Source: http://www.slideshare.net/isolapulita1/italcementi-interrogazione-al-senato-pag-63-64-65-2007-genchi-tolomeo
Timestamp: 2016-10-01 05:24:17+00:00
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96ª seduta pubblica
martedı 30 gennaio 2007
Presidenza del vice presidente Angius
96ª Seduta
Assemblea - Indice
RESOCONTO SOMMARIO . . . . . . . . . . . . Pag. V-XI
RESOCONTO STENOGRAFICO . . . . . . . . . . . 1-29
ALLEGATO A (contiene i testi esaminati nel
corso della seduta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31-32
ALLEGATO B (contiene i testi eventualmente
consegnati alla Presidenza dagli oratori, i
prospetti delle votazioni qualificate, le comunicazioni all’Assemblea non lette in Aula e
gli atti di indirizzo e di controllo) . . . . . . . . 33-84
delle elezioni e delle immunita parlamentari:
PREANNUNZIO DI VOTAZIONI MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 1
Presidente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Presidente . . . . . . . . . .
Casson (Ulivo) . . . . . . .
Zuccherini (RC-SE) . . .
Pastore (FI) . . . . . . . .
Lusi (Ulivo) . . . . . . . . .
.Pag.. 16, .17,. 19. e .passim
. . . . . . . . . . . . . 17, 23
Discussione del Doc. IV-ter, n. 2
CALENDARIO DEI LAVORI DELL’ASSEMBLEA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Presidente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24, 25
Casson (Ulivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
(Doc. II, n. 5) FORMISANO. – Modificazione all’articolo 5 del Regolamento del Senato
(Doc. II, n. 6) CUTRUFO. – Modificazione
all’articolo 5 del Regolamento del Senato
(Votazione finale qualificata ai sensi dell’articolo 167, comma 5, del Regolamento) (Relazione orale):
Presidente . . . . . . . . . . . . . .
Caruso (AN), relatore . . . . .
Cutrufo (DC-PRI-IND-MPA)
Eufemi (UDC) . . . . . . . . . . .
Zanda (Ulivo) . . . . . . . . . . .
Stiffoni (LNP) . . . . . . . . . . .
Peterlini (Aut) . . . . . . . . . . .
Zanoletti (UDC) . . . . . . . . .
Boccia Antonio (Ulivo) . . . .
.6, 8,. 9. e .passim
. . . . . .6, 12, 13
. . . . . . . 12, 14
. . . . . . . 14, 15
DELIBERAZIONI IN MATERIA DI INSI`
DACABILITA AI SENSI DELL’ARTICOLO 68, PRIMO COMMA, DELLA COSTITUZIONE
Discussione del Doc. IV-ter, n. 1
Costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale
per resistere in un conflitto di attribuzione
sollevato dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Milano . . . . .
Discussione e approvazione delle conclusioni
della Giunta delle elezioni e delle immunita
Presidente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26, 27
Manzione (Ulivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26, 27
Caruso (AN) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
ORDINE DEL GIORNO PER LE SEDUTE
DI MERCOLEDI 31 GENNAIO 2007 . . . .
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Nazionale: AN; Democrazia Cristiana-Partito repubblicano
italiano-Indipendenti-Movimento per l’Autonomia: DC-PRI-IND-MPA; Forza Italia: FI; Insieme con l’Unione
Verdi-Comunisti Italiani: IU-Verdi-Com; Lega Nord Padania: LNP; L’Ulivo: Ulivo; Per le Autonomie: Aut;
Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: RC-SE; Unione dei Democraticicristiani e di Centro (UDC): UDC;
Misto: Misto; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Italiani nel mondo: Misto-Inm; Misto-L’Italia di
mezzo: Misto-Idm; Misto-Partito Democratico Meridionale (PDM): Misto-PDM; Misto-Popolari-Udeur: MistoPop-Udeur.
AUTORITA GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
PROPOSTA DI MODIFICAZIONE DEL
REGOLAMENTO DOC. II, n. 5-6
Trasmissione di documenti . . . . . . . . . . . . Pag. 40
Articolo 1 ed emendamento . . . . . . . . .Pag. 31, 32
CONGEDI E MISSIONI . . . . . . . . . . . . . . .
Trasmissione di atti . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Variazione nella composizione . . . . . . . . . .
Trasmissione di atti e documenti . . . . . . . . .
COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULL’EFFICACIA E L’EFFICIENZA DEL SERVIZIO SANITARIO
Annunzio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Annunzio di presentazione . . . . . . . . . . . . .
Assegnazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Nuova assegnazione . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Ritiro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Apposizione di nuove firme a mozioni, interpellanze ed interrogazioni . . . . . . . . . . . . . . 41, 42
Interpellanze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Interrogazioni orali con carattere d’urgenza ai
sensi dell’articolo 151 del Regolamento . . . .
Interrogazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Mozioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Interrogazioni da svolgere in Commissione . .
ERRATA CORRIGE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Progetti di atti comunitari e dell’Unione europea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Assemblea - Resoconto sommario
La seduta inizia alle ore 16,30.
Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del
PRESIDENTE. L’elenco dei senatori in congedo e assenti per inca´
rico ricevuto dal Senato nonche ulteriori comunicazioni all’Assemblea saranno pubblicate nell’allegato B al Resoconto della seduta odierna.
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,35 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento
Calendario dei lavori dell’Assemblea
PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte all’unanimita
dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine al calendario dei lavori dell’Assemblea per il periodo fino all’8 febbraio. (v. Resoconto stenografico).
Discussione dei documenti:
(Doc. II, n. 6) CUTRUFO. – Modificazione all’articolo 5 del Regolamento del Senato
(Votazione finale qualificata ai sensi dell’articolo 167, comma 5, del Regolamento)
CARUSO, relatore. I documenti in esame contengono proposte di
modifica all’articolo 5 del Regolamento in relazione a rilievi di carattere
oggettivo sollevati in ordine alla necessita di garantire rappresentativita in
seno al Consiglio di Presidenza ai Gruppi Misto e DC-PRI-IND-MPA, che
per ragioni diverse non hanno propri eletti tra i senatori Segretari. Allo
scopo di garantire l’effettiva partecipazione di tutti i Gruppi all’attivita
di amministrazione del Senato, il testo licenziato dalla Giunta per il Rego`
lamento prevede una estensione della rappresentativita a due soli ulteriori
Gruppi parlamentari, con delibera del Consiglio di Presidenza su richiesta
dei Gruppi interessati, e introduce un secondo comma relativo all’entrata
in vigore delle modifiche subito dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sui documenti in
CUTRUFO (DC-PRI-IND-MPA). Il Consiglio di Presidenza e il massimo organo di riferimento del Senato tanto per l’effettivo svolgimento
dell’attivita legislativa e politica, quanto per la gestione delle attivita am`
ministrative quotidiane e straordinarie. Per tali ragioni e indispensabile che
la sua composizione garantisca la rappresentanza di tutti i Gruppi del Senato: le modifiche proposte al Regolamento hanno lo scopo di correggere
un difetto di rappresentanza venutosi a creare all’inizio della legislatura
per la costituzione di due nuovi Gruppi.
EUFEMI (UDC). Esprime a titolo personale dissenso sulle proposte
di modifica dell’articolo 5 del Regolamento, le quali, con previsioni che
non investono in alcun modo, come sarebbe invece necessario, le regole
di funzionamento del Senato, operano l’ennesima correzione delle norme
inerenti alla composizione di un organismo dai compiti piuttosto limitati
rispetto ai temi cruciali del proficuo svolgimento dei lavori parlamentari
e della liberta di dibattito in Assemblea. Non condivide pertanto una proliferazione di cariche che nuoce al buon andamento dei lavori, rischia di
favorire la frammentazione della rappresentanza parlamentare e non ap`
pare coerente alle stesse ragioni di rappresentativita, perche motivata dalla
costituzione di Gruppi che non rappresentano la nascita di nuovi movimenti politici. (Applausi del senatore Ciccanti).
ZANDA (Ulivo). Il Gruppo Ulivo votera a favore dell’approvazione
di un provvedimento tendente ad assicurare l’equa applicazione del prin-
cipio di rappresentanza all’interno di una sede deliberativa e di garanzia di
fondamentale importanza per l’attivita del Senato. Se l’articolo 5 vigente e
frutto dell’introduzione del sistema elettorale maggioritario e tendeva a
rafforzare il principio della rappresentanza delle coalizioni, le modifiche
ad esso proposte appaiono pienamente coerenti con l’impostazione piu
marcatamente proporzionale della riforma elettorale del 2006, che non
puo non favorire la proliferazione dei Gruppi parlamentari. (Applausi
dal Gruppo Ulivo).
CARUSO, relatore. Rinuncia alla replica.
PRESIDENTE. Passa all’esame dell’articolo unico, nel testo unificato
proposto dalla Giunta per il Regolamento, sul quale e stato presentato un
emendamento che invito i presentatori ad illustrare.
STIFFONI (LNP). Nel riformulare l’articolo 5 del Regolamento, l’emendamento 1.1 prevede l’elezione di un senatore Segretario per ciascuno
dei Gruppi esistenti alla data di costituzione delle Commissioni permanenti. Diversamente dalla figura del Vice Presidente, che assume un rilevo
istituzionale maggiore, il Segretario assicura infatti un piu stretto collegamento tra i Gruppi politici e l’organo deputato alla gestione del Senato.
Peraltro, cio sarebbe in sintonia con quanto previsto dal Regolamento
della Camera, secondo il quale i Segretari sono eletti in rappresentanza
di tutte le componenti politiche, laddove queste siano autorizzate a costituirsi in Gruppo anche con un numero di componenti inferiore a venti deputati. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Stante le perduranti difficolta del traffico aereo che
impediscono a molti senatori di raggiungere l’Aula, propone di rinviare
le votazioni dell’emendamento 1.1 e dell’articolo 1 del testo unificato
alla seduta di domani.
CARUSO, relatore. Invita al ritiro dell’emendamento 1.1, sul quale,
altrimenti, il parere e contrario. La ratio della modifica proposta e infatti
quella di assicurare in Consiglio di Presidenza la rappresentativita di tutti
Gruppi politici, indipendentemente dalla funzioni ricoperte nello stesso dai
loro eletti. Peraltro, la questione potra essere nuovamente affrontata in
sede di riconsiderazione complessiva delle funzioni del Consiglio di Presidenza, per valorizzarne il ruolo nell’amministrazione del Senato.
STIFFONI (LNP). Ribadisce l’intento di ampliare la rappresentanza
dei Gruppi politici in seno al Consiglio di Presidenza, stante il diverso rilievo istituzionale dei Segretari e dei Vice Presidenti.
PETERLINI (Aut). Condivide le considerazioni del senatore Stiffoni
circa la necessita che tutti i Gruppi abbiano un proprio senatore Segretario. Sottolinea come, a causa del ritardo nella sua costituzione, il Gruppo
per le autonomie non sia rappresentato neppure nella Giunta per il Regolamento.
ZANOLETTI (UDC). La soluzione proposta dalla Giunta per il Re`
golamento e equilibrata e condivisibile in quanto assicura un’ampia rap`
presentativita al Consiglio di Presidenza.
PRESIDENTE. Poiche non si fanno osservazioni, rinvia le votazioni
sui documenti di modifica del Regolamento alla seduta pomeridiana di domani.
BOCCIA Antonio (Ulivo). Invita la Presidenza ad indicare in che
momento della seduta pomeridiana di domani si terranno le votazioni.
PRESIDENTE. Propone che esse abbiano luogo dopo la discussione
e la votazione sulle dimissioni del senatore di diritto e a vita Francesco
Cossiga. Poiche non si fanno osservazioni, cosı rimane stabilito.
Discussione del documento:
(Doc. IV-ter, n. 1) Richiesta di deliberazione in materia di insindacabi`
lita ai sensi dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell’ambito di un procedimento penale pendente presso il tribunale di Milano
nei confronti del senatore Raffaele Iannuzzi
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immu`
nita parlamentari
PRESIDENTE. La Giunta delle elezioni e delle immunita parlamen` , di proporre all’Assemblea di ritenere che
tari ha deliberato, all’unanimita
il fatto oggetto del procedimento penale concerne opinioni espresse da un
membro del Parlamento nell’esercizio delle sue funzioni e di dichiarare,
pertanto, l’insindacabilita delle stesse ai sensi dell’articolo 68, primo
comma, della Costituzione. Ricorda che nella seduta antimeridiana del
23 novembre 2006, l’Assemblea ha deliberato di rinviare la discussione
ad altra seduta.
BERSELLI, relatore. Si rimette alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.
CASSON (Ulivo). Con riguardo ai due procedimenti penali oggetto
dell’esame delle Giunta, sottolinea la circostanza che in quella sede la de-
cisione e stata assunta all’unanimita dei presenti, rappresentati soltanto dai
senatori dell’opposizione. Inoltre, come evidenziato anche nella relazione,
la giurisprudenza costante della Corte costituzionale nell’arco di quasi
dieci anni e orientata a riscontrare la copertura dell’insindacabilita soltanto
qualora sia ravvisabile un nesso funzionale tra l’attivita oggetto dei procedimenti giudiziari e lo svolgimento della funzione parlamentare. Nel caso
di specie, occorrerebbe pertanto meglio precisare una valutazione circa la
riconducibilita all’attivita parlamentare delle dichiarazioni ritenute diffamatorie, rese a mezzo stampa dal senatore Iannuzzi.
ZUCCHERINI (RC-SE). Nonostante giudichi provocatoria la scelta
della minoranza di approvare da sola le conclusioni della Giunta delle ele`
zioni e delle immunita, impedendo cosı una discussione approfondita ed
esaustiva del documento in esame, in conformita all’indirizzo storicamente
seguito in tema di tutela della liberta di espressione ed opinione dei par`
lamentari Rifondazione Comunista votera a favore. Appare certamente op`
portuna una riflessione piu ampia sul reato di diffamazione a mezzo
stampa. (Applausi dal Gruppo RC-SE).
PASTORE (FI). In materia di insindacabilita e indubbia la necessita
di non limitarsi alla semplice ed asettica lettura della giurisprudenza costituzionale, per sua natura inadatta a valutazioni di carattere politico che
rientrano nella sfera propria dei poteri di autotutela degli organi legislativi.
Ricorda che il senatore Iannuzzi ha scelto di non ricorrere alla presentazione di un atto di sindacato ispettivo che avrebbe formalizzato il legame
della vicenda con la sua attivita parlamentare, ritenendo questo escamo`
tage lesivo della sua dignita personale e professionale, e che l’articolo
68 della Costituzione e posto a garanzia non solo dei singoli parlamentari
ma della dignita del Parlamento.
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.
BERSELLI, relatore. Rinuncia alla replica.
BOCCIA Antonio (Ulivo). Il senatore Casson ha esposto con chiarezza i termini giuridico-istituzionali della questione e la posizione dell’Ulivo, i cui senatori esprimeranno il proprio voto secondo coscienza. Ri`
spetto all’unanimita sulle decisioni della Giunta, precisa che essa va riferita alle sole forze di opposizione, stante l’assenza della maggioranza ai
lavori per impegni concomitanti.
Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi, il Senato ap`
prova la proposta della Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari.
(Doc. IV-ter, n. 2) Richiesta di deliberazione in materia di insindacabi`
PRESIDENTE. Ricorda che la Giunta delle elezioni e delle immunita
parlamentari ha deliberato, all’unanimita, di proporre all’Assemblea di ritenere che il fatto oggetto del procedimento penale concerne opinioni
espresse da un membro del Parlamento nell’esercizio delle sue funzioni
e di dichiarare, pertanto, l’insindacabilita delle stesse ai sensi dell’articolo
68, primo comma, della Costituzione. Ricorda altresı che nella seduta antimeridiana del 23 novembre 2006 l’Assemblea ha deliberato di rinviare la
discussione ad altra seduta.
CASSON (Ulivo). Anche nel caso di specie valgono le considerazioni
gia espresse in sede di discussione del Documento IV-ter, n. 1. Occorre
peraltro ricordare che la Corte costituzionale si e gia espressa su un ana`
logo conflitto di attribuzione risolvendolo in favore dell’autorita giudizia`
ria. Al di la del caso in discussione, sarebbe pertanto auspicabile procedere ad una revisione dell’articolo 68 della Costituzione.
prova la proposta della Giunta delle elezioni e delle immunita
Costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte
costituzionale per resistere in un conflitto di attribuzione sollevato dal
giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Milano
Discussione e approvazione delle conclusioni della Giunta delle ele`
zioni e delle immunita parlamentari
PRESIDENTE. Con ricorso del 7 luglio 2006, dichiarato ammissibile
dalla Corte costituzionale, il giudice per le indagini preliminari presso il
tribunale di Milano ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello
Stato nei confronti del Senato della Repubblica, in relazione alla deliberazione con la quale l’Assemblea, nella seduta del 15 febbraio 2006, ha dichiarato che i fatti oggetto del procedimento penale pendente nei confronti
del senatore Iannuzzi concernevano opinioni espresse da un membro del
Parlamento nell’esercizio delle sue funzioni, in quanto tali insindacabili
ai sensi dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione (Doc. IV-ter,
n. 17/XIV Leg.). Nella seduta odierna la Giunta delle elezioni e delle im`
munita parlamentari ha concluso a maggioranza nel senso che il Senato
debba costituirsi in giudizio dinanzi alla Corte costituzionale per resistere
MANZIONE (Ulivo). Pur avendo espresso un voto contrario sia in
sede di Giunta che in Assemblea sulle determinazioni all’origine della deliberazione su cui il giudice per le indagini preliminari di Milano ha sollevato conflitto di attribuzione, avendo la Corte costituzionale ritenuto am`
missibile il ricorso, votera a favore della costituzione in giudizio del Senato in modo da garantire la difesa di deliberazioni legittimamente assunte.
prova le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari. La Presidenza si intende pertanto autorizzata a dare mandato
per la difesa del Senato a uno o piu avvocati del libero Foro.
CARUSO (AN). La presenza numerosa di senatori in Aula potrebbe
garantire la sussistenza del quorum previsto per la votazione delle proposte di modificazione dell’articolo 5 del Regolamento.
STIFFONI (LNP). Invita la Presidenza ad attenersi comunque agli
orientamenti gia espressi.
PRESIDENTE. La Presidenza ha gia comunicato il rinvio a domani
della votazione finale a maggioranza assoluta dei componenti del Senato
delle proposte di modifica dell’articolo 5 del Regolamento. Da quindi annunzio della mozione, delle interpellanze e delle interrogazioni pervenute
alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l’ordine del giorno delle sedute
di mercoledı 31 gennaio.
La seduta termina alle ore 18.
Assemblea - Resoconto stenografico
PRESIDENTE. La seduta e aperta (ore 16,30).
BATTAGLIA Giovanni, segretario, da lettura del processo verbale
della seduta pomeridiana del 24 gennaio.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale e
rico ricevuto dal Senato, nonche ulteriori comunicazioni all’Assemblea saranno pubblicati nell’allegato B al Resoconto della seduta odierna.
PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno
essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.
Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal
preavviso previsto dall’articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore
16,35).
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi questa mat`
tina, ha definito all’unanimita il calendario dei lavori dell’Assemblea fino
all’8 febbraio prossimo.
Per quanto concerne le votazioni previste per oggi pomeriggio, in
particolare i voti qualificati sulla riforma dell’articolo 5 del Regolamento,
la Presidenza, in relazione a disagi nel traffico aereo, valutera – se del
caso – l’eventualita del rinvio delle votazioni ad un momento in cui l’Assemblea sia in condizioni di plenum.
Oltre agli argomenti previsti dall’ordine del giorno di oggi pomerig`
gio, restano confermati per questa settimana gli altri punti gia stabiliti: il
decreto-legge recante abrogazione di una norma in materia di illeciti contabili, fin da domani mattina, con eventuale seguito nel pomeriggio, non´
che le dimissioni presentate dal senatore a vita Francesco Cossiga, al
primo punto della seduta pomeridiana di domani.
Si aggiunge inoltre, sempre in settimana, l’avvio della discussione ge`
nerale del disegno di legge sul disagio abitativo, che proseguira nella se`
duta antimeridiana di martedı 6 febbraio.
La discussione sulle mozioni e altri strumenti di sindacato ispettivo
sull’ampliamento della base USA di Vicenza, gia prevista per giovedı
1º febbraio, avra inizio alle ore 9, anziche alle ore 9,30, e si concludera
con il voto entro la fine della seduta. A tal fine i tempi sono stati ripartiti
per complessive cinque ore, comprensive di illustrazioni, repliche e dichiarazioni di voto finali.
Nella settimana successiva, dal 6 all’8 febbraio, saranno discussi il
disegno di legge sul disagio abitativo, le dimissioni reiterate da senatori
facenti parte del Governo (queste ultime nella seduta pomeridiana di mer`
coledı 7 febbraio), nonche, nella mattinata di giovedı 8, la mozione Andreotti ed altri per l’istituzione di una Commissione speciale sui diritti
umani e ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione
Infine, la Conferenza dei Capigruppo ha convenuto sull’opportunita
di ricostituire anche in questa legislatura il Comitato per le questioni degli
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi questa
mattina, con la presenza dei Vice presidenti del Senato e con l’intervento del rappresentante
del Governo, ha adottato all’unanimita – ai sensi dell’articolo 55 del Regolamento – modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori dell’Assemblea fino all’8 febbraio
– Doc. II, nn. 5 e 6 – Modifica articolo 5 del
Regolamento (Voto con la maggioranza
assoluta dei componenti del Senato)
– Documenti definiti dalla Giunta delle ele`
Martedı
Mercoledı 31
Giovedı
(h. 16,30-20)
– Deliberazione per la costituzione in giudizio del Senato in un conflitto di attribuzione
– Ddl n. 1236 – Decreto-legge n. 299 del
2006, recante abrogazione norma su ille(antimeridiana)
citi contabili (Presentato al Senato –
(h. 9,30-13)
scade il 26 febbraio 2007) (da mercoledı
31 gennaio, ant.)
– Dimissioni del senatore a vita Francesco
Cossiga (scrutinio segreto) (mercoledı 31
gennaio, pom., ore 16,30)
(h. 9)
– Avvio discussione generale ddl nn. 1231 e
connessi – Interventi per la riduzione del
disagio abitativo per particolari categorie
sociali (Approvato dalla Camera dei deputati)
– Mozioni e altri strumenti di sindacato
ispettivo su ampliamento base USA di Vi`
cenza (giovedı 1º febbraio, ant.)
(h. 16)
R – Interpellanze e interrogazioni
Gli emendamenti al disegno di legge n. 1236 (Decreto-legge abrogazione prescrizione
reati contabili) dovranno essere presentati entro le ore 19 di martedı 30 gennaio.
Gli emendamenti al disegno di legge n. 1231 e connessi (Disagio abitativo) dovranno
essere presentati entro le ore 19 di giovedı 1º febbraio.
– Seguito discussione generale ddl nn. 1231
e connessi – Interventi per la riduzione del
(h. 10-14)
– Eventuale seguito ddl n. 1236 – Decretolegge n. 299 del 2006, recante abrogazione
norma su illeciti contabili (Presentato al
Senato – scade il 26 febbraio 2007)
Mercoledı
(h. 9,30-14)
– Seguito ddl nn. 1231 e connessi – Interventi per la riduzione del disagio abitativo
per particolari categorie sociali (Approvato
dalla Camera dei deputati)
– Votazioni sulle dimissioni reiterate da
onorevoli Senatori (scrutinio segreto)
(mercoledı 7, pom.)
– Mozione n. 20, Andreotti ed altri, per la
istituzione di una Commissione speciale
– Ratifiche di accordi internazionali concluse dalla Commissione (al momento:
884 – Cina coproduzione cinematografica;
1136 – Cina cooperazione scientifica e
tecnologica; 1134 – India cooperazione difesa)
Gli emendamenti ai disegni di legge di ratifica definiti dalla Commissione (al momento
nn. 884, 1136 e 1134) dovranno essere presentati entro le ore 19 di giovedı 1º febbraio.
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1236
(Decreto-legge recante abrogazione norma su prescrizione illeciti contabili)
(Totale 7 ore e 10 minuti)
Relatore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Governo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Votazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Gruppi 6 ore e 10 minuti di cui:
Ulivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
FI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
AN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
RC-SE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
UDC . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Misto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
LNP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
IU-Verdi-Com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Aut . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
DC-PRI-IND-MPA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Dissenzienti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1h 14’
Ripartizione dei tempi per la discussione di mozioni e di altri strumenti
di sindacato ispettivo su ampliamento base USA di Vicenza
(Totale 5 ore)
Gruppi 4 ore e 40 minuti di cui:
(Votazione finale qualificata ai sensi dell’articolo 167, comma 5, del Regolamento) (Relazione orale) (ore 16,38)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la discussione dei documenti
II, nn. 5 e 6, concernenti modifiche dell’articolo 5 del Regolamento del
Ricordo che per l’approvazione delle modifiche al Regolamento, l’articolo 64, primo comma, della Costituzione e l’articolo 167, comma 5, del
Regolamento prescrivono il voto favorevole della maggioranza assoluta
dei componenti del Senato, cioe 162 voti.
Al testo unificato dei documenti II, nn. 5 e 6, e stato presentato l’emendamento 1.1, a firma del senatore Stiffoni e altri, sottoposto all’esame
della Giunta nella seduta del 19 dicembre 2006.
Il relatore, senatore Caruso, ha chiesto l’autorizzazione a svolgere la
relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facolta di parlare il relatore.
CARUSO, relatore. Signor Presidente, i due documenti contengono
proposte, sostanzialmente identiche fra loro, di modifica dell’articolo 5
del Regolamento del Senato, che interviene a disciplinare l’elezione di coloro che, in aggiunta al Presidente, sono destinati ad essere componenti di
cio che il Regolamento stesso definisce «Presidenza». (Brusıo).
PRESIDENTE. Chiedo scusa, senatore Caruso. Pregherei i colleghi di
consentire al senatore Caruso di svolgere la sua relazione. Mi rivolgo a
tutti i colleghi e con particolare calore ai colleghi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale. Prego senatore Caruso, prosegua.
CARUSO, relatore. Si tratta, dunque, dei Vice presidenti, dei Que`
stori e dei senatori Segretari, il cui numero – come tutti loro sanno – e
rispettivamente fissato in quattro, tre e otto unita.
Non indugio nell’illustrare le relative modalita di votazione – anch’esse ben note – limitandomi a sottolineare come uno degli effetti che
le stesse normalmente determinano consista nell’assicurare rappresentati`
vita a tutti i Gruppi politici costituenti l’Assemblea, attraverso l’assunzione – da parte di almeno un esponente degli stessi – dell’uno o dell’altro
incarico di quelli facenti capo alla Presidenza.
Ho detto «uno degli effetti che le stesse normalmente determinano»
perche in realta un’inversa situazione si e – e si potrebbe dire eccezionalmente – determinata in occasione della formazione della Presidenza della
legislatura che e in corso.
Cio e quanto e argomentato dal Gruppo di Democrazia Cristiana-Partito Repubblicano Italiano-Indipendenti-Movimento per l’Autonomia, il
quale, ricordando come la propria costituzione abbia avuto luogo sostanzialmente sin dall’inizio della legislatura, sebbene qualche giorno dopo
che l’Assemblea ebbe ad eleggere i componenti della Presidenza, obietta
come, proprio e in qualche modo solo per tale specifica ragione, nessuno
dei propri aderenti abbia potuto essere chiamato ad alcuno dei sopra citati
Ma, in realta, non di questo – in se – si duole il detto Gruppo, quanto
` derivi, come conseguenza, la sua esclusione dalle atdel fatto che da cio
tivita e dalle attribuzioni che il Regolamento riserva, attraverso l’articolo
12, al Consiglio di Presidenza: la sua non partecipazione, in altre parole,
all’attivita di amministrazione del Senato.
Credo di poter dire che il rilievo ha carattere oggettivo nella sua fondatezza.
Come del resto non diversamente e nel diverso caso che e illustrato
nella proposta avanzata con il documento II, n. 5, d’iniziativa del senatore
Formisano. Questi, Presidente del Gruppo Misto, ricorda la circostanza
(anche in questo caso in qualche modo eccezionale, rispetto a quella ordi`
narieta che prima sottolineavo) determinatasi nel momento in cui si costi`
tuı il Gruppo per le Autonomie, con conseguente – direi naturale – adesione allo stesso da parte della senatrice Thaler Ausserhofer.
Cio avvenne quasi alla fine del mese di maggio dello scorso anno,
dopo che alla stessa gia era tuttavia assegnato l’incarico di senatore Questore e, quindi, di componente del Consiglio di Presidenza, con conse`
guente perdita di rappresentativita nell’ambito dello stesso da parte del
Gruppo Misto, cui la senatrice aveva all’inizio aderito, non risultando ancora costituito il suo Gruppo.
Fattispecie, dunque, distinta rispetto a quella prima illustrata, in relazione all’ulteriore documento in esame, ma assolutamente identica quanto
alla situazione che si e determinata e che e in atto. Come sostanzialmente
identiche sono le soluzioni che risultano proposte e che la Giunta per il
Regolamento ha esaminato nella sua penultima seduta, con conseguente
assegnazione dell’incarico – cui ora adempio – di riferire all’Assemblea.
Il percorso proposto e, in definitiva, il seguente. Il Gruppo rimasto
privo di rappresentativita nel Consiglio di Presidenza, e che senta la ne`
cessita di rimuovere tale condizione, deve sottoporre la questione al Consiglio di Presidenza stesso, il quale provvede «con delibera a seguito di
La richiesta da proporre e quella dell’elezione di ulteriori senatori Se`
gretari e la delibera che il Consiglio puo assumere e quella della relativa
indizione, perche la stessa abbia luogo, limitatamente ad ulteriori due se`
natori Segretari, e non piu di due.
Il Presidente del Senato da attuazione alla detta delibera del Consi`
glio di Presidenza secondo le modalita indicate dal comma 2-ter, congegnato in maniera tale da inevitabilmente determinare l’elezione a Segreta-
rio di un senatore che abbia aderito al Gruppo richiedente in ragione di
quanto prima detto.
Detto cio, non puo sottacersi come un eventuale problema potrebbe
certamente nascere ove i Gruppi richiedenti siano piu di uno (e superiori
a due) e se tutte le relative richieste risultino accolte dal Consiglio di Pre`
sidenza. Il meccanismo di voto e infatti tale da determinare che, in tale
caso, una o piu delle richieste possano rimanere non soddisfatte per effetto
della limitazione di cui prima dicevo. Ma non e questo un problema che
trova oggi attualita.
Resta ferma, secondo il mio avviso, l’opportunita di verificare la ne`
cessita di prospettiva di una complessiva riconsiderazione dell’intero sistema di governo del Senato, in una direzione che sia influenzata da mol`
teplici presupposti logici e di razionalita e che sia anche rispondente alla
necessita di fornire adeguate e legittime risposte di matrice piu spiccatamente politica (tra cui vi sono, senz’altro, quelle che possono essere ora
trovate, all’insegna dell’attualita), ma credo di dover conclusivamente
dire che la soluzione proposta, e che ho descritto, e oggi senz’altro tale
` pertanto essere adotda determinare il risultato auspicato e la stessa dovra
tata ove sia condiviso il perseguimento di tale risultato.
Come lei ha annunciato, signor Presidente, risulta proposto un emendamento da parte del senatore Stiffoni e di altri senatori, sul quale mi in`
dichera quando dovro intervenire.
La Giunta per il Regolamento ha introdotto una disposizione, che i
colleghi trovano nel documento a loro disposizione (che e novita rispetto
ai due documenti originariamente presentati), che individua l’entrata in vigore della nuova disposizione del Regolamento, ove la stessa fosse adottata, nel giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Si tratta di un’aggiunta di cui e assolutamente evidente la virtuosa fi`
nalita, che e quella di fissare, in maniera esatta e non discutibile, il momento dell’entrata in vigore della nuova norma.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sui documenti in
E iscritto a parlare il senatore Cutrufo. Ne ha facolta.
CUTRUFO (DC-PRI-IND-MPA). Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui oggi per discutere su un’iniziativa volta a modificare il Regolamento interno al Senato, o meglio ad adeguare lo stesso ad una spe`
cifica esigenza di rappresentativita che e emersa durante questa legislatura.
Dobbiamo infatti ricordare che il Consiglio di Presidenza, previsto e
regolamentato nella sua composizione e nelle sue funzioni dal Regola`
mento stesso, e il massimo organo di riferimento del Senato, non solo
sotto il profilo relativo allo svolgimento dell’attivita legislativa o all’atti`
vita prettamente politica, quanto e piu allo svolgimento delle quotidiane e
straordinarie attivita amministrative del Senato stesso.
In base al Regolamento, infatti, il Consiglio di Presidenza delibera il
progetto di bilancio del Senato; delibera le sanzioni nei confronti dei senatori; nomina, su proposta del Presidente, il Segretario generale del Senato; approva i Regolamenti interni all’amministrazione; adotta tutti i
provvedimenti relativi al personale, sia sotto il profilo gestionale sia concorsuale.
Dall’insieme, quindi, di tutte queste funzioni, si puo affermare che
esso sia l’organo che provvede alla gestione dell’intero Senato sotto il pro`
filo amministrativo-regolamentare e, tramite il suo Presidente, e il garante
del buon andamento dei lavori.
Da questa brevissima premessa, si puo comprendere come siano fondamentali le disposizioni che ne regolano la formazione, in modo tale che
in esso siano rappresentati, tramite i Gruppi di appartenenza, la volonta e
gli interessi di ogni singolo senatore. Non poter partecipare al Consiglio di
Presidenza significa, infatti, non prendere parte alla vita amministrativa
del Senato stesso e a quelle decisioni che consentono di mandare avanti
l’organizzazione nel suo insieme.
Allo stato attuale dei fatti, non viene rispettato lo spirito che infonde
il Consiglio ed il Regolamento, volto a ricercare e a garantire un insieme
di equilibrio tra le sue varie componenti necessarie. Il precedente testo
dell’articolo 5, comma 3, prevedeva che al Consiglio partecipino tutti i
Gruppi parlamentari costituitisi di diritto a norma dell’articolo 14, comma
4, non specificando tuttavia come dovevano parteciparvi.
Io affermo che tale reale intenzione, sottesa nella norma regolamen`
tare, non e attualmente rispettata poiche all’inizio di questa legislatura
sono rimasti, per vicende differenti, esclusi due Gruppi, costituitisi secondo le norme del Regolamento stesso e i quali non hanno potuto vedere
eletti, all’interno del Consiglio di Presidenza, un proprio rappresentante,
impedendogli in tal modo di manifestare la volonta dei propri componenti
e determinando quindi una distorsione e una diversita nel funzionamento
del Consiglio stesso.
Quello di cui sono Presidente, cioe il Gruppo DC-PRI-IND-MPA, e
uno dei due Gruppi rimasti esclusi poiche costituitosi il 30 maggio
2006, in data successiva all’insediamento del Consiglio e, di conseguenza,
non ha potuto veder eletto un suo componente.
In base a tale considerazione, ho chiesto, tramite questa mia proposta,
una modifica al Regolamento del Senato e chiedo all’Assemblea l’approvazione della stessa per ripristinare un giusto equilibrio.
PRESIDENTE. E iscritto a parlare il senatore Eufemi. Ne ha facolta.
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, faro solo poche considerazioni
per motivare il mio personale dissenso sulla proposta di modificare l’articolo 5 del Regolamento del Senato.
L’istituto del Consiglio di Presidenza trova fondamento nell’articolo
63 della Costituzione e l’articolo 64 ne disciplina il funzionamento. Il
Consiglio di Presidenza ha funzioni importanti nel campo della direzione
amministrativa, ma compiti ben limitati in merito allo svolgimento dei la`
vori parlamentari e alla liberta di dibattito in Assemblea. Non voglio in
questa sede affrontare il problema delle funzioni ne tanto meno i riflessi
rispetto al sistema elettorale.
Non si interviene sulle regole che attengono al funzionamento del Se`
nato di cui si avvertirebbe in una logica bipolare invece la necessita come
nel caso, ad esempio, della sessione di bilancio o del procedimento legislativo, ma su una questione su cui non si possono non avere forti per`
plessita.
Operare con rammendi, come direbbe il senatore Manzella, non e un
buon metodo. Qui non e in discussione il principio di difesa delle minoranze, un principio riconosciuto dalla nostra tradizione parlamentare, ma
qualcosa d’altro. Intanto, viene modificata una norma che dal 1988 ad
oggi ha subito ben quattro modifiche (nel 1988, nel 1993, nel 1999 e
nel 2001), una norma «elastico» che muta a seconda delle circostanze.
Partiamo dal primo punto. Il Gruppo Misto aveva fatto le proprie
scelte, era autorevolmente rappresentato nel Consiglio di Presidenza.
Non vi puo essere una rappresentanza variabile nel Consiglio di Presidenza a seconda delle convenienze. Questa modifica regolamentare aprirebbe il fianco ad altre modifiche. Il principio per cui le minoranze devono essere rappresentate si consolida attraverso un’antica tradizione par`
lamentare, intesa ad assicurare la massima obiettivita ed imparzialita nel
funzionamento di questo organo collegiale dell’Assemblea, di rango costituzionale.
Ma qui non e in discussione la difesa delle minoranze, ma la proliferazione delle poltrone. In tal modo si determinano le condizioni per ulteriori frammentazioni della rappresentanza parlamentare.
Che cosa avverrebbe – mi domando – se nei Gruppi maggiori si determinassero rotture con conseguenti proliferazioni dei Gruppi parlamentari? Si aumenterebbe ulteriormente il numero dei Segretari di Presidenza.
Sappiamo bene, Presidente, come sono andate le cose! Il Gruppo per
le Autonomie e stato funzionale agli interessi della maggioranza, non ri`
fletteva un risultato elettorale, e diventato un escamotage per superare
le difficolta della maggioranza nelle Commissioni parlamentari. Tutto
cio si e riflesso nella rappresentanza del Gruppo Misto che oggi si vuole
assecondare con un rimedio peggiore del male.
Questa modifica al Regolamento, dunque, non convince. Si determi`
nano, infatti, perplessita sulla complessiva stesura della proposta emenda`
tiva, sulle modalita di elezione, diverse da quelle del vigente articolo 5,
contenute nel comma 2-ter: l’indicazione di un solo nome rispetto a quattro. In sostanza, un sistema diverso di elezione che serve solo a garantire
il risultato elettorale.
Il Gruppo Misto, che richiede una rappresentanza, e gia rappresentato
nell’organo piu squisitamente politico, che e la Conferenza dei Capi`
gruppo. Inoltre, ha gia contribuito con le sue scelte agli assetti istituzio`
nali, cosı come sono stati definiti immediatamente dopo l’elezione con
la costituzione del Consiglio di Presidenza. Ritengo che gia trova rappre-
sentanza in sede di Conferenza dei Capigruppo, certamente una sede di
rappresentanza di interessi piu squisitamente politici.
Esprimo, quindi, il mio personale dissenso ad una proliferazione che
nuoce al buon andamento dei lavori e alle ragioni di rappresentativita. Qui
non siamo in presenza della nascita di nuovi movimenti politici. Le
elezioni sono la fotografia politica di riferimento alla quale ci si deve
ancorare.
Per queste ragioni, esprimo forti perplessita sulla scelta che si sta
operando, che non convince per ragioni istituzionali prima ancora che politiche. Ritengo che non si possano introdurre modifiche regolamentari ad
uso di accordi politici. (Applausi del senatore Ciccanti).
PRESIDENTE. E iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facolta.
ZANDA (Ulivo). Signor Presidente, stiamo esaminando una modifica
all’articolo 5 del Regolamento che e orientata a riespandere il principio di
rappresentanza in seno al Consiglio di Presidenza, modificando quanto il
Senato aveva gia deciso all’inizio della passata legislatura. La modifica
consiste, sostanzialmente, nell’aumentare il numero dei Segretari da otto
La norma regolamentare originaria, che adesso dobbiamo reintro`
durre, era infatti ispirata chiaramente alla interpretazione piu estensiva
del principio di rappresentanza, inteso quale diritto per i Gruppi che
non avevano un rappresentante in Consiglio di Presidenza a vederselo assegnato.
La riforma del 2001, che ha fissato in modo rigido a otto il numero
dei senatori Segretari, ammettendone l’elezione con voto limitato a quattro, aveva in maniera evidente anteposto al principio di rappresentanza dei
Gruppi quello di rappresentanza delle coalizioni di maggioranza e di opposizione. Ricorderete che all’epoca era stato argomentato che in tal modo
il Consiglio di Presidenza avrebbe meglio rispecchiato nella sua composizione la maggioranza politica espressa dall’Assemblea.
Quella scelta, in realta, non si e dimostrata adeguata per due ordini di
La prima ragione risiede nel mancato adeguamento complessivo dei
Regolamenti parlamentari ai risultati derivanti dal mutamento introdotto
nel sistema politico dal sistema elettorale maggioritario. Infatti, senza un
adeguamento complessivo – che peraltro, voglio ricordare, nella passata
legislatura l’allora opposizione aveva proposto per il Regolamento del Senato – la riforma del 2001 non avrebbe avuto piena coerenza con la composizione maggioritaria della nostra Assemblea.
La seconda ragione ha invece carattere storico, perche il Senato ben
ha presente come la nuova legge elettorale del 2006 abbia mutato l’im`
pianto maggioritario del nostro meccanismo elettorale in senso piu proporzionalista, favorendo quindi la proliferazione dei Gruppi parlamentari.
In questo senso e a maggior ragione, appare oggi naturale ripristinare
il vecchio principio di rappresentanza nella sua accezione piu ampia, giac-
che non farlo significherebbe in qualche modo comprimere le prerogative
di partecipazione di una porzione significativa delle forze politiche rappresentate in Senato.
Del resto, l’analisi delle funzioni oggi attribuite al Consiglio di Pre`
sidenza e un elemento ulteriormente utile per valutare come in esso debba
comunque prevalere il principio di rappresentanza. Infatti, l’articolo 12,
comma 1, del Regolamento elenca le attribuzioni del Consiglio di Presidenza, evidenziandone le funzioni di gestione dell’istituzione, a cominciare – lo voglio ricordare a titolo soltanto di esempio – dalla predisposizione del progetto di bilancio del Senato, l’approvazione del Regolamento
della Biblioteca, la nomina del Segretario generale, l’approvazione di Re`
golamenti interni e cosı via.
Le considerazioni svolte inducono a qualificare il Consiglio di Presidenza quale sede deliberativa e cruciale strumento di garanzia, giustifi`
cando, per la sua composizione, modalita che valorizzino al massimo il
principio partecipativo.
In definitiva, le istanze di modifica all’articolo 5 che stiamo esaminando e che la Giunta per il Regolamento ha approvato debbono ritenersi
il frutto, in qualche modo obbligato, del nuovo assetto del sistema politico
italiano quale si e determinato in conseguenza della riforma elettorale approvata nella scorsa legislatura e delle caratteristiche quasi di «bipolarismo proporzionale» che ha assunto il nostro Parlamento.
In questo senso, voteremo a favore della modifica approvata dalla
Giunta per il Regolamento. (Applausi dal Gruppo Ulivo).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.
Ha facolta di parlare il relatore.
CARUSO, relatore. Signor Presidente, non intendo replicare.
PRESIDENTE. Passiamo all’esame dell’articolo unico, nel testo uni`
ficato proposto dalla Giunta per il Regolamento, sul quale e stato presentato un emendamento che invito i presentatori ad illustrare.
STIFFONI (LNP). Signor Presidente, con l’emendamento 1.1 si intende riscrivere completamente l’articolo 5 del Regolamento del Senato.
La sostanza della modifica proposta sta nello statuire che ogni Gruppo esistente alla data di costituzione delle Commissioni permanenti ha diritto,
per la propria rappresentanza nel Consiglio di Presidenza, ad avere un pro`
prio Segretario e cio per un contatto piu diretto dei Gruppi con la struttura
che gestisce il Senato.
Qualcuno senz’altro potra obiettare, e l’ha gia fatto, che gia tra i Vice
presidenti vi sono componenti dei Gruppi e che pertanto vi e un’adeguata
rappresentativita. Vorrei pero evidenziare che i Vice presidenti hanno un
ruolo istituzionale che i Segretari non hanno e che, appunto per questa ra`
gione, e evidente che vi e stato, al momento della loro elezione, un rac-
cordo tra Camera e Senato per l’inserimento di parlamentari rappresenta`
tivi delle varie realta di maggioranza e di opposizione.
Signor Presidente, i Vice presidenti svolgono una funzione, i Segre`
tari un’altra. Faccio altresı presente che alla Camera, ed e un discorso di
omogeneita che ci dovrebbe essere tra la Camera e il Senato, i Segretari
sono ben 16, in rappresentanza di tutte le componenti politiche, al di la dei
Gruppi costituiti; componenti politiche che hanno una consistenza numerica molto limitata, ben al di sotto del numero minimo previsto dal Regolamento della Camera, che ne prevede 20. Vorrei ricordare che come Segretari di Presidenza alla Camera vi sono rappresentanti di Gruppi che
hanno la consistenza di 16, 6, 19, 18, 14, e anche 10 deputati.
Signor Presidente, innanzitutto l’emendamento 1.1 non e assolutamente in contrapposizione ai testi proposti dai colleghi senatori Formisano
e Cutrufo. Noi non vogliamo arrivare a quanto si e verificato alla Camera
con riferimento al numero di rappresentanti dei Gruppi; vorremmo pero
che almeno vi fosse un minimo di rappresentanza tra i Segretari dei
Gruppi stessi, costituitisi, in ogni caso, all’inizio di questa legislatura, al
momento dell’insediamento delle Commissioni permanenti. (Applausi
dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Colleghi senatori, vi chiedo un attimo di attenzione.
Poiche mi viene segnalato che per diversi senatori permangono le diffi`
colta di raggiungere il Senato proporrei, mi rivolgo a tutti ma specificatamente ai colleghi Capigruppo, di procedere in questo modo: per prima
cosa chiediamo il parere del relatore sull’emendamento presentato dal senatore Stiffoni ed altri, poi procederemo alle dichiarazioni di voto, se ve
ne sono, sull’emendamento in questione; quindi, proporrei di procedere
alle dichiarazioni di voto sul testo di modifica dell’articolo 5, originariamente presentato dal relatore, senatore Caruso. Infine, propongo che le votazioni su entrambi i testi, sia l’emendamento che il testo illustrato dal senatore Caruso, si svolgano nella seduta di domani. Questo per la ragione
molto semplice che entrambe le votazioni devono avvenire con procedi`
mento elettronico ed e richiesta la maggioranza di 162 senatori, interpre`
tando in tal modo la decisione che e stata assunta questa mattina dalla
Conferenza dei Capigruppo.
Invito il relatore a pronunziarsi sull’emendamento in esame.
CARUSO, relatore. Signor Presidente, rinnovo al senatore Stiffoni
l’invito a ritirare l’emendamento 1.1, su cui sono costretto a esprimere pa`
rere contrario. E un argomento che il senatore Stiffoni ha illustrato nella
Giunta per il Regolamento e su cui e intervenuto in quella stessa sede il
collega di Rifondazione Comunista, che della Giunta fa parte. E un argomento che non ritengo convincente.
Il senatore Stiffoni mira a dire che il Segretario piuttosto che il Vice
presidente hanno ruoli e status diversi all’interno del Consiglio di Presi`
denza. Cio non corrisponde al vero, nel senso che e assolutamente ovvio
che il Vice presidente svolga funzioni che gli sono proprie come e altret-
tanto ovvio che il Segretario svolga funzioni che gli sono proprie, ma nel
momento in cui entrambi partecipano a quella che il nostro Regolamento
definisce la Presidenza, vale a dire l’organo di gestione dell’Assemblea.
Tutt’affatto diversa e la loro posizione, assolutamente paritaria – si distingue solamente quella del Presidente del Senato – nel diverso ambito, viceversa, del Consiglio di Presidenza, cui sono attribuiti compiti tutt’affatto
Quindi, rinnovo la richiesta al senatore Stiffoni di ritirare l’emendamento 1.1; diversamente esprimo parere contrario.
La richiesta di ritirare l’emendamento non e solo segnata da ragioni
di cortesia nei confronti del collega – che comunque e dovuta – ma anche
dal fatto che il collega con la propria proposta pone una questione, che
anch’io mi sono permesso di illustrare, di sfondo, rispetto alla necessita,
all’opportunita forse, che si provveda a riconsiderare la funzione e la com`
posizione del Consiglio di Presidenza, individuandolo non gia come un
soggetto derivato dalla Presidenza e integrato da un rappresentante per
ciascun Gruppo solo limitatamente ad alcune sue funzioni, ma, viceversa,
come soggetto cui e affidata l’amministrazione del Senato e quindi con
delle specificita tutt’affatto sue proprie.
PRESIDENTE. Senatore Stiffoni, il relatore le ha rivolto una richiesta di ritiro dell’emendamento. Intende accoglierla?
STIFFONI (LNP). Signor Presidente, non ho sentito dalle parole del
relatore una motivazione circa la sua contrarieta all’emendamento 1.1. Mi
permetto di ripetere che esso non e assolutamente in contrasto con il testo
presentato dagli altri due colleghi; anzi, da la possibilita a tutti i Gruppi
presenti in Senato di avere una propria rappresentanza, al di la di figure
che sono state elette, magari alla carica di Vice presidente, che hanno –
ripeto – un ruolo istituzionale di altro tipo rispetto a quello che hanno i
Segretari propriamente detti.
Ribadisco il concetto prima espresso; non voglio fare raffronti tra un
ramo del Parlamento e l’altro, mi sembra tuttavia che alla Camera questo
tipo di rappresentativita di tutti i Gruppi sia stato esteso anche a Gruppi
che hanno una consistenza numerica assolutamente non conforme a quanto
sarebbe previsto per la costituzione di un Gruppo. In effetti, sei deputati
certamente non fanno parte di un Gruppo alla Camera; cio nonostante e
stato concesso di avere un loro rappresentante all’interno del Consiglio
Pertanto, logicamente, non ritiriamo l’emendamento 1.1.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell’emendamento 1.1.
PETERLINI (Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facolta.
PETERLINI (Aut). Signor Presidente, intervengo per esprimere la
mia perplessita su quanto sembra essere deliberato dalla maggioranza, a
cui mi sono opposto fin dalla prima seduta dei Capigruppo al fine di evidenziare l’esigenza espressa poc’anzi dal collega Stiffoni. Anch’io, infatti,
ritengo che la rappresentanza in Consiglio di Presidenza non possa essere
limitata per quei Gruppi che, per altri motivi, rivestono funzioni diverse,
tra l’altro non piu politiche ma sovrastanti ai Gruppi stessi, come le cariche di Presidente, Vice presidente e Questore, le cui funzioni, specifiche e
ben delimitate, sono previste dal Regolamento e non sono le stesse previste per i Segretari d’Aula.
Per quanto riguarda il Gruppo per le Autonomie, esprimo la volonta
di arrivare ad una soluzione da tutti condivisa e che dia effettivamente la
possibilita di espressione a tutti i Gruppi, anche a quelli nei quali un mem`
bro riveste gia un’alta carica del Senato, di poter essere presenti in Consiglio di Presidenza con un Segretario d’Aula.
Avevo gia posto tale questione ai Capigruppo. Purtroppo, questa mattina non abbiamo potuto partecipare alla Capigruppo a causa del grande
ritardo fatto registrare dall’aereo proveniente da Bolzano. Questo pero
non puo essere motivo per deprivarmi della possibilita di evidenziare nuovamente tale esigenza.
Desidero aggiungere anche un’altra considerazione. Il Gruppo per le
Autonomie si e costituito dopo la Giunta per il Regolamento e quindi solo
per questo ritardo, dovuto alle difficolta di fattibilita nella composizione
del Gruppo, non siamo presenti nella Giunta per il Regolamento. Mi permetto di rilevare anche questa esigenza e di farla presente a lei e, per suo
tramite, al Presidente.
PRESIDENTE. Poiche non vi sono altre dichiarazioni di voto sull’emendamento 1.1, passiamo alla votazione finale.
ZANOLETTI (UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
ZANOLETTI (UDC). Signor Presidente, il Gruppo UDC condivide le
riflessioni contenute nella relazione del senatore Caruso, che d’altra parte
rispecchiano l’ampia riflessione fatta in sede di Giunta per il Regolamento.
Poiche si tratta di far fronte a due circostanze abbastanza eccezionali
ed il provvedimento contiene un ampliamento limitato del numero dei
componenti il Consiglio di Presidenza, la soluzione ci sembra equilibrata
e ad essa esprimiamo il nostro consenso.
PRESIDENTE. Poiche nessun altro domanda di parlare per dichiarazione di voto, sospendiamo l’esame dei documenti in titolo, rinviando le
votazioni alla seduta di domani.
BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare.
BOCCIA Antonio (Ulivo). Avendo la Presidenza sottolineato che occorre la maggioranza assoluta per queste votazioni, vorrei chiedere alla
Presidenza la cortesia di sapere se queste votazioni avverranno domani,
prima o dopo l’argomento gia posto all’ordine del giorno perche, se av`
vengono prima, il rischio di mancanza della maggioranza assoluta e molto
PRESIDENTE. Credo che la sua preoccupazione sia abbastanza comune. Se fosse accolta dei colleghi, la mia proposta sarebbe la seguente:
votare sia l’emendamento del collega Stiffoni sia la modifica all’articolo 5
del Regolamento domani pomeriggio, dopo aver esaminato e votato le dimissioni del senatore a vita Francesco Cossiga.
Pertanto, rinvio il seguito della discussione dei documenti in titolo ad
altra seduta.
nei confronti del senatore Raffaele Iannuzzi (ore 17,15)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la discussione del docu`
mento: «Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilita ai sensi
dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell’ambito di un procedimento penale (n. 5617/03 RGNR – n. 6259/03 RG GIP) pendente
presso il tribunale di Milano – Ufficio del giudice per le indagini preliminari nei confronti del senatore Raffaele Iannuzzi, per il reato di cui agli
articoli 595, commi 1, 2 e 3, del codice penale e 13 della legge 8 febbraio
1948, n. 47 (diffamazione col mezzo della stampa)».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunita parlamen`
tari e stata stampata e distribuita.
La Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari ha deliberato,
all’unanimita, di proporre all’Assemblea di ritenere che il fatto oggetto del
procedimento concerne opinioni espresse da un membro del Parlamento
nell’esercizio delle sue funzioni e di dichiarare, pertanto, l’insindacabilita
delle stesse ai sensi dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Nella seduta antimeridiana del 23 novembre 2006, l’Assemblea ha
deliberato di rinviare la discussione ad altra seduta.
Chiedo al relatore, senatore Berselli, se intende intervenire.
BERSELLI, relatore. Signor Presidente, mi rimetto alla relazione
E iscritto a parlare il senatore Casson. Ne ha facolta.
CASSON (Ulivo). Signor Presidente, onorevoli senatori, ho letto accuratamente le due relazioni presentate dal collega senatore Berselli per´
che riguardano due procedimenti penali diversi. Le relazioni sono sostanzialmente speculari nel senso che ripropongono le stesse motivazioni per
quanto riguarda la ricostruzione dei fatti e la proposta della Giunta al ter`
mine dell’attivita svolta.
La prima questione riguarda la ricostruzione del fatto storico, che e
pacifico, ed e stato esemplarmente illustrato nelle due relazioni del sena`
tore Berselli. Vi e soltanto un’indicazione riportata nelle due relazioni e
ripetuta anche poco fa in Aula relativa al fatto che la Giunta per le ele`
zioni avrebbe all’unanimita dato indicazione per il non accoglimento delle
richieste della magistratura per la prosecuzione del procedimento penale.
Si tratta di un’unanimita da un punto di vista formale, perche era l’u`
nanimita dei presenti. Nel momento in cui la Giunta ha votato, vi era una
maggioranza che voleva decidere nel senso del ricorso presentato dal senatore Iannuzzi; quindi, l’attuale maggioranza politica (per un senatore in
missione, un senatore astenuto, un altro senatore astenuto per motivi di carattere processuale) non avendo i numeri, ha deciso di uscire dall’Aula in
cui si teneva la riunione della Giunta. Sono rimasti dunque i senatori del`
l’attuale opposizione politica, che hanno votato all’unanimita.
La mia illustrazione si presenta come un intervento in qualita di rap`
presentante del Gruppo Ulivo all’interno della Giunta e si limitera all’in`
dicazione, il piu possibile asettica, dell’accusa formulata dall’autorita giudiziaria di Milano ed a quelle che sono le impostazioni di stretto diritto
per quanto riguarda tali situazioni.
Per quanto riguarda la prima richiesta di deliberazione, avanzata dal
Tribunale di Milano il 16 gennaio 2006, essa riguarda i parenti – moglie e
figlio – del sindacalista assassinato Domenico Geraci che, in un articolo
pubblicato, era stato accusato di aver fatto da tramite tra la mafia e ambienti di sinistra. L’articolo letteralmente prosegue dicendo: «Si disse perfino che Geraci, un boss camorrista, era su quello stesso aereo in cui viaggiarono da Palermo a Roma Luciano Violante e Giovanni Brusca».
L’articolo risale al 10 ottobre 2002 e questa e l’accusa di diffamazione formulata sulla base della querela presentata dalla moglie e dal figlio del sindacalista, indicato appunto come molto discusso e che avrebbe
fatto da tramite tra la mafia e ambienti di sinistra.
La seconda questione riguarda, invece, una querela che e stata presentata dal dottor Giancarlo Caselli, in Lombardia, e dai dottori Lo Forte,
Scarpinato e Natoli, a Palermo, per il capo di imputazione che risulta dalla
richiesta cui ha rinviato il senatore Berselli.
Nella relazione del senatore Berselli viene anche illustrato qual e il
motivo per cui, in entrambi i casi, viene proposto all’unanimita di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Iannuzzi costituiscono opinioni
espresse da un membro del Parlamento nell’esercizio delle sue funzioni e
ricadono pertanto nell’ipotesi di cui all’articolo 68, primo comma, della
Viene detto, in maniera chiara ed esplicita dallo stesso senatore Berselli, che ormai da vari anni esiste una giurisprudenza conforme e pacifica
della Corte costituzionale che fa ritenere che situazioni di questo tipo non
rientrino nelle previsioni di cui all’articolo 68, primo comma, della Costituzione, e viene detto nella relazione dello stesso senatore Berselli che tale
tesi della Corte costituzionale non e condivisibile. Viene detto altresı che
si comprendono le ragioni che hanno indotto la Corte costituzionale ad
adottare tale indirizzo e viene pero ribadito che tale orientamento non
` essere ritenuto esaustivo dell’area in cui opera la guarentigia dell’inpuo
sindacabilita.
Ora, proprio per quanto detto in premessa, mi limito ad indicare sinteticamente le sentenze della Corte costituzionale che appunto vanno in
senso contrario alle decisioni della Giunta, cosı come formulate. Le sentenze non sono soltanto quelle del 2000, la n. 10 e la n. 11, citate nella
relazione; vi sono, infatti, numerose altre sentenze che partono da una
prima sentenza del 1997 e che negli anni successivi al 2000 creano una
giurisprudenza costante della Corte costituzionale per arrivare fino alle recentissime sentenze di ottobre e novembre 2006.
Cito, ad esempio, le sentenze n. 329 del 2004 e nn. 452, 335, 336 e
392 del 2006. In sostanza, la giurisprudenza della Corte costituzionale e
nel senso seguente: si ribadisce che si tratta di una giurisprudenza consolidata e si afferma che la prerogativa dell’articolo 68, primo comma, della
Costituzione non copre tutte le opinioni espresse dal parlamentare nello
svolgimento della sua attivita politica, ma solo quelle legate da nesso fun`
zionale con le attivita svolte nella qualita di membro di una delle due Camere: nesso funzionale che, nel caso di dichiarazioni rese extra moenia,
presuppone che queste ultime possano essere identificate come espressione
dell’esercizio di attivita parlamentari.
La Corte costituzionale scrive: «Indipendentemente dall’eventuale
contenuto diffamatorio delle dichiarazioni stesse, il compito di questa
Corte e quindi limitato alla verifica se esse, ancorche rese fuori della
sede istituzionale, siano collegate ad attivita proprie del parlamentare: se
costituiscano, cioe, espressione della sua funzione o ne rappresentino il
momento di divulgazione all’esterno».
Viene scritto, ancora, che nelle dichiarazioni che sono state rese nel
caso affrontato dalla Corte costituzionale e stata addebitata all’imputato la
commissione di illeciti specifici e puntualmente localizzati al di fuori del
territorio di competenza.
Per quanto riguarda, in particolare, dichiarazioni rese attraverso la
stampa, c’e una sentenza specifica - mi riferisco alla sentenza n. 373
del 14 novembre 2006 – nella quale si prende atto dell’impostazione della
Giunta che riporta, poi, gli stessi concetti che ho citato poco fa riferendo
della relazione del senatore Berselli. In questa ultima sentenza del novembre 2006, la Corte costituzionale ripete: «Secondo la giurisprudenza di
questa Corte, il mero riferimento all’attivita parlamentare o comunque all’inerenza a temi di rilievo generale (pur anche dibattuti in Parlamento),
entro cui le dichiarazioni si possano collocare, non vale in se a connotarle
quali espressive della funzione, ove esse, non costituendo la sostanziale
riproduzione di specifiche opinioni manifestate dal parlamentare nell’eser`
cizio delle proprie attribuzioni, siano non gia il riflesso del peculiare contributo che ciascun deputato e ciascun senatore apporta alla vita parlamentare mediante le proprie opinioni e i propri voti (come tale coperto dall’in`
sindacabilita a garanzia delle prerogative delle Camere e non di un «pri`
vilegio personale [...] conseguente alla mera «qualita» di parlamentare»:
sentenza n. 120 del 2004), ma un’ulteriore e diversa articolazione di siffatto contributo, elaborata ed offerta alla pubblica opinione nell’esercizio
della libera manifestazione del pensiero assicurata a tutti dall’articolo 21
della Costituzione».
Conclude la Corte sul punto dicendo: «In tale prospettiva, va anche
disatteso l’assunto del Senato, secondo cui «l’attivita di parlamentare e
giornalista, dalla quale ha avuto origine l’articolo de quo, [puo] essere
considerata ormai come parte della piu ampia attivita (rectius, funzione)
di politico ed espressione – per quanto atipica – del relativo ruolo istitu`
zionale»: questa Corte ha, infatti, gia ritenuto in se irrilevante (al fine di
affermare la sussistenza dei presupposti dell’insindacabilita) la qualifica rivestita dal membro del Parlamento rispetto all’esercizio di diritti o di doveri che, in quanto spettanti a tutti i cittadini, non richiedono l’intermediazione della rappresentanza parlamentare (cfr., sentenza n. 329 e n. 286 del
2006). Le dichiarazioni contenute nell’articolo di stampa a firma del parlamentare – conclude la Corte – non rientrano, pertanto, nell’esercizio
della sua specifica funzione e non sono garantite dall’insindacabilita».
La situazione che si presenta ora a quest’Aula e molto semplice: c’e
una giurisprudenza (ricordata dal relatore Berselli) concorde da vari anni e
c’e un’indicazione della Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari del Senato che propone una situazione diversa. La valutazione va fatta
sotto questi due punti di vista e va considerata, peraltro, la possibilita per
l’organo parlamentare nel suo insieme di proporre, qualora non sia d’accordo con la giurisprudenza della Corte costituzionale, delle norme diverse
a migliore delucidazione dell’articolo 68 della Costituzione.
PRESIDENTE. E iscritto a parlare il senatore Zuccherini. Ne ha
facolta.
ZUCCHERINI (RC-SE). Signor Presidente, senatrici, senatori, va ri`
cordato che la Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari, pur legittimamente, ha preso una decisione con la sola minoranza presente. Ov`
viamente, si tratta senz’altro di una responsabilita della maggioranza e
della sua assenza. Direi che e stata anche affrettata la decisione di deci-
dere, non consentendo, appunto, in quella sede, un approfondimento e una
Noi del Gruppo di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea arriviamo a questa discussione in modo sofferto. Come si sa, infatti, anche
in epoca in cui le immunita nel nostro Paese sembravano a taluni la copertura dal malaffare, abbiamo difeso un principio garantista. Alcuni di
noi hanno subıto il peso di questa scelta anche dentro il proprio partito.
E evidente che l’articolo 68 della Costituzione garantisce, appunto, la
liberta d’espressione; in particolare, la garantisce alle opposizioni, soprattutto in relazione ad una funzione del ruolo del parlamentare di fronte a
gangli complessi della nostra societa. Penso a quanti hanno denunciato,
anche grazie all’articolo 68, i gangli dei rapporti del potere mafioso, del
suo controllo sulla societa e, attraverso questo uso, hanno anche contribuito a far crescere una coscienza civile e di avanzamento nel Paese.
Per quanto riguarda tali questioni siamo di fronte ad alcune provocazioni. All’interno della Giunta abbiamo affrontato un’altra questione, de`
cidendo all’unanimita questa volta, sul conflitto di attribuzione relativo
sempre al senatore Iannuzzi, non perche egli utilizzi piu di altri questa
prerogativa, ma perche, come ha ammesso – va detto e riconosciuto –
del tutto limpidamente nel confronto con la Giunta, ha un rapporto retributivo con «Il Giornale» e quindi un vero e proprio rapporto di lavoro. In
questo caso, quel rapporto di lavoro e coperto da alcune tutele che com`
petono ad un’altra attivita.
Arriviamo alla decisione in modo sofferto, perche l’abbiamo assunta
anche di fronte alle provocazioni e alla necessita – che puo anch’essa essere considerata una provocazione – di decidere, seppur legittimamente,
non essendo stata consentita appieno una discussione all’interno della
Giunta. Abbiamo deciso, dicevo, soffertamente di aderire alla conclusione
che nell’Aula veniva proposta dal relatore, ma l’abbiamo fatto consapevoli
che, affinche questo non appaia come un privilegio feudale di alcuno ma
come una possibilita, si pone la necessita per il Senato (e, per quello che
gli compete, il nostro Gruppo offrira il proprio contributo; mi auguro lo
faccia l’intera maggioranza e, su questi temi, anche l’opposizione) di
una rivisitazione del reato di diffamazione a mezzo stampa.
Siamo in presenza proprio di quella provocazione. Riteniamo, pero,
che sia piu alta la necessita di difendere la possibilita di liberta e di scelta
di opinione, anche di fronte a queste provocazioni. Per questo voteremo
sull’indicazione che qui e stata data. (Applausi dal Gruppo di RC-SE).
PRESIDENTE. E iscritto a parlare il senatore Pastore. Ne ha facolta.
PASTORE (FI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo voto, naturalmente se dato in linea con le decisioni della Giunta, possa
rappresentare un passaggio anche importante per il Parlamento.
Credo che attestarsi sulla lettura acritica e formalistica della giurisprudenza della Corte sia un atteggiamento del tutto erroneo, che ritengo
dobbiamo responsabilmente modificare, soprattutto di fronte a situazioni –
lo ricordo ai colleghi – che non hanno quei connotati di strumentalizza`
zione della prerogativa parlamentare finalizzata a vere e proprie attivita
diffamatorie.
Ritengo invece che, come in questa ipotesi, la prerogativa possa es`
sere invocata per difendere la liberta di espressione di un membro del Parlamento, colleghi, che di questi argomenti, di questi temi, di queste vi`
cende si e sempre occupato, che siede in quest’Aula e la cui presenza e
pertanto riconosciuta sotto questo profilo per le battaglie che ha combat`
tuto sui temi piu in genere della giustizia.
Allora, la lettura della giurisprudenza della Corte non deve essere ne
burocratica ne ipocrita. La prima potrebbe essere burocratica se non con`
siderassimo che la Corte, quando enuncia questi princıpi – invito i colleghi a riflettere su questo passaggio – lo fa non nella sede di verifica di
sindacato della legittimita di una legge, ma nella sede di conflitto di attri`
buzione, laddove il fatto che emerge volta per volta e l’elemento che puo
determinare una decisione piuttosto che un’altra.
Purtroppo in passato – e cio non fa onore all’Aula e al Parlamento –
` usata la guarentigia dell’articolo 68 in maniera struspesso, ripeto, si e
mentale. Su questi episodi la Corte ha espresso le sue linee di condotta.
Pero, qui siamo in ipotesi completamente diverse e credo che il Parlamento e quest’Aula farebbero cosa estremamente positiva se rivendicas`
sero una loro dignita istituzionale affermando che l’articolo 68 e una garanzia non per il singolo parlamentare, ma per l’intero Parlamento.
In secondo luogo, la lettura, in linea con le sentenze della Corte in
materie comunque diverse da questa, sarebbe ipocrita perche se il collega
Iannuzzi, ben consapevole della giurisprudenza della Corte, avesse voluto
dare seguito a quella giurisprudenza, avrebbe potuto presentare un minuto
prima un’interrogazione parlamentare, redigere il suo articolo e vederlo
pubblicato un minuto dopo, per essere sicuramente coperto dall’immunita
dell’articolo 68.
Allora, il collega Iannuzzi questo non solo non l’ha fatto, ma – se ne
deve dare atto – non ha neanche voluto farlo, perche – ci ha dichiarato in
Giunta – si sarebbe sentito diminuito nella sua dignita personale e professionale se avesse seguito questo percorso. Se vogliamo allora dare una risposta a queste vicende, credo necessario votare conformemente alle decisioni della Giunta che non appartengono a questa o a quella parte politica,
ma alla storia dei rapporti tra il Parlamento e quello che vi e al di fuori
Le garanzie dell’articolo 68 sono preziose; sono le ultime garanzie
che rimangono ai parlamentari e credo che ogni volta che si delibera su
queste, occorra fare un’approfondita riflessione e non fermarsi all’apparenza della situazione che in quel momento dobbiamo giudicare.
BERSELLI, relatore. Signor Presidente, come ho gia detto, mi rimetto alla relazione scritta.
BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare per dichiarazione di
Invito intanto i colleghi a rientrare in Aula, perche tra poco avra
` richiesta la maggioranza semplice.
luogo la votazione, per la quale e
BOCCIA Antonio (Ulivo). Signor Presidente, il collega Casson ha
esposto, per conto del nostro Gruppo, i termini della questione. Lo ha fatto
perche tutti i colleghi del nostro Gruppo, ma anche dell’Assemblea, potessero esprimere il loro voto secondo coscienza.
D’altro canto il relatore, nel raccontare i fatti, ha espresso in maniera
altrettanto puntuale le premesse di questa nostra decisione. C’e un periodo
che riassume chiaramente la questione: «I querelanti, rispettivamente figlio e coniuge di Domenico Geraci, lamentavano che il loro congiunto,
ucciso nell’ottobre 1998, fosse stato definito – in un inciso dell’articolo
a firma del senatore Iannuzzi, in cui si elencavano i delitti di cui si era
accollato o meno la responsabilita il collaborante di giustizia Antonino
Giuffre – «un sindacalista molto discusso, che avrebbe fatto da tramite
tra la mafia ed ambienti di sinistra (si disse perfino che Geraci era su
quello stesso aereo in cui viaggiarono da Palermo a Roma Luciano Violante e Giovanni Brusca)».
I familiari, nella querela, rivendicavano la posizione di costante contrasto alla presenza condizionante della mafia «in molteplici settori dell’at`
tivita economica, politica ed amministrativa di Caccamo e non solo», esercitata da Domenico Geraci, dirigente provinciale dell’associazione sindacale UIL».
Questi i termini della questione, che sono stati molto ben ripresi dal
collega che ha illustrato la posizione giuridico-istituzionale, senatore Cas`
son. Tutti hanno ora la possibilita di votare secondo coscienza e di esprimere, con il loro voto, un assenso o un dissenso sulle decisioni della
Vorrei solo precisare, signor Presidente, per chiarezza e trasparenza
(poiche si dice che la delibera e stata assunta all’unanimita), che quel
giorno la maggioranza, per una serie di circostanze, era assente; quindi,
anche tale unanimita deve essere conosciuta nella sua vera portata.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, perche stiamo per
procedere alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle
immunita parlamentari di dichiarare l’insindacabilita, ai sensi dell’articolo
68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse dal senatore
Iannuzzi.
LUSI (Ulivo). Domando di parlare.
LUSI (Ulivo). Signor Presidente, se non ricordo male, essendo membro della Giunta, sono due i procedimenti penali nei confronti del collega
Iannuzzi. Credo di capire – se ho capito male, chiedo scusa – che stiamo
facendo una votazione.
PRESIDENTE. Senatore Lusi, stiamo per votare la proposta della
Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari ora illustrata dal senatore Berselli e riferita al Documento IV-ter n. 1; poi discuteremo la proposta relativa al Documento IV-ter n. 2 e quindi passeremo al successivo
punto all’ordine del giorno, che riguarda la costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere in un
conflitto di attribuzione.
Quindi, abbiamo tre votazioni; questa e la prima.
CASSON (Ulivo). Domando di parlare.
CASSON (Ulivo). Signor Presidente, dal momento che si tratta di due
questioni...
PRESIDENTE. No, questa e una, poi voteremo sull’altra. Senatore
Casson, stiamo votando sulla prima delle questioni che e stata sollevata;
successivamente voteremo sulla seconda e infine sulla terza, che riguarda
il conflitto di attribuzione tra Senato e tribunale di Milano dinanzi alla
Metto pertanto ai voti, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, la proposta della Giunta delle elezioni e delle immu`
nita parlamentari di dichiarare l’insindacabilita, ai sensi dell’articolo 68,
primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse dal senatore Raffaele Iannuzzi.
Proclamo il risultato della votazione mediante procedimento elettronico:
Senatori presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Senatori votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
nei confronti del senatore Raffaele Iannuzzi (ore 17,45)
dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell’ambito di un procedimento penale (n. 48695/04 RGNR – n. 6154/05 RG GIP) pendente
presso il tribunale di Milano nei confronti del senatore Raffaele Iannuzzi,
per il reato di cui agli articoli 595, 61, n. 10, e 99, comma 4, del codice
penale e 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (diffamazione col mezzo
della stampa)».
Ricordo che nella seduta antimeridiana del 23 novembre 2006, l’Assemblea ha deliberato di rinviare la discussione ad altra seduta.
CASSON (Ulivo). Signor Presidente, intervengo molto rapidamente
perche la situazione in fatto e in diritto e analoga a quella che e stata pre`
sentata per il primo caso, nel senso che e identica la persona indagata,
sono diverse le parti offese; la situazione procedimentale, giuridica e
del tutto identica, nel senso che c’e stato un voto unanime dei presenti
in Giunta per gli stessi motivi che sono stati indicati in precedenza, in particolare dal senatore Boccia.
Per quanto riguarda la diversita della situazione, il capo di imputa`
zione e chiaro e specifico: riguarda un articolo pubblicato sul quotidiano
«Il Giornale», in data 23 ottobre 2003, e riguarda l’offesa della reputazione di alcuni magistrati della procura della Repubblica di Palermo, in
particolare il dottor Caselli, il dottor Lo Forte, il dottor Scarpinato e il dottor Natoli, in relazione a situazioni che concernevano la Commissione antimafia, l’inizio del processo Andreotti e il fatto di aver messo «le mani
sulla procura di Palermo» e a di avere insediato – cosı viene detto letteralmente – «il suo compagno di cultura giacobina e di ventura progressista
Giancarlo Caselli».
Le indicazioni che sono state fornite per la prima di queste relazioni
sono identiche: si ripropone un conflitto tra il Senato e la Corte costituzionale, per quanto riguarda la valutazione delle norme di rango costituzionale, sia la Costituzione sia la legge costituzionale che riguarda l’articolo
68, primo comma, della stessa.
Quindi, mi riporto a quanto dichiarato pochi minuti fa a questo proposito, rappresentando che in questa situazione, come in altre situazioni
recenti, gia e stato affrontato dalla Corte costituzionale un conflitto tra
l’autorita giudiziaria e il Parlamento, in particolare il Senato, che e stato
risolto dalla Corte costituzionale a favore dell’autorita giudiziaria.
In questa situazione di palese ed evidente contraddizione tra le due
posizioni, sarebbe probabilmente piu opportuno un intervento normativo
a specificazione del contenuto dell’articolo 68 della nostra Costituzione.
Ha facolta di parlare il relatore, senatore Berselli.
BERSELLI, relatore. Mi rimetto di nuovo alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Metto ai voti, mediante procedimento elettronico
senza registrazione dei nomi, la proposta della Giunta delle elezioni e
delle immunita parlamentari di dichiarare l’insindacabilita, ai sensi dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse dal senatore Raffaele Iannuzzi.
giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Milano (ore
17,54)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con ricorso del 7 luglio 2006, il
giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Milano ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Senato
della Repubblica, in relazione alla deliberazione con la quale l’Assemblea,
nella seduta del 15 febbraio 2006, ha dichiarato che i fatti oggetto del procedimento penale n. 9135/05 RGNR – n. 6693/05 GIP, pendente nei confronti del senatore Raffaele Iannuzzi, concernevano opinioni espresse da
un membro del Parlamento nell’esercizio delle sue funzioni, in quanto
tali insindacabili ai sensi dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione (Doc. IV-ter, n. 17/XIV Leg.).
Il ricorso e stato dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale con
ordinanza 4 dicembre 2006, n. 420, depositata in cancelleria il successivo
14 dicembre e notificata al Senato il 17 gennaio 2007.
Nella seduta odierna la Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari ha concluso, a maggioranza, nel senso che il Senato debba costituirsi in giudizio dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel conflitto.
Se l’Assemblea converra con le conclusioni cui e pervenuta la
Giunta, la Presidenza si intendera autorizzata a dare mandato per la difesa
del Senato a uno o piu avvocati del libero Foro.
Sulle conclusioni della Giunta puo prendere la parola un oratore per
Gruppo per non piu di dieci minuti.
MANZIONE (Ulivo). Domando di parlare.
MANZIONE (Ulivo). Signor Presidente, ci troviamo di fronte all’ennesimo conflitto di attribuzione sollevato dal GIP di Milano. La fattispecie
e estremamente semplice. Con una deliberazione che riprendeva un deli`
berato della Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari que`
st’Aula, nella scorsa legislatura, accertava l’applicabilita dell’esimente di
cui all’articolo 68 al collega Iannuzzi rispetto ad alcuni fatti che gli venivano contestati.
Quindi, ne conseguiva l’insindacabilita che e stata in qualche modo
contestata dal GIP di Milano, che ha sollevato conflitto di attribuzione
fra poteri dello Stato. Rispetto al conflitto di attribuzione la Corte costitu`
zionale ha dichiarato l’ammissibilita.
Siamo quindi nella fase nella quale, dopo l’avvenuta dichiarazione di
ammissibilita, le parti devono comparire dinanzi alla Corte per sostenere
le proprie ragioni.
Quel che il Presidente ha chiesto all’Aula, e che e gia stato chiesto
alla Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari, e di verificare
se il Senato debba costituirsi per coltivare le ragioni che hanno dato origine al richiamato deliberato assembleare della scorsa legislatura del 15
febbraio 2006.
Voglio dire, con grande chiarezza, che nell’occasione votai contro in
Giunta delle elezioni e delle immunita parlamentari e in Aula. Tuttavia,
non posso che prendere atto di un deliberato di questa Assemblea, che le`
gittimamente si e espressa. Quella espressione di volonta ha radicato un
convincimento riferibile all’articolo 68 che poi ha dato origine al conflitto.
Se e legittimo che il giudice per le indagini preliminari di Milano ritenga che il deliberato dell’Assemblea del Senato possa dar luogo a un
conflitto e chieda quindi il vaglio e il giudicato della Corte costituzionale,
noi dobbiamo stabilire adesso se e legittimo che il Senato possa rappresentare le ragioni che hanno determinato quel volto dinanzi alla Corte costituzionale.
Anche se ho votato contro in quella sede, non posso che continuare a
sostenere che il deliberato e stato assunto in maniera legittima e che
quindi il Senato debba poter coltivare il diritto di difesa dinanzi alla Corte
So gia che molto probabilmente, per una giurisprudenza ormai consolidata che dovrebbe indurre quest’Assemblea a rivisitare l’articolo 68, pro`
babilmente la Corte accogliera il conflitto, ma questo non mi induce a ritenere che il Senato debba rimanere privo di difesa in quel contenzioso.
Ecco perche ho detto in Giunta questa mattina e adesso in Aula riba`
disco che, a mio avviso, e necessario che il Senato coltivi le sue ragioni,
tutelando i suoi interessi ribaditi con quella delibera legittimamente
senza registrazione dei nomi, le conclusioni della Giunta delle elezioni
e delle immunita parlamentari relative alla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel
conflitto di attribuzione sollevato dal giudice per le indagini preliminari
presso il tribunale di Milano.
La Presidenza si intende pertanto autorizzata a dare mandato per la
difesa del Senato a uno o piu avvocati del libero Foro.
CARUSO (AN). Domando di parlare.
CARUSO (AN). Signor Presidente, mi chiedo se non sia il caso di
riconsiderare la decisione presa poc’anzi con riferimento al voto sulle modifiche al Regolamento del Senato, posto che nelle ultime votazioni abbiamo verificato un’ampia presenza del prescritto numero di senatori.
Mi rivolgo, oltre che a lei naturalmente, anche ai colleghi presidenti di
Gruppo. Non voglio turbare una decisione presa: affaccio una considerazione.
PRESIDENTE. Senatore Caruso, abbiamo agito secondo quanto era
stato stabilito, non abbiamo fatto alcuno strappo. Mi rivolgo ai Presidenti
dei Gruppi, personalmente non ho alcuna difficolta. Temo pero che vi
siano colleghi che nel frattempo, avendo annunciato che la votazione
avrebbe avuto luogo domani pomeriggio, sono andati via.
STIFFONI (LNP). Signor Presidente, ormai andiamo a domani.
PRESIDENTE. Senatore Caruso, anche il senatore Stiffoni chiede che
la votazione abbia luogo domani. Ci avviamo pertanto alla conclusione
della seduta, come stabilito.
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza una
mozione, interpellanze e interrogazioni, pubblicate nell’allegato B al Resoconto della seduta odierna.
per le sedute di mercoledı 31 gennaio 2007
PRESIDENTE. Il Senato tornera a riunirsi domani, mercoledı 31 gennaio, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 9,30 e la seconda alle ore
16,30, con il seguente ordine del giorno:
I. Discussione del disegno di legge:
Conversione in legge del decreto-legge 27 dicembre 2006,
n. 299, concernente abrogazione del comma 1343 dell’articolo 1 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante disposizioni in materia di
decorrenza del termine di prescrizione per la responsabilita amministrativa (1236) (Relazione orale).
II. Votazione sulle dimissioni presentate dal senatore a vita Francesco
Cossiga (votazione a scrutinio segreto) (alle ore 16,30).
III. Seguito della discussione dei documenti:
Modificazione all’articolo 5 del Regolamento del Senato
(Doc. II, nn. 5 e 6) (Relazione orale).
IV. Avvio della discussione generale dei disegni di legge:
Interventi per la riduzione del disagio abitativo per particolari
categorie sociali (1231) (Approvato dalla Camera dei deputati).
– SCHIFANI ed altri. – Misure per i conduttori di immobili in
condizioni di particolare disagio abitativo, conseguente a provvedimenti esecutivi di rilascio in determinati comuni (1117).
– EUFEMI e LIBE. – Interventi per la riduzione del disagio abitativo in favore di particolari categorie sociali (1142) (Relazione
orale).
La seduta e tolta (ore 18).
Licenziato per la composizione e la stampa dall’Ufficio dei Resoconti parlamentari alle ore 21,30
Maribel Morales, Directora Técnica de OJD Interactiva, nuevo post con firma e...
Chapter 4, Sight and sounds of the Internet
Istituto Tecnico Commerciale "Pascaldi"
Resoconto stenografico integrale seduta Senato 4 Agosto 2014 - Renzi impallin...