Source: http://engineering-solutions.it/Norme%20di%20sicurezza%20antincendi%20per%20la%20costruzione%20e%20l'esercizio%20di%20.htm
Timestamp: 2020-05-27 06:26:25+00:00
Document Index: 61047756

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 47', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 14']

Antincendio: Norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l'esercizio di autorimesse e simili: DM 1/2/1986 .
0. ‑ DEFINIZIONI.
Rampa a prova di fumo: rampa in vano costituente compartimento antincendio aven­te accesso per ogni piano - mediante porte di resistenza al fuoco almeno RE predetermi­nata e dotata di congegno per la chiusura automatica in caso di incendio ‑ da spazio scoper­to o da disimpegno aperto per almeno un lato su spazio scoperto.
Servizi annessi: officine di riparazione di parti meccaniche e di carrozzerie, stazioni di lavaggio e di lubrificazione, esercizi di vendita di carburanti, uffici, guardiania, alloggio cu­stode.
Superficie specifica di parcamento: area necessaria alla manovra e al parcamento di ogni autoveicolo. (Nota: il parametro di equivalenza tra autoveicoli e motocicli o ciclomotori è di 1 a 4, come specificato nella lettera circolare 713/4108 del 25 luglio 2000)
1. ‑ GENERALITÀ
Le presenti norme hanno per oggetto i cri­teri di sicurezza intesi a perseguire la tutela dell'incolumità delle persone e la preservazio­ne dei beni contro i rischi di incendio e di panico nei luoghi destinati alla sosta, al rico­vero, all'esposizione e alla riparazione di auto­veicoli. I fini di cui sopra si intendono perseguiti con l'osservanza delle presenti norme.
1.1.0. Le autorimesse e simili possono esse­re di tipo:
a) isolate: situate in edifici esclusiva­mente destinati a tale uso ed eventualmente adiacenti ad edifici destinati ad altri usi, strut­turalmente e funzionalmente separati da questi;
1.1.1. In base all'ubicazione i piani delle autorimesse e simili si classificano in:
b) fuori terra: con il piano di parcamen­to a quota non inferiore a quello di riferi­mento. Sono parimenti considerate fuori ter­ra, ai fini delle presenti norme, le autorimesse aventi piano di parcamento a quota inferiore a quello di riferimento, purché l'intradosso del solaio o il piano che determina l'altezza del locale sia a quota superiore a quella del piano di riferimento di almeno 0,6 m e purché le aper­ture di aerazione abbiano altezza non inferiore a 0,5 m.
1.1.2. In relazione alla configurazione delle pareti perimetrali, le autorimesse e simili possono essere::
a) sorvegliate: quelle che sono provviste di sistemi automatici di controllo ai fini antincendi ovvero provviste di sistema di vigilanza continua almeno durante l'orario di apertura;
1.2.0. Le presenti norme si applicano alle autorimesse ed alle attività indicate al precedente punto 1.0 di nuova istituzione o in caso di modifiche che comportino variazioni di classificazione e di superficie, in più o in meno, superiori al 20% della superficie in pianta o comunque eccedente i 180 m2. Per le autorimesse esistenti o in corso di esecuzione possono essere applicate le disposizioni in vigore alla data del provvedimento amministrativo comunale di autorizzazione a costruire. É in facoltà del richiedente applicare le presenti norme anche per quelle esistenti.
Per le autorimesse con numero di autoveicoli non superiore a nove e per quelle a box purché ciascuno di questi abbia accesso diretto da spazio a cielo libero, si applicano le norme di sicurezza di cui al successivo punto 2 anziché quelle di cui al punto 3.
2. ‑ AUTORIMESSE AVENTI CAPACITÀ DI PARCAMENTO
NON SUPERIORE A NOVE AUTOVEICOLI[1].
- le strutture portanti orizzontali e verticali devono essere almeno del tipo R 60 e, se di separazione, almeno REI 60;
- le eventuali comunicazioni ammissibili con i locali a diversa destinazione, facenti parte dell'edificio nel quale sono inserite, devono essere protette con porte metalliche piene a chiusura automatica; sono comunque vietate le comunicazioni con i locali adibiti a deposito o uso di sostanze esplosive e/o infiammabili;
- la superficie di aerazione naturale com­plessiva deve essere non inferiore a 1/30 della superficie in pianta del locale;
- l'altezza del locale deve essere non infe­riore a 2 metri;
- l'eventuale suddivisione interna in box deve essere realizzata con strutture almeno del tipo REI 30;
- ogni box deve avere aerazione con aper­ture permanenti in alto e in basso di superfi­cie non inferiore a 1/100 di quella in pianta; l'aerazione può avvenire anche tramite aper­ture sulla corsia di manovra, eventualmente realizzate nel serramento di chiusura del box.
- l'eventuale suddivisione interna in box deve essere realizzata con strutture realizzate con materiali non combustibili;
- ogni box deve avere aerazione con aperture permanenti in alto e in basso di superficie non inferiore a 1/100 di quella in pianta: l'aerazione può avvenire anche con aperture sulla corsia di manovra.
2.3. Autorimesse miste o isolate a box affacciantesi su spazio a cielo libero anche con numero di box superiore a nove[2]. Tali autorimesse devono essere realizzate come da punto 2.1 se miste e 2.2 se isolate.
2.4. Nelle autorimesse a box, purché di volume netto per ogni box non inferiore a 40 m3 è consentito l'utilizzo di dispositivi di sollevamento per il ricovero di non più di due autoveicoli.
3. ‑ AUTORIMESSE AVENTI CAPACITÀ DI PARCAMEN­TO
SUPERIORE A NOVE AUTOVEICOLI
Ai fini dell'isolamento le autorimesse devono essere separate da edifici adiacenti con strutture di tipo non inferiore a REI 120. É consentito che tali strutture siano di tipo non inferiore a REI 90 se l'autorimessa è protetta da impianto fisso di spegnimento automatico.
L'altezza dei piani non può essere inferiore[3] a 2,4 m. con un minimo di 2 m. sotto trave. Per gli autosilo è consentita un'altezza di 1,8 m.
20 m2 per autorimesse non sorvegliate; 10 m2 per autorimesse sorvegliate e autosilo.
Nelle autorimesse a box purché di volume netto, per ogni box, non inferiore a 40 m3 è consentito l'utilizzo di dispositivi di sollevamento per il ricovero di non più di due autoveicoli.
Le autorimesse fino a quaranta autovetture e non oltre il secondo interrato possono comunicare con locali destinati ad altra attività attraverso disimpegno, anche non aerato, avente porte di tipo almeno RE 60 munite di congegno di autochiusura con esclusione dei locali destinati ad attività di cui ai punti 1, 2 3, 4, 5, 7, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 41, 45, 51, 75, 76, 78, 79, 80, 83, 84, 86, 87, 89, 90 e 91 del decreto ministeriale 16 febbraio 1982.
Le autorimesse fino a quaranta autovetture e non oltre il secondo interrato possono comunicare attraverso filtri, come definiti dal decreto ministeriale 30 novembre 1983, con locali destinati a tutte le altre attività con l'esclusione di quelle di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5,7, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 41, 45, 75, 76, 78, 79 e 80.
3.5.3. Le autorimesse possono comunicare attraverso filtri come definito dal decreto ministeriale 30 novembre 1983 con locali destinati ad attività di cui al decreto ministeriale 16 febbraio 1982 con l'esclusione delle attività di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5, 7, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 41, 45, 75, 76, 78, 79, 80 e 83.
Limitatamente alle autorimesse situate al piano terra, primo e secondo interrato e primo, secondo, terzo e quarto fuori terra chiuse, le superfici indicate possono raddoppiarsi in presenza di impianti fissi di spegnimento automatico oltre il secondo interrato e oltre il quarto piano fuori terra le autorimesse chiuse devono sempre essere protette da impianto fisso di spegnimento automatico.
3.6.3. Le corsie di manovra devono consentire il facile movimento degli autoveicoli e devono avere ampiezza non inferiore[4] a 4,5 m e a 5 m nei tratti antistanti i box, o posti auto, ortogonali alla corsia.
3.7.1. Per gli autosilo deve essere previsto un locale per il ricevimento degli autoveicoli. Tale locale di dimensioni minime 4,5 x 5,5 m deve avere le stesse caratteristiche costruttive dell'autosilo.
3.7.2. Rampe [5].
Ogni compartimento deve essere servito[6] da almeno una coppia di rampe a senso unico di marcia di ampiezza ciascuna non inferiore a 3 m o da una rampa a doppio senso di marcia di ampiezza non inferiore a 4,5 m.
Le autorimesse devono essere munite di un sistema di aerazione naturale costituito da aperture ricavate nelle pareti e/o nei soffitti e disposte in modo da consentire un efficace ricambio dell'aria ambiente, nonché lo smal­timento del calore e dei fumi di un eventuale incendio.
Al fine di assicurare una uniforme ventila­zione dei locali, le aperture di aerazione devo­no essere distribuite il più possibile unifor­memente e a distanza reciproca non superio­re a 40 m.
Le aperture di aerazione naturale devono avere una superficie non inferiore ad 1/25 del­la superficie in pianta del compartimento. Nei casi nei quali non è previsto l'impianto di ven­tilazione meccanica di cui al successivo punto, una frazione di tale superficie ‑ non inferiore a 0,003 m2 per metro quadrato di pavimento - deve essere completamente priva di serra­menti.
Il sistema di ventilazione deve essere indi­pendente per ogni piano. Per autorimesse sotterranee la ventilazione può avvenire tramite intercapedini e/o cami­ni; se utilizzata la stessa intercapedine, per consentire l'indipendenza della ventilazione per piano si può ricorrere al sezionamento verticale o all'uso di canalizzazioni di tipo «shunt».
Per le autorimesse suddivise in box l'aera­zione naturale deve essere realizzata per cia­scun box. Tale aerazione può essere ottenuta con canalizzazioni verso l'esterno o con aper­ture anche sulla corsia di manovra prive di serramenti e di superficie non inferiore ad 1/100 di quella in pianta del box stesso.
Il sistema di aerazione naturale deve es­sere integrato con un sistema di ventilazione meccanica nelle autorimesse sotterranee aven­ti numero di autoveicoli per ogni piano supe­riore a quello riportato nella seguente tabella.
Numero autoveicoli nelle autorimesse sot­terranee:
Per le autorimesse fuori terra di tipo chiu­so il sistema di aerazione naturale va integra­to con impianto di aerazione meccanica nei piani aventi numero di autoveicoli superiori a 250.
Tal sistema di ventilazione meccanica deve essere indipendente per ogni piano ed azionato con comando manuale o automatico, da ubicarsi in prossimità delle uscite.
L'impianto di ventilazione meccanica può essere sostituito da camini indipendenti per ogni piano o di tipo a «shunt» aventi sezione non inferiore a 0,2 m2 per ogni 100 m2 di superficie.
I camini devono immettere nell'atmosfera, a quota superiore alla copertura del fabbricato.
Il numero e l'ubicazione degli indicatori di CO e di miscele infiammabili devono essere scelti opportunamente in funzione della su­perficie e della geometria degli ambienti da proteggere e delle condizioni locali della ventilazione naturale; comunque il loro numero non può essere inferiore a due per ogni tipo di rivelazione. Gli indicatori devono essere in­seriti in sistemi di segnalazione di allarme e, ove necessario, di azionamento dell'impianto di ventilazione.
3.9.4. Negli autosilo fuori terra deve essere prevista un'aerazione naturale pari ad 1 m2 ogni 200 m3 di volume. In quelli interrati deve, invece, prevedersi una ventilazione meccanica pari ad almeno tre ricambi ora ed un impianto di smaltimento dei fumi con camini di superfici pari al 2% delle superfici di ogni piano, convogliata a m 1 oltre la copertura degli edifici compresi nel raggio di m 10 dai camini stessi.
Le vie di uscita devono essere dimensionate in funzione del massimo affollamento ipotizzabile sulla base di quanto specificato in 3.10.0. e 3.10.1. .
La larghezza delle vie di uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli (1,2 m). Nel caso di due o più uscite, è consentito che una uscita abbia larghezza inferiore a quella innanzi stabilita e comunque non inferiore a 0,6 m.
3.10.6. Numero delle uscite [7].
3.10.7. Scale ‑ Ascensori.
Per le autorimesse situate in edifici aventi altezza antincendi maggiore di 32 m le scale e gli ascensori devono essere a prova di fumo, mentre per le autorimesse situate in edifici di altezza antincendi inferiore a 32 m sono ammesse scale ed ascensori di tipo protetto.
4. ‑ IMPIANTI TECNOLOGICI.
- generatori ad aria calda a scambio diretto, è ammessa l'installazione dei generatori all'interno dell'autorimessa se questa è destinata al ricovero di soli autoveicoli di tipo Diesel.
5. ‑ IMPIANTI ELETTRICI.
6. ‑ MEZZI ED IMPIANTI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI.
6.12. Tubazione flessibile e lance.
6.1.4. Gli impianti devono avere caratteristiche idrauliche tali da garantire al bocchello della lancia, nelle condizioni sfavorevoli di altimetria e di distanza, una portata non inferiore a 120 litri al minuto primo e una pressione di almeno 2 bar. L'impianto deve essere dimensionato per una portata totale determinata considerando la probabilità di contemporaneo funzionamento del 50 % degli idranti e, per ogni montante, degli idranti di almeno due piani.
Deve essere prevista l'installazione di estintori portatili di «tipo approvato» per fuochi delle classi «A», «B» e «C» con capacità estinguente non inferiore a «21 A» e «89 B».
7. ‑ AUTORIMESSE SULLE TERRAZZE E ALL'APERTO SU SUOLI PRIVATI[8].
Per le autorimesse ubicate sulle terrazze i pavimenti devono avere le caratteristiche di cui al punto 3.8.0. .
Le autorimesse ubicate sulle terrazze devono essere provviste di scale raggiungibili con percorsi inferiori a 80 m. atte ad assicurare il deflusso delle persone verso luoghi sicuri in caso di incendio o di pericolo di altra natura.
Per le autorimesse sulle terrazze deve essere installato come minimo un idrante ogni cento autoveicoli o frazione
Le officine di riparazione annesse con lavo­razioni che prevedono l'uso di fiamme libere o di sostanze infiammabili, purché limitate ad un solo posto di saldatura e di verniciatura, possono essere situate all'interno delle autori­messe, alle seguenti condizioni:
8.1.2. Uffici ‑ Guardiania ‑ Alloggi custode.
E' consentita l'ubicazione di uffici e guardianie all'interno delle autorimesse provvisti anche di accessi indipendenti da quelli delle autorimesse stesse.
9. ‑ AUTOSALONI.
10. ‑ NORME DI ESERCIZIO.
10.6. Il parcamento di autoveicoli alimentati a gas avente densità superiore a quella dell'aria è consentito soltanto nei piani fuori terra non comunicanti con piani interrati.
11. ‑ NORME TRANSITORIE.
12. ‑ DEROGHE.
Vedere note [9] [10]
Qualora per particolari ragioni di carattere tecnico o per speciali esigenze di servizio non fosse possibile adottare qualcuna delle prescrizioni prima indicate, il Ministero dell'interno[11] sentita la commissione consultiva per le sostanze esplosive ed infiammabili, si riserva la facoltà di concedere deroghe sempre che l'adozione di particolari accorgimenti tecnici possa conferire alle autorimesse un grado di sicurezza non inferiore a quello ottenibile con l'attuazione integrale delle presenti norme.
OGGETTO: Decreto ministeriale 1/2/1986 ‑ Criteri per la concessione di deroghe in via generale ai punti 3.2, 3.6.3 e 3 7.2.
Al riguardo, sulla scorta delle deroghe concesse ed in attesa della definizione della nuova disciplina che aggiornerà le vigenti disposizioni in materia, si ritiene opportuno indicare le misure di sicurezza alternative a quanto richiesto dai seguenti punti del D M. 1/2/1986:
Essendo tali misure in linea con i principi informativi della nuova disciplina ed al fine di snellire i procedimenti ed evitare aggravi di lavoro per procedure solo burocratiche, si dispone che, ove risultino integralmente rispettate le condizioni riportate nell'allegato, i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco procedano direttamente all'approvazione del progetto, intendendosi accolte in via generale tali deroghe ai punti 3.2, 3.ó.3 e 3 7 2 del decreto ministeriale 1° febbraio 1986.
Allegato alla Lettera-Circolare prot. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995
Per autorimesse private, sino a 40 autovetture, ed ubicate non oltre il 1° interrato, e consentito che l'altezza del piano sia inferiore a ml 2,40 con un minimo di ml 2,00, a condizione che:
b) l'altezza minima di ml 2,00 deve essere rispettata nei confronti di qualsiasi sporgenza dall'intradosso del solaio di copertura, compresi eventuali impianti e tubazioni a soffitto;
c) il percorso massimo per raggiungere le uscite deve essere non superiore a ml 30. Tale lunghezza deve essere osservata anche per le autorimesse di cui al punto 3.10.6, 2° capoverso.
Per autorimesse oltre 15 e sino a 40 autovetture è consentita una sola rampa di ampiezza non inferiore a ml 3,00, a condizione che venga installato un impianto semaforico idoneo a regolare il transito sulla rampa medesima a senso unico alternato
- il sistema del montauto sia dotato di dispositivo ausiliario automatico per l'alimentazione di energia elettrica in caso di mancanza di energia di rete; il relativo generatore abbia potenza sufficiente per l'alimentazione di tutti gli impianti di sicurezza;
LETTERA-CIRC. prot. n. 1800/4108 del 01/02/1988
OGGETTO: Autorimesse a box affacciantIsi su spazio a cielo libero con un numero di box superiore a nove.
Da più parti pervengono a questo Ministero quesiti in ordine all'assoggettabilità ai controlli di prevenzione incendi delle autorimesse a box (definiti al punto 0 del D.M. 1 febbraio 1986) individuate nel punto 2.3 del D.M. 1 febbraio 1986.
Al riguardo si ribadisce che, in base al D. M. 16 febbraio 1982 punto 92, non sono soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco le autorimesse private aventi capacità di parcamento non superiore a nove autoveicoli.
Al punto 2 del D.M. 1 febbraio 1986 sono indicate le norme di sicurezza antincendi per le «Autorimesse aventi capacità di parcamento non superiore a nove autoveicoli»; tra queste, al punto 2.3, sono specificate le «autorimesse miste o isolate a box affacciantIsi su spazio a cielo libero anche con numero di box superiore a nove».
Le disposizioni contenute nel punto 2 del D.M. 1 febbraio 1986 devono comunque essere osservate sotto la responsabilità dei titolari delle attività, fatta salva la possibilità dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco di effettuare sopralluoghi di controllo come previsto all'art. 14 del D. P. R. 29 luglio 1982, n. 577.
OGGETTO: Autorimesse suddivise in boxes miste o isolate affacciantesi su spazio a cielo libero con numero di boxes e/o autoveicoli superiore a nove (punto 2.3 del D.M. 1.2.86 - Voce n. 92 del D.M. 16.2.82).
LETTERA CIRC. prot. n. 713/4108 sott. 22/3 del 25/7/2000
Alcuni Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco hanno recentemente posto all’attenzione di questa Direzione Generale la problematica relativa al parcamento di motocicli e ciclomotori all’interno di autorimesse, in considerazione della crescente esigenza di ricovero per detti veicoli, specie nelle aree metropolitane.
Il nuovo Codice della Strada, approvato con D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, di cui si allega uno stralcio, riporta all’art. 47 la classificazione dei veicoli (ciclomotori, motoveicoli, autoveicoli, ecc.) e, agli articoli successivi, la definizione degli stessi sulla base di specifiche caratteristiche.
Pertanto, tenuto conto del citato decreto legislativo e considerato che la bozza di regola tecnica per le autorimesse, approvata dal Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi, prevede per i veicoli in oggetto una superficie specifica di parcamento pari a 2,5 m2 in caso di autorimesse sorvegliate e 5 m2 in caso di autorimesse non sorvegliate, si ritiene ammissibile l’introduzione di un parametro di equivalenza tra autoveicoli e motocicli o ciclomotori nella misura di 1 a 4.
I Comandi Provinciali nel rilasciare i Certificati di Prevenzione incendi dovranno indicare la capienza massima delle autorimesse facendo riferimento ai parametri previsti dal D.M. 1° febbraio 1986 per gi autoveicoli; un’apposita clausola dovrà specificare la possibilità di parcheggiare 4 motocicli o ciclomotori per ogni autoveicolo in meno.
[1] (LETTERA-CIRC. prot. n. 1800/4108 del 01/02/1988)
[2] (LETTERA-CIRC. prot. n. 1800/4108 del 01/02/1988)
Al punto 2 del D.M. 1 febbraio 1986 sono indicate le norme di sicurezza antincendi per le «Autorimesse aventi capacità di parcamento non superiore a nove autoveicoli»; tra queste, al punto 2.3, sono specificate le «autorimesse miste o isolate a box affacciantesi su spazio a cielo libero anche con numero di box superiore a nove».
[3] (Lettera-Circolare prot. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995 - Allegato I)
[4] (Lettera-Circolare prot. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995 - Allegato I)
Nel caso in cui le corsie di manovra risultino di larghezza inferiore al minimo prescritto, è ammesso che le corsie stesse, per tratti limitati, abbiano larghezza non inferiore a ml 3,00 a condizione che sia installata apposita segnaletica che evidenzi i restringimenti di corsia, integrata, in corrispondenza dei cambi di direzione delle corsie stesse, da idonei sistemi ottici (p.e. specchi parabolici).
[5] (Lettera-Circolare prot. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995 - Allegato I)
AUTORIMESSE SENZA RAMPA CON ACCESSO DA MONTAUTO
- il sistema del montauto sia dotato di dispositivo ausiliario automatico per l'alimentazione di energia elettrica in caso di mancanza di energia di rete Il relativo generatore abbia potenza sufficiente per l'alimentazione di tutti gli impianti di sicurezza;
[6] (Lettera-Circolare prot. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995 - Allegato I)
AMPIEZZA DELLE RAMPE
Per autorimesse oltre 15 e sino a 40 autovetture è consentita una sola rampa di ampiezza non inferiore a ml 3,00, a condizione che venga installato un impianto semaforico idoneo a regolare il transito sulla rampa medesima a senso unico alternato.
[7] Vedere anche nota all'art. 3.2.
[8] (Lettera prot. n. 15620/4108 sott. 22 del 03/11/1986)
Le autorimesse miste o isolate (a box affacciantesi su spazio a cielo libero) ed i parcheggi all'aperto o su terrazze non sono soggetti ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco.
[9] Vedere note agli artt. 3.2, 3.6.3 e 3.7.2.
[10] (Lettera Isp. Reg.le Lombardia prot. n. 11679 VII 2/1 Q/0202 del 16 gennaio 1998, con la quale concorda il Ministero con nota P138/4108 sott. 28 del 25 marzo 1998): "I criteri per la concessione di deroghe in via generale ai punti 3.2, 3.6.3 e 3.7.2 del D.M. 01.02.1986, emanati con L.C. n. P1563/4108 del 29.08.1995, sono da applicarsi nei casi previsti dal punto 12 del citato D.M. 01.02.86, indipendentemente dalla preesistenza dell'autorimessa.
[11] Il procedimento di deroga è stato modificato dall'art. 6 del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37 che si riporta di seguito:
«D.P.R. 37/98 - Art. 6 - Procedimento di deroga
1. Qualora gli insediamenti o gli impianti sottoposti a controllo di prevenzione incendi e le attività in essi svolte presentino caratteristiche tali da non consentire l’integrale osservanza della normativa vigente, gli interessati, secondo le modalità stabilite dal decreto di cui all’articolo 1, comma 4, possono presentare al comando domanda motivata per la deroga al rispetto delle condizioni prescritte.
2. Il comando esamina la domanda e, con proprio motivato parere, la trasmette entro trenta giorni dal ricevimento, all’ispettorato regionale dei vigili del fuoco. L’ispettore regionale, sentito il comitato tecnico regionale di prevenzione incendi di cui all’articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, si pronuncia entro sessanta giorni dalla ricezione, dandone contestuale comunicazione al comando ed al richiedente.
3. L’ispettore regionale dei vigili del fuoco trasmette ai competenti organi tecnici centrali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco i dati inerenti alle deroghe esaminate per la costituzione di una banca dati, da utilizzare per garantire i necessari indirizzi e l ’uniformità applicativa nei procedimenti di deroga.»
«D.P.R. 577/82 – Art. 20 (Comitato tecnico regionale o interregionale per la prevenzione incendi)
Presso l’ufficio dell’ispettore regionale o interregionale è istituito, con decreto del Ministro dell’interno, un comitato tecnico regionale o interregionale per la prevenzione incendi, con il compito di esprimere pareri sui progetti delle installazioni o impianti concernenti le attività di cui all’art. 19 e designare esperti della commissione incaricata di effettuare gli accertamenti sopraluogo per gli insediamenti industriali e gli impianti di tipo complesso e a tecnologia avanzata di cui all’art. 14. Il comitato è composto dai seguenti membri:
- un ispettore regionale o interregionale competente per territorio con funzione di presidente;
- tre funzionari tecnici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco della regione, di cui almeno due con funzioni di comandante
- un ispettore del lavoro designato dall’ispettorato regionale del lavoro
- un rappresentante dell’ordine degli ingegneri della provincia in cui ha sede l’ispettorato regionale o interregionale.
Per l’esame delle questioni connesse a competenze delle regioni, può essere chiamato a far parte del comitato un esperto tecnico designato dalla regione. In aggiunta a ciascun componente titolare del comitato è nominato anche un membro supplente.
Funge da segretario un dipendente dell’ispettorato regionale designato dall’ispettore.»