Source: https://forum.commercialistatelematico.com/fallimenti-e-procedure-concorsuali/31539-fallimento-e-maturazione-retribuzioni.html
Timestamp: 2019-06-25 09:45:30+00:00
Document Index: 49163497

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 72', 'sentenza ', 'art. 72', 'art. 72']

08-06-10, 05:31 AM #1
Posto che la procedura fallimentare non determina ipso iure la risoluzione dei rapporti di lavoro bensì la loro "sospensione", (fin quando ovviamente il curatore non proceda al licenziamento), nel senso che il lavoratore non è più tenuto ad effettuare la prestazione lavorativa così come il curatore a corrispondere la retribuzione; se tra la sentenza dichiarativa di fallimento ed il licenziamento il lavoratore continua a prestare attività, senza che gli sia espressamente richiesto dalla curatela, (in buona fede, perché il fallimento ed i suoi effetti vengono resi noti solo a fine mese) continua a maturare il diritto alla retribuzione?
08-06-10, 09:36 AM #2
direi di si, facendo - peraltro - maturare un credito in favore del dipendente di natura prededucibile oltre che privilegiata!
in assenza di licenziamento, infatti, anche il contratto di lavoro inevitabilmente produce i suoi effetti e rispetto a tutti gli istituti del rapporto!
08-06-10, 10:49 AM #3
Intanto grazie del riscontro. Ti chiedo un parere, nell'eventualità la curatela dispensi espressamente tutte le maestranze dal prestare servizio, è manlevata da qualsiasi obbligo retributivo, nonostante non sia intervenuto il recesso, se non dopo due mesi dalla sentenza dichiarativa di fallimento? Mi spiego meglio, i primi di marzo l'impresa fallisce, il personale continua a prestare servizio, a fine marzo la curatela fà il suo accesso in azienda dichiarando di non aver chiesto l'esercizio provvisorio e che tutto il personale doveva ritenersi esonerato dal servizio in forza dell'art. 72 l.f sin dalla data dichiarativa di fallimento....il 30 aprile tutto il personale viene licenziato a valle di una 223...il credito retributivo è maturato o meno sino al 30 aprile, oppure la sua maturazione è limitata sino all'ultimo giorno di effettivo servizio, indipendentemente dalla data successiva del licenziamento?
08-06-10, 11:49 AM #4
..nell'eventualità la curatela dispensi espressamente tutte le maestranze dal prestare servizio, è manlevata da qualsiasi obbligo retributivo, nonostante non sia intervenuto il recesso, se non dopo due mesi dalla sentenza dichiarativa di fallimento? Mi spiego meglio, i primi di marzo l'impresa fallisce, il personale continua a prestare servizio, a fine marzo la curatela fà il suo accesso in azienda dichiarando di non aver chiesto l'esercizio provvisorio e che tutto il personale doveva ritenersi esonerato dal servizio in forza dell'art. 72 l.f sin dalla data dichiarativa di fallimento....il 30 aprile tutto il personale viene licenziato a valle di una 223...il credito retributivo è maturato o meno sino al 30 aprile, oppure la sua maturazione è limitata sino all'ultimo giorno di effettivo servizio, indipendentemente dalla data successiva del licenziamento?
per poterlo valutare dovresti verificare, intanto, quando è intervenuta l'accettazione di carica da parte del curatore (atto che puoi facilmente reperire in Cancelleria fallimentare).
al di là della data di dichiarazione di fallimento, infatti, è possibile che la notifica della nomina al curatore sia stata effettuata in ritardo (e ciò spiegherebbe un intervallo di tempo così lungo per il primo accesso in azienda da parte del curatore): è evidente che qualche giorno al fine di "rendersi conto" di quel che c'è e quel che conviene fare deve essere concesso al curatore... altro è se parliamo invece di quasi due mesi.. la circostanza che il curatore abbia verbalmente comunicato ai lavoratori di ritenersi esonerati è inopponibile al lavoratore, posto che il contratto si interrompe solo per effetto del licenziamento.
tutto va quindi esaminato con riferimento alla ragionevolezza dei tempi di gestione della faccenda da parte del curatore!
08-06-10, 12:47 PM #5
La questione è che il curatore, da fallimentarista, sostiene, che indipendentemente dalla data di recesso dei contratti di lavoro, la data del fallimento è la data ultima di maturazione di qualsiasi istituto, mentre il sottoscritto, da umile lavorista, sostiene che la sospensione ex art. 72 l.f., non producendo ipso iure la risoluzione dei rapporti, non pregiudica i diritti retributivi degli interessati sino al perfezionamento del recesso datoriale.
08-06-10, 04:31 PM #6
E' ormai prassi consolidata che il fallimento del datore di lavoro non produce alcuna efficacia estintiva sui rapporti di lavoro subordinato. il curatore subentrerebbe, quindi, ipso jure nel contratto potendosene liberare solo attraverso un atto di licenziamento, (pur se vi è dottrina -ritenuta minoritaria - che sostiene che, laddove il curatore non ritenga di utilizzare le prestazioni del dipendente per effetto della cessazione dell'attività produttiva, possa sciogliersi senza che il dipendente abbia diritto ad alcun risarcimento del danno e che durante lo "spatium deliberandi" concesso dalla legge al curatore il dipendente non maturerebbe alcuna retribuzione (ma solo il diritto all'indennità di preavviso).
pur con le precisazioni già chiarite nel precedente post (un congruo e ragionevole lasso di tempo da concedersi al curatore) io son d'accordo con te: la mancata notifica formale del licenziamento (e non una discutibile comunicazione verbale di esonero) comporta il legittimo diritto del dipendente alla retribuzione.
io proporrei circostanziata istanza al Giudice!!
08-06-10, 04:59 PM #7
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