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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 42']

congedo retribuito per genitore disabile - Forum Enti.it
hendrix56	congedo retribuito per genitore disabile
Messaggioda hendrix56 » 30/09/2010, 15:23 Gentile Prof. Maurizio,
sono un insegnante e convivo con un genitore disabile grave (ai sensi dell'art. 3 comma 3 L 104/92).
Ho chiesto due mesi di congedo retribuito per assistenza al genitore disabile (art. 42 comma 5 DL 151/2001) da ottobre e mi sono stati concessi.
Nel caso io debba prolungare il periodo di congedo per altri mesi:
1) devo rientrare in servizio almeno un giorno, oppure
2) posso chiedere di prolungare/prorogare il congedo con una nuova domanda e non rientrare in servizio ?
Non mi è chiara la frase (presente nella circolare INPDAP del 2004) : "Quanto alla fruizione, si ricorda che il congedo può essere richiesto anche in modo frazionato e che, in tal caso, è necessaria l'effettiva ripresa del lavoro tra un periodo di assenza ed il successivo."
Messaggioda Ospite » 30/09/2010, 18:30 Infatti il tenore della circolare lascia intendere che bisogna riprendere servizio per poi beneficiare di un ulteriore congedo. Se così, stante il fatto che l'istanza va fatta almeno 60 giorni prima, un ulteriore periodo potrebbe essere concesso solo dopo periodo (dopo 60 giorni). Speriamo di no, o meglio, aspettiamo la risposta del competente e chiarissimo prof. Maurizio.
Messaggioda Ospite » 30/09/2010, 20:45 No, non devi riprendere servizio, ma puoi richiedere una proroga in via continuativa.
Il caso che citi tu è quando chiedi ad es. 2 giorni a settimana di congedo, oppure una settimana si e una no, un mese si e uno no, questo si intende per frazionamento e allora lì hai l'obbligo di riprendere servizio attivo tra un periodo e l'altro. Se invece chiedi un periodo continuativo, es. 1 mese, 2 mesi ecc, che ovviamente sono comprensivi anche di sabati, domeniche e festività, puoi prolungare con un'ulteriore istanza senza riprendere servizio attivo.
anna2012	Messaggi: 26	Iscritto il: 04/09/2010, 14:40	Cita
Messaggioda anna2012 » 07/10/2010, 07:32 Il congedo biennale può essere fruito con modalità frazionata fra tutti gli aventi diritto, alternativamente e non contemporaneamente. A fronte di più lavoratori richiedenti è l’ordine prioritario degli aventi diritto a determinare chi fra loro ne può per primo essere beneficiario.
Per questa ragione, chi fra gli aventi diritto non vuole esercitare tale diritto deve rinunciare espressamente ad avvalersene nel periodo richiesto dall’altro avente diritto.
1961	Messaggi: 38	Iscritto il: 26/12/2009, 21:27	Cita
Messaggioda 1961 » 09/10/2010, 12:04 Al gent.le Prof. Maurizio,
sono un assistente amministrativo (scuola) e volevo chiedere in merito al congedo biennale per genitore disabile.
Ho chiesto il congedo dal 2 settembre al 30 giugno e mi è stato accordato, il 6 ottobre mi sono ammalato e quindi si è interotto il congedo, la scuola mi ha detto che alla fine della malattia devo ripresentare la domanda di congedo, ma non sa se devo prima riprendere servizio e poi presentare la domanda, o non vi è obbligo di riprendere servizio.
Messaggioda Ospite » 09/10/2010, 14:04 Non devi fare assolutamente nulla. Nella fattispecie la malattia non interrompe il congedo straordinario. Gli unici casi in cui la malattia interrompe sono contemplati dal contratto, e nei modi in cui espressamente lo prevede.
Messaggioda 1961 » 09/10/2010, 14:40 Anonymous ha scritto:Non devi fare assolutamente nulla. Nella fattispecie la malattia non interrompe il congedo straordinario. Gli unici casi in cui la malattia interrompe sono contemplati dal contratto, e nei modi in cui espressamente lo prevede.
A me risulta di certo che il periodo di congedo si interrompe, se gentilmente potrebbe fornirmi qualche indicazione da cui risulta che il congedo non si interrompe.
Messaggioda Prof. Maurizio » 09/10/2010, 14:47 Anonymous ha scritto:Non devi fare assolutamente nulla. Nella fattispecie la malattia non interrompe il congedo straordinario. Gli unici casi in cui la malattia interrompe sono contemplati dal contratto, e nei modi in cui espressamente lo prevede.
Il congedo biennale per assistenza al disabile non è regolamentato dai C.C.N., ma dalle disposizioni legislative.
Come tale prevede dei requisiti tra cui quelli previsti alla concessione dei permessi di cui all'art. 33 comma 3 L.104/92 come l'ovvia assistenza fornita al disabile.
Più volte è stato ribadito che la prestazione assistenziale fornita al disabile è equiparata ad una prestazione lavorativa (in tal senso infatti si basa anche la disposizione di contribuzione figurativa aggiuntiva pensionistica per chi assiste un disabile in quanto attività analoga ai "lavori usuranti").
Lo stato di malattia che provoca normalmente la non idoneità lavorativa temporanea di durata equivalente alla prognosi certificata è altrettanto influente nella prestazione assistenziale al disabile, cioè se il lavoratore è inabile (per la durata della prognosi) a prestare attività lavorativa è altrettanto inabile alla prestazione assistenziale fornita al disabile. Ciò viene anche ribadito dalle vecchie Circ. INPS in cui ad esempio la concessione dei permessi va rivalutata in proporzione all’assistenza fornita al disabile (Circ. 128 INPS es: se in un mese si assiste per 10 giorni il disabile si ha diritto a solo 1 giorno dei 3 previsti).
Se il lavoratore in congedo si ammala ha l’obbligo di comunicare al datore del lavoro tale stato di inabilità lavorativa e all’assistenza (l’INPS fornisce indicazioni in merito all’obbligo di avviso al datore di lavoro di tali variazioni) . In tal caso come è stato correttamente disposto nel caso in oggetto l’interruzione del congedo deve essere effettuato in quanto il lavoratore è ammalato è pertanto inabile per tutta la durata della prognosi a prestare assistenza al disabile (il C.C.N. del comparto scuola prevede che la comunicazione sia effettuata entro 10gg. Ai fini della cessazione dei benefici anche temporanei es: decesso del disabile, prestazione assistenziale non più effettuata, ecc. ecc.).
A seguito di una variazione imposta dallo stato di salute sull’istanza originaria (cioè sui periodi previsti richiesti) occorre in tal senso presentare nuova istanza. La Circolari applicative impongono che tra un periodo e il successivo ci sia almeno un giorno di ripresa effettiva di servizio, condizione che l’inabilità per malattia non consente. Deve pertanto presentare nuova istanza (inoltro possibile in qualsiasi momento), ma occorre la ripresa del servizio di almeno un giorno effettivo.
Messaggioda 1961 » 09/10/2010, 15:05 Prof. Maurizio ha scritto:Anonymous ha scritto:Non devi fare assolutamente nulla. Nella fattispecie la malattia non interrompe il congedo straordinario. Gli unici casi in cui la malattia interrompe sono contemplati dal contratto, e nei modi in cui espressamente lo prevede.Il congedo biennale per assistenza al disabile non è regolamentato dai C.C.N., ma dalle disposizioni legislative.Come tale prevede dei requisiti tra cui quelli previsti alla concessione dei permessi di cui all'art. 33 comma 3 L.104/92 come l'ovvia assistenza fornita al disabile.Più volte è stato ribadito che la prestazione assistenziale fornita al disabile è equiparata ad una prestazione lavorativa (in tal senso infatti si basa anche la disposizione di contribuzione figurativa aggiuntiva pensionistica per chi assiste un disabile in quanto attività analoga ai "lavori usuranti").Lo stato di malattia che provoca normalmente la non idoneità lavorativa temporanea di durata equivalente alla prognosi certificata è altrettanto influente nella prestazione assistenziale al disabile, cioè se il lavoratore è inabile (per la durata della prognosi) a prestare attività lavorativa è altrettanto inabile alla prestazione assistenziale fornita al disabile. Ciò viene anche ribadito dalle vecchie Circ. INPS in cui ad esempio la concessione dei permessi va rivalutata in proporzione all’assistenza fornita al disabile (Circ. 128 INPS es: se in un mese si assiste per 10 giorni il disabile si ha diritto a solo 1 giorno dei 3 previsti).Se il lavoratore in congedo si ammala ha l’obbligo di comunicare al datore del lavoro tale stato di inabilità lavorativa e all’assistenza (l’INPS fornisce indicazioni in merito all’obbligo di avviso al datore di lavoro di tali variazioni) . In tal caso come è stato correttamente disposto nel caso in oggetto l’interruzione del congedo deve essere effettuato in quanto il lavoratore è ammalato è pertanto inabile per tutta la durata della prognosi a prestare assistenza al disabile (il C.C.N. del comparto scuola prevede che la comunicazione sia effettuata entro 10gg. Ai fini della cessazione dei benefici anche temporanei es: decesso del disabile, prestazione assistenziale non più effettuata, ecc. ecc.).A seguito di una variazione imposta dallo stato di salute sull’istanza originaria (cioè sui periodi previsti richiesti) occorre in tal senso presentare nuova istanza. La Circolari applicative impongono che tra un periodo e il successivo ci sia almeno un giorno di ripresa effettiva di servizio, condizione che l’inabilità per malattia non consente. Deve pertanto presentare nuova istanza (inoltro possibile in qualsiasi momento), ma occorre la ripresa del servizio di almeno un giorno effettivo.Salve.Maurizio.
Grazie Prof. Maurizio per la sua grande disponibilità e competenza.
Le volevo chiedere un'altra cosa, se chiedendo un giorno di ferie è considerato come ripresa di servizio.
Messaggioda Prof. Maurizio » 09/10/2010, 17:34 1961 ha scritto:Prof. Maurizio ha scritto:Anonymous ha scritto:Non devi fare assolutamente nulla. Nella fattispecie la malattia non interrompe il congedo straordinario. Gli unici casi in cui la malattia interrompe sono contemplati dal contratto, e nei modi in cui espressamente lo prevede.Il congedo biennale per assistenza al disabile non è regolamentato dai C.C.N., ma dalle disposizioni legislative.Come tale prevede dei requisiti tra cui quelli previsti alla concessione dei permessi di cui all'art. 33 comma 3 L.104/92 come l'ovvia assistenza fornita al disabile.Più volte è stato ribadito che la prestazione assistenziale fornita al disabile è equiparata ad una prestazione lavorativa (in tal senso infatti si basa anche la disposizione di contribuzione figurativa aggiuntiva pensionistica per chi assiste un disabile in quanto attività analoga ai "lavori usuranti").Lo stato di malattia che provoca normalmente la non idoneità lavorativa temporanea di durata equivalente alla prognosi certificata è altrettanto influente nella prestazione assistenziale al disabile, cioè se il lavoratore è inabile (per la durata della prognosi) a prestare attività lavorativa è altrettanto inabile alla prestazione assistenziale fornita al disabile. Ciò viene anche ribadito dalle vecchie Circ. INPS in cui ad esempio la concessione dei permessi va rivalutata in proporzione all’assistenza fornita al disabile (Circ. 128 INPS es: se in un mese si assiste per 10 giorni il disabile si ha diritto a solo 1 giorno dei 3 previsti).Se il lavoratore in congedo si ammala ha l’obbligo di comunicare al datore del lavoro tale stato di inabilità lavorativa e all’assistenza (l’INPS fornisce indicazioni in merito all’obbligo di avviso al datore di lavoro di tali variazioni) . In tal caso come è stato correttamente disposto nel caso in oggetto l’interruzione del congedo deve essere effettuato in quanto il lavoratore è ammalato è pertanto inabile per tutta la durata della prognosi a prestare assistenza al disabile (il C.C.N. del comparto scuola prevede che la comunicazione sia effettuata entro 10gg. Ai fini della cessazione dei benefici anche temporanei es: decesso del disabile, prestazione assistenziale non più effettuata, ecc. ecc.).A seguito di una variazione imposta dallo stato di salute sull’istanza originaria (cioè sui periodi previsti richiesti) occorre in tal senso presentare nuova istanza. La Circolari applicative impongono che tra un periodo e il successivo ci sia almeno un giorno di ripresa effettiva di servizio, condizione che l’inabilità per malattia non consente. Deve pertanto presentare nuova istanza (inoltro possibile in qualsiasi momento), ma occorre la ripresa del servizio di almeno un giorno effettivo.Salve.Maurizio.Grazie Prof. Maurizio per la sua grande disponibilità e competenza.Le volevo chiedere un'altra cosa, se chiedendo un giorno di ferie è considerato come ripresa di servizio.Grazie di tutto.Michele
No, la ripresa di servizio effettiva si concretizza con la presenza fisica sul luogo di lavoro.
Messaggioda 1961 » 09/10/2010, 21:48 Ok.
Grazie Prof. Maurizio
hendrix56	giorno di servizio
Messaggioda hendrix56 » 12/10/2010, 19:16 Gentile prof. Maurizio,
potrebbe chiarire anche se nel mio caso devo riprendere servizio o posso prorogare il congedo?
Le ristampo il quesito del 30/9:
Gentile Prof. Maurizio, sono un insegnante e convivo con un genitore disabile grave (ai sensi dell'art. 3 comma 3 L 104/92). Ho chiesto due mesi di congedo retribuito per assistenza al genitore disabile (art. 42 comma 5 DL 151/2001) da ottobre e mi sono stati concessi. Nel caso io debba prolungare il periodo di congedo per altri mesi: 1) devo rientrare in servizio almeno un giorno, oppure 2) posso chiedere di prolungare/prorogare il congedo con una nuova domanda e non rientrare in servizio ? Non mi è chiara la frase (presente nella circolare INPDAP del 2004) : "Quanto alla fruizione, si ricorda che il congedo può essere richiesto anche in modo frazionato e che, in tal caso, è necessaria l'effettiva ripresa del lavoro tra un periodo di assenza ed il successivo." Grazie.
Prof. Maurizio	Messaggi: 3733	Iscritto il: 24/06/2008, 14:50	Re: giorno di servizio
Messaggioda Prof. Maurizio » 12/10/2010, 20:47 hendrix56 ha scritto:Gentile prof. Maurizio,potrebbe chiarire anche se nel mio caso devo riprendere servizio o posso prorogare il congedo?Grazie mille per la sua disponibilità.Le ristampo il quesito del 30/9:Gentile Prof. Maurizio, sono un insegnante e convivo con un genitore disabile grave (ai sensi dell'art. 3 comma 3 L 104/92). Ho chiesto due mesi di congedo retribuito per assistenza al genitore disabile (art. 42 comma 5 DL 151/2001) da ottobre e mi sono stati concessi. Nel caso io debba prolungare il periodo di congedo per altri mesi: 1) devo rientrare in servizio almeno un giorno, oppure 2) posso chiedere di prolungare/prorogare il congedo con una nuova domanda e non rientrare in servizio ? Non mi è chiara la frase (presente nella circolare INPDAP del 2004) : "Quanto alla fruizione, si ricorda che il congedo può essere richiesto anche in modo frazionato e che, in tal caso, è necessaria l'effettiva ripresa del lavoro tra un periodo di assenza ed il successivo." Grazie.
La disposizione si riferisce a periodi non continui, cioè intervallati da giorni di possibile servizio lavorativo.
Nel suo caso, ipotizzando che lei richieda una modifica alla fruizione del periodo con un'estensione dello stesso (e non un successivo periodo staccato) è possibile presentare una istanza di modifica della precedente.
Ovviamente occorre attivarsi subito, in tempo utile per consentire all'amministrazione scolastica l'organizzazione di sostituzione (es: l'estensione dell'eventuale incarico a T.D. di un supplente già in servizio per il primo periodo richiesto e attualmente fruito).
Presenti pertanto una istanza di modifica con un’eventuale motivazione di sopraggiunti motivi. Salve.
hendrix56	congedo genitore disabile
Messaggioda hendrix56 » 13/10/2010, 11:27 Grazie mille Prof. Maurizio per la sua chiara ed esauriente risposta!
Messaggioda Ospite » 26/10/2010, 14:09 gentilissimo Prof Maurizio, volevo sapere se il periodo di congedo straordinario per assistenza al figlio disabile minore di 3 anni incide negativamente sulla tredicesima e sulla maturazione delle ferie.