Source: http://www.ambientediritto.it/dottrina/Dottrina_2006/prestazioni_previdenziali_superstiti_sgroi.htm
Timestamp: 2014-03-08 00:55:05+00:00
Document Index: 154780676

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 5', 'art. 129', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 66']

Prestazioni previdenziali in favore dei superstiti. Antonino Sgroi AmbienteDiritto.it Legislazione Giurisprudenza
Prestazioni previdenziali in favore dei superstiti
Le principali prestazioni previdenziali che la previdenza pubblica assicura ai superstiti del lavoratore o del pensionato sono la pensione di reversibilit�, la pensione privilegiata di inabilit� e la rendita ai superstiti, a una sintetica illustrazione di questi tre istituti, e nei limiti della presente trattazione, saranno dedicate le prossime pagine. 1. La pensione di reversibilit�.
La pensione di reversibilit� � il beneficio previdenziale riconosciuto ai superstiti nel caso di morte del lavoratore assicurato o pensionato nell�assicurazione generale obbligatoria (art. 2, Regio decreto legge 14.4.1939, n. 636, conv.to con modificazioni dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272 e, per il settore pubblico, il Titolo V del Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato). La legge istitutiva della succitata pensione nel settore privato (ma le medesime osservazioni valgono anche per il settore pubblico, stante il disposto del comma 41, dell�art. 1 della legge 8.8.1995, n. 335) non opera ulteriori distinzioni, mentre � stata la prassi a ulteriormente distinguere fra pensione di reversibilit� e pensione indiretta.
La prima � quella erogata ai superstiti dopo la morte del pensionato titolare di pensione diretta, ovverosia radicata sulla posizione previdenziale di lavoratore.
La seconda � quella erogata ai superstiti alla morte del lavoratore assicurato.
L�evento protetto � costituito da un fatto naturale, la morte, che sopravviene quando si � costituita una situazione giuridica qualificata dalla norma (maturazione dei requisiti di assicurazione e contribuzione per il conseguimento della pensione di invalidit� o vecchiaia) o per una causa (finalit� di servizio [art. 6 legge 12.6.1984, n. 222]) capace di modificare quella situazione. Secondo quanto insegnato dalla Corte costituzionale la pensione di reversibilit� appartenente al pi� ampio genus delle pensioni ai superstiti, � una forma di tutela previdenziale nella quale l�evento protetto � la morte cio�, un fatto naturale che, secondo una presunzione legislativa, crea una situazione di bisogno per i familiari del defunto, i quali sono i soggetti protetti (Corte cost. 28.7.1987, n. 286).
L�evoluzione legislativa dell�istituto e la ormai compiuta equiparazione, operata dalla cd. Riforma Dini del 1995, tra settore privato e settore pubblico, porta a concludere che la pensione di reversibilit� sia una forma di tutela previdenziale ed uno strumento necessario per il perseguimento dell�interesse della collettivit� alla liberazione di ogni cittadino dal bisogno ed alla garanzia di quelle minime condizioni economiche e sociali che consentono l�effettivo godimento di diritti civili e politici (art. 3, 2� comma, Cost.) con una riserva, costituzionalmente riconosciuta, a favore del lavoratore, di un trattamento preferenziale (art. 38, 2� comma, Cost.) rispetto alla generalit� dei cittadini (art. 38, 1� comma, Cost.).
Il diritto alla pensione di reversibilit� sorto in capo ai superstiti, previa ovviamente la verifica dell�esistenza dei requisiti legislativamente previsti, � un diritto che spetta automaticamente per legge iure proprio, che non � in connessione alcuna con la posizione riconosciuta ai medesimi soggetti quali eredi del defunto, con la conseguenza pertanto che quello spetter� anche in presenza di rinuncia all�eredit�.
La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui � avvenuto il decesso dell�assicurato o del pensionato (art. 5 D. Lgs. Lgt. 18.1.1945, n. 39), qualunque sia il momento della presentazione della domanda da parte degli aventi diritto; domanda sempre necessaria e la cui tardiva presentazione, stante l�imprescrittibilit� del diritto a pensione, agir� sulla prescrizione, quinquennale, dei ratei di pensione (art. 129, primo comma, R. d. l. n. 1827 del 4.10.1935, convertito con modificazioni dalla legge 6.4.1936, n. 1155).
1.1. Condizioni di accesso.
L�accesso al diritto al citato beneficio pensionistico � subordinato ovviamente alla morte del lavoratore, e al venir in essere di ulteriori condizioni che riguardano da un verso la posizione previdenziale del lavoratore defunto e, da altro verso, le condizioni soggettive dei superstiti.
1.1.A. La posizione previdenziale del lavoratore defunto.
Con riguardo alla posizione previdenziale del lavoratore defunto:
- se lo stesso, al momento della morte, era titolare di trattamento pensionistico di vecchiaia, anzianit�, invalidit� (questo con data anteriore all�entrata in vigore della legge 12.6.1984, n. 222) e inabilit�, il diritto alla pensione di reversibilit� sorge automaticamente senza alcuna investigazione sulla posizione previdenziale del titolare della posizione;
- se lo stesso, al momento della morte, aveva in corso la liquidazione di uno dei trattamenti pensionistici di cui retro opera la citata regola;
- se lo stesso, al momento della morte, non era titolare di pensione, ma era assicurato, la pensione spetta ai superstiti a condizione che fossero stati perfezionati i requisiti contributivi per la pensione di vecchiaia o per le prestazioni di invalidit� (art. 13, primo comma, Regio decreto legge 14.4.1939, n. 636, convertito con modificazioni dalla legge 6.7.1939, n. 1272). I requisiti richiesti si concretizzano: a) nell�esistenza dei requisiti necessari per il diritto alle prestazioni di invalidit�, cio� cinque anni dall�inizio dell�assicurazione e cinque anni di contribuzione, di cui tre nell�ultimo quinquennio; b) nell�esistenza dei requisiti di accesso (si noti che si preterisce ovviamente in tal caso dal requisito anagrafico) alla pensione di vecchiaia previsti dalla legislazione vigente al 31 dicembre 1992 e cio� 15 anni di assicurazione e di contribuzione (ex art. 2, primo comma, del decreto legislativo 30.12.1992, n. 503, che fa salvi i requisiti richiesti dalla previgente normativa per le pensioni ai superstiti). Con riguardo ai superstiti di soggetto titolare di assegno ordinario di invalidit�, costoro, non essendo il citato assegno reversibile, sono considerati superstiti di lavoratore assicurato e per il riconoscimento della pensione di reversibilit�, con riguardo al versante contributivo, si contabilizzano i periodi di godimento da parte del lavoratore assicurato dell�assegno ordinario di invalidit�, durante i quali non sia stata prestata attivit� lavorativa.
Infine il sistema disciplina l�ipotesi che i superstiti non possano fruire del trattamento pensionistico di reversibilit� perch� il lavoratore defunto, non aveva, al momento della morte, perfezionato i requisiti contributivi dianzi sommariamente delineati.
L�ipotesi, a sua volta, si deve suddividere in due ulteriori sub-ipotesi, a seconda che il lavoratore defunto rientri o meno, integralmente, nella riforma delle pensioni dettata dalla legge 8.8.1995, n. 335, essendo la sua una posizione previdenziale di tipo contributivo.
Nel caso di lavoratore non soggetto alla disciplina della legge n. 335/1995 opera la precedente disciplina, in forza della quale al coniuge spetta una indennit� pari a 45 volte l�ammontare dei contributi versati, e in ogni caso l�indennit� non pu� essere inferiore a L. 43.200 (ora Euro 22.31) n� superiore a L. 129.600 (ora Euro 66.93), semprech� nel quinquennio precedente la morte risulti versato o accreditato almeno un quindicesimo dei contributi indicati al n. 1) del primo comma dell�art. 9 del Regio decreto legge n. 636/1939 (art. 13, commi primo e secondo, Regio decreto legge n. 636/1939).
Nella successiva ipotesi ai superstiti, che non abbiano diritto a rendite per infortunio sul lavoro o malattia professionale in conseguenza della morte del lavoratore assicurato e che si trovino nelle condizioni reddituali previste dal sesto comma dell�art. 3 della medesima legge per l�attribuzione dell�assegno sociale, � riconosciuta una indennit� una tantum pari all�ammontare dell�assegno sociale moltiplicato per il numero delle annualit� di contribuzione accreditata a favore del lavoratore assicurato (art. 1, comma ventesimo, secondo periodo, legge n. 335/1995, ma si veda anche il D.M. 13.1.2003).
Da ultimo � opportuno far menzione di un�ipotesi peculiare di riconoscimento pensione reversibilit� che incide sul quantum dell�importo dovuto, si tratta della pensione erogata in favore dei superstiti (si osservi che la legge specificamente annovera in questa categoria solo le vedove e gli orfani [ex art. 2, primo comma], implicitamente escludendo dal suo ambito di efficacia le altre categorie di soggetti possibili beneficiari della pensione di reversibilit�, fra cui l�ex coniuge) in caso di morte della vittima a causa di atti di terrorismo e di stragi di tali matrice (art. 4, terzo comma, legge 3.8.2004, n. 206). In questa ipotesi la determinazione del beneficio previdenziale dovuto in favore dei superstiti avviene, fatti salvi i trattamenti pensionistici di maggior favore (art. 2, u. c.), secondo i criteri dettati dall�art. 2 della legge 24.5.1970, n. 336. Disposizione questa che prevede l�attribuzione di aumenti periodici, per ogni anno o frazione superiore a sei mesi, di stipendio. 1.1.A.a. L�assenza del lavoratore assicurato.
L�ipotesi generale per il riconoscimento del beneficio in questione � rappresentata dalla morte, o dalla dichiarazione di morte presunta, del lavoratore assicurato ma, il diritto alla pensione di reversibilit� pu� sorgere anche nell�ipotesi di assenza del lavoratore assicurato, allorquando lo stesso, al momento dell�assenza, sia titolare di una pensione (si v. Cass. 5.11.1988, n. 5988).
Problemi attengono, una volta riconosciuto tale beneficio:
- alla sorte dei ratei di pensione di reversibilit� erogati a seguito della dichiarazione di morte presunta di un lavoratore assicurato di cui, successivamente e in via giudiziale sia stata data la prova dell�esistenza in vita;
- all�individuazione del dies a quo dal quale il lavoratore ha diritto a vedersi ripristinata la pensione di cui godeva.
Con riguardo all�assicurato (dichiarato <<morto-presunto>>) e del quale, poi � stata (giudizialmente) provata l�esistenza, (egli) ha l�incontestabile diritto di ottenere il ripristino del trattamento pensionistico di cui era in vita titolare, con la decorrenza pretesa, a norma dell�art. 66, comma 2� c. c., secondo cui � il soggetto ha <<diritto di pretendere l�adempimento delle obbligazioni considerate estinte, ai sensi del