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Timestamp: 2017-03-26 09:13:12+00:00
Document Index: 102577875

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Relatore SCALIA Laura – Avvocato Renato D'Isa
Tag: Relatore SCALIA Laura	Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 16 febbraio 2017, n. 7460	By Avv. Renato D'Isa on 21 marzo 2017	• ( Lascia un commento )
Per ragioni sistematiche, anche dopo la riforma 47/2015, non è necessario l’interrogatorio di garanzia in caso di applicazione di una misura se si aggrava il quadro cautelare Suprema Corte di Cassazione sezione […]
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 18 gennaio 2017, n. 2449	By Avv. Renato D'Isa on 23 febbraio 2017	• ( Lascia un commento )
In tema di turbativa di gara d’appalto la riconducibilità delle ditte concorrenti, due delle quali estranee al settore dell’aggiudicataria, ad un unico soggetto, è uno strumento preventivo per mettere in atto una […]
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 1 dicembre 2016, n. 51362	By Avv. Renato D'Isa on 13 gennaio 2017	• ( Lascia un commento )
Integra il reato di cui all’art. 348 c.p. anche il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva a una determinata professione, siano univocamente individuati come di […]
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 9 gennaio 2017, n. 645	By Avv. Renato D'Isa on 11 gennaio 2017	• ( Lascia un commento )
L’esibizione di un supporto materiale, qual è la tessera sanitaria, su cui risultino i dati anagrafici di un soggetto ed il suo codice fiscale vale quale comportamento concludente diretto ad integrare la […]
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 25 novembre 2016, n. 50077	By Avv. Renato D'Isa on 4 gennaio 2017	• ( Lascia un commento )
Si può applicare la confisca anche nel caso di estinzione del reato Suprema Corte di Cassazione sezione VI penale sentenza 25 novembre 2016, n. 50077 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO […]
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 26 settembre 2016, n. 40021	By Avv. Renato D'Isa on 14 ottobre 2016	• ( Lascia un commento )
Responsabile di calunnia chi denuncia di aver smarrito un assegno dopo averlo consegnato in pagamento al prenditore simulando un furto Suprema Corte di Cassazione sezione VI penale sentenza 26 settembre 2016, n. […]
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 11 maggio 2016, n. 19506	By Avv. Renato D'Isa on 26 maggio 2016	• ( Lascia un commento )
Induzione indebita e non concussione per due carabinieri che nell’ambito di controlli volti alla repressione dell’immigrazione clandestina e dello sfruttamento della manodopera, ottengano da commercianti la dazione di somme di denaro che […]
La condotta con cui un coniuge impedisce all’altro di vedere il proprio figlio, in violazione delle modalità di affido già fissate dal giudice civile nel giudizio di separazione, ove ciò avvenga per l’esigenza di salvaguardare la salute del minore, può essere scriminata a condizione che la valutazione della situazione di pericolo riguardi circostanze sopravvenute e sia fondata su dati di fatto concreti. Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 18 aprile 2016, n. 15971	By Avv. Renato D'Isa on 12 maggio 2016	• ( Lascia un commento )
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 18 aprile 2016, n. 15971 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]
Riconosciuto il reato di peculato a carico di un magistrato che in trasferta dopo aver effettuato l’attività d’ufficio si era trattenuto per motivi del tutto personali nella città. Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 15 aprile 2016, n. 15854.	By Avv. Renato D'Isa on 10 maggio 2016	• ( Lascia un commento )
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 15 aprile 2016, n. 15854 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]
L’art. 275, comma 1-bis c.p.p. consente al giudice che emesso la sentenza di condanna di adottare una misura custodiale a carico dell’imputato anche a distanza di mesi dalla pronuncia di merito purché la motivazione dia conto dell’esistenza delle esigenze di cautela malgrado il tempo trascorso dalla commissione del fatto e a condizione che non affermi apoditticamente l’esistenza del pericolo di fuga in ragione della sola entità della pena inflitta. Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 6 aprile 2016, n. 13750.	By Avv. Renato D'Isa on 22 aprile 2016	• ( Lascia un commento )
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 6 aprile 2016, n. 13750 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 17 marzo 2016, n. 11441. Ferme restando le sanzioni amministrative di cui al d.l. n. 49/2003, conv. con modif. dalla l. n. 119/2003, non precluse dal principio di specialità di cui alla l. n. 689/1981, risponde di truffa aggravata chi costituisce una cooperativa priva di strutture e beni, facendola apparire come intermediario tra “soci-produttori” ed “acquirenti finali trasformatori” e non versa all’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) quanto dovuto per l’eccesso di produzione di latte rispetto ai contingenti di quote assegnati	By Avv. Renato D'Isa on 7 aprile 2016	• ( Lascia un commento )
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 17 marzo 2016, n. 11441 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza del 23 marzo 2016, n. 12391. Il mero rifiuto di ottemperare ai provvedimenti giudiziali previsti dall’art. 388 c.p., comma 2, non costituisce comportamento elusivo penalmente rilevante, a meno che l’obbligo imposto non sia coattivamente ineseguibile, richiedendo la sua attuazione la necessaria collaborazione del soggetti, obbligato. L’interesse tutelato dall’art. 388 c.p., comma 2, non è infatti l’autorità in sè delle decisioni giurisdizionali, bensì l’esigenza costituzionale di effettività della giurisdizione. Allorchè si tratti dell’esecuzione di un provvedimento giurisdizionale adottato in sede di separazione dei coniugi sulle modalità di visita del figlio minore del genitore non affidatario, l’elusione, e quindi, come chiarito dalla Corte di legittimità, la frustrazione dell’altrui legittima pretesa, si attua anche attraverso una mera omissione o rifiuto del genitore affidatario del bambino a chè lo stesso trascorra con l’altro genitore il periodo prestabilito	By Avv. Renato D'Isa on 4 aprile 2016	• ( Lascia un commento )
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza del 23 marzo 2016, n. 12391 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PAOLONI Giacomo – Presidente – […]
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 1 marzo 2016, n. 8389. In tema di confisca di prevenzione poiché la pericolosità sociale qualificata oltre ad essere presupposto della confisca stessa è anche misura temporale del suo ambito applicativo, il giudice di merito che la disponga, in difetto di perspicui dati indiziari che riscontrino una dilatazione temporale della prima destinata a ricomprendere l’intero percorso di vita del proposto, è tenuto a circoscriverla al periodo in cui si è avuta la manifestazione di pericolosità, debitamente valorizzando le relative condotte	By Avv. Renato D'Isa on 7 marzo 2016	• ( Lascia un commento )
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 1 marzo 2016, n. 8389 Ritenuto in fatto 1. Con decreto in data 5 febbraio 2015, la Corte di appello di Bari, in accoglimento dell’impugnativa […]
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 22 gennaio 2016, n. 3048. Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, violando i doveri inerenti alle funzioni o al servizio, o comunque abusando della sua qualità, rivela notizie di ufficio, le quali debbano rimanere segrete, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza” (art. 326, comma primo, cod. pen.) risulta infatti integrato da un dolo generico, che consiste nella coscienza e volontà di rivelare notizie o di agevolarne la loro conoscenza da parte di terzi, nella consapevolezza del loro carattere segreto e della violazione dei loro doveri di funzione. Per gli indicati contenuti quindi l’intento dell’agente non è quello di recare danno al privato che pertanto patisce per la descritta condotta di eventuali pregiudizi non in via diretta, ma quale riflessa conseguenza destinata a rilevare ai fini della risarcibilità derivante da reato, ma non a legittimare il privato stesso all’esercizio dei poteri processuali destinati ad incidere sulle sorti dell’azione penale (artt. 408, 409, 410 cod. proc. pen.).	By Avv. Renato D'Isa on 28 gennaio 2016	• ( Lascia un commento )
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 22 gennaio 2016, n. 3048 Ritenuto in fatto 1. Con provvedimento adottato de plano in data 18 settembre 2014, il Giudice per le indagini preliminari […]
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 30 novembre 2015, n. 47302. Il giudice della cautela, chiamato ad esprimersi, ai sensi dell’art. 275, comma 2-bis, secondo periodo, cod. proc. pen., in via prognostica, sulla pena detentiva da irrogarsi all’esito del giudizio al fine di escludere l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere ove la pena risulti contenuta nella misura non superiore ai tre anni, deve condurre il proprio sindacato discrezionale, tenendo conto di tutti gli indici sintomatici della gravità del reato e della capacità a delinquere previsti dall’art. 133 cod. pen.	By Avv. Renato D'Isa on 21 dicembre 2015	• ( Lascia un commento )
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 30 novembre 2015, n. 47302 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]