Source: https://jurisnews.net/2020/04/11/decreto-liquidita-e-materia-concorsuale/
Timestamp: 2020-06-06 14:07:20+00:00
Document Index: 149783734

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 161', 'art. 13', 'art. 13', 'art 47']

Decreto liquidità e materia concorsuale – Juris News
11/04/2020 11/04/2020 JN
Decreto liquidità e materia concorsuale
È disposto (art. 10, comma 1) che i ricorsi per la dichiarazione di fallimento presentati dal 9 marzo fino al 30 giugno 2020 siano improcedibili. Il che va bene, ma poi occorre capire cosa accadrà a far data dal 1° luglio 2020.
È prevista (art. 9, comma 1) una proroga di sei mesi dei termini di adempimento dei concordati preventivi e degli accordi di ristrutturazione già omologati e che hanno scadenza tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2021. Qui entriamo in un’area che si intreccia con quella dei finanziamenti garantiti dallo Stato. Prevedere il rinvio di sei mesi degli adempimenti delle società che hanno già ottenuto l’omologazione e sono in fase di esecuzione del piano vuol dire scaricare sui fornitori, già prostrati, il problema della liquidità di queste imprese, che non è per niente diverso dal problema della liquidità di tutte le altre imprese. È una mossa in totale controtendenza con la politica del Governo volta a non interrompere i cicli aziendali.
Restano non chiarite le soluzioni ad alcuni problemi processuali
1. deve la nuova proposta e il nuovo piano passare per un nuovo provvedimento di ammissione?
La risposta dovrebbe essere positiva, attesa la necessità di verificare, in dovuta forma, la sussistenza dei requisiti di ammissibilità e per dare a eventuali concorrenti tempo e modo per formulare le loro proposte migliorative.
2. deve la proposta già approvata esser sottoposta di nuovo al vaglio dei creditori?
Anche in tal caso sembra scontata la risposta affermativa.
3. Quando invece il debitore non ritenga necessario innovare proposta e piano in modo sostanziale, ma solo modificarne i termini di adempimento fino a sei mesi (art. 9, comma 3),
potrà depositare sino all’udienza fissata per l’omologa una memoria contenente l’indicazione dei nuovi termini, con la documentazione che comprova la necessità della modifica richiesta. Il Tribunale provvederà sentito il Commissario Giudiziale nell’ambito del provvedimento di omologa (N.B.: si deve ritenere che il discrimine tra proposta modificata in modo non sostanziale e proposta “nuova” stia nella portata strutturale e/o quantitativa delle modifiche. Strutturale è la variazione che investe il procedimento scelto – liquidazione verso continuità; continuità diretta verso indiretta, classi verso non classi -; quantitativa è la variazione che investe le grandezze. Ci sembra che l’implicito della novella sia che è modifica non sostanziale – ai sensi per altro dell’art. 161, comma 3, L.F. – solo quella in cui vengono alterati i termini di adempimento).
In relazione a queste fattispecie l’unica previsione nel Decreto Liquidità è all’art. 13, comma 1, lett. g) che nella sua formulazione, una volta con difficoltà interpretato, sa tanto di beffa (così il testo dell’art. 13, comma 1, lett. g) del decreto: “La garanzia è concessa anche alle imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale di cui all’articolo 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, hanno stipulato accordi di ristrutturazione ai sensi dell’articolo 182-bis regio decreto n. 267 del 1942 o hanno presentato un piano attestato di cui all’articolo 67 del predetto decreto predetto regio decreto n. 267 del 1942, purché, alla data di entrata in vigore del presente decreto, le loro esposizioni non siano più in una situazione che ne determinerebbe la classificazione come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato successivi all’applicazione delle misure di concessione e la banca, sulla base dell’analisi della situazione finanziaria del debitore, sia convinta che verosimilmente vi sarà il rimborso integrale dell’esposizione alla scadenza, ai sensi dell’articolo 47-bis, comma 6, lettere a) e c), del regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013. Ai fini dell’ammissione alla garanzia non è necessario che sia trascorso un anno dalla data in cui sono state accordate le misure di concessione o, se posteriore, dalla data in cui le esposizioni sono state classificate come esposizioni deteriorate, ai sensi dell’art 47-bis, comma 6, lettera b) del regolamento (UE) 575/2013. Sono, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” ai sensi della disciplina bancaria”).
Va affrontato, poi, il nodo delle dello scudo penale per chi eroghi finanza alle imprese in questa fase di emergenza pandemica. Non è possibile che chi eroga i finanziamenti sia passibile di azione per concorso in bancarotta o erogazione abusiva del credito. Non si parla solo di finanziamenti ponte o in esecuzione di un concordato, ma di finanziamenti ad aziende in bonis. La norma deve essere ampia, generalizzata e priva di condizioni.
Infine, se si vuole evitare che i Tribunali si intasino di procedure fallimentari, bisognerebbe abbassare la soglia minima di soddisfazione del 20% dei crediti chirografari nei concordati liquidatori, portandola a non più del 10%, e fors’anche a meno e reintrodurre la regola del “silenzio assenso” nell’ambito delle procedure di voto nel concordato preventivo, in modo che il mancato voto di un creditore equivalga ad un voto a favore della procedura, e non viceversa come avviene oggi.
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