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Timestamp: 2019-07-21 19:05:54+00:00
Document Index: 150609748

Matched Legal Cases: ['art. 223', 'art. 28', 'art. 271', 'art. 17', 'art. 224', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 271', 'art. 32', 'art. 29', 'art. 32']

Procedure standardizzate aziende fino a 50 addetti: note e commenti - Certifico Srl
ID 6759 | 02 Dicembre 2018 | Visite: 2645 | Documenti Riservati Sicurezza Permalink: https://www.certifico.com/id/6759
La scheda allegata illustrata la possibilità legislativa di utilizzare le Procedure Standardizzate per la Valutazioni dei rischi nelle imprese fino a 50 addetti in alternativa al DVR e a quali condizioni, in fondo al Documento le FAQ MISE sulle Procedure Standardizzate del 31.05.2013.
Le Procedure Standardizzate sono un "Documento semplificato e già strutturato" per la valutazione dei rischi per i datori di lavoro di imprese che occupano fino a 10 lavoratori o che ccupano fino a 50 lavoratori (condizionato) di cui al Decreto Interministeriale 30.11.2012.
Le Procedure Standardizzate, quindi, possono essere utilizzate anche per la Valutazione dei Rischi per imprese che occupano fino a 50 lavoratori, salvo esclusioni di cui all'Art. 29 comma 7 del D.Lgs. 81/2008.
Imprese che occupano fino a 50 lavoratori - Procedure Standardizzate
Le esclusioni sono indicate all'Art. 29 c. 7 del D.Lgs. 81/2008:
6. Fermo restando quanto previsto al comma 6-ter, (1) i datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f)....[...]
6-ter. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare, sulla base delle indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, sulla base di criteri e parametri oggettivi, desunti dagli indici infortunistici dell’INAIL e relativi alle malattie professionali di settore e specifiche della singola azienda. Il decreto di cui al primo periodo reca in allegato il modello con il quale, fermi restando i relativi obblighi, i datori di lavoro delle aziende che operano nei settori di attività a basso rischio infortunistico possono dimostrare di aver effettuato la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17, 28 e al presente articolo. Resta ferma la facoltà delle aziende di utilizzare le procedure standardizzate previste dai commi 5 e 6 del presente articolo.
Si suddividono i commenti in 1 e 2.
1. Attività dove non si possono applicare le procedure standardizzate anche se addetti ≤ 50
Art. 7 c. a) aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f) e g);
f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; (inteso come industrie estrattive?)
g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. (inteso come strutture di ricovero...?)
2. Attività dove non si possono applicare le procedure standardizzate anche se addetti ≤ 50
Art. 7 c. b) Aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all'esposizione ad amianto
Precisazini in ordine al punto 2
In ordine a quanto riportato all'Art. 7 c. b è stata data risposta dalla CCP a domanda del CNI e pubblicata con l'Interpello n. 14 del 24/10/2013 su cosa si intenda per "non esposizione a rischi chimici": in estrema sintesi, è possibile utilizzare le Procedure Standardizzate quando vi è solo un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori.
Nell'Interpello infatti si precisa infatti che se in una azienda non si svolgono attività che espongono i lavoratori al rischio chimico, inteso come “Art. 224...se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in relazione al tipo e alle quantità di un agente chimico pericoloso e alle modalità e frequenza di esposizione a tale agente presente sul luogo di lavoro, vi è solo un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori e che le misure di cui al comma 1 sono sufficienti a ridurre il rischio, non si applicano le disposizioni degli articoli 225, 226, 229, 230”, allora è possibile utilizzare le Procedure Standardizzate (analogo per il rischio biologico).
Non vi sono precisazioni su:
- atmosfere esplosive (chiaro luoghi ATEX)
- cancerogeni mutageni (chiaro)
- connessi all'esposizione ad amianto (da precisare, eventuali deroghe per attività ESEDI?)
Ovviamente le condizioni devono essere tutte verificate, nessuno dei rischi elencati deve essere presente.
Interpello n. 14 del 24/10/2013
L’articolo 29, comma 6, del D.Lgs. 81/2008 prevede che “i datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f)”. Il successivo comma 7, lett. b), specifica che le disposizioni di cui al comma 6 non si applicano alle “aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all’esposizione ad amianto”.
L’art. 223, comma 1, del D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni impone al datore di lavoro, nell’ambito della valutazione dei rischi di cui all’art. 28, del citato decreto, di determinare “preliminarmente l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro” e di valutare “anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti”.
L’art. 271, comma 1, del D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni prevede che il datore di lavoro, nell’ambito della valutazione dei rischi di cui all’art. 17, comma 1 “tiene conto di tutte le informazioni disponibili relative alle caratteristiche dell’agente biologico e delle modalità lavorative”.
L’art. 224, comma 2, del D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni prevede che “se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in relazione al tipo e alle quantità di un agente chimico pericoloso e alle modalità e frequenza di esposizione a tale agente presente sul luogo di lavoro, vi è solo un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori e che le misure di cui al comma 1 sono sufficienti a ridurre il rischio, non si applicano le disposizioni degli articoli 225, 226, 229, 230”.
Quando a seguito della valutazione appena riportata risulta che in azienda non si svolgono attività che espongono i lavoratori al rischio chimico (vedi art. 29, comma 7, lett. b) D.Lgs. 81/2008), il datore di lavoro di un’impresa che occupa fino a 50 lavoratori può adottare le procedure standardizzate di cui all’art. 6, comma 8, lett. f., del D.Lgs. 81/2008. Vista l’analogia delle disposizioni di riferimento (vedi art. 271, comma 4, D.Lgs. 81/2008), le considerazioni su esposte valgono anche per il rischio biologico.
(1) Il d.l. 21 giugno 2013, n. 69 convertito con modificazioni nella Legge 9 agosto 2013, n. 98 - Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia (art. 32, c. 1, lett. b), dispone la modifica dell'art. 29, commi 5 e 6 e aggiunge i commi 6-ter e 6-quater.
Il comma 2 dell'art. 32 dispone che il decreto di cui al comma 6 ter venga adottato entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto stesso.
PS: Procedure Standardizzate
(2) (Esposizioni Sporadiche E di Debole Intensità), previste dal D.Lgs. 81/2008 Art. 249 c. 2, per le quali sono esentati determinati obblighi del D.Lgs. 81/2008 relativi all'amianto.
Vedi il Prodotto Certifico Procedure Standardizzate
Prodotto/Linea guida per la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) secondo le Procedure Standardizzate, per le piccole aziende con un numero di addetti inferiore a 10 di cui al Decreto Interministeriale 30.11.2012
Le Procedure Standardizzate possono essere utilizzate anche per la Valutazione dei Rischi per imprese che occupano fino a 50 lavoratori, salvo esclusioni di cui All'Art. 29 comma 7 del D.Lgs. 81/2008.
Il prodotto è completato da 72 Check List per l’individuazione dei pericoli da inserire nel DVR, estratte dal Testo Unico Sicurezza D.Lgs. 81/2008 e da altra legislazione correlata.
Certifico Srl – IT
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