Source: https://renatodisa.com/2011/01/31/il-contratto-di-permuta/
Timestamp: 2017-11-23 05:29:35+00:00
Document Index: 28319774

Matched Legal Cases: ['art. 1552', 'art. 1555', 'art. 1476', 'art. 1322', 'art. 1350', 'art. 14', 'art. 980', 'art. 965', 'art. 1260', 'art. 1230', 'sentenza ', 'art. 1555', 'art. 1458', 'art. 1655', 'art. 1552', 'art. 1553', 'art. 1554', 'art. 38', 'art. 1197']

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By Avv. Renato D'Isa on 31 gennaio 2011 • ( 70 commenti )
1- La Funzione;
2 – La Struttura;
3 – La Causa;
4 – La Forma;
5 – L’oggetto;
6 – Le differenze tra la vendita e la permuta;
7 – La disciplina;
8 – Norme relative alla prelazione;
9 – La permuta immobiliare;
10 – La permuta e la datio in solutum;
11 – La permuta e la novazione
(Libro IV delle obbligazioni – Titolo III dei singoli contratti – Capo III – Della permuta – 1552 – 1555)
art. 1552 c.c. nozione: la permuta è il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all’altro.
1- La Funzione
in epoca recente l’istituto ha riacquistato una nuova vitalità nel campo dell’edilizia attraverso la nota operazione economica realizzata con il contratto di permuta (in questo caso ad effetti reali differiti) tra area edificabile (cosa presente) ed appartamenti da costruire sull’area stessa (cose future). Con questo mezzo è stato permesso non solo ai proprietari dell’area, ma anche a piccole imprese, di realizzare complessi edilizi di notevoli proporzioni evitando l’oneroso ricorso al credito.
Da un punto di vista tecnico la permuta avviene quando si scambiano beni o servizi di valore diverso compensando la differenza a favore di chi vende merce di maggior pregio.
La permuta secondo la versione codicistica ha il merito di essere annoverata come unica fattispecie che si avvicini ai negozi di countertrade (l’odierno baratto). Il termine «countertrade» significa letteralmente contro – commercio: quindi, per traslato, commercio in compensazione: il vero senso di questa parola composta ce lo fornisce il prefisso counter, nel senso di complementare, corrispondente (Fonte: Pmi – Ipsoa Editore, n. 9, Settembre 2006).
Nel concetto di countertrade sono comprese tutte quelle pratiche contrattuali in cui le obbligazioni delle parti si risolvono in un reciproco flusso di beni e/o servizi, attraverso lo scambio lasciando alla contrattazione in denaro un ruolo eventuale, generalmente marginale e sussidiario per poter poi soddisfare le pretese qual’ora non si arrivi all’esatto valore dei beni. La pratica del commercio internazionale conosce almeno quattro tipi diversi di scambio in compensazione:
a) barter, ossia scambio di beni o servizi senza conguagli in denaro; b) counter purchase, che si realizza quando l’importatore è tenuto a consegnare beni/servizi ed a corrispondere un conguaglio in denaro; c) buy back, quando una parte importa una determinata tecnologia e si impegna a corrispondere parte del prezzo in denaro e parte del prezzo con la consegna di beni prodotti grazie alla tecnologia importata; d) commercial compensation, che si può tradurre con compensazione in senso stretto.
2 – La Struttura
la permuta è un contratto
1) consensuale
2) ad effetti reali,
3) con attribuzioni corrispettive,
4) commutativo,
5) istantaneo e
6) a due parti;
al pari della vendita può talvolta produrre effetti obbligatori strumentali.
La necessità della consegna del bene è un presupposto fondamentale, difatti, secondo la Cassazione nel contratto di permuta – al quale sono applicabili, in quanto compatibili, le norme della vendita (art. 1555 cod. civ.) – ove l’acquirente non abbia già la disponibilità del bene, sussiste in capo al cedente l’ulteriore e specifico obbligo di consegna che costituisce un’attività materiale non coincidente con l’effetto traslativo della proprietà ed espressamente desumibile dalla regola dettata, per la vendita, dall’art. 1476, n. 1, cod. civ. Cass. civ., Sez. II, 29/01/2008, n. 1960.
3 – La Causa
reciproco trasferimento (rectius scambio) dei diritti permutati; la sua funzione è analoga a quella della vendita, ma la differenza esiste relativamente all’interesse finale delle parti; quest’interesse viene realizzato immediatamente nella permuta; nella vendita, invece, soltanto il compratore lo realizza immediatamente, mentre il venditore dovrà attendere l’impiego del prezzo ricevuto.
4 – La Forma
come per la vendita, libertà di forma è la regola e il formalismo è l’eccezione.
Pertanto, in omaggio a tale principio, espressione di quello più generale dell’autonomia contrattuale (art. 1322), i privati sono liberi di scegliere la forma ritenuta più idonea, salvo l’ipotesi in cui la legge imponga il rispetto di forme determinate; ne consegue che l’art. 1350, in quanto norma di carattere eccezionale, è in suscettibile di applicazione analogica ai sensi dell’art. 14, disp. prel. c.c.
5 – L’oggetto
la permuta può avere ad oggetto gli stessi beni previsti per la vendita.
Esaminando in particolare si rileva che:
A) l’oggetto immediato (la prestazione) è da parte del venditore, l’obbligo di trasferire il diritto e, da parte del compratore, l’obbligo di pagare il prezzo;
B) l’oggetto mediato consiste, da un lato, nel bene trasferito e, dall’altro, nella somma di denaro denominata prezzo.
Tra i vari tipi di diritti, nell’ambito dell’oggetto mediato, che in concreto possono essere trasferiti rientrano anche:
il diritto di proprietà di un bene (come ad es. la nuda proprietà che al momento dell’alienazione può già esistere nel patrimonio del venditore, ma può anche essere costituita all’atto del trasferimento ricorrendo in tal caso la c.d. riserva – per quanto riguarda la natura giuridica di tale contratto
Diritto reale di godimento (come nel caso di cessione onerosa di usufrutto ex art. 980 – superficie – servitù prediali – l’uso – l’abitazione, i quali possono già esistere nel patrimonio del venditore al momento dell’alienazione, ma possono anche essere costituiti all’atto del trasferimento; per quanto riguarda l’enfiteusi bisogna fare una distinzione tra alienazione derivativa e alienazione costitutiva – per quanto riguarda la prima l’ipotesi non presenta dubbi, perché è prevista dal 1 co dell’art. 965, invece, per quanto riguarda la seconda ipotesi essa non è una vera e propria vendita ma è un diverso tipo negoziale e, precisamente, il contratto costitutivo di enfiteusi, contratto tipico con prestazioni corrispettive).
Diritto di credito (come nel caso di cessione onerosa del credito ex art. 1260 che è un contratto a causa variabile),
Bene immateriale (come nel caso di cessione onerosa del diritto di sfruttamento economico dell’opera d’ingegno – ditta – il marchio – i modelli d’utilità – disegni ornamentali – invenzioni industriali).
Universalità di mobili per quanto riguarda l’azienda si ritrovano in essa i caratteri tipici dell’universalità di fatto che sono – la pluralità dei beni – la destinazione unitaria e l’appartenenza alla stessa persona.
Contratto – se si accetta la tesi della bilateralità della cessione del contratto – in merito alla causa di tale contratto si afferma che non ha una causa propria, ma alla pari della cessione del credito ha una causa variabile (in concreto se il contratto sarà a titolo oneroso avremo una permuta o una vendita, se, invece, sarà titolo gratuito avremmo una donazione).
L’aspettativa –
Titoli di credito e azioni di società –
6 – Le differenze tra la vendita e la permuta
I CARATTERI DISTINTIVI
In astratto la differenza tra i due istituti è evidente:
la permuta è scambio reciproca di cose o di altri diritti la vendita è scambio di cosa contro prezzo
Anche sotto l’aspetto funzionale la differenza è ben chiara:
nella permuta ciascuno dei contraenti acquista il bene offerto dall’altro per usarlo o impiegarlo direttamente secondo la sua utilità naturale;
nella vendita una delle due prestazioni ha per oggetto un bene assunto per la sua utilità diretta, l’altra un bene (il prezzo) assunto per quella speciale utilità strumentale che è costituita dalla funzione misuratrice dei valori economici.
Al fine di stabilire se un contratto traslativo della proprietà di un bene, per il quale la controprestazione sia costituita, in parte, da una cosa in natura e, in parte, da una somma di denaro, costituisca una compravendita o una permuta, una volta che si escluda la duplicità di negozi ovvero l’ipotesi del contratto con causa mista, occorre avere riguardo non già alla prevalenza del valore economico del bene in natura ovvero della somma di denaro, bensì alla comune volontà delle parti, verificando se esse hanno voluto cedere un bene contro una somma di denaro, commutando una parte di essa, per ragioni di opportunità, con un altro bene, ovvero hanno concordato lo scambio di beni in natura, ricorrendo all’integrazione in denaro soltanto per colmare la differenza di valore tra i beni stessi. Cass. civ., Sez. II, 16/04/2007, n. 9088
IPOTESI DISCUSSE:
A) lo scambio fra due monete, anche se tuttora in circolazione, qualora siano dalle parti considerate per il loro valore intrinseco; (permuta)
B) lo scambio di monete di tagli grossi con quelle di tagli piccoli; (permuta)
C) nel caso in cui alla permuta faccia seguito una dazione in pagamento come quando una delle parti dopo la conclusione del contratto, d’accordo con l’altra, adempie non trasferendo la cosa stabilita, ma il denaro corrispondente al suo valore; (permuta)
D) diversa, invece, è l’ipotesi in cui l’obbligazione di trasferire la res venga sostituita dall’obbligazione di corrispondere il prezzo (novazione oggettiva ex art. 1230). In tal caso col mutamento dell’oggetto, muta anche la natura del contratto e la permuta, in definitiva si converte in vendita;
E) meno facile è l’ipotesi della doppia vendita, vale a dire il caso in cui le parti stipulano due vendite reciproche prevedendo la compensazione dei prezzi. Bisogna, infatti, esaminare, in concreto, se le due alienazioni sono completamente autonome (si avranno allora due contratti di vendita), ovvero sono riunite in un’operazione giuridica unitaria, nella quale il prezzo funge solo da valutazione dei beni (si avrà allora un unico contratto di permuta).
F) La permuta con conguaglio:
1) teoria oggettiva (Cottino e una sentenza della Cassazione 31.5.’52, n.1579 – cfr. Capozzi) – il vecchio codice seguiva il criterio della prevalenza, qualora sia < convenuto a carico di uno dei permutanti un rifacimento in denaro che superi il valore dell’immobile da lui dato in permuta, tale contratto si considera come una vendita >;
2) teoria soggettiva (Giannattasio – Rubino – Cicu – Messineo – Oberto – cfr. Capozzi) – secondo la quale il negozio dovrebbe qualificarsi vendita o permuta secondo che le parti abbiano ritenuto preminente la cosa o il denaro;
3) teoria del contratto misto (Luzzatto – Bianca) – PREFERIBILE (Capozzi) – la quale rileva che il concorso della prestazione traslativa e della prestazione pecuniaria non impone d’inquadrare necessariamente la fattispecie nell’uno o nell’altro schema tipico, ma si può far ricorso più semplicemente alla figura del contratto misto.
7 – La disciplina
è quella della vendita (permutatio vicina emptioni), salvo il criterio della compatibilità.
Sono escluse le norme che presuppongono il prezzo quale prestazione pecuniaria (artt. 1498 e 1499 – 1518 la determinazione del risarcimento nella vendita di cose mobili con prezzo corrente – 1531/36 la vendita a termine di titoli di credito – 1540 la vendita cumulativa di più immobili ).
art. 1555 c.c. applicabilità delle norme sulla vendita: le norme stabilite per la vendita si applicano alla permuta in quanto siano con questa compatibili.
Si possono avere ad esempio:
1) permuta di cose generiche; Infatti è legittima la permuta di cosa presente (con conseguente effetto traslativo immediato della proprietà) con una cosa futura ovvero soltanto generica (abbisognevole, pertanto, di individuazione nell’ambito del relativo genus), la cui proprietà venga, invece, trasferita in momento successivo (all’atto, cioè, della rispettiva venuta ad esistenza o specificazione), realizzandosi, in tal caso, l’effetto traslativo immediato con riguardo alla cosa presente, e la contestuale nascita dell’obbligazione, per il ricevente, di tenere il comportamento necessario affinchè la res, futura o generica, sia a sua volta trasferita in proprietà alla controparte, per effetto della sua venuta ad esistenza o specificazione. (Cass. civ., Sez. II, 20/10/1997, n. 10256)
2) permuta alternativa;
3) permuta con riserva di proprietà;
4) permuta di cosa altrui;
5) permuta di cosa futura;
l’unica distinzione è che la cosa presente si trasferisce al momento della conclusione del contratto, mentre la cosa futura si trasferirà soltanto quando il bene verrà ad esistenza. Il contratto di permuta di cosa presente con cosa futura è un contratto consensuale, con effetti obbligatori in quanto il trasferimento del bene avverrà solo con la venuta ad esistenza del medesimo. E’ inoltre un contratto ad attribuzioni corrispettive, volendosi in tal modo rimarcare la necessaria e diretta attribuzione che le parti reciprocamente si fanno, anche nella ipotesi di bene futuro. Questa applicazione è stata ammessa quasi unanimemente dalla dottrina, con particolare riferimento all’ipotesi in cui il proprietario di un’area fabbricabile l’alieni ad un costruttore che, quale corrispettivo, gli trasferirà uno o più appartamenti dell’edificio destinato ad essere costruito sull’aerea stessa. In tal modo, però, non è tutelato il permutante dell’area, perché, al momento della conclusione del contratto, egli non ha più il suo bene e non ha ancora i futuri appartamenti. Ciò ha rilievo sia in caso d’inadempimento, perché la relativa azione non potrà esser opposta agli aventi causa del costruttore (art. 1458 2 co), sia in caso di fallimento del costruttore, perché il danno procurato all’alienante dell’area sarà risarcito soltanto in moneta fallimentare.
Per ovviare a tali pericoli si è fatto ricorso ad altre figure giuridiche quali:
A) permuta con riserva di proprietà – il trasferimento dell’area non avverrà al momento della conclusione del contratto, ma quando il costruttore avrà adempiuto, cioè quando la costruzione sarà ultimata (1523 c.c.)
B) riserva di superficie – il proprietario dell’area la vende al costruttore, riservandosi il diritto di superficie sulle zone dove saranno costruiti i suoi appartamenti e, contemporaneamente, stipulerà un contratto d’appalto, il cui corrispettivo in denaro (art. 1655) sarà compensato con il prezzo dell’area trasferita.
C) collegamento di 3 contratti (vendita – divisione – appalto)– il proprietario del suolo vende una quota indivisa del suolo stesso, riservandosi una quota corrispondente al valore degli appartamenti a lui attribuiti; contemporaneamente le parti procedono alla divisione del futuro edificio ed il venditore dà in appalto al costruttore la realizzazione delle porzioni immobiliari attribuitegli con la divisione e delle relative parti comuni, compensando, anche questa volta, il corrispettivo dell’appalto con il prezzo della vendita.
Invece secondo la Suprema Corte, attraverso un giudizio sviluppatosi negli anni, la fattispecie della permuta di cosa presente con cosa futura si può constatare soltanto dopo un’attenta interpretazione della reale volontà delle parti. Nelle prime pronunce la Cassazione riteneva che il contratto avente ad oggetto la cessione di un’area edificabile in cambio di un appartamento sito nel fabbricato realizzato a cura e con i mezzi del cessionario poteva integrare tanto gli estremi della permuta tra un bene esistente ed un bene futuro quanto quelli del negozio misto caratterizzato da elementi propri della vendita e dell’appalto, ricorrendo la prima ipotesi qualora il sinallagma contrattuale consisteva nel trasferimento della proprietà attuale in cambio della cosa futura (l’obbligo di erigere il manufatto collocandosi, conseguentemente, su di un piano accessorio e strumentale), verificandosi la seconda ove, al contrario, la costruzione del fabbricato assuma rilievo centrale all’interno della convenzione negoziale, e la cessione dell’area costituisca soltanto lo strumento prodromico onde conseguire tale, primario obbiettivo. La indagine sul reale contenuto delle volontà espresse nella convenzione negoziale de qua, risolvendosi in un apprezzamento di fatto, era (ed è) riservata al giudice di merito.(Cass. civ., Sez. I, 21/11/1997, n. 11643).
Successivamente sempre secondo la Corte nomofilattica il contratto in oggetto, integrava gli estremi del contratto di permuta tra un bene esistente ed un bene futuro, qualora il sinallagma negoziale consisteva nel trasferimento della proprietà attuale in cambio della cosa futura orbene il principio già esposto nelle precedenti propnuncie. In applicazione di tale principio, la S.C. riteneva corretta la decisione del giudice di merito, che aveva ravvisato nelle pattuizioni intercorse tra le parti due distinti contratti, una compravendita ed una promessa di vendita, escludendo la possibilità di qualificare la fattispecie come permuta, avendo le parti convenuto l’immediato trasferimento della proprietà dell’area contro la mera promessa di vendita di un appartamento nel fabbricato da costruire). Cass. civ., Sez. I, 22/12/2005, n. 28479.
Infine tale fattispecie contrattuale si è posta in discussione nell’ambito della permuta, quando in tema di imposta di registro la cessione di bene presente con bene futuro, non integra una permuta, secondo la previsione dell’art. 1552 cod. civ., qualora il sinallagma negoziale voluto dalle parti si identifichi nel trasferimento della proprietà attuale contro quella della proprietà futura, poichè l’obbligazione di eseguire la costruzione non resta su un piano accessorio e strumentale.
Pertanto, il successivo negozio transattivo, con cui il cedente accetti una somma di denaro in luogo degli immobili da costruire, non costituisce atto imponibile con l’aliquota relativa alla rinuncia ai diritti reali, non essendo i beni immobili venuti ad esistenza, e dovendosi fare riferimento al carattere obbligatorio del negozio originariamente stipulato, avente, quanto ai beni stessi, natura di contratto preliminare stipulato tra le parti. (Cass. civ., Sez. V, 25/02/2009, n. 4508). Le 2 norme dettate specificamente per la permuta: art. 1553 c.c. evizione: il permutante se ha sofferto l’evizione e non intende riavere la cosa data ha diritto al valore della cosa evitta, secondo le norme stabilite per la vendita, salvo in ogni caso il risarcimento del danno. Mentre nel caso della vendita: il compratore evitto può solo ottenere la restituzione del prezzo e il risarcimento del danno. art. 1554 c.c. spese della permuta: salvo patto contrario le spese della permuta e le altre accessori sono a carico di entrambi i contraenti in parti uguali. Mentre nel caso della vendita : esse sono sempre a carico della parte acquirente. Poiché il vantaggio dei contraenti, di solito, è comune. Ugualmente tra le parti sarà ripartita l’imposta di registro.
A tal fine occorre precisare che la permuta è assoggetta ad una sola imposta di trasferimento, calcolata sul bene permutato di maggior valore, con l’eccezione dell’ipotesi in cui uno dei beni permutati goda di un trattamento fiscale di favore: in tal caso, infatti, si applica l’imposta prevista per il bene permutato rispetto al quale il beneficio non spetta.
Nel caso, invece, di permuta con regimi fiscali differiti, quali l’imposta di registro e l’IVA, come già analizzato nel caso di permuta di cosa presente con cosa futura, avente ad oggetto un’area edificabile in cambio di uno o più appartamenti da costruirsi sull’area medesima, l’orientamento prevalente in giurisprudenza, è nel senso di tassare in modo distinto i reciproci trasferimenti assoggettando l’uno (area edificabile) all’imposta di registro, l’altro (gli appartamenti da costruire) all’IVA. Inoltre per quanto riguarda la plusvalenza nell’ambito delle cessioni di fabbricato nella permuta di cosa presente con cosa futura (terreno contro unità immobiliari da costruire), la plusvalenza (nel caso di specie, in capo alla cedente) si realizza con il venire ad esistenza del bene futuro e non al momento della stipulazione del contratto; è pertanto in quel momento che la plusvalenza diventa tassabile. (Cass. civ., Sez. V, 25/01/2006, n. 1427).
8 – Norme relative alla prelazione
alla permuta non è generalmente applicabile la normativa sulla prelazione.
Quest’ultima ha, infatti, come normale presupposto, una prestazione che, potendo essere eseguita da qualunque soggetto, consente al preferito di sostituirsi al contraente estraneo; deve perciò, in linea di massima, essere esclusa per quei negozi, come appunto la permuta, la quale ha per oggetto, nella maggior parte dei casi, un ben infungibile.
A) prelazione agraria – è esclusa dalla stessa legge la prelazione in favore dell’affittuario del mezzadro, del colono e del compartecipante in caso di permuta;
B) prelazione urbana – è esclusa per una mancanza di una norma specifica al riguardo; Secondo la Cassazione in materia di locazione di immobili urbani ad uso diverso da quello di abitazione, il diritto di prelazione ed il conseguente diritto di riscatto previsti dagli artt. 38 e 39 della legge n. 392 del 1978 non possono essere esercitati nelle ipotesi di permuta del bene immobile, sia in forza del richiamo testuale contenuto nel citato art. 38 – ove si fa riferimento al prezzo – sia perché manca per il retraente la possibilità di offrire condizioni uguali a quelle comunicategli dal locatore. (Rigetta, App. Trieste, 23 Maggio 2003) Cass. civ., Sez. II, 30/07/2007, n. 16853
C) la prelazione a favore dello stato per i beni d’interesse storico e artistico – è ammessa ;
D) retratto successorio – è ammessa
E) prelazione convenzionale – si deve ritenere inoperante qualora il concedente stipuli una compravendita laddove, invece, si era obbligato, con il patto di prelazione, per una permuta con il prelazionario.
9 – La permuta immobiliare
In campo immobiliare la permuta diretta, cioè lo scambio di case tra due persone, è un evento abbastanza raro. Di sicuro, però, la permuta diretta degli immobili, quando entrambi i soggetti sono privati e quindi non sottoposti a regime Iva, ha vantaggi fiscali notevoli: le tasse si pagano solo sull’immobile di maggior valore e, poiché si effettua un unico atto, si risparmia molto anche sulla parcella del notaio. Nonostante queste opportunità la permuta diretta avviene molto raramente, perché è difficile far combaciare perfettamente le esigenze di compratore e venditore.
10 – La permuta e la datio in solutum
art. 1197 c.c. prestazione in luogo dell`adempimento: il debitore non può liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta, anche se di valore uguale o maggiore, salvo che il creditore consenta (1320). In questo caso l`obbligazione si estingue quando la diversa prestazione è eseguita (in altri termini si fa conseguire al creditore un oggetto diverso da quello dedotto in obbligazione, qualora questi vi acconsenta). Se la prestazione consiste nel trasferimento della proprietà o di un altro diritto, il debitore è tenuto alla garanzia per l`evizione e per i vizi della cosa secondo le norme della vendita (1483 e seguenti, 1490 e seguenti), salvo che il creditore preferisca esigere la prestazione originaria e il risarcimento del danno.
In ogni caso non rivivono le garanzie prestate dai terzi
La distinzione tra queste due figure si basa sulla causa:
A) la datio si pone, infatti, nell’ambito dei contratti estintivi onerosi delle obbligazione
B) la premuta si colloca nell’ambito dei contratti di scambio con una propria autonomia funzionale.
Un’ipotesi, nella quale non è pacifica la sistemazione nell’una o nell’altra figura, è quella della vendita di autoveicolo nuovo con l’accordo preventivo per il quale il venditore accetta di ricevere altro veicolo usato in luogo di parte del prezzo. Ma la dottrina prevalente sostiene che in tal caso il negozio concluso è di permuta perché è unico (le prestazioni sono determinate contestualmente).
al fine di comprendere la natura della novazione è stato tracciato un parallelismo con la funzione negoziale della permuta, funzione che si esprime nello scambio di diritti. Nella permuta non è lo scambio ad esaurire gli effetti del negozio, bensì i due o più effetti di cui lo scambio consta. Nella novazione non è la sostituzione dei rapporti a esprimere l’efficacia negoziale, ma le due distinte e correlate vicende: l’estinzione dell’obbligazione originaria e la costituzione della nuova.
Categorie:Articoli e saggi, Contratti - Obbligazioni, Contratti tipici, Permuta
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11 maggio 2015 alle 11:23
espongo di seguito il mio caso, il mio dubbio è relativo al trattamento giuridico ovvero se si tratti di permuta o di doppia compravendita:
Due società:
La società Alfa, il cui capitale di euro 35.000 risulta così composta
50% capitale sociale proprietà Sig. Rossi
50% capitale sociale proprietà Sig.ra Bianchi
La società Beta, il cui capitale di euro 32.000 risulta così composta:
48% capiate sociale proprietà Sig. Rossi
52% capitale sociale proprietà Sig.ra Bianchi
E’ intendimento delle parti cedere tra loro le comproprietà affinché il Sig. Rossi diventi pieno proprietario della società Alfa e la Sig.ra Bianchi diventi proprietaria al 100% della società Beta
Attraverso le perizie di stima delle due società, sono stati identificati i corrispondenti valori attribuibili alle quote sociali da compravendere:
– quota 50% società Alfa (che Sig.ra Bianchi cede a Sig. Rossi) valore di perizia 287.000
– quota 48% società Beta (che Sig. Rossi cede alla Sig.ra Bianchi) valore di perizia 362.000
La reciproca cessione avverrà mediante lo scambio delle due quote più un conguaglio di euro 75.000 (la differenza appunto dei due valore emersi dalle perizie) che la Sig.ra Bianchi pagherà al Sig. Rossi.
A livello giuridico dovrà essere predisposto un atto di permuta di quote societarie o una doppia compravendita?
Avv. Renato D'Isa ha detto:
Gentile Sig. Chiara,
in merito al Suo quesito, al netto di una verifica sui profili fiscali (plus-valenze, costi notarili etc etc), credo che sia opportuna una permuta.
Gentile avv., per meglio inquadrare un piccolo appezzamento di terreno edificabile, ho effettuato con mia sorella una permuta.
Ci siamo scambiati una quota di terreno della stessa misura, della stessa partita e del medesimo valore economico, effettuando l’atto notarile.
Vorrei sapere, cortesemente, se sulla parte permutata dovevo pagare la plusvalenza, come sostiene l’ agenzia delle entrate che mi ha inviato l avviso di accertamento.
Carmela Carbone
11 marzo 2015 alle 20:13
Gentile sig.ra Carmela,
presumibilmente la richiesta potrebbe essere giusta, se dal Suo immobile si è generata una plusvalenza rispetto al precdente acquisto (sia a titolo derivativo che originario)
Ma per una certezza alla mia affermazione doivrei leggere l’atto di permuta e la richiesta dell’Agenzia.
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28 giugno 2014 alle 09:19
qualche anno fa mio padre compro’ una casa a mio fratello pero’ e’ intestata a mio padre e mio fratello gode solamente dell’usurfrutto anche se attualmente vivo io in questa casa.Ora mio padre vuole intestare la casa direttamente a mio fratello per non pagarla come seconda casa e vuole comprae casa anche a me pero’ il mutuo sara’ intestato a me anche se a pagare sara’ lui. Ora mi chiedo io e mio fratello possiamo fare lo scambio delle case attraverso la permuta? E quanto ci verrebbe a costare?
31 gennaio 2014 alle 21:36
le faccio i miei complimenti per la chiarezza dell’articolo. Ha risposto a molte delle mie domande ma nel mio caso sorge ancora un dubbio: ho un terreno, su cui è stata fatta richiesta per il Piano casa, la richiesta è stata accettata. Voglio fare una permuta: far costruire in cambio di una percentuale di appartamenti. In questo caso che tassazione di IVA c’è da pagare? e quando? prima o dopo la fideussione assicurativa? Grazie per l’attenzione
6 febbraio 2014 alle 12:16
Gentile sig.ra Rosy,
per i fini fiscali Le consiglio di chiedere lumi ad un commercialista.
14 dicembre 2013 alle 02:06
Salve avvocato, vorrei chiederle una cosa:
in caso di permuta di un immobile con usufrutto sancito x volere testamentale l’usufrutto viene trasferito automaticamente a quello permutato o è onere del notaio che fa l’atto riportare l’usufrutto?
Qualche anno fa mie zie hanno ceduto in permuta la loro casa su 2 piani e il terreno a un costruttore che ha realizzato un palazzo del quale hanno avuto un appartamento, un box ed un locale commerciale.
La casa che è stata demolita era di proprietà di 6 sorelle, ma le 2 che ci vivevano ne avevano l’usufrutto a vita. L’usufrutto passa automaticamente alle proprietà permutate o andava indicato dal notaio in fase di registrazione dell’atto?
17 dicembre 2013 alle 18:01
Egr. sig. Mario,
mi perdoni ma non ho ben inteso il Suo quesito, ciò non toglie che avrei la necessità eventualmente di leggere il testamento nonchè tale atto di permuta.
Qualora desideri mi ritenga già disponibile per un’assistenza legale.
Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornata.
13 dicembre 2013 alle 20:24
buona sera. mio fratello ha un garage doppio troppo grande per i suoi bisogni, vorrebbe permutarlo con quello di una vicina di casa che è esattamente la metà. può essere fatta la permuta con pagamento della differenza di circa € 8-10.000? grazie
17 dicembre 2013 alle 17:47
Gentile Sig.ra Isabella
Le rispondo positivamente al Suo quesito, poichè si tratterebbe della c.d. permuta con conguaglio in denaro come già ampiamente descritta nel saggio.
2 dicembre 2013 alle 16:12
I miei genitori sono separati dal 1986. Nel 1990 hanno acquistato 2 appartamenti contigui, definiamoli come A e B, uno intestato a mia mamma (A) e l’altro intestato a mio papà (B): i 2 appartamenti sono stati utilizzati (come un unico appartamento) come abitazione di mia mamma dal 90 al 2008.
Mio padre nel 2005 ha ristrutturato la casa dei suoi nonni ottenendone 2 appartamenti, definiamoli come immobili C e D, in uno dei 2 appartamenti (C) ci vive mia mamma dal 2008;
I miei genitori vorrebbero effettuare una permuta immobiliare: mia mamma darebbe a mio papà l’appartamento A in cambio dell’appartamento C in cui risiede comunque dal 2008.
La cosa è fattibile? I 2 appartamenti hanno un valore diverso, è necessario in ogni caso saldare la differenza nel valore dei 2 immobili?
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione prestata.
4 dicembre 2013 alle 16:53
Egr. sig. Michele,
la risposta è affermativa la permuta è possibile. La differenza deve essere saldata a mezzo conguaglio in denaro.
14 novembre 2013 alle 12:30
nel complimentarmi per il supporto fornito dal suo sito volevo cogliere l’occasione per chiederLe quanto segue.
Io e mia moglie, ormai ultraottantenni, abbiamo quattro figli. Sono comproprietario al 50% di due terreni (60.000 euro di valore) e dell’appartamento in cui abito (62.000 euro di valore) con uno dei miei figli e la sua consorte (che hanno 1/4 a testa). Siccome essi provvedono ai nostri bisogni, io e mia moglie vorremmo permutare (o donare, mi consigli…) il valore del 50% dell’appartamento da me posseduto (mia moglie non è intestataria di nulla in quanto possedevo tutto prima di sposarmi tanti anni fa) con il 50% dei terreni lasciandomi l’usufrutto poichè i valori dei beni sono circa alla pari. Successivamente, quando sarò proprietario del 100% dei terreni vorremmo fare due testamenti a favore del figlio prediletto. I rapporti con gli altri figli come può capire si stanno incrinando, mio malgrado. Nei due testamenti, vorremmo cedere la quota disponibile a mio figlio e la sua consorte cercando di non ledere le “legittime” frazionando i terreni a dovere ed assegnando le porzioni ai figli. Vorrei sapere se quanto prospettato può essere impugnato dagli altri tre figli eredi. Siccome tutto si baserebbe su perizie di tecnici (che non portano mai a quantificazioni esatte!!!) come ci consiglia di comportarci? Grazie per la disponibilità, Florindo
14 novembre 2013 alle 17:26
Egr. Sig. Florindo,
stante la Sua personale richiesta, attinente a valutazioni e scopi riservati, può contattarmi a mezzo e-mail (r.disa@studiodisa.it) oppure telefonicamente (0818774842) per poter approfondire la questione.
Michele Fiori ha detto:
22 settembre 2013 alle 19:01
Buonasera Avv. D’Isa,
avrei trovato un accordo con un privato per scambiare la multiproprietà di famiglia con il suo motorcaravan, alla pari: dato che la multiproprietà fu acquistata con rogito notarile (con le indicazioni catastali di mappale/particella, millesimi e valore della proprietà, nel 2003), vorrei sapere se sia possibile effettuare la permuta con un unico atto notarile – rogito? – nel quale siano contemplati i passaggi di proprietà sia della “porzione” (fisica e temporale – la medesima suite nella medesima struttura alberghiera, per due settimane fisse ogni anno) del bene immobile sia dell’automezzo.
Data una piccola differenza di valore a favore della multiproprietà – comunque non oggettiva – le spese dell’operazione (notaio e volture dell’automezzo) sarebbero tutte a carico del cedente l’automezzo.
Il contratto di vendita originale della multiproprietà prevedeva per essa tutte le prerogative tipiche dei beni immobili, tra le quali la possibilità di vendita e la trasmissibilità agli eredi.
26 settembre 2013 alle 17:25
Egr. sig. Michele
la Sua operazione è valida.
Scambio di beni in unico atto notarile.
Egregio Avvocato, ho sottoscritto con un’impresa di costruzioni un contratto preliminare di permuta di un terreno edificabile di circa 3.000 mq (con valore rivalutato di 300.000 euro di perizia giurata e il pagamento del 4%) in cambio di 3 villini a schiera non di lusso, con garanzie fidejussorie e con la possibilità di cessione a terzi da nominare. Al rilascio del permesso di costruire si procederà al contratto definitivo di permuta, con il pagamento anticipato dell’IVA 4% come prima casa o 10 % come seconda. Intenderei vendere un villino, mentre gli altri due vorrei instestarli a mia moglie e mio figlio che possono usufruire dei benefici prima casa. Il costruttore mi ha allarmato dicendomi che sicuramente sarò oggetto di accertamento da parte del fisco per il plusvalore che si realizzerà, con un pagamento di tasse suppelmentari molto oneroso. Può cortesemente spiegarmi in parole semplici a cosa vado incontro dal punto di vista fiscale, sia nella cessione a un terzo che ai miei congiunti. Posso eventualemente trasformare il preliminare in altro contratto, con le stesse garanzie, ma meno oneroso dal punto di vista fiscale?
26 settembre 2013 alle 17:09
Egr. sig. Antonio,
la complessità del Suo quesito mi rende difficile risponderle in poche righe,
in primis il contratto in favore del terzo (o donazione indertta) ovvero i suoi congiunti è valido ed andrebbe così anche ad ottenre lo sgravio fiscale scaturente dal diritto di prima casa.
Ma cosa che mi preme rappresentarle e consigliarle si accerti prima di tutto sulla solidità economica dell’impresa, poichè qualora dovesse fallire, Lei avrà ben poco da recuperare (un caso del genere mi è capitato in un fallimento dove sono stato nominato curatore).
Le ricordo, infine, di iscriversi alla newsletter e di seguirmi su facebook (http://www.facebook.com/pages/Studio-Legale-DIsa/108030575930006) e su Twitter (https://twitter.com/AvvRenatoDIsa) per essere quotidianamente aggiornato.
26 agosto 2013 alle 14:22
gentile avvocato vorrei porle un quesito che mi interessa personalmente. Io sono proprietario di un piccolo appartamento del valore di 100.000 euro circa mentre i miei genitori di un appartamento di valore 200.000 euro circa. Se facessimo una permuta tra i due appartamenti sarei costretto a dare un conguaglio in soldi a loro oppure si può fare pari e patta? Grazie sono in attesa di risposta.
27 agosto 2013 alle 19:05
Egr. sig. Gabriele,
se i dati che Lei mi ha posto sono obiettivi ed oggettivi, in forza di dati comuni, vi sarebbero dei problemi fiscali e successori qualora un domani uno dei Suo fratelli (qualora ci siano) possa ritenere tale permuta come una donazione indiretta.
29 luglio 2013 alle 21:30
gentilissimo avvocato D’Isa, pochi giorni fa ho avuto un’esperienza da un notaio che mi ha lasciata molto amareggiata : mio padre e mio zio, proprietari di terreni confinanti (uno disposto a terrazza sull’altro), come da accordi verbali, hanno disposto tra loro una permuta: mio padre cedeva parte del terreno sovrastante a mio zio, in cambio dell’impegno di quest’ultimo a provvedere al muro di contenimento (che per regola dovrebbe spettare a chi ha il terreno sovrastante). Sono poi andati da un notaio per definire legalmente la cosa.
Il notaio insisteva che era impossibile effettuare una permuta, in quanto non risutava in cambio nulla di fisico, ma che era più opportuno effettuare una vendita (fittizia) del pezzo di terreno. Non è stato possibile in quella sede chiarire che la permuta avveniva con la perdita del dovere a fare il muro di contenimento…mio padre veniva zittito in malo modo da mio zio, sotto gli occhi di tutti…e preso per “uno che si ostinava a non voler capire” anche dal notaio.
A nulla sono valse le mie proteste sul rischio fiscale di dover poi essere noi costretti a dichiarare nella dichiarazione dei redditi la somma di mille euro, tra l’altro mai ricevuta.
Il notaio definiva “bruscolini” i mille euro, che per me sono più dello stipendio di mio marito, cassaintegrato da 7 anni.
Mio padre ha poi accettato di firmare per non essere umiliato ulteriormente, ma le posso garantire che l’amarezza è stata tanta, anche perchè poi siamo andati a controllare e sul modello della dichiarazione dei redditi, come lui aveva previsto, c’è l’obbligo di dichiarare eventuali redditi dovuti alla vendita di terreno urbano, come infatti è considerato al catasto il lotto di 85 metri quadri che ha ceduto a mio zio.
Ormai è fatta, ma a solo titolo di soddisfazione, mi dà il suo parere sul caso e sul notaio?
la ringrazio per la pazienza, so di non essere stata molto chiara, ma spero che sia riuscito a capire il senso di quello che è successo.
19 agosto 2013 alle 19:19
nel premettere le mie scuse per la ritardata risposta stante il periodo feriale mio e dei miei collaboratori,
credo che la permuta sarebbe stata possibile laddove il muro di contenimento venisse trasferito (proprietà) a Suo padre al momento della realizzazione dello stesso, in altre parole sarebbe stato possibile una permuta di cosa futura;
ovvero la cosa presente si trasferisce al momento della conclusione del contratto, mentre la cosa futura si trasferirà soltanto quando il bene verrà ad esistenza. Il contratto di permuta di cosa presente con cosa futura è un contratto consensuale, con effetti obbligatori in quanto il trasferimento del bene avverrà solo con la venuta ad esistenza del medesimo.
25 luglio 2013 alle 17:39
Buonasera mi chiamo giovanna e avrei bisogno di un consiglio sono in procinto di fare una permuta con la mia casa però mi è stato proposto una cosa di questo genere, l’altro proprietario diventerebbe subito proprietario del nostro immobile e noi entreremmo nel suo ma prima di fare il rogito del suo dovremmo aspettare almeno un anno dove gli verrà corrisposto un mensile per ridurre l’importo chiestoci, fatta così si puo definire ancora permuta???? Grazie tante Giovanna
19 agosto 2013 alle 18:42
Gentile sig.ra Giovana,
credo che tale operazione rientri nella permuta con conguaglio parziale in denaro,
in una sorta di preliminare con immissione immediata nel possesso.
Sarebbe il Suo un pagamento dilazionato che avverrà sottoforma di “Locazione” e la piena proprietà Le sarà trasmessa al momento del pagamento dell’ultima rata/canone.
Ma gradirei, comunque leggere bozza di tale contratto.
10 luglio 2013 alle 17:26
Gentile avvocato, una domanda.
Devo fare una permuta tra la mia casa e un’altra, versando la differenza.
Il valore della mia casa è 140.000 l’altra 250.000
avendo un mutuo sulla mia casa di 97mila euro, posso spostarlo dalla mia banca ad un’altra e chiedere logicamente soldi in più? Il tutto mi verrebbe intorno ai 200.000 di mutuo (che so già che mi verranno dati) l’unico problema è lo spostare il mutuo nella nuova banca e accorpare il resto dei soldi. Secondo lei è cosa fattibile? la ringrazio molto!
15 luglio 2013 alle 19:29
Egr. sig. Marco,
l’operazione è fattibile, potrebbe chiedere un consolidamento del mutuo.
29 giugno 2013 alle 20:39
Gentile Avv., una domanda, è sempre possibile la permuta con conguaglio in denaro in un pubblico esercizio? (Per essere chiari ad esempio in un supermercato oppure dal calzolaio) E se sì, come è regolata fiscalmente? La ringrazio anticipatamente
3 luglio 2013 alle 15:06
gentile fil,
mi è difficile rispondere al Suo quesito in poche righe,
la permuta è possibile, logicamente si dovrebbe andare a leggere la normativa di riferimento per i pubblici esercizi, ma credo che non ci siano ostacoli.
20 luglio 2013 alle 12:30
La ringrazio per la risposta, vorrei chiederLe se posso conferma anche di un’ultima cosa, cioè se nella categoria dei beni immateriali rientrino ad esempio i files dei computer o più in generale dati personali trasferibili ad esempio con pennine usb o badges, e se possano essere quindi permutati con beni materiali (una volta assegnato loro un valore eventualmente anche in euro) nel caso ovviamente entrambe le parti siano d’accordo.
24 giugno 2013 alle 14:29
Egr.Avv. Le chiedo un coniglio circa un contratto/permuta che dovrei stipulare in questi giorni con un conoscente. Si tratta della vendita reciproca dei nostri automezzi. Io pensavo ad un contratto nel quale si dichiarava il valore delle due autovetture e si stabiliva che una delle due parti versava all’altra un quid dato dalla differenza dei due valori. E’ possibile effettuare una scrittura simile ? grazie per la cortese risposta
26 giugno 2013 alle 18:02
non vedo ostacoli, qualora tale scrittura sia anche registrata.
vitantonio ha detto:
11 giugno 2013 alle 11:25
Egr. avv. vorrei dei chiarimenti su 1 permuta di terreno 2317mq. di possesso di mio padre dove verrano costruite ben 6 ville di cui 2 verrano date come permuta. l’ impresa mi dice che è meglio fare una scrittura privata con 1 contratto d’ appalto x ovviare a varie imposte/tasse. il terenno vale 150000 con la diff. di 500000 x le 2 ville… come posso tutelarmi in caso di fallimento?? loro mi dicono che solo al gresso mi concedono la fedjussione, prima la riserva di proprietà. io avrei voluto fare 1 atto di vendita con le 2 ville, ma loro mi dicono che, sia io come proprietario del terreno e loro come impresa pagheremmo una plusvalenza esagerata con controlli da parte della agenzia dell ‘entrate. Invece secondo me con 1 atto di vendita del terreno e dandomi 2 ville la plusvalenza e da attribuire solo all’ impresa..VERO????
Grazie attendo una sua risposta
11 giugno 2013 alle 19:10
Egr. Sig. Vitantonio,
stante l’incertezza economica che viviamo, purtroppo non ci sono ampie garanzie in merito alla previsione del fallimento della società.
Non riesco a capire l’operazione da Lei descritta, comunque si tratterebbe di una permuta o sbaglio ?
La plusvalenza sarebbe, poi, da attribuire all’impresa qualora successivamente venda gli immobili per un valore maggiore rispetto alla permuta (le modalità di accertamento della plusvalenza imponibile, si calcola sulla base della differenza tra corrispettivo incassato e costo d’acquisizione) poichè secondo la disposizione contenuta al comma 1, lettera b), del nuovo articolo 67 del testo Unico sulle Imposte sul Reddito (Tuir), sono tassate “le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, esclusi quelli acquisiti per successione o donazione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari.
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Federico Massa ha detto:
28 marzo 2013 alle 14:25
Salve ..e’ possibile permutare 2 appartamenti intestati a due persone diverse con una casa singola ? Quanti atti notarili bisogna fare e a grandi linee( in percentuale )a quanto potrebbero ammontare le spese?.Ringrazio anticipatamente ..
30 marzo 2013 alle 12:35
Egr. Sig. Federico
dalla Sua descrizione credo che l’operzione sia possibile in un unico atto, per le spese dipende dal valore degli immobili.
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salve vorrei porli il mio spesito.
Dobbiamo prendere un podere, il cui valore si aggira sui 400mila euro permutarlo con due case (del valore dello stesso, dove siamo tutti daccordo) una casa è intestata a me, l’altra ai miei genitori. Sul mio appartamento cè il mutuo, mentre l’ipoteca è sull’altro. Si può fare? su che spese vado incontro più o meno? grazie mille!
11 marzo 2013 alle 13:11
tecnicmanete le due operazioni sarebbero possibili, ma resterebbe il problema dell’accollo del mutuo oltre a quello dell’ipoteca, in altre parole l’altro permutante sarebbe disponiblie a tale operazione?
21 febbraio 2013 alle 21:15
Vorrei porle un quesito:
Su un terreno per 1/3 edificabile quando poi si andrà a fare la cessione per la permuta, quest’ultima riguarderà solo ed esclusivamente la parte edificabile oppure tutto il terreno?
Premetto che i restanti 2/3 sono zona verde,
Grazie per l attenzione,
25 febbraio 2013 alle 13:11
Gentile sig.ra Giusy,
il tutto dipenderà da cosa sarà specificamente riportato nell’atto di permuta.
23 gennaio 2013 alle 19:04
gentilissimo avvocato, si tratta di una permuta…io e mio fratello, cointestatari di una casa, vorremo permutarla a favore di mio padre e mia madre….loro ci liquiderebbero con una casa a me, intestata a mia madre, e del contante di pari valore a mio fratello….ricordo che mio padre e mia madre sono in comunione di beni…..vorrei sapere se e’ possibile tutto cio’ con un unico atto, nel quale mio padre e mia madre diventano proprietari della casa di proprieta’ di me e mio fratello liquidandoci come prima citatto….ringraziandola per la sua disponibilita’ e professionalita’ porgendo distinti saluti…
22 gennaio 2013 alle 19:23
gentilissimo avvocato, vorrei sapere se e’ possibile in un unico atto vendere alla mia mamma e a mio padre, che sono in comunione di beni, una casa intestata a me e mio fratello…il sistema di pagamente sarebbe una casa a me, intestata a mia madre, e del contante a mio fratello…grazie
23 gennaio 2013 alle 13:26
Egr. Sig. David,
mi perdoni ma non ho ben inteso la Sua operazione: si tratta di una permuta tra due abitazioni e conguaglio in denaro in favore di Suo fratello ??
29 gennaio 2013 alle 19:19
Gent.le avvocato, nell’ambito di alcune proprietà indivise (poniamo n.3 appartamenti) fra n.3 eredi i quali hanno già effettuato la successione, come opera l’intestazione individuale e totalees. di un bene ad ogni soggetto? attraverso la permuta oppure attraverso la vendita?
Cordiali saluti e complimenti per il sito di notevole interesse.
31 gennaio 2013 alle 13:16
Gentile Sig.ra Berta,
credo che allo stato i beni siano in comunione, lo strumento giuridico applicabile è quello della divisione ereditaria.
19 dicembre 2012 alle 14:23
Gentile Avv. D’Isa, vorrei chiederle una cosa: io, da persona fisica, posso stipulare una permuta (cosa presente: terreno; cosa futura: 30% dei mq che saranno costruiti) quindi obbligarmi a costruire sul medesimo terreno con tutte le varie: penali, tempi ecc…e poi la stessa permuta stipularla con un costruttore? Ovviamente la differenza sarà solo la percentuale di permuta, anzichè il 30% sarà il 32%. quindi la differenza (2% di mq) sarà mio. Per fare questo cosa dovrò fare dal punto di vista fiscale ed economico?
In attesa di un suo gradito riscontro l porgo distinti saluti.
21 dicembre 2012 alle 19:07
Egr. sig. Giuseppe,
gradirei maggiori ragguagli sulla Sua operazione, non ho ben inteso la seconda permuta.
18 dicembre 2012 alle 20:12
Gentile Avvocato,gradirei avere il suo conforto per qunato sono ad esporLe
Vorrei permutara un mio bene mobile (auto) , con un piccolo deposito accatastato c\2 di pari valore. Epossibile tale atto? e possibile un rogito notarile unico in cui si manifesti tale volonta?
19 dicembre 2012 alle 13:19
Egr. Sig. Rino,
allo stato dalla Sua descrizione non trovo motivi ostativi per tale operazione.
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20 novembre 2012 alle 20:19
Buonasera, vorrei sapere se è possibile “permutare” un immobile A con due immobili B e C, il cui valore sommato è quello dell’immobile A, o comunque con il benestare di tutti i proprietari coinvolti. Se non ho capito male si può fare tutto in un unico atto notarile e si paga l’IVA solo sull’immobile con valore maggiore, giusto?
28 novembre 2012 alle 12:29
Egr. Sig. Massimo
la Sua operazione è lecita, logicamente qualora si tratta di beni in comunione ha bisogno del consenso di tutti i comproprietari.
Il tutto davanti ad un unico Notaio in un unico atto.
rossella romagnoli ha detto:
10 novembre 2012 alle 11:03
Salve. ho trovato interessantissimi i suoi chiarimenti sulla permuta. vorrei porle una ulteriore domanda. se tre fratelli comproprietari di un unico terreno lo frazionano in tre terreni con diversa edificabilità (ma ne sono tutti e tre comunque comproprietari); possono poi con una permuta diventare ognuno proprietario di uno dei terreni?
essendo di edificabilità diversa (e quindi di valore diverso), se sono tutti d’ accordo ad attribuire lo stesso valore ai terreni, si può chiudere la questione con la permuta o occorrono conguagli o cose simili? Grazie
14 novembre 2012 alle 18:58
Gentile Sig.ra Rossella,
non ho ben inteso la Sua operazione, allo stato se i terreni sono in comunione, prima di ffettuare singole permute c’è la necessità della divisione, o quantomeno a titolo di comproprietari possono permutare i terreni in favore di altro bene o prestazione ad esempio edificatoria.
Inoltre il titolo di proprietà di tali terreni è di natura successoria ???
23 ottobre 2012 alle 07:06
Eg. Avv. le faccio i complimenti per l ‘articolo sopra esposto , vorrei un chiarimento sulla permuta , sin adesso mi pare i aver capito che è possibile permutare un immobili con un altro con pari valore oppure con uno inferiore da conguagliare , ma è possibile permuare un immobile con altre cose di pari valore ad esempio , ( faccio per dire ) Una ferrari, Titoli, azioni, fondi ecc, in caso me lo proponossero?
2 novembre 2012 alle 18:08
se l’oggetto della permuta è lecito e detrminabile non si va incontro ad una ipotesi di nullità, comunque Le consiglio di farsi seguire da un avvocato qualora dovesse addivenire ad una tale operazione.
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18 ottobre 2012 alle 18:29
mi interessa saperne di più per una permuta in cui una parte cede del terreno edificabile l’altra in cambio cede una porzione di fabbricato che andrà a costruire.
inoltre di tutti i diritti derivanti da una nuova costruzione chi se ne deve far carico?
e se viè una differenza di valore si può applicare la permuta con conguaglio?
22 ottobre 2012 alle 20:20
Egregio Sig. Alessandro,
in merito al Suo quesito avnedo la natura del contratto misto tale fattispecie non vi è alcun dubbio che in caso di differenza le parti abbiano la possibilità di stabilire un conguaglio.
Mentre per quanto rigaurda il primo quesito non ho ben inteso cosa intende per tutti i diritti derivanti da una nuova costruzione chi se ne deve far carico?
london websites ha detto:
6 ottobre 2012 alle 22:23
means? I’ve a project that I am just now working on, and I’ve been at the glance out for
16 giugno 2012 alle 09:35
Ringrazio mi è stato utile il contenuto, per la chiarezza della esposizione dei vari argomenti che compongono la permuta.
la ringrazio per i complimenti e Le ricordo, inoltre, di iscriversi alla newsletter per essere quotidianamente aggiornato.
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