Source: https://www.usarcilanarc.it/tag/raccolta/
Timestamp: 2020-06-06 23:32:21+00:00
Document Index: 166180071

Matched Legal Cases: ['art. 1751', 'art. 1751', 'art. 1751', 'Cass. Sez. ', 'art. 1751', 'sentenza ']

raccolta Archives - USARCI-LANARC
8 Aprile 2015 Posted by Roberta Gatta Articoli, L'avvocato risponde 10 thoughts on “Contratto di agenzia a tempo determinato: diritto all’indennità di fine rapporto”
8 Luglio 2014 Posted by Roberta Gatta Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Canoa: sport, natura e relax”
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8 Luglio 2014 Posted by Roberta Gatta Articoli, Pausa pranzo 0 thoughts on “Bocca di Bacco”
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8 Aprile 2014 Posted by Roberta Gatta Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Mal di schiena? Ecco come curarlo”
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8 Aprile 2014 Posted by Roberta Gatta Articoli, L'avvocato risponde 0 thoughts on “Agenti, i crediti nell’abito delle procedure concorsuali”
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Indennità di fine rapporto, la prova a carico dell’agente
30 Dicembre 2013 Posted by Roberta Gatta Articoli, L'avvocato risponde 0 thoughts on “Indennità di fine rapporto, la prova a carico dell’agente”
Costituisce preciso onere dell’Agente che richiede l’indennità di cessato rapporto ex art. 1751 c.c. quello di fornire la prova degli elementi costitutivi previsti dalla citata norma di legge.
La cd. indennità meritocratica di cui all’art. 1751 c.c. va, infatti, riconosciuta laddove ricorrano cumulativamente due condizioni: a) che l’agente abbia procurato nuovi clienti alla mandante o abbia sviluppato gli affari con quelli esistenti ed il preponente abbia ancora vantaggi dagli affari con tali clienti; b) che il trattamento risponda ad Equità, tenuto conto di tutte le circostanze del caso ed in particolare delle provvigioni che l’agente commerciale perde e che risultano dagli affari con tali clienti.
Orbene, mentre non desta alcuna perplessità la dimostrazione da parte dell’agente dell’apporto di nuovi clienti e/o l’aumento del fatturato da parte dei clienti ereditati nella propria zona di competenza, a dividere l’orientamento giurisprudenziale è l’ulteriore requisito necessario per il riconoscimento di detta indennità, vale a dire la permanenza di “sostanziali vantaggi” in capo alla ex mandante successivamente alla revoca del mandato di agenzia.
Secondo alcuni giudici di merito, i “sostanziali vantaggi” devono coincidere con le vendite effettive concluse negli anni successivi dalla preponente, con la conseguenza che laddove solo alcuni dei clienti in precedenza procurati dall’agente uscente continuino ad intrattenere rapporti commerciali con la mandante, il riconoscimento dell’indennità in parola sarebbe discutibile.
Trattasi di un orientamento non condivisibile atteso che i benefici di cui all’art. 1751 c.c. non devono coincidere con il mantenimento di rapporti commerciali da parte della preponente nel periodo successivo alla chiusura del rapporto, dal momento che la corresponsione dell’indennità in parola potrebbe “dipendere” dalla volontà della parte più forte del rapporto contrattuale che, arbitrariamente, potrebbe decidere di non concludere più affari con i clienti procurati dall’agente, seppur limitatamente ad un determinato periodo temporale.
Infatti, la norma prevede la corresponsione dell’indennità al momento della cessazione del rapporto finalizzata ad indennizzare l’agente per la perdita delle provvigioni in conseguenza del recesso (cfr. Relazione Comm. Europea del 23.07.1996).
Se il Legislatore avesse voluto subordinare l’indennizzo al risultato della preponente nel periodo successivo, avrebbe stabilito un tempo diverso per la liquidazione dell’indennizzo.
In altre parole, ciò che si vuole tutelare con l’indennizzo è il danno patito dall’agente in conseguenza del recesso.
Ove s’intendesse sostenere che i “sostanziali vantaggi” debbano coincidere con le vendite effettive effettuate negli anni successivi dalla preponente, l’agente uscente dovrebbe solo sperare che il nuovo agente sia più bravo di lui.
Se così fosse un agente bravo non avrebbe, quindi, mai diritto all’indennizzo.
I “sostanziali vantaggi” vanno, conseguentemente, valutati al momento della cessazione, in termini di potenzialità della clientela lasciata e in relazione a quanto costruito – e poi perso – dall’agente.
Si deve quindi considerare se dalla complessiva gestione della clientela (sia in relazione all’acquisizione di clienti nuovi, sia in relazione allo sviluppo in termini di fatturato procurato dall’agente) la preponente ottiene – anche solo in via potenziale – un vantaggio nel tempo al momento del recesso.
Questa interpretazione appare, del resto, coerente con le regole processuali, consentendo, per un verso di dedurre specifiche circostanze fattuali e, per altro verso, di rispettare quella linea evolutiva della giurisprudenza che in tema di onere della prova va accentuando il principio della vicinanza della prova, inteso come apprezzamento dell’effettiva possibilità per l’una o per l’altra parte di offrirla (Cass. n. 23918 del 09.11.2006 che richiama le conclusioni di Cass. Sez. Un. n. 13533 del 30.10.2001).
Sul punto, la recente giurisprudenza di merito ha condiviso la suddetta interpretazione, affermando che la permanenza dei “sostanziali vantaggi” ancora ricevuti dal preponente, dopo la cessazione del rapporto, dall’opera dell’agente, ex art. 1751 c.c., va considerata “in termini di potenzialità della clientela lasciata” da quest’ultimo, visto che la relativa verifica, dovendo per legge essere effettuata al momento della cessazione del contratto, non può che avvenire in termini prognostici, avuto cioè riguardo alla clientela reperita dall’agente e da lui “riconsegnata” al preponente al termine del rapporto, non potendosi evidentemente verificare, alla medesima data, l’effettiva conclusione e il buon fine di successivi contratti eventualmente stipulati, anche a distanza di anni, dalla preponente con i clienti precedentemente reperiti dall’agente. Diversamente, il diritto alla corresponsione dell’indennità in questione non sarebbe mai concretamente valutabile e, quindi, riconoscibile al momento della cessazione del rapporto di agenzia, dipendendo oltretutto la relativa debenza, in tal caso, anche dalla verificazione di circostanze non direttamente riconducibili all’operato dell’agente o da lui non concretamente controllabili (cfr. sentenza del 12.02.2013, Trib. di Milano, sez. lav., nella persona del Giudice dott. Fabrizio Scarzella, parti Lettieri contro Damare srl; Trib. Mantova, est. Bettini, 24 maggio 2011, n.102 in Agenti & Rappresentanti di Commercio n. 2/2011; Trib. Pistoia 24.07.2008 n. 301).
Giuanluca Stanzione
Tag:Indennità, raccolta
30 Dicembre 2013 Posted by Roberta Gatta Articoli, Pausa pranzo 0 thoughts on “Terre da gustare”
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30 Dicembre 2013 Posted by Roberta Gatta Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Postura, le regole per il benessere”
Tag:benessere, postura, raccolta
30 Dicembre 2013 Posted by Roberta Gatta Articoli, Pausa pranzo 0 thoughts on “Ristorante “C&D””
8 Ottobre 2013 Posted by Roberta Gatta Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Sport tutorial”
Siamo tornati dalle vacanze e abbiamo ripreso a macinare chilometri, a vedere clienti, a lavorare in ufficio e al computer. Quest’anno siamo pieni di buoni propositi e fra questi c’è la volontà di fare attività fisica. Però c’è un però. Spesso non sappiamo da che parte cominciare. Amici o persone che seguono questa rubrica mi hanno detto: prof, ho voglia di muovermi e tenermi in forma, ma ti prego non parlarmi di sollevare pesi o di correre su un tapis roulant, come un criceto nella sua ruota.
D’accordo, allora in questo articolo analizzeremo alcuni degli sport più praticati, vedendo i pro e contro per avere le idee più chiare sulle scelte.
E’ tra gli sport più divertenti e coinvolgenti. Il 99% del risultato è merito proprio, aiuta a sviluppare i riflessi, a rimanere vigile, a controllarsi (se si diventa isterici si sbagliano quei colpi tanto faticosamente imparati).
Si utilizza un solo braccio, stress alla schiena, gomito del tennista, causato dall’utilizzo del braccio non supportato da una adeguata muscolatura, problemi alle ginocchia per la pressione sulla gamba di appoggio durante l’esecuzione dei colpi.
Il corpo è sostenuto dall’acqua, quindi non si grava sulle articolazioni e sulla schiena, riducendo il rischio di traumatismi; è lo sport completo per eccellenza, qualsiasi stile si pratichi si utilizzano tutti i muscoli, dal collo ai polpacci.
La noia, poiché l’unico compagno di allenamento è la striscia blu sul fondo della piscina. Infiammazioni alle spalle (ma solo esagerando con i carichi di lavoro).
Sicuramente la praticità, la possibilità di poter correre sempre e ovunque. Consumo calorico elevato (l’ideale per buttare giù qualche chilo). E’ l’attività più allenante per il sistema cardio circolatorio. Inoltre c’è il piacere di stare all’aria aperta, soprattutto per chi trascorre molto tempo in macchina o in ufficio.
Non è certo uno sport completo. Senza scarpe specifiche può essere molto traumatico. Non sembra, ma è un’ attività fisica molto tecnica, se non si corre in maniera corretta ne risentono le ginocchia, le anche e la schiena.
Danno una buona preparazione fisica, si pratica molto stretching e si cura la mobilità articolare. Ideali per scaricare nervosismo e tensioni. Anche se molte arti marziali sono diventate sport, mantengono antichi e affascinanti valori: il controllo della mente sul corpo, che si traduce nel pieno controllo dei colpi portati, il rispetto dell’avversario e del compagno di pratica più anziano.
Come tutte le forme di combattimento c’è il contatto fisico, e a volte ci può scappare un colpo duro.
Che sia il classico fitness in palestra, uno sport o un arte da combattimento, l’importante, comunque, è muoversi.
Tag:benessere, raccolta, sport
8 Ottobre 2013 Posted by Roberta Gatta Articoli, L'avvocato risponde 2 thoughts on “Sull'attività di coordinamento nel contratto di agenzia”
Tag:diritto commerciale, raccolta
8 Ottobre 2013 Posted by Roberta Gatta Articoli, Pausa pranzo 2 thoughts on “Carmenella”
29 Marzo 2013 Posted by Roberta Gatta Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Ciclismo, è boom a Napoli”
Tag:benessere, ciclismo, Napoli, raccolta
29 Marzo 2013 Posted by Roberta Gatta Articoli, L'avvocato risponde 3 thoughts on “Sul diritto dell’agente alle provvigioni maturate dopo la cessazione del rapporto”
Lo sport dopo la riabilitazione motoria
27 Dicembre 2012 Posted by Roberta Gatta Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Lo sport dopo la riabilitazione motoria”
Per la rubrica “Personal Trainer” curata da Alfonso Palombo, preparatore atletico e riabilitatore, riceviamo e pubblichiamo.
“Sono un appassionato tennista e sciatore. Mi sono operato di ricostruzione del legamento crociato anteriore. La fisioterapia procede benissimo. Quando e come potrò integrarla con la ripresa del lavoro sul campo?”.
Tornare sul campo di gara rappresenta l’ultimo obiettivo della riabilitazione, quando l’operato al L.C.A. è uno sportivo. Non importa di quale livello. Quando il test isocinetico dimostra un recupero dell’80 % di forza rispetto all’arto sano, il paziente sotto il diretto controllo del riabilitatore torna a correre sul campo e a effettuare esercizi a corpo libero.
Il primo approccio alla corsa viene effettuato su terreno soffice in linea retta, poi progressivamente e con molta cautela si descrivono figure a 8 con diametro sempre minore. Per le prime sedute occorre evitare gli improvvisi cambi di direzione e brusche accelerazioni.
Appurato che il ginocchio operato accetta i nuovi carichi di lavoro si affrontano percorsi sempre più impegnativi. Skip, scatti, stop and go, pliometria.
L’approccio al recupero atletico deve tenere in considerazione lo stato di forma fisica in cui il paziente-atleta si trova quando comincia a integrare il lavoro nella palestra riabilitativa con quello sul campo, perché nel periodo precedente l’intervento chirurgico, la capacità di utilizzare il metabolismo aerobico decade di pari passo con il decadimento del trofismo muscolare.
Le sedute sono monitorate attraverso la rivelazione della frequenza cardiaca (con il cardiofrequenzimetro) per tutta la durata. Contemporaneamente s’intensificano anche le sedute dedicate all’allenamento con i sovraccarichi per l’aumento della forza e del trofismo.
Quando i test ci confermano un recupero quasi totale, s’inseriscono gli esercizi rieducativi specifici per ogni sport. La rieducazione deve tenere presente le differenze biomeccaniche di ogni singolo gesto atletico. L’atleta è, infatti, dotato di specifiche attività correlate ai movimenti e alle azioni di gioco tipiche del suo sport.
Tag:raccolta, riabilitazione motoria, sport
27 Dicembre 2012 Posted by Roberta Gatta Articoli, L'avvocato risponde 0 thoughts on “Pignoramenti, i limiti per gli agenti”
Tag:diritto commerciale, pignoramenti, raccolta
Ecco come evitare lo stress da allenamento
2 Ottobre 2012 Posted by Roberta Gatta Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Ecco come evitare lo stress da allenamento”
L’estate è andata. Da settembre ripartono le attività, e così anche gli agenti di commercio, riprendono a macinare i loro chilometri e a gestire i tanti appuntamenti. Naturalmente si riprendono anche le attività fisico sportive. Talvolta può mancare lo spirito giusto per tornare a fare sport, sebbene si sia animati da buoni propositi. Ma quali sono le regole per riprendere l’attività sportiva in maniera corretta e senza eccessivo stress? Vediamo dunque come gestire nel modo migliore l’approccio alla “rimessa in forma”.
La gradualità è il primo principio che bisogna osservare. Riprendere senza strafare, serve un inizio soft, per dare il giusto tempo al corpo di abituarsi alle sollecitazioni e stimoli nuovi.
E’ inutile iniziare in maniera troppo decisa e poi rimanere fermi dei giorni, con i muscoli e le articolazioni doloranti.
La regolarità è fondamentale per ogni attività sportiva. Fare tre allenamenti di seguito e poi per vari motivi – impegni, famiglia, lavoro – fermarsi una settimana, non serve. Anzi si stressano muscoli e legamenti e non si migliorano le capacità organiche. Meglio organizzarsi e alternare un giorno di attività con uno di riposo.
La varietà, infine, è un altro aspetto molto importante del ciclo di allenamenti. Quotidianamente si fanno tanti chilometri, si lavora al computer, si vedono tante persone. Quindi può accadere di non avere voglia di impegnarsi in un’attività sportiva.
Occorre quindi rendere l’allenamento più piacevole e fare in modo che non annoi. Per esempio, chi decide di allenarsi tre giorni a settimana, può provare questo semplice programma:
Lunedì un po’ di vasche in piscina, per mobilizzare le articolazioni e scaricare la schiena; mercoledì lavoro in palestra con i pesi per migliorare il tono e la forza muscolare; nel fine settimana camminata veloce per allenare le capacità cardiorespiratorie.
Alternando le attività in questo modo si utilizzano gruppi muscolari differenti, si bruciano meglio le calorie in eccesso e non ci si annoia.
Allora, forza, si riparte!
Tag:benessere, raccolta, stress
2 Ottobre 2012 Posted by Roberta Gatta Articoli, L'avvocato risponde 0 thoughts on “La condotta del terzo può causare la risoluzione del contratto di agenzia”
Tag:diritto commerciale, legge, raccolta
3 Luglio 2012 Posted by Roberta Gatta Articoli, L'avvocato risponde 0 thoughts on “Preavviso ed indennità di fine rapporto”
Tag:diritto commerciale, Indennità, raccolta
Restare in forma con il fit walking
3 Luglio 2012 Posted by Roberta Gatta Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Restare in forma con il fit walking”
Fit Walking, ovvero unire i benefici della corsa senza danneggiare le articolazioni.
Si tratta di una vera e propria attività allenante, un tipo di camminata con un’andatura molto veloce, ma che non arriva alla corsa. E’ indicata per migliorare il tono muscolare degli arti inferiori, la capacità cardiocircolatoria e aumentare il consumo calorico, senza però sollecitare troppo schiena e gambe, in quanto manca la fase di volo, e quindi l’impatto con il suolo.
S’inizia con due allenamenti a settimana, per arrivare a quattro o cinque.
Si parte con quindici minuti, e ogni tre sessioni s’incrementa di cinque minuti.
In fase di approccio la velocità di marcia cui bisogna mirare è di sei chilometri orari, pari a un chilometro ogni dieci minuti.
Questa velocità consente lo stesso consumo calorico che si avrebbe con la corsa lenta ma, come detto prima, senza sovraccaricare le caviglie, le ginocchia e la schiena.
Quando ci si allena con il Fit Walking, uno degli errori da evitare è quello di fare falcate troppo ampie. E’ invece preferibile aumentare la frequenza degli appoggi. Un passo corretto inizia con il tallone e finisce con l’alluce che spinge.
Un aspetto tecnico cui bisogna stare attenti è la giusta coordinazione tra braccia e gambe. Gli arti superiori, infatti, devono oscillare alternandosi con quelli inferiori.
Questo movimento deve essere preciso e costante, perché le braccia, oltre a dare stabilità ed equilibrio, contribuiscono alla spinta in avanti.
Devono essere flesse a 90° e sollevate rispetto al normale cammino.
Gli addominali, devono essere naturalmente contratti, le spalle rilassate, e il capo non inclinato in avanti.
Il Fit Walking non richiede una tenuta particolare, anche se consiglio di vestirsi come per la corsa, con una tuta oppure con pantaloncini e maglietta.
Fondamentali, invece, sono le scarpe. Buone quelle da corsa, sebbene attualmente siano disponibili calzature dedicate, molto leggere e flessibili, prodotte dai principali marchi di articoli sportivi.
L’attività del cammino, infatti, necessita di un ottimale utilizzo della spinta del piede, e quindi di una scarpa che ne faciliti l’azione corretta, e che sia allo stesso tempo confortevole ed adatta a lunghi percorsi.
Questa disciplina sportiva giova a tutti, in particolare a chi, come l’agente di commercio, passa molte ore in macchina oppure seduto in ufficio al computer.
E’ chiaro a chiunque che questa condotta di vita non è il massimo dal punto di vista fisico e salutistico.
Camminare è un ottimo esercizio fisico, il più naturale e istintivo. Certo anche passeggiare per negozi, o parcheggiare l’auto lontano dal luogo in cui ci si sta recando va bene, ma allenarsi con metodo fa raggiungere risultati migliori.
Continuiamo pure a macinare chilometri in auto, dunque, ma riscopriamo anche i vantaggi dello sport.
*Dottore in Scienze Motorie e massofisioterapista
Tag:benessere, fit walking, raccolta
Fare sport per lavorare meglio
30 Marzo 2012 Posted by Roberta Gatta Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Fare sport per lavorare meglio”
di Alfonso Palombo*
Il profitto e l’impegno sono, per chi svolge un lavoro autonomo, due facce della stessa medaglia. Questo legame, ben noto agli agenti di commercio, porta spesso a sacrificare il proprio tempo libero, soprattutto a scapito dell’attività sportiva. Si tratta però di una scelta miope, perché svolgere regolarmente attività fisica migliora in generale la qualità della vita e quindi anche quella lavorativa. Vediamo in che modo.
Una corretta attività fisica è la migliore strategia per risolvere o prevenire molte patologie dovute alla vita sedentaria. E’ scientificamente provato che allenarsi regolarmente è un’ottima prevenzione per le malattie cardiache o come detto prima, per problemi dovuti alla sedentarietà, come obesità, mal di schiena, eccetera. Nel 2009 l’organizzazione mondiale della sanità ha sancito ufficialmente la correlazione tra movimento, consumo calorico e miglioramento della salute.
EFFETTI DELL’ATTIVITA’ FISICA IN MERITO ALL’OBESITA’
Se con precise indagini si accerta che non siano presenti problemi ormonali. L’obesità può essere provocata da un eccesso di assunzione calorica, sicuramente spropositata rispetto al fabbisogno reale. Con l’attività sportiva si stimola il metabolismo basale, si bruciano più calorie e quindi è più facile controllare il peso corporeo.
EFFETTI DELL’ATTIVITA’ FISICA SULL’APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO
Esercitarsi in un’attività fisica vuol dire far lavorare la propria muscolatura, quindi migliorare il tono-trofismo e la forza, e così anche contrastare la perdita di tessuto muscolare, fenomeno naturale con il passare degli anni. L’attività fisica mantiene mobili e libere le articolazioni perché il movimento migliora le condizioni delle cartilagini rallentando le degenerazioni artrosiche. Inoltre da benessere alle ossa perché è una delle poche attività, scientificamente provate, che aumenta le possibilità di prevenire e controllare l’osteoporosi.
EFFETTI DELL’ATTIVITA’ FISICA SUL BENESSERE PSICOLOGICO
Che l’attività fisica con la produzione di endorfine sia in grado di ridurre i sintomi di ansia e stress è ormai da tutti riconosciuto. Basta chiedere a un runner della sensazione di benessere che prova dopo una corsa. O godersi lo scarico dello stress dopo una partita di tennis. Naturalmente sentirsi bene. Sentirsi forti. Stare bene con il proprio corpo, anche dal punto di vista estetico, migliora l’autostima. Interessanti studi sono stati fatti sugli anziani che svolgono una regolare attività fisica. Questi sentono il proprio stato di salute migliore rispetto ai coetanei, con notevoli benefici sulla vita di relazione e sulle sindromi depressive. Infine godono di maggiore indipendenza dai familiari.