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Timestamp: 2020-05-30 11:19:02+00:00
Document Index: 50807503

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ']

Il T.A.R. Sardegna salva Lepri e Pernici sarde! | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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Il T.A.R. Sardegna salva Lepri e Pernici sarde!
settembre 16, 2017 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Il T.A.R. Sardegna ha accolto con l’ordinanza cautelare n. 308/2017 del 15 settembre 2017 il ricorso presentato dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, grazie al prezioso operato dell’avv. Carlo Augusto Melis Costa del Foro di Cagliari, contro il decreto Assessore difesa ambiente R.A.S. n. 25/15746 del 21 luglio 2017 relativo al calendario venatorio regionale sardo 2017-2018, nella parte in cui prevede la caccia alla Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e alla Pernice sarda (Alectoris barbara).
Il provvedimento impugnato prevede per le due giornate di caccia previste (24 settembre e 1 ottobre 2017) un assurdo “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 Lepri sarde e 143.948 Pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili (piano faunistico-venatorio della Sardegna in corso di approvazione).
La caccia alla Lepre e alla Pernice sarda è stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite “tendenti alla diminuzione” dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano.
Con nota prot. n. 32236/T-A11 del 30 giugno 2017 l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) ha fornito il parere di legge (art. 18, comma 4°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.) in merito alla proposta di calendario venatorio regionale sardo 2017-2018 e ha chiesto esplicitamente la chiusura della caccia alla Lepre sarda e alla Pernice sarda, proprio per la mancanza di dati sulla consistenza delle rispettive popolazioni.
Tali richieste sono state fatte anche dalla Provincia di Nuoro e dalla Provincia di Oristano.
Inoltre, la stessa Regione autonoma della Sardegna ha dichiarato il conclamato stato di grave siccità ed eccezionale avversità atmosferica con la deliberazione Giunta regionale n. 30/37 del 20 giugno 2017 e ci vuol poca immaginazione per comprendere quali danni possa aver arrecato alla fauna selvatica, per giunta acuiti da disastrosi incendi estivi che han portato a esser percorsi dal fuoco in Sardegna nei primi 7 mesi del 2017 circa 9 mila ettari a causa di 2.150 incendi, di origine dolosa o colposa.
bossoli abbandonati in campagna
Neppure l’istanza (3 agosto 2017) rivolta dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e L.A.C. al Presidente e all’Assessore della Difesa dell’Ambiente della Regione per la sospensione della caccia perlomeno a Lepri e Pernici sarde ha avuto risposta, per cui non è rimasto che il ricorso al Giudice amministrativo.
Può un calendario venatorio costituire una cambiale in bianco per le specie faunistiche?
Evidentemente no, ha detto il T.A.R. Sardegna.
L’udienza per la discussione nel merito è stata fissata per il 20 dicembre 2017, quando le due giornate di caccia non potranno più esser svolte: Lepri e Pernici sarde per quest’anno sono salve!
Un’ultima considerazione: la Giunta Pigliaru – e in particolare l’Assessore della difesa dell’ambiente Donatella Emma Ignazia Spano – ha avuto un’occasione d’oro, servita su un piatto d’argento, per fare bella figura senza fatica: bastava sospendere la caccia a Lepri e Pernici sulla base della criticissima situazione ambientale. Eppure l’Assessore Spano non ha nemmeno degnato di risposta la documentata richiesta.
Ora il T.A.R. Sardegna spiega un po’ a costoro com’è fatto il mondo…..
Cagliari, sede del T.A.R. Sardegna (Piazza del Carmine-Via Sassari)
00308/2017 REG.PROV.CAU.
00695/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 695 del 2017, proposto da:
GRUPPO DI INTERVENTO GIURIDICO ONLUS, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Carlo Augusto Melis Costa, con domicilio eletto presso il suo studio in Cagliari, piazza Giovanni XXIII 35;
REGIONE AUTONOMA SARDEGNA, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Roberto Murroni, Giovanni Parisi, con domicilio eletto presso lo studio Roberto Murroni in Cagliari, viale Trento 69;
LIBERA ASSOCIAZIONE SARDA DELLA CACCIA, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Alberto Onorato, con domicilio eletto presso il suo studio in Cagliari, piazza Repubblica 10;
FEDERAZIONE ITALIANA DELLA CACCIA – REGIONE SARDEGNA, UNIONE CACCIATORI DI SARDEGNA (U.C.S.), CACCIA PESCA AMBIENTE (C.P.A.) – SEZIONE SARDEGNA, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall’avvocato Alberto Onorato, con domicilio eletto presso il suo studio in Cagliari, piazza Repubblica 10;
del DA 25/15746 del 21.7.2017 di approvazione del calendario venatorio 2017-18, in parte qua (cacciabilità lepre sarda e pernice sarda).
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Autonoma Sardegna e di Libera Associazione Sarda della Caccia;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 settembre 2017 la dott.ssa Grazia Flaim e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
considerato che allo stato manca un “monitoraggio aggiornato” in relazione alle due specie (lepre sarda e pernice sarda) per le quali l’Associazione ricorrente richiede un peculiare regime di tutela;
rilevato che l’ammissione di due (mezze) giornate di caccia (il 24 settembre e l’ 1 ottobre 2017) determina oggettivamente una riduzione degli esemplari (rispettivamente 2 e 4 per ciascun cacciatore);
considerato che anche l’ISPRA ha richiesto (con documento del 30.6.2017, pag. 4, in due punti) una sospensione della cacciabilità di queste due specie , in assenza di specifici dati sulla loro consistenza;
considerato che il Piano è in formazione;
rilevato che non può escludersi, alla luce di tali considerazioni formulate dall’organo tecnico, che si possa attuare un rischio di rarefazione e/o estinzione;
considerato che l’ammissione alla caccia in carenza di dati aggiornati potrebbe provocare concreti danni al patrimonio faunistico;
rilevata la possibile incidenza, anche, del grave stato di siccità e di incendi riconosciuto in sede di emergenza dalla stessa Regione;
considerato che non si può escludere, allo stato, che vi possa essere un concreto rischio di grave riduzione e/o estinzione di queste due specie;
ritenuto, in conclusione, che, per queste due tipologie, debba essere privilegiata, nell’attesa di rilievi adeguati ed aggiornati, la tesi della sospensione (divieto temporaneo) della caccia, in applicazione del principio di precauzione, esplicativo della doverosa cautela vigente in materia di difesa ambientale;
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima), Accoglie la domanda cautelare e per l’effetto:
a) sospende, in parte qua, il Calendario Venatorio 2017/2018, limitatamente alle 2 specie (lepre e pernice sarde);
b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 20 dicembre 2017 .
Così deciso in Cagliari nella camera di consiglio del giorno 14 settembre 2017 con l’intervento dei magistrati:
Gianluca Rovelli, Consigliere
Grazia Flaim Caro Lucrezio Monticelli
depositata in Cancelleria il 15 settembre 2017
L’Unione Sarda, 16 settembre 2017
La Nuova Sardegna, 16 settembre 2017
(foto J., S.D., archivio GrIG)
Categorie:"altri" animali, biodiversità, caccia, difesa del territorio, giustizia, pianificazione, società, sostenibilità ambientale Tag:ambiente, biodiversità, caccia, calendario venatorio, difesa del territorio, giustizia, Gruppo d'Intervento Giuridico, Lepre sarda, ordinanza, Pernice sarda, pianificazione, principio di precauzione, provvedimento cautelare, società, sostenibilità ambientale, T.A.R. Sardegna
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settembre 16, 2017 alle 12:31 am
A.N.S.A., 15 settembre 2017
Stop da Tar a caccia lepre e pernice. Sospensione cautelare elimina di fatto due mezze giornate: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/09/15/stop-da-tar-a-caccia-lepre-e-pernice_35e4ec65-a080-46a8-a607-da946219b1f9.html
da La Nuova Sardegna, 15 settembre 2017
Vincono gli ambientalisti: il Tar blocca la caccia a lepre e pernice il 24 settembre e l’1 ottobre.
Botta e risposta in poche ore: mentre il Comitato faunistico regionale conferma le due mezze giornate di caccia, arriva lo stop dei giudici richiesto dal Gruppo di intervento giuridico: http://www.lanuovasardegna.it/regione/2017/09/15/news/vincono-gli-ambientalisti-il-tar-blocca-la-caccia-a-lepre-e-pernice-il-24-settembre-e-l-1-ottobre-1.15857244
da Sardinia Post, 15 settembre 2017
Caccia, il Tar ferma il calendario venatorio per lepre e pernice: http://www.sardiniapost.it/cronaca/caccia-tar-ferma-calendario-venatorio-lepre-pernice/
da You TG, 15 settembre 2017
Stop alla caccia alla lepre e alla pernice in Sardegna: vittoria degli ambientalisti al Tar: http://www.youtg.net/v3/index.php/primo-piano/2749-stop-alla-caccia-alla-lepre-e-alla-pernice-in-sardegna-vittoria-degli-ambientalisti-al-tar
Ambientalisti e cacciatori uniti nelle accuse: “Tutta colpa della Regione”: http://www.youtg.net/v3/index.php/primo-piano/2768-ambientalisti-e-cacciatori-uniti-nelle-accuse-tutta-colpa-della-regione
da Meteo Web, 15 settembre 2017
Caccia Sardegna, il Tar: “stop a quella di lepre e pernice sarda”.
Il Tar Sardegna ha accolto il ricorso, concedendo la sospensiva, presentato dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sul calendario venatorio regionale 2017-2018: http://www.meteoweb.eu/2017/09/caccia-sardegna-il-tar-stop-a-quella-di-lepre-e-pernice-sarda/969266/#2QAYQRmVz0vFuKtv.99
da Cagliaripad, 15 settembre 2017
Associazione ambientalista Grig: “Tar Sardegna ha salvato Lepri e Pernici sarde”: http://www.cagliaripad.it/254394/associazione-ambientalista-grig-tar-sardegna-salvato-lepri-pernici-sarde
da Big Hunter, 15 settembre 2017
SARDEGNA: TAR SOSPENDE CACCIA A PERNICE SARDA E LEPRE SARDA: http://www.bighunter.it/Home/Editoriale/Editoriale/tabid/204/newsid730/22518/Default.aspx
da La Dea della Caccia, 15 settembre 2017
SARDEGNA: IL TAR SOSPENDE LA CACCIA A PERNICE SARDA E LEPRE SARDA: https://www.ladeadellacaccia.it/index.php/sardegna-il-tar-sospende-la-caccia-a-pernice-sarda-e-lepre-sarda-47640/
da Cacciapassione, 15 settembre 2017
Il TAR sospende la caccia a lepri e pernici in Sardegna: “Non esistono dati certi sulle specie”.
I giudici hanno accolto il ricorso del Gruppo di Intervento Giuridico nonostante le rassicurazioni degli ultimi giorni: https://www.cacciapassione.com/il-tar-sospende-la-caccia-a-lepri-e-pernici-in-sardegna-non-esistono-dati-certi-sulle-specie/
da Iocaccio, 15 settembre 2017
Sardegna, il TAR vieta la caccia a Lepre e Pernice sarda: https://iocaccio.it/sardegna-il-tar-vieta-la-caccia-a-lepre-e-pernice-sarda/
da Animali e Ambiente nel cuore, 16 settembre 2017
SARDEGNA, STOP ALLA CACCIA DI LEPRE E PERNICE: https://www.nelcuore.org/home/2017/09/16/sardegna-stop-alla-caccia-di-lepre-e-pernice/
da L’Ortobene, 16 settembre 2017
Caccia, il Tar salva lepri e pernici: https://www.ortobene.net/caccia-tar-salva-lepri-pernici/
da Buongiorno Alghero, 17 settembre 2017
Il Tar si schiera con lepri e pernici: https://www.buongiornoalghero.it/contenuto/0/30/96373/il-tar-si-schiera-con-lepri-e-pernici
settembre 16, 2017 alle 8:50 am
Lepri, pernici e cittadini di buonsenso ringraziano il GRIG!
settembre 16, 2017 alle 9:00 am
settembre 16, 2017 alle 11:30 am
lepre e pernice aperta tutto l anno ahahahaha ti credete che non le spariamo lo stesso anzi le spariamo tutto l anno
settembre 16, 2017 alle 11:53 am
ti definisci da solo bracconiere e cialtrone. Non c’è da aggiungere altro 😉
settembre 16, 2017 alle 7:55 pm
da You TG, 16 settembre 2017
Ambientalisti e cacciatori uniti nelle accuse: “Tutta colpa della Regione”: http://www.youtg.net/v3/index.php/top-news/2767-ambientalisti-e-cacciatori-uniti-nelle-accuse-tutta-colpa-della-regione
A.N.S.A., 16 settembre 2017
Cacciatori in rivolta per stop a lepre. Tocco (Fi), Giunta faccia ricorso contro decisione Tar Sardegna: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/09/16/cacciatori-in-rivolta-per-stop-a-lepre_c511fefd-b567-4a44-820c-03a84012bf2d.html
da L’Unione Sarda, 16 settembre 2017
Il Tar vieta la caccia a lepri e pernici. In Sardegna scatta la protesta: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/09/16/il_tar_vieta_la_caccia_a_lepri_e_pernici_in_sardegna_scatta_la_pr-68-645257.html
settembre 16, 2017 alle 10:11 pm
Queste si che sono belle notizie: speriamo a breve in tante altre. Sono positiva!
settembre 17, 2017 alle 11:37 am
Viva il GrIG abbasso la caccia.
settembre 17, 2017 alle 6:10 pm
..stiamo ancora ridendo 😛 😛 😛
Calendario venatorio, no del comitato faunistico regionale a modifiche.
Il comitato sarà riconvocato dopo il pronunciamento del Tribunale Amministrativo sul ricorso proposto da alcune associazioni ambientaliste. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=225)
Cagliari, 15 settembre 2017 – Il Comitato Faunistico regionale, convocato dall’assessora della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, ha respinto a maggioranza l’ipotesi di modificare il calendario venatorio per accogliere le indicazioni, arrivate dall’Ispra, di limitazione del prelevamento di alcune specie ornitiche.
Il Comitato, organo deliberativo, non ha tenuto conto della proposta dell’assessora di valutare una modifica del calendario in funzione delle indicazioni arrivate dall’Ispra, basate su argomentazione importanti quali la straordinaria siccità che ha colpito anche la Regione Sardegna e per la quale la Giunta ha assunto atti a favore delle campagne. Il comitato sarà riconvocato dopo il pronunciamento del Tribunale Amministrativo sul ricorso proposto da alcune associazioni ambientaliste.
settembre 18, 2017 alle 8:40 am
-ma perché l’assessora i dubbi non li ha sollevati prima dell’approvazione del calendario venatorio e perché continua a non adottare tutte le cautele per evitare i possibili ricorsi da chi è contrario alla caccia? A qualcuno potrebbe venire il sospetto che La stessa, dimenticando il ruolo istituzionale, non veda la caccia con favore;
-si cita l’assurdo “carniere” potenziale complessivo senza tenere conto che la regione è in possesso dei puntuali dati di abbattimento da parte dei cacciatori sardi almeno per le ultime tre annate venatorie.
In tale contesto, visto che le tasse di concessione sono già state versate, non ci resta che seguire l’esempio del GRIG e rivolgerci ad un legale per far valere le nostre ragioni di fronte al TAR.
In ultimo, un’informazione alquanto significativa: durante le due giornate di pre apertura alla tortora ho visto pernici in numero maggiore di quanto riscontrato nell’analogo periodo della scorsa campagna venatoria.
Deky87
settembre 18, 2017 alle 8:49 am
Dobbiamo rispettare la decisione assunta dal TAR perciò, posto che nonostante la diversa ideologia di fondo sull’attività venatoria rispetto il GRIG che giustamente persegue i propri fini sociali, un plauso di disprezzo deve essere rivolto alla nostra amm.ne regionale la quale, nonostante gli svariati milioni provenienti dalle tasse di concessione versate da noi cacciatori sardi non ha mai in alcun modo predisposto un piano di ripopolamente della specie o quantomeno una valutazione di consistenza e censimento della popolazione della nobile stanziale in Sardegna… il loro unico intento dal momento dell’insediamento alle cariche elettive rimane soltanto quello di conservare il posto tralasciando le funzioni imposte agli organi di governo, nello specifoco la salvaguardia dell’ambiente e dei selvatici..
settembre 18, 2017 alle 2:46 pm
da Il Fatto Quotidiano, 17 settembre 2017
Caccia, al via la stagione. Ma 11 Regioni non hanno il piano faunistico e lasciano uccidere anche le specie minacciate.
Solo dieci regioni italiane hanno una pianificazione valida. Spesso, peraltro, scaduta: quella del Lazio risale a 20 anni fa. E la valutazione d’incidenza? “Recente solo in tre casi”, denuncia la Lipu. “Violata la direttiva europea”. Risultato: tortora selvatica, coturnice, pavoncella, moriglione e tordo sassello non vengono protetti come prevede la normativa comunitaria. (Luisiana Gaita): http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/17/caccia-al-via-la-stagione-ma-11-regioni-non-hanno-il-piano-faunistico-e-lasciano-uccidere-anche-le-specie-minacciate/3860854/
settembre 21, 2017 alle 10:15 pm
dal B.U.R.A.S. n. 44, serie generale, del 21 settembre 2017 (http://buras.regione.sardegna.it/custom/frontend/viewInsertion.xhtml?insertionId=1979a836-d544-4bb8-86e4-324d011bef9b)
Oggetto: Comunicato dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente sul Calendario venatorio 2017-2018.
Autore: Assessorato Difesa dell’ambiente
Pubblicato in: Bollettino n.44 – Parte I e II del 21/09/2017
“L’Assessore della Difesa dell’Ambiente comunica che, con Ordinanza cautelare n. 201700308 del 15.09.2017, Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima) ha sospeso il Calendario Venatorio 2017/2018, approvato con DADA n. 25/15746 del 21.7.2017, limitatamente alle 2 specie (lepre e pernice sarde). Pertanto, in esecuzione dell’Ordinanza del TAR Sardegna è preclusa l’attività venatoria, limitatamente alle due specie lepre e pernice sarda, nelle giornate del 24 settembre e del 1 ottobre 2017.”
dal sito web istituzionale Sardegna Ambiente
Comunicato dell’Assessore della difesa dell’Ambiente sul Calendario venatorio 2017-2018. (http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=347635&v=2&c=4801&idsito=18)
L’Assessore della Difesa dell’Ambiente comunica che, con Ordinanza cautelare n. 201700308 del 15.09.2017, Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima) ha sospeso il Calendario Venatorio 2017/2018, approvato con DADA n. 25/15746 del 21.7.2017, limitatamente alle 2 specie (lepre e pernice sarde). Pertanto, in esecuzione dell’Ordinanza del TAR Sardegna è preclusa l’attività venatoria, limitatamente alle due specie lepre e pernice sarda, nelle giornate del 24 settembre e del 1 ottobre 2017.
settembre 21, 2017 alle 11:12 pm
Sono felice per i poveri animali , indifesi contro l’essere ( umano??? )
settembre 21, 2017 alle 11:22 pm
Non avete avvisato prima di firmare ,che c’era da pagare un ‘abbonamento PER ISCRIVERSI !!!!!! NON SONO D’ACCORDO E NON VOGLIO ESSERE ISCRITTA GRAZIE
settembre 21, 2017 alle 11:48 pm
scusi, ma di che parla?
Non esiste alcun “abbonamento” di qualsiasi genere e di qualsiasi importo 😉
settembre 28, 2017 alle 2:54 pm
due giorni di caccia in meno rappresentano un “gravissimo danno economico per tutto il comparto della caccia”?
Evidentemente l’on. Tunis non teme il ridicolo e non ha altro di più importante di cui occuparsi.
da L’Unione Sarda, 28 settembre 2017
Caccia in Sardegna: prima le polemiche poi un’interrogazione al Consiglio regionale. (Antonio Serreli) (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/09/28/caccia_in_sardegna_prima_le_polemiche_poi_un_interrogazione_al_co-68-649451.html)
“Il recente provvedimento emesso dal Tar Sardegna, che accoglie la richiesta di sospensiva delle due giornate di caccia alla lepre e alla pernice (la prima era prevista per il 24 settembre; la seconda, il 1 ottobre dal calendario venatorio regionale approvato dalla Giunta regionale), rappresenta non solo una beffa ma un gravissimo danno economico per tutto il comparto della caccia”.
È quanto sostiene Stefano Tunis, Consigliere regionale di Forza Italia, primo firmatario di un’interrogazione presentata in Consiglio da tutto il gruppo di Forza Italia, con la quale “si chiedono chiarimenti alla Giunta” in merito alla notizia trapelata in questi giorni e che ha creato forti malumori nel mondo della caccia.
Per Tunis, infatti, il pressapochismo della Giunta che arriva a prevedere due giorni di caccia, senza avere alcun dato che possa smentire o confermare l’allarmismo lanciato dagli ambientalisti su una presunta carenza di selvaggina, denota una preoccupante superficialità nel gestire anche questa situazione.
Tutto questo però determina dei danni gravissimi a un comparto che appassiona migliaia di persone in tutta la Sardegna e crea centinaia di posti di lavoro.
Sarebbe auspicabile, per Tunis, che la Giunta si attivasse per risarcire i cacciatori sardi del danno subito, in quanto tutti loro hanno pagato centinaia di euro ciascuno per poter svolgere questa attività anche nelle due giornate attualmente “cassate” dal Tar Sardegna.
ottobre 1, 2017 alle 5:34 pm
da L’Unione Sarda, 1 ottobre 2017
“Calpestate le istanze dei cacciatori”: chieste le dimissioni dell’assessore all’Ambiente: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/10/01/calpestate_le_istanze_dei_cacciatori_chieste_le_dimissioni_dell_a-68-650565.html
ottobre 2, 2017 alle 8:17 am
Condivido: tutto quello che si discosta dal Vs. pensiero é delirante. E’ evidente che ci sono diritti calpestati e che qualcuno si dimentica del ruolo pubblico che riveste.
ottobre 2, 2017 alle 3:21 pm
é delirante pretendere che la Regione autonoma della Sardegna “ubbidisca” a ogni assurda richiesta di qualche associazione venatoria.
Se non lo capite, é solo un problema di voi cacciatori.
Salve Grig, se posso permettermi, trovo delirante che un istituzione non assolva alle funzioni per cui 40000 cittadini pagano fior di tasse. Di certo, se quest’anno i cittadini cacciatori non hanno potuto cacciare delle specie inserite dal Comitato Regionale Faunistico nel calendario venatorio che riporta in calce la firma di un assessore, esisterà negli uffici pubblici o tecnici uno o più responsabili? io credo proprio di si. Se avessimo avuto a disposizione i tesserini venatori, che siamo obbligati a compilare e spedire per legge, sarebbe stato facile dimostrare, estrapolando i dati, che i numeri di pernici e lepri basati su i “potenziali carnieri” utilizzati nel vostro ricorso, sono lontani anni luce dalla realtà: in tal modo, inoltre, si sarebbe potuto appurare che i carnieri reali assolvono verosimilmente a quel principio di precauzione che tanto vi piace. Questa stagione, dopo anni di sofferenze del mondo venatorio, fungerà da spartiacque. Leggi bene ora: “Vi sono grato!” SI, è proprio così. Perchè avete acceso la miccia di una bomba mediatica senza precedenti. Grazie al vostro impegno, e alle future azioni di chi ci rappresenta, si potrà scoprire miracolosamente con le relative istanze nelle dovute sedi, che fine fanno i soldi versati nella tassa regionale 25,00 euro che serve per il ripopolamento della fauna stanziale (pernici e lepri incluse), incassati per anni dalla Regione, che fine fanno parte dei soldi della tassa della concessione governativa 173,00 di cui oltre la metà da Pescara o Roma rimane in Sardegna, che funzioni ha l’Istituto regionale per la fauna selvatica (IRFS) istituito dalle legge Regionale 23/98, perchè non sono stati utilizzati i fogli venatori e se le province hanno delle responsabilità. Insomma GRIG sono tantissime le risposte per cui da vent’anni a questa parte il mondo venatorio isolano attende risposte, in parte colposamente. e voi con l’accoglimento del TAR avete svegliato finalmente lo sdegno da parte di coloro che se ne fregavano e uscivano solo a cinghiali, ed infine avete dato un ottimo pretesto per rivolgere tali domande nelle sedi opportune. Da Macomer, Sassari Nuoro, Oristano e Cagliari, finalmente si è acceso una luce, tutti chi più chi meno, si stanno mobilitando e si stanno informando e soprattutto tutti indistintamente si sentono presi per il cu..o. Se rinunciare per una stagione a cacciare pernici e lepri, che tutto sommato si trovano e stanno bene in numero così come dimostrato nelle nostre uscite a caccia in queste giornate, e serve per ottiene il risultato di incrementarne il numero per la prossima stagione in maniera diretta, e in maniera indiretta scaricare la pressione venatoria su specie “nocive” come volpi e cornacchie..tutto sommato sono contento, e mi chiedo peccato non sia capitato 10 anni fa almeno. 😉 Però considerando che tra un anno e mezzo circa ci sono le elezioni regionali in Sardegna tutto sommato non è capitato a sproposito 😀
ottobre 2, 2017 alle 6:02 pm
il Comitato faunistico regionale ha inserito nel calendario venatorio Lepre sarda e Pernice sarda senza averne la possibilità, questo ha detto il T.A.R.
E i cacciatori che hanno pagato le relative tasse avrebbero dovuto sapere che l’inserimento senza dati di monitoraggio scientifico sarebbe stato illegittimo.
Il fatto è che demagogia e populismo venatori abbondano nelle riunioni di ‘sto benedetto Comitato.
E non sostituiscono i censimenti scientifici certo i “foglietti” venatori dove vengono annotati i capi abbattuti dai cacciatori durante la stagione di caccia.
Sul punto specifico non valgono nemmeno la carta su dove sono scritti. Sono al più delle autocertificazioni, per giunta parziali.
Sarebbe, comunque, molto più serio togliere al Comitato faunistico regionale qualsiasi potere decisionale sul calendario venatorio.
Volete sapere dove finiscono i soldi delle tasse venatorie?
Benissimo, siamo d’accordo!
Intanto, potremmo iniziare con il render pubblici i contributi di fondi pubblici percepiti dalle associazioni venatorie da anni ai sensi dell’art. 24 della legge n. 157/1992 e s.m.i.
Questi sono contributi “ordinari” eppure non sono conosciuti.
Oppure questi non interessano?
Proviamo allora a fare un po’ di conti in tasca: i cacciatori in Italia sono circa 850 mila e pagano una tassa di concessione governativa annuale pari a 173,16 euro.
Sono complessivamente 147,186 milioni di euro.
Secondo l’art. 24, comma 2°, della legge n. 157/1992 e s.m.i., il “95 per cento” dell’importo addizionale di 5,16 euro annuo per cacciatore (compreso nei 173,16 euro di tassa annuale) va ripartito “fra le associazioni venatorie nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva, documentata consistenza associativa”.
Euro 5,16 per 850 mila cacciatori è pari a euro 4.386.000,00: il 95% di tale importo è pari a euro 4.166.700,00.
Questi soldi pubblici a quali associazioni venatorie vanno?
Come vengono impiegati?
Eppure si tratta di contributi ordinari statali, scandalosamente esclusi da ogni doveroso controllo.
Che facciamo? Ci rivolgiamo a “Chi l’ha visto?”
ottobre 2, 2017 alle 10:18 pm
Che bisogno c’è di rivolgersi a “Chi l’ha visto?” quando basta leggere per intero l’art. 24 della legge 157/1992, che al comma 4 recita testualmente:
“L’attribuzione della dotazione prevista dal presente articolo alle associazioni venatorie nazionali riconosciute non comporta l’assoggettamento delle stesse al controllo previsto dalla legge 21 marzo 1958, n. 259.”
Forse sarebbe opportuno precisare che tutte le attività legate alla caccia, compresi i gettoni di presenza che percepiscono anche le associazioni ambientaliste presenti nel comitato faunistico, sono finanziate, non con la fiscalità ordinaria ma con le specifiche tasse versate dai cacciatori.
ottobre 2, 2017 alle 10:25 pm
appunto, caro cacciatore, i fondi sono sottratti a qualsiasi controllo, compreso quello della Corte dei conti. Le associazioni venatorie ne fanno quello che vogliono e nessuno ne sa nulla.
I gettoni di presenza che si danno ai componenti dei vari organi gestionali e dei vari comitati faunistici sono ben altra cosa, soprattutto dal punto di vista degli importi. E, se permetti, sta mischiando le arance con le mele 😉
ottobre 3, 2017 alle 12:55 pm
Ciao GRIG ripensandoci ritengo curioso il fatto che voi vogliate interessarvi ai soldi versati dai cacciatori, che diventano fondi pubblici, di cui una piccola parte il 95% di 5,16 euro per ciascun cacciatore viene erogata nuovamente alle ass. venatorie a livello NAZIONALE. Fino ad ora, a livello REGIONALE non vi siete mai interessati di che fine fanno i contributi erogati per il ripopolamento. Ogni anno la Regione percepisce circa 4.360.000 euro dai circa 40.000 cacciatori sardi. Questi soldi sono derivanti in parte per circa il 50% dalla tassa di concessione governativa (84 euro a cacciatore che lo Stato rispedisce in Sardegna) ed il restante è dato dai 25,00 a cacciatore che versiamo per i ripopolamenti. Con la richiesta di accesso agli atti parrebbe che le spese sostenute dalla Regione ammontano a circa 2 milioni di euro, con un avanzo di soldi ogni anno pari alla somma citata (2 milioni e passa). Ora ritengo che sia un nostro diritto sapere come e perchè questi soldi non vengono spesi per il fine preposto nella causale del versamento che noi paghiamo. Non trovi? Ora mi piacerebbe capire da cacciatore, se questi soldi vengono utilizzati per problematiche inerenti l’attività venatoria, quali catture e ripopolamenti, ossia per il fine per il quale stiamo versando questa cifra, e mi seccherebbe parecchio scoprire che questi soldi vengono utilizzati dagli enti preposti per altri fini, seppur nobili, quali ad esempio la gestione delle aree marine protette, o la reintroduzione di specie non cacciabili etc etc di cui si dovrebbe far carico tutta la COMUNITÀ’, e le ass ambientaliste ecologiste in primis, e scoprire magari che per tutti questi anni ci hanno mandato a fare i burattini in campagna con calendari venatori pietosi, facendo altri comodi con la cifra che noi devolviamo per i miglioramenti ambientali, lo studio e la gestione del ripopolamento del patrimonio faunistico che noi utilizziamo a scopo venatorio.
Sarebbe uno scandalo non trovi? Io sono un semplice cacciatore, conto tanto quanto gli altri 40000, ma chi di dovere e chi ci tutela, grazie a Voi e al vostro ricorso hanno ottenuto forse una chiave (la sentenza del TAR) che stavano aspettando da 20 anni e servirà per aprire i cassetti e rendere noto ai cittadini cacciatori che fine fanno i loro soldi.
ottobre 3, 2017 alle 3:50 pm
se é per quello, non ci siamo interessati nemmeno della gestione del Fondo per le vittime della caccia 😉 ‘sta storia della destinazione finale del gettito delle tasse venatorie l’avete tirata fuori voi cacciatori.
Ti ripeto, personalmente anche per deformazione professionale, interessano finalità e modalità d’impiego di TUTTI i fondi pubblici.
Lo devo scrivere in sanscrito? 😊
ottobre 3, 2017 alle 4:28 pm
No no, non sminuitevi, tutto sta emergendo grazie a Voi, altro che cacciatori. Se non aveste fatto ricorso saremo andati avanti con ste due
mezze giornate per tanti anni ancora pur versando 25,00 inutilmente alla Regione. Rinunciare alla caccia per una sentenza del TAR, avrà i suoi benefici. Se in una sentenza del TAR appare chiaro che la caccia alla nobile stanziale viene sospesa per mancanza di dati e censimenti, seppur i contribuenti pagano per tale scopo, vuol dire che ci sono delle responsabilità a diversi livelli dell’utilizzo di denaro pubblico con cifre non indifferenti per gli scopi diversi da quelli versati dalla categoria. Voi quest’anno più che mai siete stati preziosi per i cacciatori che non contano nulla come il sottoscritto che versava per anni delle tasse inutilmente. Prima, ogni anno, in procinto dell’annata venatoria, ciò che aspiravano le ass. venatorie è sempre stata l’annosa richiesta di una nuova legge regionale per la caccia in Sardegna. Richiesta che veniva bocciata da tutti i partiti politici, perfino quelli più vicini al mondo venatorio. Nei cassetti della Regione ci dev’essere la proposta di legge di un ex consigliere, nonchè rappresentante di un associazione venatoria, bellissima legge, ma mai discussa e osteggiata dai suoi. FINALMENTE, con il pronunciamento del giudice, si anno ulteriori carte in mano per indagare e far luce su un annosa questione mai risolta. FiAD’ORA!
ottobre 3, 2017 alle 6:19 pm
boh, se lo dici tu…
Comunque l’Assessorato regionaole della Difesa dell’Ambiente ha diffuso una nota dove smentisce punto su punto quanto sostenete, il che è, in pratica, quanto sostiene Marco Efisio Pisanu (Caccia, pesca, Ambiente – C.P.A.).
Comitato Regionale Faunistico: comunicato della Direzione Ambiente. (http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=348523&v=2&c=4801&idsito=18)
Il Direttore Generale della Difesa dell’Ambiente e il Direttore del Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali, hanno appreso che il componente del Comitato Faunistico Venatorio designato dall’Associazione Caccia-Pesca-Ambiente, Marco Efisio Pisanu, ha indirizzato una lettera a tutti i cacciatori sardi, armerie ed aziende del settore e ha diffuso una sorta di resoconto della seduta del Comitato Faunistico Venatorio del 26 settembre scorso. Questa iniziativa del Sig. Pisanu è l’ultima di una serie di affermazioni e resoconti parziali e non obiettivi sulle riunioni del Comitato faunistico, comparse sui social network in questi ultimi anni, a discapito dell’immagine della Direzione dell’Ambiente, dei funzionari che vi operano e della loro dignità personale e professionale. Le dichiarazioni del sig. Pisanu insinuano, con modi del tutto inaccettabili, una mancanza di serietà, di correttezza e di imparzialità da parte degli uffici e minano la serenità dei lavori dello stesso Comitato Faunistico. Le dirigenti, oltre a esprimere indignazione per l’ingiusto, infondato e immotivato attacco, hanno dato ferma e puntuale smentita alle dichiarazioni contenute nelle dichiarazioni che il Sig. Pisanu ha diffuso nelle date del 26 e 27 settembre u.s.
* Comunicato Stampa 2 ottobre 2017: http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_183_20171003112333.pdf
ottobre 3, 2017 alle 7:57 pm
Sinceramente? non mi stupisce! e’ un tentativo patetico per salvare capre e cavoli. Le azioni del presidente del CPA, sono state molto forti e sicuramente proseguiranno per altre vie. Hanno avuto lo scopo di sensibilizzare tanti cacciatori sardi, i quali per la prima volta TUTTI indistintamente da Nord a Sud dell’isola si sono sentiti accomunati da un unico sentimento: “la presa per i fondelli da parte delle istituzioni”. L’assessorato e funzionari vari cercheranno di difendersi, ma dalla sentenza del TAR è trapelato che ci sono state delle negligenze, e che tali hanno dei responsabili. I cacciatori sono parte lesa perchè hanno pagato un calendario venatorio emanato e riapprovato dal CRF due giorni prima, firmato dall’assessore e bocciato dal TAR successivamente. Qualcuno ha sbagliato. Nel CRF i cacciatori sono 3 su 21 componenti se non erro, e i calendari vengono approvati con la maggioranza dei votanti. Se poi come ho detto in qualche commento più su si pensa che tra un anno e mezzo ci saranno le Regionali, e che con questa stagione si sono evidenziati tutti gli orrori della politica nella gestione venatoria, anche nei Social, nei circoli o nelle armerie anche chi era contro l’apertura della caccia alla nobile stanziale quest’anno, dopo la sentenza vede nella Regione e non tanto in voi che avete presentato il ricorso ,come negli anni precedenti, i responsabili delle inadempienze. 40000 cacciatori, di cui molti padri di famiglia, che si sentono derisi, sono tanti voti. Mi sa che inizieranno a giocare le proprie carte per salvaguardare la seggiola, ma a mio modo di vedere la situazione, il suicidio elettorale è in atto.
ottobre 3, 2017 alle 8:25 pm
storicamente voi cacciatori avete eletto i Boero, gli Onnis, gli Artizzu, i Fenu, i Sanna, ecc. ecc. e non mi pare che vi siano stati lampi di genialità nella gestione dell’ambiente e della fauna selvatica in particolare.
Il futuro è nel grembo di Giove. Si vedrà 😉
ottobre 3, 2017 alle 9:04 pm
Si si, hai ragione. Infatti il nemico immaginario della colpa delle restrizioni dei calendari venatori erano quei rompi scatole degli ambientalisti, identificati nell’immaginario collettivo come radical chic, benpensanti con la puzza sotto al naso lontani anni luce dalla cultura rurale. Insomma extraterrestri in Sardegna. Le ass, venatorie ogni anno richiedevano esclusivamente questa nuova legge della caccia, sperando in qualcosa di innovativo nella gestione del patrimonio faunistico e dell’attività venatoria. E’ per quello che ti dico che la sentenza del Tar è la chiave che sbloccherà la situazione. Si è identificato il nemico, ha preso forma- Voi avete le vostre ideologie, noi le nostre. Avete vinto un ricorso contro la Regione, non contro i cacciatori. Non siamo noi che decidiamo.
La caccia programmata che vogliono loro è osteggiata da tutto il mondo venatorio, perchè di fatto, è una via formale per creare ulteriori poltronifici per politici provinciali ormai a zonzo con i nostri soldi, come se quelli che versiamo e il nostro contributo con la PSA non bastasse. Ma pensi che abbiano veramente a cuore pernici e lepri?? Ma anche dal canto vostro non mi è sembrato che trapelasse tanta gioia per il PFVR. Migratoria libera, giornate su giornate, di caccia creazioni di aziende e bilanci in cui voi conterete meno di un due di picche sulla gestione del patrimonio faunistico, comitati tecnici faunistici orientati a massimizzare la caccia per avere più iscrizioni e polli a due gambe da spennare. Tutto questo non lo vogliono nemmeno i cacciatori, ancor più degli ambientalisti. Per noi sardi la caccia è tanto altro, non sparacchiare a destra e a manca. Questo tentativo di correre ai ripari, ricorda il tentativo maldestro dell’altro candidato, presidente uscente, che pochi giorni prima delle elezioni aveva fatto un appello ai cacciatori sardi che avrebbe modificato la legge regionale sulla caccia, dopo che per anni ha governato con una legge dimenticata depositata da un suo consigliere e dimenticata nei meandri del Consiglio…ricordi?
In una terra in cui questa benedetta cultura agro-pastorale è insita nel DNA di circa 1.500.000 sardi, in cui ormai la gente non crede più in false promesse di lavoro, in cui ci sono emergenze umanitarie all’ordine del giorno, i CACCIATORI e gli IMPRENDITORI AGRICOLI, sono i principali responsabili di chi vincerà le elezioni. Ma servirà tanto per capirlo?? Bah! Dal punto di vista ambientale, sono sicuro che sarà una bella campagna elettorale. 🙂
ottobre 3, 2017 alle 9:44 pm
il legame cacciatore-territorio è ineludibile, così come i censimenti faunistici come base per i calendari venatori. Tutte cose previste da anni dalla legge e avversate dal mondo venatorio e dai vostri rappresentanti politici.
Ripeto: si vedrà 😉
ottobre 2, 2017 alle 6:58 pm
Scusami Deliperi, quindi tu stai affermando che in Sardegna, pur sapendo che non esistono gli AMBITI TERRITORIALI DI CACCIA (ATC) le Associazioni Venatorie sarde in nome dell’art. 24, comma 2°, della legge n. 157/1992 e s.m.i. percepiscono questi soldi?? Spiegami bene questo concetto perchè mi interessa. Io sto parlando di soldi che escono dalle tasche dei cacciatori versati con scopi specifici a dell’istituzioni pubbliche per assolvere a delle funzioni che puntualmente non vengono rispettate, ossia il ripopolamento e miglioramenti ambientali. Grazie a voi, ripeto, e grazie alla sentenza del TAR, si è scoperchiato il vaso di Pandora, e pian piano usciranno fuori tutte le magagne accumulate in questi anni in Sardegna, in cui i cacciatori per anni, non sono stati complici, ma vittime! Pagavamo una tassa per ripopolare, ma i ripopolamenti di fatto venivano cassati/bloccati. Il patrimonio faunistico è stato gestito solo ed esclusivamente da noi cacciatori e per continuare a cacciare. negli anni, ci siamo dovuti adeguare da SOLI senza il supporto tecnico della REGIONE, pur pagando allo Stato lo stesso introito della tassa governativa dei connazionali (che cacciano negli ATC), non due mezze giornate, ma per 3 MESI per 3 giorni a scelta a settimana esclusi i giorni di silenzio venatorio (martedì e venerdì). Hai visto fluttuazioni significative dei cacciatori sardi nonostante tutto questo?? Io no a differenza del resto d’Italia. Saprai meglio di me che economicamente non stiamo parlando di bruscolini, i soldi che versiamo e che magicamente non vengono utilizzati per i fini preposti del ripopolamenti contro l’interesse dei cacciatori e della collettività sono tanti. DI pernici e lepri , con quei soldi, nei centri di produzione Regionali di fauna selvatica sono piene le voliere di animali, gestiti da enti pubblici con esperti e veterinari al seguito, che sono di ottima qualità genetica, e ci si poteva riempire la Sardegna e farne godere a tutti indistintamente, cacciatori o meno, e specialmente alle generazioni successive. Invece muoiono nelle voliere perchè? Perchè ci sono meccanismi perversi, strettamente ideologici, che da anni porta a credere che non ripopolando prima o poi, e facendo si che la selvaggina finisca, si porti ad un calo delle doppiette (troppo scomode in chiave elettorale), e più succubi e malleabili per applicare forme di gestione che portano poltronifici (ATC) per il bene di politici o pseudo tali. A tutto questo negli anni abbiamo preferito tenere duro e autolimitarci, anche ingiustamente, rispetto alle consistenze faunistiche attuali.
Il foglio venatorio invece, ha tanta importanza. Se noi non lo consegniamo siamo soggetti ad una sanzione amministrativa di circa 150 euro che ci arriva direttamente a casa. Tutti lo ritirano e quindi tutti o quasi lo riconsegnano, perchè sarebbe facile rintracciare li inadempienti. Dal foglio venatorio si può capire a) quanti dei cacciatori praticano la caccia alla nobile stanziale escono all’apertura della caccia) b) l’interesse venatorio di quelli che escono a caccia. (Se nella giornata concessa alla selvaggina nobile stanziale si legge pernici nel carniere la specie Germano reale vuol dire che il cacciatore era in una palude dove sicuramente non si incontrano pernici) si possono ricavare tanti dati. Diversamente spiegami l’utilità di farci compilare sistematicamente questo lenzuolo. La Carta delle Vocazioni Faunistiche della Sardegna, del 2005 se non erro, è un documento redatto anche all’ausilio dei dati riportati nei tesserini venatori. Come fai a dire tu. l’ISPRA o un giudice che non ha un valore scientifico?
ottobre 2, 2017 alle 10:09 pm
certe volte mi sembra che viviate in un mondo parallelo
1) i “foglietti” venatori saranno pure riconsegnati in gran parte per non beccarsi la sanzione di 150,00 euro, ma non c’è la minima garanzia che i dati riportati siano veritieri. Non c’è alcuna possibilità di controllo effettivo e lo sanno tutti. Quindi, da soli, senza puntuali riscontri, non valgono un fico secco sul piano scientifico;
2) e chi ha parlato di A.T.C.? E dove sta scritto che i fondi siano elargiti alle associazioni venatorie solo in presenza di A.T.C.? La legge non dice nulla in proposito. Credo proprio che i fondi siano dati alle associazioni venatorie senza alcun vincolo nè alcun riscontro specifico. A chi vanno? Che cosa ne fanno le associazioni venatorie? Dove sono i rendiconti? Ricordo che stiamo parlando di milioni di euro ogni anno…
Come vedi, ci sono tante belle cose da chiarire.
ottobre 2, 2017 alle 7:30 pm
riporto quanto scritto tra parentesi perchè c’è stato un errore di battitura e non si capisce il concetto (Se nella giornata di cacci concessa alla selvaggina nobile stanziale si legge pernici 0 nel carniere, ma viene annotato ll numero della specie Germano reale o un altro anatidae, vuol dire che il cacciatore era in una palude dove sicuramente non si incontrano pernici).
Concludo dicendo che, finalmente abbiamo l’opportunità di capire bene chi ha sbagliato in questi anni nella gestione del patrimonio faunistico, e di attivare a norma di legge tutti quei meccanismi che ci consentono di esercitare il prelievo venatorio e la gestione delle specie, tramite i ripopolamenti della fauna. Sai qual’è il mio sogno? se un domani mio figlio potrà cacciare le pernici o fotografarle, magari potrò raccontargli che: ” sai nel 2018 in seguito ad un ricorso al TAR del GRIG, dopo che è stato sospeso il calendario venatorio approvato precedente dal Comitato Regionale Faunistico, grazie all’azione delle associazioni venatorie e ai successivi accertamenti è emerso che i ripopolamenti in Sardegna non sono mai stati fatti per questo o quel motivo. I soldi devoluti da tuo padre, tuo nonno, e tuo bisnonno per tale scopo sono stati usati per questo o quel motivo; mentre oggi tu se hai la fortuna di cacciare le pernici e di incontrarle in numero così abbondante è grazie ai ripopolamenti effettuati dagli Enti preposti di animali geneticamente sani provenienti da Centri Pubblici gestiti dalla Regione che non sono mai operativi prima d’ora, dove vengono prodotti animali con una spiccata indole selvatica che permette loro di sopravvivere alla condizioni climatiche della nostra isola, così come la loro evoluzione ha permesso nel corso dei millenni e di prosperare e rendere ricca la biodiversità etc etc etc…”
ottobre 2, 2017 alle 10:10 pm
che belli, i sogni 🙂
ottobre 2, 2017 alle 7:32 pm
2017, sono già proiettato nel futuro, chiedo venia! 😀 😀
settembre 16, 2017 alle 11:25 am
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