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Timestamp: 2020-02-19 10:49:47+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 11928 del 30/05/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11928 del 30/05/2011
Cassazione civile sez. trib., 30/05/2011, (ud. 04/05/2011, dep. 30/05/2011), n.11928
SOLOARGENTI di GIUSEPPE GALLIANI & C. SAS con sede in (OMISSIS),
avverso la sentenza n. 19/33/2008 della Commissione Tributaria
Regionale di Torino – Sezione n. 33, in data 07/04/2008, depositata
il 17 aprile 2008.
Nel ricorso iscritto a R.G. n. 14000/2009, è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:
“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n. 19/33/2008 pronunziata dalla C.T.R. di Torino, Sezione n. 33, il 07.04.2008 e DEPOSITATA il 17 aprile 2008.
Con tale decisione, la C.T.R. ha accolto l’appello del contribuente, riconoscendo il diritto al rimborso dell’IRAP. 2 – Il ricorso, che attiene ad impugnazione del diniego, opposto dall’Agenzia Entrate, sulla domanda di rimborso IRAP, relativa agli anni dal 1999 al 2003, censura l’impugnata sentenza sotto diversi profili e, fra l’altro, per violazione della L. n. 289 del 2002, art. 7 e art. 112 c.p.c..
4 – La preliminare questione, concernente la dedotta violazione della L. n. 289 del 2002, art. 7 e art. 112 c.p.c., sembra possa essere esaminata e decisa alla stregua di quanto enunciato dalla Corte di Cassazione in pregresse condivise pronunce, nelle quali si è affermato, per un verso, che configura il vizio di cui all’art. 112 c.p.c. (Cass. n. 8178/2007, n. 22897/2005, n. 317/2002, n. 12790/2000), l’omesso esame dell’eccezione sollevata dall’ufficio in ordine agli effetti preclusivi del rimborso quale conseguenza della presentazione della domanda di condono, e sotto altro profilo, che, in tema di condono fiscale di cui alla L. 27 dicembre 2002, n. 289, la presentazione della relativa istanza preclude al contribuente ogni possibilità di rimborso per le annualità d’imposta definite in via agevolata, ivi compreso il rimborso di imposte asseritamene inapplicabili per assenza del relativo presupposto (Cass. 3682/2007, n. 6504/2007, n. 8178/2007, n. 20741/2006).
5 – Si ritiene, dunque, sussistano i presupposti per la trattazione del ricorso in Camera di consiglio e la definizione, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., proponendosi l’accoglimento, per manifesta fondatezza, delle doglianze specificamente anzi richiamate, assorbite le altre.
Considerato, poi, che non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, dovendo ritenersi incontestata (Cass. n. 1540/2007, n. 5488/2006, n. 2273/2005) la circostanza relativa alla presentazione della domanda di condono, la causa può essere decisa nel merito, con il rigetto della domanda di rimborso dell’Irap, presentata dalla contribuente, per i versamenti relativi agli anni inseriti nella domanda di condono;
Considerato che le spese del giudizio di cassazione seguono la soccombenza e vanno liquidate in complessivi Euro millecento, di cui Euro mille per onorario ed Euro cento per spese vive, oltre spese generali ed accessori di legge, mentre avuto riguardo all’epoca del consolidarsi degli applicati principi, vanno compensate quelle dei gradi di merito;
accoglie il ricorso, cassa l’impugnata sentenza e, decidendo nel merito, rigetta la domanda di rimborso, dell’Irap versata, relativamente alle annualità condonate; condanna la società intimata al pagamento, in favore dell’Agenzia Entrate, delle spese del giudizio di cassazione, in complessivi Euro millecento, oltre spese generali ed accessori di legge, e compensa quelle dei gradi di merito.