Source: http://divorzio.ch/node/1024
Timestamp: 2017-11-22 16:31:06+00:00
Document Index: 148439104

Matched Legal Cases: ['art. 176', 'art. 276', 'art. 285', 'art. 163', 'art. 125', 'art. 125', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 163', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 125', 'art. 283', 'DTF ', 'art. 125', 'DTF ', 'art. 125', 'in fine', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 163', 'art. 125', 'sentenza ', 'art. 125', 'art. 276', 'DTF ', 'art. 125']

8c	Art. 163 cpv. 1, 176 cpv. 1 n. 1 CC | divorzio.ch
4. Fino al momento del divorzio i contributi alimentari per moglie e figli sono regolati da eventuali misure prese a tutela dell’unione coniugale (art. 176 cpv. 1 n. 1 e cpv. 3 CC) o da decreti cautelari emanati nella causa di divorzio (art. 276 cpv. 1 e 2 CPC). Mentre i contributi di mantenimento per i figli sono definiti alla stessa stregua prima e dopo il divorzio (art. 285 cpv. 1 CC), quelli per la moglie sono disciplinati dall’art. 163 CC fino al divorzio («solidarietà matrimoniale») e dall’art. 125 CC in seguito («solidarietà postmatrimoniale»). Di regola, il contributo alimentare dell’art. 125 CC comincia a decorrere solo con il passaggio in giudicato dell’intera sentenza di divorzio, una volta definite tutte le conseguenze legate allo scioglimento del matrimonio (DTF 128 III 121 consid. 3b/bb, 120 II 2 consid. 2b). Fino ad allora continua a valere – come detto – il contributo di mantenimento per la moglie fissato sulla scorta dell’art. 163 CC in misure a tutela dell’unione coniugale o in decreti cautelari nella causa di divorzio (DTF 137 III 616 consid. 3.2.2 con richiami; RtiD I-2007 pag. 745 n. 21c, I-2006 pag. 667 n. 34c). Che quel contributo possa risultare più alto del contributo in favore della moglie previsto dopo il divorzio ancora non comporta per quest’ultima obblighi di rimborso; tutt’al più, il marito potrà compensare in seguito quanto ha pagato in eccesso pendente causa (DTF 128 III 123 consid. 3c/bb).
5. Per tenere conto di casi particolari il giudice del divorzio può stabilire che in determinate fattispecie il contributo alimentare dell’art. 125 CC decorra già – nonostante il principio dell’unità della decisione (art. 283 cpv. 1 CPC) – dal passaggio in giudicato del dispositivo che pronuncia lo scioglimento del matrimonio («forza di giudicato parziale»: DTF 128 III 122 consid. 3b/bb), quand’anche altri dispositivi sugli effetti del divorzio siano oggetto di impugnazione. In tale ipotesi il contributo di mantenimento fondato sull’art. 125 cpv. 1 CC sostituisce già da quel momento il contributo fissato in misure a protezione dell’unione coniugale o in decreti cautelari emessi nella causa di divorzio (DTF 128 III 123 consid. 3c/aa). Anzi, secondo certi autori in circostanze eccezionali il giudice del divorzio può far decorrere il contributo alimentare dell’art. 125 CC finanche retroattivamente, dal momento in cui è stata introdotta la causa di divorzio (Gloor/ Spycher in: Basler Kommentar, ZGB I, 4a edizione, n. 4 in fine ad art. 126). Eccezionale potrebbe essere – secondo Pichonnaz – il caso in cui una moglie non abbia ottenuto contributi di mantenimento pendente causa, ma se ne veda riconoscere il diritto dopo il divorzio (Commentaire romand, CC I, Basilea 2010, n. 8 ad art. 126). Tale retroattività è nondimeno problematica, giacché contributi alimentari dovuti in costanza di matrimonio vanno definiti a norma dell’art. 163 CC, non dell’art. 125 CC.
6. Nella sentenza impugnata il Pretore ha fatto decorrere il contributo di mantenimento per la moglie fondato sull’art. 125 CC retroattivamente fin dalla petizione di divorzio, reputando che pendente causa costei non avesse diritto ad alcun contributo di mantenimento. Ciò permetteva – a mente sua – di ritenere «evase» le richieste cautelari delle parti. Si tratta di un ragionamento erroneo, ove appena si pensi che in concreto un assetto provvisionale esisteva manifestamente. Il Pretore viciniore aveva fissato il 2 febbraio 2009 contributi di mantenimento per moglie e figlie a protezione dell’unione coniugale. Seppure impugnati – e successivamente riformati – in appello, tali contributi non sono venuti meno con l’avvio della causa di divorzio. Al contrario: anche in pendenza di una causa di divorzio le misure a tutela dell’unione coniugale continuano ad applicarsi, per lo meno finché il giudice del divorzio non ne decreti la modifica in via cautelare (art. 276 cpv. 2 CPC; DTF 137 III 616 consid. 3.2.2). I precedenti della Camera che il Pretore evoca non dicono altro (RtiD I-2006 pag. 669 n. 34c e RtiD I-2005 pag. 778 n. 57c). Nella fattispecie non ricorrevano dunque circostanze – tanto meno eccezionali – che giustificassero di far retroagire il contributo alimentare dell’art. 125 CC fin dall’introduzione della causa di divorzio.
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