Source: http://www.uniconsum.it/notizie-utili/generale/autoveicoli-e-dintorni/bollo-auto-storiche
Timestamp: 2019-05-26 17:16:01+00:00
Document Index: 22555619

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 250', 'art. 99', 'art. 63', 'art. 96', 'art. 60', 'sentenza ']

BOLLO AUTO STORICHE - Unione Nazionale Consumatori Comitato Provinciale e Regionale della Calabria
Il cd. bollo auto o tassa automobilistica è un tributo locale sul possesso dei veicoli il cui importo viene determinato in considerazione della potenza e dell'impatto ambientale del veicolo.
Con riguardo a talune categorie di veicoli operano specifiche esenzioni e, in particolare, il bollo auto non è dovuto per le auto storiche quando siano trascorsi almeno trent'anni dalla loro costruzione.
La differenza tra auto storiche e auto d'epoca
Nel linguaggio comune si tende spesso ad identificare le auto la cui costruzione è risalente nel tempo con veicoli d'epoca e veicoli storici. In realtà, queste ultime costituiscono due categorie ben distinte, la cui definizione è ricavabile dal combinato disposto dell'art. 60 C.d.S. e dell'art. 250 del Regolamento di attuazione e di esecuzione del C.d.S.
Sono veicoli d'epoca i motoveicoli e gli autoveicoli:
- iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri (D.T.T.);
- cancellati dal P.R.A. perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice;
- inadeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l'ammissione alla circolazione che può essere consentita, previo rilascio di specifica autorizzazione dell'ufficio territoriale del D.D.T., soltanto in occasione di apposite manifestazioni o raduni autorizzati, limitatamente all'ambito della località e degli itinerari di svolgimento delle manifestazioni o raduni, con foglio di via e targa provvisoria ex art. 99 C.d.S.
I veicoli storici
Si considerano veicoli di interesse storico e collezionistico (cd. veicoli storici) tutti quelli iscritti in uno dei registri A.S.I. (autoveicoli e motoveicoli), Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo (solo autoveicoli), Storico F.M.I. (solo motoveicoli) e da questi dotati della certificazione attestante la rispettiva data di costruzione nonché le caratteristiche tecniche (c.r.s.c.). Tali veicoli rimangono iscritti al P.R.A. e sono ammessi alla circolazione purché in possesso di sistemi, dispositivi e componenti efficienti e conformi alle prescrizioni in materia. A parità di efficienza, eventuali difformità devono essere dichiarate ammissibili dal ministero dei Trasporti e della Navigazione alla data di fabbricazione dei veicoli interessati.
Dopo quanto tempo un'auto può essere considerata storica
Il mero dato temporale non è sufficiente ai fini della configurabilità di un'auto come veicolo storico. La qualifica di veicolo storico, infatti, può essere acquisita soltanto con il rilascio del certificato di rilevanza storica e collezionistica, che costituisce il presupposto per l'iscrizione ai registri A.S.I., F.M.I., Lancia, Alfa Romeo e FIAT. Il c.r.s.c. - che attesta data di costruzione, marca, modello e caratteristiche tecniche del veicolo, in sintonia con la scheda diramata dalla casa costruttrice al momento dell'omologazione del modello medesimo - viene rilasciato solo ai veicoli costruiti da oltre vent'anni.
L'esenzione del bollo per le auto storiche
In seguito all'entrata in vigore della L. n. 190/2014 (cd. legge di stabilità 2015), l'esenzione dal pagamento della tassa automobilistica riguarda soltanto i veicoli ed i motoveicoli, ad esclusione di quelli adibiti ad uso professionale, a decorrere dall'anno in cui si compie il trentesimo anno dalla loro costruzione. Attualmente, pertanto, non opera più l'esenzione di cui all'art. 63 c. 2 L. n. 342/2000, che estendeva tale beneficio anche nei confronti dei veicoli di particolare interesse storico e collezionistico (veicoli costruiti specificamente per le competizioni; veicoli costruiti a scopo di ricerca tecnica o estetica, anche in vista di partecipazione ad esposizioni o mostre; veicoli di rilievo industriale, sportivo, estetico o di costume), per i quali il termine era ridotto a venti anni.
In altre parole, ai fini impositivi ha perduto rilevanza la qualifica di un veicolo come storico: se di età superiore ai trent'anni, beneficia dell'esenzione al pari di ogni altro veicolo la cui costruzione risale a quell'epoca; se di età compresa tra i venti e i trent'anni non gode di esenzione dal pagamento dalla tassa automobilistica, ancorché di particolare rilevanza storica o collezionistica.
Per i veicoli infratrentennali, infatti, è sempre dovuto il pagamento del bollo auto, la cui omissione per tre anni consecutivi comporta la cancellazione d'ufficio dal PRA ai sensi dell'art. 96 C.d.S. Per i veicoli ultratrentennali, invece, l'esenzione opera automaticamente senza che sia necessaria l'iscrizione ad un registro storico ed è dovuta la sola tassa di circolazione in misura forfettaria in caso di utilizzazione sulla pubblica strada (cd. mini bollo).
La riduzione del bollo auto per le auto storiche
Con il venir meno dell'esenzione del bollo auto per i veicoli storici ultraventennali, talune Regioni hanno disposto agevolazioni sul pagamento ridotto dell'ordinaria tassa automobilistica. In Umbria, Toscana e Lazio, ad esempio, opera una riduzione del 10% sul bollo auto per i autoveicoli e i motoveicoli, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, a decorrere dall'anno in cui si compie il ventesimo anno e fino al ventinovesimo dalla loro costruzione, previa iscrizione degli stessi agli elenchi di cui all'art. 60 C.d.S.
La riduzione, invero, resta l'unica forma di agevolazione praticabile dalle Regioni, che non possono prevedere esenzioni diverse da quelle previste dalla legislazione statale. Secondo quanto precisato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 296/2003, infatti, la tassa automobilistica non può annoverarsi tra i tributi propri regionali, essendone concessa alle Regioni solo la riscossione, cosicché può ritenersi attribuito "un limitato potere di variazione dell'importo originariamente stabilito con decreto ministeriale, restando invece ferma la competenza esclusiva dello Stato per ogni altro aspetto della disciplina sostanziale della tassa stessa". In applicazione di questo principio, la stessa Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità delle leggi regionali che introducevano esenzioni dal bollo per i veicoli ultraventennali in possesso di c.r.s.c. (cfr. Corte Cost. sent. n. 199/2016 per Regione Umbria e Basilicata e n. 242/2016 per Regione Veneto).