Source: http://www.comunequarrata.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4157
Timestamp: 2020-05-25 17:36:30+00:00
Document Index: 51131507

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 183', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 185', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 183', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 14', 'art.14', 'art. 12']

Il Comune - Gli atti del Comune - Regolamenti Comunali - Regolamento per l’istituzione e l’applicazione del Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi
Approvato con delibera C.C. n. 37 del 17.06.2013
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Articolo 3 - Rifiuti assimilati agli urbani.
Articolo 5 - Soggetto attivo.
Articolo 2 - Gestione e classificazione dei rifiuti.
Articolo 4 - Sostanze escluse dalla normativa sui rifiuti.
TITOLO II PRESUPPOSTO E SOGGETTI PASSIVI
Articolo 6 - Presupposto per l’applicazione del tributo.
Articolo 8 - Esclusione per inidoneità a produrre rifiuti.
Articolo 10 - Esclusione per produzione di rifiuti non conferibili al pubblico servizio.
Articolo 7 - Soggetti passivi.
Articolo 9 - Esclusione dall’obbligo di conferimento.
Articolo 11 - Superficie degli mmobili.
TITOLO III TARIFFE
Articolo 12 - Costo di gestione.
Articolo 14 - Articolazione della tariffa.
Articolo 16- Tariffa per le utenze domestiche.
Articolo 18 - Tariffa per le utenze non domestiche.
Articolo 20 - Scuole statali.
Articolo 22 - Tributo provinciale.
Articolo 13 - Determinazione della tariffa.
Articolo 15- Periodi di applicazione del tributo.
Articolo 17 - Occupanti le utenze domestiche.
Articolo 19 - Classificazione delle utenze non domestiche.
Articolo 21 - Tributo giornaliero.
Articolo 23 - Riduzioni per le utenze domestiche.
Articolo 25 - Riduzioni per il recupero.
Articolo 27 - Agevolazioni.
Articolo 24 - Riduzioni per le utenze non domestiche non stabilmente attive.
Articolo 26 - Riduzioni per inferiori livelli di prestazione del servizio.
Articolo 28 - Cumulo di riduzioni ed agevolazioni.
TITOLO V - MAGGIORAZIONE PER SERVIZI INDIVISIBILI
Articolo 29 - Presupposto della maggiorazione.
Articolo 30 - Aliquote.
TITOLO VI - DICHIARAZIONE, ACCERTAMETNO E RISCOSSIONE
Articolo 31 - Obbligo di dichiarazione.
Articolo 33 - Poteri del Comune.
Articolo 35 - Sanzioni.
Articolo 37 - Interessi.
Articolo 39 - Somme di modesto ammontare.
Articolo 32 - Contenuto e presentazione della dichiarazione.
Articolo 34 - Accertamento.
Articolo 36 - Riscossione.
Articolo 38 - Rimborsi.
Articolo 40 - Contenzioso.
Articolo 41 - Entrata in vigore e abrogazioni.
Articolo 43 - Disposizioni transitorie.
Articolo 42 - Clausola di adeguamento.
Articolo 44 - Disposizioni per l’anno 2013.
ALLEGATO A - Sostanze assimilate ai rifiuti urbani.
ALLEGATO B - Tabella 1 - Classificazione delle utenze domestiche residenti e coefficienti Ka e Kb.
ALLEGATO C - Categorie di utenze non domestiche.
ALLEGATO D - Classificazione utenze non domestiche e definizione dei coefficienti Kc e Kd.
ALLEGATO E - Riduzioni alle utenze non domestiche per il recupero dei rifiuti.
ALLEGATO F - Riduzione massima cumulativa consentita.
1. Il presente Regolamento, adottato nell’ambito della potestà regolamentare prevista dall’art. 52 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, istituisce e disciplina il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi previsto dall’art. 14 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n 214), in particolare stabilendo condizioni, modalità e obblighi strumentali per la sua applicazione.
2. L’entrata qui disciplinata ha natura tributaria, non intendendosi con il presente regolamento attivare la tariffa con natura corrispettiva di cui ai commi 29 e seguenti del citato art. 14 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201.
4. Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni di legge
Articolo 2 - Gestione e classificazione dei rifiuti
2. Il servizio è disciplinato dalle disposizioni del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, dal Regolamento comunale di igiene urbana e gestione dei rifiuti, nonché dalle disposizioni previste nel presente regolamento.
3. Si definisce «rifiuto», ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi.
4. Sono rifiuti urbani ai sensi dell’art. 184, comma 2, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152:
5. Sono rifiuti speciali ai sensi dell’art. 184, comma 3, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152:
Articolo 3 - Rifiuti assimilati agli urbani
1. Sono assimilati ai rifiuti urbani, ai fini dell’applicazione del tributo e della gestione del servizio, le sostanze non pericolose elencate nell’allegato A provenienti da locali e luoghi adibiti a usi diversi dalla civile abitazione, compresi gli insediamenti adibiti ad attività agricole, agroindustriali, industriali, artigianali, commerciali, di servizi e da attività sanitarie, sempre che, per le utenze di superficie complessiva, al netto delle superfici che non possono produrre rifiuti, superiore a 500 mq il rapporto tra la quantità globale (in Kg) di detti rifiuti prodotti e l’indicata superficie, non superi il 30% del valore massimo del corrispondente parametro Kd di cui alle tabelle inserite nell’allegato 1, punto 4.4 del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.
2. Sono comunque assimilati agli urbani i rifiuti che superano il limite quantitativo di cui al comma precedente, purchè il Comune, anche tramite il Gestore del servizio ed effettuate le opportune verifiche individui – entro 30 giorni dalla dichiarazione presentata ai sensi dell’articolo 10, comma 5, dalle utenze che ritengono di superare il predetto limite quantitativo di assimilazione – le specifiche misure organizzative atte a gestire tali rifiuti.
Articolo 4 - Sostanze escluse dalla normativa sui rifiuti
1. Sono escluse dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti le seguenti sostanze, individuate dall’art. 185, del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152:
d) i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall'estrazione, dal trattamento, dall'ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave, di cui al D.Lgs. 30 maggio 2008, n. 117.
Articolo 6 - Presupposto per l’applicazione del tributo
d) utenze non domestiche, le restanti superfici, tra cui le comunità, le attività commerciali,
artigianali, industriali, professionali e le attività produttive in genere.
a) le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili ad eccezione delle aree scoperte operative;
4. La presenza di arredo oppure l’attivazione anche di uno solo dei pubblici servizi di erogazione idrica, elettrica, calore, gas, telefonica o informatica costituiscono presunzione dell’occupazione o conduzione dell’immobile e della conseguente attitudine alla produzione di rifiuti. Per le utenze non domestiche la medesima presunzione è integrata altresì dal rilascio da parte degli enti competenti, anche in forma tacita, di atti assentivi o autorizzativi per l’esercizio di attività nell’immobile o da dichiarazione rilasciata dal titolare a pubbliche autorità.
1. Il tributo è dovuto da chiunque ne realizzi il presupposto, con vincolo di solidarietà tra i componenti la famiglia anagrafica o tra coloro che usano in comune le superfici stesse.
Articolo 8 - Esclusione per inidoneità a produrre rifiuti
2. Le circostanze di cui al comma precedente devono essere indicate nella dichiarazione, originaria o di variazione ed essere riscontrabili in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o da idonea documentazione quale, ad esempio, la dichiarazione di inagibilità o di inabitabilità emessa dagli organi competenti, la revoca, la sospensione, la rinuncia degli atti abilitativi tali da impedire l'esercizio dell'attività nei locali e nelle aree ai quali si riferiscono i predetti provvedimenti.
Articolo 9 - Esclusione dall’obbligo di conferimento
Articolo 10 - Esclusione per produzione di rifiuti non conferibili al pubblico servizio
3. Sono altresì escluse dal tributo le superfici con produzione di rifiuti assimilati agli urbani superiori ai limiti quantitativi individuati all’articolo 3.
4. Relativamente alle attività di seguito indicate, qualora sia documentata una contestuale produzione di rifiuti urbani o assimilati e di rifiuti speciali non assimilati o di sostanze comunque non conferibili al pubblico servizio, ma non sia obiettivamente possibile o sia sommamente difficoltoso individuare le superfici escluse da tributo, la superficie imponibile è calcolata forfetariamente, applicando all’intera superficie su cui l’attività è svolta le percentuali di abbattimento indicate nel seguente elenco (si riporta elenco a titolo esemplificativo).
Officine metal meccaniche
Galvanotecnica e trattamento metalli
Laboratori odontotecnici/veterianio
Laboratori litotipografici/tipografie
Attività commerciali con produzione di rifiuti di origine animale
Qualsiasi altra attività non prevista nell'elelnco e che risulti nella condizioni di cui al presente articolo
b) comunicare entro il mese di Maggio dell’anno successivo a quello di riferimento i quantitativi di rifiuti prodotti nell’anno, distinti per codici CER, allegando la documentazione attestante lo smaltimento presso imprese a ciò abilitate.
Articolo 11 - Superficie degli immobili
2. Avvenuta la compiuta attivazione delle procedure per l’allineamento tra i dati catastali relativi alle unità immobiliari a destinazione ordinaria e i dati riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun comune di cui all’art. 9-bis, del Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201, la superficie assoggettabile al tributo delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, è pari all'ottanta per cento della superficie catastale, determinata secondo i criteri stabiliti dal D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138. Il comune comunicherà ai contribuenti le nuove superfici imponibili adottando le più idonee forme di comunicazione e nel rispetto dell’articolo 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212.
4. La superficie complessiva è arrotondata al metro quadro superiore se la parte decimale è maggiore di 0,50 ; in caso contrario al metro quadro inferiore.
5. Per i distributori di carburante sono di regola soggetti a tariffa i locali, nonché l’area della proiezione al suolo della pensilina ovvero, in mancanza, una superficie forfettaria pari a 20 m2 per colonnina di erogazione.
Articolo 12 - Costo di gestione
2. I costi del servizio sono definiti ogni anno sulla base del Piano Finanziario degli interventi e dalla relazione illustrativa redatti dall’affidatario della gestione dei rifiuti urbani almeno due mesi prima del termine per l'approvazione del bilancio di previsione, e approvati dal Comune, tenuto conto degli obiettivi di miglioramento della produttività, della qualità del servizio fornito.
4. Sono ricompresi nel Piano finanziario successivo lo scostamento tra gettito a preventivo e a consuntivo del tributo comunale sui rifiuti, al netto della maggiorazione e del tributo provinciale, riportandone in relazione le relative motivazioni.
Articolo 13 - Determinazione della tariffa
2. La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base delle disposizioni contenute nel D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158 (vedi tabelle allegate B, C, D).
4. La deliberazione, anche se approvata successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine indicato al comma precedente, ha effetto dal 1º gennaio dell’anno di riferimento. Se la delibera non è adottata entro tale termine, si applica l'aliquota deliberata per l’anno precedente.
Articolo 14 - Articolazione della tariffa
3. L’insieme dei costi da coprire attraverso la tariffa sono ripartiti tra le utenze domestiche e non domestiche secondo criteri razionali. A tal fine, i rifiuti riferibili alle utenze non domestiche possono essere determinati anche in base ai coefficienti di produttività Kd di cui alle tabelle 4a e 4b, all. 1, del D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158.
4. E’ assicurata la riduzione per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche, così come prevista dall’art. 14, comma 17, del d.l. N. 201/2011 e dell’art. 4, comma 2, D.P.R. N. 158/1999, attraverso l’abbattimento della parte variabile della tariffa complessivamente imputata a tali utenze, determinato annualmente con la deliberazione di determinazione delle tariffe.
Articolo 15 - Periodi di applicazione del tributo
4. Le variazioni intervenute nel corso dell’anno, in particolare nelle superfici e/o nelle destinazioni d’uso dei locali e delle aree scoperte, che comportano un aumento di tariffa producono effetti dal giorno di effettiva variazione degli elementi stessi. Il medesimo principio vale anche per le variazioni che comportino una diminuzione di tariffa, a condizione che la dichiarazione, se dovuta, sia prodotta entro i termini di cui al successivo articolo 31, decorrendo altrimenti dalla data di presentazione. Le variazioni di tariffa saranno di regola conteggiate a conguaglio.
Articolo 16 - Tariffa per le utenze domestiche
1. La quota fissa della tariffa per le utenze domestiche è determinata applicando alla superficie dell’alloggio e dei locali che ne costituiscono pertinenza le tariffe per unità di superficie parametrate al numero degli occupanti, secondo le previsioni di cui al punto 4.1, all.1, del D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158, in modo da privilegiare i nuclei familiari più numerosi.
2. La quota variabile della tariffa per le utenze domestiche è determinata in relazione al numero degli occupanti, secondo le previsioni di cui al punto 4.2, all.1, del D.P.R. N. 158/99.
Articolo 17 - Occupanti le utenze domestiche
1. Per le utenze domestiche condotte da persone fisiche che vi hanno stabilito la propria residenza anagrafica, il numero degli occupanti è quello del nucleo familiare risultante all’Anagrafe del Comune, salva diversa e documentata dichiarazione dell’utente. Devono comunque essere dichiarate le persone che non fanno parte del nucleo familiare anagrafico e dimoranti nell’utenza per almeno sei mesi nell’anno solare.
2. Sono considerati presenti nel nucleo familiare anche i membri temporaneamente domiciliati altrove. Nel caso di servizio di volontariato o attività lavorativa prestata all’estero e nel caso di degenze o ricoveri presso case di cura o di riposo, comunità di recupero, centri socio-educativi,
istituti penitenziari, per un periodo non inferiore all’anno, la persona assente non viene considerata ai fini della determinazione della tariffa, a condizione che l’assenza sia adeguatamente documentata.
3. Per le utenze domestiche condotte da soggetti non residenti nel Comune, per gli alloggi dei cittadini residenti all’estero (iscritti AIRE), e per gli alloggi a disposizione di enti diversi dalle persone fisiche occupati da soggetti non residenti, si assume come numero degli occupanti quello indicato dall’utente o, in mancanza, quello di un unità ogni 60 m2 di superficie imponibile (con arrotondamento all’unità superiore). Resta ferma la possibilità per il comune di applicare, in sede di accertamento, il dato superiore emergente dalle risultanze anagrafiche del comune di residenza.
4. Le cantine, le autorimesse o gli altri simili luoghi di deposito, non qualificabili come pertinenze della civile abitazione, si considerano utenze domestiche condotte da un occupante, se condotte da persona fisica priva nel comune di utenze abitative. In difetto di tale condizione i medesimi luoghi si considerano utenze non domestiche.
7. Il numero degli occupanti le utenze domestiche è quello risultante alla data di emissione dell’invito di pagamento, con eventuale conguaglio nel caso di variazioni successivamente Intervenute. Per le utenze intestate a soggetti residenti nel Comune ed utilizzate quale abitazione principale, il numero degli occupanti è quello risultante dai registri anagrafici. Nel caso di due o più nuclei familiari conviventi il numero degli occupanti è quello complessivo indicato nella dichiarazione di cui all’art. 32 del presente regolamento.
Articolo 18 - Tariffa per le utenze non domestiche
1. La quota fissa della tariffa per le utenze non domestiche è determinata applicando alla superficie imponibile le tariffe per unità di superficie riferite alla tipologia di attività svolta, calcolate sulla base di coefficienti di potenziale produzione secondo le previsioni di cui al punto 4.3, all.1, del D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158.
2. La quota variabile della tariffa per le utenze non domestiche è determinata applicando alla superficie imponibile le tariffe per unità di superficie riferite alla tipologia di attività svolta, calcolate sulla base di coefficienti di potenziale produzione secondo le previsioni di cui al punto 4.4, all.1, del D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158.
Articolo 19 - Classificazione delle utenze non domestiche
2. Ai fini dell’applicazione del tributo i locali e/o le aree relative alle utenze non domestiche sono classificati secondo le categorie definite dal DPR 158/99 sulla base dell’attività prevalente risultante dal certificato di iscrizione alla CCIAA, nell’atto di autorizzazione o comunque sulla base dell’effettiva attività svolta.
Articolo 20 - Scuole statali
1. Il tributo dovuto per il servizio di gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche statali (scuole materne, elementari, secondarie inferiori, secondarie superiori, istituti d’arte e conservatori di musica) resta disciplinato dall’art. 33-bis del d.l. 31 dicembre 2007, n. 248
(convertito dalla Legge 28 febbraio 2008, n. 31).
Articolo 21 - Tributo giornaliero
4. L'obbligo di presentazione della dichiarazione è assolto con il pagamento del tributo da effettuarsi con le modalità e nei termini previsti per il canone di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche ovvero per l'imposta municipale secondaria di cui all'art. 11, del Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23, a partire dalla data di entrata in vigore della stessa.
Articolo 22 - Tributo provinciale
1. Ai soggetti passivi del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, compresi i soggetti tenuti a versare il tributo giornaliero, è applicato il tributo provinciale per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente di cui all'art. 19, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504.
Articolo 23 - Riduzioni per le utenze domestiche
1. La tariffa si applica in misura ridotta, per la parte fissa e per la parte variabile, alle utenze domestiche che si trovano nelle seguenti condizioni:
a) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo, non superiore a 183 giorni nell’anno solare: riduzione del 15%;
3. Alle utenze domestiche che abbiano avviato il compostaggio dei propri scarti organici ai fini dell’utilizzo in sito del materiale prodotto si applica una riduzione della sola parte variabile del 12%. La riduzione è subordinata alla presentazione di apposita istanza, corredata dalla documentazione attestante di aver attivato il compostaggio domestico, corredata della documentazione di acquisto dell’apposito contenitore. La riduzione decorre dal momento di presentazione dell’istanza.
Articolo 24 - Riduzioni per le utenze non domestiche non stabilmente attive
1. La tariffa si applica in misura ridotta, per la parte fissa e per la parte variabile, del 15% ai locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, purché non superiore a 183 giorni nell’anno solare.
Articolo 25 - Riduzioni per il recupero
1. La tariffa dovuta dalle utenze non domestiche può essere ridotta, per la parte fissa e per la parte variabile, in proporzione alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero nell’anno precedente, mediante presentazione di copia del MUD o dei formulari con l’indicazione del peso accettato a destino.
2. Per «recupero» si intende, ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. t), del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, una qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere
una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all'interno dell'impianto o nell'economia in generale.
3. Ai fini dell’ammissibilità delle riduzioni di cui al presente articolo l’utente dovrà dimostrare di aver avviato al recupero rifiuti urbani o assimilati - con esclusione degli imballaggi secondari e terziari - in misura percentuale sulla produzione ponderale complessiva almeno pari a quella
indicata nell’allegato E.
4. In assenza di misurazione puntuale delle quantità di rifiuti prodotti, la produzione ponderale complessiva viene quantificata induttivamente moltiplicando la superficie soggetta a tariffa di cui all’art. 11 per il coefficiente Kd riferito alla categoria di appartenenza così come desumibile dall’allegato D del presente regolamento.
5. Nell’allegato E del presente regolamento, vengono definite le modalità di riduzione che contribuiscono alla riduzione della parte fissa e della parte variabile della tariffa.
6. La riduzione deve essere richiesta annualmente dall’interessato, compilando l’apposito modulo, entro il 31 Maggio dell’anno successivo, consegnando la documentazione indicata nel modulo stesso. La riduzione opera di regola mediante compensazione alla prima scadenza utile.
Articolo 26 - Riduzioni per inferiori livelli di prestazione del servizio
1. Il tributo è ridotto, tanto nella parte fissa, quanto nella parte variabile, al 40% per le utenze poste ad una distanza superiore a 1.000 metri dal più vicino punto di conferimento, misurato dall’accesso dell’utenza alla strada pubblica.
2. Il tributo è dovuto nella misura del 20% della tariffa nei periodi di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo alle persone o all’ambiente.
1. Il comune può applicare eventuali riduzioni alle utenze domestiche che si trovano in specifiche condizioni economiche e di disagio sociale identificate in separato provvedimento dalla Giunta comunale.
2. Le agevolazioni di cui al comma precedente sono definite con propria deliberazione dalla Giunta comunale e sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura è assicurata da risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dell'esercizio al quale si
riferisce l'iscrizione stessa.
Articolo 28 - Cumulo di riduzioni e agevolazioni
1. Il valore percentuale massimo consentito per il cumulo delle riduzioni elencate nel presente Titolo, è indicato nell'allegato F del presente regolamento.
Articolo 29 - Presupposto della maggiorazione
1. In riferimento al comma 13 dell’art. 14, della Legge N. 214/2011, alla tariffa relativa al tributo comunale si applica una maggiorazione a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili comuni del Comune.
Articolo 30 - Aliquote
2. Il consiglio comunale può, con la deliberazione che stabilisce le tariffe del tributo comunale sui rifiuti, modificare in aumento la misura della maggiorazione fino a 0,40 euro per metro quadrato anche graduandola in ragione della tipologia dell’immobile e della zona di ubicazione
TITOLO VI - DICHIARAZIONE, ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE
Articolo 31 - Obbligo di dichiarazione
3. Se i soggetti di cui al comma precedente non vi ottemperano, l’obbligo di dichiarazione deve essere adempiuto dagli eventuali altri occupanti, detentori o possessori, con vincolo di solidarietà. La dichiarazione presentata da uno dei co-obbligati ha effetti anche per gli altri.
Articolo 32 - Contenuto e presentazione della dichiarazione
1. La dichiarazione deve essere presentata entro 60 giorni dal verificarsi del fatto che ne determina l’obbligo, utilizzando gli appositi moduli messi gratuitamente a disposizione degli interessati.
2. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi qualora non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo. In caso contrario la dichiarazione di variazione o cessazione va presentata entro il termine di cui al
primo comma. Nel caso di pluralità di immobili posseduti, occupati o detenuti la dichiarazione deve riguardare solo quelli per i quali si è verificato l’obbligo dichiarativo.
h) sottoscrizione con firma leggibile del dichiarante.
j) sottoscrizione con firma leggibile del dichiarante.
5. La dichiarazione, sottoscritta dal dichiarante, è presentata all’ente competente direttamente o è spedita per posta tramite raccomandata con avviso di ricevimento A.R.. In caso di spedizione fa fede la data di invio. Qualora sia attivato un sistema di presentazione telematico il Comune provvede a far pervenire al contribuente il modello di dichiarazione compilato, da restituire sottoscritto con le modalità e nel termine ivi indicati.
7. Gli uffici comunali, in occasione di richiesta di residenza, rilascio di licenze, autorizzazioni o concessioni, devono invitare il contribuente a presentare la dichiarazione nel termine previsto, fermo restando l’obbligo del contribuente di presentare la dichiarazione anche in assenza di detto invito.
Articolo 33 - Poteri del Comune
4. Ai fini dell’attività di accertamento, il Comune, per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può considerare, sino all’attivazione delle procedure di allineamento tra dati catastali e i dati relativi alla toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna, come superficie assoggettabile al tributo quella pari all’80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138.
Articolo 34 - Accertamento
1. L’omessa o infedele presentazione della dichiarazione è accertata notificando al soggetto passivo, anche a mezzo raccomandata A.R. inviata direttamente dal Comune, a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata o avrebbe dovuto essere presentata, avviso di accertamento d’ufficio o in rettifica.
3. Qualora le somme complessivamente indicate negli avvisi, comprensive di sanzioni e interessi applicabili, siano superiori ad euro 400,00 il contribuente può richiedere, non oltre il termine di versamento, una rateazione sino a 6(sei) rate con cadenza mensile, oltre all’applicazione degli interessi di cui all’art. 37 del presente regolamento. L’utente decade dalla rateazione nel caso di ritardo superiore a 15 (quindici) giorni del versamento anche di una sola rata.
Articolo 35 - Sanzioni
1. In caso di omesso o insufficiente versamento del tributo risultante dalla dichiarazione si applica la sanzione del 30% di ogni importo non versato. Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al primo periodo, oltre alle riduzioni previste per il ravvedimento dal comma 1 dell'articolo 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, se applicabili, è ulteriormente ridotta ad un importo pari ad un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.
4. In caso di mancata, incompleta o infedele risposta al questionario di cui all’articolo 32, comma 2, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica dello stesso, si applica la sanzione amministrativa da euro 100,00 a euro 500,00. La contestazione della violazione di cui al presente comma deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è commessa la violazione.
6. Si applica per quanto non disposto dal presente regolamento, la specifica disciplina prevista per le sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie di cui al D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.
b) ad un decimo del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni;
c) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro l’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione.
Articolo 36 - Riscossione
1. Il Comune riscuote il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi dovuto in base alle dichiarazioni inviando ai contribuenti, anche per posta semplice, inviti di pagamento che specificano per ogni utenza le somme dovute per tributo, maggiorazione e tributo provinciale, suddividendo l’ammontare complessivo nel numero di rate ed alle scadenze stabilite dalla legge.
2. Il tributo comunale per l’anno di riferimento è versato al Comune mediante le modalità stabilite dalla legge.
Articolo 37 - Interessi
1. Per la misura degli interessi di mora, di rateazione e di rimborso sono computati nella misura del vigente tasso legale incrementato di 2,5 (due virgola cinque) punti percentuali.
Articolo 38 - Rimborsi
2. Sulle somme rimborsate spettano gli interessi nella misura prevista dall’articolo 37 del presente regolamento, a decorrere dalla data dell’eseguito versamento.
Articolo 39 - Somme di modesto ammontare
1. Ai sensi dell’art. 3, comma 10, d.l. N. 16/2012, il Comune non procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai propri tributi qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito,
l’importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d’imposta. Tale disposizione non si applica qualora il credito derivi da ripetuta violazione degli obblighi di versamento relativi ad un medesimo tributo.
2. Ai sensi dell’art. 1, comma 168, della Legge N. 296/2006, non si procede al versamento in via ordinaria e al rimborso per somme inferiori a 5,00 euro per anno d’imposta.
3. Le modalità della richiesta e i termini per l’erogazione del rimborso da parte del Comune sono indicati nel vigente regolamento per la disciplina generale delle entrate comunali.
Articolo 40 - Contenzioso
1. Contro l'avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il provvedimento che respinge l'istanza di rimborso o nega l’applicazione di riduzioni o agevolazioni può essere proposto ricorso secondo le disposizioni di cui al D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni.
2. Si applica, secondo le modalità previste dallo specifico regolamento comunale, l’istituto dell’accertamento con adesione sulla base dei principi e dei criteri del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, limitatamente alle questioni di fatto, in particolare relative all’estensione e all’uso delle superfici.
3. Si applicano, altresì, gli ulteriori istituti deflattivi del contenzioso previsti dalle specifiche norme.
4. Le somme dovute a seguito del perfezionamento delle procedure di cui ai commi 2 e 3 possono, a richiesta del contribuente, essere rateizzate, secondo quanto previsto dal vigente regolamento comunale dell’accertamento con adesione e conciliazione giudiziale.
Articolo 41 - Entrata in vigore e abrogazioni
2. Ai sensi dell’art. 14, comma 46, del d.l. N. 201/2011, essendo soppressi, a partire dal 1° gennaio 2013, tutti i prelievi vigenti relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza, sono abrogate tutte le norme regolamentari in contrasto con il presente regolamento.
Articolo 42 - Clausola di adeguamento
Articolo 43 - Disposizioni transitorie
1. Il soggetto che alla data del 31 dicembre 2012 svolgeva il servizio di accertamento e riscossione della previgente forma di prelievo sui rifiuti continuerà le attività di accertamento, riscossione e rimborso delle pregresse annualità della Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, entro i rispettivi termini di decadenza o di prescrizione.
2. Le dichiarazioni già presentate o gli accertamenti già notificati ai fini delle previgenti forme di prelievo sui rifiuti, conservano validità anche ai fini dell’entrata disciplinata dal presente regolamento, sempre che non siano intervenute modifiche rilevanti ai fini della determinazione
3. Fino a conclusione del procedimento di affidamento del servizio di gestione dei rifiuti di ambito, non è prevista alcuna presa d’atto da parte dell’ATO competente circa il Piano Economico finanziario predisposto dal gestore.
Articolo 44 - Disposizioni per l’anno 2013
1. Il Comune affida la gestione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, fino al 31 dicembre 2013, al soggetto che alla data del 31 dicembre 2012 svolgeva il servizio di accertamento e riscossione della previgente forma di prelievo sui rifiuti.
2. Per l’anno 2013 il tributo deve essere pagato in 3 (tre) rate scadenti il 31 di Luglio, il 30 Settembre e il 30 Novembre, secondo le disposizioni di cui all’articolo 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, nonché utilizzando apposito bollettino di conto corrente postale di cui al comma 35 dell’articolo 14 del d.l. N. 201/2011.
3. Per l’anno 2013 il pagamento della maggiorazione per i servizi indivisibili è effettuato in base alla misura standard pari ad 0,30 euro per metro quadrato, in unica soluzione unitamente all’ultima rata del tributo per i rifiuti.
4. Nelle more della procedura di affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani da parte di ATO Toscana Centro, e comunque fino alla completa operatività del Gestore unico di ambito di cui alla L.R. N. 61/2007, il Consiglio Comunale è l’autorità competente per l’approvazione del
piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti di cui al c.23 dell’art.14 del d.l. N. 201/2011.
5. Il termine previsto dall’art. 12, comma 2 del presente regolamento è transitoriamente derogato.
ALLEGATO A - Sostanze assimilate ai rifiuti urbani (39.94 KB).
ALLEGATO B - Tabella 1 - Classificazione delle utenze domestiche residenti e coefficienti Ka e Kb (31.94 KB).
ALLEGATO C - Categorie di utenze non domestiche (37.6 KB).
ALLEGATO D - Classificazione utenze non domestiche e definizione dei coefficienti Kc e Kd (48.85 KB).
ALLEGATO E -Riduzioni alle utenze non domestiche per il recupero dei rifiuti (38.07 KB).
ALLEGATO F - Riduzione massima cumulativa consentita (30.58 KB).