Source: https://www.paolonesta.it/informazioni-di-contenuto-legale/4002-indagini-preliminari-ruolo-del-difensore-avv-luisa-camboni.html
Timestamp: 2019-11-15 23:21:19+00:00
Document Index: 179355202

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 23', 'art. 327', 'art. 335', 'art. 391', 'art. 96', 'art. 391', 'art. 391', 'art.360']

Avv. Paolo Nesta - Indagini preliminari: ruolo del difensore-Avv. Luisa Camboni
Indagini preliminari: ruolo del difensore-Avv. Luisa Camboni
Indagini preliminari: ruolo del difensore
Si tratta di un tema di notevole importanza pratica dal momento che, attraverso le indagini difensive, il difensore ha la possibilità di raccogliere tutti quegli elementi: dichiarazioni, documenti, risultanze tecniche, rilievi tecnici e scientifici ... atti a scagionare il proprio assistito o, perlomeno, a ridimensionarne, per quanto possibile, in termini giuridici, la responsabilità penale e, quindi, l'applicazione della pena.
Quanto al ruolo del difensore, in questa fase iniziale del processo, è bene ricordare che in passato il suo ruolo era del tutto passivo. Attualmente ha assunto un diverso ruolo, id est quello di soggetto attivamente incaricato di far valere la posizione e gli interessi del proprio assistito. L'art. 38 disp.att. c.p.p. "Facoltà dei difensori per l'esercizio del diritto alla prova" riconosceva al difensore la facoltà di presentare direttamente al Giudice gli elementi probatori ritenuti rilevanti ed ottenere, di conseguenza, l'inserimento della documentazione nel fascicolo delle indagini preliminari. Tale articolo è stato, poi, abrogato dall'art. 23 della Legge n. 397 del 07.12.2000 che ha introdotto gli artt. 391 - bis e segg. c.p.p., ossia le " Investigazioni difensive".
L'art. 327 bis c.p.p. rubricato "Attività investigative del difensore" così recita " Fin dal momento dell'incarico professionale, risultante da atto scritto, il difensore ha facoltà di svolgere investigazioni per ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito, nelle forme e per le finalità stabilite nel titolo VI bis del presente libro.
Le attività previste dal comma 1 possono essere svolte, su incarico del difensore, dal sostituto, da investigatori privati autorizzati e, quando sono necessarie specifiche competenze da consulenti tecnici".
Tale norma assume un ruolo importante in quanto, in primis, evidenzia il ruolo, lasciatemi passare il termine, " da protagonista" che viene riconosciuto dal nostro Legislatore al difensore in tale fase e, in secundis, indica il momento a partire dal quale è possibile lo svolgimento delle indagini difensive. Detta facoltà può esercitarsi sin dal momento del conferimento dell'incarico professionale e ciò indipendentemente dalla instaurazione di un procedimento penale a seguito dell'iscrizione oggettiva nel registro delle notizie di reato - ex art. 335 c.p.p..
Ai sensi dell'art. 391 nonies c.p.p., rubricato "Attività investigativa preventiva" le indagini possono aver luogo anche preventivamente rispetto ad un procedimento penale, la cui instaurazione è solo ipotetica.
La norma stabilisce che il mandato professionale deve risultare da atto scritto, conformemente a quanto stabilito dall'art. 96 c.p.p..
Fino al momento in cui non interverrà la Polizia Giudiziaria, soggetto legittimato sarà colui che ha la disponibilità del luogo e che ha la possibilità di esercitare sullo stesso uno ius excludendi, in quanto proprietario, possessore...
Con l'intervento della Polizia Giudiziaria, soggetto legittimato a prestare il consenso per l'accesso ai luoghi sarà la stessa Polizia in quanto investita del dovere - potere pubblico di curare et la conservazione dello stato dei luoghi, finalizzato alla ricerca delle tracce del reato et della conservazione delle stesse.
Quindi, intervenuta la Polizia Giudiziaria, di fronte al diniego da parte della stessa di accesso ai luoghi, al difensore non resterà che formulare al Giudice - GIP- istanza di autorizzazione.
Chi scrive ritiene fondamentale evidenziare, però, che una volta assunta dal dominus - PM la direzione delle indagini, si trasferirà in capo a costui il potere di disponibilità del luogo , con la conseguenza che il difensore, al fine di poter procedere al sopralluogo, dovrà interpellare prima il PM, e, in caso di diniego, il Giudice.
Dal tenore della norma ex art. 391 sexies c.p.p. si desume che non vi è obbligo per il difensore di redigere verbale di sopralluogo e delle operazioni connesse. Difatti, il Legislatore così si esprime "[...] il difensore, il sostituto e gli ausiliari indicati nell'articolo 391 bis possono redigere un verbale nel quale sono riportati: a) la data e il luogo dell'accesso; b) le proprie generalità e quelle delle persone intervenute; c) la descrizione dello stato dei luoghi e delle cose; d) l'indicazione degli eventuali rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici o audiovisivi eseguiti, che fanno parte integrante dell'atto e sono allegati al medesimo. Il verbale è sottoscritto dalle persone intervenute".
Ipotizziamo, ora, che il delitto sia stato consumato in luogo pubblico. Quid iuris? In questo caso il difensore, per poter accedere al luogo pubblico ed effettuare il sopralluogo e le attività connesse, deve, come nella prima ipotesi, avanzare richiesta di autorizzazione alla Polizia Giudiziaria, poi al PM e, da ultimo, in caso di diniego, al Giudice - GIP.
Ai sensi dell'art. 391 decies c.p.p. il difensore può compiere accertamenti tecnici non ripetibili. In questo caso "[...]il difensore deve darne avviso, senza ritardo, al pubblico ministero per l'esercizio delle facoltà previste, in quanto compatibili,dall'art.360[...]."