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Timestamp: 2018-07-15 20:14:03+00:00
Document Index: 26655160

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 231', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 29']

D. Lgs. 231/01 I FLUSSI INFORMATIVI - PDF
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Ada Castellani
1 D. Lgs. 231/01 I FLUSSI INFORMATIVI
2 1. Definizioni C.d.A.: Consiglio di Amministrazione. Collegio Sindacale: è un organo di vigilanza collegiale (art c.c.) composto da tre o cinque membri effettivi, soci o non soci, nominati per la prima volta dall'atto costitutivo e, successivamente, dall'assemblea ordinaria, che nomina altresì il presidente. I sindaci verificano il rispetto della legge e dello statuto, l'adeguatezza dell'organizzazione amministrativa e contabile e la corretta amministrazione della società segnalando all'assemblea eventuali fatti rilevanti. I sindaci possono denunciare al tribunale eventuali irregolarità riscontrate nella gestione. Consiglieri: soggetti facenti parte del consiglio di amministrazione. Sindaco: ciascun membro del collegio sindacale che, per legge, controlla la correttezza dell'attività amministrativa e il rispetto dello statuto della società. Codice Etico: adottato ai sensi del Decreto Legislativo n. 231/01, è un documento con cui la Società enuncia l insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità della Società stessa rispetto a tutti i soggetti con i quali entra in relazione per il conseguimento del proprio oggetto sociale. Il Codice Etico si propone di fissare standards etici di riferimento e norme comportamentali che i Destinatari del Codice stesso devono rispettare nei rapporti con la Società ai fini di prevenzione e repressione di condotte illecite. D. Lgs. 196/03: il Decreto legislativo 30 giugno 2003, n Codice in materia di protezione dei dati personali. D. Lgs. 231/01 o Decreto: il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 relativo alla Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica e successive modifiche e integrazioni. Destinatari del Codice Etico: soci, componenti Organi Sociali, i dipendenti nonché tutti coloro che, pur esterni alla Società, operino, direttamente o indirettamente, per Sipal s.p.a. es. collaboratori a qualsiasi titolo, consulenti, fornitori, clienti). Destinatari del Modello: componenti Organi Sociali, la società di revisione, i dipendenti nonché coloro che, pur non rientrando nella categoria dei dipendenti, operino per Sipal s.p.a. e siano sotto il controllo e la direzione della Società (a titolo esemplificativo e non esaustivo: promotori finanziari, stagisti, lavoratori a contratto ed a progetto, lavoratori somministrati). Modello / MOG: Modello di organizzazione, gestione e controllo ex artt. 6 e 7 del Decreto. O.d.V.: Organismo di Vigilanza previsto dagli artt. 6, comma 1, lettera b) e 7 del D. Lgs. 231/2001, cui è affidato il compito di vigilare sul funzionamento e sull osservanza del Modello e di curarne l aggiornamento. Flusso: insieme delle informazioni che periodicamente vengono inviate dal CDA e dal Collegio dei Sindaci avente ad oggetto le attività societarie significative Società: Sipal S.p.a. 2. Finalità Il modello, di cui il presente allegato forma parte integrante e sostanziale, prevede per le attività a rischio commissione reati presupposto, espressamente individuate nelle parti speciali dello stesso, specifici obblighi di informazione da e verso l OdV. E proprio l art. 6, 2 comma, lett. d) del D. Lgs. 231/2011 a richiedere che il Modello preveda obblighi di informazione nei confronti dell Organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli. In riferimento alle finalità di tali flussi, le Linee Guida elaborate da Confindustria affermano che: L obbligo di informazione verso all Organismo sembra concepito quale ulteriore strumento per agevolare l attività di vigilanza sull efficacia del Modello e di accertamento a posteriori delle cause che hanno reso possibile il verificarsi del reato. Se questo è lo spirito della prescrizione normativa, allora è da ritenere che l obbligo di dare informazione all Organismo sia rivolto alle funzioni aziendali a rischio reato e riguardi: a) le risultanze 2
3 periodiche dell attività di controllo dalle stesse posta in essere per dare attuazione ai modelli (report riepilogativi dell attività svolta, attività di monitoraggio, indici consuntivi, ecc.); b) le anomalie o atipicità riscontrate nell ambito delle informazioni disponibili (un fatto non rilevante se singolarmente considerato, potrebbe assumere diversa valutazione in presenza di ripetitività o estensione dell area di accadimento). Ed ancora, è stato opportunamente sottolineato che l organo amministrativo dell ente deve prevedere idonei strumenti, procedure e canali d informazione che consentano all OdV di venire tempestivamente a conoscenza di quegli eventi dai quali dipendono i suoi obblighi specifici di attivazione e di aver percezione d inosservanze di controlli o anomalie o insufficienze (Ernest & Young, Incontro di lavoro del gruppo OdV, Roma, ). Pertanto la completezza e la correttezza delle informazioni a disposizione di amministratori, sindaci e membri dell OdV rappresenta la condizione essenziale per il corretto esercizio delle competenze e delle responsabilità di direzione, indirizzo e controllo dell attività di Sipal s.p.a e del Gruppo. I flussi informativi tra i vari organi societari sono, infatti, di fondamentale importanza per garantire la trasparenza nella gestione della Società ed assicurare le condizioni per un efficace ed effettiva azione di controllo. La presente procedura, che si pone in aggiunta al protocollo di segnalazione all OdV (che riguarda solo le comunicazioni inerenti violazioni del MOG che possono essere rilevate dai dipendenti, soggetti terzi o qualsiasi soggetto) ha quindi lo scopo di regolare i flussi informativi tra CdA, Collegio Sindacale e ODV in modo da: - garantire la trasparenza della gestione dell impresa; - assicurare le condizioni per un efficace ed effettiva azione di indirizzo e controllo sull attività della Società e sull esercizio dell impresa da parte del Consiglio di Amministrazione; - fornire al Collegio Sindacale gli strumenti conoscitivi necessari per un efficiente espletamento del proprio ruolo di vigilanza; - fornire all ODV informazioni al fine di mantenerlo costantemente aggiornato in relazione all andamento della Società e consentirgli di esercitare la propria azione di controllo sul rispetto del MOG e delle procedure ad esso allegate, nonché di fornirgli gli strumenti per apportare modifiche o aggiornamenti al MOG affinché esso sia sempre conforme alla realtà aziendale. 3. Oggetto e ambito di applicazione Oggetto dei flussi informativi sono tutte quelle informazioni di carattere significativo sulle attività svolte, nonché sulle modifiche organizzative e/o di businnes eventualmente intervenute al fine di tenere costantemente aggiornati gli organi societari e l ODV sulle tematiche societarie. In particolare i flussi devono riguardare l andamento generale della gestione e la sua prevedibile evoluzione; l attività svolta con specifico riferimento alle operazioni societarie di maggior rilievo strategico, economico, patrimoniale e finanziario, ovvero tutte quelle operazioni cosiddette inusuali o atipiche ovvero tutte quelle operazioni che presentano in concreto particolari elementi di criticità dovuti alle specifiche caratteristiche e/o rischi inerenti, alla natura della controparte a al tempo del suo compimento, nonché ogni operazione, attività o evento che si ritiene opportuno portare all attenzione di Amministratori, Sindaci e membri dell ODV. La presente procedura coinvolge: Componenti del Consiglio di Amministrazione; Componenti del Collegio Sindacale; Componenti dell OdV; Soggetti che rivestono funzioni di rappresentanza dell ente Soggetti che rivestono funzioni di direzione dell ente o di sue unità organizzative dotate di autonomia finanziaria (cc.dd. responsabili di funzione) 3
4 4. Responsabilità e diffusione La presente procedura è parte integrante del Modello e, dunque, è approvata dal C.d.A. della Società che, su proposta dell Organismo di Vigilanza, ha anche la responsabilità di aggiornarla ed integrarla. È accessibile in formato elettronico nella home page della Intranet aziendale. Le medesime modalità di diffusione sopra enunciate sono adottate per le revisioni ed integrazioni successive della procedura 5. Modalità operative e termini Il flusso informativo da Consiglieri e Sindaci è assicurato dalla trasmissione di documenti ed, in particolare: 1. bilanci ed allegati, documentazione contabile societaria; 2. verbali del CDA; 3. verbali inerenti ad operazioni atipiche o inusuali; 4. verbali inerenti operazioni con altre società del gruppo; 5. comunicazioni circa eventuali violazioni del sistema informatico; 6. relazioni, note illustrative, memorandum, presentazioni, report redatti da uffici o consulenti della Società, ivi inclusi quelli in vista o in occasione di riunioni consiliari. Inoltre l OdV riferisce al vertice aziendale ed al Collegio Sindacale in merito all attuazione del modello ed all emersione di eventuali criticità, attraverso tre linee di report, così sintetizzabili: - direttamente all Amministratore Delegato, in forma scritta, anche a mezzo con richiesta della conferma di lettura, nell ambito dell informativa sull attività esercitata. A sua volta, l Amministratore Delegato informa il Consiglio di Amministrazione. Tale flusso informativo, pertanto, consente di mantenere un costante contatto fra l Organismo di Vigilanza e la società. Nell ambito di tale report rientra anche un particolare tipo di attività svolta dall Organismo di Vigilanza nell ambito della formazione del personale mediante La responsabilità amministrativa delle società e degli enti 89 l invio di di aggiornamento su argomenti rilevanti in tema di responsabilità amministrativa degli enti. - su base periodica, al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio Sindacale. In particolare, ad esempio, l Organismo di Vigilanza comunica: i) su base semestrale: una relazione informativa sull attività di verifica e sull esito della stessa. Tale comunicazione deve dettagliare il contenuto delle verifiche compiute, specificando le eventuali problematiche riscontrate e le misure adottate di conseguenza; ii) annualmente: una relazione informativa sull attuazione del Modello da parte della società. Tale comunicazione consente di rendere noto al vertice societario il livello di osservanza delle procedure adottate con il Modello. - Immediata, al Consiglio di Amministrazione avente ad oggetto: i) ogni problematica significativa scaturita dall attività svolta; ii) eventuali comportamenti o azioni non in linea con le procedure aziendali; iii) la necessità di procedere all aggiornamento del Modello. 6. L informativa verso l OdV Il flusso informativo verso l ODV è assicurato dalla trasmissione di documenti ed in particolare: 1. bilanci ed allegati; 2. verbali del CdA; 3. verbali inerenti ad operazioni atipiche o inusuali; 4. verbali operazioni con altre società del gruppo; 5. comunicazioni circa violazioni inerenti il MOG; 6. report periodici trasmessi dai responsabili delle aree e/o dei processi sensibili, oltre che i report di 4
5 audit effettuati presso la sede o gli uffici dislocati sul territorio; 7. ogni altra documentazione ritenuta necessaria dall ODV. La suddetta documentazione dovrà essere inviata all ODV su richiesta dello stesso ovvero con cadenza trimestrale o semestrale. Oltre alle segnalazioni relative a violazioni di carattere generale inerenti al MOG, dovranno essere inviati all ODV immediatamente o comunque senza ritardo le seguenti informazioni con relativa documentazione: 1. i provvedimenti e/o notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria, o da qualsiasi altra autorità, dai quali si evinca lo svolgimento di indagini, anche nei confronti di ignoti, per i reati tutelati dal D. Lgs. 231/2001; 2. procedimenti posti in essere dalla magistratura in relazione a reati presupposto di al d.lgs. 231/2001; 3. le richieste di assistenza legale inoltrate dai dirigenti e dipendenti in caso di avvio di procedimento giudiziario per i reati tutelati dal D. Lgs. 231/ i report di audit/verifiche interne da cui potrebbero emergere fatti, atti, eventi od omissioni con profili di criticità rispetto all osservanza delle norme del D. Lgs. 231/ le notizie relative ai procedimenti disciplinari svolti ed alle eventuali sanzioni irrogate (ivi compresi i provvedimenti verso i dipendenti) ovvero ai provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti comprendenti le relative motivazioni; 6. le risultanze delle attività di controllo poste in essere dalle funzioni aziendali, per dare attuazione al Modello Organizzativo, dalle quali emergano criticità; 7. anomalie o atipicità riscontrate dalle stesse funzioni; 8. Le comunicazioni interne ed esterne riguardanti qualsiasi fattispecie che possa essere messa in collegamento con ipotesi di reato di cui all art. 231/2001; 9. I prospetti riepilogativi degli appalti affidati a seguito di gare, o trattativa privata; 10. Le notizie relative ai cambiamenti organizzativi (organigrammi); 11. Gli aggiornamenti del sistema di deleghe e di poteri; 12. I mutamenti e aperture di nuove di nuove aree di attività. 13. Le comunicazioni della società di revisione riguardanti aspetti che possono indicare carenze nel sistema di controlli interni. Le informazioni rese con le modalità di cui sopra possono essere integrate (ed all occorrenza sostituite, là dove ragioni di riservatezza depongano in tal senso) dall illustrazione fornita oralmente dal Presidente del CdA, dall AD e dagli Amministratori esecutivi o da esponenti del management del Gruppo in occasione delle riunioni consiliari ovvero da specifici incontri informali, aperti alla partecipazione di Consiglieri, Sindaci e membri dell ODV organizzati per l approfondimento di tematiche di interesse in riferimento alla gestione dell impresa. La trasmissione dei documenti e di qualsiasi altro materiale a Consiglieri, Sindaci e ai membri dell ODV è coordinata dal Segretario del CdA d intesa con il Dirigente preposto alla redazione dei contabili societari per quanto di competenza. 6. Informativa ai sensi dell art. 13 D.Lgs. 196/2003 Sipal S.p.a. società con sede legale in Torino, corso Trapani n. 71, ed uffici amministrativi e direzionali dislocati in tutto il territorio italiano, titolare del trattamento dei dati personali, ai sensi dell art. 13 del D.lgs. 196/2003 rende noto che i dati personali acquisiti mediante i flussi informativi saranno trattati esclusivamente per finalità connesse al rispetto degli obblighi derivanti dal D.Lgs. 231/2001, nonché utilizzati, ed in seguito conservati, prevalentemente in forma cartacea. 5
6 Sipal ricorda che i dati forniti devono essere pertinenti rispetto alle finalità dell informazione e i dati personali da Lei forniti non avranno alcun ambito di comunicazione e diffusione. Ai sensi dell art. 7 del D.Lgs. 196/2003 potranno essere esercitati i seguenti diritti: ottenere indicazione dell'origine dei i dati nonché delle finalità e modalità del trattamento, della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici, degli estremi identificativi del titolare e dei responsabili nonché dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali potranno essere comunicati. Ottenere l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando ve ne è interesse, l'integrazione dei dati; la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; l'attestazione delle operazioni che sono state portate a conoscenza di terzi, anche per quanto riguarda il loro contenuto; di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che La riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta. Per l esercizio dei succitati diritti, ci si potrà rivolgere direttamente all O.d.V. Responsabile del trattamento a ciò designato dal Titolare ai sensi dell art. 29 del D.Lgs. 196/2003, tramite posta ordinaria presso l Organismo di Vigilanza c/o la sede amministrativa della Società in Torino, corso Trapani n Gestione dei flussi informativi da parte dell Organismo di Vigilanza Le attività in cui si articola il processo gestionale dei flussi informativi sono: ricezione, disamina ed eventuale richiesta di informazioni. Ricezione: l Organismo di Vigilanza riceve i flussi informativi dal CDA e dal Collegio dei Sindaci tramite il responsabile di funzione. Disamina ed eventuale richiesta di informazioni: l OdV prende in considerazione i flussi informativi ricevuti dal management e, a seconda della necessità o meno, può richiedere di ascoltare uno soggetti apicali per avere delle delucidazioni in merito a quanto ricevuto; ad esito dell audizione può valutare l opportunità di richiedere delle delucidazioni scritte o delle attestazioni di conformità al modello organizzativo di quanto deciso dal management. 8. Archiviazione della documentazione L OdV è tenuto a documentare, mediante la conservazione di documenti cartacei, i flussi informativi ricevuti, al fine di garantire la completa tracciabilità di tutte le attività istituzionali svolte. I documenti cartacei sono archiviati presso un luogo identificato il cui accesso è consentito ai componenti dell OdV ovvero ai soggetti espressamente autorizzati dall OdV. 6
Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A. PROCEDURA WHISTLEBLOWING (ADOTTATA IN DATA 21 DICEMBRE 2015)
Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A. PROCEDURA WHISTLEBLOWING (ADOTTATA IN DATA 21 DICEMBRE 2015) 1 PREMESSA Per whistleblowing (di seguito Segnalazione ) si intende qualsiasi notizia riguardante sospette