Source: https://www.bgt-grantthornton.it/notizie-flash/2019/nf-marzo-2019/pillole-di-giurisprudenza/
Timestamp: 2019-12-14 23:10:36+00:00
Document Index: 4515434

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 37', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1458', 'sentenza ']

NF 3/2019 - Pillole di giurisprudenza
sentenza n.164/1/19 del 4 febbraio 2019
L’emendabilità della dichiarazione dei redditi del contribuente affetta da errore oggettivo non può ritenersi sottoposta al limite temporale di cui all’art. 37, commi 5 e 6, del D.P.R. n. 633/72. Tale limite temporale riguarda la rimozione di omissioni o la eliminazione di errori suscettibili di comportare un pregiudizio per l’Erario, ma non anche la rettifica di dichiarazioni oggettivamente errate e quindi idonee a pregiudicare il dichiarante. Un simile orientamento era già stato espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 20119/2018.
Valenza presunzioni legali – sentenza n.7242 del 18 febbraio 2019
Le presunzioni legali previste dalle norme tributarie non possono costituire di per sé prova della commissione dei reati fiscali previsti dal D. Lgs. n. 74/2000. Tali presunzioni rappresentano esclusivamente elementi atti a giustificare misure cautelari a carico del soggetto interessato. Nel caso in esame un imprenditore era stato condannato solo sulla base di una serie di ingiustificati prelievi di cassa senza che il Giudice di merito avesse preso in considerazioni ulteriori elementi di riscontro.
Risoluzione immobili commerciali, sentenza n.348 del 9 gennaio 2019
In caso di risoluzione consensuale di un contratto di locazione di immobili commerciali, dovuto all’indampienza del conduttore, in cui le parti hanno specificato l’efficacia retroattiva, è comunque applicabile la tassazione IRPEF dei canoni di locazione. La retroattività della risoluzione non può essere infatti opposta ai terzi e, a maggior ragione, all’Amministrazione Finanziaria, non potendo pregiudicare la legittima pretesa medio tempore maturata a norma dell’art. 1458, co. 2 Cod.civ.
Abuso di diritto, sentenza del 26 febbraio 2019
Il divieto dell’abuso del diritto è un principio di portata generale della normativa dell’Unione. Pertanto i singoli contribuenti non possono avvalersi fraudolentemente o abusivamente delle norme del diritto dell’Unione. A fronte di pratiche fraudolente o abusive, le autorità fiscali e i giudici nazionali devono negare al contribuente il beneficio dell’esenzione dalla ritenuta alla fonte sugli utili distribuiti da una controllata alla propria società madre, stabilito dall’articolo 5 della direttiva 90/435, anche in assenza di disposizioni del diritto nazionale o convenzionali che ne prevedano il diniego.