Source: http://www.regioni.it/sanita/2006/10/11/radiografia-del-patto-salute-101598/
Timestamp: 2018-07-18 22:08:54+00:00
Document Index: 46325041

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 1']

Sanità - Radiografia del "PATTO SALUTE" - Regioni.it
Radiografia del "PATTO SALUTE"
PATTO PER LA SALUTE:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
TEMPI E MODALITA’ DI APPLICAZIONE
(a cura del Settore Sanità della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome)
in allegato la versione word
Disponibilità finanziarie per il Servizio Sanitario Nazionale
1.1 Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale cui concorre ordinariamente lo Stato per il triennio 2007-2009, al netto della componente transitoria di cui al successivo punto 3, è determinato in 96.000 milioni di euro per l’anno 2007, 99.042 milioni di euro per l’anno 2008 e 102.245 milioni di euro per l’anno 2009, comprensivi dell’importo di 50 milioni di euro, per ciascuno degli anni indicati, a titolo di ulteriore finanziamento a carico dello Stato per l’ospedale «Bambino Gesù». A fronte di tale disponibilità programmatoria dovrà corrispondere un’assunzione di autonomia ed inderogabile responsabilità di bilancio da parte delle Regioni sia nell’utilizzo di eventuali maggiori risorse liberate da efficientamenti del sistema sanitario regionale, sia nell’adozione di misure di ripiano di disavanzi.
Finanziamento triennale
2007: 96.000 milioni di euro
2008: 99.042 milioni di euro
2009: 102.245 milioni di euro
Assunzione piena di autonomia e responsabilità di bilancio delle Regioni.
Il Ministro della salute, ai fini dell’esercizio della sua titolarità di proposta di riparto delle disponibilità finanziarie di cui al punto 1.1. per la determinazione del fabbisogno finanziario delle singole Regioni, dichiara la sua disponibilità ad avvalersi, in prima istanza, di criteri di riparto elaborati dalle Regioni, previa la ordinaria verifica tecnica con il Ministero delle economia e delle finanze sulla congruità dei predetti criteri, entro il 15 novembre <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />2006. In carenza di tali criteri ovvero qualora tali criteri non siano stati ritenuti congrui, il Ministro della salute elabora comunque la proposta di riparto entro il 30 novembre 2006, sulla base della normativa vigente. I criteri di riparto comunque, che siano recepiti dalla proposta delle Regioni o che siano proposti dal Ministro, restano validi per l’intero triennio 2007-2009.
Entro il 15 novembre 2006
Elaborazione, da parte delle Regioni, dei criteri di Riparto.
I criteri restano validi per l’intero triennio 2007-2009.
In carenza di detti criteri o qualora questi non siano stati ritenuti congrui, il Ministero della Salute elabora la proposta di riparto entro il 30 novembre 2006.
Le Regioni si impegnano ad esprimere entro il 30 ottobre 2006 l’intesa sul DPCM attuativo del d.Lgs n. 56/2000 per l’anno 2005 e, entro il 31 marzo 2007 per l’anno 2006.
Entro il 30 ottobre 2006
Intesa sul DPCM attuativo del D. Lgs. n. 56/2000 per l’anno 2005.
Entro il 31 marzo 2007
Intesa sul DPCM attuativo del D. Lgs. n. 56/2000 per l’anno 2006.
In via aggiuntiva agli adempimenti previsti dal presente Accordo, sono confermati e prorogati per tutta la durata del presente accordo gli adempimenti regionali previsti dall’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 ed i relativi criteri e sedi di verifica, nonché le modalità di copertura di eventuali disavanzi, come integrati dalle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 203 e 275 della legge n. 266/2005 e dall’articolo 9 del decreto legge 30 settembre 2005 n. 103, convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. Tali procedure restano in vigore salvo quanto eventualmente concordato nel tavolo di cui al successivo punto 4.16. In via straordinaria, per le Regioni che abbiano stipulato l’accordo di cui all’articolo 1, comma 180, della richiamata legge 311/2004 sono considerate idonee forme di copertura dei disavanzi pregressi, cumulativamente registrati e certificati fino al 2005, al netto per l’anno 2005 della copertura derivante dell’incremento automatico delle aliquote, in deroga a quanto previsto dalla predetta Intesa, con misure a carattere pluriennale derivanti da specifiche entrate certe e vincolate. A tal fine il Governo si impegna alla proposizione delle necessarie norme di deroga.
Confermati e prorogati, per tutta la durata del Patto per la Salute, gli adempimenti regionali previsti dall’Intesa Stato-Regioni (Rep. Atti n. 2276 del 23 marzo 2005), i relativi criteri e le sedi di verifica, nonché le modalità di copertura di eventuali disavanzi, come integrati dalle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 203 e 275 della legge n. 266/2005 e dall’articolo 9 del decreto legge 30 settembre 2005 n. 103, convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. Le procedure restano in vigore salvo quanto concordato nel tavolo misto di revisione della normativa vigente (punto 4.16).
In via straordinaria, per le Regioni che abbiano stipulato l’accordo specifico di cui all’articolo 1, comma 180, della richiamata legge 311/2004 sono considerate idonee forme di copertura dei disavanzi pregressi, cumulativamente registrati e certificati fino al 2005, al netto per l’anno 2005 della copertura derivante dell’incremento automatico delle aliquote, in deroga a quanto previsto dalla predetta Intesa, con misure a carattere pluriennale derivanti da specifiche entrate certe e vincolate.
La quota di finanziamento condizionata alla verifica degli adempimenti di cui al punto 1.4 è determinata nella misura del 3 per cento delle somme dovute a titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno sanitario, al netto delle entrate proprie per le Regioni a statuto ordinario; delle entrate proprie e della partecipazione di Sicilia e Sardegna per queste ultime.
Quota condizionata alla verifica del tavolo di monitoraggio sugli adempimenti regionali: 3%.
E’ confermato lo schema delle anticipazioni di cui all’articolo 1, comma 184, lettere a), b) della citata legge n. 311/2004 secondo le procedure di determinazione di cui al punto 1.5 nella misura del 97 per cento degli importi stabiliti per le singole Regioni in sede di riparto delle disponibilità finanziarie complessive per il Servizio Sanitario Nazionale. La procedura dell’anticipazione provvisoria è determinata con riferimento al finanziamento corrispondente a quello previsto per l’anno 2006 e incrementato a decorrere dal 2008 sulla base del tasso di crescita del PIL nominale programmato.
Anticipazioni alle Regioni nella misura pari al 97% degli importi stabiliti alle singole Regioni in sede di riparto (Intesa in Conferenza Stato-Regioni).
Alle Regioni che abbiano superato gli adempimenti dell’ultima verifica effettuata dal tavolo di verifica di cui all’art. 12 dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, si riconosce la possibilità di un incremento di detta percentuale nei limiti della compatibilità di bilancio dettate dagli obiettivi di finanza pubblica.
Alle Regioni che abbiano superato la verifica dal tavolo si riconosce la possibilità di un incremento di detta percentuale, compatibilmente agli obiettivi di finanza pubblica.
Entro il 31 dicembre 2006, al fine di consentirne una tempestiva entrata in vigore il 1 gennaio 2007, si procederà, con le modalità di cui all’articolo 54 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e successive integrazioni, nelle sedi competenti, ad una revisione straordinaria dei Livelli Essenziali di Assistenza vigenti, nell’ambito della cornice finanziaria programmata, sulla base dei seguenti principi e criteri:
- i criteri ed i principi contenuti nell’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, così come modificato dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229:
1. principio della dignità della persona;
2. principio del bisogno di salute;
3. principio dell’equità nell’accesso all’assistenza;
4. principio della qualità delle cure e della loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze;
5. principio dell’economicità nell’impiego delle risorse.
Inoltre la revisione dei LEA terrà conto dei criteri:
- di cui al DPCM del 29 novembre 2001 di definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza;
-dei risultati del Progetto Mattoni;
-della previsione di rimodulazione dei Livelli Essenziali di assistenza di cui all’art. 1, comma 292, lettera a), della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
- della integrazione dei LEA con l’aggiornamento delle liste delle prestazioni erogabili con particolare riferimento alla omogeneizzazione di quanto previsto in materia di assistenza odontoiatrica, parto indolore e terapie del dolore, tutela della salute nei luoghi di lavoro, eliminando prestazioni ormai obsolete o sostituite da altre di comprovata efficacia;
- il criterio di revisione dei 43 DRG ad alto rischio di inappropriatezza, di cui al DPCM del 29 novembre 2001 e successive modificazioni ed integrazioni, ampliandone il numero.
Entro il 31 dicembre 2006
Revisione straordinaria dei Livelli Essenziali di Assistenza sulla base dei principi e criteri enunciati, con entrata in vigore prevista dal 1° gennaio 2007.
In ciascuno degli anni del triennio, nell’ambito della cornice finanziaria programmata, viene operata almeno una revisione ordinaria anche al fine di tenere conto dei risultati del monitoraggio dei costi delle prestazioni, dei servizi e delle tipologie di assistenza ricomprese nei Livelli Essenziali di Assistenza.
In ciascun anno del triennio.
Entro il 30 novembre 2006 si procede, in via straordinaria, nelle sedi competenti, ad una analisi dei costi delle prestazioni, dei servizi e delle tipologie di assistenza ricomprese nei Livelli Essenziali di Assistenza, assumendo come riferimento i costi delle pratiche ritenute più efficienti in condizioni di appropriatezza, riscontrabili nel Servizio Sanitario Nazionale. Tale analisi costituirà la base di riferimento di un’attività ordinaria di monitoraggio di tali costi da effettuarsi ogni anno entro il 30 novembre, i cui risultati saranno riportati nella relazione sullo stato sanitario del Paese da inviare al Parlamento.
Entro il 30 novembre 2006
In via straordinaria verrà effettuata un’analisi dei costi delle prestazioni, dei servizi e delle tipologie di assistenza ricomprese nei Livelli Essenziali di Assistenza.
Tale analisi costituirà la base di riferimento di un’attività ordinaria di monitoraggio di tali costi da effettuarsi ogni anno entro il 30 novembre (i risultati saranno riportati nella relazione al Parlamento sullo stato sanitario del Paese).
Entro il 30 novembre 2006, coerentemente con quanto stabilito con l’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 e con il sistema di indicatori di garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, si conviene di definire un “pacchetto” o set di indicatori, concordato tra Ministeri della salute e dell’economia e finanze e Regioni a partire dal set di indicatori, comprensivo anche di indicatori sulle risorse umane e professionali del Servizio Sanitario Nazionale, utilizzato dal Comitato permanente per la verifica dei LEA di cui all’articolo 9 dell’Intesa per la verifica dell’erogazione dei LEA per l’anno 2005. La verifica degli indicatori sarà condotta dal predetto Comitato in modo da configurare un percorso certificativo che evidenzi: l’uso delle risorse, la qualità dell’output e la capacità organizzativa. In quella sede vengono stabiliti indirizzi programmatori - per esempio relativi alla dotazione di letti ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del Servizio sanitario nazionale, alla loro articolazione nelle funzioni per acuti, riabilitazione e lungodegenza post-acuzie e, alle funzioni dei grandi ospedali e dei piccoli ospedali, al dimensionamento e all’organizzazione di particolari attività, all’attivazione e al funzionamento delle grosse tecnologie.
Definizione di un set di indicatori, utilizzato dal Comitato permanente per la verifica dei LEA, per la verifica dell’erogazione dei LEA per l’anno 2005.
Ogni Regione, coerentemente con le risorse programmate per l’erogazione dei LEA, stabilisce prima dell’inizio di ogni anno i risultati attesi e i relativi programmi che vengono poi monitorati dal citato Comitato. Tale procedura implica che il livello centrale (sia ministeriale che del coordinamento interregionale) svolga non solo una funzione di verifica, ma, per le regioni che lo richiedano o comunque per quelle impegnate nei piani di rientro, anche di supporto, servizio ed affiancamento per le Regioni, finalizzata anche ad una autovalutazione della qualità dell’assistenza erogata.
Prima dell’inizio di ogni anno
Ogni Regione stabilisce i risultati attesi e i relativi programmi successivamente monitorati dal Comitato.
Funzione di supporto e di affiancamento per le Regioni che lo richiedano, sia da parte dei Ministeri che del Coordinamento interregionale.
Entro il 30 novembre 2006 vengono adottati con decreto del Ministro della salute di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le Province autonome i nuovi modelli di rilevazione dei conti del Servizio Sanitario nazionale e le nuove linee guida alla loro compilazione con riferimento ai risultati già disponibili del progetto collaborativo “Mattone” denominato “Misura dei costi” da adottarsi a partire dall’anno di competenza 2007.
Decreto del Ministro della Salute di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, d’Intesa con la Conferenza Stato-Regioni, per l’adozione di nuovi modelli di rilevazione dei conti del Servizio Sanitario Nazionale e le nuove linee guida per la loro compilazione.
Per il loro rilevante impatto sui Livelli Essenziali di Assistenza si ritiene necessario attivare un percorso valutativo al quale subordinare la immissione delle nuove tecnologie ad alto impatto economico nel Servizio Sanitario Nazionale, attivando, a tal fine, un’apposita sezione di lavoro nell’organismo deputato alla elaborazione delle proposte tecniche per la manutenzione dei LEA, avvalendosi delle agenzie nazionali e delle altre strutture tecniche del Servizio sanitario nazionale.
Attivazione percorso valutativo
Per l’immissione delle nuove tecnologie ad alto impatto economico nel SSN.
Ulteriore concorso transitorio dello Stato alle Regioni in difficoltà economico- finanziaria
3.1 Per il percorso di rientro strutturale dai disavanzi per le Regioni in difficoltà si conviene quanto segue:
a) Il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti presso il Ministero dell’economia e finanze, di cui all’articolo 12 dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, individua le Regioni che presentano un disavanzo pari o superiore al 7% nell’anno precedente e/o nelle quali sia entrata in vigore la massimizzazione dell’aliquota di addizionale IRPEF e della maggiorazione Irap, d’ora innanzi “Regioni in difficoltà”;
Individuazione delle “Regioni in difficoltà” da parte del Tavolo tecnico di verifica
Disavanzo pari o superiore al 7% nell’anno precedente e/o nelle quali sia entrata in vigore la massimizzazione dell’aliquota di addizionale IRPEF e della maggiorazione Irap.
b) viene istituito, per tutto il triennio 2007-2009, un Fondo transitorio di 1000 milioni di euro per l’anno 2007, di 850 milioni di euro per l’anno 2008 e di 700 milioni di euro per l’anno 2009. L’accesso alle risorse di tale Fondo resta subordinato alla sottoscrizione dell’accordo ai sensi dell’articolo 1 comma 180 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, comprensivo di un Piano di rientro. Il Piano di rientro deve contenere, sia le misure di riequilibrio del profilo erogativo dei Livelli Essenziali di Assistenza, per renderlo conforme a quello desumibile dal vigente Piano Sanitario Nazionale e dal vigente DPCM di fissazione dei LEA, sia le misure necessarie all’azzeramento del disavanzo entro il 2010, sia gli obblighi e le procedure previsti dall’articolo 8 dell’Intesa del 23 marzo 2005. Le Regioni in difficoltà possono accedere al fondo transitorio. Tale accesso presuppone che sia scattata formalmente in modo automatico o che sia stato attivato l’innalzamento ai livelli massimi dell’aliquota di addizionale Irpef e della maggiorazione Irap.
Fondo transitorio
2007: 1000 milioni di euro
2008: 850 milioni di euro
2009: 700 milioni di euro
Subordinato alla sottoscrizione dell’Accordo specifico di cui all’art. 1, comma 180, della legge n. 311/2004 comprensivo del piano di rientro ed ai presupposti indicati.
Qualora durante il procedimento di verifica annuale del piano si prefiguri il mancato rispetto di parte degli obiettivi intermedi di riduzione del disavanzo contenuti nel piano di rientro, la regione interessata può proporre misure equivalenti che devono essere approvate dal Ministero della salute e dell’economia e finanze.
Nel corso della verifica annuale del piano, qualora si prefiguri il mancato rispetto di parte degli obiettivi intermedi, la Regione può proporre misure equivalenti che devono essere approvate dai Ministeri della salute e dell’Economia e finanze.
In ogni caso l’accertato verificarsi del mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi comporta che, con riferimento all’anno d’imposta dell’esercizio successivo, l’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche e l’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive si applicano oltre i livelli massimi previsti dalla legislazione vigente fino all’integrale copertura dei mancati obbiettivi.
L’accertato verificarsi del mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi comporta che - con riferimento all’anno d’imposta dell’esercizio successivo - l’addizionale all’Irpef e l’aliquota dell’Irap si applicano oltre i livelli massimi previsti dalla legislazione vigente, fino all’integrale copertura dei mancati obiettivi.
Qualora invece sia verificato che il rispetto degli obiettivi intermedi è stato conseguito con risultati ottenuti quantitativamente migliori, la regione interessata può ridurre, con riferimento all’anno d’imposta dell’esercizio successivo, l’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche e l’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive per la quota corrispondente al miglior risultato ottenuto;
In caso di rispetto degli obiettivi intermedi con risultati quantitativamente migliori, la Regione può ridurre - con riferimento all’anno d’imposta dell’esercizio successivo - l’addizionale all’Irpef e l’aliquota dell’Irap per la quota corrispondente al miglior risultato ottenuto.
c) il Ministero della salute, di concerto per quanto di competenza con il Ministero dell’economia e delle finanze, assicurerà l’attività di affiancamento delle Regioni in difficoltà e di monitoraggio dei loro piani di rientro, sia per i provvedimenti regionali di spesa e programmazione sanitaria da sottoporre a preventiva approvazione da parte del Ministero della salute e del Ministero dell’economia e delle finanze, sia per i Nuclei da realizzarsi nelle singole regioni con funzioni consultive e di supporto tecnico. Tali funzioni consultive e di supporto sono svolte per la predisposizione dei provvedimenti di carattere programmatico e di alta gestione del Servizio Sanitario Regionale e per l’attuazione dei provvedimenti approvati con prescrizioni da parte dei Ministeri della salute e dell’economia e finanze, per risolvere le questioni poste.
Attività di affiancamento delle Regioni in difficoltà e di monitoraggio nell’applicazione dei loro piani di rientro, da parte del Ministero della salute e di concerto, per quanto di competenza, del Ministero dell’Economia e delle finanze.
Tematiche di particolare rilevanza per il Servizio Sanitario Nazionale
Per quanto attiene alle esigenze di adeguamento strutturale e tecnologico del Servizio Sanitario Nazionale si conviene, in analogia a quanto operato dall’articolo 83, comma 3 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sulla opportunità di ampliare lo spazio di programmabilità degli interventi previsti nel programma straordinario di investimenti in edilizia sanitaria, di cui all’articolo 20 della legge n. 67/1988, elevandolo dagli attuali 17 miliardi di euro a 20 miliardi di euro, riservando la quota aggiuntiva di 3 miliardi di euro alle seguenti linee prioritarie:
Risorse per gli interventi previsti nel programma straordinario di investimenti di edilizia sanitaria (art. 20 legge n. 67/88): 20 miliardi di euro.
- innovazione tecnologica delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale con particolare riferimento alla diagnosi e terapia nel campo dell’oncologia e delle malattie rare;
- superamento del divario Nord-Sud;
- possibilità per le Regioni che abbiano già realizzato la programmazione pluriennale, di attivare una programmazione aggiuntiva;
- messa a norma delle strutture pubbliche ai sensi del d.P.R. 14 gennaio 1997;
- premialità per le regioni sulla base della tempestività e della qualità di interventi di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico già eseguiti (una quota del 10 per cento);
Il Governo e le Regioni si impegnano altresì a sostenere l’inserimento della tematica “sanità-sviluppo economico” tra le finalità individuate per l’utilizzo dei fondi disponibili nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 ed a convenire, con riferimento ai piani di investimento immobiliare deliberati dall'INAIL, cui all’articolo 1, comma 301 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 sugli interventi di edilizia sanitaria da realizzare ciascun anno, in relazione alla programmazione sanitaria nazionale e regionale e nel rispetto delle compatibilità degli obiettivi di finanza pubblica assunti con il patto di stabilità e crescita.
La quota aggiuntiva di 3 miliardi di euro è riservata alle specifiche linee prioritarie indicate.
Per realizzare la continuità assistenziale dall’ospedale al domicilio del cittadino/paziente, che rende effettivo il diritto alla salute, oltre a generalizzare le già consolidate forme aggregative presenti sul territorio con le Unità Territoriali di assistenza Primaria, si conviene di promuovere ulteriori forme e modalità erogative dell’insieme delle cure primarie, attraverso l’integrazione dei medici di famiglia tra di loro e con la realtà distrettuale, con i medici della continuità assistenziale e con i medici del 118, anche allo scopo di migliorare le varie forme di assistenza domiciliare. Su questi temi come in generale su quelli della medicina del territorio, della prevenzione e della tutela della salute nei luoghi di lavoro, Governo e Regioni si impegnano a definire linee di indirizzo entro il 31 dicembre 2006.
Governo e Regioni definiscono “linee di indirizzo” per realizzare la continuità assistenziale dall’ospedale al domicilio del cittadino/paziente, promuovendo ulteriori forme e modalità erogative dell’insieme delle cure primarie, allo scopo di favorire le varie forme di assistenza domiciliare.
Tali linee di indirizzo affronteranno anche i temi della prevenzione e della tutela della salute nei luoghi di lavoro.
In coerenza con quanto previsto al punto precedente, si conviene che debbano essere intensificate ed integrate iniziative idonee a responsabilizzare i medici di medicina generale sul versante dell’appropriatezza prescrittiva.
Intensificazione e integrazione di iniziative idonee alla responsabilizzazione dei medici di medicina generale, relativamente all’appropriatezza prescrittiva.
Si conviene di sviluppare nuove ulteriori iniziative volte a favorire la definizione e la diffusione di linee guida e di protocolli per la razionalizzazione dei percorsi diagnostici e di cura.
Sviluppo di nuove e ulteriori iniziative
Per la definizione e diffusione di linee guida e protocolli per la razionalizzazione dei percorsi diagnostici e di cura.
Si conviene sulla necessità di omogeneizzare le forme di compartecipazione alla spesa in funzione di una maggiore appropriatezza delle prestazioni, anche al fine di promuovere la riduzione dell’uso improprio del pronto soccorso ospedaliero e il ricorso appropriato al day hospital, nonché migliorando il ricorso alla diagnostica.
Omogeneizzazione delle forme di compartecipazione alla spesa per una maggiore appropriatezza delle prestazioni.
Al fine di promuovere adeguati processi di qualificazione della rete per l’assistenza ospedaliera, con Intesa Stato-Regioni, da stipularsi, ai sensi dell’articolo 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, entro il 31 dicembre 2006, vengono definiti indirizzi e linee di razionalizzazione della funzione ospedaliera, finalizzata anche al recupero di maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse nelle Regioni con rilevanti difficoltà finanziarie, ad integrazione e supporto dei singoli Piani di rientro. Tali linee saranno definite prendendo in considerazione standard di dimensionamento complessivo della rete, compiti e funzioni da attribuire ai presidi in ragione della loro collocazione, maggiore o minore dimensione e caratteristiche istituzionali con particolare riferimento all’affidamento di funzioni di erogazione di particolari prestazioni di elevata qualificazione ed alla diffusione delle funzioni di emergenza e urgenza. Sarà anche necessario procedere ad un’analisi delle modalità organizzative, anche innovative, interne ai presidi finalizzate alla maggiore integrazione delle attività ed al raggiungimento di maggiori livelli di efficienza.
Intesa Stato-Regioni per la definizione di indirizzi e linee di razionalizzazione della funzione ospedaliera.
Si conviene di razionalizzare le tariffe di laboratorio in modo da promuovere il dimensionamento efficiente dei laboratori e la diffusione dei punti di prelievo, con effetti di riduzione dei prezzi a vantaggio dei cittadini e del Servizio Sanitario nazionale.
Razionalizzazione delle tariffe di laboratorio.
Si conviene sulla necessità di applicare anche agli enti del Servizio Sanitario Nazionale le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 189, 191 e 194 della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Conseguentemente il Governo e le Regioni si impegnano ad approfondire con le rappresentanze sindacali le regole di alimentazione dei fondi relativi alla contrattazione integrativa.
Impegno ad approfondire le regole di alimentazione dei fondi relativi alla contrattazione collettiva con le rappresentanze sindacali.
Fermo restando gli obiettivi finanziari connessi al contenimento della spesa per il personale del SSN di cui agli articoli 1, comma 98 della legge n. 311/2004 e articolo 1, comma 198 della legge n. 266/2005, si conviene che per il loro conseguimento debbano essere individuate nuove modalità e procedure più aderenti alle specifiche realtà operative rispetto a quelle vigenti.
Fermo restando gli obiettivi di contenimento alla spesa per il personale del SSN, si individuano nuove modalità e procedure più specifiche alle realtà operative.
Per assicurare che l’integrazione tra erogatori pubblici ed erogatori privati sia ancorata alla prioritaria esigenza di garantire qualità nei processi di diagnosi, cura e riabilitazione, con Intesa Stato-Regioni da stipularsi, ai sensi dell’articolo 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, entro il 31 dicembre 2006, vengono definiti indirizzi per l’applicazione dei principi e norme fondamentali desumibili dalla vigente legislazione nazionale in materia di relazioni con le istituzioni sanitarie private, favorendo strategie di coinvolgimento negli obiettivi programmatici pubblici, di partecipazione alle politiche di qualità ed appropriatezza, di controllo dei volumi e della spesa.
Intesa Stato-Regioni per la definizione di indirizzi per l’applicazione dei principi e norme fondamentali al fine di assicurare che l’integrazione tra erogatori pubblici ed erogatori privati sia ancorata alla prioritaria esigenza di garantire qualità nei processi di diagnosi, cura e riabilitazione.
Con l’Intesa, per le medesime finalità:
- si promuoveranno le opportune iniziative per supportare normativamente, per gli aspetti di normazione di principio eventualmente carenti, le politiche regionali in questo settore;
- si promuoveranno iniziative per l’eventuale messa a punto della metodologia di remunerazione così come normati dal decreto legislativo n. 502/92 e successive modifiche ed integrazioni.
Coerentemente con queste esigenze, già si conviene che:
- viene individuata nel 1 gennaio 2008 la data a partire dalla quale devono considerarsi cessati i transitori accreditamenti delle strutture private già convenzionate, ai sensi dell’articolo 6, comma 6, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, non confermati da accreditamenti provvisori o definitivi disposti ai sensi dell’articolo 8-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed integrazioni;
Devono considerarsi cessati i transitori accreditamenti delle strutture private già convenzionate, non confermati da accreditamenti provvisori o definitivi.
- viene individuata nel 1° gennaio 2010 la data a partire dalla quale cessano gli accreditamenti provvisori delle strutture private, di cui dell’articolo 8-quater, comma 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed integrazioni, non confermati dagli accreditamenti definitivi di cui all’articolo 8-quater, comma 1 del medesimo decreto;
Cessano gli accreditamenti provvisori delle strutture private, non confermati dagli accreditamenti definitivi.
-viene individuata nel 1° gennaio 2008, la data a partire dalla quale non possono essere concessi nuovi accreditamenti, ai sensi del d. lgs 229/1999, in assenza di un provvedimento regionale di ricognizione e conseguente determinazione ai sensi dell’articolo 8-quater, comma 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed integrazioni. Tale provvedimento è trasmesso al Comitato di verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza, di cui all’articolo 9 dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.
Non possono essere concessi nuovi accreditamenti in assenza di un provvedimento regionale di ricognizione.
Per le Regioni impegnate nei Piani di rientro, le sopra menzionate date del 1° gennaio 2008 sono anticipate al 1° luglio 2007 per le regioni nelle quali entro il 31 maggio 2007 non si sia provveduto ad adottare o aggiornare, adeguandoli alle finalità del presente Accordo i provvedimenti di cui all’articolo 8 quinquies commi 1 e 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni e integrazioni.
Anticipazione delle scadenze del 1° gennaio 2008 per le Regioni impegnate nei piani di rientro.
In materia di promozione della qualità, il Governo e le Regioni si impegnano a promuovere le opportune iniziative per favorire la piena applicazione di quanto previsto nel decreto legislativo 502/1992 e successive modifiche ed integrazioni nonché dal Piano sanitario nazionale 2006-2008. A tal fine si conviene di pervenire entro il 31 dicembre 2006 all’approvazione, mediante Intesa sottoscritta ai sensi dell’articolo 8 comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, di un Programma nazionale per la promozione permanente della qualità nel Servizio sanitario nazionale. Il Programma nazionale prevederà l’attuazione di forme costanti e strutturate del gradimento dei servizi da parte dei cittadini/utenti/pazienti.
Intesa sul Programma Nazionale per la promozione permanente della qualità nel Servizio Sanitario Nazionale.
In considerazione della dimensione assunta, in campo nazionale, dal problema dell’assistenza alla non autosufficienza e considerate le iniziative che diverse Regioni stanno assumendo in merito, si conviene di attivare un tavolo di lavoro presso il Ministero per la solidarietà sociale con la partecipazione di rappresentanti delle Regioni, del Ministero della salute, del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero per le politiche della famiglia, che approfondisca le seguenti tematiche:
- area prestazionale di confine tra le prestazioni, i servizi e le tipologie di assistenza già assicurate dai LEA di cui al DPCM 29 novembre 2001 e successive modificazioni ed integrazioni e le altre linee prestazionali;
- aspetti sanitari e socio sanitari dell’accertamento del bisogno;
- analisi delle iniziative regionali già in essere.
Sul problema dell’assistenza alla non autosufficienza.
Composizione: Rappresentanti delle Regioni e dei Ministeri della Salute, dell’Economia e Finanze e delle Politiche per la Famiglia.
Sede: Ministero per la Solidarietà sociale.
In maniera complementare all’iniziativa di cui al punto 4.10, al fine di favorire una qualificazione delle attività di integrazione socio-sanitaria previste dal decreto legislativo n. 502/92 così come, in particolare, modificato ed integrato dal decreto legislativo n. 229/99, il Ministero della salute si impegna a rifinalizzare una propria struttura per dedicarla all’integrazione socio-sanitaria ed alla diffusione di processi permanenti di qualificazione delle strutture del S.S.N. impegnate nei vari settori assistenziali caratterizzati dalla prevalente esigenza di integrazione tra aspetti sanitari e aspetti sociali.
Rifinalizzazione da parte del Ministero della Salute di una propria struttura da dedicare all’integrazione socio-sanitaria.
4.13 Nuovo Sistema Informativo Sanitario.
La scadenza del 30 giugno 2005, prevista dall’articolo 3, comma 4 dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 per l’adozione di un Accordo quadro Stato-Regioni tra i Ministri della salute, dell’economia e delle finanze, per le riforme e l’innovazione della pubblica amministrazione e le Regioni e le Province autonome, di riadeguamento della composizione e delle modalità di funzionamento della Cabina di Regia del Nuovo Sistema Informativo Sanitario, è prorogata al 31 dicembre 2006. Fino a tale data restano ferme le competenze attribuite alla Cabina di regia per lo sviluppo del NSIS di cui alla richiamata Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.
Il Governo e le Regioni si impegnano a promuovere l’utilizzo dei dati acquisiti con le procedure di cui al comma 10 dell’articolo 50 della legge 24 novembre 2003, n. 326, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 presso il Nuovo Sistema Informativo Sanitario del Ministero della salute, fermo restando quanto previsto dall’articolo 87 della legge n. 388 del 2000, ferma restando le competenze del Ministero dell’economia e delle finanze previste dai citati articoli 50 e 87.
Proroga al 31 dicembre 2006
Della scadenza del 30 giugno 2005 per l’adozione di un Accordo quadro Stato-Regioni di riadeguamento della composizione e delle modalità di funzionamento della Cabina di Regia del Nuovo Sistema Informativo Sanitario.
Nell’attuale fase transitoria si conviene sulla necessità di completare, entro il 31 dicembre 2007, il processo di acquisizione all’NSIS, promosso dalla sua Cabina di regia, dei dati regionali informatizzati già disponibili per il monitoraggio delle prestazioni relative all’assistenza specialistica ambulatoriale ed all’assistenza farmaceutica convenzionata, nonché di integrare tale acquisizione con i dati relativi alla distribuzione diretta dei farmaci e alla c.d. distribuzione per conto e con il monitoraggio della spesa farmaceutica ospedaliera, dell’assistenza protesica e dell’assistenza integrativa.
Completamento del processo di acquisizione all’NSIS dei dati regionali informatizzati già disponibili per il monitoraggio delle prestazioni relative all’assistenza specialistica ambulatoriale ed all’assistenza farmaceutica convenzionata, nonché di integrare tale acquisizione con i dati relativi alla distribuzione diretta dei farmaci e alla c.d. distribuzione per conto e con il monitoraggio della spesa farmaceutica ospedaliera, dell’assistenza protesica e dell’assistenza integrativa.
Al fine di rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse disponibili, Governo e Regioni convengono sulla necessità di ulteriormente incrementare forme di razionalizzazione dei sistemi di gestione delle attività tecnico-amministrative e di supporto, quali la logistica, gli acquisti di beni e servizi, la manutenzione ecc., anche attraverso modalità di esercizio sovraziendale e di centralizzazione degli acquisti, con particolare riferimento ai dispositivi medici.
Incremento di forme di razionalizzazione dei sistemi di gestione delle attività tecnico-amministrative e di supporto.
La sede tecnica integrata per promuovere l’attività di armonizzazione dei risultati delle linee di confronto tecnico-programmatico che - nei vari ambiti e organismi previsti dalla normativa vigente - si sviluppano tra Ministero della salute, Ministero dell’economia e finanze e Regioni per tutte le attività che impegnano Governo e Regioni nella garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza e per il monitoraggio della spesa sanitaria, è costituita, rispettivamente, dal Comitato di verifica dei LEA di cui all’art. 9 dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 e dal Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti, di cui all’articolo 12 dell’Intesa stato-Regioni del 23 marzo 2005.
Il Comitato e il Tavolo verificano altresì periodicamente lo stato di attuazione del presente accordo.
Sede tecnica integrata:
Comitato di verifica dei LEA per la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza (art. 9, Intesta Stato-Regioni del 23 marzo 2005) e
Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti per il monitoraggio della spesa sanitaria (art. 12, Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005).
Il Comitato e il Tavolo verificano altresì, periodicamente, lo stato di attuazione del presente Patto.
Ulteriore revisione degli accordi precedenti e delle leggi.
Uno specifico Tavolo di lavoro misto Stato-Regioni, presso il Ministero della salute, costituito da rappresentanti del Ministro della salute, del Ministro dell’economia e finanze, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, provvederà a formulare proposte di revisione di punti della normativa vigente, anche in riferimento al rapporto con il Servizio Sanitario Nazionale di enti ed organismi di rilevanza nazionale, di cui sia condivisa la criticità di applicazione.
Tavolo di lavoro misto Stato-Regioni per la revisione di punti della normativa vigente
anche in riferimento al rapporto con il Servizio Sanitario Nazionale di enti ed organismi di rilevanza nazionale.
Composizione: Rappresentanti dei Ministeri della Salute, dell’Economia e Finanze, degli Affari regionali e Autonomie locali e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Sede: Ministero della Salute.
Al fine di armonizzare i contenuti e la tempistica del presente Patto con il vigente Piano Sanitario Nazionale di cui al d.P.R. 7 aprile 2006, si conviene di promuovere modifiche ed integrazioni del Piano Sanitario Nazionale 2006-2008.
Modiche e integrazioni del Piano Sanitario Nazionale 2006-2008
Per l’armonizzazione dei contenuti e la tempistica del Patto per la Salute con il vigente PSN (DPR 7 aprile 2006).
Governo e Regioni convengono sulla necessità di riaprire una fase di confronto sugli strumenti di monitoraggio e regolazione della spesa farmaceutica, in modo da pervenire ad eventuali modifiche della disciplina vigente, fermo restando l’obiettivo del conseguimento degli effetti finanziari derivanti dalla vigente normativa.
Riapertura del confronto sugli strumenti di monitoraggio e regolazione della spesa farmaceutica.
Nei confronti delle regioni che abbiano comunque garantito la copertura degli eventuali relativi disavanzi, è consentito l’accesso agli importi di cui all’articolo 1, comma 181 della legge 311/2004, con riferimento alla spesa farmaceutica registrata negli esercizi 2005 e 2006 anche alle seguenti condizioni:
Alle Regioni che abbiano garantito la copertura degli eventuali disavanzi è consentito l’accesso agli importi di cui all’art. 1, comma 181, della legge n. 311/2004 in riferimento alla spesa farmaceutica degli anni 2005-2006, anche alle condizioni indicate nel Patto.
- con riferimento al superamento del tetto del 13%, per la spesa farmaceutica convenzionata, in assenza del rispetto dell’obbligo regionale di contenimento della spesa per la quota a proprio carico, con le misure di cui al decreto legge 18 settembre 2001, n. 347 convertito dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, si applica, nell’ambito della procedura di cui all’articolo 1, comma 174, della legge 311/2004, una quota fissa per ricetta e/o confezione di importo idoneo a garantire l’integrale contenimento del 40%;
- con riferimento al superamento della soglia del 3%, per la spesa farmaceutica non convenzionata, in assenza del rispetto dell’obbligo regionale di contenimento della spesa per la quota a proprio carico, le regioni presentano ai Ministeri della salute e dell’economia e delle finanze un Piano di contenimento della spesa farmaceutica ospedaliera, che contenga interventi diretti al controllo dei farmaci innovativi, al monitoraggio dell’uso appropriato degli stessi e degli appalti per l’acquisto dei farmaci la cui idoneità è da verificarsi congiuntamente nell’ambito dei Tavoli di cui agli articoli 9 e 12 dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.
Si conviene sulla opportunità di prevedere che, nella fase applicativa del Patto, siano assicurate iniziative che aprano al confronto con le organizzazioni sindacali confederali l’approfondimento delle linee di sviluppo del Patto stesso, con particolare riferimento ai livelli essenziali di assistenza e alle altre tematiche rilevanti per il Servizio sanitario nazionale.
In fase di applicazione del Patto sono assicurate iniziative di confronto con le organizzazioni sindacali confederali.
attuaz_patto_salute.doc