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Timestamp: 2018-04-20 22:28:21+00:00
Document Index: 48712563

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 313', 'sentenza ', 'art. 278', 'art. 278', 'art. 159', 'art. 81', 'art. 3']

Art. 313 codice penale: Autorizzazione a procedere o richiesta di procedimento
Codice penale Art. 313 codice penale: Autorizzazione a procedere o richiesta di procedimento
Per i delitti preveduti dagli articoli 244, 245, 265, 267, 269, 273, 274, 277. 278, 279, 287 e 288 non si può procedere senza l’autorizzazione del Ministro per la giustizia.
I delitti preveduti dagli articoli 296, 297, 298 in relazione agli articoli 296 e 297, e dall’articolo 299 sono punibili a richiesta del Ministro per la giustizia.
Autorizzazione a procedere del Ministero di Giustizia
Deve essere annullata senza rinvio la sentenza predibattimentale dichiarativa del non doversi procedere, emessa sul presupposto della sindacabilità incidenter tantum dell'autorizzazione a procedere concessa dal Ministro della giustizia, nella specie per asserita illegittimità derivante dalla violazione delle norme sul procedimento amministrativo, in quanto l'autorizzazione a procedere sotto il profilo funzionale costituisce un atto processuale che condiziona dall'esterno il valido esercizio della funzione giurisdizionale, ma sotto il profilo del contenuto ha natura di atto politico, libero nei fini ed insindacabile da parte dell'autorità giudiziaria.
Cassazione penale sez. I 28 settembre 2010 n. 45074
L'autorizzazione a procedere da parte del Ministro della giustizia, prevista dall'art. 313 comma 1 c.p. per i reati ivi indicati, ha natura di atto politico e non è, pertanto, sindacabile in sede giurisdizionale. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza predibattimentale di non luogo a procedere per il reato di cui all'art. 278 c.p. pronunciata dal tribunale sulla base della ritenuta illegittimità dell'autorizzazione a procedere rilasciata dal ministro, disponendo nel contempo la restituzione degli atti, per il seguito del procedimento, al medesimo tribunale, cui veniva demandata anche la valutazione circa l'opportunità o meno di sollevare conflitto di attribuzione con la camera di appartenenza dell'imputato, investito di mandato parlamentare, la quale aveva ritenuto che il reato di cui all'art. 278 c.p., a lui addebitato, costituisse manifestazione di opinione riconducibile all'esercizio di detto mandato).
È inammissibile, per erronea indicazione delle norme cui dovrebbe riferirsi e per incertezza sul "petitum", la questione di legittimità costituzionale degli art. 159, comma 1, 313 c.p. e 3 r.d.l. 9 dicembre 1941 n. 1386, che prevedono la sospensione del corso della prescrizione nel caso di autorizzazione a procedere per il reato di vilipendio delle forze armate, previsto dall'art. 81 c.p.m.p., in riferimento all'art. 3 cost.
Corte Costituzionale 17 ottobre 1985 n. 228