Source: http://www.fattodiritto.it/evasione-fiscale-dolce-e-gabbana-a-processo/
Timestamp: 2017-09-25 15:08:13+00:00
Document Index: 11377386

Matched Legal Cases: ['art. 550', 'art. 336', 'art. 337', 'art. 343', 'art, 349', 'art. 588', 'art. 625', 'art. 648', 'sentenza ']

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Evasione fiscale: Dolce e Gabbana a processo
Posted by Redazione Fatto&Diritto on 9 giugno 2012 in Inchieste | 18 Views | Leave a response
MILANO, 9 GIUGNO ’12 – E’ una maxi evasione fiscale da un miliardo di euro circa quella di cui sono accusati gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, oltre ad altri sei imputati. Il gup Giuseppe Gennari ha chiesto la trasmissione al pm degli atti che riguardano il procedimento spiegando che “se i pm modificano radicalmente le accuse e queste accuse non prevedono il passaggio dall’udienza preliminare, si applica la norma che prevede la trasmissione degli atti al pm per la citazione diretta a giudizio”. Gennari, rifacendosi alla decisione della Cassazione che aveva stabilito l’impossibilità a contestare contemporaneamente i reati di evasione fiscale e la truffa ai danni dello Stato, ha accolto la richiesta avanzata dall’Agenzia delle Entrate di citazione diretta visto che gli imputati sono accusati di reati fiscali e non di truffa. Il pm quindi si dovrà rivolgere al Tribunale e chiedere il processo a citazione diretta. I tempi però stringono, i reati contestati risalgono al 2005 e quindi manca poco alla prescrizione.
D: In quali casi viene chiesta la citazione diretta giudizio?
R: E’ l’art. 550 del nostro codice di procedura penale a stabilire i casi di citazione diretta a giudizio stabilendo che il pubblico ministero esercita l’azione penale con la citazione diretta a giudizio (e quindi senza il passaggio attraverso l’udienza preliminare) quando si tratta di contravvenzioni ovvero di delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a 4 anni o con la multa, sola o congiunta a detta pena detentiva.
Inoltre la medesima disposizione prevede la citazione diretta per una serie specifica di reati, in particolare per quello di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale (art. 336 c.p.); resistenza a un pubblico ufficiale (art. 337 c.p.); oltraggio a un magistrato in udienza aggravato (art. 343, comma 2 c.p.); violazione di sigilli aggravata (art, 349, comma 2 c.p.); rissa aggravata (art. 588, comma 2 c.p. con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime); furto aggravato dalle circostanze di cui all’art. 625 c.p.; ricettazione (art. 648 c.p.).
D: Come mai non sono contestabili insieme i reati di truffa ai danni dello Stato e quello di evasione fiscale?
R: La questione alquanto complessa che si innesta sul rapporto tra legge generale e legge speciale che interviene su di una medesima materia. La questione è stata a lungo dibattuta e controversa in giurisprudenza tanto che sono state interpellate le Sezioni Unite della Cassazione per dirimere il contrasto tra i diversi orientamenti contrapposti in materia; con sentenza del 28 ottobre 2010 – 19 gennaio 2011, n. 1235 (Giordano ed altri), le Sezioni Unite hanno risolto il contrasto, aderendo all’orientamento già dominante e dettando il principio per cui è configurabile un rapporto di specialità tra le fattispecie penali tributarie in materia di frode fiscale (di cui al D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74) ed il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato dato che qualsiasi condotta fraudolenta diretta alla evasione fiscale “esaurisce e completa il proprio disvalore penale nell’ambito della normativa speciale” (quella tributaria), salvo che dalla condotta derivi un profitto ulteriore e diverso rispetto all’evasione fiscale, quale l’ottenimento di pubbliche erogazioni. In quest’ultimo caso, allora, le due ipotesi di reato possono essere concorrere.
Posted in Inchieste | Tagged cassazione, citazione diretta a giudizio, dolce & gabbana, evasione fiscale, pm, sezioni unite, truffa ai danni dello stato
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