Source: https://www.confindustria.av.it/salute-e-sicurezza-nei-luoghi-di-lavoro-interpelli-del-19-dicembre-2013/
Timestamp: 2018-11-19 06:07:53+00:00
Document Index: 69023556

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 98', 'art. 89', 'art. 69']

SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO – INTERPELLI DEL 19 DICEMBRE 2013. – Confindustria Avellino
SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO – INTERPELLI DEL 19 DICEMBRE 2013.
Prot. n. I/ 203 /14
OGGETTO: SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO – INTERPELLI DEL 19 DICEMBRE 2013.
Vi segnaliamo che, in data 19 dicembre 2013, il Ministero del Lavoro ha pubblicato nel sito internet alcune risposte ad interpelli sui seguenti temi:
1. Obbligo di formazione, ai sensi dell’art. 37, dei lavoratori che svolgono la funzione di Responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP);
2. Corsi di aggiornamento del coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori;
3. Applicazione del Titolo IV del D.Lgs. n. 81/2008 alle scaffalature metalliche.
Di seguito una breve nota di commento sulle tre risposte.
1. Obbligo di formazione, ai sensi dell’art. 37, dei lavoratori che svolgono funzioni di Responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP)
La Commissione chiarisce che gli RSPP e gli Addetti al servizio prevenzione e prevenzione – ASPP -(nella fattispecie si parla di docenti che svolgono anche questi ruoli) non sono tenuti a frequentare i corsi previsti dall’art. 37 del Dlgs 81/08 per lavoratori, perché la formazione loro erogata per lo svolgimento dei compiti di RSPP e ASPP (in conformità alle previsioni dell’accordo stato regioni del 26 gennaio 2006) è comprensiva, per contenuti e durata, di quella prevista per i lavoratori.
Per gli stessi motivi, la formazione degli RSPP e ASPP è da considerarsi esaustiva e ridondante anche rispetto a quella prevista per i preposti.
L’interpello ribadisce, inoltre, che:
• quanto detto vale solo qualora l’RSPP e l’ASPP svolgano queste funzioni o siano in possesso dei requisiti per svolgerle;
• la formazione dovrà essere, comunque, integrata rispetto ad ulteriori eventuali aspetti specifici scaturiti dalla valutazione dei rischi.
2. Corsi di aggiornamento del coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori
La risposta all’interpello fornisce precisazioni in merito a due quesiti relativi all’aggiornamento dei coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori (art. 98, comma 2, Dlgs 81/2008).
In particolare la Commissione chiarisce che:
• il mancato aggiornamento entro i termini previsti non permette di poter svolgere i compiti di coordinatore, fintanto che non venga completato l’aggiornamento per il monte ore mancante (in analogia a quanto previsto per l’RSPP nell’Accordo stato regioni del 25 luglio 2012);
• un numero di ore di aggiornamento nel quinquennio superiore alle 40 ore (previste per legge) non vale per le annualità successive.
3. Applicazione del Titolo IV del D.Lgs. n. 81/2008 alle scaffalature metalliche
La Commissione per gli interpelli fornisce criteri per poter valutare se e a quali scaffalature metalliche si applica il Titolo IV del Dlgs 81/2008.
In particolare le attività di montaggio e smontaggio di una scaffalatura metallica, che avviene nell’ambito di un cantiere temporaneo o mobile (art. 89, Dlgs 81/2008), seguono quanto previsto dal titolo IV, capo I del citato decreto.
Qualora, invece, le attività di montaggio e smontaggio avvengano al di fuori di un cantiere, per l’esclusione dal Titolo IV, è necessario tener conto di entrambi i seguenti criteri:
• del contesto in cui si opera;
• della tipologia di scaffalatura.
In riferimento al primo criterio, occorre valutare che il montaggio/smontaggio della scaffalatura non abbia gli elementi che caratterizzano l’installazione di un cantiere (previsti dall’ allegato XV, punto 2.2.2, Dlgs 81/2008) quali, ad esempio, recinzioni, accessi e segnalazioni realizzati appositamente per l’installazione, viabilità dedicata appositamente per l’installazione, etc..
Per quanto riguarda, invece, il secondo criterio occorre verificare che il montaggio/smontaggio della scaffalatura sia, ad esempio, un mero assemblaggio e non sia riconducibile a “lavori di costruzione… di opere fisse, permanenti o temporanee … in metallo” (come previsto dall’allegato X del TU). La Commissione ritiene, però, che non sia possibile prescindere nelle valutazioni dallo specifico progetto di ciascuna scaffalatura.
La risposta fornisce, tuttavia, indicazioni relativamente a diversi tipi di scaffalature quali, ad esempio: le scaffalature leggere (da considerarsi elementi di arredo, quindi, in genere escluse dal campo di applicazione del titolo IV, capo I); le scaffalature medie e pesanti e molto pesanti (che potrebbero rientrare nel campo di applicazione del titolo IV), etc.
La Commissione afferma, da ultimo, che le scaffalature metalliche non rientrano nella definizione di attrezzature di lavoro (art. 69, comma 1 lett. a) Dlgs 81/2008), salvo i casi in cui rientrino nella definizione di “macchine” (Dlgs 17/2010).
Le aziende interessate possono richiedere ai nostri uffici il testo degli interpelli illustrati.