Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-quinto/titolo-vi-bis/art391octies.html?utm_source=internal&utm_medium=link&utm_campaign=articolo&utm_content=nav_art_prec_top
Timestamp: 2020-07-13 03:56:41+00:00
Document Index: 108034946

Matched Legal Cases: ['art. 391', 'art. 410', 'art. 299', 'art. 292', 'art. 267', 'art. 391', 'art. 410', 'art. 292']

Art. 391 octies codice di procedura penale - Fascicolo del difensore - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO QUINTO - Indagini preliminari e udienza preliminare > Titolo VI bis - Investigazioni difensive > Articolo 391 octies
Articolo 391 octies Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 391 octies Codice di procedura penale
(1)1. Nel corso delle indagini preliminari e nell'udienza preliminare, quando il giudice deve adottare una decisione con l'intervento della parte privata(2), il difensore può presentargli direttamente gli elementi di prova a favore del proprio assistito.
2. Nel corso delle indagini preliminari il difensore che abbia conoscenza di un procedimento penale può presentare gli elementi difensivi di cui al comma 1 direttamente al giudice, perché ne tenga conto anche nel caso in cui debba adottare una decisione per la quale non è previsto l'intervento della parte assistita(3).
3. La documentazione di cui ai commi 1 e 2, in originale o, se il difensore ne richiede la restituzione, in copia, è inserita nel fascicolo del difensore, che è formato e conservato presso l'ufficio del giudice per le indagini preliminari. Della documentazione il pubblico ministero può prendere visione ed estrarre copia prima che venga adottata una decisione su richiesta delle altre parti o con il loro intervento. Dopo la chiusura delle indagini preliminari il fascicolo del difensore è inserito nel fascicolo di cui all'articolo 433(4).
(2) Si tratta ad esempio della decisione sulla richiesta di archiviazione della notizia di reato ex art. 410 e delle decisioni sulle richieste provenienti dalla difesa, come nel caso di richiesta di revoca di misura cautelare ex art. 299, comma 3.
(3) Ne sono esempi le decisioni sulle richieste cautelari del P.M., emesse all'insaputa della persona sottoposta ad indagine ex art. 292 o la richiesta di autorizzazione all'intercettazione ex art. 267.
(4) Quindi tali contenuti rimangono segreti per la parte pubblica fino al momento in cui la difesa viene coinvolta nell'emanazione di una decisione del giudice.
Tale disposizione è stata inserita nel codice penale al fine di fornire una più ampia tutela ai poteri e doveri del difensore.
Spiegazione dell'art. 391 octies Codice di procedura penale
In un'ottica di collaborazione tra organi giurisdizionali e difensori delle parti private, l'attuale assetto normativo consente in ogni momento al difensore di presentare direttamente al giudice l'esito delle proprie indagini.
La norma in commento, la quale si occupa dell'esercizio di tale facoltà nella fase delle indagini preliminari, opera una distinzione a seconda che il giudice debba dottare una decisione con l'intervento della parte privata oppure una decisione per la quale non è previsto il suo intervento.
Nella prima ipotesi,che ricorre ad esempio quando il giudice debba decidere in ordina ad una richiesta di archiviazione della notizia di reato in seguito ad opposizione della parte offesa (v. art. 410), il comma 1 prevede che il difensore possa presentare direttamente al giudice già chiamato ad adottare una determinata decisione gli elementi di prova in favore del proprio assistito.
Nella seconda ipotesi, nella quale rientrano ad esempio le decisioni del g.i.p. sulle richieste cautelari del pubblico ministero, emesse ad insaputa dell'indagato (v. art. 292, il comma 2 consente alla difesa di agire preventivamente, ossia consentendo al difensore che abbia conoscenza di un procedimento penale nei confronti del proprio assistito ed abbia acquisito elementi di prova favorevoli, può presentare direttamente tali elementi al giudice, affinché quest'ultimo ne tenga conto nell'eventualità che debba essere adottata una decisione che non contempla l'interpello della difesa.
Ai fini difensivi di cui sopra, il legislatore ha fornito lo strumento del c.d. fascicolo del difensore, il quale va formato e conservato presso l'ufficio del giudice per le indagini preliminari.
Il pubblico ministero può sì prenderne visione, ma solamente prima che venga adottata una decisione su richiesta delle altre parti e con il loro intervento, il che in pratica significa che il contenuto del fascicolo romane segreto per la parte pubblica fino al momento in cui la difesa venga coinvolta nell'emanazione di una decisione del giudice.
Ad ogni modo, al fine di prevenire la formulazione stessa di richieste, il difensore può presentare anche direttamente al pubblico ministero le proprie deduzioni ed i propri elementi di prova.