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Timestamp: 2019-10-19 10:01:41+00:00
Document Index: 137116628

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 25', 'art. 8', 'art. 25', 'art. 107', 'art. 8', 'art. 25']

DEL52 19 da afumera - 1 274 20151029163543 pdf - File PDF .it
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Titolo: DEL52-19
Autore: afumera
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DELIBERAZIONE N. 52/19 DEL 28.10.2015
Programmazione Unitaria 2014-2020. Strategia 2 &quot;Creare opportunità di lavoro
favorendo la competitività delle imprese&quot;. Programma di intervento: 3 - Competitività
delle imprese. Linee guida per la definizione degli strumenti attuativi e prima
Il Vicepresidente richiama la deliberazione della Giunta regionale n. 19/9 del 27.5.2014 &quot;Atto di
indirizzo strategico per la Programmazione Unitaria 2014-2020&quot; con la quale la Regione espone
l’approccio strategico al tema competitività attraverso la programmazione unitaria delle risorse di
fonte europea, nazionale e regionale.
Il Vicepresidente ricorda che la forte integrazione richiesta nell’intervento dei diversi Fondi SIE e dei
fondi nazionali e regionali comporta, a livello strategico, un’identificazione unitaria condivisa e
partecipata degli obiettivi di sviluppo in linea con le scelte della programmazione regionale e, a
livello operativo, una collaborazione ed un coordinamento tra i diversi settori coinvolti
nell’attuazione dei programmi stessi.
Il percorso di programmazione unitaria finora intrapreso ha previsto l'adozione di una serie di atti
volti ad assicurare proprio un’unitarietà programmatica, finanziaria e di governance della
Programmazione 2014-2020. Per quanto concerne la Strategia 2 &quot;Creare opportunità di lavoro
favorendo la competitività delle imprese&quot; (Programma di intervento 3), tale processo si è
formalizzato attraverso la deliberazione n. 46/8 del 22.9.2015, con la quale è stato definito
l'approccio da adottare per il consolidamento e la modernizzazione del sistema produttivo
L’esperienza maturata nell’attuazione delle misure di intervento a favore delle imprese negli ultimi
due periodi di programmazione dei fondi europei, ha evidenziato l’esigenza di:
modulare le procedure in funzione della natura dell’impresa (qualificata sulla base della
dimensione e del mercato di riferimento) e della tipologia di intervento proposto;
ridurre la discontinuità nella pubblicazione dei bandi;
premiare la qualità progettuale introducendo meccanismi utili a migliorare la fattibilità
finanziaria delle proposte;
accorciare i tempi totali di istruttoria e di erogazione delle agevolazioni con la semplificazione e
Uno dei punti qualificanti dell’azione condotta nell’ultimo periodo di programmazione 2007-2013 dei
fondi europei è costituito dal ricorso agli strumenti di ingegneria finanziaria (SIF), che hanno
DELIBERAZIONE N. 52/19
dimostrato che è possibile associare alla flessibilità d’utilizzo la capacità di attivare un effetto leva,
coinvolgendo capitali privati, e garantendo contestualmente un interessante effetto “revolving”
attraverso la rotatività delle risorse.
Il Regolamento (UE) n. 1303/2014, recante disposizioni comuni e generali sul Fondo europeo di
sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo
per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, introduce alcune
interessanti novità nell’operatività dei SIF. In particolare, l’art. 37, commi 7 e 8, del citato
Regolamento, consente di associare gli strumenti finanziari a sovvenzioni e abbuoni di interesse e
di commissioni di garanzia estendendo le disposizioni applicabili agli strumenti finanziari a tutte le
forme di sostegno nell'ambito della singola operazione finanziata. Inoltre, i destinatari finali di un
sostegno fornito mediante uno strumento finanziario possono ricevere assistenza a titolo di un'altra
priorità o un altro programma o da un altro strumento finanziato dal bilancio dell'Unione
conformemente alle norme dell'Unione applicabili in materia di aiuti di Stato a condizione che si
mantengono registrazioni separate per ciascuna fonte di assistenza e siano identificate e tenute
distinte le spese ammissibili imputabili alle altre fonti di intervento. La combinazione del sostegno
fornito attraverso sovvenzioni e strumenti finanziari può, alle condizioni di cui alle norme dell'Unione
applicabili in materia di aiuti di Stato, riguardare la stessa voce di spesa purché la somma di tutte le
forme di sostegno combinate tra loro non superi l'importo totale della voce di spesa considerata e le
sovvenzioni non siano usate per rimborsare sostegni ricevuti da strumenti finanziari e gli stessi
strumenti finanziari non siano usati per prefinanziare sovvenzioni.
Il Vicepresidente ricorda che sono già operativi in Sardegna il Fondo per il microcredito, il Fondo di
garanzia per le PMI, il Fondo di finanza inclusiva, il Fondo per il Finanziamento del rischio e il
Fondo mutui per la reindustrializzazione.
Le importanti aperture del Parlamento Europeo e del Consiglio, previste dal Regolamento n.
1303/2014, offrono l’occasione per ripensare il sistema regionale di sostegno all’impresa,
affiancando, ai fondi esistenti un nuovo strumento denominato “Fondo competitività” che combina,
nella sua modalità operativa, il sostegno finanziario (prestito) alle sovvenzioni non rimborsabili
(fondo perduto) con l’abbuono degli interessi e la riduzione della quota capitale del finanziamento
ed, eventualmente, la copertura del rischio con il rilascio della garanzia.
Trattandosi di disposizioni comuni e generali per l’attuazione dei programmi finanziati con tutti i
Fondi europei (SIE), il &quot;Fondo competitività&quot; potrà essere alimentato con risorse provenienti dalle
azioni dei diversi programmi operativi e del Bilancio regionale o statale (come già avviene per il
Fondo di garanzia) ed operare in favore di tutte le imprese, nel rispetto delle regole imposte dai
programmi operativi per la selezione dei beneficiari (settore, priorità di intervento come la Smart
Specialisation Strategy, territorialità) e dagli orientamenti europei in materia di aiuti di stato (settore,
dimensione, area geografica).
I nuovi strumenti di agevolazione che saranno individuati, valorizzando le migliori esperienze
regionali e nazionali, si avvantaggeranno di questo nuovo strumento capace di coprire
finanziariamente fino al 75% della spesa ammissibile ad agevolazione.
Le prime risultanze della valutazione ex-ante condotta dalla Banca Europea per gli Investimenti
(BEI), di cui si è fornito un resoconto nel primo Comitato di Sorveglianza del P.O. FESR 2014-2020,
evidenziano un importante fabbisogno di risorse stimato per l’accesso al credito da parte delle PMI
che intendono operare in Sardegna. La stima, frutto di un calcolo realizzato utilizzando le linee
guida del Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) per la Valutazione dell'Accesso al Mercato
Finanziario, è pari a 1,6-2,4 miliardi nel settennio. L’esame evidenzia che solo in parte questo
fabbisogno sarà coperto dall’offerta privata e pubblica di capitali esistente e che pertanto ci sono
ampi spazi di intervento a carico del P.O. FESR 2014-2020 e degli altri programmi cofinanziati che
prevedono interventi in favore delle imprese. In questo contesto, trova adeguata giustificazione la
costituzione del Fondo competitività, rivolto alle imprese che intendono attivare nuovi investimenti o
migliorare la capacità competitiva sul territorio regionale per implementare la strategia definita dal
Programma regionale di sviluppo e dai singoli Programmi Operativi Regionali cofinanziati con
risorse dell’Unione Europea.
Altro punto qualificante per raggiungere detti risultati è costituito dalla semplificazione e
standardizzazione delle procedure, conseguibile attraverso l’adozione delle Linee Guida previste
dal P.O. FESR Sardegna 2014-2020, utili al rafforzamento della capacità amministrativa delle
autorità coinvolte nella gestione e nel controllo dei programmi e dei beneficiari.
Anche in questo caso, l’esperienza maturata nell’ultimo periodo di programmazione consente di
adeguare gli strumenti per la selezione delle proposte alla dimensione dei progetti, alla capacità
organizzativa dei proponenti e alla tipologia di fabbisogno espresso.
Sotto il profilo del fabbisogno, gli strumenti di sostegno coprono i seguenti ambiti: investimenti
produttivi, servizi avanzati (reali), formazione e innovazione (ricerca industriale e sviluppo
sperimentale) e coesistono con aiuti specifici quali, ad esempio gli aiuti in materia di ambiente,
occupazione, contro i danni prodotti dalle calamità, cultura e infrastrutture.
Sul tema della ricerca e innovazione, ambito in cui la Regione Sardegna ha normato attraverso la
legge regionale n. 7/2007, occorre fare una specifica riflessione. Il sostegno all’innovazione gode di
importanti assegnazioni di risorse nei programmi europei dell’Unione, degli Stati membri e nei
singoli programmi regionali in ragione della strategicità della spesa ad essi destinata. L’esperienza
maturata nell’attuazione del P.O.FESR Sardegna 2007-2013 ci porta a ritenere utile dotarsi di una
linea di strumenti dedicati a supportare la ricerca e l’innovazione, modulati sulla base delle
esigenze dei diversi attori, siano essi imprese o organismi di ricerca (privati o pubblici).
Questa esigenza nasce dalla constatazione che le tempistiche di sviluppo e realizzazione dei
programmi di investimento proposti dalle imprese spesso non si combinano temporalmente e
funzionalmente con le esigenze espresse dai programmi di innovazione, siano essi presentati
singolarmente o con organismi di ricerca. In particolare, nei casi di procedure ibride, solo in minima
parte, i progetti espongono una reale integrazione tra “investimenti produttivi” e “innovazione”,
caratterizzandosi invece per la proposizione di progetti riguardanti solo uno dei due ambiti o,
raramente, di entrambi ma disgiunti. Anche nei casi in cui sono state prospettate delle integrazioni
(in particolare con il coinvolgimento di soggetti esterni quali gli organismi di ricerca), raramente gli
obiettivi annunciati sono stati raggiunti e principalmente a causa dell’impossibilità di pianificare
attività conseguenti, come gli investimenti, con altre dall’esito incerto, come è l’innovazione e, in
particolare, la ricerca industriale.
Da questo discende la proposta di sviluppare una linea di strumenti dedicata a supportare la ricerca
e l’innovazione (ricerca industriale e sviluppo sperimentale), che può estendersi anche a
ricomprendere parti funzionali di “ricerca di fondamentale”, capace di coinvolgere il singolo
innovatore, far crescere il portafoglio collettivo di idee, integrare la ricerca pubblica con quella
privata, favorire l’aggregazione e coinvolgere la Grande impresa innovativa, non escludendo però
specifiche e ben definite contaminazioni all’interno degli strumenti costruiti nella forma di
agevolazioni integrate per la singola impresa, la filiera o lo sviluppo locale.
Dall’analisi dell’offerta degli strumenti regionali e nazionali a disposizione degli imprenditori e delle
imprese che intendono operare in Sardegna, emerge (potenzialmente) che sono disponibili
strumenti capaci di colmare i fabbisogni degli estremi, intesi come aspiranti imprenditori, ricompresi
nella categoria dei soggetti svantaggiati, con strumenti quali il “microcredito” o delle imprese
strutturate che intendono proporre importati investimenti di valore superiore ai 20 milioni di euro,
come il “contratto di sviluppo”.
La fascia intermedia, invece, è solo in parte coperta con strumenti nazionali o europei essendo
tipicamente supportata a livello regionale.
Da questo discende l’esigenza di individuare chiari e definiti modelli di riferimento cui uniformare
l’offerta di strumenti per il sostegno della competitività del sistema imprenditoriale regionale
tenendo conto della natura dell’impresa (qualificata sulla base della dimensione e del mercato di
riferimento) e della tipologia di intervento proposto ma anche dell’esigenza di ridurre la discontinuità
nella pubblicazione dei bandi, accorciare i tempi totali delle procedure e premiare la qualità
progettuale, migliorando al contempo la fattibilità finanziaria delle proposte.
In generale, pertanto, gli strumenti dovranno privilegiare le “procedure a sportello”, con l’utilizzo di
una delle modalità previste dal D.Lgs. n. 123/1998. La modalità sarà:
“automatica”, quanto non sia necessaria un’attività istruttoria di carattere tecnico, economico e
finanziario del programma di spesa (come nei bonus assunzionali, i servizi attivati nella forma
di voucher o gli interventi in favore delle micro imprese, specie artigiane, finalizzati
all’introduzione macchinari innovativi);
“valutativa”, per progetti o programmi organici e complessi da realizzare successivamente alla
domanda (come nei progetti di investimento anche nella forma del
pacchetto integrato di agevolazione);
“negoziale”, per interventi di sviluppo territoriale o settoriale, anche se realizzati da una sola
impresa o da un gruppo di imprese nell'ambito di forme della programmazione concertata che
prevedano o meno il coinvolgimento di enti locali anche in ordine alle infrastrutture di supporto
e alle eventuali semplificazioni procedurali, volti a favorire la localizzazione degli interventi
(come nel contratto di investimento o di insediamento o di filiera).
Nelle procedure a sportello in cui l'istruttoria delle domande avviene secondo l'ordine cronologico di
presentazione, è possibile definire soglie e condizioni minime, di natura quantitativa e/o qualitativa,
connesse alle finalità dell'intervento (come richiesto dai criteri di selezione previsti dai programmi
operativi europei, ad esempio nelle aree tematiche della S3, soggetti svantaggiati, approccio
territoriale) o alla tipologia delle iniziative (ad esempio solo investimenti produttivi, solo servizi
avanzati o specifiche combinazioni delle diverse tipologie) per l'ammissibilità all'attività istruttoria.
In questi termini, fissando ex-ante una periodicità nella frequenza della pubblicazione degli avvisi
(call) per le diverse tipologie di strumento, a fronte di un ammontare di risorse definito e disponibile,
è possibile sopperire alla mancanza di comparazione tra una pluralità di proposte finalizzata a
sostenere esclusivamente le più meritevoli, tipica delle procedure a graduatoria, in cui di converso
spesso si dilatano i tempi della procedura.
Il ricorso al procedimento a sportello, nella forma utilizzata in ambito europeo attraverso chiamate
scaglionate nel periodo di programmazione, costituisce un buon compromesso tra la forma
concorsuale del bando a graduatoria e la forma tradizionale del bando a sportello.
Ma l’obiettivo di contenere i tempi di istruttoria e garantire il sufficiente livello di selezione nella
scelta dei beneficiari/destinatari richiesta dai programmi europei difficilmente può essere raggiunta
senza il rafforzamento della capacità amministrativa delle autorità coinvolte nella gestione e nel
controllo dei programmi e dei beneficiari. Il rafforzamento della capacità amministrativa implica
l’adeguamento delle strutture dedicate al coordinamento degli interventi a sostegno del sistema
imprenditoriale presso le autorità di gestione dei programmi; il coinvolgimento organico delle
strutture tecniche necessarie alla valutazione (presso gli assessorati, le agenzie e le società in
house; agenzie nazionali o europee che per mandato possano collaborare con le amministrazioni
regionali nell’implementazione dei programmi); lo sviluppo di idonei strumenti informatici per la
gestione delle procedure, la raccolta e il trattamento dei dati per garantire il rispetto degli obblighi di
implementazione dei sistemi di monitoraggio e pubblicazione (registro nazionale degli aiuti di stato
aggiornato attraverso la Banco Dati degli Aiuti - BDA) che vanno assumendo un ruolo costitutivo
per il riconoscimento della legittimità dell’intervento pubblico.
In particolare, le procedure di gestione degli avvisi pubblici relativi ai regimi d'aiuto dovranno
avvantaggiarsi dell'utilizzo di modalità condivise attraverso l’adozione di direttive attuative comuni a
tutto il comparto regionale e di una piattaforma informatica unica per la selezione dei
beneficiari/destinatari (utilizzabile indistintamente per selezionare cittadini/enti/imprese nell’ambito
beneficiari/destinatari, strettamente collegata al sistema di monitoraggio regionale (ad es. SMEC) e
nazionale per l'applicazione dei regimi di aiuto (BDA) e l’individuazione dei soggetti incaricati di
supportare l’Amministrazione regionale nell’attività tecnico-economica e finanziaria della selezione
(Agenzie e Società in House).
L’adozione di un coordinamento e di una piattaforma informatica unitaria, l’impiego delle agenzie e
società in house regionali consentirà di maturare una capacità amministrativa di tipo nuovo,
mantenendo all’interno dell’amministrazione un bagaglio di esperienza e conoscenza sul sistema
produttivo, favorendo la creazione di banche dati attendibili capaci di registrare le perfomance delle
imprese che accedono al sostegno pubblico, evitando al contempo duplicazioni negli interventi da
parte delle diverse strutture responsabili della spesa e, soprattutto, evitando di incorrere in gravi
violazioni della normativa europea in materia di aiuti di stato per quanto riguarda la legittimità e il
cumulo dell’aiuto.
Il Vicepresidente propone pertanto che la presente deliberazione costituisca indirizzo per la
definizione delle “Linee Guida” regionali in materia di sostegno all’impresa. Le Linee Guida si
compongono di:
una sezione che definisce gli indirizzi di carattere generale (secondo quanto indicato nella
presente deliberazione);
una sezione che espone il quadro degli strumenti, le modalità procedurali e i
beneficiari/destinatari e i soggetti di supporto coinvolti;
una sezione che identifica le sinergie e integrazioni con gli strumenti gestiti direttamente
dall’Unione Europea nell’ambito di specifici programmi (COSME, Horizon 2020, ecc.) o dello
Stato Italiano (PON Competitività e Innovazione, SME initiative, ecc.) e specifica le attività di
supporto poste in campo a livello regionale.
I singoli strumenti saranno definiti sul piano normativo e amministrativo sulla base di Direttive di
attuazione adottate con le modalità indicate della L.R. n. 2/2007, art. 25. Sulla base di dette
Direttive di attuazione saranno pubblicati i bandi e gli avvisi attuativi del programma di intervento a
favore delle imprese (call). I bandi sono attuativi della programmazione unitaria, di cui alla
Delib.G.R. n. 46/8 del 22.9.2015 ha indicato le prime priorità di intervento e le relative risorse.
Il Vicepresidente rappresenta inoltre la necessità di fornire un atto di indirizzo interpretativo, ai sensi
dell’art. 8, comma 1, lett. a), della legge regionale n. 31/1998, in merito all’applicazione dell’art. 25
della L.R. n. 2/2007, ritenendo che le modalità di approvazione delle Direttive nello stesso normate,
espressamente richiamato nell’articolo.
La base giuridica per l’intervento pubblico in favore dei soggetti economici è costituita dalla
normativa europea che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in
applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato o in via residuale del principio dell’investitore che
opera in un’economia di mercato. Saranno pertanto sempre privilegiati gli aiuti in esenzione attuati
in forma di regime, prevedendo l’utilizzo del “de minimis” nei soli casi non ricompresi dai
regolamenti in esenzione o quale alternativa di vantaggio per il beneficiario/destinatario.
Le tipologie di intervento, finanziate prioritariamente con il “Fondo competitività”, dovranno essere
ricomprese in una delle seguenti fasce definite sulla base della dimensione finanziaria
dell’intervento e che possono prevedere l’attivazione anche di una singola macrocategoria:
Macrotipologia spese ammissibili
Esempio di tipologia di
aiuti a catalogo o in forma
(bonus assunzionali,
voucher per servizi,
interventi micro imprese,
specie artigiane, per
l’introduzione di macchinari
Investimenti produttivi, servizi reali,
formazione, aiuti specifici
Costituzione nuove
imprese (autoimprenditorialità, piani
formazione, aiuti specifici, sviluppo
formazione, aiuti specifici,
innovazione anche con il
coinvolgimento di Organismi di
Studi di fattibilità, Ricerca industriale
e sviluppo sperimentale,
collaborazione con organismi di
Giovani ricercatori, cluster,
distretti,grandi imprese,
A queste tipologie si aggiungono gli Strumenti di Ingegneria Finanziaria già attivati e destinati al
finanziamento del rischio (Fondo Rischi), al sostengo del credito (Fondo di garanzia) e la
reindustrializzazione (Fondo FRAI) e il microcredito nelle forme già operative.
Il Vicepresidente, richiamata la deliberazione n. 10/38 del 21 febbraio 2013 in cui si è definito il
concetto di compagnie “benevise” e “attendibili” per il rilascio delle polizze fidejussorie ai fini
dell’ottenimento delle anticipazioni sui contributi concessi, propone l’estensione dell’approccio
all’intera Amministrazione regionale. In detta deliberazione si sono introdotti elementi di certezza
nella valutazione dei requisiti in capo ai garanti. In particolare, si è precisato che potranno essere
considerate “benevise” e accettate solo le polizze rilasciate da compagnie di assicurazione, iscritte
all’elenco delle imprese autorizzate all’esercizio del ramo cauzioni presso l’IVASS, o banche o
istituti di credito iscritti all’albo delle banche presso la Banca d’Italia, o società finanziarie e i
consorzi fidi iscritti nell’elenco speciale ex art. 107 del Decreto Legislativo n. 385/1993 presso la
Banca d’Italia che, nei due anni precedenti, non hanno avuto provvedimenti di sospensione da
parte dell’IVASS, o segnalazioni da parte della Banca d’Italia. Il requisito di “attendibilità”, invece, si
presume in assenza di provvedimenti di non accoglimento da parte di altre amministrazioni della
P.A., o per l’assenza di segnalazioni in ordine al mancato adempimento delle obbligazioni
sottoscritte. Queste informazioni sono acquisite direttamente dall’Amministrazione o attraverso i
soggetti attuatori, i quali dovranno segnalare all’Amministrazione regionale le informazioni relative a
situazioni di criticità, di cui abbiano ricevuto notizia, relative alla compagnia o all’istituto che assume
l’impegno a pagare. Inoltre, per evitare un’esposizione critica nei confronti di un solo soggetto
garante, potranno essere accettate garanzie, da parte di uno stesso soggetto, in misura non
superiore al 25% del totale delle garanzie presentate e accolte alla data di presentazione della
nuova polizza o fideiussione. Il livello di esposizione per singolo garante sarà reso pubblico sul sito
istituzionale della Regione Autonoma della Sardegna e sullo stesso sito saranno rese note le
denominazioni dei soggetti garanti insolventi.
Tutte le strutture del comparto regionale, entro 60 giorni dall’approvazione della presente
deliberazione, dovranno adeguare le proprie procedure prima di procedere all’accettazione di una
nuova garanzia. A tal fine nella sezione “Servizi alle imprese” del sito regionale è istituita una
specifica sottosezione.
Il Vicepresidente evidenzia che l’assetto organizzativo della strumentazione esposta, costituisce la
base operativa portante dell’intervento regionale e trova applicazione sia nell’attuazione dei
programmi europei che nell’attuazione degli interventi regionali o nazionali regionalizzati. Per
l’approccio sopra esposto
nell’implementazione del Piano Sulcis relativamente agli interventi per la competitività del sistema
produttivo e l’innovazione.
La Giunta regionale, udita la proposta del Vicepresidente, di concerto con l'Assessore della
Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, l’Assessore dell'Agricoltura e Riforma
Agro-Pastorale, l’Assessore del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza
sociale, l’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, l'Assessore dell'Industria, l’Assessore
della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, l’Assessore
dell’Ambiente e l’Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione
di approvare gli indirizzi per la definizione delle “Linee Guida” regionali in materia di sostegno
di dare mandato al Centro Regionale di Programmazione di coordinare le attività necessarie
alla predisposizione delle Linee Guida secondo le finalità e con l’articolazione esposta in
premessa in raccordo con le Autorità di Gestione dei diversi programmi operativi regionali
di dare mandato al Centro Regionale di Programmazione di sviluppare nelle Linee Guida
specifici strumenti dedicati a supportare la ricerca e l’innovazione;
di approvare l’atto di indirizzo interpretativo, ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. a), della legge
regionale n. 31/1998, in merito all’applicazione dell’art. 25 della L.R. n. 2/2007, ritenendo che
le modalità di approvazione delle Direttive nello stesso normate, possano trovare applicazione
anche nel periodo di programmazione 2014-2020 non espressamente richiamato nell’articolo;
di approvare la costituzione del “Fondo competitività”, affidandone la responsabilità
amministrativa al Centro Regionale di Programmazione attraverso l’utilizzo delle risorse
previste dai programmi operativi europei a cui potranno aggiungersi risorse nazionali e
regionali, destinate al sostegno alle imprese attraverso gli strumenti individuati dalla presente
deliberazione come specificati nelle Linee Guida;
di prendere atto che il Centro Regionale di Programmazione si avvarrà della Società
Finanziaria Regionale (SFIRS S.p.A.) quale soggetto gestore del “Fondo competitività”;
di individuare quale priorità la definizione delle direttive di cui al TIPO 1 e 4;
di prendere atto che il Centro Regionale di Programmazione si avvarrà del supporto
dell’Agenzia Sardegna Ricerche ai fini della definizione delle direttive e attività connesse
all’innovazione e del BIC Sardegna per l’implementazione degli interventi destinati alla
creazione di impresa e/o sviluppo locale e di INSAR S.p.A. per le attività destinate alla
di prendere atto che il Centro Regionale di Programmazione si avvarrà di Sardegna IT S.p.A.
beneficiari/destinatari;
di prendere atto dell’istituzione, nella sezione “Servizi alle imprese” del sito regionale, di una
specifica sottosezione destinata a censire le esposizioni per singolo garante;
di autorizzare il Centro Regionale di Programmazione ad attivare le azioni necessarie ad
implementare il Piano Sulcis, per la parte relativa alla competitività e all’innovazione dando
mandato al Direttore del Centro, in raccordo con il Coordinatore del Piano, di porre in essere
tutti gli atti necessari al coinvolgimento dei soggetti, anche esterni, individuati come attuatori
di dare mandato alle Autorità di Gestione dei Programmi Operativi coinvolti di porre in essere
gli atti conseguenti alla presente deliberazione.
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