Source: http://www.difesadelsuolo.it/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1&limit=9&limitstart=27
Timestamp: 2018-11-21 05:54:16+00:00
Document Index: 166563056

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 181', 'art. 206', 'art. 3', 'art. 4']

Difesa del suolo : sviluppo e non vincolo.
Strumento per la competitività e non vincolo per lo sviluppo
di Carlo Frutti,
Presidente Associazione Nazionale Difesa del Suolo
La protezione ambientale dipende da una corretta e sostenibile gestione del territorio e implica un'accurata conoscenza della risorsa. E' una necessità impellente se consideriamo che circa due terzi del del nostro paese mostra preoccupanti fenomeni di degrado.
Affrontare un sistema territoriale, insieme di ambiente naturale e costruito, dal punto di vista della sostenibilità, implica, la necessità di ristabilire legami corretti tra popolazione e ambiente, tra risorse ambientali e lavoro umano, tra economia ed ecologia; si tratta di ripristinare il "diritto naturale all'ambiente" delle popolazioni, delle future generazioni.
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Quattromila vittime del dissesto idrogeologico
La testimonianza dell'ex Capo della Protezione Civile Franco Barberi
Contro frane ed alluviosi poche risorse e poca cultura.
Oltre 4mila vittime negli ultimi anni.
di Valerio Gaulerzi
ROMA - Nel maggio del 1998, dopo piogge particolarmente intense, una gigantesca frana colpì Sarno e altri tre comuni campani provocando oltre 137 vittime. All'epoca direttore della Protezione Civile era Franco Barberi, tornato dal 2001 alla docenza universitaria dopo sei anni alla guida dell'agenzia poi trasformata in dipartimento.
Professor Barberi, seppure in scala ridotta, il dramma si è ripetuto la scorsa notte sulla A3, più a sud di Sarno. Perché rimaniamo così vulnerabili?
"La prima causa è la conformazione morfologica del nostro territorio, con l'enorme quantità di rilievi collinari e montuosi. A questa situazione oggettiva si aggiunge l'intervento umano. Il risultato è che nel corso dell'ultimo secolo abbiamo avuto 5mila alluvioni e 11mila frane, con il 60% dei comuni italiani interessati da questi fenomeni. Complessivamente il tributo di vite umane è stato di 4000 morti, mentre solo negli ultimi 20 anni il costo per la comunità è ammontato a 25 miliardi di euro
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Secondo decreto correttivo del T.U. Ambientale
Si tratta del decreto legislativo n. 04/08 intitolato "Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale".
Il decreto, che era stato approvato in Consiglio dei Ministri il 21 dicembre scorso, attua la legge n. 308/2004 (delega al Governo "il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione") e modifica alcune parti del decreto legislativo 152/2006.
- l'art. 1 modifica le parti prima e seconda (Disposizioni comuni - VAS - VIA - IPPC), aggiungendo i principi sulla produzione del diritto ambientale, dell'azione ambientale, dello sviluppo sostenibile, di sussidiarietà e leale collaborazione; abrogando gli articoli da 4 a 52 con l'introduzione, tra l'altro, di tempi certi per il procedimento di VIA e l'eliminazione del ricorso alla procedura del silenzio rigetto.
- l'art. 2 modifica le parti terza e quarta (Difesa del suolo - Acque) con l'introduzione di novità in materia di scarichi, rifiuti e bonifiche, come l'introduzione dell'art. 181 bis "Materie, sostanze e prodotti secondari" e dell'art. 206 bis che istituisce l'Osservatorio nazionale sui rifiuti, oltre all'esonero dal MUD per le imprese fino a 10 dipendenti, solo per i rifiuti non pericolosi. Si segnala anche la modifica apportata all'Allegato I al Titolo V della parte quarta in merito ai criteri generali per l'analisi di rischio sanitario ambientale sito - specifica.
- l'art. 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria;
- l'art. 4 contiene le disposizioni transitorie e finali tra cui sono previste:
o l'applicazione delle norme vigenti al momento dell'avvio del procedimento ai progetti per i quali il procedimento di VIA è in corso alla data di entrata in vigore del medesimo decreto;
o la sostituzione degli allegati da I a V della parte II del decreto legislativo 152/2006 con gli allegati da I a VII del decreto legislativo 4/2008 sui progetti da sottoporre a VIA e sui contenuti dei rapporti ambientali e dello studio di impatto ambientale.
Con la sua entrata in vigore saranno introdotte importanti novità nel settore dell'edilizia, soprattutto in materia di terre e rocce da scavo, nonché di procedimenti di valutazione di impatto ambientale (VIA) e valutazione ambientale strategica (VAS).
È opportuno ricordare che il provvedimento è stato emanato anche per rispondere alle contestazioni formulate all'Italia dalla UE (cause C-194/05, C-195/05 e C-263/05 ) in merito alle norme italiane che, in violazione delle norme comunitarie sui rifiuti, escludevano da questa categoria le terre e le rocce da scavo destinate all'effettivo utilizzo per reinterri, riempimenti, rilevati e macinati, con esclusione di materiali provenienti da siti inquinati e da bonifiche con concentrazione di inquinanti superiore ai limiti di accettabilità stabiliti dalle norme vigenti. Si tratta peraltro di norme che si riferiscono al regime legislativo vigente prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo 152/2006, il quale permette il riutilizzo di terre e rocce da scavo al di fuori del regime dei rifiuti sempre che vengano rispettate una serie di condizioni.
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Approvato Regolamento Codice Contratti
IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA APPROVATO DEFINITIVAMENTE IL NUOVO REGOLAMENTO
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta odierna terminata nella tarda mattinata, ha approvato in via definitiva il Regolamento di attuazione ed esecuzione del codice dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture, a norma dell'articolo 5 del DLG n. 163 del 2006.
Una approvazione che il Ministro delle Infrastrutture considera come un risultato dal valore storico: "è il primo testo, dall'Unità d'Italia ad oggi che contiene tutte le disposizioni regolamentari relative a lavori, forniture e servizi: d'ora in avanti, per gli appalti , si farà riferimento unicamente al Codice dei contratti ed al Regolamento che ne detta le procedure esecutive".
http://www.lavoripubblici.it/2007/dettaglio_notizia.php?agap=czo4OiJNamMwTXc9PSI7
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Mappa Geologica UE on-line
DA RISCHIO RADON A FRANE, ONLINE MAPPA GEOLOGICA UE
(ANSA) - ROMA, 11 SET - Dal rischio radon, all'individuazione dei siti nucleari, fino alle frane e alle alluvioni: e' online la mappa geologica europea che permettera' di orientare le scelte e consentira' anche a ogni cittadino di conoscere la situazione dettagliata del proprio territorio. Si chiama OneGeology-Europe il progetto che unisce sotto un unico linguaggio la geologia del Vecchio Continente e che e' stato inaugurato oggi a Roma alla sede dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). L'iniziativa, varata per l'Anno internazionale del Pianeta Terra, rientra nel programma piu' vasto che comprende la mappa geologica di tutto il mondo e che si chiama OneGeology. Ora sono 94 i Paesi che hanno digitalizzato la mappa su scala 1:1.000.000 (mancano vaste aree della Russia, dell'Africa, dell'America latina e del sud, del Medio Oriente). Grande il successo raccolto, dicono gli ideatori: 29 milioni di pagine visitate in meno di un anno e quasi 6 milioni di accessi al portale nel solo mese di agosto. ''Iniziative come questa - ha detto Vincenzo Grimaldi, Commissario Straordinario dell'Ispra - rappresentano chiare espressioni di una condivisa volonta' europea volta alla salvaguardia del territorio tramite una pianificazione a scala internazionale''. Il progetto europeo e' stato finanziato dalla Commissione Ue per 3,2 milioni di euro; 29 i partner tra cui l'Italia che ha una parte importante con un finanziamento di 300 mila euro. Tante le applicazioni. Con il mouse, all'indirizzo http//portal.onegeology.org, e' possibile cliccare sul paese e sull'area di interesse. Per ora, ha spiegato l'esperto Ispra, Luca Demicheli, c'e' la mappa geologica nel dettaglio ''ma presto ci sara' tutta una serie di dati per suscitare l' interesse del pubblico''. In futuro la mappa sara' anche strumento per valutare la presenza di radon ai fini della salute pubblica, individuare le falde sotterranee e quindi stabilire, soprattutto in zone transfrontaliere, la propieta' dell'acqua potabile, lo sfruttamento dei metalli o anche valuare le aree in vista di siti nucleari. (ANSA).
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Lavori pubblici: entro in vigore il terzo Decreto correttivo
Entra oggi in vigore il decreto legislativo 11 settembre 2008, n. 152
recante “Ulteriori disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, a norma dell'articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62.”, pubblicato sul supplemento ordinario n. 227 alla Gazzetta ufficiale n. 231 del 2 ottobre scorso.
da "news lavori pubblici"
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Energia rinnovabile. Futuro o attualit� ?
Apriamo uno spazio dedicato alle energie rinnovabili convinti che la tutela ambientale, il corretto uso del suolo e del territorio passino anche attraverso un razionale utilizzo delle fonti energetiche e lo sviluppo della autoproduzione anche per superare i forti condizionamenti ai quali siamo sottoposti dalle multinazionali del greggio.
Ospitiamo un interessante contributo sulla validità energetica ed economica del sistema fotovoltaico.
il_fotovoltaico_conviene
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