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Timestamp: 2020-04-04 02:29:40+00:00
Document Index: 4030340

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art.4', 'art. 2', 'art. 4']

Guida al 730 2010: documenti da allegare e istruzioni per le detrazioni - Da rigo E33 a E44 | Studio Zanin - Contabilità online - Consulenza del Lavoro online - Rieti - Studio Zanin - Contabilità online - Consulenza del Lavoro online - Rieti | Studio Zanin - Contabilità online - Consulenza del Lavoro online - Rieti
Guida al 730 2010: documenti da allegare e istruzioni per le detrazioni - Da rigo E33 a E44
RIGO E33
- Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio per le quali spetta la detrazione del 41% o 36% -
•le spese relative agli interventi di manutenzione straordinaria sulle singole unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze. Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico - sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Ne sono esempi:
-l’installazione di ascensori e scale di sicurezza
-la realizzazione e il miglioramento di servizi igienici
-la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
-la sostituzione di tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare
-il rifacimento di scale e rampe
-gli interventi finalizzati al risparmio energetico
-la recinzione dell’area privata
-il ripristino e la sostituzione del tetto
-la costruzione di scale interne
•le spese relative agli interventi di manutenzione ordinaria, ma solo quelle che riguardano le parti comuni di edifici residenziali, la cui detrazione spetterà ad ogni condomino in base alla quota millesimale. Gli stessi interventi, eseguiti sulle singole proprietà private (appartamenti, villette) o sulle loro pertinenze (garage, cantine, soffitte), non danno diritto ad alcuna agevolazione. Ne sono esempi:
-le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici
-le opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti
-la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti
-la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni
-il rifacimento di intonaci interni
-l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze
-la verniciatura delle porte dei garage
•le spese di restauro e risanamento conservativo. Sono compresi in questa tipologia gli interventi rivolti a conservare l’immobile e ad assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili. Ne sono esempi:
-gli interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado
-l’adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
-l’apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali
•altre spese di ristrutturazione. Ne sono esempi:
-la demolizione e la fedele ricostruzione dell’immobile
-la modifica della facciata
-la realizzazione di una mansarda o di un balcone
-la trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
-l’apertura di nuove porte e finestre
-la costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti
-realizzazione di autorimesse o posti auto
-eliminazione delle barriere architettoniche, sia sulle parti comuni degli immobili che nei singoli appartamenti
-al conseguimento di risparmi energetici
-alla cablatura degli edifici
-al contenimento dell’inquinamento acustico
-all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici
-all’esecuzione di opere interne
• le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi della legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme UNI-CIG per gli impianti a metano (legge 1083/71);
•al 36 per cento per le spese sostenute dal 2000 al 2005 e per le spese sostenute nel 2006 relative a fatture emesse dal 1° ottobre 2006 e a quelle emesse in data antecedente al 1° gennaio 2006 e per le spese sostenute dal 2007 al 2009.
•al 41 per cento per le spese sostenute negli anni 1999 e per le spese sostenute nel 2006 relative a fatture emesse dal 1° gennaio al 30 settembre 2006.
•euro 77.468,53 per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2002;
•euro 48.000,00 per le spese sostenute dal 2003 al 2007.
Si fa presente che per le spese sostenute dal 1° ottobre 2006 il limite di spesa su cui applicare la percentuale va riferita solo alla singola unità immobiliare dove sono effettuati gli interventi di recupero edilizio e quindi in caso di più soggetti aventi diritto alla detrazione il limite di spesa di 48.000 va ripartito tra gli stessi.
Nel caso in cui gli interventi consistano nella prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti, sulla singola unità immobiliare, ai fini della determinazione del limite massimo delle spese detraibili occorre tenere conto delle spese sostenute negli anni pregressi. Pertanto, per le spese sostenute nel corso del 2008 per lavori iniziati in anni precedenti, si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione, non ha superato il limite complessivo di euro 48.000.
La detrazione può essere ripartita in 10 rate di pari importo.
A partire dall’anno 2003 i contribuenti di età non inferiore a 75 anni, titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto dell’intervento edilizio (ad esclusione quindi di inquilini e comodatari), possono optare per una diversa ripartizione della spesa. In particolare:
-coloro che alla data del 31 dicembre 2009 hanno compiuto 75 anni, possono optare anche per la ripartizione in 5 rate annuali di pari importo;
-coloro che alla data del 31 dicembre 2009 hanno compiuto 80 anni, possono optare anche per la ripartizione in 3 o in 5 rate annuali di pari importo.
Tale modalità può essere utilizzata anche per le spese sostenute in anni precedenti.
Alcuni esempi pratici per il calcolo del limite:
Es.1: Spese di ristrutturazione sostenute nel 2008 euro 30.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2009, in prosecuzione del medesimo intervento euro 10.000,00.
L’importo da indicare in colonna 9 è di euro 10.000,00.
Es.2: Spese di ristrutturazione sostenute nel 2007 euro 30.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2008, in prosecuzione del medesimo intervento euro 10.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2009, in prosecuzione del medesimo intervento euro 20.000,00.
In questo caso, essendo stato superato il limite massimo di euro 48.000,00, l’importo da indicare a colonna 9 è di euro 8.000,00, dato dalla seguente operazione:
48.000,00 (limite massimo) – 40.000,00 (somma complessiva sostenuta negli anni 2007 e 2008).
Es.3: Spese di ristrutturazione sostenute nel 2008 euro 30.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2009, in prosecuzione del medesimo intervento euro 20.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2009, per un diverso ed autonomo intervento relativo allo stesso immobile euro 40.000,00.
In questo caso l’importo da indicare a colonna 9 è di euro 48.000,00. Infatti, occorre determinare l’importo massimo su cui calcolare la detrazione per la continuazione dei lavori in analogia all’esempio precedente:
48.000,00 (limite massimo) – 30.000,00 (somma complessiva sostenuta nel 2008) = 18.000,00.
Poiché anche il nuovo intervento di ristrutturazione iniziato nel 2009 è stato effettuato sullo stesso immobile, la relativa spesa pari ad euro 40.000,00 deve essere sommata all’importo di euro 18.000,00. Tenuto conto che l’importo risultante da tale sommatoria (euro 58.000,00) supera il limite massimo annuo (euro 48.000,00) di spesa per immobile ammesso a fruire della detrazione,
l’importo su cui calcolare la detrazione sarà comunque pari ad euro 48.000,00.
•deve essere effettuato, se previsto, l’invio della comunicazione, prima dell’inizio dei lavori (la data a cui fare riferimento è quella riportata nella comunicazione stessa), al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara. Il contribuente non decade dal diritto se la comunicazione è stata inviata ad un Centro di Servizio “incompetente”, quindi anche in questo caso la ricevuta della raccomandata è da considerarsi valida. Va conservata una copia della ricevuta postale della raccomandata;
•le fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa di realizzazione degli interventi effettuati; per le spese sostenute a partire dal 4 luglio 2006, l’agevolazione spetta a condizione che il costo della relativa mano d’opera sia evidenziato in fattura ( Art. 35 co. 19 e 20 del DL 223/2006 e Circ. 28/E del 4/8/2006). L’inosservanza da parte dell’impresa che esegue i lavori di questo adempimento, comporta la non detraibilità della spesa da parte del contribuente (Circ. 28/E del 4/8/2006);
•il bonifico bancario o postale (per le spese sostenute dopo il 28 marzo 1998) dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma; così come è ugualmente valido il bonifico effettuato “on line” (risoluzione 7.08.2008, n. 353/E);
Nel caso in cui il bonifico risulti incompleto del riferimento normativo, può essere ugualmente ritenuto valido purché il contribuente sia in grado di dimostrare che la spesa si riferisce ad un intervento di ristrutturazione (Circolare 12.05.2000, n. 95, risposta 2.1.3).
Sempre in relazione alla mancanza di alcuni elementi del bonifico per pagamenti a saldo di fatture, l’amministrazione finanziaria ha ulteriormente chiarito che quando l’incompletezza dei dati è colmata dalla coincidenza degli elementi posti alla base dello stesso, non è pregiudicata l’attività di controllo ed il pagamento è ritenuto valido per beneficiare della detrazione. In quel caso vi era coincidenza tra il soggetto ordinante il bonifico ed il soggetto destinatario della fattura, nonché tra la ditta a favore della quale era stato emesso il bonifico e quella che aveva emesso la fattura (Risoluzione 15.07.2008, n. 300/E);
•altra documentazione relativa alle spese il cui pagamento possa non essere eseguito con bonifico bancario (ad es. pagamenti effettuati entro il 28 marzo 1998, oneri di urbanizzazione, ritenute d’acconto operate sui compensi, …);
•la dichiarazione dell’amministrazione condominiale (nel caso di spese sulle parti comuni) che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condominio; per le spese sulle parti comuni sostenute a partire dal 1/1/2006, la dichiarazione dell’Amministratore dovrà contenere anche:
-la data in cui l’Amministratore ha pagato la fattura;
-la conformità della fattura a quanto previsto dal co. 19 del DL 223/2006 per le spese sostenute dopo il 4 luglio (costo della mano d’opera):
•la dichiarazione di esecuzione lavori sottoscritta da un professionista e trasmessa al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in cui sono completati i lavori, il cui importo complessivo è superiore a € 51.645,69.
Sono ammessi a fruirne della detrazione tutti coloro che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato.
Più in particolare possono beneficiare dell’agevolazione non solo i proprietari degli immobili ma anche tutti coloro che sono titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese, nonché le altre categorie di soggetti indicate di seguito.
-il proprietario o al nudo proprietario;
-i familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile: il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo;
-chi occupa l’immobile a titolo di locazione o comodato;
Non è ammessa direttamente alla fruizione delle detrazione la cooperativa edile formata dai proprietari delle unità immobiliari che hanno provveduto alla sua costituzione per avviare la ristrutturazione dello stabile (Risoluzione 17.11.2008, n. 442/E).
Il soggetto che detiene l’immobile a titolo di comodato o locazione ed il familiare convivente hanno diritto alla detrazione anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario.
Il convivente ed il comodatario hanno diritto alla detrazione purché tale condizione sia già in essere al momento dell’invio della comunicazione al Centro Operativo di Pescara.
Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto alla detrazione qualora sia stato immesso nel possesso ed esegua gli interventi a proprio carico. In questo caso è però necessario che:
Ha diritto alla detrazione del 36% anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, per le sole spese di acquisto dei materiali utilizzati.
(Circolare Agenzia Entrate 12/06/2002, n.50/E)
Presenza di pluralità di aventi diritto
E' necessario che nel bonifico siano riportati i nominativi di tutti i soggetti che hanno partecipato alle spese, e le fatture siano intestate agli stessi nominativi. Tuttavia in presenza di una pluralità di soggetti aventi diritto alla detrazione e dell'indicazione nel bonifico bancario del solo codice fiscale del soggetto che ha trasmesso il modello di comunicazione al Centro di servizio competente, il diritto alla detrazione da parte di altri soggetti non viene meno qualora venga esposto nella dichiarazione dei redditi, nello spazio predisposto nella sezione relativa agli oneri per i quali compete la detrazione del 41 o del 36 %, il codice fiscale già riportato sul bonifico bancario. Nel caso in cui la partecipazione alle spese di più soggetti non coincida con le proprie quote di possesso, e' necessario annotare nel documento comprovante la spesa la percentuale di ripartizione.
Se più di un contribuente, avendo sostenute le spese, intende usufruire della detrazione, il modulo di comunicazione di inizio lavori con la relativa documentazione allegata può essere trasmesso da uno soltanto di essi. In sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, il contribuente che non ha trasmesso il suddetto modulo deve indicare il codice fiscale del soggetto che ha adempiuto l’obbligo anche per suo conto;
In presenza di una pluralità di soggetti aventi diritto alla detrazione e dell’indicazione sul bonifico bancario del solo codice fiscale del soggetto che ha trasmesso la comunicazione, il diritto alla detrazione da parte degli altri soggetti non si perde qualora venga esposto nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale già riportato sul bonifico bancario.
In caso di non coincidenza tra intestazione della fattura e ordinanti del bonifico, la detrazione è consentita se nel bonifico risulta (anche o solo) il nominativo di chi ha inviato la comunicazione.
Nel caso in cui le fatture e i bonifici bancari risultino intestati ad entrambi i coniugi, e uno dei due è a carico fiscale dell’altro, la detrazione può essere fruita per intero dal coniuge che ha a carico l’altro.
(Circolari Agenzia Entrate n. 122/E del 1/6/1999 e n. 55/E del 14/06/2001) (Circolare 20.04.2005, n.15/), (Decreto dirigenziale 6 marzo 1998)
In caso di morte del contribuente titolare di diritti sull’immobile oggetto dell’intervento di recupero, il diritto a godere delle quote residue si trasmette agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile a prescindere dalla circostanza che abbia adibito l’immobile a propria abitazione principale. Si prospettano diversi casi:
-se l’immobile è locato non spetta la detrazione in quanto l’erede non ne può disporre a proprio piacimento;
-nel caso di più eredi e l’immobile sia a disposizione ogni erede avrà diritto pro quota alla detrazione;
-nel caso di più eredi, qualora uno solo abiti l’immobile, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo;
-nel caso in cui il coniuge superstite rinuncia all’eredità e mantiene il solo diritto di abitazione, venendo meno la condizione di erede, non può fruire delle residue quote di detrazione. In presenza di altri eredi neppure questi potranno beneficiare delle quote residue in quanto non avranno la detenzione materiale del bene.
•autocertificazione dalla quale risulti la disponibilità del bene;
•autocertificazione con la quale si attesta la condizione di erede;
•dichiarazione dei redditi del deceduto;
•copia della raccomandata con la quale è stata trasmessa al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara la comunicazione di inizio la lavori e verifica che la stessa sia stata inviata prima della data di inizio lavori riportata nella comunicazione stessa;
•copia delle fatture a sostegno delle spese intestate al precedente proprietario;
•copia dei bonifici bancari o postali da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma;
•documentazione relativa alle spese il cui pagamento possa non essere eseguito con bonifico bancario (ad es. imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denuncie di inizio lavori, …);
•dichiarazione dell’amministratore condominiale (nel caso di spese sulle parti comuni) che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condominio;
•dichiarazione del professionista inviata al Centro Operativo di Pescara, ovvero al Centro di Servizio competente, se l’importo dell’intervento di restauro è superiore a € 51.645,68.
Nel caso in cui viene venduto l’immobile sul quale è stato eseguito l’intervento di recupero edilizio prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione il diritto alla detrazione delle quote non utilizzate viene trasferito all’acquirente dell’immobile (solo se si tratta, però, di persona fisica). Se la vendita, però, è solo di una quota dell’immobile e non del 100% l’utilizzo delle rate residue rimane in capo al venditore.
•atto di acquisto o donazione
•stralcio della dichiarazione dei redditi del venditore o del donante o certificazione equivalente
•copia della raccomandata con la quale è stata trasmessa al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara la comunicazione di inizio lavori e verifica che la stessa sia stata inviata prima della data di inizio lavori riportata nella comunicazione stessa
•copia delle fatture a sostegno delle spese intestate al precedente proprietario
•copia dei bonifici bancari o postali da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma
•documentazione relativa alle spese il cui pagamento possa non essere eseguito con bonifico bancario (ad es. imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denuncie di inizio lavori, …)
•dichiarazione dell’amministratore condominiale (nel caso di spese sulle parti comuni) che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condominio
Quando l’intervento di recupero edilizio è stato eseguito dal soggetto conduttore dell’immobile ad altro titolo, come nei casi di locazione o comodato, la cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venire meno il diritto alla detrazione in capo all’inquilino o al comodatario che hanno eseguito gli interventi oggetto della detrazione, i quali continueranno quindi a fruirne fino alla conclusione del periodo di godimento prescelto.
La detrazione è prevista anche nel caso in cui la ristrutturazione dell’intero edificio sia stata effettuata dall’impresa di costruzione o ristrutturazione o dalla cooperativa edilizia che provvede successivamente alla alienazione o assegnazione delle unità immobiliari.
- il prezzo su cui calcolare la detrazione (36% sul 25% del prezzo indicato in atto) comprende anche l’IVA, trattandosi di un onere addebitato all’acquirente unitamente al corrispettivo di vendita dell’immobile (Circolare 10.6.2004, n. 24/E, risposta 1.6);
- l’agevolazione è relativa all’acquisto dell’immobile residenziale, e non alla pertinenza, tuttavia nel caso di atto unico di acquisto di appartamento e pertinenza si potrà beneficiare della detrazione sul costo complessivo entro il limite unico di euro 48.000 (Circolare 10.6.2004, n. 24/E, risposta 1.3);
- nel caso in cui con il medesimo atto vengono acquistate due unità immobiliari di tipo residenziale, il limite massimo di spesa va riferito ad ogni singolo immobile (Circolare 10.6.2004, n. 24/E, risposta 1.3);
Dal 1° ottobre 2006 (data rogito), il limite di spesa di 48mila euro su cui applicare la detrazione va rapportato alla singola unità immobiliare, quindi l’importo deve essere ripartito fra soggetti che ne hanno diritto. È possibile beneficiare della detrazione anche con riferimento agli importi versati in acconto a condizione che venga stipulato un preliminare di vendita dell’immobile e che ne sia effettuata la registrazione presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente. Se gli acconti sono pagati in un anno diverso da quello in cui viene stipulato il rogito, il contribuente ha la possibilità di far valere la detrazione degli importi versati in acconto o per il periodo di imposta in cui sono stati pagati o per il periodo di imposta in cui ha stipulato il rogito (Circolare 10.6.2004, n. 24/E, risposta 1.7).
Ci sono dei limiti temporali, rientrando nei quali potrà essere concessa la detrazione, previsti dalla norma:
-interventi di ristrutturazione ultimati entro il 31 dicembre 2002, se l’acquisto è avvenuto entro il 30/06/2003;
-interventi di ristrutturazione ultimati successivamente al 31/12/2002, ma non oltre il 31/12/2005, se l’acquisto è avvenuto nel 2003,2004 o 2005;
-interventi di ristrutturazione ultimati entro il 31/12/2005, con stipula di un preliminare di vendita registrato presso l’Ufficio Entrate, e successiva stipula entro il 30 giugno 2006, del rogito di acquisto:
-interventi di ristrutturazione ultimati entro il 31/12/2006, con stipula di un preliminare di vendita registrato presso l’Ufficio Entrate, e successiva stipula entro il 30 giugno 2007, del rogito di acquisto.
La detrazione deve essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Tuttavia, i contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni possono ripartire la detrazione rispettivamente in 5 e 3 quote di pari importo. Tale modalità di ripartizione può essere utilizzata anche per le spese sostenute in anni precedenti.
La legge n. 24 dicembre 2007, n. 244, c.d. finanziaria 2008 ha reintrodotto la detrazione del 36% per chi acquista unità immobiliari che fanno parte di edifici interamente ristrutturati. L’agevolazione, introdotta con l’articolo 9, comma 2, della legge 448/2001 è stata prorogata di anno in anno fino al 31 dicembre 2006 per le abitazioni ristrutturate entro il 31 dicembre di ciascun anno ed alienate entro il 30 giugno di quello successivo. La disposizione non era stata più confermata dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, c.d. finanziaria del 2007, pertanto quella prevista dall’ultima finanziaria, benché impropriamente definita proroga, non è in effetti da considerarsi tale. Ciò risulta evidente dal dettato della nuova legge che fa decorrere l’agevolazione per gli edifici nei quali gli interventi di ristrutturazione iniziano a partire dal 1° gennaio 2008 e si concludono entro il 31 dicembre del 2010. Le abitazioni che ne fanno parte devono essere vendute o assegnate entro il 30 giugno del 2011. Pertanto non vi è continuità tra la vecchia normativa e la nuova. Ciò comporta, ad esempio, che gli acquirenti di case, che fanno parte di fabbricati in cui i lavori di recupero edilizio sono iniziati prima del 1° gennaio 2008, non potranno usufruire di queste detrazioni. Si rammenta, tuttavia, che gli interventi sopra indicati continuano ad essere agevolati per gli acquisti effettuati (vale la data dell’atto) entro il 30 giugno 2007 di abitazioni facenti parte di caseggiati interamente ristrutturati entro il 31 dicembre del 2006, come disposto dall’articolo 1, comma 121 della legge n. 266/2005 (c.d. finanziaria 2006).
Da ultimo, in ordine alla cessione dell’unità immobiliare “agevolata” si segnala la Risoluzione 1.12.2008, n. 457/E, riguardante l’acquisto di un immobile ad uso abitazione e due garage, da parte di una coppia di contribuenti nel corso del periodo di imposta 2006. La cessione era stata effettuata da un privato che a sua volta aveva provveduto all’acquisto dei beni immobili (facenti parte di un complesso residenziale composto da 30 unità abitative) da una impresa di costruzioni che aveva ultimato la ristrutturazione entro il 31/12/2004. Ancorché il cedente, avente diritto all’agevolazione, non avesse fruito della stessa nei periodi di imposta 2004 (anno di acquisto e corresponsione del prezzo) e 2005, l’amministrazione finanziaria, con decorrenza 2006, conferma che i nuovi acquirenti sono egualmente ammessi al beneficio fiscale.
•atto di acquisto, assegnazione o preliminare di vendita registrato, dal quale risulti il rispetto dei termini sopra indicati;
•nel caso in cui gli atti sopra descritti non contengano le indicazioni riferite ai termini di ultimazione della ristrutturazione deve essere esibita da parte del contribuente una dichiarazione rilasciata dall’impresa di costruzione o dalla cooperativa edilizia che attesti le condizioni sopracitate.
Acquisto parcheggi pertinenziali
Il requisito necessario per usufruire della detrazione, sia per acquisto che per costruzione di nuovi posti auto e autorimesse anche di proprietà comune, è che gli stessi siano pertinenziali ad una unità immobiliare ad uso abitativo.
•atto di acquisto o preliminare di vendita registrato dal quale si evinca la pertinenzialità;
•dichiarazione del costruttore nella quale siano indicati i costi di costruzione;
•bonifico bancario o postale per i pagamenti effettuati;
•copia della raccomandata al Centro Operativo di Pescara che deve essere trasmessa prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.
La Risoluzione 8.02.2008 n. 38/E ha precisato che nessun beneficio può essere riconosciuto a chi acquista box o posti auto pertinenziali all’abitazione, se la spesa viene sostenuta prima dell’atto di acquisto, o in assenza di un contratto preliminare di vendita regolarmente registrato. Differente l’interpretazione data dall’amministrazione finanziaria con la Risoluzione 7.07.2008, n. 282/E in relazione ad un caso simile. E stato, infatti, chiarito che nel caso di assegnazione da parte di cooperative edilizie, ai fini della fruizione della detrazione, non è necessario l’atto di vendita nè il preliminare di vendita, dal momento che il vincolo pertinenziale tra box e abitazione è dimostrato dall’accoglimento della richiesta di assegnazione da parte del Consiglio di amministrazione della cooperativa e trascritta nei libri sociali della cooperativa che, ai sensi dell’articolo 2421 del Codice civile sono obbligatori. Pertanto, in tale ipotesi, il contribuente può usufruire delle detrazioni sugli acconti versati a seguito del solo atto di assegnazione.
Costruzione parcheggi pertinenziali
•concessione edilizia da cui risulti il vincolo di pertinenzialità con l’abitazione che potrebbe anche essere ultimata in un momento successivo;
•fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa di realizzazione degli interventi effettuati;
•copia della raccomandata al Centro Operativo di Pescara che deve essere trasmessa prima dell’inizio lavori.
Per gli interventi di manutenzione o salvaguardia dei boschi a difesa del territorio contro i rischi di dissesto geologico.
•euro 77.468,53 per le spese sostenute negli anni 2002;
•euro 100.000,00 per le spese sostenute negli anni 2003, 2004 , 2005 e 2006.
La detrazione può essere ripartita in 5 o 10 rate di pari importo. La scelta del numero delle rate in cui suddividere la detrazione in questione, per ciascun anno in cui sono state sostenute le spese, non è modificabile.
•copia della raccomandata con la quale è stata trasmessa al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara la comunicazione di inizio lavori;
•fatture, ricevute fiscali o altra idonea documentazione atta a comprovare il sostenimento della spesa di realizzazione degli interventi effettuati;
•bonifici bancari o postali da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma;
•documentazione relativa alle eventuali spese il cui pagamento possa non essere eseguito con bonifico bancario;
•copia della dichiarazione di esecuzione dei lavori (e della relativa ricevuta postale di invio al competente Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara), sottoscritta da un soggetto iscritto negli albi dei dottori agronomi e forestali ovvero da altro soggetto abilitato all’esecuzione degli stessi, nell’ipotesi di interventi il cui importo complessivo è superiore a € 51.645,69.
In caso di lavori per i quali, nonostante ricorressero tutte le condizioni per usufruire della detrazione, il contribuente abbia dimenticato di richiedere il beneficio in precedenti dichiarazioni dei redditi, potrà detrarre nell’attuale dichiarazione la quota relativa al 2009.
RIGO E37-1
SOSTITUZIONE FRIGORIFERI E CONGELATORI CON APPARECCHI CLASSE A+
L’art 1, comma 353, Legge n. 296/2006 ha introdotto una nuova detrazione dall’Irpef per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni con apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+; tale detrazione, per le spese sostenute nel 2009, nella misura del 20 per cento dei costi sostenuti dal contribuente, da utilizzare in un’unica rata, fino ad un massimo di euro 200 per ciascun apparecchio, pertanto la spesa massima agevolabile sarà di euro 1.000.
Ai fini del riconoscimento della detrazione si rende necessaria, oltre alla documentazione attestante l’acquisto dell’apparecchio che deve essere costituita da fattura o da scontrino (parlante) recante i dati identificativi dell’acquirente, la classe energetica non inferiore ad A+ dell’elettrodomestico acquistato e la data di acquisto, una ulteriore documentazione da cui si possa evincere l’avvenuta sostituzione dell’elettrodomestico.
Si fa presente, infine, che, poiché la norma in commento fa riferimento alle spese sostenute “per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni…” possono essere considerati, ai fini della determinazione dell’importo detraibile, anche i costi di trasporto e le eventuali spese connesse allo smaltimento dell’apparecchiatura dimessa, purché debitamente documentati dal percettore dei corrispettivi.
Sono compresi anche gli importi delle spese per le quali spetta la detrazione del 20% indicati con il codice 1 (Tabella B – Oneri per i quali è prevista la detrazione del 20%) nelle annotazioni del CUD 2009 e/o nel CUD 2010.
Spese per la sostituzione dei frigoriferi, congelatori e loro combinazioni:
•fattura o scontrino fiscale parlante recante i dati identificativi dell’acquirente, la classe energetica che non può essere inferiore a A+ e data di acquisto (2009).
•documentazione attestante l’avvenuta sostituzione dell’apparecchio che può consistere in un’autocertificazione da cui risulti la tipologia dell’apparecchio sostituito, le modalità della dismissione dello stesso e la denominazione dell’impresa/ente a cui l’apparecchio è stato consegnato.
RIGO E37-2
-MOTORI AD ELEVATA EFFICIENZA DI POTENZA ELETTRICA-
Per le spese documentate, sostenute nel corso del 2009, per l'acquisto e l'installazione di motori ad elevata efficienza di potenza elettrica, compresa tra 5 e 90 kW, nonché per la sostituzione di motori esistenti con motori ad elevata efficienza di potenza elettrica, spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 20% della spesa effettivamente sostenuta, fino a un valore massimo della detrazione di 1.500 euro per motore, in un'unica rata.
La detrazione spetta anche nel caso in cui i medesimi beni siano acquisiti mediante contratti di locazione finanziaria. In tal caso l’agevolazione si determina sulla base del costo sostenuto dalla società concedente.
La detrazione non compete né a soggetti diversi dall’utilizzatore finale né per motori utilizzati o destinati ad essere utilizzati al di fuori del territorio nazionale.
Si considerano motori ad elevata efficienza i motori elettrici che rispettano i requisiti tecnici di cui all’allegato A del Decreto di attuazione.
Qualora la spesa effettivamente sostenuta per l’acquisto del motore a elevata efficienza, sia superiore ai valori riportati in tabella 1, l’aliquota del 20% si applica sulla spesa massima di acquisto ammissibile di cui alla stessa tabella 1. (Decreto Interministeriale del 9 aprile 2008)
La spesa ammissibile per l’installazione del motore ad elevata efficienza è pari ai valori forfetari di tabella 1.
In tutti i casi, la detrazione dall’imposta lorda della spesa totale, ivi inclusa la spesa di installazione, non potrà superare il valore di 1.500 euro per ciascun motore.
Tabella 1 - Motori ad elevata efficienza. Tetti di spesa ammissibile in funzione della potenza nominale.
Spesa massima ammissibile per acquisto singolo motore (euro)
Spesa ammissibile per installazione singolo motore (euro)
Spesa massima ammissibile totale per singolo motore (euro)
I soggetti che intendono beneficiare della detrazione di cui all’articolo 1 sono tenuti a:
a) conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari, le pertinenti fatture, con l’indicazione della potenza e dei codici di identificazione dei singoli motori, comprovanti le spese effettivamente sostenute per l’acquisto degli stessi. Nel caso in cui i motori vengano forniti all’interno di una macchina, la fattura della stessa deve riportare separatamente i costi relativi ad ogni singolo motore, con l’indicazione, per ciascuno di essi, della potenza e dei codici di identificazione;
b) acquisire e conservare copia della certificazione del produttore del motore.
Tali soggetti sono altresì tenuti a compilare la scheda raccolta dati di cui all’allegato B e a trasmetterla all’ENEA, anche mediante unico invio per tutti gli interventi effettuati, attraverso il seguente sito internet: www.acs.enea.it o tramite raccomandata con ricevuta semplice a ENEA, Dipartimento Ambiente, Cambiamenti globali e Sviluppo sostenibile, via Anguillarese 301, 00123, Santa Maria di Galeria (Roma), specificando come riferimento: Finanziaria 2007 – motori elettrici. La ricevuta di invio, sia informatica che cartacea va conservata insieme alla documentazione.
Le detrazioni di cui al presente decreto non sono cumulabili con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge nazionali per il sostenimento delle spese di cui ai commi 358 e 359, della legge finanziaria 2007.
Sono compresi gli importi delle spese per le quali spetta la detrazione del 20% indicati con il codice 2 (Tabella B – Oneri per i quali è prevista la detrazione del 20%) nelle annotazioni del CUD 2010 e/o nel CUD 2009.
Spese per l’acquisto di motori ad elevata efficienza:
•fattura attestante le spese sostenute con l’indicazione della potenza o dei codici di identificazione dei singoli motori;
•copia della certificazione del produttore del dispositivo;
•ricevuta attestante la spedizione all’ENEA della documentazione.
RIGO E37-3
- VARIATORI DI VELOCITA’ (inverter) -
Per le spese documentate, sostenute nel corso del 2009, per l’acquisto e l’installazione di variatori di velocità (inverter) su impianti con potenza elettrica compresa tra 7,5 e 90 kW spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 20% degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 1.500 euro per intervento, in un’unica rata.
La detrazione non compete né a soggetti diversi dall’utilizzatore finale né per variatori di velocità (inverter) utilizzati o destinati ad essere utilizzati al di fuori del territorio nazionale.
Si considerano variatori di velocità (inverter) gli apparecchi applicati ai motori elettrici a corrente alternata basati sul principio di variazione della frequenza e della tensione di alimentazione.
Per l’acquisto del variatore di velocità (inverter) la detrazione dall’imposta lorda è pari al 20% della spesa effettivamente sostenuta e documentata per l’acquisto del medesimo variatore di velocità.
Qualora la spesa effettivamente sostenuta per l’acquisto del variatore di velocità (inverter), sia superiore ai valori riportati in tabella 2, l’aliquota del 20% si applica sulla spesa massima di acquisto ammissibile di cui alla stessa tabella 2. (Decreto Interministeriale del 9 aprile 2008)
La spesa ammissibile per l’installazione del variatore di velocità (inverter) è pari ai valori forfetari di tabella 2.
In tutti i casi, la detrazione dall’imposta lorda della spesa totale, ivi inclusa la spesa di installazione, non potrà superare il valore di 1.500 euro per ciascun variatore di velocità (inverter).
Tabella 2 - Variatori di velocità (inverter). Tetto di spesa massimo in funzione della potenza nominale.
Spesa massima ammissibile per acquisto singolo variatore di velocità (inverter)
Spesa ammissibile per installazione singolo variatore di velocità (inverter)
Spesa massima ammissibile totale per singolo variatore di velocità (inverter) (euro)
a) conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari, le pertinenti fatture, con l’indicazione della potenza e dei codici di identificazione dei singoli variatori di velocità, comprovanti le spese effettivamente sostenute per l’acquisto degli stessi. Nel caso in cui i motori vengano forniti all’interno di una macchina, la fattura della stessa deve riportare separatamente i costi relativi ad ogni singolo motore, con l’indicazione, per ciascuno di essi, della potenza e dei codici di identificazione;
Sono compresi gli importi delle spese per le quali spetta la detrazione del 20% indicati con il codice 3 (Tabella B – Oneri per i quali è prevista la detrazione del 20%) nelle annotazioni del CUD 2010 e/o nel CUD 2009.
Spese per l’acquisto di variatori di velocità:
•fattura attestante le spese sostenute con l’indicazione della potenza o dei codici di identificazione dei singoli variatori;
RIGO E37-4
- SPESE PER L’ACQUISTO DI MOBILI, ELETTRODOMESTICI, APPARECCHI TELEVISIVI E COMPUTER -
L’art. 2 del Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33, riconosce a coloro che fruiscono dell’agevolazione prevista in materia di ristrutturazioni edilizie una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 20% delle spese documentate, sostenute dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009 per l’acquisto di mobili, apparecchi televisivi, computer ed elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, finalizzato all’arredo di immobili ristrutturati. (Circolare n. 35/E 16/07/2009)
• per usufruire di questa detrazione è che il contribuente a partire dal 1° luglio 2008 abbia sostenuto spese di ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali per le quali usufruisce delle agevolazioni fiscali previste per il recupero del patrimonio edilizio, di cui all’art. 1 della legge 27 dicembre 1997 n. 449. Sono esclusi gli interventi di ristrutturazione che abbiano ad oggetto parti comuni degli edifici o siano relativi alla manutenzione ordinaria di singole unità immobiliari o che riguardino la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali.
Per avvalersi dell’agevolazione, il contribuente deve avere eseguito tutti gli adempimenti preliminari secondo quanto disposto dal decreto del Ministero delle finanze di concerto con il Ministero dei Lavori pubblici n. 41 del 18 febbraio 1998 e successive modificazioni. Questa norma contiene il regolamento attuativo per poter beneficiare delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie. In particolare, il contribuente deve aver inviato l’apposita comunicazione al Centro Operativo di Pescara, anche in data anteriore al 1° luglio 2008, indicando nel riquadro riservato ai “dati relativi ai lavori di ristrutturazione” la data del 1° luglio 2008 o una data successiva;
• l’importo da indicare nel rigo non può essere superiore a 10.000 euro ed è riferito alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Pertanto il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità abitative potrà fruire del beneficio con riferimento a ciascuna unità abitativa e in tal caso l’importo massimo previsto (10.000 euro) si intende riferito a ciascuna di esse. Nel caso in cui siano state sostenute spese per l’arredo di più unità abitative ristrutturate è necessario compilare più moduli (uno per ogni spesa complessiva di arredi riferita a ciascun immobile ristrutturato).
La detrazione, prevista su una spesa massima complessiva di 10.000 euro è da suddividere tra gli aventi diritto, verrà ripartita in cinque rate di pari importo;
• il pagamento dei beni finalizzati all’arredo dell’immobile ristrutturato deve avvenire mediante bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o il numero di partita IVA del beneficiario.
Si ricorda che l’agevolazione non potrà essere fruita nell’ipotesi di spese sostenute per l’arredo dell’unità abitativa residenziale acquistata dall’impresa costruttrice che abbia provveduto alla ristrutturazione dell’immobile.
Si precisa che dalla categoria degli elettrodomestici sono esclusi i frigoriferi, i congelatori e le loro combinazioni, in quanto per questi spetta la detrazione del 20%, da fruire per intero nell’anno di sostenimento della spesa (vedere le istruzioni della col 1). Quest’ultima dovrà essere indicata nella colonna 1 di questo rigo e, quindi, non deve essere considerata ai fini dell’importo massimo previsto per le spese di acquisto degli arredi destinati all’immobile ristrutturato da indicare in questa colonna 4. Pertanto, le due agevolazioni sono cumulabili.
Spese per l’acquisto di mobili, elettrodomestici, apparecchi televisivi e computer:
• le fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spese sostenute esclusivamente dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009;
• il bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma; così come è ugualmente valido il bonifico effettuato “on line” (risoluzione 7.08.2008, n. 353/E);
• copia della comunicazione inviata al Centro Operativo di Pescara attestante l’inizio dei lavori di ristrutturazione a partire dal 01/07/2008;
• copia della ricevuta postale della raccomandata con la quale è stata trasmessa la comunicazione di inizio lavori effettuata antecedentemente alla data di inizio lavori riportata sulla stessa.
RIGO E38-1
- INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICI ESISTENTI -
Per interventi di riqualificazione energetica si intendono quelli che permettono il raggiungimento di un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori indicati nelle tabelle riportate nell’allegato C del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 19 febbraio 2007.
Per questa tipologia di intervento non sono stabilite quali opere o quali impianti occorre realizzare per raggiungere le prestazioni energetiche indicate. Pertanto, la categoria degli “interventi di riqualificazione energetica” comprende qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, realizzando la maggior efficienza energetica richiesta dalla norma.
L’intervento, infatti, è definito in funzione del risultato che lo stesso deve conseguire in termini di riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale. Il fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale rappresenta “la quantità di energia primaria globalmente richiesta, nel corso di un anno, per mantenere negli ambienti riscaldati la temperatura di progetto, in regime di attivazione continuo” (allegato A del Dlgs n. 192 del 2005).
Il risparmio è misurato in base agli indici riportati nella tabella dell’allegato C del decreto 19 febbraio 2007 che sono elaborati in funzione della categoria in cui l’edificio è classificato (residenziale o altri edifici), della zona climatica in cui è situato e del rapporto di forma che lo stesso presenta.
Importo massimo della spesa detraibile 181.818,18 euro
Importo massimo della detrazione 100.000,00 euro
•copia asseverazione del tecnico abilitato;
•copia della certificazione o qualificazione energetica;
•copia scheda informativa;
•ricevuta informatica o ricevuta di raccomandata comprovante l’invio all’ENEA della certificazione energetica e della scheda informativa che devono essere state inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori; per le scadenze anteriori al 30/04/08 ovvero in caso di complessità dei lavori eseguiti l’invio può essere documentato anche dalla ricevuta di raccomandata semplice;
•fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa;
•bonifico bancario o postale da cui risulti la causale di versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetta che riceva la somma;
•dichiarazione dell’amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge.
RIGO 38-2
- interventi sugli involucri -
Si tratta degli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, riguardanti strutture opache verticali (pareti generalmente esterne), finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati, che rispettano i requisiti di trasmittanza termica U (dispersione di calore), espressa in W/m2k, evidenziati nella tabella di cui all’allegato D del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, la quale in relazione alle singole zone climatiche indica, in distinte colonne, la trasmittanza delle strutture verticali e quella delle finestre.
Gli infissi sono comprensivi anche delle strutture accessorie che hanno effetto sulla dispersione di calore quali, ad esempio, scuri o persiane, o che risultino strutturalmente accorpate al manufatto quali, ad esempio, cassonetti incorporati per il telaio dell’infisso.
La semplice sostituzione degli infissi o il rifacimento dell’involucro degli edifici, qualora questi siano originariamente già conformi agli indici indicati nella tabella D, non consente di fruire della detrazione poiché il beneficio teso ad agevolare gli interventi da cui consegua un risparmio energetico. In questo caso è necessario quindi che a seguito dei lavori tali indici di trasmittanza termica si riducano ulteriormente: il tecnico che redige l’asseverazione deve perciò specificare il valore di trasmittanza originaria del componente su cui si interviene ed asseverare che successivamente all’intervento la trasmittanza dei medesimi componenti sia inferiore o uguale ai valori riportati nella tabella D.
In assenza delle disposizioni di attuazione del decreto ministeriale, i lavori eseguiti sui pavimenti e coperture (strutture opache orrizzontali) non consentono invece di usufruire della detrazione in questione. La detrazione dei lavori, tuttavia, può essere fruita qualora l’intervento sulle strutture orrizzontali, anche unitamente ad altri lavori, consegua gli indici di risparmio energetico indicati ai fini della detrazione prevista per la qualificazione energetica globale dell’edificio.
L’Agenzia delle Entrate (Risoluzione n.475/e del 9.12.08) ha precisato che in caso di sostituzione del portoncino d’ingresso l’agevolazione compete alle condizioni previste per la sostituzione di finestre comprensive di infissi, se a queste è assimilabile. Diversamente dovranno essere rispettate le condizioni ordinarie per gli interventi sulle strutture opache verticali.
•copia asseverazione del tecnico abilitato; nel caso di sostituzione di finestre, comprensive di infissi, può essere sostituita da una certificazione dei produttori che attesti il rispetto dei requisiti;
RIGO 38-3
- INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI -
Per interventi di installazione di pannelli solari si intende l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici ed università.
a) un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per pannelli e i bollitori e in due anni per accessori e i componenti tecnici);
b) che i pannelli siano conformi alle norme UNI 12975 e alle norme UNI per i pannelli realizzati in autocostruzione.
Anche l’installazione di pannelli solari deve essere realizzata su edifici esistenti.
considerato che, ai sensi dell’art.4, comma 9, del decreto 19/02/2007 del Ministero dello sviluppo economico, se a seguito dell’istallazione dei pannelli fotovoltaici si accede al “conto energia” non spetta la detrazione del 36 %, si ritiene, per similitudine, non si possa accedere neppure alla detrazione del 55%.
Quindi la detrazione del 55 % spetta unicamente per l’installazione dei “pannelli solari termici”.
Importo massimo della spesa detraibile 109.090,91 euro
Importo massimo della detrazione 60.000,00 euro
RIGO E38-4
- INTERVENTI DI SOSTITUZIONE IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE INVERNALE -
Per fruire dell’agevolazione è necessario, quindi, sostituire gli impianti preesistenti e installare le caldaie a condensazione. Non sono pertanto agevolabili né l’installazione di sistemi di climatizzazione invernale in edifici che ne erano sprovvisti né la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore ad alto rendimento ma diversi dalle caldaie a condensazione. Tuttavia tali interventi possono essere compresi tra quelli di riqualificazione energetica dell’edificio, se rispettano l’indice di prestazione energetica previsto, permettendo così di usufruire della relativa detrazione.
La scheda informativa, oltre all’indicazione dei soggetti che hanno sostenuto la spesa e ai dati relativi alla struttura oggetto dell’intervento, deve contenere:
a)L’identificazione della tipologia di intervento e del relativo risparmio di energia conseguito;
b)Il costo dell’intervento al netto delle spese professionali;
c)L’importo utilizzato per il calcolo della detrazione;
d)Il costo delle spese professionali.
In questa agevolazione sono compresi anche gli interventi riguardanti la trasformazione degli impianti individuali autonomi in impianti di climatizzazione invernale centralizzati, con contabilizzazione del calore, nonché la trasformazione dell’impianto centralizzato per rendere applicabile la contabilizzazione del calore, mentre è esclusa la trasformazione dell’impianto di climatizzazione invernale da centralizzato ad individuale o autonomo.
Impianti di climatizzazione invernale:
RIGO E41
- Detrazioni per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale -
Le detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale sono indicate nel rigo E41, il quale prevede 3 casistiche:
1. Contratti di locazione (stipulati o rinnovati nel rispetto della normativa prevista dalla legge 431/98) relativi ad immobili adibiti ad abitazione principale.
•detrazione di €uro 300 per redditi fino a 15.493,41;
•detrazione di €uro 150 per redditi fino a 30.987,41.
2.Contratti di locazione a canone convenzionale (stipulati o rinnovati nel rispetto della normativa prevista dagli art. 2, comma 3 e art. 4 comma 2 e 3 della legge 431/98) relativi ad immobili adibiti ad abitazione principale.
•detrazione di €uro 495,80 per redditi fino a 15.493,41;
•detrazione di €uro 247,90 per redditi fino a 30.987,41.
Tali contratti sono stipulati in base ad accordi locali tra organizzazioni sindacali di categoria solitamente di durata tre anni rinnovabili di due nei quali si fa espresso riferimento a limiti di canoni compresi in parametri riferiti al tipo di immobile e all’ubicazione.
In nessun caso la detrazione spetta per i contratti di locazione intervenuti tra enti pubblici e contraenti privati (Circolare 12.05.2000, n. 95/E e Circolare 14.06.2001, n. 55/E).
La detrazione è inoltre suddivisa in base ai cointestatari del contratto di locazione dell’abitazione principale (ad esempio: nel caso di marito e moglie cointestatari del contratto di locazione, la detrazione spetta al 50% a ognuno in relazione al loro reddito) (Circolare 29.12.1999, n. 247/E).
3. Contratti di locazione (stipulati esclusivamente a partire dal 2007, nel rispetto della normativa prevista dalla legge 431/98), relativi ad immobili adibiti ad abitazione principale da parte di giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni con residenza diversa da quella della famiglia di origine.
La detrazione di questo quadro non è cumulabile con quella del rigo E42, ma il contribuente ha diritto di scegliere quella a lui più favorevole. È anche possibile che nel corso dell’anno possano verificarsi più situazioni agevolabili, in tal caso il numero dei giorni indicato nei diversi righi del quadro non possono essere superiori a 365.
Detrazione per inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale:
•contratto di locazione: verificando la tipologia del contratto in essere e l’anno di stipula (dal 2007);
•autocertificazione nella quale il contribuente attesti di aver rispettato tutte le condizioni previste per beneficiare della detrazione:
numero degli intestatari;
che trattasi di abitazione principale.
RIGO E 42
- Detrazione per canoni di locazione spettanti a lavoratori che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro -
Questa detrazione spetta ai lavoratori dipendenti che hanno trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi, nei 3 anni antecedenti a quello di richiesta della detrazione, ( la detrazione spetta per i primi tre anni dalla data di variazione della residenza ) purché il nuovo comune di residenza disti dal vecchio almeno 100 chilometri, e comunque al di fuori della propria regione, e che siano titolari di qualunque tipo do contratto di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi (Circolare 18.06.2001 n. 58/E ). Tale detrazione, rapportata al periodo dell’anno durante il quale l’abitazione ha costituito la dimora principale del contribuente, è così determinata:
•991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
•495,80 euro se il reddito complessivo supera 15.493,71 euro, ma non 30.987,41 euro.
Tale detrazione spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti, pertanto, restano esclusi i percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (Circolare 12.03.2002 n. 50/E ).
In caso di intestazione del contratto di locazione a più soggetti, la detrazione va divisa tra gli intestatari del contratto in possesso della qualifica di lavoratori dipendenti, nella misura a ciascuno spettante in relazione al proprio reddito. Ad esempio, in caso di contitolarità tra 3 soggetti, uno dei quali lavoratori dipendente, la detrazione spetta solo a quest’ultimo, nella misura del 100% (Circolare 20.06.2004, n.24).
La detrazione di questo quadro non è cumulabile con quella del rigo E41, ma il contribuente ha diritto di scegliere quella a lui più favorevole. È anche possibile che nel corso dell’anno possano verificarsi più situazioni agevolabili, in tal caso il numero dei giorni indicato nei diversi righi del quadro non possono essere superiori a 365.
•contratto di lavoro dipendente ovvero lettera di assunzione;
•contratto di locazione;
•autocertificazione nella quale il contribuente attesti di aver rispettato tutte le condizioni previste per beneficiare della detrazione.
RIGO E43
- Detrazioni per mantenimento del cane guida -
Per le spese di mantenimento dei cani guida sostenute dai non vedenti spetta una detrazione forfetaria di 516,46 euro, per poterne usufruire si dovrà barrare la casella corrispondente.
La detrazione spetta esclusivamente al soggetto non vedente e non anche alle persone cui questi risulta fiscalmente a carico a prescindere dalla documentazione della spesa effettivamente sostenuta.
Unico requisito per usufruire di tale detrazione è il possesso del cane guida.
(Circolare 22.12.2000, n.238/E)
Detrazione per spese di mantenimento del cane guida:
•documentazione attestante il possesso del cane guida;
•certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap, ovvero autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge che attesti la sussistenza dell’handicap.
RIGO E44
- Altre detrazioni -
In tale rigo andranno indicate le altre detrazione diverse da quelle riportate nei precedenti righi contraddistinte dal relativo codice.
Al rigo E44_codice 1 andrà indicata la borsa di studio assegnata dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, a sostegno delle famiglie in condizioni svantaggiate, per spese d’istruzione sostenute e documentate, forma oggetto di detrazione fiscale in presenza di una situazione economica annua non superiore a 15.493,71 euro; limite elevato a 25.822,84 euro in considerazione di particolari condizioni socioeconomiche dei richiedenti per le province autonome di Trento e Bolzano.
La detrazione spetta a favore del genitore, per i figli minorenni, ovvero a favore dello stesso studente, se maggiorenne, che al momento della richiesta della borsa di studio hanno optato per la detrazione fiscale, anziché per la corresponsione diretta della somma, secondo quanto previsto dal D.P.C.M. n. 106 del 14 febbraio 2001.
Donazione per l’ente ospedaliero “Ospedale Galliera” di Genova
Al rigo E44_codice 2 andranno indicate le donazioni effettuate all’ente ospedaliero «Ospedale Galliera» di Genova, esclusivamente finalizzate all’attività del Registro nazionale dei donatori di midollo osseo.
A fronte di tali donazioni spetta una detrazione nei limiti del 30% dell’imposta lorda dovuta.
Detrazione per borsa di studio:
•documentazione attestante l’importo della borsa di studio assegnata dalle regioni o dalle province autonome di Trento e Bolzano.
Detrazione per donazione all’Ospedale Galliera di Genova:
•ricevute delle donazioni effettuate dalle quali si evinca la motivazione.