Source: http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=797b7dc70ee1476a83bfd4d4fbf2c2cf
Timestamp: 2019-03-21 19:43:57+00:00
Document Index: 157876725

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 51', 'art. 26', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8']

Indirizzi per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia. Triennio 2016-2018 (L.R. 8 agosto 2001, n. 26 - L.R. 30 giugno 2003, n. 12). (Proposta della Giunta regionale in data 9 febbraio 2016, n. 116) — E-R BUR 113/2016
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale, progr. n. 116 del 9 febbraio 2016, recante ad oggetto "Indirizzi per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia. Triennio 2016-2018 (L.R. 8 agosto 2001, n. 26 - L.R. 30 giugno 2003, n. 12). Proposta all’Assemblea legislativa.";
- del favorevole parere espresso dalla commissione referente "Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità" di questa Assemblea legislativa, giusta nota prot. AL/2016/11698 in data 3 marzo 2016,
- del parere favorevole espresso dal Consiglio delle Autonomie locali (CAL) sulla proposta della Giunta regionale n. 116 del 9 febbraio 2016 (qui allegato);
- di approvare le proposte contenute nella deliberazione della Giunta regionale, progr. n. 116 del 9 febbraio 2016, sopra citata e qui allegata quale parte integrante e sostanziale;
"LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
- la legge 10 marzo 2000, n. 62 “Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione”;
- la legge regionale 8 agosto 2001, n. 26 “Diritto allo studio ed all’apprendimento per tutta la vita. Abrogazione della L.R.25 maggio 1999, n.10” che:
all’articolo 7, comma 1, dispone che il Consiglio regionale – ora Assemblea legislativa -, su proposta della Giunta, approvi gli indirizzi triennali;
all’articolo 7, comma 3, impegna la Giunta regionale ad approvare, in coerenza con gli indirizzi triennali, il riparto dei fondi a favore delle Province e le relative modalità di attuazione, anche in relazione ad intese tra Regione, Enti locali e scuole;
- la legge regionale 30 giugno 2003, n. 12 “Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro” che all’art. 19 afferma che:
Fatti salvi gli orientamenti delle attività educative rientranti nelle norme generali sull'istruzione di competenza dello Stato, per sostenere l'innalzamento della qualità dell'offerta della scuola dell'infanzia, nonché l'innovazione pedagogico-didattica, la Regione definisce linee orientative di qualificazione, basate sulle ricerche, sulle esperienze e più in generale sul patrimonio culturale in ambito educativo espresso dal territorio e ne favorisce l'applicazione.
Nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, la Regione e gli enti locali sostengono l'adozione di modelli organizzativi flessibili, la compresenza nelle ore programmate per le attività didattiche, l'inserimento di figure di coordinamento pedagogico.
- la deliberazione dell’Assemblea legislativa 9 giugno 2015, n. 19 di approvazione degli “Indirizzi per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia (L.R. 8 agosto 2001, n. 26 - L.R. 30 giugno 2003, n. 12). (Proposta della Giunta regionale in data 23 aprile 2015, n. 439)”, aventi scadenza al 31/12/2015;
dal 1/1/2015 la Città Metropolitana di Bologna è subentrata alla Provincia, ai sensi della Legge 56/2014;
ai sensi dell’art. 51, comma 1, lettera e) della L.R. 13/2015 “Riforma del sistema del governo regionale e locale e disposizioni su Città Metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni”, la materia relativa a programmazione e gestione degli interventi per il diritto allo studio scolastico, sulla base degli indirizzi della Regione, rientra espressamente tra le funzioni attribuite alla Città Metropolitana di Bologna e alle Province;
- garantire la continuità del sostegno all’importante segmento costituito dalle scuole dell’infanzia paritarie (comunali e private), anche in quanto componenti essenziali del sistema nazionale d’istruzione, prevedendo le modalità di assegnazione dei finanziamenti relativi agli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia, nonché sostegno a figure di coordinamento pedagogico;
- auspicare che, così come già avviene in diversi territori, vengano definite dagli Enti locali tariffe di frequenza per le scuole dell’infanzia paritarie comunali sulla base di criteri di equità, ricercando la massima armonizzazione a livello distrettuale.
Considerato che, per le motivazioni sopra riportate, è opportuno approvare gli Indirizzi per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia, per il triennio 2016-2018, con scadenza al 31 dicembre 2018;
Ritenuto, pertanto, di approvare l'allegato “A” parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, recante "Indirizzi per gli interventi di qualificazione delle scuole dell’infanzia del sistema nazionale di istruzione e degli Enti locali nonché per le azioni di miglioramento della proposta educativa e del relativo contesto e per gli interventi di rilevanza regionale"
Dato atto che all’assegnazione e all’impegno a favore delle Province/Città Metropolitana delle risorse regionali, secondo le disponibilità che si evidenzieranno nel bilancio regionale per l’esercizio finanziario 2016, si provvederà con successivo atto della Giunta regionale;
Dato atto che la presente proposta è stata esaminata dalla Conferenza regionale del terzo settore il giorno 28/1/2016 e dal Consiglio delle Autonomie Locali il giorno 1/2/2016;
- la legge regionale n. 43 del 26/11/2001 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e ss.mm.;
- la propria Deliberazione n. 1621 dell’11 novembre 2013 “Indirizzi interpretativi per l’applicazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.lgs 14 marzo 2013, n. 33”;
Richiamate inoltre le seguenti deliberazioni di Giunta regionale: n. 1057 del 24 luglio 2006, n. 1663 del 27 novembre 2006, n. 1377 del 20 settembre 2010, n. 1511 del 24 ottobre 2011, n. 193 del 27 febbraio 2015, n.335 del 31/3/2015, n.905 del 13/7/2015 e n. 2416 del 29 dicembre 2008, e s.m.;
1. di proporre all’Assemblea legislativa regionale, per i motivi sopra elencati e che qui si intendono integralmente riportati, di approvare gli Indirizzi per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia (L.R. 8 agosto 2001, n. 26 - L.R. 30 giugno 2003, n.12), per il triennio 2016-2018, di cui all’allegato “A” parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, con scadenza al 31 dicembre 2018, recante "Indirizzi per gli interventi di qualificazione delle scuole dell’infanzia del sistema nazionale di istruzione e degli Enti locali nonché per le azioni di miglioramento della proposta educativa e del relativo contesto e per gli interventi di rilevanza regionale";
2. di prevedere che all’assegnazione e all’impegno delle risorse regionali a favore delle Province/Città Metropolitana di Bologna, secondo le disponibilità previste nel bilancio regionale per l’esercizio finanziario 2016 e nel bilancio pluriennale, si provvederà con successivi atti della Giunta regionale;
3. di auspicare che, così come già avviene in diversi territori, vengano definite dagli Enti locali tariffe di frequenza per le scuole dell’infanzia paritarie comunali sulla base di criteri di equità, ricercando la massima armonizzazione a livello distrettuale.
4. di dare atto che, secondo quanto previsto dall’art. 26, comma 1, del D.lgs n. 33/2013 e dalla delibera di Giunta regionale n. 1621/2013, il presente atto è soggetto agli obblighi di pubblicazione ivi previsti;
"Indirizzi per gli interventi di qualificazione delle scuole dell’infanzia del sistema nazionale di istruzione e degli Enti locali nonché per le azioni di miglioramento della proposta educativa e del relativo contesto e per gli interventi di rilevanza regionale"
I presenti indirizzi - relativi alle scuole dell'infanzia del sistema nazionale di istruzione e in particolare alle scuole dell'infanzia che fanno parte del sistema paritario e degli Enti locali (di seguito denominate "scuole dell'infanzia") - contengono gli elementi, sul piano programmatico, utili ad offrire un quadro unitario e organico di riferimento per quanto riguarda la qualificazione, il miglioramento della proposta educativa e del relativo contesto, tramite la realizzazione di progetti e di iniziative rivolti ai bambini e alle bambine delle scuole dell'infanzia.
In particolare l'art. 3, comma 4, lettera c) della L.R. n. 26 del 2001 prevede che gli interventi siano finalizzati a promuovere la qualità dell'offerta educativa delle scuole dell'infanzia, con peculiare riferimento alla continuità e al raccordo interistituzionale tra esse, i servizi educativi per la prima infanzia e la scuola primaria.
Le azioni volte a qualificare il sistema regionale delle scuole dell’infanzia consentono di rafforzare la programmazione degli interventi nel settore dei servizi 3-6 anni al fine di creare i presupposti per una continuità educativa orizzontale e verticale. Tali azioni sono riconducibili prioritariamente:
a) alla dotazione di coordinatori pedagogici, sostenendo i soggetti gestori privati, facenti parte del sistema nazionale di istruzione, e gli Enti locali affinché provvedano a dotarsi di queste professionalità. Qualora il soggetto gestore sia l'Ente locale, il requisito di accesso al finanziamento è rappresentato dalla popolazione residente pari o inferiore a 30.000 abitanti. Il finanziamento può essere destinato altresì alle forme associative degli Enti locali, anche con popolazione complessiva superiore ai 30.000 abitanti. Le azioni potranno essere finanziate se presentate da associazioni di scuole dell’infanzia, facenti parte del sistema nazionale di istruzione, anche in aggregazione con servizi per la prima infanzia, a condizione che l’attività prevalente del coordinatore sia svolta a favore delle scuole dell’infanzia. Le Province/Città metropolitana di Bologna accerteranno l'inesistenza di finanziamenti ai sensi della legge regionale 1/2000 a favore dello stesso coordinatore;
b) alla realizzazione di interventi di rilevanza regionale attuati direttamente o tramite Enti Locali, come previsto nell’art. 7, comma 2 della L.R. 26/2001;
c) alla qualificazione delle scuole dell’infanzia del sistema nazionale di istruzione e degli Enti locali tramite progetti presentati da aggregazioni di scuole dell'infanzia del sistema nazionale di istruzione costituite:
- da scuole statali e/o da scuole paritarie sia private che degli Enti locali;
- da scuole dell'infanzia degli Enti locali, non aderenti al sistema nazionale di istruzione. Le aggregazioni possono essere formate esclusivamente da scuole di tale tipologia gestionale e rappresentate da un Comune capofila o anche da scuole del sistema nazionale di istruzione, comunque rappresentate da un Comune capofila;
d) al miglioramento complessivo delle scuole dell’infanzia paritarie private, tramite intese tra Regione ed Enti locali con le Associazioni delle scuole dell’infanzia paritarie private ai sensi dell’art. 7, comma 3 della L.R. 26 del 2001, che prevedono progetti di innovazione del contesto, del rapporto educativo, nonché delle prestazioni offerte. Le intese dovranno essere finalizzate a individuare gli elementi fondanti il miglioramento dell'offerta formativa per le scuole dell’infanzia;
I progetti previsti dai punti c) e d) potranno essere presentati solo su una delle aree (qualificazione o miglioramento), ad evitare duplicazioni di finanziamenti a favore della stessa aggregazione di scuole.
Indicazioni per l'elaborazione dei programmi delle Province e della Città metropolitana
Le Province/Città metropolitana di Bologna, nella elaborazione dei rispettivi atti, assegneranno le risorse per le finalità di cui ai punti a) e b) ed ai progetti di qualificazione e di miglioramento dell'offerta formativa di cui ai punti c) e d). In particolare per i punti c) e d) ai fini dell'elaborazione degli atti, le province/città metropolitana dovranno tenere conto delle indicazioni, che vengono fornite di seguito, per orientare la progettazione e la conseguente valutazione in ordine alle:
- tematiche di particolare rilevanza socio-culturale in coerenza con quanto suggerito dalle indicazioni ministeriali relative al curricolo per l’infanzia che prevedono una particolare attenzione rivolta a tutti i bambini, alle famiglie e al contesto - inteso come ambito di apprendimento - individuando per ciascuno di essi azioni volte a rafforzare e dare continuità alle tematiche storicamente oggetto dei progetti di qualificazione introdotte con i precedenti Indirizzi triennali, quali ad esempio l'inclusione dei bambini con deficit, l'educazione interculturale e, più in generale, l'educazione alle differenze, nonché problematiche dell'infanzia ritenute emergenti e particolarmente significative a livello locale ed azioni rivolte al coinvolgimento dei genitori nel progetto educativo;
- sviluppo del raccordo tra i servizi educativi per la prima infanzia, le scuole dell’infanzia e la scuola primaria;
- cura della documentazione relativa ai progetti educativi, ai fini di una maggiore trasparenza dell’attività educativa e didattica per favorire scambi e buone prassi tra scuole e servizi educativi.
Le aggregazioni di scuole dell’infanzia dovranno essere costituite da un numero minimo di scuole definito con l’atto di ciascuna Amministrazione provinciale/Città metropolitana di Bologna, a seguito di un’analisi sul proprio territorio, per perseguire la massima efficacia degli interventi. Per particolari realtà territoriali, in specie nelle zone montane, le aggregazioni potranno essere costituite anche da una sola scuola dell’infanzia, unitamente a uno o più servizi educativi o a scuole di diverso grado.
Le Province/Città metropolitana di Bologna, data la conoscenza del territorio, potranno prevedere ulteriori indicazioni per una maggiore efficacia della progettazione. Le stesse ripartiranno i fondi per il finanziamento dei progetti anche tenendo conto del numero delle sezioni coinvolte.
Nel perseguimento della generalizzazione della scuola dell’infanzia, ai fini di un’efficace programmazione dell’offerta, le Amministrazioni provinciali/Città metropolitana di Bologna e i Comuni possono promuovere accordi finalizzati a realizzare un sistema unitario di iscrizione o di altre forme di raccordo e razionalizzazione della domanda tra diverse tipologie gestionali (scuole statali, paritarie comunali e paritarie private).
Per consentire un’analisi corretta della programmazione regionale e della conseguente spesa è necessario che le Province/Città metropolitana di Bologna, come previsto dal comma 3, art. 8 della L.R. 26/01, trasmettano alla Regione una relazione annuale circa il raggiungimento degli obiettivi della programmazione.
Criteri di ripartizione delle risorse tra le Province/Città metropolitana
La Giunta regionale, con propri atti, approverà annualmente il riparto dei fondi a favore delle Province/Città metropolitana di Bologna e individuerà eventuali interventi di rilevanza regionale, nel rispetto della legge, dei presenti Indirizzi e delle compatibilità di bilancio.
In particolare, per quanto riguarda la dotazione di coordinatori pedagogici, la qualificazione delle scuole dell’infanzia del sistema nazionale di istruzione e degli Enti locali e il miglioramento complessivo delle scuole dell’infanzia paritarie private, il riparto delle risorse regionali alle Province/Città metropolitana di Bologna avverrà, nell’ottica di sostegno alla funzione storica svolta dalle scuole paritarie nel contesto territoriale, anche tenendo conto del numero delle sezioni di scuola dell'infanzia, nonché dei servizi educativi per la prima infanzia aggregati alle scuole stesse."