Source: http://www.eesgroup.it/acustica-ambientale/
Timestamp: 2018-11-15 20:46:38+00:00
Document Index: 95307955

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 8']

Echo Energy Solutions S..r.l. | Acustica Ambientale
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La valutazione previsionale di clima acustico ha lo scopo di effettuare preventive valutazioni sull’idoneità dell’area alla destinazione ipotizzata, di identificare la presenza di vincoli alla classificazione acustica di progetto da attribuire all’insediamento (in particolare nel caso di funzioni residenziali), e di operare le più opportune scelte di assetto planivolumetrico. I soggetti titolari dei progetti o delle opere relative alla realizzazione delle tipologie di insediamenti di seguito indicati, unitamente alla domanda per il rilascio del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività di cui agli artt. 10 e 22 del DPR 6/6/01 n. 380 e dell’art. 1, commi 6-14 della legge 21/12/01, n. 443 e di tutti gli altri provvedimenti a queste collegati, devono presentare al Comune competente la Relazione di Valutazione Previsionale del Clima Acustico di cui all’art. 8 comma 3 della legge 26.10.1995, n. 447.
Opere soggette a Valutazione Previsionale del Clima Acustico:
1. scuole e asili nido;
2. ospedali;
3. case di cura e di riposo;
4. parchi pubblici urbani ed extraurbani;
5. nuovi insediamenti residenziali posti in prossimità di:
– aeroporti, aviosuperfici, eliporti;
– autostrade, strade extraurbane principali, strade extraurbane secondarie, strade urbane di scorrimento, strade urbane di quartiere, strade locali, secondo la classificazione di cui al D.lgs. n. 285/1992 e successive modificazioni;
– discoteche;
– circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi;
– impianti sportivi e ricreativi;
– ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia.
I soggetti titolari dei progetti o delle opere di seguito indicate, unitamente alla domanda per il rilascio del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività di cui agli articoli 10 e 22 del DPR 6/6/01 n. 380 e dell’art. 1, commi 6-14 della legge 21/12/01, n. 443 e di tutti gli altri provvedimenti a queste collegati, presentano al Comune di competenza, la Relazione Previsionale di Impatto Acustico di cui all’art. 8 commi 2 e 4 della legge 26.10.1995, n. 447.
Opere soggette a Relazione Previsionale di Impatto Acustico:
1. Realizzazione, modifica o potenziamento delle opere sottoposte a “Valutazione di Impatto Ambientale” nazionale e delle opere sottoposte a “Valutazione di Impatto Ambientale” regionale;
2. Realizzazione, modifica o potenziamento delle opere, anche non sottoposte a “Valutazione di Impatto Ambientale” nazionale o a “Valutazione di Impatto Ambientale” regionale, di seguito indicate:
Per le opere di cui al presente punto, non soggette a Valutazione di Impatto Ambientale Nazionale o Regionale, è facoltà del Comune richiedere la presentazione della Relazione Previsionale di Impatto Acustico.
3. Relazione Previsionale di Impatto Acustico, i soggetti che richiedono il rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali e polifunzionali, i soggetti che chiedono l’abilitazione all’utilizzo dei medesimi immobili ed infrastrutture e i soggetti che presentano domanda di licenza o autorizzazione all’esercizio di attività produttive.
Per le domande di autorizzazione all’esercizio di attività di cui al punto 3, qualora la relazione previsionale di impatto acustico evidenzi che si possano produrre valori di emissione superiori a quelli determinati ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera a) della Legge 447/95 (DM 14/11/97), in particolare qualora si evidenzi un potenziale superamento dei valori differenziali di immissione o dei valori di qualità, la relazione dovrà contenere l’indicazione delle misure previste per ridurre o eliminare le immissioni causate dall’attività o dagli impianti.
La Valutazione previsionale di impatto acustico ha lo scopo di dimostrare come la realizzazione dell’opera ed il suo esercizio non incrementi nell’ambiente esterno ed in quello abitativo il rumore residuo oltre i limiti stabiliti dalla normativa nazionale sia in termini di valori assoluti che differenziali.
Devono essere considerati nella valutazione anche tutti gli effetti di incremento dei fenomeni sonori indotti dalla presenza dell’opera o dal suo esercizio (incremento del traffico, presenza di avventori, ecc.). Qualora le opere o il loro esercizio producano effetti anche nelle ore notturne dovrà essere valutata l’immissione e l’emissione anche nel periodo di riferimento notturno.
In linea generale le previsioni di impatto acustico che mostreranno un potenziale superamento dei limiti differenziali di immissione o dei limiti assoluti di qualità, dovranno richiedere apposito NULLA OSTA e presentare all’Ufficio Competente del Comune, apposita Relazione di Valutazione di Impatto Acustico con misure presso la sorgente entro il termine che sarà stabilito nel provvedimento di concessione, abilitazione, licenza o autorizzazione di cui al comma 4 dell’art. 8 della legge n. 447/95.
Per gli impianti a ciclo produttivo continuo di cui al DM 11/12/96, la Relazione Previsionale di Impatto Acustico deve dimostrare il rispetto del criterio differenziale di immissione. Per tali impianti il Comune, contestualmente al rilascio della concessione prevista, stabilisce i tempi e le modalità di verifica da parte dei proponenti del rispetto dei limiti ad opera realizzata. Le risultanze delle campagne di misura condotte ad opere ultimate deve essere raccolta in una apposita Relazione Valutazione di Impatto Acustico in cui risulti evidente, anche tramite misurazioni in facciata agli edifici destinati a residenza più esposti, il rispetto dei limiti differenziali di immissione diurni e notturni.
La caratterizzazione (o mappatura) acustica del territorio mediante misure fonometriche rappresentano una attività essenziale per determinare il rumore ambientale prodotto dalle singole sorgenti o dalla loro combinazione e per poter valutare il grado di inquinamento acustico presente nel territorio considera I valori rilevati, confrontati con i valori limite previsti dalla legge per le diverse classi territoriali, consentono di stabilire se è necessario intervenire nella zona considerata con un piano di risanamento acustico.
Pertanto l’attività di misurazione del rumore, al pari della classificazione acustica del territorio, acquista valore strategico per orientare le scelte sulle azioni da promuovere per combattere l’inquinamento acustico. Inoltre la conoscenza della situazione acustica del territorio può essere utile, anche se non necessaria e vincolante, per la definizione della stessa classificazione acustica, in quanto può con-sentire di verificare e confermare alcune delle ipotesi fatte sull’uso del territorio, soprattutto per quanto riguarda la presenza e l’influenza di sorgenti di rumore.
– base conoscitiva per verificare e confermare le ipotesi poste alla base della classificazione acustica e per determinare le situazioni di superamento dei limiti acustici;
– determinazione della tipologia e numero di ricevitori soggetti a situazioni di inquinamento acustico;
– identificazione delle sorgenti responsabili del superamento;
– identificazione dei soggetti cui competono gli interventi di risanamento.
Per quanto riguarda la durata temporale delle misure, la campagna può essere organizzata secondo due protocolli.
Il primo prevede la misura per periodi brevi ma statisticamente significativi della situazione acustica esistente nel periodo di riferimento considerato (indagine fonometrica spaziale).
Il secondo prevede, invece, la misura per periodi di lunga durata, multipli del periodo i riferimento (diurno o notturno) al fine di verificare la significatività dei risultati ottenuti nel corso della indagine spaziale e di ottenere l’andamento nel tempo del livello di pressione sonora (indagine fonometrica temporale).
Per il controllo del rumore delle infrastrutture di trasporto è necessario effettuare misure di lungo periodo mediante l’uso centraline di monitoraggio del rumore. L’allegato C del D.M. 16/03/1998 “Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico”, fissa per la misura del rumore stradale e ferroviario
1. il tempo minimo di misura,
2. il settaggio, le caratteristiche e il posizionamento dei dispositivi impiegati
3. le relazioni tra i valori misurati ed i livelli di riferimento impiegati nelle normative contententi i livelli massimi di immissione stabiliti.
E’ possibile con la stessa attrezzatura effettuare monitoraggi di lungo termine di sorgenti in funzione di specifiche richieste ed esigenze.