Source: https://www.adrcel.it/ordinanzaConsiglioStato.asp
Timestamp: 2020-01-28 07:31:21+00:00
Document Index: 10629956

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 20', 'art. 17']

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pagina: Ordinanza Consiglio Stato
♦ Ordinanza Cons. di Stato [spese]
Ordinanza del Consiglio di Stato del 22/04/2015 [spese di mediazione]
Vista la domanda di sospensione dell’efficacia della sentenza del Tribunale amministrativo regionale di parziale accoglimento del ricorso di primo grado, presentata in via incidentale dalla parte appellante; Relatore, alla camera di consiglio del giorno 21 aprile 2015, il Consigliere Raffaele Greco;
l’uso del termine "compenso" nel comma 5-ter dell’art. 17 del d.lgs. 4 marzo 2010, nr. 28 (introdotto dalla "novella" del 2013), è manifestamente generico e improprio, non trovando detta terminologia riscontro in alcuna altra parte della normativa primaria e secondaria de qua, nella quale si parla invece di "indennità di mediazione", che a sua volta si compone di "spese di avvio" e "spese di mediazione" (art. 16, d.lgs. nr. 28/2010);
ciò premesso, nulla quaestio essendovi per le spese di mediazione, nelle quali è ricompreso "anche l’onorario del mediatore per l’intero procedimento dimediazione" (art. 16, comma 10), il problema si pone per le spese di avvio, le quali in virtù del decisum qui contestato sarebbero anch’esse del tutto non dovute per il primo incontro di cui all’art. 8, comma 1, del medesimo d.lgs. nr. 28/2010;
quanto alle spese di avvio - le quali a tenore del censurato comma 2 dell’art. 16 comprendono, a loro volta, da un lato le "spese vive documentate" e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo di mediazione – queste ad avviso della Sezione effettivamente non appaiono prima faciericonducibili alla nozione di "compenso" di cui alla disposizione di fonte primaria dianzi citata;
quanto sopra, in particolare, è di palmare evidenza quanto alle spese vive documentate, ma vale anche per le residue spese di avvio, che sono quantificate in misura forfettaria e configurate quale onere connesso all’accesso a un servizio obbligatorio ex lege per tutti i consociati che intendano accedere alla giustizia in determinate materie, come confermato dal riconoscimento in capo alle parti, ex art. 20 del d.lgs. nr. 28/2010, di un credito di imposta commisurato all’entità della somma versata e dovuto – ancorché in misura ridotta – anche in caso di esito negativo del procedimento dimediazione (e, quindi, anche in ipotesi di esito negativo del primo incontro per il quale le spese di avvio sono dovute);
Ritenuto, pertanto, che l’istanza cautelare è meritevole di accoglimento limitatamente all’esclusione del rimborso delle spese di avvio, le quali per le ragioni dette non sono riconducibili al concetto di "compenso" ex art. 17, comma 5-ter, d.lgs. nr. 28/2010, potendo invece essere devoluta alla sede del merito la trattazione di tutti i residui profili oggetto di causa (ivi comprese le questioni di legittimità costituzionale riproposte dall’originaria ricorrente con l’appello incidentale);
Tenuto conto della complessità e della novità delle questioni esaminate, compensa tra le parti le spese della presente fase del giudizio d»appello.