Source: https://job.fanpage.it/la-naspi-spetta-in-caso-di-licenziamento-disciplinare-e-conciliazione-volontaria/
Timestamp: 2019-12-14 04:28:47+00:00
Document Index: 100303415

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6']

La Naspi spetta in caso di licenziamento disciplinare e conciliazione volontaria
La nuova indennità di disoccupazione Naspi spetta anche in caso di licenziamento disciplinare del lavoratore (o per giusta causa) e in caso di accettazione di un accordo di conciliazione volontaria. A chiarirlo è il Ministero del Lavoro in un interpello nel quale conferma il diritto all’ex Aspi anche in caso di dimissioni per giusta causa.
Diritti dei lavoratoriInpsjob news 27 aprile 2015 15:57
La nuova assicurazione sociale per l’impiego Naspi spetta al lavoratore anche in caso di licenziamento disciplinare oppure nel caso in cui accetti di firmare un accordo di conciliazione volontaria con il datore di lavoro. A chiarirlo è un interpello del Ministero del Lavoro, il quale include tali ipotesi nell’ambito dei casi di disoccupazione involontaria per i quali spetta il diritto all’ex indennità di disoccupazione.
Vediamo ora l’interpello del Ministero del Lavoro n. 13 del 24 aprile 2015.
La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori ha chiesto al Ministero la corretta interpretazione dell’art. 3 del D. Lgs. n. 22/2015 in materia di Naspi e nello specifico “se la nuova indennità di disoccupazione possa essere riconosciuta anche in favore dei lavoratori licenziati per motivi disciplinari e se sia possibile ricomprendere, tra le ipotesi per le quali viene concessa la NASpI, anche i casi di accettazione da parte del lavoratore licenziato dell’offerta economica propostagli dal datore nella c.d. “conciliazione agevolata” ex art. 6, D.Lgs. n. 23/2015”.
L’art. 3 del D. Lgs. n. 22 del 2015 stabilisce che “ “la Nuova Prestazione di Assicurazione per l’Impiego è riconosciuta ai lavoratori che abbiamo perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino una serie congiunta di requisiti”, come declinati dalle lettere a), b) e c) del medesimo comma.
Le altre considerazioni del Ministero. Il Ministero ricorda di aver già avuto modo di chiarire, con interpello n. 29/2013 sulla concessione dell’ASpI, come “non sembra potersi escludere che l’indennità di cui al comma 1 e il contributo di cui al comma 31 dell’art. 2, L. n. 92/2012 siano corrisposti in ipotesi di licenziamento disciplinare, così come del resto ha inteso chiarire l’Istituto previdenziale, il quale è intervenuto con numerose circolari (cfr. INPS circc. n. 140/2012, 142/2012, 44/2013) per disciplinare espressamente le ipotesi di esclusione della corresponsione dell’indennità e del contributo in parola senza trattare l’ipotesi del licenziamento disciplinare”.
Naspi e conciliazione volontaria
Il Ministero: “In relazione alla nuova procedura della c.d. offerta di conciliazione “agevolata” introdotta dall’art. 6, D.Lgs. n. 23/2015, si ritiene altresì possibile riconoscere al lavoratore che accetta l’offerta de qua il trattamento indennitario della NASpI.
In definitiva, si ritiene possano essere ammessi alla fruizione del trattamento indennitario di cui alla NASpI sia i lavoratori licenziati per motivi disciplinari, sia quelli che abbiano accettato l’offerta economica del datore di lavoro nella ipotesi disciplinata dall’art. 6, D.Lgs. n. 23/2015”.
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