Source: https://www.visureitalia.com/smartfocus/opposizione-a-atto-di-precetto-quale-documentazione-e-necessaria/
Timestamp: 2019-06-25 07:41:02+00:00
Document Index: 10284145

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 617', 'art. 615', 'art. 481', 'art. 166', 'art. 168', 'art. 38', 'art. 167']

Opposizione ad atto di precetto: quale documentazione è necessaria? - Smart Focus Opposizione ad atto di precetto: quale documentazione è necessaria? - Smart Focus
Pressione fiscale in Italia in crescita nel 2019
Home » Opposizione ad atto di precetto: quale documentazione è necessaria?
Avvocati Recupero Crediti	di Redazione 01/12/2018
L’atto di precetto costituisce l’ultimo adempimento prima che il creditore possa dare seguito alla esecuzione forzata. Il termine di efficacia del precetto è di 90 giorni dalla notifica. Il debitore può fare ricorso al Giudice e presentare una opposizione al precetto. Analizziamo le cause, la documentazione, le motivazioni e la disciplina per la opposizione ad un atto di precetto prevista dall’art. 615 e ss.gg. del codice di procedura civile.
Come funziona l’opposizione ad atto di precetto
L’art. 615 con la procedura di opposizione ad un atto di precetto riconosce una forma di tutela per il debitore. In presenza di vizi di forma, di legittimità o di conteggio degli importi, il debitore può richiedere al Giudice di interrompere la procedura di esecuzione forzata. Di fatto il debitore, con la opposizione al precetto, contesta il diritto del creditore alla esecuzione del pignoramento sui beni di sua proprietà. Dal momento della presentazione dell’istanza, può essere sospesa l’efficacia esecutiva del titolo. Spetta al Giudice valutare se ricorrano i requisiti per la sospensione del pignoramento accogliendo o meno l’istanza del debitore.
La disciplina della opposizione ad un atto di precetto
Il debitore può contestare l’atto di precetto se ricorrano delle gravi motivazioni. La disciplina dell’art. 615 prevede che si possa presentare una opposizione contro:
gli atti esecutivi (art. 617 e 618 C.p.C.), in presenza di vizi formali, processuali o di notifica che possano determinare la nullità del precetto;
l’azione esecutiva (art. 615 e 616 C.p.C.), nel caso di pagamenti parziali o tali già avvenuti, errori nei conteggi, somme non dovute che possano mettere in discussione la legittimità stesso dell’atto di precetto.
Per la presentazione dell’istanza di opposizione ad un atto di precetto, il debitore dovrà rispettare i termini, le procedure e ricorrere alla documentazione necessaria prevista dal codice di procedura civile. L’opposizione ad un atto di precetto viene formulata mediante un atto di citazione davanti al Giudice competente. L’istanza può essere accompagnata da una richiesta di sospensione dell’efficacia del titolo esecutivo. In seguito alla presentazione dell’atto di opposizione, si apre il procedimento di verifica degli atti esecutivi.
Il Giudice competente, valutata la sussistenza o meno dei gravi motivi evidenziati dal debitore, può concedere la sospensione del provvedimento di esecuzione. Qualora si sia dato corso nel frattempo al pignoramento, questo sarebbe nullo e privo di efficacia in quanto privo della legittimità del titolo esecutivo. Il debitore può contestare anche solo una parte dell’atto di precetto. In questo caso, come specificato dal decreto legge n. 83 del 27 giugno 2015, convertito in legge n. 132 del 6 agosto 2015, il Giudice può sospendere l’efficacia del provvedimento limitatamente alla parte contestata.
Termini per la opposizione ad un atto di precetto
Una volta ricevuta la notifica della consegna dell’atto di precetto, il creditore entro 90 giorni può procedere alla esecuzione forzata avverso i beni sottoposti a pignoramento. Si tratta di un termine di efficacia dell’atto di precetto, come disciplinato dall’art. 481 C.p.C. Il termine è tassativo e non può essere prorogato, ma, decorsi i 90 giorni, il creditore dovrà provvedere a rinnovare l’atto di precetto. Nel caso in cui, decorsi i 90 giorni, il creditore proceda con l’esecuzione forzata, il debitore può presentare una opposizione all’atto di precetto.
Ma quali sono i termini che il codice di procedura civile riserva al debitore per la presentazione dell’istanza? Occorre distinguere tra le due fattispecie:
Se oggetto dell’opposizione sono vizi formali o processuali presenti negli atti esecutivi, il debitore ha 20 giorni di tempo per la presentazione dell’istanza decorrenti dalla notifica dell’atto. A titolo esemplificativo ma non esaustivo, le casistiche possono essere:
mancanza di una firma nell’atto di precetto
assenza di un documento citato nell’atto
mancata indicazione nel precetto della data di notifica del titolo esecutivo;
inesistenza o nullità della notificazione del pignoramento;
mancato deposito del titolo esecutivo in originale o copia autenticata.
Opposizione all’azione esecutiva
Il debitore che ritenga illegittimo il titolo esecutivo sul quale si fonda l’atto di precetto non deve rispettare alcun termine. L’istanza di opposizione può essere presentata in qualunque momento, ad esempio nei casi di:
debito estinto in forza di un pagamento a saldo già avvenuto
debito a carico di un erede che ha rifiutato l’eredità
assegno emesso da oltre 6 mesi
cambiale emessa da oltre 3 anni
difformità tra la somma indicata nel precetto e quella contenuta nel titolo esecutivo.
La documentazione necessaria per la opposizione ad un atto di precetto
Il debitore, ai fini della presentazione della sua istanza tramite un legale di fiducia, dovrà allegare all’atto di opposizione la documentazione a supporto delle sue tesi. I documenti da allegare possono consistere in:
atto di precetto con evidenza degli errori formali
evidenza dei pagamenti effettuati
titolo esecutivo con evidenza dei vizi di forma
Di seguito un fac simile di istanza di opposizione ad un atto di precetto, da adattare in base al caso in esame ed alle esigenze.
Il Sig. __________, nato a __________ il ___________, residente in __________, alla via ___________, C.F.___________, rappresentato e difeso dall’avv. .___________ C.F. ____________, presso il cui studio è elettivamente domiciliato in _______________, alla via _____________ come da procura a margine del presente atto, con richiesta di effettuarsi le comunicazioni di cancelleria a mezzo fax al n. _____________ ovvero a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo ____________
in data ___________ è stato notificato all’esponente il titolo esecutivo costituito da _____________ unitamente all’atto di precetto per l’importo di € ___________, a istanza del creditore ___________;
il creditore non ha diritto a procedere ad esecuzione forzata, poiché ___________;
constatato che ricorrono gravi motivi per i quali può essere sospesa l’efficacia esecutiva del titolo, in quanto ___________
Tutto ciò premesso, l’istante come sopra rappresentato difeso ed elettivamente domiciliato
il Sig. _______________, C.F. _______________, residente in ___________, alla via ______________, n. ___________, a comparire dinanzi al Tribunale di ___________, all’udienza del ___________, ore di rito con invito a costituirsi nel termine di venti giorni prima dell’udienza indicata ai sensi e nelle forme stabilite dall’art. 166 c.p.c., e a comparire dinanzi al Giudice designato ai sensi dell’art. 168-bis c.p.c., con l’avvertimento che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all’art. 38 c.p.c. ed all’art. 167 c.p.c., ed in difetto si procederà in sua contumacia al fine di sentire accogliere le seguenti conclusioni.
Voglia il Tribunale adito
disporre la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo esecutivo ___________
dichiarare che il creditore non ha diritto di procedere ad esecuzione forzata per i motivi esposti in premessa
con vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio.
Dichiara che il valore del presente processo è pari ad € ___________.