Source: https://www.exeo.it/free/pubblica-utilita-dichiarazione-di-pu-termini-proroga_10458
Timestamp: 2018-02-23 10:41:48+00:00
Document Index: 98794022

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 107', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 107', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 166', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'e contrario', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art.13', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 13', 'art 21', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 13', 'art.169', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sussiste ipotesi di proroga dei termini per il completamento dei lavori e per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to delle attività espropriative e non ipotesi di rinnovo del procedimento, in mancanza di qualsiasi elemento che possa fare pensare ad una rivalutazione della fattispecie espropriativa e nuova ponderazione dell'assetto degli interessi coinvolti, sussistendo viceversa solo una valutazione di necessità in merito al prosieguo temporale dei vincoli scaturenti dalla dichiarazione di pubblica utilità.
L'amministrazione è titolare del potere di disporre la proroga dei termini originari della dichiarazione di pubblica utilità, con la conseguenza che le eventuali carenze procedimentali e motivazionali rilevano ai soli fini di evidenziare la non correttezza dell'uso del potere, ai fini dell'annullabilità del provvedimento.
Anche in disparte la disposizione attributiva di competenza, di cui all'art. 6 comma 7 del d.P.R. n. 327/2001 (che radica la competenza del dirigente dell'ufficio espropriazioni ove istituito a emanare "...ogni provvedimento conclusivo del procedimento o di singole fasi di esso..."), deve ritenersi che l'adozione dell'atto di proroga dei termini ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a della declaratoria di pubblica utilità, non esula dagli ordinari poteri gestori ex art. 107 comma 2 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, tenuto conto che ai medesimi è riconducibile addirittura l'emanazione di atti ablativi con immediata e diretta efficacia nella sfera giuridica dei destinatari.
L'art. 13 della legge n. 2359/1865 rimette la possibilità di proroga dei termini di ultimazione della procedura espropriativa e dei lavori all'autorità che li ha preventivamente fissati.
Il potere di proroga della dichiarazione di pubblica utilità costituisce un potere distinto da quello originario, basato su presupposti diversi e per l'esercizio del quale occorre farsi carico di nuova e diversa motivazione, di modo che esso ben può essere esercitato, nell'ambito della pubblica amministrazione che ha disposto la dichiarazione di pubblica utilità, da un organo diverso, al quale le norme applicabili riconoscano l'esercizio di tale potere.
L'art. 13, co. 2 della L. 2359/1865 (applicabile ratione temporis ai sensi del combinato disposto degli artt. 57 e 59 del DPR n. 327/2001), laddove attribuisce il potere di proroga dei termini previsti all'autorità che li ha stabiliti nella dichiarazione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ca utilità dell'opera, non definisce tale competenza in capo all' "organo" che ha emanato tale atto, ben potendo tale potere essere esercitato da organo diverso, al quale la normativa applicabile ne riconosca la facoltà.
L'art. 13, comma 5 DPR n. 327/2001, laddove attribuisce il potere di proroga dei termini previsti alla "autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera", non intende affatto circoscrivere una competenza esclusiva – una volta per tutte – in capo all' "organo" che ha emanato tale atto, ben potendo tale potere essere esercitato da organo diverso, al quale la normativa applicabile ne riconosca la facoltà.
Al fine di circoscrivere in capo all'organo che ha emanato l'atto originario anche il potere di proroga del medesimo, non può essere validamente utilizzato quanto previsto dall'art. 21-quater l. n. 241/1990, in tema di sospensione dell'efficacia dell'atto. Ciò in quanto: per un verso, anche tale norma ammette l'esercizio del potere (di sospensione) non solo da parte dell'organo emanante l'atto originario, ma anche da parte di "altro organo previsto dalla legge"; per altro verso, mentre la sospensione dell'efficacia dell'atto originario incide su ambiti di effic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti dall'organo emanante l'atto stesso (il che rende ragionevole l'identità del'organo), al contrario la proroga dell'efficacia di un atto costituisce esercizio di un potere autonomamente conferito dalla legge, al verificarsi di determinati presupposti.
In applicazione del principio del contrarius actus, la revoca ed in generale gli atti – come quelli di proroga della dichiarazione di pubblica utilità - di secondo grado devono seguire la medesima procedura osservata per l'adozione del provvedimento originario ed essere disposti dallo stesso organo che li ha emanati.
Il principio di tipicità degli atti amministrativi non osta alla configurabilità, ai sensi dell'art. 13 legge n. 2359/1865, di una proroga implicita della dichiarazione di pubblica utilità; tuttavia tale proroga implicita deve intervenire ad opera dell'organo competente a provvedere (nella specie il Consiglio Comunale, che aveva deliberato la dichiarazione di pubblica utilità), mediante un provvedimento esplicito (il cui solo contenuto implicito, cioè, sia costituito dalla proroga del termine della dichiarazione di pubblica utilità).
La proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità spetta all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...torità che ha approvato il progetto in origine (art. 13 comma 5 DPR 327/2001).
Ai sensi dell'art. 13 comma 5 del D.P.R. 327/01 è l'Autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera che può disporre la proroga dei termini previsti dai commi 3 e 4 per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni. Nei casi in cui la pubblica utilità discenda dal progetto definitivo approvato dalla Giunta Comunale, va affermata l'incompetenza del dirigente in merito alla suddetta proroga.
La proroga del termine (per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa), non può che essere accordata dallo stesso Organo che ha fissato il termine originario.
La proroga del termine (per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa) non può che essere accordata dallo stesso Organo che ha fissato il termine originario.
La proroga per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa non può che essere accordata dallo stesso Organo che ha fissato il termine originario.
La competenza a prorogare i termini per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa, appartiene allo stesso organo che ha fissato il termine o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Legittimo è il provvedimento di proroga dei termini della procedura di espropriazione, nel caso di specie relativa alla costruzione e all'esercizio dell'elettrodotto, adottato dal dirigente, non configurandosi tale atto quale emanazione di una nuova autorizzazione alla costruzione e all'esercizio dell'elettrodotto già intervenuta; ciò anche sulla base del generale principio della distinzione tra organi politici ed attività amministrativa di gestione, desunto dall'art. 107 D.L.vo 267 del 2000.
Il Presidente dell'ANAS, secondo lo Statuto approvato con Decreto Interministeriale del 27 luglio 2004 (applicabile ratione temporis) è parte del CdA ed esercita, tramite delega, tutte le funzioni di quest'ultimo (art. 16.3), ad eccezione di quelle nominalmente elencate nell'art. 18.2. Tra le attività non delegabili, ivi elencate, rientra "l'approvazione di progetti di valore superiore a 50 milioni di euro"; quest'ultimo ambito di competenza non delegabile riguarda la sola "approvazione" del progetto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tuendo un'eccezione rispetto alla regola generale, è di stretta interpretazione. Ne deriva che, una volta approvato il progetto da parte del CdA, il Presidente è investito di ogni competenza diversa dall'approvazione, inerente alla sua progetto, compreso dunque ogni provvedimento consentito dalla legge in materia di proroga dei termini di conclusione dell'espropriazione.
L'art. 6 del d.P.R. n. 327/2001 prevede che l'autorità competente alla realizzazione di una opera pubblica è anche competente alla emanazione degli atti del procedimento espropriativo che si rendano eventualmente necessari, e tra questi rientra senz'altro l'adozione degli atti di proroga dei termini di conclusione del procedimento espropriativo ove ragioni di forza maggiore abbiano determinato l'impossibilità di addivenire all'adozione dell'atto finale di acquisizione dell'area nel termine indicato con l'atto dichiarativo della pubblica utilità dell'opera (nel caso di specie Presidente Anas).
Va affermata la competenza del Presidente dell'ANAS ad adottare il provvedimento di proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità.
La proroga dei termini dell'espropriazione attiene ad una fase esecutiva del progetto,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te; attualizza una previsione di legge che consente la proroga. Ne deriva che non di vera e propria modifica della decisione del Cda si tratta, bensì di ordinario svolgimento di una potenzialità implicita in tale deliberazione, con la conseguenza che la proroga dei termini dell'espropriazione va ricondotta all'ordinario svolgimento del rapporto esistente tra Presidente dell'ANAS e CdA inerente l'esecuzione delle deliberazioni di quest'ultimo da parte del primo.
L'art. 4 comma 11 del DL 70/2011 (oggi inserito al c. 4 bis dell'art. 166 del d.lgs 163/2006), con riguardo alle opere di preminente interesse nazionale, concede esplicitamente al solo C.I.P.E. il potere di proroga della dichiarazione di pubblica, tra l'altro per "forza maggiore" e "giustificate ragioni", in coerenza con l'art. 13 comma 5 del DPR 327/2001.
La proroga della durata della dichiarazione di p.u., per esplicare regolarmente i suoi effetti, deve intervenire prim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...denza dei termini, sia in base al testuale disposto dell'art. 13 comma 5 tues, sia in base ai principi generali.
A norma dell'art. 13, commi 3, 4 e 5, d.P.R. n. 327/2001, l'autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera può disporre la proroga dei termini previsti dai commi 3 e 4 per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni. La proroga può essere disposta, anche d'ufficio, prima della scadenza del termine e per un periodo di tempo che non supera i due anni.
La proroga dei termini stabiliti da un atto amministrativo (dichiarazione di PU), ha la natura giuridica del "provvedimento di secondo grado", perché modifica, solo parzialmente, il complesso degli effetti giuridici delineati dall'atto originario. Di conseguenza, la proroga non richiede una rinnovata valutazione di tutti gli elementi istruttori posti a base dell'originario provvedimento, né esige la ripetizione di tutte le tappe procedimentali che hanno condotto all'adozione dell'atto modificato.
Il legislatore ha previsto la possibilità di una proroga dei termini posti a disposizione dell'Amministrazione per l'adozione dell'atto finale ablatorio, ma tale possibilità è subordinata a c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...en precise, costituite da causa di forza maggiore o comunque indipendenti dalla volontà dell'espropriante o a casi di particolare complessità.
La proroga dei termini entro i quali devono iniziarsi e completarsi le espropriazioni ed i lavori è istituto di carattere eccezionale, ancorato all'esistenza di obiettive difficoltà al compimento di atti espropriativi, in nessun modo dipendenti dalla volontà dell'ente espropriante; ciò in conseguenza del carattere non dovuto della proroga, dell'eccezionalitàdelle cause giustificative di essa, riconducibili alla forza maggiore o altre ragioni equiparabili, della natura perentoria dei termini di completamento dei lavori e delle procedure ablatorie in prima battuta prefissati nella dichiarazione di pubblica utilità.
I termini prestabiliti per la conclusione del procedimento espropriati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della legge n. 2359/1865), non sono dettati dalla legge ma sono fissati discrezionalmente dall'autorità che dichiara la pubblica utilità dell'opera; è dunque implicita nel sistema la possibilità di una proroga ugualmente discrezionale.
Il provvedimento di proroga dei termini non deve contenere l'indicazione di tutti e quattro i termini prescritti dall'art. 13 L. n. 2359/1865 (applicabile ratione temporis), ma solo del termine prorogato (in particolare, non avrebbe senso indicare la proroga dei termini per l'esecuzione dei lavori, qualora non sia contestato che essi siano stati comunque conclusi entro il periodo originario di vigenza della dichiarazione di pubblica utilità).
Quando la proroga dei termini ex art. 13 L. n. 2359/1865 interviene in un momento nel quale l'opera è, di fatto, già compiuta (o in avanzato stato di realizzazione) e i ritardi hanno riguardato non i lavori ma solo l'iter burocratico dell'espropriazione, la prova della permanenza e dell'attualità dell'interesse pubblico è in re ipsa e non necessita di altre motivazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do.
Il fatto che i lavori siano già compiuti non comporta, di per sé, l'estinzione del potere espropriativo, né rende meno doveroso il suo esercizio; e di conseguenza non esclude neppure che si proroghi il termine prestabilito per la conclusione del procedimento espropriativo, senza che possa essere invocato l'istituto dell'occupazione acquisitiva oggi abbandonato dalla giurisprudenza della Cedu e nazionale.
In una situazione di fatto nella quale concorrano queste due circostanze: (a) opera già compiuta o prossima al completamento, (b) imminenza dello scadere del termine per il decreto d'esproprio, la decisione di prorogare quest'ultimo termine è praticamente obbligata.
In ipotesi di proroga dei termini per il completamento della procedura espropriativa la circostanza che i lavori siano stati già ultimati e collaudati, lungi dall'evidenziare che tale atto sia privo di oggetto o di altro elemento essenziale, vale al contrario a segnalare la persistenza dell'interesse pubblico alla definizione del procedimento espropriativo, mediante acquisizione delle aree con rituale decreto.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PROROGA --> AMMINISTRATIVA... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...LIMINE
La circostanza che la proroga dei termini per la conclusione del procedimento espropriativo sia stata chiesta ed emessa a poca distanza dal suo scadere naturale (nel caso di specie quattro giorni prima), non è di per sé idonea ad inficiarne la legittimità.
La tesi secondo cui ai sensi dell'art. 13 della legge n. 2359/65 è consentita una ed una sola proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità contrasta, con le affermazioni di condivisibile giurisprudenza.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> L'art. 14 legge n. 2359/65 consiste in una norma speciale afferente ad un contesto differente da quello di cui all'art. 13 della medesima legge. Pertanto, il limite che ivi si trova non può essere riferito alla proroga prevista dall'art. 13 comma 2.
I presupposti ex art. 13 comma 5 DPR 327/2001 ai fini della proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità, come servono ad impedire che la mera inerzia sia adoperata per allungare senza limiti la procedura ablatoria, così manifestano pure il tempo effettivamente occorrente per superare le criticità di quest'ultima. Il legislatore certo ha fornito così una valutazione di massima sul periodo di tempo che si presume sufficiente a riportare la procedura nel suo iter fisiologico, indicato di regola in un biennio. Ma non ha pure vietato in modo espresso la reiterazione della proroga, ove a tal fisiologia non si possa pervenire, se sostenuta da una congrua motivazione sulla sussistenza di uno o più dei presupposti, entro il termine stimato (inferiore al biennio) o di legge.
Con l'art. 13 com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...7/2001 il legislatore ha fornito una valutazione di massima sul periodo di tempo che si presume sufficiente a riportare la procedura nel suo iter fisiologico, indicato di regola in un biennio. Ma non ha pure vietato in modo espresso la reiterazione della proroga, ove a tal fisiologia non si possa pervenire, se sostenuta da una congrua motivazione sulla sussistenza di uno o più dei presupposti, entro il termine stimato (inferiore al biennio) o di legge. Soltanto questo è il significato ritraibile dalla natura decadenziale (non perentoria, ché tal concetto afferisce al diritto processuale) del termine per la definizione del procedimento ablatorio, incappando nella decadenza non il caso fortuito o dipendente da fatto altrui non rimediabile, bensì l'inerzia colpevole della P.A. procedente.
E' estraneo alla disposizione di cui all'art. 13 comma 5 DPR 327/2001, un divieto di reiterazione al regime della proroga poiché essa, qualunque sia il termine che la P.A. ha adoperato in concreto per concludere il procedimento, resta sempre ancorata, nei propri presupposti legittimanti, solo alla specificità del singolo caso. Non v'è né un dato testuale, né uno funzionale in virtù del quale detta proroga debba es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta una ed una volta sola, ché, se così fosse stato, il legislatore ben avrebbe potuto formulare la norma con questa o una simile dicitura.
Appare illogico e contrario ad ogni regola di buona amministrazione mantenere una procedura espropriativa di aree già fatte oggetto di occupazione e di attività che ne hanno stravolto l'assetto oltre il termine già fissato per la chiusura della procedura, allorché in particolare sia stato oltremodo superato il termine di una prima proroga che pure appare plausibile in presenza di ragioni di forza maggiore che impongono di prolungare il compimento della procedura.
La "proroga della proroga" disposta in ordine al termine per il compimento delle espropriazioni, non è assolutamente concepibile in relazione alla regula iuris secondo cui l'opera pubblica deve essere eseguita in un arco temporale valutato congruo, così come limitato nel tempo deve essere il potere dell'amministrazione di mantenere in una posizione di soggezione i beni espropriabili. Ora il procrastinare (nel caso di specie) per ben tre volte lavori già prorogati una prima volta significa con evidenza infrangere il principio di certezza dei tempi cui l'azione amministrativa in tema di acquisi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iva dei beni dei privati alla mano pubblica deve attenersi.
L'art. 13 della n. 2359/1865, nel consentire la prorogabilità dei termini per le espropriazioni per casi di forza maggiore o per altre ragioni indipendenti dalla volontà dei concessionari, non stabilisce un limite numerico alle proroghe, di tal che, nell'ambito del rispetto del termine massimo per le espropriazioni, è possibile prorogare più di una volta il termine per le espropriazioni.
Riguardo alla proroga dei termini della dichiarazione di p.u., l'art. 13 comma 5 DPR 327/2001 pone l'accento sui «casi di forza maggiore» e di «altre comprovate ragioni». Sono appunto queste vicende, da interpretare in senso rigoroso, che danno il senso preciso non solo dell'an, ma pure del quantum della proroga ammissibile.
L'amministrazione ha il potere di prorogare i termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, in aderenza al dettato di cui all'art. 13, comma 5, del d.P.R. n. 327 del 2001, solo per un'ulteriore durata massima pari complessivamente a due anni, m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; esercitare quel potere, mediante successivi provvedimenti di proroga reiterati nel tempo (a prescindere, peraltro, dalle ragioni giustificative addotte), giungendo così a superare surrettiziamente quella durata massima.
Appaiono sicuramente illegittimi per il decisivo profilo riguardante la concretizzatasi violazione del disposto di cui all'art.13 comma 5 del DPR 327/2001, le proroghe degli effetti della dichiarazione di pubblica utilità che siano state adottate per un periodo di tempo che va oltre i due anni massimi previsti dal disposto legislativo che regge detti provvedimenti.
L'art. 13 della legge n. 2359/65 non pone un termine massimo alla proroga, ma richiede solo che: a) la proroga sia disposta prima dello scadere del termine originale; b) sia dovuta a causa di forza maggiore o eccezionale; c) che il provvedimento sia motivato. Non vi è quindi un limite massimo relativo alla proroga se non quello legato al principio della ragionevolezza e della motivazione dell'atto amministrativo.
La mancata notifica della proroga dei termini è eventualmente idonea a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re solamente la mancata tempestiva attivazione del rimedio impugnatorio da parte dell'interessato, ma non è assolutamente in grado di viziare il procedimento espropriativo, atteso, tra l'altro, che, in assenza di denuncia di altre illegittimità eventualmente idonee ad inficiare le proroghe disposte, pare calzante, nel caso di specie, la disposizione di cui all'art. 21-octies, comma 2, della legge n. 241 del 1990 e s.m.i..
La giurisprudenza amministrativa ritiene che la proroga, assumendo le stesse caratteristiche del provvedimento che ha dichiarato la pubblica utilità e non costituendo atto recettizio, acquisti efficacia con l'emanazione, così come, peraltro, il decreto d'esproprio ai sensi del comma 6 dell'art. 13 DPR 327/2001.
Il provvedimento di proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità non è atto recettizio e, quindi, può produrre i propri effetti a prescindere dalla conoscenza che possa averne avuto il proprietario.
La proroga dei termini di ultimazione della procedura espropriativa è atto non recettizio.
La proroga, assumendo le stesse caratteristiche del provvedimento che ha dichiarato la pubblica utilità e non costituendo quindi att... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, acquista efficacia con l'emanazione, cosicché è irrilevante che la sua notificazione sia intervenuta dopo la scadenza del termine originario.
L'atto di proroga della procedura ha natura non recettizia; la sua comunicazione ha rilevanza solo ai soli fini della decorrenza del temine per proporre impugnazione.
Deve ritenersi inapplicabile, con riferimento alla proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità, l'art 21-bis della legge n. 241/1990; ciò in quanto deve riconoscersi natura speciale al comma 5 dello stesso art. 13 DPR 327/2001 che non prevede che la comunicazione assurga a requisito di perfezionamento dell'atto, sicché la data della stessa non può essere presa in considerazione al fine di verificare il rispetto del termine previsto per l'emanazione della proroga.
Il provvedimento di proroga non è atto recettizio e, quindi, può produrre i propri effetti a prescindere dalla conoscenza che possa averne avuto il proprietario.
La proroga dei termini di durata dell'espropriazione non ha natura recettizia ed è condizionata solamente alla sua adozione prima della scadenza dei termini originari, non essendo applicabile a tale fattispecie la disc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rale di cui alla legge 241/90 (con la conseguenza che la mancata notifica del decreto di proroga ha effetti solamente sul termine per impugnarlo).
La previsione dell'art. 21 bis della legge n. 241 del 1990, deve ritenersi non applicabile in ipotesi di proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità, alla luce della normativa speciale di cu all'art. 13 comma 5 DPR 327/2001.
Il provvedimento di proroga dei termini fissati nella dichiarazione di pubblica utilità dall'art. 13 legge n. 2359/1865 presenta le stesse caratteristiche del provvedimento che ha approvato il progetto, e del quale si limita a prolungare l'efficacia, e, pertanto, acquista efficacia con la sua emanazione, e la sua eventuale mancata o tardiva comunicazione ha effetti solo sul termine di impugnazione.
La riapprovazione pura e semplice di un progetto di pubblica utilità o le approvazioni di mere varianti di progetto costituiscono sostanzialmente delle proroghe dei termini di espropriazione, proroghe però illegittime ove non riconnesse a cause di forza maggiore o ad altre ragioni di nece... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; indipendenti dalla volontà dell'Amministrazione.
Non può ritenersi prorogato il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità a seguito della nuova fissazione di termini contenuti in perizia di variante, qualora questa si riferisca ai soli "lavori di perizia".
Le modifiche al piano particellare in sede di progetto esecutivo previste dall'art.169 comma 6 del d.lgs 163/2006 e all'art. 12 comma 2 del DPR 327/2001 non prevedono la possibilità, in assenza delle condizioni di legge previste dall'art. 13 comma 5 del DPR 327/2001, di prorogare i termini della procedura espropriativa. Difatti, le previsioni di cui agli articoli citati disciplinano il potere di dichiarare la pubblica utilità delle parti in variante al progetto definitivo (in presenza di determinati presupposti) e, pertanto, non possono essere poste a base della proroga della pubblica utilità dell'intera opera.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dei termini della procedura espropriativa e dei lavori non può essere surrettiziamente disposta mediante approvazione di un nuovo progetto riguardante la medesima opera.
E' illegittima la proroga della dichiarazione di pubblica utilità emanata dopo la scadenza del termine finale per l'adozione del decreto di esproprio.
Il principio per cui è sufficiente che l'istanza di proroga venga depositata prima della scadenza di un termine affinché l'autorità competente vi provveda è in realtà applicabile solo con riferimento alle ipotesi di termini che coinvolgano in via diretta esclusivamente le due parti interessate (id est, il richiedente e l'autorità prorogante) e non già, viceversa allorquando siano immediatamente coinvolti anche soggetti terzi (nella fattispecie, gli espropriati). La proroga della d.p.u. (e non già la sola istanza), deve pertanto intervenire prima ancora della scadenza di quest'ultima.
La proroga del piano per l'edilizia economica e popolare prevista dall'art. 9 della L. n. 167 del 1962, può essere le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e concessa solo quando il termine finale di efficacia del piano stesso non sia ancora scaduto, atteso che la proroga del termine finale di efficacia di un atto deve aver luogo, indefettibilmente, prima del decorso di tale termine finale, verificandosi altrimenti la diversa ipotesi della rinnovazione degli effetti, che postula l'attivazione di un diverso procedimento. In materia di pianificazione territoriale ciò a cui si deve avere riguardo non è pertanto l'adozione del piano o la richiesta di proroga della efficacia del piano, ma la data dell'approvazione dello stesso.
L'istituto della proroga del termine, che per il suo carattere generale deve trovare applicazione anche ai termini stabiliti nelle ipotesi di pubblica utilità ex lege, potrà operare solo se la proroga venga disposta prima della scadenza del termine, senza che possa attribuirsi alcun rilievo all'eventuale maggior termine ancora in corso fissato per l'ultimazione dell'opera, che comporta a sua volta l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità se i lavori, iniziati tempestivamente, non vengano ultimati nel maggior termine fissato all'atto dell'approvazione del progetto.
La proroga del termine della dichiarazione di pubblica utilità dev... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re prima della sua scadenza; in caso contrario, non solo è illegittima la proroga, ma anche gli atti successivi della procedura espropriativa, ivi compreso il provvedimento di esproprio, emanato fuori dai termini proprio in ragione dell'illegittima proroga degli stessi.
I provvedimenti di proroga della vigenza della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e di urgenza delle opere emessi dopo la scadenza dei relativi termini di vigenza nonché dei termini di durata dell'occupazione del fondo, parimenti per la prima volta fissati, sono viziati da assoluta carenza di potere, con la conseguenza che gli stessi sono "ex se" insuscettibili di affievolire la posizione soggettiva del privato.
La natura perentoria del termine fissato dall'art. 13 DPR n. 327/2001 per le espropriazioni, nonché il principio generale applicabile all'esercizio del potere di proroga conferito dalla legge, comportano che il provvedimento di proroga, quale atto di esercizio in concreto di detto potere, deve essere adottato prima della scadenza del termine che si intende prorogare.
E' illegittimo l'atto di proroga dei termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità adottato dopo la scadenza del termine (pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inale di esecuzione dei lavori, considerando che il prolungamento dell'efficacia di un termine presuppone necessariamente che il termine da prorogare non sia ancora scaduto.
Il prolungamento dell'efficacia di un termine presuppone necessariamente che il termine da prorogare non sia ancora scaduto, per cui i termini fissati nella dichiarazione di pubblica utilità dall'art. 13 della legge n. 2359 del 1865 possono essere prorogati dall'Amministrazione al fine di prolungare l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità stessa, a condizione che la proroga si perfezioni prima della scadenza del termine che si intende prorogare.
E' illegittima la proroga dei termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità intervenuta dopo la scadenza del termine; ciò a prescindere dalla tempestività di richiesta della proroga medesima.
La proroga dei termini fissati per il compimento delle procedure espropriative, è da ritenersi illegittima qualora intervenuta tardivamente, allorché la dichiarazione di pubblica utilità aveva perso la sua efficacia.
Il prolungamento dell'efficacia di un termine presuppone che questo non sia ancora scaduto. Ne consegue che è ininfl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ini dell'accertamento della tempestività del decreto di esproprio, una proroga dei termini di efficacia della pubblica utilità adottata dopo la scadenza del termine quinquennale di pubblica.
La proroga di un termine deve intervenire, e non anche essere semplicemente richiesta, prima della sua scadenza. Il dato letterale della norma (art. 13 del DPR 327/2001) non riconosce spazio ad alcuna diversa interpretazione, né, del resto, si comprende per quale ragione la ratio della disposizione dovrebbe ritenersi frustrata dall'invio della richiesta di proroga nel momento in cui l'ente espropriante, avvedutosi dell'impossibilità di rispettare il termine per la conclusione del procedimento, ravvisi la necessità della proroga stessa: momento, questo, che può essere ragionevolmente anticipato in modo tale da consentire all'autorità che ha dichiarato la pubblica utilità di portare a compimento il proprio procedimento nel termine di legge.
A norma dell' art. 13, comma 5, del d.P.R. n. 327/2001, l'autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera può disporre la proroga del termine di cui ai commi 3 e 4 (termine per l'emanazione del decreto di esproprio) per casi di forza maggiore... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re giustificate ragioni; tuttavia detta proroga deve intervenire prima della scadenza del citato termine e può avere una durata non superiore ai due anni.
Il prolungamento dell'efficacia di un termine presuppone necessariamente che lo stesso non sia ancora scaduto; i provvedimenti di proroga emessi dopo la scadenza dei termini di vigenza sia della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori originariamente adottati, sia dei termini di durata dell'occupazione del fondo, parimenti per la prima volta fissati, sono viziati da assoluta carenza di potere, con la conseguenza che gli stessi sono "ex se" insuscettibili di affievolire la posizione soggettiva del privato.
Non si tratta di rinnovo" ma di "proroga" dei termini della dichiarazione di pubblica utilità, qualora la relativa determinazione sia intervenuta prima della scadenza del termine di efficacia dell'originaria dichiarazione.
Deve ritenersi senz'altro legittimo il provvedimento di proroga qualora tempestivamente adottato prima della scadenza del termine originariamente fissato per il completamento delle espropriazioni, e adeguatamente motivato in relazione alla sua finalità di consentire il rituale completam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ocedimento espropriativo.
La proroga dei termini di efficacia stabiliti da un atto amministrativo, in generale, non è ammissibile qualora l'atto la cui efficacia si intenda prolungare sia già scaduto; si richiede cioè che il provvedimento da prorogare sia ad "efficacia durevole", cioè che gli effetti del provvedimento originario non siano definitivamente esauriti.Tali considerazioni valgono anche in riferimento ai termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità ex art. 13 DPR 327/2001 ultimo capoverso.
Il prolungamento dell'efficacia di un termine presuppone necessariamente che il termine da prorogare non sia ancora scaduto, per cui i termini fissati nella dichiarazione di pubblica utilità dall'art. 13, l. n. 2359 del 1865 possono essere prorogati dall'Amministrazione al fine di prolungare l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità stessa, a condizione che la proroga si perfezioni prima della scadenza del termine che si intende prorogare.
La proroga dei termini per la conclusione del procedimento ablatorio deve intervenire prima che scada il termine che si intende prorogare .
Ai fini della tempostestività del provvedimento di proroga... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i della pubblica utilità, rileva il momento di adozione e non quello di notifica dell'atto; invero, la tempestività dell'atto di proroga secondo l'invocato principio dell'assenza di soluzioni di continuità tra atto prorogato e successiva proroga, non può dirsi condizionato dalla pretesa recettizietà di quest'ultima, a norma dell'art. 21 bis della l.n. 241/90, atteso che questo governa il profilo afferente alla produzione degli effetti dell'atto nei confronti del soggetto inciso, ma non anche la consumazione del potere, nel caso di specie di proroga, spettante all'Amministrazione.
La prorogabilità dei termini previsti dall'art. 13 L. n. 2359/1865 transita attraverso l'adozione del relativo provvedimento in data obbligatoriamente anteriore alla scadenza dei termini stessi, per come originariamente fissati.
Il concetto stesso di proroga dei termini di ultimazione dei lavori e di conclusione della corrispondente procedura espropriativa presuppone che il periodo cui essa è riferita non sia ancora scaduto.
Il prolungamento dell'efficacia di un termine (nel caso di specie per il compimento delle procedure espropriative), presuppone che questo non sia ancora scaduto.
A norma dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mma 5 DPR 327/2001, è consentita la proroga del termine entro il quale deve essere emanato il decreto di esproprio purché ciò avvenga prima della scadenza.
E' illegittima per violazione dell'art. 13 della legge 25 giugno 1865 n. 2359, la proroga de termini per l'espropriazione, intervenuta a termini scaduti.
La proroga dei termini per il completamento della procedura espropriativa disposta allo scopo di permettere all'Amministrazione di compiere il procedimento di espropriazione evitando le conseguenze negative derivanti dal mancato rispetto della procedura ablatoria, deve ritenersi senz'altro legittimo qualora tempestivamente adottato prima della scadenza del termine originariamente fissato per il completamento delle espropriazioni.
Illegittima la proroga della dichiarazione di PU disposta ex art. 13 comma 5 DPR 327/2001, intervenuta dopo la scadenza dei termini.
La proroga dei termini previsti per il compimento delle espropriazioni può essere disposta dall'Amministrazione (art. 13, comma 5, DPR n. 327/2001), purché prima della scadenza di detto termine, e sempre che tale determinazione sia sorretta da congrua e sufficiente motivazione.
L'Amministrazione non può,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... che fissa la proroga del termine della dichiarazione di PU, ed in presenza di una chiara manifestazione di volontà, provvedere a "interpretare" il proprio precedente atto, così diversamente determinando il dies a quo del termine che si intende prorogare.
La proroga della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e di urgenza delle opere emessa dopo la scadenza dei termini di vigenza originariamente fissati nonché dei termini di durata dell'occupazione del fondo, è viziata da assoluta carenza di potere.
La proroga dei termini di inizio e fine dei lavori e delle espropriazioni deve intervenire prima della scadenza dell'originaria pubblica utilità; in caso contrario il potere ablatorio, pur validamente sorto, è colpito da un'inefficacia sopravvenuta che sanziona ex nunc un vizio dell'iter procedimentale, integrandosi una fattispecie di cattivo esercizio del potere.
La proroga dei termini per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa, può avvenire purché prima che il termine sia scaduto.
La proroga dei termini finali di compimento della procedura espropriativa, non può intervenire a termini già scaduti, configurand... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... evenienza l'intento rivolto esclusivamente ad eludere il loro carattere perentorio.
Trascorsi i termini fissati ex art. 13 L. n. 2359/1865, la dichiarazione di PU diventa inefficace e non potrà procedersi alle espropriazioni se non in forza di una nuova dichiarazione ottenuta nelle forme prescritte dalla legge.
La dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace con il decorso dei termini stabiliti per il compimento dei lavori e delle espropriazioni. La proroga di tali termini, se tempestivamente disposta, si riflette automaticamente sulla dichiarazione di pubblica utilità, prolungandone l'efficacia.
Il prolungamento dell'efficacia di un termine presuppone che lo stesso non sia ancora scaduto. I termini fissati nella dichiarazione di pubblica utilità dall'art. 13 della L n. 2359/1865, possono pertanto essere prorogati dall'Amministrazione, a condizione che la proroga si perfezioni prima della scadenza del termine che si intende prorogare.
La proroga dei termini per la ultimazione delle espropriazioni, possedendo le stesse caratteristiche del provvedimento che ha approvato il progetto di opera pubblica, non è atto recettizio, per cui prima che sia scaduto il termine originario &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iente che l'atto di proroga venga emanato e non anche comunicato; la successiva comunicazione o notifica effetti solo sul termine di impugnativa.
Il prolungamento dell'efficacia di un termine presuppone che lo stesso non sia ancora scaduto, sicché l'amministrazione può legittimamente prorogare i termini fissati nella dichiarazione di pubblica utilità al fine di prolungarne l'efficacia, a condizione che la proroga si perfezioni prima della scadenza.
L'amministrazione competente, laddove ravvisi la necessità di prorogare i termini in considerazione dell'esigenza di completare l'opera non realizzata entro il termine previsto, debba attivarsi, ed emettere il provvedimento, finché permane l'efficacia della precedente dichiarazione di pubblica utilità. Diversamente, essa provvede senza averne più il potere.
Una volta spirato il termine finale per l'espropriazione, la dichiarazione di P.U. perde efficacia, ed è del tutto irrilevante l'esiguità dello spazio temporale intercorrente tra la scadenza e la proroga tardiva.
La proroga della dichiarazione di PU non può sopraggiungere postuma all'iniziale durata; in tal caso essa sarebbe inutiliter data, con l'inevit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tazione usurpativa dell'occupazione.
Una proroga della pubblica utilità o dell'occupazione legittima effettuata dopo la scadenza della pubblica utilità originaria, ad irreversibile tarsformazione del bene avvenuta, oltreché affetto da nullità derivata dalla mancanza della dichiarazione di p.u., deve considerarsi tamquam non esset, in quanto privo di causa e di oggetto essendo stato emesso quando già l'ente titolare dell'opera è divenuto proprietario del bene per accessione invertita.
E' irritale la proroga della dichiarazione di pubblica utilità intervenuta a termini già scaduti.
Non è possibile la proroga dei termini di PU dopo la loro scadenza ad irreversibile trasformazione del bene avvenuta, perché alla scadenza si è verificata l'accessione invertita.
La proroga dei termini non è possibile dopo la loro scadenza
La proroga dei termini di pu deve essere anteriore alla scadenza
Le proroghe legali dei termini di scadenza della pubblica utilità si intendono efficaci anche in assenza di atti a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vi dichiarativi.
La proroga legale del termine dell'occupazione d'urgenza opera nonostante si sia già verificata l'irreversibile trasformazione dell'area occupata, sicché, fino a quando tale termine originario o prorogato non sia spirato, il proprietario null'altro può pretendere se non la corresponsione della relativa indennità.