Source: https://renatodisa.com/2017/05/23/consiglio-di-stato-sezione-iv-sentenza-8-maggio-2017-n-2086/
Timestamp: 2017-07-23 12:52:23+00:00
Document Index: 59495499

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 57', 'art. 57', 'art. 5', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 57', 'art. 873', 'art. 5', 'art. 57', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 8 maggio 2017, n. 2086 – Avvocato Renato D'Isa
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 8 maggio 2017, n. 2086	By Avv. Renato D'Isa on 23 maggio 2017	• ( Lascia un commento )
La finalità del DM n. 1444 del 1968 di prescrivere precise distanze tra fabbricati è infatti quella di garantire sia l’interesse pubblico ad un ordinato sviluppo dell’edilizia, sia l’interesse pubblico alla salute dei cittadini, evitando il prodursi di intercapedini malsane e lesive della salute degli abitanti degli immobili; il limite di 10 m. di distanza, di cui all’art. 9, primo comma n. 2. D.M. n. 1444/1968, da computarsi con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non anche alle sole parti che si fronteggiano, presuppone la presenza di due “pareti” che si fronteggiano, delle quali almeno una finestrata. Più precisamente, la giurisprudenza ha affermato che il limite predetto presuppone “pareti munite di finestre qualificabili come vedute”.
sentenza 8 maggio 2017, n. 2086
An.Ma.Zu., rappresentata e difesa dagli avvocati Sa.Mi. e Pa.Ga., con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Sa.Mi in Roma, via (…);
An.Sc., rappresentato e difeso dall’avvocato Er.St.Da., con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, piazza (…);
Ma.Bu., non costituita in giudizio;
della sentenza del T.a.r. per la Puglia, Sede staccata di Lecce, Sezione III, n. 790 del 19 marzo 2014, resa tra le parti, concernente la realizzazione di una sopraelevazione sull’immobile di proprietà dei signori An.Sc. e Ma.Bu..
Visto l’atto di costituzione in giudizio di An.Sc.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 26 gennaio 2017 il consigliere Nicola D’Angelo e uditi l’avvocato Pa., su delega dell’avvocato Mi., per la parte appellante, e l’avvocato D.Lu., su delega dell’avvocato Er.St.Da., per il signor An.Sc.;
1. La signora An.Ma.Zu. è proprietaria di un’abitazione nel Comune di (OMISSIS) con una cucina dotata di parete finestrata distante 1,5 metri dal confine della proprietà limitrofa e con veduta sulla stessa.
2. Il Comune ha rilasciato il 2 aprile 2013 ai proprietari confinanti, i coniugi Sc. e Bu., un permesso di costruire finalizzato alla realizzazione, in aderenza al confine tra le due proprietà, di una sopraelevazione a primo e secondo piano sulla preesistente casa di abitazione ad un piano terra.
3. Tale provvedimento è stato impugnato dalla signora Zu. dinanzi al Tar per la Puglia, sezione staccata di Lecce che, con la sentenza indicata in epigrafe, ha respinto il relativo ricorso.
3.1. Il Tar di Lecce ha, in particolare, ritenuto che l’abitazione della signora Zu., con la parete finestrata ad una distanza dal confine inferiore a cinque metri e ad una distanza inferiore a tre metri dalla preesistente casa di abitazione a piano terra e sul confine dei signori Sc. e Bu., non potesse impedire la sopraelevazione in ragione dell’originaria prevenzione a favore di questi ultimi.
4. La signora Zu. ha quindi impugnato la predetta sentenza, formulando i seguenti motivi di appello.
4.1. Violazione e falsa applicazione dell’art. 9 del DM n. 1444/1968. Violazione e falsa applicazione dell’art. 5 del Regolamento Edilizio del Comune di (OMISSIS) e dell’art. 57 delle NTA del PRG. Eccesso di potere. Erroneità dei presupposti. Carenza di istruttoria e difetto di motivazione. Violazione e contrasto dell’art. 57 delle NTA e dell’art. 5 del Regolamento edilizio con l’art. 9 del DM n. 1444/1968. Violazione dei principi in materia di edilizia ed urbanistica.
4.1.1. La sentenza appellata non ha considerato l’illegittimità del permesso di costruire con il quale il Comune ha consentito ai signori Sc. e Bu. di costruire in sopraelevazione a meno di dieci metri dalla parete finestrata della sua abitazione.
4.1.2. Secondo l’appellante, ai sensi dell’art. 9 del DM n. 1444/1968, nella zona, tipizzata come B/10, sarebbe prescritta una distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. Tale previsione, ripresa anche per i nuovi edifici dall’art. 5 del Regolamento Edilizio di (OMISSIS) e dall’art. 57 delle NTA al PRG, con l’aggiunta di un distacco minimo di cinque metri delle fronti interne dai confini, sarebbe stata violata, consentendo la costruzione ad un metro e mezzo dalla parete finestrata di ulteriori piani per un fronte di dieci metri e per un’altezza di sette metri oltre il piano di copertura.
4.2. Violazione e falsa applicazione dell’art. 873 del c.c. Violazione e falsa applicazione dell’art. 5 del Regolamento Edilizio del Comune di (OMISSIS) e dell’art. 57 delle NTA del PRG sotto altro profilo. Eccesso di potere. Erroneità dei presupposti. Carenza di istruttoria.
5. Solo il signor Sc. si è costituito in giudizio il 3 aprile 2014, chiedendo il rigetto del ricorso. Ha poi depositato ulteriori memorie, per ultimo una memoria di replica il 5 gennaio 2017.
12. In realtà, la controversia andava esaminata con riferimento all’applicabilità o meno della disciplina di cui all’art. 9 del DM n. 1444/1968 alla sopraelevazione realizzata dai coniugi Sc. e Bu., tenendo conto della distanza dell’intervento edilizio dalla parete finestrata dell’appellante.
12.1. In particolare, l’art. 9 del DM 2 aprile 1968 n. 1444, recante “limiti di distanza tra i fabbricati”, prevede, tra l’altro, che le distanze minime tra i fabbricati: “nelle altre zone, con riferimento a “nuovi edifici”… “in tutti i casi… di m. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti”.
12.8. Orbene, nel caso di specie ricorre l’ipotesi di due pareti di edifici, delle quali almeno una finestrata da cui si può vedere direttamente la proprietà dei signori Sc. e Bu., e dunque proprio il caso testualmente disciplinato dall’art. 9 del DM 1444/1968.
15.1. Quanto al contributo unificato, relativo ad entrambi i gradi di giudizio, lo stesso rimane ope legis a carico delle parti soccombenti (comune di (OMISSIS) e signori An.Sc. e Ma.Bu.).
definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso di primo grado.
Categorie:Consiglio di Stato, Consiglio di Stato 2017, Diritto Amministrativo, Diritto Urbanistico, Distanze, Sentenze - Ordinanze	Con tag:D.M. n. 1444 del 1968,distanza minima,distanze,pareti finestrate,sopraelevazione	Navigazione articolo
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 5 maggio 2017, n. 2085
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 8 maggio 2017, n. 2089