Source: https://voipartners.wordpress.com/2013/09/09/il-compenso-dellamministratore-di-condo/
Timestamp: 2015-08-03 04:34:01+00:00
Document Index: 40207017

Matched Legal Cases: ['art.1129', 'art.2233', 'art.1129', 'art.2234', 'art. 1130', 'art. 1129', 'art. 1136']

Il compenso dell’amministratore di condominio | Il Blog di diritto immobiliare
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Il compenso dell’amministratore di condominio	Pubblicato il 9 settembre 2013	di Voi & Partners Il compenso dell’amministratore di condominio.
Contestualmente alla nomina o al rinnovo l’amministratore deve ora specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l’importo dovuto a titolo di compenso per l’attività svolta (comma 14 dell’art.1129 c.c.).
La disposizione richiede l’indicazione del solo compenso perché ci si riferisce all’attività intellettuale dell’amministratore.
Le spese effettuate per l’amministrazione dello stabile: raccomandate, cancelleria varia, copie sono altro.
L’ Amministratore di condominio è ora un professionista la cui attività ricade nel disposto della legge 4/2013 sulle “professioni non regolamentate”.
E’ una professione intellettuale e la sua prestazione è regolata in generale, quanto ai rapporti privatistici, dal capo secondo, libro quinto, del codice civile, artt. 2229 – 2238.
Così il compenso art.2233 – art.1129 14° co. c.c. deve essere scritto ed accettato dalle parti, mentre le altre voci come “spese e acconti” espressamente previsti dall’art.2234 c.c. devono essere comunque anticipate dal cliente (condominio) perché sono spese occorrenti al compimento dell’opera. Esse devono poi essere documentalmente giustificate (p.es. con fatture per le fotocopie, ricevute per l’acquisto di bolli, avvisi di ricevimento per le raccomandate).
Lo stesso articolo, infatti differenzia l’anticipo delle spese dagli acconti sul compenso.
L’amministratore dovrà quindi confezionare una proposta economica per l’amministrazione dello stabile indicando le prestazioni ordinarie al quale il compenso si riferisce.
Un primo riferimento è dato dall’art. 1130 c.c. nel quale sono indicate le attività che obbligatoriamente l’amministratore deve seguire.
Tra le novità rispetto al vecchio testo (eseguire le delibere dell’assemblea, far osservare il regolamento di condominio, erogare le spese per i servizi comuni, riscuotere i contributi, disciplinare l’uso dei servizi e curare le manutenzioni ordinarie, ecc.) vi è ora espressamente indicato l’obbligo di “eseguire gli adempimenti fiscali” e “curare” la tenuta dei registri condominiali.
Il compenso dovrà quindi tener conto di queste nuove voci eventualmente con il relativo importo.
Un problema delicato si porrà in futuro per l’onorario relativo al “passaggio delle consegne”.
L’art. 1129 comma 8 prevede che per tale attività l’amministratore non abbia diritto a “ulteriori compensi”.
Si apre allora la questione in relazione alla obbligatorietà dell’indicazione dell’importo per il compenso all’atto della nomina se la “voce” è indicata come parte del compenso.
Le due disposizioni vanno in conflitto? Se la voce “passaggio di consegne” è indicata nel compenso ordinario?
Per esso non è comminata espressamente la nullità come per la mancanza dell’indicazione scritta sull’onorario.
Una prima costruzione potrebbe essere la seguente, se la “voce” è inserita nell’onorario ex comma 14, essa è dovuta perché i condomini l’hanno accettata e la disposizione del comma 8 non è a pena di nullità.
In caso contrario, nulla è dovuto.
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