Source: http://www.longrangeitalia.com/la-detenzione-delle-munizioni/comment-page-1/
Timestamp: 2017-06-23 03:40:53+00:00
Document Index: 100840051

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 73', 'art. 58', 'art. 97', 'art. 13', 'art. 51', 'art. 97', 'art. 51', 'art. 13', 'art. 51', 'art. 39', 'art. 22', 'art. 697', 'art. 697']

LA DETENZIONE DELLE MUNIZIONI - Long Range Italia a.s.d.
pborgioni	29 comments
In più occasioni ci sono stati indirizzati quesiti circa le modalità di detenzione delle munizioni. La materia, recentemente modifica dal Decreto Legislativo n. 204 del 2010 (ossia il recepimento della Direttiva Comunitaria 2008/51/CE), evidentemente non è ben chiara e, quindi, pensiamo di fare cosa gradita tornando sull’argomento per dare maggiori spiegazioni sulle norme che disciplinano le procedure di acquisto, denuncia e detenzione delle munizioni.
In premessa bisogna ricordare che le munizioni per le armi da fuoco sono classificate tra gli esplosivi di I^ Categoria di cui all’Allegato A del Regolamento del TULPS (mentre le cartucce da segnalazione o quelle per uso tecnico rientrano tra i prodotti di IV^ Categoria). Pertanto, le modalità di acquisto sono quelle stabilite, in via generale per tutti i prodotti esplodenti, dall’articolo 55 del Testo Unico delle Leggi di P.S.; quindi, per poter acquistare cartucce occorre essere in possesso di un idoneo titolo di acquisto, ossia un porto d’armi o un Nulla Osta all’acquisto.
Pertanto, in ottemperanza a quanto stabilito dall’articolo 38 del TULPS, è obbligatorio denunciare il possesso di munizioni entro le 72 ore successive al momento dell’acquisto o della loro produzione domestica; al riguardo, è opportuno precisare che le munizioni detenibili possono essere acquistate solo presso un’armeria o realizzate previa ricarica. Infatti, mentre la legge consente la cessione tra privati delle armi o il loro comodato (art. 22 della 110 del 1975) non prevede la stessa possibilità per le munizioni. Inoltre, chi detiene polvere da caricamento, potrà utilizzarla per ricaricare delle munizioni e, quindi, dovrà successivamente denunciarle. Ad onor del vero, bisogna dire che una circolare del Ministero dell’Interno ha consentito l’attività di ricarica, ma essa era riferita alle munizioni che venivano acquistate in armeria, sparate e, quindi, successivamente ricaricate. Realizzare le proprie munizioni partendo dall’acquisto delle sole componenti della cartuccia potrebbe essere intesa come attività di “fabbricazione”. In alcuni casi, tuttavia, l’attività di ricarica è una effettiva necessità, quando cioè si ha bisogno di avere a disposizione munizioni che sono introvabili sul mercato (tutte le cartucce a polvere nera o quelle di nuova introduzione non ancora prodotte a livello industriale). Chi acquista munizioni, pertanto, le dovrà denunciare allegando alla propria comunicazione la ricevuta (o modello 38 PS) rilasciata dall’armeria, mentre una denuncia di munizioni prodotte ex-novo a seguito di ricarica potrà farla solo chi aveva già denunciato il possesso di polvere da sparo. Se, invece, si ricaricano cartucce già acquistate in armeria e denunciate, non ci sarà bisogno di procedere alla loro denuncia, trattandosi, come vedremo, di una ipotesi di reintegro.
Sono esentati dall’obbligo di denunciare il possesso delle munizioni (così come delle armi) alcuni soggetti, quali quelli elencati dall’art. 73 del Regolamento del TULPS, i poligoni del T.S.N. ed i musei pubblici.
Denunciare le munizioni significa comunicare all’autorità di P.S. il numero e la specie delle cartucce possedute, ossia il loro calibro; nessuna norma o circolare ministeriale impone di indicare la marca delle stesse, anche se l’articolo 58 del Regolamento del TULPS, laddove stabilisce che nella denuncia vanno indicate le “caratteristiche” delle armi e delle munizioni possedute potrebbe essere interpretato in tal senso. Questa possibile interpretazione restrittiva, come vedremo, non collima con quanto previsto da una recente circolare ministeriale che avremo in seguito occasione di esaminare.
Lo stesso articolo del Regolamento sopra citato, impone anche di comunicare ogni variazione nel numero e nella specie delle armi e munizioni possedute.
Questa norma, tuttavia, deve oggi essere interpretata alla luce di quanto è stato previsto con la circolare ministeriale di cui abbiamo sopra accennato, ovvero la n. 557/PAS.10611-10171.(1) del 7 agosto 2006 (il cui testo integrale potete leggere nella raccolta pubblicata su questo sito). La predetta circolare, alla luce anche di quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione, si è espressa in merito alla corretta interpretazione da dare all’articolo 58 del Regolamento. Per il Ministero dell’Interno, laddove la norma citata prevede che debba essere comunicata all’Autorità di P.S. ogni variazione delle armi, munizioni ed esplosivi detenuti, per quanto riguarda le cartucce, questa affermazione va riferita esclusivamente all’aumento del numero di quelle detenute. Non sussiste, quindi, l’obbligo di comunicare le variazioni in diminuzione delle munizioni già denunciate, così come non dovrà essere denunciata la successiva acquisizione di ulteriori munizioni acquistate o ricaricate per reintegrare quelle consumate. Pertanto, se non è necessario comunicare il successivo acquisto di cartucce necessarie a reintegrare quelle consumate, appare illogico pensare che si debba indicare in denuncia la loro marca e tipo, perché questo dato diventerà superfluo nel momento che le munizioni verranno consumate e poi reintegrate, in quanto non si può pretendere che il soggetto che ha fatto la denuncia sia costretto ad acquistare sempre lo stesso tipo di cartucce (che nel frattempo potrebbero anche non essere più reperibili sul mercato).
Nella denuncia deve essere indicato il luogo in cui le munizioni, così come le armi, saranno detenute. Questo luogo non deve necessariamente coincidere con quello di residenza del possessore. Il terzo comma dell’art. 58 del Regolamento del TULPS, infatti, impone di comunicare il luogo (allora nel Regno) dove le armi e le munizioni si trovano. La possibilità di detenere armi e munizioni in luoghi diversi dall’abitazione è espressamente prevista dall’articolo 52 del Codice Penale. Si tratta della norma che prevede la scriminante della “Difesa Legittima”, nella quale si afferma espressamente che possono essere usate a tale scopo le armi legittimamente detenute nella dimora o sui luoghi di lavoro (negozio, ufficio, officina, laboratorio, studio ecc…). La Cassazione ha sancito, quale unico vincolo per colui che denuncia armi (e, quindi, anche munizioni), l’esistenza di una diretta correlazione tra luogo scelto per la custodia e possessore, ossia che il soggetto detentore abbia la piena disponibilità del luogo scelto per custodirle. Ciò in quanto, se l’Autorità di P.S. dovesse decidere di effettuare un controllo sulle armi e le munizioni detenute, dovrebbe sempre essere posta nella condizione di farlo.
Inoltre, in base a quanto previsto dall’articolo 26 della legge 110 del 1975, non si ha l’obbligo di denunciare la detenzione di munizionamento spezzato caricato a “pallini”, se non eccedente il quantitativo di 1000 pezzi. Ciò significa che, se si detengono 1200 cartucce da caccia, di cui 900 costituite da munizioni a pallini, si avrà l’obbligo di denunciare solo le 300 cartucce diverse. Questo, però, non significa che le munizioni a pallini non denunciate non debbono essere conteggiate nel numero totale di cartucce detenibili. Semmai, può suscitare dubbi l’interpretazione del termine “a pallini” usato dal legislatore. La norma, infatti, non chiarisce (né lo ha mai fatto alcuna circolare ministeriale) cosa si debba intendere per pallini. Personalmente non mi sento di condividere l’opinione in base alla quale, in assenza di una specifica tecnica, si debba estendere l’esenzione prevista dal citato articolo 26 a tutte le munizioni spezzate da caccia. Se così fosse, il legislatore non avrebbe utilizzato nel testo il termine “pallini”, a mio avviso, invece, utilizzato proprio per far capire che da questa agevolazione rimangono escluse le cartucce caricate a pallettoni. Il vero dilemma al riguardo è, semmai, capire quando una sfera di piombo cessa di essere un pallino e diventa un pallettone. Per dirimere questo dubbio, ci possono aiutare i cataloghi commerciali delle varie aziende che producono munizioni spezzate. Sui loro cataloghi le varie ditte del settore indicano come cartucce a pallettoni quelle caricate con sfere aventi diametro pari o superiore ad una misura variabile tra i 4,5 ed i 5,5 mm (le numerazioni con le quali si indicano queste cartucce variano a seconda che le aziende adottino la scala europea o quella statunitense). Per non incorrere in inutili rischi con la legge (che significherebbero sospensione immediata del porto d’armi), consiglio di denunciare sempre tutte le munizioni possedute, anche se ritenute a pallini.
Per concludere, ricordiamo quali sono i limiti detentivi delle munizioni, stabiliti dall’art. 97 del Regolamento del TULPS, anch’esso modificato dal Decreto Legislativo 204 del 2010.
Un possessore di licenza di porto d’armi (di qualsiasi tipo) o coloro che possono portare armi in virtù della loro qualità permanente, possono detenere 200 cartucce da pistola e 1500 cartucce da caccia. A tal proposito è opportuno ricordare che, dal 1° luglio 2011, ossia con l’entrata in vigore del D.to L.vo 204/2010, sono considerate da caccia tutte le munizioni il cui calibro sia non inferiore ai 5,6 mm; è superato, quindi, il riferimento alla lunghezza del bossolo non inferiore ai 40 mm, che continua a figurare nell’art. 13 della legge 157 del 1992, ma trattandosi di norma precedente, deve ritenersi ormai implicitamente abrogata da una norma successiva nel tempo. Lo stesso decreto, tuttavia, ha stabilito che di cartucce da caccia, ma in calibro da pistola, se ne possano detenere solo 200. Ciò significa che, delle 1500 cartucce da caccia che potrò detenere, solo 200 potranno essere da pistola. Per intenderci, quindi, se possiedo una pistola in cal. 357 magnum ed una carabina dello stesso calibro, potrò detenere complessive 400 cartucce in quel calibro ed altre 1300 nei calibri tipici da fucile, sia a canna liscia che rigata. Unica difficoltà interpretativa della nuova normativa è rappresentata dalla mancanza di una definizione della munizione da pistola; ad esempio, ci sono cartucce che sono nate per essere usate su carabine, ma che poi hanno trovato un maggior impiego nelle pistole (tipo il 45 L.C.) o cartucce che, seppur di piccole dimensioni, sono tipicamente da carabina (vedasi il 30 M1).
Infine, coloro che abbiano ottenuto la licenza di deposito munizioni prevista dall’art. 51 del TULPS, possono detenere ulteriori 1500 cartucce da pistola. In questo caso, gli abilitati potranno detenere 1700 cartucce da pistola (ossia le 200 previste dall’art. 97 del Reg. TULPS alle quali vanno a sommarsi le 1500 consentite dalla licenza di deposito); se si considera poi che anche tra quelle da caccia vi possono essere 200 cartucce da pistola, si arriva ad un totale di 1900 cartucce in calibro per arma corta complessivamente detenibili. Di queste, però, ne potranno essere trasportate non più di 600 contemporaneamente. La licenza di deposito è stata introdotta e disciplinata da tre distinte circolari ministeriali, i cui testi potete trovare nell’area giuridica del sito.
#1 | Comment from Pierluigi Borgioni
Per rispondere a Domenico, vi ricordo che il non obbligo di denunciare la diminuzione delle munizioni regolarmente detenute ed il loro successivo reintegro è stato previsto dalla circolare ministeriale del 7 luglio 2006, il cui testo integrale trovate su questo sito.
#2 | Comment from domenico
salve come posso fare per evitare di andare ogni volta in caserma per dichiarare l’acquisto di 200 munizioni?ho 2 pistole una 9×21 e una cal 22. se volessi sparare ogni tanto con l’una o con l’altra devo comprare 100 munizioni di un tipo e 100 dell’altro o 200 di uno e 200 di un’altro? grazie
#3 | Comment from Paolo
Grazie Alessandro, il tuo commento di sicuro ha aiutato ad allargare gli orizzonti sul tema della detenzione di munizioni che sembra essere così variegato quando in realtà non lo è affatto. Se il limite è fissato a 200, tale limite se non specificato vale in assoluto e cioè per intenderci a qualsiasi ora del giorno e della notte e a casa piuttosto che nello zainetto che viaggia verso il poligono. Come tu hai ben detto se non si vogliono inutili guai è sempre meglio considerare la normativa nella sua interpretazione più restrittiva, quindi di fronte a qualsiasi dubbio mai superai le 200 unità
#4 | Comment from Alessandro Caponeri
Ciao a tutti, il tema della detenzione delle armi e delle munizioni è un tema complesso, ma solamente perché, da buoni italiani, cerchiamo di svicolare quotidianamente alle leggi.
Niente al mondo é interpretato a convenienza come le leggi italiane.
Nello specifico caso la legge prescrive la detenzione massima di 200 cartucce d’arma comune. Ovviamente non dice quando scatta la detenzione, ossia quando si concretizza la detenzione.
Da qui, la Cassazione e tutti i giudici prima interpretano come meglio credono.
La realtá é che la legge prescrive che non si possono detenere piú di 200 cartucce, ma non dice dove. Per cui, nell’ipotesi piú restrittiva se ti trovano in possesso di piú 200 cartucce sei denunciabile in qualsiasi momento, nell’ipotesi piú liberale invece non dovresti avere piú cartucce nel luogo dove hai denunciato la detenzione. Ma a che ora del giorno? La notte o mentre ricarico le 400 che spareró dopo un’ora al poligono? Come comportarsi allora?
Secondo coscienza, se hai soldi e tempo per difenderti fino alla Cassazione mettine nello zaino fino a 600, se non vuoi rogne fermati a 200. Una cosa é certa, entro le 200 non possono obiettare nulla, oltre dovrai dare molte spiegazioni convincenti.
#5 | Comment from Paolo
Sig. Roberto, dopo le informazioni rilasciatemi dal commissariato di appartenenza, le dico con quasi certa esattezza che lei non può assolutamente recarsi al poligono di tiro con un numero x di munizioni che possano esse essere 10 piuttosto che 100, indifferentemente dal fatto che siano le stesse ricaricate o acquistate in armeria anche lo stesso giorno in cui lei si reca al poligono, e detenere in casa altri 200 colpi. Lei così facendo si troverebbe a detenere 200colpi in casa più x colpi anche per il solo periodo di tempo che va dal momento dell’ acquisto degli ulteriori colpi al momento dell’ esplosione degli stessi al poligono, divenendo a tutti gli effetti in caso di controllo da parte delle autorità un detentore illegale di munizioni per il numero eccedente le 200 unità anche se solo per poche ore. Spero di essere stato esaustivo. Buona giornata
#6 | Comment from Paolo
….e il tutto, aggiungo, senza dover fare nessuna denuncia alle autorità?
#7 | Comment from Paolo
Salve, credo che sul fatto di detenere solo 200 munizioni per arma corti non ci siano dubbi più dubbi. Mi sembra di aver capito però che se io sono già detentore di 200pz, e ne acquisti altri 100/200 che sparerò al poligono prima delle 72 ore sono in piena regola. Da qui nasce la mia perplessità: dal momento in cui acquisto gli ulteriori 100/200 pz fino al momento dell’ esplosione degli stessi che può avvenire magari dopo 50 ore; non divengo per queste 50 ore un detentore abusivo per quei pezzi in più, nel caso in cui subissi un controllo? Se no, allora potrei comprarne anche 500pz basta liberarsene nelle 72 ore!
#8 | Comment from Pierluigi Borgioni
Gentile Roberto, se le sue ulteriori munizioni fossero acquistate in armeria (e non al TSN), lei non avrebbe problemi se le sparasse entro le 72 ore successive all’acquisto. La legge, infatti, impone l’obbligo di denunciare, entro le 72 ore successive all’acquisto, le sole munizioni detenute. Se lei le consumasse entro quel termine, non avrebbe alcun obbligo. Con l’acquisto in armeria, lei avrebbe un modello 38PS che dimostra il momento del suo acquisto. la stessa cosa varrebbe anche in caso di ricarica, ma qui lei non avrebbe in mano nulla per dimostrare che dispone di quelle cartucce da meno di 72 ore e, in caso di controllo, quindi, sarebbe accusato di detenzione illegale di munizioni.
#9 | Comment from Roberto
Aggiungo che , non voglio prenderle in poligono per il semplice fatto che costano il triplo rispetto alla ricarica.
#10 | Comment from Roberto
Buon giorno. Vorrei avere alcuni chiarimenti in merito alla ricarica e alla denuncia delle 200 munizioni.
Se la legge mi permette di detenere 6 armi sportive e 3 comuni, ammettendo che siano tutte di calibro diverso, dovrei o potrei denunciare 22 colpi per ognuna….. Ma !! se volessi andare in poligono spesso la domenica e sparare un 100 colpi ogni volta con arma diversa….. come posso fare ?
-Se ricarico al sabato pomeriggio 100 colpi per l’arma che utilizzerò il giorno dopo… avrò problemi ammettendo di non utilizzare quelle “detenute” ?
#11 | Comment from Luca
Salve, pongo un quesito…nel caso in cui abbia denunciato la custodia di 100 fiocchi 9×21 con regolare porto d’armi per difesa personale e ne abbia smarrito uno, sono tenuto a denunciare lo smarrimento o posso detenerne 99 senza problemi e senza giustificarne il motivo? Nel caso in cui debba denunciare lo smarrimento vado incontro a sanzioni di qualche tipo? Grazie
#12 | Comment from Salvo Petta
A me sembra che non ci sia discrezionalita nello stabilire se una cartuccia sia per arma corta o lunga, seppur utilizzabile in entrambe, ma sia il C.I.P. a definirlo. È l’Italia è obbligata a prenderne atto. Se per il CIP la cartuccia in 357magnum è per arma corta anche se la utilizzassi in un’arma da caccia sempre 200 in assoluto potrei detenerne.
#13 | Comment from diego
ognuno e’ libero di seguire anche le piu fantasiose interpretazioni e rischiare una denuncia x avere 200 colpi da arma corta in piu del consentito. le leggi sono scritte e chiare e dicono che rientano nei 200 colpi ( o nei 1700)
, essendo solo quelli i 200 ( piu eventuali 1500) e non essenvi altri 200 od “ULTERIORI” 200 colpi chi lo fa sicuramente e’ convinto che il giudice lo perdonera’ quando dira’ ” questa e’ l’interpretazione del sig xxxxx”
si e’ adulti e vaccinati e liberi di credere e fare quello che si vuole
#14 | Comment from Pierluigi
A seguito del corretto commento del sig. Diego, ritengo doveroso fornire un ulteriore chiarimento su quanto esposto nel mio articolo.
Le munizioni da arma corta detenibili sono 200; a queste, i possessori della licenza di deposito di cui all’art. 51 del TULPS, possono aggiungere fino a 1500 cartucce, portando, quindi, il totale di munizioni per arma corta in loro possesso a 1700.
Le “altre” munizioni a cui faccio riferimento nell’articolo, sono quelle da caccia, quindi quelle destinate ad arma lunga. La normativa vigente consente la detenzione di un massimo di 1500 cartucce da caccia, sia a palla che a munizionamento spezzato. Di queste 1500 cartucce, tuttavia, solo un massimo di 200 possono essere “per arma corta”.
Le modifiche introdotte dalla normativa in questione, infatti, hanno risolto la controversa questione legata alle dimensioni delle munizioni da caccia. Il vecchio art. 13 della legge 157/92, prevede, infatti, che sono munizioni da caccia quelle di calibro non inferiore a 5,6 mm, con altezza del bossolo a vuoto non inferiore a 40 mm. La nuova disposizione è intervenuta sulla questione, definendo le munizioni da caccia solo in base al requisito del calibro.
Di conseguenza, oggi si possono detenere come armi da caccia carabine in calibri da arma corta. Qualora, però, si detengano armi lunghe in calibri da pistola, la legge consente di detenere, nell’ambito delle 1500 cartucce da caccia, solo 200 cartucce di questo tipo.
Pertanto, il possessore di una pistola cal. 357 magnum, potrà detenere 200 cartucce in questo calibro, che potranno diventare 1700 se anche titolare della licenza prefettizia di cui all’art. 51 del TULPS; ma se questa persona dovesse avere anche una carabina in quel calibro, potrà denunciare anche 200 cartucce da caccia cal. 357 magnum.
Ho scelto come esempio il cal. 357 magnum non a caso. Si tratta, infatti, di un calibro solitamente usato per arma corta, ma per il quale esistono caricamenti specifici da carabina, per cui, pur essendo nello stesso calibro, le cartucce da pistola potrebbero essere diverse da quelle per carabina. E’ ovvio, comunque, che dal punto di vista giuridico nulla cambierebbe se il calibro in questione fosse il 9×21 o altri esclusivamente da pistola.
#15 | Comment from diego
Le munizion in calibro da arma corta sono contegguate all’interno delle 200 quindi senza licenza prefettizia sino 200 colpi totali, con licenza si arriva fino a 1500 oltre ai 200 in denuncia quindi totale 1700
il fatto che i colpi d’arma corta rientrino nei 200 previsti nella normale detenzione e non rientrino in ulteriori colpi ( tantomeno ulteriori 200 ) e’ stato specificato gia in passato dal legislatore
#16 | Comment from Pierluigi Borgioni
per rispondere a quanto richiesto da Sergio, va precisato che tutti gli obblighi relativi alla denuncia delle armi, munizioni e materie esplodenti discendono dagli artt. 38 del TULPS e 58 del Regolamento. Queste norme stabiliscono, intanto, che vanno denunciati solo i materiali detenuti e non anche tutti quelli acquistati. E’ ovvio, allora, che se si acquista senza però poi detenere, non si ha l’obbligo della denuncia. Con la modifica introdotta dal D. Lgs. 204/2010, poi, i termini per la presentazione della denuncia sono stati portati a 72 ore (dal precedente “immediatamente”). Pertanto, se si comprano munizioni, che poi verranno tutte consumate nell’arco delle 72 ore, non scatta l’obbligo della denuncia.
Lo stesso discorso dovrebbe valere anche per le munizioni ricaricate; qui però la questione diventa più complessa in assenza di un documento che possa attestare il momento esatto della loro produzione. A chi compra cartucce in armeria, infatti, viene rilasciato il Mod. 38 PS, documento dal quale si evince il momento dell’avvenuto acquisto, dal quale iniziano a decorrere le 72 ore. Chi ricarica, invece, non ha alcun modo per dimostrare da quanto tempo detiene le munizioni. Prima di cominciare a ricaricare, sarebbe, quindi, sempre opportuno acquistare e denunciare un quantitativo di cartucce del calibro che ci interessa, per poi ricaricarle sempre come reintegro di quelle già denunciate.
#17 | Comment from Sergio
Il tuo commento: Le munizioni acquistate e sparate entro le 72 ore vanno denunziate?Questo vale anche per le ricaricate?
#18 | Comment from Pierluigi Borgioni
Per rispondere al commento del sig. Negro, preciso che le munizioni da caccia detenibili sono 1500, ma di queste si può omettere la denuncia delle cartucce a pallini se detenute in numero non superiore alle 1000 (come, del resto, riportato nel testo dell’articolo).
Per il secondo aspetto, vorrei ricordare che l’articolo 41 del TULPS consente alle FF.PP. di eseguire perquisizioni domiciliari d’iniziativa ogni qualvolta si abbia il sospetto che in quel luogo siano illegalmente detenute armi. Potremmo disquisire se questa norma possa ancora considerarsi attuale, ma posso assicurare che nei nostri uffici viene utilizzata ogni giorno.
Anche l’illegale detenzione di una o più cartucce non può certo considerarsi un rato di particolare rilevanza, ma qualsiasi Prefetto d’Italia lo ritiene motivo sufficiente per emanare un decreto di divieto detenzione armi ex art. 39 TULPS. Io non voglio sostenere le FF.OO., anche se ne faccio orgogliosamente parte da 29 anni, ma voglio solo avvisare gli appassionati circa i rischi che corrono adottando certi comportamenti.
Come dice saggiamente il proverbio: “Prevenire è meglio che curare”.
#19 | Comment from negro
L’articolo è pieno di errori:
1) le cartucce da caccia detenibili senza denuncia sono 1000 o 1500?
2) a parte il discorso della violazione di domicilio senza ordine del magistrato, se uno detiene un po di cartucce da caccia in più delle 1500 (perché sono 1500 quelle che si possono detenere), non sta scritto da nessuna parte che incorre nella sospensione immediata del porto d’armi.
Diffondere queste notizie vuol dire condividere il fatto che i carabinieri e la polizia possano entrare in casa dei cittadini e dei cacciatori come e quando vogliono: una cosa assurda che succede solo in Italia, con la complicità di chi non protesta e di chi li asseconda, come voi.
#20 | Comment from ugo3d
Gentile Giuseppe, nell’ipotesi prospettata non si ravvisano comportamenti penalmente rilevanti.
Sicuramente il privato non può esercitare un’attività commerciale che preveda la vendita delle munizioni, perchè occorre la licenza del Prefetto per fare questo.
La legge 509/93 prevede poi che possono essere commercializzate solo munizioni munite di marchio CIP. L’art. 22 della legge 110/75 consente la cessione tra privati delle sole armi da caccia o sportive, ma di munizioni non si parla.
Da questo quadro normativo si evince che la cessione di munizioni di fabbrica da un privato ad un altro non è contemplata e, quindi, non è perseguibile penalmente.
Se le munizioni fossero ricaricate non ci sarebbero, anche in questo caso, limitazioni di ordine penale, ma sicuramente una responsabilità civile da parte del cedente in caso di danni causati da un loro anomalo funzionamento.
Certamente le cartucce che il privato acquisisce da altro privato non potranno essere denunciate e detenute, ma solo usate al momento.
#21 | Comment from giuseppe girgenti
buongiorno volevo sapere se io cedo delle cartucce da pistola in un poligono privato ad un altro tiratore che le spara giuriticamente che reato si evince?
#22 | Comment from vincenzo
Non condivido la tesi sulla possibilità di detenere più di 200 cartucce per arma corta (.357) se si possiedono armi -anche- lunghe di quel calibro.
Secondo ma la portata del D.lgs 204/2010 al riguardo è chiara.
Solo duecento.
Continuo a ritenere che le munizioni “spezzate” NON debbano essere denunziate anche in virtù di quanto precisato dalla Cassazione.
#23 | Comment from Pierluigi Borgioni
Per rispondere al quesito posto da Salvatore, faccio presente che il limite della detenzione di 200 cartucce da caccia introdotto dal D. Lgs. 204 del 2010, deve essere riferito alle sole munizioni da pistola impiegate in carabine da caccia. Le munizioni cal. 30-30 sono, senza alcuna ombra di dubbio, munizioni da carabina, essendo nate per i fucili a leva della Winchester e, per quanto ne sò, mai impiegate su alcuna pistola. Di conseguenza, tali munizioni possono essere detenute entro il normale limite di 1500 pezzi previa denuncia.
#24 | Comment from Salvatore
Salve a tutti, sono in possesso di regolare porto d’arma lunga per difesa personale,ho il dubbio se le munizioni cal 30 30 detenute per il mio winchester debbano essere considerate “da caccia” oppure diversamente? Preciso che detengo anche 200 cartucce per pistola. Ringrazio ogni qualificato chiarimento
#25 | Comment from Angelo
Ho un porto d’armi per uso sportivo con su timbrata la limitazione: “Il presente titolo autorizza all’acquisto di 50 colpi di istola all’anno” questo significa che ogni anno posso acquistare 50 colpi, denunciarli entro le 72 ore dall’acquisto e detenerne quante consentite dalla legge (200) anche se la validità del documento è di 6 anni?
#26 | Comment from ugo3d
“L’articolo 38 del TULPS impone la denuncia, entro le 72 ore successive al momento di effettiva acquisizione, delle armi, munizioni e materie esplodenti possedute. Se lei aveva denunciato solo 8 cartucce, ma ne deteneva 30 (o 38), è ovvio che quelle eccedenti sono illegalmente detenute, a meno che lei non riesca a dimostrare che ha acquistato quelle munizioni da meno di 72 ore e quindi è ancora nei termini per effettuare la denuncia.
Inoltre, se le munizioni sono state regolarmente acquistate in armeria esibendo un titolo autorizzatorio e si è solo omesso di farne denuncia, allora si è commessa la contravvenzione di cui all’art. 697 C.P., ovvero “Omessa Denuncia”. Se invece non si può dimostrare di aver acquistato legalmente le munizioni, allora si rischia l’incriminazione per il delitto di detenzione illegale.”
#27 | Comment from pietro
volevo chiedere semplicemente, se una persona possessore di pistola e 8 cartucce dello stesso calibro regolarmente denunciate all’Autorità, durante un controllo nell’abitazione viene trovato in possesso di nr. 30 cartucce per pistola, è passibile di denuncia all’A.G. ai sensi dell’art. 697 C.P.? Grazie anticipatamente
#28 | Comment from Gaetano Brancato
Ho letto attendamente l’articolo ed è chiarissimo. Specifichi tutto così bene che non dovrebbero esserci problemi di interpretare non correttamente le varie leggi che regolano la detenzioni delle munizioni. In realtà poi ognuno di noi deve fare quello che ci impongono chi ci denuncia le munizioni. La cosa più fastidiosa è che siamo noi che firmiamo le denuncie imposte da altri quindì se le denuncie non sono fatte correttamente eventuali errori ricadono su di noi e non realmente su chi ci fa fare le denuncie. In ogni caso penso che questi chiarimenti sono stati molto importanti per tutti quelli che abbiamo il porto d’armi è facciamo ricarica.
Un complimento per l’articolo da Gaetano. Grazie
#29 | Comment from osvaldo
I chiarimenti della LRI sono sempre graditi. E’ mio parere che la distinzione legale tra “pallino” e “pallettone” è arbitraria così come per le munizioni da pistola e da fucile, mancando per entrambe parametri dimensionali o un elenco per questa divisione. A queste si aggiunga la divisione arbitraria tra “fucile” e “carabina”, ritenendo il primo l’arma lunga a canna liscia ed il secondo a canna rigata!! E’ opportuno ricordare che le nostre leggi dividono le armi in lunghe e corte, quelle lunghe possono essere a canna liscia o rigata STOP.
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