Source: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_7_1.page?facetNode_1=3_6_5&facetNode_2=0_2_2_7&facetNode_3=1_1(2015)&contentId=SCA1203181&previsiousPage=mg_1_7
Timestamp: 2020-07-08 08:51:31+00:00
Document Index: 58088078

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 1', 'art. 68', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 679', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 1']

Ministero della giustizia - Protocollo d’intesa tra il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Cagliari e la Residenza per l’Esecuzione delle misure di Sicurezza di Capoterra della Asl di Sanluri - 9 settembre 2015
ASL n. 6 di Sanluri - DSMD
Residenza per l’Esecuzione delle misure di Sicurezza di Capoterra
il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Cagliari e la Residenza per l’Esecuzione delle misure di Sicurezza di Capoterra della Asl di Sanluri - DSMD
Promuovere azioni di sensibilizzazione nei confronti della comunità locale rispetto al sostegno e al reinserimento delle persone sottoposte a misure di sicurezza;
Accompagnare i cittadini sottoposti a misure di sicurezza in un percorso di recupero e cura presso la Residenza per l’Esecuzione delle misure di Sicurezza (REMS) di Capoterra della Asl di Sanluri.
Visti i riferimenti legislativi
L’art. 27 comma 3 della Costituzione, che recita: “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”
La legge 833 del 23/12/1978 riguardante l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale stabilisce all’art. 1 che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale. La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio. L'attuazione del servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini…”
Il D.P.R. 30/06/2000 n. 230, riguardante il regolamento d’attuazione della Riforma Penitenziaria, recante norme sulle misure privative e limitative della libertà, prevede all’art. 68 comma 6, che “le Direzioni degli U.E.P.E curino la partecipazione della comunità esterna al reinserimento sociale dei condannati e le possibili forme di essa”.
La Legge 08/11/2000 n. 328 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali prevede, all’art. 1, comma 3 che “la programmazione e l’organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali compete agli Enti Locali, alle Regioni ed allo Stato ai sensi del decreto legislativo 31/03/1998 n. 112, e della presente legge, secondo i principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità…”
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 01/04/2008 relativo a “Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria” decreta che tutte le funzioni sanitarie svolte dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria siano trasferite al Servizio sanitario nazionale;
Il Decreto legislativo del 18/07/20011, n. 140 recante norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna, disciplina le modalità, i criteri e le procedure per il trasferimento al Servizio sanitario della medesima Regione delle funzioni sanitarie, delle risorse finanziarie, relativamente alla sanità penitenziaria;
La legge 30/05/2014 n. 81 recante in materia di sanità penitenziaria disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari prevede all’art. 1comma che “il giudice dispone nei confronti dell’infermo di mente e del seminfermo di mente l’applicazione di una misura di sicurezza, anche in via provvisoria, diversa dal ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario o in una casa di cura e custodia, salvo quando sono accertati elementi dai quali risulta che ogni misura diversa non è idonea ad assicurare cure adeguate e a fare fronte alla sua pericolosità sociale... Allo stesso modo provvede il magistrato di sorveglianza quando interviene ai sensi dell’art. 679 del codice di procedura penale”.
Il comma 6 dell’art. 1 bis prevede che “…le regioni, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, nell’ambito delle risorse destinate alla formazione, organizzano corsi di formazione per gli operatori del settore finalizzati alla progettazione e alla organizzazione di percorsi terapeutico-riabilitativi e alle esigenze di mediazione culturale…”
L’art. 4 relativo all’accordo concernente le disposizioni per il definitivo superamento degli OPG sancito nella Conferenza Unificata del 26/02/2015 tra Stato e Regioni prevede iniziative formative da parte del Servizio Sanitario Nazionale e contestualmente il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria offre alle Regioni “il supporto formativo necessario all’organizzazione di iniziative di approfondimento e addestramento del personale delle REMS…”
L’art. 7 del medesimo accordo stabilisce che gli U.E.P.E territorialmente competenti per ciascuna REMS “definiscono mediante Accordi, le modalità di collaborazione, ai fini dell’attuazione delle disposizioni normative…, inerenti l’applicazione delle misure di sicurezza detentive…”
La Legge della RAS 23/12/2005 n. 23 riguardante il sistema integrato dei servizi alla persona all’art. 1 comma 3 prevede “il sistema integrato promuove i diritti di cittadinanza, la coesione e l’inclusione sociale delle persone e delle famiglie, le pari opportunità, attraverso la realizzazione di azioni di prevenzione, riduzione ed eliminazione delle condizioni di bisogno e disagio individuale e familiare derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia…”
La Deliberazione della RAS n. 9/21 del 10/03/2015 riguardante le disposizioni per il definitivo superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari in attuazione della legge n. 9/2012 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri” stabilisce di approvare il programma regionale per il definitivo superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari; prescrive che le Aziende sanitarie locali competenti provvedano entro il 31/03/2015 alla presa in carico, mediante i propri DSMD, dei pazienti internati negli OPG in modo da assicurare il rispetto dei termini stabiliti dalla L. n. /2012 e s.m.i; individua nella REMS di Capoterra una porzione di struttura adatta ad accogliere “anche le persone cui sono applicate le misure di sicurezza del ricovero in OPG e dell’assegnazione a casa di cura e custodia…”
Infine, la medesima deliberazione dà mandato alla ASL n. 6 di Sanluri affinchè provveda alla definizione dei percorsi di formazione ed aggiornamento periodico del personale…, con particolare riguardo ai rapporti con la Magistratura di Sorveglianza…"
che l’U.E.P.E di Cagliari contribuisce a realizzare percorsi di osservazione, trattamento, riabilitazione, reinserimento sociale nei confronti di persone condannate, in detenzione o in misura alternativa e in esecuzione di misure di sicurezza;
che l’U.E.P.E di Cagliari favorisce il recupero e il reinserimento sociale di persone coinvolte in attività illecite attraverso la partecipazione di istituzioni ed associazioni, al fine di sostenere la costituzione di legami sociali improntati alla solidarietà;
che la REMS di Capoterra assicura attraverso i propri servizi e gli operatori le attività di cura, riabilitazione e reinserimento nella comunità di appartenenza degli utenti in età adulta con disturbo mentale;
Il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, rappresentato dal Presidente, dott. Paolo Cossu, L’U.E.P.E di Cagliari, rappresentato dal Dirigente, Dott.ssa Rossana Carta, la REMS di Capoterra, rappresentata dal Direttore, dott. Riccardo Curreli,
Predisporre corsi di formazione e aggiornamento permanente rivolti agli operatori dell’UEPE e della REMS, finalizzati all’acquisizione delle norme contenute nell’ordinamento penitenziario e nella normativa nazionale e regionale riguardante la salute mentale.
Definire e/o migliorare le procedure relative agli interventi a favore dei soggetti sottoposti a misure di sicurezza.
Perseguire procedure e buone prassi condivise per la presa in carico delle persone sottoposte alle misure di sicurezza del ricovero in OPG (REMS).
Ottimizzare gli interventi mediante una progettualità condivisa, al fine di migliorare le modalità di invio e gestione.
Operare in rete nella progettazione degli interventi in una prospettiva integrata, al fine di facilitare percorsi individualizzati volti al miglioramento delle prestazioni erogate e al reinserimento sociale delle persone sottoposte alle misure di sicurezza, ovvero operando in gruppi di lavoro e per progetti finalizzati all’inclusione sociale e prevenzione della recidiva.
Provvedere agli interventi istituzionali nei confronti delle persone segnalate alla REMS per le quali la Magistratura ha predisposto l’inserimento nella struttura residenziale e che siano ritenute idonee per il percorso trattamentale, previa acquisizione della documentazione socio-sanitaria utile per verificare l’esistenza dei requisiti necessari per la presa in carico, che saranno specificati nel progetto individualizzato;
Incaricare un Funzionario di servizio sociale per seguire la persona nell’esecuzione della misura di sicurezza.
Lo stesso dovrà mantenere con il Referente della REMS di Capoterra una stabile e periodica collaborazione nei termini e nelle modalità indicate nel progetto individualizzato, ai fini del monitoraggio dell’andamento e dell’adesione del percorso.
Comunicare al Tribunale di Sorveglianza di Cagliari l’avvio degli interventi relativi alle misure di sicurezza e di riferire periodicamente al Magistrato di Sorveglianza competente.
La REMS di Capoterra si impegna a:
Segnalare immediatamente all’U.E.P.E i soggetti accolti nei propri Servizi secondo le disposizioni della Magistratura, in possesso dei requisiti socio-sanitari necessari per l’accesso e la presa in carico, compilando la scheda riassuntiva dei dati personali, familiari e lavorativi degli utenti, che fa parte integrante del presente protocollo operativo;
Garantire la collaborazione per la gestione integrata del percorso, il confronto periodico, lo scambio di informazioni e le comunicazioni al Magistrato di Sorveglianza, nelle modalità e tempi previsti dal progetto individualizzato;
Nominare un Operatore di riferimento che affianchi la persona nel percorso, il quale è incaricato di mantenere i contatti con il Funzionario di Servizio Sociale dell’U.E.P.E incaricato del caso, la partecipazione alle attività previste, nonché inviare periodicamente all’U.E.P.E. una relazione attestante l’andamento del percorso.
Prevedere incontri periodici tra operatori dei due Servizi per monitorare il percorso di recupero e cura affrontato dai soggetti.
Il presente protocollo ha efficacia dal momento della sottoscrizione e ha la durata di anni 2 (due). E’ da intendersi tacitamente rinnovato di anno in anno salvo disdetta scritta, da comunicarsi da una delle parti con almeno novanta giorni di preavviso.
Il Direttore della REMS di Capoterra
Scheda riassuntiva dei dati personali, familiari e lavorativi degli utenti (formato pdf, 128 kb)