Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-24763-del-05-12-2016
Timestamp: 2020-05-31 14:05:35+00:00
Document Index: 167759511

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 67', 'art. 69', 'art. 148', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 90', 'art. 67', 'art. 69', 'art. 81', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 24763 del 05/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24763 del 05/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 05/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep. 05/12/2016), n.24763
sul ricorso 22175/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 290/25/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, nei confronti di G.E. (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana n. 290/25/2015, depositata in data 16/02/2015, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso per maggiore IRPEF dovuta, in relazione all’anno d’imposta 2006, ed ai compensi percepiti dal contribuente, in qualità di istruttore sportivo, dalla Wellness Project Società Sportiva Dilettantistica a r.l., a seguito del disconoscimento del carattere non commerciale della società e del conseguente regime fiscale agevolativo (negando, in particolare, l’Ufficio erariale l’applicabilità della c.d. franchigia di non imponibilità fino ad Euro 7.500,00) e dell’inquadramento dell’attività svolta dal contribuente nella categoria del lavoro dipendente – è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso del contribuente.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, D.P.R. n. 917 del 1986, art. 67, comma 1, lett. m, art. 69, comma 2 e art. 148, L. n. 133 del 1999, art. 25v, D.Lgs. n. 473 del 1999, art. 2, comma 4, lett. A e L. n. 289 del 2002, art. 90, comma 3, avendo i giudici della C.T.R. ritenuto determinante, ai fini dell’applicazione del regime fiscale di favore ed in particolare della c.d. franchigia di non imponibilità fino ad Euro 7.500,00, la qualificazione dell’attività prestata dal contribuente in termini di collaborazione coordinata e continuativa di natura professionale e non di lavoro dipendente.
Ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 67, comma 1, lett. m (T.U.I.R.), (resto in vigore dall’1/01/2004), sono “redditi diversi”, “se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, nè in relazione alla qualità di lavoratore dipendente”, “m) le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati… nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche”. Ai sensi dell’art. 69 (nel testo in vigore dall’1/01/2004), comma 2, “Le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi di cui dell’art. 81 (ora art. 67), comma 1, lett. m), non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 7.300 Euro”.
Il regime di non imponibilità dei redditi percepiti, tino ad Euro 7.500,00, presuppone pertanto che i compensi in oggetto siano erogati da e nell’ambito di un’associazione di tipo sportivo-dilettantistico e quindi elemento determinante, ai tini del trattamento fiscale agevolato, è proprio la natura del soggetto nei cui confronti le prestazioni sono eseguite.
Al contrario, la valutazione del mancato esercizio di attività sportiva dilettantistica e di per sè decisiva, in quanto la norma del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 67, si riferisce “alla attività sportiva dilettantistica”, cosicchè l’esclusione, per la società erogante, dell’esercizio di detta attività comporterebbe l’estraneità dei compensi in oggetto dall’area applicativa del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 67. Nè rileverebbe il mero riconoscimento da parte del CONI della qualifica di società sportiva dilettantistica, essendo altresì richiesta dalla norma la riconducibilità dell’attività degli istruttori all’esercizio da parte della associazione (come tale qualificata) della attività sportiva dilettantistica (cfr. Cass. 15904/2016).
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del ricorso, va cassata la sentenza impugnata con rinvio alla C.T.R. della Toscana, in diversa composizione (avendo, in ogni caso, il contribuente chiesto anche, in via subordinata, la riduzione della pretesa impositiva sanzionatoria). Il giudice del rinvio provvederà alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata, con rinvio alla C.T.R. della Toscana in diversa composizione, per nuovo esame ed anche in ordine alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.