Source: http://www.studiominoccheri.com/2013/05/
Timestamp: 2020-04-09 00:13:01+00:00
Document Index: 173643945

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 13', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 44', 'art. 2631', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 3']

STUDIO MINOCCHERI: maggio 2013
Dichiarazione dei redditi 730/2013: prorogati i termini per la consegna
5 per mille 2013 : pubblicati gli elenchi definitivi
In data 27 maggio 2013 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito web (www.agenziaentrate.gov.it) gli elenchi definitivi 2013 degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille.
I legali rappresentanti degli enti del volontariato presenti in lista dovranno presentare alla Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate, entro il 1° luglio, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti i requisiti di ammissione all'elenco.
Le stesse regole valgono anche per le associazioni sportive dilettantistiche, i cui rappresentanti legali dovranno però presentare la documentazione richiesta alla struttura del Coni competente per territorio.
Unico 2013: nessun rinvio previsto per la scadenza del 16 giugno 2013
In data 22 maggio 2013, il MEF, a seguito del quesito posto dalla commissione Finanze della Camera, ha chiarito che non è prevista alcuna proroga per la scadenza del 16 giugno relativa ai versamenti, che comprendono anche l'adeguamento alle risultanze degli studi di settore.
In particolare il MEF e l'Agenzia delle Entrate hanno ricordato che:
• è già stato predisposto il D.M. di approvazione della "revisione congiunturale speciale" per il periodo d'imposta 2012 e sono stati elaborati i correttivi applicabili ai 205 studi di settore in vigore;
• a breve verranno approvati i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore 2012;
• sarà diffuso entro breve tempo anche il software Gerico 2013, contenente gli adeguamenti alle modifiche approvate con i D.M. 21 e 28 marzo 2013 nonché i correttivi per assorbire l'effetto della congiuntura economica.
MODELLO 730/2013: in arrivo la proroga al 10 giugno 2013 dei termini relativi alla presentazione dei modelli 730/2013 ai CAF
In arrivo la proroga dei termini relativi alla presentazione dei modelli 730/2013 ai CAF-dipendenti e ai professionisti abilitati a prestare assistenza fiscale, mediante l’emanazione di un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Più tempo, pertanto, per la presentazione dei modelli 730/2013 da parte dei contribuenti che possono avvalersi dell’assistenza fiscale, tipicamente lavoratori dipendenti, pensionati e alcuni titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (ad esempio, collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori a progetto).
Se il modello 730/2013 viene presentato ad un CAF-dipendenti o ad un professionista abilitato (soggetto iscritto negli Albi dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o dei consulenti del lavoro), è infatti prevista la proroga dell’ordinario termine del 31 maggio al 10 giugno 2013.
Il rinvio si rende necessario in considerazione delle nuove modalità telematiche adottate dall’INPS per il rilascio dei modelli CUD 2013, che avevano già comportato il differimento dal 30 aprile al 16 maggio della presentazione dei modelli 730/2013 al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale diretta, disposta dal DPCM 26 aprile 2013.
Successivamente, la situazione si è “aggravata” con l’entrata in vigore del DL 21 maggio 2013 n. 54, con cui è stato sospeso il pagamento della prima rata dell’IMU dovuta per il 2013 per alcune tipologie di immobili (in particolare le abitazioni principali, salvo quelle di maggior pregio iscritte nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9), mettendo in difficoltà chi aveva già presentato il modello 730/2013 optando per l’utilizzo dei crediti derivanti dalla dichiarazione, in tutto o in parte, mediante compensazione con l’IMU dovuta per il 2013, indicandoli nel modello F24. Tale opzione impedisce, infatti, il rimborso dei crediti da parte del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente previdenziale) e potrebbe quindi essere necessario riconsiderare l’opzione effettuata, modificando il modello 730 già presentato.
Si ricorda che la presentazione del modello 730/2013 ad un CAF o professionista deve essere accompagnata dalla documentazione necessaria per il rilascio obbligatorio del visto di conformità (ad esempio, CUD e altre certificazioni del sostituto d’imposta, fatture e ricevute relative a oneri deducibili e detraibili, ecc.), anche se la dichiarazione viene presentata già compilata.
Viene conseguentemente previsto il differimento dal 15 giugno al 24 giugno del termine entro il quale il soggetto che presta l’assistenza fiscale (CAF o professionista) deve consegnare al contribuente la copia del modello 730/2013 elaborato.
Prevista anche la proroga del termine entro cui i CAF e i professionisti che prestano assistenza fiscale devono trasmettere in via telematica i modelli 730/2013 all’Agenzia delle Entrate, che slitta all’8 luglio 2013 (in luogo del 1° luglio, in quanto il 30 giugno cade di domenica). Entro tale termine, devono essere trasmessi all’Agenzia delle Entrate i modelli 730/2013 elaborati, le schede relative alla destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF (modelli 730-1), i prospetti di liquidazione della dichiarazione (modelli 730-3) e la comunicazione dei risultati contabili dei modelli 730/2013 elaborati (modelli 730-4), ai fini dell’effettuazione dei conguagli in capo al contribuente, che la stessa Agenzia provvederà poi a “girare”, sempre in via telematica, ai sostituti d’imposta.
Si ricorda, infatti, che tutti i sostituti d’imposta (esclusi l’INPS e quelli che si avvalgono del Service Personale Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze) sono tenuti a ricevere i modelli 730-4 in via telematica dall’Agenzia delle Entrate e, a tali fini, dovevano effettuare l’apposita comunicazione entro il 2 aprile 2013, ai sensi del provvedimento del 22 febbraio 2013, ad esclusione dei sostituti d’imposta che nel 2011 e 2012 avevano già ricevuto i modelli 730-4 in via telematica dall’Agenzia delle Entrate e che non dovevano comunicare variazioni dei dati già forniti.
Nulla cambia, invece, in relazione alla trasmissione telematica dei modelli 730/2013 da parte dei sostituti d’imposta che prestano assistenza fiscale diretta, per i quali rimane ferma la scadenza del 1° luglio 2013.
Si ricorda che, entro la suddetta data, il sostituto d’imposta che trasmette telematicamente i modelli 730/2013 deve comunque consegnare ad un intermediario abilitato o ad un ufficio postale le buste con le schede per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF (modelli 730-1); per motivi di riservatezza, infatti, il sostituto d’imposta non può mai aprire tali buste per inviare telematicamente i relativi dati, ma deve sempre rivolgersi ad un soggetto esterno.
La suddetta scadenza del 1° luglio rimane ferma anche qualora il sostituto d’imposta incarichi un intermediario abilitato di effettuare sia la trasmissione telematica dei modelli 730/2013 elaborati che delle buste con le schede per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF (modelli 730-1).
Fonte: Eutekne – Autore : Massimo Negro
INAIL 2013: incentivo ai datori di lavoro che assumono
Con un comunicato del 20 maggio 2013, pubblicato sul sito internet istituzionale, il Ministro del Lavoro rende noto che è stato registrato alla Corte dei Conti ed è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il Decreto direttoriale 19 aprile 2013 di concessione di un beneficio a favore dei datori di lavoro privati che nel corso del 2013 assumano, a tempo determinato o indeterminato, anche part time o a scopo di somministrazione, lavoratori licenziati nei 12 mesi precedenti l'assunzione.
L'incentivo è pari a 190 euro mensili (riproporzionati in caso di part-time) per un periodo di:
• 12 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato;
• 6 mesi in caso di assunzione a tempo determinato.
La richiesta del beneficio va effettuata all'INPS, esclusivamente con modalità telematica, con le modalità stabilite dall'Istituto entro 30 giorni dalla data dell'entrata in vigore del predetto decreto.
IMU 2013: i nuovi codici tributo per gli immobili ad uso produttivo
Versamento dell’imposta municipale propria con un apposito codice tributo anche per i capannoni industriali e rurali ad uso strumentale classificati nel gruppo catastale D.
La risoluzione 33/E, pubblicata il 21 maggio 2013, ha istituito, per il versamento dell’IMU sugli immobili produttivi a destinazione speciale, nell’ipotesi in cui il pagamento dell’imposta debba essere effettuato con il modello F24, i due codici 3925, per la quota calcolata secondo l’aliquota ordinaria dello 0,76%, e 3930, per l'eventuale incremento che è facoltà del comune in cui è situato l’immobile stabilire.
Il surplus di gettito garantito da tale maggiorazione, che la legge 228/2012 (legge di stabilità 2013) limita ad un massimo di 0,3 punti percentuali, sarà destinato a beneficio dell'ente territoriale. Il codice catastale sarà, come di consueto, reperibile nella tabella pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.
IMU 2013 : il 17/05/2013 approvato il Decreto di sospensione della prima rata per l'abitazione principale
In data 17 maggio 2013, il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto relativo al c.d. "congelamento" della prima rata di acconto IMU.
In particolare, è stato stabilito che la sospensione riguarda:
• le abitazioni principali con le relative pertinenze;
• le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
• i terreni e i fabbricati rurali.
Nessuna sospensione è, invece, prevista per le abitazioni principali di pregio, ossia ville, castelli e immobili signorili (categorie catastali A1, A8 e A9).
Si ricorda, infine, che entro la fine di agosto il Governo dovrà provvedere a riformare la tassazione del patrimonio immobiliare, altrimenti i contribuenti saranno tenuti a versare l'IMU sospesa a giugno entro il 16 settembre 2013.
IMU: ravvedimento fino al 30 giugno 2013 per i manacati versamenti del 2012
L’art. 16 del DLgs. 18 dicembre 97 n. 473 ha esteso all’IMU la disciplina del ravvedimento operoso, ovvero la possibilità, per l’autore della violazione, di rimediare spontaneamente all’omissione o all’irregolarità commessa nell’applicazione della disposizione tributaria fruendo di una riduzione della sanzione amministrativa.
Nello specifico, l’art. 13 del DLgs. 472/97 stabilisce che la sanzione è ridotta ad un ottavo del minimo (che, in caso di omesso versamento, è pari ad 1/8 del 30%), se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene alternativamente entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, quando non è prevista una dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore (cosiddetto ravvedimento “lungo”).
Prima delle modifiche introdotte dal DL 35/2013 e dei chiarimenti forniti dal Ministero dell’Economia con la circolare n. 1/DF del 29 aprile 2013, si riteneva, per l’applicazione del ravvedimento “lungo”, di dover fare riferimento a quest’ultima ipotesi (la possibilità di ravvedersi entro un anno dall’omissione), non tanto perché non fosse prevista, ai fini IMU, la dichiarazione, quanto piuttosto perché si riteneva che non si trattasse di una dichiarazione periodica. Infatti, sebbene in materia non constino chiarimenti, la stessa, una volta presentata, ha effetto anche per gli anni successivi a quello di presentazione, sempre che non si verifichino variazioni dei dati e degli elementi dichiarati tali per cui risulti diverso l’ammontare dell’imposta dovuta.
Per avvalorare la tesi del termine annuale, peraltro, era stata corretta la parte delle istruzioni al modello di dichiarazione IMU, sottoposta alla pubblica consultazione fino al 19 ottobre 2012, in cui veniva precisato che la regolarizzazione degli errori e delle omissioni dovesse avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale era stata commessa la violazione.
Il Ministero, nella versione in bozza poi cancellata, aveva ritenuto infatti che la dichiarazione IMU potesse considerarsi periodica in quanto “l’obbligo di dichiarare il possesso ovvero di dichiarare le variazioni incidenti sulla determinazione dell’imposta, non cessa allo scadere del termine fissato dal legislatore con riferimento all’«inizio» del possesso ma permane finché la dichiarazione non sia presentata e determina, per ciascun anno di imposta, una autonoma violazione punibile ai sensi dell’art. 14, comma 1 del DLgs. n. 504 del 1992”. L’opinione del Ministero (connotazione della dichiarazione IMU come dichiarazione periodica) trovava fondamento nelle decisioni della Corte di Cassazione contenute nelle sentenze 16 gennaio 2009 n. 932 in materia di ICI e 11 febbraio 2005 n. 2823 in materia di TARSU.
La circolare ministeriale n. 1/DF/2013, commentando le modifiche introdotte dal DL 35/2013 tra cui la fissazione al 30 giugno del termine di presentazione della dichiarazione, ritiene invece che la dichiarazione abbia una valenza “periodica”. Sulla base di questo assunto, il Ministero afferma che il termine “fisso” del 30 giugno dell’anno successivo permette ai contribuenti di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso, superando i problemi che sarebbero sorti con il “termine mobile” di 90 giorni.
La citata circolare non prende in considerazione, però, la natura non obbligatoria della dichiarazione. La stessa, infatti, una volta presentata, ha effetto anche per gli anni successivi a quello di presentazione, sempre che non si verifichino variazioni dei dati e degli elementi dichiarati tali per cui risulti diverso l’ammontare dell’IMU dovuta. Si ripropone quindi l’automatismo di implicita conferma, di anno in anno, dei contenuti della dichiarazione, già proprio dell’ICI.
Restano problematiche per la natura non obbligatoria della dichiarazione
La questione è di non poco conto, in quanto aderire all’una piuttosto che all’altra tesi permette di sanare in forma agevolata le omissioni alternativamente entro il 30 giugno dell’anno successivo oppure entro un anno dalla loro violazione.
A titolo di esempio, il mancato versamento dell’IMU a saldo per l’anno 2012, aderendo alla tesi del Ministero, può essere sanato, con il ravvedimento, entro il 30 giugno 2013; viceversa, la sanzione ridotta si applicherebbe fino al 17 dicembre 2013.
Stante le problematiche connesse, anche alla luce dell’imminente scadenza del 30 giugno 2013, si auspica un ulteriore chiarimento in materia.
Fonte: Eutekne Autore: Stefano SPINA
Assunzione colf , baby sitter e badanti 2013: agevolazioni fiscali
Il reato di frode informatica per l’alterazione di un apparecchio da intrattenimento
Riportiamo in materia un interessante articolo pubblicato sulla rivista on line dell’Agenzia delle Entrate “Fisco oggi” a firma di Emiliano Marvulli .
“Il gestore di un locale che altera un apparecchio da intrattenimento per dribblare la maggiore tassazione ottiene, infatti, un ingiusto profitto con "artifici o raggiri"
Risponde di frode informatica il responsabile di una sala giochi che, in concorso con il concessionario del pubblico servizio, manomette l'apparecchio elettronico destinato a semplici "giochi di abilità", trasformandolo in slot machine, così evitando il versamento della maggiore imposta del 13,5% spettante all'Erario sugli apparecchi dotati di "aleatorietà".
Così ha stabilito la sezione penale della Corte di cassazione con la sentenza n. 18909 del 30 aprile.
I giudici della Corte di cassazione hanno confermato l'ordinanza con cui il tribunale del riesame aveva disposto la misura degli arresti domiciliari a carico del gestore di una sala giochi che, in accordo con coloro i quali agivano come incaricati di pubblico servizio, aveva prima alterato e poi installato nei propri locali degli apparecchi da gioco.
A seguito della suddetta modificazione, gli apparecchi, che originariamente erano previsti per semplici giochi di abilità, assoggettati a imposte da versare in maniera forfetaria, erano stati trasformati in vere e proprie slot machine, ossia apparecchi che, in quanto caratterizzati da completa aleatorietà, sarebbero stati soggetti a un maggiore tributo, pari al 13,5% delle somme giocate.
Pertanto, come effetto della manomissione, il gestore dei locali e gli agenti incaricati di pubblico servizio incassavano e trattenevano illecitamente le somme dovute al monopolio di Stato.
Il regime degli apparecchi da gioco
La disciplina in materia di apparecchi da gioco è contenuta nell'articolo 110 del regio decreto n. 773 del 1931 (Tulps - Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).
La disposizione in commento prevede due diverse categorie di apparecchi da gioco.
La prima (comma 6) è relativa ad apparecchi (slot machine) che producono vincite e per i quali è prevista l'emissione, da parte dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, di un nulla osta alla distribuzione e alla messa in esercizio. In tal caso, è tassativamente prevista l'instaurazione di un collegamento telematico tra gestore e pubblica amministrazione, che consenta di monitorare l'attività di gioco che lo Stato affida a terzi in concessione e di riscontrare le imposte effettivamente versate all'Erario. Con tale meccanismo, infatti, l'amministrazione può rilevare il volume di gioco e determinare il numero di vincite a titolo di imposta dovute (prelievo erariale unico), pari al 13,5% delle somme giocate, ed è altresì garantita la percentuale di vincite da erogare agli utenti, pari per legge al 75% su un ciclo di 140mila partite.
La seconda categoria (comma 7) riguarda gli apparecchi di puro svago, che non erogano premi, incentrati sull'abilità del giocatore e assoggettati a imposte versate forfettariamente.
La manomissione ideata dall'indagato, in accordo con gli incaricati di pubblico servizio, ha fatto sì che le macchine collocate nei propri locali, anziché riprodurre giochi di abilità, come originariamente previsto, raffigurassero in realtà vere e proprie slot machine.
Gli apparecchi così alterati non proponevano giochi correlati all'abilità del giocatore, ma giochi caratterizzati da completa aleatorietà, ed erogavano vincite con modalità esterna alla macchina, atteso che i "punti" della vincita venivano in realtà convertiti in denaro (e annotati in brogliacci trovati all'interno degli apparecchi).
Inoltre, il numero di partite per ciascun giocatore era illimitato, con possibilità di vincite superiori al limite consentito per legge.
Tale meccanismo aveva consentito agli indagati l'appropriazione indebita della quota, pari al 13,5% del costo di ciascuna partita, non monitorata e dovuta a titolo di prelievo erariale.
L'adita Corte di cassazione ha sancito che, con "l'introduzione, in apparecchi elettronici per il gioco di intrattenimento senza vincite, di una seconda scheda, attivabile a distanza, che li abilita all'esercizio del gioco d'azzardo (cosiddette "slot machine"), trattandosi della attivazione di un diverso programma con alterazione del funzionamento di un sistema informatico", si ravvisano gli estremi del reato di frode informatica.
A parere dei giudici di legittimità, la frode informatica è un'ipotesi speciale di truffa, "della quale conserva tutti i tratti costitutivi, fra cui proprio la condotta fraudolenta (artifizi e raggiri) finalizzata ad ottenere un ingiusto profitto con altrui danno", con l'unica differenza che nel primo reato l'attività fraudolenta non investe la persona, bensì il sistema informatico di pertinenza del medesimo soggetto, attraverso la manipolazione di detto sistema.
Nella lunga sentenza in commento, i giudici della Suprema corte hanno affrontato un ulteriore aspetto, sorto in considerazione del fatto che uno degli agenti del concorso di reato fosse un pubblico ufficiale o, più precisamente, "un incaricato di pubblico servizio".
Il quesito posto all'attenzione della Corte attiene al corretto inquadramento, per la fattispecie in esame, dei reati di frode informatica e di peculato.
Riprendendo la costante giurisprudenza in materia, i giudici di legittimità hanno affermato che si ravvisa il reato di frode quando gli artifici e i raggiri posti in essere dal pubblico ufficiale (o da un incaricato di pubblico servizio) sono antecedenti all'appropriazione fraudolenta del denaro (o di un bene mobile) spettante allo Stato: pertanto l'appropriazione, che costituisce il momento consumativo del reato, è di conseguenza posteriore all'attività illecita.
Nel peculato, invece, i termini della questione sono invertiti, perché il pubblico ufficiale ha già, per effetto del proprio ruolo, il possesso del bene o del denaro, che segna il momento consumativo del reato, mentre l'eventuale condotta fraudolenta serve solo per occultare il reato già consumato.
In altri termini, si ravvisa frode, e non peculato, quando il soggetto attivo (pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio), non avendo il possesso del denaro (o di altra cosa mobile altrui oggetto di appropriazione), "se lo procuri in maniera fraudolenta, facendo ricorso ad artifici o raggiri per procurarsi un ingiusto profitto".
Alla luce di tali principi, la fattispecie in esame certamente configura il reato di frode informatica.
Infatti, i raggiri e gli artifici, ossia la manomissione degli apparecchi prima dell'installazione nei locali di proprietà del gestore, avevano comportato che i macchinari non fossero assoggettati alla più pesante tassazione prevista per le slot machine (pari al 13,5% delle giocate effettuate).
Per effetto dell'alterazione, il gestore e gli incaricati di pubblico servizio finivano per trarre in inganno il Monopolio dello Stato, che non era messo nelle condizioni di poter riscuotere il tributo dovuto e, conseguentemente, potevano incassare e trattenere illecitamente la quota del 13,5 per cento.
Società cooperative: pagamento del contributo di revisione 2013/2014 entro il 15 luglio 2013
fino a 100 soci
fino a € 5.160,00 di capitale sociale sottoscritto
fino a € 75.000,00 di fatturato
da 101 a 500 soci
da € 5.160,00 a € 40.000,00 di capitale sottoscritto
da € 75.000,01a € 300.000,00 di fatturato
superiore a 500 soci
superiore a € 40.000,00 di capitale sociale sottoscritto
da € 300.000,01 a € 1.000.000,00 di fatturato
da € 1.000.000,01 a € 2.000.000,00 di fatturato
superiore a € 2.000.000,00 di fatturato
1. Cooperative e loro consorzi con fatturato superiore a 30 miliardi di lire;
2. Cooperative che detengano partecipazioni di controllo in società per azioni o a responsabilità limitata;
3. Cooperative che possiedano riserve indivisibili superiori a tre miliardi di lire o che raccolgano prestiti o conferimenti di soci finanziatori superiori a tre miliardi di lire;
4. Cooperative edilizie di abitazione e loro consorzi iscritti all’albo delle cooperative edilizie di abitazione di cui all’art. 13 della legge n. 59/1992.
5 per mille 2013: in rete gli elenchi provvisori
Gli enti del volontariato, della ricerca scientifica e dell'università, della ricerca sanitaria e le associazioni sportive dilettantistiche, che hanno chiesto di beneficiare della ripartizione annuale delle quote dell’Irpef destinate dai contribuenti (circa 400 milioni di euro), possono verificare da oggi la loro presenza negli elenchi provvisori, pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate, all’interno della sezione “Documentazione - 5 per mille - archivio 2013”.
A iscriversi, per l'esercizio finanziario 2013, sono stati in 45.603 (ben 1.715 candidati in più, rispetto alle liste 2012). Al numero vanno poi aggiunti anche i Comuni italiani per i quali non è prevista la pubblicazione di alcun elenco, in quanto potranno ricevere le “preferenze” direttamente dai propri cittadini residenti, per le iniziative sociali messe in campo.
Considerato l’elevato numero degli iscritti, per facilitare la consultazione degli elenchi, l’Agenzia mette a disposizione un motore di ricerca che consente di individuare i soggetti sia dalla denominazione sia dal codice fiscale.
Gli elenchi, quattro, sono in ordine alfabetico e, in particolare, riguardano:
• 38.031 enti del volontariato, Onlus, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano, associazioni e fondazioni riconosciute in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 10 del Dlgs 460/1997
• 7.047 associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale
• 422 enti della ricerca scientifica e dell'università
• 103 enti della ricerca sanitaria.
Gli enti del volontariato si confermano, dunque, sullo scalino più alto del podio ma, anche se a considerevole distanza, aumentano i numeri di tutte le altre tipologie di beneficiari. In tre anni (dal 2010 a oggi), ad esempio, le associazioni sportive dilettantistiche sono cresciute di 689 unità, gli enti della ricerca scientifica e dell'università segnano un +183 e quelli della salute +6.
In ogni caso, si tratta ancora di un parterre di aspiranti poiché gli elenchi sono provvisori, cioè suscettibili di modifiche derivanti dalla correzione di eventuali errori anagrafici, la cui segnalazione potrà essere inviata da enti del volontariato e associazioni sportive, entro e non oltre il 20 maggio, tramite il legale rappresentante, alla direzione regionale delle Entrate territorialmente competente. La versione definitiva degli elenchi sarà messa in rete entro il 27 maggio, una volta completate le operazioni di riscontro.
Gli stessi legali rappresentanti degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche dovranno poi presentare entro l’1 luglio, rispettivamente alla direzione regionale dell'Agenzia e all'ufficio del Coni, nel cui ambito territoriale si trova la sede legale degli organismi interessati, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la persistenza dei requisiti di ammissione al beneficio. Alla dichiarazione, che va redatta su apposito modello reperibile sul sito delle Entrate, è necessario allegare copia del documento di riconoscimento di colui che sottoscrive. Stesse modalità e tempistica valgono per gli enti della ricerca scientifica e dell’università tenuti alla presentazione della documentazione al Miur.
La chance per i ritardatari
Uno spiraglio rimane comunque aperto anche per chi non è riuscito a stare nei tempi regolamentari. Vale a dire che, con una piccola penalità, gli enti e le associazioni, che presentano domande d’iscrizione e documentazione integrativa entro il prossimo 30 settembre, possono ancora partecipare al riparto delle quote del 5 per mille, versando una sanzione di 258 euro tramite F24, con indicazione del codice tributo “8115”. La condizione indispensabile consiste, però, nel fatto che gli stessi possiedano i requisiti sostanziali per l’accesso al beneficio già alla data di scadenza della domanda di iscrizione: 7 maggio per gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche, 30 aprile per gli enti della ricerca scientifica e dell’università e quelli della ricerca sanitaria.
DURC 2013: con la rateizzazione dei ruoli di Equitalia il Durc è positivo.
Con comunicato stampa del 08/05/2013 Equitalia chiarisce ancora che il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può richiedere il Documento unico di regolarità contributiva (DURC) per partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi.
L’Agente della riscossione non può iscrivere ipoteca nei suoi confronti, né attivare qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva finché si è in regola con i pagamenti.
Raccolta delle Scommesse e degli altri concorsi pronostici: nuovi codici tributo
Sono stati istituiti, con la risoluzione n. 29/E del 9 maggio, i codici tributo per versare, con il modello F24 Accise, quanto dovuto dai concessionari abilitati alla gestione dei giochi a seguito del controllo automatizzato, da parte delll’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sull’imposta unica relativa alla raccolta delle scommesse, diverse da quelle ippiche e sportive, e degli altri concorsi pronostici, nonché le vincite e i rimborsi non riscossi.
Le norme in materia (articolo 24 del decreto-legge 98/2011) prevedono che sia l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a procedere, mediante procedure automatizzate, alla liquidazione dell’imposta unica e al controllo della tempestività e della rispondenza rispetto ai versamenti effettuati.
• “5340” (imposta e interessi)
• “5341” (sanzioni)
• “5342” (imposta e interessi - di competenza della regione Sicilia)
• “5343” (sanzioni - di competenza della regione Sicilia)
• “5344” (vincite prescritte e rimborsi non riscossi derivanti da scommesse diverse dalle ippiche e dalle sportive nonché da altri concorsi pronostici)
• “5345” (interessi)
•“5346” (penale per ritardato versamento).
Tali elementi per il versamento devono essere esposti nella sezione “Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”
Rateizzazione del debito con Equitalia 2013: inalzato il limite ad € 50.000 e consentite fino a 72 rate
Con Direttiva 7 maggio 2013, Equitalia ha modificato le modalità d'accesso e le procedure relative alla rateizzazione dei debiti ed in particolare:
• è stato innalzato da 20 mila a 50 mila euro il limite dell'importo del debito per il quale è possibile ottenere automaticamente la rateazione, senza necessità di dover allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica (autocertificazione);
• è stato disposto che per qualsiasi importo venga richiesta la rateazione il numero massimo di rate è pari a 72 e non più 48, fermo restando che l'importo di ciascuna rata dovrà essere pari ad almeno 100 euro.
In virtù di ciò, è già stato modificato l’apposito modulo per l’istanza di rateazione ai sensi dell’art. 19 del DPR 602/73.
Di sicuro interesse, inoltre, l'affermazione per cui il contribuente che ha ottenuto la rateizzazione non è più considerato inadempiente e può pertanto richiedere il DURC al fine di partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi.
Società sportive dilettantistiche 2013: chiarimenti contabili e fiscali con la Circolare Agenzia Entrate del 24/04/2013
Con Circolare 24 aprile 2013, n. 9, l'Agenzia della Entrate ha fornito chiarimenti in merito agli adempimenti contabili e formali necessari per accedere alle agevolazioni fiscali previste dalla Legge n. 398/1991 per le associazioni e le società sportive dilettantistiche.
In particolare, le Entrate precisano che:
• nel caso in cui gli enti in esame abbiano optato per il regime in oggetto sono tenuti ad annotare, anche con unica registrazione entro il giorno 15 del mese successivo, l'ammontare dei corrispettivi e di qualsiasi provento conseguiti nell'esercizio di attività commerciali, con riferimento al mese precedente, nel modello di cui al D.M. 11 febbraio 1997. La mancata osservanza (per errore o per dimenticanza) di tale adempimento comporta, l'applicabilità della sanzione amministrativa prevista in materia di violazioni degli obblighi relativi alla contabilità (da euro 1.032 ad euro 7.746) ma non la decadenza dal regime agevolato;
• la mancata redazione del rendiconto ai sensi dell'art. 22 D.P.R. n. 600/1973 non determina l'inapplicabilità della disposizione di esclusione dall'IRES per i proventi realizzati (art. 25, comma 2, L. n. 133/1999) e non rilevati in tale rendiconto, sempre che, in sede di controllo, sia comunque possibile fornire una documentazione idonea ad attestare la realizzazione dei proventi esclusi dal reddito imponibile. Resta ferma l'applicabilità delle sanzioni per la mancata osservanza degli obblighi relativi alla tenuta dei documenti contabili (da euro 1.032 ad euro 7.746).
Si ricorda infine che la normativa prevede precise modalità di convocazione e verbalizzazione delle assemblee al fine di "misurare" la reale natura associativa e il grado di democraticità dell'ente. Tuttavia, si può ritenere che l'adozione di forme di convocazione dell'assemblea diverse da quelle tradizionali (sms o e-mail) o l'occasionale mancato inserimento di tutti i nomi dei partecipanti nei verbali di assemblea o degli associati nel libro soci non costituiscono elementi che comportino necessariamente la decadenza dai benefici recati dalla Legge n. 398/1991.
Tassa annuale sulle unità da diporto 2013: pagamento entro il 31 maggio 2013
L’art. 16 commi 2-10 e 15-ter del DL n. 201/2011 ha introdotto, a decorrere dal 1° maggio 2012, una tassa annuale per le unità da diporto (imbarcazioni e navi) di lunghezza superiore ai 10 metri.
Mentre le modalità di versamento dell’imposta in esame sono stabilite dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 24 aprile 2012 n. 50304 e la ris. dell’Agenzia delle Entrate del 24 aprile 2012 n. 39 ha istituito i codici tributo per effettuare il versamento, i primi chiarimenti sull’applicazione dell’imposta erariale sono stati forniti dalla circ. dell’Agenzia delle Entrate del 30 maggio 2012 n. 16.
Gli importi della tassa, di cui al comma 2 dell’art. 16 (sono stati modificati dal DL 1/2012 rispetto agli importi originariamente fissati dal DL 201/2011), sono stabiliti nella misura fissa annuale di:
- 800 euro per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
- 1.160 euro per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
- 1.740 euro per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
- 2.600 euro per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri;
La tassa è riferita al periodo 1° maggio-30 aprile dell’anno successivo.
Il versamento, come precisato dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 24 aprile 2012, è effettuato entro il 31 maggio di ciascun anno, ovvero, qualora il presupposto per l’applicazione della tassa si verifichi successivamente al 1° maggio, entro la fine del mese successivo al verificarsi del presupposto stesso (in tal caso, la tassa deve essere versata rapportando l’importo annuo al periodo che decorre dal momento in cui si verifica il presupposto impositivo – ad esempio la data di acquisto di un’unità da diporto – fino al 30 aprile dell’anno successivo).
In altre parole, il soggetto che al 1° maggio 2013 risulta proprietario o titolare di altro diritto reale sull’imbarcazione o detentore della stessa, sulla base di un contratto di locazione anche finanziaria di durata superiore all’anno, è tenuto al pagamento entro il 31 maggio 2013 e la tassa si riferisce al periodo 1° maggio 2013-30 aprile 2014.
Si ricorda che, per i contratti di locazione, anche finanziaria, di cui all’art. 16 comma 7 del DL 201/2011 (conv. L. 214/2011), per i quali la tassa è dovuta per il periodo di durata del contratto, la stessa è determinata rapportandola ai giorni.
Versamento con F24 o bonifico in euro
Se il contratto è di durata inferiore al periodo 1° maggio-30 aprile, la tassa è versata entro il giorno antecedente la data di inizio del periodo di durata del contratto.
In altre parole, il soggetto che al 1° maggio 2013 risulta proprietario o titolare di altro diritto reale sull’imbarcazione o detentore della stessa, sulla base di un contratto di locazione anche finanziaria di durata superiore all’anno è anch’esso tenuto al pagamento entro il 31 maggio 2013.
Come previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 24 aprile 2012 n. 50304, la tassa annuale sulle unità da diporto è versata tramite il modello “F24 versamenti con elementi identificativi”, utilizzando i codici tributo istituiti dalla ris. 39/2012, ovvero, nel caso in cui i soggetti obbligati al pagamento siano impossibilitati ad utilizzare il suddetto modello, mediante bonifico in euro a favore del bilancio dello Stato.
730/2013: guida alla dichiarazione deiu redditi di capitale (partecipazioni e finanziamenti)
• redditi derivanti da rapporti di finanziamento riconducibili ad un’ampia nozione di interesse, come ad esempio proventi derivanti da contratti di mutuo, deposito e conto corrente, obbligazioni ecc;
• redditi derivanti da rapporti di partecipazione quali utili derivanti dalla partecipazione in società ed enti soggetti ad Ires, da rapporti di associazione in partecipazione di solo capitale o di cointeressenza (di cui all’art. 44 comma 1, lett. f ) o da strumenti finanziari che consentano una partecipazione al patrimonio dell’emittente.
• nella misura del 40% per i dividenti relativi ad utili formatisi fino all’esercizio 2007;
• nella misura del 49,72% per i dividendi relativi ad utili formatisi dopo l’esercizio 2007;
• in misura integrale i dividendi provenienti da società localizzate in stati o territori a fiscalità privilegiata.
Fonte: Gianluigi Degan – Centro Studi CGN
Bilancio 2013: guida agli adempimenti ed alle scadenze
• alle sanzioni previste dall’art. 2631 che stabilisce una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.032 a 6.197 euro;
• all’azione di responsabilità da parte di terzi o soci danneggiati dalla mancata convocazione dell’assemblea.
• redazione del bilancio consolidato;
• cambio del sistema informativo/contabile;
• società con più sedi dotate di autonomo sistema contabile (anche all’estero);
• gravi complicazioni di tipo organizzativo;
• presentato interpello per disapplicazione della normativa sulle società di comodo.
• il bilancio, costituito da prospetto contabile XBRL e da nota integrativa;
• la relazione sulla gestione, le relazioni dei sindaci e dei revisori contabili;
• il verbale di approvazione dell’assemblea.
Sicurezza sul lavoro: le aziende del gioco con meno di 10 dipendenti entro il 30 giugno dovranno predisprre il DVR
Dal 30 GIUGNO 2013 tutte le aziende che occupano fino a 10 lavoratori non potranno più autocertificare l’avvenuta valutazione dei rischi, ma saranno obbligate ad effettuare tale valutazione secondo le Procedure Standardizzate approvate dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e ad elaborare il relativo documento (DVR).
al momento che alla data del 30 giugno 2012 le Procedure Standardizzate non erano ancora state elaborate, il Decreto Legge numero 57 del 12 Maggio 2012 (convertito dalla Legge 101/2012) ha prorogato la scadenza del 30 giugno al 31 Dicembre 2012, in attesa che la Commissione consultiva permanente le emanasse. Il 16 maggio 2012, infatti, la Commissione consultiva permanente ha approvato le procedure standardizzate che, a breve, dovranno essere esaminate dalla Conferenza Stato Regioni per poter essere pubblicate definitivamente con Decreto Interministeriale.
• aziende industriali a rischio rilevante di cui all’art. 2 del D.Lgs.. 334/1999 e s.m.i.;
• aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni.
• aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
• aziende che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni o amianto.
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Società Cooperative: entro il 15 luglio 2013 il pagamento del contributo di revisione per il biennio 2013-2014
E` stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2013 il decreto 7 febbraio 2013, con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha determinato la misura del contributo dovuto dagli enti cooperativi per le spese relative alla revisione per il biennio 2013/2014.
Il termine del pagamento per gli enti cooperativi di nuova costituzione e` di 90 giorni dalla data di iscrizione nel Registro delle imprese. La fascia contributiva, per tali enti cooperativi, e` determinata sulla base dei soli parametri rilevabili al momento dell`iscrizione nel Registro delle imprese.
Il contributo dovuto dagli enti cooperativi per le spese relative alla revisione per il biennio 2013-2014 pertanto dovrà essere corrisposto secondo le modalità di accertamento e di riscossione stabilite nel decreto ministeriale 18 dicembre 2006, sulla base delle seguenti fasce di importo:
280 euro – per gli enti con un numero massimo di 100 soci, un attivo pari o inferiore ai 5.160 euro e un fatturato non superiore a 75 mila euro;
680 euro – per gli enti con un numero di soci ricompreso tra 101 e 500, un attivo compreso tra 5.160,01 euro e 40 mila euro, e un fatturato inferiore ai 300 mila euro; 1.350 euro – per gli enti con un numero di soci superiore alle 500 unità, un valore dell’attivo maggiore di 40 mila euro e un fatturato compreso tra 300 mila e 1 milione di euro; 1.730 euro e 2.380 euro, rispettivamente, per gli enti che, a parità dei requisiti di cui all’ultimo punto, presentino un fatturato, ricompreso tra 1 e 2 milioni di euro, ovvero superiore ai 2 milioni.
La collocazione in una delle prime quattro fasce di contribuzione richiede il possesso contestuale dei tre parametri ivi previsti. Gli enti cooperativi che superino anche un solo parametro sono tenuti al pagamento del contributo fissato per la fascia nella quale è presente il parametro più elevato. Per la determinazione dei parametri, occorre fare riferimento alle risultanze contabili al 31 dicembre 2012.
I suddetti contributi sono aumentati del 50% per gli enti cooperativi assoggettabili a revisione annuale ai sensi dell’art. 15 della L. n. 59/1992 – con esclusione degli enti iscritti all’albo nazionale delle cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi – e del 30% per gli enti di cui all’art. 3 della L. n. 381/1991. Il termine del pagamento per gli enti di nuova costituzione è di 90 giorni dalla data di iscrizione nel Registro delle imprese. Sono esonerati dal pagamento gli enti iscritti nel predetto registro dopo il 31 dicembre 2013.
I contributi, di pertinenza del Ministero dello Sviluppo Economico, andranno versati attraverso il modello F24, utilizzando il codice tributo 3010.
Le relative ed eventuali sanzioni andranno versate con il codice 3014.
Per il versamento della maggiorazione “speciale” prevista per le cooperative edilizie, infine, dovra` essere utilizzato il codice tributo 3011.
Per quanto riguarda le Banche di credito cooperativo, la misura del contributo per le spese relative alla revisione per il biennio 2013/2014 e` stata determinata con il decreto 12 dicembre 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2013.
La data di scadenza del versamento del contributo è il 15 luglio 2013.
Agenti rappresentanti e mediatori 2013: prorogato al 30 settembre 2013 l’aggiornamento del ruolo al Registro Imprese.
Più tempo, fino al 30 settembre 2013, per procedere all’aggiornamento delle posizioni nel Registro delle imprese e nel Repertorio economico amministrativo (REA) da parte dei soggetti esercitanti l’attività di:- mediatore commerciale e di affari, disciplinata dalla L. 3 febbraio 1989 n. 39, a seguito della soppressione del relativo ruolo presso le Camere di commercio;
- agente o rappresentante di commercio, disciplinata dalla L. 3 maggio 1985 n. 204, a seguito della soppressione del relativo ruolo presso le Camere di commercio;
- mediatore marittimo, disciplinata dalla L. 12 marzo 1968 n. 478, a seguito della soppressione del relativo ruolo interprovinciale presso le Camere di commercio;
- spedizioniere, disciplinata dalla L. 14 novembre 1941 n. 1442, a seguito della soppressione del relativo elenco autorizzato presso le Camere di commercio.
È quanto stabilito dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 23 aprile 2013, che provvede a prorogare i termini previsti dai precedenti quattro decreti del 26 ottobre 2011, riguardanti le quattro categorie di soggetti sopra indicate, che sarebbero scaduti il prossimo 12 maggio.
Per effetto degli artt. 73, 74, 75, 76 e 80 del DLgs. 26 marzo 2010 n. 59 e dei suddetti decreti del 26 ottobre 2011, infatti, sono state disciplinate le modalità di iscrizione nel Registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l’attività di mediatore, agente o rappresentante di commercio, mediatore marittimo o spedizioniere, a seguito della soppressione dei relativi ruoli o elenchi presso le Camere di commercio.
La nuova disciplina è in vigore dal 12 maggio 2012 ed era previsto un regime transitorio di un anno per i soggetti che a tale data erano già iscritti nei ruoli o elenchi soppressi, periodo transitorio ora “allungato” al 30 settembre 2013.
Entro tale termine, le imprese attive ed iscritte nel ruolo dei mediatori alla data del 12 maggio 2012, devono:
- compilare la sezione “Aggiornamento posizione RI/REA” del nuovo modello “Mediatori” (approvato dal relativo DM 26 ottobre 2011), per ciascuna sede o unità locale;
- inoltrarla per via telematica all’ufficio del Registro delle imprese della Camera di Commercio nel cui circondario hanno stabilito la sede principale.
In modo analogo devono procedere le altre categorie interessate, che devono compilare e trasmettere la sezione “Aggiornamento posizione RI/REA” del relativo modello “ARC” (agenti e rappresentanti di commercio), “Mediatori marittimi” o “Spedizionieri”, approvato dallo specifico DM 26 ottobre 2011.
Il mancato rispetto di tale procedura entro il nuovo termine del 30 settembre 2013 comporta l’emanazione, da parte del Conservatore del Registro delle imprese, del provvedimento di inibizione alla continuazione dell’attività. In caso di inadempimento, per i soli mediatori marittimi, l’iscrizione nella sezione ordinaria del soppresso ruolo interprovinciale costituisce requisito professionale abilitante per l’avvio dell’attività, mediante la presentazione della “segnalazione certificata di inizio attività” (SCIA), senza limiti di tempo.
Le persone fisiche iscritte nel ruolo dei mediatori, ma che non svolgono l’attività presso alcuna impresa alla data del 12 maggio 2012, devono:
- compilare la sezione “Iscrizione apposita sezione (Transitorio)” del suddetto modello “Mediatori”;
- inoltrarla in via telematica al competente ufficio del Registro delle imprese, sempre entro il 30 settembre 2013.
Il mancato rispetto di tale procedura comporta la decadenza dalla possibilità di iscrizione nell’apposita sezione del REA, prevista per i soggetti che cessano di svolgere l’attività all’interno di una impresa. Tuttavia, l’iscrizione nel soppresso ruolo costituisce requisito professionale abilitante per l’avvio dell’attività, mediante la presentazione della SCIA, entro il 12 maggio 2016 (termine rimasto invariato).
Analogamente, le persone fisiche iscritte nel ruolo degli agenti e rappresentanti ma che non svolgono l’attività presso alcuna impresa alla data del 12 maggio 2012, devono compilare e trasmettere la sezione “Iscrizione apposita sezione (Transitorio)” del suddetto modello “ARC”.
Anche in tale caso l’inadempimento comporta la decadenza dalla possibilità di iscrizione nell’apposita sezione del REA, prevista per i soggetti che cessano di svolgere l’attività all’interno di una impresa. Tuttavia, l’iscrizione nel soppresso ruolo costituisce requisito professionale abilitante per l’avvio dell’attività, mediante la presentazione della SCIA, entro il 12 maggio 2017 (un anno in più rispetto ai mediatori, termine anch’esso rimasto invariato).
Le procedure telematiche in esame sono comunque complesse e per ulteriori dettagli è opportuno fare riferimento alle informazioni rese note dalle singole Camere di commercio competenti.
Fonte: eutekne – Autore Massimo Negro
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