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Timestamp: 2018-07-20 22:19:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 67', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 114', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 17']

Legge ordinamenti didattici universitari – Scuola in Comune
Legge ordinamenti didattici universitari
19 novembre 1990 di Redazione·0 commenti
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 23 novembre 1990, n. 274.
1. Titoli universitari.
2. Diploma universitario.
3. Diploma di laurea.
4. Diploma di specializzazione.
5. Dottorato di ricerca.
6. Formazione finalizzata e servizi didattici integrativi.
7. Disposizioni per le scuole dirette a fini speciali.
8. Collaborazioni esterne.
9. Ordinamento dei corsi di diploma universitario, di laurea e di specializzazione.
10. Consiglio universitario nazionale.
12. Attività di docenza.
13. Tutorato.
14. Settori scientifico-disciplinari.
15. Inquadramento dei professori di ruolo e dei ricercatori.
16. Norme finali.
17. Abrogazione di norme.
2. Le facoltà riconoscono totalmente o parzialmente gli studi compiuti nello svolgimento dei curricula previsti per i corsi di diploma universitario e per quelli di laurea ai fini del proseguimento degli studi per il conseguimento, rispettivamente, delle lauree e dei diplomi universitari affini, secondo criteri e modalità dettati con i decreti di cui all’articolo 9, comma 1, fermo restando in ogni caso l’obbligo di tale riconoscimento (1).
(1) Vedi, anche, l’art. 17, commi da 95 a 97, L. 15 maggio 1997, n. 127.
2. Uno specifico corso di laurea, articolato in due indirizzi, è preordinato alla formazione culturale e professionale degli insegnanti, rispettivamente, della scuola materna e della scuola elementare, in relazione alle norme del relativo stato giuridico. Il diploma di laurea costituisce titolo necessario, a seconda dell’indirizzo seguito, ai fini dell’ammissione ai concorsi a posti di insegnamento nella scuola materna e nella scuola elementare. Il diploma di laurea dell’indirizzo per la formazione culturale e professionale degli insegnanti della scuola elementare costituisce altresì titolo necessario ai fini dell’ammissione ai concorsi per l’accesso a posti di istitutore o istitutrice nelle istruzioni educative dello Stato. [I concorsi hanno funzione abilitante] (2). Ai due indirizzi del corso di laurea contribuiscono i dipartimenti interessati; per il funzionamento dei predetti corsi sono utilizzati le strutture e, con il loro consenso, i professori ed i ricercatori di tutte le facoltà presso cui le necessarie competenze sono disponibili.
3. [Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, su parere conforme del Consiglio universitario nazionale (CUN), di concerto con il Ministro della pubblica istruzione, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CNPI), acquisito il parere del Consiglio di Stato, viene definita la tabella del corso di laurea e ne sono precisati modalità e contenuti, comprese le attività di tirocinio didattico. I Ministri dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e della pubblica istruzione si avvalgono della commissione di cui all’articolo 4, comma 5, della legge 9 maggio 1989, n. 168, integrata, a tal fine, da esperti nelle problematiche del corso di laurea stesso e della scuola di specializzazione di cui all’articolo 4, comma 2, della presente legge] (3).
4. [Il decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 3 contiene altresì norme per la formazione degli insegnanti della regione Valle d’Aosta ai fini di adeguarla alle particolari situazioni di bilinguismo di cui agli articoli 38, 39 e 40 dello statuto speciale. Apposite convenzioni possono essere stipulate dalla regione Valle d’Aosta, d’intesa con i Ministeri dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e della pubblica istruzione, con le università italiane e con quelle dei Paesi dell’area linguistica francese] (3).
5. [Convenzioni per gli insegnanti delle scuole in lingua tedesca, delle scuole in lingua slovena e di quelle delle località ladine possono essere stipulate dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dalla regione Friuli-Venezia Giulia, d’intesa con i Ministeri dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e della pubblica istruzione, con le università italiane, con quelle dei Paesi dell’area linguistica tedesca e con quelle slovene] (3).
7. [I corsi di laurea di cui al comma 2 sono attivati a partire dall’anno accademico successivo a quello di emanazione del decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 3] (3).
8. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, emanato di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e del tesoro entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i tempi e le modalità per il graduale passaggio al nuovo ordinamento, anche con riferimento ai diritti degli insegnanti di scuola materna ed elementare in servizio (4).
(2) Periodo soppresso dall’art. 5, L. 28 marzo 2003, n. 53. Vedi, anche, le altre disposizioni dello stesso articolo 5.
(3) Comma abrogato dall’art. 17, comma 119, L. 15 maggio 1997, n. 127.
(4) Vedi, anche, l’art. 17, commi da 95 a 97, L. 15 maggio 1997, n. 127 e, in attuazione di quanto disposto dal presente comma, il D.M. 10 marzo 1997.
1. Il diploma di specializzazione si consegue, successivamente alla laurea, al termine di un corso di studi di durata non inferiore a due anni finalizzato alla formazione di specialisti in settori professionali determinati, presso le scuole di specializzazione di cui al D.P.R. 10 marzo 1982, n. 162.
L’esame finale per il conseguimento del diploma ha valore di esame di Stato ed abilita all’insegnamento per le aree disciplinari cui si riferiscono i relativi diplomi di laurea. I diplomi rilasciati dalla scuola di specializzazione costituiscono titolo di ammissione ai corrispondenti concorsi a posti di insegnamento nelle scuole secondarie (5).
2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3, comma 8 (6).
3. [Con decreto del Presidente della Repubblica, da adottare nel termine e con le modalità di cui all’articolo 3, comma 3, sono definiti la tabella della scuola di specializzazione all’insegnamento di cui al comma 2 del presente articolo, la durata dei corsi da fissare in un periodo non inferiore ad un anno ed i relativi piani di studio. Questi devono comprendere discipline finalizzate alla preparazione professionale con riferimento alle scienze dell’educazione e all’approfondimento metodologico e didattico delle aree disciplinari interessate nonché attività di tirocinio didattico obbligatorio. Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, emanato di concerto con il Ministro della pubblica istruzione, sono stabiliti i criteri di ammissione alla scuola di specializzazione all’insegnamento e le modalità di svolgimento dell’esame finale. Si applicano altresì le disposizioni di cui all’articolo 3, commi 7 e 8] (7).
4. Con lo stesso decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 3 o con altro decreto adottato con le medesime modalità, di concerto altresì con i Ministri di grazia e giustizia e per la funzione pubblica, sono determinati i diplomi di specializzazione di cui al comma 2 che in relazione a specifici profili professionali danno titolo alla partecipazione agli esami di abilitazione per l’esercizio delle corrispondenti professioni ovvero danno titolo per l’accesso alla dirigenza nel pubblico impiego (8).
(5) Vedi, anche, l’art. 1, D.L. 28 agosto 2000, n. 240.
(6) Comma aggiunto dall’art. 1, L. 3 agosto 1998, n. 315.
(7) Comma abrogato dall’art. 17, comma 119, L. 15 maggio 1997, n. 127.
(8) Vedi, anche, l’art. 17, commi da 95 a 97, L. 15 maggio 1997, n. 127 e, in attuazione di quanto disposto dal presente comma, il D.M. 10 marzo 1997.
a) corsi di orientamento degli studenti, gestiti dalle università anche in collaborazione con le scuole secondarie superiori nell’ambito delle intese tra i Ministri dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e della pubblica istruzione, espresse ai sensi dell’art. 4, L. 9 maggio 1989, n. 168, per l’iscrizione agli studi universitari e per la elaborazione dei piani di studio, nonché per l’iscrizione ai corsi post-laurea;
b) corsi di educazione ed attività culturali e formative esterne, ivi compresi quelli per l’aggiornamento culturale degli adulti, nonché, quelli per la formazione permanente, ricorrente e per i lavoratori, ferme restando le competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
1. [Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con uno o più decreti del Presidente della Repubblica, adottati su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, sono definiti ed aggiornati gli ordinamenti didattici dei corsi di diploma universitario, dei corsi di laurea e delle scuole di specializzazione e le rispettive tabelle] (9).
2. [I decreti di cui al comma 1 sono emanati su conforme parere del CUN, il quale lo esprime uditi i comitati consultivi di cui all’art. 67 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, sentiti, per le rispettive materie, i rappresentanti dei collegi e degli ordini professionali, nell’osservanza dei seguenti criteri:
f) devono tenere conto delle previsioni occupazionali] (9).
3. [Con la medesima procedura si provvede alle successive modifiche ed integrazioni di quanto disciplinato dai commi 1 e 2] (9).
4. Il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica definisce, su conforme parere del CUN, i criteri generali per la regolamentazione dell’accesso alle scuole di specializzazione ed ai corsi universitari, anche a quelli per i quali l’atto emanato dal Ministro preveda una limitazione nelle iscrizioni (10).
5. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 3, comma 6, e dall’articolo 4, con decreti del Presidente della Repubblica adottati su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con i Ministri interessati, possono essere individuati i livelli funzionali del pubblico impiego e le attività professionali per accedere ai quali sono richiesti i titoli di studio previsti dalla presente legge.
6. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, su conforme parere del CUN, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, sono dichiarate le equipollenze tra i diplomi universitari e quelle tra i diplomi di laurea al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso (11).
(9) Comma abrogato dall’art. 17, comma 119, L. 15 maggio 1997, n. 127.
(10) Comma così modificato dall’art. 17, comma 116, L. 15 maggio 1997, n. 127. In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.M. 21 luglio 1997, n. 245.
(11) Con decreto interministeriale 5 maggio 2004 (Gazz. Uff. 21 agosto 2004, n. 196) si è provveduto alla dichiarazione delle equipollenze di cui al presente comma.
1. [Il Consiglio universitario nazionale (CUN) è organo elettivo di rappresentanza delle università italiane] (12).
2. [Il CUN svolge funzioni consultive relativamente a tutti gli atti di carattere generale di competenza del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, in ordine:
e) al piano triennale di sviluppo dell’università] (12).
3. [Per le materie di cui alle lettere c] e d] del comma 2, il CUN si avvale dei comitati consultivi di cui all’articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, che, per la ripartizione del 40 per cento dei fondi destinati alla ricerca scientifica di cui all’articolo 65 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica n. 382, esprimono proposta vincolante] (12).
4. [Il CUN è composto da:
f) un membro, non appartenente al personale docente, ricercatore o tecnico ed amministrativo delle università, designato dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR)] (12).
5. [I rappresentanti degli studenti e del personale tecnico e amministrativo nel CUN e nei comitati consultivi non partecipano alle deliberazioni relative alle lettere b] e c] del comma 2] (12).
6. [Le modalità di elezione e di designazione dei componenti di cui alle lettere a], b], c], e d] del comma 4, anche al fine di garantire una rappresentanza delle aree proporzionale alla loro consistenza e una equilibrata presenza delle diverse componenti e delle sedi universitarie presenti nel territorio, nonché l’organizzazione interna e il funzionamento del CUN sono disciplinati con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400. L’elettorato attivo e passivo per l’elezione dei membri di cui alla lettera a] è comunque attribuito ai professori e ai ricercatori afferenti a ciascuna area. Sullo schema di regolamento, dopo l’acquisizione del parere del Consiglio di Stato, esprimono parere le competenti Commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica] (12).
7. [I componenti del CUN sono nominati con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Il CUN elegge il presidente tra i suoi componenti] (12).
8. [A modifica di quanto previsto dall’articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica, 11 luglio 1980, n. 382, di ciascun comitato consultivo di cui al comma 3 fa parte una rappresentanza dei ricercatori e degli studenti, eletta dai ricercatori e dagli studenti appartenenti rispettivamente ai corrispondenti gruppi di discipline e corsi di laurea e di diploma in proporzione analoga a quella risultante nella composizione del CUN. La corrispondenza dei gruppi di discipline e dei corsi ai comitati e le modalità di elezione sono determinate con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentito il CUN] (12).
9. Per i provvedimenti disciplinari a carico dei professori e dei ricercatori, il CUN elegge nel suo seno una corte di disciplina, composta dal presidente, che la presiede, da due professori ordinari, da due professori associati e da due ricercatori. Per ciascuna categoria di membri sono eletti altrettanti membri supplenti che sostituiscono i titolari in caso di impedimento o di assenza. Il presidente, in caso di impedimento o di assenza, è sostituito dal professore più anziano in ruolo. A parità di anzianità di ruolo prevale il più anziano di età.
La corte si riunisce con la partecipazione dei soli professori ordinari nel caso che si proceda nei confronti dei professori ordinari; con la partecipazione dei professori ordinari ed associati se si procede nei confronti di professori associati; con la partecipazione dei professori ordinari ed associati e dei ricercatori se si procede nei confronti dei ricercatori. Nel caso di concorso nella stessa infrazione di appartenenti a categorie diverse, il collegio giudica con la partecipazione dei membri la cui presenza è richiesta per il giudizio relativo a ciascuna delle categorie interessate. Le funzioni di relatore sono assolte da un rappresentante dell’università interessata designato dal rettore. L’articolo 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 31, è abrogato.
(12) Comma abrogato dall’art. 17, comma 119, L. 15 maggio 1997, n. 127.
1. L’ordinamento degli studi dei corsi di cui all’articolo 1, nonché dei corsi e delle attività formative di cui all’articolo 6, comma 2, è disciplinato, per ciascun ateneo, da un regolamento degli ordinamenti didattici, denominato «regolamento didattico di ateneo». Il regolamento è deliberato dal senato accademico, su proposta delle strutture didattiche, ed è inviato al Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica per l’approvazione. Il Ministro, sentito il CUN, approva il regolamento entro 180 giorni dal ricevimento, decorsi i quali senza che il Ministro si sia pronunciato il regolamento si intende approvato. Il regolamento è emanato con decreto del rettore.
1. I professori di ruolo, a integrazione di quanto previsto dagli articoli 1, 9 e 10 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni, e dall’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, adempiono ai compiti didattici nei corsi di diploma universitario e nei corsi di cui all’articolo 6, comma 1, lettera a), e comma 2, della presente legge. I ricercatori, a integrazione di quanto previsto dagli articoli 30, 31 e 32 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, adempiono ai compiti didattici in tutti i corsi di studio previsti dalla presente legge, secondo le modalità di cui ai commi 3, 4, 5, 6 e 7 del presente articolo (13).
3. Ferma restando per i professori la responsabilità didattica di un corso relativo ad un insegnamento, le strutture didattiche secondo le esigenze della programmazione didattica, attribuiscono ai professori e ai ricercatori, con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e con il consenso dell’interessato, l’affidamento e la supplenza di ulteriori corsi o moduli che, comunque, non danno diritto ad alcuna riserva di posti nei concorsi. La programmazione deve in ogni caso assicurare la piena utilizzazione nelle strutture didattiche dei professori e dei ricercatori e l’assolvimento degli impegni previsti dalle rispettive norme di stato giuridico (13).
4. I ricercatori possono essere componenti delle commissioni di esame di profitto nei corsi di diploma universitario, di laurea e di specializzazione e relatori di tesi di laurea (13).
5. L’art. 114 del D.P.R. 11-7-1980 n. 382, è così sostituito: “Gli affidamenti e le supplenze possono essere conferite esclusivamente a professori di ruolo e a ricercatori del medesimo settore scientifico-disciplinare o di settore affine, appartenenti alla stessa facoltà; in mancanza, con motivata deliberazione, a professori di ruolo e a ricercatori di altra facoltà della stessa università ovvero di altra università. Le supplenze, di cui al precedente comma, sono conferite con deliberazione del consiglio di facoltà, che le adotterà a maggioranza assoluta. La deliberazione darà ragione delle valutazioni comparative in base alle quali è stata operata la scelta tra coloro che hanno presentato domanda per il conferimento della supplenza. Per il periodo di effettivo svolgimento della supplenza è dovuto un compenso, ragguagliato a mese, pari alla metà dello stipendio lordo spettante al professore associato alla classe iniziale del livello retributivo. Fino all’adozione delle norme delegate che provvedono a rivedere gli ordinamenti delle scuole a fini speciali e delle scuole di specializzazione e perfezionamento, nulla è innovato, per l’attribuzione degli insegnamenti in dette scuole, negli ordinamenti vigenti, oltre a quanto disposto nel presente decreto. Per gli insegnamenti eventualmente attribuiti ai professori di ruolo valgono le norme previste dal precedente art. 9, anche se a tempo pieno”.
il numero degli esami sostenuti nell’anno precedente, moltiplicato per il rapporto tra gli iscritti nell’anno in corso e gli iscritti dell’anno precedente, supera 250. Gli insegnamenti sdoppiati possono essere coperti dai professori e dai ricercatori per supplenza o per affidamento.
8. L’istituto del contratto previsto dal D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, e dal D.P.R. 10 marzo 1982, n. 162, si estende ai corsi di diploma universitario. Per i professori a contratto sono rispettate le incompatibilità di cui all’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni.
(13) Comma così modificato dall’art. 1, comma 11, L. 14 gennaio 1999, n. 4.
[1. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con uno o più decreti del Presidente della Repubblica, adottati previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, su conforme parere del CUN, il quale lo esprime uditi i comitati consultivi di cui all’articolo 67, D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 (19), gli insegnamenti sono raggruppati in settori scientifico-disciplinari in base a criteri di omogeneità scientifica e didattica. Sulle proposte del Ministro esprimono il proprio parere, nel termine perentorio di novanta giorni, le facoltà interessate (14).
2. Il decreto o i decreti di cui al comma 1 stabiliscono la pertinenza delle titolarità ai settori scientifico-disciplinari, individuati ai sensi dello stesso comma 1, che costituiranno i raggruppamenti concorsuali] (15).
(14) I settori scientifico-disciplinari sono stati individuati con D.P.R. 12 aprile 1994 (Gazz. Uff. 8 agosto 1994, n. 184, S.O.), integrato dal D.P.R. 6 maggio 1994, riportato nello stesso S.O. Tali settori sono stati poi rideterminati: con D.M. 23 giugno 1997 (Gazz. Uff. 29 luglio 1997, n. 175, S.O.); con D.M. 26 febbraio 1999 (Gazz. Uff. 15 marzo 1999, n. 61, S.O.), rettificato con D.M. 4 maggio 1999 (Gazz. Uff. 26 maggio 1999, n. 121); con D.M. 23 dicembre 1999 (Gazz. Uff. 5 gennaio 2000, n. 3), corretto con avviso pubblicato nella Gazz. Uff. 20 gennaio 2000, n. 15 e rettificato con D.M. 26 giugno 2000 (Gazz. Uff. 11 luglio 2000, n. 160); con D.M. 4 ottobre 2000 (Gazz. Uff. 24 ottobre 2000, n. 249, S.O.), modificato dal D.M. 9 gennaio 2001 (Gazz. Uff. 25 gennaio 2001, n. 20), dal D.M. 1° febbraio 2001 (Gazz. Uff. 16 febbraio 2001, n. 39), dal D.M. 20 marzo 2001 (Gazz. Uff. 10 aprile 2001, n. 84), dal D.M. 27 settembre 2001 (Gazz. Uff. 12 ottobre 2001, n. 238), dal D.M. 22 ottobre 2001 (Gazz. Uff. 15 novembre 2001, n. 266), dal D.M. 19 novembre 2001 (Gazz. Uff. 11 dicembre 2001, n. 287), dal D.M. 19 novembre 2001 (Gazz. Uff. 12 dicembre 2001, n. 288), dal D.M. 15 maggio 2002 (Gazz. Uff. 3 giugno 2002, n. 128) e dal D.M. 2 settembre 2002 (Gazz. Uff. 1° ottobre 2002, n. 230).
(15) Abrogato dall’art. 17, comma 119, L. 15 maggio 1997, n. 127.
1. Nella presente legge, nelle dizioni «ricercatori» o «ricercatori confermati» si intendono comprese anche quelle di «assistenti di ruolo ad esaurimento» e di «tecnici laureati in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, alla data di entrata in vigore del predetto decreto»; nella dizione «corsi di diploma» si intende compresa anche quella di «corsi delle scuole dirette a fini speciali» fino alla loro trasformazione o soppressione.
2. L’istituzione e l’attivazione dei corsi di diploma universitario, di laurea, di specializzazione e di dottorato di ricerca, saranno attuate in conformità alle disposizioni che regolano le procedure inerenti al piano di sviluppo dell’università, nei limiti del finanziamento di parte corrente del piano stesso, previsto dall’articolo 17, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 245, e tenuto conto altresì del concorso di ulteriori forme di finanziamento, quali i fondi derivanti da: convenzioni con enti pubblici, con particolare riferimento alle regioni nell’ambito delle competenze per la formazione professionale: convenzioni con soggetti privati; eventuali variazioni dei contributi degli iscritti; trasferimenti del fondo sociale europeo, nonché risparmi conseguiti con una più flessibile ed intensa utilizzazione dei docenti e con una utilizzazione finalizzata alle nuove esigenze dei posti di ruolo vacanti già previsti nella pianta organica alla data di entrata in vigore della presente legge.
università form. sup.
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