Source: http://www.editrice-edis.it/index/rivista/ministero-della-giustizia-decreto-15-dicembre-2016-gazzetta-ufficiale-n-11-del-14-gennaio-2017-individuazione-dei-tribunali-presso-i-quali-avviare-la-sperimentazione-del-fondo-di-solidariet-a-tutela-del-coniuge-in-stato-di-bisogno-nonch-la-previsione-delle-modalit-per-la-corresponsione-delle-somme-e-per-la-riassegnazione-al-fondo-delle-somme-recuperate-ai-sensi-dell-articolo-1-comma-416-della-legge-28-dicembre-2015-n-208/ZWRpc19ibHQ=/NDEyNzI=.html
Timestamp: 2020-05-31 19:42:25+00:00
Document Index: 172385227

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 156', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 476', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 1203', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5']

DECRETO 15 dicembre 2016.
(Gazzetta Ufficiale n. 11 del 14 gennaio 2017)
Individuazione dei Tribunali presso i quali avviare la sperimentazione del Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno, nonchè la previsione delle modalità per la corresponsione delle somme e per la riassegnazione al fondo delle somme recuperate, ai sensi dell'articolo 1, comma 416, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
a) legge, la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (5);
b) Ministero, il Ministero della Giustizia;
c) fondo, il Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno istituito, presso il Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della Giustizia, ai sensi dell'art. 1, comma 414, della legge;
b) richiedente, il coniuge separato in stato di bisogno con il quale convivono figli minori o figli maggiorenni portatori di handicap grave che non abbia ricevuto l'assegno periodico a titolo di mantenimento per inadempienza del coniuge che vi era tenuto, in possesso dei requisiti di cui all'art. 3;
c) ISEE: l'indicatore della situazione economica equivalente di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159;
d) ISEE corrente: l'indicatore di cui all'art. 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159;
e) DSU: la dichiarazione sostitutiva unica a fini ISEE, di cui all'art. 10 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, utilizzata per l'accesso al beneficio.
2. Il presente decreto individua i Tribunali presso i quali avviare la sperimentazione, stabilisce le modalità per la corresponsione delle somme e per la riassegnazione al predetto fondo delle somme recuperate dal Ministero nei confronti del coniuge inadempiente.
1. Per gli anni 2016 e 2017, la sperimentazione del procedimento per la corresponsione delle somme ai richiedenti e per la riassegnazione al fondo delle somme recuperate è avviata, dalla data di entrata in vigore del presente decreto, presso i Tribunali che hanno sede nel capoluogo dei distretti sede delle Corti di appello indicati nella Tabella A annessa al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12.
1. L'istanza di accesso al fondo è depositata nella Cancelleria del Tribunale individuato a norma dell'art. 2, comma 1. L'istanza è redatta in conformità al modulo (FORM), disponibile, dal 30° giorno successivo alla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale, in un'area dedicata denominata Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno del sito internet del Ministero (www.giustizia.it).
2. L'istanza di cui al comma 1 deve in ogni caso contenere, a pena di inammissibilità e con dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni:
d) l'indicazione della misura dell'inadempimento del coniuge tenuto a versare l'assegno di mantenimento, con la specificazione che lo stesso è maturato in epoca successiva all'entrata in vigore della legge;
e) l'indicazione se il coniuge inadempiente percepisca redditi da lavoro dipendente e, nel caso affermativo, l'indicazione che il datore dei lavoro si è reso inadempiente all'obbligo di versamento diretto a favore del richiedente a norma dell'art. 156, comma 6, del Codice civile;
f) l'indicazione che il valore dell'indicatore ISEE o dell'ISEE corrente in corso di validità è inferiore o uguale a € 3.000;
h) la dichiarazione di versare in una condizione di occupazione, ovvero di disoccupazione ai sensi dell'art. 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 (6), senza la necessità della dichiarazione al portale nazionale delle politiche del lavoro di cui all'art. 13 del medesimo decreto; in caso di disoccupazione, la dichiarazione di non aver rifiutato offerte di lavoro negli ultimi 2 anni.
3. Quando dalla DSU ovvero dalla dichiarazione dei redditi risulta che tra i redditi percepiti nel 2° anno solare precedente alla presentazione della stessa vi sono assegni di mantenimento dovuti dal coniuge e non percepiti in tutto o in parte, gli importi relativi devono essere indicati separatamente nell'istanza ai fini della detrazione degli stessi per la determinazione dell'ISEE o dell'ISEE corrente.
4. All'istanza deve essere allegata a pena di inammissibilità:
d) l'originale del titolo che fonda il diritto all'assegno di mantenimento, ovvero di copia del titolo munita di formula esecutiva rilasciata a norma dell'art. 476, comma 1, del Codice di procedura civile.
5. Ai sensi dell'art. 1, comma 415, della legge il procedimento amministrativo di cui al presente articolo non è assoggettato al pagamento del contributo unificato.
Trasmissione dell'istanza al fondo
1. Il Presidente del Tribunale, o un Giudice da lui delegato, nei 30 giorni successivi al deposito dell'istanza ne valuta l'ammissibilità a norma dell'art. 3. Quando ritiene l'istanza ammissibile la trasmette al Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della Giustizia presso cui è istituito il fondo ai fini della corresponsione della somma richiesta nei limiti di cui all'art. 5, commi 2 e 3. Quando ritiene inammissibile l'istanza, la trasmette al fondo indicandone le ragioni. Quando la documentazione allegata a norma dell'art. 3, comma 4, lettera d), comprende l'originale del titolo, il cancelliere trasmette al fondo una copia conforme dello stesso titolo da lui formata.
Il fondo, sulla base del provvedimento adottato dal Presidente del Tribunale a norma del comma 1, accoglie o rigetta l'istanza e provvede alla liquidazione delle istanze accolte secondo quanto previsto dall'art. 5 e nei limiti delle risorse finanziarie in dotazione al fondo, pari ad € 250.000 per l'anno 2016 ed € 500.000 per l'anno 2017.
1. La dotazione annuale assegnata al fondo a norma dell'art. 1, comma 414, della legge è ripartita e imputata a ciascun trimestre.
2. Il fondo, alla scadenza di ciascun trimestre dalla data di pubblicazione del presente decreto, distribuisce agli aventi diritto le cui istanze sono trasmesse al fondo, ai sensi dell'art. 4, comma 1, nel corso del medesimo trimestre e secondo criteri di proporzionalità, le risorse imputate al medesimo trimestre a norma del comma 1.
3. Le somme non utilizzate nel corso di un trimestre incrementano le disponibilità del trimestre successivo nell'ambito dello stesso esercizio finanziario.
4. In ogni caso, all'avente diritto non può essere corrisposta, in relazione a ciascun rateo mensile dell'assegno di mantenimento, una somma eccedente la misura massima mensile dell'assegno sociale.
1. Il provvedimento con cui il Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della Giustizia presso cui è istituito il fondo accoglie l'istanza del richiedente a norma dell'art. 4, comma 2, è revocato nel caso venga accertata l'insussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi di cui al presente decreto, ovvero nel caso la documentazione presentata ai sensi dell'art. 3 contenga elementi non veritieri o sia incompleta rispetto a quella richiesta. Sono fatte salve le eventuali conseguenze di legge civile, penale ed amministrativa e, in ogni caso, si provvede al recupero delle somme indebitamente erogate. Le somme erogate in forza di provvedimento oggetto di revoca a norma del presente articolo sono recuperate con le modalità previste dall'art. 7.
1. Entro 30 giorni dalla distribuzione delle risorse imputate a ciascun trimestre a norma dell'art. 5, comma 2, il Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della Giustizia presso cui è istituito il fondo intima al coniuge inadempiente di provvedere al versamento, al capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato indicato al comma 4, della somma erogata entro il termine di 10 giorni dall'intimazione e secondo le modalità nella stessa indicate.
3. Quando il coniuge inadempiente non provvede a norma del comma 2, il Ministero, in presenza di fondati indici di solvibilità patrimoniale del debitore, promuove, surrogandosi nei diritti del coniuge che ha beneficiato dell'erogazione a norma dell'art. 1203, comma 1, n. 3), del Codice civile, azione esecutiva per il recupero delle somme erogate a norma dell'art. 5 in forza del titolo di cui all'art. 3, comma 4, lettera d).
4. Le somme recuperate, da versare all'entrata del bilancio dello Stato sul capitolo n. 2413, art. 19, denominato Entrate derivanti dal recupero delle somme anticipate dal Ministero della Giustizia al coniuge in stato di bisogno, ai sensi dell'art. 1, comma 415, della legge n. 208 del 2015, da riassegnare ad apposito fondo di solidarietà istituito ai sensi del comma 414 del medesimo art. 1, saranno riassegnate con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, su proposta del Ministro della Giustizia, al Fondo di solidarietà per il coniuge in stato di bisogno iscritto nello stato di previsione del Ministero della Giustizia - Dipartimento per gli affari di giustizia U.d.V. 1.2 - Cap. 1385.
5. Il Ministero della Giustizia provvede al monitoraggio delle disponibilità annuali del fondo al fine della determinazione delle quote da ripartire agli aventi diritto secondo i criteri di proporzionalità indicati all'art. 5, comma 2.
Il presente decreto sarà trasmesso ai competenti Organi di controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Dell'avvenuta pubblicazione è data notizia nell'area dedicata del sito internet del Ministero.
Registrato alla Corte dei conti il 3-1-2017
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri Giustizia e Affari Esteri, reg.ne prev. n. 59