Source: https://www.assparcosud.org/2016/05/11/fai-legambiente-slow-food-e-wwf-fermate-quella-legge-troppe-deroghe-al-consumo-di-suolo/
Timestamp: 2020-07-14 11:54:36+00:00
Document Index: 102192920

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 1']

Fai, Legambiente, Slow Food e Wwf: "Fermate quella legge! Troppe deroghe al consumo di suolo" | Assparcosud.org
Fai, Legambiente, Slow Food e Wwf: “Fermate quella legge! Troppe deroghe al consumo di suolo”
Fai, Legambiente, Slow Food e Wwf:
“Fermate quella legge!
Troppe deroghe al consumo di suolo”
Il disegno di legge in discussione al parlamento, che nasce con la finalità principale di “contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi eco sistemici, in funzione della prevenzione e mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici”, attraverso i tanti emendamenti proposti dai soliti “pro-lobby”, se così modificato, andrà a favorire gli immobiliaristi, che ancor più di oggi, potranno sviluppare l’edilizia sui territori agricoli.
Ecco perché, con una lettera inviata ai due relatori, Chiara Braga (Commissione ambiente della Camera) e Mario Fiorio (Commissione agricoltura della Camera), a Silvia Velo (sottosegretaria al ministero dell’ambiente), che per il Governo sta seguendo l’approvazione del testo, e ai Capigruppo della Camera dei deputati, Fai, Legambiente, Slow Food e Wwf chiedono di ripensarci…
Ecco perché, con una lettera inviata ai due relatori, Chiara Braga (Commissione ambiente della Camera) e Mario Fiorio (Commissione agricoltura della Camera), a Silvia Velo (sottosegretaria al ministero dell’ambiente), che per il Governo sta seguendo l’approvazione del testo, e ai Capigruppo della Camera dei deputati, Fai, Legambiente, Slow Food e Wwf chiedono di ripensarcisul parere favorevole dato all’emendamento 11.9 all’articolo 11 del ddl “Norme in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo” (ddl n. 2039-902- 948-1176- 1909-A) durante la seduta del 4 maggio.
Le 4 associazioni chiedono ai Relatori e al Governo “un chiaro segnale di ripensamento entro martedì 10 maggio (termine slittato a oggi, 11 maggio, ndr)- quando si avrà la discussione e il voto nell’Aula di Montecitorio dell’articolo 11 del disegno di legge -smentendo il via libera dato all’emendamento 11.9, presentato dagli onorevoli Massa e altri e riformulato dagli stessi relatori, con cui si intende-modificando il testo approvato dalle Commissioni unificate Ambiente e Agricoltura dell’articolo 11, comma 1 del ddl – far salvi i piani urbanistici attuativi per i quali i soggetti interessati abbiano presentato istanza per approvazione prima dell’entrata in vigore della presente legge”.
Salvare il territorio agricolo dal cemento
Secondo le associazioni “L’assenso dato a questo emendamento costituisce una legittimazione delle tendenze ancora in atto all’ulteriore consumo del suolo e di risorse naturali, ben documentate da ISPRA (il consumo del suolo su scala nazionale nel 2014 viene stimato al 7%, mentre nel 2013 era del 5%) e un viatico per la presentazione su tutto il territorio nazionale di istanze per la ulteriore edificazione delle aree urbanizzate ancora libere e delle aree agricole, prima dell’entrata in vigore della normativa”.
Nella loro lettera, Fai, Legambiente, Slow Food e Wwf ricordano che “nel tempo, la disposizione contenuta all’art. 11, c. 1 del ddl sul consumo del suolo (ex art. 9 nel testo originario presentato dal Governo alla Camera) faceva salvi nel periodo transitorio solo i procedimenti in corso relativi ai titoli abilitativi presentati da privati prima dell’entrata in vigore della legge; quindi sono intervenute modifiche successive in Commissione che volevano estendere la sanatoria ai piani attuativi approvati e, poi, a quelli anche solo adottati (testo arrivato in Aula), mentre; ora, si vuole appunto fare addirittura salvi i piani attuativi per i quali sia stata presentata anche una semplice istanza di approvazione”.
Viene anche fatto notare a relatori, governo e capigruppo “come l’apertura nel periodo transitorio anche alle sole istanze solo presentate sia totalmente ingiustificato posto che: a) il ddl consumo del suolo contiene già molti, troppi strumenti di deroga rispetto alle trasformazione del territorio; b) il percorso per approvare il decreto governativo per contenere il consumo di suolo è articolato (un anno e mezzo) e inclusivo (visto ampio coinvolgimento degli enti territoriali), c) il ddl ha come finalità principale, appunto, l’effettivo contenimento del consumo del suolo”.
L’attuale consumo di suolo spiegato da Ispra
Fai, Legambiente, Slow Food e Wwf allegano alla lettera una Scheda sintetica su alcuni dei contenuti del testo del disegno di legge sul consumo del suolo in discussione in questi giorni alla Camera dei Deputati e sulle tendenze rilevate da Ispra. Eccola:
1. garantisce già molti, troppi spazi a ulteriori trasformazioni del territorio urbanizzato e non, con il rischio concreto di ulteriore consumo del suolo, se si considerano i commi aggiuntivi introdotti all’articolo 1 in cui vengono descritte le finalità della legge (commi da 3 a 5), le definizioni di “superficie agricola naturale e seminaturale” e di “area urbanizzata” (art. 2 del ddl), la delega sulla “rigenerazione della aree urbanizzate degradate” (art. 5 del ddl) e la norma sui “compendi agricoli neorurali” (art. 6 del ddl);
2. definisce un iter di approvazione del decreto governativo per la riduzione progressiva e vincolante del consumo del suolo (in alcune parti anche troppo macchinoso) ampiamente garantista ed inclusivo, visto che si svolge nell’arco temporale di almeno un anno e mezzo e coinvolge sia la Conferenza Unificata che le Regioni e i Comuni (art. 3 del ddl);
3. ha come finalità principale quella di contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi eco sistemici, in funzione della prevenzione e mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici (art. 1, c. 1 del ddl)
Vi aggiorneremo sugli esiti del voto.
Associazione Parco Sud 11 Maggio 2016 Istituzioni Nessun commento
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