Source: http://www.diritto-civile.it/utilita/modello-di-ricorso-lavoro-in-materia-di-mobbing.html
Timestamp: 2018-01-17 01:18:58+00:00
Document Index: 121852630

Matched Legal Cases: ['art 414', 'art. 2043', 'art. 414', 'art. 414', 'art. 411', 'art. 80', 'art. 2087', 'art. 2043']

modello di ricorso lavoro in materia di mobbing
Dal 12/06/09 11974032
modello ricorso lavoro in materia di mobbing
Un modello di ricorso al Tribunale del Lavoro ex art 414 per conseguire il risarcimento del danno per mobbing verticale ed orizzontale
Il mobbing è la condotta persecutoria che viene posta in essere ai danni di un lavoratore in violazione degli artt. 2087 cc e dell'art. 2043 cc, da parte di altri lavoratori dell'azienda in posizione equiordinata sovraordinata o, addirittura, sotto ordinata. Gli elementi essenziali del mobbing sono la sistematicità della condotta persecutoria e la sua reiterazione nel tempo. Il mobbing consiste, insomma, in una condotta del datore di lavoro sistematica nel tempo e diretta all'emarginazione del lavoratore, e si qualifica per il nesso che lega i diversi atti e comportamenti del primo in un disegno unitario finalizzato a tale scopo. La sua sussistenza deve essere desunta da una analisi complessiva del quadro in cui si esplica la prestazione del lavoratore, attraverso indici presuntivi quali la reiterazione di richiami e sanzioni disciplinari o la sottrazione di vantaggi precedentemente acquisiti, che avvengano con carattere di ripetitività.
RICORSO ex art. 414 cpc in tema di mobbing
Ricorso ex art. 414 cpc
1) Il ricorrente lavora alle dipendenze della società resistente dal .... con la mansione di ....ed è inquadrato al livello...............del CCNL..............applicato in azienda;
2) a seguito dell'assunzione del Sig.............avvenuta in data..................le mansioni formalmente affidate al ricorrente sono in concreto svolte dal neoassunto Sig.....................ed il ricorrente è stato in concreto adibito a mansioni dequalificanti e, segnatamente, allo smistamento della posta.........................ecc. ecc.;
3) il ricorrente, dopo aver infruttuosamente informalmente chiesto, per il tramite della direzione, un incontro con il dirigente del personale Sig..........al fine di chiarire la propria situazione lavorativa ed in particolare per chiedere la propria adibizione a mansioni omogenee a quelle per le quali era stato assunto è stato oggetto di un'azione chiaramente persecutoria;
4) Nel periodo dal..................al...............il ricorrente ha ricevuto le seguenti contestazioni disciplinari:
c).................................
e)................................
f) ................................
nonchè, dopo i chiarimenti forniti in relazione a ciascuna di esse, i seguenti provvedimenti disciplinari:
a) sanzione del richiamo verbale il...............per aver.....................;
b) sanzione della sospensione dal servizio e dalla retribuzione per gg 2 il.......................per aver.........................;
c) sanzione del richiamo verbale il................per aver....................;
d) sanzione del richiamo verbale il................per aver......................;
e) sanzione del richiamo verbale il................per aver......................;
f) sanzione della sospensione dal servizio e dalla retribuzione per gg 2 il..........................per aver........................;
I provvedimenti sanzionatori sono stati adottati sulla base di presupposti di fatto falsi o comunque artatamente sovradimensionati dal dirigente del servizio, essendo stata, senza alcuna indagine conoscitiva, disattesa la diversa ricostruzione dei fatti offerta dal ricorrente; in ogni caso gli stessi fatti addebitati (asseriti ritardi nella consegna della posta, assenze ingiustificate dalla postazione dovute in realtà a esigenze fisiologiche) non giustificano l'adozione di ben sei provvedimenti disciplinari nell'arco di un mese, i quali si palesano come provvedimenti ritorsivi della direzione a fronte delle legittime richieste formulate dal ricorrente; val la pena osservare che analogo rigore non viene mostrato nei confronti degli altri dipendenti ed in particolare dei colleghi del servizio;
5) Il ricorrente, inoltre, è sistematicamente schernito, davanti agli altri colleghi, dal sig. ...., adibito alle mansioni precedentemente allo stesso affidate nonchè da parte del dirigente del servizio: a mero titolo di esempio si citano i recenti due episodi:
in data...............il Sig..............di fronte ai colleghi del servizio ha così apostrofato il ricorrente:..........................
in data...............il Sig..............nella stanza, presenti i colleghi.............................ha ad alta voce esclamato:..........................
6) Il ricorrente è stato scluso da ogni forma di incentivo alla produzione, premio aziendale, che hanno interessato tutti i colleghi dello stesso;
7) Con nota alla DG inviata con raccomandata ar del..........................il ricorrente ha rappresentato le vicende che lo hanno visto coinvolto ottenendo, tuttavia, il solo risultato di veder aggravati gli episodi di scherno e denigrazione;
8) A causa delle descritte condotte obiettivamente persecutorie sia in senso verticale che orizzontale il ricorrente ha sofferto e tuttora soffre di gravi crisi depressive, stati d'ansia, sfiducia nelle proprie possibilità, come attestato dalla certificazione medica che si produce;
9) Il sig. ...., inoltre, ha subito anche un grave danno alla vita di relazione e affettiva e si è vieppiù isolato da ogni contesto sociale; ad esempio Il ricorrente era solito accompagnare i figli a scuola o durante altri impegni extrascolastici, svolgere attività sportiva, di volontariato, tutte attività interrotte a causa della sindrome depressiva di cui è affetto;
o) Con istanza depositata in data .... il ricorrente ha richiesto l'esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione dinnanzi alla Dpl competente per territorio, tenutosi in data .... e conclusosi con esito negativo, come si evince dal verbale che si allega [il punto relativo all'avvenuto esperimento del tentativo obbligatorioo di conciliazione è da inserire solo per i giudizi introdotti prima dell'entrata in vigore della l. n. 183/2010 Successivamente il predetto punto va inserito solo nel caso in cui il tentativo sia volontarioo o si tratti di un contratto certificato. Nel primo caso andrà inserito: Ai sensi dell'art. 411 c.p.c., si specifica che le parti hanno richiesto alla .... [sede] l'esperimento di un tentativo di conciliazione (di cui si allegano gli atti) e che esso ha avuto esito negativo. Nel secondo caso: Trattandosi di contratto certificato da .... [sede certificatrice], il ricorrente ha promosso il previo tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 80, comma 4, d.lgs. n. 276/2003, avanti l'ente certificatore; il predetto tentativo ha avuto esito negativo, come da verbale che si allega].
Per quanto, sopra il ricorrente come in epigrafe rappresentato e difeso chiede l'accoglimento delle rassegnate conclusioni per le seguenti ragioni di
Sul mobbing subito dal ricorrente
E' solare la condotta mobizzante di cui è stato fatto oggetto il ricorrente a seguito del suo demansionamento e della richiesta infruttuosa di essere adibito a mansioni omogenee, sotto il punto di vista professionale, a quelle svolte in precedenza. Successivamente alla istanza di incontro, rimasta senza esito e riscontro, infatti, il ricorrente che non era mai stato oggetto di alcun procedimento disciplinare ha subito ben sei contestazioni e ben sei provvedimenti disciplinari di più che dubbia consistenza anche perchè fondati su presupposti di fatto erronei o comunque sovradimensionati. Gli episodi di scherno nei suoi confronti sono inoltre stati continui ed a nulla è valso rivolgersi alla Direzione per conseguire una qualche forma di tutela.
Come noto il datore di lavoro, ai sensi dell'art. 2087 c.c., ha l'obbligo contrattuale di adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore. Ciò non solo da un punto di vista strettamente fisico, attraverso l'adozione di tutti i mezzi di protezione individuali e collettivi che permettono la salvaguardia della sicurezza e della salute sul posto di lavoro, ma anche da un punto di vista psichico, attraverso l'abbattimento o quantomeno la riduzione di fattori di stress legati alla prestazione lavorativa. A maggior ragione il datore di lavoro sarà responsabile se pone in essere comportamenti intenzionalmente mobbizzanti. Nondimeno concorre la responsabilità ex art. 2043 cc in presenza di condotte chiaramente vessatrorie da parte datoriale
In particolare gli episodi ripercorsi nella premessa in fatto configurano mobbing ai danni del ricorrente considerando che, come chiarito dalla dottrina e dalla giurisprudenza costante in materia, l'elemento essenziale di tale istituto è rappresentato dalla sussistenza in concreto di comportamenti datoriali volutamente prevaricatori, ripetuti nel tempo e volti ad estromettere il lavoratore dalla struttura organizzativa, mediante il perseguimento di un preciso intento datoriale, quale quello di perseguitare il lavoratore, demolirne la personalità e la professionalità e cagionando allo stesso ingenti danni di natura psico-fisica, oltreché alla vita di relazione, ecc. [inserire giurisprudenza di merito e/o legittimità in materia di mobbing].
La sistematicità e la frequenza dei comportamenti vessatori (in senso verticale ed orizzontale), costituiscono presupposto fondamentale ai fini del perfezionamento della fattispecie di mobbing aziendale.
Nella specie, in rapida ma costante progressione la resistente ha:
a) demansionato il ricorrente;
b) a seguito della legittima richiesta di un incontro per il chiarimento della vicenda:
1) disatteso la richiesta di incontro;
2) adottato, in rapida successione, ben sei provvedimenti disciplinari in un mese per episodi di dubbia consistenza e fondati su presupposti di fatto errati o sovradimensionati;
3) schernito ripetutamente il ricorrente anche di fronte ad altri colleghi del servizio;
4) escluso il ricorrente dalla percezione del premio aziendale riconosciuto a tutti i dipendenti del servizio.
Il ricorrente, come evidenziato in premessa, soffre di una patologia depressiva acuta, dovuta agli atteggiamenti vessatori subiti; a causa di ciò ha interrotto lo svolgimento di tutte le attività affettive, sociali, familiari che prima ne caratterizzavano la vita extralavorativa.
1. Accertare e dichiarare l'illegittimità dei provvedimenti sanzionatori:
e conseguentementi annullari;
2. accertare che il ricorrente è stato illegittimamente fatto oggetto di una condotta di mobbing da parte della società resistente e condannare, pertanto, la convenuta al risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell'illegittimo comportamento datoriale, sia di natura patrimoniale, che si quantificano in ...., o di quell'altra maggiore o minore che verrà ritenuta di giustizia, il tutto con interessi legali, sia non patrimoniale da determinarsi in via equitativa o da quantificarsi in seguito ad apposita CTU medica e danno da perdita di chance da determinarsi in via equitativa. Con vittoria di spese competenze ed onorari di lite