Source: http://www.umbrialex.it/wUmbria2002/LR2002-06.htm
Timestamp: 2017-11-20 02:08:52+00:00
Document Index: 61066864

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 8', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 43', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 44', 'art. 10', 'art. 63', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 82', 'art. 35', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 76', 'art. 20', 'art. 65', 'art. 52', 'art. 17', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 82', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 76', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 39', 'art.32', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 46']

1. Lo stato di previsione dell'entrata della Regione Umbria per l'anno finanziario 2002 annesso alla presente legge (Tabella A), è approvato in 4.265.375.294,92 euro in termini di competenza e in 4.512.480.676,35 euro in termini di cassa.
2. Sono autorizzati l'accertamento e la riscossione secondo leggi in vigore delle imposte e delle tasse di ogni specie ed il versamento nella cassa della Regione delle somme e dei proventi dovuti per l'anno finanziario 2002 secondo lo stato di previsione di cui al comma 1.
3. Ai sensi dell'articolo 41 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13 l'articolazione in unità previsionali di base della parte entrata del bilancio di previsione 2002 è determinata così come previsto dallo stato di previsione delle entrate (Tabella A).
1. Lo stato di previsione della spesa della Regione Umbria per l'anno finanziario 2002 annesso alla presente legge (Tabella B), è approvato in 4.265.375.294,92 euro in termini di competenza e in 4.512.480.676,35 euro in termini di cassa.
2. E' autorizzato l'impegno della spesa per l'anno finanziario 2002 entro il limite degli stanziamenti di competenza iscritti nello stato di previsione di cui al comma 1.
3. E' altresì autorizzato il pagamento delle spese per l'anno finanziario 2002 entro il limite degli stanziamenti di cassa iscritti nello stato di previsione di cui al comma 1.
4. Ai sensi dell'articolo 41 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13 l'articolazione in funzioni obiettivo e unità previsionali di base della parte spesa del bilancio di previsione 2002 è determinata così come previsto dallo stato di previsione delle spese (Tabella B).
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio per l'anno finanziario 2002 annesso alla presente legge.
(Destinazione dell'avanzo finanziario iscritto alla U.P.B. 0.01.002 dell'entrata)
1. L'avanzo finanziario di 591.641.273,14 euro iscritto alla U.P.B. 0.01.002 dello stato di previsione dell'entrata in dipendenza di fondi stanziati a fronte di entrate a destinazione vincolata e non utilizzati entro l'esercizio 2001, è destinato agli interventi indicati nella Tabella I) allegata alla presente legge.
2. Eventuali rettifiche alle somme iscritte, ai sensi del comma 1, sono apportate con la legge di assestamento del bilancio 2002 in base alle operazioni di chiusura dell'esercizio precedente.
(Risorse destinate al finanziamento della spesa sanitaria regionale per l'anno 2002)
1. Le risorse per il finanziamento della spesa sanitaria regionale per l'anno 2002 ammontano a 1.101.603.000,00 euro e sono destinate agli interventi indicati nella Tab. M) allegata alla presente legge.
(Variazioni al bilancio con provvedimenti della Giunta regionale).
1. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare, al bilancio di previsione per l'anno 2002, le variazioni agli stanziamenti di competenza e di cassa delle unità previsionali di base contenute nelle partite di giro sia dell'entrata che della spesa in dipendenza del movimento di fondi sui conti correnti infruttiferi intestati "Regione Umbria" presso la Tesoreria centrale e provinciale dello Stato.
2. La Giunta regionale è, altresì, autorizzata, ai sensi dell'articolo 46, comma 3 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13 ad effettuare variazioni compensative fra le unità previsionali di base individuate nell'elenco n. 3 allegato alla presente legge.
1. Sono considerate spese obbligatorie ai sensi e per gli effetti dell'articolo 42, comma 2 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13, quelle indicate nell'elenco n. 1 allegato alla presente legge.
2. Sono in ogni caso integrabili tutte le unità previsionali di base per consentire il pagamento dei residui passivi eliminati negli esercizi precedenti per perenzione amministrativa a norma dell'articolo 82, comma 3 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13.
1. In osservanza dell'articolo 43 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13, è approvato l'elenco n. 2 allegato alla presente legge.
1. Il fondo di riserva di cassa di cui all'articolo 44 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13 è stabilito per l'anno 2002 in 82.252.001,45 euro e iscritto nella U.P.B. 16.1.002.
1. Per conseguire il pareggio finanziario del bilancio preventivo regionale dell'esercizio 2002, ai sensi dell'articolo 63 della legge regionale di contabilità 28 febbraio 2000, n. 13, la Giunta regionale è autorizzata ad assumere uno o più mutui ovvero ad effettuare altre operazioni di indebitamento fino all'importo complessivo di 37.175.500,00 euro per una durata massima di anni trenta ed entro il limite di spesa di 259.000,00 euro per l'anno 2002 e di 3.200.000,00 euro per gli anni successivi.
2. Al conseguente onere relativo agli anni 2002 e successivi si fa fronte con quota degli stanziamenti appositamente previsti nelle unità previsionali di base 15.1.003 e 15.3.002 del bilancio pluriennale 2002/2004 allegato (appendice n. 1).
3. Per gli effetti di cui all'articolo 10, comma 1 della legge 16 maggio 1970, n. 281, i mutui e le altre forme di indebitamento di cui al comma 1 sono diretti al finanziamento delle spese indicate nella Tabella E) allegata alla presente legge.
4. Per far fronte al presunto disavanzo finanziario alla chiusura dell'esercizio 2001, determinato dalla mancata stipulazione dei mutui autorizzati con l'articolo 10 della legge regionale 27 aprile 2001, n. 14 e con l'articolo 2 della legge regionale 28 novembre 2001, n. 33 è rinnovata l'autorizzazione alla Giunta regionale ad assumere, a norma dell'articolo 63 della legge regionale di contabilità 28 febbraio 2000, n. 13 uno o più mutui ovvero ad effettuare altre operazioni di indebitamento fino all'importo complessivo di 66.951.070,01 euro per una durata massima di anni trenta ed entro il limite di spesa di 3.600.000,00 euro per l'anno 2002 e 6.500.000,00 euro per ciascuno degli anni successivi.
5. Al conseguente onere relativo agli anni 2002 e successivi si fa fronte con quota degli stanziamenti appositamente previsti nelle unità previsionali di base 15.1.003 e 15.3.002 del bilancio pluriennale 2002/2004 allegato (appendice n. 1).
6. Per gli effetti di cui all'articolo 10, comma 1 della legge 16 maggio 1970, n. 281, i mutui e le altre forme di indebitamento di cui al comma 4 sono diretti al finanziamento delle spese indicate nella Tabella H) allegata alla presente legge.
7. Le operazioni di indebitamento di cui al presente articolo possono realizzarsi anche tramite emissione di prestiti obbligazionari, della durata massima di anni trenta. La Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 10 della legge 16 maggio 1970, n. 281 e successive modificazioni e dell'articolo 35 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, ne determina le condizioni e le modalità, entro i limiti stabiliti dalle disposizioni legislative, ivi compresa l'eventuale costituzione di un fondo vincolato per la restituzione a scadenza del capitale oggetto del prestito obbligazionario.
8. Il rimborso dei prestiti obbligazionari viene garantito dalla Regione mediante iscrizione nel proprio bilancio, in appositi capitoli di spesa, per tutta la durata del prestito, delle somme occorrenti per effettuare, alle previste scadenze, i pagamenti per quote capitali ed interessi nonché per gli eventuali oneri di operazioni di copertura del rischio di cambio o di tasso di interesse. Su tali somme viene istituito speciale vincolo a favore dell'ente o degli enti creditizi incaricati del servizio del prestito ovvero dell'operazione di copertura dei rischi.
9. In relazione alla garanzia di cui al comma 8, la Giunta regionale può dare mandato al tesoriere di provvedere, alle scadenze previste secondo il piano di ammortamento finanziario, al versamento delle somme occorrenti al rimborso del capitale, al pagamento degli interessi e delle somme sulle eventuali operazioni in strumenti derivati presso l'ente o gli enti creditizi incaricati del servizio del prestito o dell'operazione di copertura del rischio, con priorità assoluta rispetto alle altre spese di natura obbligatoria. Il tesoriere è a tal fine autorizzato ad accantonare su alcune delle entrate acquisite dalla Regione le somme necessarie al pagamento, con specifico vincolo irrevocabile a favore dell'ente o degli enti creditizi incaricati del servizio del prestito o dell'operazione di copertura del rischio.
Qualora il gettito delle entrate assoggettate a tale vincolo, per qualsiasi causa, venga meno, o risulti insufficiente al pagamento delle somme necessarie, il tesoriere provvede ad accantonare tali somme sul totale di tutte le entrate della Regione.
10. La Giunta regionale pone in essere tutte le procedure necessarie all'emissione dei prestiti obbligazionari, comprese quelle relative all'ottenimento ed all'aggiornamento di uno o più rating in funzione delle caratteristiche del prestito stesso.
11. L'onere per l'attuazione del presente articolo grava sugli stanziamenti delle corrispondenti U.P.B. del bilancio di previsione annuale e pluriennale 2002/2004.
2. In relazione a quanto disposto dal comma 1, la Giunta regionale è autorizzata a deliberare l'emissione di prestiti obbligazionari alle migliori condizioni di mercato, determinando le condizioni e le modalità delle operazioni, ivi compresa l'eventuale costituzione di un fondo vincolato per la restituzione del capitale oggetto dei prestiti obbligazionari. Si applicano al riguardo i commi 8, 9 e 10 dell'articolo 10.
3. All'onere derivante dal presente articolo si fa fronte con gli stanziamenti iscritti nei relativi bilanci alle U.P.B. 15.1.003 e 15.3.002 del bilancio pluriennale 2002/2004 per far fronte alle rate di ammortamento di mutui dei quali si autorizza l'estinzione anticipata.
1. In relazione alle condizioni di mercato, anche al fine di tutelarsi dal rischio di rialzo dei tassi di interesse, la Giunta regionale è autorizzata a ristrutturare in tutto o in parte il debito esistente, mediante operazioni di trasformazione di scadenze e/o di tassi di interesse, attraverso l'uso di strumenti operativi previsti dalla prassi dei mercati finanziari. Il potenziale utilizzo di tali strumenti ha l'obiettivo di garantire una gestione attiva del portafoglio di debito, mirando ad un rapporto ottimale rischio/costi.
2. Per garantire le operazioni di cui al comma 1, si applicano le disposizioni dell'articolo 10, comma 9.
1. In relazione alle opportunità di mercato, e nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge, la Giunta regionale è autorizzata a ricorrere alla cessione ad intermediari finanziari dei crediti della Regione, da realizzarsi anche mediante la cartolarizzazione dei crediti ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, determinando le condizioni e le modalità delle operazioni e ponendo in essere tutte le procedure necessarie all'esecuzione.
2. All'onere relativo al presente articolo si fa fronte con gli stanziamenti che sono appositamente previsti nelle U.P.B. 15.1.003 e 15.3.002 del bilancio pluriennale 2002/2004.
1. L'assunzione degli impegni di spesa a valere sulla quota di stanziamento di 15.500,00 euro iscritto in corrispondenza dell'unità previsionale di base 10.1.007 dello stato di previsione della spesa è subordinata al preventivo accertamento della corrispondente entrata iscritta nella U.P.B. 2.03.001.
1. L'assunzione degli impegni di spesa per un importo pari a 3.873.400,00 euro a valere sulla quota di stanziamenti iscritti in corrispondenza dell'unità previsionale di base 02.2.001 "Interventi su immobili regionali" e 11.2.002 "Investimenti in favore dell'occupazione" dello stato di previsione della spesa è subordinata al preventivo accertamento della corrispondente entrata iscritta nella U.P.B. 4.01.00l .
1. L'assunzione degli impegni di spesa a valere sulla quota di stanziamento di 103.300,00 euro della unità previsionale di base 05.1.008 della parte spesa del bilancio 2001 è subordinata al preventivo accertamento della corrispondente entrata iscritta nella U.P.B. 2.03.001.
(Attività di liquidazione dell'Ente di Sviluppo Agricolo in Umbria e dell'azienda di Promozione Turistica. Art. 7 L.R. 26 ottobre 1994, n. 35 e art. 14 L.R. 19 novembre 2001, n. 29)
1. La Giunta regionale - a norma e per gli effetti dell'articolo 7 della legge regionale 26 ottobre 1994, n. 35 e dell'articolo 14 della legge regionale 19 novembre 2001, n. 29 - è autorizzata ad apportare al bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 2002 le variazioni, sia in termini di competenza che di cassa, alle UPB 4.2.002 e 4.2.003 dell'entrata, nonché alle UPB 7.2.015 e 9.2.005 della spesa per l'iscrizione delle risultanze dell'attività di liquidazione dell'Ente di Sviluppo Agricolo in Umbria e dell'Azienda di Promozione Turistica soppressi con le leggi regionali nn. 35/94 e 29/2001.
1. Per l'anno 2002 sono autorizzate, a norma dell'articolo 76, comma 2, della legge regionale di contabilità 28 febbraio 2000, n. 13, aperture di credito a favore dei funzionari delegati entro i limiti massimi e per le U.P.B. di spesa indicate nella Tabella P) allegata alla presente legge.
(Rinuncia alla riscossione di entrate di modesta entità)
1. In relazione al disposto dell'articolo 65 della legge regionale di contabilità 28 febbraio 2000, n. 13, la Giunta regionale è autorizzata a rinunciare nel corso dell'anno 2002 - ai diritti di credito che la Regione Umbria vanta in materia di entrate di qualsiasi natura, comprese le pene pecuniarie, qualora il loro ammontare non superi l'importo di 10,33 euro.
2. Nei casi di cui al comma l, il competente ufficio regionale è esonerato dall'emissione dell'avviso di notifica, ove previsto.
(Approvazione del bilancio pluriennale 2002-2004)
1. E' approvato il bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2002/2004 secondo le risultanze contenute nell'appendice n. 1 della presente legge.
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 52 della legge regionale di contabilità 28 febbraio 2000, n. 13, sono allegati al bilancio regionale i bilanci di previsione dei seguenti enti dipendenti dalla Regione:
a) Istituto per l'Edilizia Residenziale Pubblica della Provincia di Perugia di cui alla legge regionale 2 maggio 1983, n. 12 (Appendice n. 2);
b) Istituto per l'Edilizia Residenziale Pubblica della Provincia di Temi di cui alla legge regionale 2 maggio 1983, n. 12 (Appendice n. 3);
c) Agenzia regionale umbra per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura (A.R.U.S.I.A.) di cui alla legge regionale 26 ottobre 1994, n. 35 (Appendice n. 4);
d) Centro studi giuridici e politici di cui alla legge regionale 26 maggio 1975, n. 38 (Appendice n. 5);
e) Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea di cui alle leggi regionali 14 febbraio 1995, n. 6 e 27 dicembre 2001, n. 36 (Appendice n. 6);
f) Centro per le pari opportunità (CPO) di cui alla legge regionale 18 novembre 1987, n. 51 e successive modifiche ed integrazioni (Appendice n. 7);
h) Agenzia di promozione turistica (APT) di cui alla legge regionale 19 novembre 2001, n. 29 (Appendice n. 9);
i) Agenzia Umbria lavoro (AUL) di cui alla legge regionale 2 dicembre 1998, n. 41 (Appendice n. 10);
j) Centro per la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra (CEDRAV) di cui alla legge regionale 18 aprile 1990, n. 24 (Appendice n. 11);
k) Agenzia Umbria Ricerche (AUR) di cui alla legge regionale 27 marzo 2000, n. 30 (Appendice n. 12);
l) Agenzia per la promozione e l'educazione alla salute, la documentazione, l'informazione e la promozione culturale in ambito socio-sanitario (SEDES) di cui alla legge regionale 9 agosto 1995, n. 33 (Appendice n. 13).
- di iniziativa della Giunta regionale su proposta dell'Assessore
Riommi, deliberazione n.215 del 27 febbraio 2002, atto
consiliare n. 1143 (VIIa Legislatura).
- Assegnato per il parere alle Commissioni consiliari
permanenti Ia "Affari Istituzionali - Programmazione - Bilancio
- Finanze e Patrimonio - Organizzazione e Personale - Enti
locali" con competenza referente, IIa "Attività economiche -
Assetto e utilizzazione del territorio - Ambiente e infrastrutture -
Formazione professionale" e IIIa "Servizi e politiche sociali -
Igiene e sanità - Istruzione - Cultura - Sport" con competenza
consultiva, il 12 marzo 2002.
- Espletate sull'atto apposite audizioni in data 26 e 27 marzo
- Testo licenziato dalla Ia Commissione consiliare
permanente in data 11 aprile 2002, con parere e relazioni,
illustrate oralmente, dal Presidente Pacioni per la maggioranza
e dal Consigliere Zaffini per la minoranza e con i pareri
consultivi delle Commissioni consiliari permanenti IIa e IIIa
(atto n.1143/bis).
- Esaminato ed approvato, con emendamenti, dal Consiglio
regionale nella seduta del 18 aprile 2002, deliberazione n. 205.
AVVERTENZA - Il testo della legge viene pubblicato con
l'aggiunta delle note redatte dalla Segreteria generale della
Presidenza della Giunta regionale (Servizio Segreteria della
Giunta regionale - Sezione Promulgazione leggi ed
emanazione regolamenti e decreti), ai sensi dell'art. 8, commi
1, 3 e 4 della legge regionale 20 dicembre 2000, n.39, al solo
scopo di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il
- Il testo dell'art. 41 della legge regionale 28 febbraio 2000, n.13
recante "Disciplina generale della programmazione, del
bilancio, dell'ordinamento contabile e dei controlli interni della
Regione dell'Umbria" (pubblicata nel S.O. al B.U.R. n.11 del 2
marzo 2000), è il seguente:
"Art. 41. (Individuazione delle unità previsionali di base e dei
capitoli).
1. La determinazione delle unità previsionali di base è effettuata
con la legge di approvazione del bilancio della Regione, con la
quale si provvede alle eventuali modifiche o integrazioni rispetto
alla classificazione dell'anno precedente.
2. La disaggregazione di ciascuna unità previsionale di base in
capitoli ai fini della gestione e della rendicontazione è effettuata
dalla Giunta regionale. Non possono essere incluse nel
medesimo capitolo:
b) spese correnti, spese in conto capitale e spese relative al
rimborso di mutui e prestiti;
c) spese relative a funzioni proprie della Regione e spese
relative a funzioni delegate dallo Stato;
d) spese finanziate con assegnazioni dello Stato a destinazione
vincolata iscritte nello stato di previsione dell'entrata dello
stesso bilancio, ed altre spese".
Nota all'art. 2, comma 4:
- Per il testo dell'art. 41 della legge regionale 28 febbraio 2000,
n.13, si veda la nota all'art. 1, comma 3.
- Il testo dell'art. 46, comma 3, della legge regionale 28 febbraio
2000, n.13 (si veda la nota all'art. 1, comma 3), è il seguente:
"Art. 46. (Variazioni di bilancio). Omissis
3. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare nel corso
dell'esercizio, e non oltre il 30 novembre, variazioni ai capitoli
del bilancio che non comportino variazioni degli stanziamenti
delle unità previsionali di base. Con legge di bilancio o di
variazione allo stesso, la Giunta regionale può essere, altresì,
autorizzata ad effettuare variazioni compensative fra i capitoli di
più unità previsionali di base strutturalmente collegati,
nell'ambito di un medesimo programma o progetto. omissis".
- Il testo degli artt. 42, comma 2, e 82, comma 3, della legge
regionale 28 febbraio 2000, n.13 (si veda la nota all'art. 1,
comma 3), è il seguente:
"Art. 42. (Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine).
2. Da tale fondo, sono prelevate, con deliberazione della
Giunta regionale, le somme necessarie per integrare gli
stanziamenti di competenza e di cassa delle unità previsionali
di base che si rivelino insufficienti, alla condizione che
riguardino spese aventi carattere obbligatorio o connesse con
l'accertamento e la riscossione delle entrate. omissis
Art. 82. (Residui passivi. Nozione). Omissis
3. Le somme di cui al comma 2 possono essere conservate
nel conto dei residui per non più di due anni successivi a quello
in cui l'impegno si è perfezionato. Trascorso tale termine non si
fa più luogo alla conservazione delle predette somme nel conto
dei residui, il relativo debito, qualora richiesto dai creditori, potrà
essere iscritto nei successivi bilanci ai fini del pagamento. La
legge regionale può disporre la conservazione in bilancio, fino
alla loro totale estinzione, dei residui correlati a spese aventi
uno specifico vincolo di destinazione da parte dei soggetti
erogatori dei trasferimenti. omissis".
Nota all'art. 8, comma unico:
- Il testo dell'art. 43 della legge regionale 28 febbraio 2000, n.13
(si veda la nota all'art. 1, comma 3), è il seguente:
"Art. 43. (Fondo di riserva per le spese impreviste).
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio regionale è
iscritto un fondo di riserva per le spese impreviste.
2. Da tale fondo, con deliberazione della Giunta regionale, sono
prelevate e iscritte, in aumento degli stanziamenti di
competenza e di cassa delle unità previsionali di base della
spesa, le somme occorrenti per provvedere a spese dipendenti
dalla legislazione in vigore aventi carattere di imprescindibilità e
di improrogabilità, non prevedibili all'atto dell'approvazione del
bilancio, e che non trovino capienza negli stanziamenti del
bilancio medesimo. Tali spese non devono comunque
impegnare i bilanci futuri con carattere di continuità.
3. Allo stato di previsione della spesa è allegato un elenco, da
approvarsi con apposito articolo della legge di approvazione del
bilancio, delle spese per le quali può esercitarsi la facoltà di cui
4. Alla legge di approvazione del rendiconto generale della
Regione è allegato un elenco delle deliberazioni di cui al
comma 2, con indicazione dei motivi per i quali si è proceduto
ai prelevamenti dal fondo di cui al presente articolo".
Nota all'art. 9, comma unico:
- Il testo dell'art. 44 della legge regionale 28 febbraio 2000, n.13
"Art. 44. (Fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa).
1. Nel bilancio annuale di cassa è iscritto un "Fondo di riserva
per l'integrazione delle autorizzazioni di cassa", il cui
stanziamento è annualmente determinato, con apposito
articolo della legge di approvazione del bilancio, entro il limite
massimo di un dodicesimo dell'ammontare complessivo dei
pagamenti previsti nell'esercizio.
2. Con deliberazione della Giunta regionale, sono trasferite dal
fondo ed iscritte in aumento degli stanziamenti di cassa delle
unità previsionali di spesa del bilancio le somme necessarie a
provvedere ad eventuali deficienze delle relative dotazioni.
3. Le deliberazioni di cui al comma 2, non sono soggette a
controllo e sono comunicate al Consiglio regionale entro
cinque giorni dalla data di adozione".
Note all'art. 10, commi 1, 3, 4, 6 e 7:
- Il testo dell'art. 63 della legge regionale 28 febbraio 2000, n.13
"Art. 63. (Mutui e prestiti).
1. Entro i limiti e per le finalità fissati dalla legge, la contrazione
di mutui e prestiti da parte della Regione, ivi compresi i relativi
contratti preliminari, è autorizzata dalla legge di approvazione di
bilancio o da successiva legge di variazione al bilancio di
previsione, che fissa gli oneri connessi, la durata massima del
periodo di ammortamento e la copertura della spesa anche in
riferimento al bilancio pluriennale. L'autorizzazione stessa
cessa con il termine dell'esercizio cui il bilancio si riferisce.
2. Non può essere autorizzata la contrazione di nuovi mutui e
prestiti se non è stato approvato dal Consiglio regionale il
rendiconto relativo dell'esercizio di due anni precedenti a quello
al cui bilancio si riferiscono i nuovi mutui.
3. Le rate di ammortamento dei mutui e gli oneri derivanti dalla
contrazione di prestiti obbligazionari, mediante emissione di
Buoni ordinari regionali, sono iscritti nel bilancio regionale in
apposite unità previsionali di base distintamente per la quota
destinata al pagamento degli interessi e per la quota destinata
al rimborso del capitale.
4. La contrazione dei mutui o l'assunzione dei prestiti è
deliberata - in relazione alle effettive esigenze di cassa - dalla
Giunta regionale, la quale determina il tasso effettivo e la
durata, nonché l'ammontare degli oneri e le altre eventuali
condizioni accessorie.
5. Entro 15 giorni dalla definizione del mutuo, la Giunta
regionale è tenuta a darne notizia tramite pubblicazione sul
Bollettino Ufficiale della Regione, con tutti i termini e condizioni
6. Le entrate derivanti da mutui e prestiti stipulati entro il
termine dell'esercizio, se non riscosse, vengono iscritte fra i
7. Le somme iscritte nello stato di previsione dell'entrata in
relazione ai mutui autorizzati, ma non stipulati entro il termine
dell'esercizio, costituiscono minori entrate rispetto alle
- Il testo dell'art. 10 della legge 16 maggio 1970, n.281 recante
"Provvedimenti finanziari per l'attuazione delle Regioni a statuto
ordinario" (pubblicata nella G.U. n.127 del 22 maggio 1970),
modificata ed integrata con legge 23 dicembre 1970, n.1084 (in
G.U. n.5 dell'8/1/1971), con legge19 maggio 1976, n.335 (in
G.U. n.146 del 1/6/1976), con legge 14 giugno 1990, n.158 (in
G.U. n.144 del 22/6/1990), con decreto legge 31 ottobre 1990,
n.310 (in G.U. n.256 del 2/11/1990) convertito in legge, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 1990, n.403 (in G.U.
n.302 del 29/12/1990), con legge 15 marzo 1997, n.59 (in S.O.
alla G.U. n.63 del 17/3/1997) e con decreto legislativo 28 marzo
2000, n. 76 (in G.U. n.77 del 1/4/2000), è il seguente:
"Art. 10. Mutui, obbligazioni e anticipazioni.
Le Regioni possono contrarre mutui ed emettere obbligazioni
esclusivamente per provvedere a spese di investimento
nonché per assumere partecipazioni in società finanziarie
regionali cui partecipano altri enti pubblici ed il cui oggetto
rientri nelle materie di cui all'articolo 117 della Costituzione o in
quelle delegate ai sensi dell'articolo 118, secondo comma,
L'importo complessivo delle annualità di ammortamento per
capitale e interesse dei mutui e delle altre forme di
indebitamento in estinzione nell'esercizio considerato deve
essere compatibile con i vincoli di cui al comma 1 e non può
comunque superare il 25 per cento dell'ammontare
complessivo delle entrate tributarie non vincolate della regione
ed a condizione che gli oneri futuri di ammortamento trovino
copertura nell'ambito del bilancio pluriennale della regione
La legge regionale che autorizza l'accensione dei prestiti di cui
al primo comma deve specificare l'incidenza dell'operazione sui
singoli esercizi finanziari futuri, nonché i mezzi necessari per la
copertura degli oneri, e deve, altresì, disporre, per i prestiti
obbligazionari, che l'effettuazione dell'operazione sia deliberata
dalla giunta regionale, che ne determina le condizioni e le
modalità, previo conforme parere del comitato interministeriale
per il credito e per il risparmio, ai sensi delle leggi vigenti.
Le Regioni possono contrarre anticipazioni unicamente allo
scopo di fronteggiare temporanee deficienze di cassa, per un
importo non eccedente l'ammontare bimestrale delle quote dei
tributi erariali ad esse spettanti. Le anticipazioni devono essere
estinte nell'esercizio finanziario in cui sono contratte.
Ai mutui e anticipazioni contratti dalle Regioni si applica il
trattamento fiscale previsto per i corrispondenti atti
dell'Amministrazione dello Stato".
- Il testo dell'art. 10 della legge regionale 27 aprile 2001, n. 14,
recante "Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2001 e
bilancio pluriennale 2001/2003" (pubblicata nel suppl. straord.
n.2 al B.U.R. n.21 del 4 maggio 2001), è il seguente:
"Art. 10. (Autorizzazione alla stipulazione di mutui)
1. Per conseguire il pareggio finanziario del bilancio preventivo
regionale dell'esercizio 2001, ai sensi dell'articolo 63 della
legge regionale n. 13/2000, la Giunta regionale è autorizzata ad
assumere, uno o più mutui fino all'importo complessivo di lire
67.631.800.000 per una durata massima di anni trenta ed
entro il limite di spesa di lire 500.000.000 per l'anno 2001 e di
lire 7.000.000.000 per gli anni successivi.
2. Al conseguente onere relativo agli anni 2001 e successivi si
farà fronte con quota degli stanziamenti appositamente previsti
nelle U.P.B. 15.1.003 e 15.3.002 del bilancio pluriennale
2001/2003 allegato (appendice n. 1).
3. Per gli effetti di cui all'articolo 10, comma 1, della legge 16
maggio 1970, n. 281 e successive modificazioni, il mutuo
suddetto è diretto al finanziamento delle spese indicate nella
Tabella 'E' allegata alla presente legge.
4. Per far fronte al presunto disavanzo finanziario alla chiusura
dell'esercizio 2000, determinato dalla mancata stipulazione dei
mutui autorizzati con l'articolo 12 della legge regionale 9 marzo
2000, n. 18 è rinnovata l'autorizzazione alla Giunta regionale ad
assumere, a norma dell'articolo 63 della legge regionale n.
13/2000 uno o più mutui fino all'importo complessivo di lire
67.105.300.000 per una durata massima di anni trenta ed entro
il limite di spesa di lire 3.500.000.000 per l'anno 2001 e lire
7.000.000.000 per ciascuno degli anni successivi.
5. Al conseguente onere relativo agli anni 2001 e successivi si
6. Per gli effetti di cui all'articolo 10, comma 1 della legge 16
Tabella 'H' allegata alla presente legge".
- Il testo dell'art. 2 della legge regionale 28 novembre 2001, n.
33, recante "Art.45 e art. 82 - comma sesto - della legge
regionale di contabilità 28.2.2000, n. 13 - Assestamento del
bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 2001 e
reiscrizione di somme stanziate a fronte di entrate a
destinazione vincolata non utilizzate entro l'esercizio 2000 -
Modificazioni della legge regionale 27 aprile 2001, n. 13 e della
legge regionale 27 aprile 2001, n. 14" (pubblicata nel suppl.
straord. n.2 al B.U.R. n.59 del 3 dicembre 2001), è il seguente:
"Art. 2. (Copertura finanziaria)
1. Per far fronte al disavanzo finanziario di cui all'articolo 1,
determinato dalla mancata stipulazione di mutui autorizzati con
l'articolo 12 della legge regionale 9 marzo 2000, n. 18, la Giunta
regionale è autorizzata ad assumere, in relazione all'effettivo
fabbisogno di cassa, mutui o prestiti obbligazionari, fino
all'importo complessivo di lire 62.003.548.321, per una durata
massima di anni trenta a decorrere dal 2001 e con onere
massimo di ammortamento di lire 250.000.000 per l'anno 2001
e di lire 6.300.000.000 dal 2002 in poi.
2. All'onere conseguente dal comma 1, si fa fronte con quota
degli stanziamenti previsti nelle U.P.B. 15.1.003 e 15.3.002 del
bilancio 2001 e successivi, del bilancio pluriennale 2001/2003.
3. Per gli effetti di cui al comma 1 dell'articolo 10, della legge 16
maggio 1970, n.281, il mutuo o prestito di cui al comma 1 è
diretto al finanziamento delle spese indicate nella tabella E)
allegata alla presente legge".
- Il testo dell'art. 35 della legge 23 dicembre 1994, n. 724
recante "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica"
(pubblicata nel S.O. alla G.U. n.304 del 30 dicembre 1994), è il
"Art. 35. Emissione di titoli obbligazionari da parte di enti
1. Le province, i comuni e le unioni di comuni, le città
metropolitane e i comuni di cui agli articoli 17 e seguenti della
legge 8 giugno 1990, n. 142, le comunità montane, i consorzi
tra enti locali territoriali e le regioni possono deliberare
l'emissione di prestiti obbligazionari destinati esclusivamente
al finanziamento degli investimenti. Per le regioni resta ferma la
disciplina di cui all'articolo 10 della legge 16 maggio 1970, n.
281, come modificato dall'articolo 9 della legge 26 aprile 1982,
n. 181. È fatto divieto di emettere prestiti obbligazionari per
finanziare spese di parte corrente. Le unioni di comuni, le
comunità montane e i consorzi tra enti locali devono richiedere
agli enti locali territoriali, che ne fanno parte, l'autorizzazione
all'emissione dei prestiti obbligazionari. L'autorizzazione si
intende negata qualora non sia espressamente concessa
entro novanta giorni dalla richiesta. Si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 46 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
504, e successive modificazioni ed integrazioni. Il costo del
monitoraggio previsto nel predetto articolo 46 sarà a totale
carico dell'ente emittente.
2. L'emissione dei prestiti obbligazionari è subordinata alle
a) che gli enti locali territoriali, anche nel caso in cui partecipino
a consorzi o unioni di comuni, non si trovino in situazione di
dissesto o in situazioni strutturalmente deficitarie come definite
dall'articolo 45 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504;
b) che le regioni non abbiano proceduto al ripiano di disavanzi
di amministrazione ai sensi dell'articolo 20 del decreto-legge
18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge
19 marzo 1993, n. 68.
3. Nessun prestito può comunque essere emesso se dal conto
consuntivo del penultimo esercizio risulti un disavanzo di
amministrazione e se non sia stato deliberato il bilancio di
previsione dell'esercizio in cui è prevista l'emissione del
prestito. Il prestito obbligazionario deve essere finalizzato ad
investimenti e deve essere pari all'ammontare del valore del
progetto esecutivo a cui fa riferimento. Gli investimenti, ai quali
è finalizzato il prestito obbligazionario, devono avere un valore di
mercato, attuale o prospettico, almeno pari all'ammontare del
prestito. Gli interessi sui prestiti obbligazionari emessi dagli
enti di cui al comma 1 concorrono a tutti gli effetti alla
determinazione del limite di indebitamento stabilito dalla
normativa vigente per le rispettive tipologie di enti emittenti.
4. La durata del prestito obbligazionario non può essere
inferiore a cinque anni. In caso di prestiti emessi da un'unione
di comuni o da consorzi tra enti locali territoriali, la data di
estinzione non può essere successiva a quella in cui è previsto
lo scioglimento dell'unione o del consorzio. Qualora si proceda
alla fusione dei comuni prima della scadenza del termine di
dieci anni, ai sensi degli articoli 11 e 26 della legge 8 giugno
1990, n. 142, il complesso dei rapporti giuridici derivanti
dall'emissione del prestito è trasferito al nuovo ente.
5. Le obbligazioni potranno essere convertibili o con warrant in
azioni di società possedute dagli enti locali.
6. Il prestito obbligazionario verrà collocato alla pari e gli
interessi potranno essere corrisposti, con cedole annue,
semestrali o trimestrali, a tasso fisso o a tasso variabile. Il
rendimento effettivo al lordo di imposta per i sottoscrittori del
prestito non dovrà essere superiore, al momento della
emissione, al rendimento lordo dei titoli di Stato di pari durata
emessi nel mese precedente maggiorato di un punto. Ove in
tale periodo non vi fossero state emissioni della specie si farà
riferimento al rendimento dei titoli di Stato esistenti sul mercato
con vita residua più vicina a quella delle obbligazioni da
emettere maggiorato di un punto. I titoli obbligazionari sono
emessi al portatore, sono stanziabili in anticipazione presso la
Banca d'Italia e possono essere ricevuti in pegno per
anticipazioni da tutti gli enti creditizi. Gli enti emittenti devono
operare una ritenuta del 12,50 per cento a titolo di imposta
sugli interessi, premi od altri frutti corrisposti ai possessori
persone fisiche e a titolo di anticipo d'imposta per i soggetti
tassati in base all'IRPEG. Il gettito della ritenuta rimane di
competenza degli enti emittenti che dovranno iscrivere la
somma in apposito capitolo di bilancio al netto di una
percentuale dello 0,1 per cento - una tantum - calcolato sul
valore del prestito obbligazionario, da attribuire all'entrata del
bilancio dello Stato quale contributo alle spese relative ad atti
7. La delibera dell'ente emittente di approvazione del prestito
deve indicare l'investimento da realizzare, l'importo
complessivo, la durata e le modalità di rimborso e deve essere
corredata del relativo piano di ammortamento finanziario. Il
rimborso anticipato del prestito, ove previsto, può essere
effettuato esclusivamente con fondi provenienti dalla
dismissione di cespiti patrimoniali disponibili. L'ente emittente
si avvale per il collocamento del servizio del prestito di
intermediari autorizzati dalla normativa nazionale o comunitaria,
ferme restando le disposizioni che ne disciplinano l'attività.
L'ente emittente provvede ad erogare il ricavato del prestito
obbligazionario con le modalità di cui all'articolo 19 della legge
3 gennaio 1978, n. 1. Il tesoriere dell'ente emittente deve
provvedere al versamento presso l'ente o gli enti creditizi dei
fondi occorrenti per il pagamento delle cedole, al netto delle
ritenute fiscali, e per il rimborso del capitale secondo il piano di
ammortamento predisposto. L'ente o gli enti creditizi
rappresentano i possessori dei titoli obbligazionari nei rapporti
con gli enti emittenti.
8. Il rimborso del prestito è assicurato attraverso il rilancio delle
delegazioni di pagamento di cui all'articolo 3 della legge 21
dicembre 1978, n. 843. Il rimborso del prestito emesso dalle
regioni è assicurato dall'iscrizione in bilancio con impegno
della regione a dare mandato al tesoriere ad accantonare le
somme necessarie. È vietata ogni forma di garanzia a carico
dello Stato; è vietata altresì ogni forma di garanzia delle regioni
per prestiti emessi da enti locali.
9. Alle emissioni obbligazionarie si applicano, in quanto
compatibili, le norme relative alla gestione cartolare dei BOT di
cui al decreto del Ministro del tesoro del 25 luglio 1985. Le
emissioni obbligazionarie sono sottoposte al benestare
preventivo della Banca d'Italia, che deve essere espresso entro
sessanta giorni dalla richiesta, nei limiti fissati dalla stessa ai
sensi dell'articolo 129 del decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385. I titoli obbligazionari possono essere quotati sui
mercati regolamentati ai sensi della normativa vigente e
possono essere riacquistati dall'ente emittente esclusivamente
con mezzi provenienti da economie di bilancio.
10. Con apposito regolamento da emanare entro il 30 giugno
1995, il Ministro del tesoro determina le caratteristiche dei titoli
obbligazionari, nonché i criteri e le procedure che gli enti
emittenti sono tenuti ad osservare per la raccolta del risparmio;
definisce l'ammontare delle commissioni di collocamento che
dovranno percepire gli intermediari autorizzati; definisce altresì i
criteri di quotazione sul mercato secondario. A tal fine possono
anche essere previste modificazioni ed integrazioni delle
certificazioni di bilancio di cui all'articolo 44 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504".
- La legge 30 aprile 1999, n.130 recante "Disposizioni sulla
cartolarizzazione dei crediti", è pubblicata nella G.U. n.111 del
14 maggio 1999.
Nota all'art. 15 - rubrica:
- La legge regionale 18 aprile 1997, n.14 recante "Norme
sull'amministrazione e valorizzazione del patrimonio
immobiliare regionale e delle aziende sanitarie locali", è
pubblicata nel B.U.R. n.20 del 23 aprile 1997.
Note all'art. 17, comma unico:
- Il testo dell'art. 7 della legge regionale 26 ottobre 1994, n. 35
recante "Riordino delle funzioni amministrative regionali in
materia di agricoltura e foreste: scioglimento dell'Ente di
sviluppo agricolo in Umbria (ESAU) e istituzione dell'Agenzia
regionale umbra per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura
(ARUSIA)" (pubblicata nel S.O. n.1 al B.U.R. n.50 del 2
novembre 1994), è il seguente:
"Art. 7. (Risultanze della liquidazione).
1. Le risultanze delle operazioni di liquidazione sono approvate
2. Esaurita la procedura di liquidazione, la Regione succede
all'ESAU in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi non estinti dal
Commissario o non trasferiti ad altro soggetto.
3. Sulla base delle risultanze accertate dal Commissario ed
approvate dalla Giunta regionale le attività e le passività residue
dell'ESAU saranno iscritte nel bilancio regionale".
- Il testo dell'art. 14 della legge regionale 19 novembre 2001, n.
29 recante "Disciplina dell'organizzazione turistica regionale"
(pubblicata nel S.O. n.2 al B.U.R. n.58 del 28 novembre 2001), è
1. La Regione subentra in tutti i rapporti attivi e passivi facenti
capo alla soppressa Azienda di promozione turistica, compresi
quelli inerenti il personale".
Nota all'art. 19, comma unico:
- Il testo dell'art. 76, comma 2, della legge regionale 28 febbraio
"Art. 76. (Aperture di credito).Omissis
2. Per le spese di funzionamento degli uffici, per quelle di
manutenzione degli stabili e dei mobili ad essi pertinenti,
nonché per le altre indicate annualmente nella legge di
bilancio, le aperture di credito sono autorizzate, con atto
motivato della Giunta regionale entro il limite massimo fissato
con la predetta legge di approvazione del bilancio. omissis".
Nota all'art. 20, comma 1
- Il testo dell'art. 65 della legge regionale 28 febbraio 2000, n.13
"Art. 65. (Rinuncia alla riscossione di entrate regionali di
modesta entità).
1. La legge regionale di approvazione del bilancio autorizza la
Giunta regionale a disporre la rinuncia ai diritti di credito che la
Regione vanta in materia di entrate di natura tributaria e non,
comprese le pene pecuniarie, quando il costo delle operazioni
di accertamento, riscossione e versamento di ogni singola
entrata risulti eccessivo rispetto all'ammontare della
medesima, entro il limite massimo di modesta entità fissato
annualmente dalla stessa legge.
2. L'annullamento dei crediti medesimi viene disposto
mediante deliberazione della Giunta regionale, senza onere
alcuno per i debitori".
- Il testo dell'art. 52 della legge regionale 28 febbraio 2000, n.13
"Art. 52. (Bilanci degli enti dipendenti dalla Regione).
1. I bilanci di previsione degli enti, aziende, organismi e istituti,
dipendenti dalla Regione, comunque costituiti, sono trasmessi
annualmente per l'approvazione, alla Giunta regionale entro il
1° settembre. Essi sono allegati al bilancio di previsione della
Regione a norma di Statuto e pubblicati nel Bollettino Ufficiale
2. Nei bilanci degli enti predetti, redatti in termini di competenza
e di cassa, le spese sono classificate e ripartite secondo le
direttive della Giunta regionale, in modo da consentire la
compilazione di un bilancio consolidato regionale.
3. Le spese degli enti, aziende, organismi ed istituti di cui al
comma 1, che concorrono alla realizzazione dei progetti della
Regione inclusi nel bilancio regionale dello stesso esercizio,
sono altresì indicate nel bilancio della Regione, in nota a
margine delle corrispondenti unità previsionali di base.
4. I rendiconti degli enti, aziende, organismi e istituti, dipendenti
dalla Regione, sono approvati entro il 30 aprile di ogni anno
dalla Giunta regionale, comunicati al Consiglio regionale e
pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione. Tali rendiconti
sono redatti in conformità a quanto disposto negli articoli 85, 86
5. I bilanci di esercizio approvati da ciascuna società in cui la
Regione abbia partecipazione finanziaria sono allegati al
rendiconto generale della Regione dell'anno cui si riferiscono".
- La legge regionale 2 maggio 1983, n.12 recante
"Riordinamento degli I.A.C.P. delle province di Perugia e Terni"
(pubblicata nel B.U.R. 6 maggio 1983, n.30), è stata modificata
con leggi regionali 6 luglio 1984, n.31 (in B.U.R. 9 luglio 1984,
n.51) e 22 aprile 1997, n.16 (in B.U.R. n.22 del 30 aprile 1997).
- Per la legge regionale 26 ottobre 1994, n. 35, si vedano le
note all'art. 17, comma unico.
- La legge regionale 26 maggio 1975, n.38 recante
"Costituzione di un centro studi giuridici e politici" (pubblicata
nel B.U.R. n.24 del 4 giugno 1975), è stata modificata ed
integrata con leggi regionali 25 febbraio 1976, n.10 (in B.U.R.
n.9 del 3 marzo 1976) e 22 aprile 1985, n.21 (in B.U.R. n.41 del
24 aprile 1985).
- La legge regionale 14 febbraio 1995, n. 6 recante
"Ristrutturazione organica e funzionale dell'Istituto per la storia
dell'Umbria contemporanea", è pubblicata nel B.U.R. n.9 del 22
- La legge regionale 27 dicembre 2001, n.36 recante
"Modificazioni ed integrazioni della legge regionale 14 febbraio
1995, n. 6 - Ristrutturazione organica e funzionale dell'Istituto
per la Storia dell'Umbria Contemporanea", è pubblicata nel
B.U.R. n.3 del 16 gennaio 2002.
- Il "Centro per le pari opportunità tra donna e uomo" è stato
istituito con legge regionale 18 novembre 1987, n.51
(pubblicata nel B.U.R. n.86 del 23 novembre 1987). Tale legge
è stata poi modificata ed integrata dalla legge regionale 27
dicembre 1989, n. 45 (in B.U.R. n.2 del 10 gennaio 1990) che
ha, tra l'altro, modificato anche la denominazione del "Centro"
come segue "Centro per la realizzazione della parità e delle pari
opportunità tra uomo e donna".
- La legge regionale 12 agosto 1994, n.26 recante "Norme sul
diritto allo studio universitario", è pubblicata nel B.U.R. n.37 del
25 agosto 1994.
- Per la legge regionale 19 novembre 2001, n.29, si vedano le
- La legge regionale 25 novembre 1998, n.41 recante "Norme in
materia di politiche regionali del lavoro e di servizi per
l'impiego", è pubblicata nel S.O.n.3 al B.U.R. n.72 del 2
- La legge regionale 18 aprile 1990, n. 24 recante "Istituzione
del Centro per la documentazione e la ricerca antropologica in
Valnerina e nella dorsale appenninica umbra (CE.D.R.A.V.)", è
pubblicata nel B.U.R. n.19 del 2 maggio 1990.
- La legge regionale 27 marzo 2000, n.30 recante "Istituzione
dell'Agenzia Regionale Umbra per la ricerca Socio-Economica
e Territoriale, denominata "Agenzia Umbria Ricerche"", è
pubblicata nel B.U.R. n.21 del 7 aprile 2000.
- La legge regionale 9 agosto 1995, n.33 recante "Istituzione
dell'Agenzia per la promozione e l'educazione alla salute, la
documentazione, l'informazione e la promozione culturale in
ambito socio-sanitario, denominata SEDES", è pubblicata nel
B.U.R. n.43 del 23 agosto 1995.
La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino
osservare come legge della Regione dell'Umbria.
Data a Perugia, 23 aprile 2002
TABELLA A - STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA - Indice
analitico dei titoli e delle categorie dell'entrata
TABELLA B - STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA - Indice
analitico per funzione obiettivo e unità previsionali di base della
TABELLA C - Verifica della prescrizione di cui all'art. 36, comma
2, della L.R. 28 febbraio 2000, n. 13
TABELLA D - Equilibrio del bilancio di cassa art. 36, comma 2,
della L.R. 28 febbraio 2000, n. 13
TABELLA E - Destinazione del mutuo di € 37.175.500,00 la cui
assunzione è stata autorizzata con l'art. 10 della legge di
TABELLA F - Situazione dei mutui passivi
TABELLA G - Determinazione del limite massimo di
indebitamento - art. 36, comma 1, della L.R. 28 febbraio 2000,
TABELLA H - Destinazione del mutuo di € 66.951.070,01 alla
UPB 5.01.001 dello stato di previsione dell'entrata ai sensi
dell'art. 36, comma 3, L.R. 28 febbraio 2000, n. 13
TABELLA I - Destinazione dell'avanzo finanziario iscritto alla
UPB 0.01.002 dell'entrata ai sensi dell'art. 82, comma 6, della
L.R. 28 febbraio 2000, n. 13
TABELLA L - Entrate e spese tra loro correlate triennio
2002/2003/2004 (competenza) - art. 38, comma 5, L.R. 28
febbraio 2000, n. 13
TABELLA M - Risorse destinate al finanziamento della spesa
sanitaria regionale per l'anno 2002
TABELLA N - Raffronto delle entrate derivanti da assegnazioni
statali per l'esercizio di funzioni delegate dallo Stato, con le
medesime - art. 38, comma 5, L.R. 28 febbraio 2000, n. 13
TABELLA O - Previsioni relative alle spese da effettuarsi da
parte degli Enti locali per lo svolgimento delle funzioni delegate
dalla Regione - art. 38, comma 5, L.R. 28 febbraio 2000, n. 13
TABELLA P - Importo massimo in ragione annua delle aperture
di credito da autorizzare da parte della Giunta regionale a favore
dei funzionari delegati a norma dell'art. 76, comma 2, L.R. 28
febbraio 2000, n.13
TABELLA Q - UPB del bilancio regionale rilevanti ai fini I.V.A.
TABELLA R - Riclassificazione della spesa per categorie
secondo l'analisi economica - art. 38, comma 3, lett. a), L.R. 28
TABELLA S - Riclassificazione della spesa per sezioni secondo
l'analisi funzionale - art. 38, comma 3, lett. b), L.R. 28 febbraio
2000, n.13
TABELLA T - Collegamenti tra criteri di ripartizione - art. 38,
comma 3, lett. c), L.R. 28 febbraio 2000, n. 13
TABELLA U - Classificazione COFOG - art. 38, comma 4, L.R.
28 febbraio 2000, n. 13
TABELLA V - Suddivisione delle UPB per capitoli - art. 39 della
TABELLA Z - Elenco delle garanzie principali o sussidiarie
soggetti - art.32, comma 3, L.R. 28 febbraio 2000, n. 13
ELENCO N.1 - Spese obbligatorie - art. 42, comma 4, L.R. 28
ELENCO N.2 - Spese impreviste - art. 43, comma 3, L.R. 28
ELENCO N.3 - UPB collegate ai fini delle variazioni
compensative - art. 46, comma 4, L.R. 28 febbraio 2000, n.13
APPENDICE 1 - BILANCIO PLURIENNALE 2002-2004
o Quadro generale riassuntivo
o Parte entrata
o Parte spesa
o Riepiloghi parte entrata
o Riepiloghi parte spesa
APPENDICE 2 - ISTITUTO PER L'EDILIZIA RESIDENZIALE
PUBBLICA DELLA PROVINCIA DI PERUGIA
o Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2002
(riepiloghi)
APPENDICE 3 - ISTITUTO PER L'EDILIZIA RESIDENZIALE
PUBBLICA DELLA PROVINCIA DI TERNI
APPENDICE 4 - AGENZIA REGIONALE UMBRA PER LO
SVILUPPO E L'INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA (ARUSIA)
APPENDICE 5 - CENTRO STUDI GIURIDICI E POLITICI
APPENDICE 6 - ISTITUTO PER LA STORIA DELL'UMBRIA
APPENDICE 7 - CENTRO PER LE PARI OPPORTUNITA'
APPENDICE 8 - AGENZIA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO
APPENDICE 9 - AGENZIA DI PROMOZIONE TURISTICA
APPENDICE 10 - AGENZIA UMBRIA LAVORO
APPENDICE 11 - CENTRO PER LA DOCUMENTAZIONE E LA
RICERCA ANTROPOLOGICA IN VALNERINA E NELLA
APPENDICE 12 - AGENZIA UMBRIA RICERCHE
APPENDICE 13 - AGENZIA PER LA PROMOZIONE E
L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE, LA DOCUMENTAZIONE,
L'INFORMAZIONE E LA PROMOZIONE CULTURALE IN AMBITO