Source: https://www.dirittoprivatoinrete.it/interruzione.htm
Timestamp: 2018-12-13 18:25:38+00:00
Document Index: 134461041

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2943', 'art. 414', 'art. 2934', 'art. 164', 'art. 42']

Video, interruzione della prescrizione
nozione si verifica l'interruzione quando il titolare del diritto compie un'attività idonea a mostrare la sua volontà di esercitarlo. Dal momento in cui quest'attività è stata compiuta si calcola un nuovo periodo di prescrizione, nulla più valendo quella già trascorso
A differenza della sospensione, con l'interruzione non si apre una semplice parentesi nel periodo di prescrizione, ma, per così dire, muore il periodo già trascorso e comincia a decorrere un nuovo periodo pari a quello iniziale.
se sono titolare di un diritto di credito (che come sappiamo ordinariamente si prescrive in dieci anni) e dopo sei anni di inattività mi decido a citare in giudizio il mio debitore, dal momento della notifica della citazione comincerà a decorrere un nuovo periodo di prescrizione di dieci anni entro il quale potrò sempre richiedere l'adempimento. La mia richiesta ha quindi annullato il il periodo di prescrizione già trascorso; anche se avessi aspettato nove anni ed 11 mesi per notificare la citazione al mio debitore, questa attività fa sorgere un nuovo periodo di prescrizione di dieci anni, nulla contando il periodo di nove anni ed 11 mesi già trascorsi
Si ritiene che le cause di interruzione siano tassative, nel senso che non ne esistono altre oltre quelle previste dalla legge; l'articolo 2943 codice civile ne elenca le più comuni, ma altre sono sparse in altre leggi e nello stesso codice civile. Consideriamo sono quelle previste dalla norma in oggetto (in corsivo i collegamenti ipertestuali):
la prescrizione è interrotta
dalla notificazione dell'atto con il quale si inizia un giudizio, sia questo di cognizione ovvero conservativo o esecutivo
dalla domanda proposta nel corso di un giudizio
da ogni atto che valga a costituire in mora il debitore
dal riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere (Art. 2944 c.c.)
gli atti materiali di esercizio del diritto
Si propone appello contro una sentenza di primo grado, l’appello interrompe la prescrizione? No, secondo la cassazione, salvo che in appello non si proponga una domanda nuova.
Cass. civ. Sez. I, 11-04-2016, n. 7076 (rv. 639254)
La notificazione al difensore costituito di una domanda nuova in appello, pur se inammissibile, spiega efficacia interruttiva della prescrizione, sospendendone altresì il decorso fino al momento in cui passa in giudicato la sentenza che definisce il giudizio. FONTI Foro It., 2016, 4, 1, 1284
Sull’interruzione della prescrizione provocata dall’eccezione di compensazione. Se è totale no, perché si valere l’estinzione del diritto, ma se è parziale….
Cass. civ. Sez. lavoro, 06-03-2015, n. 4605
Ai fini dell'interruzione della prescrizione, la proposizione dell'eccezione di compensazione da parte del debitore può assumere rilievo, sotto il profilo della ricognizione di debito, solo in quanto sia effettuata con l'intenzione di riconoscere la sopravvivenza dell'obbligazione, sicché, mentre è da escludere l'efficacia interruttiva dell'eccezione di compensazione totale, per quella parziale spetta al giudice di merito - la cui decisione è incensurabile in sede di legittimità ove sorretta da idonea motivazione - verificare se, per le modalità e i termini con i quali è proposta, possa implicare la volontà di riconoscere la persistenza del debito. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto corretta la valutazione di merito che aveva attribuito efficacia interruttiva alla richiesta di compensazione parziale avanzata dalla società tramite l'invio della denuncia contributiva). (Rigetta, App. Venezia, 18/12/2008) FONTI CED Cassazione, 2015
Si riconosce un credito ma contestualmente se ne eccepisce l’estinzione, questa attività non implica interruzione della prescrizione.
Cass. civ. Sez. I, 02-11-2015, n. 22347 (rv. 637742)
Il riconoscimento del fatto costitutivo del credito, del quale venga dedotta contestualmente la sopravvenuta estinzione, non è idoneo a produrre effetti interruttivi della prescrizione, non integrando una chiara e specifica ricognizione del diritto altrui, univoca ed incompatibile con la volontà di negarlo.
Questa massima è importante; la giurisprudenza costituzionale ha sancito la (strana) regola per cui in certe condizioni la notifica dell’atto di citazione ha effetto processuale per il notificante dal momento in cui gli atti sono consegnati all’ufficiale giudiziario, mentre per il “notificato” da quando ha ricevuto l’atto; ora si tratta di stabilire come questa regola si ripercuota sui rapporti sostanziali.
La regola della scissione degli effetti della notificazione per il notificante e per il destinatario, sancita dalla giurisprudenza costituzionale con riguardo agli atti processuali e non a quelli sostanziali, si estende anche agli effetti sostanziali dei primi ove il diritto non possa farsi valere se non con un atto processuale, sicché, in tal caso, la prescrizione è interrotta dall'atto di esercizio del diritto, ovvero dalla consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario per la notifica, mentre in ogni altra ipotesi tale effetto si produce solo dal momento in cui l'atto perviene all'indirizzo del destinatario. (Cassa con rinvio, App. Milano, 12/07/2011) FONTI CED Cassazione, 2015
L’eccezione di prescrizione non può essere rilevata d’ufficio, ma questo non è vero per l’eccezione d’interruzione della prescrizione che può essere rilevata d’ufficio, a patto che risulti dagli atti del processo.
Cass. civ. Sez. lavoro, 09-04-2009, n. 8710 (rv. 607602)
L'eccezione di interruzione della prescrizione, configurandosi come eccezione in senso lato, può essere rilevata anche d'ufficio dal giudice in qualsiasi stato e grado del processo, sempreché l'allegazione del fatto interruttivo - ove effettuata nel giudizio di secondo grado - sia stata ritualmente compiuta con i motivi di impugnazione, i quali identificano le questioni poste all'esame del giudice del gravame e le ragioni che si intendono far valere in tale sede, così cristallizzando il "thema decidendum" su cui il giudice è chiamato a pronunziarsi, dovendosi escludere che la mera indicazione nelle "premesse in fatto" e nella parte espositiva dell'atto d'appello sia idonea a soddisfare detto onere. (Rigetta, App. Roma, 29/08/2006)
Conoscenza legale dell'atto giudiziale o stragiudiziale per l’effettiva interruzione della prescrizione
Cass. civ. Sez. lavoro, 11-06-2009, n. 13588.
In materia di prescrizione, la consegna all'ufficiale giudiziario dell'atto da notificare non è idonea ad interrompere il decorso del termine prescrizionale del diritto fatto valere, dovendosi ritenere che il principio generale - affermato dalla sentenza n. 477 del 2002 della Corte costituzionale - secondo cui, quale sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell'affidamento dell'atto all'ufficiale giudiziario, non si estenda all'ipotesi di estinzione del diritto per prescrizione in quanto, perché l'atto, giudiziale o stragiudiziale, produca l'effetto interruttivo del termine, è necessario che lo stesso sia giunto alla conoscenza (legale, non necessariamente effettiva) del destinatario. Ne consegue che, in caso di domanda proposta nelle forme del processo del lavoro, il mero deposito del ricorso presso la cancelleria del giudice non produce un effetto interruttivo, restando escluso - ove la domanda giudiziale non sia il solo mezzo previsto dall'ordinamento per l'interruzione della prescrizione di un determinato diritto - che ciò consenta di dubitare, in riferimento all'art. 3 Cost. , della legittimità costituzionale dell'art. 2943 cod. civ. in relazione all'art. 414 cod. proc. civ. e all'art. 2934 cod. civ. (Rigetta, App. Reggio Calabria, 22/04/2005) FONTI Mass. Giur. It., 2009
Sull’efficacia interruttiva dell’atto di citazione nullo (la massima deve comunque essere rapportata all’attuale disciplina della nullità della citazione ex art. 164 c.p.c. e alla sua eventuale sanatoria)
Cass. civ. Sez. I, 07-08-1989, n. 3616
L'atto di citazione, pur se invalido come domanda giudiziale, inidoneo cioè a produrre effetti processuali, può tuttavia valere come atto di costituzione in mora, ed avere perciò efficacia interruttiva della prescrizione, qualora, per il suo specifico contenuto e per i risultati cui è rivolto, possa essere considerato come richiesta scritta stragiudiziale di adempimento rivolta dal creditore al debitore; detto principio trova applicazione anche nel caso in cui l'atto di citazione venga notificato soltanto al debitore che sia inabilitato, e non al suo curatore, in quanto l'adempimento dell'obbligazione che ne viene sollecitata, essendo un'attività non dispositiva, ma vincolata all'attuazione di un obbligo preesistente, non eccedente l'ordinaria amministrazione, può essere, a norma del combinato disposto degli art. 42 e 39 c. c. , compiuta anche dall'inabilitato, senza necessità di assistenza del curatore. FONTI Mass. Giur. It., 1989
Questa volta ci occuperemo dell'articolo 2945 codice civile relativo ed effetti e alla durata della prescrizione. In particolare l'articolo 2945 considera l'ipotesi in cui la prescrizione sia stata interrotta dalla domanda giudiziale; in questi casi si possono sommare gli effetti dell'interruzione a quelli della sospensione. Accade, infatti, che la prescrizione è interrotta dal momento della proposizione della domanda giudiziale, ma rimane anche sospesa per tutta la durata del processo. Ciò significa che se io, ad esempio, notifico la citazione il primo gennaio 2000 e la causa dura cinque anni si avrà interruzione il primo gennaio 2000 e la prescrizione non correrà per altri cinque anni, cioè sino al 2005:il diritto si prescriverà nel 2015 (5+10) Se, invece, dopo la notifica della citazione non ho provveduto a continuare giudizio rimarrà solo l'effetto interruttivo della prescrizione: il diritto si prescriverà nel 2010.
Ma la sospensione non si verificherà in tutti casi; se infatti il giudizio si estingue non sarà calcolata ai fini della sospensione della prescrizione la durata del processo rimanendo solo l'effetto interruttivo provocato dalla notifica della citazione. In altre parole è come se il processo non si fosse mai celebrato. Altro problema riguarda le sentenze idonee a chiudere il periodo di sospensione del processo; secondo alcuni solo le sentenze di merito avrebbero questa capacità, mentre le altre di natura strettamente processuale (come quelle sua competenza) non sarebbero idonee a sospendere la prescrizione; ci ritroveremmo, quindi, in un'ipotesi analoga all'estinzione processo. Appare più corretta, però, la tesi di quegli autori che ritengono anche le sentenze processuali idonee a sospendere da prescrizione.