Source: http://www.romadaleggere.it/voli-aerei-cancellazioni-e-imprevisti-tutti-i-diritti-dei-passeggeri/
Timestamp: 2018-12-14 14:28:27+00:00
Document Index: 88383476

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 9']

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Quali sono i diritti dei passeggeri aerei in caso di cancellazione del volo?
Facendo riferimento ai vettori comunitari o a quelli che svolgono la tratta all’interno della Comunità Europea per “cancellazione del volo” si intende, ai sensi del Reg. CE n. 261/2004, “la mancata effettuazione di un volo originariamente previsto e sul quale sia stato prenotato almeno un posto“; laddove per “volo” la Corte di Giustizia Europea in diverse sentenze (sent. del 13.10.2011, causa C-83/10; sentenza 10.07.2008, causa C-173/07) ha stabilito che esso consiste in “un’operazione di trasporto aereo, e costituisce, quindi, in un certo modo, un’«unità» di tale trasporto, realizzata da un vettore aereo che fissa il suo itinerario“, cioè che fissa “il percorso che l’aereo effettua dall’aeroporto di partenza a quello di destinazione, secondo una determinata tempistica“.
Alla luce di tali definizioni, la Corte precisa nella medesima sentenza che per “cancellazione di volo” non ci si “riferisce esclusivamente all’ipotesi in cui l’aereo in questione non sia affatto partito, bensì comprende anche il caso in cui tale aereo sia partito, ma, per una qualsivoglia ragione, sia stato poi costretto a rientrare all’aeroporto di partenza, e i passeggeri di detto aereo siano stati trasferiti su altri voli.”
Fatta questa preliminare premessa, la normativa di riferimento nel caso di “volo cancellato” è sempre racchiusa nel Regolamento CE n. 261/2004, con particolare riferimento all’articolo 5. Tale regolamento, difatti, stabilisce il diritto del passeggero al rimborso integrale del costo del biglietto o la possibilità di essere imbarcato su altro volo o che lo riporti alla destinazione di partenza o alla destinazione finale che avrebbe raggiunto con il volo cancellato. Qualora il passeggero opti per continuare il viaggio su altro velivolo, con condizioni equiparabili a quelle acquistate sul volo cancellato, ha diritto all’assistenza consistente, a seconda del tempo di attesa, a: pasti e bevande, alloggio presso una struttura alberghiera o altro e trasporto dall’aeroporto a questa e viceversa, due chiamate gratuite o messaggi via telex, fax o posta elettronica.
Si noti bene che l’art. 5 citato precisa, altresì, che non spetta il rimborso integrale del costo del biglietto se: a) i passeggeri sono stati informati della cancellazione del volo due settimane prima della data di partenza; b) i passeggeri “siano stati informati della cancellazione del volo nel periodo compreso tra due settimane e sette giorni prima dell’orario di partenza previsto e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non più di due ore prima dell’orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di quattro ore dopo l’orario d’arrivo previsto“; c) “siano stati informati della cancellazione del volo meno di sette giorni prima dell’orario di partenza previsto e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non più di un’ora prima dell’orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l’orario d’arrivo previsto“. La dimostrazione dell’effettuato avvertimento al passeggero nelle tempistiche sopra descritte incombe sul vettore aereo. Il vettore aereo ha, inoltre, l’onere di informare i passeggeri, contestualmente alla comunicazione della cancellazione del volo, delle possibili alternative per raggiungere il luogo di destinazione.
Come per il ritardo, anche per la cancellazione del volo vale l’esimente delle circostanze eccezionali, pertanto anche in questo caso il vettore aereo non è responsabile delle cancellazioni che, in presenza di circostanze eccezionali, non si sarebbero potute evitare anche adottando le dovute misure del caso.
A tal proposito, si cita la recente sentenza emessa dalla Corte di Giustizia Europea il 31 gennaio 2013, nella causa C-12/11, nella quale si precisa cosa si intende per “circostanze eccezionali”, affermando che: “secondo la giurisprudenza costante la determinazione del significato e della portata dei termini per i quali il diritto dell’Unione non fornisce alcuna definizione va operata conformemente al loro senso abituale nel linguaggio corrente, tenendo conto al contempo del contesto in cui essi sono utilizzati e degli scopi perseguiti dalla normativa di cui essi fanno parte (sentenza Wallentin-Hermann, cit., punto 17). Secondo il linguaggio corrente, l’espressione «circostanze eccezionali» designa letteralmente circostanze «fuori dalla norma». Nel settore del trasporto aereo, essa designa un evento che non è inerente al normale esercizio dell’attività del vettore in questione e sfugge al suo effettivo controllo per la sua natura o per la sua origine (sentenza Wallentin-Hermann, cit., punto 23). In altri termini, come rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 34 delle sue conclusioni, sono tali tutte le circostanze che sfuggono al controllo del vettore aereo, indipendentemente dalla loro natura e gravità.”
Si noti inoltre che nella citata sentenza la Corte ha anche precisato che, sebbene le circostanze eccezionali esimano la compagnia aerea dall’obbligo di compensazione pecuniaria di cui al citato art. 7 del Reg. n.264/2004, non eliminano anche l’obbligo del dovere di assistenza dei passeggeri, qualora ne ricorrano le circostanze, come stabilito nel’art. 9 del medesimo regolamento.
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