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Timestamp: 2020-08-15 11:07:21+00:00
Document Index: 37760

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 36', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 36']

Chimici-elettrici - Dielettrici, Impiegati, Industria: CCNL, 15 dicembre 1954
Parti: Anie-Confindustria e Filc-Cgil, Federchimici-Cisl, Uichimici-Uil e Federazione Nazionale Lavoratori Chimici - Cisnal
Settori: Chimici-elettrici, Dielettrici, Impiegati, Industria
Art. 18. - Indennità per maneggio di denaro e cauzione.
Art. 20. - Trattamento di malattia ed infortunio.
Art. 21. - Gravidanza e puerperio. Art. 22. - Previdenza.
Art. 23. - Regolamento interno.
Art. 24. - Disciplina aziendale.
Art. 25. - Permessi.
Art. 26. - Doveri dell’impiegato.
Art. 28. - Sospensioni.
Art. 30. - Commissioni interne.
Art. 31. - Preavviso di licenziamento e dimissioni.
Art. 37. - Disposizioni generali e condizioni di miglior favore.
Art. 38. - Trattamento dei laureati e diplomati.
Art. 40. - Trattamento economico minimo e categorie
Art. 41. - Decorrenza e durata.
Tabelle dei minimi di retribuzione (in vigore dal 15 dicembre 1954)
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli impiegati dell’industria dei dielettrici, 15 dicembre 1954
Tra l’Associazione nazionale industrie elettrotecniche (Gruppo Dielettrici) [...], con l'intervento, del Segretario Generale dell’Anie [...] e [...] dell’Associazione Industriale Lombarda, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana [...] e la Federazione italiana lavoratori chimici (Filc) [...], con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l’assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro [...], l’Organizzazione sindacale fra lavoratori chimici ed affini (Federchimici) [...], con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l’assistenza della Confederazione italiana sindacati lavoratori (Cisl) [...], l’Unione italiana lavoratori chimici (Uil Chimici) [...], con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l’assistenza dell’Unione italiana del lavoro (Uil) [...]
Addì 15 dicembre 1954 in Milano, tra l’Associazione Nazionale Industrie Elettrotecniche (gruppo dielettrici) [...], con l’intervento del Segretario Generale dell’Anie [...] e [...] dell’Associazione Industriale Lombarda, con l’assistenza della Confederazione Generale della Industria Italiana [...] e la Federazione Nazionale Lavoratori Chimici (Cisnal) [...], con l’assistenza della Confederazione Italiana Sindacati Nazionali Lavoratori [...]
è stato stipulato il presente contratto collettivo Nazionale di Lavoro da valere per gli impiegati addetti all’industria dei dielettrici.
L’orario di lavoro di sabato non potrà superare le quattro ore e dovrà cessare non oltre le ore tredici, senza che ciò possa dar luogo a ricupero delle ore effettuate in meno; in caso di protrazione di orario oltre i predetti limiti dovrà essere corrisposta la retribuzione oraria di cui all’art. 3 per le ore lavorate in più fino alle 48 settimanali.
Per gli impiegati la cui prestazione è connessa con il lavoro di stabilimento, varrà la disposizione stabilita dal normale orario di fabbrica.
Per le ore prestate in più, oltre le otto ore giornaliere nei primi cinque giorni della settimana ed oltre le quattro ore del sabato, fino alla concorrenza delle 48 settimanali, l’impiegato avrà diritto alla corresponsione della normale retribuzione oraria di cui al predetto art. 3.
Agli impiegati ai quali è consentita, in deroga od eccezione alle norme di legge sulla limitazione dell’orario di lavoro, la protrazione dell’orario stesso oltre i normali limiti, il lavoro prestato in più fino alla concorrenza delle ore dieci giornaliere o sessanta settimanali, sarà compensato nella misura indicata dal precedente comma.
Restano ferme le condizioni di miglior favore, non derivanti, da circostanze contingenti o di natura transitoria.
Le parti si danno atto che, nello stabilire le norme sulla disciplina della durata del lavoro e del lavoro straordinario, non hanno comunque inteso introdurre alcuna modifica a quanto disposto dall’art. 1 del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 695, il quale esclude dalla limitazione dell’orario impiegati con funzioni direttive svolgenti determinate mansioni.
A tale effetto ed a sensi dell’art. 3 n. 2 del R.D. 10 settembre 1923, a. 955 (Regolamento per l’applicazione del R.D.L. sopracitato) si conferma che è da considerare personale direttivo - escluso dalla limitazione dell’orario di lavoro - «quello preposto alla Direzione tecnica od amministrativa dell’azienda o di un reparto di essa con la diretta responsabilità dell’andamento dei servizi», personale quindi da non identificare necessariamente con quello avente generiche funzioni direttive e con la qualifica di prima categoria.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 14 o comunque oltre le otto ore giornaliere o le 48 settimanali per gli impiegati a regime di orario normale, ed oltre le dieci ore giornaliere o le 60 settimanali per gli impiegati compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore.
Per gli impiegati comprese nelle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale dovrà essere preavvertito non oltre il quarto giorno precedente a quello predeterminato per il riposo stesso: nel caso contrario il lavoro prestato in tale giorno darà luogo al trattamento previsto per il lavoro festivo.
Nessun impiegato potrà esimersi dall’effettuare, nei limiti previsti dalla legge, il lavoro straordinario, quello notturno e quello festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie; in caso di ingiustificato impedimento, il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta nel periodo di ferie.
In caso di gravidanza e puerperio si applica il trattamento prevista dalla legge 26 agosto 1950, n. 860, sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e successive disposizioni legislative. [...]
Gli impiegati in tutte le manifestazioni del rapporto d'impiego, dipendono dai rispettivi superiori secondo l’organizzazione azienda le.
Essi debbono conservare rapporti di subordinazione verso i superiori, obbedendo ai loro ordini, nonché di educazione tanto verso i superiori quanto verso i colleghi e dipendenti.
In armonia con la dignità personale dell’impiegato, i superiori, impronteranno i rapporti con i rispettivi dipendenti a sensi di collaborazione e di urbanità.
Le aziende avranno cura di mettere in grado gli impiegati di conoscere oltre ai propri superiori diretti, quelli con i quali possono avere rapporti nella esplicazione delle proprie mansioni.
L’impiegato deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti all’aspirazione delle mansioni affidategli e, in particolare:
Le infrazioni al presente contratto ed alle norme speciali indicate nell’art. 36 potranno essere punite, a seconda della gravità della mancanza, con i provvedimenti seguenti:
3) sospensione del lavoro fino a 5 giorni;
Le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori competenti per territorio, su richiesta delle singole aziende, potranno stipulare accordi modificativi del presente articolo al fine di elevare il limite di durata della sospensione previsto dal punto 3).
Ricade sotto il provvedimento della sospensione l’impiegato:
a) che non si presenti al lavoro come previsto all’art. 26 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
d) che contravvenga il divieto di fumare, espressamente avvertito con apposito cartello, laddove ragioni tecniche o di sicurezza consiglino tale divieto.
Il licenziamento con immediata rescissione del rapporto di lavoro potrà essere inflitto.
b) recidiva al divieto di fumare di cui al punto d) dell’art. 28 sempreché la contravvenzione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
e) gravi guasti provocati per negligenza al materiale dell’azienda o di lavorazione;
f) diverbio litigioso seguito da vie di fatto, avvenuto nel recinto dello stabilimento e che rechi grave perturbamento alla vita aziendale;
g) trascuratezza dell’adempimento agli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 27.
Tale provvedimento si applica nei confronti dell’impiegato che provochi all’azienda grave nocumento morale e materiale che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
а) inosservanza al divieto di fumare quando tale contravvenzione sia gravemente colposa perché suscettibile di provocare incidenti alle persone, agli impianti, ai materiali;
d) insubordinazione verso i superiori che provochi all’azienda grave nocumento morale e materiale.
Per quanto non disposto dal presente contratto valgono le disposizioni di legge vigenti in materiale d’impiego privato.
Ferma la inscindibilità di cui all’art. 36 le parti col presente contratto non hanno inteso sostituire le condizioni individuali di miglior favore in atto nelle singole aziende nei riguardi degli impiegati in servizio alla data di entrata in vigore del presente contratto.