Source: http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2001/aprile/decreto-flussi.html
Timestamp: 2018-11-19 18:49:18+00:00
Document Index: 88575257

Matched Legal Cases: ['art 3', 'art 3', 'art 3', 'art 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1']

Testo modificato in seguito alle consultazioni previste dall’art 3 del Testo Unico sull’Immigrazione e dall’art 3 del DPCM 2 a
Testo modificato in seguito alle consultazioni previste dall’art 3 del Testo Unico sull’Immigrazione e dall’art 3 del DPCM 2 agosto 2000.
Vista la propria direttiva in data 2 febbraio 2001, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 3 marzo 2001;
1. Nell’ambito della quota massima di cui all’art. 1, comma 1, è consentito l’ingresso in Italia per lavoro subordinato non stagionale e autonomo di 20.000 lavoratori così ripartiti:
b) 3000 lavoratori per lavoro autonomo, anche per lo svolgimento di attività professionali, provenienti da qualsiasi Paese non comunitario, con esclusione dei Paesi di cui all’art. 3;
c) 2000 lavoratori per lavoro subordinato o autonomo, quali infermieri professionali che hanno conseguito il titolo in Italia ovvero ai quali il Ministero della Sanità ha riconosciuto il titolo conseguito all’estero;
d) 3000 lavoratori per lavoro subordinato o autonomo, specializzati nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
2. Con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’industria, e d’intesa con il Ministero degli esteri se si vorrà valutare la provenienza, da emanare entro 90 giorni dalla pubblicazione del seguente decreto, sono stabiliti i profili professionali degli operatori del settore della tecnologia dell’informazione e della comunicazione ricompresi nella quota di cui alla parte e) del comma 1 del presente articolo.
4000 cittadini di altri Paesi, non appartenenti all’Unione europea che sottoscrivano specifici accordi di cooperazione in materia migratoria anche riguardanti, per gli accordi in materia di lavoro, progetti sperimentali di formazione all’estero, a carico dei privati proponenti e nell’ambito e nei limiti delle risorse destinate allo scopo, da sviluppare su proposta dei ministri interessati, di concerto con il Ministero del lavoro se non proponente, e in collaborazione con le organizzazioni rappresentative degli imprenditori e dei datori di lavoro.
2. Tenuto conto della particolare situazione politico-sociale della Somalia, è consentito l’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato o autonomo o per l’inserimento nel mercato del lavoro di una quota di 500 cittadini somali.
1. Qualora, trascorsi novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si verifichino significativi residui delle quote di cui ai presenti articoli 2, 3 e 4, con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, d’intesa con i Ministri interessati e ferma restando la quota massima di cui all’art. 1 del presente decreto, si provvederà, sulla base dell’andamento delle effettive richieste, a rideterminare le ripartizioni numeriche stabilite