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Timestamp: 2018-07-17 09:57:23+00:00
Document Index: 92767028

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 174', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 1341']

Sent. C. Cass. 06/10/1990, n. 9830 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP2405
Sent. C. Cass. 06/10/1990, n. 9830
1. Appalti oo.pp. - Riserve - Onere dell'appaltatore - Anche per contestazioni tecniche e/o giuridiche.
1. Nella disciplina dell'appalto di opere pubbliche di cui al R.D. 25 maggio 1895 n. 350, l'onere della riserva - posto a carico dell'appaltatore che intenda far valere verso l'amministrazione committente diritti od eccezioni incidenti sul compenso complessivo e che assolve alla funzione di consentire la tempestiva e costante evidenza di tutti i fattori che siano suscettibili di aggravare il costo dell'opera e formino oggetto di contrastante valutazione dalle parti - non è circoscritto agli elementi di natura strettamente contabile, ma riguarda conseguentemente tutti i fatti che siano comunque idonei a produrre spesa; pertanto, tale onere va riferito anche alle contestazioni tecniche e/o giuridiche, senza che con riguardo a queste il particolare procedimento di risoluzione con provvedimento ministeriale di cui all'art. 23 R.D. cit. - come confermato dall'art. 2 del vigente Capitolato generale d'appalto approvato con D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 (e, sostanzialmente, già dall'art. 41 del precedente D.M. 28 maggio 1895 - escluda la previa e tempestiva inserzione della domanda o della riserva o ne comporti la sospensione dei relativi termini, a meno che non sia proprio l'esecuzione della decisione ministeriale, da parte dell'appaltatore, a creare i presupposti della contestazione e della conseguente iscrizione della riserva.
1. Sull'onere della riserva per tutti i fatti idonei a produrre spesa, anche se imputabili all'Amministrazione, ved. Cass. 15 dicembre 1982 n. 6911, 17 marzo 1982 n. 1726, 8 ottobre 1981 n. 5300
1. Appalti e contratti pubblici - Lavori pubblici - Prezzo convenuto a corpo - Invariabilità - Rischio di maggiori oneri gravante sull'appaltatore - Eccezioni. - Trasformazione dell'appalto in contratto aleatorio - Esclusione. 2. Appalti e contratti pubblici - Lavori pubblici - Contabilità dei lavori - Riserve - Iscrizione - Onere - Estensione - Portata - Fondamento.
1. Nell’appalto “a corpo”, il relativo prezzo è tendenzialmente fisso ed invariabile, con conseguente allargamento del rischio accollato all'appaltatore per l'imprevedibilità delle condizioni di maggiore difficoltà nell'esecuzione delle opere, salve le sole situazioni che finiscano per incidere sulla natura stessa della prestazione e salvi i lavori aggiuntivi eseguiti su richiesta del committente o per effetto di varianti.
2. In tema di appalto pubblico, la riserva concerne ogni pretesa di maggiori compensi, rimborsi o indennizzi, per qualsiasi titolo e in relazione a qualsiasi situazione nel corso dell'esecuzione dell'opera. In particolare, l'appaltatore, ove intenda contestare la contabilizzazione dei corrispettivi effettuata dall'Amministrazione e avanzare pretese a maggiori compensi o indennizzi e danni, a qualsiasi titolo, è tenuto a iscrivere tempestivamente apposita riserva nel registro di contabilità, o in altri documenti, e ad esporre, nel modo e nei termini indicati dalla legge, gli elementi atti ad individuare la sua pretesa nel titolo e nelle somme e, infine, a confermare la riserva all'atto della sottoscrizione del conto finale. In altri termini sono soggette all'onere di riserva non solo tutte le possibili richieste inerenti a partite di lavori eseguite, nonché alle contestazioni tecniche e/o giuridiche circa la loro quantità e qualità, ma anche e soprattutto quelle relative ai pregiudizi sofferti dall'appaltatore ed ai costi aggiuntivi dovuti affrontare, sia a causa dello svolgimento anomalo dell'appalto, sia a causa delle carenze progettuali per le conseguenti maggiori difficoltà che le stesse hanno ingenerato sia, infine, per i comportamenti inadempienti della stazione appaltante. L'onere della riserva assolve alla funzione di consentire la tempestiva e costante evidenza di tutti i fattori che siano oggetto di contrastanti valutazioni tra le parti e perciò suscettibili di aggravare il compenso complessivo, ivi comprese le pretese di natura risarcitoria. Infatti, la riserva non è prevista dal legislatore in funzione di mere esigenze contabili, bensì in ragione della tutela della P.A., che, nell'esercizio della sua attività discrezionale, deve essere posta in grado di esercitare prontamente ogni necessaria verifica e deve inoltre poter valutare, in ogni momento, l'opportunità del mantenimento del rapporto di appalto ovvero del recesso dal contratto, in relazione al perseguimento dei fini di interesse pubblico. (Fattispecie in cui l’impresa, dopo aver proposto lavori in variante ritenuti necessari per via di presunti errori progettuali, a seguito della richiesta dell’Amministrazione di eseguire prove per verificare la fattibilità della detta proposta di variante al progetto, ometteva di dare corso alle prove richieste dalla committente e di proseguire nei lavori nonché di iscrivere apposite riserve.)
Sent. C. Cass. 22/05/2007, n. 11852
1. Appalti ll.pp. - Riserve - Obbligo di tempestiva iscrizione nel registro di contabilità - Conferma nel conto finale - Necessità.
1. In tema di appalti pubblici, dal combinato disposto degli artt. 16, 54 e 64 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350 e 26 del D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 si ricava che l’appaltatore di opera pubblica, ove voglia contestare la contabilizzazione dei corrispettivi effettuata dall’amministrazione e/o avanzare pretese comunque idonee ad incidere sul compenso complessivo spettantegli, è tenuto ad iscrivere tempestivamente apposita riserva nel registro di contabilità o in altri appositi documenti contabili; ad esporre, poi, nel modo e nei termini indicati dalla legge, gli elementi idonei ad individuare la sua pretesa nel titolo e nella somma; ed a confermare, infine, la riserva all’atto della sottoscrizione del conto finale. Ne consegue che l’impresa che, pur avendo tempestivamente formulato la riserva, non la riproduca e non la espliciti nei termini e nei documenti previsti dalle citate norme, decade dalle relative domande; e nella medesima preclusione detta impresa incorre ove abbia iscritto tempestiva riserva, senza reiterare le richieste che ad essa si riferiscono in sede di liquidazione del conto finale, atteso che siffatta omissione è incompatibile con l’intenzione di persistere nella pretesa avanzata in precedenza, derivando dalla mancata conferma una presunzione relativa di accettazione del conto finale, superabile soltanto con la prova della positiva volontà dell’appaltatore di non accettarlo. (Nell’enunciare il principio di cui in massima, la S.C. ha altresì precisato che la nuova disciplina - non applicabile «ratione temporis» - recata dall’art. 174 del regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici, approvato con il D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554, converge con la precedente nello stabilire che la sottoscrizione del conto finale dei lavori senza la conferma delle domande già formulate nel registro di contabilità comporta l’effetto giuridico della definitiva accettazione del conto).
Sent. C. Cass. 21/07/2004, n. 13500
1. Appalti ll.pp. - Riserve - Iscrizione tempestiva - Obbligo dell'impresa - Fatti noti documentabili nel verbale di consegna (o ripresa) dei lavori - Obbligo di iscrizione dell'impresa.
1. In tema di appalto di opere pubbliche, con riguardo alle pretese ricollegabili all'esecuzione dell'opera che comportino anche un aumento della somma dovuta dall'Amministrazione in corrispettivo della detta esecuzione, l'appaltatore deve proporre riserva, nella forma vincolata imposta dalla legge, non appena è possibile, atteso che l'Amministrazione committente deve conoscere, tempestivamente e costantemente, tutti i fattori che siano suscettibili di aggravare il costo dell'opera. Infatti, l'onere della riserva ha la sua ragione d'essere nella tutela della P.A. che, nell'esercizio della sua attività discrezionale, deve essere posta in grado di esercitare prontamente ogni necessaria verifica e deve, inoltre, poter valutare, in ogni momento, l'opportunità del mantenimento ovvero del recesso dal rapporto di appalto, in relazione al perseguimento ovvero del recesso dal rapporto di appalto, in relazione ai fini di interesse pubblico. (In applicazione di tale principio la Corte ha confermato la sentenza di merito che ha ritenuto tardiva la riserva, per fatti già noti, iscritti solo nel primo stato di avanzamento dei lavori, ma non anche nel verbale di consegna dei lavori, o in quello di ripresa degli stessi, anche se tali verbali non rientrano tra i documenti contabili elencati dall'art. 38 R.D. 1895/350, applicato «ratione temporis», ma poi debbono essere riversati, quanto prima, nel registro di contabilità).
Sent. C. Cass. 01/12/1999, n. 13399
1. Appalti oo.pp. - Riserve - Tempestivo inserimento nel registro di contabilità - Onere dell'appaltatore ex art. 54 R.D. 1895 n. 350. 2. Appalti oo.pp. - Riserve - Tempestivo inserimento nel registro di contabilità - Necessità - A tutela P.A.
1. In tema di appalti assoggettati a disciplina pubblicistica, l'appaltatore che, in relazione a situazioni sopravvenute, intenda far valere pretese relative a compensi aggiuntivi rispetto al prezzo contrattuale ha l'onere di inserire, nella contabilità, formali riserve entro il momento della prima iscrizione successiva all'insorgenza della situazione integrante la fonte delle vantate ragioni, e ciò anche con riferimento a quelle situazioni di non immediata portata onerosa, la potenzialità dannosa delle quali si presenti, peraltro, già dall'inizio obbiettivamente apprezzabile - secondo criteri di media diligenza e di buona fede - e consenta, pertanto, una corretta valutazione della situazione in base ai dati disponibili, onde segnalare, conseguentemente, alla parte committente il presumibile, maggiore esborso da affrontare (salvo poi a precisarne la relativa entità nelle registrazioni successive - o in sede di chiusura del conto finale - se la quantificazione sia, al momento, impossibile). 2. L'onere dell'appaltatore di opere pubbliche di iscrivere tempestivamente, sotto pena di decadenza, nel registro di contabilità la riserva intesa a ottenere il riconoscimento di maggiori costi da lui sopportati nel corso dell'esecuzione dell'opera (art. 54 R.D. 25 maggio 1895 n. 350), non è posta dal legislatore in funzione di mere esigenze contabili, bensì in ragione della tutela della P.A. che, nell'esercizio della sua attività discrezionale, deve essere posta in grado di esercitare prontamente ogni necessaria verifica e deve inoltre poter valutare in ogni momento l'opportunità del mantenimento ovvero del recesso dal rapporto di appalto in relazione al perseguimento dei fini di interesse pubblico.
Sent. C. Cass. 16/09/1992, n. 10582
1. Appalti oo.pp. - Contratto - Rinvio alle clausole del Capitolato generale oo.pp. - Natura ed effetti - Contratto «per relationem perfectam» e non «per adesione». 2 Appalti oo.pp. - Riserve dell'appaltatore - Conferma all'atto della sottoscrizione del conto finale - Necessità.
1. Il rinvio alle clausole del capitolato generale per gli appalti di opere pubbliche (di cui al D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063), ad integrazione del contenuto del contratto predisposto dall'Amministrazione appaltante di concerto con l'impresa contraente, non configura ipotesi di contratto per adesione - con la conseguente soggezione a specifica approvazione per iscritto delle clausole onerose, ai sensi dell'art. 1341 2° c., C. c. - bensì una fattispecie di contratto per relationem perfectam, nel quale il riferimento al predetto capitolato deve considerarsi come il risultato di una scelta concordata, diretta all'assunzione di uno schema al quale entrambe le parti si riportano con una formula denotante, sia pure in modo sintetico, l'effettiva conoscenza ed accettazione di tutte le clausole ivi contenute. 2. In tema di appalto di opera pubblica, a norma degli artt. 26 D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 e 54 e 64 R.D. 25 maggio 1895 n. 350 l'iscrizione delle riserve sul registro di contabilità è condizione necessaria ma non sufficiente per la loro efficace, essendo indispensabile, a questo fine, anche la loro conferma all'atto della sottoscrizione sul conto finale.
Dibattito pubblico per le grandi opere infrastrutturali
Contesto normativo - Che cosa è il dibattito pubblico - Per quali opere si svolge - Opere escluse - Avvio, durata, svolgimento e conclusione del dibattito pubblico - Il coordinatore del dibattito pubblico: chi è, cosa fa e come si sceglie - Commissione nazionale per il dibattito pubblico.
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