Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2014/09/29/indennita-maternita-e-trasformazione-full-time-rapporto-part-time/
Timestamp: 2020-05-29 13:08:09+00:00
Document Index: 159275928

Matched Legal Cases: ['art.60', 'art.60', 'art. 23', 'art.60', 'art.60', 'art.60', 'art. 23']

INDENNITA’ MATERNITA’ E TRASFORMAZIONE FULL TIME RAPPORTO PART TIME | Francesco Colaci's BLOG
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INDENNITA’ MATERNITA’ E TRASFORMAZIONE FULL TIME RAPPORTO PART TIME
La questione di cui al titolo trova disciplina legislativa nell’art.60 ,secondo comma del dec.levo n.151/01 ed amministrativa nel Messaggio Inps n.11635/06.
L’art.60 ,al secondo comma dispone c testualmente “ove la lavoratrice o il lavoratore a tempo parziale e il datore di lavoro abbiano concordato la trasformazione del rapporto di lavoro in rapporto a tempo pieno, per un periodo in parte coincidente con quello del congedo di maternità, è assunta a riferimento la base di calcolo più favorevole della retribuzione, agli effetti di quanto previsto dall’art. 23, comma 4”,che a sua volta recita:
“4. Per retribuzione media globale giornaliera si intende l’importo che si ottiene dividendoper trenta l’importo totale della retribuzione del mese precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo. Qualora le lavoratrici non abbiano svolto l’intero periodo lavorativo mensile per sospensione del rapporto di lavoro con diritto alla conservazione del posto per interruzione del rapporto stesso o per recente assunzione si applica quanto previsto al comma 5, lettera c).
A sua volta il richiamato messaggio Inps prevede quanto segue:
“La suddetta norma (art.60 ,comma 4 d,lvo 151/01)va interpretata nel senso di considerare quale base di calcolo per l’indennità in questione, relativamente al periodo di astensione obbligatoria coincidente con la prevista attività lavorativa a tempo pieno, anziché la retribuzione del periodo di paga precedente l’inizio del congedo della lavoratrice, la retribuzione dovuta per 1’attività lavorativa a tempo pieno che la stessa avrebbe svolto se non avesse dovuto astenersi in ragione del proprio stato.
La suddetta interpretazione è coerente con l’evoluzione legislativa e giurisprudenziale, sempre più tendente ad assicurare l’effettiva tutela dei genitori lavoratori, secondo la quale occorre rimuovere quegli ostacoli di ordine economico che rendono in concreto più difficile lo svolgimento del ruolo insostituibile di madre o di padre; di qui la necessità di evitare che. dalla disciplina del rapporto di lavoro derivi una sostanziale menomazione economica a motivo della maternità o paternità.”
In merito a quanto sopra riportato ,al fine di evitare pericolosi fraintendimenti circa l’effettiva portata e il ricorso lecito e legittimo alla trasformazione da part time in full time dei rapporti di lavoro con lavoratrici in maternita’,si ritiene utile ed opportuno formulare delle precisazioni ,suggerite peraltro proprio dai test della disposizione legislativa e del Messaggio Inps sopra riportati .
Anzitutto , sarebbe importante focalizzare l’attenzione sulla ragione che di norma determina le parti di rapporti a tempo parziale ad orientarsi verso la trasformazione degli stessi a tempo pieno,da individuare nell ‘interesse economico da cui le parti stesse sono animate e guidate.
Infatti ,il datore di lavoro di norma decide di passare dal tempo parziale a quello pieno a fronte di effettive esigenze organizzative e produttive ,il cui soddifacimento sugerisce ed impone l’apporto di nuove prestazioni lavorative ,che invece di essere fornite da soggetto/i nuovo/i assunto/i ,si preferisce ottenere da lavoratore/i gia in forza ,al/ai quale/ si offre l’aumento dell’orario di lavoro ,sino al limite di quello normale previstto dal ccnl applicato.
Analogo interesse e’ presente nel dipendente ,che , salvo impendimenti oggettivi o soggettivi (distanza tra sede familiare e di lavoro,difficolta’ ed impedimenti di ordine fisico ,impegni di natura familiare , esigenza di tempo libero da dedicare allo studio ovvero ad attivita’ di bìvolontariato , o per altre cause),risulta consapevole che la crescita del tempo di lavoro comporta migliori condizioni economiche e disponibilita’ di mezzi finanziari piu’ consoni per soddisfare i bisogni personali e familiari, con risvolti positivi anche per il profilo previdenziale .
La convergenza tra i suddetti interessi presenti nelle parti del rapporto di lavoro indirizza e porta all’accordo le medesime .
Si e’ voluto rimarcare quanto or ora affermato circa l’interesse che qualifica e giustifica il passaggio dal part time al full time ,risultando cio’ particolarmente decisivo a superare convinzioni non confacenti su quando è praticabile e quando il passaggio dal primo al secondo ,laddove la lavoratrice ,titolare del rapporto a tempo parziale , si trovi ad essere soggetta alle norme di tutela della maternita ‘ ,che risulta essere la specifica situazione disciplinata dall’art.60 del d.lvo 151/01 del Messagio Inps prima richiamato.
Orbene ,viene da dubitare che,quanto previsto dalle fonti normative suddette , possa trovare lecita e legittima applicazione nei casi di trasformazione di rapporti lavorativi da part time a tempo pieno concordata ed attuata allorché sia gia’ in corso l’assenza della dipendente dal lavoro per l’astensione obbligatoria . .
Infatti ,in tali casi sarebbe agevole presumere , non essendo possibile ,secondo le accresciute esigenze aziendali ,conseguire ulteriori prestazioni lavorative dalla dipendente assente per astensione obbligatoria collegata allo stato di maternita’,che l’accordo simula la volontà di far conseguire alla dipendente un trattamento previdenziale piu’ favorevole
Infatti nelle due fonti che trattano la questione si trova la seguente frase:”..periodo in parte coincidente con quello del congedo di maternità ,” da leggere nel senso che riguarda situazioni in cui il datore di lavoro , in costanza di normale prestazione lavorativa di dipendente in part time, decide,a fronte di esigenze aziendali che necessita soddisfare con una ulteriore quantità di apporto lavorativo ,di aumentare il numero delle ore del part time ovvero di trasformarlo in full time.
In tal casi, soltanto se , dopo un significativo periodo temporale,in cui si e’ registrata l’ordinaria prestazione lavorativa della dipendente interessata con relativa presenza in azienda ,si perverra’ nei confronti della stessa l ‘bligo di astenersi dal lavoro per il congedo di maternita’ ,si potra’ ritenere rispettata la condizione stabilita dall’art.60 dell decreto legvo n.151/01 e dal Messaggio Inps secondo cui el “periodo in parte coincidente con quello del congedo di maternità”,viene assunta a riferimento la base di calcolo più favorevole della retribuzione, agli effetti di quanto previsto dall’art. 23, comma 4”. del richiamato dec.legvo
This entry was posted on 29/09/2014 at 20:46 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.