Source: https://previsionari.it/2014/09/29/tutto-sul-tfr-in-azienda-o-sul-fondo-calcolo-rivalutazione-anticipo-liquidazione-rendimenti-ed-inps/
Timestamp: 2017-06-22 22:09:41+00:00
Document Index: 2638374

Matched Legal Cases: ['art. 2120', 'art.18', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 2120']

Tutto sul TFR: in azienda o sul fondo? Calcolo, rivalutazione, anticipo, liquidazione, rendimenti ed INPS | Previsionari
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285 Commenti Il TFR o liquidazione, creato il 1° giugno del 1982, è una parte dello stipendio (il 6,91% della retribuzione lorda) del dipendente privato che viene accantonata attraverso il datore di lavoro che verrà poi pagato al momento della cessazione del lavoro.
Calcola qui a quanto ammonta il tuo TFR.
Con il primo contratto di lavoro arriva immancabilmente anche la domanda: dove devo mettere il TFR?
E la decisione deve essere presa anche abbastanza in fretta, infatti la legge prevede che venga presa entro sei mesi dal momento dell’assunzione.
Cerchiamo di capire insieme quali sono le scelte migliori possibili.
1) Lasciarlo in azienda (ogni anno circa 11 miliardi di euro vengono prendono questa strada);
2) Metterlo in un fondo pensione complementare on in un PIP (ogni anni circa 5 miliardi);
3) Metterlo in busta paga ( Qui un articolo con esempi per capire se conviene)
4) Non decidere. Meccanismo silenzio assenso, il TFR viene messo:
– Nel fondo negoziale di riferimento;
– In assenza di fondo negoziale, viene attribuito al fondo residuale inps Fondinps
( ogni anno circa 6 miliardi);
In Italia, stiamo parlando di circa 22 miliardi di euro che maturano ogni anno.
Valutiamo insieme i pro e i contro di ogni opzione.
1) TFR in azienda
Partiamo dai rendimenti. Il rendimento del TFR lasciato in azienda è stabilito dall’articolo 2120 del codice civile: sommando il 75% dell’aumento del costo della vita per gli operai e gli impiegati accertato dall’ISTAT nel mese in esame rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente, e un tasso fisso pari ad ’1,5% su base annua.
Il problema è che se l’inflazione è bassa, come in questi ultimi anni, (addirittura negativa!) il rendimento del TFR può essere estremamente basso (nel 2014 si prevede sarà circa l’1,5%)[1] .
Possiamo dire quindi che i rendimenti non sono il punto forte del TFR in periodi di bassa inflazione. Infatti, la rivalutazione, basandosi sull’inflazione, ha il semplice scopo di mantenere il potere d’acquisto.
Disponibilità del denaro
Al momento della conclusione del rapporto di lavoro il TFR viene accreditato al dipendente.
Disponibilità del denaro in anticipo
Dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro i lavoratori possono chiedere al datore di lavoro un’anticipazione fino al 70% del TFR maturato alla data della richiesta. La domanda deve essere giustificata da uno dei seguenti motivi:
Sulle rendite si applica un’aliquota sostitutiva dell’11%.
Sulla parte capitale si applica la media dell’ aliquota IRPEF. L’aliquota media di tassazione della “liquidazione” tiene conto del reddito individuale e in genere varia dal 23 al 30 per cento. È determinata con riferimento agli anni di contribuzione e si applica sul reddito netto costituito dal totale accumulato durante il rapporto di lavoro.
2) TFR nel fondo pensione
Tutti i fondi pensione offrono varie linee di investimento. In questo modo, in base alla propria propensione al rischio, si può decidere come investire il proprio TFR.
In generale, nel 2013, i fondi pensione hanno registrato il un rendimento del 8,1%, i fondi negoziali del 5,4%, e i PIP del 3,6% la gestione separata (come una linea garantita) e 12,2% le Unit Linked.
I rendimenti a confronto
Destinare il TFR in un fondo pensione può essere un opzione vantaggiosa per vari motivi.
Chi opta per un fondo negoziale (ad es. fonchim) o per un fondo con adesione collettiva ( ad es. se l’azienda per la quale si lavora ha aperto una convenzione) ha diritto ad un contributo aggiuntivo da parte del datore di lavoro che nella maggior parte dei casi è intorno al 1% di quanto versato.
In questo caso, al di là del rendimento, è chiaro che la posizione individuale di chi ha abbracciato la scelta della previdenza complementare ha una “voce d’entrata in più”.
Tutti i contributi aggiuntivi oltre il TFR sono completamente deducibili fino a 5164 euro.
La somma accumulata sul fondo pensione diventa disponibile al raggiungimento dei requisiti pensionistici e:
– in caso di adesioni collettive, al momento della perdita dei requisiti di partecipazione al fondo di riferimento (ad es. se si cambia lavoro);
– in caso di adesioni individuali si può chiedere il riscatto totale della posizione a seguito di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi e il riscatto parziale del 50% per un periodo di tempo superiore a 12 mesi;
Dopo 8 anni si può chiedere fino al 30% per qualsiasi motivo e al 75% per acquisto o ristrutturazione della prima casa per se e i figli.
Inoltre, in qualsiasi momento, fino al 75%, per spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sé, al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche. Tassazione
Al momento della richiesta prestazione pensionistica:
– sul TFR versato è operata una ritenuta a titolo di imposta con l’aliquota del 15%o ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione; (questa tassazione si applica ai versamenti effettuati da 01/01/2007);
– I rendimenti maturati sui versamenti effettuati sono tassati all’11,5% (invece i rendimenti del TFR in azienda sono tassati all’aliquota IRPEF);
– I contributi aggiuntivi (ad. Es quelli datoriali o volontari) sono deducibili fino a 5.164 euro annui e, se dedotti, sono tassati come il TFR;
– I contributi non dedotti, se comunicati al fondo pensione nei termini previsti, non sono soggetti a tassazione;
In tutti i casi di anticipazione dell’importo del fondo pensione si applica una tassazione differente;
3) TFR in busta paga
Da marzo 2015 si potrà ottenere il Tfr in busta paga, mese per mese. Tale scelta sarà irrevocabile fino al 30 giugno 2018. A riguardo abbiamo scritto un articolo, clicca qui per leggerlo e scoprire se ti conviene mettere il TFR in busta paga.
4) Fondo residuale Inps – FondInps
Il fondo dell’INPS segue esattamente le stesse regole degli altri fondi pensione, come l’opzione al punto 2 quindi.
Cosa succede quando si cambia lavoro?
Chi ha optato per lasciare il TFR in azienda, come abbiamo già detot sopra, ne avrà la liquidazione. Una volta cominciato un nuovo lavoro potrà decidere di lasciarlo al nuovo datore di lavoro o, in alternativa, aprire un fondo pensione .
Chi invece ha scelto di versarlo su un fondo pensione può.
– mantenere l’iscrizione al vecchio fondo;
– trasferire il montante maturato presso un nuovo fondo pensionistico;
– nei casi di perdita dei requisiti di partecipazione chiedere la liquidazione (ad esempio per un’adesione collettiva o ad un fondo di categoria);
– nel caso in cui si ha riscattato il fondo pensione, è possibile di nuovo scegliere tra lasciarlo al nuovo datore di lavoro o aprire un nuovo fondo pensione.
Hai altri dubbi o domande? Commenta qui sotto, ti risponderemo al più presto.
Photo credit: Money Plant – Tax Credits
[1] Camera di commercio
285 Commenti Mauro
Quando leggo che i PIP hanno reso il 3.6% sorrido perché il dato utile per poter esprimere un giudizio sul prodotto utilizzato per creare una previdenza complementare è rappresentato dai caricamenti applicati dal gestore del PIP sui contributi versati dall’aderente.
Direi che l’unico strumento in linea con le esigenze dei giovani, bisognosi di previdenza complementare, è rappresentato dai Fondi Pensione Aperti precisando però che sul mercato di veramente validi ne esistono un numero molto limitato diciamo 5/6 al massimo.
Il FPA deve avere in Isc contenuto, un numero di linee d’investimento importante e soprattutto un gestore con una spiccata cultura previdenziale e con un tutor a disposizione. Le commissioni deve essere compreso nel range 30/90 Bp, linea garantita per investire il TFR e se possibile avere a disposizione delle linee Lifestyle gestite dal gestore in autonomia in funzione del profilo rischio rendimento e dagli anni che lo separano per maturare i requisiti pensionistici.
Se ho deciso di versare il Tfr ad un fondo è chiudo un rapporto di lavoro quando ne inizio uno nuovo posso decidere di lasciare il tfr alla ditta o devo continuare a versarlo al fondo scelto precedentemente
dovrai continuare a versarlo nel fondo pensione precedente, perché hai scelto di aderire alla previdenza complementare.
Solo nel caso che la tua adesione al fondo pensione fosse stata “collettiva” od fosse un fondo pensione di categoria (negoziale) ed ora cambi categoria lavorativa, allora puoi riscattarlo chiudendolo, potendo decidere cdi nuovo cosa fare del nuovo tfr.
Buongiorno volevo chiedere ,se posso avere dalla ditta dove o lasciato il mio TFR dal 2001 al 2007.un anticipazione .per motivi personale.dal 2007 a oggi va in un fondo Pensione.lavorando sempre nella stessa ditta .
se hai almeno 8 anni di appartenenza al fondo, puoi chiedere anticipo del 30% per la soddisfazione delle tue esigenze.
Buongiorno, a Gennaio 2015 ho cambiato ccnl passando dal commercio al credito. il tfr maturato nel commercio è stato sempre versato per mia scelta al Fondo Fonte. Ora devo decidere se riscattarlo o passarlo ad un nuovo fondo complementare.
1) Esiste un fondo di categoria per il credito o devo rivolgermi a fondi aperti?
2) E’ possibile riscattarne solo una parte (es 50%) e la restante trasferirla su un altro fondo?
3) Nel caso di riscatto, che tipo di tassazione viene applicata?
1) dovrebbe esserci il fondo di categoria della banca/compagnia che ti ha assunto. Chiedi al tuo nuovo ufficio del personale.
2) no, o lo riscatti tutto o lo trasferisci tutto;
3) dipende da quando hai aderito, in generale dovresti subire una tassazione ordinaria irpef sull’imponibile maturato dal 2000 al 2006, poi sostitutiva al 23% per il restante dal 2006 ad oggi.
Vorrei sapere quanto tempo occorre per riscuotere il TFR da una ditta artigiana
forse questo può interessarti: http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3b0%3b8186%3b&lastMenu=8496&iMenu=1&itemDir=8665
Salve, a maggio fanno 8 annic he io e i miei colleghi di lavoro abbiamo aderito ad un fondo pesione, adesso la domanda che mi pongo è la seguente, in base alle ultime modifiche del tfr, posso richiederlo in busta mese per mese e non versarlo più al fondo pensione?
Adriano Brandi
io nel 2012 ho terminato un rapporto di lavoro interinale, durante il quale il tfr è stato versato al fondo negoziale di categoria per lavoro somministrato (fontemp), successivamente ho intrapreso un nuovo rapporto lavorativo con c/indeterminato, con TFR presso fondo Cometa.
Posso chiedere il riscatto dal fondo negoziale (ormai stantio e non alimentato da ulteriori versamenti), o la posizione può essere solo trasferita?
se, come mi pare di capire, hai cambiato categoria lavorativa, allora puoi anche chiedere il riscatto oltre al sempre valido trasferimento.
si puoi farlo ma stai attento a capire se ti conviene! clicca qui per info
Salve quindi vale lo stesso se voglio riotnare il mio tfr in azienda. Ormai i miei 8 anni versati rimangono al fondo e gli richiedo solo il 30%, però se voglio dal mese di maggio chiedo alla mia azienda di non versare più al fondo e tenerli in ditta. E’ vali questo passaggio oppure vale solo se li metto in busta paga? Quindi diciamo che un modo per uscire dal fondo esiste, solo che i soldi versati rimangono a loro.
Decorsi otto anni di iscrizione a forme pensionistiche complementari puoi richiedere un anticipo di quanto è presente sul tuo fondo. Ecco le possibilità:
Il TFR in busta paga è un altra cosa. Puoi chiedere che l’azienda invece di versare il tfr nel fondo pensione te lo versi mese dopo mese in busta paga.
Buongiorno, vorrei sappere se è possibile trasferire il TFR dall’azienda ,quale attualmente sono impiegato , ad un fondo pensionistico/inps, se si ,quali sgravi fiscali incomberei? è possibile trasferirlo al 100% ?
puoi aprirti un fondo pensione dire all’azienda di versare il tuo tfr in quel fondo pensione.
potrai dedurre quanto versato (non la quota tfr ma solo quello che verserai in più tu) fino a 5164 euro annui.
Leggi qui tutte le info su come funzionano i fondi pensione
anna buscaroli
azienda privata sotto 50 dipendenti, conviene, il tfr, lasciarlo in azienda o metterlo in un fondo?
valutare tutti aspetti, dalla tassazione finale alla facilità di riscossione, alla sicurezza se ci sono problematiche ( in entrambe le scelte) grazie
Fammi capire meglio: tu sei la titolare dell’azienda e stai pensando ai tuoi dipendenti o sei una dipendente dell’azienda?
Hai già il tuo fondo pensione o saresti interessata di aprirlo?
Buongiorno, a settembre ho terminato un rapporto di lavoro per il quale avevo optato per mantenere il te in azienda. Non ho ancora ricevuto il TFR. La scorsa settimana mi è stato tuttavia recapitata la certificazione unica in cui il mio ex datore di lavoro indicata la somma di TFR spettanti mi come versata. Ora ho scoperto inoltre che l’azienda e’ in liquidazione. Come mi devo comportare? Posso sperare di riuscire a farmi restituire il mio TFR? Per la certificazione unica sbagliata cosa devo fare? Grazie per il consiglio in anticipo.
avevo deciso di lasciare il mio TFR in azienda nel 2005, vorrei sapere se posso adesso destinarlo ad un altro fondo.
E in casi fosse possibile cosa sarebbe del pregresso tfr lasciato in azienda?
Salve, mi sono rimasti i seguenti dubbi:
1. Qual è la tassazione sugli anticipi nel caso di fondi pensione?
2. La tassazione sul riscatto finale del TFR lasciato in azienda è secondo i normali scaglioni Irpef solo per la quota capitale … I rendimenti sono tassati con aliquota sostitutiva al 17% … corretto?
Salve, una donna che, per problemi seri di organizzazione, dia le dimissioni entro il primo anno di vita del figlio (avendo per questo diritto alla “disoccupazione”) può in qualche modo riscattare il tfr lasciato ai fondi pensione essendo improvvisamente in ristrettezze economiche. Può il fatto che la somma in questione sia non esorbitante (3400euro)?
Ho deciso di versare il TFR ad un fondo chiuso aziendale nel lontano 1992. Ho interrotto da poco il rapporto di lavoro essendo stato posto in mobilità ma ho ripreso in poche settimane l’attività lavorativa con un nuovo rapporto di lavoro con la stessa tipologia di CCNL. Posso pensare di riscattare il Fondo e decidere di lasciare il TFR alla nuova società (che è dello stesso gruppo e riconosce il vecchio Fondo) o devo continuare a versare IL TFR al vecchio fondo? Grazie.
per darti una risposta più precisa avremmo bisogno di capire bene se si tratta di un fondo chiuso aziendale (cioè legato all’azienda per la quale lavoravi) o di fondo di categoria (cioè legato al CCNL es. “COMETA” fondo nazionale dei lavoratori del settore Metalmeccanico ).
Nel primo caso avendo interrotto il rapporto di lavoro con l’azienda presso la quale avevi sottoscritto il fondo puoi riscattare totalmente il fondo pensione per “perdita dei requisiti” ed effettuare entro 6 mesi dall’assunzione una nuova scelta per il TFR relativo al tuo nuovo rapporto di lavoro. Nel secondo caso (precedente adesione ad un fondo di categoria) non puoi riscattare il fondo pensione e dovrai continuare a versare al tuo fondo di categoria.
Per altre informazioni non esitare a chiedere,
salve nel 2005 ho chiesto anticipazione tfr per acquisto prima casa, a novembre 2007 ho cambiato azienda e da giugno 2007 sono iscritto a un fondo pensione. a settembre 2014 ho acquistato una prima casa, l’altra l’ho venduta e mi hanno rifiutato l’accesso al fondo per anticipazione tfr, poichè non sono trascorsi 8 anni dal fondo. ora le chiedo, poichè 8 anni del fondo si compiranno a giugno 2015, posso richiedere di nuovo l’anticipazione che prima mi era stata rifiutata? considerando che in quella data farò anche la surroga del mutuo.e inoltre il fatto che lo chiesi nel 2005 con un’altra azienda, ora lo posso richiedere come fondo pensione?grazie
l’anticipazione per acquisto prima casa si può richiedere effettivamente dopo 8 anni di iscrizione al fondo pensione.
Su questa richiesta non influisce la prima richiesta fatta direttamente all’azienda.
Al momento della richiesta di anticipazione non deve essere trascorso un periodo troppo ampio rispetto all’acquisto, non esiste un esatto limite temporale previsto dalla legge ma solitamente i fondi pensione accettano la richiesta di anticipazione se rispetto all’acquisto non è trascorso più di un anno, per avere la risposta esatta occorre controllare il Regolamento del fondo pensione al quale verrà effettuata la richiesta.
Salve, volevo una delucidazione, sono 8 anni che ho aderito ad un fondo pensione, con i miei colleghi, volevo sapere è possibile chiedere alla ditta di non versare più il mio tfr al fondo e di trattenerlo in ditta?
la decisione di destinare il TFR ad una forma di previdenza complementare non è reversibile; non potrai pertanto cambiare idea.
Ti suggerisco di leggere questo articolo sulle importanti modifiche in ambito di previdenza complementare previste dalla manovra tariffaria (Legge di Stabilità) approvata dal Parlamento Italiano il 23 dicembre 2014.
Per eventuali approfondimenti non esitare a scrivere,
salve vorrei un informazione. ero assunto in una azienda dal 2005 fino al mese scorso e ho dato de dimissioni per aprirmi un negozio. tengo a precisare che il tfr lo versavo ad alleata previdenza. posso riscattare il tfr versato in questi anni?
dipende dal tipo di adesione che avevi scelto. Qualora la tua adesione risultasse in forma collettiva allora con Alleanza Previdenza è possibile.
Per maggiori dettagli ti consiglio di consultare il Regolamento del fondo pensione stesso.
lavoro per la stessa azienda((s.a.s.) dal maggio 1988, nel 2010 ho subito un trasferimento di ramo d’azienda (s.r.l.)(stessi proprietari della s.a.s.).Il TFR è in azienda,
Posso aderire ad un fondo pensione, chiedendo che venga trasferito il mio TFR, dal 1988 ad oggi,già accantonato oltre a quello che maturerò
ti consiglio di chiedere alla tua azienda. E’ l’azienda infatti che decide se accettare che il TFR pregresso venga versato al tuo fondo pensione.
Salve, dal giugno 2007 all’aprile 2014 in qualita’ di lavoratrice dipendente, ho versato il tfr nel fondo aperto SAI. Ho presentato le dimissioni e da maggio 2014 ho aperto partita Iva e non ho piu’ versato. A giugno avrei diritto all’anticipazione del 30%, ma potrei anche richiedere l’intera somma?Grazie
dipende dalle modalità di adesione al fondo di pensione aziendale. Ognuno ha il suo Regolamento interno,
Ti consiglio di rivolgerti alla SAI per un’informazione precisa.
Buongiorno.Sono un ex dipendente di un’azienda con più di 50 dipendenti,
assunto dal 1985 fino al 30/09/2012(ultimo giorno lavorativo).Il tfr
lasciato in azienda,in questo caso,viene calcolato fino al 2006 o fino
al 2012?. Grazie.
Scusate,ma dimenticavo.Se il tfr per errore di trascrizione da parte
dell’azienda e in mano a un liquidatore giudiziale,risulta diverso da quello che dovrei prendere,dopo i
conteggi fatti da un caf o da un sindacato,la differenza,in questo
caso,mi viene erogata dall’INPS o si deve andare per via legali?
il TFR è la somma che spetta a tutti i lavoratori subordinati che abbiano cessato un rapporto di lavoro per una qualunque causa.
E’ disciplinato dall’ art. 2120 del Codice Civile, e si calcola sommando, per ogni anno, una quota pari alla retribuzione annuale diviso per 13,5 alla quale va aggiunta a montante la rivalutazione dell’importo accantonato l’anno precedente.
Avendo tu terminato il rapporto di lavoro il 30/09/2012 verrà calcolato a partire da tale data.
Per altre informazioni ti consiglio di leggere quest’articolo del sito INPS.
io sono dipendente da 5 anni, attualmente lascio il mio TFR in azienda, ma vorrei toglierlo per poi versarlo in un fondo privato, è ancora possibile? se si quale sarà la tassazione? Visto che non lo tolgo dall’azienda per poi utilizzarlo per prima casa o figli ecc… sapete come va fatta la richiesta per poterlo depositare in un fondo privato?
Puoi senz’altro scegliere anche ora di versare il tuo TFR in un fondo pensione. Anzi ti conviene farlo perché la tassazione sul fondo pensione di queste somme è molto inferiore (al massimo aliquota fissa del 15%) rispetto a quella che subirebbe se rimanesse in azienda (aliquota minima del 23% con scaglioni crescenti). Per procedere occorre sottoscrivere una qualunque forma pensionistica specificando che si intende versare il TFR e poi comunicare al datore di lavoro l’avvenuta adesione e l’intenzione di versare il TFR al fondo compilando il MODULO TFR 2 (ogni fondo pensione fornisce i dati da comunicare alla propria azienda per consentire al datore di lavoro di effettuare i versamenti al fondo).
Salve a tutti, ho 27 anni e da circa 8 anni lavoro in un supermercato. Ai tempi dell’assunzione ho deciso di lasciare il tfr in azienda ma da sempre il mio assicuratore mi consiglia di spostarlo in un fondo pensione della loro compagnia. A sentire le sue parole mi converrebbe sopratutto in fatto di tassazione ma ho paura di cadere in una trappola. Vorrei un vostro parere! Grazie
La scelta di versare il tuo TFR in un fondo pensione può essere fatta in ogni momento ed è senz’altro auspicabile per il tuo futuro previdenziale e per i vantaggi fiscali: la tassazione sul fondo pensione di queste somme è molto inferiore (al massimo aliquota fissa del 15%) rispetto a quella che subirebbe se rimanesse in azienda (aliquota minima del 23% con scaglioni crescenti).
Per procedere occorre sottoscrivere una qualunque forma pensionistica specificando che si intende versare il TFR e poi comunicare al datore di lavoro l’avvenuta adesione e l’intenzione di versare il TFR al fondo compilando il MODULO TFR 2 (ogni fondo pensione fornisce i dati da comunicare alla propria azienda per consentire al datore di lavoro di effettuare i versamenti al fondo).
Aggiungo che anche noi di Previsionari AXA MPS siamo presenti sul mercato con i nostri fondi pensione e PIP, scrivimi a previsionari@axa-mps.it se sei interessata ad aprire uno dei nostri prodotti.
Vorrei ritirare parte del tfr per effettuare una surroga del mutuo prima casa. È possibile ritirare i soldi per questa motivazione?
se il TFR è stato versato su un Fondo Pensione puoi chiedere dopo 8 anni dalla sottoscrizione di ritirare il 30% della somma accumulata per qualsiasi esigenza.
Qualora non fosse passato troppo tempo dall’acquisto della casa (orientativamente più di 10 mesi) potresti provare a chiedere al Fondo se ti concede la possibilità di richiedere l’anticipo del 75% per acquisto prima casa.
Qualora lo avessi lasciato in azienda invece il TFR potrai richiedere il 70% dello stesso maturato alla data della richiesta.
Per approfondimenti puoi leggere questo articolo.
Buongiorno, io avevo aperto un fondo pensionistico circa sei anni fà quando dopo 4 anni mi hanno lasciato a casa non ho trovato che contratti di lavoro di non lunga scadenza, tipo 6 mesi o addirittura 1 mese, e ho scelto di versarli in busta paga. Ora che ho trovato un datore che mi vuole dare il tempo indeterminato, sono obbligata a rimettere il tfr nel fondo pensionistico precedente o posso lasciarlo in ditta? grazie
Si sei obbligata a versarlo al fondo pensione se quando hai sottoscritto il fondo hai scelto di versare il TFR in quel fondo, questa scelta rimane valida anche per i successivi datori di lavoro.
Per maggiori dettagli puoi consultare la Delibera COVIP del 24 aprile 2008 in materia.
buon giorno,ho un dubbio che nemmeno la mia consulente riesce a togliermi.ho fatto la richiesta per l’anticipo del 30% del tfr,chiaramente aspettando i tempi previsti di 8 anni,dopo aver mandato la pratica mi e’ stato detto che in 20 gg sarei stata liquidata…in verità sono 4 mesi e sto ancora aspettando.mi sono state fatte le scuse e poi detto che siccome ho trasferito il fondo da un’altra banca un anno e mezzo fa…forse 2…nella sede centrale se la prendono comoda…è un buon motivo per voi????per me no…e comunque non ho ancora capito se c’è un termine massimo per la liquidazione.vi ringrazio anticipatamente
la tua situazione potrebbe trovare spiegazione proprio sul trasferimento del fondo in un’altra banca.
In questi casi infatti si verifica che l’istituto cessionario non riceva il dettaglio della pratica dal precedente istituto e quindi non possa accertare con esattezza l’anzianità dell’apertura della posizione originaria.
Purtroppo non vi è una tempistica stabilita relativa ad anticipi e riscatti (per i trasferimenti invece il limite è di 6 mesi).
Solitamente gli istituti si attengono sui 6 mesi allineandosi con il limite previsto per i trasferimenti.
Ti consiglio di sollecitare l’istituto cedente a fornire il dettaglio della tua posizione al cessionario per poter velocizzare la pratica.
salve, io ho lasciato il tfr in azienda, volevo sapere se l’azienda decide di vendere, il mio tfr se lo accolla il nuovo proprietario( azienda)? o mi liquidano? grazie.
sull’argomento ti consiglio di cliccare il seguente link del sito INPS .
Per cui ti liquideranno nel caso in cui viene a cessare il rapporto di lavoro con il tuo attuale datore di lavoro.
buonasera Giovanni,avrei bisogno di un chiarimento.. una compagnia assicurativa ( alleanza ) mi ha proposto di spostare il mio tfr dalla mia ditta alla loro compagnia, dicendomi di avere in questo modo un notevole risparmio fiscale e che non dovrei versare nessun euro. Io non mi fido anche perchè in passato mi hanno dato altre fregature.. se mi può dare un aiuto e farmi capire se è meglio lasciare il tfr in azienda o rischiare un avventura con la compagnia assicurativa e quali sono i pro e contro se lasciarli da una parte o l’altra. .grazie mille e aspetto una sua risposta.
sono Livia, la collega di Giovanni.
La scelta di versare il suo TFR in un fondo pensione può essere fatta in ogni momento.
E’ senz’altro auspicabile per il tuo futuro previdenziale e per i vantaggi fiscali: la tassazione sul fondo pensione di queste somme è molto inferiore (al massimo aliquota fissa del 15%) rispetto a quella che subirebbe se rimanesse in azienda (aliquota minima del 23% con scaglioni crescenti). Per procedere occorre sottoscrivere una qualunque forma pensionistica specificando che si intende versare il TFR e poi comunicare al datore di lavoro l’avvenuta adesione e l’intenzione di versare il TFR al fondo compilando il MODULO TFR 2 (ogni fondo pensione fornisce i dati da comunicare alla propria azienda per consentire al datore di lavoro di effettuare i versamenti al fondo).
attualmente, e dal 2007, il mio TFR è gestito dall’INPS in quanto no ho scelto un fondo di pensione complementare e non ho mai cambiato nulla.
1.Posso chiedere l’anticipazione del 30% del TFR alla mia azienda?
2.Se non fosse possibile, per poter farlo dovrei trasferire il TFR ad un fondo pensione/PIP? Se si, la richiesta viene presentata all’azienda o al nuovo fondo?
3.Dopo quanto tempo dal trasferimento si può richiedere l’anticipazione del TFR?
ti rispondo per punti seguendo l’ordine da te indicato:
1.E’ possibile richiedere l’anticipazione del TFR alla tua azienda solo in casi specifici:
Dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro i lavoratori possono chiedere al datore di lavoro un’anticipazione fino al 70% del TFR maturato alla data della richiesta.
•spese sanitarie di carattere straordinario;
•acquisto della prima casa di abitazione (per il richiedente o per i figli);
•spese da sostenere durante i congedi per maternità o per formazione.
2.Se viene trasferito a un fondo pensione/PIP VI è la possibilità dopo 8 anni di chiedere fino al 30% per qualsiasi motivo e al 75% per acquisto o ristrutturazione della prima casa per se e i figli.
Inoltre, in qualsiasi momento, fino al 75%, per spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sé, al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche. La domanda andrà presentata al nuovo fondo.
3.Si ottiene il trasferimento in un limite di tempo di 6 mesi ma poi occorre attendere altri 8 anni per avere un anticipo sullo stesso.
Trovi queste informazioni cliccando su questo link. oppure sul sito dell’INPS cliccando quest’altro link.
Se trasferisco da FIP Allianz a FIP Unipol il mio capitale, fra un’anno posso uscire per pensionamento
Si se ha i requisiti per chiedere la prestazione pensionistica al fondo pensione.
Il fatto di trasferire da un fondo all’altro non interrompe l’anzianità di iscrizione e non pregiudica la possibilità di richiedere le prestazioni, sempre che ci siano i requisiti che ti ricordo sono: raggiungimento dei requisiti per la pensione pubblica e 5 anni di iscrizione alla previdenza complementare.
Gli anni di partecipazione al fondo precedente valgono per il computo dei 5 anni richiesti per il pensionamento.
Vorrei sapere quali documenti occorre produrre all’INPS per ottenere l’anticipazione e in caso di ristrutturazione della prima casa se occorre dare le fatture.
avrei bisogno di un chiarimento da parte tua per risponderti in modo più preciso: a chi intendi chiedere l’anticipo? Al datore di lavoro o ad un fondo pensione?
Forse la mia é una domanda stupida…
Sto per andare in pensione e la mia azienda deve liquidarmi il TFR.
Non avendo bisogno di questi soldi, posso evitare che vengano tassati secondo le aliquote IRPEF, facendomeli mandare direttamente su un PIP aperto ad hoc di modo che siano tassati meno?
Magari é una cavolata…
E’ possibile ma l’azienda deve essere d’accordo. Mentre per il TFR maturando se il datore di lavoro si iscrive ad un fondo pensione e fa richiesta di versare il TFR futuro al fondo, il datore di lavoro ha l’obbligo di farlo; nel caso del TFR già maturato prima dell’adesione questo obbligo non sussiste, ma è possibile comunque trasferirlo se l’azienda è d’accordo.
Dal punto di vista fiscale il TFR pregresso trasferito al fondo pensione viene tassato in modo più conveniente sul fondo pensione solo per la parte maturata dal 01.01.2007 in poi (aliquota fissa del 15% anziché scaglioni IRPEF), mentre per le somme maturate prima di tale data la tassazione è pressoché identica sia che venga liquidata dal datore di lavoro che dal fondo pensione.
Salve, circa due giorni fa il 13/07/2015 il mio datore di lavoro chiama tra i mille dipendenti a 150 di noi. Quando mi presento a colloquio mi fa firmare una busta paga con un piccolo contrattino di 3 pagine e mi liquida il tfr di 4 anni(contratto a tempo indeterm.) lavorativi all’incirca 3700euro.
Facendomi i conti e informandomi bene so ke tutto il tfr non lo poteva liquidare, mi disse ke dal 1 giugno in avanti il tfr viene messo in azienda.
Ora mi domando non e’ che dal contratto a tempo indeterminato con assunzione 2011 sono stato licenziato e assunto con un nuovo contratto quello del JobsAct senza art.18…..????????
Faccio presente che il datore non mi ha dato copia ne della busta paga e ne del contratto…
Se cosi’ fosse potrei recidere dal contratto stipulato e non aderire piu’?
la liquidazione del TFR da parte del datore di lavoro dovrebbe avvenire: 1) alla risoluzione del contratto di lavoro 2) se il lavoratore ha fatto richiesta di anticipo 3) se il lavoratore ha chiesto la liquidazione in busta paga con la nuova normativa.
Penso che dovresti chiedere copia del tuo contratto di lavoro e della tua busta paga per fare chiarezza.
Per altre informazioni non esitare a chiedere.
Mi potete dire gentilmente su un maturato di 30.000€ di tfr in fondo cometa quanto al netto ritirerò?
L’importo netto dipende da molte variabili come gli anni di contribuzione, il periodo di maturazione, gli importi dedotti e non, i rendimenti maturati.
La cosa migliore è avanzare la richiesta direttamente al tuo fondo pensione che è l’unico che possiede tutti i dati per il conteggio dell’importo netto spettante.
http://www.previsionari.it/2014/09/29/tutto-sul-tfr-in-azienda-o-sul-fondo-calcolo-rivalutazione-anticipo-liquidazione-rendimenti-ed-inps/ Ingrid
lavoro presso una ditta dal2008,il tfr viene versato nel fondo fon.te.
vorrei sapere se mi licenzio o mi licenziano,mi viene dato o rimane li fino a che nn vado in pensione?
potrai chiedere il riscatto del 50% della posizione individuale maturata, in caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi, ovvero in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni, ordinaria o straordinaria.
Potrai inoltre richiedere l’intera posizione individuale maturata a seguito di cessazione dell’attività lavorativa per oltre 48 mesi (riscatto non valido nel quinquennio precedente la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche complementari).
Ti consiglio di leggere anche il sito di Font.te perchè sono spiegate in dettaglio tutte le casistiche.
Lasciare il TFR in azienda può portare atri svantaggi?
Nello specifico l’azienda potrebbe ricorrere a sotterfugi per non versare o ridurre (in qualsiasi modo) la somma dovuta (così come spesso fanno per la tredicesima, le ore lavorate, la categoria di impiego, detrazioni, rimborsi e altro)?
Buongiorno, se il mio datore di lavoro acconsentisse a versare il mio TFR pregresso (presente in azienda) nel mio fondo pensione, questo verrebbe girato al lordo oppure ci sarebbe l’applicazione di qualche trattenuta?
al momento del passaggio dall’azienda al fondo pensione non viene applicata nessuna trattenuta.
IL TFR pregresso sarà poi tassato in caso di liquidazione dal fondo pensione.
La tassazione del TFR pregresso trasferito al fondo pensione è più conveniente per la parte maturata dal 01.01.2007 in poi (aliquota fissa del 15% anziché scaglioni IRPEF), mentre per le somme maturate prima di tale data la tassazione è pressoché identica sia che venga liquidata dal datore di lavoro che dal fondo pensione.
Aderente al Fondo Cometa da maggio 2015, se dessi le dimissioni potrei ottenere il riscatto al 100% e alla prossima occupazione decidere di lasciare il TFR in azienda?
Il modulo di Cometa prevede il riscatto del 100% per dimissioni volontarie. Inoltre l’azienda dove lavoro mi conferma che si può fare, avendo già eseguito una simile pratica per altre persone.
Mi confermate anche voi?
ti consiglio di leggere le risposte alle domande più ricorrenti che sono riportate sul sito del Fondo Cometa stesso.
Al punto 1. della risposta alla domanda “quando è possibile chiedere il riscatto?” si legge: “In caso di perdita dei requisiti di partecipazione: pensionamento, dimissioni o licenziamento, invalidità permanente con riduzione capacità di lavoro a meno di un terzo, mobilità, cambio categoria giuridica per nomina Dirigente, cambio contratto azienda, Altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti (es.fallimento dell’azienda, licenziamenti collettivi) precedute da un periodo di C.I.G. ordinaria o straordinaria, procedure di esodo incentivato, Altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti (es. fallimento dell’azienda, licenziamenti collettivi).”
Alla prossima occupazione potrai decidere di lasciare il TFR in azienda.
Ho visto però una contraddizione con quanto dettomi nella risposta del 23 giugno 2015, potrebbe gentilmente darmi dei chiarimenti?
effettuando la ricerca con lo stesso tuo indirizzo mail o con il tuo nome non trovo altri commenti da parte tua. Potresti cortesemente indicarmi l’articolo in cui avevi scritto o riportarmi il link di rimando?
Il quesito era stato posto da un altro utente, chiedeva circa la stessa cosa.
Lei aveva risposto che c’era differenza tra fondo chiuso aziendale e fondo di categoria, che Cometa è un fondo di categoria e in questo caso non si poteva riscattare.
Però nello Statuto di Cometa è consentito il riscatto per perdita dei requisiti, come previsto anche nella modulistica.
Dimettendomi e rimanendo senza lavoro anche per solo una settimana, in quella settimana avrei perso i requisiti perché non sarei più un metalmeccanico.
avevo trovato infatti la risposta fornita all’altro utente “Francesco” e immaginavo ti fossi confrontato con lui.
In quel caso la richiesta di riscatto non era stata avanzata nel momento in cui sussistevano i requisiti (in questo caso dimissioni del lavoratore in questione).
Lui aveva trovato un nuovo lavoro nel giro di poco tempo e aveva pensato di chiedere il riscatto una volta in cui apparteneva nuovamente allo stesso CCNL (es. metalmeccanico) che prevede il medesimo fondo di categoria (es. COMETA.).
Nel tuo caso se fai richiesta nel momento in cui rimani senza lavoro puoi ottenere il riscatto e successivamente (anche a distanza di una settimana) con una nuova assunzione potrai decidere di lasciare il TFR in azienda.
Buongiorno, sono in pensione dal 1° Maggio 2015. L’ azienda per cui ho lavorato ha liquidato correttamente e per tempo la sua parte di tfr.
Nel 2007 ho deciso di versare il mio tfr ad una nota compagnia di assicurazioni.
Dopo 4 mesi dal pensionamento la medesima compagnia non mi ha ancora liquidato e non mi ha dato una spiegazione plausibile del ritardato rimborso.
Vorrei cortesemente sapere se c’è un tempo limite entro il quale i gestori devono liquidare il tfr e più in generale quale potrebbe essere l’ atteggiamento da seguire per fare valere quello che ritengo un mio diritto.
l’art. 14 del Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n.252 prevede un termine massimo di 6 mesi per gli adempimenti a carico delle forme pensionistiche complementari in caso di cessazione dei requisiti di partecipazione e portabilità. Tali tempistiche sono per prassi osservate dai Fondi pensione anche in caso di liquidazione per pensionamento.
Potresti sollecitare la tua Compagnia assicurativa a darti delle risposte precise eventualmente anche attraverso un reclamo e, in caso di esito negativo, potresti avanzare un esposto alla Covip.
Grazie per la puntualità e la professionalità della risposta.
Non mancherò di far referenza attiva per questo sito in qualsiasi nuova occasione mi si presenterà.
ti ringrazio per l’apprezzamento al nostro sito.
Salve,volevo sapere se si può richiedere l anticipo immotivato del 30% più volte e se sì con che lasso di tempo tra una richiesta e l altra..io sono iscritto a fondo cometa…grazie mille
non ci sono limiti sul numero di anticipazioni possibili trascorsi gli 8 anni previsti per richiedere il rimborso del 30% del capitale maturato.
Tieni presente però che le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai eccedere (Art. 11 del Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n.252), complessivamente il 30% del totale dei versamenti, comprese le quote del TFR, maggiorati delle plusvalenze tempo per tempo realizzate, effettuati al fondo a decorrere dal primo momento di iscrizione allo stesso.
Per conoscere l’esatto ammontare che andresti a ricevere sulla base anche degli ulteriori versamenti che andresti ad effettuare una volta richiesto il 30% ti consiglio di rivolgerti al tuo fondo di appartenenza.
Salve ho lavorato per una piccola azienda dal 2003 col TFR in azienda e dal 2006 dietro proposta del mio datore lo ho versato in un PIP, scoprendo successivamente che aveva smesso di versarlo meno di 2 anni dopo. Ora sono stato licenziato qualche mese ed avendo ricevuto una parte di quel TFR che era in azienda, sospetto che voglia versare il restante come fa comodo a lui in questo fondo pensione visto che tanto io potrò vederlo solo quando andrò in pensione. Circa un’anno fa all’annuncio che sarei stato messo in cassa integrazione in deroga visto il declino dell’azienda, sono andato dal mio Private Banker del fondo titolare del mio PIP e si è rifiutato di darmi un piano di ammortamento dei versamenti effettuati fino alla data ultima, o di come avrei potuto ovviare alla mancanza da parte del mio EX. Che strumenti ho per recuperare il mio nutrito TFR ( 2003/2015 )?
per recuperare il TFR che il datore di lavoro non ti ha versato puoi rivolgerti al Fondo di Garanzia dell’INPS.
Nella circolare dell’INPS n. 23 del 22 Febbraio 2008 ci sono tutte le indicazioni su come fare, clicca qui.
Buongiorno,il mio problema e che il mio tfr e andato a un fondo che si chiama Cooperlavoro(nella mia busta paga e scritto Cooperlavoro silenti).ho lavorato come infermiere fino a luglio 2014 con una cooperativa ed essendo al inizio non sapevo che significa questo tfr e quando una persona mi ha detto gia il tfr era andato al fondo.insomma,vorrei sapere come posso recuperare i soldi?grazie
Il lavoratore nuovo assunto che allo scadere dei sei mesi dall’assunzione, non abbia espresso alcuna scelta sulla destinazione del TFR maturando, (ovvero non abbia compilato e consegnato il Modulo TFR2) aderisce a Cooperlavoro come silente e il suo TFR maturando è versato al Fondo.
Puoi richiedere il riscatto totale della posizione nei seguenti casi:
• in caso di cambio lavoro che comporti l’uscita dall’area dei destinatari di Cooperlavoro (cioè se il nuovo datore di lavoro non è una cooperativa o una società collegata ad una cooperativa).
• in caso di invalidità permanente che comporti una riduzione delle capacità di lavoro a meno di un terzo
• se sei beneficiario della posizione di un aderente deceduto prima di aver raggiunto i requisiti per il pensionamento
• se sei disoccupato da più di 48 mesi
Per ottenere il riscatto devi:
• compilare il Modulo Perdita dei requisiti di partecipazione per richiedere il riscatto totale (a tua cura le sezioni 1, 2, 3, 4 e fai compilare dalla tua azienda la sezione 5)
• inviarlo a Cooperlavoro
Ricorda che puoi mantenere attiva la posizione a Cooperlavoro e, volendo, effettuare versamenti contributivi anche se hai perso i requisiti di partecipazione (vedi Versamenti volontari)
Se sei disoccupato da più di 12 mesi oppure sei in cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria a zero ore per oltre 12 mesi puoi richiedere il riscatto nella misura del 50% della tua posizione individuale. Per ottenere il riscatto devi:
• compilare il Modulo Perdita dei requisiti di partecipazione per richiedere il riscatto parziale della posizione (a tua cura le sezioni 1, 2C, 3, 4 e fai compilare dalla tua azienda la sezione C )
Per i dettagli puoi leggere altre informazioni cliccando su questo link.
grazie mille.io adesso non sono in italia da piu di un’anno e non credo che tornero piu.e possibile richiedere un riscatto totale?
Vuoi il riscatto totale della tua posizione?
in caso di cambio lavoro che comporti l’uscita dall’area dei destinatari di Cooperlavoro (cioè se il nuovo datore di lavoro non è una cooperativa o una società collegata ad una cooperativa).
Certo che potrai chiedere il riscatto totale perchè rientri tra le casistiche elencate avendo cambiato lavoro e non rientrando più tra i destinatari di Cooperlavoro.
Segui la procedura che è indicata sul link del sito di Cooperlavoro per fare la domanda di riscatto:
• compila il Modulo Perdita dei requisiti di partecipazione per richiedere il riscatto totale (a tua cura le sezioni 1, 2, 3, 4 e fai compilare dalla tua azienda la sezione 5)
• invialo a Cooperlavoro
dopo alcuni anni di lavoro vorrei aderire al Fondo Cometa. il TFR maturato in questi anni può restare in azienda/inps oppure sono obbligato a versarlo al Fondo Cometa?
il TFR maturato può rimanere in azienda e sarai successivamente liquidato sia dall’azienda che dal fondo per gli anni di competenza maturati.
ho versato il mio TFR all’INPS dal 2003 a tutto il 2007 e dal 2008 ad un fondo aperto.
Ora posso chiedere un anticipo TFR sia al datore di lavoro che al fondo aperto?
tenendo presenti le tempistiche indicate in questo post nella sezione “Disponibilità del denaro in anticipo” è possibile chiedere un anticipo.
Inoltre, in qualsiasi momento, fino al 75%, per spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sé, al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
Se hai versato per un periodo inferiore agli 8 anni in azienda pertanto non potrai chiedere l’anticipo mentre al Fondo solo nei casi di salute indicati prima degli 8 anni.
Grazie per la risposta, non ho specificato che dal 2003 lavoro per lo stesso datore.
L’anzianità di 8 anni è quindi di servizio (fa fede la data di assunzione) oppure di versamenti? Nel secondo caso mi sembra di capire che non potrò mai chiedere un anticipo di quanto rimasto in azienda.
mi spiace ma l’anzianità si riferisce ai versamenti e non al servizio presso il datore di lavoro.
Avendo cambiato destinazione del TFR (dall’azienda al Fondo) prima di aver maturato gli 8 anni purtroppo non potrai beneficiarne.
sto cambiando azienda e volevo sapere se nelle aziende con meno di 15 dipendenti c’è la possibilita’ di scegliere se destinare il proprio tfr al fondo di categoria o se l’azienda non è tenuta. Al momento ho il fondo Fon.te e vorrei continuare con i versamenti del tfr. La categoria è sempre la stessa.
per il fondo di categoria non vi sono variazioni a seconda del numero di dipendenti e pertanto potrai continuare a mantenere la destinazione del TFR presso Fon.te anche dopo il cambio azienda se quest’ultima rientra nella stessa categoria.
la domanda è: se ho deciso di lasciare il mio TFR ad una compagnia assicurativa, posso ritornare indietro e trasferire anche il versato precedente per un fondo (tipo COMETA)e percepire anche il versamento da parte della mia azienda?
si puoi chiedere il trasferimento della tua posizione dal fondo di compagnia al fondo negoziale su cui potrai da quel momento ottenere anche il versamento da parte dell’azienda.
dal 2007 ho destinato il mio tfr al fondo ARCA.
FINO A MARZO 2010 LA DITTA PER CUI LAVORAVO MI HA VERSATO IL TFR REGOLARMENTE.
DA MARZO 2010 HO CAMBIATO DITTA.
MA A TUTT’OGGI NON MI HA MAI VERSATO IL TFR.
NEL FRATTEMPO, DA ARCA SONO PASSATA AD ALLEANZA ASSICURAZIONI.
LA DITTA PER CUI LAVORO HA PIU’ DI 50 DIPENDENTI.
POSSO PASSARE IL MIO TFR ALL’INPS, VISTO CHE PER IL DURC, LA DITTA E’ OBBLIGATA A VERSARE IL TFR?
COME POSSO RECUPERARE IL TFR DAL 2010 AD OGGI?
per favore vorrei sapere se posso spostare il tfr dalla previras (fondo aperto Allianz)a un fondo di categoria????grazie
Buongiorno, ho aderito a un fondo pensione complementare nel 2007 e tutt’oggi lo mantengo.
Nel 2011 ho cambiato azienda, stesso settore.
Dal 1° mese ho subito consegnato il modulo per il conferimento del TFR al mio fondo, riportante la data di adesione del 2007.
La ricevuta per accettazione firmata dall’amministratore mi è stata consegnata un mese dopo.
Mi trovo la rata TFR del primo mese di lavoro sul fondo Inps.
Ma essendo un adesione al fondo preesistente e avendo dato il modulo appena assunta, non avrebbero dovuto versare tutto sul mio fondo complementare?
ti confermo che avrebbero dovuto versare tutto sul tuo fondo fin da subito avendone tu fatto richiesta. Forse per problemi amministrativi sono riusciti a farlo solo dopo il primo mese.
sarà tra i tanti danni che chiederò all’azienda, con gli interessi ovviamente di 4 anni e la mancata rendita del mio fondo!
Anche fosse solo 1 euro, restano soldi irrinunciabili del lavoratore e il datore di lavoro, per errore o per negligenza, non può farci quello che vuole, ignorando l’articolato del DL 252/2005.
Buon lavoro e grazie ancora per la risposta.
Cristian Vigarini
Salve per calcolare la quota tfr destinata al fondo bisogna fare il 6,91% dello stipendio lordo o bisogna dividere lo stipendio lordo per 13,5?
Sono corretti entrambe i conteggi.
Portano allo stesso risultato:
es. 30.000 contribuzione lorda
1° calcolo: tfr = 30.000 * 6,91% = 2.073 (contribuzione lorda annua per 6,91%)
2° calcolo: tfr = 30.000 /13,5 = 2.222,22 – 30.000*0,5% = 2.072,22 (contribuzione annua diviso 13,5 sottratto lo 0,5% della contribuzione annua) .
Grazie! Non sapevo che lo 0,5% era sul totale lordo..lo facevo sul risultato della divisione del 13,5
Volevo chiedervi:se finisco di lavorare con una ditta il primo dicembre 2015 e il TFR mi viene pagato il 3 gennaio 2016 , la cifra sara’ conteggiata sul cud 2015 o su quello 2016?grazie
vige il principio di cassa per la dichiarazione dei redditi e quindi la cifra sarà conteggiata sul cud 2016.
Volevo sapere cosa accade se, aderendo ad un fondo pensione di categoria oggi, cambiassi azienda entro i due anni, e quest’ultima non avesse un fondo di categoria o ne avesse uno diverso. E’ possibile?
Inoltre, se lasciassi il tfr al fondinsp, una volta che mi dimetto ricevo la liquidazione o funziona come un fondo qualsiasi?
sia per le adesioni collettive che per quelle di categoria venendo meno il rapporto di lavoro si rientra nella perdita dei requisiti e quindi si ha la possibilità di ottenere il riscatto totale del fondo e la liquidazione del TFR.
Potresti scegliere nuovamente dove versare il TFR (potresti trasferirlo anche ad un altro fondo pensionistico).
Se andassi a lavorare in un’azienda appartenente ad uno stesso fondo di categoria potresti anche continuare mantenerlo lì ovviamente.
Il FondInps segue le stesse logiche degli altri fondi (non di categoria/collettivi).
Quindi, appartenendo ad un fondo (Fonte, Fondinps, fondo privato ecc), nel momento del licenziamento o delle dimissioni posso richiedere il riscatto totale dal fondo. E’ corretto?
Non ci sono vincoli temporali?
ti confermo che non ci sono vincoli temporali in caso adesione a un fondo di categoria o collettivo e di perdita di requisiti nel momento del licenziamento o dimissioni.
Aderendo al fondo gomma plastica oggi, in caso cambiassi lavoro ma in un’azienda appartenente allo STESSO FONDO (gomma plastica), posso richiedere comunque il riscatto totale o devo mantenerlo obbligatoriamente nel fondo? Grazie in anticipo
se il Fondo rimanesse lo stesso nel cambio di azienda e l’assunzione avvenisse senza interruzione di continuità nell’altra azienda non potresti richiedere il riscatto per perdita dei requisiti.
sono iscritto da due anni al Fondo Fonte e vorrei sapere se in futuro passerò da essere dipendente a libero professionista, cosa ne sarà di tutto quello che avrò accantonato fino a quel momento nel mio fondo pensione? potrò riscuoterlo in toto oppure dovrò aspettare di avere raggiunto l’età pensionabile? dovrò continuare ad effettuare i versamenti per mio conto?
puoi chiedere il riscatto perché hai perso i requisiti di partecipazione. Oppure puoi aderire a Prometheia e trasferirvi la posizione accumulata su Cometa – scelta da consigliare vivamente per non perdere l’anzianità contributiva accumulata che dà diritto a vantaggi fiscali in fase di erogazione della prestazione pensionistica.
Altrimenti se decidi di riscattare da Cometa e di non trasferire a Prometheia puoi lasciare il TFR in azienda. L’azienda lo sta lasciando presso di sè perché non ti è più possibile versare su Cometa, ma non hai ancora aperto una nuova posizione previdenziale (Prometheia).
Buon pomeriggio Guido,
Vista l’analogia dell’esodo per eccedenza di personale alla fattispecie della mobilità, al lavoratore esodato iscritto al fp può riconoscersi:
• riscatto parziale fiscalmente agevolato nella misura del 50% e, per la restante parte: riscatto totale ex art. 14, comma 5 (solo adesioni collettive) o prestazione pensionistica una volta maturati i requisiti
• Mantenimento della posizione aperta con possibilità di contribuzione volontaria
• Riscatto totale per perdita dei requisiti ex art. 14, comma 5 per le sole forme collettive
Quindi nel tuo caso puoi chiedere il riscatto parziale subito (il fondo AlMeglio di Alleanza non dovrebbe rientrare tra i fpa collettivi).
Salve, avrei una semplice domanda da farvi, giusto per togliermi un dubbio…
Nel marzo del 2010 venni assunto dall’attuale azienda per cui lavoro (oltre 400 dipendenti) e giusto due anni dopo, decisi di destinare il mio TFR ad un fondo pensionistico.
Il TFR maturato fino ad allora, quindi in 24 mesi, poteva essere trasferito in blocco al fondo a cui avevo aderito, insieme a quello maturando?
Per cui il conferimento del Tfr pregresso si può fare solo attraverso un accordo tra il lavoratore e il datore di lavoro, non basta una libera scelta. Inoltre, per le aziende con più di 50 dipendenti, non possono trasferire a un fondo pensione complementare il TFR versato nel fondo di tesoreria Inps. Cio perché lo Stato non si vuole privare di queste risorse.
Puoi trovare maggiori dettagli in questo articolo.
Buonasera, sono dipendente presso una Srl e ho lasciato il TFR in azienda. Se l’azienda dovesse fallire o essere liquidata e non avesse abbastanza liquidi potrei perdere il mio TFR?
In caso di fallimento potrebbe essere intaccato il TFR e dovresti intraprendere una serie di azioni legali per poterlo recuperare.
E se invece la società venisse messa in liquidazione (ha un capitale sociale di 10.000€, non so se sia un’informazione utile), c’è una scala di creditori da rispettare?
Si ti confermo che c’è una scala di creditori da rispettare e i salari e i versamenti per il TFR hanno una posizione privilegiata, sono tra gli ultimi ad essere intaccati.
a livello di tassazione ti converrebbe attendere a richiedere il riscatto.
Tra un anno qualora restassi disoccupato infatti potresti richiedere il riscatto al 50% soggetto all’aliquota del 15% anzichè al 23% applicata per perdita dei requisiti (nel caso del fondo Cometa se si perde il lavoro: dimissioni – licenziamento).
Pertanto potresti richiedere il riscatto del 50% al 15% tra un anno e successivamente il restante al 23%.
Qualora attendessi 48 mesi di disoccupazione potresti invece richiedere quello totale sempre al 15% di tassazione.
per conoscere l’ammontare del TFR occorre eseguire un calcolo specifico che comprende diverse voci e passaggi.
Puoi leggere il seguente articolo che comprende un video tutorial per mostrarti su un foglio excel come ottenere il TFR.
Per altre informazioni puoi leggere anche qui.
Livia Livia Girlando-Team Previdenza
cliccando su questo link trovi tutte le informazioni in merito allo stato di disoccupazione, come richiederlo e come mantenerlo.
Alcune aziende assicurative possono infatti ritenere sufficiente la lettera di licenziamento/dimissioni da cui risultano i 48 mesi di disoccupazione ma altre potrebbero richiedere un documento rilasciato da un centro per l’impiego.
Per il dettaglio della documentazione pertanto ti consiglio di rivolgerti al Fondo Cometa stesso.
In merito alla possibilità di lavorare tieni presente che si perde lo stato di disoccupazione (come leggi nell’articolo) qualora rientrassi nelle casistiche di seguito:
• se vieni assunto con contratto a tempo indeterminato o contratto a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi da cui derivi un reddito annuo di oltre 8.000 euro.
• Se accetti un contratto a progetto a prescindere dalla durata da cui derivi un reddito annuale superiore a 8.000 euro.
• Se inizi un’attività di Lavoro autonomo da cui derivi un reddito annuo superiore a 4.800 euro.
Grazie mille, è stata davvero esaustiva.
Complimenti per la professionalità. Buon lavoro e grazie ancora.
Sono contenta di averti aiutato.
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Hai fatto una buona scelta aderendo ad un Fondo Pensione, soprattutto se di categoria come nel tuo caso perché si beneficia del contributo datoriale. Per i lavoratori che effettuano versamenti alla previdenza integrativa vi è un importante vantaggio fiscale: la deducibilità dal reddito, fino a 5.164 euro all’anno, dei contributi o premi versati. A seconda del reddito complessivo di chi effettua il versamento, e quindi dell’aliquota Irpef cui è soggetto, ciò si traduce in un risparmio compreso tra i 1.187 e i 2.220 euro all’anno. Anche la tassazione della prestazione finale (rendita o capitale) sarà favorevole. Innanzitutto sarà soggetta a imposizione soltanto la parte che, durante la fase di accumulo, non è ancora stata assoggettata a tassazione: saranno quindi esclusi i contribuiti non dedotti (quelli cioè che sono stati versati oltre la soglia dei 5.164,57 euro) e i rendimenti, già tassati. Sul resto si pagherà un’aliquota ordinaria del 15%.
Un valore decisamente contenuto, soprattutto se rapportato alla tassazione che subirebbe il tuo TFR se lasciato in azienda o mandato all’INPS (tassazione separata con scaglioni IRPEF)”
Il consiglio in merito al comparto:
Puoi leggere la scheda sintetica del fondo Cometa, ogni comparto riporta l’orizzonte temporale consigliato (breve, medio, ecc) puoi decidere in base a quello, sapendo sempre che più è alta la componente azionaria e più aumenta il livello di rischio dell’investimento (possibilità di subire perdite) ma anche la possibilità di avere rendimenti più alti, più la linea è obbligazionaria, più basso è il rischio, ma più bassi sono i rendimenti. La scelta è legata sia alla tua propensione personale al rischio, sia naturalmente alla tua età, le linee azionarie sul lungo periodo danno rendimenti più alti, con un rischio che nel lungo periodo diminuisce.
Infine potresti aderire ad un percorso Life Cycle qualora sia offerto dal fondo cometa in modo che sia il fondo stesso a scegliere le linee in cui conviene investire a seconda della tua età nel corso degli anni.
ka cosa che mi lascia in dubbio è il fatto che io devo investire i soldi… E vorrei sapere… Se io ad esempio verso la mia percentuale tipo 50 euro, e l’azienda mi versa ulteriori 50, più il tfr ad esempio 100euro… Per un totale di 200… È possibile che i miei 200 euro calano? C’è un comparto dove congelare i miei 200 euro?
tra i comparti proposti dovrai scegliere quello garantito che per Cometa si chiama “Sicurezza”, vedi questo link.
Non so a quale linea hai aderito (c’è una linea di sicurezza nuova per il 2015, clicca qui), per informazioni più dettagliate ti consiglio di rivolgerti direttamente al Fondo.
mi spaventa tutto questo…. Ed ho deciso di togliere l’adesione al fondo… Troppe clausole è troppo legato per troppi anni… Il mio TFR vorrei sia sicuro ed intoccabile… Dove mi consiglia investire? Ad esempio posta? Buoni fruttiferi?
Avendo già aderito non potrai chiedere di spostare il TFR dal Fondo.
La somma accumulata sul fondo pensione diventa disponibile al raggiungimento dei requisiti pensionistici oppure trattandosi di adesioni collettive, al momento della perdita dei requisiti di partecipazione al fondo di riferimento (ad es. se si cambia lavoro e non si è più in un’azienda che applica il CCNL dell’industria metalmeccanica privata e dell’installazione di impianti o che applica il CCNL delle aziende industriali orafe – argentiere.).
non cambia nulla all’azienda versarlo in un fondo o all’Inps. Potresti chiedere se dispongono di un Fondo di categoria/collettivo a cui contribuisce anche il datore di lavoro per un eventuale trasferimento da quello individuale a quello di categoria/collettivo.
Quindi non esiste la possibilità che un’azienda possa rifiutare di assumere una persona per questo motivo? Grazie mille della risposta
no non c’è questa possibilità.
La ringrazio per le risposte esaurienti. Continuo a seguirvi.
Cosimino Lasala
ciao se decido di spostare il tfr nel fondo pensione posteprevidenza valore come riceverò la liquidazione ? avrò sempre la normale liquidazione? E poi a parte il montante maturato con i miei versamenti?
puoi leggere le risposte date agli altri commenti da te effettuati.
nel tuo caso (militari) non è possibile versare il TFS ad un fondo di previdenza, l’unica possibilità è attraverso versamenti volontari come stai già facendo.
Potresti chiedere all’amministrazione del personale se può fare un versamento al fondo pensione senza che sia tu ad occupartene ma a livello di deducibilità sarebbe la stessa cosa.
se avresti potuto passare il tfs al fondo avresti avuto la stessa modalità di liquidazione a cui sono soggetti i fondi pensione.
nel tuo caso (militari) non è però possibile versare il TFS ad un fondo di previdenza, l’unica possibilità è attraverso versamenti volontari come stai già facendo.
i benefici nell’adesione alla previdenza integrativa sono molteplici.
Per i lavoratori che effettuano versamenti vi è un importante vantaggio fiscale: la deducibilità dal reddito, fino a 5.164 euro all’anno, dei contributi o premi versati. A seconda del reddito complessivo di chi effettua il versamento, e quindi dell’aliquota Irpef cui è soggetto, ciò si traduce in un risparmio compreso tra i 1.187 e i 2.220 euro all’anno. Anche la tassazione della prestazione finale (rendita o capitale) sarà favorevole. Innanzitutto sarà soggetta a imposizione soltanto la parte che, durante la fase di accumulo, non è ancora stata assoggettata a tassazione: saranno quindi esclusi i contribuiti non dedotti (quelli cioè che sono stati versati oltre la soglia dei 5.164,57 euro) e i rendimenti, già tassati. Sul resto si pagherà un’aliquota ordinaria del 15%.
Un valore decisamente contenuto, soprattutto se rapportato alla tassazione che subirebbe il tuo TFR se lasciato in azienda o mandato all’INPS (tassazione separata con scaglioni IRPEF, l’aliquota minima è il 23%).
Inoltre richiedendo oggi il riscatto dell’importo questo ti verrebbe tassato al 23% (aliquota applicata per perdita dei requisiti nel caso di adesione ad un fondo collettivo).
In sostanza ti consigliamo di non chiudere il tuo fondo pensione, perderesti l’anzianità contributiva che ti consentirà di ridurre ulteriormente l’aliquota di tassazione al momento del pensionamento (l’aliquota del 15% viene infatti ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo di partecipazione con un limite massimo di riduzione di 6 punti %, quindi arriveresti ad un’aliquota del 9%) .
Puoi continuare a versare il TFR in maniera individuale, semplicemente comunicandolo al tuo nuovo datore di lavoro che è obbligato a rispettare la scelta da te precedentemente effettuata.
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Si tratta di un fondo ad hoc creato per tutelare i lavoratori che per qualsiasi causa perdono il posto di lavoro e per sostituirsi al datore di lavoro, in caso di insolvenza di quest’ultimo, nel pagamento del TFR ed eventualmente anche delle ultime tre mensilità.
ti viene riconosciuto integralmente.
Di seguito il riscontro alle tue domande:
1) si tratta di una valutazione personale. Hai facoltà di mantenere i due fondi separati oppure incorporali.
Se sei contento delle performance di Fonte rispetto al Cometa puoi lasciarli separati, se preferisci avere la tua posizione di previdenza complementare unita per un maggior controllo, o per accumulare più risorse sul fondo Cometa puoi unirle.
Una valutazione potrebbe essere fatta confrontando i rendimenti dei due fondi negli ultimi anni. Lo puoi fare a partire dalla Comunicazione Periodica che riceverai alla fine di marzo con i risultati ottenuti da ciascun fondo.
2)	Si puoi continuare a versare di tua volontà dei contributi sul Fondo Fonte. Tieni presente però che il limite di 5.164 euro annui deducibili è da considerarsi complessivamente per i 2 fondi pensione aperti.
L’importo versato al fondo pensione che non viene dedotto nella dichiarazione dei redditi annuale perché supera il limite di € 5.164 deve essere comunicato con una apposita dichiarazione al fondo pensione entro l’anno dopo a quello nel quale si è effettuato il versamento.
Con questa dichiarazione le somme dichiarate come non dedotte non verranno tassate dal fondo pensione al momento della liquidazione.
3)	Non occorrono particolari procedure per effettuare dei versamenti volontari sul fondo Fonte, la dichiarazione degli importi da dedurre va effettuata sul 730.
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non appartenendo ad un fondo di categoria non potrai chiedere il riscatto per perdita dei requisiti.
In caso di licenziamento però puoi richiedere il riscatto parziale o totale a seguito di un periodo di disoccupazione pari ad almeno 12 mesi (riscatto parziale) o superiore a 48 mesi (riscatto totale). L’aliquota applicata sarà del 15%.
si occorre fare istanza all’azienda come hanno fatto i tuoi colleghi per godere del fondo Inps.
1)	Si è possibile aderire in qualsiasi momento durante il contratto in corso e il datore non si può opporre;
2)	I contributi versati alle forme di previdenza complementare, escluso il TFR (quindi i contributi volontari e datoriali), saranno interamente deducibili dal reddito Irpef fino ad un massimo di Euro 5.164,57 annui.
Dovrai pertanto calcolare la % a tuo carico in base al reddito imponibile assunto come base per il calcolo del TFR tenendo conto dell’importo derivante dalla % stabilita contrattualmente per il datore di lavoro.
Vedi risposta a commento successivo da te inviato.
il TFR gli viene liquidato dalla vecchia azienda se c’è interruzione di rapporto di lavoro, cioè se viene licenziato dalla vecchia azienda e riassunto dalla nuova, se invece il passaggio di azienda avviene in continuità di rapporto di lavoro il TFR non viene liquidato.
se ancora lavori non occorre che tu faccia niente, potrai fare istanza anche successivamente se l’azienda fallisse,
sia per le adesioni collettive che per quelle di categoria (Fon.te vi rientra) venendo meno il rapporto di lavoro si rientra nella perdita dei requisiti e quindi si ha la possibilità di ottenere il riscatto totale del fondo e la liquidazione del TFR.
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Salve io ho il mio tfr in un fondo pensione.. Vorrei sapere se con il nuovo lavoro posso lasciarlo in azienda o sono vincolata a versarlo allo stesso fondo pensione?!
se aderisci a un fondo pensione di categoria o negoziale cambiando lavoro hai la possibilità di riscattare il capitale accantonato al 100% e poi scegliere nuovamente dove investirlo (azienda o altro fondo). Se il settore in cui andrai a lavorare è lo stesso e si tratta di un fondo di categoria dovrai procedere a richiedere il riscatto prima di iniziare il nuovo lavoro.
puoi riscattare il primo fondo solo se si tratta di un fondo di categoria o una adesione collettiva ad un fondo pensione aperto (riscatto per perdita dei requisiti), altrimenti puoi solo trasferire. La scelta migliore è comunque il trasferimento perché in caso di riscatto dal primo fondo perderesti l’anzianità contributiva accumulata, importante per avere una tassazione finale più bassa.
il TFR versato al fondo pensione (nel tuo caso Cometa) diventa un contributo a tutti gli effetti, come il contributo lavoratore e azienda, quindi non viene più rivalutato secondo l’indice ISTAT (come quello che rimane in azienda o va all’INPS) ma viene investito dal fondo e produce rendimenti in base all’andamento della linea di investimento prescelta.
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quali sono i possibili scenari se una volta iscritto al Fondo Gomma Plastica cambio lavoro per andare all’estero (es. Germania)?
In caso di trasferimento all’estero dovresti riscattare quanto accumulato nel fondo. Per farlo occorre essere iscritto ad un’adesione collettiva.
Se il Fondo Gomma Plastica è un fondo di categoria/collettivo quindi puoi richiedere di riscattarlo per perdita dei requisiti al 100%.
Altrimenti dovresti chiedere al tuo fondo se puoi trasferirlo ma per trasferirlo è necessario che i due fondi (di provenienza e destinazione) siano armonizzati con apposito accordo.
Ne approfitterei per togliermi altri dubbi:
-non riesco a vedere i lati negativi all’adesione ad un fondo collettivo, che nel mio caso (Fondo Gomma Plastica) verserebbe l’ 1.06% in più. Dove sono i vantaggi invece di lasciare il tfr in azienda?
-il fondo collettivo permette contribuire con un’aliquota volontaria ulteriore, la consiglia?
-quale comparto mi consiglia di scegliere tra il Bilanciato (70% obbligazioni, 30% azioni), Conservativo (95% obbligazioni, 5% azioni) e il Dinamico (40% obbligazioni, 60% azioni)?
sicuramente i fondi collettivi sono i più vantaggiosi perchè prevedono la possibilità di ottenere il versamento ulteriore del datore di lavoro e, in caso di perdita/dimissioni o cambio del settore di lavoro, permettono di chiedere il riscatto totale della somma maturata senza attendere i 12/48 mesi di disoccupazione (cosa che avviene per i fondi non di categoria/collettivi).
Inoltre i fondi pensione sono l’unico istituto che consente la detrazione annua e che rispetto al tfr in azienda ha la possibilità di chiedere anche il 30% di anticipo senza motivazioni particolari (spese mediche o ristrutturazioni/acquisto prima casa per sé e i figli).
Potrebbe effettuare versamenti volontari ulteriori per raggiungere i 5.164 euro di detrazione annuale massima consentita che le potrebbe anche abbattere l’aliquota irpef applicata a seconda dello scaglione di reddito in cui rientra.
A seconda della tua età (anni che mancano alla pensione) può scegliere il comparto che gli si addice.
Puoi leggere la scheda sintetica del fondo, ogni comparto riporta l’orizzonte temporale consigliato (breve, medio, ecc) puoi decidere in base a quello, sapendo sempre che più è alta la componente azionaria e più aumenta il livello di rischio dell’investimento (possibilità di subire perdite) ma anche la possibilità di avere rendimenti più alti, più la linea è obbligazionaria, più basso è il rischio, ma più bassi sono i rendimenti. La scelta è legata sia alla tua propensione personale al rischio, sia naturalmente alla tua età, le linee azionarie sul lungo periodo danno rendimenti più alti, con un rischio che nel lungo periodo diminuisce.
si puoi cambiare la percentuale spostando il restante 50% sul fondo pensione, per il pregresso attualmente non si può intervenire.
c’è differenza a seconda che il TFR sia rimasto in azienda o sia andato al fondo di Tesoreria (+ di 50 dipendenti), in questo secondo caso non si può procedere.
Se invece il TFR già maturato è rimasto in azienda, potresti aderire ad un fondo pensione e chiedere all’azienda di versare il TFR pregresso al fondo, però l’azienda deve essere d’accordo perché per il TFR pregresso (non quello maturando…) il datore di lavoro non ha l’obbligo del versamento.
non hai specificato da dove hai preso il TFR: dal fondo pensione? Dal datore di lavoro? Presumo dal fondo pensione avendolo richiesto già 2 volte.
Il datore di lavoro liquida il TFR alla cessazione del rapporto di lavoro a meno di altre esigenze particolari (leggi l’articolo per i dettagli).
Per il fondo pensione la norma prevede: “le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai eccedere, complessivamente, il 75 per cento del
totale dei versamenti, comprese le quote del TFR, maggiorati delle plusvalenze tempo per tempo realizzate, effettuati alle forme pensionistiche complementari a decorrere dal primo momento di iscrizione alle predette forme”.
Topi altin
mercoledì 11 maggio 2016, 17:51 +0200 da notifications@disqus.net :
L’INPS erogherà la pensione pubblica e il fondo di categoria la pensione complementare, il datore di lavoro gli erogherà i due anni di TFR che non sono stati destinati al fondo di categoria se questo TFR è rimasto in azienda (meno di 50 dipendenti), altrimenti gli verrà erogato dal fondo di tesoreria INPS.
sicuramente i fondi collettivi sono i più vantaggiosi perchè prevedono la possibilità di ottenere il versamento ulteriore del datore di lavoro e, in caso di perdita/dimissioni di lavoro o cambio del settore di lavoro, permettono di chiedere il riscatto totale della somma maturata senza attendere i 12/48 mesi di disoccupazione (cosa che avviene per i fondi non di categoria/collettivi).
Per quanto riguarda la liquidazione al momento dell’età pensionabile non vi sono differenze tra fondi di categoria e non.
L’aderente ha diritto a richiedere il 100% in capitale se convertendo in rendita il 70% del montante finale si ottiene una rendita annua inferiore al 50% dell’assegno sociale (per il 2016 pari all’importo annuo di € 5.824,91).
Puoi calcolare l’ammontare massimo accantonabile per ricevere la prestazione in forma capitale seguendo l’esempio di seguito:
2.286,65 è minore di 2.912,45 (50% assegno sociale INPS), quindi la prestazione è liquidabile al 100%.
(y è il coefficiente di conversione che si può trovare nei regolamenti, pubblicati on-line, dai vari fondi pensione).
Grazie per la chiara e rapida risposta!
Salve volevo chiedere io il mio tfr lo messo in un fondo pensionistico collettivo..posso richiedere i soldi perché mi servono? Grazie
i fondi negoziali permettono di chiedere il riscatto totale della somma maturata in caso di perdita/dimissioni dal posto di lavoro senza attendere i 12/48 mesi di disoccupazione (cosa che avviene per i fondi non di categoria/collettivi).
Puoi altrimenti ricorrere alle anticipazioni, in particolare, possono essere richieste per:
– far fronte a spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche, connessi a gravi motivi di salute, relativi a tua madre e ai figli, in qualsiasi momento (a prescindere, quindi, dalla durata di partecipazione alla forma) in misura non superiore al 75% dell’intera posizione; sull’importo erogato, al netto dei redditi già assoggettati ad imposta, è applicata una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota del 15%, ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il 15° anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali;
– acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione, sempre fino al 75% della posizione, decorsi otto anni dall’iscrizione a forme pensionistiche complementari; sull’importo erogato, al netto dei redditi già assoggettati ad imposta, è applicata una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota del 23%;
– ulteriori esigenze degli iscritti, decorsi otto anni all’iscrizione e per un importo non superiore al 30%; in quest’ultimo caso, quindi, sarà sufficiente la sua richiesta e il decorso del periodo previsto per la maturazione del diritto all’anticipazione, non dovendo la forma pensionistica effettuare alcuna indagine circa le motivazione alla base della richiesta; sull’importo erogato, al netto dei redditi già assoggettati ad imposta, è applicata una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota del 23%.
Potresti quindi richiedere il 30% di anticipo se sono trascorsi 8 anni dall’adesione, nel caso non rientrassi nelle altre due casistiche più particolari.
Grazie livia..quindi basta che chiedo il 30% al mio fondo?
Il 23/Mag/2016 17:27, “Disqus” ha scritto:
Si se sono passati 8 anni dalla data di prima adesione alla previdenza complementare puoi richiedere il 30% al tuo fondo senza particolari motivazioni.
l’acquisto del 75% è possibile solo in caso di acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione, sempre fino al 75% della posizione, decorsi otto anni dall’iscrizione a forme pensionistiche complementari.
Per l’acquisto di mobili non si può richiedere.
Puoi però fare domanda del 30% senza alcuna motivazione.
Se fosse tua moglie iscritta al fondo pensione potrebbe chiedere il riscatto totale solo dopo 48 mesi di disoccupazione.
l che comporta che, dal mese successivo a quello in cui è maturato il silenzio-assenso, il datore di lavoro è tenuto a trasferire il Tfr maturando (articolo 8, comma 7, lettera b) del decreto legislativo252/2005):
– alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, salvo sia intervenuto un diverso accordo aziendale tra le parti che preveda la destinazione del Tfr a una diversa forma pensionistica complementare collettiva. Tale accordo deve essere comunque notificato dal datore di lavoro al lavoratore in modo diretto e personale;
– in caso di presenza di più forme pensionistiche complementari, il Tfr maturando è trasferito, salvo diverso accordo aziendale, a quella alla quale abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell’azienda;
– qualora non siano applicabili queste modalità, il datore di lavoro trasferisce il Tfr maturando alla forma pensionistica complementare prevista all’articolo 9 del decreto legislativo 252, istituita presso l’Inps. Si tratta di Fondinps, il cui funzionamento è disciplinato dal decreto interministeriale Lavoro-Economia del 30 gennaio 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° febbraio scorso.
Avendo tu lavorato solo 18 gg non credo sia passata l’applicazione di tale norma del silenzio assenso.
Credo pertanto che sia rimasta in azienda e al momento della cessazione del lavoro ti sia stata liquidata in busta paga.
Prova a recuperare la tua busta paga ultima o a chiedere alla tua azienda di allora.
si puoi richiedere gli anticipi secondo le percentuali da te indicate.
Il regime di tassazione del trattamento di fine rapporto (TFR) muta a seconda che il dipendente decida di mantenerlo in azienda o piuttosto di destinarlo alla previdenza complementare:
– nel primo caso il TFR è tassato in via separata ovvero, con l’applicazione dell’aliquota media di tassazione calcolata sugli ultimi 5 anni di reddito del lavoratore e, dunque, visti gli attuali scaglioni Irpef di tassazione dei redditi, l’aliquota applicata al TFR lasciato in azienda non potrà mai essere inferiore al 23%, ovvero all’aliquota minima Irpef oggi prevista in Italia, a cui vanno aggiunte le addizionali regionali e provinciali, laddove previste;
– nel secondo caso, in fase di liquidazione dell’anticipo per acquisto prima casa, il TFR è assoggettato all’aliquota del 23%).
Si dovrai fare due domande separate.
dovrai valutare anche il profilo di rischio del comparto che scegli e che puoi trovare nella Nota Informativa.
Si potrai cambiare comparto dopo 1 anno.
Se scegli di destinare il TFR però il versamento di questo dovrà essere al 100%.
E’ senz’altro una buona idea quella di aderire a un fondo pensione complementare per poterti garantire in futuro una rendita o un capitale integrativi.
Anche noi di Previsionari AXA MPS siamo presenti sul mercato con i nostri fondi pensione e PIP.
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dovresti chiedere all’azienda dove è stato mandato il tuo Tfr, ci potrebbe essere stata una adesione tacita ad un fondo pensione di categoria se previsto.
il “plurisoggettivo” non può derogare dalle regole del CCNL, sull’allegato alla Nota Informativa di Fon.te si legge però che sono previsti contributi diversi a seconda del settore (puoi trovare tale allegato sul sito di Fon.Te) quindi la differenza da te indicata dipenderà da questo.
Nel 2014 l’azienda partecipata del Comune dove lavorava mio marito è stata dichiarata in fallimento e tutti i dipendenti sono stato assunti in un’altra partecipata.
Il nostro Tfr dal 2012 era presso un fondo pensionistico privato, a cui era stato anche versato il precedente dal 2007.
Vorrei chiedere il riscatto della partecipata in fallimento, è possibile?
puoi riscattarlo subito al 100% “per perdita dei requisiti” solo se ti eri iscritto con un’adesione collettiva o negoziale. Oggi non lavori più per quell’azienda e quindi hai perso i requisiti e puoi riscattarlo.
Ma se ti sei iscritto con adesione individuale, non puoi riscattarlo. Potresti riscattare solo se fossi in stato di disoccupazione dopo 48 mesi (non lavorassi cioè nè in Italia nè all’estero), oppure riscatto del 50% qualora la disoccupazione raggiungesse i 12 mesi.
In effetti non lavora più per quello.azienda xche di fatto l’azienda non esiste più. I dipendenti sono in tutto 1800 circa…
il TFR non può essere destinato a fondi pensione per i dipendenti pubblici a meno che non sia stato istituito un fondo pubblico per la tua categoria (come per gli insegnanti che hanno Espero).
Nel caso in cui non sia presente (quasi per tutti) quindi verrà liquidato in busta paga.
Salve sono stata assunta con un contratto a scadenza ,scaduto il contratto mi sono ricordata che dovevo fare la domanda dove scegliere di destinare il TFR con grande stupidità e oltretutto l’azienda non mi ha ricordato che avevo un tempo massimo di sei mesi per presentare la domanda,stavo leggendo su internet così ho aderito alla formula di tacito assenso se fosse veramente così potrei riscattare comunque la somma e farne richiesta all inps ?Grazie
Se hai lavorato per poco tempo non credo sia passata l’applicazione di tale norma del silenzio assenso e quindi probabilmente la somma è rimasta in azienda e al momento della cessazione del lavoro ti è stata liquidata in busta paga.
Prova a recuperare la tua busta paga ultima.
Altrimenti dovresti chiedere all’azienda dove è stato mandato il tuo Tfr, ci potrebbe essere stata una adesione tacita ad un fondo pensione di categoria se previsto.
In questo caso potresti richiedere il riscatto per perdita dei requisiti.
si tratta di un’anticipazione sulle imposte complessivamente dovute. Trattandosi, appunto, di acconto, questo significa che il contribuente, poi, dovrà calcolare nella propria dichiarazione dei redditi l’imposta globalmente dovuta e scomputare da questa l’ammontare delle ritenute subite.
In merito al resto dei tuoi dubbi ti possiamo dire che è corretto quanto hai scritto ma circa l’esattezza dei calcoli ti dovrai rivolgerti all’Inps che ha il dettaglio della tua situazione.
In questo caso potresti richiedere il riscatto per perdita dei requisiti, senza attendere che inizi il nuovo contratto (qualora non cambiassi categoria lavorativa).
Potrai riscattarlo e chiudendolo decidere di nuovo cosa fare del nuovo tfr.
non vedo impedimenti a beneficiare dell’aspi a seguito della scelta di destinare il tfr in azienda.
Per aver ulteriore conferma puoi contattare direttamente l’Inps. Puoi trovare i contatti cliccando qui.
il TFR lasciato in azienda negli ultimi anni è più basso di quello dei fondi pensione.
Confermo che le aliquote in caso di cessazione sono diverse tra TFR in azienda e sul fondo a discapito del TFR in azienda che è soggetto a aliquote maggiori.
Puoi leggere anche questo articolo con le informazioni in merito: Clicca qui.
In questo caso potresti richiedere il riscatto per perdita dei requisiti, senza attendere che inizi il nuovo contratto.
Potrai riscattarlo e chiudendolo decidere di nuovo cosa fare del nuovo tfr (anche lasciarlo in azienda).
Buonasera, sono assunto dal 2004 presso un’azienda, nel 2006 ho deciso di lasciare il mio tfr in azienda perchè accantonava i TFR dei dipendenti tramite una specie di “libretto al portatore”, da due anni a seguito di vicessitudini interne i denari dei TFR dei dipendenti sono stati riversati su uno dei cc bancari dell’azienda. Volevo sapere se ad oggi ho il diritto di far spostare il mio TFR per intero su un fondo pensionistico esterno di mia scelta, è da oltre un anno che lo chiedo ai miei datori di lavoro, ma loro continuano a rimandare la risposta. grazie
verrà convogliato al fondo pensionistico solo il TFR che maturerai dal momento dell’adesione allo stesso. Il pregresso rimane dove si trova a meno che non vi fosse un accordo con il datore di lavoro anche sul pregresso. Qualora non vi fosse, tale TFR presso l’azienda verrà liquidato dal datore di lavoro.
buon giorno, sono assunto da un’azienda dal 2007, tfr destinato al fondo gomma plastica, se dovessi cambiare posto di lavoro anche di settore o mettermi in proprio , è possibile richiedere il tfr?grazie
si se sei iscritto a un fondo di categoria/collettivo puoi richiedere di essere liquidato nel momento in cui vengono i meno i requisiti di partecipazione al fondo (es. cambiando lavoro/settore).
inanzitutto la ringrazio per l’immediata risposta, quindi se dovessi licenziarmi ho il Diritto di chiedere il mio tfr tramite modulo Riscatto Generico (licenziamento) e il fondo ha il dovere di dovermeli dare?grazie anticipatamente
sintetizzando: se mi licenzio ho il diritto ad avere il mio tfr al 100%?
SI corretto Guido.
si puoi decidere di destinare il TFR alla previdenza complementare. Il contrario invece non è possibile una volta aderito, la scelta sarà irreversibile a meno che non si abbia la possibilità di aderire a un fondo di categoria/collettivo con possibilità di richiedere il riscatto per perdita dei requisiti nel caso si cambiasse lavoro/settore.
se lavori per un’azienda con possibilità di aderire al fondo di previdenza collettivo/di categoria (metalmeccanico) nel caso in cui fosse stato versato a tale fondo nel momento in cui decidessi di licenziarti potresti richiedere il riscatto per perdita dei requisiti e successivamente decidere nuovamente dove destinare il tuo TFR.
Io ho aderito ad un fondo di categoria Alifond da circa 6 anni, volevo sapere se era possibile portarlo in azienda e se si la somma maturata potevo riscattarla o portare anche quella in azienda
puoi decidere dove destinare il TFR nuovamente solo dopo aver perso i requisiti di partecipazione al fondo, essendo iscritto a un fondo di categoria.
Pertanto solo nel caso in cui cambiassi lavoro/settore.
In questo caso potrai chiedere il riscatto della somma maturata nel caso in cui cambiassi lavoro/settore e decidere successivamente di nuovo dove versare il TFR.
Chiedo scusa se mi aggancio a questa risposta.
Sto’ per cambiare lavoro passando da contratto metalmeccanico a commercio, se il tfr maturato si trova presso la previdenza complementare del settore metalmeccanico (quella che viene assegnata in automatico quando non si fa una scelta esplicita), si prefigura la possibilità di richiedere la liquidazione dato che passerò al CCNL del commercio?
si confermo che nel momento in cui cambi settore potrai chiedere il riscatto per perdita dei requisiti al fondo di categoria precedente.
non è possibile scegliere di trasferire la somma maturata presso il nuovo datore di lavoro, occorre prima farsela corrispondere e poi decidere nuovamente dove farla confluire nella nuova azienda.
ti confermo che la data di prima adesione alla previdenza complementare rimane anche in caso di trasferimenti delle somme accantonate da un fondo a un altro.
Pertanto non perderai la tua anzianità passando da Fonchim a Fon,.te.
appena arrivano i soldi alla società che riceve il trasferimento potrai chiedere l’anticipazione. Il Trasferimento deve essere eseguito con tempestività e comunque entro 6 mesi dal ricevimento dal Fondo e la stessa tempistica di max 6 mesi viene considerata per l’ottenimento di un’anticipazione.
Ma se ti sei iscritto con adesione individuale, non puoi riscattarlo.
Potresti riscattare solo se fossi in stato di disoccupazione dopo 48 mesi (non lavorassi cioè nè in Italia nè all’estero), oppure riscatto del 50% qualora la disoccupazione raggiungesse i 12 mesi.
fabio saccavino
Grazie mille per la risposta…il problema adesso sarà capire come in realtà è stato stipulato sto contratto…di tutte quelle carte ci capisco poco. Chi potrebbe aiutarmi?
potresti vedere il nome del Fondo sul contratto. Esempio il Fondo Fon.Te, il Fondo Gomma Plastica sono collettivi.. li troveresti facilmente su internet per capire se sono di categoria. Cmq presupposto perchè siano di categoria è che tu li abbia stipulati con l’azienda in cui lavoravi.
nel caso in cui si decida di lasciare il proprio tfr in azienda, la legge opera una distinzione tra le imprese con meno di 50 dipendenti e quelle con più di 50 dipendenti. Nel caso di aziende con meno di 50 dipendenti, il tfr rimane nella sua forma originaria in gestione al proprio datore di lavoro che poi lo destinerà al dipendente, al termine del rapporto lavorativo per dimissioni, licenziamento o pensionamento. Inoltre, è prevista la possibilità di chiedere fino a un terzo del trattamento di fine rapporto per spese mediche o domestiche dimostrabili. Nelle aziende con più di 50 dipendenti, invece, il datore di lavoro è tenuto a investire il tfr che rimane in azienda in un fondo di investimento comune. La scelta di affidare il tfr al proprio datore di lavoro può essere revocata, a favore di un investimento in un fondo pensione. Il contrario invece non è possibile. Infatti, una volta scelta la forma del fondo pensione, si può solo passare da un fondo pensione all’altro, ma non si può scegliere di riaffidare il trattamento di fine rapporto al proprio datore di lavoro. Quando il trattamento di fine rapporto viene affidato ad un fondo pensione chiuso, quindi di categoria, gode di un particolare vantaggio, che è un versamento obbligatorio anche da parte del proprio datore di lavoro, al quale si può sommare anche un versamento obbligatorio deducibile dalle tasse, che è quindi possibile sottrarre alla propria dichiarazione dei redditi, in base alla quale vengono calcolate le tasse che si devono pagare. L’importo massimo deducibile, per questo versamento, non può superare i 5.164 euro.
Hai però possibilità di conferimento del TFR ad una forma pensionistica individuale.
se il lavoratore vuole destinare il suo TFR a un fondo pensione l’azienda è tenuta a dare seguito alla richiesta.
Come immaginavo. Ok grazie
i vantaggi di destinazione ad un fondo pensione sono diversi rispetto al TFR in azienda come puoi leggere da questo articolo.
Buongiorno, nel periodo in cui era necessario confermare dove destinare il tfr, io ho deciso di lasciarlo in azienda (azienda con meno di 50 dipendenti). Ora, la mia intenzione è quella di richiederne il trasferimento in un fondo pensione di mia scelta (sto valutando quale).
Come devo fare per effettuare la richiesta? E’ possibile trasferire anche quello già depositato in azienda o solo quello che maturerà dal momento della nuova destinazione?
verrà convogliato al fondo pensionistico solo il TFR che maturerai dal momento dell’adesione allo stesso. Il pregresso rimane dove si trova a meno che non vi fosse un accordo con il datore di lavoro anche sul pregresso. Qualora non vi fosse, tale TFR presso l’azienda verrà liquidato dal datore di lavoro. Chiedi informazioni al fondo che sceglierai in merito alla procedura per l’adesione.
Il TFR dei primi 6 mesi è rimasto in azienda, quindi deve essere liquidato al termine del rapporto di lavoro. Dato che il rapporto è finito il 31.10.2016, in teoria dovresti averlo ricevuto in questi giorni, se nella tua azienda si paga il 27 del mese, nel cedolino contenente le ultime competenze di fine rapporto (ferie residue, ecc…).
avendo aderito al Fondo Fon.Te di categoria puoi richiedere il riscatto avendo perso i requisiti di partecipazione al fondo stesso (per perdita del lavoro/cambio settore).
Il resto te lo fai liquidare dall’azienda.
puoi riscattare il tfr subito al 100% “per perdita dei requisiti” solo se ti eri iscritto con un’adesione collettiva o negoziale. Oggi non lavori più per quell’azienda e quindi hai perso i requisiti e puoi riscattarlo.
Potresti riscattare solo se fossi in stato di disoccupazione dopo 48 mesi (non lavorassi cioè nè in Italia nè all’estero), oppure riscatto del 50% qualora la disoccupazione raggiungesse i 12 mesi (come nel tuo caso).
la differenza potresti averla a seconda che la tua adesione avvenga su fondo pensione di categoria (collettivo o negoziale) oppure “privato/individuale”.
Infatti nel caso di fondo di categoria puoi riscattare il tfr subito al 100% “per perdita dei requisiti” in caso di cambio di settore lavorativo o in fase di ricerca di altro lavoro (in fase di disoccupazione). Oggi non lavori più per l’azienda appartenente a quella categoria e quindi hai perso i requisiti e puoi riscattarlo.
Altrimenti dovresti attendere di raggiungere i requisiti per la pensione nel regime obbligatorio di appartenenza, non necessariamente i requisiti di vecchiaia, anche quelli della pensione anticipata per avere la prestazione dal fondo pensione. Quindi quando puoi andare in pensione per l’INPS potrai anche riscattare il fondo pensione anche se continui a lavorare.
Pertanto se hai la possibilità di consiglio di aderire a un fondo pensione di categoria. Potresti inoltre beneficiare del contributo del datore di lavoro in quest’ultimo caso.
l’articolo da te citato è stato pubblicato nel 2013 quindi le percentuali che hai visto sono quelle vigenti alla data dell’articolo. Successivamente tali percentuali, a seguito dell’entrata in vigore di nuovi provvedimenti normativi, sono state modificate, come da noi riportato in successivi articoli (vedi qui).
Per cui ti confermo che dal 2014, nel caso specifico:
1)	la tassazione dei rendimenti finanziari passa dall’11,5% al 20%, con eccezione dei titoli pubblici ed equiparati i cui rendimenti restano tassati al 12,5%;
2)	La tassazione della rivalutazione del Tfr lasciato in azienda passa dall’11% al 17%.
se hai deciso di lasciare il TFR in azienda è comunque sempre possibile aderire ad un Fondo Pensione o Piano Pensionistico Individuale in qualsiasi momento fino ad un anno prima dell’entrata in pensione.
Puoi sempre riscattare la somma accantonata nel fondo di categoria “per perdita dei requisiti” se non lavori più per l’azienda appartenente a quella categoria a prescindere dalla causa di cessazione di lavoro.
una volta destinato il Tfr al fondo Inps passati 6 mesi dall’assunzione per il meccanismo del silenzio assenso, non è più possibile lasciarlo in azienda, anche nel caso di cambio lavoro.
La Previdenza Complementare è senza dubbio la scelta migliore, puoi confrontare i fondi pensione attraverso gli indici sintetici di costo e i rendimenti nel corso degli anni che trovi nelle note informative degli stessi consultabili online.
Se aderisci ad un fondo di categoria puoi sempre riscattare la somma accantonata nel fondo di categoria “per perdita dei requisiti” se non lavori più per l’azienda appartenente a quella categoria oppure trasferirlo sia ad un altro Fondo di Categoria sia ad un Fondo Pensione Aperto.
se ti riferisci ad un anticipo devi considerare che questo è tassato:
–	del 15%, riducibile al 9%, su anticipazione per spese sanitarie (fino al 75%);
–	del 23% su anticipazione per acquisto prima casa o per interventi di ristrutturazione (fino al 75%);
–	del 23% su anticipazione per ulteriori esigenze degli aderenti (fino al 30%).
La percentuale da versare al fondo, a parte la quota del TFR, è libera o può essere definita da accordi per i fondi pensioni aperti su base collettiva o sui fondi negoziali di categoria.
Premesso che già aderendo ad un Piano Pensionistico Individuale conosci i vantaggi della Previdenza complementare, l’altra possibilità per te è di trasferire la tua precedente posizione al Fondo di categoria confrontando gli indici sintetici di costo e i rendimenti nel corso degli anni che trovi nelle note informative consultabili online.
Il confronto lo puoi fare anche con altri Fondi Pensione Aperti ai quali puoi sempre trasferire la tua precedente posizione.
Il Tfr maturato e lasciato in Azienda precedentemente all’adesione al fondo Pensione può essere spostato solo con il consenso del datore di Lavoro che non è obbligato ad accogliere la richiesta.
In ogni caso, trascorsi 8 anni puoi richiedere un anticipazione del TFR lasciato in azienda, in misura non superiore al 70% dell’importo maturato. Tale richiesta deve essere giustificata da particolari esigenze, essenzialmente correlate a spese da sostenere per prestazioni sanitarie o per l’acquisto della casa di abitazione propria o per i figli, e deve essere comprovata (ad esempio, con ricevute e fatture relative a spese mediche, con il rogito notarile per l’acquisto di immobili, ecc.).
Puoi sempre effettuare versamenti volontari al fondo pensione.
devi comunicare la tua scelta di versamento del Tfr alla forma di Previdenza complementare al tuo datore di lavoro, attraverso apposita modulistica (Scelta per la destinazione del Tfr e scheda di adesione). Il Tfr maturato e lasciato in Azienda precedentemente può essere spostato solo con il consenso del datore di Lavoro che non è obbligato ad accogliere la richiesta, mentre quello maturato dal momento dell’iscrizione andrà automaticamente al fondo Pensione.
la somma accumulata sul Piano Individuale Pensionistico (PIP) diventa disponibile al raggiungimento dei requisiti pensionistici.
Puoi chiedere il riscatto totale della posizione a seguito di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi e il riscatto parziale del 50% per un periodo di tempo superiore a 12 mesi.
Dopo 8 anni di iscrizione si può chiedere fino al 30% per qualsiasi motivo e al 75% per acquisto o ristrutturazione della prima casa per se e i figli.
Inoltre, in qualsiasi momento, puoi richiedere fino al 75%, per spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sé, al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
Comunque puoi sempre continuare ad alimentare il tuo fondo con versamenti volontari e usufruire dei numerosi vantaggi della Previdenza Complementare sia dal punto di vista fiscale che pensionistico, soprattutto ora che sei diventato lavoratore autonomo.
In caso di dimissioni o licenziamento la somma accumulata sul fondo pensione diventa disponibile al 100% in caso di adesione collettiva o negoziale, per la perdita dei requisiti di partecipazione al fondo di riferimento.
In caso di adesione individuale si può chiedere il riscatto totale della posizione a seguito di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore ai 48 mesi e il riscatto parziale del 50% per un periodo di tempo superiore ai 12 mesi.
probabilmente la cooperativa subentrante avrà ignorato l’accordo collettivo decidendo di non seguire la normativa sulla Previdenza Complementare, per questo il TFR è passato all’INPS, su base individuale.
Il fondo precedente rimane attivo (volendo puoi decidere anche di continuare la contribuzione con versamento volontario) e al raggiungimento dell’età pensionabile (se non decidete di riscattarlo prima ) potrai ricevere la prestazione dallo stesso fondo. In oltre, contemporaneamente al maturato nel fondo di collettivo, riceverai la prestazione INPS per il TFR versato .
Tiziano Stendardi
Dottore la ringrazio per risposta che è stata esauriente
Il conferimento del TFR alla forma pensionistica complementare non comporta alcun onere fiscale, la somma corrispondente non può, pertanto, beneficiare della deduzione dal reddito imponibile, come avviene per i versamenti volontari e del datore di lavoro.
Ti confermo che l’importo del TFR in busta paga è la stessa cifra che viene versata al PIP.
Se il TFR è lasciato in azienda in caso di interruzione del rapporto di lavoro deve sempre essere corrisposto al lavoratore.
Il TFR è soggetto a una tassazione “separata”, l’aliquota minima è del 23%. Il principio generale prevede che, nel rispetto del principio di equità dell’imposizione fiscale, il reddito prodotto su più anni non venga tassato con le aliquote di riferimento dell’anno di incasso ma con un’aliquota media.
In sostanza si considera:
•	numero di anni e frazioni di anni di anzianità di servizio;
•	aliquote IRPEF relative agli anni oggetto di calcolo (dal 23% al 43% in base al reddito annuo).
Il datore ti conferisce l’esodo personalmente, non può versarlo direttamente al Fondo Pensione.
Puoi sempre effettuare versamenti volontari anche in un’unica soluzione, i versamenti di per se non sono preventivamente tassati e sono deducibili dal reddito nel limite di 5.164 euro, ma l’incentivo all’esodo, verrà successivamente tassato in sede di dichiarazione.
se hai aderito ad un Piano Individuale Pensionistico, puoi chiedere il riscatto totale della posizione a seguito di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore ai 48 mesi e il riscatto parziale del 50% per un periodo di tempo superiore ai 12 mesi. Altrimenti puoi richiedere un anticipazione decorsi 8 anni che a secondo delle motivazioni della richiesta varia ad un massimo del 75% (ad es. spese sanitarie) al 30% (sempre) di quanto versato e maturato.
Comunque, decorso un periodo minimo di permanenza al fondo (stabilito nel regolamento del tuo fondo, generalmente 2/3 anni), puoi trasferire la tua posizione ad un altro fondo anche negoziale, mentre avendo scelto di aderire alla Previdenza complementare su base individuale non puoi lasciare il TFR in azienda in caso di cambio Lavoro. Diverso il discorso se avessi aderito su base collettiva, in quel caso una volta chiuso il rapporto di lavoro perdendo i requisiti di accesso al fondo (quindi lo riscatti), una volta che inizi un nuovo, lavoro puoi scegliere di nuovo dove destinare il TFR.
Nelle attuali condizioni non puoi recedere dall’adesione. Puoi solo, dopo 8 anni, richiedere un’anticipazione che a secondo delle motivazioni della richiesta varia ad un massimo del 75% (ad es. spese sanitarie) al 30% (sempre) di quanto versato e maturato.
Se cesserai il rapporto di lavoro (diventi dipendente di un’altra cooperativa subentrante), puoi riscattare interamente la posizione individuale (devi fare espressa richiesta). Con la nuova assunzione, devi di nuovo scegliere la destinazione per il Tfr.
Se non lo riscatti al momento della cessazione del rapporto di lavoro la scelta fatta in precedenza resta valida anche per la nuova cooperativa subentrante.
Gaspare Laura
Grazie è stato molto esaustivo. Un’ultima informazione, la richiesta di riscatto (per cambio cooperativa) va fatta al momento della cessazione del lavoro o prima?
Solo dopo aver cessato l’attività lavorativa puoi richiedere il riscatto.
danny vanoli
buona sera ho bisogno una risposta. io ho deciso di versare il mio TFR ad un fondo pensionistico individuale nel 2013. ora mi sono licenziato e sono stato riassunto da un altra ditta dello stesso settore, ma ho deciso che non voglio piu continuare a versare il mio TFR a quel fondo pensione, ma voglio lasciarlo in ditta. come posso fare
se hai scelto di aderire alla Previdenza complementare su base individuale non puoi lasciare il TFR in azienda in caso di cambio Lavoro. Diverso il discorso se avessi aderito su base collettiva, in quel caso una volta chiuso il rapporto di lavoro e riscattato il Fondo, una volta che inizi un nuovo, lavoro puoi scegliere di nuovo dove destinare il TFR.
Comunque, decorso un periodo minimo di permanenza al fondo (stabilito nel regolamento del tuo fondo, generalmente 2/3 anni), puoi trasferire la tua posizione ad un altro fondo anche negoziale.
Lasciare il TFR in azienda comunque non è la scelta più conveniente sia considerando i consistenti vantaggi fiscali della Previdenza complementare, sia perché in tal modo il tuo TFR è vincolato alle sorti dell’azienda, non tutelandoti in caso di crisi aziendale con cessazione dell’attività.
intanto complimenti per la chiarezza delle risposte, dato che vorrei aderire al fondo chiuso di categoria della mia azienda (in passato avevo optato per mantenere il TFR in azienda), volevo chiedervi se, nel caso mi licenziassi in futuro e mi mettessi in proprio, potrei continuare a versare soldi nel fondo chiuso e sfruttarne i vantaggi fiscali.
Oppure dovrò semplicemente aspettare i tempi del riscatto del fondo o l’età pensionabile?
se aderisci ad un Fondo di categoria una volta chiuso il rapporto di lavoro puoi riscattare la tua posizione per perdita di requisiti (in tal caso non dovrai aspettare l’età pensionabile) oppure lasciare aperta la tua posizione ed eventualmente continuare a versare volontariamente per sfruttare i numerosi vantaggi fiscali.
in caso di dimissioni, per legge, aderendo ad un fondo di categoria puoi richiedere il riscatto della tua posizione (per perdita dei requisiti). Ovviamente devi compilare un modulo in cui attesti la perdita dei requisiti (chiusura del rapporto di lavoro per dimissioni) e chiedi il riscatto.
Il fondo ti dovrebbe liquidare ma tiene presente i tempi tecnici per la liquidazione che in ogni caso non devono superare i 180 giorni dalla richiesta.
Valdrighi Giacomo
Salve, io volevo fare una domanda… io lavoro nella stessa azienda ormai da 9 anni e a suo tempo decisi di lasciare in azienda il mio TFR; ad oggi, sentendo in giro, non so se è conveniente continuare per questa strada o destinarlo da altre parti (l’azienda se la passa più che bene e non da’ segni di cedimento) lei che cosa ne pensa?
Il TFR mantenuto in azienda, prima di essere erogato, subisce una tassazione: l’aliquota applicata è la media IRPEF con riferimento agli ultimi cinque anni di lavoro, che va da un minimo di 23% a un massimo di 43%.
Ti riporto un esempio pratico: ipotizziamo che nella mia vita lavorativa abbia accantonato 100.000 Euro di Trattamento di Fine Rapporto e che la mia aliquota media, sia del 30%. In questo caso, il TFR che mi verrà restituito al netto dalle tasse sarà di 70.000 Euro.
Se invece aderisci ad un Fondo Pensione l’aliquota applicata al capitale finale è al massimo il 15% riducibile fino al 9% a seconda del numero di anni di iscrizione al fondo (dopo il 15° anno la tassazione del 15% si riduce dello 0,30% ogni anno successivo, scendendo al massimo fino al 9%).
Considerando le stesse condizioni dell’esempio sopra riportate, se applico a quanto accantonato a Fondo Pensione l’aliquota massima del 15%, mi verrebbero erogati (in capatale fino al 50% e il restante in rendita) almeno 85.000 (91.000 Euro in caso di tassazione al 9%), quindi minimo 15.000 Euro in più (fino ad un risparmio massimo di 21.000 euro, se arrivo ad applicare il 9%) .
Senza contare che se decidi di effettuare versamenti volontari al Fondo Pensione (e su quelli, eventuali, del datore di lavoro) puoi dedurre fiscalmente fino 5164.57 euro annui.
Per quanto sopra descritto e per altri vantaggi, non solo di natura fiscale, la scelta di aderire alla Previdenza complementare, gestita da Compagnie Affidabili, è assolutamente consigliata.
gli 8 anni necessari per richiedere un anticipo al Fondo Pensione decorrono dalla prima iscrizione alla Previdenza Complementare, nel tuo caso da settembre 2011. Data che dovrai considerare anche in caso di passaggio ad altro Fondo Pensione.
Mentre, per richiedere l’anticipo su quanto lasciato in azienda, dal gennaio 2010 fino al passaggio al fondo pensione (novembre 2011), vale la data di assunzione.
salve, ho ricevuto un cud della mia vecchia azienda con rapporto concluso nel 2014. Oggi mi è pervenuto questo cud dove non c’è scritto niente, ma fa riferimento solo ad un TFR rimasto in azienda. Di cosa si tratta? e posso ritirarlo?
se hai ricevuto un CUD, significa che l’azienda nel 2016 ti ha liquidato qualche somma….probabilmente a seguito di riconteggi è emersa una quota di TFR che non ti è stata precedentemente liquidata. Ti consiglio di contattare la tua vecchia Azienda e informarti sul caso specifico (verifica anche se la somma indicata sul CUD ti è stata effettivamente accreditata).
trascorsi 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro i lavoratori possono chiedere al datore di lavoro un’anticipazione fino al 70% del TFR maturato alla data della richiesta. La domanda deve essere giustificata da uno dei seguenti motivi:
•	spese sanitarie di carattere straordinario;
•	acquisto della prima casa di abitazione (per il richiedente o per i figli);
•	spese da sostenere durante i congedi per maternità o per formazione.
Quindi per l’affitto il datore di lavoro non è tenuto a concedere un anticipo (con la Previdenza Completare avresti potuto richiedere , senza alcuna motivazione specifica, un anticipo del 30%).
Lasciare il TFR in azienda comunque non è la scelta più conveniente sia considerando i consistenti vantaggi fiscali della Previdenza complementare, sia perché in tal modo il tuo TFR è vincolato alle sorti dell’azienda, non tutelandoti in caso di crisi aziendale con cessazione dell’attività. Comunque, il datore di lavoro è tenuto a corrisponderti il TFR quando cesserai l’attività lavorativa ed eventualmente, in caso non adempia, potrai attuare le procedure del caso per ottenerlo (con rischi connessi, tempistica ecc.).
la prestazione pensionistica può essere liquidata per il 50% (massimo consentito), l’altro 50% sarà convertito in rendita, a meno di importi molto bassi (nel qual caso si può richiedere il 100% in capitale se convertendo in rendita il 70% del montante finale si ottiene una rendita annua inferiore al 50% dell’assegno sociale che per il 2016 è pari all’importo annuo di € 5.824,91).
L’INPS eroga solo la pensione pubblica, la rendita (e l’eventuale liquidazione del montate) derivante da Previdenza Complementare ti sarà erogata dalla Compagnia che gestisce il Fondo.
Nel caso di adesione ad un fondo pensione qualora si verifichi il decesso dell’aderente prima di avere diritto alla rendita il montante e gli interessi possono essere percepiti dal soggetto designato o dai legittimi eredi.
Nel caso in cui il decesso avvenga quando l’aderente già percepisce una rendita, se è stata precedentemente scelta un opzione di reversibilità tale rendita può continuare a essere percepita dal beneficiario designato, se non si è previsto la reversibilità la rendita si interrompe.
anche se hai già aderito a un Fondo pensione puoi optare per ricevere in busta paga (fino al 30 giugno 2018) la quota di Tfr maturando, sebbene, in tal caso, l’opzione rechi evidenti svantaggi sotto il profilo fiscale: il Tfr versato nel Fondo pensione, infatti, è tassato con un aliquota del 15%, che può ridursi fino a raggiungere il 9%, mentre in busta paga ha una tassazione. La tassazione del Tfr in busta paga segue le stesse regole delle imposte sui redditi (Irpef) (a scaglioni dal 23% al 43% in base al reddito)
Una volta effettuata questa scelta, ovviamente, la quota non andrà al Fondo pensione fino a che andrà in busta paga. Chi opta per il Tfr in busta paga, invece di accantonarlo in una forma pensionistica, si troverà però a disporre in futuro di rendite complementari più basse.
Per chi ha già aderito a un Fondo pensione e decide di richiedere il Tfr in busta paga, la posizione nel fondo rimane comunque aperta anche nel periodo considerato e viene alimentata tramite gli ordinari contributi a carico dell’iscritto e del datore di lavoro (nel caso siano previsti).
Per richiedere il Tfr devi compilare un apposito modulo e consegnarlo al tuo datore di lavoro.
lasciare il TFR in azienda non è la scelta più conveniente sia considerando i consistenti vantaggi fiscali della Previdenza complementare, sia perché in tal modo il tuo TFR è vincolato alle sorti dell’azienda, non tutelandoti in caso di crisi aziendale con cessazione dell’attività.
Tieni presente che il TFR mantenuto in azienda, prima di essere erogato, subisce una tassazione: l’aliquota applicata è la media IRPEF con riferimento agli ultimi cinque anni di lavoro, che va da un minimo di 23% a un massimo di 43%.
Se invece lo trasferisci ad un Fondo Pensione l’aliquota applicata al capitale finale è al massimo il 15% riducibile fino al 9% a seconda del numero di anni di iscrizione al fondo (dopo il 15° anno la tassazione del 15% si riduce dello 0,30% ogni anno successivo, scendendo al massimo fino al 9%).
Considerando le stesse condizioni dell’esempio sopra riportate, se applico a quanto accantonato a Fondo Pensione l’aliquota massima del 15%, mi verrebbero erogati (in capitale fino al 50% e il restante in rendita) almeno 85.000 (91.000 Euro in caso di tassazione al 9%), quindi minimo 15.000 Euro in più (fino ad un risparmio massimo di 21.000 euro, se arrivo ad applicare il 9%) .
riceverai due pensioni: una da parte dell’INPS (pensione pubblica) e l’altra dalla Compagnia che gestisce il Fondo (rendita da Previdenza Complementare).
ti confermo che puoi riscattare interamente la tua posizione, per perdita dei requisiti di partecipazione al fondo, con una tassazione del 23%.
Se non riscatti la tua posizione, puoi trasferire la tua posizione ad un’altra forma di previdenza complementare, nel tuo caso ad un Fondo Pensione Aperto con adesione individuale o ad un Pip. Ma non in un Piano di Accumulo che non è uno strumento della Previdenza Complementare.
puoi richiedere un anticipazioni del 30% senza nessun motivo particolare. Su tale somma sarà applicata una tassazione del 23%. Il costo dell’operazione non è standard, alcuni fondi non lo prevedono altri applicano una commissione che varia da prodotto a prodotto. Puoi contattare il tuo fondo chiedendo informazioni oppure puoi trovare l’eventuale costo dell’anticipazione nella nota informativa del fondo, consultabile sul sito della compagnia che gestisce il fondo.
puoi chiudere la tua posizione (capitale versato + interessi maturati) e trasferirla integralmente ad un’altra forma pensionistica complementare a cui destinerai la successiva quota di TFR (è previsto un periodo minimo di partecipazione al fondo generalmente di due anni, puoi verificare il regolamento del fondo).
Se non trasferisci la posizione avrai due Fondi pensione: uno con la posizione precedentemente accumulata e l’altro con i nuovi versamenti di TFR.
In ogni caso, non puoi richiedere nessuna restituzione ma aspettare i requisiti pensionistici (prima potresti chiedere solo delle anticipazioni variabili dal 75% al 30% in base al motivo della richiesta).
Il TFR maturato e lasciato in Azienda precedentemente all’adesione al fondo Pensione può essere spostato solo con il consenso del datore di Lavoro che non è obbligato ad accogliere la richiesta. Ovviamente dopo l’adesione, il TFR che si matura sarà versato a Fondo Pensione.
avendo dato le dimissioni, il datore di Lavoro è tenuto a liquidati la parte di TFR rimasto in azienda (dal 2006 fino all’adesione al Fondo Pensionistico) alla cessazione del Rapporto di lavoro.
Puoi sempre decidere successivamente di effettuare versamenti volontari al fondo, utilizzando la liquidazione per ottenere dei benefici fiscali (deduzione annua fino a 5.164,57 euro).
se hai aderito ad un Fondo Pensione su base individuale non puoi più versare il TFR in azienda. Poi, eventualmente, trasferire la tua posizione ad un altro Fondo Pensione gestito da un’altra Compagnia.
Se, invece, hai aderito su base collettiva o ad un fondo negoziale di categoria, al momento in cui perdi i requisiti di partecipazione, ad es. cambio lavoro in un azienda di un altro settore, poi decidere nuovamente se destinarlo in azienda o alla Previdenza Complementare.
Buon giorno,non ricordo piu’ se ho destinato il TFR all’inps ho al datore di lavoro:come faccio a saperlo?aiutatemi grazie.
ti consiglio di chiederlo direttamente al tuo datore di lavoro. Tieni conto che In linea generale se la tua azienda ha più di 50 dipendenti, anche se hai deciso di lasciare il TFR in azienda, il datore deve trasferirlo per legge al fondo di tesoreria INPS . Se ha meno di 50 dipendenti, rimane in azienda, ma in caso non ti fossi espresso su dove destinare il TFR entro 6 mesi dell’assunzione (silente), il TFR potrebbe essere destinato al Fondo dell’INPS in assenza di un Fondo di categoria o di adesioni aziendali su un fondo in base ad accordi collettivi.
Buongiorno, ho un dubbio riguardo la tassazione del tfr se questo viene destinato ad un fondo pensione: la tassazione avviene al momento del trasferiemento del tfr sul fondo oppure solamente quando si fa richiesta di una somma o avviene un riscatto parziale/totale?
la tassazione sulle somme destinate al TFR viene applicata al momento della liquidazione delle somme dal fondo, in particolare:
1)	In caso di eventuale richiesta di anticipazione (dal 75% al 30% in base alla motivazione, la tassazione varia dal 15% al 23%)
2)	In caso di riscatto totale per perdita dei requisiti in un fondo di categoria (tassazione al 23%).
3)	In caso di erogazione della prestazione (in capitale fino al massimo del 50% e rendita) al raggiungimento dell’età pensionabile (tassazione al 15% riducibile fino al 9% in base agli anni di partecipazione al fondo).
puoi provare a richiede un altro anticipo TFR ma è a discrezione del datore di lavoro che non è obbligato a concederlo. Per legge, nel corso del rapporto di lavoro, l’anticipazione è dovuta soltanto una volta nella misura massima del 70% dell’importo maturato in azienda e può essere richiesta dal lavoratore con almeno otto anni di servizio con lo stesso datore di lavoro, secondo alcune motivazioni specifiche. Tra queste rientrano i congedi per astensione facoltativa di maternità, formazione e formazione continua, le spese mediche per terapie, interventi etc., acquisto o costruzione della prima casa per sé o per i figli, ristrutturazione straordinaria della casa di proprietà.
se fai richiesta per il TFR in busta paga (al momento puoi richiederlo fino al 30 giugno 2018) ti sarà versato solo la quota di TFR maturando dal momento della domanda. Il pregresso rimane in azienda e ti sarà erogato al momento della cessazione del rapporto di lavoro (salvo la possibilità di richiede un’anticipazione, trascorsi 8 anni di lavoro e solo per determinate motivazioni).
Gaspare Gaspare Ammendola
se aderisci su base collettiva o ad un fondo di categoria nel momento in cui perdi i requisiti di partecipazione, ad es. per cambio lavoro in un settore diverso, puoi chiedere il riscatto totale della tua posizione (capitale versato + interessi).
Se aderisci su base volontaria, al momento del raggiungimento dell’età pensionabile, puoi riscattare fino ad un massimo del 50% della tua posizione, in forma di capitale e il restante in rendita. A Meno di importi molto bassi, nel qual caso si può richiedere il 100% in capitale se convertendo in rendita il 70% del montante finale si ottiene una rendita annua inferiore al 50% dell’assegno sociale che per il 2016 è pari all’importo annuo di € 5.824,91.
Prima puoi sempre richiedere un anticipazione variabile dal 75% al 30% in base alla motivazione.
Comunque, soprattutto se lavorerai da freelance, valuta l’opportunità di continuare ad aderire ad una forma di previdenza complementare sia per garantirti, in futuro, un adeguato trattamento pensionistico sia per continuare ad usufruire, da subito, dei vantaggi fiscali in fase di accumulo e di erogazione della prestazione.
dipende se hai il TFR nel FONDO INPS, fondo pensione costituito dall’INPS o se il TFR è confluito nel FONDO DI TESORERIA gestito dall’INPS (“Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”).
Puoi trasferire la posizione maturata se il TFR è nel FONDO INPS – fondo pensione costituito dall’INPS, (capitale versato negli anni, più interessi maturati) ad un altro Fondo di Previdenza Complementare al quale sceglierai di aderire versando il TFR maturato.
Se il TFR è nel FONDO DI TESORERIA gestito dall’INPS non puoi trasferirlo. Il Fondo di Tesoreria è deputato ad erogare il trattamento di fine rapporto e le relative anticipazioni secondo le consuete modalità di cui all’art. 2120 c.c..
Il TFR maturato e lasciato in Azienda precedentemente all’adesione al fondo Pensione può essere trasferito nel fondo solo con il consenso del datore di Lavoro che non è obbligato ad accogliere la richiesta. Altrimenti ti sarà erogato, dal datore di lavoro, alla cessazione del rapporto di lavoro.
ti conviene aderire in fondo pensione per poter usufruire del benefici fiscali sia in fase di accumulo sia in fase di erogazione delle prestazione in capitale fino ad un massimo del 50% e /o rendita. Se ti mancano pochi anni alla pensione vai su una linea di investimento a basso rischio o garantita che protegge il capitale. Consiglio di aderire a linee di investimento più redditizie, ma con rischio più alto, quando si ha un orizzonte temporale di versamento più ampio, in modo da attenuare il rischio di perdita nel corso degli anni.
Per quanto riguarda i Fondi Pensione da scegliere ti consiglio di leggere attentamente la nota informativa che deve sempre essere presente sui siti internet delle compagnie e confrontare costi e rendimenti. Scegli sempre dei prodotti di Compagnie affidabili.
la normative prevede che se, trascorsi 6 mesi dall’assunzione, il lavoratore non si sia espresso sulla destinazione del TFR, il lavoratore aderisce automaticamente a Previdenza Complementare, versando la quota TFR al fondo Pensione di categoria o al fondo previsto dall’accordo collettivo oppure, in mancanza di questi, al fondo gestito dall’INPS.
Se era, ed è, tua intenzione aderire alla Previdenza Complementare potresti aderire oggi e chiedere all’azienda di versare il TFR accumulato finora al fondo pensione da te scelto come “TFR pregresso”. L’azienda non è obbligata a farlo , ma visto l’errore iniziale potrebbe essere un modo per recuperare.
se il versamento è stato effettuato al Fondo Tesoreria gestito dall’INPS, non puoi ritirare il TFR che ti sarà liquidato con le consuete modalità alla cessazione del rapporto di lavoro, salvo la possibilità di richiedere anticipi trascorsi 8 anni di lavoro. In tal caso, comunque, la gestione del tuo TFR in INPS o in azienda è la stessa (non quindi ha costi diversi).
il Fondo di tesoreria gestito dall’INPS, è il fondo a cui le aziende con più di 50 dipendenti, per legge, devono trasferire il TFR che i dipendenti hanno lasciato in azienda. Il TFR accantonato presso il Fondo di Tesoreria, segue le stesse regole di quando il TFR resta in azienda. Quindi in termini di liquidazione e richiesta di anticipazione TFR, i requisiti e le modalità sono le stesse. La domanda per ottenere l’anticipazione va presentata al datore di lavoro. Anche per la cessione del quinto, nulla cambia, il TFR è come se fosse rimasto in azienda.
se aderisci su base collettiva o ad un fondo di categoria nel momento in cui perdi i requisiti di partecipazione, ad es. per cambio lavoro in un settore diverso, puoi chiedere il riscatto totale della tua posizione (capitale versato + interessi). In questo caso potrai scegliere nuovamente dove destinare il TFR.
Se hai aderito ad un Fondo in maniera individuale, non puoi più ritornare a versare il TFR in azienda, ma dovrai continuare con la previdenza completare, eventualmente puoi trasferire la tua posizione ad un altro Fondo pensione.
Quando cambi azienda il datore di lavoro è tenuto a consegnarti un modulo dove dichiari se sei iscritta a Previdenza Complementare oppure no.
Nel momento in cui effettui la dichiarazione di essere iscritta, l’azienda è obbligata al versamento del TFR al fondo pensione, in caso contrario il datore di lavoro è in omissione contributiva…questa normativa è una tutela nei confronti dei lavoratori che pur cambiando datore di lavoro vedono garantito il loro diritto di accedere alla previdenza complementare.
Solitamente un’azione contro il datore di lavoro che effettua una omissione contributiva viene promossa dal lavoratore che vede ledere questo diritto.
In caso di cambio di azienda o settore, in presenza di accordi collettivi o fondi di categoria, il lavoratore deve scegliere di nuovo dove destinare il TFR. Confluire nel Fondo Tesoreria dell’INPS equivale a lasciare il TFR in azienda, le aziende con più di 50 dipendenti, infatti, versano obbligatoriamente al Fondo Tesoreria INPS il TFR dei dipendenti che hanno scelto di lasciarlo in azienda. In questo caso si seguono le stesse regole della liquidazione di fine rapporto in azienda. Questo non lo consiglio, in quanto rinunci ai numerosi benefici della Previdenza Completare, sia a livello di risparmio fiscale sia dell’eventuale percentuale di contribuzione a carico del datore di lavoro, oltre, a rendimenti nettamente migliori e all’utilità di una pensione integrativa. Ed è per questo che la scelta di continuare con la Previdenza complementare è assolutamente consigliata.
il datore di lavoro è obbligato per legge a versare il TFR, alla conclusione del rapporto di lavoro, se non lo fa diventa inadempiente e devi attivare delle procedure legali per avviare il recupero. In questa attività è sempre bene consultarsi con un legale che saprà effettuare i conteggi degli importi dovuti ed eccepire le giuste eccezioni al datore moroso.
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