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Timestamp: 2018-07-17 15:51:41+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 474', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 22', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 2734', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 111', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 474', 'art. 3', 'art. 647', 'art. 474', 'art. 2']

Art. 448-773
Esecuzione forzata – Titolo esecutivo giudiziale emesso in favore di società – Estinzione della stessa per cancellazione dal registro delle imprese – Persistente efficacia del titolo esecutivo – Sussistenza – Modalità di attivazione del titolo.
Il titolo esecutivo giudiziale emesso in favore di una società non perde efficacia in caso di estinzione della stessa per cancellazione dal registro delle imprese, sicchè esso può essere fatto valere, al fine di esercitare il conseguente diritto a procedere ad esecuzione forzata, dalla persona fisica nei cui confronti si integra il fenomeno successorio derivante dall'estinzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 18 Agosto 2017, n. 20155. Segue...
In tal caso è evidente la discrasia risultante nel predetto documento ove la somma finanziata prima risulterebbe erogata e poi, invece, ancora vincolata e giacente presso la banca, così creando una situazione di vantaggio solo per quest’ultima che da subito può incassare le rate del mutuo risultanti dal piano di ammortamento. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 25 Luglio 2017. Segue...
Qualora il contratto di mutuo, pur se stipulato con atto pubblico notarile, preveda che la somma mutata sia rimasta indisponibile in deposito cauzionale presso la banca mutuante sino al sino al verificarsi di condizioni future ed incerte, rimesse (in parte) alla volontà della parte mutuataria, siffatto contratto, che, per definizione, dovrebbe essere reale, in realtà è condizionato, difetta della immediata consegna da intendersi come immediata immissione nella disponibilità giuridica della somma mutuata e quindi posticipa necessariamente ad un momento futuro ed incerto il perfezionamento negoziale, sicché ne va disposta la sospensione della efficacia esecutiva. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 19 Luglio 2017. Segue...
Contratto di mutuo – Accredito sul conto corrente del mutuatario della somma con vincolo cauzionale di indisponibilità in favore della banca – Disponibilità effettiva della somma solo al verificarsi di condizioni future ed eventuali – Efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Esclusione.
Un siffatto contratto non integra un titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 co. 3 c.p.c., difettando l’attestazione della erogazione della somma mutuata tramite separato atto pubblico o la quietanza tramite scrittura privata autenticata, sicché, in mancanza di prova dell’erogazione, non può essere idoneo a dimostrare l’esigibilità dell’obbligo di rimborso della somma mutuata. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 18 Luglio 2017. Segue...
Non può essere annoverato nella categoria dei titoli esecutivi di cui all’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché non può ritenersi di per sé idoneo a sorreggere l’esecuzione forzata con conseguente necessaria declaratoria di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, il contratto di mutuo pur se stipulato per atto pubblico notarile nel quale, benché la somma sia stata dichiarata come erogata e quietanzata essa, per la verità, è costituita, presso la stessa banca, in deposito cauzionale a garanzia dell’adempimento di tutte le condizioni poste a carico della medesima parte finanziata, emergendo così che la somma in questione, mentre in una parte del predetto documento viene dichiarata come erogata, in altra, invece, viene indicata come ancora vincolata e giacente presso la banca e dunque, non disponibile, per il mutuatario.
Difetta, in questo caso, la traditio anche sotto il profilo della disponibilità giuridica poiché il mutuante non ha creato un autonomo titolo di disponibilità in favore del mutuatario sì da determinare l’uscita della somma dal proprio patrimonio e l’acquisizione della medesima al patrimonio di quest’ultimo, né ha inserito nel medesimo contratto di mutuo specifiche pattuizioni consistenti nell’incarico che il mutuatario conferisce al mutuante di impiegare la somma mutuata per soddisfare un interesse del primo.
Dunque, il contratto de quo, non incorporando o fornendo la prova di un diritto di credito certo, liquido ed esigibile, è inidoneo, pur se stipulato con atto pubblico notarile, ad assumere efficacia di titolo esecutivo ai fini della restituzione coattiva delle somme promesse. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 12 Giugno 2017. Segue...
Sentenze straniere – Condizioni – In genere – Esecuzione pendente in Italia su titolo esecutivo formatosi in uno Stato membro dell’Unione e riconosciuto nell’ordinamento italiano – Successiva decisione del giudice dello Stato di formazione di detto titolo incidente sulla efficacia esecutiva dello stesso – Delibazione – Divieto ex art. 22, n. 5, del Regolamento CE n. 44/ 2001 – Insussistenza – Ragioni.
Nel regime del Regolamento CE n. 44 del 2001, qualora sia iniziata una esecuzione in Italia sulla base di un titolo esecutivo, giudiziale o negoziale, formatosi in uno Stato membro dell’Unione e riconosciuto nell’ordinamento italiano, e sia successivamente intervenuta una decisione dello Stato di formazione del titolo che abbia inciso su di esso privandolo dell’efficacia esecutiva o ridimensionandola, la riserva alla giurisdizione nazionale dell’esecuzione forzata, prevista dall’art. 22, n. 5, del suddetto Regolamento, non osta alla delibazione di tale successiva pronuncia dello Stato estero, atteso che essa dispiega la sua incidenza non già in modo diretto sull’esecuzione forzata, ma sull’efficacia del titolo, e la sua utilizzazione, una volta riconosciuta, dovrà passare attraverso la necessaria investitura del giudice dell’esecuzione con l’apposito rimedio dell’opposizione all’esecuzione, ciò realizzando il monopolio della giurisdizione italiana sull’esecuzione forzata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Aprile 2017, n. 9350. Segue...
Esecuzione forzata - Obblighi di fare e di non fare - Procedimento esecutivo - In genere - Esecuzione di opere non previste dal titolo - Esclusione - Necessità od opportunità delle stesse - Onere dell'esecutato di provvedervi - Sussistenza - Limiti - Fattispecie.
L’esecuzione degli obblighi di fare o non fare deve svolgersi in perfetta aderenza e nei limiti del dettato del titolo esecutivo, senza estendersi all’esecuzione di opere ulteriori non previste dal titolo stesso, anche se necessarie od opportune a tutela dei diritti dell’esecutato, ove questi abbia la facoltà e quindi l’onere di provvedervi direttamente. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno proposta dagli esecutati, i quali assumevano che, nell’ambito di un’esecuzione volta ad eliminare un illegittimo scolo delle acque piovane da essi realizzato, i lavori di ripristino, pur conformi al contenuto del titolo esecutivo, non erano stati eseguiti a regola d’arte per essersi limitato l’ausiliario nominato dall’ufficiale giudiziario a chiudere la pluviale con un tappo di cemento, così impedendo il deflusso delle acque e provocando l’allagamento dell’immobile di loro proprietà). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 11 Aprile 2017, n. 9280. Segue...
La quietanza nell’atto di mutuo sottoscritto dai contraenti, qualora presente, è inidonea a fondare la prova legale della consegna del denaro, posto che la portata confessoria a sé annessa viene infirmata, ai sensi dell'art. 2734 c.c., dalle contro dichiarazioni aggiunte recate nel contratto e posto che l’effettiva traditio conseguente allo svincolo non risulta da atti formalmente omogenei al contratto, in quanto non ricevuti da notaio (21). (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 05 Aprile 2017. Segue...
Contratto di mutuo condizionato – Erogazione della somma subordinata alla realizzazione delle condizioni contrattualmente previste – Insussistenza dei requisiti ex art. 474 c.p.c..
Il contratto condizionato di mutuo, poiché non documenta l’esistenza attuale di un’obbligazione di somma di denaro, non può essere utilizzato come titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. per la restituzione delle somme che si assumono erogate. (Augusto Mollo) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Maggio 2015. Segue...
Esecuzione forzata in genere – Credito azionato di valore minimo e non connesso con interessi di natura non patrimoniale – Interesse all’azione esecutiva – Irrilevanza giuridica .
L'interesse a proporre l'azione esecutiva, quando abbia ad oggetto un credito di natura esclusivamente patrimoniale, nemmeno indirettamente connesso ad interessi giuridicamente protetti di natura non economica, non diversamente dall'interesse che deve sorreggere l'azione di cognizione, non può ricevere tutela giuridica se l'entità del valore economico è oggettivamente minima e quindi tale da giustificare il giudizio di irrilevanza giuridica dell'interesse stesso. Poiché la giurisdizione è, notoriamente, risorsa statuale limitata ben può la legge, esplicitamente o implicitamente, limitare il ricorso al giudice per far valere pretese di natura meramente patrimoniale, tenendo anche conto che il numero delle azioni giudiziarie non può non influire, stante la limitatezza delle risorse disponibili, sulla durata ragionevole dei giudizi, che è bene protetto dall'art. 111 Cost. e dall'art. 6 della CEDU. (Nella specie, il creditore, dopo aver ricevuto il pagamento della complessiva somma portata in precetto, pari ad euro 17.854,94, ha ugualmente avviato la procedura esecutiva, deducendo l'esistenza di un residuo credito compreso tra euro 12 e 21, a titolo di interessi maturati tra la data di notifica del precetto e la data del pagamento). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Marzo 2015. Segue...
Espropriazione individuale - Interpretazione del titolo esecutivo - Sentenza passata in giudicato - Apprezzamento di fatto incensurabile in sede di legittimità.
In tema di azione individuale, l'interpretazione del titolo esecutivo consistente in una sentenza passata in giudicato, compiuta dal giudice dell'opposizione a precetto o all'esecuzione, si risolve nell'apprezzamento di un fatto, come tale incensurabile in sede di legittimità sé esente da vizi logici e giuridici, senza che possa diversamente opinarsi alla luce dei poteri di rilievo ufficioso e di diretta interpretazione del giudicato esterno da parte del giudice di legittimità, atteso che, in sede di esecuzione, la sentenza passata in giudicato, pur ponendosi come "giudicato esterno" (in quanto decisione assunta fuori del processo esecutivo), non opera come decisione della controversia, bensì come titolo esecutivo e, pertanto, al pari degli altri titoli esecutivi, non va intesa come momento terminale della funzione cognitiva del giudice, bensì come presupposto fattuale dell'esecuzione, ossia come condizione necessaria e sufficiente per procedere ad essa (Cass. 14 gennaio 2011, n. 760; Cass. 6 luglio 2010, n. 15852; Cass. 9 agosto 2007, n. 17482; Cass. 25 marzo 2003, n. 4382; Cass. 9 agosto 2007, n. 14727). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Gennaio 2015. Segue...
Espropriazione forzata - Concessione di ipoteca da parte del terzo - Mancanza di una espressa ricognizione del debito nei confronti del creditore - Titolo esecutivo - Esclusione..
Non ha valore di titolo esecutivo l'atto di concessione di ipoteca da parte del terzo datore che non contenga una dichiarazione di volontà ricognitiva dell'esistenza del debito nei confronti del creditore, ma una semplice dichiarazione di scienza rispetto al debitore; il solo atto di concessione di ipoteca non è, infatti, idoneo a produrre un effetto confessorio o anche solo ricognitivo circa l'esistenza del debito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 01 Marzo 2013. Segue...
Sentenza – Titolo Esecutivo – Interpretazione extra-testuale – Ammissibilità – Sussiste. .
La sentenza, fatta valere quale titolo esecutivo, non si esaurisce nel documento giudiziario, in cui è consacrato l'obbligo, essendone consentita l'interpretazione extratestuale, sulla base degli elementi ritualmente acquisiti nel processo in cui è stata emessa. Ne consegue che il giudice dell'opposizione all'esecuzione non può dichiarare d'ufficio la illiquidità del credito, portato dalla sentenza fatta valere come titolo esecutivo, senza invitare le parti a discutere la questione e ad integrare le rispettive difese, anche sul piano probatorio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 02 Luglio 2012, n. 11066. Segue...
Separazione e divorzio – Provvedimenti provvisori – Natura di titolo esecutivo – Requisiti – Credito certo, liquido ed esigibile – Necessità..
I provvedimenti provvisori emessi nell’ambito del giudizio di separazione o di divorzio, assumono l’efficacia di titoli esecutivi solo allorquando, così come prescritto dall’art. 474, comma 1, codice procedura civile, risultano relativi a crediti certi, liquidi ed esigibili, tramite indicazione di una specifica somma, determinata o determinabile nel suo ammontare.
Nel caso invece di generica condanna al pagamento delle ‘spese straordinarie’, non può ritenersi che il provvedimento provvisorio assuma le vesti di un titolo esecutivo. Pertanto, in tal caso e nell’ipotesi di non spontanea attuazione da parte dell’obbligato, non può procedersi direttamente al precetto; ma, al fine di legittimare l’esecuzione forzata, è necessario sollecitare un ulteriore intervento del giudice, ad esempio tramite ricorso per decreto ingiuntivo, volto ad accertare l’avveramento dell’evento futuro e incerto cui è subordinata l’efficacia della condanna, ossia l’effettiva sopravvenienza degli specifici esborsi contemplati dal titolo e la relativa entità, non suscettibili di essere desunte sulla base degli elementi di fatto contenuti nella prima pronuncia. (gm) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Febbraio 2010, n. 0. Segue...
Titolo esecutivo europeo - Questioni inerenti la concessione del titolo - Sindacabilità da parte del giudice dello stato membro in cui è richiesta l'esecuzione - Esclusione..
A fronte della documentata esistenza del certificato di titolo esecutivo europeo, l'eventuale errore nella sua concessione non può essere sindacato dal giudice dello stato in cui è richiesta l'esecuzione ma solo dal giudice dello stato in cui la decisione è stata resa, promuovendo l'istanza di revoca del titolo. Pertanto, in presenza di tale titolo, è abolito l’exequatur e la decisione giudiziaria, certificata come titolo esecutivo europeo nello stato membro d'origine, è riconosciuta ed eseguita negli altri stati membri, senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutività ai sensi del Reg. n. 44/2001. Ne consegue che il giudice dello stato membro non potrà sindacare la sussistenza o meno delle condizioni perché il credito possa essere considerato "non contestato" (art. 3, Reg. CE 806/2004). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 01 Febbraio 2010. Segue...
Titolo esecutivo europeo - Spedizione in forma esecutiva nel paese dello stato di esecuzione - Esclusione - Rilievo della omessa notifica del certificato esecutivo europeo - Deducibilità - Opposizione agli atti esecutivi..
Premesso che la presenza del titolo esecutivo europeo esclude la necessità di provvedere alla spedizione del titolo in forma esecutiva nel paese dello stato di esecuzione, si deve ritenere che la mancata notificazione del certificato esecutivo europeo non costituisce motivo di opposizione al precetto, bensì di opposizione agli atti esecutivi, da proporsi nel termine di venti giorni dalla notifica del precetto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 01 Febbraio 2010. Segue...
Titolo esecutivo europeo – Regolamento CE n. 805/2004 – Presupposti..
Al fine di certificare una decisione giudiziaria come titolo esecutivo europeo ai sensi del regolamento CE n. 805/2004 del 21 aprile 2004 è necessario, fra l’altro, che la decisione sia esecutiva nello Stato membro d’origine e tale presupposto non sussiste ove il decreto ingiuntivo non sia stato dichiarato esecutivo ex art. 647 cod. proc. civ.. (mb) Tribunale Mantova, 24 Settembre 2009, n. 0. Segue...
Esecuzione forzata – Titolo esecutivo – Scrittura privata autenticata – Formazione in data anteriore al 1 marzo 2006 – Efficacia di titolo esecutivo – Esclusione..
Non è titolo esecutivo, relativamente alle obbligazioni in essa contenute, la scrittura privata che sia stata autenticata in data anteriore al 1 marzo 2006, data di entrata in vigore modifica apportata all’art. 474 cod. proc. civ. dall’art. 2, comma 3 lett e) del decreto legge n. 35/2005, convertito con modificazioni dalla legge. n. 80/2005. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 21 Gennaio 2009. Segue...