Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=339
Timestamp: 2020-02-23 08:54:39+00:00
Document Index: 165132536

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 40', 'art. 45', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 53', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 117', 'art. 53', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 117', 'art. 14', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 12', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 12']

Sentenza 339/2011 (ECLI:IT:COST:2011:339)
Norme impugnate: Artt. 3, c. 2°, e 14, c. 3°, 7°, 8°, 9° e 10°, della legge della Regione Lombardia 23/12/2010, n. 19.
Massime: 36012 36013 36014 36015 36016 36017
Atti decisi: ric. 13/2011
Massima n. 36012 Massima successiva
Bilancio e contabilità pubblica - Amministrazione pubblica - Norme della Regione Lombardia - Economie risultanti dalla riduzione dell'organico complessivo della dirigenza - Possibilità di destinare le corrispondenti risorse alle valorizzazioni delle posizioni organizzative in aggiunta alle risorse annualmente stanziate ai sensi del vigente CCNL del comparto Regioni-Autonomie locali - Ricorso del Governo - Eccepita inammissibilità della questione per omessa argomentazione in ordine alla doglianza mossa - Reiezione.
In relazione alla questione di legittimità costituzionale di cui all'articolo 3, comma 2, terzo periodo, della legge della Regione Lombardia 23 dicembre 2010, n. 19, che ha sostituito l'articolo 25, comma 6, della legge regionale 7 luglio 2008, n. 20, va rigettata l'eccepita inammissibilità della questione per omessa argomentazione in ordine alla doglianza mossa, in quanto il ricorrente ha chiarito che la norma regionale in esame, intervenendo in materia riservata alla contrattazione collettiva, si è posta in contrasto con le norme contenute nel Titolo III del d.lgs. n. 165 del 2001 e, precisamente, con gli articoli da 40 a 50 che disciplinano la contrattazione collettiva e la rappresentatività sindacale, così invadendo la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost.; sicché le ragioni della censura sono state sufficientemente individuate.
legge della Regione Lombardia 23/12/2010 n. 19 art. 3 co. 2
legge della Regione Lombardia 07/07/2008 n. 20 art. 25 co. 6
decreto legislativo 30/03/2001 n. false art. 40 e segg.
Massima n. 36013 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Amministrazione pubblica - Norme della Regione Lombardia - Economie risultanti dalla riduzione dell'organico complessivo della dirigenza - Possibilità di destinare le corrispondenti risorse alle valorizzazioni delle posizioni organizzative in aggiunta alle risorse annualmente stanziate ai sensi del vigente CCNL del comparto Regioni-Autonomie locali - Violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordinamento civile - Illegittimità costituzionale in parte qua .
E' costituzionalmente illegittimo l'articolo 3, comma 2, terzo periodo, della legge della Regione Lombardia 23 dicembre 2010, n. 19, che ha sostituito l'articolo 25, comma 6, della legge regionale 7 luglio 2008, n. 20, nella parte in cui così dispone: «Le economie risultanti dalla riduzione dell'organico complessivo della dirigenza possono essere destinate alla valorizzazione delle posizioni organizzative, in aggiunta alle risorse annualmente stanziate ai sensi dell'articolo 31 del CCNL del personale del comparto Regioni-Autonomie locali del 22 gennaio 2004», in quanto la disposizione censurata disciplina un aspetto del trattamento economico dei dipendenti della Regione, il cui rapporto d'impiego è stato privatizzato, sicché rientra nella materia dell'ordinamento civile, come si desume, del resto, dall'art. 45, comma 1, del citato d.lgs. n. 165 del 2001, con conseguente violazione dell'art. 117, comma secondo, lettera l), Cost.
In tema v. citata sentenza n. 77 del 2011, punto 3 del Considerato in diritto.
Massima n. 36014 Massima successiva Massima precedente
Energia - Appalti pubblici - Norme della Regione Lombardia - Grandi derivazioni ad uso idroelettrico - Determinazione, ad opera della Regione, in assenza e nelle more dell'individuazione dei requisiti organizzativi e finanziari minimi e dei parametri di aumento dell'energia prodotta e della potenza installata concernenti le procedure di gara, di cui all'art. 12, comma 2, del d.lgs. 79/1999, dei suddetti requisiti e parametri entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della norma - Ricorso del Governo - Eccepita inammissibilità della questione per erronea identificazione della norma impugnata - Reiezione.
In relazione alla questione di legittimità costituzionale di cui all'articolo 14 della legge della Regione Lombardia n. 19 del 2010, nella parte in cui, modificando la legge della stessa Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26, introduce dopo l'articolo 53 di essa l'articolo 53-bis, va rigettata l'eccepita inammissibilità della questione per erronea identificazione della norma impugnata, in quanto la norma impugnata è stata trascritta nel ricorso introduttivo, donde nessun dubbio può nutrirsi sulla sua identificazione.
legge della Regione Lombardia 23/12/2010 n. 19 art. 14
legge della Regione Lombardia 12/12/2003 n. 26 art. 53 bis co. 3
decreto legislativo 16/03/1999 n. false art. 12 co. 2
Massima n. 36015 Massima successiva Massima precedente
Energia - Appalti pubblici - Norme della Regione Lombardia - Grandi derivazioni ad uso idroelettrico - Determinazione, ad opera della Regione, in assenza e nelle more dell'individuazione dei requisiti organizzativi e finanziari minimi e dei parametri di aumento dell'energia prodotta e della potenza installata concernenti le procedure di gara, di cui all'art. 12, comma 2, del d.lgs. 79/1999, dei suddetti requisiti e parametri entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della norma - Ricorso del Governo - Eccepita inammissibilità della questione per il carattere generico delle censure mosse - Reiezione.
In relazione alla questione di legittimità costituzionale di cui all'articolo 14 della legge della Regione Lombardia n. 19 del 2010, nella parte in cui, modificando la legge della stessa Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26, introduce dopo l'articolo 53 di essa l'articolo 53-bis, va rigettata l'eccepita inammissibilità della questione per il carattere generico delle censure mosse, in quanto le doglianze del ricorrente individuano ed illustrano le ragioni delle censure (violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato, con riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.) e la normativa statale ritenuta rilevante.
legge della Regione Lombardia 12/12/2003 n. 26 art. 53 bis
Massima n. 36016 Massima successiva Massima precedente
Energia - Appalti pubblici - Norme della Regione Lombardia - Grandi derivazioni ad uso idroelettrico - Determinazione, ad opera della Regione, in assenza e nelle more dell'individuazione dei requisiti organizzativi e finanziari minimi e dei parametri di aumento dell'energia prodotta e della potenza installata concernenti le procedure di gara, di cui all'art. 12, comma 2, del d.lgs. 79/1999, dei suddetti requisiti e parametri entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della norma - Violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza - Illegittimità costituzionale in parte qua .
E' costituzionalmente illegittimo l'articolo 14 della legge della Regione Lombardia n. 19 del 2010, nella parte in cui, modificando la legge della stessa Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26, dopo l'articolo 53 di essa ha introdotto l'articolo 53-bis, recante disposizioni in materia di grandi derivazioni ad uso idroelettrico, il cui comma 3 così dispone: «La Regione, in assenza e nelle more dell'individuazione dei requisiti organizzativi e finanziari minimi e dei parametri di aumento dell'energia prodotta e della potenza installata concernenti le procedure di gara, di cui all'art. 12, comma 2, del d.lgs. 79/1999, provvede a determinare i suddetti requisiti e parametri entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente articolo», in quanto la disposizione censurata nel demandare alla Regione Lombardia l'individuazione dei requisiti organizzativi e finanziari minimi e dei parametri di aumento dell'energia prodotta, concernenti le procedure di gara, individuazione che invece la norma statale di cui all'art. 12, comma 2, del d.lgs. 16 marzo 1999, n. 79 (intervenuta, peraltro, prima di quella regionale) affida allo Stato, incide, violandola, direttamente sulla disciplina delle procedure ad evidenza pubblica che, essendo riconducibile alla tutela della concorrenza (art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.), spetta nella sua interezza alla competenza esclusiva dello Stato medesimo.
In tema di tutela della concorrenza v. citate sentenze n. 401 del 2007 e n. 1 del 2008. Sulla possibilità di un intervento pro-concorrenziale della legislazione regionale, v. citate sentenze n. 150 del 2011 e n. 307 del 2009.
Massima n. 36017 Massima precedente
Energia - Acque e acquedotti - Demanio e patrimonio dello Stato e delle Regioni - Norme della Regione Lombardia - Grandi derivazioni ad uso idroelettrico - Previsione che gli impianti afferenti l'utilizzazione delle acque pubbliche demaniali delle grandi derivazioni idroelettriche siano direttamente conferiti a società pubbliche patrimoniali di scopo - Previsione che la Regione, anche per il tramite di tali società, affidi l'esercizio industriale di detti impianti mediante procedure di evidenza pubblica, ovvero direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata - Previsione che le concessioni idroelettriche ricadenti nei territori delle province montane siano affidate direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata - Previsione che la concessione per l'uso delle acque pubbliche sia rilasciata, di diritto, in favore dei soggetti affidatari degli impianti - Violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza - Illegittimità costituzionale in parte qua - Assorbimento di ogni altro profilo di censura.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 14 della legge della Regione Lombardia n. 19 del 2010 (in tema di grandi derivazioni ad uso idroelettrico), nella parte in cui, modificando la legge della stessa Regione Lombardia n. 26 del 2003, dopo l'art. 53 di essa ha inserito l'art. 53-bis, e in questo i censurati commi 7, 8, 9, nonché il comma 10 - il quale ultimo prevede che "La Regione provvede al rilascio della concessione per l'uso delle acque pubbliche in favore dei soggetti affidatari come individuati con le procedure di cui al presente articolo" - norma, questa, di esecuzione dei commi precedenti (di talché, stante lo stretto intreccio esistente tra le dette disposizioni se ne impone la totale caducazione), in quanto viola la legislazione statale (d.lgs. n. 79 del 1999, all'art. 12, comma 2,), riconducibile per intero alla tutela della concorrenza (art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.), che richiede per l'affidamento di beni e servizi, e dunque anche delle concessioni per l'uso delle acque pubbliche, il ricorso alle procedure di gara ad evidenza pubblica.
In tema di tutela della concorrenza, cfr. citata sentenza n. 401 del 2007.
decreto legislativo 16/03/1999 n. false art. 12