Source: https://www.ambientediritto.it/giurisprudenza/corte-di-cassazione-civile-sez-6-21-06-2019-ordinanza-n-16684/
Timestamp: 2020-05-25 10:46:52+00:00
Document Index: 17230248

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 36', 'art. 132', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1']

CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, Sez. 6^ 21/06/2019, Ordinanza n.16684 – AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto urbanistico - edilizia, Espropriazione, Pubblica amministrazione Numero: 16684 | Data di udienza: 13 Marzo 2019
Numero: 16684
Estensore: CASTORINA
DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Imposta comunale sugli immobili (ICI) – Idoneità del bene a produrre reddito o incrementare il valore o il reddito prodotto – Necessità – Esclusione – Area edificabile soggetta ad un vincolo urbanistico – ESPROPRIAZIONE – Esenzione dall’imposta – Esclusione – Giurisprudenza – Art. 1 d.lgs. n. 504/1992.
In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l’art. 1 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, in nessun modo ricollega il presupposto dell’imposta all’idoneità del bene a produrre reddito o alla sua attitudine ad incrementare il proprio valore o il reddito prodotto, assumendo rilievo il valore dell’immobile, ai sensi del successivo art. 5, ai soli fini della determinazione della base imponibile – e quindi della concreta misura dell’imposta -, con la conseguenza che deve escludersi che un’area edificabile soggetta ad un vincolo urbanistico che la destini all’espropriazione sia per ciò esente dall’imposta (Cass. 2392/2019; Cass. n. 12272/2017).
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Unità immobiliare – Iscrizione nel catasto dei fabbricati – Effetti – Assoggettamento all’imposta – Presupposti per la riduzione l’imposta del 50%.
L’iscrizione nel catasto edilizio dell’"unità immobiliare", costituisce di per sè presupposto sufficiente perché l’unità sia considerata "fabbricato" e, di conseguenza, assoggettata all’imposta prevista per tale specie di immobile (Cass. 3436/2019). Pertanto, l’irrilevanza, ai fini dell’assoggettamento all’imposta, della idoneità dell’immobile a produrre reddito (e, di conseguenza, del rilascio del certificato di abitabilità): l’art. 8, comma 1, infatti, nell’incipit consente soltanto di ridurre l’imposta del 50%, ma non di escludere dall’imposta un fabbricato inagibile od inabitabile (sempre che di fatto non sia utilizzato). Da ciò si evince l’assoggettamento, comunque, all’imposta di fabbricati presumibilmente non idonei a produrre reddito.
COMUNE di SALERNO, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA B. TORTOLINI 30, presso lo studio dell’avvocato A.PLACIDI, rappresentato e difeso dagli avvocati ANNA ATTANASIO, CARMINE GRUOSSO;
SVILUPPO IMMOBILIARE SANTA TERESA SRL, in persona dell’amministratore e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ETTORE FRANCESCHINI N.61/63, presso lo studio dell’avvocato MARIO BAIOCCHI, rappresentata e difesa dall’avvocato SEBASTIANO CIVITA;
avverso la sentenza n. 3341/2/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE della CAMPANIA SEZIONE DISTACCATA di SALERNO, depositata l’11/04/2017;
La CTR della Campania con sentenza n. 3341/2/2017, depositata il 11.4.2017 rigettava l’appello proposto dal Comune di Salerno nei confronti di Sviluppo Immobiliare Santa Teresa (Sist) s.r.l. avverso la pronuncia di primo grado della CTP di Salerno che aveva parzialmente accolto il ricorso della contribuente e applicato l’ICI su una residua superficie edificabile sul presupposto che dal 2008 l’immobile non era stato più in esercizio come albergo e doveva essere demolito.
1. Con il primo motivo il Comune di Salerno deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 111, dell’art. 36 e 61 del dlgs 546/1992, dell’art. 132 n. 4 c.p..c in relazione all’art. 360 n. 4 c.p.c. per essere la motivazione della sentenza solo apparente.
2. Con il secondo motivo il Comune di Salerno deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 1 comme 2, dell’art. 2 comma 1 e dell’art. 7 del dlgs n.504/1992 in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.. lamentando che erroneamente la CTR non aveva tenuto conto che presupposto dell’imposta ICI è il possesso di fabbricato e che l’albergo era esistente e regolarmente catastato.
Sulla questione questa Corte si è più volte pronunciata (Cass. sez. 5, 17/5/2017, n. 12272, Rv. 644137 — 02; Cass., sez. 5, 26/02/2010, n. 4753, Rv. 611757 — 01; Cass., sez. 6 n. 04/10/2004, n. 19750, Rv. 577494 – 01) affermando il principio, cui il collegio intende dare continuità, secondo il quale: «In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l’art. 1 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, in nessun modo ricollega il presupposto dell’imposta all’idoneità del bene a produrre reddito o alla sua attitudine ad incrementare il proprio valore o il reddito prodotto, assumendo rilievo il valore dell’immobile, ai sensi del successivo art. 5, ai soli fini della determinazione della base imponibile – e quindi della concreta misura dell’imposta -, con la conseguenza che deve escludersi che un’area edificabile soggetta ad un vincolo urbanistico che la destini all’espropriazione sia per ciò esente dall’imposta (da Ultimo Cass. 2392/2019).
Anche l’interpretazione letterale e sistematica della norma depone in tal senso. Il d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, istitutivo dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) dispone, per quanto qui rileva : – all’art. 1, comma 2, che "presupposto dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa"; – all’art. 2, comma 1, lett. a), che "ai fini dell’imposta di cui all’art. 1 […] per fabbricato si intende l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all’imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, Ric. 2017 n. 27917sez. MT – ud. 13.3.2019 dalla data in cui è comunque utilizzato"; – all’art. 8, comma 1, che: (a) "l’imposta è ridotta del 50% per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni" (precisando che "l’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione" e che "in alternativa il contribuente ha facoltà di presentare dichiarazione sostitutiva ai sensi della L. 4 gennaio 1968, n. 15, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente").
Dall’analisi delle norme richiamate si desume, in primo luogo, l’irrilevanza, ai fini dell’assoggettamento all’imposta, della idoneità dell’immobile a produrre reddito (e, di conseguenza, del rilascio del certificato di abitabilità): l’art. 8, comma 1, infatti, nell’incipit consente soltanto di ridurre l’imposta del 50%, ma non di escludere dall’imposta un fabbricato inagibile od inabitabile (sempre che di fatto non sia utilizzato). Da ciò si evince l’assoggettamento, comunque, all’imposta di fabbricati presumibilmente non idonei a produrre reddito. In secondo luogo, dalla struttura dell’art. 2, comma 1, poi, deriva che, "ai fini dell’imposta di cui all’art. 1", per "fabbricato" deve intendersi ogni "unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano" (poi catasto dei fabbricati).
L’iscrizione nel catasto edilizio dell’"unità immobiliare", quindi, costituisce di per sè presupposto sufficiente perché l’unità sia considerata "fabbricato" e, di conseguenza, assoggettata all’imposta prevista per tale specie di immobile (Cass. 3436/2019).