Source: http://www.slideshare.net/sintesigrafica/01-f1-relazione-illustrativa
Timestamp: 2016-05-01 19:15:19+00:00
Document Index: 81995957

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 142', 'art.47', 'art. 25', 'art.25', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 13', 'art 47', 'art. 14', 'art.11', 'art.20', 'art. 89', 'art.15', 'art. 15']

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GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 Nota introduttiva sul procedimento in corso per la formazione della Proposta di PUCCon Delib. n.71 del 07.05.2009 la Giunta Comunale prendeva atto dell’avvenuta redazione delProgetto di massima del Piano Urbanistico Comunale e nel contempo formulava direttive aiprofessionisti incaricati (Arch. Pio Castiello / libero professionista e Ing. Giancarlo Blasi /Responsabile UTC) di procedere per la redazione del PUC e del RUEC in conformità con ilProgetto di massima.Con successivo atto consiliare n.24 del 03.08.2009 il Consiglio Comunale deliberava di fornireil seguente indirizzo in merito alla formazione del PUC e del RUEC di cui alla L.R. 16/2004:- verificare ed eventualmente integrare, lo strumento urbanistico ed il regolamento in corso di redazione alla luce del programma amministrativo dell’Amministrazione in carica;- verificare, ed eventualmente adeguare, il PUC ed il RUEC in corso di redazione in relazione agli adempimenti regionali ormai prossimi relativi all’art.4 della L.R. 13.10.2008 n. 13 lettera b) – definizione degli indirizzi e degli indici per la distribuzione dei carichi insediativi del dimensionamento degli strumenti urbanistici di pianificazione territoriale e paesaggistica; e lettera n) – definizione degli indirizzi di assetto paesaggistico e territoriale con individuazione delle aree sottoposte a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004 art. 142;- verificare ed eventualmente integrare, la procedura relativa alla valutazione ambientale strategica al Regolamento di Attuazione della Valutazione Ambientale Strategica in Regione Campania, approvato con Delibera G.R.C. n. 10.07.2009 n. 1235;- confermare, per il resto, le linee programmatiche dibattute e definite nelle precedenti deliberazioni di questo Consiglio e tener conto: • della centralità di Grottaminarda e dell’area Ufitana nell’interscambio, per i trasporti su gomma e su ferro, tra il Tirreno e l’Adriatico e lo Jonio e lungo il corridoio VIII Berlino-Palermo • della necessità di aspirare ad una nuova dimensione delle attività economiche, che, supportate da adeguati sistemi infrastrutturali, siano competitive non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale e internazionale • della necessità di costituire le condizioni perché il territorio possa essere appetibile per la localizzazione di attività ad alto contenuto tecnologico e di ricerca • della necessità di integrare lo strumento locale agli indirizzi ed alle strategie degli strumenti di pianificazione sovraordinati • della necessità di far riferimento a criteri di sviluppo sostenibile, di armonica riorganizzazione del territorio RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 1
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 • della necessità di tutelare, recuperare e valorizzare le risorse ambientali e culturali • della necessità di favorire lo sviluppo armonico della vita sociale.Sulla base di quanto evidenziato con Delib. C.C. n. 24 del 03.08.2010, infine, con attoconsiliare n.19 del 08.06.2010, il Consiglio Comunale deliberava di: • confermare tutti gli indirizzi programmatici precedentemente formulati ed in particolare di orientare la conclusione del progetto della Proposta di PUC al rafforzamento del comparto socio-economico produttivo; • di prevedere un’area per attività produttive verso la valle Ufita, nella parte marginale della città di Grottaminarda, tra la SS. 91 e l’asse autostradale BA-NA e/o in altre aree di sviluppo come da indirizzi della delibera n. 24 del 03.08.2009; • di riproporre la Procedura VAS secondo la Delib. G.R. n. 203 del 05.03.2010 (BURC n. 26 del 06.04.2010) contestualmente alla Proposta di PUC.Tenuto conto degli indirizzi assunti dall’Amministrazione Comunale con Delibera C.C. n. 24 del03.08.2009 e con Delibera di C.C. n. 19 del 08.06.2010, pertanto, si è proceduto allariformulazione della Proposta di PUC rispetto al progetto di massima predisposto con Delib.G.C. n. 71 del 07.05.2009 e, contestualmente, con nota di cui al prot. com. n. 13077 del08.11.2010 è stata avviata la Procedura di Valutazione Ambientale Strategica del PUCsecondo quanto previsto dalla più recente normativa regionale (Regolamento VAS – DPGRCn.17 del 18.12.2009 “Emanazione del Regolamento – Disposizioni in materia di procedimentodi Valutazione Ambientale Strategica” e Delib. AGC 05 n. 203 del 05.02.2010 “Indirizzioperativi e procedurali per lo svolgimento della VAS in Regione Campania”).In riscontro all’istanza prodotta dal Comune per l’Avvio della Procedura VAS, con nota prot.2010. 0954653 del 29.11.2010 dell’Area 05 –Settore 02 della Regione Campania (acquisita alprot. com. 14081 del 06.12.2010), da ultimo, sono stati comunicati l’avvio della procedurastessa, il relativo Codice Unico di Procedimento (CUP) di riferimento, nonché le modalità perl’individuazione dei Soggetti con Competenze Ambientali (SCA) e di scoping per il prosieguodelle attività.In sede di riformulazione della Proposta di Piano sono stati altresì aggiornati i dati demograficistorici, integrandoli con l’ultimo dato annuale completo (2009) e rimodulando di conseguenza laprevisione decennale del fabbisogno insediativo residenziale. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 2
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 SOMMARIOSOMMARIO.................................................................................................................................... 30.0.0 – PREMESSA .......................................................................................................................... 50.1.0 – GENERALITA’ E ESTREMI DELL’INCARICO .................................................................... 50.2.0 – DATI TERRITORIALI DI CARATTERE GENERALE.......................................................... 5 0.2.1 - Inquadramento territoriale............................................................................................ 60.3.0 – CORREDO URBANISTICO ................................................................................................... 8A.0.0 – OBIETTIVI E CRITERI A BASE DEL PIANO E CONSIDERAZIONI TEMPORALI SUGLI SCENARI DA CONSIDERARE NEGLI ATTI DI PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI ........................................................................................................................ 9A.1.0 – OBIETTIVI E CRITERI POSTI A BASE DELLA ELABORAZIONE DEL PIANO ................. 9A.2.0 – CONSIDERAZIONI TEMPORALI E SCENARI SOCIO-ECONOMICI PER GLI A.P.I. .........10B.0.0 – ILLUSTRAZIONE DEGLI INDIRIZZI STRATEGICI DI SVILUPPO E DEGLI OBIETTIVI DI PIANIFICAZIONE PERSEGUITI ..............................................................13B.1.0 – INDIRIZZI ED OBIETTIVI A SCALA REGIONALE: il PTR e il PSR 2007-2013 ..................13 B.1.1 - Ambiente insediativo: visioning tendenziale e “preferito” ............................................13 B.1.2 - Sistema Territoriale di Sviluppo: indirizzi del PTR e rapporto con il PSR 2007-13 ..........15 B.1.3 – Le strategie e le misure del PSR 2007-2013 per il territorio locale ................................18 B.1.4 - Le Linee guida per il Paesaggio allegate al PTR ...........................................................22B.2.0 – INDIRIZZI ED OBIETTIVI A SCALA PROVINCIALE: IL PTCP .........................................24C.0.0 – VERIFICA DELLA COMPATIBILITÀ DELLE PREVISIONI DI PIANO CON LE CONDIZIONI GEOMORFOLOGICHE DEL TERRITORIO..............................................25D.0.0 – ANALISI DELLE STRATIFICAZIONI STORICHE DEGLI INSEDIAMENTI................26D.1.0 – ORIGINI E SVILUPPO STORICO DELL’ABITATO ............................................................26D.2.0 – BENI ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E AMBIENTALI ............................................31E.0.0 – ANALISI DEL RISCHIO DI INCIDENTI RILEVANTI (RIR – DM 09.05.2001) ...............34F.0.0 – ANALISI DEMOGRAFICA E SOCIO-ECONOMICA ED IPOTESI DI SVILUPPO IN RIFERIMENTO AGLI OBIETTIVI DI PIANO ...................................................................35F.1.0 – ANALISI DEI DATI DEMOGRAFICI ..................................................................................35 F.1.1 - Andamento demografico in Campania e nella Provincia di Avellino ...............................35 F.1.2 - Andamento demografico nel Comune ...........................................................................40 F.1.3 - Distribuzione della popolazione sul territorio ...............................................................42 F.1.4 - Struttura della popolazione..........................................................................................44 F.1.5 – Analisi della struttura familiare e andamento del numero di famiglie.............................45F.2.0 – ANALISI SOCIO - ECONOMICA ........................................................................................47 F.2.1 - Il contesto economico provinciale ................................................................................47 F.2.2 - Mercato del lavoro e dinamiche occupazionali locali ...................................................51 F.2.3 - Popolazione straniera residente ..................................................................................53F.3.0 – ANALISI DEL TESSUTO PRODUTTIVO LOCALE ............................................................55 F.3.1 – Attività produttive e tendenze in atto ............................................................................55F.4.0 – IPOTESI DI SVILUPPO IN RIFERIMENTO AGLI OBIETTIVI DI PIANO ...........................58G.0.0 – CRITERI PER LA STRUTTURAZIONE GENERALE DEGLI INSEDIAMENTI PREVISTI ED ESISTENTI...................................................................................................60H.0.0 – CRITERI DI DIMENSIONAMENTO DEL PIANO E DEI FABBISOGNI INSEDIATIVI 64 RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 3
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010H.1.0 – ANALISI DEL PATRIMONIO ABITATIVO.........................................................................64 H.1.1 – Distribuzione, datazione e titolo di godimento delle abitazioni ......................................64 H.1.2 - Abitazioni non occupate da residenti o vuote ...............................................................66H.2.0 – ANALISI DEL PATRIMONIO RESIDENZIALE DISPONIBILE ...........................................68 H.2.1 - Generalità ..................................................................................................................68 H.2.2 - Rapporto Vani/Stanze .................................................................................................69 H.2.3 – Abitazioni occupate da residenti: grado di utilizzo .......................................................69 H.2.4 - Disponibilità di alloggi residenziali .............................................................................70H.3.0 – STIMA DEL FABBISOGNO ABITATIVO PER INCREMENTO DI POPOLAZIONE ............72 H.3.1 - Proiezione statistica della popolazione.........................................................................73 H.3.2 - Media componenti/famiglia e proiezione del numero di famiglie ....................................74 H.3.3 - Effetti dell’incremento occupazionale...........................................................................75 H.3.4 – Dinamiche relative ai residenti all’estero ....................................................................77 H.3.5 - Utenza complessiva prevista al 2019............................................................................78H.4.0 – STIMA DEL FABBISOGNO PER RIDURRE L’INDICE DI AFFOLLAMENTO....................79H.5.0 – STIMA FINALE DEL FABBISOGNO RESIDENZIALE COMPLESSIVO .............................80 H.5.1 - Fabbisogno complessivo di alloggi ..............................................................................80 H.5.2 – Numero di alloggi di nuova realizzazione e prime notazioni di mercato .........................81I.0.0 – ILLUSTRAZIONE DEI CRITERI ADOTTATI PER LA DETERMINAZIONE DEGLI STANDARDS URBANISTICI...............................................................................................82I.1.0 – CRITERI PER LA DETEMINAZIONE DEGLI STANDARDS ................................................82K.0.0 – DATI QUANTITATIVI CIRCA LE PREVISIONI DI NUOVI INSEDIAMENTI ED AL REPERIMENTO DI AREE PER SERVIZI ED ATTREZZATURE PER SODDISFARE I FABBISOGNI PREGRESSI DI STANDARDS .....................................................................84K.1.0 – RIEPILOGO DATI QUANTITATIVI IN RELAZIONE ALLE ZONE OMOGENEE ...............84K.2.0 – DIMENSIONAMENTO DELLE ZONE PREVALENTEMENTE RESIDENZIALI .................87 K.2.1 - Criteri di distribuzione dell’offerta abitativa di piano nel territorio comunale...............87 K.2.2 - Recupero e riqualificazione del Centro Storico .............................................................88 K.2.3 - Zone residenziali e misto-residenziali: quadro riepilogativo fabbisogno/offerta ..............89K.3.0 - STANDARD URBANISTICI E ATTREZZATURE ..............................................................92K.4.0 – ZONE PRODUTTIVE .........................................................................................................94 K.4.1 - Zona D1 - Produttiva di nuova programmazione prevalentemente commerciale..............94 K.4.2 - Zona D2 - Produttiva di nuova programmazione prevalentemente artigianale, industriale94L.0.0 – DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI DI EFFICACIA DELLE TRASFORMAZIONI PREVISTE DAL PIANO .......................................................................................................95M.0.0 – RELAZIONE DI SINTESI PER LA V.A.S. (ART. 47, L.R. 16/ 2004) ................................96N.0.0 – VERIFICA DELLA COMPATIBILITÀ DELLE PREVISIONI DEL PIANO CON GLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE ......................................................97N.1.0 – VERIFICA DELLA COMPATIBILITÀ CON IL PTR ............................................................97 N.1.1 – Compatibilità con i lineamenti strategici regionali .......................................................97 N.1.2 – Compatibilità con le Linee guida per il Paesaggio allegate al PTR................................99 RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 4
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 20100.0.0 – PREMESSA0.1.0 – GENERALITA’ E ESTREMI DELL’INCARICOCon Determina Responsabile del Servizio n° 142 del 27/03/2006 e successiva Convenzione del18/11/2008 l’Arch. Pio Castiello ha ricevuto dal Comune di Grottaminarda l’incarico di“collaborazione paritetica con tecnico interno all’Amministrazione” nella persona dell’Ing.Giancarlo Blasi, per la redazione del PUC – Piano Urbanistico Comunale e del RUEC –Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale, ivi inclusa la redazione degli elaborati occorrentialla procedura di VAS – Valutazione Ambientale Strategica – del Piano Urbanistico.Gli elaborati del presente PUC rispondono alle “Norme tecniche e direttive riguardanti glielaborati da allegare agli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, generale edattuativa” emanate con Delib. di G.R. n. 834 dell’11.05.2007 (BURC n.33 del 18.06.2007).L’elaborazione progettuale è accompagnata dal Rapporto Ambientale per la VAS del Piano, aisensi della Direttiva 2001/42/CE, dell’art.47 della L.R. n.16/2004 e del D.Lgs 152/2006, comemodificato dal D.Lgs. n. 4/2008.0.2.0 – DATI TERRITORIALI DI CARATTERE GENERALE • Superficie Territoriale (ISTAT) ..............................................28,94 kmq (2.894 Ha) • Popolazione al 31.12.2009 (ISTAT) .......................................8.312 residenti • Densità di Popolazione al 31.12.2009 ....................................287 Ab/Kmq (2,87 ab/Ha) • Altitudine max ........................................................................m 680 s.l.m. • Altitudine min .........................................................................m 312 s.l.m. • Altitudine centro municipale ..................................................m 405 s.l.m. • Classificazione sismica (Del. G.R. 5447 del 07/11/2002) ......Classe 1 – Elevata sismicità • Distanze stradali: Capoluogo di Regione - Napoli ........................................................... Km 90 Capoluogo di Provincia - Avellino...................................................... Km 40 Casello autostradale – Grottaminarda (A16 – Napoli - Canosa) ......... Km 0 RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 5
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 20100.2.1 - Inquadramento territoriale Il Comune di Grottaminarda fa parte della Provincia di Avellino ed è un centro a tradizione prevalentemente agricola che si sviluppa lungo la dorsale montuosa che delimita a meridione la Valle dell’Ufita. Esso confina a nord con i Comuni di Ariano Irpino e Melito Irpino, ad ovest con i Comuni di Bonito e Mirabella Eclano, a sud con i Comuni di Fontanarosa e Gesualdo e a est con i Comuni di Frigento e Flumeri. Per la sua posizione centrale rispetto alla Provincia e grazie alla presenza di un casello autostradale nello stesso territorio comunale, il paese è oggi un centro commerciale e produttivo di un certo interesse, anche se gran parte della popolazione locale ancora si dedica ad una intensa attività agricola. Lo sviluppo dell’insediamento e dell’intero territorio, infatti, è stato da sempre favorito dalla sua posizione lungo le vie di collegamento tra il Mar Tirreno e il Mar Adriatico. Già in epoca romana, infatti, in quest’area avveniva il passaggio della Via Appia, poi successivamente ripreso dalla Nazionale delle Puglie e, in tempi più recenti, dall’arteria autostradale A16 Napoli-Bari. oe FIG. 1 – INQUADRAMENTO TERRITORIALE DEL COMUNE DI GROTTAMINARDA NELL’ AMBITO PROVINCIALE Il territorio si estende su una superficie di circa 28,94 Kmq (2894 ha) ed ha una popolazione di 8.317 ab. al 31.12.2008 (dati Anagrafe comunale), con una densità di circa 287 ab/kmq, di gran lunga superiore a quella provinciale di 154 ab/kmq. Il territorio comunale di Grottaminarda ricade nell’ambito di competenza dell’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno. Essendo ad una certa distanza dal centro capoluogo, il Comune rientra nella sfera d’influenza del RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 6
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010vicino comune di Ariano Irpino, quale “polo di riferimento” all’interno del sistema territorialelocale, come dimostrano i servizi offerti e le risorse presenti: l’ospedale, il tribunale, il più altonumero di scuole all’interno della provincia dopo la Città di Avellino, il cospicuo numero diposti letto per la ricettività alberghiera, nonché il considerevole numero di imprese artigianali edesercizi commerciali.Tuttavia, all’interno dell’ambito territoriale così definito non è da sottovalutare il ruolo dellostesso centro di Grottaminarda, che può contare di una considerevole dotazione di servizi e diinfrastrutture. Notevole, ad esempio, è il sistema viario a servizio del territorio che oltreall’arteria autostradale A16 Napoli - Bari, consta di numerose strade provinciali che assicurano icollegamenti dei comuni limitrofi all’arteria autostradale, oltre al nuovo asse viario Lioni –Grottaminarda, attualmente in programmazione, che consentirà un migliore collegamento tra lezone interne e quelle costiere della regione.Con riferimento all’ambito territoriale di appartenenza, inoltre, per meglio comprendere ledinamiche socio-economiche che animano il territorio, di fondamentale importanza è laposizione geografica di Grottaminarda, lungo la direttrice industriale Villamaina-Ariano, tra ilpolo industriale di Mirabella Eclano, Venticano e Taurasi a sud-ovest e la “Città dell’Ufita” anord, dalla considerevole vocazione turistica, nonché la vicinanza all’area ASI di Flumeri. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 7
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 20100.3.0 – CORREDO URBANISTICOL’attuale dotazione dei principali strumenti urbanistici del Comune di Grottaminarda èschematizzabile come segue: - PIANO DI RICOSTRUZIONE approvato con Decr. Min. LL.PP. n.2435 del 21.05.1963 - PIANO DI R ECUPERO adottato con Delib.re di C.C. n. 78/81, 80/82, 22/83 e approvato con Del. di C.C. n.233/84 e successive varianti. - PERIMETRAZIONE CENTRO ABITATO E C ENTRO EDIFICATO, L.R. 17/82, approvata con Delib. di C.P. n.26 del 07.03.1990; - PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA approvato con Delib. di C.C. n.26 del 06.07.1998; - PIANO R EGOLATORE GENERALE adottato con Delib. di C.C. n.1 del 03.01.2001 e approvato con Decr. del Presidente della Provincia n.13/bis del 05.05.2005, BURC n.27 del 23.05.2005; - STRUMENTO DI INTERVENTO PER L’APPARATO DISTRIBUTIVO approvato con Delib. di C.C. n.71 del 26.10.2000 e n.12 del 28.03.2001 e munito di Visto di Conformità regionale n.2628 del 27.10.2001; - PIANO DEGLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI (P.I.P.) – LOC. CATAURO adottato con Del. di G.C. N.139 DEL 06.07.2006 e approvato con Delib. di G.C. n.235 del 05.12.2006; RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 8
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010A.0.0 – OBIETTIVI E CRITERI A BASE DEL PIANO E CONSIDERAZIONI TEMPORALI SUGLI SCENARI DA CONSIDERARE NEGLI ATTI DI PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTIA.1.0 – OBIETTIVI E CRITERI POSTI A BASE DELLA ELABORAZIONE DEL PIANOGli indirizzi programmatici per la redazione del Piano Urbanistico Comunale, ovvero gliindirizzi fondamentali da porre alla base del nuovo strumento urbanistico comunale secondo icontenuti della legge urbanistica regionale e degli strumenti di pianificazione sovraordinati, sonostati sistematizzati, in prima istanza, nella Relazione Programmatica discussa nella sedutaconsiliare del 20.03.2007 (delibera n.14) e quindi definiti nei successivi incontri e sedutetemutisi nel prosieguo delle attività partecipative e progettuali.Tenuto conto della centralità del territorio di Grottaminarda e dell’area ufitana lungo le principalivie di comunicazione tra Europa del Nord e Mediterraneo, l’interconnessione ai grandi flussieconomici costituisce una grande occasione di sviluppo per il territorio.Il nuovo disegno di piano, in tal senso, darà una risposta alle esigenze che potranno generarsi,con l’individuazione di nuove aree produttive, commerciali e terziarie, in genere, nonché dinuove aree residenziali, servizi ed attrezzature, fermo restando la tutela e la salvaguardia dellerisorse naturali del territorio per uno sviluppo sostenibile dello stesso, senza prescindere da unpiù generale riordino e riqualificazione del territorio comunale che permetta di superare tutte leincongruenze della pianificazione precedente che ha di fatto scompaginato la struttura territorialecon gravi diseconomie di scala sul piano urbanizzativo ed insediativo.Tali obiettivi possono essere sintetizzati come di seguito:- recuperare e rafforzare l’identità del centro storico e delle frazioni;- individuare nuove opportunità insediative per l’edilizia residenziale;- potenziare e sviluppare le attività economiche e le potenzialità turistiche del territorio;- controllare la qualità dello sviluppo urbano;- riordinare il territorio mediante il riequilibrio tra fascia periurbana, marginale e campo-aperto;- ricucire lo sfilacciato tessuto marginale, in tali aree saranno realizzati servizi ed attrezzature aservizio dell’insediamento;- considerare la centralità di Grottaminarda e dell’area ufitana, dell’interscambio NA-BA oRoma-Bari e sud-Italia, lungo il Corridoio VIII - Berlino/ Palermo;- salvaguardare l’ambiente naturale e valorizzare le qualità paesaggistiche dei luoghi e delle areecon valenza agricola e boschiva e tutelare una significativa presenza di verde in ambito urbano;- migliorare la qualità sociale, potenziare e razionalizzare la rete dei servizi migliorando la RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 9
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010dotazione degli standard esistenti di cui al D.M. 1444/1968.Il PUC inoltre distinguerà aree agricole ordinarie, aree agricole di salvaguardia periurbana,aree agricole di tutela paesaggistica e naturalistica, ecc., differenziando usi ed indici diedificabilità in modo da ottenere risultati congruenti con l’identità culturale del paesaggioagricolo, favorendone il reinsediamento umano e quindi lo sviluppo economico, così comedisciplinato dal “Documento di Piano” di cui è costituito il PTR.Le azioni di Piano, come illustrato più in dettaglio nel prosieguo della presente Relazione,perseguono appunto gli obiettivi di fondo individuati a monte della concreta attività progettuale.A.2.0 – CONSIDERAZIONI TEMPORALI E SCENARI SOCIO-ECONOMICI PER GLI A.P.I.Gli Atti di Programmazione degli Interventi (API) di cui all’art. 25 della L.R. 16/2004 e s.m.i.devono definire la disciplina degli interventi di tutela, valorizzazione, trasformazione eriqualificazione del territorio comunale da realizzare nell’arco temporale di tre anni.Obiettivo fondamentale è quello di definire uno strumento mediante il quale l’AmministrazioneComunale possa “organizzare, coordinare e finanziare gli interventi propri e degli operatoripubblici e privati sul territorio per un certo arco di tempo” evitando che essi avvengano in modoepisodico, casuale e disordinato al fine di garantire uno sviluppo razionale del processoinsediativo.In particolare, in relazione agli interventi di riqualificazione e di nuova edificazione, gli atti diprogrammazione prevedono:a) le destinazioni d’uso e gli indici edilizi;b) le forme di esecuzione e le modalità degli interventi di trasformazione e conservazione dell’assetto urbanistico;c) la determinazione delle opere di urbanizzazione da realizzare o recuperare, nonché degli interventi di reintegrazione territoriale e paesaggistica;d) la quantificazione degli oneri finanziari a carico del comune e di altri soggetti pubblici per la realizzazione delle opere previste, indicandone le fonti di finanziamento.Per le opere pubbliche o di interesse pubblico, infine, la delibera di approvazione degli atti diprogrammazione degli interventi comporta la dichiarazione di pubblica utilità, di indifferibilità eurgenza dei lavori previsti negli stessi, nel rispetto degli strumenti di partecipazioneprocedimentale stabiliti dalla normativa vigente.Gli API sono, dunque, lo strumento finalizzato a pianificare e materializzare l’attuazione delleprevisioni e delle scelte compiute nel Piano Urbanistico Comunale, anche in coordinamento con RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 10
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010il “Programma triennale delle opere pubbliche”, tenuto conto delle effettive esigenze di sviluppoe di trasformazione del territorio e delle disponibilità finanziarie.Essi, pertanto, rappresentano un’opportunità per individuare, tra gli interventi programmati, uninsieme integrato di progetti (pubblici e privati), condivisi e coerenti cui dare priorità direalizzazione e sui quali far convergere le risorse, le competenze e l’impegno alla lororealizzazione di una pluralità di soggetti nel generale interesse della collettività.Gli indirizzi per la stesura del PUC di cui al paragrafo precedente già evidenziavano con prioritàuna esigenza di riordino e riqualificazione del territorio, anche sotto il profilo infrastrutturale eproduttivo, accanto alla necessità ed opportunità di valorizzare i tratti identitari morfologici estorico-ambientali del territorio stesso, in quanto elemento di sviluppo socio-economico eculturale al pari delle tradizionali fonti di lavoro e ricchezza (agricoltura, industria, commercio,ricettività, ecc.).Le considerazioni temporali che possono introdursi in sede di stesura del progetto urbanisticonon possono che formularsi in chiave di “priorità”, in relazione cioè alla maggiore o minoreimpellenza che determinate strategie di Piano esprimono, sia in assoluto che in relazione tra diloro.In tal senso, il riordinare del territorio mediante il riequilibrio tra fascia periurbana, marginale ecampo-aperto, la ricucitura dello sfilacciato tessuto marginale, costituisce indubbiamente unapriorità principale.Nel contempo, la riqualificazione e l’integrazione funzionale del tessuto moderno ed in genere losviluppo del territorio urbano di più recente formazione, oltre ad implicare una ottimizzazionedelle infrastrutture a rete e dei servizi pubblici di quartiere, comportano l’opportunità di attivare irelativi livelli pianificatori attuativi ragionevolmente entro il lasso del primo arco temporale diriferimento per gli Atti di Programmazione degli Interventi.Infatti, gli scenari socio-economici prevedibili in base all’analisi effettuata preliminarmente allastesura progettuale, esposti più avanti nella presente Relazione Illustrativa, indicano unatendenza alla terziarizzazione del tessuto produttivo e una certa stabilità dell’occupazione nelsettore industriale che richiede di procedere quanto prima alle azioni finalizzate al sostegno ditali tipi di attività, ma anche al miglioramento della qualità della vita in ambito urbano eperiurbano, sia sotto il profilo della mobilità urbana, sia sotto quello dell’accessibilità allefunzioni integrative della residenza, sia sotto quello della mera riqualificazione degli spazipubblici e dell’ambiente urbano in genere.Scenari socio-economici interessanti si profilano anche riguardo alla possibilità di incoraggiare efavorire iniziative tese a diversificare il reddito agricolo in relazione alla capacità RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 11
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010multifunzionale del sistema agricolo di fornire alla comunità non solo beni, ma anche servizi,quale azione chiave del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013 della RegioneCampania e di tutta la programmazione regionale per il prossimo settennio di interventicomunitari.Il recupero della organicità delle funzioni e degli insediamenti diffusi che gravitano negli ambitiperiurbani e marginali e la ridefinizione del quadro urbanistico ai margini dello stesso tessutourbano divengono in tal caso una vera priorità al pari degli interventi per il centro abitatopropriamente detto, anche per non restare indietro con la progressione temporale dei programmicomunitari finalizzati a diversificare l’economia delle aree rurali allo scopo di mantenere vitale edinamico il tessuto imprenditoriale e sociale dei territori, nonché quello di favorire non i settoriproduttivi tradizionali, legati alla cultura e alle vocazioni locali, ma anche settori nuovi epossibilmente innovativi.Allo stesso modo, l’attuazione delle previsioni relative alle zone produttive vere e proprie potràseguire una prospettiva temporale abbastanza stretta, non esclusa la possibilità di intervenire finda subito sulla definizione della caratterizzazioni funzionali a mezzo degli Atti diProgrammazione degli Interventi ex art.25 della L.R. 16/04.Infine, in tema di rafforzamento della rete cinematica principale necessiterà un successivospecifico approfondimento in sede di elaborazione degli API anche in funzione dell’evoluzionedei programmi regionali e provinciali, ferme restanti le previsioni locali operate dal PUC cheall’occorrenza potranno trovare agevolmente spazio nella programmazione triennale delComune. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 12
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 B.0.0 – ILLUSTRAZIONE DEGLI INDIRIZZI STRATEGICI DI SVILUPPO E DEGLI OBIETTIVI DI PIANIFICAZIONE PERSEGUITI Nella definizione degli indirizzi ed obiettivi strategici perseguiti con il progetto di PUC è stato fondamentale il riferimento agli strumenti di pianificazione sovraordinati, quali il PTR - Piano Territoriale Regionale - approvato con L.R. n.13 del 13.10.2008 pubblicata sul BURC n.48/bis del 01.12.2008 e il Preliminare di PTCP - Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Avellino di cui alla delib. di G.P. n. 51 del 22 aprile 2004, ancorché quest’ultimo non rivesta valore cogente. Altresì fondamentale, anche per la coincidenza del riferimento temporale con quello del PUC, è il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013 della Regione Campania. Tali strumenti di programmazione pianificazione sovraordinati, infatti, delineano un quadro di elementi conoscitivi e di obiettivi territoriali a scala, rispettivamente, regionale e provinciale, tali da costituire un primo riferimento per la definizione degli obiettivi di pianificazione. A livello comunale, gli obiettivi e i criteri illustrati al capitolo precedente sono confluiti in una serie di indirizzi che sono stati recepiti nella struttura progettuale, concorrendo alla formazione del quadro pianificatorio complessivo. B.1.0 – INDIRIZZI ED OBIETTIVI A SCALA REGIONALE: il PTR e il PSR 2007-2013 Nell’ambito del PTR approvato con L.R. n. 13 del 13.10.2008 il territorio di Grottaminarda gravita verso l’Ambiente Insediativo n.7 – Sannio ed è compreso nell’STS (Sistema Territoriale di Sviluppo) B4 – Valle dell’Ufita.B.1.1 - Ambiente insediativo: visioning tendenziale e “preferito” Gli “ambienti insediativi” del PTR, che rappresentano uno dei cinque Quadri Territoriali di Riferimento per i piani, le politiche e i progetti integrati attivabili sul territorio regionale, costituiscono gli ambiti delle scelte strategiche con tratti di lunga durata, in coerenza con il carattere dominante a tale scala delle componenti ambientali e delle trame insediative. Ciascun ambiente è un ambito di riferimento spaziale nel quale si affrontano e avviano a soluzione rilevanti problemi relazionali derivanti da caratteri strutturali (ambientali e/o insediativi e/o economico-sociali) che richiedono la ricerca, di lungo periodo e concertata, di assetti più equilibrati di tipo policentrico. La responsabilità della definizione di piano degli assetti insediativi è affidata alla pianificazione provinciale. In coerenza con tale impostazione, il piano territoriale regionale riserva a sé compiti di proposta di visioni di guida per il futuro, ma anche di individuazione di temi che – per contenuti strategici e/o per problemi di scala – pongono questioni di coordinamento RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 13
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010interprovinciale da affrontare e risolvere secondo procedure di copianificazione sostanziale.In particolare, nelle aree interne dell’Appennino campano sono presenti problemi di rischiolegati fondamentalmente alla stabilità dei versanti, nonché alle caratteristiche tettoniche deiterreni.L’economia è ancora legata per lo più all’agricoltura anche se non mancano realtà commerciali,terziarie e produttive in genere, nonché attività di ricerca.Da un punto di vista insediativo, per effetto della ricostruzione seguita al sisma dell’80, ilterritorio ha subito importanti trasformazioni, soprattutto nell’ambito insediativo irpino, a seguitodell’insediamento di aree industriali. Diversi sono, tuttavia, i problemi infrastrutturali einsediativi tuttora da affrontare, tra i quali:- scarsa offerta di trasporti pubblici collettivi;- insufficiente presenza di viabilità trasversale interna;- squilibrata distribuzione di servizi e attrezzature;- scarsa integrazione fra i centri;- carenza (per quantità e per varietà) di servizi ed attrezzature.Di conseguenza, il PTR ha definito per l’ambiente insediativo n.7 - Sannio dei “Lineamentistrategici di fondo” da perseguire nell’ambito della programmazione e della pianificazioneterritoriale. In particolare, nella convinzione dell’impossibilità di partecipare alla competizioneeconomica sul terreno quantitativo produttivistico, diventa obiettivo strategico puntare “sullavalorizzazione qualitativa delle specificità”, che si traduce di fatto nella tutela attiva delpatrimonio naturalistico, paesaggistico e storico-culturale, nonché nella promozionedell’innovazione tecnologica in forme specifiche e “legate al territorio”.Nella strategia delineata dal PTR, quindi, riveste un ruolo fondamentale la modernizzazionedell’agricoltura puntando sulle opportunità fornite da logiche di qualità, di difesa dellabiodiversità e delle produzioni tipiche.La produzione energetica, inoltre, andrebbe orientata verso fonti rinnovabili di energia (eolico,idroelettrico, biomasse).La mobilità deve essere gradualmente connotata dalla intermodalità, mentre le politicheinsediative devono garantire la valorizzazione sostenibile dei centri storici, del patrimonioculturale, del paesaggio agrario e insieme perseguire assetti tendenzialmente policentrici,promovendo forme di complementarità ed integrazione fra i diversi centri.Con riferimento all’ambiente insediativo nei tratti di specifico interesse per Grottaminarda,qualora le dinamiche insediative e socio-economiche dovessero continuare a seguire le tendenzein atto (visioning tendenziale), il PTR ipotizza un assetto caratterizzato da: RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 14
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 - un centro capoluogo (Avellino) sempre più polarizzante; - la formazione di urbanizzazioni insediative lineari lungo la viabilità di collegamento fra centri pedecollinari o pedemontani di medio dinamismo; - la formazione di microespansioni a macchia d’olio intorno a centri relativamente isolati di media dimensione; - ampliamento delle aree di sprawl edilizio con destinazioni prevalenti a residenze stagionali nelle zone di più facile accessibilità o di più sfruttabile amenità; - l’accentuazione dell’abbandono di centri marginali e dei tessuti storici non coinvolti in processi speculativi. Facendo invece riferimento ad una “visione guida per il futuro” costruita sulla base di criteri/obiettivi coerenti con le strategie del PTR, nell’assetto “preferito” si sottolineano: - l’organizzazione intermodale della mobilità secondo un modello (per quanto possibile) reticolare a maglia aperta, temperando l’impianto storicamente radiocentrico sul capoluogo; in tal senso appare fondamentale la realizzazione delle indispensabili nuove arterie e curare adeguatamente le interconnessioni di tipo reticolare; - la valorizzazione sostenibile del patrimonio ambientale organizzato in rete ecologica, opportunamente articolata per livelli, e del patrimonio storico-culturale, ricorrendo anche a forme innovative integrate (quale, ad esempio, il Parco dei Tratturi); - l’organizzazione della produzione energetica facendo ricorso integralmente a fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, combustibili da forestazione produttiva); - la riorganizzazione delle reti delle infrastrutture principali secondo il modello dei corridoi infrastrutturali; - il blocco dello sprawl edilizio e delle espansioni lineari lungo le strade.B.1.2 - Sistema Territoriale di Sviluppo: indirizzi del PTR e rapporto con il PSR 2007-13 Il terzo Quadro Territoriale di Riferimento del PTR si basa sull’identificazione dei Sistemi Territoriali di Sviluppo, e sulla definizione di una prima matrice di strategie. L’individuazione dei Sistemi Territoriali di Sviluppo non ha valore di vincolo, ma di orientamento per la formulazione di strategie in coerenza con il carattere proprio del PTR, inteso come piano in itinere soggetto a continue implementazioni. L’individuazione dei Sistemi Territoriali di Sviluppo diventa, in tale ottica, la trama di base sulla quale costruire i processi di co-pianificazione. La definizione degli effetti che le conseguenti politiche di sviluppo avranno sulla pianificazione urbanistica di area vasta e sui Piani urbanistici comunali resta compito delle Province. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 15
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010Per altro verso, i programmi di sviluppo avviati dalle comunità territoriali locali negli ultimi anniattraverso processi di auto aggregazione e di progettazione territoriale sono stati contemplatiproprio in sede di definizione degli STS, così come sono state valutate le pregresse aggregazioniterritoriali nei campi più diversi (parchi, comunità montane, distretti industriali, ecc.).Pertanto, in sede di redazione del Piano Urbanistico Comunale è comunque possibile operare unprimo confronto con i lineamenti strategici, che rappresentano un riferimento per lapianificazione e per politiche integrate di sviluppo, che coinvolgono più complessivamentel’azione degli Enti Locali.I Sistemi Territoriali di Sviluppo individuati dal PTR sono, quindi, distinti in base allecaratterizzazioni “dominanti”, ossia in base alla specificità territoriali che sono apparseprevalenti e che per lo stesso motivo sono già state il tema principale dei piani e programmi disviluppo messi in essere negli ultimi anni.Il territorio comunale di Grottaminarda rientra nel Sistema Territoriale di Sviluppo “B4 –Valle dell’Ufita” a dominante “rurale-culturale”.Le strategie specifiche individuate dal PTR per detto STS e la definizione della loro priorità sonoriassunte nella “matrice degli indirizzi strategici”, dove per l’STS “B4 – Valle dell’Ufita”emergono i seguenti indirizzi prioritari (4 punti) o di rilevante valore strategico (3 punti): - difesa della biodiversità (b.1); - valorizzazione e sviluppo dei territori marginali (b.2); - controllo del rischio sismico (c.2); - sviluppo e sostegno alle attività industriali e artigianali (e.1); - sviluppo e sostegno alle attività produttive agricole - diversificazione territoriale (e.2b).Quest’ultimo indirizzo strategico riveste particolare interesse per la sua apertura verso unaconcezione più articolata e moderna del tessuto produttivo agricolo e rurale.Del resto, la politica strutturale per il settore agricolo elaborata dall’Unione europea si articolaattraverso due linee direttrici, l’una orientata alla creazione di filiere e l’altra alladiversificazione dello sviluppo nelle aree rurali (agriturismo, turismo rurale, villaggi rurali,enogastronomia, forestazione, artigianato locale, etc…).Questa seconda linea ha una valenza strategica nelle aree rurali che in Campania sono stateidentificate con le Comunità Montane e le aree svantaggiate (area PIAR). In particolare, nel PTRl’integrazione tra i diversi elementi (agricoltura eco-compatibile, attività artigianali tradizionali,turismo...) rappresenta il presupposto per il mantenimento sul territorio di comunità residenti chesiano in grado non solo di rispettare le norme pianificatorie e di programmazione, ma anche dicogliere da queste l’opportunità le occasioni per un più corretto modello di sviluppo. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 16
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010Tale è stato, peraltro, uno dei criteri principali a base del Programma di Sviluppo Rurale(PSR) 2007-2013 della Regione Campania (BURC n. speciale del 30.01.2008), tanto che l’asse 3del programma, denominato “Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazionedell’economia rurale”, individua tra gli obiettivi fondamentali quello di rivitalizzare il tessutoproduttivo locale “…attraverso l’incoraggiamento di iniziative tese a diversificare il redditoagricolo in relazione alla capacità multifunzionale del sistema agricolo di fornire alla comunitànon solo beni, ma anche servizi”; inoltre, sempre nell’asse 3 del PSR 2007-2013 si ritroval’obiettivo di diversificare l’economia delle aree rurali allo scopo di mantenere vitale e dinamicoil tessuto imprenditoriale e sociale dei territori, nonché quello di favorire lo sviluppo e ilmantenimento di competenze non solo nei settori produttivi tradizionali, legati alla cultura e allevocazioni locali, ma anche in settori nuovi e possibilmente innovativi.Naturalmente, in relazione alle caratteristiche distintive ed ai punti di forza e di debolezza chedefiniscono il profilo di ciascun contesto locale, emergono fabbisogni specifici, ai quali occorrerispondere in modo mirato. Pertanto, l’intervento in favore dello sviluppo rurale va differenziatoe graduato sul territorio in funzione delle specificità e delle vocazioni territoriali.A tale scopo il PSR 2007-2013 introduce una suddivisione del territorio regionale in settemacroaree omogenee, ciascuna dellequali raggruppa più STS definiti dalPTR. Il territorio di Grottaminardarientra nella macroarea “D2 – Areecaratterizzate da ritardo di sviluppo”.Detta suddivisione del territorio, chequindi si sovrappone al quadro degli STSdelineato dal PTR, è stata basata sullaindividuazione delle specificità e deifabbisogni espressi dai diversi contestiterritoriali, al fine di articolare in modoadeguato l’offerta del programma.Per ciascuna macroarea omogenea il PSRindividua le caratteristiche distintive edelinea il conseguente disegno strategicospecifico. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 17
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010B.1.3 – Le strategie e le misure del PSR 2007-2013 per il territorio locale Come detto in precedenza, nell’ambito del PSR 2007-2013 il territorio di Grottaminarda rientra nella macroarea “D2 – Aree caratterizzate da ritardo di sviluppo”. Tale macroarea comprende i seguenti STS già individuati dal PTR: Pietrelcina, Valle dell’Ufita, Alto Tammaro, Alta Irpinia e Fortore. I caratteri distintivi di detta macroarea sono illustrati al par. 3.1.4 del PSR. In particolare, emerge la presenza di vaste zone con forti elementi di marginalità, amplificata da carenze nella dotazione di infrastrutture e da difficoltà di accesso ai servizi essenziali. Sebbene il profilo economico produttivo veda l’agricoltura recitare un ruolo ancora importante nella determinazione del Pil locale, tale settore non appare più in grado di esercitare un forte potere attrattivo verso la forza lavoro locale. L’apparato produttivo si presenta, infatti, caratterizzato da una debolezza strutturale ed organizzativa e da un elevato invecchiamento della classe imprenditoriale con scarsa potenzialità di ricambio generazionale. La produzione si esegue con un basso livello tecnologico e sono assenti forme di valorizzazione delle produzioni. In tale quadro, l’agricoltura svolge un ruolo di presidio che va salvaguardato Le attività di trasformazione alimentare, pari al 5,2% del totale regionale, sono concentrate prevalentemente nel comparto della produzione di prodotti da forno e di pasticceria. La buona valenza naturalistica e paesaggistica rappresenta una risorsa sulla quale far leva per uno sviluppo di attività legate al turismo rurale. Spiccato si presenta il ruolo multifunzionale dell’agricoltura per la forte integrazione delle modalità produttive rispettose dell’ambiente e dei territori. Elevate sono le potenzialità di sviluppo della diversificazione agricola in attività legate all’artigianato locale ed in micro imprese e della diversificazione economica attuata attraverso attività di “valorizzazione dei paesaggi e della cultura locale”. Tuttavia, nella gran parte dei villaggi rurali si osserva una ridotta offerta di servizi e condizioni generali di abbandono che riducono il grado di attrattività dei territori e non agevolano l’avvio di processi di diversificazione economica. In tale contesto, le attività turistiche non sono particolarmente sviluppate. Nelle aree in esame l’innesco di processi di diversificazione economica e di miglioramento delle condizioni di vita per le popolazioni rurali rappresenta un’esigenza prioritaria. In relazione alle caratteristiche distintive evidenziate in sede di analisi i principali fabbisogni emergenti sono: - sostegno alla permanenza dei giovani nelle aree rurali; - miglioramento delle condizioni di contesto e sostegno alla riqualificazione dei villaggi e del paesaggio rurale; RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 18
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 - miglioramento della qualità della vita e lotta allo spopolamento; - creazione di nuove opportunità di reddito nelle aziende agricole e sostegno alla diversificazione dell’economia rurale; - miglioramento delle condizioni di contesto (infrastrutture a servizio dell’agricoltura); - miglioramento della qualità della vita e lotta allo spopolamento (fruibilità dei servizi essenziali per le popolazioni rurali); - creazione ed infittimento delle reti relazionali, integrazione di filiera e miglioramento delle condizioni di governance. TAB. 1 - MACROAREA D2: SCHEDA INFORMATIVA TERRITORIALE - TRATTA DAL PSR 2007-2013I punti di debolezza individuati dal PSR 2007/13 nell’analisi SWOT della macroarea D2 sono: - isolamento fisico e culturale; - scarsità di servizi e scarsa dotazione infrastrutturale; RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 19
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 - desertificazione demografica ed invecchiamento della popolazione; - basso livello tecnologico; - debolezza organizzativa e strutturale delle imprese agricole ed agroalimentari; - assenza di forme di valorizzazione delle produzioni (filiere incomplete, orientamento all’autoconsumo e/o mercati locali); - impatto negativo della riforma della PAC sulla produzione (soprattutto nelle aree sannite) in relazione alla diffusa presenza di settori sensibili; - bassa produttività della terra.Come già detto innanzi, per ciascuna macroarea omogenea il PSR individua le caratteristichedistintive e delinea un disegno strategico specifico in risposta ai fabbisogni emergenti.Nello specifico della macroarea D2, il Programma di Sviluppo Rurale traccia delle linee dipolicy articolate lungo delle direttrici (cfr. par. 3.2.2.2 del PSR 2007-2013) tra le quali, perquanto di maggior interesse in questa sede, si evidenziano: - miglioramento delle condizioni di contesto attraverso l’adeguamento delle infrastrutture a servizio dell’agricoltura e la fruibilità dei servizi alle popolazioni rurali (Mis. 125; 321); - sostegno allo sviluppo di iniziative finalizzate alla tutela dell’ambiente e del paesaggio e valorizzazione del ruolo multifunzionale dell’agricoltura a presidio del territorio (Mis. 211; 213; 214; 225; 227); - tutela e valorizzazione delle aree Natura 2000 (Mis 213; 224); - sostegno a processi di diversificazione dell’economia rurale finalizzato all’irrobustimento del tessuto produttivo ed alla creazione di posti di lavoro (Mis. 311; 312; Asse Leader); - valorizzazione turistica del territorio e dei villaggi rurali (Mis. 313;321;322; Asse Leader).L’implementazione del disegno strategico, in queste aree, sarà rafforzata attraverso larealizzazione di Progetti Integrati Rurali per le Aree Protette e di Programmi di Sviluppo Locale.Inoltre, le politiche di coesione sostenute dal FESR contribuiranno a ridurre l’isolamento e lecondizioni di marginalità, principalmente attraverso l’infrastrutturazione del territorio (mobilità,tecnologie dell’informazione, fonti energetiche rinnovabili) e la creazione-rafforzamento diservizi alle imprese ed alle popolazioni locali. La ricerca scientifica mirerà a produrre soluzioniorganizzative e di gestione orientando i processi di riconversione produttiva ed individuandosoluzioni per lo sfruttamento di energie rinnovabili. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 20
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010TAB. 2 – QUADRO LOGICO FABBISOGNI-OBIETTIVI-AZIONI PER LA MACROAREA D2 - TRATTO DAL PSR CAMPANIA 2007-2013 RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 21
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010B.1.4 - Le Linee guida per il Paesaggio allegate al PTR Con le Linee guida per il paesaggio in Campania annesse al Piano Territoriale Regionale (PTR) la Regione applica al suo territorio i principi della Convenzione Europea del Paesaggio, definendo nel contempo il quadro di riferimento unitario della pianificazione paesaggistica regionale, in attuazione dell’articolo 144 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. In particolare, le Linee guida per il paesaggio in Campania: - forniscono criteri ed indirizzi di tutela, valorizzazione, salvaguardia e gestione del paesaggio per la pianificazione provinciale e comunale, finalizzati alla tutela dell’integrità fisica e dell’identità culturale del territorio, come indicato all’art. 2 della L.R. 16/04; - definiscono il quadro di coerenza per la definizione nei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (PTCP) delle disposizioni in materia paesaggistica, di difesa del suolo e delle acque, di protezione della natura, dell’ambiente e delle bellezze naturali, al fine di consentire alle province di promuovere, secondo le modalità stabilite dall’art. 20 della citata L.R. 16/04, le intese con amministrazioni e/o organi competenti; - definiscono gli indirizzi per lo sviluppo sostenibile e i criteri generali da rispettare nella valutazione dei carichi insediativi ammissibili sul territorio, in attuazione dell’art. 13 della L.R. 16/04. Attraverso le Linee guida per il paesaggio in Campania la Regione indica alle Province ed ai Comuni un percorso istituzionale ed operativo coerente con i principi dettati dalla Convenzione europea del paesaggio (CEP), dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e dalla L.R. 16/04, definendo direttive specifiche, indirizzi e criteri metodologici il cui rispetto è cogente ai fini della verifica di coerenza dei piani territoriali di coordinamento provinciali (PTCP), dei piani urbanistici comunali (PUC) e dei piani di settore, da parte dei rispettivi organi competenti, nonché per la valutazione ambientale strategica prevista dall’art 47 della L.R. 16/04. Le disposizioni contenute nelle Linee guida per il paesaggio in Campania sono specificatamente collegate con la cartografia di piano, la quale: - costituisce indirizzo e criterio metodologico per la redazione dei PTCP e dei PUC e rappresenta il quadro di riferimento unitario per la pianificazione paesaggistica, la verifica di coerenza e la valutazione ambientale strategica degli stessi, nonché dei piani di settore di cui all’art. 14 della L.R. 16/04; - definisce nel suo complesso la carta dei paesaggi della Campania, con valenza di statuto del territorio regionale, inteso come quadro istituzionale di riferimento del complessivo sistema di risorse fisiche, ecologico-naturalistiche, agroforestali, storico-culturali e archeologiche, semiologico-percettive, nonché delle rispettive relazioni e della disciplina di uso sostenibile RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 22
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 che definiscono l’identità dei luoghi;- rappresenta la base strutturale per la redazione delle cartografie paesaggistiche provinciali e comunali.Le procedure di pianificazione paesaggistica definite dalle Linee guida prevedono l’attivazionedi processi decisionali ascendenti, con la possibilità per i comuni e le province, sulla base delleanalisi effettuate a scale di maggior dettaglio e dei risultati dei processi di partecipazionelocale, di proporre modificazioni al quadro di pianificazione regionale, secondo le modalitàpreviste dall’art.11 della L.R. 16/2004 (Flessibilità della pianificazione sovraordinata).Per quanto riguarda il territorio di Grottaminarda le Linee guida per il paesaggio individuano:a) l’appartenenza del territorio comunale all’ambito di paesaggio “20) Colline dell’Ufita”: per quanto riguarda gli ambiti di paesaggio, il PTR demanda alle province l’identificazione, all’interno dei PTCP, degli ambiti di paesaggio provinciali (cfr. Linee Guida per il Paesaggio allegate al PTR – par. 2.3. e 3.3.3.);b) l’inclusione nel sistema del territorio rurale e aperto “21) Colline del Calore Irpino e dell’Ufita”: per i sistemi del territorio rurale ed aperto di tipo “collinare” il PTR individua (cfr. Linee Guida per il Paesaggio - par. 4.2.2.) strategie fondamentalmente tese al mantenimento della loro multifunzionalità, che costituisce la condizione per lo sviluppo locale basato sulla diversificazione delle attività agricole, sull’incremento delle produzioni tipiche di qualità (olio, vino, produzioni zootecniche, coltivazioni biologiche e integrate), sulla promozione delle filiere agro-energetiche, nel rispetto degli equilibri ambientali e paesaggistici e degli aspetti di biodiversità; sull’integrazione delle attività agricole con quelle extra-agricole, queste ultime legate al turismo rurale, escursionistico, enogastronomico e culturale, alla ricreazione e vita all’aria aperta, alle produzioni sostenibili nei settori artigianale, manifatturiero e dei servizi. Gli indirizzi del PTR per la salvaguardia e la gestione dei sistemi del territorio rurale ed aperto di tipo “collinare” (cfr. Linee Guida per il Paesaggio - par. 6.3.2.2.) mirano a contenere il consumo di suolo privilegiando il riuso di aree già urbanizzate e, comunque, la localizzazione delle eventuali aree di nuova urbanizzazione in continuità con i nuclei insediativi esistenti, ovvero in posizione marginale rispetto agli spazi rurali ed aperti. Allo stesso tempo gli indirizzi in argomento prevedono che l’edificabilità del territorio rurale ed aperto venga limitata agli usi correlati alla conduzione delle attività agro-silvo- pastorali, regolandola in funzione degli obiettivi di salvaguardia sia delle risorse naturalistico-ambientali sia dei caratteri di pregio paesaggistico; RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 23
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010c) la presenza di risorse naturalistiche e agroforestali costituite prevalentemente da aree forestali e praterie collinari, accanto a aree agricole e mosaici agroforestali collinari;d) la presenza di strutture storico-archeologiche del paesaggio, quali la viabilità storica attualmente costituita dalle strade statali n.90 e n.91: vanno garantite la leggibilità e la fruibilità dei tracciati viari, con particolare cura nei punti di contatto materiale o visivo tra questi e le aree archeologiche, i centri storici e i beni puntuali.B.2.0 – INDIRIZZI ED OBIETTIVI A SCALA PROVINCIALE: IL PTCPIl Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Avellino non è stato ancora redatto.Allo stato esiste solo un Preliminare di PTCP adottato con delib. di G.P. n.51 del 22 aprile2004.Pertanto, poiché l’iter di formazione dello strumento provinciale non è ancora pervenuto allastesura della Proposta di PTCP di cui all’art.20, comma 1, della L.R. n.16/2004 e s.m.i., per gliindirizzi sovraordinati da prendere in considerazione ci si è riferiti fondamentalmente a quellidel Piano Territoriale Regionale, valutando comunque alcuni spunti di analisi socio-economicae territoriale scaturenti dagli studi preliminari della Provincia, sicuramente utili a fornire unquadro conoscitivo complessivo dei fenomeni territoriali in esso evidenziati, e pertanto daconsiderarsi come sviluppati a scala di dettaglio comunale nelle pagine che seguono. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 24
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010C.0.0 – VERIFICA DELLA COMPATIBILITÀ DELLE PREVISIONI DI PIANO CONLE CONDIZIONI GEOMORFOLOGICHE DEL TERRITORIOAi sensi dell’art. 89 del D.P.R. 380/2001, alla presente Proposta di Piano sarà allegata laRelazione di Compatibilità geomorfologica, che illustrerà la compatibilità tra le previsioniurbanistiche del Piano Urbanistico Comunale e le condizioni geomorfologiche del territorio.Detta elaborazione sarà prodotta nel prosieguo dell’iter, in particolare ai fini del rilascio daparte del Settore Provinciale del Genio Civile del parere di cui all’art.15 della L.R. n.9 del07.01.1983, e di cui al punto 12 delle Direttive regionali emanate con delibera di G.R.n.635/05. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 25
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010D.0.0 – ANALISI DELLE STRATIFICAZIONI STORICHE DEGLI INSEDIAMENTID.1.0 – ORIGINI E SVILUPPO STORICO DELL’ABITATOL’odierno centro abitato è situato su una dorsale posizionata all’imbocco della media valledell’Ufita, ai margini dei rilievi collinari Catauro e Tamauro, lungo un importante snodo viarioche fin dall’antichità ha reso agevole il passaggio dal Tirreno al litorale Adriatico, grazie allapresenza di naturali vie di comunicazioni riprese in epoca romana da una variante dellAppia(Via Aurelia Aeclanensis) e successivamente dalla Nazionale delle Puglie.Presenze umane si riscontrano fin dal Neolitico antico (V-IV millennio a.C.), cometestimoniano i recenti ritrovamenti nelle campagne di frammenti di ceramica impressa diimpasto grossolano, decorati da motivi riferibili alla corrente culturale di Rendina.In una fase finale dell’età neolitica (fine IV - inizio III millennio a.C.) si colloca invece unastazione preistorica da localizzare con molta probabilità in contrada Ciavolone, da doveprovengono numerose ceramiche dimpasto bruno o rossastro ascrivibili alla Cultura di Diana-Bellavista, tra cui sono le tipiche anse a rocchetto e vari strumenti in selce garganica, utensili,utilizzati nelle attività quotidiane e testimoni della presenza di una comunità stabile che avevada tempo sviluppato unattività di scambio sfruttando i percorsi naturali su medie e lunghedistanze. Durante letà del Bronzo, le campagne grottesi sono frequentate da altri gruppiumani, come attestano la scoperta di un esemplare di ansa ad ascia e il recupero di alcuneforme ceramiche del Protoappenninico (XVI secolo a.C.).Resti di grossi contenitori di derrate dimpasto grossolano (doli) con cordonatura applicatadigitalata, confermano, inoltre, di come l’economia di questi insediamenti protostorici grottesisi basasse quasi esclusivamente sullattività pastorale e sulla pratica agricola. Durante ladominazione dei Samnites Hirpini (V-IV secolo a.C.) nella zona sorgono piccoli insediamentirurali costituiti da una serie di unità abitative la cui presenza è segnalata dalla scoperta ditombe che hanno restituito corredi funerari ricchi di vasellame a vernice nera. Il ritrovamentodi una serie di pesi da telaio dello stesso periodo conferma la diffusa pratica dellallevamento edella lavorazione della lana, di cui evidentemente viene praticato il commercio con l’Apulia. Inepoca romana tutta la zona rientra nella giurisdizione della vicina colonia di Aeclanum (Passodi Mirabella) ed è costellata dalla presenza di ben organizzate ville rustiche di produzione, lacui diffusione sembra essere attestata sia dalle numerose aree di frammenti fittili rilevate ingran parte dellodierno territorio comunale sia dal ritrovamento di frammenti ceramici dusocomune, elementi architettonici in marmo e in calcare locale (colonne, cornici, capitelli,blocchi squadrati), monete ed iscrizioni funerarie, avvenuto nelle località SantAndrea di RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 26
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010Carpignano, Bosco, Versura, Ruvitiello e nei pressi del fiume Ufita, dove sembra sia statotrovato anche un gruppo di terrecotte votive, lucerne e vasi miniaturistici del III secolo a.C.L’origine di Grottaminarda risale al secolo VIII dopo Cristo, al tempo in cui i longobardi diBenevento, cominciando dalla vicina città romana di Aeclamum, a Passo di Mirabella, deciserodi ripopolare la Valle dell’Ufita con le famiglie di profughi longobardi che dal nord d’Italiacominciarono a scendere a schiera quaggiù a partire dal 778, dopo la caduta del regno di Paviaper mano di Carlo Magno. Ma il pericolo continuo delle incursioni degli eserciti invasori grecidi passaggio, detti bizantini, che non perdevano mai occasione di conquistare Benevento,risalendo la via Appia e il tratturo dalla vicina Puglia caduta in loro mani, convinse lepopolazioni che vivevano sparse per la valle per la maggiore loro sicurezza a fortificare ipianori che si aprivano sulla sommità delle colline o sui fianchi di queste con mura e torri,dentro cui potersi portare in salvo in caso di guerra. Di conseguenza, attorno a questi pianoricollinari così fortificati cominciarono a sorgere pure i nuclei abitativi che vennero pure lororafforzati con mura e torri e porte di accesso e che diedero origine ai nostri paesi.Sorse così Grottaminarda, posizionata in collina con il suo castello a forma trapezoidale,quattro torri laterali, mura e terrazzamenti al suo interno, e ai piedi di questo, e proprio nelversante che guardava verso la valle e le grandi vie di passaggio per la Puglia, si sviluppò il suoprimo nucleo abitativo fortificato con torre di avvistamento e vie a formazione spontanea,intersecate da vicoli e piazzette spesso ciechi, chiamato Fratta (che è termine medioevale perindicare non solo anfratti con grotte naturali in quantità, ma anche luogo fortificato a terrazzacon pietre e pali di legno). Questo borgo antico dellaFratta, la cui esistenza è già attestata in un documentodel 1176, si caratterizza per la presenza di unitàabitative, limitate al primo piano, con muri perimetraliprivi dintonaco ma di spessore considerevole, formatida pietre calcaree di diversa pezzatura miste a malta eciottoli fluviali; linterno è costituito da unico ambientenon più grande di 30 metri quadrati, privo di luce e diservizi igienici, ma fornito di un camino di modestedimensioni usato in passato anche come postazione dacucina. La porta dingresso, con architrave in legno oin pietra scolpita, è sempre preceduta da una rampa discala in muratura esterna, a cui si accede dal pianodelle stradine acciottolate che ancora attraversano, anche con considerevoli dislivelli, il nucleo RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 27
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010urbano medievale oggi completamente disabitato. Tale nucleo si estendeva dalla piazza detta diSan Giovanni alla chiesa di San Michele Arcangelo detta semplicemente di Sant’Angelo, laquale sorgeva in grotta a fianco di porta Sant’Angelo e teneva il suo campanile (ancoraesistente) alle sue spalle, ma il suo ingresso si apriva, invece, sul lato opposto di largo Sedile eperciò fuori delle mura del paese, proprio per consentire ai pellegrini e ai crociati di passaggioper l’antico ‘cammino’ per la valle dell’Ufita al Gargano e al porto di Brindisi di sostare epregare senza entrare in paese.Grottaminarda è documentata per iscritto la prima volta nell’anno 991 con il solo nome di“Cripta”, forse in ricordo di tutte quelle grotte naturali che esistevano alla Fratta e intorno allachiesa di Sant’Angelo, o meglio ancora dalla grotta-chiesa di Sant’Angelo che così ebbe ilprivilegio di lasciare nei secoli a venire il suo nome al paese.Con l’avvento dei normanni, il territorio irpino che si estende tra l’Ufita e il Calore divennedominio personale della famiglia del nobile cavaliere normanno Trogisio de Grutta, chiamatocosì dal nome del suo più importante feudo della sua grande baronia, che era Grottaminarda, laquale, proprio sotto di questo, andò sempre più fortificandosi a pianta anulare con mura dicinta, porte di ingresso e vie concentriche e radiali attorno al castello, che diedero origineall’altro rione del paese, quello di rione Castello o di Santa Maria, la chiesa cristiana pereccellenza dei grottesi, che aveva preso il posto del tempio pagano della dea Minerva dellazona della collina di Portaurea già a partire dal VI secolo, come attesta una lapide cristianadell’anno 559 rinvenuta in contrada Sant’Andrea. Ma i figli di Trogisio, nel 1142,all’assemblea dei baroni normanni di Silva Marca di Ariano Irpino persero tutto, per essersischierati contro il loro re normanno, e così la baronia dei Trogisii de Grutta fu smembrata eGrottaminarda ebbe i suoi nuovi padroni che furono i d’Aquino, proprio quelli della famiglia diSan Tommaso. Questi nuovi feudatari grottesi venuti in cerca di fortuna dalle loro montagnedelle Mainarde, nel sud del Lazio, per essersi schierati coi normanni presero nel 1142 in paeseil posto dei normanni Trogisii e vi rimasero per quattrocento anni, fino al 1528, ma fu nel 1229che fu aggiunta nei documenti la seconda parte del nome del paese di “Minarda” o “Mainarda”,forse in ricordo proprio delle terre di provenienza di questa famiglia dei d’Aquino.Subito dopo il terremoto del 1456, Gaspare D’Aquino si diede da fare a sviluppare il Borgo,che si estendeva in pianura, fuori delle mura, sulla via di grande transito delle Puglie, che cosìdivenne il terzo rione del paese. Infatti, egli cominciò con le tariffe a buon mercato al passo diGrottaminarda (una specie di casello autostradale del tempo, con la sua palazzina della Doganaancora oggi esistente) sul tratturo di Puglia, e così fece la fortuna economica del paese apartire dal 1467, perché seppe attirare qui, su questa via irpina, quasi tutto il traffico di RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 28
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010mercanti di grano e pastori abruzzesi in transumanza coi loro armenti in Puglia che facevano lavia beneventana; inoltre, dotò il Borgo di una grande fontana, detta del Condotto, con lacostruzione di un acquedotto che proveniva dalle sorgenti della collina delle Versure; vi gettòle basi per la costruzione di un nuovo convento dell’Annunziata, che prese il posto di quellovecchio di piazza San Giovanni alla Fratta e che fu terminato solamente attorno al 1526; infine,vi edificò molte taverne per i pastori e i vetturali di Puglia, che trasportavano grano a Napoli adorso di lunghe file di asini, e queste portarono come indotto la nascita sul posto di bottegheartigianali e negozi di ogni specie. Ma fu pure lui colui che dentro le vecchie mura di cinta delpaese ricostruì nel 1468 la nuova chiesa di Santa Maria Maggiore crollata col terremoto didodici anni prima e si costruì, attaccato alle mura di cinta del castello longobardo, il suopalazzo signorile. Il terribile terremoto del 1732 distrusse in paese buona parte del palazzosignorile dei d’Aquino attaccato al castello, le mura di cinta e la chiesa madre di Santa MariaMaggiore. Bisognava perciò ricostruirla, quest’ultima. E allora il sindaco, l’arciprete e il ducaCoscia, che era barone del paese a quel tempo, si misero d’accordo a finanziarne laricostruzione. E così la chiesa nuova di Santa Maria Maggiore fu ricostruita a partire dal 1744,in mezzo ad una ripresa urbanistica ed economica notevole del paese tutto, il quale fu allorache cominciò ad uscire fuori delle mura antiche di cinta e a riempirsi di case anche lungo le vieche portavano alla zona bassa e pianeggiante del Borgo. Gli abitanti che erano cominciati acrescere solo a partire dalla seconda metà del ‘700, sul finire dell’800 arrivarono a oltre 5.000:troppi per un paese territorialmente angusto e senza lavoro per tutti, per la qualcosa cominciòanche per Grottaminarda, come del resto per tutta l’Italia, la prima grande emigrazione di finesecolo nelle Americhe e questa durò fino alla vigilia della Prima guerra mondiale. Ma, apartire dal terremoto del 1962 si verificò un fatto del tutto nuovo per il paese. Questo uscìfinalmente dai suoi angusti confini urbani del suo antico centro storico collinare dichiarato nonpiù vivibile e perciò sistematicamente raso al suolo ad eccezione delle chiese, del castello edelle case attorno a piazza San Giovanni alla Fratta e della sua torre di avvistamento persalvarne la memoria storica. Si spostò nella pianura sottostante che si apre tra il Corso delpaese sulla Via nazionale delle Puglie e il casello dell’autostrada Napoli-Bari, divenendo tuttonuovo, con moderne strade larghe, diritte ed alberate, piazze e giardini pubblici, la grandepiazza monumentale XVI Marzo che collega il paese vecchio col paese nuovo, scuole nuove epalazzo comunale pure nuovo, mostrandosi così proprio una cittadina, oramai di 8.500abitanti, con una popolazione in continua crescita, al contrario di ciò che avviene in quasi tutti ipaesi dell’Irpinia, e dal traffico automobilistico intenso che ha reso necessaria la costruzionedella ‘tangenziale’ di contrada Piani. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 29
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010La Grottaminarda nuova di oggi, dunque, per la sua posizione geografica strategica proprio alcentro di una pianura intensamente abitata di oltre 10.000 ettari di terreno ricco di acqua e diverde, di agricoltura avanzata e di industrie anche notevoli sorte nel Nucleo industriale ValleUfita che si va rivelando sempre più come il più importante della provincia di Avellino, eanche grazie alla presenza sul suo territorio di servizi pubblici di estrema importanza sociale edi numerosi sportelli bancari, va sempre più ponendosi come polo di attrazione di oltre100.000 persone che vivono nei 25 paesi, che le stanno tutti attorno sulle colline circostanti equindi come uno dei comuni più importanti della Valle dell’Ufita, questo vasto territorio chepartendo dai confini con la Puglia si snoda attraverso la provincia di Avellino in direzione diBenevento.Nonostante questa trasformazione urbanistica, restano oggi sul territorio ancora visibili traccedi una cultura costruttiva tradizionale come evidente in località Palombara, dove si trova unamasseria con torre colombaia il cui impianto originario risale forse alla fine del Settecento. Sitratta di una tipologia dedificio molto ricorrente in territorio irpino tra gli inizi del XVII e laprima metà del XVIII secolo. Al piano terra, nonostante lo stato di abbandono in cui la "casarustica" versa, vi si riconoscono ancora i locali adibiti a deposito e lavorazione dei prodottiderivanti dallattività agricola, mentre al primo piano sono gli ambienti residenziali concopertura ad uno spiovente tagliato obliquamente e realizzato con lausilio di coppi fittili,mentre sul lato destro del corpo di fabbrica è unalta torre a pianta quadrata, che presenta alprimo piano una semplice finestra con ornie in pietra, mentre al livello superiore si trovano icaratteristici fori della colombaia. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 30
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010D.2.0 – BENI ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E AMBIENTALISul territorio comunale sono presenti beni immobili di notevole interesse storico-architettonico. IMMOBILE TIPO DI VINCOLO Chiesa di Santa Maria Maggiore L. 1089/39 Dogana Aragonese L. 1089/39 Castello D’Aquino Proposta di vincolo Chiesa di San Michele Arcangelo dette dell’Angelo L. 1089/39 Palazzo Vitale Proposta di vincoloNon risultano all’oggi assoggettate a vincolo archeologico specifiche aree, ma risulta un elencodi siti recentemente individuati dalla Soprintendenza archeologica, di cui alla nota protocollon.9495/39 del 01/08/2008, aventi interesse archeologico ma per i quali la Soprintendenzaarcheologica di Salerno e Avellino non ha ancora avviato il procedimento perl’assoggettamento a tale tipologia di vincolo.Detti siti sono individuati graficamente nella tavola dei Vincoli n.“22-P4 Carta dei Vincoli”allegata al Piano.Chiesa di Santa Maria Maggiore: A pochi metri dal castello è la monumentale Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, edificata per la prima volta nel 1478, ma completamente ricostruita nella seconda metà del XVIII secolo su progetto dellarchitetto Ciriaco di Silva, allievo del Vaccaro, dopo che la fabbrica fu rasa al suolo in seguito ai danni riportati dal disastroso sisma del 1732. Recentemente restaurato (1995), ledificio, a crocelatina con una sola navata interna e diverse cappelle laterali, mostra la facciata arricchita dalesene architettoniche laterali, un portale in pietra ornato in stile barocco con frontonetriangolare spezzato preceduto da una breve scalea lapidea, un finestrone a campana con duenicchie laterali e oculo nel frontone superiore.Ricche le decorazioni in stucco delle pareti e delle volte, in stile barocco, opera degli artistinapoletani Nicola Massaro e Gaetano Amoroso, che realizzarono anche laltare maggiore nel1761 intagliando numerosi marmi policromi. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 31
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010Accanto alla chiesa è la torre campanaria, elemento peculiare del panorama cittadino, costruitatra il 1752 e il 1766 da mastro Ciriaco di Silva diMercogliano su disegno del Vanvitelli. Disposta su quattrolivelli con una base quasi quadrata modellata a forma di pera,la torre è oggi alta 36 metri e domina la media valledellUfita. Dal 1871 vi è stato sistemato lorologio civico.In Corso Vittorio Veneto si trova la Dogana Aragonese,edificata come punto di riscossione dei diritti feudali ditransumanza nel 1467 dal nobile Ladislao d’Aquino lungoquella che diventerà poi la frequentatissima Nazionale delle Puglie. Ampliata nel 1774 e adibita più tardi oltre che per il cambio di cavalli e il ristoro dei passeggeri anche a stazione di posta, la dogana è stata dichiarata nel 1930 monumento nazionale. Ledificio, con strutture in muratura di pietrame, è costituito oggi da due livelli, con ingresso al piano inferiore preceduto da due archi ribassati di epoca rinascimentale sporgenti sulla Via Regia, uno dei quali conserva un portale in pietra con ai due angoli scolpite a rilievo le teste di Demetra e Dioniso. Al piano superiore, che possiede unartistica loggetta con esili colonnine scanalate superiormente e reggenti una tettoia adue pioventi, si accede attraverso una rampa di scale esterna che dalla strada conduce alsettecentesco portale in pietra scolpita con frontone ondulato. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 32
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010Castello D’Aquino:A dominare il vecchio abitato della "Fratta" è ancor oggi il Castello d’Aquino, appartenuto perdiversi secoli alle diverse famiglie feudatarie che sisono avvicendate nel possesso della baronia diGrottaminarda, mentre dal 1988 è di proprietàcomunale. Limpianto originario della fortezza risalecon molta probabilità allepoca alto-medioevale edovette essere ampliato intorno alla prima metà delsecolo XII, quando venne installata anche la cintamuraria difensiva dellabitato medievale, documentata già a partire dal 1137. Danneggiato dadiversi eventi tellurici, il maniero, a pianta quasi trapezoidale, è stato più volte ricostruito eadattato ad uso abitativo da parte dei signori che lo hanno posseduto. Lantica fabbrica difensiva mostra alcuni tratti delle mura perimetrali depoca aragonese con gli originari paramenti esterni formati in qualche caso da filari di laterizi alternati a larghi specchi di ciottoli fluviali o a pietre calcaree di varia pezzatura, elementi tutti cementati da sottili strati di una malta durissima. Una torre cilindrica su base scarpata, alta circa 14 metri con un diametro massimo di 12 metri, ed una torre a pianta quadrata, di cui resta il basamento scarpato, possono vedersi agli angoli del lato del forte che guarda verso occidente, in posizione dominante sul profondo vallone sottostante, che ancor oggi, con la sualussureggiante vegetazione, costituisce un vero e proprio "polmone verde" per lintera cittadina.Altre due torri cilindriche su base scarpata quasi delle stesse dimensioni, sono visibili sullafacciata che guarda rispettivamente il borgo medievale della "Fratta" e lo spazio urbanointeramente ricostruito dopo il sisma del 1980 intorno alla Collegiata di Santa Maria Maggiore.In prossimità di Via Assise, alle pendici del colle che domina la "Fratta", è la Chiesa dì SanMichele Arcangelo, tra le più antiche del circondario, in quanto citata già in un documento del1178 conservato nellArchivio dellAbbazia di Montevergine. Ricostruita nel 1541, dopo ledemolizioni effettuate in seguito al terremoto che nel 1512 aveva colpito il paese, la fabbricaviene abbandonata dopo i nuovi crolli provocati dal sisma del 1732 e restaurata solo qualchedecennio più tardi. Per lelevazione dellannesso campanile, che oggi si caratterizza per lapresenza di una bifora allaltezza della cella campanaria, vengono anche reimpiegati, murati nel RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 33
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010basamento, materiali lapidei di spoglio di epoca romana, tra cui soglie di travertino, lastre dimarmo e anche qualche frammento scultoreo. Lafacciata è a semplice capanna con quattro lesenearchitettoniche laterali in stucco, portale in pietraartisticamente scolpito nel 1541, una nicchia in cuiaffiorano i resti di un affresco settecentesco ed unafinestra ad occhio di bue con conchiglia in stuccocentrale. Linterno della chiesa è ad una sola navata etermina con una profonda zona presbiterale chiusa da unabside semicircolare, mentre lungo lepareti longitudinali sono ricavate una serie di nicchie in cui sono sistemati fonte battesimale,confessionali lignei e altari marmorei, Stucchi a rilievo con motivi in stile barocco creanoallinterno notevoli effetti decorativi: preziosa la statua lignea settecentesca che raffigura SanMichele che uccide il diavolo. Interessanti anche il coro ligneo e un organo antico restaurati direcente, alcuni dipinti murali e su tela con soggetti sacri.E.0.0 – ANALISI DEL RISCHIO DI INCIDENTI RILEVANTI (RIR – DM 09.05.2001)Con riferimento all’”Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidentirilevanti”, redatto, ai sensi dell’art. 15, comma 4 del D. Lgs 17.08.1999, n.334, dal Ministerodell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (in collaborazione con APAT-ServizioRischio Industriale) ed aggiornato ad Ottobre 2010, risulta che sul territorio comunale diGrottaminarda non sono presenti stabilimenti soggetti a rischio di incidenti rilevanti. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 34
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 F.0.0 – ANALISI DEMOGRAFICA E SOCIO-ECONOMICA ED IPOTESI DI SVILUPPO IN RIFERIMENTO AGLI OBIETTIVI DI PIANO F.1.0 – ANALISI DEI DATI DEMOGRAFICI L’esame della dinamica della popolazione in un determinato arco temporale fornisce un’idea abbastanza precisa dell’andamento del sistema socio-economico nel suo complesso, grazie allo stretto rapporto esistente fra movimenti della popolazione e risorse disponibili in una precisa area geografica. In particolare, quando viene a determinarsi uno squilibrio tra questi due fattori tendono a scattare dei meccanismi di riequilibrio che, nel breve-medio periodo, interessano il comportamento migratorio della popolazione. A conferma di quanto detto, è sufficiente analizzare i grandi flussi migratori degli anni ’50 e ’60 caratterizzatesi per: − le forti migrazioni tra le regioni meno sviluppate del Sud e le regioni industrializzate del Nord; − il consistente esodo dalla campagna; − i significativi spostamenti delle popolazioni dalle “aree interne” montuose e marginali, alle aree di pianura preferibilmente costiere. Le risorse disponibili in una determinata area, oltre ad influenzare i comportamenti migratori, incidono nel lungo periodo anche sui comportamenti naturali della popolazione. Un processo di sviluppo, per esempio, può rallentare la natalità sia per motivi di ordine culturale che di ordine economico. Conseguentemente il diminuito tasso di natalità e l’allungamento della vita media, dovuto principalmente al miglioramento delle condizioni dell’esistenza, derivante dall’evoluzione complessiva della società, possono innescare fenomeni di invecchiamento della popolazione. E’ quindi possibile affermare che la dimensione e la struttura della popolazione di un’area condizionano il comportamento del sistema economico che tende, a sua volta, a modellare il proprio funzionamento sulle caratteristiche e sulle esigenze dettate dalla struttura della popolazione.F.1.1 - Andamento demografico in Campania e nella Provincia di Avellino La dinamica della popolazione nella provincia di Avellino, in base ai Censimenti dal 1961 al 2001 , indica che dopo il grande esodo nel decennio 1961-1971, culminato nel valore minimo del 1971, la popolazione ha ripreso a crescere fino all’inizio degli anni ’90 per iniziare poi una fase di decrescita come testimoniato dall’ultimo Censimento del 2001. RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 35
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010 Popolazione della Provincia di Avellino 1961 1971 1981 1991 2001 490000 470000 464904 450000 434021 438812 427509 429178 430000 410000 390000 370000 350000 PopolazioneI dati più recenti (429.178 abitanti al 2001) confermano sostanzialmente quanto innanzi. Lapopolazione, che nell’ultimo ventennio aveva conosciuto una seppur lenta crescita con un saldopositivo di circa 11000 unità, ha reinvertito la tendenza concludendo il decennio appenatrascorso con un saldo negativo di circa 9600 unità. Oggi il numero degli emigrati è ancheinferiore a quello degli immigrati, ma la dinamica naturale (differenza tra nascite e morti)risulta essere negativa riflettendo, anche se con valori più contenuti, la tendenza nazionale.Questo fenomeno deriva principalmente dal progressivo invecchiamento della popolazione edalla bassa propensione alla fecondità.Il fenomeno è riconducibile ad un aumento dei morti piuttosto contenuto, ma soprattutto alvertiginoso crollo delle nascite; se dal censimento del 1991 risultavano 2,1 vecchi per ognibambino, al 2001 ne risultano 3,28.La natalità, infatti, è notevolmente diminuita; basti pensare che negli anni settanta nascevano intutta la provincia circa 7.000 bambini all’anno; negli anni ottanta la media è scesa a 5.860nascite all’anno. Negli anni novanta è precipitata a 5.000 nati.Se ne deduce che l’inversione di tendenza che si era registrata dal 1971 non ha migliorato lastruttura demografica della popolazione. E’ evidente che questo aspetto è diretta conseguenzadel forte esodo registratosi nel decennio 1961/1971 con la sottrazione delle classi giovani.Infatti si assiste, nel confronto dati 1971-1991 e in maniera decisiva 1991-2001, ad unpeggioramento di tutti gli indicatori della struttura della popolazione, come dimostrano sial’indice di vecchiaia sia l’indice di dipendenza (vedi grafici di seguito riportati). RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 36
GROTTAMINARDA (AV) – PROPOSTA DI PUC - 2010140120 AV100 BN 80 CE 60 NA 40 SA 20 CAM. 0 AV BN CE NA SA CAM . Dati Istat 2001 :Indici di vecchiaia140120100 80 1991 60 2001 40 20 0 AV BN CE NA SA CAM. Dati Istat: confronto indici di vecchiaia dati 1991-2001 58 56 54 AV 52 BN 50 CE 48 NA 46 SA 44 CAM. 42 AV BN CE NA SA CAM . Dati Istat 2001: Indici di dipendenza 100 80 60 1991 40 2001 20 0 AV BN CE NA SA CAM. Confronto indici di dipendenza dati Istat 1991-2001 RELAZIONE I LLUSTRATIVA – PAG. 37