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Timestamp: 2019-09-15 08:23:15+00:00
Document Index: 137618615

Matched Legal Cases: ['art. 1341', 'art. 702', 'art. 1341', 'art. 1526', 'art. 72', 'art. 91', 'art. 28', 'Cass. Sez. ', 'art. 5', 'Cass. Sez. ']

Tribunale di Reggio Emilia 30/10/2014 - testo integrale Sentenza
Tribunale di Reggio Emilia 30/10/2014
Clausole vessatorie · leasgin · contratti · fallimento
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"Tanto basta a far ritenere inefficace l’approvazione, poiche' un’approvazione di tutte le clausole del contratto, comprese anche quelle non vessatorie, integra un riferimento generico che priva l’approvazione della specificita' e della separatezza richiesta dall’art. 1341 c.c. , rendendo difficoltosa la selezione e la conoscenza delle clausole a contenuto realmente vessatorio , "
Il Giudice , a scioglimento della riserva assunta all’odierna udienza sul presente ricorso ex art. 702 bis c.p.c. - rilevato che, promuovendo la presente controversia, il Fallimento Alfa s.r.L. espone che, allorquando la societa' era in bonis , ha stipulato un contratto di leasing con la Banca Beta relativamente a sei essiccatoi statici monoblocco; che in relazione a tale contratto ha pagato, a titolo di canoni , la somma di € 82.672,62 , pari all’86% dei canoni complessivamente stabiliti per € 96.367,62;
che a seguito del mancato pagamento di alcuni canoni, Banca Beta ha risolto il contratto di leasing , ed il 14/5/2009 e' rientrata in possesso dei beni. Sulla base di tale n arrativa, il Fallimento Alfa evoca in giudizio la Banca Beta , e, sul presupposto della natura tra s la tiva del leasing e quindi dell’applicazione analogica dell’articolo 1526 c.c., chiede la restituzione dei canoni versati , con deduzione dell’equo com penso per l’uso degli essicatoi .
Costituendosi in giudizio, resiste Banca Beta , eccependo in rito l’incompetenza territoriale per esser e esclusivamente competente il Tribunale di Milano, cosi' come indicato dall’articolo 19 delle condizioni generali di contratto espressamente approvate per iscritto; nel merito l’infondate zza della domanda, per essere i canoni pagati, tenuto conto del periodo di utilizzo dei beni e del valore residuo dopo la restituzione, corrispondenti all’equo compenso spettante .
La causa e' istruita con una CTU affidata al perito industriale Paolo Oliva;
- ritenuto che, e' infondata l’eccezione di incompetenza territoriale formulata dalla difesa di parte convenuta.
Infatti, e' ben vero che la competenza territoriale esclusiva del Tribunale di Milano e' prevista dall’articolo 19 delle condizioni generali di contratto pattuite tra le parti, espressamente sottoscritte ex articolo 1341 c.c. Tuttavia, e' altrettanto vero che tutte e ciascuna delle diciotto clausole delle condizioni generali di con tratto, comprese anche quelle non vessatorie, sono richiamate nel modulo uni lateralmente predisposto dalla B anca per la specifica approvazione per iscritto.
Tanto basta a far ritenere inefficace l’approvazione, poiche' un’approvazione di tutte le clausole del contratto, comprese anche quelle non vessatorie, integra un riferimento generico che priva l’approvazione della specificita' e della separatezza richiesta dall’art. 1341 c.c. , rendendo difficoltosa la selezione e la conoscenza delle clausole a contenuto realmente vessatorio , in quanto la norma richiede non solo la sottoscrizione separata, ma anche la scelta di una tecnica r edazionale idonea a suscitare l ' attenzione del sottoscrittore sul significato delle clausole specificamente approvate ( Cass. n. 9492/ 2012 , Cass. n. 24262/2008, Cass. n. 5733/2008, Cass. n. 7748/2007, Cass. n. 4452/2006, Cass. n. 13890/2005, Cass. n. 2719/2005, Cass. n. 18680/2003, Cass. n. 6510/2001, Cass. n. 2849/1998);
- considerato che, venendo al merito , non puo' essere revocata in dubbio la natura traslativa del leasing oggetto di causa , atteso che il contratto stipulato dalle parti prevedeva, dopo il pagamento dell’ultimo canone locatizi o , l’automatico acquisto della proprieta' da parte dell’utilizzatore senza il pagamento di alcun p rezzo per il riscatto, cio' che comprova come i canoni fossero in parte destinati a compensare il godimento ed in parte destinati a pagare il prezzo di riscatto.
Pertanto, correttamente parte attrice richiede la restituzione dei canoni versati , con detrazio ne del giusto prezzo spettante per il godimento (cfr. art. 1526 c.c. ed art. 72 quater L.F.).
Tanto premesso in linea di diritto, la causa puo' essere definita sulla base della CTU, svolta con motivazione convincente e pienamente condivisibile, che ha adeg uatamente replicato ai rilievi delle parti , dalla quale il Giudicante non ha motivo di discostarsi in quanto frutto di un iter logico ineccepibile e privo di vizi, condotto in modo accurato ed in continua aderenza ai documenti agli atti ed allo stato di fa tto analizzato.
Ha infatti spiegato il perito che, tenuto conto dell’effettivo periodo in cui Alfa ha disposto dei beni in leasing prima della restituzione a Banca Beta e del residuo valore dei beni stessi al momento di tale restituzione, l’equo com penso spettante alla B anca e' pari ad € 67.118,45 (cfr.
pag. 5 perizia).
Pertanto, avendo parte attrice corrisposto per il godimento la maggior somma di € 82.672,62, la domanda restitutoria formulata da parte attrice stessa e' fondata per € 15.554,17.
Ne consegue che l a convenuta deve essere condannata a pagare all’attrice tale somma; e sulla cifra capitale vanno conteggiati gli interessi moratori al tasso legale dalla mora pregiudiziale de l 4/1/2011 (cfr. allegato 12 fascicolo attoreo) al saldo;
- osservato che, non vi sono motivi per derogare ai principi generali codificati dall’art. 91 c.p.c. in tema di spese di lite, che, liquidate come da dispositivo con riferimento al D.M. n. 55/2014, norma da utilizzare per tutte le liquidazioni successive alla sua ent rata in vigore del 3/4/2014 cosi' come previsto dall’art. 28 (cfr. anche la giurisprudenza consolidata di Cass. Sez. Un. nn. 17405 - 6/2012, Cass. nn. 18473/2012, 18551/2012, 18920/2012, ritenuta costituzionalmente non illegittima da Corte Cost. ord. n. 261/2 013, formatasi sotto il vigore del precedente DM n. 140/2012 ma sicuramente applicabile anche al successivo DM 55/2014), sono quindi poste a carico della soccombente convenuta ed a favore della vittoriosa attrice, tenendo a mente il valore medi o per ciascu na delle quattro fasi di studio, di introduzione, istruttoria e decisori a ; e tenendo altresi' a mente che lo scaglione di riferimento e' quello relativo al decisum e non gia' al disputatum (art. 5 comma 1 DM n. 55/2014, nonche' Cass. Sez. Un. n. 19014/2007, Ca ss. n. 3996/2010, Cass. n. 226/2011).
Per gli stessi principi in tema di soccombenza, anche le spese di CTU, gia' liquidate in corso di causa con il separato decreto di cui a dispositivo, sono defini tivamente poste a carico d e lla convenuta .
visto l’ articolo 702 ter c.p.c. - condanna Beta s.p.a. a pagare a Fallimento Alfa € 15.554,17 , oltre interessi legali dal 4/1/2011 al saldo ;
- condanna Beta s.p.a. a rifondere a Fallimento Alfa le spese di lite del presen te giudizio, che liquida in € 4.8 35 per compensi, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettarie ;
- pone le spese di CTU, gia' liquidate in corso di causa con separato decreto 27/10/2 014, definitivamente a carico di Banca Beta s.p.a .
Reggio Emilia, 30/10/2014 Il Giudice d ott. Gianluigi Mo rlini
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