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Timestamp: 2020-05-26 18:40:24+00:00
Document Index: 147879029

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Sentenza Cassazione Civile n. 24125 del 13/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24125 del 13/10/2017
Cassazione civile, sez. trib., 13/10/2017, (ud. 04/07/2017, dep.13/10/2017), n. 24125
sul ricorso iscritto al n. 632/2011 R.G. proposta da:
BA.CO. GAS. S.r.l., rappresentata e difesa dall’avv. PELLEGRINO
ROCCO, con domicilio eletto in Roma, presso Benedetta Pellegrino
Cocchi, via dei Faggella 4/d;
Campania, n. 201/17/09, depositata il 13 novembre 2009.
dal Consigliere Tedesco Giuseppe.
ritenuto che la Ba.Co.Gas s.r.l. ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania (Ctr), che ha confermato la sentenza di primo grado, che aveva a sua volta rigettato il ricorso della contribuente contro avviso di accertamento di maggiori ricavi per l’anno di imposta 2003;
che la Ctr ha ritenuto corretto, nel metodo e nel risultato, la ricostruzione induttiva del reddito operata nel caso di specie dall’Amministrazione finanziaria;
che il ricorso, cui l’Agenzia delle entrate ha reagito con controricorso, è proposto sulla base di un unico motivo, con il quale la ricorrente censura la sentenza in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, sotto il seguente profilo: nel giudizio di appello, la contribuente, odierna ricorrente, aveva dedotto il difetto di motivazione della sentenza di primo grado; ciò posto i giudici d’appello avrebbero dovuto motivare su questo punto, mentre hanno ripercorso i punti salienti della vicenda, giungendo per questa via a confermare la sentenza di primo grado;
che il motivo è palesemente inammissibile;
che costituisce principio cardine in tema di impugnazione che la sentenza d’appello, anche se confermativa, si sostituisce totalmente a quella di primo grado: il che significa che il giudice di appello, nel confermare la sentenza di primo grado, può, senza violare il principio del contraddittorio, anche d’ufficio sostituirne la motivazione che ritenga scorretta, con la conseguenza che, salva l’ipotesi che su taluni punti della controversia la sua indagine sia preclusa per essersi formata la cosa giudicata, egli può non soltanto pervenire a diverse conclusioni in base ad un diverso apprezzamento dei fatti, ma anche giungere alla medesima soluzione in forza di motivi e di considerazioni che il primo giudice aveva trascurato e cosi sostituire totalmente la propria motivazione a quella della sentenza di primo grado, pur confermandone il contenuto decisorio (Cass. n. 1583/1970);
che è stato anche chiarito che la congruità della motivazione della sentenza del giudice di appello deve essere verificata con esclusivo riguardo alle questioni che sono state sottoposte al medesimo, e dallo stesso risolte per decidere la controversia (Cass. n. 2078/1998);
che a tali principi si associa quello che le nullità delle sentenze soggette ad appello si convertono in motivi di impugnazione, “con la conseguenza che il giudice di secondo grado investito delle relative censure non può limitarsi a dichiarare la nullità ma deve decidere nel merito, non può essere denunciato in cassazione un vizio della sentenza di primo grado ritenuto insussistente dal giudice d’appello. (Nella specie la nullità sarebbe derivata dalla totale mancanza di motivazione in diritto nella sentenza di primo grado) (Cass. n. 11537/1996)”.
che sempre in virtù dell’effetto sostitutivo della pronuncia della sentenza d’appello e del principio secondo cui le nullità della sentenza soggetta ad appello si convertono in motivi di impugnazione, ne deriva ancorai” non può essere denunciato in cassazione il vizio della sentenza di primo grado non rilevato dal giudice di appello (Cass. n. 17027/2007);
che in conclusione il ricorso va dichiarato inammissibile.
dichiara inammissibile il ricorso; condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore della controricorrente, che liquida nell’importo di Euro 2.300,00 per compensi oltre alle spese prenotate a debito.