Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2013/09/17/06/comunic.htm
Timestamp: 2019-10-14 13:38:41+00:00
Document Index: 111339675

Matched Legal Cases: ['in fine', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

﻿VI Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 17 settembre 2013
Martedì 17 settembre 2013. — Presidenza del Presidente Daniele CAPEZZONE. – Interviene il Viceministro dell'economia e delle finanze Luigi Casero.
La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'8 agosto scorso.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, informa che sono state presentate circa 270 proposte emendative (vedi allegato 1).
In tale contesto avverte che l'articolo aggiuntivo Cicu 15.01 appare inammissibile, in quanto intende modificare con una norma di legge ordinaria una norma di rango costituzionale recata dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, recante lo Statuto della Regione Sardegna.
In particolare, la proposta emendativa è volta a sostituire l'articolo 10 dello Statuto della Regione Sardegna, al fine di stabilire che la Regione, al fine di favorire lo sviluppo economico dell'isola e nel rispetto della normativa comunitaria, possa prevedere – con riferimento ai tributi erariali per i quali lo Stato ne prevede la possibilità – agevolazioni fiscali, esenzioni, detrazioni d'imposta, deduzioni dalla base imponibile e concedere, con oneri a carico del bilancio regionale, contributi da utilizzare in compensazione ai sensi della legislazione statale, nonché modificare le aliquote in aumento, entro i valori massimi di imposizione stabiliti dalla normativa statale o in diminuzione, fino ad azzerarle.
Ricorda, a tale riguardo, che l'articolo 54 dello Statuto regionale sardo prevede, in via generale, che lo stesso può essere modificato attraverso il procedimento stabilito dalla Costituzione per le leggi costituzionali, stabilendo altresì, all'ultimo comma, che le disposizioni del Titolo III (Finanze – Demanio e patrimonio – articoli da 7 a 14) possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica, su proposta del Governo o della Regione, e, in ogni caso, sentita la Regione. Pag. 129
In tal caso la proposta emendativa deve dunque considerarsi inammissibile, sia in quanto di iniziativa parlamentare, sia in quanto non risulta supportato dal prescritto, previo parere della Regione Sardegna.
A tale riguardo, rammenta che il Presidente della Camera, nella seduta della Giunta per il Regolamento del 7 marzo 2002, ha affermato l'esistenza di un potere presidenziale di non ammettere al voto proposte che siano in manifesto ed evidente contrasto con singole disposizioni costituzionali.
Invita pertanto il presentatore a ritirare l'articolo aggiuntivo Cicu 15.01.
Rileva quindi come intenda seguire, in qualità di relatore, un approccio molto aperto, sia nel metodo, sia nel merito delle proposte emendative, nello spirito di collaborazione che ha già caratterizzato i lavori del Comitato ristretto. In tale prospettiva chiede la disponibilità dei presentatori ad accettare alcune proposte di riformulazione.
Il Viceministro Luigi CASERO informa che il Governo ha presentato quattro proposte emendative riferite agli articoli da 1 a 4 (vedi allegato 2). In particolare, l'emendamento 1.12 inserisce tra i principi generali di delega recati dall'articolo 1 anche il riferimento ai principi di uguaglianza e di progressività dell'imposizione sanciti dagli articoli 3 e 53 della Costituzione, riprendendo il contenuto di numerose proposte emendative in tal senso. L'emendamento inserisce inoltre, nel medesimo comma 1, un nuovo comma recante una clausola generale di rispetto degli statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nonché delle relative norme di attuazione.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento 1.12 del Governo, esprimendo inoltre una valutazione sostanzialmente positiva sull'emendamento Paglia 1.1, il quale risulta peraltro assorbito dalla prima parte del predetto emendamento 1.12 del Governo. Esprime quindi parere favorevole sull'emendamento Schullian 1.2, a condizione che sia riformulato. Invita al ritiro dell'emendamento De Menech 1.3, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Gutgeld 1.7, a condizione che sia riformulato nei seguenti termini:
«6-bis. Le relazioni tecniche allegate agli schemi di decreto legislativo emanati ai sensi della delega di cui alla presente legge indicano, per ogni ipotesi di intervento, l'impatto di gettito, gli effetti distributivi sui contribuenti, le implicazioni in termini di finanza locale e gli aspetti amministrativi e gestionali per il contribuente e per l'Amministrazione».
Rileva come l'approvazione dell'emendamento Gutgeld 1.7, come riformulato, comporterebbe l'assorbimento del precedente emendamento Gutgeld 1.4.
Invita al ritiro dell'emendamento De Menech 1.5, esprimendo invece parere favorevole sull'emendamento Paglia 1.6, a condizione che sia riformulato nei seguenti termini: Al comma 2, aggiungere, in fine, le parole: «e, comunque, garantendo l'esigenza di salvaguardare il principio di coesione nazionale»
Esprime parere contrario sull'emendamento Paglia 1.8, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Causi 1.9, nonché sull'emendamento Pagano 1.10, a condizione che sia riformulato nei medesimi termini dell'emendamento Causi 1.9.
Rileva quindi come l'emendamento Marguerettaz 1.11 risulti sostanzialmente assorbito dalla seconda parte dell'emendamento 1.12 del Governo.
La Commissione approva l'emendamento 1.12 del Governo, risultando pertanto assorbiti gli emendamenti Paglia 1.1 e Marguerettaz 1.11.
Marco CAUSI (PD), con riferimento all'emendamento 1.2, il quale affronta le Pag. 130tematiche dell'interpello tributario, ritiene preferibile che la questione sia trattata nell'ambito dell'articolo 6.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, condivide l'osservazione del deputato Causi, invitando i presentatori a ritirare l'emendamento 1.2.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira l'emendamento 1.2, di cui è cofirmatario.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti De Menech 1.3 e 1.5, s'intende vi abbia rinunciato.
Giovanni PAGLIA (SEL), con riferimento alla proposta di riformulazione del proprio emendamento 1.6 avanzata dal relatore, ritiene preferibile mantenere anche il riferimento al concetto di solidarietà nazionale.
Marco CAUSI (PD) considera fondato il rilievo del deputato Paglia, ricordando come il Fondo per la regolazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e gli enti locali faccia riferimento anche al concetto di solidarietà.
Il Viceministro Luigi CASERO rileva come i concetti di coesione e di solidarietà nazionale abbiano portata diversa, e come sarebbe preferibile far riferimento solo al principio di coesione, in quanto l'idea di solidarietà si riferisce ai rapporti tra le persone e non a quelli tra territori. Si rimette, peraltro, per questo aspetto, alla valutazione della Commissione.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che nel testo dell'emendamento si possa far riferimento sia al concetto di coesione sia a quello di solidarietà nazionale.
Giovanni PAGLIA (SEL) riformula il proprio emendamento 1.6 nel senso proposto dal relatore.
La Commissione approva l'emendamento 1.6, come riformulato.
Itzhak Yoram GUTGELD (PD) accoglie la proposta di riformulazione del proprio emendamento 1.7.
La Commissione approva l'emendamento Gutgeld 1.7, come riformulato, risultando assorbito l'emendamento Gutgeld 1.4.
Giovanni PAGLIA (SEL) illustra il proprio emendamento 1.8, rilevando come, pur comprendendo l'opportunità di lasciare al Governo le decisioni in merito all'ordine secondo il quale procedere all'emanazione degli schemi di decreto di attuazione della delega, occorra riconoscere la massima urgenza alla riforma del catasto, soprattutto alla luce delle recenti decisioni in merito all'eliminazione dell'IMU. Parimenti, appare necessario sottolineare la priorità costituita dalla disciplina dell'abuso del diritto, al fine di realizzare l'obiettivo, dichiarato dallo stesso Governo, di eliminare un grave ostacolo rispetto all'attrazione di investimenti dall'estero.
La Commissione respinge l'emendamento Paglia 1.8 ed approva l'emendamento Causi 1.9, il quale assorbe l'emendamento Pagano 1.10.
Rudi Franco MARGUERETTAZ (LNA), con riferimento al proprio emendamento 1.11, precedentemente dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.12 del Governo, ritiene che occorra mantenere, nell'ambito della clausola di salvaguardia delle competenze riconosciute alle Regioni a statuto speciale dai rispettivi statuti, anche il riferimento all'articolo 27 della legge n. 42 del 2009.
Il Viceministro Luigi CASERO dissente dalle considerazioni espresse dal deputato Pag. 131Marguerettaz, segnalando invece l'esigenza di non appesantire eccessivamente tale previsione.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sugli emendamenti Laffranco 2.1 e Busin 2.2, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Busin 2.3 e sull'emendamento 2.55 del Governo.
Esprime altresì parere favorevole sull'emendamento Ruocco 2.4, a condizione che sia riformulato nei seguenti termini:
«Al comma 1, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:
a-bis) prevedere incentivi, nonchè forme di trasparenza e valorizzazione delle attività degli enti locali volte ad accertare gli abusi edilizi;».
Esprime altresì parere favorevole sull'emendamento Bernardo 2.5, a condizione che sia riformulato nei seguenti termini:
b) individuare strumenti, da porre a disposizione dei comuni e dell'Agenzia delle entrate, atti a facilitare l'individuazione e il corretto classamento degli immobili non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto o relativa destinazione d'uso ovvero la categoria catastale attribuita, dei terreni edificabili accatastati come agricoli, nonché degli immobili;».
Esprime parere favorevole sull'emendamento Laffranco 2.6, a condizione che sia riformulato nei seguenti termini:
«Al comma 1, lettera b), dopo le parole: atti a facilitare aggiungere le seguenti: accertamenti fiscali sulle compravendite per le quali non risultino movimenti bancari».
Invita al ritiro dell'emendamento Busin 2.7; per quanto riguarda l'emendamento Ruocco 2.8, pur esprimendo su di esso una valutazione sostanzialmente favorevole, segnala come la modifica proposta risulti già prevista dalla norma di cui all'articolo 34-quinquies del decreto-legge n. 4 del 2006.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Pesco 2.9; per quanto riguarda l'emendamento Busin 2.10, pur esprimendo su di esso una valutazione sostanzialmente favorevole, segnala come la modifica proposta risulti già contenuta nel testo unificato.
Esprime invece parere contrario sull'emendamento Laffranco 2.11, invitando altresì al ritiro degli emendamenti Busin 2.12, Bernardo 2.13 e Schullian 2.14, che invita a trasformare in ordine del giorno.
Rileva come l'emendamento Gutgeld 2.15 risulti assorbito dall'emendamento 2.55 del Governo, mentre invita al ritiro dell'emendamento Schulllian 2.16, che suggerisce di trasformare in ordine del giorno.
Per quanto riguarda l'emendamento Pesco 2.17, pur esprimendo su di esso una valutazione sostanzialmente favorevole, segnala come la modifica proposta risulti già contenuta nel testo unificato.
Esprime invece parere contrario sugli emendamenti Marco Di Stefano 2.18, De Menech 2.19, Paglia 2.20 e 2.21, Schullian 2.22, Sandra Savino 2.23, mentre si rimette al Governo sull'emendamento Bernardo 2.24 che considera, peraltro, positivo sotto molti aspetti.
Invita al ritiro dell'emendamento Lavagno 2.25, rilevando come esso affronti un tema, quello del rapporto tra regolarizzazione catastale e conformità con la normativa urbanistica ed edilizia, certamente importante, ma che deve probabilmente essere ulteriormente approfondito ai fini della discussione in Assemblea, al fine di evitare improprie sovrapposizioni tra i due profili.
Invita al ritiro dell'emendamento Pagano 2.26, che invita a trasformare in ordine del giorno, mentre esprime parere contrario sull'emendamento Busin 2.27.
Rileva come l'emendamento Laffranco 2.29 risulti assorbito dall'emendamento Pag. 1322.55 del Governo, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Bernardo 2.30.
Esprime parere contrario sull'emendamento Pagano 2.31, esprimendo invece un orientamento favorevole sugli identici emendamenti Lorenzo Guerini 2.32, Zanetti 2.33 e Paglia 2.34, a condizione che siano riformulati nel senso di inserire, dopo la parola «l'accessibilità» le seguenti: «da parte».
Esprime parere contrario sull'emendamento Busin 2.35, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Bernardo 2.36. Invita al ritiro dell'emendamento Marco Di Stefano 2.37, mentre si rimette alla valutazione del Governo in merito all'emendamento Busin 2.38, che, pure, a suo giudizio presenta elementi positivi. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Fragomeli 2.39 e Ragosta 2.40, mentre esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Marco Di Maio 2.41, Zanetti 2.42 e Lavagno 2.43.
Per quanto riguarda l'emendamento Gutgeld 2.44 rileva come esso risulti assorbito dall'emendamento 2.55 del Governo.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Marco Di Stefano 2.45, mentre invita al ritiro dell'emendamento Schullian 2.46 che invita a trasformare in ordine del giorno.
Si rimette alla valutazione del Governo sull'emendamento Laffranco 2.47, mentre invita al ritiro dell'emendamento Pagano 2.48, che suggerisce di trasformare in ordine del giorno ed esprime parere contrario sull'emendamento Marco Di Stefano 2.49. Esprime parere favorevole sull'emendamento Gutgeld 2.50, mentre rileva come l'emendamento Marguerettaz 2.51 risulti assorbito dall'emendamento 1.12 del Governo.
Esprime una valutazione sostanzialmente favorevole sull'emendamento Paglia 2.52, rimettendosi, tuttavia, su di esso, alla valutazione del Governo.
Esprime parere contrario sugli emendamenti Paglia 2.53 e Laffranco 2.54, nonché sull'articolo aggiuntivo Rosato 2.01, il quale interviene in termini a suo giudizio eccessivamente specifici su alcuni aspetti di dettaglio della disciplina relativa al catasto tavolare.
Il Viceministro Luigi CASERO concorda sostanzialmente sui pareri espressi dal relatore, riservandosi comunque di esprimere ulteriori valutazioni su taluni di essi nel corso del relativo esame. Rileva comunque, in via generale, come molte delle proposte emendative relative all'articolo 2 si riferiscano a questioni non direttamente attinenti alla delega tributaria, ad esempio per quanto riguarda il tema degli abusi edilizi, che attiene alla normativa in materia urbanistica. Sottolinea, inoltre, come alcuni emendamenti riprendano concetti e previsioni già contenute in altre parti del testo, ritenendo, a tale riguardo, necessario operare i coordinamenti del testo che risulteranno opportuni.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, desidera informare la Commissione delle dichiarazioni, appena rilanciate dagli organi di stampa, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giovannini, il quale ha auspicato che i lavori parlamentari sulla delega fiscale non subiscano sospensioni a causa di ragioni politiche. Ritiene che tali affermazioni di un Ministro che non ha alcuna competenza specifica sul provvedimento risultino improvvide, tanto più in una fase nella quale la Commissione sta procedendo in piena serenità ed armonia su tale importante intervento legislativo.
Ernesto CARBONE (PD) invita il Presidente a replicare pubblicamente alle dichiarazioni del Ministro.
Marco CAUSI (PD) ritiene che il Presidente potrebbe rassicurare in termini istituzionali il Ministro circa il fatto che la Commissione sta proficuamente lavorando sul provvedimento. Tornando agli aspetti di merito, si associa all'invito, espresso dal Viceministro, di evitare l'introduzione nel testo di disposizioni troppo dettagliate, che appesantirebbero eccessivamente il contenuto Pag. 133del provvedimento, rendendolo poco leggibile.
Per quanto riguarda specificamente le questioni urbanistiche sottolinea come le difficoltà emerse di interoperabilità tra le banche dati urbanistiche e quelle tributarie non derivino da problematiche di natura normativa, ma da aspetti operativi ed organizzativi che devono essere risolti dalle diverse amministrazioni competenti. In tale contesto sottolinea l'opportunità di non introdurre nella normativa tributaria elementi di irrigidimento che potrebbero rendere ancor più difficile il contrasto all'abusivismo edilizio.
Pietro LAFFRANCO (PdL) ritira il proprio emendamento 2.1.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Busin 2.2 e 2.3: si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione approva l'emendamento 2.55 del Governo, risultando assorbiti gli emendamenti Gutgeld 2.15, Laffranco 2.29 e Gutgeld 2.44.
Carla RUOCCO (M5S), accogliendo la proposta del relatore, riformula il proprio emendamento 2.4.
Il Viceministro Luigi CASERO ritiene preferibile accantonare tutti quegli emendamenti che intendano affrontare la tematica del contrasto all'abusivismo edilizio.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, concorda con la proposta del Viceministro, accantonando gli emendamenti Ruocco 2.4, Bernardo 2.5 e Laffranco 2.6.
Constata quindi l'assenza del presentatore degli emendamenti Busin 2.7 e 2.10: si intende vi abbia rinunciato.
Marco CAUSI (PD), con riferimento all'emendamento 2.8, il quale intende introdurre nuove procedure di accatastamento che prevedano la condivisione dei dati tra l'Agenzia delle entrate e gli uffici urbanistici dei comuni, sottolinea come la questione non debba essere affrontata tanto in termini normativi, risultando invece opportuno incentivare le amministrazioni a modificare i propri assetti organizzativi, rifacendosi alle migliori prassi internazionali in materia, onde favorire tale condivisione.
Giovanni PAGLIA (SEL) condivide le considerazioni espresse dal deputato Causi.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene opportuno approfondire la tematica sottesa all'emendamento Ruocco 2.8, che accantona.
Il Viceministro Luigi CASERO con riferimento all'emendamento Pesco 2.9 ritiene opportuno chiarire meglio il concetto di «restituzione grafica delle mappe catastali» utilizzato dalla proposta emendativa.
Daniele PESCO (M5S) rileva come la dizione «restituzione grafica» corrisponda ad una nozione tecnica utilizzata in tale campo.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, alla luce del rilievo del Viceministro, ritiene opportuno accantonare anche l'emendamento Pesco 2.9.
Pietro LAFFRANCO (PdL) illustra il proprio emendamento 2.11, chiedendo su di esso un approfondimento da parte del Governo, al fine di verificare se l'attuazione della delega in materia di riforma del catasto comporti il rischio di appesantire l'imposizione immobiliare, ritenendo non facile rispettare il principio di delega, recato dall'articolo 2, comma 3, lettera i), che dovrebbe garantire l'invarianza del gettito delle singole imposte immobiliari.
Il Viceministro Luigi CASERO sottolinea come il primo pilastro sul quale si basa la riforma del catasto sia costituito dall'invarianza del gettito, al quale si uniscono il riferimento ai valori normali, Pag. 134nonché la previsione, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), secondo la quale i valori catastali non potranno comunque superare il valore di mercato degli immobili. Ritiene, pertanto, che tali previsioni siano sufficienti a garantire che non si producano penalizzazioni a danno dei contribuenti, tenendo altresì conto che l'obiettivo della riforma non è l'ottenimento di un maggior gettito, ma l'eliminazione delle sperequazioni attualmente esistenti tra le rendite catastali attribuite.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, sottolinea come il testo del provvedimento, anche grazie alle integrazioni apportate durante i lavori del Comitato ristretto, contenga numerose clausole di salvaguardia a favore dei contribuenti, costituite dalla previsione di invarianza del gettito, dall'obbligo, per il Governo, di presentare relazioni periodiche sugli effetti della riforma, dalla previsione della partecipazione dei proprietari alle commissioni censuarie, dalla previsione di metodi statistici trasparenti, dai meccanismi di pubblicità, nonché dal rafforzamento degli strumenti di tutela contenziosa.
Pietro LAFFRANCO (PdL), alla luce delle considerazioni espresse dal relatore e dal Viceministro, ritira il proprio emendamento 2.11, riservandosi, peraltro, di ripresentarlo eventualmente nel corso della discussione in Assemblea. Rileva, comunque come le effettive conseguenze sul livello impositivo della riforma potranno essere valutate appieno solo a seguito dell'attuazione che di tali norme darà l'Amministrazione finanziaria.
Marco CAUSI (PD) ricorda come il tema degli effetti sul livello dell'imposizione nella riforma del catasto siano stati a lungo dibattuti già nella precedente legislatura. Il tema risulta pertanto fondato, ma non ritiene che possa essere risolto in termini definitivi in questa fase, sottolineando come il richiamo, da lui stesso proposto, ai valori normali degli immobili, tenda appunto a realizzare l'obiettivo di escludere penalizzazioni per la generalità dei contribuenti, sganciando la determinazione delle rendite dal ciclo economico. A tale ultimo riguardo ritiene, comunque, che, per scongiurare tale inconveniente, occorrerà far riferimento a medie pluriennali.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Busin 2.12: si intende vi abbia rinunciato.
Pietro LAFFRANCO (PdL) ritira l'emendamento 2.13, di cui è cofirmatario.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira gli emendamenti 2.14 e 2.16, di cui è cofirmataria.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accantona l'emendamento Pesco 2.17.
Marco DI STEFANO (PD) ritira il proprio emendamento 2.18.
Roger DE MENECH (PD) ritira il proprio emendamento 2.19.
Giovanni PAGLIA (SEL) insiste per la votazione del proprio emendamento 2.20, il quale intende eliminare le eccessive agevolazioni in favore degli immobili di interesse storico-artistico, rilevando come la disciplina tributaria vigente risulti già molto generosa sia nei confronti degli interventi di ristrutturazione edilizia, sia, soprattutto in favore di tale categoria di immobili, nonostante questi abbiano conosciuto, negli ultimi anni, un andamento di mercato nettamente migliore rispetto a tutte le altre tipologie di immobili.
La Commissione respinge l'emendamento Paglia 2.20.
Il Viceministro Luigi CASERO ribadisce il parere contrario sull'emendamento 2.21, rilevando come esso modifichi eccessivamente l'equilibrio raggiunto dal testo.
Giovanni PAGLIA (SEL) con riferimento al proprio emendamento 2.21, ribadisce le considerazioni già espresse nell'occasione dell'illustrazione dell'emendamento 2.20.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, suggerisce di trasformare l'emendamento 2.21 in un ordine del giorno.
Giovanni PAGLIA (SEL) insiste per la votazione del proprio emendamento 2.21.
Marco CAUSI (PD) ritiene che il testo unificato sia già orientato nel senso indicato dall'emendamento.
Il Viceministro Luigi CASERO ritiene che la problematica oggetto dell'emendamento 2.21 debba essere affrontata in sede di determinazione delle aliquote fiscali e non in occasione della definizione delle rendite catastali degli immobili di interesse storico-artistico.
Marco CAUSI (PD) concorda con il Viceministro.
Giovanni PAGLIA (SEL) rileva come il testo unificato renda ancor più favorevole il regime tributario di tali immobili, in nome di un presunto maggior onere di manutenzione che i proprietari dovrebbero sostenere. Ritiene quindi necessario riflettere maggiormente su tale tema, considerando come il provvedimento introduca un regime fiscale di specialità, laddove le esigenze dei predetti proprietari dovrebbero, casomai, essere tutelate con modalità differenti.
Marco CAUSI (PD) invita a tener conto delle dimensioni rilevantissime del patrimonio immobiliare storico-artistico immobiliare.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritira il proprio emendamento 2.21.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira l'emendamento 2.22, di cui è cofirmataria.
Sandra SAVINO (PdL) ritira il proprio emendamento 2.23.
Il Viceministro Luigi CASERO, con riferimento all'emendamento 2.24, il quale prevede riduzioni del valore patrimoniale e reddituale in favore delle unità immobiliari dismesse da più di cinque anni, ritiene preferibile trasformare la proposta emendativa in ordine del giorno, sottolineando come l'abbandono dell'immobile possa, in molti casi, avere carattere temporaneo.
Daniele PESCO (M5S) ricorda come la disciplina contabile vigente già preveda la figura delle unità immobiliari collabenti: preannuncia pertanto il voto contrario sull'emendamento 2.24.
Girolamo PISANO (M5S) esprime anch'egli una valutazione contraria sull'emendamento, rilevando come risulti difficile accertare lo stato di dismissione dell'immobile.
Pietro LAFFRANCO (PdL) insiste per la votazione dell'emendamento 2.24, di cui è cofirmatario, sottolineando la scarsa efficacia che di solito hanno gli ordini del giorno.
Roger DE MENECH (PD) rileva come il problema fondamentale sia rappresentato dalla capacità di fare in modo che la riforma del catasto determini un sollecito adeguamento delle rendite degli immobili, mediante un sistema agile, facilmente controllabile a livello territoriale, che tenga conto delle mutazioni intervenute nel patrimonio immobiliare.
Marco CAUSI (PD) concorda con le considerazioni espresse dal Viceministro, rilevando come, per tener conto di situazioni particolari nelle quali si trovino talune categorie di unità immobiliari, non si debba operare mediante la determinazione delle rendite catastali, ma attraverso meccanismi di modifica dell'imposta relativa.
Pietro LAFFRANCO (PdL) ritira l'emendamento 2.24, di cui è cofirmatario.
Il Viceministro Luigi CASERO, con riferimento all'emendamento Lavagno 2.25, il quale esclude la regolarizzazione catastale per gli immobili realizzati in difformità dalla disciplina urbanistica ed edilizia, evidenzia come il provvedimento non abbia valenza urbanistica, sottolineando il rischio che, inserendo nel provvedimento principi, sia pure condivisibili, in tale materia, si possano creare anomalie nel testo. Invita quindi il presentatore a ritirare la proposta emendativa, eventualmente per riformularla.
Giovanni PAGLIA (SEL) invita il Governo a formulare una proposta di riformulazione.
Marco CAUSI (PD) ritiene necessario chiarire se, allo stato, sia possibile accatastare un immobile abusivo.
Daniele PESCO (M5S), sulla base delle informazioni da lui acquisite, ritiene che sia possibile l'accatastamento di immobili abusivi.
Marco CAUSI (PD) esprime dubbi rispetto a tale possibilità.
Il Viceministro Luigi CASERO dubita che il proprietario di un immobile realizzato abusivamente possa avere l'interesse ad autodenunciarsi presentando una richiesta di accatastamento dello stesso.
Marco CAUSI (PD) chiede al Governo di approfondire tale tematica.
Daniele PESCO (M5S) sottolinea come la norma prevista dall'emendamento 2.25 risulti comunque utile a combattere i fenomeni di abusivismo edilizio.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accantona l'emendamento Lavagno 2.25.
Constata quindi l'assenza del presentatore dell'emendamento Pagano 2.26: si intende vi abbia rinunciato.
Filippo BUSIN (LNA) ritira il proprio emendamento 2.27.
Il Viceministro Luigi CASERO con riferimento all'emendamento Bernardo 2.30, il quale intende prevedere che nell'ambito delle Commissioni censuarie sia prevista anche la presenza di tecnici, non comprende appieno la motivazione sottesa alla proposta di modifica, sulla quale non è, peraltro, pregiudizialmente contrario.
Daniele PESCO (M5S) ritiene che l'integrazione della norma si riferisca ai tecnici della pubblica amministrazione non iscritti in albi professionali.
La Commissione approva l'emendamento Bernardo 2.30.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Pagano 2.31: si intende vi abbia rinunciato.
Il Viceministro Luigi CASERO esprime una valutazione favorevole sugli identici emendamenti 2.32, 2.33 e 2.34, pur rilevando come la disciplina in materia di decentramento delle funzioni catastali ai comuni, già affronti tale problematica.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, prende atto che i presentatori degli identici emendamenti 2,32, 2,33 e 2.34 accolgono la proposta di riformulazione da lui avanzata.
La Commissione approva gli identici emendamenti Lorenzo Guerini 2.32, Zanetti 2.33 e Paglia 2.34, come riformulati.
Daniele PESCO (M5S), con riferimento all'emendamento Busin 2.35, evidenzia come già in passato, in occasione delle procedure per l'accatastamento di immobili non censiti, siano state stipulate convenzioni con i professionisti del settore Pag. 137che non prevedevano alcun emolumento per questi ultimi.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene difficile imporre per legge la gratuità dell'apporto professionale di tali figure.
Filippo BUSIN (LNA) ritira il proprio emendamento 2.35.
La Commissione approva l'emendamento Bernardo 2.36.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Marco Di Stefano 2.37: si intende vi abbia rinunciato.
Il Viceministro Luigi CASERO esprime parere contrario sull'emendamento Busin 2.38, il quale potrebbe, casomai, essere trasformato in ordine del giorno, rilevando come la previsione di specifiche sanzioni nei confronti delle amministrazioni comunali che non segnalino situazioni di abusivismo di cui siano a conoscenza, non risulti pertinente con la riforma del catasto.
Filippo BUSIN (LNA) insiste per la votazione del proprio emendamento 2.38.
Daniele PESCO (M5S) propone di accantonare l'emendamento 2.38, per approfondirne ulteriormente il contenuto.
Lorenzo GUERINI (PD) ritiene improprio stabilire una sanzione amministrativa per l'amministrazione comunale, rilevando come, in tali fattispecie, siano già previste sanzioni penali in capo all'amministratore o al funzionario che ometta atti del proprio ufficio.
La Commissione respinge l'emendamento Busin 2.38.
Gian Mario FRAGOMELI (PD) invita a rivedere il parere contrario espresso sul proprio emendamento 2.39, sottolineando come sia necessario individuare adeguate risorse in favore delle amministrazioni che saranno chiamate a emettere le certificazioni catastali.
Giovanni PAGLIA (SEL) concorda con le considerazioni espresse dal deputato Fragomeli, sottolineando come la revisione del catasto debba anche tener conto dei relativi profili organizzativi, coniugando gli obiettivi di riforma con l'esigenza di disporre di adeguate risorse umane e materiali.
Lorenzo GUERINI (PD) sottolinea come l'emendamento 2.55 del Governo, precedentemente approvato, faccia opportunamente riferimento a norme del decreto legislativo n. 112 del 1998, il quale stabilisce che le risorse devono seguire le funzioni attribuite agli enti locali: in tale contesto ritiene necessario affrontare la questione oggetto degli emendamenti 2.39 e 2.40, eventualmente riformulandoli.
Il Viceministro Luigi CASERO ritiene opportuno accantonare gli identici emendamenti 2.39 e 2.40, rilevando come essi, nella loro attuale formulazione, determinino conseguenze onerose.
Daniele PESCO (M5S) non comprende le ragioni in base alle quali il Viceministro sostiene l'onerosità degli emendamenti 2.39 e 2.40.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accantona gli identici emendamenti 2.39 e 2.40.
La Commissione approva gli identici emendamenti Marco Di Maio 2.41, Zanetti 2.42 e Lavagno 2.43.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, rivedendo la precedente valutazione, ritiene opportuno accantonare l'emendamento Gutgeld 2.44, che precedentemente era stato dichiarato assorbito dall'approvazione dell'emendamento 2.55 del Governo.Pag. 138
Constata quindi l'assenza del presentatore dell'emendamento Marco Di Stefano 2.45: si intende vi abbia rinunciato.
Il Viceministro Luigi CASERO ribadisce l'invito al ritiro dell'emendamento 2.46, rilevando come non sia opportuno introdurre principi di delega eccessivamente dettagliati sulla tematica specifica dei fabbricati rurali.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira l'emendamento 2.46, di cui è cofirmataria.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Laffranco 2.47.
Il Viceministro Luigi CASERO concorda con l'invito al ritiro espresso dal relatore sull'emendamento 2.47.
Pietro LAFFRANCO (PdL) ritira il proprio emendamento 2.47.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Pagano 2.48 e Marco Di Stefano 2.49: si intende vi abbiano rinunciato.
Il Viceministro Luigi CASERO ritiene che gli emendamenti Gutgeld 2.50 e Marguerettaz 2.51 siano stati assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 1.12 del Governo.
Rudi Franco MARGUERETTAZ (LNA), con riferimento al proprio emendamento 2.51, dissente dalla valutazione del Viceministro, sottolineando l'esigenza di precisare che anche alla regione Valle d'Aosta, oltre che alle province autonome di Trento e di Bolzano, sono riconosciute le funzioni amministrative in materia catastale, ai sensi della disciplina vigente.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accantona gli emendamenti Gutgeld 2.50 e Marguerettaz 2.51.
Il Viceministro Luigi CASERO esprime parere contrario sull'emendamento Paglia 2.52, non ritenendo opportuno introdurre in questa parte del testo previsioni sanzionatorie nei confronti degli amministratori locali, relativamente ad irregolarità nell'adempimento delle operazioni di riclassamento o di revisione degli estimi.
Giovanni PAGLIA (SEL) rileva come il proprio emendamento 2.52 non faccia riferimento agli amministratori locali, ma a quanti abbiano responsabilità apicali nell'ambito delle amministrazioni locali ed omettano di compiere il proprio ufficio.
Il Viceministro Luigi CASERO ritiene che tale previsione sia già contemplata dall'ordinamento generale.
Giovanni PAGLIA (SEL) insiste per la votazione del proprio emendamento 2.52.
La Commissione respinge l'emendamento Paglia 2.52.
Marco CAUSI (PD) invita i presentatori dell'emendamento 2.53 a trasformarlo in ordine del giorno, dichiarando fin d'ora la disponibilità del proprio gruppo a votare tale atto di indirizzo. Diversamente, il gruppo del PD non ritiene di poter esprimere un voto favorevole sull'emendamento, in quanto esso introduce un regime transitorio relativo alla revisione del catasto che potrebbe generare un enorme contenzioso in materia.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritira il proprio emendamento 2.53.
Pietro LAFFRANCO (PdL) insiste per la votazione del proprio emendamento 2.54.
La Commissione respinge l'emendamento Laffranco 2.54.
Marco CAUSI (PD) propone di accantonare l'articolo aggiuntivo Rosato 2.01, al fine di consentire al Governo di approfondire la complessa tematica della disciplina del catasto tavolare.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accantona l'articolo aggiuntivo Rosato 2.01.
Passando quindi all'esame delle proposte emendative presentate all'articolo 3, invita al ritiro dell'emendamento Ruocco 3.1, che suggerisce di trasformare in ordine del giorno, nonché sull'emendamento Pesco 3.2, rilevando come l'articolo 8, comma 1, del testo, contempli già previsioni analoghe a quelle della proposta emendativa in oggetto. Esprime quindi parere contrario sugli emendamenti Pesco 3.3 e Ruocco 3.4.
Esprime parere favorevole sull'emendamento 3.9 del Governo, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Laffranco 3.8, Pelillo 3.5 e Zanetti 3.6.
Invita quindi al ritiro dell'emendamento Laffranco 3.7, che suggerisce di trasformare in ordine del giorno.
Il Viceministro Luigi CASERO esprime parere conforme al relatore. Illustra quindi l'emendamento del Governo 3.9, di cui raccomanda l'approvazione.
Carla RUOCCO (M5S), in merito all'emendamento 3.1 a sua firma, fa presente che la proposta emendativa intende definire una più specifica e dettagliata disciplina rispetto al testo in esame.
Il Viceministro Luigi CASERO ritiene opportuno riservare all'Agenzia delle entrate la definizione di taluni dei profili indicati nell'emendamento Ruocco 3.1. Per tale ragione, conferma il parere contrario espresso su di esso e invita eventualmente il presentatore a presentare in Assemblea un ordine del giorno in materia.
Carla RUOCCO (M5S) ritira il proprio emendamento 3.1 e preannuncia la presentazione di un ordine del giorno in Assemblea.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 3.2.
Il Viceministro Luigi CASERO, in relazione all'emendamento Pesco 3.3, osserva che la revisione dei criteri di individuazione dei Paesi che rientrano nella cosiddetta «black list» avviene in sede OCSE ed in ambito comunitario, in quanto si pone la necessità di uniformare i relativi criteri tra i diversi Stati. Ritiene pertanto opportuno non inserire tale tema tra i contenuti della delega.
Daniele PESCO (M5S) precisa che la proposta emendativa intende introdurre una sorta di nuova «black list», nella quale inserire quei Paesi che, pur avendo stipulato convenzioni con l'Italia volti ad attuare la prevenzione delle frodi fiscali, non abbiano concluso tra loro accordi in materia, al fine di evitare che possano essere realizzati meccanismi elusivi e triangolazioni di capitali all'estero.
Il Viceministro Luigi CASERO fa notare come tale previsione appesantirebbe i rapporti tra gli Stati e determinerebbe evidenti difficoltà alle imprese che operano anche all'estero, non ritenendo inoltre opportuno affrontare il tema in questa sede.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 3.3.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, osserva che l'emendamento Ruocco 3.4, su cui ha espresso parere contrario, nel prevedere uno specifico regime di accertamento nei confronti di chi abbia ricoperto cariche pubbliche elettive o incarichi di rilievo nelle pubbliche amministrazioni, presenti potenzialmente elementi di criticità sotto il profilo della costituzionalità, in quanto sembra violare il principio di eguaglianza.
Il Viceministro Luigi CASERO evidenzia come non si possa procedere attraverso modalità di differenziazione normativa tra diverse categorie di soggetti. Rileva inoltre come i membri del Governo siano già sottoposti a stringenti controlli ed obblighi di trasparenza, oltre che allo scrutinio dell'opinione pubblica.
Carla RUOCCO (M5S) osserva come, allo stato, gli strumenti di controllo e accertamento delle fattispecie di arricchimento illecito ai danni dell'erario siano previsti nei confronti di persone fisiche o giuridiche in termini generali. Fa tuttavia notare come i rappresentanti l'Agenzia delle entrate, nel corso di un'audizione, abbiano espresso un'apertura ad attivare operazioni di controllo fiscale negli specifici confronti del personale politico qualora si indicasse un indirizzo politico in tal senso. Precisa inoltre come la proposta emendativa attenga non soltanto alla pubblicazione dell'esito della verifica ma disciplini in modo articolato l'intera procedura di accertamento.
Giovanni PAGLIA (SEL) evidenzia come i reati più diffusamente riconducibili alla pubblica amministrazione e a chi ricopre cariche pubbliche elettive non riguardino l'evasione fiscale, bensì la corruzione, che non attiene alla competenza dell'Agenzia delle entrate.
Marco CAUSI (PD) sostiene che, qualora il Movimento 5 Stelle fosse disponibile ad approfondire il tema senza farne una bandiera ideologica, ma con l'intento di conseguire il potenziamento delle attività di controllo dell'Agenzia delle entrate attraverso la previsione di strumenti più efficaci, che richiamano anche la verifica degli arricchimenti illeciti ed in una ottica di verifica generale e non circoscritta a specifiche categorie, il suo gruppo sarebbe disposto a collaborare a tale elaborazione. Rileva, peraltro, come l'attività di accertamento debba essere indirizzata verso tutti quei soggetti che abbiano uno stile di vita incompatibile con il proprio reddito. Sottolinea, altresì, come la proposta emendativa sollevi numerosi dubbi, per come è attualmente redatta, anche in quanto le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari risultano già pubbliche. Riterrebbe quindi preferibile trasformare l'emendamento in ordine del giorno volto a rafforzare i controlli dell'amministrazione finanziaria nei confronti di chi abbia ricoperto cariche pubbliche, comprese le società a controllo pubblico.
Il Viceministro Luigi CASERO si associa alle considerazioni del deputato Paglia, rilevando come la lotta alla corruzione ed il contrasto all'evasione fiscale attengano a diversi profili, ritenendo peraltro possibile che la Guardia di finanza e l'amministrazione finanziaria forniscano il loro apporto anche in quest'ambito.
Carla RUOCCO (M5S) ritiene che la verifica di un arricchimento illecito o il trasferimento patrimoniale che riguardi talune categorie di cittadini, quali quelle richiamate dalla proposta emendativa, potrebbe consentire di individuare forme di evasione fiscale che altrimenti rimarrebbero nascoste.
Daniele PESCO (M5S) fa notare come l'enorme peso della corruzione che attanaglia le pubbliche amministrazioni incida direttamente anche sull'entità dell'evasione fiscale.
Filippo BUSIN (LNA) manifesta la sua contrarietà a forme di pubblicazione sul sito dell'Agenzia delle entrate degli accertamenti relativi a determinate categorie di cittadini.
La Commissione respinge l'emendamento Ruocco 3.4 e approva altresì l'emendamento 3.9 del Governo.
Pietro LAFFRANCO (PdL), nel raccomandare l'approvazione del proprio emendamento 3.8, deplora la circostanza che talune categorie di cittadini siano sottoposte a controlli più affievoliti e di fatto siano posti nella condizione di poter agevolmente evadere il fisco; cita in particolare il caso dei cittadini stranieri, per i quali reputa opportuna la costituzione di apposite task force da parte delle amministrazioni competenti.
Il Viceministro Luigi CASERO esprime rilievi critici sulla proposta emendativa, che appare mirata a regolare l'accertamento tributario in modo differenziato nei confronti di talune categorie di cittadini. Nel sottolineare, peraltro come l'attività Pag. 141della Guardia di finanza di contrasto all'evasione dei cittadini extracomunitari sia particolarmente incisiva, rileva come l'emendamento riguardi profili non fiscali prevedendo sanzioni differenziate a seconda della nazionalità dei soggetti.
Girolamo PISANO (M5S) contesta i contenuti dell'emendamento, che tende a penalizzare la posizione dei cittadini extracomunitari rispetto ad ipotesi di illecito che di fatto commettono anche i cittadini comunitari.
Pietro LAFFRANCO (PdL) ritiene che la difficoltà di recuperare le somme evase in esito all'attività di accertamento è maggiore, come attestato da analisi degli uffici competenti, in relazione alla posizione degli extracomunitari. Ritira comunque il proprio emendamento 3.8 e preannuncia la presentazione di un ordine del giorno.
Il Viceministro Luigi CASERO esprime una valutazione complessivamente favorevole sull'emendamento Pelillo 3.5, volto a potenziare la collaborazione fornita dalle regioni ai fini del rapporto sul contrasto all'evasione fiscale e contributiva, pur rilevando come si determini un certo appesantimento della norma.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, alla luce dell'orientamento del Governo, rivede il proprio parere sull'emendamento 3.5, esprimendo su di esso una valutazione favorevole. Avverte inoltre che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 3.9 del Governo, il quale ha trasfuso il contenuto del comma 2 dell'articolo 3 in una nuova lettera f) del comma 1, l'emendamento 3.5, che propone di modificare il medesimo comma 2, deve ora intendersi riferito alla predetta lettera f).
La Commissione approva l'emendamento Pelillo 3.5 (Nuova formulazione).
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Zanetti 3.6: si intende vi abbia rinunciato.
Pietro LAFFRANCO (PdL) ritira il proprio emendamento 3.7.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, passando all'esame delle proposte emendative presentate all'articolo 4, esprime parere favorevole sull'emendamento 4.17 del Governo. Esprime invece parere contrario sugli emendamenti Ragosta 4.1 e Pagano 4.2, sugli identici emendamenti Schullian 4.3, Oliverio 4.4 e Giulietti 4.5. Esprime altresì parere contrario sull'emendamento Schullian 4.6, sugli identici emendamenti Schullian 4.7, Giulietti 4.8, nonché sull'emendamento Oliverio 4.9. Si rimette alla valutazione del Governo sull'emendamento Paglia 4.10, che, pur presentando profili di grande interesse, affronta il tema, delicatissimo, della disciplina dell'8 per mille.
Esprime parere contrario sugli emendamenti Gebhard 4.11 e 4.12, nonché Paglia 4.13 e 4.14.
Esprime quindi una valutazione sostanzialmente favorevole sull'emendamento Taranto 4.15, ritenendo comunque opportuno acquisire l'orientamento del Governo in merito.
Rileva invece come l'emendamento Gebhard 4.16 risulti assorbito dall'approvazione dell'emendamento 1.12 del Governo.
Il Viceministro Luigi CASERO raccomanda l'approvazione dell'emendamento del Governo 4.17. Concorda con il parere espresso dal relatore sui restanti emendamenti riferiti all'articolo 4, riservandosi comunque ulteriori approfondimenti specifici nel corso dell'esame dei medesimi.
Marco CAUSI (PD), in ordine all'emendamento 4.17 del Governo, recante un nuovo criterio di delega per la redazione, da parte del Governo, di un rapporto annuale sulle spese fiscali, manifesta perplessità in ordine alla ratio ad esso sottesa, in quanto la norma ivi contenuta appare già contemplata, ritenendo che ogni ulteriore previsione in materia rischi di appesantire l'intero meccanismo informativo cui è tenuto il Governo.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accantona l'emendamento 4.17 del Governo.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritira l'emendamento 4.1, di cui è cofirmatario.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Pagano 4.2: si intende vi abbia rinunciato.
Il Viceministro Luigi CASERO ribadisce il parere contrario sugli identici emendamenti Schullian 4.3, Oliverio 4.4 e Giulietti 4.5, in quanto essi intendono escludere dalla revisione delle tax expenditures la sola agricoltura, determinando in tal modo una difformità di trattamento rispetto ad altri settori produttivi.
Marco CAUSI (PD) osserva come nel testo siano state opportunamente introdotte cause di esclusione dalla revisione delle tax expenditures di natura trasversale, relative a specifici beni o prodotti particolarmente meritevoli di tutela, non ritenendo invece opportuno introdurre esclusioni di carattere settoriale, che potrebbero causare contrasti tra le diverse categorie produttive. Ritira quindi l'emendamento Oliverio 4.4 a nome del suo gruppo.
Daniele PESCO (M5S) osserva che l'agricoltura è stata spesso tutelata in modo più ampio rispetto ad altri settori.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, prende atto che sono stati ritirati dai presentatori gli identici emendamenti Schullian 4.3, Oliverio 4.4 e Giulietti 4.5, l'emendamento Schullian 4.6, gli identici emendamenti Schullian 4.7, Giulietti 4.8, nonché l'emendamento Oliverio 4.9.
Marco CAUSI (PD), in merito all'emendamento Paglia 4.10, relativo alla revisione della disciplina dell'otto per mille, non ritiene opportuno che il tema sia affrontato nell'ambito della delega.
Il Viceministro Luigi CASERO concorda con le considerazioni del deputato Causi.
Giovanni PAGLIA (SEL) sottolinea come la disciplina dell'otto per mille sia simile a quella del cinque per mille, rilevando, inoltre, come il provvedimento già contenga all'articolo 4, comma 2, un criterio di delega per la razionalizzazione e stabilizzazione del cinque per mille: ritiene, pertanto, del tutto legittimo intervenire anche sull'istituto dell'otto per mille.
La Commissione respinge l'emendamento Paglia 4.10.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira i propri emendamenti 4.11 e 4.12.
Marco CAUSI (PD), in relazione all'emendamento Paglia 4.13, rileva come il suo gruppo non sia contrario alle proposte di politica fiscale ivi prospettate, sottolineando, tuttavia, come l'orientamento che si è definito fin dall'inizio dell'esame delle proposte di legge di delega sia quello di intervenire sull'operatività di fondo del sistema tributario e non sulle questioni del tax design e come pertanto quella attuale non sia la sede opportuna per affrontare tali temi. Per questi motivi preannuncia il voto contrario del PD sull'emendamento 4.13.
La Commissione respinge gli emendamenti Paglia 4.13 e 4.14.
Il Viceministro Luigi CASERO, in relazione all'emendamento Taranto 4.15, fa notare come esso rechi norme di principio che andrebbero introdotte nella legge di stabilità, evidenziando inoltre come l'emendamento determini oneri per la finanza pubblica.
Marco CAUSI (PD) concorda con le considerazioni del Viceministro, rilevando peraltro come l'attuale formulazione del testo unificato, nella parte relativa al finanziamento del Fondo per la riduzione Pag. 143strutturale della pressione fiscale, si presti ad incomprensioni, in quanto il comma 3 dell'articolo 4 fa riferimento anche alla riduzione dei contributi o incentivi riconosciuti alle imprese.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore, dell'emendamento Taranto 4.15: si intende vi abbia rinunciato.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) chiede di approfondire il contenuto del proprio emendamento 4.16, il quale è volto ad introdurre nell'articolo 4 una norma di salvaguardia delle competenze delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, anche attraverso un riferimento alla legge n. 42 del 2009.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accantona l'emendamento Gebhard 4.16.