Source: https://www.diritto.it/le-mansioni-superiori-nel-pubblico-impiego-2/
Timestamp: 2018-04-25 04:57:45+00:00
Document Index: 77439053

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 15', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 15', 'sentenza ']

Nel pubblico impiego la domanda volta ad ottenere le differenze retributive per il periodo in cui il lavoratore affermi di aver svolto mansioni superiori non può essere basata sull’art. 36 della Costituzione che, per consolidata giurisprudenza, concorre con altri principi di pari rilevanza costituzionale, quali quelli previsti dagli articoli 97 e 98 della Costituzione.
L’esercizio di mansioni superiori nel pubblico impiego, a ben vedere, contrasta rispetto alla qualifica rivestita di diritto con il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione stessa, nonché con gli artt. 51 e 97 della Costituzione sotto il profilo dell’indisponibilità da parte dei funzionari amministrativi dell’assegnazione di mansioni.
Peraltro, il diritto alle differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori è stato riconosciuto, sempre nel pubblico impiego, solo a partire dall’entrata in vigore dell’art. 15 del D.Lgs. 29.10.1998, n. 387.
Colucci Maria Antonietta, rappresentata e difesa dagli avv. Roberta Finati, Vito Vincenzo Zaccagnino, con domicilio eletto presso l’avv.Roberta Finati in Roma, via Francesco Grimaldi 140;
Azienda Sanitaria Locale U.S.L N. 2 di Potenza., rappresentata e difesa dall’avv. Dario Bianchini, con domicilio eletto presso l’avv.Marco Gardin in Roma, via L. Mantegazza 24;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22 giugno 2010 il cons. Francesca Quadri e udito l’avvocato Patarnello, su delega dell’ avv. Bianchini;
– errores in iudicando, difetto di motivazione, errore nei presupposti di fatto e di diritto, illogicità ed irrazionalità: correttamente l’Ausl n. 2 di Potenza aveva provveduto alla sua immissione in ruolo in relazione alle mansioni svolte in regime di convenzione e dei requisiti previsti dalla legge n. 207/1985. A distanza di dodici anni, la Ausl avrebbe difettato del potere di annullamento senza una adeguata valutazione degli interessi in gioco , omettendo ogni motivazione e dimostrazione del mancato svolgimento delle mansioni di (prima 6° e poi) 7° livello. Né a diverse valutazioni si poteva pervenire in base al livello retributivo percepito dall’interessata (VI) corrispondente al livello originariamente proprio del posto di coordinatrice , successivamente trasformato in 7° con conseguente necessità di adeguamento del trattamento economico;
– errores in iudicando, violazione e falsa applicazione dell’art. 36 della Costituzione, difetto di motivazione ed istruttoria, errore nei presupposti di fatto: avrebbe errato il Tar nel riconoscere al provvedimento la finalità di correzione di un errore a suo tempo compiuto attraverso l’inquadramento, avendo dovuto l’amministrazione dimostrare il mancato svolgimento delle mansioni riconosciute; erroneamente sarebbe stata considerato applicabile alla fattispecie l’art. 3 in luogo dell’art. 1 della L. n. 207/1985. In presenza di regolare atto formale e di svolgimento di mansioni di ostetrica coordinatore regolarmente espletate, le sarebbero spettate, quantomeno, le differenze stipendiali oltre a rivalutazione ed interessi in base all’art. 29 del D.P.R. n. 761/1999.
Peraltro, il diritto alle differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori è stato – come è noto – riconosciuto solo a partire dall’entrata in vigore dell’art. 15 del D.Lgs. 29.10.1998, n. 387 (Cons. St. A.P. n. 11 /2000) e ,quindi, da un periodo posteriore a quello cui attiene l’oggetto del ricorso.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione Quinta, definitivamente pronunciando, respinge l’appello e, per l’effetto, conferma la sentenza di primo grado .