Source: https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-ix-bis/art544bis.html
Timestamp: 2018-11-18 10:20:16+00:00
Document Index: 112544193

Matched Legal Cases: ['art. 544', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 544', 'art. 575', 'art. 544', 'sentenza ', 'art. 544', 'art. 544', 'art. 54', 'art. 727', 'art. 727', 'sentenza ']

Art. 544 bis codice penale - Uccisione di animali - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice penale > LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare > Titolo IX bis - Dei delitti contro il sentimento per gli animali > Articolo 544 bis
Articolo 544 bis Codice penale
Dispositivo dell'art. 544 bis Codice penale
(1) Chiunque, per crudeltà o senza necessità (2), cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni(3).
(2) La l. 20 luglio 2004, n. 189 ha previsto una serie di ipotesi in cui sussiste per presunzione la necessità sociale. Si tratta della caccia, pesca, allevamento, trasporto, macellazione, sperimentazione scientifica, giardini zoologici, etc. (art. 19ter disp.att.).
(3) Il trattamento sanzionatorio prima previsto nei limiti di tre e diciotto mesi di reclusione è stato innalzato secondo quanto previsto dall'art. 3, comma 1, lett a), della l. 4 novembre 2012, n. 201.
La norma è stata introdotta al fine di apprestare una tutela più incisiva agli animali, i quali però non ricevono copertura legislativa diretta, rimanendo ferma la tradizionale impostazione che nega un certo grado di soggettività anche agli animali. Di conseguenza risulta qui garantito il rispetto del sentimento per gli animali, inteso come sentimento di pietà.
Spiegazione dell'art. 544 bis Codice penale
Al di là di tali considerazioni, la norma in esame punisce chi cagioni la morte di un animale per crudeltà o senza necessità.
Per crudeltà va intesa la causazione della morte con modalità o per motivi che urtano la sensibilità umana.
L'assenza di necessità richiama invece una nozione più ampia di quella di cui all'articolo 54, e cioè una necessità relativa, che rende non punibile la condotta, se posta in essere per soddisfare un bisogno umano, o fini produttivi legalizzati.
La causazione della morte rispecchia il delitto di omicidio (art. 575), sia per quanto riguarda la condotta commissiva che omissiva.
Massime relative all'art. 544 bis Codice penale
Cass. pen. n. 29543/2011
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 29543 del 22 luglio 2011)
Cass. pen. n. 44822/2007
In tema di delitti contro il sentimento per gli animali, nella nozione di «necessità» che esclude la configurabilità dei delitti di uccisione (art. 544 bis c.p.) e maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.) vi rientra lo stato di necessità previsto dall'art. 54 c.p. nonché ogni altra situazione che induca all'uccisione o al maltrattamento dell'animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l'aggravamento di un danno alla persona o ai beni ritenuto altrimenti inevitabile.
In tema di delitti contro il sentimento per gli animali, sussiste un rapporto di continuità normativa tra le nuove fattispecie contemplate dal Titolo IX bis del libro II del c.p., inserito dalla L. 20 luglio 2004, n. 189, e le condotte prima contemplate dall'art. 727 c.p. (contravvenzione che oggi punisce il solo abbandono di animali), sia con riferimento al bene protetto sia per l'identità delle condotte. (In motivazione la Corte ha ulteriormente precisato che norma penale più favorevole è quella contemplata dal previgente art. 727 c.p., trattandosi di contravvenzione, diversamente dalle nuove fattispecie che configurano tutte ipotesi delittuose).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 44822 del 30 novembre 2007)
Condannato il cacciatore che aveva ucciso un cinghiale con modalità crudeli - 28/09/2017