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Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art. 183', 'art. 74', 'art. 183', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 229', 'art. 5', 'art. 23']

Ordine degli Ingegneri della provincia di Siracusa Commissione Legislazione e Tutela Ambientale giovedì 9 gennaio 2014 Via Arsenale n Siracusa. - ppt scaricare
Ordine degli Ingegneri della provincia di Siracusa Commissione Legislazione e Tutela Ambientale giovedì 9 gennaio 2014 Via Arsenale n.44 - 96100 Siracusa.
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Presentazione sul tema: "Ordine degli Ingegneri della provincia di Siracusa Commissione Legislazione e Tutela Ambientale giovedì 9 gennaio 2014 Via Arsenale n.44 - 96100 Siracusa."— Transcript della presentazione:
Ordine degli Ingegneri della provincia di Siracusa Commissione Legislazione e Tutela Ambientale giovedì 9 gennaio 2014 Via Arsenale n Siracusa Riferimenti Normativi Nazionali e Regionali Ing. Antonino Di Guardo Ing. Domenico Sole Greco 2
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale2 Riferimenti Normativi Indice Definizioni Definizioni Definizioni D.P.R 24/05/1988, n. 203 D.P.R 24/05/1988, n. 203 D.P.R 24/05/1988, n. 203 D.P.R 24/05/1988, n. 203 D.M. 19/11/1997, n. 503 D.M. 19/11/1997, n. 503 D.M. 19/11/1997, n. 503 D.M. 19/11/1997, n. 503 D.M. 25/02/2000, n. 124 D.M. 25/02/2000, n. 124 D.M. 25/02/2000, n. 124 D.M. 25/02/2000, n. 124 D.Lgs 29/12/2003, n. 387 D.Lgs 29/12/2003, n. 387 D.Lgs 29/12/2003, n. 387 D.Lgs 29/12/2003, n. 387 D.Lgs 11/05/2005, n. 133 D.Lgs 11/05/2005, n. 133 D.Lgs 11/05/2005, n. 133 D.Lgs 11/05/2005, n. 133 IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) Combustibile rifiuto tal quale Combustibile rifiuto tal quale Combustibile rifiuto tal quale Combustibile rifiuto tal quale Combustibile da Rifiuto (CdR) Combustibile da Rifiuto (CdR) Combustibile da Rifiuto (CdR) Combustibile da Rifiuto (CdR) Riferimento Normativo della Regione Sicilia Riferimento Normativo della Regione Sicilia Riferimento Normativo della Regione Sicilia Riferimento Normativo della Regione Sicilia Ambiti Territoriali Ottimali della Regione Sicilia Ambiti Territoriali Ottimali della Regione Sicilia Ambiti Territoriali Ottimali della Regione Sicilia Ambiti Territoriali Ottimali della Regione Sicilia Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. Limiti Dlgs 11 maggio 2005, n. 133 Limiti Dlgs 11 maggio 2005, n. 133 Limiti Dlgs 11 maggio 2005, n. 133 Limiti Dlgs 11 maggio 2005, n. 133 3
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale3 Definizione di rifiuto Dal D. lgs. 3 aprile 2006 n. 152; art. 183 lett. a: RIFIUTO: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nella categorie riportate nellallegato A alla parte quarta del presente Decreto e di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia lobbligo di disfarsi. CATEGORIE dallallegato A Q1 Residui di produzione o consumo in appresso non spec. Q2 Prodotti fuori norma Q3 Prodotti scaduti Q4 Sostanze riversate, perdute o che hanno subito incidenti Q5 Sostanze contaminate o insudiciate volontariamente Q6 Elementi inutilizzabili Q7 Sostanze divenute inadatte allimpiego Q8 Residui di processi industriali Q9 Residui di procedimenti antinquinamento Q10 Residui di lavorazione/sagomatura Q11 Residui da estrazione e preparazione materie prime Q12 Sostanze contaminate Q13 Materie, sostanze o prodotti il cui uso è vietato giuridicamente Q14 Prodotti di cui il detentore non si serve più Q15 Materie, sostanze o prodotti contaminati da riattamento terreni Q16 Materie, sostanze o prodotti che non rientrano nelle categorie Q1/15 4
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale4 Definizione di Inquinamento atmosferico Dal Testo D. lgs. 3 aprile 2006 n. 152: art. 183; inquinamento atmosferico: ogni modifica atmosferica dovuta allintroduzione nellaria di una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da ledere o costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dellambiente oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi dellambiente; art. 74; inquinamento: l'introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze o di calore nell'aria, nell'acqua o nel terreno che possono nuocere alla salute umana o alla qualità degli ecosistemi acquatici o degli ecosistemi terrestri che dipendono direttamente da ecosistemi acquatici, perturbando, deturpando o deteriorando i valori ricreativi o altri legittimi usi dell'ambiente; art. 183; emissioni: qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell'atmosfera che possa causare inquinamento atmosferico; 5
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale5 Riferimento Normativo CEE vs IT 6
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale6 Riferimento Normativo (CEE) Direttiva del Consiglio del 15/07/1980, 80/779/CEE, relativa ai valori limite e ai valori guida di qualità dell'aria per l'anidride solforosa e le particelle in sospensione. Fissa i valori limite e i valori guida per l'anidride solforosa e le particelle in sospensione nell'aria, nonché le relative condizioni di applicazione, al fine di migliorare: la protezione della salute umana; la protezione dell'ambiente. 7
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale7 Direttiva del Consiglio del 03/12/82 (82/884/CEE) concernente un valore limite per il piombo contenuto nellatmosfera. Fissa un valore limite per il piombo contenuto nellatmosfera, allo scopo di contribuire particolarmente alla tutela della popolazione dagli effetti del piombo nellambiente. Riferimento Normativo (CEE) 8
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale8 Direttiva del Consiglio del 28/06/84 (84/360/CEE) concernente la lotta contro l'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali. Oggetto della presente direttiva è prevedere misure e procedure supplementari intese a prevenire o a ridurre, all'interno della Comunità, l'inquinamento atmosferico provocato da impianti industriali. Riferimento Normativo (CEE) 9
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale9 Direttiva del Consiglio 07/03/85 (85/203/CEE) concernente le norme di qualità atmosferica per il biossido di azoto. Fissa un valore limite per il biossido di azoto nell'atmosfera, per contribuire particolarmente alla tutela della popolazione dagli effetti del biossido di azoto nell'ambiente; prevede valori guida per il biossido di azoto nell'atmosfera, destinati a migliorare la protezione della salute umana e a contribuire alla protezione a lungo termine dell'ambiente. Riferimento Normativo (CEE) 10
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale10 Decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203 (abrogato dalla parte V del D.Lgs. 152/06) Attuazione delle direttive CEE nn. 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell'art. 15 della l. 16 aprile 1987, n Riferimento Normativo (IT) 11
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale11 D.P.R. 24 maggio 1988, n Detta norme per la tutela della qualità dell'aria ai fini della protezione della salute e dell'ambiente su tutto il territorio nazionale. 2. Sono sottoposti: a) tutti gli impianti che possono dar luogo ad emissione nell'atmosfera; b) le caratteristiche merceologiche dei combustibili ed il loro impiego; c) i valori limite ed i valori guida per gli inquinanti dell'aria nell'ambiente esterno ed i relativi metodi di campionamento, analisi e valutazione; d) i limiti delle emissioni inquinanti ed i relativi metodi di campionamento, analisi e valutazione. Riferimento Normativo (IT) 12
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale12 Riferimento Normativo CEE vs IT 13
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale13 Direttiva del Consiglio del 08/06/89 (89/369/CEE) concernente la prevenzione dell'inquinamento atmosferico provocato dai nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti urbani. Direttiva del Consiglio del 21/06/89 (89/429/CEE) concernente la riduzione dell'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti esistenti di incenerimento dei rifiuti urbani. Riferimento Normativo (CEE) 14
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale14 In particolare la (89/369/CEE) Definisce: 1. «inquinamento atmosferico» 2. «valore limite d'emissione» 3. «rifiuti urbani» 4. «impianti di incenerimento dei rifiuti urbani» 5. «impianto nuovo di incenerimento dei rifiuti urbani» 6. «capacità nominale dell'impianto di incenerimento» Riferimento Normativo (CEE) 15
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale15 Decreto Ministeriale n° 503 del 19/11/1997 Regolamento recante norme per l'attuazione delle direttive 89/369/CEE e 89/429/CEE concernenti la prevenzione dell'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e la disciplina delle emissioni e delle condizioni di combustione degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, di rifiuti speciali non pericolosi, nonché di taluni rifiuti sanitari. Riferimento Normativo (IT) 16
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale16 Decreto Ministeriale n° 503 del 19/11/1997 Finalita' e campo di applicazione. Il presente decreto disciplina, anche in attuazione delle direttive 89/369/CEE e 89/429/CEE, le emissioni e le condizioni di combustione degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, di rifiuti speciali non pericolosi, nonche' di rifiuti sanitari contagiosi, purche' non resi pericolosi dalla presenza di altri costituenti elencati nell'allegato II della direttiva 91/689/CEE. Riferimento Normativo (IT) 17
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale17 Decreto Ministeriale n° 503 del 19/11/1997 Stabilisce: a) i valori limite di emissione; b)metodi di campionamento, analisi e valutazione degli inquinanti; c)i criteri temporali di adeguamento; d)i criteri e le norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive e funzionali. Riferimento Normativo (IT) 18
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale18 Riferimento Normativo CEE vs IT 19
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale19 Direttiva 16 dicembre 1994, n. 94/67/Ce sull'incenerimento dei rifiuti pericolosi (abrogata dalla direttiva 2000/76/Ce a decorrere dal 28 dicembre 2005). Ha lo scopo di stabilire misure e procedure finalizzate a prevenire o, qualora ciò non sia attuabile, a ridurre per quanto possibile gli effetti negativi dell'incenerimento dei rifiuti pericolosi sull'ambiente, in particolare l'inquinamento atmosferico, del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, nonché i rischi per la salute umana che ne risultino, istituendo e mantenendo a tale scopo condizioni di esercizio e valori limite di emissione adeguati per gli impianti di incenerimento dei rifiuti pericolosi nella Comunità. Riferimento Normativo (CEE) 20
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale20 D.M. 25 febbraio 2000 n124 Decreto Ministeriale n° 503 del 19/11/1997 dell'incenerimento dei rifiuti pericolosi sull'ambiente, in particolare l'inquinamento atmosferico, del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, nonché i rischi per la salute umana che ne risultino, in attuazione della direttiva 94/67/CE ed ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203 e dell'articolo 18, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 8 novembre 1997, n. 389 e dalla legge 9 dicembre 1998, n Riferimento Normativo (IT) 21
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale21 D.M. 25 febbraio 2000 n. 124 Disciplina: a) i valori limite di emissione degli impianti di incenerimento di rifiuti pericolosi; b) i metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento dei rifiuti pericolosi; Riferimento Normativo (IT) 22
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale22 D.M. 25 febbraio 2000 n. 124 Definisce: c) i criteri e le norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive e funzionali, nonchè le condizioni di esercizio degli impianti di incenerimento dei rifiuti pericolosi, con particolare riferimento alle esigenze di ridurre i rischi connessi all'inquinamento derivante dai rifiuti pericolosi, di diminuire la quantità ed il volume dei rifiuti prodotti, di produrre rifiuti che possono essere recuperati o eliminati in maniera sicura e di assicurare una protezione integrata dell'ambiente contro le emissioni causate dall'incenerimento dei rifiuti pericolosi; d) i criteri temporali di adeguamento degli impianti di incenerimento di rifiuti preesistenti alle disposizioni del presente decreto. Riferimento Normativo (IT) 23
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale23 Riferimento Normativo CEE vs IT 24
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale24 Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 2000/76/CE del 4 dicembre 2000 sull'incenerimento dei rifiuti. Ha lo scopo di evitare o di limitare per quanto praticabile gli effetti negativi dell'incenerimento e del coincenerimento dei rifiuti sull'ambiente, in particolare l'inquinamento dovuto alle emissioni nell'atmosfera, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee nonché i rischi per la salute umana che ne risultino. Riferimento Normativo (CEE) 25
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale25 Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 2000/76/CE del 4 dicembre 2000 sull'incenerimento dei rifiuti. Tale scopo è raggiunto mediante rigorose condizioni di esercizio e prescrizioni tecniche, nonché istituendo valori limite di emissione per gli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti nella Comunità, soddisfacendo altresì le prescrizioni della direttiva 75/442/CEE. Riferimento Normativo (CEE) 26
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale26 Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 2000/76/CE del 4 dicembre 2000 sull'incenerimento dei rifiuti Definisce: «impianto di incenerimento»: qualsiasi unità e attrezzatura tecnica fissa o mobile destinata al trattamento termico dei rifiuti con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. Riferimento Normativo (CEE) 27
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale27 Direttiva 2000/76/CE del 4 dicembre 2000 sull'incenerimento dei rifiuti Definisce: «impianto di coincenerimento»: qualsiasi impianto fisso o mobile la cui funzione principale consiste nella produzione di energia o di prodotti materiali e che utilizza rifiuti come combustibile normale o accessorio o in cui i rifiuti sono sottoposti a un trattamento termico a fini di smaltimento Riferimento Normativo (CEE) 28
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale28 Decreto Legislativo 11 maggio 2005, n. 133 "Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti Si applica agli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti e stabilisce le misure e le procedure finalizzate a prevenire e ridurre per quanto possibile gli effetti negativi dell'incenerimento e del coincenerimento dei rifiuti sull'ambiente, in particolare l'inquinamento atmosferico, del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, nonche' i rischi per la salute umana che ne derivino. Riferimento Normativo (IT) 29
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale29 Decreto Legislativo 11 maggio 2005, n. 133 Disciplina: a) i valori limite di emissione degli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti; b) i metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti; Riferimento Normativo (IT) 30
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale30 Decreto Legislativo 11 maggio 2005, n. 133 Disciplina: c) i criteri e le norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive e funzionali, nonche' le condizioni di esercizio degli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti, con particolare riferimento alle esigenze di assicurare una elevata protezione dell'ambiente contro le emissioni causate dall'incenerimento e dal coincenerimento dei rifiuti; d) i criteri temporali di adeguamento degli impianti di incenerimento e di coincenerimento di rifiuti esistenti alle disposizioni del presente decreto. Riferimento Normativo (IT) 31
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale31 Direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità. Si intende per: "fonti energetiche rinnovabili", le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas); Riferimento Normativo (CEE) 32
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale32 Riferimento Normativo (CEE) Direttiva 2001/77/CE Allorché utilizzano i rifiuti come fonti energetiche, gli Stati membri sono tenuti a rispettare la normativa comunitaria vigente in materia di gestione dei rifiuti. Nel contesto di un futuro sistema di sostegno alle fonti energetiche rinnovabili non bisognerebbe pertanto promuovere l'incenerimento dei rifiuti urbani non separati, se tale promozione arrecasse pregiudizio alla gerarchia di trattamento dei rifiuti. 33
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale33 Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 "Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità" Riferimento Normativo (IT) 34
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale34 Cosa è la IPPC o prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento? Nel 1996 la UE ha pubblicato la Direttiva 96/61/CE (Direttiva IPPC) che stabilisce una serie di regole comuni per il rilascio delle autorizzazioni alle installazioni industriali in Europa. Lacronimo IPPC significa Integrated Pollution Prevention and Control, e riguarda la prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento. Riferimento Normativo (CEE) IPPC 35
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale35 La Direttiva IPPC è stata recepita in Italia con i seguenti atti legislativi: -Decreto Legislativo n° 372 del 4 agosto 1999 (D.Lgs. 372/99) Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana n° 252 del 26/10/1999 (D.Lgs.372/99) - -Decreto Ministeriale del 23 novembre 2001 (DM 23/11/01) pubblicato sulla G.U. del 13 febbraio 2002 Riferimento Normativo (IT) 36
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale36 - Decreto Ministeriale del 26 aprile 2002 (DM 26/4/2002) "Modifiche al decreto ministeriale 23 novembre 2001 in materia di dati, formato e modalità della comunicazione di cui all'art. 10 del decreto legislativo n. 372 del 1999", pubblicato in G.U. 31 maggio 2002 Le autorizzazioni dovranno essere basati sul concetto delle Best Available Techniques (BAT), definite nellarticolo 2 della del D.Lgs.372/99. Riferimento Normativo (IT) 37
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale37 Nella Gazzetta Ufficiale del 22 aprile 2005, n. 93, S.O.m., è stato pubblicato il D.Lgs. 18/02/2005 n. 59 avente per oggetto la prevenzione e la riduzione integrate dellinquinamento (I.P.P.C.- Integrated Pollution Prevention and Control) al fine di ottenere un elevato livello di protezione dellambiente. Riferimento Normativo (IT) 38
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale38 Il Decreto stabilisce misure intese ad evitare oppure, ove ciò non sia possibile, a ridurre le emissioni nellaria, nellacqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti, da parte di diverse attività: attività energetiche; produzione e trasformazione dei metalli; industria dei prodotti minerari; gestione dei rifiuti; altre attività (cartiere, allevamenti, macelli, industrie alimentari, concerie...). Esso disciplina il rilascio, il rinnovo e il riesame dellAutorizzazione Integrata Ambientale che di fatto sostituisce ogni Riferimento Normativo (IT) 39
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale39 Combustibile rifiuto tal quale La scelta della tecnologia di termovalorizzazione da adottare si basa in generale sulle caratteristiche chimiche e fisiche del rifiuto e sui limiti di emissioni imposti dalle normativa vigenti. Per quanto riguarda i RSU, le tecnologie disponibili possono essere ricondotte a due tecnologie: Combustione del tal quale: il rifiuto grezzo, sostanzialmente non trattato, viene bruciato in forni di diversa tecnologia, che in genere assicurano un ridotto impatto ambientale attraverso un complesso sistema di trattamento dei fumi e di smaltimento dei reflui liquidi e delle scorie solide; 40
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale40 Combustibile da Rifiuto (CdR) Combustibile da rifiuti e combustibile da rifiuti di qualità elevata - CdR e CdR-Q (art. 229 D.Lgs 152/06): una frazione combustibile, derivata dai RSU dopo opportuni trattamenti che consentono il recupero dei materiali reinseribili nei cicli produttivi di consumo, viene bruciata in forni di diversa tecnologia (i più diffusi sono quelli a letto fluido e a combustione sospesa), che sono relativamente meno complessi e di più agevole gestione e necessitano di un più ridotto sistema di trattamento delle emissioni gassose. 41
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale41 O.P.C.M. n del 31 maggio 1999 – Stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella Regione Sicilia. Il Presidente della Regione viene nominato Commissario Delegato per la predisposizione di un piano di interventi per fronteggiara la situazione di emergenza. Riferimento Normativo Regione Sicilia 42
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale42 Decreto Commissariale n. 1166/2002: Adozione del Piano Regionale Gestione Rifiuti e Bonifica dei Siti in Sicilia Decreto Commissariale n. 1260/2004: Aggiornamento del Piano Regionale Gestione Rifiuti Riferimento Normativo Regione Sicilia 43
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale43 Allegato n. 3 Ord. n Adeguamento al D.Lgs. 36/2003 dei criteri minimi per la progettazione e gestione delle discariche Ord. n. 323 del 25/03/04 (modificata da Ord. n del 28/12/06). Programma regionale per la riduzione dei RUB da collocare in discarica, in attuazione dell'art. 5 del D.Lgs. 36/2003 Riferimento Normativo Regione Sicilia 44
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale44 Lart. 23 del D.Lgs 22/97, nonché lO.P.C.M. 2983/99, prevedevano la gestione dei rifiuti urbani per ambiti delimitati in base a criteri di efficacia, di efficienza e di economicità. La Provincia di Siracusa è stata suddivisa in due Ambiti Territoriali Ottimali: ATO SR1 ATO SR2 Riferimento Normativo Regione Sicilia 45
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale45 Ambiti Territoriali Ottimali Regione Sicilia 46
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale46 A.T.O. SR 2 (5 comuni) Avola, Noto, Pachino, Portopalo, Rosolini. A.T.O. SR 1 (16 comuni) Augusta, Buccheri, Buscemi, Canicattini, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Palazzolo, Priolo, Siracusa, Solarino, Sortino ab. 75 % Kmq 64 % ab. 25 % 766 Kmq 36 % DATI TERRITORIALI ab Kmq Ambiti Territoriali Ottimali Regione Sicilia E prevista la riduzione ad un solo ATO 47
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale47 Le linee guida per la raccolta differenziata, sono state approvate con Ordinanza n. 488 del 11 giugno Il D.Lgs 5 febbraio 1997, n. 22 (Decreto Ronchi), così come il D.Lgs. 152/06, definisce la Raccolta Differenziata: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee. Raccolta differenziata 48
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale48 La Legge Regionale n. 2 del 08 febbraio 2007 ha stabilito che: in ogni ATO deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti: almeno il 20% entro il 31/12/2007; almeno il 30% entro il 13/12/2008; almeno il 50% entro il 31/12/2012; R.D. nelle previsioni normative della Regione Siciliana 49
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale49 R.D. nelle previsioni normative della Regione Siciliana 50
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale50 Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. Il D.Lgs. 36/2003, prevede che le Regioni redigano, ad integrazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, un piano per la riduzione dei RUB da smaltire in discarica. Il Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia prevede per i RUB i seguenti tipi di trattamento: 1. compostaggio domestico, 2. R.D. dei rifiuti biodegradabili per il trattamento negli impianti di recupero, 3. trattamento del RUB presente nella frazione residuale a valle della R.D. tramite la biostabilizzazione e la termovalorizzazione. 51
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale51 Il trattamento del rifiuto a valle della R.D. è previsto venga effettuato mediante quattro sistemi integrati, ognuno dei quali fa capo ad un termovalorizzatore. Il sistema integrato di trattamento riceve il rifiuto e lo porta agli impianti di trattamento che lo trattano separando la frazione secca da quella umida, biostabilizzano la frazione umida destinandola, di preferenza, a recuperi ambientali o, come seconda possibilità, allo smaltimento in discarica, e preparano quella secca per il recupero energetico tramite termovalorizzazione. Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. 52
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale52 Impiantistica dei sistemi integrati: Stazioni di trasferenza; Impianti di selezione meccanica RSU; Impianti di biostabilizzazione della frazione umida; Impianti di termovalorizzazione (n. 4); Discariche per lo smaltimento dei sovvalli. Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. 53
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale53 Limpiantistica è suddivisa in 4 sistemi: Sitema Agrigento; Sistema Augusta; Sistema Palermo; Sistema Catania – Messina. Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. 54
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale54 Termovalorizzatore del Sistema Agrigento; Limpianto (comune di Casteltermini) tratterà la frazione secca derivante dalle operazioni di selezione della frazione residuale dei RU conferiti al sistema, in quantità pari a circa il 60% di detto materiale conferito (PCI~3000 kcal/kg). La potenza termica nominale alimentabile al termovaloriz. è pari a 130 MWt. La pot. elettrica lorda dellimpianto è pari a 35,6 MWe. La pot. elettrica netta dellimpianto è pari a 33,1 MWe. Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. 55
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale55 Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. Termovalorizzatore del Sistema Augusta; Limpianto tratterà la frazione secca derivante dalle operazioni di selezione della frazione residuale dei RU conferiti al sistema, in quantità pari a circa il 60% di detto materiale conferito (PCI~3000 kcal/kg). La potenza termica nominale alimentabile al termovaloriz. è pari a 190 MWt. La pot. elettrica lorda dellimpianto è pari a 55,0 MWe. La pot. elettrica netta dellimpianto è pari a 51,6 MWe. 56
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale56 Sistema Integrato Augusta 57
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale57 Termovalorizzatore del Sistema Palermo; Tonnellate annue totali di frazione secca combustibile ricevuta dallimpianto a regime: t/a; Tonnellate annue totali di ceneri di combustione prodotte dallimpianto a regime: t/a; Tonnellate annue totali di residui dal trattamento fumi prodotte dallimpianto a regime: t/a; Energia elettrica annua ceduta alla rete nazionale a regime: kWh/a (lordo dei consumi interni); Metri cubi annui totali di effluenti gassosi prodotti a regime: 1.000x106 Nm 3 /a; Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. 58
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale58 Termovaloriz. del Sistema Catania-Messina; Tonnellate annue totali di frazione secca combustibile ricevute dall'impianto a regime: t/a; Disponibilità minima annua dellimpianto a regime: 7500 ore/a; Scorie di combustione prodotte a regime: 10,86 t/ora; Residui stabilizzati dal trattamento fumi a regime: 5,94 tequiv./ora; Potenza elettrica netta impianto a regime: 45,2 MW; Energia elettrica annua assorbita dall'impianto a regime: MWh/anno; Metri cubi annui totali di effluenti gassosi prodotti a regime: La portata totale dei fumi a camino è di 2.790x106 Nm 3 /anno. Piano Regione Sicilia per lo smaltimento dei R.S.U. 59
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale59 Limiti Dlgs 11 maggio 2005, n. 133 (Attuaz. direttiva 2000/76/Ce - Incenerimento dei rifiuti) 60
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale60 Limiti Dlgs 11 maggio 2005, n. 133 (Attuaz. direttiva 2000/76/Ce - Incenerimento dei rifiuti) 61
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale61 Limiti Dlgs 11 maggio 2005, n. 133 (Attuaz. direttiva 2000/76/Ce - Incenerimento dei rifiuti) 62
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale62 Limiti Dlgs 11 maggio 2005, n. 133 (Attuaz. direttiva 2000/76/Ce - Incenerimento dei rifiuti) 63
Commissione Legislazione e Tutela Ambientale63 Limiti Dlgs 11 maggio 2005, n. 133 (Attuaz. direttiva 2000/76/Ce - Incenerimento dei rifiuti) 64
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