Source: https://www.laleggepertutti.it/277189_autovelox-non-visibile-multa-valida
Timestamp: 2020-03-30 14:17:05+00:00
Document Index: 152878932

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Autovelox non visibile: multa valida?
Contravvenzione per eccesso di velocità: oltre al cartello, anche la pattuglia della polizia non può essere nascosta.
Immagina di percorrere una lunga strada statale e di trovare, ai margini di essa, il famigerato cartello con l’avviso «Attenzione: controllo elettronico della velocità». Non vedendo però, poco dopo, alcuna pattuglia della polizia con l’autovelox, procedi diritto senza rallentare. Senonché, con la coda dell’occhio, ti accorgi solo all’ultimo di essere passato davanti a un agente della municipale, nascosto tra i cespugli, oltre il guardrail. Accanto a lui c’era la famigerata macchinetta, posizionata sul classico treppiedi. Convinto di essere stato fotografato e che, di lì a poco, riceverai a casa la raccomandata con la contravvenzione, ti chiedi se questa procedura sia legittima. Il tuo quesito legale è dunque il seguente: se l’autovelox non è visibile, la multa è valida?
A chiarire le idee su questo delicato aspetto sono due recenti ordinanze della Cassazione [1 e 6]. La Corte è tornata sullo spinoso argomento degli autovelox nascosti. Non è la prima volta che lo fa. Sul punto, la giurisprudenza è stata spesso divisa. Da un lato ci sono i tribunali che hanno ritenuto sufficiente, ai fini della validità del verbale, la semplice visibilità del segnale stradale con l’avviso preventivo. Dall’altro lato c’è l’orientamento – più favorevole all’automobilista – secondo cui la polizia non può artificiosamente e maliziosamente nascondersi dietro la vegetazione: la pubblica amministrazione, infatti, deve agire non “a sorpresa”, ma secondo trasparenza.
Quale tra questi due indirizzi ha sposato la Suprema Corte?
1 Autovelox nascosto: la multa è nulla
2 Visibilità del cartello
3 Visibilità della postazione della polizia e dell’autovelox
4 La sentenza contraria: la postazione della polizia non deve essere visibile
Autovelox nascosto: la multa è nulla
Secondo la Corte, bisogna preferire la seconda interpretazione, quella cioè che richiede la visibilità non solo del cartello, ma anche della pattuglia. Questo non significa però che il poliziotto debba posizionarsi proprio a ridosso della strada per farsi vedere da chi transita. L’autovelox ben potrebbe essere coperto da un albero o da una curva, normali e naturali ostacoli che possono frapporsi all’occhio umano. Ma non si può trattare di un espediente studiato ad arte per far cadere in errore i conducenti. In buona sostanza, non ci può essere un atteggiamento doloso da parte delle forze dell’ordine.
Visibilità del cartello
La prima pronuncia è favorevole al cittadino. Secondo la Cassazione, non è sufficiente che sia visibile solo il cartello destinato a «segnalare la presenza dell’apparecchiatura per il rilevamento della velocità», né che questo sia posto «a distanza regolamentare».
Proprio a riguardo ricordiamo che:
la distanza minima tra cartello e autovelox non è fissata dalla legge. La Cassazione dice che il primo deve essere posto con adeguato anticipo rispetto al secondo, tenendo quindi conto delle condizioni di viabilità, del traffico, del tipo di strada;
la distanza massima tra cartello e autovelox è di 4 km. Questo significa che, superato tale lasso di spazio, o il cartello viene ripetuto o l’eventuale autovelox è illegittimo;
il cartello con l’avviso deve essere visibile. Non può cioè essere troppo piccolo, né rovinato da spray, né coperto da vegetazione;
il cartello con l’avviso deve essere ripetuto dopo ogni intersezione di strada, a beneficio di coloro che provengono dalle vie alternative e si immettono sulla strada principale.
Visibilità della postazione della polizia e dell’autovelox
Come appena detto, secondo la Cassazione, la visibilità del cartello con l’avviso del controllo elettronico della velocità non può essere, da solo, sufficiente per ritenere valida la multa. Ciò perché il Codice della strada [2] specifica che «le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità devono essere ben visibili» e aggiunge che «la loro necessaria visibilità» costituisce «condizione di legittimità dell’accertamento». Con la conseguente nullità della multa in difetto di detto requisito, come affermato già dalla Cassazione in altre pronunce [3].
Il principio sancito dalla Cassazione è appunto quello della necessaria visibilità dell’autovelox, da valutare caso per caso, sullo stato dei luoghi. Secondo una sentenza del 2017 [3], quando l’autovelox è collocato al termine di un filare di alberi – in particolare gli ultimi due – esso non può essere facilmente avvistato dai conducenti, il che rende palese la violazione delle norme del Codice della strada citate poc’anzi. Risultato: la multa è nulla e può essere contestata davanti al giudice di pace. Leggi Autovelox tra due alberi: multa nulla.
Resta tuttavia il problema – evidenziato dal tribunale di Ancona [4] – dell’onere della prova: spetta cioè al ricorrente che impugna la contravvenzione dimostrare che l’autovelox non era visibile, eventualmente con fotografie. E sul punto, non potendo il giudice sindacare le modalità organizzative del servizio di rilevamento in termini di impiego di uomini e mezzi, egli dovrà solo valutare la sussistenza di eventuali comportamenti fraudolenti ai danni degli utenti della strada.
Tra l’altro nessuna norma impone all’amministrazione il dispiegamento di una pluralità di pattuglie per garantire l’immediata contestazione delle violazioni del Codice della strada, e, in particolare, di quelle sui limiti di velocità, legittimamente accertate con il corretto uso della moderna tecnologia [5].
La sentenza contraria: la postazione della polizia non deve essere visibile
Con una successiva ordinanza la Cassazione sembra affermare l’esatto contrario del principio appena detto [6]. Il controllo elettronico ed automatico della velocità dei veicoli richiede la presegnalazione corretta della postazione. Che se è ben evidenziata dalla segnaletica stradale non deve essere anche necessariamente ben visibile al traffico veicolare.
Un automobilista ha proposto censure al verbale ricevuto per posta per eccesso di velocità rilevato con uno strumento automatico senza presidio degli agenti, ma senza successo. Lo strumento deputato al controllo automatico della velocità era stato infatti adeguatamente segnalato sulla strada, come comprovato dai giudici di merito. Anche gli ermellini hanno confermato la validità dell’accertamento. Non importa se lo strumento risulta ben visibile o meno agli utenti stradali. Quello che rileva è che l’autovelox sia stato segnalato con cartelli ad hoc. Quindi di fatto la corretta presegnalazione del controllo elettronico della velocità rende inutili le doglianze sulla scarsa visibilità della postazione.
[1] Cass. ord. n. 6407/19 del 5.03.2019.
[2] Art. 142 co. 6 bis cod. strada.
[3] Cass. sent. n. 25392/2017.
[4] Trib. Ancona sent. n.1569/2014.
[5] Cass. S.U. sent. 3936/2012.
[6] Cass. ord. n. 12572/2019.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 12 dicembre 2018 – 5 marzo 2019, n. 6407
Presidente D’Ascola – relatore Federico
1 II Tribunale di Livorno, con sentenza n. 575/2017, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha riconosciuto la legittimazione attiva del ricorrente, Pa. An. Di. all’ opposizione al verbale, emesso in data 04.02.2016 dalla polizia Stradale di Livorno, per violazione dell’art. 142 comma 9 C.d.S., rigettando nel merito la dedotta opposizione.
In particolare, il Tribunale ha rilevato che il cartello che segnalava la presenza di un’apparecchiatura di rilevamento di velocità era posto a distanza regolamentare mentre non era richiesta la “chiara visibilità” dell’apparecchio e degli agenti accertatori.
2 Contro tale sentenza ricorre con due motivi Pa. An. Di..
La Prefettura di Livorno non ha svolto nel presente giudizio attività difensiva.
Il relatore ha proposto l’accoglimento del ricorso.
Con il primo motivo di ricorso il ricorrente censura la statuizione della sentenza impugnata secondo cui, fermo restando che il cartello di preavviso di rilevamento velocità era presente e posto a distanza regolamentare, mentre non era richiesta la “chiara visibilità” dell’apparecchio ovvero degli agenti.
La sentenza impugnata, deve ritenersi in contrasto con l’art. 142 comma 6 bis Cds, in quanto afferma il principio secondo cui non è richiesta, ai fini della legittimità dell’accertamento, la visibilità dello strumento di rilevazione.
Invero, la norma di cui all’art. 142 comma 6 bis C.d.S. specifica che “le postazioni di controllo (…) per il rilevamento della velocità devono essere (…) ben visibili” e la necessaria visibilità della postazione di controllo per il rilevamento della velocità quale condizione di legittimità dell’accertamento, con la conseguente nullità della sanzione in difetto di detto requisito, è stata da un ultimo affermata anche da questa Corte (Cass.25392/2017, non massimata).
Ne deriva la fondatezza della prima doglianza per violazione dell’art. 142 comma 6 bis Cds;
Con il secondo motivo di ricorso si deduce l’omessa valutazione di un documento, nonché l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti per non avere il Tribunale esaminato i documenti comprovanti la non visibilità dell’apparecchiatura.
L’accoglimento del primo motivo determina l’assorbimento del secondo.
Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, al Tribunale di Livorno, in persona di diverso magistrato.
06/03/2019 alle 23:02
Buonasera il 31.08.2017 è stato pubblicato la Circolare MINNITI che prevede che il cartello di avviso della postazione della pattuglia delle forze dell’ordine o polizia locale deve essere ben visibile e ad 80 metri prima.