Source: https://www.condominioweb.com/piscine-condominiali-e-riapertura-dopo-lemergenza-coronavirus.17029
Timestamp: 2020-07-11 14:18:16+00:00
Document Index: 19961516

Matched Legal Cases: ['art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1102', 'art. 1118', 'art. 1123', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Piscine condominiali e riapertura dopo l'emergenza coronavirus
La riapertura piscine condominiali dopo l'emergenza coronavirus: le indicazioni contenute nel d.p.c.m. 17 maggio 2020.
Dal 25 maggio, così come stabilito dal d.p.c.m. 17 maggio 2020, è consentita, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere anche nelle piscine .
Fino ad una settimana fa i così detti centri nuoto dovevano stare chiusi: la ragione stava nell'arcinota emergenza coronavirus.
Adesso che il divieto è caduto, in tutta Italia, ci si domanda in che modo si debbano utilizzare le piscine.
Chiaramente esistono dei protocolli , le così dette linee guida, già allegate al suddetto d.p.c.m. (per le piscine sono indicati nell'Allegato 17) che possono essere implementati da disposizioni di carattere regionale.
La domanda che spesso ci si è posti, è la seguente: come considerare le piscine condominiali? Queste, che come ogni altra attività sportiva non consentita fino al 25 maggio, sono state chiuse fino a poco tempo fa, come devono essere riaperte? Quali protocolli seguire?
Quando la Cassazione (Cass. n. 5179 del 29 aprile 1992) si è occupata della vicenda (ricordiamo che l'art. 1117 c.c. non menziona le piscine tra i beni comuni), ha affermato che i costi da sostenersi per la conservazione e la gestione della piscina condominiale devono essere ripartite trai condomini (cioè tra tutti loro) in ragione dei rispettivi millesimi di proprietà, a meno che:
- un regolamento di condominio di origine contrattuale non preveda diversamente;
- ragioni strutturali obiettive di conformazione dell'edificio l'impianto lascino concludere che si tratti di bene in condominio parziale.
La certezza della soggezione della piscina al regime del condominio negli edifici la dà proprio il regolamento condominiale negoziale, poiché, com'è stato evidenziato, il bene in esame è di per sé suscettibile di autonomo godimento che l'assenza di alcuna indicazione in merito alla disciplina applicabile potrebbe farlo considerare soggetto alle norme sulla comunione in generale.
È dibattuto, ma non contestato (Pretura di Roma del 13 luglio 1989), la possibilità d'invitare ospiti esterni, salvo differente disposizione regolamentare.
La gestione della piscina è cosa tutt'altro che semplice: essa necessita di particolari accorgimenti e cure. Il suo esercizio è spesso sottoposto anche a norme di rango regionale che per il suo funzionamento potrebbero prevedere la presenza di assistenti bagnati, specie al di sopra di un dato numero di utilizzatori.
Il bagnino condominiale è una figura prevista anche dal CCNL relativo ai portiere, ma che può assumere la forma del dipendente di una ditta esterna cui è stato assegnato l'appalto di gestione di quel bene.
Piscina condominiale e coronavirus
Il d.p.c.m. fa riferimento alle piscine, in generale, senza far menzione di piscine condominiali o inserite in centri sportivi.
Va considerato dunque applicabile anche a quelle di cui ci stiamo occupando?
Non ci pare possano sorgere dubbi, le stesse linee guida allegate dal decreto presidenziale del 17 maggio specificano che «le presenti indicazioni si applicano alle piscine pubbliche, alle piscine finalizzate a gioco acquatico e ad uso collettivo inserite in strutture già adibite in via principale ad altre attività ricettive».
Rispetto a queste strutture, è prescritta la redazione di «un programma delle attività il più possibile pianificato in modo da dissuadere eventuali condizioni di aggregazioni e da regolamentare i flussi degli spazi di attesa e nelle varie aree per favorire il rispetto del distanziamento sociale di almeno 1 metro, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Se possibile prevedere percorsi divisi per l'ingresso e l'uscita».
Innanzitutto, è scritto prima dell'apertura va valutata l'idoneità dell'acqua alla balneazione a seguito dell'effettuazione delle analisi di tipo chimico e microbiologico dei parametri di cui alla tabella A dell'allegato 1 all'Accordo Stato Regioni e PP.AA. 16.01.2003.
Immancabile, come più avanti specificato nel documento, la disinfezione regolare delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, cabine, attrezzature (sdraio, sedie, lettini, incluse attrezzature galleggianti, natanti etc.).
Le piscine destinate a gioco (gli acqua park) possono essere usate esclusivamente per la balneazione (sono sempre le linee guida a dirlo, fatto questo indicativo di come debba essere usata la piscina condominiale).
Le linee guida contengono una serie d'indicazioni molto dettagliate per piscine ad uso collettivo inserite in strutture già adibite in via principale ad altre attività ricettive (es. pubblici esercizi, agrituristiche, camping, etc.) valgono le disposizioni del presente documento, opportunamente vagliate e modulate in relazione al contesto, alla tipologia di piscine, all'afflusso clienti, alle altre attività presenti etc.
Non proprio un riferimento esplicito e diretto ai condominii , ma per quelle piscine inserite in compagini che sorgono in centri urbani turistici e di vacanza (es. multiproprietà, ecc.) sicuramente una indicazione molto significativa.
LInee guida piscine (Allegato 17)
Le presenti indicazioni si applicano alle piscine pubbliche, alle piscine finalizzate a gioco acquatico e ad uso collettivo inserite in strutture gia' adibite in via principale ad altre attivita' ricettive (es. pubblici esercizi, agrituristiche, camping, etc.). Sono escluse le piscine ad usi speciali di cura, di riabilitazione e termale, e quelle alimentate ad acqua di mare.
- Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione. I frequentatori devono rispettare rigorosamente le indicazioni impartite dagli istruttori e assistenti ai bagnanti. Il gestore dovra' prevedere opportuna segnaletica, incentivando la divulgazione dei messaggi attraverso monitor e/o maxi-schermi, per facilitare la gestione dei flussi e la sensibilizzazione riguardo i comportamenti, mediante adeguata segnaletica.
- Potra' essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l'accesso in caso di temperatura > 37,5°C.
- Redigere un programma delle attivita' il piu' possibile pianificato in modo da dissuadere eventuali condizioni di aggregazioni e da regolamentare i flussi degli spazi di attesa e nelle varie aree per favorire il rispetto del distanziamento sociale di almeno 1 metro, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilita' individuale. Se possibile prevedere percorsi divisi per l'ingresso e l'uscita.
- Organizzare gli spazi e le attivita' nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d'uso alternate o separate da apposite barriere).
- Dotare l'impianto/struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l'igiene delle mani dei frequentatori/clienti/ospiti in punti ben visibili all'entrata, prevedendo l'obbligo di frizionarsi le mani gia' in entrata. Altresi' prevedere i dispenser nelle aree di frequente transito, nell'area solarium o in aree strategiche in modo da favorire da parte dei frequentatori l'igiene delle mani
- La densita' di affollamento nelle aree solarium e verdi e' calcolata con un indice di non meno di 7 mq di superficie di calpestio a persona. La densita' di affollamento in vasca e' calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona. Il gestore pertanto e' tenuto, in ragione delle aree a disposizioni, a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell'impianto.
- Al fine di assicurare un livello di protezione dall'infezione assicurare l'efficacia della filiera dei trattamenti dell'acqua e il limite del parametro cloro attivo libero in vasca compreso tra 1,0 - 1,5 mg/l; cloro combinato ? 0,40 mg/l; pH 6.5 - 7.5. Si fa presente che detti limiti devono rigorosamente essere assicurati in presenza di bagnanti. La frequenza dei controlli sul posto dei parametri di cui sopra e' non meno di due ore. Dovranno tempestivamente essere adottate tutte le misure di correzione in caso di non conformita', come pure nell'approssimarsi del valore al limite tabellare.
- Prima dell'apertura della vasca dovra' essere confermata l'idoneita' dell'acqua alla balneazione a seguito dell'effettuazione delle analisi di tipo chimico e microbiologico dei parametri di cui alla tabella A dell'allegato 1 all'Accordo Stato Regioni e PP.AA. 16.01.2003, effettuate da apposito laboratorio. Le analisi di laboratorio dovranno essere ripetute durante tutta l'apertura della piscina al pubblico a cadenza mensile, salvo necessita' sopraggiunte, anche a seguito di eventi occorsi in piscina, che possono prevedere una frequenza piu' ravvicinata.
- Si rammentano le consuete norme di sicurezza igienica in acqua di piscina: prima di entrarenell'acqua di vasca provvedere ad una accurata doccia saponata su tutto il corpo; e' obbligatorio l'uso della cuffia; e' vietato sputare, soffiarsi il naso, urinare in acqua; ai bambini molto piccoli far indossare i pannolini contenitivi.
- Regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, cabine, attrezzature (sdraio, sedie, lettini, incluse attrezzature galleggianti, natanti
- Le attrezzature come ad es. lettini, sedie a sdraio, ombrelloni etc. vanno disinfettati ad ogni cambio di persona o nucleo famigliare. Diversamente la sanificazione deve essere garantita ad ogni fine giornata. Evitare l'uso promiscuo di oggetti e biancheria: l'utente dovra' accedere alla piscina munito di tutto l'occorrente.
- Le piscine finalizzate a gioco acquatico in virtu' della necessita' di contrastare la diffusione del virus, vengano convertite in vasche per la balneazione. Qualora il gestore sia in grado di assicurare i requisiti nei termini e nei modi del presente documento, attenzionando il distanziamento sociale, l'indicatore di affollamento in vasca, i limiti dei parametri nell'acqua, sono consentite le vasche torrente, toboga, scivoli morbidi.
- Per piscine ad uso collettivo inserite in strutture gia' adibite in via principale ad altre attivita' ricettive (es. pubblici esercizi, agrituristiche, camping, etc.) valgono le disposizioni del presente documento, opportunamente vagliate e modulate in relazione al contesto, alla tipologia di piscine, all'afflusso clienti, alle altre attivita' presenti etc.
- Si raccomanda ai genitori/accompagnatori di avere cura di sorvegliare i bambini per il rispetto del distanziamento e delle norme igienico-comportamentali compatibilmente con il loro grado di autonomia e l'eta' degli stessi.
- Le vasche che non consentono il rispetto delle indicazioni suesposte per inefficacia dei trattamenti (es, piscine gonfiabili), mantenimento del disinfettante cloro attivo libero, o le distanze devono essere interdette all'uso. Pertanto si suggerisce particolare rigoroso monitoraggio nei confronti delle vasche per bambini.
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Domenico lunedì 01 giugno 2020 alle ore 11:34
Articolo fuorviante che crea solamente confusione in un ambito ancora non regolamentato per le riaperture. Le piscine a cui fa riferimento il post sono quelle classificate in sede di Conferenza Stato/Regioni del 2003 come A e C, ovvero quelle pubbliche e inserite in attività economiche e produttive (A) oppure quelle termali (C) o inserite in centri benessere. Il cobdominio non è un'attività economica, né produttiva, né un centro termale o benessere. Le piscine in condominio ai sensi dell'art. 1117 cc sono classificate B: nello specifico fino a 4 unità immobiliari B1, oltre 5 unità immobiliari B2. L'autorizzazione alla riapertura può darla solo un'ordinanza in sede di Conferenza Stato/Regioni oppure un'ordinanza Regionale come ha fatto Zaia in Veneto. Pensiero condiviso anche da Assopiscine ed ANACI in un webinar organizzato la settimana scorsa proprio riguardante questa materia soecifica. Il resto sono solo congetture e interpretazioni soggettive del tutto fuorvianti.
Stefano lunedì 01 giugno 2020 alle ore 13:04
Io ho risolto in un altro modo: ho detto semplicemente ai condomini che per la sanificazione e la vigilanze i costi sarebbero lievitati enormemente. Risultato: sono stati loro a dirmi di non aprire la piscina anche perchè non vogliono pagare di più solo per stressarsi, impegnando il tempo trascorso in fila, per un bagno.
Stefano lunedì 01 giugno 2020 alle ore 13:21
@Domenico non ci sarà nessuna autorizzazione/ordinanza alla riapertura perchè le piscine condominiali si possono aprire seguendo le linee guida. Mi ero già informato...Ai condomini faccio capire che non conviene aprirla se non vogliono sostenere costi esorbitanti così me ne esco pulito e non faccio la figura del peracottaro.
Daniele lunedì 01 giugno 2020 alle ore 14:16
Ma se intorno alla piscina c'è un giardino secondo voi è possibile renderlo accessibile derogando alle linee guida ovvero mantenendo le distanze ed evitando gli assembramenti o va tenuto conto di tutte le indicazioni prescritte?
Domenico lunedì 01 giugno 2020 alle ore 14:27
@Domenico dici che ti sei "informato". Sei generico, pubblica l'ordinanza. Le riaperture avvengono a mezzo DPCM o Ordinanze, non per interpretazioni soggettive o perché ti sei informato... Te lo dice il sottoscritto che è un Gestore di piscine della FIN - Federazione Italiana Nuoto e Presidente Regionale ANACI.
Domenico lunedì 01 giugno 2020 alle ore 14:37
@Stefano le piscine condominiali, ad oggi, non si posonno aprire. Non puoi affermare "mi sono informato" 🤐 le attività si riaprono con DPCM oppure Ordinanze. Non ci sono alternative che possono far pensare a interpretazioni soggettive o perché me lo ha detto qualcuno. Te lo dice il sottoscritto, un Gestore di piscine FIN e Presidente Regionale ANACI. La Regione Veneto ha riaperto le piscine condominiali con una propria ordinanza, non perché qualche veneto si è informato... 😂
Stefano lunedì 01 giugno 2020 alle ore 15:26
@Domenico in quasi tutte le regioni è stata emessa un'ordinanza per riaprire le piscine. Da oggi anche in Lombardia. Ma per lei questo non basta, devono chiaramente specificare che anche le "piscine condominiali" possono essere aperte? Intende questo? Perchè se è cosi non credo che emetteranno un'ordinanza solo per le piscine condominiali, già dopo l'accordo stato/regioni del 2003 in molte regioni non è stato legiferato un bel niente sulle piscine condominiali... Nella mia regione le piscine sono state riaperte il 25 maggio.
Lorenzo lunedì 01 giugno 2020 alle ore 23:57
QUalcuno afferma che le piscine condominiali siano assimilabili a quelle presenti negli stabilimenti balneari e quindi non possono essere aperte. Probabilmente questi geni non sanno che negli stabilimenti balneari si usa spesso l'acqua di mare e pochissimo cloro. Ecco perchè negli stabilimenti balneari le piscine non si possono aprire. E quindi cosa hanno in comune con quelle condominiali, l'acqua di mare? Che geni...
Per la Cassazione la piscina condominiale è assimilabile a quello ad uso collettivo. Nelle regioni dove le piscine condominiali non sono state regolamentate certamente si possono aprire. Domenico l'ha sparata grossa. Essere presidente regionale di un'associazione non vuol dire niente. Il dubbio, se vogliamo proprio essere scrupolosi, resta nelle regioni dove le piscine condominiali sono state regolamentate con un'apposita legge. Ma se le piscine ad uso collettivo seguendo le linee guide possono essere aperte per quale motivo quelle condominiali, che sono riservate a un numero ristretto di persone (e quindi più sicure), non dovrebbero essere aperte? Solo perchè si sono dimenticati di specificarle nell'ordinanza? Quindi anche i campi da tennis condominiali non possono essere aperti=? Ma per favore
Lorenzo martedì 02 giugno 2020 alle ore 09:43
Dal dossiere Anaci Roma:
Dal punto di vista normativo non esiste una disciplina apposita che riguardile piscine c.d. condominiali ossia le piscine facenti parte di un complesso con-dominiale. Tali piscine essendo destinate ad una collettività sono equiparatedalla dottrina e dalla giurisprudenza alle piscine pubbliche per quel che ri-guarda la normativa applicabile.La disciplina base in materia è costituita: dall’Atto d’intesa tra Stato e Re-gioni, proposto nel 1992 dal Ministero della Sanità, relativo agli aspetti igienicosanitari concernenti la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscinead uso natatorio” (pubblicato nella G.U. il 17.2.92); dal D.M. 18.3.96 dettantenorme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi e, da ul-timo, dall’atto d’intesa Stato Regioni del 16.01.2003.Alla luce di tali atti, che non costituiscono norme giuridiche in senso strettocon valore vincolante per la generalità dei destinatari, si ritiene di applicare lanormativa delle piscine pubbliche anche a quelle condominiali che impongonola presenza del bagnino nella piscina.Qualora l’atto d’intesa non sia stato recepito dalle singole Regioni, comenel caso della Regione Lazio, è chiaro che non vi è nessun vincolo di legge acarico del condominio che imponga la presenza di un bagnino nella piscinacondominiale.
Dossier Condominio n. 131/2012Dossier17condominioPer quanto riguarda l’uso della piscina il problema fondamentale riguardala possibilità o meno che un condomino possa invitare ospiti (estranei al con-dominio). Poiché la piscina costituisce una cosa comune, in proposito trovaapplicazione l’art. 1102 c.c., che consente a tutti i condomini di usare il benecondominiale purché l’uso che ne viene fatto non impedisca agli altri parteci-panti di farne pure pari uso secondo il loro diritto. In una decisione non moltorecente (Pret. Roma 13 luglio 1989) è stato individuato un limite al diritto diinvitare gli ospiti nella piscina condominiale ed è stato deciso che, in applica-zione del principio contenuto nell’art. 1118, comma 1, e nell’art. 1123 c.c., ildiritto di invitare ospiti nella piscina comune, costituendo un modo di fruizionedel bene comune, deve essere esercitato da ciascun condomino in proporzionealla sua quota di proprietà.
https://www.anaciroma.it/images/documento/dossier-131-x-sito.pdf
Claudio martedì 02 giugno 2020 alle ore 12:09
@Domenico: scrivi che "La Regione Veneto ha riaperto le piscine condominiali con una propria ordinanza".
Mi puoi dare gli estremi del provvedimento? Io non lo trovo.
E mi puoi dire per quale motivo si debba ritenere che le piscine condominiali debbano rimanere chiuse?
Anche questa cosa mi sfugge
Pippo martedì 02 giugno 2020 alle ore 15:53
Claudio anche io non trovo l'ordinanza della regione Veneto. Ho trovato quella della regione Emilia:
https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus/protocolli-di-sicurezza/protocollo-regionale-piscine.pdf/@@download/file/protocollo-regionale-PISCINE.pdf
Chiedete alla vostra Regione e vedrete che vi risponderanno che le piscine condominiali si possono aprire seguendo le linee guida.
Tzi mercoledì 03 giugno 2020 alle ore 23:19
Ho chiesto a Regione Lombardia e questa la "risposta":
La informiamo che le indicazioni presenti nelle linee di indirizzo per la riapertura delle attività si applicano alle piscine pubbliche, alle piscine finalizzate a gioco acquatico e quelle ad uso collettivo, ivi comprese quelle inserite in strutture adibite in via principale ad altre attività (es. pubblici esercizi, agriturismi, camping, etc.). Sono escluse le piscine ad usi speciali di cura, di riabilitazione e termale.
la invitiamo a prendere visione delle linee guida previste per l'utilizzo delle piscine condominiali https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus/linee-indirizzo-riapertura-attivita-ecomiche-produttive
Quindi non mi hanno risposto, perché nelle linee guida a cui rimandano, non c'è alcuna indicazione che riguardi le piscine condominiali.
Voi come leggete la risposta che mi è stata data?
Daniele mercoledì 03 giugno 2020 alle ore 23:37
Scusa ma in fondo alle linee guida della sezione piscine vi è indicazione anche al fatto che valgono per le condominiali
Lorenzo giovedì 04 giugno 2020 alle ore 10:14
Esatto, se alcune Regioni hanno dimenticato di specificarlo non vuol dire che non si possono aprire. E' normale che le piscine condominiali si possono aprire. Deve esserci un'ordinanza apposita che li vieti. Tutto il resto sono solo cavolate e scuse per non aprire la piscina.
La Regione Lombardia a differenza delle altre regioni, ha fatto delle linee guida esemplari, e ha specificato che valgono anche per le piscine condominiali.
Tzi giovedì 04 giugno 2020 alle ore 10:24
Allora procederò all'apertura della piscina secondo la normativa e alla stesura di un allegato al regolamento valido almeno per questa stagione estiva.
Domenico giovedì 04 giugno 2020 alle ore 18:25
Oggi 4 giugno, appena uscite le indicazioni dell'ISS che consentono l’apertura delle piscine condominiali a determinate condizioni. Nel caso in cui l’amministratore non sia in grado di rispettare quanto indicato (es. organizzazione del
flusso dei frequentatori, distanziamento interpersonale, misure di igiene e comportamentali, rispetto dei
parametri in acqua, ecc.), la piscina deve rimanere interdetta all’uso dei condomini/affittuari.
Tzi giovedì 04 giugno 2020 alle ore 18:53
Puoi mandare il link del testo a cui ti riferisci?
Tiziana venerdì 05 giugno 2020 alle ore 00:14
Avrei bisogno di un vostro consiglio. Se si dà per “buono” che le piadine condominiali possono riaprire, come si deve gestire una zona Solarium non dotata di lettini, sdraie etc? Si possono posizionare asciugamani a terra? Che maggioranza ci vuole, in sede di assemblea, visto che il contratto con il gestore decade (cambiano, ad es, le scadenze) e che il regolamento cambierà in quanto sarà necessario integrarlo con quello straordinario Covid19? E come ci si regolerà per il comportamento delle persone che, uscite dalla piscina, per andare nei propri alloggi passeranno per parti comuni?
Cesare venerdì 05 giugno 2020 alle ore 12:55
Mi riferisco a regione Lombardia. Nell'ordinanza 555 del 29 maggio 2020 viene consentita anche l'apertura delle piscine condominiali. Nell'all. 1 si riportano tutte le prescrizioni valide per le piscine in generale e in calce si dice "Le misure di cui alla presente scheda si applicano, per i profili compatibili, anche alle piscine condominiali." Mi sembra di cogliere che per le piscine condominiali, che presentano problematiche ben diverse rispetto piscine pubbliche o di un villaggio vacanze, si possano adottare criteri meno stringenti. Mi risulta peraltro che ci sia stato nei giorni scorsi un incontro fra ANACI e regione Lombardia da cui pare sia scaturito un protocollo "soft" appunto per poter gestire le piscine condominiali senza oneri e costi che gravano invece su piscine aperte al pubblico e gestite in modo imprenditoriale. Sto attendendo di ricevere questo materiale da ANACI Brescia e Assopiscine.
Tzi venerdì 05 giugno 2020 alle ore 13:56
quando lo ricevi, potresti condividerlo?
Domenico venerdì 05 giugno 2020 alle ore 14:15
Il link al sito ISS fove poter scaricare le linee guida per la riapertura delle piscine classificate B - piscine condominiali -
https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto%2BISS%2BCOVID-19%2B37_2020.pdf/6eea6965-b541-d9a7-6f2e-ce1a74701f1a%3Ft%3D1591275430045&ved=2ahUKEwjZoMDj0urpAhUUu3EKHcioAcEQFjACegQIAxAB&usg=AOvVaw1svab4eEhvKIwgTVqGfos_&cshid=1591359167271
Tzi venerdì 05 giugno 2020 alle ore 15:48
Ho letto il paragrafo relativo alle piscine condominiali ma,
cit. "con l’assicurazione della presenza indispensabile dell’assistente bagnanti in regola con il brevetto di salvamento. L’assistente bagnanti provvede, dopo esser stato istruito, ad effettuare i controlli nell’acqua di vasca e vigilare sull’affollamento e i comportamenti dei bagnanti in vasca ed intorno alla vasca"
Questa indicazione vale SOLO per le piscine oltre i 140 cm di profondità, giusto?
Manu domenica 07 giugno 2020 alle ore 17:47
Secondo me gli amministratori, e qui infatti ne abbiamo un esempio,trovano sempre il modo per avere meno responsabilità e meno grattacapi. è più facile dire alziamo i costi o teniamo chiusa la piscina... con tutti i soldi che prendono, potrebbero metterci un minimo di impegno in più.
Maria Gigliola Toniollo lunedì 08 giugno 2020 alle ore 11:52
Se i condomini decidono per non aprire la piscina condominiale, per evitare spese e complicazioni, esiste la possibilità di opporsi?
Stefania lunedì 08 giugno 2020 alle ore 14:58
Se i condomini in assemblea decidono a votazione di non riaprire la piscina condominiale ci si può opporre ? Serve l'unanimità o è sufficiente la semplice maggioranza dei partecipanti all'assemblea ?
Marco lunedì 08 giugno 2020 alle ore 16:55
Se i condomini non approvano il preventivo non si può aprire la piscina.
Stefania lunedì 08 giugno 2020 alle ore 16:58
Quindi l'apertura della piscina diventa oggetto di delibera ogni anno ? Non si incorre in una soppressione di un servizio condominiale ?
Manu lunedì 08 giugno 2020 alle ore 17:02
Esempio di regolamentazione aggiuntiva in piscina
• Mantieni la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle persone.
• È vietata ogni forma di aggregazione.
• È obbligatorio disinfettarsi le mani all’ingresso.
• Nella zona solarium non possono essere presenti più di … persone (una ogni 7mq di calpestio).
• Nella vasca non possono essere presenti più di … persone (una ogni 7mq di superficie d’acqua).
• Le sdraio ed i lettini dovranno essere disposti con un distanziamento di almeno 1,5 metri tra
persone non appartenenti allo stesso nucleo famigliare (o conviventi).
• Prima di entrare nell’acqua provvedere ad una accurata doccia saponata su tutto il corpo; è
obbligatorio l’uso della cuffia; è vietato sputare, soffiarsi il naso, urinare in acqua; ai bambini
molto piccoli far indossare i pannolini contenitivi.
• Le attrezzature come ad es. lettini, sedie a sdraio, ombrelloni etc. vanno disinfettati ad ogni
cambio di persona o nucleo famigliare.
Tiziana lunedì 08 giugno 2020 alle ore 17:07
Nel mio Condominio abbiamo, in teoria, una superficie di 580 mq di solarium, comprese docce, zona bagnini, entrata e uscita.
Non abbiamo lettini/sdraie. Come ci si comporta?
Inoltre, hanno stabilito (ma io non condivido) che vengano realizzate delle isole da 7mq l’una, all’interno delle quali potranno stare anche quarto persone dello stesso nucleo.
Non è eccessivo come numero?
Marco lunedì 08 giugno 2020 alle ore 17:12
@Stefania se non approvano le spese per seguire le linee guida non si può aprire la piscina.
Maria Gigliola Toniollo lunedì 08 giugno 2020 alle ore 19:28
Se i condomini non approvano il preventivo e decidono quindi di non riaprire la piscina, si può dimostrare la sopressione di un servizio condominiale?
Per decidere è necessaria l'unanimità o è sufficiente la maggioranza?
Stefania martedì 09 giugno 2020 alle ore 12:50
Stessa domanda che ha posto Maria Gigliola la pongo anche io, il condominio è nato con la piscina quindi trovo riduttiva la sola approvazione della maggioranza per usufruire o no di bene comune .
Marco martedì 09 giugno 2020 alle ore 15:49
@cesare, notizie del regolamento semplificato?
Cesare martedì 09 giugno 2020 alle ore 15:51
Non ancora. Devo provare a richiamare domattina.
Marco martedì 09 giugno 2020 alle ore 15:53
e soprattutto se non si apre la vasca con l'acqua, si puo' usare zona circostante e sdraio condominiali?
Maurizio mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 09:40
buongiorno, oggi sul Sole 24 ore articolo per piscine condominiali con obbligo di assistente bagnanti http://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/il-condominio/2020-06-09/covid-19-e-obbligo-sorveglianza-piscina-condominiale-182053.php?uuid=AD2QejW&fbclid=IwAR0738qV2rSvtRApHFExH3Ry1cSulIXJkC5GDTeASOZVwURXnK_WQUllc0E
Marco mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 09:47
@Maurizio, quindi in lombardia ove non è previsto il bagnino per piscine con h
Maurizio mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 09:52
Marco, sono pienamente in accordo , ho solo riportato un articolo di oggi
Maurizio mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 10:05
... speriamo nel regolamento semplificato !!!
Cesare mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 10:15
Purtroppo non riesco ad aprire il link ... ma si tratta espressamente di piscine con volume minore di 180 mc ed altezza d'acqua inferiore a 1,40 m. e comunque in relazione alle misure contro la diffusione del virus?
Tzi mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 10:22
Neanche io riesco a leggere l'articolo intero che è riservato agli abbonati... Si potrebbe riportare il testo integrale?
Vale anche per le piscine di 140 cm?
Marco mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 10:24
L'articolo 1117 Codice civile non elenca espressamente la piscina tra le parti comuni dell'edificio e la sua condominialità non può essere ricavata dall'uso che ne fanno i condòmini. In particolare il carattere condominiale di tale bene deve essere rinvenuto dall'esame del titolo di acquisto del singolo appartamento , da altro titolo, o dal regolamento di condominio , redatto ai sensi dell'articolo 1138 Codice civile, che la contempli , ne regoli l'esercizio, ne disciplini il riparto delle spese.
La condominialità della piscina
La corte di Cassazione (sentenza 25841/2019) ha riconosciuto il carattere condominiale di una piscina in quanto una sentenza definitiva del tribunale aveva riconosciuto il suo diritto di uso da parte dei condòmini . Il Rapporto Iss Covid – 19 numero 37/2020 si applica alle piscine private condominiali per quanto riguarda l'analisi del rischio di contagio e per l’annegamento e prevede il loro esercizio con la presenza necessaria di un assistente bagnino dotato del brevetto per il salvataggio delle persone.
Il bagnino condominiale
Questo soggetto non solo vigila sul rispetto, da parte dei frequentatori, delle distanze e delle norme igieniche anti covid -19, ma anche sull'incolumità dei bagnanti. Il rapporto Iss Covid -19 prevede che l'assistente bagnante deve essere messo nelle condizioni di vigilare sulla balneazione , sulla temperatura corporea dei frequentatori , di vigilare e di segnalare il rispetto delle norme sul numero massimo dei bagnanti in acqua e sulla distanza minima interpersonale tra gli stessi .
Le piscine pubbliche in Lombardia
L'ordinanza della Regione Lombardia 555/2020 consente l'apertura delle piscine a condizione del rispetto della predetta normativa di emergenza e con la sorveglianza di personale qualificato che informi i frequentatori delle misure igieniche e che vigili sulla loro concreta adozione.
Le linee di indirizzo della conferenza delle regioni e delle province autonome sul Covid-19 richiamano le stesse cautele per lo svolgimento delle attività turistiche negli stabilimenti balneari e nelle spiagge.
L'articolo 1, comma 4, del Dl 33/2020 del 16 maggio 2020, permette lo svolgimento di tutte le attività , ma solo nel rispetto dei contenuti di protocolli o di linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi , adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.
Obbligo del bagnino in condominio
Pertanto in mancanza di un bagnino abilitato che compia questa attività di vigilanza e di sorveglianza igienico sanitaria anti Covid - 19 dei bagnanti, l'amministratore condominiale non può tenere aperta la piscina condominiale. La predetta linea di rigore è adottata dalla corte di Cassazione (sentenza 15502/2020) che ha dichiarato inammissibile il ricorso di un assistente bagnante contro una sentenza che lo aveva condannato alla pena di un anno di reclusione per l'omicidio colposo di un bambino che, dapprima nuotava in una piscina per i piccoli, poi si spostava , senza i braccioli, nella piscina per adulti ed annegava.
Il ricorrente lamentava l'ingiustizia della sentenza che , a suo dire, non aveva valorizzato la mancanza di richiesta di aiuto e di intervento dell'accompagnatore dei bambini nella piscina. La corte di Cassazione dichiarava inammissibile il ricorso , poiché consisteva in una mera riproposizione delle risultanze del processo di merito che il giudice aveva già valutato.
Equivalenza causale
La corte di Cassazione affermava che nel nostro ordinamento giuridico vige il principio della equivalenza degli apporti causali, ai sensi dell'articolo 41 Codice penale, e pertanto il ricorrente risponde del reato , anche se nella produzione dell'evento, si sono inseriti ulteriori elementi . Gli stessi non fanno venire meno la responsabilità del ricorrente , il quale è titolare di un'autonoma posizione di garanzia che avrebbe dovuto essere attivata qualora si profilava una situazione di rischio, la quale rientrava nella sfera di dominio e di prevedibilità del garante.
Pertanto non vale ad escludere la responsabilità del ricorrente la prospettazione di alternative dinamiche del sinistro e il concorrente rilievo causale dell'inosservanza di regole causali poste in capo ad altri soggetti.
Marco mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 10:25
FA ENORME CONFUSIONE!!! forse il giornalista non sapeva delle piscine con altezza minore di 1,4 metri per la lombardia!!
Luca mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 10:34
X Maurizio l'articolo segnalato è fuorviante
Maurizio mercoledì 10 giugno 2020 alle ore 11:02
x Marco e Luca, può essere che l'articolo non sia ben chiaro e forse un pò generico comunque è stato segnalato da ANACI Brescia sul profilo FB .... ripeto che la cosa più interessante sarebbe leggere quanto emerso dal Regolamento semplificato stilato fra ANACI e Assopiscine che probabilmente può fare maggior chiarezza
Tzi giovedì 11 giugno 2020 alle ore 14:10
La situazione in cui mi trovo è questa:
- condominio di 6 unità abitative con piscina di 140 cm in provincia di Milano
- sono il rappresentante legale del condomino (cf condominio, cc condominiale...associati a me)
- i condomini (con i quali fino ad ora si è avuto un ottimo rapporto) vogliono fare il bagno quanto prima
- chiedono di poterlo fare anche prima di aver condiviso e deliberato il regolamento per questa stagione
- non intendono prendere un assistente bagnante o figura simile che vigili (fino ad ora non c'è mai stata)
- io passo per quella puntigliosa ed eccessiva che ostacola la loro libertà
- c'è l'obbligo per la nostra piscina di questa figura "di controllo"?
- io, in quanto legale rappresentante, risponderei come un amministratore di qualsiasi problematica/controllo?
Marco giovedì 11 giugno 2020 alle ore 14:14
dalle leggi promulgate ora nessun bagnino ma solo controllo ph e cloro ogni 2 ore (a meno di valutazione rischi fatta che ne riduca la sequenza)
l'obbligo del bagnino appare solo nelle linee guida emanate da ISS il 31/05 e neanche prese in considerazione dalla conferenza stato regioni del 09/06.
per la seconda domanda non so
Marco giovedì 11 giugno 2020 alle ore 14:15
comunque mi auguro che ci sia qualche altro commento sul merito
Tzi giovedì 11 giugno 2020 alle ore 14:16
é stato pubblicato il Regolamento semplificato stilato fra ANACI e Assopiscine
Tzi giovedì 11 giugno 2020 alle ore 14:18
Maurizio giovedì 11 giugno 2020 alle ore 14:47
a Tzi ad oggi non vedo nulla .... era Cesare che chiedeva ma oggi non ha pubblicato nulla .
Cesare giovedì 11 giugno 2020 alle ore 14:55
Ho sentito in mattinata un consulente legale di Confedilizia Milano ( che hanno al loro interno un'associazione di amministratori condominiali che non è ANACI ). Mi ha riferito di non essere a conoscenza di nessun protocollo nuovo e specifico per le piscine condominiali in Lombardia. Mi ha comunque suggerito una strada per poter comunque aprire nonostante l'incertezza normativa: fare firmare a tutti i condomini un documento in cui dichiarano di adeguarsi alle prescrizioni che il condominio vorrà darsi sulla base dell'all. 1 dell'ord. 555 ( densità delle persone in acqua e fuori, sanificazione lettini, distanziamento, disponibilità del gel, avvisi vari, ecc. ), di rispettarle e di volerle fare rispettare ( in modo che non serva nessun assistente che vigili ) e che appunto si impegnano in tal senso. In tal modo l'amministratore verrebbe sollevato dalle sue responsabilità. L'unico problema potrebbe essere quello delle analisi sull'acqua, ma anche qui mi ha detto che non necessariamente bisogna fare esattemente quello scritto sull'All. 1. Si potrebbe decidere infatti di fare queste analisi con una frequenza molto minore oppure, compatibilmente con i costi, ricorrere a qualche dispositivo che la tecnologia possa offrire.
Tzi giovedì 11 giugno 2020 alle ore 15:07
Ci penserò...ma credo che farò come suggerito in assenza di altre indicazioni.
Domenico giovedì 11 giugno 2020 alle ore 15:58
Quest'anno l'assistente bagnanti è obbligatorio per tuttele tipologie di piscine, anche quelle condominiali. Lo stabilisce il Rapporto dell'ISS COVID-19 - n.37/2020. Senza bagnino la puscina deve restare chiusa.
Marco giovedì 11 giugno 2020 alle ore 16:03
da quando le linee guida sono legge se non espressamente citate in normative regionali e/o statali???
e poi le stesse dicono di tarare i regolamenti alla realtà in cui si opera (piccolo condominio due bagnanti o zero in settimana ma bagnino!!!!!!!!)
Tzi giovedì 11 giugno 2020 alle ore 16:04
Ho letto il rapporto, ma non è così chiaro, soprattutto in presenza di normative regionali differenti.
Luca giovedì 11 giugno 2020 alle ore 16:21
piscine con obbligo bagnino: deve essere lui a prendersi la responsabilità di fare rispettare le linee guida. Ovviamente tutto ha un costo e non ha senso assumere un'altra persona.
Piscine senza obbligo bagnino: ci vuole comunque una persona fissa per far rispettare le linee guida. Tanto vale prendere un bagnino.
I Condomini non approvano le spese per seguire le linee guida? La piscina non si apre. Non è un bene essenziale.
Luca giovedì 11 giugno 2020 alle ore 16:23
Il Controllo delle acqua lo fa l'assistente ai bagnanti oppure la ditta che esegue la manutenzione. Il Cloro chi lo mette? Se fate fare un sopralluogo al 90% la piscina non è a norma. Quasi tutte le piscine condominiali non sono a norma, hanno un impianto di filtrazione datato o inadeguato. Andrebbero messe a norma a priori.
Luca giovedì 11 giugno 2020 alle ore 16:27
La responsabilità civile e penale della piscina non a norma ricade in capo all'amministratore. Figuriamoci con il Covid se non si rispettano determinati valori. Se la piscina non è a norma oppure non vengono rispettate le linee guida l'amministratore non può aprirla. Per la prevenzione incendi, quando il condominio non vuole deliberare i lavori, l'amministratore cosa rischia e cosa può fare? La piscina si può chiudere per una stagione, l'autorimessa..... tanto vale dare le dimissioni. Riflettete su questo.
Tzi giovedì 11 giugno 2020 alle ore 16:53
Il nostro caso è un po' diverso: condominio e piscina nuova con impianto di disaggio cloro e ph automatici in base ai valori letti dalle sonde e impostati; motori per la filtrazione nuovi e appena controllati.
Addetti alla piscina due condomini che hanno fatto il corso con professione acqua
Maria Gigliola Toniollo giovedì 11 giugno 2020 alle ore 18:39
Ho letto molte notizie utili di cui ringrazio. Tuttavia non mi è ancora chiaro se per sospendere l'uso della piscina condominiale è sufficiente la maggioranza dei condomini o se, come spero, è necessaria l'unanimità
Luca giovedì 11 giugno 2020 alle ore 18:49
Maria occorre l'unanimità per sospendere definitivamente l'uso della piscina.
Tuttavia se i condomini, a titolo d'esempio, non approvano i lavori straordinari necessari oppure le spese per le misure anti covid oppure non approvano la spesa per il bagnigno (nel caso sia obbligatorio) la piscina non si può aprire. Non è un bene essenziale.
Marco venerdì 12 giugno 2020 alle ore 06:57
RISPOSTA CREDO DEFINITIVA.
https://www.acquanetpiscine.it/la-validita-giuridica-delle-linee-guida/
Maurizio venerdì 12 giugno 2020 alle ore 11:28
grazie ... se non sbaglio dal 15 giugno potrebbero esserci degli aggiornamenti dato che l'ordinanza scade al 14
Marco domenica 14 giugno 2020 alle ore 18:52
si....per il resto d’Italia nuovo DPCM che non cita line guida ISS, mentre per Lombardia, nuova ordinanza in cui vengono citate queste linee guida solo per “profili compatibili”!! chi ci capisce qualcosa si esprima per favore!!!! W l’Italia!!
Marco martedì 30 giugno 2020 alle ore 09:24
nuova ordinanza che ha tolto tutto!! ne bagnino, ne analisi acqua ogni 2 ore, ne esame preventivo acqua da laboratorio esterno, ne analisi mensile!!
Luca martedì 30 giugno 2020 alle ore 09:58
@Marco puoi comunicarci il link dell'ordinanza?
Tzi martedì 30 giugno 2020 alle ore 10:30
Om 573 del 29-6-2020 allegato 1 pagg 28-29
Accesso alla documentazione condominiale, che cosa chiedere e come domandarlo? Le norme di riferimento e i suggerimenti pratici per non sbagliare. Richiedere la documentazione condominiale è un diritto
Linee vita da installare oppure no per intervenire sul tetto?
Dispositivi anti caduta (linee vita)