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Timestamp: 2017-10-22 17:33:04+00:00
Document Index: 93368532

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.14', 'art.4', 'art.13', 'art.1', 'art. 3', 'art.5', 'art.8', 'art. 9', 'art.9', 'art.10', 'art.6', 'art.32', 'art.16', 'art.11', 'art.17', 'art.6']

Server Donne - Fecondazione assistita secondo la Legge 40 di Giancarla Codrignani
magazinepoliticheFecondazione assistita secondo la Legge 40 di Giancarla Codrignani
Andiamo per ordine. In primo luogo, se è giusto - per tutti, i credenti in primo luogo - interrogarsi sull'origine della vita e sulla volontà di Dio, bisogna anche chiedersi se si può farlo "per legge". La legge ha altre funzioni e non può partire da convinzioni ideologiche, altrimenti avrebbe ragione l'Islam che fa coincidere legge e norma religiosa. Analogamente anche la scienza ha diritto alla sua autonomia e, se vediamo scienziati spregiudicati, in primo luogo pensiamo se abbiamo educato i nostri figli al senso del limite o invece al bisogno di successo; in secondo luogo predisponiamo leggi di controllo per impedire gli abusi senza implicare la libertà della ricerca, stabilendo, per esempio, la gratuità delle donazioni genetiche e imponendo controlli e trasparenza alle strutture private.
La nostra è un'epoca galileiana e quelle che erano le teorie dell'universo, oggi sono le frontiere della genetica. Assume, dunque, reale importanza la questione-embrione, almeno per capire di che cosa si tratta in sede morale, in sede medica, in sede giuridica. Se dal Medioevo al secolo scorso la Chiesa ha collegato l'animazione al movimento e il riconoscimento della sacralità del feto al terzo mese (soglia che anche i laicisti conservano per l'interruzione di gravidanza), non è accaduto solo per dipendenza culturale da Aristotele, bensì perché la vita fisica aveva allora meno tabù di oggi e si conosceva la precarietà della formazione degli organismi umani, non solo per i grandi numeri della mortalità infantile e degli aborti, ma per lo sfaldamento precoce degli embrioni. Oggi la scienza informa che l'80% dei concepimenti si disgrega senza dar segno di sé.
La natura ha una legge dura: è lo spreco degli investimenti che salva la specie. Va ricordata particolarmente a noi cattolici, che, educati alla concezione della fecondità come finalità e benedizione del matrimonio, siamo - probabilmente - più o meno segretamente, i principali utenti della PMA. Non dimentichiamo che la Chiesa un tempo non accoglieva gli embrioni nel regno dei cieli, ma oggi ha accettato Darwin.
Tornando ai problemi referendari, occorre anche chiedersi come staranno le cose se verrà mantenuta la legge 40, che è crudele, ma anche malfatta. Oltre al già sottolineato, giuridicamente insostenibile conflitto fra gli uguali diritti della madre e del concepito (art.2), al divieto di impiantare più di tre embrioni con cui lo stato si sostituisce al medico (art.14), all'esclusione della fecondazione eterologa (art.4), e all'impossibilità per la ricerca scientifica di utilizzare gli embrioni soprannumerari pur destinati all'estinzione (art.13 e 14), non è inutile elencare alcune delle conseguenze più rilevanti che imporranno comunque una nuova redazione di una legge malfatta, praticabile solo per abuso di autorità e vantaggiosa solo per il turismo procreativo dei più abbienti.
° La legge 40 si occupa di sterilità, la distingue dall'infertilità (a cui impone altri rimedi) e rimuove i portatori sani di malattie trasmissibili che debbono accettare anche gli embrioni malati (art.1). Così l'embrione-persona, che non può essere congelato in provetta, una volta impiantato nell'utero, può diventare improvvisamente "oggetto" di aborto. Un aborto obbligato perché gli embrioni, anche quelli già conservati, non potranno mai essere adottati: si tratterebbe di inseminazione eterologa.
° All'art. 3 si fa riferimento alla normativa sui consultori, per includere fra i loro compiti anche l'informazione sulla PMA insieme all'adozione, senza distinguere (forse per ignoranza) la pratica che risarcisce la sterilità da una che favorisce il minore in abbandono.
° L'esclusione della fecondazione eterologa contrasta con l'etica della responsabilità che, accettata fino ad oggi, privilegia la genitorialità affettiva rispetto a quella biologica. Si desume che la logica che informa questo principio sia la necessità che i figli abbiano accanto le figure genitoriali biologiche del padre e della madre. Giocherà, però, anche il timore maschile di un assurdo adulterio artificiale. Eppure siamo il paese che, oltre alla latitanza maschile a fianco delle "ragazze madri", fino a tre o quattro decenni fa colpevolizzava sulla carta di identità i figli di NN, che ricevevano uno stigma sociale, ma non necessariamente diventavano devianti o psicotici. Va sottolineato che la stessa logica impone che i genitori siano 'entrambi viventi"(art.5), cosa che, se vieta la fecondazione post-mortem, vieta anche che uno possa morire.
° La legge rende giuridicamente problematici gli articoli del codice civile che distinguono i figli nati in circostanza di matrimonio o da convivenze (art.8), o che sanciscono la possibilità di disconoscimento dei figli nati "naturalmente" oppure garantiscono la volontà della madre di non essere nominata, garanzia negata alla donna che partorisce a seguito di PMA (art. 9).
° Dubbia - dal solo punto di vista giuridico, ovviamente - è l'umana comprensione che la legge, pur avendo vietato le PMA eterologhe, concede ai trasgressori, (art.9), mentre obiettivo di gravi penalizzazioni sono i medici, ai quali non solo si nega la competenza sanitaria, la responsabilità sulle condizioni della paziente e la decisione circa il numero degli embrioni da impiantare, ma si comminano pesanti sanzioni (per tentata clonazione da 10 a 20 anni)(art.10).
° Un interrogativo sulla competenza giuridica del legislatore si pone per il divieto alla donna (art.6) di revocare il consenso (anche in caso di embrioni malati), dato che l'art.32 della Costituzione vieta che "per legge" si possa essere obbligati a trattamenti sanitari.
° Si riconosce il diritto all'obiezione di coscienza per il personale sanitario anche se la procreazione medicalmente assistita non ha alcuna affinità con l'aborto (art.16).
° Vengono trasmessi al Ministero della salute i dati per "il registro nazionale delle strutture autorizzate, degli embrioni formati e dei nati" (art.11), e all'Istituto superiore di Sanità l'indicazione "numerica" degli embrioni prodotti e quella "nominativa" di coloro che "hanno fatto ricorso alle tecniche a seguito delle quali sono stati formati gli embrioni" che non definisce i soli donatori (art.17).
° Sembra che non solo la legge 40, ma anche l'opinione di gran parte delle forze politiche rifiuti alla donna single l'accesso alla PMA, giudicato un'assurdità o una trasgressione riprovevole. Forse non si riesce a riconoscere che cosa sia l'autodeterminazione.
° L'autodeterminazione della donna viene negata davanti alla personalità determinante dell'embrione: evidentemente, dato che l'embrione diventa feto, la si negherà anche per la 194, da rivedere per allineare le donne alla volontà dello stato-padre.
° Si menziona l'obbligo di informare sui costi "qualora si tratti di strutture private autorizzate"(art.6), senza dire che cosa fanno la strutture pubbliche e se fosse mai, per caso, prevista la gratuità.
Come si vede, se il 12 giugno non si raggiunge il quorum, resterà una legge imprecisa e discutibile anche in tutte le parti che non sono materia di referendum. In ogni caso andrà rifatta democraticamente. Democraticamente in questo caso significa nel rispetto della "madre dell'embrione" e del principio di autodeterminazione.