Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-17462-del-28-06-2019
Timestamp: 2020-08-10 19:35:52+00:00
Document Index: 6788534

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 21', 'art. 156', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 17462 del 28/06/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17462 del 28/06/2019
Cassazione civile sez. VI, 28/06/2019, (ud. 10/04/2019, dep. 28/06/2019), n.17462
sul ricorso 27013-2017 proposto da:
avverso la sentenza n. 3309/48/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CAMPANIA, depositata ii 10/04/2017;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania, che aveva accolto l’appello di L.A. contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Caserta. Quest’ultima aveva rigettato l’impugnazione del contribuente avverso l’avviso di liquidazione per IRPEF, per l’anno 2010.
che col primo, la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, giacchè la sentenza impugnata avrebbe omesso di rilevare l’inammissibilità del ricorso introduttivo, perchè tardivo;
che, col secondo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 37, 41 bis e 43,dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, degli artt. 113 e 115 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4;
che, infatti, la CTR avrebbe erroneamente escluso la qualità di socio di fatto della s.r.l. Goldfire in capo al contribuente, violando altresì i principi in materia di valutazione delle prove e di ripartizione dell’onere probatorio;
che, in materia di contenzioso tributario, il termine previsto dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 21, comma 1, per la proposizione del ricorso giudiziale avverso il provvedimento impositivo è, per sua natura, di carattere perentorio, sicchè, venuto esso a scadenza, risulta irrilevante il successivo contegno del convenuto, stante l’imperatività ed indisponibilità delle norme in materia di decadenza. A tale stregua, la costituzione della parte convenuta, se ai sensi dell’art. 156 c.p.c., comma 3,può sanare vizi inerenti la notificazione dell’atto introduttivo, in quanto prova l’uguale raggiungimento dello scopo perseguito dalle norme che regolano tale notificazione, comunque non vale ad inficiare a posteriori la definitività del provvedimento impositivo, stante l’avvenuta perdita del diritto d’impugnarlo, venendo altrimenti detta costituzione sostanzialmente a tradursi in un’inammissibile ipotesi di rimessione in termini (Sez. 5, n. 12338 del 24/05/2006);
che, in effetti, l’esame del fascicolo di merito ha consentito di acclarare che l’avviso di accertamento è stato notificato al contribuente il 13 novembre 2014, mentre il ricorso risulta spedito con raccomandata il 7 aprile 2015, ben oltre i sessanta giorni previsti dalla legge;
che le spese del giudizio devono essere interamente compensate con riguardo al merito, mentre quelle di cassazione seguono la soccombenza e vanno liquidate come in dispositivo.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, dichiara inammissibile il ricorso introduttivo.
Compensa le spese del giudizio di merito e condanna il L. al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida, a favore dell’Agenzia delle Entrate, in Euro 3.500, oltre spese prenotate a debito.