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Timestamp: 2020-08-10 05:15:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 53']

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LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI IN PRESENZA DI ATTIVITA’ ILLECITA
4 Marzo 2018 16 Dicembre 2018 tania fisco
La dichiarazione dei redditi deve essere presentata anche da colui che svolge un’attività illecita?
Cassazione penale, sez. III, sentenza n. 53137 del 22 novembre 2017
La dichiarazione dei redditi deve essere presentata anche da coloro che svolgono un’attività illecita. Ciò è quanto si evince dalla sentenza della Terza Sezione Penale del 22 novembre 2017, n. 53137.
Nel caso di specie sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano ritenuto l’imputato colpevole del delitto ex artt. 81 cpv. c.p., e 5, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, per non aver presentato la dichiarazione di redditi da attività illecita.
La Corte di Cassazione, intervenuta per dirimere la controversia ha precisato che
“l’art. 5 del d.lgs. n. 74 del 2000 non comporta alcuna violazione del principio nemo tenetur se detegere, in quanto la presentazione della dichiarazione dei redditi non costituisce ex se una denuncia a proprio carico, ma soltanto una comunicazione inviata a fini fiscali, ed alla quale solo in via eventuale seguiranno accertamenti in ordine all’origine delle somme medesime”.
Pertanto l’omessa presentazione della dichiarazione costituisce violazione dell’art. 5 del d.lgs. n. 74 del 2000, anche nel caso in cui abbia ad oggetto redditi di provenienza illecita.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37197 del 2017 ha affermato che:
“In generale, al di fuori di espresse previsioni normative operanti nel campo sostanziale, il principio del nemo tenetur se detegere si qualifica come diritto di ordine processuale e non può dispiegare efficacia al di fuori del processo penale, con la conseguenza che esso giustifica la non assoggettabilità ad atti di costrizione tendenti a provocare un’autoincriminazione, ma non anche la possibilità di violare regole di comportamento poste a tutela di interessi non legati alla pretesa punitiva”.
Deve essere richiamato il principio di diritto in base al quale la circostanza che il possesso di redditi possa costituire reato e che l’autodenuncia possa violare il principio nemo tenetur se detegereè certamente recessiva rispetto all’obbligo di concorrere alle spese pubbliche ex art. 53 della Costituzione, dichiarando tutti i redditi prodotti, espressione di capacità contributiva.
“La oramai incontestata e riconosciuta normativamente tassabilità dei proventi illeciti, anche delittuosi, comporta il necessario superamento di ogni remora anche in ordine alla dichiarazione, essendo connaturale al possesso di un reddito tassabile il relativo obbligo di dichiarazione”.