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Timestamp: 2017-08-21 19:44:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 93', 'art. 19', 'art. 30', 'art. 26', 'art. 3', 'art. 3']

LE NOVITÀ FISCALI DI APRILE 2008
Si riporta nel seguito una breve sintesi delle principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di aprile 2008.
1. Credito d'imposta per acquisizione di beni strumentali nuovi in aree svantaggiate
2. Credito di imposta nuove assunzioni nelle aree svantaggiate
3. Credito di imposta per R&S
4. Credito di imposta – limite annuale all’utilizzo
5. Responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore
6. Modello 730/2008 – Istruzioni per i sostituti di imposta.
7. TFR – Riduzione del prelievo fiscale
8. IRES – Dividendi e partecipazioni
9. IRES – Commesse ultrannuali
10. IRES - Operazioni di riorganizzazione aziendale e riporto delle perdite
11. IRES – Ristorni assegnati ai soci di cooperative
12. IVA – Detrazione dell’imposta accertata
13. IVA – Liquidazione di gruppo società non operative
14. IVA - Utilizzo delle eccedenze di crediti nella liquidazione Iva di gruppo
15. IVA - Abbuoni o sconti
16. Conferimento d’azienda e plafond esportatore abituale
17. Studi di settore
18. IRPEF – Stock option
19. Concordato e transazione fiscale
20. Riscossione – Garanzie ipotecarie – Perizie giurate rese da agrotecnici
L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 38 dell'11 aprile 2008, ha fornito chiarimenti utili per la fruizione del credito d'imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise) previsto dall’unico articolo, commi da 271 a 279, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per il 2007).
In conformità alla decisione della Commissione europea che ha autorizzato tale agevolazione fiscale, l’Agenzia delle entrate precisa che condizione necessaria per poter fruire dell’incentivo è la preventiva presentazione da parte dell’impresa beneficiaria di un formulario - che sarà predisposto dal Direttore dell’Agenzia delle entrate - al Centro operativo di Pescara. Per i grandi investimenti, ossia quelli superiori a 50 milioni di euro, una copia del formulario dovrà essere presentata anche al Ministero dello Sviluppo economico.
L'agevolazione sarà concessa retroattivamente per gli investimenti avviati a partire dal 1° gennaio 2007.
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 85 del 10 aprile 2008 il decreto 12 marzo 2008 che prevede disposizioni attuative del credito di imposta per le nuove assunzioni nelle aree svantaggiate (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise).
Ai fini della fruizione del credito di imposta rilevano esclusivamente le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2008 ed incrementali rispetto alla media dei lavoratori occupati nell’anno precedente.
L’incentivo spetta nella misura di euro 333,00 per ogni lavoratore incrementale ed è elevato ad euro 416,00 per l’assunzione di lavoratrici.
Nella Gazzetta Ufficiale del 18 aprile u.s., n. 92 è stato pubblicato il regolamento recante le disposizioni di attuazione delle norme di cui ai commi da 280 a 282, dell’art. 1, della legge 26 dicembre 2006, n. 296 concernenti la disciplina del credito di imposta per le spese relative ad attività di ricerca e sviluppo.
Il decreto fornisce dettagli circa le attività ed i costi ammissibili, le procedure a carico delle imprese e le modalità di accertamento e verifica delle spese.
Il Dipartimento delle Finanze, con la risoluzione n. 9 del 3 aprile scorso, ha fornito alcuni chiarimenti di carattere generale in merito all’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta risultanti dal quadro RU della dichiarazione dei redditi, in attesa di indicazioni dettagliate da parte dell’Agenzia delle entrate.
Si tratta di crediti nascenti da agevolazioni concesse alle imprese che a decorrere dal 1° gennaio 2008, come stabilito dalla legge n. 244 del 2008, sono utilizzabili in compensazione nel limite annuale di euro 250.000 .
Il dipartimento delle finanze chiarisce che il limite annuale si cumula con quello di carattere generale previsto per le compensazioni, fissato a 516.456, 90 euro.
Si chiarisce, inoltre, che la regola secondo cui l’eccedenza non utilizzabile in un anno può essere riportata in avanti e può essere utilizzata liberamente nel terzo anno si applica con le stesse modalità sia ai crediti di nuova generazione sia ai crediti già maturati in anni precedenti al 2008 ma non ancora utilizzati. Pertanto, il decorso dell’eventuale triennio di osservazione si avrà a partire dal 2008.
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile 2008 il decreto del 25 febbraio 2008 recante disposizioni in merito alla disciplina della responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore per il versamento delle ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori.
Con tale regolamento il Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza ha individuato la documentazione necessaria per attestare l’assolvimento dei su menzionati adempimenti.
6. Modello 730/2008 – Istruzioni per i sostituti di imposta
L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 36 del 9 aprile 2008, ha fornito le istruzioni per la compilazione del Modello 730 e per gli adempimenti connessi. La circolare illustra le attività di assistenza e controllo svolte dai sostituti d’imposta e dai centri di assistenza fiscale che vigileranno sulla documentazione presentata dai contribuenti al fine di evitare errori nelle dichiarazioni.
Nella gazzetta ufficiale n. 78 del 2 aprile 2008 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 20 marzo 2008, recante disposizioni di attuazione dell’art. 2, comma 514, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, secondo cui il prelievo fiscale sui trattamenti di fine rapporto, sulle indennita' equipollenti e sulle altre indennita' e somme connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, di cui all'art. 17, comma 1, lettera a), Tuir viene ridotto in funzione di una spesa complessiva di 135 milioni di euro per il 2008 e di 180 milioni di euro a decorrere dal 2009.
La riduzione che riguarderà solo le prestazioni il cui diritto alla percezione sorge a partire dal 1° aprile 2008, è diversamente modulata in ragione del reddito di riferimento
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze con decreto 2 aprile 2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile 2008, ha rideterminato le percentuali di concorso alla formazione del reddito complessivo dei dividendi, delle plusvalenze e minusvalenze, derivanti da partecipazioni qualificate detenute da persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’impresa, in funzione della riduzione dell’aliquota Ires dal 33% al 27,5% (attuazione dell’art. 1, commi 38 e 39, Legge finanziaria 2008).
In particolare, la precedente misura del 40% è stata elevata al 49,72%. La nuova percentuale troverà applicazione a partire dagli utili e proventi equiparati prodotti dalla società o ente partecipato a decorrere dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007; mentre, con riguardo alle plus/minusvalenze, a partire dagli atti di realizzo posti in essere a decorrere dal 1° gennaio 2009.
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 129 del 3 aprile, ha chiarito che ai fini della valutazione delle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale è possibile utilizzare l’abrogato criterio della commessa completata (comma 5, dell’art. 93, del Tuir) per le commesse avviate entro il periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006 e non ancora concluse, a condizione però che siano contabilizzate in bilancio col criterio del costo tutte le opere, forniture e servizi ultrannuali anche se iniziate successivamente al 1° gennaio 2007, per le quali sarà necessario effettuare una variazione in aumento in sede di dichiarazione per assoggettare a tassazione il maggior valore rispetto al costo.
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 143 del 10 aprile 2008, ha fornito chiarimenti in merito ai criteri da seguire per la verifica della sussistenza dei requisiti di vitalità economica rilevanti ai fini del riporto di perdite generatesi in modo autonomo in capo ai soggetti che partecipano ad una operazione di riorganizzazione aziendale (operazione di fusione per incorporazione).
L’Agenzia ha precisato che nelle operazioni di fusione per incorporazione l'assenza di costi per il personale dipendente non costituisce di per sé sintomo di scarsa vitalità per le società holding di partecipazione.
Gli indici di vitalità economica per il riporto delle perdite devono essere soddisfatti non solo nel periodo precedente alla fusione ma anche nell'intervallo temporale che intercorre tra l'inizio del periodo d'imposta e la data antecedente a quella di efficacia giuridica della fusione.
Con la circolare n. 35 del 9 aprile, l’Agenzia delle entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito al trattamento fiscale dei ristorni assegnati ai soci di società cooperative alla luce del nuovo sistema di tassazione delle società cooperative che prevede l’assoggettamento a tassazione dell’utile netto nella misura del 20%, per le cooperative agricole e della piccola pesca, e del 30% per le altre cooperative.
L’Agenzia ha precisato che indipendentemente dal criterio scelto per la deduzione - imputazione a conto economico ovvero attraverso una variazione in diminuzione dal reddito imponibile – i ristorni sono integralmente deducibili dall’utile netto della cooperativa.
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 161 del 18 aprile, ha chiarito che la detrazione dell’IVA accertata e successivamente versata dal contribuente può essere effettuata al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle stesse condizioni esistenti in quel momento, secondo le modalità ordinariamente previste dall’art. 19 del DPR n. 633/72.
L’Agenzia delle entrate, con risoluzione n. 180 del 29 aprile, ha fornito chiarimenti in merito ai limiti all’utilizzo dei crediti IVA da parte di una società non operativa partecipante alla liquidazione dell’Iva di gruppo.
In particolare, è stato chiarito che i limiti e i vincoli all’utilizzo dell’eccedenze del credito IVA previsti per le società non operative, dall’art. 30 comma 4 della legge n. 724/94, si applicano anche nel caso in cui la società in qualità di controllata si avvalga della liquidazione IVA di gruppo (in tal senso si era già espressa l’Agenzia con la risoluzione n. 26/2008).
L’Agenzia ha precisato che tali limiti si applicano anche quando la società risulti non operativa solo successivamente all’opzione per la liquidazione di gruppo.
L’eventuale utilizzo da parte della controllante delle eccedenze trasferite da una società controllata non operativa comporta in capo alla stessa l’obbligo di: i) riversare all’Erario gli importi utilizzati, maggiorati degli interessi ma non delle sanzioni (cfr. Agenzia delle entrate circolare n. 25/2007); e di ii) trasferire le eccedenze alla società non operativa che le dovrà indicare nella propria dichiarazione annuale IVA.
L'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 151 dell'11 aprile 2008, ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di utilizzare in compensazione i crediti Iva risultanti dalle liquidazioni periodiche delle società del gruppo partecipanti alla liquidazione IVA.
L’agenzia ha precisato che la società capogruppo può optare per l'utilizzo in compensazione dell'eccedenza del credito Iva trimestrale se una delle società partecipanti al gruppo è in possesso dei requisiti per la richiesta dei rimborsi infrannuali di cui all'articolo 38 bis, comma 2, del D.P.R. n. 633 del 1972. La compensazione dell'eccedenza del credito Iva trimestrale è subordinata alla presentazione da parte della società capogruppo dell’apposito modello IVA TR.
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 147 del 10 aprile 2008, ha precisato che in caso di abbuoni o sconti sul prezzo di vendita concessi all'acquirente finale la nota di variazione di cui all’art. 26, comma 2, del DPR n. 633/72 potrà essere emessa, al fine di recuperare l’IVA non più dovuta sull’importo dello sconto, anche quando tra l'acquirente finale e l'alienante non intercorre un rapporto giuridico di compravendita diretta (cioè quando la cessione è effettuata dal dettagliante e lo sconto è riconosciuto dal grossista).
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 165 del 21 aprile, fornisce chiarimenti in merito alla possibilità da parte di una società, che ha lo status di esportatore abituale, di trasferire alle conferitarie all’atto del conferimento di due rami di azienda anche il plafond IVA, ossia il beneficio della non imponibilità IVA per l’acquisto e l’importazione di beni e servizi, e tutti i rapporti giuridici attivi e passivi ad eccezione dei debiti relativi al personale.
L’Agenzia precisa che il mancato trasferimento delle menzionate passività non incide sull’attività di esportazione e, quindi, il plafond IVA è trasferibile dalla società conferente alle due conferitarie che proseguono l’attività della conferente con continuità. Inoltre, l’Agenzia evidenzia che nel caso trattato la possibilità di trasferire il plafond è sostenuta anche dal fatto che le operazioni attinenti ciascuna divisione aziendale trasferita, rilevanti ai fini Iva, sono esattamente individuabili grazie all'utilizzo di un apposito codice.
Con la circolare n. 31 del 1° aprile 2008, l'Agenzia delle Entrate a seguito delle semplificazione degli obblighi di annotazione separata delle componenti rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi introdotte dal decreto 11 febbraio 2008 ha fornito importanti chiarimenti in merito all'applicazione degli studi di settore per le imprese che esercitano più attività (c.d. imprese multiattività) e per le imprese che svolgono la propria attività mediante l’utilizzo di più punti di produzione e di vendita (c.d. imprese multipunto).
Con decorrenza dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007 si prevede l’applicazione, ai fini dell'utilizzo degli studi di settore in sede di accertamento, dello studio relativo all'attività prevalente, intendendosi per tale "quella da cui deriva nel periodo d'imposta la maggiore entità dei ricavi". Sostanzialmente, l’impresa multiattività deve valutare se le attività esercitate sono comprese nello stesso studio di settore; in questo caso, ai fini della determinazione dell'attività prevalente, dovranno essere sommati i ricavi provenienti dalle attività che, seppur contraddistinte da diversi codici attività, rientrano nel campo di applicazione dello stesso studio di settore. Pertanto, non sarà più possibile mediante "GE.RI.CO Annotazione separata" applicare gli studi anche alle attività non prevalenti.
Sempre con la stessa decorrenza, ai fini dell’utilizzo degli studi di settore in sede di accertamento è stata abolita anche la causa di non applicabilità prevista per le imprese multipunto. Tale causa era stata già di fatto superata dalla evoluzione dei nuovi studi applicabili anche in presenza di più unità di produzione e di vendita.
Con la risoluzione n. 133 del 7 aprile, l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in merito alle nuove condizioni previste per l’applicazione del trattamento fiscale di favore alle stock options.
L’Agenzia delle entrate ha chiarito che la condizione secondo cui il dipendente deve mantenere per almeno i cinque anni successivi all’esercizio dell’opzione un investimento nei titoli oggetto dell’opzione non inferiore alla differenza tra il valore delle azioni al momento dell’assegnazione e l’ammontare corrisposto dallo stesso dipendente è rispettata in caso di repricing, ossia in caso di integrazione monetaria da parte del dipendente che permette di raggiungere il quantitativo minimo di azioni da detenere nel quinquennio.
L’Agenzia delle entrate con la circolare n. 40, del 18 aprile scorso, fornisce chiarimenti in materia di transazione fiscale in sede di concordato preventivo e di accordi di ristrutturazione, che nell’attuale normativa rappresenta una particolare procedura transattiva fra il fisco e il contribuente avente ad oggetto la possibilità di pagamento in misura ridotta o dilazionata del credito tributario privilegiato, oltre che di quello chirografario.
L’Agenzia precisa che sono ammessi alla transazione: i tributi erariali, i tributi locali e gli interessi e le sanzioni relativi all’IVA (ma non anche l’imposta, esclusa dalla transazione in quanto “risorsa propria dell’Unione europea”).
Inoltre, viene precisato che la procedura non preclude all'Amministrazione finanziaria la possibilità di un'ulteriore attività di controllo: l'ufficio può infatti esercitare comunque i poteri di controllo e determinare così un debito tributario superiore a quello attestato nella certificazione rilasciata dal debitore.
Il Dipartimento delle finanze, con la risoluzione n. 10 del 3 aprile u.s, ha fornito chiarimenti in ordine ai soggetti legittimati a svolgere le attività estimative finalizzate alla redazione di perizie di stima degli immobili oggetto della nuova garanzia ipotecaria prevista dall’art. 3 bis del D. Lgs. n. 462 del 18 dicembre 1997. Tale disposizione prevede che, al fine di ottenere la rateazione di somme dovute superiori a cinquantamila euro, il contribuente presti idonea garanzia – nella forma di polizza fideiussoria, fideiussione bancaria ovvero rilasciata un consorzio di garanzia collettiva fidi – o che, in alternativa, l’ufficio autorizzi l’iscrizione di ipoteca sui beni immobili di esclusiva proprietà del debitore per un importo pari al doppio delle somme dovute. Al fine di determinare il valore dell’immobile, la norma riconosce la facoltà di determinarlo attraverso una perizia giurata di stima redatta da soggetti “… iscritti agli albi degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei dottori agronomi, dei periti agrari o dei periti industriali edili”. Nella risoluzione viene chiarito che, tenuto conto che la norma rivela la volontà di legittimare gli stessi soggetti abilitati a redigere gli atti di aggiornamento catastale e che tali atti posso essere redatti anche dagli agrotecnici; conseguentemente la predetta categoria risulta parimenti legittimata al compimento delle attività in materia estimativa nel settore immobiliare che costituiscono presupposto della garanzia ipotecaria prevista dal citato art. 3 del decreto n. 462.