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Timestamp: 2019-01-21 03:41:58+00:00
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Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 22 luglio 2014, n. 3909. La condanna penale riportata dallo straniero per il reato di cui all'art. 14, comma 5 ter, D.Lgs. n. 286 del 1998 non è ostativa all'accoglimento della domanda di regolarizzazione del rapporto di lavoro dal medesimo intrattenuto, la quale, di conseguenza, deve essere nuovamente esaminata dall'Amministrazione competente. - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 22 luglio 2014, n. 3909. La condanna penale riportata dallo straniero per il reato di cui all'art. 14, comma 5 ter, D.Lgs. n. 286 del 1998 non è ostativa all'accoglimento della domanda di regolarizzazione del rapporto di lavoro dal medesimo intrattenuto, la quale, di conseguenza, deve essere nuovamente esaminata dall'Amministrazione competente.
sentenza 22 luglio 2014, n. 3909
sul ricorso numero di registro generale 2236 del 2011, proposto da:
Kh.Am., rappresentato e difeso dall’avv. El.Za., con domicilio eletto presso la Segreteria della terza sezione del Consiglio Di Stato in Roma, piazza (…);
Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici è domiciliato in Roma, via (…);
della sentenza breve del T.A.R. LOMBARDIA – sez. staccata di BRESCIA: sezione I n. 4537/2010, resa tra le parti, concernente il diniego dell’istanza di emersione dal lavoro irregolare
Vista l’ordinanza cautelare di questa Sezione n. 1586/2011;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 10 luglio 2014 il Cons. Hadrian Simonetti, presente ai preliminari l’Avvocato dello Stato Va.;
1. Nell’interesse dell’odierno ricorrente, di nazionalità marocchina, venne presentata domanda di emersione dal lavoro irregolare, ai sensi dell’art. 1 ter della l. 102/2009, domanda respinta sul rilievo che l’interessato fosse stato condannato per il reato di cui all’art. 14, co. 5 ter, del D.Lgs. 286/1998, per essersi trattenuto nel territorio italiano in violazione dell’ordine impartito dal questore ai sensi del co. 5 bis.
2. Proposto ricorso avverso tale diniego, denunciando la violazione dell’art. 1 ter co. 13 della l. 102/2009 in quanto il reato in questione non rientrerebbe né tra quelli ostativi all’emersione, il Tar lo respingeva ritenendo che il reato fosse da ricomprendere tra quelli previsti dall’art. 381 c.p.p. e che la disposizione fosse esente da rilievi di illegittimità costituzionale.
definitivamente pronunciando sull’appello, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnato, annulla l’atto impugnato con il ricorso di primo grado.
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 28 luglio 2014, n. 4001....