Source: http://lamministrativista.it/rubriche/news?page=178
Timestamp: 2019-10-15 01:32:14+00:00
Document Index: 15850870

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 20']

La campionatura del prodotto non rappresenta un elemento costitutivo dell’offerta tecnica e non va esaminata in seduta pubblica
27 Aprile 2016 | di Francesco Elefante
Negli appalti pubblici di forniture la campionatura del prodotto non rappresenta – ai sensi dell’art. 42, comma 1, lett. l) c.c.p. – un elemento costitutivo dell’offerta tecnica, espletando una funzione meramente dimostrativa delle capacità tecniche dei contraenti attraverso la “produzione di campioni, descrizioni o fotografie dei beni da fornire”. Ne consegue, quindi, che non essendo assimilabile alla documentazione inerente all'offerta tecnica, la campionatura non deve essere necessariamente esaminata in seduta pubblica non essendovi infatti sottesa alcuna esigenza di par condicio tra i concorrenti, né alcun interesse pubblico alla imparzialità e trasparenza dell'azione amministrativa.
L’omessa prestazione della cauzione provvisoria non determina l’esclusione della concorrente dalla gara
La carenza e le irregolarità della cauzione provvisoria non giustificano l’esclusione della partecipante dalla gara, stante il principio di tassatività delle cause di esclusione codificato dall’art. 46, comma 1-bis, d.lgs. n. 163 del 2006, ma impongono alla stazione appaltante di promuovere la regolarizzazione, ai sensi dei commi 1 e 1-ter della medesima disposizione, anche attraverso la produzione di una nuova cauzione.
Le controversie sugli affidamenti in sub-concessione di spazi aeroportuali da destinare ad “attività commerciali” rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario
27 Aprile 2016 | di Sabrina Tranquilli
I servizi di “natura commerciale” svolti in aree di pertinenza aeroportuale sulla base di un rapporto instaurato tra concessionario e sub-concessionario in cui l’Amministrazione concedente resta totalmente estranea non soggiacciono «alle regole del procedimento ad evidenza pubblica, risolvendosi in contratti di diritto privato, devoluti alla giurisdizione ordinaria civile».
Sull’onere dichiarativo in ordine all’assenza di condanne ex art. 38, lett. c), c.c.p.
Le valutazioni in ordine alla gravità delle condanne ed alla loro incidenza sulla moralità professionale spettano esclusivamente alla stazione appaltante e non già alla concorrente, obbligata ad indicare tutte le condanne riportate, che non può autonomamente operare una selezione sulla gravità o meno delle condanne riportate, sulla base di meri criteri soggettivi. La successiva estinzione del reato, pur operando ope legis, in presenza dei presupposti stabiliti dal legislatore, richiede pur sempre che l'esistenza di tali presupposti sia accertata con una pronuncia del giudice penale su istanza dell'interessato. Ne consegue che, in difetto di tale pronuncia giudiziale, la condanna per un reato che incide sull'affidabilità morale e professionale di colui nei cui confronti è pronunciata costituisce a tutti gli effetti una causa di esclusione dalla gara ai sensi dell'art. 38, d.lgs. n. 163 del 2006.
L’esclusione di cui all’art. 38, comma 1, lett. f), presuppone che la s.a. accerti nel merito la gravità della condotta del concorrente che non l’abbia dichiarata
26 Aprile 2016 | di Alessia Piscopo
Il TAR con una serie di provvedimenti “gemelli” abbraccia l’orientamento che sostiene che la dichiarazione circa la non sussistenza di una delle cause escludenti di cui all’art. 38, comma 1, lett. f), c.c.p., non può ritenersi mendace...
Nell’appalto per la messa a disposizione di automezzi non è obbligatorio indicare gli oneri aziendali
22 Aprile 2016 | di Marco Calaresu
La regola secondo la quale non occorre indicare i costi di sicurezza aziendale per gli appalti relativi ad attività di natura puramente intellettuale vale altresì, in caso di silenzio sul punto da parte della lex specialis, per gli appalti di servizi rientranti nelle tipologie di cui all’all. II B. d.lgs. n. 163 del 2006, atteso che l’art. 20 del Codice del 2006 non rinvia alle regole sugli oneri di sicurezza.
Sulla nomina dei membri della commissione (obblighi di motivazione, limiti di compatibilità e tempistiche)
La mancanza di una diffusa motivazione in ordine all’assenza di funzionari interni idonei a comporre la commissione giudicatrice non si traduce in un vizio di legittimità dell’atto di nomina del soggetto esterno. Inoltre, la prevista incompatibilità per i componenti della commissione giudicatrice, in quanto destinata a prevenire il pericolo concreto di possibili effetti disfunzionali derivanti dalla partecipazione di soggetti (progettisti, dirigenti che abbiano emanato atti del procedimento di gara e così via) che siano intervenuti a diverso titolo nella procedura concorsuale, riguarda i soli componenti dipendenti dalla stazione appaltante e non anche gli esterni. Precisa ancora il TAR che la nomina della commissione giudicatrice prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte può integrare un vizio dell’intera procedura di gara solo se suscettibile, in concreto, di incidere sull’indipendenza dei commissari e sugli elementi discrezionali delle loro valutazioni.
La mancata indicazione negli atti di gara dei “flussi di cassa”, non ostacola l’affidamento di una concessione di servizi
21 Aprile 2016 | di Diego Campugiani
La caratteristica essenziale della concessione di servizi è la traslazione dell’alea relativa alla loro gestione in capo al concessionario e, con essa, del rischio della domanda da parte degli utenti, sì da risultare di esclusiva spettanza del partecipante la valutazione dei flussi di cassa sufficienti a garantire il rientro rispetto all’investimento effettuato e ai costi di gestione.