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Timestamp: 2018-04-26 07:31:59+00:00
Document Index: 86336555

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 445', 'art. 445', 'art. 1', 'art. 6']

Il nuovo ispettorato del lavoro e la revisione del regime sanzionatorio
06 Ottobre 2015 | di Iunio Valerio Romano
Il D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 149, approvato a seguito di delega conferita dall’art. 1, comma 7, lett. l) della L. n. 183/2014, reca norme volte alla razionalizzazione e alla semplificazione dell’attività ispettiva, prevedendo una serie di misure di coordinamento, nonché l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, sul modello delle Agenzie enucleato dall’art. 8 del D.Lgs. n. 300/1999, che diviene l’unica struttura integrata dei servizi ispettivi del Ministero del lavoro, dell’Inps e dell’Inail. Nell’ambito della razionalizzazione e semplificazione delle procedure a carico dei cittadini, il D.Lgs. n. 151/2015, ha, inoltre, revisionato il regime sanzionatorio.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione dicono no al diritto di proseguire il rapporto di lavoro fino a 70 anni
30 Settembre 2015 | di Massimo T. Goffredo, Francesco Bedon
Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione il 4 settembre 2015, con la sentenza n. 17589/2015, si sono pronunciate sulla contrapposizione giurisprudenziale sorta in merito all’interpretazione dell’art. 24 comma 4 del D.L. n. 201/2011, convertito dalla L. n. 214/2011, ed in particolare sul dibattito esegetico circa l’introduzione o meno, da parte del Legislatore, di un diritto potestativo a favore dei lavoratori subordinati a proseguire il rapporto di lavoro fino ai 70 anni di età unitamente alla tutela contro i licenziamenti illegittimi ex art. 18 L. n. 300/1970, negando il diritto per il lavoratore di rimanere in servizio fino al compimento del settantesimo anno di età. L’articolo, dopo aver analizzato i contrapposti orientamenti della giurisprudenza di merito sul tema che hanno reso necessario un pronunciamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, si sofferma sulla decisione della Suprema Corte e sulle immediate conseguenze di tale sentenza per lavoratori e aziende.
04 Settembre 2015 | di Antonio Salvati
L’introduzione dell'accertamento tecnico preventivo obbligatorio (a.t.p.o.) nelle controversie aventi ad oggetto prestazioni previdenziali ed assistenziali non ha, ad oggi, soddisfatto le aspettative del legislatore del 2011. Quest’ultimo, introducendo l’art. 445 bis c.p.c. ipotizzava di ottenere dei risultati importanti in termini di maggior efficienza dell’azione amministrativa e di contenimento del contenzioso previdenziale/assistenziale, da sempre "fardello" idoneo a rallentare ogni tentativo di riorganizzazione in termini di maggior produttività delle Sezioni Lavoro dei Tribunali, specie meridionali. Tra i motivi di tale successo, parziale, v’è senza dubbio la pluralità di questioni interpretative cui l’introduzione di tale istituto ha dato luogo: “funzionamento processuale”, di certo non esaustivamente delineato dalla stringatissima formulazione dell’art. 445 bis c.p.c. L'Autore dopo le considerazioni introduttive e l'inquadramento sistematico dell'a.t.p.o. analizza le prime pronunce di Cassazione e ne illustra le conseguenze pratiche.
Le collaborazioni etero-organizzate nel Jobs Act
05 Agosto 2015 | di Marianna Russo
Uno dei temi su cui il D.Lgs. n. 81/2015 è intervenuto in maniera più incisiva è sicuramente la disciplina delle collaborazioni. A partire dal superamento del contratto a progetto, proseguendo con l’esame dell’applicazione della disciplina del lavoro subordinato alle collaborazioni etero-organizzate e concludendo con l’analisi delle ipotesi di esclusione, il presente contributo propone alcuni spunti di riflessione sulle “nuove” collaborazioni.
Il licenziamento di lavoratori dipendenti da organismi di tendenza
28 Luglio 2015 | di Massimo T. Goffredo, Vincenzo Meleca
Il Decreto 4 marzo 2015, n. 23 ha apportato un’importante modifica alla precedente normativa in materia di licenziamenti di lavoratori dipendenti da organizzazioni di tendenza: dal 7 marzo 2015, data di entrata in vigore del provvedimento, si applicano infatti anche alle organizzazioni di tendenza le norme generali in materia di licenziamento. Gli Autori per meglio comprendere la questione esaminano la normativa di riferimento, nonché gli orientamenti giurisprudenziali.
Offerta di conciliazione - Semplificazione e disintermediazione
21 Luglio 2015 | di Massimo T. Goffredo
Tra gli obiettivi del contratto di lavoro subordinato a tutele crescenti vi è anche la semplificazione delle procedure in materia di licenziamenti e loro impugnazioni. In particolare l’articolo 11 del D.Lgs. n. 23/2015 esclude la procedura di conciliazione, prevista dai commi da 46 a 68 dell’art. 1 legge n. 92/2012 per i licenziamenti nei confronti di lavoratori sottoposti al contratto tutte le crescenti. L'Autore pone particolare attenzione all’istituto dell’offerta di conciliazione, prevista all’art. 6 del D.Lgs. n. 23/2015, sostenendo che rappresenta un meccanismo agile di risoluzione delle controversie in materia di licenziamenti, ma segnalando che forse la nuova disciplina poteva compiere qualche sforzo in più in termini di semplificazione ma soprattutto di “sburocratizzazione”.
Reclutamento e progressione di carriera nella P.A.: le posizioni di Corte Costituzionale e Cassazione
15 Luglio 2015 | di Antonio Dibitonto
Con il D.Lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni, si è assistito, fatta eccezione solo per alcune fattispecie tassativamente indicate, alla c.d. privatizzazione, recte, contrattualizzazione, del Pubblico impiego. La Corte Costituzionale ha negato e nega la legittimità di reclutamento del personale e la progressione professionale che non si realizzino attraverso il concorso pubblico. E il D.Lgs. n. 165/2001 ha recepito e normato tale metodo così, diversificando, sotto questo profilo, il lavoro privato da quello pubblico. Il dualismo pubblico/privato ha generato questioni interpretative circa la ripartizione della giurisdizione (amministrativa e ordinaria) nelle controversie. Per risolverle sono intervenute le Sezioni Unite della Corte di Cassazione.
Abolizione delle collaborazioni a progetto e dell'associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro
09 Luglio 2015 | di Massimo T. Goffredo
Con altri due decreti attuativi della delega sulla Riforma del lavoro, i decreti 81 e 82 del 2015, il legislatore ha introdotto delle modifiche al diritto del lavoro ed in particolare, con il decreto 81 entrato in vigore il 25 giugno 2015, ha abrogato due istituti: la collaborazione coordinata e continuativa a progetto e l'associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro. L'Autore sviluppa sinteticamente alcune considerazioni sugli effetti di tali interventi legislativi sulle tipologie e modalità di rapporti che sarà consentito instaurare in base alle nuove discipline.