Source: http://www.burocraziaconsolare.com/t306-visto-turistico-negato
Timestamp: 2018-08-16 04:40:43+00:00
Document Index: 141937337

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.144', 'art 4', 'art. 23', 'art. 4', 'art 4']

visto turistico negato
Titolo: visto turistico negato Gio Apr 09, 2009 5:36 pm
prima di tutto complimenti per il sito... meno male che ci sono professionisti come voi che si mettono a disposizione!
Ho bisogno del vostro parere per capire come procedere e se vale la pena procedere in una situazione tipo questa:
stò aiutando un uomo indiano ad ottenere il visto turistico per fare una breve vacanza di 20 giorni, ospite da me, in Italia. Questo perchè vorrei contraccambiare le numerose volte che mi sono ritrovata sua ospite nei miei numerosi viaggi in Idia.
Quindi ho spedito la lettera d'invito, la documentazione della banca che conferma una fidejussione ed ho inviato una mail all'ambasciata di Delhi per presentarmi, spiegare che sarà mio ospite e parlare del motivo di questa richiesta di visto turistico.
Il mio amico è poi stato convocato in ambasciata per un colloquio e poco prima di questo incontro ho parlato telefonicamente con l'ufficio visti in Delhi per ricordare la mia mail e rendermi disponibile per qualsiasi altra informazione. La signora mi ha ringraziata per la telefonata e mi ha detto che avrebbe stampato la mia mail per averla presente durante il colloquio, ma mi ha subito anticipato che non è facile ottenere il visto per il problema di immigrazione e che solitamente convocano per un colloquio le persone che hanno il passaporto "illibato". Ovviamente ho ribadito più volte la verità , cioè che stiamo parlando di una breve vacanza di 20 giorni e che la persona in questione non ha nessuna intenzione di venire a vivere in Italia.
Risultato: il visto non è stato concesso nonostante lui avesse fornito dell'ottima documentazione e non c'è giustificazione per il rifiuto.
Riporto pari pari il documento che gli è stato rilasciato:
In accordance with art.4 comma 2 of the D.leg. 286/98, as modified by the law 30 July 2002 n.189, considering the implication of security and public order related to the issuance of entry visas - as an exception to the rule - no explanation is due in case of refusal (unless the request of visa has been submitted accordingly to artt. nn. 22,24,26,27,28,29,36 and 39 of the said D.leg.286/98).
Therefore, we inform you that your request for tourism visa has been rejected.
Against this decision you may appeal to the T.A.R. of Lazio, assisted by a lawyer, within 60 days from notification of refusal.
Unless the appeal is notified to the concerned Avvocatura dello Stato, it will be declared null and void (ex art.144 c.p.c. and art. R.D. n. 1611/1933).
Quindi ora vorrei sapere se val la pena fare appello al TAR del Lazio e come devo fare (abito a Varese).
Avrò una possibilità e quanto potrà costare?
Potrebbe essere utile fare una telefonata a Delhi alla stessa signora dell'ambasciata per chiedere spiegazioni e concludere dicendo che farò ricorso?
Vi ringrazio tantissimo per qualsiasi consiglio riuscirete a darmi.
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Apr 10, 2009 3:24 am
Da paesi come l'India è difficilissimo ottenere un visto turistico per l'italia. Ciò è dovuto al fatto che molte persone che in passato l'hanno ottenuto sono poi rimaste clendestinamente in Italia.
Per questo stesso motivo la concessione del visto turistico è assolutamente discrezionale per il consolato, che può negarlo senza neanche fornire spiegazioni. Inutili eventuali tentativi di contattare i funzionari italiani.
Ciò che è grave è il fatto che il consolato non dica niente di questa situazione agi utenti, facendogli prima spendere un mare di soldi, per poi rifiutare il visto.
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Apr 10, 2009 1:46 pm
Vorrei sporre la mia situazione a modo di chiarire il mio problema che penso sia molto difusso da quello che ho letto nel forum:
sono cittadina cubana, residente regolare da 3 anni in italia , sposata con cittadino italiano (e in attessa per la richiesta della cittadinanza arrivati i 6 messi di regola stabiliti.)Quale e la via per fare venire mia unica figlia di 21 anni a trovarci? questa settimana hanno denegato il visto turistico chiesto da me.
Allora, cosa devo fare:
chiedere l'ingresso come Reunf Fam, Fam al Seguit.
chi lo deve chiedere mio marito come cittadino italiano o io come coniuge di lui e mamma?
quale vincolo di parentela essite tra mia figlia e mio marito giudiricamente parlando...
possono rifiutare anche questa richiesta??
Vi ringrazio e complimenti per il lavoro che fate..
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Apr 10, 2009 4:18 pm
Il visto turistico andava richiesto con le facilitazioni spettanti ai familiari di cittadini italiani. Sua figlia è pur sempre familiare (cioè appartenente alla stessa famiglia) di suo marito italiano.
La richiesta per un ricongiungimento va fatta in modo congiunto. Se si dimostra che la figlia è a carico (con ricevute di versamenti), il visto non può essere negato. Se fosse negato, un ricorso in Tribunale, obbligherà il consolato italiano al suo rilascio.
Consiglio la lettura del DL n. 30 del 2007 (si trova in internet facilmente).
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Apr 10, 2009 4:57 pm
Grazie Amedeo per la gentile risposta,
...è terribile questa realtà! E' esattamente quello che lei ha detto, cioè che fanno spendere un sacco di soldi (agenzia di supporto, viaggio a Delhi per consegnare i documenti, secondo viaggio a Delhi per il colloquio, acquisto del biglietto aereo....) per poi dire serenamente NO.
....ma la legge non dovrebbe essere uguale per tutti i consolati? Intendo dire che se per legge i consolati sono tenuti a spiegare al giudice il motivo del rifiuto.... non dovrebbe farlo anche il consolato in India, nel caso di un ricorso?
Vorrei veramente capire se val la pena fare ricorso al Tar o se avete testimonianze di chi ci ha provato e confermato che è inutile.
Grazie ancora per l'aiuto e Buona Pasqua.
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Giu 26, 2009 6:25 am
Salve, innanzi tutto complimenti per il vostro sito e forum che trovo veramente ben curato.
Vorrei esporvi ciò che mi è capitato in questi giorni, che mi sembra assolutamente paradossale. Chiedo fin d’ora scusa se sarò prolisso, ma preferisco esporre con chiarezza la situazione, di modo da non dovere allungare la discussione in seguito con richieste di chiarimenti e specifiche ulteriori
Premetto che io sono cittadino Italiano sposato in Italia con una cittadina Ucraina dal 2005, e che entrambi conviviamo con residenza e lavoro in Italia. Lei ha una figlia di 12 anni residente in Ucraina con i nonni materni e noi andiamo molto spesso a trovarli.
Quest’anno avevamo deciso di portare sua figlia in Italia per la prima volta a trascorrere le vacanze estive: la nostra comune intenzione, anche in accordo con la famiglia di mia moglie e con il padre della bambina che comunque continua a vederla e per quanto può contribuisce alla sua sussistenza, è che lei finisca la scuola dell’obbligo in Ucraina e poi si deciderà il da farsi (molto probabilmente si trasferirà in Italia definitivamente), ma ci sembrava giusto che comunque cominciasse a trascorrere un periodo di 2/3 mesi in Italia per cominciare ad ambientarsi.
Bene, “niente di più semplice!” mi sono detto nella mia ingenuità: facciamo domanda per un visto turistico di 3 mesi per il periodo estivo, la andiamo a prendere, la portiamo qua, e a Settembre la riportiamo indietro. Quindi mi sono informato un po’ in rete, ho verificato che ci dovrebbero essere notevoli facilitazioni per il rilascio di visto turistico a parenti di cittadini italiani e abbiamo raccolto i seguenti documenti, nell’ordine:
- Modulo standard per la richiesta di visto debitamente compilato fronte/retro
- Dichiarazione di invito fatta da me con firma autenticata in comune
- Nostro Certificato di Matrimonio e Stato di Famiglia
- Fotocopia di mio passaporto e di CdS definitiva di mia moglie
- Certificato di nascita della bambina apostillato e tradotto
- Permesso del padre all’espatrio rilasciato davanti a notaio, tradotto e legalizzato
- Delega di mia moglie a mia suocera a rappresentarla in tutte le circostanze (che usa già da diversi anni in Ucraina in tutte le sedi) tradotta e legalizzata, siccome la bambina veniva accompagnata dalla nonna alla presentazione della domanda di visto
- Certificato di nascita di mia moglie che attestava la parentela con sua madre
- Certificato di frequenza scolastica con specificato il periodo di vacanza tradotto e legalizzato (che per me era superfluo ma sul quale mia moglie si era fissata, per rimarcare l’intenzione “turistica” del viaggio)
Sinceramente non ho prodotto nessun documento comprovante la nostra situazione economica, ne nessun tipo di fideiussione bancaria, ma mi pareva di aver capito che per i figli minori di cittadini italiani o dei loro coniugi ciò non fosse dovuto neanche in caso di visto turistico… e qua correggetemi se sbaglio (mi sta venendo un dubbio atroce).
So benissimo che avremmo potuto chiedere un visto di ricongiungimento, ma vista la situazione esposta sopra relativamente alle nostre esigenze mi sembrava molto più intelligente la soluzione del visto turistico…
Tra l’altro abbiamo anche presentato la documentazione via call center pagando spese e diritti consolari (pur sapendo che avevamo diritto ad esserne esenti e presentarci direttamente in ambasciata) visti i costi non elevati e la comodità dei servizi logistici offerti: i miei suoceri abitano a 1000 km da Kiev (riconsegna tramite corriere, fissazione dell’appuntamento in data certa che tramite ambasciata è impossibile fissare, etc, etc…)
Bhe… l’agenzia ha ritirato i documenti dicendo che erano completi ma… con mio grande stupore ieri è arrivato il passaporto e il visto è stato negato dall’ambasciata, senza addurre alcuna motivazione “per motivi di sicurezza”! ad una bambina di 12 anni, che per altro tramite ricongiungimento avrebbe tutti i diritti a trasferirsi definitivamente in Italia con oneri sanitari, scolastici e fiscali per lo Stato, possibilità che rende ridicola l’ipotesi che si fermi oltre la scadenza del visto turistico in clandestinità! Ma evidentemente il buon senso non sempre prevale
Spulciando un po’ nel forum mi pare di capire che ho qualche alternativa, e cortesemente vi chiederei, secondo i Vostri pareri ed esperienze, cosa mi suggerite di fare:
1) provare a re-inoltrare domanda di visto turistico aggiungendo anche documentazione economica (in questo caso cosa faccio mando i 730? Le buste paga? L’estratto conto? Una fideiussione?…), e magari prendendo contatti preventivi con l’ambasciata per spiegare bene la situazione?
Forse sono stato io ingenuo a non prendere contatti preventivi (ma ho sempre avuto la sensazione che con certi soggetti sia praticamente inutile… in pratica a richieste, nessuna risposta)… forse ho difettato qualcosa nell’invio dei documenti (ma almeno lo dicessero).
Il buon senso indicherebbe questa come la via migliore, ma come detto sopra il buon senso non sempre prevale
2) Fare ricorso al TAR entro 60 gg, con costi notevoli e tempi biblici che se anche ci va bene e vinciamo la causa il visto lo avrebbe chissà quando?
3) Procedere con la domanda del visto di ricongiungimento che devono per forza accordare? E poi con un visto di ricongiungimento dovrebbe stare in Italia attendendo il rilascio del PdS? E col PdS per ricongiungimento se non capisco male non potrebbe più tornare in Ucraina per il periodo scolastico e stare in Italia solo per le vacanze, immagino dovrebbe adempiere qua i suoi obblighi scolastici?
Insomma, voi al posto mio che fareste?
E’ ovvio che se ci trovassimo a perseguire l’alternativa del permesso per ricongiungimento, potrei fare causa all’ambasciata per danni morali, e peraltro sarebbe atto dovuto un esposto alla corte dei conti per sapere chi debba pagare il “conto” di un indebito aggravio sui bilanci statali (vedi detrazioni fiscali e assegni familiari di cui mia moglie avrebbe diritto se la bambina fosse residente qua, spesa sanitaria scolastica e assistenziale a carico dello Stato, etc etc…).
Anzi, a dire il vero alle detrazioni fiscali ha comunque diritto anche con figlio residente all’estero, e ammetto che per pigrizia e per il rigetto alle questioni burocratiche scaturito dopo il matrimonio non ne abbiamo mai usufruito… ma dopo questa faccio tutte le pratiche del caso all’agenzia delle entrate e le richiedo anche per gli anni passati.
Come potete immaginare, avendo convissuto per anni con una cittadina extracomunitaria (mia moglie) abbiamo imparato bene a conoscere il Mostro Burocratico e le sue vessazioni, sempre affrontate con filosofia e un po’ di ironia, ma questa volta mi ha spiazzato e sto cominciando ad alterarmi, anche perché ci va di mezzo una bambina di 12 anni (che ovviamente ci è rimasta malissimo) con tutti i diritti di venire in pianta stabile in Italia e che ha solo la “pretesa” di andare a scuola nel suo paese e trascorrere l’estate con sua madre… E le negano il visto? Alla faccia delle politiche di accoglimento e integrazione per gli immigrati regolari!
Datemi un suggerimento per favore rispetto alle 3 possibilità sopra elencate, e ditemi voi visto che l’ambasciata non lo fa se ho difettato qualcosa nell’invio dei documenti e se conviene prendere contatti (sempre che rispondano) per spiegare BENE la situazione – come se dai documenti inviati non fosse chiara…. vabbeh
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Giu 26, 2009 7:17 am
Fla01 ha scritto:
Vedo che non ha letto i miei libri!!! C'è, infatti, una quarta possibilità: la richiesta di attivazione delle procedure di autotutela della Pubblica Ammnistrazione prima di iniziare il contenzioso legale (peraltro in Tribunale e non al TAR trattandosi di questioni attinenti la famiglia).
Si tratta di una lunga lettera ove lei indica i motivi per cui loro si sono sbagliati e chiede il loro "ravvedimento". Questa lettera, di cui ci sono diversi miei modelli su vari forum (non ricordo ora se li inseriti anche quì), va inoltrata a tutta una serie di soggetti coinvolti che vanno dal Presidente della Repubblica, al ministro per la funzione pubblica, alla corte dei conti, ecc.. Costringe il consolato a dover dare spiegazioni a tutti questi soggetti che, talvolta, inviano anche ispezioni. Ho risolto personalmente molte questioni con questo sistema.
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Giu 26, 2009 9:23 am
Grazie Amedeo, ho trovato la sua procedura di autotutela in altro Forum.
In pratica lei suggerisce di mandare una missiva del genere (ovviamente adattata al nostro caso) ad una serie di soggetti pubblici - che in un certo senso equivale ad un invito a riesaminare il caso riconsiderare la richiesta di visto turistico nel caso specifico.
L'unica remora che mi rimane è se avessi dovuto o meno, in prima battuta, produrre documentazione comprovante la situazione economica: non vorrei alzare un polverone essendo nel torto...
Inoltre qual'è il riferimento legislativo in materia di facilitazioni di visti turistici per famigliari di cittadini U.E.? Quello per il ricongiungimento famigliare facilitato lo conosco (il mitico DL 30/2007), per un visto turistico posso sempre fare riferimento a questo?
E infine come faccio a garantirmi che questa volta mi debbano dare COMUNQUE una motivazione ad un eventuale diniego senza trincerarsi dietro la scusa "della sicurezza pubblica"? (motivazione di diniego che non possono dare, perchè in realtà una motivazione reale in questo caso non esiste e sanno benissimo che qualsiasi tribunale gli darebbe torto...).
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Giu 26, 2009 10:23 am
Anche per i visti turistici per parenti/congiunti di italiani si deve far riferimento al DL 30/2007.
I documenti prodotti sono più che sufficienti. Non si deve dimostrare il reddito per un figlio. Peraltro questi "simpaticoni" del consolato italiano, che guadagnano non meno di 15.000 euro/mese, hanno violato la legge n. 241 del 1990. Se ritenevano insufficiente la documentazione dovevano notificartelo per iscritto. Se ritenevano di dover rigettare la domanda dovevano farlo sempre per iscritto. Tu potevi, in quel caso, integrare la documentazione o contestare le loro consderazioni. (Aggiungi sull'autotutela).
Con l'autotutela non sono costretti a comunicarti nulla, dato che il procedimento è per loro concluso. Solo se lo riaprono, allora cambia tutto. Vedrai, però che otterrai dei risultati. L'autotutela gli da molto fastidio e pur di non dover giustificare errori, spesso concudono positivamente il procedimento.
Io credo che si sia trattato di una serie di equivoci provocati dal personale contrattista del consolato e dalla agenzia. Questi conoscono poco la normativa e non hanno pensato che poteva trattarsi di un caso particolare che esulava da quelli già da loro trattati. Per questo motivo consiglio sempre di inoltrare una dura lettera di diffida preventiva. loro si inc****** e talvolta chiamano anche con spocchia, ma meglio che capiti a loro che a noi!!!
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Giu 26, 2009 2:59 pm
Se la documentazione è a posto , senza errori od omissioni e la persona non rappresenta un pericolo per la sicurezza italiana, per il ricorso al TAR se conviene o no, puoi leggerti due sentenze e il parere di un magistrato penalista CLICK QUI , oltre altre in questo stesso forum QUI,e poi . QUI e non trascurerei di leggerr l'interessante disussione anche QUI , soprattutto la seconda pagina. Gli Uff Visto, il motivo non lo danno nemmeno al Giudice, che ovviamente li condanna con l'annullamento del provvedimento di rigetto.
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Giu 26, 2009 3:11 pm
Amedeo sei invitato a pubblicare anche nel nostro forum, il tuo modello di autotutela. Grazie e un salutone
Titolo: Re: visto turistico negato Dom Giu 28, 2009 12:37 pm
Gent. le Amedeo,
oggi ho buttato giù una bozza di richiesta per Autotutela rispetto al caso precedentemente esposto: volevo solo una tua valutazione generale rispetto ai soggetti coinvolti, al tono generale della missiva e sul fatto se sia o meno troppo lunga... ho cercato di toccare tutti i punti salienti.
Nel ringraziarti anticipatamente ti saluto e incollo il testo
Al Responsabile Sezione Visti dell’Ambasciata d’Italia a Kiev,
All’Ambasciatore d’Italia in Ucraina ________________ - S.P.M.,
All’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Ministero per gli Affari Esteri,
Al Ministro per gli Affari Esteri ________________- S.P.M.,
Al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ________________- S.P.M.,
Al Sottosegretario alle Politiche per la Famiglia ________________- S.P.M.,
Al Presidente della Corte dei Conti ________________- S.P.M.,
Al Presidente della Repubblica Italiana ________________- S.P.M.,
Raccomandata A/R anticipata via fax e e-mail all’Ambasciata e all’U.R.P. del MAE
OGGETTO: richiesta di attivazione del procedimento di autotutela della Pubblica Amministrazione per respingimento di richiesta di Visto Turistico a Familiare di cittadino U.E. ai sensi del D.L. 30/2007
Spett.le Sezione Visti dell’Ambasciata Italiana in Kiev (Ucraina), Spett.le Ambasciatore d’Italia in Ucraina Dott. ________________,
Ing. ________________, nato a ________________il ________________, residente in ________________, Cittadino Italiano (Passaporto n. ________________), assunto a tempo indeterminato presso ________________
Sig.ra ________________, nata a ________________ (UCRAINA) il ________________, residente in ________________, Cittadina Ucraina (Passaporto Ucraino n. ________________ – Carta di Soggiorno n. ________________ rilasciata dalla Questura di ________________), assunta a tempo indeterminato presso ________________
Che risultano coniugati in matrimonio in data ________________presso il Comune di ________________ (atto di matrimonio n. ________________)
e la sottoscritta minorenne
Sig.ra ________________, nata a ________________ (UCRAINA) il ________________, residente in ________________, Cittadina Ucraina (passaporto Ucraino n. ________________), studentessa, figlia legittima della sig.ra ________________sopra menzionata
in base al DL 30/2007 (in attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri), considerati i legami di parentela specificati nell’articolo 2, Comma 1, lettera b), punto 2 , la minore sopra citata ha tutti i diritti di raggiungere i suoi familiari in Italia e nello spazio dell’Unione Europea
per nostra scelta familiare al momento si è comunemente deciso che la stessa, prima di trasferirsi definitivamente nel nostro paese se eventualmente lo vorrà, finisca la scuola dell’obbligo in Ucraina dove vive coi nonni materni, ai quali per altro è attaccatissima
si è però deciso di farle trascorrere i periodi delle vacanze scolastiche (estate e Natale) con noi in Italia: sia per farla inserire gradualmente nel nostro paese, evitandole possibili traumi scolastici e ambientali, e soprattutto per farla stare un periodo sufficientemente lungo accanto alla madre e al coniuge di essa, che lavorando regolarmente in Italia non possono che raggiungerla per brevi periodi di ferie
ci sembrava che lo strumento ideale e più intelligente per la nostra situazione fosse il rilascio di un Visto Turistico Schengen a ingressi multipli, per periodi non superiori ai 90 gg.
Siamo perfettamente consapevoli che è nostra facoltà avere il visto di Ricongiungimento Familiare, che eventualmente richiederemo in seguito. Questo perché tale tipologia di visto implicherebbe che la bambina si trasferisca qua definitivamente fin da subito richiedendo una Carta di Soggiorno, cosa che non è al momento nelle nostre intenzioni come illustrato sopra.
Inoltre occorre anche considerare che tale tipologia di visto comporterebbe gioco forza degli aggravi a carico dei bilanci pubblici (vedi assegni familiari a cui mia moglie avrebbe diritto se la figlia fosse qua residente, assistenza sanitaria a carico dello Stato, oneri scolastici, oneri assistenziali in genere) di cui al momento non intendiamo avvalerci, e pertanto inutili.
in data ________________abbiamo presentato domanda di Visto Turistico per la bambina presso l’agenzia convenzionata con la nostra Rappresentanza Diplomatica, il ________________in Kiev, pratica ________________, allegando i seguenti documenti:
Modulo standard di richiesta, compilato per il rilascio di visto turistico a parente di cittadino UE ai sensi del DL 30/2007
Certificato di nascita in originale della minore apostillato e tradotto
Delega del padre all’espatrio, fatta da notaio, tradotta e legalizzata
Mia lettera di invito (modulo standard) con firma autenticata in Comune
Fotocopia di mio Passaporto e Carta di Soggiorno di mia moglie
Nostro Certificato di Matrimonio e Stato di Famiglia
Certificato di frequenza scolastica della bambina tradotto e legalizzato
Documentazione, di cui per altro avete trattenuto le copie alla fine del procedimento salvo il certificato di nascita in originale, che ritenevamo più che sufficiente vista la nostra situazione.
La bambina è venuta accompagnata da mia suocera, opportunamente munita di delega notarile di mia moglie a rappresentarla in tutte le sedi, anch’essa tradotta e legalizzata, e i documenti sono stati accolti dall’agenzia.
Pur sapendo che in qualità di familiare di Cittadino Italiano avrebbero potuto presentarsi direttamente all’Ambasciata, evitando le spese di agenzia e i diritti consolari, abbiamo deciso volontariamente di utilizzare il canale dell’agenzia per i servizi logistici offerti (essendo il comune di residenza dei miei suoceri assai lontano da Kiev), sorvolando sulla questione delle spese non dovute. Inoltre avevamo già inoltrato e-mail (di cui allego copia) al Vostro ufficio in data 24/09/2008 spiegando dettagliatamente la situazione, ma purtroppo non abbiamo mai ricevuto risposta, in effetti non dovuta: anche questo ci ha spinto a procedere tramite agenzia.
Purtroppo, con nostro grande rammarico, la domanda di visto è stata respinta, con Vostro provvedimento amministrativo del _____________ (Prot. Numero _____________) che allego in copia, senza motivazione alcuna del diniego.
Riteniamo che ci sia stato un malinteso che ha causato un errore in totale buona fede, e che non Vi siate resi conto che lo specifico era un caso palese di applicabilità del DL 30/2007: forse perchè la richiesta è arrivata tramite agenzia dove solitamente arrivano le richieste standard, forse perché non è usuale fare una richiesta di Visto Turistico sulla base del DL 30/2007, forse per la mole di lavoro a cui siete sottoposti quotidianamente per le richieste di visto.
Alcuni elementi che ci fanno pensare all’errore:
Come già detto la documentazione era secondo noi sufficientemente completa, e deduciamo che anche dal Vostro punto di vista andasse bene, poiché se la aveste ritenuta incompleta, ci avreste certamente inoltrato per iscritto una richiesta di integrazione, ai sensi della legge n. 241 del 1990. Quindi non è un problema di documentazione
Non pensiamo si debba poi in qualche modo ritenere che il soggetto richiedente il visto possa costituire una turbativa all’ordine pubblico o un problema di pubblica sicurezza
Infine il Visto Turistico ha la scadenza dei 90 gg. da rispettare, ma proprio la legge stessa e quindi la facoltà che abbiamo di poter richiedere il visto per Ricongiungimento Familiare definitivo in qualsiasi momento, rende anche assai improbabile l’ipotesi che la richiedente minorenne possa fermarsi in Italia oltre i termini del Visto turistico, in clandestinità. Quindi anche questo rischio non può logicamente essere preso in considerazione
A questo punto non restava che applicare il DL 30/2007 e rilasciare il Visto richiesto.
Altro elemento che ci fa pensare all’errore, è che Voi nel provvedimento di rifiuto indicate la possibilità di ricorso al TAR del Lazio, mentre se non vado errato per un eventuale contenzioso legale in questo caso dovremmo recarci al Tribunale Ordinario e non al TAR, trattandosi di questioni attinenti la famiglia.
Aggiungiamo che tutti noi commettiamo degli errori nello svolgimento delle nostre attività, ma riteniamo che le conseguenze di questo specifico caso siano particolarmente gravi, perchè con tale provvedimento di fatto si nega ad una ragazzina di 12 anni il diritto di vivere e andare a scuola nel proprio paese, e nello stesso tempo trascorrere le vacanze estive vicino a sua madre. E non un diritto generico basato su qualche principio di buon senso o su qualche convenzione sovranazionale, ma poiché trattasi di familiare di cittadino U.E., questo è un diritto tutelato da specifica direttiva europea e da specifica legge attuativa dello Stato Italiano che tutti in egual misura siamo tenuti a rispettare.
in via bonaria e transattiva e senza che ciò possa costituire riconoscimento alcuno, nell’interesse di tutti e al fine di evitare inutili contenziosi nelle opportune sedi giudiziarie, di porre rimedio tramite l’attivazione delle prescritte procedure di autotutela della Pubblica Amministrazione con lo scopo di ottenere il rilascio del visto turistico ad ingressi multipli per la sig.ra _____________, ai sensi del D.L. 30/2007
e comunichiamo infine per conoscenza
i fatti sopra esposti a tutte le altre rispettabili Autorità indicate in indirizzo, affinché queste possano attivare attraverso i rispettivi canali istituzionali e per quanto di loro competenza, i necessari interventi atti a sanare situazioni del genere, che spesso rimangono silenti a causa della scarsa conoscenza delle norme e della mancanza di forza culturale ed economica da parte di molti utenti, ed a prevenirne il nuovo verificarsi, anche per evitare dispendiosi quanto inutili contenziosi tra Stato e cittadini.
Rivolgiamo anche un appello più generale alle Loro Autorità, affinché possano promuovere in sede istituzionale lo sviluppo di un quadro normativo più puntuale riguardante i diritti e doveri delle famiglie “miste”, in numero sempre crescente in Italia; ad oggi a nostro modesto avviso tali famiglie sono ancora troppo discriminate da procedure burocratiche farraginose, non sempre chiare, e non più adatte al complesso tessuto sociale contemporaneo, pur riconoscendo che già molto è stato fatto in materia (vedi appunto DL 30/2007).
Titolo: Re: visto turistico negato Dom Giu 28, 2009 2:16 pm
Il lavoro non è stato facile, ma la lettera così com'è è troppo descrittiva e troppo ossequiosa. Ho fatto qualche aggiunta ed ho postato un modello a questo link:
http://www.burocraziaconsolare.com/il-visto-f1/un-modello-di-autotutela-rifiuto-visto-turistico-parenti-di-italiani-t393.htm
Titolo: Re: visto turistico negato Dom Giu 28, 2009 6:05 pm
Grazie Amedeo, incredibile il lavoro fatto in così poco tempo, non so come hai fatto perchè a me che sono coinvolto direttamene è costata una fatica enorme preparare la bozza
condivido la sintesi per punti (dote che mi manca) e i toni generali molto meno ossequiosi: giustamente quelli che devono essere i*****ti siamo noi, e io e mia moglie lo siamo parecchio.
L'unica cosa, in prima battuta eviterò di coinvolgere direttamente le autorità europee (alle quali non avevo pensato), pur paventando ai "simpaticoni" da 15000 €/mese il fatto di farlo sicuramente in caso di mancato avvio della procedura di autotela, oltre al normale ricorso in tribunale.
Temo infatti che un eccessivo "muro contro muro" in queste prime fasi della vicenda non possa portare ai frutti auspicati (che in questo caso sono l'ottenimento del visto il più rapidamente possibile); io ingenuamente voglio continuare a pensare che l'errore, come anche tu ipotizzavi precedentemente, sia scaturito da una leggerezza di personale a contratto poco competente che esamina le pratiche di visto turistico (anche se questa è di per se un'ingiustizia, lo so), e che si risolva tutto nel migliore dei modi.
Titolo: Re: visto turistico negato Lun Giu 29, 2009 2:24 am
Non concordo affatto sul non coinvolgimento delle autorità europee. Il "muro contro muro" l'hanno cercato "loro" e non tu. Sono fatti loro se dovranno dare giustificazioni anche a livello europeo. Non solo, sono un mezzo di pressione molto forte.
Se un ladro ti ruba il portafoglio e scopri chi è, cosa fai? Gli dici: "Scusi signor ladro, per cortesia, non si offenda, ma mi ridarebbe il portafoglio?"??? Oppure prima lo "sbatacchi" ben bene e poi lo denunci???
Dimenticavo di osservare che i figli sono sempre a carico anche se residenti all'estero. Da ciò ne consegue che hai diritto non solo alle detrazioni fiscali per tua figlia, ma anche agli assegni familiari se ricorrono le condizioni.
Titolo: Re: visto turistico negato Lun Giu 29, 2009 3:43 am
Bhe intanto mettendo in copia un po' di superiori ed enti sensibili a possibili ispezioni già li infastidisci parecchio mi pare di capire... e poi gli fai anche chiaro che puoi andare oltre, tramite gli organi europei.
Per stare nella tua metafora, è come chiedere al ladro un "patteggiamento": uno sconto della pena in cambio di ammissione di responsabilità tramite un procedimento rapido e non oneroso...
Non so, magari dico io una stupidaggine, ma ho come l'impressione che se dobbiamo attendere un pronunciamento della Corte Europea, il visto arriva quando la bambina sarà maggiorenne... In sostanza condivido la tua linea generale, ma devo anche tener presente che il nostro scopo ora è quello di ottenere il Visto il più rapidamente possibile. Poi con quello in mano, allora le cose cambiano.
Infine un dubbio: vedo che tu nella tua bozza chiedi al Ministro degli Esteri di avviare le procedure di autotutela, ma tecnicamente non è l'Ambasciata che rilascia i visti e che deve quindi avviare la procedura?
In sostanza, fatta salva la prima e l'ultima parte del messaggio nel link, hoi così modificato il corpo centrale:
per questi motivi chiedono
All' Ambasciatore D'Italia in XXXXX, XXXXX XXXXX, in via bonaria e transattiva e senza che ciò possa costituire riconoscimento alcuno, di porre rimedio nell’interesse di tutti tramite l’attivazione delle prescritte procedure di autotutela della Pubblica Amministrazione, con lo scopo di ottenere il rilascio del visto turistico Schengen di lunga durata ad ingressi multipli per la sig.na XXXXX XXXXX, ai sensi del D.L. 30/2007
inoltre si riservano,
qualora quello che essi reputano un errore da parte dell’ufficio visti non venisse tempestivamente sanato tramite avvio della procedura di autotutela,
- di ricorrere al Tribunale contro il provvedimento in oggetto, chiedendo altresì gli eventuali danni morali e materiali da esso causati;
- di inoltrare alla Commissione delle Comunità Europee la richiesta di esaminare il presente caso, ricorrendo eventualmente anche alla Corte di Giustizia, per verificare se si sia configurata una violazione del diritto europeo, sia nel caso in esame che in generale, da parte dello Stato Italiano;
- di chiedere al Parlamento Europeo di esaminare, quale petizione ufficiale, questa situazione, raccomandando nel caso anche l’avvio da parte della Commissione Europea di procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, per verificare se si sia configurata una mancata attuazione o una cattiva applicazione o una violazione del diritto europeo di libera circolazione dei Cittadini e dei loro familiari, e se si siano verificati abusi da parte dell’Italia;
Non mi resta che mandare il fax, e mi chiedevo se siccome oggi in Ucraina è giorno festivo, gli stacanovisti dell'Ambasciata facessero sia le festività Italiane che quelle locali... verificherò
Saluti e buone battaglie burocratiche
Titolo: Re: visto turistico negato Lun Giu 29, 2009 4:09 am
- di inoltrare alla Commissione delle Comunità Europee la richiesta di esaminare il presente caso, ricorrendo eventualmente anche alla Corte di Giustizia, per verificare se si sia configurata una violazione del diritto europeo, sia nel caso in esame che in generale, da parte dello Stato Italiano;- di chiedere al Parlamento Europeo di esaminare, quale petizione ufficiale, questa situazione, raccomandando nel caso anche l’avvio da parte della Commissione Europea di procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, per verificare se si sia configurata una mancata attuazione o una cattiva applicazione o una violazione del diritto europeo di libera circolazione dei Cittadini e dei loro familiari, e se si siano verificati abusi da parte dell’Italia;
Il primo responsabile è sempre il Ministro.
L'attivazione delle procedure di autotutela sono abbastanza informali, quindi puoi benissimo inserire le modifiche proposte.
Un ricorso alle istituzioni europee è indipendente non allunga affatto il procedimento per un eventuale ripensamento ed il rilascio del visto in tempi brevi. Semmai avvisali pure che gli dai un 5 giorni per provvedere.
Vedrai che si scuseranno, che la nonna si è espressa male, che non vi siete capiti, che il modello è stato redatto ..., ecc.. Di scuse ne troveranno mille, ma poi correranno, eccome correranno.
Titolo: Re: visto turistico negato Lun Giu 29, 2009 5:08 pm
Salve Amedeo, sono ancora io.
Stavo leggendo in maniera approfondita il DL 30/2007, e mi sta sorgendo un dubbio al riguardo di quanto ci siamo detti recentemente, che mi sta mettendo in ansia:
Relativamente a quanto dicevamo riguardo ad un eventuale ricorso in Tribunale e non al TAR, l'articolo 22 recita:
1. Avverso il provvedimento di cui all'articolo 20 e' ammesso ricorso al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sede di Roma.
E l'articolo 20 del DL 30/2007 fa riferimento chiaro alle:
Poi sono andato a rileggermi ancora il provvedimento di rifiuto, e questo recita testualmente:
"ai sensi dell art 4, comma 2 del DL 286/98, come modificato dalla legge 189/2002, in base al quale, considerate le implicazioni attinenti la sicurezza e l'ordine pubblico che in generale comportano il rilascio dei visti di ingresso, si deroga all'obbligo di motivare il diniego (salvo si tratti di domande di visto presentate ai sensi degli art ......... etc.). Le comunichiamo che la sua domanda di visto è stata respinta."
"Contro il presente provvedimento potrà, eventualmente, essere presentato ricorso al TAR del Lazio con l'assistenza di un legale, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento stesso, etc.."
Ora il dubbio che mi sta venendo è questo: vuoi vedere che Loro ritengono veramente che la bambina possa essere ritenuto un problema per l'ordine pubblico, e che trattandosi di una richiesta di visto turistico derogano all'obbligo di motivarne il diniego?!?!
In questo caso, dal loro punto di vista, sarebbe giusto indicare il TAR quale luogo di un eventuale ricorso...
Per favore dimmi che ne pensi che non ci sto capendo + niente...
Titolo: Re: visto turistico negato Mar Giu 30, 2009 1:52 am
Stai facendo un "frullato di informazioni"!!! In questo campo anche gli "pseudoesperti" e i nostri "simpaticissimi" funzionari di consolato (che, ripeto, guadagnano non meno di 15.000 euro/mese e dovrebbero, pertanto, essere super esperti!!!) spesso riescono ad ottenere ottimi frullati di informazioni legali!!!
Non ti inoltrare, quindi, in analisi legali se non ne hai la preparazione (l'art. 23 tratta di allontanamenti - tutt'altro rispetto al caso in questione). Una bambina di 12 anni non sarebbe mai imputabile di alcunchè, quindi mai potrebbe costituire pericolo per l'ordine pubblico!!!
Titolo: Re: visto turistico negato Mar Giu 30, 2009 10:39 am
Salve gent.le Amedeo, sono ancora io. Chiedo scusa se intervengo ulteriormente, ma chi guadagna non meno di 15.000 €/mese (pagato con le tasse di tutti noi) per tutelare al meglio i nostri diritti, mi sta facendo passare delle "gradevoli" serate a leggere tediosi DL, affinare lettere di autotutela e consolare coniuge affranta... diciamo che vengo qua a registrare il mio diario di bordo, sperando possa servire a qualcuno.
A parte che ho anche appreso da DL 30/2007 che in teoria se il parente di un cittadino Italiano si presenta in frontiera senza visto ed entro 24 ore dimostra il legame di parentela (in pratica certificati attestanti lo stato di famiglia...), è tenuto a fare ingrsso nel territorio dello Stato... ma poi nei fatti è rispettata la norma?! No perchè se così fosse, il capitolo dei visti per familiari di cittadini UE potrebbe considerarsi chiuso, e forse ci sarebbe qualche 15.000 €/mese in giro per il mondo in meno da pagare per calo di domande di visto... forse in linea generale occorrerebbe spostare la battaglia su questo fronte...
Comunque, ti incollo, se a qualcuno va di leggerla, l'ultima versione di richiesta di autotutela partorita nella notte, ho cambiato un po' l'impostazione perchè comunque mia moglie ci teneva a mettere in luce il fatto che se proprio non ci apriranno sto benedetto visto per turismo lei vuole chiedere subito quello di ricongiungimento... con le conseguenze del caso però, perchè non ci sto a essere COSTRETTO a chiedere un visto di ricongiungimento al posto di un turistico su cui si hanno gli stessi diritti: è un abuso bello e buono.
Buone schermaglie burocratiche
OGGETTO: richiesta di attivazione del procedimento di autotutela della Pubblica Amministrazione per mancato rilascio di Visto Turistico a Familiare di Cittadino U.E. ai sensi del D.L. 30/2007
- _______________, nato a _______________ il _______________, residente in _______________, cittadino Italiano;
- _______________, nata a _______________ (_______________) il _______________, residente in _______________, cittadina _______________ – Carta di Soggiorno n. _______________ rilasciata dalla Questura di _______________;
coniugi a seguito di matrimonio del _______________ (atto di matrimonio n. _______________);
nell’interesse della sig.na _______________, nata a Chernivtsi (_______________) il _______________, residente in _______________ (_______________), cittadina _______________, nonché figlia minorenne della sottoscritta;
1) in base al DL 30/2007, in attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri (considerati i legami di parentela della minore in questione - di cui all’articolo 2, Comma 1, lettera b), punto 3 - e considerato che la stessa minore, non può certo rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico), la sig.na ___________ ha tutti i diritti di raggiungere i suoi familiari in Italia e nello spazio dell’Unione;2) per propria scelta familiare al momento si è comunemente deciso che la stessa, prima di trasferirsi definitivamente in Italia se eventualmente lo vorrà, finisca la scuola in Ucraina dove vive coi nonni materni;3) si è tuttavia deciso di farle trascorrere i periodi delle vacanze scolastiche con i sottoscritti in Italia, sia per farla inserire gradualmente, evitandole possibili traumi scolastici e ambientali, ma soprattutto per farla stare un periodo sufficientemente lungo accanto alla madre ed al suo coniuge, che lavorando regolarmente in Italia non possono che raggiungerla per brevi periodi di ferie; 4) i sottoscritti sono perfettamente consapevoli che è nella loro facoltà chiedere ed ottenere un visto di Ricongiungimento Familiare, che però implicherebbe per sua natura che la bambina si trasferisca definitivamente fin da subito chiedendo relativa Carta di Soggiorno, cosa al momento non nelle intenzioni; sono inoltre consapevoli del fatto che tale visto comporterebbe oneri socio assistenziali a carico dello Stato maggiori rispetto ad un visto turistico;5) i sottoscritti hanno ritenuto quindi, che in questa fase lo strumento ideale per la loro situazione fosse il rilascio di un Visto Turistico Schengen di lunga durata a ingressi multipli;
1) il sottoscritto aveva contattato telefonicamente la Sezione Visti dell’Ambasciata nell’Agosto 2008 per avere ragguagli specifici sulle procedure con largo anticipo, e constatava che non si rilasciavano informazioni sui Visti via telefono; 2) il sottoscritto aveva quindi, su suggerimento dell’addetto stesso, inoltrato e-mail (allegata in copia) a tale ufficio in data _________, spiegando la situazione, al fine di prendere contatto preventivo con l’Ambasciata e fissare eventualmente un appuntamento, senza ottenere risposta alcuna;3) in considerazione di quanto esposto ai due punti precedenti, non trovando alcun riscontro e constatate le oggettive difficoltà di comunicazione con l’ufficio, i sottoscritti hanno deciso di utilizzare loro malgrado il canale dell’agenzia convenzionata; 4) in data _________ è stata presentata domanda di Visto Turistico per la sig.na ____________presso l’agenzia ____ in ____ convenzionata con la nostra Rappresentanza Diplomatica, aprendo la pratica _____________, e allegando i seguenti documenti:
• modulo standard di richiesta, compilato per il rilascio di visto turistico a familiare di cittadino UE, ai sensi del DL 30/2007;• certificato di nascita in originale della minore, apostillato e tradotto;• delega del padre della minore all’espatrio, fatta da notaio, tradotta e legalizzata;• lettera di invito (modulo standard) del sottoscritto con firma autenticata in Comune;
• fotocopia del Passaporto Italiano del sottoscritto;• fotocopia della Carta di Soggiorno della sottoscritta;• certificato di Matrimonio e stato di famiglia dei sottoscritti;• certificato di frequenza scolastica della minore tradotto e legalizzato; 5) la bambina è venuta accompagnata dalla suocera del sottoscritto, opportunamente munita di delega notarile della propria moglie a rappresentarla in tutte le sedi, anch’essa tradotta e legalizzata, e i documenti sono stati accolti dall’agenzia;6) la documentazione, di cui avete trattenuto le copie alla fine del procedimento, è da ritenersi completa, dato che l’ufficio non ha inoltrato alcuna richiesta di integrazione e nessun preavviso di rigetto ai sensi della legge n. 241 del 1990; 8) la domanda di visto è stata respinta, con provvedimento amministrativo del _______ (Prot. N. _____) allegato in copia, senza motivazione alcuna;
1) i sottoscritti ritengono che ci sia stato un errore e che l’Ambasciata non si sia resa conto che lo specifico era un caso palese di applicabilità del DL 30/2007, non applicando di fatto tale norma e trattando la pratica come una richiesta standard di Visto Turistico per cittadino extracomunitario; 2) le conseguenze del suddetto errore appaiono particolarmente gravi, perchè con tale provvedimento di fattosi nega ad una figlia minorenne che vive e studia nel proprio paese d’origine, il diritto di trascorrere le vacanze scolastiche vicino a sua madre, diritto garantito da specifica direttiva europea e da relativa legge attuativa dello Stato Italiano, considerando lo Status di Familiare di Cittadino UE del soggetto in questione; 3) i sottoscritti, stando così le cose, per far valere tale diritto dovranno forzatamente chiedere per la minore un visto di Ricongiungimento Familiare,tipologia di visto per il quale non è possibile derogare le motivazioni di eventuale diniego ai sensi del DL 286/98; 4) in base al DL 30/2007 la minore, come detto, possiede tutti i requisiti affinché la propria domanda di visto venga accettata, quindi i sottoscritti ritengono che il Visto per Ricongiungimento verrebbe infine concesso;
stante tale scenario,
i sottoscritti si sentirebbero in dovere di:
1) ricorrere nelle sedi più opportunecontro lo Stato per un eventuale riconoscimento dei danni morali e materiali causati ai soggetti interessati dal rilascio di Visto per Ricongiungimento in luogo di Visto Turistico originariamente richiesto, che pure in base al DL 30/2007 doveva essere rilasciato; 2) presentare opportuno esposto alla Corte dei Conti affinché si valuti se le maggiori spese socio assistenziali a carico dello Stato originate da rilascio di Visto per Ricongiungimento in luogo di Visto Turistico, debbano essere addebitate all’Ambasciata d’Italia in Ucraina; 3) inoltrare alla Commissione delle Comunità Europee la richiesta di esaminare l’intero caso, ricorrendo eventualmente anche alla Corte di Giustizia, per verificare se si sia configurata una violazione del diritto europeo, sia nel caso in esame che in generale, da parte dello Stato Italiano; 4) chiedere al Parlamento Europeo di esaminare, quale petizione ufficiale, questa situazione, raccomandando nel caso anche l’avvio da parte della Commissione Europea di procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, per verificare se si sia configurata una mancata attuazione o una cattiva applicazione o una violazione del diritto europeo di libera circolazione dei Cittadini e dei loro Familiari, e se si siano verificati abusi da parte dell’Italia;
per questi motivi si chiede
alll’Ambasciata d’Italia in Ucraina, in via bonaria e transattiva e senza che ciò possa costituire riconoscimento alcuno, nell’interesse di tutti e al fine di evitare inutili e dispendiosi contenziosi, di porre tempestivo rimedio a quello che i sottoscritti reputano un errore in fase di esame di domanda di visto, tramite l’attivazione delle prescritte procedure di Autotutela della Pubblica Amministrazione, con lo scopo di ottenere il rilascio del visto turistico Schengen di lunga durata ad ingressi multipli per la sig.na _________, ai sensi del D.L. 30/2007;
e comunicano per conoscenza
i fatti sopra esposti a tutte le altre Autorità indicate in indirizzo, affinché queste possano attivare attraverso i rispettivi canali istituzionali e per quanto di loro competenza, i necessari interventi atti a sanare situazioni del genere, che spesso rimangono silenti a causa della scarsa conoscenza delle norme e della mancanza di forza culturale ed economica da parte di molti utenti, ed a prevenirne il nuovo verificarsi, anche per evitare dispendiosi quanto inutili contenziosi tra Stato e Cittadini;
rivolgono infine un appello più generale alle medesime Autorità, affinché possano promuovere in sede Istituzionale lo sviluppo di un quadro attuativo più organico e puntuale inerente le norme a tutela dei diritti delle famiglie “miste”, norme che vengono nei fatti troppo spesso disattese.
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Lug 03, 2009 4:43 am
Salve Amedeo et al.,
le raccomandate sono partite, ora vediamo che succede. Posso dire che nel frattempo, il giorno stesso che ho spedito, mi ha scritto nella casella di posta e-mail il funzionario responsbile dell' URP del MAE (a cui avevo inviato il fax), per assicurarmi che aveva provveduto a inoltrare la mia richiesta al consolato di Kiev e al centro visti del ministero, diciamo che qualcosa si è mosso;
intanto ho avuto un contatto con un avvocatessa che dicono specializzata in casi relativi all'immigrazione (anche se non sono del tutto convinto che sia il ramo giusto in questo caso...), spero di non doverla utilizzare, ma nel caso l'autotutela non andasse a buon fine io e mia moglie siamo determinati ad andare avanti.
Al di la di questo, la cosa che volevo sottolineare adesso è un'altra: l' Ambasciata di Kiev, attraverso il sito internet istitzionale, mette a disposizione 3 linee di fax (Canc diplomatica, canc. consolare, sezione visti). Bene, ho provato per 2 giorni consecutivi, non ricordo più neanche quante volte, ad inoltrare il fax, e tutte le volte SU TUTTI e TRE i numeri, sia in orari di ufficio che al di fuori di essi... e i fax sono perennemente staccati, tutti e tre: si sente il telefono che squilla, il fax non parte e cade la linea.
Mi sto preoccupando seriamente... ma c'è qualcuno in Ambasciata o sono stati presi in ostaggio dal governo Ucraino? Ma esiste questa Ambasciata o è un' entità astratta?
Ma poi dico, se un utente ha necessità di comunicare via fax con la propria rappresentanza diplomatica per questioni anche ben più serie di questa, ma come fa?
REPLICHIAMO DURAMENTE
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Lug 03, 2009 4:56 am
La raccomandata va bene (va inviata a anche a tutti gli altri indirizzi), ma nel frattempo, se non funziona il fax, consiglio l'e-mail. Il fatto che non gli funzioni il fax va assolutamente segnalato all'URP del MAE (e io direi anche a Brunetta).
Come ho già scritto altre volte, ho potuto riscontrare che quando un consolato comincia risultare "isolato" e non risponde, c'è qualche inchiesta in corso.
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Lug 03, 2009 5:10 am
Si ovviamente la raccomandata l'ho inoltrata a tutti gli indirizzi, ed a Kiev ho mandato la mail. Ma da la tutto tace....
Comunque si, preparo una comunicazione relativa alla storia del fax per URP MAE e URP di Brunetta.
Ormai seguire questa faccenda sta diventando il mio secondo lavoro, tanto ho capito che questa estate al mare non ci andiamo...
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Lug 03, 2009 5:31 am
Per Kiev: mail + racomandata!!!
Titolo: Re: visto turistico negato Ven Lug 03, 2009 2:45 pm
Ora il dubbio che mi sta venendo è questo: vuoi vedere che Loro ritengono veramente che la bambina possa essere ritenuto un problema per l'ordine pubblico, e che trattandosi di una richiesta di visto turistico derogano all'obbligo di motivarne il diniego?!?! In questo caso, dal loro punto di vista, sarebbe giusto indicare il TAR quale luogo di un eventuale ricorso...
Dubbio più che leggittimo purtroppo. Avant'ieri ho ricevuto una chiamata da una signora dominicana che lavora e risiede legalmente in Italia, quindi con diritto al N.O. al ricongiungimento con il figlio minore. Poichè mi spiegava la signora che non è interessata al ricongiungimento (tra l'altro chiedendo un ricong mentre si vuole avere solo una visita limitata del proprio figlio minore con visto turistico (si è passibili di penale secondo quanto deciso e sentenziato dalla giurisprudenza quando l'ggetto del visto non è quello reale) e i fatti che mi ha raccontato sono semplicemente raccapriccianti.
La risposta a voce che il MAE le ha dato dopo aver chiesto per iscritto spiegazioni ed urgente intervento del perchè hanno negato il visto turistico per il figlio minore e pure senza motivazioni facendo riferimento all'art. 4 e ricorso al TAR, a voce ed in via confidenziale (??? ??) è stata che ...udite udite....poichè i minori di età non sono espellibili una volta in territorio italiano, si ritiene esista un fortissimo rischio d'immigrazione clandestina .
Sappiate che la signora mi ha dato mandato professionale e quindi ha proceduto ad inviarmi anche tutte le copie della documentazione presentata all'U.V italiano in Santo Domingo, oltre altre lettere spedite in seguito alla negazione del visto, ossia un fascicolo completo di documentazione aggiuntiva (consegnata all'Ambasciata) che dimostra senza dubbio alcuno l'innegabilità di un N.O al ricongiungimento familiare.
È vero che il tuo caso parrebbe ancora più forte da un punto di vista legale perchè il minore è un congiunto e/o familiare di cittadino italiano, ma in realtà non lo è poi tanto. Infatti il diritto del fanciullo, sancito anche da convenzioni e diritto internazionale, ratificato con legge propria dall'Italia e perfettamente riferiti anche dalla direttive UE, sono inviolabili e prioritari nell'interesse del minore. Sia nel tuo che nel caso della mia cliente, a mio avviso non è il TAR a cui si può fare appello, bensì al Giudice del Tribunale ordinario in quanto essendo un visto turistico per un minore, per visita a uno dei propri genitori, si viola un diritto leggittimo e non un interesse leggittimo (ho chiarito bene la differenza in altra discussione proprio con questo titolo e in questa sezione dei visti). Infatti è una tipologia di visto che rientra genericamente in quella dei visti turistici solo perchè non esiste un ''oggetto'' di visto che lo preveda espressamente. Non si può quindi appellarsi all'art 4 per non motivare il visto e meno lo si può negare quando soprattutto si tratta di un minore.
non è questione di ispezioni Amedeo, purtroppo io ho constatato invece che lo fanno per evitare (secondo loro) ricevere diffide con valore legale...il classico muro di gomma, però con restrizioni di comunicazioni. Fatto grave e senz'altro da segnalare al MAE, ma anche all'Ispettorato della funzione Pubblica come minimo, ma oltre altre istituzioni.
Riguardo la risposta clichè (lo mandano a tutti) del MAE ''abbiamo provveduto a trasmettere la sua ....al Consolato etc etce'' è una vergogna. Cosa giri a fare se la lettera o diffida è già stata mandata anche all'Ambasciata o Consolato? Ponzio Pilato`era certamente più scaltro.
Vi farò sapere le azioni che intraprenderò con questa mia cliente, ma ci andrò abbastanza pesante sempre e quando lei sia d'accordo (non agisco mai senza il consenso del cliente). Auguri anche a voi e fate bene a non lasciarvi calpestare, ma soprattutto permettere di negare un visto di visita ai genitori, ad un minore d'età. Ho sentito il figlio della signora perchè mi speigasse alcune cose e non faceva altro che piangere...roba da matti.
Titolo: Re: visto turistico negato
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