Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/34211-consulta-valide-le-notifiche-via-pec-dopo-le-21.asp
Timestamp: 2020-01-21 03:11:15+00:00
Document Index: 15292911

Matched Legal Cases: ['art 16', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 147', 'sentenza ', 'art 16', 'art. 16', 'art. 325', 'art. 147', 'art. 135', 'sentenza ']

Il giudice delle leggi con la pronuncia d'incostituzionalità dell'art 16 septies d.l. n. 179/2012 dichiara valida la notifica a mezzo PEC effettuata dopo le ore 21.00. La notifica telematica infatti ricorda la Corte non tiene conto dell'orario degli uffici
di Annamaria Villafrate - La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 75/2019 (sotto allegata) interviene in materia di notifiche via Pec, chiarendo che, in ragione della scindibilità degli effetti della notifica, se essa viene effettuata a mezzo pec dopo le ore 21.00 è da considerarsi valida. Imporre un limite orario stringente al notificante infatti risulterebbe lesivo per il suo diritto di difesa, non potendo costui approfittare di tutto il tempo utile previsto per provvedere a tale incombenza di rito.
1. L'art. 16 septies DL n. 179/2012 è incostituzionale
2. Gli effetti della notifica sono diversi per notificante e destinatario
3. La notifica telematica non tiene conto dell'orario di apertura degli uffici
4. La notifica a mezzo PEC è valida anche se effettuata dopo le 21
L'art. 16 septies DL n. 179/2012 è incostituzionale
Nel giudizio civile davanti alla Corte d'Appello di Milano, la società appellata eccepisce l'inammissibilità dell'impugnazione, in quanto notificata a mezzo PEC l'ultimo giorno utile per tale incombenza di rito. Il messaggio riporta infatti come orario di invio alla società le 21:04, la ricevuta di accettazione le 21:05:29, quella di consegna le 21:05:32. Poiché la notifica è avvenuta dopo le ore 21 dell'ultimo giorno utile, di fatto si è perfezionata alle 7 di quello successivo. Da qui la tardività dell'impugnazione.
La Corte d'Appello però, sul punto, solleva questione di legittimità costituzionale. L'art. 16-septies del d.l. n. 179/2012, contenente la disciplina sul tempo delle notificazioni con modalità telematiche violerebbe infatti gli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, nella parte in cui prevede che "La disposizione dell'art. 147 c.p.c. si applica anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo."
Gli effetti della notifica sono diversi per notificante e destinatario
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 75/2019 (sotto allegata) dichiara fondata la questione d' incostituzionalità sollevata dalla Corte d'Appello milanese in relazione all'art 16 septies del d.l. n. 179/2012. Nel momento in cui infatti l'art. 16 septies ha previsto di differire il perfezionamento della notifica alle 7 del giorno successivo a quello dell'invio telematico, lo ha fatto nell'ottica di salvaguardare il riposo del destinatario della stessa, nell'intervallo orario compreso tra le ore 21.00 e le ore 24.00. Regola che, se vale per il destinatario della notifica, non riguarda invece il notificante. Imporre a chi deve notificare un atto un limite orario equivale a privarlo della possibilità di adempiere a tale incombenza rituale per poter organizzare la propria difesa. Costui "infatti, trovandosi a notificare l'ultimo giorno utile (ex art. 325 c.p.c.) è costretto a farlo entro i limiti di cui all'art. 147 c.p.c., senza poter sfruttare appieno il termine giornaliero (lo stesso art. 135 [recte: 155] c.p.c. fa riferimento a "giorni") che dovrebbe essergli riconosciuto per intero."
La notifica telematica non tiene conto dell'orario di apertura degli uffici
La notifica a mezzo PEC è valida anche se effettuata dopo le 21
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Scarica pdf Corte Costituzionale sentenza n. 75-2019