Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_civile/1138
Timestamp: 2020-07-13 13:45:09+00:00
Document Index: 11236933

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 1136', 'art. 1123', 'art. 1117', 'art. 1352', 'art. 1102', 'art 1102', 'art. 844', 'art. 844', 'art. 7', 'art. 844', 'art. 2041', 'art. 1123', 'sentenza ', 'art. 69', 'art. 2041', 'art. 1118', 'art. 1130']

I. Quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell'edificio e quelle relative all'amministrazione.
II. Ciascun condomino può prendere l'iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente.
III. Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell'articolo 1130. Esso puo' essere impugnato a norma dell'articolo 1107. (1)
V. Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici. (2)
(1) Comma sostituito dall'art. 16 della legge 11 dicembre 2012, n. 220. La nuova disposizione entra in vigore il 18 giugno 2013.
(2) Comma aggiunto dall'art. 16 della legge 11 dicembre 2012, n. 220. La nuova disposizione entra in vigore il 18 giugno 2013. L'articolo modificato disponeva:
"Art. 1138 (Regolamento di condominio)
III. Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 e trascritto nel registro indicato dall'ultimo comma dell'articolo 1129. Esso può essere impugnato a norma dell'articolo 1107.
IV. Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli articoli 1118, secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137. "
Tabelle millesimali condominiali - Approvazione o revisione - Consenso unanime dei condomini – Necessità - Condizioni.
Per l'atto di approvazione delle tabelle millesimali e per quello di revisione delle stesse, è sufficiente la maggioranza qualificata di cui all'art. 1136, comma 2, c.c., ogni qual volta l'approvazione o la revisione avvengano con funzione meramente ricognitiva dei valori e dei criteri stabiliti dalla legge; viceversa, la tabella da cui risulti espressamente che si sia inteso derogare al regime legale di ripartizione delle spese, ovvero approvare quella "diversa convenzione", di cui all'art. 1123, comma 1, c.c., rivelando la sua natura contrattuale, necessita dell'approvazione unanime dei condomini. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 10 Marzo 2020, n. 6735. Segue...
Supercondominio - Clausole delimitanti i poteri e le facoltà dei singoli condomini sulle loro proprietà esclusive - Opponibilità ai successivi acquirenti - Condizioni - Fondamento - Configurabilità come atto di liberalità - Esclusione - Ragioni.
Il regolamento di un supercondominio, predisposto dall'originario unico proprietario del complesso di edifici, accettato dagli acquirenti nei singoli atti di acquisto e trascritto nei registri immobiliari, in virtù del suo carattere convenzionale, vincola tutti i successivi acquirenti senza limiti di tempo, non solo relativamente alle clausole che disciplinano l'uso e il godimento dei servizi e delle parti comuni, ma anche per quelle che restringono i poteri e le facoltà sulle loro proprietà esclusive, venendo a costituire su queste ultime una servitù reciproca. L'attribuzione in comproprietà di cose non ricomprese nell'art. 1117 c.c. avvenuta attraverso il predetto regolamento non costituisce un atto di liberalità, essendo tale regolamento idoneo a modificare gli effetti giuridici traslativi derivanti dal contratto di acquisto delle unità immobiliari comprese nel supercondominio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 20 Novembre 2019, n. 30246. Segue...
Tabelle millesimali - Esistenza indipendentemente da un regolamento di condominio - Configurabilità - Atto di approvazione o revisione delle tabelle - Forma scritta "ad substantiam" - Necessità - Per "facta concludentia" - Esclusione.
In tema di condominio, le tabelle millesimali possono esistere (o non esistere) indipendentemente dal regolamento condominiale, la loro allegazione rappresentando un fatto meramente formale che non muta la natura di entrambi gli atti. Nondimeno, in base al combinato disposto degli artt. 68 disp. att. c.c. e 1138 c.c., l'atto di approvazione (o di revisione) delle tabelle, avendo veste di deliberazione assembleare, deve rivestire la forma scritta "ad substantiam", dovendosi, conseguentemente, escludere approvazioni per "facta concludentia". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 15 Ottobre 2019, n. 26042. Segue...
Condominio – Attività di culto svolta in unità immobiliari – Turbativa della tranquillità dei condomini e contrarietà all’igiene ed al decoro dell’edificio – Esclusione – Regolamento condominiale – Divieti.
Conseguentemente non è possibile vietare in via generale di destinare i locali a luogo di culto, sul presupposto che tale divieto postuli che detta destinazione sia contraria alla tranquillità del caseggiato con una valutazione astratta ed aprioristica – fondata su di una premessa di fatto errata e che conduce ad una conclusione di diritto non condivisibile, comprimendo i poteri di godimento dei proprietari oltre il limite consentito dal regolamento di condominio i cui divieti, nel caso di specie, hanno carattere esemplificativo e fanno riferimento alla tutela del decoro e della tranquillità del caseggiato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 19 Agosto 2019. Segue...
Forme convenzionali di comunicazione della avvenuta cessione della proprietà prescritte dal regolamento condominiale - Ricorso a forme equivalenti - Esclusione - Fattispecie.
Qualora il regolamento di condominio contempli, in caso di trasferimento della proprietà da parte dei condòmini, il ricorso a forme convenzionali ex art. 1352 c.c., anche di particolare rigore, finalizzate a rendere note ed accettate determinate condizioni (quali la cessione di quote, il subentro di altro proprietario e la conoscenza ed accettazione del regolamento medesimo), non è possibile il ricorso a forme equivalenti di comunicazione. (Nella specie, veniva in rilievo il trasferimento della titolarità di quote di godimento di una multiproprietà). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 18 Aprile 2019, n. 10845. Segue...
La questione relativa alla mancata trascrizione in un'apposita nota di una clausola del regolamento di condominio contenente limiti alla destinazione delle proprietà esclusive, ed alla conseguente inopponibilità di tali limiti ai terzi acquirenti, non costituisce oggetto di un'eccezione in senso stretto, quanto di un'eccezione in senso lato, sicché il suo rilievo non è subordinato alla tempestiva allegazione della parte interessata, ma rimane ammissibile indipendentemente dalla maturazione delle preclusioni assertive o istruttorie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 Marzo 2018, n. 6769. Segue...
Condominio negli edifici – Regolamento – Norma che vieta l’attività di affittacamere – Esercizio di attività di bed&breakfast da parte del terzo detentore – Violazione del regolamento – Sussiste – Azione inibitoria – Legittimazione passiva – Spetta al condomino.
Ove il regolamento di condominio vieti di adibire i singoli appartamenti ad esercizio di affittacamere, va accolta la domanda di cessazione di tale attività – o di quella di bed&breakfast, ricompresa e assimilata, quanto ai divieti condominiali, all’attività di affittacamere – svolta dal condominio nei confronti del proprietario, indipendentemente dal fatto che l’attività denunziata sia di fatto esercitata da un terzo.
Il condomino, siccome principale destinatario delle norme regolamentari, si pone nei confronti della collettività condominiale non solo come responsabile delle dirette violazioni di quelle norme da parte sua, ma anche come responsabile delle violazioni da parte del conduttore del suo bene, essendo tenuto non solo ad imporre contrattualmente al conduttore il rispetto degli obblighi e dei divieti previsti dal regolamento, ma altresì a prevenirne le violazioni e a sanzionarle anche mediante la cessazione del rapporto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Marzo 2018. Segue...
Condominio - Parti comuni dell'edificio - Uso - Criteri ex art. 1102 c.c. - Ulteriori restrizioni poste dal regolamento condominiale o da deliberazione assembleare - Legittimità - Limiti.
L'art 1102 c.c., nel prescrivere che ciascun partecipante può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso, non pone una norma inderogabile. Ne consegue che i suddetti limiti possono essere resi più rigorosi dal regolamento condominiale, o da delibere assembleari adottate con il "quorum" prescritto dalla legge, fermo restando che non è consentita l'introduzione di un divieto di utilizzazione generalizzato delle parti comuni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Gennaio 2018, n. 2114. Segue...
Domanda relativa alla realizzazione di una canna fumaria in violazione del regolamento di condominio – Rapporti con la domanda ex art. 844 c.c., relativa alle immissioni provenienti da detta canna – Competenza del tribunale – Sussistenza.
La causa avente ad oggetto l'illegittima realizzazione, in violazione dell'art. 844 c.c., nonché di un divieto contenuto nel regolamento di condominio, di una canna fumaria rientra nella competenza del tribunale, giacché l’art. 7, comma 3, n. 3, c.p.c., nel devolvere alla competenza "ratione materiae" del giudice di pace le controversie relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in tema di immissioni, riguarda esclusivamente le cause in cui è demandato al giudice di valutare il superamento della soglia di normale tollerabilità, ex art. 844 c.p.c., ma non le domande volte a far valere (anche) il rispetto di una clausola del regolamento condominiale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 28 Settembre 2017, n. 22730. Segue...
Spese per la conservazione ed il godimento delle parti comuni – Criteri legali di ripartizione – Derogabilità con il regolamento condominiale contrattuale o con delibera unanime dell'assemblea – Sussistenza
Sentenza di revisione delle tabelle millesimali – Efficacia retroattiva – Configurabilità – Esclusione – Azione ex art. 2041 c.c. – Ammissibilità.
Alla stregua della stessa lettera dell'art. 1123 c.c., la disciplina legale della ripartizione delle spese per la conservazione ed il godimento delle parti comuni dell'edificio è, in linea di principio, derogabile, con la conseguenza che deve ritenersi legittima la convenzione modificatrice di tale disciplina, contenuta nel regolamento condominiale di natura contrattuale, ovvero nella deliberazione dell'assemblea, quando approvata da tutti i condomini. (massima ufficiale)
La sentenza che accoglie la domanda di revisione o modifica dei valori proporzionali di piano nei casi previsti dall'art. 69 disp. att. c.c., avendo natura costitutiva, non ha efficacia retroattiva e non consente, pertanto, di ricalcolare la ripartizione delle spese pregresse tra i condomini, ai quali, invece, va riconosciuta la possibilità di esperire l'azione di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 24 Febbraio 2017, n. 4844. Segue...
Condominio negli edifici - Parti comuni dell'edificio - Impianti comuni - Riscaldamento (termosifone) - Distacco dall'impianto centralizzato nella vigenza della l. n. 220 del 2012 - Condizioni - Onere della prova - Modalità di assolvimento .
L'art. 1118 c.c., come modificato dalla l. n. 220 del 2012, consente al condomino di distaccarsi dall'impianto centralizzato - di riscaldamento o di raffreddamento - condominiale ove una siffatta condotta non determini notevoli squilibri di funzionamento dell'impianto stesso o aggravi di spesa per gli altri condomini, e dell'insussistenza di tali pregiudizi quel condomino deve fornire la prova, mediante preventiva informazione corredata da documentazione tecnica, salvo che l'assemblea condominiale abbia autorizzato il distacco sulla base di una propria, autonoma valutazione del loro non verificarsi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Novembre 2016, n. 22285. Segue...
Regolamento di condominio – Divieto di adibire l’immobile a B&B – Effetti.
Il condomino non può destinare l’immobile ad affittacamere (o B&B) ove il regolamento di condominio lo vieti. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 07 Gennaio 2016, n. 109. Segue...
Animali – Collocazione concettuale nel codice civile – Cose mobili – Interpretazione evolutiva – Sussiste – Esseri senzienti..
L’animale non può essere più collocato nell’area semantica concettuale delle “cose” dovendo essere riconosciuto come “essere senziente”. Non essendo l’animale una «cosa», bensì un essere senziente, è legittima facoltà dei coniugi – in sede di separazione – quella di regolarne la permanenza presso l’una o l’altra abitazione e le modalità che ciascuno dei proprietari deve seguire per il mantenimento dello stesso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Marzo 2013. Segue...
Condominio negli edifici - Rendiconto della gestione - Dovere dell'amministratore di inviare le copie della contabilità prima dell'assemblea - Esclusione..
L’art. 1130, ultimo comma, c.c., nello stabilire che l’amministratore, alla fine di ciascun anno, deve rendere il conto della sua gestione, non menziona a quali adempimenti debba attenersi prima di presentare il rendiconto all’assemblea. Egli non é quindi tenuto – ove il regolamento di condominio non lo disponga espressamente – ad inviare, prima della convocazione dell’assemblea, le copie della contabilità pertinente la sua gestione annuale, posto che non è possibile estendere in via analogica alla disciplina del condominio i principi che regolano il deposito dei bilanci delle società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 19 Gennaio 2011. Segue...