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Timestamp: 2016-12-03 06:47:58+00:00
Document Index: 139808644

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 88', 'art. 227', 'art. 42', 'art. 36', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 12']

Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 - Art. 149-226
D.Lgs. 2000
GU n. 227 del 28/09/2000 - SO n. 162/L
[ art. 1-87 ] [
art. 88-148 ] [ art. 227-275 ]
Art. 149. Principi generali in materia di finanza
propria e derivata
1. L'ordinamento
della finanza locale è riservato alla legge, che la coordina con la finanza
statale e con quella regionale.
2. Ai comuni e alle province la legge riconosce,
nell'ambito della finanza pubblica, autonomia finanziaria fondata su certezza di
risorse proprie e trasferite.
3. La legge assicura, altresì, agli enti locali
potestà impositiva autonoma nel campo delle imposte, delle tasse e delle
tariffe, con conseguente adeguamento della legislazione tributaria vigente. A
tal fine i comuni e le province in forza dell'articolo 52 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e successive modificazioni possono
disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo per
quanto attiene alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili,
dei soggetti passivi e dell'aliquota massima dei singoli tributi, nel rispetto
delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti. Per quanto
non regolamentato si applicano le disposizioni di legge vigenti.
4. La finanza dei comuni e delle province è costituita
b) addizionali e compartecipazioni ad imposte erariali
o regionali;
5. I trasferimenti erariali sono ripartiti in base a
criteri obiettivi che tengano conto della popolazione, del territorio e delle
condizioni socio-economiche, nonché in base ad una perequata distribuzione
delle risorse che tenga conto degli squilibri di fiscalità locale.
6. Lo Stato assegna specifici contributi per
fronteggiare situazioni eccezionali.
7. Le entrate fiscali finanziano i servizi pubblici
ritenuti necessari per lo sviluppo della comunità ed integrano la contribuzione
erariale per l'erogazione dei servizi pubblici indispensabili.
8. A ciascun ente locale spettano le tasse, i diritti,
le tariffe e i corrispettivi sui servizi di propria competenza. Gli enti locali
determinano per i servizi pubblici tariffe o corrispettivi a carico degli
utenti, anche in modo non generalizzato. Lo Stato e le regioni, qualora
prevedano per legge casi di gratuità nei servizi di competenza dei comuni e
delle province ovvero fissino prezzi e tariffe inferiori al costo effettivo
della prestazione, debbono garantire agli enti locali risorse finanziarie
compensative.
9. La legge determina un fondo nazionale ordinario per
contribuire ad investimenti degli enti locali destinati alla realizzazione di
opere pubbliche di preminente interesse sociale ed economico.
10. La legge determina un fondo nazionale speciale per
finanziare con criteri perequativi gli investimenti destinati alla realizzazione
di opere pubbliche unicamente in aree o per situazioni definite dalla legge
11. L'ammontare complessivo dei trasferimenti e dei
fondi è determinato in base a parametri fissati dalla legge per ciascuno degli
anni previsti dal bilancio pluriennale dello Stato e non è riducibile nel
12. Le regioni concorrono al finanziamento degli enti
locali per la realizzazione del piano regionale di sviluppo e dei programmi di
investimento, assicurando la copertura finanziaria degli oneri necessari
all'esercizio di funzioni trasferite o delegate.
13. Le risorse spettanti a comuni e province per spese
di investimento previste da leggi settoriali dello Stato sono distribuite sulla
base di programmi regionali. Le regioni, inoltre, determinano con legge i
finanziamenti per le funzioni da esse attribuite agli enti locali in relazione
al costo di gestione dei servizi sulla base della programmazione regionale.
Art. 150 - Principi in materia di ordinamento
finanziario e contabile degli enti locali è riservato alla legge dello Stato e
stabilito dalle disposizioni di principio del presente testo unico.
2. L'ordinamento stabilisce per gli enti locali i
principi in materia di programmazione, gestione e rendicontazione, nonché i
principi relativi alle attività di investimento, al servizio di tesoreria, ai
compiti ed alle attribuzioni dell'organo di revisione economico-finanziaria e,
per gli enti cui sia applicabile, alla disciplina del risanamento finanziario.
3. Restano salve le competenze delle regioni a statuto
speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano.
Art. 151 - Principi in materia di contabilità
1. Gli enti
locali deliberano entro il 31 dicembre il bilancio di previsione per l'anno
successivo, osservando i principi di unità, annualità, universalità ed
integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità. Il termine può
essere differito con decreto del Ministro dell'interno, d'intesa con il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentita la Conferenza
Stato-città ed autonomie locali, in presenza di motivate esigenze.
2. Il bilancio è corredato di una relazione
previsionale e programmatica, di un bilancio pluriennale di durata pari a quello
della regione di appartenenza e degli allegati previsti dall'articolo 172 o da
altre norme di legge.
3. I documenti di bilancio devono comunque essere
redatti in modo da consentirne la lettura per programmi, servizi ed interventi.
4. I provvedimenti dei responsabili dei servizi che
comportano impegni di spesa sono trasmessi al responsabile del servizio
finanziario e sono esecutivi con l'apposizione del visto di regolarità
contabile attestante la copertura finanziaria.
5. I risultati di gestione sono rilevati anche mediante
contabilità economica e dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del
bilancio e il conto del patrimonio.
6. Al rendiconto è allegata una relazione illustrativa
della giunta che esprime le valutazioni di efficacia dell'azione condotta sulla
base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti.
7. Il rendiconto è deliberato dall'organo consiliare
1. Con il
regolamento di contabilità ciascun ente locale applica i principi contabili
stabiliti dal presente testo unico, con modalità organizzative corrispondenti
alle caratteristiche di ciascuna comunità, ferme restando le disposizioni
previste dall'ordinamento per assicurare l'unitarietà ed uniformità del
sistema finanziario e contabile.
2. Il regolamento di contabilità assicura, di norma,
la conoscenza consolidata dei risultati globali delle gestioni relative ad enti
od organismi costituiti per l'esercizio di funzioni e servizi.
3. Il regolamento di contabilità stabilisce le norme
relative alle competenze specifiche dei soggetti dell'amministrazione preposti
alla programmazione, adozione ed attuazione dei provvedimenti di gestione che
hanno carattere finanziario e contabile, in armonia con le disposizioni del
presente testo unico e delle altre leggi vigenti.
4. I regolamenti di contabilità sono approvati nel
rispetto delle norme della parte seconda del presente testo unico, da
considerarsi come principi generali con valore di limite inderogabile, con
eccezione delle sottoelencate norme, le quali non si applicano qualora il
regolamento di contabilità dell'ente rechi una differente disciplina:
articoli 177 e 178;
articoli 179, commi 2, (lettere b) c) e d), e 3, 180,
commi da 1a 3, 181, commi 1 e 3, 182, 184, 185, commi da 2 a 4;
articoli 186, 191, comma 5, 197, 198;
articoli 199, 202. comma 2, 203, 205, 207;
articoli da 213 a 215, 216, comma 3, da 217 a 219, 221,
224, 225;
articoli 235, commi 2 e 3, 237, 238.
Art. 153. Servizio economico-finanziario
regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi sono disciplinati
l'organizzazione del servizio finanziario, o di ragioneria o qualificazione
corrispondente, secondo le dimensioni demografiche e l'importanza
economico-finanziaria dell'ente. Al servizio è affidato il coordinamento e la
gestione dell'attività finanziaria.
2. E' consentito stipulare apposite convenzioni tra gli
enti per assicurare il servizio a mezzo di strutture comuni.
3. Il responsabile del servizio finanziario di cui
all'articolo 151, comma 4, si identifica con il responsabile del servizio o con
i soggetti preposti alle eventuali articolazioni previste dal regolamento di
4. Il responsabile del servizio finanziario, di
ragioneria o qualificazione corrispondente, è preposto alla verifica di
veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di
spesa, avanzate dai vari servizi, da iscriversi nel bilancio annuale o
pluriennale ed alla verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate
e di impegno delle spese.
5. Il regolamento di contabilità disciplina le
modalità con le quali vengono resi i pareri di regolarità contabile sulle
proposte di deliberazione ed apposto il visto di regolarità contabile sulle
determinazioni dei soggetti abilitati. Il responsabile del servizio finanziario
effettua le attestazioni di copertura della spesa in relazione alle
disponibilità effettive esistenti negli stanziamenti di spesa e, quando
occorre, in relazione allo stato di realizzazione degli accertamenti di entrata
vincolata secondo quanto previsto dal regolamento di contabilità.
6. Il regolamento di contabilità disciplina le
segnalazioni obbligatorie dei fatti e delle valutazioni del responsabile
finanziario al legale rappresentante dell'ente, al consiglio dell'ente nella
persona del suo presidente, al segretario ed all'organo di revisione ove si
rilevi che la gestione delle entrate o delle spese correnti evidenzi il
costituirsi di situazioni - non compensabili da maggiori entrate o minori spese
- tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio. In ogni caso la segnalazione
è effettuata entro sette giorni dalla conoscenza dei fatti. Il consiglio
provvede al riequilibrio a norma dell'articolo 193, entro trenta giorni dal
ricevimento della segnalazione, anche su proposta della giunta.
7. Lo stesso regolamento prevede l'istituzione di un
servizio di economato, cui viene preposto un responsabile, per la gestione di
cassa delle spese di ufficio di non rilevante ammontare.
Art. 154 - Osservatorio sulla finanza e la
1. E' istituito
presso il Ministero dell'interno l'Osservatorio sulla finanza e la contabilità
2. L'Osservatorio ha il compito di promuovere la
corretta gestione delle risorse finanziarie, strumentali ed umane, la
salvaguardia degli equilibri di bilancio, l'applicazione dei principi contabili
e la congruità degli strumenti applicativi, nonché la sperimentazione di nuovi
modelli contabili. L'Osservatorio adotta iniziative di divulgazione e di
approfondimento finalizzate ad agevolare l'applicazione ed il recepimento delle
3. L'Osservatorio presenta al Ministro dell'interno
almeno una relazione annuale sullo stato di applicazione delle norme, con
proposte di integrazione normativa e di principi contabili di generale
4. Il presidente ed i componenti dell'Osservatorio, in
numero non superiore a diciotto, sono nominati dal Ministro dell'interno con
proprio decreto tra funzionari dello Stato, o di altre pubbliche
amministrazioni, professori e ricercatori universitari ed esperti. L'Upi, l'Anci
e l'Uncem designano ciascuna un proprio rappresentante. L'Osservatorio dura in
carica cinque anni.
5. Il Ministro dell'interno può assegnare ulteriori
funzioni nell'ambito delle finalità generali del comma 2 ed emanare norme di
funzionamento e di organizzazione.
6. L'Osservatorio si avvale delle strutture e
dell'organizzazione della Direzione centrale per la finanza locale e per i
servizi finanziari dell'Amministrazione civile del Ministero dell'interno.
7. Ai componenti dell'Osservatorio spettano il
trattamento economico ed i rimborsi spese previsti per i componenti della
Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali.
Art. 155 - Commissione per la finanza e gli
organici degli enti locali
Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali operante presso il
Ministero dell'interno, già denominata Commissione di ricerca per la finanza
locale, svolge i seguenti compiti:
a) controllo centrale, da esercitare prioritariamente
in relazione alla verifica della compatibilità finanziaria, sulle dotazioni
organiche e sui provvedimenti di assunzione di personale degli enti dissestati e
degli enti strutturalmente deficitari, ai sensi dell'articolo 243;
b) parere da rendere al Ministro dell'interno sul
provvedimento di approvazione o diniego del piano di estinzione delle
passività, ai sensi dell'articolo 256, comma 7;
c) proposta al Ministro dell'interno di misure
straordinarie per il pagamento della massa passiva in caso di insufficienza
delle risorse disponibili, ai sensi dell'articolo 256, comma 12;
d) parere da rendere in merito all'assunzione del mutuo
con la Cassa depositi e prestiti da parte dell'ente locale, ai sensi
dell'articolo 255, comma 5;
e) parere da rendere al Ministro dell'interno sul
provvedimento di approvazione o diniego dell'ipotesi di bilancio stabilmente
riequilibrato, ai sensi dell'articolo 261;
f) proposta al Ministro dell'interno di adozione delle
misure necessarie per il risanamento dell'ente locale, a seguito del
ricostituirsi di disavanzo di amministrazione o insorgenza di debiti fuori
bilancio non ripianabili con i normali mezzi o mancato rispetto delle
prescrizioni poste a carico dell'ente, ai sensi dell'articolo 268;
g) parere da rendere al Ministro dell'interno sul
provvedimento di sostituzione di tutto o parte dell'organo straordinario di
liquidazione, ai sensi dell'articolo 254, comma 8;
h) approvazione, previo esame, della rideterminazione
della pianta organica dell'ente locale dissestato, ai sensi dell'articolo 259,
2. La composizione e le modalità di funzionamento
della Commissione sono disciplinate con regolamento da adottarsi ai sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Art. 156 - Classi demografiche e popolazione
dell'applicazione delle disposizioni contenute nella parte seconda del presente
testo unico valgono per i comuni, se non diversamente disciplinato, le seguenti
classi demografiche:
2. Le disposizioni del presente testo unico e di altre
leggi e regolamenti relative all'attribuzione di contributi erariali di
qualsiasi natura, nonché all'inclusione nel sistema di tesoreria unica di cui
alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, alla disciplina del dissesto finanziario ed
alla disciplina dei revisori dei conti, che facciano riferimento alla
popolazione, vanno interpretate, se non diversamente disciplinato, come
concernenti la popolazione residente calcolata alla fine del penultimo anno
precedente per le province ed i comuni secondo i dati dell'Istituto nazionale di
statistica, ovvero secondo i dati dell'Uncem per le comunità montane. Per le
comunità montane e i comuni di nuova istituzione si utilizza l'ultima
popolazione disponibile.
1. Ai fini del
consolidamento dei conti pubblici gli enti locali rispettano le disposizioni di
cui agli articoli 25, 29 e 30 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
1. Per tutti i
contributi straordinari assegnati da amministrazioni pubbliche agli enti locali
è dovuta la presentazione del rendiconto all'amministrazione erogante entro
sessanta giorni dal termine dell'esercizio finanziario relativo, a cura del
segretario e del responsabile del servizio finanziario.
2. Il rendiconto, oltre alla dimostrazione contabile
della spesa, documenta i risultati ottenuti in termini di efficienza ed
efficacia dell'intervento.
3. Il termine di cui al comma 1 è perentorio. La sua
inosservanza comporta l'obbligo di restituzione del contributo straordinario
4. Ove il contributo attenga ad un intervento
realizzato in più esercizi finanziari l'ente locale è tenuto al rendiconto per
ciascun esercizio.
Art. 159 - Norme sulle esecuzioni nei confronti
1. Non sono
ammesse procedure di esecuzione e di espropriazione forzata nei confronti degli
enti locali presso soggetti diversi dai rispettivi tesorieri. Gli atti esecutivi
eventualmente intrapresi non determinano vincoli sui beni oggetto della
procedura espropriativa.
2. Non sono soggette ad esecuzione forzata, a pena di
nullità rilevabile anche d'ufficio dal giudice, le somme di competenza degli
enti locali destinate a:
a) pagamento delle retribuzioni al personale dipendente
e dei conseguenti oneri previdenziali per i tre mesi successivi;
b) pagamento delle rate di mutui e di prestiti
obbligazionari scadenti nel semestre in corso;
c) espletamento dei servizi locali indispensabili.
3. Per l'operatività dei limiti all'esecuzione forzata
di cui al comma 2 occorre che l'organo esecutivo, con deliberazione da adottarsi
per ogni semestre e notificata al tesoriere, quantifichi preventivamente gli
importi delle somme destinate alle suddette finalità.
4. Le procedure esecutive eventualmente intraprese in
violazione del comma 2 non determinano vincoli sulle somme né limitazioni
all'attività del tesoriere.
5. I provvedimenti adottati dai commissari nominati a
seguito dell'esperimento delle procedure di cui all'articolo 37 della legge 6
dicembre 1971, n. 1034, e di cui all'articolo 27, comma 1, numero 4, del testo
unico delle leggi sul Consiglio di Stato, emanato con regio decreto 26 giugno
1924, n. 1054, devono essere muniti dell'attestazione di copertura finanziaria
prevista dall'articolo 151, comma 4, e non possono avere ad oggetto le somme di
cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, quantificate ai sensi del comma 3.
Art. 160 - Approvazione di modelli e schemi
regolamento, da emanare a norma dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.
400, sono approvati:
a) i modelli relativi al bilancio di previsione, ivi
inclusi i quadri riepilogativi;
b) il sistema di codifica del bilancio e dei titoli
contabili di entrata e di spesa;
c) i modelli relativi al bilancio pluriennale;
d) i modelli relativi al conto del tesoriere;
e) i modelli relativi al conto del bilancio ivi incluse
la tabella dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà
strutturale e la tabella dei parametri gestionali;
f) i modelli relativi al conto economico ed al
g) i modelli relativi al conto del patrimonio;
h) i modelli relativi alla resa del conto da parte
degli agenti contabili di cui all'articolo 227.
2. Con regolamento, da emanare a norma dell'articolo 17
della legge 23 agosto 1988, n. 400, è approvato lo schema relativo alla
relazione previsionale e programmatica previo parere della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome.
Art. 161 - Certificazioni di bilancio
locali sono tenuti a redigere apposite certificazioni sui principali dati del
bilancio di previsione e del rendiconto. Le certificazioni sono firmate dal
segretario e dal responsabile del servizio finanziario.
2. Le modalità per la struttura, la redazione e la
presentazione delle certificazioni sono stabilite tre mesi prima della scadenza
di ciascun adempimento con decreto del Ministro dell'interno d'intesa con l'Anci,
con l'Upi e con l'Uncem, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.
3. La mancata presentazione di un certificato comporta
la sospensione dell'ultima rata del contributo ordinario dell'anno nel quale
avviene l'inadempienza.
4. Il Ministero dell'interno provvede a rendere
disponibili i dati delle certificazioni alle regioni, alle associazioni
rappresentative degli enti locali, alla Corte dei conti ed all'Istituto
1. Gli enti locali deliberano annualmente il bilancio di previsione
finanziario redatto in termini di competenza, per l'anno successivo, osservando
i principi di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità,
pareggio finanziario e pubblicità. La situazione corrente, come definita al
comma 6 del presente articolo, non può presentare un disavanzo.
2. Il totale delle entrate finanzia indistintamente il totale delle spese,
salvo le eccezioni di legge.
3. L'unità temporale della gestione è l'anno finanziario, che inizia il 1°
gennaio e termina il 31 dicembre dello stesso anno; dopo tale termine non
possono più effettuarsi accertamenti di entrate e impegni di spesa in conto
dell'esercizio scaduto.
4. Tutte le entrate sono iscritte in bilancio al lordo delle spese di
riscossione a carico degli enti locali e di altre eventuali spese ad esse
connesse. Parimenti tutte le spese sono iscritte in bilancio integralmente,
senza alcuna riduzione delle correlative entrate. La gestione finanziaria è unica come il relativo bilancio di previsione: sono vietate le gestioni di
entrate e di spese che non siano iscritte in bilancio.
5. Il bilancio di previsione è redatto nel rispetto dei principi di
veridicità ed attendibilità, sostenuti da analisi riferite ad un adeguato arco
di tempo o, in mancanza, da altri idonei parametri di riferimento.
6. Il bilancio di previsione è deliberato in pareggio finanziario
complessivo. Inoltre le previsioni di competenza relative alle spese correnti
sommate alle previsioni di competenza relative alle quote di capitale delle rate
di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari non possono essere
complessivamente superiori alle previsioni di competenza dei primi tre titoli
dell'entrata e non possono avere altra forma di finanziamento, salvo le
eccezioni previste per legge. Per le comunità montane si fa riferimento ai
primi due titoli delle entrate.
7. Gli enti assicurano ai cittadini ed agli organismi di partecipazione, di
cui all'articolo 8, la conoscenza dei contenuti significativi e caratteristici
del bilancio annuale e dei suoi allegati con le modalità previste dallo statuto
1. Nelle more dell'approvazione del bilancio di previsione da parte
dell'organo regionale di controllo, l'organo consiliare dell'ente delibera
l'esercizio provvisorio, per un periodo non superiore a due mesi, sulla base del
bilancio già deliberato. Gli enti locali possono effettuare, per ciascun
intervento, spese in misura non superiore mensilmente ad un dodicesimo delle
somme previste nel bilancio deliberato, con esclusione delle spese
tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato
in dodicesimi.
2. Ove non sia stato deliberato il bilancio di previsione, è consentita
esclusivamente una gestione provvisoria, nei limiti dei corrispondenti
stanziamenti di spesa dell'ultimo bilancio approvato, ove esistenti. La gestione
provvisoria è limitata all'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle
obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi
speciali tassativamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di
personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse, ed,
in generale, limitata alle sole operazioni necessarie per evitare che siano
arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente.
3. Ove la scadenza del termine per la deliberazione del bilancio di
previsione sia stata fissata da norme statali in un periodo successivo
all'inizio dell'esercizio finanziario di riferimento, l'esercizio provvisorio si
intende automaticamente autorizzato sino a tale termine e si applicano le
modalità di gestione di cui al comma 1, intendendosi come riferimento l'ultimo
bilancio definitivamente approvato.
1. L'unità elementare del bilancio per l'entrata è la risorsa e per la
spesa è l'intervento per ciascun servizio. Nei servizi per conto di terzi, sia
nell'entrata che nella spesa, l'unità elementare è il capitolo, che indica
2. Il bilancio di previsione annuale ha carattere autorizzatorio, costituendo
limite agli impegni di spesa, fatta eccezione per i servizi per conto di terzi.
3. In sede di predisposizione del bilancio di previsione annuale il consiglio
dell'ente assicura idoneo finanziamento agli impegni pluriennali assunti nel
corso degli esercizi precedenti.
1. Il bilancio di previsione annuale è composto da due parti, relative
rispettivamente all'entrata ed alla spesa.
2. La parte entrata è ordinata gradualmente in titoli, categorie e risorse,
in relazione, rispettivamente, alla fonte di provenienza, alla tipologia ed alla
specifica individuazione dell'oggetto dell'entrata.
3. I titoli dell'entrata per province, comuni, città metropolitane ed unioni
di comuni sono:
Titolo II - Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello
Stato, della regione e di altri enti pubblici anche in rapporto all'esercizio di
funzioni delegate dalla regione;
Titolo IV - Entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e
da riscossioni di crediti;
Titolo V - Entrate derivanti da accensioni di prestiti;
Titolo VI - Entrate da servizi per conto di terzi.
4. I titoli dell'entrata per le comunità montane sono:
Titolo I - Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello
Titolo II - Entrate extratributarie;
Titolo III - Entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e
Titolo IV - Entrate derivanti da accensioni di prestiti;
Titolo V - Entrate da servizi per conto di terzi.
5. La parte spesa è ordinata gradualmente in titoli, funzioni, servizi ed
interventi, in relazione, rispettivamente, ai principali aggregati economici,
alle funzioni degli enti, ai singoli uffici che gestiscono un complesso di
attività ed alla natura economica dei fattori produttivi nell'ambito di ciascun
servizio. La parte spesa è leggibile anche per programmi dei quali è fatta
analitica illustrazione in apposito quadro di sintesi del bilancio e nella
relazione previsionale e programmatica.
6. I titoli della spesa sono:
Titolo I - Spese correnti;
Titolo II - Spese in conto capitale;
Titolo III - Spese per rimborso di prestiti;
7. Il programma, il quale costituisce il complesso coordinato di attività,
anche normative, relative alle opere da realizzare e di interventi diretti ed
indiretti, non necessariamente solo finanziari, per il raggiungimento di un fine
prestabilito, nel più vasto piano generale di sviluppo dell'ente, secondo le
indicazioni dell'articolo 151, può essere compreso all'interno di una sola
delle funzioni dell'ente, ma può anche estendersi a più funzioni.
8. A ciascun servizio è correlato un reparto organizzativo, semplice o
complesso, composto da persone e mezzi, cui è preposto un responsabile.
9. A ciascun servizio è affidato, col bilancio di previsione, un complesso
di mezzi finanziari, specificati negli interventi assegnati, del quale risponde
il responsabile del servizio.
10. Ciascuna risorsa dell'entrata e ciascun intervento della spesa indicano:
a) l'ammontare degli accertamenti o degli impegni risultanti dal rendiconto
del penultimo anno precedente all'esercizio di riferimento e la previsione
aggiornata relativa all'esercizio in corso ;
b) l'ammontare delle entrate che si prevede di accertare o delle spese che si
prevede di impegnare nell'esercizio cui il bilancio si riferisce.
11. L'avanzo ed il disavanzo di amministrazione sono iscritti in bilancio,
con le modalità di cui agli articoli 187 e 188, prima di tutte le entrate e
prima di tutte le spese.
12. I bilanci di previsione degli enti locali recepiscono, per quanto non
contrasta con la normativa del presente testo unico, le norme recate dalle leggi
delle rispettive regioni di appartenenza per quanto concerne le entrate e le
spese relative a funzioni delegate, al fine di consentire la possibilità del
controllo regionale sulla destinazione dei fondi assegnati agli enti locali e
l'omogeneità delle classificazioni di dette spese nei bilanci di previsione
degli enti rispetto a quelle contenute nei rispettivi bilanci di previsione
regionali. Le entrate e le spese per le funzioni delegate dalle regioni non
possono essere collocate tra i servizi per conto di terzi nei bilanci di
previsione degli enti locali.
13. Il bilancio di previsione si conclude con più quadri riepilogativi.
14. Con il regolamento di cui all'articolo 160 sono approvati i modelli
relativi al bilancio di previsione, inclusi i quadri riepilogativi, il sistema
di codifica del bilancio ed il sistema di codifica dei titoli contabili di
entrata e di spesa, anche ai fini di cui all'articolo 157.
1. Gli enti locali iscrivono nel proprio bilancio di previsione un fondo di
riserva non inferiore allo 0,30 e non superiore al 2 per cento del totale delle
spese correnti inizialmente previste in bilancio.
2. Il fondo è utilizzato, con deliberazioni dell'organo esecutivo da
comunicare all'organo consiliare nei tempi stabiliti dal regolamento di
contabilità, nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio
o le dotazioni degli interventi di spesa corrente si rivelino insufficienti.
Art. 167 - Ammortamento dei beni
1. È data facoltà agli enti locali di
iscrivere nell'apposito intervento di ciascun servizio
l'importo dell'ammortamento accantonato per i beni relativi, almeno per il
trenta per cento del valore calcolato secondo i criteri dell'articolo 229.
2. L'utilizzazione delle somme accantonate ai fini del reinvestimento è
effettuata dopo che gli importi sono rifluiti nel risultato di amministrazione
di fine esercizio ed è possibile la sua applicazione al bilancio in conformità
all'articolo 187.
Art. 168 - Servizi per conto di terzi
1. Le entrate e le spese relative ai servizi per conto di terzi, ivi compresi
i fondi economali, e che costituiscono al tempo stesso un debito ed un credito
per l'ente, sono ordinati esclusivamente in capitoli, secondo la partizione
contenuta nel regolamento di cui all'articolo 160.
2. Le previsioni e gli accertamenti d'entrata conservano l'equivalenza con le
previsioni e gli impegni di spesa.
1. Sulla base del bilancio di previsione annuale deliberato dal consiglio,
l'organo esecutivo definisce, prima dell'inizio dell'esercizio, il piano
esecutivo di gestione, determinando gli obiettivi di gestione ed affidando gli
stessi, unitamente alle dotazioni necessarie, ai responsabili dei servizi.
2. Il piano esecutivo di gestione contiene una ulteriore graduazione delle
risorse dell'entrata in capitoli, dei servizi in centri di costo e degli
interventi in capitoli.
3. L'applicazione dei commi 1 e 2 del presente articolo è facoltativa per
gli enti locali con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e per le comunità
Art. 170 - Relazione previsionale e programmatica
1. Gli enti locali allegano al bilancio annuale di previsione una relazione
previsionale e programmatica che copra un periodo pari a quello del bilancio
2. La relazione previsionale e programmatica ha carattere generale. Illustra
anzitutto le caratteristiche generali della popolazione, del territorio,
dell'economia insediata e dei servizi dell'ente, precisandone risorse umane,
strumentali e tecnologiche. Comprende, per la parte entrata, una valutazione
generale sui mezzi finanziari, individuando le fonti di finanziamento ed
evidenziando l'andamento storico degli stessi ed i relativi vincoli.
3. Per la parte spesa la relazione è redatta per programmi e per eventuali
progetti, con espresso riferimento ai programmi indicati nel bilancio annuale e
nel bilancio pluriennale, rilevando l'entità e l'incidenza percentuale della
previsione con riferimento alla spesa corrente consolidata, a quella di sviluppo
ed a quella di investimento.
4. Per ciascun programma è data specificazione della finalità che si
intende conseguire e delle risorse umane e strumentali ad esso destinate,
distintamente per ciascuno degli esercizi in cui si articola il programma stesso
ed è data specifica motivazione delle scelte adottate.
5. La relazione previsionale e programmatica fornisce la motivata
dimostrazione delle variazioni intervenute rispetto all'esercizio precedente.
6. Per gli organismi gestionali dell'ente locale la relazione indica anche
gli obiettivi che si intendono raggiungere, sia in termini di bilancio che in
termini di efficacia, efficienza ed economicità del servizio.
7. La relazione fornisce adeguati elementi che dimostrino la coerenza delle
previsioni annuali e pluriennali con gli strumenti urbanistici, con particolare
riferimento alla delibera di cui all'articolo 172, comma 1, lettera c), e
relativi piani di attuazione e con i piani economico-finanziari di cui
all'articolo 201.
8. Con il regolamento di cui all'articolo 160 è approvato lo schema di
relazione, valido per tutti gli enti, che contiene le indicazioni minime
necessarie a fini del consolidamento dei conti pubblici.
9. Nel regolamento di contabilità sono previsti i casi di inammissibilità e
di improcedibilità per le deliberazioni di consiglio e di giunta che non sono
coerenti con le previsioni della relazione previsionale e programmatica.
1. Gli enti locali allegano al bilancio annuale di previsione un bilancio
pluriennale di competenza, di durata pari a quello della regione di appartenenza
e comunque non inferiore a tre anni, con osservanza dei principi del bilancio di
cui all'articolo 162, escluso il principio dell'annualità.
2. Il bilancio pluriennale comprende il quadro dei mezzi finanziari che si
prevede di destinare per ciascuno degli anni considerati sia alla copertura di
spese correnti che al finanziamento delle spese di investimento, con
indicazione, per queste ultime, della capacità di ricorso alle fonti di
3. Il bilancio pluriennale per la parte di spesa è redatto per programmi,
titoli, servizi ed interventi, ed indica per ciascuno l'ammontare delle spese
correnti di gestione consolidate e di sviluppo, anche derivanti dall'attuazione
degli investimenti, nonché le spese di investimento ad esso destinate,
distintamente per ognuno degli anni considerati.
4. Gli stanziamenti previsti nel bilancio pluriennale, che per il primo anno
coincidono con quelli del bilancio annuale di competenza, hanno carattere
autorizzatorio, costituendo limite agli impegni di spesa, e sono aggiornati
annualmente in sede di approvazione del bilancio di previsione.
5. Con il regolamento di cui all'articolo 160 sono approvati i modelli
relativi al bilancio pluriennale.
a) il rendiconto deliberato del penultimo esercizio antecedente quello cui si
riferisce il bilancio di previsione, quale documento necessario per il controllo
da parte del competente organo regionale;
b) le risultanze dei rendiconti o conti consolidati delle unioni di comuni,
aziende speciali, consorzi, istituzioni, società di capitali costituite per
l'esercizio di servizi pubblici, relativi al penultimo esercizio antecedente
quello cui il bilancio si riferisce;
c) la deliberazione, da adottarsi annualmente prima dell'approvazione del
bilancio, con la quale i comuni verificano la quantità e qualità di aree e
fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie -
ai sensi delle leggi 18 aprile 1962, n. 167, 22 ottobre 1971, n. 865 e 5 agosto
1978, n. 457 - che potranno essere ceduti in proprietà od in diritto di
superficie; con la stessa deliberazione i comuni stabiliscono il prezzo di
cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato;
d) il programma triennale dei lavori pubblici di cui alla legge 11 febbraio
1994, n. 109;
e) le deliberazioni con le quali sono determinati, per l'esercizio
successivo, le tariffe, le aliquote d'imposta e le eventuali maggiori
detrazioni, le variazioni dei limiti di reddito per i tributi locali e per i
servizi locali, nonché, per i servizi a domanda individuale, i tassi di
copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi stessi.
f) la tabella relativa ai parametri di riscontro della situazione di
deficitarietà strutturale prevista dalle disposizioni vigenti in materia.
1. I valori monetari contenuti nel bilancio pluriennale e nella relazione
previsionale e programmatica sono espressi con riferimento ai periodi ai quali
si riferiscono, tenendo conto del tasso di inflazione programmato.
Competenze in materia di bilanci
1. Lo schema di bilancio annuale di previsione, la relazione previsionale e
programmatica e lo schema di bilancio pluriennale sono predisposti dall'organo
esecutivo e da questo presentati all'organo consiliare unitamente agli allegati
ed alla relazione dell'organo di revisione.
2. Il regolamento di contabilità dell'ente prevede per tali adempimenti un
congruo termine, nonché i termini entro i quali possono essere presentati da
parte dei membri dell'organo consiliare emendamenti agli schemi di bilancio
predisposti dall'organo esecutivo.
3. Il bilancio annuale di previsione è deliberato dall'organo consiliare
entro il termine previsto dall'articolo 151. La relativa deliberazione ed i
documenti ad essa allegati sono trasmessi dal segretario dell'ente all'organo
regionale di controllo.
4. Il termine per l'esame del bilancio da parte dell'organo regionale di
controllo, previsto dall'articolo 134, decorre dal ricevimento.
Art. 175 - Variazioni al bilancio di previsione ed al piano esecutivo di
1. Il bilancio di previsione può subire variazioni nel corso dell'esercizio
di competenza sia nella parte prima, relativa alle entrate, che nella parte
seconda, relativa alle spese.
2. Le variazioni al bilancio sono di competenza dell'organo consiliare.
3. Le variazioni al bilancio possono essere deliberate non oltre il 30
novembre di ciascun anno.
4. Ai sensi dell'articolo 42 le variazioni di bilancio possono essere
adottate dall'organo esecutivo in via d'urgenza, salvo ratifica, a pena di
decadenza, da parte dell'organo consiliare entro i sessanta giorni seguenti e
comunque entro il 31 dicembre dell'anno in corso se a tale data non sia scaduto
il predetto termine.
5. In caso di mancata o parziale ratifica del provvedimento di variazione
adottato dall'organo esecutivo, l'organo consiliare è tenuto ad adottare nei
successivi trenta giorni, e comunque sempre entro il 31 dicembre dell'esercizio
in corso, i provvedimenti ritenuti necessari nei riguardi dei rapporti
eventualmente sorti sulla base della deliberazione non ratificata.
6. Per le province, i comuni, le città metropolitane e le unioni di comuni
sono vietati prelievi dagli stanziamenti per gli interventi finanziati con le
entrate iscritte nei titoli quarto e quinto per aumentare gli stanziamenti per
gli interventi finanziati con le entrate dei primi tre titoli. Per le comunità
montane sono vietati i prelievi dagli stanziamenti per gli interventi finanziati
con le entrate iscritte nei titoli terzo e quarto per aumentare gli stanziamenti
per gli interventi finanziati con le entrate dei primi due titoli.
7. Sono vietati gli spostamenti di dotazioni dai capitoli iscritti nei
servizi per conto di terzi in favore di altre parti del bilancio. Sono vietati
gli spostamenti di somme tra residui e competenza.
8. Mediante la variazione di assestamento generale, deliberata dall'organo
consiliare dell'ente entro il 30 novembre di ciascun anno, si attua la verifica
generale di tutte le voci di entrata e di uscita, compreso il fondo di riserva,
al fine di assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio.
9. Le variazioni al piano esecutivo di gestione di cui all'articolo 169 sono
di competenza dell'organo esecutivo e possono essere adottate entro il 15
Art. 176 - Prelevamenti dal fondo di riserva
1. I prelevamenti dal fondo di riserva sono di competenza dell'organo
esecutivo e possono essere deliberati sino al 31 dicembre di ciascun anno.
1. Il responsabile del servizio, nel caso in cui ritiene necessaria una
modifica della dotazione assegnata per sopravvenute esigenze successive
all'adozione degli atti di programmazione, propone la modifica con modalità
definite dal regolamento di contabilità.
2. La mancata accettazione della proposta di modifica della dotazione deve
essere motivata dall'organo esecutivo.
Art.178. Fasi dell'entrata
1. Le fasi di gestione delle entrate sono l'accertamento, la riscossione ed
Art.179 - Accertamento
1. L'accertamento costituisce la prima fase di gestione dell'entrata mediante
la quale, sulla base di idonea documentazione, viene verificata la ragione del
credito e la sussistenza di un idoneo titolo giuridico, individuato il debitore,
quantificata la somma da incassare, nonché fissata la relativa scadenza.
2. L'accertamento delle entrate avviene:
a) per le entrate di carattere tributario, a seguito di emissione di ruoli o
a seguito di altre forme stabilite per legge;
b) per le entrate patrimoniali e per quelle provenienti dalla gestione di
servizi a carattere produttivo e di quelli connessi a tariffe o contribuzioni
dell'utenza, a seguito di acquisizione diretta o di emissione di liste di
c) per le entrate relative a partite compensative delle spese, in
corrispondenza dell'assunzione del relativo impegno di spesa;
d) per le altre entrate, anche di natura eventuale o variabile, mediante
contratti, provvedimenti giudiziari o atti amministrativi specifici.
3. Il responsabile del procedimento con il quale viene accertata l'entrata
trasmette al responsabile del servizio finanziario l'idonea documentazione di
cui al comma 2, ai fini dell'annotazione nelle scritture contabili, secondo i
tempi ed i modi previsti dal regolamento di contabilità dell'ente.
Art.180 - Riscossione
1. La riscossione costituisce la successiva fase del procedimento
dell'entrata, che consiste nel materiale introito da parte del tesoriere o di
altri eventuali incaricati della riscossione delle somme dovute all'ente.
2. La riscossione è disposta a mezzo di ordinativo di incasso, fatto
pervenire al tesoriere nelle forme e nei tempi previsti dalla convenzione di cui
all'articolo 210.
3. L'ordinativo d'incasso è sottoscritto dal responsabile del servizio
finanziario o da altro dipendente individuato dal regolamento di contabilità e
c) la causale;
d) gli eventuali vincoli di destinazione delle somme;
e) l'indicazione della risorsa o del capitolo di bilancio cui è riferita
l'entrata, distintamente per residui o competenza;
f) la codifica;
g) il numero progressivo;
h) l'esercizio finanziario e la data di emissione.
4. Il tesoriere deve accettare, senza pregiudizio per i diritti dell'ente, la
riscossione di ogni somma, versata in favore dell'ente, anche senza la
preventiva emissione di ordinativo d'incasso. In tale ipotesi il tesoriere ne
dà immediata comunicazione all'ente, richiedendo la regolarizzazione.
1. Il versamento costituisce l'ultima fase dell'entrata, consistente nel
trasferimento delle somme riscosse nelle casse dell'ente.
2. Gli incaricati della riscossione, interni ed esterni, versano al tesoriere
le somme riscosse nei termini e nei modi fissati dalle disposizioni vigenti e da
eventuali accordi convenzionali, salvo quelli a cui si applicano gli articoli 22
e seguenti del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
3. Gli incaricati interni, designati con provvedimento formale
dell'amministrazione, versano le somme riscosse presso la tesoreria dell'ente
con cadenza stabilita dal regolamento di contabilità.
1. Le fasi di gestione della spesa sono l'impegno, la liquidazione,
l'ordinazione ed il pagamento.
1. L'impegno costituisce la prima fase del procedimento di spesa, con la
quale, a seguito di obbligazione giuridicamente perfezionata è determinata la
somma da pagare, determinato il soggetto creditore, indicata la ragione e viene
costituito il vincolo sulle previsioni di bilancio, nell'ambito della
disponibilità finanziaria accertata ai sensi dell'articolo 151.
2. Con l'approvazione del bilancio e successive variazioni, e senza la
necessità di ulteriori atti, è costituito impegno sui relativi stanziamenti
per le spese dovute:
a) per il trattamento economico tabellare già attribuito al personale
dipendente e per i relativi oneri riflessi;
b) per le rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti, interessi di
preammortamento ed ulteriori oneri accessori;
c) per le spese dovute nell'esercizio in base a contratti o disposizioni di
c-bis) con aperture di credito si considerano impegnate all'atto
della stipula del contratto e per l'ammontare dell'importo del progetto o dei progetti, definitivi o esecutivi finanziati
3. Durante la gestione possono anche essere prenotati impegni relativi a
procedure in via di espletamento. I provvedimenti relativi per i quali entro il
termine dell'esercizio non è stata assunta dall'ente l'obbligazione di spesa
verso i terzi decadono e costituiscono economia della previsione di bilancio
alla quale erano riferiti, concorrendo alla determinazione del risultato
contabile di amministrazione di cui all'articolo 186. Quando la prenotazione di
impegno è riferita a procedure di gara bandite prima della fine dell'esercizio
e non concluse entro tale termine, la prenotazione si tramuta in impegno e
conservano validità gli atti ed i provvedimenti relativi alla gara già
4. Costituiscono inoltre economia le minori spese sostenute rispetto
all'impegno assunto, verificate con la conclusione della fase della
5. Le spese in conto capitale si considerano impegnate ove sono finanziate
a) con l'assunzione di mutui a specifica destinazione si considerano
impegnate in corrispondenza e per l'ammontare del mutuo, contratto o già
concesso, e del relativo prefinanziamento accertato in entrata;
b) con quota dell'avanzo di amministrazione si considerano impegnate in
corrispondenza e per l'ammontare dell'avanzo di amministrazione accertato;
c) con l'emissione di prestiti obbligazionari si considerano impegnate in
corrispondenza e per l'ammontare del prestito sottoscritto;
d) con entrate proprie si considerano impegnate in corrispondenza e per
l'ammontare delle entrate accertate.
Si considerano, altresì, impegnati gli stanziamenti per spese correnti e per
spese di investimento correlati ad accertamenti di entrate aventi destinazione
vincolata per legge.
6. Possono essere assunti impegni di spesa sugli esercizi successivi,
compresi nel bilancio pluriennale, nel limite delle previsioni nello stesso
7. Per le spese che per la loro particolare natura hanno durata superiore a
quella del bilancio pluriennale e per quelle determinate che iniziano dopo il
periodo considerato dal bilancio pluriennale si tiene conto nella formazione dei
bilanci seguenti degli impegni relativi, rispettivamente, al periodo residuale
ed al periodo successivo.
8. Gli atti di cui ai commi 3, 5 e 6 sono trasmessi in copia al servizio
finanziario dell'ente, nel termine e con le modalità previste dal regolamento
9. Il regolamento di contabilità disciplina le modalità con le quali i
responsabili dei servizi assumono atti di impegno. A tali atti, da definire
"determinazioni" e da classificarsi con sistemi di raccolta che
individuano la cronologia degli atti e l'ufficio di provenienza, si applicano,
in via preventiva, le procedure di cui all'articolo 151, comma 4.
1. La liquidazione costituisce la successiva fase del procedimento di spesa
attraverso la quale, in base ai documenti ed ai titoli atti a comprovare il
diritto acquisito del creditore, si determina la somma certa e liquida da pagare
nei limiti dell'ammontare dell'impegno definitivo assunto.
2. La liquidazione compete all'ufficio che ha dato esecuzione al
provvedimento di spesa ed è disposta sulla base della documentazione necessaria
a comprovare il diritto del creditore, a seguito del riscontro operato sulla
regolarità della fornitura o della prestazione e sulla rispondenza della stessa
ai requisiti quantitativi e qualitativi, ai termini ed alle condizioni pattuite.
3. L'atto di liquidazione, sottoscritto dal responsabile del servizio
proponente, con tutti i relativi documenti giustificativi ed i riferimenti
contabili è trasmesso al servizio finanziario per i conseguenti adempimenti.
4. Il servizio finanziario effettua, secondo i principi e le procedure della
contabilità pubblica, i controlli e riscontri amministrativi, contabili e
fiscali sugli atti di liquidazione.
1. L'ordinazione consiste nella disposizione impartita, mediante il mandato
di pagamento, al tesoriere dell'ente locale di provvedere al pagamento delle
2. Il mandato di pagamento è sottoscritto dal dipendente dell'ente
individuato dal regolamento di contabilità nel rispetto delle leggi vigenti e
contiene almeno i seguenti elementi:
c) l'intervento o il capitolo per i servizi per conto di terzi sul quale la
spesa è allocata e la relativa disponibilità, distintamente per competenza o
residui;
e) l'indicazione del creditore e, se si tratta di persona diversa, del
soggetto tenuto a rilasciare quietanza, nonché, ove richiesto, il relativo
codice fiscale o la partita IVA;
f) l'ammontare della somma dovuta e la scadenza, qualora sia prevista dalla
legge o sia stata concordata con il creditore;
g) la causale e gli estremi dell'atto esecutivo che legittima l'erogazione
della spesa;
h) le eventuali modalità agevolative di pagamento se richieste dal
3. Il mandato di pagamento è controllato, per quanto attiene alla
sussistenza dell'impegno e della liquidazione, dal servizio finanziario, che
provvede altresì alle operazioni di contabilizzazione e di trasmissione al
4. Il tesoriere effettua i pagamenti derivanti da obblighi tributari, da
somme iscritte a ruolo, da delegazioni di pagamento, e da altri obblighi di
legge, anche in assenza della preventiva emissione del relativo mandato di
pagamento. Entro quindici giorni e comunque entro il termine del mese in corso
l'ente locale emette il relativo mandato ai fini della regolarizzazione.
Risultato di amministrazione e residui
1. Il risultato contabile di amministrazione è accertato con l'approvazione
del rendiconto dell'ultimo esercizio chiuso ed è pari al fondo di cassa
aumentato dei residui attivi e diminuito dei residui passivi.
Art. 187 - Avanzo di amministrazione
1. L'avanzo di amministrazione è distinto in fondi non vincolati, fondi
vincolati, fondi per finanziamento spese in conto capitale e fondi di
2. L'eventuale avanzo di amministrazione, accertato ai sensi dell'articolo
186, può essere utilizzato:
a) per il reinvestimento delle quote accantonate per ammortamento,
provvedendo, ove l'avanzo non sia sufficiente, ad applicare nella parte passiva
del bilancio un importo pari alla differenza;
b) per la copertura dei debiti fuori bilancio riconoscibili a norma
dell'articolo 194 e per lestinzione anticipata di prestiti;
c) per i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di
bilancio di cui all'articolo 193 ove non possa provvedersi con mezzi ordinari,
per il finanziamento delle spese di funzionamento non ripetitive in qualsiasi
periodo dell'esercizio e per le altre spese correnti solo in sede di
assestamento;
d) per il finanziamento di spese di investimento.
3. Nel corso dell'esercizio al bilancio di previsione può essere applicato,
con delibera di variazione, l'avanzo di amministrazione presunto derivante
dall'esercizio immediatamente precedente con la finalizzazione di cui alle
lettere a), b) e c) del comma 2. Per tali fondi l'attivazione delle spese può
avvenire solo dopo l'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio
precedente, con eccezione dei fondi, contenuti nell'avanzo, aventi specifica
destinazione e derivanti da accantonamenti effettuati con l'ultimo consuntivo
approvato, i quali possono essere immediatamente attivati.
Art.188. Disavanzo di amministrazione
1. L'eventuale disavanzo di amministrazione, accertato ai sensi dell'articolo
186, è applicato al bilancio di previsione nei modi e nei termini di cui
all'articolo 193, in aggiunta alle quote di ammortamento accantonate e non
disponibili nel risultato contabile di amministrazione.
1. Costituiscono residui attivi le somme accertate e non riscosse entro il
termine dell'esercizio.
2. Sono mantenute tra i residui dell'esercizio esclusivamente le entrate
accertate per le quali esiste un titolo giuridico che costituisca l'ente locale
creditore della correlativa entrata nonché le somme derivanti dalla stipulazione di contratti
di apertura di credito.
3. Alla chiusura dell'esercizio costituiscono residui attivi le somme
derivanti da mutui per i quali è intervenuta la concessione definitiva da parte
della Cassa depositi e prestiti o degli Istituti di previdenza ovvero la
stipulazione del contratto per i mutui concessi da altri Istituti di credito.
4. Le somme iscritte tra le entrate di competenza e non accertate entro il
termine dell'esercizio costituiscono minori accertamenti rispetto alle
previsioni e, a tale titolo, concorrono a determinare i risultati finali della
1. Costituiscono residui passivi le somme impegnate e non pagate entro il
2. E' vietata la conservazione nel conto dei residui di somme non impegnate
ai sensi dell'articolo 183.
3. Le somme non impegnate entro il termine dell'esercizio costituiscono
economia di spesa e, a tale titolo, concorrono a determinare i risultati finali
Principi di gestione e controllo di gestione
1. Gli enti locali possono effettuare spese solo se sussiste l'impegno
contabile registrato sul competente intervento o capitolo del bilancio di
previsione e l'attestazione della copertura finanziaria di cui all'articolo 153,
comma 5. Il responsabile del servizio, conseguita l'esecutività del
provvedimento di spesa, comunica al terzo interessato l'impegno e la copertura
finanziaria, contestualmente all'ordinazione della prestazione, con l'avvertenza
che la successiva fattura deve essere completata con gli estremi della suddetta
comunicazione. Fermo restando quanto disposto al comma 4, il terzo interessato,
in mancanza della comunicazione, ha facoltà di non eseguire la prestazione sino
a quando i dati non gli vengano comunicati.
2. Per le spese previste dai regolamenti economali l'ordinazione fatta a
terzi contiene il riferimento agli stessi regolamenti, all'intervento o capitolo
di bilancio ed all'impegno.
3. Per i lavori pubblici di somma urgenza, cagionati dal verificarsi di un
evento eccezionale o imprevedibile, l'ordinazione fatta a terzi è
regolarizzata, a pena di decadenza, entro trenta giorni e comunque entro il 31
dicembre dell'anno in corso se a tale data non sia scaduto il predetto termine.
La comunicazione al terzo interessato è data contestualmente alla
4. Nel caso in cui vi è stata l'acquisizione di beni e servizi in violazione
dell'obbligo indicato nei commi 1, 2 e 3, il rapporto obbligatorio intercorre,
ai fini della controprestazione e per la parte non riconoscibile ai sensi
dell'articolo 194, comma 1, lettera e), tra il privato fornitore e
l'amministratore, funzionario o dipendente che hanno consentito la fornitura.
Per le esecuzioni reiterate o continuative detto effetto si estende a coloro che
hanno reso possibili le singole prestazioni.
5. Agli enti locali che presentino, nell'ultimo rendiconto deliberato,
disavanzo di amministrazione ovvero indichino debiti fuori bilancio per i quali
non sono stati validamente adottati i provvedimenti di cui all'articolo 193, è
fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente
previsti per legge. Sono fatte salve le spese da sostenere a fronte di impegni
già assunti nei precedenti esercizi.
1. La stipulazione dei contratti deve essere preceduta da apposita
determinazione del responsabile del procedimento di spesa indicante:
c) le modalità di scelta del contraente ammesse dalle disposizioni vigenti
in materia di contratti delle pubbliche amministrazioni e le ragioni che ne sono
Si applicano, in ogni caso, le procedure previste dalla normativa della
Unione europea recepita o comunque vigente nell'ordinamento giuridico italiano.
1. Gli enti locali rispettano durante la gestione e nelle variazioni di
bilancio il pareggio finanziario e tutti gli equilibri stabiliti in bilancio per
la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti,
secondo le norme contabili recate dal presente testo unico.
2. Con periodicità stabilita dal regolamento di contabilità dell'ente
locale, e comunque almeno una volta entro il 30 settembre di ciascun anno,
l'organo consiliare provvede con delibera ad effettuare la ricognizione sullo
stato di attuazione dei programmi. In tale sede l'organo consiliare dà atto del
permanere degli equilibri generali di bilancio o, in caso di accertamento
negativo, adotta contestualmente i provvedimenti necessari per il ripiano degli
eventuali debiti di cui all'articolo 194, per il ripiano dell'eventuale
disavanzo di amministrazione risultante dal rendiconto approvato e, qualora i
dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di
amministrazione o di gestione, per squilibrio della gestione di competenza
ovvero della gestione dei residui, adotta le misure necessarie a ripristinare il
pareggio. La deliberazione è allegata al rendiconto dell'esercizio relativo.
3. Ai fini del comma 2 possono essere utilizzate per l'anno in corso e per i
due successivi tutte le entrate e le disponibilità, ad eccezione di quelle
provenienti dall'assunzione di prestiti e di quelle aventi specifica
destinazione per legge, nonché i proventi derivanti da alienazione di beni
patrimoniali disponibili.
4. La mancata adozione, da parte dell'ente, dei provvedimenti di riequilibrio
previsti dal presente articolo è equiparata ad ogni effetto alla mancata
approvazione del bilancio di previsione di cui all'articolo 141, con
applicazione della procedura prevista dal comma 2 del medesimo articolo.
1. Con deliberazione consiliare di cui all'articolo 193, comma 2, o con
diversa periodicità stabilita dai regolamenti di contabilità, gli enti locali
riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da:
b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni,
nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi,
purché sia stato rispettato l'obbligo di pareggio del bilancio di cui
all'articolo 114 ed il disavanzo derivi da fatti di gestione;
c) ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o
da norme speciali, di società di capitali costituite per l'esercizio di servizi
d) procedure espropriative o di occupazione d'urgenza per opere di pubblica
e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai
commi 1, 2 e 3 dell'articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati
utilità ed arricchimento per l'ente, nell'ambito dell'espletamento di pubbliche
funzioni e servizi di competenza.
2. Per il pagamento l'ente può provvedere anche mediante un piano di
rateizzazione, della durata di tre anni finanziari compreso quello in corso,
convenuto con i creditori.
3. Per il finanziamento delle spese suddette, ove non possa documentalmente
provvedersi a norma dell'articolo 193, comma 3, l'ente locale può far ricorso a
mutui ai sensi degli articoli 202 e seguenti. Nella relativa deliberazione
consiliare viene dettagliatamente motivata l'impossibilità di utilizzare altre
Art. 195 - Utilizzo di entrate a specifica destinazione
1. Gli enti locali, ad eccezione degli enti in stato di dissesto finanziario
sino all'emanazione del decreto di cui all'articolo 261, comma 3, possono
disporre l'utilizzo, in termini di cassa, di entrate aventi specifica
destinazione per il finanziamento di spese correnti, anche se provenienti
dall'assunzione di mutui con istituti diversi dalla Cassa depositi e prestiti,
per un importo non superiore all'anticipazione di tesoreria disponibile ai sensi
dell'articolo 222.
2. L'utilizzo di somme a specifica destinazione presuppone l'adozione della
deliberazione della giunta relativa all'anticipazione di tesoreria di cui
all'articolo 222, comma 1, e viene deliberato in termini generali all'inizio di
ciascun esercizio ed è attivato dal tesoriere su specifiche richieste del
servizio finanziario dell'ente.
3. Il ricorso all'utilizzo delle somme a specifica destinazione, secondo le
modalità di cui ai commi 1 e 2, vincola una quota corrispondente
dell'anticipazione di tesoreria. Con i primi introiti non soggetti a vincolo di
destinazione viene ricostituita la consistenza delle somme vincolate che sono
state utilizzate per il pagamento di spese correnti.
4. Gli enti locali che hanno deliberato alienazioni del patrimonio ai sensi
dell'articolo 193 possono, nelle more del perfezionamento di tali atti,
utilizzare in termini di cassa le somme a specifica destinazione, fatta
eccezione per i trasferimenti di enti del settore pubblico allargato e del
ricavato dei mutui e dei prestiti, con obbligo di reintegrare le somme vincolate
con il ricavato delle alienazioni.
1. Al fine di garantire la realizzazione degli obiettivi programmati, la
corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, l'imparzialità ed il
buon andamento della pubblica amministrazione e la trasparenza dell'azione
amministrativa, gli enti locali applicano il controllo di gestione secondo le
modalità stabilite dal presente titolo, dai propri statuti e regolamenti di
2. Il controllo di gestione è la procedura diretta a verificare lo stato di
attuazione degli obiettivi programmati e, attraverso l'analisi delle risorse
acquisite e della comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi
offerti, la funzionalità dell'organizzazione dell'ente, l'efficacia,
l'efficienza ed il livello di economicità nell'attività di realizzazione dei
predetti obiettivi.
1. Il controllo di gestione, di cui all'articolo 147, comma 1 lettera b), ha
per oggetto l'intera attività amministrativa e gestionale delle province, dei
comuni, delle comunità montane, delle unioni dei comuni e delle città
metropolitane ed è svolto con una cadenza periodica definita dal regolamento di
contabilità dell'ente.
2. Il controllo di gestione si articola almeno in tre fasi:
b) rilevazione dei dati relativi ai costi ed ai proventi nonché rilevazione
dei risultati raggiunti;
c) valutazione dei dati predetti in rapporto al piano degli obiettivi al fine
di verificare il loro stato di attuazione e di misurare l'efficacia,
l'efficienza ed il grado di economicità dell'azione intrapresa.
3. Il controllo di gestione è svolto in riferimento ai singoli servizi e
centri di costo, ove previsti, verificando in maniera complessiva e per ciascun
servizio i mezzi finanziari acquisiti, i costi dei singoli fattori produttivi, i
risultati qualitativi e quantitativi ottenuti e, per i servizi a carattere
produttivo, i ricavi.
4. La verifica dell'efficacia, dell'efficienza e della economicità
dell'azione amministrativa è svolta rapportando le risorse acquisite ed i costi
dei servizi, ove possibile per unità di prodotto, ai dati risultanti dal
rapporto annuale sui parametri gestionali dei servizi degli enti locali di cui
all'articolo 228, comma 7.
1. La struttura operativa alla quale è assegnata la funzione del controllo
di gestione fornisce le conclusioni del predetto controllo agli amministratori
ai fini della verifica dello stato di attuazione degli obiettivi programmati ed
ai responsabili dei servizi affinché questi ultimi abbiano gli elementi
necessari per valutare l'andamento della gestione dei servizi di cui sono
1. Nell'ambito dei
sistemi di controllo di gestione di cui agli articoli 196, 197 e 198, la struttura operativa alla quale
è assegnata la funzione del controllo di gestione fornisce la conclusione del predetto controllo,
oltre che agli amministratori ed ai responsabili dei servizi ai sensi di quanto previsto dall'articolo 198, anche alla Corte dei conti.
1. Per l'attivazione degli investimenti gli enti locali possono utilizzare:
b) avanzi di bilancio, costituiti da eccedenze di entrate correnti rispetto
alle spese correnti aumentate delle quote capitali di ammortamento dei prestiti;
c) entrate derivanti dall'alienazione di beni e diritti patrimoniali,
riscossioni di crediti, proventi da concessioni edilizie e relative sanzioni;
d) entrate derivanti da trasferimenti in conto capitale dello Stato, delle
regioni, da altri interventi pubblici e privati finalizzati agli investimenti,
da interventi finalizzati da parte di organismi comunitari e internazionali;
e) avanzo di amministrazione, nelle forme disciplinate dall'articolo 187;
f) mutui passivi;
g) altre forme di ricorso al mercato finanziario consentite dalla legge.
Art. 200 - Programmazione degli investimenti
1. Per tutti gli investimenti degli enti locali, comunque finanziati,
l'organo deliberante, nell'approvare il progetto od il piano esecutivo
dell'investimento, dà atto della copertura delle maggiori spese derivanti dallo
stesso nel bilancio pluriennale originario, eventualmente modificato dall'organo
consiliare, ed assume impegno di inserire nei bilanci pluriennali successivi le
ulteriori o maggiori previsioni di spesa relative ad esercizi futuri, delle
quali è redatto apposito elenco.
1. Gli enti locali e le aziende speciali sono autorizzate ad assumere mutui,
anche se assistiti da contributi dello Stato o delle regioni, per il
finanziamento di opere pubbliche destinate all'esercizio di servizi pubblici,
soltanto se i contratti di appalto sono realizzati sulla base di progetti
"chiavi in mano" ed a prezzo non modificabile in aumento, con
procedura di evidenza pubblica e con esclusione della trattativa privata.
2. Per le nuove opere di cui al comma 1 il cui progetto generale comporti una
spesa superiore al miliardo di lire, gli enti di cui al comma 1 approvano un
piano economico-finanziario diretto ad accertare l'equilibrio
economico-finanziario dell'investimento e della connessa gestione, anche in
relazione agli introiti previsti ed al fine della determinazione delle tariffe.
3. Il piano economico-finanziario deve essere preventivamente assentito da
una banca scelta tra gli istituti indicati con decreto emanato dal Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
4. Le tariffe dei servizi pubblici di cui al comma 1 sono determinati in base
a) la corrispondenza tra costi e ricavi in modo da assicurare la integrale
copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di ammortamento tecnico finanziario;
b) l'equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti ed il capitale
c) l'entità dei costi di gestione delle opere, tenendo conto anche degli
investimenti e della qualità del servizio.
Fonti di finanziamento mediante indebitamento
1. Il ricorso all'indebitamento da parte degli enti locali è ammesso
esclusivamente nelle forme previste dalle leggi vigenti in materia e per la
realizzazione degli investimenti. Può essere fatto ricorso a mutui passivi per
il finanziamento dei debiti fuori bilancio di cui all'articolo 194 e per altre
destinazioni di legge.
Art. 203 - Attivazione delle fonti di finanziamento derivanti dal ricorso
1. Il ricorso all'indebitamento è possibile solo se sussistono le seguenti
a) avvenuta approvazione del rendiconto dell'esercizio del penultimo anno
precedente quello in cui si intende deliberare il ricorso a forme di
indebitamento;
b) avvenuta deliberazione del bilancio annuale nel quale sono incluse le
relative previsioni.
2. Ove nel corso dell'esercizio si renda necessario attuare nuovi
investimenti o variare quelli già in atto, l'organo consiliare adotta apposita
variazione al bilancio annuale, fermo restando l'adempimento degli obblighi di
cui al comma 1. Contestualmente modifica il bilancio pluriennale e la relazione
previsionale e programmatica per la copertura degli oneri derivanti
dall'indebitamento e per la copertura delle spese di gestione.
1. Oltre al rispetto delle condizioni di cui all'articolo 203, l'ente locale
può assumere nuovi mutui e
accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi sommato a
quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente
emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie
prestate ai sensi dell'articolo 207, al netto dei contributi statali e regionali
in conto interessi, non supera il 12 per cento per l'anno 2011, 1'8 per cento per l'anno 2012, il 6 per cento per l'anno 2013 e il 4 per cento
a decorrere dall'anno 2014 delle entrate relative ai primi
tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in
cui viene prevista l'assunzione dei mutui. Per le comunità montane si fa
riferimento ai primi due titoli delle entrate. Per gli enti locali di nuova
istituzione si fa riferimento, per i primi due anni, ai corrispondenti dati
finanziari del bilancio di previsione.
2. I contratti di mutuo con enti diversi dalla Cassa depositi e prestiti,
dall'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione
pubblica e dall'Istituto per il credito sportivo, devono, a pena di nullità,
essere stipulati in forma pubblica e contenere le seguenti clausole e
b) la decorrenza dell'ammortamento deve essere fissata al 1° gennaio dell'anno
successivo a quello della stipula del contratto. In alternativa, la decorrenza
dell'ammortamento può essere posticipata al 1° luglio seguente o al 1°
gennaio dell'anno successivo e, per i contratti stipulati nel primo semestre
dell'anno, può essere anticipata al 1° luglio dello stesso anno;
c) la rata di ammortamento deve essere comprensiva, sin dal primo anno, della
quota capitale e della quota interessi;
d) unitamente alla prima rata di ammortamento del mutuo cui si riferiscono
devono essere corrisposti gli eventuali interessi di preammortamento, gravati
degli ulteriori interessi, al medesimo tasso, decorrenti dalla data di inizio
dell'ammortamento e sino alla scadenza della prima rata. Qualora l'ammortamento
del mutuo decorra dal primo gennaio del secondo anno successivo a quello in cui
è avvenuta la stipula del contratto, gli interessi di preammortamento sono
calcolati allo stesso tasso del mutuo dalla data di valuta della
somministrazione al 31 dicembre successivo e dovranno essere versati dall'ente
mutuatario con la medesima valuta 31 dicembre successivo;
e) deve essere indicata la natura della spesa da finanziare con il mutuo e,
ove necessario, avuto riguardo alla tipologia dell'investimento, dato atto
dell'intervenuta approvazione del progetto definitivo o esecutivo, secondo le
f) deve essere rispettata la misura massima del tasso di interesse
applicabile ai mutui, determinato periodicamente dal Ministro del tesoro,
bilancio e programmazione economica con proprio decreto.
2-bis. Le disposizioni del comma 2 si applicano, ove compatibili, alle altre
forme di indebitamento cui l'ente locale acceda.
3. L'ente mutuatario utilizza il ricavato del mutuo sulla base dei documenti
giustificativi della spesa ovvero sulla base di stati di avanzamento dei lavori.
Ai relativi titoli di spesa è data esecuzione dai tesorieri solo se corredati
di una dichiarazione dell'ente locale che attesti il rispetto delle predette
1. Gli enti locali sono autorizzati ad attivare prestiti obbligazionari nelle
forme consentite dalla legge.
Art. 205-bis - Contrazione di aperture di
1. Gli enti locali sono autorizzati a contrarre aperture di credito nel
rispetto della disciplina di cui al presente articolo.
2. L'utilizzo del ricavato dell'operazione è sottoposto alla
disciplina di cui all'articolo 204, comma 3.
3. I contratti di apertura di credito devono, a pena di
nullità, essere stipulati in forma pubblica e contenere le seguenti clausole e condizioni:
a) la banca e' tenuta ad effettuare erogazioni, totali o parziali,
dell'importo del contratto in base alle richieste di volta in volta inoltrate dall'ente e previo rilascio da parte di quest'ultimo delle
relative delegazioni di pagamento ai sensi dell'articolo 206. L'erogazione dell'intero importo messo a disposizione al momento
della contrazione dell'apertura di credito ha luogo nel termine massimo di tre anni, ferma restando la
possibilità per l'ente locale di disciplinare contrattualmente le condizioni economiche di un
eventuale utilizzo parziale;
b) gli interessi sulle aperture di credito devono riferirsi ai
soli importi erogati. L'ammortamento di tali importi deve avere una durata non inferiore a cinque anni con decorrenza dal 1° gennaio o
dal 1° luglio successivi alla data dell'erogazione;
c) le rate di ammortamento devono essere comprensive, sin dal
primo anno, della quota capitale e della quota interessi;
d) unitamente alla prima rata di ammortamento delle somme erogate
devono essere corrisposti gli eventuali interessi di preammortamento, gravati degli ulteriori interessi decorrenti dalla data di inizio
dell'ammortamento e sino alla scadenza della prima rata;
e) deve essere indicata la natura delle spese da finanziare e, ove
necessario, avuto riguardo alla tipologia dell'investimento, dato atto dell'intervenuta approvazione del progetto o dei progetti
definitivi o esecutivi, secondo le norme vigenti;
f) deve essere rispettata la misura massima di tasso applicabile
alle aperture di credito i cui criteri di determinazione sono demandati ad apposito decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro dell'interno.
4. Le aperture di credito sono soggette, al pari delle altre forme
di indebitamento, al monitoraggio di cui all'articolo 41 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nei termini e nelle
modalità previsti dal relativo regolamento di attuazione, di cui al decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze 1° dicembre 2003, n. 389
Garanzie per mutui e prestiti
1. Quale garanzia del pagamento delle rate di ammortamento dei mutui e dei
prestiti gli enti locali possono rilasciare delegazione di pagamento a valere
sulle entrate afferenti ai primi tre titoli del bilancio annuale. Per le
comunità montane il riferimento va fatto ai primi due titoli dell'entrata.
2. L'atto di delega, non soggetto ad accettazione, è notificato al tesoriere
da parte dell'ente locale e costituisce titolo esecutivo.
1. I comuni, le province e le città metropolitane possono rilasciare a mezzo
di deliberazione consiliare garanzia fideiussoria per l'assunzione di mutui
destinati ad investimenti e per altre operazioni di indebitamento da parte di
aziende da essi dipendenti, da consorzi cui partecipano nonché dalle comunità
montane di cui fanno parte.
1-bis. A fronte di operazioni di emissione di prestiti obbligazionari
effettuate congiuntamente da più enti locali, gli enti capofila possono
procedere al rilascio di garanzia fideiussoria riferita all'insieme delle
operazioni stesse. Contestualmente gli altri enti emittenti rilasciano garanzia
fideiussoria a favore dell'ente capofila in relazione alla quota parte dei
prestiti di propria competenza. Ai fini dell'applicazione del comma 4, la
garanzia prestata dall'ente capofila concorre alla formazione del limite di
indebitamento solo per la quota parte dei prestiti obbligazionari di competenza
dell'ente stesso.
2. La garanzia fideiussoria può essere inoltre rilasciata a favore della
società di capitali, costituite ai sensi dell'articolo 113, comma 1, lettera
e), per l'assunzione di mutui destinati alla realizzazione delle opere di cui
all'articolo 116, comma 1. In tali casi i comuni, le province e le città
metropolitane rilasciano la fideiussione limitatamente alle rate di ammortamento
da corrispondersi da parte della società sino al secondo esercizio finanziario
successivo a quello dell'entrata in funzione dell'opera ed in misura non
superiore alla propria quota percentuale di partecipazione alla società.
3. La garanzia fideiussoria può essere rilasciata anche a favore di terzi
per l'assunzione di mutui destinati alla realizzazione o alla ristrutturazione
di opere a fini culturali, sociali o sportivi, su terreni di proprietà
dell'ente locale, purché siano sussistenti le seguenti condizioni:
a) il progetto sia stato approvato dall'ente locale e sia stata stipulata una
convenzione con il soggetto mutuatario che regoli la possibilità di utilizzo
delle strutture in funzione delle esigenze della collettività locale;
b) la struttura realizzata sia acquisita al patrimonio dell'ente al termine
della concessione;
c) la convenzione regoli i rapporti tra ente locale e mutuatario nel caso di
rinuncia di questi alla realizzazione o ristrutturazione dell'opera.
4. Gli interessi annuali relativi alle operazioni di indebitamento garantite
con fideiussione concorrono alla formazione del limite di cui al comma 1
dell'articolo 204 e non possono impegnare più di un quinto di tale limite.
a) per i comuni capoluoghi di provincia, le province, le città
metropolitane, ad una banca autorizzata a svolgere l'attività di cui
all'articolo 10 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385;
b) per i comuni non capoluoghi di provincia, le comunità montane e le unioni
di comuni, anche a società per azioni regolarmente costituite con capitale
sociale interamente versato non inferiore a lire 1 miliardo, aventi per oggetto
la gestione del servizio di tesoreria e la riscossione dei tributi degli enti
locali e che alla data del 25 febbraio 1995 risultavano in possesso del codice
rilasciato dalla Banca d'Italia per operare in tesoreria unica, a condizione che
abbiano adeguato entro il 10 marzo 2000 il capitale sociale a quello minimo
richiesto dalla normativa vigente per le banche di credito cooperativo;
c) altri soggetti abilitati per legge.
1. Il servizio di tesoreria consiste nel complesso di operazioni legate alla
gestione finanziaria dell'ente locale e finalizzate in particolare alla
riscossione delle entrate, al pagamento delle spese, alla custodia di titoli e
valori ed agli adempimenti connessi previsti dalla legge, dallo statuto, dai
regolamenti dell'ente o da norme pattizie.
2. Il tesoriere esegue le operazioni di cui al comma 1 nel rispetto della
legge 29 ottobre 1984, n. 720 e successive modificazioni.
3. Ogni deposito, comunque costituito, è intestato all'ente locale e viene
gestito dal tesoriere.
1. L'affidamento del servizio viene effettuato mediante le procedure ad
evidenza pubblica stabilite nel regolamento di contabilità di ciascun ente, con
modalità che rispettino i principi della concorrenza. Qualora ricorrano le
condizioni di legge, l'ente può procedere, per non più di una volta, al
rinnovo del contratto di tesoreria nei confronti del medesimo soggetto.
2. Il rapporto viene regolato in base ad una convenzione deliberata
dall'organo consiliare dell'ente.
2-bis. La convenzione di cui al comma 2 può
prevedere l'obbligo per il tesoriere di accettare, su apposita istanza del
creditore, crediti pro soluto certificati dall'ente ai sensi del comma 3-bis
dell'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2
1. Per eventuali danni causati all'ente affidante o a terzi il tesoriere
risponde con tutte le proprie attività e con il proprio patrimonio.
2. Il tesoriere è responsabile di tutti i depositi, comunque costituiti,
intestati all'ente.
1. I soggetti di cui all'articolo 208 che gestiscono il servizio di tesoreria
per conto di più enti locali devono tenere contabilità distinte e separate per
Art. 213 - Gestione informatizzata del servizio di tesoreria
1. Qualora
l'organizzazione dell'ente e del tesoriere lo consentano il servizio di
tesoreria può essere gestito con modalità e criteri informatici e con l'uso di
ordinativi di pagamento e di riscossione informatici, in luogo di quelli
cartacei, le cui evidenze informatiche valgono a fini di documentazione, ivi
compresa la resa del conto del tesoriere di cui all'articolo 226.
2. La convenzione di tesoreria di cui all'articolo 210 può prevedere che la
riscossione delle entrate e il pagamento delle spese possano essere effettuati,
oltre che per contanti presso gli sportelli di tesoreria, anche con le modalità
offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari.
3. Gli incassi effettuati dal tesoriere mediante i servizi elettronici
interbancari danno luogo al rilascio di quietanza o evidenza bancaria ad effetto
liberatorio per il debitore; le somme rivenienti dai predetti incassi sono
versate alle casse dell'ente, con rilascio della quietanza di cui all'articolo
214, non appena si rendono liquide ed esigibili in relazione ai servizi
elettronici adottati e comunque nei tempi previsti nella predetta convenzione di
1. Per ogni somma riscossa il tesoriere rilascia quietanza, numerata in
ordine cronologico per esercizio finanziario.
1. Il regolamento di contabilità dell'ente stabilisce le procedure per la
fornitura dei modelli e per la registrazione delle entrate; disciplina, altresì
le modalità per la comunicazione delle operazioni di riscossione eseguite,
nonché la relativa prova documentale.
1. I pagamenti possono avere luogo solo se i mandati risultano emessi entro i
limiti dei rispettivi interventi stanziati in bilancio o dei capitoli per i
servizi per conto di terzi. A tal fine l'ente trasmette al tesoriere il bilancio
di previsione approvato nonché tutte le delibere di variazione e di
prelevamento di quote del fondo di riserva debitamente esecutive.
2. Nessun mandato di pagamento può essere estinto dal tesoriere se privo
della codifica.
3. Il tesoriere provvede all'estinzione dei mandati di pagamento emessi in
conto residui passivi solo ove gli stessi trovino riscontro nell'elenco dei
residui sottoscritto dal responsabile del servizio finanziario e consegnato al
1. L'estinzione dei mandati da parte del tesoriere avviene nel rispetto della
legge e secondo le indicazioni fornite dall'ente, con assunzione di
responsabilità da parte del tesoriere, che ne risponde con tutto il proprio
patrimonio sia nei confronti dell'ente locale ordinante sia dei terzi creditori,
in ordine alla regolarità delle operazioni di pagamento eseguite.
1. Il tesoriere annota gli estremi della quietanza direttamente sul mandato o
su documentazione meccanografica da consegnare all'ente, unitamente ai mandati
pagati, in allegato al proprio rendiconto.
2. Su richiesta dell'ente locale il tesoriere fornisce gli estremi di
qualsiasi operazione di pagamento eseguita nonché la relativa prova
1. I mandati interamente o parzialmente non estinti alla data del 31 dicembre
sono eseguiti mediante commutazione in assegni postali localizzati o con altri
mezzi equipollenti offerti dal sistema bancario o postale.
1. A seguito della notifica degli atti di delegazione di pagamento di cui
all'articolo 206 il tesoriere è tenuto a versare l'importo dovuto ai creditori
alle scadenze prescritte, con comminatoria dell'indennità di mora in caso di
ritardato pagamento.
1. I titoli di proprietà dell'ente, ove consentito dalla legge, sono gestiti
dal tesoriere con versamento delle cedole nel conto di tesoreria alle loro
rispettive scadenze.
2. Il tesoriere provvede anche alla riscossione dei depositi effettuati da
terzi per spese contrattuali, d'asta e cauzionali a garanzia degli impegni
assunti, previo rilascio di apposita ricevuta, diversa dalla quietanza di
tesoreria, contenente tutti gli estremi identificativi dell'operazione.
3. Il regolamento di contabilità dell'ente locale definisce le procedure per
i prelievi e per le restituzioni.
1. Il tesoriere, su richiesta dell'ente corredata dalla deliberazione della
giunta, concede allo stesso anticipazioni di tesoreria, entro il limite massimo
dei tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente,
afferenti per i comuni, le province, le città metropolitane e le unioni di
comuni ai primi tre titoli di entrata del bilancio e per le comunità montane ai
primi due titoli.
2. Gli interessi sulle anticipazioni di tesoreria decorrono dall'effettivo
utilizzo delle somme con le modalità previste dalla convenzione di cui
Adempimenti e verifiche contabili
Art. 223 Verifiche ordinarie di cassa
1. L'organo di revisione economico-finanziaria dell'ente provvede con cadenza
trimestrale alla verifica ordinaria di cassa, alla verifica della gestione del
servizio di tesoreria e di quello degli altri agenti contabili di cui
all'articolo 233.
2. Il regolamento di contabilità può prevedere autonome verifiche di cassa
da parte dell'amministrazione dell'ente.
1. Si provvede a verifica straordinaria di cassa a seguito del mutamento
della persona del sindaco, del presidente della provincia, del sindaco
metropolitano e del presidente della comunità montana. Alle operazioni di
verifica intervengono gli amministratori che cessano dalla carica e coloro che
la assumono, nonché il segretario, il responsabile del servizio finanziario e
l'organo di revisione dell'ente.
a) aggiornamento e conservazione del giornale di cassa;
b) conservazione del verbale di verifica di cassa di cui agli articoli 223 e
c) conservazione delle rilevazioni periodiche di cassa previste dalla legge;
2. Le modalità e la periodicità di trasmissione della documentazione di cui
al comma 1 sono fissate nella convenzione.
1. Entro il termine di due mesi dalla chiusura dell'esercizio finanziario, il
tesoriere, ai sensi dell'articolo 93, rende all'ente locale il conto della
propria gestione di cassa il quale lo trasmette alla competente sezione
giurisdizionale della Corte dei conti entro 60 giorni dall'approvazione del
2. Il conto del tesoriere è redatto su modello approvato col regolamento di
cui all'articolo 160. Il tesoriere allega al conto la seguente documentazione:
a) gli allegati di svolgimento per ogni singola risorsa di entrata, per ogni
singolo intervento di spesa nonché per ogni capitolo di entrata e di spesa per
i servizi per conto di terzi;
c) la parte delle quietanze originali rilasciate a fronte degli ordinativi di
riscossione e di pagamento o, in sostituzione, i documenti meccanografici
contenenti gli estremi delle medesime;
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- Santa, 8 giorni fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti ('procedura semplificata senza intervento del notaio')
- Francavilla Fontana, 9 giorni fa	Assegnazione e cessione agevolata immobili ai soci (analisi di convenienza 2016)
- Gaeta, 9 giorni fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Firenze, 9 giorni fa	Ricorso contro cartella INPS per decadenza quinquennale
- Roma, 9 giorni fa	Verifica permanenza regime contribuenti minimi 2016
- Monza, 9 giorni fa	Subappalto edilizia: il 'reverse charge' - aliquota 22 %
- Monza, 9 giorni fa	Lavoro autonomo: dal netto al lordo (redditi 2016)
- Torino, 9 giorni fa	Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) in materia di raddoppio termini
- Giaveno, 9 giorni fa	Ricorso avverso avviso di accertamento per inesistenza dell’atto, omessa allegazione del p.v.c., violazione e falsa applicazione dell’art. 42, d.p.r. 29.09.1973, n. 600
- Giaveno, 9 giorni fa	Cooperative a mutualità prevalente: calcolo IRES
- Messina, 9 giorni fa	Lavoro autonomo: dal netto al lordo (redditi 2016)
- Carmagnola, 9 giorni fa	Il rapporto di conto corrente tra imprese (non bancario): modello di contratto
- Castegnato, 9 giorni fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Milano, 9 giorni fa	Modello di ricorso contro accertamento da studi di settore che coinvolge anche il tema della c.d. antieconomicità
- Milazzo, 9 giorni fa	Verbale per distruzione beni (ex DPR 441/1997 e circolare Ministero Finanze 193/E 1998)
- Torino, 10 giorni fa	RATING MEDIOCREDITO 2016
- Carasco, 10 giorni fa	RATING MEDIOCREDITO 2016
- Catania, 10 giorni fa	Promemoria di aggiornamento del lavoro
- Arco, 10 giorni fa	Ricorso tributario contro cartella di pagamento in ipotesi di accertamento da c.d. art. 36ter DPR 600/1973 in ipotesi di disconoscimento di detrazioni fiscali 36/50%
- Lucca, 10 giorni fa	Modello di ricorso contro cartella di pagamento impugnata per vizi propri
- Lucca, 10 giorni fa	Estromissione Agevolata Immobili Strumentali Imprenditore Individuale (Legge Stabilità 2016)
- La Spezia, 11 giorni fa	Ricorso avverso cartella di pagamento – Notifica eseguita a mezzo PEC – Nullità della notifica
- Latina, 11 giorni fa	Estromissione Agevolata Immobili Strumentali Imprenditore Individuale (Legge Stabilità 2016)
- Carrara, 11 giorni fa	Rapporto riepilogativo delle attività svolte dal Professionista delegato alla vendita
- Villanova Di Guidonia, 11 giorni fa	SP-SC: deduzione trasferte dipendenti autotrasporto
- Pioltello, 11 giorni fa	Liquidazione SRL: procedura semplificata senza intervento del notaio
- Bologna, 11 giorni fa	Verbale per distruzione beni (ex DPR 441/1997 e circolare Ministero Finanze 193/E 1998)
- Verdellino, 11 giorni fa	Easy Budget Multiprodotto 2.3
- Cagliari, 11 giorni fa	Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) in materia di raddoppio termini
- Trezzo Sull Adda, 11 giorni fa	Consultazione scritta o consenso espresso per iscritto dei soci di SRL
- Amalfi, 11 giorni fa	Contratto di sponsorizzazione sportiva
- Padova, 11 giorni fa	Nuovo Anatocismo Facile (aggiornato al 2016)
- Terni, 13 giorni fa	Proposta di conciliazione della controversia
- Sciacca, 13 giorni fa	Liquidazione Compensi Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Organo Giurisdizionale 1.3.
- Ladispoli, 13 giorni fa	Servizio CR expert: 10 CR test
- Alba Adriatica, 14 giorni fa	Easy Budget Multiprodotto 2.3
- Alba Adriatica, 14 giorni fa	Il prestito tra familiari: scrittura privata 'anti' redditometro
- Albinea, 14 giorni fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Rocca Priora, 14 giorni fa	Cessione Quote SRL per Commercialisti (v.4.019): 1 POSTAZIONE
- Verdellino, 14 giorni fa	Verbale per distruzione beni (ex DPR 441/1997 e circolare Ministero Finanze 193/E 1998)
- Cavalese, 14 giorni fa	Rimborso spese amministratore che utilizza auto propria
- Cavalese, 14 giorni fa	Riepilogo fatture inferiori a Euro 300,00.
- Cavalese, 14 giorni fa	Raccolta modelli ricorsi con eccezioni preliminari agli atti impositivi
- Trescore Balneario, 14 giorni fa	Ricorso avverso avviso di accertamento per inesistenza dell’atto, violazione e falsa applicazione dell’art. 42, d.p.r. 29.09.1973, n. 600, atto non sottoscritto dal capo dell’ufficio, assenza di delega di firma
- Trescore Balneario, 14 giorni fa	Ricorso avverso avviso di accertamento per inesistenza dell’atto, omessa allegazione del p.v.c., violazione e falsa applicazione dell’art. 42, d.p.r. 29.09.1973, n. 600
- Trescore Balneario, 14 giorni fa	Ricorso avverso avviso di accertamento per inesistenza dell’atto, omessa o carente motivazione, violazione e falsa applicazione dell’art. 42, d.p.r. 29.09.1973, n. 600
- Trescore Balneario, 14 giorni fa	Ricorso avverso avviso di accertamento per nullita’ dell'avviso di accertamento per carenza di motivazione ex art. 42, d.p.r. n. 600/73, irrilevanza ai fini probatori delle presunzioni semplicissime scaturite dal ritrovamento di files
- Trescore Balneario, 14 giorni fa	Ricorso avverso avviso di accertamento per difetto di motivazione ex art. 42, d.p.r. n. 600/73, mancata valutazione critica delle osservazioni al pvc formulate dalla ricorrente in data…all'ufficio ex art. 12, co. 7, l. n. 212/2000
- Trescore Balneario, 14 giorni fa	Verbale per distruzione beni (ex DPR 441/1997 e circolare Ministero Finanze 193/E 1998)
- Napoli, 15 giorni fa	Contratto di convivenza ai sensi della L. 75 2016
- Napoli, 15 giorni fa	Preliminare compravendita immobile
- Napoli, 15 giorni fa	Contratto estimatorio
- Napoli, 15 giorni fa	Pacchetto formulario contratti locazione immobili
- Napoli, 15 giorni fa	Accordo per la riduzione del canone di locazione
- Napoli, 15 giorni fa	Contratto di comodato abitativo
- Napoli, 15 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone libero
- Napoli, 15 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone concordato (e cedolare secca)
- Napoli, 15 giorni fa	Contratto di locazione box/garage ad uso privato
- Napoli, 15 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo ad uso transitorio
- Napoli, 15 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo con finalità turistica
- Napoli, 15 giorni fa	Verbale consegna immobili al conduttore
- Napoli, 15 giorni fa	Verbale riconsegna immobili al conduttore
- Napoli, 15 giorni fa	Prima Nota Contabile
- Villafranca Padovana, 15 giorni fa	Verifica permanenza regime contribuenti minimi 2016
- Modica, 15 giorni fa	Memoria difensiva (ambito penale) dell’imputato che non ha potuto onorare gli impegni erariali per cause a lui non imputabili
- Polignano A Mare, 15 giorni fa	Ricorso avverso cartella di pagamento, credito erariale, prescritta
- Ferrara, 15 giorni fa	Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) in materia di raddoppio termini
- Milano, 15 giorni fa	ExcelLeasing 2016 (bilanci chiusi al 31.12.2016)
- Corte De` Frati, 15 giorni fa	Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) in materia di raddoppio termini
- Torino, 15 giorni fa	Prontuario fiscale delle cessioni di fabbricati e terreni
- Godega Di Sant'urbano, 15 giorni fa	Contratto di sponsorizzazione sportiva
- Novara, 15 giorni fa	Rettifica detrazione IVA contribuenti minimi e forfetari. Anno 2016
- Caulonia, 15 giorni fa	Verbale per distruzione beni (ex DPR 441/1997 e circolare Ministero Finanze 193/E 1998)
- Caulonia, 15 giorni fa	Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) in materia di raddoppio termini
- Milano, 15 giorni fa	Pacchetto assegnazione / cessione agevolata immobili ai soci
- Cremona, 16 giorni fa	Estromissione Agevolata Immobili Strumentali Imprenditore Individuale (Legge Stabilità 2016)
- Cremona, 16 giorni fa	Assegnazione e cessione agevolata immobili ai soci (analisi di convenienza 2016)
- Cremona, 16 giorni fa	Assegnazione agevolata immobili – Tassazione soci
- Cremona, 16 giorni fa	Check List per la cessione di quota di SRL
- Roma, 16 giorni fa	Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) in materia di raddoppio termini
- Vittoria, 16 giorni fa	Licenza Modello 69 per Modulistica PDF v2 : 1 POSTAZIONE
- Verona, 16 giorni fa	Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) in materia di raddoppio termini
- Lucca, 16 giorni fa	Calcolo previsionale IRPEF 2016 (redditi 2016)
- Busto Arsizio, 16 giorni fa	Commercialista che non elabora buste paga - procedura completa
- Milano, 17 giorni fa	Lettera di incarico e preventivo di massima tenuta di contabilita’ semplificata per ditta individuale
- Milano, 17 giorni fa	Lettera di incarico e preventivo utilizzo della Procura Comunica e delle circolari di studio
- Milano, 17 giorni fa	Lettera ai clienti per il ricalcolo degli acconti d'imposta 2016
- Milano, 17 giorni fa	Commercialista o Consulente del Lavoro che elabora buste paga: procedura completa
- Milano, 17 giorni fa	Contratto per la ripartizione di spese tra professionisti
- Milano, 17 giorni fa	Il prestito tra familiari: scrittura privata 'anti' redditometro
- Lucca, 17 giorni fa	Lavoro autonomo: dal netto al lordo (redditi 2016)
- Alba Adriatica, 17 giorni fa	Prontuario fiscale delle cessioni di fabbricati e terreni
- Roma, 17 giorni fa	Prontuario fiscale delle cessioni di fabbricati e terreni
- Rapallo, 17 giorni fa	Rinuncia a finanziamento infruttifero soci
- Torino, 17 giorni fa	Cessione di credito commerciale: modello/procedura tramite scambio di corrispondenza
- Milano, 17 giorni fa	Promemoria di aggiornamento contabile e fiscale
- Roma, 17 giorni fa	Il prestito tra familiari: scrittura privata 'anti' redditometro
- Lavello, 17 giorni fa	Usura Scoperti di Conto Corrente Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Matino, 18 giorni fa	Liquidazione SRL: procedura semplificata senza intervento del notaio
- Ponsacco, 18 giorni fa	ExcelLeasing 2016 (bilanci chiusi al 31.12.2016)
- Lucca, 18 giorni fa	Easy Loans 3.02 - Mutui facili
- Marghera, 18 giorni fa	Contratto per la ripartizione di spese tra professionisti
- Rimini, 18 giorni fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti ('procedura semplificata senza intervento del notaio')
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Pacchetto formulario contratti locazione immobili
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Accordo per la riduzione del canone di locazione
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Contratto di comodato abitativo
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone libero
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone concordato (e cedolare secca)
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Contratto di locazione box/garage ad uso privato
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo ad uso transitorio
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo con finalità turistica
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Verbale consegna immobili al conduttore
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Verbale riconsegna immobili al conduttore
- Roveredo In Piano, 18 giorni fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti ('procedura semplificata senza intervento del notaio')
- Civitanova Marche, 18 giorni fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti ('procedura semplificata senza intervento del notaio')
- Olgiate Comasco, 18 giorni fa	Rinuncia a finanziamento infruttifero soci
- Manduria, 19 giorni fa	Ricorso avverso cartella di pagamento – Illegittimo addebito degli oneri di riscossione
- Manduria, 19 giorni fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti ('procedura semplificata senza intervento del notaio')
- San Zenone Degli Ezzelini, 19 giorni fa	Modello di ricorso contro accertamento in tema riqualificazione come ente commerciale di una associazione sportiva dilettantistica
- Roma, 20 giorni fa	Memorie illustrative su ricorso IRAP per medico di base convenzionato con il SSN con collaboratore
- Chioggia, 20 giorni fa	Ricorso tributario contro avviso accertamento riferito ad asserite fatture per operazioni inesistenti (c.d. FOI)
- Thiene, 21 giorni fa	Ricorso avverso cartella di pagamento – Illegittimo recupero del credito d'imposta
- Thiene, 21 giorni fa	Analisi di Bilancio in forma abbreviata 2016
- Cassino, 21 giorni fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti ('procedura semplificata senza intervento del notaio')
- Cassina De' Pecchi, 21 giorni fa	Patent Box: software per il calcolo della Patent Box italiana
- Monza, 21 giorni fa	Banana Contabilità 8 per Windows
- Vigonza, 21 giorni fa	Modello di ricorso contro cartella di pagamento impugnata per vizi propri
- Messina, 22 giorni fa	Modello di ricorso contro cartella di pagamento impugnata per vizi propri
- Milano, 22 giorni fa	Calcolo previsionale IRPEF 2016 (redditi 2016)
- Schio, 22 giorni fa	ExcelLeasing 2016 (bilanci chiusi al 31.12.2016)
- Verdellino, 22 giorni fa	Ricorso avverso cartella di pagamento – Illegittimo addebito degli oneri di riscossione
- Imola, 22 giorni fa	Contratto di comodato abitativo
- Muggia, 23 giorni fa	Estromissione Agevolata Immobili Strumentali Imprenditore Individuale (Legge Stabilità 2016)
- Agrigento, 23 giorni fa	RATING DI AUTOVALUTAZIONE PMI 2016 (analisi bilanci 2014/2015)
- Busto Arsizio, 23 giorni fa	Cessione di credito commerciale: modello/procedura tramite scambio di corrispondenza
- Castegnato, 24 giorni fa	Deduzione ACE 2016 (Esercizio 2015)
- Torino, 24 giorni fa	Contratto di comodato abitativo
- Brugherio, 24 giorni fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Cagliari, 24 giorni fa	ExcelLeasing 2016 (bilanci chiusi al 31.12.2016)
- Novara, 24 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo ad uso transitorio
- Pesaro, 24 giorni fa	Promemoria di aggiornamento contabile e fiscale
- Potenza, 24 giorni fa	Pacchetto software USURA FACILE 2016
- Terni, 25 giorni fa	Usura Mutuo Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Terni, 25 giorni fa	Usura Anticipi e Sconti Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Terni, 25 giorni fa	Usura Scoperti di Conto Corrente Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Terni, 25 giorni fa	Ricorso avverso cartella di pagamento – Notifica eseguita a mezzo PEC – Nullità della notifica
- Firenze, 25 giorni fa	Modello di ricorso contro accertamento in tema riqualificazione come ente commerciale di una associazione sportiva dilettantistica
- Roma, 25 giorni fa	Modello di ricorso contro accertamento in tema riqualificazione come ente commerciale di una associazione sportiva dilettantistica
- Portoferraio, 25 giorni fa	Pacchetto formulario contratti locazione immobili
- Vicenza, 25 giorni fa	Accordo per la riduzione del canone di locazione
- Vicenza, 25 giorni fa	Contratto di comodato abitativo
- Vicenza, 25 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone libero
- Vicenza, 25 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone concordato (e cedolare secca)
- Vicenza, 25 giorni fa	Contratto di locazione box/garage ad uso privato
- Vicenza, 25 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo ad uso transitorio
- Vicenza, 25 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo con finalità turistica
- Vicenza, 25 giorni fa	Verbale consegna immobili al conduttore
- Vicenza, 25 giorni fa	Verbale riconsegna immobili al conduttore
- Vicenza, 25 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per autorizzare gli amministratori all’utilizzo dell’auto propria e per rimborso spese (modello personalizzabile)
- Cagliari, 25 giorni fa	Usura Mutuo Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Padova, 26 giorni fa	SRL: il FORMULARIO completo di verbali di assemblea soci e riunioni CdA
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale di assemblea dei soci.
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Consultazione scritta o consenso espresso per iscritto dei soci di SRL
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Finanziamento infruttifero soci
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la nomina del collegio sindacale/sindaco unico (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale del Consiglio di Amministrazione per la nomina dell’amministratore delegato (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale del consiglio di amministrazione di S.R.L. - Adeguamento o no alle risultanze degli studi di settore
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la nomina del Consiglio di Amministrazione
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per l’approvazione del bilancio (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. irregolarmente costituita per mancanza del numero legale (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la distribuzione di dividendi (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la nomina dell’amministratore unico (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la nomina di amministratori con poteri disgiunti (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 26 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.