Source: https://edizioniduepuntozero.it/aggiornamenti/anno/2018?page=4
Timestamp: 2019-09-21 21:44:29+00:00
Document Index: 95170365

Matched Legal Cases: ['art. 1414', 'art. 1457', 'art. 1329', 'art. 59', 'art. 1430', 'art. 1432', 'art. 1353', 'art. 1354']

La simulazione assoluta
In caso di simulazione le parti contraenti fingono una stipula mentre, di fatto, non stipulano alcun contratto (simulazione assoluta) ovvero eseguono un contratto diverso rispetto a quanto appare (simulazione relativa). Riguardo alla simulazione si richiama l’art. 1414 c.c. il quale descrive la simulazione assoluta come la simulazione in cui “le parti vogliono solo fingere di porre in essere un contratto [..] come nel caso in cui si finge di vendere una casa ma questa rimane di proprietà del finto venditore”. L'articolo citato così dispone: “Il contratto simulato non produce effetto tra le parti. Se le parti hanno voluto concludere un contratto diverso da quello apparente, ha effetto tra esse il contratto dissimulato, purché ne sussistano i requisiti di sostanza e di forma. Le precedenti disposizioni si applicano anche agli atti unilaterali destinati a una persona determinata, che siano simulati per accordo tra il dichiarante e il destinatario”.
Il termine di una prestazione è da considerarsi essenziale se, nell’interesse dell’altra parte, si vuole esigerne l’esecuzione nonostante la scadenza. A tal riguardo l’art. 1457 c.c. dispone che: “Se il termine fissato per la prestazione di una delle parti deve considerarsi essenziale nell'interesse dell'altra, questa, salvo patto o uso contrario, se vuole esigerne l’esecuzione nonostante la scadenza del termine, deve darne notizia all’altra parte entro tre giorni. In mancanza, il contratto s'intende risoluto di diritto anche se non è stata espressamente pattuita la risoluzione”. Riguardo alla irrevocabilità della proposta l’art. 1329 afferma che: “Se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la revoca è senza effetto. Nell'ipotesi prevista dal comma precedente, la morte o la sopravvenuta incapacità del proponente non toglie efficacia alla proposta, salvo che la natura dell'affare o altre circostanze escludano tale efficacia”. Si include fac simile di clausola.
Nella sessione del 12 settembre 2018 dell’assemblea plenaria, il Parlamento Europeo ha approvato il mandato negoziale per la nuova direttiva sul copyright che persegue il preciso scopo di aggiornare la disciplina del diritto d’autore ed armonizzare le disposizioni in materia in tutto il territorio dell’Unione Europea. Dopo aver analizzato gli aspetti della riforma più dibattuti, l'aggiornamento si sofferma sulla disciplina italiana del diritto d'autore riportando un fac simile di contratto d'autore. Per facilitare l'utente nella lettura, è, inoltre, inclusa una dettagliata appendice normativa avente ad oggetto le disposizioni normative dettate dal codice civile in materia - artt. 2575, 2576, 2577, 2580, 2581, 2582, 2583, 2600 - nonchè il testo integrale della L. n. 633 del 22 aprile 1941 recante le disciplina sulla protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.
L'atto di rettifica
Aggiornamento del 07/12/2018
La legge notarile all’art. 59-bis prevede che: “Il notaio ha facoltà di rettificare, fatti salvi i diritti dei terzi, un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, contenente errori od omissioni materiali relativi a dati preesistenti alla sua redazione, provvedendovi, anche ai fini dell'esecuzione della pubblicità, mediante propria certificazione contenuta in atto pubblico da lui formato”. È giuridicamente noto che con la rettifica si vada a correggere un atto precedente. Al riguardo si consideri che l’art. 1430 c.c. dispone che l’errore di calcolo non dà luogo automaticamente ad annullamento ma alla sua rettifica e si tenga inoltre nel dovuto conto che l’art. 1432 c.c. dispone che la rettifica possa “di fatto” avvenire attraverso l’esecuzione del contratto in modo conforme alla volontà delle parti, escludendone in tal modo l’annullabilità. Di seguito si rende disponibile fac simile di rettifica di un atto di convalida di contratto di vendita annullabile mediante corrispettivo.
La condizione risolutiva
La condizione di un contratto è risolutiva quando gli effetti prodotti dal negozio in essere si ripercuotono sino alla durata della condizione stessa. L’art. 1353 c.c. (“Contratto condizionale” - Libro IV, Titolo II, Capo III) afferma che: “Le parti possono subordinare l’efficacia o la risoluzione del contratto o di un singolo patto a un avvenimento futuro e incerto”. Circa la liceità e impossibilità delle condizioni si richiama l’art. 1354 c.c. non tralasciando di sottolineare che l’illiceità è esclusa da qualsiasi protezione dell’ordinamento. Riguardo ai termini di risoluzione per le parti e alla clausola risolutiva espressa si richiamano gli artt. 1456 e 1457. Di seguito un esempio di applicazione della clausola risolutiva.