Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25748-del-14-10-2019
Timestamp: 2020-03-28 20:59:52+00:00
Document Index: 4490525

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Sentenza Cassazione Civile n. 25748 del 14/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25748 del 14/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 14/10/2019, (ud. 15/05/2019, dep. 14/10/2019), n.25748
sul ricorso 13759-2018 proposto da:
D.D.P. in proprio e nella qualità di legale rappresentante
pro tempore della Società LIBERAI, SRL, M.P.,
M.T., D.G.A., P.V., P.G.,
P.V., T.S., PE.GI., C.B.,
B.D.C.C., CA.VI.,
F.S.A., F.G., C.L., elettivamente domiciliati
in ROMA, CORSO DEL RINASCIMENTO 11, presso lo studio dell’avvocato
AMINA L’ABBATE, che li rappresenta e difende;
Q.A., S.A., D.A.T., D.G.D.;
avverso la sentenza n. 3114/23/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
27/10/2017;
La Commissione tributaria provinciale di Lecce:
con sentenza n. 805/13,sez 1, accoglieva il ricorso proposto da P.V., avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza 807/13 sez, 1 accoglieva il ricorso proposto da M.P. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 809/13 sez 1 accoglieva il ricorso proposto da D.G.A. e M.T. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 810/13, sez 1, accoglieva il ricorso proposto da P.G. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 811/13 sez 1 accoglieva il ricorso proposto da Q.A. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 837/13,sez 1, accoglieva il ricorso proposto da T.S. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 838/13,sez 1, accoglieva il ricorso proposto da S.A. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 839/13,sez 1, accoglieva il ricorso proposto da P.G. e P.V. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 840/13,sez 1, accoglieva il ricorso proposto da D.A.T. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 841/13,sez 1, accoglieva il ricorso proposto da D.A.T. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 1954/14,sez 3, accoglieva il ricorso proposto dalla Liberai srl avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n1955/14,sez 3, accoglieva il ricorso proposto da P.V. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 1956/14,sez 3, accoglieva il ricorso proposto da D.D.P. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 1957/14,sez 3, accoglieva il ricorso proposto da Pe.Gi. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS).
con sentenza n. 2072/14,sez 5, accoglieva il ricorso proposto da C.B. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza 2075/14 sez 5 accoglieva il ricorso proposto da B.d.C.C. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 2655/14 sez 5 accoglieva il ricorso proposto da C.V. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 2114/15, sez 3, accoglieva il ricorso proposto da C.L., F.G. e F.S. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS);
con sentenza n. 3168/15 sez 2 accoglieva il ricorso proposto da D.G.D. avverso l’avviso di accertamento catastale (OMISSIS).
Con tutti i citati avvisi di accertamento, in applicazione della L. n. 311 del 2004, dell’art. 1, comma 335 si era proceduto alla rideterminazione del classamento dell’immobile di proprietà dei contribuenti.
Avverso dette decisioni l’Agenzia delle entrate proponeva appelli
innanzi alla CTR Puglia -sez dist. Lecce – che, riunite le impugnazioni, con sentenza 3114/2017, le rigettava.
Hanno resistito con controricorso M.P., M.T., D.G.A., P.V., P.G., P.V., T.S., Liberai srl, D.D.P., Pe.Gi., C.B., B.d.C.C., C.V., F.S.A., F.G., e C.l.
Va, in primo luogo, osservato che, anche a volere ritenere astrattamente applicabile l’art. 295 c.p.c., lo stesso non potrebbe esserlo nel caso di specie dal momento che la pregiudizialità di una controversia amministrativa è configurabile solo laddove entrambi i giudizi pendano tra le stesse parti (circostanza non documentata nel caso di specie) ed il giudice amministrativo sia chiamato a definire questioni di diritto soggettivo in sede di giurisdizione esclusiva e non anche qualora innanzi allo stesso sia impugnato un provvedimento incidente su interessi legittimi (come nel caso di specie), potendo, in quest’ultima ipotesi, il giudice ordinario disapplicare il provvedimento amministrativo. (Cass. 20491/18);
Inoltre, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 27 ottobre 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Sez. 6-5, n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione..(Cass. 23129/18)
Si osserva ulteriormente che l’art. 39 comma 1 bis – aggiunto dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, art. 9, comma 1, lett. o), a decorrere dal 1 gennaio 2016 – (“La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”) non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto al Consiglio di Stato..(Cass. 23129/18).
Col terzo motivo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3 poichè la CTR avrebbe mancato di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e dunque avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà. Da ciò la conclusione che il confronto avrebbe avuto senso solo fra microzone di uno stesso territorio comunale.
Anche il secondo ed il terzo motivo – che possono essere trattati unitariamente, in ragione della connessione logica – non sono fondati.
Il ricorso va in conclusione respinto. Stante la novità della questione si compensano le spese del presente giudizio relativamente ai contribuenti costituiti; nulla per le spese per gli altri non costituiti.
La Corte rigetta il ricorso; compensa le spese nei confronti dei contribuenti costituiti.