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Timestamp: 2020-04-09 03:44:41+00:00
Document Index: 9940527

Matched Legal Cases: ['art.2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 107', 'art. 106', 'art. 2', 'art. 2']

Il testo integrale della legge 108/96: le disposizioni in materia di usura bancaria, che regolano i rapporti tra società di credito, banche e consumatori – Alipresto S.p.A.
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Legge 108/96: Disposizioni in materia d'usura
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La legge 108 del 7/3/1996 ha apportato modifiche importanti alla normativa precedente sull’usura. In particolare ha privilegiato al posto dei parametri soggettivi anche nuovi parametri oggettivi di determinazione del tasso d’usura. La legge 108 ha quindi ampliato l’area di tutela della norma che non verrà più offerta solo nei casi in cui sussista lo “stato di bisogno” del debitore, ma scatterà automaticamente ogni qual volta il limite posto dall’art.2 della legge 108/96 sia superato. Qui di seguito è riportata la normativa di riferimento:
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE
l. L'articolo 644 del codice penale è sostituito dal seguente:
"ART. 644 - (Usura) - Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da lire sei milioni a lire trenta milioni.
Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.
1. se il colpevole ha agito nell'esercizio di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare;
2. se il colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari;
3. se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno;
4. se il reato è commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale o artigianale;
5. se il reato è commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo alla misura di prevenzione della. sorveglianza speciale durante il periodo previsto di applicazione e fino a tre anni dal momento in cui è cessata l'esecuzione.
Nel caso di condanna, o di applicazione di pena ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al presente articolo, è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni".
2. L'articolo 644-bis del codice penale è abrogato.
La prima classificazione di cui al comma 2 dell'articolo 2 verrà pubblicata entro il termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Entro i successivi centottanta giorni sarà pubblicata la prima rilevazione trimestrale di cui al comma 1 del medesimo Articolo 2. Fino alla pubblicazione di cui ai comma 1 dell'articolo 2 è punito a norma dell'articolo 644, primo comma, del codice penale chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 643 del codice penale, si fa dare o promettere. sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, da soggetto in condizioni di difficoltà economica o finanziaria, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e ai tassi praticati per operazioni similari dal sistema bancario e finanziario, risultano sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità. Alla stessa pena soggiace chi, fuori del caso di concorso nel delitto previsto dall'articolo 644, primo comma, del codice penale, procura a soggetto che si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria una somma di denaro o altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto, risulta sproporzionato rispetto all'opera di mediazione.
1. Il secondo comma dell'articolo 1815 dei codice civile è sostituito dal seguente:
"Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi".
1. Nell'articolo 132, comma 1, dei decreto legislativo 1° settembre 1991, n. 385, le parole: "quattro anni" sono sostituite dalle seguenti: "cinque anni".
1. Sono fatte salve le disposizioni contenute nell'articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356. introdotto dall'articolo 2 dei decreto-legge 20 giugno 1994, n. 399, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994. n. 501.
1. Nell'articolo 32-quater del codice penale, dopo la parola: "640-bis," è inserita la seguente: "644,".
1. Nella lettera f) dei comma 1 dell'articolo 266 del codice di procedura penale, dopo le parole: "reati di ingiuria, minaccia," sono inserite le seguenti: "usura, abusiva attività finanziaria,".
2. Nel comma 1 dell'articolo 10 del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, le parole: "dei delitti di cui agli articoli 629, 648-bis e 648-ter dei codice penale, " sono sostituite dalle seguenti: "dei delitti di cui agli articoli 629, 644, 648-bis e 648-ter del codice penale,".
1. Nel comma 1 dell'articolo 14 della legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modificazioni, le parole: "ovvero ai soggetti indicati nel numero 2) del primo comma dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, quando l'attività delittuosa da cui si ritiene derivino i proventi sia una di quelle previste dagli articoli 629, 630, 648-bis o 648-ter dei codice penale, ovvero quella di contrabbando sono sostituiti dalle seguenti: "ovvero ai soggetti indicati nei numeri 1) e 2) del primo comma dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, quando l'attività delittuosa da cui si ritiene derivino i proventi sia una di quelle previste dagli articoli 629, 630, 644, 648-bis o 648-ter del codice penale, ovvero quella di contrabbando".
2. All'articolo 3-quater della legge 31 maggio 1965, n. 575, introdotto dall'articolo 24 del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel comma 1, le parole: " ovvero di persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti previsti dagli articoli 416-bis, 629, 630, 648-bis e 648-ter del codice penale," sono. sostituite dalle seguenti: "ovvero di persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti indicati nel comma 2, ";
b) nel comma 2, le parole: "persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti previsti dagli articoli 416-bis, 629, 630, 648-bis e 648-ter del codice penale, " sono sostituite dalle seguenti: "persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti previsti dagli articoli 416-bis, 629, 630, 644, 648-bis e 648-ter dei codice penale, ".
1. Nel giudizio penale di cui all'articolo 1 della presente legge possono costituirsi parte civile anche le associazioni e le fondazioni di cui all'articolo 15.
1. Prima dell'articolo 645 dei codice penale è inserito il seguente:
" ART. 644-ter. - (Prescrizione del reato di usura). - "La prescrizione del reato di usura decorre dal giorno dell'ultima riscossione sia degli interessi che del capitale ".
1. Al decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
36939. nell'articolo 1, comma 4, le parole: "alla data di entrata in vigore del presente decreto" sono sostituite dalle seguenti: "alla data del 1° gennaio 1990";
36940. nell'articolo 3, comma 3, dopo le parole: "dalla data dell'evento lesivo" sono aggiunte le seguenti: "ovvero dalla data in cui l'interessato ha conoscenza che dalle indagini preliminari sono emersi elementi dai quali appare che l'evento lesivo consegue a un fatto delittuoso commesso per taluna delle finalità indicate nell'articolo 1";
36941. nell'articolo 4:
36954. al comma 1, secondo periodo, dopo le parole: "dell'ammontare del danno patrimoniale, dettagliatamente documentato" sono aggiunte le seguenti: ", salvo quanto previsto dal comma 2bis";
36955. dopo il comma 2, é inserito il seguente:
36956.
"2-bis. L'ammontare del danno patrimoniale è determinato comprendendo la perdita subita e il mancato guadagno. Se quest'ultimo non può essere provato nel suo preciso ammontare, è valutato con equo apprezzamento delle circostanze del caso tenendo conto anche della riduzione di valore dell'avviamento commerciale";
36957. al comma 4, secondo periodo, le parole: "comprovante l'impiego delle somme già corrisposte per il ripristino dei beni distrutti o danneggiati" sono sostituite dalle seguenti: "comprovante che le somme già corrisposte non sono state impiegate per fìnalità estranee all'esercizio dell'attività in relazione alla quale si è verificato l'evento lesivo".
2. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo si provvede nei limiti della dotazione finanziaria dei Fondo di solidarietà per le vittime dell'estorsione di cui all'articolo 5 del citato decreto-legge n. 419 dei 1991, e successive modificazioni.
1. Le domande di cui all'articolo 3 del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modifìcazionì, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni, il cui termine di presentazione sia spirato alla data di entrata in vigore della presente 1egge, possono essere presentate, a pena di decadenza, entro novanta giorni dalla stessa data.
2. Per le domande relative a fatti verifìcatisi tra il 1° gennaio 1990 e il 2 novembre 1991, il termine fìssato dal medesimo articolo 3 del citato decreto-legge n. 419 del 1991 decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Anche d'ufficio, il comitato previsto dall'articolo 5 comma 2, del citato decreto-legge n.419 dei 1991 procede al nuovo esame delle domande per le quali è stato proposto o deciso il rigetto perché presentate oltre i termini fissati a pena di decadenza.
4. Su domanda che il soggetto legittimato deve presentare, a pena di decadenza, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il comitato di cui al comma 3 procede all'esame delle domande sulle quali ha già formulato proposta al Presidente del Consiglio dei ministri senza tener conto del lucro cessante nelle valutazioni sull'ammontare del danno patrimoniale.
1. E' istituito presso l'ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento iniziative anti-racket il "Fondo di solidarietà per le vittime dell'usura".
2. Il Fondo provvede alla erogazione di mutui senza interesse di durata non superiore al quinquennio a favore di soggetti che esercitano attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, i quali dichiarino di essere vittime dei delitto di usura e risultino parti offese nel relativo procedimento penale. Il Fondo è surrogato, quanto all'importo dell'interesse e limitatamente a questo, nei diritti della persona offesa verso l'autore del reato.
3. Il mutuo non può essere concesso prima del decreto che dispone il giudizio nel procedimento di cui al comma 2. Tuttavia prima di tale momento, può essere concessa previo parere favorevole del pubblico ministero, un'anticipazione non superiore al 50 per cento dell'importo erogabile a titolo di mutuo quando ricorrono situazioni di urgenza specificamente documentate; l'anticipazione può essere erogata trascorsi sei mesi dalla presentazione della denuncia ovvero dalla iscrizione dell'indagato per il delitto di usura nel registro delle notizie di reato, se il procedimento penale di cui al comma 2 è ancora in corso.
4. L'importo del mutuo è commisurato al danno subito dalla vittima del delitto di usura per effetto degli interessi e degli altri vantaggi usurari corrisposti all'autore del reato. Il Fondo può erogare un importo maggiore quando, per le caratteristiche del prestito usurario, le sue modalità di riscossione o la sua riferibilità a organizzazioni criminali, sono derivati alla vittima del delitto di usura ulteriori rilevanti danni per perdite o mancati guadagni.
5. La domanda di concessione del mutuo deve essere presentata al Fondo entro il termine di sei mesi dalla data in cui la persona offesa ha notizia dell'invio delle indagini per il delitto di usura. Essa deve essere corredata da un piano di investimento e utilizzo delle somme richieste che risponda alla finalità di reinserimento della vittima del delitto di usura nella economia legale. In nessun caso le somme erogate a titolo di mutuo o di anticipazione possono essere utilizzate per pagamenti a titolo di interessi o di rimborso del capitale o a qualsiasi altro titolo in favore dell'autore del reato.
6. La concessione del mutuo è deliberata dal Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative anti-racket sulla base della istruttoria operata dal comitato di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172. Il Commissario straordinario può procedere alla erogazione della provvisionale anche senza il parere di detto comitato. Può altresì valersi di consulenti.
7. I mutui di cui al presente articolo non possono essere concessi a favore di soggetti condannati per il reato di usura o sottoposti a misure di prevenzione personale. Nei confronti di soggetti indagati o imputati per detto reato ovvero proposti per dette misure, la concessione del mutuo è sospesa fìno all'esito dei relativi procedimenti. La concessione dei mutui è subordinata altresì al verificarsi delle condizioni di cui all'articolo 1, comma 2, lettere c) e d), del citato decreto-legge n. 419 del 1991.
8. I soggetti indicati nel comma 2 sono esclusi dalla concessione del mutuo se nel procedimento penale per il delitto di usura in cui sono parti offese, ed in relazione al quale hanno proposto la domanda di mutuo, hanno reso dichiarazioni false o reticenti. Qualora per le dichiarazioni false o reticenti sia in corso procedimento penale, la concessione dei mutuo è sospesa fino all'esito di tale procedimento.
9. Il Fondo procede alla revoca dei provvedimenti di erogazione del mutuo e della provvisionale ed al recupero, delle somme già erogate nei casi seguenti:
1. se il procedimento penale per il delitto di usura in relazione al quale il mutuo o la provvisionale sono stati concessi si conclude con provvedimento di archiviazione ovvero con sentenza di non luogo a procedere, di proscioglimento o di assoluzione;
2. se le somme erogate a titolo di mutuo o di provvisionale non sono utilizzate in conformità al piano di cui al comma 5;
3. se sopravvengono le condizioni ostative alla concessione del mutuo previste nei commi 7 e 8.
10. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai fatti verificatisi a partire dal l° gennaio 1996. Le erogazioni di cui al presente articolo sono concesse nei limiti delle disponibilità dei Fondo.
11. Il Fondo è alimentato:
1. da uno stanziamento a carico dei bilancio dello Stato pari a lire 10 miliardi per l'anno 1996 e a lire 20 miliardi a decorrere dal 1997, al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fìni del bilancio triennale 1996-1998. al capitolo 6856 dello stato di previsone dei Ministero del tesoro per l'anno 1996, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero di grazia e giustizia. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio;
2. dai beni rivenienti dalla confisca ordinata ai sensi dell'articolo 644, sesto comma, del codice penale;
3. da donazioni e lasciti da chiunque effettuati.
12. E' comunque fatto salvo il principio di unità di bilancio di cui all'articolo 5 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
13. Il Governo adotta, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, apposito regolamento di attuazione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
1. E' istituito presso il Ministero dei tesoro il "Fondo per la prevenzione dei fenomeno dell'usura" di entità pari a lire 300 miliardi, da costituire con quote di 100 miliardi di lire per ciascuno degli anni finanziari 1996, 1997 e 1998. Il Fondo dovrà essere utilizzato quanto al 70 per cento per l'erogazione di contributi a favore di appositi fondi speciali costituiti dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi denominati "Confidi", istituiti dalle associazioni di categoria imprenditoriali e dagli ordini professionali, e quanto al 30 per cento a favore delle fondazioni ed associazioni riconosciute per la prevenzione dei fenomeno dell'usura, di cui al comma 4.
2. I contributi di cui al comma 1 possono essere concessi ai Confidi alle seguenti condizioni:
1. che essi costituiscano speciali fondi antiusura, separati dai fondi rischi ordinari, destinati a garantire fino all'80 per cento le banche e gli istituti di credito che concedono finanziamento a medio termine e all'incremento di linee di credito a breve termine a favore delle piccole e medie imprese a elevato rischio finanziario, intendendosi per tali le imprese cui sia stata rifiutata una domanda di finanziamento assistita da una garanzia pari ad almeno il 50 per cento dell'importo del finanziamento stesso pur in presenza della disponibilità del Confidi al rilascio della garanzia;
2. che i contributi di cui al comma 1 siano cumulabili con eventuali contributi concessi dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
3. Il Ministro del tesoro, sentito il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, determina con decreto i requisiti patrimoniali dei fondi speciali antiusura di cui al comma 2 e i requisiti di onorabilità e di professionalità degli esponenti dei fondi medesimi.
4. Le fondazioni e le associazioni riconosciute per la prevenzione del fenomeno dell'usura sono iscritte in apposito elenco tenuto dal Ministro del tesoro. Lo scopo della prevenzione del fenomeno dell'usura, anche attraverso forme di tutela, assistenza ed informazione, deve risultare dall'atto costitutivo e dallo statuto.
5. Il Ministro del tesoro, sentiti il Ministro dell'interno ed il Ministro per gli affari sociali, determina con decreto i requisiti patrimoniali delle fondazioni e delle associazioni per la prevenzione del fenomeno dell'usura ed i requisiti di onorabilità e di professionalità degli esponenti delle medesime fondazioni e associazioni.
6. Le fondazioni e le associazioni per la prevenzione del fenomeno dell'usura prestano garanzie alle banche ed agli intermediari finanziari al fine di favorire l'erogazione di finanziamento a soggetti che, pur essendo meritevoli in base ai criteri fissati nei relativi statuti, incontrano difficoltà di accesso al credito.
7. Fatte salve le riserve di attività previste dalla legge, le fondazioni e le associazioni per la prevenzione dei fenomeno dell'usura esercitano le altre attività previste dallo statuto.
8. Per la gestione del Fondo di cui al comma 1 e l'assegnazione dei contributi, il Governo provvede, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'istituzione di una commissione costituita da rappresentanti dei Ministeri del tesoro e dell'industria, del commercio e dell'artigianato e dei Dipartimento per gli affari sociali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri nonché all'adozione del relativo regolamento di gestione. La partecipazione alla commissione è a titolo gratuito.
9. I contributi di cui al presente articolo sono erogati nei limiti dello stanziamento previsto al comma 1.
10. All'onere derivante dall'attuazione dei comma 1 si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1996-1998, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1996, utilizzando parzialmente l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
1. L'attività di mediazione o di consulenza nella concessione di finanziamenti da parte di banche o di intermediari finanziari è riservata ai soggetti iscritti in apposito albo istituito presso il Ministero dei tesoro, che si avvale dell'Ufficio italiano dei cambi.
2. Con regolamento del Governo adottato ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400, sentiti la Banca d'Italia e l'Ufficio italiano dei cambi, è specifìcato il contenuto dell'attività di mediazione creditizia e sono fissate le modalità per l'iscrizione e la cancellazione dall'albo, nonchè le forme di pubblicità dell'albo medesimo. La cancellazione può essere disposta per il venire meno dei requisiti indicati al comma 3 e per gravi violazioni degli obblighi indicati al comma 4.
3. I requisiti di onorabilità necessari per l'iscrizione nell'albo di cui al comma 1 sono i medesimi previsti dall'articolo 109 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
4. Ai soggetti che svolgono l'attività di mediazione creditizia si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del Titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e dei decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197, e successive modificazioni.
5. L'esercizio dell'attività di mediazione creditizia è compatibile con lo svolgimento di altre attività professionali.
6. La pubblicità a mezzo stampa dell'attività di cui al comma 1 è subordinata all'indicazione, nella pubblicità medesima. degli estremi della iscrizione nell'albo di cui allo stesso comma 1.
7. Chiunque svolge l'attività di mediazione creditizia senza essere iscritto nell'albo indicato al comma 1 è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da quattro a venti milioni di lire.
8. Le disposizioni dei commi precedenti non si applicano alle banche, agli intermediari finanziari, ai promotori fìnanziari iscritti all'albo previsto dall'articolo 5 comma 5, della legge 2 gennaio 1991, n. 1, e alle imprese assicurative.
9. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chi, nell'esercizio di attività bancaria, di intermediazione finanziaria o di mediazione creditizia, indirizza una persona, per operazioni bancarie o finanziarie, a un soggetto non abilitato all'esercizio dell'attività bancaria o finanziaria, è punito con l'arresto fino a due anni ovvero con l'ammenda da quattro a venti milioni di lire.
1. Il debitore protestato che abbia adempiuto all'obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non abbia subito ulteriore protesto ha diritto ad ottenere, trascorso un anno dal levato protesto, la riabilitazione.
2. La riabilitazione è accordata con decreto del presidente del tribunale su istanza dell'interessato corredata dai documenti giustificativi.
3. Avverso il diniego di riabilitazione il debitore può proporre reclamo, entro dieci giorni dalla comunicazione, alla corte di appello che decide in camera di consiglio.
4. Il decreto di riabilitazione è pubblicato nel Bollettino dei protesti cambiari ed è reclamabile ai sensi del comma 3 da chiunque vi abbia interesse entro dieci giorni dalla pubblicazione.
5. Nelle stesse forme di cui al comma 4 è pubblicato il provvedimento della corte di appello che accoglie il reclamo.
6. Per effetto della riabilitazione il protesto si considera, a tutti gli effetti, come mai avvenuto.
1. Su istanza dei debitore che sia parte offesa del delitto di usura il presidente del tribunale può, con decreto non impugnabile, disporre la sospensione della pubblicazione, ovvero la cancellazione del protesto elevato a seguito di presentazione per il pagamento di un titolo di credito da parte dell'imputato del predetto delitto, direttamente o per interposta persona, quando l'imputato sia stato rinviato a giudizio. Il decreto di sospensione o cancellazione perde effetto nel caso di assoluzione dell'imputato del delitto di usura con sentenza definitiva.
Data a Roma, addì 7 marzo 1996
DECRETO 23 settembre 1996
Prima classificazione delle operazioni creditizie, per categorie omogenee, ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dagli intermediari finanziari.
Vista la legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura e, in particolare, l'art. 2, comma 2, in base al quale il Ministro del tesoro, sentiti la Banca d'Italia e l'Ufficio italiano dei cambi, effettua annualmente la "classificazione delle operazioni per categorie omogenee, tenuto conto della natura, dell'oggetto, dell'importo, della durata, dei rischi e delle garanzie";
Visto l'art. 3, comma 1, della citata legge che stabilisce che "la prima classificazione di cui al comma 2 dell'art. 2 verra' pubblicata entro il termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge";
Avuto presente che il medesimo art. 3, comma 1, prevede la pubblicazione della prima rilevazione trimestrale del tasso effettivo globale medio degli interessi praticati nel corso del trimestre precedente dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385;
Sentiti la Banca d'Italia e l'Ufficio italiano dei cambi;
1. Ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dagli intermediari sono individuate, tenuto conto della natura e dell'oggetto, le seguenti categorie omogenee di operazioni: apertura di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, crediti personali e finalizzati, operazioni di factoring, operazioni di leasing, mutui, altri finanziamenti a breve e a medio/lungo termine.
1. La Banca d'Italia e l'Ufficio italiano dei cambi, nell'ambito delle rispettive competenze, procedono alla rilevazione dei dati avendo riguardo, ove necessario, per le categorie di cui all'art. 1, anche all'importo e alla durata del finanziamento, nonche' alle garanzie e ai beneficiari in ragione del rischio.
2. Il periodo di riferimento per la prima rilevazione dei dati e' quello compreso tra il 1 ottobre 1996 e il 31 dicembre 1996.
Il presente decreto viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 23 settembre 1996
Il Ministro: CIAMPI
DECRETO 22 settembre 1998.
Classificazione delle operazioni creditizie per categorie omogenee ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari.
Visti i propri decreti del 23 settembre 1996 e del 24 settembre 1997 recanti la classificazione delle operazioni creditizie per categorie omogenee, ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dagli intermediari finanziari;
Avute presenti le "istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull'usura" emanate dalla Banca d'Italia nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale previsto dall'art. 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e dall'Ufficio italiano dei cambi nei confronti degli intermediari finanziari iscritti nell'elenco generale di cui all'art. 106 del medesimo decreto legislativo;
1. Ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari sono individuate, tenuto conto della natura e dell'oggetto, le seguenti categorie omogenee di operazioni: aperture di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, crediti personali, crediti finalizzati all'acquisto rateale, operazioni di factoring, operazioni di leasing, mutui, prestiti contro cessione del quinto dello stipendio, altri finanziamenti a breve e medio/lungo termine.
Roma, 22 settembre 1998
DECRETO 21 settembre 1999.
IL DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO DEL TESORO
Vista la legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura e, in particolare, l'art. 2, comma 2, in base al quale il Ministero del tesoro, sentiti la Banca d'Italia e l'Ufficio italiano dei cambi, effettua annualmente la "classificazione delle operazioni per categorie omogenee, tenuto conto della natura, dell'oggetto, dell'importo, della durata, dei rischi e delle garanzie";
Visti i decreti del 23 settembre 1996, del 24 settembre 1997 e del 22 settembre 1998 recanti la classificazione delle operazioni creditizie per categorie omogenee, ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dagli intermediari finanziari;
Vista la direttiva del Ministro in data 12 maggio 1999 concernente l'attuazione del decreto legislativo n. 29/1993 e successive modificazioni e integrazioni, in ordine alla delimitazione dell'ambito di responsabilità del vertice politico e di quello amministrativo;
Atteso che, per effetto di tale direttiva, il provvedimento di classificazione delle operazioni creditizie per categorie omogenee, ai sensi dell'art. 2, comma 2, della legge n. 108/1996 rientra nell'ambito di responsabilità del vertice amministrativo;
Roma, 21 settembre 1999
Il dirigente generale: LAURIA
DECRETO 20 settembre 2000.
IL DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO DEL TESORO - DIREZIONE V
Visti i decreti del 23 settembre 1996, del 24 settembre 1997, del 22 settembre 1998 e del 21 settembre 1999 recanti la classificazione delle operazioni creditizie per categorie omogenee, ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dagli intermediari finanziari;
Roma, 20 settembre 2000
Tipo di Lavori / Occupazione*: Seleziona Ente Pubblico Ente Ministeriale Azienda Municipalizzata S.p.a. S.r.l. S.a.s. / S.n.c. Ditta individuale Cooperativa Lavoratore Autonomo Pensionato
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ALIPRESTITO SPA
Massimiliano Attanasio
Utilizzo dei dati a fini promozionali attraverso l’invio di comunicazioni commerciali o realizzazione di studi di mercato.
Comunicare i dati a società, organizzazioni e/o enti interessati a rivolgere azioni pubblicitarie.
Dare esecuzione alla richiesta dell’interessato o eseguire obbblighi contrattuali precontrattuali o di legge. Questa base giuridica legittima il trattamento dei dati per dare riscontro a richieste dell’interessato, per eseguire obbligihi contrattuali o precontrattuali o di legge.
Consenso dell’interessato. Questa base giuridica legittima il trattamento dei dati per l’invio di comunicazioni commerciali / studi di mercato da parte del Titolare
Consenso dell’interessato. Questa base giuridica legittima la comunicazione dei dati a fini di azioni pubblicitarie a società, organizzazioni e/o enti interessati a realizzare tali azioni/studi di mercato anche fuori dal territorio UE
Società, organizzazioni e/o enti che ricevono i dati per effetto del consenso espresso dall’interessato
L’interessato avrà diritto, in relazione ai propri dati, a:
Accedere, Cancellare o rettificare, Limitare il proprio trattamento, Richiedere la portabilità, Opporsi al trattamento. In ogni caso l’interessato può presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali
Sede : VIA DI SOTTORIPA 1A/69
C.F. e P.I. 01553160993
Telefono: 0108595300
Dati di contatto: servizioclienti@aliprestito.it da utilizzare anche per il contatto con il responsabile della protezione dei dati
FINALITÀ 1: dare riscontro alle richieste degli interessati, dare esecuzione ad obblighi contrattuali e precontrattuali ed obblighi di legge.
FINALITÀ 2: Utilizzo dei dati a fini promozionali attraverso l’invio di comunicazioni commerciali di terzi o realizzazione di studi di mercato. A tal fine potrebbe essere necessario utilizzare i dati degli interessati per operazioni di normalizzazione, deduplica, filtraggio e verifica. Le comunicazioni verranno inviate dal TITOLARE.
FINALITÀ 3: Comunicazione dei dati degli interessati a società, organizzazioni e/o enti interessati nell’indirizzare comunicazioni commerciali dei settori di attività sopra indicati, o ai fini di realizzazioni di studi di mercato. Ciò implicherà la possibilità di utilizzare i suoi dati personali per operazioni di normalizzazione, deduplica, filtro e verificazione. Le comunicazioni commerciali verranno inviate da parte di soggetti terzi.
posta elettronica, posta, chiamate telefoniche a linee fisse o cellulari, invio di messaggi SMS e/o MMS, serivizi di piattaforma di messaggistica, chat qualsiasi altro tipo di comunicazione analoga.
Con riferimento ai dati raccolti dal titolare per richieste dell’interessato, esecuzione di obblighi contrattuali, precontrattuali o di legge: Il Titolare conserverà la banca dati per il tempo necessario alla gestione delle attività connesse al trattamento dei dati.
Con riferimento alle attività pubblicitarie: i dati degli interessati verranno conservati per il tempo necessario per la esecuzione dell’attività evitando in ogni caso la conservazione a tempo indeterminato e favorendo l’esercizio dei propri diritti da parte dell’interessato. Il tempo di conservazione viene fissato in due anni, salvo che l’interessato effettui azioni che confermino la sua volontà di consentire l’utilizzo dei suoi dati.
Con riferimento sia ai dati raccolti dal titolare per richieste dell’interessato, esecuzione di obblighi contrattuali, precontrattuali o di legge sia alle attività pubblicitarie: nel caso in cui vengano inviate all'interessato promozioni mirate (tenuto conto della motivazione e finalità per la quale è stato prestato il consenso iniziale), vi sarà una proroga di ulteriore due anni, sempre che l'interessato non esprima la volontà di cancellazione, anomizzazione o modifica dei suoi dati personali.
Al fine della gestione delle richieste dell’interessato e la partecipazione dell’interessato ad attività svolte dal Titolare - Necessità di dare esecuzione a richieste dell’interessato.
Al fine della realizzazione di comunicazioni commerciali di società terze/studi di mercato da parte del Titolare anche fuori da territorio UE– Consenso dell’interessato
4. DESTINATARI A CUI POTRANNO ESSERE COMUNICATI I DATI PERSONALI
I dati raccolti potranno essere comunicati a società terze, organizzazioni e/o enti interessati nell’indirizzare comunicazioni commerciali agli interessati. Tali soggetti saranno:
Società pubblicitarie appartenenti ai settori di attività indicati di seguito al presente punto 4;
Partner. I settori di attività per cui gli interessati potrebbero ricevere informazioni sono i seguenti:
• Comunicazioni: prodotti e servizi di comunicazioni e tecnologia, etc.;
• Finanza e settore bancario: entità finanziarie, assicurazioni, investimento, previdenza sociale, etc.;
• Tempo Libero: pay tv, editoriali, sport, collezionismo, fotografia, passatempo, giochi, trasporti, navigazione, turismo (hotel, tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree, etc.), aerospazio, giardinaggio, hobbies, lotteria, concorsi, comunicazione e entertainment, arte, musica, etc.;
• Distribuzione e commercio: elettronica, informatica, immagine e suono, moda, accessori, abbigliamento, tessile, bazar, cosmesi e igienico sanitario, chimica, farmaceutica e bio-tecnologia, agro-alimentare, supermercati, bevande, materiale di ufficio, arredamento, etc.;
• Automotive: prodotti e servizi relazionati con auto, veicoli industriali, cicli e motocicli, camion, meccanica e metallurgia, etc.;
• Energia e acqua: prodotti relazionati con elettricità, idrocarburi, gas, acqua e utilità, etc.;
• ONG e associazioni: prodotti e servizi relazionati con organizzazioni no profit, fondazioni, etc.;
• Educazione, formazione, istruzione, università, etc.;
• Comunicazione e servizi: agenzie di pubblicità, di marketing, di eventi, di consulenza, advertising, PR, concessionarie di pubblicità, centri media, telecomunicazioni, ricerche di mercato, agenzie di mobile marketing etc.;
• Ecologia e ambiente;
• Edilizia, ingegneria civile e prodotti/servizi immobiliari: costruzioni, decorazioni, casa, design, agenzie immobiliarie, etc.;
• Fiere e manifestazioni, etc.;
• Informatica, internet, siti di e-commerce, etc.;
• Casinò con licenza amministrativa italiana (aams);
• Comunicazioni politiche.
Le società destinatarie dei dati personali potrebbero essere ubicate al di fuori dello Spazio Economico Europeo che li riceveranno solo in presenza di adeguate garanzie per la tutela degli interessati secondo quanto previsto dalla vigente normativa.
Accedere ai suoi dati. Chiedere la rettificazione Chiedere la cancellazione Opporsi al trattamento. Chiedere la limitazione del trattamento. Chiedere la portabilità dei dati.
Potrà esercitare i propri diritti direttamente e gratuitamente contattando il seguente indirizzo email servizioclienti@aliprestito.it e indicando nell’oggetto “ESERCIZIO DEL DIRITTO IN MATERIA DI DATI PERSONALI” specificando quale diritto richieda o per comunicazione scritta all’indirizzo del Titolare.
La sua richiesta dovrà indicare data, nome, cognome, richiesta, indirizzo a fini di notifica. Per evitare qualsiasi fraintendimento sull’identità della persona fisica che richiede l’esercizio dei propri diritti il Titolare si riserva di chiedere copia del documento di identità per confermare l’identità del richiedente nei casi in cui ciò sia necessario.
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