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Timestamp: 2019-03-27 00:11:12+00:00
Document Index: 88021757

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 49', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 9', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 85', 'art. 4', 'art. 49', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 8', 'art.17', 'art.17', 'art.17', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 49', 'art. 21', 'art. 20']

Principi generali dell'attivita' amministrativa (3)
1. L'attivit� amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed � retta da criteri di economicit�, di efficacia, di imparzialit� di pubblicita' e di trasparenza secondo le modalit� previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonch� dai principi dell'ordinamento comunitario. (1)
1-bis. La pubblica amministrazione, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente. (2)
1-ter. I soggetti privati preposti all'esercizio di attivita' amministrative assicurano il rispetto dei criteri e dei principi di cui al comma 1. (2)
2. La pubblica amministrazione non pu� aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria.
(1) Comma modificato dall'art. 1, L. 11/02/05, n. 15.
(2) Comma aggiunto dall'art. 1, L. 11/02/05, n. 15, poi modificato dall'art. 7, comma 1 lettera a) n.2, L 18/6/2009, n. 69.
(3) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/02/05, n. 15, poi modificato dall'art. 7, comma 1 lettera a) n.1, L 18/6/2009, n. 69.
8. La tutela in materia di silenzio dell'amministrazione e' disciplinata dal codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Le sentenze passate in giudicato che accolgono il ricorso proposto avverso il silenzio inadempimento dell'amministrazione sono trasmesse, in via telematica, alla Corte dei conti. 9. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonche' di responsabilita' disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente. (3)
9-bis. L'organo di governo individua, nell'ambito delle figure apicali dell'amministrazione, il soggetto cui attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia. Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo si considera attribuito al dirigente generale o, in mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o in mancanza al funzionario di piu' elevato livello presente nell'amministrazione. Per ciascun procedimento, sul sito internet istituzionale dell'amministrazione e' pubblicata, in formato tabellare e con collegamento ben visibile nella home page, l'indicazione del soggetto a cui e' attribuito il potere sostituivo e a cui l'interessato puo' rivolgersi ai sensi e per gli effetti del comma 9-ter. Tale soggetto, in caso di ritardo, comunica senza indugio il nominativo del responsabile, ai fini della valutazione dell'avvio del procedimento disciplinare, secondo le disposizioni del proprio ordinamento e dei contratti collettivi nazionali di lavoro, e, in caso di mancata ottemperanza alle disposizioni del presente comma, assume la sua medesima responsabilita' oltre a quella propria. (5)
9-ter. Decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento o quello superiore di cui al comma 7, il privato puo' rivolgersi al responsabile di cui al comma 9-bis perche', entro un termine pari alla meta' di quello originariamente previsto, concluda il procedimento attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario. (4)
9-quater. Il responsabile individuato ai sensi del comma 9-bis, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica all'organo di governo, i procedimenti, suddivisi per tipologia e strutture amministrative competenti, nei quali non e' stato rispettato il termine di conclusione previsto dalla legge o dai regolamenti. Le Amministrazioni provvedono all'attuazione del presente comma, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. (4)
9-quinquies. Nei provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza di parte sono espressamente indicati il termine previsto dalla legge o dai regolamenti e quello effettivamente impiegato. (4) (1)
(1) Articolo dapprima sostituito 3, DL 14/3/2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14/5/2005, n. 80, successivamente sostituito dall'art. 7, comma 1 lettera b), L 18/6/2009, n. 69.
(2) Comma sostituito dall'articolo 3 dell'allegato 4 al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16/9/2010.
(3) Comma sostituito dall'art. 1, DL 9/2/2012, n. 5, convertito, con modificazioni dalla L. 4/4/2012, n. 35.
(4) Comma aggiunto dall'art. 1, DL 9/2/2012, n. 5, convertito, con modificazioni dalla L. 4/4/2012, n. 35.
(4) Comma dapprima aggiunto dall'art. 1, DL 9/2/2012, n. 5, convertito, con modificazioni dalla L. 4/4/2012, n. 35 ed infine modificato dall'art. 13, DL 22/6/2012, n. 83, convertito, con modificazioni dalla legge 7/8/2012, n. 134.
Conseguenze per il ritardo dell�amministrazione nella conclusione del procedimento
(1) Articolo aggiunto dall'art. 7, comma 1 lettera c), L 18/6/2009, n. 69.
(2) Comma abrogato dall'art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.
3. Se le ragioni delle decisioni risultano da altro atto dell'amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest'ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche l'atto cui essa si richiama.
(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.
(1) Articolo aggiunto dall'art. 3, L. 11/02/05, n. 15.
Unita' organizzativa responsabile del procedimento
Unita' organizzativa responsabile del procedimento (1)
1. Ove non sia gi� direttamente stabilito per legge o per regolamento, le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza l'unit� organizzativa responsabile della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonch� dell'adozione del provvedimento finale.
1. Il dirigente di ciascuna unit� organizzativa provvede ad assegnare a s� o ad altro dipendente addetto all'unit� la responsabilit� dell'istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento nonch�, eventualmente, dell'adozione del provvedimento finale.
3. L'unit� organizzativa competente e il nominativo del responsabile del procedimento sono comunicati ai soggetti di cui all'articolo 7 e, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse.
a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilit�, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l'emanazione del provvedimento;
e) adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all'organo competente per l'adozione. L'organo competente per l'adozione del provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del procedimento, non puo' discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria condotta dal responsabile del procedimento se non indicandone la motivazione nel provvedimento finale. (1)
(1) Lettera modificata dall'art. 4, L. 11/2/2005, n. 15.
(2) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.
1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerit� del procedimento, l'avvio del procedimento stesso � comunicato, con le modalit� previste dall'articolo 8, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale � destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, l'amministrazione � tenuta a fornire loro, con le stesse modalit�, notizia dell'inizio del procedimento.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la facolt� dell'amministrazione di adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al medesimo comma 1, provvedimenti cautelari.
Modalita' e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento
Modalita' e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento (2)
c-bis) la data entro la quale, secondo i termini previsti dall'articolo 2, commi 2 o 3, deve concludersi il procedimento e i rimedi esperibili in caso di inerzia dell'amministrazione; (1)
4. L'omissione di taluna delle comunicazioni prescritte pu� esser fatta valere solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione � prevista.
(1) Lettera aggiunta dall'art. 5, L. 11/2/2005, n. 15.
1. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonch� i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facolt� di intervenire nel procedimento.
Comunicazione dei motivi ostativi all�accoglimento dell�istanza
Comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza (1)
1. Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l’autorita’ competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell’eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni e’ data ragione nella motivazione del provvedimento finale. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle procedure concorsuali e ai procedimenti in materia previdenziale e assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli enti previdenziali. Non possono essere addotti tra i motivi che ostano all'accoglimento della domanda inadempienze o ritardi attribuibili all'amministrazione. (2)
(1) Articolo aggiunto dall'art. 6, L. 11/02/05, n. 15.
(2) Articolo modificato dall'art. 9, L. 11/11/2011, n. 180.
1. In accoglimento di osservazioni e proposte presentate a norma dell'articolo 10, l'amministrazione procedente pu� concludere, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, accordi con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo. (2)
1-bis. Al fine di favorire la conclusione degli accordi di cui al comma 1, il responsabile del procedimento pu� predisporre un calendario di incontri cui invita, separatamente o contestualmente, il destinatario del provvedimento ed eventuali controinteressati. (1)
2. Gli accordi di cui al presente articolo debbono essere stipulati, a pena di nullit�, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si applicano, ove non diversamente previsto, i principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili.
4. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse l'amministrazione recede unilateralmente dall'accordo, salvo l'obbligo di provvedere alla liquidazione di una indennit� in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del privato.
4-bis. A garanzia dell'imparzialita' e del buon andamento dell'azione amministrativa, in tutti i casi in cui una pubblica amministrazione conclude accordi nelle ipotesi previste al comma l, la stipulazione dell'accordo e' preceduta da una determinazione dell'organo che sarebbe competente per l'adozione del provvedimento.(3)
(2) Comma modificato dall'art. 7, L. 11/2/2005, n. 15.
(3) Comma aggiunto dall'art. 7, L. 11/2/2005, n. 15.
(4) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.
(5) Comma abrogato dall'art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.
1. La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalit� cui le amministrazioni stesse devono attenersi.
1. Le disposizioni contenute nel presente capo non si applicano nei confronti dell'attivit� della pubblica amministrazione diretta alla emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione.
2. Dette disposizioni non si applicano altres� ai procedimenti tributari per i quali restano parimenti ferme le particolari norme che li regolano, nonchè ai procedimenti previsti dal decreto legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni, e dal Decreto Legislativo 29 marzo 1993, n. 119 e successive modificazioni. (1)
1. Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, l'amministrazione procedente pu� indire una conferenza di servizi. (5)
2. La conferenza di servizi e' sempre indetta quando l'amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione competente, della relativa richiesta. La conferenza puo' essere altresi' indetta quando nello stesso termine e' intervenuto il dissenso di una o piu' amministrazioni interpellate ovvero nei casi in cui e' consentito all'amministrazione procedente di provvedere direttamente in assenza delle determinazioni delle amministrazioni competenti. (2) (5)
3. La conferenza di servizi puo' essere convocata anche per l'esame contestuale di interessi coinvolti in piu' procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi attivita' o risultati. In tal caso, la conferenza e' indetta dall'amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni che curano l'interesse pubblico prevalente. L'indizione della conferenza puo' essere richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta. (2)
5. In caso di affidamento di concessione di lavori pubblici la conferenza di servizi e' convocata dal concedente ovvero, con il consenso di quest'ultimo, dal concessionario entro quindici giorni fatto salvo quanto previsto dalle leggi regionali in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA). Quando la conferenza e' convocata ad istanza del concessionario spetta in ogni caso al concedente il diritto di voto (1) (2)
5-bis. Previo accordo tra le amministrazioni coinvolte, la conferenza di servizi e' convocata e svolta avvalendosi degli strumenti informatici disponibili, secondo i tempi e le modalita' stabiliti dalle medesime amministrazioni.(3)
(1) Articolo sostituito dall'art. 9, L. 24/11/00, n. 340.
(2) Comma modificato dall'art. 8, L. 11/2/2005, n. 15.
(3) Comma aggiunto dall'art. 8, L. 11/2/2005, n. 15.
(5) Comma modificato dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.
Conferenza di servizi preliminare (1)
1. La conferenza di servizi può essere convocata per progetti di particolare complessità e di insediamenti produttivi di beni e servizi, su motivata richiesta dell'interessato, documentata, in assenza di un progetto preliminare, da uno studio di fattibilità, prima della presentazione di una istanza o di un progetto definitivi, al fine di verificare quali siano le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari atti di consenso. In tale caso la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a carico del richiedente (2).
1-bis. In relazione alle procedure di cui all'articolo 153 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la conferenza dei servizi è sempre indetta. La conferenza si esprime sulla base dello studio di fattibilità per le procedure che prevedono che lo stesso sia posto a base di gara ovvero sulla base del progetto preliminare per le procedure che prevedono che lo stesso sia posto a base di gara. Le indicazioni fornite in sede di conferenza possono essere motivatamente modificate o integrate solo in presenza di significativi elementi emersi nelle fasi successive del procedimento. (6)
2. Nelle procedure di realizzazione di opere pubbliche e di interesse pubblico, la conferenza di servizi si esprime sul progetto preliminare al fine di indicare quali siano le condizioni per ottenere, sul progetto definitivo, le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta e gli assensi, comunque denominati, richiesti dalla normativa vigente. In tale sede, le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, si pronunciano, per quanto riguarda l'interesse da ciascuna tutelato, sulle soluzioni progettuali prescelte. Qualora non emergano, sulla base della documentazione disponibile, elementi comunque preclusivi della realizzazione del progetto, le suddette amministrazioni indicano, entro quarantacinque giorni, le condizioni e gli elementi necessari per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, gli atti di consenso (3).
3-bis. Il dissenso espresso in sede di conferenza preliminare da una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità, con riferimento alle opere interregionali, è sottoposto alla disciplina di cui all'articolo 14-quater, comma 3 (4).
5. Nel caso di cui al comma 2, il responsabile unico del procedimento trasmette alle amministrazioni interessate il progetto definitivo, redatto sulla base delle condizioni indicate dalle stesse amministrazioni in sede di conferenza di servizi sul progetto preliminare, e convoca la conferenza tra il trentesimo e il sessantesimo giorno successivi alla trasmissione. In caso di affidamento mediante appalto concorso o concessione di lavori pubblici, l'amministrazione aggiudicatrice convoca la conferenza di servizi sulla base del solo progetto preliminare, secondo quanto previsto dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni (5).
(2) Comma così modificato dall'art. 9, L. 11 febbraio 2005, n. 15.
(3) Comma così modificato dall'art. 9, L. 11 febbraio 2005, n. 15.
(4) Comma aggiunto dall'art. 9, L. 11 febbraio 2005, n. 15.
(5) Articolo aggiunto dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127 e poi così sostituito dall'art. 10, L. 24 novembre 2000, n. 340.
(6) Comma agginto dall'art. 3, DL 22/6/2012 n. 83.
01. La prima riunione della conferenza di servizi e' convocata entro quindici giorni ovvero, in caso di particolare complessita' dell'istruttoria, entro trenta giorni dalla data di indizione può svolgersi per via telematica . (2)
2. La convocazione della prima riunione della conferenza di servizi deve pervenire alle amministrazioni interessate, anche per via telematica o informatica, almeno cinque giorni prima della relativa data. Entro i successivi cinque giorni, le amministrazioni convocate possono richiedere, qualora impossibilitate a partecipare, l'effettuazione della riunione in una diversa data; in tale caso, l'amministrazione procedente concorda una nuova data, comunque entro i dieci giorni successivi alla prima. La nuova data della riunione puo' essere fissata entro i quindici giorni successivi nel caso la richiesta provenga da un'autorita' preposta alla tutela del patrimonio culturale. I responsabili degli sportelli unici per le attivita' produttive e per l'edilizia, ove costituiti, o i Comuni concordano con i Soprintendenti territorialmente competenti il calendario, almeno trimestrale, delle riunioni delle conferenze di servizi che coinvolgano atti di assenso o consultivi comunque denominati di competenza del Ministero per i beni e le attivita' culturali.(3) (7)
3-bis. In caso di opera o attivita' sottoposta anche ad autorizzazione paesaggistica, il soprintendente si esprime, in via definitiva, in sede di conferenza di servizi, ove convocata, in ordine a tutti i provvedimenti di sua competenza ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. (8)
4. Fermo restando quanto disposto dal comma 4-bis nei casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di servizi si esprime dopo aver acquisito la valutazione medesima ed il termine di cui al comma 3 resta sospeso, per un massimo di novanta giorni, fino all'acquisizione della pronuncia sulla compatibilita' ambientale. Se la VIA non interviene nel termine previsto per l'adozione del relativo provvedimento, l'amministrazione competente si esprime in sede di conferenza di servizi, la quale si conclude nei trenta giorni successivi al termine predetto. Tuttavia, a richiesta della maggioranza dei soggetti partecipanti alla conferenza di servizi, il termine di trenta giorni di cui al precedente periodo e' prorogato di altri trenta giorni nel caso che si appalesi la necessita' di approfondimenti istruttori. Per assicurare il rispetto dei tempi, l'amministrazione competente al rilascio dei provvedimenti in materia ambientale puo' far eseguire anche da altri organi dell'amministrazione pubblica o enti pubblici dotati di qualificazione e capacita' tecnica equipollenti, ovvero da istituti universitari tutte le attivita' tecnico-istruttorie non ancora eseguite. In tal caso gli oneri economici diretti o indiretti sono posti a esclusivo carico del soggetto committente il progetto, secondo le tabelle approvate con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. (7)
4-bis. Nei casi in cui l'intervento oggetto della conferenza di servizi e' stato sottoposto positivamente a valutazione ambientale strategica (VAS), i relativi risultati e prescrizioni, ivi compresi gli adempimenti di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 10 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, devono essere utilizzati, senza modificazioni, ai fini della VIA, qualora effettuata nella medesima sede, statale o regionale, ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. (8)
5. Nei procedimenti relativamente ai quali sia gia' intervenuta la decisione concernente la VIA le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 14-quater, nonche' quelle di cui agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, si applicano alle sole amministrazioni preposte alla tutela della salute, del patrimonio storico-artistico e della pubblica incolumita. (3)
6-bis. All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cui ai commi 3 e 4, l'amministrazione procedente, in caso di VIA statale, pu� adire direttamente il consiglio dei ministri ai sensi dell'articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 2006, n. 152; in tutti gli altri casi, valutate le specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede, adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento che sostituisce a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza. La mancata partecipazione alla conferenza di servizi ovvero la ritardata o mancata adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento sono valutate ai fini della responsabilit� dirigenziale o disciplinare e amministrativa, nonche' ai fini dell'attribuzione della retribuzione di risultato. Resta salvo il diritto del privato di dimostrare il danno derivante dalla mancata osservanza del termine di conclusione del procedimento ai sensi degli articoli 2 e 2-bis. (9)
7. Si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione, ivi comprese quelle preposte alla tutela della salute e della pubblica incolumit� e alla tutela ambientale, esclusi i provvedimenti in materia di VIA, VAS e AIA, paesaggistico-territoriale, il cui rappresentante, all'esito dei lavori della conferenza, non abbia espresso definitivamente la volont� dell'amministrazione rappresentata. (9)
10. Il provvedimento finale concernente opere sottoposte a VIA e' pubblicato, a cura del proponente, unitamente all'estratto della predetta VIA, nella Gazzetta Ufficiale o nel Bollettino regionale in caso di VIA regionale e in un quotidiano a diffusione nazionale. Dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte dei soggetti interessati. (1)
(1) Articolo sostituito dall'art. 11, L. 24/11/00, n. 340.
(2) Comma aggiunto dall'art. 10, L. 11/2/2005, n. 15, poi modificato dall'art. 9, comma 1, L 18/6/2009, n. 69.
(3) Comma modificato dall'art. 10, L. 11/2/2005, n. 15.
(4) Comma sostituito dall'art. 10, L. 11/2/2005, n. 15.
(5) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.
(6) Comma aggiunto dall'art. 9, comma 2, L 18/6/2009, n. 69.
(7) Comma modificato dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.
(8) Comma aggiunto dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.
(9) Comma sostituito dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.
(10) Comma soppresso dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.
1. Il dissenso di uno o piu' rappresentanti delle amministrazioni ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale, fermo restando quanto previsto dall'articolo 26 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumit� , regolarmente convocate alla conferenza di servizi, a pena di inammissibilita', deve essere manifestato nella conferenza di servizi, deve essere congruamente motivato, non puo' riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso. (6)
[2. Se una o piu' amministrazioni hanno espresso nell'ambito della conferenza il proprio dissenso sulla proposta dell'amministrazione procedente, quest'ultima, entro i termini perentori indicati dall'articolo 14-ter, comma 3, assume comunque la determinazione di conclusione del procedimento sulla base della maggioranza delle posizioni espresse in sede di conferenza di servizi. La determinazione e' immediatamente esecutiva.] (2)
3. Al di fuori dei casi di cui all'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, e delle infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale, di cui alla parte seconda, titolo terzo, capo quarto del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, nonche' dei casi di localizzazione delle opere di interesse statale, ove venga espresso motivato dissenso da parte di un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumita', la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell'articolo 120 della Costituzione, e' rimessa dall'amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale e una regionale o tra piu' amministrazioni regionali, ovvero previa intesa con la Regione e gli enti locali interessati, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale o regionale e un ente locale o tra piu' enti locali. Se l'intesa non e' raggiunta entro trenta giorni, la deliberazione del Consiglio dei Ministri puo' essere comunque adottata. Se il motivato dissenso e' espresso da una Regione o da una Provincia autonoma in una delle materie di propria competenza, il Consiglio dei Ministri delibera in esercizio del proprio potere sostitutivo con la partecipazione dei Presidenti delle Regioni o delle Province autonome interessate. (7) (8)
[4. Quando il dissenso e' espresso da una regione, le determinazioni di competenza del Consiglio dei ministri previste al comma 3 sono adottate con l'intervento del presidente della giunta regionale interessata, al quale e' inviata a tal fine la comunicazione di invito a partecipare alla riunione, per essere ascoltato, senza diritto di voto.] (4)
5. Nell'ipotesi in cui l'opera sia sottoposta a VIA e in caso di provvedimento negativo trova applicazione l'articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotta dall'articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303. (1)
(1) Articolo sostituito dall'art. 12, L. 24/11/00, n. 340.
(2) Comma abrogato dall'art. 11, L. 11/2/2005, n. 15.
(3) Comma sostituito dall'art. 11, L. 11/2/2005, n. 15.
(4) Comma aggiunto dall'art. 11, L. 11/2/2005, n. 15.
(6) Comma modificato dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.
(7) Comma sostituito dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.
(8) Comma modificato dall'art. 5, DL13/5/2011, n. 70, convertito, con modificazioni dalla L. 12/7/2011, n. 106.
(1) Articolo aggiunto dall'art. 12, L. 11/02/05, n. 15.
1. Anche al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 4, le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attivit� di interesse comune.
(2) Comma modificato dall'articolo 3 dell'allegato 4 al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16/9/2010.
Attivita' consultiva (2)
1. Gli organi consultivi delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, sono tenuti a rendere i pareri ad essi obbligatoriamente richiesti entro venti giorni dal ricevimento della richiesta. Qualora siano richiesti di pareri facoltativi, sono tenuti a dare immediata comunicazione alle amministrazioni richiedenti del termine entro il quale il parere sara' reso, che comunque non può superare i venti giorni dal ricevimento della richiesta. (1) (3)
4. Nel caso in cui l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, i termini di cui al comma 1 possono essere interrotti per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente entro quindici giorni dalla ricezione degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate. (1) (3)
(1) Comma modificato dall'art. 17, L. 15/05/97, n. 127.
(3) Comma modificato dall'art. 8, comma 1 lettera a), n. 1-2-4, L 18/6/2009, n. 69.
(4) Comma sostituito dall'art. 8, comma 1 lettera a) n. 3 e 5, L 18/6/2009, n. 69.
(5) Comma aggiunto dall'art. 8, comma 1 lettera a) n. 6, L 18/6/2009, n. 69.
1. Ove per disposizione espressa di legge o di regolamento sia previsto che per l'adozione di un provvedimento debbano essere preventivamente acquisite le valutazioni tecniche di organi od enti appositi e tali organi ed enti non provvedano o non rappresentino esigenze istruttorie di competenza dell'amministrazione procedente nei termini fissati dalla disposizione stessa, o in mancanza, entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, il responsabile del procedimento deve chiedere le suddette valutazioni tecniche ad altri organi dell'amministrazione pubblica o ad enti pubblici che siano dotati di qualificazione e capacit� tecnica equipollenti, ovvero ad istituti universitari.
2. I documenti attestanti atti, fatti, qualita' e stati soggettivi, necessari per l'istruttoria del procedimento, sono acquisiti d'ufficio quando sono in possesso dell'amministrazione procedente, ovvero sono detenuti, istituzionalmente, da altre pubbliche amministrazioni. L'amministrazione procedente puo' richiedere agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti. (2)
(2) Comma sostituito dall'art. 3, DL 14/3/2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14/5/2005, n. 80.
Segnalazione certificata di inizio attività - Scia.
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attivita' imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, e' sostituito da una segnalazione dell'interessato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia, all'amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonche' di quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di quelli imposti dalla normativa comunitaria. La segnalazione e' corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorieta' per quanto riguarda tutti gli stati, le qualita' personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nonche' , ove espressamente previsto dalla normativa vigente, dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformita' da parte dell'Agenzia delle imprese di cui all' articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione. Nei casi in cui la normativa vigente prevede l'acquisizione di atti o pareri di organi o enti appositi, ovvero l'esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti. La segnalazione, corredata delle dichiarazioni, attestazioni e asseverazioni nonche' dei relativi elaborati tecnici, puo' essere presentata mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento, ad eccezione dei procedimenti per cui e' previsto l'utilizzo esclusivo della modalita' telematica; in tal caso la segnalazione si considera presentata al momento della ricezione da parte dell'amministrazione. (4)
4. Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al primo periodo del comma 3, ovvero di cui al comma 6-bis all’amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente. (6)
4-bis. Il presente articolo non si applica alle attivita' economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1� settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. (3)
6-bis. Nei casi di Scia in materia edilizia, il termine di sessanta giorni di cui al primo periodo del comma 3 e' ridotto a trenta giorni. Fatta salva l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 4 e al comma 6, restano altresi' ferme le disposizioni relative alla vigilanza sull'attivita' urbanistico-edilizia, alle responsabilita' e alle sanzioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.380, e dalle leggi regionali. (5)
6-ter. La segnalazione certificata di inizio attivita', la denuncia e la dichiarazione di inizio attivita' non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l'esercizio delle verifiche spettanti all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione di cui all'art. 31, commi 1, 2 e 3 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104." (7)
(1) Articolo sostituito dall'art. 2, L. 24 dicembre 1993, n. 537, poi modificato dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15, sostituito dall'art. 3, D.L. 14 marzo 2005, n. 35, modificato dal commi 3, 4, 5 e 6 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69, dal comma 1 dell’art. 85, D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, dal n. 14) del comma 1 dell’art. 4 dell’allegato 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 e, infine sostituito dal comma 4-bis dell'art. 49, D.L. 31 maggio 2010, n. 78, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.
(3) Comma aggiunto dall'art. 2, DL 5/8/2010, n. 125, convertito, con modificazioni dalla legge 1/10/2010, n. 163.
(4) Comma modificato dall'art. 5, DL13/5/2011, n. 7, convertito, con modificazioni dalla L. 12/7/2011, n. 106, dall'art. 2, DL 9/2/2012, n. 5, convertito, con modificazioni dalla L. 4/4/2012, n. 35 ed infine dall'art. 13, DL 22/6/2012, n. 83.
(5) Comma aggiunto dall'art. 5, DL13/5/2011, n. 70, convertito, con modificazioni dalla L. 12/7/2011, n. 106 e successivamente modificato dall'art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138.
(6) Comma modificato dall'art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni dalla legge 14/9/2011, n. 148.
(7) Comma aggiunto dall'art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni dalla legge 14/9/2011, n. 148.
5-bis. Ogni controversia relativa all'applicazione del presente articolo e' devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. (3)
(1) Articolo sostituito dall'art. 3, DL 14/3/2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14/5/2005, n. 80.
(2) Comma sostituito dall'art. 7, comma 1 lettera d), L 18/6/2009, n. 69.
1. Con la denuncia o con la domanda di cui agli articoli 19 e 20 l'interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non � ammessa la conformazione dell'attivit� e dei suoi effetti a legge o la sanatoria prevista dagli articoli medesimi ed il dichiarante � punito con la sanzione prevista dall'articolo 483 del codice penale, salvo che il fatto costituisca pi� grave reato.
2-bis. Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e controllo su attivita' soggette ad atti di assenso da parte di pubbliche amministrazioni previste da leggi vigenti, anche se e' stato dato inizio all'attivita' ai sensi degli articoli 19 e 20. (1)
(1) Comma aggiunto dall'art. 3, DL 14/3/2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14/5/2005, n. 80.
Capo IV-bis - Efficacia ed invalidita’ del provvedimento amministrativo. Revoca e recesso
(1) Articolo aggiunto dall'art. 14, L. 11/02/05, n. 15.
Esecutoriet�
Efficacia ed esecutivita� del provvedimento
1. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole puo’ essere revocato da parte dell’organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneita’ del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l’amministrazione ha l’obbligo di provvedere al loro indennizzo.[ Le controversie in materia di determinazione e corresponsione dell’indennizzo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.] (1) (4)
1 bis. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto amministrativo oggetto di revoca all' interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l' interesse pubblico. (2)
1-ter. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati e' parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilita' da parte dei contraenti della contrarieta' dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilita' di tale atto con l'interesse pubblico.(3)
(1) Articolo aggiunto dall'art. 14, L. 11/2/2005, n. 15.
(2) Comma aggiunto aggiunto dall'art. 13, comma 8-duodevicies, D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla L. 2 aprile 2007, n. 40 .
(3) Comma aggiunto dall'art. 13, DL 25/6/2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6/8/2008, n. 133.
(4) Periodo abrogato dall'art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.
Nullit� del provvedimento
Articolo 21 octies
Annullabilit� del provvedimento
Annullabilita’ del provvedimento
2. Non e’ annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. Il provvedimento amministrativo non e’ comunque annullabile per mancata comunicazione dell’avvio del procedimento qualora l’amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. (1)
Articolo 21 novies
Annullamento d�ufficio
2. L’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza. (2)
6. Il diritto di accesso e’ esercitabile fino a quando la pubblica amministrazione ha l’obbligo di detenere i documenti amministrativi ai quali si chiede di accedere. (1)
(1) Articolo sostituito dall'art. 15, L. 11/2/2005, n. 15.
(2) Comma sostituito dall'art. 10, comma 1 lettera a), L 18/6/2009, n. 69.
1. Il diritto di accesso di cui all'articolo 22 si esercita nei confronti delle pubbliche amministrazioni, delle aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e dei gestori di pubblici servizi. Il diritto di accesso nei confronti delle Autorit� di garanzia e di vigilanza si esercita nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, secondo quanto previsto dall'articolo 24. (1)
(1) Articolo sostituito dall'art. 4, L. 3/8/99, n. 265.
(1) Articolo sostituito dall'art. 16, L. 11/2/2005, n. 15.
Modalit� di esercizio del diritto di accesso e ricorsi
Modalita' di esercizio del diritto di accesso e ricorsi
1. Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge. L'esame dei documenti � gratuito. Il rilascio della copia � subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonch� i diritti di ricerca e di visura.
4. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta, questa si intende respinta. In caso di diniego dell'accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso ai sensi dell'articolo 24, comma 4, il richiedente puo' presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale ai sensi del comma 5, ovvero chiedere, nello stesso termine e nei confronti degli atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito, che sia riesaminata la suddetta determinazione. Qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza e' attribuita al difensore civico competente per l'ambito territoriale immediatamente superiore. Nei confronti degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta e' inoltrata presso la Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27, nonché presso l’amministrazione resistente. Il difensore civico o la Commissione per l'accesso si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore civico o la Commissione per l'accesso ritengono illegittimo il diniego o il differimento, ne informano il richiedente e lo comunicano all'autorita' disponente. Se questa non emana il provvedimento confermativo motivato entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico o della Commissione, l'accesso e' consentito. Qualora il richiedente l'accesso si sia rivolto al difensore civico o alla Commissione, il termine di cui al comma 5 decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell'esito della sua istanza al difensore civico o alla Commissione stessa. Se l'accesso e' negato o differito per motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a soggetti terzi, la Commissione provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un procedimento di cui alla sezione III del capo I del titolo I della parte III del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al trattamento pubblico di dati personali da parte di una pubblica amministrazione, interessi l'accesso ai documenti amministrativi, il Garante per la protezione dei dati personali chiede il parere, obbligatorio e non vincolante, della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi. La richiesta di parere sospende il termine per la pronuncia del Garante sino all'acquisizione del parere, e comunque per non oltre quindici giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Garante adotta la propria decisione. (1)
5. Le controversie relative all'accesso ai documenti amministrativi sono disciplinate dal codice del processo amministrativo. (2)
[5-bis. Nei giudizi in materia di accesso, le parti possono stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore. L'amministrazione puo' essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente, purche' in possesso della qualifica di dirigente, autorizzato dal rappresentante legale dell'ente. Le controversie relative all'accesso ai documenti amministrativi sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.] (3) (5) (6)
[6. Il giudice amministrativo, sussistendone i presupposti, ordina l'esibizione dei documenti richiesti.] (4) (6)
(1) Comma dapprima sostituito dall'art. 15, L. 24/11/00, n. 340 e successivamente dall'art. 17, L. 11/2/2005, n. 15; poi modificato dall'art. 8, comma 1 lettera b), L 18/6/2009, n. 69.
(2) Comma modificato dall'art.17, L. 11/2/2005, n. 15 e succesivamente sostituito dall'articolo 3 dell'allegato 4 al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16/9/2010.
(3) Comma aggiunto dall'art.17, L. 11/2/2005, n. 15.
(4) Comma sostituito dall'art.17, L. 11/2/2005, n. 15.
(5) Comma aggiunto dall'art. 3, Dl 14/3/2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14/5/2005, n. 80.
(6) Comma abrogato dall'art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.
1. Fermo restando quanto previsto per le pubblicazioni nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana dalla legge 11 dicembre 1984, n. 839, e dalle relative norme di attuazione, sono pubblicati, secondo le modalit� previste dai singoli ordinamenti, le direttive, i programmi, le istruzioni, le circolari e ogni atto che dispone in generale sulla organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi, sui procedimenti di una pubblica amministrazione ovvero nel quale si determina l'interpretazione di norme giuridiche o si dettano disposizioni per l'applicazione di esse.
Commissione per l�accesso ai documenti amministrativi
7. In caso di prolungato inadempimento all’obbligo di cui al comma 1 dell’articolo 18, le misure ivi previste sono adottate dalla Commissione di cui al presente articolo. (1)
(1) Articolo sostituito dall'art. 18, L. 11/2/2005, n. 15.
Modifica dell'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, in materia di segreto di ufficio (1)
1. L'articolo 15 del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, � sostituito dal seguente: ``Art. 15. - (Segreto d'ufficio). - 1. L'impiegato deve mantenere il segreto d'ufficio. Non pu� trasmettere a chi non ne abbia diritto informazioni riguardanti provvedimenti od operazioni amministrative, in corso o concluse, ovvero notizie di cui sia venuto a conoscenza a causa delle sue funzioni, al di fuori delle ipotesi e delle modalit� previste dalle norme sul diritto di accesso. Nell'ambito delle proprie attribuzioni, l'impiegato preposto ad un ufficio rilascia copie ed estratti di atti e documenti di ufficio nei casi non vietati dall'ordinamento''.
(1) Articolo sostituito dall'art. 19, L. 11/2/2005, n. 15.
(2) Comma sostituito dall'art. 10, comma 1 lettera b) n. 1, L 18/6/2009, n. 69.
(3) Comma aggiunto dall'art. 10, comma 1 lettera b) n. 2, L 18/6/2009, n. 69.
(4) Comma modificato dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.
Atti di notoriet�
Atti di notoriet� (1)
1. In tutti i casi in cui le leggi e i regolamenti prevedono atti di notoriet� o attestazioni asseverate da testimoni altrimenti denominate, il numero dei testimoni � ridotto a due.
2. � fatto divieto alle pubbliche amministrazioni e alle imprese esercenti servizi di pubblica necessit� e di pubblica utilit� di esigere atti di notoriet� in luogo della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notoriet� prevista dall'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, quando si tratti di provare qualit� personali, stati o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato.
(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/02/05, n. 15.
[1. Le norme sul diritto di accesso ai documenti amministrativi di cui al Capo V hanno effetto dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui all'articolo 24.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sar� inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. � fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.] (1)
(1) Articolo abrogato dall'art. 20, L. 11/2/2005, n. 15.