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Timestamp: 2020-04-03 06:59:51+00:00
Document Index: 56011989

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 21']

Aggiornamento: La legittimazione dell’AGCM a ricorrere avverso i provvedimenti della p.a. ex art. 21-bis l. 287/1990 e la violazione delle norme sugli aiuti di Stato - Competition Law
Competition Lawaggiornamenti DizionarioAggiornamento: La legittimazione dell’AGCM a ricorrere avverso i provvedimenti della p.a. ex art. 21-bis l. 287/1990 e la violazione delle norme sugli aiuti di Stato
Dopo la pubblicazione del presente lavoro l’attività l’Autorità Garante ha proseguito nell’applicazione dell’art. 21 bis. In particolare, ha proposto ulteriori ricorsi al TAR Lazio in materia di (i) affidamento di servizi di rendicontazione dei pagamenti dei servizi dovuti dall’utenza per le pratiche di competenza del ministero; (ii) fissazione delle tariffe di pilotaggio nei porti nazionali per il biennio 2013/2014, nonché (iii) affidamento in esclusiva del servizio di trasporto di superficie e metropolitana. Essa ha inoltre adottato 17 pareri, 13 dei quali, a fronte dell’adeguamento della Amministrazioni destinatarie, sono stati seguiti dall’archiviazione dei relativi procedimenti, mentre nei restanti 4 casi l’Autorità ha annunciato di ricorrere per l’annullamento degli atti, visto il mancato adeguamento dell’Amministrazione destinataria. Tra i riferiti pareri, merita segnalare quelli che hanno rispettivamente avuto ad oggetto (i) la contestazione della delibera della giunta regionale del Veneto recante limiti soggettivi per l’accesso ai finanziamenti regionali nelle operazioni di riassicurazione (provv. AS1090 del 28/10/2013 contro la Regione Veneto); (ii) la contestazione dell’affidamento di servizi di rendicontazione dei pagamenti dei servizi dovuti dall’utenza per le pratiche di competenza del ministero (provv. AS1078 del 13/08/2013 contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, cui ha fatto seguito la proposizione del ricorso al TAR Lazio n. 4112/2013); (iii) la contestazione, mossa nei confronti di numerose amministrazioni regionali, con provvedimenti omologhi, dell’interpretazione restrittiva adottata della normativa di settore riguardante i consorzi di difesa delle produzioni agricole (provv. AS 1082 – AS 1083 – AS 1084 – AS1085 – AS1086 – AS1087 del 24/07/2013 contro); (iv) la contestazione del diniego di autorizzazione per svolgere servizio di ormeggio in autoproduzione, non motivato da un corretto bilanciamento tra le esigenze di sicurezza nella navigazione e quella del rispetto della struttura concorrenziale del mercato (provv. AS 1081 del 24/07/2013 contro la Capitaneria di Porto di Messina, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti); (v) la contestazione del rigetto di una domanda per l’iscrizione all’Albo regionale delle Cooperative, motivato sul difetto del requisito della prevalenza della produzione in Lombardia (provv. AS1053 del 08/05/2013 contro la Provincia di Bergamo); (vi) la contestazione di un regolamento sugli orari di apertura in deroga e domenicali degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, perché contraria d.l. 4 luglio 2006, n. 223, cosiddetto “Decreto Bersani”, così come modificato dal Decreto “Salva-Italia” (provv. AS 1043 del 03/05/2013 contro il Comune di Storo); (vii) la contestazione del diniego di autorizzazione per lo stabilimento di un ambulatorio in base al requisito del fabbisogno di assistenza calcolato su base regionale (provv. AS 1037 del 28/03/2013 contro la Regione Lazio); (viii) la contestazione della fissazione delle tariffe di pilotaggio nei porti nazionali per il biennio 2013/2014, attuata sulla base di formule che non rispettano la struttura concorrenziale del mercato (provv. AS 1027 del 01/03/2013 contro il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – cui ha fatto seguito la proposizione del ricorso al TAR Lazio n. 4612/2013); (ix) la contestazione dei provvedimenti con cui i Comuni interessati hanno introdotto obblighi di chiusura e di regolamentazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, contrari al d.l. 4 luglio 2006, n. 223, cosiddetto “Decreto Bersani”, così come modificato dal Decreto “Salva-Italia” (provv. AS 1024 – AS 1023 – AS 1022 del 28/02/2013 contro i Comuni di Catania, Merano e Bolzano); (x) la contestazione dell’affidamento ad A.t.a.c. S.p.A., direttamente ed in esclusiva, del servizio di trasporto pubblico di superficie e di metropolitana, poiché assunto in violazione degli obblighi imposti dall’art. 4 bis d.l. 78/09, che impone l’affidamento in gara di un minimo del 10% del servizio contestualmente all’affidamento diretto del restante 90%, e dall’art. 34 comma 20 del d.l. 179/12, che impone l’indicazione degli obblighi di servizio pubblico imposti e del valore delle rispettive compensazioni, integrando di conseguenza una violazione delle norme a tutela della concorrenza (provv. AS 1027 del 01/02/2013 contro Roma Capitale – cui ha fatto seguito la proposizione del ricorso al TAR Lazio n. 9377/2013).
Sulle questioni interpretative poste dall’art. 21 bis e affrontate nel contributo, merita, peraltro, soprattutto segnalare la sentenza n. 4451 del 6 maggio 2013 con la quale la seconda sezione del TAR Lazio ha affermato espressamente che la collocazione “sistematica” del nuovo potere di azione di AGCM rivela la volontà del legislatore di valorizzare la tradizionale funzione consultiva e di segnalazione (c.d. competition advocacy) disciplinata dagli artt. 21 e 22 l. n. 287 del 1990. In particolare, la sentenza ha sottolineato che attraverso i nuovi poteri, l’AGCM concorre direttamente alla formazione, e al mantenimento, di un complessivo quadro legale atto a favorire le dinamiche della concorrenza, promuovendo il sindacato del g.a., indipendentemente dall’esistenza (o dall’iniziativa) di soggetti portatori di interessi, individuali e/o collettivi, lesi dall’attività amministrativa. Al riguardo, è significativo che, nello stesso contesto temporale l’Autorità ha visto ulteriormente potenziata la propria funzione di advocacy, ad esempio, ai fini dell’espressione del parere obbligatorio sulle c.d. delibere quadro relative alla gestione dei servizi pubblici locali. Nonostante la dichiarazione di illegittimità costituzionale delle disposizioni che introducevano tali pareri per effetto della sentenza C. cost. 20 luglio 2012, n. 199, infatti, proprio in forza dell’art. 21 bis l’assetto che un Ente territoriale decida oggi di dare alla gestione dei servizi pubblici locali, rimane tuttora soggetto al vaglio dell’Autorità. Con specifico riferimento alla questione dell’ammissibilità del ricorso diretto dell’Autorità, il TAR, ne ha poi escluso l’ammissibilità affermando che la legittimazione dell’AGCM non può assimilarsi a quella degli enti esponenziali che preesistono al dato positivo laddove la creazione delle Autorità Amministrative Indipendenti è frutto di una scelta politica discrezionale che attribuisce loro potestà amministrativa pubblica, sia pure non consistente nella tutela di un interesse pubblico tradizionale quanto nella garanzia di un bene comune perseguito, e non diritti. La pronuncia si conclude sollecitando un intervento modificativo e/o chiarificatore del legislatore anche per stabilire espressamente il dies a quo per l’espressione del parere.
© Copyright 2014 – Da citarsi come: M.A. Sandulli, Aggiornamento alla voce La legittimazione dell’AGCM a ricorrere avverso i provvedimenti della p.a. ex art. 21-bis l. 287/1990 e la violazione delle norme sugli aiuti di Stato, in L.F. Pace (a cura di), Dizionario sistematico della concorrenza, Jovene, 2013, disponibile al sito www.competition-law.eu.
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