Source: https://danielemajori.com/2016/01/25/sulla-partecipazione-alle-gare-pubbliche-dellimpresa-assoggettata-a-concordato-con-continuita-aziendale-ex-art-186-bis-l-fall/
Timestamp: 2019-02-16 14:28:58+00:00
Document Index: 88879349

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 11', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 45', '§ 2', 'art. 32', 'art. 6']

Sulla partecipazione alle gare pubbliche dell’impresa assoggettata a concordato con continuità aziendale ex art. 186-bis l. fall.: nella regola generale, per cui l’impresa sottoposta a procedura concorsuale non partecipa alle gare pubbliche, se ne inscrive una speciale di segno opposto, per cui l’impresa assoggettata a quella particolare procedura che è il concordato con continuità può partecipare; la regola speciale soffre poi eccezioni che per contenuto riportano alla regola generale, ma eccezioni rimangono, con la conseguenza che, in base all’art. 11 delle preleggi, i casi non espressamente previsti andranno decisi estendendo la regola speciale, che ammette la partecipazione (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che la controinteressata – in quanto assoggettata a concordato nelle more della procedura di gara, ovvero dopo la domanda di partecipazione e prima dell’aggiudicazione definitiva – potesse partecipare alla gara, presentando le garanzie di cui al comma 5 dell’art. 186-bis e, in particolare, la dichiarazione di impegno, nel caso di specie legittimamente proveniente da un membro del RTI). | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in appalti pubblici, art. 186-bis della legge fallimentare, autorizzazione del tribunale, concordato con continuità aziendale, dichiarazione di impegno, fallimento, impegno ad adempiere di un operatore qualificato, partecipazione alle gare pubbliche, relazione di un professionista che attesti la ragionevole capacità di adempimento del contratto, RTI
(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 20 gennaio 2016, n. 92)
«[N]ella fattispecie si è di fronte ad un concordato con continuità aziendale, ai sensi dell’art. 186 bis l. fall., qualificato tale in base al provvedimento del Giudice competente […].
14. Ciò posto, il caso di specie è proprio un caso non previsto, perché la legge ha riguardo ad un’impresa che concorra alla pubblica gara dopo il deposito del ricorso ovvero dopo l’ammissione al concordato. Nel caso presente, invece, la [controinteressata] viene assoggettata a concordato nelle more della procedura di gara, ovvero dopo la domanda di partecipazione e prima dell’aggiudicazione definitiva. E’ logico ammettere, così come già ritenuto in sede cautelare, che le si estenda la regola della partecipazione e non le si applichino le eccezioni: potrà partecipare presentando, come ha fatto, le garanzie di cui al comma 5, di cui la dichiarazione di impegno, come previsto dal comma 6, può provenire anche da un membro del RTI.
15. A riprova, si noti che applicando invece le norme, ritenute come sopra eccezionali, le quali inibiscono alla impresa in concordato con continuità di partecipare alla gara la [controinteressata] sarebbe stata esclusa senza alcuna possibilità in contrario, rivestendo la qualità di mandataria.
16. Quanto esposto esclude, ad avviso del Collegio, qualsiasi questione di compatibilità delle norme nazionali appena illustrate con quelle europee, in particolare col citato art. 45 della direttiva 2004/18/CE. Il § 2 di tale norma consente, ma non impone sempre e comunque, agli Stati membri di escludere dalle pubbliche gare le imprese soggette a procedure concorsuali, e prescrive agli Stati stessi di precisare le “condizioni di applicazione” della norma. E’ evidente che consentire la partecipazione, con la finalità sociale in senso ampio di cui s’è detto, alle imprese soggette a concordato con continuità rappresenta una ragionevole applicazione di tale precetto».
« L’art. 32, comma 10, d.l. n. 90/2014 (che prevede il potere del Prefetto di disporre la straordinaria e temporanea gestione dell’impresa limitatamente alla completa esecuzione del contratto di appalto ovvero dell’accordo contrattuale o della concessione, anche nei casi in cui sia stata emessa un’informativa antimafia interdittiva) mira principalmente a tutelare l’interesse pubblico alla prosecuzione del rapporto contrattuale già instaurato, senza gravare l’Amministrazione dell’onere di espletare una nuova gara, e, quindi, mira a salvaguardare l’attuazione dei principi di efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa: in particolare, è perciò rimessa al Prefetto l’individuazione degli appalti che è opportuno completare (secondo i criteri di indifferibilità per la tutela di diritti fondamentali e la salvaguardia dei livelli occupazionali o dell’integrità dei bilanci pubblici) e il riferimento alla fase dell’“esecuzione” è da intendersi, nel senso proprio giuridico, come fase successiva a quella di stipula del contratto e non in quello, meramente empirico, di materiale inizio della prestazione.
Con l’art. 6, co. 1, lett. d), n. 1), l. n. 124/2015 (cd. legge Madia), il legislatore ha inteso dare certezza e stabilità ai rapporti che hanno titolo in atti amministrativi, individuando nel termine massimo di diciotto mesi il limite per l’annullamento d’ufficio (in particolare, il Tar ha sottolineato la natura interpretativa della disposizione e – trattandosi, nella fattispecie, di provvedimenti per i quali, alla data di entrata in vigore della novella, il “termine ragionevole” per l’annullamento era ancora in corso – ha escluso che il termine di diciotto mesi potesse nuovamente decorrere da detta data). »