Source: http://www.50epiu.it/Home/Notizie/tabid/63/ID/2950/language/it-IT/Gli-inquilini-possono-detrarre-il-canone-di-affitto-se-la-residenza-risulta-essere-presso-un-altro-comune.aspx
Timestamp: 2018-12-11 16:06:15+00:00
Document Index: 108209550

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 10']

Gli inquilini possono detrarre il canone di affitto se la residenza risulta essere presso un altro comune? > 50ePiu.it
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Gli inquilini possono detrarre il canone di affitto se la residenza risulta essere presso un altro comune?
Pubblicata in: Quesito Fiscale il 27 marzo 2018 12:51
Vorrei sapere se la detrazione prevista per gli inquilini si può applicare anche quando la persona titolare del contratto di locazione non ha la residenza nella casa oggetto del contratto, ma vi dimora abitualmente (per esempio lavoratore con contratto a Milano ma con la residenza presso i genitori a Lecce).
Ai soggetti titolari di contratti di locazione per unità immobiliari utilizzate come abitazione principale spetta una detrazione stabilita in misura forfetaria, graduata in relazione all’ammontare del reddito complessivo.
In particolare la detrazione riguarda i contratti:
1) stipulati da giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni;
2) per inquilini di alloggi sociali;
3) stipulati dai lavoratori dipendenti in occasione di trasferimenti per motivi di lavoro.
4) a canone libero;
5) a canone convenzionale;
Nel Suo caso, quindi ci pare di capire che è stato stipulato un contratto di locazione per un immobile nel quale si è trasferito per motivi di lavoro ma senza trasferire la residenza.
La norma è chiara, in quanto solo ai lavoratori dipendenti che hanno trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi spetta, a determinate condizioni, una detrazione forfetaria, rapportata al numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale, pari a:
- euro 991,60 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera euro 15.493,71;
- euro 495,80 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) supera euro 15.493,71, ma non euro 30.987,41.
Tuttavia è possibile per Lei ottenere:
1) la detrazione per i contratti a canone libero di immobili adibiti ad abitazione principale (detrazione stabilita in misura forfetaria, rapportata al numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale (Art 16, comma 01 TUIR) , pari a:
- euro 300 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera euro 15.493,71;
- euro 150 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) è superiore a euro 15.493,71 ma non a euro 30.987,41.
La detrazione può essere fruita non solo se il contratto di locazione è stato stipulato ai sensi della legge n. 431 del 1998, ma anche se è stato stipulato ai sensi di precedenti normative ed automaticamente prorogato per gli anni successivi (Risoluzione 16.05.2008 n. 200).
2) la detrazione per unità immobiliari adibite ad abitazione principale, per contratti a canone convenzionale stipulati o rinnovati a norma dell’art. 2, comma 3 e dell’art. 4, commi 2 e 3, della legge n. 431 del 1998 (detrazione stabilita in misura forfetaria, rapportata al numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale) pari a:
- euro 495,80 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera euro 15.493,71;
- euro 247,90 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) supera euro 15.493,71, ma non euro 30.987,41.
Trattasi di contratti stipulati in base ad accordi locali tra organizzazioni della proprietà edilizia e organizzazioni dei conduttori, solitamente della durata di tre anni rinnovabili per altri due, nei quali si fa espresso riferimento a limiti di canoni compresi in parametri riferiti al tipo di immobile e all’ubicazione.
In nessun caso la detrazione spetta per i contratti di locazione intervenuti tra enti pubblici e contraenti privati (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 6.1.2, Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 2.3.2 e Circolare 07.06.2002 n. 48, risposta 1.6).
Ad eccezione dei contratti stipulati dai lavoratori dipendenti in occasione di trasferimenti per motivi di lavoro, per le ultime due tipologie di contratto menzionate, l‘art. 16 del TUIR specifica che l‘abitazione principale è quella nella quale il soggetto titolare del contratto di locazione o i suoi familiari dimorano abitualmente pertanto per ottenere il beneficio è necessaria un’autocertificazione nella quale si attesti che l’immobile è utilizzato come abitazione principale.
Qualora la detrazione spettante sia di ammontare superiore all’imposta lorda diminuita nell’ordine delle detrazioni di cui agli artt. 12 e 13 del TUIR è riconosciuto un credito di ammontare pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nelle predetta imposta (DM del 2008).
In caso di contratto di locazione stipulato da due persone, una sola delle quali capiente, quest’ultima non può essere ammessa a beneficiare della detrazione d’imposta per l’intero importo, atteso che al conduttore incapiente sarà comunque attribuita la quota di detrazione di competenza secondo le modalità previste dal citato DM del 2008 (Circolare 04.04.2008 n. 34, risposta 9.4).
L’incapienza è riconosciuta in relazione a tutte le tipologie di contratto definite dai commi 01, 1, 1-bis e 1-ter dell’art. 16 del TUIR (Circolare 04.04.2008 n. 34, risposta 10.1).
La detrazione è compatibile con la deduzione di cui all’art. 10, comma 3-bis del TUIR per l‘abitazione principale (Circolare 21.05.2014 n. 11, risposta 7.1).
La detrazione è incompatibile con il contributo fondo affitti (Circolare 4.04.2008 n. 34, risposta 10.2) e più in generale con qualsiasi contributo che sollevi il contribuente dell‘effettivo carico del canone.
La detrazione è suddivisa in base ai cointestatari del contratto di locazione dell’abitazione principale (Circolare 29.12.1999 n. 247, risposta 1.2).
Le detrazioni non sono cumulabili nello stesso periodo di tempo, ma il contribuente ha il diritto di scegliere quella a lui più favorevole. Se nel corso dell‘anno si verificano più situazioni, il contribuente può applicare per i diversi periodi di tempo diverse detrazioni ma il numero complessivo di giorni indicato non può essere superiore a 365.
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