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Timestamp: 2019-08-20 03:18:04+00:00
Document Index: 101228515

Matched Legal Cases: ['art_362', 'art_395', 'art. 3', 'art_362', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art_362', 'art_362', 'art_362', 'art_2043', 'art_001', 'art_041', 'art_362', 'art_374', 'art_375', 'sentenza ', 'art_362', 'art_2043', 'art_2909', 'art_001', 'art_041', 'art_362', 'art_374', 'art_382', 'art. 111', 'art. 111', 'art_362', 'art. 7', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 267', 'art. 362', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 2', 'art. 327', 'art. 46', 'sentenza ', 'art. 92', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 69', 'art. 111', 'art 111', 'art. 111', 'art. 122', 'art. 122', 'art. 122', 'art. 111', 'art. 1', 'art. 12', 'sentenza ', 'CGUE ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 362', 'sentenza ', 'art. 362', 'art. 375', 'art. 59', 'art. 183', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 105', 'art. 382', 'art. 59', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 362', 'art. 362', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 48', 'art. 111', 'art. 362', 'art. 111', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 267', 'art. 362', 'art. 234', 'art. 234', 'art. 362', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 362', 'art. 362', 'art. 700', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 362', 'art. 373', 'art. 111', 'art. 1380', 'art. 1380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 274', 'art. 386', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 382', 'art. 59', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 58', 'art. 362', 'art. 362', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 362', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

362. (Altri casi di ricorso)
Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo III: DELLE IMPUGNAZIONI Capo I: DELLE IMPUGNAZIONI IN GENERALE Capo II: DELL'APPELLO Capo III: DEL RICORSO PER CASSAZIONE Sezione I: DEI PROVVEDIMENTI IMPUGNABILI E DEI RICORSI 362. (Altri casi di ricorso)
Art. 362. (Altri casi di ricorso)
1. Possono essere impugnate con ricorso per cassazione, nel termine di cui all'articolo 325 secondo comma, le decisioni in grado d'appello o in unico grado di un giudice speciale, per motivi attinenti alla giurisdizione del giudice stesso.
2. Possono essere denunciati in ogni tempo con ricorso per cassazione:
Ricorso per cassazione avverso decreto del Presidente della Repubblica pronunciato su ricorso per revocazione di precedente decreto - Questione di giurisdizione - Configurabilità – Limiti In sede di ricorso per cassazione avverso il decreto del Presidente della Repubblica pronunciato, su conforme parere del Consiglio di Stato, in relazione ad impugnazione per revocazione, può sorgere questione di giurisdizione solo con riferimento al potere giurisdizionale in ordine alla statuizione sulla revocazione medesima, restando esclusa la possibilità di mettere in discussione detto potere sulla precedente decisione di merito. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 9487 del 04/04/2019 (Rv. 653554 - 01) Cod_Proc_Civ_art_362, Cod_Proc_Civ_art_395...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - contratti della p.a. - Organismo di diritto pubblico - Definizione - Requisito teleologico - Accertamento - Conseguenze in punto di giurisdizione. La categoria dell'organismo di diritto pubblico - elaborata nel diritto eurounitario per individuare le cd. "amministrazioni aggiudicatici", ossia i soggetti tenuti al rispetto delle regole dell'evidenza pubblica, cui consegue la giurisdizione del giudice amministrativo sulle relative controversie - è ravvisabile quando ricorrano cumulativamente i tre requisiti previsti dall'art. 3, lett. d), del d.lgs. n. 50 del 2016, la cui interpretazione va condotta privilegiando un approccio non formalistico ma funzionale, che tenga conto delle concrete modalità di azione della società, ed in particolare: 1) la "personalità giuridica" intesa in senso ampio, comprensiva degli enti di fatto; 2) l'"influenza pubblica dominante", integrata da almeno uno dei fattori (partecipazione, finanziamento o controllo pubblico) previsti dalla citata norma; 3) il requisito "teleologico", da valutarsi avendo riguardo, in primo luogo, all'accertamento che l'attività sia rivolta, anche non esclusivamente o prevalentemente, alla realizzazione di un interesse generale, ovvero che sia necessaria a soddisfare tale interesse, e che il soggetto, pur eventualmente operando in un mercato concorrenziale, non fondi la propria attività principale esclusivamente su criteri di rendimento, efficacia e redditività e non assuma su di sé i rischi collegati allo svolgimento di tale attività, i quali devono ricadere sulla P.A. controllante, nonché, in secondo luogo, alla circostanza che il servizio d'interesse generale, oggetto di detta attività, non possa essere rifiutato per ragioni di convenienza economica. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8673 del 28/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_362...
Cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8311 del 25/03/2019
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Sindacato della Corte di cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione - Portata alla luce della sentenza della n. 6 del 2018 - Eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera riservata al legislatore - Nozione - Estensione ai casi di pronunce abnormi, anomale o di stravolgimento delle norme di riferimento - Esclusione. Alla luce della sentenza n. 6 del 2018 della Corte costituzionale - la quale ha carattere vincolante perché volta ad identificare gli ambiti dei poteri attribuiti alle diverse giurisdizioni dalla Costituzione, nonchè i presupposti e i limiti del ricorso ex art. 111, comma 8, Cost. - il sindacato della Corte di cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione concerne le ipotesi di difetto assoluto di giurisdizione per "invasione" o "sconfinamento" nella sfera riservata ad altro potere dello Stato ovvero per "arretramento" rispetto ad una materia che può formare oggetto di cognizione giurisdizionale, nonché le ipotesi di difetto relativo di giurisdizione, le quali ricorrono quando la Corte dei Conti o il Consiglio di Stato affermino la propria giurisdizione su materia attribuita ad altro giudice o la neghino sull'erroneo presupposto di quell'attribuzione. L'eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera riservata al legislatore è configurabile solo allorché il giudice speciale abbia applicato non la norma esistente, ma una norma da lui creata, esercitando un'attività di produzione normativa che non gli compete, e non invece quando si sia limitato al compito interpretativo che gli è proprio, anche se tale attività ermeneutica abbia dato luogo ad un provvedimento "abnorme o anomalo" ovvero abbia comportato uno "stravolgimento" delle "norme di riferimento", atteso che in questi casi può profilarsi, eventualmente, un "error in iudicando", ma non una violazione dei limiti esterni della giurisdizione. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8311 del 25/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_362...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Eccesso di potere giurisdizionale - Nozione - Error in procedendo - Configurabilità - Esclusione. L'eccesso di potere giurisdizionale, denunziabile con il ricorso per cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione, va riferito alle sole ipotesi di difetto assoluto di giurisdizione - che si verifica quando un giudice speciale affermi la propria giurisdizione nella sfera riservata al legislatore o alla discrezionalità amministrativa, ovvero, al contrario, la neghi sull'erroneo presupposto che la materia non possa formare oggetto in assoluto di cognizione giurisdizionale -, nonché di difetto relativo di giurisdizione, riscontrabile quando detto giudice abbia violato i c.d. limiti esterni della propria giurisdizione, pronunciandosi su materia attribuita alla giurisdizione ordinaria o ad altra giurisdizione speciale, ovvero negandola sull'erroneo presupposto che appartenga ad altri giudici; conseguentemente, in coerenza con la nozione di eccesso di potere giurisdizionale esplicitata dalla Corte costituzionale (sent. n. 6 del 2018),che non ammette letture estensive neanche se limitate ai casi di sentenze "abnormi", "anomale" ovvero di uno "stravolgimento" radicale delle norme di riferimento,tale vizio non è configurabile per "errores in procedendo", i quali non investono la sussistenza e i limiti esterni del potere giurisdizionale dei giudici speciali, bensì solo la legittimità dell'esercizio del potere medesimo. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 7926 del 20/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_362...
Giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Pronuncia di rigetto del giudice amministrativo - Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 7207 del 13/03/2019
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Pronuncia di rigetto del giudice amministrativo - Difetto di giurisdizione per invasione della sfera del merito - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Poiché la pronuncia di rigetto del giudice amministrativo si esaurisce nella conferma del provvedimento impugnato e non si sostituisce all'atto amministrativo - conservando l'autorità che lo ha emesso tutti i poteri che avrebbe avuto se l'atto non fosse stato impugnato, eccetto la possibilità di ravvisarvi i vizi di legittimità ritenuti insussistenti dal giudice -, non è ipotizzabile in tale tipo di pronuncia uno sconfinamento nella sfera del merito e quindi della discrezionalità e opportunità dell'azione amministrativa. Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 7207 del 13/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_362...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Provvedimento cd. ampliativo della P.A. - Annullamento in via di autotutela - Danno - Risarcibilità - Condizioni - Affidamento del privato - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Qualora il privato abbia fatto incolpevole affidamento su un provvedimento amministrativo ampliativo della propria sfera giuridica, successivamente annullato, in via di autotutela od ”ope iudicis", senza che si discuta della legittimità dell'annullamento, la controversia relativa ai danni subiti dal privato rientra nella giurisdizione del giudice ordinario perché ha ad oggetto non già la lesione di un interesse legittimo pretensivo, bensì una situazione di diritto soggettivo rappresentata dalla conservazione dell'integrità del patrimonio, pregiudicato dalle scelte compiute confidando sulla legittimità del provvedimento amministrativo poi caducato. (Principio affermato in fattispecie di intervento edilizio privato per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica da destinare a particolari categorie di conduttori, regolato, quanto alla misura dei canoni di locazione esigibili, da convenzione poi revocata in autotutela, con conseguente riduzione del canone massimo). Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 6885 del 08/03/2019) Cod_Civ_art_2043, Cod_Proc_Civ_art_001, Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_362, Cod_Proc_Civ_art_374, Cod_Proc_Civ_art_375...
Pronuncia di rigetto della domanda principale con assorbimento della domanda riconvenzionale - Impugnazione del convenuto, in via incidentale eventualmente condizionata, della statuizione implicita sulla giurisdizione - Corte di Cassazione, Sez. U, Senten
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Pronuncia di rigetto della domanda principale con assorbimento della domanda riconvenzionale - Impugnazione del convenuto, in via incidentale eventualmente condizionata, della statuizione implicita sulla giurisdizione - Inammissibilità - Fondamento. In tema di giurisdizione, la parte convenuta che abbia proposto domanda riconvenzionale (o, nel processo amministrativo, ricorso incidentale), rimasta non esaminata in quanto assorbita dal pieno rigetto nel merito della domanda principale, non è legittimata a proporre appello incidentale, eventualmente in via condizionata, contro il capo implicito della sentenza con cui il giudice adito ha affermato la propria giurisdizione, in quanto tale parte, avendo a sua volta implicitamente invocato la giurisdizione del medesimo giudice spiegando domanda riconvenzionale, sul punto è risultata pienamente vittoriosa. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 6281 del 04/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_362...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile - Azione di responsabilità promossa dinanzi alla Corte dei conti per gli stessi fatti materiali - Reciproca indipendenza - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze in tema di giurisdizione. Responsabilità civile - amministrazione pubblica - danno causato dai dipendenti della p.a. nell'esercizio delle funzioni L'azione di responsabilità per danno erariale e quella di responsabilità civile promossa dalle singole amministrazioni interessate davanti al giudice ordinario restano reciprocamente indipendenti, anche quando investano i medesimi fatti materiali, essendo la prima volta alla tutela dell'interesse pubblico generale, al buon andamento della P.A. e al corretto impiego delle risorse, con funzione prevalentemente sanzionatoria, e la seconda, invece, al pieno ristoro del danno, con funzione riparatoria ed integralmente compensativa, a protezione dell'interesse particolare della amministrazione attrice; ne deriva che le eventuali interferenze tra i due giudizi integrano una questione non di giurisdizione ma di proponibilità dell'azione di responsabilità innanzi al giudice contabile, sempre che non sia contestata dinanzi a quest'ultimo la configurabilità stessa, in astratto, di un danno erariale, in relazione ai presupposti normativamente previsti per il sorgere della responsabilità amministrativa contestata dal P.G. contabile, nel qual caso si configura una questione di giurisdizione risolvibile dalle Sezioni Unite, essendo posta in discussione la "potestas iudicandi" del giudice contabile, la cui definizione è rimessa alla discrezionalità del legislatore ordinario, non essendo la Corte dei conti "il giudice naturale della tutela degli interessi pubblici e della tutela da danni pubblici" (Corte cost., nn. 355/2010, 46/2008, 641/1987). Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 4883 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_001, Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_362, Cod_Proc_Civ_art_374, Cod_Proc_Civ_art_382...
Conflitti - di giurisdizione decisione declinatoria di giurisdizione - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 3331 del 05/02/2019
giurisdizione civile - conflitti - di giurisdizione decisione declinatoria di giurisdizione - impugnazione immediata ex art. 111, comma 8, cost. - successiva riassunzione del giudizio innanzi al giudice indicato come munito di giurisdizione - rinuncia implicita all'impugnazione - esclusione – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 3331 del 05/02/2019 E' ammissibile il ricorso ex art. 111, comma 8, Cost. proposto immediatamente alle Sezioni Unite avverso la decisione declinatoria della giurisdizione, ancorché successivamente il medesimo ricorrente provveda anche alla riassunzione del giudizio innanzi al giudice dichiarato munito di giurisdizione dalla decisione impugnata, atteso che tale contegno processuale, valutato alla luce delle scansioni temporali che l'hanno caratterizzato, non risulta compatibile con una volontà tesa ad abbandonare il ricorso – prioritariamente proposto – con il quale è stato chiesto alle Sezioni Unite di esaminare la questione di giurisdizione, dovendo l'atto successivo intendersi come rivolto non già a prestare acquiescenza alla statuizione in punto di giurisdizione, precedentemente impugnata innanzi all'organo istituzionalmente deputato a risolvere tale questione, ma unicamente a dare esecuzione alla stessa. (Principio affermato con riferimento ad un d.P.R. che, decidendo un ricorso straordinario al Capo dello Stato, aveva ritenuto la cognizione esclusiva e funzionale del Tribunale superiore delle acque pubbliche, in conformità al parere reso dal Consiglio di Stato, cui era seguita l'immediata impugnazione innanzi alle S.U sulla statuizione relativa alla giurisdizione e la successiva riassunzione del giudizio innanzi al TSAP, con contestuale richiesta di sospensione del giudizio ovvero di sollevare conflitto negativo di giurisdizione). Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 3331 del 05/02/2019 declinatoria di giurisdizione Cod_Proc_Civ_art_362...
Attribuzioni giurisdizionali - contenzioso contabile - giudizi di responsabilità
Corte dei conti - attribuzioni - giurisdizionali - contenzioso contabile - giudizi di responsabilità - in genere - conferimento d'incarichi a soggetti esterni all'amministrazione - proroghe reiterate e genericamente motivate – esame dell’operato della p.a. - giurisdizione contabile - sussistenza - violazione dei limiti esterni alla giurisdizione contabile - esclusione – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 33366 del 24/12/2018 In tema di responsabilità amministrativa, rientra nella giurisdizione della Corte dei conti, e non integra il divieto relativo al sindacato di merito delle scelte amministrative, l'accertamento dell'operato della PA in caso di conferimento d'incarichi a soggetti esterni al di fuori delle ipotesi previste dall'art. 7 del d.lgs. n. 165 del 2001, in particolare a fronte di proroghe reiterate e genericamente motivate (come nella specie), trattandosi di controllo giurisdizionale fondato sui canoni della razionaità, efficienza ed efficacia rilevanti sul piano della legittimità e non della mera opportunità dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 33366 del 24/12/2018...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato - sentenza del consiglio di stato - oggetto - negazione in concreto di tutela giurisdizionale determinata da erronea interpretazione di norme sostanziali nazionali o di principi del diritto europeo - eccesso di potere giurisdizionale - insussistenza – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 32773 del 19/12/2018 La negazione in concreto di tutela alla situazione soggettiva azionata, determinata dall'erronea interpretazione delle norme sostanziali nazionali o dei principi del diritto europeo da parte del giudice amministrativo, non concreta eccesso di potere giurisdizionale per omissione o rifiuto di giurisdizione così da giustificare il ricorso previsto dall'art. 111, comma 8, Cost., atteso che l'interpretazione delle norme di diritto costituisce il "proprium" della funzione giurisdizionale e non può integrare di per sé sola la violazione dei limiti esterni della giurisdizione, che invece si verifica nella diversa ipotesi di affermazione, da parte del giudice speciale, che quella situazione soggettiva è, in astratto, priva di tutela per difetto assoluto o relativo di giurisdizione. Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 32773 del 19/12/2018 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato - eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera legislativa - nozione - applicazione di una norma creata dal giudice – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 32175 del 12/12/2018 In tema di sindacato della Corte di cassazione sulle decisioni giurisdizionali del Consiglio di Stato, l'eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera di attribuzioni riservata al legislatore è configurabile solo qualora il giudice speciale abbia applicato non la norma esistente ma una norma da lui creata, esercitando un'attività di produzione normativa che non gli compete. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso una sentenza del Consiglio di Stato - che aveva respinto una domanda di revocazione di una propria pronuncia fondata sulla prospettazione di un errore di fatto per il mancato apprezzamento di un giudicato interno, ritenuto invece insussistente - atteso che la decisione impugnata aveva interpretato la norma sugli effetti del giudicato e non già creato una nuova norma). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 32175 del 12/12/2018...
Comunità europea - giudice nazionale - rimessione degli atti - in genere - questione di giurisdizione - obbligo di rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE - violazione - diniego di giurisdizione - esclusione – ragioni - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - Consiglio di Stato - in genere - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 29391 del 15/11/2018 In tema di sindacato consentito alle Sezioni Unite sulle decisioni del Consiglio di Stato, la violazione dell'obbligo di rimessione alla Corte di giustizia U.E. delle questioni relative all'interpretazione delle norme dell'Unione europea non integra una questione inerente alla giurisdizione, né secondo l'accezione tradizionale, come riparto tra ordini giudiziari - non contemplando le norme sul detto riparto, tipiche ed esclusive dell'ordinamento nazionale italiano, la Corte di giustizia tra i destinatari del riparto medesimo -, né secondo l'accezione funzionale della giurisdizione, nel senso di tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi, dato che non è la Corte di giustizia ad erogare la tutela del caso concreto, bensì il giudice di rinvio, ossia il giudice nazionale. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 29391 del 15/11/2018...
Eccesso di potere giurisdizionale in danno del legislatore - Configurabilità in ipotesi di attività interpretativa della legge riservata del giudice - Esclusione. La mancata o inesatta applicazione di una norma di legge da parte del giudice amministrativo integra, al più, un "error in iudicando", ma non dà luogo alla creazione di una norma inesistente, comportante un'invasione della sfera di attribuzione del potere legislativo sindacabile dalla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 362, comma 1, c.p.c.. Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 16974 del 27/06/2018 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 16016 del 18/06/2018
Ottemperanza – Giurisdizione attribuita al g.a. – Sindacato sui limiti di tale giurisdizione – Estensione – Motivo afferente comportamenti elusivi del giudicato – Ammissibilità – Esclusione. Poiché nel giudizio di ottemperanza è attribuito al g.a. un sindacato anche di merito, per distinguere le fattispecie in cui il controllo sui limiti della giurisdizione è consentito da quello in cui risulta invece inammissibile, è decisivo stabilire se quel che è censurato con il ricorso sia il "modo" in cui il potere giurisdizionale di ottemperanza è stato esercitato dal g.a., attenendo ciò ai limiti interni della giurisdizione, oppure la "possibilità" stessa - in una determinata situazione - di fare ricorso al giudizio di ottemperanza, ciò attenendo invece ai limiti esterni. In particolare, quando l'ottemperanza sia stata esperita a fronte di comportamenti elusivi del giudicato o manifestamente in contrasto con esso, afferiscono ai "limiti interni" della giurisdizione - la cui violazione è sottratta al sindacato della S.C. - gli eventuali errori imputati al g.a. nell'individuazione degli effetti conformativi del giudicato, nella ricostruzione della successiva attività della P.A. e nella valutazione di non conformità di questa agli obblighi derivanti dal giudicato; afferiscono, invece, ai "limiti esterni" - il cui superamento è soggetto al controllo della S.C. - le doglianze che pongano in discussione il fatto che nel caso concreto un tal potere, con la peculiare estensione che lo caratterizza, spettasse o meno a detto giudice. Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 16016 del 18/06/2018 &nbsp...
Giudicato civile - Poteri del giudice di ottemperanza - Adozione di provvedimenti sostitutivi della P.A. - Invasione della sfera di discrezionalità amministrativa - Eccesso di potere giurisdizionale - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie. Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo, per invasione della sfera riservata al potere discrezionale della P.A., nel caso in cui il giudice dell'ottemperanza, rilevata la violazione od elusione del giudicato civile, adotti provvedimenti in luogo della P.A. inadempiente, sostituendosi al soggetto obbligato ad adempiere, in quanto, in ossequio al principio dell'effettività della tutela giurisdizionale, il giudizio di ottemperanza, al fine di soddisfare pienamente l'interesse sostanziale del ricorrente, non può arrestarsi di fronte ad adempimenti parziali, incompleti od addirittura elusivi del contenuto della decisione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione del Consiglio di Stato che, in sede di giudizio di ottemperanza, aveva dichiarato illegittimo l'indennizzo attribuito ad un privato a seguito di acquisizione in sanatoria di un fondo, ex art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001, perché di importo inferiore a quanto riconosciuto allo stesso, a titolo risarcitorio per l'illegittima espropriazione del medesimo cespite, da una precedente sentenza civile passata in giudicato). Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 13702 del 30/05/2018 &nbsp...
Sentenza Consiglio di Stato - Termine lungo per impugnare in Cassazione – Ultrattività della disciplina previgente – Condizioni – Applicabilità dell’art. 327 c.p.c. – Esclusione – Fondamento - Fattispecie. In tema di impugnazioni delle sentenze del Consiglio di Stato, l'art. 2 dell'allegato 3 del codice del processo amministrativo, recante le disposizioni transitorie, prevede l'ultrattività della disciplina previgente – ivi compreso il termine lungo di un anno per proporre ricorso per cassazione – esclusivamente per i termini che sono in corso alla data della sua entrata in vigore; né può invocarsi l'art. 327 c.p.c., come modificato dall'art. 46, comma 17, della l. n. 69 del 2009, essendo esclusivamente applicabili le norme di settore che regolano le impugnazioni delle sentenze del giudice amministrativo. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile, per tardività, il ricorso per cassazione proposto avverso una sentenza del Consiglio di Stato, essendo al momento del deposito del provvedimento già entrato in vigore l'art. 92, comma 3, del codice del processo amministrativo, ed il conseguente termine lungo di sei mesi). Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 11575 del 11/05/2018 &nbsp...
Giurisdizione - Criteri di riparto - "Petitum" sostanziale identificato dalla "causa petendi" - Conseguenze - Procedura per l' emersione del lavoro irregolare - Ammissione del datore di lavoro alla procedura di cui alla l.n. 296 del 2006 - Devoluzione al giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento. Ai fini del riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo rileva non tanto la prospettazione compiuta dalle parti, quanto il "petitum" sostanziale, che va identificato soprattutto in funzione della "causa petendi", ossia dell'intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio; ne consegue che la controversia concernente l’ammissione alle agevolazioni di cui alla l. n. 296 del 2006 appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, in quanto l’inserimento del datore di lavoro nella procedura per la emersione del lavoro irregolare non discende da una valutazione discrezionale della pubblica amministrazione, ma dall’accertamento del diritto soggettivo di accesso alla procedura stessa che non rientra, inoltre, tra le materie per le quali è prevista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133 cod. proc. amm. Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 21522 del 15/09/2017 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - giurisdizione in materia tributaria - Corte di Cassazione Sez. U - , Ordinanza n. 18979 del 31/07/2017
Cartella di pagamento per spese processuali e somme dovute alla Cassa delle ammende - Impugnazione - Giurisdizione ordinaria - Fondamento. L'impugnazione delle cartelle di pagamento relative a spese processuali ed a somme dovute alla Cassa delle ammende ricade nella giurisdizione ordinaria, non attenendo a crediti tributari. Corte di Cassazione Sez. U - , Ordinanza n. 18979 del 31/07/2017 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - autorizzazioni e concessioni - Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 16829 del 07/07/2017
Concessioni amministrative - Controversie patrimoniali riservate al giudice ordinario - Nozione - Fattispecie. In materia di concessioni amministrative, sono riservate alla giurisdizione del giudice ordinario unicamente le controversie che, non coinvolgendo la verifica dell’azione autoritativa della P.A. sul rapporto concessorio sottostante, abbiano un contenuto meramente patrimoniale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, dichiarando la giurisdizione del giudice amministrativo con riferimento ad una controversia in cui il riconoscimento dell’obbligo di pagamento delle indennità relative a beni demaniali dipendeva dall’accertamento dell’esistenza della concessione amministrativa sulle aree, che è materia attribuita alla giurisdizione esclusiva ai sensi dell’art. 5 della l. n. 1034 del 1971, applicabile “ratione temporis”). Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 16829 del 07/07/2017 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - giurisdizione in materia tributaria - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 16833 del 07/07/2017
Controversia tra sostituto e sostituito - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. In tema di giurisdizione, le controversie tra il sostituto d'imposta ed il sostituito, non coinvolgendo il rapporto d'imposta, danno ingresso ad una lite tra privati la cui cognizione appartiene al giudice ordinario. (Fattispecie riguardante la domanda di un avvocato, nei confronti della banca tesoriere di un comune, volta ad ottenere il rimborso della somma relativa alla ritenuta d'acconto applicata sulle spese di vari giudizi, anzichè soltanto sui diritti ed onorari in essi liquidati). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 16833 del 07/07/2017 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 15275 del 20/06/2017
Giudizio di ottemperanza - Oggetto - Sindacato su valutazioni della P.A. prospettate come innovative, giacché fondate su circostanze sopravvenute - Eccesso di potere giurisdizionale - Esclusione - Fattispecie in tema di provvedimenti del C.S.M. Non è affetta dal vizio di eccesso di potere giurisdizionale la decisone adottata dal Consiglio di Stato, all’esito di giudizio di ottemperanza, con lo quale lo stesso si pronunci su rinnovate valutazioni della P.A. prospettate, al contempo, come elusive del giudicato ed innovative - giacché fondate su circostanze sopravvenute - rispetto a quelle già ritenute illegittime dal giudice amministrativo. (Nel caso di specie, è stato respinto il ricorso con cui il C.S.M. aveva dedotto la sussistenza del vizio suddetto in relazione al rinnovato annullamento di una ulteriore deliberazione consiliare in ordine al conferimento di un incarico direttivo di un ufficio giudiziario, sempre in favore del candidato destinatario di un precedente provvedimento dichiarato illegittimo, dolendosi del fatto che il Consiglio di Stato - lungi da disporre la conversione del rito, da quello di ottemperanza in quello di cognizione - aveva ritenuto di poter apprezzare i sopravvenuti elementi di valutazione posti alla base della nuova deliberazione consiliare; la S.C. ha, infatti, ritenuto che la mancata conversione del rito potesse costituire, al più, un "error in procedendo", mentre l’eccesso di potere giurisdizionale risulta configurabile, in sede di giudizio amministrativo di ottemperanza, solo quando venga erroneamente ipotizzata la ricorrenza dei suoi presupposti nel difetto degli stessi). Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 15275 del 20/06/2017 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 14859 del 15/06/2017
Appalti pubblici - Annullamento in autotutela di atti amministrativi prodromici alla stipulazione del contratto - Conseguente domanda di accertamento negativo del credito - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Fondamento. In tema di appalti pubblici, l'annullamento in autotutela di un atto amministrativo prodromico alla stipulazione del contratto ha natura autoritativa e discrezionale, sicché il relativo vaglio di legittimità spetta al giudice amministrativo, la cui giurisdizione esclusiva si estende - con necessità di trattazione unitaria - alla conseguente domanda per la dichiarazione di inefficacia o nullità del contratto. Sussiste, invece, la giurisdizione del giudice ordinario quando, conclusosi il giudizio amministrativo sull'atto presupposto, con passaggio in giudicato della relativa sentenza, alla domanda di nullità del contratto si aggiunga quella di accertamento negativo del credito, vertendosi in tema di diritti soggettivi vantati in posizione di parità dal privato nei confronti dell'ente pubblico, non riservati, in via esclusiva, alla giurisdizione del giudice amministrativo. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 14859 del 15/06/2017 &nbsp...
Decreto presidenziale emanato in difformità al parere del Consiglio di Stato, previa delibera del Consiglio dei ministri - Giudizio di ottemperanza - Esclusione - Diniego di giurisdizione - Insussistenza. In tema di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il decreto presidenziale adottato in difformità al parere del Consiglio di Stato, previa delibera del Consiglio dei ministri - come consentito anteriormente all'abolizione di tale facoltà disposta con l'art. 69 della l. n. 69 del 2009 - non è suscettibile di tutela mediante il giudizio di ottemperanza, senza che tale esclusione, avuto riguardo alla natura dell'atto, possa configurare un'ipotesi di diniego di giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 14858 del 15/06/2017 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 13976 del 06/06/2017
Rifiuto e diniego di giurisdizione - Distinzione - Ricorribilità in Cassazione ex art. 111, comma 8, Cost. - Configurabilità - Condizioni. In materia di ricorso per cassazione avverso le sentenze del giudice speciale, integra il vizio di rifiuto dell’esercizio della giurisdizione l’affermazione – contro la “regola iuris” che attribuisce a quel giudice il potere di “dicere ius” sulla domanda – che la situazione soggettiva fatta valere in giudizio è, in astratto, priva di tutela, allorché essa sia corredata dal rilievo della estraneità di tale situazione non solo alla propria giurisdizione ma anche a quella di ogni altro giudice, atteso che, ove tale affermazione fosse, invece, accompagnata dal riconoscimento dell’esistenza dell’altrui giurisdizione, ricorrerebbe un’ipotesi di diniego della propria giurisdizione, l’uno e l’altro vizio, peraltro, risultando i soli sindacabili dalla Corte di cassazione ex art 111, ultimo comma, Cost, diversamente dall’erronea negazione, in concreto, della tutela alla situazione soggettiva azionata. Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 13976 del 06/06/2017 &nbsp...
Pronunce della Corte dei conti in sede giurisdizionale - Sindacato della Corte di cassazione - Limiti - "Errores in procedendo" o "in iudicando" - Esclusione - Fattispecie. Il ricorso per cassazione contro la decisione della Corte dei conti è consentito soltanto per motivi inerenti alla giurisdizione, sicché il controllo della S.C. è circoscritto all'osservanza dei meri limiti esterni della giurisdizione, non estendendosi ad asserite violazioni di legge sostanziale o processuale concernenti il modo d'esercizio della giurisdizione speciale. Ne consegue che, anche a seguito dell'inserimento della garanzia del giusto processo nella nuova formulazione dell'art. 111 Cost., l'accertamento in ordine ad “errores in procedendo” o ad “errores in iudicando” rientra nell'ambito del sindacato afferente i limiti interni della giurisdizione, trattandosi di violazioni endoprocessuali rilevabili in ogni tipo di giudizio e non inerenti all'essenza della giurisdizione o allo sconfinamento dai limiti esterni di essa, ma solo al modo in cui è stata esercitata. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno ritenuto inammissibile il ricorso incidentale per cassazione prospettante una questione concernente l'interesse ad intervenire nel giudizio "a quo"). Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 12497 del 18/05/2017 &nbsp...
Giurisdizione civile - principi costituzionali - ricorso per cassazione contro decisioni dei giudici amministrativi - decisioni del consiglio di stato - Corte di Cassazione, Sez. U , Sentenza n. 7295 del 22/03/2017
Annullamento di gara di appalto ad opera del G.A. - Conseguente declaratoria di inefficacia del contratto, ex art. 122 del d.lgs. n. 104 del 2010 - Eccesso di potere giurisdizionale, per attività riservata alla P.A. - Esclusione – Ragioni. Non configura eccesso di potere giurisdizionale, per esercizio di attività riservata alla P.A., la declaratoria, ad opera del G.A., di inefficacia del contratto conseguente all'annullamento di una gara di appalto, ex art. 122 del d.lgs. n. 104 del 2010, giacché a tale potere non corrisponde, tanto nella disciplina del d.lgs. n. 163 del 2006, quanto in quella introdotta dal d.lgs. n. 50 del 2016, analoga figura di provvedimento amministrativo di uguale contenuto - sicché difetta, sotto il profilo formale, l'oggetto della pretesa usurpazione - mentre, per altro aspetto, l'art. 122 disciplina un istituto di applicazione generalizzata, con esclusione dei soli casi regolati dagli artt. 121, comma 1, e 123 del d.lgs. n. 104 cit., affidata ad un potere di valutazione del giudice amministrativo, rispetto alla quale è indifferente che la gara debba essere rinnovata o meno salvo, in tale ultima ipotesi, l'obbligo di valutare, tra l'altro, la possibilità del ricorrente di subentrare nel contratto nonché l'avvenuta proposizione della domanda di subentro. Corte di Cassazione, Sez. U , Sentenza n. 7295 del 22/03/2017 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 953 del 17/01/2017
Controllo sul limite esterno della giurisdizione - Portata - Conformità della decisione al diritto europeo - Esclusione - Limiti - Fattispecie in tema di ritenuta incompatibilità tra la normativa nazionale sul finanziamento dell'AGCOM e la Direttiva 2002/20/CE In materia di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato, il controllo del limite esterno della giurisdizione - che l'art. 111, comma 8, Cost., affida alla Corte di cassazione - non include il sindacato sulle scelte ermeneutiche del giudice amministrativo, suscettibili di comportare errori "in iudicando" o "in procedendo" per contrasto con il diritto dell'Unione europea, salva l'ipotesi "estrema" in cui l'errore si sia tradotto in una interpretazione delle norme europee di riferimento in contrasto con quelle fornite dalla Corte di Giustizia Europea, sì da precludere, rendendola non effettiva, la difesa giudiziale. (Nella specie, si è escluso che il Consiglio di Stato avesse ecceduto il limite suddetto nel verificare la compatibilità della disciplina nazionale in tema di finanziamento dell'AGCOM, prevista dall’art. 1, commi 65 e 66, della l. n. 266 del 2005, con l’art. 12 della Direttiva 2002/20/CE, quale interpretato dalla sentenza della CGUE del 18 luglio 2013, nelle cause riunite da C-228/12 a C-232/12 e da C-254/12 a C-258/12, e nel ritenere che il prelievo tributario previsto dalla normativa nazionale, con un imponibile esteso anche a ricavi derivanti da attività non soggette alla regolazione di mercato dell'AGCOM e con un gettito non limitato ai costi complessivi sostenuti dall'Autorità per le sole attività di regolazione, fosse incompatibile con la Direttiva citata). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 953 del 17/01/2017 &nbsp...
Cambio di intestazione catastale di terreno da privato a demanio pubblico - Controversia - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza – Ragioni E’ devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto l’impugnazione di un provvedimento che abbia disposto il cambio della intestazione catastale di un terreno da privato a demanio pubblico, atteso che un tale giudizio non pone in discussione errori formali relativi alla intestazione (i quali rientrano nella giurisdizione tributaria ex art. 2, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992), bensì il mutamento della medesima, e, quindi, l’individuazione del soggetto titolare di diritti sulla particella in questione, a nulla rilevando che i vizi denunciati derivino da un’incompleta attività istruttoria ovvero da errori di valutazione e difetti di motivazione, in quanto si tratta di vizi pur sempre ridonanti sull’esattezza della individuazione del titolare di un diritto soggettivo, qual è il diritto di proprietà. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26900 del 23/12/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26274 del 20/12/2016
Giudizio di ottemperanza - Interpretazione del giudicato - Rigetto - Violazione dei limiti esterni della giurisdizione - Esclusione - Fondamento – Fattispecie La decisione di rigetto della domanda proposta per ottenere l’ottemperanza di un giudicato amministrativo non è sindacabile dalla Corte di cassazione per motivi inerenti all’interpretazione del giudicato e delle norme oggetto di quel giudizio, atteso che gli errori nei quali il giudice amministrativo sia eventualmente incorso, essendo inerenti al giudizio di ottemperanza, restano interni alla giurisdizione stessa. (Nella specie, in sede di ottemperanza ad un giudicato amministrativo che, previo annullamento per difetto di istruttoria e di motivazione di un decreto di diniego dei contributi ex lege n. 44 del 1999, obbligava il Commissario antiracket ad emetterne uno nuovo, il Consiglio di Stato aveva rigettato l’istanza di nomina di un commissario “ad acta” per provvedere in sostituzione dell’Amministrazione, atteso che, nelle more del procedimento, era intervenuto un ulteriore decreto, anch’esso negativo, ma sufficientemente istruito e motivato; la S.C. ha, quindi, ritenuto inammissibile il ricorso con il quale si lamentava l'omessa considerazione, da parte del giudice dell’ottemperanza, dell'asserita preclusione derivante dal giudicato in punto debenza dell’accesso al beneficio richiesto, trattandosi di censure attinenti all’intepretazione del giudicato stesso). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26274 del 20/12/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25975 del 16/12/2016
Decisione del Consiglio di Stato - Applicazione degli artt. 652 o 654 c.p.p. in relazione a sentenza penale irrevocabile - Valutazione della residua rilevanza, sul piano amministrativo, dei fatti esclusi dal giudice penale - Violazione dei limiti esterni della giurisdizione- Esclusione L’accertamento, da parte del giudice amministrativo, riguardante il se una sentenza penale irrevocabile spieghi efficacia ex artt. 652 o 654 c.p.p., ovvero il se all’esito residui un’area di rilevanza, quanto alla propria cognizione, dei fatti di cui il giudice penale abbia pur escluso la sussistenza, non esorbita i limiti esterni della sua giurisdizione, costituendo null’altro che un’attività di giudizio, sicché, anche se errata, non può dar luogo ad un motivo di giurisdizione rilevante ai sensi degli artt. 110 c.p.a. e 362 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25975 del 16/12/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25625 del 14/12/2016
Giudizio di ottemperanza - Giudicato formatosi davanti ad un giudice diverso da quello amministrativo - Ambito e limiti - Conseguenze - Sentenza definitiva del giudice ordinario - Consiglio di Stato - Sindacato integrativo - Diverso contenuto precettivo - Ammissibilità - Esclusione - Eccesso di potere giurisdizionale – Configurabilità Il potere interpretativo del giudicato da eseguire, che è insito nella struttura stessa del giudizio di ottemperanza in quanto giudizio di esecuzione, allorché attenga ad un giudicato formatosi davanti ad un giudice diverso da quello amministrativo, non può che esercitarsi sulla base di elementi interni al giudicato da ottemperare e non su elementi esterni, la cui valutazione rientra in ogni caso nella giurisdizione propria del giudice che ha emesso la sentenza. Pertanto, ove il Consiglio di Stato, in sede di ottemperanza di una sentenza definitiva del giudice ordinario (nella specie, di accertamento del diritto di taluni pubblici dipendenti di godere di un congedo ordinario aggiuntivo di 15 giorni lavorativi, ai sensi dell’art. 5 CCNL Comparto sanità), abbia effettuato un sindacato integrativo - individuando, in tal modo, un diverso contenuto precettivo del giudicato (nella specie, conformandosi ad una sentenza della Corte di cassazione che aveva stabilito un diverso criterio per il computo delle ferie aggiuntive), con una pronuncia sostanzialmente autoesecutiva - ciò si traduce in un eccesso di potere giurisdizionale sindacabile ai sensi dell'art. 111, comma 8, Cost., inteso quale esorbitanza dai limiti esterni che segnano l'ambito della sua giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25625 del 14/12/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 24742 del 05/12/2016
Decisione della sezione che ometta il rinvio all’Adunanza Plenaria e statuisca in contrasto con precedente di quest’ultima - Censura - "Error in iudicando" - Inammissibilità - Fondamento. Le Sezioni Unite della Corte di cassazione, dinanzi alle quali siano impugnate decisioni di un giudice speciale per motivi attinenti alla giurisdizione, possono rilevare unicamente l'eventuale superamento dei limiti esterni della giurisdizione medesima, non essendo loro consentito di estendere il proprio sindacato anche al modo in cui la giurisdizione è stata esercitata. Ne consegue che il ricorso avverso la sentenza del Consiglio di Stato, con il quale si deduca l’omesso rinvio all’Adunanza Plenaria e l'erronea decisione del medesimo in quanto contrastante con gli orientamenti precedentemente assunti dal medesimo giudice, è inammissibile, prospettando un "error in iudicando", estraneo al sindacato consentito alle Sezioni Unite della Suprema Corte sulle suddette decisioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 24742 del 05/12/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - consiglio di stato - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 24740 del 05/12/2016- Bis
Interpretazione erronea di norme di un regolamento comunale - Eccesso di potere giurisdizionale - Questione di giurisdizione denunciabile in cassazione - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Le Sezioni Unite della Corte di cassazione, dinanzi alle quali siano impugnate decisioni di un giudice speciale per motivi attinenti alla giurisdizione, possono rilevare unicamente l'eventuale superamento dei limiti esterni della giurisdizione medesima, non essendo loro consentito di estendere il proprio sindacato anche al modo in cui tale giurisdizione è stata esercitata. Ne consegue che, con riguardo all'interpretazione, da parte del Consiglio di Stato, di norme di un regolamento comunale, non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale, sotto il profilo dello sconfinamento nella sfera della potestà amministrativa del comune, tenuto conto che gli errori eventualmente commessi nell’interpretare - e, prima ancora, individuare - dette norme non investono la sussistenza ed i limiti esterni del potere giurisdizionale del giudice amministrativo ma solo la legittimità dell'esercizio del potere medesimo. (Nel caso di specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto nei confronti della sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha qualificato come regolamento un Protocollo di Intesa stipulato tra il Comune di Roma ed i gestori dei concessionari di telefonia mobile per disciplinare la collocazione degli impianti nel territorio comunale). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 24740 del 05/12/2016- Bis &nbsp...
Proposizione di due ricorsi avverso la stessa sentenza di appello – Ammissibilità - Limiti – Conseguenze. Nell'ordinamento processuale civile vige il principio generale della consumazione del potere di impugnazione, per effetto del quale, una volta che la parte abbia esercitato tale potere, esaurisce la facoltà di critica della decisione che lo pregiudica, senza che possa proporre una successiva impugnazione, salvo che la prima impugnazione sia invalida, non sia stata ancora dichiarata inammissibile o improcedibile e venga rispettato il termine di decadenza previsto dalla legge. Pertanto, ove la stessa sentenza di appello venga impugnata tempestivamente con due identici ricorsi per cassazione, proposti l’uno di seguito all’altro, si pongono due sole alternative, a seconda che il primo di essi abbia, o meno, validamente introdotto il giudizio di legittimità: nell’un caso, il ricorso successivamente proposto va dichiarato inammissibile; nell’altro, invece, deve essere esaminato in ragione dell’inammissibilità del primo. Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 24332 del 29/11/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23395 del 17/11/2016
Omessa pronuncia - Ricorso ex art. 362, comma 1, c.p.c. - Limiti - Fattispecie. Il ricorso avverso la sentenza del Consiglio di Stato, con il quale si deduce l'omessa pronuncia su una domanda, può integrare motivo inerente alla giurisdizione, denunciabile ai sensi dell'art. 362 c.p.c., solo se l'omissione è giustificata dalla ritenuta estraneità della domanda alle attribuzioni giurisdizionali del giudice amministrativo, non quando si prospetti come errore "in iudicando" o "in procedendo". (Così statuendo, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso con il quale si lamentava il mancato esame, da parte del Consiglio di Stato, di una questione procedurale, proposta avverso il decreto ministeriale impugnato e concernente la mancanza di impulso da parte degli interessati, la quale era stata dichiarata assorbita dal TAR, che aveva accolto il ricorso per profili di merito, ma poi non vagliata dal Consiglio di Stato che pure, accogliendo l'impugnazione, aveva rigettato il ricorso e confermato il decreto ministeriale opposto). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23395 del 17/11/2016 &nbsp...
Impugnazione di provvedimenti della Corte di cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione - Inammissibilità - Fondamento. L'impugnazione, per motivi attinenti alla giurisdizione, di un provvedimento reso dalla Corte di cassazione è inammissibile, atteso che avverso le sentenze e le ordinanze adottate da quest'ultima, anche ai sensi dell'art. 375 comma 1, c.p.c., è ammesso il solo rimedio del ricorso per revocazione ex artt. 391-bis e 395, n. 4, c.p.c.. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22718 del 09/11/2016 &nbsp...
Conflitto negativo di giurisdizione tempestivamente sollevato dal giudice ordinario - Risoluzione in suo favore - Potere della Sezioni Unite di individuare anche il giudice competente - Limiti. In tema di conflitto negativo di giurisdizione, ove lo stesso sia stato tempestivamente sollevato dal giudice ordinario, giusta l'art. 59, comma 3, della l. n. 69 del 2009, entro la prima udienza fissata per la trattazione del merito, evocativa di quella ex art. 183 c.p.c. che individua, altresì, ai sensi dell'art. 38, comma 3, c.p.c., il momento di preclusione del potere officioso di rilevazione della competenza per materia, per territorio inderogabile e per valore, le Sezioni Unite, se ravvisano l'esistenza della giurisdizione ordinaria, devono ritenersi investite anche del potere di indicarne specificamente il corrispondente ufficio competente secondo i detti tre criteri, sempre che gli elementi "ex actis" lo consentano e non sia necessaria, per le ragioni di cui all'art. 38, ultimo comma, c.p.c., una sommaria istruzione sulla relativa questione. Sez. U, Ordinanza n. 18567 del 22/09/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Sez. U, Sentenza n. 14042 del 08/07/2016
Mancato rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia - Possibilità per le Sezioni Unite di disporlo autonomamente - Esclusione - Ambito di valutazione delle stesse limitato al controllo sui limiti esterni della giurisdizione - Inesistenza di norme dell'Unione Europea. Il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia, omesso dal Consiglio di Stato, non può essere disposto, sulla medesima questione, dalle Sezioni Unite della Suprema Corte innanzi alle quali sia stata impugnata la corrispondente decisione, spettando ad esse solo di vagliare il rispetto, da parte del primo, dei limiti esterni della giurisdizione amministrativa, senza che, su tale attribuzione di controllo, siano evidenziabili norme dell'Unione Europea su cui possano ipotizzarsi quesiti interpretativi. Sez. U, Sentenza n. 14042 del 08/07/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 8586 del 02/05/2016
Sentenza sull'idoneità di un certificato di studio all'attestazione di conoscenza dell'inglese secondo un livello CEFR - Ricorso per eccesso di potere giurisdizionale - Inammissibilità - Fondamento. La sentenza del Consiglio di Stato che valuta se il certificato di studio prodotto dalla parte sia idoneo ad attestare una determinata conoscenza della lingua inglese secondo le fasce CEFR (Common European Framework of Reference for Languages) implica un'attività ermeneutica interna al raggio d'azione che la legge assegna al giudice amministrativo, senza alcuna invasione della sfera riservata al legislatore nazionale e comunitario in materia di titoli di studio, sicché detta sentenza non può essere impugnata in cassazione per superamento dei limiti esterni della giurisdizione speciale. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 8586 del 02/05/2016 &nbsp...
Giurisdizione civile - conflitti - di giurisdizione – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 8060 del 21/04/2016
Ricorso per conflitto negativo di giurisdizione - Raddoppio del contributo unificato - Presupposti - Insussistenza. Quando il ricorso per cassazione è proposto per denunciare un conflitto negativo di giurisdizione, non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma l quater, del d.P.R. n. 115 del 2002. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 8060 del 21/04/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 7292 del 13/04/2016
Violazione dei limiti della cognizione incidentale - Eccesso di potere giurisdizionale - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. In tema di sindacato delle Sezioni Unite sulle decisioni del Consiglio di Stato, la violazione dei limiti della cognizione incidentale stabiliti dall'art. 8 c.p.a. non configura un eccesso di potere giurisdizionale, ma solo un "error in procedendo", commesso dal giudice amministrativo all'interno della sua giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 7292 del 13/04/2016 &nbsp...
Cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20413 del 12/10/2015
Tutela di bene culturale - Sentenza dichiarativa del difetto di legittimazione attiva di associazione ambientalista - Eccesso di potere giurisdizionale - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20413 del 12/10/2015 Non incorre in eccesso di potere giurisdizionale, sotto il duplice profilo del radicale stravolgimento delle norme di rito e del diniego di giustizia, la sentenza del Consiglio di Stato che, in una controversia relativa alla tutela di un determinato bene culturale, abbia dichiarato il difetto di legittimazione attiva di un'associazione ambientalista, atteso che l'interpretazione della corrispondente disciplina svolta al riguardo dal giudice speciale rientra "tout court" nell'orbita dei limiti interni della giurisdizione amministrativa, né essendo consentito invocare, sotto le spoglie del denunciato diniego, una diversa interpretazione del tessuto normativo applicabile, così impingendo nel merito della decisione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20413 del 12/10/2015 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19787 del 05/10/2015
Sindacato di legittimità in ordine a delibera del C.S.M. di conferimento di incarico giudiziario - Limiti. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19787 del 05/10/2015 In caso di concorso bandito dal C.S.M. per l'attribuzione di un incarico giudiziario, il Consiglio di Stato travalica i limiti esterni della giurisdizione qualora, nel giudizio avente ad oggetto la legittimità della corrispondente delibera del primo, operi direttamente una valutazione di merito del contenuto del provvedimento e ne apprezzi la ragionevolezza, - così sovrapponendosi all'esercizio della discrezionalità del C.S.M., espressione del potere, garantito dall'art. 105 Cost., di autogoverno della magistratura - piuttosto che limitarsi a sindacarne la legittimità, anche a mezzo del vizio dell'eccesso di potere. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19787 del 05/10/2015 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19787 del 05/10/2015
Art. 382 c.p.c. - Cassazione senza rinvio - Limiti - Pronuncia emessa da giudice fornito di "potestas iudicandi" - Cassazione per errata estensione dell'esercizio della giurisdizione - Rinvio - Necessità - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19787 del 05/10/2015 Ai sensi dell'art. 382 c.p.c., ed a seguito dell'entrata in vigore delle norme che attuano il principio della "translatio iudicii" - segnatamente l'art. 59 della legge n. 69 del 2009, e l'art. 11 del c.p.a. - la cassazione senza rinvio deve essere disposta esclusivamente quando non solo il giudice adito, ma qualsiasi altro giudice sia privo di giurisdizione sulla domanda, sicché non può farsi luogo a tale tipo di pronuncia tutte le volte in cui il giudice che ha emesso la sentenza cassata sia dotato di "potestas iudicandi" e la motivazione della cassazione sia soltanto l'errata estensione dell'esercizio della giurisdizione stessa. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19787 del 05/10/2015 &nbsp...
opere pubbliche (appalto di) - formazione del contratto - stipulazione del contratto - dichiarazione del privato (offerta) - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 16239 del 16/07/2014
Anomalia dell'offerta - Valutazioni della commissione di gara - Sindacato del giudice amministrativo - Eccesso di potere giurisdizionale - Sussistenza - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 16239 del 16/07/2014 In tema di appalto di opere pubbliche, il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni della commissione di gara in sede di verifica dell'anomalia di un'offerta non configura eccesso di potere giurisdizionale per sconfinamento, non attenendo tale controllo al merito dell'azione amministrativa, ma all'esercizio di discrezionalità tecnica (cfr. Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, sentenza n. 8 del 2014). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 16239 del 16/07/2014 &nbsp...
Decisione del Consiglio di Stato su richiesta di revocazione - Impugnazione con ricorso straordinario ex art. 111, ottavo coCorte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 3200 del 12/02/2014 Esclusione - Fondamento. E inammissibile il ricorso per cassazione per motivi inerenti la giurisdizione ai sensi dell'art. 111, ultimo comma, Cost., avverso la sentenza resa dal Consiglio di Stato in relazione alla richiesta di revocazione di una decisione dallo stesso pronunciata, in quanto il ricorso straordinario ex art. 111, ottavo comma, Cost., e il ricorso per revocazione costituiscono rimedi concorrenti, esperibili solo contro la decisione di merito, traducendosi, una diversa soluzione, in una indebita protrazione dei termini per l'impugnazione straordinaria. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 3200 del 12/02/2014 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato –Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 2289 del 03/02/2014
Giudizio di ottemperanza relativo a graduatoria per il conferimento di incarico dirigenziale - Rigetto della pretesa di attribuzione di punteggi aggiuntivi o ulteriori rispetto a quelli contemplati nella sentenza passata in giudicato - Rifiuto di giurisdizione ex art. 362, primo comma, cod. proc. civ. - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 2289 del 03/02/2014 Non incorre in un rifiuto di giurisdizione o diniego di giustizia, sindacabile dalla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 362, primo comma, cod. proc. civ., la decisione con cui il Consiglio di Stato, in sede di giudizio di ottemperanza, a conferma della pronuncia di primo grado, rigetti la pretesa del ricorrente relativa alla mancata attribuzione, nella graduatoria relativa al conferimento di un incarico di direzione e coordinamento, di un punteggio aggiuntivo in relazione a titoli non contemplati nella sentenza in esecuzione, nonché al mancato ulteriore riconoscimento della partecipazione a commissioni istituzionali, essendosi in tal modo il giudice amministrativo correttamente limitato ad interpretare il giudicato sulla base degli elementi interni allo stesso, senza effettuarne alcuna integrazione e senza, perciò, esorbitare dalla cognizione propria del giudizio di ottemperanza. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 2289 del 03/02/2014 &nbsp...
Decisione del Consiglio di Stato su richiesta di revocazione - Impugnazione con ricorso straordinario ex art. 111, ottavo comma, per motivi inerenti la giurisdizione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 3200 del 12/02/2014 E inammissibile il ricorso per cassazione per motivi inerenti la giurisdizione ai sensi dell'art. 111, ultimo comma, Cost., avverso la sentenza resa dal Consiglio di Stato in relazione alla richiesta di revocazione di una decisione dallo stesso pronunciata, in quanto il ricorso straordinario ex art. 111, ottavo comma, Cost., e il ricorso per revocazione costituiscono rimedi concorrenti, esperibili solo contro la decisione di merito, traducendosi, una diversa soluzione, in una indebita protrazione dei termini per l'impugnazione straordinaria. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 3200 del 12/02/2014 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 16754 del 23/07/2014
Ricorso per cassazione avverso sentenza del Consiglio di Stato su impugnazione per revocazione - Questione di giurisdizione - Configurabilità - Limiti. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 16754 del 23/07/2014 In sede di ricorso per cassazione avverso la sentenza del Consiglio di Stato pronunciata su impugnazione per revocazione, può sorgere questione di giurisdizione solo con riferimento al potere giurisdizionale in ordine alla statuizione sulla revocazione medesima, restando esclusa la possibilità di mettere in discussione detto potere sulla precedente decisione di merito. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 16754 del 23/07/2014 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9099 del 06/05/2015 Illegittima composizione del giudice speciale - Rilevanza ai fini della giurisdizione - Limiti - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9099 del 06/05/2015 La carenza di giurisdizione per illegittima composizione del giudice speciale (nella specie, Sezione del Consiglio di Stato) è ravvisabile solo in caso di alterazione strutturale dell'organo giudicante, per vizio di numero o qualità dei suoi membri, che ne precluda l'identificazione con l'organo delineato dalla legge, mentre la semplice violazione di norme processuali (nella specie, per dedotta incompatibilità dei magistrati) esorbita dai limiti del sindacato delle Sezioni Unite. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9099 del 06/05/2015 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1013 del 20/01/2014
Provvedimenti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - Sindacato di legittimità del giudice amministrativo - Contenuto - Verifica diretta dei fatti posti a fondamento del provvedimento - Profili tecnici - Estensione della verifica - Limiti - Coinvolgimento di opinioni e apprezzamenti contraddistinti da un oggettivo margine di opinabilità - Conseguenza - Verifica della sola non esorbitanza dai suddetti margini di opinabilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1013 del 20/01/2014 Il sindacato di legittimità del giudice amministrativo sui provvedimenti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato comporta la verifica diretta dei fatti posti a fondamento del provvedimento impugnato e si estende anche ai profili tecnici, il cui esame sia necessario per giudicarne della legittimità, salvo non includano valutazioni ed apprezzamenti che presentano un oggettivo margine di opinabilità (come nel caso della definizione di mercato rilevante nell'accertamento di intese restrittive della concorrenza), nel qual caso il sindacato, oltre che in un controllo di ragionevolezza, logicità e coerenza della motivazione del provvedimento impugnato, è limitato alla verifica della non esorbitanza dai suddetti margini di opinabilità, non potendo il giudice sostituire il proprio apprezzamento a quello dell' Autorità Garante.Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1013 del 20/01/2014...
ricorsi amministrativi - ricorso straordinario al capo dello stato - decisione – Corte di Cassazione, Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 10414 del 14/05/2014
Mancata contestazione della controparte in punto di giurisdizione - Decisione presidenziale conforme al parere del Consiglio di Stato - Proponibilità ricorso ex art. 111, comma 8, Cost. e 362 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 10414 del 14/05/2014 In tema di ricorso straordinario al Capo dello Stato, la parte ricorrente che abbia allegato, come indefettibile presupposto della sua domanda, la giurisdizione del giudice amministrativo, senza che l'intimato abbia esercitato l'opposizione ex art. 48 cod. proc. amm., né abbia contestato la sussistenza di tale presupposto, eventualmente proponendo regolamento preventivo di giurisdizione, non può proporre ricorso per cassazione ex art. 111, comma 8, Cost. e art. 362 cod. proc. civ. avverso il decreto del Presidente della Repubblica che abbia deciso il ricorso su conforme parere del Consiglio di Stato reso sull'implicito - o esplicito - presupposto della sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo allegato dalla parte stessa, sul punto non soccombente. Corte di Cassazione, Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 10414 del 14/05/2014 &nbsp...
Decisione del Consiglio di Stato su richiesta di revocazione - Impugnazione con ricorso straordinario ex art. 111, ottavo comma, per motivi inerenti la giurisdizione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. E inammissibile il ricorso per cassazione per motivi inerenti la giurisdizione ai sensi dell'art. 111, ultimo comma, Cost., avverso la sentenza resa dal Consiglio di Stato in relazione alla richiesta di revocazione di una decisione dallo stesso pronunciata, in quanto il ricorso straordinario ex art. 111, ottavo comma, Cost., e il ricorso per revocazione costituiscono rimedi concorrenti, esperibili solo contro la decisione di merito, traducendosi, una diversa soluzione, in una indebita protrazione dei termini per l'impugnazione straordinaria. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3200 del 12/02/2014 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.2403 del 04/02/2014
Rispetto del limite esterno della giurisdizione - Contenuto - Verifica della conformità delle sentenze del Consiglio di Stato al diritto dell'Unione europea - Esclusione - Ragioni. In materia di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato, il controllo del rispetto del limite esterno della giurisdizione - che l'art. 111, ultimo comma, Cost. affida alla Corte di cassazione - non include anche una funzione di verifica finale della conformità di quelle decisioni al diritto dell'Unione europea, neppure sotto il profilo dell'osservanza dell'obbligo di rinvio pregiudiziale ex art. 267, terzo comma, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dovendosi tener conto, da un lato, che nel plesso della giurisdizione amministrativa spetta al Consiglio di Stato - quale giudice di ultima istanza - garantire, nello specifico ordinamento di settore, la conformità del diritto interno a quello dell'Unione, se del caso avvalendosi dello strumento del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione europea, mentre, per contro, l'ordinamento nazionale contempla - per reagire ad una lesione del principio di effettività della tutela, conseguente ad una decisione del giudice amministrativo assunta in pregiudizio di situazioni giuridiche soggettive protette dal diritto dell'Unione - altri strumenti di tutela, attivabili a fronte di una violazione del diritto comunitario che sia grave e manifesta. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.2403 del 04/02/2014 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.20698 del 10/09/2013
Regolamento ministeriale - Asserita legificazione per rinvio recettizio da parte di norma successiva - Annullamento da parte del Consiglio di Stato - Eccesso di potere giurisdizionale, in chiave abrogativa, per invasione della sfera riservata al legislatore - Condizioni - Attività interpretativa - Evidenza - Esclusione - Fattispecie. Non incorre in eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera riservata al legislatore la decisione del Consiglio di Stato che abbia annullato un regolamento ministeriale escludendone il suo carattere di norma primaria - asseritamente determinato da rinvio recettizio ad opera della legge successiva - ove tale risultato sia stato, con evidenza, raggiunto in via interpretativa, non assumendo alcun rilievo l'esito dell'interpretazione, come tale ricadente in un (eventuale) errore di giudizio, sottratto al sindacato delle Sezioni Unite. (Nella specie, con il d.m. 256 del 2003 il Ministero dell'economia e delle finanze aveva dettato i criteri per il riconoscimento dell'esenzione di accise per biodiesel e tale disciplina era stato oggetto di richiamo da parte della legislazione successiva; le S.U., dopo aver sottolineato l'inesistenza di un evidente rinvio materiale - che, di per sé, avrebbe escluso ogni attività interpretativa - hanno posto in risalto che il Consiglio di Stato, con effettiva, ampia e articolata motivazione, aveva attribuito al richiamo del citato regolamento valenza strumentale "di servizio" a carattere provvisorio e non integrativa della norma). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.20698 del 10/09/2013 &nbsp...
Pendenza di due liti dinanzi a giudici appartenenti a differenti ordini giurisdizionali - Esclusione - Fondamento. La situazione processuale della litispendenza postula la contemporanea pendenza di più processi relativi alla stessa causa presso uffici giudiziari diversi, ma appartenenti al medesimo ordine giudiziario; ne consegue che, nell'ipotesi di rapporto di ripartizione esterno alla medesima giurisdizione, il concorso tra processi va risolto a mezzo di una pronuncia sulla giurisdizione e, in caso di decisioni contrastanti, con i rimedi che sono appositamente previsti per questa specifica ipotesi (art. 362 cod. proc. civ.). Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 18100 del 25/07/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - corte dei conti – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.17660 del 19/07/2013
Sindacato della Corte di cassazione - Limiti - "Error in iudicando" - Esclusione - Fattispecie in tema di prescrizione dell'azione erariale. Il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sulle decisioni della Corte dei conti in sede giurisdizionale non investe un eventuale "error in iudicando", essendo circoscritto al controllo dell'eventuale violazione dei limiti esterni della giurisdizione del giudice contabile, ovvero all'esistenza dei vizi che attengono all'essenza della funzione giurisdizionale, senza estendersi al modo del suo esercizio. (Fattispecie relativa ad omesso rilievo della prescrizione dell'azione erariale). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.17660 del 19/07/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.16886 del 05/07/2013
Sentenza del Consiglio di Stato - Mancato accoglimento di richiesta di rinvio pregiudiziale ai sensi dell'art. 234 del Trattato CEE - Motivo di ricorso per cassazione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. La Corte di Giustizia Europea, nell'esercizio del potere di interpretazione di cui all'art. 234 del Trattato istitutivo della Comunità economica europea, non opera come giudice del caso concreto, bensì come interprete di disposizioni ritenute rilevanti ai fini del decidere da parte del giudice nazionale, in capo al quale permane in via esclusiva la funzione giurisdizionale. Ne consegue che il mancato rinvio pregiudiziale da parte del Consiglio di Stato alla Corte di giustizia del Lussemburgo, non configurando una questione attinente allo sconfinamento dalla giurisdizione del giudice amministrativo, rende inammissibile il ricorso per cassazione avverso la decisione di detto Consiglio. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.16886 del 05/07/2013 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione in generale - difetto di giurisdizione - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.16883 del 05/07/2013
Conflitto reale negativo - Ricorso ex art. 362, secondo comma, n. 1, cod. proc. civ. - Esperibilità dopo l'avvento dell'art. 59 della legge n. 69 del 2009 - Sussistenza - Passaggio in giudicato di una delle sentenze che hanno declinato la giurisdizione - Irrilevanza. Non avendo l'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69 coperto l'intero arco delle situazioni processuali provocate da una dichiarazione di difetto di giurisdizione (tanto da non avere determinato l'abrogazione dell'art. 362 cod. proc. civ.), nel caso in cui il giudice adito all'esito di una pronuncia declinatoria della giurisdizione dichiari, a sua volta, il proprio difetto di giurisdizione, mancando di sottoporre la relativa questione alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, resta ferma la possibilità di far valere, in ogni tempo, il conflitto reale negativo di giurisdizione ai sensi dell'art. 362, secondo comma, numero 1), cod. proc. civ., a prescindere dalla circostanza che una delle due sentenze sia passata in giudicato. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.16883 del 05/07/2013 &nbsp...
Procedimenti cautelari - provvedimenti d'urgenza - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013
Richiesta formulata nel giudizio di legittimità - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. La tutela cautelare ex art. 700 cod. proc. civ. è inammissibile nel giudizio di legittimità, poiché il relativo provvedimento, strumentale e provvisorio, in quanto diretto ad evitare che la futura pronuncia del giudice possa rimanere pregiudicata dal tempo necessario per ottenerla, è destinato a perdere efficacia a seguito della decisione resa nel giudizio di merito, nella quale rimane assorbito, così esaurendo la sua funzione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013 &nbsp...
Corte dei conti - attribuzioni - giurisdizionali - contenzioso contabile - giudizi di responsabilità - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013
Controversia sulla responsabilità amministrativa per danno erariale - Istanza di definizione agevolata ai sensi dell'art. 1 della legge n. 266 del 2005 - Decisione nel merito della controversia e rigetto della predetta istanza - Eccesso esterno dai poteri giurisdizionali contabili - Insussistenza. È inammissibile il ricorso per cassazione prospettante carenze motivazionali dell'impugnata sentenza con la quale la Corte dei conti, sezione giurisdizionale centrale d'appello, decidendo nel merito un giudizio di responsabilità amministrativa per danno erariale, abbia disatteso l'istanza di definizione agevolata della controversia formulata ai sensi dei commi 231-233 dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, investendo una siffatta censura non l'omesso esercizio del concreto potere attribuito a quella Corte, assoggettabile al sindacato, ex art. 362 cod. proc. civ., sotto il profilo dell'accertamento dell'eventuale sconfinamento dai limiti esterni della propria giurisdizione da parte del giudice contabile, ovvero dell'esistenza stessa di vizi riguardante l'essenza di tale funzione giurisdizionale, bensì la sua modalità operativa, e, quindi, un asserito "error in procedendo" o "in iudicando", non rientrante nell'ambito di operatività del menzionato sindacato in quanto afferente i limiti interni di detta giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - sospensione dell'esecuzione e sospensione del processo di merito – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013
Sentenza resa da giudici speciali impugnata con ricorso per cassazione - Art. 373 cod. proc. civ. - Applicabilità - Fondamento. L'art. 373 cod. proc. civ. è applicabile, salvo che sia diversamente stabilito da specifiche disposizioni, anche in caso di impugnazione davanti alle Sezioni Unite della Corte di cassazione delle pronunce dei giudici speciali, nulla prevedendo al riguardo l'art. 111 Cost. sul ricorso per cassazione avverso le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11344 del 13/05/2013
Aggiudicazione di incanto per la gestione di un complesso turistico-ricreativo - Declaratoria di inefficacia conseguente all'esercizio della prelazione riconosciuta al precedente gestore - Eccesso di potere giurisdizionale - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo, sindacabile dalla Corte di cassazione, in presenza di una decisione del Consiglio di Stato che abbia dichiarato inefficace, ai sensi dell'art. 1380 cod. civ., l'aggiudicazione al vincitore di una gara per pubblico incanto concernente la gestione di un complesso turistico-ricreativo, operata nonostante l'avvenuta dichiarazione di esercizio del diritto di prelazione riconosciuto al precedente affidatario della gestione, non ravvisandosi in detta decisione alcuna indebita sostituzione nelle prerogative discrezionali dell'amministrazione appaltante, né alcuna intrusione nelle valutazioni della stessa P.A. relative ad assunte inadempienze occorse nel pregresso rapporto, peraltro proprio da questa ritenute inizialmente non ostative all'attivazione della prelazione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11344 del 13/05/2013 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato - aggiudicazione di incanto per la gestione di un complesso turistico-ricreativo - declaratoria di inefficacia conseguente all'esercizio della pre
giurisdizione civile - principi costituzionali - ricorso per cassazione contro decisioni dei giudici amministrativi - decisioni del consiglio di stato - aggiudicazione di incanto per la gestione di un complesso turistico-ricreativo - declaratoria di inefficacia conseguente all'esercizio della prelazione riconosciuta al precedente gestore - eccesso di potere giurisdizionale - configurabilità - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11344 del 13/05/2013 Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo, sindacabile dalla Corte di cassazione, in presenza di una decisione del Consiglio di Stato che abbia dichiarato inefficace, ai sensi dell'art. 1380 cod. civ., l'aggiudicazione al vincitore di una gara per pubblico incanto concernente la gestione di un complesso turistico-ricreativo, operata nonostante l'avvenuta dichiarazione di esercizio del diritto di prelazione riconosciuto al precedente affidatario della gestione, non ravvisandosi in detta decisione alcuna indebita sostituzione nelle prerogative discrezionali dell'amministrazione appaltante, né alcuna intrusione nelle valutazioni della stessa P.A. relative ad assunte inadempienze occorse nel pregresso rapporto, peraltro proprio da questa ritenute inizialmente non ostative all'attivazione della prelazione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11344 del 13/05/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.9687 del 22/04/2013
Sindacato di legittimità della Corte di cassazione - Limiti - Censure attinenti alla pretesa ultrapetizione - Esclusione - Fattispecie In sede di impugnazione delle decisioni del Consiglio di Stato per motivi attinenti alla giurisdizione, le Sezioni unite della Corte di cassazione possono rilevare l'eventuale superamento dei limiti esterni della giurisdizione amministrativa, ma il loro sindacato non può estendersi al modo in cui la giurisdizione è stata esercitata, in rapporto a quanto denunciato dalle parti, come nel caso di pretesa ultrapetizione, che concreta un "error in procedendo". (Così statuendo la S.C., confermando la sentenza impugnata, ha ritenuto inammissibile la doglianza dei ricorrenti concernente l'avvenuto annullamento, da parte del Consiglio di Stato e per effetto di un'asserita impropria applicazione dell'istituto dell'invalidità derivata, oltre che dell'impugnato decreto dichiarativo dello stato di emergenza, di altri analoghi provvedimenti mai impugnati). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.9687 del 22/04/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.22784 del 12/12/2012
Eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera legislativa - Nozione - Ambito - Interpretazione normativa per via sistematica - Esclusione - Fondamento. In tema di sindacato della Corte di cassazione sulle decisioni giurisdizionali del Consiglio di Stato, l'eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera di attribuzioni riservata al legislatore è configurabile solo qualora il giudice speciale abbia applicato non la norma esistente, ma una norma da lui creata, esercitando un'attività di produzione normativa che non gli compete. L'ipotesi non ricorre quando il Consiglio di Stato si sia attenuto al compito interpretativo che gli è proprio, ricercando la "voluntas legis" applicabile nel caso concreto, anche se questa abbia desunto non dal tenore letterale delle singole disposizioni, ma dalla "ratio" che il loro coordinamento sistematico disvela, tale operazione ermeneutica potendo dare luogo, tutt'al più, ad un "error in iudicando", non alla violazione dei limiti esterni della giurisdizione speciale. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.22784 del 12/12/2012 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.20727 del 23/11/2012
Erronea supposizione da parte del giudice speciale di un giudicato preclusivo dell'esame della questione di giurisdizione - Violazione di norma attinente al rilievo del difetto di giurisdizione - Ricorso per motivi inerenti alla giurisdizione - Ammissibilità - Sussistenza. Il ricorso per cassazione contro la decisione del Consiglio di Stato, con la quale sia stato ritenuto precluso l'esame della questione di giurisdizione, reiterata con l'appello, sul presupposto della formazione del giudicato sul punto - dovuto alla mancata impugnazione della sentenza del giudice ordinario di primo grado, che aveva declinato la propria giurisdizione in favore di quello amministrativo - è da considerare proposto per motivi inerenti alla giurisdizione, in base agli artt. 111, ultimo comma, Cost., e 362, primo comma, cod. proc. civ., e perciò ammissibile, spettando alla Corte di cassazione non soltanto il giudizio vertente sull'interpretazione della norma attributiva della giurisdizione, ma anche il sindacato sull'applicazione delle disposizioni, non meramente processuali, che regolano il rilievo del difetto di giurisdizione, nonché di quelle correlate attinenti al sistema delle impugnazioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.20727 del 23/11/2012 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.11075 del 03/07/2012
Pronuncia del Consiglio di Stato di degradazione del diritto soggettivo a interesse legittimo - In ambito di giurisdizione amministrativa esclusiva - Sindacato di Cassazione - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. La decisione con la quale il Consiglio di Stato, in materia riservata alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, dichiari insussistente il diritto soggettivo, degradandolo a interesse legittimo, non è soggetta al sindacato delle Sezioni Unite, né sotto il profilo del "rifiuto di giurisdizione", atteso che la degradazione della posizione soggettiva consegue pur sempre all'interpretazione delle norme riguardanti la pretesa, né sotto il profilo della "violazione di legge" di cui al settimo comma dell'art. 111 Cost., atteso che il limite del sindacato, consentito dall'ottavo comma "per i soli motivi inerenti alla giurisdizione", vale anche nell'area della giurisdizione amministrativa esclusiva. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.11075 del 03/07/2012 &nbsp...
Corte dei conti - attribuzioni - giurisdizionali - contenzioso contabile - giudizi di responsabilità - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3854 del 12/03/2012
Controversia sulla responsabilità amministrativa - Istanza di definizione agevolata ai sensi dell'art. 1 legge n. 266 del 2005 - Inammissibilità per proposizione dell'appello ad opera della parte pubblica - Eccesso esterno dai poteri giurisdizionali contabili - Sussistenza - Fondamento. In tema di sindacato delle Sezioni Unite della Suprema Corte di cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione, rientra nell'ambito dello stesso non solo la denuncia di violazione della norma attributiva dei poteri cognitivi per un loro esercizio oltre i limiti segnati dalla legge, ma anche, logicamente, l'ipotesi opposta di una mancata erogazione della tutela giurisdizionale per ragioni non previste dalla norma. Ne consegue che sono affette da eccesso esterno dai poteri giurisdizionali le pronunce della Corte dei conti con cui l'inammissibilità dell'istanza di definizione agevolata della controversia sulla responsabilità amministrativa, avanzata ai sensi dei commi 231-233 dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, venga pronunciata in ragione della proposizione dell'appello ad opera della parte pubblica, posto che detta domanda può dichiararsi preclusa solo in difetto dei diversi presupposti indicati dalla legge, e cioè se proveniente da soggetto non legittimato, o perché non richiesta in appello dall'appellante, o domandata per condanne per fatti commessi dopo il 31 dicembre 2005, o dopo il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado che ha statuito la condanna stessa. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3854 del 12/03/2012 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - pronuncia in camera di consiglio – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3690 del 09/03/2012
Ricorso per motivi attinenti alla giurisdizione - Convocazione delle parti in camera di consiglio - Conseguenze - Mera irregolarità - Conversione dei modi di trattazione della causa - Presupposti - Accordo delle parti - Discussione in udienza pubblica - Legittimità - Fondamento. In tema di ricorso per cassazione avverso la decisione di un giudice speciale per motivi attinenti alla giurisdizione, la convocazione delle parti in camera di consiglio, anziché in pubblica udienza, secondo la regola generale dei giudizi di cassazione, costituisce mera irregolarità, la quale non impedisce il raggiungimento dello scopo della discussione in udienza pubblica ove, con l'accordo delle parti, sia disposta una conversione dei modi di trattazione della causa, così assicurando alle stesse il rispetto dei principi di oralità ed immediatezza, senza pregiudizi per i loro diritti di azione e difesa. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3690 del 09/03/2012 &nbsp...
Procedimenti relativi a cause connesse - Giudizi di legittimità - Riunione - Ammissibilità - Limiti - Procedimenti pendenti davanti a giudici di diversa giurisdizione - Riunione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. L'istituto della riunione di procedimenti relativi a cause connesse, previsto dall'art. 274 cod. proc. civ., operante anche in sede di legittimità, è inapplicabile non solo nel caso di giudizi pendenti in gradi diversi, ma anche quando i due procedimenti, di cui si chiede la riunione, si svolgano dinanzi a giudici i quali esercitano giurisdizioni distinte, pur se aventi ad oggetto la tutela dei medesimi beni della vita da parte delle distinte giurisdizioni, ordinaria ed amministrativa, che possano erogarle, sulla base di domande che, ai sensi dell'art. 386 cod. proc. civ., abbiano determinato l'individuazione dei giudici aditi. (Nella specie, le Sezioni Unite non hanno disposto la chiesta riunione tra il giudizio di impugnazione, per motivi attinenti alla giurisdizione, di una sentenza emessa dal Consiglio di Stato all'esito di un processo amministrativo, e il procedimento sorto da un'istanza di regolamento preventivo di giurisdizione, proposta nell'ambito di una causa in corso in primo grado davanti ad un tribunale ordinario, tra le stesse parti, non potendosi qualificare le cause tra loro connesse come pendenti davanti allo "stesso giudice"). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3690 del 09/03/2012 &nbsp...
Giurisdizione civile - principi costituzionali - ricorso per cassazione contro decisioni dei giudici amministrativi - decisioni del consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.2312 del 17/02/2012
Art. 38, comma 1, lettera f), del d.lgs. n. 163 del 2006 - Concessione di appalti di lavori pubblici - Valutazione di inaffidabilità da parte della stazione appaltante - Ampia discrezionalità - Sussistenza - Conseguenze - Sindacato da parte del giudice amministrativo - Limiti - Adozione del criterio della "non condivisione" - Superamento dei limiti esterni della giurisdizione - Configurabilità - Fondamento. A norma dell'art. 38, comma 1, lettera f), del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi i soggetti che, secondo motivata valutazione della stazione appaltante, hanno commesso grave negligenza o malafede nell'esecuzione di prestazioni affidate dalla medesima stazione che bandisce la gara; il legislatore, quindi, ha voluto riconoscere a quest'ultima un ampio margine di apprezzamento circa la sussistenza del requisito dell'affidabilità dell'appaltatore. Ne consegue che il sindacato che il giudice amministrativo è chiamato a compiere sulle motivazioni di tale apprezzamento deve essere mantenuto sul piano della "non pretestuosità" della valutazione degli elementi di fatto compiuta e non può pervenire ad evidenziare una mera "non condivisibilità" della valutazione stessa; l'adozione del criterio della "non condivisione" si traduce, infatti, non in un errore di giudizio - insindacabile davanti alle Sezioni Unite della Corte di cassazione - ma in uno sconfinamento nell'area della discrezionalità amministrativa, ossia in un superamento dei limiti esterni della giurisdizione tale da giustificare l'annullamento della pronuncia del giudice amministrativo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.2312 del 17/02/2012 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.2312 del 17/02/2012
Art. 382 cod. proc. civ. - Cassazione senza rinvio - Limiti - Pronuncia emessa da giudice fornito di "potestas iudicandi" - Cassazione per errata estensione dell'esercizio della giurisdizione - Rinvio - Necessità - Fondamento - Fattispecie. A norma dell'art. 382 cod. proc. civ. e a seguito dell'entrata in vigore delle norme che attuano il principio della "translatio iudicii" - segnatamente l'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69, e l'art. 11 del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 - la cassazione senza rinvio deve essere disposta soltanto quando non solo il giudice adito, ma qualsiasi altro giudice sia privo di giurisdizione sulla domanda; ne consegue che non può farsi luogo a tale tipo di pronuncia tutte le volte in cui il giudice che ha emesso la sentenza cassata sia dotato di "potestas iudicandi" e la motivazione della cassazione sia soltanto l'errata estensione dell'esercizio della giurisdizione stessa. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno cassato con rinvio l'impugnata sentenza del Consiglio di Stato per sconfinamento nella sfera riservata dalla legge alla valutazione discrezionale della P.A.). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.2312 del 17/02/2012 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.736 del 19/01/2012
Giudizio di ottemperanza - Decisione del Consiglio superiore della magistratura di conferimento di un ufficio direttivo - Provvedimento del Consiglio di Stato con cui si dispone la nomina "ora per allora" di magistrato nel frattempo collocato in pensione - Impugnazione per motivi di giurisdizione - Ammissibilità - Mancata impugnazione - Giudicato - Sussistenza - Conseguenze. La decisione con la quale il Consiglio di Stato - in accoglimento di un ricorso presentato in sede di ottemperanza al giudicato di annullamento di una delibera del Consiglio superiore della magistratura di conferimento di un incarico direttivo di un ufficio giudiziario - abbia disposto che venga nominato "ora per allora" un candidato nel frattempo collocato in pensione, è impugnabile per motivi di giurisdizione. Tuttavia, qualora l'impugnazione non sia avvenuta, la relativa questione è da ritenere coperta dal giudicato, sicché non è più esaminabile nel corso del giudizio di cassazione promosso nei confronti della successiva decisione con la quale il Consiglio di Stato, nell'ambito della medesima procedura di ottemperanza, abbia annullato l'ulteriore provvedimento del Cons. Sup. Magistratura che aveva nominato per la seconda volta il candidato la cui nomina era stata in precedenza annullata. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.736 del 19/01/2012 &nbsp...
Decisioni del Consiglio di Stato in sede di giudizio di ottemperanza - Sindacato della Corte di cassazione sui limiti esterni della giurisdizione - Sussistenza - Limiti interni e limiti esterni della giurisdizione - Distinzione - Criteri - Fattispecie. Le decisioni del Consiglio di Stato in sede di giudizio di ottemperanza sono soggette al sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sul rispetto dei limiti esterni della propria potestà giurisdizionale, tenendo presente che in tal caso è attribuita al giudice amministrativo una giurisdizione anche di merito. Al fine di distinguere le fattispecie nelle quali il sindacato è consentito da quelle nelle quali è inammissibile, è decisivo stabilire se oggetto del ricorso è il modo con cui il potere di ottemperanza è stato esercitato (limiti interni della giurisdizione) oppure se sia in discussione la possibilità stessa, in una determinata situazione, di fare ricorso al giudizio di ottemperanza (limiti esterni della giurisdizione); ne consegue che, ove le censure mosse alla decisione del Consiglio di Stato riguardino l'interpretazione del giudicato, l'accertamento del comportamento tenuto dall'Amministrazione e la valutazione di conformità di tale comportamento rispetto a quello che si sarebbe dovuto tenere, gli errori nei quali il giudice amministrativo può eventualmente incorrere, essendo inerenti al giudizio di ottemperanza, restano interni alla giurisdizione stessa e non sono sindacabili dalla Corte di cassazione. (Fattispecie in tema di giudizio di ottemperanza conseguente ad annullamento di una delibera del Consiglio superiore della magistratura di conferimento di incarico direttivo di un ufficio giudiziario). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.736 del 19/01/2012 &nbsp...
Civile - Termini processuali - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 8127 del 11/04/2011
Ricorso per cassazione - Inammissibilità conseguente a mutato orientamento di legittimità - Errore scusabile - Rimessione in termini ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Configurabilità - Limiti - Impossibilità di decisione nel merito per effetto del mutamento giurisprudenziale - Sussistenza - Pregressa piena conoscenza della pretesa azionata da parte del giudice adito - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Il principio secondo cui, alla luce della norma costituzionale del giusto processo, la parte che abbia proposto ricorso per cassazione facendo affidamento su una consolidata giurisprudenza di legittimità, successivamente travolta da un mutamento di orientamento interpretativo incorre in un errore scusabile ed ha diritto ad essere rimessa in termini ex art. 184 bis cod. proc. civ., si applica solamente nell'ipotesi in cui il mutamento giurisprudenziale abbia reso impossibile una decisione sul merito delle questioni sottoposte al giudice scelto dalla parte e non quando la pretesa azionata sia stata compiutamente conosciuta dal giudice dotato di giurisdizione secondo le norme vigenti al momento dell'introduzione della controversia, come all'epoca generalmente interpretate, atteso che in tale ipotesi il ricorrente, senza poter lamentare alcuna lesione del suo diritto di difesa, già pienamente esercitato, mira ad ottenere un nuovo pronunciamento sul merito della questione. (Nella specie, relativa all'impugnazione della sanzione disciplinare della destituzione ai sensi dell'art. 58 del r.d. n. 149 del 1931 per il personale delle ferrovie, tranvie e linee di navigazione interna in concessione, il TAR aveva rigettato il ricorso, con conseguente formazione del giudicato implicito sulla giurisdizione che non era mai stata oggetto di contestazione; nelle more del giudizio di impugnazione, le S.U., innovando sul punto, avevano affermato che la materia a seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 29 del 1993 era devoluta al giudice ordinario e il Cons. Stato aveva affrontato d'ufficio la questione - pur ormai preclusa - affermando, in ogni caso, la giurisdizione del giudice amministrativo; contro questa decisione il ricorrente ha proposto ricorso ex art. 362 cod. proc. civ., che la S.C. ha dichiarato inammissibile). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 8127 del 11/04/2011 &nbsp...
Giurisdizione civile - conflitti - di giurisdizione – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 5356 del 07/03/2011
Conflitto negativo - Doppia declinatoria di giurisdizione in sede di cognizione piena - Necessità - Pronuncia emessa in sede cautelare - Inammissibilità del conflitto - Sussistenza - Fattispecie. In tema di conflitti di giurisdizione, per potersi ravvisare un conflitto negativo denunciabile ai sensi dell'art. 362, secondo comma, n. 1), cod. proc. civ., occorre che vi sia una doppia declinatoria di giurisdizione - l'una del giudice ordinario e l'altra del giudice amministrativo - emessa con decisioni di piena cognizione; ne consegue che il conflitto è inammissibile quando anche una sola delle due pronunce abbia avuto luogo in sede cautelare. (Nella specie, le S.U. hanno anche escluso che il conflitto negativo potesse tradursi in regolamento preventivo, atteso che non risultava provato che, dopo la pronuncia declinatoria emessa in sede di reclamo possessorio, fosse stata chiesta la prosecuzione della causa nel merito). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 5356 del 07/03/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3169 del 09/02/2011
Controversie relative a procedure di affidamento di appalti pubblici - Ammissione alla gara - Sindacato del giudice amministrativo sulla certificazione dell'ente previdenziale attestante la regolarità contributiva dell'impresa partecipante - Ammissibilità e limiti - Annullamento della certificazione - Pronuncia esorbitante dai limiti della giurisdizione amministrativa - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. Nelle controversie relative a procedure di affidamento di lavori, servizi o forniture da parte di soggetti tenuti al rispetto delle regole di evidenza pubblica, poiché la produzione della certificazione (nella specie proveniente dalla Cassa Edile) che attesta la regolarità contributiva dell'impresa partecipante alla gara di appalto (c.d. "durc") costituisce uno dei requisiti posti dalla normativa di settore ai fini dell'ammissione alla gara, appartiene alla cognizione del giudice amministrativo verificare la regolarità di tale certificazione; ne consegue che - ove il Consiglio di Stato, dopo aver accertato l'assenza di gravi violazioni di carattere contributivo, oltre ad annullare il provvedimento di esclusione dalla gara abbia, nel contempo, annullato anche la documentazione di regolarità contributiva - non rileva che tale ultima decisione possa aver esorbitato dal novero di quelle consentite al giudice amministrativo, qualora - come nella specie - l'annullamento della certificazione non abbia avuto alcuna influenza sulla decisione di annullamento del rifiuto di aggiudicazione dell'appalto. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3169 del 09/02/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - consiglio di stato – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 2068 del 28/01/2011
Eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera di attribuzioni riservata al legislatore - Figura di rilievo meramente teorico - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. In tema di limiti al sindacato delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione sulle decisioni del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, l'eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera di attribuzioni riservata al legislatore è figura di rilievo meramente teorico, in quanto - postulando che il giudice applichi, non la norma esistente, ma una norma da lui creata - potrebbe ipotizzarsi solo a condizione di poter distinguere un'attività di produzione normativa inammissibilmente esercitata dal giudice, da un'attività interpretativa, la quale in realtà non ha una funzione meramente euristica, ma si sostanzia in un'opera creativa della volontà della legge nel caso concreto. (In applicazione del principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso con cui un Comune denunciava eccesso di potere da parte del Consiglio di Stato, che avrebbe invaso il campo del legislatore, disapplicando l'art. 34 comma 2 del codice dei contratti a seguito della sentenza della Corte di Giustizia UE 19 maggio 2009, resa nel proc. C-538/07, posteriore al bando ed alla gara, ed applicando retroattivamente l'art. 3 del d.l. n. 135 del 2009, conv. in legge 166 del 2009, norma ricettiva della citata decisione europea). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 2068 del 28/01/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.24301 del 01/12/2010
Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana - Sindacato delle S.U. - Limite attinente alla giurisdizione - Questione di legittimità costituzionale - Manifesta infondatezza. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha lo "status" e le funzioni di una sezione del Consiglio di Stato, con la conseguenza che il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione nei confronti delle sue decisioni è circoscritto ai motivi attinenti alla giurisdizione, ai sensi dell'art. 362, primo comma, cod. proc. civ., sicché non è deducibile come motivo di ricorso il vizio di violazione di legge. Pertanto, poiché la normativa ordinaria che pone il suddetto limite al sindacato delle Sezioni Unite è conforme al dettato dell'art. 111 Cost., la relativa questione di legittimità costituzionale è da ritenere manifestamente infondata. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.24301 del 01/12/2010 &nbsp...
Sentenza emessa in grado d'appello o in un unico grado da un giudice speciale - Affermazione della giurisdizione - Ricorribilità per cassazione - Condizioni - Fattispecie relativa a ricorso per cassazione avverso sentenza non definitiva d'appello della Corte dei Conti in sede giurisdizionale. In applicazione del terzo comma dell'art. 360 cod. proc. civ., come modificato dall'art. 2 del d.lgs. n. 40 del 2006, le sentenze emesse in grado di appello o in unico grado da un giudice speciale, possono essere impugnate con ricorso per cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione del giudice stesso solo nell'ipotesi in cui il detto giudice speciale abbia affermato la propria giurisdizione ed abbia definito, sia pure parzialmente, il giudizio. (In applicazione del principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione avverso una sentenza della Corte dei Conti in sede giurisdizionale che, in un giudizio di responsabilità contabile, aveva rigettato, con sentenza non definitiva, i motivi di appello relativi al difetto di giurisdizione, disponendo il prosieguo del giudizio nel merito) Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.23891 del 25/11/2010 &nbsp...
GIURISDIZIONE CIVILE - REGOLAMENTO DI GIURISDIZIONE - PREVENTIVO – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.16040 del 07/07/2010
Ammissibilità - Limiti - Sentenza sulla giurisdizione o su altra questione processuale - Effetto preclusivo - Conversione del regolamento preventivo in denuncia di conflitto di giurisdizione - Ammissibilità - Presupposti e requisiti formali. Il ricorso per cassazione proposto nelle forme dell'impugnazione ordinaria avverso sentenza di primo grado, inammissibile quale ricorso ordinario (in relazione al tipo di sentenza) nonché quale istanza di regolamento preventivo (per essere intervenuta, anche solo relativamente alla giurisdizione, sentenza sottoposta al rimedio dell'appello), è suscettibile di conversione in denuncia di conflitto di giurisdizione ove ne presenti i requisiti formali e sussistano i relativi presupposti, che ricorrono allorchè il ricorso risulti ritualmente notificato al soggetto destinatario personalmente, e non al suo procuratore, e sia riferibile a sentenze declinatorie della "potestas iudicandi" non più revocabili dai diversi giudici che le hanno pronunciate su di una identica domanda. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.16040 del 07/07/2010 &nbsp...