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Timestamp: 2020-08-08 05:16:54+00:00
Document Index: 186257737

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 46', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 13']

Immigrazione.biz - Circolare n. 19 del 6 aprile 2007 Ministero dell'Interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali
Circolare n. 19 del 6 aprile 2007 Ministero dell'Interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali
Decreto legislativo n. 30, del 6 febbraio 2007, recante l' Attuazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativa al diritto dei cittadini dellâ€™unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri - Prot. n. 200704163/15100/14865
CIRCOLARE N.° 19
AL COMMISSARIO DEL GOVERNO PER LA PROVINCIA DI B O L Z A N O
AL COMMISSARIO DEL GOVERNO PER LA PROVINCIA DI	T R E N T O
- AI QUESTORI DELLA REPUBBLICA	LORO SEDI
AL COMMISSARIO DELLO STATO PER LA REGIONE SICILIA P A L E R M O
-	ALL'ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA Via Cesare Balbo n. 16	R O M A
-	ALL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI Via dei Prefetti n. 46	R O M A
-	ALL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE UFFICIALI DI STATO CIVILE ED ANAGRAFE CASTEL SAN PIETRO TERME (BO)
-	ALLA DE.A. - Demografici Associati - c/o Amministrazione Comunale - V.le Comaschi n. 1160 CASCINA (PI)
OGGETTO: Decreto legislativo n. 30, del 6 febbraio 2007, recante Attuazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativa al diritto dei cittadini dell' unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/194/CEE, 75/34/CEE, 75/35 (CE), 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 72, del 27 marzo 2007, è stato pubblicato il decreto legislativo indicato in oggetto, sulla libera circolazione ed il soggiorno dei cittadini dell' Unione e i loro familiari. Il decreto legislativo, che entrerà in vigore l'11 aprile p.v., dà attuazione alla direttiva comunitaria n. 2004/38, la quale, nel far venire meno la carta di soggiorno quale titolo abilitante al soggiorno dei cittadini dell' Unione presso gli Stati membri, prevede che i singoli ordinamenti interni possano richiedere nei loro confronti l'iscrizione presso le autorità competenti� (art. 8, par. 1).
Tale facoltà è stata esercitata dal nostro Stato attraverso la specifica disciplina dell'iscrizione anagrafica dei cittadini dell'Unione, che viene subordinata non solo all' accertamento della dimora abituale dell'istante, ma anche alla verifica della sussistenza delle condizioni previste dal decreto legislativo per l'esercizio del diritto di soggiorno in Italia.
Il diritto di soggiorno è riconosciuto nei confronti dei cittadini dell'Unione che esercitano un'attività lavorativa in Italia, o che dispongano di risorse economiche sufficienti per la permanenza in Italia, oltre che di un'assicurazione sanitaria o altro titolo di copertura dei rischi, ovvero che seguano un corso di studi o di formazione professionale.
Il decreto legislativo disciplina inoltre il diritto di soggiorno dei familiari dei cittadini aventi un autonomo diritto di soggiorno, sopraindicati, a seconda che siano o meno cittadini dell'Unione. Mentre per i primi tre mesi di soggiorno non sono previste condizioni o formalità , per periodi di soggiorno superiori ai tre mesi sono prescritte tre distinte procedure: quella relativa ai cittadini dell'Unione aventi un autonomo diritto di soggiorno; quella relativa ai cittadini dellâ€™Unione, familiari dei cittadini aventi un autonomo diritto di soggiorno; quella relativa ai familiari dei cittadini dell'Unione, non aventi la cittadinanza di uno Stato membro.
Il decreto legislativo indica le ipotesi di conservazione del diritto di soggiorno al venir meno delle condizioni che ne hanno determinato il riconoscimento, introduce il diritto di soggiorno permanente e individua le ipotesi di limitazione del diritto d'ingresso e di soggiorno, disciplinando i relativi provvedimenti di allontanamento. Le norme del decreto legislativo, se più¹ favorevoli, si applicano anche al familiare, dell'Unione o meno, del cittadino italiano.
- 1) iscrizione anagrafica del cittadino dell'Unione avente un autonomo diritto di soggiorno;
- 2) iscrizione anagrafica del familiare del cittadino dell'Unione, avente cittadinanza di uno Stato membro;
- 3) iscrizione anagrafica del familiare del cittadino dell'Unione, non avente cittadinanza di uno Stato membro;
1) Iscrizione anagrafica del cittadino dell'Unione avente un autonomo diritto di soggiorno (artt. 7, 9 e 19) Il cittadino dell'Unione che intenda soggiornare in Italia per un periodo superiore a tre mesi è tenuto ad iscriversi all'anagrafe della popolazione residente.
Nei confronti del cittadino dell'Unione si applicano la legge ed il regolamento anagrafico.
Al momento della richiesta d'iscrizione viene rilasciata all'interessato una attestazione, contenente il nome, il cognome, l'indirizzo del luogo di dimora abituale dichiarato e la data della presentazione dellâ€™istanza d'iscrizione.
A tale proposito, al fine di semplificare gli adempimenti a carico dell'amministrazione comunale, potrebbe risultare utile includere nella richiamata attestazione (ALL. 1) la comunicazione di avvio del procedimento, ai sensi della legge 241/1990 e successive modificazioni.
Oltre alla documentazione richiesta per l'iscrizione anagrafica del cittadino italiano proveniente dall'estero, il cittadino dell'Unione deve produrre la seguente documentazione:
-	Nella ipotesi di soggiorno per motivi di lavoro, deve essere prodotta la documentazione attestante l'attività lavorativa esercitata. I cittadini della Romania e della Bulgaria, per l'esercizio di talune attività lavorative, dovranno anche esibire il nulla osta rilasciato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione, come è meglio specificato di seguito.
-	Il cittadino dell'Unione che decida di soggiornare in Italia, senza svolgere un'attività lavorativa o di studio o di formazione professionale, deve dimostrare la disponibilità di risorse economiche sufficienti al soggiorno, per sè e per i propri familiari.
Tale disponibilità è autodichiarata dallâ€™interessato, ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000. Per la quantificazione delle risorse economiche sufficienti si utilizza il parametro dellâ€™importo dellâ€™assegno sociale, consistente per lâ€™anno 2007 in euro 5.061,68 annue.
Tale importo viene considerato sufficiente per il soggiorno del richiedente e di un familiare. Deve essere raddoppiato nel caso di ulteriori uno o due familiari conviventi. Va triplicato se i familiari conviventi sono quattro o piÃ¹ di quattro. Nel calcolo del reddito complessivo va tenuto conto di eventuali ulteriori entrate da parte dei familiari conviventi (art. 29, c. 3, lett. b) del d. leg.vo 286/1998).
â‚¬ 5.061,68 Solo richiedente o Richiedente + un familiare
â‚¬ 10.123,36	Richiedente + due familiari o Richiedente + tre familiari
â‚¬ 15.185,04	Richiedente + quattro familiari e oltre
In aggiunta al requisito reddituale il cittadino dellâ€™Unione deve produrre la documentazione attestante la titolaritÃ di una polizza di assicurazione che copra le spese sanitarie.
-	Nella ipotesi di soggiorno per motivi di istruzione o di formazione professionale lâ€™interessato deve produrre la documentazione attestante lâ€™iscrizione presso un istituto pubblico o privato riconosciuto, la titolaritÃ di una polizza di assicurazione sanitaria e la disponibilitÃ di risorse economiche, come specificate nel punto precedente.
Per quanto riguarda lâ€™esercizio del diritto di soggiorno per motivi di lavoro occorre tenere presente che i cittadini dei Paesi neocomunitari (Romania e Bulgaria), relativamente allâ€™accesso al mercato del lavoro sono attualmente soggetti ad un regime transitorio, che durerÃ fino al 1Â° gennaio 2008.
Il regime transitorio prevede che per i cittadini di tali Paesi lâ€™accesso al lavoro sia liberalizzato per alcuni settori, mentre per i restanti sia subordinato al possesso di un nulla osta rilasciato dallo Sportello Unico per lâ€™Immigrazione.
In particolare, lâ€™accesso al mercato del lavoro non Ã¨ subordinato ad alcuna condizione per il lavoro stagionale e per il lavoro nei seguenti settori: agricolo e turistico alberghiero; domestico e di assistenza alla persona; edilizio; metalmeccanico; dirigenziale e altamente qualificato.
Per tutti i restanti settori produttivi â€“ ai quali il cittadino della Romania e della Bulgaria accede previa rilascio del nulla osta dello Sportello Unico per lâ€™Immigrazione - il lavoratore dovrÃ produrre tale documento ai fini dellâ€™iscrizione anagrafica disciplinata dal decreto legislativo.
CiÃ² posto, a seguito dellâ€™iscrizione anagrafica â€“ subordinata oltre che alla verifica dei richiamati requisiti, anche allâ€™accertamento della dimora abituale - viene consegnato allâ€™interessato il relativo certificato dâ€™iscrizione.
Questâ€™ultimo dovrÃ contenere il riferimento della norma ai sensi della quale Ã¨ stato prodotto (art. 9 del d. leg.vo in commento). Analogo riferimento deve essere inoltre annotato nella scheda individuale dâ€™iscrizione anagrafica dellâ€™interessato.
Il decreto legislativo prevede che avverso il provvedimento di rifiuto o di revoca del diritto di soggiorno Ã¨ ammesso ricorso al tribunale in composizione monocratica del luogo ove dimora il richiedente.
Tale rimedio Ã¨ quindi esperibile dal cittadino dellâ€™Unione, avente o meno un autonomo diritto di soggiorno, a cui sia stata respinta o revocata la richiesta dâ€™iscrizione anagrafica per mancanza dei requisiti previsti dal decreto legislativo in esame.
Resta ferma la facoltÃ dellâ€™interessato di presentare ricorso al Prefetto entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento in caso di rigetto dellâ€™istanza per la mancanza dei requisiti previsti dalla legge 1228/1954 e dal d.P.R. n. 223/1989.
Con riguardo ai cittadini dellâ€™Unione attualmente in possesso della Carta di soggiorno in corso di validitÃ , e quindi giÃ iscritti nei registri della popolazione residente, si ritiene opportuno evidenziare che fino alla scadenza del titolo stesso nei loro confronti non sussiste lâ€™obbligo di presentare la documentazione indicata dal decreto legislativo.
2) Iscrizione anagrafica del familiare del cittadino dellâ€™Unione, avente la cittadinanza di uno Stato membro (artt. 2 e 9). I familiari del cittadino dellâ€™Unione aventi diritto di soggiorno ai sensi dellâ€™art. 2, punto 2, del decreto legislativo in commento sono i seguenti: il coniuge, i discendenti diretti di etÃ inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge; gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge.
I cittadini dellâ€™Unione in questione devono presentare, per lâ€™iscrizione anagrafica, un documento dâ€™identitÃ ed un documento che attesti la qualitÃ di familiare nei sensi soprarichiamati, o di familiare a carico.
La qualitÃ di vivenza a carico puÃ² essere attestata dallâ€™interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di cui allâ€™art. 46 del D.P.R. 445/2000.
Lâ€™esibizione dellâ€™attestato della richiesta dâ€™iscrizione anagrafica del familiare cittadino dellâ€™Unione avente un autonomo diritto di soggiorno, prevista dal decreto legislativo, si ritiene che possa essere omessa, in quanto presente giÃ agli atti del Comune stesso.
3) iscrizione anagrafica del familiare del cittadino dellâ€™Unione, non avente la cittadinanza di uno Stato membro (artt. 9 e 10). Il titolo di soggiorno del familiare del cittadino dellâ€™Unione, non avente la cittadinanza di uno Stato membro Ã¨ la â€œCarta di soggiorno di familiare di un cittadino dellâ€™Unioneâ€�.
Essendo lâ€™iscrizione anagrafica dello straniero â€“ nel quadro normativo attuale - subordinata alla regolaritÃ del soggiorno (art. 6, c. 7, d. leg.vo n. 286/1998), deve ritenersi che per questa categoria di soggetti lâ€™iscrizione anagrafica resti subordinata al rilascio da parte della Questura del richiamato titolo.
Per questo motivo si ritiene opportuno che lâ€™adempimento relativo alla richiesta dâ€™iscrizione anagrafica sia successivo allâ€™acquisizione della Carta di soggiorno, sebbene non debba negarsi allâ€™interessato la possibilitÃ di richiedere lâ€™iscrizione in un momento antecedente allâ€™ottenimento della Carta.
In tale caso il perfezionamento del procedimento dâ€™iscrizione conseguirÃ allâ€™esibizione della Carta di soggiorno che nel frattempo sarÃ rilasciata dalla Questura allâ€™interessato secondo le procedure in vigore.
Il decreto legislativo prevede che lâ€™interessato produca, per lâ€™iscrizione anagrafica, il passaporto e il visto dâ€™ingresso quando richiesto, i documenti che attestino la qualitÃ di familiare e, se necessario, in relazione alla tipologia dâ€™istanza, di familiare a carico, nonchÃ© lâ€™attestato della richiesta dâ€™iscrizione anagrafica del familiare del cittadino dellâ€™Unione.
In proposito si ritiene che possa essere omessa la presentazione dellâ€™attestato della richiesta dâ€™iscrizione anagrafica del familiare cittadino dellâ€™Unione, in quanto giÃ agli atti del Comune. Resta fermo lâ€™obbligo di comunicare alla Questura lâ€™avvenuta iscrizione anagrafica dei soggetti rientranti nella categoria in esame, come previsto dallâ€™art. 6, c. 7, del decreto leg.vo n. 286/1998.
Il decreto legislativo prevede che per lâ€™iscrizione anagrafica, per il rilascio della ricevuta dâ€™iscrizione e del documento dâ€™identitÃ si applichino ai cittadini dellâ€™Unione e ai loro familiari, le medesime disposizioni previste per il cittadino italiano.
4) conservazione del diritto di soggiorno (artt. 11, 12,13). Il decreto legislativo disciplina le ipotesi di conservazione del diritto di soggiorno al venir meno delle condizioni che originariamente ne avevano determinato il riconoscimento. Per quanto riguarda i cittadini dellâ€™Unione non aventi un autonomo diritto di soggiorno, le ipotesi contemplate sono le seguenti: decesso del cittadino dellâ€™Unione o sua partenza dal territorio nazionale, divorzio e annullamento del matrimonio.
Tali eventi non incidono sul diritto di soggiorno del familiare cittadino dellâ€™Unione che abbia acquisito il diritto di soggiorno permanente o che abbia i requisiti per divenire a sua volta titolare di un autonomo diritto di soggiorno, ai sensi dellâ€™art. 7, c. 1, nonchÃ© dei figli o del genitore che ne ha lâ€™affidamento, nel caso in cui i figli siano iscritti in un istituto scolastico, fino al termine degli studi.
Il decreto legislativo disciplina inoltre specifici casi di conservazione del diritto di soggiorno del cittadino dellâ€™Unione, giÃ lavoratore subordinato o autonomo. Le ipotesi prese in considerazione dalla norma (art. 7, c. 3) sono le seguenti: cittadino temporaneamente inabile a seguito di malattia o infortunio; cittadino che dopo aver esercitato per oltre un anno unâ€™attivitÃ lavorativa nel territorio nazionale si trova in stato di disoccupazione involontaria debitamente comprovata, ed Ã¨ iscritto presso il Centro per lâ€™impiego, ovvero ha reso la dichiarazione ex art. 2, c. 1, del d. leg.vo 181/2000 che attesti lâ€™immediata disponibilitÃ allâ€™impiego; cittadino in stato di disoccupazione involontaria al termine di un contratto di lavoro di durata inferiore ad un anno, o si Ã¨ trovato in stato di disoccupazione involontaria nei primi dodici mesi di soggiorno in Italia ed Ã¨ iscritto presso il Centro per lâ€™impiego o abbia reso apposita dichiarazione di disponibilitÃ allâ€™impiego; cittadino che segue un corso di formazione professionale.
5) Diritto di soggiorno permanente (artt. 14, 15,16,18). Il cittadino dellâ€™Unione che ha soggiornato legalmente e in via continuativa, per cinque anni, nel territorio nazionale acquisisce un diritto di soggiorno permanente. Tale titolo esonera lâ€™interessato dalla conservazione dei requisiti previsti dal decreto legislativo per il riconoscimento del diritto di soggiorno.
Lâ€™assenza dal territorio nazionale di durata superiore a due anni consecutivi comporta la perdita del diritto. Per i soli cittadini dellâ€™Unione, la relativa attestazione (ALL. 2) Ã¨ rilasciata dal Comune di residenza entro 30 giorni dalla richiesta dellâ€™interessato, mentre per gli stranieri extracomunitari, familiari di cittadini dellâ€™Unione, Ã¨ competente la Questura.
Si ritiene che la condizione relativa alla continuitÃ del soggiorno possa essere accertata attraverso lâ€™iscrizione anagrafica dellâ€™interessato.
La condizione che questi abbia soggiornato legalmente deve intendersi â€“ anche alla luce di quanto indicato nel preambolo della direttiva - nel senso che nel corso dei cinque anni di soggiorno lâ€™interessato abbia risieduto nel territorio alle condizioni previste nel decreto legislativo e senza essere stato oggetto di misure di allontanamento.
Il decreto legislativo specifica che non pregiudicano la continuitÃ del soggiorno le assenze che non superino complessivamente sei mesi lâ€™anno, ovvero le assenze di durata superiore giustificate dallâ€™assolvimento di obblighi militari ovvero fino a dodici mesi consecutivi per motivi rilevanti. Tra questi ultimi il decreto legislativo annovera, a titolo esemplificativo, la gravidanza e la maternitÃ , la malattia grave, gli studi o la formazione professionale o il distacco per motivi di lavoro in un altro Stato membro o in un Paese terzo.
La continuitÃ del soggiorno Ã¨ invece interrotta dal provvedimento di allontanamento della persona interessata.
6) Maturazione anticipata del diritto di soggiorno permanente (art. 15). Di seguito si indicano le ipotesi - riguardanti i lavoratori che hanno cessato la propria attivitÃ nel territorio nazionale, ed i loro familiari - in cui il diritto di soggiorno permanente viene maturato prima dei cinque anni di soggiorno.
a)	Pensionamento dellâ€™interessato. Rientrano in questa ipotesi il lavoratore subordinato o autonomo che, nel momento in cui cessa lâ€™attivitÃ ha raggiunto lâ€™etÃ prevista per la pensione di vecchiaia, nonchÃ© il lavoratore subordinato che cessa di svolgere la propria attivitÃ a seguito di pensionamento anticipato, qualora abbia svolto in Italia la propria attivitÃ negli ultimi dodici mesi e vi abbia soggiornato in via continuativa per oltre tre anni. Se il lavoratore non ha diritto alla pensione di vecchiaia, la condizione relativa allâ€™etÃ Ã¨ considerata soddisfatta al raggiungimento dei 60 anni.
b)	Sopravvenuta incapacitÃ lavorativa permanente. Si tratta dellâ€™ipotesi del lavoratore subordinato o autonomo che ha soggiornato in modo continuativo nello Stato per almeno due anni e cessa di lavorare a causa di una sopravvenuta incapacitÃ lavorativa permanente. Non sono poste condizioni legate alla durata del soggiorno nel caso in cui lâ€™incapacitÃ al lavoro sia dovuta ad un infortunio sul lavoro o ad una malattia professionale dai quali consegue il diritto ad una prestazione interamente o parzialmente a carico di unâ€™istituzione dello Stato.
c)	Esercizio dellâ€™attivitÃ lavorativa in altro Stato membro. Lâ€™ipotesi in esame si riferisce al lavoratore subordinato o autonomo che dopo aver espletato tre anni di attivitÃ e di soggiorno continuativi in Italia esercita unâ€™attivitÃ subordinata in altro Stato dellâ€™Unione, permanendo le condizioni per la sua iscrizione anagrafica.
Il decreto legislativo specifica che, con riguardo alle ipotesi indicate alle lettere a) e b), i periodi di occupazione trascorsi in altro Stato dellâ€™Unione ove lâ€™interessato esercita lâ€™attivitÃ sono considerati trascorsi nel territorio nazionale. Nelle stesse ipotesi di cui alle lettere a) e b) la sussistenza delle condizioni di durata del soggiorno e dellâ€™attivitÃ non sono necessarie se il coniuge dellâ€™interessato Ã¨ cittadino italiano o ha perso la cittadinanza italiana a seguito del matrimonio.
Ai fini della maturazione anticipata del diritto di soggiorno permanente si considera periodo di occupazione il periodo di iscrizione alle liste di mobilitÃ o di disoccupazione involontaria, il periodo di sospensione dellâ€™attivitÃ indipendenti dalla volontÃ dellâ€™interessato e lâ€™assenza dal lavoro o la cessazione dellâ€™attivitÃ per malattia o infortunio.
Il diritto al soggiorno permanente maturato anticipatamente alle condizioni sopraesposte Ã¨ esteso al familiare che soggiorna in Italia con il lavoratore subordinato o autonomo di cui sopra. Qualora il lavoratore deceda prima di avere acquisito il diritto di soggiorno permanente, il familiare che ha soggiornato con lui matura il diritto al soggiorno permanente alle seguenti condizioni: il lavoratore abbia soggiornato per due anni continuativi in Italia prima del decesso; il decesso sia avvenuto a seguito di infortunio sul lavoro o malattia professionale; il coniuge abbia perso la cittadinanza italiana a seguito del matrimonio.
-	7) Misure di allontanamento (Artt. 8, 13, 20 e 21). Oltre alle ipotesi di allontanamento per motivi di sicurezza e di ordine pubblico, disciplinati dallâ€™art. 20, il decreto legislativo prevede che il provvedimento di allontanamento dei cittadini dellâ€™Unione possa essere adottato quando vengano meno le condizioni che determinano il diritto di soggiorno dellâ€™interessato (art. 21).
In tali casi il provvedimento di allontanamento viene adottato dal Prefetto territorialmente competente in base al luogo di iscrizione anagrafica del destinatario e sarÃ comunicato al comune ove lo stesso Ã¨ iscritto, analogamente a quanto avverrÃ per il provvedimento di allontanamento adottato per motivi legati allâ€™ordine e alla sicurezza pubblica.
Il provvedimento prevede un termine per lasciare il territorio nazionale non inferiore a un mese. Non puÃ² invece essere imposto un divieto di reingresso. Il provvedimento adottato dal Prefetto Ã¨ impugnabile davanti al Tribunale entro 20 giorni dalla sua notifica.
In relazione a tale competenza del Prefetto Ã¨ necessario che il comune, qualora nel corso degli adempimenti previsti dal decreto legislativo dovesse verificare lâ€™assenza o il venir meno delle condizioni di soggiorno, provveda a darne comunicazione al Prefetto.
Lâ€™art. 13, c. 3, del decreto legislativo prevede che i cittadini dellâ€™Unione che siano lavoratori subordinati o autonomi o che siano nelle particolari condizioni specificate dalla norma stessa, afferenti allo stato di disoccupazione, non possono divenire oggetto di provvedimenti di allontanamento, se non di quelli adottati per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
Occorre in questa sede affrontare il problema relativo alle Carte di soggiorno richieste alle Questure in data anteriore allâ€™11 aprile, ovvero prima dellâ€™entrata in vigore del decreto legislativo, ed a quella data non ancora rilasciate. In tali ipotesi il cittadino dellâ€™Unione dovrÃ necessariamente recarsi in Comune per chiedere lâ€™iscrizione ai sensi del decreto legislativo, non potendo la Questura rilasciare la Carta di soggiorno oltre quella data.
Al fine di semplificare gli adempimenti a carico dellâ€™interessato si ritiene che questâ€™ultimo debba limitarsi ad esibire allâ€™Ufficio dâ€™anagrafe la ricevuta di presentazione dellâ€™istanza di Carta di soggiorno, rilasciata dalla Questura o da Poste italiane S.p.a., e autodichiarare la sussistenza delle condizioni di soggiorno previste dal decreto legislativo in oggetto.
La verifica di tali condizioni potrÃ poi essere svolta a campione dal Comune, utilizzando la documentazione in possesso della Questura. A livello locale potranno essere assunte le piÃ¹ idonee intese al fine di dare concreta attuazione alla soluzione esposta, non escludendo la possibilitÃ di trasferire ai Comuni, su loro richiesta, la documentazione in possesso delle Questure, nelle forme e con le modalitÃ ritenute piÃ¹ opportune.
Si pregano le SS.LL. di portare a conoscenza dei Sig.ri Sindaci il contenuto della presente circolare, sensibilizzandoli sullâ€™importanza delle nuove procedure e ponendo in essere ogni utile iniziativa finalizzata alla sua corretta applicazione. SarÃ cura della Direzione Centrale per i Servizi Demografici fornire ulteriori indicazioni sugli aspetti problematici che dovessero emergere in sede applicativa, e che potranno essere segnalati allâ€™indirizzo di posta elettronica segreteriaservizidemografici@interno.it.
Il testo della presente circolare Ã¨ reperibile sul sito internet di questo Ministero. IL VICE CAPO DIPARTIMENTO VICARIO (La Rosa) ML