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Timestamp: 2020-08-14 07:25:26+00:00
Document Index: 92863246

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Novità giurisprudenziali 19 dicembre 2018, a cura di Monica Serra.
- PERIODO DI COMPORTO E FERIE -
Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 29 ottobre 2018 n. 27392
Il lavoratore che stia fruendo di un periodo di malattia ha la facoltà di sostituire alla malattia le ferie maturate e non godute per poter sospendere il decorso del periodo di comporto e, quindi, impedire il licenziamento.
Novità giurisprudenziali 21 novembre 2018, a cura di Monica Serra.
- LAVORO CARCERARIO – DETERMINAZIONE DELLA MERCEDE -
Tribunale di Firenze, sezione Lavoro, sentenza 5 aprile 2018
Il Tribunale di Firenze, con la sentenza segnalata, conferma l’orientamento già espresso da diversi Tribunali - in particolare Roma -, affermando che il detenuto che presta la propria attività lavorativa alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria – all’interno della struttura carceraria in cui è detenuto - ha diritto all’adeguamento della retribuzione di cui all’art. 22 l. 354/1975 (ordinamento penitenziario).
Novità giurisprudenziali 14 novembre 2018, a cura di Monica Serra.
- LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO – ONERE DELLA PROVA -
Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 27 settembre 2018 n. 23338
Con questa pronuncia la Corte di Cassazione conferma l’orientamento per cui, laddove il lavoratore deduca la discriminatorietà della condotta datoriale, è suo onere allegare le circostanze di fatto dalle quali si possa desumere, per inferenza, che la discriminazione ha avuto luogo; di contro, spetta al datore di lavoro dimostrare l’insussistenza della discriminazione stessa.
Illegittimità costituzionale del c.d. Contratto a tutele crescenti - La Corte deposita la motivazione - 13 novembre 2018
Sono state depositate dalla Corte Costituzionale le motivazioni della sentenza relativa alla dichiarazione di illegittimità costituzionale del d.lgs. 23/2015, art. 3.
Novità giurisprudenziali 7 novembre 2018, a cura di Monica Serra.
- LICENZIAMENTI COLLETTIVI – PENSIONAMENTO – CRITERI DI SCELTA -
Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 8 ottobre 2018 n. 24755
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di licenziamento collettivo volto a ridimensionare l’organico in ragione della dichiarata necessità di procedere alla diminuzione del costo del lavoro, è possibile che azienda e organizzazioni sindacali si accordino per l’applicazione di un solo criterio di scelta dei lavoratori da estromettere e, in particolare, sulla della possibilità di accedere al pensionamento.
Novità giurisprudenziali 31 ottobre 2018, a cura di Monica Serra.
- DOPPIO LICENZIAMENTO PER LA MEDESIMA CONDOTTA -
Si applica il principio penalistico del ne bis in idem (a mente del quale una persona non può essere giudicata due volte per lo stesso fatto) al licenziamento intervenuto dopo che il lavoratore era già stato licenziato per i medesimi fatti: tale licenziamento, quindi, non può che essere dichiarato nullo.
Novità giurisprudenziali 17 ottobre 2018, a cura di Monica Serra.
- CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI - LICENZIAMENTO COLLETTIVO – ILLEGITTIMITA’ – CONSEGUENZE
La sentenza merita la segnalazione quale prima pronuncia in tema di conseguenze risarcitorie del licenziamento illegittimo in seguito all’annuncio da parte della Corte Costituzionale della dichiarazione di illegittimità del d.lgs. 23/2015 e, in particolare, della norma che indica quale solo requisito per la determinazione dell’indennità quello della sola anzianità aziendale (nel caso, un licenziamento collettivo disposto pure in assenza dei requisiti formali necessari nell’ambito della comunicazione che la società ha l’obbligo di effettuare).
Novità giurisprudenziali 3 ottobre 2018, a cura di Monica Serra.
- CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI – ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE -
Corte Costituzionale, 26 settembre 2018
Il 26 settembre scorso la Consulta ha diffuso la notizia della dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1 del D.Lgs. 23/2015 – meglio noto come contratto a tutele crescenti -, nella parte in cui dispone che l’indennità risarcitoria, dovuta al lavoratore per il caso di licenziamento illegittimo, viene determinata secondo il solo criterio rigido dell’anzianità lavorativa, senza spazio discrezionale per il giudice.
Tale criterio, che non è stato modificato dal D.l. n. 87/2018 (c.d. “Decreto Dignità”), se non per i tetti minimi e massimi dell’indennità, è contrario ai principi di ragionevolezza e uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli artt. 4 e 35 della Costituzione.