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Timestamp: 2020-08-12 10:15:02+00:00
Document Index: 7569226

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TORRICELLA DI SENATELLO CASTELDELCI 12.07.1944
Località Torricella di Senatello, Casteldelci, Rimini, Emilia-Romagna
Descrizione: I due fratelli Bimbi erano arruolati in aviazione con il grado di sottotenente l'8 settembre Sildo si trovava a Spalato in Jugoslavia, Fré Luigi era invece in licenza a Firenze. Si rincontrarono a Roffelle frazione del comune di Badia Tedalda dove erano sfollati presso gli zii di due genitori. Qui incominciarono ad organizzare un gruppo partigiano che fungeva da collegamento tra le grandi brigate di Romagna e Marche e organizzandosi per un ambizioso assalto alla presidio militare delle Balze. Tale assalto non fu preparato in maniera organizzativamente adatta, le loro volontà trapelarono ai fascisti grazie ad una delazione del milite fascista Calogero Riggi, che causò un rastrellamento nelle zone sopra Roffelle e precisamente a Cà Marcello dove, l'8 luglio, vennero arrestati, i fratelli Bimbi, il cugino Fosco Montini, Goretto Gori, Loreto Montini e Fortunato Vellati. La prima notte dopo la cattura furono portati al Monte della Zucca per fare dei lavori forzati e poi imprigionati al presidio delle Balze. In questo luogo solo i due fratelli furono torturati per tre giorni, esistono testimonianze dirette su queste efferatezze, e uccisi nel bosco di Torricella di Senatello il 12 luglio 1944. Gli altri prigionieri il giorno successivo furono portati a Sarsina, dove subirono sorti diverse, il cugino Fosco Montini fu il giorno stesso fucilato, mentre gli altri passando per Forlì, Carpi e Verona furono deportati nei campi di concentramento tedeschi il Germania.
Estremi e note penali: Nel processo contro Calogero Riggi, Antonio Pagliarini, Salvatore Zito, Vincenzo Rota, Giuseppe Aligata, tutti appartenenti al IV Battaglione volontari di polizia accusati di diversi episodi di violenza nell’area di Verghereto, e Maria Castronai (quest’ultima per delazione), Riggi fu accusato di aver passato le informazioni su partigiani del gruppo di Pippo e sui civili che li sostenevano provocando il rastrellamento a cui partecipò Rota fu accusato di aver mantenuto un comportamento molto violento e di aver materialmente compiuto alcune delle uccisioni. Con sentenza 08/03/1947 la Corte d’Assise straordinaria condannò alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena Rota per il reato di collaborazionismo, uccisioni (tra cui quella di Giuseppe Casini nell’episodio del 2 luglio 1944, e per quelle dei fratelli Sildo e Fré Luigi Bimbi: v. Episodio di Torricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944, di Mansueto Gabrielli di Castelpriore: v. Episodio di Castelpriore (FC), 20 luglio 1944, Adelmo Calchetti di Montagna di Casteldelci nel rastrellamento del 2 luglio; Calchetti in realtà era stato solo aggredito nel 1944, ma morì di malattia nel dicembre 1945 senza alcuna correlazione con i fatti del 1944); Rota fu condannato anche per saccheggi e sevizie. Pagliarini, Zito e Riggi furono condannati a morte per il reato di collaborazionismo, uccisioni (tra cui quella dei fratelli Sildo e Frè Luigi Bimbi: v. Episodio di Torricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944), saccheggi e sevizie. Aligata fu prosciolto dalle accuse.
Gli imputati ricorsero in Cassazione, che con sentenza 12/07/1948 annullò parzialmente la sentenza della Corte d’assise straordinaria di Forlì e rinviò alla Corte d’Assise di Viterbo; questa con sentenza 09/07/1949 commutò la pena di morte in 27 anni di reclusione (in parte condonati e ridotti a 9 anni) per Rota per il reato di collaborazionismo con omicidio, ma lo assolse per gli omicidi di Casini, Calchetti e Gabrielli; e assolse per insufficienza di prove Zito, Pagliarini e Riggi per l’omicidio dei fratelli Bimbi e dichiarò di non doversi procedere nei loro confronti per collaborazionismo non essendo presenti fatti di omicidio e sevizie particolarmente efferate ed essendo il reato estinto per amnistia. Rota fu scarcerato nel 1953.
Annotazioni: Collegato a questa fucilazione vi è l'episodio di Calbano 13.07.44 ove viene ucciso il cugino Fosco Montini.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-04-27 07:56:49
Bimbi Sildo 14/04/1921	23	12/07/1944
Bimbi Frè Luigi	01/01/1920	24	12/07/1944
Bimbi Sildo
Bimbi Frè Luigi
Antonio Pagliarani
Cognome Pagliarani
Note responsabile - Il IV-Polizei-Freiwilligen-Bataillon-Italien era un reparto di polizia dipendente dall’Ordnungspolizei composto di italiani con sottufficiali e ufficiali tedeschi con funzioni effettive di comando. I componenti italiani (soldati, ufficiali e sottufficiali) erano stati reclutati prevalentemente tra gli internati militari italiani in cambio del rimpatrio, similmente a quanto avvenne per le SS italiane. Il IV battaglione fu presente in Romagna da metà giugno a inizio agosto 1944. Il comando del battaglione si trovava a San Piero in Bagno (FC); il comandante era il tenente Lehmann. Il battaglione era composto di tre compagnie: la 1ª dislocata in parte a Pieve Santo Stefano (AR) e in parte a Sarsina (FC); una parte della 1ª compagnia si spostò a fine luglio 1944 a San Donato di Sant’Agata Feltria (RN); la 2ª compagnia si insediò a Balze (FC) da fine giugno; la 3ª in un primo tempo fu di stanza a Balze (FC), poi si spostò a Sarsina (FC) a fine giugno 1944 e infine a San Donato di Sant’Agata Feltria (RN) a fine luglio 1944. Il IV battaglione si rese responsabile di numerose azioni di rastrellamento nella sua zona di insediamento e di diversi episodi di violenza, tra cui le uccisioni di Getullio Marcelli, Giuseppe Pettinari, Luigi Lazzarini, Augusto Bardeschi, Augusto Moroni, Giuseppe Casini, due ignoti (2 luglio 1944), di Frè Luigi e Sildo Bimbi (12 luglio 1944), di Fosco Montini (13 luglio 1944), di Biagio Fracassi (19 luglio 1944), di Mansueto Gabrielli (20 luglio 1944) di Gino Fantini (24 luglio 1944) e le stragi di Tavolicci (22 luglio 1944) e del Passo del Carnaio (25 luglio 1944). Nella sentenza di condanna emerge la figura di Salvatore Zito, come personaggio “più sinistro” del gruppo, descritto come “un vero carnefice” con atteggiamenti sadici e violenti nei confronti delle vittime.
Note procedimento Nel processo contro Calogero Riggi, Antonio Pagliarini, Salvatore Zito, Vincenzo Rota, Giuseppe Aligata, tutti appartenenti al IV Battaglione volontari di polizia accusati di diversi episodi di violenza nell’area di Verghereto, e Maria Castronai (quest’ultima per delazione), Riggi fu accusato di aver passato le informazioni su partigiani del gruppo di Pippo e sui civili che li sostenevano provocando il rastrellamento a cui partecipò Rota fu accusato di aver mantenuto un comportamento molto violento e di aver materialmente compiuto alcune delle uccisioni. Con sentenza 08/03/1947 la Corte d’Assise straordinaria condannò alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena Rota per il reato di collaborazionismo, uccisioni (tra cui quella di Giuseppe Casini nell’episodio del 2 luglio 1944, e per quelle dei fratelli Sildo e Fré Luigi Bimbi: v. Episodio di Torricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944, di Mansueto Gabrielli di Castelpriore: v. Episodio di Castelpriore (FC), 20 luglio 1944, Adelmo Calchetti di Montagna di Casteldelci nel rastrellamento del 2 luglio; Calchetti in realtà era stato solo aggredito nel 1944, ma morì di malattia nel dicembre 1945 senza alcuna correlazione con i fatti del 1944); Rota fu condannato anche per saccheggi e sevizie. Pagliarini, Zito e Riggi furono condannati a morte per il reato di collaborazionismo, uccisioni (tra cui quella dei fratelli Sildo e Frè Luigi Bimbi: v. Episodio di Torricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944), saccheggi e sevizie. Aligata fu prosciolto dalle accuse. Gli imputati ricorsero in Cassazione, che con sentenza 12/07/1948 annullò parzialmente la sentenza della Corte d’assise straordinaria di Forlì e rinviò alla Corte d’Assise di Viterbo; questa con sentenza 09/07/1949 commutò la pena di morte in 27 anni di reclusione (in parte condonati e ridotti a 9 anni) per Rota per il reato di collaborazionismo con omicidio, ma lo assolse per gli omicidi di Casini, Calchetti e Gabrielli; e assolse per insufficienza di prove Zito, Pagliarini e Riggi per l’omicidio dei fratelli Bimbi e dichiarò di non doversi procedere nei loro confronti per collaborazionismo non essendo presenti fatti di omicidio e sevizie particolarmente efferate ed essendo il reato estinto per amnistia. Rota fu scarcerato nel 1953. Tribunale competente: Procura Militare Territoriale di Verona
Descrizione: I caduti sono stati insigniti della Medaglia d\'argento al valor militare alla memoria.
monumento a Casteldelci, Balze di Verghereto
Ubicazione: Casteldelci, Balze di Verghereto
Descrizione: Nelle vicinanze dell\'abitato di Balze di Verghereto nel comune di Casteldelci, nel luogo della fucilazione il padre ha costruito un piccolo sacrario.
luogo della memoria a Siena
Descrizione: In ricordo dei fratelli Bimbi, a Siena hanno intitolato una strada
luogo della memoria a Badia Tebalda
Ubicazione: Badia Tebalda
Descrizione: Intitolazione di scuola elementare e piazza ai fratelli Bimbi
E.Bonali, V. Flamigni, S. Lolletti, Una comunità appenninica sulla linea Gotica
Marco Renzi, Appennino 1944: "arrivano i lupi!" : atti e misfatti del 4. Battaglione di volontari nazifascisti fra Toscana, Marche e Romagna, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2008
Marco Renzi, Tavolicci: 22 luglio 1944: protagonisti e retroscena di una strage nascosta, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2008
Ennio Bonali [et al.], Tavolicci e l'area dei Tre Vescovi: una comunità pietrificata dalla guerra, 2. ed., Cesena, Il Ponte Vecchio, 2000
http://resistenzatoscana.it/monumenti/casteldelci/cappella_ai_fratelli_bimbi/
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/luigi-e-silvio-bimbi/
http://memoria.provincia.ar.it/biografie/Sildo_Bimbi.asp
http://www.memoteca.it/upload/dl/E-Book/Tavolicci_un%5C%27altra_ipotesi.pdf
Istituto Storico Forli