Source: https://ancnapolinord.it/index.php/tutti-gli-articoli/640-informativa-anc-napoli-nord-n-08-2019.html
Timestamp: 2020-05-29 17:15:44+00:00
Document Index: 88651081

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 21', 'art 54', 'art. 3', 'art. 140', 'art. 2485', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Ti trasmettiamo il numero 8-2019 della nostra newsletter settimanale, sperando di fare cosa gradita. Ti invitiamo a consultare il nostro portale internet, dove potrai trovare tutti i riferimenti per effettuare o rinnovare l'iscrizione, che ti consentirà di accedere a tutti i nostri servizi associativi. Nel segnalarti che potrai seguire le attività dell’Associazione Napoli Nord anche sul nostro profilo Facebook, ti ricordiamo che le informative precedenti, relative agli anni precedenti ed all’anno in corso, sono consultabili sul sito nell'apposita sezione. Un caro saluto e una buona lettura!
Informativa ANC Napoli Nord n° 8-2019 – 2 marzo 2019
Convegno ANC Napoli Nord “Il Modello 730”. Aversa 12 marzo 2019 – Ore 15:00 – 19:00
Si informa che ANC Napoli Nord, con il patrocinio dell’ODCEC di Napoli Nord ed in collaborazione con i partner istituzionali CAF CGN SpA e UNOFORMAT SpA, ha organizzato una giornata di approfondimento sulle novità del Modello 730/2019.
Il seminario specialistico si terrà il prossimo 12 marzo dalle ore 14:45 presso l’Hotel del Sole in Aversa Piazza Mazzini 27 (pressi stazione ferroviaria). Il convegno, diretto a Commercialisti ed esperti contabili, ha una durata di 4 ore ed è accreditato ai fini della FPC dall’ODCEC di Napoli Nord, consentendo ai partecipanti di maturare fino a 4 crediti formativi per ogni ora di effettiva partecipazione. Il convegno si pone l’obiettivo di affrontare le novità fiscali relative al periodo d’imposta che impattano sul modello 730/2019. Il consueto appuntamento dell’anno fornirà in chiave pratico/operativa un importante approfondimento degli aspetti più rilevanti che sfociano sulla corretta compilazione e liquidazione della dichiarazione riservata alle persone fisiche.
I lavori prenderanno avvio con i saluti del Presidente di ANC Napoli Nord, Antonio Carboni, e quelli del Presidente dell’ODCEC di Napoli Nord, Antonio Tuccillo, per continuare con le relazioni di Lavinia Linguanti, Commercialista in Siena, preceduta da una breve introduzione di Mauro Galluccio, Vicepresidente ANC Napoli Nord. Si consiglia la prenotazione.
Sul sito di UNOFORMAT sarà reso disponibile il materiale didattico previo accreditamento del partecipante.
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Il CNDCEC dimentica l'Ordine di Napoli Nord.
Dal 01/12/2018, tutte le caselle attivate sui domini “pec.commercialisti.it” e “pec.esperticontabili.it” sono gestite da Namirial per conto del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. L’attivazione è gratuita fino al 31/12/2020, essendo i relativi oneri a carico del Consiglio Nazionale. Nella procedura di attivazione, tuttavia, (al link https://www.sicurezzapostale.it/pec-ordine-commercialisti-esperti-contabili.asp) non è possibile riscontrare tra gli Ordini territoriali quello di Napoli Nord. Effettuata la doverosa segnalazione alla società Namirial S.p.A. da parte di un nostro associato, la società ha risposto, a mezzo mail, che “l’elenco è stato inviato dal Consiglio Nazionale ed è allo stesso che bisogna richiedere l’eventuale inserimento dell’Ordine di Napoli Nord”.
Dialogo tra CNDCEC e sindacati.
Assemblea aperta organizzati dagli Ordini di Bari e Roma.
Lodevole iniziativa dell’Ordine di Bari e dell’Ordine di Roma. In previsione della prossima assemblea nazionale dei Presidenti, organizzata per il 20 marzo a Roma, i Consigli dei due ordini hanno deciso di indire apposite assemblee, durante le quali avviare una “riflessione comune sul presente e sul futuro della professione”, per presentare proposte all’assemblea nazionale provenienti dalla base.
Prevista anche la possibilità di inviare da parte degli iscritti eventuali istanze, suggerimenti o proposta di discussione. “E arrivato il momento di dare un segnale inequivocabile al Governo, alla politica e soprattutto al Paese: il nostro ruolo di garanti del pubblico interesse, sempre al servizio della collettività e del sistema Paese, non può e non deve essere messo in alcun modo in discussione”.
Resta da auspicare che anche tutti gli altri Ordini territoriali seguano l’esempio coinvolgendo i propri Iscritti in argomenti di fondamentale importanza per il futuro della Professione.
Assemblea aperta marzo 2019.pdf
Complicazioni Dichiarazione IVA.
I contribuenti che hanno omesso versamenti periodici nell’anno sono tenuti a ricalcolare il credito Iva 2018. La dichiarazione annuale non può infatti evidenziare un’eccedenza detraibile derivante dallo scomputo ‘tecnico’ di debiti periodici non versati. Per i contribuenti mensili ciò implica la possibilità che il credito liquidato a dicembre 2018, pur in assenza di ragioni di conguaglio, non sia scomputabile nella liquidazione relativa a gennaio 2019 né utilizzabile in compensazione orizzontale.
Sono gli effetti delle modifiche delle istruzioni di compilazione del modello Iva 2019, con riguardo al rigo VL33 del quadro VL.
Da segnalare, inoltre, quanto indicato nelle istruzioni, relativamente alla corretta compilazione del rigo VL30.
Infatti, nel campo 2 va indicato l’ammontare complessivo dell’IVA periodica dovuta, corrispondente all’importo indicato nella colonna 1 del rigo VP14 delle LIPE.
Nel campo 3, il totale dei versamenti periodici, compresi l’acconto IVA. “Nel campo deve essere compreso anche l’ammontare dell’IVA periodica, relativa al 2018, versata a seguito del ricevimento delle comunicazioni degli esiti del controllo automatizzato, ai sensi dell’art. 54-bis, riguardanti le comunicazioni delle liquidazioni periodiche di cui all’art. 21-bis del D.L. n. 78 del 2010. In particolare, occorre indicare la quota d’imposta dei versamenti effettuati con codice tributo 9001 (al netto di sanzioni e interessi) e anno di riferimento 2018, fino alla data di presentazione della dichiarazione e comunque non oltre il termine ordinario previsto per la presentazione della stessa.” Non si comprende però il destino dei residui versamenti che saranno effettuati oltre il termine della dichiarazione!
Se, ad esempio, un contribuente che non ha provveduto a versare nei termini l’IVA del II trimestre, a seguito della ricezione dell’invito a regolarizzare da parte dell’ufficio (ex art 54 bis), ha aderito all’invito rateizzando la somma, con rate ben oltre la data di scadenza della dichiarazione, dovrà riportare in dichiarazione solo quanto versato fino al momento della presentazione della stessa. Ma non è chiarito come saranno dichiarati i versamenti effettuati successivamente all’inoltro della dichiarazione. Si potrebbe, dunque paventare il rischio che tali somme, accertate e versate spontaneamente, non costituiscano provvista ai fini del computo del saldo IVA!
Proroghe all’italiana.
Solo nella serata del 27 febbraio scorso, è stata ufficializzata la proroga delle scadenze del 28 febbraio 2019 relativamente alla comunicazione dati fatture (spesometro) e alla comunicazione dati fatture estere (esterometro).
A sorpresa, rinviata al 10 aprile prossimo la presentazione della liquidazione periodica IVA del quarto trimestre 2018,ovviamente quando la maggior parte degli studi avevano già provveduto ad elaborare tutti i dati necessari e ad effettuare la maggior parte degli invii.
Marchi: possibile il deposito online con la procedura "fast track".
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato un comunicato stampa con cui informa che dal 26 febbraio chi deposita una domanda di marchio tramite il portale on line https://servizionline.uibm.gov.it, potrà optare per una procedura rapida denominata “fast track”.
Il nuovo procedimento è opzionale ma rispetto alla modalità tradizionale ha essenzialmente il vantaggio della pubblicazione della domanda in tempi notevolmente ridotti e la riduzione della possibilità di errori nelle domande (con conseguente accelerazione dei tempi).
In sintesi seguendo l’iter normale, tra deposito e pubblicazione della domanda di marchio intercorrono circa 180 giorni (sei mesi) mentre con la procedura “fast track” circa 120 giorni (4 mesi). Per accedere alla procedura “fast track” il richiedente dovrà semplicemente selezionare i prodotti e i servizi inclusi nell'elenco della Classificazione Internazionale di Nizza e pagare contestualmente all’invio della domanda (PagoPa). Maggiori informazioni possono essere reperite sul sito: www.uibm.gov.it.
Chiarimenti del MISE in merito al “Credito d'imposta R&S”.
Con Circolare 15 febbraio 2019, n. 38584, il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito chiarimenti in merito alla disciplina del credito d’imposta ricerca e sviluppo, di cui all’art. 3 D.L. n. 145/2013, in seguito alle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2019.
In particolare, con specifico riferimento all’onere di certificazione della documentazione contabile, il MISE precisa che con effetto dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018:
sono tenute alla certificazione anche le imprese obbligate per legge al controllo legale dei conti (in precedenza esonerate) e
Inoltre, il MISE chiarisce che in sede di rilascio della certificazione della documentazione contabile non è richiesta al soggetto incaricato della revisione legale dei conti o al soggetto qualificato cui viene richiesta la certificazione, alcuna valutazione di carattere tecnico in ordine all’ammissibilità al credito d’imposta delle attività di ricerca e sviluppo svolte dall’impresa. Pertanto, la responsabilità di tale valutazione di merito rimane a carico dell’impresa.
Musei gratis dal 03 al 10 marzo.
Musei gratis a Napoli dal 3 al 10 marzo. Il nuovo decreto del Ministro della Cultura prevede, oltre l’apertura gratuita dei musei nelle prime domeniche del mese da marzo a ottobre, l’aggiunta di una settimana di ingressi gratuiti, che cambierà di anno in anno.
Nel 2019, i giorni di ingresso gratuito sono dal 5 al 10 di ogni mese.
Nel mese di marzo sarà possibile, dunque, vistare gratuitamente i musei di Napoli e provincia domenica 3 e da martedì 5 a domenica 10.
Il decreto, prevede la conservazione delle prime domeniche di ogni mese da ottobre a marzo, una settimana di ingressi gratuiti che cambierà ogni anno, e che per il 2019 cadrà dal 5 al 10 marzo, e altre otto giornate a disposizione dei singoli direttori che potranno modularle come vorranno nell’arco dell’anno, anche aumentando il numero di giorni, limitando l’ingresso senza biglietto ad alcune fasce orarie fino al raggiungimento di una misura complessiva di otto giornate.
Arriva a Napoli una mostra sul celebre pittore russo Marc Chagall con oltre 150 opere per poter ammirare il suo mondo onirico e fiabesco che si terrà dal 15 febbraio al giugno 2019 presso la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta. Le oltre 150 opere esposte nella Basilica della Pietrasanta sono suddivise in un percorso espositivo che comprende quattro sezioni e che attraversa i soggetti e le tematiche che contraddistinguono l’arte fantastica e utopistica di Chagall, tra ricordi d’infanzia, fiabe, poesia, religione e guerra.
Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, piazzetta Pietrasanta 17-19, Napoli
Info: 081 1865941; Sito web
Misure cautelari sospese nel caso di definizione agevolata delle liti.
Se si perfeziona la definizione agevolata con il pagamento della prima rata, diventano inefficaci le precedenti misure esecutive e cautelari. A dare questo importante chiarimento è stata la stessa Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2019, l'incontro annuale tra l'amministrazione e la stampa specializzata, in cui il tema della definizione agevolata è stato uno dei più affrontati.
Com'è noto, il decreto fiscale 119/2018 collegato alla Legge di bilancio 2019 ha disciplinato la cd. "pace fiscale" e tra le varie possibilità di sanare la propria posizione con il fisco è compresa la definizione agevolata delle liti pendenti. Tale procedura si perfeziona con il versamento dell'intera somma in un'unica soluzione o con il pagamento della prima rata e la presentazione della relativa dichiarazione/domanda. Ma nel caso di adesione alla definizione agevolata, la misura cautelare viene meno con il perfezionamento (adesione e versamento prima rata)?
Nella risposta a questa domanda fornita dall'Agenzia delle Entrate, e riportata sul Sole24ore del 1.2.2019 a pag.17, è stato sottolineato come il perfezionamento della definizione estingue le pretese tributarie inerenti le violazioni accertato o constatate e come riflesso processuale:
estingue anche il giudizio
rende inefficaci precedenti misure cautelari ed esecutive.
Attenzione però a due aspetti. In primo luogo gli effetti della definizione riguardando solo le violazioni oggetto della definizione stessa, pertanto qualora le misure cautelari o esecutive siano riferite a violazioni non definite o non definibili, rimangono. Inoltre, nel caso in cui non vengano versate le rate successiva alla prima, l'inadempimento causa il mancato perfezionamento della definizione agevolata ed il relativo recupero coattivo delle somme dovute
Nulla la notifica se manca la prova della spedizione della raccomandata nel caso di irreperibilità relativa.
Il procedimento di notifica di un atto o di un provvedimento segue regole differenti a seconda che il destinatario sia assolutamente oppure relativamente irreperibile. Nel primo caso, ovvero in tutte le ipotesi in cui risultano ignoti l’indirizzo e la residenza dell’interessato, si attua la procedura speciale che non prevede l’invio della raccomandata informativa.
Diversamente, nella seconda ipotesi ossia quando sono conosciuti i suddetti dati, la notifica avviene a norma dell’art. 140 cpc, che fra i vari adempimenti annovera la prova dell’invio della raccomandata informativa.
A chiarirlo la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 5522 depositata il 26 febbraio 2019.
Responsabilità degli amministratori nella liquidazione.
Il curatore può esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, ai sensi degli artt. 2447 e 2485 C.C., quando in seguito a perdite che abbiano ridotto il capitale al di sotto del limite legale, non abbiano provveduto a sciogliere la società, continuando a compiere nuove operazioni. Promossa l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori per violazione del divieto di intraprendere nuove operazioni, il danno provocato dalle condotte degli amministratori, che abbiano ritardato lo scioglimento della società, deve essere però accertato in relazione alle singole condotte che non risultino finalizzate alla liquidazione del patrimonio sociale.
Sul punto la Suprema Corte ha precisato che per "nuove operazioni" s'intendono tutti quei rapporti giuridici che, svincolati dalle necessità della liquidazione delle attività sociali, vengono costituiti dagli amministratori, con assunzione di ulteriori vincoli per l'ente, e siano preordinati al conseguimento di nuovi utili (Cass. 16.02.2007, n. 3694; Cass. 28.01.1995, n. 1035; Cass. 10.09.1995, n. 9887).
Dopo il verificarsi della causa di scioglimento, il patrimonio sociale non si può più considerare destinato, come in precedenza, alla realizzazione dello scopo sociale: gli amministratori non possono più utilizzarlo a tal fine, ma sono abilitati a compiere soltanto quegli atti correlati strumentalmente al diverso fine della liquidazione dei beni, restando inibito il compimento di nuovi atti d'impresa suscettibili di porre a rischio il diritto dei creditori e degli stessi soci.
Ai sensi dell’art. 2485 C.C. risultano conseguentemente vietate tutte quelle nuove operazioni, e quegli atti gestori diretti non a fini liquidatori e quindi alla trasformazione delle attività societarie in denaro destinato al soddisfacimento dei creditori, ma al conseguimento di fini diversi, essendo invece lecito il completamento di attività in corso destinate al miglior esito della liquidazione.
Il Tribunale, una volta verificatasi la causa di scioglimento, dovrà accertare quali condotte contrarie ai fini liquidatori abbia intrapreso l’amministratore, valutando il danno apportato alla società da quella nuova obbligazione contratta. Ne consegue che una volta accertata la responsabilità degli amministratori, il danno non potrà essere commisurato all’intero passivo risultante in sede fallimentare, dovendosi ascrivere lo stesso, almeno in parte, alle perdite pregresse che avevano logorato il capitale (Cass. 23.07.2007, n. 16211; 23.06.2008, n. 17033).
Con ordinanza 30.01.2019, n. 2659 la Suprema Corte ha così cassato la sentenza della Corte d’Appello di Roma per non essersi attenuta ai principi sopra esposti, avendo estrapolato dalla condanna in primo grado dell’amministratore, le sole perdite subite dalla società dopo la cessazione dalla carica, senza tener conto dell’incidenza degli atti compiuti nel corso della gestione dell’amministratore sul danno sofferto dalla società, non essendo necessariamente imputabile al ritardato scioglimento l’intero passivo registrato dalla società durante gli anni della sua carica ed essendo evidente che almeno in parte aveva senz’altro contribuito a ridurre il capitale sociale, dando causa allo scioglimento della società.
"Telefisco 2019": i chiarimenti del Mef in materia di Tributi locali.
Prosegue la pubblicazione delle risposte fornite in occasione di “Telefisco 2019”, svoltosi lo scorso 31 gennaio 2019, in materia di Tributi locali.
Di seguito si riportano alcuni quesiti posti al Ministero e il commento delle risposte fornite.
“Si chiede se per gli Enti che adottano la tariffa corrispettiva di cui all’art. 1, comma 668, della Legge n. 147/2013, continua ad applicarsi il Tributo provinciale di cui all’art. 19 del D.lgs. 504/1992, da applicarsi nella percentuale deliberata dalla Provincia sul totale della tariffa corrispettiva dovuta dall’utente. Sul punto, si rammenta che la Corte di Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza n. 17113 dell’11 luglio 2017, ha ritenuto che le controversie che attengono il Tributo provinciale, anche se applicate come maggiorazione della ‘Tia 2’ – entrata di natura corrispettiva, così come chiarito dall’art. 14, comma 33 del Dl. n. 78/1010 – rimangono di competenza del Giudice tributario. La Suprema corte precisa che ‘né è idonea a snaturarne la natura di Tributo il mero collegamento quantitativo e percentuale con la ‘Tia2’ che, ancorché abbia natura privatistica non comporta la modifica della natura della relativa Addizionale regionale, fungendo solo da parametro per la quantificazione di tale prestazioni che ha natura di Tributo a favore delle Province’. Coerentemente con tale principio di diritto, si dovrebbe ritenere che il Tributo provinciale in questione continua ad applicarsi anche alla Tari corrispettivo di cui al comma 668 citato. Si chiede conferma dell’interpretazione proposta”.
Riportando quanto statuito dalla Sentenza della Corte di Cassazione indicata nel quesito, il Mef afferma che il Tefa rappresenta il sistema di reperimento della provvista necessaria alle Province per “l’esercizio di utilità generale di funzioni di interesse pubblico”. Pertanto, l’applicazione del Tefa prescinde da un suo collegamento a un tributo oppure a un corrispettivo. Stessa conclusione si può ricavare dalla Sentenza stessa, laddove in riferimento alla “Tia2” si afferma, come già riportato nel quesito, che “non è idonea a snaturarne la natura di tributo il mero collegamento quantitativo e percentuale con la ‘Tia2’ che, ancorché abbia natura privatistica, non comporta la modifica della natura” del Tefa, “fungendo solo da parametro per la quantificazione di tale prestazione che ha natura di tributo a favore delle Province”. Il Mef rileva inoltre che se l’applicazione del Tefa dipendesse dal tipo di prelievo deliberato dall’Ente Locale, si verificherebbe, non solo un’ingiustificata disparità di trattamento tra i contribuenti assoggettati alla Tari-tributo e gli utenti soggetti alla Tari-corrispettivo, ma anche una diversa possibilità da parte delle Province di svolgere un servizio, che sarebbe compromesso per carenza di risorse disponibili nel caso in cui i Comuni avessero optato per il regime corrispettivo.
“Per i Comuni che adottano la tariffa corrispettiva di cui all’art. 1, comma 668, della Legge n. 147/2013, si pone il problema delle quote inesigibili accertate in via definitiva con rifermento alla Tari tributo. In particolare, si chiede se le quote inesigibili accertate in via definitiva, ovvero dopo che siano trascorsi 6 mesi dalla notifica dell’ingiunzione di pagamento o della cartella, possano essere imputate, come componente di costo, al ‘Piano economico finanziario’ della Tari corrispettivo, similmente a quanto previsto per gli inesigibili ‘Tia 1’, ‘Tia 2‘ e ‘Tares’ dall’art. 1, comma 654-bis, della Legge n. 147/2013. Si precisa che la mancata imputazione di tali costi nel ‘Pef Tari ’ corrispettivo determina un maggior onere per il bilancio comunale, nella misura in cui gli accantonamenti variamente previsti siano inferiori alle quote accertate come inesigibili, oltre che una probabile violazione dell’art. 1, comma 654, della Legge n. 147/2013, norma questa che impone di garantire, con le entrate Tari, la copertura integrale dei costi”.
A parere del Ministero, non si ravvisano impedimenti all’inserimento dei crediti inesigibili nel caso di passaggio dalla Tari-tributo alla Tari-corrispettivo. Al riguardo, il Mef afferma che la questione non si può inquadrare nell’art. 1, comma 654-bis, della Legge n. 147/2013, poiché detta disposizione ha previsto che “tra le componenti di costo vanno considerati anche gli eventuali mancati ricavi relativi a crediti risultati inesigibili con riferimento alla ‘Tariffa di igiene ambientale’, alla ‘Tariffa integrata ambientale’, nonché al ‘Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi’ (Tares)”. La norma infatti consente di inserire nel Piano finanziario della Tari anche costi che riguardano annualità pregresse in cui erano vigenti la “Tia1”, la “Tia2” e la “Tares”, superando il parere contenuto nella Delibera n. 73/2015/Par della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Toscana. La Corte non ha messo in discussione il Principio secondo cui, quando i crediti inesigibili sono riconducibili allo stesso regime di prelievo, questi possono essere inclusi tra i costi da coprire con la Tari negli anni successivi, né detto Principio è stato sconfessato dal citato comma 654-bis. Nella stessa ottica va inquadrata la più specifica problematica posta nel quesito, poiché viene ritenuto possibile inserire nella Tari-corrispettivo i crediti inesigibili insorti in vigenza della Tari-tributo. A conferma di ciò, il Ministero aggiunge che il Piano economico finanziario della Tari-corrispettivo, così come quello della Tari-tributo, è disciplinato dalle stesse regole contenute nel Dpr. n. 158/1999, per cui i costi del “Servizio di gestione dei rifiuti” da inserire nel Pef sono i medesimi, sia in vigenza di un prelievo di carattere tributario, sia con una tariffa di natura corrispettiva.
Si riporta l’elenco provvisorio delle ultime procedure concorsuali la cui pubblicazione è disponibile sui portali di servizio a curatori e creditori che operano in collaborazione con il Tribunale di Napoli Nord. L’elenco è relativo alle ultime procedure dichiarate, disponibili sino alla n°14/2019.
n.d. Fall. 14 21/02/19 Armonioso Giovanni Dott. NA Rabuano Arminio Salvatore
n.d. Fall. 13 21/02/19 Frezza Enrico Avv. SMCV De Vivo Maria
n.d. Fall. 12 21/02/19 Frezza Enrico Avv. SMCV De Vivo Maria
n.d. Fall. 11 21/02/19 Armonioso Giovanni Dott. NA Rabuano Arminio Salvatore
n.d. Fall. 10 21/02/19 Fulgente Rosalba
n.d. Fall. 9 15/02/19 Aruta Fabio Dott. NA Di Giorgio Giovanni
Servizi telematici dell’Agenzia delle entrate per le Autorità diplomatico-consolari italiane all’estero: - Miglioramenti funzionali delle applicazioni per la gestione del codice fiscale delle persone fisiche residenti all’estero - Revisione modalità di accesso ai Servizi telematici
Provvedimento del 28/02/2019Definizione delle modalità di attuazione del credito d’imposta per l'acquisto o l'adattamento degli strumenti mediante i quali sono effettuate la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri - articolo 2, comma 6-quinquies, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 - pdf - (Pubblicato il 28/02/2019)
Provvedimento del 28/02/2019Accertamento di mancato funzionamento dell’Ufficio Territoriale di Casarano per il giorno 19 febbraio 2019 - pdf - (Pubblicato il 28/02/2019)
Provvedimento del 27/02/2019Proroga dei termini per la comunicazione all’anagrafe tributaria, ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata 2019, dei dati relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati su parti comuni di edifici residenziali - pdf - (Pubblicato il 27/02/2019)
Provvedimento del 27/02/2019Provvedimento del 27 febbraio 2019 - cambio valuteCambio valute del mese di gennaio 2019 - pdf - (Pubblicato il 27/02/2019)
Provvedimento del 26/02/2019
Approvazione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello IVA 74-bis - (Pubblicato il 26/02/2019)
Risoluzione n. 33 del 01/03/2019
Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per l'acquisto o l'adattamento degli strumenti mediante i quali sono effettuate la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri - articolo 2, comma 6-quinquies, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 - pdf
Primi chiarimenti sugli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e non inquinanti, sulle detrazioni fiscali delle spese per le infrastrutture di ricarica e sull’imposta (c.d. ECOTASSA) di cui articolo 1, commi da 1031 a 1047 e da 1057 a 1064, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 - pdf
Istituzione del codice tributo per il versamento, tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, dell’imposta dovuta ai sensi dell’articolo 1, commi da 1042 a 1045, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (c.d. ECOTASSA) - pdf
Trattamento fiscale degli strumenti ibridi di patrimonializzazione per i soggetti che realizzano reddito d’impresa - pdf
Istituzione dei codici tributo per il versamento, mediante il modello F24, delle somme dovute a seguito della definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi dell’articolo 6 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136 - pdf
Principio di diritto n. 9 del 22/02/2019
Aliquota Iva applicabile alla cessione e alla somministrazione di alimenti e bevande - pdf
Il Bilancio di previsione 2019-2021 negli Enti Locali
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L’Arbitrato. Uno strumento per la gestione delle controversie n.d.
Le agevolazioni nella tassazione degli immobili civili e industriali e gli incentivi Industria 4.0 n.d.