Source: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:L:2006:171:FULL&from=BG
Timestamp: 2020-01-20 07:13:27+00:00
Document Index: 76087599

Matched Legal Cases: ['art. 2', '§8', 'art. 10', '§2', 'art. 12', 'art. 9', '§5', '§1', '§3', '§1', '§2', 'art. 9', '§5', 'art. 6', '§ 3', 'art. 5', '§ 2', '§ 2', 'art. 6', '§ 3', 'art. 6', '§ 3', 'art. 6', '§ 3', '§3']

Gazzetta ufficiale L 171/2006
Regolamento (CE) n. 883/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006, recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, per quanto riguarda la tenuta dei conti degli organismi pagatori, le dichiarazioni delle spese e delle entrate e le condizioni di rimborso delle spese nell’ambito del FEAGA e del FEASR
Regolamento (CE) n. 884/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006, recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio in ordine al finanziamento da parte del Fondo europeo di garanzia agricola (FEAGA) degli interventi sotto forma di ammasso pubblico e alla contabilizzazione delle operazioni di ammasso pubblico da parte degli organismi pagatori degli Stati membri
Regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio per quanto riguarda il riconoscimento degli organismi pagatori e di altri organismi e la liquidazione dei conti del FEAGA e del FEASR
REGOLAMENTO (CE) N. 883/2006 DELLA COMMISSIONE
del 21 giugno 2006
recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, per quanto riguarda la tenuta dei conti degli organismi pagatori, le dichiarazioni delle spese e delle entrate e le condizioni di rimborso delle spese nell’ambito del FEAGA e del FEASR
visto il regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune (1), in particolare l’articolo 42,
Il regolamento (CE) n. 1290/2005 ha istituito un Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) ed un Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) operanti nell’ambito della gestione concorrente delle spese e delle entrate con destinazione specifica del bilancio comunitario. Esso stabilisce le condizioni e le norme generali applicabili alla tenuta dei conti ed alle dichiarazioni delle spese e delle entrate da parte degli organismi pagatori, nonché al rimborso di tali spese da parte della Commissione. Le suddette norme e condizioni devono essere precisate distinguendo le modalità d’applicazione comuni ai due Fondi da quelle specifiche dell’uno o dell’altro di essi.
Ai fini di una gestione corretta degli stanziamenti aperti per i due Fondi nel bilancio delle Comunità europee, è indispensabile che ciascun organismo pagatore tenga una contabilità riservata esclusivamente alle spese a carico del FEAGA da un lato e del FEASR dall’altro. A tale scopo, la contabilità tenuta dagli organismi pagatori deve indicare distintamente, per ciascuno dei due Fondi, le spese sostenute e le entrate riscosse rispettivamente a norma dell’articolo 3, paragrafo 1 e degli articoli 4 e 34 del regolamento (CE) n. 1290/2005 e permettere di mettere tali spese ed entrate in relazione con i mezzi finanziari messi a disposizione dal bilancio comunitario.
La politica agricola comune è finanziata in euro, anche se gli Stati membri che non appartengono alla zona euro sono autorizzati ad effettuare i pagamenti ai beneficiari nella loro moneta nazionale. Al fine di permettere il consolidamento delle spese e delle entrate, è quindi necessario prevedere che gli organismi pagatori interessati siano in grado di fornire i dati relativi alle spese ed alle entrate sia in euro che nella moneta nella quale le stesse sono state sostenute o riscosse.
Per garantire una buona gestione dei flussi finanziari, in particolare in considerazione del fatto che gli Stati membri mobilitano i mezzi finanziari per coprire le spese di cui all’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1290/2005 o beneficiano di un anticipo per quelle di cui all’articolo 4 del medesimo regolamento prima che la Commissione finanzi dette spese sotto forma di rimborsi delle spese effettuate, è opportuno che gli Stati membri raccolgano le informazioni necessarie per detti rimborsi e le tengano a disposizione della Commissione o le trasmettano periodicamente a quest’ultima man mano che si procede all’esecuzione delle spese e delle entrate di cui trattasi. A tal fine occorre tenere conto delle modalità di gestione specifiche del FEAGA e del FEASR e organizzare la messa a disposizione e la trasmissione di informazioni da parte degli Stati membri alla Commissione secondo una periodicità adeguata alle modalità di gestione di ciascuno dei Fondi, fatto salvo l’obbligo per gli Stati membri di tenere a disposizione della Commissione tali informazioni in modo da permettere un controllo adeguato dell’andamento delle spese.
Gli obblighi generali relativi alla tenuta dei conti degli organismi pagatori fanno riferimento a dati dettagliati, necessari per la gestione dei fondi comunitari e per il relativo controllo, mentre per i rimborsi delle spese non è richiesto questo livello di dettaglio. Occorre quindi precisare quali sono le informazioni e i dati relativi alle spese a carico del FEAGA o del FEASR che devono essere trasmessi periodicamente alla Commissione.
Le informazioni comunicate dagli Stati membri alla Commissione devono permettere a quest’ultima di utilizzare direttamente e nel modo più efficace possibile le informazioni che le sono trasmesse per la gestione dei conti del FEAGA e del FEASR, nonché per i relativi pagamenti. Per raggiungere questo obiettivo, occorre prevedere che la messa a disposizione e la trasmissione di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione avvengano per via elettronica o in forma digitalizzata. Potendo tuttavia risultare necessaria la trasmissione con altri mezzi, occorre prevedere in quali casi l’obbligo suddetto è giustificato.
L’articolo 8, paragrafo 1, lettera c), punto i), del regolamento (CE) n. 1290/2005 prevede che per le azioni relative ad operazioni finanziate dal FEAGA e dal FEASR debbano essere trasmesse alla Commissione le dichiarazioni di spesa, che valgono anche come domanda di pagamento, corredate delle informazioni richieste. Per permettere agli Stati membri ed agli organismi pagatori di predisporre dette dichiarazioni di spesa secondo norme armonizzate e consentire alla Commissione di esaminare le domande di pagamento, occorre determinare le modalità secondo cui dette spese possono essere imputate ai bilanci rispettivi del FEAGA e del FEASR e le norme applicabili alla contabilizzazione delle spese e delle entrate, in particolare delle entrate con destinazione specifica e delle eventuali rettifiche da effettuare, nonché alla loro dichiarazione materiale.
L’articolo 4 del regolamento (CE) n. 1883/78 del Consiglio, del 2 agosto 1978 (2), relativo alle norme generali per il finanziamento degli interventi da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, sezione «garanzia», ha previsto che l’importo da erogare a titolo di una misura d’intervento è calcolato sulla base di conti annuali elaborati dagli organismi pagatori. Tale regolamento ha anche determinato le norme e le modalità relative ai conti suddetti. Dal momento che il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) è stato soppresso dal regolamento (CE) n. 1290/2005 e sostituito con il FEAGA, occorre precisare le modalità secondo le quali il finanziamento delle suddette misure da parte del FEAGA si inserisce nel sistema delle dichiarazioni mensili di spesa e di pagamento.
A norma dell’articolo 15, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1290/2005 le spese del mese di ottobre sono imputate al mese di ottobre se effettuate dal 1° al 15 ottobre e al mese di novembre se effettuate dal 16 al 31 ottobre. Tuttavia, per le spese relative all’ammasso pubblico, le spese contabilizzate nel mese di ottobre sono integralmente imputate all’esercizio finanziario dell’anno N + 1. Occorre, quindi, prevedere che le spese finanziate dal FEAGA, risultanti da operazioni di ammasso pubblico realizzate in settembre, siano contabilizzate al più tardi il 15 ottobre.
I tassi di cambio applicabili devono essere fissati tenendo conto dell’esistenza o no di un fatto generatore come definito nella legislazione agricola. Per evitare l’applicazione, da parte degli Stati membri non appartenenti alla zona euro, di tassi di cambio diversi per la contabilizzazione in una moneta diversa dall’euro delle entrate riscosse o degli aiuti versati ai beneficiari e per la redazione della dichiarazione di spesa da parte dell’organismo pagatore, occorre prevedere che gli Stati membri interessati applichino per le loro dichiarazioni di spesa, relative al FEAGA, lo stesso tasso di cambio utilizzato per le entrate o i pagamenti ai beneficiari. Inoltre, per semplificare le formalità amministrative relative ai recuperi riguardanti più operazioni, occorre prevedere per la contabilizzazione di detti recuperi un tasso di cambio unico. Tale misura deve essere tuttavia limitata alle operazioni effettuate prima della data di applicazione del presente regolamento.
La Commissione effettua a favore degli Stati membri pagamenti mensili o periodici sulla base delle dichiarazioni di spesa trasmesse da questi ultimi. Essa deve tuttavia tenere conto delle entrate riscosse dagli organismi pagatori, per conto del bilancio comunitario. Occorre quindi stabilire le modalità secondo cui devono essere effettuate talune compensazioni tra spese ed entrate nell’ambito del FEAGA e del FEASR.
La Commissione, dopo avere deciso i pagamenti mensili, mette a disposizione degli Stati membri i mezzi finanziari necessari alla copertura delle spese a carico del FEAGA e del FEASR, secondo modalità pratiche e condizioni che occorre determinare sulla base delle informazioni comunicate alla Commissione dagli Stati membri e dei sistemi informatici istituiti dalla Commissione.
Nei casi in cui all’apertura dell’esercizio il bilancio comunitario non sia ancora stato adottato, l’articolo 13, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (3) prevede che le operazioni di pagamento possano essere effettuate mensilmente, per capitolo, entro i limiti di un dodicesimo degli stanziamenti autorizzati per tale capitolo per l’esercizio precedente. In tale caso, ai fini di un’equa ripartizione degli stanziamenti disponibili tra gli Stati membri, è opportuno disporre che i pagamenti mensili nell’ambito del FEAGA ed i pagamenti periodici nell’ambito del FEASR siano effettuati limitatamente ad una percentuale, fissata per capitolo, delle dichiarazioni di spesa trasmesse da ciascuno Stato membro e che l’importo non saldato nel corso di un dato mese sia riassegnato nell’ambito delle decisioni della Commissione relative ai pagamenti mensili o periodici successivi.
Quando, sulla base delle dichiarazioni di spesa ricevute dagli Stati membri nell’ambito del FEAGA, l’importo globale degli impegni anticipati che potrebbero essere autorizzati, ai sensi dell’articolo 150, paragrafo 3, del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, supera la metà del totale dei corrispondenti stanziamenti dell’esercizio in corso, la Commissione è tenuta a ridurre gli importi suddetti. Per ragioni di sana gestione, è opportuno ripartire tale riduzione in maniera proporzionale tra tutti gli Stati membri, sulla base delle dichiarazioni di spesa da essi trasmesse. In tale caso, ai fini di un’equa ripartizione degli stanziamenti disponibili tra gli Stati membri, è opportuno disporre che i pagamenti mensili nell’ambito del FEAGA siano versati limitatamente ad una percentuale, fissata per capitolo, delle dichiarazioni di spesa trasmesse da ciascuno Stato membro e che l’importo non saldato nel corso di un dato mese sia riassegnato nell’ambito delle decisioni della Commissione relative ai pagamenti mensili successivi.
La normativa agricola comunitaria prevede nell’ambito del FEAGA alcuni termini per l’erogazione degli aiuti ai beneficiari, che devono essere rispettati dagli Stati membri. Ogni pagamento effettuato dopo questi termini regolamentari, il cui ritardo non sia giustificato, deve essere considerato una spesa irregolare e come tale non dovrebbe essere oggetto di rimborsi da parte della Commissione. Tuttavia, per modulare l’impatto finanziario in modo proporzionale al ritardo constatato al momento del pagamento, è opportuno che la Commissione proceda ad una riduzione graduata dei pagamenti in funzione dell’entità del superamento dei termini. Occorre inoltre prevedere un margine forfettario, che consenta in particolare di non applicare le riduzioni quando i ritardi di pagamento derivano da procedimenti contenziosi.
Nell’ambito della riforma della politica agricola comune e dell’attuazione del regime di pagamento unico, il rispetto dei termini di pagamento da parte degli Stati membri è essenziale ai fini della corretta applicazione delle regole della disciplina finanziaria. È quindi opportuno prevedere regole specifiche che permettano di evitare, per quanto possibile, rischi di superamento degli stanziamenti annui disponibili nel bilancio comunitario.
A norma degli articoli 17 e 27 del regolamento (CE) n. 1290/2005, la Commissione, può ridurre o sospendere i pagamenti agli Stati membri, qualora questi ultimi non rispettino i termini fissati per i pagamenti e non trasmettano i dati relativi alle spese o le informazioni previste dal medesimo regolamento per verificarne la coerenza. Con riguardo al FEASR, ciò vale anche nel caso in cui gli Stati membri non trasmettano le informazioni richieste in applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) (4) e delle relative modalità d’applicazione, compresa la relazione di valutazione intermedia dei programmi. In tale contesto occorre fissare le modalità di esecuzione delle riduzioni e sospensioni, con riferimento rispettivamente alle spese del FEAGA e del FEASR.
A norma dell’articolo 180 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, le spese negative agricole sono sostituite a decorrere dal 1o gennaio 2007 da entrate con destinazione specifica, imputate secondo la loro provenienza o agli stanziamenti del FEAGA o agli stanziamenti del FEASR. A norma dell’articolo 32, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1290/2005, gli importi recuperati dagli organismi pagatori in seguito a irregolarità o negligenze devono essere da questi ultimi imputati alle entrate con destinazione specifica. Taluni importi fissati in seguito ad irregolarità o a riduzioni apportate in caso di non conformità alle condizioni applicabili in materia di rispetto dell’ambiente sono di natura simile alle entrate risultanti da irregolarità o negligenze di cui all’articolo 32 del regolamento (CE) n. 1290/2005 e devono essere pertanto trattati in modo analogo. Occorre quindi che gli importi corrispondenti siano contabilizzati secondo le stesse modalità previste per le entrate con destinazione specifica provenienti direttamente dalle irregolarità di cui al suddetto articolo 32.
Le spese cofinanziate dal bilancio comunitario e dai bilanci nazionali per il sostegno dello sviluppo rurale nell’ambito del FEASR si basano su programmi stabiliti per misura. Le spese suddette devono quindi essere controllate e contabilizzate su questa base in modo che sia possibile identificare tutte le operazioni per programma e per misura e verificare altresì che i mezzi finanziari messi a disposizione siano commisurati alle spese sostenute. In tale contesto occorre precisare gli elementi che gli organismi pagatori devono considerare e prevedere in particolare che nella contabilità relativa ai finanziamenti effettuati sia chiaramente indicata l’origine dei fondi pubblici e comunitari e che gli importi da recuperare presso i beneficiari così come gli importi recuperati siano precisati ed identificati con riferimento alle operazioni da cui provengono.
Quando nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale finanziati dal FEASR un’operazione di pagamento o di recupero è effettuata in una moneta nazionale diversa dall’euro, occorre convertire in euro gli importi corrispondenti e prevedere quindi l’applicazione di un tasso di cambio unico per tutte le operazioni contabilizzate nel corso di un dato mese, da utilizzare per le dichiarazioni di spesa.
Per la sua gestione finanziaria e di bilancio la Commissione deve disporre della previsione degli importi che devono essere ancora finanziati dal FEASR nel corso di un dato anno civile nonché delle stime delle domande di finanziamento per l’anno civile successivo. Per permettere alla Commissione di adempiere ai suoi obblighi, occorre trasmetterle nei termini opportuni le informazioni corrispondenti ed in ogni caso due volte all’anno, entro il 31 gennaio ed entro il 31 luglio.
Per poter convalidare il piano di finanziamento di ogni programma di sviluppo rurale, prevederne gli eventuali adattamenti ed effettuare i controlli necessari, la Commissione deve ricevere alcune informazioni. A tale riguardo, è necessario che le autorità di gestione dei programmi introducano nel sistema informatico comune del FEASR le informazioni necessarie, per permettere alla Commissione di determinare, in particolare, l’importo massimo del contributo del FEASR, la sua ripartizione annuale, la ripartizione per asse e per misura ed i tassi di cofinanziamento applicabili per ciascun asse. Occorre anche stabilire le modalità secondo cui sono effettuate le registrazioni degli importi cumulativi nel sistema informatico comune.
A norma dell’articolo 26, paragrafo 6, del regolamento n. 1290/2005, la periodicità secondo cui sono elaborate le dichiarazioni di spesa relative alle operazioni effettuate nell’ambito del FEASR deve essere fissata dalla Commissione. Tenuto conto delle specificità delle norme contabili applicate per il FEASR, dell’utilizzo di un prefinanziamento e del finanziamento delle misure per anno civile, le spese suddette andranno dichiarate secondo una periodicità adeguata a tali condizioni particolari.
Gli scambi di informazioni e di documenti tra la Commissione e gli Stati membri, nonché la messa a disposizione e la trasmissione di informazioni alla Commissione da parte degli Stati membri avvengono di norma per via elettronica o in forma digitalizzata. Per migliorare e generalizzare tali scambi di informazioni nell’ambito del FEAGA e del FEASR, occorre adeguare i sistemi informatici esistenti o istituirne di nuovi. Le azioni suddette dovranno essere realizzate dalla Commissione ed attuate previa informazione degli Stati membri tramite il comitato dei Fondi agricoli.
Le modalità di trattamento delle informazioni mediante tali sistemi informatici nonché la forma ed il contenuto dei documenti da trasmettere in applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 richiedono adattamenti frequenti per tenere conto dell’evoluzione della normativa applicabile o delle esigenze legate alla gestione. È altresì necessaria una presentazione uniforme dei documenti che devono essere forniti dagli Stati membri. Per conseguire tali obiettivi e al fine di semplificare le procedure e rendere immediatamente operativi i sistemi informatici di cui trattasi, è opportuno che la forma ed il contenuto dei documenti siano definiti sulla base di modelli, al cui adattamento e aggiornamento provvederà la Commissione, previa informazione del comitato dei Fondi agricoli.
La gestione ed il controllo della legalità delle spese del FEAGA e del FEASR sono di competenza degli organismi pagatori. I dati relativi alle transazioni finanziarie devono quindi essere comunicati o inseriti nei sistemi informatici e devono essere aggiornati, sotto la responsabilità dell’organismo pagatore, dall’organismo pagatore stesso o dall’organismo al quale questa funzione è stata delegata, se necessario tramite gli organismi di coordinamento riconosciuti.
Per alcuni documenti o procedure, previsti dal regolamento (CE) n. 1290/2005 e dalle relative modalità d’applicazione, è necessaria la firma di una persona autorizzata o l’accordo di una persona in una o più fasi della procedura. I sistemi informatici realizzati per la trasmissione di detti documenti devono in tali casi permettere di identificare ogni persona in modo inequivocabile ed offrire garanzie ragionevoli di inalterabilità del contenuto dei documenti, anche nelle diverse fasi della procedura. Ciò deve essere garantito in particolare per le dichiarazioni di spesa e per la dichiarazione di affidabilità unita ai conti annuali, di cui all’articolo 8, paragrafo 1, lettera c), punti i) ed iii), del regolamento (CE) n. 1290/2005, e per i documenti trasmessi per via elettronica nell’ambito di tali procedure.
Le norme applicabili alla trasmissione dei documenti elettronici e digitalizzati sono state definite a livello comunitario, relativamente alle modalità di trasmissione, alle condizioni di validità nei riguardi della Commissione nonché alle condizioni di conservazione, d’integrità e di leggibilità nel tempo. Nella misura in cui la gestione concorrente del bilancio comunitario nell’ambito del FEAGA e del FEASR riguarda i documenti elaborati o ricevuti dalla Commissione o dagli organismi pagatori e le procedure attuate per il finanziamento della politica agricola comune, occorre prevedere l’applicazione della normativa comunitaria per la trasmissione dei documenti elettronici e digitalizzati effettuata nell’ambito del presente regolamento e fissare i termini di conservazione dei documenti elettronici e digitalizzati.
In alcune situazioni tuttavia la trasmissione delle informazioni per via elettronica può risultare impossibile. Per rimediare ad eventuali disfunzioni di un sistema informatico o ad un collegamento instabile, lo Stato membro deve potere inviare i documenti in un’altra forma, secondo modalità da stabilire.
In applicazione dell’articolo 39, paragrafo 1, lettere d) ed e), del regolamento (CE) n. 1290/2005, le risorse finanziarie disponibili in uno Stato membro alla data del 1o gennaio 2007 in seguito a riduzioni o soppressioni di importi di pagamenti dallo stesso effettuati su base volontaria, ai sensi dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1655/2004 della Commissione, del 22 settembre 2004 (5), recante norme per il passaggio dal sistema di modulazione facoltativa istituito dall’articolo 4 del regolamento (CE) n. 1259/1999 del Consiglio al sistema di modulazione obbligatoria previsto dal regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, o a seguito di sanzioni, a norma degli articoli 3, 4 e 5 del regolamento (CE) n. 1259/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune (6), devono essere utilizzate da tale Stato membro per il finanziamento delle misure di sviluppo rurale. Se gli Stati membri non utilizzano tali risorse finanziarie entro un certo termine gli importi corrispondenti sono riversati nel bilancio del FEAGA. Per stabilire le condizioni di applicazione di tali misure occorre determinare le modalità di contabilizzazione e di gestione degli importi di cui trattasi da parte degli organismi pagatori, nonché la loro presa in considerazione per le decisioni di pagamento della Commissione.
In applicazione dell’articolo 39, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1290/2005, gli Stati membri che facevano parte dell’Unione europea prima del 1o maggio 2004 possono essere autorizzati dalla Commissione, in casi giustificati e a certe condizioni previste nella suddetta lettera, a proseguire fino al 31 dicembre 2006 i pagamenti relativi ai programmi di sviluppo rurale del periodo 2000-2006. Per consentire l’applicazione di tale deroga, occorre definire la procedura da seguire e i termini da rispettare da parte degli Stati membri, nonché le relative condizioni di attuazione.
Occorre pertanto abrogare il regolamento (CE) n. 296/96 della Commissione, del 16 febbraio 1996, relativo ai dati che devono essere forniti dagli Stati membri ed alla contabilizzazione mensile delle spese finanziate dalla sezione «garanzia» del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e che abroga il regolamento (CEE) n. 2776/88 (7) e la decisione C/2004/1723 del 26 aprile 2004 che stabilisce la forma della documentazione che deve essere trasmessa dagli Stati membri per la contabilizzazione delle spese finanziate dal FEAOG sezione «garanzia» (8).
Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato dei Fondi agricoli,
DISPOSIZIONI INTRODUTTIVE COMUNI AL FEAGA E AL FEASR
Il presente regolamento fissa alcune condizioni e norme specifiche applicabili alla gestione concorrente delle spese e delle entrate del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), alla tenuta dei conti ed alle dichiarazioni delle spese e delle entrate degli organismi pagatori, nonché al rimborso delle spese da parte della Commissione, nell’ambito del regolamento (CE) n. 1290/2005.
Contabilità degli organismi pagatori
1. Ciascun organismo pagatore tiene una contabilità, riservata esclusivamente all’imputazione delle spese e delle entrate di cui all’articolo 3, paragrafo 1, ed agli articoli 4 e 34 del regolamento (CE) n. 1290/2005 e all’utilizzazione dei mezzi finanziari messi a sua disposizione per il pagamento delle spese corrispondenti. Detta contabilità deve permettere di distinguere e fornire separatamente i dati finanziari del FEAGA e del FEASR.
2. Gli organismi pagatori degli Stati membri non appartenenti alla zona euro tengono una contabilità in cui sono indicati gli importi espressi nella moneta nella quale le spese e le entrate sono state sostenute o riscosse. Per permettere nondimeno il consolidamento del totale delle spese sostenute e delle entrate riscosse, essi devono essere in grado di fornire i dati corrispondenti in moneta nazionale e in euro.
Tuttavia, per le spese e le entrate del FEAGA diverse da quelle di cui all’articolo 45, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1290/2005, gli Stati membri che non fossero in grado di organizzare per il 16 ottobre 2006 una contabilità rispondente ai suddetti criteri possono, previa informazione della Commissione entro il 15 settembre 2006, rinviare tale scadenza al 16 ottobre 2007.
CONTABILITÀ FEAGA
Messa a disposizione delle informazioni da parte degli Stati membri
Gli Stati membri raccolgono e tengono a disposizione della Commissione le informazioni riguardanti l’importo totale delle spese sostenute e delle entrate con destinazione specifica riscosse ogni settimana, con le seguenti modalità:
al più tardi il terzo giorno lavorativo di ogni settimana, le informazioni riguardanti l’importo totale delle spese sostenute e delle entrate con destinazione specifica riscosse dall’inizio del mese fino alla fine della settimana precedente;
al più tardi il terzo giorno lavorativo del mese, quando la settimana è a cavallo di due mesi, le informazioni riguardanti l’importo totale delle spese sostenute e delle entrate con destinazione specifica riscosse nel corso del mese precedente.
Comunicazione delle informazioni da parte degli Stati membri
1. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 1, lettera c), punti i) ed ii), del regolamento (CE) n. 1290/2005, per via elettronica, le informazioni e documenti seguenti, secondo le modalità definite agli articoli 5 e 6 del presente regolamento:
Al più tardi il terzo giorno lavorativo di ogni mese, le informazioni riguardanti l’importo globale delle spese sostenute e delle entrate con destinazione specifica riscosse nel corso del mese precedente, sulla base del modello riportato nell’allegato I, e tutte le informazioni atte a spiegare le differenze rilevanti tra le previsioni stabilite conformemente al paragrafo 2, lettera a), punto iii), e le spese sostenute o le entrate con destinazione specifica riscosse.
Al più tardi il 10 di ogni mese, la dichiarazione delle spese di cui all’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1290/2005, in cui figuri l’importo totale delle spese sostenute e delle entrate con destinazione specifica riscosse nel corso del mese precedente, nonché la dichiarazione delle spese relative all’ammasso pubblico, sulla base del modello riportato nell’allegato II del presente regolamento. Tuttavia la comunicazione relativa alle spese sostenute e alle entrate con destinazione specifica riscosse tra il 1° e il 15 ottobre è trasmessa al più tardi il giorno 25 dello stesso mese.
La dichiarazione delle spese comprende la ripartizione delle spese e delle entrate con destinazione specifica per articolo della nomenclatura del bilancio delle Comunità europee e, per i capitoli relativi all’audit delle spese agricole e alle spese con destinazione specifica, la ripartizione complementare per voce. Tuttavia, per determinate esigenze di controllo finanziario, la Commissione può chiedere una ripartizione più dettagliata.
Al più tardi il giorno 20 di ogni mese, un fascicolo per l’imputazione nel bilancio comunitario delle spese sostenute e delle entrate con destinazione specifica riscosse dall’organismo pagatore nel corso del mese precedente, ad eccezione del fascicolo per l’imputazione delle spese sostenute e delle entrate con destinazione specifica riscosse dal 1° al 15 ottobre, che è trasmesso al più tardi il 10 novembre.
Al più tardi il 20 maggio ed il 10 novembre di ogni anno, a complemento del fascicolo di cui alla lettera c), gli importi trattenuti ed utilizzati in conformità dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1259/1999 e dell’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1655/2004.
2. Il fascicolo, di cui al paragrafo 1, lettera c), è costituito da:
un rendiconto (T 104, riportato nell’allegato V), redatto da ciascun organismo pagatore, relativo ai dati ripartiti secondo la nomenclatura del bilancio delle Comunità europee, per tipo di spesa e di entrata, secondo una nomenclatura dettagliata, messa a disposizione degli Stati membri, riguardante:
le spese sostenute e le entrate con destinazione specifica riscosse nel corso del mese precedente,
le spese e le entrate con destinazione specifica cumulate sostenute e riscosse dall’inizio dell’esercizio finanziario fino alla fine del mese precedente,
le previsioni di spese e di entrate con destinazione specifica, riguardanti, a seconda dei casi:
solamente il mese in corso e i due mesi successivi,
il mese in corso, i due mesi successivi e il periodo fino alla fine dell’esercizio;
un riepilogo (T103, riportato nell’allegato IV) dei dati di cui alla lettera a), per Stato membro, per tutti gli organismi pagatori di quest’ultimo;
uno stato di concordanza dei dati (T 101, riportato nell’allegato III) tra le spese dichiarate in conformità del paragrafo 1, lettera b), e quelle dichiarate in conformità della lettera a) del presente paragrafo, se del caso con una giustificazione di tale differenza;
conti giustificativi delle uscite e delle entrate relative all’ammasso pubblico, di cui all’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 884/2006 della Commissione (9), presentati sotto forma di tabelle (Tabelle e.faudit), in conformità dell’allegato III del suddetto regolamento;
tabelle (da T 106 a T 109, riportate negli allegati VI, VII, VIII ed IX) complementari a quelle di cui alle lettere a) e b), per le comunicazioni del 20 maggio e del 10 novembre, di cui al paragrafo 1, lettera d), che mostrano la situazione dei conti alla fine del mese d’aprile ed alla fine dell’esercizio finanziario, comprendenti:
la comunicazione degli importi trattenuti da ciascun organismo pagatore in applicazione degli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 1259/1999 o dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1655/2004, compresi gli eventuali interessi (T 106 e T 107),
lo stato di utilizzazione da parte di ciascun organismo pagatore degli importi corrispondenti, in conformità dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1259/1999 o dell’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1655/2004 (T 108),
il riepilogo globale, a livello di ciascuno Stato membro, dei dati di cui al primo e secondo trattino del presente punto e degli interessi generati dai fondi non utilizzati (T 109).
3. Il riepilogo dei dati (T103) di cui al paragrafo 2, lettera b) è trasmesso alla Commissione anche su supporto cartaceo.
4. Tutte le informazioni finanziarie richieste in applicazione del presente articolo sono comunicate in euro.
per le tabelle di cui al paragrafo 2, lettera e), gli Stati membri utilizzano la stessa moneta utilizzata per l’esercizio in cui è stata effettuata la trattenuta,
per le dichiarazioni di spesa e di detrazione di cui all’articolo 39, paragrafo 1, lettere a) e b), del regolamento (CE) n. 1290/2005, gli Stati membri utilizzano la moneta nazionale.
Inoltre, per le informazioni finanziarie relative all’esercizio finanziario 2007 diverse da quelle di cui all’articolo 45, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1290/2005, gli Stati membri di cui all’articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, del presente regolamento effettuano le comunicazioni in moneta nazionale.
Norme generali applicabili alla dichiarazione di spesa e alle entrate con destinazione specifica
1. Fatte salve le disposizioni specifiche concernenti le dichiarazioni di entrate e le dichiarazioni di spesa relative all’ammasso pubblico di cui all’articolo 6, le spese e le entrate con destinazione specifica dichiarate dagli organismi pagatori per un dato mese corrispondono ai pagamenti ed agli incassi effettivamente realizzati nel corso di tale mese.
Tali spese ed entrate sono imputate al bilancio del FEAGA per un esercizio finanziario «N» che inizia il 16 ottobre dell’anno «N-1» e va fino al 15 ottobre dell’anno «N».
le spese che possono essere pagate prima che acquisti efficacia la disposizione in virtù della quale esse sono imputate, in tutto o in parte, al FEAGA, possono essere dichiarate esclusivamente:
nel mese nel corso del quale acquista efficacia la disposizione suddetta
nel mese successivo all’entrata in applicazione di tale disposizione;
le entrate con destinazione specifica di cui lo Stato membro è debitore verso la Commissione sono dichiarate nel mese durante il quale scade il termine di versamento delle somme corrispondenti, previsto dalla normativa comunitaria;
le rettifiche decise dalla Commissione, nell’ambito della liquidazione dei conti e della verifica di conformità, sono detratte o aggiunte direttamente dalla Commissione ai pagamenti mensili di cui, a seconda dei casi, all’articolo 10, paragrafo 2 o all’articolo 11, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione (10). Tuttavia gli Stati membri indicano gli importi relativi a tali rettifiche nella dichiarazione redatta per il mese per il quale sono effettuate dette rettifiche.
2. Le spese e le entrate con destinazione specifica sono prese in considerazione alla data in cui sono state addebitate o accreditate sul conto dell’organismo. Tuttavia, per i pagamenti, la data da prendere in considerazione può essere quella in cui l’organismo interessato ha emesso ed inviato ad un istituto finanziario o al beneficiario il titolo di pagamento. Gli organismi pagatori utilizzano lo stesso metodo durante tutto l’esercizio finanziario.
3. Le spese da dichiarare non tengono conto delle riduzioni operate in applicazione dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1655/2004.
4. Le spese e le entrate con destinazione specifica dichiarate in conformità del paragrafo 1 possono comportare rettifiche dei dati dichiarati nei mesi precedenti dello stesso esercizio finanziario.
Se le rettifiche delle entrate con destinazione specifica portano, al livello di un organismo pagatore, a dichiarare per una data linea di bilancio entrate con destinazione specifica negative, le rettifiche eccedentarie sono rinviate al mese successivo. Se del caso, esse sono regolarizzate al momento della liquidazione contabile dell’anno di cui trattasi.
5. Gli ordini di pagamento non eseguiti, nonché i pagamenti addebitati e in seguito riaccreditati, sono detratti dalle spese per il mese nel corso del quale la mancata esecuzione o l’annullamento sono segnalati all’organismo pagatore.
6. Ai fini dell’applicazione del paragrafo 1 i pagamenti dovuti a titolo del FEAGA gravati da crediti si considerano integralmente realizzati:
alla data del pagamento della somma dovuta al beneficiario, se il credito è inferiore alla spesa liquidata,
alla data della compensazione, se la spesa è inferiore o uguale al credito.
7. I dati cumulati relativi alle spese e alle entrate con destinazione specifica imputabili a un dato esercizio, da trasmettere alla Commissione entro il 10 novembre, possono essere rettificati unicamente nell’ambito dei conti annuali da trasmettere alla Commissione in conformità dell’articolo 8, paragrafo 1, lettera c), punto iii), del regolamento (CE) n. 1290/2005.
Norme specifiche applicabili alla dichiarazione di spesa relativa all’ammasso pubblico
Le operazioni da prendere in considerazione per la compilazione della dichiarazione di spesa relativa all’ammasso pubblico sono quelle, approvate alla fine di un dato mese nei conti dell’organismo pagatore, che si sono prodotte dall’inizio dell’esercizio contabile, definito all’articolo 2, paragrafo 3, lettera a) del regolamento (CE) n. 884/2006, fino alla fine di tale mese.
Detta dichiarazione di spese comprende i valori e gli importi, determinati in conformità degli articoli 6, 7 e 9 del regolamento (CE) n. 884/2006, imputati dagli organismi pagatori nel corso del mese successivo a quello al quale si riferiscono le operazioni.
per le operazioni realizzate nel corso del mese di settembre, i valori e gli importi sono imputati dagli organismi pagatori al più tardi il 15 ottobre;
per gli importi globali del deprezzamento di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (CE) n. 884/2006, gli importi sono imputati alla data fissata dalla decisione che li prevede.
Tasso di cambio applicabile per la redazione delle dichiarazioni di spesa
1. Per la redazione delle dichiarazioni di spesa, gli Stati membri non appartenenti alla zona euro applicano lo stesso tasso di cambio da essi utilizzato quando hanno effettuato i pagamenti ai beneficiari o riscosso entrate, in conformità del regolamento (CE) n. 2808/98 della Commissione (11) e della normativa agricola del settore.
2. Nei casi diversi da quelli di cui al paragrafo 1, e in particolare per le operazioni per le quali la legislazione agricola del settore non ha fissato un fatto generatore, il tasso di cambio applicabile è il penultimo tasso di cambio fissato dalla Banca centrale europea prima del mese nel quale è dichiarata la spesa o l’entrata con destinazione specifica.
3. Il tasso di cambio di cui al paragrafo 2 si applica anche ai recuperi effettuati globalmente per più operazioni eseguite anteriormente al 16 ottobre 2006 o al 16 ottobre 2007, in caso di applicazione dell’articolo 2, paragrafo 2, secondo comma.
Decisione di pagamento della Commissione
1. Sulla base dei dati trasmessi in conformità dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), la Commissione decide e versa i pagamenti mensili, fatte salve le rettifiche di cui tenere conto nelle decisioni successive e l’applicazione dell’articolo 17 del regolamento (CE) n. 1290/2005.
2. Se all’apertura dell’esercizio il bilancio comunitario non è ancora stato adottato, i pagamenti mensili sono concessi limitatamente ad una percentuale delle dichiarazioni di spesa trasmesse dagli Stati membri, fissata per capitolo di spesa e nel rispetto dei limiti fissati dall’articolo 13 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002. La Commissione tiene conto del saldo non rimborsato agli Stati membri nelle decisioni relative ai rimborsi successivi.
3. Se gli impegni anticipati di cui all’articolo 150, paragrafo 3, del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 superano la metà degli stanziamenti corrispondenti dell’esercizio in corso, i pagamenti mensili sono concessi limitatamente ad una percentuale delle dichiarazioni di spesa trasmesse dagli Stati membri. La Commissione tiene conto del saldo non rimborsato agli Stati membri nelle decisioni relative ai rimborsi successivi.
Riduzione dei pagamenti da parte della Commissione
1. Le spese pagate oltre i termini o le scadenze prescritti sono imputate con una riduzione dei pagamenti mensili secondo le seguenti modalità:
quando le spese pagate con ritardo rappresentano fino al 4 % delle spese pagate rispettando i termini e le scadenze, non è operata alcuna riduzione;
una volta superato il margine del 4 %, le spese supplementari effettuate con ritardo sono ridotte secondo le seguenti modalità:
per un ritardo fino ad un massimo di un mese, la spesa è ridotta del 10 %,
per un ritardo fino ad un massimo di due mesi, la spesa è ridotta del 25 %,
per un ritardo fino ad un massimo di tre mesi, la spesa è ridotta del 45 %,
per un ritardo fino ad un massimo di quattro mesi, la spesa è ridotta del 70 %,
per un ritardo di più di quattro mesi, la spesa è ridotta del 100 %.
2. In deroga al paragrafo 1, per i pagamenti diretti di cui all’articolo 12, al titolo III o, se del caso, al titolo IV bis del regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio (12), effettuati per l’anno N, il cui pagamento al di là dei termini e delle scadenze prescritti avverrebbe dopo il 15 ottobre dell’anno N+1, si applicano le seguenti modalità:
quando il margine del 4 % di cui al paragrafo 1, lettera a), non è utilizzato completamente per pagamenti effettuati entro il 15 ottobre dell’esercizio N+1 e la parte rimanente di detto margine supera il 2 %, il margine è ridotto al 2 %;
in ogni caso, i pagamenti effettuati nel corso degli esercizi finanziari N+2 e successivi sono ammissibili per lo Stato membro interessato soltanto nel limite del suo massimale nazionale, di cui agli allegati VIII o VIII bis del regolamento (CE) n. 1782/2003, o della sua dotazione finanziaria annuale, stabilita in conformità dell’articolo 143 ter, paragrafo 3, del medesimo regolamento, per l’anno che precede quello dell’esercizio finanziario durante il quale è effettuato il pagamento, a seconda dei casi aumentato degli importi relativi al premio per i prodotti lattiero-caseari e dei pagamenti supplementari di cui agli articoli 95 e 96, del medesimo regolamento, e dell’importo supplementare dell’aiuto previsto dall’articolo 12 dello stesso, ridotto della percentuale di cui all’articolo 10 e corretto mediante l’adeguamento di cui all’articolo 11, tenendo conto dell’articolo 12 bis del medesimo regolamento e degli importi fissati all’articolo 4 del regolamento (CE) n.188/2005 della Commissione (13);
superati i margini di cui alla lettera a), le spese contemplate dal presente paragrafo sono ridotte del 100 %.
3. La Commissione applica una ripartizione temporale diversa da quella prevista ai paragrafi 1 e 2 e/o tassi di riduzione inferiori o nulli qualora si verifichino condizioni di gestione particolari per talune misure, o se gli Stati membri presentano giustificazioni fondate.
Tuttavia, per i pagamenti di cui al paragrafo 2, il primo comma del presente paragrafo si applica nei limiti dei massimali di cui alla lettera b) del suddetto paragrafo 2.
4. Nell’ambito dei pagamenti mensili sull’imputazione delle spese, il controllo del rispetto dei termini e delle scadenze è effettuato due volte nel corso dell’esercizio di bilancio:
sulle spese effettuate fino al 31 marzo,
sulle spese effettuate fino al 31 luglio.
Gli eventuali superamenti avvenuti nel corso dei mesi di agosto, settembre e ottobre sono presi in considerazione al momento della decisione di liquidazione contabile, di cui all’articolo 30 del regolamento (CE) n. 1290/2005.
5. La Commissione, dopo aver informato gli Stati membri interessati, può tuttavia differire il versamento dei pagamenti mensili agli Stati membri, quale previsto dall’articolo 15, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 1290/2005, se le comunicazioni di cui all’articolo 4 del presente regolamento le pervengono in ritardo o contengono discordanze che richiedono verifiche supplementari.
6. Le riduzioni di cui al presente articolo e le eventuali altre riduzioni effettuate in applicazione dell’articolo 17 del regolamento (CE) n. 1290/2005 sono operate fatta salva la decisione successiva di verifica di conformità, di cui all’articolo 31 del medesimo regolamento.
Contabilizzazione e riscossione delle entrate con destinazione specifica
1. Alla contabilizzazione delle entrate con destinazione specifica contemplate dal presente regolamento si applicano in quanto compatibili gli articoli 150 e 151 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002.
2. Con la decisione relativa ai pagamenti mensili adottata in applicazione dell’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1290/2005, la Commissione effettua il pagamento del saldo delle spese dichiarate da ciascuno Stato membro diminuite dell’importo delle entrate con destinazione specifica indicate dallo Stato membro nella medesima dichiarazione delle spese. Detta compensazione si considera equivalente alla riscossione delle entrate corrispondenti.
3. Gli stanziamenti d’impegno e gli stanziamenti di pagamento generati dalle entrate con destinazione specifica sono aperti a partire dall’assegnazione di tali entrate alle linee di bilancio. La destinazione avviene al momento della contabilizzazione delle entrate con destinazione specifica, nei due mesi successivi alla ricezione degli stati trasmessi dagli Stati membri, in conformità delle disposizioni di cui al paragrafo 1.
Messa a disposizione degli Stati membri dei mezzi finanziari
1. La Commissione, dopo avere deciso in merito ai pagamenti mensili, nell’ambito degli stanziamenti di bilancio mette a disposizione degli Stati membri, sul conto aperto da ciascuno Stato membro, i mezzi finanziari necessari alla copertura delle spese da finanziare mediante il FEAGA, deducendo l’importo corrispondente alle entrate con destinazione specifica.
Quando i pagamenti che deve effettuare la Commissione, una volta dedotte le entrate con destinazione specifica, danno luogo in uno Stato membro ad un importo negativo, le deduzioni eccedentarie sono rinviate ai mesi successivi.
2. L’intestazione e il numero del conto di cui al paragrafo 1 sono comunicati dagli Stati membri alla Commissione, secondo il modello fornito dalla Commissione.
3. Se uno Stato membro di cui all’articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, continua a redigere in moneta nazionale le sue dichiarazioni di spesa per l’esercizio finanziario 2007, il tasso di cambio applicato dalla Commissione per i pagamenti corrispondenti è quello del 10 del mese successivo a quello in cui è redatta la dichiarazione o, nel caso in cui a tale data non vi sia una quotazione generale, quello del primo giorno precedente la data per la quale vi sia una quotazione generale.
Importi considerati entrate con destinazione specifica
1. Sono considerate entrate con destinazione specifica alla stregua delle somme recuperate a seguito di irregolarità o di negligenze di cui all’articolo 32, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1290/2005:
gli importi pagabili al bilancio comunitario, riscossi in seguito a penalità o sanzioni in conformità delle norme specifiche previste dalle legislazioni agricole settoriali;
gli importi corrispondenti alle riduzioni o alle esclusioni dai pagamenti applicate in conformità delle norme relative alla condizionalità previste dal titolo II, capo 1, del regolamento (CE) n. 1782/2003.
2. Alle entrate suddette si applicano in quanto compatibili le norme previste per le entrate con destinazione specifica diverse da quelle di cui al paragrafo 1. Tuttavia, gli importi di cui al paragrafo 1, lettera a), trattenuti prima del pagamento dell’aiuto oggetto dell’irregolarità o della negligenza, sono dedotti dalla spesa corrispondente.
CONTABILITÀ FEASR
Contabilità dei programmi di sviluppo rurale
1. Ogni organismo pagatore designato per un programma di sviluppo rurale tiene una contabilità che permette di identificare tutte le operazioni per programma e per misura. In tale contabilità figurano in particolare:
l’importo della spesa pubblica e l’importo del contributo comunitario pagato per ogni operazione;
gli importi da recuperare presso i beneficiari per le irregolarità o le negligenze constatate;
gli importi recuperati, con identificazione dell’operazione di origine.
2. Per la redazione delle loro dichiarazioni di spesa in euro, gli organismi pagatori degli Stati membri non appartenenti alla zona euro applicano, per ogni operazione di pagamento o di recupero, il penultimo tasso di cambio fissato dalla Banca centrale europea prima del mese durante il quale le operazioni sono registrate nei conti dell’organismo pagatore.
Previsione del fabbisogno finanziario
Per ciascun programma di sviluppo rurale, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, in conformità dell’articolo 8, paragrafo 1, lettera c), punto ii), del regolamento (CE) n. 1290/2005, secondo il modello riportato nell’allegato X del presente regolamento, due volte all’anno, insieme alle dichiarazioni di spesa da trasmettere entro il 31 gennaio e il 31 luglio, le previsioni relative agli importi che dovranno essere finanziati dal FEASR per l’anno in corso, nonché una stima, aggiornata, delle domande di finanziamento per l’anno successivo.
Piano di finanziamento dei programmi di sviluppo rurale
1. Nel piano di finanziamento di ciascun programma di sviluppo rurale sono specificati, tra l’altro, l’importo massimo del contributo del FEASR, la sua ripartizione annuale, la ripartizione per asse e per misura ed il tasso di cofinanziamento applicabile per ogni asse.
Il piano di finanziamento entra in vigore dopo l’adozione del programma di sviluppo rurale da parte della Commissione. Gli adattamenti successivi del piano di finanziamento che non richiedono l’adozione di una nuova decisione da parte della Commissione entrano in vigore previa convalida mediante il sistema protetto di scambio di informazioni e di documenti tra la Commissione e gli Stati membri istituito ai fini dell’applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005. Gli adattamenti del piano di finanziamento che richiedono l’adozione di una nuova decisione da parte della Commissione entrano in vigore dopo l’adozione della nuova decisione.
Il piano di finanziamento di ciascun programma di sviluppo rurale e i relativi adattamenti sono inseriti dall’autorità di gestione del programma di cui trattasi nel sistema protetto di scambio di informazioni di cui al secondo comma.
Dichiarazioni di spesa
1. Gli organismi pagatori redigono dichiarazioni di spesa per ciascun programma di sviluppo rurale. Tali dichiarazioni riguardano, per ciascuna misura di sviluppo rurale, l’importo della spesa pubblica ammissibile per la quale l’organismo pagatore ha effettivamente versato il contributo corrispondente del FEASR durante il periodo di riferimento.
2. Una volta approvato il programma, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, in conformità dell’articolo 8, paragrafo 1, lettera c), punto i), del regolamento (CE) n. 1290/2005, le dichiarazioni di spesa, per via elettronica, secondo le modalità definite all’articolo 18 del presente regolamento, rispettando la periodicità ed i termini seguenti:
entro il 30 aprile per le spese del periodo che va dal 1° gennaio al 31 marzo;
entro il 31 luglio per le spese del periodo che va dal 1° aprile al 30 giugno;
entro il 10 novembre per le spese del periodo che va dal 1° luglio al 15 ottobre;
entro il 31 gennaio per le spese del periodo che va dal 16 ottobre al 31 dicembre.
Le spese dichiarate per un dato periodo possono comportare rettifiche dei dati dichiarati per periodi di dichiarazione precedenti dello stesso esercizio finanziario.
Tuttavia, se un programma di sviluppo rurale non è stato approvato dalla Commissione al 31 marzo 2007, le spese effettuate in anticipo dall’organismo pagatore sotto la propria responsabilità, nei periodi precedenti l’adozione di tale programma, sono dichiarate alla Commissione globalmente nella prima dichiarazione di spesa successiva all’adozione del programma.
3. Le dichiarazioni di spesa sono redatte sulla base del modello riportato nell’allegato XI. Per i programmi di sviluppo rurale che coprono regioni che beneficiano di tassi di cofinanziamento diversi, in conformità dell’articolo 70, paragrafi 3 e 4, del regolamento (CE) n. 1698/2005, la domanda include una tabella distinta delle spese per ciascun tipo di regione.
4. Se sono constatate discordanze, divergenze di interpretazioni o incoerenze relative alle dichiarazioni di spesa per un dato periodo di riferimento, risultanti in particolare dalla mancata comunicazione delle informazioni richieste a norma del regolamento (CE) n. 1698/2005 e relative modalità d’applicazione, per le quali sono necessarie verifiche supplementari, si chiede allo Stato membro interessato di fornire informazioni supplementari. Dette informazioni sono fornite attraverso il sistema protetto di scambio di informazioni di cui all’articolo 15, secondo comma, del presente regolamento.
Il termine di pagamento di cui all’articolo 26, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1290/2005 può essere in tal caso interrotto, per tutto l’importo oggetto della domanda di pagamento o per parte di esso, a partire dalla data di trasmissione della domanda di informazioni fino alla ricezione delle informazioni richieste e al più tardi fino alla dichiarazione di spesa del periodo successivo.
Qualora non venga trovata alcuna soluzione entro il termine suddetto, la Commissione può sospendere o ridurre i pagamenti in conformità dell’articolo 27, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1290/2005.
5. I dati cumulati relativi alle spese e alle entrate con destinazione specifica imputabili ad un dato esercizio finanziario, da trasmettere alla Commissione entro il 10 novembre, possono essere rettificati esclusivamente nell’ambito dei conti annuali da trasmettere alla Commissione a norma dell’articolo 8, paragrafo 1, lettera c), punto iii), del regolamento (CE) n. 1290/2005.
1. Il contributo comunitario da pagare per le spese pubbliche ammissibili dichiarate nell’ambito di ciascun asse per ogni periodo di riferimento è calcolato sulla base del piano di finanziamento in vigore il primo giorno di tale periodo.
2. Durante ciascun periodo di riferimento gli importi dei contributi del FEASR recuperati presso i beneficiari nell’ambito del programma di sviluppo rurale di cui trattasi sono dedotti dall’importo a carico del FEASR nella dichiarazione di spesa relativa a tale periodo.
3. Gli importi in più o in meno eventualmente risultanti dalla liquidazione contabile, effettuata in conformità dell’articolo 10, paragrafo 1, terzo comma, del regolamento (CE) n. 885/2006, che possono essere riutilizzati nell’ambito del programma di sviluppo rurale, sono aggiunti o dedotti dall’importo del contributo del FEASR quando viene effettuata la prima dichiarazione dopo la decisione di liquidazione.
4. Fatto salvo il massimale di cui all’articolo 24, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1290/2005, quando il cumulo delle dichiarazioni di spesa supera il totale programmato per un dato asse del programma di sviluppo rurale, l’importo da pagare è limitato all’importo programmato per tale asse. Le spese pubbliche così escluse possono essere imputate in una dichiarazione di spesa posteriore, purché lo Stato membro abbia presentato un piano di finanziamento adattato e la Commissione lo abbia accettato.
5. Il pagamento del contributo comunitario è effettuato dalla Commissione, in funzione delle disponibilità di bilancio, sul conto o sui conti aperti da ciascuno Stato membro.
Le intestazioni o i numeri dei conti sono comunicati dagli Stati membri alla Commissione, secondo il modello fornito dalla Commissione.
DISPOSIZIONI COMUNI AL FEAGA E AL FEASR
Scambio elettronico delle informazioni e dei documenti
1. La Commissione istituisce sistemi informatici che permettano scambi di documenti e di informazioni, per via elettronica, tra di essa e gli Stati membri, relativamente alle comunicazioni e alle richieste di informazioni previste dal regolamento (CE) n. 1290/2005 e relative modalità di applicazione. Essa informa gli Stati membri delle condizioni generali di attuazione di tali sistemi tramite il comitato dei Fondi agricoli.
2. I sistemi informatici di cui al paragrafo 1 possono in particolare trattare:
i dati necessari alle transazioni finanziarie, in particolare quelli relative ai conti mensili ed annuali degli organismi pagatori, alle dichiarazioni delle spese e delle entrate ed alla trasmissione delle informazioni e dei documenti di cui agli articoli 5, 11, 15 e 17 del presente regolamento, all’articolo 6 del regolamento (CE) n.885/2006 ed agli articoli 2, 10 e 11 del regolamento (CE) n. 884/2006;
i documenti di comune interesse che permettono il controllo dei conti e la consultazione delle informazioni e dei documenti che l’organismo pagatore deve mettere a disposizione della Commissione;
i testi comunitari e gli orientamenti della Commissione in materia di finanziamento della politica agraria comune da parte delle autorità autorizzate e designate in applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005, nonché gli orientamenti relativi all’applicazione armonizzata delle normative di cui trattasi.
3. La forma ed il contenuto dei documenti di cui agli articoli 4, 14 e 17 del presente regolamento, all’articolo 7, paragrafo 1, lettere a), b) e d) del regolamento (CE) n. 885/2006 ed agli articoli 10 e 11 del regolamento (CE) n. 884/2006 sono definiti dalla Commissione sulla base dei modelli riportati negli allegati da II a XI del presente regolamento, negli allegati II e III del regolamento (CE) n. 885/2006 e nell’allegato III del regolamento (CE) n. 884/2006.
Tali modelli sono adattati ed aggiornati dalla Commissione, previa informazione del comitato dei Fondi agricoli.
4. I sistemi informatici di cui al paragrafo 1 possono comprendere gli strumenti necessari che consentano alla Commissione di accedere ai dati e di gestire i conti del FEAGA e del FEASR, nonché quelli necessari per calcolare le spese forfettarie o le spese che richiedono l’impiego di metodi uniformi, con particolare riguardo alle spese finanziarie e ai deprezzamenti.
5. I dati relativi alle transazioni finanziarie sono comunicati, introdotti ed aggiornati nei sistemi informatici di cui al paragrafo 1, sotto la responsabilità dell’organismo pagatore, dallo stesso organismo pagatore o dall’organismo al quale è stata delegata tale funzione, se del caso tramite gli organismi di coordinamento riconosciuti in conformità dell’articolo 6, paragrafo 3, secondo comma, del regolamento (CE) n. 1290/2005.
6. Quando un documento o una procedura, previsti dal regolamento (CE) n. 1290/2005 o dalle relative modalità di applicazione, richiedono la firma di una persona autorizzata o l’accordo di una persona in una o più fasi della procedura, i sistemi informatici istituiti per la trasmissione di tali documenti devono permettere di identificare ogni persona in modo inequivocabile ed offrire garanzie ragionevoli di inalterabilità del contenuto dei documenti, anche per le diverse fasi della procedura, in conformità della normativa comunitaria. Per quanto riguarda le dichiarazioni di spesa e la dichiarazione di affidabilità unita ai conti annuali, di cui all’articolo 8, paragrafo 1, lettera c), punto i) e lettera c), punto iii), del regolamento (CE) n. 1290/2005, i documenti trasmessi per via elettronica sono conservati, nella loro forma originale, dagli organismi pagatori o, se del caso, dagli organismi di coordinamento riconosciuti in conformità dell’articolo 6, paragrafi 2 e 3, del suddetto regolamento.
7. La conservazione dei documenti elettronici e digitalizzati deve essere garantita per tutto il periodo richiesto in applicazione dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 885/2006.
8. In caso di disfunzione di un sistema informatico o di collegamento instabile, lo Stato membro può, con l’accordo preliminare della Commissione, inviare i documenti sotto un’altra forma, secondo modalità da essa determinate.
MISURE TRANSITORIE E DISPOSIZIONI FINALI
Contabilizzazione dei fondi provenienti dalla modulazione o dal rispetto delle condizioni in materia ambientale
1. Gli importi trattenuti in conformità degli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 1259/1999 o dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1655/2004 sono accreditati dallo Stato membro su un conto specifico aperto per ciascun organismo pagatore o su un conto specifico aperto nello Stato membro. La contabilizzazione deve permettere di identificare l’origine dell’importo accreditato in relazione al pagamento del relativo aiuto al beneficiario.
2. Gli Stati membri possono ridistribuire agli organismi pagatori di loro scelta gli importi raccolti di cui al paragrafo 1 ai fini di una loro utilizzazione. Detti importi sono accreditati sul conto o sui conti di cui al paragrafo 1 ed utilizzati esclusivamente per il finanziamento del sostegno comunitario supplementare di cui all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1259/1999 o per le misure di accompagnamento di cui all’articolo 1, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1655/2004.
Gli interessi generati dai fondi non utilizzati sono aggiunti al saldo disponibile alla fine di ogni esercizio finanziario ed utilizzati per il finanziamento delle medesime misure.
3. Per le spese relative alle misure di cui al paragrafo 2, la contabilità degli organismi pagatori è tenuta separata dalle altre spese relative allo sviluppo rurale e comporta, per ciascun pagamento, una distinzione contabile tra i fondi nazionali ed i fondi provenienti dall’applicazione degli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 1259/1999 o dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1655/2004.
4. Gli importi trattenuti in conformità degli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 1259/1999 o dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1655/2004 e gli interessi da essi eventualmente generati che non sono stati pagati in conformità dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 963/2001 della Commissione (14) o dell’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1655/2004, sono dedotti dai pagamenti mensili quando la Commissione adotta la decisione relativa alle spese di ottobre dell’esercizio di cui trattasi, in applicazione dell’articolo 15, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1290/2005. Se del caso, il tasso di cambio da utilizzare è quello di cui all’articolo 7, paragrafo 2, del presente regolamento.
Spese del FEAOG, sezione «garanzia», per lo sviluppo rurale, effettuate tra il 16 ottobre e il 31 dicembre 2006
Lo Stato membro che, in conformità dell’articolo 39, paragrafo 1, lettera a), seconda frase, del regolamento (CE) n. 1290/2005, nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale per il periodo 2000-2006 prevede di effettuare pagamenti relativi alla sezione «garanzia» del Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (FEAOG) fino al 31 dicembre 2006, ne fa richiesta alla Commissione entro il 1o luglio 2006, presentando le giustificazioni pertinenti. Nella domanda sono precisati il programma o i programmi e le misure di cui trattasi.
In caso di applicazione del primo comma, gli Stati membri comunicano alla Commissione, entro il 31 gennaio 2007, per ogni programma e per ogni misura, la data in cui sono stati effettuati i pagamenti per il FEAOG, sezione «garanzia».
Il regolamento (CE) n. 296/96 e la decisione C/2004/1723 del 26 aprile 2004 sono abrogati a decorrere dal 16 ottobre 2006.
Tuttavia il regolamento (CE) n. 296/96, eccetto l’articolo 3, paragrafo 6 bis, lettera a), e la decisione C/2004/1723 continuano ad applicarsi per tutte le spese effettuate dagli Stati membri nell’ambito del FEAOG, sezione «garanzia», fino al 15 ottobre 2006.
I riferimenti al regolamento e alla decisione abrogati si intendono fatti al presente regolamento e vanno letti secondo la tavola di concordanza che figura nell’allegato XII.
1. Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
2. Esso si applica a decorrere dal 16 ottobre 2006, per le entrate riscosse e per le spese sostenute dagli Stati membri nell’ambito del FEAGA e del FEASR, per gli esercizi 2007 e successivi. Tuttavia, l’articolo 20 si applica dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Fatto a Bruxelles, il 21 giugno 2006.
(1) GU L 209 del 11.8.2005, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 320/2006 (GU L 58 del 28.2.2006, pag. 42).
(2) GU L 216 del 5.8.1978, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 695/2005 (GU L 114 del 4.5.2005, pag. 1).
(4) GU L 277 del 21.10.2005, pag. 1.
(5) GU L 298 del 23.9.2004, pag. 3.
(6) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 113. Regolamento abrogato dal regolamento (CE) n. 1782/2003 (GU L 270 del 21.10.2003, pag. 1).
(7) GU L 39 del 17.2.1996, pag. 5, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1607/2005 (GU L 256 dell’1.10.2005, pag. 12).
(8) Notificata il 26 aprile 2004, modificata da ultimo dalla decisione C/2005/3741, notificata il 30 settembre 2005.
(9) Cfr. la pagina 35 della presente Gazzetta ufficiale.
(10) Cfr. la pagina 90 della presente Gazzetta ufficiale.
(11) GU L 349 del 24.12.1998, pag. 36
(12) GU L 270 del 21.10.2003, pag. 1.
(13) GU L 31 del 4.2.2005, pag. 6.
(14) GU L 136 del 18.5.2001, pag. 4.
TABELLA DEGLI ALLEGATI
IMPORTO GLOBALE DELLE SPESE SOSTENUTE E DELLE ENTRATE CON DESTINAZIONE SPECIFICA RISCOSSE NEL CORSO DI UN MESE (ARTICOLO 4, PARAGRAFO 1, LETTERA A))
DICHIARAZIONE DELLE SPESE MENSILI DEL FEAGA (ARTICOLO 4, PARAGRAFO 1, LETTERA B))
T 101 – STATO DI CONCORDANZA DEI DATI (ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, LETTERA C))
T 103 – RIEPILOGO (ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, LETTERA B))
T 104 - DATI RIPARTITI SECONDO LA NOMENCLATURA DEL BILANCIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, PER TIPO DI SPESA E DI ENTRATA (ARTICOLO 4, PARAGRAFO 1, LETTERA A))
T 106 – IMPORTI TRATTENUTI IN APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 3 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1259/99 (ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, LETTERA E))
T 107 – IMPORTI TRATTENUTI IN APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 4 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1259/99 O DELL’ARTICOLO 1 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1655/2004 (ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, LETTERA E))
T 108 - UTILIZZAZIONE DEGLI IMPORTI TRATTENUTI IN APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 3 E 4 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1259/99 O DELL’ARTICOLO 1 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1655/2004 (ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, LETTERA E))
T 109 – RIEPILOGO DELL’UTILIZZAZIONE DEGLI IMPORTI TRATTENUTI IN APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 3 E 4 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1259/99 O DELL’ARTICOLO 1 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1655/2004 (ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, LETTERA E))
PREVISIONI DI SPESA DEL FEASR (ARTICOLO 14)
DICHIARAZIONE DELLE SPESE MENSILI DEL FEASR (ARTICOLO 17)
Intestazione della dichiarazione
L’intestazione della dichiarazione comprende i seguenti elementi:
Un identificatore del tipo di messaggio e dello Stato membro che trasmette l’informazione. Detto identificatore sarà comunicato dalla Commissione.
Il periodo cui si riferisce la dichiarazione.
Informazioni relative alle spese e alle entrate del periodo considerato:
Importo complessivo esclusa liquidazione
Previsioni esclusa liquidazione
Informazioni relative all’ammasso pubblico
Corpo della dichiarazione
Il corpo della dichiarazione comprende i seguenti elementi:
Identificatore della voce o dell’articolo
Importi dichiarati e previsioni
Giustificazione delle differenze rispetto alle previsioni.
Nella sezione finale della dichiarazione è riportata una somma di controllo che corrisponde al totale di tutti gli importi dichiarati nell’intestazione e nel corpo della dichiarazione stessa.
Sintassi del messaggio
Intestazione della dichiarazione: occorrenza dei dati = 1
Codice di identificazione assegnato dalla Commissione
Data (GGMMAAAA)
Data di inizio della dichiarazione
Data di fine della dichiarazione
Numero (30,2)
Importo complessivo del mese esclusa liquidazione
Spese relative all’ammasso pubblico
Corpo della dichiarazione: occorrenza dei dati = da 1 ad n
Linea di bilancio (voce o articolo)
Importo delle spese/entrate
Importo delle previsioni
Differenza rispetto ai mesi precedenti
Previsione della differenza riportata ai mesi successivi
Differenza rispetto ai mesi successivi
Sezione finale: Occorrenza dei dati = 1
Valore di controllo: somma di tutti gli importi del messaggio
Spese per il periodo dal … al …
Importo complessivo del mese esclusa liquidazione (1):
Previsioni esclusa liquidazione (2):
Differenza = (1) – (2):
Importo complessivo del mese inclusa liquidazione:
Di cui spese per l’ammasso pubblico (categoria 2)
Obbligatorio per l’ultimo fax settimanale del mese o su espressa richiesta della Commissione
Nomenclatura appropriata
Spese/entrate (1)
Previ-sioni (2)
Differen-ze = (1)-(2)
Giustificazione delle principali differenze in milioni di euro
Derivanti dai mesi precedenti
Riporto ai mesi successivi
Derivanti dai mesi successivi
Errore di previsione
Un identificatore del tipo di messaggio e dello Stato membro che trasmette l’informazione. Si tratta di un codice riconosciuto dalla Commissione, che consente di identificare il tipo di dichiarazione trasmessa e lo Stato membro interessato. (Avvertenza: l’identificatore serve in particolare a garantire che chi trasmette la dichiarazione sia effettivamente abilitato a effettuare dichiarazioni per lo Stato membro considerato). L’identificatore sarà comunicato dalla Commissione.
Periodo di spesa cui si riferisce la dichiarazione. Esempio: 1105 per il periodo di spesa 11-2005 e la dichiarazione del 10.12.2005.
Nome, telefono, fax e indirizzo di posta elettronica del responsabile della dichiarazione.
Il corpo della dichiarazione comprende i seguenti elementi per ciascun articolo della nomenclatura del FEOGA:
Identificatore dell’articolo (ad esempio 050201) o della voce
Importo dichiarato in euro
Nel riepilogo finale sono riportate le seguenti informazioni:
Totale dichiarato in euro
Il messaggio termina con un campo per eventuali osservazioni, costituito da zero a cento linee di testo. Questo campo è utilizzato per fornire complementi di informazione specificamente richiesti dalla Commissione.
Codice di identificazione assegnato dalla DG AGRI
Periodo cui si riferisce il fax
Testo libero (250 caratteri)
Cognome e nome del responsabile della dichiarazione
Testo libero (50 caratteri)
Telefono del responsabile della dichiarazione
Indirizzo di posta elettronica del responsabile della dichiarazione
Fax del responsabile della dichiarazione
Testo (8 caratteri)
Voce o capitolo per il quale è presentata la dichiarazione
Numero (15,2)
Importo totale della dichiarazione in euro
Sezione osservazioni: Occorrenza dei dati = da 1 ad n
Testo libero (200 caratteri)
<C>999<V>Osservazione – Prima riga
<C>999<V>Osservazione – Seconda riga
FEAGA Dichiarazione del 10 del mese: Spese ed entrate
Pagina 1: Importi
articolo o voce 1
articolo o voce 2
articolo o voce n
TOTALE DA INSERIRE
TOTALE CALCULATO
Pagina 2: Osservazioni
STATO DI CONCORDANZA DEI DATI COMUNICATI
La spesa totale e le entrate con destinazione specifica relative al mese di … ammontano a
Le spese e le entrate con destinazione specifica relative a tale mese e notificate il … ammontano a
3) Eventuale differenza = (1) - (2)
GIUSTIFICAZIONE DELLA DIFFERENZA DI CUI AL PUNTO 3)
1) Linee di bilancio della spesa:
2) Linee di bilancio delle entrate con destinazione specifica:
TABELLA 103
DATI RELATIVI ALLA SPESA E ALLE ENTRATE CON DESTINAZIONE SPECIFICA E PREVISIONI SCHEDA RIEPILOGATIVA
Spese cumulate dichiarate n+1 n-1
Spese per il mese di …
Spese dal 16.10.2005 al …
Verifica del cumulo
mese n+1
mesi n+2 e n+3
n+4 fino al 15 ottobre
Verifica deL TOTALE
TOTALE CALCOLATO
Entrate con destinazione specifica cumulate dichiarate n+1
Entrate con destinazione Specifica per il mese di …
Entrate con destinazione Specifica dal 16.10.2005 al …
Previsioni delle entrate con destinazione specifica
Spese cumulate ed entrate con destinazione specifica dichiarate n+1
Spese e entrate con destinazione specifica per il mese di …
Spese e entrate con destinazione specifica dal 16.10.2005 al …
Previsioni delle spese e delle entrate con destinazione specifica
Firmatario autorizzato:
Timbro (1):
(1) Applicabile solo se la tabella è inviata su carta
T 104 - DATI RIPARTITI SECONDO LA NOMENCLATURA DEL BILANCIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, PER TIPO DI SPESA E DI ENTRATA
Un identificatore del tipo di messaggio e dell’organismo pagatore che trasmette l’informazione. (Avvertenza: l’identificatore serve in particolare a garantire che chi trasmette la dichiarazione sia effettivamente abilitato a effettuare dichiarazioni per lo Stato membro considerato). L’identificatore sarà comunicato dalla Commissione.
Periodo di spesa cui si riferisce la dichiarazione. Esempio: 200511 per il periodo di spesa 11-2005 e il T104 del 20.12.2005.
Lingua della dichiarazione
Il corpo della dichiarazione comprende i seguenti elementi per ciascuna sottovoce della nomenclatura del FEOGA:
Identificatore della sottovoce (ad esempio 050201043010001 o 050201049999999 se la sottovoce non è nota).
Denominazione della sottovoce nella lingua scelta nell’intestazione della dichiarazione.
Importo dichiarato per il periodo considerato (N), importo cumulativo dichiarato dall’inizio dell’esercizio, previsioni per i periodi N+1, N+2… N+3 e N+4… fine esercizio. Tutti gli importi debbono essere dichiarati in EUR.
Dopo l’elenco di tutte le voci figurano i seguenti elementi:
Il totale dichiarato per il periodo considerato (N), il totale dell’importo cumulativo dichiarato dall’inizio dell’esercizio, il totale delle previsioni per i periodi N+1, N+2… N+3 e N+4… fine esercizio.
Giustificazione dell’utilizzo delle sottovoci «9999999»
Un campo per osservazioni libere
Periodo di spesa
Codice ISO della lingua
[DESCRIZIONE] *
Testo libero (600)
Denominazione della sottovoce
Importo dichiarato
Importo cumulativo
Importo delle previsioni per il periodo successivo
Importo delle previsioni per il periodo N+2… N+3
Importo delle previsioni per il periodo N+4… fine esercizio
Importo totale dichiarato
Importo totale cumulativo
Importo totale delle previsioni per il periodo successivo
Importo totale delle previsioni per il periodo N+2… N+3
Importo totale delle previsioni per il periodo N+4… fine esercizio
Testo libero (80)
Giustificazione delle sottovoci 9999999
TABELLA 106
IMPORTI DETRATTI A TITOLO DELL'ARTICOLO 3 DEL REGOLAMENTO (CE) n. 1259/99
(dal 16/10/N-1 al …)
ORGANISMO PAGATORE:
Sottovoci di bilancio:
Rettifiche relative all'esercizio finanziario (N-1, 2, …)
TABELLA 107
IMPORTI DETRATTI A TITOLO DELL'ARTICOLO 4 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1259/99 O DELL'ARTICOLO 1 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1655/2004
TABELLA 108
UTILIZZO DEGLI IMPORTI DETRATTI A TITOLO DEGLI ARTICOLI 3 E 4 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1259/1999 O DELL'ARTICOLO 1 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1655/2004
ANNO DELLA DETRAZIONE N
Spese effettuate nel corso degli esercizi finanziari
Importi totali utilizzati
TABELLA 109
SOMMARIO DELL'UTILIZZO DEGLI IMPORTI DETRATTI A TITOLO DEGLI ARTICOLI 3 E 4 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1259/1999 O DELL'ARTICOLO 1 DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1655/2004
IMPORTI DETRATTI NELL'ESERCIZIO FINANZIARIO N (1)
Rettifiche sugli importi detratti
Interessi prodotti dai fondi non utilizzati
(1) Questo importo deve essere uguale alla somma dei totali delle tabelle 106 e 107 stabiliti in data …
PREVISIONI DELL’IMPORTO A CARICO DEL FEASR, DA PRESENTARE ENTRO IL 31 GENNAIO
Stima degli importi in euro a carico del FEASR nell’anno «N» per:
N. del programma
Stima dell’importo in euro a carico del FEASR nell’anno «N+1» per:
Ottobre -Dicembre
PREVISIONI DELL’IMPORTO A CARICO DEL FEASR, DA PRESENTARE ENTRO IL 31 LUGLIO
A) DICHIARAZIONE DELLE SPESE
Programma di sviluppo rurale _________________________ n. CCI__________
Elenco delle operazioni per le quali l’organismo pagatore ha versato il contributo comunitario tra il __/__/__ e il __/__/__
Spesa pubblica all’origine del finanziamento comunitario
Misura 1xy
(calcolo automatico)
Misura 2xy
Misura 3xy
Azioni Leader tipo Asse I (411)
Azioni Leader tipo Asse II (412)
Azioni Leader tipo Asse III (413)
Progetti di cooperazione (421)
Funzionamento dei GAL (431)
Totale Asse Leader
B) RIEPILOGO SPESA PUBBLICA
Totale spese pubbliche
(fissato nel programma)
Asse LEADER
C) DOMANDA DI PAGAMENTO
Contributo totale del FEASR corrispondente alle spese dichiarate
Recuperi effettuati duarante il periodo della dichiarazione (-)
Regolarizzazione del massimale o riduzione della dichiarazione precedente (+)
Saldo (eventuale +/-) della decisione di liquidazione dell’anno x
Importo domandato al FEASR
Per l’organismo pagatore, data, nome e qualifica della persona che compila la dichiarazione
Per l’organismo di coordinamento, data, nome e qualifica della persona che autorizza la trasmissione alla Commissione
Regolamento (CE) n. 296/96
Articolo 3, paragrafo 3 bis
Articolo 3, paragrafo 6, lettera a)
Articolo 4, paragrafo 2, lettera a)
Articolo 3, paragrafo 6, lettera b)
Articolo 4, paragrafo 2, lettera b)
Articolo 3, paragrafo 6, lettera c)
Articolo 4, paragrafo 2, lettera c)
Articolo 3, paragrafo 6, lettera d)
Articolo 4, paragrafo 2, lettera d)
Articolo 3, paragrafo 6 bis, lettera a)
Articolo 3, paragrafo 6 bis, lettera b)
Articolo 4, paragrafo 2, lettera e)
Articolo 3, paragrafo 11
Articolo 4, paragrafo 2, lettere a) e b)
Articolo 5, paragrafi 1, 3 e 4
L 171/35
REGOLAMENTO (CE) N. 884/2006 DELLA COMMISSIONE
recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio in ordine al finanziamento da parte del Fondo europeo di garanzia agricola (FEAGA) degli interventi sotto forma di ammasso pubblico e alla contabilizzazione delle operazioni di ammasso pubblico da parte degli organismi pagatori degli Stati membri
visto il regolamento (CEE) n. 1883/78 del Consiglio, del 2 agosto 1978, relativo alle norme generali per il finanziamento degli interventi da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, sezione garanzia (1), in particolare l’articolo 9,
visto il regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune (2), in particolare l’articolo 42,
Al finanziamento delle misure di intervento destinate a regolarizzare i mercati agricoli, a norma dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1290/2005, provvede la Comunità alle condizioni previste dalla normativa agricola settoriale. Per le misure di intervento sotto forma di ammasso pubblico, a norma dell’articolo 4 del regolamento (CEE) n. 1883/78 l’importo che deve essere finanziato dalla Comunità è determinato dai conti annuali stabiliti dagli organismi pagatori. Tale regolamento ha anche fissato le regole e le condizioni relative a tali conti. È opportuno prevedere le corrispondenti modalità di applicazione in seguito all’istituzione, con il regolamento (CE) n. 1290/2005, del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) che sostituisce la sezione «garanzia» del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG).
A norma dell’articolo 10 regolamento (CE) n. 1290/2005 le misure di intervento sotto forma di ammasso pubblico possono essere finanziate soltanto se le relative spese sono state eseguite dagli organismi pagatori designati dagli Stati membri. Fatta eccezione per il pagamento degli aiuti comunitari, l’esecuzione dei compiti relativi alla gestione e al controllo delle misure di intervento può essere delegata, a norma dell’articolo 6, paragrafo 1, secondo comma del medesimo regolamento. È necessario che tali compiti possano essere eseguiti per il tramite di vari organismi pagatori. È altresì opportuno disporre che la gestione di determinate misure di ammasso pubblico possa essere affidata a terzi, enti pubblici o privati, sotto la responsabilità dell’organismo pagatore. Di conseguenza è opportuno definire l’ambito della responsabilità degli organismi pagatori a questo riguardo, precisare i loro obblighi e stabilire secondo quali condizioni e quali regole sia possibile affidare a terzi, pubblici o privati, la gestione di determinate misure di ammasso pubblico. In quest’ultimo caso è altresì opportuno imporre che gli enti interessati agiscano sulla scorta di contratti che tengono conto degli obblighi e dei principi generali stabiliti dal presente regolamento.
Le spese relative alle misure di intervento sotto forma di ammasso pubblico possono essere di varia natura. È quindi necessario precisare, per ogni categoria di operazioni, quali siano le spese ammesse a beneficiare del finanziamento comunitario e in particolare le condizioni di detto finanziamento, fissando i requisiti di ammissibilità e le relative modalità di calcolo. In tale contesto occorre, in particolare, precisare in quali casi tali spese debbano essere prese in considerazione in base agli elementi effettivamente constatati dagli organismi pagatori oppure in base a importi forfettari stabiliti dalla Commissione.
Per permettere agli Stati membri che non appartengono alla zona euro di consolidare le loro spese in moneta nazionale e in euro in maniera armonizzata, è necessario prevedere le modalità di registrazione delle operazioni relative all’ammasso pubblico nei libri contabili e stabilire il tasso di cambio applicabile.
Per determinare l’importo del finanziamento comunitario delle spese di ammasso pubblico, tenendo conto della natura molto variegata delle misure e dell’assenza di fatti generatori omogenei, è opportuno stabilire un fatto generatore unico basato sui conti stabiliti e tenuti dagli organismi pagatori, nei quali sono iscritti, rispettivamente al passivo ed all’attivo, i vari elementi che compongono le spese e gli introiti constatati dai medesimi organismi.
A norma dell’articolo 6 del regolamento (CE) n. 883/2006 del21 giugno 2006 recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, per quanto riguarda la tenuta dei conti degli organismi pagatori, le dichiarazioni delle spese e delle entrate e le condizioni di rimborso delle spese nell’ambito del FEAGA e del FEASR (3), per ottenere il pagamento delle spese di ammasso pubblico gli organismi pagatori sono tenuti a inserire nella dichiarazione delle spese i valori e gli importi registrati nella contabilità nel corso del mese successivo al mese a cui si riferiscono le operazioni di ammasso pubblico. Per permettere il corretto svolgimento di questa procedura è opportuno stabilire le modalità di comunicazione alla Commissione delle informazioni necessarie per il calcolo delle spese.
La contabilità delle scorte pubbliche detenute nell’ambito dell’intervento deve permettere non solo di stabilire l’importo del finanziamento comunitario, ma anche di conoscere la reale situazione delle scorte di prodotti in regime di intervento. È opportuno prevedere a tal fine che gli organismi pagatori tengano una contabilità di magazzino distinta dai conti finanziari, comprensiva degli elementi necessari per il controllo delle scorte e la gestione del finanziamento delle spese e delle entrate generate dalle misure di intervento sotto forma di ammasso pubblico.
Gli organismi pagatori hanno l’obbligo di contabilizzare gli elementi relativi ai quantitativi, ai valori e a determinate medie. Sarebbe tuttavia opportuno, in funzione delle circostanze, non prendere in considerazione alcune operazioni o spese, oppure tenerne conto in base a norme specifiche. Per evitare disparità di trattamento e garantire la tutela degli interessi finanziari della Comunità occorre precisare i suddetti casi e circostanze e le relative modalità di contabilizzazione.
La data di registrazione nella contabilità delle varie voci di spesa e di entrata inerenti alle misure di intervento sotto forma di ammasso pubblico dipende dalla natura delle operazioni e può essere stabilita nell’ambito della normativa agricola settoriale pertinente. Appare opportuno prevedere una norma generale secondo cui la contabilizzazione di tali voci si effettua alla data in cui ha luogo l’operazione materiale che scaturisce dalla misura di intervento e i casi particolari da prendere in considerazione.
Nell’ambito della loro responsabilità generale è necessario che gli organismi pagatori procedano regolarmente e periodicamente al controllo delle scorte dei prodotti in regime d’intervento. Per garantire l’applicazione uniforme di tale obbligo da parte di tutti gli organismi pagatori è opportuno stabilire la periodicità e i principi generali applicabili ai controlli e agli inventari.
Il valore attribuito alle operazioni relative all’ammasso pubblico dipende dalla natura delle operazioni stesse e può essere stabilito nell’ambito della normativa agricola settoriale pertinente. È pertanto opportuno stabilire una norma generale secondo cui il valore degli acquisti e delle vendite è uguale alla somma dei pagamenti o degli incassi, eseguiti o da eseguire, relativi alle operazioni materiali e definire le regole specifiche o i casi particolari da prendere in considerazione.
È opportuno stabilire la forma e il contenuto dei documenti che è necessario comunicare nell’ambito delle misure relative all’ammasso pubblico di prodotti all’intervento, nonché le condizioni e le modalità di trasmissione e di conservazione di tali documenti da parte degli Stati membri. Per ragioni di coerenza con le norme fissate in altri settori che beneficiano del finanziamento della politica agricola comune, è necessario che le comunicazioni e gli scambi di informazioni previsti dal presente regolamento siano effettuati alle condizioni e secondo le modalità definite all’articolo 18 del regolamento n. 883/2006.
Le misure previste dal presente regolamento sostituiscono le disposizioni dei regolamenti (CEE) n. 411/88 della Commissione, del 12 febbraio 1988, che stabilisce il metodo ed il tasso d’interesse da utilizzare per il calcolo delle spese di finanziamento degli interventi costituiti da acquisti, magazzinaggio e vendita (4), (CEE) n. 1643/89 della Commissione, del 12 giugno 1989, che definisce gli importi forfettari destinati al finanziamento delle operazioni materiali inerenti all’ammasso pubblico dei prodotti agricoli (5), (CEE) n. 2734/89 della Commissione, dell’8 settembre 1989, che determina gli elementi da prendere in considerazione per calcolare le spese derivanti dell’applicazione dell’articolo 37, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio, che devono essere finanziate dal FEAOG, sezione garanzia (6), (CEE) n. 3492/90 del Consiglio, del 27 novembre 1990, che determina gli elementi da prendere in considerazione nei conti annuali per il finanziamento, da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, sezione «Garanzia», delle misure di intervento di magazzinaggio pubblico (7), (CEE) n. 3597/90 della Commissione, del 12 dicembre 1990, relativo alle norme contabili per misure d’intervento implicanti l’acquisto, il magazzinaggio e la vendita di prodotti agricoli da parte degli organismi d’intervento (8), (CEE) n. 147/91 della Commissione, del 22 gennaio 1991, che definisce e fissa i limiti di tolleranza per le perdite quantitative di prodotti agricoli giacenti all’intervento pubblico (9) e (CE) n. 2148/96 della Commissione dell’8 novembre 1996 che stabilisce le norme di valutazione e di controllo dei quantitativi di prodotti agricoli in regime d’intervento pubblico (10).
È opportuno pertanto abrogare i regolamenti CEE) n. 411/88, (CEE) n. 1643/89, (CEE) n. 2734/89, (CEE) n. 3492/90, (CEE) n. 3597/90, (CEE) n. 147/91 e (CE) n. 2148/96.
Le misure previste nel presente regolamento sono conformi al parere del comitato dei Fondi agricoli,
MISURE DI INTERVENTO SOTTO FORMA DI OPERAZIONI DI AMMASSO PUBBLICO
Il presente regolamento stabilisce le condizioni e le regole applicabili al finanziamento, da parte del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA), delle spese connesse alle misure di intervento relative all’ammasso pubblico, alla gestione e al controllo delle operazioni corrispondenti da parte degli organismi pagatori di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1290/2005, alla contabilità delle spese e delle entrate corrispondenti del FEAGA e alla comunicazione alla Commissione delle informazioni e dei documenti pertinenti.
Responsabilità e obblighi dell’organismo pagatore
1. Gli organismi pagatori provvedono alla gestione e al controllo delle operazioni connesse alle misure di intervento relative all’ammasso pubblico, sotto la loro responsabilità, alle condizioni definite nell’allegato I e, se del caso, dalla normativa agricola settoriale, in particolare in base alle percentuali minime di controllo fissate nello stesso allegato.
Essi hanno la facoltà di delegare le proprie competenze ad organismi di intervento rispondenti alle condizioni previste per il riconoscimento all’allegato I, punto 1.C) del regolamento (CE) n. 885/2006 o di intervenire per il tramite di altri organismi pagatori (11).
2. Gli organismi pagatori o gli organismi di intervento possono, ferma restando la loro responsabilità globale nell’ambito dell’ammasso pubblico:
affidare la gestione di alcune misure di ammasso pubblico a persone fisiche o giuridiche che provvedono all’ammasso dei prodotti agricoli di intervento, di seguito denominati «enti assuntori». In tal caso la gestione avviene obbligatoriamente nell’ambito di contratti di ammasso, in base agli obblighi e ai principi generali definite nell’allegato II,
incaricare persone fisiche o giuridiche dell’assolvimento di alcuni compiti specifici previsti dalla normativa settoriale.
3. Gli obblighi a carico degli organismi pagatori, ai fini dell’ammasso pubblico, sono in particolare i seguenti:
tenere una contabilità di magazzino e finanziaria per ogni prodotto oggetto di una misura di intervento di ammasso pubblico, con riferimento alle operazioni che realizzano nel periodo compreso tra il 1o ottobre di un dato anno e il 30 settembre dell’anno successivo, periodo detto «esercizio contabile»;
tenere aggiornato un elenco degli enti assuntori con cui hanno stipulato un contratto di ammasso pubblico. Tale elenco contiene gli elementi tecnici che consentono di determinare con precisione tutti i luoghi di magazzinaggio, le rispettive capacità, il numero di capannoni, di celle frigorifere e di sili, le piante e gli schemi;
tenere a disposizione della Commissione i contratti tipo utilizzati per l’ammasso pubblico, le regole definite per la presa in consegna dei prodotti, l’ammasso e l’uscita dei prodotti dai magazzini degli assuntori, nonché le regole applicabili alla responsabilità di questi ultimi;
tenere una contabilità di magazzino centralizzata e informatizzata, che fa riferimento a tutti i siti di magazzinaggio, a tutti i prodotti, con le rispettive quantità e qualità, e che precisa per ciascun prodotto il peso, se del caso netto e lordo, oppure il volume;
effettuare sotto la propria responsabilità tutte le operazioni relative all’immagazzinamento, alla conservazione, al trasporto o ai trasferimenti dei prodotti di intervento in conformità delle normative comunitarie e nazionali, fatta salva la responsabilità degli acquirenti, degli altri organismi pagatori che intervengono nell’ambito di un’operazione o delle persone a tal fine delegate;
effettuare durante tutto l’anno, a intervalli irregolari e senza preavviso, i controlli sui luoghi di magazzinaggio dei prodotti di intervento. Tali controlli sono effettuati a intervalli regolari e senza preavviso. È tuttavia ammesso un preavviso di durata limitata allo stretto necessario, senza compromettere la finalità del controllo. Il preavviso non può di regola oltrepassare le 24 ore, salvo in casi debitamente giustificati;
effettuare un inventario annuo alle condizioni stabilite all’articolo 8.
Se in uno Stato membro le gestione dei conti dell’ammasso pubblico per uno o più prodotti è affidata a vari organismi pagatori, la contabilità di magazzino e la contabilità finanziaria di cui alle lettere a) e d) sono consolidate a livello di Stato membro prima che siano comunicate le informazioni corrispondenti alla Commissione.
4. Gli organismi pagatori prendono le misure necessarie a garantire:
la buona conservazione dei prodotti oggetto di misure di intervento comunitarie. Essi controllano almeno una volta all’anno la qualità dei prodotti immagazzinati,
l’integrità delle scorte d’intervento.
5. Gli organismi pagatori informano immediatamente la Commissione:
dei casi in cui la proroga del periodo di ammasso di un prodotto può provocarne il deterioramento,
delle perdite quantitative o del deterioramento di un prodotto a causa di calamità naturali.
Se la Commissione viene messa a conoscenza di situazioni di cui al primo comma, lettere a) e b), le decisioni del caso sono adottate:
per le situazioni di cui alla lettera a), secondo la procedura di cui all’articolo 25, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio (12) oppure, secondo la procedura prevista all’articolo corrispondente degli altri regolamenti relativi all’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli;
per le situazioni di cui alla lettera b), secondo la procedura di cui all’articolo 41, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio.
6. Le conseguenze finanziarie risultanti dalla cattiva conservazione del prodotto oggetto di intervento comunitario, in particolare a causa dell’inadeguatezza dei metodi di ammasso, sono a carico degli organismi pagatori. La responsabilità finanziaria incombe agli organismi pagatori, ferma restando la possibilità di ricorso nei confronti degli enti assuntori in caso di inadempimento dei rispettivi impegni o obblighi.
7. L’organismo pagatore garantisce agli agenti della Commissione o alle persone da essa incaricate l’accessibilità in via permanente, per via elettronica o presso la propria sede, alla contabilità dell’ammasso pubblico e a tutti i documenti, i contratti e i fascicoli costituiti o ricevuti nell’ambito dell’intervento.
8. Gli organismi pagatori comunicano:
a richiesta della Commissione, i documenti e le informazioni di cui al paragrafo 7 e le disposizioni amministrative nazionali complementari adottate ai fini dell’applicazione e della gestione delle misure di intervento;
secondo la periodicità prevista all’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 883/2006 le informazioni relative all’ammasso pubblico in base ai modelli riportati nell’allegato III del presente regolamento.
Misure di intervento sotto forma di ammasso pubblico
Le misure di intervento sotto forma di ammasso pubblico possono comprendere le operazioni di acquisto, di ammasso, di trasporto e di trasferimento di scorte, nonché le vendite e altri tipi di smaltimento dei prodotti agricoli alle condizioni previste dalla normativa agricola settoriale pertinente e dal presente regolamento.
Finanziamento delle spese di intervento sostenute nell’ambito delle operazioni di ammasso pubblico
1. Nell’ambito delle operazioni di ammasso pubblico di cui all’articolo 3, il FEAGA finanza a titolo di intervento, a meno che le spese corrispondenti non siano state fissate dalla pertinente normativa agricola settoriale, le spese seguenti:
le spese finanziarie relative alle risorse mobilizzate dagli Stati membri per l’acquisto dei prodotti, secondo le modalità di calcolo definite nell’allegato IV
le spese per le operazioni materiali connesse all’acquisto, alla vendita o a qualsiasi altro tipo di cessione di prodotti (entrata all’ammasso pubblico, permanenza e uscita dei prodotti dall’ammasso pubblico), elencate all’allegato V, in base ad importi forfettari uniformi per la Comunità, calcolati secondo le modalità definite nell’allegato VI
le spese per le operazioni materiali non necessariamente connesse all’acquisto, alla vendita o a qualsiasi altro tipo di cessione di prodotti, in base ad importi forfettari o non forfettari secondo le disposizioni stabilite dalla Commissione nell’ambito della normativa agricola settoriale per i rispettivi prodotti e nell’allegato VII
il deprezzamento dei prodotti agricoli in giacenza, secondo le modalità di calcolo definite nell’allegato VIII;
le differenze (ricavi e perdite) tra il valore contabile e il prezzo di smercio dei prodotti o differenze risultanti da altri fattori.
2. Per gli Stati membri che non appartengono alla zona euro, fatti salvi le norme e i fatti generatori specifici previsti negli allegati del presente regolamento o dalla normativa agricola, in particolare dall’articolo 3, paragrafo 1, e dall’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 883/2006 della Commissione (13), le spese di cui al paragrafo 1, lettere b) e c), del presente articolo, calcolate in base ad importi fissati in euro, e le spese o le entrate in moneta nazionale realizzate in virtù del presente regolamento, sono convertite in moneta nazionale o in euro, secondo i casi, in base all’ultimo tasso di cambio fissato dalla Banca centrale europea anteriormente all’esercizio contabile nel corso del quale le operazioni sono registrate nella contabilità dell’organismo pagatore. Il medesimo tasso di cambio si applica anche alle contabilizzazioni relative ai vari casi specifici di cui all’articolo 7, paragrafo 1, del presente regolamento.
Tuttavia, per l’esercizio contabile 2007 gli Stati membri di cui all’articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (CE) n. Agri/64597/2005, applicano i tassi di cambio di cui all’articolo 13 del presente regolamento.
CONTABILIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI DI AMMASSO PUBBLICO
Contenuto della contabilità delle scorte pubbliche tenuta dagli organismi pagatori
1. Nella contabilità di magazzino di cui all’articolo 2, paragrafo 3, lettera a), sono registrate distintamente le seguenti categorie di voci:
le quantità di prodotti constatate in entrata e in uscita dalle scorte, con o senza movimento fisico;
le quantità utilizzate ai fini della distribuzione gratuita agli indigenti, in virtù del regolamento (CEE) n. 3730/87 del Consiglio (14), e contabilizzate a norma dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 3149/92 della Commissione (15), distinguendo quelle trasferite in un altro Stato membro;
le quantità oggetto di prelievo di campioni, con indicazione distinta dei prelievi eseguiti dagli acquirenti;
le quantità che non è più possibile imballare nuovamente dopo un esame visivo compiuto nel quadro dell’inventario annuale o all’atto di un controllo dopo la presa in consegna all’intervento e che sono vendute mediante trattativa privata;
le quantità mancanti per cause identificabili o non identificabili, comprese quelle corrispondenti alle tolleranze ammesse;
le quantità deteriorate;
le quantità in eccesso;
le quantità mancanti che superano i limiti di tolleranza;
le quantità entrate in magazzino che risultano non soddisfare i requisiti previsti, la cui presa in consegna è pertanto rifiutata;
le quantità nette in giacenza alla fine di ogni mese o alla fine dell’esercizio contabile, che sono riportate al mese o all’esercizio contabile successivo.
2. La contabilità finanziaria di cui all’articolo 2, paragrafo 3, lettera a), contiene:
il valore delle quantità di cui al paragrafo 1, lettera a), del presente articolo, indicando separatamente il valore delle quantità acquistate e delle quantità vendute;
il valore contabile delle quantità utilizzate o imputate al regime di distribuzione gratuita di cui al paragrafo 1, lettera b), del presente articolo;
le spese finanziarie, di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera a);
le spese relative alle operazioni materiali di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettere b) e c);
gli importi derivanti dai deprezzamenti di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera d);
gli importi riscossi o recuperati presso i venditori, gli acquirenti e gli enti assuntori diversi da quelli di cui all’articolo 11, paragrafo 2;
l’importo ottenuto dalle vendite mediante trattativa privata realizzate dopo l’inventario annuale o dopo i controlli successivi alla presa in consegna dei prodotti nelle scorte di intervento;
le perdite e i ricavi sulle uscite di prodotti, tenendo conto dei deprezzamenti di cui alla lettera e) del presente paragrafo;
gli altri elementi di credito o di debito, in particolare quelli corrispondenti ai quantitativi a cui si riferisce il disposto al paragrafo 1, lettere da c) a g) del presente articolo;
il valore contabile medio, per tonnellata o per ettolitro a seconda dei casi.
1. Le voci di cui all’articolo 5 sono contabilizzate per i quantitativi, i valori, gli importi e le medie effettivamente constatati dagli organismi pagatori o per i valori e gli importi calcolati in base a forfait fissati dalla Commissione.
2. Le constatazioni e i calcoli di cui al paragrafo 1 si effettuano fatta salva l’applicazione delle regole seguenti:
le spese di uscita, relative a quantitativi mancanti o deteriorati constatati secondo le regole di cui agli allegati X e XII, sono contabilizzate solo limitatamente alle quantità effettivamente vendute e uscite dai magazzini,
le quantità risultate mancanti in occasione di un trasferimento tra Stati membri non sono considerate entrate in magazzino nello Stato membro di destinazione e non beneficiano di spese forfettarie di entrata,
in caso di trasporto o di trasferimento, le spese di entrata e le spese di uscita fissate forfettariamente sono contabilizzate qualora, secondo la normativa comunitaria, non siano considerate parte integrante delle spese di trasporto,
fatte salve disposizioni particolari della normativa comunitaria, non sono contabilizzati nei libri contabili del FEAGA eventuali importi provenienti dalla vendita di prodotti deteriorati, né eventuali altri importi riscossi in questo contesto,
le quantità in eccesso eventualmente constatate sono contabilizzate in negativo nella situazione e nei movimenti delle scorte tra i quantitativi mancanti. Tali quantità entrano nella determinazione dei quantitativi che superano il limite di tolleranza,
i campioni diversi da quelli prelevati dagli acquirenti sono contabilizzati a norma dell’allegato XII, punto 2, lettera a).
3. La Commissione informa il comitato dei Fondi agricoli delle rettifiche apportate ai dati di cui all’articolo 5 dell’esercizio contabile in corso. Tali rettifiche possono essere comunicate agli Stati membri nell’ambito di una decisione di pagamento mensile o, in mancanza di essa, nell’ambito della decisione relativa alla liquidazione dei conti. Esse sono contabilizzate dagli organismi pagatori alle condizioni indicate in tale decisione.
Date di contabilizzazione delle spese, delle entrate e dei movimenti dei prodotti
1. Le varie voci di spesa e di entrata sono contabilizzate alla data in cui avviene l’operazione materiale che scaturisce dalla misura di intervento.
Tuttavia, nei casi sotto descritti si applicano le seguenti date:
la data alla quale acquista efficacia il contratto di magazzinaggio di cui all’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1262/2001 della Commissione (16), per quanto riguarda lo zucchero bianco e lo zucchero greggio, per i quantitativi presi in consegna sulla scorta di un contratto di magazzinaggio concluso, prima del trasferimento delle scorte, tra l’offerente e l’organismo pagatore,
il giorno dell’incasso, per gli importi riscossi o recuperati, a norma dell’articolo 5, paragrafo 2, lettere f) e g),
la data del pagamento effettivo delle spese relative alle operazioni materiali se tali spese non sono coperte da importi forfettari.
2. Le varie voci relative ai movimenti fisici dei prodotti e alla gestione delle scorte sono contabilizzate alla data in cui avviene l’operazione materiale che scaturisce dalla misura di intervento.
la data della presa in consegna dei prodotti da parte dell’organismo pagatore, a norma del regolamento relativo all’organizzazione comune dei mercati del prodotto di cui trattasi, per i quantitativi che entrano all’ammasso pubblico senza cambiamento di luogo di ammasso,
la data di constatazione dei fatti per i quantitativi mancanti o deteriorati e per i quantitativi in eccesso,
il giorno dell’uscita effettiva dei prodotti dal magazzino, per le vendite mediante trattativa privata di prodotti che restano in magazzino e che non è più possibile imballare nuovamente dopo un esame visivo compiuto nel quadro dell’inventario annuale o all’atto di un controllo dopo la presa in consegna all’intervento,
la fine dell’esercizio contabile per le eventuali perdite che superano il limite di tolleranza.
1. Gli organismi pagatori procedono, nel corso di ogni esercizio contabile, alla compilazione di un inventario per tutti i prodotti che hanno formato oggetto di interventi comunitari.
Essi confrontano i risultati dell’inventario con i dati contabili. Le differenze di quantità constatate e gli importi risultanti dalle differenze quantitative scoperte in occasione di verifiche sono contabilizzati a norma dell’articolo 9, paragrafo 1, lettere b) e c).
2. I quantitativi mancanti connessi a normali operazioni di ammasso sono soggetti ai limiti di tolleranza figuranti nell’allegato XI e corrispondono alla differenza tra le scorte teoriche che risultano dall’inventario contabile, da un lato, e, dall’altro, le scorte reali riscontrate in base all’inventario di cui al paragrafo 1 ovvero le scorte contabili sussistenti dopo l’esaurimento delle scorte reali di un magazzino.
VALORI DEI CONTI
Valore delle operazioni relative all’ammasso pubblico
1. Il valore degli acquisti e delle vendite è pari alla somma dei pagamenti e degli incassi, realizzati o da realizzare, per le operazioni materiali, salvo disposizione specifica prevista dal presente articolo e fatte salve le disposizioni previste:
dall’allegato IX è per i prodotti della distillazione (alcole misto),
dall’allegato X per i quantitativi mancanti,
dall’allegato XII per i prodotti deteriorati o distrutti,
dall’allegato XIII per i prodotti entrati in magazzino, di cui è stata rifiutata la presa in consegna.
2. Il valore degli acquisti è determinato per i quantitativi di prodotti che entrano in magazzino in base al prezzo di intervento, tenendo conto delle maggiorazioni, degli abbuoni, delle detrazioni, delle percentuali e dei coefficienti da applicare ai prezzi di intervento al momento dell’acquisto del prodotto, secondo i criteri stabiliti dalla normativa agricola settoriale.
Tuttavia, per le situazioni e i casi definiti nell’allegato X e nell’allegato XII, punto 2, lettere a) e c), non si prendono in considerazione le maggiorazioni, gli abbuoni, le detrazioni, le percentuali e i coefficienti.
3. Le spese versate o riscosse per le operazioni materiali di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera c), in conformità della normativa comunitaria, all’atto dell’acquisto di prodotti sono contabilizzate tra le spese o le entrate relative a spese tecniche distinguendole dal prezzo di acquisto.
4. Nei conti finanziari di cui all’articolo 5, paragrafo 2, i quantitativi di prodotti che si trovano in giacenza alla fine dell’esercizio contabile e che devono essere riportati all’esercizio contabile successivo sono valutati al valore contabile medio (prezzo di riporto) determinato dal conto mensile dell’ultimo mese dell’esercizio contabile.
5. I quantitativi entrati magazzino che non risultano soddisfare le condizioni per l’ammasso sono contabilizzati come una vendita, al momento dell’uscita dal magazzino, al prezzo al quale sono stati acquistati.
Tuttavia, se al momento dell’uscita fisica di un prodotto sussistono i requisiti per l’applicazione dell’allegato X, lettera b), la Commissione deve essere consultata prima dell’uscita della merce.
6. L’eventuale saldo creditore di un conto è detratto dalle spese dell’esercizio contabile in corso.
7. In caso di modifica degli importi forfettari, dei termini pagamento, dei tassi di interesse o di altri elementi di calcolo, che intervenga dopo il primo giorno di un dato mese, i nuovi elementi si applicano a partire dalle operazioni materiali del mese successivo.
IMPORTI FINANZIATI E DICHIARAZIONE DI SPESE E DI ENTRATE
1. L’importo da finanziare per una misura di intervento contemplata all’articolo 3 è determinato in base ai conti stabiliti e tenuti dagli organismi pagatori, a norma dell’articolo 2, paragrafo 3, lettera a), nei quali sono addebitati e accreditati i vari elementi che compongono le spese e le entrate di cui all’articolo 5, prendendo in considerazione, se del caso, gli importi delle spese fissate dalla normativa agricola settoriale.
2. L’organismo pagatore trasmette alla Commissione, ogni mese e ogni anno, per via elettronica, le informazioni necessarie per il finanziamento delle spese di ammasso pubblico e i conti giustificativi delle spese e delle entrate relative all’ammasso pubblico, in forma di tabelle (Tabelle e-FAUDIT), secondo i modelli riportati nell’allegato III del presente regolamento, entro i termini fissati all’articolo 4, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) n. 883/2006 e all’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 883/2006.
Dichiarazioni di spese ed entrate
1. Il finanziamento da parte del FEAGA è pari alle spese, calcolate in base ai dati comunicati dall’organismo pagatore, previa detrazione delle entrate eventuali originate dalle misure di intervento, convalidate dal sistema informatico posto in essere dalla Commissione e indicate dall’organismo pagatore nella propria dichiarazione delle spese compilata a norma dell’articolo 6 del regolamento (CE) n. 883/2006.
2. Gli importi recuperati in seguito a irregolarità o negligenze ai sensi dell’articolo 32, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1290/2005 e gli importi riscossi o recuperati presso i venditori, gli acquirenti e gli enti assuntori, rispondenti ai criteri di cui all’articolo 12 del regolamento (CE) n. 883/2006, sono dichiarati nel bilancio del FEAGA secondo il disposto dell’articolo 4, paragrafo 2, lettera a), del medesimo regolamento.
SCAMBIO DI INFORMAZIONI E DOCUMENTI
Le comunicazioni e gli scambi di informazioni previsti dal presente regolamento, nonché la compilazione dei documenti i cui modelli figurano nell’allegato III, sono trasmessi attraverso sistemi informatici che permettono lo scambio elettronico sicuro, alle condizioni e secondo le modalità definite all’articolo 18 del regolamento (CE) n. 883/2006.
1. Per gli Stati membri che non appartengono alla zona euro, il valore dei quantitativi netti riportati dall’esercizio contabile 2006 all’esercizio 2007, previa detrazione del secondo deprezzamento alla fine dell’esercizio 2006, è convertito in euro in base all’ultimo tasso di cambio stabilito dalla Banca centrale europea prima dell’esercizio contabile 2007.
2. Se uno Stato membro che non appartiene alla zona euro continua a tenere i conti in moneta nazionale per l’esercizio contabile 2007, a norma dell’articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (CE) n. 883/2006, i tassi di cambio da applicare nel corso e alla fine di tale esercizio sono i seguenti:
l’ultimo tasso di cambio stabilito dalla Banca centrale europea prima dell’esercizio contabile 2007 per la conversione in moneta nazionale:
degli importi forfettari relativi alle spese di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettere b) e c), del presente regolamento,
del valore dei quantitativi mancanti che superano i limiti di tolleranza, di conservazione e di trasformazione, di cui all’allegato X, lettera a), del presente regolamento,
del valore dei quantitativi deteriorati o distrutti in seguito a sinistri, di cui all’allegato XII, punto 2, lettera a), del presente regolamento,
del valore dei campioni diversi da quelli prelevati dagli acquirenti, di cui all’articolo 6, paragrafo 2, lettera f), del presente regolamento,
degli importi forfettari relativi ai quantitativi di cui è rifiutata la presa in consegna, di cui all’allegato XIII, punto 1, lettere a) e b), del presente regolamento;
l’ultimo tasso di cambio stabilito dalla Banca centrale europea prima del primo giorno di ogni trimestre dell’esercizio contabile 2007, iniziando dal 1o ottobre 2006, per la conversione in moneta nazionale:
del valore dei quantitativi mancanti in seguito a furto o altre cause identificabili, di cui all’allegato X, lettera a), del presente regolamento,
del valore dei quantitativi mancanti in seguito al trasferimento o al trasporto, di cui all’allegato X, lettera c), del presente regolamento,
del valore dei quantitativi deteriorati o distrutti in seguito a cattive condizioni di conservazione, di cui all’allegato XII, punto 2, lettera c), del presente regolamento;
l’ultimo tasso di cambio stabilito dalla Banca centrale europea prima dell’esercizio contabile 2008, per la conversione in euro del valore dei quantitativi netti che saranno riportati dall’esercizio contabile 2007 all’esercizio 2008, previa detrazione del secondo deprezzamento alla fine dell’esercizio 2007.
I regolamenti CEE) n. 411/88, (CEE) n. 1643/89, (CEE) n. 2734/89, (CEE) n. 3492/90, (CEE) n. 3597/90, (CEE) n. 147/91 e (CE) n. 2148/96 sono abrogati a decorrere dal 1o ottobre 2006.
I riferimenti ai regolamenti abrogati si intendono fatti al presente regolamento e vanno letti secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato XVI.
Esso si applica a decorrere dal 1o ottobre 2006.
(1) GU L 216 del 5.8.1978, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 695/2005 (GU L 114 del 4.5.2005, pag. 1).
(2) GU L 209 dell’11.8.2005, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 320/2006 (GU L 58 del 28.2.2006, pag. 42).
(3) Cfr. la pagina 1 della presente Gazzetta ufficiale.
(4) GU L 40 del 13.2.1988, pag. 25. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 956/2005 (GU L 164 del 24.6.2005, pag. 8).
(5) GU L 162 del 13.6.1989, pag. 12. Regolamento modificato dal regolamento (CEE) n. 269/91 (GU L 28 del 2.2.1991, pag. 22).
(6) GU L 263 del 9.9.1989, pag. 16.
(7) GU L 337 del 4.12.1990, pag. 3.
(8) GU L 350 del 14.12.1990, pag. 43. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1392/97 (GU L 190 del 19.7.1997, pag. 22).
(9) GU L 17 del 23.1.1991, pag. 9. Regolamento modificato dal regolamento (CEE) n. 652/92 (GU L 70 del 17.3.1992, pag. 5).
(10) GU L 288 del 9.11.1996, pag. 6. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 808/1999 (GU L 102 del 17.4.1999, pag. 70).
(11) Cfr. la pagina 90 della presente Gazzetta ufficiale.
(12) GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78.
(13) GU L 349 del 24.12.1998, pag. 36.
(14) GU L 352 del 15.12.1987, pag. 1.
(15) GU L 313 del 30.10.1992, pag. 50.
(16) GU L 178 del 30.6.2001, pag. 48.
OBBLIGHI A CARICO DEGLI ORGANISMI PAGATORI E PROCEDURE DI ISPEZIONE MATERIALE, in applicazione dell’articolo 2, paragrafo 3
OBBLIGHI E PRINCIPI GENERALI IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ DEGLI ENTI ASSUNTORI CHE DEVONO ESSERE INSERITI NEI CONTRATTI DI AMMASSO STIPULATI TRA UN ORGANISMO PAGATORE E UN ENTE ASSUNTORE, in applicazione dell’articolo 2, paragrafo 2
INFORMAZIONI CHE GLI STATI MEMBRI SONO TENUTI A COMUNICARE, in applicazione dell’articolo 10, paragrafo 2, mediante il sistema informatico di cui all’articolo 12 (Tabelle e-FAUDIT)
CALCOLO DELLE SPESE FINANZIARIE, in applicazione dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera a) + APPENDICE con i tassi di interesse di riferimento
OPERAZIONI MATERIALI COPERTE DAGLI IMPORTI FORFETTARI, di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera b)
IMPORTI FORFETTARI PER LA COMUNITÀ, in applicazione dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera b)
ELEMENTI SPECIFICI DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PER LE SPESE E LE ENTRATE RELATIVE A TALUNI PRODOTTI
DEPREZZAMENTO DEI PRODOTTI IN GIACENZA, in applicazione dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera d)
VALORE DELLE SCORTE DEI PRODOTTI DELLA DISTILLAZIONE (ALCOLE MISTO)
VALORE DEI QUANTITATIVI MANCANTI
VALORE DEI QUANTITATIVI DETERIORATI O DISTRUTTI
NORME CONTABILI APPLICABILI AI PRODOTTI ENTRATI IN MAGAZZINO DI CUI È STATA RIFIUTATA LA PRESA IN CONSEGNA
MODELLO DI DICHIARAZIONE MENSILE DEGLI ENTI ASSUNTORI ALL’ORGANISMO PAGATORE
MODELLO DI DICHIARAZIONE ANNUALE DEGLI ENTI ASSUNTORI ALL’ORGANISMO PAGATORE
OBBLIGHI A CARICO DEGLI ORGANISMI PAGATORI E PROCEDURE DI ISPEZIONE MATERIALE (articolo 2, paragrafo 3)
A. OBBLIGHI DEGLI ORGANISMI PAGATORI
I. Controlli
1. Periodicità e rappresentatività
Almeno una volta l’anno, in ciascun luogo di magazzinaggio, viene effettuato un controllo conforme alle disposizioni di cui al punto B, riguardante in particolare:
la procedura di raccolta delle informazioni relative all’ammasso pubblico;
la conformità dei dati contabili in possesso dell’ente assuntore con quelli trasmessi all’organismo pagatore;
la presenza fisica in magazzino dei quantitativi menzionati nelle registrazioni contabili dell’ente assuntore e costituenti la base dell’ultimo resoconto mensile da questi trasmesso, valutata a vista o, in caso di dubbio o contestazione, mediante pesatura o misurazione;
la qualità sana e mercantile dei prodotti immagazzinati.
La presenza fisica deve essere accertata attraverso un’ispezione materiale sufficientemente rappresentativa, vertente almeno sulle percentuali indicate al punto B, che consenta di concludere circa l’effettiva presenza nelle scorte dell’insieme dei quantitativi iscritti nella contabilità di magazzino.
I controlli di qualità consistono in verifiche visive, organolettiche e olfattive e, in caso di dubbio, si procede ad analisi approfondite.
2. Controlli supplementari
Qualora l’ispezione riveli la presenza di anomalie, deve essere ispezionata una percentuale supplementare dei quantitativi immagazzinati secondo lo stesso metodo. L’ispezione si spingerà, se necessario, sino alla pesatura dell’insieme dei prodotti contenuti nella partita o nel magazzino oggetto del controllo.
II. Verbali dei controlli
1. L’organismo di controllo interno dell’organismo pagatore o l’organismo da quest’ultimo incaricato redige un verbale per ciascuno dei controlli o delle ispezioni materiali effettuati.
2. Il verbale reca almeno le seguenti informazioni:
designazione dell’ente assuntore, l’indirizzo del magazzino visitato e la designazione delle partite controllate;
data e ora dell’inizio e della fine delle operazioni di controllo;
indicazione del luogo in cui il controllo viene effettuato e descrizione delle condizioni di magazzinaggio, di imballaggio e di accessibilità;
generalità complete delle persone che procedono al controllo, loro qualifica professionale e descrizione del mandato;
azioni di controllo effettuate e modalità di misurazione volumetrica applicate (in particolare metodi di misurazione, calcoli effettuati e risultati intermedi e finali ottenuti, conclusioni);
per ciascuna partita o qualità in giacenza nel magazzino, il quantitativo indicato nei registri dell’organismo pagatore, quello indicato nei registri del magazzino e le eventuali discrepanze rilevate tra i due registri;
per ciascuna partita o qualità sottoposta a ispezione materiale, le informazioni di cui alla lettera f), nonché il quantitativo accertato in loco e le eventuali discrepanze; il numero della partita o della qualità, le palette, i cartoni, i sili, le cisterne o gli altri recipienti, la qualità, il peso (se del caso, netto e lordo) o il volume;
dichiarazioni del titolare del magazzino in caso di discrepanze o divergenze;
luogo, data e firma dell’estensore del verbale, nonché dell’ente assuntore o del suo rappresentante;
eventuale espletamento di un controllo più esteso in caso di anomalia, precisando la percentuale dei quantitativi immagazzinati sottoposta a tale controllo, le divergenze constatate e le spiegazioni fornite.
3. I verbali devono essere inviati immediatamente al caposervizio dell’organismo responsabile della contabilità dell’organismo pagatore. Immediatamente dopo il ricevimento del verbale la contabilità dell’organismo pagatore è rettificata in funzione delle divergenze e delle discordanze accertate.
4. I verbali vengono conservati presso la sede dell’organismo pagatore e possono essere consultati dagli agenti della Commissione e dai suoi incaricati.
5. L’organismo pagatore redige un documento di sintesi indicante:
i controlli effettuati, distinguendo tra essi le ispezioni materiali (controlli d’inventario);
i quantitativi verificati;
le anomalie constatate e le ragioni di tali anomalie rispetto ai resoconti mensili e annuali.
Iquantitativi verificati e le anomalie riscontrate sono indicati, per ciascun prodotto interessato, in massa o volume e percentuale dei quantitativi totali detenuti.
Nel documento di sintesi figurano in maniera distinta i controlli effettuati per verificare la qualità dei prodotti immagazzinati. Il documento è trasmesso alla Commissione insieme ai conti annuali di cui all’articolo 8, paragrafo 1, lettera c), punto iii), del regolamento (CE) n. 1290/2005.
Il documento di sintesi è redatto e comunicato alla Commissione per la prima volta con riferimento all’esercizio contabile 2006.
B. PROCEDURA D’ISPEZIONE MATERIALE PER SETTORE DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE NEL CORSO DEI CONTROLLI DI CUI AL PUNTO A
I. Burro
1. La selezione di partite di cui è previsto il controllo corrisponde ad almeno il 5 % del quantitativo totale giacente all’intervento pubblico. La selezione viene effettuata prima della visita del magazzino in base ai dati contabili dell’organismo pagatore, ma non è comunicata all’ente assuntore.
2. La verifica in loco della presenza delle partite selezionate e della loro composizione è effettuata mediante:
identificazione dei numeri di controllo delle partite e dei cartoni sulla base delle ricevute d’acquisto o d’entrata;
pesatura delle palette (1 su 10) e dei cartoni (1 per paletta);
verifica visiva del contenuto di un cartone (una paletta su cinque);
stato dell’imballaggio.
3. La descrizione delle partite sottoposte a ispezione fisica e dei difetti constatati è riportata nel verbale di controllo.
II. Latte scremato in polvere
1. La selezione di partite che si prevede di controllare corrisponde ad almeno il 5 % del quantitativo totale giacente all’intervento pubblico. La selezione viene effettuata prima della visita del magazzino in base ai dati contabili dell’organismo pagatore, ma non è comunicata all’ente assuntore.
identificazione dei numeri di controllo delle partite e dei sacchi in base alle ricevute d’acquisto o di entrata;
pesatura delle palette (1 su 10) e dei sacchi (1 su 10);
verifica visiva del contenuto di un sacco (una paletta su cinque)
III. Cereali
1. Procedura di ispezione materiale
Selezione delle celle o dei locali da controllare, corrispondente ad almeno il 5 % del quantitativo totale di cereali e riso in giacenza per conto dell’intervento pubblico.
La selezione viene effettuata in base ai dati disponibili nella contabilità di magazzino dell’organismo pagatore, ma non è comunicata all’ente assuntore.
Ispezione materiale:
verifica della presenza di cereali o di riso nelle celle o magazzini selezionati;
identificazione dei cereali o del riso,
controllo delle condizioni di magazzinaggio e verifica della qualità dei prodotti immagazzinati alle condizioni previste all’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 824/2000 della Commissione (1) per quanto concerne i cereali e all’articolo 11 del regolamento (CE) n. 708/1998 della Commissione (2) per quanto concerne specificamente il riso,
raffronto del luogo di magazzinaggio e dell’identità dei cereali o del riso con i dati della contabilità di magazzino del deposito;
valutazione dei quantitativi immagazzinati secondo un metodo preventivamente riconosciuto dall’organismo pagatore e la cui descrizione deve essere conservata presso la sede del medesimo.
In ciascuno dei luoghi di magazzinaggio devono essere a disposizione una pianta del magazzino e il documento di metraggio per ciascun silo o cella di magazzinaggio.
In ciascun magazzino i cereali o il riso devono essere immagazzinati in modo da poter consentire l’esecuzione di una verifica volumetrica.
2. Modalità da seguire in caso di constatazione di differenze.
È ammesso un limite di tolleranza per le eventuali differenze constatate in sede di verifica volumetrica dei prodotti.
Si applicano le norme dell’allegato II, punto II, quando la differenza fra il peso del prodotto immagazzinato, constatato in occasione dell’ispezione materiale, e il suo peso contabile è uguale o superiore al 5 % per quanto riguarda i cereali e uguale o superiore al 6 % per quanto riguarda il riso per il magazzinaggio in silo e per il magazzinaggio in magazzini piani.
Nel caso di cereali o di riso immagazzinati in un deposito è possibile tener conto dei quantitativi calcolati mediante pesatura al momento dell’entrata in magazzino anziché di quelli ottenuti da una valutazione volumetrica, qualora quest’ultima non assicuri il grado di precisione auspicabile e purché lo scarto tra i due valori non risulti eccessivo.
L’organismo pagatore può avvalersi di questa possibilità qualora le circostanze, valutate caso per caso, lo giustifichino, e comunque sotto la propria responsabilità. In tal caso, esso è tenuto ad indicarlo nel verbale di controllo attenendosi al seguente modello indicativo:
(Modello indicativo)
CEREALI — CONTROLLO DELLE SCORTE
Ente assuntore:
Magazzino, silo:
Numero di cella:
Quantità secondo la contabilità:
A. Scorte in silo
Volume in base al registro m3 (A)
Volume libero constatato m3 (B)
Volume dei cereali giacenti m3 (A – B)
Peso specifico constatato kg/hl = 100
Peso dei cereali o del riso
B. Scorte in magazzini piani
Superficie occupata: …
Altezza: …
Rettifiche: …
Volume: …
Peso specifico: …
Peso totale: …
… tonnellate
Totale (B):
Peso totale in magazzino:
Differenza rispetto al peso contabile:
…, il …
Controllore dell’organismo pagatore:
IV. Alcole
1. La selezione delle cisterne di cui è previsto il controllo corrisponde ad almeno il 5 % del quantitativo totale in giacenza per conto dell’intervento pubblico. La selezione viene effettuata prima della visita del magazzino in base ai dati contabili dell’organismo pagatore, ma non è comunicata all’ente assuntore.
2. Controllo dei sigilli doganali, ove essi siano previsti dalla normativa nazionale.
3. La verifica in loco della presenza delle cisterne e del loro contenuto è effettuata mediante:
identificazione delle cisterne in base al loro numero e al tipo di alcole contenuto;
verifica dell’identità delle cisterne e del loro contenuto raffrontando i dati della contabilità di magazzino del deposito con i dati che figurano nei libri dell’organismo pagatore;
verifica organolettica della presenza di alcole, del tipo di alcole e del quantitativo presente nelle cisterne;
esame delle condizioni di magazzinaggio mediante verifica visiva di altre cisterne.
4. La descrizione delle cisterne sottoposte a ispezione fisica e dei difetti constatati è riportata nel verbale di controllo.
V. Carni bovine
1. La selezione di partite di cui è previsto il controllo corrisponde ad almeno il 5 % del quantitativo totale in giacenza per conto dell’intervento pubblico. La selezione viene effettuata prima della visita del magazzino in base ai dati contabili dell’organismo pagatore, ma non è comunicata all’ente assuntore.
2. La verifica in loco della presenza delle partite selezionate e della loro composizione comporta per quanto riguarda le carni disossate:
l’identificazione delle partite e delle palette e la verifica del numero di cartoni;
la verifica del peso del 10 % delle palette o dei contenitori;
la verifica del peso del 10 % dei cartoni di ciascuna paletta pesata;
la verifica visiva del contenuto dei cartoni e dello stato di imballaggio nei cartoni.
La selezione delle palette deve tener conto dei differenti tipi di tagli immagazzinati.
VI. Zucchero alla Rinfusa (3)
1. Procedura di ispezione materiale per le giacenze pubbliche di zucchero a partire dalla campagna di commercializzazione 2006-2007
Selezione dei sili, delle celle o delle camere da controllare, corrispondente almeno al 5 % del quantitativo totale di zucchero alla rinfusa in giacenza per conto dell’intervento pubblico.
verifica della presenza dello zucchero alla rinfusa nei sili, nelle celle o nelle camere selezionati,
raffronto tra i dati contabili dell’ente assuntore e quelli dell’organismo pagatore,
identificazione dello zucchero alla rinfusa,
controllo delle condizioni di magazzinaggio e raffronto del luogo di magazzinaggio e dell’identità dello zucchero alla rinfusa con i dati della contabilità dell’ente assuntore;
valutazione dei quantitativi immagazzinati secondo un metodo preventivamente riconosciuto dall’organismo pagatore e la cui descrizione dettagliata deve essere conservata presso la sede del medesimo.
In ciascuno dei luoghi di magazzinaggio devono essere a disposizione una pianta del magazzino e il documento di metraggio per ciascun silo o camera di magazzinaggio;
Lo zucchero alla rinfusa deve essere immagazzinato in modo da consentire una verifica volumetrica.
2. Procedura di ispezione materiale per le giacenze pubbliche di zucchero a partire dalle campagne di commercializzazione 2004-2005 e 2005-2006
Qualora le procedure di inventario sopra descritte al punto 1 non siano applicabili, l’organismo pagatore procede all’apposizione di sigilli ufficiali di piombo su tutti i punti di accesso o di uscita dal silo/luogo di magazzinaggio. L’organismo pagatore ispeziona mensilmente l’integrità dei sigilli per assicurarsi che restino intatti. Le ispezioni formano oggetto di un rapporto dettagliato; l’accesso alle scorte è ammesso esclusivamente alla presenza di un ispettore dell’organismo pagatore.
Lo Stato membro applica una procedura di apposizione dei sigilli tale da garantire l’integrità dei prodotti di immagazzinati all’intervento.
Deve essere effettuata almeno una volta l’anno anche un’ispezione per verificare le condizioni di magazzinaggio e la buona conservazione dei prodotti.
3. Modalità da seguire in caso di constatazione di differenze
In sede di verifica volumetrica si applica un margine di tolleranza.
Si applica l’allegato II quando la differenza fra il peso del prodotto immagazzinato, constatato in occasione dell’ispezione fisica (determinazione volumetrica) e il suo peso contabile è uguale o superiore al 5 % per il magazzinaggio in silo o in magazzini piani.
Per il magazzinaggio di zucchero alla rinfusa in silo/deposito, è possibile tener conto dei quantitativi valutati con la pesatura al momento dell’entrata in magazzino anziché di quelli ottenuti con la valutazione volumetrica, qualora quest’ultima non assicuri il grado di precisione auspicabile e purché lo scarto tra i due valori non risulti eccessivo.
L’organismo pagatore si avvale della possibilità di cui al capoverso precedente se le circostanze, valutate caso per caso, lo giustificano, e comunque sotto la sua responsabilità. In tal caso, è tenuto ad indicarlo nel verbale.
VII. Zucchero Confezionato (4)
Selezione di partite corrispondenti almeno al 5 % del quantitativo totale di zucchero giacente all’intervento pubblico. La selezione delle partite da controllare è effettuata prima della visita del luogo di magazzinaggio in base ai dati disponibili nella contabilità di magazzino dell’organismo pagatore, ma non è comunicata all’ente assuntore.
Verifica in loco della presenza delle partite selezionate e della loro composizione:
identificazione dei numeri di controllo delle partite e dei sacchi in base alle bolle d’acquisto o di entrata;
Per quanto riguarda lo zucchero condizionato in sacchi da 50 kg:
pesatura delle palette (1 su 20) e dei sacchi (1 per paletta);
verifica visiva del contenuto di un sacco (un sacco su dieci palette).
Per quanto riguarda lo zucchero condizionato in sacchi «grandi»:
pesatura di un sacco su 20,
verifica visiva del contenuto di un sacco grande su 20.
Descrizione, nel verbale di inventario, delle partite sottoposte ad ispezione fisica e dei difetti constatati.
Qualora le procedure di inventario sopra descritte al punto 1 non siano applicabili, l’organismo pagatore procede all’apposizione di sigilli ufficiali di piombo su tutti i punti di accesso o di uscita dal luogo di magazzinaggio. L’organismo pagatore ispeziona mensilmente l’integrità dei sigilli per assicurarsi che restino intatti. Le ispezioni formano oggetto di un rapporto dettagliato. L’accesso alle scorte è ammesso esclusivamente alla presenza di un ispettore dell’organismo pagatore.
Lo Stato membro applica una procedura di apposizione dei sigilli tale da garantire l’integrità dei prodotti di immagazzinati all’intervento pubblico
(1) GU L 100 del 20.4.2000, pag. 31. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1068/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 65).
(2) GU L 98 del 31.3.1998, pag. 21. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1107/2004 (GU L 211 del 12.6.2004, pag. 14).
(3) L’inventario sarà realizzato sulle scorte oggetto di un contratto di magazzinaggio.
(4) L’inventario sarà realizzato sulle scorte oggetto di un contratto di magazzinaggio.
OBBLIGHI E PRINCIPI GENERALI IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ DEGLI ENTI ASSUNTORI CHE DEVONO ESSERE INSERITI NEI CONTRATTI DI AMMASSO STIPULATI TRA UN ORGANISMO PAGATORE E UN ENTE ASSUNTORE (articolo 2, paragrafo 2)
L’ente assuntore è responsabile della buona conservazione dei prodotti oggetto di misure di intervento comunitarie. Esso si fa carico delle conseguenze finanziarie risultanti dalla cattiva conservazione dei prodotti.
I. Qualità dei prodotti
In caso di deterioramento della qualità dei prodotti giacenti all’intervento a causa delle cattive condizioni di magazzinaggio o a condizioni di magazzinaggio inadeguate, le perdite sono imputate all’ente assuntore e vengono contabilizzate, come perdite dovute a deterioramento del prodotto dovuto alle condizioni di magazzinaggio (riga 900.001 della tabella 53), nei conti dell’ammasso pubblico.
II. Quantitativi mancanti
1. L’ente assuntore è responsabile di tutte le discrepanze rilevate tra i quantitativi immagazzinati e le indicazioni contenute nei resoconti sullo stato delle scorte trasmessi all’organismo pagatore.
2. I quantitativi mancanti, qualora superino il/i limite/i di tolleranza applicabili a norma dell’articolo 8, paragrafo 2, dell’allegato I, punto B.III, paragrafo 2 e dell’allegato XI, o previsti dalla normativa settoriale vengono totalmente imputati all’ente assuntore come perdita non identificabile. Qualora contesti i quantitativi mancanti, l’ente assuntore può esigere che il prodotto sia pesato o misurato: in tal caso le spese relative all’operazione sono a suo carico, salvo se risulti che i quantitativi dichiarati sono effettivamente presenti oppure che lo scarto non supera il limite o i limiti di tolleranza applicabili, nel qual caso le spese di pesatura o di misurazione sono imputate all’organismo pagatore.
I limiti di tolleranza previsti all’allegato I, punto B.III, paragrafo 2, e punto B.VI, paragrafo 3, si applicano fatte salve le altre tolleranze di cui al primo comma.
III. Documenti giustificativi e dichiarazioni mensili e annuali
1. Documenti giustificativi e dichiarazione mensile:
I documenti relativi all’entrata, alla permanenza e all’uscita dei prodotti, che servono da base alla stesura dei conti annuali, devono essere in possesso dell’ente assuntore e contenere quantomeno i dati seguenti:
luogo di magazzinaggio (con indicazione, se del caso, della cella o cisterna),
quantitativo riportato dal mese precedente,
entrata e uscita di ciascuna partita,
scorte al termine del periodo considerato.
Detti documenti devono consentire un’identificazione certa dei quantitativi in giacenza in qualsiasi momento, tenuto conto in particolare degli acquisti e delle vendite già conclusi, ma riguardanti merci non ancora entrate o uscite dal magazzino.
I documenti relativi all’entrata, alla permanenza e all’uscita dei prodotti sono comunicati dall’ente assuntore all’organismo pagatore almeno una volta al mese sulla base di un riepilogo mensile dei quantitativi in giacenza e devono pervenire all’organismo pagatore anteriormente al giorno 10 del mese successivo a quello a cui si riferiscono.
Un modello di riepilogo mensile dei quantitativi immagazzinati è riportato nell’allegato XIV e messo a disposizione degli enti assuntori da parte degli organismi pagatori in formato elettronico.
2. Dichiarazione annuale
Un resoconto annuale sullo stato delle scorte è redatto dall’ente assuntore sulla base dei riepiloghi mensili di cui al punto 1 ed è trasmesso all’organismo pagatore al più tardi il 15 ottobre successivo alla chiusura dell’esercizio contabile.
Il resoconto annuale sullo stato delle scorte contiene un riepilogo dei quantitativi immagazzinati, suddiviso per prodotto e per luogo di magazzinaggio e recante, per ciascun prodotto, i quantitativi in giacenza, i numeri delle partite (eccettuati i cereali), l’anno di inizio del magazzinaggio (escluso l’alcole) e chiarimenti circa le eventuali anomalie riscontrate.
Un modello del riepilogo annuale dei quantitativi immagazzinati è riportato nell’allegato XV e messo a disposizione degli enti assuntori da parte degli organismi pagatori in formato elettronico.
IV. Contabilità di magazzino informatizzata e messa a disposizione delle informazioni
Il contratto di ammasso pubblico concluso tra l’organismo pagatore e l’ente assuntore contiene disposizioni che permettono di garantire il rispetto della normativa comunitaria.
Il contratto contiene, in particolare, i seguenti elementi:
la tenuta di una contabilità informatizzata delle scorte d’intervento,
la messa a disposizione diretta e immediata di un inventario permanente,
la messa a disposizione in qualsiasi momento dell’insieme dei documenti relativi all’entrata, alla permanenza e all’uscita dei prodotti immagazzinati nonché di tutti i documenti contabili e dei verbali redatti in applicazione del presente regolamento e detenuti dall’ente assuntore,
l’accesso permanente a tali documenti da parte del personale dell’organismo pagatore e della Commissione e di tutte le persone da essi debitamente autorizzate.
V. Forma e contenuto dei documenti trasmessi all’organismo pagatore
La forma e il contenuto dei documenti di cui ai punti 1 e 2 del paragrafo III sono stabiliti alle condizioni e secondo le modalità definite all’articolo 18 del regolamento (CE) n. 883/2006.
VI. Conservazione dei documenti
I documenti giustificativi relativi a tutti gli atti delle operazioni di ammasso pubblico sono conservati dall’ente assuntore per tutto il periodo previsto dall’articolo 9 del regolamento (CE) n. 885/2006, fatte salve le disposizioni nazionali applicabili.
INFORMAZIONI CHE GLI STATI MEMBRI SONO TENUTI A COMUNICARE, IN APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 10, PARAGRAFO 2, MEDIANTE IL SISTEMA INFORMATICO DI CUI ALL’ARTICOLO 12
TABELLE PER L'APPLICAZIONE INFORMATICA E-FAUDIT (1)
(art. 2§8 b), art. 10§2 e art. 12)
Calcolo mensile e annuale di perdite su vendite e deprezzamento
Differenze di prezzo e altri elementi
Calcolo delle spese tecniche
Calcolo delle spese finanziarie.
Situazione e movimenti dell’ammasso pubblico
Calcolo del valore delle perdite superiori alle perdite ammesse durante le operazioni di disossamento (carne bovina)
Rimborso delle spese sostenute a seguito del rifiuto della merce (Spese tecniche) – R. (CE) N°…./2006 (Allegato XIII 1a e 1b)
Rimborso delle spese sostenute a seguito del rifiuto della merce (Spese finanziarie) – R. (CE) N°…./2006 (Allegato XIII 1c e art. 9§5)
Giustificazione dei trasferimenti da altri Stati membri
Tabella riassuntiva per la determinazione degli importi mensili da contabilizzare
Informazioni dettagliate relative agli smerci
Determinazione mensile delle perdite dovute alla fornitura di derrate alimentari destinate agli indigenti nella Comunità (R. (CEE) N° 3730/87) (esclusa la carne bovina)
Carne bovina - Determinazione mensile delle perdite dovute alla fornitura di derrate alimentari destinate agli indigenti nella Comunità (R. (CEE) N° 3730/87)
Determinazione mensile delle perdite dovute alla fornitura gratuita di derrate alimentari
Determinazione del valore da riportare all'inizio dell'esercizio contabile
Esercizio contabile
Con massima tolleranza
OPERAZIONI DA
senza massima tolleranza
Euro — Tonnellate
N. della linea
Metodo di calcolo o riferimenti ad altre tabelle
Quantitativi (t o hl)
T99/010 e 050
Quantitativi riportati dall’esercizio precedente al valore contabile medio di riporto
Deprezzamento straordinario
Voce di bilancio:
=001e-002e
Valore totale dei quantitativi in giacenza all’inizio dell’esercizio
Quantitativi e valore degli acquisti durante il periodo
=004e × coefficiente
Deprezzamento all’acquisto (Allegato VIII §1)
T28/910
Quantitativi ricevuti a seguito di trasferimenti, fino alla fine del mese precedente
Valore da contabilizzare a seguito dei trasferimenti
=001c + 004c + 006c
Quantitativi riportati, acquistati o trasferiti
=003e + 004e – 005e + 008e
Valore contabile totale
=010e/009c
Valore contabile medio
T53/997
Quantitativi usciti alla fine del … (comprese perdite non identificabili)
T53/999
Entrate relative ai quantitativi smaltiti alla fine del … (comprese le perdite non identificabili)
= 009c - 020c
Quantitativi alla fine del …
=011d periodo 12
Valore contabile medio dell’ultimo periodo da riportare al prossimo esercizio
=025c × 031d
Valore teorico dei quantitativi da riportare
Deprezzamento complementare (Allegato VIII §3 e 4)
Numero di linea
Quantità (Tonn. o El.)
Coefficiente o %
Tab. 001 - Linea 9
Tab. 001 – Linea 10
Valore dei quantitativi riportati, acquistati o trasferiti
Altri elementi di debito
T 53 – Linea 993
Quantitativi smaltiti e loro valore compresi i sinistri e le perdite identificabili
= 1c – 5c – 9c
Perdite non attribuibili a cause identificabili
= 1c × % limite
Limite di tolleranza: con limite di tolleranza
= 6c – 7c
Quantitativi che superano il limite e il loro valore
Tab. 001 – Linee 025 e 034
Quantitativi da riportare e loro valore
Importi riscossi e cauzioni incamerate
Tab. 016, 017
Rimborso spese e penalità
Tab. 028 – Linea 990
Valore quantitativi ricevuti a seguito trasferimenti
Tab. 053 o 007 - Linea 998
Perdite constatate all’atto di transferimento verso altri Stati membri
Tab. 009 - Linea 600
Superamento limite di tolleranza trasformazione
Altri elementi di credito
TOTALE CREDITO
= 4g - 16g
SALDO DEBITO/CREDITO
N. di linea
Quantitativi (in t. o hl.)
Importi unitari in EURO
h = e×f×g
Spese forfetarie
Spese di entrata con movimento fisico (T08/c+h)
010.001
Spese di entrata senza movimento fisico (T08/d)
Spese di uscita con movimento fisico (T08/e)
050.001
Spese di uscita senza movimento fisico (T08/f)
070.001
Costi di magazzinaggio
090.001
Spese di dentatura o colorazione (unicamente maggiorazione)
Spese per etichettatura e marcatura (unicamente maggiorazione)
Spese di uscita e ricollocamento in magazzino
Spese forfettarie di trasporto
Rimborso spese tecniche quantitativi rifiutati (T13/100)×(-1)
Spese non forfetarie
Spese effettive di trasporto primario all’acquisto – positivo
Spese effettive di trasporto primario all’acquisto – negativo
Spese di trasporto – Esportazione - positivo
Spese di trasporto – Esportazione - negativo
Spese di trasporto – Trasferimento S.M. - positivo
Spese di trasporto – trasferimenti verso S.M. – valori negativi
Spese di trasporto dopo l’intervento – valori positivi
Spese di trasporto dopo l’intervento – valori negativi
Spese di trasformazione – valori positivi
Spese di trasformazione – valori negativi
Altre spese – valori positivi
Altre spese – valori negativi
TOTALE SPESE TECNICHE
Somma delle scorte all’inizio di ogni mese
Somma delle scorte alla fine di ogni mese (2)
Acquisti del periodo
Riduzione termini di pagamento
Scorta media negativa precedente
Scorta media per calcolo
da (mm/aaaa)
a (mm/aaaa)
TOTALE PARZIALE SPESE DI FINANZIAMENTO
Detrazione dovuta a rifiuti (linea 050, tab. 014)
Detrazione dovuta ai ritardi di ritiro dopo il pagamento dei quantitativi venduti
[Allegato IV (III) §1]
Maggiorazione dovuta ai ritardi di pagamento dopo il ritiro per quantitativi venduti
[Allegato IV (III) §2]
TOTALE SPESE DI FINANZIAMENTO
Mese Anno (mm/aaaa)
Scorte all’inizio di ogni mese
QUANTITATIVI ENTRANTI
QUANTITATIVI USCITI
Trasferimenti per periodo (Quantitativi ricevuti)
Scorte alla fine di ogni mese compresi i trasferimenti
Scorte alla fine di ogni mese senza trasferimenti
Entrate con movimento fisico
Entrate senza movimento fisico
Uscite con movimento fisico + campioni
Uscite senza movimento fisico
Quantitativi mancanti (perdite identificabili o no, furti, sinistri, ecc.) + uscite dopo il termine per cereali (fino a ottobre ’91) e riso
i = b+c+ d-e-f-g+h
j = b+c+d-e-f-g
Quantitativi sottoposti a disossamento o a trasformazione (peso reale) (2)
Quantitativi prodotti (peso reale) (2)
Coefficiente di %
Importo da accreditare al FEAOG
Quantitativi sottoposti a trasformazione alla fine dell’esercizio e trasformati durante questo esercizio
Quantitativi sottoposti a trasformazione e trasformati durante questo esercizio
Totale quantitativi sottoposti a trasformazione e dei quantitativi
Rendimento minimo prescritto
= 300 col. (b)*{1-400 col.(d)}
Perdite eccedenti il rendimento minimale
=300 - 400
= T009/500/c (se negativo)× T009/600/e × T009/600/f
Quantitativi ancora in corso di trasformazione alla fine dell’esercizio (per carni bovine disossate)
Rimborso delle spese sostenute a seguito del rifiuto della merce (Spese tecniche) (Allegato XIII 1a e 1b)
SPESE PER QUANTITATIVI IN ENTRATAI E IN USCITA
Mese/anno dell’uscita (mm/aaaa)
Tonnellate rifiutate
Codici 1 o 2 o 3 o 4 (3)
Somme di importi forfettari validi nel mese di uscita
Tasso applicabile agli importi forfettari
f = b×d×e
SPESE DI MAGAZZINAGGIO
Numero di mese di magazzinaggio
100 TOTALE
(=> T03/560)
Rimborso delle spese sostenute a seguito del rifiuto della merce (Spese finanziarie) (Allegato XIII 1c e art. 9§5)
SPESE DI FINANZIAMENTO
Mese e anno dell’uscita (mm/aaaa)
Numero di mesi di magazzinaggio
Numero di mesi dal termine minimo di pagamento all’entr.
Numero di mesi da prendere in considerazione per il calcolo
Valore contabile medio di riporto
Tasso delle spese di finanziamento (%)
e+c-d
h+b*e*f*(g/12)
(=> T04/105)
VALORE DEGLI ACQUISTI (Senza deprezzamento all’acquisto)
Valore d’acquisto/t.
200 Totale parziale
(=> T53/950)
Tabella 28
Quantitativi ricevuti alla fine del periodo
TRASFERIM. DELL’ULTIMO MESE DELL’ESERCIZIO PRECEDENTE
TRASFERIMENTI DELL’ESERCIZIO IN CORSO
TRASFERIMENTI DEL PERIODO IN CORSO
910 Totale
senza il periodo in corso
(=> T01/006)
(=> T01/008)
990 Totale
senza 001
(=> T02/012)
(=> T52/040)
Questa tabella non dovrebbe essere riempita in caso di Distribuzione gratuita
Tabella 52
Quadro riepilogativo per la determinazione degli importi mensili da contabilizzare
Deprezzamento all’acquisto
Rettifica art. 6 § 3 – decisione del
Spese per operazioni materiali dal … al …
Valore dei quantitativi ricevuti mediante trasferimento o distribuzione gratuita (T54,55/390f)
Valore negativo dei quantitativi riportati (T99/065)
Totale da contabilizzare fino al …
Importi contabilizzati alla fine del mese precedente
Importi da contabilizzare in …
Data (mm/aaaa)
Quantitativi (t/hl)
j = f×g×h×i
Smaltimenti a condizioni normali
Campioni prelevati agli aggiudicatari
Campioni (altri)
Vendite a trattativa privata nell’ambito dell’inventario (art. 5 § 2g e 7 § 2c)
Riassuntivo azione d’urgenza
Deterioramento della qualità del prodotto dovuto alle condizioni di magazzinaggio
910.001
Deterioramento della qualità del prodotto dovuto all’eccessiva durata del magazzinaggio
Perdite identificabili
Rifiuto a seguito controlli di qualità (T14/200)
991.001
Trasferimenti verso altri Stati membri er distribuzione gratuita
Trasferimenti ad altri Stati membri Altri trasferimenti
Totale parziale rubriche da 001 a 992 T02/005c, e
Perdite non identificabili costatate
Totale parziale rubriche 993 + 996 (nella colonna quantitativi)
998.001
Perdite su trasferimenti (distribuzione gratuita o tra Stati membri) T02/013
TOTALE (esclusivamente valore) – T01/021e
Tabella 54
Determinazione mensile delle perdite dovute alla fornitura di derrate alimentari destinate agli indigenti nella Comunità (R. (CEE) N° 3730/87 Prodotti diversi dalle carni bovine
Da scorte proprie:
Pianificazione dell’esercizio:
Quantitativi smaltiti (tonnellate)
Valore dei quantitativi smaltiti
f = c×d×e
— Rettifiche art. 6 § 3 – decisione del
Totale (030):
Altri elementi di debito (positivo)
Altri elementi di credito (negativo – inserire il segno –)
Cauzioni incamerate
Totale (300 + 310 + 320 + 330):
Totale dei quantitativi smaltiti e importo da contabilizzare fino al … (001 + 002 + 390):
Importo contabilizzato fino alla fine del mese precedente (…)
(400 - 410) Importi da contabilizzare in …
Tabella 55
Determinazione mensile delle perdite dovute alla fornitura di derrate alimentari destinate agli indigenti nella Comunità (R. (CEE) N° 3730/87)
g = c×d×e×f
- Rettifiche art. 6 § 3 – decisione del
Data dal/al
Totale dei quantitativi smaltiti e importi da contabilizzare fino al … (001 + 002 + 390):
Importi contabilizzati fino alla fine del mese precedente (…)
Tabella 56
Determinazione mensile delle perdite dovute alla fornitura gratuita di derrate alimentari a
f = 2×d×e
- Rettifiche art. 6 § 3 – decisione del:
Totale da 30 a 200
Data da/a
Altri elementi di credito (negativo: inserire il segno –)
Totale dei quantitativi smaltiti e importo da contabilizzare fino al … (001 + 002 + 390)
Tabella 99
Determinazione del valore da riportare all’inizio dell’esercizio contabile
Criteri di calcolo o riferimenti ad altre tabelle
T01/025c Esercizio precedente
Quantitativi in giacenza alla fine dell’esercizio precedente
T01/031d Esercizio precedente
Valore contabile medio (dichiarazione 10 novembre - esercizio precedente, in EUR)
= 010c × 020d
Valore teorico dei quantitativi riportati all’esercizio in corso (in EUR)
Deprezzamento complementare Allegato VIII §3 e 4 (in EUR)
Valore dei quantitativi riportati al presente esercizio (in EUR)
Valore dei quantitativi riportati al presente esercizio (in EUR) =>T01/001
Valore contabile medio dell’esercizio precedente (in EUR) =>T14/001f
Valore negativo dei quantitativi riportati al presente esercizio (in EUR)
Valore negativo dei quantitativi riportati nell’esercizio in corso (in EUR) =>T52/053
(1) Alcune specificità della forma e il contenuto delle tabelle di base presentate in questo allegato possono cambiare nell'applicazione e-FAUDIT a seconda del prodotto e del periodo di riferimento.
(2) I quantitativi sono espressi in tonnellate e sono riportati con tre cifre decimali dopo la virgola
(3) Codice:
1= Entrata con MF e Uscita con MF
2= Entrata senza MF e Uscita senza MF
3= Entrata con MF e Uscita senza MF
4= Entrata senza MF e Uscita con MF
(MF: Movimento Fisico).
CALCOLO DELLE SPESE FINANZIARIE,
in applicazione dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera a)
I. Tassi di interesse applicabili
1. Per il calcolo delle spese finanziarie che il FEAGA deve sostenere per le risorse mobilizzate dagli Stati membri per l’acquisto dei prodotti all’intervento, la Commissione fissa un tasso di interesse uniforme per la Comunità all’inizio di ciascun esercizio contabile. Il tasso di interesse uniforme corrisponde alla media dei tassi EURIBOR a termine di tre e di dodici mesi praticati nei sei mesi precedenti la comunicazione degli Stati membri di cui al paragrafo 2 del presente punto e applicando rispettivamente una ponderazione di un terzo e due terzi.
2. Per determinare i tassi di interesse applicabili in un dato esercizio contabile, gli Stati membri comunicano alla Commissione, su sua richiesta, il tasso medio di interesse da essi realmente sostenuto nel corso di un periodo di riferimento corrispondente ai sei mesi precedenti la richiesta della Commissione.
Se il tasso di interesse comunicato dagli Stati membri è superiore al tasso di interesse uniforme fissato per la Comunità nel periodo di riferimento, si applica il tasso di interesse uniforme. Se il tasso di interesse comunicato da uno Stato membro è inferiore al tasso di interesse uniforme fissato per la Comunità nel periodo di riferimento, a tale Stato membro si applica un tasso di interesse pari a quello comunicato.
In assenza di comunicazione da parte di uno Stato membro, il tasso di interesse da applicare è quello uniforme fissato dalla Commissione. Tuttavia, se rileva che il livello dei tassi di interesse per tale Stato membro è inferiore al tasso di interesse uniforme, la Commissione fissa per detto Stato membro un tasso di interesse pari al livello inferiore rilevato. Per rilevare il tasso di interesse la Commissione si basa sulla media dei tassi di interesse di riferimento riportati in appendice al presente allegato e relativi al periodo di riferimento di cui al primo comma, maggiorati di un punto percentuale. Se non sono disponibili tutti i tassi di interesse di riferimento per l’intero periodo di riferimento, si utilizzano i tassi disponibili per tale periodo.
II. Calcolo delle spese finanziarie
1. Il calcolo delle spese finanziarie è suddiviso secondo i periodi di validità dei tassi di interesse fissati dalla Commissione conformemente alle norme di cui al punto I.
2. Le spese finanziarie di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera a) sono calcolate applicando il tasso di interesse dello Stato membro al valore medio della tonnellata di prodotto oggetto dell’intervento e moltiplicando il risultato così ottenuto per la scorta media dell’esercizio contabile.
3. Per l’applicazione del paragrafo 2 vigono le seguenti disposizioni:
il valore medio della tonnellata di prodotto è calcolato dividendo la somma dei valori dei prodotti in giacenza il primo giorno dell’esercizio contabile e di quelli acquistati nel corso di tale esercizio per la somma dei quantitativi di prodotti in giacenza il primo giorno dell’esercizio contabile e quelli acquistati nel corso dell’esercizio medesimo;
la scorta media dell’esercizio contabile è calcolata dividendo la somma delle giacenze all’inizio di ogni mese e di quelle a fine mese per un numero pari a due volte il numero di mesi dell’esercizio contabile.
4. Qualora per un prodotto venga fissato un coefficiente di deprezzamento conformemente all’allegato VIII, paragrafo 1, il valore dei prodotti acquistati durante l’esercizio contabile è calcolato detraendo dal prezzo di acquisto l’importo del deprezzamento risultante da tale coefficiente.
5. Qualora per un prodotto venga fissato un secondo deprezzamento conformemente all’allegato VIII, paragrafo 3, secondo comma, il calcolo della scorta media deve essere effettuato prima dell’applicazione di ogni deprezzamento di cui il valore medio tiene conto.
6. Qualora, nella normativa che disciplina le organizzazioni comuni dei mercati, sia previsto che il pagamento del prodotto acquistato dall’organismo pagatore possa aver luogo soltanto dopo lo scadere di un termine minimo di un mese successivamente alla data di presa in consegna, la scorta media calcolata è ridotta nei conti di una quantità che risulta dal seguente calcolo:
quantitativi acquistati durante l’esercizio contabile,
numero di mesi del termine minimo per il pagamento.
Ai fini di tale calcolo, il termine minimo indicato nella normativa deve essere considerato come termine di pagamento. Un mese si considera costituito da trenta giorni. Ogni frazione di mese che superi i quindici giorni è considerata come un mese intero; ai fini di questo calcolo non viene presa in considerazione una frazione uguale o inferiore a quindici giorni.
Qualora, dopo la riduzione di cui al primo comma, il calcolo della scorta media dia un risultato negativo alla fine dell’esercizio contabile, il saldo negativo è riportato alla scorta media calcolata per l’esercizio contabile successivo.
III. Disposizioni particolari sotto la responsabilità dell’organismo pagatore
1. Qualora, per la vendita del prodotto da parte dell’organismo pagatore, la normativa che disciplina le organizzazioni comuni dei mercati, o i bandi di gara emanati per tali vendite, prevedano un eventuale termine di prelievo del prodotto, successivamente al pagamento da parte dell’acquirente, e qualora detto termine sia superiore a trenta giorni, le spese finanziarie, calcolate in base alle disposizioni del punto II, sono ridotte nei conti da parte degli organismi pagatori dell’importo risultante dal seguente calcolo:
importo pagato dall’acquirente,
numero dei giorni che intercorrono tra il ricevimento del pagamento e il prelievo del prodotto, diminuito di 30 giorni,
tasso di interesse applicabile per l’esercizio contabile.
2. Per le vendite di prodotti agricoli da parte dell’organismo pagatore in applicazione di specifici regolamenti comunitari, qualora il termine effettivo del pagamento dopo il ritiro dei prodotti sia superiore a trenta giorni, gli organismi pagatori maggiorano nei conti le spese finanziarie calcolate secondo le disposizioni del punto II di un importo risultante dalla seguente formula:
numero dei giorni che intercorrono tra il ritiro del prodotto e il ricevimento del pagamento, diminuito di 30 giorni,
3. Le spese finanziarie di cui ai paragrafi 1 e 2 alla fine dell’esercizio contabile devono essere contabilizzate a titolo di tale esercizio per il numero di giorni trascorsi fino a tale data e, per la parte residua, a titolo del nuovo esercizio contabile.
TASSI DI INTERESSE DI RIFERIMENTO di cui all’allegato IV
Prague interbank borrowing offered rate a 3 mesi (PRIBOR)
Copenhagen interbank borrowing offered rate a 3 mesi (CIBOR)
Talin interbank borrowing offered rate a 3 mesi (TALIBOR)
Nicosia interbank borrowing offered rate a 3 mesi (NIBOR)
Riga interbank borrowing offered rate a 3 mesi (RIGIBOR)
Vilnius interbank borrowing offered rate a 3 mesi (VILIBOR)
Budapest interbank borrowing offered rate a 3 mesi (BUBOR)
Malta interbank borrowing offered rate a 3 mesi (MIBOR)
Warszawa interbank borrowing offered rate a 3 mesi (WIBOR)
Interbank borrowing offered rate a 3 mesi (SITIBOR)
Bratislava interbank borrowing offered rate a 3 mesi (BRIBOR)
Stockholm interbank borrowing offered rate a 3 mesi (STIBOR)
London interbank borrowing offered rate a 3 mesi (LIBOR)
Per gli altri Stati membri
Euro interbank borrowing offered rate a 3 mesi (EURIBOR)
OPERAZIONI MATERIALI COPERTE DAGLI IMPORTI FORFETTARI
di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera b)
SETTORE DEI CEREALI E DEL RISO
I. IMPORTO FORFETTARIO PER L’IMMISSIONE IN DEPOSITO
Movimenti fisici dei cereali dal mezzo di trasporto all’arrivo alla cella di magazzinaggio (silo o camera del deposito) – primo trasbordo.
pesatura;
prelievo di campioni/analisi/constatazione della qualità.
II. IMPORTO FORFETTARIO PER LA CONSERVAZIONE IN DEPOSITO
affitto dei locali al prezzo contrattuale;
spese di assicurazione [quando non sono comprese nella lettera a)];
misure di lotta contro i parassiti [quando non sono comprese nella lettera a)];
inventario annuo [quando non è compreso nella lettera a)];
eventuali spese di ventilazione [quando non sono comprese nella lettera a)].
III. IMPORTO FORFETTARIO PER L’USCITA DAL DEPOSITO
pesatura dei cereali;
prelievo di campioni/analisi (se a carico dell’intervento);
uscita fisica dal deposito e carico dei cereali sul primo mezzo di trasporto.
SETTORE DELLO ZUCCHERO
movimentazione fisica dello zucchero dal mezzo di trasporto all’arrivo alla cella di magazzinaggio (silo o locale di deposito) – primo trasbordo;
prelievo di campioni/analisi/constatazione della qualità;
condizionamento dello zucchero in sacchi (in caso di esecuzione di tale operazione).
II. IMPORTO FORFETTARIO SUPPLEMENTARE PER IL TRASPORTO
nolo per classe di distanza.
III. IMPORTO FORFETTARIO PER LA CONSERVAZIONE IN DEPOSITO
inventario annuo [quando non è compreso nella lettera a)].
IV. IMPORTO FORFETTARIO PER L’USCITA DAL DEPOSITO
uscita fisica dal deposito e carico dello zucchero sul primo mezzo di trasporto.
SETTORE DELLE CARNI BOVINE
I. PRESA IN CONSEGNA, DISOSSAMENTO ED ENTRATA IN MAGAZZINO (CARNI DISOSSATE)
controllo qualitativo delle carni non disossate;
pesatura delle carni non disossate;
costo del contratto di disossamento, comprendente:
refrigerazione iniziale,
trasporto dal centro d’intervento al laboratorio di sezionamento (tranne nel caso in cui il venditore consegni la merce al laboratorio medesimo),
disossamento, rifilatura, pesatura, imballaggio e congelamento rapido,
magazzinaggio provvisorio dei tagli; carico, trasporto e ricollocazione nel magazzino frigorifero del centro d’intervento,
spese per materiali d’imballaggio: sacchi di polietilene, scatoloni, involucri di cotone («stockinettes»),
valore delle ossa, dei pezzi di grasso e degli altri scarti di rifilatura che vengono lasciati al laboratorio di sezionamento (entrate da detrarre dalle spese).
II. MAGAZZINAGGIO
regolazione della temperatura [quando non è compresa nella lettera a)];
III. USCITA DAL MAGAZZINO