Source: http://www.finanzaediritto.it/articoli/le-societa%E2%80%99-estere-con-stabile-organizzazione-in-italia-4629.html
Timestamp: 2014-12-23 02:12:50+00:00
Document Index: 163011933

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 21']

LE SOCIETA� ESTERE CON STABILE ORGANIZZAZIONE IN ITALIA
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diritto: leggi e sentenze LE SOCIETA� ESTERE CON STABILE ORGANIZZAZIONE IN ITALIA4 Marzo 2010
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L’obiettivo è l’equiparazione della normativa Iva alla sentenza del luglio scorso, pronunciata nella causa C-244/08 dalla Corte di Giustizia che ha condannato l’Italia resasi passibile di mancata osservanza della direttiva comunitaria.
Antecedente alla nuova normativa operavano gli artt. 17 e 38 ter del D.P.R. 633/72 rubricati rispettivamente “Soggetti Passivi” ed “Esecuzione dei versamenti”, in materia di Iva che disciplinava l’ipotesi che un soggetto passivo, non residente in Italia e quindi non in possesso di una stabile organizzazione, qualora acquistasse beni o servizi gravati da tassazione nel territorio italiano, potesse richiedere il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto nella sua qualità di soggetto non residente, appunto, piuttosto che beneficiare della detrazione d’imposta grazie alla stabile organizzazione. A seguito della sentenza della Corte di Giustizia, il legislatore è intervenuto prontamente nell’adeguare i dettami degli articoli di cui sopra con la normativa europea nel seguente modo. Con l’art. 19 del D.P.R. 633/72 “Detrazione”, si riconosce alle società seppur non residenti ma con stabile organizzazione in Italia la possibilità di portare in detrazione nella dichiarazione annuale e recuperare attraverso la stabile organizzazione, l’IVA applicata sugli acquisti effettuati; per le operazioni di transazione verificatesi in Italia trova applicazione, obbligatoriamente per il soggetto passivo, che acquista beni o servizi da un soggetto non residente privo di rappresentanza fiscale o di stabile organizzazione (3° co. art. 17), il meccanismo del “reverse charge”; l’art. 38 non consente alla società non residente il rimborso dell’imposta versata.
In apertura si sottolineava la retroattività del D.L. 135/09 tanto che se una società non residente avesse detratto l’IVA sugli acquisti attraverso la stabile organizzazione non sarebbe certamente incorsa in responsabilità dinanzi all’erario. Al contrario, se la stessa società, con le medesime caratteristiche avesse inoltrato istanza di rimborso all’ufficio di Pescara, identificato per l’Italia quale soggetto comunitario ai sensi dell’art. 38, vedrà rigettarsi l’istanza ma potrà recuperare ex tunc (ora per allora), grazie alla stabile organizzazione l’importo totale dell’imposta fatturata secondo la tempistica dell’art. 19 del D.P.R. 633/72.
Se l’ufficio di Pescara invece vi avesse già provveduto in ossequio al principio del legittimo affidamento, lo stesso ufficio non potrà chiederlo in sostituzione per liquidazione impropria.
Per meglio comprendere: una società non residente in Italia ma con stabile organizzazione, con rappresentante fiscale o comunque direttamente identificabile in Italia alla data del 26 settembre 2009 procederà all’estinzione della Partita Iva del rappresentante o della diretta identificazione, al convoglio della Partita Iva della stabile organizzazione della posizione della Partita Iva assegnata al rappresentante fiscale o della società estera; alla liquidazione ed al versamento periodico, a transitare il saldo della posizione della società estera in quello della stabile organizzazione; alla presentazione della dichiarazione IVA 2010 per periodi d’imposta 2009 corredata da un unico frontespizio e due moduli: il primo per le partite estinte, il secondo per la stabile organizzazione riportante i dati attinenti alla frazione periodale (mese o trimestre) comprendente altresì il mese di settembre 2009.
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