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Timestamp: 2019-10-21 13:30:49+00:00
Document Index: 143224124

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 44', 'art. 42', 'art. 739', 'art. 388', 'art. 2729']

Legge 1 marzo 2006, n.67 Tutela per disabili vittime di discriminazione - Stranieri in Italia
Legge 1 marzo 2006, n.67 Tutela per disabili vittime di discriminazione
1 Marzo 2006, 1:00
(Gazzetta Ufficiale N. 54 del 6 Marzo 2006)
– Il testo dell’art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Leggequadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 1992, n. 39, S.O., e’ il seguente:
«Art. 3 (Soggetti aventi diritto). – 1. E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che e’ causa di difficolta’ di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
4. La presente legge si applica anche agli stranieri e agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale. Le relative prestazioni sono corrisposte nei limiti ed alle condizioni previste dalla vigente legislazione o da accordi internazionali.».
– Il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216, reca:
«Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parita’ di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 agosto 2003, n. 187.
– Il testo dell’art. 44, commi da 1 a 6 e 8, del testo unico delle disposisizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1998, n. 191, S.O., e’ il seguente:
«Art. 44 (Azione civile contro la discriminazione). (Legge 6 marzo 1988, n. 40, art. 42). – 1. Quando il comportamento di un privato o della pubblica amministrazione produce una discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, il giudice pero’, su istanza di parte, ordinare la cessazione del comportamento pregiudizievole e adottare ogni altro provvedimento idoneo, secondo le circostanze, a rimuovere gli effetti della discriminazione.
3. Il pretore, sentite le parti, omessa ogni formalita’ non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene piu’ opportuno agli atti di istruzione indispensabili in relazione ai presupposti e ai fini del provvedimento richiesto.
5. Nei casi di urgenza il pretore provvede con decreto motivato, assunte, ove occorre, sommarie informazioni. In tal caso fissa, con lo stesso decreto, l’udienza di comparizione delle parti davanti a se’ entro un termine non superiore a quindici giorni, assegnando all’istante un termine non superiore a otto giorni per la notificazione del ricorso e del decreto. A tale udienza, il pretore, con ordinanza, conferma, modifica o revoca i provvedimenti emanati nel decreto.
6. Contro i provvedimenti del pretore e’ ammesso reclamo al tribunale nei termini di cui all’art. 739, secondo comma, del codice di procedura civile. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 737, 738 e 739 del codice di procedura civile.
8. Chiunque elude l’esecuzione di provvedimenti del pretore di cui ai commi 4 e 5 e dei provvedimenti del tribunale di cui al comma 6 e’ punito ai sensi dell’art. 388, primo comma, del codice penale.».
– Il testo dell’art. 2729, primo comma, del codice civile, e’ il seguente:
«Art. 2729 (Presunzioni semplici). – Le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice il quale non deve ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti.».
Presentato dal Ministro senza portafoglio per le pari opportunita’ (Prestigiacomo) e dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali (Maroni) il 2 luglio 2003. Assegnato alla XII commissione (Affari sociali), in sede referente, il 17 luglio 2003 con pareri delle commissioni I, II, XI e XIV.
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