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Timestamp: 2018-12-17 17:20:42+00:00
Document Index: 20569485

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 49', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Dimostrazione dell’iscrizione all'Albo delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti: in sede di presentazione dell’offerta, è sufficiente che l’impresa presenti uno nota della Sezione Regionale dell’Albo Nazionale delle Imprese che comunichi di a
Dimostrazione dell’iscrizione all’Albo delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti: in sede di presentazione dell’offerta, è sufficiente che l’impresa presenti uno nota della Sezione Regionale dell’Albo Nazionale delle Imprese che comunichi di a
Se è vero che, come ribadito in giurisprudenza, la natura di accertamento costitutivo, di carattere pressoché vincolato, propria dell’atto di iscrizione non è sufficiente ad attribuire natura equivalente alla mera domanda di iscrizione, giacché soltanto l’iscrizione nel registro, effettuata la presupposta verifica, attesta legalmente il possesso dei requisiti necessari che abilitano all’esercizio della relativa attività (non essendovi automatismo tra presentazione della domanda e iscrizione al perché la vincolatività dell’azione amministrativa presuppone comunque un momento di verifica dell’esistenza in capo al soggetto richiedente dei requisiti previsti dalla legge), tuttavia, qualora a) si sia in presenza non già di mera istanza di iscrizione, ma di avvenuta comunicazione di accoglimento della richiesta ad opera dell’organismo competente a disporre l’iscrizione stessa; b) la relativa documentazione sia stata tempestivamente prodotta nei confronti della Stazione appaltante, la prodotta documentazione appieno soddisfa l’esigenza di comprovare il possesso del requisito di cui trattasi.
Merita di essere segnalata la sentenza numero 11322 del 16 novembre 2007 emessa dal Tar Lazio, Roma
< Si rammenta, al riguardo, che l’efficacia temporale dell’iscrizione all’Albo delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti decorre dalla data della favorevole deliberazione della Sezione regionale dell’Albo sulle garanzie finanziarie prestate dall’impresa, a seguito della comunicazione di avvenuto accoglimento della propria istanza di iscrizione, considerato che il potere deliberativo decisionale circa l’accoglimento (o meno) della domanda di iscrizione all’Albo, attribuito alla Sezione Regionale dal comma 4 dell’art. 12 del D.M. 28 aprile 1998 n. 406, ha carattere costitutivo e che il successivo comma 6 dispone – a pena di decadenza – che la garanzia finanziaria di cui all’art. 14 sia prestata entro il termine di novanta giorni dal ricevimento della comunicazione di avvenuto accoglimento dell’istanza di iscrizione (cfr. T.A.R. Puglia, Lecce, sez. I, 22 novembre 2005 n. 5235).>
inoltre nella particolare fattispecie sottoposta ai giudici romani:
< E, nel caso in esame, fermo l’accoglimento della richiesta di iscrizione di che trattasi, va ulteriormente rilevato che ZETA S.p.A. ha conseguito la polizza fidejussoria nel prescritto termine di giorni novanta (atteso che, come documentalmente comprovato, la polizza in questione – recante n. D40.628.454 – è stata prestata alla predetta società da S. Assicurazioni Riassicurazioni S.p.A. in data 7 maggio 2007): per l’effetto dovendosi escludere che, quanto al profilo controverso all’esame, difettassero in capo alla stessa ZETA i necessari requisiti di iscrizione al fine di consentirne l’ammissione alla gara.>
ma la sentenza va anche letta sotto un altro profilo
< in forza del principio dell’avvalimento, inizialmente affermato dalla giurisprudenza comunitaria con riguardo agli appalti di servizi (Corte di Giustizia C.E., 2 dicembre 1999, in causa C-176/1998) e successivamente generalizzato ed esteso a tutti i pubblici appalti dalla direttiva unificata n. 18/2004 (art. 47, paragrafo 2, nonché art. 48, paragrafo 3) ed oggi disciplinato nel nostro ordinamento dall’art. 49 del codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163), il soggetto che partecipa ad un appalto di servizi può avvalersi, al fine di comprovare i requisiti di capacità tecnica, economica e finanziaria, dei requisiti di altri soggetti terzi.>
< Fin dalla fondamentale sentenza Holst Italia S.p.A., peraltro, la Corte di Giustizia C.E. ha precisato che ciò è possibile a condizione che l’impresa avvalente sia in grado di provare di disporre effettivamente dei mezzi di soggetti terzi necessari all’esecuzione dell’appalto, spettando al giudice nazionale valutare la pertinenza degli elementi di prova prodotti a tal fine, con la precisazione che, “nell’ambito di tale controllo, la direttiva 92/50/CE non permette né di escludere a priori determinate modalità di prova né di presumere che il prestatore disponga dei mezzi di terzi basandosi sulla sola circostanza che esso fa parte di uno stesso gruppo di imprese" (Corte Giustizia C.E., 2 dicembre 1999, in causa C-176/1998).>
< Considerato che la facoltà di avvalimento costituisce una rilevante eccezione al principio generale che impone che i concorrenti ad una gara pubblica possiedano in proprio i requisiti di qualificazione (cfr. gli artt. da 12 a 17 del D. Lgs. n. 157/1995), ritiene il Collegio che la prova circa l’effettiva disponibilità dei mezzi dell’impresa avvalsa debba essere fornita in modo rigoroso, mediante la presentazione di un apposito impegno da parte di quest’ultima, riferito allo specifico appalto e valido per tutta la durata della prestazione dedotta in gara, e che non sia sufficiente – a tal fine – la mera allegazione dei legami societari che avvincono i due soggetti, non fosse altro che per l’autonomia contrattuale di cui godono le singole società del gruppo.
g) nel caso di avvalimento nei confronti di un’impresa che appartiene al medesimo gruppo in luogo del contratto di cui alla lettera f) l’impresa concorrente può presentare una dichiarazione sostitutiva attestante il legame giuridico ed economico esistente nel gruppo, dal quale discendono i medesimi obblighi previsti dal comma 5”.>
< Può quindi fondatamente argomentarsi che il sistema comunitario degli appalti di servizi (quale risulta ricostruito attraverso le norme contenute nella direttiva 92/50/CE e i principi enucleati dalla giurisprudenza comunitaria):
o consente all’impresa concorrente di far valere le capacità tecniche ed economiche di soggetti terzi;
o richiede, a garanzia della serietà dell’offerta e della tutela della par condicio, che si dia la prova certa dell’effettiva disponibilità delle altrui capacità tecniche;
o affida alla stazione appaltante in prima battuta, ed al giudice in sede di eventuale controllo giurisdizionale, il compito di valutare la congruità della prova (
o ripudia automatismi ostativi all’ammissibilità del ricorso a soggetti terzi;
o non impone l’uso di mezzi tipici di prova della disponibilità di risorse aziendali altrui;
o richiede che la prova documentale della disponibilità della capacità tecnica altrui sia necessariamente resa in fase antecedente alla presentazione dell’offerta, al fine di evitare ricostruzioni ex post, suscettibili di poter essere interpretati come lesivi della garanzia della serietà dell’offerta nonché del rispetto della par condicio fra concorrenti;
o tiene ferma l’esigenza di un rigoroso riscontro della effettiva disponibilità della capacità tecnico economica mutuata da imprese o complessi aziendali diversi, in tal modo sollecitando un’analisi casistica da parte delle amministrazioni e dei giudici circa la sussistenza dei requisiti di capacità.>
riportiamo qui di seguito la sentenza numero 11322 del 16 novembre 2007 emessa dal Tar Lazio, Roma
N. 6586 Reg. Ric.
sul ricorso n. 6586 del 2007, proposto da ALFA Costruzioni Generali S.p.A., da Società ALFA BIS s.r.l. e da Società ALFA TER s.n.c. (in proprio e quali capogruppo mandataria – la prima – e mandanti, le rimanenti due, del costituendo raggruppamento temporaneo di imprese), in persona dei rispettivi legali rappresentanti, rappresentate e difese dagli avv.ti Ennio Magri, Massimo Ambroselli e Nicola De Filippo, presso lo studio del primo elettivamente domiciliate, in Roma, via Guido d’Arezzo n. 18
– Consorzio Stabile BETA s.c. a r.l.;
– GAMMA S.p.A.;
– ZETA S.p.A.;
– IPSILON – Consorzio Mediterraneo Appalti Soc. Consortile;
– nella categoria 9^, classe B (bonifica siti) ai sensi della vigente normativa regolante il settore;
– nella categoria 4^, classe B (raccolta e trasporto rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi) ai sensi della vigente normativa regolante il settore.
Ribadisce parte ricorrente che la costituenda A.T.I. proclamata provvisoriamente aggiudicataria (e, segnatamente, la mandante ZETA S.p.A) non ha prodotto, nel termine indicato dalla lex specialis, la prescritta attestazione di avvenuta iscrizione per la categoria 9 (bonifica siti) all’Albo Nazionale delle imprese esercenti servizi di gestione dei rifiuti ai sensi del D.Lgs. 22/1997: per l’effetto assumendosi – in ragione del carattere vincolante assunto dalla previsioni di bando ove recanti prescrizioni dettate a pena di esclusione e/o di inammissibilità della domanda di partecipazione – l’illegittimità della determinazione di ammissione alla gara de qua.
Nel rilevare come ZETA S.p.A. non sia titolare di iscrizione all’Albo Nazionale delle imprese esercenti servizi di gestione dei rifiuti nella categoria 4^, classe B, assume parte ricorrente che essa abbia omesso di produrre, in sede di presentazione dell’offerta, la prescritta dichiarazione recante indicazione delle lavorazioni (nonché della misura delle stesse) oggetto di subappalto in favore di altra società (Trincone s.r.l.).
Analoghe considerazioni sono state rassegnate dal Consorzio Stabile BETA, capogruppo mandatario del controinteressato raggruppamento, costituitosi in giudizio.
Nella vicenda sottoposta all’esame del Collegio, le censure dedotte dal raggruppamento aggiudicatario-ricorrente incidentale sono volte a contestare (non già il titolo di legittimazione a partecipare alla gara delle imprese ricorrenti, quanto) il bando stesso di gara, ove suscettibile di interpretazione (conforme alla prospettazione della ricorrente principale) tale da determinare l’esclusione, per difetto di taluno dei requisiti di ammissione, del costituendo raggruppamento BETA.
– ZETA S.p.A. ha prodotto, agli atti di gara, la nota n. 780 del 27 febbraio 2007, con la quale la Sezione Regionale Lombardia dell’Albo Nazionale delle Imprese che effettuano la gestione dei rifiuti ha comunicato di aver deliberato, nella riunione del 26 febbraio 2007, l’accoglimento della domanda presentata da ZETA S.p.A. al fine dell’iscrizione nella categoria 9, classe A (nella circostanza precisando che, in caso di mancata presentazione di polizza fidejussoria entro il termine di giorni 90, si sarebbe verificato un effetto decadenziale relativamente all’istanza anzidetta, con accessivo obbligo di presentazione di una nuova domanda);
– l’impresa TR.IN.CO.N.E. s.r.l., indicata da ZETA quale subappaltatrice del servizio di trasposto rifiuti, è iscritta (giusta certificazione rilasciata dalla Sezione Regionale Lombardia dell’Albo Nazionale delle Imprese che effettuano la gestione dei rifiuti in data 19 giugno 2002) alla categoria 4, classe B.
Nel termine indicato a pena di inammissibilità dal bando, infatti, risulta essere stata prodotta la documentazione comprovante (non già la mera presentazione, ad opera di ZETA S.p.A., della domanda di iscrizione all’Albo precedentemente indicato, ma) l’avvenuto accoglimento, ad opera della Sezione Regionale Lombardia dell’Albo Nazionale delle Imprese che effettuano la gestione dei rifiuti, dell’istanza stessa.
E, nel caso in esame, fermo l’accoglimento della richiesta di iscrizione di che trattasi, va ulteriormente rilevato che ZETA S.p.A. ha conseguito la polizza fidejussoria nel prescritto termine di giorni novanta (atteso che, come documentalmente comprovato, la polizza in questione – recante n. D40.628.454 – è stata prestata alla predetta società da Sasa Assicurazioni Riassicurazioni S.p.A. in data 7 maggio 2007): per l’effetto dovendosi escludere che, quanto al profilo controverso all’esame, difettassero in capo alla stessa ZETA i necessari requisiti di iscrizione al fine di consentirne l’ammissione alla gara.
5. Né può fondatamente sostenersi che l’intendimento, da parte di ZETA S.p.A., di avvalersi dell’attività resa da TR.IN.CO.N.E. s.r.l., relativamente al servizio di trasporto rifiuti, sia stato manifestato con carattere di inammissibile genericità, in violazione dei principi al riguardo posti dalla lex specialis di gara e dalla pertinente disciplina di legge.
Fin dalla fondamentale sentenza Holst Italia S.p.A., peraltro, la Corte di Giustizia C.E. ha precisato che ciò è possibile a condizione che l’impresa avvalente sia in grado di provare di disporre effettivamente dei mezzi di soggetti terzi necessari all’esecuzione dell’appalto, spettando al giudice nazionale valutare la pertinenza degli elementi di prova prodotti a tal fine, con la precisazione che, “nell’ambito di tale controllo, la direttiva 92/50/CE non permette né di escludere a priori determinate modalità di prova né di presumere che il prestatore disponga dei mezzi di terzi basandosi sulla sola circostanza che esso fa parte di uno stesso gruppo di imprese" (Corte Giustizia C.E., 2 dicembre 1999, in causa C-176/1998).
o affida alla stazione appaltante in prima battuta, ed al giudice in sede di eventuale controllo giurisdizionale, il compito di valutare la congruità della prova (cfr. Corte Giustizia CE, sez. V: 2 dicembre 1999 n. 176/98, Holst, e 18 marzo 2004, n. 314/01, Telecom & Partner).
o tiene ferma l’esigenza di un rigoroso riscontro della effettiva disponibilità della capacità tecnico economica mutuata da imprese o complessi aziendali diversi, in tal modo sollecitando un’analisi casistica da parte delle amministrazioni e dei giudici circa la sussistenza dei requisiti di capacità.
· abbia indicato nell’offerta i lavori o le parti di opere subappaltati o concessi in cottimo;
· provveda al deposito di copia autentica del contratto di subappalto almeno 20 giorni prima dell’inizio dell’esecuzione delle relative lavorazioni;
· trasmetta alla Stazione appaltante la documentazione comprovante che il subappaltatore è in possesso dei requisiti prescritti dalla vigente normativa per la partecipazione alle pubbliche gare.
– ZETA S.p.A. ha comunicato alla Stazione appaltante, con nota del 14 maggio 2007, il proprio intendimento di avvalersi, quanto al requisito relativo alla categoria 4 classe B, della s.r.l. TR.IN.CO.N.E;
– l’impresa TR.IN.CO.N.E. ha trasmesso alla procedente Amministrazione formale richiesta di partecipare al pubblico incanto di che trattasi quale “impresa ausiliaria della ditta concorrente ZETA S.p.A.” per l’esecuzione dei servizi di trasporto rifiuti, dichiarando di essere in possesso dell’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per la categoria 4, classe B;
– è stato, ulteriormente, depositato presso la Stazione appaltante il contratto di avvalimento per partecipazione a gara di appalto con il quale l’impresa da ultimo indicata ha manifestato l’impegno di mettere a disposizione di ZETA S.p.A. per tutta la durata dell’appalto i mezzi di cui quest’ultima è carente; ulteriormente esplicitando l’intendimento di svolgere il ruolo di subappaltatore nelle misure previste dalla normativa vigente in materia di avvalimento, cioè nella misura massima del requisito prestato.
Le considerazioni precedentemente esposte inducono il Collegio a dare atto dell’infondatezza delle doglianze con le quali parte ricorrente ha sostenuto (gradatamente rispetto all’affermata carenza, in capo al costituendo raggruppamento poi proclamato aggiudicatario, dei requisiti integrati dall’iscrizione nell’Albo Gestori ambientali per le categorie 9, classe B e 4, classe B) l’illegittimità dell’avvalimento, da parte di ZETA S.p.A., di altra impresa relativamente all’attività di trasporto rifiuti.
6. La riscontrata infondatezza delle esaminate doglianze consente al Collegio di prescindere dall’esame delle censure esposte dal Consorzio Stabile BETA s.c. a r.l., GAMMA S.p.A., ZETA S.p.A., IPSILON – Consorzio Mediterraneo Appalti Soc. Consortile con ricorso incidentale: per effetto della reiezione dell’impugnativa principale – conseguente alla evidenziata inaccoglibilità delle censure con essa dedotte – imponendosi la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse dell’anzidetto mezzo di tutela.
– respinge il ricorso principale, proposto da ALFA Costruzioni Generali S.p.A., Società ALFA BIS s.r.l. e Società ALFA TER S. Maria La Bruna di Di Rocco Gaetano s.n.c.;
– dichiara improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse, il ricorso incidentale proposto dal Consorzio Stabile BETA s.c. a r.l., GAMMA S.p.A., ZETA S.p.A., IPSILON – Consorzio Mediterraneo Appalti Soc. Consortile.