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Timestamp: 2020-07-11 17:33:16+00:00
Document Index: 113284136

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 156', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 22', 'art. 37', 'art. 106', 'art. 72', 'art. 89', 'art. 68', 'art. 42', 'art. 68', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 120', 'art. 204', 'art. 120', 'art. 52', 'art. 44']

TAR VENETO - SENTENZA 10.01.2017 N. 16
Una società operante nel settore turistico analogo a quello degli stabilimenti balneari ha diritto di accedere agli atti di una gara esperita da un Comune, all’esito della quale è stata rilasciata una concessione demaniale marittima a favore di un potenziale concorrente, a nulla rilevando che la società richiedente l’accesso non abbia partecipato alla procedura di evidenza pubblica; non spetta, infatti, alla P.A. valutare nell’ambito del procedimento di accesso la fondatezza o meno delle ragioni poste a base della tutela che l’interessato intende perseguire, essendo bastevole, per l’accoglimento dell’istanza ostensiva, la dimostrazione di un interesse personale e diretto alla conoscenza della documentazione richiesta...
TAR LAZIO - SENTENZA 02.01.2017 N. 38
E’ legittimo il provvedimento del CSM che ai sensi dell’art. 9, comma 3, della legge 174 del 1991, ha disposto la revoca dalla carica e dalle funzioni di Giudice di pace, che sia motivato con riferimento al fatto che il Giudice interessato, nonostante il grave ritardo rispetto all’obbligo di provvedere al deposito di oltre mille sentenze, ha illogicamente preferito anticipare la trattazione di numerosissimi (nella specie oltre 2.000) procedimenti seriali afferenti la medesima materia, senza provvedere a comunicare ciò alle parti processuali in violazione dell’art. 156 c.p.c. e senza fornire plausibili giustificazioni al CSM su tale anticipazione ...
TAR SARDEGNA - SENTENZA 28.12.2016 N. 986
Non è obbligato ad astenersi da una commissione di gara di un pubblico concorso, il componente (nella fattispecie, il presidente) che abbia dichiarato formalmente l''insussistenza di cause di incompatibilità, ex art. 51 c.p.c., in quanto non rileva ai fini dell'applicazione restrittiva di tale previsione, che tra il medesimo presidente ed alcuni candidati sussista una generica situazione di ostilità – ovvero difetti un rapporto di serenità – determinata da precedenti rapporti di lavoro, inidonea a qualificarsi come "grave inimicizia". Nei pubblici concorsi vige infatti il principio per il quale il componente di commissione ha l'obbligo di astenersi solo ed esclusivamente se ricorre una delle condizioni tassativamente previste dall’art. 51 c.p.c., senza che le cause di incompatibilità previste dalla predetta norma, proprio per detto motivo, possano essere oggetto di estensione analogica ...
TAR PUGLIA - SENTENZA 19.12.2016 N. 1913
Ai sensi dell'art. 22 L.n. 241/90, il subappaltatore è titolare di un interesse concreto e giuridicamente rilevante ad ottenere copia degli atti relativi alla contabilizzazione dei S.A.L. di un contratto di appalto, nel caso in cui sussista una situazione di incertezza, allegata alla istanza ostensiva, circa il contenuto dei lavori eseguiti; infatti, la posizione di sub-appaltatrice prima e di diretta consorziata poi della ditta accedente non determina il venir meno della sua soggettività giuridica ed economica, sicché la stessa è certamente legittimata a esercitare, almeno in linea generale e in una prospettiva defensionale, il diritto di accesso....
CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA 15.12.2016 N. 5582
Appare legittima l’esclusione da una gara di appalto celebrata nel vigore del D.L.vo n. 50/2016 (nuovo codice degli appalti) di una società che non ha indicato per la sicurezza cc.dd. ‘interni o aziendali’, con conseguente violazione dell’articolo 95 del decreto legislativo n. 50 del 2016 (il quale, al comma 10, prevede che “nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro“); in ogni caso non emergono allo stato profili di incompatibilità fra le disposizioni di diritto interno che impongono ora in modo tassativo tale indicazione e il pertinente paradigma normativo eurounitario....
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 06.12.2016 N. 5123
Ai fini della decorrenza del termine per l'impugnazione di un permesso di costruire, occorre che le opere rivelino in modo chiaro e preciso le loro caratteristiche, onde permettere ai terzi di cogliere in modo univoco l'entità delle eventuali violazioni urbanistiche e la lesività derivante da tale provvedimento, sicchè in mancanza di diversi indizi tale momento coincide con il completamento dei lavori. Tuttavia, qualora si censuri l'illegittimità del titolo abilitativo per inedificabilità assoluta del lotto di riferimento, la violazione urbanistica e la lesività connessa sono immediatamente percepibili già con l'inizio dei lavori, ed a tale momento va quindi ricondotto il termine di decorrenza per l'impugnazione del provvedimento in questione ....
TAR LOMBARDIA - SENTENZA 29.11.2016 N. 2248
Deve disporsi l'annullamento dell’aggiudicazione di una gara ad una ditta nei cui confronti sia risultata comprovata l’esistenza di un collegamento sostanziale tra imprese, e ciò in base a concorrenti gravi indizi che si dimostrino precisi e concordanti. Tra tali indizi devono annoverarsi i casi un cui tra la ditta aggiudicataria ed altra concorrente si verifichino: 1) strettissime connessioni parentali tra i soci delle due società; 2) sedi amministrative e magazzini nel medesimo indirizzo; 3) presenza, su svariati siti internet, di pubblicità delle due società rappresentanti il medesimo ed identico indirizzo di sede; 4) identica calligrafia di compilazione delle domande di partecipazione alla gara; 5) stesso numero telefono e fax inserito nella domanda di partecipazione alla gara; 6) contratti di locazione di entrambe le sedi delle società stipulati con la stessa locataria. In in tal caso, infatti, deve ritenersi comprovata la sussistenza di plurimi elementi univoci che dimostrano l’imputabilità delle offerte ad un unico centro decisionale, con conseguente illegittimità dell’aggiudicazione per violazione dei principi di segretezza delle offerte e di trasparenza delle gare pubbliche nonché della parità di trattamento delle imprese concorrenti ...
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.11.2016 N. 4918
Negli appalti pubblici il divieto di modificazione soggettiva dettato dall’art. 37, comma 9 e commi 18 e 19 del D.Lgs. n. 163/2006 ha il solo scopo di consentire alla P.A. appaltante di verificare il possesso dei requisiti da parte dei concorrenti e, correlativamente, di precludere modificazioni soggettive, sopraggiunte ai controlli, in grado di impedire o vanificare tali verifiche preliminari. Ciò chiarito, deve rilevarsi come ormai l’art. 106 del D.Lgs. n. 50/2016, recependo l’art. 72 della direttiva 2014/24/Ue e l’art. 89 della direttiva 2014/25/Ue, prevede al comma 1, lett. d, n. 2, la possibilità di modifica del contratto in corso qualora all’aggiudicatario iniziale succeda “per causa di morte o per contratto, anche a seguito di ristrutturazioni societarie, comprese rilevazioni, fusioni scissioni acquisizione o insolvenza, un altro operatore che soddisfi i criteri di selezione qualitativa stabiliti inizialmente, purché ciò non implichi altre modifiche sostanziali al contratto”. Dunque nel segno della maggiore flessibilità della regolamentazione della continuità aziendale si è inteso agevolare la continuazione dell’esecuzione del contratti pubblici già stipulati...
TAR LOMBARDIA - SENTENZA 12.11.2016 N. 1474
Non può essere legittimamente esclusa da una procedura di selezione pubblica per l'aggiudicazione di un appalto di forniture, un'impresa concorrente che si sia avvalsa della clausola di equivalenza ex art. 68 del d.lgs. n. 50 del 2016, ove il provvedimento di esclusione sia motivato con riferimento al fatto che la ditta ha offerto un prodotto avente marca e caratteristiche tecniche diverse da quelle espressamente indicate e richieste dalla lex specialis, nel caso in cui la concorrente abbia fornito la dimostrazione che il medesimo prodotto, alla stregua degli standard qualitativi europei, ha caratteristiche effettivamente equivalenti a quelle oggetto di fornitura.....
TAR LAZIO - SENTENZA 02.11.2016 N. 10767
L'occupazione e la trasformazione del bene immobile di un privato da parte della P.A., allorché il decreto di esproprio non sia stato emesso o sia stato annullato, integrano un illecito di natura permanente che origina una pretesa risarcitoria idonea a contemplare i danni subiti per il periodo di privazione del bene stesso e quindi la perdita delle utilità da esso ricavabili, sicchè il termine di prescrizione quinquennale di tale diritto al risarcimento decorre dalle singole annualità. Il risarcimento va quantificato nella misura dell'interesse del 5% annuo del valore venale della superficie occupata al momento dell'adozione del provvedimento di acquisizione, come prescritto dal comma 3 del cit. art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001. Nel caso in cui il proprietario del terreno illegittimamente occupato dalla P.A. abbia proposto una domanda risarcitoria intesa a conseguire la reintegrazione patrimoniale del bene, deve essere dichiarato l’obbligo, per la P.A. stessa, di adottare il provvedimento di acquisizione sanante previsto dall’articolo 42 bis comma 3 del testo unico delle espropriazioni ovvero, in alternativa, di determinarsi a restituire definitivamente il bene alla proprietaria. Al fine di non paralizzare a tempo indeterminato l’efficacia della domanda risarcitoria, deve essere fissato un termine (nella specie di 45 giorni), decorrente dalla notificazione o comunicazione della sentenza, entro il quale l’Amministrazione resistente dovrà adottare il provvedimento definitivo al riguardo......
TRGA TRENTO - SENTENZA 03.01.2017 N. 2
La valutazione circa l’equivalenza di un prodotto, svolta da una commissione di gara in una procedura di selezione pubblica, costituisce espressione di un potere discrezionale dell’Amministrazione e può essere sindacata dal giudice solo nella misura in cui si riveli illogica, contraddittoria od irrazionale elle gare di appalto, l’onere della prova circa l’effettivo rispetto da parte dell’offerta delle specifiche tecniche, o l’eventuale equivalenza del prodotto offerto rispetto alle stesse ex art. 68, co. 4, d.lgs. n. 163/2006, incombe all’aggiudicataria; le inerenti valutazioni rientrano nella discrezionalità tecnica della stazione appaltante, a meno di evidenti aporie logiche o fattuali...
TAR LAZIO - DECRETO PRESIDENZIALE 28.12.2016 N. 8302
L'ordinanza comunale che vieta su tutto il territorio di Roma Capitale il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali e simili artifici pirotecnici contenenti miscele detonanti ed esplodenti dal 29.12.2016 al 01.01.2017 si dimostra prima facie illegittima per carenza di istruttoria e di motivazione, tenuto in particolare conto che trattasi di un'ordinanza contingibile ed urgente ai sensi dell'art. 54 TUEL che inibisce l'uso di qualsivoglia tipologia di materiale esplodente, per giunta sull'intero territorio comunale ...
TAR LAZIO - SENTENZA 20.12.2016 N. 12663
E’ legittimo il provvedimento di esclusione di una ditta da una gara di appalto statuita per l'omessa dichiarazione da parte del legale rappresentante di una condanna penale per bancarotta semplice riportata con sentenza di cinque anni prima. E' noto infatti che ai sensi dell'art. 38 d.lg.s n. 163/2006 non sussiste in capo alla stazione appaltante l’ulteriore obbligo di vagliare la gravità del precedente penale di cui è stata omessa la dichiarazione, conseguendo il provvedimento espulsivo alla omissione della prescritta dichiarazione, a prescindere dalla gravità del reato e dalla sua connessione con il requisito della moralità professionale, la cui valutazione compete esclusivamente alla stazione appaltante ...
TAR CAMPANIA - SENTENZA 19.12.2016 N. 5832
Ove una ditta seconda classificata in una gara di appalto abbia inoltrato alla stazione appaltante un istanza tendente ad ottenere la revoca in autotutela della medesima aggiudicazione, non sussiste, in capo alla P.A., l’obbligo di provvedere su tale istanza, e ciò in virtù del principio per il quale i provvedimenti di autotutela sono manifestazione dell’esercizio di un potere tipicamente discrezionale dell’amministrazione che non ha alcun obbligo di attivarlo e, qualora intenda farlo, deve valutare la sussistenza o meno di un interesse che giustifichi la rimozione dell’atto, valutazione della quale essa sola è titolare e che non può ritenersi dovuta nel caso di una situazione già definita con provvedimento inoppugnabile. Pertanto, una volta che il privato, o per aver esaurito i mezzi di impugnazione che l’ordinamento gli garantisce, o per aver lasciato trascorrere senza attivarsi il termine previsto a pena di decadenza, si trovi di fronte ad un provvedimento inoppugnabile a fronte del quale può solo sollecitare l’esercizio del potere da parte dell’amministrazione, quest’ultima, a fronte della domanda di riesame non ha alcun obbligo di rispondere....
TAR LOMBARDIA - SENTENZA 06.12.2016 N. 2307
L’ingiunzione di demolizione, in quanto atto dovuto in presenza della constatata realizzazione dell´opera edilizia senza titolo abilitativo o in totale difformità da esso, è in linea di principio sufficientemente motivata con l´affermazione dell´accertata abusività dell´opera; ma deve intendersi fatta salva l´ipotesi in cui, per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell´abuso ed il protrarsi dell´inerzia dell´Amministrazione preposta alla vigilanza, si sia ingenerata una posizione di affidamento nel privato. In tale ipotesi si ravvisa un onere di congrua motivazione che indichi, avuto riguardo anche all´entità ed alla tipologia dell´abuso, il pubblico interesse, evidentemente diverso da quello al ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato. Nel caso in cui siano trascorsi cinquanta anni dalla commissione del presunto abuso, pertanto, risulta illegittima l'ordinanza di demolizione che non fornisca alcuna adeguata motivazione sull’esigenza dell'abbattimento nonostante il tempo trascorso e il conseguente affidamento ingeneratosi in capo al privato ....
TAR PUGLIA - SENTENZA 02.12.2016 N. 1834
Nelle procedure di gara, in caso di contrasto tra bando e disciplinare prevalgono le disposizioni del primo, in quanto fonte normativa gerarchicamente sovraordinata rispetto al secondo. Ne consegue l'illegittimità del provvedimento di esclusione di un concorrente motivato con riferimento al fatto che la domanda di partecipazione è stata presentata in ritardo rispetto al termine indicato dalla lex specialis, nel caso in cui sussista un contrasto tra il termine indicato dal bando e quello indicato dal disciplinare di gara e la domanda sia stata presentata tardivamente rispetto alle previsioni del disciplinare ma tempestivamente rispetto al termine indicato nel bando ...
TAR LIGURIA - SENTENZA 25.11.2016 N. 1172
Il pagamento del canone costituisce la prestazione principale che grava sul concessionario, onde il mancato reiterato pagamento del canone stesso costituisce di per sè grave inadempimento a prescindere dall'ammontare della somma. Pertanto deve ritenersi legittima la esclusione di una ditta da una gara indetta da un Comune per l’affidamento in gestione di una spiaggia libera attrezzata, che sia motivato con riferimento al mancato pagamento, da parte del concorrente interessato, dei canoni demaniali relativi ad alcuni anni precedenti, essendo la ditta stessa il precedente gestore della spiaggia; infatti, tale mancato pagamento integra, quantomeno, la grave negligenza di cui all’art. 38 d.lgs. n. 163 del 2006 – applicabile, in difetto di deroghe previste da specifiche disposizioni della lex specialis di gara, anche relativamente alle gare per la concessione delle aree demaniali – nonché, di per sé, grave inadempimento, a prescindere dall’entità della somma, idonei a legittimare il provvedimento di espulsivo...
TAR LAZIO - SENTENZA 14.11.2016 N. 11270
In ambito di inconferibilità di incarichi di cui al d.lgs. n. 39 del 2013, all'Autorità Nazionale Anticorruzione è attribuito un potere di vigilanza ed ispettivo, con facoltà di sospensione dei procedimenti di conferimento d'incarico, nonchè di segnalazione alla Corte dei Conti ai sensi dell'art. 16 del medesimo decreto. Non è, invece, riconosciuto all'ANAC alcun potere sostitutivo rispetto a quello dell'ente vigilato, che rimane l'unico competente ad assumere i provvedimenti di conferimento di incarico. Conseguentemente, va ritenuta illegittima una deliberazione con la quale l’ANAC ha ordinato al Commissario ad acta nominato dalla Regione, di annullare il provvedimento di archiviazione assunto dal responsabile anticorruzione di un Consorzio ASI, in relazione alla pretesa causa di inconferibilità dell’incarico di Presidente del medesimo Consorzio, e di avviare il procedimento sanzionatorio ex art. 18, comma 2, d.lgs. 39 del 2013 nei confronti dei soggetti che hanno eletto il soggetto interessato dalla causa di inconferibilità dell’incarico. Difatti, solo ed esclusivamente al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione dell’Ente, e non anche all’ANAC, spetta il potere di dichiarare la nullità di un incarico ritenuto inconferibile ed assumere le conseguenti determinazioni....
TAR PUGLIA - SENTENZA 08.11.2016 N. 1262
In vigenza del nuovo codice dei contratti pubblici di cui al d. lgs 18 aprile 2016 n. 50 le procedure di gara sono soggette alle previsioni di cui all’art. 120, comma 2 bis (introdotto dall’art. 204, comma 1, lett.b) d.lgs citato) per cui occorre procedere all’immediata impugnazione del provvedimento relativo all’ammissione delle concorrenti, nel termine di trenta giorni, decorrente dalla pubblicazione sul profilo del committente della stazione appaltante, a pena di inammissibilità dell’impugnazione dei successivi atti della procedura di affidamento, anche con ricorso incidentale). La novella legislativa di cui all’art. 120, comma 2 bis, c.p.a. confligge con il quadro giurisprudenziale, storicamente consolidatosi, atteso che veicola nell’ordinamento l’onere di immediata impugnazione dell’ammissione di tutti gli operatori economici – quale condizione di ammissibilità della futura impugnazione del provvedimento di aggiudicazione – anche in carenza di un’effettiva lesione od utilità concreta......
TAR LOMBARDIA - SENTENZA 24.10.2016 N. 1950
Sino alla data di entrata in vigore del processo amministrativo telematico, posticipata al 1° gennaio 2017, la notificazione del ricorso innanzi al G.A. a mezzo posta elettronica certificata effettuata dal difensore, in mancanza di una specifica disciplina, non costituisce una forma ordinaria di notificazione, dovendosi ritenere tale soltanto quella che è riferibile agli atti processuali di parte in formato analogico: essa, in mancanza di una specifica disciplina riferita al vigente processo amministrativo, è dunque nulla se non previamente e dettagliatamente autorizzata ex art. 52, 2° comma, c.p.a., dal Presidente, che dovrà individuare, sia pure per relationem, adeguate modalità applicative. Tale nullità, in base all’art. 44, comma 3, c.p.a., deve ritenersi comunque sanabile con la costituzione delle parti intimate, effettuata nei termini di legge e argomentata in rito e nel merito al fine di chiedere la reiezione del ricorso.....