Source: https://www.olir.it/documenti/rendiconto-08-luglio-2004/
Timestamp: 2020-05-29 17:05:25+00:00
Document Index: 20606357

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 46', 'art. 25', 'art. 48', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 75', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 16']

Rendiconto 08 luglio 2004 - Olir
Rendiconto 08 luglio 2004
Rendiconto, previsto dall’art. 44 della legge n. 222/1985, circa l’utilizzo delle somme IRPEF pervenute all’ICSC e alla CEI nell’anno 2003
Data: 08 luglio 2004
Parrocchie, Finanziamenti, Beni culturali, Diocesi, Clero, Culto, Catechesi, Tribunali ecclesiastici, Interventi caritativi, Rifugiati, Contributi previdenziali, Terzo mondo, Remunerazione, Attività pastorali, Edilizia, Educazione cristiana, Erogazioni volontarie, Integrazioni, Alfabetizzazione
Conferenza Episcopale Italiana: “Rendiconto, previsto dall’art. 44 della legge n. 222/1985, circa l’utilizzo delle somme IRPEF pervenute all’ICSC e alla CEI nell’anno 2003”, 8 luglio 2004. Nell’indicare i singoli dati si segue l’ordine delle lettere del comma secondo dell’art. 44: Lettera a) – Numero dei sacerdoti a favore dei quali si è provveduto nell’anno 2003: […]
Conferenza Episcopale Italiana: “Rendiconto, previsto dall’art. 44 della legge n. 222/1985, circa l’utilizzo delle somme IRPEF pervenute all’ICSC e alla CEI nell’anno 2003”, 8 luglio 2004.
Nell’indicare i singoli dati si segue l’ordine delle lettere del comma secondo dell’art. 44:
Lettera a) – Numero dei sacerdoti a favore dei quali si è provveduto nell’anno 2003:
– sacerdoti abili a prestare un servizio a tempo pieno in favore delle diocesi: n. 36.041
– sacerdoti non abili a prestare un servizio a tempo pieno in favore delle diocesi: n. 3.223
Lettera b)- Somma stabilita dalla Conferenza Episcopale Italiana per il dignitoso sostentamento dei sacerdoti (al netto dei contributi previdenziali dovuti al Fondo Clero dell’INPS e al lordo delle ritenute fiscali):
– sacerdoti abili a prestare un servizio a tempo pieno: da un minimo di € 10.272,00 (€ 856,00 mensili per 12 mensilità) a un massimo di € 19.131,60 (€ 1.594,30 mensili per 12 mensilità)
sacerdoti: € 13.867,20 (€ 1.155,60 mensili per 12 mensilità)
vescovi emeriti: € 16.820,40 (€ 1.401,70 mensili per 12 mensilità)
Lettera c) – Ammontare complessivo delle somme di cui agli artt. 46 e 47 destinate al sostentamento del clero:
– erogazioni liberali pervenute all’Istituto Centrale per il sostentamento del clero e deducibili a termini dell’art. 46: € 19.036.118,00
– importo destinato dalla CEI a valere sull’anticipo dell’otto per mille IRPEF: € 329.500.000,00
Lettera d) – Numero dei sacerdoti a cui è stata assicurata l’intera remunerazione:
Lettera e) – Numero dei sacerdoti a cui è stata assicurata un’integrazione: n. 35.315
Lettera f) – Ammontare delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali operati ai sensi dell’art. 25:
– ritenute fiscali: € 57.134.434,00
– contributi previdenziali: € 26.928.977,00
Lettera g) – Interventi finanziari dell’Istituto Centrale a favore dei singoli
Istituti per il sostentamento del clero: € 306.007.723,00
Lettera h) – Interventi operati per le altre finalità previste dall’art. 48:
1. ESIGENZE DI CULTO DELLA POPOLAZIONE
La somma destinata a questa finalità è stata pari a € 452.000.000,00.
– per la costruzione di nuovi edifici di culto e centri parrocchiali: € 130 milioni;
– alle diocesi, per il sostegno delle attività di culto e pastorale: € 150 milioni;
– per interventi di rilievo nazionale definiti dalla CEI: € 36,5 milioni;
– per la salvaguardia dei beni culturali ecclesiastici: € 50 milioni;
– per il “fondo speciale” finalizzato alla promozione della catechesi e dell’educazione cristiana: € 50 milioni;
– per l’attività dei Tribunali ecclesiastici regionali per le cause matrimoniali: € 6 milioni;
– per il “fondo di riserva” costituito presso la Conferenza Episcopale Italiana: € 29,5 milioni.
2. INTERVENTI CARITATIVI IN ITALIA E NEI PAESI DEL TERZO MONDO
La somma destinata a questa finalità è stata pari a € 185 milioni.
– alle diocesi, per interventi caritativi a favore della collettività nazionale: € 75 milioni;
– per interventi caritativi di rilievo nazionale definiti dalla CEI: € 30 milioni;
– per interventi caritativi a favore di paesi del Terzo mondo: € 80 milioni.
3. ACCANTONAMENTO A FUTURA DESTINAZIONE PER LE ESIGENZE DI CULTO E PASTORALE E PER GLI INTERVENTI CARITATIVI: € 49.903.209,87.
L’art. 44 della legge 20 maggio 1985, n. 222, dispone che “la Conferenza Episcopale Italiana trasmette annualmente all’autorità statale
competente un rendiconto relativo alla effettiva utilizzazione delle somme di cui agli articoli 46, 47 [e 50, terzo comma]”, e indica gli elementi che “tale rendiconto deve comunque precisare”.
1. Quanto al dato di cui alla lett. a) dell’art. 44, comma secondo: Il numero di 39.264 (36.041 + 3.223) individua i sacerdoti inseriti nel sistema di sostentamento nel corso del 2003, compresi coloro che tra il 2 gennaio e il 31 dicembre dello stesso anno sono deceduti.
I primi (36.041) sono coloro che hanno avuto titolo a una remunerazione per il ministero svolto a tempo pieno in servizio delle diocesi
(cfr art. 24); i secondi (3.223) sono coloro a cui si è provveduto a titolo di previdenza integrativa (cfr art. 27, comma primo), non essendo essi più in grado di svolgere un servizio a tempo pieno.
L’esistenza di un importo minimo e di un importo massimo di remunerazione
assicurato ai sacerdoti deriva dalle scelte operate nella definizione del sistema remunerativo.
A ciascun sacerdote spetta un numero X di punti; ogni anno la CEI determina il valore monetario del singolo punto (per il 2003: € 10,70); la remunerazione assicurata corrisponde al prodotto del numero dei punti per il valore del punto.
Il numero dei punti varia in concreto per ciascun sacerdote, perché a partire da un numero-base uguale per tutti (nel 2003: 80 punti mensili) sono attribuiti punti ulteriori (che, a partire dal 1998, possono raggiungere
un massimo di 149 punti mensili) al verificarsi di circostanze previste dalla normativa data dalla CEI ai sensi dell’art. 75 della legge n. 222/1985 e secondo gli indirizzi del can. 281 del codice di diritto canonico (oneri particolari connessi con l’esercizio di taluni uffici; anzianità
nell’esercizio del ministero sacerdotale; spese per alloggio in mancanza di casa canonica; condizioni di speciale difficoltà).
Le offerte deducibili previste dall’art. 46, destinate al sostentamento del clero cattolico nel 2003, sono state pari a € 19.036.118,00.
Si tratta dell’importo complessivo delle erogazioni liberali versate nel corso del 2002 dai donanti sui conti correnti postale e bancari dell’Istituto Centrale oppure presso gli Istituti diocesani per il sostentamento
del clero all’uopo delegati, del quale l’Istituto Centrale ha avuto conoscenza esauriente soltanto dopo la chiusura dell’esercizio 2002, al ricevimento delle rendicontazioni degli enti collettori; conseguentemente detto importo è stato destinato al sostentamento del clero nell’esercizio successivo (2003).
La somma di € 329.500.000,00 corrisponde all’importo trasmesso dalla CEI all’Istituto Centrale prelevandolo dal versamento complessivo di € 1.016.403.209,87 effettuato dallo Stato nell’anno 2003 ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 47.
Come è noto, il sistema di sostentamento del clero cattolico è impostato secondo i seguenti criteri:
A. I sacerdoti che svolgono servizio in favore della diocesi “comunicano annualmente all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero:
a) la remunerazione che, secondo le norme stabilite dal vescovo diocesano, sentito il consiglio presbiterale, ricevono dagli enti
ecclesiastici presso i quali esercitano il ministero;
b) gli stipendi eventualmente ad essi corrisposti da altri soggetti” (art. 33).
B. “L’Istituto verifica, per ciascun sacerdote, i dati ricevuti a norma dell’art. 33. Qualora la somma dei proventi di cui al medesimo articolo non raggiunga la misura determinata dalla Conferenza Episcopale
Italiana a norma dell’art. 24, primo comma, l’Istituto stabilisce l’integrazione spettante, dandone comunicazione all’interessato” (art. 34, comma primo).
C. “Gli Istituti diocesani per il sostentamento del clero provvedono all’integrazione di cui all’art. 34 con i redditi del loro patrimonio.
Qualora tali redditi risultino insufficienti, gli Istituti richiedono all’Istituto Centrale la somma residua necessaria ad assicurare ad ogni sacerdote la remunerazione nella misura stabilita” (art. 35, commi primo e secondo).
– Taluni sacerdoti non ricevono alcuna remunerazione dall’ente ecclesiastico,
perché questo è impossibilitato a intervenire in loro favore per mancanza totale di mezzi; se il sacerdote non ha altre entrate
computabili, gli si deve l’intera remunerazione.
I sacerdoti versanti in questa condizione sono stati 123.
– Altri sacerdoti ricevono una remunerazione da enti ecclesiastici o godono di altre entrate computabili; se con queste risorse non raggiungono la misura di remunerazione loro attribuita (cfr quanto annotato più sopra alla lettera B) hanno diritto di ricevere una integrazione fino alla concorrenza di tale misura.
I sacerdoti versanti in questa condizione sono stati 35.315.
– Altri sacerdoti, infine, che ricevono una remunerazione da enti ecclesiastici o godono di altre entrate computabili, raggiungono con questi apporti, o addirittura superano, la misura di remunerazione loro attribuita; in questo caso non è dovuta loro alcuna integrazione.
I sacerdoti versanti in questa condizione sono stati 3.826.
5. Quanto al dato di cui alla lettera f)
È da sottolineare, peraltro, che il carico fiscale complessivo che è gravato sui sacerdoti nel 2003 è maggiore dell’importo indicato: quando, per esempio, a comporre la remunerazione attribuita al sacerdote
concorre uno stipendio (insegnamento della religione cattolica nelle scuole, assistenza spirituale negli ospedali o nelle carceri, ecc.) le ritenute sul medesimo sono operate direttamente dallo Stato. È noto inoltre
che lo Stato effettua le ritenute sulle pensioni di cui eventualmente i sacerdoti godono.
A proposito dei contributi previdenziali si precisa che si tratta di quelli dovuti, ai sensi della legge 22 dicembre 1973, n. 903, per il Fondo speciale clero costituito presso l’INPS, l’iscrizione al quale è obbligatoria
per ogni sacerdote secolare avente cittadinanza italiana e per ogni sacerdote non avente cittadinanza italiana, ma presente sul territorio italiano al servizio di diocesi italiane.
6. Quanto alla lettera g) Se si confrontano i dati relativi al primo e terzo comma del precedente punto 3 delle presenti Annotazioni (€ 348.536.118,00) e la somma erogata dall’Istituto Centrale ai singoli Istituti diocesani per il sostentamento del clero (€ 306.007.723,00) – utilizzata per la corresponsione ai sacerdoti delle integrazioni e degli assegni di previdenza, per il versamento dei contributi previdenziali al Fondo Clero dell’INPS, per il pagamento del premio di una polizza sanitaria integrativa in favore del Clero – si constata la differenza positiva di € 42.528.395,00. Tale somma
sarà utilizzata per le esigenze del sostentamento del clero dell’anno successivo.
A) Una quota di € 130 milioni è stata destinata per la costruzione di edifici di culto cattolico e delle pertinenti opere parrocchiali. Gli interventi sono finalizzati all’esigenza di rispondere in maniera adeguata
alla mobilità della popolazione sul territorio nazionale, con particolare riferimento agli insediamenti abitativi nelle periferie urbane,
e di dotare le comunità parrocchiali di adeguate infrastrutture (per es. case canoniche, locali per la catechesi e la pastorale giovanile).
B) Una quota di € 150 milioni è stata destinata alle 227 diocesi italiane
per il sostegno delle attività di culto e di pastorale.
La ripartizione della somma tra le diocesi è avvenuta secondo i seguenti criteri: una quota base (€ 338.346,16) eguale per ciascuna
diocesi (per quelle aventi una popolazione inferiore ai 20 mila abitanti: € 112.782,05), una quota variabile a seconda del numero degli
abitanti (€ 1,2717 per abitante).
L’individuazione delle finalità di culto e di pastorale alle quali destinare la somma ricevuta è stata fatta in un’apposita circolare inviata dalla CEI ai vescovi diocesani, tenendo come punto di riferimento
la descrizione delle attività di religione e di culto contenuta nell’art. 16, lett. a) della legge n. 222/1985: attività dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all’educazione cristiana.
Agli stessi criteri ci si è attenuti nel fornire ai vescovi gli schemi per il rendiconto annuale.
C) Una quota di € 36,5 milioni è stata destinata a sostegno di attività di culto e pastorale a rilievo nazionale, individuate in concreto dalla Presidenza della CEI, sentito il Consiglio Episcopale Permanente. A titolo esemplificativo si segnalano, tra gli altri, contributi: a monasteri di clausura femminili che versano in condizioni di particolare necessità; alle Facoltà teologiche affidate alla diretta responsabilità dei vescovi italiani; a enti e associazioni operanti nell’ambito della catechesi, dell’educazione cristiana e per scopi missionari.
D) Una quota di € 50 milioni è stata destinata per la salvaguardia dei beni culturali ecclesiastici. Gli interventi programmati sono finalizzati primariamente al restauro e al consolidamento statico di edifici di culto di interesse storico-artistico e loro pertinenze, alla conservazione e consultazione di archivi e biblioteche diocesani e alla promozione di musei diocesani o di interesse diocesano, all’inventariazione informatizzata dei beni artistici e storici di proprietà di enti ecclesiastici, all’installazione di impianti di sicurezza per gli edifici di culto e le loro dotazioni storico-artistiche, al restauro di organi a canne.
E) Una quota di € 50 milioni è stata destinata per il “fondo speciale”, costituito presso la CEI, finalizzato alla promozione della catechesi e dell’educazione cristiana.
F) Una quota di € 6 milioni è stata destinata per l’attività dei Tribunali ecclesiastici regionali per le cause matrimoniali.
G) Una quota di € 29,5 milioni è stata destinata per il “fondo di riserva”,
costituito presso la Conferenza Episcopale Italiana e descritto al n. 7, lett. I delle Annotazioni allegate al rendiconto presentato nel 2000 e relativo all’anno 1999.
2.1. INTERVENTI CARITATIVI
A FAVORE DELLA COLLETTIVITÀ NAZIONALE
A) Una quota di € 75 milioni è stata destinata alle 227 diocesi italiane per interventi caritativi a favore della collettività nazionale.
La ripartizione della somma tra le diocesi è avvenuta secondo i seguenti criteri: una quota base (€ 169.567,62) uguale per ciascuna
diocesi (per quelle aventi una popolazione inferiore ai 20 mila abitanti: € 56.522,54), una quota variabile a seconda del numero degli abitanti (€ 0,6366 per abitante).
B) Una quota di € 30 milioni è stata destinata per interventi caritativi in Italia aventi rilievo nazionale, individuati in concreto dalla Presidenza della CEI, sentito il Consiglio Episcopale Permanente. A titolo
esemplificativo si segnalano, tra gli altri: il sostegno alle diocesi del Molise vittime del terremoto del 2002; vari contributi alla Caritas Italiana che coordina interventi sul territorio riguardanti i seguenti ambiti: il sostegno alle famiglie particolarmente disagiate, l’accoglienza dei rifugiati, il recupero delle vittime della tratta di esseri
umani, iniziative orientate a favorire il reinserimento lavorativo, sociale e comunitario di detenuti; il sostegno a dodici diocesi del nord Italia vittime dell’alluvione del 2003; contributi a fondazioni ed enti senza scopo di lucro che operano per l’assistenza ai poveri e agli emarginati, per il reinserimento sociale di disoccupati ed ex tossicodipendenti, per il sostegno di soggetti disabili.
2.2. INTERVENTI CARITATIVI
A FAVORE DI PAESI DEL TERZO MONDO
Nell’anno 2003 una quota di € 80 milioni è stata destinata agli interventi caritativi a favore del Terzo mondo.
Le assegnazioni vengono definite da un apposito Comitato. Relativamente ai fondi dell’anno 2003 sono pervenuti n. 785 progetti, di cui quelli finora approvati sono stati 256. Molti progetti sono stati respinti perché non rientravano negli ambiti previsti dalla legge n. 222/1985, oppure perché la loro realizzazione è stata giudicata meno urgente o
non in linea con il Regolamento indicante il quadro dei criteri generali di intervento e le priorità contenutistiche e geografiche.
I progetti finanziati promuovono la formazione in molteplici ambiti: dall’alfabetizzazione alla formazione professionale in campo sanitario, agricolo-ambientale, economico, cooperativo e delle comunicazioni sociali; non si trascura il sostegno alle associazioni locali per l’acquisizione di competenze gestionali, né si tengono in minor considerazione la formazione universitaria e la promozione della donna. Oltre al sostegno offerto a questa tipologia di progetti prioritari, si segnalano anche taluni interventi consistenti per emergenze che ricorrentemente insorgono nelle aree interessate all’azione del Comitato: l’entità degli stanziamenti varia nel caso di gravi calamità nazionali rispetto a interventi
più mirati per emergenze locali.
Ecco di seguito alcuni tra i progetti maggiormente significativi ai quali sono stati concessi contributi:
educazione e formazione di rifugiati sudanesi; formazione di insegnanti in Uganda, Salvador, Macedonia, India (diocesi di Nellore); scuole di formazione professionale in Guatemala, Cile, Angola, Madagascar.
In ambito sanitario:
formazione di personale sanitario in Uganda, Tanzania, Sudan e Repubblica Democratica del Congo; sostegno alla sanità di base in Bangladesh per il controllo della lebbra e della tubercolosi; riqualificazione del personale sanitario e acquisto di equipaggiamenti ospedalieri in
Malawi e India.
Nel settore della promozione umana:
formazione di educatori comunitari in Uruguay e Camerun; recupero di ragazzi a rischio emarginazione in Venezuela; “scuola in strada” nelle Filippine e “speranza, cultura, lavoro, vita” in Brasile, Guatemala, Perù, Repubblica Democratica del Congo per favorire il reinserimento sociale dei minori; promozione di uno sviluppo orientato al consolidamento del processo di pace in Myanmar; formazione degli operatori per una migliore gestione degli impianti idrici in Tanzania; formazione
di animatori nelle zone rurali della Colombia.
Tra le emergenze alle quali è stato possibile dar risposta nel 2003 si segnala:
Iran (terremoto): € 2.000.000,00;
Iraq (guerra): € 1.500.000,00;
Algeria (terremoto): € 500.000,00;
Sri Lanka (inondazione): € 150.000,00;
Corea del Nord (carestia): € 100.000,00;
Angola (scuola): € 100.000,00;
Rwanda (carceri): € 100.000,00;
Etiopia (carestia e siccità): € 100.000,00;
Zambia (carestia): € 100.000,00;
Argentina (carestia): € 100.000,00.
L’intera somma destinata agli interventi caritativi verrà comunque erogata per i progetti approvati. Si segnala, inoltre, che la somma € 70 milioni destinata nell’anno 2002 è stata interamente erogata per finanziare
527 dei 1.490 progetti presentati.
3. ACCANTONAMENTO A FUTURA DESTINAZIONE
PER LE ESIGENZE DI CULTO E PASTORALE
E PER GLI INTERVENTI CARITATIVI
Tenuto presente l’incremento delle somme pervenute alla CEI nell’anno 2003 in forza degli artt. 46 e 47 della legge 222/1985 e considerata l’eventualità che nei prossimi anni possa ridursi l’entità dei conguagli
delle somme al predetto titolo corrisposte, la Conferenza Episcopale Italiana ha stabilito di costituire un accantonamento di € 49.903.209,87 che verrà destinato per le finalità di culto e pastorale e per gli interventi caritativi negli anni successivi.