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Timestamp: 2018-08-14 21:04:25+00:00
Document Index: 96160942

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 42', 'art. 16', 'art. 42', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 42']

COMPETENZA PER L’AGGIORNAMENTO DEGLI ONERI CONCESSORI
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Lunedì 16 Ottobre 2017 08:05
L’ufficio tecnico comunale: comunica al richiedente il permesso di costruire l’importo degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione sulla base di un aggiornamento delle tariffe effettuato dalla Giunta comunale.
Il richiedente il permesso di costruire: contesta gli importi in quanto l’aggiornamento delle tariffe non può essere effettuato dalla Giunta ma dal Consiglio comunale.
La risposta esatta: ha ragione il richiedente il permesso di costruire, come ricordato dal TAR Molise nella recente sent. n. 210 del 31 marzo 2014 , secondo cui la competenza per l’adeguamento de quo deve essere riconosciuta al Consiglio comunale e non alla Giunta.
Un primo orientamento, recentemente espresso nella sent. n. 4206 del 6 settembre 2013 del TAR Campania, sez. II, ha affermato che la competenza deve essere individuata in capo alla giunta comunale: “ai sensi dell’articolo 32, comma secondo, lett. g), L. n. 142/1990, il semplice aggiornamento tariffario non rientra tra le competenze del consiglio comunale, per cui deve ritenersi attribuito alla competenza della giunta municipale (cfr. C.d.S., sez. V, 13 marzo 2002, n. 1491).
In relazione alla seconda norma (riguardante specificamente la materia dell’aggiornamento ed adeguamento dei contributi concessori), si deve parimenti rilevare che la stessa non riproduce la previsione di cui all’art. 10, comma primo, L. n. 10/1977 (che attribuisce alla competenza del consiglio comunale la determinazione di tali oneri, in base a parametri stabiliti dalla Regione), ma si limita ad affermare che gli oneri di urbanizzazione <<sono aggiornati ogni quinquennio dai comuni ….>>, senza alcuna ulteriore specificazione circa l’organo comunale competente, per cui si deve ritenere che (coerentemente con la previsione di carattere generale di cui all’art. 32 L. n. 142/1990), tale funzione spetti alla competenza (residuale) della giunta municipale”.
La sentenza del TAR Molise, al contrario, ritiene preferibile l’opposto orientamento (1) secondo il quale tale competenza deve essere attribuita al Consiglio comunale. In tal senso, secondo i giudici molisani, depone il tenore letterale dell’art. 16, comma 4, del D.P.R. n. 380/2001 che riconosce espressamente la competenza del Consiglio comunale in materia, affermando che: “L’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria è stabilita con deliberazione del consiglio comunale in base alle tabelle parametriche che la regione definisce per classi di comuni….
La suddetta competenza è ribadita dal successivo comma 5 per il caso in cui la regione non provveda alla definizione della tabelle parametriche e dal successivo art. 19 recante la disciplina del contributo di costruzione per opere o impianti non destinati alla residenza, alle quali è ascrivibile l’intervento assentito in favore della esponente.
Deve ancora osservarsi che le menzionate disposizioni contenute nel D.P.R. n. 380/2001 non rivestono portata derogatoria bensì confermativa della disciplina sulle attribuzioni del Consiglio comunale come normate all’art. 42 del d. lgs. n. 267/2000 atteso che, ai sensi della lettera f) comma 2 del disposto normativo in esame, il Consiglio ha competenza anche in materia di “istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote; disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi”, e non v’è dubbio che, anche a prescindere dalla controversa natura giuridica degli oneri in questione, si tratti di prestazioni patrimoniali imposte la cui disciplina, secondo un risalente principio giuridico, spetta all’organo elettivo della comunità di riferimento, nella specie rappresentato dal Consiglio comunale”.
Secondo i giudici molisani, inoltre, non può sostenersi la competenza della giunta partendo dal presupposto che si tratterebbe di un mero aggiornamento/adeguamento degli importi dovuti: ciò in quanto “l’art. 16 del DPR n. 380/2001 non distingue tra determinazione degli oneri e loro aggiornamento, limitandosi ad indicare nel consiglio l’organo competente a provvedere in materia, in linea con la previsione generale di cui all’art. 42, comma 2, lett. f) del d. lgs. n. 267/2000”.
Ancora, la tesi della competenza della Giunta “non può fondatamente essere sostenuta facendo valere il carattere sostanzialmente vincolato del procedimento di adeguamento periodico degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione, atteso che, in realtà, si tratta di decisioni comunque caratterizzate dall’esercizio di poteri discrezionali che, per l’ampia latitudine delle valutazioni di merito implicate e per le ricadute dirette sui diritti dominicali degli appartenenti alle comunità di riferimento, non possono non essere esercitati dal Consiglio in quanto unico organo competente in materia di istituzione ed ordinamento di tributi e di disciplina delle tariffe per la fruizione dei servizi”.
La discrezionalità, infatti, è rinvenibile dall’art. 16, comma 6, del DPR. n. 380/2001, secondo cui “Ogni cinque anni i comuni provvedono ad aggiornare gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, in conformità alle relative disposizioni regionali, in relazione ai riscontri e prevedibili costi delle opere di urbanizzazione primaria, secondaria e generale”. La norma prevede che l’aggiornamento debba essere eseguito “in relazione ai riscontri e prevedibili costi delle opere di urbanizzazione primaria, secondaria e generale”, secondo cioè parametri tutt’altro che oggettivi ed univoci, implicando stime di carattere presuntivo e probabilistico certamente opinabili.
In conclusione, è evidente che la scelta di un criterio espressione di una valutazione discrezionale non può ragionevolmente essere sottratto alla competenza del Consiglio in quanto organo responsabile della istituzione dei tributi e della disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei servizi, qual è l’attività di realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
Analoghe considerazioni valgono per la variazione del costo di costruzione, anch’essa effettuata con un buon margine di discrezionalità: infatti, l’art. 16, comma 9, del D.P.R. n. 380/2001, oltre a disporre che l’adeguamento annuale è legato sia all’intervenuta variazione dei costi di costruzione accertata dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), precisa che “Il contributo afferente al permesso di costruire comprende una quota di detto costo variabile dal 5 per cento al 20 per cento, che viene determinata dalle regioni in funzione delle caratteristiche e delle tipologie delle costruzioni e della loro destinazione ed ubicazione”.
Da tali considerazioni, perciò, secondo i giudici molisani, discende “che l’esercizio del potere di adeguamento dei costi di urbanizzazione costituisce un potere discrezionale e come tale è attribuito, anche in applicazione dell’art. 42, comma 2, lett. f) del d.lgs. 267/2000, alla competenza dei consigli comunali”.