Source: https://www.e-glossa.it/wiki/accettazione_dell'eredit%C3%A0_beneficiata_da_parte_dell'incapace.aspx
Timestamp: 2018-05-20 21:08:59+00:00
Document Index: 110272252

Matched Legal Cases: ['art. 320', 'art. 374', 'art.404', 'art. 405', 'art.374', 'art.427']

I minori saranno rappresentati dai genitori, i quali dovranno munirsi del provvedimento tutorio da richiedersi al Giudice tutelare ( ex III comma art. 320 cod.civ.).
L'interdetto sarà invece rappresentato dal tutore. Anche costui richiederà l'analoga autorizzazione al giudice tutelare (cfr. n.3 art. 374 cod.civ.).
In difetto di un richiamo specifico alle dette norme il beneficiario dell'amministrazione di sostegno (art.404 cod.civ.) non dovrà invece accettare necessariamente seguendo la procedura in esame. Rimane il dubbio se possa il giudice tutelare nel decreto di nomina imporre tale cautela così ex art. 405 cod.civ.. In detta ipotesi si potrebbe ben fare applicazione del predetto art.374 cod.civ..
Per quanto attiene ai soggetti relativamente incapaci, vale a dire minore emancipato ed inabilitati, i medesimi potranno accettare l'eredità, che costituisce dunque un atto volontario riconducibile alla loro volontà, integrandola con il consenso del curatore, previa autorizzazione del giudice tutelare. A differenza di quanto è dato di osservare per le ipotesi precedenti, nelle quali l'accettazione d'eredità viene espressamente contemplata dalla legge, nel caso in esame la necessità di munirsi preventivamente del provvedimento tutorio si desume interpretativamente dal modo di disporre degli artt. 394 e 424 cod.civ.. L'accettazione infatti costituisce indubbiamente atto eccedente l'ordinaria amministrazione nota2. E' salvo il caso di cui al I comma dell'art.427 cod.civ., vale a dire l'ipotesi in cui il provvedimento del giudice abbia escluso che l'inabilitato debba essere assistito dal curatore.
Cfr. Capozzi, Successioni e donazioni, Milano, 2002, p.201 e Prestipino, Delle successioni in generale (Artt.456-535), in Comm. teorico-pratico al cod.civ., diretto da De Martino, Novara-Roma, 1981, p.192.