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Timestamp: 2019-09-17 11:17:41+00:00
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Art. 615-quinquies c.p.: la Cassazione annulla la sentenza di merito che non motiva sulla natura di “sistema informatico” dell’apparecchiatura manomessa – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Art. 615-quinquies c.p.: la Cassazione annulla la sentenza di merito che non motiva sulla natura di “sistema informatico” dell’apparecchiatura manomessa.
Con la sentenza n. 40470/2018, depositata in data 11.09.2018, la Corte di Cassazione – Sezione V penale – è tornata ad occuparsi di reati informatici, in particolare andando a precisare i contorni del concetto di “sistema informatico e telematico” in relazione al reato di cui all’art. 615-quinquiesc.p..
Il provvedimento impugnato reso dalla Corte territoriale ha confermato la sentenza del Tribunale di Brescia che ha condannato l’imputato alla pena di mesi quattro di reclusione ed euro 300 di multa, per il reato di cui all’art. 615-quinquies cod. pen., per essersi abusivamente procurato un congegno elettronico, atto a danneggiare ed alterare il sistema di protezione delle macchine cambiamonete, con la finalità di impadronirsi delle somme ivi contenute.
Avverso la predetta di appello ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, tramite il difensore di fiducia, denunciando violazione di legge e vizio di motivazione. Il ricorrente assume che, nella specie, non si rinviene, nella motivazione della Corte territoriale, adeguata giustificazione circa la ritenuta alterazione di sistema informatico o telematico, avendo la condotta interessato una macchinetta cambiamonete che tale non può qualificarsi, posto che, pur utilizzando un sistema in parte elettromeccanico, questa funziona autonomamente, con collegamento alla rete elettrica.
La Corte accoglie il ricorso ed annulla con rinvio per nuovo esame ad altra sezione della Corte d’appello di Brescia.
Relativamente al profilo critico evidenziato nel motivo di ricorso, afferente alla omessa motivazione della pronuncia di gravame sulla natura di sistema informatico degli apparecchi cambiamonete, la Corte si pronuncia in tal senso:
“Sul punto va premesso che il delitto contestato, come è noto, rientra tra i cd. reati informatici, che coinvolgono l’utilizzo di sistemi di elaborazione. Necessita, dunque, individuare la nozione di sistema informatico di cui alla norma in esame, tenuto conto che la legge 23 dicembre 1993, n. 547, che ha introdotto nel nostro sistema i cd. computer’s crimes, non ha enunciato, quale oggetto di tutela, la definizione di sistema informatico, presupponendone significato e profili tecnici. Né tale classificazione si rinviene nella successiva Legge n. 48 del 18 marzo 2008 che ha modificato, in parte, la normativa in questione.
In assenza di una classificazione legislativa, va sottolineato che la giurisprudenza di legittimità ha fornito una definizione, in relazione a diverse fattispecie incriminatrici che fanno riferimento all’espressione sistema informatico. Questo è stato considerato, in senso ampio, quale pluralità di apparecchiature destinate a compiere una qualsiasi funzione utile all’uomo, attraverso l’utilizzazione (anche in parte) di tecnologie informatiche (Sez. U, N. 17325 del 26/03/2015, Rocco, Rv. 263020, relativa a conflitto di competenza in tema di reato di cui all’art. 615-ter cod. pen.; Sez. 6, n. 3065 del 04/10/1999, Piersanti, Rv. 214945: nella specie è stata ritenuta corretta la motivazione dei giudici di merito che avevano riconosciuto la natura di sistema informatico alla rete telefonica fissa, sia per le modalità di trasmissione dei flussi di conversazioni, sia per l’utilizzazione delle linee per il flusso dei cd. dati esterni alle conversazioni e venivano contestati i reati di accesso abusivo a sistema informatico e quello di frode informatica).
Così, dunque, definito il sistema informatico la cui tutela è assicurata dalla norma in esame, si osserva che nelle sentenze di merito, non viene spiegato congruamente e logicamente, come la macchina cambiamonete sia qualificabile sistema informatico. Alcun accenno, infatti, si rinviene in merito all’attitudine dell’apparecchio cambiamonete ad organizzare ed elaborare i dati, sulla base di un programma, posto che l’apparecchio non viene descritto, né il funzionamento del predetto viene illustrato dai giudici di merito, che limitano la descrizione, al congegno trovato in possesso dell’imputato, indicato come capace di incidere sul funzionamento della macchina cambiamonete”.
Quadro giurisprudenziale di riferimento sulle recenti pronunce in materia di reati informatici:
Cassazione penale, sez. V, 01/02/2016, n. 23604.
Cassazione penale, sez. V, 18/12/2015, n. 4059.
Cassazione penale, sez. V, 30/01/2015, n. 29091.
Cassazione penale, sez. II, 03/10/2013, n. 47021.
Cassazione penale, sez. V, 12/01/2011, n. 6239.
Cassazione penale, sez. VI, 16/07/2009, n. 35930.
Cassazione penale, sez. II, 09/11/2007, n. 45207.
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