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Timestamp: 2020-08-05 04:46:55+00:00
Document Index: 78828919

Matched Legal Cases: ['art.196', 'art.8', 'art. 134', 'art.23', 'art. 23', 'art.23', 'art. 23', 'art. 46']

osservazioni - File PDF .it
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Autore: 001
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Ufficio Ambiente Comune di Magliano Romano
R.U.P. Ing. Federico Lupi
Arch. Liberata Carta
Osservazioni al V.I.A. per la discarica per rifiuti speciali non
pericolosi sita in località Monte della Grandine, Comune di Magliano
Note preliminari dell’ Ing. Federico Lupi
Discariche e rifiuti - Normativa essenziale di riferimento:
 Direttiva 1999/31/CE;
 Decreto Legislativo 13 gennaio 2003 n.36, Attuazione della
 Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia
ambientale (G.U. n. 88 del 14 aprile 2006), (PARTE IV) come
modificato dal Dlgs 128/2010 e dal DLgs 205/2010;
 Legge regionale n.27 del 9 luglio 1998 “Disciplina regionale della
CONSIGLIO REGIONALE 18 gennaio 2012, n. 14. “Approvazione
del piano di Gestione dei Rifiuti del Lazio ai sensi dell’articolo 7,
comma 1 della legge regionale 9 luglio 1998, n. 27 (Disciplina
regionale della Gestione dei Rifiuti) di PGRL;
 DPCM 377/1988 e relative norme tecniche;
 L.R. 24/1998 e P.T.P.R. regionale adottato;
 PTP vigente;
 PRTA (piano regionale di tutela delle acque) d.g.r. n.266/2006;
 PRG vigente e documento preliminare PUGC adottato;
Il Testo Unico Ambientale demanda alla competenza regionale:
“l'approvazione dei progetti di nuovi impianti per la gestione di rifiuti,
anche pericolosi, e l'autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti”
(art.196, co. 1) da realizzarsi nel quadro dei piani regionali di gestione
dei rifiuti, i quali devono contenere (Art. 199 co. 3 lett. c,d):
“c) una valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta, della
chiusura degli impianti esistenti per i rifiuti, di ulteriori infrastrutture per gli
impianti per i rifiuti in conformità del principio di autosufficienza e
prossimità di cui agli articoli 181, 182 e 182-bis e se necessario degli
investimenti correlati;
d) informazioni sui criteri di riferimento per l’individuazione dei siti e la
capacità dei futuri impianti di smaltimento o dei grandi impianti di
recupero, se necessario;”
Ai piani regionali spetta quindi (Art.196,co1, lett. o), “la definizione dei
criteri per l'individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento e
la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui all'articolo 195,
comma 2, lettera a), di disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare”.
Nel vigente PGRL, il tema delle discariche e dei criteri di localizzazione è
analizzato nei cap. 15 e 16 per quanto ai rifiuti urbani e nel cap. 26 per
quelli speciali. Al cap. 26.1 si chiarisce che la procedura di localizzazione
si attua attraverso la definizione dei seguenti fattori:
I criteri di localizzazione stabiliti dai suddetti fattori vengono aggruppati
Il PGRL sempre al cap. 26 sottolinea che solo dopo un attento esame
dei criteri di localizzazione sopra esposti si può arrivare a determinare se
un sito è idoneo o meno alla localizzazione di una discarica di rifiuti
speciali in un dato territorio.
Le osservazioni di seguito formulate al VIA in oggetto sono state redatte
sulla base dell’esame della legge 36/2003 e del PGRL Cap. 15 e Cap.
26 (criteri di localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti speciali)
sulla base del combinato dei criteri generali di localizzazione riportati ai
paragrafi 26.1,26.2,26.3 e 26.4 e e dei criteri di localizzazione per
tipologia di impianto 26.6 (le discariche).
predisposte in considerazione dell’enorme differenza d’impatto
ambientale che potrebbe avere sul territorio l’esercizio di una
discarica di rifiuti speciali non pericolosi rispetto a una discarica di
materiali inerti anche, e non solo, in considerazione dell’enorme
differenza di produzione di percolato che ne deriva rispettivamente
e in considerazione del fatto che la realizzazione e la messa in
esercizio della discarica di rifiuti speciali non pericolosi nel
Comune di Magliano Romano non è mai menzionata nel PGRL.
Osservazioni preliminari sugli aspetti ambientali in relazione ai fattori
escludenti (tab.26.2-1 pag.401 e tab.26.6-1-pag.409) e ai fattori di
attenzione progettuale (tab.26.2-2 - pag.402-403 e tab.26.6-1-pag.409)
Per quanto attiene agli aspetti ambientali, in relazione ai fattori escludenti
(PGRL tab.26.2.1-pag.401-402) si rileva:
1. Presenza di vincoli archeologici lineari (va_0710) e puntuali
(m058_2832), riportate nelle tavole B (cartografia C1 allegata) e C
(Cartografia
Regionale (PTPR) a distanza minore di 1000 metri dal perimetro
della proprietà della cava in oggetto;
2. Presenza di 43 segnalazioni di ritrovamenti archeologici a meno di
1000 metri dal sito in oggetto, sul totale delle 73 segnalazioni per il
comune di Magliano riportate dalla Relazione Archeologica
(allegato R1) del PUCG del Comune di Magliano (2012) e altri
ritrovamenti e segnalazioni a distanza inferiore ai 1500 metri. Per
quanto riguarda il sito di ubicazione della discarica, come si può
planimetria delle preesistenze archeologiche
(Cartografia C3 allegata), lo stesso è confinante con alcune
preesistenze (in particolare le n. 40 e 47 aree di frammenti nelle
cartografie allegate) e soprattutto confinante con unità topografica
areale (n. 33 nelle cartografie allegate) di frammenti fittili dove si
trova una vasta dispersione di materiale edilizio etrusco e romano,
frammenti di anfore, ceramica comune romana, impasto arcaico e
bucchero (archivio SBAEM, pos. 6, Capena, 6, Magliano Romano
prot. 138 dell’8 Gennaio 1994 scheda n.8).
L’interesse storico ed archeologico del territorio è ribadito anche
con lettera del Ministero per i beni e le attività Culturali in merito
all’esame della procedura di VAS per il PUGC Comunale;
Si allega relazione archeologica (R1) e la planimetrie delle
allegata),
commissionata dal Comune di Magliano Romano e redatta
dall’archeologo Fabrizio Vallelonga del 25/03/2013;
Le osservazioni di cui ai
punti 1 e 2 precedenti sono
inquadrate come fattori escludenti nel PGRL e quindi il sito
individuato per la discarica, contrasta con i criteri di
localizzazione del PGRL.
3. Prossimità della area con il Parco Regionale del Veio (1,2 KM) e
con il Parco Regionale del Treja. Si fa notare che oltre alla
vicinanza con i Parchi summenzionati attorno all’area dove si è
ipotizzata la realizzazione della discarica si sviluppa gran parte del
territorio di confine del Parco del Veio (Sud e Ovest) e il territorio di
confine del Parco del Treja (Nord). Inoltre gran parte del territorio è
ricompreso nelle aree contigue del Parco di Veio e l’area di
discarica è confinante con le aree contigue del Parco stesso;
a tal proposito si evidenzia che circa il 25 % del territorio è
ricompreso all’interno del perimetro del parco di Veio, il 43% è
classificato come area contigua al Parco, inoltre il territorio
comunale ricade all’interno del perimetro della Valle del Treja ed
inoltre esistono proprio a poca distanza dal sito dove è situata la
discarica corsi d’acqua vincolati e aree boscate (confinanti con il
perimetro della discarica), complessivamente oltre il 75 % del
territorio comunale è assoggettato a qualche tipo di vincolo.
Per i dati sopra riportati consultare le cartografie C4 e C5
4. A circa 800 metri di distanza (cartografia C5 allegata) dall’area di
localizzazione della discarica si trova una vasta area che
ricomprende gran parte del territorio comunale sottoposta come
bene d’insieme a vincolo paesaggistico ai sensi del PTP vigente e
dell’art.8 del PTPR regionale (beni paesaggistici art. 134 co. 1 lett.
a del Codice dei Beni Culturali 42/04), il vincolo apposto con DGR
del 1985 è il vincolo della valle del Treja (cd058_129a).
Le osservazioni di cui ai punti 3 e 4 sopraesposti vanno
valutate complessivamente nel senso che la presenza
congiunta dei 2 Parchi Regionali con le relative aree di
contiguità e la presenza del vincolo paesaggistico come bene
d’insieme della valle del Treja rafforza la vincolistica del
territorio e la localizzazione in tale contesto di grande pregio
distonante e di impatto ambientale non sostenibile per il
Infatti come disciplinato dal PGRL l’applicazione dei vincoli
summenzionati, in fase di localizzazione della discarica, si
attiva prendendo in esame se la compatibilità delle esigenze
gestionali dell’impianto e l’impatto complessivo dello stesso
non entri in conflitto con la possibilità di piena fruizione delle
aree dei Parchi e con la fruizione delle aree di elevato valore
estetico e del godimento dei punti panoramici da cui ammirare
le bellezze naturali del territorio. Tale accortezza progettuale
nella localizzazione della discarica non è stata presa in alcun
modo in esame da parte della società proponente IDEA 4 srl
ed è opinione dello scrivente e credo condivisibile da
chiunque che la localizzazione della discarica in tale contesto
risulti incompatibile non solo con la fruizione delle aree ma
soprattutto con lo sviluppo economico futuro del territorio in
tale contesto che è e sarà volto a promuovere il turismo e un
modello di sviluppo rispettoso e compatibile dell’ambiente
mediante il miglioramento logistico ed infrastrutturale della
fruibilità dei parchi e delle relative aree prossime agli stessi.
Per tali motivazioni la scelta del sito per la realizzazione della
discarica è errata e la Via per la discarica di rifiuti speciali non
pericolosi sita in località Monte della Grandine da parte della
società IDEA 4 srl va rigettata.
5. Confinante con l’area vi sono dei boschi così individuati nel PTPR
regionale adottato (cartografia C1 allegata);
6. L’area di discarica ricade all’interno della Tavola A del PTPR
regionale – Sistemi ed ambiti di paesaggio – all’interno della
genericamente dagli art.li 16,17,18,19,20 e nello specifico
dall’art.23 (cartografia allegata C6).
Per i sistemi ed ambiti di paesaggio il PTPR disciplina gli obiettivi di
tutela e gli usi compatibili del territorio elencando le attività di
trasformazione dello stesso consentite e quelle vietate, inoltre
vendono definite disposizioni per il corretto inserimento degli
interventi di trasformazione del territorio e gli indirizzi per la
salvaguardia delle componenti naturali, geomorfologiche ed
architettoniche; in pratica le norme relative ai sistemi e agli ambiti
di paesaggio costituiscono importante criterio di indirizzo per lo
sviluppo futuro del territorio regionale.
Si riporta di seguito l’estratto dell’art. 23 (paesaggio naturale di
continuità):
E la relativa Tabella B – Paesaggio naturale di continuità – Disciplina
delle azioni/trasformazioni e obiettivi di tutela nella parte relativa alle
Dall’esame dell’art.23 del PTPR regionale si evince l’alto valore di
naturalità di tale ambito del paesaggio come prescritto nel comma 1
e 2 e gli obiettivi di tutela che sono esclusivamente
valorizzazione e recupero dei valori naturalistici del paesaggio e la
realizzazione di infrastrutture e/o servizi strettamente necessari a
garantire la fruizione del bene e delle aree di interesse naturalistico.
Ovviamente dai contenuti dell’esposti dall’art. 23 non poteva che
scaturire la tabella sopra riportata che prevede per le discariche la
generica dicitura di “eliminazione anche con ricollocazione” con
impossibilità di recupero e ampliamento della discarica e il divieto
assoluto di nuova realizzazione.
Anche questo è un elemento di assoluto contrasto con la
realizzazione della discarica da parte della società IDEA 4srl.
Osservazioni preliminari sugli aspetti idrogeologici e di difesa del suolo in
relazione ai fattori escludenti (tab.26.3-1 pag.404 e tab.26.6-1-pag.409)
e ai fattori di attenzione progettuale (tab.26.3-2 - pag.404-405 e tab.26.61-pag.409)
1. In merito agli aspetti idrogeologici e di difesa del suolo per quanto
riguarda i fattori di localizzazione escludenti come i siti in fascia
di rispetto dei punti di approviggionamento idrico ad uso potabile e
le aree nelle quali non sussista almeno un franco di 2 metri tra il
livello di massima escursione della falda ed il piano di posa della
discarica e per quanto riguarda i fattori di localizzazione di
attenzione progettuale quali la possibilità di interferenza
dell’attività di discarica con i livelli di qualità delle risorse idriche
superficiali e sotterranee va osservato quanto segue:
a. L’area di discarica si trova a poca distanza da due fossi
vincolati ai sensi del R.D. 17/2/1910 (pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale n. 146 del 22 giugno 1910) - Testo Unico
dei corsi d'acqua pubblici) i 2 fossi come si evince dalla
cartografia allegata sono il fosso dell’Alborataccia a ovest
della discarica (circa 700 metri) che interessa
idrologicamente e idrogeologicamente i territori comunali di
Magliano Romano, Morlupo e Rignano Flaminio e il fosso di
Valle Nocchia a est della discarica (circa 950 metri) che
interessa idrologicamente e idrogeologicamente i territori
comunali di Magliano Romano e Rignano Flaminio. Entrambe
i fossi confluiscono nel fosso della Mola o Tossena vincolato
ai sensi del D.P.R. 18/12/1957 di grande importanza
idrologica ed idrogeologica che risulta essere un importante
affluente del fiume Treja. In questo contesto idrologico ed
idrogeologico si trovano numerosi punti di captazione (pozzi)
dei comuni di Magliano Romano e di Rignano Flaminio e
alcune sorgenti naturali proprio in prossimità dell’area di
discarica. (Vedi cartografia allegata C5)
Inoltre è presente a confine dell’area a discarica il fosso di Monte
Pizio che seppur non sia vincolato ai sensi del P.T.P.R. adottato
risulta essere un affluente del fosso dell’Alborataccia.
In merito alle risorse idriche presenti in tale contesto alcune delle
quali riportate nella Carta della vulnerabilità relativa al P.R.T.A.
(Cartografia allegata C7) e nella generica cartografia delle risorse
idriche comunali allegata (C8):
 Presenza del pozzo comunale attivo denominato “Cristello” dal
quale si emunge acqua potabile e sito a ovest della discarica
lungo via di Monte Lungo a distanza di circa 550 metri dal
confine esterno della discarica;
 Presenza della sorgente denominata “Attici” anch’essa attiva e
dalla quale si capta acqua potabile per i residenti di Magliano
Romano; la sorgente è sita a sud dell’area discarica a distanza
di circa 1500 metri;
 Presenza di pozzi privati regolarmente autorizzati dalla provincia
di Roma e siti a circa 500 metri dal confine esterno della
 Presenza della sorgente naturale di Monte Pizio di acqua
frizzante naturale che alimenta il fosso di Monte Pizio;
 Presenza della sorgente naturale di Pierta di acqua naturale
potabile ad ovest dell’area discarica a circa 480;
 Presenza di numerosi pozzi comunali di Rignano Flaminio a
nord dell’area di discarica a distanza varia dai 2 ai 3,5 km che
captano la quasi totalità delle risorse idriche potabili di Rignano
La realizzazione della discarica in tale contesto è di grande
impatto e potenzialmente disastrosa per la qualità delle
risorse idriche superficiali e sotterranee, infatti dalla falda
acquifera attingono acqua potabile ben 2 comuni per il
soddisfacimento delle esigenze di vita dei propri cittadini .
Inoltre le operazioni di stoccaggio e smaltimento e trattamento
dei rifiuti speciali potrebbero per cause accidentali, interferire
con la qualità delle risorse idriche superficiali e di falda
compromettendo ulteriormente il bacino già di per sé
“sensibile” e con qualità appena “sufficiente” (vedi il P.R.T.A.
che inserisce l’acquifero di riferimento come area a specifica
tutela area sensibile - cartografia allegata C9 – con classe di
qualità del bacino sufficiente - cartografia allegata C10 - e
vulnerabilità media - cartografia allegata C7- .
Inoltre la potenziale compromissione della qualità delle acque
di falda e superficiali andrebbe a compromettere anche
l’ambiente del parco della Valle del Treja e dello stesso fiume
Treja cui tutti i fossi summenzionati confluiscono.
b. Vanno comunque presi in esame ulteriori e delicati punti della
proposta di VIA e in particolar modo quelli inerenti la
caratterizzazione idrogeologica dell’area di discarica per
quanto riguarda anche la determinazione del livello di
massima escursione della falda acquifera da parte della
proponente società IDEA 4 srl per il tramite dei progettisti
incaricati (si veda la relazione geologica).
Prima di procedere all’analisi della progettazione e della
relazione geologica vanno precisati i motivi della delicatezza
del punto in questione, infatti un’errata e/o superficiale
caratterizzazione dei parametri di permeabilità dei terreni e
dei livelli di massima escursione della falda acquifera
potrebbero portare interferenza con l’ambiente esterno e alla
compromissione e all’inquinamento di tutto il contesto
descritto in altri punti della relazione con danni all’ecosistema
esistente in tutti gli aspetti e soprattutto alla compromissione
della falda acquifera precedentemente descritta e di vitale
importanza per 2 Comuni (Rignano Flaminio e Magliano
Romano) :
 Ribadendo che la presenza di tali punti di utilizzo delle risorse
idriche fanno riferimento ad un’unica falda acquifera (acquifero
vulcanico geologicamente sito nel complesso delle piroclastiti,
complesso delle tufiti (carta geolitologica del piano di tutela delle
acque) e che con la presenza delle sorgenti sopradescritte fa
ipotizzare che la falda sia affiorante in superficie) e ad un unico
contesto idrogeologico costituito da piroclastiti altamente e/o
mediamente permeabili. L’alta e/o media permeabilità del
complesso geologico dove si vuole ubicare la discarica è
facilmente deducibile dal fatto che nell’area fino a poco tempo fa
era presente una cava di blocchetti di tufo (notoriamente pietra da
altamente permeabile a mediamente permeabile e generalmente
caratterizzata da due tipi di permeabilità quella per porosità e
quella di fratturazione).
Le isopieze per l’area in questione riportate nella carta
idrogeologica del P.R.T.A. (cartografia allegata C11) riportano una
quota media della falda pari a 220 metri s.l.m. facendo ipotizzare
livelli di massima escursione superiori ai 220 m.s.l.m..
La società IDEA 4 s.r.l. nell’approfondire l’ aspetto della
caratterizzazione idrogeologica del terreno nei parametri oltre che
della permeabilità soprattutto della determinazione del massimo
livello di escursione della falda, estrapola i dati maggiormente
favorevoli alla realizzazione della discarica non caratterizzando in
maniera omogenea tutto il sito e non dicendo nulla in merito al
livello di massima escursione della falda che rappresenta una
rilevante carenza documentale nella progettazione.
Proprio questo aspetto è da approfondire e non consentirebbe il
rilascio del parere positivo al VIA (salvo gli altri contrasti già
elencati nella presente relazione con il PGRL che la rendono
irrealizzabile) senza ulteriori studi ed approfondimenti eseguiti in
un lasso di tempo molto maggiore rispetto la tempistica di 1 giorno
utilizzata per la redazione del rilievo freatimetrico, senza che a
monitorare lo studio sia l’IRSA e l’ARPA e non una società privata
e soprattutto non in una sola giornata di osservazioni ma in un
lasso di tempo molto maggiore da consentire la raccolta di
numerose osservazioni tali da rappresentare un campione
statistico credibile ed omogeneo al fine di procedere ad una
corretta e sicura previsione statistica del livello massimo di falda
con un T.R. di almeno 200 anni al fine di scongiurare ogni possibile
interferenza dell’eventuale attività di discarica con l’ambiente
esterno e con le falde acquifere e al fine di scongiurare irreversibili
Precisando meglio ed esaminando la relazione geologica allegata
al VIA si riportano fedelmente alcuni passi e le relative osservazioni
dello scrivente riportate in grassetto:
- “ ..L’idrogeologia della zona è stata dedotta da studi
effettuati direttamente in situ, in particolare utilizzando
i dati rilevati sui piezometri realizzati nel 2007 e nel
2011..(Cfr. allegato 1).Dal punto di vista idrogeologico
è stata ricostruita la carta idrogeologica di dettaglio
rappresentata in Fig. 7.”, inoltre “…Dal punto di vista
idrogeologico, è stata evidenziata una sola falda a
carattere confinato con quote assolute comprese tra
206,06 (PZ5) e 214,53 (PZ4) mlsm, la falda
intercettata nel piazometro superficiale SD6 (ad oggi
non più esistente) ha molto probabilmente carattere
limitato a livello locale e andamento stagionale legato
alle precipitazioni meteoriche.”
Osservazione di criticità: in merito a questo
aspetto i dati rilevati sui piezometri (PZ2, PZ3,
PZ1, PZ5, PZ5 e SD6) sono quelli rilevati come si
evince dal citato allegato 1 nella campagna di
indagini eseguite da uno studio privato nel
Maggio 2011 e non si citano mai nell’allegato
l’eventuale studio eseguito nel 2007, inoltre dalla
tabella riportante il rilievo freatimetrico eseguito
in una sola giornata (1 solo campione di
osservazioni) per il piezometro SD6 si riporta un
livello di falda pari a 221,92 inizialmente intercetta
a -7 m dal piano di campagna di poco superiore ai
-2 metri previsti dal fattore escludente di PGRL.
Nulla si dice inoltre sui livelli di massima
escursione della falda nella progettazione e nella
relazione geologica, ed è scientificamente
scorretto determinare la carta idrogeologica di
dettaglio interpolando statisticamente una solo
campione di osservazione, infatti un tale modo di
procedere determina una possibilità di errore
nella determinazione dei livelli medi di falda e dei
livelli di massima escursione della falda (mai
determinati dall’IDEA 4 srl) enorme e non
accettabile anche e soprattutto in virtù della
delicatezza del tema.
E’ inaccettabile vista la delicatezza del punto in
questione e nell’ottica del rispetto del fattore
escludente (siti in fascia di rispetto dei punti di
approviggionamento idrico ad uso potabile e le
aree nelle quali non sussista almeno un franco di
2 metri tra il livello di massima escursione della
falda ed il piano di posa della discarica) la
genericità e la leggerezza dell’interpretazione del
dato sul Piezometro superficiale SD6 di cui si
scrive: “..la falda intercettata sul piezometro SD6
(ad oggi non più esistente) ha molto
probabilmente carattere limitato a livello locale e
andamento stagionale legato alle precipitazioni
meteoriche…”.
Il timore dello scrivente è che invece la falda nel
punto di ubicazione del piezometro denominato
SD6 abbia mediamente il livello riscontrato nella
giornata in cui è stato eseguito il rilievo e che nei
momenti di massima escursione della falda e/o in
caso di eventi meteorici prolungati e intensi con
TR mediamente elevati possa oltrepassare il piano
di posa della discarica producendo effetti
devastanti per la falda stessa e per tutto
l’ambiente esterno. Tale timore è giustificato
inoltre dalla presenza di sorgenti affioranti in
superficie (Attici e Monte Pizio) nei confini della
discarica che fanno presumere dei livelli di falda
molto superficiali in linea con i valori medi
esplicitati nelle isopieze della Carta idrogeologica
del P.R.T.A. che riporta un valore medio pari a 220
m.s.l.m. facendo ipotizzare escursioni massime
molto superiori che interferirebbero con la
Al fine di procedere correttamente e così
determinare con un determinato fattore di
sicurezza (Tr) e a livello statistico il livello di
massima escursione della falda si dovranno
raccogliere ulteriori numerose osservazioni del
livello freatimetrico al di sotto del piano di posa
della discarica; inoltre la raccolta di dati dovrà
essere commissionata e/o monitorata, vista la
delicatezza della tematica, dall’ARPA organo
istituzionale di garanzia e non lasciata ad una
società privata scelta dalla società proponente.
Tale aspetto comporta la sospensione della
valutazione del VIA in attesa di procedere ad una
campagna di monitoraggio freatimetrica e di
opportuna raccolta di campioni di osservazioni
per la sicura determinazione del massimo livello
di escursione di falda.
Osservazioni preliminari sugli aspetti territoriali in relazione ai fattori
escludenti (tab.26.4.1-pag.406 e tab.26.6-1-pag.409) e ai fattori di
attenzione progettuale (tab.26.4.2 - pag.406-407 e tab.26.6-1-pag.409)
Per quanto attiene agli aspetti territoriali, si cita nel PGRL
localizzazione degli impianti di discarica deve avere una distanza minima
da edifici sensibili quali scuole, ospedali, centri turistici, impianti sportivi e
aree di espansione residenziale e la distanza da funzioni sensibili non
deve essere inferiore a 1500 metri in merito si rileva quanto segue:
1. Presenza di 3 centri scolastici esistenti nel Comune a meno di
1000 metri dal perimetro della proprietà della cava in oggetto
(Cartografia allegata C12 - Scuola elementare e media 880 metri,
scuola materna 920 metri e asilo nido comunale 950 metri -)
2. Presenza di 16 edifici di servizio pubblico nel raggio di 1500 metri
tra i quali anche la palestra comunale 900 metri, giardini pubblici
comunali 980 metri e l’area cimiteriale 1230 (Cartografia allegata
C12);
3. In modo più ampio va inoltre osservato che il PGRL detta una
fascia di rispetto prescrittiva per quanto riguarda le funzioni
sensibili pari a 1500 metri; in tale ottica va rilevato che all’interno
del raggio di 1500 metri dal confine esterno dell’area a discarica
sono ubicate oltre agli edifici sensibili di cui sopra, l’intero edificato
urbano di tutto il comune di Magliano Romano che senza dubbio si
può assimilare complessivamente a un sito con funzioni sensibili
(Cartografia allegata C12).Infatti all’interno di tutto l’edificato che
consta di circa 654 edifici e 1500 abitanti sono presenti
costantemente neonati, disabili, anziani categorie di esseri umani
notoriamente con bisogno costante di cure;
Inoltre si rilevano ulteriori contrasti con il PGRL vigente:
4. Assenza di distanze idonee da centri urbani (1000m) e case
georiferita, risultano 4 edifici (2 agricoli, 2 residenziali) a distanza
minore di 500 metri dal perimetro della proprietà dell’intervento, e
340 a distanza minore di 1000 metri, che rappresentano il 53% del
totale delle consistenze edilizie comunali. Nello specifico il centro
urbano del comune di Magliano Romano dista mediamente nei
punti di minor distanza con la discarica in progetto circa 600-700
metri e quindi la localizzazione della discarica è in contrasto con le
distanze minime previste dal PGRL (Cartografia allegata C12);
Edifici per uso e distanza da M.te Grandine
distanza da Mte
minore di 500 m.
in complessi
minore di 1000
In merito a tale fattore di attenzione progettuale va precisato
lI legislatore dettando i criteri base per l’individuazione, da parte
delle province, delle aree idonee e non idonee alla localizzazione
degli impianti di gestione dei rifiuti speciali, detta una precisa
seppur minima prescrizione in merito alle distanze che tali impianti
debbono avere dai centri abitati
popolazione contenendo i disagi percepiti dalla stessa.
Tale distanza è prevista in minimo 1000 metri per i centri abitati e
500 metri per le case sparse. Nel descrivere il grado di vincolo
nella tab. 26.4-2 così si scrive: “…Le distanze richieste non devono
essere inferiori a 1000 m. In presenza di case sparse la predetta
distanza viene ridotta a 500 metri….” .
Dalla lettura è evidente che l’attenzione progettuale deve
esplicarsi nella scelta di siti con distanze superiori a 1000
metri e non nell’accuratezza del progetto seppur localizzato a
distanza inferiore ai 1000 metri; infatti
paradossalmente si potrebbero avere localizzazioni di impianti
di gestione di rifiuti speciali anche a confine con i centri abitati
se “attentamente progettati”.
Quindi è errato e superficiale quello che sostiene la società IDEA 4
srl cioè che “il sito abitato più vicino è il Comune di Magliano
Romano che dista circa 800 metri… il fattore di attenzione è stato
già valutato e considerato nell’attuale autorizzazione…”. Tale
affermazione è del tutto superficiale in quanto l’autorizzazione
attuale deriva da autorizzazioni antecedenti la vigenza dell’attuale
PGRL in cui si parla di questa fascia di rispetto e l’autorizzazione
citata dall’IDEA 4 srl è per discarica ad inerti che ha notoriamente
un impatto ambientale di gran lunga inferiore ad una discarica per
rifiuti speciali e semmai si sarebbe dovuto riconsiderare e rivalutare
tale fattore.
La mancanza di tale requisito di distanza minima dal centro
abitato rende la localizzazione del sito di discarica effettuata
dalla società IDEA 4 srl in contrasto con il PGRL.
5. Assenza di distanze idonee dalle aree d’espansione residenziale
del PRG vigente (circa 800 metri) e di quelle previste dal
Documento Preliminare d’indirizzo del nuovo Piano Urbanistico
(tab.26.4.1-pag.406
escludente),
adottato dal Consiglio Comunale di Magliano Romano con
Deliberazione n.13 del 30 agosto 2012 (Cartografia allegata C13),
e attualmente in fase di scoping della procedura di VAS. L’intera
previsione della zone C1, C2 F3 ricadrebbe a distanza minore di
1000 metri (550 metri nel punto di minor distanza) dal perimetro
della proprietà dell’intervento, rendendo il piano adottato non più
attuabile (Cartografia allegata C13).
21- aree totale
della Incidenz
distanz zona
1000 m PUC zona (%)
C.1 Espansione mista estensiva
C.2 Espansione residenziale estensiva
C.2 Espansione residenziale estensiva /Area
a alberata
C.3 Verde privato
10,56 13,42
D.1 Artigianato, piccola industria e assimilabili
F.3 Attrezzature e servizi pubblici
In merito a tale fattore va chiarito che il PGRL prevede
genericamente che l’assenza di idonee distanze (1500 metri) dalle
aree di espansione residenziale sia un fattore escludente; nel caso
specifico il contrasto della localizzazione prevista della discarica
per rifiuti speciali non pericolosi con il PGRL è tale da precludere
ogni possibilità di sviluppo urbanistico futuro per il territorio del
comune di Magliano Romano. Infatti come si può vedere dalle
cartografie allegate (C13) nel raggio di 1500 metri dal confine
esterno della discarica si trova non solo tutto il perimetro urbano
esistente ma tutti i territorio contermini al perimetro urbano
rendendo impossibile ogni pianificazione urbanistica futura che
notoriamente si esplica intorno alle aree della perimetrazione
urbana esistente, infatti come riportato all’art. 46 del PTPG della
provincia di Roma “…in sede di formazione degli strumenti
urbanistici generali o di loro varianti, generali o di adeguamento al
PTPG i Comuni organizzano le previsioni insediative indirizzando
la loro crescita residenziale verso il modello accentrato, con il
consolidamento dell’impianto urbano nucleare attorno ai servizi e
agli spazi pubblici centrali, tutelando le discontinuità ambientali di
cornice e riaggregando gli insediamenti più periferici.”. Inoltre il
PUGC adottato nel 2012 dal consiglio comunale di Magliano
Romano aveva previsto l’espansione e lo sviluppo futuro del
comune proprio verso l’area Monte della Grandine essendo l’unica
idonea a recepire anche le prescrizioni del PTPG sopra riportate
Il fatto che il PUGC sia in esame con procedura di VAS alla
Regione Lazio rende ancor più incompatibile la realizzazione
della discarica da parte della società IDEA 4 srl.
6. Presenza di aree agricole di pregio identificate nella tavola A del
PTPR del Lazio e presenza di aziende agricole BIO in riferimento
alla Legge 36/2003 che prevede di analizzare l’accettabilità della
discarica in relazione alla presenza di aree agricole in cui si
ottengono prodotti con tecniche dell’agricoltura biologica ai sensi
del regolamento 2092/91 e al PGRL alla Tab.26.6-1 pagina 410
che prevede come fattore escludente la presenza di aree di elevato
pregio agricolo;
Come si può verificare dalla cartografia allegata, l’area di
discarica confina con aree classificate nel PTPR come
agricole di valore.
Proprio in queste aree confinanti sono presenti aziende
agricole che producono con tecniche dell’agricoltura
biologica ai sensi del regolamento 2092/91/CE e s.m.i..
Tale contesto di notevole pregio agricolo in cui operano tali
aziende che rappresentano una delle poche innovative e
moderne attività produttive nel comune di Magliano Romano e
che operano in tali modalità da oltre 20 anni non è stato preso
in alcun modo in esame nella progettazione proposta
dall’IDEA 4 srl; la discarica in tale contesto si configura come
inaccettabile nell’impatto per le aziende e per la vocazione
agricola complessiva del territorio di Magliano Romano,
quindi scattando il vincolo del fattore escludente del PGRL la
proposta di realizzazione di discarica da parte della società
IDEA 4 srl va rigettata;
Magliano Romano ………….
Si allegano le varie cartografie citate nella relazione:
C1: estratto PTPR tavola B
C2: estratto PTPR tavola C
C3: estratto cartografia preesistenze archeologiche allegato della
relazione archeologica preliminare
C4: estratto del Piano d’assetto del Parco di Veio – aree contigue C5: estratto PTPR tavola B – Parchi di Veio e Treja C6: estratto PTPR tavola A – sistemi ed ambiti di paesaggio C7: estratto carta della vulnerabilità del P.R.T.A.
C8: estratto cartografia generica delle risorse idriche comunali
C9: estratto carta della tutela del P.R.T.A.
C10: estratto carta dello stato della qualità del P.R.T.A. e obiettivi di
C11: estratto carta idrogeologica del P.R.T.A.
C12: estratto CTR con distanze progressive 500,1000,1500 dall’area
discarica – edifici sensibili C13: estratto planimetria documento preliminare PUGC adottato
Si allega relazione archeologica preliminare R1
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