eredi; una situazione diversa si determina nel caso in cui la sentenza dichiarativa della cessazione degli effetti civili del matrimonio sia già stata pronunciata e il giudizio di legittimità prosegue, anche unicamente, per la determinazione dell’assegno. (Cassazione civile, ordinanza n.16951 del 24 Luglio 2014)
Pubblicato il 28 luglio 2014 15 gennaio 2017
Pubblicato il 20 luglio 2014 15 gennaio 2017
Pubblicato il 11 luglio 2014 22 gennaio 2017
Responsabilità medica – chirurgia estetica – informazione sul possibile esito
Quando ad un intervento di chirurgia estetica consegua un inestetismo più grave di quello che si mirava ad eliminare o ad attenuare, all’accertamento che di tale possibile esito il paziente non era stato compiutamente e scrupolosamente informato consegue ordinariamente la responsabilità del medico per il danno derivatone, quand’anche l’intervento sia stato correttamente eseguito. La particolarità del risultato perseguito dal paziente e la sua normale non declinabilità in termini di tutela della salute consentono infatti di presumere che il consenso non sarebbe stato prestato se l’informazione fosse stata offerta e rendono pertanto superfluo l’accertamento, invece necessario quando l’intervento sia volto alla tutela della salute e la stessa risulti pregiudicata da un intervento pur necessario e correttamente eseguito, sulle determinazioni cui il paziente sarebbe addivenuto se dei possibili rischi fosse stato informato ( Cassazione civile sentenza del 6 Giugno 2014 n.12830)
Pubblicato il 10 luglio 2014 22 gennaio 2017
Violazione norme circolazione – conducente veicolo concesso in locazione finanziaria – responsabilità solidale per pagamento sanzione pecuniaria – proprietario concedente – esclusione
In caso di violazione delle norme sulla circolazione commesse dal conducente di un veicolo concesso in locazione finanziaria, obbligato in solido con il trasgressore per il pagamento della sanzione pecuniaria nonché responsabile in solido con il conducente ai sensi dell’art. 2054 terzo comma, cod.civ. è esclusivamente l’utilizzatore del veicolo e non anche il proprietario concedente, vertendosi, ai sensi dell’art. 91, comma secondo, nuovo cod. strad. e 196 C.d.S., in ipotesi di responsabilità alternativa e non concorrente, poiché solo l’utilizzatore ha la disponibilità giuridica del godimento del bene e quindi la possibilità di vietarne la circolazione. ( Cassazione civile, sentenza n. 14635 del 27 Giugno 2014)
Pubblicato il 4 luglio 2014 22 gennaio 2017
Danno non patrimoniale – risarcibilita’ nei soli casi ‘previsti dalla legge’
Il danno non patrimoniale è risarcibile nei soli casi ‘previsti dalla legge’, e cioè, secondo un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 cod. civ.: (a) quando il fatto illecito sia astrattamente configurabile come reato; in tal caso la vittima avrà diritto al risarcimento del danno non patrimoniale scaturente dalla lesione di qualsiasi interesse della persona tutelato dall’ordinamento, ancorché privo di rilevanza costituzionale; (b) quando ricorra una delle fattispecie in cui la legge espressamente consente il ristoro del danno non patrimoniale anche al di fuori di una ipotesi di reato (ad es., nel caso di illecito trattamento dei dati personali o di violazione delle norme che vietano la discriminazione razziale); in tal caso la vittima avrà diritto al risarcimento dei danno non patrimoniale scaturente dalla lesione dei soli interessi della persona che il legislatore ha inteso tutelare attraverso la norma attributiva del diritto al risarcimento (quali, rispettivamente, quello alla riservatezza od a non subire discriminazioni); (c) quando il fatto illecito abbia violato in modo grave diritti inviolabili della persona, come tali oggetto di tutela costituzionale; in tal caso la vittima avrà diritto al risarcimento del danno non patrimoniale scaturente dalla lesione di tali interessi, che, al contrario delle prime due ipotesi, non sono individuati ex ante dalla legge, ma dovranno essere selezionati caso per caso dal giudice. ( Cassazione civile sentenza n. 13670 del 16 giugno 2014)
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