Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-214-codice-civile-obbligazioni-della-moglie-per-il-godimento-dei-beni-del-marito
Timestamp: 2018-11-20 18:53:40+00:00
Document Index: 89258797

Matched Legal Cases: ['art. 214', 'sentenza ', 'art. 214', 'art. 215', 'art. 160', 'art. 214']

Obbligazioni della moglie per godimento beni del marito
[Le disposizioni degli articoli 212 e 213 si applicano anche nel caso in cui la moglie ha avuto l’amministrazione e il godimento dei beni del marito.]
Il disconoscimento di una scrittura privata, ai sensi dell'art. 214 c.p.c., pur non richiedendo una forma vincolata, deve rivestire i caratteri della specificità e della determinatezza e non risolversi in una espressione di stile. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso potesse configurare disconoscimento ex art. 214 c.p.c. la contestazione, proveniente dalla parte contro la quale la scrittura era stata prodotta, di «tutto quanto dedotto e prodotto da controparte in comparsa di costituzione»).
Cassazione civile sez. II 13 febbraio 2008 n. 3474
L'onere del disconoscimento della scrittura privata e, correlativamente, l'eventuale verificarsi del riconoscimento tacito ai sensi dell'art. 215 c.p.c. presuppongono che il documento prodotto contro una parte provenga dalla stessa, ovvero da un soggetto che la rappresenti, in quanto munito di procura, ovvero, trattandosi di persona giuridica (nel caso, società), in ragione del rapporto organico in base al quale può impegnare la responsabilità dell'ente, senza che - quanto al disconoscimento - allo stesso debba prestare adesione o conferma il soggetto persona fisica che nello stesso si immedesima quale suo organo
Cassazione civile sez. III 19 luglio 2004 n. 13357
Il disconoscimento di una scrittura privata - da cui sorge l'onere, per colui che l'ha prodotta, di chiederne la verificazione -, pur non esigendo l'uso di formule sacramentali o speciali, postula che la parte, nella prima udienza o nella prima risposta successiva alla produzione, neghi formalmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione, oppure, ma solo nel caso che sia erede o avente causa di chi figura come sottoscrittore, dichiari di non conoscerle. All'uopo, pertanto, non è sufficiente - specie quando siano state prodotte più scritture - l'uso di formule generiche o di stile, come quella con cui si contesta la documentazione prodotta o altre simili.
Cassazione civile sez. II 13 aprile 1987 n. 3655
Nel giudizio di omologazione del concordato preventivo, il tribunale può accertare la sussistenza dei requisiti di cui all'art. 160 comma 1 n. 1 l. fall. mediante consulenza tecnica sulla regolare tenuta della contabilità nei due anni precedenti la proposta, intendendo sia la regolarità nel senso formale, secondo le disposizioni degli art. 214 ss. c.c. sia in senso sostanziale, in modo che consenta la ricostruzione completa delle vicende patrimoniali e del movimento degli affari dell'impresa.
Tribunale Sulmona 17 gennaio 1990