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Timestamp: 2019-03-21 22:01:13+00:00
Document Index: 135638227

Matched Legal Cases: ['art. 1913', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 189', 'art. 189', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 167', 'art. 18', 'art. 5']

Lunedì 14 Gennaio 2013 00:00	Francesco Annunziata
La prima funzione del modulo CID, sostituendosi all’avviso che l’art. 1913 cod. civ. prescrive all’assicurato, è la denuncia del sinistro, all’assicuratore da cui l’assicurato chiede di esser garantito con tutte le modalità e circostanze del caso concreto che possono rilevare ai fini di agevolare la determinazione del danno e facilitare l’accertamento del diritto e le conciliazioni. E poiché i nomi degli assicurati e delle compagnie di assicurazione costituiscono dati essenziali del modulo, è dalla ricezione del medesimo che l’assicuratore ha l’onere di contestare l’esistenza del rapporto assicurativo (Cass., sez. III, sentenza 20/12/2012, n. 23614).
Presidente Preden - Relatore Chiarini
Il Tribunale di Benevento con sentenza dell’11 dicembre 2009, interpretata l’eccepita carenza di legittimazione passiva dell’assicurazione U. come contestazione del rapporto assicurativo con il F. ha accolto l’appello della predetta dichiarando la sua carenza di legittimazione passiva per mancanza di prova dell’esistenza del contratto con E.F. , incombente sul danneggiato G.D.P. che l’aveva citata in giudizio ai sensi dell’art. 18 legge dei 1969 n. 990, a tal fine essendo insufficiente l’indicazione di essa come assicuratrice per la RCA del F. contenuta nel modello C.I.D. Conseguentemente ha condannato il D.P. alla restituzione di Euro 1.728,65 che dalla documentazione in atti risultavano pagate dall’assicurazione.
1.- Con il primo motivo il ricorrente deduce: “Violazione e falsa applicazione dell’art. 189 n. 4 del c.d.s. in relazione agli artt. 360 nn. 3 e 5″, per aver il giudice di appello erroneamente negato efficacia probatoria del rapporto assicurativo alla dichiarazione del F. rilasciata sul C.I.D. a norma dell’art. 189 n. 4 c.d.s. che impone ai conducenti di fornire le informazioni utili anche ai fini risarcitori, tra cui i dati personali e assicurativi, confrontati con lo scontrino di polizza sul parabrezza, che fanno prova fino a querela di falso.
2.- Con il secondo motivo deduce: “Motivazione incongrua e contraddittoria per travisamento dei fatti di causa e erronea delibazione delle risultanze probatorie e peritali. Violazione di legge, violazione e falsa applicazione dell’art. 3 legge del 1977 n. 39″ per non avere il Tribunale applicato il principio secondo cui l’indicazione dell’assicurazione U. nel modello C.I.D. determinava l’onere di questa di dimostrare che il contrassegno era falso, tanto più che nella corrispondenza prima del giudizio l’assicurazione non aveva mai contestato il rapporto assicurativo.
3.- Con il terzo motivo assume: “Violazione e falsa applicazione del comb. dis. dell’art. 7 legge 990 del 1969 in relazione all’art. 9 del regolamento di esecuzione della legge 990 del 1969 D.P.R. 973 del 1970. Violazione e falsa applicazione dell’art. 33 D.P.R. 39 del 1953. Violazione del principio sull’affidamento” per non aver il Tribunale applicato il principio secondo cui il contrassegno ed il C.I.D. tutelano l’affidamento del danneggiato, anche se il rapporto assicurativo è inefficace. Quindi l’esistenza del contratto è dimostrata dal certificato di assicurazione ed il danneggiato ha soltanto l’onere di controllare la veridicità dei dati comunicati dal responsabile del danno poiché l’assicuratore risponde nei confronti dei terzi dei sinistri nel periodo indicato e per questo insieme al certificato è rilasciato un contrassegno con il numero di targa.
Nella fattispecie invece emerge incontrovertibilmente dalla sentenza impugnata che, benché l’art. 167 primo comma cod. proc. civ. impone al convenuto di assumere specifica posizione sui fatti posti dall’attore a fondamento della sua domanda nella specie art. 18 della legge del 1969 n. 990 in base alla denuncia di sinistro effettuata dal proprietario/conducente F. con riferimento all’autoveicolo da lui condotto e alla sua responsabilità, contenuta nel modulo di cui al precitato art. 5, secondo quanto accertato dal giudice di appello - neppure in comparsa di risposta in primo grado l’assicurazione U. ha negato che il F. fosse suo assicurato per la responsabilità civile con conseguente preclusione al riguardo di nuove deduzioni in corso di causa. Pertanto le lamentate violazioni di legge sussistono e i motivi vanno accolti.
Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Gennaio 2013 19:28