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Timestamp: 2019-02-17 11:25:25+00:00
Document Index: 103821203

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 32', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 19']

Novità fiscali del 21 novembre 2007. In evidenza: no antiriciclaggio per i consulenti del lavoro; cuneo fiscale: la riduzione ai fini IRAP già usufruibile dall'acconto di novembre 2007; manovra finanziaria 2008: il nuovo regime fiscale per i contribuenti minimi e marginali | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 21 novembre 2007. In evidenza: no antiriciclaggio per i consulenti del lavoro; cuneo fiscale: la riduzione ai fini IRAP già usufruibile dall'acconto di novembre 2007; manovra finanziaria 2008: il nuovo regime fiscale per i contribuenti minimi e marginali
1) Antiriciclaggio: Niente adempimenti per i Consulenti del Lavoro <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Il D.Lgs., approvato dal Consiglio dei ministri il 16.11.2007, che integra la disciplina già in vigore e recepisce la direttiva comunitaria n. 2005/60/Ce, diminuisce gli obblighi della normativa antiriciclaggio per i consulenti del lavoro.
Vengono, infatti, esclusi dagli obblighi di individuazione e registrazione tutto ciò che riguarda la gestione dei rapporti di lavoro.
In particolare l’art. 12, ultimo comma di tale D.Lgs., esclude gli obblighi in materia di antiriciclaggio, riguardanti lo svolgimento dell’attività di redazione e di trasmissione della dichiarazione dei redditi e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale.
Dal canto suo, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro ha accolto con soddisfazione il recepimento delle richieste avanzate in materia di antiriciclaggio ed accolte dal governo con l’art. 12 citato.
Art.12 D.Lgs. recepimento direttiva su antiriciclaggio
………stralcio art. 12 (Professionisti)
c. i notai e gli avvocati quando, in nome o per conto dei propri clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare e quando assistono i propri clienti nella predisposizione o nella realizzazione di operazioni riguardanti:
4. l’organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all’amministrazione di società;
5. la costituzione, la gestione o l’amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi;
d. i prestatori di servizi relativi a società e trust ad esclusione dei soggetti indicati dalle lettere a), b) e c) del presente comma;
2. L’obbligo di segnalazione di operazioni sospette di cui all’articolo 41 non si applica ai soggetti indicati nelle lettere a), b) e c), del comma 1 per le informazioni che essi ricevono da un loro cliente o ottengono riguardo allo stesso, nel corso dell’esame della posizione giuridica del loro cliente o dell’espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza del medesimo in un procedimento giudiziario o in relazione a tale procedimento, compresa la consulenza sull’eventualità di intentare o evitare un procedimento, ove tali informazioni siano ricevute o ottenute prima, durante o dopo il procedimento stesso.
Gli obblighi di cui al Titolo II, Capo I e II, del presente decreto non si osservano in relazione allo svolgimento della mera attività di redazione e/o di trasmissione della dichiarazione dei redditi e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale di cui all’articolo 2, comma 1, della Legge 11 gennaio 1979, n. 12
2) Cuneo fiscale: la riduzione ai fini IRAP già usufruibile dall’acconto di novembre 2007
Acconto IRAP di novembre 2007: Prevista l’alternatività tra le nuove deduzioni introdotte con la Finanziaria 2007 e quelle preesistenti, l’estensione del cuneo alle banche e, per le holding, l’inclusione delle partecipazioni nel nuovo pro rata di deducibilità degli interessi passivi ai fini IRAP.
L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 61/E/2007, ha fornito una serie di chiarimenti sulle regole per l’applicazione delle norme che hanno ridotto la base imponibile IRAP: Il contribuente può scegliere autonomamente, riguardo ciascun dipendente, se beneficiare delle nuove deduzioni introdotte con la legge n. 296/2006 o di quelle preesistenti integrate con la deduzione per incremento occupazionale di lavoratrici svantaggiate.
La deduzione base prevista dal cuneo (5.000 euro per dipendente) è alternativa alla deduzione maggiorata (10.000 euro) di cui si può usufruire nelle aree svantaggiate.
La scelta può essere operata da parte del datore di lavoro relativamente a ciascun lavoratore.
Pertanto, non sussiste l’obbligo di effettuare una scelta valida per tutti i dipendenti: Il criterio dell’alternatività vieta di cumulare, per lo stesso dipendente, le deduzioni di nuova introduzione con quelle già previste dalla disciplina dell’IRAP (con la sola eccezione di quella relativa ai contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro), senza per questo impedire scelte differenziate per ciascuno dei dipendenti.
I soggetti che intendono usufruire della deduzione maggiorata prevista dal cd. cuneo fiscale devono presentare obbligatoriamente, solo con modalità telematica, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà utilizzando l’apposito modello approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 6.8.2007.
I contribuenti che, già in sede di primo acconto, hanno usufruito della deduzione maggiorata dovevano presentare tale dichiarazione entro il 20.11.2007.
La deducibilità degli interessi passivi relativamente a banche, intermediari e holding industriali, viene limitata attraverso il meccanismo del pro rata ai soli interessi riferibili all’attività tipica.
La circolare chiarisce le modalità di applicazione del pro rata per tutti i contribuenti interessati, precisando che, ai fini dell’acconto di novembre, occorre obbligatoriamente tenere conto della nuova base imponibile determinata con il meccanismo del pro rata.
Riguardo al calcolo del secondo acconto IRAP, tutte le imprese interessate possono rideterminare gli importi da versare tenendo conto della riduzione della base imponibile prevista dal cuneo fiscale.
Strutture produttive estere
Nessuna deduzione spetta per i dipendenti destinati dall’impresa a strutture produttive estere: In questo caso le deduzioni vengono implicitamente assorbite nella previa esclusione dalla base imponibile di tutto il valore della produzione realizzato fuori dal territorio dello Stato; ciò a prescindere dal parametro rilevante per i diversi soggetti passivi ai fini della determinazione della quota di valore della produzione realizzata all’estero.
In merito alla deduzione dei contributi, assodato che si è in presenza di di oneri che costituiscono un costo a carico dell’impresa o dell’esercente arte e professione e, non di quelli a carico del lavoratore, viene precisato che la deduzione spetta sia per i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro in ottemperanza a disposizioni di legge, sia per i contributi versati dal datore di lavoro alle forme pensionistiche complementari, ed a casse, fondi, gestioni previste da contratti collettivi o da accordi o da regolamenti aziendali, al fine di erogare prestazioni integrative di assistenza o previdenza.
Non sono in ogni caso ammessi in deduzione i contributi corrisposti in relazione al personale dipendente impiegato all’estero.
La deduzione dei contributi non spetta ai soggetti che determinano la base imponibile con il metodo retributivo, per i quali i contributi sono esclusi da tassazione per il loro intero ammontare.
Per gli enti non commerciali che, oltre a svolgere attività istituzionale esercitano anche attività commerciale, la deduzione spetta esclusivamente per tale attività commerciale e in caso di dipendenti impiegati promiscuamente sia nell’attività istituzionale sia nell’attività commerciale, la suddetta misura spetta in misura proporzionalmente corrispondente al rapporto tra i ricavi e proventi derivanti dall’attività commerciale e l’ammontare complessivo dei ricavi e proventi conseguiti.
Riguardo l’ambito soggettivo rientrano tutti i soggetti (imprenditori, enti, società, ecc.), mentre ne restano escluse solo le amministrazioni pubbliche.
Amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende e le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al D.Lgs. n. 300/1999.
Sono pure escluse le amministrazioni della Camera dei Deputati, del Senato, della Corte costituzionale, della Presidenza della Repubblica e gli organi legislativi delle regioni a statuto speciale.
Sono, inoltre, escluse dall’ambito applicativo delle nuove agevolazioni le imprese che svolgono attività “regolamentata” (cc.dd. “public utilities”).
Decorrenza delle nuove deduzioni e determinazione dell’importo spettante
Per il primo periodo d’imposta i commi 267 e 268 della legge Finanziaria 2007 stabiliscono che le nuove deduzioni spettano nella misura del 50% a decorrere dal mese di febbraio 2007 e in misura integrale a partire dal mese di luglio, con conseguente ragguaglio ad anno sia della deduzione base sia di quella maggiorata.
Pertanto, il periodo d’imposta in corso al 1.2.2007 costituisce l’esercizio a partire dal quale le nuove disposizioni sono applicabili.
Per conseguenza, i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare possono usufruire delle nuove agevolazioni a decorrere dal 2007, mentre i contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare possono farlo per la prima volta con il periodo d’imposta in corso al 1.2.2007.
Limite massimo di deducibilità e criterio di alternatività
Per ciascun dipendente l’ammontare delle deduzioni ammesse non può comunque eccedere il limite massimo rappresentato dalla retribuzione e dagli altri oneri e spese a carico del datore di lavoro.
Quindi, il costo del lavoro rappresenta il limite massimo delle deduzioni usufruibili, per cui nell’ipotesi in cui tale limite venga superato, l’importo delle deduzioni complessivamente ammesse (qualunque sia la tipologia di deduzione) può essere riconosciuto fino a concorrenza del costo del lavoro sostenuto.
Ai fini del calcolo del tetto massimo stabilito in relazione alla fruizione delle deduzioni dalla base imponibile IRAP, non si tiene conto delle maggiorazioni della deduzione per incrementi occupazionali previste per i territori svantaggiati e per le lavoratrici svantaggiate.
In sostanza, il criterio dell’alternatività vieta di cumulare per lo stesso dipendente le nuove deduzioni con quelle già previste dalla disciplina dell’IRAP (con la sola eccezione di quella relativa ai contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro), senza per questo impedire scelte differenziate per ciascuno dei dipendenti.
La Legge Finanziaria ha disposto che, ai fini della determinazione dell’acconto IRAP relativo al periodo d’imposta in corso al 1.2.2007, si possa assumere come imposta del periodo precedente la minore imposta che si sarebbe determinata applicando in tale periodo le neo disposizioni.
Ciò riguarda esclusivamente i soggetti che determinano l’acconto con il cosiddetto metodo storico, poiché in caso di calcolo con il cd. metodo previsionale, i contribuenti possono, comunque, tenere conto delle nuove deduzioni.
La rideterminazione della base imponibile relativa al periodo d’imposta precedente a quello in cui per la prima volta si applicano le misure relative al cuneo rappresenta una facoltà e non un obbligo per il contribuente.
Pertanto, solo sulla base di un giudizio di convenienza, si può determinare l’imposta “virtuale” relativa all’anno precedente.
Non occorre effettuare il ricalcolo dell’acconto per coloro che scelgono di usfruire per l’anno d’imposta in corso alla data del 1.2.2007, delle deduzioni già previste dalla disciplina dell’IRAP non cumulabili con le nuove misure.
La rideterminazione dell’acconto va effettuata rettificando quanto dovuto su base storica.
A tal fine necessita:
– Prendere a riferimento la base imponibile del 2006;
– modificarla per tener conto delle disposizioni sul cuneo con le limitazioni di seguito indicate;
– calcolare un’imposta dovuta “virtuale”;
– prendere a base del calcolo dell’acconto dovuto l’imposta “virtuale”;
Il dato storico, inteso come base di calcolo degli acconti, deve essere rideterminato considerando le nuove misure virtualmente applicabili a partire dall’anno 2006 e con le stesse limitazioni stabilite per l’anno 2007.
I lavoratori da prendere in considerazione sono quelli esistenti nel periodo di imposta precedente a quello per il quale si effettua la rideterminazione dell’acconto (2006 per i contribuenti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare).
– E’ possibile attribuire la deduzione ad un dipendente in organico nel 2006 ma non nel 2007;
– non é possibile attribuire la deduzione ad un dipendente in organico nel 2007 ma non nel 2006.
In ogni caso, la base imponibile storica deve essere depurata delle deduzioni alternative, attribuite nel 2006 ai lavoratori per i quali vengono applicate nuove deduzioni previste dal cuneo fiscale.
Il dato storico, su cui calcolare l’acconto per il primo periodo applicazione delle nuove misure, deve tener conto sia delle limitazioni temporali (febbraio-dicembre), sia delle limitazioni quantitative (50% febbraio a giugno).
Inoltre, da tale dato vanno stornate le deduzioni effettivamente applicate nel periodo d’imposta di riferimento che risultano incompatibili con le nuove.
Coloro che, in sede di primo acconto avessero effettuato il calcolo senza tenere conto delle nuove disposizioni relative al cuneo fiscale, possono comunque usufruire delle nuove deduzioni in sede di versamento del secondo acconto, che può essere determinato tenendo conto di quanto versato in più in occasione del primo acconto.
(Circolare Agenzia delle Entrate n. 61/E del 19.11.2007)
3) Notifica degli atti: Presupposti di validità della consegna a “persona di famiglia” presso il domicilio del contribuente
Si presume che il destinatario sia venuto a conoscenza dell’atto tributario, se la consegna viene effettuata, presso la casa di abitazione del contribuente, ai familiari, ad esempio alla suocera, la cui convivenza non occasionale si deduce dalla presenza nel luogo della avvenuta notifica (salvo prova contraria).
(Corte di Cassazione, Sentenza, Sez. Trib., n. 23465 del 12.11.2007)
4) Modelli di dichiarazione 2008: Disponibile anche la bozza del modello 770 Ordinario
Nella certificazione unica per i lavoratori dipendenti (Cud), è stata introdotta una nuova sezione per il bonus incapienti.
Sono adesso disponibili sul sito www.agenziaentrate.it le tre bozze dei modelli 770/Ordinario, 770/Semplificato e Cud, con relative istruzioni, relativi al 2007.
La trasmissione telematica delle dichiarazioni dei sostituti d’imposta dovrà essere effettuata entro il 31.3.2008, mentre datori di lavoro ed enti pensionistici dovranno consegnare il Cud agli interessati entro il 28.2.2008.
Tra le novità, è ritornato nel 770 il quadro SS riassuntivo delle ritenute operate, mentre nel Cud viene prevista un’apposita sezione per l’indicazione del “sostegno a favore dei contribuenti a basso reddito”.
5) Manovra finanziaria 2008: il nuovo regime fiscale per i contribuenti minimi e marginali dal 1.1.2008 abolisce tutti gli attuali regimi contabili ?
Il Disegno di Legge per la Finanziaria 2008, approvato al Senato il 15.11.2007 (e adesso all’esame della Camera) tra le tante novità, introduce, con l’art. 4, anche un nuovo regime per i contribuenti minimi e marginali dal 1.1.2008, che assorbe quasi tutti quelli attualmente esistenti, infatti, il co. 20 di tale articolo và ad abrogare sia il cd. regime dei contribuenti in franchigia IVA (art. 32-bis del D.P.R. n. 633/1972), sia il regime fiscale delle attività marginali (art. 14 della Legge 23.12.2000, n. 388, cioè il regime, condizionato dai limiti di studi di settore, che prevede l’imposta sostitutiva Irpef del 15% sul reddito d’impresa o di lavoro autonomo), sia il cd. regime contabile super-semplificato (art. 3, commi da 165 a 170, della legge 23.12.1996, n. 662), mentre come si ricorderà l’ex regime forfetario era già stato abolito in precedenza.
Ma poiché non viene soppresso anche l’art. 13 della Legge n. 388/2000, tale circostanza potrebbe fare ritenere che rimanga, invece, in vita il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (cioè quel regime che prevede l’imposta sostitutiva Irpef del 10% per i primi tre anni di attività sul reddito d’impresa o di lavoro autonomo), comunque, si ricorda, che il suddetto D.D.L. potrebbe ancora subire modifiche, prima di essere approvato definitivamente.
Peraltro, viene stabilito che i contribuenti che hanno esercitato l’opzione triennale per il regime dei contribuenti in franchigia IVA, se lo preferiscono, si possono subito avvalere nuovo regime per i contribuenti minimi e marginali, per il periodo d’imposta 2008, anche se non sia ancora passato il periodo minimo di permanenza nel regime.
In tal caso la revoca del precedente regime andrà comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare dopo la scelta operata, ma occorre procedere alla rettifica della detrazione Iva (art. 19-bis2, D.P.R. n. 633/1972).
Inoltre, il successivo co. 21, dispone che il nuovo regime si applica a decorrere dal 1.1.2008. Tuttavia, il calcolo dell’acconto dell’Irpef dovuto per l’anno in cui avviene il passaggio al regime previsto per i contribuenti minimi, non deve tenere conto di ciò.
Nuovo regime dei contribuenti minimi: Opzione per l’applicazione del regime ordinario IVA
Il nuovo regime dei contribuenti minimi sarà di tipo naturale, per cui coloro che rientrano nel regime dei contribuenti minimi avranno la possibilità di optare per l’applicazione dell’IVA e delle imposte sul reddito nei modi ordinari.
L’opzione, valida per almeno un triennio, andrà comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.
Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime normale, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata, per cui non vi è in seguito la necessita di rinnovare l’opzione.
Tuttavia, l’opzione esercitata per il periodo d’imposta 2008 potrà essere revocata con effetto dal successivo periodo d’imposta; la revoca andrà comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.
In sostanza, si consente ai contribuenti di potere ritornare indietro (per la scelta non opportunamente fatta), qualora per il periodo d’imposta 2008 (a consuntivo nel 2009) ci si rende conto che sarebbe convenuto rimanere nel neo regime, anziché optare per il regime ordinario.
Soggetti a cui è rivolto Gli esclusi
Il regime dei “contribuenti minimi e marginali” è riservato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni che, nell’anno precedente, hanno realizzato ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a € 30.000,00 non hanno effettuato cessioni all’esportazioni non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori, anche a progetto o a programma di lavoro e che, nel triennio precedente, non hanno effettuato acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto o di locazione, per un importo superiore a € 15.000,00.
Vengono escluse, dal nuovo regime, tutte le società, sia personali che di capitali, nonché le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali Iva (ad esempio, i produttori agricoli, gli editori)
Come accedere al regime → Come uscire dal regime
Mediante la comunicazione nella dichiarazione di inizio attività.
Per i soggetti già in attività il regime sarà naturale
I contribuenti già in attività che, pur trovandosi nelle condizioni per essere considerati “minimi”, decidono di adottare il regime ordinario, esprimono la scelta nella dichiarazione annuale (per il 2008, nel Modello Unico 2009)
Effetti IVA:
Ai fini dell’I.V.A., i contribuenti minimi:
non versano l’imposta, tranne che per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni per le quali risultano debitori dell’Iva; in questi casi, integrano la fattura indicando l’aliquota e l’imposta e la versano entro il 16 del mese successivo a quello dell’operazione
Per potere continuare a detrarre l’I.V.A. sugli acquisti di beni e servizi occorre fare la scelta per il regime ordinario, mediante l’opzione suddetta
I soggetti minimi non possono addebitare l’Iva a titolo di rivalsa ai propri clienti.
Per i soggetti minimi non viene più previsto il diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto pagata ai fornitori.
Nel passaggio di regime IVA (da ordinario a “minimo”) occorre operare la rettifica della detrazione e versare la somma che risulta dovuta, in un’unica soluzione o in cinque rate annuali di pari importo senza interessi.
Nell’ultima dichiarazione di applicazione dell’IVA “ordinaria”, necessita considerare anche La eventuale IVA sulle operazioni per le quali non si è ancora verificata l’esigibilità.
Effetti ai fini delle imposte dirette:
UNICA IMPOSIZIONE FISCALE
Vantaggi di minore tassazione
Ai fini delle imposte sui redditi, si paga solo un’imposta sostitutiva dell’I.R.P.E.F. e delle relative addizionali, con l’aliquota del 20% sul reddito, che é costituito dalla differenza tra i ricavi (o compensi) percepiti nell’anno e le spese sostenute nello stesso periodo, tenendo conto anche delle eventuali plusvalenze/minusvalenze dei beni relativi all’attività e della deducibilità dei contributi previdenziali obbligatori.
I contribuenti minimi non si considerano soggetti passivi I.R.A.P. e sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore.
Non viene previsto l’obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili; occorre soltanto conservare i documenti ricevuti e quelli emessi.
Fuoriuscita dal regime dei minimi e possibili conseguenze negative per il contribuente minimo
Se i presupposti, o il presupposto (infatti, ne basta solo uno), per l’applicazione del regime dei minimi vengono meno, si fuoriesce da tale regime partire dall’anno successivo.
Se, invece, il limite di € 30.000,00 viene superato per oltre il 50%, si rientra immediatamente nel regime IVA ordinario ed occorre procedere a versare l’Iva relativa a tutte le operazioni imponibili effettuate nell’anno, quando però il contribuente non ha potuto, precedentemente, riscuotere l’IVA dal proprio cliente, perdendone il diritto di rivalsa (ciò appare una anomalia del sistema).
Ulteriore aspetto sanzionatorio
Regimi attuali che vengono soppressi
In merito ad accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso, viene previsto che, ove compatibili, si applicano le ordinarie norme in materia di imposte dirette, Iva e Irap.
Infine, l’ipotesi di infedele indicazione dei dati attestanti i requisiti e le condizioni di accesso al regime semplificato, le sanzioni contenute nel D.Lgs. 471/1997 vengono incrementate del 10% se il maggiore reddito accertato supera del 10% quello dichiarato.