Source: http://territoriolibero.net/2013/10/57-triestini-contro-loccupazione-italiana-di-trieste/
Timestamp: 2017-04-27 18:38:42+00:00
Document Index: 119852764

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 117', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 125', 'art. 21', 'art. 21']

57 triestini contro l’occupazione italiana di Trieste | Territorio Libero — Svobodno Ozemlje — Free Territory of Trieste
57 triestini contro l’occupazione italiana di TriesteNessun commento
Home » Notizie » Legalità » 57 triestini contro l’occupazione italiana di Trieste	MERCOLEDI’ 9 OTTOBRE UDIENZA AL TAR DI TRIESTE PER L’ANNULLAMENTO DELLE ILLEGITTIME ELEZIONI REGIONALI
Mercoledì 9 ottobre alle ore 10 al T.A.R. del Friuli Venezia Giulia approda il ricorso di cinquantasette cittadini di Trieste che chiedono l’annullamento delle ultime elezioni regionali in quanto in violazione del diritto internazionale e nonostante la denuncia presentata da centinaia di triestini direttamente ai seggi in occasione dello svolgimento forzato delle stesse il 21 aprile 2013. Più di 1.000 triestini presentandosi ai seggi quali cittadini del Territorio Libero avevano dichiarato di non potere votare alle elezioni regionali per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia poiché la Zona A del Territorio Libero di Trieste, e precisamente i suoi Comuni di Trieste, Muggia, Duino-Aurisina/Devin Nabrežina, Sgonico-Zgonik. Monrupino-Repentabor e S.Dorligo-Dolina vi risultava aggregata alle province italiane di Udine, Pordenone e Gorizia in violazione del Trattato di Pace del 1947, del mandato amministrativo provvisorio internazionale ottenuto dal Governo italiano con il Memorandum di Londra del 1954, e chiedevano che in base all’articolo 21 comma 3 del Trattato di Pace venisse loro garantito il diritto ad esercitare il voto per legittimi organi rappresentativi del Territorio Libero, tra i quali non rientra e non può rientrare un’amministrazione regionale dello Stato italiano, qual’è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in quanto a ciò non espressamente né legittimamente delegata.
Tale richiesta per il “ripristino” della legalità è rimasta senza risposta da parte del Governo italiano investito quale amministratore provvisorio fiduciario della questione. Di conseguenza i cittadini di Trieste si sono mossi avviando il ricorso al TAR e citando in giudizio lo stesso Governo italiano inadempiente. Che tramite il proprio avvocato di Stato costituendosi ha già dichiarato di non riconoscere più la validità del Memorandum di Londra del 1954, e di considerare quindi Trieste ed il suo Porto Internazionale come territorio sotto la sua sovranità.
Ed ora la parola ai giudici del TAR. Per quella che si annuncia fin dall’inizio come una causa con inevitabili risvolti internazionali.
Di seguito il testo del ricorso.
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL FRIULI VENEZIA GIULIA -TRIESTE
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in persona del Presidente in carica pro tempore;
Giunta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in persona del Presidente in carica pro tempore;
Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana in carica pro tempore;
Ministro degli Interni della Repubblica Italiana in carica pro tempore;
Ministro di Giustizia della Repubblica Italiana in carica pro tempore;
della nullità della Delibera di Giunta Regionale n° 208 del 13 febbraio 2013 avente oggetto lo svolgimento delle elezioni del Presidente della Regione e del Consiglio Regionale, e la nullità del Decreto n° 038/Pres. del Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia avente oggetto la convocazione dei comizi elettorali per l’elezione del presidente della Regione e dell’undicesimo Consiglio Regionale.
La provincia di Trieste è individuabile nella zona A del Territorio Libero di Trieste – TLT (Free Territory of Trieste) come stabilito all’art. 21 del Trattato di Parigi (Trattato di pace) del 1947 attuato dall’Italia con il Decreto Legislativo C.P.S. n. 1430 del 28 novembre 1947 e al suo interno è situato il Porto Libero di Trieste (PLT – Free Port of Trieste), che gode del regime di Porto Franco Internazionale (XVIª risoluzione Consiglio di Sicurezza ONU);
non essendo mai stato modificato il Trattato di Pace, e non potendo essere superato dal Trattato di Osimo, accordo bilaterale siglato nel 1975 tra Italia e Jugoslavia e ratificato nel 1977 e mai ratificato dai firmatari del Trattato di Parigi, lo status giuridico della provincia di Trieste è quello di un territorio indipendente sotto amministrazione italiana;
a tal proposito va comunque evidenziato che l’attuale amministrazione italiana deriva da un accordo bilaterale con le potenze alleate che avevano amministrato il Territorio Libero sotto mandato ONU e che come tali non potevano sostituirsi alle legittime decisioni delle Nazioni Unite uniche garanti del Trattato di Pace e, in base a quest’ultimo, del Territorio Libero di Trieste;
che il TLT esistesse, fosse indipendente e legalmente riconosciuto, anche durante la seppur impropria amministrazione “temporanea” italiana è confermato peraltro dagli stessi Stati Uniti d’America. Si cita a tale proposito il memorandum ufficiale del Dipartimento di Stato del novembre del 1967 – ovvero 13 anni dopo la ratifica del Memorandum di Londra – nel quale il TLT viene riconosciuto “quale entità legalmente esistente” e di cui si riporta un estratto (in lingua originale): “The Free Territory … is still a legal entity; should the members of the Security Council agree on the selection of a Governor of the Territory, and on a date for the coming into force of the Permanent Statute of the Free Territory, the remaing provisions of the Italian Peace Treaty relating to Trieste presumably would be carried out. (State Department memorandum, “The Status of Trieste”, sent by William B. Macomber, Jr., Assistant Secretary of State for Congressional Relations, November 2, 1967). Il Dipartimento di Stato USA riconosce ad oggi la validità del Memorandum di Intesa di Londra del 5 ottobre 1954 quale accordo sul passaggio della amministrazione civile provvisoria per il Free Territory of Trieste e senza in alcun modo lederne l’entità legale di Stato dichiarata dal Trattato di Pace di Parigi del 1947, di cui gli stessi USA sono firmatari quale Potenza vincitrice della IIª guerra mondiale. L’esistenza del TLT, e l’inesistenza della sovranità italiana su di esso, nel periodo di transizione è d’altronde ampiamente confermata dai numerosi atti ufficiali delle Nazioni Unite. Si veda a riguardo l’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 22 agosto 1972, dove al punto 6 si trova la “nomina del Governatore del Territorio Libero di Trieste”;
dal momento dell’entrata in vigore del Trattato di Pace e della contemporanea costituzione del Territorio Libero (art. 21 comma 1 Trattato di Pace) i nati entro i confini territoriali del Territorio Libero ne acquisivano la cittadinanza di diritto, non essendo possibile la creazione di uno Stato senza cittadinanza;
lo status giuridico del TLT, in attesa dei provvedimenti attuativi da parte delle Nazioni Unite, è immutato e la questione può essere sollevata da qualsiasi Stato membro.
Secondo lo Statuto Permanente del Territorio Libero di Trieste:
lo Statuto Permanente del Territorio Libero può essere modificato solo dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite [artt. 37 - 38] e in attesa della sua entrata in vigore valgono le norme provvisorie di cui all’ALLEGATO VII del Trattato di Pace del 1947.
Il Trattato di Pace è stato firmato dall’Italia il 10 febbraio 1947 a Parigi, attuato nell’ordinamento italiano con il Decreto Legislativo C.P.S. n. 1430 del 28 novembre 1947, recepito nella Costituzione in vigore dal 1 gennaio 1948 all’art. 10, e ratificato con legge n. 3054 del 25 novembre 1952 il cui articolo unico stabilisce che: “La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”.
Per quanto riguarda il rispetto dei trattati internazionali qui richiamati vale il principio del “pacta sunt servanda” che appartiene al ristretto numero delle regole di struttura del diritto internazionale codificate nella Convenzione di Vienna del 1969 (ratificata dall’Italia con Legge 12 febbraio 1974, n. 112) che all’articolo 26 stabilisce che “ogni trattato in vigore vincola le parti e deve essere eseguito da esse in buona fede”.
All’articolo 27 la Convenzione stabilisce che: “Una parte non può invocare le disposizioni della propria legislazione interna per giustificare la mancata esecuzione di un trattato”.
La legittimità del Trattato di Pace non è comunque mai stata messa in discussione da parte di nessuno Stato, né di alcuna delle parti firmatarie.
Il Territorio Libero di Trieste è quindi pacificamente esistente e la sua Zona A tuttora in amministrazione civile provvisoria affidata con il Memorandum d’Intesa di Londra del 5 ottobre 1954, al Governo italiano in esecuzione degli obblighi internazionali statuiti dal Trattato stesso sotto garanzia internazionale delle Nazioni Unite, accettati dal Governo italiano e resi per esso vincolanti dalla stessa Costituzione italiana (artt. 10 primo comma e 117 primo comma).
Ed è quindi in aperta violazione del Trattato di Pace del 1947 e del mandato amministrativo provvisorio internazionale ottenuto dal Governo italiano con il Memorandum di Londra del 1954, ambedue strumenti internazionali efficaci ed operanti, nonché della stessa Costituzione italiana, artt. 10 e 117 che la Repubblica Italiana ha istituito con la Legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia (art. 1: “Il Friuli Venezia Giulia è costituito in Regione Autonoma, fornita di personalità giuridica, entro l’unità della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione, secondo il presente Statuto”) incorporandovi la Zona A del Territorio Libero di Trieste, e precisamente i suoi Comuni di Trieste, Muggia, Duino-Aurisina/Devin Nabrežina, Sgonico-Zgonik. Monrupino-Repentabor e S.Dorligo-Dolina aggregandoli alle province italiane di Udine, Pordenone e Gorizia e proclamandone Trieste quale capoluogo.
La così autoproclamata Regione Friuli Venezia Giulia ha imposto, e sta imponendo, quindi le proprie elezioni all’interno del territorio di Trieste occupato, in reiterata violazione del Diritto internazionale e dei diritti specifici dei cittadini del territorio occupato.
L’atto ultimo di tale arbitrario esercizio dei propri inesistenti poteri è rappresentato dalla indizione delle elezioni regionali del 2013; il 13 febbraio 2013, con Delibera di Giunta Regionale n° 208 e con il successivo Decreto n° 038 del Presidente della Regione, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha dichiarato di procedere all’elezione dell’undicesimo Consiglio Regionale dalla sua illegittima costituzione estendendo le elezioni alla annessa Zona A del Territorio Libero di Trieste.
Ciò posto, la Delibera di Giunta Regionale n° 208, e il Decreto n° 038 del Presidente della Regione, atti qui impugnati, sono da ritenersi nulli per i seguenti motivi di DIRITTO
1 – Carenza della sovranità italiana sulla Zona A del Territorio Libero di Trieste ai sensi e per gli effetti del Trattato di Pace del 1947 in vigore e conseguente nullità assoluta di ogni atto deciso in simulazione di tale sovranità.
● La Zona A del Territorio Libero di Trieste è tuttora in amministrazione civile provvisoria affidata con il Memorandum d’Intesa di Londra del 5 ottobre 1954, al Governo italiano in esecuzione degli obblighi internazionali statuiti dal Trattato stesso sotto garanzia internazionale delle Nazioni Unite, accettati dal Governo italiano e resi per esso vincolanti dalla stessa Costituzione italiana (artt. 10 primo comma e 117 primo comma).
● L’Italia ha rinunciato espressamente alla sovranità sull’intero TLT con lo stesso Trattato di Pace (art. 21, comma 2) e non ne ha successivamente acquisiti nuovi titoli di sovranità, mentre il mandato amministrativo internazionale è rimasto giuridicamente efficace, vincolante ed operante dal 1954 ad oggi nelle relazioni tra governo italiano amministratore, la popolazione amministrata, il porto franco internazionale di Trieste ed i garanti internazionali degli accordi inerenti (con il Trattato italo-jugoslavo di Osimo del 1975, art. 7, il Memorandum del 1954, che è atto internazionale di fonte e natura multilaterali, ha infatti cessato di avere efficacia soltanto nelle relazioni bilaterali tra l’Italia e l’ora dissolta Jugoslavia).
● Poiché dunque la Zona A del TLT così affidata al Governo italiano non fa parte del territorio nazionale dello Stato italiano, che non vi ha più titoli di sovranità dal 1947 ma vi esercita soltanto funzioni governative speciali di amministrazione civile provvisoria su mandato internazionale, i diritti ed i beni degli amministrati devono rimanere distinti da quelli dell’amministrante, senza esservi inclusi né confusi.
● La Zona amministrata non può perciò venire legittimamente inclusa nelle istituzioni territoriali nazionali, regionali e provinciali dello Stato italiano, né nelle sue relative circoscrizioni elettorali politiche, regionali e provinciali. Tale aggregazione rientra infatti tra le violazioni degli obblighi assunti dal Governo italiano con il mandato amministrativo internazionale del 1954, e con ciò della stessa Costituzione italiana, che privano i cittadini della Zona A amministrata dei particolari diritti, anche di ordine fiscale, loro assegnati e riconosciuti dagli specifici strumenti e garanzie internazionali.
● Tutti gli atti giurisdizionali del Governo amministratore compiuti in violazione degli obblighi del mandato amministrativo internazionale provvisorio ed in simulazione di sovranità sono perciò giuridicamente viziati, ad ogni effetto, da nullità assoluta originaria anche ai sensi dei medesimi artt. 10 e 117 della Costituzione italiana (v. in particolare art. 117 Cost.: La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali).
2 – Difetto di giurisdizione assoluto delle autorità italiane procedenti nella Zona A del Territorio Libero di Trieste ai sensi e per gli effetti del Trattato di Pace del 1947 in vigore.
● La mancanza di sovranità italiana su Trieste e sulla Zona A del Territorio Libero determina il difetto di giurisdizione assoluto delle autorità italiane ai sensi dell’art. 21 comma 2 del Trattato di Pace del 1947 in vigore ed in base al quale Trieste risulta essere territorio al di fuori della Repubblica Italiana che su di esso vi ha perso ogni sovranità il 16 settembre del 1947, ovvero all’entrata in vigore del Trattato di Pace;
● secondo la Cassazione (CC 24 ottobre 1988/5740) il difetto di giurisdizione è assoluto quando, in ordine ad una determinata controversia manca in astratto, in qualsiasi grado il potere di emanare una decisione di merito, o anche solo processuale;
● il difetto di giurisdizione fa parte delle nullità insanabili, rilevabili d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento.
3 – Legge Cost. 1/63 – nullità per carenza assoluta di titolo e per radicale anticostituzionalità per la parte che aggrega alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “entro l’unità della Repubblica italiana, una e indivisibile” anche i Comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico, che non appartengono al territorio nazionale italiano, e sono soggetti a diverso regime specifico di diritto internazionale
● Il disposto delle legge costituzionale n 1/1963 – Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia è anticostituzionale, e perciò nullo ab origine, nelle parti in cui, al suo art. 1, dichiarando la Regione costituita “entro l’unità della Repubblica italiana, una e indivisibile”, e cioè entro il suo territorio di sovranità nazionale, dichiara e stabilisce che essa sia composta a tale titolo, oltre che dai territori delle province Gorizia ed allora di Udine, anche da quelli “dei comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico” senza menzionare espressamente, né tenere conto nella normativa introdotta, del loro diverso e speciale status giuridico internazionale.
● I territori di detti sei Comuni così aggregati non sono infatti parte del territorio di sovranità nazionale della Repubblica e dello Stato italiani, bensì oggetto di mero mandato internazionale di amministrazione civile provvisoria in capo al Governo italiano.
● Tale mandato internazionale è stato conferito al Governo italiano, ed è stato da esso ad oggi ininterrottamente esercitato, in forza del vigente Memorandum d’Intesa di Londra del 1954 ed in esecuzione del Trattato di Pace di Parigi del 1947 tra le Potenze Alleate ed Associate e l’Italia, art. 21 ed allegati, che ha costituito e normato il Territorio Libero di Trieste quale nuovo stato indipendente sotto garanzia delle Nazioni Unite, dotato di proprio territorio, popolazione e Governo.
● Il Trattato medesimo ha stabilito che sino a compimento di adempimenti ulteriori tale Governo sia rappresentato da un Governo provvisorio, ma esercente a pieno titolo tutti i relativi poteri, affidato alle forse militari alleate (Governo Militare Alleato) delle due zone di occupazione in atto rispettivamente anglo-americane per la Zona A (i predetti comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico) jugoslave nella per la residua Zona B (costa istriana settentrionale).
● Con il Memorandum d’Intesa di Londra tra i Governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, di Jugoslavia e d’Italia, tale mandato di governo provvisorio è stato convertito, quale mera “misura di carattere pratico” (cioè senza modifiche di status giurifico) da militare in civile, affidandolo rispettivamente per la Zona A al Governo italiano e per la Zona B al Governo jugoslavo.
● Tale situazione giuridica è rimasta da allora immutata, in quanto non sono intervenute modifiche in materia di sovranità (espressamente rinunciata dall’Italia con il Trattato di Pace del 1947), ed il trattato bilaterale italo-jugoslavo di Osimo del 1975 ha dichiarato cessata l’efficacia del Memorandum di Londra soltanto “nelle relazioni fra Italia e Jugoslavia”, ma non ad altri fini, né nei confronti dell’entità statuale e della popolazione del Territorio Libero provvisoriamente amministrato, né dei suoi garanti internazionali (tutti i Paesi firmatari del Trattato di Pace del 1947 e loro Stati successori, le Nazioni Unite e dunque i loro Paesi membri, gli altri Paesi firmatari del Memorandum di Londra).
● Il Governo italiano poteva e può quindi amministrare i predetti Comuni soltanto al titolo vigente di amministratore civile provvisorio, su mandato internazionale, della Zona A del Territorio Libero di Trieste, la quale non fa parte a nessun titolo del territorio nazionale dello Stato e della Repubblica italiani.
● Il Governo italiano ha dunque sulla Zona così amministrata del Territorio Libero di Trieste esclusivamente i diritti e doveri di governo civile provvisorio che gli sono stati affidati con mandato internazionale ed in esecuzione doverosa, per quanto con essi compatibile, dell’art. 21 ed allegati del Trattato di Pace del 1947, nell’interesse della popolazione amministrata e dei mandanti internazionali. E ciò anche nei confronti di differenti interessi dello Stato e della Repubblica italiani, che il Governo italiano amministra a diverso titolo e scopo.
● I Comuni costituenti La Zona A del Territorio Libero di Trieste, posta sotto amministrazione civile provvisoria del Governo italiano con mandato internazionale specifico, risultano essere stati invece aggregati senza discriminazione di status giuridico nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “entro l’unità della Repubblica italiana, una e indivisibile”, cioè come fossero anch’essi parte integrante del suo territorio nazionale, con legge costituzionale dello Stato italiano n. 1/63, approvata e promulgata rispettivamente dal Parlamento e dal Presidente della Repubblica Italiana.
● Cioè da soggetti che non vi avevano alcun titolo giuridico. E che con tale atto arbitrario compiuto su territorio e popolazione non propri ledendone tutele specifiche poste e garantite loro da appositi strumenti di diritto internazionale in vigore, hanno concretato violazione radicale del proprio stesso ordinamento costituzionale, che all’art. 10, primo comma, della Costituzione della Repubblica italiana dispone che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”. Quali sono indubbiamente i Trattati ed Accordi internazionali in vigore.
● Si è cioè paradossalmente concreta incostituzionalità originaria in legge costituzionale per la parte che riguarda appunto l’inclusione indifferenziata dei predetti Comuni nella Regione Autonoma come se fossero parti integranti del territorio nazionale, invece che quale territorio di altro Stato sotto amministrazione civile provvisoria del Governo italiano, che ha in tale sua funzione governativa speciale come referenti i Paesi mandatari e garanti, nonché la popolazione amministrata. E non lo Stato, la Repubblica ed il Parlamento italiani.
● Dal testo della medesima legge cost. 1/1963 si evince inoltre che il legislatore sotto tale profilo arbitrario fosse perfettamente al corrente del diverso status giuridico del territorio e della popolazione non propri su cui esercitava l’arbitrio, in quanto aggrega alla propria Regione Autonoma “le Province” italiane di Udine e Gorizia, e non la Provincia di Trieste, ma “i Comuni” predetti.
● E ciò in quanto anche la Provincia di Trieste esisteva di fatto, ma in quanto “resuscitata” dopo il 1954 senza titolo giuridico valido dopo i Regi Decreti istitutivi nn. 1353/1922 3 53/1923, decaduti per effetto della rinuncia italiana alla sovranità con il Trattato di Pace del 1947.
● La vicenda apre inoltre, anche se non in questa sede, la questione della mancata opposizione del Governo italiano quale amministratore del territorio così arbitrariamente aggregato ad una Regione italiana, e ciò sotto i profili sia dell’infedeltà e che del conflitto di interessi nell’esecuzione del mandato.
4 – Illegittimità della Corte di Appello di Trieste quale Distretto giudiziario della Repubblica Italiana con competenze di Ufficio elettorale ai fini del regolare svolgimento delle elezioni italiane nel Territorio Libero di Trieste ai sensi e per gli effetti del Trattato di Pace di Parigi del 1947 in vigore.
● La Corte di Appello di Trieste La Corte di Appello di Trieste risulta giuridicamente illegittima per effetto stesso della validità del Trattato di Pace di Parigi del 1947 che all’articolo 21 comma 2 stabilisce la cessazione della sovranità italiana su Trieste. Sovranità mai riacquisita e che rende impossibile nel Territorio Libero di Trieste l’imposizione di un Tribunale della Repubblica Italiana con competenze di organo giudicante di secondo grado con giurisdizione – quale distretto – su altri tribunali italiani (nella fattispecie Gorizia, Pordenone, Tolmezzo, Trieste, Udine), e con ruolo di controllo e di organizzazione per le elezioni dello Stato italiano.
● La Corte di Appello di Trieste è stata soppressa all’entrata in vigore del Trattato di Pace di Parigi non potendo più esercitare la funzione di Tribunale di appello per le circoscrizioni non comprese nel Territorio Libero. La legge con cui è stata decisa la modifica della circoscrizione giudiziaria del distretto della Corte di Appello di Trieste è il Decreto Legislativo n. 1319 del Capo Provvisorio dello Stato del 4 ottobre 1947 in vigore, con effetto retroattivo, dal 16 settembre 1947 (giorno della cessazione della sovranità italiana su Trieste).
● Il Decreto Legislativo C.P.S. n. 1319 del 4 ottobre 1947 è tuttora in vigore, non essendo mai stato abrogato (con il tardivo Decreto Legge n. 200 del 22.12.2008 il legislatore è andato ad abrogare altra legge inesistente). L’inesistenza della attuale Corte di Appello di Trieste è confermata dalla Legge n. 330 del 22 aprile 1953 (tuttora vigente) sulla modifica delle piante organiche delle Corti di Appello, e nella quale la Corte di Appello di Trieste non è compresa.
● Mentre con le precitate leggi l’Italia ha dato seguito agli obblighi del Trattato di Pace, incredibilmente con la legge 1086 del 9 agosto 1956 ha cercato di riaffermare una propria inesistente sovranità su Trieste, reimponendovi la Corte di Appello già abrogata quale organo giudicante di secondo grado con competenza territoriale estesa ai tribunali di Gorizia, Pordenone, Tolmezzo, Trieste e Udine.
● La legge 1086 del 9 agosto 1956 non può peraltro superare né il Trattato di Pace, strumento di diritto superiore, né la Costituzione della Repubblica Italiana che lo recepisce agli articoli 10 e 117, né le stesse leggi italiane che attuano ed eseguono il Trattato di Pace nel rispetto della Costituzione.
● L’inesistenza giuridica della Corte di Appello di Trieste travolge di conseguenza ogni atto da essa formata.
5 – Inesistenza giuridica del Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia con sede a Trieste, quale tribunale della Repubblica Italiana, ai sensi e per gli effetti del Trattato di Pace di Parigi del 1947 in vigore.
● Il Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia con sede a Trieste quale organo di giurisdizione amministrativa a circoscrizione regionale della Repubblica Italiana ai sensi dell’art. 125 della Costituzione si trova in conflitto con il Trattato di Pace di Parigi del 1947 e con il mandato ricevuto dall’Italia in base al Memorandum di Intesa di Londra del 1954, non essendo possibile la sua presenza nella Zona A del Territorio Libero di Trieste all’interno della quale non può essere imposto l’ordinamento stabilito dalla legge della Repubblica Italiana, e in virtù della stessa inesistenza giuridica della Regione Friuli Venezia Giulia come da punto 3.
6 – Violazione dei diritti dei cittadini del Territorio Libero qui ricorrenti.
● La violazione dello status giuridico dell’amministrata Zona A del TLT da parte delle autorità italiane ledono sia i diritti speciali dei cittadini del TLT amministrati, sia il rispetto della legalità costituzionale cui hanno diritto tutti i cittadini dello Stato italiano amministratore. Ed ambedue le categorie di cittadini hanno il diritto ed il dovere di difendere i rispettivi diritti con ogni azione legittima necessaria ed opportuna.
Per le ragioni sopra esposte, Voglia Codesto Ecc.mo Tribunale Amministrativo Regionale:
Procedere alla rimessione degli atti con sospensione del giudizio al Governo Italiano, ai sensi e per gli effetti del Memorandum di Intesa di Londra del 5 ottobre 1954 essendo il Governo italiano responsabile del mandato di amministrazione civile provvisoria ricevuto e che ne esclude ab origine l’imposizione dell’ordinamento giuridico dello Stato Italiano.
Procedere alla rimessione degli atti con sospensione del giudizio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite quale garante primario internazionale erga omnes dell’integrità e indipendenza del Territorio Libero di Trieste e dei diritti dei suoi cittadini con richiesta di istituzione dei competente organi di giustizia per il Territorio Libero di Trieste ai sensi dell’art. 21 del Trattato di Pace e degli artt. 2 e 4 dell’ALLEGATO VI del Trattato di Pace.
Procedere alla rimessione degli atti con sospensione del giudizio alla Corte Costituzionale trovandosi la Legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, istitutiva della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con incorporazione della Zona A del Territorio Libero di Trieste, in contrasto con gli artt. 10 e 117 della Costituzione della Repubblica Italiana nella parte in cui gli stessi affermano il rispetto dei Trattati internazionali e tra questi del Trattato di Pace del 1947 che determina ai sensi dell’art. 21 comma 2 la cessazione della sovranità italiana su Trieste.
annullare la Delibera di Giunta Regionale n° 208 e il Decreto n° 038 del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia in quanto atti viziati da nullità assoluta a causa del difetto di giurisdizione dell’autorità procedente e dalla inesistenza giuridica della stessa.
In via istruttoria si depositano gli atti impugnati con la documentazione di cui al ricorso, come da indice allegato.
Con ogni riserva di ulteriori motivi e documenti. Fonte: http://robertainer.blogspot.com/2013/10/cinquantasette-triestini-contro.html?token=erEwkEEBAAA.pHPhW-vaC_OPvLUzOv2msQ.Vb590EooSGRWn0I28ptitg&postId=8820026365575746513&type=POST Lascia un commento Cancel reply