Source: https://www.electronetmodena.it/indagare_tradimento.html
Timestamp: 2019-11-20 22:44:14+00:00
Document Index: 135214940

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 615', 'sentenza ', 'art. 660', 'art. 660', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 234', 'art. 24', 'art. 494', 'art. 614', 'art. 615', 'art. 494', 'sentenza ', 'art. 817', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'sentenza ', 'art. 617', 'sentenza ', 'art. 617']

Sintesi norme e leggi indagini in Italia | Modena, MO
Luoghi pubblici e autoveicoli.
Registrare o videoregistrare di nascosto se si è presenti sul posto.
Accedere ai pubblici registri.
Indagini fai da te dei privati su questioni personali.
Riprese nascoste per furti o atti vandalici.
Notare dei reati commessi da terzi.
Modalità, finalità e conseguenze delle indagini.
Far credere di essere qualcun'altro.
Le prove non valide.
1 Privacy nelle private dimore.
2 Privacy di telefonate e messaggi.
3 Privacy dei dati personali (GDPR).
LUOGHI PUBBLICI E AUTOVEICOLI
Il luogo pubblico non è tutelato dell'art. 615 C.P. L'art. 615 vieta le interferenze illecite nella vita privata delle persone, ma è applicabile solo nei luoghi di privata dimora. E in Italia non esiste il reato di pedinamento. In luogo pubblico è generalmente ammesso verificare in modo discreto e occasionale comportamenti, compagnie, presenza, ecc. di qualcuno. Anche il Codice di Procedura Penale esclude il pedinamento dalle ipotesi di intercettazione. Il localizzatore GPS è considerato "una forma atipica e innominata di pedinamento" (Cassazione 16130/2002).
In sede giudiziale finora in Italia l'autoveicolo non è mai stato considerato privata dimora, bensì assimilato al luogo pubblico. Es. Cassazione 28251/2009, Cassazione 45512/2014, Cassazione 10095/2001, Cassazione 12042/2008. Fanno eccezione camper, roulotte e cabine di camion perchè simili alla privata dimora. Ma la recente sentenza 33499/2019, pur essendosi conclusa con un'assoluzione ha sollevato l'ipotesi di illecita interferenza nella vita privata delle persone.
In luogo pubblico in principale rischio è l'art. 660 C.P. Cioè non si deve arrecare molestia alla persona controllata. Secondo la Cassazione "pedinare qualcuno in luogo pubblico può divenire reato qualora il soggetto pedinato, ben accorgendosi di essere seguito/controllato, subisca chiaro disagio e venga molestato" (sentenze 18117/2014, 43439/2010, 5855/2001 rif. molestia o disturbo alle persone art. 660 C.P.).
In luogo pubblico generalmente è ammesso anche fotografare/riprendere qualcuno in modo discreto e occasionale. E' statuito che "chi si trova in luogo pubblico, o facilmente visibile da luogo pubblico, accetta consapevolmente di poter essere anche ripreso". Purchè foto o video non vengano pubblicati senza il consenso della persona ritratta (con aggravanti nel caso in cui siano ritratti minori).
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REGISTRARE/VIDEOREGISTRARE DI NASCOSTO QUANDO SI E' PRESENTI
Le registrazioni audio o le videoregistrazioni fatte di nascosto da qualcuno che prende parte ad una conversazione sono lecite. La Cassazione ha più volte confermato che "quando la finalità della registrazione è quella di tutelare un diritto proprio o altrui è lecita, perchè chi prende parte ad una discussione accetta consapevolmente l’eventualità che il suo interlocutore possa captare il contenuto della stessa". La Cassazione ha ammesso registrazioni nascoste sul luogo di lavoro (sentenza 11322/2018) e nella propria privata dimora (sentenza 22221/2017).
1) Registrazione o videoregistrazione devono essere effettuate da qualcuno che sia presente e che prenda parte alla conversazione.
2) Registrazione o videoregistrazione devono avvenire in luogo pubblico o, al limite, nella privata dimora o nell'autoveicolo di chi effettua la captazione nascosta. Non devono avvenire nella privata dimora o dentro l'autoveicolo del soggetto ignaro.
3) Finalità corretta, cioè difendere un proprio o altrui diritto. L'uso deve essere personale: registrazioni o videoregistrazioni non devono essere pubblicamente divulgate.
Posso registrare le mie telefonate? Nel caso di privati cittadini è legale registrare le telefonate sulla propria linea senza preavvisare l'altro interlocutore. Es. sentenze 16886/2007, 18908/2011.
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ACCEDERE AI PUBBLICI REGISTRI
Principali informazioni alle quali chiunque ha il diritto di accedere: visura catastale e ipoteche, planimetria catastale, mappa catastale, estratto di mappa, rendita catastale, elenco immobili, perizia immobiliare, visura camerale, visura protesti, scheda persona e report persona, elenco soci, cariche aziendali, visura partecipazioni, visura statuto, visura targhe automobilistiche, visura proprietari, visura telaio veicolo, visura ipoteche immobili conservatoria, ispezione conservatoria, visura urbanistica e di P.R.G. certificato tribunale carichi pendenti (anche atti amministrativi). Alcuni siti Internet forniscono rapidamente informazioni da pubblici registri.
Posso recarmi in comune e richiedere il certificato di residenza o stato di famiglia di qualcuno? Si. Le anagrafi comunali sono pubblici registri. Bisogna disporre del codice fiscale della persona di cui si richiedono informazioni.
Approfondimenti: Pratiche.it
Approfondimenti: Tuttovisure.it
A volte i privati cittadini fanno indagini in proprio (o 'fai da te') su questioni personali. Con la sentenza 48264/2014 la Cassazione ha statuito: "E' necessaria la licenza di investigatore privato solo nel caso in cui le indagini vengano svolte per conto terzi e in forma imprenditoriale per fini di lucro". La Cassazione ha ammesso anche l'aiuto di amici e parenti senza fini di lucro. In linea generale è ammesso indagare direttamente su proprie questioni personali, purchè si agisca con modalità, finalità e conseguenze legali (*).
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La Cassazione con le sentenze 2890/2015 e 22093/2015 ha statuito che sono legali le videoriprese nascoste fatte in luogo pubblico con il fine di raccogliere delle prove per esercitare il diritto di difesa o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. Non parliamo della videosorveglianza fissa a scopo preventivo ma della videosorveglianza provvisoria investigativa. Si tratta di prove atipiche documentali che possono essere ammesse in Tribunale ex art. 234 CPP.
1) Il controllo video nascosto deve essere limitato al tempo strettamente necessario e deve essere finalizzato a raccogliere delle prove per individuare il responsabile di danni patrimoniali. Ad esempio non sono ammessi controlli video nascosti di durata indefinita perchè si teme che qualcuno un giorno potrebbe rubare o danneggiare qualcosa. Devono esserci prove di ammanchi di cassa già avvenuti recentemente su una precisa cassa. O prove di atti vandalici già avvenuti recentemente su un preciso veicolo. E ragionevoli presunzioni che questi eventi possano ripetersi a breve.
2) Le riprese non devono essere pubblicamente divulgate.
3) Non si devono riprendere private dimore o pertinenze di private dimore (es. la porta del vicino di casa in un condominio o il suo garage).
La Cassazione, nell'emettere le sentenze di cui sopra, si è scontrata con le direttive del Garante della Privacy sulla videosorveglianza (provvedimento del Garante dell'8/4/2010) che pone regole stringenti. Tuttavia la Cassazione ha confermato che, se non vengono riprese private dimore (o pertinenze di private dimore), non c'è alcuna lesione della riservatezza altrui. Purchè i video non vengano pubblicati e purchè si tratti di un sistema video provvisorio per raccogliere delle prove al fine di esercitare il diritto di difesa o, comunque, di far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria.
Approfondimenti studio legale AltaLex: il regime probatorio dei controlli video dei privati. Cliccare qui.
Approfondimenti consulente legale: le riprese video nascoste su ammanchi di cassa nei luoghi di lavoro. Cliccare qui.
NOTARE DEI REATI COMMESSI DA TERZI
Può capitare di notare dei reati commessi da terzi. Traffico di droga, favoreggiamento prostituzione, reati tributari, maltrattamenti, ecc. In Italia non esiste l'obbligo generale di denunciare dei reati commessi da terzi di cui si sia venuti a conoscenza. Fanno eccezione l'essere a conoscenza di reati contro le personalità dello Stato punibili con l'ergastolo, ricevere denaro falso, acquistare beni che poi si scoprono essere di provenienza illecita, l'essere a conoscenza di traffici di materiale esplosivo o di sequestri di persona scopo estorsione.
(*) MODALITA' FINALITA' CONSEGUENZE
(*) MODALITA'.
L'indagine deve essere mirata verso un preciso soggetto, fatto o circostanza. Deve essere svolta con discrezione per il tempo strettamente necessario. Foto, video, fatti, circostanze, files, informazioni e dati personali devono essere custoditi con cura, segretezza e buon senso: vanno usati a livello personale o, se necessario, esibiti in sede giudiziaria sotto supervisione legale. Non devono essere liberamente divulgati a terzi. Fatti, elementi, persone, informazioni che non siano connessi a ciò che si indaga devono essere ignorati, cestinati, oscurati. Il domicilio, la privacy in privata dimora, la privacy delle comunicazioni a distanza (telefonini, PC, tablet, email, WhatsApp, ecc.) e la privacy dei dati personali sono tutelati da apposite leggi (artt. 614, 615, 617-623 C.P. e GDPR, vedere sotto).
(*) FINALITA' CONSEGUENZE.
Non è sufficiente che un'indagine venga svolta con modalità corrette. Devono essere corrette anche le finalità e le conseguenze dell'indagine. Le finalità di un'indagine devono essere tutelare propri o altrui diritti/interessi legittimi, prevenire azioni ingiuste, precostituire delle prove, esercitare diritto di difesa (art. 24 Costituzione), difesa legittima di incolumità, interessi, patrimonio, reputazione, dignità, salute. Finalità o conseguenze di un'indagine non devono essere molestare, rubare, danneggiare, ricattare, estorcere, rapinare, diffamare, fare stalking, divulgare dati personali al pubblico.
Attribuirsi falso nome o falso stato (far credere a qualcuno di essere altra persona) viola l'art. 494 del C.P. Es. assumere prove registrando conversazioni o chat con qualcuno al quale si è fatto credere di essere un'altra persona.
LE PROVE NON VALIDE
Le prove acquisite con modalità illegali non vanno esibite in tribunale. Ad es. non sono valide le prove ottenute violando un domicilio (art. 614 CP), indagando in private dimore (art. 615 CP), intercettando messaggi e telefonate (artt. 617-623 CP), attribuendosi falsa identità (art. 494 CP).
Se tali prove vengono esibite in tribunale, pubblicate o divulgate, si rischia una denuncia. Es. Cassazione 35681/2014. Eventuali prove non valide vanno custodite e gestite con cura e segretezza. Bisogna farne un uso strettamente personale per ponderare, decidere o per organizzare il proseguo delle indagini. Se si ritiene indispensabile esibire prove non valide in tribunale, è importante sentire prima il parere di un legale di fiducia.
Le leggi che tutelano il diritto alla privacy
1) ARTT. 614/615 C.P. TUTELA DEL DOMICILIO E DELLA PRIVACY IN PRIVATA DIMORA.
Solo le Forze dell'Ordine possono violare un domicilio e/o violare il diritto alla privacy nelle private dimore, previo mandato della Magistratura (sono le famose intercettazioni ambientali). Questo è dovuto agli artt. 614/615 del C.P. che tutelano nello specifico il domicilio e il diritto alla privacy nelle private dimore.
Dintorni privata dimora. Con la sentenza 25666/2003 la Cassazione ha esteso la privata dimora anche alle pertinenze dell'abitazione: ingressi abitazioni, garage (escluse scale e altri luoghi comuni condominiali). Secondo la Cassazione sono da considerarsi privata dimora "tutte le cose legate con l'abitazione o con altro luogo di privata dimora da stretto rapporto pertinenziale ai sensi dell'art. 817 c.c." Le aree cortilive, le verande e le porte di ingresso alle abitazioni vengono assimilate alla privata dimora se protette per impedire la visibilità da luogo pubblico (es. siepi, reti oscuranti, muri).
Posso controllare di nascosto la mia privata dimora senza essere presente negli ambienti controllati? "Chiunque si trovi nella privata dimora di qualcuno deve considerarsi protetto nella sua privacy ex art. 615 C.P." Cassazione 9235/2012. Anche se il controllo nascosto è effettuato dal proprietario della dimora, gli organi giudicanti sono orientati alla condanna quando tutti i soggetti presenti sono ignari del controllo nascosto. Invece l'art. 615 non si applica se chi controlla di nascosto la sua privata dimora è anche presente negli ambienti controllati (es. Cassazione 22221/2017).
Approfondimenti dello Studio legale Brocardi sull'art. 615 con esempi commentati: cliccare qui.
2) ARTT. 617-623 C.P. TUTELA DELLA PRIVACY DI TELEFONATE, SMS, EMAIL, WHATSAPP, POSTA, PC, TABLET, SMARTPHONE.
Solo le Forze dell'Ordine possono violare il diritto alla privacy delle comunicazioni a distanza, previo mandato della Magistratura (sono le famose intercettazioni telefoniche). Questo è dovuto principalmente agli artt. 617-623 del C.P. che tutelano nello specifico i mezzi per comunicare a distanza e il diritto alla privacy delle comunicazioni a distanza (parliamo di PC, tablet, telefonini, posta, email, WhatsApp, SMS, Telegram, Facebook, Messenger, ecc.). Es. Cassazione 112698/2003. Con la sentenza 2042/2008 la Cassazione ha chiarito che la tutela degli artt. 617-623 C.P. riguarda solo i mezzi per comunicare a distanza e il contenuto delle comunicazioni a distanza.
Se uno solo dei due interlocutori di una telefonata è ascoltabile (es. con un registratore) è intercettazione telefonica? No. Per l'applicazione dell'art. 617 entrambi gli interlocutori devono essere captati (Cassazione 4926/2009 e 33499/2019).
Se il coniuge convivente lascia il proprio cellulare sul divano (o in qualsiasi altro punto dell’abitazione condiviso in comune) e il dispositivo non è protetto da password, è legale prenderlo in mano di nascosto per leggere messaggi, chat e fotografie? Secondo il Tribunale di Roma si (sentenza 6432/16). Perchè la convivenza con un’altra persona comporta un affievolimento della propria sfera di riservatezza. La condivisione degli stessi spazi implica infatti un implicito consenso alla conoscenza di dati e comunicazioni, anche riservate, di cui il coniuge può venire a sapere proprio perché a contatto diretto con l’altro.
Approfondimenti dello Studio legale Brocardi sull'art. 617 con esempi commentati: cliccare qui.
3) LA PRIVACY DEI DATI PERSONALI (GDPR EUROPEO).
Le leggi europee GDPR tutelano i dati personali e ne vietano la libera diffusione al pubblico. Sono considerati dati personali le informazioni su abitudini, stile di vita, relazioni personali, stato di salute, situazione economica, aspetti patrimoniali, vita sessuale, foto, video, registrazioni, posizioni satellitari GPS contenenti abitudini di spostamento e luoghi, informazioni sulla salute, ecc.
Gli obblighi formali del GDPR si applicano ad aziende, studi, enti pubblici, agenzie, ecc. (es. documenti di valutazione rischi, informative sulla privacy, consensi sulla privacy dei dati personali, ecc.). Ma anche i privati cittadini, sebbene esonerati da obblighi formali, devono custodire con cura e segretezza i dati personali altrui, evitando di divulgarli pubblicamente. Il GDPR non si occupa del fatto che un privato cittadino venga a conoscenza di dati personali altrui (se così fosse quasi tutti sarebbero punibili). E non si occupa neppure di come si è venuti a conoscenza dei dati personali (es. facendo delle indagini, chiacchierando, ecc.). Il GDPR si occupa di tutelare la riservatezza di questi dati, vietandone la libera divulgazione al pubblico. Anche qui emerge quindi un aspetto basilare di qualsiasi indagine: custodire e gestire le informazioni ottenute con cura, segretezza e buon senso.
Anche dopo l'entrata in vigore del nuovo GDPR europeo, il Garante della Privacy ha confermato che non si deve richiedere il consenso al trattamento dei dati personali nel caso di indagini per far valere il diritto di difesa in sede giudiziaria o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria (Art. 20, comma 4 DLGS 101/2018). Il motivo è evidente: richiedere un consenso al soggetto indagato renderebbe inutili quasi tutte le indagini.
Sintesi di cenni legali generici. Per qualsiasi dubbio o specificità raccomandiamo di sentire un parere legale.
In Italia le indagini avvengono prevalentemente per infedeltà di coppia, controllo dei figli, controllo colf e badanti, atti vandalici, tutela del patrimonio e questioni aziendali. Ma è l'infedeltà di coppia a farla da padrone.