Source: https://www.civile.it/news/visual.php?num=69220
Timestamp: 2020-04-01 20:06:12+00:00
Document Index: 1729253

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 19']

Deontologia e informazioni sulla professione - new
Deontologia e informazioni sulla professione
Un approfondimento sulle problematiche concernenti le “informazioni sull’attività professionale” e le “modalità dell’informazione”. Ringraziamo gli autori per il cortese invio a beneficio dei lettori di Civile.it - Tutti i diritti riservati agli autori - autorizzata la diffusione tramite questo sito. - Photo courtesy of rieps
16.07.2009 - pag. 69220
di Barbara Mantile praticante avvocato del Foro di Napoli e Giorgio Vanacore avvocato. del Foro di Napoli
- l’indicazione nei rapporti coi terzi (carta da lettera, rubriche professionali e telefoniche, repertori, banche dati forensi, anche a diffusione internazionale) di propri particolari rami di attività;
- l’informazione agli assistiti e ai colleghi sull’organizzazione dell’ufficio e sull’attività professionale svolta;
- l’indicazione del nome di un avvocato defunto, che avesse fatto parte dello studio, purché il professionista a suo tempo lo avesse espressamente previsto o avesse disposto per testamento in tal senso, ovvero vi fosse il consenso unanime dei suoi eredi.
Successivamente, però, le istanze in seno alla Comunità Europea, rivolte alla liberalizzazione dei mercati, spinsero per un radicale cambiamento della materia. Infatti, l'art. 49 del trattato CE vieta ogni restrizione alla libera circolazione di servizi, tra i quali è ricompresa l'attività libero-professionale.
L'art. 24 della direttiva, nel consentire la promozione dell'attività professionale, si riferisce esplicitamente alle professioni regolamentate, prevedendo, però, un temperamento che richiede la conformità delle informazioni rese ai terzi alle regole professionali, tenendo conto della specificità della professione, nonché dell'indipendenza, dell'integrità, della dignità e del segreto professionale. Sono dunque ammesse limitazioni, purché non siano confliggenti con i principi di non discriminazione e di proporzionalità e siano giustificate dall'interesse generale.
Nonostante l’avvenuta riforma e l’abrogazione del divieto di pubblicità, la norma continuava a distinguere tra pubblicità – che ha scopo meramente promozionale e considerata non attinente al decoro della professione - e informazione – che mira, invece, ad esternalizzare l’attività professionale con fini promozionali indiretti.
- correttezza e verità;
- rispetto della dignità e del decoro della professione;
- segretezza e riservatezza.
- con riguardo ai mezzi, l’informazione poteva essere data attraverso opuscoli, carta da lettera, rubriche professionali e telefoniche, repertori, reti telematiche, anche a diffusione internazionale;
- con riguardo ai contenuti, era consentita l’indicazione nei rapporti con i terzi di propri particolari rami di attività.
Era consentita, infine, l’utilizzazione della rete Internet e del sito web per l’offerta di consulenza nel rispetto dei seguenti obblighi:
- impegno espressamente dichiarato al rispetto del codice deontologico. Nel sito avrebbe dovuto essere riprodotto il testo del codice deontologico ovvero precisati i modi o mezzi per consentirne il reperimento o la consultazione;
- indicazione delle vigenti tariffe professionali per la determinazione dei corrispettivi
- l’ordine professionale o istituzione analoga, presso cui il fornitore sia iscritto;
- un riferimento alle norme professionali vigenti nello Stato membro di stabilimento, nonché le modalità di accesso alle medesime;
“1. Gli Stati membri provvedono affinché l'impiego di comunicazioni commerciali che costituiscono un servizio della società dell'informazione o ne sono parte, fornite da chi esercita una professione regolamentata, siano autorizzate nel rispetto delle regole professionali relative, in particolare, all'indipendenza, alla dignità, all'onore della professione, al segreto professionale e alla lealtà verso clienti e colleghi.
4. La presente direttiva integra le direttive comunitarie concernenti l'accesso alle attività delle professioni regolamentate e il loro esercizio.”
- divieto di indicare specializzazioni o qualifiche soggettive: salvo i titoli previsti dalla Legge (titolo accademico, diploma universitario, dottorato di ricerca), i titoli rilasciati da privati per i quali non vi è garanzia pubblica di veridicità tali, pertanto, da considerarsi informazioni fuorvianti ed equivoche circa le effettive capacità professionali del professionista;
- Pubblicità in violazione a principi di decoro e dignità professionale;
- Pubblicità di altri prodotti;
- Pubblicità occulta a mezzo stampa e rapporti con la stampa. In tale materia il Codice deontologico è ispirato a criteri di riserbo e di misura per evitare il sovrapporsi indebito tra i piani della discussione politica e dello spazio giudiziario, rilevando inoltre che una pubblicità indiretta va a danno delle pari opportunità e della legale concorrenza tra colleghi;
- Spendita del nome del cliente e diritto di riservatezza. Con tale divieto si intende tutelare il “diritto ad esser dimenticati”, il diritto alla riservatezza oltre ad evitare che vengano diffuse false notizie sulla clientela;
- Divieto di accaparramento di clientela (art. 19 Codice deontologico), se verificatesi con mezzi ritenuti illeciti e contrari ai principi deontologici.
C) Infine, è intervenuto il decreto Legge 4 luglio, n. 223 ("decreto Bersani"), conv. in Legge 4 agosto 2006, n. 248, che all’art. 1 fa riferimento “all’improcrastinabile esigenza di rafforzare la libertà di scelta del cittadino consumatore e la promozione di assetti di mercato maggiormente concorrenziali, anche al fine di favorire il rilancio dell’economia e dell’occupazione, attraverso la liberalizzazione di attività imprenditoriali e la creazione di nuovi posti di lavoro“, ed all’art. 2 all’esigenza “di assicurare agli utenti un’effettiva facoltà di scelta nell’esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato“, infine, alla lett. b), dello stesso articolo, statuisce l'abrogazione delle disposizioni legislative e regolamentare che prevedono il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dall'ordine.
Conseguentemente, si è reso necessario modificare il testo dell'art. 17, in aderenza al disposto normativo, prevedendo che il contenuto e la forma dell'informazione debbano essere coerenti con la finalità della tutela dell'affidamento della collettività e debbano rispondere a criteri di trasparenza e veridicità, il rispetto dei quali è verificato dal competente Consiglio dell'Ordine, mentre i canoni II e III del medesimo art. 17, il primo dei quali prevede che sia vietato offrire, sia direttamente che per interposta persona, le proprie prestazioni professionali al domicilio degli utenti, nei luoghi di lavoro, di riposo, di svago e, in generale, in luoghi pubblici o aperti al pubblico ed il secondo dei quali fa divieto all'avvocato di offrire, senza esserne richiesto, una prestazione personalizzata e, cioè, rivolta a una persona determinata sono stati inseriti nell'art. 19, che concerne il divieto di accaparramento della clientela. L'art. 17 bis è stato, innanzi tutto, modificato nella rubrica, che ora titola "Modalità dell'informazione'' e non più "Mezzi di informazione consentiti", essendosi provveduto, in sede di modifica, ad eliminare le limitazioni concernenti i mezzi di informazione utilizzabili, fermo restando, ovviamente, che questi dovranno essere adeguati al decoro della professione. Inoltre, e coerentemente, è stata abolita la analitica elencazione tassativa dei mezzi di informazione consentiti, ma sono state conservate, come obbligatorie, quelle indicazioni che possono essere effettivamente utili, se non necessarie, a fornire notizie che possano agevolare la scelta del professionista, quali la sede, l'Ordine di iscrizione, il luogo di esercizio, i titoli, le specializzazioni, i settori di attività prevalente, e così via.
- gli estremi della polizza assicurativa per la responsabilità professionale.
a)divieto di utilizzo di forme pubblicitarie che, per contenuti e mezzi di diffusione non rispondano ad esigenze esclusivamente informative, ma che risultino invece rispondenti alla finalità di captazione del cliente;
b)la necessità che lo strumento informativo sia, per chiarezza e trasparenza, idoneo a permettere al cittadino una scelta orientata;
c)il divieto della pubblicità elogiativa;
d)il divieto della pubblicità comparativa;
e)il divieto della pubblicità ingannevole;
f)il divieto di pubblicità aggressiva;
g)il divieto della elencazione di nominativi di clienti noti, anche con il loro consenso (in quanto forma elogiativa e/o in violazione del principio di riservatezza);
h)il divieto della promessa di risultati;
i)il divieto dell’indicazione della percentuale di cause vinte;
j)il divieto di promesse generiche e indeterminate sui costi delle prestazioni;
k)il divieto di forme di pubblicità in violazione dell’art. 19 Codice Deontologico;
l)il divieto di utilizzo di forme, immagini, suoni, mezzi non strettamente necessari alla sola finalità informativa, e comunque invasivi e non compatibili con il decoro della professione, quali per esempio e-mail (spamming), contatti telefonici, volantinaggio;
m)il divieto di forme di pubblicità occulta, quali interviste pubblicate a pagamento (senza che di un tanto ne sia data contezza);
n)il divieto di inserzioni pubblicitarie, collocate in pubblicazioni che per forma e/ contenuti e/o argomenti, abbiano caratteristiche prettamente commerciali o comunque non compatibili con il decoro della professione, quali le pubblicazioni formate per lo più da annunci economici;
Tags: Pubblicità informativa Avvocati Marketing -y- Deontologia
Pubblicità informativa - Indice:
1. CNF su avvocati, slogan, pubblicità informativa, consulenze legali e tariffe: la decisione del 21-12-2009
2. Anche L'arcivescovo di Milano su Youtube: e gli avvocati ?
3. Riflessioni sull'attualità del diritto naturale
4. Proprietà industriale e brevetti: le scelte delle imprese
5. Gli animali domestici in un condominio
6. Libertà di stampa: il caso del giornalista, della notizia falsa e della fonte ufficiale della notizia falsa
7. Pubblicità informativa, class action e avvocati: internet e youtube per far valere i diritti
On line dal 1999. Cms @IusOnDemand P.IVA: 04446030969 - Mobile - Privacy - Cookie - Info legali - Pubblicita' - Contatti - In - Logo - sulle news cc licensed - Ex voto - msec: 0.572