Source: http://www.intrapresagroup.it/amministrazione-finanza-controllo/corrispettivi-telematici-novita-da-luglio-2019/
Timestamp: 2019-11-20 12:24:53+00:00
Document Index: 145994355

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 22']

Corrispettivi telematici : novità da luglio 2019 | Intrapresa Business School
Corrispettivi telematici : novità da luglio 20192019-10-142019-10-14http://www.intrapresagroup.it/wp-content/uploads/2017/07/intrapresabianco150.pngIntrapresa Business Schoolhttp://www.intrapresagroup.it/wp-content/uploads/2017/07/intrapresabianco150.png200px200px
L’obbligo di memorizzare elettronicamente e poi trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri vengono effettuati mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici che garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza dei dati: i Registratori Telematici che, al momento della chiusura giornaliera, generano un file in formato xml, lo sigillano elettronicamente e lo trasmettono telematicamente al sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate, con l’osservanza delle regole riportate nelle specifiche tecniche allegate al Provvedimento citato.
La trasmissione deve avvenire entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (art. 2, co. 6-ter, D.Lgs. 127/2015), restando fermi gli obblighi di memorizzazione giornaliera dei dati relativi ai corrispettivi nonché i termini di effettuazione delle liquidazioni periodiche dell’Iva.
Per i soggetti che operano con un numero pari ad almeno tre punti cassa per singolo punto vendita è possibile, nel rispetto dei requisiti previsti dall’art. 3 delle specifiche tecniche allegate al Provv. 99297/2019, effettuare la memorizzazione e la trasmissione dei singoli punti cassa mediante un unico «punto di raccolta» (si tratta di un RT – detto Server RT – presente nei medesimi locali, collegato ai singoli punti cassa).
In alternativa all’utilizzo di RT è possibile assolvere all’obbligo in parola mediante l’utilizzo di una procedura web, fruibile anche da apparecchi mobili, messa gratuitamente a disposizione dei contribuenti nell’area riservata (portale Fatture e Corrispettivi) del sito dell’Agenzia delle Entrate .
L’obbligo dei corrispettivi telematici è posto in capo a tutti i soggetti passivi Iva che esercitano attività di cui all’art. 22, D.P.R. 633/1972 (di seguito anche solo commercio al minuto), per i quali l’emissione della fattura non è obbligatoria se non richiesta dal cliente. L’obbligo è adempiuto dai soggetti che esercitano dette attività, indipendentemente dalla circostanza che gli stessi certificavano le operazioni mediante l’utilizzo di misuratori fiscali (emittenti scontrini fiscali) ovvero mediante ricevuta fiscale (R.M. 8.5.2019, n. 47/E e Ag. Entrate, Risposta ad interpello 14.5.2019, n. 147).
L’adempimento di cui si tratta (previsto dall’art. 2 del medesimo D.Lgs.) non riguarda i soli soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato. Pertanto, devono provvedere alla trasmissione telematica dei corrispettivi anche i soggetti non residenti che si sono identificati in Italia a norma dell’art. 35-ter, D.P.R. 633/1972 o che hanno nominato un rappresentante fiscale ai sensi dell’art. 17, D.P.R. 633/1972, sempre che esercitino una delle attività previste dall’art. 22 citato;
Riguarda infatti anche i soggetti esonerati dall’emissione della fatturazione elettronica (art. 1, co. 3, D.Lgs. 127/2015), purché rientranti tra i commercianti al minuto, come i soggetti in regime di vantaggio (art. 27, co. 1 e 2, D.L. 98/2011), i soggetti in regime forfetario (art. 1, co. da 54 a 89, L. 190/2014), i soggetti che hanno esercitato l’opzione di cui agli artt. 1 e 2, L. 398/1991 e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a € 65.000.
Dall’ 1.7.2019 l’obbligo in parola è posto in capo ai commercianti al minuto che, nel 2018, hanno realizzato un volume d’affari superiore a € 400.000. Con la R.M. 8.5.2019, n. 47/E e la Risposta ad interpello 26.6.2019, n. 209 è stato chiarito che per verificare l’eventuale superamento della soglia di esonero occorre considerare il volume d’affari (art. 20, D.P.R. 633/1972; rigo VE50 del modello Iva 2019) riferito al complesso delle attività svolte dal soggetto passivo, e non soltanto quelle riconducibili all’art. 22, D.P.R. 633/1972.
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