Source: http://www.nextnow.it/rinnovabili-fisco
Timestamp: 2019-08-18 19:22:15+00:00
Document Index: 52735392

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 67', 'art. 2', 'art. 58', 'art. 1021', 'art.86', 'art. 85', 'art.2', 'sentenza ']

RINNOVABILI & FISCO - NEXTNOW
pubblicato 19 lug 2011, 02:57 da Gioacchino Dell'olio [ aggiornato in data 19 lug 2011, 02:59 ]
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione del 55% non spetta in caso di demolizione e ricostruzione con ampliamento dell’edificio, essendo considerato «nuova costruzione»; diversamente, in caso di ristrutturazione senza demolizione e ampliamento, la suddetta detrazione compete solo per le spese relative alla parte esistente, rimanendo comunque esclusi gli interventi di riqualificazione globale dell’edificio.
pubblicato 25 giu 2011, 04:53 da Gioacchino Dell'olio
Visto su: www.tasse-fisco.com del 15.1.2010
La cessione e la vendita a terzi del diritto di superficie può trarre in inganno a seconda della tipologia di soggetti coinvolti nella cessione, oggetto della cessione e periodo di possesso presentarsi quindi analizziamo i vari casi singolarmente con una facile guida fiscale ed un vademecum pratico.
In primis il diritto di superficie è un diritto reale di godimento disciplinato dall’articolo 952 del codice civile ed è un diritto di fare e di mantenere una costruzione al di sopra o al di sotto del suolo di proprietà altrui. Solitamente si assiste alla costituzione alla cessione di un diritto dai 20 o 30 anni.
Inoltre dobbiamo considerare che la costituzione di un diritto reale di godimento è considerato come una cessione della proprietà e come tale andrà considerata (cfr RM112 del 2009).
Abbiamo già affrontato il trattamento fiscale della cessione del diritto di superficie su un terreno agricolo da parte di una persona fisica a una società di produzione di energia molto spesso fotovoltaica o eolica, vendita del diritto che sta caratterizzando questi ultimi due anni in cui il settore delle energie rinnovabili ha conosciuto una rilevante espansione.
Ai fini delle tasse per una persona fisica l’art. 9, comma 5, del Tuir, ci impone di considerare la cessione di un diritto reale di superficie a titolo oneroso come una normale cessione ad effetti reali al pari della compravendita di un immobile in quanto comporta la costituzione o il trasferimento di un diritto reali di godimento derivante dall’assunzione di obblighi di permettere di cui alla lett. l) dell’art. 67.
Ma come quantificare il costo iniziale del diritto di superficie del terreno ed il trattamento fiscale.
- caratteristica del terreno se agricolo o edificabile
- da quando abbiamo la proprietà del diritto di superficie del terreno (se inferiore o superiore a 5 anni).
Ai fini della quantificazione dell’imposta di registro nell’atto di cessione del diritto di superficie da parte di persona fisica vi consigliamo di indicare un prezzo di cessione o corrispettivo almeno pari al 50% del valore del terreno.
In caso di cessione di un terreno agricolo ricordiamo che l’aliquota stabilita per i terreni agricoli è del 18%). Ai fini della aliquota proporzionale dell’imposta di registro da applicare questa è pari al 15% del valore dell’atto.
Infatti la cessione del diritto di superficie di un terreno agricolo classificato nella zona E del piano regolatore è una operazione fuori campo Iva ex art. 2, comma 3, lettera a) del DPR 633 del 1972 e soggetta ad aliquota proporzionale del 15% e le imposte ipotecarie a catastali nella misura del complessiva del 3%.
L’imposta comunale sugli immobili (ICI) in caso di cessione del diritto di superficie su un terreno è a carico del titolare del diritto reale di godimento, ex art. 58 al D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446.
Diritti e Doveri del superficiario
La natura del diritto di superficie è cosa assai diversa dalla piena titolarità del bene in quanto il primo si sostanzia in un diritto di uso e abitazione e quindi il diritto di servirsi e abitare l’appartamento limitatamente ai bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia (inteso come nucleo familiare); il diritto di superficie è un diritto reale di abitazione sull’immobile e pertanto può essere ceduto ma non esiste un potere di disporre totalmente dell’appartamento: infatti il titolare del diritto di superficie non potrà né cedere l’immobile né concederlo in affitto o locazione (cfr. art. 1021, 1022, 1024, 1025 e 1026 del Codice Civile).
Il titolare del diritto di superficie inoltre avrà l’onere di conservare il bene con la dovuta diligenza attraverso il sostenimento delle spese di gestione.
pubblicato 14 mag 2011, 04:09 da Gioacchino Dell'olio [ aggiornato in data 25 giu 2011, 05:07 ]
certificati verdi (titoli che attestano la produzione di energia pulita); nel caso il cedente sia un soggetto che determina reddito agrario, la cessione rientra nel reddito catastale e non produce alcun altro reddito; nel caso il cedente determini reddito d’impresa questi determineranno plusvalenza ai sensi dell’art.86 del TUIR. La cessione dei certificati verdi, ai fini IVA, sconta l’aliquota del 20%.
tariffe incentivanti (previste dal D.Lgs. 387/03 al fine di remunerare l’imprenditore che ha costruito l’impianto, con durata massima di venti anni); in questo caso il reddito è classificabile quale reddito agrario. Nel caso tale limite venga superato, gli importi percepiti sono classificati come contributi c/esercizio ai sensi dell’art. 85 TUIR e quindi assoggettati alla ritenuta a titolo d’acconto del 4%, per la parte eccedente; gli importi sono esclusi dall’IVA in base all’art.2 c.3 lett. a).
Visto su > www.fisco7.i
pubblicato 14 mag 2011, 04:07 da Gioacchino Dell'olio
Recentemente, alcuni chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia del Territorio hanno evidenziato alcune divergenze nella classificazione dei pannelli fotovoltaici che possono avere riflessi differenti sotto il profilo del trattamento fiscale.
Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate: secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 12/E del 11.03.2011, riguardante l'applicazione dell’imposta sostitutiva in presenza di contratti di leasing immobiliari in corso al 1° gennaio 2011, questa imposta è dovuta anche in presenza di impianti fotovoltaici qualora tali impianti siano censiti oppure da censire come beni immobili.
Ciò detto, quanto interessa ai fini della presente trattazione è sottolineare che riconoscere ad un impianto fotovoltaico la natura di bene mobile o immobile è importante al fine di individuare le quote annuali di ammortamento, infatti:
• se si tratta di un bene mobile, sull’impianto fotovoltaico si applica l’aliquota di ammortamento che, come ha precisato l'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 46/07, ammonta al 9%. Per beneficiare della deducibilità ai fini delle imposte dirette la durata del contratto di leasing non deve essere però inferiore a 7,5 anni pari a due terzi del periodo di ammortamento;
• se si tratta di un bene immobile la durata minima del contratto di leasing, invece, deve essere pari almeno a 16 anni e 8 mesi, al fine del riconoscimento della deduzione delle quote di ammortamento. In tal caso viene riconosciuta una quota di ammortamento annua pari al 4%.
L'Agenzia delle Entrate sempre con la circolare n. 12/E dell'11 marzo 2011 evidenzia, inoltre, quanto all’imposta sostitutiva che la relativa aliquota del 2% può essere applicata anche per i contratti di leasing stipulati per la realizzazione di impianti fotovoltaici, considerandoli quindi contratti di leasing immobiliare. L’Agenzia precisa, però, che la natura di bene immobiliare può essere riconosciuta solo ed esclusivamente se la società di leasing ha anche acquisito il terreno o il lastrico solare di sedime dell'impianto.
Un discorso a parte merita il rimborso Iva di cui alla risoluzione n. 179/05 dell’Agenzia delle Entrate la quale ha chiarito che l'impianto deve essere costruito su terreno o lastrico solare propri e non di terzi perché possa essere riconosciuto il suddetto rimborso. La risoluzione, inoltre, chiarisce che è sufficiente, ai fini del riconoscimento del rimborso, che il proprietario dell’impianto sia titolare di un diritto di superficie così come è definito dall’articolo 952 del Codice civile secondo cui “il proprietario può costituire il diritto di fare e mantenere al di sopra del suolo una costruzione a favore di altri, che ne acquista la proprietà. Del pari può alienare la proprietà della costruzione già esistente, separatamente dalla proprietà del suolo”. Invece, in assenza di diritto di proprietà o di diritto di superficie sul terreno o sul lastricato solare su cui è costruito l’impianto il contribuente non potrà beneficiare del rimborso Iva ma solo detrarla.
Chiarimenti dell’Agenzia del Territorio: l'Agenzia del Territorio, invece, con la circolare 3/T/08, uniformandosi alla sentenza della Cassazione 16824/06, ha chiarito che l'impianto fotovoltaico va assimilato alle turbine delle centrali elettriche dato che, come queste, la separazione dal suolo dell'impianto fotovoltaico altera la natura del bene. Pertanto, l’Agenzia del Territorio classifica l'impianto fotovoltaico fra i beni immobili e li inquadra fra quelli riconosciuti secondo le categorie catastali con il codice D1, attribuendo una rendita catastale per ogni metro quadro di impianto pari a 2 euro. In qualità di bene immobile di per sé, l’Agenzia del territorio ritiene, come diretta conseguenza, che gli impianti fotovoltaici siano assoggettabili all’ICI.
Su tale ultimo aspetto, invece, in base a quanto recita la Circolare 19 luglio 2007, n. 46/E dell’Agenzia delle entrate, l’impianto fotovoltaico situato su un terreno non costituisce impianto infisso al suolo poichè i moduli che lo compongono possono essere agevolmente rimossi e posizionati in altro luogo, mantenendo inalterata la loro originaria funzionalità. In linea con tale impostazione anche con la Circolare Ministeriale n. 38 dell’11 aprile 2008, per qualificare la tipologia di impianti (mobili o immobili) che hanno diritto al beneficio del credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate (articolo 1, commi 271-279, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296) è stato precisato che sono agevolabili gli impianti diversi da quelli infissi al suolo, nonché i beni “stabilmente” e “definitivamente” incorporati al suolo, purché possano essere rimossi e utilizzati per le medesime finalità senza “antieconomici” interventi di adattamento.