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Timestamp: 2019-04-20 00:59:32+00:00
Document Index: 121722683

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 2425', 'art. 2435', 'art. 2435', 'art. 2425', 'art. 8']

Agevolazioni fiscali per i coltivatori diretti: è necessario il requisito soggettivo
Le agevolazioni fiscali destinate a imprenditori agricoli o coltivatori diretti che si impegnino a costituire un unico compendio immobiliare, a coltivarlo e a condurlo per un periodo di almeno 10 anni dal trasferimento (art. 5-bis comma 2 del D.Lgs. n° 228/2001) si applicano solo in presenza del requisito soggettivo di coltivatore diretto o imprenditore agricolo.
N.B.: La legge prevede l’esenzione dall’imposta di donazione, di bollo, catastale e di trascrizione:
per il caso di donazione di terreni agricoli;
a favore di soggetti che si impegnino a costituire un compendio unico e a coltivarlo o condurlo come imprenditori agricoli professionali o coltivatori diretti per almeno 10 anni dal trasferimento, con vincolo di indivisibilità del compendio per dieci anni dalla sua costituzione pena la nullità degli atti comportanti il suo frazionamento.
Se manca “lo status quo” il coltivatore diretto non fruisce dei benefici fiscali La Suprema Corte, riferendosi anche ad altre proprie precedenti pronunce (Cass. sent. n° 28294/2013; Cass. ord. n° 10544/2017), ha accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate e ribadito che “la lettera della disposizione è nel senso della contestualità della sussistenza e dell’impegno a costituire compendio unico e di coltivarlo e condurlo in qualità di coltivatore diretto o d’imprenditore agricolo professionale”. Una diversa lettura, proseguono i giudici, spianerebbe la strada a facili evasioni come nel caso di specie, in cui il controricorrente non ha neppure allegato di avere successivamente acquisito la qualità di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto (fonte: http://def.finanze.it)
Link al pdf dell'ordinanza
Farmacie: il Notariato analizza la legge sulla concorrenza
La L. 148/2017, c.d. “legge sulla concorrenza”, ha introdotto numerose novità per quanto riguarda la gestione delle farmacie.
Tali novità sono state oggetto di un approfondimento ad opera del Consiglio di Stato (CDS n. 69/2018) e, recentemente, di uno studio del Notariato (studio n. 75 del 16 maggio 2018).
Il Notariato analizza le novità introdotte dalla legge 4 agosto 2017, n. 124 (art. unico, commi 157 e ss.) che ha rivoluzionato la struttura organizzativa delle società titolari dell’esercizio di farmacie consentendo l’ingresso del capitale sia nella gestione che nella titolarità della farmacia, ma mantenendo saldo l'obbligo di oggetto esclusivo (la società può gestire solo farmacie, sono escluse altre attività).
Il capitale della società può essere posseduto da persone fisiche, o giuridiche, ma la direzione deve essere affidata ad un farmacista, anche se non socio.
A seguito della riforma cade il limite quantitativo (quattro) alla titolarità da parte della società di più farmacie ubicate nella provincia questa ha la sede legale. Attualmente la società di gestione di farmacie non può controllare, direttamente o indirettamente, più del 20% delle farmacie esistenti nel territorio della medesima regione, o provincia autonoma, venendo così meno ogni collegamento tra la sede della società e la ubicazione delle farmacie.
Lo studio analizza i tipi societari di riferimento, le possibilità di ampliamento dell’oggetto sociale e il regime delle incompatibilità, anche alla luce del parere espresso dalla Commissione Speciale del Consiglio di Stato, rispetto al quale viene prospettata una possibile diversa lettura.
L'intervento del Notariato fa seguito alle numerose critiche nei confronti del parere del Consiglio di Stato sopra menzionato. Il Notariato, a sua volta, ha evidenziato numerosi aspetti critici, soprattutto in materia di incompatibilità, arrivando a sostenere che, se ci si attenesse in maniera fedele a quanto espresso dal Consiglio di stato, nessuna persona fisica potrebbe partecipare alla gestione della farmacie (sono “insormontabili” le incompatibilità).
Il Notariato ipotizza “...una tacita e integrale abrogazione di parte della disciplina delle incompatibilità in ragione del fatto che altrimenti la finalità liberalizzatrice e di apertura ad investitori della “riforma” ne resterebbe frustrata, ma è operazione ermeneutica non semplice; ...”. Viene evidenziato che l’incompatibilità dovrebbe agire solo con riferimento ai farmacisti soci e/o direttori in virtù del disposto dell’articolo 8, comma 3, L. 362/1991 con conseguente possibilità, per il dipendente pubblico o privato, di detenere partecipazioni in società di gestione delle farmacie.
Come possiamo sintetizzare la situazione attuale?
TITOLARITA' E GESTIONE. Le farmacie potranno essere gestite da persone fisiche ma anche da società di capitali (srl – spa – sapa). I soci potranno essere anche NON farmacisti.
Il direttore della farmacia potrebbe essere anche un “non socio”, purché in possesso del titolo di farmacista.
Una stessa società può gestire esclusivamente farmacie (esclusività dell'oggetto sociale) e non vi è più il limite di quattro. E' stato però introdotto il limite del 20% per regione.
COMPAGINE SOCIALE E SOCI. La compagine sociale deve essere obbligatoriamente comunicata all'Ordine e alla Asl competente entro 60 giorni.
Le quote sociali possono essere trasferite senza limitazioni; possono essere trasferite anche a eredi non farmacisti.
INCOMPATIBILITA'. Il socio persona fisica di società titolare di farmacia non può
essere direttore/collaboratore di farmacia del quale non è socio
essere titolare di farmacia individuale
avere un qualsiasi rapporto di lavoro pubblico o privato
svolgere attività nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco,
esercitare l’attività medica
Una società può possedere una partecipazione in una società titolare di farmacia, salvo situazioni di incompatibilità per produzione e informazione farmaco.
Sisma 2016: contributi per danni indiretti
Con il Decreto del Vice Commissario per la ricostruzione n. 37/VCOMMS 16 del 25.06.2018 è stata prorogata al 3 Agosto 2018 la scadenza per la presentazione delle domande per il contributo del c.d. danno indiretto previsto dal D.L. 189/2016 e successive modifiche.
Download Decreto 37 Regione Marche:
Sisma 2016: aperti i bandi per i contributi per i danni indiretti subiti dalle imprese
REGIONE MARCHE (Asoli Piceno, Fermo, Macerata ed Ancona): dal 14 maggio a 03 AGOSTO 2018.
DL. 189/2016 "Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016" art. 20 bis
Contributi per riduzione del fatturato a favore delle imprese.
La domanda deve essere compilata on line utilizzando la procedura di invio telematico disponibile all’indirizzo internet https://sigef.regione.marche.it/ a partire dal 14 maggio fino a 30 giugno
Il Decreto Interministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero Economia e Finanze 11 agosto 2017 ha stabilito i criteri, le procedure e le modalità di concessione ed erogazione dei contributi relativi ai “danni indiretti” di cui all’art. 20-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, destinati alle imprese localizzate nelle province delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria nelle quali sono ubicati i comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017.
Tali agevolazioni sono finalizzate alla prosecuzione dell’attività e alla ripresa produttiva delle imprese beneficiarie ubicate nei territori delle province di L’Aquila, Teramo, Pescara, Rieti, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Ancona, Perugia e Terni.
Chi può richiedere il contributo? Possono beneficiare dei contributi le imprese del settore artigiano, del settore turistico, dei servizi connessi e dei pubblici esercizi e del commercio, nonché imprese che svolgono attività agrituristica che soddisfino le seguenti condizioni:
unità produttiva che abbia operatività antecedente al 24 febbraio 2016 nelle province di L’Aquila, Teramo, Rieti, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Perugia e Terni. Le imprese beneficiarie della Provincia di Ancona, devono risultare operanti nei territori antecedentemente al 26 aprile 2016, e le imprese beneficiarie della Provincia di Pescara, che devono risultare operanti nei territori antecedentemente al 18 luglio 2016.
imprese iscritte all’albo delle imprese artigiane con attività economica esercitata in tutti i settori (fatta eccezione per quelli dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura) ed imprese non artigiane esercitanti attività di cui all’allegato 1 (riportato in calce);
riduzione del fatturato, determinata come differenza tra il valore conseguito nei 6 mesi intercorrenti tra il 19 gennaio 2017 e il 19 luglio 2017 e il valore medio dei medesimi 6 mesi del triennio precedente (2014-2015-2016), non inferiore al 30%.
In cosa consiste il contributo? Sono concessi contributi, a titolo di “de minimis”, a fronte della somma dei “Costi della produzione” sostenuti dalle imprese beneficiarie negli esercizi 2017 e 2018 nel limite massimo del 30% della riduzione del fatturato e fino a € 50.000,00 per singola impresa beneficiaria (€ 75.000,00 per imprese con rating di legalità).
ATTENZIONE: I “Costi della produzione” sono i costi sostenuti dall’impresa beneficiaria nell’esercizio di riferimento quantificati come totale dei costi della produzione di cui alla lettera B) dello schema di conto economico di cui all’art. 2425 del codice civile, ovvero di cui all’art. 2435-bis del codice civile per i bilanci in forma abbreviata o di cui all’art. 2435-ter del codice civile per i bilanci delle micro imprese, al netto delle voci «ammortamenti e svalutazioni» (punto 10), «accantonamento per rischi» (punto 12) e «altri accantonamenti» (punto 13). In caso di impresa non tenuta alla redazione del bilancio si considerano equivalenti costi desumibili dalla dichiarazione dei redditi.
Per quanto riguarda le imprese beneficiarie costituite in forma di società di capitali, per fatturato deve intendersi la voce «ricavi delle vendite e delle prestazioni» di cui alla lettera A), punto 1), dello schema di conto economico di cui all’art. 2425 del codice civile; relativamente alle altre imprese beneficiarie, per fatturato si intende l’«ammontare complessivo dei ricavi», il cui importo è desumibile dal quadro «RS» dei modelli di dichiarazione dei redditi.
Come viene erogato il contributo? L’erogazione del contributo avviene in due quote:
a) la prima quota, di importo pari al 70 per cento del contributo complessivamente concesso, è versata dai vice commissari all'impresa beneficiaria, senza ulteriore richiesta, entro trenta giorni dalla data del provvedimento di concessione di cui all'art. 8;
b) la seconda quota, di importo pari al restante 30 per cento del contributo complessivamente concesso, è erogata dai vice commissari all'impresa beneficiaria entro trenta giorni dalla data di presentazione della richiesta di erogazione da parte dall'impresa beneficiaria stessa.
La richiesta di erogazione della seconda quota di contributo è presentata dall’impresa beneficiaria alla Regione entro 60 giorni dall’approvazione del bilancio dell’esercizio 2018 o della dichiarazione dei redditi relativa al medesimo periodo. Alla richiesta di erogazione l’impresa beneficiaria allega il bilancio approvato, qualora non ancora depositato presso il registro delle imprese.
Come vengono effettuati i controlli? I costi della produzione sostenuti negli esercizi 2017 e 2018 sono dichiarati dall’impresa beneficiaria nella richiesta di erogazione e sono oggetto di verifica a consuntivo da parte dei vice commissari ai fini della determinazione del contributo effettivamente concedibile.
Quante risorse sono a disposizione? Sono disponibili 46 milioni di Euro così ripartiti:
Come vengono gestite le domande di contributo? Le domande di contributo sono istruite dalle Regioni secondo l’ordine cronologico di presentazione. In caso di domande pervenute incomplete rileva, per l’ordine cronologico di concessione, la data di completamento della documentazione richiesta dalla Regione all’impresa beneficiaria.
Fatturazione elettronica tra privati obbligatoria a partire dal 2019: la Legge di Bilancio 2018 (L. 205 del 27/12/2017), al fine di contrastare l’evasione Iva, ha esteso l'obbligo dell'emissione di fatture in formato elettronico (attualmente in vigore per i rapporti con la Pubblica Amministrazione) anche alle cessione di beni e alle prestazioni di servizi (e alle relative variazioni) tra sggetti privati. Fatturazione elettronica anche per i rapporti B2B (tra soggetti con partita Iva) e B2C (tra partite Iva e consumatori finali).
Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018 la fatturazione elettronica obbligatoria entrerà in vigore
dal 1° luglio 2018 soltanto per le imprese che operano nel settore della cessione di benzina e gasolio e per i subappalti nell’ambito di appalti pubblici;
dal 1° gennaio 2019 per tutte le altre imprese e tutte le altre operazioni (B2B e B2C).
ATTENZIONE ALLE SANZIONI: se non si osserva l'obbligo di emissione della fattura in formato elettronico, si incorre nella sanzione prevista per l'omessa fatturazione, cioè una sanzione pari al 90% o al 180% dell'imposta , oppure, nel caso in cui l'omissione non abbia inciso sulla liquidazione dell'imposta, una sanzione fissa pari a € 250 - € 2.000.
N.B.: sono esonerati da tale obbligo i soggetti "forfettari" (L. 190/2014) e i soggetti "minimi" (L. 98/2011).
In vista di queste importanti novità, che avranno in imponente impatto sulle nostre attvità, è bene iniziare a pensare fin d’ora a come strutturarsi.
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L’Amministrazione finanziaria, come ogni anno, fornisce importanti e utili indicazioni con un documento di prassi per rispondere ai dubbi più frequenti e per assicurare uniformità interpretativa.
Con la circolare 7/E del 27 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate fornisce un’utilissima guida su detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta, ritenute, documenti da presentare e conservare con la dichiarazione dei redditi.
Il documento di prassi aggiorna la precedente circolare-guida n. 7/2017, frutto della collaborazione con la Consulta dei Caf, tenendo conto delle novità normative e interpretative intervenute in relazione all’anno d’imposta 2017, lasciandone inalterato l’impianto generale.
Fattura elettronica e novità carburanti: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
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