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Timestamp: 2020-08-09 00:19:51+00:00
Document Index: 2049022

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 15 febbraio 2018 [8125663] - Garante Privacy
8125663
[doc. web n. 8125663]
Parere su una istanza di accesso civico - 15 febbraio 2018
n. 75 del 15 febbario 2018
Con la nota in atti il Segretario generale del Comune di Marano di Napoli, nelle more della nomina del responsabile dell´anticorruzione, ha chiesto al Garante il parere previsto dall´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell´ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame sul provvedimento di diniego di un accesso civico.
Nello specifico, la richiesta di accesso civico aveva a oggetto il documento contenente le dimissioni di un dipendente comunale, identificato in atti.
Dagli atti risulta che il predetto dipendente, in qualità di soggetto controinteressato, abbia presentato opposizione alla richiesta di accesso civico, evidenziando che nel documento «non vi sono […] dati o informazioni che riguardano l´organizzazione o l´attività della Pubblica Amministrazione», ma considerazioni di carattere personale (che vengono descritte in atti), con la conseguenza che «rendere pubblico [l´]atto, nonostante […]non abbia rilevanza di carattere amministrativo, danneggerebbe unicamente [l´]immagine e privacy» dello stesso.
In tale quadro, il Comune ha rifiutato l´accesso civico «Considerando che l´art. 5-bis, comma 2, lettere a) e b) prevede la tutela e la protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia, nonché la libertà e la segretezza della corrispondenza».
A fronte di tale provvedimento è stata inoltrata una richiesta di riesame da parte dell´istante, rappresentando, fra l´altro che:
- «nel caso di specie la nota contenente le dimissioni […] non può assolutamente rappresentare una corrispondenza privata, alla quale riconoscere tutela di segretezza, ma viceversa rappresenta una corrispondenza tra organi […] di un´istituzione pubblica, dove si fa riferimento a questioni attinenti al servizio […]»;
- «per la conoscenza del contenuto di tale documento a tutt´oggi, [l´istante] ha un interesse diretto concreto ed attuale derivante dal suo ruolo nell´ambito del […], ed un interesse generale rispetto al buon andamento e alla legittimità dell´azione amministrativa della P.A., affinché tutti gli interessi coinvolti vengano valutati e le determinazioni siano assunte in modo corretto e conforme alla legge […]»;
- «l´art. 5 bis del Dlgs 33/2013, […] nel ribadire che l´ostensione è la regola mentre il diniego rappresenta un´eccezione, sancisce al punto 4) che in caso di notizie personali e dati sensibili che riguardano solo alcune parti del documento, l´accesso deve essere consentito per le altre parti del documento, magari oscurando tali dati, come previsto anche nelle linee guida ANAC».
In relazione al procedimento relativo all´accesso civico, di ricorda che il Garante deve essere sentito dal Responsabile della prevenzione della corruzione nel caso di richiesta di riesame, solo laddove l´accesso sia stato negato o differito per motivi attinenti alla tutela della «protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (artt. 5, comma 7; 5-bis, comma 2, lett. a), d. lgs. n. 33/2013).
2. Sulla specifica questione sottoposta all´esame del Garante e sulla valutazione dell´esistenza di un pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali
Nel caso sottoposto all´attenzione del Garante la richiesta di accesso civico aveva a oggetto l´atto con il quale un dipendente comunale ha rassegnato le proprie dimissioni dall´incarico identificato in atti.
Ai fini dell´istruttoria il Comune ha inoltrato a questa Autorità il predetto documento, che risulta contenere dati e informazioni personali, quali oltre al nominativo e all´incarico ricoperto dal dipendente, anche la descrizione dei motivi – di carattere strettamente personale – che hanno indotto il dipendente a rassegnare le proprie dimissioni.
In tale quadro, deve essere ricordato che i dati e i documenti che si ricevono a seguito di una istanza di accesso civico divengono «pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell´articolo 7», sebbene il loro ulteriore trattamento vada in ogni caso effettuato nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013).
Di conseguenza, è anche alla luce di tale amplificato regime di pubblicità dell´accesso civico che va valutata l´esistenza di un possibile pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali del soggetto controinteressato, in base al quale decidere se rifiutare o meno l´accesso al documento richiesto.
Sulle modalità con cui effettuare la predetta valutazione, si rinvia in primo luogo al contenuto delle Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico, laddove è precisato, in particolare (par. 8.1), che:
- «devono essere tenute in considerazione le motivazioni addotte dal soggetto controinteressato, che deve essere obbligatoriamente interpellato dall´ente destinatario della richiesta di accesso generalizzato, ai sensi dell´art. 5, comma 5, del d. lgs. n. 33/2013. Tali motivazioni costituiscono un indice della sussistenza di un pregiudizio concreto […]»;
In tale quadro, si ritiene che – ai sensi della normativa vigente, delle richiamate indicazioni contenute nelle Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico e delle osservazioni del soggetto controinteressato – il Comune abbia correttamente respinto l´accesso civico al documento richiesto. Ciò in quanto la relativa ostensione, unita alla generale conoscenza e al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, può arrecare al dipendente comunale, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui i dati e le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Le predette considerazioni impediscono, altresì, di accordare – come richiesto dall´istante in sede di riesame – un eventuale accesso civico parziale al documento in questione. Ciò in quanto il predetto accorgimento tecnico non eliminerebbe completamente la possibilità che il soggetto controinteressato possa essere re-identificato, anche da parte di terzi, attraverso il complesso della vicenda descritta e le ulteriori informazioni contenute nel documento di cui è stata negata l´ostensione.
Resta, in ogni caso, salva la possibilità per l´istante di esercitare il diverso diritto di accesso ai documenti amministrativi ai sensi degli artt. 22 ss. della l. n. 241/1990, accordato laddove si dimostri di possedere «un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l´accesso».
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Segretario generale del Comune di Marano di Napoli, ai sensi dell´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.