Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-18342-del-25-07-2017
Timestamp: 2020-05-26 04:01:12+00:00
Document Index: 24199322

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 223', 'art. 186', 'art. 223', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 186', 'art. 223', 'art. 186', 'art. 223', 'art. 223', 'art. 186', 'art. 223', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 223', 'art. 14']

Sentenza Cassazione Civile n. 18342 del 25/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18342 del 25/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/07/2017, (ud. 10/03/2017, dep.25/07/2017), n. 18342
B.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA GIULIANA
rappresenta e difende unitamente all’avvocato LUCA SEBASTIANUTTO;
PREFETTURA – UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO DI UDINE, in persona
del Prefetto pro tempore, MINISTERO DELL’INTERNO (OMISSIS), in
1. Il Tribunale di Udine, con sentenza depositata il 28 settembre 2015, ha accolto l’appello proposto dalla Prefettura UTG di Udine avverso la sentenza del Giudice di pace di Udine n. 829 del 2013, e per l’effetto ha rigettato l’opposizione proposta da B.F. avverso il provvedimento con il quale gli è stata sospesa la patente di guida ai sensi dell’art. 186 C.d.S., comma 2, e art. 223 C.d.S., comma 1, e gli è stato ordinato di sottoporsi a visita medica, ai sensi dell’art. 186 C.d.S., commi 8 e 9.
2. Il Tribunale ha ritenuto ininfluente l’esito della visita medica sulla disposta sospensione della patente, in ragione dell’autonomia dei due provvedimenti ed ha altresì escluso il concorso di norme tra la previsione contenuta nell’art. 223 e quella di cui all’art. 186 C.d.S., commi 8 e 9.
3. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso B.F., sulla base di tre motivi. Resistono con controricorso la Prefettura UTG di Udine e il Ministero dell’interno.
4. Il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., nel senso della manifesta infondatezza del ricorso e il Collegio condivide la proposta.
5. Con il primo motivo è denunciata violazione dell’art. 186, commi 8 e 9, cod. strada, norma regolatrice della fattispecie in quanto prevalente, in base al principio di specialità, sull’art. 223 C.d.S. (è richiamata Cass. 19/19/2010, n. 21447).
Il Tribunale ha fatto corretta applicazione delle norme richiamate, evidenziando l’autonomia delle misure di sospensione provvisoria della patente di guida previste rispettivamente dall’art. 186 C.d.S., commi 8 e 9, e art. 223 C.d.S., comma 1.
La nuova formulazione dell’art. 223 C.d.S., applicabile ratione temporis, prevede che “nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o della revoca della patente di guida”, al momento dell’accertamento della violazione la patente è immediatamente ritirata e trasmessa al prefetto, il quale “dispone la sospensione provvisoria della validità della patente di guida, fino ad un massimo di due anni”.
La violazione contestata al sig. B., riconducibile all’art. 186 C.d.S., comma 2, lett. c), – essendo stato riscontrato il tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l – rientra a pieno titolo nell’ambito di applicazione dell’art. 223, comma 1.
In riferimento a tale fattispecie, peraltro. l’art. 186 C.d.S., comma 9, prevede la misura cautelare della sospensione della patente di guida fino all’esito della visita medica. Diversamente, nell’ipotesi meno grave (art. 186, comma 1, lett. b), con l’ordinanza di sospensione della patente il prefetto ordina la visita medica che deve avvenire entro sessanta giorni.
La ratio sottesa alla misura cautelare prevista dall’art. 186, commi 8 e 9, risiede nell’esigenza di acquisire con rapidità, più o meno accentuata a seconda della gravità dell’alterazione da assunzione di alcol, il riscontro medico sulla condizione del conducente, per valutare l’idoneità del predetto alla guida, e quindi anche in funzione dell’eventuale revoca della patente. Diversamente, la sospensione provvisoria della patente di guida prevista dall’art. 223, comma 1, che è l’anticipazione della sanzione accessoria irrogabile all’esito dell’accertamento giudiziale, ha lo scopo di tutelare con immediatezza l’incolumità dei cittadini e l’ordine pubblico, impedendo che il conducente del veicolo continui nell’esercizio di un’attività potenzialmente creativa di ulteriori pericoli (Corte cost., ordinanza n. 266 del 2011; ordinanza n. 344 del 2004; da ultimo, Cass., 15/12/2016, n. 25870). Non v’è dunque rapporto di specialità tra le norme, nè risulta violato il principio sancito dalla L. n. 689 del 1981, art. 14, sussistendo nel caso in esame la necessaria correlazione tra il fatto contestato e quello posto a fondamento della sanzione. Neppure si riscontra la denunciata contraddittorietà della motivazione.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta – 2 Civile, il 10 marzo 2017.