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Timestamp: 2020-08-15 19:09:08+00:00
Document Index: 35089057

Matched Legal Cases: ['art. 2049', 'art. 8', 'art. 2043', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2476']

D.Lgs. 231/01. La responsabilit� amministrativa delle persone giuridiche
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(a cura degli avv.ti Aldo Mirate ed Alberto Avidano)
Il D.Lgs 231/01 emanato in data 8 Giugno 2001, recante la "Disciplina della responsabilit� amministrativa delle persone giuridiche, delle societ� e delle associazioni anche prive di personalit� giuridica" ha introdotto la responsabilit� diretta degli Enti per alcuni reati commessi nell'interesse o a vantaggio degli stessi, da persone che rivestono, anche di fatto, funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua organizzazione dotata di autonomia finanziaria o funzionale e da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati. Tale responsabilit� � aggiuntiva e non sostitutiva di quella della persona fisica che ha materialmente realizzato il fatto ed alle obbligazioni risarcitorie alle quali l�Ente pu� essere tenuto in forza del principio dettato dall�art. 2049 c.c. (responsabilit� civile per i danni recati dal dipendente).
La responsabilit� dell�Ente � inoltre diretta ed autonoma rispetto a quella delle stesse persone fisiche in quanto sussiste anche quando l�autore non � stato identificato o non � imputabile o il reato si estingue per causa diversa dall�amnistia (art. 8).
La responsabilit� dell�Ente medesimo � peraltro strutturata come una fattispecie complessa che richiede, oltre al fatto oggettivo della realizzazione di un reato da parte del soggetto avente un rapporto qualificato con l�Ente, il fatto che il reato sia commesso nell�interesse od a vantaggio dello stesso Ente.
La prova della sussistenza dell�interesse o del vantaggio spetta ovviamente alla Pubblica Accusa.
Controversa � poi la possibilit� di costituirsi parte civile contro gli Enti da parte delle persone offese in relazione all�illecito amministrativo e con riferimento all�art. 2043 c.c. (alcune ordinanze fin qui intervenute la ammettono altre viceversa la escludono).
La emanazione del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico in materia di igiene e sicurezza sul lavoro), ha introdotto modifiche significative al campo di applicazione del D.Lgs. 231/01, in particolare estendendolo ai reati in tema di sicurezza sul lavoro.
Gli Enti dunque oggi rispondono anche per i reati di omicidio e lesioni colpose (gravi o gravissime) commessi con violazione delle norme antinfortunistiche, con conseguenze che, solo sul piano monetario, tralasciando di considerare le altre sanzioni, possono comportare esborsi da un minimo di � 250,000,00 ad un massimo di � 1.549.000,00.
Di seguito vengono elencati alcuni punti utili ad evidenziare in estrema sintesi i termini generali della problematica, senza pretese di esausti�vit�.
Quali sono i soggetti del cui operato l�impresa pu� esser chiamata rispondere?
Lo dice l�art. 5:
1. L'ente � responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:
a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unit� organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonch� da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;
Quali sono i reati dei quali l�Ente pu� esser chiamato a rispondere?
Li indicano gli articoli da 24 a 25 octies:
24. Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico.
24-bis. Delitti informatici e trattamento illecito di dati.
25. Concussione e corruzione.
25-bis. Falsit� in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo.
25-ter. Reati societari.
25-quater. Delitti con finalit� di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico.
25-quater. 1. Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili.
25-quinquies. Delitti contro la personalit� individuale.
25-sexies. Abusi di mercato.
25-septies. Omicidio colposo o lesioni colpose gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
25-octies. Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilit� di provenienza illecita.
Quali sono le sanzioni irrogabili all�Ente?
Le stabiliscono gli artt. da 9 a 23:
a) le sanzioni pecuniarie;
1. Sanzioni amministrative pecuniarie.
Per l'illecito amministrativo dipendente da reato si applica sempre la sanzione pecuniaria, che viene applicata per quote in un numero non inferiore a cento n� superiore a mille.
L'importo di una quota va da un minimo di lire cinquecentomila ad un massimo di lire tre milioni.
2. Sanzioni interdittive
a) l'interdizione dall'esercizio dell'attivit�;
d) l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli gi� concessi;
Come pu� l�Ente andar esente da responsabilit�?
Lo dice l�art. 6:
b) il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento � stato affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo;
d) non vi � stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'organismo di cui alla lettera b).
Quali caratteristiche deve avere il modello organizzativo?
Le indica sempre l�art. 6:
a) individuare le attivit� nel cui ambito possono essere commessi reati;
c) individuare modalit� di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati;
L�art. 6, comma 1, lett. b), prevede che il compito di vigilare sul funzionamento e sull�osservanza del modello organizzativo sia affidato ad un �organismo ... dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo�. L�art. 6, comma 4, prevede: �negli Enti di piccole dimensioni i compiti indicati nella lett. b) del comma 1, possono essere svolti direttamente dall�organo dirigente�.
La dottrina si sta ponendo il problema (non si conoscono ancora precedenti giurisprudenziali in merito) di come si possa evitare, in tal caso, che �controllore� e �controllato� finiscano col coincidere e quindi l�effettivit� della vigilanza e del controllo vengano inevitabilmente meno.
Non avrebbe senso infatti demandare ad un amministratore dotato di ampia delega esecutiva il controllo su se stesso e sulla propria attivit�; ci� tanto pi� che l�Organo di controllo deve essere �... dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo� (art. 6, lett. b).
Nello sforzo di individuare una forma di controllo che sfrutti il pi� possibile l�ordinario assetto societario si sono prospettati in dottrina, fra le altre, le seguenti soluzioni:
a) demandare le funzioni di controllo al Collegio Sindacale, essendo quest�ultimo l�Organo societario esistente le cui funzioni maggiormente si avvicinano a quelle del controllo sul modello di organizzazione;
b) la creazione di un modello �ad hoc� composto da soci non investiti di poteri amministrativi esecutivi (l�art. 2476, comma 2, c.c. attribuisce gi� ai soci un potere di informativa e di esame dell�attivit� amministrativa con riferimento �allo svolgimento degli affari sociali�) ovvero di demandare il potere ad un consulente esterno o ad un amministratore non investito di poteri esecutivi.
Ci� che rileva � peraltro la concreta effettivit� del controllo: l�organismo predetto (individuale o collettivo) dovr� avere quindi poteri di ispezione ampi, con possibilit� di accedere ad informazioni aziendali di rilievo, essere dotato anche della necessaria autonomia finanziaria e strumentale (uffici, mezzi, personale, ecc., ove necessari) e soprattutto essere dotato di specifica professionalit� e competenza.
Quali sono dunque gli adempimenti indispensabili?
1) mappatura mansionale dei rischi specifici;
2) creazione di un organigramma della sicurezza;
3) adozione del c.d. Codice Etico;
4) aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi secondo i dettami del D.Lgs. 81/08 (Artt. 17 e 28)
Occorre segnalare che l�adempimento di cui al punto 4 doveva esser espletato entro il 29 luglio 2008, tuttavia la Legge n. 129/2008, ha disposto la proroga al 1 gennaio 2009 dei nuovi adempimenti sulla Valutazione dei rischi e relative sanzioni. Fino a tale data rimangono pertanto in vigore le attuali disposizioni previste dal D.Lgs. 626/94, e norme collegate.
Avv. Aldo Mirate Avv. Alberto Avidano
La presente notizia � stata redatta a cura degli avvocati Aldo Mirate ed Alberto Avidano, in Asti nel mese di settembre 2008.