Source: http://milella.blogautore.repubblica.it/2015/10/01/guerra-di-nomine-al-csm/
Timestamp: 2017-09-20 03:57:17+00:00
Document Index: 19910825

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 104', 'art. 138', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111']

Guerra di nomine al Csm - Toghe - Blog - Repubblica.it
Guerra di nomine al Csm
Il blog Toghe apre un riflettore sulle nomine del Csm. C’è chi le critica, perché troppo “correntizzate”. Chi ne lamenta la lentezza. Un fatto è certo, per ogni nomina le discussioni sono infinite, le trattative altrettanto. E allora non perdiamoci l’occasione di spiare che succede a palazzo dei Marescialli.
Dove il vice presidente Giovanni Legnini è alle prese con una pratica non da poco. Deve rinnovare, come accade ogni anno, le commissioni e i suoi presidenti. Posti ambiti, per i quali è in corso una grande battaglia. Giovedì prossimo, l’8 ottobre, Legnini ufficializzerà le sue scelte davanti al comitato di presidenza formato da lui stesso e dai capi della Cassazione, il primo presidente Giorgio Santacroce e il procuratore generale Pasquale Ciccolo. Per ora tre indiscrezioni: Claudio Galoppi, Magistratura indipendente, potrebbe presiedere la quinta commissione, potente perché nomina i capi degli uffici. Ma spinge molto Forza Italia che la vorrebbe per Elisabetta Casellati. Fabio Napoleone, esponente della sinistra di Area andrebbe alla quarta, commissione strategica perché valuta la professionalità delle toghe. In lizza per la sesta commissione, quella che valuta le leggi, due laici del centrosinistra, Giuseppe Fanfani e l’ex ministro Renato Balduzzi.
Ma ci sono altre due partite al centro del gossip al Consiglio. La gara per la presidenza del tribunale di Firenze e il futuro consiglio direttivo della Scuola della magistratura di Scandicci. La competition per Firenze è tuttora aperta. In commissione sono finite alla pari, due voti a testa, Civinini, Fiorillo, Rizzo. Giuliana Civinini è la candidata di Area, oggi presidente della sezione civile del tribunale di Livorno, ex consigliere del Csm, poi un anno in Kossovo per creare lì una corte di Cassazione, nota per le sue capacità organizzative. Antonietta Fiorillo, presidente del tribunale di sorveglianza di Firenze, è da sempre una toga di Mi, per anni battagliera nel parlamentino dell’Anm. Di Unicost è Marilena Rizzo, oggi presidente della sezione lavoro del tribunale di Firenze. La sostiene il renziano Fanfani, ex sindaco di Arezzo, amico della Boschi, e questo fa della Rizzo, nei pettegolezzi del Csm, “la candidata di Renzi”. Il Guardasigilli Andrea Orlando deve dare il suo “concerto”, è probabile che lo dia per tutte e tre. Al momento i voti in plenum sono messi così: 9 per Rizzo, 7 per Civinini, 6 per Fiorillo. Non si sa come voteranno i capi della Cassazione. Incerto Morgigni di Autonomia e indipendenza, potrebbe non votare Legnini.
Un flash sulla Scuola della magistratura, dove scade il presidente Valerio Onida, noto costituzionalista. Tre candidati per Area, l’ex Csm Franco Cassano, Guglielmo Leo, ex assistente di Gaetano Silvestri alla Consulta e ora di Nicolò Zanon, anima del sito web Diritto penale contemporaneo, ex Cassazione, fama di grande formatore. Poi Luca Perilli, giudice al tribunale di Rovereto. Unicost candida il civilista Gianluigi Morlini e Nicola Russo, gip a Torre Annunziata. Magistratura indipendente porta, con Galoppi, l’ex Unicost Luisa Napolitano, invece di Margherita Cassano, da sempre toga di Mi, ex Csm, un’allieva di Vigna. Il giurista dovrebbe essere Saverio Ruperto, figlio dell’ex presidente della Consulta Cesare e ordinario di diritto costituzionale a Roma Tre. A Orlando spettano altre 6 nomine, un magistrato e 5 tra professori e avvocati.
Claudia 2 ottobre 2015 alle 11:56
Ma anche per la Scuola della magistratura fanno il gioco delle correnti?
Non riescono ad indicare il nome di un giurista del livello di Onida?
Romano 2 ottobre 2015 alle 15:12
E' chiaro che il criterio del merito non esiste...
Applicano logiche politiche come fosse il parlamento...
Vedremo che succederà e se il cambiamento auspicato da Legnini, come riportato proprio su Repubblica il 27 settembre, avverrà.
Ci vuole un segnale, l'organo di autogoverno della magistratura non può funzionare così.
alexandertwo 2 ottobre 2015 alle 16:35
Sconsolante e sconfortante il quadro descritto dalla dott.ssa Milella, dove i membri "togati" del CSM replicano i comportamenti inqualificabli - per l'interesse della collettività - che sono "patrimonio genetico" della classe politica italiana ed attuati, ovviamente, dai c.d. membri "laici" dell'Istituzione (stante la loro... provenienza) senza alcun ritegno e senza un minimo di vergogna.
Tale deplorevole modus operandi dei "politici" è avvalorato, se ci fosse necessità di ulteriori prove, dall'ennesima fumata nera avutasi ieri in Parlamento, in seduta congiunta, per la votazione concernente la scelta di tre giudici costituzionale che devono andare a ricoprire i posti tuttora mancanti. Questo si che è vergognoso, altro che le intercettazioni.
Ma tra i "laici" del CSM, ce ne sono alcuni in possesso anche di specifiche peculiari individualità che li fanno... emergere dal "gruppo", nonche rendere meritevoli di specifica citaziome.
Infatti, come non citare il Vicepresidente Legnini, catapultato da Renzi direttamente dallo scranno che occupava nel governo, o Giuseppe Fanfani (ex sindaco di Arezzo), di cui è stata premiata la sua "toscanità", sponsorizzata dalla ministra Boschi e dal sottosegretario Lotti (nome omen?), fino a contendere all'altro, in strenua "lotta" quella ambita carica?
Però, ancor più degne di nota, forse, sono le figure dei "candidati" Casellati e Balduzzi.
Di Maria Elisabetta Alberti Casellati (e, fors'anche, Serbelloni Vien dal Mare), si ricorda ancora, di notevole - quando era sottosegretario nel 3° governo Berlusconi (2005) - l'assunzione di sua figlia Ludovica come Capo Segreteria nel suo ufficio al Ministero della Salute. Ma ancora più... pirotecnica fu la ineffabile difesa che tentò di fare di tale incredibile nomina in una trasmissione televisiva (evocando un'atmosferia degna della serie... ma ci sei o ci fai?).
Renato Balduzzi, ex ministro e "buon" collezionista di poltrone, vede la sua permanenza al CSM messa in bilico dalla contemporanea carica di membro del CdA dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù (di proprietà del Vaticano).
Per poter escludere una eventuale causa di incompatibilità, Legnini si affidò all'Ufficio Studi dello stesso CSM, direttto da... Balduzzi medesimo. Quel consesso, non avendo trovato il bandolo, ha rinviato la questione di nuovo al VP che ora dovrà esprimersi dopo aver fatto accertare, senza possibili ombre, se la natura giuridica dell'Ospedale sia tale da farlo qualificare o "ente pubblico" o "società commerciale", stante che la sua attività - per giurisprudenza univoca - è considerata "oggettivamente imprenditoriale".
Nell'attesa, non sarebbe forse più prudente che Balduzzi si... scandidasse?
Claudia 2 ottobre 2015 alle 20:34
Con queste nomine si abbassa il livello Scuola, che non è comparabile con quello di altre nazioni europee.
Sarebbe interessante sapere le motivazioni e le comparazioni dei curriculum.
Tutto deciso con logiche correntizie, ed i membri laici del CSM cosa fanno? Che posizione hanno preso?
alexandertwo 2 ottobre 2015 alle 21:30
P.S. al commento delle ore 16,35
"Mi auguro che il Parlamento provveda, con la massima urgenza, a questo fondamentale e doveroso adempimento, a tutela del buon funzionamento e del prestigio della Corte e a salvaguardia della responsabilità istituzionale".
Questo l'appello del Presidente Mattarella al Parlamento - dopo l'esito negativo dell'ennesima votazione, avvenuta ieri - affinchè si proceda celermente alla elezione dei tre giudici mancanti al fine di poter ripristinare il plenum dei componenti della Corte Costituzionale.
Che si renda necessaria una analoga... "tirata di orecchie", atteso il suo ruolo, anche nei confronti degli esponenti del CSM?
Domenico Corradini H. Broussard 4 ottobre 2015 alle 08:24
È un organo di rilievo costituzionale, il Csm, insieme ad altri organi. Eppure la normativa prevista dalla Costituzione agli artt. 104 e 105 non ha bisogno di norme costituzionali per la determinazione della costituzione e del funzionamento del Csm. Bastano una o più leggi ordinarie.
Come ad esempio è accaduto con la legge del 24 marzo 1958 n. 195, il cui art. 1, modificato con la legge 22 dicembre 1975 n. 695 e con la legge 28 marzo 2002 n. 44, non è che una ripetizione del’art. 104 della Costituzione: «Il Consiglio superiore della Magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica ed è composto dal Primo Presidente della Corte suprema di cassazione, dal procuratore generale della Repubblica presso la stessa Corte, da quattordici componenti eletti dai magistrati ordinari e da sette componenti eletti dal Parlamento in seduta comune delle due Camere. | Il Consiglio elegge un vice presidente tra i componenti eletti dal Parlamento. | Il Consiglio ha sede in Roma».
L’art. 138 della Costituzione a forzato riposo, qui.
Infine. La Sezione disciplinare ha carattere giurisdizionale, accusa e difesa presenti essendo. E si conclude con una decisione giurisdizionale, una sentenza, che è sottoposta al plenum del Csm. L’impugnabilità della sentenza presso le Sezioni Unite della Cassazione qualche imbarazzo crea per la figura del Presidente della Repubblica. Se presiede lui il plenum che legittima questa sentenza della Sezione disciplinare, quanto ragionevoli e quali le vie nel diritto costituzionale per ammettere che la sentenza così legittimata è suscettibile d’impugnazione quasi che l’atto del plenum sia simile all’atto di promulgazione della legge?
La numerologia nelle nomine al Csm e altrove. Anche presso i magistrati è in uso da tempo. Senza, un magistrato può anche temere da tempo per i propri avanzamenti di carriera eccetera.
Claudia 5 ottobre 2015 alle 12:39
lei dice giustamente che, senza il sostegno di una corrente, un magistrato può temere per la sua carriera ed è ormai così da tempo.
Le chiedo se, almeno per la neonata scuola della magistratura che formerà le nuove generazioni di magistrati, non sarebbe il caso di scegliere in base alla caratura giuridica dei candidati, mettendo da parte le logiche correntizie? Altrimenti non c’è il rischio che a temere non sia il singolo magistrato per la sua carriera, ma il singolo uditore per la sua formazione?
un ex-esule 5 ottobre 2015 alle 13:05
Parliamo di "Toghe" ma da un altro punto di vista.
Assoluzioni. Penso che quando qualcuno viene assolto dovremmo gioirne tutti, perché vuole dire che non c'è stato un reato, o a un innocente è stata risparmiata la gogna.
Raffaele Fitto. Assolto da accuse tangentizie perché il "fatto non sussiste"
Carlo De Romanis, Assolto. Magari sarà un cafone ma non ha commesso peculato o malversazioni varie organizzando feste e festini ...
Scaroni e ENI, assolti dal GUP per tangenti internazionali.
Lorena e Delfino Covezzi (morto recentemente), assolti dopo sedici anni da accuse devastanti, accuse che però hanno implicato la perdita di quattro figli, dati in adozione e cresciuti in altre famiglie. Esiste anche la beffa dei 24.000 euro di rimborso per eccessiva lunghezza del processo ...
Vediamo se qualche PM temerario sarà chiamato a rimborsare qualcosa?
Giuseppe 5 ottobre 2015 alle 15:24
Il prof. Corradini in poche righe ha sapientemente esposto due punti di schizzofrenia costituzionale applicati al CSM.
In un Paese le cui basi costituzionali sono minate, non ci si deve meravigliare se i giochi del Governo influenzano l’organo di autogoverno della magistratura.
Non dimentichiamoci che l’osmosi tra le Camere e Palazzo dei Marescialli è normale, i membri laici sono nominati dal Parlamento, ma abdicano al loro ruolo quando si prestano solo a fare da messaggeri per le richieste della politica sulle nomine dei togati.
E’questo il timore per il caso degli ultimi nomi che stanno uscendo dalle stanze delle commissioni, prima del Plenum.
Per la Scuola della Magistratura i nomi che si ipotizzano nell’articolo farebbero parte di questo puzzle?Si spera di no, visto che si parla della formazione dei giovani magistrati.
Basta fare il paragone con il livello raggiunto dall Ecole nationale de la magistrature per dire, anche in questo caso, povera Italia
Chissà cosa ne pensa il Onida...
Domenico Corradini H. Broussard 5 ottobre 2015 alle 19:52
Gentile Signora Claudia e Gentile Signor Giuseppe,
anche da me grazie per i vostri commenti.
La Scuola Superiore della Magistratura, istituzione di diritto pubblico, tra l’altro provvede alla formazione professionale di magistrati tanto giudicanti quanto requirenti. Ma per sue finalità stabilite dal decreto legislativo delegato 30 gennaio 2006 n. 26 non vi provvede con corsi e seminari sulla professionalità dei giudicanti e sulla professionalità dei requirenti, due professionalità fin dal principio diverse e così diverse che non certo da oggi vorrebbero una separazione delle due carriere: come con ragionevolezza ha auspicato e auspica Sabino Casse – e io pure. Il Pubblico Ministero è una «parte pubblica», la «parte dell’accusa» a cominciare delle indagini preliminari, ma è pur sempre una «parte» e non una «parte imparziale» con discutibile ossimoro. Così è per me da interpretare il comma 2 dell’art. 111 della Costituzione. E molti miei colleghi, di me meglio.
Che fanno il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministro della Giustizia? Mandano ogni anno «linee programmatiche sulla formazione dei magistrati» alla Scuola Superiore della Magistratura, che ne tien conto nella didattica ogni anno programmata. Idem per le «proposte» ricevute dal Consiglio Nazionale Forense e dal Consiglio Universitario Nazionale. «Linee» e «proposte» che concernono la politica del diritto intesa come attività giudiziaria e non concernono la politica del diritto intesa come de iure condendo.
Credo che i giovani magistrati della Scuola Superiore della Magistratura non entreranno nel Consiglio Superiore della Magistratura – troppo giovani per entrare nel sistema delle correnti che spesso sono partitini o piccoli sindacati, juventus juventutem vocat.
Un abbraccio a Valerio Onida, a Sassari insegnammo insieme.
Claudia 5 ottobre 2015 alle 21:21
Grazie professore per la sua spiegazione e la sua disponibilità!
La Scuola, quindi, sembra più che un centro di istruzione superiore, un luogo dove si formano burocrati. Il Cielo ci liberi dai magistrati burocrati...
Per tale ragione forse non si sforzano di indicare personalità dello spessore del prof Onida a questo secondo giro..
E' una ragione di fondo, culturale, direi antropologica su come questo Paese vuole intendere la figura del magistrato.
Ecco allora che, anche per una istituzione nascente come questa Scuola, si dà spazio alle logiche dei partitini.
Mi domando se, di fronte agli eccessi, alle forzature, agli abusi o addirittura alle illegalità messe in atto dal sistema delle correnti nella magistratura, in questo caso della Scuola come in altri, non sia auspicabile un intervento della Presidenza della Repubblica, per il tramite del Vice presidente del Consiglio.
Hanno ricordato pochi giorni fa, Legnini and Co., Vittorio Bachelet ed hanno parlato proprio di questi temi.
alexandertwo 6 ottobre 2015 alle 13:49
Da "Repubblica.it" - edizione Napoli - 6 ottobre 2015.
"Colpo alla camorra, arrestato il boss Michele Cuccaro.
E' stato catturato a Latina il boss latitante della camorra Michele Cuccaro, inserito nell'elenco del Ministero dell'Interno dei latitanti più pericolosi di'Italia. (...). Cuccaro, ritenuto elemento di vertice dell'omonimo clan attivo nei quartieri est della provincia di Napoli, ... era latitante da novembre 2013 in quanto destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, traffico di stupefacenti, contrabbando e altri reati.
Il 21 giugno scorso venne arrestato a Napoli (nel quartiere Barra) il fratello Luigi Cuccaro, anche lui latitante.
In quell'occasione la folla tentò di impedire ai Carabinieri di portarlo via". (Forse perchè "erroneamente", ma in buona fede, riteneva che fosse un innocente che non aveva commesso reati e bisognava, quindi, risparmiargli la gogna, ndr).
Attesi i reati, anche contro la vita delle persone, ascritti a tali... galantuomini, forse tutte le persone oneste dovrebbero gioire quando, per l'azione di Forze dell'ordine e Magistratura, vengono assicurati alla giustizia "soggetti" con queste inclinazioni e, conseguentemente, si impedisce loro sia di continuare a contravvenire alla legge sia di offendere e vessare quelli che la legge, invece, la rispettano.