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Timestamp: 2018-01-17 05:56:00+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art.97', 'art. 2', 'art. 30', 'Cass. Sez. ', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 97']

La gestione dei procedimenti amministrativi complessi. conclusione del procedimento e moduli procedimentali speciali - PDF
La gestione dei procedimenti amministrativi complessi. conclusione del procedimento e moduli procedimentali speciali
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1 La gestione dei procedimenti amministrativi complessi conclusione del procedimento e moduli procedimentali speciali Cagliari, 8 febbraio 2013 Prof. Avv. Giovanni Coinu
2 Tendenze dell ordinamento e procedimento amministrativo La struttura del procedimento amministrativo è stata sottoposta nel recente passato ad un numero considerevole di leggi: 69 del del , 180 e 183 del , 134 e 190 del 2012 Tali leggi hanno determinato una significativa ristrutturazione del procedimento amministrativo intorno ad alcuni obiettivi strategici imputabili ad esigenze generali di semplificazione dell agire della pubblica amministrazione che nel frattempo sono diventati principi di preminente importanza dell ordinamento giuridico
3 Tendenze dell ordinamento e procedimento amministrativo 1) Emerge, innanzitutto, la tendenza generale alla riduzione della durata del procedimento amministrativo 2) Emerge, in secondo luogo, la tendenza generale ad aumentare le situazioni nelle quali vengono ricollegati effetti legali tipici all inerzia della pubblica amministrazione, al fine di assicurare la certezza della conclusione del procedimento
4 Termini e conclusione del procedimento Art. 2, L. 241/1990 Termine normale Termine per procedimenti complessi 30 gg. 90 gg. Termine massimo per qualsiasi procedimento 180 gg. Decorrenza dal ricevimento dell istanza o dall inizio di ufficio del provvedimento Sospensione una sola volta, max. 30 gg., per richiesta di integrazioni o informazioni
5 Termini e conclusione del procedimento Ad. Plen. n. 7/2005 Su di un piano di astratta logica, può ammettersi che, in un ordinamento preoccupato di conseguire un'azione amministrativa particolarmente sollecita, alla violazione dei termini di adempimento procedimentali possano riconnettersi conseguenze negative per l'amministrazione, anche di ordine patrimoniale. tuttavia Il sistema di tutela degli interessi pretensivi - nelle ipotesi in cui si fa affidamento (come nella specie) sulle statuizioni del giudice per la loro realizzazione - consente il passaggio a riparazioni per equivalente solo quando l'interesse pretensivo, incapace di trovare realizzazione con l'atto, in congiunzione con l'interesse pubblico, assuma a suo oggetto la tutela di interessi sostanziali e, perciò, la mancata emanazione o il ritardo nella emanazione di un provvedimento vantaggioso per l'interessato (suscettibile di appagare un "bene della vita").
6 Termini e conclusione del procedimento CDS, IV, 8291/2010 Il modello della responsabilità provvedimentale della p.a.: a) pur registrandosi contrasti rilevanti (fra le sezioni unite e l adunanza plenaria), in ordine alla tematica della c.d. pregiudizialità amministrativa, entrambi i giudici della nomofilachia hanno concordato sulla qualificazione della responsabilità civile da illecito provvedimentale in termini di responsabilità extracontrattuale disciplinata dall art c.c.; b) per accedere alla tutela prevista dall art c.c. è indispensabile, ancorché non sufficiente, che l interesse legittimo sia stato leso da un provvedimento (o da un comportamento) illegittimo dell amministrazione reso nell esplicazione della funzione amministrativa; c) la lesione deve incidere sul bene della vita finale, che funge da sostrato materiale dell interesse legittimo, e che non consente di configurare la tutela degli interessi c.d. procedimentali puri, delle mere aspettative o dei ritardi procedimentali (fatta salva l applicazione dell art. 2 bis, l. n. 241 del 1990)
7 Termini e conclusione del procedimento CDS, V, 6609/2011 Non è predicabile alcun danno da ritardo in capo all Amministrazione perché, come correttamente ha dedotto la difesa erariale, sulla scorta di condivisibile giurisprudenza di questo Consiglio di Stato (cfr. sez. V, n del 2011), il c.d. risarcimento da ritardo presuppone in ogni caso l accertamento della spettanza, in capo al richiedente, del c.d. bene della vita per l ottenimento del quale è avviato il procedimento amministrativo, circostanza che nella specie non è ricorrente.
8 Termini e conclusione del procedimento Art. 2bis L. 241/1990 (articolo introdotto dall'art. 7, comma 1, legge n. 69 del 2009) 1. Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.
9 Termini e conclusione del procedimento CGA 1368/2010 (1) Il danno derivato dal ritardo nella conclusione del procedimento, in disparte la questione dell applicabilità diretta alla fattispecie dell art. 2-bis della L. n. 241/1990 (sebbene i relativi principi fossero già viventi nell ordinamento prima dell entrata in vigore della norma e nonostante il ritardo dell amministrazione sia comunque perdurato successivamente all entrata in vigore della disposizione), sussisterebbe anche se il procedimento autorizzatorio non si fosse ancora concluso e finanche se l esito fosse stato in ipotesi negativo, atteso che l inosservanza del termine massimo di durata del procedimento ha comportato, quale immediata e pregiudizievole conseguenza, l assoluta imprevedibilità dell azione amministrativa e quindi l impossibilità di rispettare la programmata tempistica dei propri investimenti, con la conseguenza di una correlata crescita dei costi di internalizzazione delle dilazioni amministrative.
10 Termini e conclusione del procedimento CGA 1368/2010 (2) Non può difatti obliterarsi che il ritardo nella conclusione di un qualunque procedimento, qualora incidente su interessi pretensivi agganciati a programmi di investimento di cittadini o imprese, è sempre un costo, dal momento che il fattore tempo costituisce una essenziale variabile nella predisposizione e nell attuazione di piani finanziari relativi a qualsiasi intervento, condizionandone la relativa convenienza economica. In questa prospettiva ogni incertezza sui tempi di realizzazione di un investimento si traduce nell aumento del c.d. rischio amministrativo e, quindi, in maggiori costi, attesa l immanente dimensione diacronica di ogni operazione di investimento e di finanziamento.
11 Termini e conclusione del procedimento CDS, V, 1796/2011 La Sezione deve subito precisare che la ricorrente non è in condizione, ratione temporis, di invocare la nuova previsione di cui all articolo 2 bis della legge n. 241\1990 ( Conseguenze per il ritardo dell amministrazione nella conclusione del procedimento ), innovazione che è stata introdotta dall'articolo 7, comma 1, lettera c), della legge 18 giugno 2009, n. 69 senza previsione di retroattività. La fattispecie concreta ricade, pertanto, nel quadro previgente, e soggiace alle coordinate tracciate in materia dall interpretazione della giurisprudenza dominante. Va allora ricordato come l Adunanza Plenaria di questo Consiglio (15 settembre 2005 n. 7) abbia chiarito che il G.A. riconosce il risarcimento del danno causato al privato dal comportamento dell'amministrazione solo quando sia stata accertata la spettanza del c.d. bene della vita: non è invece risarcibile il danno da ritardo provvedimentale c.d. «mero», occorrendo appunto verificare se il bene della vita finale sotteso all'interesse legittimo azionato sia, o meno, dovuto.
12 Termini e conclusione del procedimento CDS, V, 1271/2011 (1) Gli elementi richiamati dal Tar non sono idonei a escludere la colpa dell amministrazione per il ritardo nel provvedere (sostituzione responsabile del procedimento, consulenza legale, pareri contrastanti di due Soprintendenze). Il ritardo procedimentale ha, quindi, determinato un ritardo nell attribuzione del c.d. bene della vita, costituito nel caso di specie dalla possibilità di edificare secondo il progetto richiesto in variante. In questi casi la giurisprudenza è pacifica nell ammettere il risarcimento del danno da ritardo (a condizione ovviamente che tale danno sussista e venga provato) e l intervenuto art. 2-bis, comma 1, della legge n. 241/90, introdotto dalla legge n. 69/2009, conferma e rafforza la tutela risarcitoria del privato nei confronti dei ritardi delle p.a., stabilendo che le pubbliche amministrazioni e i soggetti equiparati sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.
13 Termini e conclusione del procedimento CDS, V, 1271/2011 (2) La norma presuppone che anche il tempo è un bene della vita per il cittadino e la giurisprudenza ha riconosciuto che il ritardo nella conclusione di un qualunque procedimento, è sempre un costo, dal momento che il fattore tempo costituisce una essenziale variabile nella predisposizione e nell attuazione di piani finanziari relativi a qualsiasi intervento, condizionandone la relativa convenienza economica (Cons. Giust. Amm. reg. Sic., 4 novembre 2010 n. 1368, che, traendo argomenti dal citato art. 2- bis, ha aggiunto che il danno sussisterebbe anche se il procedimento autorizzatorio non si fosse ancora concluso e finanche se l esito fosse stato in ipotesi negativo). Nel caso di specie, non rileva la questione della risarcibilità del danno da ritardo in caso di non spettanza del c.d. bene della vita e della compatibilità dei principi affermati dalla decisione dell Adunanza plenaria n. 7/2005 con il nuovo art. 2-bis della legge n. 241/90, avendo la stessa amministrazione riconosciuto tale spettanza con il (tardivo) rilascio del permesso di costruire in variante.
14 Termini e conclusione del procedimento CDS, V, 2535/2012 Va d'altra parte ricordato come l'adunanza Plenaria di questo Consiglio (15 settembre 2005 n. 7) abbia chiarito che il G.A. riconosce il risarcimento del danno causato al privato dal comportamento dell'amministrazione solo quando sia stata accertata la spettanza del c.d. bene della vita: non è invece risarcibile il danno da ritardo provvedimentale c.d. "mero", occorrendo appunto verificare se il bene della vita finale sotteso all'interesse legittimo azionato sia, o meno, dovuto. (la ricorrente non è in condizione, ratione temporis, di invocare la nuova previsione di cui all'articolo 2 bis della L. n. 241 del 1990)
15 Termini e conclusione del procedimento TAR Lazio, Roma, III ter, 4382/2012 (1) Sul punto è bene evidenziare che la giurisprudenza è pacifica nell'ammettere il risarcimento del danno da ritardo, a partire dalla Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, n. 7 del 15 settembre E' stato, poi, osservato che l'introduzione dell'art. 2-bis, comma 1, della L. n. 241 del 1990, da parte della L. n. 69 del 2009, conferma e rafforza la tutela risarcitoria del privato nei confronti dei ritardi della p.a., essendo ora espressamente stabilito che le pubbliche amministrazioni e i soggetti a queste equiparati sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa e colposa del termine di conclusione del procedimento, atteso che anche il tempo è un bene della vita per il cittadino (cfr. Cons. di Stato, sez. V, 28 febbraio 2011, n. 1271). Tanto premesso, ritiene il Collegio che il titolare dell'interesse pretensivo al provvedimento che si duole di avere patito un danno ingiusto da ritardo, deve provare con rigore le conseguenze patrimoniali negative che si sono verificate nella propria sfera giuridica patrimoniale in conseguenza del ritardo colpevole dell'amministrazione nel provvedere.
16 Termini e conclusione del procedimento TAR Lazio, Roma, III ter, 4382/2012 (2) Ritiene, peraltro, il Collegio che la violazione del termine finale di un procedimento amministrativo non comporta di per sé l'illegittimità dell'atto adottato tardivamente, in quanto le conseguenze che il legislatore fa scaturire sotto il profilo della responsabilità civile della P.A. sono strettamente correlate alla inosservanza dei termini procedimentali ovvero al ritardo con cui l'amministrazione conclude il procedimento. Il ritardo non può essere considerato un vizio in sé dell'atto ma è un presupposto che può determinare, in concorso con altre condizioni, una possibile forma di responsabilità risarcitoria della amministrazione.
17 Termini e conclusione del procedimento TAR Sicilia, Catania, III, 576/2012 Salvo che una norma non disponga specificamente nel senso della perentorietà, il termine di conclusione del procedimento ha natura meramente ordinatoria od acceleratoria. Il provvedimento tardivo non è di per sé illegittimo ma, a seguito dell'art. 2 bis, vengono, a certe condizioni, correlate all'inosservanza del termine finale conseguenze significative sul piano della responsabilità civile dell'amministrazione (c.d. danno da ritardo), ma non anche profili afferenti alla legittimità dell'atto tardivamente adottato. il danno arrecato al ricorrente, riconducibile all'inerzia ed al ritardo non può essere deliberato a posteriori, in carenza di tempestivo ricorso volto a fare constatare l'illegittimità dell'inerzia e dichiarare l'obbligo di provvedere; infatti, la verifica dell'illegittimità del silenzio serbato dall'amministrazione su un'istanza postula il preliminare accertamento della violazione dell'obbligo di provvedere.
18 Termini e conclusione del procedimento TAR Abruzzo, Pescara, I, 406/2012 (1) Il ritardo rappresenta una palese violazione delle regole di buona amministrazione (art.97 cost.) e, determinando una situazione d'incertezza oggettiva, viene a ledere ex se gli artt. 41 e 42 cost., non consentendo una scelta di convenienza economica. Conclusivamente sussiste un fatto illecito con colpa, discendente dalla violazione di norme costituzionali. Lo stesso art. 2-bis, comma 1, L. n. 241 del 1990, introdotto dalla L. n. 69 del 2009, conferma e rafforza la tutela risarcitoria del privato nei confronti dei ritardi dell'azione della P.A. che non inizia o conclude in ritardo il procedimento amministrativo semplice e/o complesso; il tempo è considerato più che mai un bene nella vita del cittadino e il suo trascorrere ha sempre un costo venendo a ritardare e/o ad impedire le scelte di convenienza economica e, con essa, quale naturale conseguenza, una diminuzione patrimoniale.
19 Termini e conclusione del procedimento TAR Abruzzo, Pescara, I, 406/2012 (2) Ai sensi dell'art. 30, n. 3, c.p.a., deve essere escluso, dal computo del risarcimento, il periodo fino al , trattandosi di ritardo che si sarebbe potuto evitare usando la normale diligenza, anche attraverso il tempestivo esperimento della tutela giurisdizionale, azionabile fin dalla scadenza quinquennale del vincolo espropriativo; ogni procrastinazione imputet sibi.
20 Termini e conclusione del procedimento TAR Campania, Napoli, VII, 4538/2012 (1) Il Tribunale,alla stregua delle circostanze evidenziate, rileva che il ritardo, vulnerando il principio della temporalità del procedimento e, soprattutto, della prevedibilità dell'azione amministrativa, merita considerazione risarcitoria, specie ove tale richiesta, come nel caso di specie, provenga dalla esplicazione di attività imprenditoriali che maggiormente risentono delle illegittime stasi amministrative Il carattere non direttamente inferito al bene della vita implicato, si coglie appieno nell'orientamento giurisprudenziale che ha riconosciuto il danno da ritardo anche ove l'istanza dell'amministrato non venga poi accolta, significando dunque che ciò che il legislatore sanziona è la disfunzione temporale ex se, cui l'amministrato è sottoposto, prescindendo -si ribadisce- da un sicuro risvolto economico che quella istanza inevasa potrebbe (ma anche non potrebbe) produrre.
21 Termini e conclusione del procedimento TAR Campania, Napoli, VII, 4538/2012 (2) E' pur vero che il legislatore ha utilizzato il sintagma "danno ingiusto", assonante con il testo dell'art c.c., ma, a giudizio del Tribunale, la formula vuole maxime attestare il principio che la risarcibilità è connessa a qualsivoglia lesione di una posizione giuridica riconosciuta dall'ordinamento, ove sacrificata non iure (a partire da Cass. Sez. UU. Civ. nr. 500/1999). Il quid risarcibile nel danno da ritardo procedimentale va pertanto enucleato, non con diretto riferimento al bene della vita sostanziale la cui sola compressione comporta una piena risarcibilità, (anche nella forma attenuata della chance) ma relazionandola all'interesse (di natura) procedimentale, che l'azione amministrativa non subisca immotivate pause.
22 Termini e conclusione del procedimento TAR Emilia-Romagna, Parma, I, 103/2012 (1) Costituisce jus receptum che il risarcimento del danno da ritardo ai sensi dell'art. 2bis, comma 1, della L. n. 241 del 1990, introdotto dalla L. n. 69 del 2009, postula che il fattore tempo è esso stesso un bene della vita per il cittadino. La giurisprudenza ha riconosciuto che il ritardo nella conclusione di un qualunque procedimento è sempre un costo, dal momento che il fattore tempo costituisce una variabile essenziale nella predisposizione e nell'attuazione di piani finanziari relativi a qualsiasi intervento, condizionandone la relativa convenienza economica (cfr. T.A.R. Catania Sicilia sez. IV, 7 novembre 2011, n. 2636).
23 Termini e conclusione del procedimento TAR Emilia-Romagna, Parma, I, 103/2012 (2) Detto principio, espresso in termini generali, deve vieppiù trovare applicazione nella vicenda in esame in cui la qualità imprenditoriale della parte ricorrente ha fatto si che la stessa abbia risentito in modo più incisivo del ritardo nell'ottenimento di atti che sono risultati dovuti, in quanto afferenti ad attività edilizie solo successivamente riconosciute legittime. Invero appare marcata la violazione delle regole proprie dell'azione amministrativa, dei principi di celerità, efficienza, efficacia e trasparenza, dei principi costituzionali di imparzialità e di buon andamento e di quelli generali di ragionevolezza, proporzionalità ed adeguatezza. Pretesa liquidata in via equitativa in Euro ,00 (ventimila) che il Comune dovrà rifondere alla ricorrente.
24 Termini e conclusione del procedimento Art. 16 L. 241/1990 Pareri obbligatori o facoltativi devono pervenire entro 20 gg. altrimenti: nel caso di pareri obbligatori: si può procedere indipendentemente nel caso di pareri facoltativi: si deve procedere indipendentemente in entrambi i casi il responsabile del procedimento va esente da responsabilità non si applica alle amministrazioni che tutelano interessi sensibili (ambiente, paesaggio e salute)
25 Soluzioni elaborate dall ordinamento 1. Sanzioni 2. Utilizzo della telematica 3. Silenzio assenso 4. Conferenza di servizi 5. D.I.A. S.C.I.A. 6. Procedimenti amministrativi alternativi: moduli procedimentali speciali: procedimenti unici moduli procedimentali sperimentali: zone a burocrazia zero o simili
26 Sanzioni Art. 2, comma 9 (2012) La mancata o tardiva emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente. Art. 2, comma 9 bis e ter (2012) Super dirigente, provvede nella metà del tempo e relaziona all organo di governo Art. 2-bis (2009) Risarcimento del danno ingiusto per inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento
27 Sanzioni Art. 14-ter, comma 6-bis La mancata partecipazione alla conferenza di servizi ovvero la ritardata o mancata adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento sono valutate ai fini della responsabilità dirigenziale o disciplinare e amministrativa, nonché ai fini dell'attribuzione della retribuzione di risultato. Resta salvo il diritto del privato di dimostrare il danno derivante dalla mancata osservanza del termine di conclusione del procedimento ai sensi degli articoli 2 e 2-bis.
28 Uso della telematica Codice dell amministrazione digitale Protocollo informatico Pec Firma digitale Conferenza di servizi: Previo accordo tra le amministrazioni coinvolte la conferenza di servizi è convocata e svolta avvalendosi degli strumenti informatici disponibili, secondo i tempi e le modalità stabiliti dalle medesime amministrazioni
29 Silenzio assenso Art. 20 L. 241/ Fatta salva l'applicazione dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, l'amministrazione competente può assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21- quinquies e 21-nonies.
30 Silenzio assenso Art. 20 L. 241/ Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l'immigrazione, l asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità, ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonché agli atti e procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti.
31 Le conferenze nella 241/ (Istruttoria) Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, l'amministrazione procedente può indire una conferenza di servizi. 2. (Decisoria) La conferenza di servizi è sempre indetta quando l'amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione competente, della relativa richiesta. La conferenza può essere altresì indetta quando nello stesso termine è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate ovvero nei casi in cui e' consentito all'amministrazione procedente di provvedere direttamente in assenza delle determinazioni delle amministrazioni competenti.
32 Le conferenze nella 241/1990 Preliminare 1. Per progetti di particolare complessità ed insediamenti produttivi di beni e servizi, su motivata richiesta dell'interessato, documentata, in assenza di un progetto preliminare, da uno studio di fattibilità, prima della presentazione di una istanza o di un progetto definitivi, al fine di verificare quali siano le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari atti di consenso. In tale caso la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a carico del richiedente. 2. Nelle procedure di realizzazione di opere pubbliche e di interesse pubblico, la conferenza di servizi si esprime sul progetto preliminare al fine di indicare quali siano le condizioni per ottenere, sul progetto definitivo, le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nullaosta e gli assensi, comunque denominati, richiesti dalla normativa vigente.
33 Profili procedurali: termini art. 14 ter 3. I lavori della conferenza non possono superare i novanta giorni, salvo quanto previsto dal comma 4 (speciale procedura per la VIA). Decorsi inutilmente tali termini, l'amministrazione procedente provvede ai sensi dei commi 6- bis e 9 del presente articolo.
34 Profili procedurali: termini art. 14 ter 4. Nei casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di servizi si esprime dopo aver acquisito la valutazione medesima e il termine diventa 90 gg gg. Se la VIA non interviene nel termine previsto per l adozione del relativo provvedimento, l amministrazione competente si esprime in sede di conferenza di servizi, la quale si conclude nei trenta giorni successivi al termine predetto. Tuttavia, a richiesta della maggioranza dei soggetti partecipanti alla conferenza di servizi, il termine di trenta giorni di cui al precedente periodo è prorogato di altri trenta giorni nel caso che si appalesi la necessità di approfondimenti istruttori
35 Profili procedurali: termini art. 14 ter 6-bis. All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cui ai commi 3 e 4, l'amministrazione procedente, in caso di VIA statale, può adire direttamente il consiglio dei ministri ai sensi dell'articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 2006, n. 152; in tutti gli altri casi, valutate le specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede, adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento che sostituisce a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza.
36 T.A.R. Milano Lombardia sez. III 5 ottobre 2011, n Ai sensi dell art. 14 ter, comma 6 bis, la determinazione finale non deve basarsi sul dato squisitamente numerico afferente alla maggioranza delle posizioni espresse in sede di Conferenza, ma su una valutazione articolata che tenga conto della natura degli interessi fatti valere dalle Amministrazioni convenute. Da ciò discende che: il provvedimento conclusivo può essere assunto anche in mancanza di assenso unanime (obbligo di autonoma e specifica motivazione); il provvedimento può essere diverso dalle conclusioni cui è prevenuta la Conferenza perché resta nella libera apprezzabilità dell amministrazione procedente (es. per fondati dubbi di legittimità)
37 Profili procedurali: assensi e dissensi Art. 14-ter 6. Ogni amministrazione convocata partecipa alla conferenza di servizi attraverso un unico rappresentante legittimato, dall'organo competente, ad esprimere in modo vincolante la volontà dell'amministrazione su tutte le decisioni di competenza della stessa.
38 Profili procedurali: assensi e dissensi CdS, sez. V, 8080/2003 La conferenza di servizi, abbia essa funzione istruttoria o decisoria, costituisce un modulo organizzativo di semplificazione ed ottimizzazione temporale del procedimento al fine del miglior raccordo delle Amministrazioni nei procedimenti pluristrutturali destinati a concludersi con decisioni connotate da profili di complessità. Siffatta modalità di svolgimento dell'azione amministrativa presuppone e conserva integri i poteri e le competenze delle Amministrazioni partecipanti, alle quali, pertanto, restano imputati gli atti e le volontà espresse nel corso della conferenza Essa non altera il quadro dei poteri e delle competenze delle amministrazioni partecipanti.
39 Profili procedurali: assensi e dissensi CdS, VI, 4575/2010 La Regione deve essere considerata come una unica amministrazione, non riscontrandosi una soggettività giuridica distinta per ciascuna delle sue strutture organizzative; la sua posizione nella conferenza deve essere perciò espressa da un unico rappresentante, quale risultato di sintesi della preliminare ponderazione interna dei vari profili di interesse coinvolti; le finalità della conferenza di servizi sarebbero eluse se la rappresentanza di ciascuna amministrazione fosse frammentata con il rischio, da un lato, che la sua manifestazione di volontà non sia univocamente individuabile e, dall'altro, che sia alterata l'espressione dell'indirizzo maggioritario nell'ambito della conferenza a causa della pluralità di voti espressi a nome di una stessa amministrazione.
40 Profili procedurali: assensi e dissensi Tar Puglia Lecce Sez. I 588/2010 Al di là di un pronunziamento formalmente favorevole, emerge in ogni caso che: a) il dirigente comunale era sprovvisto di delega; b) in merito alla necessaria variante l'ultima parola era stata espressamente riservata al consiglio comunale; c) a tale ultimo proposito, non si è mai registrata una decisione, né un orientamento, da parte del predetto organo consiliare. Il parere (comunque) espresso dal dirigente UTC in seno alla conferenza è da ritenere, tamquam non esset. Non può sostenersi, tuttavia, che in tal caso possa radicarsi una posizione di silenzio assenso ex art. 14ter, comma 7, in capo alla amministrazione comunale (il cui rappresentante si troverebbe nella stessa situazione "di chi non si esprime"), dato che tale istituto risulta pur sempre applicabile soltanto in presenza di soggetti muniti di idonea legittimazione.
41 Profili procedurali: assensi e dissensi Art. 14-ter 7. Si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione, ivi comprese quelle preposte alla tutela della salute e della pubblica incolumità, alla tutela paessaggistico-territoriale e alla tutela ambientale, esclusi i provvedimenti in materia di VIA, VAS e AIA, il cui rappresentante, all'esito dei lavori della conferenza, non abbia espresso definitivamente la volontà dell'amministrazione rappresentata. T.A.R. Lazio Roma sez. II 10252/2011 La novità rispetto alla versione precedente del comma 7 è che prima la suddetta acquisizione dell assenso non poteva sostituirsi all assenso delle amministrazioni con competenza paesaggistica e ambientale.
42 Profili procedurali: assensi e dissensi Art. 14-quater 1. Il dissenso di uno o più rappresentanti delle amministrazioni ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale [ ], paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, regolarmente convocate alla conferenza di servizi, a pena di inammissibilità, deve essere manifestato nella conferenza di servizi, deve essere congruamente motivato, non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell assenso.
43 CdS sez. V, 3099/2011 Ai sensi dell'art. 14 quater il dissenso espresso da un'amministrazione, che partecipa ad una conferenza di servizi deve rispondere ai principi di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, predicati dall'art. 97 cost., non potendo limitarsi ad una mera sterile opposizione al progetto in esame; esso deve essere "costruttivo", nel senso che deve essere congruamente motivato, non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso.