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Timestamp: 2019-08-25 10:58:00+00:00
Document Index: 34754615

Matched Legal Cases: ['art. 1916', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 366']

1. Nel 2003 B.M., imprenditore individuale, convenne dinanzi al Tribunale di Perugia la società Cancellotti Manufatti Cement Block s.r.l. (che in seguito muterà ragione sociale Cama Hold s.r.l.; d'ora innanzi, per brevità, sempre e comunque "la Cama") e l'Inail, esponendo che il (OMISSIS) era rimasto vittima di un infortunio sul lavoro, causato da un dipendente della società convenuta, e chiedendo la condanna di questa al risarcimento del danno, previa detrazione di quanto percepito dall'Inail.
2. L'Inail si costituì e domandò nei confronti della convenuta Cama Hold, ai sensi dell'art. 1916 c.c., la rifusione delle somme pagate all'infortunato in adempimento dei propri obblighi indennitari.
3. La Cama si costituì e, oltre a negare la propria responsabilità, eccepì il concorso di colpa della vittima; in ogni caso chiese di essere tenuta indenne dal proprio assicuratore della responsabilità civile, ovvero la Toro Assicurazioni s.p.a.; la società convenuta chiamò altresì in causa il broker per il tramite del quale aveva stipulato il contratto di assicurazione con la Toro, ovvero la società Grifo Insurance Brokers s.r.l..
4. La Grifo Insurance Brokers si costituì chiamando in causa a sua volta i propri assicuratori della responsabilità civile, ovvero la Nuova MAA Assicurazioni, la AIG EUROPE SA, la Gan Italia s.p.a., la Italiana Assicurazioni s.p.a., la Winterthur Assicurazioni.
Tutti i chiamati si costituirono, ad eccezione della Winterthur.
La sentenza venne appellata da B.M. e dall'Inail.
Nelle more del giudizio d'appello B.M. fallì; il processo venne dichiarato interrotto e riassunto dall'Inail.
Dopo la riassunzione si costituì il curatore del fallimento di B.M., che coltivò la domanda di risarcimento...
1.1. Col primo motivo la Cama lamenta, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., n. 5, l'omesso esame d'un fatto decisivo da parte del giudice d'appello.
Deduce che il giudice di merito, nell'accogliere la domanda di surrogazione proposta dall'inail, non tenne conto del fatto che la vittima aveva in precedenza (per l'esattezza, nel (OMISSIS)) patito un altro infortunio, cui erano residuati postumi permanenti che si erano cumulati coi postumi residuati all'infortunio del (OMISSIS), oggetto del presente giudizio.
Conclude osservando che l'omessa considerazione di tale fatto "affetta la sentenza in modo decisivo", senza tuttavia indicare in modo più preciso a quale diversa decisione avrebbe dovuto condurre l'esame della suddetta circostanza.
In primo luogo è inammissibile, perchè la società ricorrente non indica in modo chiaro e puntuale quando, nel giudizio di primo grado la questione della preesistenza di postumi sia stata sollevata. Di talchè delle due l'una se tale questione fu davvero posta in primo grado, il motivo è inammissibile perchè non indica in quali termini e con quale atto tale eccezione entrò a far varie del dibattito processuale (al contrario di quanto dedotto dalla ricorrente nella memoria depositata ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c.), in violazione del precetto di cui all'art. 366 c.p.c., n. 6; se non lo fu, il motivo è inammissibile per la novità della questione.
1.3. In secondo luogo il motivo è inammissibile per l'irrilevanza del fatto che si assume trascurato dal giudice d'appello.
La surrogazione dell'assicuratore sociale è infatti ammessa solo quando vi sia identità tra i pregiudizi indennizzati dall'assicuratore sociale, ed i danni causati dal terzo responsabile (Corte cost., 18-07-1991, n. 356). Nel presente...
RD n. 267 del 16/03/1942 Art. 46