Source: http://danilorota.blogspot.com/2015/04/la-contrada-europea-dei-diritti.html
Timestamp: 2017-07-24 02:29:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7']

DELL'UOMO (MAFIOSO) Tempi duri per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, cioè per l'unico strumento investigativo-giudiziario con cui sia possibile contrastare quell'"intreccio perverso che costituisce la spina dorsale del
potere mafioso" (secondo l'ottima definizione coniata da Gian Carlo Caselli in un editoriale pubblicato il 13 marzo 2012 su "il Fatto Quotidiano").
Il 24 marzo scorso, infatti, appena 48 ore prima che la Corte Costituzionale depositasse le motivazioni della discutibilissima sentenza n. 48/2015 (in virtù della quale, d'ora in poi, agli indiziati di concorso esterno in associazione mafiosa sarà possibile applicare misure cautelari alternative al carcere, finora sempre obbligatorio), la quarta sezione della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha adottato una sentenza ancora più controversa. Secondo tale verdetto - le cui motivazioni sono state pubblicate sei giorni fa - il reato scaturito dal combinato disposto degli articoli 110 e 416-bis del codice penale italiano è il risultato di uno sviluppo
giuridico iniziato alla fine degli anni '80 del secolo scorso, ma consolidatosi soltanto nel
1994, attraverso un verdetto della Cassazione (Sezioni Unite Penali, sentenza 5 ottobre - 28 dicembre 1994, n. 16, procedimento contro Demitry Giuseppe) giudicato risolutivo del lungo contrasto giurisprudenziale sulla configurabilità
del concorso esterno in associazione mafiosa.
Bruno Contrada,il mafioso travestito da poliziotto
Preso atto dell'attualità di un contrasto giurisprudenziale sulla configurabilità
del concorso esterno in associazione mafiosa, i magistrati italiani esposero i termini di tale contrasto, evidenziando la presenza di due indirizzi diversi: l'uno che escludeva la configurabilità del reato, l'altro che invece l'ammetteva. La domanda allora è: qual era la situazione alla data del 7 febbraio 1988, giorno definitivamente posto a conclusione della condotta di sistematica agevolazione di Cosa Nostra adottata da Contrada a partire dalla fine degli anni '70?
l'indirizzo che viceversa ammetteva la configurabilità del concorso esterno era già stato adottato da una pluralità di verdetti: Cassazione, sezione I penale, sentenza del 27 novembre 1968, n. 1659, secondo cui - in riferimento al reato di cospirazione
politica mediante associazione - "la figura del concorrente [...] è individuabile nell'attività di chi - pur non essendo membro del sodalizio, cioè non aderendo ad esso nella piena
accettazione dell'organizzazione, dei mezzi e dei fini - contribuisce
all'associazione mercé un apprezzabile e fattivo apporto personale,
agevolandone l'affermarsi e facilitandone l'operare, conoscendone l'esistenza e
le finalità e avendo coscienza del nesso causale del suo contributo";
Cassazione, sezione I penale, sentenza del 13 giugno 1987 n. 3492, secondo la quale - riferendosi espressamente al concorso esterno in associazione mafiosa - "il concorso [...] si configura [...] non soltanto nel caso di
concorso psicologico - nelle forme della determinazione e della istigazione nel
momento in cui l'associazione viene costituita - ma anche successivamente
quando il terzo non abbia voluto entrare a far parte dell'associazione o non
sia stato accettato come socio e, tuttavia, presti all'associazione medesima un
proprio contributo, a condizione che tale apporto, valutato ex ante, e in
relazione alla dimensione lesiva del fatto e alla complessità della
fattispecie, sia idoneo, se non al potenziamento, almeno al consolidamento e al
mantenimento della organizzazione". Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, dunque, esisteva e consisteva "in un
apporto obiettivamente adeguato e soggettivamente diretto a rafforzare o
mantenere in vita l'associazione criminosa, con la consapevolezza e la volontà
di contribuire alla realizzazione degli scopi dell’associazione a delinquere,
con la conseguenza che il concorso non sussiste quando il contributo è dato ai
singoli associati, ovvero ha ad oggetto specifiche imprese criminose e l'agente
persegua fini suoi propri in una posizione indifferente rispetto alle finalità
proprie della associazione";
Cassazione, sezione I penale, sentenza del 4 febbraio 1988 n. 9242, che sottolineava la sporadicità della condotta del concorrente esterno, il quale - estraneo alla struttura organica del clan - doveva limitarsi all'"occasionale e non istituzionalizzata
prestazione di un singolo comportamento, non privo di idoneità causale per il
conseguimento dello scopo, che costituisca autonoma e individuale
manifestazione di volontà criminosa e si esaurisca nel momento della sua
espressione perché ontologicamente concepita e determinata nei correlativi
limiti di tempo e di efficacia".
Dunque nel decennio per cui è scattata la condanna definitiva di Bruno Contrada (fine anni '70 - 7 febbraio 1988) il bilancio complessivo fornito dalla giurisprudenza nazionale contemplava ben tre pronunce favorevoli al riconoscimento del reato contestato all'ex poliziotto e solamente una contraria. Insomma, il concorso esterno in associazione mafiosa batteva 3-1 i suoi detrattori negazionisti.
Eppure - strano, ma vero - Strasburgo ha concluso che quando Contrada metteva in atto le sue azioni illecite "il reato non era
sufficientemente chiaro e prevedibile", pertanto l'imputato non poteva conoscere la punibilità dei suoi comportamenti.
Risulta pertanto incomprensibile la condanna dell'Italia per la violazione dell'art. 7 della
Anche perchè - come puntualmente fatto notare da due ex magistrati che di lotta ai colletti bianchi mafiosi se ne intendono - "Strasburgo sembra essere caduta in un equivoco, perché (ammesso e non concesso che il concorso esterno non fosse configurabile) si sarebbe dovuto comunque condannare per il delitto di favoreggiamento della mafia [trattasi del reato previsto dal secondo comma dell'articolo 378 del codice penale - favoreggiamento personale nei confronti di appartenenti a un
sodalizio mafioso - in vigore dal 29 settembre 1982 grazie alla legge Rognoni - La Torre, N.d.A.], sicché le gravi condotte del dott. Contrada mai sarebbero potute andare esenti da pena. E questo il dott. Contrada, come qualunque altro cittadino italiano, lo sapeva bene".
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Questa è una storia da conoscere.Una ...
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UN PRESIDIO DI CIVILTA' CONTRO LA BARBARIE