Source: http://dirittoegiustizia.it/ris_ricerca_occ.php?occhiello=mobbing&nP=3
Timestamp: 2020-08-11 18:44:59+00:00
Document Index: 54215451

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'sentenza ', 'art. 2087', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 572', 'sentenza ', 'art. 572', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

mobbing | 27 Aprile 2016
Come viene stabilito il quantum del danno biologico ai fini della tutela INAIL?
La liquidazione degli indennizzi operata dall’INAIL non si effettua secondo i criteri ordinari, ma in base ai parametri, alle tabelle e alle regole proprie stabilite dal sistema assicurativo e per conseguire i fini suoi propri in conformità all’art. 38 Cost..
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8243/16; depositata il 26 aprile)
mobbing | 04 Marzo 2016
Ricostruire i comportamenti mobbizzanti
La responsabilità per mobbing non configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva, ma va inquadrata nell’ambito applicativo dell’art. 2087 c.c. e ricollegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 4222/16; depositata il 3 marzo)
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 2920/16; depositata il 15 febbraio)
mobbing | 22 Gennaio 2016
La scuola chiede ai genitori di formalizzare le lamentele verso la maestra: condotta non aggressiva
Scontro che coinvolge padri, madri e insegnante. Posizione difficile, quella della dirigente scolastica, le cui azioni non possono essere valutate come offensive nei confronti della docente.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 1060/16; depositata il 21 gennaio)
mobbing | 24 Novembre 2015
Danno esistenziale: le alterate abitudini di vita devono essere provate
Ai fini del risarcimento del danno esistenziale non è sufficiente la mera prova della dequalificazione, dell’isolamento, dell’inoperosità forzata, dell’assegnazione a mansioni diverse o inferiori; tali elementi integrano un inadempimento del datore di lavoro, ma le conseguenze negative nella sfera del lavoratore, in relazione al suo equilibrio ed alle sue abitudini di vita, devono essere provate.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 28837/15, depositata il 23 novembre)
mobbing | 11 Novembre 2015
Condotte persecutorie del datore di lavoro: è maltrattamento se c’è parafamiliarità
Il reato di maltrattamenti, di cui all’art. 572 c.p. , si configura, nell’ambito di condotte di mobbing lavorativo, soltanto ove sussista il presupposto della parafamiliarità. Tale condizione si riscontra quando il rapporto tra il datore ed il dipendente è caratterizzato da relazioni intense ed abituali, in un contesto di fiducia della parte più debole nei confronti del soggetto in posizione di supremazia.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 45077/15; depositata il 10 novembre)
mobbing | 05 Novembre 2015
Maltrattamenti in famiglia per il dipendente vessato dal cognato e dal suocero, suoi datori di lavoro
Il delitto di maltrattamenti previsto dall’art. 572 c.p. può trovare applicazione nei rapporti di tipo lavorativo, purché sussista il presupposto della parafamiliarità, intesa come sottoposizione di una persona all’autorità di un’altra in un contesto di prossimità permanente, di abitudini di vita proprie e comuni alle comunità familiari, nonché di affidamento, fiducia e soggezione del sottoposto rispetto all’azione di chi ha la posizione di supremazia.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 44589/15; depositata il 4 novembre)
mobbing | 08 Luglio 2015
Psiche fragile, fatale il mobbing subito in azienda: indennizzo ai familiari del lavoratore suicidatosi
Accolte, in maniera definitiva, le richieste della moglie e delle figlie dell’uomo. Quest’ultimo si è sì tolto la vita, ma quella scelta, dovuta anche a problemi psichici, è stata causata soprattutto dalle difficili condizioni riscontrate in ambiente lavorativo.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 14274/15; depositata l’8 luglio)
mobbing | 06 Luglio 2015
Il lavoratore deve provare la violazione del dovere di protezione
In tema di responsabilità del datore di lavoro per “mobbing”, il lavoratore non è tenuto a dimostrare la colpa del datore di lavoro, ma è comunque soggetto all’onere di allegare e dimostrare l’esistenza del fatto materiale ed anche le regole di condotta che assume essere state violate.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 13693/15; depositata il 3 luglio)
Mobbing | 26 Gennaio 2015
Ai fini della configurabilità del mobbing lavorativo, devono ravvisarsi da parte del datore di lavoro comportamenti, anche protratti nel tempo, rilevatori, in modo inequivoco, di un’esplicita volontà di quest’ultimo di emarginazione del dipendente. Occorre, pertanto, dedurre e provare la ricorrenza di una pluralità di condotte tutte dirette all’espulsione dal contesto lavorativo, e comunque connotate da un alto tasso di vessatorietà e prevaricazione, nonché sorrette da un intento persecutorio e tra loro intrinsecamente collegate dall’unico fine intenzionale di isolare il dipendente.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 1258/15; depositata il 23 gennaio)