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Timestamp: 2019-06-19 12:13:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 104', 'art. 7', 'art. 175', 'art. 133', 'art. 175', 'art. 163', 'art. 388', 'art. 133', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 597', 'sentenza ', 'art. 163', 'art. 597', 'art. 14', 'art. 175', 'art. 133', 'art. 175', 'art. 133', 'art. 5', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 686', 'art. 75', 'art. 686', 'art. 175', 'art. 2', 'art. 175', 'art. 686', 'art. 75', 'art. 686', 'art. 444', 'art. 175', 'art. 686', 'art. 75', 'art. 686', 'art. 444', 'art. 175', 'art. 175']

Art. 175 codice penale: Non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale | La Legge per tutti
Art. 175 codice penale: Non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale
Se, con una prima condanna, è inflitta una pena detentiva non superiore a due anni (1) (2), ovvero una pena pecuniaria non superiore a un milione (3), il giudice, avuto riguardo alle circostanze indicate nell’articolo 133, può ordinare in sentenza che non sia fatta menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, spedito a richiesta di privati, non per ragione di diritto elettorale [c.p.p. 533, 688] (4).
Se il condannato commette successivamente un delitto, l’ordine di non fare menzione della condanna precedente è revocato [c.p.p. 674] (5) (6).
Pena detentiva: [v. 17]; Pena pecuniaria:[v. 17]; Delitto: [v. 39].
Casellario giudiziale: Ufficio avente la funzione di raccogliere e conservare l’estratto di provvedimenti di cui la legge prescrive l’iscrizione. Fra l’altro, si iscrivono le sentenze penali di condanna e i decreti penali divenuti irrevocabili, le sentenze civili passate in giudicato che hanno pronunciato l’interdizione e l’inabilitazione, le sentenze di fallimento e quelle di omologazione di concordato. La disciplina è stata oggetto di revisione ad opera del d.P.R. 14-11-2002, n. 313.
Certificato del casellario giudiziario: documento nel quale sono annotate le iscrizioni relative a un determinato soggetto, rilasciato alla persona cui le iscrizioni si riferiscono nonché agli organi della giurisdizione penale e a tutte le pubbliche amministrazioni che ne facciano richiesta.
(1) Art. così sostituito ex l. 24-11-1981, n. 689 (art. 104).
(2) La Corte Costituzionale con sent. n. 155/1984 ha, però, ritenuto che si possono non menzionare ulteriori condanne nel certificato del casellario giudiziale a richiesta di privati, nel caso di condanne per reati anteriormente commessi, a pene che, cumulate con quelle già irrogate, non superino i limiti di applicabilità del beneficio.
(3) La Corte Costituzionale con sent. n. 304/1988 ha ritenuto che la concessione del beneficio è ammissibile a condizione che la pena inflitta, se pecuniaria, non consista in una somma che, ragguagliata ai sensi dell’articolo 135, non superi i due anni di pena detentiva.
(4) Il beneficio in esame è subordinato solo alla valutazione positiva delle circostanze indicate nell’articolo 133, restando perciò precluso ogni altro criterio di valutazione. Così, ad esempio, il giudice non può basare il suo rifiuto sulla considerazione che la pubblicità della condanna può essere sufficiente a far astenere l’imputato dal commettere, in futuro, ulteriori reati.
(5) La revoca del beneficio della non menzione avviene di diritto solo se il condannato pone in essere, successivamente alla prima condanna, un delitto e non anche una contravvenzione. Tale revoca può intervenire in qualsiasi momento, dato che la legge non prevede alcun termine entro il quale deve essere commesso il nuovo delitto. Tale beneficio consiste, quindi, in una mera sospensione, a tempo indeterminato, di un effetto della pena.
(6) Tale articolo constava di un ulteriore comma ora abrogato dall’art. 7, l. 7-2-1990, n. 19.
Il testo di tale comma così recitava: «Le disposizioni di questo articolo non si applicano quando alla condanna conseguono pene accessorie».
L’obiettivo del beneficio della non menzione della condanna è quello di evitare di compromettere il reinserimento del condannato nella vita sociale e nel lavoro, mediante l’eliminazione del pregiudizio che lo stesso potrebbe subire dalla annotazione della condanna sul certificato del casellario giudiziale spedito a richiesta dei privati.
Il beneficio della non menzione non è dunque, propriamente, una causa di estinzione della pena, ma piuttosto una limitazione, a tempo indeterminato, di un effetto della stessa: il pregiudizio che può derivarne alla reputazione del reo.
Cassazione penale sez. IV 18 novembre 2014 n. 51754
La concessione o il diniego del beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale (art. 175 c.p.), come nel caso del beneficio della sospensione condizionale della pena, sono rimessi alla valutazione discrezionale del giudice di merito, il quale, nello specifico, deve procedere alla valutazione, positiva o negativa, delle circostanze indicate nell'art. 133 c.p., secondo quanto stabilito dall'art. 175 c.p.: a tal fine, il giudice deve considerare la futura capacità a delinquere del reo e la possibilità che egli possa astenersi dal compimento di ulteriori illeciti penali, consentendo una prognosi favorevole analoga a quella di cui all'art. 163 c.p. (Nella specie, relativa a condanna per il reato di cui all'art. 388, comma 2, c.p., in tema di elusione di un provvedimento giudiziale relativo all'affidamento di minori, la Corte ha annullato con rinvio il diniego del beneficio della non menzione erroneamente motivato avendo riguardo a un preteso interesse del minore, vale a dire in base ad un parametro di giudizio estraneo al novero di quelli di cui all'art. 133 c.p.).
Cassazione penale sez. VI 03 giugno 2014 n. 32440
Nel caso in cui l'imputato abbia invocato la concessione del beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale e il giudice non abbia preso in considerazione tale richiesta, omettendo qualsiasi motivazione sul punto, la sentenza impugnata con ricorso per cassazione, deve essere annullata con rinvio, non potendo il predetto beneficio essere direttamente applicato dalla Corte di legittimità, poichè la questione involge valutazioni di merito anche laddove il giudicante abbia già concesso la sospensione condizionale della pena, avendo i due istituti scopi e fondamenti giuridici diversi. (Fattispecie relativa ad impugnazione di sentenza inappellabile). (Annulla con rinvio, Trib.Patti sd Sant'Agata Di Militello, 06/12/2011)
Cassazione penale sez. III 03 aprile 2014 n. 20264
Il giudice d'appello non può riconoscere d'ufficio la continuazione tra il reato rimesso alla sua cognizione e altro per cui l'imputato ha riportato in precedenza condanna divenuta definitiva, dovendo tale riconoscimento formare oggetto di espressa richiesta da parte dell'interessato; infatti il potere riconosciuto al giudice di appello dall'art. 597 comma 5 c.p.p., di applicare anche di ufficio con la sentenza i benefici degli art. 163 e 175 c.p., ed una o più circostanze attenuanti, è assolutamente eccezionale, in quanto dettato in deroga al principio generale dell'effetto devolutivo dell'appello, stabilito dall'art. 597 comma 1 c.p.p., con conseguente sua inapplicabilità, ai sensi dell'art. 14 preleggi, al di fuori dei casi espressamente consentiti.
Cassazione penale sez. II 08 ottobre 2013 n. 49436
La concessione del beneficio di cui all'art. 175 c.p. (non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale) è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice, da condurre in base ad un giudizio di valore riferito ai criteri enunciati nell'art. 133 c.p. (nella specie, la Corte ha confermato la decisione dei giudici del merito che non avevano concesso il beneficio in ragione della pericolosità sociale dell'imputato, desunta dai plurimi ed odiosi fatti di reato commessi, rivelatori di una personalità particolarmente violenta in quanto disposta, per presunte ragioni di superiorità razziale, ad accanirsi su un povero venditore ambulante reo solo di averlo guardato).
Cassazione penale sez. I 27 giugno 2013 n. 33275
Il beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario può essere concesso dal giudice in base alla valutazione della gravità del fatto di reato ed è finalizzata al ravvedimento del condannato (Nel caso di specie si trattava del reato di lesioni in concorso con altro soggetto che aveva provocato alla persona offesa un trauma cranico facciale con frattura delle ossa nasali laddove il giudice concedeva ad uno solo degli imputati la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel certificato del casellario per l'incensuratezza).
Tribunale Torino sez. IV 22 aprile 2013
Il beneficio della non menzione della condanna di cui all'art. 175 c.p. è fondato sul principio dell'"emenda", e tende a favorire il processo di recupero morale e sociale, sicché la sua concessione è rimessa all'apprezzamento discrezionale del giudice di merito, e non è necessariamente conseguenziale a quella della sospensione condizionale della pena, fermo restando tuttavia l'obbligo del giudice di merito di indicare le ragioni della mancata concessione sulla base degli elementi di cui all'art. 133 c.p.
Cassazione penale sez. IV 14 luglio 2011 n. 34380
È costituzionalmente illegittimo, per violazione del principio di uguaglianza, l'art. 5 comma 2 lett. d) d.P.R. 14 novembre 2002 n. 313, limitatamente all'inciso "salvo che sia stato concesso alcuno dei benefici di cui agli art. 163 e 175 c.p.". (La Corte ha affermato che l'esclusione di coloro che abbiano fruito dei benefici di cui agli art. 163 e 175 c.p. dalla possibilità di ottenere la cancellazione dal casellario giudiziale delle iscrizioni relative a condanne alla pena dell'ammenda, decorsi dieci anni dall'estinzione della pena medesima, nel corso dei quali il condannato non abbia compiuto altri reati, produce un trattamento irragionevolmente differenziato tra condannati per i medesimi reati, sulla base di una cautela che, alla luce dell'evoluzione legislativa, è divenuta eccessiva e sproporzionata, non tale quindi da bilanciare lo svantaggio della perennità dell'iscrizione, non prevista invece per condannati in ipotesi giudicati in modo più severo dal giudice).
Corte Costituzionale 08 ottobre 2010 n. 287
Ai fini della partecipazione ad una gara di appalto di opere pubbliche i certificati del casellario giudiziale, ex art. 686-689 del c.p.p., e dei carichi pendenti si rivelano parzialmente inadeguati a provare la sussistenza dei requisiti di cui all'art. 75 d.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554, in quanto il primo, ottenibile dal privato, (al contrario di quello integrale, rilasciabile solo alla pubblica autorità, ex art. 686 e 688) non riporta, tra le altre, né le sentenze di applicazione della pena su richiesta, di cui agli artt. 444 e 445 c.p.p., né le condanne in cui viene concessa la non menzione (art. 175 c.p.), né le misure di prevenzione, ed il secondo, a sua volta, non è rilevante per il contenuto suo proprio (appunto l'esistenza di procedimenti penali in corso), in quanto l'assenza di tali procedimenti non condiziona l'ammissione alla procedura d'appalto.
T.A.R. Catania (Sicilia) sez. IV 19 marzo 2008 n. 501
Il beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale è diverso da quello della sospensione condizionale della pena perché, mentre quest'ultima ha l'obiettivo di sottrarre alla punizione il colpevole che presenti possibilità di ravvedimento e di costituire, attraverso la possibilità di revoca, un'efficace remora ad ulteriori violazioni della legge penale, il primo persegue lo scopo di favorire il ravvedimento del condannato mediante l'eliminazione della particolare conseguenza negativa del reato qual è quella della pubblicità. Ne consegue che, legittimamente, può essere negata la non menzione e concessa la sospensione condizionale della pena.
Cassazione penale sez. I 14 novembre 2007 n. 45756
Allorché un fatto già costituente reato risulti depenalizzato, la condanna riportata per quel reato, giusto il disposto dell'art. 2 comma 2 c.p., non può ritenersi preclusiva rispetto alla concessione di un'ulteriore non menzione della condanna ai sensi dell'art. 175 c.p.
Cassazione penale sez. IV 13 gennaio 2006 n. 10564
Ai fini della partecipazione ad una gara di appalto di opere pubbliche i certificati del casellario giudiziale, ex art. 686-689 c.p.p., e dei carichi pendenti si rivelano parzialmente inadeguati a provare la sussistenza dei requisiti di cui all'art. 75, d.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554, in quanto il primo, ottenibile dal privato, (al contrario di quello integrale, rilasciabile solo alla pubblica autorità, ex art. 686 e 688) non riporta, tra le altre, nè le sentenze di applicazione della pena su richiesta, di cui agli art. 444 e 445 c.p.p., nè le condanne in cui viene concessa la non menzione (art. 175 c.p.), nè le misure di prevenzione, ed il secondo, a sua volta, non è rilevante per il contenuto suo proprio (appunto l'esistenza di procedimenti penali in corso), in quanto l'assenza di tali procedimenti non condiziona l'ammissione alla procedura d'appalto; l'amministrazione, nella valutazione delle singole condanne penali, incidenti sull'affidabilità morale e professionale, desumibili dalla necessaria dichiarazione del concorrente, gode di "ampia discrezionalità".
T.A.R. Catania (Sicilia) sez. III 05 luglio 2005 n. 1106
Alla luce del diritto positivo i certificati richiesti del casellario giudiziale, ex art. 686-689 del c.p.p., e dei carichi pendenti si rivelano parzialmente inadeguati a provare la sussistenza dei requisiti di cui all'art. 75 d.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554, in quanto il primo, ottenibile dal privato, (al contrario di quello integrale, rilasciabile solo alla pubblica autorità, ex art. 686 e 688) non riporta, tra le altre, nè le sentenze di applicazione della pena su richiesta, di cui agli art. 444 e 445 c.p.p., nè le condanne in cui viene concessa la non menzione (art. 175 c.p.), nè le misure di prevenzione, ed il secondo, a sua volta, non è rilevante per il contenuto suo proprio (appunto l'esistenza di procedimenti penali in corso), in quanto l'assenza di tali procedimenti non condiziona l'ammissione alla procedura d'appalto.
T.A.R. Lecce (Puglia) sez. II 29 marzo 2004 n. 2179
La revoca del beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario, prevista dall'art. 175 c.p. nel caso in cui il condannato successivamente alla concessione del beneficio commetta un delitto, opera di diritto e ha contenuto meramente dichiarativo; pertanto, non comportando alcuna violazione nè del divieto di "reformatio in peius", nè della preclusione del giudicato, deve essere disposta d'ufficio anche nel giudizio di rinvio, qualora il giudice di appello non vi abbia provveduto.
Cassazione penale sez. VI 17 dicembre 2003 n. 17247