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Timestamp: 2017-09-26 12:56:38+00:00
Document Index: 101278773

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 724', 'sentenza ', 'art. 724', 'art. 724', 'art. 724', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'sentenza ']

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 3 settembre 2013, n. 20143 costituitasi la comunione ereditaria in seguito alla apertura della successione legittima o testamentaria, gli eredi chiedono lo scioglimento e le conseguenti assegnazione delle porzioni o attribuzione dei beni. Poiché anche la divisione comporta la collazione e l’imputazione (art. 724 cod. civ.), carattere precipuo della domanda di divisione è che, con questa, nessun erede deduce di aver subito una lesione della quota di riserva: in altre parole, gli eredi tenuti alla collazione ed alla imputazione non affermano che quanto dal defunto, direttamente o indirettamente, è stato donato abbia ecceduto la disponibile | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 3 settembre 2013, n. 20143 costituitasi la comunione ereditaria in seguito alla apertura della successione legittima o testamentaria, gli eredi chiedono lo scioglimento e le conseguenti assegnazione delle porzioni o attribuzione dei beni. Poiché anche la divisione comporta la collazione e l’imputazione (art. 724 cod. civ.), carattere precipuo della domanda di divisione è che, con questa, nessun erede deduce di aver subito una lesione della quota di riserva: in altre parole, gli eredi tenuti alla collazione ed alla imputazione non affermano che quanto dal defunto, direttamente o indirettamente, è stato donato abbia ecceduto la disponibile
costituitasi la comunione ereditaria in seguito alla apertura della successione legittima o testamentaria, gli eredi chiedono lo scioglimento e le conseguenti assegnazione delle porzioni o attribuzione dei beni. Poiché anche la divisione comporta la collazione e l’imputazione (art. 724 cod. civ.), carattere precipuo della domanda di divisione è che, con questa, nessun erede deduce di aver subito una lesione della quota di riserva: in altre parole, gli eredi tenuti alla collazione ed alla imputazione non affermano che quanto dal defunto, direttamente o indirettamente, è stato donato abbia ecceduto la disponibile
la domanda di divisione si propone quando, costituitasi la comunione ereditaria in seguito alla apertura della successione legittima o testamentaria, gli eredi chiedono lo scioglimento e le conseguenti assegnazione delle porzioni o attribuzione dei beni. Poiché anche la divisione comporta la collazione e l’imputazione (art. 724 cod. civ.), carattere precipuo della domanda di divisione è che, con questa, nessun erede deduce di aver subito una lesione della quota di riserva: in altre parole, gli eredi tenuti alla collazione ed alla imputazione non affermano che quanto dal defunto, direttamente o indirettamente, è stato donato abbia ecceduto la disponibile. Il petitum, pertanto, consiste nel conseguimento della quota ereditaria, mentre la causa petendi è data dalla semplice qualità di erede legittimo o testamentario.
la relazione tra Cliente ed avvocato è antica come il mondo, dopo che il primo uomo ha avuto bisogno di essere difeso, sfruttando le conoscenze professionali di un altro individuo per uscire fuori dai propri problemi legali, questo vale per tutti i professionisti.
Il cliente si aspetta sempre di affidarsi al miglior professionista che applichi l’onorario più basso ma iprofessionisti non sono tutti uguali ed hanno una preparazione ed una esperienza diversa tra loro!!!
Come scegliere un avvocato, come un altro qualsiasi professionista(commercilisti, ingegneri, web designer, architetti ecc) Il fatto di chiedere Tariffe consistenti può non essere, di per se, la prova che il lavoro sarà seguito dal professionista in maniera eccellente. Dovrà essere il cliente ad esporre al professionista, senza paura e nell’ottica di un proficuo scambio di vedute, i propri dubbi e timori. Il cliente deve prestare attenzione al suo interlocutore per capire in che modo si pone in relazione alla sua pratica e poter scegliere un avvocato giusto per lui. Pertanto, il costo dell’onorario può essere un indice della futura prestazione ma non il solo.
L’avvocato dovrà essere da subito chiaro per rendere comprensibile al suo assistito lo scenario giuridico che il cliente dovrà affrontare. La richiesta di un onorario basso, sotto i limiti dei tariffari ormai aboliti (il 22 luglio 2012)*, non rappresenta, sempre, una prestazione scadente, ma bisogna capire se si tratta di un avvocato umano che possa anche aiutare il proprio cliente dal punto di vista economico iniziale.
– A N.G. , deceduto il (omissis) , sono succeduti, quali eredi ab intestato, i tre figli N.P. , S. e L. .
– N.L. , con successivo atto notificato il 13 ottobre 1997, ha, anch’essa, proposto davanti al Tribunale di Larino, sezione distaccata di Termoli, domanda di riduzione della donazione del terreno con sovrastante fabbricato effettuata dal de cuius N.G. in favore di N.P. e di Ca.An. con il citato atto ai rogiti del notaio Di Prospero del 28 maggio 1986.
– Hanno proposto appello C.M. e C.G. , rispettivamente marito e figlio di N.L. ed eredi della stessa, nel frattempo deceduta.
– Per la cassazione della sentenza della Corte d’appello, notificata il 25 luglio 2006, C.G. , in proprio e quale erede di C.M. , ha proposto ricorso, con atto notificato il 3 novembre 2006, sulla base di un motivo.
– Preliminarmente, deve essere respinta l’eccezione preliminare di carenza di legittimazione attiva del ricorrente C.G. , per non avere costui dato la prova di essere subentrato, iure successionis, nella posizione processuale di C.M. .
– Con l’unico motivo (omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su punti decisivi della controversia, nonché violazione e falsa applicazione degli artt. 553, 554, 555, 556, 563, 713 e 2909 cod. civ.) si premette che la sentenza n. 149/96 riguardava un giudizio di scioglimento della comunione ereditaria ed una riduzione parziale proposta dal solo coerede N.S. , nei limiti occorrenti alla reintegrazione della sua quota, laddove il secondo giudizio ha ad oggetto una domanda di riduzione di quella parte della donazione non coinvolta nella prima decisione.
– Il motivo è scrutinabile nel merito, non essendo soggetto, ratione temporis, al regime del quesito di diritto, introdotto dall’art. 366-bis cod. proc. civ. con riguardo ai ricorsi avverso provvedimenti pubblicati con decorrenza dal 2 marzo 2006.
– Nel merito, la doglianza articolata con il motivo è fondata.
– La sentenza impugnata è cassata.