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Timestamp: 2019-02-23 17:42:58+00:00
Document Index: 92567277

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ETTORE ROSATO. Signor Presidente, intervengo per chiedere cortesemente, avendo sentito le esigenze dei gruppi, di rinviare il primo punto all'ordine del giorno, concernente la ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra l'Unione europea e territori d'oltremare per questioni di cui al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il disegno di legge n. 2083-A, pensando di svolgerne la discussione sulle linee generali lunedì prossimo, e di passare al successivo, per poi inserirlo nel calendario come la Presidenza riterrà utile.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge di ratifica nn. 2081-A, 2082, 2085, 2099-A e 2280.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2081-A: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Sud Africa in materia di cooperazione di polizia, fatto a Cape Town il 17 aprile 2012.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge di ratifica n. 2081-A, di cui si è testé concluso l'esame.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge di Pag. 9ratifica n. 2082: Ratifica ed esecuzione del Protocollo aggiuntivo e dello Scambio di Lettere recanti modifiche alla Convenzione tra Italia e Lussemburgo intesa ad evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio ed a prevenire la frode e l'evasione fiscale, con Protocollo, del 3 giugno 1981, fatti a Lussemburgo il 21 giugno 2012.
Lo scambio di lettere, anch'esse, come il Protocollo effettuato a Lussemburgo il 21 giugno di due anni fa, precisa anzitutto che lo scambio di informazioni a richiesta può includere redditi o elementi di reddito rientranti nell'ambito di applicazione della direttiva n. 48 del 2003, concernente la tassazione dei redditi da risparmio. Mi preme sottolineare l'esigenza di una celere approvazione del provvedimento, poiché l'attesa abolizione del segreto bancario, che la ratifica del Protocollo comporta, potrà sfociare in un potenziale recupero di gettito per l'Erario italiano, che tuttavia ad oggi ancora non è quantificabile, come riportato peraltro nella relazione tecnica. Nel complesso, non viene ravvisato alcun effetto diretto sulla finanza pubblica per la ratifica di questo provvedimento.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge di ratifica n. 2082, di cui si è testé concluso l'esame.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge di ratifica n. 2085, di cui si è testé concluso l'esame.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2099-A: Ratifica ed esecuzione dello scambio di Note tra la Repubblica italiana e l'Istituto internazionale per l'unificazione del diritto privato (UNIDROIT) modificativo dell'articolo 1 dell'Accordo di sede tra l'Italia e l'UNIDROIT del 20 luglio 1967, come emendato con scambio di Note del 5-9 giugno 1995, fatto a Roma il 21 dicembre 2012.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge di ratifica n. 2099-A, di cui si è testé concluso l'esame.
PRESIDENTE. Dovremmo ora passare all'esame del disegno di legge di ratifica n. 2280, relativo all'Accordo sulla creazione dello spazio aereo Blue Med.
Secondo le intese intercorse tra i rappresentanti di tutti i gruppi, l'esame di tale provvedimento, unitamente a quelle del disegno di legge di ratifica n. 2083-A, è rinviato alla prossima settimana.
Ermini e Ferranti: «Introduzione dell'articolo 15-bis della legge 28 aprile 2014, n. 67, concernente norme transitorie per l'applicazione della disciplina della sospensione del procedimento penale nei confronti degli irreperibili» (2344).
PRESIDENTE. Secondo le intese intercorse tra i rappresentanti di tutti i gruppi, il seguito della discussione del disegno di legge di delegazione europea 2013 e del disegno di legge recante la legge europea 2013-bis è rinviato alla seduta di martedì 10 giugno e sarà iscritto all'ordine del giorno con priorità rispetto agli altri argomenti, dopo l'assegnazione a Commissione in sede legislativa della proposta di legge n. 2344.
ROBERTO CAON. Signor Presidente, colleghi, Ministro, premetto che la sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014 ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta legge Fini-Giovanardi in materia di stupefacenti, così determinando un vuoto normativo. Occorre rimarcare che tale sentenza è basata sull'accertamento di un vizio meramente procedurale della citata legge, non entrando, quindi, nel merito della stessa.
Tale assunto, oltre a desumersi dalle motivazioni della citata sentenza, è riportato chiaramente nella premessa al decreto-legge n. 36 del 2014, ove si legge che la pronuncia di incostituzionalità è fondata sul ravvisato vizio procedurale dovuto all'assenza dell'omogeneità e del necessario legame logico-giuridico tra le originarie disposizioni del decreto-legge e quelle introdotte dalla legge di conversione e non già sulla illegittimità sostanziale delle norme oggetto della pronuncia.
ANDREA ORLANDO, Ministro della giustizia. Signor Presidente, il 29 maggio scorso le sezioni unite penali della Cassazione hanno deciso la delicata questione relativa agli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 251 del 2012. Tale sentenza ha dichiarato l'incostituzionalità del quarto comma dell'articolo 69 del codice penale nella parte in cui vietava di attribuire prevalenza alla circostanza attenuante del fatto di lieve entità prevista per i delitti in materia di detenzione o spaccio di stupefacenti sulla recidiva reiterata, impedendo in concreto la riduzione della pena. La Cassazione ha ritenuto che la predetta dichiarazione di illegittimità costituzionale comporti la necessità di una rideterminazione della pena da parte del giudice dell'esecuzione il quale, ferme le valutazioni del giudice di merito, qualora ritenga la citata circostanza attenuante prevalente sulla recidiva, dovrà tener conto, ai fini della rideterminazione della pena, del testo dell'articolo 73, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 come ripristinato a seguito della recente sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014, senza tener conto di successive modifiche legislative.
Com’è noto, con tale sentenza la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcune disposizioni, come riferiva l'interrogante, della legge Fini-Giovanardi, ripristinando la formulazione originale dell'articolo 73 citato. Ciò ha determinato la reintroduzione della distinzione giuridica tra droghe pesanti e droghe leggere, nonché del correlato regime sanzionatorio. Ad oggi non sono ancora note le motivazioni della sentenza della Cassazione. La Cassazione ha, peraltro, affermato, nell'informazione provvisoria diramata il giorno stesso dalla camera di consiglio, che il giudice dell'esecuzione, sulla base delle risultanze dei singoli processi, dovrà, non solo procedere alla comparazione delle circostanze attenuanti ed aggravanti, ma, altresì, rideterminare la pena con riferimento ai limiti edittali risultanti dalla sentenza n. 32 della Corte costituzionale.Pag. 31
Quanto ai concreti effetti della pronuncia della Cassazione, secondo i dati trasmessi dall'amministrazione penitenziaria al 26 maggio 2014, erano circa 8.500 i detenuti in esecuzione di una condanna definitiva esclusivamente per il reato previsto dall'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990. La rilevazione statistica, tuttavia, non consente di enucleare il dato relativo ai detenuti a cui in sede di condanna la circostanza attenuante del fatto di lieve entità, pur riconosciuta, non è una stata ritenuta prevalente stante il previgente divieto. Quindi, sostanzialmente, su questi 8.500, ce n’è una parte soltanto che potrà avere benefici dalla sentenza della Cassazione. Non è pertanto possibile allo stato stimare esattamente l'impatto dell'applicazione della sentenza della Cassazione nei termini richiesti dagli interroganti. Comunque, si sta procedendo ad un'analisi delle posizioni giuridiche dei singoli detenuti. Allo stato delle verifiche, la platea potenzialmente interessata dagli effetti della pronuncia potrebbe risultare non superiore alle 3 mila unità.
GIOVANNI MONCHIERO. Signor Ministro, questa interrogazione riprende una tematica molto dibattuta, specialmente nel 2013, poi conclusasi con l'adozione del decreto ministeriale 13 settembre 2013, che individuava otto sedi, tra quelle soppresse in esecuzione della legge n. 148 del 2011, meritevoli di una rivalutazione. In realtà, quello è un decreto un po’ all'italiana che affidava ad una commissione indagini puramente formali senza manifestare esplicitamente l'intenzione di correggere alcuni errori di valutazione effettuati dal decreto. Lo scopo di questa interrogazione, come lei avrà visto leggendola, è proprio quello di avere una risposta definitiva poiché i tempi utili per correggere eventualmente quegli errori scadrebbero a settembre e, quindi, non resta molto tempo, signor Ministro, e dall'avvento del nuovo Governo questa tematica è stata semplicemente dimenticata.
Ciò chiarito, faccio presente che con il decreto legislativo n. 14 del 2014 sono state adottate disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi relativi alla riforma della geografia giudiziaria. La scelta di intervenire nell'immediatezza dell'attuazione della riforma risponde alla esigenza di superare, già nella fase di avvio delle nuove circoscrizioni giudiziarie, i dubbi interpretativi posti dalla normativa originaria.
(Iniziative per l'interpretazione autentica dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo n. 68 del 2012 in materia di esonero dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari a favore degli studenti con disabilità o invalidità civile – n. 3-00856)
PRESIDENTE. L'onorevole Capelli ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00856, concernente iniziative per l'interpretazione autentica dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo n. 68 del 2012 in materia di esonero dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari a favore degli studenti con disabilità o invalidità civile (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.
Tra i principi che ho enunciato e riassunto, assume un rilievo particolare quello che riguarda il decreto legislativo n. 68 del 2012, che è stato poi rivisto, e che nella fattispecie ha inteso estendere l'ambito di applicazione degli esoneri dal pagamento delle tasse universitarie agli studenti ai quali è riconosciuta una situazione di handicap ai sensi della legge n. 104 del 1992. Giustamente si rilevano nella sua interrogazione situazioni di disparità di trattamento, che sono un dato oggettivo appunto accertabile digitando sui siti delle stesse università. Con l'ampliamento previsto dal decreto legislativo n. 68 del 2012, relativamente all'ambito soggettivo e quindi alla platea di quelli che sono esentati dal pagamento delle tasse universitarie, si fa riferimento a particolari e specifiche categorie di studenti, che sono: gli idonei alla borsa secondo la normativa nazionale e ai criteri regionali per il diritto allo studio; gli studenti con riconoscimento di handicap ai sensi del citato articolo, appunto specifico; gli studenti con un'invalidità pari o superiore a 66 per cento, quindi con uno scorporo e una distinzione tra queste due categorie.
In riferimento a quanto da lei denunciato nell'interrogazione il Ministero ha già invitato gli atenei per cui è pervenuta la segnalazione ad applicare anche per gli studenti con riconoscimento di handicap, ai sensi del suddetto articolo 3 della legge n. 104 del febbraio 1992, l'esonero dalle tasse universitarie. Quello che ci accingiamo a fare nell'emanazione del bando della rivisitazione delle ISEE 2014-2015 è un richiamo molto specifico al suddetto obbligo a tutti gli atenei.
Vorrei soltanto segnalare ulteriormente una cosa, signor Ministro, e cioè che le varie associazioni dei disabili non conoscono il disegno di legge in questione e tanto meno i disabili e le loro famiglie, perché purtroppo c’è scarsa informazione su tale diritto. Ciò è dovuto anche al fatto che la precedente normativa in materia, precedente al decreto legislativo n. 68 del 2012, di diritto universitario prevedeva l'esonero solo per chi aveva il riconoscimento dell'invalidità civile superiore al sessantasei per cento. Perciò la pregherei di poter anche consentire una corretta divulgazione, oltre che applicazione, come da lei già detto, del decreto legislativo richiamato.
A partire dal prossimo settembre, per darle un elemento molto concreto di intervento, il regolamento n. 80 del 28 marzo 2013, sul sistema nazionale di valutazione, sarà il passaggio cruciale per consentire il monitoraggio ispettivo, che sarà intensificato ai sensi del medesimo e riguarderà non solo gli aspetti di valutazione dell'efficacia del sistema, ma anche i profili legati all'utilizzo del personale e quindi alla legittimità o alla non legittimità di certe procedure.
Sono pesanti le connivenze – come hanno rilevato anche alcune indagini – tra gli uffici scolastici regionali, i direttori, alcuni ispettori e questi istituti; le norme ci sono e alcune volte sono in possesso anche del Ministero alcuni correttivi normativi che potrebbero essere approvati. In alcune bozze di decreto ogni tanto, come l'anno scorso, sono comparsi, per poi scomparire nel decreto poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come è avvenuto con il «decreto istruzione» n. 104 e con il decreto sulla pubblica amministrazione n. 101, che conteneva alcune norme che poi invece sono sparite come per magia.Pag. 39
STEFANIA GIANNINI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Signor Presidente, onorevole Giancarlo Giordano, come lei ben sa, il mantenimento in servizio al momento del pensionamento è disciplinato da un articolo specifico, l'articolo 72, comma 7, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, lo stesso anno, nella legge n. 133.
A tale riguardo, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha regolato le cessazioni dal servizio per l'anno accademico in corso, 2013-2014, con una circolare, che sicuramente le è nota, che è quella del 23 dicembre scorso, n. 2855, che tiene conto dell'articolo 9, comma 3, del citato decreto, il n. 78 del 2010, che ha equiparato i trattamenti in servizio, previsti dal testo unico in materia di istruzione, alle nuove assunzioni. Quindi, è un regolamento che è abbastanza stringente.
La stessa circolare ha richiamato i criteri di valutazione delle istanze di permanenza in servizio, previsti dalla direttiva n. 94 del 2009, che, a loro volta, sono basati sull'altra circolare, la n. 10 del 2008, che citavo prima, che pertiene al Dipartimento della funzione pubblica.
STEFANIA GIANNINI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Signor Presidente, onorevole Bianchi, effettivamente la disamina impietosa, come lei diceva, del Censis non ci ha colto di sorpresa, perché insomma il quadro è molto chiaro ed è una delle ragioni politiche forti per cui questo Governo è partito con un'azione molto imponente sull'edilizia scolastica. Come ho avuto occasione di ricordare anche recentissimamente nel corso di una audizione presso le Commissioni ambiente e attività produttive di questo ramo del Parlamento, tutta la questione che riguarda non solo l'efficientamento energetico, ma soprattutto la delicatissima questione della bonifica dall'amianto e la sicurezza antisismica, costituiscono due priorità sostanziali del piano per l'edilizia. Le do qualche cifra per essere molto più precisi sul tema specifico, ricordando che il cosiddetto decreto del fare dello scorso anno, il decreto-legge n. 69 del 2013, all'articolo 18, commi 8-ter e seguenti, aveva destinato 150 milioni specificamente per l'intervento su edifici in cui fosse stata censita la presenza di amianto. A ciò si va ad aggiungere una quota di 300 milioni che sono invece un'ulteriore cifra che stiamo destinando al medesimo obiettivo. Ad oggi sono stati assegnati agli enti locali e affidati 602 progetti, di cui per oltre il 30 per cento la quota è destinata alla sola bonifica dall'amianto. Mancano due regioni all'appello, che sono la Puglia e la Campania, le cui graduatorie sono state oggetto di impugnativa, ma per le quali entro il 30 di giugno i lavori dovranno assolutamente essere affidati.
Non voglio dilungarmi troppo, signor Presidente e le chiedo scusa, ma volevo utilizzare questi ultimi secondi a mia disposizione per ricordare che oggi ricorre il venticinquesimo anniversario della protesta degli studenti anticomunisti in Cina, a Pechino, a Piazza Tienanmen. E per ricordare questa fattispecie vorrei, solo per pochi secondi, esibire questo foto di un noto settimanale (Il deputato Rampelli espone un cartello recante la scritta: il silenzio è comunista)...
MARIASTELLA BIANCHI. Signor Presidente, intervengo per sollecitare la risposta ad un'interrogazione presentata, la n. 4/01655, che ha ad oggetto l'istituzione del Parco nazionale della costa teatina. Un'area protetta che formalmente era prevista da 12 anni, ma che non è stata ancora costituita per la mancanza di perimetrazione.
Principalmente l'accordo verrà messo in pratica con uno scambio delle informazioni sui reati e sulle organizzazioni criminali, sulle loro strutture e sui loro modi operandi. Ricordiamo che il Sud Africa riveste oggi un ruolo determinante sia sul piano regionale che a livello internazionale; infatti, nel dicembre 2010, è stato inserito nel forum dei Paesi BRICS, (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) accomunati da alcune caratteristiche simili, come la condizione di economie in via di sviluppo, una popolazione numerosa, un vasto territorio, una forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale. L'Accordo tiene conto delle disposizioni ONU al riguardo, come quelle contenute nelle Convenzioni sulle sostanze stupefacenti e psicotrope adottate dalle Nazioni Unite, nella Risoluzione n. 45/123 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 14 dicembre 1990 sulla Cooperazione internazionale nella lotta contro il crimine organizzato, nonché nella Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale e nei Protocolli aggiuntivi contro il traffico di migranti per terra, mare o aria, la tratta di persone e la produzione illecita di armi. Il costo dell'accordo è di circa 18.000 euro a decorrere dal 2014, al quale si provvede dallo stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2014. Le spese riguardano l'articolo 3 relative all'organizzazione delle riunioni in Italia, o missioni di delegazioni in Sud Africa e per le consultazioni, ma necessarie per l'accordo, di cui è responsabile il Ministero degli Interni.