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Timestamp: 2020-08-05 07:47:15+00:00
Document Index: 63360657

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 13', 'art. 1', 'Cass. Sez. ', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 26811 del 22/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26811 del 22/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 22/12/2016, (ud. 08/11/2016, dep.22/12/2016), n. 26811
sul ricorso 2230-2015 proposto da:
delegato pro tempore, elettivamente domiciliate in ROMA, Viale
NIUTTA, che le rappresenta e difende unitamente all’avvocato ANTONIO
ARMENTANO giuste procure a margine della prima e seconda pagina del
CAVALLARO LORENZO MASSIMO, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
ALESSANDRO MELONI, LUIGI PAU giusta procura a margine del
avverso la sentenza n. 201/2014 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI
SEZIONE DISTACCATA di SASSARI, depositata il 12/07/2014;
udito l’Avvocato Alessandro Meloni difensore del controricorrente che
2. E’ stato depositato il verbale di conciliazione stipulato fra le parti in data 29 dicembre 2014, in sede sindacale (e, dunque, già prima della notifica del ricorso per cassazione).
3. Dal suddetto verbale di conciliazione, debitamente sottoscritto dal lavoratore interessato e dal rappresentante della MERIDIANA FLY s.p.a., risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo concernente la controversia de qua, dandosi atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge e dichiarando che, in caso di fasi giudiziali ancora aperte, le stesse sarebbero state definite in coerenza con il verbale stesso.
4. Tale verbale di conciliazione si appalesa idoneo a dimostrare l’intervenuta cessazione della materia del contendere già prima della proposizione del ricorso per cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo; alla cessazione della materia del contendere consegue la declaratoria di inammissibilità del ricorso per carenza dell’interesse ad agire.
5. In tal senso va emessa la corrispondente declaratoria.
6. Le spese del presente giudizio di legittimità sono compensate tenuto conto del comportamento delle parti, addivenute alla complessiva definizione transattiva della controversia.
7.Alla definizione negoziale delle spese non vale peraltro opporre, come richiesto dal difensore della parte intimata nel corso della discussione orale, la necessità della delibazione della soccombenza virtuale per addivenire alla regolazione giudiziale delle spese con distrazione in suo favore, assumendo di non aver partecipato alla conclusione della conciliazione in sede sindacale, posto che la mancata partecipazione del difensore non infirma in alcun modo la validità, in parte qua, del negozio transattivo intervenuto tra le parti.
8.La circostanza che il ricorso sia stato proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013 impone di dar atto dell’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 (sulla ratio della disposizione si rinvia a Cass. Sez. Un. 22035/2014 e alle numerose successive conformi).
9. Essendo il ricorso in questione (avente natura chiaramente impugnatoria) da dichiararsi inammissibile, deve provvedersi in conformità.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile; spese compensate. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dichiara sussistenti i presupposti per il versamento, a carico delle parti ricorrenti, dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso ex art. 13, comma 1-bis.