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Timestamp: 2020-05-30 03:42:13+00:00
Document Index: 158257530

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 2110', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 56', 'art. 39']

Ambasciate, Consolati, Legazioni, ecc.: Disciplina del rapporto di lavoro, 30 gennaio 2017
Parti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero degli Affari Esteri e Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa
Art. 10 - Lavoro straordinario, turni, reperibilità
Art. 19 - Permessi brevi a recupero Art. 20 - Richiamo alle armi
Art. 32 - Conciliazione delle controversie
I lavori sono stati seguiti, secondo le competenze di ciascuno, da: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Divisione II D.G. delle Relazioni Industriali e dei Rapporti di Lavoro […], Divisione IV D.G. delle Relazioni Industriali e dei Rapporti di Lavoro […], Ministero degli Affari Esteri Cerimoniale Diplomatico - Ufficio II […], Delegazioni Sindacali Cgil […], Cisl Fp […], Uil Pa […]
- delle Convenzioni di Vienna e particolarmente per l’attuazione ed applicazione degli articoli n. 33 e n. 41 sulle Relazioni Diplomatiche del 18 aprile 1961 e degli articoli n. 48 e n. 55 sulle Relazioni Consolari del 24 aprile 1963, ratificate in Italia con legge 9 agosto 1967 n. 804;
- delle Convenzioni n. 87, San Francisco 17 giugno 1948, concernenti "La libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale", e n. 98, Ginevra 8 giugno 1949, concernente l’applicazione dei principi del "Diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva", adottata dalla Conferenza della Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL);
- della Carta Sociale Europea, rivista (Legge 9 febbraio 1999, n. 30);
- della Costituzione della Repubblica Italiana.
Il datore di lavoro può costituire rapporti di lavoro a tempo parziale o trasformare, d’intesa con il dipendente, il rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale con le modalità previste dalla normativa vigente.
• il trattamento economico e normativo secondo criteri di proporzionalità e non discriminazione rispetto quello corrisposto al dipendente a tempo pieno a parità di qualifica e mansione.
Il lavoratore non può compiere lavoro straordinario ove non sia autorizzato dal datore di lavoro, il quale può richiedere tale prestazione solo in casi di effettiva necessità o situazioni di comprovata emergenza do urgenza.
Le ore di lavoro straordinario sono considerate quelle eccedenti l’orario ordinario di lavoro, indicate nell’artticolo 9. […]
Sono consentiti inoltre, i tirocini curriculari, nonché quelli formativi e di orientamento o di inserimento/reinserimento al lavoro in favore di disabili di cui all’art. 1, co. 1, della L. n. 68/99)), di persone svantaggiate ai sensi della Legge n. 381/91 nonché di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.
(Art. 2109 Codice Civile; L. 260/49 D.lgs n. 66/2003 e s.m.)
(Art. 2109, 2° comma del Codice Civile; art. 10 D.lgs. n. 66/2003 e s.m.)
A - Malattia […]
B - Obblighi del lavoratore […]
C - Periodo di comporto […]
D - Trattamento economico di malattia […]
In caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro, il dipendente ha diritto alla conservazione del posto fino a completa guarigione clinica e, comunque, non oltre il periodo di conservazione del posto, fissato in 180 giorni (paragrafo C) (art. 2110 c.c.)
G - Trattamento economico di infortunio […]
H - Aspettativa non retribuita per malattia […]
I - Aspettativa non retribuita per infortunio […]
J- Aspettativa non retribuita per motivi familiari o personali […]
K- Aspettativa non retribuita per gravi motivi […]
Per le Rappresentanze che impiegano più di quindici dipendenti l’obbligo di conservazione del posto sussiste in ogni caso fino a sei mesi dopo la data di dimissione dal luogo di cura per avvenuta stabilizzazione, ai sensi dell'’art. 9, legge 14 dicembre 1970, n. 1088.
Nessuno può essere sottoposto, senza il suo consenso, ad analisi tendenti ad accertare l’infezione da HIV se non per motivi di necessità clinica nel suo interesse. Sono consentite analisi di accertamento di infezione da HIV, nell'ambito di programmi epidemiologici, soltanto quando i campioni da analizzare siano stati resi anonimi con assoluta impossibilità di pervenire alla identificazione delle persone interessate.
È vietato ai datori di lavoro, pubblici e privati, lo svolgimento di indagini volte ad accertare nei dipendenti o in persone prese in considerazione per l'instaurazione di un rapporto di lavoro 1'esistenza di uno stato di sieropositività.
(D.Leg.vo 26 marzo 2001, n. 151- “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità” e successive modificazioni legge 28 giugno 2012 n. 92)
In applicazione degli arti. 6 e 7 del d.lgs. 151/2001, per le lavoratrici madri addette a lavori pericolosi, faticosi e insalubri il periodo di astensione obbligatoria post partum è fissato in 7 mesi.
(Decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015 in attuazione dell’art. 1, commi 8 e 9 della legge delega n. 183 del 2014 (Jobs Act)
Il periodo di assenza facoltativa è computato, ai sensi dell’art. 34, comma 5, del d.lgs. 151/2001, nell’anzianità di servizio esclusi gli effetti relativi alle ferie ed alle mensilità supplementari.
La lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto per tutto il periodo di gestazione, attestato da regolare certificato medico, e fino al compimento di un anno di età del bambino ai sensi dell’art. 56, comma 1, del citato D.lgs. 151, salvo le eccezioni previste dalla legge (licenziamento per giusta causa; cessazione dell’attività dell’azienda; ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice era stata assunta; cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine per il quale era stato stipulato; esito negativo della prova).
Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, di un’ora ciascuno, anche cumulabili, durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a 6 ore (art. 39 D.lgs. 151/2001)
D - Congedi per malattia del figlio […]
(Art. 2106 codice civile; Legge n. 300 del 20-5-1970; D.lgs. 150/2009)
Il lavoratore ha l’obbligo di osservare i doveri ed i segreti d’ufficio.
• multa in misura non eccedente l’importo di quattro ore di retribuzione;
L’insieme delle norme disciplinari (norme relative alle infrazioni, alle procedure di contestazioni e alle sanzioni applicabili) poste dalla presente disciplina costituisce il “codice disciplinare” che deve essere portato a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.