Source: http://www.consumatorifelici.it/adeguamento-pensionistico-ce-tempo-fino-al-31-dicembre-2016/
Timestamp: 2019-03-26 14:00:01+00:00
Document Index: 90466087

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 1', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ']

Adeguamento pensionistico. C'è tempo fino al 31 dicembre 2016 - Unione Nazionale Consumatori
Adeguamento pensionistico. C’è tempo fino al 31 dicembre 2016
Invia la tua lettera di messa in mora all’INPS per richiedere l’adeguamento della pensione che ti è stato negato negli anni passati per colpa della Riforma Fornero, dichiarata incostituzionale.
La riforma Fornero, all’art. 24, comma 25, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, prevedeva che «in considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento».
Di conseguenza, dal gennaio 2012 l’importo del rateo pensionistico di chi percepiva una pensione lorda di €1450 (circa 1088 netti) ha subito il blocco della perequazione automatica.
La Corte Costituzionale con la sentenza n.70/2015 pubblicata in gazzetta ufficiale in 6.5.2015 dichiarava la incostituzionalità della norma predetta, disponendone la espunzione dall’ordinamento con effetto retroattivo (cosiddetto effetto ex tunc).
Ne consegue che già dal 7 maggio 2015, l’I.N.P.S. era tenuto nei confronti di tutti quei pensionati che non avevano percepito l’adeguamento pensionistico, alla ricostituzione del trattamento pensionistico per gli anni 2012 e 2013 ed al suo adeguamento per gli anni 2014, 2015 secondo la normativa previgente ed alla corresponsione delle somme non versate a tale titolo.
Tuttavia, con l’art. 1 del Decreto Legge n. 65 del 21 maggio 2015 convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2015, n. 109 (in G.U. 20/07/2015, n. 166) il Governo italiano ha previsto un rimborso delle somme dovute a titolo di rivalutazione monetaria per gli anni 2012 e 2013 solo parziale per alcune fasce di pensionati (da tre a sei volte il trattamento minimo INPS) e per altre addirittura inesistente (superiore a sei volte il trattamento minimo INPS).
Gli atti posti in essere dal governo Renzi sono manifestamente incostituzionali, e sono numerosi i tribunali che hanno interpellato la Corte Costituizionale affinchè si esprima anche su questa norma in palese contrasto con gli artt. 136 (efficacia delle sentenze della Corte), 36 (diritto alla giusta retribuzione) e 38 (diritto alla adeguatezza della pensione) della Costituzione sia perché regolamenta in senso deteriore e con efficacia retroattiva diritti acquisiti dei pensionati per gli anni 2012 e 2013 e prevede per gli anni 2014, 2015 una percentuale pari all’ 8%, 4% e 2% e per il 2016 una percentuale pari al 20%, 10% e 5 % di quanto riconosciuto per gli anni 2012 e 2013 e ciò in aperto contrasto con i principi affermati dalla sentenza della Corte Costituzionale.
La prescrizione è quinquennale ciò significa che per poter pretendere l’adeguamento per l’anno 2012 è necessario inviare all’INPS una lettera di messa in mora per interrompere la prescrizione.
Richiedici un fac simile da poter inviare con lettera raccomandata A/R all’INPS. Compila il modulo sottostante.
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