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Timestamp: 2020-08-04 03:27:04+00:00
Document Index: 12835378

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'art. 41', 'art. 669', 'art. 700', 'art. 380', 'art. 41', 'art. 669', 'art. 700', 'art. 669']

Sentenza Cassazione Civile n. 406 del 11/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 406 del 11/01/2011
Cassazione civile sez. un., 11/01/2011, (ud. 14/12/2010, dep. 11/01/2011), n.406
Il Collegio che il relatore designato, nella relazione depositata il
30.7.2010 ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., ha formulato
considerazioni e rassegnato proposte nei termini appresso trascritti:
l) L’Accademia di Francia a Roma, ha esposto nel ricorso ex art. 41
c.p.c., in data 11.3.2010: che pendeva un procedimento cautelare ex
art. 669 bis c.p.c. e art. 700 c.p.c. (3943/10 RG Trib. Lavoro, Roma)
proposto nei suoi confronti da A.A. per la
reintegrazione nel posto di lavoro quale lavoratrice “a progetto” sin
dal 15.11.2004 e quindi dipendente a tempo determinato con più
contratti rinnovati e reiterati sino al 31.12.2009, previa
accertamento della conversione del rapporto e con la riliquidazione
di ogni spettanza;
che essa convenuta aveva sollevato in quel procedimento questione di
giurisdizione del giudice italiano stante la sua funzione di
istituzione pubblica appartenente alla sfera della Repubblica di
che per tal ragione – alla stregua della costante giurisprudenza
delle S.U. – doveva essere proposto regolamento, alfine di ottenere
l’affermazione della spettanza al giudice francese della cognizione
delle domande della A. in materia di rapporto di lavoro;
2) Giova rilevare come non penda alcun procedimento di merito
(rectius: a cognizione piena) essendo stato il procedimento cautelare
proposto dalla A. ante causam.
Ne discende come sia palese la inammissibilità del proposto ricorso
per regolamento di giurisdizione, per difetto di interesse a
contestare una giurisdizione che la sede della cautela, anche in via
di reclamo, potrebbe, come chiesto, negare. Chiari al proposito i
pronunziati delle S.U., tra i quali ex plurimis, le decisioni nn.
27537/08 – 27187/07 – 1144/07 – 6889/03.
3) ove si condivida il testè formulato rilievo, il ricorso può
essere trattato in Camera di consiglio e dichiarato inammissibile.
Il difensore della Accademia di Francia a Roma ha depositato memoria
finale ed illustrato oralmente le sue ragioni in Camera di consiglio.
Il Collegio che il relatore designato, nella relazione depositata il 30.7.2010 ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., ha formulato considerazioni e rassegnato proposte nei termini appresso trascritti:
l) L’Accademia di Francia a Roma, ha esposto nel ricorso ex art. 41 c.p.c., in data 11.3.2010: che pendeva un procedimento cautelare ex art. 669 bis c.p.c. e art. 700 c.p.c. (3943/10 RG Trib. Lavoro, Roma) proposto nei suoi confronti da A.A. per la reintegrazione nel posto di lavoro quale lavoratrice “a progetto” sin dal 15.11.2004 e quindi dipendente a tempo determinato con più contratti rinnovati e reiterati sino al 31.12.2009, previa accertamento della conversione del rapporto e con la riliquidazione di ogni spettanza;
che essa convenuta aveva sollevato in quel procedimento questione di giurisdizione del giudice italiano stante la sua funzione di istituzione pubblica appartenente alla sfera della Repubblica di Francia;
che per tal ragione – alla stregua della costante giurisprudenza delle S.U. – doveva essere proposto regolamento, alfine di ottenere l’affermazione della spettanza al giudice francese della cognizione delle domande della A. in materia di rapporto di lavoro;
2) Giova rilevare come non penda alcun procedimento di merito (rectius: a cognizione piena) essendo stato il procedimento cautelare proposto dalla A. ante causam.
Ne discende come sia palese la inammissibilità del proposto ricorso per regolamento di giurisdizione, per difetto di interesse a contestare una giurisdizione che la sede della cautela, anche in via di reclamo, potrebbe, come chiesto, negare. Chiari al proposito i pronunziati delle S.U., tra i quali ex plurimis, le decisioni nn. 27537/08 – 27187/07 – 1144/07 – 6889/03.
3) ove si condivida il testè formulato rilievo, il ricorso può essere trattato in Camera di consiglio e dichiarato inammissibile.
Il difensore della Accademia di Francia a Roma ha depositato memoria finale ed illustrato oralmente le sue ragioni in Camera di consiglio.
Il Collegio condivide pienamente le considerazioni e le proposte contenute nella sopra richiamata relazione. Il difensore del ricorrente, nella memoria finale, ha tentato di accreditare la tesi per la quale la maggior stabilità assicurata ai provvedimenti cautelari innominati dalla riforma (art. 669 octies e novies c.p.c.) di cui alla L. n. 80 del 2005, avrebbe indotto la idoneità dei relativi procedimenti pendenti ad “ospitare” il ricorso per regolamento, in tal guisa innovando alle previsioni antecedenti che avevano determinato la ferma giurisprudenza indicata in relazione.
La tesi appare inconsistente, essendo stato espressamente precisato dalla recente pronunzia n. 19256 del 2010 delle Sezioni Unite di questa Corte come i provvedimenti cautelari anche dopo la richiamata novella conservano natura instabile che ne impedisce la ricorribilità per cassazione e, correlativamente, che impedisce la denunziabilità con regolamento preventivo della questione di giurisdizione prima della loro adozione.
Quanto alla ulteriore tesi, espressa in memoria e discussione orale, per la quale la stabilità indotta dalla misura cautelare adempiuta (e cioè, nella specie, la ricostituzione ope judicis del rapporto di lavoro) renderebbe indifferibile l’esigenza di individuare il giudice dotato di potere, essa appare di non minor inconsistenza, non scorgendosi come l’attuazione cautelare o l’efficacia esecutiva della misura interinale possano essere indici di alcuna stabilità “potenziale” del provvedimento attuato od eseguito.
Si dichiara pertanto inammissibile il ricorso, senza che sia luogo a regolare le spese in difetto di difese dell’intimata.