Source: http://www.itint.gov.it/ice/cda/templates/doganali13_restyle.jsp
Timestamp: 2014-07-24 12:58:40+00:00
Document Index: 83318492

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 50', 'art. 40', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 40', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 176', 'art. 9', 'art. 200', 'art. 7', 'art. 69', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 17']

Prestazioni di servizi: lavorazioni e riparazioni, trasporti, intermediazionisu beni mobili ------------------------------------------- ------------------------------------------------< indietro	OPERAZIONI DI LAVORAZIONE E RIPARAZIONE
Le prestazioni di servizi relative a beni mobili, comprese le perizie, eseguite in uno Stato comunitario a favore di un committente comunitario di altro Stato membro sono non imponibili IVA ai sensi dell'art. 40, comma 4bis, della Legge 427/93 e successive modifiche, se i beni, terminate le prestazioni, vengono inviati in un Paese comunitario diverso da quello dove sono state effettuate le prestazioni medesime.
Le merci inviate o ricevute a tale titolo vanno annotate nel registro di cui all'art. 50, comma 5 della Legge 427/93, istituito per l'annotazione dei movimenti di beni nell'ambito dell'Unione Europea a titolo non traslativo della proprietà.
L'IVA è dovuta nel Paese del committente, se soggetto passivo d'imposta.
Le fatture emesse devono riportare la dicitura: "non imponibile IVA ai sensi dell'art. 40, comma 4bis, Legge 427/93".
Le fatture ricevute devono essere integrate ai sensi dell'art. 46 e registrate ai sensi dell'art. 47 della Legge 427/93, così come si procede attualmente per gli acquisti intracomunitari.
Tali operazioni, escluse le riparazioni, devono essere indicate, ai soli fini statistici, nei riepiloghi Intrastat, esclusivamente dagli operatori che hanno l'obbligo di presentazione mensile. Nessun obbligo sussiste per gli operatori che presentano l'Intrastat trimestralmente e annualmente.
Ovviamente, poiché tali operazioni vanno indicate "ai soli fini statistici", esse devono essere dichiarate solamente se sono a titolo oneroso. La dichiarazione ai soli fini statistici prevede la compilazione delle colonne n° 1 e da 5 a 13 dell'Intra-1 bis (modello cessioni) e delle colonne n° 1 e da 6 a 15 dell'Intra-2 bis (modello acquisti).
Per queste operazioni la colonna del valore statistico deve essere sempre compilata anche qualora l'operatore non ne abbia l'obbligo per le cessioni e gli acquisti poiché non ha superato le soglie di 4.300.000,00 di cessioni e 2.500.000,00 di acquisti nell'anno precedente.
Dal 1° gennaio 2005 non vanno invece più indicate nei riepiloghi Intrastat le operazioni di riparazione, anche quando sono onerose (Regolamento 1982/2004)
CASO n° 1 - Invio di beni in c/lavorazione
A lavorazione eseguita l'olandese restituisce i beni al committente italiano e invia la fattura relativa al costo della lavorazione per cui IT adempie ai seguenti obblighi:
CASO n° 2- Cessione di beni e invio per conto del committente comunitario ad altro operatore italiano in c/lavorazione
richiede a IT2 la prova documentale relativa all'effettiva spedizione della merce in Austria. A questo fine IT2 è tenuto a cooperare con IT1 per l'acquisizione da parte di questi della sopracitata prova, atteso che il mancato invio dei beni all'estero comporta per IT1 l'obbligo di regolarizzare l'operazione assoggettandola ad imposta.
CASO n° 3 - Lavorazione per conto di committente comunitario
CASO n° 4 - Invio in c/lavorazione a più fornitori comunitari
TRASPORTI INTRACOMUNITARI
I trasporti di beni con qualsiasi mezzo che iniziano in uno Stato comunitario e terminano in un altro Stato comunitario, anche se vengono eseguite singole tratte nazionali nel territorio dello Stato in esecuzione di contratti derivati e anche mediante l'attraversamento di Paesi terzi, sono considerati trasporti intracomunitari (art. 40 commi 5-7 L. 427/93). Sono inoltre considerati trasporti intracomunitari le prestazioni di vettoriamento, rese tramite condutture od elettrodotti, di prodotti energetici diretti in altri Stati membri o da questi provenienti. Tali operazioni, in quanto prestazioni di servizi, non vanno riepilogate nell'Intrastat.
Trasporto I
Committente italiano (IT1) incarica trasportatore italiano (IT2) di eseguire un trasporto di merce dall'Italia all'Olanda.
IT2 emette nei confronti di IT1 fattura con IVA.
Trasporto II
Committente italiano (IT) incarica trasportatore tedesco (DE) di eseguire un trasporto di merce dall'Italia alla Germania.
IT riceve da DE fattura senza IVA. Integra la fattura ai sensi dell'art. 46 della Legge 427/93 e la registra ai sensi dell'art. 47 della medesima legge.
Trasporto III
Trasportatore italiano (IT) esegue per conto di committente tedesco (DE) un trasporto di merce dall'Italia alla Germania.
IT emette nei confronti di DE fattura non imponibile IVA ai sensi dell'art. 40, commi 5-7, Legge 427/93.
INTERMEDIAZIONI INTRACOMUNITARIE
Le prestazioni di intermediazione effettuate nel territorio comunitario da operatori soggetti passivi di imposta in un paese Cee nei confronti di committenti soggetti passivi d'imposta comunitari, sono considerate intermediazioni intracomunitarie (art. 40 comma 8 L. 427/93). Tali operazioni, in quanto prestazioni di servizi, non vanno riepilogate nell'Intrastat.
Provvigioni I
Committente italiano (IT1) incarica agente italiano (IT2) di procacciare un affare in Lussemburgo. I beni vengono inviati dall'Italia al Lussemburgo.
Provvigioni II
Committente italiano (IT) incarica agente francese (FR) di procacciare un affare in Irlanda. I beni vengono inviati dall'Italia all'Irlanda.
FR emette nei confronti di IT fattura senza IVA. IT integra la fattura ai sensi dell'art. 46 della Legge 427/93 e la registra ai sensi dell'art. 47 della medesima legge. Provvigioni III
Agente italiano (IT) procaccia per conto di committente francese (FR) un affare in Francia. I beni vengono inviati dall'Italia alla Francia.
PRESTAZIONI DI SERVIZI EXTRA-UE: LAVORAZIONI E RIPARAZIONI, TRASPORTI, INTERMEDIAZIONI SU BENI MOBILI
Operazioni di lavorazione e riparazione a favore di committenti extra-UE
Nel commercio internazionale molto frequenti sono le operazioni di perfezionamento attivo di cui all'art. 176 del Testo Unico delle Leggi Doganali (TULD) per le quali è ammesso il beneficio della temporanea importazione. Ai fini IVA tali operazioni sono disciplinate dall'articolo 9, comma 9, del D.P.R. 633/72. Tale articolo prevede che i trattamenti siano eseguiti su beni di provenienza estera non ancora definitivamente importati, nonché su beni nazionali, nazionalizzati o comunitari destinati ad essere esportati da o per conto del prestatore del servizio o del committente non residente nel territorio dello Stato. A fini esemplificativi viene proposto qui di seguito un esempio:
Operatore nazionale (IT1) esegue lavorazione su beni di committente americano. A lavorazione eseguita la merce viene inviata negli USA
emette fattura nei confronti del cliente americano non imponibile IVA ai sensi dell'art. 9, comma 9;
riceve copia n° 3 del DAU vistato dalla Dogana di confine quale prova dell'avvenuta esportazione.
In ambito internazionale frequenti sono pure le operazioni di perfezionamento passivo ammesse al beneficio della temporanea esportazione. I beni inviati all'estero, ove subiscono i trattamenti di cui all'art. 200 del TULD, al momento della reintroduzione in Italia scontano i diritti (IVA ed eventuale dazio) solo sul valore dei trattamenti subiti.
Trasporti extra-UE
I riferimenti normativi relativi ai trasporti internazionali di beni si trovano nell'art. 7, comma 4, lettera c) del D.P.R. 633/72 che stabilisce: "le prestazioni di trasporto si considerano effettuate nel territorio dello Stato in proporzione alla distanza ivi percorsa". A questa norma fa eco l'articolo 9, punto 2 che considera servizi internazionali "i trasporti riferiti a beni in esportazione, in transito o in importazione temporanea, nonché i trasporti relativi a beni in importazione i cui corrispettivi sono assoggettati ad imposta a norma del primo comma dell'art. 69.
Trasportatore italiano esegue trasporto di beni dall'Italia alla Svizzera per conto di committente italiano
Trasportatore italiano fattura al committente italiano la distanza percorsa nel territorio italiano "non imponibile art. 9, punto 2". La parte percorsa nel territorio extra-UE va considerata fuori campo IVA per mancanza del requisito della territorialità.
Committente italiano incarica trasportatore svizzero di eseguire un trasporto dalla Svizzera (CH) negli USA
Il committente italiano riceve fattura da CH che registra solo come costo in contabilit� generale. L'operazione è fuori campo IVA per mancanza del requisito della territorialità in quanto il trasporto riguarda esclusivamente una tratta extra-UE.
Provvigioni extra-UE
L'art. 9, punto 7 del D.P.R. 633/72, relativamente alle intermediazioni riguardanti la vendita di beni all'estero, definisce internazionali "i servizi di intermediazione relativi a beni in importazione, in esportazione o in transito..".
Committente italiano (IT1) incarica agente italiano (IT2) di procacciare un affare in Svizzera (CH). I beni vengono inviati dall'Italia in Svizzera.
Agente italiano (IT2) emette nei confronti del committente italiano (IT1) fattura non imponibile IVA ai sensi dell'articolo 9, primo comma, punto 7, D.P.R. 633/72. Provvigioni II
Committente svizzero (CH) incarica agente italiano di procacciare un affare in Italia. I beni rimangono in Italia.
L'agente italiano emette nei confronti del committente svizzero fattura con IVA. Provvigioni III
Committente italiano (IT) incarica agente Svizzero (CH) di procacciare un affare in Austria. I beni vengono inviati dall'Italia all'Austria.
CH emette nei confronti di IT addebito senza IVA. IT assolve gli adempimenti IVA mediante emissione di autofattura ai sensi dell'art. 17, III comma, DPR 633/72.