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Timestamp: 2019-09-16 06:24:25+00:00
Document Index: 133512225

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art 348']

Riduzione del Canone - Nessun obbligo di registrazione - Gi.Ta. Immobiliare - Vendite & Locazioni
Riduzione del Canone - Nessun obbligo di registrazione
La Risoluzione n. 60/E emessa dall’Agenzia delle Entrate il 28 giugno 2010, a seguito di un interpello presentato da un contribuente, chiarisce senza ombra di dubbio che l’accordo tra il locatore ed il conduttore per ridurre il canone di locazione pattuito non incorre nell’obbligo di essere necessariamente comunicato all’amministrazione finanziaria.
Sono solo le cessioni, le proroghe e le risoluzioni che, ai sensi dell’art. 17 del T.U.R., vanno registrate in termine fisso, anche se stipulate verbalmente, con il versamento dell’imposta (67,00 euro) entro 30 giorni.
Tares: definite le modalità di calcolo del tributo
La Tares, la nuova tassa sui rifiuti che accorpa sia la TARSU che la TIA il cui pagamento della prima rata è previsto per il prossimo mese di maggio, è stata oggetto di polemiche e rinvii, dopo diverse vicissitudini il CDM ha deciso di rinviare a dicembre l'aumento previsto per questo nuovo balzello. Ma le novità riguardo questa nuova tassa non finiscono qui: infatti sono state definite attraverso un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate datato 29 marzo le modalità di interscambio dati con i Comuni sugli immobili, ai fini dell’accertamento del tributo.
Ecco nello specifico quali saranno gli aumenti previsti per la nuova e tanto discussa tassa sui rifiuti: per le abitazioni residenziali, le maggiorazioni previste comporteranno un aumento della tassa sui rifiuti pari al 20/40% nella maggior parte dei Comuni italiani solo per le famiglie. Per quanto riguarda poi le imprese e le attività commerciali si prevede una vera e propria stangata. Secondo le stime fatte da Confcommercio, si parla di una media addirittura del 60% in più per la maggior parte dei negozi al dettaglio. Inoltre si segnalano picchi che riguardano determinate categorie, ad esempio: distributori di carburante +170%, bar +70% e ristoranti +550%.Questo aumento cosi vistoso si verifica perché, oltre a coprire le spese di smaltimento rifiuti, la TARES servirà a finanzia i servizi collegati, come illuminazione pubblica o manutenzione stradale.
In che modo avviene il calcolo della tassa?
Le modalità di calcolo avverranno attraverso l'interscambio di dati tra i vari Comuni e l'Agenzia delle Entrate in modo da quantificare la tariffa che deve essere applicare. Il calcolo verrà effettuato tenendo conto dei dati relativi alle dimensioni degli immobili, espressa sotto forma di superficie quadrata, iscritti nel Catasto edilizio urbano con destinazione ordinaria. Per calcolare il valore della tassa si parte dal valore medio di produzione rifiuti che è un dato statistico, che varia a seconda delle famiglie e delle imprese e poi si applica un coefficiente sull’80% della superficie dell’immobile. Inoltre c'è da tenere presente che a dicembre purtroppo scatterà la maggiorazione di 30 centesimi per metro quadro, un aumento che è stato stabilito proprio al fine di finanziare i servizi erogati dai Comuni.
Per essere più precisi, i dati catastali forniti dai vari comuni verranno trasferiti all’Agenzia attraverso le piattaforme informatiche denominate “Portale per i Comuni” e “Sistema di Interscambio”. Un passaggio obbligato per poter poter calcolare con esattezza la TARES ai sensi dell’articolo 14, comma 9, D.L. n. 201/2011 (Decreto c.d. Salva Italia). Il tracciato è stato comunque predisposto sulla base di quello già utilizzato per quantificare il valore della TARSU, ma qualora i Comuni riscontreranno scostamenti significativi in quanto a superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria, provvederanno a far presente le anomalie all’Agenzia dell'Entrate.
Per l’avvio ufficiale del canale di interscambio dati bisognerà attendere specifica comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le regole per l’interscambio saranno pubblicate entro il 15 aprile sul sito internet dell’Agenzia, nella sezione di competenza dell’ex Agenzia del Territorio. Almeno adesso i cittadini sapranno con esattezza quanto dovranno sborsare per questo nuovo balzello.
RIDUZIONE DEDUZIONE REDDITI DA LOCAZIONE AI FINI IRPEF DAL 2013
Dal prossimo 1 gennaio 2013 scatterà la riduzione, dal 15 al 5 per cento, della deduzione forfettaria che spetta a chi affitta un’unità immobiliare, quale riconoscimento delle spese sostenute (o da sostenere) per la manutenzione dell’immobile concesso in locazione. In pratica, quando si denunciano i redditi da locazione, ai fini dell’Irpef, finora era possibile dedurre dalla cifra totale un 15 per cento forfettario. Dalla prossima dichiarazione dei redditi, tale deduzione si ridurrà al 5 per cento.
Il risultato sarà, di fatto, un inasprimento della tassazione sui redditi da locazione. Diventa pertanto ancora più conveniente ricorrere alla “cedolare secca”, una forma di tassazione per la quale si può optare facoltativamente, che consente di pagare un’aliquota fissa del 21 per cento, che può addirittura ridursi al 19 per cento, in alcuni casi, cioè per i contratti a canone concordato nei comuni di: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia; nei comuni confinanti con tali città; negli altri comuni capoluogo di provincia; nei comuni ad “alta tensione abitativa”.
ATTENZIONE ALLE MARCHE DA BOLLO CON LA DATA.
Poca l’informazione su regole che possono provocare sanzioni in tema di utilizzo delle marche da bollo.
La norma è all’articolo 2 della legge 642/72, che prevede l’apposizione del bollo contestualmente alla sottoscrizione. Fino a poco tempo fa, non essendo riportata la data sulla marca, non erano emersi particolari problemi, ma sulla G.U. n.118 del 23 maggio 2005, è stato pubblicato il provvedimento del 5 maggio 2005 dell’Agenzia delle Entrate, che tratta dell’“Approvazione delle caratteristiche e delle modalità d’uso del contrassegno sostitutivo delle marche da bollo…”. In poche parole, ciò che soprattutto interessa il cittadino è che si deve applicare il contrassegno nello stesso giorno della data riportata di sottoscrizione, pena la sanzione, fermo restando il termine per la registrazione.
Domanda di credito delle famiglie: nessun segnale di ripresa
L’instabilità e l’incertezza del quadro congiunturale, specie sul fronte occupazionale, con un tasso di disoccupazione in progressiva crescita, ha portato il clima di fiducia ai livelli minimi degli ultimi anni. Le famiglie tendono a rinviare acquisti e investimenti, procrastinandoli a tempi migliori, soprattutto per gli importi più consistenti, che comportano un indebitamento pluriennale.
La dinamica descritta si rispecchia fedelmente nell’andamento della domanda mutui e prestiti nei primi dieci mesi dell’anno. La domanda di finanziamento, espressa come numero di richieste da parte delle famiglie italiane rilevato da CRIF, conferma la dinamica fortemente negativa registrata nell’anno, nonostante ottobre segni un rallentamento del calo; la tendenza in negativo persiste dall’inizio del 2010 e tende a descrivere un sostanziale riposizionamento su volumi molto inferiori rispetto a quelli rilevati negli anni scorsi.
A fine ottobre l’andamento della domanda ha fatto segnare un -44% rispetto ai primi dieci mesi del 2011; la riduzione è addirittura più pesante e superiore al 50% se si confronta con i pari periodo degli anni precedenti.
Fiaip: errati i dati del Ministero dell’Economia sulla pressione fiscale sugli immobili
Non hanno tardato ad arrivare le reazioni alla pubblicazione dei dati sulla pressione fiscale sugli immobili da parte del Ministero dell’Economia. La rilevazione, che faceva notare la minor pressione fiscale in essere in Italia rispetto alla media dei paesi Ocse, ha suscitato la reazione del presidente nazionale di Fiaip, Paolo Righi, che ha chiesto al governo la trasmissione di dati che tengano conto anche della recente introduzione dell’IMU, che ha aumentato significativamente la tassazione applicata.
Sulla base dei dati divulgati, erano iniziate a circolare le prime voci su potenziali nuovi futuri interventi a livello fiscale con oggetto la casa. Speculazioni e indiscrezioni che potrebbero presto essere frenate da una revisione degli stessi dati.
Secondo Fiaip infatti, dal rapporto 2012 sulla tassazione nell’Unione Europea, risulta che il livello di prelievo fiscale sugli immobili in Italia è in linea con quello degli altri stati europei; in più, Righi sottolinea come i dati non risultino omogenei per due ordini di motivi: in primo luogo, non tengono conto della tassazione sulle compravendite e, in secondo luogo, non sono comparabili in quanto negli altri Paesi la tassazione si fonda sulle rendite, mentre in Italia si fonda sul patrimonio, considerando che l’Imu è una vera e propria imposta patrimoniale.
Immobiliare: domanda e prezzi in costante calo
La domanda di abitazioni è diminuita: si è ridotta a quelle poche persone che possiedono già l’importo pattuito per l’acquisto dell’immobile o una larga parte di quest’ultimo. Anche i prezzi tuttavia sono in calo, soprattutto quelli di abitazioni di tipologia medio-bassa, edificate negli anni ’70 e ’80 o poco efficienti dal punto di vista energetico. Nell’attuale situazione di mercato, si difendono solamente le abitazioni in buono stato conservativo e con caratteristiche che consentono di abbattere le spese condominiali.
La tendenza emerge dall’osservatorio immobiliare dell'Ufficio studi del gruppo Tecnocasa, che ha avuto ad oggetto i mercati residenziali di 10 grandi città italiane. Oltre allo stato dell’immobile, dall’analisi risulta molto importante che gli alloggi siano dotati di ascensori, spazi interni ed esterni e che l’ubicazione sia in zone tranquille e poco trafficate.
Sul fronte delle dimensioni, nelle grandi città si predilige l’acquisto di trilocali nel 35,2% dei casi e di bilocali nel 30,7%, anche se negli ultimi 6 mesi si è notato un aumento degli acquisti di quattro locali e cinque locali. In città come Milano, Roma e Napoli si concentra il maggior numero di richieste per l’acquisto di bilocali.
Bolla immobiliare: in Italia non c’è pericolo
Il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, smentisce le voci circolate nelle scorse settimane relativamente al potenziale scoppio di una bolla immobiliare nel nostro paese. Secondo Buzzetti, non ve ne sarebbero i presupposti, considerando che esiste una quota di domanda di abitazioni insoddisfatta, a causa della crisi del credito, che sta significativamente limitando la domanda negli ultimi mesi. Inoltre, la crescita del numero delle famiglie cui si è assistito nell’ultimo decennio ha fatto sì che la domanda potenziale di abitazioni crescesse, impedendo di fatto la discesa dei prezzi.
In Italia ogni anno il fabbisogno potenziale di nuove case è di 596.000 abitazioni, numero ottenuto considerando l’incremento tendenziale del numero di famiglie. Inoltre, le famiglie italiane hanno un indice di indebitamento tra i più bassi al mondo, che le spinge ad affrontare l’investimento immobiliare con relativa calma. Allo stesso tempo tuttavia, sono soggette a spread più elevati sui nuovi finanziamenti e parametri di accesso ai mutui più stringenti, con loan to value massimi più bassi. Il complesso di questi fattori impedisce alla domanda potenziale di abitazioni presente nel nostro Paese di tradursi in domanda effettiva.
Sul fronte della stretta creditizia, gli ultimi dati pubblicati da CRIF relativamente al mese di agosto fanno notare come non dia segni di rallentamento la dinamica di calo della domanda, che nei primi otto mesi dell’anno si è ridotta del 44% rispetto allo stesso periodo del 2011. Appare oramai chiaro come si stia sviluppando una sorta di selezione naturale all’avanzamento delle richieste di finanziamento, con una fetta sempre più ampia di popolazione conscia delle serie difficoltà che si incontrano oggi nel momento in cui si cerca di accedere ad un mutuo. In uno scenario come questo, solamente l’avvento di una dinamica di riduzione degli spread applicati può contribuire ad invertire la tendenza, a far ripartire la domanda e a dare nuovamente ossigeno ai comparti immobiliare ed edilizio. 12/09/2012
Registrazione on-line dei contratti di Locazione
Le agenzie immobiliari potranno registrare i contratti solo On-Line utilizzando gli appositi modelli
Messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
Il decreto Legge 16/2012 convertito in legge il 26 aprile 2012 al n. 44, http://www.confcommerciovarese.it/ascompoint/12903-Registrazione-telematica-dei-contratti-di-locazione-nuove-disposizioni.aspx, prevede che siano obbligati ad adottare la procedura di registrazione telematica dei contratti di locazione non più i soggetti in possesso di almeno cento unità Immobiliari, ma estende tale obbligo a tutti coloro che ne possiedano almeno Dieci.
Questi soggetti potranno avvalersi di soggetti delegati in possesso di adeguata capacità tecnica ed economica, oppure di incaricati (CAF, commercialisti, etc.).
L’art. 5 comma 3-bis esplicita che, anche gli agenti di affari in mediazione siano tenuti ad adottare la procedura di registrazione telematica.
Tale obbligo ha trovato applicazione dal giorno di pubblicazione della Legge sulla Gazzetta Ufficiale ( 29 aprile 2012).
D’ora in avanti, perciò, per la registrazione dei contratti, tranne in qualche isolato caso, si dovrà procedere mediante l’utilizzo della piattaforma telematica.
Abolito l’obbligo di comunicazione di cessione di fabbricato; tale obbligo rimane in vigore solo per i contratti in cui il conduttore è straniero. Il D.L. 79 del 20 giugno 2012, http://www.fisco7.it/2012/06/stop-alla-comunicazione-di-cessione-fabbricati/, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 20/06/2012 e pertanto in vigore dal 21 giugno dispone (art. 2 comma 1) che “la registrazione dei contratti di locazione e dei contratti di comodato di fabbricato o di porzioni di esso, soggetti all'obbligo di registrazione in termine fisso, ai sensi del Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, assorbe l'obbligo di comunicazione di cui all'articolo 12 del Decreto Legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191”. Ciò significa che non sarà obbligatorio effettuare la comunicazione di cessione fabbricato, perché tale adempimento sarà assorbito dalla registrazione del contratto, sia esso ad uso abitativo o diverso, senza distinguere tra conduttore persona fisica e conduttore persona giuridica. La previsione estende quindi i casi contemplati dal Decreto Legislativo 23/2011, che pertanto viene espressamente abrogato nella specifica parte che disponeva a tal riguardo (art. 3 comma 3, primo periodo). L’onere di comunicare la cessione di fabbricato permane in due casi:
2) (art. 2 comma 4) Nei casi di comunicazione all'autorità di pubblica sicurezza, di cui all'articolo 7 del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, per effetto del quale “chiunque, a qualsiasi titolo, dà alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine, ovvero cede allo stesso la proprietà o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, posti nel territorio dello Stato, è tenuto a darne comunicazione scritta, entro quarantotto ore, all'autorità locale di pubblica sicurezza.
q Il D.L. prevede che la modalità di comunicazione di cessione, nei casi in cui permane l’obbligo, siano più semplici e tal proposito introduce la comunicazione in via telematica attraverso l’invio di un modulo che dovrà essere approvato e adottato entro i 90 giorni dall’entrata in vigore del Decreto stesso., nella speranza che ciò avvenga nei termini indicati. E’ utile rammentare come anche diversi anni fa, era stato previsto che, la comunicazione di cessione di Fabbricato fosse assolta contestualmente alla registrazione del contratto, prevedendo in tal modo che le amministrazioni fossero in grado di comunicare tra l’oro in modo istantaneo. Questo sistema in realtà non è mai entrato in vigore in quanto gli enti preposti non misero a disposizione il modello, che potremmo equiparare a quello richiamato nel D.L 79, da compilare e inviare in via telematica. C’è da augurarsi che l’informatizzazione sia riuscita a superare questi tabù.
OGGETTO: Disegno di legge n. 2420
La Commissione Giustizia del Senato, presieduta dal Senatore Filippo Berselli, ha licenziato il 21 marzo u.s. il disegno di legge n. 2420 che sancisce l’inasprimento delle pene previste dall’ art 348 c.p. nei confronti di coloro che esercitano abusivamente un’attività per la quale è necessaria l’abilitazione di stato.
Il nuovo testo prevede la reclusione fino a tre anni, la confisca dei beni di cui si serve il soggetto nell’esercizio dell’attività abusiva e la pena pecuniaria fino a diecimila euro.
Quanto sopra appare un giusto completamento del Regolamento di attuazione del D.Lgs 59/2010 in tema di liberalizzazioni (Bolkestein) per quanto riguarda la tutela dei consumatori e la lotta all’abusivismo, alla stesura del quale Regolamento la FIMAA ha dato un fondamentale apporto nel corso delle consultazioni con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Conseguentemente la FIMAA non può che condividere l’inasprimento delle sanzioni di cui al disegno di legge, per altro da tempo richieste, ed auspicare che lo stesso divenga legge nel più breve tempo possibile.
F.I.M.A.A. CONTESTA LE PREVISIONI DI CRESCITA SUL CALO DEI PREZZI
Il Presidente della F.I.M.A.A., Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari socia Confcommercio Imprese per l’Italia, Valerio ANGELETTI, in merito all’allarme lanciato dal Censis sull'effetto che l’IMU potrebbe avere sui prezzi dell'immobili dichiara :“Rimaniamo stupiti della leggerezza con cui un noto Istituto di Ricerca paventi un evidente calo dei prezzi degli immobili nei prossimi nove mesi. Tale esternazione motivata dall’ effetto IMU non trova riscontro né nella attuale situazione di debolezza del mercato, che ha già assorbito una flessione dei valori nell’ultimo triennio, né nell’incidenza che la nuova imposta potrà avere nelle decisioni di vendita o di acquisto dei soggetti. Il mercato italiano è frutto di tanti piccoli proprietari che utilizzano direttamente la loro casa o ne ricevono un reddito, che li aiuterà a superare questo particolare momento di crisi.
Il Presidente Valerio Angeletti conclude: “Siamo certi che tali affermazioni avventate non andranno ad incidere sul mercato, anche perché se così fosse potrebbero essere considerate “turbative di mercato” e la nostra Associazione potrebbe farsi promotrice di una richiesta di esame da parte del Garante della Concorrenza.”
LE IMPRESE ASSOCIATE F.I.M.A.A. CRESCONO NEL 2012 DEL 10%
Nonostante l’acuirsi della crisi generale nel nostro Paese e la particolare stagnazione delle vendite e delle locazioni degli immobili, in questo quadro di recessione economica, inasprita dai provvedimenti del Governo che influenzano negativamente i consumi e gli acquisti, la FIMAA cresce.
Nel 2011 il totale delle imprese iscritte alla Federazione è di 11.695. Analizzando i dati del tesseramento il trend di crescita è del 9% dal 2009 al 2010 e del 10% dal 2010 al 2011.
FIMAA rappresenta, tra imprenditori, dipendenti e collaboratori oltre 76.000 addetti nel comparto dei servizi alle persone e alle imprese e si conferma leader nei settori immobiliare, creditizio e merceologico.
Il Segretario Generale FIMAA Rossano Asciolla, dopo aver reso noti i dati del tesseramento dichiara: "è stata fondamentale la relazione tra FIMAA e Confcommercio. Ciò ha anche favorito la crescita qualitativa della categoria. Credo che la FIMAA oggi sia uno dei "pezzi" più importanti del Sistema Confederale". Conclude dicendo: "FIMAA è intervenuta nell’ultimo anno da protagonista in tutte le principali sedi istituzionali (Parlamento, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Banca d’Italia), in cui si sono discusse le principali leggi che regolamentano i settori immobiliare e creditizio."
La Federazione dal 1956 è ormai un punto di riferimento sicuro, anche in questi tempi complessi.
FIMAA attraverso le sue attività di tutela, assistenza, consulenza sindacale e l’offerta dei servizi in generale ed anche nel credito, ha consentito a tutti gli Agenti Immobiliari, ai Mediatori Creditizi, ai Mediatori Merceologici e agli Agenti in Attività Finanziaria di far crescere la propria professionalità a garanzia dei cittadini/clienti a cui sono state offerte le migliori prestazioni professionali.
Per FIMAA la crescita culturale, la formazione continua, la deontologia professionale sono i valori che vengono posti a garanzia dei consumatori che usufruiscono dei servizi di mediazione delle imprese associate. FIMAA è ben consapevole dell’importanza sociale dell’attività dei propri agenti che nell’interesse di entrambe le parti - quella venditrice e quella acquirente – svolgono un’attività economica su beni di primaria importanza per la popolazione: la casa e il denaro. Per questo è così attenta ai valori ed all’etica professionale.
Il Presidente FIMAA Nazionale Valerio Angeletti commenta: "Sono veramente molto soddisfatto della crescita della nostra Federazione, oggi FIMAA è la più grande associazione
di settore e questo risultato è stato raggiunto grazie alla voglia di fare squadra con oltre 17.000 imprenditori e circa 76.000 addetti in totale che operano nel settore su tutto il territorio nazionale. Un dato importante" - prosegue il Presidente Valerio Angeletti - "che si consolida grazie al lavoro e all’impegno di tutti i Presidenti Provinciali e della Segreteria Nazionale, che hanno messo a disposizione della Federazione le loro esperienze e conoscenze".