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Timestamp: 2019-11-14 08:22:39+00:00
Document Index: 49883827

Matched Legal Cases: ['art. 693', 'art. 693', 'art. 696', 'art. 28', 'art. 208', 'art. 140', 'art. 693', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 47', 'art. 26', 'art. 693', 'art. 693', 'art. 697', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 698', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 695', 'art. 696', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 48', 'art. 696', 'art. 48', 'sentenza ']

Art. 693 cod. proc. civile: Istanza | La Legge per tutti
In caso d’eccezionale urgenza, l’istanza può anche proporsi al tribunale del luogo in cui la prova deve essere assunta.
Istanza; 1.1. Mancata indicazione del giudice di merito; 1.2. Deroga per connessione; 1.3. Fori alternativi; 2. Inderogabilità della competenza e foro convenzionale; 3. Competenza delle sezioni specializzate agrarie e dei tribunali delle acque; 3.1. Competenza del presidente della sezione specializzata; 3.2. Accertamento disposto da giudice incompetente; 3.3. Utilizzabilità; 4. Casi di eccezionale urgenza; 4.1. Istanza in pendenza di causa; 4.2. Ambito; 4.3. Competenza in caso di eccezionale urgenza; 4.4. Ricorribilità; 5. Sull’inammissibilità del regolamento di competenza.
Con riguardo ai procedimenti di istruzione preventiva - ai quali è applicabile l’art. 693, comma primo, c.p.c., che prevede che l’istanza si propone con ricorso da presentarsi al giudice che sarebbe competente per la causa di merito - deve intendersi con quest’ultima espressione la causa che ha ad oggetto le domande o le eccezioni (art. 693 comma 3), i cui fatti costitutivi o, rispettivamente, impeditivi, modificativi od estintivi il ricorrente in istruzione preventiva intende far accertare l’effettivo esercizio del suo diritto alla prova. Cass. 28 maggio 1996, n. 4940.
1.1. Mancata indicazione del giudice di merito.
Con riguardo all’istanza di accertamento tecnico preventivo (art. 696 c.p.c.), che non contenga indicazione dell’oggetto del giudizio di merito in relazione al quale l’accertamento viene richiesto, l’ordinanza del Presidente del Tribunale che abbia accolta la detta istanza, ma non si sia ancora pronunciata sui quesiti da formulare al consulente tecnico, riservandoli all’udienza fissata per il giuramento dell’ausiliare, non è impugnabile neppure con regolamento di competenza, non configurando un provvedimento conclusivo del procedimento di istruzione preventiva, per cui sia stata esercitata compiutamente la potestà cautelare. Cass. 14 ottobre 1991, n. 10773.
1.2. Deroga per connessione.
Con riferimento ad istanza di accertamento tecnico preventivo, la competenza del presidente del tribunale cui sarà devoluta la causa di merito, secondo le previsioni degli artt. 693 e 696 c.p.c., non può trovare deroga in relazione alla pendenza davanti ad altro tribunale di una causa connessa, atteso che il rapporto di connessione assume rilevanza, ai fini della competenza, solo rispetto a controversie parimenti pendenti. Cass. 27 novembre 1991, n. 12681.
1.3. Fori alternativi.
Agli effetti previsti dagli artt. 693 e 698 c.p.c., qualora per la causa di merito concorrano fori territoriali alternativi in base agli artt. 18, 19 e 20 c.p.c., il procedimento di istruzione preventiva espletato dinanzi a uno dei giudici che sarebbe competente per detta causa conserva la sua efficacia anche se il successivo giudizio di merito venga instaurato davanti a un giudice diverso che sia del pari competente a conoscere della controversia. Cass. 12 giugno 1987, n. 5147.
Inderogabilità della competenza e foro convenzionale.
L’inderogabilità della competenza territoriale nei procedimenti cautelari, ex art. 28 c.p.c., attiene al criterio di collegamento direttamente previsto per l’emissione del provvedimento, ma tale criterio di collegamento, ove consista nella coincidenza col foro della causa di merito, non comporta inderogabilità della competenza per detta causa e pertanto, ove la competenza per la causa di merito sia stata convenzionalmente derogata, le parti dovranno rivolgersi inderogabilmente a quel foro convenzionale per ottenere quelle misure cautelari (nella specie: accertamento tecnico preventivo) che siano dalla legge devolute al giudice «che sarebbe competente per la causa di merito». Cass. 13 gennaio 1982, n. 185.
Competenza delle sezioni specializzate agrarie e dei tribunali delle acque.
La competenza a disporre un accertamento tecnico preventivo, che sia strumentale rispetto ad una domanda di risarcimento dei danni dipendenti da un provvedimento amministrativo in tema di governo delle acque pubbliche (nella specie, danni alle colture, per effetto della presenza di sali e cloruri nelle acque di irrigazione imputabile a provvedimento del sindaco), spetta al tribunale regionale delle acque pubbliche, ai sensi degli artt. 693, primo comma, e 696 c.p.c., applicabili in base al rinvio contenuto nell’art. 208 del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, appartenendo a tale tribunale la cognizione della suddetta domanda, ex art. 140 lett. e) del R.D. citato. Cass. 24 marzo 1992, n. 3611; Cass., Sez. Un., 14 marzo 1983, n. 1879.
In tema di contratti agrari, l’accertamento tecnico preventivo - anche nel caso dell’eccezionale urgenza previsto dal secondo comma dell’art. 693 c.p.c. - rientra nella competenza della sezione specializzata agraria, stante la vis attractiva stabilita dall’art. 26 della legge 11 febbraio 1971, n. 11, che considera tutti i provvedimenti di cui al capo III, titolo I del libro IV del codice di procedura civile, senza porre eccezione alcuna né riguardo al tipo d’istruzione, né riguardo all’ipotesi d’urgenza. Cass. lav., 14 aprile 1982, n. 2238.
3.1. Competenza del presidente della sezione specializzata.
Nelle controversie di competenza delle sezioni specializzate agrarie per i provvedimenti concernenti atti di istruzione preventiva, dovendo trovare applicazione (art. 26 comma 2, l. 11 febbraio 1971, n 11) gli artt. 695 e 696 c.p.c., secondo i quali il provvedimento richiesto e emesso dal presidente del giudice collegiale competente, la relativa competenza appartiene al presidente della sezione specializzata agraria, salva la concorrente competenza del presidente del tribunale, ove lo stesso non sia anche presidente della sezione specializzata agraria, a norma dell’art. 47, secondo comma, dell’ordinamento giudiziario. Cass. lav., 24 aprile 1981, n. 2496.
Tra i provvedimenti cautelari riservati alle sezioni specializzate agrarie in relazione alle controversie ad esse devolute (nelle quali vanno comprese non solo le vertenze riguardanti i rapporti d’affitto previsti dalla legge citata, ma anche quelle insorte per qualsiasi altro contratto agrario, come la mezzadria e la colonia parziaria) rientra l’accertamento tecnico preventivo, la cui ammissione, trattandosi di un provvedimento di natura prettamente tecnica, prodromico all’eventuale istituzione di un giudizio, deve essere disposta non collegialmente dalla sezione, non ancora investita della controversia, bensì dal presidente della medesima. Cass. 11 luglio 1983, n. 4712.
3.2. Accertamento disposto da giudice incompetente.
Alla sezione specializzata agraria, ai sensi dell’art. 26 della legge n. 11 del 1971, sono riservati i provvedimenti di istruzione preventiva, in riferimento ai giudizi ad essa devoluti, anche nel caso dell’eccezionale urgenza di cui all’art. 693, secondo comma, c.p.c.: ne consegue che l’accertamento tecnico preventivo disposto dal pretore in violazione di tale inderogabile competenza per materia è affetto da nullità (rilevabile d’ufficio anche in cassazione) e, quindi, inefficace ai fini della decisione della causa, a nulla rilevando che il provvedimento, prima dell’inizio delle operazioni peritali, sia stato notificato alla controparte, consentendole di parteciparvi anche con l’assistenza di un consulente tecnico. Cass. 11 maggio 1989, n. 2145; conforme Cass. 27 marzo 1984, n. 2026.
3.3. Utilizzabilità.
Anche ai tribunali regionali delle acque pubbliche appartiene la competenza a disporre un accertamento tecnico preventivo nei giudizi agli stessi devoluti, con la conseguenza che l’accertamento tecnico preventivo disposto davanti ad altro giudice è affetto da nullità; nondimeno, gli elementi emersi dal procedimento di istruzione preventiva disposto dal giudice in sede ordinaria, pur non potendo formare oggetto di formale acquisizione nelle controversie sottratte alla cognizione del giudice in sede ordinaria e riservate alla competenza dei tribunali delle acque, possono, per converso, essere legittimamente allegati dalla parte interessata e valutati dal giudice specializzato come fatto storico, alla stregua di una mera constatazione di una situazione di fatto in essi rappresentata, specie se ad essa abbia poi fatto riferimento il consulente tecnico nominato dallo stesso tribunale delle acque. Cass., Sez. Un., 20 gennaio 2006, n. 1066; conforme Cass., Sez. Un., 25 novembre 1998, n. 11933.
Casi di eccezionale urgenza.
L’eccezionale urgenza - che consente ai sensi dell’art. 693, comma secondo, c.p.c. di domandare l’ammissione dei mezzi istruttori previsti dagli artt. 692 e 696 c.p.c. al pretore del luogo ove devono essere assunti e ai sensi dell’art. 697 comma primo c.p.c. di ottenerli anche inaudita altera parte - è una connotazione particolare e più accentuata del requisito dell’urgenza, presupposto necessario per instaurare il procedimento di istruzione preventiva; perciò va valutata dal giudice a cui è rivolta la relativa istanza sulla base delle implicazioni configurabili in astratto al momento della sua proposizione. Cass. 17 settembre 1996, n. 8309.
4.1. Istanza in pendenza di causa.
L’istanza di istruzione preventiva, quando già penda la causa di merito, va proposta al giudice investito della causa stessa, anche in caso di eccezionale urgenza, stante la stretta connessione dei provvedimenti cautelari con il giudizio di merito, il cui risultato definitivo essi tendono a salvaguardare. Cass. 29 ottobre 1994, n. 8943.
4.2. Ambito.
Il requisito della eccezionale urgenza che, a norma del combinato disposto degli artt. 696, 692 e 693, secondo comma, c.p.c., giustifica la richiesta di consulenza tecnica preventiva al pretore del luogo in cui la consulenza deve essere espletata, anziché al giudice che sarebbe competente per la causa di merito, costituisce un particolare e più rilevante aspetto del requisito dell’urgenza che, di norma, deve ricorrere per poter far luogo al procedimento di istruzione preventiva, la cui sussistenza deve essere valutata non già a posteriori, e cioè alla stregua della situazione che viene a delinearsi, in concreto, nel corso del successivo giudizio ma con riferimento alle ipotesi e ai profili, necessariamente molteplici, che, in astratto, possono configurarsi nel momento in cui viene richiesta l’ammissione della consulenza tecnica preventiva. Cass. lav., 19 febbraio 1972, n. 486.
4.3. Competenza in caso di eccezionale urgenza.
La competenza sul ricorso per accertamento tecnico preventivo, nel caso di eccezionale urgenza, appartiene al pretore del luogo in cui l’accertamento deve essere eseguito, e non al giudice che sarebbe competente sulla causa di merito. Cass. 16 novembre 1993, n. 11324.
Per il combinato disposto degli articoli 693, secondo comma, e 696, primo comma, c.p.c., nei procedimenti di istruzione preventiva, la deroga alla competenza del giudice che sarebbe competente per la causa di merito, nelle ipotesi di eccezionale urgenza, non è limitata alla sola assunzione di testimoni, ma si estende anche all’accertamento tecnico preventivo. Cass. 16 novembre 1993, n. 11292.
4.4. Ricorribilità.
La questione relativa alla sussistenza dell’eccezionale urgenza di un accertamento tecnico preventivo che, ai sensi degli artt. 693 e 696 c.p.c., consente la proposizione della relativa istanza al pretore, invece che al giudice competente per il merito, non può essere riesaminata in sede di legittimità. Cass. 23 giugno 1972, n. 2109.
Sull’inammissibilità del regolamento di competenza.
La decisione del giudice di merito sulla competenza non può mai ritenersi implicita, ma affinché possa acquistare efficacia di giudicato è necessario che sia adottata con le forme di rito e, dunque, nel rito ordinario, previo invito delle parti alla precisazione delle conclusioni. È, di conseguenza, inammissibile il regolamento di competenza avverso l’ordinanza con la quale il giudice di merito, nonostante l’eccezione di incompetenza sollevata dal convenuto, abbia adottato provvedimenti istruttori (nella specie disponendo un accertamento tecnico preventivo in corso di causa). Cass. 30 dicembre 2011, n. 30254.
Il regolamento di competenza avverso il provvedimento ammissivo di un accertamento tecnico preventivo è inammissibile, ancorché ravvisabile una pronuncia implicita sulla competenza, perché l’inammissibilità avverso di esso del ricorso per Cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., derivante dalla natura provvisoria e strumentale al giudizio di merito del provvedimento, determina l’impossibilità per la Suprema Corte di risolvere, attraverso il regolamento di competenza, una questione di cui non può esser investita ai sensi dell’ art. 111 Cost. Cass. 3 aprile 1999, n. 3276.
Il provvedimento che ammette l’accertamento tecnico preventivo non è suscettibile di ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., trattandosi di provvedimento connotato dal carattere della provvisorietà e strumentalità, come risulta dall’art. 698 c.p.c., secondo il quale l’assunzione preventiva dei mezzi di prova non pregiudica le questioni relative alla loro ammissibilità e rilevanza, né impedisce la loro rinnovazione nel giudizio di merito. Consegue che avverso tale provvedimento non è ammissibile neppure il regolamento di competenza, anche nell’ipotesi in cui sia ravvisabile una pronunzia sulla competenza del giudice che li adotta, non potendo ritenersi che il giudice di legittimità possa risolvere quella stessa questione di competenza della quale non potrebbe essere investito a norma dell’art. 111 Cost. Cass., Sez. Un., 21 luglio 1998, n. 7129.
È inammissibile l’istanza di regolamento di competenza avverso il provvedimento declinatorio della competenza emesso dal giudice adito in sede di ricorso per l’accertamento tecnico preventivo ai sensi degli artt. 693 e 696 c.p.c., attesa la natura puramente delibativa e provvisoria dell’accertamento della competenza, che è soggetto a controllo da parte del giudice adito per il merito e che ha il contenuto interlocutorio e precario delle ordinanze istruttorie, malgrado si presenti come conclusivo di un procedimento speciale, mentre il ricorrente può sempre riproporre l’istanza allo stesso giudice o rivolgersi al giudice indicato come competente, senza pregiudizio, per la futura proposizione del giudizio di merito davanti al giudice che egli ritiene competente. Cass. 14 ottobre 1982, n. 6870.
I provvedimenti cautelari, pronunciati nel corso dei procedimenti sommari previsti e disciplinati dagli artt. 633-705 c.p.c. (nella specie, ammissione di accertamento tecnico preventivo), non sono impugnabili con istanza di regolamento di competenza, ancorché risolvano una questione di competenza insorta fra le parti. Ciò consegue dal carattere d’urgenza dei provvedimenti cautelari, tale da non tollerare remore od intralci per effetto della proposizione di mezzi d’impugnazione, nonché dal fatto che il presupposto processuale della competenza del giudice adito si traduce in un requisito di legittimità dei provvedimenti medesimi, la cui esistenza va controllata con la sentenza che definisce il successivo procedimento di cognizione ordinaria. Cass. 19 luglio 1977, n. 3217.
I provvedimenti, aventi forma di ordinanza, con i quali il giudice dichiara la sua competenza e dispone mezzi di prova, risolvono solo in via provvisoria la questione di competenza come mezzo al fine di provvedere circa il processo. Pertanto, poiché il giudice di merito, davanti al quale sia invocato un precedente accertamento preventivo, ha il potere-dovere di esercitare il controllo di legittimità sull’esistenza o meno di tutte le condizioni di ammissibilità del provvedimento che ha disposto l’accertamento, deve ritenersi inammissibile il rimedio del regolamento di competenza avverso le eventuali declaratorie di competenza che si rinvengano nel provvedimento con cui fu disposto l’accertamento preventivo. Cass. lav., 13 agosto 1968, n. 2852.
In tema di accertamento tecnico preventivo, avverso il provvedimento ammissivo della prova preventiva - il quale non è impugnabile, ex art. 695 c.p.c., richiamato dal successivo art. 696, e contro il quale non è esperibile il reclamo di cui all’art. 669-terdecies c.p.c., non espressamente richiamato dall’art. 669-quaterdecies, senza che l’esclusione del reclamo faccia sorgere dubbi di legittimità costituzionale - può essere proposto regolamento di competenza. Cass. 28 maggio 1996, n. 4940.
Il provvedimento con cui il giudice, risolvendo implicitamente o esplicitamente in sede di accertamento tecnico preventivo una contestazione in ordine alla propria competenza, ammette il mezzo richiesto è impugnabile con l’istanza di regolamento di competenza, avendo esso il contenuto sostanziale di una sentenza, salvo il potere del giudice a quo di autorizzare gli atti urgenti a norma dell’art. 48, comma secondo, c.p.c. Cass. 29 ottobre 1994, n. 8943.
Il provvedimento con il quale il giudice, cui è chiesto un accertamento tecnico preventivo a norma dell’art. 696 c.p.c., risolvendo una contestazione in ordine alla propria competenza decida positivamente - con una pronuncia esplicita o implicita - ammettendo il mezzo richiesto, è impugnabile con il regolamento di competenza, perché detto giudice non si limita a dare disposizioni di carattere meramente ordinatorio ma emette riguardo alla competenza un provvedimento di carattere decisorio e definitivo, senza che l’esercizio di tale decisione contrasti con la natura urgente dell’accertamento richiesto, stante la facoltà del giudice di autorizzare il compimento degli atti urgenti a norma dell’art. 48 c.p.c. Cass. 14 gennaio 1984, n. 308.
Il presidente del tribunale chiamato a provvedere sull’istanza di accertamento tecnico preventivo ai sensi degli artt. 693 e 696 c.p.c. è investito di potestas decidendi in ordine alla competenza, ossia alla pertinenza di detta procedura a lui stesso o ad altro ufficio giudiziario, senza necessità, nell’ipotesi di contestazione al riguardo, di provocare una pronuncia del tribunale come organo collegiale. Ne consegue che il provvedimento con il quale il presidente del tribunale risolve una contestazione in ordine alla propria competenza ha al riguardo contenuto sostanziale di sentenza e quindi è impugnabile con l’istanza di regolamento di competenza. Cass. 13 gennaio 1982, n. 185.