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Timestamp: 2018-09-23 03:07:12+00:00
Document Index: 59415093

Matched Legal Cases: ['art. 126', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 44', 'art. 38', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 19', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 2']

30 risposte alle domande più frequenti sul diritto della RPC per chi si affaccia sul mercato cinese
A quando risale la vigente Costituzione della Repubblica Popolare Cinese?
La Costituzione attualmente in vigore nella Repubblica Polare Cinese risale al 1982: il suo testo originario ha tuttavia subito alcuni emendamenti nel 1988, nel 1993, nel 1999 e, da ultimo, nel 2004.
Esiste un codice civile in Cina?
Nella Repubblica Popolare Cinese non esiste un vero e proprio codice civile, ma un corpus normativo assai breve, i Principi Generali di Diritto Civile, risalenti al 1986, che disciplinano i soggetti di diritto, i diritti reali, le obbligazioni negoziali, la responsabilità civile ed il diritto internazionale privato. Le altre aree tradizionalmente disciplinate all’interno dei codici civili occidentali sono regolate da leggi speciali (Legge sul matrimonio, Legge sui contratti, Legge sulle successioni, ecc.).
Quali sono i settori in cui è possibile effettuare investimenti stranieri?
I settori sono classificati all’interno del Catalogo di orientamento per gli investimenti esteri, periodicamente aggiornato dalla Commissione di Stato per lo Sviluppo e le Riforme. In relazione ai vari settori, tale Catalogo suddivide gli investimenti esteri tra proibiti, limitati e incoraggiati. Quei settori che non rientrano nelle tre categorie citate sono da considerarsi aperti agli investimenti stranieri.
La legislazione cinese consente la costituzione di società ad investimento interamente estero?
È possibile costituire società a capitale interamente estero a partire dal 1986, grazie alla Legge sulle Wholly Foreign Owned Enterprises (WFOE), modificata nel 1990 e nel 2000 e dal relativo Regolamento di attuazione .
In un contratto di Joint Venture, è possibile scegliere un diritto applicabile diverso da quello cinese?
A differenza della generalità dei contratti che presentino un collegamento con l’estero, per i quali vale il principio di libertà di scelta delle parti del diritto nazionale applicabile, per il contratto di joint venture (si tratti di Equity Joint Venture ovvero di Contractual Joint Venture), ciò non è consentito, ai sensi dell’art. 126 della Legge sui contratti.
Come evitare che il marchio italiano sia contraffatto in Cina?
È innanzitutto consigliabile registrare il marchio (anche la trascrizione in cinese del nome italiano), secondo le modalità indicate dalla Legge marchi e dal relativo Regolamento di attuazione. In particolare, sono possibili due vie:
1. estensione della registrazione internazionale, presentando richiesta alla World International Property Organization;
2. registrazione diretta depositando apposita domanda presso l’Ufficio Marchi cinese.
Esistono accordi tra Italia e Cina in materia di tassazione degli investimenti e delle persone fisiche?
Sì, tra i due paesi è in vigore un Accordo contro le doppie imposizioni siglato a Pechino il 31 ottobre 1986: in base all’art. 2, rientrano nell’ambito di applicazione della normativa tanto le imposte sul reddito delle persone fisiche quanto quelle sul reddito delle joint ventures sino-estere e delle imprese estere.
Come è possibile ottenere tutela dei diritti di proprietà intellettuale presso le dogane cinesi?
Alla luce del Regolamento in materia di tutela doganale dei diritti di proprietà intellettuale del 2004 (e della relativa disciplina di attuazione), è possibile registrarsi presso le autorità doganali cinesi (General Administration of Customs, GAC): la registrazione garantisce una protezione di durata decennale, rinnovabile alla scadenza. È comunque possibile richiedere tutela (blocco dell’importazione o esportazione delle merci sospette, previo deposito di cauzione), anche in caso di mancata registrazione preventiva, presentando tempestivamente apposita domanda e la documentazione necessaria.
A quali autorità cinesi rivolgersi per lamentare violazioni della proprietà intellettuale?
In base al sistema vigente in Cina del cd. “doppio binario” (cfr. Legge sul diritto d’autore, Legge Marchi, ecc.) ,è possibile scegliere tra il ricorso alle autorità amministrative di volta in volta competenti (AIC, Copyright Administration, …) e l’azione giudiziaria dinanzi alle Corti specializzate in materia di proprietà intellettuale, presenti in tutte le province e principali città della Cina.
Cosa può essere brevettato in Cina?
In Cina possono essere brevettati invenzioni, modelli di utilità e design, come definiti all’art. 2 Legge Brevetti. Non sono brevettabili, invece, le scoperte scientifiche, le regole e i metodi di ragionamento, i metodi diagnostici o terapeutici, le varietà animali e vegetali e le sostanze ottenute mediante un processo di trasformazione nucleare (art. 5 Legge Brevetti).
Occorre versare una tassa annuale per le invenzioni brevettate in Cina?
Sì: il mancato versamento della tassa annuale è causa di estinzione del brevetto ai sensi dell’art. 44 Legge Brevetti. In caso di semplice ritardo, comunque contenuto entro il limite dei 6 mesi, è applicata una sanzione pecuniaria pari al 5% dell’ammontare della tassa per ogni mese di ritardo.
Quanto dura la tutela del marchio registrato in Cina?
La registrazione del marchio ha una validità di 10 anni, che può essere rinnovata di volta in volta per 10 anni (art. 38 Legge Marchi). Occorre ricordare che nel caso del marchio registrato in base all’Accordo di Madrid sulla registrazione internazionale dei marchi (vigente anche nella RPC dal 1989), l’estinzione del marchio registrato nel paese di origine determinerà l’estinzione anche del marchio registrato in via internazionale.
Come registrare un dominio internet .cn e come tutelarlo?
La registrazione deve essere effettuata presso il China Internet Network Information Center (CNNIC) tramite un’agenzia di registrazione autorizzata, mediante richiesta da presentarsi anche via internet o per e-mail (Regolamento sui Domain Names, Regolamento di attuazione sulla registrazione dei Domain Names). È possibile ottenere tutela avverso le altrui registrazioni di domain names in malafede dinanzi alle commissioni arbitrali della CIETAC (China International Economic and Trade Arbitration Commission) o dell’HKIAC (Hong Kong International Arbitration Centre) oppure innanzi ai giudici, qualora la registrazione realizzi un atto di concorrenza sleale o la violazione di un marchio registrato.
Di quale tutela può godere un marchio che non sia stato registrato in Cina?
Le possibilità di ottenere tutela per un marchio non registrato in Cina sono abbastanza limitate: in virtù della Legge sulla concorrenza sleale e della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale, è prevista la cancellazione del marchio identico o imitativo rispetto ad un altro marchio anche non registrato, ma è necessaria la prova – non semplice da raggiungere su un piano di fatto - della malafede altrui. Più ampia ed agevole la tutela del marchio non registrato quando sia classificato dalle autorità cinesi come marchio rinomato in Cina, ma si tratta un’ipotesi particolare (e marginale), data la difficoltà di soddisfare i criteri di cui all’art. 14 Legge marchi e all’art. 3 Regolamento SAIC sui marchi rinomati.
Il contratto di licenza sul copyright deve essere redatto per iscritto?
La Legge sul diritto d’autore richiede la forma scritta solo per i contratti di cessione oppure di licenza esclusiva: in tali casi è necessaria altresì la registrazione dell’accordo presso la competente Copyright Administration. Quando, invece, la licenza sul copyright non è esclusiva, la forma è libera (è quindi sufficiente un semplice accordo orale).
Di quale tutela godono i segreti commerciali in Cina?
In assenza di una normativa apposita, si fa riferimento alla disciplina in materia di concorrenza sleale: in particolare, sono sanzionati dal diritto cinese l’ottenimento del segreto commerciale mediante furto, coercizione o altri metodi “scorretti”, la sua divulgazione o utilizzazione diretta o indiretta e la violazione di richieste o patti di non divulgazione aventi ad oggetto informazioni a carattere confidenziale (artt. 10 e 25, Legge concorrenza sleale).
La legge cinese richiede l’obbligo di registrazione del software?
In conformità con gli impegni assunti con l’adesione alla WTO, la Cina ha abolito l’obbligo di registrare il software. La registrazione, pertanto, rappresenta adesso una opportunità lasciata alla scelta del singolo come misura di cautela aggiuntiva (cfr. Regolamento per la protezione del software).
È indispensabile l’approvazione delle autorità cinesi per i contratti di trasferimento di tecnologia?
Solo alcuni contratti di trasferimento di tecnologia necessitano di una specifica approvazione da parte delle autorità cinesi: ciò avviene ogni qualvolta il contratto abbia ad oggetto una tecnologia che la normativa cinese qualifichi come tecnologia soggetta a restrizioni (restricted technology). Per le tecnologie ad importazione/esportazione libera (cd free technologies) è sufficiente la semplice registrazione. Per la classificazione delle tecnologia il Regolamento sull’amministrazione dei trasferimenti di tecnologia fa rinvio alla Legge sul commercio estero e ad appositi Cataloghi in materia.
Esistono clausole non ammesse dalla legge cinese nei contratti di trasferimento di tecnologia?
Sì: sono le clausole che la legge cinese individua all’art. 29 Regolamento sull’amministrazione dei trasferimenti di tecnologia, qualificandole come restrittive. In particolare, non è consentito imporre a colui che riceve la tecnologia clausole aggiuntive non necessarie, limitazioni alla possibilità di apportare miglioramenti alla tecnologia, restrizioni irragionevoli all’acquisto di materie prime, alla produzione, all’esportazione, ecc.
È possibile utilizzare la tecnologia, una volta scaduto il contratto avente ad oggetto il relativo trasferimento?
Diversamente rispetto al passato, è possibile solo se espressamente concordato dalle parti (art. 28 Regolamento sull’amministrazione dei trasferimenti di tecnologia): in caso contrario, dopo la scadenza del contratto, la parte fornitrice della tecnologia può opporsi a qualunque utilizzo sia fatto dal soggetto che l’ha ricevuta.
Come si costituisce un Ufficio di Rappresentanza in territorio cinese?
Nella maggior parte dei casi è sufficiente espletare le formalità di registrazione dell’Ufficio di Rappresentanza presso gli uffici dell’Administration for Industry and Commerce (AIC). In alcuni settori (banche, assicurazioni, revisione contabile, studi legali, telecomunicazioni, ecc.) permane l’obbligo di ottenere la preventiva approvazione da parte dei dipartimenti locali del Ministero del Commercio (MOFCOM o MOC).
Come possono le imprese straniere assumere dipendenti cinesi?
A differenza delle società cinesi ad investimento estero -ammesse all’assunzione diretta del personale-, le Foreign Enterprises devono rivolgersi ad apposite agenzie autorizzate per poter assumere dipendenti.
In ogni caso, il contratto di lavoro, stipulato per iscritto, deve essere autenticato dal competente Labour Bureau: a tale scopo, il contratto deve essere presentato, insieme alla documentazione prevista dalla legge, nel termine di 1 mese dal giorno in cui il dipendente ha preso servizio. Il contenuto minimo del contratto è individuato dall’art. 19 Legge sul lavoro.
Sono previsti dei requisiti minimi di capitalizzazione per le società cinesi?
La Legge sulle società prevede all’art. 26 in linea generale, per tutte le società costituite in Cina (ivi incluse le società cinesi ad investimento estero), il requisito minimo di capitalizzazione pari a 30.000 Rmb (circa 3.000 €). Risulta pertanto notevolmente ridotta la soglia rispetto a quelle in vigore fino al 2005, pari a 500.000, 300.000 e 100.000 Rmb, differenziate in relazione all’ambito di attività della società in questione (produzione, vendita all’ingrosso o al dettaglio e servizi).Poiché la Legge sulle società fa salve eventuali normative specifiche vigenti, la soglia dei 30.000 Rmb può risultare più elevata in alcune aree geografiche e per determinati settori.
Possono le società ad investimento estero svolgere attività commerciali?
In ossequio agli impegni assunti con l’adesione alla WTO, la Cina ha aperto il settore della distribuzione alle società ad investimento estero: adesso, pertanto, anche le Foreign Invested Enterprises (FIE) sono ammesse a svolgere attività di agenzia, vendita all’ingrosso, vendita al dettaglio e franchising (cfr. Misure sull’amministrazione degli investimenti esteri nel settore commerciale). I requisiti minimi di capitalizzazione per le FIE che operino in questi settori sono stati equiparati a quelli stabiliti per tutte le società cinesi.
Come procurarsi in Cina un terreno ad uso industriale?
Poiché la proprietà del suolo in Cina è statale o collettiva, è possibile acquistare esclusivamente un semplice diritto d’uso del terreno Land Use Right. In base alla Legge sull’amministrazione del suolo, è possibile acquistare il diritto d’uso direttamente dalle autorità cinesi – presentando richiesta al locale Land Administration Bureau – oppure sul mercato (secondo le modalità dell’asta o della negoziazione presso il land use right exchange market dal legittimo titolare di un diritto d’uso del suolo, il quale può trasferirlo nei limiti della durata prevista nell’originaria concessione da parte delle autorità cinesi. Occorre, in ogni caso, considerare che negli investimenti in forma di Joint Venture, il diritto d’uso rientra generalmente nei conferimenti operati dal partner cinese.
È possibile e a quali condizioni ottenere finanziamenti bancari in Cina?
Sia imprese che individui possono ottenere finanziamenti bancari. Ai cittadini stranieri è richiesta la residenza nella località presso la quale è sita la banca. Alle imprese è invece generalmente richiesto di avere un deposito presso la banca erogatrice del mutuo, il rilascio di garanzie reali o altre forme di garanzia e di sottoscrivere un rapporto sullo studio di fattibilità del progetto. Gli standard generali riguardo ai tassi di interesse, alla durata dell’ammortamento del prestito, alle penali applicabili e altre condizioni sono dettati dalla Banca Popolare di Cina (People’s Bank of China, PBOC).
Come si computa la base imponibile per le società straniere (Foreign Enterprises, FE) o ad investimento straniero (Foreign Invested Enterprises, FIE)?
La base imponibile dovrà essere calcolata alla stregua dei criteri individuati dall’art. 10 del Regolamento di attuazione della Legge sulle imposte sul reddito delle FIE e delle FE, che opera una distinzione tra società produttive, società di servizi e società di commercio:
- Società produttive: ricavi (derivanti dalla vendita dei prodotti) + altri ricavi diretti + sopravvenienze attive – spese non operative;
- Società di commercio: ricavi (derivanti dalla vendita) + ricavi (derivanti dalle altre attività) + sopravvenienze attive – spese non operative;
- Società di servizi: ricavi netti + sopravvenienze attive – spese non operative.
È eseguibile in Cina qualunque lodo arbitrale?
La Repubblica Popolare Cinese, che ha aderito alla Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali, non consente l’esecuzione dei lodi espressi da collegi arbitrali composti ad hoc: in Cina risulta, dunque, ammessa l’esecuzione dei soli lodi pronunciati da organismi arbitrali istituzionali (cd. arbitrato amministrato).
Vi sono materie non arbitrabili secondo la legge cinese?
Sì: alla luce dell’art. 3 Legge sull’arbitrato, sono considerate non arbitrabili le controversie in materie di successioni e diritto di famiglia. Inoltre, l’art. 2 della Legge sull’arbitrato esclude che possano essere risolte da arbitri le controversie tra soggetti di non eguale status (ad esempio, ricorsi contro la Pubblica Amministrazione e controversie tra lavoratore e datore di lavoro).
È possibile acquisire società cinesi?
Sì, negli ultimi anni la legislazione cinese ha gradualmente ammesso l’acquisizione di aziende pubbliche e private cinesi e la loro trasformazione in imprese a investimento estero. In caso di società statali, la legge impone una serie di vincoli finalizzati a evitare le svendite sottocosto (cfr. Interim Provisions on M&A of Domestic Enterprises by Foreign Investors).