Source: https://www.leggioggi.it/2013/07/10/cassazione-parcheggio-incivile-scatta-il-reato-di-violenza-privata/
Timestamp: 2018-06-20 20:48:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 610', 'art.610', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 610']

Cassazione: parcheggio incivile? Scatta il reato di violenza privata
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Condomini maleducati che parcheggiano in maniera incivile? A loro carico può configurasi il reato di violenza privata. Il grave illecito penale può infatti lecitamente comminarsi nei confronti di tutti quei condomini che, parcheggiando la propria auto in una maniera tale da ostruire l’ingresso al garage condominiale, si rifiutano di provvedere a rimuoverla. Le Sezioni Unite della Cassazione, infatti, con sentenza n.28487/13 del 12 marzo 2013, si sono pronunciate nel merito con un giudizio che ha confermato quanto già consolidato a livello giurisprudenziale, di cui l’orientamento maggioritario ha sempre considerato passibile di denuncia per il reato appunto di Violenza Privata (Art. 610 c.p.), e conseguente condanna alla reclusione e risarcimento, il caso di ostruzione dell’ingresso al garage altrui. In tal senso, non sono affatto infrequenti le situazioni in cui comportamenti consuetudinari, percepiti come “molesti” nella quotidianità condominiale, possono trasformarsi in veri e propri calvari giudiziari in sede penale con ripercussioni altrettanto gravi che possono addirittura sfociare nella condanna alla reclusione.
Sono infatti numerose le fattispecie penali che possono lecitamente avvistarsi all’interno del mini-universo del condominio, accorpando l’intero compendio degli illeciti contro la persona, contro la sua libertà morale, la sua riservatezza e talvolta contro la sua incolumità. La sentenza pronunciata dalle Sezioni Unite, nello specifico, riguarda una congettura assidua ed usuale per chi abita il microcosmo condominiale, e cioè quella del vicino ‘scapestrato’ che con la propria auto finisce con il bloccare il libero transito condominiale spesso anche in presenza di evidenti divieti e passi carrabili. La norma richiamata, attenendo alla ripetuta ostruzione dell’ingresso all’altrui garage, richiama esplicitamente l’art. 610 c.p. che appunto salvaguarda la libertà morale, sostenendo che “chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”. Il senso interpretativo della norma è chiaramente orientato a proteggere la libertà morale del soggetto che, nell’ambito della rispettiva proprietà privata, ha pieno diritto di espressione e godimento e pertanto non può essere in alcun modo limitato dal comportamento di altri.
La Suprema Corte a Sezione Unite, dunque, non ha fatto altro che confermare un indirizzo già ampiamente consolidato dalle precedenti sentenze n. 21779/06 e n.603/11, tramite le quali si affermava che “integra il reato di violenza privata, di cui all’art.610 c.p., la condotta di colui che, avendo parcheggiato l’auto in maniera da ostruire l’ingresso al garage condominiale, si rifiuti di rimuoverla nonostante la richiesta della persona offesa”. Nel pronunciamento in questione, la Suprema Corte, rinsaldando in toto la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro con cui si rovesciava l’assoluzione concessa all’imputato dal Tribunale di Lamezia Terme, considerando il caso di un trattore di modeste dimensioni che l’imputato era solito posteggiare in un’area opposta a quella in cui esisteva un passo carrabile ma che, date le ingombranti misure, finiva con l’ostruire l’utilizzo del garage altrui, ha deciso di andare oltre il principio precedentemente ribadito. La sentenza si basa sull’oggettivizzazione del requisito della “violenza”, un elemento che, in alternativa alla “minaccia”, risulta indispensabile alla configurazione del reato, in quanto nella “ condotta di colui che parcheggia la propria autovettura in modo tale da bloccare il passaggio impedendo alla parte lesa di muoversi (…) il requisito della violenza si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione ed azione”.
Considerata la gravità del reato, è importante accertare che non si tratti di un fatto episodico e che la persona offesa abbia già provveduto a segnalare l’abuso, oltre alla presa di coscienza da parte del condomino ‘trasgressore’ dell’antigiuridicità della propria condotta. Altrettanto rilevante è segnalare come il reato sia procedibile d’ufficio, di conseguenza il “condomino maleducato”, una volta denunciato, anche in caso di rimessa della querela, dovrà comunque essere tenuto a sottoporsi a processo. Un aspetto, questo, che rende particolarmente difficoltosa la pacifica risoluzione delle diatribe condominiali in tema di parcheggio. A titolo conclusivo, questa sentenza della Cassazione, sembra offrire un chiaro esempio di come il Diritto Penale non sia unicamente circoscritto entro i limiti della violenza grave e conclamata, ma giunga a ricomprendere anche comportamenti che sono il segno di ‘meri’ gesti d’inciviltà, spesso svogliatamente tollarati.
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Antonio 28 dicembre 2017 at 12:22
Abito in un condominio e da circa un mese un signore che non far parte del nostro condominio .ha acquistato un garage . non regolamentandolo come la legge prevede , in parole povere non ha presentato domanda per avere l’autorizzazione a non farvi parcheggiare. E se un condomino parcheggia oltre il suo garage .cioè sul muro esterno che ne determina la lunghezza fa spostare l’auto con l’intervento del proprietario . Lui non si regolarizza e pretende quanto sopra detto . Può farlo . Ringraziandovi vi saluto e ringrazio
Patrizia Maria Maci 7 ottobre 2017 at 09:34
Salve. Nel condominio in cui abito, abbiamo da anni regolamentato la sosta dei veicoli dei condomini delimitando con apposite strisce bianche gli stalli nella stradella privata condominiale. Nonostante ciò, qualche nuovo condomino (peraltro inquilino e non proprietario nè di immobile nè di alcun garage) si ostina a posteggiare per tutta la notte un suo secondo veicolo nella corsia di accesso ai nostri garages, e lo scooter davanti al portone di ingresso principale, per di più a pochi cm dai contatori delle utenze domestiche. Da considerare che, esternamente al condominio, esiste un amplissimo parcheggio pubblico gratuito, con decine e decine di stalli gratuiti per la popolazione tutta, dunque potrebbe benissimo parcheggiare lì ciò che vuole… Spesso poi, concede a suoi parenti, assolutamente estranei al condominio, di parcheggiare nella corsia dei garages. Questi parcheggi selvaggi ostacolano le comode manovre dei veicoli e soprattutto il transito di due veicoli marcianti in senso contrario (cioè un veicolo entrante nei locali garage e l’altro in uscita).
Il condomino in oggetto è stato richiamato più volte dall’amministratore e perfino dal proprietario del suo appartamento. Cos’altro possiamo fare?
Karina 9 luglio 2017 at 15:33
Salve , io da circa un anno ho comprato casa per accedervi abbiamo un cancello automatico con tanto di divieti di sosta e proprietà privata a norma di legge . Nonostante questo troviamo sempre le macchine parcheggiate davanti al passo carraio e addirittura quando magari il cancello non si chiude per problemi tecnici la gente entra nel nostro cortile a fare manovre con le macchine per uscire sulla strada e addirittura portano i cani a fare il loro bisogni nel nostro giardino .. Abbiamo chiamato i vigili centinaia di volte ma non fanno nulla a volte non si presentano neanche . Non sappiamo più cosa fare .. lei sa dirmi cosa posso fare sono disperata 😩
nevio 14 luglio 2016 at 15:24
in un condominio abbiamo messo una sbarra, paghiamo il passo carrabile, il motivo è avere assicurato un passo al momento che un auto deve uscire. IL problema di avere l’ auto al passo carrabile che ostruivano era chiamare i vigili o chi per loro.ILproblema è molto più grosso quando viene messa un auto che impedisce l’uscita dal garage e nella proprietà privata non iterviene nessuna autorità e se non trovi il propritario, quale è il sistema per uscire se uno ha necessità? IL PROBLEMA è sempre denunce e tempo, senza sapere la riuscita della sentenza e sempre se vinci o perdi sempre denaro hai rimesso e anni di tempo, ( L’AUTO stà l i e TE devi fare il comodo degl’altri, sapete ALTRE SOLUZIONO. grazie
La Capruccia Cécile 23 maggio 2016 at 11:37
Buongiorno, a me è successo che i vicini hanno impedito di alzare la saracinesca del mio garage per entrarci e lo stesso giorno la vicina si è posta in piedi in corsia di manovra in modo da impedire a mio marito di poter uscire con l’auto. Abbiamo chiamato i carabinieri ma questi hanno solo preso nota e fatto spostare la signora. Si configura come reato? Posso denunciarli? Tenendo anche conto del fatto che i due vicini urlavano parolacce a mio riguardo e la moglie ha colpito con pugni la mia auto…
Patrizia 6 marzo 2016 at 05:52
Abito in una casa privata e per uscire sulla strada devo percorrere un vialetto in fondo al quale trovo quasi sempre un parcheggio selvaggio che mi toglie la visuale per accedere alla strada principale .
I proprietati delle macchine sono recidivi e continuano imperterriti a parcheggiate male.ci sono sanzioni per cio?
Adriano 19 luglio 2015 at 12:09
Salve, e nel caso invece in cui uno dei condomini parcheggi ripetutamente ogni volta che ne ha la possibilità, a 3 o 4 cm dal mio paraurti posteriore (non sto scherzando non entra nemmeno una gamba) così che non si possa nemmeno aprire il bagagliaio, si configura un quale reato? Tenendo presente che mi stanno letteralmente esaurendo! (In più di un’occasione ho fatto le foto)
Ostruire il parcheggio condominiale può costare una condanna per “violenza privata” (art. 610 c.p.) | Studio Legale Lera 16 dicembre 2013 at 15:05
[…] Per un ottimo articolo di commento alla citata pronuncia della Corte di Cassazione si veda LeggiOggi. […]
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