Source: http://www.esseessepi.it/2015/06/
Timestamp: 2018-01-21 02:26:12+00:00
Document Index: 50582109

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 79', 'art. 40']

2015 giugno | SSP – Sicurezza Sanità Privacy
Il lavoro che c’è e nessuno cerca
30 giugno 2015 Attualità, Sicurezza
Anche nell’Italia della (post) crisi ci sono lavori che nessuno vuole fare. È questo quanto emerge da un’indagine condotta dall’ordine dei Consulenti del Lavoro e presentata nel corso dell’edizione 2015 del Festival del Lavoro in corso a Palermo. Nel solo primo trimestre del 2015, sarebbero infatti 29mila i posti di lavoro disponibili che le aziende offrono ma che nessuno cerca. Questi dati sono stati raccolti da un sondaggio fatto presso gli iscritti all’ordine e in sostanza confermano la tendenza riscontrata nell’indagine effettuata ad agosto 2014. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni è ai massimi storici dal 1970 con percentuali che superano i 40 punti; 3 milioni sono i disoccupati e più in generale gli inattivi dal lavoro sono circa il 73% nella fascia d’età tra i 15 e 24 anni. Eppure, nonostante questi numeri disastrosi, il lavoro non sembra mancare, anche se principalmente per lavori di tipo manuale, i cosiddetti “posti in piedi”. I lavori più ricercati nel corso del 2014 si trovano soprattutto nelle pizzerie, nei panifici, nelle gelaterie e nelle pasticcerie. “La difficoltà di reperire personale esperto nel settore ha costretto i gestori ad “accontentarsi” di assumere personale non attualmente qualificato
Prima dell’entrata in vigore del TU 81/08 “non era previsto l’invio di comunicazioni agli organi di vigilanza da parte del medico competente anche se in alcune Regioni si era instaurato un flusso di comunicazioni annuali contenente dati di sintesi sulla sorveglianza sanitaria”. Così si apre la parte dedicata alla legislazione della pubblicazione dell’Inail Allegato 3B del TU 81/08 – Prime analisi dei dati inviati dai medici competenti ai sensi dell’art. 40. Ed è proprio l’art. 40 che ha introdotto per il medico competente l’obbligo di inviare alla Asl del territorio* le informazioni elaborate, evidenziando le differenze di genere relative ai dati aggregati sanitari, di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, secondo il modello in allegato 3B. Ci penseranno le Regioni, poi, a trasmettere all’Inail queste informazioni aggregate. All’obbligo della raccolta e trasmissione dei dati aggregati della sorveglianza sanitaria si è arrivati nel 2009, con la produzione dello schema da utilizzare a livello nazionale, elaborato dal Gruppo di lavoro tecnico formato da rappresentanti di buona parte delle Regioni italiane e dall’Ispesl (ora Inail). Il DLgs 106/09, di modifica al TU 81/08, portò una parziale riformulazione dell’art. 40, con la temporanea sospensione dell’obbligo di raccolta e trasmissione dei dati, in attesa
Sentenza della Cassazione su infortunio e inabilità preesistente
Sentenza della Cassazione su infortunio e inabilità preesistente Una lavoratrice infortunata, già con percentuale di invalidità, ha posto ricorso contro l’Inail sia perché nel calcolo per la valutazione dello stato anteriore rispetto all’infortunio, si sarebbe applicato in modo erroneo la c.d. formula G* e sia perché si sarebbe dovuto considerare il grado di attitudine al lavoro residuato dopo l’infortunio e quello preesistente, non il grado di invalidità. La Cassazione Civile, Sez. Lav., 18 giugno 2015, n. 12629 ha ritenuto il ricorso infondato, sulla scorta anche della precedente giurisprudenza**. Nella sentenza si è ribadito che in caso di infortunio sul lavoro, se si accerta la sussistenza di fattori patologici preesistenti non aventi origine professionale, il giudice deve, anche di ufficio, fare applicazione dell’art. 79 del DPR 1124/1965 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) secondo cui il grado di riduzione permanente dell’attitudine al lavoro causata da infortunio: deve essere rapportata non alla normale attitudine al lavoro ma a quella ridotta per effetto delle preesistenti inabilità; deve essere calcolata secondo la cosiddetta formula G. * senza che abbia rilievo la circostanza che l’inabilità preesistente e quella da infortunio incidano sullo stesso apparato anatomo-funzionale***.
Pubblicazione dell’Inail sui dati inviati dai medici competenti (all. 3B)
Con il titolo Allegato 3B del DLgs 81/08, Prime analisi dei dati inviati dai medici competenti ai sensi dell’art. 40 è appena stata resa nota la pubblicazione dedicata alla descrizione della “natura dei dati registrati, del metodo di analisi adottato e delle criticità rilevate nella valutazione dei risultati”. “La raccolta dei dati aggregati contenuti nelle comunicazioni effettuate dai medici competenti, si propone di fornire un tangibile contributo al dibattito scientifico e giuridico, sperimentando per la prima volta, su base nazionale, l’uso di queste informazioni finalizzato al costante miglioramento della normativa, quale strumento al servizio della collettività per offrire strumenti di provata efficacia per la realizzazione di luoghi di lavoro sicuri”. Così, nell’introduzione del lavoro che è frutto della collaborazione tra Inail, Ministero della Salute e Coordinamento tecnico interregionale nei luoghi di lavoro.
Aumenta il lavoro nero
Cresce il lavoro sommerso. Dai dati forniti dal Ministro del lavoro, Giuliano Poletti nel corso del Festival del Lavoro di Palermo, su un totale di 221.476 aziende ispezionate nel 2014, 181.629 lavoratori sono risultati irregolari e ben 77.387 totalmente in nero (circa il 42% rispetto al 36% del 2013), per un ammontare tra contributi e premi evasi nel 2014 pari a 1,508 miliardi di euro, con un aumento del 6,1% rispetto all’anno precedente. Per non parlare dell’impianto sanzionatorio molto gravoso, soprattutto dopo l’entrata in vigore della legge n. 9/2014 che ha inasprito il regime. Grazie all’asseverazione dei rapporti di lavoro (Asse.Co) i Consulenti del Lavoro provano a incentivare il lavoro regolare e aiutare l’attività ispettiva del Ministero. Le aziende dotate di Asse.Co potranno ottenere due benefici immediati: la riduzione della possibilità di avere un’ispezione e la certezza che, comunque, nessuna sanzione verrà comminata qualora l’azienda rientri fra quelle scelte a campione. A seguito del Protocollo d’intesa siglato tra Ministero del Lavoro e Consiglio Nazionale dell’Ordine, è operativa la piattaforma predisposta dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro che permette ai Consulenti di “asseverare” la regolarità contributiva e retributiva delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro, semplificando gli adempimenti e promuovendo