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Timestamp: 2018-06-22 07:43:27+00:00
Document Index: 147198058

Matched Legal Cases: ['in fine', 'in fine', 'art. 61', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 147', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 61', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 29', 'art. 35', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 35', 'art. 29', 'art. 29']

L. 28/06/2012, n. 92 | Bollettino di Legislazione Tecnica
G.U. Suppl. Ord. 03/07/2012, n. 136
In vigore dal 18/07/2012.
- Errata Corrige in G.U. 14/07/2012, n. 163
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Art. 1. - Disposizioni generali, tipologie contrattuali e disciplina in tema di flessibilità in uscita e tutele del lavoratore
2. Al fine di monitorare lo stato di attuazione degli interventi e delle misure di cui alla presente legge e di valutarne gli effetti sull'efficienza del mercato del lavoro, sull'occupabilità dei cittadini, sulle modalità di entrata e di uscita nell'impiego, è istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione con le altre istituzioni competenti, un sistema permanente di monitoraggio e valutazione basato su dati forniti dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e da altri soggetti del Sistema statistico nazionale (Sistan). Al sistema concorrono altresì le parti sociali attraverso la partecipazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale dei datori di lavoro e dei lavoratori.
3. Il sistema di cui al comma 2 assicura, con cadenza almeno annuale, rapporti sullo stato di attuazione delle singole misure, sulle conseguenze in termini microeconomici e macroeconomici, nonché sul grado di effettivo conseguimento delle finalità di cui al comma 1. Il sistema assicura altresì elementi conoscitivi sull'andamento dell'occupazione femminile, rilevando, in particolare, la corrispondenza dei livelli retributivi al principio di parità di trattamento “nonché sugli effetti determinati dalle diverse misure sulle dinamiche intergenerazionali” N18. Dagli esiti del monitoraggio e della valutazione di cui ai commi da 2 a 6 sono desunti elementi per l'implementazione ovvero per eventuali correzioni delle misure e degli interventi introdotti dalla presente legge, anche alla luce dell'evoluzione del quadro macroeconomico, degli andamenti produttivi, delle dinamiche del mercato del lavoro e, più in generale, di quelle sociali.
4. Allo scopo di assicurare il monitoraggio e la valutazione indipendenti della riforma, l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e l'ISTAT organizzano delle banche dati informatizzate anonime, rendendole disponibili, a scopo di ricerca scientifica, a gruppi di ricerca collegati a università, enti di ricerca o enti che hanno anche finalità di ricerca italiani ed esteri. I risultati delle ricerche condotte mediante l'utilizzo delle banche dati sono resi pubblici e comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
«1bis. Il requisito di cui al comma 1 non è richiesto nell'ipotesi del primo rapporto a tempo determinato, di durata non superiore a dodici mesi, concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nel caso di prima missione di un lavoratore nell'ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4 dell'articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. I contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere, in via diretta a livello interconfederale o di categoria ovvero in via delegata ai livelli decentrati, che in luogo dell'ipotesi di cui al precedente periodo il requisito di cui al comma 1 non sia richiesto nei casi in cui l'assunzione a tempo determinato o la missione nell'ambito del contratto di somministrazione a tempo determinato avvenga nell'ambito di un processo organizzativo determinato dalle ragioni di cui all'articolo 5, comma 3, nel limite complessivo del 6 per cento del totale dei lavoratori occupati nell'ambito dell'unità produttiva»;
«2bis. Il contratto a tempo determinato di cui all'articolo 1, comma 1bis, non può essere oggetto di proroga»;
h) all'articolo 5, comma 3, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «I contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 1bis, possono prevedere, stabilendone le condizioni, la riduzione dei predetti periodi, rispettivamente, fino a venti giorni e trenta giorni nei casi in cui l'assunzione a termine avvenga nell'ambito di un processo organizzativo determinato: dall'avvio di una nuova attività; dal lancio di un prodotto o di un servizio innovativo; dall'implementazione di un rilevante cambiamento tecnologico; dalla fase supplementare di un significativo progetto di ricerca e sviluppo; dal rinnovo o dalla proroga di una commessa consistente. In mancanza di un intervento della contrattazione collettiva, ai sensi del precedente periodo, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, provvede a individuare le specifiche condizioni in cui, ai sensi del periodo precedente, operano le riduzioni ivi previste». “I termini ridotti di cui al primo periodo trovano applicazione per le attività di cui al comma 4-ter e in ogni altro caso previsto dai contratti collettivi stipulati ad ogni livello dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale” N1;
i) all'articolo 5, comma 4bis, al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «; ai fini del computo del periodo massimo di trentasei mesi si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni equivalenti, svolti fra i medesimi soggetti, ai sensi del comma 1bis dell'articolo 1 del presente decreto e del comma 4 dell'articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, inerente alla somministrazione di lavoro a tempo determinato».
b) al comma 4 dell'articolo 20, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «è fatta salva la previsione di cui al comma 1bis dell'articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368»;
a) la lettera a) è sostituita dalla seguente: «a) ai licenziamenti che presuppongono la risoluzione di questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro ovvero alla nullità del termine apposto al contratto di lavoro, ai sensi degli articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e successive modificazioni. Laddove si faccia questione della nullità del termine apposto al contratto, il termine di cui al primo comma del predetto articolo 6, che decorre dalla cessazione del medesimo contratto, è fissato in centoventi giorni, mentre il termine di cui al primo periodo del secondo comma del medesimo articolo 6 è fissato in centottanta giorni»;
12. Le disposizioni di cui al comma 3, let
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Art. 2. - Ammortizzatori sociali
1. A decorrere dal 1° gennaio 2013 e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data è istituita, presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, l'Assicurazione sociale per l'impiego (ASpI), con la funzione di fornire ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione un'indennità mensile di disoccupazione.
2. Sono compresi nell'ambito di applicazione dell'ASpI tutti i lavoratori dipendenti, ivi compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all'instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142, e successive modificazioni, con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano nei confronti degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, per i quali trovano applicazione le norme di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e successive modificazioni, all'articolo 25 della legge 8 agosto 1972, n. 457, all'articolo 7 della legge 16 febbraio 1977, n. 37, e all'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni.
4. L'indennità di cui al comma 1 è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino i seguenti requisiti:
a) siano in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
5. Sono esclusi dalla fruizione dell'indennità di cui al comma 1 i lavoratori che siano cessati dal rapporto di lavoro per dimissioni o per risoluzione consensuale del rapporto, fatti salvi i casi in cui quest'ultima sia intervenuta nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 40 dell'articolo 1 della presente legge.
6. L'indennità di cui al comma 1 è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.
7. L'indennità mensile è rapportata alla retribuzione mensile ed è pari al 75 per cento nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2013 all'importo di 1.180 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente; nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l'indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. L'indennità mensile non può in ogni caso superare l'importo mensile massimo di cui all'articolo unico, secondo comma, lettera b), della legge 13 agosto 1980, n. 427, e successive modificazioni.
8. All'indennità di cui al comma 1 non si applica il prelievo contributivo di cui all'articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.
9. All'indennità di cui al comma 1 si applica una riduzione del 15 per cento dopo i primi sei mesi di fruizione. L'indennità medesima, ove dovuta, è ulteriormente decurtata del 15 per cento dopo il dodicesimo mese di fruizione.
10. Per i periodi di fruizione dell'indennità sono riconosciuti i contributi figurativi nella misura settimanale pari alla media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali di cui al comma 6 degli ultimi due anni. I contributi figurativi sono utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici; essi non sono utili ai fini del conseguimento del diritto nei casi in cui la normativa richieda il computo della sola contribuzione effettivamente versata.
10-bis. Al datore di lavoro che, senza esservi tenuto, assuma a tempo pieno e indeterminato lavoratori che fruiscono dell'Assicurazione sociale per l'impiego (ASpI) di cui al comma 1 è concesso, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, un contributo mensile pari al “venti per cento”N43 dell'indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore. Il diritto ai benefici economici di cui al presente comma è escluso con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di impresa dello stesso o diverso settore di attività che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell'impresa che assume, ovvero risulta con quest'ultima in rapporto di collegamento o controllo. L'impresa che assume dichiara, sotto la propria responsabilità, all'atto della richiesta di avviamento, che non ricorrono le menzionate condizioni ostative. N21
a) per i lavoratori di età inferiore a cinquantacinque anni, l'indennità di cui al comma 1 viene corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti “negli ultimi dodici mesi” N13, anche in relazione ai trattamenti brevi di cui al comma 20 (miniASpI);
b) per i lavoratori di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, l'indennità è corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti “negli ultimi diciotto mesi” N13 ai sensi del comma 4 ovvero del comma 20 del presente articolo.
12. L'indennità di cui al comma 1 spetta dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro ovvero dal giorno successivo a quello in cui sia stata presentata la domanda.
13. Per fruire dell'indennità i lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda, esclusivamente in via telematica, all'INPS, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento.
14. La fruizione dell'indennità è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni.
15. In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, l'indennità di cui al comma 1 è sospesa d'ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all'articolo 9bis, comma 2, del decreto legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di sei mesi; al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a sei mesi l'indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.
16. Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento nell'ambito dell'ASpI o della miniASpI di cui al comma 20.
17. In caso di svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto beneficiario deve informare l'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarre da tale attività. Il predetto Istituto provvede, qualora il reddito da lavoro autonomo sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, a ridurre il pagamento dell'indennità di un importo pari all'80 per cento dei proventi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data di fine dell'indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. La riduzione di cui al periodo precedente è conguagliata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi; nei casi di esenzione dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, è richiesta al beneficiario un'apposita autodichiarazione concernente i proventi ricavati dall'attività autonoma.
18. Nei casi di cui al comma 17, la contribuzione relativa all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all'attività di lavoro autonomo non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88.
19. In via sperimentale per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell'indennità di cui al comma 1 può richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento pari al numero di mensilità non ancora percepite, al fine di intraprendere un'attività di lavoro autonomo, ovvero per avviare un'attività in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa. Tale possibilità è riconosciuta nel limite massimo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'
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Art. 3. - Tutele in costanza di rapporto di lavoro
1. N39
2. A decorrere dal 1° gennaio 2013 ai lavoratori addetti alle prestazioni di lavoro temporaneo occupati con contratto di lavoro a tempo indeterminato nelle imprese e agenzie di cui all'articolo 17, commi 2 e 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni, e ai lavoratori dipendenti dalle società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali ai sensi dell'articolo 21, comma 1, lettera b), della medesima legge n. 84 del 1994, è riconosciuta un'indennità di importo pari a un ventiseiesimo del trattamento massimo mensile di integrazione salariale straordinaria, comprensiva della relativa contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare, per ogni giornata di mancato avviamento al lavoro, nonché per le giornate di mancato avviamento al lavoro che coincidano, in base al programma, con le giornate definite festive, durante le quali il lavoratore sia risultato disponibile. L'indennità è riconosciuta per un numero di giornate di mancato avviamento al lavoro pari alla differenza tra il numero massimo di ventisei giornate mensili erogabili e il numero delle giornate effettivamente lavorate in ciascun mese, incrementato del numero delle giornate di ferie, malattia, infortunio, permesso e indisponibilità. L'erogazione dei trattamenti di cui al presente comma da parte dell'INPS è subordinata all'acquisizione degli elenchi recanti il numero, distinto per ciascuna impresa o agenzia, delle giornate di mancato avviamento al lavoro, predisposti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in base agli accertamenti effettuati in sede locale dalle competenti autorità portuali o, laddove non istituite, dalle autorità marittime.
3. Alle imprese e agenzie di cui all'articolo 17, commi 2 e 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni, e alle società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali ai sensi dell'articolo 21, comma 1, let
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Art. 4. - Ulteriori disposizioni in materia di mercato del lavoro
1. Nei casi di eccedenza di personale, accordi tra datori di lavoro che impieghino mediamente più di quindici dipendenti e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale possono prevedere che, al fine di incentivare l'esodo dei lavoratori più anziani, il datore di lavoro si impegni a corrispondere ai lavoratori una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe in base alle regole vigenti, ed a corrispondere all'INPS la contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento. “La stessa prestazione può essere oggetto di accordi sindacali nell'ambito di procedure ex articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero nell'ambito di processi di riduzione di personale dirigente conclusi con accordo firmato da associazione sindacale stipulante il contratto collettivo di lavoro della categoria” N11.
2. I lavoratori coinvolti nel programma di cui al comma 1 debbono raggiungere i requisiti minimi per il pensionamento, di vecchiaia o anticipato, nei quattro anni successivi alla cessazione dal rapporto di lavoro.N60
3. Allo scopo di dare efficacia all'accordo di cui al comma 1, il datore di lavoro interessato presenta apposita domanda all'INPS, accompagnata dalla presentazione di una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi.
5. A seguito dell'accettazione dell'accordo di cui al comma 1 il datore di lavoro è obbligato a versare mensilmente all'INPS la provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa. In ogni caso, in assenza del versamento mensile di cui al presente comma, l'INPS è tenuto a non erogare le prestazioni.
7-bis. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 7 trovano applicazione anche nel caso in cui le prestazioni spetterebbero a carico di forme sostitutive dell'assicurazione generale obbligatoria. N12
7-ter. Nel caso degli accordi il datore di lavoro procede al recupero delle somme pagate ai sensi dell'articolo 5, comma 4, della legge n. 223 del 1991, relativamente ai lavoratori interessati, mediante conguaglio con i contributi dovuti all'INPS e non trova comunque applicazione l'articolo 2, comma 31, della presente legge. Resta inoltre ferma la possibilità di effettuare nuove assunzioni anche presso le unità produttive interessate dai licenziamenti in deroga al diritto di precedenza di cui all'articolo 8, comma 1, della legge n. 223 del 1991. N12
11. Le disposizioni di cui ai commi da 8 a 10 si applicano nel rispetto del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, anche in relazione alle assunzioni di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell'ambito dei fondi strutturali dell'Unione europea e nelle aree di cui all'articolo 2, punto 18), lettera e), del predetto regolamento, annualmente individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nonché in relazione alle assunzioni di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti.
12. N45
12-bis. Resta confermato, in materia di incentivi per l'incremento in termini quantitativi e qualitativi dell'occupazione giovanile e delle donne, quanto disposto dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, del 5 ottobre 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 ottobre 2012, n. 243, che resta pertanto confermato in ogni sua disposizione. N16
15. N47
16. Il comma 4 dell'articolo 55 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, è sostituito dal seguente: «4. La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui all'articolo 54, comma 9, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente per territorio. A detta convalida è sospensivamente condizionata l'efficacia della risoluzione del rapporto di lavoro».
17.-23bis. N49
24. Al fine di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all'interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in via sperimentale per gli anni 2013-2015:
a) il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha l'obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di un giorno. Entro il medesimo periodo, il padre lavoratore dipendente può astenersi per un ulteriore periodo di due giorni, anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest'ultima.
In tale ultima ipotesi, per il periodo di due giorni goduto in sostituzione della madre è riconosciuta un'indennità giornaliera a carico dell'INPS pari al 100 per cento della retribuzione e per il restante giorno in aggiunta all'obbligo di astensione della madre è riconosciuta un'indennità pari al 100 per cento della retribuzione. Il padre lavoratore è tenuto a fornire preventiva comunicazione in forma scritta al datore di lavoro dei giorni prescelti per astenersi dal lavoro almeno quindici giorni prima dei medesimi. All'onere derivante dalla presente lettera, valutato in 78 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede, quanto a 65 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 24, comma 27, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e, quanto a 13 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013-2015, ai sensi del comma 69 del presente articolo; N51 N57
b) nei limiti delle risorse di cui al comma 26 e con le modalità di cui al comma 25, è disciplinata la possibilità di concedere alla madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità, per gli undici mesi successivi e in alternativa al congedo parentale di cui al comma 1, lettera a), dell'articolo 32 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 151 del 2001, la corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di babysitting, ovvero per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, da richiedere al datore di lavoro. N55 N58
25. Con decreto, di natura non regolamentare, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti, nei limiti delle risorse di cui al comma 26:
a) i criteri di accesso e le modalità di utilizzo delle misure sperimentali di cui al comma 24;
b) il numero e l'importo dei voucher di cui al comma 24, lettera b), tenuto anche conto dell'indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare di appartenenza.
26. Il decreto di cui al comma 25 provvede altresì a determinare, per la misura sperimentale di cui al comma 24, lettera b), e per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, la quota di risorse del citato fondo di cui all'articolo 24, comma 27, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nel limite delle quali è riconosciuto il beneficio previsto dalla predetta misura sperimentale.
27. Alla legge 12 marzo 1999, n. 68, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 4, comma 1, il primo periodo è sostituito dai seguenti: «Agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere, sono computati di norma tra i dipendenti tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Ai medesimi effetti, non sono computabili: i lavoratori occupati ai sensi della presente legge,
Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro.
Si tratta di un provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013, cosiddetto «Collegato lavoro», già approvato nel mese di gennaio 2010 ma successivamente rinviato alle Camere per un nuovo esame da parte del presidente della Repubblica, il quale aveva censurato, in particolare, l'articolo 31, che modifica le disposizioni del codice di procedura civile in materia di conciliazione e arbitrato nelle controversie individuali di lavoro, e l'articolo 20, in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro e di igiene del lavoro per il personale che presta la sua opera sul naviglio di Stato.
Il ripristino degli incentivi ai tecnici della PA
Il provvedimento, all'articolo 35, comma 3, abroga il comma 7-bis dell'art. 61 della L. 133/2008, introdotto dal comma 4-sexies dell'art. 18 della L. 2/2009.
Viene in tal modo ripristinato nella misura del 2% l'incentivo destinato dall'articolo 92, comma 5, del D. Leg.vo 163/2006 ai tecnici interni alla pubblica amministrazione ed in particolare da ripartire tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori.
Decorrenza delle norme sul ripristino dell'incentivo
Con due distinte pronunce la Corte dei Conti aveva a suo tempo fornito parere in merito all'applicazione della riduzione degli incentivi in questione, avanzati da amministrazioni comunali alla luce del susseguirsi di norme di legge sull'argomento. In particolare la Corte, partendo dall'assunto che il divieto di retroattività della legge costituisce un principio generale dell'ordinamento ribadito dalla giurisprudenza costituzionale, aveva ritenuto che la riduzione dovesse valere solamente per prestazioni affidate dopo il 01/01/2009, data di entrata in vigore della norma che ne disponeva appunto la riduzione del 2% allo 0,5%.
Parere di segno contrario era stato invece rilasciato dalla Ragioneria generale dello Stato, la quale riteneva che la disposizione che limitava il tetto agli incentivi avesse efficacia retroattiva, estendendosi quindi a tutte le prestazioni non ancora liquidate. Detta interpretazione risultava ovviamente inaccettabile, come fatto rilevare su queste pagine.
Dovendo peraltro applicare il principio della non retroattività anche al caso di aumento degli incentivi, è molto probabile che gli incarichi affidati prima dell'entrata in vigore del Collegato lavoro, al momento non nota in quanto ancora in attesa di pubblicazione in GU, continueranno ad essere pagati allo 0,5%, a maggior ragione in virtù del fatto che molto probabilmente la spesa impegnata dagli enti pubblici sia stata calibrata in funzione di detta percentuale.
L. 22/12/2008, n. 203
Articolo 2, comma 37
Articolo 2, commi 475, 476, 476-bis, 477, 478, 479
Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale.
Articolo 4, comma 1; Articolo 5, comma 8-quinquies; Articolo 6, comma 1.
D.L. 16/05/1994, n. 299
Disposizioni urgenti in materia di occupazione e di fiscalizzazione degli oneri sociali.
Articolo 3, commi 3 e 4
L. 06/08/1975, n. 427
Norme in materia di garanzia del salario e di disoccupazione speciale in favore dei lavoratori dell'edilizia ed affini.
Articoli da 9 a 19
Articolo 2, comma 34
Articolo 2, comma 34.
Articolo 2, commi da 51 a 53
Articolo 3, commi 1, da 4 a 19-ter, da 22 a 45; articolo 3, commi 20, 20-bis e 21, a decorrere dal 01/01/2016.
Il presente provvedimento attua l'art. 1, comma 2, lettera a) (riordino della normativa in materia di strumenti di tutela in costanza di rapporto di lavoro) della L. 183/2014 (cosiddetta "legge delega sul Jobs act").
Sono introdotte, al fine di razionalizzare la normativa in materia, attualmente disseminata in molteplici provvedimenti normativi, le disposizioni concernenti gli strumenti di tutela del reddito in costanza di rapporto di lavoro, ossia:
cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria;
fondi di solidarietà bilaterale.
SI segnala in particolare l’art. 4, il quale prevede che per le imprese industriali e artigiane dell'edilizia e affini, e per le imprese industriali e artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) e la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) non possono superare la durata massima complessiva di 30 mesi in un quinquennio mobile, invece del limite ordinariamente stabilito di 24 mesi.
Il provvedimento, in vigore dal 24/09/2015, abroga tutte le disposizioni che attualmente regolano la materia in esame.
Articolo 4, commi 12, 13 e 15; articolo 4, commi da 40 a 45, a far data dall'adozione del decreto di cui agli articoli 20, comma 1, 21, comma 2 e 22, comma 2, del D. Leg.vo 150/2015, e non trovano applicazione a far data dalla stipula del patto di servizio personalizzato, di cui all'art. 20 del D. Leg.vo 150/2015.
Il presente provvedimento attua l'articolo 1, comma 3 (riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive) della L. 183/2014 (cosiddetta "legge delega sul Jobs act").
Sono introdotte disposizioni volte all'individuazione dei soggetti che costituiscono la rete dei servizi per le politiche del lavoro, per le quali il coordinamento viene affidato alla nuova Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL).
Tra le principali novità si segnalano l'introduzione dell'assegno di ricollocazione, la realizzazione di un sistema informativo unitario delle politiche attive e il fascicolo elettronico del lavoratore.
Articolo 2, comma 10-bis.
Articolo 4, commi da 17 a 23-bis, a decorrere dal 23/11/2015.
D. Leg.vo 04/03/2015, n. 22
Articolo 2, commi da 51 a 56. L'eccezione all'applicazione dei citati commi vige fino al 31/12/2015.
Il provvedimento attua i criteri di delega di cui all'art. 1, comma 1 (riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali, tenuto conto delle peculiarità dei diversi settori produttivi), art. 1, comma 2, lettera b) (riordino della normativa in materia di strumenti di sostegno in caso di disoccupazione involontaria), art.1, comma 3 (riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive), e art. 1, comma 4, lettera p) (promozione di un collegamento tra misure di sostegno al reddito della persona inoccupata o disoccupata e misure volte al suo inserimento nel tessuto produttivo), della L. 10/12/2014, n. 183 (cosiddetta "legge delega sul Jobs act").
Sono introdotte misure concernenti:
la "Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego" (NASpI), consistente in una indennità mensile di disoccupazione per i lavoratori subordinati che abbiano perso involontariamente la propria occupazione;
una indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto (DIS-COLL) - in via sperimentale per il 2015;
l'"Assegno di disoccupazione" (ASDI), per sostenere il reddito dei lavoratori beneficiari della NASpI che abbiano fruito di questa per l'intera sua durata ed entro il 31/12/2015 siano privi di occupazione ed in situazione di bisogno.
Articolo 1, commi da 48 a 68. I commi in questione non si applicano ai licenziamenti di cui al D.Leg.vo 23/2015.
Articolo 1, comma 19
Articolo 28; Articolo 3
Articolo 2, comma 30, con riferimento alle trasformazioni di contratti a tempo indeterminato decorrenti dal 01/01/2014
Articolo 4, commi 2-bis e 33, lettera c), numero 1)
Articolo 1, commi 3, 22 e 28; articolo 2, comma 10-bis; articolo 3, commi 4, 5, 14, 19, 42, 44 e 45; articolo 4, comma 23-bis
Articolo 2, comma 22, la parola: "15"
Articoli 2, commi 11, lett. a), b), 21, 24-bis, 31, 39, 71, lett. c); 3, commi 4, 31, 32, lett. a); 4, comma 12-bis
Articoli 1, 2, 4
Acc. Conf. Stato-Regioni 25/05/2017, n. 86/CSR
Accordo tra il Governo, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante "Linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento", ai sensi dell’articolo 1, commi da 34 a 36, della legge 28 giugno 2012, n. 92.
Articolo 1, comma 34.
Con l’Accordo si stabilisce di aggiornare e sostituire le Linee guida approvate con l’Acc. Conf. Stato-Regioni 24/01/2013, n. 1/CSR, le quali hanno definito un primo quadro di riferimento comune a tutte le Regioni e Province autonome in materia di tirocini extracurriculari.
Le Linee guida indicano taluni standard minimi di carattere disciplinare con particolare riferimento a:
durata dei tirocini;
soggetti promotori e ospitanti;
condizioni e modalità di attivazione;
limiti numerici e premialità;
garanzie assicurative;
modalità di attuazione;
attestazione dell'attività svolta;
indennità di partecipazione;
monitoraggio, misure di vigilanza, controllo ispettivo e disciplina sanzionatoria.
Rimane comunque inalterata la facoltà per le Regioni e Province autonome di fissare disposizioni di maggiore tutela.
Il Governo, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano concordano inoltre sui seguenti principi:
i tirocinanti non possono sostituire i lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività e non possono essere utilizzati per sostituire il personale del soggetto ospitante nei periodi di malattia, maternità o ferie né per ricoprire ruoli necessari all'organizzazione dello stesso.
Le regioni e province autonome, nell'esercizio delle proprie competenze legislative e nella organizzazione dei relativi servizi, si impegnano a recepire nelle proprie normative quanto previsto nelle Linee guida entro 6 mesi dalla data dell’Accordo (i.e. entro il 25/11/2017).
Deliberaz. G.R. Basilicata 27/06/2013, n. 747
Recepimento Linee guida in materia di tirocini in attuazione dell’art. 1, co. 34 L. n. 92/2012 approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
Art. 1 (comma 34)
Acc. Conf. Stato-Regioni 24/01/2013, n. 1/CSR
Accordo tra il Governo, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, sul documento recante "Linee-guida in materia di tirocini".
Articolo 1, comma 34
Obiettivo delle Linee Guida è fornire un quadro di riferimento comune a tutte le Regioni e Province autonome al fine dell'esercizio delle rispettive potestà legislative e amministrative, sistematizzando quanto finora definito in materia dai provvedimenti vigenti. Il contenuto delle Linee Guida indica taluni standard minimi di carattere disciplinare la cui definizione lascia, comunque, inalterata la facoltà per le Regioni e Province autonome di fissare disposizioni di maggiore tutela.
Non rientrano tra le materie oggetto delle Linee Guida:
i tirocini curriculari promossi da università, istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale, ovvero tutte le fattispecie non soggette alle comunicazioni obbligatorie, in quanto esperienze previste all'interno di un percorso formale di istruzione o di formazione;
i periodi di pratica professionale, nonché i tirocini previsti per l'accesso alle professioni ordinistiche;
i tirocini transnazionali, ad esempio, quelli realizzati nell'ambito dei programmi comunitari per l'istruzione e per la formazione, quali il Lifelong Learning Programme;
i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all'interno delle quote di ingresso;
i tirocini estivi.
Le Linee Guida sono applicabili anche nei casi in cui il soggetto ospitante sia una Pubblica Amministrazione, e si riferiscono alle seguenti tipologie di tirocini:
tirocini formativi e di orientamento, di durata non superiore a 6 mesi, destinati a neo-diplomati o neo-laureati che abbiano conseguito il titolo di studio entro e non oltre i 12 mesi precedenti;
tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro, di durata non superiore a 6 mesi, rivolti a disoccupati (anche in mobilità), inoccupati e lavoratori in regime di cassa integrazione;
tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento in favore di disabili, persone svantaggiate nonché immigrati, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, di durata non superiore a 12 mesi, o 24 mesi nel caso di soggetti disabili.
Regioni e Province Autonome, nell'esercizio delle proprie competenze legislative e nella organizzazione dei relativi servizi, si impegnano a recepire nelle proprie normative quanto previsto nelle Linee Guida entro 6 mesi dalla data dell'accordo in commento, e dunque entro il 24/07/2013.
D. Leg.vo 16/01/2013, n. 13
Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell’articolo 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n. 92.
Articolo 4, commi 58, 68
Circ. INPS 31/01/2017, n. 21
Gestione separata - art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Aliquote contributive per l’anno 2017.
L'INPS fornisce indicazioni sulle aliquote contributive e di computo e sul massimale e minimale per l'anno 2017 per i soggetti iscritti alla Gestione separata, alla luce delle novità introdotte dalla L. 232/2016, Legge di Bilancio 2017.
Circ. INPS 29/01/2016, n. 13
Gestione separata - art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Aliquote contributive reddito per l’anno 2016; aliquote di computo.
L'INPS fornisce indicazioni sulle aliquote contributive e di computo e sul massimale e minimale per l'anno 2016 per i soggetti iscritti alla Gestione separata, alla luce delle novità introdotte dalla L. 208/2015, Legge di Stabilità 2016.
Interp. Min. Lavoro e Pol. Soc. 17/04/2015, n. 9
Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2003 – contrattazione collettiva nazionale – esclusione del regime della responsabilità solidale negli appalti.
Il documento chiarisce che la norma di cui all’art. 29, comma 2, del D. Leg.vo 276/2003 - nella parte in cui consente che il regime di responsabilità solidale tra committente, appaltatore e ciascuno degli eventuali subappaltatori ivi indicato può essere oggetto di deroga nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale - si riferisce ai contratti collettivi applicabili ai dipendenti dell’appaltatore/subappaltatore.
Interp. Min. Lavoro e Pol. Soc. 17/04/2015, n. 11
Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – art. 5, comma 2, L. n. 68/1999 – campo di applicazione.
Il documento chiarisce come il personale, non appartenente al settore dell’edilizia, incaricato di svolgere le attività di cui all’art. 147 e seguenti del D.P.R. 207/2010 (direttore dei lavori, assistente alla direzione dei lavori, direttore operativo, ispettore di cantiere, coordinatore per l’esecuzione dei lavori) non può essere escluso dal computo della quota di riserva, ai sensi del secondo periodo dell’art. 5, comma 2, della L. 68/1999.
Circ. INPS 05/02/2015, n. 27
Gestione separata di cui all'art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Aliquote contributive, aliquote di computo, massimale e minimale per l’anno 2015.
L'INPS fornisce indicazioni sulle aliquote contributive e di computo e sul massimale e minimale per l'anno 2015 per i soggetti iscritti alla Gestione separata, alla luce delle novità introdotte dalla L. 190/2014, Legge di Stabilità 2015.
Circ. INPS 04/02/2014, n. 18
Gestione separata di cui all'art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Aliquote contributive, aliquote di computo, massimale e minimale per l’anno 2014.
Apprendistato. Disciplina generale e regime contributivo. Testo unico dell'apprendistato. Legge di stabilità 2012 (L. 183/2011) e Riforma del lavoro (L. 92/2012).
L. n. 92/2012 - vademecum.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali pubblica un vademecum della L. 92/2012 di riforma del mercato del lavoro (Legge Fornero), fornendo alcuni orientamenti interpretativi utili sia al personale ispettivo che ai professionisti. Di seguito alcuni dei chiarimenti forniti in tema di contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto e sulla responsabilità solidale negli appalti.
Contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto. La L. 92/2012 ha novellato l'art. 61 del D. Leg.vo 276/2003, stabilendo che il progetto non può consistere in una mera riproposizione dell'oggetto sociale. A tal riguardo il Ministero chiarisce che il progetto gestito autonomamente dal collaboratore non può sinteticamente identificarsi con l'oggetto sociale, ma deve risultare caratterizzato da una sua specificità, compiutezza, autonomia ontologica e predeterminatezza del risultato atteso, in modo da costruire una vera e propria linea guida in ordine alle modalità di espletamento dell'obbligazione del collaboratore. Il progetto può dunque rientrare nell'ambito del ciclo produttivo dell'impresa e nel c.d. core business aziendale, ma non può limitarsi a sintetiche e generiche formulazioni standardizzate che identificano la "ragione sociale" descritta nella visura camerale del committente.
Responsabilità solidale negli appalti. L'esclusione della responsabilità solidale in forza della deroga operata da parte della contrattazione collettiva nazionale sembrerebbe poter afferire ai trattamenti retributivi e non invece alle obbligazioni previdenziali e assicurative di natura pubblicistica maturate nei confronti degli Istituti, intesi quali soggetti terzi rispetto agli accordi derogatori intercorsi tra le parti sociali. Peraltro, può essere invocato anche un principio di carattere generale del nostro ordinamento secondo cui non sembrerebbe consentito alla fonte contrattuale di incidere direttamente sui saldi di finanza pubblica. Di diverso avviso il Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del Lavoro, secondo il quale il CCNL, operando come fonte delegata dal Legislatore e non come fonte privatistica, può derogare alla legge anche sotto il profilo previdenziale.
Dal momento che la norma utilizza la locuzione «lavoratori» senza distinguere tra subordinato o autonomo, sembrerebbe ragionevole interpretare la disposizione in senso garantista nei confronti di ciascuna tipologia di lavoratori coinvolti nell'esecuzione dell'appalto. Su tale orientamento ci sono riserve da parte del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del Lavoro, che intende la disciplina riferita esclusivamente ai lavoratori subordinati.
Chiarimenti vari. Il documento ha fornito inoltre chiarimenti su: Contratto a tempo determinato; Contratto intermittente; Apprendistato; Lavoro accessorio; Associazione in partecipazione; La procedura conciliativa del licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
Circ. INAIL 19/02/2013, n. 13
Collaborazione coordinata e continuativa a progetto alla luce delle modifiche apportate agli artt. 61 e segg. del d. lgs. 276/2003 dall'art. 1, commi 23-25 della legge 92 del 28 giugno 2012 (c.d. Riforma lavoro). Obbligo assicurativo. Aspetti retributivi e contributivi. Istruzioni al personale ispettivo. Prestazioni.
L'INAIL si esprime in merito alla disciplina della collaborazione coordinata e continuativa a progetto alla luce delle novità introdotte dall'art. 1, commi 23-25,della L. 92/2012 (Riforma del mercato del lavoro), che ha modificato l'art. 61 e successivi del D. Leg.vo 276/2006, fornendo altresì istruzioni al personale ispettivo.
Il documento in oggetto ricorda che la Circolare n. 29 del 11/12/2012 del Ministero del Lavoro ha fornito indicazioni e chiarimenti interpretativi sulle modifiche apportate dalle nuove disposizioni in tema di requisiti del progetto, di corrispettivo dovuto al collaboratore e di profili sanzionatori.
La nuova disciplina modifica e integra le disposizioni già impartite con la Circolare n. 22/2004 in tema di collaborazione coordinata e continuativa a progetto.
Circ. INPS 12/02/2013, n. 27
Gestione separata di cui all'art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Aliquote contributive, aliquote di computo, massimale e minimale per l’anno 2013.
Circ. Min. Lavoro e Pol. Soc. 21/01/2013, n. 5
L. n. 92/2012 - violazioni in materia di apprendistato - indicazioni operative per il personale ispettivo.
Articolo 1, comma 26
Circ. Min. Lavoro e Pol. Soc. 11/12/2012, n. 29
L. n. 92/2012 (c.d. riforma lavoro) - collaborazione coordinata e continuativa a progetto - indicazioni operative per il personale ispettivo.
La Circolare tratta la alla disciplina della collaborazione coordinata e continuativa a progetto alla luce delle novità introdotte dall'art. 1, commi 23-25,della L. 92/2012 (Riforma del mercato del lavoro), che ha modificato l'art. 61 e successivi del D. Leg.vo 276/2006, fornendo altresì istruzioni al personale ispettivo.
Articolo 1, commi 23-25
Responsabilità solidale sui premi assicurativi in materia di appalti di opere o di servizi.
L'INAIL fornisce indicazioni operative in materia di responsabilità solidale, sia per la fase dell’accertamento ispettivo che per le successive fasi di richiesta e recupero del credito, facendo altresì il punto su detta disciplina, alla luce delle recenti modifiche introdotte dalla L. 28/06/2012, n. 92, di riforma del mercato del lavoro, e dal D.L. 22/06/2012, n. 83, decreto sviluppo.
La responsabilità solidale negli appalti, introdotta dall’abrogata L. 1369/1960, è disciplinata dall’art. 29 del D. Leg.vo 10/09/2003, n. 276, da ultimo modificato ed integrato dalla L. 92/2012 e dall’art. 35, comma 28 del D.L. 04/07/2006, n. 223, da ultimo riformulato dal D.L. 83/2012.
Ai sensi del vigente art. 29, comma 2, del D. Leg.vo 276/2003, «salvo diversa disposizione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti», il committente risponde in solido con l’appaltatore nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori (e l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore) sia per i trattamenti retributivi che per i contributi previdenziali e assicurativi, escluso l'obbligo per le sanzioni civili delle quali risponde solo il responsabile dell'inadempimento, nei limiti temporali di 2 anni dal termine dell’appalto.
Da detta norma discende che, per le ipotesi di responsabilità solidale per i premi INAIL, il committente risponde in solido con l’appaltatore e gli eventuali subappaltatori (e l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore) per l’intero importo del premio dovuto, con esclusione, a partire dal 10/02/201210, delle sanzioni civili.
Dunque, sono responsabili solidali il committente, chiamato a rispondere con l'appaltatore e gli eventuali subappaltatori, ai sensi dell'art. 29, comma 2 del D. Leg.vo 276/2003, e l'appaltatore, chiamato a rispondere in solido con il subappaltatore, ai sensi dell'art. 35, comma 28 del D.L. 83/2012 fino al 28/04/2012, ai sensi dell'art. 29, comma 2 del D. Leg.vo 276/2003 a partire dal 29/04/2012. Dal campo di applicazione dell'art. 29 restano, pertanto, esclusi i committenti «persone fisiche» che non esercitano attività d'impresa o professionale, nonché i committenti pubblici.
Il vincolo della solidarietà tutela, oltre che i lavoratori subordinati, anche quelli impiegati con altre tipologie contrattuali e quelli in nero, purché impiegati direttamente nell'opera e nel servizio oggetto dell'appalto.
Solidarietà contributiva in materia di appalti.
Come già precisato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con Interpello n. 3/2010, il debito contributivo nascente da solidarietà non pregiudica il rilascio del DURC regolare.
La disciplina delle c.d. false partite IVA definita dalla L. 92/2012
La Circolare n. 32/2012, contenente indicazioni operative per il personale ispettivo, fornisce chiarimenti sulla nuova disciplina delle c.d. False partite IVA definita dalla L. 92/2012.
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