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Timestamp: 2018-09-25 23:39:53+00:00
Document Index: 128452922

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 55', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10']

Indipendenza del Veneto, costituzione italiana e Diritto Internazionale | Indipendenza Veneta Indipendenza Veneta | Indipendenza del Veneto, costituzione italiana e Diritto Internazionale
Indipendenza del Veneto, costituzione italiana e Diritto Internazionale
Inviato il 06/23/2013 di lodovico
L’orientamento della giurisprudenza italiana e dibattito costituzionale alla vigilia della nascita della nuova Repubblica Veneta
Nell’odierno dibattito attorno alle questioni costituzionali italiane collegate alla risoluzione 44/2012 della Regione Veneto e al progetto di legge regionale veneta 342/2013 che una volta approvato sancisce l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto, premesso che il referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto sarebbe indetto in rispetto degli artt. 25, 26 e 27 dello Statuto della Regione Veneto, secondo taluni emergerebbe apparentemente un conflitto tra l’applicazione di due articoli della Costituzione italiana.
Gli articoli in questione sono il numero 5, che prevede, in inciso, che la repubblica italiana sia una e indivisibile e l’art. 10 che recita che l’ordinamento italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute.
Come prima constatazione va detto doverosamente che un referendum consultivo non ha il potere di determinare di per sé stesso la nascita della nuova Repubblica Veneta e quindi nulla osta da un punto di vista costituzionale alla sua celebrazione. D’altro canto esso è propedeutico alla successiva dichiarazione unilaterale di indipendenza del Veneto che ovviamente scaturirebbe dalla vittoria dei sì, grazie al mandato popolare di cui sarebbe investita la Regione Veneto e quindi un dibattito costituzionale è logico che possa emergere.
A tal proposito, nella dottrina alcuni studiosi sostengono la tesi secondo la quale, nell’ipotesi in cui una norma consuetudinaria immessa nel nostro ordinamento per effetto dell’articolo 10 comma 1 della costituzione si riveli in conflitto con un’altra disposizione interna di pari rango che tuteli dei valori fondamentali, quest’ultima debba prevalere.
Ciò potrebbe far pensare che l’approvazione da parte della Regione Veneto di una legge regionale che indice un referendum per l’indipendenza del Veneto possa entrare in conflitto con l’art. 5 della stessa costituzione e che essendo questo di pari rango debba prevalere sull’art. 10, grazie a quella che il Conforti definisce “clausola di salvaguardia dei valori essenziali che ispirano la Costituzione”.
La questione è stata in realtà già affrontata da varie sentenze di corte costituzionale e cassazione che si sono trovate più volte a pronunciarsi sulla questione, con un progressivo mutamento di giurisprudenza che nei tempi più recenti ha affermato con sempre maggiore insistenza che lo jus cogens (tra cui il diritto di autodeterminazione dei Popoli) in quanto superiore di rango, prevale sulle consuetudini “ordinarie” .
La giurisprudenza finora si è pronunciata diverse volte in particolare in merito al conflitto tra l’art. 10 e l’art. 24 della costituzione.
In particolare il conflitto spesso riguarda l’articolo 10 nella misura in cui adatta la norma consuetudinaria che riconosce l’immunità degli Stati stranieri e degli agenti diplomatici dalla giurisdizione civile, in quanto ritenuta incompatibile con il principio fondamentale del diritto alla tutela giurisdizionale dei propri diritti e interessi legittimi, sancito dall’articolo 24 della Costituzione.
Già in una prima fase storica a risolvere il dubbio interpretativo ci ha provato la stessa Corte Costituzionale italiana nella propria sentenza 18.6.1979 n. 48 (“caso Russel”), laddove, dopo aver salvato le norme consuetudinarie sull’immunità trova comunque modo di stabilire un importante principio per il quale in caso di contrasto tra norme internazionali immesse nell’ordinamento mediante l’articolo 10 comma 1 Cost. e principi fondamentali dell’ordinamento italiano, saranno questi ultimi a prevalere, limitando però significativamente la portata di questo principio circoscrivendolo alle consuetudini formatesi successivamente all’entrata in vigore della Costituzione e, quindi, escludendo, in tal caso, le norme sulle immunità.
Tale pronunciamento rende pertanto implicita la prevalenza del principio di autodeterminazione dei Popoli solennemente sancito all’art. 1 c. 2 e all’art. 55 dello Statuto dell’Onu firmato il 26 giugno 1945 a San Francisco, a conclusione della Conferenza delle Nazioni Unite sull’Organizzazione Internazionale ed entrato internazionalmente in vigore il 24 ottobre 1945.
Questa distinzione tra consuetudini precedenti e successive all’entrata in vigore della Costituzione è stata ripresa nella Sentenza della Corte di Cassazione (sezioni unite) del 3 agosto 2000 n. 530, che ancora una volta l’ha utilizzata per “salvare” le norme internazionali sull’immunità degli Stati dalla giurisdizione civile.
Essa riguardava il tristemente famoso caso dell’incidente del Cermis, avvenuto nel 1998 vicino Cavalese dove un caccia della Marina statunitense durante un volo di addestramento a bassa quota recideva i cavi di una teleferica che, precipitando da un’altezza di centinaia di metri, causò la morte di venti persone.
La questione fu portata dagli USA e dal Governo italiano davanti alla Corte di Cassazione con regolamento preventivo di giurisdizione, e la Suprema Corte accoglieva le eccezioni sollevate e dichiarava il difetto di giurisdizione del giudice italiano per effetto dell’applicazione dell’articolo 10 comma 1 Cost., nella misura in cui immette nell’ordinamento italiano la norma consuetudinaria relativa all’immunità degli Stati stranieri dalla giurisdizione. Così si pronuncio la Cassazione nella Sentenza n. 530/2000 cit., in RDI 2000 cit., p. 1157:
“…La regola consuetudinaria così ricostruita preesisteva all’entrata in vigore della Costituzione italiana, ed ha assunto valore cogente nel nostro ordinamento in virtù della clausola di adeguamento automatico alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute dettata dall’articolo 10 comma 1 Cost…”
e prosegue, più avanti:
“…Ne deriva che quella regola è stata recepita nel nostro ordinamento nella sua interezza e che per essa non si pone, né si può porre, la questione della compatibilità con il nostro sistema costituzionale.
Ciò alla stregua del principio, affermato dal giudice delle leggi nella sentenza 12 giugno 1979 n. 48, secondo cui, per le norme di diritto internazionale generalmente riconosciute anteriori alla data d’entrata in vigore della Costituzione, la disposizione di cui al 1° comma dell’articolo 10 della Carta costituzionale ne determina l’applicazione automatica piena e senza limiti; e il problema della coerenza delle omologhe norme con i principi fondamentali della Costituzione (…) si pone solo per le norme che siano venute ad esistenza dopo quella data”
Fu però il caso “Ferrini” che introdusse un mutamento della giurisprudenza ancora più importante rispetto al problema dei rapporti tra la norma consuetudinaria sull’immunità degli Stati stranieri dalla giurisdizione civile e la tutela di valori fondamentali dell’ordinamento internazionale, quali le norme di jus cogens relative alla tutela della dignità umana e dei diritti inviolabili della persona, tutte immesse in Italia dall’articolo 10 comma 1 Cost.
Il signor Ferrini conveniva in giudizio la Repubblica federale di Germania davanti al Tribunale di Arezzo chiedendo il risarcimento dei danni da lui subiti a seguito della sua cattura da parte delle truppe tedesche, per essere stato deportato in Germania, dove aveva dovuto svolgere lavori forzati per l’industria bellica tedesca.
La Repubblica federale di Germania eccepiva l’insussistenza della giurisdizione del giudice italiano sulla base della norma consuetudinaria che riconosce l’immunità degli Stati stranieri dalla giurisdizione civile.
Il Tribunale di Arezzo e la Corte di Appello di Firenze rigettarono la domanda di Ferrini applicando la norma consuetudinaria che riconosce l’immunità agli Stati per atti iure imperii, quali erano,secondo i giudici italiani, da considerarsi quelli invocati dal ricorrente, in quanto atti compiuti dallo Stato straniero nell’esercizio della sua sovranità.
Le norme di jus cogens, secondo Ferrini, avrebbero dovuto ritenersi prevalenti per il principio gerarchico, per cui la norma di rango superiore si applica in caso di conflitto con una di rango inferiore.
La Corte di Cassazione ritenne fondato il ricorso, introducendo quindi un’interpretazione ancora più estensiva dell’applicazione di norme di diritto internazionale.
La Corte esprime chiaramente l’esigenza che norme diverse dell’ordinamento internazionale, tutte aventi carattere generale e sottendendo valori fondamentali, quali quello dell’uguaglianza degli Stati e quello della tutela dei diritti inviolabili della persona, siano interpretate sistematicamente ai fini della risoluzione di eventuali antinomie:
“…Le norme giuridiche non vanno infatti interpretate le une separatamente dalle altre, poiché si completano e si integrano a vicenda, condizionandosi reciprocamente nella loro applicazione…”.
E nella misura in cui la norma sull’immunità degli Stati:
“… ostacola la tutela di valori, la cui protezione è da considerare invece, alla stregua di tali norme e princìpi, essenziale per l’intera Comunità internazionale, (…omissis…) non può esservi dubbio che l’antinomia debba essere risolta dando la prevalenza alle norme di rango più elevato…”
Tale sentenza ha quindi introdotto in modo importante nella giurisprudenza il concetto di prevalenza delle norme e dei principi di diritto internazionale di rango più elevato, tra le quali il diritto di autodeterminazione dei Popoli.
In conclusione, possiamo affermare che il dibattito attorno alla costituzionalità del referendum di indipendenza del Veneto troverà sicuramente modo di interessare i costituzionalisti che non mancheranno di pronunciarsi sul punto, ma alla vigilia dell’approvazione da parte della Regione Veneto del referendum sull’indipendenza del Veneto la tendenza della giurisprudenza appare ben chiara sulla prevalenza delle norme di ordine superiore del diritto internazionale in virtù dell’applicazione dell’art. 10 c. 1 della costituzione.
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13 pensiero su “Indipendenza del Veneto, costituzione italiana e Diritto Internazionale”
06/23/2013 in 10:14 PM
Busato in azione
06/24/2013 in 12:24 PM
E doti sconte del Giane, a par scritta proprio proprio da un Avvocato 🙂
06/23/2013 in 10:37 PM
Indipendenza del Veneto, costituzione italiana e Diritto Internazionale http://t.co/UykF5n8I1J
06/24/2013 in 5:50 AM
RT @indipendenzavnt: Indipendenza del Veneto, costituzione italiana e Diritto Internazionale http://t.co/UykF5n8I1J
06/24/2013 in 6:13 AM
mi piace perche’ con IV, ognivolta che si fa un piccolo passo in avanti, si centra un piccolo obiettivo, ecco apparire all’orizzonte il prossimo…
06/24/2013 in 7:43 AM
Bravo Busato!
Cari italiani, le chiacchere e i feticci retorici stanno a zero! 😉
06/24/2013 in 8:15 AM
Questo intervento consolida una volta di più (se mai ce ne fosse stato bisogno) la mia decisione di sostenere I.V.
Preparazione, Competenza ed Idee Chiare. Credo sia questo ciò che distingue Indipendenza Veneta dagli altri “fratelli” indipendentisti.
Quindi complimenti vivissimi a Gianluca Busato per il suo intervento!
Viva el Veneto… Indipendente!
06/24/2013 in 8:39 AM
Thomas, si sta cercando di appianare le divergenze superflue per concorrere TUTTI insieme allo stesso obbiettivo. Cerchiamo di rimanere uniti, lasciamo stare i campanilismi politici.
06/24/2013 in 9:06 AM
Michele, concordo assolutamente con te.
Il mio era solo il giudizio di un elettore…. che spiega la sua scelta.
Detto questo considero “fradei” tutti quelli che lottano per riportare la sovranità ai cittadini (veneti in questo caso).
“together we stand divided we fall!”, citando i Pink!
06/24/2013 in 5:18 PM
caspita, che argomentazioni e che mole di documentazione! complimenti all’Ing, Busato…
d’altra parte, quando si è allenati ad uare la logica i fatti si incasellano tutti…
Io, che sono terra terra, ho capito che non si può non confermare il nostro diritto di andare al referendum e, poi, quando saremo la nuova Repubblica Veneta, cioè uno stato estero per l’Italia, la conoscenza di tutta una serie di pronunciameti già confermati ci servirà anche per dirimere tutte le questioni dei rapporti che si andranno ad instaurare… insomma non saremo impreparati ad affrontare il futuro che ci aspetta!
Gente, abbiamo persone bravissime e questo ci dà sicurezza!
07/10/2013 in 7:01 AM
-il diritto internazionale è sull autodeterminazioni dei Popoli
-in italia il Popolo veneto è riconosciuto con la legge del 71
-sulla costituzione italiana prevale il diirtto internazionale
è facile fare 1+1 e capire che il Popolo Veneto può autodeterminarsi 🙂
MA il PROBLEMA è un altro, il Popolo Veneto chi è? è la regione Veneto ? proprio no
per assurdo la popolazione ROM (che stipendiamo) è piu identificata.
07/10/2013 in 7:42 AM
chi è veneto non ha bisogno che glielo dica un altro perchè sa di esserlo… e comunque è certo che nel Veneto riconosce la sua patria e tale le è anche stata riconosciuta e riconfermata dalla attuale denominazione della regione italiana…che poi chi ci vive pur non essendoci nato sia definito veneto, è nel suo diritto perchè corrisponde ad una sua scelta…infatti il motto di Indipendenza Veneta è “veneto è chi Veneto fa”…sulla scia dell’antica tradizione della Serenissima che fu sempre aperta ed accoglienti nei confronti di chi sceglieva di stabilirvisi…la stessoa antica famiglia Manin non era veneta ma originaria della Toscana.
Piuttosto oggi molti veneti sono altrove, magari limitrofi, fuori dai confini attuali della regione, e se lo vorranno un giorno potrebbero cercare di accorparsi alla nuova Repubblica Veneta…quanto poi all’infinità di veneti diffusi nel mondo, per loro sarà un orgoglio sapere che la loro patria, bistrattata e deturpata da tanti tristi avvenimenti che hanno provocato l’esodo di tanti suoi figli negli ultimi due secoli, è stata capace di risorgere, novella fenice, e riconquistarsi il posto che merita nel consesso delle nazioni.
Lavoriamo per questo e ne siamo fieri!
07/10/2013 in 8:28 AM
“Piuttosto oggi molti veneti sono altrove, magari limitrofi,”
appunto, questo è il “Popolo Veneto” riconosciuto della legge del ’71 e che han diritto (dovere) ad autodeterminarsi.
Se non si fa pesare l identità storica secolare della Serenissima all onu, possiamo chieder l indipendenza campanile per campanile, o dentro le proprie mura come per la città di Marostica … non ha senso