Source: http://www.paoloalfano.it/2010/04/02/la-nuova-responsabilita-aggravata-ex-art-96-c-p-c/
Timestamp: 2019-06-18 03:49:00+00:00
Document Index: 38980494

Matched Legal Cases: ['art. 96', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 111', 'art.96', 'art. 385', 'art. 91', 'art. 92', 'art. 96', 'art. 79']

La nuova responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. | Studio Legale Avv. Paolo Alfano
La nuova responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c.
L’art. 96 c.p.c. negli ultimi tempi è stato oggetto di numerosi interventi sia a livello giurisprudenziale che legislativo.
Infatti, l’istituto tradizionale della responsabilità aggravata (presente nel codice di rito sin dalla sua promulgazione), è stato prima reinterpretato dalla giurisprudenza e dalla dottrina alla luce dei dettami costituzionali al fine di porlo a presidio del principio della ragionevole durata del processo ( come scriveva il vice presidente del C.S.M., nella prefazione al volume sulla “Durata ragionevole del processo”, a proposito del nuovo art. 111 Cost., la norma imporrà una rivisitazione del nostro sistema processuale al fine di verificare se e in quale misura i singoli istituti siano compatibili con il principio fondamentale della ragionevole durata) e, più di recente, il ddl, approvato in via definitiva dal Senato (e divenuto legge 69 del 2009), vi ha aggiunto un ulteriore disposizione.
L’inserimento del nuovo comma dell’art.96, avendo valenza generale, ha reso superflua e superata la corrispondene previsione per la sola Cassazione ed è stata così abrogato il quarto comma dell’art. 385 c.p.c., si è così eliminato il criterio parametrato sulle tabelle forensi per sancire la piena discrezionalità del giudice.
La novella si inserisce in un generale progetto di modifica in materia di spese processuali, in cui si è provveduto a ritoccare le norme sottese alla regolamentazione delle spese di lite ed innalzare i poteri sanzionatori del Giudice per chi, a vario titolo, rallenti la durata fisiologica e ragionevole del procedimento. Infatti, il nuovo primo comma dell’art. 91 c.p.c. prevede la condanna della parte comunque vittoriosa che aveva rifiutato senza giustificato motivo la proposta conciliativa; l’art. 92 c.p.c., invece, interviene sulla possibilità, fuori della soccombenza reciproca, della compensazione delle spese e aggiunge un altro elemento restrittivo, ovvero, che concorrano “altre gravi ed eccezionali ragioni”. Si cerca, cioè, di ridurre il sin troppo diffuso fenomeno della compensazione delle spese di lite; infine, con l’art. 96 c.p.c., il giudice può condannare il soccombente al pagamento di una somma equitativamente determinata. Molti hanno letto la norma come l’attribuzione al giudice di uno strumento ulteriore per punire eventuali comportamenti scorretti dei litiganti nel procedimento.
Questo articolo è stato pubblicato in Procedura civile e taggato come Dossier, Procedura civile il 2 Aprile 2010 da Paolo Alfano
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