Source: https://anclsu.com/centro-studi/3
Timestamp: 2019-06-18 07:10:35+00:00
Document Index: 111012803

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 1', 'sentenza ']

[dataarticolo] => 2018-12-06 10:28:00
[titolo] => Sottoscrizione della busta paga: quietanza  o mero accertamento della ricezione?
[occhiello] => Sentenza 02 novembre 2018, n. 28029 della Corte di Cassazione
[corpo] => Le buste paga ancorché sottoscritte dal lavoratore con la formula “per ricevuta” costituiscono prova solo della loro avvenuta consegna ma non anche dell’effettivo pagamento, della cui dimostrazione è onerato il datore di lavoro, attesa l’assenza di una presunzione assoluta di corrispondenza tra quanto da esse risulta e la retribuzione effettivamente percepita dal lavoratore, il quale può provare l’insussistenza del carattere di quietanza delle sottoscrizioni eventualmente apposte.
Il principio è ribadito dalla Corte di Cassazione (2 novembre 2018 n. 28029; v. anche Cass. n. 10306/2018; n. 25463/2017; e n. 13150/2016), la quale precisa che la sottoscrizione “per ricevuta” apposta dal lavoratore alla busta paga non implica, in maniera univoca, l’effettivo pagamento della somma indicata nel medesimo documento e, “pertanto, la suddetta espressione non è tale da potersi interpretare alla stregua del solo riscontro letterale, imponendo invece il ricorso anche agli ulteriori criteri ermeneutici dettati dagli artt. 1362 ss. c.c.”. Dal momento che, con riguardo alle sottoscrizioni eventualmente apposte dal lavoratore sulle buste paga, non esiste una presunzione assoluta di corrispondenza della retribuzione percepita dal lavoratore rispetto a quella risultante dai prospetti di paga, è sempre possibile l’accertamento della insussistenza del loro carattere di quietanza.
La quietanza a saldo è dunque soltanto una “mera dichiarazione di scienza”, la quale attesta che il lavoratore ha percepito una determinata somma a totale soddisfacimento di ogni sua spettanza e di non aver altro da pretendere dal proprio datore di lavoro, ma costituisce “una mera dichiarazione di scienza, non preclusiva in caso di errore, della possibilità di agire per il riconoscimento giudiziale dei propri diritti che risultassero in realtà insoddisfatti”.
[riassunto] => Approfondimento a cura del Centro Studi Nazionale Ancl
[datapubblicazione] => 2018-12-06 10:28:00
[slug] => sottoscrizione-della-busta-paga-quietanza-o-mero-accertamento-della-ricezione
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[titolo] => La sentenza della Corte di Cassazione del 2 novembre 2018, n. 28029
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[titolo] => Quando il rifiuto di negoziare con il sindacato costituisce condotta antisindacale?
[occhiello] => In allegato il decreto del Tribunale di Roma, 6 maggio 2018, n. 42516.
Il datore di lavoro non può decidere arbitrariamente con quali sindacati avviare le trattative. È, infatti, stata dichiarata dal Tribunale di Roma antisindacale la condotta dell’imprenditore volta ad escludere un sindacato delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo aziendale.
Con decreto del 6 maggio 2018, n. 42516, il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso presentato dall’OR.S.A. (Organizzazione Sindacati Autonomi e di Base) contro una società di trasporto ferroviario, responsabile di aver impedito l’effettivo esercizio dell’attività sindacale attraverso l’esclusione della ricorrente dal tavolo delle trattative in corso con le altre OO.SS. per il rinnovo del contratto collettivo aziendale.
L’azienda aveva subordinato la partecipazione del sindacato O.R.S.A alla sottoscrizione del precedente accordo scaduto del 2011 e, dato il rifiuto del sindacato a procedere in tal senso, la società aveva avviato il tavolo di confronto unicamente con le organizzazioni firmatarie del contratto aziendale ormai scaduto, sostenendo che gli incontri con queste ultime erano solo propedeutici alla definizione di uno schema di contratto che, successivamente sarebbe stato approvato dopo l’apertura di un confronto con tutte le sigle sindacali, ivi compresa l’O.R.S.A.
Il Tribunale, tuttavia, non ha accolto tali considerazioni ed ha appurato la sussistenza di una  condotta antisindacale da parte dell’azienda ferroviaria per l’arbitraria esclusione delle delegazioni O.R.S.A dalle trattative in corso per il rinnovo del contratto collettivo aziendale, condannando la società ad aprire un tavolo di confronto con tale sigla sindacale.
[riassunto] => La sentenza è a cura del Centro Studi Nazionale Ancl
[datapubblicazione] => 2018-11-28 11:29:00
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[titolo] => Decreto del Tribunale di Roma, 6 maggio 2018, n. 42516.
[dataarticolo] => 2018-11-27 11:09:00
[titolo] => Tema del mese – contratto a termine – problemi applicativi
[occhiello] => Il contributo è realizzato dal Centro Studi dell'Ancl Nazionale
con la presente voglio informaVi della pubblicazione dell’ultimo tema del mese dell’anno 2018, riguardante la nuova disciplina del contratto a termine. Con questo piccolo contributo, il Centro Studi ha voluto riflettere sui problemi applicativi della disciplina, con un approccio “concreto” ai casi, tipico della professione che svolgiamo. Sono state diverse le materie che il Tema del mese ha inteso promuovere sul territorio: siamo partiti con la certificazione unica, con le agevolazioni previste dalla legge di bilancio 2018, per proseguire con il potere di controllo e la privacy del lavoratore, fino agli strumenti di tutela nella fase ispettiva.
Credendo fortemente in questa iniziativa, dove l’UP viene messa al centro dell’azione organizzativa della formazione, desidero rendervi partecipi del fatto che anche per l’anno nuovo, saranno approfonditi degli argomenti e saranno coinvolte – come quest’anno – le UP, affinché l’ANCL diventi sul territorio, oltre che il sindacato dei consulenti, anche un punto d’incontro e di sostegno per l’aggiornamento professionale.
Non appena fu inaugurata questa iniziativa nel mese di febbraio del 2018, furono diverse le UP che si attivarono sul territorio organizzando convegni e incontri con i colleghi per discutere dei temi che il Centro Studi proponeva. Mi auguro che quell’interesse rimanga “vivo”, soprattutto tra i dirigenti locali poiché è anche attraverso il sostegno formativo e professionale, che possiamo motivare i tanti colleghi ad aderire alla nostra realtà associativa.
[riassunto] => Il tema del mese di ottobre - novembre - dicembre 2018
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[datapubblicazione] => 2018-11-27 11:09:00
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[dataarticolo] => 2018-11-14 10:15:00
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[titolo] => Il caso dei contributi di malattia ENPALS: da Milano parte la controffensiva.
[occhiello] => a cura dell’Avv. Francesco Stolfa Responsabile dell’Ufficio Legale ANCL
Prosegue la battaglia sul versante della contribuzione di malattia per i lavoratori autonomi e gli impiegati dello spettacolo, caso più unico che raro di contribuzione pretesa, in assenza di qualsivoglia prestazione, da parte dell’ente previdenziale (circolare INPS n. 124/2017).
Risulta, purtroppo, che il Tribunale di Milano si sia espresso più volte in senso negativo per il contribuente, ribandendo cioè l’obbligo contributivo (cfr. sentenza 9 maggio 2018, n. 1255; sentenza 30 giugno 2018, n. 839). Dall’esame delle sentenze non pare, però, che le difese aziendali abbiano utilizzato le argomentazioni suggerite nell’articolo pubblicato su ItaliaOggi a firma del sottoscritto, quale coordinatore dell’Ufficio Legale, e dal Dott. Giovanni Piglialarmi quale Coordinatore del Centro Studi ANCL-SU in cui si offriva una ragionevole spiegazione dell’apparente contraddizione fra il comma 1 e il comma 1-bis dell’art. 20 del D.L. 112/2008, due norme che sembrano dire l’una il contrario dell’altra (l’una sembra sancire e l’altra sembra escludere l’obbligo contributivo).
Ora, finalmente, su segnalazione di un CdL iscritto ANCL di Milano, un’azienda ha conferito l’incarico al nostro Ufficio Legale per accertare giudizialmente le proprie buone ragioni.
Comincia la controffensiva
In allegato l’articolo pubblicato su ItaliaOggi
[riassunto] => Pareri, commenti e sentenze annotate, utili per l’attività professionale di Consulente del lavoro
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[datapubblicazione] => 2018-11-14 10:15:00
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[nome] => Ultimissime dall'ufficio legale
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[articoli_id] => 98
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[titolo] => L'articolo di Italia Oggi di gennaio 2018
[dataarticolo] => 2018-11-08 09:49:00
[titolo] => Solo le conversioni in sede giudiziaria e non le trasformazioni volontarie sono soggette al d.lgs. n. 23/2015.
[occhiello] => In allegato l’articolo su Italia Oggi dell’8 settembre 2017 e l’ordinanza del Tribunale di Roma, n. 75870 del 6 agosto 2018.
[corpo] => Sono esclusi dall’ambito di applicazione del d.lgs. n. 23/2015 i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati prima del 7 marzo 2015 e trasformati con accordo tra le parti in contratti a tempo indeterminato in un momento successivo a tale data. Così è stato deciso in una recente ordinanza del Tribunale di Roma (n. 75870 del 6 agosto 2018) che interviene su un tema che qualche tempo fa, il Centro Studi aveva affrontato su un articolo di Italia Oggi, ossia la possibilità di applicare il regime delle tutele crescenti ai rapporti di lavoro trasformati da tempo determinato a tempo indeterminato. In quell’occasione, il Centro Studi non mancò di evidenziare la criticità del quadro normativo, propendendo per un’interpretazione restrittiva, cioè la possibilità di applicare le c.d. “tutele crescenti” solo ai casi di conversione in sede giudiziaria e non nelle ipotesi della trasformazione volontaria. L’art. 1, comma 2, in effetti utilizza il termine “conversione” (di natura coatta) e non “trasformazione” (di natura volontaria).
[riassunto] => A cura di Giovanni Piglialarmi – Centro Studi Nazionale
[datapubblicazione] => 2018-11-08 09:49:00
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[articoli_id] => 97
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[titolo] => L’ordinanza del Tribunale di Roma, n. 75870 del 6 agosto 2018
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[titolo] => L'articolo di Italia Oggi dell'8 settembre 2018
[dataarticolo] => 2018-11-08 09:40:00
[titolo] => Operazione Poseidone: la Corte d’Appello di Bari detta alcuni punti fermi.
[occhiello] => Approfondimento a cura dell’Avv. Francesco Stolfa Responsabile dell’Ufficio Legale ANCL
Le cause proposte dall’Ufficio Legale ANCL-SU contro gli avvisi di addebito emessi dall’INPS nell’ambito della cd. Operazione Poseidone stanno avendo tutte esito positivo. Esse si aggiungono a numerose altre decisioni ottenute da altri, anch'esse quasi tutte positive.
Il problema è, però, che rispetto alla mole complessiva degli avvisi di addebito notificati, sono stati molti quelli opposti. Ciò probabilmente si spiega con gli importi contributivi piuttosto bassi messi in esecuzione che ha costituito un deterrente al contenzioso. Il saldo dell’operazione quindi risulta ancora ampiamente positivo e ciò spiega perché, nonostante gli esiti giudiziari negativi, l’INPS continui a notificare gli avvisi.
In realtà gli avvisi di addebito finora notificati attenevano in prevalenza ai contributi c.d. fissi. Gli ulteriori contributi determinati, invece, in percentuale sugli utili dichiarati potrebbero essere più consistenti (dipende ovviamente dall’andamento e dalla consistenza dell’azienda).
[datapubblicazione] => 2018-11-08 09:40:00
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[dataarticolo] => 2018-10-31 09:50:00
[titolo] => Cessione d’azienda e contratti di consulenza in “abbonamento”. Il caso di Reggio Emilia
[occhiello] => La rubrica è a cura dell’Avv. Francesco Stolfa - Responsabile dell’Ufficio Legale ANCL
[corpo] => Un’iscritta all’U.P. di Reggio Emilia segnalava un caso molto particolare sul quale la Presidenza Nazionale attivava l’intervento dell’Ufficio Legale. Nello specifico, era accaduto che un importante Studio di consulenza del lavoro, organizzato in forma di s.r.l., più o meno in coincidenza con la cessione dell’attività del suo titolare, aveva ceduto l’azienda al Centro Servizi di un’importante associazione artigianale.
[datapubblicazione] => 2018-10-31 09:50:00
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[dataarticolo] => 2018-10-26 16:57:00
[titolo] => Il numero di ottobre della rivista "Il Consulente Milleottantuno"
[occhiello] => Edizione del mese di ottobre della rivista ufficiale del Sindacato "Il Consulente Milleottantuno"
Tra i numerosi articoli pubblicati in questo numero c'è anche un importante approfondimento dal titolo "Lavoro e dignità. Alcune considerazioni applicative", curato da Dario Montanaro Presidente dell’ ANCL, in collaborazione con il Centro Studi Nazionale ANCL “Cesare Orsini” e con il Centro Studi dell’Associazione ILA – Ispettori del Lavoro Associati.
[riassunto] => Edizione del mese di ottobre della rivista ufficiale del Sindacato "Il Consulente Milleottantuno"
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[titolo] => Il reato di somministrazione fraudolenta
[occhiello] => Tratto dal bollettinoADAPT del 3 settembre 2018, n. 29
L'approfondimento è di Pierluigi Rausei
[riassunto] => Tratto dal bollettinoADAPT del 3 settembre 2018, n. 29
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Sottoscrizione della busta paga: quietanza o mero accertamento della ricezione?
contenuto per: iscritti06 dicembre 2018
Approfondimento a cura del Centro Studi Nazionale Ancl
Quando il rifiuto di negoziare con il sindacato costituisce condotta antisindacale?
contenuto per: iscritti28 novembre 2018
La sentenza è a cura del Centro Studi Nazionale Ancl
Tema del mese – contratto a termine – problemi applicativi
contenuto per: UP27 novembre 2018
Il tema del mese di ottobre - novembre - dicembre 2018
Il caso dei contributi di malattia ENPALS: da Milano parte la controffensiva.
contenuto per: iscritti14 novembre 2018
Pareri, commenti e sentenze annotate, utili per l’attività professionale di Consulente del lavoro
Solo le conversioni in sede giudiziaria e non le trasformazioni volontarie sono soggette al d.lgs. n. 23/2015.
contenuto per: iscritti08 novembre 2018
A cura di Giovanni Piglialarmi – Centro Studi Nazionale
Operazione Poseidone: la Corte d’Appello di Bari detta alcuni punti fermi.
Cessione d’azienda e contratti di consulenza in “abbonamento”. Il caso di Reggio Emilia
contenuto per: iscritti31 ottobre 2018
Il numero di ottobre della rivista "Il Consulente Milleottantuno"
contenuto per: iscritti26 ottobre 2018
Edizione del mese di ottobre della rivista ufficiale del Sindacato "Il Consulente Milleottantuno"
contenuto per: iscritti28 settembre 2018
Tratto dal bollettinoADAPT del 3 settembre 2018, n. 29
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