Source: http://legislazionetecnica.it/55248/fonte/l-23-12-1996-n-662?parts=2467401
Timestamp: 2018-09-24 02:27:55+00:00
Document Index: 66593555

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 15', 'art. 29', 'art. 44', 'art. 4']

55248 4278694
"56-bis. Sono abrogate le disposizioni che vietano l'iscrizione ad albi e l'esercizio di attività professionali per i soggetti di cui al comma 56. Restano ferme le altre disposizioni in materia di requisiti per l'iscrizione ad albi professionali e per l'esercizio delle relative attività. Ai dipendenti pubblici iscritti ad albi professionali e che esercitino attività professionale non possono essere conferiti incarichi professionali dalle amministrazioni pubbliche; gli stessi dipendenti non possono assumere il patrocinio in controversie nelle quali sia parte una pubblica amministrazione."N1
55248 4278695
28. N24
b) al comma 1 l'ultimo periodo è sostituito dai seguenti: «Il procedimento di sanatoria degli abusi edilizi posti in essere dalla persona imputata di uno dei delitti di cui agli articoli 416-bis, 648-bis e 648-ter del codice penale, o da terzi per suo conto, è sospeso fino alla sentenza definitiva di non luogo a procedere o di proscioglimento o di assoluzione. Non può essere conseguita la concessione in sanatoria degli abusi edilizi se interviene sentenza definitiva di condanna per i delitti sopra indicati. Fatti salvi gli accertamenti di ufficio in ordine alle condanne riportate nel certificato generale del casellario giudiziale a opera del comune, il richiedente deve attestare, con dichiarazione sottoscritta nelle forme di cui all'articolo 2 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, di non avere carichi pendenti in relazione ai delitti di cui agli articoli 416-bis, 648-bis e 648-ter del codice penale»;
«2. Il rilascio della concessione o autorizzazione in sanatoria non comporta limitazione ai diritti dei terzi»;
d) al comma 4, dopo il penultimo periodo, sono inseriti i seguenti: «Le citate sanzioni non si applicano nel caso in cui il versamento sia stato effettuato nei termini per errore a ufficio incompetente alla riscossione dello stesso. La mancata presentazione dei documenti previsti per legge entro il termine di tre mesi dalla espressa richiesta di integrazione notificata dal comune comporta l'improcedibilità della domanda e il conseguente diniego della concessione o autorizzazione in sanatoria per carenza di documentazione»;
e) al comma 5, alla fine del terzo periodo le parole: «31 marzo 1995» sono sostituite dalle seguenti: «15 dicembre 1995, purché la domanda sia stata presentata nei termini»;
f) al comma 6, primo periodo, le parole: «31 marzo 1995» sono sostituite dalle seguenti: «31 marzo 1996»;
g) dopo il comma 10, è aggiunto il seguente: «10-bis. Per le domande di concessione o autorizzazione in sanatoria presentate entro il 30 giugno 1987 sulle quali il sindaco abbia espresso provvedimento di diniego successivamente al 31 marzo 1995, sanabili a norma del presente articolo, gli interessati possono chiederne la rideterminazione sulla base delle disposizioni della presente legge»;
h) al comma 11, secondo periodo, le parole: «Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «Entro il 31 dicembre 1997»;
i) al comma 13, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Le regioni possono modificare, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 37 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni, le norme di attuazione degli articoli 5, 6 e 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10. La misura del contributo di concessione, in relazione alla tipologia delle costruzioni, alla loro destinazione d'uso e alla loro localizzazione in riferimento all'ampiezza ed all'andamento demografico dei comuni nonché alle loro caratteristiche geografiche, non può risultare inferiore al 70% di quello determinato secondo le norme vigenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione. Il potere di legiferare in tal senso è esercitabile entro 90 giorni dalla predetta data; decorso inutilmente tale termine, si applicano le disposizioni vigenti alla medesima data»;
l) al comma 14, primo periodo, dopo le parole: «che l'opera abusiva risulti adibita ad abitazione principale» sono aggiunte le seguenti: «, ovvero destinata ad abitazione principale del proprietario residente all'estero»; dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: «La riduzione dell'oblazione si applica anche nei casi di ampliamento dell'abitazione e di effettuazione degli interventi di cui alle lettere c) e d) dell'articolo 31, primo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 457»;
m) al comma 16, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Se l'opera è da completare, il certificato di cui all'articolo 35, terzo comma, lettera d), della legge 28 febbraio 1985, n. 47, può essere sostituito da dichiarazione del richiedente resa ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15»;
n) al comma 18, le parole: «modificativi di quelli»; sono sostituite dalle seguenti: «modificative di quelle»;
o) alla tabella B le parole: «10.000 a m», riferite all'ultima tipologia di abuso, sono sostituite dalle seguenti: «10.000 a mq oltre all'importo previsto fino a 750 m3»;
p) al titolo della tabella D sono soppresse le parole: «e degli oneri concessori» e la parola: «dovuti» è sostituita dalla seguente: «dovuta»; alle lettere a), b) e c) sono soppresse le parole: «e degli oneri concessori».
38. I termini di uno o due anni di cui all'articolo 39, comma 4, quarto periodo, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, decorrono dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le disposizioni di cui al penultimo periodo del comma 4 dell'articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e successive modificazioni, introdotte dal comma 37, lettera d), del presente articolo, relative alla mancata presentazione dei documenti, si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge. La domanda di cui al comma 10-bis dell'articolo 39 della citata legge n. 724 del 1994, introdotto dal comma 37, lettera g), del presente articolo, deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, "anche qualora la notifica del provvedimento di diniego intervenga successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge".N9
40. Per i soggetti o i loro aventi causa che hanno presentato domanda di concessione o di autorizzazione edilizia in sanatoria ai sensi del capo IV della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni, e dell'articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e successive modificazioni, il mancato pagamento del triplo della differenza tra la somma dovuta e quella versata nel termine previsto dall'articolo 39, comma 6, della legge n. 724 del 1994, e successive modificazioni, o il mancato pagamento dell'oblazione nei termini previsti dall'articolo 39, comma 5, della medesima legge n. 724 del 1994, e successive modificazioni, comporta l'applicazione dell'interesse legale annuo sulle somme dovute, da corrispondere entro sessanta giorni dalla data di notifica da parte dei comuni dell'obbligo di pagamento. N2
41. É ammesso il versamento della somma di cui al comma 40 in un massimo di cinque rate trimestrali di pari importo. In tal caso, gli interessati fanno pervenire al comune, entro trenta giorni dalla data di notifica dell'obbligo di pagamento, il prospetto delle rate in scadenza, comprensive degli interessi maturati dal pagamento della prima rata, allegando l'attestazione del versamento della prima rata medesima.
43. All'articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, come modificato dall'articolo 39, comma 7 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, al primo comma, il primo e il secondo periodo sono sostituiti dai seguenti: «Fatte salve le fattispecie previste dall'articolo 33, il rilascio della concessione o dell'autorizzazione in sanatoria per opere eseguite su aree sottoposte a vincolo è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. Qualora tale parere non venga formulato dalle suddette amministrazioni entro 180 giorni dalla data di ricevimento della richiesta di parere, esso si intende reso in senso favorevole».
44. All'articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, come modificato dall'articolo 39, comma 7 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, dopo il secondo comma è inserito il seguente:
«Il rilascio della concessione edilizia o dell'autorizzazione in sanatoria per opere eseguite su immobili soggetti alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089, 29 giugno 1939, n. 1497, ed al decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, nonché in relazione a vincoli imposti da leggi statali e regionali e dagli strumenti urbanistici, a tutela di interessi idrogeologici e delle falde idriche nonché dei parchi e delle aree protette nazionali e regionali qualora istituiti prima dell'abuso, è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. Qualora tale parere non venga reso entro 180 giorni dalla domanda il richiedente può impugnare il silenzio-rifiuto dell'amministrazione».
45. Per le modalità di riscossione e versamento dell'oblazione per la sanatoria degli abusi edilizi sono fatti salvi gli effetti dei decreti del ministro delle finanze in data 31 agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 5 settembre 1994, e in data 13 ottobre 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 ottobre 1994, a esclusione dei termini per il versamento dell'importo fisso e della restante parte dell'oblazione previsti dall'articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724. Con decreto del ministro delle finanze, di concerto con i ministri dei lavori pubblici e del tesoro, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono stabiliti le modalità e i termini per il versamento dell'oblazione per la definizione delle violazioni edilizie da parte dei soggetti non residenti in Italia. I suddetti termini per il versamento dell'acconto dell'oblazione sono fissati in 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta- Ufficiale; per la rateizzazione della restante parte dell'oblazione sono fissati rispettivamente a 60, 90, 120, 180 e 210 giorni dal versamento dell'acconto e per il versamento degli oneri di concessione allo scadere di 30 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto.
46. Per le opere eseguite in aree sottoposte al vincolo di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497, ] e al decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, il versamento dell'oblazione non esime dall'applicazione dell'indennità risarcitoria prevista dall'articolo 15 della citata legge n. 1497 del 1939. N9 "Allo scopo di rendere celermente applicabile la disposizione di cui al presente comma ai soli fini del condono edilizio, con decreto del Ministro per i beni culturali ed ambientali, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono determinati parametri e modalità per la qualificazione della indennità risarcitoria prevista dall'articolo 15 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, con riferimento alle singole tipologie di abuso ed alle zone territoriali oggetto del vincolo"
47. Con decreto del ministro del tesoro, di concerto con i ministri delle finanze e dei lavori pubblici, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono modificate le modalità di rimborso delle differenze non dovute e versate a titolo di oblazione, definite dal decreto del ministro del tesoro in data 19 luglio 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 1996. I soggetti che hanno presentato domanda di concessione in sanatoria entro il 30 giugno 1987, per la quale il sindaco ha espresso provvedimento di diniego, e hanno riproposto la domanda ai sensi dell'articolo 39 della citata legge n. 724 del 1994, successive modificazioni, per il medesimo immobile, possono compensare il credito a loro favore scaturito dal diniego della prima domanda di condono edilizio con il debito derivato dal nuovo calcolo dell'oblazione relativa alla domanda di condono inoltrata ai sensi del medesimo articolo 39. All'eventuale relativa spesa si provvede anche mediante utilizzo di quota parte del gettito eccedente l'importo di lire 2.550 miliardi e di lire 6.915 miliardi, rispettivamente per gli anni 1994 e 1995, derivante dal pagamento delle oblazioni previste dall'articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724. La quota eccedente tali importi, versata all'entrata dello stato, è riassegnata, limitatamente alla misura necessaria a coprire gli oneri derivanti dai rimborsi previsti dal presente comma, con decreto del ministro del tesoro, su apposito capitolo dello stato di previsione del bilancio dell'amministrazione competente.
48. I comuni sono tenuti a iscrivere nei propri bilanci le somme versate a titolo di oneri concessori per la sanatoria degli abusi edilizi in un apposito capitolo del titolo IV dell'entrata. Le somme relative sono impegnate in un apposito capitolo del titolo II della spesa. I comuni possono utilizzare le relative somme per far fronte ai costi di istruttoria delle domande di concessione o di autorizzazione in sanatoria, per anticipare i costi per interventi di demolizione delle opere di cui agli articoli 32 e 33 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni, per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, per interventi di demolizione delle opere non soggette a sanatoria entro la data di entrata in vigore della presente legge, nonché per gli interventi di risanamento urbano e ambientale delle aree interessate dall'abusivismo. I comuni che, ai sensi dell'articolo 39, comma 9, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, hanno adottato provvedimenti per consentire la realizzazione di opere di urbanizzazione con scorporo delle aliquote, possono utilizzare una quota parte delle somme vincolate per la costituzione di un apposito fondo di garanzia per l'autorecupero, con l'obiettivo di sostenere l'azione delle forme consortili costituitesi e di integrare i progetti relativi alle predette opere con progetti di intervento comunale.
49. Per l'attività istruttoria connessa al rilascio delle concessioni in sanatoria i comuni possono utilizzare i fondi all'uopo accantonati, per progetti finalizzati da svolgere oltre l'orario di lavoro ordinario, ovvero nell'ambito dei lavori socialmente utili. I comuni possono anche avvalersi di liberi professionisti o di strutture di consulenze e servizi ovvero promuovere convenzioni con altri enti locali.
50. La concessione di indennizzi, ai sensi della legislazione sulle calamità naturali, è esclusa nei casi in cui gli immobili danneggiati siano stati eseguiti abusivamente in zone alluvionali; la citata concessione di indennizzi è altresì esclus
55248 4278696
48. Fino alla data di entrata in vigore delle nuove tariffe d'estimo le vigenti rendite catastali urbane sono rivalutate del 5% ai fini dell'applicazione dell'Imposta comunale sugli immobili e di ogni altra imposta.
49. Al Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del presidente della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nell'articolo 34, comma 4-quater, le parole: «un milione di lire» sono sostituite dalle seguenti: «unmilionecentomila lire».
50. Fino alla data di entrata in vigore delle nuove tariffe d'estimo, ai soli fini delle imposte sui redditi, i redditi dominicali e agrari sono rivalutati, rispettivamente, dell'80 e del 70%. L'incremento si applica sull'importo posto a base della rivalutazione operata ai sensi dell'articolo 31, comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724.
51. Fino alla data di entrata in vigore delle nuove tariffe d'estimo ai fini dei tributi diversi da quelli indicati nel comma 50 i redditi dominicali sono rivalutati del 25%. L'incremento si applica sull'importo posto a base della rivalutazione operata ai sensi dell'articolo 31, comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724.
a) per quanto riguarda le imposte sui redditi e l'Imposta comunale sugli immobili a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 1996;
b) per quanto riguarda le altre imposte, agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni apertesi e alle donazioni fatte a decorrere dal 1° gennaio 1997.
«Art. 6 - (Determinazione delle aliquote e dell'imposta) - 1. L'aliquota è stabilita dal comune, con deliberazione da adottare entro il 31 ottobre di ogni anno, con effetto per l'anno successivo. Se la delibera non è adottata entro tale termine, si applica l'aliquota del 4 per mille, ferma restando la disposizione di cui all'articolo 84 del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, come modificato dal decreto legislativo 11 giugno 1996, n. 336 (Periodo modificato dal D.L. 669/96).
4. Restano ferme le disposizioni dell'articolo 4, comma 1, del decreto legge 8 agosto 1996, n. 437, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 ottobre 1996, n. 556».
54. Per l'anno 1997, la delibera di cui al comma 1 dell'articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, come sostituito dal comma 53, deve essere adottata entro il 15 aprile 1997.
«Art. 8 - (Riduzioni e detrazioni dall'imposta) - 1. L'imposta è ridotta del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili o inabilitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. L'inagibilità o inabitabilità è accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa il contribuente ha facoltà di presentare dichiarazione sostitutiva ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente. L'aliquota può essere stabilita dai comuni nella misura del 4 per mille, per un periodo comunque non superiore a tre anni, relativamente ai fabbricati realizzati per la vendita e non venduti dalle imprese che hanno per oggetto esclusivo o prevalente dell'attività la costruzione e l'alienazione di immobili.
2. Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, lire 200 mila rapportate al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione, se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente.
3. A decorrere dall'anno di imposta 1997, con la deliberazione di cui al comma 1 dell'articolo 6 l'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo può essere ridotta fino al 50%; in alternativa, l'importo di lire 200 mila, di cui al comma 2 del presente articolo, può essere elevato, fino a lire 500 mila, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alle unità immobiliari, appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, nonché agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari».
56. I comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.
57. Una percentuale del gettito dell'imposta comunale sugli immobili può essere destinata al potenziamento degli uffici tributari del comune. I dati fiscali a disposizione del comune sono ordinati secondo procedure informatiche, stabilite con decreto del ministro delle finanze, allo scopo di effettuare controlli incrociati coordinati con le strutture dell'amministrazione finanziaria.
58. Gli uffici tributari dei comuni partecipano all'ordinaria attività di accertamento fiscale in collaborazione con le strutture dell'amministrazione finanziaria. Partecipano altresì all'elaborazione dei dati fiscali risultanti da operazioni di verifica. Il comune chiede all'ufficio tecnico erariale la classificazione di immobili il cui classamento risulti non aggiornato ovvero palesemente non congruo rispetto a fabbricati similari e aventi medesime caratteristiche. L'ufficio tecnico erariale procede prioritariamente alle operazioni di verifica degli immobili segnalati dal comune.
59. I termini previsti dall'articolo 11, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, per la notifica degli avvisi di liquidazione e di accertamento in rettifica, relativi all'Imposta comunale sugli immobili dovuta per l'anno 1994, sono prorogati di un anno.
«76. Il consiglio comunale può individuare le aree escluse dall'applicazione del comma 75 entro il 31 dicembre 1997; sono fatte salve le domande di acquisto presentate prima dell'approvazione della delibera comunale»;
b) dopo il comma 78 è inserito il seguente:
«78-bis. Le aree alle quali sono applicate le disposizioni dei commi da 75 a 78 sono disciplinate dalla convenzione di cui all'articolo 8, commi primo, quarto e quinto, della legge 28 gennaio 1977, n. 10, per una durata pari a quella massima prevista da queste ultime disposizioni diminuita del tempo trascorso fra la data di stipulazione della convenzione che ha accompagnato la concessione del diritto di superficie o la cessione in proprietà delle aree e quella di stipulazione della nuova convenzione»;
c) al comma 79, sono aggiunte, in fine, le parole: «; tale deliberazione diviene titolo esecutivo, per l'ottenimento delle somme dovute al comune a carico di ogni singolo condomino o socio di cooperativa;
d) il comma 80 è abrogato;
e) il comma 81 è sostituito dal seguente:
«81. Gli atti e le convenzioni di cui ai commi da 75 a 79 sono soggetti a registrazione a tassa fissa e non si considerano, agli effetti dell'Imposta sul valore aggiunto, operazioni svolte nell'esercizio di attività commerciali».
b) il decimo comma è sostituito dal seguente:
«I comuni e i consorzi possono, nella convenzione, stabilire, a favore degli enti e delle cooperative di cui al sesto comma che costruiscono alloggi da dare in locazione, condizioni particolari per quanto riguarda il corrispettivo della concessione e gli oneri relativi alle opere di urbanizzazione»;
c) l'undicesimo comma è sostituito dal seguente:
«Le aree di cui al secondo comma, destinate alla costruzione di case economiche e popolari, sono concesse in diritto di superficie, ai sensi dei commi precedenti, o cedute in proprietà a cooperative edilizie e loro consorzi, a imprese di costruzione e loro consorzi e ai singoli, con preferenza per i proprietari espropriati ai sensi della presente legge sempre che questi abbiano i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni per l'assegnazione di alloggi di edilizia agevolata»;
d) il dodicesimo comma è sostituito dal seguente:
«I corrispettivi della concessione in superficie, di cui all'ottavo comma, lettera a), e i prezzi delle aree cedute in proprietà devono, nel loro insieme, assicurare la copertura delle spese sostenute dal comune o dal consorzio per l'acquisizione delle aree comprese in ciascun piano approvato a norma della legge 18 aprile 1962, n. 167; i corrispettivi della concessione in superficie riferiti al metro cubo edificabile non possono essere superiori al 60% dei prezzi di cessione riferiti allo stesso volume e il loro versamento può essere dilazionato in un massimo di 15 annualità, di importo costante o crescente, a un tasso annuo non superiore alla media mensile dei rendimenti lordi dei titoli pubblici soggetti a tassazione (rendistato) accertata dalla Banca d'Italia per il secondo mese precedente a quello di stipulazione della convenzione di cui al settimo comma. ll corrispettivo delle opere di urbanizzazione, sia per le aree concesse in superficie che per quelle cedute in proprietà, è determinato in misura pari al costo di realizzazione in proporzione al volume edificabile»;
e) l'alinea del tredicesimo comma è sostituito dal seguente: «Contestualmente all'atto della cessione della proprietà dell'area, tra il comune, o il consorzio, e il cessionario, viene stipulata una convenzione per atto pubblico, con l'osservanza delle disposizioni di cui all'articolo 8, comma primo, quarto e quinto, della legge 28 gennaio 1977, n. 10, la quale, oltre a quanto stabilito da tali disposizioni, deve prevedere:».
64. I comuni possono cedere in proprietà le aree già concesse in diritto di superficie nell'ambito dei piani delle aree destinate a insediamenti produttivi di cui all'articolo 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865. Il corrispettivo delle aree cedute in proprietà è determinato con delibera del consiglio comunale, in misura non inferiore alla differenza tra il valore delle aree da cedere direttamente in diritto di proprietà e quello delle aree da cedere in diritto di superficie, valutati al momento della trasformazione di cui al presente comma. La proprietà delle suddette aree non può essere ceduta a terzi nei cinque anni successivi all'acquisto. N23
65. All'articolo 5-bis del decreto legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«7-bis. In caso di occupazioni illegittime di suoli per causa di pubblica utilità, intervenute anteriormente al 30 settembre 1996, si applicano per la liquidazione del danno i criteri di determinazione dell'indennità di cui al comma 1, con esclusione della riduzione del 40%. In tal caso l'importo del risarcimento è altresì aumentato del 10%. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ai procedimenti in corso non definiti con sentenza passata in giudicato». N19
83. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabiliti nuovi giochi ed estrazioni infrasettimanali del gioco del lotto. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri del tesoro e per i beni culturali e ambientali, da emanare entro il 30 giugno di ogni anno, sulla base degli utili erariali derivanti dal gioco del lotto accertati nel rendiconto dell'esercizio immediatamente precedente, è riservata in favore del Ministero per i beni culturali e ambientali una quota degli utili derivanti dalla nuova estrazione del gioco del lotto, non superiore a 300 miliardi di lire, per il recupero e la conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari “, nonché per interventi di restauro paesaggistico” N40 “e per attività culturali” N41.
86. Il ministro del tesoro, al fine di attivare il processo di dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato, è autorizzato a sottoscrivere quote di fondi immobiliari istituiti ai sensi dell'articolo 14-bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86, come sostituito dal comma 111, mediante apporto di beni immobili e di diritti reali su immobili appartenenti al patrimonio dello Stato, nonché mediante apporti in denaro nella misura stabilita dalla citata legge n. 86 del 1994. "Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica si avvale a tal fine di uno o più consulenti finanziari o immobiliari, incaricati anche della valutazione dei beni, scelti, anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, con procedure competitive tra primarie società nazionali ed estere".N15
87. Abrogato dalla L. 488/99.
Finanziamenti per opere ed interventi in materia di viabilità, di infrastrutture, di difesa del suolo, nonchè per la salvaguardia di Venezia.
Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica.
Articolo 3, comma 164.
Il provvedimento adegua le modalità di calcolo dei diritti di usufrutto e delle rendite o pensioni, in ragione della modificazione della misura del saggio legale fissata allo 0,3 per cento in ragione d’anno, con decorrenza dal 01/01/2018 (D. Min. Economia e Fin. 13/12/2017).
Le disposizioni di cui al Decreto in oggetto si applicano agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni apertesi ed alle donazioni fatte a decorrere dalla data del 01/01/2018.
Si rinvia per dettagli all'approfondimento: Determinazione del valore dei diritti di usufrutto, uso e abitazione con esempi.
Il provvedimento adegua le modalità di calcolo dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni, in ragione della modificazione della misura del saggio legale degli interessi avvenuta con il D.M. 07/12/2016 pubblicato in G.U. 14/12/2016, n. 291, che ha portato il saggio di interesse legale allo 0,1% a decorrere dal 01/01/2017.
Articolo 2, comma 185
Il provvedimento adegua le modalità di calcolo dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni, in ragione della modificazione della misura del saggio legale degli interessi avvenuta con il D.M. 11/12/2015 pubblicato in G.U. 15/12/2015, n. 291, che ha portato il saggio di interesse legale allo 0,2% a decorrere dal 01/01/2016.
Il provvedimento adegua le modalità di calcolo dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni, in ragione della modificazione della misura del saggio legale degli interessi avvenuta con il D.M. 11/12/2014 pubblicato in G.U. 15/12/2014, n. 290, che ha portato il saggio di interesse legale allo 0,5% a decorrere dal 01/01/2015.
Adeguamento delle modalità di calcolo delle rendite o pensioni, dei diritti di usufrutto a vita ai fini dell'applicazione delle imposte di registro e sulle successioni e donazioni.
D.P.R. 23.3.98, n. 138. Regoalmento recante norme per la revisione delle zone censuarie, delle tariffe d'estimo delle unità immobiliari urbane e dei relativi criteri, nonchè delle commissioni censuarie, in esecuzione dell'art. 3 della L. 662/98.
Lavoro a tempo parziale e disciplina delle incompatibilita'. Art. 1, commi 56-65, della L. 662/96.
Legge 23.12.96, n. 662, art. 1, commi 56-65, tempo parziale e disciplina delle incompatibilita'.
1. Edilizia ed urbanistica - Permesso di costruire - Manufatti interrati - Occorre permesso
1. Costituiscono lavori di costruzione edilizia, per i quali occorre la concessione, ora permesso di costruire, non soltanto quelli di realizzazione di manufatti che si elevano al di sopra del suolo, ma anche quelli in tutto o in parte interrati e che, comunque, trasformino durevolmente l’area impegnata dai lavori stessi, come le opere per la edificazione di una piscina. Peraltro, il regime autorizzatorio, valido per le pertinenze, non può essere invocato quando la piscina è posta al servizio di un albergo, caso il quale non rientra nella c.d. edilizia residenziale, né la sua costruzione può ricondursi alla categoria degli interventi riguardanti la destinazione di aree ad attività sportive, senza creazione di volumetria, prevista dall’art. 2, c. 60, L. 96/662.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Posa di modesti pannelli ai lati di balcone - Non è tale.
1. L'ingiunzione a demolire modestissimi pannelli in vetro e alluminio anodizzato posti ai due lati di un balcone - con dichiarate finalità di protezione dagli agenti atmosferici (soprattutto vento) e senza creazione di spazi, superfici e volumi ulteriori - è illegittima; infatti il predetto intervento non rientra tra quelli di ristrutturazione edilizia e quindi soggetto a concessione, bensì, a tutto concedere, tra quelli aventi finalità di natura conservativa, per la cui realizzazione la legge [art. 4 D.L. 5 ottobre 1993 n. 398 convertito con modifiche dalla L. 4 dicembre 1993 n. 493 (e poi sostituito dall'art. 2, comma 60, L. 23 dicembre 1996 n. 662 e successive modifiche)] prevede la semplice denuncia di inizio di attività.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Costruzione in zona vincolata - Indennità ex art. 15 L. 39/1497 - é sanzione amministrativa.
1. L’indennità prevista per abusi edilizie in zone soggette a vincolo paesaggistico costituisce ai sensi dell’art. 15 della L. 29 giugno 1939 n. 1497 una sanzione amministrativa, che prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale, non rappresentando una forma di risarcimento del danno; pertanto tale sanzione è applicabile anche se sia intervenuto il previsto nulla-osta, come precisato dall’art. 2, comma 46 della L. 23 dicembre 1996 n. 662.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Costruzione abusiva - Indennità da pagare ex art. 15 L. 1939 n. 1497 - Natura. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Costruzione abusiva - Indennità da pagare ex art. 15 L. 1939 n. 1497 - Anche per abuso condonabile.
1. L'indennità prevista dall'art. 15 della L. 29 giugno 1939 n. 1497 in caso di violazione degli obblighi sull'osservanza della tutela del vincolo paesaggistico è dovuta anche se la costruzione non abbia causato danno all'ambiente, giacché costituisce non già una forma di risarcimento danni ma una vera e propria sanzione amministrativa. 2. L'indennità che l'art. 15 della L. 29 giugno 1939 n. 1497 prevede in caso di violazione degli obblighi sulla tutela del paesaggio è dovuta, ai sensi dell'art. 2, comma 46, della L. 23 dicembre 1996 n. 662 anche se la costruzione abusiva è stata ammessa al condono.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Anche postumo dopo domanda sanatoria ex art. 13 L. 1985 n. 47. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Costruzione abusiva - Indennità da pagare ex art. 15 L. 1939 n. 1497 - Natura. 3. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Costruzione abusiva - Indennità da pagare ex art. 15 L. 1939 n. 1497 - Anche per abuso condonabile.
1. Il nulla osta regionale per costruzione edilizia in zona soggetta a vincolo paesaggistico può essere rilasciato anche dopo la sanatoria concessa ai sensi dell'art. 13 della L. 28 febbraio 1985 n. 47 per la stessa costruzione abusiva; infatti è legittima la valutazione in via postuma della Regione circa il pregiudizio alla tutela del vincolo che può recare il nuovo edificio. 2. L'indennità prevista dall'art. 15 della L. 29 giugno 1939 n. 1497 in caso di violazione degli obblighi sull'osservanza della tutela del vincolo paesaggistico è dovuta anche se la costruzione non abbia causato danno all'ambiente, giacché costituisce non già una forma di risarcimento danni ma una vera e propria sanzione amministrativa. 3. L'indennità che l'art. 15 della L. 29 giugno 1939 n. 1497 prevede in caso di violazione degli obblighi sulla tutela del paesaggio è dovuta, ai sensi dell'art. 2, comma 46, della L. 23 dicembre 1996 n. 662 anche se la costruzione abusiva è stata ammessa al condono.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Variante - Art. 15 L. 1985 n. 47 - Abrogazione implicita ex L. 1996 n. 662. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Varianti - Opere di ristrutturazione - Non sono tali - Normativa applicabile.
1. In materia edilizia, "l'attività" ha ricevuto nuova e completa regolamentazione dalla L. 23 dicembre 1996 n. 662, che ha implicitamente abrogato il regime precedente, contenuto nell'art. 15 L. 28 febbraio 1985 n. 47, in quanto il raffronto tra le due fattispecie normative non consente di individuare ipotesi già soggette alla precedente disciplina non riconducibili a quelle contemplate dalla nuova. 2. In materia edilizia, non sono riconducibili alla categoria dell'attività in variante ed alla correlativa disciplina, le opere effettuate nel corso di una ristrutturazione, come, ad esempio, una demolizione e ricostruzione di muri perimetrali con conseguente modifica delle unità immobiliari, nonché di quelle effettuate in violazione delle prescrizioni particolari contenute nella originaria concessione; siffatti interventi, comportando una violazione delle prescrizioni e modalità esecutive della originaria concessione, integrano, per contro, gli estremi del reato di costruzione in parziale difformità ai sensi dell'art. 20 lett. a) L. 28 febbraio 1985 n. 47.
1. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanatoria - Volumetria condonabile - Superabile in base a concessione poi annullata od ottenuta con attività illecita. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Ottenuta con illecito penale - Esiste ma è illegittima. 3. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanatoria - Ex art. 39 L. 1994 n. 724 - Concessione annullata - Volumetria maggiore del limite condonabile - Effetti. 4. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanatoria - Diritti dei terzi per violazione distanze - Permangono - Loro possibili azioni. 5. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanatoria - Domanda di condono con documentazione incompleta - Invito della P.A. a presentarla - Necessità. 6. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanatoria - Parere Commissione edilizia - Non necessario.
1. Il limite di cubatura edilizia condonabile si può superare, ai sensi dell'art. 39 L. 23 dicembre 1994 n. 724, ai fini della sanatoria di opere edilizie costruite in base a concessione edilizia che sia stata ottenuta con attività illecita oppure che sia stata successivamente annullata. 2. La concessione edilizia ottenuta commettendo un illecito penale (come corruzione, abuso d'ufficio) non è inesistente per carenza di potere ma bensì illegittima per cattivo uso del potere pubblico. 3. La norma dell'art. 39 L. 23 dicembre 1994 n. 724 che consente di superare il limite dei 750 m3 condonabili in caso di concessione edilizia annullata va interpretata nel senso che in ipotesi di concessione edilizia annullata l'opera condonabile è quella conforme alla concessione edilizia medesima quanto alla cubatura, se superiore a 750 m3 (se inferiore, opera la regola generale della condonabilità fino a 750 m3); ne consegue l'inapplicabilità del condono edilizio nei casi di opera superiore a 750 m3, difforme, riguardo alla cubatura, dalla concessione edilizia annullata; devono invece ritenersi condonabili le opere realizzate in base a concessione edilizia annullata dalla quale esse siano difformi in aspetti, diversi dalla cubatura, che in regime ordinario sarebbero suscettibili di concessione in sanatoria (come p.e., parziali difformità, sanabili, di finestre, distribuzione interna e simili). 4. Il condono edilizio interessa i rapporti fra la pubblica Amministrazione e il privato costruttore, che può fruirne anche se l'edificio abusivo violi le norme sulle distanze legali; restano però naturalmente illesi i diritti dei terzi che possono far valere la violazione delle norme suddette e chiedere il risarcimento dei danni o la demolizione delle opere abusive. 5. La domanda di condono edilizio che contenga una documentazione incompleta non può essere rigettata, sussistendo l'onere dell'Amministrazione di invitare l'interessato a integrare la documentazione mancante. 6. Ai fini del rilascio della concessione edilizia in sanatoria nell'ambito del condono edilizio il parere della Commissione edilizia non è obbligatorio, ma al più facoltativo.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Variante - Art. 15 L. 1985 n. 47 - Abrogazione implicita ex L. 1996 n. 662.
1. In materia urbanistica, con l'entrata in vigore della L. 23 dicembre 1996 n. 662 si è avuta una implicita abrogazione del regime di cui all'art. 15 L. 28 febbraio 1985 n. 47 in tema di realizzazione di varianti; infatti, con la riforma del 1996 risulta completamente disciplinato il regime a cui deve essere sottoposta l'attività in variante ed il raffronto tra le due fattispecie non consente di individuare ipotesi già soggette alla precedente disciplina non riconducibili a quelle regolate dalla nuova.
1. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanatoria - Prescrizione - Aggiunta dei giorni di sospensione ex artt. 29 L. 1994 n. 724; 38 L. 1985 n. 47 e 2, comma 40, L. 1996 n. 662.
1. In materia di condono edilizio, al periodo ordinario di prescrizione vanno aggiunti 223 giorni per la sospensione introdotta dall'art. 29 L. 23 dicembre 1994 n. 724, nella parte in cui recepisce l'art. 44 L. 28 febbraio 1985 n. 47, che per essere disposta direttamente dal Legislatore ha carattere automatico; va altresì aggiunto l'ulteriore termine di anni due, dal 31 marzo 1995 al 31 marzo 1997, per la sospensione di cui agli artt. 38 L. 28 febbraio 1985 n. 47 e 2 comma 40 L. 23 dicembre 1996 n. 662, che si applica allorché sussista una istanza di condono e la ricevuta dell'effettuato versamento.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Denuncia inizio attività - Sufficiente per opere interne senza modifica di sagoma - Omissione - Conseguenti sanzioni.
1. Le opere interne di singole unità immobiliari che non comportino modifiche della sagoma e dei prospetti e non rechino pregiudizio alla statica dell'immobile sono soggette solo a denuncia di inizio attività, la cui omissione è sanzionata, ai sensi dell'art. 4, comma 13, L. 23 dicembre 1996 n. 662, solo in via amministrativa.
Casa, quattro vie per sostenere acquisto e mutuo da Il Sole 24 Ore
Mutui e auto d'epoca, il vecchio redditometro dà scacco matto da Italia Oggi Sette