Source: http://vinealia.org/colli-asolani-prosecco/
Timestamp: 2018-07-23 13:53:56+00:00
Document Index: 95116404

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 8']

Colli Asolani Prosecco - Vin&alia
DEI VINI «COLLI ASOLANI – PROSECCO»O «ASOLO – PROSECCO»
1. La denominazione di origine controllata e garantita «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
– «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco»;
– «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» spumante, accompagnato dalla menzione superiore;
– «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» frizzante .
1. I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti costituiti dal vitigno Glera; possono inoltre concorrere in ambito aziendale fino ad un massimo del 15%, da sole o congiuntamente, le uve dei vitigni Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga.
2. I vini destinati alla pratica tradizionale disciplinata all’art. 5, comma 8, devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti, ricadenti nell’ambito della zona di cui all’art. 3, comma 1 lettera b), iscritti all’apposito albo DOCG, costituiti dai vitigni Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio e Chardonnay, presi da soli o congiuntamente.
1. La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini della denominazione di origine controllata e garantita «Colli Asolani
– Prosecco» o «Asolo – Prosecco», ricadente nell’ambito della zona di produzione della denominazione di origine controllata «Prosecco», e’ delimitata come segue:
A) La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vinia D.O.C.G. «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco», di cui all’art. 1, comprende l’intero territorio dei comuni di Castelcucco, Cornuda e Monfumo e parte del territorio dei comuni di: Asolo, Caerano S. Marco, Cavaso del Tomba, Crocetta del Montello, Fonte, Giavera del Montello, Maser, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Paderno del Grappa, Pederobba, Possagno del Grappa, S. Zenone degli Ezzelini e Volpago del Montello.
Tale zona e’ cosi’ delimitata: dalla localita’ Ciano in comune di Crocetta del Montello il limite prosegue verso Est lungo la provinciale della «Panoramica del Montello» fino al punto d’uscita sulla stessa della trasversale del Montello contraddistinta con il n. 14; dall’incrocio segue una linea verticale rispetto alla «Panoramica» fino a raggiungere l’orlo del colle che da’ sul fiume Piave. Da questo punto il limite segue in direzione Est la parte alta della scarpata del Montello che costeggia il Piave fino alla localita’ detta Case Saccardo in comune di Nervesa della Battaglia, prosegue quindi, verso Sud-Est, lungo il confine tra i comuni di Nervesa e Susegana e lungo la litoranea del Piave che passando per l’idrometro conduce all’abitato di Nervesa, da dove piega ad Ovest lungo la Strada Statale n. 248 «Schiavonesca Marosticana» che percorre fino al confine della provincia di Treviso con quella di Vicenza, in prossimita’ del km 42,500 circa, nel comune di S. Zenone degli Ezzelini. In corrispondenza di tale confine segue verso nord la strada per Liedolo, supera tale centro abitato in localita’ Capitello, piega ad Est lungo la strada per Mezzociel. Di qui prosegue lungo la strada per Fonte Alto, da dove piega a nord costeggiando la strada per Paderno del Grappa.
Superato il paese di Paderno del Grappa, il limite segue la rotabile in direzione Nord per Possagno del Grappa toccando Tuna Rover e giunto in localita’ Fornace piega a Nord-Ovest per la localita’ Roi di Possagno, da dove, costeggiando il torrentello raggiunge la localita’ Giustinet. Prosegue quindi verso Est tenendosi a monte della «Pedemontana del Grappa» a una quota di circa 300 m s.l.m e cioe’ al limite di vegetazione naturale della vite.
Il confine passa pertanto sopra il paese di Possagno in corrispondenza del tempio del Canova, poco sopra l’abitato di Obliedo e di Cavaso del Tomba, mantenendosi a una distanza media di circa 400 m. a Nord della «Pedemontana del Grappa». Riavvicinandosi a tale strada, il limite raggiunge la parte alta dell’abitato di Granigo in comune di Cavaso, da dove in linea retta giunge alla localita’ Costa Alta. Da qui, a quota 303, segue dagli inizi la strada che passando nei pressi della colonia Pedemontana porta a Sud-Est sulla «Pedemontana del Grappa». Scende quindi per tale strada e ritornato sulla «Pedemontana del Grappa», il limite costeggia quest’ultima fino al suo punto di intersezione con la statale n. 348 «Feltrina», una volta superato il centro abitato di Pederobba.
Segue quindi detta statale fino a Onigo di Pederobba, in corrispondenza del quale piega ad Est seguendo la strada per Covolo, tocca Pieve, Rive, costeggia il canale Brentella fino a quota 160 e poi verso Nord-Est raggiunge Covolo, lo supera e giunge a Barche, dove raggiunge la quota 146 m. s.l.m. in prossimita’ della riva del Piave. Da quota 146 prosegue lungo la strada verso Sud fino ad incrociare quella per Crocetta del Montello in prossimita’ del km 27,800 circa.
Lungo tale strada prosegue verso Sud ed all’altezza della localita’ Fornace piega a Sud-Est per quella che raggiunge Rivasecca, la supera e seguendo sempre verso Sud-Est la strada che costeggia il canale di Castelviero, raggiunge la localita’ Ciano da dove e’ iniziata la delimitazione;
B) La zona di produzione delle uve delle varieta’ Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio e Chardonnay da destinare alla tradizionale pratica di cui all’art. 5, comprende il territorio amministrativo dei seguenti comuni in provincia di Treviso: Cappella Maggiore; Cison di Valmarino; Colle Umberto; Conegliano; Cordignano; Farra di Soligo: Follina; Fregona; Miane; Pieve di Soligo; Refrontolo; Revine Lago; San Fior; San Pietro di Feletto; San Vendemiano; Sarmede; Segusino; Sernaglia della Battaglia; Susegana; Tarzo; Valdobbiadene; Vidor; Vittorio Veneto; Asolo; Caerano S.Marco; Castelcucco; Cavaso del Tomba; Cornuda; Crocetta del Montello; Fonte; Giavera del Montello; Maser; Monfumo; Montebelluna; Nervesa della Battaglia; Paderno del Grappa; Pederobba; Possagno; S. Zenone degli Ezzelini; Volpago del Montello; Borso del Grappa e Crespano del Grappa.
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a D.O.C.G. «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» devono essere quelle tradizionali della zona o comunque atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le loro specifiche caratteristiche di qualita’.
Sono pertanto da considerare idonei, ai fini dell’iscrizione nell’albo previsto dalla normativa vigente, unicamente i vigneti ben esposti, ubicati su terreni collinari e/o pedecollinari con esclusione dei vigneti di fondovalle e di quelli esposti a tramontana.
Per i nuovi impianti o reimpianti realizzati dopo l’approvazione del presente disciplinare il numero di ceppi ad ettaro, calcolato sul sesto di impianto, non potra’ essere inferiore a 3.000.
3. E’ vietata ogni pratica di forzatura; e’ ammessa l’irrigazione di soccorso.
4. Per i vini a Denominazione di origine controllata e garantita di cui all’art. 1 la resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non deve essere superiore a tonnellate 12 ed il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve destinate alla vinificazione deve essere di 9,50 % vol.
Anche in annate favorevoli i quantitativi di uva ottenuti da destinare alla produzione dei vini a Denominazione di origine controllata e garantita «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo-Prosecco» devono essere riportati nei limiti di cui sopra purche’ la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi. Oltre detto limite tutta la partita perde il diritto alla denominazione d’origine controllata e garantita.
La regione Veneto, su richiesta motivata del Consorzio di Tutela e previo parere espresso dal comitato tecnico consultivo per la vitivinicoltura di cui alla legge regionale n. 55/1985 puo’, con proprio provvedimento, stabilire di ridurre i quantitativi di uva per ettaro rivendicabile rispetto a quelli sopra fissati, dandone immediata comunicazione al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ed al Comitato nazionale per la tutela delle denominazioni di origine dei vini. I rimanenti quantitativi, fino al raggiungimento dei limiti massimi previsti dal presente comma, saranno presi in carico per la produzione di vino da tavola.
Norme per la vinificazione 1. Le operazioni di vinificazione dei vini di cui all’art. 2, devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata nell’art. 3, comma 1, lettera a). Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, e’ consentito che tali operazioni siano effettuate anche nell’intero territorio dei comuni compresi in parte nella zona di produzione di cui al citato art. 3, comma 1, lettera a) ed in quelli di: Altivole, Crespano del Grappa, Borso del Grappa, Arcade, Trevignano, Valdobbiadene, Farra di Soligo, Vidor e Pieve di Soligo.
2. Le uve delle varieta’ Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio e Chardonnay, da destinare alla tradizionale pratica di cui al presente articolo, possono essere vinificate in tutta la zona prevista dall’art. 3, comma 1, lettera b).
3. Le operazioni di preparazione del vino spumante e frizzante, ossia le pratiche enologiche per la presa di spuma e la stabilizzazione, la dolcificazione nelle tipologia, ove ammessa, nonche’ le operazioni di imbottigliamento e confezionamento, possono essere effettuate anche nell’intero territorio della provincia di Treviso.
4. Il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» elaborato nella versione spumante deve essere messo in commercio nelle tipologie che vanno da «Brut» a «Demi-sec» comprese, come previste dalla normativavigente.
5. Il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» elaborato nella versione frizzante deve essere messo in commercio nelle tipologie che vanno da «Secco» a «Amabile» comprese, come previste dalla normativa vigente.
6. La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70% per tutti i vini. Qualora la resa uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione d’origine controllata e garantita. Oltre detto limite tutta la partita perde il diritto alla denominazione d’origine controllata e garantita.
7. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche tradizionali, o comunque atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
8. Nella elaborazione del vino spumante di cui all’art. 1 e’ consentita la pratica tradizionale dell’aggiunta con vini ottenuti dalla vinificazione di uve Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio e Chardonnay, da sole o congiuntamente, provenienti da vigneti iscritti agli appositi albi e situati nella zona delimitata nel precedente art. 3, comma 1, lettera B), purche’ il prodotto contenga almeno l’85% di vino proveniente dal vitigno Glera.
1. I vini a D.O.C.G. di cui all’art. 1 all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
«Colli Asolani – Prosecco« o «Asolo – Prosecco»:
colore: giallo paglierino, piu’ o meno carico;
«Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» spumante superiore:
colore: giallo paglierino piu’ o meno intenso, brillante, con
estratto non riduttore minimo: 16g/l.;
«Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» frizzante:
colore: giallo paglierino piu’ o meno intenso, con formazione di bollicine;
sapore: da secco ad amabile, fruttato, caratteristico;
Per tale tipologia prodotta tradizionalmente per fermentazione in bottiglia, e’ possibile la presenza di una velatura. In tal caso e’ obbligatorio riportare in etichetta la dicitura «rifermentazione in bottiglia». Le caratteristiche dell’odore e del sapore per detto vino e l’acidita’ totale minima sono le seguenti:
sapore: asciutto, frizzante, fruttato con possibili sentori di
crosta di pane e lievito;
E’ facolta’ del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare con proprio decreto i limiti minimi sopra indicati per l’acidita’ totale e l’estratto non riduttore.
1. Nell’etichettatura della tipologia spumante la predetta denominazione «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» e’ accompagnata dalla menzione «superiore».
2. Nella designazione dei vini D.O.C.G. «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» e’ vietata qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quella prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra», «scelto», «selezionato», e similari.
3. E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
4. Le indicazioni tendenti a specificare l’attivita’ agricola dell’imbottigliatore quali «viticoltore», «fattoria», «tenuta», «podere», «cascina», ed altri termini similari sono consentite in osservanza delle disposizioni CE in materia.
5. Nell’etichettatura la denominazione «Prosecco» deve seguire il nome della denominazione «Colli Asolanip o «Asolo» ed avere caratteri di dimensioni uguali o inferiori alla stessa. La menzione «Superiore» dovra’ utilizzare caratteri di dimensioni massime pari a due terzi del nome della denominazione.
1. I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» devono essere immessi al consumo, nei recipienti in vetro tradizionali per la zona, delle capacita’ consentite dalle norme metrologiche nazionali e comunitarie vigenti, fino a 5 litri, ed aventi una gamma colorimetrica che puo’ variare nelle varie intensita’ e tonalita’ del bianco, del giallo, del verde, del marrone, del grigio-nero.
2. Su richiesta degli operatori interessati, con apposita autorizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e’ consentito, in occasione di particolari eventi espositivi o promozionali, l’utilizzo di contenitori tradizionali della capacita’ di litri 6, 9 e superiori.
3. Per la chiusura delle bottiglie e’ consentito solo l’uso di tappi raso bocca in sughero; i recipienti di capacita’ non superiore a 0,375 litri possono utilizzare il tappo a vite.
Per la tipologia frizzante e’ altresi’ ammesso l’utilizzo del tappo cilindrico di sughero trattenuto dalla tradizionale chiusura in spago.
Per la tipologia spumante i recipienti devono essere chiusi con il tappo a fungo di sughero marchiato con il nome della denominazione,
per i recipienti di capacita’ non superiore a 0,200 litri e’ consentito l’uso del tappo a vite con sovratappo a fungo in plastica.
Rettifica del disciplinare di produzione dei vini
«Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco». (10A01872) (GU n. 39 del 17-2-2010)
Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante nuova disciplinadelle denominazioni di origine dei vini;
Visto il decreto ministeriale 17 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 173 del 28 luglio 2009, concernente il riconoscimento della denominazione di origine controllata dei vini «Prosecco», il riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» e il riconoscimento della denominazione diorigine controllata e garantita dei vini «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» per le rispettive sottozone e l’approvazione dei relativi disciplinari di produzione;
Vista le istanze presentate dal Consorzio tutela vini Montello e Colli Asolani e dalla Regione Veneto, rispettivamente in data 2 febbraio 2010 e 4 febbraio 2010, con le quali e’ stato segnalato che all’art. 3 del disciplinare di produzione della DOCG «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco», approvato con il richiamato decreto, e’ stato erroneamente riportato il nome del Comune di Possagno del Grappa, anziche’ Possagno, e che all’art. 8, comma 3, dello stesso disciplinare e’ stato omesso il riferimento alla possibilita’ di utilizzare il tappo «a fungo», per il confezionamento della tipologia frizzante della citata DOCG, e con le quali hanno richiesto di provvedere alla rettifica di cui trattasi;
Considerato che le predette imprecisioni siano da attribuire ad un mero errore materiale verificatosi nella definitiva stesura del disciplinare in questione e che in ogni caso la possibilita’ di utilizzare il tappo «a fungo» per la tipologia frizzante della DOCG «Colli Asolani» o «Asolo» era gia’ consentita dalla vigente normativa nazionale e comunitaria per la medesima tipologia della preesistente DOC;
Ritenuto pertanto di dover apportare la conseguente rettifica all’art. 3, comma 1, lett. A, e all’art. 8, comma 3, del disciplinare di produzione della citata DOCG;
1. All’art. 3, comma 1, lett. A, del disciplinare di produzione della DOCG «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco», approvato con il decreto ministeriale 17 luglio 2009 richiamato nelle premesse, il nome del Comune di «Possagno del Grappa» e’ sostituito con «Possagno».
2. L’art. 8, comma 3, secondo capoverso, del citato disciplinare di produzione e’ sostituito dal seguente testo: «Per la tipologia frizzante e’ consentito l’uso delle chiusure sopra menzionate o del tappo a fungo in sughero, inoltre e’ consentito che il tappo cilindrico di sughero sia trattenuto dalla tradizionale chiusura in spago.»