Source: http://www.scuola7.it/2020/180/
Timestamp: 2020-05-25 06:39:38+00:00
Document Index: 145333328

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 87']

Scuola7 - n. 180
Scuola7 14 aprile 2020, n. 180
14 aprile 2020, n. 180
Esami e scrutini in emergenza (Giorgio CAVADI)
Decreto Legge 8 aprile 2020, tutte le novità sulla scuola (Roberto CALIENNO)
Didattica a distanza in tempi di coronavirus (Giuseppe MARUCCI)
“SOS didattica a distanza”: la rete eTwinning (Gianna PRAPOTNICH)
Parliamo diEsami e scrutini in emergenza
Esami e scrutini in emergenza
Chiudere ben l’anno scolastico... e non solo
Il Decreto legge n. 22 approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 aprile 2020 (ora in Gazz.Uff. n. 93 dell’8-4-2020) è un provvedimento legislativo per certi versi atipico ma perfettamente coerente con la natura di necessità ed urgenza di questo strumento legislativo. Si tratta di un provvedimento che disegna più che una sceneggiatura rigida e definita, uno scenario, tracciando le direttrici di futuri provvedimenti ministeriali che entreranno nel merito dando forma definitiva alle procedure di conclusione dell’anno scolastico, soprattutto agli esami conclusivi di I e II ciclo. Di questi scenari le successive ordinanze – richiamate in premessa dell’Art. 1- rappresentano la fase esecutiva sulle quali dovranno, concretamente confrontarsi gli studenti, le loro famiglie e tutta la comunità educante. Tralasciando i puntuali riferimenti normativi, diciamo che si tratta di una temporanea sospensione dell’impianto complessivo del D.lgs. 62/2017 per quanto riguarda scrutini finali, ammissione alla classe successiva e soprattutto morfologia dell’esame conclusivo di I e II ciclo.
Un decreto legge che disegna scenari
L’alea rimane legata al rientro o meno nelle aule scolastiche prima del 18 maggio; dopo quella data si configurerebbero scenari diversi e ulteriormente drastici rispetto all’assetto degli esami finali. I commi 3 e 4 dell’Art.1 descrivono i relativi scenari ante e post 18 maggio 2020, scelta come data limite sulla quale calibrare due modelli di intervento. A livello di sistema il D.L. 8 aprile 2020, n. 22 sancisce il definitivo passaggio dalla didattica in presenza alla didattica “nelle modalità a distanza “ (Art.2, c.3), naturalmente in assetto di “lavoro agile” che il personale docente è tenuto ad assicurare “utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione”.
Il riallineamento didattico dal settembre 2020
Ma il D.L. 22/2020 lancia anche un ponte verso l‘anno scolastico successivo prevedendo (Art.1, c.2) “l’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti” tenendo, quale punto di riferimento, il quadro complessivo dei traguardi di competenza definiti nei documenti curricolari nazionali (Indicazioni e Linne Guida).
Una prima importante osservazione riguarda proprio le attività di recupero e di avvio dell’a.s. 2020/2021 che dovranno avere come cornice della progettazione, non la conclusione di programmi e la necessità di “colmare lacune” di contenuti, ma dovranno essere programmate tenendo conto dei traguardi di competenza definiti dalle Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del I ciclo e, per le scuole superiori, del quadro delle competenze riportato dalla Indicazioni Nazionali dei Licei e dalle Linee guida di tecnici e professionali (queste ultime declinate dal recente D.M. 92/2018). Molta attenzione dovrà essere data al consolidamento di quelle abilità e competenze che maggiormente hanno sofferto del totale black out delle attività laboratoriali negli istituti tecnici e professionali.
Criteri e modalità della valutazione
I requisiti di ammissione e anche relativamente alla valutazione finale, ai sensi della vigente normativa (D.lgs. 62/2017 e DPR 122/2009), vengono temporaneamente accantonati sia per l’ipotesi di un ritorno a scuola a maggio, che per la situazione “post 18 maggio” mentre, è bene ribadirlo in previsione delle attività di scrutino finale, rimangono vigenti gli articoli 1 e 2 del D.lgs. 62/2017, con una valutazione:
- centrata sui processi e i risultati di apprendimento,
- formativa ed educativa in coerenza con le Indicazioni nazionali e le Linee guida dei rispettivi cicli ed indirizzi,
- finalizzata allo sviluppo dell’identità personale
- promotrice dell’autovalutazione di studentesse e studenti, in relazione all’acquisizione di conoscenze abilità e competenze
- integrata dalla descrizione dei processi.
Un’ordinanza per gli scrutini e gli Esami
Occorrerà tenere presente questi passaggi, per una corretta centratura e calibratura delle attività di valutazione finale di questo anomalo anno scolastico, in quanto i requisiti di ammissione alla classe successiva terranno conto esclusivamente del “processo formativo e dei risultati di apprendimento conseguiti sulla base della programmazione svolta” (Art. 1, c.3 p. a).
Sotto il profilo giuridico e procedimentale, saranno sempre le previste ordinanze a disciplinare (ART.1, c.4, p. a) “le modalità, anche telematiche, della valutazione finale degli alunni, ivi compresi gli scrutini finali”, definendo gli opportuni aggiustamenti in deroga al DPR 122/2009 e al D.lgs. 62/2017.
L’esame al termine del I ciclo
Relativamente all’espletamento delle prove per l’esame di Stato del I ciclo nell’ipotesi ante 18 maggio, la previsione è “l’eliminazione di una o più di esse e rimodulando le modalità di attribuzione del voto finale”; nell’ipotesi di ripresa delle attività dopo il 18 maggio o nell’ impossibilità di svolgere gli esami in presenza si prevede “la sostituzione dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione con la valutazione finale da parte del consiglio di classe che tiene conto altresì di un elaborato del candidato, come definito dalla stessa ordinanza, nonché le modalità e i criteri per l’attribuzione del voto finale, con specifiche disposizioni per i candidati privatisti, salvaguardando l’omogeneità di svolgimento rispetto all’esame dei candidati interni”.
L’esame di Stato al termine del II ciclo
Sull’esame di Stato del II ciclo in entrambi gli assetti ante e post 18 maggio, si passerà ad una commissione interna con presidente esterno.
Per quanto riguarda le prove, nella prima ipotesi, le prove dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo si svolgeranno, “prevedendo anche la sostituzione della seconda prova a carattere nazionale con una prova predisposta dalla singola commissione di esame affinché detta prova sia aderente alle attività didattiche effettivamente svolte nel corso dell’anno scolastico sulle specifiche discipline di indirizzo, sulla base di criteri del Ministero dell’istruzione che ne assicurino uniformità”.
Questo scenario implica, sin da ora - per quanti nelle scuole secondarie di II grado stanno procedendo ad una rimodulazione delle progettazioni didattiche - che i consigli di classe operino una centratura sempre più attenta sulle schede di lavoro allegate al D.M. 769 del 26/11/2018 “Quadri di riferimento e griglie di valutazione per la redazione e lo svolgimento della prima e delle seconde prove”, in particolare riguardo a:
- caratteristiche delle prove;
- nuclei tematici fondamentali delle discipline oggetto di I e II prova
- obiettivi della prova
- griglia di valutazione per l’attribuzione dei punteggi e relativi indicatori
Il colloquio d’esame “robusto e corposo”
Nell’ipotesi di un mancato ritorno nelle aule per questo anno scolastico, tutto l’esame verrà verterà su un colloquio più robusto e corposo, anche in modalità telematica sul cui svolgimento, contenuti, punteggio e valutazione si rimanda alle successive ordinanze. Particolari disposizioni riguarderanno candidati con disabilità, DSA e BES, mentre i candidati esterni dovranno svolgere comunque gli esami preliminari “in presenza” nel corso della sessione straordinaria ordinariamente prevista e comunque al termine di questa fase emergenziale.
Sul colloquio relativo agli esami finali del II ciclo, sarà opportuno ritornare ad ordinanze emesse; per il momento non sarà superfluo riprendere il quadro generale in cui è incardinata questa fase dell’esame, a partire dall’art. 17 c.9 del D.lgs. 62/2017 e dal più recente art. 2 del D.M. 28 del 30/01/2020: si partirà dall’impianto complessivo avviato lo scorso anno, ad eccezione della tanto contestata procedura delle buste, già eliminata dal presente a.s. dalla nota MIUR 2197 del 25/11/2019. Al momento, fra l’altro, mentre sono state accantonate le prove INVALSI come requisito di accesso, costituiscono ancora parte integrante dell’esame le esperienze maturate (sino a quando è stato possibile) nell’ambito dei PCTO. Nello sviluppo del colloquio rimane, quindi, la coerenza con il Profilo culturale e professionale dello studente, l’accertamento delle competenze acquisite, incardinate nei nuclei tematici di riferimento delle discipline, opportunamente declinati in snodi concettuali.
Una situazione in continua trasformazione
Come si è detto in premessa, il D.L 22/2020 costituisce un provvedimento normativo di scenario, nel momento in cui scriviamo, con buona probabilità già in parte superato dagli eventi e dal parere in via di emissione dal Comitato Tecnico Scientifico della Protezione civile, che indica nel comparto scuola uno dei settori a maggior rischio, il che allontana definitivamente una seppur minima possibilità di riapertura delle scuole in questo anno scolastico.
Vi sono poi diversi punti che andranno approfonditi prima della conversione in legge e che destano qualche perplessità, come l’integrale “sostituzione” dell’esame del I ciclo con un elaborato o la valutazione degli studenti con scarsa frequenza prima del 9 marzo o del tutto “irraggiungibili” dalla più volenterosa delle attività di didattica a distanza. Mentre le successive ordinanze, specie quella dell’esame conclusivo del II ciclo, si dovranno fare carico di una serie di questioni e di casi (documento del consiglio di classe, candidati esterni, credito scolastico, scuola in ospedale, diploma Esabac), dei quali occorrerà curare l’adattamento alle mutate condizioni del tempo presente.
Decreto Legge 8 aprile 2020, tutte le novità sulla scuola
La prospettiva del nuovo anno scolastico
Il Decreto Legge (D.L) 8 aprile 2020 n° 22 “Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato”, interviene nella regolamentazione di emergenza di alcune specificità della Pubblica Istruzione in tempo di pandemia Covid-19.[1]
L’art. 2 comma 1 stabilisce che le seguenti misure per il corretto avviamento del prossimo anno scolastico (fra cui ricadono anche in deroga alle vigenti disposizioni le novità inerenti le graduatorie) saranno oggetto di successive ordinanze del Ministro dell’Istruzione, sentiti il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro per la Pubblica Amministrazione.
Calendario Scolastico: un inizio da “ripensare”
L’art. 2 comma 1 lett. a) afferma che la data di inizio delle lezioni sarà definita d’intesa con le Regioni anche per tener conto delle attività di recupero degli apprendimenti previste all’art. 1 comma 3 lett. a) dello stesso D.L. che, assumono, carattere di ordinaria attività didattica.
Immissioni In Ruolo: entro il 15 settembre
L’art. 2 comma 1 lett. b) ridetermina le procedure e la tempistica per le immissioni in ruolo che, comunque, devono concludersi entro il 15 settembre.
Assegnazioni Provvisorie ed utilizzazioni, incarichi annuali: restano le regole attuali
L’art. 2 comma 1 lett. b) ridefinisce gli aspetti procedurali e la tempistica delle utilizzazioni e delle assegnazioni provvisorie e dell’attribuzione delle supplenze anche in deroga al termine del 31 agosto; restano fermi sia il rispetto dei vincoli di permanenza sulla sede previsti dalle disposizioni vigenti sia i vincoli derivanti dalle dotazioni organiche.
Assegnazioni scuole all’estero: graduatorie confermate
L’art. 2 comma 1 lett. c) dà facoltà al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di poter procedere alle assegnazioni temporanee per un anno scolastico, ai sensi dell’art. 24 del D. Lgs. 64/2007, attingendo alle graduatorie del Miur istituite dal Decreto 1084/2019 e smi e, se esaurite, esclusivamente per l’a.s. 2020/2021, alle graduatorie corrispondenti di cui al Decreto 4055/2013 smi e 4944/2013 e smi del Ministero degli Affari Esteri, anche per classi di concorso affini o per aree linguistiche diverse.
Adozione libri di testo: conferma
L’art. 2 comma 1 lett. d) stabilisce che i libri di testo adottati nel 2019/2020 si intendono adottati anche per l’a.s. 2020/21 qualora le attività didattiche in presenza non riprendano entro il 18 maggio.
Obblighi per il Personale Scolastico, DAD
La novità principale è nella “obbligatorietà” dell’adozione della Didattica a Distanza. Il D.L., come è giusto che sia, non entra nel merito delle istruzioni operative che a tutt’oggi, presentano molte zone d’ombra che generano confusione e interpretazioni estremamente diverse tra loro.
In ragione del 3° comma dell’art. 2 del Decreto: “In corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione”. Il medesimo comma prosegue affermando, nel periodo successivo, che le prestazioni lavorative e tutti i relativi adempimenti di DS e personale, in riferimento al quadro contrattuale e normativo vigente per ognuno, possono svolgersi nelle modalità di “lavoro agile”, con l’ausilio di supporti informatici e collegamenti telefonici e telematici, ai fini della prevenzione del contagio da Covid-19. “Il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”.
Graduatorie: confermate per l’a.s. 2020/21
Il 4° comma del medesimo articolo afferma che le graduatorie provinciali di II e III fascia, introdotte nel mese di dicembre dal D.L. 126/2019, verranno attivate nel corso del 2020/2021 e saranno utili per le supplenze dell’anno scolastico 2021/2022. Pertanto, le attuali graduatorie si utilizzeranno anche per le supplenze del 2020/2021. Per il prossimo anno scolastico, rimangono valide le graduatorie d’istituto attualmente vigenti, inclusi gli elenchi aggiuntivi del sostegno, da compilarsi entro il 31 agosto 2020, di cui al Decreto 326/2015 del Miur e successive modificazioni. Le graduatorie in esaurimento di cui all’art. 1, 605° comma, lett. c) della L. 296/2006, l’aggiornamento avviene nell’a.s. 2020/2021 per poter spiegare i suoi effetti nel triennio successivo a partire dall’a.s. 2021/2022.
Il comma 5 dell’art. 2 afferma che, esclusivamente per l'anno scolastico 2019/2020, le verifiche dei dirigenti tecnici, previste nel caso di reiterazione del periodo di prova, se non effettuate entro il 15 maggio 2020, sono sostituite da un parere consultivo reso dal dirigente tecnico in sede di comitato di valutazione.
Viaggi d'istruzione … confermata la sospensione
Il comma 6 dell’art. 2 sospende, fino al termine dell’anno scolastico 2019/2020, i viaggi di istruzione, le visite guidate, i gemellaggi, gli scambi culturali e le uscite didattiche per tutti gli ordini di scuola.
Tempi urgenti per i pareri obbligatori del CSPI
L’art. 3 del DL limitatamente al periodo di vigenza dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, il Consiglio superiore della pubblica istruzione-CSPI è tenuto ad esprimere il proprio parere nel termine di sette giorni dalla richiesta da parte del Ministro dell'istruzione. Decorso il termine di sette giorni, il M.I. prescinde dal parere. Inoltre, per i provvedimenti già trasmessi, per i quali non sia stato ancora reso il parere e non sia scaduto il termine per renderlo, il termine di 7 giorni decorre dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Sospensione (per 60 giorni) delle prove concorsuali per l'accesso al pubblico impiego
L’art. 4 del Decreto, nel suo unico comma va a completare il primo periodo del 5° comma dell’art. 87 del DL 17 marzo 2020, secondo il quale “Lo svolgimento delle procedure concorsuali per l'accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari (ad es. per titoli) ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto. È importante sottolineare che la sospensione è riferita esclusivamente allo svolgimento delle prove concorsuali e non all’emanazione dei bandi.
[1] Il presente articolo non affronta il problema della valutazione degli allievi e degli esami di Stato, che è oggetto di riflessione nell’intervento di Giorgio Cavadi, sempre nel presente numero di Scuola7.
Didattica a distanza in tempi di coronavirus
La didattica a distanza ha origini lontane, potremmo citare con orgoglio italiano la “Scuola radio elettra” di Torino o la più blasonata “Open University” inglese. In Italia, fino agli anni ‘90 non ha mai avuto un grande successo, se si escludono credo due casi: la mitica trasmissione televisiva “ non è mai troppo tardi”, condotta stupendamente dal Maestro Alberto Manzi e la caparbietà con cui il “Consorzio Nettuno”, ispirato dal Rettore Antonio Ruberti, permetteva agli adulti di laurearsi seguendo corsi universitari alla TV, in piena notte.
Poi, dagli anni ’80, arrivarono obbligatoriamente nella scuola le TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) e poi la loro evoluzione Multimediale e Telematica e sembrò abbastanza ovvio che, oltre alle attività in presenza, si potessero usare tali tecnologie per la formazione e la didattica a distanza: i teorici si dividevano tra quelli favorevoli agli interventi “in differita”, ad esempio con l’uso della posta elettronica e quelli che sposavano gli interventi in “tempo reale”, come la VDC (Video conferenza). L’Istituito delle Tecnologie Didattiche del CNR di Genova fu per lungo tempo un punto di riferimento per la prima opzione, mentre aziende quali la Telecom-STET optarono per la seconda lanciando un Progetto di grido “Telecomunicando”. Tutti in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione” . Anche piccole aziende di eccellenza, di settore, quale DIDAEL di Milano offrirono strumenti e contenuti attraverso “piattaforme didattiche specializzate” e software didattico innovativo, nelle varie aree disciplinari, molto seguiti. Ma la RAI non stava con le mani in mano e attraverso RAI Education diretta in quegli anni da Gianni Minoli si inserì alla grande nella partita varando Programmi quali “ Il Diverti PC” e “Il Diverti Inglese”, che ebbero un grande successo.
Poi arrivò un periodo di latenza, soprattutto dopo il crollo del “mito dell’e-book” cioè del tentativo di sostituire, nella scuola, i libri di testo con libri elettronici o con piattaforme web. Osteggiati dagli editori, non amati dai docenti, che si sentivano e si sentono rassicurati dal libro cartaceo e “ di testo”. Le norme cogenti prima, gli orientamenti poi del Ministero per passare nel giro di un triennio dai testi cartacei a quelli elettronici si dissolsero e alla fine di rinvio in rinvio si tornò al trionfo degli zaini degli studenti carichi di libri, fin dalla scuola elementare (primaria).
Il rafforzamento della Biblioteca di Documentazione Pedagogica di Firenze (BDP, poi INDIRE (Istituto per l’Innovazione Didattica e la Ricerca Educativa), Agenzia del Ministero MPI e MIUR, portò gli insegnanti e le scuole più sensibili a seguire un nuovo slogan : e-learning. Cioè non trasposizione da cartaceo ad elettronico, ma originali e ricchi ambienti di apprendimento multimediali e interattivi su web. Integrati dalle LIM (lavagne interattive multimediali). Il Progetto DIDATEC fu uno dei prodotti di eccellenza di tale stagione. Intere Regioni, con il progetto MARTE, iniziarono a sperimentare in modo capillare queste nuove strategie didattiche e formative a distanza, in modo esteso. Il MIUR lanciò un progetto innovativo di formazione a distanza dei docenti: NETFORM, coordinato attraverso Reti di scuole.
Ma con l’arrivo prepotente, anche nelle scuole italiane, del Coding, di ”Internet of things” e con l’esplosione della robotica educativa l’e-learning andò in soffitta. Nel 2015 venne varato il PSTD, Piano nazionale “Scuola digitale”, che è diventato il cardine attorno a cui si è mossa fino ai nostri giorni la politica educativa del MIUR, nei confronti delle scuole, supportata enormemente dai Fondi Europei PON (FSE e FESR). Arrivarono tanti fondi per cablare e dotare le aule e gli altri ambienti di connessioni digitali, sempre più a banda larga, l’acquisto di Devices multiuso e integrabili (tablet, telefonini ecc.) arrivarono gli “animatori digitali”. Arrivò anche “ Il registro elettronico”.
La classe, gli insegnanti, articolati in varie figure, i libri di testo, i devices digitali, le connessioni veloci, avevano saldamente ripreso una centralità insostituibile, nel tempi e negli spazi. L’unico erede della passata stagione sembrava essere condensato nel cosiddetto “Registro elettronico”, ovvero in tutte azioni fatte prima dall’insegnante su registri cartacei (assenze, argomenti trattati, valutazioni, comunicazione scuola famiglia ecc) e adesso trasferite su piattaforma elettronica, consultabile anche a distanza in tempo reale.
Una insperata rinascita...
Purtroppo è arrivata l’era del Coronavirus, le scuole hanno sospeso l’attività didattica in presenza. Le chiusure si sono prolungate e sotto spinte parallele il MI ha varato delle disposizioni che rendono obbligatorie delle pratiche di Didattica a Distanza. In parte esplodendo delle prassi già presenti, legate al “Registro elettronico” o a iniziative spontanee, già attivate in coincidenza con assenze degli alunni, dagli stessi insegnanti titolari e dall’uso sempre più ampio delle chat tra genitori, ufficializzate dalle scuole, attraverso i rappresentanti di classe. Quindi “comunicazioni urgenti”, “compiti a casa”, semplici “schede didattiche”, inviate alla famiglia o direttamente allo studente e rinviate alla scuola o al docente.
D’altronde andava anche dato un senso alla assenza massiccia, dal posto di lavoro, del personale docente, regolarmente retribuito. Fino al punto di poter attivare “supplenze brevi”.
Andava prevenuta una disaffezione degli alunni e un ritardo nell’attuazione dei percorsi curricolari, anche in vista delle valutazioni e degli esami finali.
Valutazioni, periodiche, degli studenti che si sono rivelate forse il principale vulnus attuale dei sistemi di Didattica a Distanza messi in atto. Che carattere dargli: formative e/o sommative?. Quale grado di attendibilità, in ambiente domestico, pluri-influenzabile?. Qui siamo nel campo di “history cases”.
Esami e valutazioni finali che ormai si profilano definiti: tutti promossi alle classi successive, compresi i casi di recupero “debiti” in settembre. Data per scontata la decisione MIUR successiva al 18 Maggio, ovvero il non ritorno in classe, si profila un esame di terza media (secondaria superiore di primo grado), attraverso la discussione di una tesina e un esame di maturità, limitato al solo colloquio on-line.
Coì arriviamo al tam tam giornalistico sulle crisi dei genitori presi, a tempo pieno, dall’inedito lavoro di tutor didattici dei figli e sulle crisi degli stessi figli privati del gruppo dei pari e del ruolo “terzo” dell’insegnante rispetto alla famiglia.
Insomma si arriva sempre più a parlare, non solo di compiti a casa, in attesa che la scuola riapra, ma all’allontanarsi di questa scadenza di vera e propria “Didattica a distanza”, termine italiano derivato da “Distance learning” molto più pregnante e auspicabile.
In sostanza, a macchia d’olio, sono stati concepiti interventi sempre più integrati e coordinati dagli insegnanti, fino a ricostituire quasi interamente il corpus degli interventi praticati in presenza. Naturalmente, nella maggior parte dei casi siamo lontani da “Distance learning” o da “e-learning”, perché si tratta della trasposizione in remoto di lezioni o compiti che venivano erogati in presenza. Appunto siamo nell’ambito della “Didattica a distanza”.
Ma il MI (Ministero dell'Istruzione) ha voluto cogliere questa occasione per recuperare la ricchezza che offriva e offre un ambiente web per la didattica, varando, sul proprio sito www.miur.gov.it una specifica Area Web con annesse piattaforma di riferimento, in cui recuperare anche tutto quell’aspetto di “lavoro laboratoriale” che molti insegnanti, sia per la natura della loro stessa disciplina (es, Fisica), sia per metodologia didattica attiva, praticavano a scuola (es. Reggio Children).
#LaScuolaNonSiFerma. Anche al tempo del Coronavirus. Il Ministero dell’Istruzione, con uno slogan molto efficace, in questi giorni, ha deciso di raccogliere in una rubrica dedicata e sui propri canali social tutte le esperienze, le storie, i gemellaggi, gli esempi di didattica a distanza che arrivano ogni giorno dalle scuole italiane. Un modo per non perdere il contatto con le studentesse e gli studenti, per animare il racconto delle buone pratiche, per riunire le istituzioni scolastiche. E per dimostrare che il mondo della scuola, anche in un momento così difficile e imprevedibile, vuole andare avanti.
Per segnalare “Cases History” si può scrivere a: lascuolanonsiferma@istruzione.it
Ma come dicevamo per il personale scolastico è un obbligo quello di supportare la Didattica a distanza. Infatti i dirigenti scolastici, secondo quanto previsto dal Dpcm dell'8 marzo 2020 , seguita da una nota MI di pari data, devono attivare, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza, con particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.
Attraverso un’apposita Area Web del sito MIUR.gov.it, è possibile accedere a: strumenti di cooperazione, scambio di buone pratiche e gemellaggi fra scuole, webinar di formazione, contenuti multimediali per lo studio, piattaforme certificate, anche ai sensi delle norme di tutela della privacy, per la didattica a distanza.
I collegamenti delle varie sezioni consentono di raggiungere ed utilizzare a titolo totalmente gratuito le piattaforme proprietarie e gli strumenti messi a disposizione delle istituzioni scolastiche grazie a specifici Protocolli siglati dal Ministero con le aziende.
Dalla Didattica a distanza all’Apprendimento a distanza
Una Nota Guida di sintesi, per le scuole, è stata emanata il 13 Marzo 2020 e costituisce l’interessante tentativo di sfruttare la risposta positiva, anche socio-psico-pedagogica e generazionale, da parte del personale della scuola, degli studenti e dei genitori all’ampio uso della Didattica a distanza per allargare il campo e riproporre modelli più ricchi di e-learning e cooperative learning.
Ecco i punti salienti delle strategie e degli strumenti adottati:
E’ stata allestita sul sito web istituzionale una sezione dedicata alla Didattica a distanza (https://www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza.html), un vero e proprio “ambiente di lavoro” per aiutare le scuole, articolato in: piattaforme gratuite realizzate appositamente per le scuole che permettono agli insegnanti di gestire le attività di classe a distanza attraverso qualsiasi computer o dispositivo mobile; - strumenti di cooperazione; - scambio di buone pratiche e gemellaggi fra scuole; - webinar di formazione; - contenuti multimediali per lo studio.
Le piattaforme, con materiali didattici, messe a disposizione dei privati, sono state rese disponibili gratuitamente nell’uso e nel tutorial e la gratuità va intesa sia nella fase di adesione ed utilizzo dello strumento sia al termine di tale fase.
Di grande interesse sono i “Materiali multimediali”, contenuti didattici utili per l’approfondimento delle discipline curricolari che gli insegnanti e i loro studenti possono consultare e scaricare. A questa sezione del sito web hanno aderito partner come Rai Cultura, Treccani e Reggio Children. Uno spazio è alimentato con materiali di approfondimento e altre iniziative segnalate da scuole e altri attori che saranno man mano caricate.
Si segnala, in particolare, l’iniziativa lanciata da INDIRE in accordo con il Ministero, che mette a disposizione dei dirigenti scolastici e dei docenti che ne faranno richiesta, l’esperienza maturata dalle reti di scuole del Movimento «Avanguardie educative» e del Movimento «Piccole Scuole».
Infine un nuovo accordo quadro RAI-MIUR social, per attività didattiche in diretta sui canali RAI.
Sulla sezione citata della piattaforma attuale MIUR è possibile accedere a specifici webinar finalizzati a mettere in atto, diffondere e condividere buone pratiche a sostegno dei processi di innovazione della didattica nel nostro sistema scolastico.
Nella seconda sezione, della stessa, denominata “Le piattaforme” viene offerto alle scuole l’accesso gratuito a piattaforme certificate di didattica online messe a disposizione da partner che hanno attive collaborazioni con il Ministero.
Il MI ha reso disponibile una casella di posta elettronica per l’assistenza alle scuole, anche con riferimento alle problematiche riferibili agli studenti con bisogni educativi speciali (supportoscuole@istruzione.it).
Un futuro diverso per la didattica e l’apprendimento
Certo la Didattica a Distanza e l’E-learning, generalizzati, richiedono attrezzature e collegamenti internet veloci, che tutti al momento non hanno. Il MI ha messo a disposizione 85 milioni di euro: 70 per acquisto tablet e Pc per studenti, 10 per consentire alle scuole di dotarsi di eventuali ulteriori piattaforme, 5 per la formazione del personale scolastico. In più 1000 euro per ogni animatore digitale e la possibilità di contrattualizzare 1000 assistenti tecnici a disposizione di scuole di ogni ordine e grado.
Dalle indagine fatte risulta che, potrebbe sembrare un paradosso, le richieste che le famiglie rivolgono alle scuole vanno oltre i compiti e le lezioni a distanza. Esse cercano infatti un rapporto più intenso e ravvicinato, seppur nella virtualità dettata dal momento. Chiedono di poter ascoltare le “voci e le rassicurazioni” degli insegnanti e dei tutor, di poter incrociare anche gli sguardi rassicuranti, per poter confidare paure e preoccupazioni senza vergognarsi di chiedere aiuto.
“SOS didattica a distanza”: la rete eTwinning
L’azione sul web di eTwinning
L’azione eTwinning promuove la collaborazione scolastica in Europa attraverso l’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), fornendo supporto, strumenti e servizi per facilitare le scuole nell’istituzione di partenariati a breve e lungo termine in qualunque area didattica.
Lanciata nel 2005 come principale azione del Programma di e-learning della Commissione Europea, eTwinning dal 2014 è stato integrato con successo nel programma europeo “Istruzione, formazione, gioventù e sport Erasmus Plus (2014/2020)”. L’Unità europea eTwinning è gestita da European Schoolnet, un consorzio internazionale di 34 Ministeri dell’Istruzione europei ed è supportato a livello nazionale da 38 Unità nazionali eTwinning.
Il portale www.etwinning.net - negli anni divenuto una sorta di melting pot - crocevia di culture - è il principale punto d’incontro e luogo di lavoro del programma: disponibile in 26 lingue, il sito web fornisce agli insegnanti ottimi strumenti online per cercare partner, istituire progetti, condividere idee, scambiare buone pratiche e iniziare subito a lavorare insieme per mezzo di strumenti personalizzati disponibili sulla stessa piattaforma. A livello europeo sono iscritti a eTwinning più di 790.000 insegnanti, di cui circa 80.000 in Italia.
L’impegno della community nazionale
A seguito delle disposizioni di prevenzione della diffusione del Coronavirus sull'intero territorio nazionale, le attività di formazione e informazione previste nei Piani regionali delle attività della rete italiana eTwinning (predisposti dagli UU.SS.RR in collaborazione con le scuole polo regionali e l’INDIRE), hanno subito una brusca frenata in tante regioni italiane, molte delle quali avevano calendarizzato proprio negli ultimi mesi dell’anno, diverse attività in presenza.
La community nazionale di eTwinning si è immediatamente mobilitata per far fronte all’emergenza COVID-19, e alla relativa chiusura delle scuole (e dunque della “didattica tradizionale”), con l’iniziativa “SOS didattica a distanza”, per favorire la condivisione e lo scambio di esperienze per la riorganizzazione della didattica, sfruttando le potenzialità degli strumenti in piattaforma e non solo.
L’Unità nazionale eTwinning Indire in collaborazione con i docenti Ambasciatori eTwinning nazionali, dal 18 marzo ha attivato un Gruppo eTwinning in piattaforma, dedicato iniziative di scambio e condivisione di buone pratiche, risorse ed esperienze tra docenti, insieme ad un ciclo di webinar con esperti della didattica a distanza aperti a tutto il personale scolastico.
Per entrare nel Gruppo è necessario essere iscritti a eTwinning http://etwinning.indire.it/ , fare login in dal portale europeo, quindi accedere alla sezione Gruppi di eTwinning Live e cercare il Gruppo “SOS didattica a distanza”. L’Unità nazionale eTwinning ha predisposto un TUTORIAL http://etwinning.indire.it/supporto-e-formazione/formazione-online/sos-didattica-a-distanza-covid-19/).
Informazioni, portali e webinar
Sempre sul portale di eTwinning i docenti potranno trovare una sezione dove saranno raccolte tutte le iniziative relative all'emergenza http://etwinning.indire.it/supporto-e-formazione/formazione-online/sos-didattica-a-distanza-covid-19/ .
Si tratta di "eventi live speciali", ovvero di webinar dedicati alla formazione a distanza con esperti esterni che si sono resi disponibili. A differenza dei webinar "ordinari", per questi momenti formativi non è necessaria registrazione. Il giorno del webinar i docenti interessati potranno collegarsi al sito 30 minuti prima dell'inizio e cliccare sul link per accedere liberamente (la capienza arriva a 500 posti).
La formazione a livello regionale
L’incontro online con tutti i responsabili eTwinning ed i referenti pedagogici degli Uffici scolastici regionali italiani, coordinato dall’ AN Unità Nazionale eTwinning in webinair lo scorso 27 marzo , è stato estremamente utile ed efficace per poter ottenere una fotografia dell’esistente e dei bisogni educativi e formativi, anche alla luce dell’incremento di nuove registrazioni di docenti al portale eTwinning di queste ultime settimane. I delegati delle varie regioni si sono ampiamente confrontati su come riconvertire le attività in presenza, in attività di formazione a distanza e con quali modalità. Dall’Indire sono seguite poi indicazioni sulla “riorganizzazione della formazione regionale eTwinning ai tempi dell’emergenza Covid-19”, suggerendo – laddove possibile e opportuno – una rimodulazione del piano delle attività tale da permettere, grazie all’utilizzo degli strumenti informatici per la formazione a distanza, di non sospendere del tutto l’offerta formativa eTwinning a livello regionale, visto anche e come sopra ribadito, il ruolo importante che la piattaforma eTwinning può giocare in un momento come questo di chiusura delle scuole in Italia e negli altri paesi europei.
Nell’ambito della “Solidarietà digitale” alcuni strumenti come Cisco Webex, G Suite for Education, ecc. sono stati messi temporaneamente e gratuitamente a disposizione delle scuole nelle loro versioni più avanzate, permettendo anche la gestione di grandi gruppi di partecipanti e la registrazione degli incontri online. Le scuole dei docenti ambasciatori, o la stessa scuola polo regionale etwinning, potranno appoggiarsi ad uno o più di questi account, laddove non si dovesse ritenere più efficace organizzarli utilizzando eventuali altre piattaforme già a disposizione degli Uffici Scolastici regionali, o ancora accedendo direttamente allo strumento di videoconferenza integrato all’interno di eTwinning Live. La necessità di formazione da parte dei docenti si è tutt'altro che esaurita: la formazione e il supporto sono i punti di forza del portale eTwinning Live, attraverso i Learning Events, i Seminari e Corsi online, creati in particolare per i nuovi eTwinners.
Per entrare nella community eTwinning è anche possibile scaricare la App eTwinning Live (disponibile per il download su Apple App Store e Google Play Store ed utilizzabile sia su smartphone che tablet). L’applicazione offre agli utenti l’opportunità di accedere ai servizi e alle notifiche di eTwinning Live da dispositivi mobili. Grazie alle notifiche pop-up dell’app, gli eTwinners possono tenersi costantemente aggiornati su quanto accade sulla piattaforma eTwinning Live, il luogo in cui gli insegnanti fanno esperienza della comunità eTwinning nel suo pieno potenziale, accedere a tutti gli eventi online e on-site creati dagli eTwinner, e crearne di propri.
Con l’hashtag #Lascuolanonsiferma si ribadisce con forza che la scuola, la progettazione, la sperimentazione, la ricerca non si fermano, e che si deve agire come sistema e come comunità educante in modalità diversa.
Dal 2009 è attiva in Italia una rete di referenti e ambasciatori eTwinning composta da oltre 180 docenti esperti nei gemellaggi elettronici, selezionati a livello nazionale per supportare l’attività dell’Unità nazionale in accordo con gli Uffici Scolastici Regionali per attività di formazione, promozione della community, e orientamento ai nuovi iscritti a livello locale. I referenti eTwinning di tutta l’Italia – in queste settimane di quarantena– sono in prima linea, proprio per non lasciare l’offerta formativa in dimensione europea “vuota”.
I contatti per avere informazioni circa la conferma del regolare svolgimento dei seminari in programma, la realizzazione di webinair e/o di eventuali spostamenti di date e location sono disponibili al link seguente: http://etwinning.indire.it/ambasciatori-e-referenti/.
#eTwinningNonSiFerma
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