Source: https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/ucm?id=bhi64ufdownlvppjivaxbe72ke
Timestamp: 2019-03-18 14:11:22+00:00
Document Index: 78373523

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 120', 'art. 120']

Azienda Usl Roma 6, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avvocato Stefano Merelli, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avv. Vincenza Di Martino in Roma, via Pompeo Magno n. 7;
Sad – Servizi Assistenziali Domiciliari Srl, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avvocato Saverio Sticchi Damiani, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, p.zza San Lorenzo in Lucina, 26;
del provvedimento del 20 febbraio 2017, prot. 3399/2017, che ha determinato le ammissioni/esclusioni delle ditte partecipanti, ai sensi dell'art. 29 del D.Lgs. 50/2016, dalla procedura europea per l'affidamento del Servizio di erogazione di cure domiciliari di elevata intensità e di assistiti in ventilazione meccanica continuativa o comunque affetti da gravissime disabilità dell'Azienda USL Roma 6; nonché
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 11 luglio 2017 il dott. Massimo Santini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1. La società ricorrente ha preso parte alla procedura europea per l’affidamento del servizio di erogazione di cure domiciliari di elevata intensità e di assistiti in ventilazione meccanica continuativa o comunque affetti da gravissime disabilità dell'Azienda USL Roma 6. Importo a base d’asta: 4 milioni di euro per 6 mesi, oltre 4 milioni in caso di rinnovo del contratto per altri 6 mesi. Criterio di aggiudicazione: OEPV.
f) in sesto ed ultimo luogo la difesa di parte ricorrente sottolinea che l’onere di proporre due distinti ricorso, il primo avverso le ammissioni ed il secondo avverso l’aggiudicazione, costituirebbe un evidente aggravio di natura processuale ed economica. Il collegio ritiene tuttavia al riguardo di aderire a quel dato orientamento giurisprudenziale (cfr. T.A.R. Napoli, sez. VIII, 19 gennaio 2017, n. 434; TAR Bari, sez. I, 7 dicembre 2016, n. 1367) secondo cui, anche in tali casi, sarebbe ben possibile ricorrere all’istituto dei motivi aggiunti (da formulare ossia avverso il successivo provvedimento di aggiudicazione). E ciò in quanto: 1) il comma 7 dell’art. 120 c.p.a. deve essere interpretato nel senso di riconoscere alla parte ricorrente la facoltà (e non l’obbligo) di proporre autonoma impugnativa avverso il provvedimento di aggiudicazione della gara, ove questo sia sopraggiunto all’introduzione del non ancora definito giudizio ex art. 120 comma 6 bis, c.,p.a.; 2) una eventuale preclusione di questo genere (obbligo e non facoltà di proporre giudizi separati) sarebbe contraria a fondamentali principi di “economia processuale”; 3) in questa stessa direzione depone tra l’altro il principio generale della cumulabilità delle azioni connesse soggette a riti diversi di cui all'art. 32, comma 1 c.p.a. Questo, in particolare, il prezioso ragionamento offerto dal TAR Napoli nella citata sentenza n. 434 del 2017: “In linea generale, la previsione di un rito superaccelerato per l’impugnativa dei provvedimenti di esclusione o ammissione è volta, nella sua ratio legis, a consentire la definizione del giudizio prima che si giunga al provvedimento di aggiudicazione. Ovverosia, in sostanza, a definire la platea dei soggetti ammessi alla gara in un momento antecedente all'esame delle offerte e alla conseguente aggiudicazione. Una volta, tuttavia, che il provvedimento di aggiudicazione intervenga in corso di causa, non appare logico, né utile ai fini delle ragioni di economia processuale, precludere l'impugnativa di quest'ultimo provvedimento con motivi aggiunti. Anzi appare del tutto contrario ai principi di economia e concentrazione processuale, oltre che foriero di possibili contrasti fra giudicati, sostenere che il provvedimento di aggiudicazione sopravvenuto debba essere impugnato con ricorso autonomo e che le due impugnative non possano confluire in un unico giudizio.
In questo senso depone fra l'altro il principio generale della cumulabilità delle azioni connesse soggette a riti diversi di cui all'art. 32, comma 1 c.p.a., a mente del quale "È sempre possibile nello stesso giudizio il cumulo di domande connesse proposte in via principale o incidentale. Se le azioni sono soggette a riti diversi, si applica quello ordinario, salvo quanto previsto dal Titolo V del Libro IV" … Il principio di cumulabilità delle azioni è volto a garantire l'unitarietà del giudizio, in coerenza con il principio di effettività e completezza della tutela giurisdizionale, assicurando la valutazione complessiva della vicenda sostanziale portata all'attenzione del giudice.
Tale principio viene talmente valorizzato nell'ambito del diritto processuale amministrativo sino, ad esempio, ad ammettere la cumulabilità di due azioni ontologicamente diverse e assoggettate a due riti ben distinti quali quella di esecuzione del giudicato (azione di giurisdizione di merito, di natura prevalentemente esecutiva e soggetta a un rito abbreviato) e quella di legittimità (assoggetta al rito ordinario). Per gli atti posti in essere dalla P.A. successivamente al giudicato viene, infatti, ammesso che l'azione per far valere l'illegittimità di tali atti venga cumulata con quella volta a far valere la violazione del giudicato e alla sua esecuzione (Cons. Stato, Ad. Plen. 15 gennaio 2013, n. 2; Cons. Stato, sez. V, 9 aprile 2015, n. 1806 e 1808; Cons. Stato, sez. V, 23 febbraio 2015, n. 854).
Tale esigenza di unitarietà non può non trovare eco anche in materia di impugnativa delle procedure di gara, per provvedimenti, come quelli in esame, in stretta connessione tra loro, anzi uno condizionante l'altro, come l'esclusione o l'ammissione di concorrenti e l'aggiudicazione definitiva. Tenendo conto di ciò, il Collegio ritiene che il comma 7 dell'art. 120 c.p.a. debba essere interpretato nel senso di riconoscere alla parte ricorrente la facoltà (e non l'obbligo) di proporre autonoma impugnativa avverso il provvedimento di aggiudicazione della gara, ove questo sia sopraggiunto all'introduzione del non ancora definito giudizio ex art. 120, comma 6 bis, c.p.a., senza in assoluto escludere né la possibilità di un'impugnativa congiunta, né la proposizione successiva di motivi aggiunti”.
8.01. Giova rammentare che, nella prospettiva della difesa di parte ricorrente: a) la controinteressata SAD ha ottenuto l’autorizzazione definitiva ad esercitare l’attività di assistenza domiciliare soltanto con provvedimento regionale in data 20 febbraio 2017. Dunque alla data di scadenza per la presentazione delle offerte (22 dicembre 2016) la stessa SAD non sarebbe stata in possesso dei necessari requisiti di partecipazione, avendo a quella data acquisito una mera “autorizzazione provvisoria”, come tale inidonea ad assumere determinati impegni; b) in ogni caso, anche a voler ritenere sufficiente un simile titolo (autorizzazione provvisoria), con atto in data 27 gennaio 2017 la Regione avrebbe diffidato la stessa SAD a sospendere la propria attività per la mancata produzione di taluni documenti in sede di domanda di autorizzazione regionale.
8.2.1. Va infatti osservato, in primo luogo, che il sistema complessivamente delineato dalla legge regionale n. 4 del 2003 (Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie) e del regolamento regionale n. 2 del 2007 [Disposizioni relative alla verifica di compatibilità e al rilascio dell'autorizzazione all'esercizio, in attuazione dell'articolo 5, comma 1, lettera b), della legge regionale 3 marzo 2003, n. 4] prevede in particolare che:
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Alfredo Storto,	Consigliere