Source: http://studiolegaledmg.it/news.php?start=20&da_numero=0
Timestamp: 2020-01-22 13:55:45+00:00
Document Index: 99806002

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 140', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 110', 'art. 9']

#DEBITO #AGENZIA #ENTRATE-RISCOSSIONE (#EQUITALIA): I Pubblici Ministeri indagano per interessi da usura riscontrate nelle cartelle esattoriali.
martedì 26 novembre 2019 - 20:40
Con sentenza del Luglio 2018, la Commissione Tributaria di Salerno ha accolto il ricorso di un contribuente sospendendo il pagamento della sua cartella e disponendo, altresì, l'invio degli atti alla Procura della Repubblica al fine di verificare se sanzioni e interessi applicati abbiano un risvolto penale, ovvero se superino la soglia stabilita per configurare il reato di usura. I Giudici hanno rilevato che le percentuali di mora indicate nelle cartelle avevano raggiunto il 9%, mentre il limite di legge sugli interessi era compreso tra il 6 e l'8% e, pertanto, hanno ritenuto di dover porre sotto la lente degli inquirenti tutti i calcoli che hanno portato l'Agenzia delle Entrate a richiedere tali somme. Non si tratta di un caso isolato. È infatti la seconda volta che la commissione tributaria campana prende una decisione di questo tenore: anche due anni fa le carte erano finite sotto i fari della magistratura per un caso analogo proprio al fine di difendere i contribuenti da un sistema che, purtroppo, non consente facilmente di verificare se gli interessi che si trovano a pagare siano o meno fuorilegge. Il nostro studio da anni si occupa di analizzare e gestire i debiti tributari.
#DEBITO SOCIETARIO #FALLIMENTO: SUPERSOCIETA' DI FATTO OCCORRE PROVARE L'INSOLVENZA
lunedì 25 novembre 2019 - 12:11
Il Tribunale di Macerata con decreto del 3 luglio 2019 si è pronunciato riguardo al fallimento della supersocietà di fatto precisando in particolare che, a tal proposito, sia necessario provare concretamente l'insolvenza della stessa. Pertanto, assodata la rilevanza dell'orientamento, soprattutto per gli "addetti ai lavori" riportiamo quanto disposto ossia che " per la dichiarazione di fallimento di una società di fatto occorre accertare lo stato di insolvenza, non potendosi procedere l'estensione automatica del fallimento di uno dei soci. La verifica della sussistenza dello stato di insolvenza può essere effettuata muovendo, quale fatto indiziante, da uno o più soci, ovvero del socio cui era inizialmente imputabile l'attività economica, tramite la valutazione di indici probatori presuntivi, sulla base di un'analisi avente ad oggetto una situazione patrimoniale virtualmente consolidata". Lo studio legale DMG ha maturato nel corso degli anni una consolidata esperienza nel campo del contenzioso societario e fallimentare grazie alla quale riesce a tutelare al meglio i diritti del proprio assistito
#DEBITO AGENZIA #ENTRATE-RISCOSSIONE: Nuova Pace Fiscale per il 2020?
venerdì 22 novembre 2019 - 19:35
Un interessante emendamento è in questi giorni in discussione nella Legge di Bilancio 2020 per far entrare nella rottamazione anche gli avvisi bonari oltre che reiterare i termini per una rottamazione quater. Lo sottoponiamo alla vostra attenzione perché molti contribuenti sono rimasti esclusi dalla pace fiscale e soprattutto dalla definizione agevolata delle cartelle semplicemente perché non avevano cartelle da rottamare, ma avvisi bonari che hanno preferito pagare prima e a rate. Ora potrebbe esserci una soluzione anche per loro: è stato infatti presentato un emendamento alla legge di bilancio 2020 che vuole estendere i benefici della rottamazione anche alle comunicazioni di irregolarità, o avvisi bonari, ai fini delle imposte dirette e dell'Iva. Se questo emendamento dovesse essere approvato, diventerebbe possibile accedere alla rottamazione per tutti coloro che stanno pagando a rate le somme stabilite negli avvisi bonari; l'unica condizione è che bisogna essere in regola con i pagamenti rateali, e l'unica incertezza riguarda i tempi, o meglio stabilire a quali avvisi bonari si applicherà il provvedimento. Attendiamo gli sviluppi
#CRISI DI #IMPRESA
Il 5 dicembre 2019 abbiamo organizzato un evento nel quale parleremo di Crisi di Impresa e risponderemo alle domande che gli iscritti ci rivolgeranno. Per informazioni ed iscrizioni di seguito i link http://webinar.studiolegaledmg.linfa.it/
#DEBITO #AGENZIA #ENTRATE-RISCOSSIONE: Sono nulle le cartelle esattoriali nelle quali non viene indicato il calcolo degli interessi
giovedì 21 novembre 2019 - 12:16
La Corte di Cassazione già nel 2014, nel 2016 e più recentemente con Sentenza n. 15554/2017 ha affermato che devono considerarsi nulle le cartelle di pagamento nelle quali non sia indicato il criterio di calcolo degli interessi sulla base del fatto che il contribuente è tenuto a comprendere ogni elemento contenuto nella cartella medesima. Nella stessa, infatti, devono essere obbligatoriamente riportati elementi quali: i tassi applicati nonché la data di consegna del ruolo. Il principio della Cassazione è infatti chiaro: "in tema di riscossione delle imposte sul reddito, la cartella di pagamento degli interessi maturati su un debito tributario deve essere motivata; non rilevando che il debito sia stato riconosciuto in una sentenza passata in giudicato, dal momento che il contribuente dev'essere messo in grado di verificare la correttezza del calcolo degli interessi (...)". Qualora non vi sia stata alcuna indicazione circa la modalità di calcolo degli interessi, l'indicazione del capitale e del tasso di interesse applicato, la cartella può essere impugnata e annullata.
#DEBITO #BANCARIO - #NTERESSI #USURA #TASSO SOGLIA: Gli interessi convenzionali di mora sono soggetti all'applicazione della normativa antiusura.
lunedì 18 novembre 2019 - 19:58
Secondo la sentenza della Corte di Cassazione n 26286/2019, del 17 ottobre , Sezione n. 3 civile, è stato ribadito che "Nei rapporti bancari, anche gli interessi convenzionali di mora, al pari di quelli corrispettivi, sono soggetti all'applicazione della normativa antiusura, con la conseguenza che, laddove la loro misura oltrepassi il c.d. "tasso soglia" previsto dalla L. 7 marzo 1996, n. 108, articolo 2, si configura la cosiddetta usura c.d. "oggettiva" che determina la nullità della clausola ai sensi dell'articolo 1815 c.c., comma 2. Non è di ostacolo la circostanza che le istruzioni della Banca d'Italia non prevedano l'inclusione degli interessi di mora nella rilevazione del T.E.G.M. (tasso effettivo globale medio), che costituisce la base sulla quale determinare il "tasso soglia". Infatti, poiché la Banca d'Italia provvede comunque alla rilevazione della media dei tassi convenzionali di mora (solitamente costituiti da alcuni punti percentuali da aggiungere al tasso corrispettivo), è possibile individuare il "tasso soglia di mora" del semestre di riferimento, applicando a tale valore la maggiorazione prevista dalla L. n. 108 del 1996, articolo 2, comma 4. Tuttavia, resta fermo che, dovendosi procedere ad una valutazione unitaria del saggio di interessi concretamente applicato - senza poter più distinguere, una volta che il cliente è stato costituito in mora, la "parte" corrispettiva da quella moratoria -, al fine di stabilire la misura oltre la quale si configura l'usura oggettiva, il "tasso soglia di mora" deve essere sommato al "tasso soglia" ordinario (analogamente a quanto previsto dalla sentenza delle Sezioni unite n. 16303 del 2018, in tema di commissione di massimo scoperto)" Ancora una volta le tesi dispiegate dal nostro Studio ricevono un'altra importante conferma giurisprudenziale.
#DEBITO #AGENZIA #ENTRATE-RISCOSSIONE: Il Giudice di Pace di Bologna accoglie il Ricorso presentato dal nostro Studio contro cartelle esattoriali notificate al contribuente dal Fisco
venerdì 15 novembre 2019 - 18:31
Con la recentissima Sentenza n. 3163/2019, il Giudice di Pace di Bologna ha accolto totalmente il Ricorso presentato dal nostro Studio a tutela del Contribuente, al quale erano state notificate dal #Agenzia Entrate Riscossione (#Equitalia) diverse cartelle esattoriali aventi ad oggetto pagamenti di #contravvenzioni stradali. Il Giudice, sposando la nostra tesi difensiva, ha ritenuto di annullare le cartelle impugnate per intervenuta prescrizione nel termine di cinque anni, in quanto l'Ente Riscossore non provava in giudizio l'esistenza di atti interruttivi delle stesse attraverso l'allegazione delle previste notifiche. In più sanciva un ulteriore assunto fondamentale, ossia che in pendenza di rateizzazione delle cartelle richiesta al Fisco, è comunque possibile eccepire la prescrizione! Anche questa ulteriore pronuncia ottenuta dal nostro Studio a favore dei nostri clienti dimostra che è sempre utile valutare la effettiva dovutezza delle somme sottoponendo la questione a professionisti che si occupano della materia.
#DEBITO #TRIBUTARIO: Gestirlo ora è possibile anche nella fase dell'accertamento
giovedì 14 novembre 2019 - 20:54
Molto spesso accade che l'imprenditore si trovi nella condizione di dover fare i conti con il Fisco per scelte contabili effettuate dal proprio consulente fiscale che mettono in allarme l'Agenzia delle Entrate, soprattutto se dai bilanci l'impresa risulta in perdita o nel caso in cui si faccia richiesta di liquidazione dell'iva a credito. A questo punto partono gli accertamenti sulla posizione fiscale dell'azienda. Così è accaduto ad una S.a.s., cliente dello Studio, che si è vista notificare avvisi di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per un totale di imposte, sanzioni ed interessi pari circa a 180.000,00 euro, non solo a carico della società ma anche dei soci della medesima ugualmente responsabili. All'esito dell'accertamento con adesione presentato dallo Studio a tutela del Contribuente, l'Avv. Di Maso è riuscito nell'intento di far rideterminare la somma accertata in soli 30.000,00 euro, evitando una più che probabile chiusura della società. La gestione del debito tributario è possibile anche nella fase dell'accertamento grazie all'aiuto di professionisti del settore, i quali con le giuste ed appropriate difese possono tutelare al meglio gli interessi dell'impresa.
#NULLITA' #AGENZIA DELLE ENTRATE E RISCOSSIONE: La cartella di pagamento non notificata agli eredi in maniera collettiva e impersonale è nulla.
mercoledì 13 novembre 2019 - 19:17
La Corte di Cassazione con l'ordinanza del 15 gennaio 2019 n. 736, accogliendo il ricorso degli eredi di un contribuente nei confronti del quale l'Agenzia delle Entrate aveva emesso alcune cartelle di pagamento, ha stabilito che "Se il Fisco era a conoscenza del decesso del contribuente, la cartella di pagamento non notificata agli eredi in maniera collettiva e impersonale è nulla". Specificatamente, nel caso de quo, l'amministrazione finanziaria era a conoscenza della morte dell'uomo al momento della notifica dell'atto, a tal punto da riportare sulla relata di notifica che il contribuente era deceduto. Per questi motivi le cartelle erano state notificate successivamente comunque al domicilio del de cuius, nelle forme stabilite dall'art. 140 c.p.c. e non agli eredi impersonalmente e collettivamente nel domicilio fiscale del medesimo de cuius. A tal proposito, infatti, la giurisprudenza di legittimità ha disposto che "gli atti impositivi destinati al contribuente che sia deceduto, nell'ipotesi in cui sia stata eseguita la comunicazione di cui all'art. 65, comma 2, del D.P.R. n. 600/1973, da parte degli eredi circa le proprie generalità ed il proprio domicilio fiscale, devono essere diretti e notificati personalmente e nominativamente agli eredi nel domicilio fiscale da costoro comunicato. In mancanza, gli atti impositivi possono essere notificati nell'ultimo domicilio dello stesso, ma agli eredi collettivamente ed impersonalmente qualora l'Ufficio sia comunque a conoscenza del decesso del contribuente». Il nostro studio in un caso simile ha già ottenuto lo sgravio di tributi richiesti agli eredi in modo illegittimo.
#TRIBUTARIO EMISSIONE #FATTURE FALSE: Corresponsabilità penale del soggetto che le utilizza.
martedì 12 novembre 2019 - 09:52
La Corte di Cassazione non esclude l'ipotesi di "complicità" tra chi produce fatture false e il contribuente che le riceve: la condotta del primo è naturalmente connessa all'operato dell'altro. Con la sentenza n. 41124, dello scorso 8 ottobre, ha ribadito che il potenziale utilizzatore di documenti o fatture emesse per operazioni inesistenti può concorrere nella commissione del reato. Il principio ribadito dalla Suprema Corte quindi, dopo essersi pronunciati sulle altre questioni di diritto, con riferimento alla fattispecie in esame hanno stabilito quanto segue: "il potenziale utilizzatore di documenti o fatture emesse per operazioni inesistenti può concorrere, ove ne sussistano i presupposti, secondo l'ordinaria disciplina dettata dall'art. 110 c.p., con l'emittente, non essendo applicabile in tal caso il regime derogatorio previsto dall'art. 9 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 (già in tal senso Sez. 3, n. 14862 del 17.3.2010)". Alla luce di quanto ribadito dalla Suprema Corte si evidenzia che la emissione e l'utilizzazione di fatture false produce reati per entrambi i soggetti che beneficiano delle false operazioni contabili.