Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/tribunale
Timestamp: 2018-10-23 02:12:35+00:00
Document Index: 45518480

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art. 6', 'art. 33', 'art. 5', 'art. 309', 'art. 259', 'art. 310', 'art. 311', 'art. 140', 'art. 2', 'art. 50', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 254', 'art. 48', 'art. 255', 'art. 254', 'art. 256', 'art. 263', 'art. 265', 'art. 268', 'art. 270', 'art. 272', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 23', 'art. 26', 'art. 103']

Tribunale – La Legge per tutti
Tribunale (d. proc.): Organo giurisdizionale che ha competenza in materia civile e penale ed il cui ambito territoriale è definito circondario.
Ai sensi dell’art. 48 Ord. giud. (R.D. 12/1941 e successive modifiche) il Tribunale decide: di regola, in composizione monocratica; in casi eccezionali, in composizione collegiale (ossia con il numero invariabile di tre votanti).
A capo del Tribunale è previsto un presidente e, nei Tribunali divisi in più sezioni, sono previsti anche singoli presidenti di sezione. Essi hanno funzioni di coordinamento e di organizzazione dell’ufficio giudiziario.
In campo penale, al Tribunale è attribuita una competenza residuale: il Tribunale, infatti è competente per i reati che non appartengono alla competenza della Corte d’Assise [vedi] o del giudice di pace [vedi] (art. 6).
Con la riforma del «Giudice Unico» [vedi], il Tribunale penale in primo grado giudica nella seguente composizione: Tribunale monocratico (come regola); Tribunale collegiale (per le ipotesi eccezionalmente previste: si veda art. 33bis c.p.p.); la Corte di Assise (per i delitti di sua competenza: si veda art. 5 c.p.p.). A titolo esemplificativo, sono di attribuzione collegiale ( Tribunale composto da tre magistrati) i delitti di associazione mafiosa; la quasi totalità dei delitti contro la P.A.; quelli di usura e riciclaggio; la bancarotta fraudolenta ed i reati societari; l’associazione per traffico di stupefacenti; i delitti relativi alle associazioni segrete etc.).
Tribunale amministrativo regionale (d. amm.)
[vedi T.A.R.].
Organo giurisdizionale speciale organizzato per sorteggio in ogni Tribunale sede di distretto di Corte d’Appello che giudica sui cd. reati ministeriali [vedi].
Tribunale della libertà (d. pen.)
Con questa espressione si fa riferimento al Tribunale ordinario penale o ad una sezione dello stesso, chiamati a decidere in ordine alle impugnazioni [vedi] proposte avverso provvedimenti relativi alla libertà personale o a misure cautelari reali.
In particolare, al Tribunale della libertà sono in primo luogo demandate le richieste di riesame, anche nel merito, avanzate dall’imputato o dal suo difensore ai sensi dell’art. 309 c.p.p., in relazione all’applicazione di una misura cautelare [vedi] di coercizione, ovvero contro il decreto di sequestro [vedi] o di convalida del sequestro ex art. 259 c.p.p.
Il Tribunale pronuncia, inoltre, sull’appello proposto dal pubblico ministero, l’imputato o il suo difensore ex art. 310 c.p.p. contro le ordinanze in materia di misure cautelari personali.
Le decisioni del Tribunale in tema di riesame o appello sono tutte ricorribili per cassazione [vedi Cassazione (Ricorso per)] (art. 311 c.p.p.).
Tribunale delle acque (d. amm.)
È un organo giurisdizionale speciale competente per tutte le controversie relative al demanio idrico.
Compongono il Tribunale:
— i Tribunali regionali delle acque pubbliche: sezioni specializzate istituite presso alcune Corti d’Appello, giudicano in prima istanza sulle controversie riguardanti le lesioni di diritti soggettivi, la demanialità delle acque, diritti connessi all’utilizzazione delle acque, ed altre ipotesi tassativamente determinate dall’art. 140 T.U. sulle acque (R.D. 1775/1933);
— il Tribunale superiore delle acque pubbliche, il quale, oltre a deliberare come giudice di appello, ha una triplice competenza:
a) competenza generale di legittimità: rientrano in essa tutti i ricorsi contro provvedimenti definitivi in materia di acque che siano lesivi di interessi legittimi [vedi];
b) competenza speciale di merito: rientrano in essa i ricorsi contro i provvedimenti definitivi lesivi di interessi legittimi relativi alla repressione delle contravvenzioni alle norme di polizia demaniale in materia di acque, alla riduzione in pristino dello stato delle cose del demanio idrico;
c) competenza in materia di revoca e decadenza dei diritti esclusivi di pesca.
Tribunale delle imprese (d. comm.)
Con D.L. 1/2012, convertito in L. 27/2012, è stato istituito il Tribunale delle imprese, mediante modifica del D.Lgs. 27-6-2003, n. 168, istitutivo delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale.
Con l’istituzione del Tribunale delle imprese, le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale hanno visto ampliata la propria competenza alla materia d’impresa e sono state ribattezzate «sezioni specializzate in materia d’impresa».
Le sezioni specializzate in materia d’impresa sono state istituite presso i Tribunali e le corti d’appello con sede nel capoluogo di ogni Regione, eccetto la Valle d’Aosta, per la quale sono competenti le sezioni specializzate presso il Tribunale e la corte d’appello di Torino, nonché la Lombardia e la Sicilia, per le quali sono state istituite ulteriori sezioni specializzate presso i Tribunali e le corti d’appello con sede a Brescia e a Catania.
Si tratta di sezioni composte da giudici scelti tra magistrati dotati di specifiche competenze (art. 2 D.Lgs. 168/2003), che giudicano in composizione collegiale ex art. 50bis, comma 1, n. 3, c.p.c.
La loro competenza abbraccia le materie elencate nell’art. 3 D.Lgs. 168/2003: in sintesi controversie societarie, sulla proprietà industriale e concorrenza sleale, sul diritto d’autore e sulla violazione della normativa antitrust sia dell’Unione europea sia nazionale.
Tribunale dell’Unione europea (d. UE)
La facoltà di istituire un Tribunale dell’Unione europea fu prevista dall’Atto unico europeo [vedi], che aggiunse al Trattato CE un nuovo articolo (all’epoca il numero 168A) nel quale si demandava ad una decisione del Consiglio il compito di definire le attribuzioni e la composizione del nuovo organismo giurisdizionale; tale decisione fu effettivamente approvata il 24 ottobre 1988 (n. 88/591).
Con il Trattato di Nizza si è provveduto a disciplinare direttamente nel TUE l’organizzazione e le competenze del Tribunale, che ha ricevuto uno status giurisdizionale pieno. Con il Trattato di Lisbona che ha riconfermato quanto già disciplinato a Nizza il Tribunale appartiene a quell’istituzione a carattere unitario che è la Corte di giustizia [vedi]. Assieme alla Corte di giustizia ed ai tribunali specializzati è chiamato ad assicurare il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati dell’Unione (art. 19, par. 1, TUE).
La disciplina del Tribunale è contenuta, sia nell’art. 19 TUE, sia negli artt. 254 e ss. TFUE.
Il TFUE non indica il numero esatto dei giudici che compongono il Tribunale ; il co. 1 dell’art. 254 TFUE si limita ad affermare che «il numero dei giudici del Tribunale è stabilito dallo statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea» quello attualmente in vigore, all’art. 48, stabilisce che i giudici sono 28.
I membri del Tribunale sono nominati di comune accordo dai Governi degli Stati membri, per un periodo di 6 anni, previa consultazione del comitato previsto dall’art. 255 TFUE nei medesimi termini esaminati per quel che riguarda la Corte di Giustizia (art. 254 TFUE). Secondo quanto stabilito dal regolamento di procedura il Tribunale siede in sezioni composte di tre o cinque giudici; può riunirsi in seduta plenaria o statuire nella persona di un giudice unico.
Il nuovo art. 256 TFUE definisce le competenze del Tribunale. La formulazione, pur prevedendo che lo Statuto possa attribuire al Tribunale altre categorie di ricorsi, precisa che lo stesso è competente a conoscere in primo grado:
— dei ricorsi di annullamento (art. 263 TFUE);
— dei ricorsi per carenza (art. 265 TFUE);
— dei ricorsi per risarcimento dei danni derivanti da responsabilità extracontrattuale dell’Unione (art. 268 TFUE);
— delle controversie tra l’Unione e i suoi agenti (art. 270 TFUE);
— dei ricorsi presentati in virtù di una clausola compromissoria (art. 272 TFUE).
Vi è sempre la possibilità d’impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia delle decisioni del Tribunale di primo grado; il riesame è possibile per i soli motivi di diritto ed alle condizioni ed entro i limiti previsti dallo Statuto (art. 256, par. 1, TFUE; artt. 56 e ss. Statuto).
Il Tribunale, inoltre, fungendo da giudice d’appello, è competente anche per quei ricorsi diretti rientranti nell’ambito dei contenziosi speciali, vale a dire quelli attribuiti ai Tribunali specializzati (art. 256, par. 2, TFUE).
È stata attribuita al Tribunale anche la competenza a conoscere delle questioni pregiudiziali in materie specifiche determinate dallo Statuto (art. 256, par. 3 TFUE).
Tribunale di Norimberga (d. int.)
Organo istituito alla fine della seconda guerra mondiale dalle forze alleate, vincitrici del conflitto (Inghilterra, Stati Uniti, URSS e Francia) per giudicare i crimini internazionali compiuti da alcuni ufficiali tedeschi durante la guerra.
Il Tribunale non può essere considerato un organo internazionale (nonostante sia sorto dalla volontà comune degli Stati ammessi a farne parte) perché le sue sentenze furono eseguite dagli Stati firmatari dell’Atto nonché creatori del Tribunale.
Tali Potenze, dunque, non hanno agito come organi del diritto internazionale generale, ma come gestori dell’ordinamento interno della Germania, estinta per debellatio, che gli Stati vincitori della II guerra mondiale occupavano militarmente.
Il Tribunale ha cessato le sue funzioni dopo un anno di attività.
Tribunale fallimentare (d. fall.)
È il Tribunale che dichiara il fallimento [vedi], instaurando la relativa procedura, alla quale sovraintende con vasti poteri.
Compete, infatti, al Tribunale: nominare ed eventualmente sostituire il giudice delegato [vedi] e il curatore fallimentare [vedi]; risolvere i contrasti tra i suddetti organi; chiedere chiarimenti e informazioni al curatore, al fallito e al comitato dei creditori [vedi]; provvedere sulle controversie relative alla procedura stessa che non sono di competenza del giudice delegato.
Il Tribunale è l’organo centrale della procedura fallimentare, con poteri sia di impulso che di controllo e con funzioni che rivestono sia carattere giurisdizionale che amministrativo.
I provvedimenti del Tribunale sono pronunciati con decreto avverso il quale, con l’entrata in vigore della riforma delle procedure concorsuali (D.Lgs. 5/2006), si può proporre reclamo alla Corte d’Appello, salvo che sia diversamente disposto, come si evince dal novellato testo dell’art. 23 L.F. e del successivo art. 26. Il Tribunale è inoltre il giudice naturale di tutte le cause che derivano dal fallimento, cioè che da esso dipendono o da cui sono influenzate.
Tribunale internazionale per i crimini nella ex-Jugoslavia (d. int.)
Organo di giurisdizione internazionale, con sede all’Aja (Olanda), istituito per giudicare dei crimini commessi nei territori dell’ex-Jugoslavia a partire dal 1° gennaio 1991.
La risoluzione 827 del 25 maggio 1993 in base alla quale è nato il Tribunale fa riferimento all’obbligo per tutti gli Stati di cooperare con il Tribunale, ad esempio mediante la cattura e l’estradizione dei presunti criminali e di adottare tutte le misure di diritto interno necessarie alla richiesta di assistenza.
Tribunale internazionale per il diritto del mare (d. int.)
Organo di giurisdizione internazionale competente a risolvere tutte le controversie relative all’interpretazione e all’applicazione della Convenzione di Montego Bay [vedi] e tutte le questioni specificatamente previste in qualsiasi altro accordo che conferisca delle competenze al Tribunale.
È formato da 21 giudici eletti per un periodo di 9 anni.
Il Tribunale, prima di prendere decisioni (a maggioranza dei suoi membri) in merito alla questione sottopostagli e di emettere la sentenza, deve:
— accertare la sua competenza sulla controversia;
— accertare che la domanda sia fondata in fatto e in diritto.
Per quanto riguarda la soluzione delle controversie relative ai fondi marini è istituito un apposito organo in seno al Tribunale : la Camera, che si compone di 11 membri che restano in carica 3 anni.
Le decisioni della Camera sono esecutive nel territorio degli Stati contraenti. Esse sono prese in applicazione non solo delle disposizioni della Convenzione di Montego Bay e delle norme di diritto internazionale con essa compatibile ma anche delle norme, dei regolamenti e delle procedure adottate dall’Autorità Internazionale dei fondi marini e delle clausole dei contratti relativi alle attività dell’Area (fondo del mare, degli oceani e il relativo sottosuolo, al di là dei limiti della giurisdizione nazionale) nelle questioni connesse a tali contratti.
Tribunale militare (d. pen.)
Organo speciale [vedi Giudici speciali] della giurisdizione penale che ha competenza in materia militare.
L’art. 103 della Cost. statuisce che i Tribunali militari in tempo di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi dagli appartenenti alle forze armate dello Stato. Diversamente, sono assoggettati alla giurisdizione del Tribunale militare anche i civili, ove sussista lo stato di guerra.
I Tribunali militari sono nove in tutta Italia con competenza estesa a varie regioni e si compongono di tre membri: due magistrati militari e un rappresentante delle forze armate. L’accesso alla magistratura militare avviene per concorso; i giudici dipendono, solo funzionalmente, dal Ministero della difesa. Contro le decisioni dei Tribunali è sempre possibile ricorso per Cassazione [vedi Cassazione (Ricorso per)].
Tribunale per i minorenni (d. pen.)
È un organo giudiziario con funzioni di giudice di primo grado per tutti gli affari penali, civili e amministrativi riguardanti i minori degli anni 18.
Il Tribunale per i minorenni è istituito presso ogni sede di Corte d’Appello [vedi] o di sezione di Corte d’Appello ed è composto da un magistrato di (—) e da due componenti privati, un uomo e una donna.
La competenza [vedi Competenza processuale] funzionale del Tribunale è determinata dall’attribuzione allo stesso della cognizione in primo grado di tutti i procedimenti riguardanti:
— i reati commessi nell’ambito del distretto dai minori degli anni 18 (competenza penale);
— l’applicazione di misure rieducative nei confronti dei minori degli anni 18 residenti nello stesso territorio (competenza amministrativa);
— l’esercizio della responsabilità genitoriale [vedi], della tutela [vedi], l’amministrazione patrimoniale, l’assistenza, l’adozione [vedi], sempre relativi ai minorenni residenti nel distretto di Corte d’Appello (competenza civile).
Il Tribunale deve essere, inoltre, informato di tutti i procedimenti in corso per i delitti di violenza sessuale, atti sessuali con minorenne e corruzione di minorenni, commessi in danno di persone minori d’età.