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Timestamp: 2019-06-27 08:30:52+00:00
Document Index: 147517945

Matched Legal Cases: ['art. 1956', 'art.1956', 'art. 1956', 'sentenza ', 'art. 1956', 'art.1956', 'art. 1956']

FIDEIUSSIONE OMNIBUS: esclusa operatività art. 1956 c.c. se il nuovo credito è identico a quello preesistente - Expartecreditoris
In riferimento alla validità della fideiussione prestata c.c. solo se la persona del fideiussore coincide con la persona del legale rappresentante della società di capitali si esclude l’operatività dell’art.1956 c.c. in quanto nel caso in cui la persona fisica del legale rappresentante della società debitrice chieda l’ulteriore credito implicitamente finisce con l’autorizzare, anche nella veste di fideiussore, e quindi in proprio, la concessione di nuovo credito.
L’operatività dell’art. 1956 c.c. è tuttavia esclusa quando il nuovo credito è pressoché identico nell’ammontare al credito preesistente: ad es. quando il mutuo viene stipulato per azzerare una pregressa esposizione debitoria derivante da altri titoli.
Nel caso in cui la stipula del mutuo posto a fondamento della domanda monitoria, abbia come mera finalità quella di evitare che la banca richieda il pagamento immediato del debito pregresso derivante dal rosso di conto corrente, il fideiussore non è liberato dalla garanzia in precedenza prestata, non essendo necessaria nemmeno un’espressa autorizzazione di quest’ultimo all’Istituto Creditizio, ove tale operazione si giustifica per permettere alla società debitrice di rientrare dall’esposizione debitoria preesistente attraverso il suo pagamento dilazionato nel tempo.
Questi i principi espressi dal Tribunale di Taranto, Giudice Claudio Casarano con la sentenza n. 2940 del 29/09/2017.
Nella fattispecie processuale esaminata un fideiussore conveniva in giudizio una Banca promuovendo opposizione al decreto ingiuntivo emesso in danno della garantita in forza del mancato adempimento da parte dell’obbligazione derivante da un contratto di mutuo stipulato lamentando che Banca aveva concesso credito alla debitrice principale senza acquisire il proprio preventivo consenso e pur conoscendo il peggioramento della condizione finanziaria della medesima chiedeva previa sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, che fosse dichiarata la nullità della garanzia fideiussoria e quindi revocato il provvedimento monitorio, con condanna della banca al pagamento delle spese.
Si difendeva la Banca opposta sostenendo l’inoperatività dell’art. 1956 c.c., precisando che il mutuo chirografario non rappresentava una nuova erogazione di credito, bensì una facilitazione richiesta dalla debitrice principale e di cui si erano avvantaggiati anche i garanti, per ripianare la pregressa esposizione debitoria spiegando, poi, che la predetta operazione era stata voluta dagli obbligati, oltre che allo scopo di evitare la loro segnalazione a sofferenza presso la CR derivante dallo sconfino dell’apertura di credito, per consentire ai medesimi di beneficiare della restituzione del debito già esistente con una dilazione più lunga ed ad un tasso di interesse più contenuto rispetto a quello previsto nel contratto di conto corrente.
Il Giudicante, sul punto, ha osservato che in riferimento alla validità della fideiussione prestata c.c. solo se la persona del fideiussore coincide con la persona del legale rappresentante della società di capitali si esclude l’operatività dell’art.1956 c.c. in quanto nel caso in cui la persona fisica del legale rappresentante della società debitrice chieda l’ulteriore credito implicitamente finisce con l’autorizzare, anche nella veste di fideiussore, e quindi in proprio, la concessione di nuovo credito.
Sul punto Tribunale ha ritenuto infondata la domanda fideiussoria, ed ha chiarito che sebbene sia vero che l’opposizione al decreto ingiuntivo avrebbe dovuto trovare accoglimento, ricorrendo anche la conoscenza del sopravvenuto peggioramento delle condizioni patrimoniali della società debitrice, è altrettanto vero che sebbene con la stipula del mutuo posto a fondamento della domanda monitoria è giuridicamente sorta una nuova obbligazione non si è tuttavia creata una più ampia esposizione debitoria laddove la sua concreta finalità, era quella di evitare che la banca richiedesse il pagamento immediato del debito pregresso derivante dal rosso di conto corrente.
Inoltre, per maggiore chiarezza il Giudice ha ritenuto che nel caso in cui la stipula del mutuo posto a fondamento della domanda monitoria, abbia come mera finalità quella di evitare che la banca richieda il pagamento immediato del debito pregresso derivante dal rosso di conto corrente, il fideiussore non è liberato dalla garanzia in precedenza prestata, non essendo necessaria nemmeno un’espressa autorizzazione di quest’ultimo all’Istituto Creditizio, ove tale operazione si giustifica per permettere alla società debitrice di rientrare dall’esposizione debitoria preesistente attraverso il suo pagamento dilazionato nel tempo.
Infine, in riferimento all’asserita nullità del contratto di conto corrente per illegittimità dei tassi di interesse applicati in violazione delle legge 108/96, il Giudice ha ritenuto parimenti infondate le domande attore per genericità, osservando in particolare ì che non sono state evidenziate con un sufficiente grado di precisione le nullità che in concreto si sarebbero verificate, né – avuto riguardo alla supposta usurarietà, non veniva indicato il tasso convenzionale pattuito ed il tasso soglia di riferimento.
Alla luce delle suesposte argomentazioni il Tribunale rigettava le domande avanzate dal fideiussore con condanna al pagamento delle spese di lite in favore della Banca.
http://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/fideiussione-vi-e-autonomia-della-garanzia-rispetto-allobbligazione-del-debitore-principale
http://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/fideiussione-omnibus-il-contratto-di-garanzia-e-autonomo-rispetto-alla-validita-del-contratto-garantito
Numero Protocolo Interno : 418/2018
Tags : art. 1956 cc, erogazione garanzia, fideiussione omnibus