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Timestamp: 2018-07-20 14:40:10+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 1', '§ 1', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 12', '§ 1', 'art. 12', '§ 2', 'art. 12', 'art. 10', '§ 1', '§ 1', 'art. 12', '§ 1', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 1']

Novità fiscali del 19 marzo 2008. In evidenza: ulteriore detrazione IRPEF per contribuenti con almeno quattro figli a carico; bilancio 2007: eliminate le "differite"; esenzione IVA scuole private | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 19 marzo 2008. In evidenza: ulteriore detrazione IRPEF per contribuenti con almeno quattro figli a carico; bilancio 2007: eliminate le "differite"; esenzione IVA scuole private
1) ICI: Aggiornati i coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati
2) Eliminate le differite con il bilancio 2007
3) Reverse charge ed equivalenza fiscale dell’acquisto diretto e di quello in leasing
4) Contribuenti con almeno quattro figli a carico: Ulteriore detrazione IRPEF
5) Esenzione Iva alle scuole private: I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
Nuovi coefficienti ICI fabbricati categoria D per l’anno 2008: E’ stato, infatti, pubblicato in G.U. 17/3/2008, n. 65, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 10 marzo 2008, che ha reso disponibili i coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, D.Lgs n. 504/1992, agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l’anno 2008.
Tali coefficienti vanno utilizzati per determinare l’ICI dovuta per il 2008 per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, privi di rendita catastale, posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.
(D.M. Ministero economia e finanze 10/03/2008, G.U. 17/03/2008, n. 65)
Il comma 81 della legge 244/07, ha dato copertura legislativa a quanto previsto dal D.L. n. 118/07, mai convertito in legge facendone salvi gli effetti.
In tal modo si è intervenuti per risolvere la questione della separazione dei terreni dai sovrastanti fabbricati con riferimento al fondo di ammortamento relativo alle quote contabilizzate prima dell’entrata in vigore del DL 223/06.
Il comma 81 della legge n. 244/07 ha stabilito che le quote di ammortamento dedotte nei periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 4 luglio 2006, per ciascun immobile strumentale, sono riferite proporzionalmente al costo dell’area e al costo del fabbricato.
Dunque, il fondo di ammortamento deve essere proporzionalmente suddiviso tra costo dell’area e costo del fabbricato.
Unico integrativo per recuperare le vecchie deduzioni sulle aree
Per coloro che, nei passati periodi d’imposta, sono stati penalizzati dall’applicazione delle vecchie regole sulla indeducibilità delle aree fabbricabili sottostanti i fabbricati strumentali, è possibile comunque recuperare i maggiori importi versati al Fisco.
È necessario presentare una dichiarazione integrativa entro i termini di Unico 2008. Il riferimento è alla nuova formulazione dell’art. 36, comma 7, del D.L. n. 223 del 2006 così come modificato dalla Finanziaria 2008.
(Franco Roscini Vitali e Cristina Odorizzi in Il Sole-24 Ore del 18/03/2008)
Decreto del 03/03/2008
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 65 del 17/03/2008, il Decreto 10/3/2008 del Ministero dell’Economia e Finanze, recante le modalità, termini ed effetti dell’applicazione dell’imposta sostitutiva, prevista dal comma 48 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per il recupero a tassazione delle deduzioni extracontabili dal reddito d’impresa e dal valore della produzione effettuate fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007.
L’art. 1, co. <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />156, L. 24.12.2007, n. 244 (Finanziaria 2008) ha introdotto una nuova lettera all’art. 17, co. 6, D.P.R. 633/1972, che dispone l’applicazione del reverse charge «alle cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato strumentali di cui alle lettere b) e d) del numero 8-ter) dell’articolo 10». Nel n. 8-ter) rientra anche il corrispettivo pagato in sede di riscatto del fabbricato, atteso che la norma si riferisce proprio alle cessioni di beni nell’accezione dell’art. 2, D.P.R. 633/1972, cioè «atti a titolo oneroso che importano trasferimento della proprietà».
Quindi, il reverse charge si deve applicare anche ai corrispettivi per il riscatto del fabbricato strumentale, sempre che naturalmente si tratti di «cessioni» nei confronti di soggetti passivi Iva che hanno il diritto ad una detrazione d’imposta pari o inferiore al 25% (lett. b) ovvero da soggetti che nell’atto abbiano manifestato l’opzione per l’imposizione (lett. d).
Non pare altrettanto agevole sostenere l’applicabilità del reverse charge anche ai canoni di leasing, poiché la disposizione estende il reverse charge unicamente a talune cessioni di cui al n. 8-ter) dell’art. 10, mentre nessun cenno è effettuato al n. 8), relativo alle locazioni, anche finanziarie, dei medesimi fabbricati. Invero, il citato n. 8) non fa espresso riferimento alle locazioni finanziarie, ma, tenuto conto dell’evoluzione normativa, non pare dubitabile che vi rientri il leasing immobiliare.
Le RR.MM. 10.5.2004, n. 69/E e 23.2.2004, n. 19/E hanno riconosciuto l’esistenza di un principio di equivalenza, nel sistema tributario, tra l’acquisto diretto e quello in leasing, che potrebbe consentire di estendere il reverse charge anche ai canoni di locazione finanziaria relativi ai fabbricati strumentali, pur in assenza di una espressa disposizione di legge.
(Claudio Cascone in La Settimana fiscale, Il Sole 24 Ore, del 20.3.2008, n. 11)
La Legge Finanziaria 2008 ha introdotto un’ulteriore detrazione IRPEF per i contribuenti con almeno quattro figli a carico, con effetto retroattivo dal periodo d’imposta 2007.
Con il D.M. 31 gennaio 2008 sono state emanate le disposizioni attuative per permettere il recupero della detrazione che non è stato possibile scomputare dall’IRPEF lorda, in quanto “incapiente”.
Ammontare della detrazione IRPEF per figli a carico
Per effetto del nuovo comma 1-bis dell’art. 12 del T.U.I.R., inserito dall’art. 1, comma 15, lett. a), n. 1), della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, in presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un’ulteriore detrazione di 1.200,00 euro.
Come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate 9 gennaio 2008 n. 1 (§ 1), l’ulteriore detrazione in esame:
– si aggiunge a quelle “ordinarie” già previste dall’art. 12 del T.U.I.R.;
– non spetta per ciascun figlio, ma deve intendersi come “bonus” complessivo e unitario a beneficio della famiglia numerosa, che pertanto non aumenta in presenza di un numero di figli superiore a quattro.
L’ulteriore detrazione d’imposta:
– spetta a condizione che il contribuente abbia almeno quattro figli a carico, secondo le regole generali previste dall’art. 12, comma 2, del T.U.I.R., come integrato dall’art. 1, comma 15, lett. a), n. 2), della Legge n. 244/2007;
– non spetta se il contribuente, pur avendo almeno quattro figli a carico, non ha diritto alle “ordinarie” detrazioni di cui all’art. 12, comma 1, lett. c), del T.U.I.R., come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate 9 gennaio 2008 n. 1 (§ 1).
Ai sensi dell’art. 12, comma 2, del T.U.I.R., i figli sono considerati fiscalmente a carico qualora possiedano un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.
Nel suddetto limite di 2.840,51 euro rientrano:
– il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze
(circ. Agenzia delle Entrate 9 gennaio 2008 n. 1, § 2).
Diritto alle “ordinarie” detrazioni per figli a carico
Per quanto riguarda la condizione di usufruire delle “ordinarie” detrazioni per figli a carico, tale requisito non sussiste qualora il contribuente:
– abbia un reddito complessivo troppo elevato; ad esempio, con quattro figli a carico, ai sensi dell’art. 12, comma 1, lett. c), del T.U.I.R. non si ha diritto alle “ordinarie” detrazioni se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 140.000,00 euro, al netto del reddito derivante dall’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze, di cui all’art. 10 comma 3-bis del T.U.I.R.;
– abbia optato per attribuire la propria detrazione per figli a carico all’altro genitore, con un reddito complessivo più elevato, al fine di evitare fenomeni di “incapienza” dell’IRPEF lorda.
Irrilevanza del reddito complessivo del contribuente
A differenza delle “ordinarie” detrazioni per figli a carico, l’ulteriore detrazione in esame non è influenzata dall’ammontare del reddito complessivo del contribuente (cfr. circolare Agenzia delle Entrate 9 gennaio 2008 n. 1, § 1).
Niente ragguaglio della detrazione
La circolare Agenzia delle Entrate 9 gennaio 2008 n. 1 (§ 1) ha chiarito che l’ulteriore detrazione per almeno quattro figli a carico:
– trova applicazione nell’intera misura, anche se la condizione dell’esistenza di almeno quattro figli a carico sussiste solo per una parte dell’anno;
– conseguentemente, non deve essere effettuato il ragguaglio al periodo dell’anno in cui si verifica l’evento che dà diritto alla detrazione stessa (es. nascita del quarto figlio a carico).
Il nuovo co. 1-bis dell’art. 12 del TUIR stabilisce che l’ulteriore detrazione per almeno quattro figli a carico:
– è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati;
– in caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice;
– nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, compete a quest’ultimo per l’intero importo.
Come chiarito dalla circ. Agenzia delle Entrate 9 gennaio 2008 n. 1 (§ 1), i suddetti criteri di ripartizione non possono essere modificati sulla base di accordi intercorsi tra i genitori, diversamente da quanto previsto dall’art. 12 comma 1 lett. c) del T.U.I.R. con riferimento alle “ordinarie” detrazioni per figli a carico.
(Massimo Negro, in Pratica Fiscale Ipsoa n. 11 del 17/3/2008)
Gli organismi privati non identificati come scuole paritarie o scuole non paritarie per beneficiare dell’esenzione Iva potranno avere il riconoscimento, utile ai fini fiscali, anche da enti pubblici diversi dal ministero della Pubblica Istruzione.
Con la soppressione della “presa d’atto”, avvenuta nel 2005, è venuto a mancare il momento di riconoscimento di istituti e scuole privati da parte dell’Amministrazione scolastica.
L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto necessario quindi fornire chiarimenti in merito al requisito del riconoscimento che, come spiega la circolare n. 22/E pubblicata il 18/3/2008, è presupposto fondamentale per l’applicazione del regime di esenzione dell’Iva sull’attività didattica.
Tale circolare ha, pertanto, illustrato la posizione dell’Amministrazione finanziaria in merito al requisito del riconoscimento cui é subordinata l’applicazione del regime di esenzione dall’IVA recato dall’articolo 10, n. 20) del D.P.R. n. 633/1972.
Scuole paritarie e scuole non paritarie
Le prime sono quelle che rilasciano titoli di studio aventi valore legale e la cui frequenza costituisce l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.
Sono riconosciute tali con provvedimento attributivo della parità scolastica rilasciato dall’ufficio scolastico regionale competente per territorio.
Le scuole non paritarie, al contrario, non possono consegnare titoli di studio legalmente validi, nè danno luogo all’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione.
Il loro riconoscimento avviene attraverso l’iscrizione negli appositi elenchi regionali.
La circolare distingue i soggetti che svolgono attività didattica secondo le materie di insegnamento.
Se queste ultime fanno parte degli ordinamenti scolastici di competenza dell’Amministrazione scolastica, il riconoscimento, fiscalmente valido, può avvenire attraverso una preventiva valutazione resa anche da enti pubblici diversi dalla Pubblica Istruzione, subordinata comunque al parere tecnico dell’ufficio scolastico.
Le stesse direzioni regionali delle Entrate potranno rilasciare detta preventiva valutazione. Gli organismi privati che, invece, insegnano materie di competenza di altri enti pubblici possono ottenere da questi il riconoscimento anche attraverso l’iscrizione in appositi albi.
Progetti didattici finanziati e approvati da enti pubblici
Per loro il momento del riconoscimento si delinea con l’approvazione del progetto e lo stanziamento di fondi da parte del soggetto pubblico.
L’esenzione Iva si applica solo all’attività relativa al progetto finanziato.
Per limitare i costi della Pubblica Amministrazione, la normativa fiscale riconosce l’esenzione dell’Iva per i corsi a carico di enti pubblici resi ai propri dipendenti da soggetti terzi per formazione, aggiornamento, riqualificazione o riconversione.
Scuole e istituzioni culturali straniere in Italia
L’Agenzia delle Entrate precisa che per questi organismi il ricoscimento avviene attraverso un provvedimento (anche tacito) che conclude il procedimento per il loro funzionamento.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 22 e comunicato Stampa del 18/03/2008)
– Contributi assicurativi nel Modello IRAP 2008: Risoluzione delle Entrate
Con Risoluzione 17 marzo 2008, n. 99, l’Agenzia delle Entrate ha indicato la corretta modalità di compilazione del Modello IRAP 2008 per il titolare di impresa agricola che vuole dedurre correttamente i contributi assicurativi contro gli infortuni sul lavoro versati per se stesso e per i suoi familiari.
Tali contributi, deducibili dal valore della produzione e non assoggettati ad un limite massimo di deduzione (art. 11, comma 4-septies, D.Lgs. n. 446/97), dovranno essere indicati contemporaneamente e per pari importo:
nel rigo IQ23, colonna 1, denominato “Deduzioni art. 11, c.1, lett. a”;
nel rigo IQ101, colonna 2, relativo ai contributi assicurativi;
nel rigo IQ100, relativo a retribuzioni, oneri e spese per i dipendenti.
Tale modalità espositiva dovrà essere rispettata se si vuole evitare il controllo automatizzato delle dichiarazioni.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 99 del 17/3/2008, in notiziario Seac del 18/3/2008)
– Regime dei contribuenti minimi: Ulteriori risvolti applicativi
La L. 24.12.2007, n. 244 (Finanziaria 2008) ha introdotto, con l’art. 1 (co. da 96 a 117), dall’1.1.2008, il regime per i contribuenti minimi, poi attuato dal D.M. 2.1.2008 (si veda l’articolo pubblicato ne «La Settimana fiscale » n° 3/2008, pagg. 16-19).
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha già fornito chiarimenti con la C.M. 21.12.2007, n. 73/E e successivamente con la C.M. 28.1.2008, n. 7/E (si veda l’articolo pubblicato ne «La Settimana fiscale» n° 8/2008, pagg. 15-17).
Infine, la C.M. 26.2.2008, n. 13/E ha chiarito gli ulteriori risvolti applicativi di tale regime.
(Vincenzo D’Andò in La Settimana fiscale, Il Sole 24 Ore, del 20.3.2008, n. 11)
– L’Agenzia delle Entrate potenzia la prima linea, più peso agli uffici: Struttura più snella, eliminate 104 posizioni dirigenziali
Più peso agli uffici locali, riduzione delle posizioni dirigenziali dell’8% e razionalizzazione della struttura organizzativa sia a livello regionale che centrale.
E’ quanto prevede la riorganizzazione dell’Agenzia delle Entrate varata il 18/3/2008 dal comitato di gestione.
Le modifiche organizzative saranno operative dal prossimo maggio.
Saranno eliminate 104 posizioni dirigenziali relative soprattutto a figure di coordinamento intermedio, su un totale di 1.352 posizioni.
Per contro 51 uffici locali diventeranno di primo livello con ripercussioni sulla retribuzione del direttore e dei capo area.
In 19 di tali uffici le aree verranno portate dal quarto al terzo livello parificandole agli altri 32 uffici dove sono già al terzo livello.
Complessivamente tra funzioni di direttore d’ufficio e capo area saranno rigraduate in aumento 89 posizioni.
Scopo dell’operazione é di dare adeguato rilievo alle strutture impegnate in prima linea nella consapevolezza del ruolo fondamentale che svolgono per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenzia. Per contro saranno abolite le strutture organizzative intermedie guidate dal capo settore, sia a livello regionale che centrale, istituendo nel contempo nuove figure dirigenziali con compito di coordinamento generale modulabili per grandi aree di risultato.
Tutta l’operazione sarà realizzata senza chiudere alcun ufficio.
Sempre a livello regionale vengono soppresse dove esistono le posizioni di direttore regionale aggiunto e quelle di coordinatore dell’area di staff.
La direzione regionale della Valle d’Aosta viene riclassificata come struttura dirigenziale non di vertice.
A livello centrale, relativamente all’Accertamento, vengono riorganizzate le strutture che si occupano di intelligence, ruling internazionale e controlli parziali.
Viene anche potenziata la struttura che si occupa del coordinamento delle attività legate alla riscossione. La direzione Audit e sicurezza assume la gestione degli audit di conformità legati all’applicazione del sistema di gestione per la qualità.
(Agenzia delle Entrate, comunicato Stampa del 18/03/2008)
– Lavoratori stranieri, l’ingresso semplificato tiene fuori il bollo – Esente dal tributo la comunicazione che ha preso il posto del nulla osta
Niente imposta di bollo, nell’ambito dell’iter relativo all’ingresso in Italia di lavoratori stranieri, per la comunicazione prevista, dal comma 1-bis dell’articolo 27, decreto legislativo 286/1998, in sostituzione del nulla osta.
Lo ha chiarito l‘Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 100/E del 18 marzo 2008. L’Amministrazione ha basato le proprie conclusioni sull’assimilazione della comunicazione in questione alle “dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà”, per le quali è espressamente prevista l’esenzione dal tributo.
(Notiziario Agenzia delle Entrate del 18/3/2008)
– Studi di settore, si perfeziona il modello: In bozza sul sito dell’Agenzia la modulistica per comunicare i dati rilevanti del periodo d’imposta 2007
Nuova sezione dedicata ai soci amministratori e ragguaglio ad anno del valore dei beni strumentali. Sono queste le principali novità presenti nel quadro contabile relativo ai redditi d’impresa dei modelli per l’applicazione degli studi di settore (periodo d’imposta 2007), reperibili in bozza sul sito internet dell’agenzia delle Entrate.
I modelli pubblicati riguardano i “vecchi” studi di settore, ossia quelli già in vigore nel periodo d’imposta 2006.
La pubblicazione della modulistica relativa ai nuovi studi è attesa, invece, per i prossimi giorni.
– Concessione pubblica “immune” dal reverse charge: Le prestazioni affidate a soggetti terzi si configurano come contratti di appalto e non di subappalto
Sono esclusi dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile i contratti stipulati dalla stazione appaltante per l’affidamento – ai soci riuniti in consorzio o a terzi – di lavori o prestazioni di servizi oggetto della concessione pubblica, anche se riconducibili alla sezione F di Ateco 2007.
Ciò perché i rapporti intercorrenti tra la concessionaria e i suoi fornitori si qualificano come contratti di appalto, e non di subappalto.
Questi, in estrema sintesi, i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 101/E del 18 marzo 2008.