Source: https://forum.enti.it/viewtopic.php?f=2&t=318777
Timestamp: 2018-08-16 08:32:24+00:00
Document Index: 57020065

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'CGUE ', 'art. 18', 'CGUE ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art.1', 'sentenza ']

Cittadinanza italiana e problemi legati alla modifica del cognome - Forum Enti.it
annamaria.madeddu
Iscritto il: 29/12/2016, 11:41
Messaggioda annamaria.madeddu » 14/09/2017, 17:10
Mi è stato sottoposto oggi un caso un po' complicato in materia di cittadinanza che vorrei sottoporre agli esperti in materia al fine di trovare una soluzione quanto più semplice possibile.
Cittadina ucraina, che usando un nome di fantasia chiamo EVA, nata nel febbraio del 1983 (cognome dato alla nascita A), si sposa e, come previsto dalle leggi dello stato, acquista il cognome del marito (cognome B).
Dal matrimonio nasce una figlia (oggi 12 enne), anche lei ha il cognome B.
Eva B. divorzia dal coniuge ucraino, ma sceglie di mantenere il cognome da coniugata (cognome B).
Nel 2009, sempre in Ucraina, Eva B si sposa con un cittadino italiano; il matrimonio viene regolarmente trascritto nel nostro Comune e nell’agosto dello stesso anno lei e la figlia minore vengono iscritte in anagrafe e sono a tutt’oggi regolarmente residenti.
Come già accadeva in Ucraina, anche in Italia Eva B inizia a lavorare, ha contratti di lavoro, contributi versati, codice fiscale, medico, patenti, veicoli, rapporti con banche, poste ecc.ecc.
Lei a tutti gli effetti si identifica e riconosce con le generalità di Eva B.
Avendo sposato un cittadino italiano, chiede la cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 5 della legge 91/1992. Solo oggi, recatasi in Prefettura a ritirare il decreto, è venuta a conoscenza delle implicazioni e probabili complicazioni che le comporta acquistare la cittadinanza.
Esaminando quanto prodotto dalla signora, qualche perplessità l’ho avuta anche io in quanto:
Notifica del decreto: la notifica del decreto è stata fatta ad Eva B (cognome da coniugata)
Decreto del Prefetto: nel decreto si dice che vista l’istanza presentata da Eva A (cognome avuto alla nascita)……ad Eva A è conferita la cittadinanza italiana.
Di norma i decreti (o per lo meno quelli che finora mi erano giunti) recavano le reali generalità del richiedente, anche perché nel momento in cui il cittadino presenta l’istanza per l’acquisto della cittadinanza è a tutti gli effetti un cittadino straniero soggetto alle leggi del suo stato anche per quanto riguarda le generalità con le quali è identificato e identificabile e la cittadinanza stessa è conferita allo straniero, che infatti diventa tale solo il giorno dopo aver prestato il giuramento.
I decreti poi avevano l’inciso secondo cui…..in base alle leggi dello stato al cittadino diventato italiano compete il cognome paterno – nel caso specifico alla sig. Eva B viene attribuito il cognome paterno A.
La mia prima domanda è questa: perché l’istanza viene fatta da Eva B, al quale viene anche fatta la notifica, ma la cittadinanza è conferita a Eva A? Io stessa non saprei come regolarmi dovendo ricevere il giuramento da Eva B.
Avevo pensato di far precedere le pratiche di cittadinanza da un procedimento di modifica delle generalità con le quali la signora ritorni ad essere Eva A ma altro problema non secondario è che Eva vuole continuare ad essere Eva B.
La prefettura ha suggerito, una volta terminata la pratica di cittadinanza, di avviare la procedura per la modifica del cognome, ma nel frattempo la signora Eva dovrebbe sobbarcarsi l’onere di far modificare le sue generalità dappertutto e in tutti i rapporti in essere, noi annotare la modifica nell’atto di matrimonio (da Eva B ad Eva A) e variare conseguentemente tutte anagrafiche collegate, salvo poi riportare tutto come è ora una volta che verrebbe emesso il decreto di modifica del cognome.
Francamente, tenuto conto della volontà di Eva di conservare il cognome B e di non complicarsi la vita ingarbugliandosi nella nostra burocrazia, non so quale strada suggerire!
Dal canto suo Eva sta pensando di far decorrere i 6 mesi a sua disposizione per prestare giuramento e così rinunciare alla nostra cittadinanza!
Messaggioda l'auxelugatu » 15/09/2017, 00:07
La Prefettura ha cannato di brutto perché si è permessa di modificare le generalità ad una cittadina (ancora) straniera, con palese violazione della sovranità dell'altro stato e del diritto internazionale privato.
Soluzione possibile senza dover rinunciare alla cittadinanza italiana:
1) Intimare alla Prefettura di modificare il decreto con le generalità ucraine, facendo presente quanto ho detto sopra. Se la Prefettura insiste, ricorso in Tribunale e magari pure far intervenire il consolato ucraino...
2) Se il decreto viene corretto, la signora presta giuramento con le generalità ucraine. A questo punto, se la signora non fa trascrivere il suo atto di nascita, tutto bene e le generalità restano quelle ucraine. Se invece fa trascrivere l'atto e nello stesso ci sono le generalità originarie, insieme alla richiesta di trascrizione allega una diffida all'USC a modificare le generalità, levando il cognome da sposata e sostituendolo con quello da "signorina" in quanto lei è conosciuta con quelle ucraine e fanno parte distintiva della personalità e citando le sentenze della corte di giustizia europea che eventualmente ti citerò domani...
Messaggioda catone » 15/09/2017, 01:04
Proprio per quanto detto da aux. io non modifico il nome di chi acquista la cittadinanza, se nel decreto per una cattiva interpretazione della circolare 23.12.2013 prot. 14424 mettono il cognome che le ucraine hanno sull'atto di nascita, ma che poi non è più identificativo della loro persona, perchè lo hanno diverso al momento della richiesta della cittadinanza.
La mia prefettura mi ha contestato tale operato e mi ha chiesto spiegazioni. questo è un passaggio della mia risposta:
Nella circolare 23.12.2013 prot. 14424 il Ministero dell’Interno , su conforme parere del Consiglio di Stato, recepisce le sentenze della CGUE e da atto che il cognome dei cittadini stranieri che acquistano la cittadinanza non deve essere più modificato in base al nostro diritto interno, in quanto la modifica del nome di un cittadino comunitario contrasta con l’art. 18 del Trattato CE. Tale indirizzo viene esteso anche ai non cittadini comunitari che acquistano la cittadinanza
Per quanto su esposto questo ufficio, seguendo l’indirizzo che codesto ufficio ha adottato per notificare alla signora B il decreto intestato alla signora A, ha provveduto a ricevere il giuramento e trascrivere il decreto specificando che l’interessata alla nascita si chiamava A e che attualmente era registrata con il cognome B, in modo tale che non vi fossero dubbi che la persona che prestava il giuramento e acquistava la cittadinanza, erano la stessa persona.
Questo ufficio ha ritenuto che se avesse modificato il cognome in base al decreto di conferimento della cittadinanza avrebbe contravvenuto alle sentenze della CGUE , recepite dal Ministero dell’Interno, con il conforme parere del Consiglio di Stato.
Messaggioda l'auxelugatu » 15/09/2017, 13:57
Bravo Catone, un applauso, finalmente non sono più solo nella battaglia pro diritto comunitario, non sono più voce di colui che grida nel deserto
Messaggioda Lello56 » 18/09/2017, 12:53
ok, la Prefettura sbaglia non seguendo le regole di attribuzione del cognome dello stato di appartenenza. Ma cosa pensare delle sentenze con i quali i tribunali italiani ordinano agli usc di anteporre il cognome degli adottanti cittadini italiani sia nel caso di adozione di maggiorenni che di minori, per i quali opera anche il riconoscimento della cittadinanza italiana (art. 3 l. 91/92)? In tal caso siamo obbligati a rispettare dette sentenze...
Messaggioda l'auxelugatu » 18/09/2017, 21:20
Lello tocchi un argomento scabroso. Come già detto, nel caso di cittadino comunitario, non si possono avere generalità diverse in diversi stati dell'unione giusta sentenze della Corte di Giustizia Europea che non e sottolineo non possono essere disattese neanche dai tribunali italiani.
Soluzioni possibili: nel caso di maggiorenni, rifiuto di aggiungere il cognome dell'adottante, motivato sia all'interessato sia al tribunale citando le sentenze europee e in generale la violazione del diritto internazionale privato. Nel caso di minori che acquistano la cittadinanza italiana con l'adozione, rifiuterei ugualmente, perché SVOBODA VALCEK, minore ceco adottato da ROSSI, sarebbe SVOBODA VALCEK per la Cechia e ROSSI SVOBODA VALCEK in Italia, con generalità diverse; non c'entra nulla il fatto che sia diventato italiano, non si può per questo motivo applicare la legge italiana discriminando sulla base della cittadinanza, perché il pargolo è anche ceco...Potrei farlo diventare ROSSI SVOBODA nel momento in cui anche per la Cechia diventasse ROSSI SVOBODA.
Messaggioda Tiziana5838 » 19/09/2017, 12:58
Annamaria ... la Prefettura di Roma si comporta sistematicamente come il tuo caso quando la straniera sull'atto di nascita ha solo il cognome del genitore, infatti mi chiedo che allucinogeno se fumano per scrivere ... vista la richiesta di Bianchi Eva ... quando invece l'istanza l'ha presentata come Rossi (facendo di fatto una falsa dichiarazione su un atto ufficiale ... ). Credo che nel loro cervello devono ancora far pace tra dettato della circolare, sentenze europee e normativa italiana e probabilmente ritengono che scrivendo in quel modo nel decreto figura che LORO NON hanno cambiato identità alla straniera, come invece hanno fatto, dimostrando di essere dei "pusillanimi"
Detto questo, il giuramento piace riceverlo alla responsabile che si uniforma al decreto e quindi cambiamo identità alla signora "in conformità alla legge italiana" che riconosce il cognome paterno, ha da poco digerito il materno in aggiunta, MA ancora non contempla il cognome maritale (manco io lo digerisco in verità). Le sentenze della Corte U.E stabiliscono il principio che gli STATI MEMBRI devono agevolare il mantenimento di un'unica identità per favorire la libera circolazione, ma i casi discussi in dette sentenze riguardavano sempre l'attribuzione dei cognomi ai figli minori. Non conosco sentenze U.E sul cognome maritale, sebbene per analogia il principio di libera circolazione dovrebbe essere lo stesso, mi chiedo: in mancanza di una sentenza specifica (magari c'è e non la conosco) che fine fa la sovranità nazionale sancita dalla Convenzione di Monaco del 1980 su questa materia, in particolare l'art.1 c.2 della parte relativa ai cognomi? Inoltre si potrebbe obiettare che saremmo vincolati al rispetto delle Sentenze in caso di cittadinanze di Stati Membri U.E. e non lo siamo con quelli non U.E. ... quindi la (ex) cittadina romena p.es. mantiene il cognome maritale e la (ex) cittadina moldava no perché prevarrebbe la Conv. di Monaco sulla sentenza della Corte U.E?
Quindi siccome penso che la Prefettura e il MIN sono organi gerarchici a noi superiori (e dovrebbero conoscere le suddette sentenze) e NON deve essere l'USC a contestare quanto stabilito in un decreto (casomai l'interessata dovrebbe contestarlo alla prefettura) concordo con l'operato della mia responsabile che si adegua al decreto.
Messaggioda l'auxelugatu » 19/09/2017, 19:06
Le norme UE e sentenze si applicano a tutti, comunitari e non comunitari residenti all'interno dell'UE. Se moldave e rumene vogliono mantenere il cognome maritale diventando italiane, ne hanno pieno diritto. Per contro, se loro chiedessero di avere per cognome quello di nascita, la Moldavia non so, ma la Romania sarebbe obbligata a togliere il cognome maritale e mettere quello di nascita, per lo stesso principio della libera circolazione, principio che comprende l'uniformità delle generalità.
Messaggioda catone » 20/09/2017, 08:52
circ. 23.12.2013 prot. 14424:
"..tuttavia si è rienuto possibile sostenereche la tutela del diritto al nome .... sia assicurata a tutte le persone siano esse o meno cittadini comunitari .."
"..la soggezione al diritto comunitario del contenuto delle convenzioni internazionali comporta, quindi l'obbligo del Giudice nazionale e della P.A., ..... di trarre tutte le conseguenze che derivano dal contrasto tra le norme dei due ordini, prima fra tutte di disapplicare le norme (interne o di diritto internazionale pattizio) contrastanti con le disposizioni ed i principi del diritto comunitario, primario o secondario, che abbiano diretta applicabilità.."
Messaggioda ariel61 » 20/09/2017, 10:19
OK, apprezzo e voglio condividere ,evitando tanti problemi non solo al cittadino ma soprattutto a noi. Ma non riesco a cogliere come fare dopo aver trascritto l'atto di nascita con il cognome da nubile. Annotate cosa?
Messaggioda Tiziana5838 » 20/09/2017, 11:50
Benissimo vallo a spiegare alla Prefettura di Roma, che a quanto pare per "nome di origine" (soluzione finale della circolare) intende solo quello che risulta sull'atto di nascita ... e NON credo che spetti a noi contestare il decreto, quindi la straniera o se lo fa correggere prima del giuramento se no non credo che l'USC sia legittimato a contestarlo.
Messaggioda catone » 20/09/2017, 13:13
... e NON credo che spetti a noi contestare il decreto, quindi la straniera o se lo fa correggere prima del giuramento se no non credo che l'USC sia legittimato a contestarlo.
Io questo ho fatto, e nella risposta alla Prefettura che chiedeva chiarimenti, ho scritto che se loro mi avessero ordinato espressamente di disapplicare le norme di diritto comunitario, e modificare il nome della neo-cittadina, per quanto in contrasto con le direttive del ministero, avrei ubbidito, un po' furbescamente perchè sapevo che non l'avrebbero fatto, e non l'hanno fatto.
Messaggioda l'auxelugatu » 20/09/2017, 14:12
Per forza Cato Maior, chiunque intimasse una cosa del genere rischierebbe di brutto anche in una eventuale richiesta di danni...
Messaggioda catone » 24/09/2017, 00:06
pensate se per ipotesi lo stato italiano desse la cittadinanza onoraria alla cancelliera della germania Angela Merkel. cognome assunto dal primo marito, e la facesse diventare Angela Kasner, cognome all'atto della nascita. Ed è quello che veramente farebbero, a meno che davanti a quel cognome non si rendessero finalmente conto dell'assurdità di modificarlo con un nome che non la identifica più
Messaggioda Sman » 26/09/2017, 12:38