Source: https://renovoretecostruttori.com/2019/09/03/cassazione-il-riutilizzo-di-materiali-provenienti-dalle-demolizioni-edili-impone-una-specifica-dichiarazione/
Timestamp: 2019-11-12 05:34:42+00:00
Document Index: 61279925

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 184', 'art. 12', 'art. 183', 'sentenza ']

Cassazione: il riutilizzo di materiali provenienti dalle demolizioni edili impone una specifica dichiarazione – RENOVO
Macerie edili e ricostruzione post sisma
Spesso nei cantieri della ricostruzione cerchiamo di comprendere come i materiali provenienti dalle demolizioni possano essere reimpiegati nel ciclo edilizio, sia nel sito di demolizione che altrove.
Questo ragionare è dettato dall’obbligo morale dell’imprenditore di porre in essere tutti quegli accorgimenti di riutilizzo dei materiali che possano portare giovamento in termini di quantità di materiali conferiti in discarica e relativi impatti sull’ambiente.
L’ISPRA certifica infatti che il 40% dei rifiuti speciali è proprio del settore edile, questo notevole impatto ha portato l’Unione Europea a definire un obiettivo da raggiungere entro il 2020, quello del riciclo dei rifiuti edili, in una percentuale pari al 70%.
Macerie edili quando sono sottoprodotti
In primo luogo si deve comprendere la differenza tra rifiuti, che vanno conferiti in discarica, e sottoprodotti, che possono essere reimpiegati nel ciclo edile.
A questa e ad altre importanti domande sul tema risponde una recente sentenza della Corte di Cassazione n. 41607/2017 che prendiamo qui in esame e che definisce:
“Sottoprodotti son sempre stati quelle sostanze o quegli oggetti dei quali sin dall’inizio sia certa, e non eventuale, la destinazione al riutilizzo nel medesimo ciclo produttivo o alla loro utilizzazione da parte di terzi (art. 183, comma 1, lett. n, d.lgs. 152/2006, nella sua versione originaria; art. 183, comma 1, lett. p, d.lgs. 152/2006 come modificato dal d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4; art. 184-bis, d.lgs. 152/2006, introdotto dall’art. 12, d.lgs. 3 dicembre 2010, n. 205). E’ questa certezza oggettiva del riutilizzo che esclude a monte l’intenzione di disfarsi dell’oggetto o della sostanza (così espressamente art. 183, comma 1, lett. p, d.lgs. 152/2006 come modificato dal d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4) e che concorre, insieme con le ulteriori condizioni previste dalle norme definitorie che si sono succedute nel tempo, a escluderlo dall’ambito di applicabilità della normativa sui rifiuti“
“la mancanza di certezze iniziali sull’intenzione del produttore/detentore del rifiuto di disfarsene e l’eventualità di un suo riutilizzo legata a pure contingenze, impedisce in radice che esso possa essere qualificato come sottoprodotto. Il deposito di rifiuti da demolizione in attesa di un loro eventuale riutilizzo denunzia la mancanza della iniziale certezza del loro riutilizzo prima ancora della loro produzione”.
I sottoprodotti sono quindi quei materiali dei quali sin dall’inizio sia certa, e non eventuale, la destinazione al riutilizzo nel medesimo ciclo produttivo o l’utilizzo da parte di terzi.
L’intenzione al riutilizzo deve quindi essere dichiarata prima di iniziare i lavori, cioè nel momento in cui si acquisiscono tutte le autorizzazioni del caso.
In segno contrario le macerie edili depositate senza un piano preciso sono considerate rifiuti.
La sentenza della Corte di cassazione si è poi soffermata sull’articolo 256, comma 1 del d.lgs. n. 152 del 2006 precisando che il reato del citato articolo (attività di gestione di rifiuti non autorizzata) può essere consumato da chiunque ponga in essere una delle condotte in detta norma previste, non necessariamente solo da chi svolga in modo esclusivo e prevalente le attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento dei rifiuti. Costituisce una ipotesi di reato comune che può quindi essere commesso anche da chi svolge attività di gestione dei rifiuti in modo secondario o consequenziale all’esercizio di una attività primaria diversa.
Consigli utili per la ricostruzione post sisma
Per non precludere la possibilità di riutilizzare i materiali e poterli maneggiare, depositare e trasportare senza particolari problemi, senza che possano essere considerati come rifiuti, potrebbe essere sufficiente dichiarare a monte in progetto tutti quei riutilizzi di materiali anche solo potenziali che potrebbero presentarsi.
E’ importante prendere abitudine di inserire un paragrafo nella relazione tecnica del progetto dove viene indicato il materiale interessato (coppi, blocchi in pietra, laterizi, calcestruzzo, altro) e lo specifico riutilizzo (manto copertura, paramenti murari, sottofondi e riempiture scavi).