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Timestamp: 2017-03-26 01:23:34+00:00
Document Index: 63073244

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 27', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 6', 'art.\n1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 57', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 69']

Riforma dell
Riforma dell'esame
19 ottobre 2001, n. 445 Regolamento
concernente gli esami di Stato di abilitazione all'esercizio della professione
di medico-chirurgo. Modifica al decreto ministeriale 9 settembre 1957, e
nella GU n. 299 del 27.12.2001
Visto il testo unico
delle leggi sull'istruzione superiore approvato con regio decreto 31 agosto
1933, n. 1592;
Vista la legge 9 maggio 1989, n. 168; Vista la legge 8 dicembre 1956, n. 1378,
che reca norme sugli esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio delle
Visto il regolamento sugli esami di Stato approvato con decreto ministeriale 9
settembre 1957, e successive modificazioni;
Considerata la necessita' di procedere ad una modifica degli articoli 8 e 24 del
suddetto regolamento;
Vista la proposta del Consiglio superiore di sanita' pervenuta in data 13 aprile
Udito il parere del Consiglio universitario nazionale espresso nell'adunanza del
3 maggio 2001;
Udito il parere del Consiglio nazionale studenti universitari espresso
nell'adunanza del 18 maggio 2001;
Udito il parere della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e
degli odontoiatri in data 24 maggio 2001;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza della Sezione
consultiva per gli atti normativi del 12 luglio 2001.
Considerato che non si e' ritenuto di attenersi al predetto parere
esclusivamente per il punto di cui all'articolo 3, comma 2, posto che la prova
selettiva disciplinata dal regolamento in oggetto non e' volta al reclutamento
di personale amministrativo, ma ha natura di esame abilitante e che in quanto
tale non puo' farsi rientrare nella previsione di cui all'articolo 35, comma 3,
del decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165, nonche' per il punto di cui
all'articolo 4, comma 6, poiche' si e' ritenuto che centocinquanta minuti nel
sistema dei quiz a risposta multipla siano sufficienti a garantire una risposta
adeguatamente ponderata;
dell'articolo 17, comma 3, della predetta legge n. 400 del 1988, cosi' come
attestata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con nota n. DAGL
1.1.4/31890/4.48.1 dell'8 ottobre 2001.
d o t t a
1. Agli esami di Stato
di abilitazione all'esercizio della professione di medico chirurgo sono ammessi
i possessori della laurea in medicina e chirurgia conseguita ai sensi
dell'ordinamento previgente alla riforma di cui all'articolo 17, comma 95, della
legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni e i possessori della
laurea specialistica afferente alla classe n. 46/S in medicina e chirurgia. 2.
L'esame di Stato consiste in un tirocinio pratico e in una prova scritta.
1. Alla prova scritta di cui all'articolo 4 si accede nella prima sessione utile dopo il superamento di una prova pratica a carattere continuativo consistente in un tirocinio clinico della durata di tre mesi realizzati, dopo il conseguimento della laurea, presso policlinici universitari, aziende ospedaliere,
presidii ospedalieri di aziende ASL o, ove costituite, aziende di
cui all'articolo 2 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, nonche' presso l'ambulatorio di un
medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario
nazionale avente i requisiti previsti dal comma
3 dell'articolo 27 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368.
2. Il tirocinio pratico viene svolto per un mese presso un reparto
di medicina, per un mese presso un reparto di chirurgia e per un mese presso un medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario
nazionale, ad integrazione delle attivita'
formative professionalizzanti previste dalla classe 46/S di cui al decreto ministeriale 28 novembre 2000,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23
3. Il tirocinio di cui al comma 1 e' organizzato, ove si svolga al
di fuori delle strutture universitarie, attraverso convenzioni con le strutture del Servizio sanitario nazionale, stipulate ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502, e successive modificazioni, nonche' con gli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri provinciali, dalle universita' che assicurano ai laureati
l'accesso allo stesso fornendo a ciascuno un libretto-diario conforme ai criteri indicati dalla commissione nazionale di cui
all'articolo 4. Al tirocinio sono ammessi, in aggiunta ai possessori di laurea conseguita presso l'universita' e compatibilmente con la
capienza delle strutture ove si intende svolgere il tirocinio, anche i
possessori di laurea conseguita presso altre universita'.
4. La certificazione della frequenza e la valutazione di
ciascuno dei tre periodi avvengono sotto la diretta responsabilita'
e a cura del docente universitario, o del dirigente medico, responsabile della
struttura frequentata dal candidato, e del medico di medicina generale di cui al comma
1, che ne danno formale attestazione sul libretto diario fornendo un
motivato giudizio espresso con punteggio numerico sulle capacita' e le attitudini del candidato. La valutazione del tirocinio e' effettuata sulla base di criteri definiti dalla commissione di cui all'articolo 4 e comporta l'attribuzione di un punteggio massimo di novanta punti, trenta per ogni periodo.
5. Ove il candidato non consegua un punteggio complessivo di almeno
sessanta punti con un minimo di 18/30 per ciascun
periodo, non e' ammesso alla prova scritta, salva la possibilita' di ripetere il tirocinio clinico. Ove il candidato stesso non superi la prova scritta, puo' presentarsi alla successiva sessione conservando il punteggio acquisito nel tirocinio. Qualora non superi la prova scritta nemmeno nella sessione immediatamente successiva, deve
ripetere entrambe le prove. Qualora il candidato non possa partecipare alla prima sessione utile dopo il completamento del tirocinio per motivi personali gravi e documentati, conserva il
punteggio acquisito nel tirocinio stesso per l'ammissione alla sessione immediatamente successiva.
Sedi della prova scritta e nomina delle
commissioni presso le universita'
dell'universita' e della ricerca. Presso ciascuna sede, con decreto
del rettore, e' nominata una commissione incaricata di assicurare la
regolarita' dell'espletamento delle prove d'esame, ivi compresa l'identificazione dei candidati, la consegna e il ritiro degli elaborati, nonche' la vigilanza e la verbalizzazione. Tale commissione non ha compiti valutativi, ed espleta altresi' le operazioni di cui all'articolo 5; essa e' costituita da almeno un componente ogni trenta candidati ed e' composta da non meno di
quattro membri di cui almeno due docenti della facolta' di medicina e due medici indicati dall'ordine dei medici chirurghi della provincia ove ha
sede l'ateneo. Con lo stesso decreto il rettore nomina
il presidente della commissione ed il responsabile del procedimento,
e definisce le modalita' di funzionamento della commissione.
2. La prova scritta di cui al presente decreto e' organizzata
dai singoli atenei tenendo conto anche delle esigenze dei
candidati in situazione di handicap a norma della legge 5 febbraio
1992, n. 104, cosi' come modificata dalla legge 28 gennaio 1999, n. 17.
1. La commissione nazionale per la prova scritta e' nominata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, rimane in carica tre anni ed e' composta, tenendo
conto di quanto previsto dall'articolo 57, comma 1,
lettera a) del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, da otto membri iscritti da non meno di dieci anni nell'albo dei medici
chirurghi, di cui:
a) due professori ordinari, anche fuori ruolo, di cui
uno scelto da una rosa di nominativi proposti dal Consiglio universitario nazionale e uno scelto da una rosa proposta dalla conferenza dei rettori delle universita' italiane su indicazioni della conferenza dei presidi della
facolta' di medicina;
b) due professori associati confermati, anche fuori ruolo, di
cui uno scelto da una rosa di nominativi proposti dal Consiglio universitario nazionale e uno scelto da una rosa proposta dalla
su indicazione della conferenza dei presidi della facolta' di medicina;
c) quattro medici chirurghi designati dalla Federazione
nazionale dell'ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri.
2. Il presidente della commissione e' nominato con il
decreto di cui al comma 1 tra i componenti di cui al
comma 1, lettera a). La commissione delibera a maggioranza dei componenti e in caso di parita' di voto prevale il voto
3. La prova scritta tiene conto
degli obiettivi formativi qualificanti previsti dalla classe di laurea 46/S di cui al decreto
ministeriale 28 novembre 2001, pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001 e si
svolge due volte l'anno; essa e' suddivisa in due parti dirette
rispettivamente a valutare:
a) le conoscenze di base nella prospettiva della loro
successiva applicazione professionale, con particolare
riguardo ai meccanismi fisiopatologici e alle conoscenze riguardanti la clinica, la
b) le capacita' del candidato nell'applicare le conoscenze biomediche e cliniche alla
pratica medica e nel risolvere questioni di deontologia professionale e di etica medica. La prova include anche una serie di domande riguardanti problemi clinici afferenti
alle aree della medicina e della chirurgia, e delle relative specialita', della pediatria,
dell'ostetricia e ginecologia, della diagnostica di laboratorio e strumentale, e
della sanita' pubblica.
4. La commissione predispone almeno cinquemila quesiti a
risposta multipla, per il 50 per cento relativi agli argomenti di cui al comma
3, lettera a), e per il 50 per cento relativi agli argomenti di cui
al comma 3, lettera b), prevedendo cinque possibili risposte, di cui una sola esatta, individuata dalla commissione stessa. Il Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca cura la tenuta dell'archivio dei quesiti e ne assicura la pubblicita' almeno
sessanta giorni prima della data fissata per la prova
scritta. Da questo archivio vengono estratti, con
procedura automatizzata che garantisca la totale segretezza della prova, novanta quesiti per ciascuna parte della prova stessa, ripartiti tra le materie di cui alle lettere a) e b) del precedente comma 3. Il Ministero provvede alla riproduzione e
alla distribuzione ai singoli atenei, sedi delle prove d'esame, mediante l'utilizzo di mezzi informatizzati che
garantiscano la totale segretezza del contenuto
delle prove. Con decreto del dirigente responsabile del servizio
competente, sentita
l'autorita' per l'informatica nelle pubbliche amministrazioni e nel
rispetto del decreto del Presidente della
Repubblica 10 novembre 1997, n. 513 e successive modificazioni, sono
stabilite le modalita' tecniche per la trasmissione dei quesiti ai singoli
5. Le due parti della prova d'esame si
svolgono in sequenza in un'unica giornata. Ciascuna delle due parti, consiste
nella soluzione dei novanta quesiti a risposta multipla estratti
dall'archivio come previsto al comma 4.
6. Ciascuna prova scritta si svolge contemporaneamente nelle diverse sedi individuate ai
sensi dell'articolo 3, con contenuto identico in tutto il
7. Dall'inizio di ciascuna parte della prova i
candidati hanno a disposizione 150 minuti primi. La correzione avviene in forma
anonima mediante lettura elettronica degli elaborati. La
valutazione della prova scritta consistente in quesiti a
risposta multipla determina l'attribuzione di un punteggio di piu' 1 per ogni
risposta esatta, di 0 per ogni risposta non data e meno 0,25 per ogni risposta
8. Per lo svolgimento delle prove di esame di Stato, nonche' per la
correzione degli elaborati, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca puo' avvalersi di consorzi
interuniversitari che assicurino strutture tecnico-strumentali atte a garantire la tempestivita' di consegna dei quesiti agli atenei, la totale segretezza del contenuto delle prove e l'anonimato dei candidati in sede di correzione degli elaborati.
9. La prova si intende superata se il candidato consegue almeno 60
punti in ciascuna delle due parti di essa.
10. Durante lo svolgimento della prova i
candidati non possono comunicare tra loro ne' con estranei,
ne' possono consultare alcun testo, pena l'esclusione dall'esame. E' altresi' vietata l'introduzione nell'aula di esame di telefoni
portatili e di altri strumenti di comunicazione.
11. L'archivio di cui al comma 4 viene annualmente
revisionato ed incrementato con ulteriori 400 quesiti.
commissione di cui all'articolo 3 attribuisce ad ogni singolo candidato un voto finale che consiste nella somma dei punteggi
conseguiti nella prova pratica e nelle due parti della prova scritta, e redige un elenco finale degli idonei da trasmettere al
rettore immediatamente, e comunque non oltre un termine di quindici giorni.
2. Il rettore dell'universita' presso cui si
svolgono gli esami cura che sia data comunicazione dei risultati favorevoli o
sfavorevoli degli esami dei singoli candidati alle universita'
che hanno loro rilasciate le lauree.
1. Il rettore dell'universita' presso cui si svolgono gli esami dispone
l'affissione nell'albo dell'universita' dell'elenco in ordine
alfabetico di coloro che hanno superato gli esami e, per delega del
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, conferisce il diploma di abilitazione
all'esercizio della professione di medico chirurgo ai laureati
di medicina e chirurgia che abbiano superato il tirocinio di cui all'articolo 2
e la prova scritta di cui all'articolo 4.
1. Sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo 8, comma
primo, lettera c), e all'articolo 24 del decreto ministeriale 9 settembre 1957 e successive modifiche.
2. Non si applicano agli esami di Stato disciplinati dal
presente decreto le disposizioni di cui all'articolo 2, quarto e quinto comma,
all'articolo 7 ad eccezione dell'ottavo comma, all'articolo 8, secondo, terzo, quarto e quinto comma, all'articolo 9, all'articolo 10, all'articolo 11 ad eccezione del quinto, sesto,
nono e decimo comma, all'articolo 12, all'articolo 13,
all'articolo 14, all'articolo 15, all'articolo 19 del decreto ministeriale 9
settembre 1957 e successive modifiche.
3. A coloro che sostengono gli esami di
Stato disciplinati dal presente decreto, e che siano in possesso della
laurea specialistica in medicina e chirurgia afferente alla classe n. 46/S, non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 4 e all'articolo 6, primo comma, lettera e) del decreto ministeriale 9 settembre 1957 e successive
decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
Il regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592 prevede "Approvazione del testo
unico delle leggi sull'istruzione superiore". - La legge 9 maggio 1989, n.
168 concerne "Istituzione del Ministero dell'universita' e della ricerca
scientifica e tecnologica". - La legge 8 dicembre 1956, n. 1378 concerne
"Esami di Stato di abilitazione all'esercizio delle professioni".
- Il decreto ministeriale 9 settembre 1957 reca: "Approvazione del
regolamento sugli esami di Stato di abilitazione all'esercizio delle
- Si riporta il testo dell'art. 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri): "3. Con decreto ministeriale possono essere
adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita'
sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere.
Tali regolamenti, per materie di competenza di piu' Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessita' di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed
interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti
emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio
dei Ministri prima della loro emanazione".
L'art. 17, comma 95 della legge 15 maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo
snellimento dell'attivita' amministrativa e dei procedimenti di decisione e di
controllo) prevede:
"95. L'ordinamento degli studi dei corsi universitari, con esclusione del
dottorato di ricerca, e' disciplinato dagli atenei, con le modalita' di cui
all'art. 11, commi 1 e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, in conformita' a
criteri generali definiti, nel rispetto della normativa comunitaria vigente in
materia, sentiti il Consiglio universitario nazionale e le Commissioni
parlamentari competenti, con uno o piu' decreti del Ministro dell'universita' e
della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con altri Ministri
interessati, limitatamente ai criteri relativi agli ordinamenti per i quali il
medesimo concerto e' previsto alla data di entrata in vigore della presente
legge, ovvero da disposizioni dei commi da 96 a 119 del presente articolo. I
decreti di cui al presente comma determinano altresi':
a) con riferimento ai corsi di cui al presente comma, accorpati per aree
omogenee, la durata, anche eventualmente comprensiva del percorso formativo gia'
svolto, l'eventuale serialita' dei predetti corsi e dei relativi titoli, gli
obiettivi formativi qualificanti, tenendo conto degli sbocchi occupazionali e
della spendibilita' a livello internazionale, nonche' la previsione di nuove
tipologie di corsi e di titoli universitari, in aggiunta o in sostituzione a
quelli determinati dagli articoli 1, 2, 3, comma 1 e 4, comma 1, della legge 19
novembre 1990, n. 341, anche modificando gli ordinamenti e la durata di quelli
di cui al decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178, in corrispondenza di
attivita' didattiche di base, specialistiche, di perfezionamento scientifico, di
alta formazione permanente e ricorrente;
b) modalita' e strumenti per l'orientamento e per favorire la mobilita' degli
studenti, nonche' la piu' ampia informazione sugli ordinamenti degli studi,
anche attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e telematici;
c) modalita' di attivazione da parte di universita' italiane, in collaborazione
con atenei stranieri, dei corsi universitari di cui al presente comma, nonche'
di dottorati di ricerca, anche in deroga alle disposizioni di cui al Capo Il del
Titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.
382".
Si riporta il testo dell'art. 2 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517
(Disciplina dei rapporti fra Servizio sanitario nazionale ed universita', a
norma dell'art. 6 della legge 30 novembre 1998, n. 419):
"Art. 2. - 1. La collaborazione fra Servizio sanitario nazionale e
universita', si realizza, salvo quanto previsto ai commi 4, ultimo periodo, e 5,
attraverso aziende ospedaliero-universitarie, aventi autonoma personalita'
giuridica, le quali perseguono le finalita' di cui al presente articolo.
2. Per un periodo transitorio di quattro anni dall'entrata in vigore del
presente decreto, le aziende ospedaliero-universitarie si articolano, in via
sperimentale, in due tipologie organizzative:
a) aziende ospedaliere costituite in seguito alla trasformazione dei policlinici
universitari a gestione diretta, denominate aziende ospedaliere universitarie
integrate con il Servizio sanitario nazionale;
b) aziende ospedaliere costituite mediante trasformazione dei presidi
ospedalieri nei quali insiste la prevalenza del corso di laurea in medicina e
chirurgia, anche operanti in strutture di pertinenza dell'universita',
denominate aziende ospedaliere integrate con l'universita'.
3. Al termine del quadriennio di sperimentazione, alle aziende di cui al comma 1
si applica la disciplina prevista dal presente decreto, salvo gli adattamenti
necessari, in base anche ai risultati della sperimentazione, per pervenire al
modello aziendale unico di azienda ospedaliero-universitaria. Gli eventuali
adattamenti sono definiti con atto di indirizzo e coordinamento emanato ai sensi
dell'art. 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59, su proposta dei Ministri della
sanita' e dell'universita', della ricerca scientifica e tecnologica e, ove
necessario, con apposito provvedimento legislativo.
4. Per le attivita' assistenziali essenziali allo svolgimento delle funzioni
istituzionali di didattica e di ricerca dell'universita' di cui all'art. 1, la
regione e l'universita' individuano, in conformita' alle scelte definite dal
Piano sanitario regionale, l'azienda di riferimento di cui ai commi 1 e 2. Tali
aziende sono caratterizzate da unitarieta' strutturale e logistica. Qualora
nell'azienda di riferimento non siano disponibili specifiche strutture
essenziali per l'attivita' didattica, l'universita' concorda con la regione,
nell'ambito dei protocolli di intesa, l'utilizzazione di altre strutture
5. Le universita' concordano altresi' con la regione, nell'ambito dei protocolli
d'intesa, ogni eventuale utilizzazione, tramite l'azienda di riferimento, di
specifiche strutture assistenziali private, purche' gia' accreditate e qualora
non siano disponibili strutture nell'azienda di riferimento e, in via
subordinata, nelle altre strutture pubbliche di cui al comma 4.
6. Le aziende di cui ai commi 1 e 2 operano nell'ambito della programmazione
sanitaria nazionale e regionale e concorrono entrambe sia al raggiungimento
degli obiettivi di quest'ultima, sia alla realizzazione dei compiti
istituzionali dell'universita', in considerazione dell'apporto reciproco tra le
funzioni del Servizio sanitario nazionale e quelle svolte dalle facolta' di
medicina e chirurgia. Le attivita' assistenziali svolte perseguono l'efficace e
sinergica integrazione con le funzioni istituzionali dell'universita', sulla
base dei principi e delle modalita' proprie dell'attivita' assistenziale del
Servizio sanitario nazionale, secondo le specificazioni definite nel presente
7. Le aziende ospedaliere integrate con l'universita' di cui al comma 2, lettera
b), sono costituite secondo il procedimento previsto nell'art. 4 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni; la proposta
regionale e' formulata d'intesa con l'universita'. Le modalita' organizzative e
gestionali di tali aziende sono disciplinate dal decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni, salve le specifiche disposizioni
8. Le aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario
nazionale di cui al comma 2, lettera a) sono costituite, con autonoma
personalita' giuridica, dall'universita', d'intesa con la regione, ed operano
secondo modalita' organizzative e gestionali determinate dall'azienda in
analogia alle disposizioni degli articoli 3, 3-bis, 3-ter e 4 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, salve le
specifiche disposizioni contenute nel presente decreto.
9. Alle aziende di cui ai commi 1 e 2 si applicano gli articoli 8-bis, 8-ter e
8-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, salvo quanto previsto dal presente decreto.
10. Sono abrogati i commi 5 e 6 dell'art. 4 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni."
- Si trascrive il comma 3 dell'art. 27 del decreto legislativo 17 agosto 1999,
n. 368 (Attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione
dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri
titoli e delle direttive 97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE e 99/46/CE che modificano
la direttiva 93/16/CEE):
"3. I tutori di cui all'art. 26 sono medici di medicina generale
convenzionati con il Servizio sanitario nazionale con un'anzianita' di almeno
dieci anni di attivita' convenzionale con il Servizio sanitario nazionale,
nonche' possedere la titolarita' di un numero di assistiti nella misura almeno
pari alla meta' del massimale vigente e operare in uno studio professionale
accreditato ai sensi dell'art. 26, comma 3. I medici che svolgono la funzione
docente o di coordinamento o tutoriale sono iscritti in un elenco regionale
all'uopo istituito".
- Il decreto ministeriale 28 novembre 2000 pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001 prevede "Determinazione
delle classi delle lauree universitarie specialistiche".
- L'art. 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
modificazioni (Riordino della disciplina in materia sanitaria a norma dell'art.
1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ) recita:
"Art. 6 (Riapertura Servizio sanitario nazionale ed universita). - 1.
(Comma abrogato dall'art. 1, decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517).
2. Per soddisfare le specifiche esigenze del Servizio sanitario nazionale,
connesse alla formazione degli specializzandi e all'accesso ai ruoli
dirigenziali del Servizio sanitario nazionale, le universita' e le regioni
stipulano specifici protocolli di intesa per disciplinare le modalita' della
reciproca collaborazione. I rapporti in attuazione delle predette intese sono
regolati con appositi accordi tra le universita', le aziende ospedaliere, le
unita' sanitarie locali, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico
e gli istituti zooprofilattici sperimentali. Ferma restando la disciplina di cui
al decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 257, sulla formazione specialistica,
nelle scuole di specializzazione attivate presso le predette strutture sanitarie
in possesso dei requisiti di idoneita' di cui all'art. 7 del citato decreto
legislativo n. 257/1991, la titolarita' dei corsi di insegnamento previsti
dall'ordinamento didattico universitario e' affidata ai dirigenti delle
strutture presso le quali si svolge la formazione stessa, in conformita' ai
protocolli d'intesa di cui al comma 1. Ai fini della programmazione del numero
degli specialisti da formare, si applicano le disposizioni di cui all'art. 2 del
decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 257, tenendo anche conto delle esigenze
conseguenti alle disposizioni sull'accesso alla dirigenza di cui all'art. 15 del
presente decreto. Il diploma di specializzazione conseguito presso le predette
scuole e' rilasciato a firma del direttore della scuola e del rettore dell'universita'
competente. Sulla base delle esigenze di formazione e di prestazioni rilevate
dalla programmazione regionale, analoghe modalita' per l'istituzione dei corsi
di specializzazione possono essere previste per i presidi ospedalieri delle
unita' sanitarie locali, le cui strutture siano in possesso dei requisiti di
idoneita' previsti dall'art. 7 del decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 257.
3. A norma dell'art. 1, lettera o), della legge 23 ottobre 1992, n. 421, la
formazione del personale. sanitario infermieristico, tecnico e della
riabilitazione avviene in sede ospedaliera ovvero presso altre strutture del
Servizio sanitario nazionale e istituzioni private accreditate. I requisiti di
idoneita' e l'accreditamento delle strutture sono disciplinati con decreto del
Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica d'intesa con
il Ministro della sanita'. Il Ministro della sanita' individua con proprio
decreto le figure professionali da formare ed i relativi profili. Il relativo
ordinamento didattico e' definito, ai sensi dell'art. 9 della legge 19 novembre
1990, n. 341, con decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca
scientifica e tecnologica emanato di concerto con il Ministro della sanita'. Per
tali finalita' le regioni e le universita' attivano appositi protocolli di
intesa per l'espletamento dei corsi di cui all'art. 2 della legge 19 novembre
1990, n. 341. La titolarita' dei corsi di insegnamento previsti dall'ordinamento
didattico universitario e' affidata di norma a personale del ruolo sanitario
dipendente dalle strutture presso le quali si svolge la formazione stessa, in
possesso dei requisiti previsti. I rapporti in attuazione delle predette intese
sono regolati con appositi accordi tra le universita', le aziende ospedaliere,
le unita' sanitarie locali, le istituzioni pubbliche e private accreditate e gli
istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. I diplomi conseguiti sono
rilasciati a firma del responsabile del corso e del rettore dell'universita'
competente. L'esame finale, che consiste in una prova scritta ed in una prova
pratica, abilita all'esercizio professionale. Nelle commissioni di esame e'
assicurata la presenza di rappresentanti dei collegi professionali, ove
costituiti. I corsi di studio relativi alle figure professionali individuate ai
sensi del presente articolo e previsti dal precedente ordinamento che non siano
stati riordinati ai sensi del citato art. 9 della legge 19 novembre 1990, n.
341, sono soppressi entro due anni a decorrere dal 1 gennaio 1994, garantendo,
comunque, il completamento degli studi agli studenti che si iscrivono entro il
predetto termine al primo anno di corso. A decorrere dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, per l'accesso alle scuole ed ai corsi disciplinati
dal precedente ordinamento e' in ogni caso richiesto il possesso di un diploma
di scuola secondaria superiore di secondo grado di durata quinquennale. Alle
scuole ed ai corsi disciplinati dal precedente ordinamento e per il predetto
periodo temporale possono accedere gli aspiranti che abbiano superato il primo
biennio di scuola secondaria superiore per i posti che non dovessero essere
coperti dai soggetti in possesso del diploma di scuola secondaria superiore d
4. In caso di mancata stipula dei protocolli di intesa di cui al presente
articolo, entro centoventi giorni dalla costituzione delle nuove unita'
sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, previa diffida, gli accordi sono
approvati dal Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta dei Ministri
della sanita' e dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica. 5.
Nelle strutture delle facolta' di medicina e chirurgia il personale laureato
medico ed odontoiatra di ruolo, in servizio alla data del 31 ottobre 1992,
dell'area tecnico-scientifica e socio-sanitaria, svolge anche le funzioni
assistenziali. In tal senso e' modificato il contenuto delle attribuzioni dei
profili del collaboratore e del funzionario tecnico socio-sanitario in possesso
del diploma di laurea in medicina e chirurgia ed in odontoiatria. E' fatto
divieto alle universita' di assumere nei profili indicati i laureati in medicina
e chirurgia ed in odontoiatria.
- La legge 5 febbraio 1992, n. 104 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17
febbraio 1992, n. 39, s.o., cosi' come modificata dalla legge 28 gennaio 1999,
n. 17 (Integrazione e modifica della legge 5 febbraio 1992, n. 104, legge-quadro
per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate)
prevede "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti
delle persone handicappate)".
- Si riporta il testo dell'art. 57, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle amministrazioni pubbliche): "1. Le pubbliche
amministrazioni, al fine di garantire pari opportunita' tra uomini e donne per
l'accesso al lavoro ed il trattamento sul lavoro: a) riservano alle donne, salva
motivata impossibilita', almeno un terzo dei posti di componente delle
commissioni di concorso, fermo restando il principio di cui all'art. 35, comma
3, lettera e)". - Per il titolo del decreto ministeriale 28 novembre 2001
si veda la nota all'art. 2. - Il decreto del Presidente della Repubblica 10
novembre 1997, n. 513 e successive modificazioni prevede "Regolamento
recante criteri e modalita' per la formazione, l'archiviazione e la trasmissione
di documenti con strumenti informatici e telematici, a norma dell'art. 15, comma
2, della legge 15 marzo 1997, n. 59".
all'art. 7:
- L'art. 2, quarto e quinto comma, l'art. 7 ad eccezione dell'ottavo comma,
l'art. 8, secondo, terzo, quarto e quinto comma, l'art. 9, l'art. 10, l'art. 11
ad eccezione del quinto, sesto, nono e decimo comma, l'art. 12,
l'art. 13, l'art. 14, l'art. 15
e l'art. 19 del decreto ministeriale 9 settembre 1957 e successive modifiche si
riferiscono alla ubicazione, costituzione, composizione e funzionamento delle
commissioni giudicatrici e alle prove degli esami di Stato per la professione di
- Si riporta il testo dell'art. 4 e dell'art. 6, primo comma, lettera e) del
decreto ministeriale 9 settembre 1957 e successive modifiche:
"Art. 4. - Agli esami di Stato per l'esercizio della professione di
medico-chirurgo possono essere ammessi soltanto i laureati in medicina e
chirurgia, che abbiano compiuto il tirocinio di pratica ospedaliera per la
clinica medica, la clinica chirurgica e la clinica ostetrico-ginecologica
prescritto dall'ordinamento didattico di cui alla tabella XVIII allegata al
regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652".
"Art. 6. - Coloro che aspirano ad essere ammessi agli esami di Stato per
l'abilitazione ad una delle professioni indicate nell'art. 1 del presente
regolamento, sono tenuti a presentare domanda in carta legale da lire 100,
diretta al presidente della Commissione esaminatrice, indicando la residenza
propria e della famiglia e unendo i seguenti documenti: a) - d) (omissis); e)
quanto trattisi di esami di Stato per le professioni di medico-chirurgo o di
veterinario, un certificato dell'universita', attestante il compimento del
prescritto tirocinio pratico".
L'esame di Stato di abilitazione all'esercizio della professione di medico
chirurgo è attualmente disciplinato dalla legge 8 dicembre 1956, n. 1378 e dal
regolamento sugli esami di Stato approvato con decreto ministeriale 9 settembre
1957 e successive modificazioni.
L'esame di abilitazione costituisce uno degli strumenti di cui lo Stato dispone
per garantire la tutela della salute dei cittadini; esso infatti rappresenta il
momento della valutazione dell'effettivo possesso, da parte del laureato in
medicina e chinirgia, delle competenze necessarie a svolgere la professione di
medico al servizio dei cittadini e che consistono in un insieme di capacità
cognitive, di perizia manuale e di attitudini comportamentali.
Il presente regolamento, che modifica il citato decreto ministeriale 9.9.1957,
è stato adottato, anche su proposta del Consiglio superiore di sanità, al fine
di garantire l'omogeneità delle prove di esame su tutto il territorio nazionale
e di coinvolgere la componente professionale anche sui criteri di valutazione.
L'articolo 1 prevede che l'esame di Stato consiste in un tirocinio pratico e in
L'articolo 2 disciplina il tirocinio inteso come prova pratica a carattere
continuativo. Poiché, infatti la pratica professionale è stata introdotta nel
percorso formativo, il suddetto tirocinio, considerato come frequenza
continuata, deve essere interpretato come momento di valutazione della capacità
professionale del candidato nei suoi aspetti cognitivi, manuali e
L'articolo 3 prevede la nomina di una commissione istituita con decreto del
Rettore presso le singole sedi universitarie incaricata di assicurare la
regolarità dell'espletamento delle prove di esame.
L'articolo 4, con la previsione di una Commissione esaminatrice nazionale
risponde al criterio di omogeneità delle prove su tutto il territorio
nazionale, mentre la scelta dei quesiti a risposta multipla e la correzione
degli elaborati mediante procedure automatizzate rappresenta un sistema
oggettivo di verifica delle competenze. Tale prova scritta presuppone tutte le
conoscenze necessarie alla professione medica e quindi coinvolge la preparazione
globale del candidato. La composizione della Commissione nazionale, costituita
da docenti universitari e rappresentanti della Federazione nazionale dell'Ordine
dei medici chirurghi e degli odontoiatri, risponde all'esigenza di coinvolgere
sia la componente universitaria che quella professionale.
L'articolo 5 concerne le modalità per l'attribuzione del voto finale.
L'articolo 6 è dedicato al rilascio del
diploma di abilitazione da parte del Rettore per delega del Ministro.
L'articolo 7 è norma di rinvio.
L'articolo 8 prevede l'entrata
in vigore del regolamento due anni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale. Tale periodo è ritenuto necessario in considerazione della
complessità delle procedure di modifica
dell'esame in questione.
dell'articolo 6 del decreto legislativo 30
dicembre 1992,
1. [Le regioni, nell'ambito della programmazione regionale,
stipulano specifici protocolli d'intesa con le università per regolamentare
l'apporto alle attività assistenziali del servizio sanitario delle facoltà di
medicina, nel rispetto delle loro finalità istituzionali didattiche e
scientifiche. Le università concordano con le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, nell'ambito dei protocolli d'intesa di cui al presente
comma, ogni eventuale utilizzazione di strutture assistenziali private, purché
accreditate e qualora non siano disponibili strutture nell'azienda di
riferimento e, in via subordinata, in altre strutture pubbliche (51). Le
università contribuiscono, per quanto di competenza, all'elaborazione dei piani
sanitari regionali. La programmazione sanitaria, ai fini dell'individuazione
della dislocazione delle strutture sanitarie, deve tener conto della presenza
programmata delle strutture universitarie. Le università e le regioni possono,
d'intesa, costituire policlinici universitari, mediante scorporo e trasferimento
da singoli stabilimenti ospedalieri di strutture universitarie od ospedaliere,
accorpandole in stabilimenti omogenei tenendo conto delle esigenze della
programmazione regionale. I rapporti in attuazione delle predette intese sono
regolati, ove necessario, con appositi accordi tra le università, le aziende
ospedaliere e le unità sanitarie locali interessate] (52).
2. Per soddisfare le specifiche esigenze del Servizio
sanitario nazionale, connesse alla formazione degli specializzandi e all'accesso
ai ruoli dirigenziali del Servizio sanitario nazionale, le università e le
regioni stipulano specifici protocolli di intesa per disciplinare le modalità
della reciproca collaborazione. I rapporti in attuazione delle predette intese
sono regolati con appositi accordi tra le università, le aziende ospedaliere,
le unità sanitarie locali, gli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico e gli istituiti zooprofilattici sperimentali. Ferma restando la
disciplina di cui al decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 257, sulla formazione
specialistica, nelle scuole di specializzazione attivate presso le predette
strutture sanitarie in possesso dei requisiti di idoneità di cui all'art. 7 del
citato decreto legislativo n. 257/1991, la titolarità dei corsi di insegnamento
previsti dall'ordinamento didattico universitario è affidata ai dirigenti delle
strutture presso le quali si svolge la formazione stessa, in conformità ai
scuole è rilasciato a firma del direttore della scuola e del rettore
dell'università competente. Sulla base delle esigenze di formazione e di
prestazioni rilevate dalla programmazione regionale, analoghe modalità per
l'istituzione dei corsi di specializzazione possono essere previste per i
presidi ospedalieri delle unità sanitarie locali, le cui strutture siano in
possesso dei requisiti di idoneità previsti dall'art. 7 del D.Lgs. 8 agosto
1991, n. 257 (52/a).
3. A norma dell'art. 1, lettera o), della legge 23 ottobre
1992, n. 421, la formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e
della riabilitazione avviene in sede ospedaliera ovvero presso altre strutture
del Servizio sanitario nazionale e istituzioni private accreditate. I requisiti
di idoneità e l'accreditamento delle strutture sono disciplinati con decreto
del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica d'intesa
con il Ministro della sanità. Il Ministro della sanità individua con proprio
decreto le figure professionali da formare ed i relativi profili (52/b). Il
relativo ordinamento didattico è definito, ai sensi dell'art. 9 della legge 19
novembre 1990, n. 341, con decreto del Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica emanato di concerto con il Ministro della sanità. Per
tali finalità le regioni e le università attivano appositi protocolli di
1990, n. 341. La titolarità dei corsi di insegnamento previsti dall'ordinamento
didattico universitario è affidata di norma a personale del ruolo sanitario
le unità sanitarie locali, le istituzioni pubbliche e private accreditate e gli
rilasciati a firma del responsabile del corso e del rettore dell'università
pratica, abilita all'esercizio professionale. Nelle commissioni di esame è
341, sono soppressi entro due anni a decorrere dal 1° gennaio 1994, garantendo,
dal precedente ordinamento è in ogni caso richiesto il possesso di un diploma
coperti dai soggetti in possesso del diploma di scuola secondaria superiore di
secondo grado (53).
4. In caso di mancata stipula dei protocolli di intesa di
cui al presente articolo, entro centoventi giorni dalla costituzione delle nuove
unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, previa diffida, gli accordi
sono approvati dal Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta dei
Ministri della sanità e dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica (53).
5. Nelle strutture delle facoltà di medicina e chirurgia
il personale laureato medico ed odontoiatra di ruolo, in servizio alla data del
31 ottobre 1992, dell'area tecnico-scientifica e socio-sanitaria, svolge anche
le funzioni assistenziali. In tal senso è modificato il contenuto delle
attribuzioni dei profili del collaboratore e del funzionario tecnico
socio-sanitario in possesso del diploma di laurea in medicina e chirurgia ed in
odontoiatria. È fatto divieto alle università di assumere nei profili indicati
i laureati in medicina e chirurgia ed in odontoiatria (53) (53/a).
(51) Periodo aggiunto dall'art. 3, L. 30 novembre 1998, n.
419, riportata al n. R/CCXLVI.
(52) Comma prima sostituito dall'art. 7, D.Lgs. 7 dicembre
1993, n. 517 (Gazz. Uff. 15 dicembre 1993, n. 293, S.O.) e successivamente
abrogato dall'art. 1, D.Lgs. 21
dicembre 1999, n. 517.
(52/a) Comma così sostituito dall'art. 7, D.Lgs. 7
dicembre 1993, n. 517 (Gazz. Uff. 15 dicembre 1993, n. 293, S.O.).
(52/b) Per la definizione delle figure professionali di cui
al presente periodo vedi il D.M. 29 marzo 2001.
(53) Comma così sostituito dall'art. 7, D.Lgs. 7 dicembre
1993, n. 517 (Gazz. Uff. 15 dicembre 1993, n. 293, S.O.). Con D.M. 24 settembre
1997 (Gazz. Uff. 7 ottobre 1997, n. 234), modificato dal D.M. 8 giugno 2000 (Gazz.
Uff. 27 giugno 2000, n. 148), sono stati fissati i requisiti d'idoneità delle
strutture per i diplomi universitari dell'area medica. Vedi, anche, gli artt. 1
e 4, L. 26 febbraio 1999, n. 42, riportata alla voce Professioni sanitarie e
arti ausiliarie.
1997 (Gazz. Uff. 7 ottobre 1997, n. 234) , modificato dal D.M. 8 giugno 2000 (Gazz.
arti ausiliarie. Vedi, anche, l'art. 8, comma 10, L. 19 ottobre 1999, n. 370.
(53/a) Vedi l'art. 69, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.