Source: http://www.upel.va.it/quesito/ediliziaurbanistica-sanzioni-applicabili-alle-opere-minori-eseguite-in-difformita-rispetto-alla-disciplina-urbanistico-edilizia/
Timestamp: 2017-06-25 00:08:32+00:00
Document Index: 92249170

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 22', 'art. 37', 'art. 6', 'art. 27', 'art. 44']

EDILIZIA/URBANISTICA: SANZIONI APPLICABILI ALLE OPERE MINORI ESEGUITE IN DIFFORMITA’ RISPETTO ALLA DISCIPLINA URBANISTICO-EDILIZIA	UPEL - Unione Provinciale Enti LocaliVareseChi siamo
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– il D.Lgs 222/2016 ha ulteriormente modificato il DPR 380/01 evidenziando la necessità di assumere provvedimenti diversi in funzione della tipologia di opere eseguite in assenza di titolo abilitativo o preventiva comunicazione asseverata;
Si possono ricondurre le opere realizzate a tre macrocategorie:
a) interventi conservativi non interessanti parti strutturali,
b) intervento conservativi interessanti parti strutturali,
c) opere in assenza di permesso di costruire per nuova costruzione, ristrutturazione, variante essenziale o parziale difformità.
– se la normativa è sufficiente chiara laddove il presupposto per la sanabilità o l’irrogazione della sanzione pecuniaria è la conformità alla disciplina dell’attività edilizia (cfr. art. 6 bis secondo il quale “… sono realizzabili previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione competente, fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio,……”o ancora l’art. 22″….. Sono realizzabili mediante la segnalazione certificata di inizio di attività di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente..),ci si interroga su quale sia la sanzione da applicare in caso di opere minori (ovvero non soggette alle sanzioni indicate negli artt.31-35 del T.U.) eseguite in difformità dalle norme del regolamento edilizio oppure del Regolamento Locale di Igiene oppure altre da norme aventi valenza sulla disciplina urbanistica-edilzia.
– all’oggi infatti risulterebbe oltremodo problematica l’applicazione di una delle “vecchie tesi” secondo cui la sanzione per opere minori non poteva essere demolitoria trovando conseguentemente applicazione la sola irrogazione di sanzione pecuniarie (in particolare quelle indicate all’art. 37 comma 1 del T.U.): avendo il T.U. contemplato fra gli interventi soggetti a comunicazione asseverata tutte le pertinenze e gli interventi di restauro/risanamento conservativo non strutturale, ne conseguirebbe per analogia la sola applicazione della sanzione pari a €. 1.000 (art. 6-bis) anche per gli interventi “non conformi”: è facile altresì prevedere però forti conseguenze per tutti gli interventi posti ad esempio in centro storico o ancora in caso di pertinenze non rispettose delle distanze dai confini/fabbricati. E’ pur vero che l’art. 27 comma 2 del T.U. assegna al dirigente l’onere di provvedere alla demolizione delle opere eseguite in difformità dalle norme
urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, ma allora come comportarsi in caso di difformità a norme differenti da quelle sopra indicate (altre norme igienico sanitarie o di sicurezza). Gli articoli 31,32, 33, 34 e 35 affrontano la tematica per opere in assenza/difformità dal permesso di costruire, l’art. 44 prevede sanzioni penali per l’inosservanza delle norme e dei regolamenti edilizi: quale provvedimento o sanzione amministrativa invece occorre applicare per le opere minori eseguite NON in conformità alla disciplina urbanistico-edilizia vigente?