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Timestamp: 2019-10-19 19:45:22+00:00
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â€œPrima casaâ€ : l’omissione della dichiarazione della residenza del coniuge non (...) - Legali.com
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venerdì 12 settembre 2014, di Studio legale tributario Leo
L’Ufficio, pur riconoscendo le agevolazioni fiscali all’acquirente â€“ che comprava in comunione dei beni con la moglie â€“ ritiene, invece, decadute le agevolazioni fiscali della coniuge, assente al rogito notarile, poichÃ© la stessa non ha rilasciato le dichiarazioni previste ex art. 3 comma 131 della legge 549/95.
GiÃ in primo grado il contribuente aveva visto i giudici decidere a proprio favore circa il ricorso avverso gli avvisi di liquidazione con cui l’A.E. reclamava l’ IVA per l’atto di compravendita dell’immobile.
In secondo grado l’Amministrazione Finanziaria, oltre che a eccepire la violazione e falsa applicazione della nota II bis, comma 1, della Legge 549/1995, afferma che la legislazione fiscale debba essere distinta da quella civilistica poichÃ© â€œmentre ai fini civilistici non sussiste la necessitÃ che entrambi i coniugi intervengano nell’atto di trasferimento della casa di abitazione per acquisirne le comproprietÃ in quanto il coacquisto si realizza automaticamente ex lege, ai fini fiscali, invece, per ottenere l’agevolazione c.d. â€œprima casaâ€ sull’intero immobile trasferito, occorre che entrambi i coniugi rendano le dichiarazioni previste dalla lettera a), b) e c), quale la residenza nel comune dove insiste l’immobile, assenza di altri diritti reali vantati su immobili ubicati nello stesso comune, assenza di altri diritti reali vantati su immobili ubicati anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale.â€
Il Collegio Regionale nel dichiarare l’infondatezza dell’appello, parte innanzitutto dalla necessitÃ di ricordare che le norme richiamate dall’A.E., al contrario di quanto affermato dalla stessa, non interessano tutte la decadenza, infatti, â€œla decadenza Ã¨ presente solo sulla dichiarazione prevista dalla lettera a) che riguarda la dichiarazione sulla residenza, che recita â€œLa dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove Ã¨ ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquistoâ€ . Non esiste altra decadenza nell’ambito delle norme richiamate [â€¦] e non puÃ² essere certamente una circolare ministeriale indicata dall’Ufficio a poterla sancire, non avendo quest’ultima alcun potere vincolante, nÃ© potestÃ impositiva per il contribuente, esprimendo soltanto ed esclusivamente un parere dell’amministrazione finanziaria (Cassaz. Sez. U. n. 23031/2007)â€ .
Il Collegio, nella sentenza in questione, puntualizza come sia la giurisprudenza di merito che quella di legittimitÃ abbiano superato il concetto di decadenza connesso con la dichiarazione di residenza citata. CiÃ² perchÃ¨ il vincolo della comune residenza anagrafica dei coniugi Ã¨ stato sostituito dal concetto di coabitazione reciproca. Aspetto, quello della coabitazione dei coniugi, che soddisfa pienamente il requisito della residenza ai fini tributari.
Richiamando la sentenza n. 13085 del 2003 della Cassazione, il Collegio perugino ricorda che per l’imposta di registro e i relativi benefici connessi all’acquisto della prima casa, Ã¨ importante che la residenza non sia intesa come residenza del coniuge che ha acquistato in regime di comunione dei beni, bensÃ¬ come residenza della famiglia.
Questo concetto Ã¨ rafforzato con quanto asserito dalla sentenza n. 14237/2000 â€“ dalla CTR umbra richiamata â€“ in cui la Suprema Corte ha addirittura affermato che nel caso di acquisto di un’abitazione da parte di uno dei coniugi in regime di comunione dei beni, l’altro ne diviene automaticamente comproprietario in forza dell’art. 177 c.c., con diritto alle agevolazioni fiscali per l’acquisto della â€œprima casaâ€ , anche se sprovvisto dei requisiti di cui in capo al coniuge acquirente.
L’importanza della sentenza n. 145/03/2013 della CTR di Perugia sta, dunque, proprio nella scelta di sottolineare e ribadire l’orientamento ormai dominante secondo cui l’omissione della dichiarazione della residenza del coniuge nei rogiti, non costituisce decadenza ai fini dell’agevolazione per l’acquisto della prima casa. CiÃ² in quanto, lo si ripete, il concetto di residenza anagrafica dei coniugi Ã¨ stato ormai sostituito con quello di coabitazione e residenza della famiglia.
Vedi on line : La CTR di Perugia sez. 3, con la sentenza n. 145/03/2013, depositata il 23/09/2013, dichiara l’infondatezza dell’appello proposto dall’A.E. avverso la sentenza di primo grado della CTP di Perugia.