Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_civile/2323
Timestamp: 2020-03-29 14:51:21+00:00
Document Index: 29298398

Matched Legal Cases: ['art. 2323', 'sentenza ', 'art. 2323', 'sentenza ', 'art. 2082', 'art. 2308', 'art. 111', 'art. 2275', 'art. 111']

I. La società si scioglie, oltre che per le cause previste nell'articolo 2308, quando rimangono soltanto soci accomandanti o soci accomandatari, sempreché nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che è venuto meno.
II. Se vengono a mancare tutti gli accomandatari, per il periodo indicato dal comma precedente gli accomandanti nominano un amministratore provvisorio per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione. L'amministratore provvisorio non assume la qualità di socio accomandatario.
Società in accomandita semplice – Amministratore provvisorio – Nomina dell’accomandante – Ammissibilità.
La nomina ad amministratore provvisorio del socio accomandante ha natura eccezionale e cautelare e deve ritenersi possibile in ragione della doppia limitazione che la legge pone all’amministratore provvisorio medesimo: limitazione temporale, in primo luogo, essendo la sua attività destinata a concludersi in un periodo predefinito entro l’orizzonte del semestre e limitazione dei poteri, sotto altro profilo, essendo l’amministrazione provvisoria destinata ad avere ad oggetto esclusivamente l’ordinaria amministrazione della società.
Al riguardo va precisato che ove l’accomandante-amministratore provvisorio non limitasse la propria attività alla sola ordinaria amministrazione, tornerebbe ad applicarsi la norma generale secondo la quale il socio accomandante che contravviene al divieto di immistione assume la responsabilità illimitata e solidale per tutte le obbligazioni sociali e può essere finanche escluso dalla società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Febbraio 2020. Segue...
Concordato preventivo – Società in accomandita semplice sciolta per mancata ricostituzione della pluralità dei soci – Ammissibilità della domanda.
Società in accomandita semplice - Morte dell'unico socio accomandatario - Cause di scioglimento della società per mancata ricostituzione della pluralità dei soci - Nomina di amministratore provvisorio..
Nel caso di morte dell’unico socio accomandatario di una s.a.s. prima dello scadere del termine di sei mesi da tale evento i soci superstiti non possono invocare quale causa di scioglimento della società la previsione di cui all’art. 2323 c.c., comma 1, c.c.; in tale periodo la nomina di un amministratore provvisorio è atto dovuto anche al fine di garantire alla società la rappresentanza legale. (Massimo Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 20 Marzo 2013. Segue...
Non può essere iscritto nel Registro delle Imprese l'atto di nomina di un amministratore provvisorio di una società in accomandita semplice prima del passaggio in giudicato della sentenza che ha disposto l'esclusione del socio accomandatario dalla società in accomandita semplice e la sua revoca dalla carica di amministratore, poiché difetta il presupposto di cui all'art. 2323, comma 2, c.c. della mancanza di tutti gli accomandatari, essendo la sentenza indicata di natura costitutiva non produttiva di effetti prima del passaggio in giudicato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 Luglio 2012. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Società e consorzi - In genere - Società commerciali - Società di persone - Fallimento - Assoggettabilità - Attività commerciale - Effettivo esercizio - Necessità - Esclusione - Fondamento. .
La società di persone costituita nelle forme previste dal cod. civ. ed avente ad oggetto un'attività commerciale è assoggettabile al fallimento indipendentemente dall'effettivo esercizio dell'attività, poichè acquista la qualità d'imprenditore commerciale dal momento della sua costituzione, non dall'inizio del concreto esercizio dell'attività d'impresa, dovendo ritenersi sussistente il requisito della professionalità richiesto dall'art. 2082 cod. civ. per il solo fatto della costituzione per l'esercizio di un'attività commerciale, che segna l'irreversibile scelta per il suo svolgimento, come peraltro si desume anche dagli art. 2308 e 2323, cod. civ., essendo irrilevante che la società di persone non abbia la personalità giuridica, in quanto costituisce nelle relazioni esterne un gruppo solidale ed inscindibile, ed assume la struttura di un soggetto di diritti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2005, n. 8849. Segue...
Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Nomina - Società di persone - Liquidatori - Nomina - Decreto del presidente del Tribunale - Atto di volontaria giurisdizione - Natura decisoria - Esclusione - Anche in caso di disaccordo tra i soci sulla sussistenza della causa di scioglimento - Conseguenze - Ricorso per Cassazione a norma dell'art. 111 Cost. - Ammissibilità - Esclusione. .
Il decreto con il quale il presidente del tribunale abbia provveduto alla nomina dei liquidatori di una società di persone, ai sensi dell'art. 2275 cod. civ., non è suscettibile di ricorso per cassazione a norma dell'art. 111 Cost., trattandosi di provvedimento di volontaria giurisdizione che non assume carattere decisorio neanche quando sussista contrasto sulla causa di scioglimento ed il presidente si sia pronunciato sul punto, in quanto il detto presidente, dopo un'indagine sommaria e condotta 'incidenter tantum', può nominare i liquidatori sul presupposto che la società sia sciolta, ma non accerta in via definitiva ne' l'intervenuto scioglimento ne' le cause che lo avrebbero prodotto, tanto che ciascun interessato, purché legittimato all'azione, può promuovere un giudizio ordinario su dette questioni e, qualora resti provata l'insussistenza della causa di scioglimento, può ottenere la rimozione del decreto e dei suoi effetti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Febbraio 2004, n. 4113. Segue...
Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Scioglimento - Effetti - Liquidazione - Estinzione della società - Esclusione - Modificazione dello scopo - Sussistenza - Fattispecie relativa ad una società in accomandita semplice. .
Lo scioglimento di una società non ne produce l'estinzione, ma essa continua ad esistere con la stessa individualità, struttura e organizzazione, sia pure con un restringimento della capacità, derivante dalla modificazione dello scopo che non è più quello dell'esercizio dell'impresa, bensì quello della sua liquidazione, attraverso la definizione dei rapporti di credito e di debito con i terzi.(Fattispecie relativa ad una società in accomandita semplice). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 02 Aprile 1999, n. 3221. Segue...