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Timestamp: 2020-01-17 12:55:18+00:00
Document Index: 37048309

Matched Legal Cases: ['art. 530', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2']

Omesso versamento di contributi previdenziali – Assoluzione perché il fatto non costituisce reato. (Penale) - GuideLegali.it
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La comunicazione della contestazione rappresenta un elemento processuale che incide sull’elemento soggettivo del reato, in quanto solamente una conoscenza della contestazione specifica delle violazioni, con l’indicazione della possibilità di pagare e non essere punito, permette, non solo di procedere, ma anche di consapevolmente scegliere una strada difensiva che escluda la punibilità del reato. La conoscenza del presupposto della contestazione entra perciò a far parte del patrimonio rappresentativo dell’elemento soggettivo del reato, incidente anche sulla componente volitiva dello stesso. Il ragionevole dubbio circa la conoscenza effettiva della contestazione, con conseguente incompleta realizzazione della fattispecie incriminatrice per difetto dell’elemento soggettivo richiesto per l’integrazione del reato contestato, comporta l’assoluzione dell’imputato dal reato ascritto, perché il fatto non costituisce reato, ex art. 530 comma II c.p.p.
Il caso in oggetto vedeva la citazione a giudizio di un soggetto per rispondere del reato di omesso versamento di ritenute previdenziali all’INPS, nei termini di legge, delle somme trattenute sulle retribuzioni corrisposte ai dipendenti.
La contestazione dell'avvenuto accertamento della violazione veniva effettuata dall’INPS, presso la residenza anagrafica del soggetto titolare di impresa individuale, mediante raccomandata A/R che, tuttavia, non veniva ritirata dal destinatario e, pertanto, ritornava al mittente successivamente al periodo di compiuta giacenza.
La seconda parte di detta norma prevede un’ipotesi di non punibilità per il datore di lavoro inadempiente che provvede al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione.
Il predetto orientamento, sicuramente innovativo e garantista del diritto di difesa risulterebbe, tuttavia, in contrasto con il consolidato orientamento secondo cui la violazione di cui all'art. 2, comma I bis, della L. n. 638/1983 ha natura di reato omissivo istantaneo, in quanto si realizza nel momento in cui scade il termine per provvedere al versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali (cfr giurisprudenza assolutamente consolidata sul punto: sez. 1, 3 marzo 1989 n. 505; sez. III, 28.1.1991 n. 5315; sez. III, 25.6.2003 n. 29275; sez. III, 1.2.2005 n. 10469; da ultimo, Sezione III Penale, 19 luglio 2011 n. 30566).
Tale orientamento è sicuramente in linea con la disposizione normativa prevista dal comma 1-quater dell’art. 2 D.L. 463/1983 secondo cui: “Durante il termine di cui al comma 1- bis il corso della prescrizione rimane sospeso”.
Un diverso orientamento, fatto proprio dal Tribunale di Pescara con sentenza del 06.07.2010, ritiene chel'omessa notifica dell'avviso di accertamento ed il mancato decorso del termine determinino l'improcedibilità dell'azione penale stante “la diversa e infungibile funzione degli atti, il decreto di citazione a giudizio finalizzato all'esercizio dell'azione penale e la comunicazione di cui all'art. 2 comma 1 bis D.L. 463/83 invece finalizzata a porre il trasgressore nella condizione di ottemperare alla violazione contestatagli in via amministrativa e così di evitare l'apertura del procedimento penale per detta violazione a suo carico”.
Di contro, il Giudice di legittimità ha più volte sancito che la tempestiva contestazione o notificazione delle violazioni non rappresenta una condizione di procedibilità dell'azione penale e che, qualora il termine di tre mesi, previsto dalla seconda parte del comma 1-bis dell’art. 2 D.L. 463/1983, non sia decorso al momento della celebrazione del dibattimento, l'imputato possa chiedere al giudice un differimento dello stesso al fine di provvedere all'adempimento (sez. III, 28.9.2004 n. 41277, P.M. in proc. De Berardis, RV 230316; sez. III, 25.9.2007 n. 38501, Falzoni, RV 237950; sez. III, 16.5.2007 n. 27258, Venditti, RV 237229; sez. III, 12.12.2007 n. 4723 del 2008, Passante, RV 238795).
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