Source: http://www.dirittofamiglia.it/assegnazione-casa-familiare-e-comodato.htm
Timestamp: 2019-01-23 20:35:11+00:00
Document Index: 109539400

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1810', 'sentenza ', 'art. 1809', 'art. 1810', 'sentenza ', 'art. 1809']

assegnazione casa familiare e comodato
Dal 12/06/09 1858140
articolo di carattere generale sul nuovo regime dell'affido condiviso
quantificazione e riparto dell'assegno di mantenimento dei figli
la Consulta sulla revoca dell'assegnazione della casa familiare
Con la sentenza n 15986/2010 la III Sezione afferma che il coniuge affidatario della casa familiare concessa in comodato da terzi (genitori del coniuge non affidatario) deve restituire l'immobile a semplice richiesta
Con un'asciutta motivazione la III Sezione della Cassazione Civile ha avuto modo di occuparsi di una questione particolarmente frequente nella pratica e foriera di notevoli problemi applicativi nella fase patologica del rapporto matrimoniale. La questione è quella della sorte del contratto di comodato (verosimilmente verbale) con il quale il genitore di uno dei coniugi abbia concesso alla coppia un immobile per le esigenza di vita familiare ove il rapporto di convivenza matrimoniale venga successivamente a cessare per effetto di separazione ed ove, in tale sede, il Giudice abbia disposto l'assegnazione della casa familiare all'altro coniuge (affidatario della prole).
Secondo il disposto di cui all'art. 1810 cc, infatti, l'immobile dovrebbe essere restituito a semplice richiesta da parte del coniuge affidatario dell'immobile concesso in comodato e questa è la soluzione abbracciata dalla Corte di Cassazione con la recente pronuncia n 15986 del 2010.
In senso contrario, invece, con sentenza delle SSUU del 2004 (Cass Civ SSUU n 13603 del 21 luglio 2004), si era affermato che, concesso il comodato per le esigenze di un nucleo familiare già costituito o in via di formazione, tali esigenze costituissero un vincolo di durata implicito del contratto di comodato con la conseguenza che il comodante avrebbe potuto recedere solo ai sensi dell'art. 1809 cc, secondo comma, in ipotesi di sopravvenienza del bisogno urgente e non già ex art. 1810 cc ad nutum.
Cass Civ n 15986 del 7 luglio 2010
Il comodato precario é caratterizzato dalla circostanza che la determinazione del termine di efficacia del vinculum iuris costituito tra le parti é rimessa in via potestativa alla sola volontà del comodante, che ha facoltà di manifestarla ad nutum con la semplice richiesta di restituzione del bene senza che assuma rilievo la circostanza che l'immobile sia stato adibito a casa familiare e sia stato assegnato, in sede di separazione tra i coniugi, all'affidatario dei figli. (Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva rigettato la domanda di restituzione di un immobile concesso in comodato dai genitori al figlio e rimasto nella disponibilità della nuora dopo la separazione, ritenendo che la legittimità di tale pretesa fosse subordinata alla sopravvenienza di un urgente e impreveduto bisogno ai sensi dell'art. 1809, comma 2, c.c.).
Così deciso in Roma, il 17 marzo 2010.
Depositato in Cancelleria il 7 luglio 2010