Source: https://www.laleggepertutti.it/103357_eccezione-di-incompetenza
Timestamp: 2018-08-18 00:34:34+00:00
Document Index: 37259630

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 653', 'art. 38', 'art. 447', 'art. 38', 'art. 45', 'art. 819', 'art. 2055']

Termine di decadenza per l’eccezione di incompetenza per materia, valore e territorio: l’incompetenza rilevata d’ufficio dal giudice, l’opposizione a decreto ingiuntivo.
Se il processo viene instaurato dinanzi ad un giudice incompetente, il giudice o la parte possono rispettivamente rilevare o eccepire tale incompetenza. Vediamo singolarmente le due ipotesi
Eccezione di incompetenza sollevata dalla parte
Il convenuto deve eccepire l’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. È senza effetto, quindi, l’eccezione di incompetenza sollevata in caso di costituzione tardiva in giudizio.
Se il convenuto eccepisce l’incompetenza per territorio, deve indicare il giudice che ritiene competente, altrimenti l’eccezione si considera non proposta. Il convenuto che eccepisce una incompetenza per territorio derogabile deve indicare tutti i fori concorrenti, pena l’inammissibilità dell’eccezione.
Salvi i casi di competenza per territorio inderogabile, quando le parti costituite aderiscono all’indicazione del giudice competente per territorio, la competenza del giudice indicato rimane ferma se la causa è riassunta entro 3 mesi dalla cancellazione della stessa dal ruolo.
In caso di litisconsorzio necessario l’eccezione di incompetenza territoriale derogabile non deve essere proposta necessariamente da tutti i litisconsorti convenuti [1].
Non ha efficacia l’eccezione formulata da un convenuto con riferimento al foro di uno dei convenuti che non ha proposto l’eccezione [2].
Il terzo chiamato in causa dal convenuto non può eccepire l’incompetenza per territorio derogabile del giudice adito se ciò non ha fatto anche il convenuto, nei cui confronti pertanto la relativa eccezione è ormai preclusa [3].
Eccezione di incompetenza sollevata d’ufficio
Il giudice può rilevare d’ufficio l’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio inderogabile non oltre la prima udienza di comparizione e trattazione.
Decisione sulla competenza
Il giudice decide con ordinanza le questioni di competenza eccepite dalle parti o rilevate d’ufficio, ai soli fini della competenza.
Mancata eccezione o rilievo
Se l’eccezione di incompetenza non è proposta dalle parti né rilevata dal giudice nei termini rispettivamente assegnati, essa diventa improponibile per tutto il corso del giudizio.
Non può neppure costituire motivo di impugnazione, non essendo proponibili in appello le eccezioni nuove non rilevabili d’ufficio.
L’opposizione a decreto ingiuntivo deve essere presentata davanti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo stesso e non, quindi, a quello eventualmente ritenuto competente dall’opponente. Pertanto, l’opposizione contro il decreto del giudice di pace si propone avanti allo stesso giudice di pace, quella contro il decreto del tribunale avanti al tribunale.
Tale competenza rimane ferma anche se il debitore ritiene incompetente tale giudice. L’incompetenza deve essere eccepita a pena di decadenza con l’atto di opposizione [4].
Se il giudice dell’opposizione ravvisa che il decreto ingiuntivo è stato emesso da un giudice incompetente dichiara la nullità del decreto e la sua conseguente revoca [5].
[1] C.Cost. sent. n. 41 dell’8.02.2006.
[2] Cass. sent. n. 13796/2004 del 22.07.2004.
[3] Cass. sent. n. 3474 del 9.04.1999.
[4] Cass. sent. n. 21672 del 23.10.2015. Cass. sent. n. 5161 del 27.05.1999.
[5] Cass. sent. n. 10206 del 26.07.2001, Trib. Milano sent. del 7.02.2008, Trib. Milano sent. del 15.01.2008).
Incompetenza sollevata d’ufficio dal giudice
Il giudice può rilevare d’ufficio l’incompetenza (nel caso specifico si trattava di una competenza per materia) non oltre la prima udienza di comparizione e trattazione (ai sensi dell’art. 38 c. 2 c.p.c.).
Un eventuale rinvio della causa al fine di svolgere i “medesimi incombenti odierni” fa salvi i diritti delle parti mentre fa decadere il giudice dal potere di rilevazione d’ufficio dell’incompetenza, salvo che egli abbia fatto espressamente menzione di tale potere nel provvedimento di rinvio.
Cass. sent. n. 21672 del 23.10.2015
Incompetenza nell’opposizione a decreto ingiuntivo
Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, l’opponente deve rilevare l’incompetenza del giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo poi opposto, a pena di decadenza, nell’atto di citazione in opposizione. In mancanza, l’eccezione di incompetenza rimane preclusa.
Cass. sent. n. 21672 del 23.10.2015.
La declaratoria di incompetenza territoriale pronunciata ai sensi dell’art. 38, secondo comma, c.p.c. nel giudizio ordinario instaurato con l’opposizione a decreto ingiuntivo, implicando la statuizione sulla validità del provvedimento impugnato va pronunciata con sentenza in applicazione dell’art. 653 c.p.c.
Trib. Monza, sent. n. 2089 del 4.08.2015.
A norma dell’art. 38 comma secondo cod. proc. civ., disposizione applicabile anche nel procedimento dinanzi al giudice di pace, la questione di competenza per territorio convenzionalmente derogabile deve essere eccepita a pena di decadenza nella prima difesa utile del giudizio di primo grado; nei procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo deve intendersi come prima difesa utile l’atto di opposizione che, in tali procedimenti, tiene luogo della comparsa di risposta nella procedura ordinaria.
Cass. sent. n. 5161 del 27.05.1999.
Poiché l’opposizione a decreto ingiuntivo è devoluta dall’articolo 645 cod. proc. civ., in via funzionale e inderogabile, alla cognizione del giudice che ha adottato il decreto, l’opposizione al decreto ingiuntivo emesso dal giudice di pace, davanti al quale ai sensi dell’articolo 316 cod. proc. civ. la domanda si propone con citazione a comparire a udienza fissa, in materia esorbitante dalla sua competenza (nella specie locatizia, per il pagamento degli oneri accessori dell’immobile locato) deve essere proposta, per la dichiarazione della nullità del provvedimento monitorio, innanzi allo stesso giudice di pace con citazione e non mediante ricorso, previsto, in via generale, per la particolare materia trattata (art. 447 bis cod. proc. civ.), la cui eventuale conversione in citazione, peraltro, è ammissibile, purché siano rispettati i termini per la notifica stabiliti dall’articolo 641 cod. proc. civ. (notificazione del ricorso stesso alla controparte nel termine di giorni quaranta).
Cass. sent. n. 23813 del 16.11.2007.
Avverso le sentenze del giudice di pace emesse in cause il cui valore non eccede le lire due milioni – valore questo determinabile in base agli artt. 10 e seguenti cod. proc. civ. – è ammissibile il solo ricorso per cassazione, sia se il giudice abbia pronunziato sul merito della controversia o si sia limitato ad una pronunzia sulla competenza o altra questione preliminare di rito o di merito o abbia, infine, pronunziato sul merito e sulla competenza.
Cass. sent. n. 10206 del 26.07.2001.
In tema di procedimenti di ingiunzione, la causa di opposizione a decreto ingiuntivo appartiene alla competenza funzionale del giudice che ha emesso il decreto. Pertanto, la declaratoria di incompetenza di quel giudice comporta la dichiarazione di nullità del decreto e la sua conseguente revoca.
Trib. Milano, sent. del 7.02.2008.
Il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo appartiene alla competenza funzionale del giudice che ha emesso il decreto. Ne consegue che la declaratoria di incompetenza di quel giudice comporta la dichiarazione di nullità del decreto e la sua conseguente revoca.
Trib. Milano, sent. del 15.01.2008.
Incompetenza per territorio derogabile
L’eccezione d’incompetenza territoriale, tempestivamente sollevata in ragione dell’esistenza di un foro esclusivo, che non indichi in via subordinata i fori alternativi derogabili, così come preclude al giudice del merito di esaminare la competenza con riferimento a questi ultimi, allo stesso modo impedisce al convenuto, che proponga regolamento di competenza avverso la decisione che abbia disatteso la sollevata eccezione d’incompetenza, di proporre a fondamento dell’istanza, in via subordinata, questioni afferenti ai fori derogabili.
Cass. sent. n. 13406 del 17.06.2015.
Incompetenza con clausola arbitrale
A seguito della modifica dell’art. 38 c.p.c. disposta dall’art. 45 della l. n. 69 del 2009 e della introduzione del principio per cui la parte convenuta soggiace a decadenza e, dunque, ad una preclusione ancorata al tempestivo deposito della comparsa di risposta con riferimento alla proposizione di tutte le eccezioni di incompetenza, l’art. 819-ter, primo comma, terzo inciso, deve essere letto nel senso che l’eccezione di sussistenza della competenza arbitrale deve proporsi dal convenuto perimenti a pena di decadenza con la comparsa di risposta tempestivamente depositata.
Cass. sent. n. 18978 del 24.09.2015.
Il principio secondo il quale l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata da uno soltanto dei convenuti resta priva di effetti nei confronti di tutti, ed anche nei confronti dello stesso convenuto che l’abbia sollevata, in ragione dell’incontestabilità della competenza “ratione loci” del giudice adito nei confronti del convenuto che non ha proposto l’eccezione, ancorché lo stesso sia rimasto contumace, opera solo alla duplice e concorrente condizione che si tratti di competenza territoriale derogabile e che tra i detti convenuti ricorra un’ipotesi di litisconsorzio necessario passivo; tale principio, pertanto, non trova applicazione ove i convenuti siano stati citati in giudizio per la corresponsabilità nell’illecito extracontrattuale subito dall’attore, versandosi in un’ipotesi di rapporto solidale, ai sensi dell’art. 2055 cod. civ., il quale non esclude che uno solo degli autori del fatto illecito possa essere convenuto per l’intero risarcimento.
Cass. sent. n. 13796/2004 del 22.07.2004.
Nel caso in cui il convenuto, nel contestare la propria legittimazione, chiami in causa un terzo deducendo che il medesimo è il legittimato passivo, si verifica estensione automatica della domanda ad un terzo, onde il giudice può direttamente emettere nei confronti di lui una pronuncia di condanna anche se l’attore non ne abbia fatto richiesta, senza con ciò incorrere nel vizio di ultrapetizione. Nella suddetta ipotesi la causa è unica ed inscindibile, con la conseguenza che l’eccezione di incompetenza per territorio derogabile sollevata dal chiamato rimane priva di effetti a causa dell’incontestabilità della competenza nei confronti del convenuto che non ha sollevato la relativa eccezione.
Cass. sent. n. 3474 del 9.04.1999.