Source: http://crdd.it/decisioni/visitcomano.htm
Timestamp: 2018-01-22 08:30:51+00:00
Document Index: 51699971

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 1176', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3']

Decisione dominio visitcomano.it
Ricorrente: Azienda per il Turismo Terme di Comano Dolomiti di Brenta soc. coop.
Resistente: Matrixcom s.n.c. di Bolognani & Ravelli
Con ricorso ricevuto per e-mail da CRDD in data 16 aprile 2009 la società Azienda per il Turismo Terme di Comano Dolomiti di Brenta soc. coop., con sede legale in loc. Ponte Arche – Lomaso (TN), via C. Battisti 38/d, c.a.p. 38070, in persona del legale rappresentante, sig.ra Rosanna Parisi, introduceva una procedura di riassegnazione, ai sensi dell'art. 3.1 del Regolamento per la risoluzione delle dispute nel ccTLD "it” (d'ora in poi Regolamento) e dell'art. 5.6 del Regolamento per l'assegnazione e la gestione dei nomi a dominio nel ccTLD "it", per ottenere il trasferimento in suo favore del nome a dominio visitcomano.it, registrato dalla Matrixcom s.n.c.
a) che il dominio visitcomano.it era stato creato il 4 novembre 2008 ed era registrato a nome della Matrixcom s.n.c.;
c) che digitando l’indirizzo http://www.visitcomano.it si giungeva ad una pagina web contenente la scritta “MATRIXCOM – Marketing & communication”, l’indicazione che il sito è in allestimento ed un link al sito di Matrixcom.
Effettuate le prescritte comunicazioni al Registro e ricevuti in data 15 aprile 2009 il ricorso e la documentazione per posta, il 22 aprile 2009 C.R.D.D. inviava il tutto al resistente per raccomandata a.r all’indirizzo risultante dal database del Registro.
La Matrixcom s.n.c. riceveva il plico raccomandato in data 27 aprile 2009. Scaduto il 23 maggio 2009 il termine per le repliche senza che nulla pervenisse da parte della Resistente, C.R.D.D. il 25 maggio 2009 nominava quale esperto la sottoscritta avv. Cristina De Marzi, la quale il successivo 29 maggio accettava l'incarico.
In data 4 giugno 2009, h. 18:35 perveniva a C.R.D.D. una e-mail dell’avv. Giovanni Deis il quale, per conto di Matrixcom, trasmetteva una replica al reclamo del resistente, chiedendo di essere rimesso in termini. Tale e-mail, ritrasmessa il giorno successivo via fax, veniva inoltrata da C.R.D.D. alla Ricorrente ed alla sottoscritta.
In via preliminare, è da esaminare se sia accoglibile la istanza di rimessione in termini avanzata dall’avv. Deis per conto della Matrixcom s.n.c. e di conseguenza siano ammissibili le repliche tardivamente prodotte dalla Resistente.
A sostegno della propria istanza di rimessione in termini, l’avv. Deis afferma:
- che Matrixcom aveva ricevuto dal Registro la comunicazione dell’avvio della procedura di opposizione con raccomandata datata 5 marzo 2009;
- che egli, su mandato della Matrixcom, aveva risposto al Registro con raccomandata in data 23 aprile 2009, rivendicando in capo alla propria assistita Matrixcom la titolarità del dominio contestato;
- che Matrixcom, pur avendo ricevuto la raccomandata con cui il 22 aprile C.R.D.D. le aveva trasmesso il reclamo, si era disinteressata dello stesso ritenendo che se ne sarebbe occupato il proprio legale, presso il quale aveva eletto domicilio nella lettera inviata il 23 aprile 2009 al Registro;
- che quindi in buona fede Matrixcom riteneva che ogni comunicazione relativa alla procedura di riassegnazione sarebbe stata inviata al suo avvocato;
- che nella lettera di trasmissione del reclamo non era stata indicata la perentorietà del termine previsto per le repliche.
Con la lettera di assunzione di responsabilità sulla cui base è stato registrato il dominio in contestazione, la Matrixcom s.n.c. ha dichiarato “di essere a conoscenza e di accettare che la registrazione e gestione di un nome a dominio sono soggette al “Regolamento di assegnazione e gestione dei nomi a dominio sotto il ccTLD “it””e al “Regolamento per risoluzione delle dispute nel ccTLD “it”” e loro successive modifiche”.
Nei suddetti regolamenti sono chiaramente indicate le rispettive competenze e le procedure seguite dal Registro e dai Prestatori del servizio di risoluzione delle dispute (PSRD) nella gestione dei domini del ccTLD .it e delle relative dispute.
In particolare, in relazione alle competenze, è chiaramente indicato che la procedura di opposizione è di competenza del Registro (artt. 5.6.1 e segg. del Regolamento di assegnazione), mentre le procedure di riassegnazione sono di competenza dei PSRD (art. 1.2, definizioni del Regolamento per la risoluzione delle dispute). A scanso di ogni equivoco, poi, l’art. 3.10 del Regolamento per la risoluzione delle dispute specifica riguardo alla procedura di riassegnazione che “Il Registro è estraneo al merito del procedimento”.
Pertanto, la pretesa che il reclamo avrebbe dovuto essere inviato all’avv. Deis anziché a Matrixcom sulla base della elezione di domicilio contenuta nella tardiva lettera di risposta al Registro è del tutto infondata in quanto:
a) tale elezione di domicilio è stata effettuata dopo l’invio del reclamo e non poteva quindi avere alcun effetto in relazione all’instaurazione della procedura di riassegnazione;
b) l’elezione di domicilio è stata effettuata in relazione ad un altro, diverso procedimento (il procedimento di opposizione previsto dall’art. 5.6.1 del regolamento di assegnazione);
c) l’elezione di domicilio è stata comunicata ad ente del tutto diverso da quello nei cui confronti vorrebbe essere fatta valere;
d) infine, anche se una tale elezione di domicilio fosse stata effettuata correttamente nei confronti del PSRD, in relazione alla procedura di riassegnazione e prima che il reclamo fosse stato inviato, essa non avrebbe avuto effetto alcuno, in quanto l’art. 4.4 del Regolamento per la risoluzione delle dispute prevede che il reclamo e la relativa documentazione siano comunicati per raccomandata A.R. a colui che ha registrato il nome a dominio in contestazione “all’indirizzo risultante dal DBNA del Registro”.
Correttamente quindi C.R.D.D. ha comunicato reclamo e documenti alla Matrixcom s.n.c. all’indirizzo risultante dal data base del Registro.
Né alcun rilievo può avere il richiamo ad una pretesa “perfetta buona fede” nel comportamento di Matrixcom, comportamento che al contrario appare caratterizzato dalla colpa grave.
Risulta infatti dalla documentazione agli atti che prima della e-mail del 29 maggio 2009 (con cui si comunicava alle parti che non erano state depositate nei termini repliche del Resistente, che la sottoscritta aveva accettato l’incarico di esperto e che la decisione sarebbe stata resa entro il 13 giugno 2009) in relazione alla presente procedura sono stati inviati da C.R.D.D. a Matrixcom:
- in data 22 aprile 2009, raccomandata a.r. con cui le è stato trasmesso reclamo e documentazione del Ricorrente, raccomandata ricevuta il 27 aprile 2009;
- in data 8 maggio 2009 e-mail contenente la data di inizio della procedura, in cui, fra le altre cose, si informava “che il ricorso per la riassegnazione del nome a dominio in oggetto, spedito per raccomandata a.r. da C.R.D.D. con la relativa documentazione al Resistente, è stato da questi ricevuto in data 27 aprile 2008. Tale data costituisce la data di inizio della procedura e da essa decorrono i 25 giorni entro i quali dovranno pervenire a C.R.D.D. eventuali repliche del Resistente.”.
Non risulta quindi improntato a diligenza e non è quindi scusabile il comportamento di Matrixcom. Essa di fatto ha dimostrato di non conoscere i regolamenti di assegnazione e risoluzione delle dispute, nonostante il Registro pubblichi sul proprio sito, oltre ai suddetti regolamenti, delle Guidelines nelle quali sono spiegati all’utente tutti i passi da compiere nei casi suddetti; ciò pur avendo dichiarato all’atto della registrazione del dominio di conoscerli ed accettarli.
Inoltre, non ha dato neppure peso alle comunicazioni ricevute, senza preoccuparsi di verificare – se effettivamente credeva fossero state inviate anche al suo avvocato – che questi le avesse in effetti ricevute.
La colpa appare ancor più grave se si considera che Matrixcom s.n.c., che nella presente procedura si trova nella posizione di Registrante del nome a dominio, è in realtà anche Maintainer dello stesso, con sigla MATRIXCOM-MNT, come risulta dal Whois del Registro. E’ quindi un soggetto che ha in corso un contratto con il Registro per la registrazione di domini anche per conto di terzi, e fa quindi parte di quegli operatori professionali che registrano domini .it sulla base di un contratto diretto con il Registro, del quale i suddetti regolamenti fanno parte integrante.
La sua negligenza nella conoscenza dei regolamenti è quindi ancor più grave, in quanto dovrebbe essere valutata ai sensi dell’art. 1176, II comma cod. civ.
Quanto infine alla circostanza che nella lettera di accompagnamento del reclamo non sarebbe stata indicata la perentorietà dei termini, la questione è irrilevante, non essendo previsto (e tantomeno a pena di nullità) che sia evidenziata la [peraltro ovvia] perentorietà dei termini.
Semmai, tale deduzione dimostra l’ulteriore negligenza della Resistente: nella suddetta lettera, infatti, si legge chiaramente: “Vi ricordiamo che, ai sensi dell'art. 4.6 del "Regolamento per la risoluzione delle dispute nel ccTLD .it", avete 25 giorni di tempo a far data dal ricevimento del ricorso per farci pervenire, in formato cartaceo all'indirizzo sotto indicato e in formato elettronico all'indirizzo svp@crdd.it, la replica con relativa documentazione, redatta secondo quanto previsto dal suddetto art. 4.6 del Regolamento.”; e ancora, poco più avanti: “Decorsi 25 giorni dal ricevimento del ricorso verrà nominato un saggio che deciderà sulla richiesta di riassegnazione del nome a dominio. Siamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, che potrà essere chiesto via e-mail all'indirizzo svp@crdd.it, e rimaniamo in attesa di ricevere le repliche al ricorso.”. Anche in questo caso, sarebbe stato sufficiente verificare il richiamato regolamento o chiedere informazioni per sapere quello che Matrixcom aveva già 7 mesi fa dichiarato di sapere quando registrò il dominio.
La replica di Matrixcom pertanto è inammissibile ex art. 4.14, I comma del Regolamento per la risoluzione delle dispute, essendo pervenuta ben oltre la scadenza del termine di 25 giorni previsto dall’art. 4.6, II comma del suddetto regolamento.
La Ricorrente, nel proprio ricorso introduttivo, afferma di essere un’azienda diretta alla promozione del marchio Terme di Comano Dolomiti di Brenta e del territorio di appartenenza. Essa afferma inoltre di avere la titolarità del nome a dominio comano.to e di essere intenzionata a registrare tutti i nomi a dominio riportanti il marchio territoriale nonché i domini “visit” che contraddistinguono portali di promozione turistica anche a livello internazionale. In tale ottica, la Ricorrente intendeva registrare anche il nome di dominio in contestazione, accorgendosi però che il sito era già stato registrato dalla Matrixcom s.n.c.
La Ricorrente afferma inoltre che la Resistente fa un uso indebito del dominio, in quanto sulla corrispondente pagina web compare il logo della Resistente, e che alla richiesta di trasferimento / acquisizione del dominio, la Resistente avrebbe presentato un’offerta di locazione annua a cifre esorbitanti.
La Resistente non ha fatto pervenire nulla entro i termini perentori previsti dal Regolamento.
Secondo il Regolamento per la risoluzione delle dispute nel ccTLD .it, per far luogo alla riassegnazione è necessario che risulti (a) che il nome a dominio contestato sia identico o tale da indurre confusione rispetto ad un marchio o altro segno distintivo aziendale su cui il ricorrente vanta diritti, che (b) l’attuale assegnatario non abbia alcun diritto o titolo in relazione al dominio, e che (c) il nome a dominio sia stato registrato e venga usato in malafede.
Per quanto riguarda il requisito della identità o confondibilità del nome, si osserva che la Ricorrente non ha dimostrato la titolarità del marchio su cui afferma avere diritti di esclusiva. Essa ha infatti indicato come “Marchio oggetto del reclamo” la dizione “Terme di Comano Dolomiti di Brenta”, ma non ha prodotto alcunché a dimostrazione che detto marchio sia stato da essa registrato o che essa ne abbia diritti di esclusiva.
Una visura effettuata d’ufficio presso il data base su internet dell’Ufficio italiano brevetti e marchi indica che nessun marchio corrispondente a quello che la Ricorrente indica come proprio è mai stato registrato. A stesso risultato si perviene consultando i data base dei marchi comunitari e dei marchi internazionali, nei quali addirittura nessun marchio risulta contenere il termine Comano.
Né può ritenersi che il nome a dominio sia identico o confondibile alla denominazione sociale della Ricorrente, coincidendo soltanto parzialmente con una minima parte del nome della ricorrente.
Il nome a dominio è infatti composto di due parole, di cui la prima in inglese, solo una delle quali identica ad altra contenuta nella denominazione sociale della Ricorrente, che peraltro è molto più complessa, essendo composta da ben 10 parole (“Azienda per il Turismo Terme di Comano Dolomiti di Brenta" soc. coop. a r.l.). Né può ragionevolmente ritenersi che la Ricorrente possa vantare un diritto di esclusiva sul solo termine “Comano”, dato che esso è la denominazione geografica di un comune svizzero del canton Ticino e di un comune italiano in provincia di Massa Carrara, che nulla hanno a che fare con le “Terme di Comano Dolomiti di Brenta” il cui turismo la Ricorrente intende promuovere.
Se a ciò si aggiunge che l’utente che accede all’indirizzo www.visitcomano.it si rende subito conto che l’attività svolta dalla Resistente è diversa da quella svolta dalla Ricorrente, non sembra possa ritenersi che il dominio visitcomano.it sia tale da indurre l’utente in confusione.
Diverso discorso si sarebbe avuto se oggetto della procedura di riassegnazione fosse stato il dominio termedicomano.it, anch’esso registrato dalla Matrixcom e recante la medesima pagina iniziale di quello qui in contestazione.
Ma trattandosi in questa sede del dominio visitcomano.it, non può ritenersi sussistente il requisito dell’identità o confondibilità del nome richiesta dall’art. 3.6, I comma, punto (a).
Quali circostanze da cui dedurre la malafede della Resistente, la Ricorrente indica che:
- anche altri domini contenenti esplicitamente il marchio indicato sono stati registrati a cura ed in capo al citato registrant Matrixcom;
- la società Matrixcom farebbe un uso indebito del dominio, in quanto alla sua digitazione online appare una pagina riportante il logo che contraddistingue la medesima società;
- alla richiesta di trasferimento/acquisizione del dominio da parte della scrivente alla società Matrixcom, quest’ultima avrebbe risposto presentando un’offerta di locazione annua a cifre esorbitanti.
Tali circostanze però non appaiono decisive ai fini dell’accertamento della malafede.
Quanto alla prima, una volta visto, come visto in tema di confondibilità e come si vedrà in tema di diritto al nome a dominio, che la Ricorrente non ha dimostrato di avere diritti sul mero termine Comano, la circostanza che la Matrixcom abbia registrato altri nomi a dominio contenenti lo stesso nome non appare necessariamente indicativo di malafede, atteso che tutti i nomi indicati dalla Ricorrente sono preceduti da “visit”.
Quanto alla seconda, non si vede che uso indebito possa esserci nel riportare il proprio nome nel sito corrispondente al dominio che si è registrato; tanto più che le due società parti del presente procedimento appaiono svolgere attività del tutto diversa (promozione turistica la Ricorrente, registrazione di domini e predisposizione di siti web la Resistente).
Quanto alla terza, della pretesa offerta di locazione a cifre esorbitanti non è stata data alcuna prova; e comunque, una volta stabilita la liceità della registrazione, essa sarebbe del tutto irrilevante.
Per il resto, la Ricorrente si è limitata ad indicare la sua intenzione di registrare il dominio visitcomano.it per seguire l’orientamento di altre aziende di promozione turistica del Trentino e di aver trovato il dominio occupato; circostanza questa che – non essendo stato neppure indicato che tale intenzione fosse nota alla Resistente - non appare dimostrativa della malafede della Matrixcom.
c) Diritti sul nome a dominio contestato.
La circostanza che la Ricorrente non abbia alcun diritto sul nome corrispondente al dominio registrato, già esaminata in tema di confondibilità del nome, comporta l’applicazione del principio “prior in tempore, potior in jure” (“first came, first served”), con conseguente legittimità della registrazione del dominio.
In conclusione, la Ricorrente non ha dimostrato né un proprio diritto al nome a dominio in contestazione, né la malafede nella registrazione e nel mantenimento del nome a dominio da parte della Resistente.
Il ricorso presentato dalla Azienda per il Turismo Terme di Comano Dolomiti di Brenta soc. coop. per la riassegnazione del nome a dominio visitcomano.it, è respinto ed il dominio rimane quindi assegnato alla Matrixcom s.n.c.