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Timestamp: 2019-01-20 13:49:56+00:00
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1 Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Sentenza del 23 gennaio 2014 n Integrale Impresa - agevolazioni e contributi REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MIANI CANEVARI Fabrizio - Presidente Dott. VENUTI Pietro - Consigliere Dott. NAPOLETANO Giuseppe - rel. Consigliere Dott. MAISANO Giulio - Consigliere Dott. BERRINO Umberto - Consigliere ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso proposto da: 1
2 - I.N.P.S. - ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE C.F. (OMISSIS) in persona del suo Presidente e legale rappresentante pro tempore, in proprio e quale mandatario della (OMISSIS) S.P.A. - (OMISSIS) I.N.P.S., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CESARE BECCARIA N. 29, presso l'avvocatura Centrale dell'istituto, rappresentati e difesi dagli avvocati (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), giusta delega in atti; - ricorrente - contro (OMISSIS) S.R.L.; - intimata - Nonche' da: (OMISSIS) S.R.L., gia' Ditta (OMISSIS), in persona dell'amministratore Unico, gia' titolare omonimo, (OMISSIS) C.F. (OMISSIS), domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell'avvocato (OMISSIS), rappresentata e difesa dall'avvocato (OMISSIS), giusta delega in atti; - controricorrente e ricorrente incidentale - contro - I.N.P.S. - ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE C.F. (OMISSIS) in persona del suo Presidente e legale rappresentante pro tempore, in proprio e quale mandatario della (OMISSIS) I.N.P.S., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CESARE BECCARIA N. 29, presso l'avvocatura Centrale dell'istituto, rappresentati e difesi dagli avvocati (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), giusta delega in calce alla copia notificata del controricorso con ricorso incidentale; - resistente con mandato - avverso la sentenza n. 1141/2007 della CORTE D'APPELLO di L'AQUILA, depositata il 08/11/2007 R.G.N. 917/2006; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 04/12/2013 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE NAPOLETANO; 2
3 udito l'avvocato (OMISSIS); udito l'avvocato (OMISSIS); udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. MATERA Marcello che ha concluso per il rigetto di entrambi i ricorsi. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO La Corte di Appello dell'aquila,per quello che interessa in questa sede, con la sentenza di cui si chiede la cassazione, parzialmente riformando la sentenza del Tribunale di Teramo, dichiara il diritto della ditta (OMISSIS) s.r.l., al rimborso, a seguito della variazione del codice contributivo, dei contributi dal gennaio 1993, e agli sgravi contributivi Legge n. 183 del 1976, ex articolo 14. A fondamento del decisum la Corte del merito, per quanto riguarda il rimborso dei contributi, pone il rilievo che la decorrenza di detto rimborso trova riscontro nella lettera del gennaio 1993 con la quale la ditta in epigrafe chiese la rettifica del codice amministrativo. Relativamente,poi, alla spettanza degli sgravi contributivi ex lege n. 183 del 1976 la Corte territoriale basa la propria statuizione sulla considerazione che avendo l'inps in data 20 febbraio 1996, a seguito del ricorso proposto dalla ditta, disposto il trasferimento della posizione contributiva nella classe impiantistica metalmeccanica del ramo industria deve ritenersi implicitamente acquisita la prova del diritto agli sgravi. Ricorre in cassazione l'inps articolando due motivi di censura. Resiste con controricorso la ditta intimata che svolge impugnazione incidentale assistita da un unico motivo. L'INPS deposita delega in calce al controricorso. La predetta ditta deposita memoria illustrativa. MOTIVI DELLA DECISIONE I ricorsi vanno, preliminarmente, riuniti riguardando l'impugnazione della stessa sentenza. Con il primo motivo del ricorso principale l'inps, deducendo violazione e falsa applicazione degli articoli 11 e 15 disp. gen., della Legge 2 maggio 1976, n. 183, articolo 14 pone il seguente interpello:"se possa riconoscersi il diritto a fruire dello sgravio totale sulle retribuzioni assoggettate a contribuzioni per il Fondo pensioni lavoratori gestito dall'inps, sgravio previsto e disciplinato dalla Legge n. 183 del 1976, articolo 14 anche con riguardo alla contribuzione previdenziale dovuta a decorrere dal mese di gennaio 1993 e sino al mese di dicembre dello stesso anno, come affermato nel caso di specie dalla Corte di Appello, ancorche' l'invocata disciplina esplicitamente preveda che tale beneficio si applichi sino al 31 dicembre 1986". Preliminarmente occorre rilevare che risulta infondata l'eccezione sollevata da parte resistente secondo la quale il capo della sentenza investito dalla censura in esame sarebbe coperto dal giudicato formatosi sul punto ex sentenza di primo grado non appellato dall'inps. 3
4 In senso contrario e' sufficiente rilevare che il capo di domanda concernente lo sgravio contributivo di cui alla Legge 2 maggio 1976, n. 183, articolo 14 come riconosciuto dalla stessa resistente (pag. 4 del controricorso), e' stato rigettato dal giudice di primo grado ed e' stata proprio l'attuale resistente a devolvere la relativa questione alla Corte di Appello la quale si e' pronunciata accogliendo il capo della domanda in questione. Conseguentemente non si e' formato alcun giudicato sulla questione in esame tale da precludere all'inps di sottoporla a questa Corte. Tanto precisato rileva il Collegio che la censura e' fondata. Dispone, infatti, testualmente la norma denunciata che "Per i nuovi assunti dal 1 luglio 1976 al 31 dicembre 1980,ad incremento delle unita' effettivamente occupate alla data del 30 giugno 1976 nelle aziende artigiane e nelle imprese alberghiere come tali classificate a norma della Legge 30 dicembre 1937, n. 2651, modificata con Legge 18 gennaio 1939, n. 382, nonche' nelle aziende industriali operanti nei settori che saranno indicati dal Cipe, lo sgravio contributivo di cui alla Legge 25 ottobre 1968, n. 1089, e successive modificazioni e integrazioni e' concesso in misura totale dei contributi posti a carico dei datori di lavoro,dovuti all'istituto nazionale della previdenza sociale sino al periodo di paga in corso al 31 dicembre 1986 sulle retribuzioni assoggettate a contribuzioni per il fondo pensioni lavoratori dipendenti gestito dall'i.n.p.s.". Tanto comporta che il diritto al suddetto sgravio contributivo non puo' essere riconosciuto per periodi di paga successivi al 31 dicembre Non e' quindi, corretta la sentenza impugnata che ha sancito il diritto in questione oltre i limiti temporali previsti dalla Legge 2 maggio 1976, n. 183, articolo 14. Con la seconda censura del ricorso principale l'inps, denunciando, in via subordinata, violazione e falsa applicazione della Legge 2 maggio 1976, n. 183, articolo 14 e dell'articolo 2697 c.c., formula il seguente quesito: "se si possa riconoscere il diritto a fruire dello sgravio totale, previsto e disciplinato dalla Legge n. 183 del 1986, articolo 14 in capo a quel datore di lavoro, come nel caso di specie, per il quale l'inps abbia modificato il settore d'inquadramento, inserendolo nella classe impiantistica metalmeccanica del settore industria, senza che lo stesso datore di lavoro abbia fornito la prova positiva di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge per fruire del predetto sgravio, precisamente: omissis". La censura e' assorbita dall'accoglimento del precedente motivo. Con l'unico motivo del ricorso incidentale la societa' in epigrafe, allegando violazione e /o falsa applicazione del disposto di cui alla Legge n. 335 del 1995, articolo 3, comma 7, articola il seguente interpello: "la Legge n. 335 del 1995, articolo 3, comma 7, si applica solo allorquando la ditta passi da un settore di attivita' economica ( ad esempio quelle di cui alla lettera a) ad altri settori di attivita' economica descritti nelle successive lettere b), c), d) ed e) e cioe' artigianato, agricoltura, terziario nonche' credito-assicurazione-tributi, ovvero anche nel caso, come quello in esame, in cui non ricorre alcuna fattispecie di variazione della classificazione aziendale, ma semplice richiesta di rettifica del codice contributivo nell'ambito del medesimo settore industria, relativamente ad un inquadramento disposto dall'inps sulla base della normativa previdente". 4
5 La censura e' infondata. Invero, ancorche' il nuovo inquadramento sia stato attribuito per effetto di un erroneo precedente inquadramento, non puo' dubitarsi che alla stregua della Legge n. 335 del 1995, articolo 3, comma 7, si tratta pur sempre di una variazione a richiesta i cui effetti "decorrono dal periodo di paga in corso alla data della richiesta stessa". Del resto questa Corte ha gia' sancito il principio secondo il quale in materia di classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali, la Legge 8 agosto 1995, n. 335, articolo 3, comma 8, nella parte in cui (primo e secondo periodo) stabilisce che i provvedimenti di variazione dell'inquadramento, adottati dall'inps di ufficio o su richiesta dell'azienda, producono effetti dal periodo di paga in corso alla data di notifica del provvedimento o della richiesta dell'interessato, ha valenza generale, ed e' quindi applicabile ad ogni ipotesi di rettifica di precedenti inquadramenti operata dall'istituto previdenziale dopo la data di entrata in vigore della predetta legge (Cass. 30 dicembre 2009 n e Cass. 27 giugno 2012 n ). In conclusione il primo motivo del ricorso principale va accolto ed il secondo dichiarato assorbito. Il ricorso incidentale va rigettato. La sentenza impugnata, in considerazione dell'accoglimento del ricorso principale, va in parte qua cassata e non essendo necessari ulteriori accertamenti, decidendosi nel merito, va rigettato il capo della domanda concernente il diritto agli sgravi contributivi. Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza. P.Q.M. La Corte riuniti i ricorsi, accoglie il primo motivo del ricorso principale, dichiara assorbito il secondo e rigetta il ricorso incidentale. Cassa, in relazione al motivo accolto, la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta il capo della domanda concernente il diritto agli sgravi contributivi e condanna il ricorrente principale al pagamento delle spese del giudizio di legittimita' liquidate in euro 100,00 per esborsi ed euro 3500,00 per compensi oltre accessori di legge. 5
La natura giuridica delle somme aggiuntive irrogate al contribuente per l'omesso o ritardato pagamento dei contributi.
La natura giuridica delle somme aggiuntive irrogate al contribuente per l'omesso o ritardato pagamento dei contributi. a cura dello Studio legale Campanelli In materia previdenziale, le somme aggiuntive
Civile Sent. Sez. L Num. 1322 Anno 2015 Presidente: STILE PAOLO Relatore: BERRINO UMBERTO Data pubblicazione: 26/01/2015 SENTENZA sul ricorso 19664-2010 proposto da: CASSA ITALIANA DI PREVIDENZA E ASSISTENZA