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Timestamp: 2020-02-17 07:38:09+00:00
Document Index: 100825075

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 4']

Metalmeccanici - Artigianato: CCNL, 14 giugno 1984
Data firma: 14 giugno 1984
Validità: 01.06.1984 - 30.06.1986
Parti: Fnam-Cgia, Fnaii-Cgia, Fnam, Sira, Snair, Snamm - Cna, Fiam-Casa. Claai e Flm (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil)
Art. 12 - Classificazione dei lavoratori
Art. 14 - Definizione delle voci retributive
Art. 15 - Struttura della paga tabellare - Livelli retributivi
Art. 16 - Orario di lavoro - Lavori a turni - Ex festività
Art. 17 - Flessibilità dell’orario di lavoro
Art. 18 - Lavoro a tempo parziale
Art. 20 - Inscindibilità delle disposizioni del Contratto - Trattamento di miglior favore
Art. 21 - Reclami sulla retribuzione
Art. 23 - Enti bilaterali
Art. 29 - Indennità di anzianità e trattamento di fine rapporto
Art. 31 - Indennità in caso di morte Art. 32 - Reclami e controversie
Art. 4 - Trattamento in caso di temporanea sospensione dal lavoro o di riduzione della durata del lavoro
Art. 11 - Indennità - Maneggio denaro - Cauzione
Art. 12 - Corresponsione della retribuzione
Art. 23 - Indennità di anzianità e trattamento di fine rapporto
Art. 25 - Trasformazione - Trapasso - Cessazione e fallimento dell’impresa
Art. 26 - Certificato di lavoro
Art. 27 - Igiene e sicurezza del lavoro
Regolamentazione nazionale per la disciplina dell’apprendistato nelle aziende artigiane metalmeccaniche ed installatrici di impianti a valere per gli apprendisti assunti dal 1 marzo 1984
Art. 4 - Durata del tirocinio e relativo inquadramento
• Inquadramento per settori e mestieri
Art. 6 - Malattia e infortuni
Allegato n. 1 - Aumenti retributivi e decorrenze
Allegato n. 2 - Regolamentazione nazionale per la disciplina dell’apprendistato nelle aziende artigiane metalmeccaniche ed installatrici d’impianti per gli apprendisti assunti fino al 29 febbraio 1984
Addì 14 giugno 1984, in Roma tra la Federazione Nazionale Artigiani Metalmeccanici (Fnam) aderente alla Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (Cgia), la Federazione Nazionale Artigiani Installatori di Impianti (Fnaii) aderente alla Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (Cgia), con l’assistenza della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato, la Federazione Nazionale Artigiani Metalmeccanici (Fnam) ed i Sindacati nazionali Sira, Snair, Snamm della Cna; la Federazione Italiana Artigiani Metalmeccanici (Fiam) aderente alla Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani (Casa), la Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane (Claai) e la Flm (Federazione Lavoratori Metalmeccanici) che riunisce le Organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil.
Per impresa artigiana metalmeccanica e installatrice di impianti, si intende l’azienda avente i requisiti previsti dalla legge 25 luglio 1956, n. 860 e relativo regolamento, nonché il DPR 8 giugno 1964, n. 537 punto VI e successive modifiche, relativo ai mestieri artistici e tradizionali, appartenenti al settore metalmeccanico.
A titolo indicativo ed esemplificativo rientrano fra le imprese artigiane metalmeccaniche regolate dal presente Contratto i seguenti laboratori ed officine: meccanica di precisione (esclusa la fabbricazione di monete, medaglie, oreficeria, argenteria, orologi ed affini), tornerie in genere, produzioni varie in ferro, ghisa, acciaio, piombo e leghe di metalli non pregiati, di verniciatura o di saldatura, di costruzione di macchinario, di fabbricazione e riparazione di strumenti musicali in metallo.
2) Alle modellerie meccaniche, alle fonderie di seconda fusione e di leghe leggere, come ad esempio: fonderie di bronzo, fonderie di seconda fusione di ghisa, di metalli non ferrosi e di leghe leggere, fabbricazione di ogni tipo di modello per fonderie, laboratori galvanici.
3) Alle imprese di installazione, riparazione, e di manutenzione di impianti elettrici di ascensori, idrici, termici e sanitari, radiotecnici e tutte le attività di riparazioni in genere.
4) Ai laboratori addetti ai servizi e lavorazioni varie come ad esempio: elettrauto, officine per la riparazione ed il caricamento di batterie elettriche, officine di riparazione veicoli in genere ed autoveicoli, riparazioni e costruzioni di carrozzerie, servizi di manutenzione di ogni genere.
5) Alle imprese di produzione, installazione, manutenzione e riparazione di apparecchiature elettroniche.
Premesso che non sono in alcun caso poste in discussione l’autonomia dell’attività imprenditoriale artigiana e le rispettive distinte responsabilità di scelta e di decisione degli imprenditori e artigiani delle loro Organizzazioni e del Sindacato, le parti, valutata l’importanza che lo sviluppo della imprenditoria artigiana metalmeccanica ha assunto con le sue articolazioni produttive e di servizio nell’economia generale del settore e del Paese, concordano su un sistema di rapporti sindacali, che tramite esami congiunti sulle materie di seguito elencate consentano una più approfondita conoscenza delle problematiche che investano l’artigianato, finalizzata al raggiungimento di più consistenti ed elevati livelli occupazionali attraverso la realizzazione di un progetto di sviluppo e qualificazione delle imprese artigiane, l’acquisizione di tecnologie più avanzate ed il consolidamento delle strutture produttive e della loro autonomia.
Le risultanze del confronto che si realizzerà ai diversi livelli che si traducano in accordi o intese fra le parti saranno proposte alle istituzioni come criteri di base per la concessione di agevolazioni alle imprese.
Le parti convengono che, ove per realizzare progetti specifici concordati che derivassero dai confronti sottoindicati fossero richiesti finanziamenti agevolati e/o agevolazioni fiscali e contributive o fondi per la formazione professionale da Enti pubblici nazionali e regionali o dalla CEE, sia incluso tra i requisiti per accedere ad essi l’impegno da Parte dell’impresa all’applicazione delle vigenti norme contrattuali e di legge in materia di lavoro, fatte salve eventuali divergenze interpretative in corso.
Per favorire il riequilibrio territoriale nelle regioni del Centro-Nord le parti opereranno per impegnare le regioni, le provincie, i comuni ed i comprensori in una programmazione degli insediamenti produttivi che abbia la finalizzazione indicata. Si opererà per selezionare ulteriori insediamenti finalizzandoli al risanamento ambientale di aziende esistenti nelle zone già ampiamente industrializzate e per promuovere, invece, la creazione di nuovi insediamenti nelle aree deboli ed insufficientemente sviluppate, individuandole ai livelli territoriali indicati. In riferimento sia al Mezzogiorno che al riequilibrio del territorio, le parti si impegnano affinché a livello di ogni singola regione si definiscano "piani di sviluppo per l’artigianato" che, in organico rapporto con le scelte programmatiche dell’Ente regione, operino per l’attuazione di una politica per l’artigianato che sia direttamente collegata con i piani di settore previsti dalla legge n. 675/77, sue integrazioni e modifiche.
Le parti opereranno affinché nel Mezzogiorno si realizzino flussi di commesse dalle aziende industriali alle imprese artigiane, con lo scopo di creare e sviluppare poli integrati di produzioni industriali ed artigiane che abbiano come riferimento i piani di settore e di comparto definiti dalle regioni e/o dal CIPI e come obbiettivo l’aumento dei livelli occupazionali della base produttiva. In particolare ci si impegna ad affrontare ed a sostenere l’applicazione del progetto speciale per la infrastrutturazione delle zone interne ed i piani per la metanizzazione del Mezzogiorno. Le parti si impegnano a promuovere ed a favorire insediamenti di aziende artigiane con autonomia produttiva, finanziaria e di mercato in aree del meridione identificate sulla base dei criteri suddetti; le Associazioni artigiane in particolare opereranno per la creazione e/o lo sviluppo di forme consortili o comunque capaci di inserirsi o di costituire cicli produttivi integrati.
Nei confronti dei pubblici poteri - in special modo con le regioni meridionali - le parti apriranno verifiche per la predisposizione, sulle aree individuate, delle infrastrutture necessarie per rendere competitivi gli insediamenti produttivi, aventi le caratteristiche sopra ricordate, attraverso un contenuto costo delle aree, validi e selettivi incentivi creditizi e fiscali.
Impegno delle parti al confronto e all’esame congiunto su scala nazionale, regionale, provinciale o comprensoriale, in ordine alle prospettive produttive della globalità delle imprese artigiane, nonché alla salvaguardia ed allo sviluppo dell’occupazione per settore, comparto e aree territoriali omogenee.
Si conviene che il confronto sui temi sopraindicati dovrà tener conto della peculiarità che lega l’impresa artigiana all’ambiente socio-economico nel quale ed al quale è connessa in modo essenziale per il proprio sviluppo. Si tenderà quindi ad un impegno comune finalizzato a sviluppare, in stretto collegamento con la programmazione territoriale, l’imprenditorialità artigiana ampliandola nelle realtà più deboli ed in primo luogo nel Mezzogiorno.
Gli incontri di cui ai due punti precedenti avranno luogo a livello regionale, provinciale o comprensoriale, si svolgeranno su richiesta scritta di una delle parti e comunque almeno una volta l’anno possibilmente entro il primo quadrimestre.
Le parti si impegnano al confronto ed all’esame congiunto a livello regionale, provinciale o comprensoriale, per la verifica dei piani di investimento del complesso delle imprese artigiane presenti nel territorio, anche in rapporto ad un più adeguato ruolo della regione e degli Enti locali sui problemi dell’artigianato.
Le Associazioni artigiane forniranno i piani ed i programmi di investimento in loro possesso, indicando quelli derivanti da finanziamenti pubblici o realizzati con finanziamenti a tassi agevolati previsti da leggi regionali e/o nazionali: le informazioni suddette avranno particolare riferimento alla localizzazione degli investimenti ed alla loro suddivisione per comparti produttivi.
Le parti verificheranno congiuntamente che gli investimenti siano effettuati con il criterio del credito selezionato per settori e che siano principalmente indirizzati al sostegno e allo sviluppo dell’autonomia produttiva delle aziende artigiane, alla creazione di adeguate strutture per la qualificazione e la eventuale riconversione della produzione.
A tal fine le Organizzazioni sindacali dei lavoratori si impegnano a dare un preciso contributo alla discussione in relazione alle informazioni fornite dalle Associazioni artigiane.
Per contribuire alla realizzazione del sistema di informazioni, le parti potranno fare riferimento a tutti i dati in possesso compresi quelli disponibili degli organismi istituzionali: ad esempio la CPA e la CRA.
Durante questi incontri saranno inoltre esaminati i problemi dell’artigianato metalmeccanico dei servizi in relazione sia alla dislocazione che alla programmazione territoriale, per favorire - garantendo e, ove possibile, ampliando i livelli occupazionali - un miglior servizio per l’utenza specie nei centri urbani; si esamineranno inoltre i problemi dell’artigianato delle installazioni di impianti dando particolare attenzione alla valorizzazione del ruolo e della funzione dell’artigianato dell’installazione all’interno del complessivo comparto delle costruzioni.
Vanno inoltre ricercate e favorite, in un confronto con gli Enti locali, le condizioni per lo sviluppo di un servizio qualificato all’utenza inserito funzionalmente nella programmazione territoriale (servizio alle città). Si assume l’impegno comune tra le parti di contrastare nei modi più efficaci ed opportuni il fenomeno dell’abusivismo.
In relazione all’importante funzione che le aziende PP.SS. debbono svolgere nella programmazione dell’economia del Paese ed all’inevitabile rapporto indotto che esse instaurano con la piccola impresa e con l’azienda artigiana, verranno esaminate - con particolare riguardo - le condizioni di fornitura delle materie prime, dei semilavorati e delle macchine utensili nonché i flussi di lavoro indotto regolamentati da quanto previsto alla seguente lettera C).
Lettera C) Decentramento produttivo
Le Associazioni artigiane forniranno - nel quadro degli incontri previsti a livello regionale, provinciale o comprensoriale - informazioni in loro possesso sul lavoro decentrato alle imprese artigiane divise per settore, con riferimento ai tipi di lavorazione ed alle aree territoriali.
Le Associazioni artigiane assumeranno iniziative relative allo sviluppo imprenditoriale nelle imprese artigiane interessate ai processi di decentramento, nonché alle condizioni dei lavoratori in esse occupati, promuoveranno iniziative unitarie di ricerca su nuove tecnologie produttive, per nuove forme di organizzazione del lavoro, per una efficace e dinamica commercializzazione dei prodotti, ciò al fine di dare un ruolo autonomo alle aziende artigiane, di favorire la pluricommittenza, di ridurre sensibilmente la loro subordinazione alle grandi e medie imprese.
Tale verifica si avvarrà oltre che delle informazioni che le parti possono attingere dalle Commissioni provinciali previste dalla legge 18 dicembre 1973, n. 877, dei dati forniti dalle Organizzazioni artigiane stipulanti sulle imprese che utilizzano lavoro a domicilio, delle valutazioni di carattere previsionale sull’andamento del fenomeno e sui prevedibili riflessi sull’occupazione.
Lettera D) Governo del mercato del lavoro
Le Associazioni artigiane forniranno in un confronto a livello regionale e territoriale i dati in loro possesso relativi alla consistenza numerica delle aziende e quelli relativi ai livelli occupazionali divisi per provincia o comprensorio e per comparti produttivi specificando, per la dinamica occupazionale, la sua tendenza evolutiva previsionale; saranno altresì comunicati a questi livelli i dati in loro possesso relativi all’entità e alla struttura delle retribuzioni contrattuali riferite all’insieme delle imprese presenti nel territorio.
Le Associazioni artigiane forniranno, inoltre, le indicazioni sulle esigenze di mano d’opera divise per specifiche figure professionali per costruire - in rapporto con gli Enti pubblici previsti per legge - contratti di formazione lavoro e/o corsi di formazione professionale. Tali incontri avranno lo scopo di consentire uno scambio reciproco di informazioni e di realizzare una verifica sull’andamento di tutti gli istituti previsti nel Contratto relativi all’organizzazione del lavoro e alla qualificazione professionale, all’orario di lavoro e alle sue diverse modalità di effettuazione, alle nocività ambientali interne ed esterne.
Il confronto in oggetto si terrà, di norma, semestralmente su richiesta scritta di una delle parti e dovrà prendere in esame, per quanto possibile, situazioni di settore, di comparto e/o di aree territoriali omogenee.
Effettuata, nell’incontro citato, la verifica sulle potenzialità di assorbimento della mano d’opera nel settore metalmeccanico artigiano regionale, si definiranno, a quel livello territoriale, i criteri orientativi atti a soddisfare le esigenze produttive ed occupazionali presenti sul territorio; ciò attraverso leggi e accordi vigenti in materia di occupazione giovanile, formazione professionale, mobilità, ed anche in relazione alle esperienze già maturate e consolidate in alcune realtà territoriali, di cui all’art. 10.
1) Le parti concordano che quanto previsto alle lettere A), B), C), D), comporta l’esclusione dell’applicazione di tali procedure a livello delle singole imprese e che le stesse non saranno oggetto di esame individuale. Lo spirito del confronto e dell’esame congiunto non intende necessariamente il raggiungimento di valutazioni comuni.
2) Fermi restando i livelli di incontro fissati ed i relativi esami territoriali e di settore, il confronto potrà essere effettuato dall’istanza superiore in mancanza delle strutture organizzative delle parti contraenti ai livelli richiesti. Per altro, le parti si impegnano, nell’ambito delle rispettive autonomie, a dotarsi delle strutture necessarie.
3) Per "comprensorio" le parti hanno inteso indicare un possibile livello alternativo e non una ulteriore suddivisione di quello provinciale, essendo quest’ultimo a volte non rispondente alle reali strutture economiche, produttive e sociali configurate nel territorio.
4) In riferimento a quanto sopra resta salvaguardato il vincolo del segreto professionale.
Considerata la particolare struttura delle imprese artigiane del settore, nelle imprese con almeno 8 dipendenti compresi gli apprendisti viene eletto un delegato di impresa per garantire il migliore collegamento tra datore di lavoro e dipendenti dell’impresa.
Al fine di favorire e promuovere in accordo con l’Ente regione, o con l’Ente locale a livello territoriale, corsi di formazione professionale alla cui impostazione e gestione Partecipino le Organizzazioni sindacali firmatarie del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro, le parti si incontreranno nel mese di febbraio di ogni anno per valutare i settori e i mestieri per i quali ci sia richiesta di manodopera qualificata e nel contempo per valutare verso quali settori o mestieri i giovani mostrino interesse ad indirizzarsi.
Entro il successivo mese di aprile dovranno essere presentati all’Ente regione o all’Ente locale a livello territoriale le proposte dei corsi da effettuarsi, definendo la durata, le modalità ed i programmi. I corsi dovranno prevedere un determinato numero di ore di formazione teorica da effettuarsi a carico della Regione o dell’Ente locale, ed un certo numero di ore di formazione pratica da effettuarsi in imprese artigiane appartenenti al settore prescelto. Le ore di formazione pratica non danno luogo ad alcun rapporto di lavoro tra l’impresa nella quale si effettuano ed i giovani che frequentano il corso.
Le Organizzazioni artigiane si impegnano a promuovere iniziative con l’ausilio dell’autorità sanitaria Usl, atte a favorire le conoscenze relative alle sostanze usate nelle lavorazioni artigiane in relazione ai loro effetti sulla salute e sugli ambienti di vita e di lavoro.
Art. 16 Orario di lavoro - Lavori a turni - Ex festività
Per le imprese artigiane classificate ai punti 3 e 4 della sfera di applicazione del Contratto, l’orario settimanale di 40 ore può essere distribuito in 6 giorni lavorativi.
Art. 17 Flessibilità dell’orario di lavoro
Per far fronte alle variazioni di intensità dell’attività lavorativa dell’azienda o di parti di essa, l’azienda potrà realizzare diversi regimi di orario in particolari periodi, con il superamento dell’orario contrattuale sino al limite delle 48 ore settimanali, per un massimo di 64 ore nell’anno.
A fronte del superamento dell’orario contrattuale corrisponderà, entro un periodo di sei mesi ed in periodi di minore intensità produttiva, una pari entità di riposi compensativi.
L’applicazione della normativa di cui sopra è subordinata a intese da definire congiuntamente e per iscritto in tempo utile tra l’azienda e i lavoratori.
La presente normativa entra in vigore dal gennaio 1985.
La presente normativa decorre dal 1 gennaio 1985 con l’utilizzo di 8 ore, le rimanenti 8 ore saranno utilizzate con decorrenza dal 1 gennaio 1986.
Dichiarazione di Parte
La Fnaii-Cgia ritiene che la possibilità di cui al comma undicesimo del presente articolo possa essere finalizzata su richiesta del lavoratore all’aggiornamento tecnico-pratico dei lavoratori.
Art. 23 Enti bilaterali
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti di cui all’art. 16, Parte I (Comune).
Nell’ipotesi di distribuzione dell’orario settimanale in 5 giorni (lunedì-venerdì) è ammesso il lavoro straordinario, nella giornata del sabato; il lavoro straordinario effettuato nella giornata del sabato potrà avere durata superiore […]
Non è ammessa la rinuncia sia tacita che esplicita al godimento annuale delle ferie. Ove per cause dovute ad imprescindibili esigenze tecniche della lavorazione ed in via eccezionale il lavoratore non sia ammesso al godimento delle ferie per le giornate di ferie oltre le tre settimane, è peraltro ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con un’indennità pari alla relativa retribuzione.
- non esegua il lavoro o lo sospenda o ne anticipi la sospensione;
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre il limite di cui all’art. 16, Parte I (Comune).
Nell’ipotesi di distribuzione dell’orario settimanale in 5 giorni (lunedì-venerdì) è ammesso il lavoro straordinario nella giornata del sabato; il lavoro straordinario effettuato nella giornata del sabato potrà avere durata superiore alle 2 ore […]
d) sospensione dal lavoro o dalla retribuzione e dal lavoro per un periodo superiore a cinque giorni;
La sospensione di cui alla lettera d) si può applicare a quelle mancanze le quali, anche in considerazione delle circostanze che le hanno accompagnate, non siano così gravi da rendere applicabile una maggiore punizione, ma abbiano tuttavia tale rilievo da non trovare adeguata sanzione nel disposto delle lettere a), b), c).
Nel provvedimento di cui alla lettera e) incorre l’impiegato che commette infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro che, pur essendo di maggior rilievo di quelle contemplate nei punti a), b), c), d), non siano così gravi da rendere applicabile la sanzione di cui alla lettera f).
L’azienda potrà procedere al licenziamento dell’impiegato di cui ai punti e) e f) con la motivazione obbligatoria del provvedimento per iscritto.
Il licenziamento è, inoltre, indipendente dalle eventuali responsabilità nelle quali sia incorso l’impiegato.
Art. 27 Igiene e sicurezza del lavoro
La disciplina dell’apprendistato nell’artigianato metalmeccanico e degli installatori di impianti è regolata dalle norme di legge, dall’Accordo interconfederale del 21 dicembre 1983 e dalle disposizioni della presente regolamentazione. Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge e dalla suddetta particolare regolamentazione, valgono per gli apprendisti le norme del CCNL del 14 giugno 1984 per i lavoratori dipendenti dalle imprese metalmeccaniche e installatrici di impianti.
I periodi di servizio effettivamente prestati in qualità di apprendista presso altre imprese si accumulano ai fini del tirocinio previsto dalla presente regolamentazione purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e sempreché si riferiscano alle stesse attività.
Oltre alle normali registrazioni sul libretto di lavoro le imprese rilasceranno all’apprendista un documento che attesti i periodi di tirocinio già compiuti e le attività per le quali sono stati effettuati. La retribuzione iniziale dell’apprendista che abbia già prestato altri periodi di tirocinio presso altre imprese è quella relativa al semestre nel quale il precedente periodo è stato interrotto.
Art. 4 Durata del tirocinio e relativo inquadramento
La durata del tirocinio e le riduzioni del periodo stesso in relazione ai titoli di studio conseguiti dall’apprendista in scuole statali o parificate, sono stabilite nella tabella allegata.
Per avere diritto ad essere ammesso ai minori periodi di tirocinio elencati nella tabella, l’apprendista, all’atto dell’assunzione o all’atto del conseguimento del titolo scolastico (se conseguito durante il periodo di tirocinio) dovrà presentare il titolo scolastico originale o apposito certificato debitamente autenticato.
1° gruppo: (lavorazioni ad alto contenuto professionale)
assunti in età fino a 18 anni - durata 5 anni;
2° gruppo: (lavorazioni a medio contenuto professionale)
assunti in età fino a 18 anni - durata 3 anni e 4 mesi;
assunti in età superiore a 18 anni - durata 2 anni e 6 mesi.
3° gruppo: (lavorazioni a basso contenuto professionale)
assunti in età fino a 18 anni - durata 1 anno e 6 mesi;
assunti in età superiore a 18 anni - durata 1 anno.
Le predette durate vengono ridotte di 6 mesi qualora l’apprendista abbia terminato il secondo anno di frequenza a corsi o scuole professionali parificate attinenti alla specifica attività e sia possesso dell’attestato di frequenza.
Per l’adempimento da Parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza - ai sensi dell’art. 17 del regolamento approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1668 - dei corsi di istruzione complementare verranno concesse quattro ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi. Tali ore non fanno Parte dell’orario di lavoro di cui all’art. 16 (Parte I - Comune) fermo restando il limite legale delle 44 ore settimanali complessive.
La disciplina dell’apprendistato nell’artigianato metalmeccanico e degli installatori di impianti è regolata dalle norme di legge dal relativo regolamento e dalle disposizioni della presente regolamentazione.
Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge e dalla suddetta particolare regolamentazione valgono per gli apprendisti le norme del CCNL del 1 giugno 1976 per i lavoratori dipendenti dalle aziende metalmeccaniche e installatrici di impianti nonché del CCNL del 14 giugno 1984.
Nelle imprese di cui al DPR 8 giugno 1964, n. 537 per i seguenti mestieri: damaschinatori, fonditori di oggetti d’arte, lavoratori del ferro battuto, ramai e calderai e sbalzatori a mano per sole lavorazioni artistiche, sciabolai, traforatori artistici, fonditori di campane e modellisti meccanici, la durata dell’apprendistato è di 4 anni per i giovani assunti all’età di 15 anni, 3 anni e mezzo per quelli assunti all’età di 16 anni, 3 anni per quelli assunti all’età di 17 anni, 2 anni e mezzo per quelli assunti all’età di 18 anni e di 2 anni per quelli assunti all’età di 19 e 20 anni.
Durata del periodo dell’apprendistato per gli aggiustatori meccanici, aggiustatori montatori, utensilisti, attrezzisti, calibristi, stampisti, radiotecnici ed elettrotecnici, fucinatori non a stampo, tornitori in lastra, tornitori fresatori, scoccai o revisionisti di scocca, modellisti, installatori o riparatori di impianti idrosanitari, elettrici, idraulici, riparatori di elettrodomestici, radio e TV, riparatori di motori di vario tipo (scoppio, diesel, elettrici), riparatori di automezzi (carrozzieri, elettrauti, motoristi), riparatori di macchine agricole in generale, fonderie, bagni galvanici.
Mestieri non indicati
La durata del tirocinio per tutti i mestieri non indicati nella tabella Settori mestieri tradizionali
Gruppo 1 2,5 2 1,5 1 6 mesi
Gruppo 2 - 2 1,5 1 6 mesi
Per l’adempimento da Parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza - ai sensi dell’art. 17 del regolamento approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1668 - dei corsi di istruzione complementare verranno concesse quattro ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi. Tali ore non fanno Parte dell’orario di lavoro di cui all’art. 4, fermo restando il limite legale delle 44 ore settimanali complessive.