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Timestamp: 2018-12-19 07:34:24+00:00
Document Index: 77727152

Matched Legal Cases: ['art.  76', 'art. 87', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art.  10', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 4', 'art.\n3', 'art. 59', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 17', 'art.  27', 'art. 50', 'art. 59', 'art. 4', 'art.  7', 'art. 4', 'art.  59', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 59', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 9', 'art.  10', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 4']

DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 32 - Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunita' europea (INSPIRE). (10G0043) (GU n. 56 del 9-3-2010 | Periti.info
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 32 – Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunita’ europea (INSPIRE). (10G0043) (GU n. 56 del 9-3-2010
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 32 - Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunita' europea (INSPIRE). (10G0043) (GU n. 56 del 9-3-2010 - Suppl. Ordinario n.47) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/3/2010
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010 , n. 32
Attuazione    della    direttiva    2007/2/CE,    che   istituisce
un’infrastruttura  per  l’informazione  territoriale  nella Comunita’
europea (INSPIRE). (10G0043)
VISTA  la direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del   14   marzo   2007,   che   istituisce   un’infrastruttura   per
l’informazione territoriale nella Comunita’ europea (INSPIRE);
VISTA  la  legge  7 luglio 2009, n. 88, recante delega al Governo per
alle  Comunita’  europee – Legge comunitaria 2008, ed in particolare,
VISTO  il  regolamento  (CE)  n.  1205/2008  della Commissione, del 3
dicembre  2008,  recante  attuazione  della  direttiva  2007/2/CE del
Parlamento  europeo  e  del Consiglio per quanto riguarda i metadati,
entrato in vigore il 24 dicembre 2008;
VISTA  la  decisione  n.  2009/442/CE della Commissione, del 5 giugno
2009,  recante  attuazione  della  direttiva 2007/2/CE del Parlamento
europeo  e  del  Consiglio  per  quanto riguarda il monitoraggio e la
VISTA   la  legge  2  febbraio  1960,  n.  68,  recante  norme  sulla
cartografia ufficiale dello Stato e sulla disciplina della produzione
e dei rilevamenti terrestri e idrografici;
VISTO  il  decreto  del Presidente della Repubblica 3 agosto 2009, n.
140,   recante   regolamento   di   riorganizzazione   del  Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
VISTO  il  decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice
VISTO  il  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n. 82, e successive
modificazioni, recante il codice dell’amministrazione digitale;
VISTO   il  decreto  legislativo  19  agosto  2005  n.  195,  recante
attuazione   della  direttiva  2003/4/CE  sull’accesso  del  pubblico
VISTO  il  decreto  legislativo  24  gennaio  2006,  n.  36,  recante
attuazione  della  direttiva  2003/98/CE  relativa  al  riutilizzo di
documenti nel settore pubblico;
VISTO  il  decreto  legislativo  3  aprile 2006, n. 152, e successive
VISTO  il  decreto  legislativo  22  gennaio  2004, n. 42, successive
modificazioni,  recante il codice dei beni culturali e del paesaggio,
ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137;
VISTO  il  regolamento  (CE) n. 401/2009 del Parlamento europeo e del
Consiglio,  del  23 aprile 2009, sull’Agenzia europea dell’ambiente e
la   rete   europea  d’informazione  e  di  osservazione  in  materia
CONSIDERATA  la comunicazione delle Commissione europea al Consiglio,
al  Parlamento  europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al
Comitato  delle  regioni  denominata  ‘Verso  un  Sistema  comune  di
informazioni ambientali (SEIS)’ del 1° febbraio 2008.
VISTA  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
CONSIDERATO  che  la  Conferenza  unificata  non ha reso il parere di
competenza nel previsto termine;
ACQUISITI  i  pareri  delle  competenti  Commissioni della Camera dei
CONSIDERATO  che  le competenti Commissioni del Senato non hanno reso
il parere nel previsto termine;
VISTA  la  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri, adottata nella
SULLA  PROPOSTA  del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dell’ambiente  e  della tutela del territorio e del mare, di concerto
con  i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e
delle  finanze, per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per
i rapporti con le regioni;
(Finalita’ e ambito di applicazione)
1.  Il  presente  decreto  e’  finalizzato  alla realizzazione di una
infrastruttura   nazionale  per  l’informazione  territoriale  e  del
monitoraggio   ambientale   che   consenta  allo  Stato  italiano  di
partecipare  all’infrastruttura per l’informazione territoriale nella
Comunita’  europea, di seguito INSPIRE, per gli scopi delle politiche
ambientali  e  delle  politiche  o  delle attivita’ che possono avere
ripercussioni sull’ambiente.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, il presente decreto stabilisce
norme   generali   per  lo  scambio,  la  condivisione,  l’accesso  e
l’utilizzazione,  in  maniera  integrata  con  le realta’ regionali e
locali, dei dati necessari per gli scopi delle politiche ambientali e
delle  politiche  o  delle  attivita’ che possono avere ripercussioni
3.  Il  presente  decreto  si applica ai set di dati territoriali che
rispondono alle seguenti condizioni:
a) sono disponibili in formato elettronico;
b) sono detenuti da o per conto di:
1)  un’autorita’  pubblica,  e  sono  stati  prodotti  o  ricevuti da
un’autorita’  pubblica  o  sono  gestiti  o aggiornati dalla medesima
autorita’ e rientrano nell’ambito dei compiti di servizio pubblico;
2)  terzi,  che  svolgono  attivita’  che possono avere ripercussioni
c)  riguardano  una  o  piu’  delle categorie tematiche elencate agli
Allegati I, II e III.
4.  Il  presente  decreto  si applica altresi’ ai servizi relativi ai
dati  territoriali  concernenti  i set di dati territoriali di cui al
5.  Per  i set di dati territoriali che rispondono alle condizioni di
cui  al  comma  3,  lettera  c),  ma  per i quali i terzi detengano i
diritti   di  proprieta’  intellettuale,  l’autorita’  pubblica  puo’
intervenire in virtu’ del presente decreto solo previa autorizzazione
dei medesimi terzi.
6.  Il  presente  decreto  si applica fatto salvo quanto disposto dal
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, e dal decreto legislativo
24 gennaio 2006, n. 36.
7.  Il  presente  decreto  non  impone  la  raccolta  di  nuovi  dati
Il  testo  delle  note  qui  pubblicato  e’  stato  redatto
–  Per  le  direttive  CEE  vengono  forniti gli estremi di
–  L’art.  76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio
della  funzione  legislativa  non  puo’  essere delegato al
Governo  se  non  con  determinazione di principi e criteri
direttivi  e  soltanto  per  tempo  limitato  e per oggetti
–  L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al
–  La  direttiva  2007/2/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 25
aprile 2007, n. L 108.
– Il testo dell’allegato B della legge 7 luglio 2009, n. 88
disposizioni   per   l’adempimento  di  obblighi  derivanti
Legge comunitaria 2008. Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
14 luglio 2009, n. 161, S.O. cosi’ recita:
(Art. 1, commi 1 e 3)»
2005/47/CE   del   Consiglio,   del   18   luglio  2005,
2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa
a  misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria e
che abroga la direttiva 92/40/CEE;
2006/17/CE  della Commissione, dell’8 febbraio 2006, che
attua  la direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del
tecniche   per  la  donazione,  l’approvvigionamento  e  il
2006/38/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
relativa  alla  tassazione  a carico di autoveicoli pesanti
2006/42/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
17  maggio  2006,  relativa alle macchine e che modifica la
2006/43/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
17  maggio  2006,  relativa alle revisioni legali dei conti
annuali  e dei conti consolidati, che modifica le direttive
2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5
luglio  2006,  riguardante l’attuazione del principio delle
2006/86/CE  della  Commissione, del 24 ottobre 2006, che
Consiglio  per  quanto  riguarda le prescrizioni in tema di
rintracciabilita’,   la  notifica  di  reazioni  ed  eventi
avversi  gravi  e  determinate prescrizioni tecniche per la
2006/112/CE   del   Consiglio,  del  28  novembre  2006,
2006/123/CE  del Parlamento europeo e del Consiglio, del
2006/126/CE  del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20   dicembre   2006,   concernente  la  patente  di  guida
2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14
marzo    2007,   che   istituisce   un’Infrastruttura   per
2007/23/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
23  maggio  2007,  relativa  all’immissione  sul mercato di
2007/30/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
20  giugno  2007,  che modifica la direttiva 89/391/CEE del
Consiglio,  le sue direttive particolari e le direttive del
Consiglio  83/477/CEE,  91/383/CEE, 92/29/CEE e 94/33/CE ai
fini  della semplificazione e della razionalizzazione delle
2007/36/CE  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,
2007/43/CE  del  Consiglio,  del  28  giugno  2007,  che
stabilisce   norme  minime  per  la  protezione  dei  polli
2007/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5
settembre  2007,  che  modifica  la direttiva 92/49/CEE del
e  2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i
criteri  per  la  valutazione prudenziale di acquisizioni e
2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5
settembre  2007,  che  reca  disposizioni  sulle  quantita’
nominali  dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive
75/106/CEE   e  80/232/CEE  del  Consiglio  e  modifica  la
2007/58/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
23  ottobre  2007, che modifica la direttiva 91/440/CEE del
e  la direttiva 2001/14/CE relativa alla ripartizione della
capacita’  di  infrastruttura ferroviaria e all’imposizione
2007/59/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
23   ottobre   2007,   relativa   alla  certificazione  dei
macchinisti  addetti  alla  guida di locomotori e treni sul
2007/60/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
23  ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione
2007/64/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
13  novembre  2007,  relativa  ai  servizi di pagamento nel
mercato  interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE,
2002/65/CE,   2005/60/CE   e   2006/48/CE,  che  abroga  la
2007/65/CE  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,
del  Consiglio  relativa  al  coordinamento  di determinate
disposizioni  legislative,  regolamentari  e amministrative
degli  Stati membri concernenti l’esercizio delle attivita’
2007/66/CE  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,
e   92/13/CEE   del   Consiglio   per  quanto  riguarda  il
miglioramento  dell’efficacia delle procedure di ricorso in
2008/5/CE   della  Commissione,  del  30  gennaio  2008,
relativa   alla  specificazione  sull’etichetta  di  alcuni
2008/8/CE  del  Consiglio,  del  12  febbraio  2008, che
modifica  la  direttiva  2006/112/CE per quanto riguarda il
2008/9/CE  del  Consiglio,  del  12  febbraio  2008, che
stabilisce  norme  dettagliate per il rimborso dell’imposta
sul  valore aggiunto, previsto dalla direttiva 2006/112/CE,
ai  soggetti  passivi  non  stabiliti nello Stato membro di
2008/48/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
2008/49/CE   della  Commissione,  del  16  aprile  2008,
2004/36/CE  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio per
quanto   riguarda   i  criteri  per  l’effettuazione  delle
2008/50/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
2008/51/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
21  maggio  2008,  che modifica la direttiva 91/477/CEE del
Consiglio,  relativa al controllo dell’acquisizione e della
2008/52/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
2008/56/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
17  giugno  2008,  che  istituisce  un  quadro per l’azione
comunitaria  nel campo della politica per l’ambiente marino
2008/57/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
17  giugno 2008, relativa all’interoperabilita’ del sistema
2008/59/CE del Consiglio, del 12 giugno 2008, che adegua
la  direttiva  2006/87/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio  che  fissa i requisiti tecnici per le navi della
2008/63/CE   della  Commissione,  del  20  giugno  2008,
2008/68/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
24  settembre  2008, relativa al trasporto interno di merci
2008/71/CE  del  Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa
2008/73/CE  del  Consiglio,  del  15  luglio  2008,  che
semplifica  le  procedure  di  redazione degli elenchi e di
diffusione   dell’informazione   in   campo  veterinario  e
zootecnico   e   che   modifica  le  direttive  64/432/CEE,
92/119/CEE,  94/28/CE, 2000/75/CE, la decisione 2000/258/CE
2008/87/CE della Commissione, del 22 settembre 2008, che
modifica  la  direttiva 2006/87/CE del Parlamento europeo e
del  Consiglio  che  fissa  i requisiti tecnici per le navi
2008/90/CE   del   Consiglio,  del  29  settembre  2008,
relativa   alla   commercializzazione   dei   materiali  di
moltiplicazione  delle  piante  da frutto e delle piante da
2008/98/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
19  novembre  2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune
2008/100/CE  della Commissione, del 28 ottobre 2008, che
modifica  la  direttiva  90/496/CEE  del Consiglio relativa
all’etichettatura  nutrizionale dei prodotti alimentari per
quanto  riguarda  le  razioni  giornaliere  raccomandate, i
coefficienti  di  conversione  per  il  calcolo  del valore
2008/117/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante
modifica  della  direttiva  2006/112/CE relativa al sistema
comune  d’imposta  sul  valore  aggiunto, per combattere la
frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie;
2008/118/CE   del   Consiglio,  del  16  dicembre  2008,
relativa  al  regime  generale delle accise e che abroga la
–  Il  Regolamento (CE) n. 1205/2008 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 4 dicembre 2008, n. L 326.
–  La  decisione  n.  2009/442/CE  e’  pubblicata  nella
G.U.U.E. 5 giugno 2009, n. L 148.
–   La  legge  2  febbraio  1960,  n.  68,  Norme  sulla
cartografia  ufficiale dello Stato e sulla disciplina della
produzione  e  dei  rilevamenti  terrestri e idrografici e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 1° marzo 1960, n. 52.
–  Il  decreto  del Presidente della Repubblica 3 agosto
2009,  n.  140,  e’  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1°
ottobre 2009, n. 228.
– Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, (Codice
in  materia di protezione dei dati personali) e’ pubblicato
–  Il  decreto  legislativo  7 marzo 2005, n. 82 (Codice
dell’amministrazione digitale) e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112, S.O.
–   Il  decreto  legislativo  19  agosto  2005,  n.  195
(Attuazione  della  direttiva  2003/4/CE  sull’accesso  del
pubblico  all’informazione  ambientale) e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 23 settembre 2005, n. 222.
–   Il  decreto  legislativo  24  gennaio  2006,  n.  36
(Attuazione   della   direttiva   2003/98/CE   relativa  al
riutilizzo di documenti nel settore pubblico) e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 14 febbraio 2006, n. 37.
– Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in
materia  ambientale) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
14 aprile 2006, n. 88, S.O.
–  Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice
dei  beni  culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10
della  L.  6  luglio  2002,  n.  137)  e’  pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 2004, n. 45, S.O.
–  Il  testo  dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n.
137  (Delega per la riforma dell’organizzazione del Governo
e  della  Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonche’ di
enti pubblici) cosi’ recita:
«Art.  10. Delega per il riassetto e la codificazione in
materia  di beni culturali e ambientali, spettacolo, sport,
proprieta’ letteraria e diritto d’autore.
1.  Ferma  restando  la  delega  di  cui all’art. 1, per
quanto  concerne  il  Ministero  per  i beni e le attivita’
culturali   il  Governo  e’  delegato  ad  adottare,  entro
diciotto  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente  legge,  uno  o  piu’  decreti  legislativi per il
riassetto    e,   limitatamente   alla   lettera   a),   la
codificazione delle disposizioni legislative in materia di:
a) beni culturali e ambientali;
b) cinematografia;
c)  teatro,  musica,  danza e altre forme di spettacolo
dal vivo;
d) sport;
e) proprieta’ letteraria e diritto d’autore.
2.  I  decreti  legislativi  di  cui  al  comma 1, senza
determinare  nuovi  o  maggiori oneri per il bilancio dello
Stato,   si   attengono  ai  seguenti  principi  e  criteri
a)   adeguamento   agli   articoli   117  e  118  della
b)   adeguamento  alla  normativa  comunitaria  e  agli
c)   miglioramento   dell’efficacia   degli  interventi
concernenti  i  beni  e  le attivita’ culturali, anche allo
scopo   di   conseguire   l’ottimizzazione   delle  risorse
assegnate  e l’incremento delle entrate; chiara indicazione
delle  politiche pubbliche di settore, anche ai fini di una
significativa  e  trasparente  impostazione  del  bilancio;
snellimento  e  abbreviazione dei procedimenti; adeguamento
delle procedure alle nuove tecnologie informatiche;
d) quanto alla materia di cui alla lettera a) del comma
1:    aggiornare    gli    strumenti   di   individuazione,
conservazione e protezione dei beni culturali e ambientali,
anche  attraverso la costituzione di fondazioni aperte alla
partecipazione   di   regioni,   enti   locali,  fondazioni
bancarie,  soggetti  pubblici  e privati, senza determinare
ulteriori   restrizioni   alla   proprieta’   privata,  ne’
l’abrogazione   degli   strumenti   attuali   e,  comunque,
conformandosi    al   puntuale   rispetto   degli   accordi
internazionali,  soprattutto in materia di circolazione dei
beni  culturali;  riorganizzare  i  servizi  offerti  anche
attraverso  la  concessione  a soggetti diversi dallo Stato
mediante   la   costituzione   di  fondazioni  aperte  alla
bancarie,  soggetti  pubblici  e  privati,  in linea con le
disposizioni  di  cui  alla  lettera  b-bis)  del  comma  1
dell’art.  10  del  decreto legislativo 20 ottobre 1998, n.
368,  e  successive  modificazioni;  adeguare la disciplina
degli   appalti  di  lavori  pubblici  concernenti  i  beni
culturali,  modificando  le  soglie  per  il  ricorso  alle
diverse  procedure  di  individuazione  del  contraente  in
maniera  da  consentire  anche la partecipazione di imprese
artigiane  di  comprovata  specializzazione  ed esperienza,
ridefinendo   i  livelli  di  progettazione  necessari  per
l’affidamento   dei   lavori,   definendo   i   criteri  di
aggiudicazione  e  prevedendo  la  possibilita’ di varianti
oltre  i  limiti  percentuali  ordinariamente  previsti, in
relazione alle caratteristiche oggettive e alle esigenze di
tutela e conservazione dei beni; ridefinire le modalita’ di
costituzione e funzionamento degli organismi consultivi che
intervengono   nelle   procedure   per  la  concessione  di
contributi  e  agevolazioni  in  favore di enti ed istituti
culturali,   al  fine  di  una  precisa  definizione  delle
responsabilita’  degli  organi tecnici, secondo principi di
separazione   fra   amministrazione   e   politica   e  con
particolare  attenzione  ai  profili  di  incompatibilita’;
individuare    forme    di    collaborazione,    in    sede
procedimentale,  tra  le  amministrazioni  per  i beni e le
attivita’ culturali e della difesa, per la realizzazione di
opere destinate alla difesa militare;
e)  quanto alle materie di cui alle lettere b) e c) del
comma  1:  razionalizzare  gli  organismi  consultivi  e le
relative    funzioni,    anche    mediante    soppressione,
accorpamento  e  riduzione  del  numero  e  dei componenti;
snellire  le  procedure  di  liquidazione  dei contributi e
ridefinire  le  modalita’  di  costituzione e funzionamento
degli   organismi   che  intervengono  nelle  procedure  di
individuazione   dei   soggetti   legittimati   a  ricevere
contributi  e  di  quantificazione  degli  stessi; adeguare
l’assetto  organizzativo  degli  organismi  e degli enti di
settore;  rivedere  il  sistema  dei controlli sull’impiego
delle  risorse  assegnate  e  sugli  effetti prodotti dagli
f) quanto alla materia di cui alla lettera d) del comma
1:  armonizzare  la legislazione ai principi generali a cui
si  ispirano  gli  Stati  dell’Unione europea in materia di
doping;  riordinare  i compiti dell’Istituto per il credito
sportivo,  assicurando negli organi anche la rappresentanza
delle regioni e delle autonomie locali; garantire strumenti
di finanziamento anche a soggetti privati;
g) quanto alla materia di cui alla lettera e) del comma
1:  riordinare,  anche  nel rispetto dei principi e criteri
direttivi indicati all’art. 14, comma 1, lettera b), della
,  la Societa’ italiana degli autori ed editori (SIAE),
il cui statuto dovra’ assicurare un’adeguata presenza degli
autori, degli editori e degli altri soggetti creativi negli
organi   dell’ente   e   la   massima   trasparenza   nella
ripartizione   dei  proventi  derivanti  dall’esazione  dei
diritti  d’autore  tra  gli  aventi diritto; armonizzare la
legislazione  relativa  alla  produzione  e  diffusione  di
contenuti digitali e multimediali e di software ai principi
generali  a  cui  si  ispira l’Unione europea in materia di
diritto d’autore e diritti connessi.
3.  I  decreti  legislativi  di  cui al comma 1 indicano
esplicitamente le disposizioni sostituite o abrogate, fatta
salva  l’applicazione dell’art. 15 delle disposizioni sulla
legge  in  generale  premesse  al  codice civile. I decreti
legislativi  di  cui  al  comma 1 sono adottati, sentita la
legislativo  28  agosto  1997,  n. 281, previo parere delle
Commissioni  parlamentari  competenti per materia, resi nel
termine  di  sessanta giorni dal ricevimento della relativa
richiesta.  Decorso  tale  termine,  i  decreti legislativi
possono essere comunque adottati.
4.  Disposizioni  correttive  ed integrative dei decreti
legislativi  di cui al comma 1 possono essere adottate, nel
rispetto degli stessi principi e criteri direttivi e con le
medesime  procedure  di  cui  al  presente  articolo, entro
quattro anni dalla data della loro entrata in vigore».
–  Il  Regolamento  (CE) n. 401/2009 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 23 aprile 2009, n. L 126.
– Per il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195 e 24
gennaio 2006, n. 36 si veda nelle note alle premesse.
1.   Ai   fini   del  presente  decreto,  si  applicano  le  seguenti
a)  infrastruttura  per  l’informazione  territoriale  –  INSPIRE:  i
metadati;  i  set  di  dati territoriali e i servizi relativi ai dati
territoriali;  i  servizi  e  le  tecnologie  di rete; gli accordi in
materia  di condivisione, accesso e utilizzo dei dati e i meccanismi,
i  processi  e  le  procedure  di  coordinamento  e  di  monitoraggio
stabilite,  attuate  o  rese  disponibili  conformemente  al presente
b)   dati   territoriali:   i  dati  che  attengono,  direttamente  o
indirettamente, a una localita’ o un’area geografica specifica;
c)  set  di  dati  territoriali:  una collezione di dati territoriali
identificabili;
d)  servizi  relativi ai dati territoriali: le operazioni che possono
essere   eseguite,   con   un’applicazione   informatica,   sui  dati
territoriali  contenuti  nei  set  dei  medesimi  dati o sui metadati
e) oggetto territoriale: una rappresentazione astratta di un fenomeno
reale connesso con una localita’ o un’area geografica specifica;
f)   metadati:   le   informazioni  che  descrivono  i  set  di  dati
territoriali  e  i  servizi  ad  essi  relativi  e  che consentono di
ricercare, repertoriare e utilizzare tali dati e servizi;
g)  interoperabilita’: la possibilita’ per i set di dati territoriali
di  essere combinati, e per i servizi di interagire, senza interventi
manuali  ripetitivi,  in  modo che il risultato sia coerente e che il
valore  aggiunto  dei  set di dati e dei servizi ad essi relativi sia
potenziato;
h)  geoportale INSPIRE: un sito internet, o equivalente, che fornisce
l’accesso, a livello europeo, ai servizi di cui all’articolo 7;
i) autorita’ pubblica:
1) qualsiasi amministrazione pubblica, a livello statale, regionale o
locale,  le  aziende  autonome  e  speciali,  gli  enti pubblici ed i
concessionari di pubblici servizi, gli organi consultivi pubblici;
2)  qualsiasi  persona  fisica  o  giuridica  che  eserciti  funzioni
amministrative  pubbliche,  ivi compresi compiti, attivita’ o servizi
specifici aventi attinenza con l’ambiente;
3)  qualsiasi  persona fisica o giuridica che abbia responsabilita’ o
funzioni  pubbliche  o  presti  servizi pubblici aventi attinenza con
l’ambiente  sotto il controllo degli organi o delle persone di cui ai
numeri 1) o 2).
k)   elenco   ufficiale  delle  autorita’  pubbliche:  la  fonte  per
l’individuazione  delle  autorita’  responsabili della disponibilita’
dei  set  di  dati territoriali di cui all’articolo 1, comma 3, e dei
servizi ad essi relativi;
l)  l’indice  dei cataloghi pubblici dell’informazione ambientale: la
base  dati  informatizzata  dei  cataloghi, disponibili con strumenti
telematici,  di  cui all’articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto
2005, n.195, disponibili in formato elettronico;
m)  geoportale  nazionale:  un  sito  internet,  o  equivalente,  che
fornisce  accesso  a livello nazionale ai servizi di cui all’articolo
– Il testo dell’art. 4 del decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 195 cosi’ recita:
«Art. 4 (Cataloghi e punti d’informazione). – 1. Al fine
di   fornire   al   pubblico  tutte  le  notizie  utili  al
reperimento  dell’informazione  ambientale,  entro sei mesi
dalla  data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto,
l’autorita’   pubblica   istituisce   e   aggiorna   almeno
annualmente  appositi  cataloghi pubblici dell’informazione
ambientale     contenenti    l’elenco    delle    tipologie
dell’informazione  ambientale  detenuta  ovvero  si  avvale
degli   uffici  per  le  relazioni  con  il  pubblico  gia’
2.  L’autorita’  pubblica puo’ evidenziare nei cataloghi
di  cui  al comma 1 le informazioni ambientali detenute che
non  possono  essere diffuse al pubblico ai sensi dell’art.
3.  L’autorita’  pubblica informa in maniera adeguata il
pubblico   sul   diritto   di   accesso  alle  informazioni
ambientali disciplinato dal presente decreto.».
(Infrastruttura nazionale per l’informazione territoriale
e del monitoraggio ambientale)
1.  L’infrastruttura  nazionale per l’informazione territoriale e del
monitoraggio ambientale e’ costituita da:
a)  i  metadati,  i  set di dati territoriali e i servizi relativi ai
dati territoriali e del monitoraggio ambientale;
b) i servizi di rete di cui all’articolo 7;
c) le tecnologie necessarie alla realizzazione dei servizi di rete;
d)  l’elenco  ufficiale  delle autorita’ pubbliche responsabili della
disponibilita’  dei  set  di dati territoriali di cui all’articolo 1,
comma 3, e dei servizi ad essi relativi;
e) l’indice dei cataloghi pubblici dell’informazione ambientale;
f)  gli  accordi  in  materia di condivisione, accesso e utilizzo dei
g)  i  meccanismi,  i  processi  e  le  procedure  di coordinamento e
monitoraggio  stabilite,  attuate o rese disponibili conformemente al
2.  Il  Ministero  dell’ambiente  e della tutela del territorio e del
mare  e’  autorita’ competente per l’attuazione del presente decreto.
Per  l’assolvimento  di  tali  funzioni  il Ministero dell’ambiente e
della  tutela  del  territorio  e  del  mare  si avvale dell’Istituto
superiore  per  la  protezione  e  la  ricerca ambientale, di seguito
ISPRA,    quale    struttura   di   coordinamento   anche   ai   fini
dell’adempimento  dei  compiti  di cui all’articolo 12 e del raccordo
con  la  rete  europea  d’informazione  e  di osservazione in materia
3.  Con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio   e   del   mare,   sentita   la  Consulta  nazionale  per
l’informazione  territoriale ed ambientale, di cui all’articolo 11, e
previa  procedura di consultazione pubblica telematica, e’ costituito
ed   aggiornato   l’elenco   ufficiale   delle   autorita’  pubbliche
responsabili della disponibilita’ dei set di dati territoriali di cui
all’articolo 1, comma 3, e dei servizi ad essi relativi.
(Metadati)
1.  Le  autorita’  pubbliche che producono, gestiscono o aggiornano i
set  dei  dati territoriali e i servizi corrispondenti alle categorie
tematiche  elencate agli Allegati I, II e III creano, per tali set di
dati, i metadati secondo le modalita’ esecutive e temporali di cui al
2.  Nel caso di copie identiche dei medesimi set di dati territoriali
detenute  da  piu’  autorita’ pubbliche o per conto di piu’ autorita’
pubbliche,  le  disposizioni  del  presente decreto si applicano solo
alla  versione  di  riferimento  da  cui  derivano le varie copie. La
Consulta  nazionale per l’informazione territoriale ed ambientale, di
cui all’articolo 11, individua la versione di riferimento nel caso in
cui quest’ultima non sia univocamente identificata.
3. I metadati contengono informazioni sui seguenti aspetti:
a)  conformita’  dei  set  di  dati territoriali alle disposizioni di
esecuzione definite a livello comunitario;
b)  condizioni applicabili all’accesso e all’utilizzo dei set di dati
territoriali  e  dei  servizi relativi e, se del caso, corrispondenti
canoni;
c) qualita’ e validita’ dei set di dati territoriali;
d)   autorita’  pubbliche  responsabili  della  creazione,  gestione,
manutenzione  e  distribuzione  dei  set  di  dati territoriali e dei
e)   limitazioni   dell’accesso   del   pubblico  e  motivi  di  tali
limitazioni, a norma dell’articolo 9, comma 4.
4. In fase di prima applicazione e sino all’emanazione dei decreti di
cui  all’articolo  59, comma 5, del decreto legislativo 7 marzo 2005,
n.  82,  e  successive  modificazioni,  le  regole  tecniche  per  la
definizione  dei metadati, elaborate in conformita’ alle disposizioni
di  esecuzione  di  cui  al regolamento (CE) n. 1205 del 2008 ed alle
Linee guida della Commissione europea, sono definite all’Allegato IV.
5.  Le  autorita’  pubbliche che hanno prodotto, gestito o aggiornato
set  di  dati  territoriali  corrispondenti  alle categorie tematiche
elencate  agli  Allegati I e II forniscono i metadati relativi a tali
set  di  dati  territoriali  entro  il 24 dicembre 2010. Le autorita’
pubbliche  che  hanno  prodotto,  gestito  o  aggiornato  set di dati
territoriali   corrispondenti   alle   categorie  tematiche  elencate
all’Allegato  III  forniscono  i metadati relativi a tali set di dati
territoriali entro il 24 dicembre 2013.
6.  Le autorita’ pubbliche che producono, gestiscono o aggiornano set
di  dati  territoriali corrispondenti alle categorie tematiche di cui
al  presente  decreto  aggiornano  i metadati relativi ai set di dati
territoriali  ed  ai  servizi corrispondenti entro novanta giorni dal
collaudo  o  dalla  validazione  o  dall’adozione  dei  set  di  dati
territoriali nuovi o aggiornati.
–  Il testo dell’art. 59 del decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, come modificato dal presente decreto, reca:
«Art. 59 (Dati territoriali). – 1. Per dato territoriale
si    intende    qualunque   informazione   geograficamente
2.  E’  istituito il Comitato per le regole tecniche sui
dati  territoriali  delle pubbliche amministrazioni, con il
compito di definire le regole tecniche per la realizzazione
delle  basi  dei  dati  territoriali, la documentazione, la
fruibilita’  e  lo scambio dei dati stessi tra le pubbliche
amministrazioni  centrali  e  locali  in  coerenza  con  le
disposizioni  del  presente  decreto  che  disciplinano  il
sistema pubblico di connettivita’.
3.  Per  agevolare  la pubblicita’ dei dati di interesse
generale, disponibili presso le pubbliche amministrazioni a
livello  nazionale,  regionale e locale, presso il CNIPA e’
istituito il Repertorio nazionale dei dati territoriali.
4. Ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988,  n.  400,  con  uno o piu’ decreti sulla proposta del
Presidente  del  Consiglio  dei Ministri o, per sua delega,
del  Ministro  per  l’innovazione  e  le tecnologie, previa
intesa  con  la  Conferenza  unificata  di  cui  all’art. 8
decreto  legislativo  28 agosto 1997, n. 281, sono definite
la  composizione  e  le  modalita’ per il funzionamento del
Comitato di cui al comma 2.
5. Ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto
del  Ministro per l’innovazione e le tecnologie di concerto
con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e  del  mare,  per  i  profili relativi ai dati ambientali,
sentito  il  Comitato  per  le  regole  tecniche  sui  dati
territoriali  delle pubbliche amministrazioni, e sentita la
legislativo 28 luglio 1998, n. 281, sono definite le regole
tecniche  per  la  definizione del contenuto del repertorio
nazionale dei dati territoriali, nonche’ delle modalita’ di
prima  costituzione  e  di  successivo  aggiornamento dello
stesso,  per  la formazione, la documentazione e lo scambio
dei    dati    territoriali    detenuti    dalle    singole
amministrazioni  competenti,  nonche’  le regole ed i costi
per   l’utilizzo   dei   dati   stessi   tra  le  pubbliche
amministrazioni centrali e locali e da parte dei privati.
6.  La partecipazione al Comitato non comporta oneri ne’
alcun  tipo  di  spese  ivi  compresi compensi o gettoni di
presenza.  Gli eventuali rimborsi per spese di viaggio sono
a carico delle amministrazioni direttamente interessate che
vi  provvedono  nell’ambito  degli ordinari stanziamenti di
7.  Agli  oneri finanziari di cui al comma 3 si provvede
con il fondo di finanziamento per i progetti strategici del
settore  informatico  di  cui  all’art.  27, comma 2, della
legge 16 gennaio 2003, n. 3.
7-bis.  Nell’ambito  dei  dati territoriali di interesse
nazionale  rientra  la  base  dei  dati  catastali  gestita
dall’Agenzia  del territorio. Per garantire la circolazione
e  la  fruizione  dei  dati  catastali  conformemente  alle
finalita’  ed  alle  condizioni  stabilite dall’art. 50, il
direttore  dell’Agenzia  del territorio, di concerto con il
Comitato per le regole tecniche sui dati territoriali delle
pubbliche amministrazioni e previa intesa con la Conferenza
unificata,  definisce con proprio decreto entro la data del
30  giugno  2006,  in  coerenza  con  le  disposizioni  che
disciplinano  il  sistema  pubblico  di  connettivita’,  le
regole tecnico economiche per l’utilizzo dei dati catastali
per  via  telematica  da  parte  dei sistemi informatici di
altre amministrazioni.».
–  Il Regolamento (CE) n. 1205/2008 e’ gia’ citato nelle
(Repertorio nazionale dei dati territoriali)
1. Il repertorio nazionale dei dati territoriali, di cui all’articolo
59,  comma  3,  del decreto legislativo n. 82 del 2005 costituisce il
catalogo  nazionale dei metadati relativi ai set di dati territoriali
di cui all’articolo 1, comma 3, ed ai servizi ad essi relativi di cui
2.  I  set  di  dati  territoriali  e  i  servizi corrispondenti alle
categorie  tematiche elencate agli Allegati I, II e III costituiscono
un  sottoinsieme  dei  set di dati territoriali di interesse generale
documentati   all’interno   del   repertorio   nazionale   dei   dati
3.  L’Autorita’  competente, di cui all’articolo 3, comma 2, verifica
con   cadenza   semestrale  che  il  processo  di  definizione  e  di
popolamento   dei  metadati  avvenga  in  coerenza  con  lo  sviluppo
dell’infrastruttura  nazionale  per l’informazione territoriale e del
4.  All’articolo 59, comma 5, del decreto legislativo n. 82 del 2005,
dopo  le  parole:  “Ministro  per l’innovazione e le tecnologie” sono
inserite  le  seguenti:  “di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della  tutela  del  territorio  e del mare, per i profili relativi ai
dati ambientali,”.
5.  Ai  fini  di una piu’ efficace elaborazione delle regole tecniche
per   il   repertorio   nazionale   dei   dati   territoriali  e  per
l’interoperabilita’  dei  set  di  dati  territoriali,  il  Ministero
dell’ambiente  e della tutela del territorio e del mare puo’ delegare
un  rappresentante  dell’ISPRA alla partecipazione al Comitato di cui
all’articolo 59, comma 2, del decreto legislativo n. 82 del 2005.
Note agli articoli 5, 7 e 8:
–  Per  il testo dell’art. 59, del decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82, si veda nelle note all’art. 4.
(Interoperabilita’ dei set di dati territoriali
e dei servizi ad essi relativi)
1.   Le  autorita’  pubbliche  rendono  disponibili  i  set  di  dati
territoriali  conformi  alle  disposizioni  di  esecuzione adottate a
livello   comunitario   mediante  un  adeguamento  dei  set  di  dati
territoriali  esistenti  o attraverso i servizi di conversione di cui
all’articolo 7, comma 1, lettera d).
2.   Le   autorita’   pubbliche   rendono  disponibili  set  di  dati
territoriali raccolti ex novo e/o rielaborati in maniera estensiva ed
i   corrispondenti   servizi   entro  due  anni  dall’adozione  delle
disposizioni  comunitarie. Le autorita’ pubbliche rendono disponibili
i  rimanenti  set  di dati territoriali ed i servizi ad essi relativi
ancora   in   uso  entro  sette  anni  dall’adozione  delle  predette
disposizioni comunitarie di esecuzione.
3.  Per  garantire  la  coerenza  dei dati territoriali relativi agli
elementi  geografici  che si estendono attraverso la linea di confine
tra  l’Italia  ed uno o piu’ Stati membri, l’autorita’ competente, di
cui  all’articolo  3,  comma  2,  attiva e perfeziona con le analoghe
autorita’   degli  altri  Stati  membri  le  procedure  di  decisione
consensuale sulla rappresentazione e sulla posizione di tali elementi
comuni,   informandone  preventivamente  il  Ministero  degli  affari
1.  Nell’ambito  del sistema pubblico di connettivita’ e cooperazione
sono  erogati i seguenti servizi per i set di dati territoriali e del
monitoraggio ambientale, nonche’ per i servizi ad essi relativi per i
quali sono stati creati metadati a norma del presente decreto:
a)  servizi  di  ricerca  che  consentano  di  cercare  i set di dati
territoriali  e  i  servizi ad essi relativi in base al contenuto dei
metadati corrispondenti e di visualizzare il contenuto dei metadati;
b)  servizi  di  consultazione  che  consentano di eseguire almeno le
seguenti  operazioni:  visualizzazione, navigazione, variazione della
scala  di  visualizzazione  (zoom  in  e  zoom out), variazione della
porzione  di  territorio inquadrata (pan), sovrapposizione dei set di
dati  territoriali  consultabili e visualizzazione delle informazioni
contenute  nelle  legende  e  qualsivoglia  contenuto  pertinente dei
metadati;
c)  servizi per lo scaricamento (download) dei dati che permettano di
scaricare copie di set di dati territoriali o di una parte di essi e,
ove fattibile, di accedervi direttamente;
d) servizi di conversione che consentano di trasformare i set di dati
territoriali, onde conseguire l’interoperabilita’;
e)   servizi   che   consentano   di   richiamare  servizi  sui  dati
2.  I  servizi  di  cui  al  comma  1  tengono conto delle pertinenti
esigenze  degli  utilizzatori, sono facili da utilizzare, disponibili
per  il  pubblico e accessibili via internet o attraverso altri mezzi
di telecomunicazione adeguati.
3.  Ai  fini  dei  servizi  di ricerca cui al comma 1, lettera a), e’
applicata  almeno  la  combinazione di criteri di ricerca indicata di
a) parole chiave;
b)  classificazione  dei  dati  territoriali  e  dei  servizi ad essi
d)  grado  di  conformita’ alle disposizioni di esecuzione adottate a
livello comunitario;
e) localizzazione geografica;
f)   condizioni  applicabili  all’accesso  e  all’utilizzo  dei  dati
territoriali e dei servizi ad essi relativi;
g) autorita’ pubbliche responsabili dell’istituzione, della gestione,
della manutenzione e della distribuzione dei set di dati territoriali
e dei servizi ad essi relativi.
4.  Il  servizio di ricerca di cui al comma 1 e’ garantito sulla base
del  repertorio  nazionale  dei dati territoriali di cui all’articolo
59, comma 3, del decreto legislativo n. 82 del 2005.
5.  Al  fine  di  ridurre  il  proliferare  della  spesa  per sistemi
proprietari  distribuiti  e  di  rendere immediatamente disponibili i
dati  atti all’analisi delle politiche ambientali e delle politiche o
delle  attivita’  che  possono  avere  ripercussioni sull’ambiente, a
decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto, l’ISPRA, ferma
restando  la  proprieta’ e la responsabilita’ del dato da parte delle
altre  autorita’  pubbliche, cura la progressiva integrazione dei set
di  dati  territoriali  nell’ambito del Sistema informativo nazionale
ambientale (S.I.N.A.) per il tramite della rete SINAnet. Le autorita’
pubbliche  rendono  disponibili  all’ISPRA  gli  elementi informativi
necessari   ad   assicurare   l’interoperabilita’  dei  set  di  dati
territoriali  e  del  monitoraggio  ambientale  e dei servizi ad essi
relativi   nell’ambito   del  sistema  pubblico  di  connettivita’  e
cooperazione,  secondo le regole tecniche definite dai decreti di cui
all’articolo 59, comma 5, del decreto legislativo n. 82 del 2005.
(Geoportale nazionale)
1.  A  decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
il   Portale   cartografico  nazionale  assume  la  denominazione  di
Geoportale  nazionale’.  Il Geoportale nazionale sostituisce, ad ogni
effetto,  il  Sistema cartografico cooperativo – Portale cartografico
nazionale.  Il Geoportale nazionale consente ai soggetti interessati,
pubblici   e   privati,   di   avere  contezza  della  disponibilita’
dell’informazione territoriale e ambientale.
2.  Il  Geoportale nazionale e’ punto di accesso per le finalita’ del
presente decreto, per il livello nazionale:
a)  ai servizi di rete di cui all’articolo 7, relativamente ai set di
dati  di cui all’articolo 5, comma 2, tramite il repertorio nazionale
dei dati territoriali;
b)  ai  cataloghi  delle  autorita’  pubbliche di cui all’articolo 2,
comma 1, lettera 1);
c)  alla  rete SINAnet, per le finalita’ di cui all’articolo 7, comma
3.  Il  Ministero  dell’ambiente  e della tutela del territorio e del
mare  adegua, sulla scorta delle infrastrutture gia’ esistenti presso
lo stesso Ministero, lo sviluppo del Geoportale nazionale in coerenza
con  le  regole tecniche definite dai decreti di cui all’articolo 59,
comma  5,  del  decreto legislativo n. 82 del 2005, anche avvalendosi
dell’ISPRA,  sulla  base  delle  risorse  disponibili  a legislazione
(Accesso al pubblico)
1.  Le  autorita’  pubbliche  responsabili  della  produzione,  della
gestione,  dell’aggiornamento  e  della distribuzione dei set di dati
territoriali  e dei servizi ad essi relativi consentono l’accesso del
pubblico  ai servizi di cui al comma 1 dell’articolo 7, tenendo conto
delle  pertinenti  esigenze  degli  utilizzatori,  attraverso servizi
facili  da  utilizzare, disponibili per il pubblico e accessibili via
2.  I  servizi  di cui all’articolo 7, comma 1, lettere a) e b), sono
messi gratuitamente a disposizione del pubblico.
3.  In  deroga  al  comma  1,  l’accesso  del pubblico ai set di dati
territoriali  e  ai  servizi  ad  essi  relativi tramite i servizi di
ricerca   di   cui   all’articolo   7,   comma   1,   lettera  a),  e
conseguentemente  tramite  i  servizi  di cui al medesimo articolo 7,
comma  1,  lettere  b), c) ed e), e’ escluso qualora l’accesso a tali
servizi  possa recare pregiudizio alle relazioni internazionali, alla
pubblica sicurezza o alla difesa nazionale.
4.  In  deroga al comma 1, le autorita’ pubbliche escludono l’accesso
del  pubblico  ai  set  di  dati  territoriali  e  ai servizi ad essi
relativi tramite i servizi di cui all’articolo 7, comma 1, lettere da
b)  ad  e),  o ai servizi di commercio elettronico di cui al comma 12
qualora l’accesso a tali servizi possa recare pregiudizio:
a)  alla  riservatezza  delle  deliberazioni  interne delle autorita’
pubbliche, qualora essa sia prevista dal diritto;
b) agli accordi o relazioni internazionali, alla sicurezza pubblica o
alla difesa nazionale;
c) allo svolgimento di procedimenti giudiziari, alla possibilita’ per
ogni  persona  di  avere  un  processo  equo  o alla possibilita’ per
l’autorita’  pubblica  di  svolgere  indagini  di  carattere penale o
d)  alla  riservatezza  delle  informazioni commerciali o industriali
qualora   la  riservatezza  sia  prevista  dal  diritto  nazionale  o
comunitario  per  tutelare un legittimo interesse economico, compreso
l’interesse  pubblico  di  mantenere la riservatezza statistica ed il
segreto fiscale;
e) ai diritti di proprieta’ intellettuale;
f)   alla  riservatezza  dei  dati  personali  ovvero  dei  fascicoli
riguardanti  una  persona  fisica,  qualora  tale  persona  non abbia
acconsentito alla divulgazione dell’informazione al pubblico, laddove
detta  riservatezza sia prevista dal diritto nazionale o comunitario,
anche tenuto conto dei requisiti previsti dalla direttiva 95/46/CE;
g)  agli  interessi  o  alla  protezione di chiunque abbia fornito le
informazioni richieste di sua propria volonta’, senza che sussistesse
alcun  obbligo  legale reale o potenziale in tal senso, a meno che la
persona   interessata  abbia  acconsentito  alla  divulgazione  delle
informazioni in questione;
h)  alla  tutela  dell’ambiente cui si riferisce l’informazione, come
nel caso dell’ubicazione di specie rare.
5.  I  motivi  che giustificano la limitazione dell’accesso di cui al
comma 4 sono interpretati in modo restrittivo, tenendo conto nel caso
specifico   dell’interesse  pubblico  tutelato  dalla  fornitura  del
medesimo accesso.
6.  Le disposizioni del comma 4, lettere a), d), f), g) ed h), non si
applicano  in  caso  di  accesso  alle  informazioni  sulle emissioni
7. I dati messi a disposizione mediante i servizi di consultazione di
cui all’articolo 7, comma 1, lettera b), possono essere presentati in
una forma che ne impedisca il riutilizzo a fini commerciali.
8. In deroga ai commi 1 e 2, per esigenze di auto finanziamento delle
autorita’  pubbliche  che  producono  set  di  dati territoriali, con
decreti   dei  Ministri  competenti,  di  concerto  con  il  Ministro
dell’economia  e  delle  finanze, sentito il Ministro dell’ambiente e
della  tutela del territorio e del mare, sono determinati l’ammontare
delle tariffe al pubblico e le relative modalita’ di pagamento per la
fornitura  dei  dati  territoriali  attraverso  i  servizi  ai  sensi
dell’articolo  7,  comma 1, lettere b), c) ed e), quando tali tariffe
garantiscono  il  mantenimento  di  set  di  dati  territoriali e dei
servizi  ad essi relativi. Ai fini della determinazione delle tariffe
si  applica  l’articolo  7,  commi  2 e 3, del decreto legislativo 24
gennaio  2006,  n. 36. Sono fatte salve le disposizioni dell’articolo
59, comma 7-bis, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
9.  I  decreti  di  cui  al  comma  8  sono pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale  della Repubblica italiana e resi altresi’ pubblici, a cura
dell’Amministrazione  competente,  ove  possibile,  sul  proprio sito
10.  Gli  introiti  delle  tariffe  di  cui  al  comma 8 sono versati
all’entrata  del  bilancio  dello  Stato,  per essere riassegnati, ai
sensi  dell’articolo  4,  comma 2, della legge 18 aprile 2005, n. 62,
allo stato di previsione delle Amministrazioni interessate.
11.  Gli  enti  territoriali  e  gli altri enti ed organismi pubblici
determinano,  rispettivamente  con proprie disposizioni o propri atti
deliberativi,  entro  novanta  giorni dalla data di entrata in vigore
del  presente  decreto,  gli  importi  delle  tariffe  e  le relative
modalita’  di pagamento, sulla base dei criteri indicati ai commi 8 e
12.  Qualora  le autorita’ pubbliche applichino tariffe per i servizi
di  cui  all’articolo  7,  comma  1,  lettere  b),  c) ed e), rendono
disponibili  servizi  di  commercio elettronico. Tali servizi possono
prevedere  clausole  di  esclusione  della  responsabilita’,  licenze
on-line (click-licenses) o, se necessario, licenze.
–  La direttiva 95/46/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 23
novembre 1995, n. L 281.
– Si   riporta   il   testo   dell’art.  7  del  decreto
legislativo  24  gennaio  2006,  n.  36  (Attuazione  della
direttiva  2003/98/CE  relativa  al riutilizzo di documenti
nel settore pubblico).
«Art.  7  (Tariffe).  –  1.  Con  decreti  dei  Ministri
competenti,  di  concerto  con  il Ministro dell’economia e
delle finanze, da adottarsi entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto sono determinate,
sulla  base dei criteri di cui ai commi 2 e 3, le tariffe e
le  relative  modalita’  di  versamento  da corrispondere a
fronte delle attivita’ di cui agli articoli 5, 6 e 9.
2.   L’importo   delle   tariffe  di  cui  al  comma  1,
individuato  sulla base dei costi effettivi sostenuti dalle
Amministrazioni  e  aggiornato  ogni  due anni, comprende i
costi   di  raccolta,  di  produzione,  di  riproduzione  e
diffusione  maggiorati,  nel  caso  di  riutilizzo per fini
commerciali,  di  un utile da determinare, con i decreti di
cui  al  comma  1,  sulle  spese per investimenti sostenute
dalle Amministrazioni nel triennio precedente.
3.  Nei  casi  di  riutilizzo  a fini non commerciali e’
prevista  una tariffa differenziata da determinarsi, con le
modalita’  di cui ai commi 1 e 2, secondo il criterio della
copertura   dei   soli   costi  effettivi  sostenuti  dalle
4.  I  decreti  di  cui al comma 1 sono pubblicati nella
Gazzetta   Ufficiale   della  Repubblica  italiana  e  resi
altresi’  pubblici, a cura dell’Amministrazione competente,
ove  possibile  secondo modalita’ informatiche, sul proprio
5.  Gli  introiti  delle tariffe di cui al comma 1, sono
versati  all’entrata  del  bilancio dello Stato, per essere
riassegnati,  ai sensi dell’art. 4, comma 2, della legge 18
aprile   2005,  n.  62,  allo  stato  di  previsione  delle
6.  Gli  enti territoriali e gli altri enti ed organismi
pubblici    determinano,    rispettivamente   con   proprie
disposizioni  o  propri atti deliberativi gli importi delle
tariffe  e  le relative modalita’ di versamento, sulla base
dei criteri indicati ai commi 2 e 3.».
–   Per   il  testo  dell’art.  59  del  citato  decreto
legislativo n. 82 del 2005, si veda nelle note all’art. 4.
–  Il testo vigente dell’art. 4, comma 2, della legge 18
aprile 2005, n. 62 cosi’ recita:
«2.  Le  entrate derivanti dalle tariffe di cui al comma
1,  qualora  riferite all’attuazione delle direttive di cui
agli allegati A e B della presente legge, nonche’ di quelle
da recepire con lo strumento regolamentare, sono attribuite
alle  amministrazioni  che  effettuano  le prestazioni ed i
controlli, mediante riassegnazione ai sensi del regolamento
di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 10
novembre 1999, n. 469.».
(Condivisione e riutilizzo dei dati nell’ambito
delle autorita’ pubbliche)
1.  Ai  fini  dello  svolgimento  delle  funzioni  che  possono avere
ripercussioni  sull’ambiente,  le  autorita’  pubbliche  hanno libero
accesso ai set di dati territoriali e ai servizi ad essi relativi. Le
autorita’  pubbliche  consentono  ad  altre  autorita’  pubbliche  lo
scambio e il riutilizzo di tali dati e servizi senza nuovi o maggiori
oneri  a  carico della finanza pubblica. E’ preclusa ogni limitazione
che  possa  determinare  ostacoli pratici, al punto di utilizzo, alla
condivisione  dei  set  di  dati  territoriali  e dei servizi ad essi
2.  Qualora  le condizioni per la messa a disposizione dei dati e dei
servizi  fra  pubbliche  amministrazioni  siano  fissate  in appositi
accordi,  questi  sono  trasmessi  all’Autorita’  competente  di  cui
all’articolo 3, comma 2.
3.  Le  autorita’  pubbliche  forniscono  alle  istituzioni  ed  agli
organismi  comunitari l’accesso ai set di dati territoriali e servizi
ad  essi relativi a condizioni armonizzate secondo le disposizioni di
esecuzione   stabilite   a   livello   comunitario.  I  set  di  dati
territoriali  e servizi ad essi relativi, forniti alle istituzioni ed
agli  organismi  comunitari,  al  fine  di adempiere agli obblighi di
informazione  in  virtu’  della  legislazione  comunitaria in materia
ambientale, non sono soggetti ad alcuna tariffa.
4.  Quando  un’istituzione  o  un  organismo  comunitario  chiede  la
disponibilita’  dell’accesso  ad  un set di dati territoriali o ad un
servizio ad essi relativo, l’autorita’ pubblica mette a disposizione,
su  richiesta,  anche  le  informazioni,  a  fini di valutazione e di
utilizzo,   sui   meccanismi   di  rilevamento,  di  trattamento,  di
produzione,  di  controllo  qualita’ e di ottenimento dell’accesso ai
suddetti   set   di   dati   territoriali  e  servizi,  qualora  tali
informazioni  supplementari  siano  disponibili e sia ragionevolmente
possibile estrarle e fornirle.
5.  Quando  un’autorita’  pubblica  fornisce  ad  un’altra  autorita’
pubblica,  ivi comprese le autorita’ pubbliche di cui all’articolo 2,
comma 1, lettera i), numeri 1) e 2), degli altri Stati membri, set di
dati   territoriali   e  servizi  ad  essi  relativi,  richiesti  per
l’adempimento di obblighi di informazione ai sensi della legislazione
comunitaria  in  materia  ambientale, tali set di dati territoriali e
servizi ad essi relativi non sono soggetti ad alcuna tariffa.
6.  Per  i  set  di  dati  territoriali  gia’  acquisiti,  alla  data
dell’entrata  in  vigore  del  presente  decreto, sotto condizioni di
licenza  d’uso,  le  autorita’ pubbliche sono autorizzate a fornire i
set di dati e servizi ad essi relativi secondo licenza.
7. In deroga ai commi 1 e 5, per esigenze di auto finanziamento delle
autorita’  pubbliche  che  producono  o  forniscono  i  set  di  dati
territoriali e i servizi ad essi relativi, con uno o piu’ decreti del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta dei Ministri
competenti,  di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del  territorio  e  del  mare,  con il Ministro dell’economia e delle
finanze   e  con  il  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione  e
l’innovazione,  sentita  la  Consulta  nazionale  per  l’informazione
territoriale  ed  ambientale di cui all’articolo 11, sono individuate
le  autorita’  pubbliche  autorizzate  ad  applicare  tariffe  per la
fornitura   dei   dati  territoriali  ad  altre  autorita’  pubbliche
attraverso  i  servizi individuati ai sensi dell’articolo 7, comma 1,
lettere  c)  ed  e).  Con  il medesimo provvedimento sono determinati
l’ammontare   delle   tariffe  stesse  e  le  relative  modalita’  di
pagamento.  Sono  fatte salve le disposizioni dell’articolo 59, comma
7-bis,  del  decreto  legislativo  n.  82  del  2005.  Ai  fini della
determinazione  dell’importo  delle  tariffe si applica l’articolo 7,
commi  2  e  3,  del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36. Sono
fatte salve le disposizioni in materia di scambio di documenti di cui
all’articolo  10, comma 1, dello stesso decreto legislativo n. 36 del
8.  Gli  introiti  delle  tariffe  di  cui  al  comma 7, sono versati
9.  Gli  enti  territoriali  e  gli  altri enti ed organismi pubblici
modalita’ di pagamento, sulla base dei criteri indicati al comma 7.
10.  Le  tariffe  di cui al comma 7 possono essere applicate soltanto
qualora, in relazione alla tipologia di dati territoriali per i quali
si   chiede   l’accesso,   siano  disponibili  servizi  di  commercio
elettronico,  con  l’eventuale  previsione  di clausole di esclusione
della   responsabilita’,   licenze  online  (click-licenses),  ovvero
licenze  o  accordi  quadro  che  escludono ogni ostacolo temporale e
amministrativo per l’accesso al servizio.
11.   In   deroga   al  presente  articolo,  le  autorita’  pubbliche
originatrici  dei  set  di  dati possono limitare la condivisione ove
esse  ritengano  che  questa comprometta il corso della giustizia, la
pubblica    sicurezza,   la   difesa   nazionale   o   le   relazioni
internazionali.  Di tale limitazione e’ data comunicazione attraverso
i metadati di cui all’articolo 4.
– Per l’art. 59 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.
82 si veda nelle note all’art. 4.
–  Per l’art. 7 del decreto legislativo 24 gennaio 2006,
n. 36 si veda nelle note all’art. 9.
–  Il  testo  dell’art.  10  del  decreto legislativo 24
gennaio 2006, n. 36 cosi’ recita:
«Art.  10 (Riutilizzo di documenti a fini commerciali da
parte  di  pubbliche  amministrazioni).  – 1. Lo scambio di
documenti,  come  definito  dalla  lettera  f)  del comma 1
dell’art. 2, non costituisce riutilizzo.
2.   Nel   caso  in  cui  una  pubblica  amministrazione
riutilizza per fini commerciali documenti di altra pubblica
amministrazione  si  applicano  le  modalita’ di riutilizzo
anche economico stabilite nel presente decreto.»
–  Si  riporta  il  testo  del comma 2 dell’art. 4 della
citata legge n. 62 del 2005:
«Art. 4 (Oneri relativi a prestazioni e controlli). – 1.
2. Le entrate derivanti dalle tariffe di cui al comma 1,
qualora riferite all’attuazione delle direttive di cui agli
allegati  A  e B della presente legge, nonche’ di quelle da
recepire  con  lo  strumento regolamentare, sono attribuite
(Misure di coordinamento)
1.  Ai  fini  del  coordinamento  diretto  dei  contributi di tutti i
soggetti  interessati  all’efficace  funzionamento ai vari livelli di
amministrazione   dell’infrastruttura  nazionale  per  l’informazione
territoriale e del monitoraggio ambientale, a decorrere dalla data di
entrata  in  vigore del presente decreto, il ‘Tavolo di Coordinamento
Stato   –  regioni  per  il  sistema  nazionale  di  osservazione  ed
informazione  ambientale’  costituito con Atto n. 1367 del 17 gennaio
2002  della  Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le
regioni  e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, e’ trasferito
presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare   ed   assume   la  denominazione  di  ‘Consulta  nazionale  per
l’informazione  territoriale  ed ambientale’ e la sua composizione e’
adeguata secondo quanto stabilito ai commi 4 e 5.
2.   La   Consulta   nazionale  per  l’informazione  territoriale  ed
ambientale  e’  organo  di  raccordo  istituzionale  tra le pubbliche
amministrazioni  che  producono  set di dati territoriali, nonche’ di
indirizzo  tecnico  all’azione  del  Ministero  dell’ambiente e della
tutela  del  territorio  e del mare nell’ambito della predisposizione
dei provvedimenti atti al funzionamento dell’infrastruttura nazionale
per  l’informazione  territoriale  e  del monitoraggio ambientale. Il
Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela  del territorio e del mare
assicura  il servizio di segreteria tecnica per la Consulta nazionale
per  l’informazione  territoriale  ed  ambientale  anche  al fine del
coordinamento  dei contributi, tra gli altri, degli utilizzatori, dei
produttori  terzi  e  dei  fornitori  di  servizi  a  valore aggiunto
relativamente  all’individuazione  di  pertinenti  set  di dati, alla
valutazione   delle   esigenze   degli   utilizzatori,  all’invio  di
informazioni  sulle  pratiche in uso e ad un feedback sull’attuazione
del presente decreto. Lo svolgimento di tali attivita’ possono essere
anche garantite attraverso consultazioni pubbliche telematiche.
mare garantisce, con il supporto della Consulta di cui al comma 1, la
partecipazione  dell’Italia  all’elaborazione  delle  disposizioni di
esecuzione e delle linee guida adottate a livello comunitario ai fini
della attuazione del presente decreto.
4.  La Consulta di cui al comma 1, e’ presieduta da un rappresentante
del  Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
ed  e’  costituita  da  un  massimo  di 50 componenti. Sono membri di
diritto della Consulta:
a)  un  rappresentante  per  ciascuno degli organi cartografici dello
Stato di cui all’articolo 1 della legge 2 febbraio 1960, n. 68;
b)  un  rappresentante  per  ciascuna  delle regioni e delle Province
autonome di Trento e di Bolzano;
d)  un rappresentante del Ministero dell’istruzione, dell’universita’
e della ricerca;
e)  un  rappresentante  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
f)   un   rappresentante  del  Ministero  delle  politiche  agricole,
g)  un  rappresentante  del  Ministero  per  i  beni  e  le attivita’
h) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico;
i) un rappresentante del Ministero della salute;
k) un rappresentante del Ministro per i rapporti con le regioni;
l) un rappresentante dell’ISPRA;
m) un rappresentante del Dipartimento della protezione civile;
n) un rappresentante della DIGITPA;
o) un rappresentante dell’Unione delle province d’Italia (UPI);
p)  un rappresentante dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani
(ANCI).
5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
del  Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
sentito  il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione,
sono  definite  le  modalita’  di funzionamento della Consulta e sono
determinati  gli  eventuali  ulteriori rappresentanti delle pubbliche
amministrazioni   centrali   e  degli  enti,  istituti  ed  organismi
nazionali,  nonche’ gli eventuali ulteriori rappresentanti degli enti
locali.   Con  il  medesimo  provvedimento  sono  anche  individuate,
nell’ambito   della   Consulta,  una  o  piu’  sezioni  tecniche  per
l’attivita’   istruttoria   su  specifiche  tematiche  di  competenza
dell’Organo, tra cui almeno una sezione denominata “Tavolo tecnico di
cooperazione” tra il livello nazionale ed il livello regionale per la
realizzazione di un sistema coordinato e condiviso per il governo, la
tutela, il monitoraggio ed il controllo dell’ambiente, del territorio
e  del mare, nell’ambito del SINAnet. I rappresentanti delle regioni,
d’intesa  con  l’ISPRA, curano il raccordo tecnico ed informativo con
le Agenzie ambientali, regionali e provinciali.
6.  La  partecipazione  alla  Consulta di cui al comma 1 non comporta
compensi  o  gettoni di presenza. Gli eventuali rimborsi per spese di
viaggio  sono a carico delle amministrazioni direttamente interessate
che   vi   provvedono  nell’ambito  degli  ordinari  stanziamenti  di
bilancio.  Al fine di ridurre i costi di funzionamento della Consulta
a   carico  delle  amministrazioni  e  di  massimizzarne  l’efficacia
operativa,  le  sessioni  di  lavoro  possono  essere  anche condotte
attraverso   strumenti   di  teleconferenza,  videopresenza  o  altre
modalita’  di  gestione  dei  flussi informativi attraverso strumenti
telematici  che  assicurino,  comunque,  parita’ di partecipazione ai
processi decisionali a tutti i rappresentanti.
–  Il  testo dell’art. 1 della legge 2 febbraio 1960, n.
68 cosi’ recita:
«Art. 1. Sono organi cartografici dello Stato:
l’Istituto geografico militare;
l’Istituto idrografico della Marina;
la   Sezione   fotocartografica  dello  Stato  Maggiore
dell’Aeronautica;
l’Amministrazione  del  catasto  e  dei servizi tecnici
erariali;
il Servizio geologico.
La cartografia ufficiale dello Stato e’ costituita dalle
carte  geografiche,  topografiche,  corografiche, nautiche,
aeronautiche,  catastali e geologiche pubblicate da un ente
cartografico  dello  Stato  e  dall’ente  stesso dichiarate
Le   carte  aeronautiche  e  geologiche  sono  ufficiali
limitatamente    alle   particolari   rappresentazioni   di
carattere aeronautico e geologico che vi sono contenute.
Sulle  carte  ufficiali  e’  impressa,  a cura dell’ente
produttore, apposita stampigliatura.».
(Monitoraggio e rendicontazione)
1.   Anche   ai   fini   delle   attivita’   di   monitoraggio  e  di
rendicontazione,  e’  redatto l’elenco in formato elettronico dei set
di  dati  territoriali  e  dei  relativi  servizi corrispondenti alle
categorie tematiche di cui agli Allegati I, II e III, raggruppati per
categoria  tematica  e  per  Allegato,  e  dei servizi di rete di cui
all’articolo 7, raggruppati per tipo di servizio.
2.  L’elenco  e’ pubblicato annualmente, entro il 30 aprile, sul sito
internet  del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
mare  invia  alla  Commissione  europea,  entro  il 15 maggio 2013 e,
successivamente,  con  cadenza  triennale,  entro  il  15 maggio, una
relazione contenente informazioni su:
a)  le  modalita’  di  coordinamento dei fornitori pubblici di set di
dati  territoriali e dei servizi ad essi relativi, degli utilizzatori
di  tali set di dati e servizi, degli organismi di intermediazione, e
delle  relazioni  con i terzi e dell’organizzazione della garanzia di
b)   il   contributo   delle  autorita’  pubbliche  o  dei  terzi  al
funzionamento    e    al    coordinamento   dell’infrastruttura   per
l’informazione territoriale;
c) l’utilizzo dell’infrastruttura per l’informazione territoriale;
d)  gli  accordi  di  condivisione  dei  dati stipulati tra autorita’
e)  i  costi  e  i  benefici  connessi  all’attuazione della presente
4.  Ai  fini  della  raccolta  dei  dati per il monitoraggio e per la
rendicontazione   il  Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio  e  del  mare  si  avvale  dell’ISPRA,  in raccordo con la
Consulta nazionale per l’informazione territoriale ed ambientale.
5.  I risultati del monitoraggio e della rendicontazione sono messi a
disposizione  del  pubblico  tramite  il  sito internet del Ministero
(Modifica degli Allegati)
1.  Con  uno  o  piu’ regolamenti adottati ai sensi dell’articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro
dell’ambiente  e  della  tutela del territorio e del mare, sentito il
Ministro  per  la  pubblica  amministrazione e l’innovazione, possono
essere  modificati  gli Allegati del presente decreto per adeguarli a
sopravvenute   esigenze   o   a  nuove  acquisizioni  scientifiche  o
2.  Con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare, sentita la Consulta di cui all’articolo 11, si
provvede  alla  modifica degli Allegati del presente decreto per dare
attuazione  alle  direttive  che saranno emanate dall’Unione europea,
per  le  parti  in  cui  queste  modifichino  modalita’  esecutive  e
caratteristiche di ordine tecnico delle direttive dell’Unione europea
recepite  dal presente decreto, secondo quanto previsto dall’articolo
13 della legge 4 febbraio 2005, n. 11.
–  Il testo dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400 cosi’ recita:
–  Il  testo vigente dell’art. 13 della legge 4 febbraio
2005,   n.   11   (Norme   generali   sulla  partecipazione
dell’Italia  al  processo  normativo  dell’Unione europea e
sulle  procedure  di  esecuzione degli obblighi comunitari)
«Art.   13   (Adeguamenti  tecnici).  –  1.  Alle  norme
comunitarie  non  autonomamente applicabili, che modificano
modalita’  esecutive e caratteristiche di ordine tecnico di
direttive gia’ recepite nell’ordinamento nazionale, e’ data
attuazione,  nelle  materie  di  cui  all’art. 117, secondo
comma,   della   Costituzione,  con  decreto  del  Ministro
competente per materia, che ne da’ tempestiva comunicazione
alla  Presidenza  del Consiglio dei Ministri – Dipartimento
per le politiche comunitarie.
2.  In relazione a quanto disposto dall’art. 117, quinto
comma,  della  Costituzione,  i  provvedimenti  di  cui  al
presente  articolo possono essere adottati nelle materie di
autonome al fine di porre rimedio all’eventuale inerzia dei
suddetti  enti  nel dare attuazione a norme comunitarie. In
tale  caso,  i provvedimenti statali adottati si applicano,
per  le  regioni e le province autonome nelle quali non sia
ancora  in  vigore  la  propria  normativa di attuazione, a
decorrere   dalla   scadenza   del  termine  stabilito  per
l’attuazione   della  rispettiva  normativa  comunitaria  e
perdono  comunque efficacia dalla data di entrata in vigore
provincia  autonoma.  I  provvedimenti  recano  l’esplicita
indicazione  della natura sostitutiva del potere esercitato
e   del  carattere  cedevole  delle  disposizioni  in  essi
contenute.».
1.  Entro  centoventi  giorni  dalla  data  di  entrata in vigore del
presente decreto le autorita’ pubbliche si adeguano alle disposizioni
1.   Le   autorita’   pubbliche   provvedono   all’attuazione   delle
disposizioni  di  cui  al  presente decreto nell’ambito delle proprie
attivita’  istituzionali  ed utilizzando a tali imi le risorse umane,
2.  In  ogni  caso,  dall’attuazione  del presente decreto non devono
Il  presente  decreto,  munito  del  sigillo  dello  Stato,  sara’
Dato a Roma, addi’ 27 gennaio 2010
Categorie tematiche di dati territoriali di cui all’articolo 4, comma
1. Sistemi di coordinate
Sistemi   per   referenziare   in  maniera  univoca  le  informazioni
territoriali nello spazio mediante un sistema di coordinate (x, y, z)
e/o latitudine e longitudine e quota, sulla base di un dato geodetico
2. Sistemi di griglie geografiche
Griglia  multi-risoluzione armonizzata con un punto di origine comune
e un posizionamento e una dimensione standard delle celle.
3. Nomi geografici
Denominazione di aree, regioni, localita’, citta’, periferie, paesi o
centri  abitati,  o  qualsiasi  elemento  geografico o topografico di
interesse pubblico o storico.
4. Unita’ amministrative
Unita’  amministrative  di suddivisione delle zone su cui l’Italia ha
e/o  esercita  la propria giurisdizione a livello locale, regionale e
nazionale, delimitate da confini amministrativi.
5. Indirizzi
Localizzazione   delle   proprieta’   basata   su  identificatori  di
indirizzo, in genere nome della via, numero civico, codice postale.
6. Parcelle catastali
Aree definite dai registri catastali o equivalenti.
7. Reti di trasporto
Reti  di  trasporto  su  strada,  su  rotaia, per via aerea e per vie
navigabili   e  relative  infrastrutture.  Questa  voce  comprende  i
collegamenti  tra  le  varie  reti  e  anche  la rete transeuropea di
trasporto di cui alla decisione n. 1692/6/CE del Parlamento europeo e
del  Consiglio, del 23 luglio 1996, sugli orientamenti comunitari per
lo  sviluppo  della  rete transeuropee dei trasporti (1) e successive
8. Idrografia
Elementi idrografici, comprese le zone marine e tutti gli altri corpi
ed  elementi  idrici ad esse correlati, tra cui i bacini e sub bacini
idrografici. Eventualmente in conformita’ delle definizioni contenute
nella  direttiva  2000/60/CE  del Parlamento europeo e del Consiglio,
del   23   ottobre  2000,  che  istituisce  un  quadro  per  l’azione
comunitaria in materia di acque (2), e sotto forma di reti.
9. Siti protetti
Aree  designate  o  gestite  in un quadro legislativo internazionale,
comunitario  o  nazionale  per  conseguire obiettivi di conservazione
Categorie  tematiche di dati territoriali di cui all’articolo 4 comma
Modelli  digitali  di  elevazione  per  superfici  emerse,  ghiacci e
superfici  oceaniche.  La  voce  comprende l’altitudine terrestre, la
batimetria e la linea di costa.
2. Copertura del suolo
Copertura  fisica  e biologica della superficie terrestre comprese le
superfici  artificiali,  le  zone agricole, i boschi e le foreste, le
aree (semi)naturali, le zone umide, i corpi idrici.
3. Orto immagini
Immagini   georeferenziate   della   superficie  terrestre  prese  da
satellite o da telesensori.
Classificazione geologica in base alla composizione e alla struttura.
Questa  voce  comprende  il  basamento  roccioso,  gli acquiferi e la
1. Unita’ statistiche
Unita’ per la divulgazione o l’utilizzo di dati statistici.
2. Edifici
Localizzazione geografica degli edifici.
3. Suolo
Caratterizzazione  del  suolo e del sottosuolo in base a profondita’,
tessitura  (texture),  struttura e contenuto delle particelle e della
materia organica, pietrosita’, erosione, eventualmente pendenza media
e capacita’ prevista di ritenzione dell’acqua.
4. Utilizzo del territorio
Classificazione  del  territorio in base alla dimensione funzionale o
alla destinazione socioeconomica presenti e programmate per il futuro
(ad  esempio ad uso residenziale, industriale, commerciale, agricolo,
silvicolo, ricreativo).
5. Salute umana e sicurezza
Distribuzione  geografica  della  prevalenza  di patologie (allergie,
tumori,  malattie  respiratorie,  ecc.),  le  informazioni contenenti
indicazioni sugli effetti relativi alla salute (indicatori biologici,
riduzione  della  fertilita’  e epidemie) o al benessere degli esseri
umani  (affaticamento,  stress,  ecc.)  in  relazione  alla  qualita’
dell’ambiente, sia in via diretta (inquinamento atmosferico, sostanze
chimiche,   riduzione  dello  strato  di  ozono,  rumore,  ecc.)  che
indiretta (alimentazione, organismi geneticamente modificati, ecc.).
6. Servizi di pubblica utilita’ e servizi amministrativi
Sono  compresi  sia  impianti quali gli impianti fognari, di gestione
dei  rifiuti, di fornitura energetica, e di distribuzione idrica, sia
servizi  pubblici  amministrativi  e sociali quali le amministrazioni
pubbliche, i siti della protezione civile, le scuole e gli ospedali.
7. Impianti di monitoraggio ambientale
L’ubicazione  e  il  funzionamento  degli  impianti  di  monitoraggio
ambientale   comprendono   l’osservazione   e  la  misurazione  delle
emissioni,  dello  stato dei comparti ambientali e di altri parametri
dell’ecosistema    (biodiversita’,    condizioni   ecologiche   della
vegetazione, ecc.) da parte o per conto delle autorita’ pubbliche.
8. Produzione e impianti industriali
Siti  di  produzione  industriale;  compresi gli impianti di cui alla
direttiva  96/61/CE  del  Consiglio,  del  24  settembre  1996, sulla
prevenzione  e  la  riduzione  integrate  dell’inquinamento (1) e gli
impianti  di  estrazione dell’acqua, le attivita’ estrattive e i siti
di stoccaggio.
9. Impianti agricoli e di acquacoltura
Apparecchiature e impianti di produzione agricola (compresi i sistemi
di irrigazione, le serre e le stalle).
10. Distribuzione della popolazione – demografia
Distribuzione  geografica  della  popolazione,  comprese  le relative
caratteristiche  ed  i  livelli  di attivita’, aggregata per griglia,
regione, unita’ amministrativa o altra unita’ analitica.
11.  Zone sottoposte a gestione/limitazioni/regolamentazione e unita’
con obbligo di comunicare dati
Aree gestite, regolamentate o utilizzate per la comunicazione di dati
a  livello  internazionale,  europeo,  nazionale, regionale e locale.
Sono comprese le discariche, le zone vietate attorno alle sorgenti di
acqua  potabile,  le  zone  sensibili  ai  nitrati, le vie navigabili
regolamentate  in  mare  o  in acque interne di grandi dimensioni, le
zone  per  lo  smaltimento  dei  rifiuti,  le zone di limitazione del
rumore,  le  zone in cui sono autorizzate attivita’ di prospezione ed
estrazione, i distretti idrografici, le pertinenti unita’ con obbligo
di  comunicare  dati  e le aree in cui vigono piani di gestione delle
12. Zone a rischio naturale
Zone sensibili caratterizzate in base ai rischi naturali (cioe’ tutti
i  fenomeni atmosferici, idrologici, sismici, vulcanici e gli incendi
che,  per  l’ubicazione, la gravita’ e la frequenza, possono avere un
grave  impatto  sulla  societa’),  ad  esempio inondazioni, slavine e
subsidenze,  valanghe, incendi di boschi/foreste, terremoti, eruzioni
vulcaniche.
13. Condizioni atmosferiche
Condizioni  fisico-chimiche  dell’atmosfera.  Questa voce comprende i
dati  territoriali  basati  su  misurazioni,  su  modelli  o  su  una
combinazione dei due e comprende i punti di misurazione.
14. Elementi geografici meteorologici
Condizioni  meteorologiche  e  relative  misurazioni; precipitazioni,
temperatura, evapotraspirazione, velocita’ e direzione dei venti.
15. Elementi geografici oceanografici
Condizioni  fisiche  degli oceani (correnti, salinita’, altezza delle
onde, ecc.).
16. Regioni marine
Condizioni fisiche dei mari e dei corpi idrici salmastri suddivisi in
regioni e sottoregioni con caratteristiche comuni.
17. Regioni biogeografiche
Aree  che presentano condizioni ecologiche relativamente omogenee con
18. Habitat e biotopi
Aree  geografiche caratterizzate da condizioni ecologiche specifiche,
processi, strutture e funzioni (di supporto alla vita) che supportano
materialmente  gli  organismi  che  le abitano. Sono comprese le zone
terrestri e acquatiche, interamente naturali o seminaturali, distinte
in base agli elementi geografici, abiotici e biotici.
19. Distribuzione delle specie
Distribuzione  geografica  delle  specie animali e vegetali aggregate
per griglia, regione, unita’ amministrativa o altra unita’ analitica.
20. Risorse energetiche
Risorse    energetiche,    compresi    gli   idrocarburi,   l’energia
idroelettrica,  la  bioenergia,  l’energia  solare, eolica, ecc., ove
opportuno  anche  informazioni,  in  termini  di altezza/profondita’,
sull’entita’ della risorsa.
21. Risorse minerarie
Risorse   minerarie,   compresi  i  minerali  metallici,  i  minerali
industriali,  ecc.,  ove  opportuno anche informazioni, in termini di
altezza/profondita’, sull’entita’ della risorsa.
(art. 4, comma 4)
Regole tecniche per quanto riguarda i metadati
1. Termini e definizioni
2. Struttura dei metadati per i dati territoriali
3. Metadati comuni a tutte le tipologie di dati territoriali
3.1. Metadati aggiuntivi per i dati raster
4. Metadati relativi ai servizi
5. Dizionario dei metadati
5.1. Dizionario dei metadati relativi ai dati territoriali
5.1.1. Liste dei valori per i metadati relativi ai dati territoriali
5.2. Dizionario dei metadati supplementari per i dati raster
5.2.1. Liste dei valori per i metadati supplementari relativi ai dati
5.3. Dizionario dei metadati relativi ai servizi
5.3.1. Liste dei valori per i metadati relativi ai servizi
Scopo  di  questo  allegato  e’  stabilire  le regole tecniche per la
creazione  e  l’aggiornamento dei metadati per i dati territoriali ed
ambientali ed i servizi ad essi relativi oggetto del presente decreto
in  coerenza  con  la direttiva 2007/2/CE (INSPIRE) ed il Regolamento
(CE) n. 1205/2008 della Commissione Europea del 3 dicembre 2008.
Nel presente allegato sono individuati:
– l’insieme minimo necessario di metadati comune a tutte le tipologie
di dati territoriali. Per le immagini (foto aeree, ortofoto, immagini
da  telerilevamento,  ecc.)  ed  i modelli digitali del terreno (DTM,
DEM, ecc.) sono inoltre individuati alcuni metadati supplementari;
– l’insieme minimo necessario di metadati per i servizi territoriali.
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 32 – Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunita’ europea (INSPIRE). (10G0043) (GU n. 56 del 9-3-2010 redazione redazione 2015-05-05T18:59:02+00:00