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Timestamp: 2020-04-04 16:26:32+00:00
Document Index: 164062385

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Sentenza Cassazione Civile n. 21093 del 19/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21093 del 19/10/2016
Cassazione civile sez. III, 19/10/2016, (ud. 27/06/2016, dep. 19/10/2016), n.21093
sul ricorso 26045-2013 proposto da:
P.D., (OMISSIS), P.G. nato a (OMISSIS),
P.A. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA
rappresentati e difesi dall’avvocato FILIPPO LO NIGRO giusta procura
FONDIARIA SIAI SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,
avverso la sentenza n. 2046/2012 del TRIBUNALE di PALERMO, depositata
RENZIS Luisa, che ha concluso per l’inammissibilità o manifesta
G., A. e P.D. proposero appello avverso la sentenza n. 2046/12 emessa dal Tribunale di Palermo, con cui erano stati condannati a restituire alla Fondiaria Sai Assicurazioni s.p.a. le somme che avevano riscosso – nell’ambito di una distinta controversia risarcitoria – in forza di una sentenza di primo grado che era stata riformata in sede di gravame.
Pronunciando sull’impugnazione, la Corte di Appello di Palermo, l’ha dichiarata inammissibile ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c., con ordinanza comunicata alle parti – a mezzo PEC – in data 29.3.2013.
Con atto notificato il 13.11.2013, i P. hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado, affidandosi a due motivi illustrati da memoria; l’intimata ha resistito a mezzo di controricorso.
1. Il ricorso è tardivo.
E’ noto che la parte che intenda esercitare il diritto di ricorrere in cassazione ex art. 348 ter c.p.c., comma 3, deve rispettare il termine di sessanta giorni, di cui all’art. 325 c.p.c., comma 2, che decorre dalla comunicazione dell’ordinanza, ovvero dalla sua notificazione, nel caso in cui la controparte vi abbia provveduto prima della detta comunicazione o se questa sia stata del tutto omessa dalla cancelleria, mentre il termine lungo di cui all’art. 327 c.p.c. opera esclusivamente quando risulti non solo omessa la comunicazione, ma anche la notificazione. (cfr., ex multis, Cass. n. 2594/2016).
Tanto premesso e considerato che gli stessi ricorrenti hanno dato che l’ordinanza è stata comunicata il 29.3.2013 e che da tale data decorreva dunque il termine breve per ricorrere per cassazione avverso la sentenza di primo grado (ex art. 348 ter c.p.c., comma 3), il ricorso risulta proposto tardivamente, in quanto notificato soltanto il 13.11.2013.
2. Le spese di lite seguono la soccombenza.
3. Trattandosi di ricorso proposto successivamente al 30.1.2013, ricorrono le condizioni per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.
la Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna i ricorrenti, in solido, a rifondere alla controricorrente le spese di lite, liquidate in Euro 7.200,00 (di cui Euro 200,00 per esborsi), oltre rimborso delle spese forfetarie e accessori di legge.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del, ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.