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Timestamp: 2019-07-16 22:31:53+00:00
Document Index: 159517719

Matched Legal Cases: ['art. 2086', 'art. 2086', 'art. 2381', 'art. 2475', 'art. 2476', 'art. 2486', 'art. 2486', 'art. 389']

Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI29054 del 03/21/2019
Cod. notizia:VI29054
Amministrazione della società: modifiche introdotte dal nuovo Codice della crisi di impresa
Modifiche al codice civile in tema di amministrazione delle società e responsabilità degli amministratori.
Il nuovo Codice (D.lgs. n. 14 del 12/01/2019), che riforma la legge fallimentare, è anche intervenuto modificando alcune disposizioni del codice civile relative al ruolo dell’imprenditore e dell’amministratore di società.
In via generale è stata introdotta la nozione di “gestione dell’impresa” (nuovo art. 2086 del codice civile) definendo il ruolo dell’imprenditore.
Secondo la nuova normativa, quest’ultimo, tanto che operi in forma individuale quanto collettiva, ha il “dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa” e ciò anche con l’espressa finalità di rilevare tempestivamente eventuali stati di crisi per porvi subito rimedio.
Nel caso di società, viene espressamente chiarito che la gestione dell’impresa- che deve attuarsi in conformità a quanto sopra richiamato - “spetta esclusivamente agli amministratori”. Ciò sia per quanto riguarda le società di persone (nuovo art. 2086 del codice civile), sia per quanto riguarda le società di capitali (nuovi articoli 2380-bis , 2409-novies e 2475 c.c.).
In ogni caso rimane salva la precedente disciplina dispositiva per la quale l’amministrazione spetta, nella società semplice (e, per quanto compatibile, nella s.n.c. e s.a.s.) a ciascun socio in via disgiuntiva dagli altri e nella S.r.l. è affidata ad uno più soci.
Per quanto riguarda specificamente l’amministrazione delle S.r.l. viene, inoltre, espressamente dichiarata applicabile la norma (art. 2381 del codice civile), prevista in tema di S.p.A., che disciplina le figure del Presidente del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Esecutivo e dell’Amministratore Delegato (nuovo 6°comma dell’art. 2475 codice civile).
Vengono introdotte delle novità anche in tema di responsabilità degli amministratori di S.r.l. e, specificamente, viene introdotta (nuovo art. 2476- 6°comma del codice civile) la c.d. azione di responsabilità esercitata dai creditori sociali, già prevista nell’ambito delle S.p.A.
Gli amministratori di S.r.l. risponderanno quindi verso i creditori sociali in caso di “inosservanza degli obblighi inerenti la conservazione dell’integrità del patrimonio sociale”. Come anticipato la nuova disciplina riproduce di fatto quanto già previsto in tema di S.p.A.
Ulteriore modifica riguarda, invece, in generale gli amministratori di società di capitali nell’ambito dello scioglimento e della liquidazione della società. Il codice dispone, infatti, che al verificarsi di una causa di scioglimento della società, gli amministratori – in attesa della nomina dei liquidatori – debbano gestire la società al solo fine di conservare l’integrità e il valore del patrimonio sociale (vedi art. 2486, comma primo, del codice civile).
Viene peraltro introdotta (nuovo terzo comma all’art. 2486 del codice civile) una presunzione di quantificazione del danno nel caso di accertata responsabilità degli amministratori per atti od omissioni compiuti in violazione delle finalità sopra richiamate. In tali casi “il danno risarcibile si presume pari alla differenza tra il patrimonio netto alla data in cui l’amministratore è cessato dalla carica o, in caso di apertura di una procedura concorsuale, alla data di apertura di tale procedura e il patrimonio netto determinato alla data in cui si è verificata la causa di scioglimento, detratti i costi sostenuti e da sostenere, secondo un criterio di normalità, dopo il verificarsi della causa stessa di scioglimento e fino al compimento della liquidazione”. È comunque fatta salva la prova di un diverso ammontare del danno.
La normativa di riforma della legge fallimentare entrerà in vigore decorsi diciotto mesi (art. 389 del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza) dalla pubblicazione del decreto legislativo (avvenuta in data 14 febbraio 2019): tuttavia per alcune disposizioni si è prevista un’entrata in vigore anticipata.
Tra queste vi sono proprio le disposizioni (articoli 375, 377 e 378 del Codice della crisi di impresa) che hanno modificato le norme del codice civile in commento e che sono entrati in vigore il 16 marzo 2019.
- Norme_del_codice_civile_modificate-allegato_3-2019.docx