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Timestamp: 2018-02-17 22:14:45+00:00
Document Index: 56102815

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 14', 'art. 31']

Relazione allegata al Bilancio di previsione - PDF
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1 PATTO DI STABILITÀ 2015 Relazione allegata al Bilancio di previsione Aspetti introduttivi La legge di stabilità 2015 (L. n. 190/2014) torna a modificare le disposizioni riguardanti il patto di stabilità per il triennio 2015/2017 lasciando però inalterato gran parte dell impianto introdotto nell anno Il patto di stabilità degli enti locali per l anno 2015 risulta, pertanto, ancora disciplinato dall art. 31 della legge n. 183/2011 (Legge di stabilità 2012), così come modificato dalla Legge n. 228/2012 (Legge di stabilità 2013) e dalla Legge n. 147/2013 (Legge di stabilità 2014). A detta disposizione si aggiungono altre disposizioni contenute nel D.L. n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011, e nel D.L. n. 16/2012 che ha introdotto il Patto di stabilità interno nazionale orizzontale. Ad esse si aggiungono poi le altre disposizioni che nel corso degli anni 2013 e 2014 hanno ulteriormente integrato e modificato le fattispecie da escludere dal saldo finanziario. Analizzando le modalità di costruzione della manovra si può concludere che l impianto di calcolo resta sostanzialmente confermato: gli enti, per la determinazione degli obiettivi del Patto, dovranno continuare a determinare l obiettivo ed il saldo in termini di competenza mista, ovvero considerando la competenza (accertamenti ed impegni) per le entrate e le spese correnti e la cassa (riscossioni e pagamenti) per le entrate e le spese in conto capitale con riferimento però alla media storica triennale delle spese correnti (2010/2012). Esaminando l articolo 31 della legge richiamata (legge n. 183/2011) ed in attesa delle prime istruzioni della Ragioneria Generale dello Stato, il modello di Patto proposto dal legislatore può essere articolabile in fasi distinte caratterizzato da: a) definizione del saldo obiettivo per ciascuna annualità; b) monitoraggio; c) verifica finale a cui è correlato l eventuale sistema sanzionatorio. Altra importante novità riguarda l accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità. Il comma 490 della stessa legge include a partire dal 2015 nel computo del saldo di competenza mista rilevante ai fini della valutazione del rispetto del Patto di stabilità anche gli stanziamenti di competenza del Fondo crediti di dubbia esigibilità, che saranno effettuati nel corso del 2015 in base al nuovo principio della contabilità finanziaria rafforzata che dovrà essere applicato dalla generalità delle autonomie locali a partire dal 1 gennaio Il secondo periodo del comma 490 apre inoltre all eventualità che, sulla base dei valori relativi agli accantonamenti effettuati sul Fondo crediti di dubbia esigibilità per l'anno 2015 acquisiti con specifico monitoraggio, le percentuali obiettivo del Patto per l'anno 2015, possano essere modificate. A decorrere dall'anno 2016, le percentuali obiettivo vanno rideterminate tenendo conto in ogni caso anche del valore degli accantonamenti effettuati sul Fondo crediti di dubbia esigibilità nell'anno precedente. Definizione del saldo obiettivo Con riferimento al primo aspetto, dalla lettura della norma si fa presente che, per la determinazione del proprio obiettivo specifico di miglioramento del saldo, gli enti con popolazione superiore a devono attenersi alla seguente procedura:
2 calcolare la media della spesa corrente registrata negli anni , così come desunta dai certificati di conto consuntivo (si noti la modifica del triennio rispetto all anno 2014); applicare, a questo valore medio le percentuali per gli anni 2015, 2016 e 2017 pari, rispettivamente, a 8,60% per il 2015 e 9,15% per il 2016 e il 2017 nel caso di comuni, a e 17,20% per l anno 2015 e 18,03% per il 2016 e il 2017 nel caso di province; sterilizzare il saldo ottenuto della riduzione dei trasferimenti erariali di cui all articolo 14, comma 2, della legge n. 122/2010 di conversione del D.L. n. 78/2010; aggiungere/sottrarre al valore ottenuto l ulteriore addendo determinato dall eventuale applicazione del patto di stabilità territoriale; aggiungere/sottrarre al valore ottenuto l ulteriore addendo determinato dall eventuale applicazione di ulteriori riduzioni previste dalla normativa (gestioni associate sovracomunali, ). Il saldo obiettivo calcolato costituirà il valore da porre a confronto con quello effettivo ottenuto quale differenza tra le entrate finali (entrate dei titoli da I a IV) e le spese finali (spese dei titoli da I a II) al netto delle entrate derivanti dalla riscossione di crediti e delle spese derivanti dalla concessione di crediti, delle ulteriori e specifiche poste di bilancio riportate nelle tabelle operative della presente relazione, così come previste dai commi dell articolo 31 della Legge di stabilità. Monitoraggio e controllo Resta confermato il sistema di monitoraggio già previsto nella legge di stabilità dell anno precedente. Tutti gli enti interessati al Patto sono tenuti a produrre al Ministero dell economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato: il prospetto dimostrativo, definito da un apposito decreto del MEF, dell obiettivo di competenza mista annuale determinato dall ente in applicazione delle disposizioni contenute nell articolo 31. La mancata trasmissione del prospetto dimostrativo degli obiettivi programmatici, entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione del predetto decreto, costituisce inadempimento al Patto di stabilità interno; un prospetto semestrale, quello del primo semestre deve essere trasmesso entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto di cui al punto precedente e quello del secondo semestre entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il Patto di stabilità interno nel sito e contenente tutte quelle informazioni riguardanti sia la gestione di competenza che quella di cassa, che saranno definiti con decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. In aggiunta alle informazioni predette, gli enti locali che, in base al monitoraggio del secondo semestre, risultano inadempienti al patto di stabilità interno comunicano, alla Ragioneria Generale dello Stato, anche le informazioni relative alla spesa per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell Unione Europea. Tale comunicazione è finalizzata alla disapplicazione della sanzione, di cui alla lettera a) del comma 26 dell articolo 31 della legge n. 183/2011 introdotta dal comma 439 della legge n. 228/2012, che dispone la riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio. Il medesimo comma, infatti, stabilisce che la predetta sanzione non si applica agli enti locali per i quali il superamento dell obiettivo del patto di stabilità interno è stato determinato dalla maggiore spesa per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell Unione Europea rispetto alla media della corrispondente spesa del triennio precedente. Sono, comunque, applicate le restanti sanzioni, di cui al citato comma 26, previste per gli enti non rispettosi del patto di stabilità interno. Verifica finale La verifica finale del rispetto degli obiettivi del Patto di stabilità interno è effettuata da ciascun ente attraverso apposita certificazione da inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell anno successivo a quello di riferimento, al Ministero dell economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, sottoscritta dal rappresentante legale e dal responsabile del servizio finanziario e dall organo di revisione, secondo un prospetto e con le modalità definite da un apposito decreto.
3 A riguardo vengono confermate le sanzioni già inasprite rispetto al passato con le modifiche introdotte dai commi 445 e 446 della Legge di stabilità In caso di ritardata trasmissione della certificazione, oltre il termine del 31 marzo, ma entro i 60 giorni dall approvazione del consuntivo e che attesti il rispetto del patto di stabilità, all ente si applica la sanzione di cui al comma 26 lett. d), ossia l impossibilità dell ente di procedere ad assunzioni, a qualsiasi titolo, di personale. Decorso il temine dei 60 giorni il presidente dei revisori dei conti, in qualità di commissario ad acta provvede all invio della certificazione sottoscritta dai soggetti previsti dalla legge entro 30 giorni. L erogazione delle risorse o trasferimenti erariali sono sospesi fino alla data di trasmissione da parte del commissario ad acta della documentazione. Si ricorda che la Legge di stabilità 2013 ha introdotto il comma 20 bis che stabilisce che i comuni entro 60 giorni dall approvazione del rendiconto possono inviare una nuova certificazione qualora venga rilevato un peggioramento del rispetto del patto di stabilità interno. La certificazione e il prospetto devono essere sottoscritti, oltre che dal rappresentante legale e dal responsabile del servizio finanziario, anche dall organo di revisione economico-finanziario. La documentazione priva delle tre citate sottoscrizioni non è ritenuta valida ai fini della attestazione del rispetto del patto di stabilità interno. La documentazione prodotta dal sistema web deve essere firmata digitalmente, ai sensi dell articolo 24 del codice di cui al Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82. La trasmissione per via telematica della certificazione ha valore giuridico ai sensi dell articolo 45, comma 1, del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82. I dati indicati nella certificazione del patto di stabilità interno devono essere conformi ai dati contabili risultanti dal conto consuntivo dell anno di riferimento. Decorsi quindici giorni dal termine stabilito per l approvazione del conto consuntivo, la certificazione non può essere rettificata e, pertanto, non sono accettate certificazioni trasmesse successivamente a tale termine. Sanzioni Per quanto riguarda il sistema delle sanzioni, l articolo 31, comma 26, della Legge n. 183/2011 conferma quanto già previsto con il D.Lgs. n. 149/2011 di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale, riportando ad unità il testo relativo al patto eccessivamente distribuito tra disposizioni di legge. L ente che non rispetterà il Patto di stabilità 2015 e quelli successivi: è assoggettato ad una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l obiettivo programmatico predeterminato. In proposito, va segnalato che il D.L. n. 16/2012 ha eliminato il tetto alla sanzione precedentemente fissato al 3% delle entrate correnti registrate nell ultimo consuntivo, con conseguente, ulteriore penalizzazione per gli enti inadempienti. Gli enti locali della Regione siciliana e della regione Sardegna sono assoggettati alla riduzione dei trasferimenti erariali nella misura indicata al primo periodo. In caso di incapienza dei predetti fondi, essi sono tenuti a versare all entrata del bilancio dello Stato le somme residue. La sanzione non si applica nel caso in cui il superamento degli obiettivi del patto di stabilità interno sia determinato dalla maggiore spesa per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell Unione Europea rispetto alla media della corrispondente spesa del triennio precedente; non può impegnare spese correnti in misura superiore all importo annuale medio dei corrispondenti impegni effettuati nell ultimo triennio così come risultanti dal conto consuntivo senza alcuna esclusione; non può ricorrere all indebitamento per gli investimenti; i mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie o finanziarie per il finanziamento degli investimenti, devono essere corredati da apposita attestazione da cui risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per l anno precedente. L istituto finanziatore o l intermediario finanziario non può procedere al finanziamento o al collocamento del prestito in assenza della predetta attestazione; non può procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione,
4 anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E fatto altresì divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della presente disposizione; è tenuto a rideterminare le indennità di funzione ed i gettoni di presenza indicati nell articolo 82 del citato testo unico di cui al Decreto Legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni, con una riduzione del 30 per cento rispetto all ammontare risultante alla data del 30 giugno Applicazione delle disposizioni di legge al nostro ente Conclusa l analisi delle varie disposizioni che disciplinano il patto di stabilità, nella parte che segue cercheremo di analizzare gli effetti che si vengono a determinare nel nostro ente al fine di: a) definire i valori obiettivo da comunicare al Ministero dell Economia; b) verificare già in sede preventiva la capacità dell ente di rispettare i suddetti tetti di spesa operando distintamente con riferimento all anno 2015 ed ai successivi 2016 e Gli obiettivi da conseguire nell anno 2015 Nella parte che segue verranno definiti nell ordine: a) il calcolo del saldo obiettivo da conseguire nell anno 2015 e nei due successivi; b) la verifica della compatibilità delle previsioni 2015 con gli obiettivi determinati Il calcolo del saldo obiettivo La tabella sotto riportata permette di determinare il valore della manovra correttiva da applicare. A tal fine si è proceduto per steps successivi: a) dapprima calcolando la spesa media corrente del periodo 2010/2012: Calcolo spesa corrente media 2010/2012 art. 31 comma 2 SPESE CORRENTI media Impegni titolo I , , , ,67 b) moltiplicando il valore ottenuto per i coefficienti previsti: Calcolo Saldo obiettivo art. 31 comma 2 ANNO Spesa corrente media 2010/2012 Coefficiente Obiettivo di competenza ,67 8,60% , ,67 9,15% , ,67 9,15% ,65 Il comma 492, lettera a), dell articolo 1 della Legge n. 190/2014 stabilisce che a decorrere dal 2015 non si applicano le norme riguardanti la virtuosità degli enti previste dall articolo 20, commi 2, 2-bis e 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98. c) sterilizzando per ciascuna annualità il taglio dei trasferimenti erariali previsto dall articolo 14 del D.L. n. 78/2010: Calcolo Saldo obiettivo con neutralizzazione riduzione trasferimenti art. 31 comma 4
5 ANNO Coefficiente Obiettivo di competenza art. 31 comma 2 Taglio trasferimenti art. 14 D.L. 78/2010 Saldo art. 31 comma 4 Legge di stabilità ,60% , , , ,15% , , , ,15% , , ,59 In conclusione l obiettivo programmatico annuale per ciascuna annualità risulta riepilogato nella tabella che segue: RIEPILOGO OBIETTIVO PROGRAMMATICO ANNUALE OBIETTIVO , , , Verifica preventiva del rispetto dell obiettivo programmatico Definita la manovra da applicare, e definito l obiettivo annuale da conseguire, l ultima parte della presente relazione è finalizzata a verificare, ai sensi del comma 18 dell articolo 31 della Legge di stabilità, se il bilancio di previsione dell ente al quale si applicano le disposizioni del patto di stabilità interno è stato costruito iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa di parte corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di cassa di entrata e di spesa in conto capitale, al netto delle riscossioni e delle concessioni di crediti, sia in grado di garantire il rispetto prospettico delle regole che disciplinano il patto medesimo. Si ricorda che il richiamato comma prevede espressamente che gli enti locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità interno. A tal fine si ricorda che, con particolare riferimento alle entrate e spese del bilancio investimenti e più precisamente alle riscossioni ed ai pagamenti che si prevedono nel corso dell anno 2015, i dati sono stati concertati con gli uffici tecnici dell ente. omissis Legge 183/2011 Art Patto di stabilità interno 18. Il bilancio di previsione degli enti locali ai quali si applicano le disposizioni del patto di stabilità interno deve essere approvato iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa di parte corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di cassa di entrata e di spesa in conto capitale, al netto delle riscossioni e delle concessioni di crediti, sia garantito il rispetto delle regole che disciplinano il patto medesimo. A tale fine, gli enti locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità interno.
6 ENTRATA Titolo I - Accertamenti (+) , , ,40 Titolo II - Accertamenti (+) , , ,55 Titolo III - Accertamenti (+) , , ,28 Titolo IV - Incassi (+) , , ,00 TOTALE ENTRATE finali ( = ) , , ,23 SPESA Titolo I - Impegni (+) , , ,84 Titolo II - Pagamenti (+) , , ,00 TOTALE SPESE finali ( = ) , , ,84 SALDO FINANZIARIO ( Entr. Fin Nette - Spesa fin Nette) (SFIN ) A , , ,39 OBIETTIVO PROGRAMMATICO ANNUALE (OB) B , , ,59 DIFFERENZA ( SFIN - OB) A-B , , ,80 Patto rispettato Patto rispettato Patto rispettato
7 Patto di stabilità 2015 Agli atti del Settore Finanziario sono disponibili i capitoli di entrata e di spesa considerati ai fini del calcolo per ciascuna voce. 3. Conclusioni In conclusione, ed alla luce di quanto riportato nella presente relazione, si può dedurre che le previsioni di bilancio e quelle di cassa rispettano gli obiettivi del patto, tenuto conto della normativa vigente alla data di redazione della presente deliberazione. Cento, 26 febbraio 2015 Relazione accompagnatoria al Bilancio di Previsione
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