Source: https://www.italytrustlawyers.it/giurisprudenza-su-altre-materie-di-diritto-civile-e-commerci/
Timestamp: 2019-08-24 10:27:15+00:00
Document Index: 83335600

Matched Legal Cases: ['art.614', 'art. 2', 'art. 19', 'art.2049', 'art.2647', 'art. 2467', 'art. 2467', 'art. 2', 'art. 53', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 119', 'sentenza ', 'art. 119', 'art. 1945', 'art. 119', 'art. 72', 'art. 9', 'art. 23', 'art.632', 'sentenza ', 'art.495', 'art.720', 'art.1123', 'art.1137', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 3', 'art.612', 'art. 7', 'art.2643', 'art.2562', 'art.1615', 'art. 2770', 'art.411', 'art. 774', 'art 64', 'art. 2', 'art.64', 'art.47', 'art.2901', 'art.563', 'art. 560', 'art. 52', 'art.2645', 'art. 47']

Giurisprudenza su altre materie di diritto civile e commerciale
In questa sezione sono raccolte pronunce su varie matrerie di diritto civile.
Cassazione n.15110/2019 - 3 giugno 2019
In caso di ritardo accertato dell’erede nell’adempimento dell’obbligazione modale contenuta in un testamento avente ad oggetto una prestazione di fare infungibile (trattasi, nel caso di specie, di istituzione di un centro studi in memoria del defunto), è suscettibile di coercizione indiretta ai sensi dell’art.614-bis cpc. Per effetto del pur ritardato adempimento, invece, non è possibile esperire nei confronti del medesimo ered l’azione ordinaria di risarcimento del danno non patrimoniale da lesione della memoria del defunto.
Cassazione n.13846/2019 - 22 maggio 2019
In tema di accertamento dell'esistenza di intese restrittive della concorrenza vietate dall'art. 2 I. n. 287/1990, con particolare riguardo a clausole relative a contratti di fideiussione da parte delle banche, il provvedimento adottato dalla Banca d'Italia prima della modifica di cui all'art. 19, comma 11, I. n. 262/2005, possiede, al pari di quelli emessi dall'Autorità Garante per la Concorrenza, una elevata attitudine a provare la condotta anticoncorrenziale, indipendentemente dalle misure sanzionatorie che siano pronunciate, e il giudice del merito è tenuto, per un verso, ad apprezzarne il contenuto complessivo, senza poter limitare il suo esame a parti isolate di esso, e, per altro verso, a valutare se le disposizioni convenute contrattualmente coincidano con le condizioni oggetto dell'intesa restrittiva, non potendo attribuire rilievo decisivo all'attuazione, o non attuazione, della prescrizione contenuta nel provvedimento amministrativo con cui è stato imposto all'ABI di estromettere le clausole vietate dallo schema contrattuale diffuso presso il sistema bancario
Cassazione n.13686/2019 - 21 maggio 2019
In caso di contratto per persona da nominare, la relativa comunicazione da effettuarsi nei confronti dell’altro contraente della dichiarazione di nomina può essere fatta anche dal terzo nominato, e, in ogni caso, essa può essere contenuta nell'atto di citazione che il terzo stesso abbia notificato all'altro contraente per l'esecuzione del contratto.
Cassazione S.U. n.13246/2019 - 16 maggio 2019
La natura giuridica della responsabilità dello Stato o dell’ente pubblico per il fatto illecito commesso dal dipendente o funzionario è composita e va ricondotta nell’ambito di applicazione dei principi di responsabilità indiretta ex art.2049 cc.
Ne consegue la responsabilità concorrente e solidale dello Stato o dell’ente pubblico per i danni causati da condotte del preposto pubblico, le quali corrispondano ad uno sviluppo oggettivamente non improbabile delle funzioni di regola espletate e degli incarichi conferiti, anche qualora esse siano devianti o contrarie rispetto al fine istituzionale. Questo purché, da un lato, si tratti di condotte a questo legate da un nesso di occasionalità necessaria (da intendersi come relazione per la quale la condotta illecita dannosa non sarebbe stata possibile, in applicazione del principio di causalità adeguata ed in base al giudizio controfattuale riferito al tempo della condotta); dall’altro, si tratti di condotte raffigurabili o prevenibili oggettivamente, sulla base di analogo giudizio, come sviluppo non anomalo dell'esercizio del conferito potere di agire, rientrando nella normalità statistica.
Viene così enunciato il seguente principio di diritto: "lo Stato o l'ente pubblico risponde civilmente del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni ed agito per finalità esclusivamente personali od egoistiche ed estranee a quelle dell'amministrazione di appartenenza, purché la sua condotta sia legata da un nesso di occasionalità necessaria con le funzioni o poteri che il dipendente esercita o di cui è titolare, nel senso che la condotta illecita dannosa - e, quale sua conseguenza, il danno ingiusto a terzi - non sarebbe stata possibile, in applicazione del principio di causalità adeguata ed in base ad un giudizio controfattuale riferito al tempo della condotta, senza l'esercizio di quelle funzioni o poteri che, per quanto deviato o abusivo od illecito, non ne integri uno sviluppo oggettivamente anomalo".
Cassazione n.12994/2019 - 15 maggio 2019
In tema di postergazione ex art.2647 cc vengono enunciati i seguenti principi di diritto: "La postergazione disposta dall'artt. 2467 c.c. opera già durante la vita della società e non solo nel momento in cui si apra un concorso formale con gli altri creditori sociali, integrando una condizione di inesigibilità legale e temporanea del diritto del socio alla restituzione del finanziamento, sino a quando non sia superata la situazione prevista dalla norma. La società è tenuta a rifiutare al socio il rimborso del finanziamento, in presenza della situazione di difficoltà economico-finanziaria indicata dalla legge, ove sussistente sia al momento della concessione del finanziamento, sia al momento della richiesta di rimborso, che è compito dell'organo gestorio riscontrare mediante la previa adozione di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società. In caso di azione giudiziale di restituzione proposta dal socio, il giudice del merito è chiamato a verificare se la situazione di crisi prevista dall'art. 2467, comma 2, c.c. sussista, oltre che al momento della concessione del finanziamento, altresì al momento della sua decisione. Lo stato di eccessivo squilibrio nell'indebitamento o di una situazione finanziaria in cui sarebbe stato ragionevole un conferimento, prevista dall'art. 2467, comma 2, c.c., è fatto impeditivo del diritto alla restituzione del finanziamento operato dal socio in favore della società, rilevabile dal giudice d'ufficio, in quanto oggetto di un'eccezione in senso lato, sempre che la situazione predetta risulti provata ex actis, secondo quanto dedotto e prodotto in giudizio"
Corte d'Appello di Napoli 15 maggio 2019
Tribunale di Siena 14 maggio 2019
Cassazione n.11726/2019 - 3 maggio 2019
È tempestivo il deposito telematico del ricorso attestato dalla ricezione della ricevuta di consegna ma iscritto oltre lo scadere del termine di legge. L’atto processuale, infatti, si considera depositato al momento dell’elaborazione della ricevuta di consegna e non alla data della successiva iscrizione a ruolo.
Cassazione n.11402/2019 - 30 aprile 2019
Con le pronunce nn.11401 e 11402 del 30 aprile 2019, la Corte di Cassazione ha ritenuto applicabile l’imposta di registro in misura fissa, in luogo dell’imposta di donazione, nel caso di trasferimento di proprietà a titolo gratuito di immobili dal mandante al mandatario, in forza di un mandato senza rappresentanza per la vendita degli stessi.
Per giungere a tale conclusione, la Suprema Corte rileva che nel caso di un conferimento di mandato senza rappresentanza, il trasferimento a titolo gratuito della proprietà dell’immobile dal mandante al mandatario configura un’operazione meramente strumentale all’esecuzione del mandato. In particolare, nel caso di specie, veniva conferito un mandato senza rappresentanza ad alienare un bene immobile e correlativamente veniva trasferita la proprietà dello stesso dal mandante al mandatario. La Corte di Cassazione, attraverso il richiamo alle consolidate pronunce di legittimità in tema di trust, ha identificato l’operazione non solo come strumentale agli obiettivi perseguiti, ma altresì come sostanzialmente neutra, in quanto la proprietà del bene immobile rimane in realtà in capo al mandante. Dunque, l’operazione di trasferimento a titolo gratuito del bene immobile non comporta nessun tipo di arricchimento della sfera patrimoniale del mandatario, tale da giustificare l’applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni. Ne deriva che, laddove sussista un’operazione che non genera nessun trapasso di ricchezza, o di effettivo arricchimento del patrimonio del mandatario, non è possibile configurare l’applicazione dell’imposta sulle donazioni.
Viene così affermato che “secondo il più recente orientamento, è da privilegiare la interpretazione costituzionalmente orientata del citato D.L. 3 ottobre 2006, ridetto art. 2, commi 47 e segg., la quale, con confacente richiamo dell'art. 53 Cost., comma 1, circoscrive la applicazione della suddetta norma tributaria, correlandola, in senso restrittivo, al rilievo della capacità contributiva comportata dal trasferimento del bene; sicché, quando il conferimento costituisce un atto sostanzialmente “neutro” che non arreca un reale ed “effettivo incremento patrimoniale (al) beneficiario” meramente formale della attribuzione, resta esclusa la ricorrenza di alcun “trapasso di ricchezza suscettibile di imposizione indiretta” (così da ultimo: Sez.5, ordinanza n. 1131 del 17 luglio 2018, dep. il 17 gennaio 2019, n. m.; cui a dd e Sez. 5, sentenza n. 21614 del 26/10/2016, Rv. 641558 - 01; Sez. 5, sentenza n. 975 del 17/01/2018, Rv. 646913 - 01; Sez. 5, sentenza n. 15469 del 13 giugno 2018, n. m.; Sez. 5, ordinanza n. 31445 del 5/12/2018, Rv. 652134 - 01; Sez. 5, ordinanza n. 31446 del 5/12/2018, n. m.). Siffatto principio di diritto merita di trovare applicazione anche in relazione al caso in esame del trasferimento, a titolo gratuito, dell'immobile alienando operato dal mandante in capo al mandatario senza rappresentanza, al fine della esecuzione del mandato alla vendita. Sotto il pregnante e decisivo profilo della capacità contributiva il trasferimento in parola risulta, infatti, manifestamente neutro in quanto non comporta alcun sostanziale “trapasso di ricchezza” e definitivo arricchimento della sfera patrimoniale del mandatario, atteso che costui è gravato (per l'adempimento dei mandato) dalle correlate obbligazioni di trasferire al terzo acquirente il bene (del quale è intestatario meramente formale), e di corrispondere al mandante il relativo prezzo, ovvero - qualora il mandato non possa essere adempiuto - dalla obbligazione di retrocedere il bene al mandante”.
Cassazione n.11401/2019 - 30 aprile 2019
Cassazione n.10528/2019 - 15 aprile 2019
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, il tribunale fallimentare è investito della competenza a decidere su tutti i fatti modificativi od estintivi dei crediti azionati dai creditori concorsuali. Il curatore, pertanto, può proporre in detta sede una eccezione riconvenzionale di compensazione al solo fine di ottenere il rigetto della domanda di partecipazione al concorso.
Tribunale Parma 3 aprile 2019
Con riferimento all'azione moniotioria dell'utente bancario e del garante/fideiussore nei confronti della banca a seguito del mancato rilascio di documentazione bancaria richiesta ex art. 119 T.U.B. si dice che: "In primo luogo, si ritiene che sia possibile ricorrere al procedimento monitorio di cui agli artt. 633 e ss. c.p.c. al fine di ottenere la consegna di determinati documenti riferibili a diritti di credito, quali quelli previsti dall’art. 119 del D. Lgs n. 385/1993, posto che il diritto del cliente alla consegna dei documenti relativi al suo contratto ha natura di diritto soggettivo di rango primario e i costi di produzione sono dovuti alla banca solo a seguito della richiesta ex art. 119 T.U.B. del cliente, ma non nel caso in cui si è in presenza di un ordine giudiziale che va semplicemente adempiuto (v. tra le altre, sentenza del Tribunale di Padova n. 2878/2016).
Inoltre, si ritiene che identici principi siano applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito; che tale diritto risulta, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria, che si pone rispetto all’obbligazione principale garantita in rapporto di accessorietà e dipendenza; che, dunque, se si considera che proprio in virtù di tale dipendenza, il fideiussore ha diritto, ai sensi dell’art. 1945 c.c., di opporre al creditore garantito le eccezioni proponibili dal debitore – relative, cioè, all’esistenza ed alla validità dell’obbligazione garantita - non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B. nei confronti del creditore (v. ordinanza Tribunale Prato del 13.4.2015, richiamata da parte opposta)".
Cassazione n.8980/2019 - 29 marzo 2019
Leasing - Leasing finanziario - Risoluzione del contratto anteriore al fallimento - Applicazione dell'art. 72-quater l.f. - Restituzione del bene al concedente - Vendita o allocazione previa insinuazione al passivo - Vendita sulla base di valore di mercato risultate da stima disposta dal giudice delegato - Regolazione della differenza sulla base della stima - Eventuali rettifiche in sede di riparto fallimentare
Cassazione n.8473/2019 - 27 marzo 2019
In caso di mediazione obbligatoria ex d.lgs. n. 28 del 2010 e successive modifiche, la comparizione della parte innanzi al mediatore può avvenire a mezzo di un rappresentante sostanziale, il quale può essere anche lo stesso difensore, purché dotato di apposita procura sostanziale.
La condizione di procedibilità deve considerarsi realizzata una volta terminato il primo incontro davanti al mediatore, ovvero quando una o entrambe le parti, dopo essere state adeguatamente informate sul procedimento di mediazione, comunicano la propria indisponibilità a procedere oltre.
Cassazione SS.UU. n. 8312/2019 - 25 marzo 2019
Il deposito in cancelleria entro venti giorni dall'ultima notifica di una copia analogica della decisione impugnata, predisposta in originale telematico e notificata a mezzo PEC senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, L. n. 53 del 1994, non comporta l'applicazione della sanzione dell'improcedibilità qualora l'unico controricorrente o uno dei controricorrenti depositi copia analogica della decisione ritualmente autenticata o non disconosca la conformità della copia informale all'originale notificato ex art. 23 del d. lgs. 82/2005.
Cassazione SS.UU. n.7940/2019 - 21 marzo 2019
Tribunale di Roma 15 marzo 2019 - sent. n.5661
Chi agisce per far valere la simulazione assoluta di un atto di compravendita immobiliare, può trarre elementi circa il carattere fittizio del contratto da una serie di circostanze quali, ad esempio, l'esiguità del prezzo pagato per l'acquisto, le modalità di corresponsione dello stesso, il mancato trasferimento della residenza nell'immobile da parte dell’acquirente.
Tribunale di Pordenone 13 marzo 2019
Prima pronuncia con la quale viene riconosciuto un assegno divorzile in favore del componente debole della coppia unita civilmente.
In questa pronuncia viene altresì significativamente affermata l’applicabilità in questi casi degli indirizzi interpretativi affermati dalla giurisprudenza in relazione al divorzio da matrimonio, la verifica giudiziale “che una riconciliazione non è praticabile” e, soprattutto, l’affermazione della necessità di valutare, ai fini della determinazione dell’assegno divorzile, anche il periodo di convivenza precedente alla emanazione della legge n. 76/2016, dal momento in cui la relazione già allora sussisteva con modalità “assolutamente identica” e con la constatazione che l’unico ostacolo alla celebrazione dell’Unione era stata una mera mancanza del legislatore.
Cassazione n.6323/2019 - 5 marzo 2019
La rottura dei rapporti tra padre e figlio non è sufficiente a risolvere il comodato di un immobile con destinazione familiare.
Secondo questa pronuncia, infatti, la crisi dei rapporti tra il padre comodante ed il figlio comodatario poteva essere risolta, per esempio, attraverso la locazione da aprte del primo di un ulteriore immobile, stante la sua florida situazione economica.
Cassazione n.6292/2019 - 4 marzo 2019
Il rimborso delle spese processuali sostenute dal terzo chiamato in garanzia dal convenuto deve essere posto a carico dell'attore ove la chiamata in causa si sia resa necessaria in relazione alla pretesa dell'attore stesso e queste siano risultate infondate, a nulla rilevando che l'attore non abbia proposto nei confronti del terzo alcuna domanda, mentre il rimborso rimane a carico della parte che abbia chiamato o abbia fatto chiamare in causa il terzo qualora l'iniziativa del chiamante si riveli palesemente arbitraria.
Cassazione n.5655/2019 - 26 febbraio 2019
In linea generale l'atto di alienazione di un bene immobile, compiuto e trascritto dopo la trascrizione del pignoramento, è inopponibile all'esecuzione individuale in corso, benché tale inopponibilità sia non assoluta e rimanga condizionata alla permanenza del processo esecutivo, di modo che, in caso di estinzione del processo esecutivo prima dell'aggiudicazione o dell'assegnazione, ex art.632 cpc, diventano inefficaci tutti gli atti compiuti in precedenza e tra questi anche il pignoramento. Costituisce eccezione a questo principio il venir meno della procedura esecutiva che dipenda dalla sopravvenuta dichiarazione di fallimento del debitore esecutato, in quanto in questo caso l'esecuzione individuale si trasforma in esecuzione collettiva, i cui effetti sostanziali e processuali decorrono dal pignoramento, sicché il curatore può giovarsi dell'inopponibilità prevista contro gli atti traslativi trascritti posteriormente al pignoramento ma prima della sentenza dichiarativa di fallimento.
Cassazione n.4843/2019 - 19 febbraio 2019
Ai fini dell’accettazione dell’eredità, è priva di rilevanza la richiesta di registrazione del testamento e la sua trascrizione da parte del soggetto interessato, poiché trattasi di adempimenti aventi prevalentemente carattere fiscale, nonché inidonei ad esprimere una intenzione univoca di accettare l’eredità. Non costituisce, inoltre, accettazione tacita dell’eredità la mera presentazione di una istanza di conversione del debito ex art.495 cpc, che non comporta alcun riconoscimento del debito, ma è funzionale esclusivamente ad evitare le conseguenze negative dell’esecuzione intraprese dal creditore del de cuius.
Cassazione n.4831/2019 - 19 febbraio 2019
Cassazione n.4539/2019 - 15 febbraio 2019
Le parti che abbiano convenuto l'adozione della forma scritta per un determinato atto possono successivamente rinunciarvi, anche tacitamente, mediante comportamenti incompatibili con il suo mantenimento, poiché la valutazione in ordine alla sussistenza o meno di una rinuncia tacita costituisce un apprezzamento di fatto incensurabile in sede di legittimità, sempreché sia sorretto da una motivazione immune da vizi logici, coerente e congruente.
Cassazione n.4523/2019 - 14 febbraio 2019
Ai fini della determinazione dell’assegno divorzile in favore dell'ex moglie si applica il criterio del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.
Clicca qui per il testo del provvedimento (pdf estratto dal sito cassazione.net)
Cassazione n.4251/2019 - 13 febbraio 2019
La cd. "marca temporale" è un servizio specificamente volto ad associare data e ora certe e legalmente valide ad un documento informatico, consentendo, quindi, di attribuirgli una validazione temporale opponibile a terzi. La marca temporale, dunque, attesta il preciso momento in cui il documento è stato creato, trasmesso o archiviato. Infatti, quando l'utente, con il proprio software, avvia il processo di apposizione della marca temporale sul documento informatico, automaticamente viene inviata una richiesta contenente una serie di informazioni all'Ente Certificatore Accreditato che verifica in maniera simultanea la correttezza della richiesta delle informazioni, genera la marca temporale e la restituisce all'utente.
Cassazione n.3999/2019 - 12 febbraio 2019
L’accettazione del deposito telematico da parte della cancelleria avvenuto successivamente alla scadenza del termine non comporta tardività, se il deposito è avvenuto nei termini.
Cassazione n.3795/2019 - 8 febbraio 2019
Tribunale di Macerata 7 Febbraio 2019
In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, la mancata proposizione della mediazione da parte dell’attore opponente produce la declaratoria di improcedibilità e con essa si ha il definitivo consolidamento del decreto ingiuntivo opposto.
Cassazione n.3497/2019 - 6 febbraio 2019
Nel giudizio di divisione, l'istanza di attribuzione di un bene immobile indivisibile ex art.720 cc costituisce una modalità attuativa della divisione, risolventesi nella mera specificazione della domanda di scioglimento della comunione, sicché, non essendo domanda ma eccezione, può essere formulata o essere oggetto di rinuncia anche in grado d'appello. (Nella specie, il giudice d'appello aveva invece ritenuto inammissibile la domanda di vendita proposta in secondo grado, in quanto quella di assegnazione avanzata in prime cure e accolta dal giudice non era stata fatta oggetto di impugnazione ed era perciò passata in giudicato).
Tribunale di Belluno 31 gennaio 2019, sent. n.53
E' nulla la fideiussione omnibus conforme al modello ABI, perché trattasi di negozio concluso "a valle" di una intesa concorrenziale.
Tribunale di Mantova 22 gennaio 2019
La omanda giudiziale è da ritenersi procedibile anche qualora la somma ivi richiesta è maggiore di quella proposta in sede di mediazione.
Cassazione n.1187/2019 - 17 gennaio 2019
I criteri legali di ripartizione delle spese condominiali, di cui all’art.1123 cc, possono essere derogati soltanto mediante convenzione modificatrice della disciplina codicistica contenuta o nel regolamento condominiale “di natura contrattuale”, o in una deliberazione dell’assemblea approvata all’unanimità da tutti i condòmini.
Una deliberazione adottata a maggioranza di ripartizione degli oneri derivanti dalla manutenzione di parti comuni in parti uguali, in deroga ai criteri di proporzionalità fissati dagli artt.1123 e ss. cc, va ritenuta nulla per impossibilità dell’oggetto, giacché tale statuizione, incidendo sulla misura degli obblighi dei singoli condòmini fissata dalla legge o per contratto, eccede le attribuzioni dell’assemblea e pertanto richiede, per la propria approvazione, l’accordo unanime di tutti i condòmini, quale espressione della loro autonomia negoziale.
La nullità di una deliberazione condominiale che provveda a maggioranza ad approvare un criterio capitano di ripartizione delle spese è, inoltre, assoluta ed insanabile, il che comporta la non soggezione della relativa impugnazione al termine di decadenza di trenta giorni previsto dall’art.1137 cc.
Tribunale di Alessandria 7 gennaio 2019
Tribunale di Padova 2 gennaio 2019
Cassazione n.32805/2018 - 19 dicembre 2018
La questione di inammissibilità del ricorso introduttivo non è coperta dal giudicato implicito se, intervenuta la sentenza, è proposta impugnazione sulle statuizioni di merito passibili di giudicato esplicito; l’inammissibilità del ricorso introduttivo può essere pertanto rilevata d’ufficio in Cassazione o ivi dedotta come motivo di ricorso.
Cassazione n.32770/2018 - 19 dicembre 2018
L’indagine relativa alla esistenza o meno di un comportamento qualificabile in termini di accettazione tacita, risolvendosi in un accertamento di fatto, va condotta dal giudice di merito caso per caso (in considerazione delle peculiarità di ogni singola fattispecie, e tenendo conto di molteplici fattori, tra cui quelli della natura e dell’importanza, oltreché della finalità, degli atti di gestione), e non è censurabile in sede di legittimità, purché la relativa motivazione risulti immune da vizi logici o da errori di diritto.
Deve sì essere valutata l’indubbia rilevanza presuntiva di denuncia di successione e (soprattutto) voltura catastale, ma alla luce e nell’ambito del complessivo comportamento del chiamato e considerato che la voltura catastale non integra incondizionatamente gli estremi di un’accettazione tacita dell’eredità efficace ad ampio spettro soggettivo.
Tribunale di Vasto 17 dicembre 2018
Durante il procedimento di mediazione è necessario che le parti siano sempre presenti personalmente a tutti gli incontri. Qualora la parte attrice sia assente, la condizione di procedibilità non può considerarsi soddisfatta.
Un terzo può essere delegato a partecipare alla procedura solamente se ricorrano i seguenti presupposti:
- la parte deve dedurre e provare la sussistenza di una causa che le impedisce di essere personalmente presente e tale impedimento deve essere oggettivo, assoluto e non temporaneo;
- la persona delegata deve essere a conoscenza dei fatti che hanno originato il conflitto e dotata del potere di assumere decisioni vincolanti per la parte rappresentata.
In ogni caso, il rappresentante non potrà mai essere il legale della parte sostituita.
Cassazione n.31257/2018 - 4 dicembre 2018
Il D.L. n. 179 del 2012, art. 16 septies, conv. con modif. dalla L. n. 221 del 2012, non prevede la scissione tra il momento di perfezionamento della notifica per il notificante ed il tempo di perfezionamento della notifica per il destinatario, espressamente disposta, invece, ad altri fini, dall'art. 16 quater dello stesso D.L., ritenendosi quindi tardiva la notifica del ricorso per cassazione affermando che si era perfezionata, sia per il notificante che per il notificato, il giorno successivo a quello di scadenza del termine per l'impugnazione, poichè eseguita dopo le ore 21 di quest'ultimo giorno. In tema di notificazione con modalità telematica, il D.L. n. 179 del 2012, art. 16 septies, conv. con modif. nella L. n. 221 del 2012, si interpreta nel senso che la notificazione richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione dopo le ore 21.00, ai sensi della L. n. 53 del 1994, art. 3 bis, comma 3, si perfeziona alle ore 7.00 del giorno successivo, secondo la chiara disposizione normativa, intesa a tutelare il diritto di difesa del destinatario della notifica senza condizionare irragionevolmente quello del mittente. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto tardiva la notifica del ricorso per cassazione perchè la ricevuta di accettazione recava un orario successivo alle ore 21.00 del giorno di scadenza del termine per l'impugnazione).
Cassazione n.30761/2018 - 28 novembre 2018
Ove sia realizzata una costruzione in violazione delle distanze o dei confini, la riconosciuta illegittimità della stessa non ne comporta necessariamente la demolizione integrale, ma, unicamente, la riduzione entro i limiti di legge, con demolizione delle sole parti che superano tali limiti. Ne consegue che, nell’ipotesi in cui venga ordinata la demolizione della costruzione illegittima, senza specificare l’esatta misura della inosservanza di distanze o confini, il relativo accertamento può essere effettuato esclusivamente dal giudice dell’esecuzione, nell’esercizio dei poteri previsti dall’art.612 cpc.
Tribunale di Latina 27 novembre 2018
L’art. 7, comma 3°, primo periodo, legge 8 marzo 2017, n. 24, (il quale qualifica come extracontrattuale la responsabilità dell’esercente la responsabilità sanitaria, a meno che egli abbia agito in adempimento di un’obbligazione contrattuale assunta con il paziente), trova applicazione in una contriversia radicatasi prima dell’entrata in vigore della citata legge e relativa a fatti ad essa anteriori, poiché, per un verso, la normativa sopravvenuta è di carattere sostanziale e non processuale e, per altro verso, si tratta di previsioni aventi valore interpretativo e, dunque, comunque applicabili retroattivamente al sanitario.
Tribunale di Mantova 6 novembre 2018
Cassazione n.26701/2018 - 23 ottobre 2018
L’art.2643 n.9 cc, là dove dispone che sono soggetti all’onere della trascrizione "gli atti e le sentenze da cui risulta liberazione o cessione di pigioni o di fitti non ancora scaduti, per un termine maggiore di tre anni", si riferisce anche ai corrispettivi per l’affitto di un’azienda, fra i cui beni sia compreso un immobile, in quanto la figura dell’affitto di azienda, di cui all’art.2562 cc è riconducibile a quella fattispecie di locazione indicata dall’art.1615 cc con l’espressione ‘gestione e godimento della cosa produttiva’ e, pertanto, la nozione di ‘fitto’, di cui al detto n.9 è idonea a comprendere anche il corrispettivo dell’affitto di azienda.
Tribunale di Oristano 14 settembre 2018
Per le spese liquidate al creditore procedente nella fase sommaria dell'opposizione a precetto, non spetta il privilegio ex art. 2770 c.c.
Clicca qui per consultare una nota di commento sul sito della rivista InExecutivis
Cassazione n.21385/2018 - 30 agosto 2018
Se un bene in fondo patrimoniale viene venduto ed un creditore dei coniugi vi iscrive ipoteca dopo la vendita ma prima che tale vendita venga trascritta, il creditore ipotecario prevale sull’acquirente, perché quando egli iscrisse ipoteca il bene, per effetto della vendita, era ormai uscito dal fondo patrimoniale; né rileva in contrario il fatto che detta vendita sia stata trascritta dopo l’iscrizione ipotecaria, perché nel caso di specie tale pubblicità riguarda un effetto non già sfavorevole per il creditore, bensì favorevole e datto – appunto – dalla fuoriuscita del bene dal fondo patrimoniale.
Tribunale di Milano 18 giugno 2018
Il fondo comune d’investimento non è un soggetto di diritto e titolare della proprietà dei beni oggetto del fondo è, pertanto, la SGR.
Reperibile su Quotidiano Giuridico, 2018
Cassazione n.12460/2018 - 21 maggio 2018
Gli artt.591 cc e 774 primo comma cc non si applicano analogicamente al beneficiario di amministrazione di sostegno.
Il giudice tutelare, però, avvalendosi dell’art.411 ultimo comma cc può estendere l’applicazione di dette norme a tale soggetto.
Tribunale di Rieti 14 maggio 2018
Tribunale di Vercelli 19 febbraio 2018
Il Tribubale di Vercelli ha ritenuto non manifestamente infondata: "la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 774, comma 1, del codice civile, nella parte in cui non prevede che siano consentite, con le forme abilitative richieste, le donazioni da parte del beneficiario di amministrazione di sostegno, in riferimento agli articoli 2 e 3 (comma primo e comma secondo), della Costituzione" (nel caso di specie l’amministrazione di sostegno-legale rappresentante aveva chiesto l’autorizzazione a stipulare, in nome e per conto del beneficiario, a stipulare una donazione a favore della figlia di costui in vista delle sue nozze).
Cassazione n.19540/2018 - 28 giugno – 24 luglio 2018
Dopo la presentazione di un ricorso per divorzio congiunto l’intervenuta revoca, da parte di uno dei coniugi, del consenso prestato – nel caso di specie, all’udienza di comparizione – non impedisce al giudice di pronunziare ugualmente il divorzio se ve ne sono i presupposti.
Cassazione n.2820/2018 - 6 febbraio 2018
Il trust familiare è atto gratuito.La costituzione di un fondo patrimoniale ha natura di atto gratuito e come tale essa è inefficace ex art 64 LF, salvo che sia provata l’esistenza di una situazione tale da far ritenere che tale costituzione integri gli estremi dell'adempimento di un dovere morale.
Cassazione n.14669/2018 - 30 novembre 2017 – 6 giugno 2018
Il tutore può presentare, previa autorizzazione del giudice tutelare, una domanda giudiziale di separazione in legale rappresentanza dell’interdetto.
Tribunale di Genova, verbale della riunione del 21 dicembre 2017
Dal 31.12.2017, il Tribunale di Genova non effettua più, ritenendoli inammissibili, trasferimenti immobiliari in sede di separazione consensuale o di divorzio congiunto.
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Cassazione n.29810/2017 - 12 dicembre 2017
In tema di accertamento dell'esistenza di intese anticoncorrenziali vietate dall'art. 2 della legge n. 287 del 1990, la stipulazione «a valle» di contratti o negozi che costituiscano l'applicazione di quelle intese illecite concluse «a monte» (nella specie: relative alle norme bancarie uniformi ABI in materia di contratti di fideiussione, in quanto contenenti clausole contrarie a norme imperative) comprendono anche i contratti stipulati anteriormente all'accertamento dell'intesa da parte dell'Autorità indipendente preposta alla regolazione o al controllo di quel mercato [nella specie, per quello bancario, la Banca d'Italia, con le funzioni di Autorità garante della concorrenza tra istituti creditizi, ai sensi degli artt. 14 e 20 della L. n. 287 del 1990 (in vigore fino al trasferimento dei poteri all'AGCM, con la legge n.262 del 2005, a far data dal 12 gennaio 2016)] a condizione che quell'intesa sia stata posta in essere materialmente prima del negozio denunciato come nullo, considerato anche che rientrano sotto quella disciplina anticoncorrenziale tutte le vicende successive del rapporto che costituiscano la realizzazione di profili di distorsione della concorrenza.
Cassazione n.28829/2017 - 30 novembre 2017
La donazione della casa familiare effettuata, nei due anni anteriori al fallimento, dal socio di una s.n.c. fallita in adempimento di un obbligo in tal senso da egli assunto in sede separazione consensuale, è inefficace ex art.64 primo comma LF, trattandosi di atto gratuito e non solutorio poiché la tutela del diritto abitativo dei figli è già assicurata dall’art.47 LF.
Cassazione n.26927/2017 - 14 novembre 2017
L’esenzione dall’azione revocatoria prevista per l'adempimento di un debito scaduto (art.2901, terzo comma, cc) è applicabile solo ad atti costituenti adempimento in senso tecnico e non anche, quindi, ad una datio in solutum.
Tribunale di Roma 13 giugno 2017
E'ammissibile l'opposizione ex art.563 cc nei confronti di una donazione dissimulata da altro negozio oneroso (nel caso di specie: una divisione), pur se la natura liberale di tale negozio non emerge per tabulas ma richiede un successivo accertamento giudiziale.
Tribunale di Pescara 25 maggio 2017
La rinunzia all’azione di restituzione da parte dei legittimari è possibile anche prima del decorso di 20 anni dalla trascrizione della donazione ed anche se il donante è ancora in vita.
Cassazione n.17962/2015 - 21 aprile 2015
Sulla differenza tra i presupposti dell' amministrazione di sostegno e dell'interdizione.
Tribunale di Torino 26 settembre 2014
Tribunale di Nola 24 ottobre 2013
Nel caso in cui i soci di una società Alfa, dopo aver prestato in favore di una banca delle fidejussioni per debiti della società Beta, poi fallita, abbiano apportato propri immobili in «fondi» costituenti patrimoni separati ed istituiti dalla società Alfa per finalità assistenziali e previdenziali, i beneficiari di tali fondi non sono litisconsorti necessari nell'azione revocatoria ordinaria promossa dalla banca suddetta.
Testo del provvedimento reperibile sul sito ilcaso.it
Tribunale di Roma 30 maggio 2012
Reperibile su Nuova Giur. Civ., 2012, 12, 1, 1005, una nota di BENNI DE SENA
Tribunale Reggio Emilia 11 Aprile 2012
Il mandato fiduciario ai sensi della Legge 23/11/1939 n. 1966 avente ad oggetto delle partecipazioni sociali (nel caso di specie: azioni) è “trasparente”, nel senso che la titolarità dei beni fiduciariamente intestati al mandatario appartiene, in realtà, al mandante/fiduciante: conseguentemente, i beni intestati alla società fiduciaria possono essere aggrediti dal creditore del fiduciante, necessariamente attraverso le forme dell’espropriazione presso terzi, poiché il terzo è titolare di una situazione soggettiva idonea a limitare la libera disponibilità dei cespiti da parte del debitore.
Cassazione n.11496/2010 - 12 maggio 2010
Nell’ipotesi di donazione indiretta di un immobile, realizzata mediante l’acquisto del bene con denaro proprio del disponente ed intestazione ad altro soggetto, che il disponente medesimo intenda in tal modo beneficiare, la compravendita costituisce lo strumento formale per il trasferimento del bene ed il corrispondente arricchimento del patrimonio del destinatario, che ha quindi ad oggetto il bene e non già il denaro. Tuttavia, alla riduzione di siffatta liberalità indiretta non si applica il principio della quota legittima in natura (connaturata all’azione nell’ipotesi di donazione ordinaria di immobile ex art. 560 c.c.), poiché l’azione non mette in discussione la titolarità dei beni donati e l’acquisizione riguarda il loro controvalore, mediante il metodo dell’imputazione; pertanto mancando il meccanismo di recupero reale della titolarità del bene, il valore dell’investimento finanziato con la donazione indiretta dev’essere ottenuto dal legittimario leso con le modalità tipiche del diritto di credito, con la conseguenza che, nell’ipotesi di fallimento del beneficiario, la domanda è sottoposta al rito concorsuale dell’accertamento del passivo ex art. 52 e 93 LF.
Tribunale di Roma 9 luglio - 8 settembre 2008
Il provvedimento di apertura dell'amministrazione di sostegno è trascrivibile, ex art.2645-ter cc, nei registri immobiliari.
Tribunale di Forlì 23 ottobre 2006
Il Notaio che riceve un atto di conferimento di quote di s.r.l in un fondo patrimoniale viola l'art. 47, ultimo comma, LN, non avendo in tal modo egli "tradotto la volontà delle parti in guisa da far scaturire dalla stessa gli effetti previsti dalla legge per quella specifica fattispecie negoziale".
Cassazione n.10121/2007 - 2 maggio 2007
Si ha interposizione reale di persona quando per mezzo di un negozio fiduciario venga trasferita la proprietà c.d. esterna e ufficiale di quote sociali, risultando quindi il fiduciario legittimato all’esercizio dei diritti da esse derivanti nei confronti dei terzi, sebbene nei rapporti interni tra le parti venga mantenuta la titolarità effettiva. Il retro-trasferimento di quote sociali dal fiduciario al fiduciante non costituisce, quindi, violazione della clausola di prelazione contenuta nello statuto della società le cui quote sono oggetto di retro-trasferimento in quanto non si verifica, dal punto di vista sostanziale, alcun mutamento della compagine sociale, posto che il primo trasferimento, pur reale, era avvenuto fiduciae causa e che, conseguentemente, il titolare delle quote era tenuto ad operare nell’interesse secondo le istruzioni del fiduciante. Conseguentemente, il fiduciario che sia anche titolare in proprio di quote della medesima società non può invocare il diritto di prelazione su quelle quote che abbia dovuto retro-trasferire al fiduciante.
Tribunale di Reggio Emilia 27 marzo 2006
Una società fiduciaria non può validamente opporre il segreto fiduciario alle indagini che si rendano necessarie alla Guardia di Finanza onde ottenere le informazioni utili nell’ambito di un procedimento per la separazione dei coniugi.
Tribunale di Genova 23 maggio 2005
È revocabile l’alienazione dei titoli azionari posta in essere dall’intestatario fiduciario in violazione dell’obbligo di trasferimento dei titoli stessi al fiduciante o al soggetto da costui predeterminato, con conseguente inefficacia dell’atto di costituzione dei titoli in fondo patrimoniale da parte del terzo acquirente, consapevole del pregiudizio.