Source: https://www.diritto.it/mancato-invio-dell-avviso-bonario/
Timestamp: 2018-09-23 01:07:31+00:00
Document Index: 137247362

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 36', 'art. 6', 'art. 36', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 6']

L’invio da parte dell’Amministrazione finanziaria al contribuente del c.d. “avviso bonario” (ai sensi degli artt. 36 bis D.p.r. n. 600/73; 54 bis D.p.r. n. 633/72; art. 6, comma 5, L. 212/2000) prima dell’iscrizione a ruolo delle imposte dovute in base alle dichiarazioni, costituisce un adempimento obbligatorio per l’Amministrazione, nonché adempimento indispensabile, in considerazione del fatto che rispettando tale procedura il contribuente è messo in grado di presentare la documentazione ed esprimere le motivazioni per contrastare o correggere l’operato dell’ufficio.
In particolare, tale adempimento consente, da un lato, di prevenire ed, addirittura, evitare l’iscrizione a ruolo delle imposte e la conseguente emissione della cartella di pagamento; dall’altro lato, viene salvaguardato il diritto di difesa del contribuente che, in caso contrario, subirebbe un’ingiusta compressione.
3. (omissis) A riguardo, deve premettersi che nella vicenda in esame l’oggetto dell’impugnazione da parte del contribuente è costituito da cartelle esattoriali emesse a seguito di iscrizione a ruolo di imposta per omessi versamenti, rilevati a seguito del controllo automatizzato D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis, della dichiarazione dei redditi, presentata dal contribuente, a titolo di Irpef ed Irap 2000. Ad avviso della CTR l’Amministrazione sarebbe stata tenuta ad inviare, prima della notifica delle cartelle apposita comunicazione di irregolarità in considerazione del disposto della L. n. 212 del 2000, art. 6, (Statuto del contribuente).
4) La tesi della Commissione di appello è infondata. A riguardo, deve innanzitutto osservarsi che l’art. 36 bis, mirante a disciplinare la liquidazione delle imposte dovute in base alle dichiarazioni del contribuente, anche nel testo modificato dal D.Lgs. n. 241 del 1997, art. 13, applicabile alle dichiarazioni successive all’1.1.1999, e successivamente dal D.Lgs. n. 32 del 2001, art. 1, non prevede affatto l’obbligo, in capo all’Ufficio, di comunicare l’esito della liquidazione, sempre e comunque, ma solo quando dai controlli automatici eseguiti emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione. E comunque, non è prevista in alcun modo la sanzione della nullità. Nè alcun elemento di segno contrario alla censura in esame può essere tratto dall’art. 6 dello Statuto del contribuente giacchè la disposizione citata trova applicazione solo quando sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Ciò premesso, posto che nel caso di specie non si verte in ipotesi di risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, determinato ad es. da errore materiale e di calcolo ovvero da errore nella determinazione di detrazioni o di deduzioni; considerato che non sussiste neppure alcun dubbio e/o incertezza sul contenuto della dichiarazione, vale a dire sui dati e gli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate;
ritenuto che si verte invece in tema di omissione o comunque di carenza dei versamenti, così come è pacifico tra le parti; ritenuto che l’obbligo in capo all’Amministrazione di invitare il contribuente a fornire chiarimenti o a produrre i documenti riguarda esclusivamente chiarimenti e documenti necessari ai fini della liquidazione delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni; ritenuto in definitiva che il versamento è istituto della riscossione del tributo mentre la dichiarazione attiene alla fase dell’accertamento; tutto ciò premesso e ritenuto, deve concludersi nel senso che le disposizioni richiamate dalla CTR siano state erroneamente applicate nella fattispecie de qua, in considerazione della loro assoluta estraneità alla stessa. In conclusione, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio in quanto manifestamente fondato”;