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Timestamp: 2019-09-20 16:46:29+00:00
Document Index: 37759094

Matched Legal Cases: ['art. 823', 'art. 823', 'art. 823', 'art. 823', 'art. 378', 'art 54', 'art 54', 'art. 3']

Il potere di autotutela demaniale ex art. 823 c.c. vale anche per i beni di uso civico
Il potere di autotutela esecutiva, riconosciuto in via generale alla P.A. per la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico, trova la propria generale fonte nell'art. 823 c.c. vale anche per i beni di uso civico, il cui regime non differisce - quanto a modalità di tutela - da quello degli altri beni demaniali.
L'autotutela possessoria in via amministrativa, esercitata ai sensi dell'art. 823 c.c., è finalizzata all'immediato ripristino dello stato di fatto preesistente, in modo da reintegrare la collettività nel godimento di un bene ed è esercitabile nell'ipotesi di turbative che impediscano o rendano disagevole il normale esercizio del diritto, senza che il loro legittimo esercizio possa essere condizionato dal riconoscimento di un indennizzo spettante all'occupante.
L'ordinamento attribuisce alla P.A., con la previsione di cui all'art. 823 c.c., comma 2, la possibilità di ricorrere tanto all'autotutela amministrativa quanto ai mezzi ordinari a difesa della proprietà o del possesso, e tale norma, ancorchè dettata per i beni demaniali, configura espressione di un principio generale, valido per ogni situazione giuridica in cui siano esperibili rimedi giurisdizionali, riconoscendo alla Pubblica Amministrazione la facoltà, in alternativa all'esercizio dei propri poteri di autotutela, di adire il giudice ordinario a difesa della proprietà, demaniale o patrimoniale, e del possesso.
Il potere di autotutela demaniale, ai sensi dell'art. 378 l. 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F non è riducibile all'azione possessoria privatistica (artt. 1168 e ss. cod. civ.): a base di esso vi è la finalità di ripristinare la disponibilità del bene pubblico in favore della collettività, quest'ultima non sia stata esercitata in via di fatto e quali ne siano le cause.
Il comune ha il dovere di rimuovere opere di captazione di acqua sorgiva realizzate non in base a concessione ma ad una servitù prediale di diritto privato
Il Comune esercita doverosamente il potere pubblicistico di tutela del demanio, ordinando l'immediata rimozione di opere di captazione dell'acqua sorgiva finalizzate all'esercizio non di una regolare concessione, ma di una servitù prediale di diritto privato, ex se incompatibile con la natura demaniale - anche se solo pro quota - del fondo servente.
Il lungo tempo trascorso dall'autotutela possessoria non priva di per sé di efficacia ed esecutorietà il provvedimento amministrativo, tanto più nel caso in cui ciò sia dovuto ad un atteggiamento di tolleranza nei confronti dell'occupazione abusiva.
L'esercizio del potere di autotutela demaniale di cui agli art 54 e 55 c. nav. ha natura vincolata: inamissibili le censure di eccesso di potere
L'esercizio del potere di autotutela demaniale previsto dagli art 54 e 55 c. nav. non incontra limiti temporali in alcuna disposizione legislativa. Poiché a norma degli arti. 54 e 55 c. nav. è un atto dovuto l'ordine di rimettere le cose in pristino, se siano abusivamente occupate zone del demanio marittimo o vi siano eseguite innovazioni non autorizzate, le censure di eccesso di potere sono inammissibili, non essendo configurabili allorquando il provvedimento impugnato non è il risultato di valutazioni discrezionali.
L’apertura verso l’esterno delle porte di un locale non integra occupazione abusiva di suolo pubblico
La possibilità di apertura verso l'esterno delle porte d'ingresso riguarda un elemento meramente temporale che non costituisce ostacolo alle persone diversamente abili e non legittima un'ordinanza di sgombero del suolo pubblico.
Non serve alcuna motivazione per recuperare il bene pubblico occupato abusivamente dal privato
La delimitazione del demanio rispetto alla proprietà privata è un atto di accertamento e non un atto ablatorio, da qualificare come autotutela privatistica speciale
In materia di delimitazione del demanio rispetto alla proprietà privata, la p.a. non esercita un potere autoritativo costitutivo, ma si limita all'accertamento dell'esatto confine demaniale che, pur svolgendosi con le forme del procedimento amministrativo, ha carattere vincolato, non comporta la spendita di potere amministrativo discrezionale ed è inidoneo a degradare il diritto di proprietà privata in interesse legittimo, trattandosi appunto di un atto di accertamento e non di un atto ablatorio, da qualificare come autotutela privatistica speciale e non come attività provvedimentale discrezionale.
L'omessa comunicazione di avvio del procedimento non inficia la validità dell'ingiunzione di sgombero di beni demaniali abusivamente occupati
Il mero ordine di rilascio di un immobile detenuto senza titolo non rientra necessariamente nell'autotutela amministrativa ma è una reazione all'inadempimento
La mera emanazione di un ordine di rilascio di un immobile detenuto senza titolo, non necessariamente può esser fatta rientrare nel concetto di autotutela amministrativa, atteso che se il bene rientra nel patrimonio disponibile dell'ente territoriale e se il titolo che aveva consentito l'utilizzo era inquadrabile nella fattispecie dell'affitto (locazione), l'ordine di rilascio doveva considerarsi non tanto mezzo di autotutela quanto piuttosto di reazione rispetto all'inadempimento del privato all'obbligo di rilasciare un bene altrui, una volta venuto meno il titolo che ne legittimava l'utilizzo.
L’impugnazione dinnanzi al prefetto del verbale di polizia non impedisce lo sgombero del bene pubblico
Il procedimento di opposizione alla sanzione pecuniaria irrogata per violazione del codice della strada, avviato davanti al Prefetto, non interferisce in alcun modo con il potere dell'amministrazione di disporre il rilascio dell'area abusivamente occupata e di sanzionare il trasgressore con la chiusura dell'esercizio come consentito dalla normativa di settore (L. 15/7/2009, n. 94, art. 3, comma 16).
Il concessionario che non riesce ad entrare in possesso del bene concesso è inadempiente e può essere sanzionato
In attuazione del principio di autoresponsabilità, sta al concessionario non assumere un obbligo (nella specie: di utilizzare in proprio il bene oggetto di concessione) di cui non può assicurare l'adempimento: trattandosi di un'obbligazione di risultato e non di mezzi, l'inadempimento sussiste a prescindere dagli sforzi in ipotesi attuati (segnatamente per rientrare nella disponibilità dei locali de quibus ed esercitare in proprio l'attività economica cui essi sono destinati), con conseguente legittimità del provvedimento sanzionatorio assunto dall'amministrazione concedente.
E' nullo l'atto di autotutela demaniale emanato da chi può sfruttare la sorgente minerale senza averne l'esclusiva
Deve considerarsi radicalmente nullo l'esercizio di un potere di autotutela esecutiva da parte del titolare di concessione mineraria per lo sfruttamento delle sorgenti di acqua minerale, al quale un simile potere non è riconosciuto né dalla legge né dal titolo abilitativo (che nella specie attribuisce un diritto al co-uso e non all'esclusiva).
In sede procedimentale, il decreto penale di condanna rappresenta solo un elemento da valutarsi nel più vasto ambito delle risultanze istruttorie e dal quale, in presenza di elementi più pregnanti di senso contrario (quale un verbale di sopralluogo) non può trarsi automaticamente la legittimità dell'atto di autotutela demaniale.
molte cose che non possono essere superate tutte assieme lo sono se prese poco a poco (Plutarco)