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Timestamp: 2019-07-17 10:43:40+00:00
Document Index: 4812470

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 120', 'sentenza ', 'art. 120', 'art. 3', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 120', 'sentenza ']

Art. 102. Abitualità presunta della legge. È dichiarato delinquente abituale chi, dopo essere stato condannato alla reclusione in misura superiore complessivamente a cinque anni per tre delitti non colposi della stessa indole, commessi entro dieci anni, e non contestualmente, riporta un’altra condanna per un delitto non colposo, della stessa indole, e commesso entro i dieci anni successivi all’ultimo dei delitti precedenti.
Nei dieci anni indicati nella disposizione precedente non si computa il tempo in cui il condannato ha scontato pene detentive o è stato sottoposto a misure
di sicurezza detentive.
Fra le conseguenze della dichiarazione di abitualità rientra anche il divieto:
- di possesso di cani appartenenti a talune razze;
- di conseguimento o revoca della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità
alla guida di ciclomotori.
In proposito, si riportano:
- l’art. 4 dell’Ordinanza del Ministro della Salute del 6 agosto 2013 (riportata sub Titolo IX bis c.p.) recante «Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani» (pubblicata nella G.U. del 6 settembre 2013, n. 209), con originaria efficacia di 24 mesi poi prorogata, con ordinanza del Ministero della Salute del 28 agosto 2014 (pubblicata in G.U. 8 settembre 2014, n. 20) per 12 mesi dal giorno di pubblicazione in G.U. di tale ultima ordinanza:
c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la
reclusione superiore a due anni;
d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544- quater, 544-quinques del codice penale, per quelli previsti dall’articolo 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189, e dall’articolo 4 della legge 4 novembre 2010, n. 201;
e) ai minori di 18 anni, agli interdetti e agli inabili per infermità di mente.»;
- l’art. 120, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) e succ. modif., precisando che la Corte Costituzionale: 1) con sentenza 20 - 28 novembre 2013, n. 281, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del predetto art. 120, commi 1 e 2 (nel testo sostituito dall’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94), nella parte in cui si applica anche con riferimento a sentenze pronunziate, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge n. 94 del 2009; 2) con sentenza 24 gennaio - 9 febbraio 2018, n. 22, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del predetto art. 120, comma 2, nella parte in cui - con riguardo all’ipotesi di condanna per reati di cui agli artt. 73 e 74 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, che intervenga in data successiva a quella di rilascio della patente di guida - dispone che il prefetto «provvede» - invece che «può provvedere» - alla revoca della patente:
«Art. 120. Requisiti morali per ottenere il rilascio dei titoli abilitativi di cui all’articolo 116. 1. Non possono conseguire la patente di guida i delinquenti abituali, professionali o per tendenza e coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ad eccezione di quella di cui all’articolo 2, e dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, le persone condannate per i reati di cui agli articoli 73 e 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, fatti
salvi gli effetti di provvedimenti riabilitativi, nonché i soggetti destinatari dei divieti di cui agli articoli 75, comma 1, lettera a), e 75-bis, comma 1, lettera f), del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 per tutta la durata dei predetti divieti. Non possono di nuovo conseguire la patente di guida le persone a cui sia applicata per la seconda volta, con sentenza di condanna per il reato di cui al terzo periodo del comma 2 dell’articolo 222, la revoca della patente ai sensi del quarto periodo del medesimo comma.
3. La persona destinataria del provvedimento di revoca di cui al comma 2 non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano trascorsi
6. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, in violazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 3, provvede al rilascio dei titoli abilitativi di cui all’articolo 116 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000».