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Timestamp: 2017-10-21 14:21:07+00:00
Document Index: 176981220

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1364', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 9', 'art. 97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 1363', 'art. 1369', 'art. 1364', 'sentenza ', 'sentenza ']

Come deve essere interpretata la dicitura per quanto concerne la richiesta (e quindi la dimostrazione del suo reale possesso) di un determinato fatturato quale prova della propria capacità tecnica? Nel caso in cui la dimostrazione no
La prova della capacità tecnica ed economica del partecipante è finalizzata all’accertamento della sua idoneità a fornire all’amministrazione il bene di cui abbisogna con le modalità stabilite dal contratto; per quanto ampiamente ed in bonis possa essere interpretata la dizione “forniture identiche” previste dal al capitolato speciale, non è possibile affermare che la prova dell’identità potesse essere raggiunta con fatturati riferibili a beni del tutto diversi e con materiali del tutto diversi; la richiesta del fatturato nel periodo di riferimento è infatti strumentale alla valutazione, da parte della stazione appaltante, dell’idoneità dei materiali forniti a soddisfare le sue specifiche esigenze sotto il profilo tecnico: sotto questo particolare aspetto va valutata l’identità e/o l’analogia del materiale da fornire, che deve essere in grado di dimostrare l’idoneità del soggetto alla lavorazione e del bene al particolare uso cui è destinato.
Merita di essere segnalato il seguente passaggio tratto dalla decisione numero 6278 del 6 dicembre 2007, inviata per la pubblicazione in data 10 dicembre 2007, emessa dal Consiglio di Stato (che ribalta la decisione di primo grado emessa dal Tar Lazio, Roma con la sentenza numero 5032 del 31 maggio 2007)
< Oggetto dell’appalto è la fornitura di traverse ferroviarie e legami per scambi in “azobè”, come descritti nell’allegato “E”, nel quale si ripete la dizione “fornitura e traverse e legnami per scambi in azobè (privo di zona di transizione) per metropolitane.
5.2. La prova della capacità tecnica ed economica del partecipante è finalizzata all’accertamento della sua idoneità a fornire all’amministrazione il bene di cui abbisogna con le modalità stabilite dal contratto. Per quanto ampiamente ed in bonis possa essere interpretata la dizione “forniture identiche” previste dal punto III.2.2. – lett. b del capitolato speciale, non è possibile affermare che la prova dell’identità potesse essere raggiunta con fatturati riferibili a beni del tutto diversi (pali e assi di legno anziché traversine) e con materiali del tutto diversi dall’azobè anche se comunque compresi nell’essenza “legno”.
5.3. La richiesta del fatturato nel periodo di riferimento è infatti strumentale alla valutazione, da parte della stazione appaltante, dell’idoneità dei materiali forniti a soddisfare le sue specifiche esigenze sotto il profilo tecnico, che nella specie si sostanziano nella fornitura delle traversine occorrenti per la circolazione delle vetture ferroviarie. Sotto questo particolare aspetto va valutata l’identità e/o l’analogia del materiale da fornire, che deve essere in grado di dimostrare l’idoneità del soggetto alla lavorazione e del bene al particolare uso cui è destinato.
5.4. Interpretando le clausole del bando le une per mezzo delle altre, è necessario concludere che la prova della capacità tecnica richiedesse la dimostrazione, da parte dell’aggiudicataria, di avere effettuato quantomeno forniture analoghe a quelle oggetto della gara, anche se non identiche.
5.5. Analogia che nel caso di specie correttamente la stazione appaltante non ha desunto dal fatturato esibito dall’aggiudicataria, riferito ad oggetti diversi (pali e assi di legno anziché traversine) ed a materiali diversi (varie essenze lignee ma non azobè).
5.6. L’operato della stazione appaltante trova perciò conforto nell’art. 1364 c.c.: per quanto ampia e generale possa essere il significato dell’espressione “forniture analoghe a quelle in argomento” nei tre anni o nei tre esercizi precedenti, non è possibile affermare che l’oggetto delle forniture eseguite sia in grado di comprovare che la capacità tecnica fosse quella richiesta al fornitore e l’oggetto delle forniture eseguite fossero quelli su cui le parti si erano proposte di contrattare>
le conclusioni quindi a cui giunge il Supremo Giudice amministrativo sono quelle di dare ragione all’amministrazione per aver quindi annullato l’aggiudicazione e di conseguenza escussa la cauzione provvisoria
giusto a titolo di precisazione, si riporta la sentenza di primo grado (Tar Lazio, Roma con la sentenza numero 5032 del 31 maggio 2007 ) che viene con l’emarginata decisione, del tutto annullata:
< In tema di risarcimento del danno spettante ad un’impresa la cui aggiudicazione provvisoria sia stata illegittimamente annullata: deve essere anche restituita la cauzione provvisoria indebitamente escussa
< Quanto alla richiesta di emanazione di ordine alla parte resistente di restituzione della cauzione provvisoria di € 14.500,00 (quattordicimila/00), perché indebitamente escussa, il Collegio non può che aderire alla richiesta, essendo dimostrato che la circostanza, cui il punto 13.2.4 del disciplinare di gara (che tanto prevedeva in caso che i disposti accertamenti non avessero confermato quanto dichiarato in sede di presentazione dell’offerta) non si era nel caso che occupa in concreto verificata; inoltre essendo provato (all. n. 13 al deposito documentale effettuato da parte resistente il 30.1.2007) che la somma è stata effettivamente incamerata dalla Alfa s.p.a..>
riportiamo qui di seguito la decisione numero 6278 del 6 dicembre 2007, inviata per la pubblicazione in data 10 dicembre 2007, emessa dal Consiglio di Stato
sul ricorso in appello n.r.g. 5514 del 2007, proposto da ALFA. – s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Marina Di Luccio, unitamente al quale è elettivamente domiciliato in Roma, alla Via Tiburtina n. 770, presso l’Ufficio Legale della ALFA. s.p.a.;
Beta s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Filippo Castaldi e Marcello Fortunato, con i quali è elettivamente domiciliato in Roma, piazza Capo di Ferro, n. 13 presso la Segreteria Sezionale;
A. Assicurazioni, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituitosi in giudizio
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, II ter Sezione, n. 5032/2007, pubblicata il 31 maggio 2007, con la quale in accoglimento del ricorso di Beta s.r.l. è stata pronunziata condanna al risarcimento del danno, previo annullamento dei seguenti provvedimenti:
– delibera del C.d.A. della ALFA. s.p.a. n. 26 del 4.10.2006, di revoca della “aggiudica” provvisoria in favore della società ricorrente e di escussione della cauzione provvisoria;
– nota prot. n. 9366 del 6.11.2006, di comunicazione della adozione di detta delibera;
– nota prot. n. 7433 del 4.10.2006, di comunicazione dell’avvio del procedimento di revoca della aggiudicazione provvisoria;
– nota prot. n. 4998 del 31.5.2006, di richiesta di integrazione documentale;
– nota prot. n. 4101 del 3.5.2006, di richiesta di integrazione documentale;
– nota prot. n. 10067 del 21.11.2006, di escussione della polizza;
– bando di gara e del connesso disciplinare, nella parte in cui fissano i requisiti di partecipazione alla gara;
– nuovo provvedimento di “aggiudica”, se adottato;
Visto l’art. 26 della legge n. 1034/1971, come modificato dall’art. 9 della legge n. 205/2000;
Designato relatore, alla camera di consiglio dell’11 settembre 2007, il consigliere Cesare Lamberti ed uditi, altresì gli avvocati M. Di Luccio, A. Di Lieto per delega di Castaldi, e M. Fortunato, come da verbale d’udienza;
1. La società Beta s.r.l. ha partecipato alla gara per la fornitura di traverse e legnami indetta con bando n. 5 del 2005 dalla ALFA. s.p.a. e ne è risultata aggiudicataria provvisoria. È stata successivamente estromessa dalla gara in quanto la documentazione inviata non aveva comprovato il possesso dei requisiti tecnici dichiarati in sede di presentazione dell’offerta.
2. Con nota del 13 maggio 2006, la società la ALFA., esaminate le fatture trasmesse in copia dall’aggiudicataria, rilevava che le forniture eseguite nel periodo agosto 2003 – dicembre 2005 non erano riferite a traverse ferroviarie (bensì a pali di diametro 10-15 e tavole di spessore 50-100 mm.) né all’azobè (bensì a forniture di faggio, di castagno, ontano e cerro). La ALFA. invitava la società a produrre ulteriore idonea documentazione attestante quanto prescritto dal bando.
2. Nel prosieguo, la società ALFA. disattendeva le giustificazioni della soc. Beta sull’idoneità della documentazione prodotta a comprovare il possesso dei requisiti di carattere speciale e comunicava l’avvio delle procedure interne per la revoca dell’aggiudicazione e per l’escussione del deposito cauzionale.
3. Con provvedimento n. 26 del 4 ottobre 2006, il Consiglio d’Amministrazione della ALFA. s.p.a. non approvava l’aggiudicazione provvisoria perché priva dei requisiti prescritti dal bando ed incamerava la cauzione. Nella stessa sede, il Consiglio di amministrazione prendeva atto della inefficacia della precedente procedura ed autorizzava una nuova gara. Con successiva nota n. 10067 del 21 novembre 2006 ALFA. richiedeva alla soc. Aurora Assicurazione di provvedere al versamento della cauzione provvisoria prestata dalla Beta s.r.l. per un importo pari ad € 14.500,00.
4. Il Tar del Campania, Sede di Salerno, adito avverso i provvedimenti, dalla società Beta s.r.l. rimetteva gli atti al Tar del Lazio con ordinanza 15 febbraio 2007, n. 38, considerato che la ricorrente aveva aderito al proposto regolamento di competenza.
5. Il ricorso di primo grado è imperniato su sei motivi di violazione del bando di gara, del capitolato speciale di appalto e D.Lgs. n. 157 del 1995 nonché dell’art. 97 della Costituzione. Eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento e sviamento. A dire della Beta, il requisito di capacità era stato sufficientemente provato, in quanto la dizione "forniture identiche a quelle in argomento" non può che riferirsi alla tipologia di fornitura ovvero traverse in legno o comunque legname in genere essendo irrilevante sia il diametro che la tipologia del legno. Essendo il materiale richiesto (azobè) regolarmente in commercio, non esisteva alcun ostacolo alla reperibilità dello stesso né era rilevante la tipologia in quanto non è connessa alcuna particolare modalità di lavorazione.
5. Disattese le eccezioni pregiudiziali, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso sull’assunto che la fornitura è di “traverse di legno” ed il materiale richiesto “azobè” è regolarmente in commercio e non richiede particolari modalità di lavorazione. La stazione appaltante non poteva escludere il possesso del requisito che il materiale fornito dalla ricorrente presentasse diverse misurazioni rispetto alle traverse ferroviarie in legno e fosse relativo a diverso tipo di legname.
6. La sentenza è impugnata da ALFA. Nel giudizio si è costituita la Beta s.r.l., chiedendo il rigetto del ricorso.
5. Alla camera di consiglio dell’11.09.2007 il ricorso è stato trattenuto in decisione previo avviso alle parti della sentenza in forma abbreviata ai sensi dell’art. 26 della legge n. 1034/1971, come modificato dall’art. 9 della legge n. 205/2000.
1. La sentenza impugnata ha accolto il ricorso di Beta s.r.l. avverso l’esclusione dalla gara per la fornitura di traverse e legnami indetta dalla ALFA. s.p.a., ritenuto che il fatturato esibito a seguito dell’aggiudicazione a comprova della sua capacità ad eseguire la prestazione oggetto dell’appalto fosse sufficiente ad integrare il possesso delle qualità e delle professionalità occorrenti per espletare le attività richieste.
1.1. Secondo i primi giudici, lo scopo della richiesta del fatturato è evitare l’esecuzione di quote rilevanti dell’appalto da parte di soggetti del tutto sprovvisti della necessaria professionalità e capacità tecnica. Dal fatturato esibito dalla Beta s.r.l. non è stato ravvisato alcun elemento che possa far ritenere che l’acquisto di un materiale legnoso in luogo di un altro o il conferimento a detto materiale di determinate dimensioni di poco differenti da quelle del materiale oggetto dell’appalto, richieda il possesso di particolari professionalità o competenze. Illegittimamente pertanto la stazione appaltante avrebbe adottato il provvedimento impugnato, nell’erronea convinzione che la ricorrente non avesse fornito la documentazione necessaria a garantire la futura corretta esecuzione dell’appalto.
1.2. La sentenza ha infine condannato ALFA. alla restituzione alla ricorrente della cauzione provvisoria di €. 14.500,00 e al risarcimento dei danni in favore della società ricorrente, nella misura da liquidare con successivo accordo tra le parti alla stregua dei criteri stabiliti in motivazione.
2. Con un motivo articolato di ricorso, ALFA. denuncia la violazione del D.Lgs. n. 158/1997, in quanto la gara riguardava forniture per settori cd. esclusi e del D.Lgs. n. 358/1992 richiamato nei documenti di gara, il cui art. 13 precisa che la dimostrazione della capacità finanziaria ed economica delle imprese concorrenti è fornita anche tramite dichiarazione concernente il fatturato globale dell’impresa e l’importo relativo alle forniture identiche a quella oggetto della gara realizzate negli ultimi tre esercizi. L’appellante afferma inoltre che erroneamente la sentenza di primo grado ha considerato indifferente il tipo di materiale oggetto della fornitura e la qualità di materiale fornito in quanto le essenze lignee delle traverse ferroviarie in azobè richiedono una lavorazione del tutto particolare non assimilabili a quelle riportate nelle fatture esibite dalla Beta.
3. Il motivo è fondato per ambedue gli aspetti dedotti.
4. Per la prova della capacità economica e finanziaria, il bando di gara prevedeva (punto III.2.2. – lett. b) la presentazione di bilanci o estratti di bilanci … elenco delle forniture identiche eseguite nel periodo di riferimento, fatture o altri documenti ritenuti equivalenti da ALFA s.p.a..
4.1. Per la dimostrazione della capacità tecnica, il bando prevedeva informazioni e formalità necessarie per valutare la conformità ai requisiti. Il capitolato speciale prevedeva poi che oggetto della fornitura erano legnami e traverse per scambi in azobè per armamento ferroviario rispondente alle caratteristiche dimensionali di cui alla tabella dell’allegato “E” e a quelle tecniche di cui al disciplinare tecnico.
4.2. In relazione ai sopra riportati documenti di gara, ALFA., con nota del 21 maggio 2006, aveva contestato che, secondo le fatture presentate, le forniture eseguite nel periodo di riferimento non erano riferite a traverse ferroviarie e che non concernevano l’essenza richiesta. E, sempre in relazione ai predetti documenti, l’appellante ALFA. non aveva accettato le giustificazioni della società Beta, secondo la quale “la dizione forniture identiche a quelle in argomento non può che riferirsi alla tipologia di fornitura ovvero traverse in legno o comunque legame in genere risultante irrilevanti il diametro e la tipologia del legno”. Sempre ad avviso della società Beta, la documentazione a comprova era conforme al modello “R” allegato al bando di gara, nel quale si prevedeva che il concorrente dichiara che l’impresa da esso rappresentata ha conseguito nei tre anni o nei tre esercizi precedenti forniture analoghe a quelle in argomento …”.
5. Anche se non appaiono risolutivi il richiamo al decreto legislativo n. 358/1992, operato dal punto 1.1.1. del disciplinare di gara ai fini elencativi delle causa di esclusione dall’appalto e il rinvio al punto 3.1.b) per il possesso dei requisiti giuridici di partecipazione, il Collegio ritiene decisivi per la fondatezza dell’appello i principi generali in materia di contratto, in particolare l’art. 1363 e e l’art. 1369 c.c.
5.1. Oggetto dell’appalto è la fornitura di traverse ferroviarie e legami per scambi in “azobè”, come descritti nell’allegato “E”, nel quale si ripete la dizione “fornitura e traverse e legnami per scambi in azobè (privo di zona di transizione) per metropolitane.
5.6. L’operato della stazione appaltante trova perciò conforto nell’art. 1364 c.c.: per quanto ampia e generale possa essere il significato dell’espressione “forniture analoghe a quelle in argomento” nei tre anni o nei tre esercizi precedenti, non è possibile affermare che l’oggetto delle forniture eseguite sia in grado di comprovare che la capacità tecnica fosse quella richiesta al fornitore e l’oggetto delle forniture eseguite fossero quelli su cui le parti si erano proposte di contrattare.
5.7. E’ perciò irrilevante la considerazione che il legno “azobè” fosse regolarmente in commercio e che la species traversine ferroviarie appartenesse comunque al genus pali o assi di legno. La capacità tecnica richiesta dalla stazione appaltante comportava quantomeno la prova che le forniture effettuate nel periodo di riferimento avessero una qualche attinenza con i materiali oggetto di gara. Prova affatto raggiunta nella specie non essendo possibile, nel dubbio, riportare la documentazione fornita a quella più conveniente alla natura ed all’oggetto del contratto.
6. Per l’insieme delle suesposte ragioni l’appello deve essere accolto a va riformata la sentenza impugnata.
7. Sussistono giustificati motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali relative al doppio grado del giudizio.
Riforma per l’effetto la sentenza impugnata e respinge il ricorso originario.
Così deciso in Roma, dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), nella camera di consiglio dell’11 settembre 2007, con l’intervento dei Signori:
Ric. N.5514-00
In tema di risarcimento del danno spettante ad un’impresa la cui aggiudicazione provvisoria sia stata illegittimamente annullata: deve essere anche restituita la cauzione provvisoria indebitamente escussa