Source: http://comitatoisolapulita.blogspot.com/2014/04/iv-commissione-ambiente-territoriio.html
Timestamp: 2018-04-26 05:31:04+00:00
Document Index: 20983882

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 140', 'art. 3', 'art.5', 'art.6', 'art. 5', 'art. 3', 'art.5', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ']

Isola: IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIIO AUDIZIONE SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 settembre 2013 - Video Dailymotion
IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIIO AUDIZIONE SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 settembre 2013 - Video Dailymotion
Come sempre succede in questi ultimi anni in Sicilia quando si presentano delle EMERGENZE ambientali il movimento dei Cittadini denuncia l’ASSENZA di UN PIANO DELL’ARIA REGIONALE in realtà un PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA è stato approvato GAB/176 DEL 9 AGOSTO 2007
Un piano dell’aria che come dimostrato NON POTRA’ mai avere una sua efficace applicazione in quanto, il PIANO approvato nell’anno 2007 (e mai adottato per inefficacia) risulta essere il frutto della maggior parte di un COLLAGE di capitoli, paragrafi ……..
integralmente trascritti da pubblicazioni di altre Enti e di Amministrazioni quali per esempio la Regione del Veneto.
Il risultato che ne è scaturito nella redazione del PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA UN POUT-POURRI di dati siciliani e soluzioni Venete.
Infatti il Piano di Tutela Aria Sicilia risulta essere COPIATO per una PERCENTUALE del 47,26% dal Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera della Regione Veneto, significa : per ogni 10 righe del PIANO 5,3 sono “sicule” e 4,7 sono copiate dal Veneto- ogni 1,13 riga “sicula” ce n’è 1 “veneta”. La percentuale del 47,26% sale al 90,00% con le copiature dalle
altre 27 fonti. Vale a dire che per ogni 10 righe del Piano, 1 è “sicula” e 9 sono il frutto del collage “veneto ed altre fonti”
La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, esprime compiacimento per le iniziative intraprese sull’argomento in merito al
quale ha dato risposta alle interrogazioni presentate.
Sostiene che il ritiro del piano comporterebbe una lacuna e che, pertanto, sarebbe più opportuno procedere ad un aggiornamento dello stesso.
XVI Legislatura Numero 40 del 15.04.13
N. 40 - Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti  il  piano  (v. nota)    regionale di risanamento della qualità dell'aria.
Al Presidente della Regione e  all'Assessore  per il territorio e l'ambiente, rilevato che:
più  di  5  anni  fa,  il   21   novembre   2007, Legambiente Sicilia  denunciava  in  una  conferenza stampa, che il Piano Regionale di coordinamento  per la  tutela   della   qualità   dell'aria   ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab  del  9 agosto 2007 dall'Assessore per il territorio Rossana Interlandi, era un copiato dall'omologo Piano  della Regione Veneto di alcuni anni  addietro,  nonché  un collage di capitoli, paragrafi,  ecc.  integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri  Enti ed Amministrazioni;
gli autori, coordinati dal dirigente responsabile del Servizio 3 Tutela dall'inquinamento  atmosferico del Dipartimento Ambiente, Salvatore  Anzà,  non  si
erano neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano  attinto,  era  già  stato  bocciato   dalla Comunità europea parecchi anni  prima,  né  che  nel copia e incolla si erano generate inedite  comunanze e similitudini tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il  sistema  aerologico padano della Regione siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento domestico a  causa della rigidità del clima, l'incremento  delle  piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi  e  dei  canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani  al fine  del  miglioramento  del  traffico  urbano,  la persistenza delle Comunità montane, ecc;
la vicenda suscitava, a causa dei  suoi  risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico  e  nell'opinione  pubblica  regionale   e nazionale,  attirando  persino  l'attenzione   della trasmissione satirica Striscia  la  notizia  che  vi dedicava un esilarante servizio, nel corso del quale il dirigente  generale  del Dipartimento  Ambiente, Pietro Tolomeo,  per  giustificare  l'abnormità  dei
fatti, arrivava a definirli frutto di pochi refusi , tuttavia lasciandosi scappare che  nel  copiare  può succedere;
l'Assessore Interlandi nominava  una  commissione d'inchiesta per gli accertamenti del  caso  e  delle responsabilità,  ma  la   commissione,   di   fronte all'imbarazzante situazione,  si  trincerava  dietro un'enigmatica   astensione   dal   rilasciare    una
a  distanza   di   circa   4   mesi   l'Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab  del  12  marzo 2008,  riteneva  di  sanare  le  abnormità  con   la semplice  eliminazione  dal  testo  del  Piano   dei riferimenti più spiccatamente padani,  ma  lasciando
il c.d. Piano regionale di coordinamento  per  la tutela  della  qualità  dell'aria ambiente   della Regione Siciliana, vale a dire un  documento  frutto di un mero assemblaggio, operato con il  metodo  del copia ed incolla, di porzioni di documenti di  varia estrazione e provenienza, alcuni dei  quali  persino di   scarsa   attinenza   e   molti   altri    anche temporalmente superati  (basti  considerare  che  il Piano della Regione Veneto risaliva all'anno 2000 ed era stato bocciato dalla  Comunità  europea),  tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e  risanamento della qualità dell'aria;
detto  Piano  continua  inspiegabilmente  e  poco decorosamente a  risultare  un  documento  ufficiale della Regione siciliana e  ad  essere  inserito  nel sito istituzionale   dell'Assessorato   Territorio, senza  che  i  vertici  politici  dell'Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento  Ambiente  ed  i responsabili dell'ufficio  competente  che  si  sono succeduti abbiano ritenuto di  intervenire  al  fine della sua revoca;
a fine gennaio  di  quest'anno  il  Tribunale  di Palermo ha depositato le motivazioni della  sentenza n. 5455/2012, con la quale si sancisce che  il  c.d.
Piano  regionale  per  la   tutela   della   qualità dell'aria contiene vistose copiature di un piano  di un'altra regione e si condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione l'allora responsabile del Servizio 3  del Dipartimento  Ambiente  e  coordinatore  del   Piano copiato dott. Salvatore Anzà, poichè  nell'esercizio delle sue funzioni aveva redatto e inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali,  una  serie di  note   su   carta   intestata   dell'Assessorato Territorio  dai  contenuti  opinabili  in  danno  di Legambiente e del  suo  Presidente  Regionale  arch. Domenico  Fontana  per  aver  essi  smascherato   la copiatura del Piano; lo scorso  13  marzo  il  GUP  del  Tribunale  di Palermo ha rinviato  a  giudizio,  proprio  per  non avere mai adottato  un  vero  Piano  di  risanamento della  qualità  dell'aria,  nonostante   fossero   a conoscenza  dei  dati   allarmanti   sulla   qualità dell'aria, gli ex  Presidenti  della  Regione,  Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli  assessori pro  tempore  dell'Assessorato   al   Territorio   e Ambiente,  Francesco  Cascio,  Rossana   Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, ed il processo si aprirà il prossimo 3 giugno;
quali iniziative ritengano di  voler  adottare, ed in che tempi (dopo quasi 6 anni)  per  la  revoca immediata del Piano copiato;
come intendano procedere per fare  emergere  le responsabilità degli autori e le  coperture  di  cui gli stessi hanno potuto godere nel corso  di  questi anni, anche come segnale forte di  abbandono  di  un deleterio modus operandi;
per  quali  motivi  il  Piano  copiato   abbia continuato fino ad ora a fare bella mostra sul  sito istituzionale dell'Assessorato Territorio senza  che nessuno sia intervenuto  al  riguardo  nonostante  a conoscenza  della  copiatura  e  quindi  della   non  conformità,   il   tutto   ancor    più    aggravato dall'intervenuta  condanna  penale  a   carico   del responsabile della  redazione  della  copiatura  del
Piano; per quali motivi siano rimaste
senza risposta, a distanza di oltre 4
mesi, le richieste di ritiro del
Piano inoltrate all'attuale
assessore al territorio da parte
di Legambiente e
della CGIL, ulteriormente
sollecitate, anche con
formale diffida, dalle associazioni Comitato Cittadino Isola Pulita,
AugustAmbiente, Italia Nostra, WWF
Palermo, disattendendo le
norme sui procedimenti
e sulla trasparenza
se siano stati
intrapresi provvedimenti nei confronti del dott. Salvatore Anzà a seguito
della sua condanna e se il Governo
intenda costituirsi parte civile
nel processo contro gli ex Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e
Raffaele Lombardo, e gli
ex Assessori per il
territorio, Francesco Cascio, Rossana
Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, che si aprirà il 3 giugno
prossimo presso il Tribunale di Palermo;
quando intendano
adottare un vero
Piano regionale di risanamento della qualità dell'aria.
(Gli interpellanti chiedono lo
svolgimento con urgenza) (15
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO -
CIACCIO - CIANCIO FERRERI - FOTI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI
SIRAGUSA - TRIZZINO
- VENTURINO - ZAFARANA
Con nota prot. n. 27896/INTERP.16 del
4 giugno2013, il
ha delegato'Assessore per il
territorio e l'ambiente.
N 51 - Iniziative per
l'adozione del Piano
Regionale di coordinamento per la
tutela della qualità dell'aria ambientale
specificatamente predisposto per
il territorio siciliano.
Presidente della Regione e all' Assessore
per il territorio e l'ambiente, visti:
la direttiva 1996/62/CE in materia di
valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente;
direttive 1999/30/CE, 2000/69/CE, 2002/3/CE, 2004/107/CE in materia di valori
limite di qualità dell'aria per il biossido di zolfo,
il biossido di azoto,
gli ossidi di
azoto ed altri
agenti climalteranti, nonché la quantità di ozono presente nell'aria;
2008/50/CE rubricata 'Qualità dell'aria ambiente e
per un'aria più
pulita in Europa';
D.lgs. 155/2010 di attuazione della
direttiva 2008/50/CE, il cui art. 3, comma secondo, dispone a carico
delle Regioni e
delle Province autonome l'obbligo di zonizzazione sulla base
dei criteri di cui all'appendice I del
decreto in parola;
D.A. n. 176/Gab del 2007, così come modificato dal D.A. nr. 43/Gab del
approvazione del 'Piano
qualità dell'aria ambiente';
21.11.2007, Legambiente Sicilia denunciava
la palese identità documentale tra il Piano in parola e quello approvato
dalla Regione Veneto, verificabile tra l'altro
- dalle correzioni
apportate dal citato D.A. nr.
43/Gab del 2008;
sebbene l'Assessore
regionale - Avv.
Rossana Interlandi - abbia
nominato una commissione d'inchiesta per gli accertamenti
e delle responsabilità, la stessa
alcun risultato o provvedimento in relazione alla
vexata quaestio;
la valenza nazionale ed
europea dello strumento programmatorio in parola, la Regione siciliana ad
oggi non ha
ancora provveduto a sostituire
detto Piano con
uno specificatamente realizzato
per il territorio dell'Isola;
luce dell'attuale situazione è stato avviato un
procedimento penale per
l'accertamento di eventuali
sapere quali iniziative ritengano
necessarie al fine di porre termine al quadro attuale che, allo stato, risulta
carente di un
documento di programmazione di
centrale importanza per
la salubrità dell'ambiente, del
territorio e dei cittadini.
(L'interrogante chiede
risposta scritta con urgenza)
http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=38
N. 123 - Azioni a
tutela della qualità dell'aria in Sicilia con particolare riferimento al polo
industriale della provincia di Siracusa.
10 gen 2013 Presentazione
16 gen 2013 Annuncio Aula Seduta n. 14
123 - Azioni a tutela della qualità dell'aria
in Sicilia (V.note) con
polo industriale della provincia
che la Sicilia, in presenza dei numerosi
impianti petrolchimici e termoelettrici attivi nel
proprio territorio, si piazza ai
primissimi posti nella
poco onorevole classifica delle
emissioni più ingenti e inquinanti di
PM10 e di idrocarburi non
metanici e che in
alcune zone, come quelle del
siracusano, riscontra un
conclamato aumento delle patologie
tumorali e delle ipospadie;
cloro-soda di Priolo è stato
chiuso solo alla fine del 2005 e che in
questi giorni si sta celebrando il processo giudiziario
danni sanitari subiti dai relativi lavoratori;
polo di Gela,
la Commissione per l'Autorizzazione Integrata
Ambientale (AIA) ha concluso i lavori a metà dicembre e si
in attesa del provvedimento definitivo
che, entro 24 mesi, dovrebbe ridurre le emissioni
di SO2 dagli attuali 900 mg/mc a 400 mg/mc;
navi che approdano nei porti industriali hanno l'obbligo di cambiare
l'alimentazione di motori
e apparati ausiliari solo all'interno delle rade e in prossimità dell'ormeggio ai pontili e che
dunque il contributo delle navi ai fini
dell'inquinamento è notevole,
nonostante gli stringenti vincoli
imposti dall'UE all'utilizzo di
combustibili ad alto contenuto di zolfo all'interno dei
porti, nelle aree limitrofe e nelle zone speciali;
che la qualità dell'aria delle città prossime
alla zona industriale non è migliorata
e che ripetuti blackout
e il fermo
di numerosi impianti industriali,
soprattutto nell'area di Siracusa, hanno riproposto la carenza di
trasparenza e informazioni verso le amministrazioni comunali e i cittadini
oltre che l'uso improprio delle torce come primo rimedio (e non come estremo,
quale dovrebbe essere) per
fronteggiare l'emergenza e smaltire
i gas;
che la Regione non si è ancora
dotata del prescritto Piano
di tutela dell'Aria,
il polo petrolchimico di
Gela attende il
dell'AIA mentre gli
impianti della Versalis di
Priolo non sono ancora in possesso
di tale autorizzazione;
ritengano opportuno procedere
alla revisione dei provvedimenti AIA finora concessi per verificare la prescrizione e la reale
adozione delle migliori tecnologie disponibili
(BAT), anche in ordine
sistemi tali da recuperare in tutto o in massima parte gli
off-gas per evitarne l'invio alle torce,
anche in ordine: all'adeguamento dell'impianto
IAS di Priolo
per azzerare le sue emissioni;
e alla revisione degli impianti
di desolforazione, nonché al divieto di utilizzo della H2S
nei forni, alla verifica straordinaria di tutti i
serbatoi e delle condutture al
fughe di gas incontrollate;
misure intendano adottare per
rendere più stringente il
controllo sulle navi mercantili e sui terminali petroliferi, in
particolare dove sussistono,
per di più, aree di rispetto e
tutela ambientale o di particolare
pregio archeologico;
per censire le attività di bonifica con azoto presso i depositi, gli impianti,
le linee e le navi gasiere e petroliere
e per valutarne le emissioni e per garantire
costantemente l'accesso e la
alla popolazione relative alla
qualità dell'aria ambiente, così come previsto
dal decreto legislativo 13 agosto 2010,
n. 155, e pubblicando i report giornalieri
sui siti istituzionali dei comuni
e dell'Arpa;
ritengano di dovere
accelerare l'approntamento e il varo del Piano di Tutela della Qualità dell'Aria per la Sicilia.
lo svolgimento con urgenza)
nota prot. n. 15012/IN.16 del 21 marzo 2013 il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per il territorio.
nota prot. n. 4166 del 25 settembre 2013, l'Assessore per il territorio e
l'ambiente, ai sensi dell'art. 140 comma 5, Reg. int. ARS, ha anticipato il testo scritto della risposta.
http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=10
XVI LEGISLATURA 79a SEDUTA
«Territorio ed Ambiente»
ROCCA. - «Al Presidente della Regione e all' Assessore per il territorio e
l'ambiente, visti:
direttiva 1996/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità
limite di qualità dell'aria per il
biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto ed altri agenti climalteranti, nonché la quantità di ozono
presente nell'aria;
direttiva 2008/50/CE rubricata 'Qualità dell'aria ambiente e per un'aria più
D.lgs. 155/2010 di attuazione della direttiva 2008/50/CE, il cui art. 3, comma
secondo, dispone a carico delle Regioni
e delle Province autonome l'obbligo di zonizzazione sulla base dei criteri di cui all'appendice I del decreto in parola;
D.A. n. 176/Gab del 2007, così come modificato dal D.A. nr. 43/Gab del 2008, di
approvazione del 'Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente';
21.11.2007, Legambiente Sicilia denunciava la palese identità documentale tra
il Piano in parola
quello approvato dalla Regione Veneto, verificabile - tra l'altro - dalle
correzioni apportate dal citato D.A. nr.
l'Assessore regionale - Avv. Rossana Interlandi - abbia nominato una
commissione d'inchiesta per gli
accertamenti del caso e delle responsabilità, la stessa non ha prodotto alcun risultato o provvedimento in relazione alla
la valenza nazionale ed europea dello strumento programmatorio in parola, la Regione siciliana ad oggi non ha ancora
provveduto a sostituire detto Piano con uno specificatamente realizzato per il territorio
luce dell'attuale situazione è stato avviato un procedimento penale per
sapere quali iniziative ritengano necessarie al fine di porre termine al quadro
attuale che, allo stato, risulta carente
di un documento di programmazione di centrale importanza per la salubrità dell'ambiente, del territorio e dei
cittadini». (51)
(L'interrogante
chiede risposta scritta con urgenza)
- «In riferimento alla interrogazione in oggetto, si rappresenta quanto segue:
in questione fa riferimento al Piatto regionale di coordinamento per la tutela
della qualità dell'aria ambiente
approvato all'arti del D.A. n. I76/Gab del 09/08/2007, ed in particolare all'assunto che per la redazione dello stesso
sia stato utilizzato analogo documento della Regione Veneto, modificato all'uopo.
sintesi, si riferisce quanto segue:
con D.A. n. 176/Gab del 09/08/2007, è stato approvato il "Piano Regionale
qualità dell'aria ambiente". Il Piano è stato elaborato dagli uffici del
Dipartimento Regionale Territorio e
Ambiente, che si sono avvalsi della collaborazione di Arpa Sicilia e delle Università di Palermo e Messina. Esso
prevedeva "le iniziative necessarie per dare rapidamente seguito agli adempimenti previsti dalle norme
UE e nazionali, soprattutto per quanto riguarda i piatti d'azione ed i programmi di cui agli articoli
7, 8 e 9 del D. Lgs.35I199".
a suo tempo dichiarato dall'Assessore pro tempore (vedasi la premessa al Piano
a firma dell'Assessore Interlandi), il
documento in questione costituiva soltanto il primo momento di una complessa ed articolata attività che avrebbe
dovuto svilupparsi successivamente in coerenza con il tracciato di massima dallo stesso individuato.
In seguito alla pubblicazione del D.A. n.176/Gab, Legambiente Sicilia sosteneva
che il Piano era stato redatto copiando
analoga documentazione di altra Regione evidenziando i diversi riferimenti presenti all'interno del documento
stesso. Come peraltro l'obbligo di segnalare che anche l'utilizzo dei dati contenuti in numerosi
documenti tecnici prodotti da ARPA Sicilia, Ente strumentale della Regione. veniva
paradossalmente interpretato come "copiatura".
L'Assessore pro tempore, ha dato incarico ad una Commissione interna di
acquisire elementi sulla vicenda; dai
lavori della Commissione, non è scaturita alcuna specifica Disposizione in ordine
al ritiro o meno del Piano contestato;
tuttavia, con successivo Decreto Assessoriale n.43/GAB del I 2/03/2(X)8, l'Assessore pro tempore provvedeva
ad approvare "alcune modifiche non sostanziali al testo originario per la correzione di alcuni
errori da refusi presenti nel testo". Il testo rielaborato secondo le direttive assessoriali è a
tutt'oggi disponibile sul sito ARPA.
Il quadro di riferimento normativo all'epoca vigente era quello determinato dal
Decreto Legislativo n.351/99 e s.m.i., di
attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente. Il
"Piano di coordinamento" dichiarava il duplice obiettivo
mettere a disposizione un quadro aggiornato e completo della situazione e di presentare
una stima sull'evoluzione
dell'inquinamento dell'aria per gli anni successivi nonché porre le basi per
l'avvio di adempimenti successivamente
realizzati, quali:
la zonizzazione ai sensi dell'art.5;
la valutazione della qualità dell'aria ai sensi dell' art.6 e relativa
l'inventario delle emissioni;
la valutazione preliminare e zonizzazione preliminare per l'ozono;
la valutazione preliminare e zonizzazione preliminare per IPA e metalli
l'emanazione della Direttiva Comunitaria 2008/50 e del successivo D.Lgs.
155/2010, di recepimento della stessa,
il mutato quadro di riferimento normativo ha imposto di rivedere secondo nuovi criteri i provvedimenti già posti in
si ritiene opportuno evidenziare che, in continuità con le attività condotte in
conseguenza del "Piano di
coordinamento" e del D.A. n.176/GAB, è stato possibile avviare quelle
discendenti dagli obblighi previsti
dagli artt. 3, 4 e 5 del D.Lgs. 155/2010; infatti:
Con l'Accordo di Programma "per l'attuazione delle linee di intervento del
PO FESR Sicilia 2007/2013 finalizzate al
completamento, adeguamento e potenziamento delle reti di monitoraggio
qualità dell'aria" ai sensi dell'art. 5 comma 7 del decreto legislativo
155/2010 si è dato mandato ad ARPA
Sicilia per la progettazione, realizzazione e gestione della rete regionale di
Col D.A. 25 giugno 2012, a conclusione dell'iter previsto dall'art. 3 del
D.Lgs.155/2010, si è provveduto ad
approvare la Zonizzazione e Classificazione del territorio regionale;
Il "Progetto di Razionalizzazione del monitoraggio della qualità dell'aria
in Sicilia e relativo Programma di
Valutazione (ai sensi dell'art.5, 6° comma, del Decreto Legislativo 13 agosto
2010, n. 155)" elaborato da ARPA
Sicilia è in attesa della valutazione del MATTM ai sensi dell'art. 5, 6°c., dello stesso D.Lgs.155/2010».
http://www.ars.sicilia.it/DocumentiEsterni/ResSteno/16/16_2013_10_08_079_D.pdf
MANNINO (Movimento 5 stelle)
legislativo 13 agosto 2010, n. 155 è stata data attuazione alla direttiva
2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in
Europa che ha...
Interrogazione a risposta scritta 4-02066 presentato da
MANNINO Claudia testo di Giovedì 3 ottobre 2013, seduta n. 90
MANNINO, TERZONI,
GRILLO, PARENTELA, DE ROSA, DE LORENZIS, NUTI e LOREFICE. —
il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 è stata data attuazione alla
pulita in Europa che ha abrogato, a partire dall'11 giugno 2010, le direttive
96/62/CE, 1999/30/CE, 2000/69/CE e 2002/3/CE;
il citato decreto legislativo 155 del 2010 sono state abrogate le norme con le
quali l'Italia aveva recepito e dato attuazione alle citate direttive europee –
in special modo i decreti legislativi n. 351 del 1999, n. 183 del 2004 e n. 152
del 2007 – stabilendo, all'articolo 19, apposite norme transitorie e prevedendo
delle regioni e delle province autonome e del Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare, di provvedere al riesame e all'aggiornamento
degli atti adottati in base alla normativa previgente;
l'articolo 3 del
decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che per il riesame della zonizzazione
del territorio nazionale in atto alla data di entrata in vigore del presente
decreto, il progetto di zonizzazione e di classificazione – di competenza delle
regioni e delle province autonome – deve essere trasmesso, per l'adozione, al
Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare entro i
successivi quattro mesi dall'entrata in vigore del decreto stesso, unitamente
agli esiti dell'attività di monitoraggio e valutazione, in base ai quali
4 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la classificazione, in
base alla presenza e ai livelli di inquinanti nell'aria ambiente, delle zone e
degli agglomerati – di competenza delle regioni e delle province autonome – deve
essere riesaminata almeno ogni cinque anni e, comunque, ogni volta che si
registrino eventi che incidono sulle concentrazioni nell'aria ambiente degli
stessi inquinanti;
5 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le
province autonome trasmettono al Ministero dell'Ambiente della tutela del
territorio e del mare, all'ISPRA e all'ENEA – entro otto mesi dall'entrata in
vigore del decreto – un progetto di adeguamento delle reti di misura, in
conformità alla zonizzazione e alla classificazione risultanti dal primo
riesame previsto dal citato articolo 3, che deve indicare anche la data
prevista per l'adeguamento e il programma di valutazione da attuare nelle zone
e negli agglomerati individuati;
9 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di
adottare un piano per la qualità dell'aria che assicuri il rispetto dei
cosiddetti valori limite, quantificati nell'allegato XI dello stesso Decreto,
rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel
caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle
zone classificati gli stessi valori limite vengano superati;
l'articolo 9 ha
stabilito l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di
adottare misure che assicurino il raggiungimento – entro il 31 dicembre 2012 –
dei cosiddetti valori obiettivo relativi alle diverse sostanze inquinanti,
quantificati nell'allegato XIII dello stesso decreto, nel caso in cui si
registrino scostamenti rispetto agli stessi valori obiettivo;
9 ha stabilito, altresì, l'obbligo a carico delle regioni e delle province
autonome di adottare misure che assicurino il rispetto dei cosiddetti livelli
critici relativi alle diverse sostanze inquinanti, quantificati nell'allegato
XI dello stesso decreto, nel caso in cui gli stessi livelli critici vengono
superati;
all'articolo 9 del decreto legislativo 155 del 2010, al Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare, spetta il compito di curare la
procedura finalizzata ad ottenere, dalla Commissione europea, le deroghe
previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente al
superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in determinate
zone e agglomerati presenti nel territorio nazionale;
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle
regioni e delle province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga
le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento delle
cosiddette soglie di allarme, quantificate nell'allegato XII dello stesso
Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria
ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli
agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che le stesse
soglie di allarme vengano superate;
le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento dei
cosiddetti valori limite o dei valori obiettivo, quantificati negli allegati XI
e XII dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti
nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese
negli agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che gli
stessi valori vengano superati, per effetto di specifiche circostanze contingenti
che non siano strutturali e ricorrenti;
regioni e delle province autonome, di adottare un piano – da integrare con i
piani di qualità dell'aria di cui all'articolo 9 – che contenga le misure
idonee a raggiungere, nei termini previsti, i cosiddetti valori obiettivo, di
cui all'allegato XV dello stesso decreto, rispetto alla presenza di ozono
negli agglomerati o nelle zone classificati, gli stessi valori obiettivo
vengano superati;
lo stesso articolo 13 del decreto legislativo
155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province
autonome, di adottare misure idonee a raggiungere gli obiettivi a lungo termine
concernenti la presenza di ozono nell'aria ambiente, nel caso in cui
classificati, i livelli dell'ozono superano gli stessi obiettivi a lungo
termine, pur essendo inferiori o uguali ai cosiddetti valori obiettivo;
14 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che, nel caso in cui i
livelli degli inquinanti superino la cosiddetta soglia di informazione o la
soglia di allarme, le regioni e le province autonome informano il pubblico e
trasmettono informazioni circa i livelli misurati e la durata del superamento
al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che ne da
comunicazione alla Commissione;
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle
regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e il successivo
invio alfa Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati in cui,
relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano i
rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti
naturali, corredato delle informazioni circa i livelli registrati e delle prove
del contributo delle stesse fonti naturali;
articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da
parte delle regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e
il successivo invio alla Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati
in cui, i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto
della risospensione del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura
delle strade nella stagione invernale;
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito gli obblighi, a carico di
tutti delle amministrazioni e degli enti che applicano lo stesso Decreto,
concernenti l'informazione del pubblico prevedendo, tra le altre cose, che i
piani per la qualità dell'aria e i piani di azione e un documento riepilogativo
delle misure adottate dalle regioni e dalle province autonome in base
all'articolo 9 comma 2 e all'articolo 13 comma 2 debbono essere, in tutti i
casi, pubblicato su pagina web;
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province
autonome, per le zone nelle quali si registri dei cosiddetti valori limite,
trasmettono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
a) i livelli
degli inquinanti superiori ai valori limite che sono stati misurati, le date o
i periodi in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun
superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;
b) i piani per
la qualità dell'aria, entro diciotto mesi dalla fine dell'anno durante il quale
è stato rilevato il superamento dei valori limite;
c) le modifiche,
le integrazioni e gli aggiornamenti dei piani per la qualità dell'aria entro
due mesi dalla relativa adozione;
aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali vengono
superati i valori limite e per i quali vengono adottati i piani per la qualità
dell'aria, e di quelli nei quali i livelli degli inquinanti rispettano i valori
limite e i valori obiettivo, per i quali le regioni adottano misure per la
preservazione della qualità dell'aria;
per le zone e
gli agglomerati nei quali si registra il superamento dei cosiddetti valori
obiettivo di cui all'allegato XIII, l'articolo 19 del decreto legislativo 165
del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome trasmettono al
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le seguenti
a) l'elenco di
tali zone e agglomerati, con l'individuazione delle aree di superamento, i
livelli di concentrazione degli inquinanti oggetto di valutazione, le
informazioni sui motivi dei superamenti, con particolare riferimento alle
fonti, e le informazioni sulla popolazione esposta ai superamenti, con cadenza
annuale entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono;
documentazione relativa all'istruttoria effettuata al fine di individuare le
misure necessarie a perseguire il raggiungimento dei valori obiettivo di cui
all'allegato XIII e di individuare, tra le stesse, quelle che non comportano
costi sproporzionati nei casi in cui l'istruttoria svolta dalla regione o
provincia autonoma ha esito positivo, le misure adottate ai sensi dell'articolo
9, comma 2;
concerne la presenza dell'ozono, l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del
2010 stabilisce che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero
dell'ambiente della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni:
a) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e
degli agglomerati, per i quali si rende necessario adottare piani per la
gestione della, qualità dell'aria rispetto all'ozono, entro 6 mesi dalla fine
di ciascun anno;
b) i livelli
dell'ozono superiori al valore obiettivo e all'obiettivo a lungo termine che
sono stati misurati, le date o i periodi in cui è stato rilevato il
Superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di
c) i livelli
dell'ozono superiori che hanno superato le soglie di informazioni e di allarme,
le date in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun
informazioni sulla presenza dell'ozono e dei relativi precursori, relative a
tutte le zone e gli agglomerati, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;
e) gli atti
dell'istruttoria finalizzata ad individuare le misure necessarie ad assicurare
il raggiungimento dell'obiettivo a lungo termine, con una cadenza triennale;
articolo 19 prevede che il Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare comunica alla Commissione europea le informazioni acquisite
dalle regioni e dalle province autonome, in merito al superamento dei valori
limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della soglia di
allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le misure
adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente;
l'articolo 22 del decreto legislativo 155 del
2010 ha stabilito che i provvedimenti di zonizzazione e di classificazione, la
rete di misura, i piani e le misure di qualità dell'aria – approvati in base
alla normativa previgente – devono essere adeguati alle disposizioni dello
stesso decreto 155 del 2010, in base alle procedure e secondo i termini
fissati, e che, in caso di mancato adeguamento trova applicazione i poteri
sostitutivi di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, e all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131;
articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la reiterata
violazione – da parte delle regioni e delle province autonome – degli obblighi di
predisporre e di trasmettere informazioni e di adeguare i piani e le misure
alle richieste del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare, determina la mancata erogazione di finanziamenti previsti all'interno di
all'inserimento di una clausola analoga anche con riferimento a provvedimenti
generali vigenti in materia;
portale del Ministero dell'ambiente, nella pagina dedicata alla gestione della
qualità dell'aria, è pubblicato il link al Piano regionale di coordinamento per
a qualità dell'aria ambiente approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del
9 agosto 2007 dalla regione siciliana;
della banca dati «Misure di risanamento della qualità dell'aria» pubblicata
all'interno del sito dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca
ambientale – che costituisce un archivio delle informazioni trasmesse dalle
regioni e dalle province autonome a partire dal 2005 in ottemperanza a quanto
previsto dalla normativa nazionale ed europea in materia di Piani di
risanamento della qualità dell'aria – non sono reperibili informazioni
concernenti le situazioni di superamento dei livelli stabiliti e le misure di
risanamento dell'aria adottate dalla regione Siciliana;
disattendere gli
obblighi di comunicazione alla Commissione europea di cui in premessa può
costituire circostanza idonea e sufficiente perché si realizzi la violazione
del diritti comunitario esponendo così l'Italia ad ulteriori e gravose
procedure di infrazione;
come denunciato
dall'associazione ambientalista Legambiente Sicilia, sin dal 2007, il Piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente
approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del 9/8/2007 è il frutto di un
lavoro di «copiatura» del Piano regionale del Veneto che era stato approvato in
plagio è provata dal fatto che nel testo del Piano regionale di coordinamento
per la tutela della qualità dell'aria ambiente della Sicilia si faceva
riferimento al sistema aerologico padano, alla rigidità del clima, alla
realizzazione di piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali
presenti all'interno delle città siciliane;
43/Gab del 12 marzo 2008, l'assessore pro-tempore Interlandi ha provveduto ad
eliminare dal testo le parti che risultavano palesemente «copiate» senza
provvedere a una revoca integrale del Piano;
a partire dalla fine del 2012,
sono pervenute alla competente Regione Siciliana richieste di revoca del Piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente del
2007, da parte di Legambiente, dalla CGIL e dalle associazioni Comitato
Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra e WWF Palermo;
nel mese di gennaio 2013, il
tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n.5455 del
2012 con la quale l'allora responsabile del Servizio 3 del dipartimento
ambiente, nonché coordinatore del Piano, è stato condannato per diffamazione in
relazione alle dichiarazioni rese nei confronti del presidente regionale di
legambiente che aveva scoperto e reso pubblica la notizia delle vistose copiature contenute nel pieno regionale del 2007 –:
se risulti che
la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente del territorio
e del mare il progetto di zonizzazione e l'individuazione delle zone e degli se
risulta che la Regione Sicilia abbia provveduto avvero stia provvedendo al
riesame della classificazione delle zone e degli agglomerati, come previsto
la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio e dei mare, il progetto di adeguamento delle reti di misura dei
livelli degli inquinanti nell'aria ambiente, come previsto dall'articolo 5 del
decreto legislativo 155 del 2010;
se, e in quali
occasioni, risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare informazioni in merito
al superamento della soglia di informazione o della soglia di allarme, come
stabilito dall'articolo 14 del decreto legislativo 155 del 2012;
del territorio e del mare, per l'approvazione e il successivo invio alla
Commissione, l'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali, relativamente
ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano
i rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti
naturali, e di quelli nei quali i livelli del PM10 superano il rispettivo
valore limite per effetto della nuova sospensione del particolato a seguito
della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione invernale;
risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare le comunicazioni e le informazioni
richieste, relativamente alle zone e agli agglomerati nei quali si sia
registrato il superamento dei valori limite e dei valori obiettivo degli
inquinanti rilevati nell'aria ambiente, e dei valori obiettivo e degli
obiettivi di lungo termine relativi all'ozono, come previsto dall'articolo 15
e quando abbia provveduto a trasmettere alla Commissione europea le
informazioni acquisite dalla regione siciliana in merito al superamento dei
valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della
soglia di allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le
misure adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente;
qualora tali dati non siano stati trasmessi si sia provveduto a comunicare alla
Commissione europea l'impossibilità di trasmissione di detti dati stante la
«non collaborazione» della regione Siciliana, o se la Commissione europea abbia
sollecitato e/o chiesto informazioni sul mancato invio delle informazioni
ambientali relative alla qualità dell'aria siciliana;
sia lo stato di avanzamento della procedura finalizzata ad ottenere, dalla
Commissione europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva
2008/50/CE relativamente al superamento dei valori limite per il biossido di
azoto e per il benzene in zone e agglomerati presenti in Sicilia;
il Governo non intenda attivare, con la necessaria urgenza e determinazione, la
procedura di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
e a (l'articolo 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131, come previsto
dall'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010, in considerazione del
fatto che la Regione Siciliana non ha provveduto ad adeguare i piani e le
misure per la qualità dell'aria, ovvero sia venuta meno agli altri obblighi
stabiliti dal decreto e richiamati nel citato articolo 22;
e in quanti casi, sia stata sospesa l'erogazione di risorse previste da
programmi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
a beneficio della regione siciliana, in relazione alla mancata ottemperanza
agli obblighi stabiliti dal decreto legislativo 155 del 2010, così come
previsto dall'articolo 22, comma 2, dello stesso decreto. (4-02066)
Audizione dell'Assessore regionale per il territorio e per l'ambiente e del
direttore generale dell'ARPA Sicilia in relazione al piano regionale di
risanamento della qualità dell'aria.
Il  PRESIDENTE dichiara aperta la seduta e riferisce  che sul  tema  relativo al piano regionale di risanamento  della qualità dell'aria sono state intraprese numerose attività  e  auspica  che si raggiungano dei risultati, vista la presenza dell'Assessore per il territorio e per l'ambiente.
L'onorevole  CIRONE  ricorda  gli  atti  ispettivi  che   ha presentato   e  la  risoluzione  approvata  in  Commissione.  Dichiara  che  si  tratta  di un  tema  molto  delicato  che coinvolge  interessi  sensibili, quale la  salute.  Rammenta  dell'incontro che la Commissione ha tenuto presso il  comune di   Melilli   e  la  grave  situazione  che  interessa   la popolazione  della  provincia  di  Siracusa,  che  attendono risposte  concrete e risolutive avverso i fattori inquinanti  causati dall'industrializzazione.
L'onorevole  SORBELLO, in relazione alla zona  di  Siracusa, considera  prioritari  due  obiettivi:  da  una   parte   la necessità  della rivisitazione dell'autorizzazione integrata  ambientale  e  dall'altra la opportunità di programmare  una  nuova  collocazione delle centraline, in grado di monitorare costantemente  gli  agenti inquinanti. Nonostante  consideri apprezzabile  l'attività svolta da parte della Provincia  di  Siracusa  e  dall'ARPA, allo stato attuale,  un'area  di  10  chilometri è interessata da emissioni di sostanze  altamente  pericolose   provenienti  dalle  industrie  che   sono   ivi  insediate.
Il dott. LICATA di BAUCINA, dirigente generale ARPA Sicilia, rinvia  alle dichiarazione già espresse nella seduta  n.  56  dell'11   luglio   scorso  circa  il  piano   regionale   di  risanamento della qualità dell'aria, ricordando  che  l'ARPA  ha stipulato con l'assessorato del territorio un protocollo per  fornire  i dati utili per l'adeguamento  del  piano  al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. Sulla  problematica riguardante la zona di Siracusa comunica che ha trasmesso al Ministero dell'ambiente una nota con  la quale viene chiesta una rivisitazione dell'AIA nella zona de qua.  Tuttavia, non essendo organo competente  ad  inoltrare tale   istanza   è   stata  trasmessa  all'assessorato   del  territorio affinchè provvedano.
Il  sig.  GENCHI, CGIL, osserva che sei anni fa  Legambiente denunciava  che  il piano regionale sulla qualità  dell'aria era  il  prodotto  di  un copiato dal piano  della  Regione Veneto. Nonostante una particolare attenzione mediatica, non è  susseguito  alcun intervento. Infatti, il piano  contiene dei  riferimenti  che  non  risultano  compatibili  con   il territorio  siciliano,  anzi, vi  sono  rinvii  a  territori pianeggianti e percorsi che appartengono alla realtà veneta. E  sebbene sia stata chiesta più volte la revoca del  piano, ancora  oggi  sul  sito dell'assessorato del  territorio  si trova   pubblicato  il  suddetto  piano  con   delle   lievi modifiche.
Sulle  aree  ad  elevato rischio ambientale, come  Siracusa, erano  state  stanziate  ingenti somme  per  il  risanamento dell'aria, di cui non si è visto alcun beneficio. Stigmatizza,  inoltre,  i contenuti della  recente  AIA  sul petrolchimico di Siracusa, che opera dei rinvii in un'ottica di prospettive future.
La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio  e l'ambiente,   esprime  compiacimento   per   le   iniziative intraprese  sull'argomento  in  merito  al  quale  ha   dato  risposta  alle  interrogazioni presentate.  Ammette  che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un piano  di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l'adozione di  decreti assessoriali.   Sostiene   che   il   ritiro    del    piano comporterebbe  una  lacuna  e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno  procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso. Informa che ha avviato dei tavoli su tale tema, affinchè  la  Regione si adegui alle direttive del decreto legislativo  n. 155 del 2010.  Assicura  che un'attenzione particolare è dedicata  all'aria di   Siracusa.  A  tal  proposito  informa  di  un  prossimo incontro    presso   il   Ministero   dell'ambiente    sulla rivisitazione dell'AIA di cui ha parlato il dott. LICATA  di BAUCINA  e  sulla rete di monitoraggio dati che deve  essere attivata nella Regione.  Deposita   una   relazione   redatta   dai   propri   uffici  sull'argomento datata il 22 marzo scorso.
L'onorevole  SORBELLO  chiede che prima  di  procedere  alla rivisitazione  dell'AIA vengano coinvolti  gli  enti  locali della zona interessata.
Il  dott. CAPILLI, dirigente dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente, riconosce che il piano sia stato copiato da altre  regioni,  ma è operativo da sei anni ed  ha  prodotto  anche effetti, contenuti in alcuni decreti assessoriali.
Il   sig.  CIAMPOLILLO,  Comitato  Cittadino  Isola  Pulita,rappresenta  che  il  piano attualmente ancora  vigente  non contiene   alcun   riferimento  alle  zone  interessate   da cementifici.  Chiede come l'Italcementi presso  Isola  delle Femmine  abbia  ottenuto l'AIA se tali  zone  non  risultano  presenti nel piano.
Il  PRESIDENTE  chiede  chiarimenti in  merito  al  rilascio dell'AIA  al  citato  cementificio,  senza  il  presupposto, ovvero la previsione all'interno del piano regionale
Il  dott.  CAPILLI  riconosce  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l'inventario  regionale delle emissioni.
La  dott.ssa NICOTRA, esperta in materia ambientale,  elenca una  serie di sostanze inquinanti che risultano presenti  in tutta  la  zona  di  Siracusa.  Riferisce  che  le  sostanze rilevate sono altamente pericolose per la salute umana e  il decreto  legislativo n. 155 non le elenca  tutte.  Pertanto, propone  che  la  Regione  si faccia  carico  di  aggiungere all'elenco nazionale tali sostanze mediante un atto proprio. Tra  queste  ricorda le emissioni di PM10 provenienti  dalle torce del petrolchimico che sono continuamente accese  e  le emissioni  provenienti  dai camini. Dichiara,  inoltre,  che nella  zona sono presenti inceneritori i cui controlli  sono deferiti alle stesse società titolari dell'impianto. Ritiene che  i  controlli  debbano  essere  compiuti  da  un  organo esterno, quale potrebbe essere l'ARPA.
Il  PRESIDENTE  condivide la proposta di  adottare  un  atto regionale,  trattandosi  di  materia  che  operando  in  via restrittiva  nel  rispetto  dell'ambiente  e  della   salute  rientra tra le competenze regionali.
L'onorevole   CIRONE  ritiene  che  la  soluzione   sia   da     individuare  nell'adozione  di  un  decreto  assessoriale    riferisce  di  un  lavoro di monitoraggio  di  sostanze  non soggette a controllo da parte della prefettura.
Il  sig. GENCHI rappresenta le anomalie delle torce che sono  sempre  accese, sostenendo che servono non come  segnale  di mal  funzionamento,  bensì  per  bruciare  alcune  sostanze.
Avverte  sulla  necessità  di intervenire a disciplinare  le   bolle  di raffineria, su cui riferisce di avere redatto  nel 2006,  quando  prestava  servizio presso  l'assessorato  del territorio,  una  relazione che contiene proposte  normative sulla materia.
Il  sig.  LA ROSA, CGIL, suggerisce all'Assessore di avviare  una consultazione con i rappresentanti di tutte le categorie  prima di redigere un nuovo piano sulla qualità dell'aria.  E aggiunge che tale piano deve essere coordinato con gli altri piani regionali, quale ad esempio quello dell'energia.
Il  Prof.  LOMBARDO,  Università  di  Palermo,  contesta  le modalità  di  redazione del piano, non  essendo  sufficiente  inserire  dei dati di una regione in un contesto di un'altra regione.
Il  PRESIDENTE condivide il suggerimento di creare una  rete    di coordinamento tra tutti i piani regionali.
L'Assessore LO BELLO chiarisce che gli effetti citati che il  piano    ha    finora   prodotto   sono   effetti   relativi  all'organizzazione  amministrativa.  Ritiene  meritorio   il contributo  che la Commissione sta offrendo  con  la  seduta odierna. Si impegna ad organizzare un incontro con le  parti presenti   successivo   al   confronto   con   gli    organi   ministeriali.
Il  sig. CIAMPOLILLO ribadisce l'opportunità di revocare  il  piano attualmente pubblicato sul sito dell'assessorato.
“Ambiente e
Territorio” della
Anticipata via Fax al 0917054564
Con riferimento al Sommario della
audizione tenutasi presso codesta IV Commissione “Ambiente e Territorio” il
18/12/2013 e in particolare al punto 4 “Audizione in merito al Piano regionale
di risanamento della qualità dell’aria” ed al punto 6 “Discussione della
risoluzione 8/IV Chiarimenti sulle gravi e perduranti inadempienze riguardanti
il Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria”, le scriventi
Organizzazioni rilevano quanto segue:
non riporta che il sig. Giuseppe Ciampolillo, responsabile del Comitato Isola
Pulita, ha illustrato e consegnato per la messa agli atti della Commissione il
documento dal titolo “Cambiamo aria”, in cui si dimostra, riga per riga, sia
con il conteggio delle righe copiate sia con l’indicazione di tutte le fonti
copiate, che il c.d. “Piano regionale di coordinamento per la tutela della
qualità dell’aria” è effettivamente una trasposizione dal Piano della Regione
Veneto per oltre il 47% e cioè che per ogni
10 righe del Piano, 5,3 sono “sicule” e 4,7 sono copiate dal veneto (ovvero
ogni 1,13 riga “sicula” ce n’è 1 “veneta”); con il computo anche delle altre 27
fonti copiate la percentuale complessiva tocca il 90%, vale a dire che per ogni
10 righe del Piano, 1 è “sicula” e 9 sono frutto del collage “veneto ed altre
fonti”;
non riporta la parte dell’intervento del rappresentante della CGIL FP, dott.
Gioacchino Genchi, in cui, contrariamente alle smentite dell’assessore Lo Bello
e del dott. Capilli, egli afferma di
ritenere il verbale dell’audizione del 26 settembre aderente alle dichiarazioni
degli intervenuti e rammenta che entrambi avevano effettivamente riferito di
"piano copia ed incolla" e "documento esplicitamente attinto da
diverse altre fonti", cioè le dichiarazioni che essi ora negano di avere
mai rilasciato;
non riporta neppure che anche il sig. Ciampolillo per Isola Pulita, il sig.
Casella per Decontaminazione Sicilia ed il dott. Pisani per Augusta Ambiente
hanno confermato che l’assessore Lo Bello ed il dott. Capilli nell’audizione
del 26 settembre avevano ammesso l’avvenuta copiatura di parti del Piano
luce dei rilievi esposti, le scriventi Organizzazioni chiedono al Presidente
della IV Commissione di voler completare il resoconto dell’audizione con le
parti mancanti degli interventi del sig. Ciampolillo, del dott. Genchi, del
sig. Casella e del dott. Pisani, attingendole dalla registrazione della seduta.
stesso tempo, esprimono stupore e sconcerto riguardo al comportamento tenuto
dall’assessore Lo Bello e dal dott. Capilli nei confronti dei componenti della
Commissione e dei partecipanti all’audizione; per prima cosa per aver messo in
dubbio la veridicità della verbalizzazione dell’audizione del 26/09/2013, per seconda cosa per avere
negato le dichiarazioni da loro in realtà effettivamente rese alla Commissione
in merito agli avvenuti “copia e incolla” ed “espliciti riferimenti” a
documenti di altre regioni nella redazione del Piano, infine per avere persino
negato (l’assessore Lo Bello) l’evidenza documentale che nella sentenza n.
5455/12 del Tribunale di Palermo di condanna ad 1 anno ed 8 mesi del dirigente
dell’ARTA, Salvatore Anzà, sia testualmente riportato che il Piano regionale
per la tutela della qualità dell’aria contiene vistose copiature di un piano di altra regione.
in merito a quanto predetto, poiché, come ha comunicato il Presidente della IV
Commissione ad inizio dell’audizione del 18/12/2013, la registrazione della
precedente del 26/09/2013 non si è resa disponibile per problemi tecnici, le
scriventi Organizzazioni comunicano di averne effettuata una in contemporanea
ed a puro titolo privato e di poterla mettere a disposizione previo consenso
dei presenti, dalla quale si ha la conferma della veridicità del verbale
riguardo alle dichiarazioni dell’assessore Lo Bello "è assolutamente vero che risulta un'azione di copia ed incolla in cui
sono stati trasferiti dati siciliani..." e del dott. Capilli "è un documento che è stato redatto prendendo
a riferimento anche abbastanza esplicito altri documenti prodotti in altre sedi
e in altre regioni...".
la particolare rilevanza delle osservazioni e delle richieste rappresentate,
che in atto hanno refluenze anche in sedi giudiziarie, le scriventi
Organizzazioni restano in attesa di rapido e tempestivo riscontro.
Pulita Giuseppe
Sicilia Luigi Solarino Mario Casella
Ambiente Giuseppe
PALERMO – Il governo regionale sta lavorando ad un nuovo Piano
regionale di risanamento della qualità dell’aria. Lo ha detto ieri, 26
settembre, in Commissione Ambiente all’Ars,
l’assessore al ramo Mariella
Lo Bello che ha anche accolto la richiesta di
associazioni e della commissione
Ambiente di “rendere più cogenti” i controlli
sull’inquinamento dell’aria in Sicilia. «Lo faremo attraverso un testo di legge
anzi, se possibile, con decreto assessoriale», ha detto Lo Bello. Al centro
delle preoccupazioni della Commissione, Cgil e associazioni ambientaliste,
situazioni come quella dell’area industriale di Siracusa con 10 km di impianti
industriali e alcuni inquinanti che, dice Trizzino “non sono neppure
contemplati nei decreti legislativi nazionali che regolano la materia. E’ per
questo che abbiamo chiesto un intervento legislativo aggiuntivo che migliori e
perfezioni la lotta all’inquinamento dell’aria sull’isola”. Sotto i riflettori
anche l’operato dell’Arpa. «Ci sono situazioni paradossali– dice il presidente
della Commissione, Gianpiero
Trizzino – A Gela, ad esempio, dove sono
presenti 48 camini industriali, per i controlli c’è un solo tecnico
Un capitolo spinoso, quello dell’inquinamento dell’aria in
Sicilia. Non solo per lo scandalo del Piano regionale di risanamento finito nel
mirino anche della Procura perché si scoprì – era il 2007, l’assessore era
allora Rosanna Inerlandi e il dirigente responsabile, Salvatore Anzà –che il
piano era un “copia incolla” di quello del Veneto, ma perché dopo il Piano di
risanamento e soprattutto con norme più stringenti rispetto alle emissioni
inquinanti, molte aziende potrebbero essere chiamate a un adeguamento degli
Ma quali sono i tempi del nuovo Piano regionale? «Lo Bello – dice
Trizzino –ha riferito alla Commissione che la programmazione
generale è già all’esame del Ministero. E che, una volta avuto l’ok
da Roma, il governo riunirà il Tavolo tecnico per stilare il Piano definitivo”.
deputati del M5S avevano presentato all’Ars una interpellanza al presidente
della Regione, Rosario Crocetta. E il Gup di Palermo rinviato a giudizio, ad
aprile, i presidenti Cuffaro e Lombardo insieme ai rispettivi assessori
all’Ambiente. A scandalizzare l’opinione pubblica del Piano fotocopia fu il
fatto che tra le parti copiate ce n’erano alcune che generavano, come si legge
nell’interpellanza dei Cinque Stelle “inedite comunanze climatiche tra il
Veneto e la Sicilia: tipo il sistema aerologico padano della Regione Sicilia o
la limitazione dell’utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità
del clima».
Il  PRESIDENTE  dichiara aperta la seduta e ricorda  che  sulla materia    il    Movimento   cinque   stelle   ha    presentato un’interrogazione,  che  sebbene  siano  passati  mesi  non  ha ricevuto ancora alcuna risposta.
L’onorevole CIACCIO, richiedente dell’odierna audizione, rileva che  il  piano  regionale della tutela dell’aria approvato  nel 2007  è  stato copiato dal piano del Veneto, così da  contenere dei  riferimenti espliciti ad aspetti territoriali  del  bacino padano.  Nel  ricordare  l’attività ispettiva  svolta  su  tale materia, prende atto dell’assenza del governo.
Il dott. GENCHI, CGIL, osserva che in seguito all’intervento di Legambiente  successivo  alla  pubblicazione  del  piano  si  è ottenuta  un’attenzione mediatica, alla quale non è  susseguito alcun  intervento. Infatti, il piano contiene  dei  riferimenti che  non  risultano  compatibili con il  territorio  siciliano, anzi,  vi  sono rinvii a territori pianeggianti e percorsi  che appartengono  alla  realtà  veneta.  Aggiunge  che  la   stessa bibliografia è stata copiata. E sebbene sia stata  chiesta  più volte   la   revoca   del   piano,   ancora   oggi   sul   sito dell’assessorato del territorio si trova pubblicato il suddetto piano.  Risulta imbarazzante che non si sia ancora  provveduto. Chiede  quale destinazione abbiano avuto i fondi stanziati  per il  risanamento dell’aria per le aree a rischio,  come  Gela  e Siracusa.
Il  PRESIDENTE sulla destinazione dei citati fondi comunica che si è attivato per conoscere come siano stati utilizzati.
L’onorevole  FAZIO  considera  grave  che  non  si  sia  ancora provveduto e che nessuno sia stato dichiarato responsabile.  Si tratta  di  una questione che merita di essere affrontata  alla presenza   dell’Assessore,  e  propone  di  rinviare   ad   una successiva seduta.
L’onorevole  VINCIULLO stigmatizza sull’assenza  dell’Assessore su un argomento così delicato.
Il  PRESIDENTE  ricorda l’assenza dell’Assessore  nelle  ultime sedute tra cui la seduta di Gela e di Melilli.
La  dott.ssa  MARABITO,  Italia  Nostra,  rappresenta  come  la normativa  vigente  rispetto  alle  nuove  sostanze  si   possa considerare  obsoleta. Ritiene che nella  redazione  del  piano occorra prendere in considerazione gli effetti sulla salute.
Il  prof.  SOLARINO,  Decontaminazione Sicilia,  ripete  quanto affermato  dal dott. GENCHI e precisa che l’attuale sistema  di controllo è inefficace per effettuare i dovuti controlli.
Il  dott.  LA ROSA, CGIL, avverte sull’importanza che il  piano riveste   dal   punto   di   vista   della   programmazione   e pianificazione.
Il  dott.  LICATA di BAUCINA,  dirigente generale ARPA Sicilia, precisa  che  solo  di  recente l’ARPA è  stata  investita  del compito di fornire dati per la rete di monitoraggio ambientale.
Inoltre,  riferisce che l’ARPA gestisce solo dodici centraline, le altre 28 sono gestite da comuni e province.
Il   sig.   CIAMPOLILLO,  Comitato  Cittadino   Isola   Pulita, rappresenta  che  il  piano  attualmente  ancora  vigente   non contiene   alcun   riferimento   alle   zone   interessate   da cementifici. Chiede, pertanto, che tali zone come  Isola  delle Femmine vengano attenzionate, in considerazione dei gravi danni alla salute che vengono rilevati.
Il  PRESIDENTE vista la delicatezza della questione propone  di riconvocare un’altra seduta col medesimo ordine del giorno.
Non  avendo alcun altro chiesto di parlare,  dichiara  conclusa la seduta.
Fax 0917077963
Le Organizzazioni, CGIL, Legambiente, WWF, Italia
Nostra, ed i Comitati, Decontaminazione
Sicilia, Comitato Isola Pulita, Comitato Augusta Ambiente, promotori della
richiesta dell’audizione tenutasi il 26 settembre 2013 davanti la IV
Commissione “Ambiente e Territorio” con oggetto il Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, copiato
dall’omologo della Regione Veneto, a sua volta già bocciato dalla Commissione
- considerato che le giustificazioni addotte nel
corso dell’audizione dall’Assessore del Territorio e dell’Ambiente, Mariella Lo
Bello, e del dirigente del medesimo Assessorato, Gaetano Capilli, secondo i
quali il Piano ”è stato sì frutto di
copiato ma i dati sono siciliani”, non solo hanno confermato l’avvenuta,
aberrante, commistione di elementi “siculo-veneti” nella redazione del
documento, ma hanno rappresentato l’esplicita ammissione che il risultato
finale è stato un pout-pourri di dati siciliani e soluzioni venete, privo,
proprio per tale motivo, di qualsivoglia rappresentatività e significatività
quale strumento di programmazione istituzionale della Regione Siciliana;
- considerato, peraltro, che i citati “dati siciliani” non sono che la
trasposizione copia ed incolla dei dati già pubblicati negli annuari dell’ARPA
degli anni precedenti, dove, tuttavia, nè figurano gli impianti industriali
dell’Isola (petrolchimici, centrali termoelettriche, cementifici, distillerie,
solo per fare qualche esempio, né si fa addirittura menzione dell’esistenza
delle tre Aree industriali dichiarate ad elevato rischio di crisi ambientale;
- considerato che l’Assessore ha citato quali
presunti “effetti ” del Piano
l’inventario delle emissioni e la zonizzazione del territorio regionale, non
rilevando che l’inventario delle emissioni era stato frutto di una convenzione
stipulata tra l’ARTA e la società Techne Consulting più di un anno prima della
redazione del Piano e che la zonizzazione era già stata approvata con il D.A.
305/GAB del 19 dicembre 2005, cioè oltre un anno e mezzo prima, ciò
significando per entrambi l’impossibilità di essere “effetti” di un documento
ancora da venire;
- considerato che la nota prodotta dall’Assessore e
messa agli atti della Commissione non attiene affatto alla problematica della
copiatura del Piano, né dà conto della sua pretesa significatività; inoltre, la
nota, per motivi non meglio precisati dall’Assessore, è stata fornita
volutamente monca dell’ultima pagina, priva, cioè, delle conclusioni e della
firma del redattore;
- preso atto dell’invito dell’Assessore alle
Organizzazioni ed ai Comitati Civici presenti a voler essere partecipi alle
attività propedeutiche alla redazione di un nuovo Piano;
Ø risollecitano ulteriormente l’Assessore, alla luce delle superiori considerazioni e
di tutta la documentazione comprovante la copiatura del Piano, al suo ritiro ed
all’annullamento in autotutela;
ritengono il ritiro e l’annullamento del Piano non solo un atto di trasparenza
e di discontinuità rispetto ad una
vicenda mortificante per l’Amministrazione regionale, ma anche un elemento
imprescindibile per la collaborazione richiesta alla redazione del vero
chiedono al Presidente ed alla Commissione di adottare le opportune iniziative
politiche di loro competenza affinchè il Piano venga definitivamente
Firmato Decontaminazione Sicilia Prof Luigi Solarino
Firmato AugustaAmbiente d.ssa
Firmato Comitato Cittadino Isola Pulita Sig. Ciampolillo Giuseppe
Firmato Italia Nostra Dr. Leandro Janni
Firmato WWF Palermo
Sig, Pietro Ciulla
Firmato C.G.I.L.
F.P. Dr. Gioacchino Genchi
Firmato Legambiente Sicilia Dr. Mimmo Fontana
Dr. Alfio La Rosa
3331017981
Isola delle Femmine 9 ottobre 2013