Source: https://renatodisa.com/2015/12/07/corte-di-cassazione-sezione-i-sentenza-2-dicembre-2015-n-47712-la-buona-fede-che-esclude-nei-reati-contravvenzionali-lelemento-soggettivo-ben-puo-essere-determinata-da-un-fattore-positivo-est/
Timestamp: 2018-11-16 13:37:02+00:00
Document Index: 31220385

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 697', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 697', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 697', 'art. 26']

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 2 dicembre 2015, n. 47712. La buona fede (che esclude nei reati contravvenzionali l'elemento soggettivo) ben può essere determinata da un fattore positivo esterno che abbia indotto il soggetto in errore incolpevole, specie lì dove tale “fattore esterno” sia ricollegabile ad un comportamento della autorità amministrativa (competente alla tutela dell'interesse protetto) idoneo a determinare uno scusabile convincimento di liceità della condotta posta in essere. Nel caso in esame (in relazione al reato di cui all'art. 697 co. 1 cod.pen. - detenzione di 26 cartucce cal. 38 in assenza di previa denunzia all'autorità), secondo la S.C., non poteva essere opposta - al fine di ritenere consumato il reato - la qualifica soggettiva dell'agente, a fronte di una chiara indicazione proveniente dall'ufficio che ebbe a ricevere la denunzia dell'arma (con prassi ribadita nella comunicazione in atti). Detta indicazione, peraltro, pur se da ritenersi erronea (posto che l'obbligo di denunzia va ritenuto insussistente solo lì dove le cartucce per arma comune da sparo non superino la ordinaria capienza del caricatore dell'arma) non era immediatamente percepibile come tale, e ciò in virtù del fatto che la norma di cui all'art. 26 della legge n.110 del 1975 tende, effettivamente, a determinare una qualche incertezza nell'interprete sulla estensione oggettiva della esenzione dall'obbligo di denunzia delle munizioni in presenza di regolare denunzia dell'arma - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 2 dicembre 2015, n. 47712. La buona fede (che esclude nei reati contravvenzionali l’elemento soggettivo) ben può essere determinata da un fattore positivo esterno che abbia indotto il soggetto in errore incolpevole, specie lì dove tale “fattore esterno” sia ricollegabile ad un comportamento della autorità amministrativa (competente alla tutela dell’interesse protetto) idoneo a determinare uno scusabile convincimento di liceità della condotta posta in essere. Nel caso in esame (in relazione al reato di cui all’art. 697 co. 1 cod.pen. – detenzione di 26 cartucce cal. 38 in assenza di previa denunzia all’autorità), secondo la S.C., non poteva essere opposta – al fine di ritenere consumato il reato – la qualifica soggettiva dell’agente, a fronte di una chiara indicazione proveniente dall’ufficio che ebbe a ricevere la denunzia dell’arma (con prassi ribadita nella comunicazione in atti). Detta indicazione, peraltro, pur se da ritenersi erronea (posto che l’obbligo di denunzia va ritenuto insussistente solo lì dove le cartucce per arma comune da sparo non superino la ordinaria capienza del caricatore dell’arma) non era immediatamente percepibile come tale, e ciò in virtù del fatto che la norma di cui all’art. 26 della legge n.110 del 1975 tende, effettivamente, a determinare una qualche incertezza nell’interprete sulla estensione oggettiva della esenzione dall’obbligo di denunzia delle munizioni in presenza di regolare denunzia dell’arma
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Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-12-07T16:52:40+00:007 dicembre 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti