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Timestamp: 2019-08-24 16:28:52+00:00
Document Index: 169540650

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7']

Modalità di calcolo della superficie dei cartelli bifacciali (con identico messaggio su entrambi i fronti) ai fini dell’imposta comunale sulla pubblicità. | AIFIL[IN]FORMA
Non vi è dubbio che per i cartelli pubblicitari bifacciali l’imposta debba essere calcolata sommando la superficie delle due facce dell’impianto e su questo risultato si potrà successivamente calcolare l’arrotondamento previsto dall’art. 7 del D. Lgs. n. 507/93.
Liliana Maniscalco (gp2) csi è rivolta ad AIFIL per avere informazioni sulle modalità di calcolo della superficie dei cartelli bifacciali ai fini delle imposte. Di seguito la lettera della Sig.ra Maniscalco e la risposta dell’avvocato Laruffa.
1 febbraio 2012 – Liliana Maniscalco (gp2).
Gent.mo Avv.Francesco La Ruffa, in occasione del pagamento dell’ICP il nuovo funzionario del Comune di Sciacca non mi ha accettato la dichiarazione dei cartelli esistenti perché il calcolo dell’imposta da pagare l’ho fatto sommando le due facce del cartello in quanto le due facce contengono lo stesso messaggio; mentre il funzionario asserisce che ” per i mezzi bifacciali la superficie di ogni faccia va considerata separatamente, con arrotondamento per ciascuna di esse e successiva sommatoria. In verità, rileggendo le modalità di applicazione d’imposta come da Dlgs n°507/1993 art.7 : modalità di calcolo della superficie ove viene specificato che per i mezzi bifacciali la superficie di ogni faccia va considerata separatamente, con arrotondamento per ciascuna di essa, in quanto non sono mezzi funzionalmente destinati a diffondere nel loro insieme lo stesso messaggio al fine di accrescerne l’efficacia;( i nostri mezzi pubblicitari pur essendo bifacciali hanno lo stesso soggetto passivo). Lo stesso articolo riferisce che per i festoni di bandierine e simili, di identico contenuto o riferibili allo stesso soggetto passivo, in connessione fra loro determinano un unico mezzo pubblicitario. In conclusione a mio giudizio il funzionario dell’U.Tributi ha applicato sommariamente l’articolo di legge non soffermandosi nello specifico, le chiedo quindi come affrontare tale problematica.
In attesa di riscontro, colgo l’occasione di ringraziarla e porgerle i miei più cordiali saluti.
1 febbraio 2012 – Francesco Laruffa.
Gentile Signora Maniscalco,
rispondo al suo quesito, in qualità di legale dell’Associazione di categoria AIFIL (Associazione Fabbricanti Insegne Luminose) ritenendo che la Sua lettura della norma sia corretta. La tesi da Lei sostenuta è peraltro suffragata da autorevole GIurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione. In tema di imposta comunale sulla pubblicità l’art. 7 del D. Lgs. n. 507/93 disciplina le modalità di calcolo della superficie ai fini del calcolo dell’imposta. Per comodità e per maggior chiarezza riporto testualmente l’intero articolo 7:
Art. 7 Modalità di applicazione dell’imposta.
1. L’imposta sulla pubblicità si determina in base alla superficie della minima figura piana geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti.
3. Per i mezzi pubblicitari polifacciali l’imposta è calcolata in base alla superficie complessiva adibita alla pubblicità.
4. Per i mezzi pubblicitari aventi dimensioni volumetriche l’imposta è calcolata in base alla superficie complessiva risultante dallo sviluppo del minimo solido geometrico in cui può essere circoscritto il mezzo stesso.
Nel caso di specie ci soccorre la norma di cui al comma 3 relativa ai mezzi polifacciali in cui è ricompreso evidentemente il mezzo bifacciale.
“In ipotesi di messaggio pubblicitario bifacciale, l’imposta sulla pubblicità va calcolata secondo i criteri previsti per i mezzi pubblicitari polifacciali (art. 7, comma 3, del D. Lgs. n. 507/1993), cioè sulla base della superficie complessiva delle figure piane geometriche in cui il messaggio è circoscritto, non apparendo possibili gli arrotondamenti a mente del comma 2 su ogni singola faccia. Ciò in quanto la pubblicità polifacciale comprende necessariamente anche la pubblicità bifacciale e deve quindi disapplicarsi il regolamento comunale che, come quello relativo al caso in esame, preveda, in contrasto con la norma primaria (art. 7 del D. Lgs. n. 507/1993), uno specifico criterio di calcolo dell’imposta sulla pubblicità per i mezzi pubblicitari bifacciali. (Cass. civ. Sez. V, 09/09/2008, n. 22691)”
“In tema di imposta comunale sulla pubblicità effettuata mediante strutture piane, l’art. 7, comma 1, del D. Lgs. n. 507/1993, stabilisce che l’imposta va determinata in base alla superficie della minima figura geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario, mentre il successivo comma 3 prevede che, per i mezzi pubblicitari polifacciali, l’imposta è calcolata in base alla superficie complessiva adibita alla pubblicità; ne discende, che, in assenza di altri riferimenti legislativi, si deve necessariamente ricorrere alla interpretazione letterale della norma, con la conseguenza che i mezzi pubblicitari bifacciali rientrano logicamente nel novero dei mezzi pubblicitari polifacciali e come tali sono disciplinati dal richiamato comma 3. (Rigetta, Comm. Trib. Reg. Messina, 27 maggio 2004)
(Cass. civ. Sez. V Sent., 08/09/2008, n. 22573).
Alla luce della summenzionata normativa e della summenzionata Giurisprudenza non vi è dubbio che per i cartelli pubblicitari bifacciali l’imposta debba essere calcolata sommando la superficie delle due facce dell’impianto e su questo risultato si potrà successivamente calcolare l’arrotondamento previsto dalla stessa norma.
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