Source: http://www.sora24.it/turbogas-nuovo-esposto-la-legge-e-uguale-per-tutti-di-maurizio-dandria-92119.html
Timestamp: 2017-05-27 13:51:01+00:00
Document Index: 9780729

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TURBOGAS – NUOVO ESPOSTO: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI? (di Maurizio D’Andria) | Sora24
redazione@ciociaria24.net TURBOGAS – NUOVO ESPOSTO: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI? (di Maurizio D’Andria) POLITICA
«Ho inviato un nuovo esposto alle Autorità competenti perchè alla domanda “la Legge è uguale per tutti?” non ho saputo rispondere e dunque ho chiesto il parere di chi è certamente titolato a darmi una risposta e cioè la Procura della Repubblica di Perugia, il Consiglio Superiore della Magistratura, il Presidente della Repubblica, il Ministro della Giustizia ed anche alla Procura della Repubblica di Cassino per gli sviluppi del caso.
Lo sapete, questa domanda mi gira e rigira nella testa da ben 8 anni e sebbene la risposta sembri alquanto scontata in verità quando ti trovi a fare i conti in Tribunale, quella che ricevi non è sempre la risposta che ti aspetti e che le cose apparentemente semplici non lo sono affatto. A volte sembra che ci sia sempre chi è più uguale di te e di noi semplici cittadini tutti. Nel nostro caso, visti gli interessi in ballo (il potere della Burgo SpA da una parte e la salute dei cittadini di Sora ed Isola del Liri dall’altra), il rischio che risulti più forte il potere della Burgo SpA del diritto alla salute di 40.000 residenti non è per niente da escludersi a priori.
L’esposto riguarda la sentenza che ha interessato il primo procedimento penale intrapreso dalla Procura della Repubblica di Cassino nei confronti di tre funzionari di Regione Lazio assolti perchè a detta della Giudice “si sono comportati bene” nel fare quello che hanno fatto cioè, di escludere la società Cartiera del Sole – Burgo Group SpA dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che forse (forse?) sarebbe dovuta essere invece OBBLIGATORIA e magari pure di competenza statale e non regionale. Così scrivono anche i due Consulenti Tecnici nominati dal Pubblico Ministero. La Giudice nelle motivazioni della sentenza ha usato una espressione matematica (addizione e sottrazione) per arrivare a stabilire che “il fatto non sussiste” e dunque ad emettere la sentenza di assoluzione per gli imputati. Ma i valori indicati in questa espressione sembrerebbero non essere corretti, in particolare quelli riferiti alla potenza termica dell’impianto cogenerativo in esercizio presso la Cartiera del Sole. In ciò la Giudice si è avvalsa di alcune informazioni presumibilmente erronee contenute nella relazione redatta dai due consulenti tecnici nominati dal Pubblico Ministero (accusa) in parte da me pure contestata in esposto. Usando sempre la stessa espressione matematica usata dalla Giudice, qualora invece i dati da utilizzare fossero quelli da me indicati si giungerebbe ad un risultato opposto a quello detto dalla Giudice ( maggiore o minore di 50) e dunque ad una tesi di condanna degli imputati e non di assoluzione. Visto e considerato che stiamo parlando di una sentenza di primo grado non appellata e perciò definitiva, mi sono visto costretto a rivolgermi alla Procura della Repubblica di Perugia che ha competenza sugli atti dei magistrati e giudici di Cassino e così il Consiglio Superiore della Magistratura. Chi ha ragione, io o la Giudice? Questa la domanda posta alle Autorità sopra dette e da cui ci si attende non solo una semplice risposta. Se avessi ragione io forse la Giudice e i due C.T. dovrebbero essere sottoposti a inchiesta… Io che centro? In verità, dopo aver promosso l’apertura del giudizio con mio esposto del 2008 ed essere apparso come testimone nel processo in questione, la “palla” era passata direttamente alla Procura della Repubblica di Cassino rappresentante l’accusa e alla Parte Civile che si era costituita in giudizio, anche essa rappresentante l’accusa. Non sto qui a polemizzare con nessuno, ognuno farà i conti con la propria coscienza quando sarà. Dico soltanto che sebbene il presunto errore commesso dalla Giudice fosse molto visibile e facilmente provabile già in udienza giacchè basato su un valore di potenza termica dell’impianto cogenerativo noto a tutti, sembrerebbe che nessuna della parti accusatorie (Procura e avv. Roberto Donarelli rappresentante la Parte Civile) abbiano poi fatto ricorso in Appello contro la sentenza della Giudice. Il perchè non è dato sapere. Così è toccato a me, a termini scaduti, fare quello che la coscienza mi sollecitava e cioè scappati oramai i buoi dalla stalla (i tre funzionari di Regione Lazio e l’ex direttore della Cartiera del Sole ormai assolti definitivamente), segnalare a chi ha competenza sugli atti dei Giudici di Cassino la sentenza in questione per avere quella famosa risposta di cui al titolo di questo articolo. Naturalmente anche quanto dichiarato dai due consulenti tecnici di nomina P.M. è stato segnalato per le verifiche del caso. Dunque, i quattro inquisiti escono assolti ma altri tre “eccellenti” potrebbero entrare nel gioco, che gioco non è. La questione non si pone come “mera ritorsione di un mitomane” contro le ingiustizie del Mondo bensì di difesa della Giustizia prossima ventura giacchè sapete che presso il Tribunale di Cassino sono in corso e in procinto di iniziare altri due procedimenti, uno civile (Class Action – c.c. n.972/2014) promosso da 104 firmatari sorani contro la Burgo SpA, la Regione Lazio (contumace), la Provincia di Frosinone e il Comune di Sora e prossimamente ancora uno penale (p.p. n. 1069/2013) promosso da stessa Procura di Cassino contro 10 persone di cui sei di ARPA LAZIO Frosinone, due ex direttori di Cartiera del Sole (e sono 3 in tutto), l’ex responsabile dell’Ufficio Ambiente della Provincia di Frosinone che ha firmato l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla Burgo SpA nel 2009 e un titolare di azienda di monitoraggi dei fumi per conto Burgo SpA, rinviati a giudizio per ipotesi di reato che vanno dal falso in atto pubblico al disastro ambientale, come risulta dal documento redatto dall’autorità di Polizia Giudiziaria che ha curato l’indagine in questo procedimento (CFS – Comunicazione di notizia di reato). La sentenza di assoluzione se non smentita, qualora risulti essere “errata”, potrebbe influenzare negativamente il percorso degli altri due giudici chiamati nelle due cause in corso ed in procinto di iniziare generando un gravissimo vulnus giurisprudenziale, cioè un gravissimo deficit di giustizia, che andrebbe a coinvolgere altri magistrati, altri Enti, altre Istituzioni e ancora i 40.000 residenti locali.
Dovrò perciò aggiornare il bilancio dei fatti e delle persone coinvolte nella vicenda turbogas della Cartiera del Sole, cosa che farò in un prossimo articolo. Qui mi preme ricordare che grazie ai miei esposti qualche buon risultato la città di Sora lo ha già ottenuto. Sono stati realizzati 800 metri di marciapiede su viale S. Domenico, installati circa 50 pali della luce messi su questi marciapiedi, donati 400 alberi al Comune di Sora (tutti gli alberi piantati sul Lungo Liri vengono da questi 400) e soprattutto messo nel 2013 i filtri “a sacco” a bel 15 macchinari e camini che producevano polveri disperse nell’aria di Sora ed anche negli ambienti di lavoro, con conseguente recupero di salute per i cittadini limitrofi alla cartiera e della salute degli stessi operai i cui danni alla salute a seguito di queste emissioni di polveri nell’aria che si respiravano 24 ore il giorno, tutti i giorni, sono stati definiti “inimmaginabili” dal personale di Polizia Giudiziaria che ha svolto le indagini in cartiera. Chi perciò abitando nei pressi della Cartiera del Sole accusi malanni riconducibili all’inquinamento atmosferico/ambientale può farseli certificare dal proprio medico curante e/o specialista per una futura richiesta di risarcimento del danno biologico alla Burgo SpA. Anche le famiglie dei deceduti. Tutti costoro possono costituirsi già da subito Parte Civile (io si) nel procedimento penale che inizierà a marzo prossimo. Noi siamo pronti ad assistervi anche legalmente. Se perciò la Burgo SpA si mettesse finalmente in regola con i propri impianti e spendesse quanto serve per mettere la salute dei cittadini e degli operai in sicurezza come previsto da Legge, per evitare alla popolazione di Sora e di Isola del Liri l’insorgere e l’acuirsi di malattie mortali quali ictus, cancro, tumori, malformazioni fetali, infarti, che trovano nei neonati, bambini, donne incinte, malati e anziani la popolazione più esposta (e poi noi tutti), sarebbe cosa buona o cosa cattiva? Quante persone sono morte o si sono ammalate di cancro e tumori a Sora e ad Isola del Liri negli ultimi anni? Ictus? Infarti? Malattie cardio respiratorie? I neonati e i bambini che problemi stanno accusando alla salute negli ultimi anni? L’adeguamento degli impianti turbogas e altri della Cartiera del Sole è solo cosa dovuta per legge (visto le diffide di ARPA LAZIO di settembre 2015). Altrimenti si fermi la turbogas e si riparta con le vecchie caldaie ancora disponibili (senza produzione di energia elettrica extra).
Tornando all’esposto fatto la settimana scorsa bisogna perciò sottolineare che il giudizio di assoluzione della Giudice sembrerebbe essere molto discutibile perchè principalmente basato su una semplice espressione matematica (somma e sottrazione) di cui l’elemento principale indicato dalla Giudice sembrerebbe non corrispondere a quello dichiarato dalla soc. Burgo SpA, dichiarato dai Vigili del Fuoco di Frosinone, dichiarato in A.I.A. rilasciata dalla Provincia di Frosinone, dichiarata dai due C.T. del P.M (a pagina 16/17) e dichiarata anche dall’ARPA LAZIO di Rieti nel suo documento del 15 settembre 2015 di stop al rinnovo dell’A.I.A. Tutti questi enti e la stessa Burgo SpA dichiarano lo stesso valore di potenza totale termica dell’impianto cogenerativo che però è differente da quello indicato dalla Giudice motivo per cui, in mancanza del doveroso ricorso in Appello che sarebbe dovuto essere richiesto da stessa Procura di Cassino tramite il Pubblico Ministero presente in Tribunale e anche dall’avvocato Roberto Donarelli rappresentante la Parte Civile, ho segnalato detta sentenza alle autorità competenti per la verifica dei presupposti riportati nelle motivazioni di assoluzione dei 3 di Regione Lazio e dell’ex direttore della cartiera, ossia chiesto se la sentenza si basa su presupposti veritieri o errati. Perchè il dubbio è molto forte ed anche i Giudici possono sbagliare. E siccome la Presidenza della Repubblica (il Presidente della Repubblica è anche il Presidente del CSM) si era già preoccupata del mio esposto nel 2008 ho voluto fargli tornare indietro l’esito, interessando nel contempo anche il Ministro della Giustizia, perchè la domanda di Giustizia e di tutela della salute pubblica di 40.000 cittadini locali non resti senza risposta. La legge è uguale per tutti… si, oppure no?».
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