Source: https://www.studiolegalecz.com/sentenza-del-tribunale-di-treviso-sulla-gestione-patrimoniale-e-la-nullita-ex-art-30-tuf/
Timestamp: 2020-07-14 19:59:53+00:00
Document Index: 162856517

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Sentenza del Tribunale di Treviso sulla gestione patrimoniale e la nullità ex art. 30 TUF
19 Feb Sentenza del Tribunale di Treviso sulla gestione patrimoniale e la nullità ex art. 30 TUF
Posted at 17:44h in News	by	Lorenzo Lari
Il nostro studio legale ha recentemente ottenuto, nell’interesse degli investitori da noi assistiti, una importante sentenza emessa dal Tribunale di Treviso.
Quest’ultimo, con sentenza n. 264 del 13 febbraio 2020, ha stabilito, in tema di contratti di investimento (nel caso di specie, gestione patrimoniale) e rispetto delle prescrizioni sul diritto di recesso di cui all’art. 30 D.Lgs. n. 58/1998 (TUF), che è obbligatoria la specifica sottoscrizione dell’investitore nella pagina del modulo contrattuale che reca il relativo avviso. Infatti, ove ciò non avvenga, non potrà sostenersi che la relativa pagina, successiva al testo contrattuale, afferisca al contratto, con conseguente nullità del medesimo per violazione dell’art. 30 comma 7 TUF.
Nello specifico, il “modulo o formulario” che di regola viene riempito con l’indicazione del nome dell’altro contraente e viene completato nelle parti destinate a calibrare la disciplina negoziale volta per volta secondo le particolarità del caso, coincide col documento contenente il testo contrattuale destinato alla sottoscrizione per adesione (cfr. Cass. civ. n. 7776/2014)
Qualora quindi i regolamenti contrattuali dedotti in giudizio siano racchiusi in documenti qualificabili come “moduli o formulari”, ma la pagina di essi contenente l’indicazione sul diritto di recesso ex art. 30 comma 7 TUF non risulti sottoscritta dagli attori investitori, dovrà dedursi la nullità dei contratti oggetto di lite.
Nel caso in esame, “la pagina contenente l’indicazione ex art. 30.7 TUF non risulta sottoscritta ed è successiva a quelle sottoscritte, sìcchè la firma di queste ultime non può logicamente esprimere il significato di appropriazione di un testo (non precedente ma) successivo. Pertanto, ai sensi dell’art. 30.7 TUF l’omissione in discorso comporta la nullità dei relativi contratti…”.
La sentenza è stata pubblicata dalla rivista specializzata Diritto Bancario ed è consultabile al seguente link: http://www.dirittobancario.it/giurisprudenza/banca-e-finanza/servizi-di-investimento/gestione-patrimoniale-e-nullita-ex-art-30-tuf