Source: http://www.previdenza-professionisti.it/focus-sulla-pensione-di-inabilita
Timestamp: 2018-02-22 06:50:50+00:00
Document Index: 87309424

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 149', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 2']

focus sulla pensione di inabilità
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la pensione privilegiata di inabilità
scheda INPS sulla pensione di inabilità
pensione di inabilità la domanda
La pensione ordinaria di inabilità spetta all'assicurato che:
possa far valere almeno tre anni di contribuzione nel quinquennio immediatamente precedente la domanda di pensione
non sia iscritto (e se iscritto se ne cancelli) negli elenchi nominativi dei lavoratori autonomi e negli albi professionali
rinunci ai trattamenti a carico dell'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e ad ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione
Ai fini del riconoscimento della pensione di inabilità, si considera inabile l'assicurato o il pensionato di invalidità che sia nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.
Sotto il profilo del calcolo, la pensione di inabilità si calcola così come quella di invalidità ma l'anzianità assicurativa ai fini del calcolo stesso viene maggiorata sino al compimento dell'età anagrafica di accesso della pensione di vecchiaia con un massimo di 40 anni di anzianità assicurativa e contributiva.
Più nel dettaglio, il calcolo della pensione di inabilità si effettua:
con il sistema retributivo, se il lavoratore può far valere almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995;
con il sistema misto (una quota calcolata con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo) se il lavoratore alla data del 31.12.1995 non può far valere 18 anni di contributi;
con il sistema esclusivamente contributivo, se il lavoratore ha iniziato l’attività lavorativa dopo il 31.12.1995.
Per quel che riguarda il calcolo contributivo si assume il coefficiente di trasformazione in rendita del montante contributivo individuale previsto per i lavoratori con 57 anni di età.
Il montante, poi, viene maggiorato di una: " quota di contribuzione riferita al periodo mancante al raggiungimento del sessantesimo anno di età dell'interessato computata in relazione alla media delle basi annue pensionabili possedute negli ultimi cinque anni".
La pensione di inabilità è reversibile ai superstiti anche, come chiarito dalla giurisprudenza, se il decesso si verifica nel corso del procedimento amministrativo.
giurisprudenza in materia di pensione di inabilità
La pensione di inabilità è alternativa rispetto alla pensione di vecchiaia può cumularsi con l'indennità di accompagnamento
Cassazione civile sez. lav. 23 luglio 2008 n. 20322
Il titolare di una pensione di vecchiaia non può godere anche di una pensione di inabilità per l’operatività del principio dell’alternatività preclusiva fra le due prestazioni previdenziali; al più il pensionato potrà chiedere la concessione di un’indennità di accompagnamento se l’invalidità ha determinato gravi ripercussioni sulla capacità di deambulare o di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita.
Il concetto di inabilità ai fini del riconoscimento del diritto alla pensione
C.Conti reg. Lombardia sez. giurisd. 20 dicembre 2006 n. 696
L'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa richiesta ai fini dell'acquisizione del diritto a pensione di inabilità ex art. 2 comma 12 l. 8 agosto 1995 n. 335 deve essere accertata con riferimento al possibile reimpiego delle eventuali residue capacità di lavoro in attività idonee a garantire una remunerazione sufficiente a garantire un'esistenza libera e dignitosa (ex art. 36 cost.), in condizioni non usuranti né dequalificanti, in relazione al tipo di infermità e alle generali attitudini del soggetto.
Sui rapporti tra la pensione di inabilità e gli altri tipi di trattamenti previdenziali
Cassazione civile sez. lav. 03 marzo 2006 n. 4669
Nel sistema previdenziale le pensioni di vecchiaia e di anzianità (quest'ultima destinata a scomparire, almeno nella denominazione, per i lavoratori i cui trattamenti pensionistici saranno liquidati esclusivamente con il sistema contributivo, ex, art. 1, comma 19, l. n. 335 del 1995) e l'assegno di invalidità o la pensione di inabilità (l. n. 222 del 1984) costituiscono prestazioni tra loro non cumulabili, in quanto tutte riconducibili alla tutela di una situazione di bisogno, effettiva o presunta, sancita dall'art. 38 cost. Il verificarsi di uno stato di invalidità nel lavoratore che sia già titolare di pensione di vecchiaia o di anzianità non comporta, di conseguenza, l'insorgenza del diritto a fruire dell'assegno di invalidità (o della pensione di inabilità ); al contrario, l'art. 1, comma 10, della legge n. 222 del 1984 dispone che, al compimento dell'età stabilità per il diritto a pensione di vecchiaia, l'assegno di invalidità si trasforma, in presenza dei requisiti di assicurazione e contribuzione, in pensione di vecchiaia.
Sulla maggiorazione prevista per il calcolo della pensione di inabilità
Cassazione civile sez. lav. 06 giugno 2005 n. 11740
Ai sensi dell'art. 2, comma 3, lett. A, l. 12 giugno 1984 n. 222, la pensione di inabilità in favore dei lavoratori non vedenti dichiarati totalmente inabili va calcolata aggiungendo all'importo dell'assegno di invalidità non integrato al minimo l'importo dei contributi figurativi che essi dovrebbero versare dal momento della pensione di inabilità sino a quello necessario per il raggiungimento dell'età pensionabile previsto per tutti i lavoratori, con il limite massimo non superabile dei quaranta anni di anzianità contributiva.
Sui rapporti tra pensione di inabilità e pensione di riversibilità in caso di decesso dell'assicurato nel corso del procedimento amministrativo
Cassazione civile sez. lav. 25 agosto 2004 n. 16823
Ove l'assicurato, in possesso del requisito sanitario e di quello contributivo, e, quindi, già avente diritto alla pensione di inabilità , deceda prima della cancellazione dagli albi o elenchi indicati nel comma 2 dell'art. 2 della legge n. 222 del 1984, o prima della rinuncia ai trattamenti previdenziali sostitutivi o integrativi della retribuzione, tale situazione non è di ostacolo all'ottenimento, nella ricorrenza degli altri requisiti di legge, della pensione di riversibilità da parte dei superstiti, dato che il decesso dell'assicurato durante l'iter amministrativo facente seguito alla presentazione della domanda di pensione di inabilità porta di per sè all'avveramento (per fatto naturale) della condizione rappresentata dalla rinuncia a trattamenti incompatibili o alla cancellazione. In tale ipotesi, il già verificatosi sorgere del diritto alla pensione di inabilità , anche se non operativo, in capo all'assicurato, determina al momento della morte di questi l'immediato ed automatico sorgere, in capo agli aventi causa dal defunto, nella ricorrenza dei requisiti di legge, del diritto alla pensione di riversibilità (ragguagliata al contenuto economico della pensione di inabilità ); mentre, se l'assicurato, in possesso dei requisiti sanitari e contributivi, continui a percepire compensi lavorativi dopo la presentazione della domanda di pensione di inabilità e fino alla morte, non è necessaria da parte sua alcuna rinuncia, neppure condizionata, al fine dell'acquisizione del diritto alla pensione di riversibilità da parte dei suoi aventi causa, poiché tali compensi sono incompatibili solo con la pensione di inabilità già concessa e cioè per attività lavorative svolte dopo il provvedimento di concessione della pensione, ai sensi del comma 5 dell'art. 2 della legge n. 222 del 1984.
Sulla possibilità di promuovere, in un giudizio incardinato per ottenere la pensione di invalidità, domanda di pensione di inabilità in corso di causa se l'aggravamento delle condizioni di salute si verifica nel corso del giudizio
Cassazione civile sez. lav. 08 luglio 2004 n. 12658
Ai sensi dell'art. 149 disp. att. c.p.c. (che impone di valutare gli aggravamenti incidenti sul complesso invalidante verificatisi nel corso del procedimento amministrativo e giudiziario, e che trova applicazione - quale espressione di un principio generale di economia processuale, nonché in base al canone interpretativo, di rilievo costituzionale, di razionalità e di uguaglianza - anche per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assistenziali dovute ai mutilati e invalidi civili ai sensi della legge n. 118 del 1971 - di conversione del d.l. n. 5 del 1971 - e per l'indennità di accompagnamento di cui alla legge n. 18 del 1980), l'assicurato, ove abbia proposto domanda di attribuzione di assegno di invalidità e nel corso del giudizio sia stata accertata a suo carico la sussistenza di aggravamenti o nuove infermità tali da determinare una assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, può nel medesimo giudizio avanzare domanda di pensione d' inabilità , giacché egli sarebbe altrimenti costretto, secondo quanto dispone l'art. 11 legge n. 222 del 1984, ad attendere l'esito del giudizio e a ricominciare successivamente l'iter amministrativo, con l'oggettiva preclusione di una piena tutela del suo diritto proprio in una situazione che maggiormente richiede sollecita tutela in ragione del grave stato di salute e della conseguente inabilità ad ogni proficuo lavoro, risultando pertanto conseguentemente lesiva di diritti fondamentali, quali quelli garantiti dagli art. 3, 24 e 38 cost., non assumendo rilievo, in contrario, la diversità dei requisiti posti a base dell'assegno di invalidità e della pensione d' inabilità - da apprezzarsi unicamente con riguardo al diverso grado di compromissione della capacità lavorativa e non anche ai requisiti assicurativi e contributivi - in quanto la rinunzia alla retribuzione e ad ogni trattamento sostitutivo o integrativo della stessa e la cancellazione da elenchi o albi professionali di cui all'art. 2, comma 2, legge n. 222 del 1984 non integrano requisiti costitutivi ulteriori per il sorgere del diritto alla pensione di inabilità , bensì mere condizioni di erogabilità del trattamento pensionistico, in relazione ad un diritto già sorto e riconosciuto per effetto di quelli medico-legali e contributivi.
normativa in materia di pensione di inabilità
Legge n 222 del 1984 articoli vari
Assegno mensile per l'assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità.
b) non è compatibile con l'assegno mensile dovuto dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro agli invalidi a titolo di assistenza personale continuativa a norma degli articoli 76 e 218 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni;
Art. 1 commi 14 e 15 della Legge n 335 del 1995
le pensioni di inabilità ed invalidità con sistema contributivo