Source: https://news.avvocatoandreani.it/doc/cassazione-civile-sez-unite-sentenza-14-09-2016-18121-103233.html
Timestamp: 2020-08-07 03:46:26+00:00
Document Index: 80037481

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 30', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 50']

Cassazione civile Sez. Unite, Sentenza 14-09-2016, n. 18121
IL BIRILLO S.A.S., in persona del socio accomandatario pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CARDINAL DE LUCA 1, presso lo studio dell'avvocato ANTONIO JACOPO MANCA GRAZIADEI, rappresentata e difesa dagli avvocati VERONICA DINI e LINO TERRANOVA, per delega in calce al ricorso;
CONDOMINIO VIALE (OMISSIS), in persona dell'Amministratore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PANAMA 52, presso lo STUDIO LS LEXJUS SINACTA, rappresentato e difeso dall'avvocato AUGUSTO CIRLA, per delega in calce al controricorso;
Con sentenza in data 29-11-2012 il Tribunale di Milano, in accoglimento della domanda proposta dal Condominio di viale Monte Nero n. 66 Milano nei confronti di C.R.M. e della s.a.s. Il Birillo, dichiarava contrari al regolamento condominiale la trasformazione d'uso dei locali di proprietà della C. e lo svolgimento, in detti locali, da parte della s.a.s. Il Birillo, dell'attività di bar-tavola calda; illegittimi gli interventi eseguiti o programmati che, senza previa autorizzazione, comportassero modifiche alla tubazione d'acqua e di quelle di scarico per la creazione di due servizi igienici nel piano interrato o comunque quelli che comportassero modifiche all'impianto di riscaldamento per la creazione di un impianto di riscaldamento sempre al piano interrato, nonchè quelli comportanti interventi sulle solette per la creazione e installazione di impianto porta persone. Il Tribunale, inoltre, condannava le convenute al risarcimento dei danni in favore del Condominio, nella misura di Euro 7.080,00, oltre interessi legali.
La s.a.s. Il Birillo proponeva appello avverso la predetta decisione dinanzi alla Corte di Appello di Brescia, motivando la scelta di tale Ufficio Giudiziario, in luogo della Corte di Appello di Milano, sul rilievo che, nel corso del giudizio di primo grado dinanzi al Tribunale di Milano, si erano verificati fatti tali da chiarire che, sebbene l'azione giudiziaria fosse stata proposta formalmente dal solo Condominio, in realtà risultava essere stato parte attiva il condomino dott. A., giudice del Tribunale di Milano; sicchè, in applicazione dell'art. 30 bis cod. proc. civ., la causa doveva essere attribuita al giudice che ha sede nel capoluogo del distretto di Corte di Appello determinato ai sensidell'art. 11 cod. proc. pen..
Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso la s.a.s. Il Birillo, con atto notificato il 4-2-2014, sulla base di sei motivi.
Con il secondo motivo la società Il Birillo si duole dell'omesso esame circa un fatto decisivo, in relazione all'affermazione secondo cui il dott. A. non era stato parte del giudizio di prime cure, non sembrando essere effettivo condomino dello stabile di via (OMISSIS). Sostiene che la circostanza che il predetto magistrato sia divenuto parte sostanziale del giudizio di prime cure è dimostrata da una serie di elementi documentali, ignorati dal giudice di appello. Fa presente, in particolare, che l' A. e la moglie hanno presentato ben 18 esposti in relazione al progetto edilizio presentato dal socio accomandatario della s.a.s. Il Birillo, e che nel corso del giudizio il magistrato ha posto in essere una serie di interferenze nel procedimento giudiziario svoltosi dinanzi al Tribunale di Milano.
Con il quinto motivo la società Il Birillo denuncia la violazione degli artt. 30 bis e 50 c.p.c.. Deduce che, ai sensi dell'art. 30 bis c.p.c., nella parte residualmente in vigore a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 147 del 25-5-2004, la causa in oggetto deve essere attribuita al giudice che ha sede nel capoluogo del distretto di Corte di Appello determinato ex art. 11 c.p.p., in quanto l'azione promossa dal Condominio di viale (OMISSIS) attiene a danni che sarebbero stati arrecati (al solo condomino A.) da un'attività edilizia abusiva, corroborata da falsi in atti pubblici, tenuto conto delle numerose accuse di commissione di illeciti penalmente rilevanti mosse dal magistrato a carico del rappresentante della società Il Birillo.
In ogni caso, si osserva che la questione dello spostamento della competenza ai sensi della citata norma di legge avrebbe dovuto essere eventualmente fatta valere dalla parte interessata in primo grado, nei termini previstidall'art. 38 cod. proc. civ..
Il vero punto di rottura con il tradizionale indirizzo, peraltro, si è registrato con la menzionata sentenza n. 2709 del 2005: prima di essa, infatti, non si era mai dubitato, in giurisprudenza, della applicabilità dell'art. 50 cod. proc. civ.(e dei conseguenti effetti conservativi) nella ipotesi di appello proposto dinanzi a un giudice incompetente solo per territorio.