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Timestamp: 2020-05-30 23:00:37+00:00
Document Index: 115006822

Matched Legal Cases: ['art. 286', 'sentenza ', 'art. 303', 'art. 286', 'art. 286', 'sentenza ', 'art. 330', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 286', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 286 codice di procedura civile - Notificazione nel caso d'interruzione - Brocardi.it
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Articolo 286 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 286 Codice di procedura civile
Se dopo la chiusura della discussione si è avverato uno dei casi previsti nell'articolo 299, la notificazione della sentenza si può fare, anche a norma dell'articolo 303, secondo comma, a coloro ai quali spetta stare in giudizio (1).
Se si è avverato uno dei casi previsti nell'articolo 301, la notificazione si fa alla parte personalmente (2).
"Coloro ai quali spetta stare in giudizio" a seguito di un evento interruttivo che colpisca la parte (si intende, parte alla quale deve essere effettuata la notifica) sono:
- gli eredi, cui la notifica può essere effettuata impersonalmente e collettivamente nell'ultimo domicilio del defunto entro un anno dalla morte (art. 303 del c.p.c.);
- il curatore o il tutore, in caso di perdita della capacità (ad esempio, per interdizione, inabilitazione, fallimento);
- il sostituto, se a morire o a perdere la capacità processuale sia il rappresentante legale;
- il rappresentato personalmente, qualora cessi la rappresentanza legale.
La norma nulla dice circa gli eventi interruttivi del processo che colpiscano invece la parte notificante: si ritiene in questi casi che la notifica possa essere chiesta dal procuratore.
(2) Nel caso in cui l'evento interruttivo si sia verificato a carico del difensore della parte alla quale deve essere notificata la sentenza, la notifica dovrà essere indirizzata personalmente alla parte.
Massime relative all'art. 286 Codice di procedura civile
Le due previsioni dell' art. 286 e 328, secondo comma, c.p.c., per un'evidente esigenza di parità di trattamento fra chi vuole provocare il decorso del termine breve di impugnazione attraverso la notificazione della sentenza e chi deve esercitare l'impugnazione, implicano che la regola della possibilità della notificazione agli eredi collettivamente ed impersonalmente debba valere anche per chi esercita il diritto di impugnazione. Ne consegue che, in caso di morte della parte dopo la chiusura dell'istruzione e, quindi, anche quando la parte muoia dopo la pubblicazione della sentenza, l'impugnazione, anche in assenza di notificazione della sentenza, può essere notificata oltre che personalmente agli eredi, anche agli eredi collettivamente ed impersonalmente nell'ultimo domicilio del defunto, restando escluso che tale possibilità sia incompatibile con il fatto che un'espressa previsione per il caso di morte della parte sia dettata dal secondo comma dell'art. 330 c.p.c., poiché questa norma ha solo la funzione di porre una disciplina particolare per il solo caso in cui la sentenza sia notificata e la morte avvenga dopo di essa. Tale particolarità concerne il profilo del luogo di notificazione che si identifica nei luoghi risultanti dal primo comma della norma ed appare giustificata dalla circostanza che l'impugnazione in tal caso viene esercitata in relazione ad un'attività, quella di notificazione della sentenza, eseguita da poco tempo dalla parte defunta, onde, se essa all'atto della stessa aveva dichiarato la residenza od eletto domicilio oppure, non avendolo fatto, era difesa da procuratore presso il quale era domiciliata, appare giustificato che la notificazione collettiva ed impersonale possa farsi in quei luoghi, piuttosto che nell'ultimo domicilio del defunto stesso.
Cass. civ. n. 2746/2001
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2746 del 26 febbraio 2001)
Cass. civ. n. 8173/1999
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 8173 del 28 luglio 1999)
Cass. civ. n. 4951/1999
La disposizione dell'art. 286 c.p.c., nel consentire la notificazione agli eredi impersonalmente e collettivamente, in caso di interruzione del processo, ha carattere eccezionale e non è consentita al di fuori dai casi espressamente previsti. Ne consegue che la notificazione della sentenza eseguita impersonalmente agli eredi, in relazione all'evento interruttivo verificatosi nel corso del giudizio di primo grado (e non dopo la chiusura della discussione), è inesistente e, come tale, inidonea a far decorrere il termine breve per impugnare.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4951 del 21 maggio 1999)
Cass. civ. n. 3759/1996
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 3759 del 20 aprile 1996)