Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=17844:17sanpaolorel,ind&catid=227&tmpl=component&print=1&layout=default&Itemid=139
Timestamp: 2020-08-04 06:03:41+00:00
Document Index: 109266814

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 106', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 4']

Tipologia: Protocollo delle relazioni industriali
Data firma: 15 dicembre 2017
Parti: Intesa Sanpaolo e Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl Credito, Uilca, Unità Sindacale Falcri - Silcea - Sinfub
Art. 8 - Commissione sulla Formazione e la riqualificazione professionale
In Milano, in data 15 dicembre 2017, tra Intesa Sanpaolo spa., anche nella qualità di Capogruppo e le OO.SS. Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Ugl Credito, Uilca e Unità Sindacale Falcri - Silcea - Sinfub
• la continua evoluzione dei mercati/servizi finanziari e dei conseguenti modelli di business, i bisogni nuovi e in costante evoluzione della clientela, le mutate caratteristiche degli operatori bancari e della concorrenza nelle attività economiche e finanziarie e soprattutto le peculiari caratteristiche di rappresentanza e rappresentatività del Settore, rendono il dialogo sociale e le relazioni sindacali strategiche per il raggiungimento degli obiettivi aziendali del Gruppo Intesa Sanpaolo (di seguito ISP o Gruppo) e il coinvolgimento delle persone, che hanno rappresentato e continuano a rappresentare il fattore abilitante per la realizzazione dei Piani d'impresa;
• il modello di Relazioni Industriali del Gruppo che le Parti hanno sviluppato nel tempo in relazione alle sue diverse fasi di vita, adeguando i processi e gli Organismi alle differenti esigenze che di volta in volta si sono presentate, ha permesso di gestire in modo efficace il Piano d'impresa in fase di chiusura e la realizzazione dell'operazione straordinaria di integrazione del perimetro ex Banche Venete e può essere validamente confermato anche per il Piano d'impresa che ISP si appresta a predisporre per il prossimo quadriennio;
• le Parti riconfermano pertanto la sede di Gruppo quale unica sede di confronto idonea a negoziare quanto attribuito dalle normative di legge e/o di contratto per il secondo livello di contrattazione ed a individuare soluzioni atte ad accompagnare i processi di riorganizzazione in corso, anche con riguardo all'attuazione del Piano Industriale in via di definizione;
• le Parti confermano altresì l'importanza dei livelli di confronto decentrato che permettono la valorizzazione e la verifica degli obiettivi raggiunti dal Gruppo, senza duplicazioni o sovrapposizioni;
• con il Protocollo per lo sviluppo sostenibile del Gruppo 1° febbraio 2017 (di seguito Protocollo 1° febbraio) le Parti hanno condiviso che le Organizzazioni Sindacali di Gruppo costituiscono il riferimento per tutte le persone del Gruppo, sia nel caso di rapporti di lavoro dipendente sia per le tipologie di lavoro introdotte nell'ambito delle politiche attive previste nel citato Protocollo;
• le Parti condividono inoltre un ampliamento della composizione e delle competenze del Comitato Welfare, Sicurezza e Sviluppo sostenibile (di seguito Comitato Welfare), al fine di confermare in capo a tale Organismo la funzione di coinvolgimento dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro aziendale in applicazione alla normativa in materia di produttività e di connesse agevolazioni fiscali e/o contributive;
Gli Organismi che costituiscono il sistema di Relazioni Industriali del Gruppo sono i seguenti:
In relazione alle materie trattate, le Organizzazioni Sindacali firmatarie si impegnano, per sé e per i propri rappresentanti nominati nei suddetti Organismi, all'utilizzo delle informazioni ricevute a titolo riservato unicamente nei limiti ed allo scopo del presente Protocollo, alla riservatezza ed alla non diffusione delle informazioni "price sensitive" dichiarate dall'Azienda o relative agli apparati di Sicurezza e comunque delle informazioni societarie di cui vengono a conoscenza in tali sedi.
La Delegazione Sindacale di Gruppo è costituita in applicazione dell'articolo 22 del CCNL 31 marzo 2015 e di quanto previsto dal presente Protocollo.
Alla Delegazione Sindacale di Gruppo sono assegnate tutte le competenze demandate dalla normativa di legge e di settore al secondo livello di contrattazione. Per i casi in cui la legge individua espressamente il solo livello aziendale, la Delegazione definisce accordi quadro da recepire presso le Società.
In particolare, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la Delegazione, in applicazione dell'articolo 22, comma 1, del CCNL 31 marzo 2015:
stipula intese vincolanti per tutte le Società del Gruppo (all'attualità riportate all'allegato 1) e le rispettive OO.SS. nelle seguenti materie:
o premio aziendale o premio variabile di risultato;
o previdenza complementare; o assistenza sanitaria;
o garanzie volte alla sicurezza del lavoro;
o tutela delle condizioni igienico sanitarie dell'ambiente di lavoro;
o inquadramenti e percorsi di sviluppo professionale di cui agli artt. 82 comma 7 e 90 comma 10 del CCNL 31 marzo 2015, su iniziativa dell'Azienda;
o le procedure sindacali di cui agli articoli 51, 52, 72, 76, 86 e 90 del CCNL 31 marzo 2015 oltre a quanto previsto agli artt. 18, 19 e 23 del medesimo CCNL
ed anche, in considerazione del percorso sinora svolto,
o la mobilità infragruppo anche al di fuori delle fattispecie di cui agli articoli 17, 20 e 21 del vigente CCNL
o eventuali intese per promuovere attività ricreative, culturali, sportive e di servizi e cura della persona
La Delegazione di gruppo è anche l'organismo individuato dalle parti per la sottoscrizione delle intese applicative della normativa di legge di cui all'art. 4 della legge 300/1970.
Detta Delegazione è composta nel numero massimo di dirigenti sindacali previsti per ciascuna Organizzazione Sindacale dal CCNL vigente ed ai Delegati stessi sono riconosciute, di fatto, le agibilità previste dall'Accordo di Settore 25 novembre 2015.
Per svolgere altresì l'attività prevista dal presente accordo e quella relativa alla rappresentanza che le Delegazioni di Gruppo hanno acquisito per le tipologie di lavoro introdotte nell'ambito delle politiche attive previste nel citato Protocollo 1° febbraio, la Capogruppo riconoscerà un numero aggiuntivo di distacchi a tempo pieno con le medesime modalità previste dall'accordo di Settore 25 novembre 2015, sulla base della seguente tabella:
oltre 9 e fino a 18 %
oltre 18 %
Il Comitato di Consultazione è destinatario di specifiche sessioni di incontro in ordine ad iniziative in materie di lavoro di interesse generale per il Gruppo, con particolare riguardo alle modalità applicative ed ai profili interpretativi degli accordi stipulati e, quando necessario, di informative inerenti l'andamento del Piano industriale.
Con riferimento all'applicazione dell'art. 4 della Legge n. 300/1970 come modificato dal D.Lgs. n. 151/2015, al Comitato sono altresì attribuite funzioni di valutazione degli eventuali interventi che si renderanno di volta in volta necessari al fine di assicurare che le scelte adottate circa gli impianti, le apparecchiature e le modalità operative rispondano ai principi condivisi con l'Accordo 15 marzo 2017.
Le Parti condividono l'intento di ricercare, nella prospettiva di migliorare il benessere dei dipendenti e la produttività aziendale, soluzioni e/o misure anche sul piano normativo, per rispondere ai variegati e molteplici bisogni esistenti nell'area della previdenza, dell'assistenza e dei servizi a favore delle famiglie, dell'educazione e del migliore equilibrio nell'uso del tempo.
• monitorare gli andamenti in materia di previdenza ed assistenza integrativa al fine di analizzare ed individuare soluzioni da prospettare alla Delegazione di Gruppo e/o alle Parti competenti per garantire la necessaria sostenibilità normativa ed economica;
Le Parti, anche alla luce delle innovazioni introdotte dalla normativa di legge per la regolamentazione degli strumenti di welfare aziendale e di conciliazione, confermando integralmente le finalità e i compiti del Comitato Welfare sopra riportati, che già realizzano quanto richiesto dalle disposizioni di legge in materia, si danno atto che con riferimento al coinvolgimento dei lavoratori, il Comitato Welfare continuerà ad operare - anche mediante il ricorso a specifici momenti di ascolto - individuando modalità di organizzazione del lavoro che possano migliorare la produttività e portare vantaggi per i lavoratori, definendo anche specifici indicatori che consentano di monitorare il raggiungimento degli obiettivi di produttività e/o redditività previsti dalla normativa di legge in materia di detassazione e/o decontribuzione.
• analizzare, secondo criteri omogenei, le eventuali segnalazioni di comportamento non coerenti con i valori di Gruppo (dignità delle persone, responsabilità, fiducia, integrità e trasparenza), trasmesse anche dai Coordinatori RR.SS.AA. di Area, garantendone il periodico monitoraggio; e formulare eventuali proposte di azioni positive finalizzate alla prevenzione delle eventuali situazioni di criticità ed a favorire comportamenti coerenti con il codice etico;
• prevedere opportune iniziative di miglioramento e sensibilizzazione sulla Responsabilità Sociale d’impresa.
• sicurezza: eventi criminosi (situazione in atto e strumenti di prevenzione), sperimentazioni aziendali relative a tecnologie, apprestamenti od altri interventi in materia di sicurezza, nonché il posizionamento del Gruppo rispetto al Settore;
Alla luce del più ampio ambito di intervento del Comitato Welfare - sempre composto da un'adeguata rappresentanza dell'Azienda e da una rappresentanza dei lavoratori individuati tra i componenti sindacali del Comitato stesso - vedrà la partecipazione di un numero massimo di componenti che si determina in ragione di cinque, per ciascuna delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente Protocollo.
• ulteriori componenti, nel limite massimo di sette, in proporzione alla rispettiva rappresentatività in azienda (numero degli iscritti a ciascun sindacato al 31 dicembre di ogni anno, rispetto al totale degli iscritti ai sindacati, con arrotondamento ad uno in caso di percentuale uguale o maggiore a 0,5).
Le Parti confermano che il Comitato Welfare è l'organismo bilaterale:
• che realizza il coinvolgimento dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro, anche attraverso la raccolta presso i lavoratori di suggerimenti/indicazioni finalizzati a realizzare momenti di ascolto e di monitoraggio su quanto definito nell'ambito del Comitato stesso, in coerenza con quanto previsto dalle vigenti disposizioni fiscali e contributive in materia;
• di confronto deputato ad analizzare periodicamente le risultanze delle segnalazioni, a proporre iniziative volte a migliorare il clima aziendale, nonché a interloquire con la Commissione Nazionale, secondo quanto stabilito dall'Accordo Nazionale relativo alle Politiche Commerciali e Organizzazione del Lavoro sottoscritto in data 8 febbraio 2017;
• sulla formazione secondo quanto previsto dall'Accordo FBA del 15 marzo 2016 come anche esplicitato nell'art. 8 del presente Protocollo.
Nel caso degli incontri in sede di Comitato su materie di competenza delle Commissioni Pari Opportunità e/o Formazione e riqualificazione professionale di cui agli art. 7 e 8 del Protocollo, il Comitato sarà integrato da non più di 2 componenti per Sigla fino a un massimo di 4 appartenenti a Commissioni costituite a livello aziendale.
Tenuto conto delle peculiarità organizzative del Gruppo, articolato in Banche dei Territori ed in territori commerciali collegati alla tipologia di clientela servita, le Parti confermano che i Coordinatori Territoriali delle RR.SS.AA. (di seguito Coordinatori) costituiscono il punto di raccordo delle stesse nelle diverse Società/territori esistenti e, alla luce dell'evoluzione che potrà avere la presenza territoriale nel corso del Piano d'impresa in via di predisposizione, confermano la necessità di valorizzare i momenti di informazione e consultazione anche a livello territoriale, tenendo conto dei principi generali, delle normative e delle regolamentazioni di cui alle leggi ed al CCNL e ai protocolli vigenti, nonché delle specifiche problematiche locali.
In coerenza con l'articolazione organizzativa del Gruppo, sono costituiti i Coordinamenti RRSSAA di Area - intesa come tale quella individuata quale Area Imprese nel modello di servizio applicato a decorrere dal 19 gennaio 2015 - e di Direzione Centrale; in tale ambito ciascuna O.S. può costituire a livello di Area /Direzione Centrale (di seguito riportato solo come Area) un Coordinamento delle RR.SS.AA costituite presso le Società di cui all'allegato n. 2 e che insistono nel perimetro territoriale di competenza dell'Area stessa.
Il numero complessivo di 300 coordinatori viene ripartito tra le Sigle firmatarie il presente accordo sulla base:
- di un numero fisso di Coordinatori per ciascuna Sigla sulla base della seguente tabella, calcolata sulle Società di cui all'allegato 2 (di seguito "Coordinatori fissi"):
da 10% a 15 %
da 15% a 20%
i dati di cui sopra si fa riferimento al 31/12 dell'anno precedente.
La nomina del Coordinatore potrà avvenire a condizione che:
- la Sigla abbia almeno 50 iscritti nell'Area per la quale sta nominando il Coordinatore;
- il Coordinatore sia Dirigente RSA di unità produttiva appartenente all'Area per la quale viene nominato Coordinatore, salvo che per i "Coordinatori fissi" per i quali, in virtù dell'evoluzione già realizzatasi nell'ambito delle RR.SS.AA. e delle prospettive future, è ammessa la possibilità di nomina tra i Dirigenti Sindacali Nazionali e di Strutture periferiche territoriali di cui all'Accordo nazionale 25 novembre 2015, in servizio presso le Società di cui all'allegato 2 del presente Protocollo, purché assegnati ad un'unità produttiva dell'Area per la quale sono nominati Coordinatori.
Tali "Coordinatori fissi", qualora non Dirigenti RSA, in costanza di mandato, potranno essere trasferiti a unità produttiva in comune diverso al di fuori dell'Area per la quale sono stati nominati, solo previo "nulla osta" della Delegazione di Gruppo della Sigla di appartenenza.
- 3 giorni all'anno per consentire ai Coordinatori medesimi di partecipare alle riunioni dell'organo di coordinamento di cui all'art. 15 dell'Accordo in materia di libertà sindacali 25 novembre 2015, ulteriori rispetto a quelli di cui al comma 3 dell'art. 17 del citato 25 novembre 2015;
La Capogruppo si rende sin d'ora disponibile a valutare eventuali richieste, avanzate unitariamente dalle Delegazioni Sindacali di Gruppo di svolgimento di tali incontri trimestrali in sede congiunta, nel caso di Aree limitrofe.
Al fine di fornire una visione integrata delle attività delle Direzioni Commerciali Retail, Personal e Imprese, annualmente, il primo degli incontri trimestrali previsti sarà svolto presso la sede della Direzione Regionale, con una specifica Delegazione Sindacale costituita, per ogni sigla, da un Coordinatore delle RR.SS.AA. per ciascuna delle Aree che compongono la Direzione Regionale stessa.
In caso di Sigla che non abbia designato un Coordinatore in nessuna delle Aree che compongono la Direzione Regionale, ovvero nel caso in cui la Direzione Regionale ricomprenda più di una Banca, la Delegazione sindacale potrà essere costituita e/o integrata da un componente degli Organismi Sindacali Aziendali per ogni Banca della Divisione Banca dei Territori che insista sulla Direzione Regionale.
La Delegazione sindacale di cui ai commi che precedono potrà essere integrata da Coordinatori delle Aree e/o da componenti degli Organismi Sindacali Aziendali delle Banche che insistono sulla Direzione Regionale, fermo restando che il numero complessivo di tale Delegazione non potrà superare le 8 unità per Sigla.
• dato complessivo dei dipendenti assegnati al complesso dell'Area di riferimento, nonché disaggregato in base agli inquadramenti, ai territori commerciali, a part-time/fuil-time ai contratti a tempo indeterminato, a quelli a tempo determinato e agli apprendisti;
• distribuzione territoriale delle Filiali per territorio commerciale con indicazioni previsionali, in coerenza con quanto fornito a livello di Gruppo, in ordine all'ottimizzazione, ovvero alla razionalizzazione della Rete Commerciale di pertinenza dell'Area, con conseguente segnalazione —delle prevedibili aperture o chiusure di Unità Operative;
• interventi effettuati o previsti per l'eliminazione delle barriere architettoniche (art. 12 lett. D punto 1 del CCNL).
• avanzamenti di carriera intervenuti nei confronti del personale dell'Area con ripartizione tra provvedimenti di merito, automatismi ed inquadramenti, con indicazione per ciascuna tipologia della percentuale riguardante il personale femminile.
Oltre agli incontri indicati annualmente si svolgerà uno specifico incontro:
a. per ISGS, presso Milano, con i componenti delle Segreterie degli Organi di Coordinamento delle OO.SS.. Tale incontro dà attuazione anche al primo degli specifici incontri previsti per le sedi di ISGS con oltre 500 dipendenti e per le Sedi Centrali di Milano/Assago/Sesto S.G. e Torino/Moncalieri;
b. per la Divisione Fideuram- Intesa Sanpaolo Private Banking, presso Milano, con gli Organismi Sindacali Aziendali costituiti presso le Aziende che rientrano nel perimetro di detta Divisione; resta inteso che tale incontro si aggiunge agli incontri aziendali semestrali di seguito descritti anch'essi da svolgersi in forma aggregata per le Società appartenenti a tale Divisione.
L'Azienda verificherà la possibilità di consentire collegamenti a distanza in videoconferenza in occasione degli incontri in sede di Direzione Regionale nonché a quelli previsti nel comma precedente al fine di favorire la partecipazione anche dei relativi Componenti.
Presso la sede dell'Area/Direzione, in occasione dei predetti incontri o, comunque, in data successiva da concordare con l'Azienda, è delegata ad un Coordinatore RRSSAA dell'Area/Direzione per Sigla la possibilità di prendere visione delle registrazioni relative al lavoro straordinario di cui all'art. 106, comma 13 CCNL relativa al perimetro di competenza, nell'ambito delle agibilità previste all'art. 5 del presente Protocollo.
Le Parti si danno atto che il complesso degli incontri previsti dal presente Protocollo a livello sia di Gruppo e sia territoriale, nonché l'articolazione dei dati resi disponibili in tali ambiti danno attuazione alle previsioni di cui agli arti. 12, 13 e 106 (comma 13) del CCNL 31 marzo 2015 per le aziende del Gruppo.
Con riferimento all'art. 15 del CCNL 31 marzo 2015, è possibile costituire apposita Commissione aziendale per l'analisi e la valutazione congiunta della materia delle pari opportunità, allo scopo di programmare azioni positive per valorizzare le risorse del lavoro femminile.
- elabora risultati e proposte da trasferire alla Commissione Nazionale che la Società terrà presente in occasione della redazione del rapporto previsto dalla L. 125/1991 e successive
- modifiche/integrazioni.
• specifica focalizzazione su aspetti trasversali alle singole Aziende;
• verifica in ordine all'estensione di eventuali iniziative, azioni positive che venissero elaborate dalle Commissioni di cui al comma 1;
• proposizione alle Commissioni di cui al comma 1 di eventuali iniziative, azioni positive e tematiche di carattere trasversale alle diverse realtà del Gruppo.
Ai Componenti che prendono parte agli incontri delle Commissioni viene concesso un permesso sindacale in franchigia per la giornata a valere sulle previsioni di cui all'art. 15 del CCNL 31 marzo 2015.
Ai sensi dell'alt. 16 del CCNL 31 marzo 2015 a livello aziendale può essere costituito l'Organismo paritetico sulla Formazione, denominato nell'ambito delle Società del Gruppo Commissione sulla formazione e sulla riqualificazione professionale, al fine di attivare le procedure di accesso ai fondi comunitari, nazionali e regionali.
- esamina per ogni progetto finanziabile, l'idoneità e la completezza della documentazione predisposta e/o presentata dall'Azienda per avviare la procedura di accesso a finanziamenti comunitari, nazionali e regionali e quelli specifici di settore su iniziative formative predisposte da Enbicredito;
• affermare sempre più una cultura organizzativa improntata ai valori del rispetto delle persone, responsabilità, fiducia, integrità e trasparenza;
• creare una conoscenza diffusa ed una cultura adeguata in materia di sicurezza al fine di favorire l'adozione di comportamenti coerenti da parte di tutto il personale.
• un componente per ciascuna Organizzazione Sindacale firmataria;
• per l'Azienda: esponenti delle funzioni aziendali cui sono demandati i compiti di seguire, a vari livelli per i diversi aspetti, le tematiche in materia di Formazione e dei rapporti con le OOSS.
Qualora le materie trattate interessino almeno due Aziende del Gruppo Intesa Sanpaolo gli incontri si svolgeranno a livello di Comitato welfare, sicurezza e sviluppo sostenibile nel numero stabilito all'art. 4, integrato da non più di 4 componenti per Sigla appartenenti agli Organismi costituiti a livello aziendale, con:
• specifica focalizzazione su aspetti trasversali alle singole realtà aziendali;
• verifica in ordine all'estensione di eventuali interventi di formazione che venissero elaborate dalla Commissione di cui al comma 1;
• proposizione alla Commissione di cui al comma 1 di eventuali interventi di formazione che, prendendo spunto da peculiarità aziendali, possano essere estese a livello di Gruppo;
• esame, per ogni progetto finanziabile, dell'idoneità e della completezza della documentazione predisposta e/o presentata dall'Azienda per avviare la procedura di accesso a finanziamenti comunitari, nazionali e regionali e quelli specifici di settore su iniziative formative predisposte da Enbicredito.
Ciascuna Organizzazione Sindacale dovrà provvedere entro il 31 marzo 2018 a regolarizzare la nomina dei dirigenti Sindacali delle rappresentanze sindacali aziendali della ex Popolare di Vicenza ed ex Veneto Banca confermate in via convenzionale dal Protocollo 13 luglio 2017, secondo quanto ivi previsto.
Fermo tutto quanto precede, il Protocollo ha validità dal 1° gennaio 2018 e scadrà il 31 dicembre 2021 e sarà applicato, a decorrere dal 2019 esclusivamente nei confronti delle OO.SS. che al 31 dicembre 2018, avranno una rappresentatività a livello di settore superiore al 5%. Per i successivi periodi di validità si terrà conto di quanto tempo per tempo sarà definito in sede nazionale in tema di rappresentatività.
• BANCA 5
• BANCA APULIA
• BANCA NUOVA
• CONSORZIO STUDI E RICERCHE FISCALI
• INTESA SANPAOLO CASA (*)
• INTESA SANPAOLO PROVIS
• INTESA SANPAOLO REOCO (*)
• SANPAOLO INVEST SIM SERVIZI BANCARI
(*) alla società viene applicato il contratto complementare del Credito
• BANCA APUUA
• CASSA DEI RISPARMI DI FORLÌ’ E DELLA ROMAGNA