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Timestamp: 2017-01-20 09:57:45+00:00
Document Index: 184985284

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 4']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 196 del 31.07.2007
Alfa SRL Articolo 19 bis2 del d.P.R. 26
ottobre 1972, n. 633 - Rettifica della detrazione
specificato in oggetto concernente l'interpretazione dell'art. 19 bis2 del DPR 26 ottobre 1972, n.
633 viene posto il seguente
La società istante ha stipulato, in qualità di
acquirente, un contratto preliminare di compravendita per l'acquisto di alcuni
immobili ad uso abitativo, garage e cantine.
In tale contratto il venditore si è impegnato a
presentare al Comune ...richiesta di cambio di destinazione degli immobili, da
unità ad uso abitativo a residence. Nel caso in cui l'ente locale competente
non avesse concesso la variazione richiesta, lo stesso contratto preliminare
sarebbe stato oggetto di revisione.
Il corrispettivo della cessione è stato interamente
corrisposto, dalla società acquirente, sotto forma di acconti, e nell'atto sono
state indicate le date e gli importi relativi.
Le date di pagamento degli acconti sono state
modificate con scritture private, successive al preliminare, e la società
venditrice ha emesso le fatture di acconto in data ..., ... e ..., assoggettando
gli importi all'aliquota Iva del 10%.
La società acquirente non ha portato in detrazione
l'IVA relativa agli acconti corrisposti, ai sensi dell'art. 19-bis1, comma 1, lett. i) del DPR 633
del 1973, e l'importo relativo all'Iva assolta e non detratta è stato portato
ad incremento del conto "immobilizzazioni c/acconti".
In data successiva al pagamento degli acconti il Comune
... ha concesso il cambio di destinazione degli immobili, che sono stati
accatastati come residence, categoria catastale D2.
Il rogito di acquisto dei fabbricati dovrà essere
effettuato nel corso del 2007.
La società istante chiede di sapere se può effettuare
la rettifica della detrazione dell'Iva inerente ai fabbricati acquistati che,
mutata destinazione, saranno utilizzati per attività ricettiva, imponibile ai
La società Alfa s.r.l. precisa che l'acquisto
delle unità immobiliari di cui trattasi era sottoposto alla condizione che il
promittente venditore presentasse richiesta di modifica della destinazione
urbanistica degli immobili. Ottenuto il cambio di destinazione degli immobili,
l'Iva relativa al loro acquisto, inizialmente non detratta in quanto i
fabbricati potevano essere utilizzati solo come locazioni di unità abitative,
diventa detraibile perché i beni sono utilizzati per effettuare attività
La società istante ritiene, pertanto, che, ai sensi
dell'art. 19-bis2, comma 8, del DPR
633 del 1973, l'IVA versata sugli acconti e non detratta, deve essere
rettificata in aumento e portata in detrazione, in quanto, venendo a mutare
l'utilizzo dei beni, muta anche la detrazione inizialmente non operata.
La norma recata dall'art. 6 del D.P.R. n. 633 del 1972 stabilisce
che il pagamento dell'acconto, per il relativo importo, costituisce ai fini
dell'Iva momento di effettuazione della cessione o della prestazione e,
pertanto, deve essere assoggettato ad imposta in base alle norme vigenti e alla
situazione in essere al momento in cui il pagamento è effettuato.
Considerato che l'oggetto del contratto preliminare è
costituito da immobili destinati ad uso abitativo, classificati in catasto alla
categoria A/2, la società istante ha assolto l'IVA con l'aliquota del 10% e in
più non ha detratto l'Iva relativa, ai sensi dell'art. 19-bis1, lett. i) del citato decreto
del Presidente della Repubblica, in quanto "non è ammessa in detrazione
l'imposta relativa all'acquisto di fabbricati, o di porzione di fabbricato, a
destinazione abitativa né quella relativa alla locazione o alla manutenzione,
fabbricati o delle predette porzioni...".
A seguito della mutata destinazione degli immobili,
l'oggetto del contratto di compravendita è costituito - si assume nell'istanza
- da fabbricati appartenenti dalla categoria catastale D/2, classificati come
residence (strutture ricettive che presentano determinate caratteristiche,
gestite unitariamente in forma imprenditoriale). Di conseguenza, poiché le
cessioni di immobili adibiti ad uso diverso da quello abitativo scontano
l'aliquota Iva ordinaria del 20%, il cedente, a seguito della diversa
classificazione catastale dell'immobile, integrerà le fatture emesse
assoggettando la vendita all'aliquota del 20%.
Il cambio di destinazione degli immobili comporta,
inoltre, che il cessionario utilizzerà tali beni per rendere prestazioni
soggette all'aliquota del 10%, ai sensi della tabella A, parte III, n. 120, allegata
al DPR n. 633 del 1972, che disciplina le " prestazioni rese ai clienti
alloggiati nelle strutture ricettive di cui all'articolo 6 della legge 17 maggio
1983, n. 217, e successive modificazioni...". (In forza del dettato del
D.P.C.M. 13 settembre 2002 tutti i richiami effettuati dalle norme attualmente
vigenti alla precedente legge n. 217 del 1983, sono da intendersi posti con
riferimento, oltre che alle disposizioni generali del decreto medesimo, alle
normative di settore emanate dalla regione di appartenenza.). Da ciò discende
il venir meno dell'indetraibilità oggettiva prevista dal citato art. 19-bis1, lett. i) del DPR n. 633 del
1972: posto che gli immobili saranno utilizzati nell'ambito dell'attività
ricettiva, imponibile ai fini Iva ai sensi delle norme citate, l'imposta assolta
sull'acquisto degli immobili potrà essere detratta nei limiti e alle condizioni
dell'art. 19 del DPR n. 633 del
istanza presentata alla Direzione Regionale, è resa dalla scrivente ai sensi
dell'art. 4, comma 1, ultimo periodo del decreto del Ministro delle Finanze 26
- Cagliari, 32 minuti fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016