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Timestamp: 2017-12-16 01:33:41+00:00
Document Index: 91825794

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 27', 'art. 5', 'art. 844', 'art.674', 'art.844', 'art.844', 'sentenza ']

Aria | Studio Legale Ambientale
localizzazione impianti carbonfossile
Inquinamento ex art. 27, c. 27 L. n. 99/2009. Insediamento sul territorio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati con carbon fossile.
L’art. 27, c. 27 della L. n. 99/2009, al fine di contenere, per quanto possibile, l’emissione nell’ambiente di sostanze inquinanti, appresta una disciplina di favore con riguardo all’insediamento sul territorio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati con carbon fossile, prevedendo che, alla condizione di limitare, nella misura indicata dall’art. 5-bis del decreto-legge n. 5 del 2009, il pregiudizio ambientale connesso a tale fonte di energia, vi si possa procedere in deroga alle vigenti disposizioni di legge nazionali e regionali che prevedono limiti di localizzazione territoriale.
Sul piano delle competenze, la finalità di contenimento del pregiudizio ambientale, comunque correlato agli impianti da carbon fossile, si innesta su una previsione diretta ad incidere su interessi attribuibili alle materie concorrenti della produzione di energia e del governo del territorio: si è, infatti, compiuta una scelta di promozione di una particolare fonte energetica, per mezzo di uno strumento, la deroga ai limiti legislativi di localizzazione, che chiaramente fa leva sull’assetto urbanistico del territorio.
Il legislatore statale, anziché indicare criteri di localizzazione favorevoli alla realizzazione degli impianti in questione, si è spinto fino all’adozione di una generale clausola derogatoria della legislazione regionale, per quanto in un settore ove non emerge la necessità di costruire una rete di impianti collegati gli uni agli altri, e dunque in assenza di un imperativo di carattere tecnico che imponesse un’incondizionata subordinazione dell’interesse urbanistico ad esigenze di funzionalità della rete. Tale tecnica legislativa, proprio in ragione per un verso dell’ampiezza e per altro verso della indeterminatezza dell’intervento operato, necessita di venire ricondotta a proporzionalità in via interpretativa, ciò che la formulazione letterale della norma consente.
Non vengono coinvolte dalla deroga, pertanto, nè la generale normativa regionale di carattere urbanistico, che non abbia ad oggetto gli impianti in questione, o che comunque non si prefigga di impedirne la realizzazione, nè tantomeno le discipline regionali attinenti alle materie di competenza legislativa residuale o concorrente, che siano estranee al governo del territorio.
admin, ottobre 28th 2011 | Tags: aria, carbone, localizzazione impianti
Posted in autorizzazioni, Inquinamento
Emissioni maleodoranti (Art. 674 c.p. e art. 844 c.c.)
Il fatto che l’ordinamento italiano non preveda una specifica disciplina in tema di tollerabilità degli odori, non significa affatto che le imprese non abbiano alcun obbligo di contenere le emissioni maleodoranti, soprattutto quando esse assumano caratteristiche tali da produrre effettivi e non secondari disagi alle persone.
Pertanto, “il reato previsto dalla seconda parte dell’art.674 c.p. (emissioni di gas, di vapori o di fumo) può essere integrato dalle emissioni maleodoranti qualora queste abbiano carattere non momentaneo e siano capaci di provocare un impatto negativo, anche solo a livello psichico, sulle attività lavorative e di relazione delle persone.
Ciò detto, per le attività produttive occorre distinguere l’ipotesi che siano svolte senza autorizzazione (perché non prevista o perché non richiesta o ottenuta) oppure in conformità alle previste autorizzazioni. Nella prima ipotesi, il contrasto con gli interessi protetti dalla disposizione di legge vanno valutati secondo criteri di “stretta tollerabilità” senza poter fare riferimento alla “normale tollerabilità” delle persone quale si ricava dal contenuto dell’art.844 c.c.
Occorre, in altre parole, procedere ad una libera e attenta valutazione delle conseguenze che le emissioni producono sull’area esterna all’azienda e sulle persone che vi abitano o comunque operano.
Quando, l’attività produttiva si svolga secondo le prescritte autorizzazioni, si è in presenza di una situazione che può assumere rilevanza penale solo nella ipotesi che si verifichino contrasti con la disciplina vigente (lettura, questa, che dà concreta e puntuale applicazione all’espressione “nei casi non consentiti dalla legge”).
In particolare, la giurisprudenza ha fissato il principio interpretativo secondo cui non sussiste rilevanza penale delle emissioni quando esse siano inferiori ai limiti previsti da generali disposizioni normative o dalle autorizzazioni in concreto rilasciate.
Al di sotto di tali limiti, dunque, le emissioni non integrano forme di responsabilità penale e possono solo dare corso all’eventuale applicazione della disciplina fissata dal citato art.844 c.c. ed anche le decisioni che dal mancato superamento dei limiti, fissati non fanno discendere in modo inevitabile la non rilevanza penale della condotta, hanno cura di precisare che la tutela dei diritti delle persone non può spingersi, in presenza di legittime autorizzazioni rilasciate all’impresa, oltre il livello della concreta esigibilità dell’adozione di misure atte a prevenire ed evitare potenziali lesioni o effettive conseguenze dannose.
Si sostiene, in altri termini, che una responsabilità può sussistere anche all’interno dei limiti, fissati qualora l’azienda non adotti quegli accorgimenti tecnici ragionevolmente utilizzabili per ulteriormente abbattere l’impatto sulla realtà esterna.
admin, luglio 29th 2011 | Tags: aria, cattivi odori, emi, inqu, maleodoranti
Posted in Ambiente, Inquinamento
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