Source: http://www.volint.it/scuolevis/lavorominorile/quanti.htm
Timestamp: 2018-12-11 22:39:02+00:00
Document Index: 40646815

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2']

a cura di Elena Perla Simonetti
Quantificazione del fenomeno:
Quanti bambini lavoratori nel mondo?
Le problematiche relative alla misurazione...
La portata del fenomeno ...nel mondo
Alcune osservazioni sui dati
Le problematiche relative alla misurazione dell’incidenza del lavoro minorile nel mondo
In questo senso un ruolo rilevante è rivestito dall’ International Labour Organisation (ILO), che, nel 1998, ha lanciato un programma denominato Statistical Information and Monitoring Programme on Child Labour (SIMPOC)1 , che coinvolge, oltre che i Governi, anche organizzazioni internazionali e non governative impegnate nel settore della tutela e della promozione dell’infanzia. Lo scopo primo del programma è quello di realizzare una raccolta ed un’analisi omogenea dei dati al fine di offrire una panoramica il più esaustiva possibile.
Innanzi tutto con la parola bambino si fa riferimento alla persona minore di 18 anni 2.
Quando si parla di attività economica, si fa riferimento a tutti i tipi di lavoro svolti per almeno un’ora al giorno, a prescindere dal fatto che siano realizzati nel contesto del mercato formale, che siano retribuiti, che siano leciti o svolti con regolarità 3.
Per lavoro leggero si intende un’attività economica che non sia pregiudizievole per la salute e lo sviluppo del minore e che non pregiudichi la possibilità di ricevere una formazione e la possibilità di beneficiare dell’istruzione ricevuta. Secondo gli standards internazionali sono ammessi a svolgere questo tipo di lavori anche i bambini, a patto che abbiano età superiore ai 15 anni 4. Ai fini della ricerca condotta dall’ILO, si considera leggero il lavoro che occupa il minore per non più di 14 ore settimanali.
Rientrano in questa categoria anche i lavori definiti pericolosi (in quanto minaccia alla sicurezza, alla salute sia fisica che mentale nonché allo sviluppo morale del minore)5 e le peggiori forme di lavoro minorile (schiavitù o pratiche similari – es. traffico di minori, lavori forzati o arruolamento di minori per l’impiego in conflitti armati – es. prostituzione, impiego di minori per la produzione di materiale pornografico, impiego di minori in attività illecite – es. produzione e traffico di droga)6.
La portata del fenomeno del lavoro minorile nel mondo
Si tratta di minori con età compresa tra i 5 e i 17 anni che svolgono, per almeno un’ora al giorno, attività produttive in senso lato (a prescindere dal fatto che siano svolte nel contesto del mercato formale, che siano retribuite, che siano lecite o svolte su base regolare)7 .
L’età minima di accesso al lavoro, intesa come standard minimo internazionalmente pattuito, è di 15 anni8 , a patto che il tipo di lavoro svolto dal minore non sia pregiudizievole dal punto di vista della salute, dall’eccesso all’istruzione e della morale9 . In alcuni casi specifici l’età minima è abbassata ai 14 anni10, con riferimento a quei Paesi dotati di strutture economiche e/o formative non sufficientemente sviluppate.
Nel 1995 si stimava che i bambini con età compresa fra i 5 ed i 14 anni fossero 250 milioni11 : la ricerca era stata realizzata senza considerare i bambini lavoratori nei Paesi Sviluppati e nei Paesi in transizione economica, in riferimento ai quali non erano disponibili dati o comunque non erano considerati attendibili.
Occorre premettere che la comparazione tra i risultati delle due ricerche può essere fatta, ma con cautela: prima di tutto perché nel corso degli anni sono migliorate le tecniche di misurazione del fenomeno del lavoro minorile, secondo poi perché, per realizzare la seconda ricerca, sono state elaborate ed utilizzate metodologie più avanzate12 .
L’ILO esamina poi anche il gruppo di età tra gli 11 ed i 14 anni, riproponendo sostanzialmente la stessa discriminazione: in questo caso i lavori leggeri13 sono tollerati, ma vengono considerati pregiudizievoli anche i lavori definiti normali14 .
1) Vedi il sito http://www.ilo.org/public/english/standards/ipec/publ/simpoc00
2) United Nations Convention on the Rights of the Child (1989) per la traduzione in italiano vedi http://www.volint.it/diritti/suibambini/index.htm
3) Sistem of National Accounts 1993 (Inter-Secretariat Working Group on National Accounts: Eurostat, IMF, OECD, United Nations and World Bank, Bruxelles, New York, Paris,Washington).
4) C138 ILO Minimum Age Convention (1973), art. 7 par. 1. Per il testo completo della convenzione vedi http://www.ilo.org/public/english/standards/ipec/publ/law/ilc/c1381973 .
Per la traduzione in italiano vedi http://www.volint.it/diritti/suibambini/index.htm .
5) L’ILO definisce in termini generali la categoria di lavori pericolosi, lasciando agli Stati il compito di definire in maniera dettagliata a livello nazionale le singole fattispecie. In base alle definizioni adotatte da alcuni Stati si sono individuati come lavori pericolosi ad esempio: attività nel settore minerario e delle costruzioni o impieghi che richiedano un eccessivo numero di ore lavorative.
6) C182 ILO Wrost Form of Child Labour Convention (1999), art. 3. Anche in questo caso è prevista una norma di chiusura in riferimento alle attività che per la loro natura o per le circostanze in cui vengono svolte risultino pregiudizievoli per la sicurezza, la salute o la morale del minore. In questo caso l’art. 4 attribuisce ai singoli Stati il compito di individuare a livello nazionale tali attività. Per il testo vedi
7) ILO, A future without Child Labour, Geneve, 2002 e ILO, Every Child Counts - New Global Estimates on Child Labour, Geneve, 2002.
8) C138 ILO Minimum Age Convention (1973), art. 2 par. 3.
9) C138 ILO Minimum Age Convention (1973), art. 3 par. 1. In questo caso è richiesto il compimento del diciottesimo anno d’età.
10) C138 ILO Minimum Age Convention (1973), art. 2 par. 4.
11) ILO, Child Labour: Targeting the Intolerable, Geneva, 1996 e Ashagrie K., Statistic on Working Children and Hazardous Child Labour Child Labour in Brief, Geneva 1998.
12) ILO, Every Child Counts - New Global Estimates on Child Labour, Geneve, 2002. Per il testo vedi http://www.ilo.org/public/english/standards/ipec/simpoc/others/globalest.pdf
13) Lavori non pregiudizievoli con orario settimanale inferiore alle 14 ore.
14) Lavori non pregiudizievoli con orario settimanale compreso fra le 14 e le 43 ore.