Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2020/02/sanzione-per-mancata-tenuta-delle-scritture-contabili.html
Timestamp: 2020-02-20 10:29:58+00:00
Document Index: 73422123

Matched Legal Cases: ['art. 112', 'art. 360', 'art. 112', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 9']

Mancata tenuta delle scritture contabili: la sanzione è unica
NOTIZIA IN EVIDENZA – 2) La sanzione per la mancata tenuta delle scritture contabili è unica
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La sanzione per la mancata tenuta delle scritture contabili è unica
La contabilità è sempre considerata in modo unitario, non è, quindi, possibile irrogare una sanzione per ogni tipologia di imposta, come avvenuto con l’atto di contestazione delle sanzioni impugnato nel presente giudizio. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 34519 del 27 dicembre 2019, ha accolto il sesto ed ultimo motivo di ricorso presentato da una Srl, atto ad evidenziare l’avvenuta violazione dell’art. 112 cpc, in relazione all’art. 360 n. 4 cpc, laddove nell’atto di contestazione era stata applicata due volte la sanzione per mancata tenuta delle scritture contabili in conformità delle prescrizioni di legge, una volta ai fini dell’IRAP ed una seconda volta ai fini dell’IVA e la riduzione della sanzione una sola volta.
Ebbene, la Suprema corte ha ritenuto tale motivo fondato poiché si è correttamente dedotto un vizio di omessa pronuncia, ai sensi dell’art. 112 c.p.c., sulla specifica doglianza riproposta in appello (CTR) che prospettava specificamente tale questione – riportata nel ricorso per cassazione – in modo da rendere necessaria una pronuncia su di essa, che non è intervenuta poiché la sentenza della Commissione tributaria regionale impugnata non ha speso una sola parola su tale punto ed anzi non ha neppure indicato tale motivo di appello incidentale nella parte espositiva.
Dunque, il sesto motivo di ricorso è stato accolto con conseguente cassazione sul punto della sentenza impugnata.
Peraltro, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la questione può essere decisa da questa Corte nel merito, ai sensi dell’art. 384, 2° co., c.p.c., con l’accoglimento del motivo del ricorso iniziale della società contribuente con riguardo alla doglianza di duplicazione delle sanzioni.
Infatti, ha spiegato, la Cassazione, l’art. 9 del D. Lgs. n. 471 del 1997, che riguarda le violazioni degli obblighi relativi alla contabilità, prevede che:
“1. Chi non tiene o non conserva secondo le prescrizioni le scritture contabili, i documenti e i registri previsti dalle leggi in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto ovvero i libri, i documenti e i registri, la tenuta e la conservazione dei quali è imposta da altre disposizioni della legge tributaria, è punito con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire quindici milioni.
2. La sanzione prevista nel comma 1 si applica a chi, nel corso degli accessi eseguiti ai fini dell’accertamento in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto, rifiuta di esibire o dichiara di non possedere o comunque sottrae all’ispezione e alla verifica i documenti, i registri e le scritture indicati nel medesimo comma ovvero altri registri, documenti e scritture, ancorchè non obbligatori, dei quali risulti con certezza l’esistenza.
3. La sanzione può essere ridotta fino alla metà del minimo qualora le irregolarità rilevate nei libri e nei registri o i documenti mancanti siano di scarsa rilevanza, sempreché non ne sia derivato ostacolo all’accertamento delle imposte dovute. Essa è irrogata in misura doppia se vengono accertate evasioni dei tributi diretti e dell’imposta sul valore aggiunto complessivamente superiori, nell’esercizio, a lire cento milioni”.
Risulta, quindi, evidente, affermano i giudici di legittimità, che la norma fa riferimento alle scritture contabili, i documenti e i registri obbligatori ai fini II.DD. e Iva e cioè ai documenti “comuni” alle due tipologie di imposta per cui appare improprio irrogare una sanzione per ogni tipologia di imposta, come avvenuto con l’atto di contestazione delle sanzioni impugnato nel presente giudizio.
Già l’uso della congiunzione “e” richiama il riferimento alla contabilità comune alle diverse tipologie di imposte ed, anche nei commi successivi della disposizione, la contabilità è sempre considerata in modo unitario, il che non consente di applicare…