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Timestamp: 2018-10-24 02:38:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 8']

Corte di Cassazione, I sezione civile, sentenza n. 9373 depositata il 27/4/2011. I provvedimenti di modifica delle condizioni di separazione (e divorzio) non sono immediatamente esecutivi - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, I sezione civile, sentenza n. 9373 depositata il 27/4/2011. I provvedimenti di modifica delle condizioni di separazione (e divorzio) non sono immediatamente esecutivi
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Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 27 aprile 2011 n. 9373. I provvedimenti di modifica delle condizioni di separazione (e divorzio) non sono immediatamente esecutivi
Corte di Cassazione, I sezione, sentenza n. 9373-11 depositata il 27-4-2011
Lo ha chiarito la prima sezione civile della Cassazione con la sentenza 9373/2011 che respingeva il ricorso di una moglie nei confronti del marito.
La donna, che aveva ottenuto in sede di separazione un assegno di mantenimento, agiva nei confronti dell’ex coniuge chiedendo al giudice il pignoramento presso il datore di lavoro della somma da lei vantata. Il marito si opponeva sostenendo che non sussisteva il titolo esecutivo per agire. I giudici di prime cure accoglievano le resistenze dell’’uomo e la vertenza giungeva in Cassazione.
Con un unico motivo la ricorrente lamentava la violazione dell’art. 4[1], comma XIV, L. 898/70 e 23[2] L. 74/1987. Affermava che, dal combinato disposto dei predetti articoli, deriverebbe l’efficacia immediata, senza necessità di una clausola di esecutorietà, del provvedimento di modifica delle condizioni di separazione, che dunque potrebbe valere come titolo esecutivo.
La Suprema corte, dopo un breve excursus in merito alle differenze tra separazione e divorzio e nel confermare la decisione di merito, affermava che “i provvedimenti di modifica delle condizioni di separazione non sono immediatamente esecutivi ma necessitano della esecutorietà solo ad opera del giudice” in virtù del combinato disposto degli artt. 737[3] e 741[4] c.p.c.
Inoltre, però, affermava il Collegio “certo di fronte alla generalizzata esecutorietà delle sentenze di primo grado, tale carattere appare un sorta di residuo affatto eccezionale, in una materia come quella familiare che richiede tempestività e snellezza operativa. Difficile peraltro ipotizzare una questione di legittimità costituzionale al riguardo: I giudici della Consulta non potrebbero che richiamare la scelta discrezionale del legislatore di attribuire ai procedimenti di modifica delle condizioni di separazione e divorzio, le forme di quelli in camera di consiglio. Toccherebbe dunque al legislatore intervenire, secondo i voti di gran parte della dottrina“.
Sorrento, 28/4/2011.
[1] Art. 4 L. 898/70
1. La domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale del luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio. Qualora il coniuge convenuto sia residente all’estero o risulti irreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente e, se anche questi è residente all’estero, a qualunque tribunale della Repubblica. La domanda congiunta può essere proposta al tribunale del luogo di residenza o di domicilio dell’uno o dell’altro coniuge.
10. Con l’ordinanza di cui al comma 8, il presidente assegna altresì termine al ricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all’articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), del codice di procedura civile e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma, dello stesso codice nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio. L’ordinanza deve contenere l’avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto
termine implica le decadenze di cui all’articolo 167 del codice di procedura civile e che oltre il termine stesso non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio.
16. La domanda congiunta dei coniugi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio che indichi anche compiutamente le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti economici, è proposta con ricorso al tribunale in camera di consiglio. Il tribunale, sentiti i coniugi, verificata l’esistenza dei presupposti di legge e valutata la rispondenza delle condizioni all’interesse dei figli, decide con sentenza. Qualora il tribunale ravvisi che le condizioni relative ai figli sono in contrasto con gli interessi degli stessi, si applica la procedura di cui al comma 8.
[2] Art. 23. L. n. 74 del 1987
Fino all’entrata in vigore del nuovo testo del codice di procedura civile, ai giudizi di separazione personale dei coniugi si applicano, in quanto compatibili, le regole di cui all’art. 4 della legge 1º dicembre 1970, n. 898, come sostituito dall’art. 8 della presente legge.
I giudizi di separazione personale e di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio pendenti, in ogni stato e grado, alla data di entrata in vigore della presente legge saranno definiti secondo le disposizioni processuali anteriormente vigenti.
L’impugnazione delle sentenze di separazione personale e di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio pubblicate prima dell’entrata in vigore della presente legge resta regolata dalla legge anteriore.
[3] Art. 737 c.p.c. Forma della domanda e del provvedimento
I provvedimenti, che debbono essere pronunciati in Camera di consiglio, si chiedono con ricorso al giudice competente e hanno forma di decreto motivato, salvo che la legge disponga altrimenti.
[4] Art. 741 c.p.c. Efficacia dei provvedimenti
Se vi sono ragioni d’urgenza, il giudice può tuttavia disporre che il decreto abbia efficacia immediata.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2011-05-17T15:15:52+00:0028 aprile 2011|Cassazione civile 2011, Delle persone e della Famiglia, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti