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Timestamp: 2020-02-24 12:31:38+00:00
Document Index: 163927021

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 6', 'art.4', 'art. 2', 'art. 2']

10 | Luglio | 2013 | Edscuola
Archivi giornalieri: mercoledì 10 Luglio 2013
mercoledì 10 Luglio 2013 Edscuola
Disabilità a scuola: l’inclusione secondo il piano dell’Osservatorio nazionale
Nel Programma d’azione, analisi, obiettivi e azioni per contrastare la dispersione scolastica degli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali e garantire agli adulti l’accesso ai percorsi di formazione permanente e professionale
ROMA – Sostenere i percorsi di inclusione scolastica degli alunni con Bisogni educativi speciali e la formazione continua: sono questi i principali obiettivi indicati dall’Osservatorio nazionale nel Programma d’azione sulla disabilità, precisamente nella quinta linea d’intervento, dedicata a “Processi formativi ed inclusione scolastica”. A fronte di una legislazione avanzata in materia di integrazione scolastica, infatti, si registra tuttavia ancora, in Italia, un elevato tasso di abbandono scolastico da parte degli alunni con disabilità, che l’Osservatorio si propone di contrastare. Le azioni proposte riguardano due grandi ambiti: il percorso formativo scolastico e l’istruzione per gli adulti.
Istruzione scolastica. Introdurre nella legislazione corrente il concetto di “accomodamento ragionevole” (Accordo di Programma), già previsto nella Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità; ottimizzare i percorsi di formazione obbligatoria iniziale e in servizio prevista per gli insegnanti, sia curricolari che di sostegno, “sulle strategie educative appropriate a favorire l’apprendimento per gli alunni con disabilità e necessità educative speciali”; garantire la continuità didattica, cioè la permanenza dello stesso docente di sostegno accanto all’alunno per tutto il ciclo scolastico: sono alcune delle azioni suggerite dall’Osservatorio al governo. Si chiede poi di rendere accessibili gli istituti scolastici attraverso il progressivo abbattimento delle barriere architettoniche.
Istruzione per gli adulti. L’accesso ai percorsi di “educazione integrata permanente” e professionali da parte di adulti con disabilità sono attualmente soggetti alla “discrezionalità regionale”, mancando sia standard nazionali sia meccanismi di monitoraggio. Occorre quindi “garantire un sostegno quantitativamente e qualitativamente adeguato alle necessità educative individuali degli adulti con disabilità nei Ctp (Centri territoriali permanenti), nei corsi serali nei centri di formazione professionale, nei tirocini lavorativi e nei servizi socio-sanitari”.ì, definendo a livello nazionale gli standard relativi a tali percorsi. L’accesso alla formazione permanente dovrebbe essere inserito, secondo l’Osservatorio, tra i livelli essenziali di assistenza.
Altre questioni “calde”. Il programma non contiene alcun riferimento diretto ai “numeri dell’inclusione scolastica”: quanti siano cioè gli alunni con disabilità, quanti i docenti di sostegno e, in particolare, quale sia il rapporto numerico tra gli uni e gli altri. Così come non si fa alcun accenno alla questione del numero delle ore di sostegno assegnate, ridotte negli ultimi anni a causa dei tagli economici, né al problema delle certificazioni e del loro aggiornamento, che sta destando preoccupazione tra gli insegnanti e le famiglie. Tutte questioni che l’Osservatorio non ha mancato di sollevare in diverse occasioni e che molto probabilmente saranno discusse nel gruppo di lavoro dedicato, durante la Conferenza nazionale di Bologna. (cl)
Lavoro e disabilità: la “fotografia” e le proposte dell’Osservatorio
“Scopertura” dei posti riservati, nessun dato sui disoccupati disabili e legislazione inadeguata: l’analisi della situazione nel Programma di azione di cui si occuperà la Conferenza di Bologna. Tra le idee, un nuovo “livello essenziale di servizio”
ROMA – E’ di oggi la sentenza della Corte europea che condanna l’Italia per non aver adottato tutte le misure necessarie per garantire un adeguato inserimento professionale dei disabili nel mondo del lavoro e la invita a porre rimedio a questa situazione al più presto. Della questione si occupa ampiamente il Programma di azione per la disabilità, approvato dall’Osservatorio nazionale, che sarà oggetto dell’ormai imminente Conferenza di Bologna, in programma per il 12 e 13 luglio. Pur non contenendo alcun riferimento esplicito alla procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea, l’Osservatorio apre il secondo capitolo del documento (“Lavoro e occupazione”) proprio con la rilevazione dell’inadeguatezza del sistema di inclusione lavorativa delle persone con disabilità nel nostro Paese.
Criticità e obiettivi. Non si conosce il numero dei disoccupati con disabilità, ma si sa che i posti di lavoro a questi riservati restano in parte (21%) inoccupati. E’ questa una delle principali incongruenze nell’applicazione della legge (n. 68/99) che norma l’inserimento lavorativo delle persone disabili. I principali dati sul fenomeno sono contenuti nella VI Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge (anno 2011). Obiettivo principale è quindi “aggiornare la legislazione in vigore e renderla più efficace nell’offrire occasioni di lavoro, in particolare attraverso un miglior funzionamento del collocamento mirato di cui alla legge 68/99”. C’è poi l’esigenza di migliorare il sistema di raccolta dei dati, attraverso l’integrazione delle fonti amministrative e statistiche e la rilevazione sistematica e periodica dei dati sulla situazione occupazionale delle persone con disabilità, comprese quelle con disabilità intellettiva.
Azioni legislative. “Rifinanziare il fondo nazionale per la legge 68/99, oggi sostanzialmente azzerato”, prevedere nuove “competenze per il collocamento mirato in modo da seguire i lavoratori con disabilità durante tutto il percorso lavorativo”, elaborare una “legislazione ad hoc” per il lavoratori colpiti da “malattie ingravescenti/croniche progressive”, prevedere modalità come il part-time e il telelavoro per le persone con disabilità: sono alcune delle proposte di carattere legislativo contenute nel Programma
Politiche del lavoro. “Ridefinire i criteri di distribuzione regionale dei fondi disponibili per la legge 68/99”; creare in ogni provincia “équipe competenti nel sostenere in forma tecnica l’inclusione lavorativa di lavoratori con disabilità”, definendo questi come “livelli essenziali di servizio”; favorire l’occupazione delle donne con disabilità (attualmente rappresentano solo un terzo dei lavoratori disabili), anche attraverso un sistema di incentivi; sostenere le cooperative di tipo B e le forme di autoimpiego; e, ancora, istituire un “centro nazionale di informazione, consulenza e sostegno, in cui vengano raccolte le buone pratiche di inclusione lavorativa”, da porre alle dipendenze dell’Osservatorio stesso: sono alcune delle azioni previste dal Programma per migliorare le condizioni occupazionali delle persone con disabilità. Infine, si propone di “inserire l’Inail nella rete del collocamento mirato territoriale” e di prevedere,all’interno di ogni azienda di grandi dimensioni, una “unità tecnica” dedicata ai lavoratori con disabilità, dal momento che occorre “seguire il lavoratore non solo nelle fasi di avviamento al lavoro, ma in tutte le fasi del percorso lavorativo, raccordando la legge 68/99 con quella della legislazione non discriminatoria”. Infine, un ruolo fondamentale deve essere svolto dalle associazioni, “adeguatamente professionalizzate, nel campo dell’intermediazione e del tutoraggio al lavoro”. (cl)
I giudici ritengono che l’Italia non abbia recepito correttamente la direttiva sulla parità di trattamento. Nel 2011 in calo le assunzioni, sono oltre 19.600. Gli iscritti alle liste speciali poco più di 644 mila
Roma – Italia bocciata dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea. La condanna riguarda le norme sul lavoro per i disabili. In particolare i giudici ritengono che l’Italia non ha adottato tutte le misure necessarie per imporre ai datori di lavoro l’adozione di provvedimenti pratici ed efficaci a favore dell’inserimento lavorativo dei disabili. La Corte europea accusa l’Italia di essere venuta meno agli obblighi comunitari per aver recepito in maneria non adeguata quanto previsto dalla direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione.
Oltre 22.023 i disabili avviati al lavoro in Italia nel 2011. Dopo la grave flessione registrata nel biennio 2006-2008 (-34 per cento), nel corso del 2010-2011 i lavoratori disabili sono cresciuti del 18,5 per cento rispetto al 2008-2009. Gli iscritti alle liste provinciali speciali del lavoro sono poco più di 644 mila, di cui quasi 65.800 nuovi iscritti (erano 83 mila nel 2010). (Isfol, Relazione sullo stato di attuazione delle norme per il collocamento obbligatorio e mirato delle persone disabili relativo al biennio 2010-2011).
Donna quasi la metà dei disabili iscritti al collocamento. Le donne rappresentano il 48 per cento del totale degli iscritti, e raggiungono la quota di 308.142 (erano oltre 359 mila nel 2010). Dall’esame delle iscrizioni per tipologia di invalidità si osserva che sia per il biennio 2010-2011 che nel biennio precedente, prevalgono gli invalidi civili nell’ambito del numero di beneficiari che accedono agli elenchi unici. Essi ammontano a 70.138 nel 2011 (erano 75.988 nel 2010), seguono sempre per il 2011 gli invalidi del lavoro 1.778, gli invalidi per servizio 384, i non vedenti 282, i sordi 703.
Gli immigrati con disabilità. Nel 2011 risultano iscritti agli elenchi provinciali 11.600 immigrati. Un terzo di questi sono donne. Ne erano 7.073 nel 2008. La dislocazione territoriale delle iscrizioni nelle liste provinciali degli immigrati riguarda soprattutto le aree del nord ovest e del nord est dove ci sono mercati del lavoro più ricettivi. Gli avviati al lavoro nel biennio 2010-2011 ammontano a 693. Come per gli iscritti anche in questo caso un terzo degli avviati riguarda le donne.
Settore pubblico e privato. Se si prendono in considerazione i posti disponibili nei settori del pubblico e del privato si ha la seguente situazione: al 31 dicembre 2008 erano 78.200 i posti scoperti, di cui 64.866 nel settore privato e 13.334 nella pubblica amministrazione. Quasi 80 mila posti scoperti, che nel corso del 2009 sono stati occupati solamente per un quarto, con i 20.830 avviamenti al lavoro. Il maggior numero di avviamenti è avvenuto attraverso lo strumento della convenzione (49%) e gli avviamenti nominativi rappresentano il 41,9%, vanificando la quota dell’avvio numerico previsto dalla legge. (Indagine Isfol Plus 2008)
In calo le assunzioni, sono oltre 19.600 nel 2011. Le assunzioni registrate nel biennio risultano complessivamente a 20.793 nel 2010 e 19.605 nel 2011. In entrambe le annualità la prevalenza in termini assoluti dei rapporti di lavoro a tempo determinato è netta nelle ripartizioni settentrionali, mentre al centro e nel sud continuano a prevalere gli avviamenti a tempo indeterminato. Per la prima volta, nel 2009 i rapporti di lavoro a tempo indeterminato scendono sotto il 50% e si attestano al 47,5%. Erano il 54,6% nel 2008. Aumentano d’altro canto i contratti a tempo determinato (erano il 41,6% nel 2008, salgono fino al 48,5% nel 2009).
Sono 22.023 le persone con disabilità avviate al lavoro registrate a fine biennio 2010-2011, secondo il report curato dall’Isfol, della “Sesta Relazione sullo stato di attuazione delle norme per il collocamento obbligatorio e mirato delle persone disabili (Legge 68/99)” relativo agli anni 2010-2011.
In generale, i disabili avviati al lavoro nel corso del 2010-2011 mostrano una ripresa del 18,5% rispetto al biennio 2008-2009; rispetto alla grave flessione registrata nel biennio 2006-2008 che si attestava al 34%: gli avviati al lavoro erano 31.535 nel 2007 e solo 22.023 nel 2011.
Contemporaneamente, nel solo anno 2011 ci sono stati 65.795 nuovi iscritti alle liste speciali del collocamento obbligatorio e 83 mila nel 2010. Numeri che portano il totale dei disabili iscritti alle liste provinciali speciali del lavoro a quota 644.029 (dato riferito al 2011; nel 2010 erano 743.623).
Le donne nel 2011 rappresentano il 48% del totale degli iscritti, e raggiungono la quota di 308.142 (erano oltre 359 mila nel 2010).
Dall’esame delle iscrizioni per tipologia di invalidità si osserva che sia per il biennio 2010-2011 che nel biennio precedente, prevalgono gli invalidi civili nell’ambito del numero di beneficiari che accedono agli elenchi unici. Essi ammontano a 70.138 nel 2011 (erano 75.988 nel 2010), seguono sempre per il 2011 gli invalidi del lavoro 1.778, gli invalidi per servizio 384, i non vedenti 282, i sordi 703.
(I dati che seguono si riferiscono all’indagine Isfol Plus 2008) – Se si prendono in considerazione i posti disponibili nei settori del pubblico e del privato si ha la seguente situazione: al 31 dicembre 2008 erano 78.200 i posti scoperti, di cui 64.866 nel settore privato e 13.334 nella pubblica amministrazione. Quasi 80 mila posti scoperti, che nel corso del 2009 sono stati occupati solamente per un quarto, con i 20.830 avviamenti al lavoro. Il maggior numero di avviamenti è avvenuto attraverso lo strumento della convenzione (49%) e gli avviamenti nominativi rappresentano il 41,9%, vanificando la quota dell’avvio numerico previsto dalla legge.
Le assunzioni registrate nel biennio risultano complessivamente a 20.793 nel 2010 e 19.605 nel 2011. In entrambe le annualità la prevalenza in termini assoluti dei rapporti di lavoro a tempo determinato è netta nelle ripartizioni settentrionali, mentre al centro e nel sud continuano a prevalere gli avviamenti a tempo indeterminato. Per la prima volta, nel 2009 i rapporti di lavoro a tempo indeterminato scendono sotto il 50% e si attestano al 47,5%. Erano il 54,6% nel 2008. Aumentano d’altro canto i contratti a tempo determinato (erano il 41,6% nel 2008, salgono fino al 48,5% nel 2009).
Per collocamento mirato dei disabili si intende tutta quella serie di strumenti (tecnici e non) che permettono un’adeguata valutazione della capacità lavorativa delle persone con disabilità. Comprende l’analisi dei posti di lavoro, le forme di sostegno da attivare, siano esse di eliminazione di barriere architettoniche che di relazione. Hanno diritto al collocamente mirato tutti i disabili con percentuale di invalidità uguale o superiore al 46%. I servizi offerti sono:
adempimenti amministrativi (ad esempio iscrizioni, rilascio di certificati, ecc.)
sportello informativo sulla legge 68/1999
consulenza e orientamento agli iscritti e alle aziende per facilitare l’incontro tra le diverse esigenze
l’inserimento mirato per favorire l’incontro domanda/offerta.
Il collocamento obbligatorio. La legge n. 68/1999 stabilisce che tutti i datori di lavoro che collochino più di 15 dipendenti siano obbligati a riservare una quota delle proprie assunzioni a soggetti disabili, con percentuale di invalidità uguale o superiore al 46%. Questa “quota di riserva” deve essere comunicata annualmente ai servizi per l’impiego ai fini del collocamento mirato.
L’effetto dei pesanti tagli passa quasi inosservato
Esuberi e soprannumerari raggiungono 7056 unità, un dramma legato ai tagli degli organici dei docenti, e dopo la pubblicazione dei movimenti, tirando le somme si comprendere quali siano gli effetti, dovuti principalmente a due fattori: il riordino di Gelmini e la riforma Fornero
Si calcola che solo nelle scuole secondarie di secondo grado ci sono oltre settemila esuberi, per la precisione si tratta di 7056 docenti che, dopo la mobilità per l’anno scolastico 2013-2014, non avranno più una cattedra di titolarità e andranno potenzialmente a fare parte della Dotazione organica provinciale. Da un’interessante elaborazione fatta dalla Flc Cgil si ricava che nella scuola secondaria di secondo grado ci sono 6919 posti curriculari vacanti per un numero di esuberi pari 6991, mentre a fronte di 481 posti disponibili sul sostegno ci sono 65 esuberi. Visto il gran numero di personale in esubero sarebbe opportuno utilizzare prioritariamente questa forza lavoro, nelle proprie scuole per il potenziamento, l’ampliamento del tempo scuola e della qualità dell’offerta formativa. Questo significherebbe dare un segnale serio e convinto per chi come lo stesso ministro , Maria Chiara Carrozza, si dichiara favorevole al superamento del passaggio da organico di diritto a organico di fatto, sperimentando l’organico funzionale. La cosa incredibile è che questi grandi numeri di esuberi , consolidati anche per il prossimo anno scolastico, passano inosservati, quasi ci dovessimo abituare alla prassi di sostenere un sistema che vede migliaia e migliaia di docenti senza cattedra, sistemati su altre classi di concorso o sul sostegno. In questi casi andrebbe garantita la piena applicazione della norma che prevede la possibilità di collocamento a riposo con i requisiti pre-riforma Fornero, per coloro che appartengono a classi di concorso in esubero. Comunque al netto di questi ingenti esuberi, rimangono disponibili 15mila cattedre, quota che può consentire le immissioni in ruolo già annunciate dallo stesso ministro dell’Istruzione.
Scuola dell’obbligo. Come funziona in Europa?
In Inghilterra l’obbligo va dai 5 ai 16 anni come pure in Francia e in Spagna. In germani ognuno dei 16 Länder stabilisce il percorso. Un interessante articolo della Stampa sul funzionamento della scuola dell’obbligo nelle tre nazioni europee
Il governo britannico ha pubblicato il nuovo programma per la scuola dell’obbligo che (Scozia esclusa) va dai 5 ai 16 anni . Nelle intenzioni di Downing Street il regolamento modernizzerà le lezioni per avvicinarsi al livello delle scuole di Hong Kong e Singapore e della Finlandia, considerate le migliori al mondo. Com’è strutturata la scuola dell’obbligo britannica? Alla nostra scuola elementare corrispondono i Key Stage 1 e 2, dove si studiano inglese, matematica, scienze, informatica, storia, geografia, musica, arte, religione. I Key Stage 3 e 4 corrispondono alle nostre medie più i primi due anni delle superiori. In questa fase si studia in aggiunta una lingua straniera più altre materie, alcune delle quali facoltative. In che cosa consistono i cambiamenti del nuovo programma britannico? Lo scopo è avvicinare di più la scuola al mondo produttivo con un’impronta scientifica. A 5 anni non si imparerà più a scrivere al pc ma si apprenderà il linguaggio base per creare un’applicazione. Saranno introdotte le frazioni fin dalla 1ª elementare. L’insegnamento della matematica e delle scienze (si studieranno da subito l’evoluzione e i mutamenti climatici) avrà maggior peso. Gli allievi dovranno imparare la cronologia della storia britannica. I ragazzi tra gli 11 e i 14 anni studieranno la opere di Shakespeare. Il nuovo programma dovrebbe entrare in vigore nel settembre 2014. Ma molti pensano che il governo abbia calcolato i tempi con troppo ottimismo. Come funziona invece la scuola media in Francia? Il sistema è simile a quello italiano, con la differenza che la scuola media (Collège) dura quattro anni e non tre. I ragazzi promossi alle elementari entrano a 11-12 anni ed escono a 14-15, frequentando quattro classi, dalla Sixième alla Troisième (in ordine decrescente, quindi la sesta è la prima media, la terza la «quarta media»), divise in due cicli di 2 anni: il Cycle d’observation e il Cycle d’orientation. La scelta della scuola superiore (Lycée) avviene di solito dopo il primo ciclo, quindi intorno ai 13-14 anni. La media si conclude con l’ottenimento di un Diploma nazionale. Frequentare la scuola è obbligatorio e gratuito per tutti dai 6 ai 16 anni. Quali sono le particolarità del sistema francese? La principale è la sua estrema selettività. I posti nei licei migliori sono ambiti perché danno accesso alle università o alle migliori Grands écoles. Per entrarci bisogna avere ottimi voti fin dalle medie. La selettività si riflette anche nelle bocciature. In Francia la percentuale di studenti che hanno ripetuto almeno un anno nel loro ciclo di studi è del 38%, secondo l’Ocse la più alta in tutti i Paesi occidentali.
Com’è la situazione in Germania? Nella maggior parte dei casi i ragazzi sono suddivisi in differenti tipi di superiori all’età di 10 anni. Si entra a scuola a sei e il ciclo delle elementari dura 4 anni (sei a Berlino e nel Brandeburgo). Alla primaria segue la secondaria di primo grado, articolata in quattro forme, che variano da regione a regione: nel sistema federale tedesco la scuola rientra tra le competenze dei 16 Länder. Al termine delle elementari gli insegnanti consigliano il tipo di superiore più adatto. In alcuni Länder la raccomandazione è vincolante, in altri i genitori possono decidere il tipo di superiore per i loro figli. In diversi Länder i primi due anni delle superiori sono strutturati come uno speciale biennio comune di orientamento o di prova, per rinviare fino alla fine della 6ª (12 anni compiuti) la scelta definitiva del tipo di superiore. Quali opzioni hanno qui i ragazzi dopo le elementari?
Si può scegliere tra il Gymnasium (il liceo), che dura 8 o 9 anni e prepara agli studi universitari, la Hauptschule, che è simile agli istituti professionali e varia da 5 a 6 anni, terminati i quali si può iniziare la formazione professionale nel quadro del «sistema duale», la Realschule, che dura fino a sei anni e ricorda gli istituti tecnici e la Gesamtschule, che fornisce un insegnamento comune a tutti i ragazzi. È possibile trasferirsi da un tipo di superiore a un altro, ma il passaggio da una Realschule a un Gymnasium è più raro del percorso inverso. La precoce ripartizione dei ragazzi in diverse forme di superiori e le barriere tra loro è spesso al centro di critiche. Cosa succede in Spagna dopo le elementari? Il sistema scolastico è diviso in 4 fasi: Infantil, da 0 a 6 anni (volontario e gratuito); Educación Primaria (le nostre elementari, da 6 a 12 anni, obbligatoria e gratuita); Educación Secundaria Obligatoria (da 12 a 16 anni, obbligatoria e gratuita); Bachillerato (il nostro liceo, da 16 a 18 anni, volontario e gratuito) o Formación Profesiónal (nostri istituti professionali, due anni). Alla fine delle elementari gli alunni hanno una sola opzione, la Eso. Il governo popolare sta però varando una nuova legge, che entrerà in vigore nel 2014-2015, con cui si accorcia di un anno la Eso e si allunga, sempre di uno, Bachillerato e Fp.
Bisogna sostenere degli esami per passare dalla Ep alla Eso? Non ci sono barriere, ma la riforma prevede, al 3º anno della Ep, un esame di matematica e lingua e alla fine un’altro su tutte le materie. E si accederà alla Eso solo superandolo o con l’ok del corpo insegnante.
La Gilda critica sul sistema di valutazione
Il nuovo Governo agisce in continuità col vecchio. Il testo pubblicato in G.U non presenta obiettivi e finalità sanzionatorie né un sistema di premialità: FGU-Gilda rimane quindi critica rispetto alle scelte politiche in tema di valutazione
In particolare, per la parte tecnica, la Gilda in un comunicato si dice preoccupata per il meccanismo che rischia di diventare un ulteriore aggravio di lavoro burocratico per chi insegna (compilare tante carte per giustificare il processo), togliendo tempo e spazio all´attività professionale principale degli insegnanti: cioè insegnare, appunto. E preoccupa alla FGU-Gilda degli Insegnanti il ruolo affidato all´Invalsi, le cui prerogative sono ampliate notevolmente. L´art. 3 del regolamento affidata infatti all´Invalsi i poteri di proporre i protocolli di valutazione e i programmi delle visite alle istituzioni scolastiche da parte dei costituendi “nuclei di valutazione”, di definire gli indicatori di efficacia e di efficienza per identificare le scuole in crisi e gli indicatori per la valutazione dei dirigenti e di redigere un rapporto periodico sul sistema scolastico e formativo. Inoltre, anche l´autovalutazione delle scuole dovrà seguire il quadro di riferimento predisposto dall´Invalsi (art. 6). In questo modo, valutazione esterna ed interna si uniformano, annullando ogni possibilità di confronto dialogico tra la situazioni e invadendo l´ambito della libertà d´insegnamento. Diversa e più articolata la funzione dell´ Indire che interviene a supporto dei piani di miglioramento, adottati autonomamente dalle singole scuole (art.4). La Gilda FGU rileva ancora con inquietudine che all´ Invalsi (Organo tecnico) sono stati affidati poteri inappellabili. Questa scelta non appare utile ad un effettivo miglioramento dell´ offerta formativa (es. mancano tutti gli indicatori di efficacia e efficienza, mancano i parametri sui quali si valutano le scuole), ma può preludere ad un irrigidimento e ad una conformistico adeguamento a criteri e modelli definiti da un organismo tecnico e non politico. Conseguenza che, nella Scuola di Stato come concepita dalla nostra Costituzione, potrebbe risultare assai grave.
Il sistema informatico del ministro dell’economia è in tilt
Rischiano di slittare i pagamenti delle supplenze, per gli esami e dal fondo di istituto: il ministero dell’economia in panne
La Flc-Cgil fa sapere che è bloccato dai primi di luglio il sistema SPT che consente alle scuole di inserire i dati di supplenze, esami, fis in base ai quali il ministero dell’economia effettua i pagamenti. Stanno per scadere i termini oltre i quali non sarà più possibile aggiornare gli stipendi di luglio e tutto slitterà di un mese per cui chi ha lavorato nella scuola rischia di non sapere quando riceverà il dovuto mentre le segreterie sono in panne sia per il blocco del sistema e sia per l’accumulo di lavoro. Intanto sono pure iniziati i turni di ferie e quindi il si prevede caos
Obbligo scolastico fino a 18 anni, forse ora i tempi sono maturi
Presentata una proposta di legge dall’insegnante e senatore del Pd Roberto Ruta. Nasce da un appello promosso nel 2009 dal professor Franco Labella, quando l’idea fu sottoscritta da migliaia di docenti, oltre che da diverse personalità di rilievo. Tra cui Stefano Rodotà, Alessandro Pace, Moni Ovadia. Ma il Governo Berlusconi non la prese in considerazione.
Allargare lo studio delle discipline economiche e giuridiche a tutti i bienni superiori e innalzare l’obbligo scolastico fino alla maggiore età: la doppia richiesta è contenuta in una proposta di legge presentata il 9 luglio al Senato dal senatore del Pd Roberto Ruta, che è anche insegnante, e sottoscritta da alcuni senatori dello stesso Partito democratico.
L’idea di portare a Palazzo Madama il ddl nasce da un appello promosso nel 2009 dal professor Franco Labella: in quell’occasione fu sottoscritto da migliaia di docenti della scuola e universitari, oltre che da diverse personalità di rilievo. Tra cui Stefano Rodotà, Alessandro Pace, Moni Ovadia. Ma in quell’occasione la proposta rimase inascoltata, sia dall’allora ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, sia dalla maggioranza politica di centro-destra. Ora, con un Governo dalle rappresentanze trasversali, il Partito democratico ci riprova.
“Bisogna dare agli studenti strumenti di conoscenze e di competenze idonee ad aumentare la capacità critica – ha spiegato il senatore democratico, primo firmatario del ddl – per consentirgli di avere una migliore comprensione della realtà sociale e politica odierna e metterli in condizioni di partecipare in maniera responsabile alla vita dello Stato. Il ddl riprende a pieno quella proposta – conclude Ruta – perché eliminare dal piano di studi il diritto e l’economia mi sembra una scelta del tutto non europea, soprattutto se consideriamo che lo studio di discipline giuridiche ed economiche è una costante nei piani di studio delle scuole superiori degli altri paesi dell’Ue”.
Quante possibilità vi sono che la proposta possa tramutarsi in una legge dello Stato. Come al solito, dipende dalla volontà politica. Che dovrà essere particolarmente forte. La scuola superiore italiana, infatti, è stata riformata da poco tempo: basti pensare che con l’avvio dell’a.s. 2013/14 entrerà in vigore al quarto. Con il quinto anno che conterrà anche programmi e orari del vecchio ordinamento. È difficile, quindi, che possa essere rivista facilmente. A meno che non si decida di introdurre la materia all’interno di un’altra. Come è accaduto per lo studio della Costituzione italiana.
Anche per quanto riguarda la proroga dell’obbligo scolastico fino ai 18 anni degli studenti le speranze non sono tante: anche se il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha messo tra le priorità del suo mandato quella di combattere la dispersione scolastica, un provvedimento di questo genere comporterebbe, infatti, un impegno economico non così trascurabile. E in tempi di “magra” come quello che stiamo vivendo può diventare una richiesta davvero improbabile. Ma non più impossibile.
Apprendistato professionalizzante: la regolamentazione transitoria fino al 31 dicembre 2015
In considerazione della grave crisi occupazionale che coinvolge in particolare i soggetti giovani, sono state dettate disposizioni transitorie che riguardano l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere sino al 31.12.2015 (art. 2, D.L. 28.6.2013, n. 76).
La norma prevede che, entro il 30 settembre 2013 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano adotta linee guida volte a disciplinare il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere per assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2015 dalle microimprese, piccole e medie imprese, anche in vista di una disciplina maggiormente uniforme sull’intero territorio nazionale dell’offerta formativa pubblica di cui all’articolo 4 D.Lgs. 14.9.2011, n. 167. Nell’ambito delle linee guida di cui al precedente periodo, possono in particolare essere adottate le seguenti disposizioni derogatorie del D.Lgs. 14.9.2011, n. 167: a) il piano formativo individuale di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), è obbligatorio esclusivamente in relazione alla formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche; b) la registrazione della formazione e della qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita è effettuata in un documento avente i contenuti minimi del modello di libretto formativo del cittadino; c) in caso di imprese multi localizzate, la formazione avviene nel rispetto della disciplina della regione ove l’impresa ha la propria sede legale. In caso di mancata regolamentazione, entro il 30 settembre 2013 da parte della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, per tutte le assunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, effettuate dal 28.6.2013 e fino al 31 dicembre 2015, trovano diretta applicazione le previsioni di cui alle lettere a), b) e c) di cui sopra. Resta ferma la possibilità di una diversa disciplina in seguito all’adozione delle linee guida o in seguito all’adozione di disposizioni di specie da parte delle singole regioni (art. 2, co. 1 – 3, D.L. 28.6.2013, n. 76).
Lecce: 100 e lode con standing ovation
”Mai visto un 100 e lode così”.I commissari che hanno seguito gli esami di maturità nell’istituto ‘Galilei – Costa’ di Lecce hanno voluto comunicare di persona, tra applausi e commozione, in una cerimonia pubblica il loro compiacimento per il risultato ‘eccezionale’ di uno studente altrettanto eccezionale.
E così, a conclusione degli scrutini e a risultati già pubblicati, hanno riconvocato a scuola Vincenzo Rubano, studente salentino non vedente che già in passato si era fatto notare per le sue qualità: al terzo anno aveva condotto con successo una battaglia personale contro le inaccessibilità ai non vendenti di siti web e di alcuni software creando ed implementando il sito di denuncia ‘Ti tengo d’occhio’. Al quarto anno ha poi concepito il sistema ‘V4B – Video4Blind’ per rendere ‘visibili’ ai ciechi i video su Youtube, e appena due mesi fa è stato invitato a partecipare al DrupalCon di Portland negli Usa dove ha ricevuto una proposta di una borsa di studio di sei mesi in America.
Vincenzo ha continuato a stupire anche agli esami di maturità e la commissione ha voluto comunicargli di persona il risultato raggiunto: 100 e lode con plauso.
Agli scritti (italiano, informatica e terza prova) Vincenzo ha ottenuto 45/45, ma è all’esame orale che ha letteralmente sbalordito tanto che a conclusione della prova la commissione presieduta dal professore Maurizio Scardia si è alzata in piedi e commossa ha iniziato ad applaudire seguita da coloro che assistevano all’esame: i compagni di Vincenzo, parenti, altri docenti e personale della scuola. Unica un po’ interdetta, che non ha ben compreso cosa stesse accadendo è stata Marisol, il cane guida di Vincenzo.
Idonei al concorsone, ma non vincitori di concorso. Che fare?
L’Anief propone la strada del ricorso
L’Anief ha diffuso una nota in cui invita una nuova categoria a partecipare alla propria attività di ricorsi per vedere riconosciuti diritti: gli idonei (ma non vincitori) del concorso per docenti del 2012, per molte classi di concorso e regioni ancora in corso. Le azioni che l’organizzazione sindacale vorrebbe promuovere sono “per la creazione di una graduatoria di merito cui attingere per il 50% delle immissioni in ruolo nei prossimi tre anni e per la possibilità di optare per il punteggio ottenuto al concorso precedente se più favorevole”.
Il battagliero sindacato guidato da Marco Giordano ricorda puntigliosamente i propri ricorsi presentati in occasione di questa prova selettiva concorsuale, che sono stati davvero tanti, “contro le esclusioni di intere categorie di candidati, la soglia di 35/50 alle preselezioni, l’obbligo della prova di inglese alla primaria e la valutazione separata della prova di laboratorio”.
L’idea che chi risulti idoneo a un concorso docenti come questo (che – non fosse anche per il solo utilizzo delle prove preselettive e per i dati numerici sulle scremature avvenute – ha avuto un grado di difficoltà non paragonabile agli altri concorsi e selezioni precedenti per l’accesso all’insegnamento) possa avere un percorso preferenziale per la cattedra, può avere anche un suo fondamento deontologico (prima ancora che giuridico). Specie se si raffronta la situazione di questi con chi ottiene la cattedra, concorsi e selezioni non avendone mai superati (e la recente storia dei Percorsi Abilitanti Speciali, o Tfa speciali, mostra come questa modalità di accesso all’insegnamento sia dura a morire).
Tuttavia, la pratica di intraprendere questo tipo di ricorso da parte di un’associazione che ha combattuto pervicacemente a fianco di chi questo concorso non lo voleva nemmeno, e per l’allentamento di alcuni criteri selettivi del concorso e – con successo – per l’istituzione dei Percorsi Abilitanti Speciali già menzionati, lascia trasparire qualche debolezza, se non sul lato dell’idea e della fondatezza giuridica, su quello della coerenza.
Il Pd chiede la compensazione di crediti e debiti delle scuole con l’Erario
Le deputate del Pd della VII Commissione Grazia Rocchi, Maria Coscia e Mara Carocci hanno presentato un’interrogazione urgente al Miure al Ministero dell’Economia e delle Finanze per chiedere come intendano intervenire per evitare che le già scarse finanze delle istituzioni scolastiche destinate al funzionamento ordinario vengano appesantite di oneri connessi a sanzioni e more.
E’ impensabile infatti, afferma una delle interroganti, Grazia Rocchi, che le istituzioni scolastiche che vantano residui attivi per circa 580 milioni di euro nei confronti del Miur e che spesso sono state costrette ad utilizzare fondi propri per fronteggiare i pagamenti, siano costrette a pagare sanzioni per non essere riuscite a pagare in tutto o in parte i contributi.
“E’ necessario – prosegue Mara Carocci – che si risolva in tempi rapidi questa incresciosa situazione che sta mettendo in ulteriore difficoltà economica le scuole, facendo ricadere sui Dsga e sui dirigenti scolastici la responsabilità di un omesso o ritardato pagamento degli oneri contributivi la cui causa è prevalentemente riconducibile ai forti ritardi di liquidazione delle risorse spettanti del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca”.
“Auspichiamo – conclude la capogruppo Pd in VII commissione – che si raggiunga rapidamente un accordo che non penalizzi ulteriormente le istituzioni scolastiche messe in ginocchio da ripetuti tagli ai loro bilanci”.
Dal 22/7 tavolo Ministero-sindacati ex Lsu e pulizie
Il 22 luglio prossimo partirà un tavolo politico di confronto con le rappresentanze sindacali dei lavoratori ex Lsu e dei cosiddetti appalti storici per le pulizie nelle scuole: lo ha garantito il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi-Doria, nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali. Ne dà notizia una nota del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Durante l’incontro le organizzazioni sindacali hanno chiesto un progetto che assicuri la continuità occupazionale e reddituale del personale attualmente impiegato dalle ditte titolari di contratti di servizi con le istituzioni scolastiche ed educative, alla necessità urgente di garantire la cassa integrazione guadagni in deroga, alla possibilità di prorogare l’avvio dei nuovi contratti conseguenti alla gara Consip per garantire il passaggio dei lavoratori alle nuove imprese. Necessità, sottolinea la nota, che si presentano “a seguito dei risparmi e delle razionalizzazioni all’interno del comparto scuola stabilite precedentemente al 2011“.
Rossi-Doria ha comunicato la piena disponibilità del ministro Maria Chiara Carrozza a istituire un tavolo, a partire dal 22 luglio, finalizzato ad affrontare le questioni poste. Inoltre il Ministero si è impegnato ad attuare ogni iniziativa utile con i Ministeri competenti per assicurare l’erogazione della cassa integrazione guadagni in deroga (in base all’accordo del 14 giugno 2011 e seguenti), e a ricordare nelle sedi opportune l’esigenza di continuità nel sostegno al reddito per i lavoratori appartenenti ai cosiddetti appalti storici.
Una prima informativa in merito verrà fatta dal Miur alle organizzazioni sindacali il 17 luglio. Il Ministero infine verificherà con Consip la fattibilità giuridica della riprogrammazione temporale dell’avvio dei nuovi contratti attuativi. “Si tratta di un passaggio importante – ha dichiarato Rossi-Doria – perché si è passati da un confronto tecnico ad un tavolo politico, che avrà il compito di affrontare l’insieme delle questioni per vagliare una situazione molto complessa, per altro ereditata. Ringrazio le rappresentanze sindacali per la disponibilità a questo confronto di merito“.
il Sole 24 Ore del 10-07-2013
SE IL RILANCIO COMINCIA DALLA CURA BEI (A.Quadrio curzio) [solo_testo] pag. 1
L’Unita’ del 10-07-2013
SCUOLA L’ITALIA BOCCIATA IN EUROPA (N.Cacace) [solo_testo] pag. 16
Corriere della Sera del 10-07-2013
IL PAESE CHE PREFERISCE I FRIGORIFERI AI LIBRI (G.Stella) [solo_testo] pag. 1
la Repubblica del 10-07-2013
LA SCIENZA A MODO MIO (M.Bucchi) [solo_testo] pag. 47
La Repubblica – Cronaca di Roma del 10-07-2013
MATURITA’, I PRIMI RISULTATI: PIU’ PROMOSSI, MA SPARISCONO I 100 CON LODE (E.Castellucci) [solo_testo] pag. 1
la Stampa del 10-07-2013
UNA MATURITA’ SEVERA RARISSIMI I CENTO E LODE (M.Martinengo) [solo_testo] pag. 42
il Resto del Carlino – Cronaca di Bologna del 10-07-2013
LA LODE BACIA ANCHE IL PIER CRESCENZI (F.Gieri) [solo_testo] pag. 7
L’INVIATA DEL MINISTERO NELLE SCUOLE: “CHE MENTI BRILLANTI, FARANNO STRADA” (F.g.) [solo_testo] pag. 7
Il Tirreno – Ed. Grosseto del 10-07-2013
SUL SITO DEL TIRRENO I TRASFERIMENTI DEI PROF [solo_testo] pag. 2
la Repubblica – ed. Torino del 10-07-2013
INSEGNANTI DI SOSTEGNO E TAGLI IN COMUNE LA TENSIONE E’ ALTA (D.lon.) [solo_testo] pag. 2
il Messaggero – Cronaca di Roma del 10-07-2013
SCOTCH SULLA BOCCA DEGLI ALUNNI CONDANNATA UN’INSEGNANTE (A.Pierucci) [solo_testo] pag. 42
il Mattino del 10-07-2013
SCUOLA, NIENTE ASSISTENZA ALL’INVALIDA: E’ MAGGIORENNE (P.Capuano) [solo_testo] pag. 50
Il Secolo Piu’ (Il Secolo XIX) del 10-07-2013
QUI ASSUMONO 4 MILA GIOVANI (M.Portaluri) [solo_testo] pag. 8/9
Corriere della Sera – ed. Roma del 10-07-2013
“PORTE APERTE” ALLA SAPIENZA [solo_testo] pag. 10
IL DOPPIO RUOLO DI MONTI E I MALUMORI IN BOCCONI (M.Giannattasio) [solo_testo] pag. 8
UN MESE IN GIRO PER IL MONDO PER PROVARE TUTTI GLI IMPIEGHI E TROVARE QUELLO DEI SOGNI (B.Minello) [solo_testo] pag. 11
Il Secolo XIX del 10-07-2013
UNIVERSITA’, IL RETTORE ELUDE IL PROBLEMA (F.Berruti) [solo_testo] pag. 17
Giorno/Resto/Nazione del 10-07-2013
Int. a R.Muti: “CULTURA, CAMBIAMO MUSICA” IL J’ACCUSE DI RICCARDO MUTI (E.Gatta) [solo_testo] pag. 27
L’EMOZIONE DI PASSEGGIARE NEL VUOTO (T.Avoledo) [solo_testo] pag. 1
TST Tutto Scienze e Tecnologie(La Stampa) del 10-07-2013
A PASSEGGIO A 28 MILA ALL’ORA LA PRIMA VOLTA DI UN ITALIANO (A.Lo campo) [solo_testo] pag. 3
Int. a P.Nespoli: “BISOGNA EVITARE LE MICRO-METEORITI” (F.Margiocco) [solo_testo] pag. 8
LA VITA FACILE CON UN CLIC BUON COMPLEANNO APP (B.Severgnini) [solo_testo] pag. 1
il Messaggero del 10-07-2013
INTERNET, QUESTA SCONOSCIUTA (A.Pascale) [solo_testo] pag. 1
INFINITI UNIVERSI PARALLELI (C.Pulcinelli) [solo_testo] pag. 18
“L’UNIVERSO NON E’ SOLO” (M.Di forti) [solo_testo] pag. 25
“ECCO IL TEST PER L’ALZHEIMER” (C.Massi) [solo_testo] pag. 21
ALLA RICERCA DELL’ELISIR DI LUNGA VITA (F.Pierantozzi) [solo_testo] pag. 22
Int. a J.Barroso: “PIU’ SPAZIO PER GLI INVESTIMENTI” (B.Romano) [solo_testo] pag. 9
CONTRATTI PIU’ FELSSIBILI E RISORSE SULLE TASSE LA MAGGIORANZA CI PROVA (V.Santarpia) [solo_testo] pag. 7
FOCUS – TIROCINI CON LE VECCHIE REGOLE FINO AL 31 DICEMBRE 2015 (N.Bianchi/B.Massara) [solo_testo] pag. 2
FOCUS – MENO VINCOLI PER LE AZIENDE SULLA FORMAIZONE DEI GIOVANI (A.Zambelli) [solo_testo] pag. 6
FOCUS – PER CHI ASSUME UN BONUS PARI A UN TERZO DELLO STIPENDIO (A.Cannioto/G.Maccarone) [solo_testo] pag. 4
EMERGENZA ACQUA “SUBITO UN PIANO” (A.Jacchia) [solo_testo] pag. 27
PIANO DA 730 MILIONI PER INFANZIA E ANZIANI [solo_testo] pag. 12
LA CORTE DEI CONTI SALVA LE SOCIETA’ STRUMENTALI DELLA PA (G.Trovati) [solo_testo] pag. 17
Libero Quotidiano del 10-07-2013
DA “ATTIZIO” A “ESCUTERE” COME TRADURRE IL BUROCRATESE (C.Langone) [solo_testo] pag. 31
“GOVERNI E AMMINISTRAZIONI DIVENTINO FACILI COME UN VIDEOGIOCO” (A.Rociola) [solo_testo] pag. 25
Il Fatto Quotidiano del 10-07-2013
Int. a L.Boldrini: “LAVORO, MIGRANTI, IUS SOLI IO STO DALLA PARTE DELLA CARTA” (M.Gerina) [solo_testo] pag. 6
Int. a R.Prodi: “E’ STATO UN MONITO FORTE AI GOVERNANTI” (F.Fantozzi) [solo_testo] pag. 5
IL CRIMINE DELL’INDIFFERENZA (B.Spinelli) [solo_testo] pag. 1
n. 160 del 10-7-2013
n. 160 del 10-7-2013 (S.O. n° 56)
Approvazione del Piano di gestione del bacino idrografico del
distretto idrografico dell’Appennino meridionale. (13A05780)
Emissione di buoni ordinari del Tesoro a 160 giorni (2ª tranche).
(13A06011)
Emissione di buoni ordinari del Tesoro a 367 giorni. (13A06010)
«Cabrio Olivo WG». (13A05774)
Modifica dei decreti relativi all’immissione in commercio dei
prodotti fitosanitari «Picus 200 SL» e «Couraze 200 SL». (13A05775)
«Curzate R WG Bianco». (13A05776)
Modifica del decreto relativo all’immissione in commercio del
prodotto fitosanitario «Warrant 200 SL». (13A05777)
Regime onerato sui collegamenti aerei da e per gli scali di
Pantelleria e Lampedusa. (13A06007)
Cessazione del regime onerato imposto sulla rotta Bolzano-Roma
Fiumicino con il decreto 24 giugno 2009. (13A06008)
Conferma dell’incarico al Consorzio di Tutela oliva da mensa DOP La
Bella della Daunia, in Cerignola, a svolgere le funzioni di cui
la DOP «La Bella della Daunia». (13A05772)
Conferma dell’incarico al Consorzio di tutela del Culatello di
Zibello DOP, in Zibello, a svolgere le funzioni di cui all’articolo
«Culatello di Zibello». (13A05769)
Autorizzazione al laboratorio «Biochim S.a.s. di D’Errico Angelo &
C.», in Vieste, al rilascio dei certificati di analisi nel settore
oleicolo. (13A05771)
Annullamento del decreto 8 maggio 2013 nella parte relativa allo
scioglimento della «Balletto dell’Esperia – Societa’ cooperativa», in
Fossano. (13A05667)
Annullamento del decreto 30 gennaio 2013 nella parte relativa allo
scioglimento della «Pirozzo – Societa’ cooperativa a responsabilita’
limitata ed a mutualita’ prevalente», in Rosarno. (13A05668)
Annullamento del decreto 22 dicembre 2004 nella parte relativa allo
scioglimento della «Rinascimento ’82 – S.c.r.l.», in Palomonte.
(13A05673)
scioglimento della «Ne.Ma. societa’ cooperativa», in Ascoli Piceno.
(13A05675)
scioglimento della «Coop Magnum societa’ cooperativa a r.l.», in
Dugenta. (13A05674)
Annullamento del decreto 13 marzo 2013 nella parte relativa allo
scioglimento della «Prima Tevere 75 – Societa’ cooperativa», in
Pontecorvo. (13A05670)
Annullamento del decreto 12 luglio 2012 nella parte relativa allo
scioglimento della «Giumart – Societa’ cooperativa a r.l.», in Roma.
(13A05671)
scioglimento della «IRIS 2006 Societa’ cooperativa edilizia a
responsabilita’ limitata», in Roma. (13A05672)
Revoca degli amministratori e dei sindaci della «Cooperativa Edil
Mediterraneo», in Marigliano, posta in gestione commissariale con
nomina del commissario governativo. (13A05871)
Revoca degli amministratori e dei sindaci della «Roma Est cooperativa
artigiana di garanzia societa’ cooperativa a responsabilita’
limitata», in Roma, posta in gestione commissariale con nomina del
commissario governativo. (13A05872)
scioglimento della «Scuola Aurelia – Societa’ cooperativa edilizia a
responsabilita’ limitata», in Roma. (13A05669)
Scioglimento della «Edil Coop societa’ cooperativa a responsabilita’
limitata», in Roma e nomina del commissario liquidatore. (13A05978)
Scioglimento della «I Panificatori associati societa’ cooperativa»,
in Cittaducale e nomina del commissario liquidatore. (13A05979)
Liquidazione coatta amministrativa della «Piero e Gianni –
Cooperativa sociale», in Torino e nomina del commissario liquidatore.
(13A05867)
Liquidazione coatta amministrativa della «La Tartaruga 78 societa’
cooperativa edilizia», in Torino e nomina del commissario
liquidatore. (13A05868)
Revoca degli amministratori e dei sindaci della «Sant’Eufemia
societa’ cooperativa sociale», in Lamezia Terme, posta in gestione
commissariale con nomina del commissario governativo. (13A05869)
Revoca degli amministratori e dei sindaci della «Cooperativa Romea»,
in Milano, posta in gestione commissariale con nomina del commissario
governativo. (13A05870)
scioglimento della «Agrisan piccola societa’ cooperativa a r.l.», in
Acri. (13A05982)
Revoca del decreto 13 marzo 2013, nella parte relativa allo
scioglimento della «Nuovo Millennio – Piccola Soc. Coop.va a r.l.»,
in Rieti. (13A05983)
Annullamento del decreto 14 giugno 2011, nella parte relativa allo
scioglimento della «Societa’ Cooperativa Socio Sanitaria Omega a
responsabilita’ limitata», in Roma. (13A05981)
Ripartizione delle risorse di cui all’ordinanza del Capo del
Dipartimento della protezione civile 20 febbraio 2013, n. 52, emanata
in attuazione dell’articolo 11 del decreto-legge 28 aprile 2009 n.
per l’annualita’ 2012. (13A05802)
DELIBERA 18 giugno 2013
Modifiche ed integrazioni del Regolamento interno. (Delibera n.
1514/2013). (13A05779)
madicinale per uso umano «Ceftriaxone Dotopharma». (13A05974)
Diniego del rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio,
secondo procedura nazionale, del medicinale per uso umano «Lupidon».
(13A05975)
Comunicato di rettifica relativo all’avviso di importazione parallela
del medicinale per uso umano «Maxalt». (13A05976)
secondo procedura nazionale, del medicinale per uso umano «Flurizic».
(13A05977)
Avviso relativo all’emissione di tredici nuove serie di buoni
fruttiferi postali (13A05980)
Soppressione della Parrocchia di S. Giovanni Battista a Fogliano, in
Siena (13A05859)
Soppressione della Parrocchia di S. Maria dei Campi, in Castiglione
d’Orcia (13A05860)
Soppressione della Parrocchia di S. Cristina, in Castellina in
Chianti (13A05861)
Soppressione della Parrocchia dei Santi Ippolito e Silvestro, in San
Gimignano (13A05862)
Soppressione della Parrocchia dei Santi Giacomo e Cristoforo, in
Monteroni d’Arbia (13A05863)
Soppressione della Parrocchia di S. Tommaso, in Casole d’Elsa
(13A05864)
Soppressione della Parrocchia di S. Maria a Torre a Castello, in
Asciano (13A05865)
gestione del dissesto del comune di Camporeale. (13A05866)
Comunicato di rettifica relativo all’estratto 7 maggio 2013, di
veterinario «Eprizero» 5 mg/ml. (13A05778)
Domanda di modifica della denominazione registrata «MELOCOTON DE
CALANDA» (13A05766)
Domanda di registrazione della denominazione «LIERS VLAAIKE»
(13A05767)
denominazione di origine protetta «Robiola di Roccaverano».
(13A05770)
Domanda di registrazione della denominazione «SALINĀTĀ RUDZU
RUPJMAIZE» (13A05773)
ministri 26 giugno 2013, recante: «Proroga di termini di interesse
del Ministero per i beni e le attivita’ culturali». (Decreto
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 150 del 28
giugno 2013). (13A06009)
Revisione della lista dei farmaci, delle sostanze biologicamente o
farmacologicamente attive e delle pratiche mediche, il cui impiego e’
(13A05816)
(Suppl. Ordinario n. 56)