Source: https://www.laleggepertutti.it/180887_pubblico-ministero-e-polizia-giudiziaria
Timestamp: 2018-12-11 10:24:09+00:00
Document Index: 155328007

Matched Legal Cases: ['art. 405', 'art. 348', 'art. 326', 'art. 358', 'art. 405', 'art. 405', 'art. 50', 'art. 112']

Pubblico ministero e polizia giudiziaria
18 novembre 2017 | Autore: Edizioni Simone
> L’esperto Pubblicato il 18 novembre 2017
Le indagini preliminari sull’indagato: le funzioni del Pm e della Pg nella fase dell’accusa.
Il nuovo codice attribuisce al P.M. e alla P.G. la comune qualità di «soggetto», ma riserva al P.M. anche quella di «parte processuale».
Durante le indagini preliminari non esiste ancora un processo, ma solo un procedimento. Questo si trasforma ed evolve in processo solo se, e quando, sopravviene la formulazione dell’accusa innanzi ad un giudice (art. 405). Ed è allora che l’indagato (o investigato) assume la qualifica di imputato.
Invero, la vicenda procedurale ha la sua origine da una notitia criminis, che è acquisita o perviene ai soggetti attivi dell’indagine preliminare (pubblico ministero e polizia giudiziaria), i quali esperiscono le investigazioni necessarie per la ricostruzione dei fatti, per la ricerca degli autori, per la loro identificazione, per l’assicurazione delle fonti di prova (art. 348) e, in genere, per raccogliere quanto altro possa servire per l’applicazione della legge penale (artt. 55, 326, 358).
Tale attività investigativa è finalizzata alle determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale (art. 326); determinazioni in senso positivo o negativo, posto che l’attività di indagine deve anche comprendere gli accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta ad indagini (art. 358).
Le indagini preliminari si situano all’interno dell’iter «procedurale» in quanto racchiuse nel codice di «procedura» penale, ma sono antecedenti (appunto «preliminari») all’insorgere della azione penale (art. 405). Le investigazioni, in quanto serie di atti ed operazioni finalizzate all’eventuale promuovimento dell’azione penale, costituiscono un procedimento, che si conclude se la notizia di reato è infondata, con la richiesta di archiviazione e il conforme motivato decreto del giudice per le indagini preliminari (artt. 50, 408 e 409).
Il procedimento, se non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione, si converte in processo, giacché allora il P.M. esercita l’azione penale, formulando l’imputazione nei confronti dell’indagato, che diventa così imputato, ed investendo del processo un giudice (art. 405). Il P.M., dal canto suo, da dominus della fase investigativa, assume le vesti di parte processuale, su un piano di parità dialettica con la parteimputato, innanzi al giudice (soggetto processuale, non parte, ma super partes, equidistante).
La polizia giudiziaria (organo dell’investigazione e soggetto processuale) non partecipa al contraddittorio innanzi al giudice; non è parte nel processo che ivi si svolge. Non è parte, perché l’esercizio dell’azione penale, oggetto del processo, non è attribuito alla P.G. (art. 50 c.p.p. in relazione all’art. 112 Cost.); né la P.G. ha titolarità di rapporti giuridici accessori azionabili in sede processuale penale.