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Timestamp: 2017-05-29 15:09:03+00:00
Document Index: 96382812

Matched Legal Cases: ['art. 163', 'art. 253', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 253', 'art. 253', 'art. 58', 'art. 55']

Art. 163 ch. 1 al. 3, 253 CP. Le débiteur qui produit dans sa propre faillite des créances fictives qu'il reconnaît, se rend coupable de banqueroute frauduleuse au sens de l'art. 163 ch. 1 al. 3 CP. Il ne peut être puni en même temps pour obtention frauduleuse d'une constatation fausse au sens de l'art. 253 CP. Considérants à partir de page 105
2. Il rilievo del ricorrente, secondo cui il fatto di aver insinuato crediti fittizi e quello d'averli riconosciuti, sono integralmente assorbiti dal reato punito dall'art. 163 CP, è esatto. Con gli atti che gli sono stati imputati a titolo di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione, il ricorrente ha simulato debiti e riconosciuto crediti fittizi, ha cioè commesso atti che l'art. 163 n. 1 cpv. 3 CP prevede espressamente come costitutivi del reato di bancarotta fraudolenta. Poiché detti atti comportano - in caso di fallimento - necessariamente una menzione nei verbali dell'ufficio dei fallimenti, l'art. 163 CP copre tutti i loro aspetti e risulta determinante. Ne segue che, anche se si volesse ammettere la presenza in pari tempo degli elementi costitutivi del reato represso dall'art. 253 CP, sussisterebbe comunque un caso di concorso improprio, tale da escludere l'applicazione della disposizione da ultimo citata. Essendo BGE 105 IV 105 S. 106stato il ricorrente condannato a giusto titolo per bancarotta fraudolenta, la sua condanna, per gli stessi fatti, ai sensi dell'art. 253 CP, comporta la violazione del diritto federale.
3. Abbondanzialmente, può rilevarsi che la graduatoria fallimentare prova soltanto, quale documento pubblico, che l'amministrazione del fallimento ha ammesso o respinto determinati crediti (v. art. 58 del Regolamento del Tribunale federale concernente l'amministrazione degli uffici dei fallimenti, del 13 luglio 1911, RUF); nessuna prova fornisce invece la graduatoria quale documento pubblico circa la reale esistenza di tali crediti. Al riconoscimento di un credito, effettuato dal debitore, non può spettare la qualifica di documento pubblico, dato che tale riconoscimento non è emanato da un'autorità. Una falsa attestazione potrebbe aversi laddove un credito riconosciuto dal debitore figurasse nella procedura prevista dall'art. 55 RUF, o in un attestato di carenza di beni, come non riconosciuto: tratterebbesi peraltro di ipotesi affatto diverse dalla fattispecie concreta.