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Timestamp: 2019-06-19 21:54:49+00:00
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Art. 396 cod. proc. civile: Revocazione delle sentenze per le quali è scaduto il termine per l'appello | La Legge per tutti
Le sentenze per le quali è scaduto il termine per l’appello possono essere impugnate per revocazione nei casi dei numeri 1, 2, 3 e 6 dell’articolo precedente, purché la scoperta del dolo o della falsità o il ricupero dei documenti o la pronuncia della sentenza di cui al numero 6 siano avvenuti dopo la scadenza del termine suddetto (1).
Revocazione: [v. 395]; Appello: [v. 339].
(1) Qualora non sia ancora decorso il termine per proporre appello, la sentenza di primo grado dovrà essere impugnata con il normale mezzo di gravame. In tal caso, infatti, i motivi di revocazione si convertono in motivi di appello, essendo quest’ultimo un rimedio impugnatorio a carattere generale. Nel caso in cui la revocazione sia proposta contro sentenze il cui appello sia stato definito con pronuncia di mero rito, di inammissibilità o improcedibilità, la competenza spetta al giudice di primo grado che ha emesso la sentenza e non al giudice del gravame, per cui l’erronea proposizione davanti a quest’ultimo implica la necessità del rilievo della propria incompetenza e non già la pronuncia di inammissibilità della revocazione.
Provvedimenti impugnabili per revocazione
Il ricorso per revocazione di una sentenza della Corte di cassazione è soggetto, a pena di inammissibilità, alle stesse regole del ricorso per cassazione, tra le quali vi è il principio dell’autosufficienza proprio del ricorso per cassazione; ne discende che esso è inammissibile quando contenga solo la domanda di revocazione della sentenza, idonea a provocare la fase rescindente del giudizio, ma non contenga la domanda di decisione sull’originario ricorso, riproponendone gli argomenti, in quanto un ricorso siffatto non è idoneo ad attivare la eventuale, successiva fase rescissoria.
Cass. 3 settembre 2002, n. 12816.
L’accertamento dell’avvenuta scadenza dei termini per la proposizione dell’appello, ai fini della verifica di sussistenza della condizione di ammissibilità dell’istanza di revocazione straordinaria ex art. 396, comma 1, c.p.c., riguarda questione di natura processuale e, pertanto, non può formare oggetto di cosa giudicata in senso sostanziale, essendo destinato ad operare soltanto con effetti limitati al processo in cui è intervenuto; ne deriva che il giudice dell’appello, successivamente adito, ben può procedere allo scrutinio di ammissibilità del gravame e ad autonomo accertamento della sussistenza delle condizioni che, ai sensi dell’art. 327, comma 2, c.p.c., consentono tale impugnazione pur dopo la scadenza del termine annuale previsto dal comma 1 della medesima norma, dovendosi escludere qualsiasi preclusione derivante dalla sentenza resa dal giudice della revocazione.
Cass., Sez. Un., 10 maggio 2002, n. 6737.