Source: https://www.studioassociatoghiglione.it/documenti/testilegislativi/2019-04-12-31-class-action.html
Timestamp: 2019-08-22 23:05:24+00:00
Document Index: 54330781

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 76', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 1']

Art. 1 Introduzione del titolo VIII–bis del libro quarto del codice di procedura civile, in materia di azione di classe
«TITOLO VIII–bis DEI PROCEDIMENTI COLLETTIVI
Art. 840–bis (Ambito di applicazione).
I diritti individuali omogenei sono tutelabili anche attraverso l’azione di classe, secondo le disposizioni del presente titolo.
In ogni caso, resta fermo il diritto all’azione individuale, salvo quanto previsto all’articolo 840–undecies, nono comma.
Art. 840–ter (Forma e ammissibilità della domanda).
La domanda per l’azione di classe si propone con ricorso esclusivamente davanti alla sezione specializzata in materia di impresa competente per il luogo ove ha sede la parte resistente.
Il procedimento è regolato dal rito sommario di cognizione di cui agli articoli 702–bis e seguenti ed è definito con sentenza, resa nel termine di trenta giorni successivi alla discussione orale della causa. Non può essere disposto il mutamento del rito. Entro il termine di trenta giorni dalla prima udienza il tribunale decide con ordinanza sull’ammissibilità della domanda, ma può sospendere il giudizio quando sui fatti rilevanti ai fini del decidere è in corso un’istruttoria davanti a un’autorità indipendente ovvero un giudizio davanti al giudice amministrativo. Restano ferme le disposizioni del decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 3.
b) quando il tribunale non ravvisa omogeneità dei diritti individuali tutelabili ai sensi dell’articolo 840–bis;
Art. 840–quater (Pluralità delle azioni di classe).
Decorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione del ricorso nell’area pubblica del portale dei servizi telematici di cui all’articolo 840–ter, secondo comma, non possono essere proposte ulteriori azioni di classe sulla base dei medesimi fatti e nei confronti del medesimo resistente e quelle proposte sono cancellate dal ruolo. Le azioni di classe proposte tra la data di deposito del ricorso e il termine di cui al primo periodo sono riunite all’azione principale.
Il divieto di cui al primo comma, primo periodo, non opera quando l’azione di classe introdotta con il ricorso di cui al predetto comma è dichiarata inammissibile con ordinanza definitiva é quando la medesima causa è cancellata dal ruolo ovvero è definita con provvedimento che non decide nel merito. Ai fini di cui al presente comma, i provvedimenti di cui al primo periodo sono pubblicati immediatamente nell’area pubblica del portale dei servizi telematici a cura della cancelleria.
Art. 840–quinquies (Procedimento).
Con l’ordinanza con cui ammette l’azione di classe, il tribunale fissa un termine perentorio non inferiore a sessanta giorni e non superiore a centocinquanta giorni dalla data di pubblicazione dell’ordinanza nel portale dei servizi telematici di cui all’articolo 840–ter, secondo comma, per l’adesione all’azione medesima da parte dei soggetti portatori di diritti individuali omogenei e provvede secondo quanto previsto dall’articolo 840–sexies, primo comma, lettera c). Si applica in quanto compatibile l’articolo 840–septies. L’aderente non assume la qualità di parte e ha diritto ad accedere al fascicolo informatico e a ricevere tutte le comunicazioni a cura della cancelleria. I diritti di coloro che aderiscono a norma del presente comma sono accertati secondo le disposizioni di cui all’articolo 840–octies, successivamente alla pronuncia della sentenza che accoglie l’azione di classe.
Quando è nominato un consulente tecnico d’ufficio, l’obbligo di anticipare le spese e l’acconto sul compenso a quest'ultimo spettanti sono posti, salvo che sussistano specifici motivi, a carico del resistente; l’inottemperanza all’obbligo di anticipare l’acconto sul compenso a norma del presente comma non costituisce motivo di rinuncia all’incarico.
Il tribunale accoglie o rigetta nel merito la domanda con sentenza che deve essere pubblicata nell’area pubblica del portale dei servizi telematici di cui all’articolo 840–ter, secondo comma, entro quindici giorni dal deposito.
Art. 840–sexies (Sentenza di accoglimento).
a) provvede in ordine alle domande risarcitorie o restitutorie proposte dal ricorrente, quando l’azione è stata proposta da un soggetto diverso da un’organizzazione o da un’associazione inserita nell’elenco di cui all’articolo 840–bis, secondo comma;
e) dichiara aperta la procedura di adesione e fissa il termine perentorio, non inferiore a sessanta giorni e non superiore a centocinquanta giorni, per l’adesione all’azione di classe da parte dei soggetti portatori di diritti individuali omogenei di cui alla lettera b) nonché per l’eventuale integrazione degli atti e per il compimento delle attività da parte di coloro che hanno aderito a norma dell’articolo 840–quinquies, primo comma; il termine decorre dalla data di pubblicazione della sentenza nell’area pubblica del portale dei servizi telematici di cui all’articolo 840–ter, secondo comma;
h) determina, ove necessario, l’importo da versare a cura di ciascun aderente, ivi compresi coloro che hanno aderito a norma dell’articolo 840–quinquies, primo comma, a titolo di fondo spese e stabilisce le modalità di versamento.
Il giudice delegato può in ogni tempo disporre l’integrazione delle somme da versare a cura di ciascun aderente a titolo di fondo spese. Il mancato versamento delle somme rende inefficace l’adesione; l’inefficacia opera di diritto ed è rilevabile d’ufficio.
Art. 840–septies (Modalità di adesione all’azione di classe).
L’adesione all’azione di classe si propone mediante inserimento della relativa domanda nel fascicolo informatico, avvalendosi di un’area del portale dei servizi telematici di cui all’articolo 840–ter, secondo comma.
l) la dichiarazione di aver provveduto al versamento del fondo spese di cui all’articolo 840–sexies, primo comma, lettera h).
Quando l’azione di classe è stata proposta a norma dell’articolo 840–quater, l’aderente deve dimostrare di non aver potuto far valere i propri diritti entro i termini ivi previsti.
Art. 840–octies (Progetto dei diritti individuali omogenei degli aderenti).
Entro il termine perentorio di centoventi giorni dalla scadenza del termine di cui all’articolo 840–sexies, primo comma, lettera e), il resistente deposita una memoria contenente le sue difese, prendendo posizione sui fatti posti dagli aderenti a fondamento della domanda ed eccependo i fatti estintivi, modificativi o impeditivi dei diritti fatti valere dagli aderenti. I fatti dedotti dagli aderenti e non specificatamente contestati dal resistente nel termine di cui al presente comma si considerano ammessi.
Il giudice delegato, con decreto motivato, quando accoglie in tutto o in parte la domanda di adesione, condanna il resistente al pagamento delle somme o delle cose dovute a ciascun aderente a titolo di risarcimento o di restituzione. Il provvedimento costituisce titolo esecutivo ed è comunicato al resistente, agli aderenti, al rappresentante comune e ai difensori di cui all’articolo 840–novies, sesto e settimo comma.
Art. 840–novies (Spese del procedimento).
Con il decreto di cui all’articolo 840–octies, quinto comma, il giudice delegato condanna altresì il resistente a corrispondere direttamente al rappresentante comune degli aderenti, a titolo di compenso, un importo stabilito in considerazione del numero dei componenti la classe in misura progressiva:
Con il medesimo decreto di cui al primo comma, il giudice delegato condanna altresì il resistente a corrispondere direttamente all’avvocato che ha difeso il ricorrente fino alla pronuncia della sentenza di cui all’articolo 840–sexies un importo ulteriore rispetto alle somme dovute a ciascun aderente a titolo di risarcimento e di restituzione. Il predetto importo, riconosciuto a titolo di compenso premiale, è liquidato a norma del primo comma. Tale compenso premiale può essere ridotto in misura non superiore al 50 per cento, sulla base dei criteri stabiliti al quarto comma.
Art. 840–decies (Impugnazione della sentenza).
Gli atti di impugnazione della sentenza di cui all’articolo 840–sexies e i provvedimenti che definiscono i giudizi di impugnazione sono pubblicati nell’area pubblica del portale dei servizi telematici di cui all’articolo 840–ter, secondo comma.
Ai fini dell’impugnazione della sentenza non si applica l’articolo 325. La sentenza può essere impugnata dagli aderenti per revocazione, quando ricorrono i presupposti previsti dall’articolo 395 o quando la sentenza medesima è l’effetto della collusione tra le parti. In quest'ultimo caso il termine per proporre revocazione decorre dalla scoperta della collusione.
Art. 840–undecies (Impugnazione del decreto).
Contro il decreto di cui all’articolo 840–octies, quinto comma, può essere proposta opposizione con ricorso depositato presso la cancelleria del tribunale.
Il ricorso può essere proposto dal resistente, dal rappresentante comune degli aderenti e dagli avvocati di cui all’articolo 840–novies, sesto e settimo comma, nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento.
Art. 840–duodecies (Adempimento spontaneo).
Quando il debitore provvede spontaneamente al pagamento delle somme stabilite con il decreto di cui all’articolo 840–octies, quinto comma, le somme sono versate su un conto corrente bancario o postale intestato alla procedura aperta con la sentenza di cui all’articolo 840–sexies e vincolato all’ordine del giudice. Il rappresentante comune degli aderenti deposita con la massima sollecitudine il piano di riparto e il giudice delegato ordina il pagamento delle somme spettanti a ciascun aderente.
Il rappresentante comune, il debitore e gli avvocati di cui all’articolo 840–novies, sesto e settimo comma, possono proporre opposizione a norma dell’articolo 840–undecies.
Art. 840–terdecies (Esecuzione forzata collettiva).
L’esecuzione forzata del decreto di cui all’articolo 840–octies, quinto comma, è promossa dal rappresentante comune degli aderenti, che compie tutti gli atti nell’interesse degli aderenti, ivi compresi quelli relativi agli eventuali giudizi di opposizione. Non è mai ammessa l’esecuzione forzata di tale decreto su iniziativa di soggetti diversi dal rappresentante comune.
Le disposizioni dei commi precedenti non si applicano relativamente ai crediti riconosciuti, con il decreto di cui all’articolo 840–octies, quinto comma, in favore del rappresentante comune e degli avvocati di cui all’articolo 840–novies, sesto e settimo comma.
Il compenso dovuto al rappresentante comune è liquidato dal giudice in misura non superiore a un decimo della somma ricavata, tenuto conto dei criteri di cui all’articolo 840–novies, quarto comma. Il credito del rappresentante comune liquidato a norma del presente articolo nonché quello liquidato a norma dell’articolo 840–novies, commi primo e secondo, hanno privilegio, nella misura del 75 per cento, sui beni oggetto dell’esecuzione.
Art. 840–quaterdecies (Accordi di natura transattiva).
Il tribunale, fino alla discussione orale della causa, formula ove possibile, avuto riguardo al valore della controversia e all’esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto, una proposta transattiva o conciliativa. La proposta del giudice è inserita nell’area pubblica del portale dei servizi telematici di cui all’articolo 840–ter, secondo comma, ed è comunicata all’indirizzo di posta elettronica certificata ovvero al servizio elettronico di recapito certificato qualificato indicato da ciascun aderente.
Dopo la pronuncia della sentenza di cui all’articolo 840–sexies, il rappresentante comune, nell’interesse degli aderenti, può predisporre con l’impresa o con l’ente gestore di servizi pubblici o di pubblica utilità uno schema di accordo di natura transattiva.
Lo schema è inserito nell’area pubblica del portale dei servizi telematici di cui all’articolo 840–ter, secondo comma, ed è comunicato all’indirizzo di posta elettronica certificata ovvero al servizio elettronico di recapito certificato qualificato indicato da ciascun aderente.
Il provvedimento del giudice delegato è inserito nell’area pubblica del portale dei servizi telematici di cui all’articolo 840–ter, secondo comma, ed è comunicato all’indirizzo di posta elettronica certificata ovvero al servizio elettronico di recapito certificato qualificato indicato da ciascun aderente nonché al ricorrente.
Le disposizioni del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche quando l’azione è promossa da un’organizzazione o un’associazione inserita nell’elenco di cui all’articolo 840–bis, secondo comma, e l’accordo può avere riguardo anche al risarcimento del danno o alle restituzioni in favore degli aderenti che abbiano accettato o non si siano opposti all’accordo medesimo.
Art. 840–quinquiesdecies (Chiusura della procedura di adesione).
La chiusura della procedura di adesione è dichiarata con decreto motivato del giudice delegato, reclamabile a norma dell’articolo 840–undecies.
Art. 840–sexiesdecies (Azione inibitoria collettiva).
Chiunque abbia interesse alla pronuncia di una inibitoria di atti e comportamenti, posti in essere in pregiudizio di una pluralità di individui o enti, può agire per ottenere l’ordine di cessazione o il divieto di reiterazione della condotta omissiva o commissiva. Le organizzazioni o le associazioni senza scopo di lucro i cui obiettivi statutari comprendano la tutela degli interessi pregiudicati dalla condotta di cui al primo periodo sono legittimate a proporre l’azione qualora iscritte nell’elenco di cui all’articolo 840–bis, secondo comma.
Si applica l’articolo 840–quinquies in quanto compatibile.
Con la condanna alla cessazione della condotta omissiva o commissiva, il tribunale può, su istanza di parte, adottare i provvedimenti di cui all’articolo 614–bis, anche fuori dei casi ivi previsti.
Art. 2 Introduzione del titolo V–bis delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile, in materia di azione di classe
«TITOLO V–bis DEI PRODEDIMENTI COLLETTIVI
Art. 196–bis (Comunicazioni a cura della cancelleria e avvisi in materia di azione di classe).
Tutte le comunicazioni a cura della cancelleria previste dalle disposizioni contenute nel titolo VIII–bis del libro quarto del codice sono eseguite con modalità telematiche all’indirizzo di posta elettronica certificata ovvero al servizio elettronico di recapito certificato qualificato dichiarato dall’aderente. Si applicano le disposizioni in materia di comunicazioni telematiche.
Il portale dei servizi telematici gestito dal Ministero della giustizia deve inviare all’indirizzo di posta elettronica ordinaria o certificata ovvero al servizio elettronico di recapito certificato qualificato, ad ogni interessato che ne ha fatto richiesta e si è registrato mediante un’apposita procedura, un avviso contenente le informazioni relative agli atti per i quali le disposizioni del titolo VIII–bis del libro quarto del codice prevedono la pubblicazione. La richiesta può essere limitata alle azioni di classe relative a specifiche imprese o enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, anche prima della loro proposizione.
Art. 196–ter (Elenco delle organizzazioni e associazioni legittimate all’azione di classe). – Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono stabiliti i requisiti per l’iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 840–bis, secondo comma, del codice, i criteri per la sospensione e la cancellazione delle organizzazioni e associazioni iscritte, nonché il contributo dovuto ai fini dell’iscrizione e del mantenimento della stessa. Il contributo di cui al presente comma è fissato in misura tale da consentire comunque di far fronte alle spese di istituzione, di sviluppo e di aggiornamento dell’elenco. I requisiti per l’iscrizione comprendono la verifica delle finalità programmatiche, dell’adeguatezza a rappresentare e tutelare i diritti omogenei azionati e della stabilità e continuità delle associazioni e delle organizzazioni stesse, nonché la verifica delle fonti di finanziamento utilizzate. Con il medesimo decreto sono stabilite le modalità di aggiornamento dell’elenco».
2. Il decreto previsto dall’articolo 196–ter delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile, introdotto dal comma 1 del presente articolo, è adottato entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge.
Art. 3 Applicabilità della sanzione penale prevista dall’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
«4–bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle attestazioni previste dall’articolo 840–septies, secondo comma, lettera g), del codice di procedura civile».
Si riporta il testo dell’art. 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa – Testo A), come modificato dalla presente legge:
«Art. 76 (L) (Norme penali).
3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell’art. 4, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale.
4–bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle attestazioni previste dall’articolo 840–septies, secondo comma, lettera g), del codice di procedura civile.».
1. Gli articoli 139, 140 e 140–bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, sono abrogati.
Art. 6 Disposizioni di coordinamento
1. All’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
«d–bis) controversie di cui al titolo VIII–bis del libro quarto del codice di procedura civile».
2. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 3, le parole: «di cui all’articolo 140–bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al titolo VIII–bis del libro quarto del codice di procedura civile».
Si riporta il testo dell’art. 3 del decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168 (Istituzione di Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d’appello, a norma dell’art. 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), come modificato dalla presente legge:
«Art. 3 (Competenza per materia delle sezioni specializzate).
d–bis) controversie di cui al titolo VIII–bis del libro quarto del codice di procedura civile.
Si riporta il testo dell’art. 1 del decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 3 (Attuazione della direttiva 2014⁄104⁄UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 novembre 2014, relativa a determinate norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell’Unione europea), come modificato dalla presente legge:
«Art. 1 (Ambito di applicazione e oggetto).
1. Il presente decreto disciplina, anche con riferimento alle azioni collettive di cui al titolo VIII–bis del libro quarto del codice di procedura civile, il diritto al risarcimento in favore di chiunque ha subito un danno a causa di una violazione del diritto della concorrenza da parte di un’impresa o di un’associazione di imprese.
2. Il risarcimento comprende il danno emergente, il lucro cessante e gli interessi e non determina sovracompensazioni.».