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Timestamp: 2017-06-27 12:25:36+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 31', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Benvenuti su MVNVS
MVNVS è una Rivista giuridica che intende studiare i servizi pubblici a rilevanza economica e quelli a carattere sociale, con apertura interdisciplinare e prendendo le mosse da dati e riferimenti concreti. Seminario "Il merito amministrativo e la legge"
Giorno 26 febbraio 2015, ore 14.00, si terrà a Firenze un seminario dal titolo "Il merito amministrativo e la legge" organizzato dalla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali di Firenze in collaborazione con il Dottorato di ricerca in Scienze giuridiche - indirizzo Diritto pubblico - dell’Università di Firenze.
Master in Diritto amministrativo - Alta formazione per gli studi amministrativi 2014/2015
Nell’anno accademico 2014-2015, sotto la direzione del Prof. Aldo Sandulli, si svolgerà presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi Suor Orsola Benincasa l’ottava edizione del Master di II livello in Diritto amministrativo – Alta formazione per gli studi amministrativi.
Il termine per la presentazione della domanda scade il 15 dicembre 2014.
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Sulla insussistenza di un (preteso) regime derogatorio per le Università telematiche
Con la sentenza n. 6682/2014 del 24 giugno 2014 il Tar Lazio, sez.III, ha annullato la delibera con cui il Consiglio di Amministrazione di una Università telematica aveva inflitto ad una sua ricercatrice - rea di aver pubblicato, su una nota rivista scientifica, un articolo di denuncia della deteriore condizione dell’attività di ricerca all’interno degli atenei telematici - la pesante sanzione disciplinare della sospensione dal servizio (e dalla relativa retribuzione) per un mese. Il TAR ha, in particolare, disatteso le argomentazioni dell’Università fondate su una pretesa inapplicabilità dell’art. 10 della l. 240/2010 alle Università non statali, affermando, al contrario, la piena soggezione di tutti gli atenei, in linea generale, ai profili ordinamentali dettati dall’articolo in questione; per quanto riguarda, specificamente, le modalità di esercizio del potere disciplinare, il giudice ha invocato il necessario rispetto, anche da parte delle Università telematiche, delle regole procedimentali proprie del procedimento sanzionatorio e dei principi di tipicità dei comportamenti disciplinarmente rilevanti e di nominatività delle sanzioni applicabili desumibili dal R.D. 1592/1933 (testo unico delle leggi sull’istruzione superiore). Il giudice, in tal modo, ha escluso la sussistenza...
L’attuazione di un accordo in materia di servizio idrico integrato rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo
Acea S.p.a., gestore del servizio idrico integrato (S.I.I.) in ambito territoriale ottimale, ha proposto ricorso al Tar del Lazio, sede di Latina, al fine di ottenere la condanna del Comune di Atina (FR) alla consegna integrale delle opere, dei beni e degli impianti pertinenti il S.I.I., insistenti sul relativo territorio comunale. In particolare, il ricorrente lamentava l’inerzia dell’ente locale, inottemperante ad un accordo precedentemente sottoscritto con cui si impegnava ad eseguire le predette consegne, così da consentire ad Acea la corretta gestione del servizio.
Il Tar condannava la parte resistente ad adempiere gli obblighi pattuiti, nominando altresì un commissario ad acta.
Il Comune di Atina impugnava la sentenza innanzi al Consiglio di Stato, il quale respinge ogni singola doglianza.
In dettaglio, il giudice d’appello ritiene che sia destituita di fondamento la pretesa inammissibilità del ricorso originario per mancata impugnazione, da parte di Acea, di una pregressa determinazione amministrativa, essendo questa priva di autonoma capacità lesiva. Sulla asserita violazione del principio del ne bis in idem, data la contemporanea pendenza di una causa presso il Tribunale di Cassino, con identiche parti ed identici petitum e causa petendi, il Consiglio di Stato nega po...
Riguardo al finanziamento pubblico, in particolare, nel documento in esame si individuano, tra gli interventi da sviluppare, l’innalzamento del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, la sua alimentazione attraverso la compartecipazione al gettito dell’imposta sui redditi o dell’IVA e, in...
Sulla compensazione economica degli obblighi di servizio pubblico
Nella decisione della Corte di giustizia, sez. V, 3 aprile 2014, C-518/2012, il giudice europeo si è pronunciato sul tema della compensazione degli obblighi di servizio pubblico a seguito di rinvio pregiudiziale da parte del Consiglio di Stato.
Nel caso di specie, la Compagnia Trasporti pubblici S.p.a. (CTP) aveva a suo tempo impugnato, innanzi al Tar Campania, il rifiuto delle autorità provinciali e regionali di concederle un conguaglio per riequilibrare gli investimenti anti-economici sostenuti nello svolgimento di servizi di trasporto a livello urbano, extraurbano e regionale. Il giudice di prime cure aveva rilevato, in proposito, che, ai sensi dell’art. 4 del Regolamento n. 1191/1969 costituente la normativa europea di riferimento, il diritto alla compensazione potesse essere accordato solo a fronte del verificarsi di due condizioni: in primo luogo, la presentazione di apposita ed ufficiale richiesta alle competenti autorità per ottenere la soppressione dell’obbligo di servizio pubblico e, in secondo luogo, il diniego nell’accoglimento di tale domanda. Pertanto, nella fattispecie in questione, non essendo stata avviata nessuna procedura a riguardo, il Tar Campania aveva ritenuto di non dover accogliere il ricorso di CTP.
A seguito dell’impugnazione promossa dalla società ri...
Il divieto per gli enti strumentali delle amministrazioni locali di partecipare a procedure ad evidenza pubblica non vale per i servizi pubblici locali
La sentenza T.A.R. Lombardia, sez. III, 8 gennaio 2014 n. 9, che qui si annota, ha ad oggetto il ricorso contro l’ammissione ad una gara a procedura aperta per l’affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti urbani di un’associazione temporanea di imprese costituita da una società a capitale interamente pubblico e da una società a capitale misto pubblico-privato. Entrambe le società erano già operanti nel settore dei servizi pubblici locali in regime di affidamento diretto. La difesa della società ricorrente si fonda sul richiamo all’art. 13 del decreto legge n. 223/2006, convertito dalla legge n. 248/2006, che ha posto il divieto di partecipazione alle procedure ad evidenza pubblica da parte degli enti strumentali delle amministrazioni locali, per i quali è ammesso il solo svolgimento di attività in favore di quelle amministrazioni che su di essi esercitano il c.d. controllo analogo. Il Collegio, invece, ha ritenuto che la norma richiamata, pur imponendo un divieto esteso sia sotto il profilo soggettivo (società a capitale interamente pubblico o misto che producono beni o servizi strumentali all’attività delle amministrazioni pubbliche regionali e locali partecipanti o controllanti di svolgere prestazioni in favore di altri soggetti pubblici o privati)...
La Corte dice no alle competenze regionali regolamentari in materia di smaltimento di rifiuti
La sentenza della Corte costituzione 2 aprile 2014 n. 67 ha ad oggetto un giudizio promosso da società operanti nel settore di smaltimento rifiuti, che hanno impugnato il regolamento della Regione Puglia n. 18/2007, le correlate note dirigenziali del 7 agosto 2007 e la deliberazione della Giunta regionale della Puglia 26 luglio 2011, n. 1712, intitolata “Regolamento Garanzie finanziarie relative alle attività di smaltimento e di recupero di rifiuti – d.lgs. n. 152/2006. Criteri e modalità di presentazione e di utilizzo – Modifica”.
Nei giudizi a quibus il giudice rimettente osservava il carattere pregiudiziale della verifica di legittimità dell’art. 22, comma 2, della legge della Regione Puglia 28 dicembre 2006 n. 39, recante “Norme relative all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2007”, da cui i provvedimenti impugnati traevano origine. In particolare, secondo la disposizione citata «La Regione provvede entro trenta giorni, in via transitoria, alla determinazione delle garanzie finanziarie per la gestione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti mediante adozione di apposito regolamento». Ad avviso del giudice rimettente, la norma sarebbe in contrasto con l’art. 117, comma 2, lettera s, e comma 6, della Costituzione e con l’art...
Il regime delle attività extrascolastiche
Da un gruppo di insegnanti, lettori di Mvnvs-online, riceviamo alcuni quesiti volti a chiarire il regime cui sono sottoposte le attività extrascolastiche. Ritenendo che le risposte possano essere di interesse per una platea più ampia, ne diamo pubblicazione nella sezione “news” del sito della Rivista. Le cura nel predisporre le risposte è stata del “Gruppo redazionale Istruzione”, coordinato dalla prof.ssa Monica Cocconi.
1) Un insegnante della scuola può attivare il pomeriggio un corso (di materia extracurriculare) per i ragazzi della sua scuola e quindi che potrebbe essere frequentato anche da alunni della propria classe?
Un'insegnante può organizzare corsi all'interno del proprio istituto scolastico e quindi frequentati anche dai propri studenti se inseriti nel POF, approvati dal Collegio docenti competente didatticamente e conseguentemente dal Consiglio di Istituto. Generalmente ad inizio anno scolastico ( settembre) i docenti presentano progetti che integrano o ampliano l'offerta formativa per l'anno scolastico imminente, il Collegio Docenti e il Consiglio di Istituto vagliano i progetti ed una volta approvati possono prendere avvio.
Art.10 D.LGS n.297/94 Attribuzioni Consiglio di Istituto
Art.9 D.P.R. n.275/99 Art.32 CCNL 2006-20009
2) Il corso deve necessar...
Sull'affidamento di servizi da parte di consorzio intercomunale
Nella sentenza n. 663 del 11 febbraio 2014, il Consiglio di Stato, sez. V, ha affermato che l’estensione di un contratto di appalto per il servizio di igiene urbana, stipulato da un consorzio di comuni costituito ai sensi dell’art. 31 del T.U.E.L. e disposto in favore di un Comune consorziato non previsto come destinatario del servizio nell’originario bando di gara, costituisce un affidamento diretto illegittimo.
Il caso è diverso da quello affrontato dalla Corte di giustizia europea nella sentenza del 9 giugno 2009, C-480/06, in cui si è sostenuto che non viola la concorrenza un contratto di cooperazione intercomunale nel quale si prevede la possibile estensione dell’attività di un impianto di termovalorizzazione di un comune ad altri comuni facenti parte dell’accordo. In quel caso, infatti, si trattava di accordo stipulato da autorità pubbliche senza la partecipazione di una parte privata e senza pregiudicare l’aggiudicazione di appalti eventualmente necessari per la costruzione e gestione dell’impianto. La fattispecie si allinea quindi all’orientamento espresso nella sentenza del 19 dicembre 2012, C-159/11, e nella sentenza del 13 giugno 2013, C-386/11, a mente delle quali “i contratti che istituiscono una cooperazione tra enti pubblici finalizzata a garantire l’adempimento d...
Seminario "Il merito amministrativo e la legge"
Sabato 31 Gennaio 2015 08:30
Sabato 15 Novembre 2014 06:47
Mercoledì 02 Luglio 2014 05:57
Domenica 29 Giugno 2014 04:36
Giovedì 19 Giugno 2014 08:51
Martedì 17 Giugno 2014 16:20
Lunedì 12 Maggio 2014 08:32
Mercoledì 07 Maggio 2014 06:06
Giovedì 01 Maggio 2014 07:10
Giovedì 27 Marzo 2014 10:04