Source: https://it.scribd.com/document/145723875/Ordinamento-Pensionistico-INPS-2011
Timestamp: 2019-10-18 06:17:39+00:00
Document Index: 186517

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'sentenza ', 'art. 2', 'in fine', 'art. 6', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'in fine']

Ordinamento_pensionistico_INPS-2011
SalvaSalva Ordinamento Pensionistico INPS-2011 per dopo
All.2 -Decreto 6dicembre2011
Messaggio Numero 3435 Del 28-02-2012
LORDINAMENTO PENSIONISTICO
APPENDICE alla IV Edizione
Appendice al CAPITOLO I GENESI E DINAMICA DI SVILUPPO DEL SISTEMA PENSIONISTICO
La legge n. 214 del 2011 pu essere considerata come lapprodo, forse finale (1), del processo di trasformazione dellordinamento pensionistico italiano, iniziato con la legge n. 421 del 1992. Com noto, nel 1992 questo ordinamento era caratterizzato, tra laltro, da parametri molto favorevoli sia ai fini dellaccesso, che della misura delle prestazioni. Nel corso dei venti anni successivi una serie dinterventi legislativi, nei quali pu riconoscersi una sostanziale continuit dindirizzo (2), nonostante lalternarsi di governi di diverso o, meglio, opposto colore politico, hanno apportato modifiche sostanziali, che hanno progressivamente collocato il sistema pensionistico italiano tra i pi rigorosi ordinamenti europei. (3) Nel richiamato succedersi di normative spiccano due disposizioni di carattere chiaramente strutturale: - la modifica del sistema di calcolo della misura delle prestazioni, di cui alla legge n. 335 del 1995; - lintroduzione del criterio della speranza di vita ai fini dellaccesso alle prestazioni di vecchiaia, di cui alla legge n. 122 del 2010. La legge n. 214 del 22 dicembre 2011, che ha convertito, con inusitata urgenza, il decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, stata adottata nel pieno di una profonda crisi delleconomia europea e, in particolare, della finanza italiana, gravata da un debito pubblico di peso eccessivo. (4) In proposito va ricordato che la legge in argomento ha fatto stretto seguito ad altri interventi gi emanati in relazione allincombere della crisi (legge n. 111 del 15 luglio 2011 e
legge n. 148 del 14 settembre 2011: si veda al riguardo il capitolo I, punto 8 e nota 9 del testo cui inerisce questappendice). A ben guardare, la legge 214 non reca ulteriori innovazioni propriamente strutturali, ma accelera drasticamente levoluzione del sistema, incidendo, in definitiva, sul suo disegno complessivo. In particolare, gli interventi recati dalla legge attengono ai requisiti daccesso alle prestazioni di vecchiaia e di anzianit, ora denominata pensione anticipata, prevedono una rapida equiparazione dellet pensionabile dei soggetti femminili del settore privato, nonch lestensione in pro rata a tutti i soggetti della formula di calcolo contributivo. Tuttavia, queste disposizioni pur incidendo, come detto, sul configurarsi funzionale del sistema, non ne investono anche il peculiare fondamento di tutela pubblica di specifiche situazioni di bisogno. Una particolare attenzione merita, a questo riguardo, la disposizione, egualmente recata dalla legge 214, che ha sospeso per un biennio la perequazione automatica, cio ladeguamento delle pensioni al costo della vita, con riferimento non solo alle pensioni di pi elevato importo, come pi volte avvenuto in passato, ma anche a quelle di livello medio-basso. La norma contribuisce in misura rilevante al contenimento della spesa pensionistica nel biennio 2012-2013 ed , pertanto, parte essenziale della manovra finalizzata al pareggio del bilancio. (5) Si deve, tuttavia, rilevare che ladeguamento nel tempo del valore della pensione coessenziale alla sua natura finalizzata a protezione delle situazioni di bisogno. Di conseguenza, se la sospensione della perequazione, dovesse in futuro essere reiterata o protratta per pi anni,
incidendo anche su prestazioni dimporto non elevato, ne sarebbe inevitabilmente compromesso il fondamento stesso, costituzionalmente garantito, del sistema pensionistico. Peraltro, lapprofondimento di questo profilo pu essere opportunamente rinviato alla successiva appendice al capitolo XV. Lanalisi di questa come di tutte le disposizioni in concreto recate dalla legge n. 214 sar, infatti, loggetto dei paragrafi successivi ***** Note allappendice al capitolo I (1) Lequilibrio del sistema sembra assicurato in rapporto alla sostenibilit finanziaria della spesa nel lungo periodo, collocata intorno al 15% del PIL. Tuttavia, ben possibile che nel prossimo futuro siano adottate norme intese correggere e attenuare limpatto temporale della riforma. (2) Negli ultimi venti anni in materia di normativa pensionistica si pu parlare di una vera e propria linea di continuit legislativa, cos Sandulli, Il sistema pensionistico tra una manovra e laltra, in Rivista della Sicurezza sociale, n. 1/12. (3) In un documento della Commissione europea per i problemi previdenziali si prevede che nel medio e nel lungo periodo let pensionabile in Italia sar la pi alta in Europa. Analogo giudizio stato espresso da Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.). (4) Non inutile ricordare che anche la legge n. 421 del 1992, che ha dato lavvio alla riforma del sistema
pensionistico, venne adottata nel pieno di una grave crisi della finanza pubblica. (5) Il principio del pareggio del bilancio, sollecitato dagli interventi dellUE, stato recepito nella Costituzione italiana con legge costituzionale n. 1 del 20 aprile 2012.
Appendice al CAPITOLO II LORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA IL COLLEGAMENTO TRA LE DIVERSE FORME DI TUTELA
Lordinamento pensionistico italiano stato articolato nel tempo in una pluralit di gestioni organizzate da una pluralit di enti. Al riguardo va ricordato che anche secondo la giurisprudenza costituzionale lordinamento pensionistico italiano resta informato al principio della pluralit delle coperture previdenziali. (1) Va osservato, peraltro, che non mai esistita una corrispondenza biunivoca tra gestioni pensionistiche ed enti amministratori. In particolare allInps e, in precedenza, anche ad altri enti previdenziali ha fatto capo una pluralit di gestioni pensionistiche. Nel corso degli ultimi anni si sviluppato un processo legislativo di semplificazione della materia secondo un triplice indirizzo: a) progressiva armonizzazione dei trattamenti; b) assunzione, con separate evidenze contabili, di alcune gestioni speciali nellambito del fondo pensioni dei lavoratori dipendenti; (2) c) accorpamento nellInps di alcuni Enti (INPDAI, IPOST). La legge 214 del 2011 (articolo 21) ha accorpato nellInps anche lINPDAP e lENPALS senza, peraltro, intervenire sulle gestioni amministrate concernenti, rispettivamente, i dipendenti della PA e i lavoratori dello spettacolo. La ratio della diposizione, infatti, non quella di attuare unulteriore ridisegno delle gestioni pensionistiche, ma
quella di ridurre i costi degli apparati pubblici operanti nel campo della previdenza. Immediato precedente della norma larticolo 01 del decreto legge 13 ottobre 2011, n. 138, inserito dalla legge di conversione 14 settembre 2011, n. 148, che prevedeva, allinterno delle misure di razionalizzazione della spesa pubblica, leventuale accorpamento degli enti previdenziali. Al riguardo va osservato che se gli Enti previdenziali sono, per loro natura enti strumentali , tuttavia, possibile distinguere tra la funzione di attuazione della normativa e il compito di predisporre i mezzi necessari allo svolgimento di tale funzione. (3) In sostanza alla riduzione dei costi connessi a questo aspetto aziendalistico che finalizzato laccorpamento disposto dalla legge 214. (4) Per effetto della norma in argomento lINPS , ormai, lunico Ente pubblico operante nel campo della previdenza pensionistica. Peraltro, affiancato da una pluralit di Enti privatizzati ai sensi del decreto legislativo n. 509 del 1994, o direttamente istituiti come privati dal decreto legislativo n. 103 del 1996, che, tuttavia, esercitano una funzione pubblica in quanto amministratori di gestioni pensionistiche obbligatorie, concernenti, in particolare, liberi professionisti e giornalisti. La legge 214 per questi Enti ha disposto: 1) ladozione entro il 30 settembre 2012 di misure volte ad assicurare lequilibrio tra entrate contributive e spese per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquantanni; 2) nellipotesi di mancato equilibrio dei bilanci tecnici di cui al punto 1), ladozione obbligatoria del metodo di calcolo contributivo, nonch limposizione di contributi di solidariet a carico dei pensionati. opportuno precisare, infine, che le funzioni di controllo sugli enti in questione sono state attribuite dalla legge n.
111 del 15 luglio 2011 (art. 14) alla Commissione di controllo della previdenza complementare (COVIP). La legge 214 intervenuta anche in materia di norme regolatrici del ricongiungimento, ai fini pensionistici, delle posizioni assicurative dei soggetti assicurati in tempi successivi presso due o pi gestioni. Larticolo 24, comma 19, ha soppresso, a far tempo dal 1 gennaio 2012, il requisito contributivo minimo di tre anni in ciascuna gestione per accedere alla totalizzazione dei periodi ai fini delle prestazioni pensionistiche. Si conclude in tal modo il processo di liberalizzazione dellistituto della totalizzazione ai fini pensionistici dei periodi contributivi non coincidenti, afferenti ad una pluralit di gestioni, avviato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 61 del 1999. (5) La completa liberalizzazione della totalizzazione traeva origine anche dallesigenza di predisporre unalternativa allintroduzione dellonerosit delle ricongiunzione, stabilita con la legge 30 luglio 2010, n. 122. (6) Peraltro, la diffusa insoddisfazione della platea di soggetti interessati alla ricongiunzione ha obbligato il legislatore a disciplinare nuovamente la materia con la legge di stabilit 2013, del 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, commi 238 e seguenti. In base a questa normativa viene riconosciuta ai dipendenti di pubbliche amministrazioni (tutelati dalle forme esclusive, gestite dallex INPDAP), cessati dal servizio senza diritto a pensione entro il 30 luglio 2010 la facolt di avvalersi della ricongiunzione gratuita prevista dalle norme vigenti anteriormente alla legge 122 del 2010
La stessa legge, infine, con una diposizione di pi vasta portata prevede una nuova modalit di calcolo pro quota dei periodi di contribuzione versati presso gestioni diverse,per il conseguimento della pensione di vecchiaia con i requisiti anagrafici previsti dall'articolo 24, comma 6 e ilrequisito contributivo di cui al comma 7 del medesimo articolo 24 deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonche' dei trattamenti per inabilita' e ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione. Le gestioni interessate, ciascuna per la parte di propria competenza, determinano il trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.
***** Note allappendice al capitolo II (1) Legge 335 del 1995, articolo 1, comma 1. Corte Costituzionale, sentenze 527/1987: 198/2002. (2) La legge 214 del 2011 ha istituito a carico dei pensionati di queste gestioni un contributo di solidariet, come illustrato alla successiva appendice al capitolo XV. (3) Sugli Enti previdenziali vedi nel testo cui riferita questa appendice, il capitolo II, nota 2.
Ulteriori modifiche alla governance degli enti sono state preannunciate dal Ministro del lavoro nel corso di unaudizione parlamentare. (4) LINPS succeduto in tutti i rapporti attivi e passivi degli Enti accorpati. La legge ha previsto lemanazione di decreti interministeriali di natura non regolamentare in forza dei quali vengono trasferite allINPS le risorse umane e strumentali dei medesimi Enti. (5) Restano fermi i requisiti anagrafici e contributivi richiesti dalla legislazione vigente (Decreto legislativo n. 42 del 2006, vedi circolare INPS n. 35 /2012, punto 10). (6) Vedi Testo, capitolo II, punto 5.
Appendice ai capitoli VI, IX, X, XIV ACCESSO ALLE PRESTAZIONI NORMATIVA GENERALE Larticolo 24 della legge 22 dicembre 2011, n. 214, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante Disposizioni urgenti per la crescita, lequit e il consolidamento dei conti pubblici, ha introdotto, tra laltro, nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici. Le disposizioni della legge 214 in materia di accesso alle prestazioni sono finalizzate a produrre il maggiore effetto possibile al fine un favorevole giudizio esterno dellUnione Europea sullefficacia immediata della riforma. Al perseguimento di questo obiettivo dovuta la carenza di un regime transitorio di adeguata durata nel tempo, sostituito dal ricorso a disposizioni derogatorie. Infatti, in carenza di un regime transitorio una platea di soggetti, non esattamente quantificabile ma certamente consistente, sarebbe rimasta, nei prossimi anni, priva sia di pensione, sia di occupazione, avendo lasciato il lavoro in applicazione delle normative sulla mobilit o per effetto di accordi collettivi, o anche individuali, in previsione di un futuro pensionamento ai sensi della disciplina vigente anteriormente alla legge 214. Da ci lesigenza, a tutela di questi soggetti, correntemente individuati come esodati di normative derogatorie recate dalla stessa legge 214 o da disposizioni successive. (1) Peraltro, fondamenti e obiettivi della riforma sono espressamente individuati dallintroduzione auto interpretativa dellarticolo 24 della legge nell affermazione dei principi e dei criteri di: a) equit e convergenza intragenerazionale e intergenerazionale, con abbattimento dei privilegi e la
previsione di clausole derogative soltanto per le categorie pi deboli; b) flessibilit nellaccesso ai trattamenti pensionistici anche attraverso incentivi alla prosecuzione della vita lavorativa; c) adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni della speranza di vita; d) semplificazione, armonizzazione ed economicit dei profili di funzionamento delle diverse gestioni previdenziali. Dal 1 gennaio 2012 per i lavoratori e le lavoratrici iscritte allassicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonch alla gestione separata di cui allart. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che, nei regimi misto e contributivo, maturano i requisiti a decorrere dalla medesima data, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e le pensioni di anzianit sono sostituite dalle seguenti prestazioni: pensione di vecchiaia e pensione anticipata. 1. Pensione di vecchiaia Uno dei profili pi significativi della legge 214 costituito dalla drastica accelerazione del processo di equiparazione dellet pensionabile delle lavoratrici del settore privato a quella dei soggetti maschili. Pertanto, a decorrere dal 1 gennaio 2012, i requisiti anagrafici per laccesso alla pensione di vecchiaia si articolano nei seguenti termini: 62 anni per le lavoratrici dipendenti del settore privato, la cui pensione liquidata a carico dellAGO e delle forme sostitutive della medesima. Il requisito anagrafico viene ulteriormente innalzato a: 63 anni e 6 mesi a decorrere dal 1 gennaio 2014; 65 anni a decorrere dal 1 gennaio 2016;
66 anni a decorrere dal 1 gennaio 2018. - 63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome la cui pensione liquidata a carico delle gestioni speciali dell AGO ovvero della gestione separata INPS. Il requisito anagrafico fissato a: 64 anni e 6 mesi a decorrere dal 1 gennaio 2014; 65 anni e 6 mesi a decorrere dal 1 gennaio 2016; 66 anni a decorrere dal 1 gennaio 2018; Il requisito anagrafico per il 2012 fissato a 66 anni: - per i soggetti maschili iscritti allassicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e delle sue forme sostitutive ed esclusive; - per le lavoratrici dipendenti delle pubbliche amministrazioni (per effetto delle disposizioni del D.L. n. 78 del 2009 e successive modificazioni; si veda in proposito il capitolo IX, punto 6 del testo cui inerisce la presente appendice); - per i soggetti maschili iscritti alle gestioni speciali di lavoratori autonomi o alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati. (2) Negli anni successi al 2012 opera la disciplina di adeguamento dellet pensionabile alla speranza di vita in applicazione del principio introdotto dalla legge n. 122 del 2010. Pertanto, per i soggetti sopra indicati, a decorrere dal 1 gennaio 2013 il requisito anagrafico di accesso alla pensione di vecchiaia fissato a 66 anni e tre mesi. La legge 214 stabilisce, inoltre, che dal 1 gennaio 2021, let per accedere alla pensione di vecchiaia stabilita in misura non inferiore a 67 anni, anche nellipotesi che questo parametro non fosse stato raggiunto per effetto
degli adeguamenti alla speranza di vita, che si applicher dopo il 2021 a partire dai 67 anni Per ulteriori dettagli sulla materia degli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita si rinvia al successivo punto 6. Requisiti contributivi Il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia si consegue in presenza di unanzianit contributiva minima pari a 20 anni ed valutabile la contribuzione versata a qualsiasi titolo. Per i soggetti ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1 gennaio 1996 necessario che limporto della pensione risulti non inferiore a 1,5 volte limporto dellassegno sociale, rivalutato annualmente sulla base della variazione media quinquennale del PIL nominale, appositamente calcolata dallISTAT, con riferimento al quinquennio precedente lanno da rivalutare. Si prescinde dallimporto minimo solamente se si in possesso di unet anagrafica pari a 70 anni, in presenza di unanzianit contributiva minima effettiva di cinque anni. (3) Decorrenza trattamenti pensionistici Le disposizioni legislative immediatamente precedenti la legge 214, oltre a introdurre il collegamento strutturale tra il requisito anagrafico per laccesso alle prestazioni e gli incrementi statistici della speranza di vita, avevano introdotto una rilevante novit in materia di decorrenza, al fine, non espressamente dichiarato, di elevare indirettamente let pensionabile.
Infatti, lintroduzione della cosiddetta finestra mobile ritardava il momento delleffettivo accesso alla prestazione. Di conseguenza la decorrenza si configurava come un requisito aggiuntivo per laccesso alla prestazione (si veda, in proposito, il testo cui inerisce la presente appendice al capitolo IX, punto 9, in fine). La legge 214 ha abolito la finestra mobile stabilendo direttamente lelevazione dellet pensionabile, ripristinano le normali modalit di decorrenza dei trattamenti pensionistici. Pertanto, la pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale lassicurato ha compiuto let pensionabile, ovvero, nel caso in cui a tale data non risultino soddisfatti i requisiti di anzianit assicurativa e contributiva, dal primo giorno del mese successivo a quello in cui i requisiti suddetti vengono raggiunti. Su richiesta dellinteressato dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale stata presentata la domanda. sempre richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente alla data di decorrenza della pensione. 2. Pensione anticipata Dal 1 gennaio 2012 la pensione di sostituita dalla pensione anticipata. (4) Requisiti contributivi Sulla base delle nuove disposizioni, laccesso al trattamento pensionistico consentito esclusivamente qualora risulti maturata anzianit contributiva pari a: - nel 2012: 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne; anzianit
- nel 2013: 42 anni e 2 mesi per gli uomini e 41 anni e 2 mesi per le donne; - a decorrere dal 2014: 42 anni e 3 mesi per gli uomini e 41 anni e 3 mesi per le donne. Per gli anni successivi si applica ladeguamento dei requisiti contributivi agli incrementi della speranza di vita, ai sensi dellarticolo 12 del D.L. 78/2010, convertito dalla legge 122/2010, e successive modifiche ed integrazioni Inoltre, la legge prevede una riduzione percentuale per ogni anno anticipato nellaccesso al pensionamento rispetto allet di 62 anni, sulla quota di trattamento pensionistico relativa alle anzianit contributive maturate al 31 dicembre 2011. La riduzione, stabilita nella misura dell1 per cento, elevata al 2 per cento per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto ai 62 anni, si applica sulla quota calcolata con il sistema retributivo. La legge n. 14 del 2012 ha stabilito che le riduzioni dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione, limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianit contributiva entro il 31 dicembre 2017, qualora lanzianit contributiva derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo peraltro anche la contribuzione figurativa per maternit, obblighi di leva, infortunio, malattia cassa integrazione guadagni ordinaria. Soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1 gennaio 1996 Per i lavoratori ai quali il primo accredito contributivo decorra successivamente al 1 gennaio 1996 si prevede un requisito anagrafico minimo per accedere alla pensione anticipata nel sistema contributivo, in alternativa alla
maturazione dellanzianit contributiva analizzata in precedenza Dal 1 gennaio 2012, per questi soggetti la pensione anticipata, previa risoluzione del rapporto di lavoro, pu essere conseguita, altres, al compimento del requisito anagrafico di 63 anni, a condizione che risultino versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione effettiva e che lammontare mensile della prima rata di pensione risulti essere non inferiore ad un importo soglia mensile, annualmente rivalutato sulla base della variazione media quinquennale del PIL nominale, appositamente calcolata dallISTAT, con riferimento al quinquennio precedente lanno da rivalutare, pari a 2,8 volte limporto mensile dellassegno sociale. (5) 3. Applicazione delle disposizioni previgenti Il comma 14 dellarticolo 24 della legge 214 stabilisce che le disposizioni previgenti in materia di requisiti di accesso e di regime di decorrenza dei trattamenti pensionistici (c.d. finestre) continuino ad applicarsi ai soggetti che hanno perfezionato il diritto entro il 31 dicembre 2011, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda. prevista la certificazione, su domanda dei soggetti interessati, dei requisiti et e di contributiva previsti dalla normativa precedente ai fini del diritto allaccesso e alla decorrenza della pensione di vecchiaia o di anzianit. Le disposizioni previgenti continuano ad applicarsi anche ai soggetti femminili che esercitano lopzione per il contributivo con 35 anni di anzianit e 57 di et (possibilit prevista dalla legge 243/2004 fino al 2015).
4. Disposizioni derogatorie e norme di salvaguardia Le disposizioni previgenti continuano, altres, ad applicarsi, nei limiti delle risorse stabilite a una serie di lavoratori, ancorch maturino i requisiti per laccesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011, riconducibili alle seguenti categorie: - lavoratori collocati in mobilit ai sensi degli articoli 4 e 24 della L. 223/1991, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011, e che maturino i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dellindennit di mobilit (articolo 7, comma 2, della L. 223/1991) (lettera a)); - lavoratori collocati in mobilit lunga, ai sensi dellarticolo 7, commi 6 e 7, della L. 223/1991, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011 (lettera b)); - lavoratori che, allentrata in vigore della riforma, siano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidariet di settore di cui allarticolo 2, comma 28, della L. 662/1996, nonch i lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la data del 4 dicembre 2011 il diritto di accesso ai fondi di solidariet (questi ultimi lavoratori restano a carico dei Fondi medesimi fino al compimento di almeno 60 anni di et, ancorch maturino prima del compimento della predetta et i requisiti per laccesso al pensionamento previsti prima della data di entrata in vigore della riforma) (lettera c)); (tra i Fondi di sostegno economico costituiti si ricordano: il Fondo solidariet per il sostegno del reddito, delloccupazione, della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese
di credito cooperativo (D.M. 28 aprile 2000, n. 157), del personale dipendente dalle imprese di credito (D.M. 28 aprile 2000, n. 158) e del personale di Poste Italiane S.p.A. (D.M. 1 luglio 2005, n. 178)); - lavoratori che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011 siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione (lettera d)); - lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011 abbiano in corso listituto dellesonero dal servizio di cui allarticolo 72, comma 1, del D.L. 112/2008 lettera e); (listituto dellesonero si considera, comunque, in corso qualora il provvedimento di concessione sia stato emanato prima del 4 dicembre 2011). Lavoratori di cui allart. 6 e 6-bis del decreto legge n. 216 del 2011 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 14 del 2012 I commi 2-ter e 2-septies, dellarticolo 6 del decreto legge n. 216 hanno aggiunto altre categorie di lavoratori, oltre quelle previste dallart. 24 della legge 214. Il comma 2-ter ha incluso: i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31 dicembre2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del Codice di procedura civile, o in applicazione di accordi collettivi di incentivo allesodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente pi rappresentative a livello nazionale, a condizione che ricorrano i seguenti elementi: la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie agli ispettorati del lavoro o ad altri soggetti equipollenti, indicati nel medesimo decreto ministeriale; il lavoratore risulti in
possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del citato decreto legge n. 201 del 2011 (6 dicembre 2011). Il comma 2-septies ha incluso: i lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 risultano essere in congedo per assistere figli con disabilit grave ai sensi dellarticolo 42, comma 5, del testo unico del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, i quali maturino, entro ventiquattro mesi dalla data di inizio del predetto congedo, il requisito contributivo per laccesso al pensionamento indipendentemente dallet anagrafica di cui allarticolo 1, comma 6, lettera a), della legge 23 agosto 2004, n. 243, (quaranta anni )(lettera e-bis). La legge 214 prevede che, con decreto interministeriale del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, da adottare entro 30 giugno 2012, sono definite le modalit di attuazione delle disposizioni sopra indicate. Agli Enti gestori di forme di previdenza obbligatorie rimesso il compito di monitorare laccesso ai benefici, con lobbligo di non prendere in considerazione ulteriori domande una volta raggiunto il limite numerico corrispondente ai tetti annui di spesa Il Decreto ministeriale 1 giugno 2012, emanato in applicazione della disposizione legislativa ha determinato in 65000 unit il limite massimo dei beneficiari delle deroghe (6) Il decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito nella legge 7 agosto 2012 n. 135, allarticolo 22 ha previsto un
ulteriore contingente, pari a 55.000 unit, dei soggetti salvaguardati dallincremento dei requisiti pensionistici disposto dalla recente legge di riforma delle pensioni. La normativa previdenziale previgente alla riforma continua ad applicarsi, nel limite di ulteriori 55.000 soggetti ancorch maturino i requisiti per laccesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011: - ai lavoratori collocati in mobilit (o in mobilit lunga), sulla base di appositi accordi stipulati dalle imprese in sede governativa anteriormente al 31 dicembre 2011 finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali, e che maturino il diritto al pensionamento, entro il periodo di fruizione dellindennit di mobilit (ovvero, ove prevista, della mobilit lunga), ancorch alla data del 4 dicembre 2011 non risultino ancora collocati in mobilit; - ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, non erano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidariet di settore di cui allarticolo 2, comma 28, della legge finanziaria per il 2007 (L. 296/2006), ma per i quali il diritto allaccesso ai predetti fondi era previsto da accordi stipulati alla medesima data e ferma restando la permanenza nel fondo fino al sessantaduesimo anno di et; - ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, a condizione che perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi per il conseguimento della pensione secondo la disciplina previgente nel periodo compreso fra il ventiquattresimo e il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore della riforma;
- ai lavoratori di cui allarticolo 6, comma 2-ter, del D.L. 216/2011 (cio con accordi individuali o collettivi di incentivazione allesodo) il cui rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31 dicembre 2011 e che in base ai requisiti previgenti avrebbero conseguito la pensione nel periodo compreso fra il ventiquattresimo e il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore della riforma. Le modalit di attuazione sono state emanate con specifico decreto interministeriale, dell8 ottobre 2012. previsto il monitoraggio dellINPS, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, delle domande di pensionamento, ai sensi della normativa previgente presentate dai lavoratori appartenenti alle categorie sopra elencate. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico massimo di 55000 domande di pensione, lINPS non prender in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire delle disposizioni derogatorie .(7) Infine, larticolo 1 della legge 228 del 24 dicembre 2012 (legge di stabilit 2013), commi 231-234 ha esteso la normativa di salvaguardia ad altre categorie di esodati. In breve, le norme previgenti in materia di requisito daccesso alla pensione si applicano anche: - ai lavoratori cessati entro il 30 settembre 2012, se collocati in mobilit ordinaria o in deroga a seguito di accordi stipulati entro il 2011. Il beneficio condizionato al perfezionamento dei requisiti entro il periodo di godimento dellindennit di mobilit e comunque non oltre il 31 dicembre 2014.
- ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, ancorch abbiano svolto, successivamente alla medesima data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attivit, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato dopo l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria, a condizione che: 1) abbiano conseguito successivamente alla data del 4 dicembre 2011 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attivit non superiore a euro 7.500; 2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore della riforma - ai lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 del codice di procedura civile ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente pi rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, ancorch abbiano svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivit non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a condizione che: 1) abbiano conseguito successivamente alla data del 30 giugno 2012 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attivit non superiore a euro 7.500; 2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore della riforma - ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e collocati in
mobilit ordinaria alla predetta data, i quali, in quanto fruitori della relativa indennit, devono attendere il termine della fruizione della stessa per poter effettuare il versamento volontario, a condizione che perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011.(8) Al fine di finanziare i pensionamenti delle categorie di esodati, individuate dalla legge 214 del 2011 e successive integrazioni istituito presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali apposito fondo con relativa dotazione. Peraltro, la legge di stabilit ha disposto anche un finanziamento specifico a copertura dellampliamento, disposto dalla stessa legge, delle categorie di esodati salvaguardati. Larticolo 1, comma 236 della legge 24 12 2012, n. 228 (legge di stabilit) dispone ai fini del finanziamento in questione, la sospensione per lanno 2013 della perequazione automatica per le fasce di trattamenti pensionistici dimporto superiore a sei volte il trattamento minimo INPS. Peraltro, qualora entro il 30 settembre 2013 il Governo accerti la disponibilit di risorse continuative, la perequazione automatica viene riconosciuta, con apposito decreto interministeriale, anche per le fasce di importo superiore a sei volte il trattamento minimo. In sostanza, la prevista sospensione della perequazione ha il carattere di un contributo di solidariet non indirizzato genericamente allequilibrio del sistema, ma specificamente allerogazione di nuovi trattamenti pensionistici. Questa specifica destinazione coinvolge profili di dubbia costituzionalit.
Singolare appare anche la previsione ex ante di una clausola risolutiva dellefficacia della disposizione. 5. Regime agevolato Il comma 15-bis dellarticolo 24 della legge n. 214/2011, introdotto in sede di conversione del decreto legge n. 201, ha previsto un regime agevolato di accesso alla pensione per i soggetti che erano prossimi al pensionamento a carico dellAGO (assicurazione generale obbligatoria) o delle forme sostitutive in base alle norme previgenti. In particolare, il regime agevolato opera nei confronti dei lavoratori che abbiano al 31 dicembre 2012: 1) unanzianit contributiva di almeno 35 anni; 2) perfezionato quota 96 quale somma tra et anagrafica e contributiva, in presenza di unet anagrafica minima di 60 anni, ai sensi della Tabella B allegata alla L. 243/2004. Questi lavoratori possono conseguire la pensione anticipata al compimento di unet anagrafica non inferiore a 64 anni. Il regime agevolato opera nei confronti delle lavoratrici che maturino entro il 31 dicembre 2012 unanzianit contributiva di almeno 20 anni, e conseguano alla stessa data unet anagrafica di almeno 60 anni. Queste ultime possono conseguire il trattamento di vecchiaia oltre che, se pi favorevoli, alle et indicate al precedente punto 1, con unet anagrafica non inferiore a 64 anni. Il regime agevolato si applica ai lavoratori ed alle lavoratrici che alla data di entrata in vigore della legge 214 (28 dicembre 2011) svolgevano attivit di lavoro dipendente nel
settore privato indipendentemente dalla gestione nella quale viene liquidata la pensione. (9) 6. Adeguamento dei requisiti relazione alla speranza di vita pensionistici in
A decorrere dal 1 gennaio 2013 (in precedenza 2015) sono adeguati i requisiti di accesso al sistema pensionistico sulla base dellincremento della speranza di vita accertata dallISTAT, con aggiornamento a cadenza triennale. In particolare, dal 2013 scatta un primo incremento dellet pensionabile, gi stabilito in 3 mesi; come indicato al paragrafo 1, dal 2016 un secondo incremento secondo quanto calcolato dallISTAT, e cos via. La legge 214 conferma la disciplina degli adeguamenti dei requisiti per laccesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita in conformit della previsione dallarticolo 12 del D.L. 78/2010, e successive modificazioni. Per esigenze di coordinamento legislativo con le disposizioni concernenti lintroduzione dellistituto della pensione anticipata, la legge 214 provvede altres a stabilire ladeguamento di che trattasi anche per i requisiti contributivi per laccesso al trattamento pensionistico anticipato. Infine, la legge 214 stabilisce la cadenza biennale dellaggiornamento degli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1 gennaio 2019, secondo le modalit previste dallarticolo 12 del D.L. 78/2010 e successive modificazioni. Dal 2013 sono adeguati anche: - i requisiti di et e i valori di somma di et anagrafica e di anzianit contributiva di cui alla Tabella B allegata alla Legge n. 243/04 e successive modificazioni e integrazioni,
concernenti i requisiti per laccesso alla pensione di anzianit con il sistema delle quote (vedi testo capitolo X); - il requisito anagrafico di 65 anni per la pensione liquidata con il sistema contributivo e per lassegno sociale. LIstituto di statistica a partire dal 2011, entro dicembre, rende disponibile il dato relativo alla variazione, nel triennio precedente, della speranza di vita allet corrispondente a 65 anni in riferimento alla media della popolazione residente in Italia (decreto ministeriale 6 dicembre 2011). A decorrere dal mese di gennaio 2013, e successivamente ogni tre anni, verranno di conseguenza adeguati i requisiti visti in precedenza mediante decreto direttoriale del ministero dellEconomia e delle finanze di concerto con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. Laggiornamento opera anche sui coefficienti di trasformazione che vengono utilizzati nel sistema di calcolo contributivo per calcolare lammontare del trattamento spettante. Al riguardo, peraltro, si rinvia alla sede propria della materia, illustrata pi avanti nellappendice al capitolo VII. 7. Lavori usuranti Il comma 17 dellarticolo 24 della legge 214 dispone alcune modifiche allarticolo 1 del d.lgs. 67/2011, che disciplina laccesso al pensionamento anticipato per i lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti (c.d. lavori usuranti), al fine di attenuare la portata dei benefici previdenziali in precedenza previsti. Le novit introdotte rispetto alla normativa previgente sono:
- la limitazione agli anni 2008-2011 (anzich 2008-2012) del periodo transitorio; - per quanto concerne la disciplina a regime (a decorrere, quindi, dal 1 gennaio 2012, anzich dal 1 gennaio 2013), la previsione che il pensionamento avvenga secondo il sistema delle quote previste dalla Tabella B di cui allAllegato 1 della legge 247/2007. Nella normativa previgente di cui allarticolo 1, comma 4, del d.lgs. n. 67/2011, il diritto al trattamento pensionistico veniva invece conseguito con unet anagrafica ridotta di tre anni ed una somma di et anagrafica e anzianit contributiva ridotta di tre unit rispetto ai requisiti previsti dalla Tabella B sopra citata. - per quanto concerne, specificamente, i lavoratori turnisti che hanno prestato lavoro notturno, la disciplina che prevede una riduzione massima dellet anagrafica di uno o due anni, rispettivamente per i lavoratori che abbiano svolto turni da 64 a 71 giorni allanno, ovvero da 72 a 78 giorni allanno viene limitata al periodo 2009-2011. Dal 1 gennaio 2012, viene invece previsto che il pensionamento avvenga secondo il sistema delle quote previste dalla Tabella B di cui allAllegato 1 della legge 247/2007, incrementate di due anni e due unit per i lavoratori che abbiano svolto turni notturni da 64 a 71 giorni allanno, e di una un anno e una unit per i lavoratori che abbiano svolto turni da 72 a 78 giorni allanno. Per quanto riguarda la platea dei soggetti beneficiari, possano usufruire del pensionamento anticipato quattro diverse categorie di soggetti: - i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti (di cui allarticolo 2 del D.M. 19 maggio 1999); - i lavoratori subordinati notturni; - i lavoratori addetti alla cd. linea catena che, nellambito di un processo produttivo in serie, svolgano lavori
caratterizzati dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale; - i conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizi pubblici di trasporto di persone. Condizioni per laccesso al beneficio pensionistico sono che le attivit usuranti vengano svolte al momento dellaccesso al pensionamento, e che siano state svolte per una certa durata nel corso della carriera lavorativa (nella fase transitoria, ossia fino al 2017, per un minimo di 7 anni negli ultimi 10 anni di attivit lavorativa; a regime, ossia dal 2018, per un arco di tempo almeno pari alla met dellintera vita lavorativa). 8. Armonizzazioni La legge 214 ha previsto ladozione di un regolamento, adottato su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, per larmonizzazione dei requisiti di accesso ai regimi pensionistici e alle gestioni pensionistiche per cui siano previsti requisiti diversi da quelli vigenti nellassicurazione generale obbligatoria, compresi quelli relativi: - ai lavoratori indicati allarticolo 78, comma 23, della legge 388/2000 che hanno effettuato lavori di sottosuolo in miniere, cave o torbiere e hanno cessato la loro prestazione lavorativa a seguito della chiusura definitiva di tali attivit, senza poter raggiungere il diritto a conseguire i benefici di cui allarticolo 18 della legge 153/1969; - al personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, di cui al D.Lgs. 195/1995; - al personale dei vigili del fuoco nonch dei rispettivi dirigenti, di cui alla legge 1570/1941. La legge ha previsto anche la costituzione, da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro delleconomia e delle finanze, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, di una Commissione composta da esperti e da rappresentanti di enti gestori di previdenza obbligatoria nonch di Autorit di vigilanza operanti nel settore previdenziale, incaricata di svolgere, entro il 31 dicembre 2012, unanalisi su: - possibili ed ulteriori forme di gradualit nellaccesso al trattamento pensionistico determinato secondo il metodo contributivo rispetto a quelle previste dalla legge di riforma, nel rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica e delle compatibilit finanziarie del sistema pensionistico nel medio/lungo periodo; la norma precisa che tali forme devono essere funzionali a scelte di vita individuali, anche correlate alle dinamiche del mercato del lavoro, fermo restando il rispetto del principio delladeguatezza della prestazione pensionistica; - eventuali forme di decontribuzione parziale dellaliquota contributiva obbligatoria verso schemi previdenziali integrativi, in particolare a favore delle giovani generazioni, di concerto con gli enti gestori di previdenza obbligatoria e con le Autorit di vigilanza operanti nel settore della previdenza. 9. Prestazioni assistenziali A decorrere dal 1 gennaio 2018, la legge 214 eleva a 66 anni il requisito anagrafico per il conseguimento dellassegno sociale e degli assegni sostitutivi delle prestazioni di invalidit civile. Peraltro, per effetto del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita, valevole per tutte le prestazioni erogate dallINPS, gi dal 2013 il requisito daccesso fissato a 65 anni e tre mesi, mentre per gli anni successivi saranno recepite le ulteriori variazioni in funzione degli incrementi statistici della speranza di vita. (10)
***** Note allappendice ai capitoli VI, IX, X, XIV (1) Da pi parti politiche e da tutti sindacati dei lavoratori si sostiene lesigenza di ampliare ulteriormente la platea degli esodati da tutelare con norme di salvaguardia. Liter parlamentare di una proposta di legge in tal senso, approvata allunanimit dalla Commissione lavoro della Camera, stata bloccato dalle eccezioni del Governo e dal parere negativo della Ragioneria generale in ordine alla carenza di adeguata copertura finanziaria (ottobre 2012). Peraltro, in sede di esame della legge di stabilit (ex legge finanziaria), la Commissione lavoro della Camera aveva proposto, allunanimit, un emendamento avente la stessa finalit, indicando una nuova fonte di copertura finanziaria (contributo di solidariet sui redditi alti). Anche questa proposta stata bloccata per leccepita carenza di una adeguata copertura finanziaria. Infine nella legge di stabilit stata inserita la disposizione illustrata al successivo punto 4. (2) Nulla innovato in materia di requisito anagrafico per laccesso alla pensione di vecchiaia dei soggetti non vedenti o invalidi in misura superiore all80 per cento (decreto legislativo n. 503 del 1992). (3) Deve essere osservato che il requisito dei 20 anni di contribuzione, richiesto dalla norme non pu sussistere nel 2012. Infatti, se lassicurazione iniziata nel 1996, secondo lo stesso assunto legislativo, il requisito contributivo potr essere conseguito nel 2016. La seconda opzione prevista dalla legge che richiede un requisito anagrafico pari a 70 anni di et e un requisito contributivo pari a 5 anni dei contributi a prescindere
dallimporto della pensione, discende dalla legge 335 del 1995. Si ricorda, infatti, che questa legge aveva previsto laccesso alla pensione di vecchiaia con gli stessi requisiti del contributivo pari a 5 anni di contribuzione, a prescindere dallimporto della prestazione, ma con requisiti anagrafico pari a 65 anni. Infine, va precisato che resta fermo il requisito di 15 anni di contribuzione in favore dei soggetti che avevano gi raggiunto tale requisito al 31 dicembre 1992 (decreto legislativo n. 503, articolo 2 comma 3). (4) La legge 214, articolo 24, comma 3, ha espressamente qualificato come pensione anticipata la prestazione cui si accede con i requisiti illustrati nel testo. Mette conto, tuttavia, ricordare che la Corte Costituzionale con sentenza n 294 del 2 maggio 1991 aveva escluso che la pensione di anzianit di cui alla legge n. 153 del 1969 potesse qualificarsi come pensione di vecchiaia anticipata, essendo fondata esclusivamente sulla durata dellattivit lavorativa, prescindendo da ogni requisito riferito allet. Secondo la Corte, la pensione di anzianit non costituiva una anticipazione dellet pensionabile, ma una deroga a questo presupposto. La legge n. 335 del 1995 e la legislazione successiva avevano attribuito la qualifica di pensione di anzianit anche alle ipotesi di prestazioni erogate in base a requisiti congiunti di et e contribuzione, pi propriamente qualificabili come pensioni anticipate, in base alla distinzione accolta nella sentenza della Corte Costituzionale. Con opposta forzatura terminologica la legge 214, allo scopo di meglio sottolineare il carattere innovativo della disposizione, definisce pensioni anticipate anche quelle prestazioni il cui requisito di accesso costituito esclusivamente dalla durata della contribuzione (41 anni e
pi). In questa fattispecie, infatti, il requisito dellet rileva solo ai fini della misura della prestazione. 5) Vale, a maggior ragione, in ordine ai requisiti contributivi di accesso alle prestazioni losservazione di cui alla nota 3. 6) Per il dettaglio, sotto il profilo operativo, delle norme concernenti i primi 65.000 esodati si rinvia al messaggio dellINPS n. 013343 del 9 agosto 2012, nonch alle successive precisazioni emanate dallEnte. 7) Per il dettaglio, sotto il profilo operativo, delle disposizioni relative a questa salvaguardia si rinvia al messaggio dellINPS n.004678 del 18 marzo 2013. 8) Le modalit di attuazione di questultima dispoizione in materia di salvagurdia sono definite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, LINPS provvede al monitoraggio delle domande di pensione nellordine di priorit stabilito dallarticolo 1, comma 233 della legge 24 12 2012, n. 228. 9) Anche al requisito dei 64 anni si applicano adeguamenti in funzione della speranza di vita. gli
10) Per la materia trattata nella presente appendice si vedano anche le circolari INPS del 14 marzo 2012, n. 35 per le gestioni dellINPS; n. 36, per le gestioni ex INPDAP: n. 37, per le gestioni ex ENPALS. In particolare, la circolare n. 35 reca, tra laltro, la specificazione degli effetti della riforma sulle prestazioni da erogare agli iscritti alle forme sostitutive dellAGO.
Alla stessa circolare si rinvia per quanto concerne gli effetti indiretti della legge 214 in materia di prestazioni dinvalidit ed inabilit, di supplementi e di pensioni supplementari. Si segnala inoltre la circolare INPS n. 16 del 1febbraio 2013 che fornisce ulteriori chiarimenti sulla materia nonch il messaggio INPS n. 000219 del 4 gennaio 2013,
Appendice al CAPITOLO VII LA DETERMINAZIONE DELLA MISURA DEI TRATTAMENTI PENSIONISTICI LA FORMULA DI CALCOLO RETRIBUTIVA LA FORMULA DI CALCOLO CONTRIBUTIVA Larticolo 24, comma 2, della legge 214 del 2011 ha stabilito che le quote di pensione maturate a partire dal 1 gennaio 2012, in dipendenza dei corrispondenti periodi contributivi, sono calcolate con la formula di calcolo contributiva. Al riguardo, si ricorda che, per quanto concerne la transizione dalla formula di calcolo retributiva alla formula contributiva, la legge 335 del 1995 aveva operato una tripartizione dei soggetti interessati: 1) agli iscritti per la prima volta dal 1 gennaio 1996 si doveva applicare, ai fini della determinazione della misura della pensione, integralmente la nuova formula contributiva; 2) ai soggetti con meno di 18 anni di contribuzione al 1 gennaio 1996, la formula contributiva si doveva applicare in pro rata, cio con riferimento solo alla anzianit contributiva successiva a tale data; 3) ai soggetti con pi di 18 anni di contribuzione alla predetta data si doveva continuare ad applicare integralmente la formula di calcolo retributiva. La ragione che venne addotta a giustificazione della tripartizione operata dalla legge fu il rispetto dei cosiddetti diritti quesiti. (1) Ragione, peraltro, non sufficiente a giustificare il trattamento stabilito per i soggetti con pi di 18 anni di contribuzione al 1 gennaio 1996. Infatti, il metodo del pro rata, adottato per i soggetti con una contribuzione inferiore ai 18 anni, non solo era idoneo a garantire anche le legittime aspettative dei soggetti in
possesso di una maggiore anzianit contributiva, ma avrebbe evitato le critiche giustamente rivolte ad una riforma oggettivamente strutturale, ma con effetti eccessivamente diluiti nel tempo. (2) Lesigenza di accelerare i tempi della transizione, non recepita nei vari interventi legislativi succeduti alla legge 335 del 1995 (3), stata, invece, soddisfatta, bench tardivamente, dalla disposizione della legge 214. Per effetto di questa disposizione anche nei confronti dei soggetti in possesso di anzianit contributiva superiore ai 18 anni al 1 gennaio 1996 limporto della pensione sar costituito da una quota calcolata con la formula retributiva, riferita alla anzianit contributiva maturata al 31 dicembre 2011, e da una quota calcolata con la formula contributiva, riferita alla anzianit maturata dal 1 gennaio 2012. Ci posto, si potrebbe osservare che questa riforma, proprio perch tardiva, ha uno scarso impatto sia sotto il profilo generale dei risparmi finanziari (4), sia per quanto concerne lincidenza sulla misura dei trattamenti dei soggetti interessati. Per contro si deve, riconoscere alla nuova normativa apprezzabile effetto di equit e di razionale semplificazione del sistema. Peraltro, merita precisare che, in ragione del meccanismo intrinseco al metodo di calcolo contributivo, la recessione degli ultimi anni incider negativamente sui futuri trattamenti pensionistici. (5) La norma ha, inoltre, innovato in materia di coefficienti di trasformazione, utilizzati per calcolare lammontare della pensione in funzione dellet del beneficiario. Dal 1 gennaio 2013 i coefficienti di trasformazione, che erano previsti solo fino ai 65 anni di et, sono stabiliti anche per le et superiori fino a 70 anni. I coefficienti sono rideterminati in funzione degli incrementi della speranza di vita nellambito del procedimento previsto
per ladeguamento dei requisiti di accesso alla pensione. (vedi supra Appendice ai Capitoli VI, etc.) Il progressivo aggiornamento dei coefficienti potr comportarne lestensione anche a valori corrispondenti ad et superiori ai 70 anni. ***** Note allappendice al capitolo VII (1) Il riferimento al concetto di diritto quesito improprio. Anche alla luce della giurisprudenza costituzionale pi corretto riferirsi alla tutela delle legittime aspettative. In merito al parametro dei 18 anni di anzianit contributiva, assunto dal legislatore del 1995 ai fini dellesclusione dallapplicazione della nuova formula di calcolo, occorre risalire alla precedente disposizione della legge 421 del 1992. Com noto, questa legge aveva escluso dallincremento dei requisiti daccesso alla pensione di vecchiaia i soggetti in possesso di 15 anni di anzianit contributiva al 31 dicembre 1992. Aggiungendo ai 15 anni i tre anni intercorsi tra il 1992 ed il 1995, il legislatore, con dubbia consequenzialit, aveva individuato il parametro dei 18 anni di anzianit contributiva ai fini della totale esclusione dallapplicazione del nuovo sistema di calcolo. (2) Lintroduzione della formula contributiva per il calcolo della misura della pensione pur non modificando i fondamenti del sistema pensionistico pubblico, ha avuto, tuttavia, carattere strutturale, avendo introdotto il riferimento alla speranza di vita nella determinazione della misura della pensione.
(3) Vedi al riguardo nel testo il capitolo VII, punto 10 e relativa nota. (4) Secondo la relazione tecnica la norma arreca un risparmio complessivo di 216 milioni di euro dal 2012 al 2018, al netto del prelievo fiscale. Per quanto concerne lincidenza sui singoli trattamenti, ladozione in pro rata della formula contributiva pu anche risultare vantaggioso Infatti, leventuale contribuzione superiore ai quarantanni viene considerata nel calcolo con la formula contributiva, mentre non produrrebbe alcun effetto incrementale della misura della prestazione se si continuasse ad applicasse la formula retributiva. (5) Come ampiamente illustrato nel testo cui inerisce la presente appendice (capitolo VII, punto 7 e successivi), il meccanismo di calcolo contributivo comporta laccumulo annuale dei contributi versati e la loro rivalutazione al tasso dato dalla variazione quinquennale del P.I.L, nominale, comprensivo anche dellinflazione. Ci posto, la mancata o scarsa crescita economica ha effetto negativo sugli assegni pensionistici. Tale effetto sar comunque minimo sugli assegni di coloro cui il metodo contributivo si applica solo ai contributi accreditati dal 2012.
Appendice al Capitolo XV PEREQUAZIONE AUTOMATICA DELLE PENSIONI E CONTRIBUTI DI SOLIDARIET Ladeguamento nel tempo del valore della pensione elemento coessenziale alleffettivit della tutela. Alladeguamento si pu provvedere con provvedimenti legislativi con effetti una tantum, ovvero con la previsione legislativa di sistemi di adeguamento automatico allinflazione e/o allevoluzione dei livelli retributivi. Negli ultimi decenni il meccanismo, legislativamente previsto dallordinamento italiano ha operato ladeguamento allinflazione del valore delle pensioni in essere. Tuttavia, non solo per le pensioni di pi elevato importo la previsione di adeguamento non mai stata piena, ma per le pensioni dimporto particolarmente elevato stata totalmente esclusa per periodi pi o meno lunghi. (1) Il comma 25 dellarticolo 24 della legge 214 del 2011 ha totalmente escluso per il biennio 2012 -2013 la rivalutazione delle pensioni dimporto superiore a tre volte il trattamento minimo, motivando la misura con lespresso riferimento alla contingente situazione finanziaria. (2) Questa espressa motivazione chiaramente intesa a giustificare preventivamente, sotto il profilo della legittimit costituzionale, la nuova disposizione legislativa. Per la prima volta, infatti, sono totalmente esclusi dalla perequazione trattamenti pensionistici dimporto relativamente mediocre. (3) A fronte dellimpatto di questa disposizione sia sotto il profilo finanziario, sia sotto quello delleffettivit della tutela, assumono scarso rilievo le disposizioni sul contributo di solidariet introdotto, in aggiunta a quelli gi in essere (4), su redditi dimporto annuo notevolmente elevato (200 mila euro, Legge 214, articolo 24, comma 31-bis).
Diversamente da dirsi per il contributo di solidariet, introdotto dal comma 21 dello stesso articolo 24, a carico degli iscritti e pensionati dei fondi sostitutivi a suo tempo confluiti nel fondo pensioni dei lavoratori dipendenti, nonch degli iscritti e pensionati del fondo volo. Si tratta, in questo caso, dellaffermazione, sia pure in misura quasi simbolica, della solidariet dovuta al regime generale da parte dei beneficiari di regimi che hanno liquidato prestazioni pi favorevoli, anche in carenza di oggettive giustificazioni della diversit di trattamento. (5) Infine, al contributo di solidariet pu essere funzionalmente ricondotta la previsione di sospensione della perequazione automatica per il 2014 delle fasce dimporto superiori a 6 volte il trattamento minimo, prevista dallarticolo 1, comma 236 della legge 24 dicembre 2012, n. 228. (6) ***** Note allappendice al capitolo XV (1) Vedi testo, capitolo 15, punto 3. (2) Il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con la legge 214 sul punto specifico era ancora pi drastico in quanto escludeva dalla perequazione anche le pensioni con importo superiore a due volte il trattamento minimo. (3) In proposito la giurisprudenza costituzionale ha riconosciuto una sfera di discrezionalit al legislatore in dipendenza delle esigenze di bilancio, pur avvertendo che una frequente reiterazione di misure intese a paralizzare ladeguamento le pensioni anche di maggiore consistenza potrebbero essere non sufficientemente difese in relazione al mutato valore dacquisto della moneta (Corte costituzionale, sentenza 316 del 2010).
La disposizione della legge 214 andrebbe esaminata, ai fini di un eventuale giudizio di costituzionalit, alla luce di due contrastanti ordini di considerazioni: limpatto negativo su prestazioni di modesto importo e le gravi difficolt del bilancio dello Stato. (4) Sul contributo di solidariet in essere vedi testo, capitolo 15, punto 4. (5) Per la misura del contributo, differenziata in rapporto alle anzianit contributive nei fondi, per le esenzioni e le modalit di applicazione della norma vedi le circolare Inps n. 35 del 14 marzo 2012, punto 12 e n. 99 del 18 luglio 2012, nonch il messaggio n. 16058 del 4 ottobre 2012. (6) Vedi al riguardo quanto osservato nellappendice al capitolo VI. Punto 4 in fine.
Il testo di questa appendice aggiornato al 31 marzo 2013 ed stato redatto con la collaborazione della dottoressa Francesca Esposito e del dottore Fabio Ciarcia.
Documenti simili a Ordinamento Pensionistico INPS-2011
Raccomandata del'INPS del 04/02/2000
Nota INL 28febbraio 2017 n1670