Source: http://www.ingegneri.info/news/ambiente-e-territorio/appalti-verdi-dalla-green-economy-al-nuovo-codice-appalti/
Timestamp: 2018-07-20 18:28:53+00:00
Document Index: 14802109

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 34', 'art. 71', 'art. 34', 'art. 144', 'art. 68', 'art. 34']

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Appalti verdi: dalla green economy al nuovo codice appalti
Il legislatore italiano preme sull'acceleratore in materia di appalti verdi, dettando la tempistica per incrementare l''applicazione dei CAM negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e forniture
Ambiente e Sviluppo del Territorio Nuovo Codice Appalti 2016 Claudio Bovino 29 giugno 2016
Per quanto riguarda gli acquisti verdi della PA (GPP), il legislatore, con il DM 24 maggio 2016, fornisce la tempistica per l’incremento progressivo dell’applicazione dei criteri minimi ambientali (CAM) negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e forniture.
Viene così data attuazione a quanto previsto dal nuovo codice appalti, al quale si deve la riconferma dell’innovativo obbligo di applicazione dei CAM nei bandi di gara, a sua volta introdotto dal Collegato ambientale.
Nel 2015, grazie al c.d. Collegato ambientale, ossia la Legge n. 221/2015 sulla Green economy, l’Italia è diventata il primo Paese europeo ad aver imposto l’obbligo, per le stazioni appaltanti, di applicazione dei CAM (criteri ambientali minimi), stabiliti da appositi decreti del Ministero dell’Ambiente, ampliando l’importanza che gli “acquisti sostenibili” – il c.d Green Public Procurement, GPP -, rivestono come strumento strategico per favorire la “transizione” verso una economia più sostenibile.
Leggi anche: Collegato ambientale: GPP e criteri ambientali minimi
In concreto, il “Collegato ambientale” aveva inserito nel D.Lgs. n. 163/2006 il nuovo art. 68-bis rubricato “Applicazione di criteri ambientali minimi negli appalti pubblici per le forniture e negli affidamenti di servizi”.
Grazie a un’altra modifica, l’art. 7, comma 4, del D.Lgs. n. 163/2006, assegnava all’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture il compito di monitorare l’applicazione dei CAM – di cui ai decreti attuativi del DM Ambiente 11 aprile 2008 – e il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (lettera aggiunta dall’art. 19, comma 1, Legge n. 221/2015).
Il Nuovo Codice degli Appalti rilancia i Criteri AmbientaliMinimi
Come accennato, il successivo passo per l’affermazione del GPP è stato rappresentato dalle norme contenute nel D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, cioè il nuovo Codice Appalti.
Il D.Lgs. n. 50/2016 ha abrogato – a decorrere dal 19 aprile 2016 – il previgente D.Lgs. n. 163/2006, e con l’art. 34, espressamente dedicato ai “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale”, ha confermato le previsioni introdotte dal “Collegato ambientale”, contemplando l’inserimento obbligatorio nei bandi di gara dei “criteri ambientali minimi” (CAM) che siano stati adottati dal MATTM.
Più in dettaglio, il nuovo “Codice appalti” (D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50) ha previsto, all’art. 71, che i “bandi di gara” debbano contenere anche i “criteri ambientali minimi” (CAM) di cui all’art. 34 (Criteri di sostenibilità energetica e ambientale): secondo quest’ultima norma, le stazioni appaltanti devono contribuire al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della PA (c.d. PAN GPP di cui al DM 11 aprile 2008) attraverso l’inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM adottati con decreto del Ministro dell’Ambiente e conformemente, in riferimento all’acquisto di prodotti e servizi nei settori della ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari, a quanto specificamente previsto nell’art. 144.
Nell’ambito del nuovo Codice appalti (D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50), il ruolo del GPP è stato ulteriormente confermato dall’art. 68, comma 1, il quale contempla l’inserimento nei documenti di gara delle specifiche tecniche indicate al punto 1 dell’Allegato XIII, il quale precisa che le specifiche definiscono:
a) nel caso di appalti pubblici di lavori:
l’insieme delle prescrizioni tecniche contenute, in particolare, nei documenti di gara, che definiscono le caratteristiche richieste di un materiale, un prodotto o una fornitura in modo che rispondano all’uso a cui sono destinati dall’amministrazione aggiudicatrice; tra queste caratteristiche rientrano i livelli della prestazione ambientale e le ripercussioni sul clima, la progettazione che tenga conto di tutti i requisiti (compresa l’accessibilità per persone con disabilità) la valutazione della conformità, la proprietà d’uso, la sicurezza o le dimensioni, incluse le procedure riguardanti il sistema di garanzia della qualità, la terminologia, i simboli, il collaudo e metodi di prova, l’imballaggio, la marcatura e l’etichettatura, le istruzioni per l’uso, nonché i processi e i metodi di produzione in qualsiasi momento del ciclo di vita dei lavori;
b) nel caso di appalti pubblici di servizi o di forniture:
le specifiche contenute in un documento, che definiscono le caratteristiche richieste di un prodotto o di un servizio, tra cui i livelli di qualità, i livelli di prestazione ambientale e le ripercussioni sul clima, una progettazione che tenga conto di tutte le esigenze (compresa l’accessibilità per le persone con disabilità) e la valutazione della conformità, la proprietà d’uso, l’uso del prodotto, la sicurezza o le dimensioni, compresi i requisiti applicabili al prodotto quali la denominazione di vendita, la terminologia, i simboli, il collaudo e i metodi di prova, l’imballaggio, la marcatura e l’etichettatura, le istruzioni per l’uso, i processi e i metodi di produzione ad ogni stadio del ciclo di vita della fornitura o dei servizi, nonché le procedure di valutazione della conformità).
L’adozione del nuovo Codice Appalti, corredato dell’obbligo di adozione dei CAM è stata seguita, dalla firma di due decreti nella stessa data il 24 maggio 2016, in tema di GPP:
DM 24 maggio 2016 (“Determinazione dei punteggi premianti per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione, e dei punteggi premianti per le forniture di articoli di arredo urbano” – GU Serie Generale n. 131 del 7-6-2016), il quale prevede dei punteggi premianti per l’uso di materiali riciclati;
DM 24 maggio 2016 (“Incremento progressivo dell’applicazione dei criteri minimi ambientali negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e forniture” – GU Serie Generale n. 131 del 7-6-2016), il quale, come anticipato, disciplina l’incremento progressivo dell’applicazione dei CAM negli appalti pubblici per servizi e forniture di pulizie, verde pubblico, rifiuti urbani, arredo urbano, carta.
Le “soglie progressive” introdotte da quest’ultimo provvedimento danno espressa attuazione all’art. 34, comma 3, del D.Lgs. n. 50/2016, il quale aveva demandato a un DM Ambiente il compito di disciplinare, per le categorie di forniture e affidamenti non connessi agli usi finali di energia, un aumento progressivo della percentuale del 50% del valore a base d’asta a cui riferire l’obbligo di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei CAM.
Nel dettaglio, questo secondo DM 24 maggio 2016 stabilisce che, per tali affidamenti, l’obbligo delle stazioni appaltanti di inserire nella documentazione di gara almeno le “specifiche tecniche” e le “clausole contrattuali” dei CAM si applichi in misura non inferiore alle seguenti percentuali del valore dell’appalto, nel rispetto dei termini rispettivamente indicati:
Fino alla data del 31 dicembre 2016 le amministrazioni sono, comunque, tenute a rispettare almeno la percentuale del 50% del valore a base d’asta a cui riferire l’obbligo di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi.
Resta in ogni caso fatto salvo che, nei limiti della percentuale del 100%, le amministrazioni possono applicare incrementi percentuali superiori a quelli disciplinati dal decreto.
In tal modo, il quadro normativo italiano in materia di GPP si è arricchito di un ulteriore tassello che trasformerà, mano a mano, la nostra PA nel primo e più importante consumatore/acquirente di prodotti verdi, innescando, si auspica, un meccanismo virtuoso che possa orientare il mercato e indurre molte aziende a produrre beni e fornire servizi sempre più sostenibili.
A livello più generale, questa forte azione volta sostenere il Green Public Procurement e gli stessi CAM coinvolge la PA a più livelli, mirando a farla diventare non solo più sostenibile ma anche più etica: in merito, si pensi alle norme dello stesso Codice Appalti che riguardano le certificazioni ambientali come eco-label ed EMAS e prevedono facilitazioni per l’accesso agli appalti per le forniture alle PA, oppure, si guardi ad altri provvedimenti che comunque appaiono collegati al GPP come il DM 6 giugno 2012 recante “Guida per l’integrazione dei criteri sociali negli appalti pubblici” (contro lo sfruttamento del lavoro nero e minorile) e le norme della Legge n. 141/15 volte a promuovere l’integrazione delle persone disabili attraverso l’agricoltura sociale.
Un apparato normativo che diviene sempre più solido e che, innegabilmente, può rappresentare un fattore importante di trasformazione della PA italiana incidendo positivamente anche sul piano economico.
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