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Timestamp: 2017-12-15 19:27:30+00:00
Document Index: 176029015

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 39', 'art. 21', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 9', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 36', 'art. 13', 'art. 39', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 14', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 45', 'art. 3', 'art. 47', 'art. 31', 'art. 37']

DPCM 30 marzo 2009 - Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali e validazione temporale dei documenti informatici - STUDIO ROSSINI ® - E-commerce, E-Business, Web Marketing, E-mail Marketing, Seminario Formazione E-commerce, B2B, B2C,
DPCM 30 marzo 2009 - Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e
verifica delle firme digitali e validazione temporale dei documenti informatici
1.1 Art. 1 - Definizioni
1.2 Art. 2 - Ambito di Applicazione
2 TITOLO II - REGOLE TECNICHE DI BASE
2.1 Art. 3 - Norme Tecniche di Riferimento
2.2 Art. 4 - Caratteristiche Generali delle Chiavi per la Creazione e la Verifica della Firma
2.3 Art. 5 - Generazione delle Chiavi
2.4 Art. 6 - Modalità di Generazione delle Chiavi
2.5 Art. 7 - Conservazione delle Chiavi e dei Dati per la Creazione della Firma
2.6 Art. 8 - Generazione delle Chiavi al di Fuori del Dispositivo di Firma
2.7 Art. 9 - Dispositivi Sicuri e Procedure per la Generazione della Firma
2.8 Art. 10 - Verifica delle Firme Digitali
2.9 Art. 11 - Informazioni Riguardanti i Certificatori
2.10 Art. 12 - Comunicazione tra Certificatore e CNIPA
2.11 Art. 13 - Generazione delle Chiavi di Certificazione
2.12 Art. 14 - Generazione dei Certificati Qualificati
2.13 Art. 15 - Informazioni Contenute nei Certificati Qualificati
2.14 Art. 16 - Revoca e Sospensione del Certificato Qualificato
2.15 Art. 17 - Codice di Emergenza
2.16 Art. 18 - Revoca dei Certificati Qualificati Relativi a Chiavi di Sottoscrizione
2.17 Art. 19 - Revoca su Iniziativa del Certificatore
2.18 Art. 20 - Revoca su Richiesta del Titolare
2.19 Art. 21 - Revoca su Richiesta del Terzo Interessato
2.20 Art. 22 - Sospensione dei Certificati Qualificati
2.21 Art. 23 - Sospensione su Iniziativa del Certificatore
2.22 Art. 24 - Sospensione su Richiesta del Titolare
2.23 Art. 25 - Sospensione su Richiesta del Terzo Interessato
2.24 Art. 26 - Sostituzione delle Chiavi di Certificazione
2.25 Art. 27 - Revoca dei Certificati Relativi a Chiavi di Certificazione
2.26 Art. 28 - Requisiti di Sicurezza dei Sistemi Operativi
2.27 Art. 29 - Sistema di Generazione dei Certificati Qualificati
2.28 Art. 30 - Accesso del Pubblico ai Certificati
2.29 Art. 31 - Piano per la Sicurezza
2.30 Art. 32 - Giornale di Controllo
2.31 Art. 33 - Sistema di Qualità del Certificatore
2.32 Art. 34 - Organizzazione del Personale Addetto al Servizio di Certificazione
2.33 Art. 35 - Requisiti di Competenza ed Esperienza del Personale
2.34 Art. 36 - Manuale Operativo
2.35 Art. 37 - Riferimenti Temporali Opponibili ai Terzi
3 TITOLO III - CERTIFICATORI ACCREDITATI
3.1 Art. 38 - Obblighi per i Certificatori Accreditati
3.2 Art. 39 - Elenco Pubblico dei Certificatori Accreditati
3.3 Art. 40 - Rappresentazione del Documento Informatico
3.4 Art. 41 - Limitazioni d'Uso
3.5 Art. 42 - Verifica delle Marche Temporali
3.6 TITOLO IV - REGOLE PER LA VALIDAZIONE TEMPORALE MEDIANTE MARCA TEMPORALE
3.7 Art. 43 - Validazione Temporale con Marca temporale
3.8 Art. 44 - Informazioni Contenute nella Marca Temporale
3.9 Art. 45 - Chiavi di Marcatura Temporale
4 TITOLO IV - REGOLE PER LA VALIDAZIONE TEMPORALE MEDIANTE MARCA TEMPORALE
4.1 Art. 46 - Gestione dei Certificati e delle Chiavi
4.2 Art. 47 - Precisione dei Sistemi di Validazione Temporale
4.3 Art. 48 - Sicurezza dei Sistemi di Validazione Temporale
4.4 Art. 49 - Registrazione delle Marche Generate
4.5 Art. 50 - Richiesta di Marca Temporale
5 TITOLO V - DISPOSIZIONI FINALI
5.1 Art. 51 - Valore della Firma Digitale nel Tempo
5.2 Art. 52 - Cessazione dell'Attività di Certificatore
5.3 Art. 53 - Disposizioni Finali
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI del 30 marzo 2009
Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali
e validazione temporale dei documenti informatici.
(Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 129 del 6 giugno 2009) – In vigore dal 2 dicembre 2009
m) riferimento temporale: informazione, contenente la data e l'ora, che viene associata ad uno o più documenti informatici.
1. Il presente decreto stabilisce, ai sensi degli articoli 20, 24 comma 4, 27, 28, 29, 30 e 32 del codice, le regole tecniche per la generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche qualificate e per la validazione temporale, nonchè per lo svolgimento delle attività dei certificatori qualificati.
5. Ai prodotti sviluppati o commercializzati in uno degli Stati membri dell'Unione europea e dello spazio economico europeo in conformità alle norme nazionali di recepimento della direttiva 1999/93/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, Serie L, n. 13 del 19 gennaio 2000, è consentito di circolare liberamente nel mercato interno.
TITOLO II - REGOLE TECNICHE DI BASE
1. I dispositivi sicuri per la generazione delle firme di cui all'art. 35 del codice sono conformi alle norme generalmente riconosciute a livello internazionale.
2. Gli algoritmi di generazione e verifica delle firme, le caratteristiche delle chiavi utilizzate, le funzioni di hash, i formati e le caratteristiche dei certificati qualificati, le caratteristiche delle firme digitali e delle marche temporali, il formato dell'elenco di cui all'art. 39 del presente decreto, sono definiti, anche ai fini del riconoscimento e della verifica del documento informatico, con deliberazioni del CNIPA e pubblicati sul sito internet dello stesso Centro nazionale.
3. Il documento informatico, sottoscritto con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata, non produce gli effetti di cui all'art. 21, comma 2, del codice, se contiene macroistruzioni o codici eseguibili, tali da attivare funzionalità che possano modificare gli atti, i fatti o i dati nello stesso rappresentati.
2. Se il soggetto appone la sua firma per mezzo di una procedura automatica ai sensi dell'art. 35, comma 3 del codice, deve utilizzare una coppia di chiavi diversa da tutte le altre in suo possesso.
5. Non è consentito l'uso di una coppia di chiavi per funzioni diverse da quelle previste, per ciascuna tipologia, dal comma 4, salvo che, con riferimento esclusivo alle chiavi di cui al medesimo comma 4, lettera b), il CNIPA non ne autorizzi l'utilizzo per altri scopi.
6. Le caratteristiche quantitative e qualitative delle chiavi sono tali da garantire un adeguato livello di sicurezza in rapporto allo stato delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, in conformità con quanto indicato dal CNIPA nella deliberazione di cui all'art. 3, comma 2.
1. La generazione della coppia di chiavi è effettuata mediante dispositivi e procedure che assicurano, in rapporto allo stato delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, l'unicità e un adeguato livello di sicurezza della coppia generata, nonchè la segretezza della chiave privata.
3. La generazione delle chiavi di sottoscrizione effettuata autonomamente dal titolare, avviene all'interno del dispositivo sicuro per la generazione delle firme, che è rilasciato o indicato dal certificatore.
4. Il certificatore è tenuto ad assicurarsi che il dispositivo sicuro per la generazione delle firme, da lui fornito o indicato, presenti le caratteristiche e i requisiti di sicurezza di cui all'art. 35 del codice e all'art. 9 del presente decreto.
Art. 7 - Conservazione delle Chiavi e dei Dati per la Creazione della Firma
1. E' vietata la duplicazione della chiave privata e dei dispositivi che la contengono.
2. Per fini particolari di sicurezza, è consentito che le chiavi di certificazione vengano esportate, purchè ciò avvenga con modalità tali da non ridurre il livello di sicurezza e di riservatezza delle chiavi stesse.
a) assicura la custodia del dispositivo di firma in conformità all'art. 32, comma 1, del codice, in ottemperanza alle indicazioni fornite dal certificatore;
1. Se la generazione delle chiavi avviene su un sistema diverso da quello destinato all'uso della chiave privata, il sistema di generazione assicura:
3. L'accesso al sistema è controllato e ciascun utente preventivamente identificato per l'accesso fisico e autenticato per l'accesso logico. Ogni sessione di lavoro è registrata nel giornale di controllo.
4. Il sistema è dotato di strumenti di controllo della propria configurazione che consentano di verificare l'autenticità e l'integrità del software installato e l'assenza di programmi non previsti dalla procedura e di dati residuali provenienti dalla generazione di coppie di chiavi precedenti che possano inficiare l'equiprobabilità della generazione di quelle successive.
1. In aggiunta a quanto previsto all'art. 35 del codice, la generazione della firma avviene all'interno di un dispositivo sicuro per la generazione delle firme, così che non sia possibile l'intercettazione della chiave privata utilizzata.
3. Il CNIPA, nell'ambito dell'attività di cui agli articoli 29 e 31 del codice, valuta l'adeguatezza tecnologica della modalità di gestione dei codici personali anche in relazione al dispositivo di firma utilizzato.
4. La certificazione di sicurezza dei dispositivi sicuri per la creazione di una firma prevista dall'art. 35 del codice è effettuata secondo criteri non inferiori a quelli previsti:
b) dal livello EAL 4+ della norma ISO/IEC 15408, in conformità ai Profili di Protezione o traguardi di sicurezza giudicati adeguati ai sensi dell'art. 35, commi 5 e 6 del codice, e successive modificazioni.
5. La certificazione di sicurezza di cui al comma 4 può inoltre essere effettuata secondo i criteri previsti dal livello di valutazione E3 e robustezza HIGH dell'ITSEC, o superiori, con un traguardo di sicurezza giudicato adeguato dal CNIPA nell'ambito dell'attività di cui agli articoli 29 e 31 del codice.
7. La personalizzazione del dispositivo sicuro per la generazione delle firme può prevedere, per l'utilizzo nelle procedure di firma, la registrazione, nel dispositivo sicuro per la generazione delle firme, del certificato elettronico relativo alla chiave pubblica del certificatore la cui corrispondente privata è stata utilizzata per sottoscrivere il certificato qualificato relativo alle chiavi di sottoscrizione del titolare.
a) presenta almeno sinteticamente lo stato di aggiornamento delle informazioni di validità dei certificati di certificazione presenti nell'elenco pubblico;
b) visualizza le informazioni presenti nel certificato qualificato, in attuazione di quanto stabilito nell'art. 28, comma 3, del codice, nonché le estensioni obbligatorie nel certificato qualificato (qcStatements), indicate nel provvedimento di cui all'art. 3, comma 2;
3. Il CNIPA, ai sensi dell'art. 31 del codice, accerta la conformità dei sistemi di verifica di cui al comma 1 alle norme del codice e alle presenti regole tecniche.
Art. 12 - Comunicazione tra Certificatore e CNIPA
2. Il CNIPA rende disponibile sul proprio sito internet l'indirizzo della propria casella di posta elettronica certificata.
1. In aggiunta agli obblighi previsti per il certificatore dall'art. 32 del codice, emettendo il certificato qualificato il certificatore:
a) si accerta dell'autenticità della richiesta;
2. Il certificato qualificato è generato con un sistema conforme a quanto previsto dall'art. 29.
3. Il termine del periodo di validità del certificato qualificato è anteriore al termine del periodo di validità del certificato delle chiavi di certificazione utilizzato per verificarne l'autenticità.
2. Le informazioni personali contenute nel certificato ai sensi di quanto previsto nell'art. 28 del codice sono utilizzabili unicamente per identificare il titolare della firma digitale, per verificare la firma del documento informatico, nonché per indicare eventuali qualifiche specifiche del titolare.
4. Le informazioni e le qualifiche di cui all'art. 28, comma 3, lettera a) del Codice, codificate secondo le modalità indicate dalla delibera del CNIPA prevista ai sensi dell'art. 38, comma 4, del presente decreto, sono inserite d'ufficio dal certificatore nel certificato qualificato, nel caso in cui l'organizzazione di appartenenza abbia autorizzato la richiesta di emissione del certificato medesimo. In quest'ultimo caso l'organizzazione richiedente assume l'impegno di richiedere la revoca del certificato qualificato qualora venga a conoscenza della variazione delle informazioni contenute nello stesso.
6. Il CNIPA, ai sensi dell'art. 3, comma 2, determina il periodo massimo di validità del certificato qualificato in funzione degli algoritmi e delle caratteristiche delle chiavi.
7. Il certificatore custodisce le informazioni di cui all'art. 32, comma 3, lettera j) del codice, per un periodo pari a 20 (venti) anni dalla data di emissione del certificato qualificato, salvo quanto previsto dall'art. 11 del decreto legislativo n. 196 del 2003.
1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 36 del codice, il certificato qualificato è revocato o sospeso dal certificatore, ove quest'ultimo abbia notizia della compromissione della chiave privata o del dispositivo sicuro per la generazione delle firme.
2. Il certificatore conserva le richieste di revoca e sospensione per lo stesso periodo previsto all'art. 15, comma 7.
Art. 17 - Codice di Emergenza
Art. 18 - Revoca dei Certificati Qualificati Relativi a Chiavi di Sottoscrizione
Art. 19 - Revoca su Iniziativa del Certificatore
1. Salvo i casi di motivata urgenza, il certificatore che intende revocare un certificato qualificato ne dà preventiva comunicazione al titolare, specificando i motivi della revoca nonchè la data e l'ora a partire dalla quale la revoca efficace.
Art. 20 - Revoca su Richiesta del Titolare
3. Il certificatore verifica l'autenticità della richiesta e procede alla revoca entro il termine richiesto. Sono considerate autentiche le richieste inoltrate con le modalità previste dal precedente comma 2.
Art. 21 - Revoca su Richiesta del Terzo Interessato
Art. 22 - Sospensione dei Certificati Qualificati
1. La sospensione del certificato qualificato è effettuata dal certificatore mediante l'inserimento del suo codice identificativo in una delle liste dei certificati revocati e sospesi (CRL/CSL).
3. Il certificatore indica nel manuale operativo, ai sensi dell'art. 36, comma 3, lettera l), la durata massima del periodo di sospensione e le azioni intraprese al termine dello stesso in assenza di diverse indicazioni da parte del soggetto che ha richiesto la sospensione.
Art. 23 - Sospensione su Iniziativa del Certificatore
1. Salvo casi d'urgenza, che il certificatore è tenuto a motivare contestualmente alla comunicazione conseguente alla sospensione di cui al comma 2, il certificatore che intende sospendere un certificato qualificato ne dà preventiva comunicazione al titolare e 10 all'eventuale terzo interessato specificando i motivi della sospensione e la sua durata.
Art. 24 - Sospensione su Richiesta del Titolare
Art. 25 - Sospensione su Richiesta del Terzo Interessato
Art. 26 - Sostituzione delle Chiavi di Certificazione
1. La procedura di sostituzione delle chiavi, generate dal certificatore in conformità all'art. 13 del presente decreto, assicura che non siano stati emessi certificati qualificati con data di scadenza posteriore al periodo di validità del certificato relativo alla coppia sostituita.
Art. 27 - Revoca dei Certificati Relativi a Chiavi di Certificazione
3. La revoca di certificati di cui al comma 1, pubblicati dal CNIPA nell'elenco pubblico dei certificatori di cui all'art. 39, è resa nota attraverso il medesimo elenco.
Art. 28 - Requisiti di Sicurezza dei Sistemi Operativi
2. Ai sensi dell'art. 31 del codice, il CNIPA verifica l'idoneità delle personalizzazioni di cui al comma 1 e indica al certificatore eventuali azioni correttive.
Art. 29 - Sistema di Generazione dei Certificati Qualificati
3. L'accesso ai sistemi di elaborazione è consentito, limitatamente alle funzioni assegnate, esclusivamente al personale autorizzato, identificato attraverso un'opportuna procedura di riconoscimento da parte del sistema al momento di apertura di ciascuna sessione.
Art. 30 - Accesso del Pubblico ai Certificati
Art. 31 - Piano per la Sicurezza
b) descrizione dell'infrastruttura di sicurezza fisica rilevante ai fini dell'attività di certificatore;
3. Il piano per la sicurezza si attiene almeno alle misure minime di sicurezza per il trattamento dei dati personali emanate ai sensi dell'art. 33 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
Art. 32 - Giornale di Controllo
Art. 33 - Sistema di Qualità del Certificatore
Art. 34 - Organizzazione del Personale Addetto al Servizio di Certificazione
3. Ferma restando la responsabilità del certificatore, l'organizzazione dello stesso può prevedere che alcune delle suddette responsabilità siano affidate ad altre organizzazioni. In questo caso il responsabile della sicurezza o altro dipendente appositamente designato gestisce i rapporti con tali figure professionali.
Art. 35 - Requisiti di Competenza ed Esperienza del Personale
1. Il personale cui sono attribuite le funzioni previste dall'art. 34 del presente decreto deve aver maturato una esperienza professionale nelle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni almeno quinquennale.
Art. 36 - Manuale Operativo
p) modalità per l'apposizione e la definizione del riferimento temporale;
r) modalità operative per l'utilizzo del sistema di verifica delle firme di cui all'art. 10, comma 1 del presente decreto;
Art. 37 - Riferimenti Temporali Opponibili ai Terzi
2. I riferimenti temporali apposti sul giornale di controllo da un certificatore accreditato, secondo quanto indicato nel proprio manuale operativo, sono opponibili ai terzi ai sensi dell'art. 20, comma 3 del codice.
d) il riferimento temporale ottenuto attraverso l'utilizzo della marcatura postale elettronica ai sensi dell'art. 14, comma 1, punto 1.4 della Convenzione postale universale, come modificata dalle decisioni adottate dal XXIII Congresso dell'Unione postale universale, recepite dal Regolamento di esecuzione emanato con il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 2007, n. 18.
TITOLO III - CERTIFICATORI ACCREDITATI
Art. 38 - Obblighi per i Certificatori Accreditati
1. Il certificatore accreditato genera un certificato qualificato per ciascuna delle chiavi di firma elettronica o qualificata utilizzate dal CNIPA per la sottoscrizione dell'elenco pubblico dei certificatori, lo pubblica nel proprio registro dei certificati e lo rende accessibile per via telematica al fine di verificare la validità delle chiavi utilizzate dal CNIPA Tali informazioni sono utilizzate, da chi le consulta, solo per le finalità consentite dalla legge.
Art. 39 - Elenco Pubblico dei Certificatori Accreditati
1. L'elenco pubblico dei certificatori accreditati tenuto dal CNIPA ai sensi dell'art. 29, comma 6, del codice, contiene per ogni certificatore accreditato almeno le seguenti informazioni:
2. L'elenco pubblico è sottoscritto e reso disponibile per via telematica dal CNIPA al fine di verificare le firme digitali e diffondere i dati dei certificatori accreditati. Tali informazioni sono utilizzate, da chi le consulta, solo per le finalità consentite dalla legge. Il CNIPA stabilisce il formato dell'elenco pubblico attraverso propria Deliberazione.
3. L'elenco pubblico è sottoscritto dal Presidente del CNIPA o dai soggetti da lui designati, mediante firma elettronica o qualificata.
Art. 40 - Rappresentazione del Documento Informatico
1. Il certificatore indica nel manuale operativo i formati del documento informatico e le modalità operative a cui il titolare deve attenersi per evitare le conseguenze previste dall'art. 3, comma 3.
Art. 41 - Limitazioni d'Uso
2. La modalità di rappresentazione dei limiti d'uso e di valore di cui all'articolo 28, comma 3, del codice è definita dal CNIPA con il provvedimento di cui all'art. 3, comma 2 del presente decreto.
Art. 42 - Verifica delle Marche Temporali
2. Il CNIPA con il provvedimento di cui all'art. 3, comma 2, del presente decreto stabilisce le regole di interoperabilità per la verifica della marca temporale, anche associata al documento informatico cui si riferisce.
TITOLO IV - REGOLE PER LA VALIDAZIONE TEMPORALE MEDIANTE MARCA TEMPORALE
Art. 43 - Validazione Temporale con Marca temporale
Art. 44 - Informazioni Contenute nella Marca Temporale
2. La marca temporale può inoltre contenere un codice identificativo dell'oggetto a cui appartiene l'impronta di cui al comma 1, lettera g).
Art. 45 - Chiavi di Marcatura Temporale
Art. 46 - Gestione dei Certificati e delle Chiavi
1. Alle chiavi di certificazione utilizzate, ai sensi dell'art. 45, comma 3 del presente decreto, per sottoscrivere i certificati relativi a chiavi di marcatura temporale, si applica quanto previsto per le chiavi di certificazione utilizzate per sottoscrivere certificati relativi a chiavi di sottoscrizione.
2. I certificati relativi ad una coppia di chiavi di marcatura temporale, oltre ad essere conformi a quanto stabilito ai sensi dell'art. 3, comma 2, contengono l'identificativo del sistema di marcatura temporale che utilizza le chiavi.
Art. 47 - Precisione dei Sistemi di Validazione Temporale
Art. 48 - Sicurezza dei Sistemi di Validazione Temporale
1. Qualsiasi anomalia o tentativo di manomissione che possa modificare il funzionamento del sistema di validazione temporale in modo da renderlo incompatibile con i requisiti previsti dal presente decreto, ed in particolare con quello di cui all'art. 47, comma 1, è annotato sul giornale di controllo e causa il blocco del sistema medesimo.
3. La verifica della conformità ai requisiti di sicurezza specificati nel presente articolo deve essere effettuata secondo criteri di sicurezza almeno equivalenti al livello EAL 3 della norma ISO/IEC 15408 o superiori. Sono ammessi livelli di valutazione internazionalmente riconosciuti come equivalenti, tra i quali quelli previsti dal livello di valutazione E2 e robustezza dei meccanismi HIGH dell'ITSEC.
4. Ai sensi dell'art. 31 del codice, il CNIPA verifica le equivalenze dichiarate dal certificatore ai sensi del precedente comma 3.
Art. 49 - Registrazione delle Marche Generate
Art. 50 - Richiesta di Marca Temporale
1. Il certificatore stabilisce, pubblicandole nel manuale operativo, le procedure per l'inoltro della richiesta di marca temporale.
3. L'evidenza informatica può essere sostituita da una o più impronte, calcolate con funzioni di hash scelte dal certificatore tra quelle stabilite ai sensi dell'articolo 3 del presente decreto.
Art. 51 - Valore della Firma Digitale nel Tempo
Art. 52 - Cessazione dell'Attività di Certificatore
1. Qualora il certificatore qualificato cessi la propria attività senza indicare un certificatore sostitutivo ai sensi dell'art. 37, comma 2, del codice e senza garantire la conservazione e la disponibilità della documentazione prevista dal codice e dal presente decreto, il CNIPA, nell'ambito dei poteri di vigilanza e controllo previsti dall'articolo 31 del codice, si rende depositario di quest'ultima.
Art. 53 - Disposizioni Finali
2. Dall'entrata in vigore del presente decreto è abrogato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 gennaio 2004, recante le regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 aprile 2004, n. 98.
Il Ministro delegato per la pubblica amministrazione e l'innovazione
con appuntamen