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Timestamp: 2020-04-07 06:04:06+00:00
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Matched Legal Cases: ['e contrario', 'art. 30', 'art. 117', 'art. 4', 'e contrario', 'art. 50', 'art. 6', 'e contrario']

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Il Consiglio provinciale dice ...
Il Consiglio provinciale dice no alla Tubogas di Pontinia
Latina (02/05/2007) - Questa mattina il Consiglio provinciale ha votato all'unanimità l'ordine del giorno che esprime "Parere contrario alla realizzazione della centrale turbogas di Pontinia".
Lo stesso ordine del giorno conferisce mandato alla Provincia di esperire ogni azione necessaria per evitare la costruzione di tale impianto sul territorio
comunale di Pontina.
"Al di là dei dati scientifici che sono in allegato al progetto industriale che non discuto - dichiarava il Presidente Armando Cusani all'assemblea - non è possibile concepire che un'importante opera debba essere realizzata contro il parere della popolazione residente e senza aver ascoltare gli enti territoriali.
Non è possibile che la Provincia di Latina debba continuare ad essere terra di conquista e buona solo per soddisfare gli interessi "romani", mentre quando il territorio avanza legittime richieste queste rimangono nel dimenticatoio.
La Provincia di Latina - continuava Cusani - era contro la turbogas anche quando al governo c'era la Casa delle Libertà, quindi oggi non pecchiamo di incoerenza opponendoci alla sua realizzazione.
Come non c'importa se Eligio Tombolillo è un consigliere d'opposizione in questo consesso.
A noi, invece, interessa difendere Eligio Tombolillo in quanto sindaco di una frazione importante del territorio provinciale, i cui interessi vanno da noi tutti tutelati".
Il testo integrale dell'ordine del giorno.
del 2 Maggio 2007
Che la legge 9 gennaio 1991 n. 10 detta le "Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia";
che il decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997 n. 59, ed in particolare l'art. 30, ha attribuito alle Regioni le funzioni in materia di energia non riservate allo Stato o attribuite agli enti locali;
che il decreto legislativo 79 del 16 marzo 1999 "Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica", ha liberalizzato la disciplina del mercato elettrico;
che la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3 "Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione" ed in particolare l'art. 117 della Costituzione, pone la produzione, il trasporto e la distribuzione dell'energia tra le materie di legislazione concorrente tra lo Stato e le Regioni;
che il Decreto di individuazione degli obiettivi quantitativi per l'incremento dell'efficienza energetica del Ministro dell'Industria del Commercio e dell'Artigianato 24 aprile 2001, ed in particolare l'art. 4, nel definire gli interventi di attuazione ha stabilito che detti interventi debbano tenere conto degli indirizzi di programmazione energetico - ambientale regionale;
che la legge 9 aprile 2002 n. 55 di conversione del decreto legge 7 febbraio 2002, n. 7, recante "Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema energetico nazionale", ha definito le nuove procedure di autorizzazione delle centrali termoelettriche, assegnando la potestà autorizzativa al Ministero delle attività produttive d'intesa con la Regione interessata;
che la D.G.R. del Lazio n. 64/2003, concernente: "Adozione dei criteri di valutazione cui dovranno ispirarsi i rappresentanti regionali che partecipano all'istruttoria delle istanze relative alla realizzazione di centrali termoelettriche, presentate ai sensi della legge n. 55/2002" recepisce l'Accordo del 5 settembre 2002, sancito dalla "Conferenza Unificata Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane per l'esercizio dei compiti e delle funzioni di rispettiva competenza in materia di produzione di energia elettrica" e prevede nei Criteri generali:
a) la compatibilità con gli strumenti di pianificazione esistenti generali e settoriali d'ambito regionale e locale;
b) la coerenza con le esigenze di fabbisogno energetico e dello sviluppo produttivo della regione o della zona interessata alla richiesta;
che nella Regione Lazio sono state inoltrate richieste per autorizzare la costruzione di 12 nuove centrali di produzione di energia elettrica per un totale di oltre 5.500 Mw, localizzate nei territori dei comuni di:
che l'eventuale produzione di oltre 5.500 Mw di energia elettrica, che dovrebbe essere generata dalle nuove centrali, verrebbe a sommarsi alla "potenza installata efficiente" già prodotta nella Regione Lazio che ammonta a circa 9.000 Mw elettrici;
che secondo i dati del GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale), il Lazio, a differenza di altre regioni italiane non soffre di un deficit nel rapporto produzione/richiesta di energia ma anzi presenta un supero di 5.932,3 GWh;
che l'ulteriore incremento generato dalla costruzione di nuove centrali, stabilita al di fuori da ogni programmazione regionale, concorrerebbe ad aumentare inutilmente il carico delle emissioni di gas ad effetto serra, dal momento che i nuovi impianti, anche se di maggiore efficienza, verrebbero ad aggiungersi a quelli esistenti e non in sostituzione delle centrali già in attività meno efficienti e che, inoltre, un tale aumento di produzione di energia, non arrecherebbe alcun vantaggio causando di contro nei territori interessati e sulle popolazioni residenti ricadute ambientali negative dovute all'inquinamento termico, acustico e atmosferico;
che il nuovo insediamento di produzione di energia elettrica di Pontinia, se realizzato, metterebbe fortemente in discussione le direttive ed i programmi attuativi del Piano Energetico Regionale - approvato dalla Regione 14 febbraio 2001, n. 45 - e quindi i suoi principi fondamentali improntati alla tutela dell'ambiente, allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, ed all'uso razionale dell'energia ed il risparmio energetico;
che in Provincia di Latina la Direzione Generale per l'Energia e le Risorse Minerarie del Ministero dello Sviluppo Economico a seguito delle indicazioni della succitata D.G.R. con decreto n. 55/01/2006, ha già autorizzato la Sorgenia s.p.a. alla realizzazione e all'esercizio di una centrale termoelettrica a ciclo combinato della potenza di 750MW o termica di 1350 MW da ubicare nel Comune di Aprilia, località Campo di Carne;
che in data 5/12/2005 il Ministero per l'Ambiente e Tutela del Territorio d'intesa con il Ministero per i beni ed Attività Culturali ha emesso il Decreto di compatibilità ambientale relativo al progetto per la costruzione da parte della Acea Electrabel Produzione SpA di una centrale termoelettrica a ciclo combinato da realizzarsi nel Comune di pontinia necessario, ai fini del rilascio ai sensi della Legge n.55/2002 della concessione unica a costruire, da parte del Ministero delle Attività Produttive d'intesa con la Regione Lazio;
Che nella regione Lazio, in questi ultimi tempi, si assiste ad un proliferare di progetti mirati all'aumento di produzione di energia elettrica, che se condotti a termine porterebbero al nostra Regione ad essere tra i primi produttori di energia, arrivando a produrre quasi un quinto dell'intero fabbisogno nazionale a fronte di una produzione già attualmente ampiamente eccedente rispetto al fabbisogno;
che la realizzazione di una centrale Turbogas nell'area industriale di Mazzocchio, nel territorio del Comune di Pontina, dopo quella che dovrebbe sorgere nella zona di Campo di Carne nel Comune di Aprilia, rappresenta solo l'ultimo esempio di tale
errata programmazione energetica che penalizza fortemente un territorio come quello della Provincia di Latina il cui tessuto produttivo è altamente caratterizzato dall'agricoltura e dal turismo;
che la futura centrale di Pontinia sorgerà su un lotto di complessivi 50.000 mq (cinque ettari) con una potenza pari a 400 MW su un territorio le cui condizioni da un punto di vista urbanistico-ambientale dovrebbero spingere ad una particolare attenzione ed un maggior coinvolgimento delle amministrazioni locali;
che l'impatto della centrale nella zona rischia di compromettere le attuali condizioni di equilibrio ambientale posto che si prevede che l'impianto possa immettere nell'atmosfera una quantità di calore altissima unitamente a gas combusti e sostanze chimiche residuali della produzione e che il consumo stimato d'acqua sarà di circa 200.000 metri cubi annui prelevati dagli acquedotti e dalle falde acquifere con ripercussioni inevitabilmente significative sullo stato idrogeologico del territorio;
Che il Consiglio comunale di Pontinia, con la Deliberazione n. 11 del 16/02/2007, ha all'unanimità espresso parere contrario alla realizzazione di una centrale termoelettrica nel suo territorio chiedendo, contestualmente, la revoca del Decreto di compatibilità ambientale del progetto;
Che altri Comuni della Provincia di Latina, tra i quali Sonnino, Sezze, Priverno, Sabaudia, Terracina ed Aprilia, hanno già espresso un giudizio negativo in merito alla realizzazione del suddetto impianto;
Il danno derivante all'economia locale dalle possibili gravi conseguenze per l'agricoltura, la zootecnia, le colture tipiche locali e biologiche che la realizzazione di tale centrale apporterebbe;
che la Legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 "Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo" ed in particolare l'art. 50, comma 1, lettera c) in materia di energia, imputa alla Regione Lazio "la definizione delle procedure per l'individuazione e la localizzazione di impianti e reti per la produzione, la trasformazione, il trasporto e la distribuzione di energia";
che sull'autorizzazione ministeriale grava un contenzioso giurisdizionale che potrebbe portare all'annullamento del Decreto;
che il territorio della Provincia di Latina è già fortemente gravato da pesanti servitù derivanti dall'ubicazione in loco delle centrali nucleari di Borgo Sabotino e del Garigliano e dalla discarica di Borgo Montello;
che nel programma amministrativo dell'attuale Presidente della Giunta regionale del Lazio era esplicitamente negata l'istallazione o realizzazione sul territorio regionale di impianti di produzione energetica del tipo in questione;
Affinché la Regione Lazio non conceda, ai sensi dell'art. 6 comma 4 della Legga 349/1986, il parere in merito alla costruzione di centrali termoelettriche in Provincia di Latina ed in particolare a Pontinia, almeno sino all'approvazione del nuovo Piano Energetico Regionale;
affinché vengano sollecitati gli uffici competenti della Regione Lazio alla predisposizione ed approvazione del Piano Energetico Regionale ed a rinviare ogni decisione circa il fabbisogno energetico e la localizzazione degli impianti nel Lazio successivamente alla vigenza del piano stesso, al fine di rispettare e rendere compatibili le esigenze delle popolazioni con il territorio e la tutela dell'ambiente;
Parere fermamente contrario alla realizzazione della centrale turbogas di Pontinia ed auspica che la Provincia ponga in essere ogni azione esperibile e necessaria per evitare la realizzazione di tale impianto sul territorio del Comune di Pontinia.
Al Presidente della Provincia di avvalersi del qualificato supporto di esperti in materia, da affiancare all'attività dei tecnici incaricati di partecipare ai lavori della Commissione tecnica del Ministero dell'Ambiente afferenti l'istruttoria IPPC e le procedure AIA per quanto di propria competenza;
Agli uffici del Consiglio Provinciale di trasmettere entro cinque giorni da oggi la presente Deliberazione al Ministero per le Attività Produttive, alla Regione Lazio ed ai trentatre Comuni della Provincia di Latina. © Provincialatina.tv -
fonte: Provincialatina.tv di: Giorgio Libralato