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Timestamp: 2018-01-24 03:40:36+00:00
Document Index: 71080402

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 59', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 59']

Unicobas Scuola - Archivio: Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri del 20 dicembre 1999
Trattamento di fine rapporto e istituzione dei fondi pensione dei pubblici dipendenti (Rif. G.U. Serie Generale n.111 del 15/05/2000)
IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE DECRETA
Art. 1 - Trattamento di fine rapporto
6. Il trattamento di fine rapporto sarà accantonato figurativamente e verrà liquidato dall'Istituto Nazionale di Previdenza per i dipendenti dell'Amministrazione Pubblica (Inpdap) alla cessazione dal servizio del lavoratore secondo quanto disposto dalla legge 29 maggio 1982, n. 297. Per i dipendenti degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca e sperimentazione e degli enti per il cui personale non è prevista l'iscrizione all'Inpdap per i trattamenti di fine servizio il predetto adempimento è effettuato dall'ente datore di lavoro. Le quote di accantonamento annuale saranno determinate applicando l'aliquota del 6,91 per cento in vigore per i dipendenti privati, ai sensi dell'art. 3, comma 16, della legge n. 297 del 29 maggio 1982 e sulla base di quanto previsto dall'art. 4 dell'Accordo-quadro sottoscritto il 29 luglio 1999. Nell'accantonamento annuale non saranno computate le quote di trattamento di fine rapporto destinate ai fondi pensione.
7. In attuazione di quanto disposto dall'art. 2, comma 8, della legge 8 agosto 1995, n. 335, la gestione del fondo per il trattamento di fine rapporto dei dipendenti dello Stato, delle aziende di Stato, della scuola, delle Università, della Sanità e degli enti locali è affidata all'Inpdap. Il contributo previdenziale a favore dell'Inpdap da parte delle Amministrazioni Pubbliche resta fissato per il personale dello Stato nella misura del 9,60 per cento dell'attuale base contributiva di riferimento prevista dall'art. 18 della legge 20 marzo 1980, n. 75, e nella misura del 6,10 per cento dell'attuale base contributiva di riferimento prevista dall'art. 11 della legge 8 marzo 1968, n. 152, per il personale degli enti locali.
9. Ai fini dell'armonizzazione al regime generale del trattamento di fine rapporto, per i periodi di lavoro prestato a tempo determinato presso le Amministrazioni di cui all'art. 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni e integrazioni nonché presso enti sottoposti alla disciplina della legge 20 marzo 1975, sarà erogato il trattamento di fine rapporto ai sensi della legge n. 297 del 29 maggio 1982, con le modalità definite dall'Accordo-quadro sottoscritto il 29 luglio 1999, a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. A far tempo dalla stessa data non si applica l'art. 7, primo comma, della legge 29 aprile 1976, n. 177, nonché ogni altra disposizione incompatibile con quanto previsto dal presente comma. Resta ferma la possibilità per i dipendenti interessati di riscattare, secondo le modalità previste dalle norme di riferimento, i periodi di lavoro prestato a tempo determinato svolto precedentemente alla predetta data.
Art. 2 - Fondi pensione
1. Sono associati ai fondi pensione i dipendenti già occupati alla data del 31 dicembre 1995 e quelli assunti dal 1° gennaio 1996 fino al giorno precedente la data di entrata in vigore del presente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che avranno esercitato l'opzione di cui all'art. 59, comma 56, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. La quota di T.F.R. che detti dipendenti potranno destinare ai fondi pensione non potrà superare il 2 per cento della retribuzione base di riferimento per il calcolo del T.F.R.
2. Nei confronti del personale assunto successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto del Presidente del Consiglio si applicano le regole concessive e di computo di cui alla legge n. 297 del 29 maggio 1982 in materia di trattamento di fine rapporto. Nei confronti di detto personale che, in sede di contrattazione collettiva, sceglierà di iscriversi al fondo pensione sarà prevista l'integrale destinazione al fondo stesso degli accantonamenti al trattamento di fine rapporto.
3. La somma di 200 miliardi annui, di cui all'art. 26, comma 18, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sarà resa immediatamente disponibile in favore dei fondi pensione istituiti. In via transitoria e fin alla raccolta delle adesioni da parte dei lavoratori, il riparto dell'intera somma di 200 miliardi avverrà in misura proporzionale alla retribuzione media e alla consistenza del personale in servizio presso ciascun comparto o area di contrattazione alla data di istituzione dei fondi pensione in conto di quote degli accantonamenti annuali del trattamento di fine rapporto dei lavoratori di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo. Le ulteriori quote di trattamento di fine rapporto, destinate ai fondi pensione e non coperte dallo stanziamento di 200 miliardi annui sono trattate come quote figurative e rivalutate secondo il meccanismo di rendimento di cui al successivo comma 5.
4. A favore del personale di cui al comma 2 dell'art. 1 viene destinata, come previsto dall'art. 59, comma 56, della legge n. 449 del 1997, una quota parti all'1,5 per cento della base contributiva di riferimento ai fini dei vigenti trattamenti di fine servizio comunque denominati. Detta quota, avente natura di elemento figurativo, è considerata neutra rispetto ai conferimenti dei lavoratori e a quelli di pertinenza delle Amministrazioni. I dipendenti degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca e sperimentazione e degli enti per il cui personale non è prevista l'iscrizione all'Inpdap non sono destinatari della quota dell'1,5 per cento.
5. Alla cessazione del rapporto di lavoro l'Inpdap conferirà al fondo pensione di riferimento il montante maturato, costituito dagli accantonamenti figurativi delle quote di trattamento di fine rapporto di cui al comma 3 non coperte dallo stanziamento di 200 miliardi nonché di quelli relativi all'aliquota dell'1,5 per cento di cui al comma 4, applicando a entrambi gli accantonamenti un tasso di rendimento che, in via transitoria, per il periodo di consolidamento della struttura finanziaria dei fondi pensione dei dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche, corrisponderà alla media dei rendimenti netti di un "paniere" di fondi di previdenza complementare presenti sul mercato da individuarsi tra quelli con maggiore consistenza di aderenti, con decreto del Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, sentite le organizzazioni sindacali firmatarie dell'Accordo-quadro. Successivamente, previa verifica con le parti sociali sul consolidamento della struttura finanziaria dei fondi pensione, si applicherà il rendimento netto dei medesimi fondi dei dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche.
7. La prima verifica con le parti sociali firmatarie dell'Accordo-quadro sul consolidamento della struttura finanziaria dei fondi pensione di cui all'ultimo periodo del comma 5 e sui contenuti dell'Accordo medesimo avverrà entro il 31 dicembre 2001.
Roma, 20 dicembre 1999 Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Registrato alla Corte dei Conti il 3 maggio 2000
Registro n. 1 Presidenza del Consiglio dei Ministri, foglio n. 250