Source: https://renatodisa.com/corte-di-cassazione-sezione-iii-sentenza-4-marzo-2014-n-5030-in-tema-di-responsabilita-per-le-cose-portate-in-albergo-il-cliente-non-ha-lobbligo-di-affidare-gli-oggetti-di-valore-di-sua-propri/
Timestamp: 2019-02-16 04:04:34+00:00
Document Index: 23726535

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1783', 'art. 1785', 'art. 1783', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1783', 'art. 1785', 'art. 1783', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 marzo 2014, n. 5030. In tema di responsabilità per le cose portate in albergo, il cliente non ha l'obbligo di affidare gli oggetti di valore di sua proprietà in custodia all'albergatore, mancando una specifica previsione normativa in tale senso; tuttavia, se non si avvalga di tale facoltà, corre il rischio di non poter ottenere, in caso di sottrazione, l'integrale risarcimento del danno, come disposto dall'art. 1783 c.c., a meno che non provi la colpa dell'albergatore o degli altri soggetti a lui legati da rapporto di parentela o collaborazione, ai sensi dell'art. 1785 bis c.c. In assenza di tale riscontro probatorio, la determinazione del "quantum" entro il limite massimo stabilito nell'ultimo comma dell'art. 1783 c.c. rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, il quale é libero di determinare la somma da liquidare secondo il suo prudente apprezzamento. La responsabilità dell'albergatore per le cose dei clienti sorge per il solo fatto della introduzione, da parte del cliente, delle cose nell'albergo, indipendentemente da qualsiasi consegna, poiché essa inerisce direttamente al contenuto del contratto alberghiero, dovendo essere riferita all'obbligo accessorio dell'albergatore di garantire alla clientela, contro eventuali perdite, danni e furti, la sicurezza delle cose portate in albergo. Per cui spetta a lui offrire la prova liberatoria - Renato D'Isa
Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2014 Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 marzo 2014, n. 5030. In...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 marzo 2014, n. 5030. In tema di responsabilità per le cose portate in albergo, il cliente non ha l'obbligo di affidare gli oggetti di valore di sua proprietà in custodia all'albergatore, mancando una specifica previsione normativa in tale senso; tuttavia, se non si avvalga di tale facoltà, corre il rischio di non poter ottenere, in caso di sottrazione, l'integrale risarcimento del danno, come disposto dall'art. 1783 c.c., a meno che non provi la colpa dell'albergatore o degli altri soggetti a lui legati da rapporto di parentela o collaborazione, ai sensi dell'art. 1785 bis c.c. In assenza di tale riscontro probatorio, la determinazione del "quantum" entro il limite massimo stabilito nell'ultimo comma dell'art. 1783 c.c. rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, il quale é libero di determinare la somma da liquidare secondo il suo prudente apprezzamento. La responsabilità dell'albergatore per le cose dei clienti sorge per il solo fatto della introduzione, da parte del cliente, delle cose nell'albergo, indipendentemente da qualsiasi consegna, poiché essa inerisce direttamente al contenuto del contratto alberghiero, dovendo essere riferita all'obbligo accessorio dell'albergatore di garantire alla clientela, contro eventuali perdite, danni e furti, la sicurezza delle cose portate in albergo. Per cui spetta a lui offrire la prova liberatoria
sentenza 4 marzo 2014, n. 5030
michela 7 Marzo 2014 at 17:25
sarebbe ora di modificare la normativa; clienti lasciano (o dicono di ver lasciato) gioelli e oggetti preziosi in camera e se sparisce qualcosa (o dicono sia sparito qualcosa) ne risponde comunque l’hotel. dovrebbe essereci un “tetto di valore” (rapportato al costo della camera es 1/10) oltre il quale la mancata consegna dei beno all’albergatore ne esclude laresponsabilitÃƒÆ’Ã‚Â in caso di sottrazione
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 28 gennaio 2014, n. 1835....