Source: https://www.slideshare.net/gruppoalis/amianto-istruzioni-per-luso-mazzali
Timestamp: 2017-10-20 13:48:47+00:00
Document Index: 4026659

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 90', 'art. 12', 'art. 248', 'art. 12', 'art. 249', 'art 28', 'art. 26', 'art. 90']

Amianto istruzioni per l'uso mazzali
Valutazione del rischio Amianto by Dario 11667 views
gruppoalis
Alberto Giordano , Titolare at Me stesso
Karl-Heinz Colella at Tecnologia & Sicurezza srl
1. AMIANTO: istruzioni per l’uso<br />La gestione dell’amianto negli immobili<br />Pomezia 21 aprile 2011<br />Relatore: Dott. Matteo Mazzali<br />
2. 2<br /><ul><li> Individuazione dell’amianto nelle strutture edilizie
3. Obblighi e responsabilità
4. Datore di lavoro
5. Proprietari e gestori di immobili
6. Privati cittadini
7. La gestione dell’amianto negli immobili
8. Pericolosità dei vari tipi di amianto
9. Il concetto di valutazione del rischio
10. L. 257/92
11. D.Lgs. 81/08
12. D.Lgs. 152/06
13. D.M. 6/9/94 (Disciplinari Tecnici)
14. Caratteristiche
15. Impieghi ed effetti sulla salute</li></ul>TEMI TRATTATI<br />
16. AMIANTO: il più tragico errore dell’era industriale<br />Lavorazione dell’amianto negli anni ‘30<br />Lavorazione dell’amianto oggi<br />
17. AMIANTO: caratteristiche<br />Con il termine amianto o asbesto definiamo le varietà fibrose di minerali silicati che si trovano in alcune tipologie di formazioni rocciose.<br />Le principali caratteristiche sono<br />Notevole resistenza meccanica e flessibilità - Resistenza al fuoco e al calore - Resistenza all'azione di agenti chimici e biologici, all'abrasione e all'usura - Facilmente filabile - Proprietà fonoassorbenti e termoisolanti - Si lega a calce, gesso, cemento e ad alcuni polimeri (gomma, PVC).<br />
18. Utilizzo dell’amianto nell’antichità<br />II Sec.<br />Primo Utilizzo industriale<br />1880<br />AMIANTO: le tappe<br />5<br />Prima realizzazione in Italia della macchina per la produzione di CA<br />1912<br />Prime pubblicazioni su fibrosi polmonari<br />1920<br />Primo studio epidemiologico<br />1955<br />Utilizzo dell’amianto nei farmaci e nei giocattoli (oltre 3000 prodotti)<br />1960<br />IARC (International AgencyResearchofCancer) dichiara l’amianto cancerogeno<br />1973<br />Consapevolezza tra i lavoratori<br />‘70<br />Consapevolezza tra la popolazione<br />‘80<br />Legislazione (obblighi e divieti)<br />‘90<br />
19. 6<br />Impieghi dell’amianto<br />
20. Rischi per la salute<br />7<br />Le principali patologie asbesto-correlate sono:<br /><ul><li>Asbestosi;
21. Mesotelioma;
22. Cancro del polmone.</li></ul>L’insorgenza di malattie è dovuta alla polvere di amianto quando viene respirata.<br />Ad oggi non è stato provato che l’amianto sia pericoloso per ingestione (ad esempio nell’acqua potabile) o per contatto con la pelle.<br />
23. 8<br />Il quadro legislativo<br />Restrizioni e divieti d’impiego (L. 257/92)<br />Tutela dei lavoratori (D. Lgs. 81/08)<br />Prevenzione e riduzione inquinamento ambientale (D. Lgs. 152/06)<br />Disciplinari tecnici (decreti applicativi della legge 257/92)<br /><ul><li>Decreti applicativi della Legge 257/92
24. AMIANTO NEGLI EDIFICI
25. D.M. 6/9/94 MINISTERO DELLA SANITÀ
26. D.M. 20.8.99 MINISTERO DELLA SANITÀ (ALLEGATO 2 incapsulanti)
27. AMIANTO NEI ROTABILI
28. D.M. 26.10.95 MINISTERO DELLA SANITÀ
29. AMIANTO NELLE NAVI
30. D.M. 20.8.99 MINISTERO DELLA SANITÀ (ALLEGATO 1)
31. BONIFIFCA SITI INDUSTRIALI DISMESSI
32. D.M. 14.5.96 MINISTERO DELLA SANITÀ (ALLEGATO 1)
33. TUBAZIONI E SERBATOI
34. D.M. 14.5.96 MINISTERO DELLA SANITÀ (ALLEGATO 3)
35. SITI ESTRATTIVI DI PIETRE VERDI
36. D.M. 14.5.96 MINISTERO DELLA SANITÀ (ALLEGATO 4)
37. NORME PER I LABORATORI
38. D.M. 14.5.96 MINISTERO DELLA SANITÀ (ALLEGATO 5)
39. D.M. 7.7.97 MINISTERO DELLA SANITÀ
40. MATERIALI SOSTITUTIVI
41. D.M. 12.2.97 MINISTERO DELL’INDUSTRIA
42. D.M. 26.3.98 MINISTERO DELL’INDUSTRIA
43. RIFIUTI
44. D.M. 29.7.04 N. 248 MINISTERO DELL’AMBIENTE
45. DISPOSITIVI DI PROTESZIONE INDIVIDUALI PER LE VIE RESPIRATORIE
46. D.M. 20.8.99 MINISTERO DELLA SANITÀ (ALLEGATO 3)</li></li></ul><li>9<br />Restrizioni e divieti - Legge 257/92 – <br />Obiettivo generale superamento dell'uso dell'amianto<br />Vieta, dall’aprile del 1994, ''l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, o di prodotti contenenti amianto” ma non l'utilizzo dei prodotti di amianto o contenenti amianto attualmente in uso.<br />Individua i benefici previdenziali dei lavoratori esposti e una serie di indicazioni circa la dismissione nel tempo dell’amianto;<br />Regolamenta il processo di dismissione;<br />Definisce<br /><ul><li>le modalità per l’erogazione dei finanziamenti per la riconversione produttiva;
47. il censimento dei siti contaminati e piani regionali amianto (Regioni/ASL);
48. i disciplinari tecnici per interventi di bonifica;
49. l’obbligo iscrizione albo per smaltimento rifiuti
50. l’obbligo di notifica alla ASL (proprietari) della presenza amianto sia floccato che in matrice friabile negli edifici</li></ul>La legge 257/92 cita i principi generali e non scende mai nel tecnico. Per le soluzioni tecniche, il legislatore rimanda all’emanazione di decreti che usciranno nel corso dei vari anni sottoforma di Decreti Ministeriali attuativi della legge 257/92, come ad esempio il DM 6/9/94, d’interesse per la gestione dell’amianto negli immobili.<br />
51. D.Lgs. 81/08: Tutela dei lavoratori<br />Obiettivo generale tutelare i lavoratori durante la produzione (ex D.Lgs. 277/91), nei processi di bonifica, negli ambienti di lavoro.<br />Valutazione del Rischio<br />Nel D.Lgs. 81/2008il tema dell’amianto a tutela dei lavoratori, è trattato al Titolo IX “sostanze pericolose” Capo III.<br />l’applicabilità di quanto riportato al Titolo IX del Testo Unico in merito all’amianto trova riscontro pratico solo nel caso in cui vi siano lavoratori alle dipendenze di un Datore di lavoro, in qualsiasi forma contrattuale definita dall’art. 3 dello stesso Decreto<br />10<br />
52. 11<br />D.Lgs. 81/08: Obblighi del committente<br />Un altro aspetto d’interesse del D.Lgs. 81/2008 che esula completamente dalla valutazione dei rischi, riguarda gli obblighi del committente in caso di affidamento di lavori di bonifica. <br />In questo caso trovano applicazione gli obblighi enunciati nell’art. 90 Titolo IV (cantieri temporanei e mobili)<br />
53. 12<br />D. Lgs. 152/06: la tutela dell’ambiente<br />Obiettivo generale  Tutela ambientale<br />Regolamenta il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, fissa i valori limite di concentrazione dell’amianto nei terreni, nelle acque e in atmosfera.<br />
54. 13<br />Normativa Disciplinare - Tecnica<br />
55. DM 6/9/94: un valido strumento di gestione <br />Individuazione dell’amianto nelle strutture edilizie<br />Classificazione dei materiali contenenti amianto<br />Campionamento ed analisi dei materiali<br />Valutazione del rischio<br />Materiali integri non suscettibili di danneggiamento <br />Materiali integri suscettibili di danneggiamento <br />Materiali danneggiati<br />Metodi di bonifica<br />Rimozione, Incapsulamento, Confinamento<br />Indicazioni per la scelta del metodo<br />Programma di Controllo e manutenzione<br />Misure di sicurezza da rispettare durante le bonifiche<br />Materiali friabili<br />Tubazioni e Glove Bag<br />Coperture in cemento amianto<br />Allegati (tecniche di analisi, DPI e supporti per il censimento e la mappatura)<br />14<br />Confinamento (sovracopertura)<br />Incapsulamento<br />Rimozione<br />
56. Obblighi e responsabilità<br />Gli obblighi a carico delle varie figure coinvolte nel processo di gestione si configurano prevalentemente in attività quali:<br /> <br />CENSIMENTO E MAPPATURA  l’individuazione dei MCA all’interno dello stabile;<br />VALUTAZIONE DEL RISCHIO sia per il personale dipendente che per gli occupanti;<br />MANUTENZIONE E CONTROLLO dei MCA;<br />BONIFICA DELL’AMIANTO  cantieri temporanei e mobili.<br />15<br />
57. Obblighi: Censimento e Mappatura<br />16<br />
58. Obblighi: Censimento e Mappatura<br />E’ naturale che qualsiasi azione di qualsivoglia natura (preventiva o protettiva) rivolta a qualsiasi soggetto non può prescindere dall’individuazione dell’amianto nello stabile(1). <br />Se non si conosce il luogo, la tipologia, i quantitativi, non è possibile mettere in atto le misure tecniche e organizzative finalizzate alla gestione del rischio. <br />I riferimenti di legge che impongono l’obbligo di individuare l’amianto sono:<br />art. 12 comma 5 Legge 257/92 (obbligo per i proprietari di immobili a comunicare la presenza di amianto floccato o in matrice friabile alle unità sanitarie locali);<br />Art. 12 DPR 8/8/94: obbligo di censimento dell’amianto , a carico dei proprietari di edifici pubblici, locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti<br />punto 1 dell’allegato al DM 6/9/94 (localizzazione e caratterizzazione dell’amianto nelle strutture edilizie);<br />(DdL) art. 248 D. Lgs. 81/08 (individuazione preliminare ai lavori di demolizione della presenza di amianto)<br />Per le singole unità abitative private il censimento di cui all’art. 12 DPR 8/8/94 ha carattere facoltativo. <br />(1) Il Centro Regionale Amianto del Lazio ha iniziato il censimento dell’amianto nel Lazio nel 2009. L’onere del censimento è a carico delle Regioni e si svilupperà per fasi. <br />17<br />
59. Obblighi: Valutazione del Rischio<br />18<br />
60. Obblighi: Valutazione del Rischio<br />La valutazione del rischio va eseguita sia per il personale dipendente che per gli occupanti lo stabile in tutti quei casi in cui è emersa la presenza di materiali contenenti amianto all’interno dello stabile dalla fase di censimento e mappatura; <br />È uno strumento decisionale per valutare le necessarie azioni da intraprendere<br />I riferimenti di legge che trovano applicazione in questo secondo punto sono:<br />punto 2 dell’allegato al DM 6/9/94 (valutazione del rischio per gli occupanti dell’immobile)<br />(DdL) art. 249 del D. Lgs 81/08 (valutazione del rischio amianto per i lavoratori dipendenti)<br />(DdL) art 28 del D. Lgs 81/08 (valutazione del rischio per i lavoratori dipendenti)<br />19<br />
61. Obblighi: Manutenzione e controllo<br />20<br />
62. Obblighi: Manutenzione e controllo<br />Nei casi in cui l’amianto è stato individuato e se dalla valutazione del rischio effettuata non sia emersa la necessità di interventi di bonifica vi è solo la necessità di attuare misure procedurali e organizzative idonee mantenere l’amianto in buone condizioni a preservare i bassi livelli di rischio emersi. <br />In questo caso sarà necessario comunicare, non solo agli occupanti, ma anche ai fornitori o prestatori d’opera, la presenza di amianto in determinati punti dello stabile.<br />Dal punto di vista normativo trovano pertanto applicazione:<br />punto 4 dell’allegato al DM 6/6/94 (programma di controllo dei MCA in sede)<br />(DdL) art. 26 comma 1 lettera b) (informativa sui rischi nei contratti d’appalto)<br />21<br />
63. Obblighi dei committenti nei cantieri di bonifica<br />22<br />
64. Obblighi dei committenti: presenza di più imprese<br />23<br /><ul><li> Nel caso di lavori con amianto non trovano applicazione le procedure semplificate di verifica di cui all’art. 90 comma 9 lettere a) e b) come la sola richiesta della camera di commercio e del DURC (rischi particolari allegato XI)
65. Per lavori di bonifica amianto con importi inferiori ad € 100.000 non vi è l’obbligo di nomina del coordinatore in progettazione, ma tale ruolo sarà ricoperto da coordinatore in esecuzione;
66. La notifica preliminare va trasmessa anche nei casi di unica impresa impegnata in lavori di durata superiore a 200 uomini/giorno (per importi dei lavori superiori ai 65.000,00 euro). </li></li></ul><li>Valutazione del Rischio (VdR): individuazione dell’amianto<br />24<br />
67. Centrali termiche:Cartoni ignifughi, guarnizioni bruciatori, condotti fumari, amianto floccato<br />25<br />
68. Impianti idrici a temperatura:Coibentazione tubazioni, guarnizioni di flange di accoppiamento<br />26<br />
69. Cabine elettricheGuarnizione di interruttori, amianto floccato, isolanti per fili e tubi elettrici<br />27<br />
70. Tetti e cornicioniLastre di copertura, comignoli, manti di copertura<br />28<br />
71. Locali idriciVasi di espansione e serbatoi idrici<br />29<br />
72. CavediCondotti e tubazioni di aerazione bagni e cucine<br />30<br />
73. FacciatePluviali, canne fumarie, pannelli perimetrali sotto-finestra<br />31<br />
74. PavimentiMattonelle in vinil-amianto, piastrelle asfalto/amianto, piastrelle contaminate<br />32<br />
75. Locali tecnici ascensoriFreni ascensori, amianto floccato<br />33<br />
76. ParetiIntonaci e rivestimenti, carte da parati, vernici e collanti<br />34<br />
77. AutorimessePorte tagliafuoco, tessuti ignifughi, intonaci o rivestimenti floccati<br />35<br />
78. Impianti trattamento ariaGuarnizioni, coibentazione canalizzazioni<br />36<br />
79. Strutture portanti Amianto floccato applicato a spruzzo sulle travi portanti dell’edificio<br />37<br />
80. VdR: pericolosità dei materiali<br />FRIABILI: materiali che possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione manuale;<br /><ul><li>COMPATTI: materiali che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l'impiego di attrezzi meccanici (dischi abrasivi, frese, trapani, ecc.)</li></li></ul><li>VdR: pericolosità dei materiali<br />39<br />Tabella del DM 6/9/94 dove vengono classificati i materiali contenenti amianto in base alla loro capacità di rilasciare spontaneamente fibre nell’ambiente, ossia in base alla loro friabilità, o meglio, pericolosità.<br />
81. VdR: Fattori di Rischio<br />In un determinato ambiente, il rischio per gli occupanti associato alla presenza di un materiale in amianto dipende dalla:<br />pericolosità del materiale: ossia la capacità dello stesso di liberare fibre nell’ambiente, per sua natura e per il suo stato di conservazione;<br />probabilità che le fibre libere (aerodisperse) siano inalate dagli occupanti<br />40<br />Sono questi e solo questi, i due fattori che determinano una corretta valutazione del rischio amianto.<br />
82. Strumenti di valutazione dei fattori di rischio<br />Individuazione della tipologia di amianto, compatto o friabile e i quantitativi presenti (censimento e mappatura);<br />Valutazione dello stato di usura e di conservazione in cui si trova l’amianto (ispezioni visive e osservazioni di dettaglio al microscopio);<br />Valutazione della probabilità che il materiale rilasci fibre nell’ambiente in concentrazioni e modalità tali da poter essere inalato dagli occupanti (rilievi strumentali);<br />Valutazione della probabilità che si verifichi un contatto tra gli occupanti e i MCA (algoritmi di valutazione);<br />Valutazione della probabilità che i MCA possano essere “disturbati” o danneggiati accidentalmente in interventi di manutenzione, lavori edili, demolizioni o volontariamente (atti vandalici);<br />Assenza di un programma di controllo e manutenzione e di procedure informative agli occupanti volte a limitare la dispersione di fibre nell’ambiente (misure tecniche, organizzative e procedurali di cui al punto 4 del DM 6/9/94).<br />41<br />
83. 42<br />MATERIALI INTEGRI SUSCETTIBILI A DANNEGGIAMENTO<br />MATERIALI INTEGRI NON SUSCETTIBILI A DANNEGGIAMENTO<br />AREA NON ESTESA<br />AREA ESTESA<br />ELIMINARE LE CAUSE<br />RESTAURO ELIMINAZIONE DELLE CAUSE<br />CONFINAMENTO<br />VALUTAZIONE MATERIALI CONTENENTI AMIANTO NEGLI EDIFICI<br />INCASPULAMENTO<br />RIMOZIONE<br />MATERIALI DANNEGGIATI<br />PROGRAMMA DI CONTROLLO E MANUTENZIONE<br />BONIFICA<br />VdR: Esiti della valutazione e azioni da intraprendere<br />CONFINAMENTO<br />INCASPULAMENTO<br />RIMOZIONE<br />
84. La Gestione dell’amianto “in situ”<br />43<br />Attuazione del Programma di Controllo e Manutenzione (punto 4 D.M. 6/9/94)<br />ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti alle fibre d’amianto aerodisperse. <br />
85. Gestione: cosa deve fare il proprietario e/o il titolare dell’attività?<br />Il programma di controllo e manutenzione si traduce nei seguenti obblighi a carico del proprietario dell’edificio e/o del responsabile dell’attività che vi si svolge:<br />designare una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali d’amianto;<br />tenere un’idonea documentazione da cui risulti l’ubicazione dei materiali contenenti amianto;<br />garantire il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante le attività di pulizia, gli interventi manutentivi o qualsiasi evento che possa causare un disturbo dei materiali di amianto;<br />fornire una corretta informazione agli occupanti dell’edificio sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare;<br />nel caso siano in opera materiali friabili, provvedere a far ispezionare l’edificio almeno una volta all’anno, da personale in grado di valutare le condizioni dei materiali, redigendo un dettagliato rapporto corredato di documentazione fotografica, trasmettendone copia alla USL competente.<br />44<br />
86. Metodi di bonifica e criteri decisionali<br />45<br />I metodi di bonifica previsti nel DM 6/9/94 riguardano:<br />
87. Rimozione: criteri decisionali<br />46<br />Vantaggi<br />Svantaggi<br /><ul><li> Rischio di esposizione alle fibre aerodisperse per gli addetti alla bonifica e per gli occupanti lo stabile
88. Rischio di contaminazione dell’area d’intervento.
89. Rilevante produzione di rifiuti da smaltire.
90. Necessità di installare un materiale sostitutivo
91. Elimina il rischio da amianto e quindi la necessità di un programma di controllo e manutenzione
92. Generale applicabilità</li></ul>Indicazioni<br />Controindicazioni<br /><ul><li> É indicata nelle situazioni di materiali molto danneggiati.</li></li></ul><li>Incapsulamento: criteri decisionali<br />47<br />Vantaggi<br />Svantaggi<br /><ul><li> Costo inferiore rispetto alla rimozione
93. Non comporta la produzione di rifiuti (in assenza di pulizia preliminare delle coperture e dei canali di gronda)</li></ul>Non occorre un materiale sostitutivo e non occorre piano di lavoro<br /><ul><li> Comporta la necessità di un programma di controllo e manutenzione.
94. Può essere necessario ripetere nel tempo l’intervento ovvero procedere ad una successiva rimozione.</li></ul>Rischio di esposizione per gli addetti e gli occupanti in caso di pulizia preliminare delle coperture <br />Indicazioni<br />Controindicazioni<br /><ul><li> Materiali molto danneggiati
95. Materiali esposti agli agenti atmosferici
96. Lastre di copertura</li></ul>Materiali poco deteriorati e difficilmente accessibili. <br />
97. Confinamento: criteri decisionali<br />48<br />Vantaggi<br />Svantaggi<br /><ul><li>Comporta la necessità di un programma di controllo e manutenzione.
98. Può essere necessario procedere ad una successiva rimozione.
99. Nel caso di coperture, rischio di sovraccarico del tetto.
100. Basso costo, se non occorre trasferire gli impianti.
101. Non comporta la produzione di rifiuti.
102. Non occorre un materiale sostitutivo.</li></ul>Indicazioni<br />Controindicazioni<br /><ul><li>Necessità di accedere nello spazio confinato.
103. Possibile danneggiamento della barriera di confinamento.
104. Materiali localizzato in aree circoscritte</li></li></ul><li>Conclusioni: cosa regolamenta la legge<br />49<br />Lo spirito del legislatore nei confronti dell’amianto è di tipo “conservativo”, cercando di lasciare l’amianto dove si trova fino a quando non vi sono più le condizioni per mantenerlo “in situ”;<br />La legge regolamenta in maniera puntuale, l’individuazione dell’amianto, la valutazione del rischio, le procedure di corretta gestione dei MCA, gli interventi di bonifica, di trasporto e di smaltimento dell’amianto. Le inadempienze a suddetti obblighi comportano sanzioni sia amministrative che penali.<br />Alle varie figure coinvolte nel processo di gestione dell’amianto, spettano obblighi e responsabilità che sono funzione del ruolo ricoperto in quel determinato ambito e in quella determinata fase;<br /><ul><li>La valutazione del rischio, elemento centrale per determinare “cosa fare”, “quando farlo” e “come farlo”, quindi oltre ad essere puro obbligo formale, è uno strumento decisionale circa gli interventi da porre in essere
105. Se l’amianto presente è in buono stato di conservazione può rimanere in situ, a condizione che vengano attuate le procedure di controllo e manutenzione;
106. Se vi è la probabilità di un rischio di esposizione a fibre di amianto per gli occupanti, è necessario provvedere alla messa in sicurezza (incapsulamento, confinamento, rimozione) con una tempistica dettata dalla valutazione del rischio</li></li></ul><li>Grazie per l’attenzione !!<br />50<br />