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Timestamp: 2018-10-21 11:05:27+00:00
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Corte di Cassazione, sezione quarta penale, sentenza 12 gennaio 2018, n. 1229. Le cause sopravvenute idonee ad escludere il rapporto di causalità (tra cui vi rientra il c.d aquaplaning) non sono solo quelle che innescano un percorso causale completamente autonomo da quello determinato dall’agente
Le cause sopravvenute idonee ad escludere il rapporto di causalità (tra cui vi rientra il c.d aquaplaning) non sono solo quelle che innescano un percorso causale completamente autonomo da quello [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-01-26T20:15:43+00:0029 gennaio 2018|Cassazione penale 2018, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 11 settembre 2017, n. 21098. L’impugnazione in caso di chiamata in causa in garanzia
In caso di chiamata in causa in garanzia, l'impugnazione - esperita esclusivamente dal terzo chiamato avverso la sentenza che abbia accolto sia la domanda principale, di affermazione della responsabilita' del [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2017-10-04T13:01:37+00:004 ottobre 2017|Cassazione civile 2017, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 8 novembre 2016, n. 22639
La difettosa tenuta della cartella clinica vale come prova contraria al medico nel caso in cui al paziente proprio in funzione di questa negligenza siano insorte delle complicanze Suprema Corte [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-11-22T13:17:59+00:0022 novembre 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 1 agosto 2016, n. 33602
In tema di colpa “stradale”, è responsabile del reato di lesioni personali colpose colui che, conducente di un’autovettura in sosta, apra improvvisamente lo sportello senza prestare la dovuta attenzione ai [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-09-08T15:35:05+00:008 settembre 2016|Cassazione penale 2016, Codice della strada, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 8 aprile 2016, n. 6939. In tema di sinistri derivanti dalla circolazione stradale, che l’apprezzamento del giudice di merito relativo alla ricostruzione della dinamica dell’incidente, all’accertamento della condotta dci conducenti dei veicoli, alla sussistenza o meno della colpa dei soggetti coinvolti e alla loro eventuale graduazione, al pari dell’accertamento dell’esistenza o dell’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dci singoli soggetti e l’evento dannoso, si concreta in un giudizio di mera fatto, che resta sottratto al sindacato di legittimità, qualora il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico-giuridico. Tale principio ha trovato applicazione anche in relazione all’incidente oggetto del caso di specie, benché lo stesso sia consistito non in uno scontro tra veicoli ma, piuttosto, nell’investimento di un bambino da parte di un veicolo. Nel caso specifico la Corte d’appello ha ricostruito la dinamica dell’incidente, evidenziando che lo stesso era da ricondurre a responsabilità esclusiva del bambino, sbucato improvvisamente davanti alla vettura del conducente investitore, in modo che l’urto era stato inevitabile; ed ha specificato che nessun addebito di colpa poteva essere mosso al conducente investitore
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 8 aprile 2016, n. 6939 Svolgimento del processo E’ stata depositata la seguente relazione. «1. A.M. e D.B., nella qualità di genitori del [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-04-14T12:42:39+00:0014 aprile 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Illecito aquiliano (o extracontrattuale), Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 5 gennaio 2016, n. 16 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-01-25T15:18:36+00:0025 gennaio 2016|Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 23 giugno 2015, n. 12923 Svolgimento del processo Il (omissis) è deceduto G.V. , a seguito di un incidente stradale provocato dall'automobile di [...]
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 22 maggio 2015, n. 21537. In tema di consenso informato e colpa, è da condividere in pieno nella parte in cui ribadisce il principio che la valutazione del comportamento del medico, sotto il profilo penale, non ammette un diverso apprezzamento a seconda che l’attività sia stata prestata con o in assenza di consenso. La mancanza o invalidità del consenso non ha alcuna rilevanza penale: vero, infatti, che a rigore un’attività esercitata sulla persona in assenza di consenso non può essere qualificata come violenza o minaccia, è anche vero che in una prospettiva teleologica volta a valorizzare istanze fortemente personalistiche questi concetti risultano ormai mutati, basti pensare a come sono interpretati rispetto alla fattispecie di violenza sessuale
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 22 maggio 2015, n. 21537 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-06-10T19:08:35+00:0010 giugno 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 20 marzo 2015, n. 5590 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-04-10T18:44:27+00:0010 aprile 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 febbraio 2015, n. 3589. Nell’accertamento della responsabilità per danni da insidia, l’omessa custodia va contestata sin dall’inizio del procedimento a pena di inammissibilità. Nell’individuazione a ritroso del nesso causale nella diversa responsabilità per colpa, invece, si devono seguire criteri rigorosi senza cadere in paralogismi
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 24 febbraio 2015, n. 3589 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-03-12T18:51:35+00:0012 marzo 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Illecito aquiliano (o extracontrattuale), Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 novembre 2014, n. 23426. Il risarcimento del danno – patrimoniale e non – patito jure proprio dai congiunti di persona deceduta per colpa altrui deve essere ridotto in misura corrispondente alla percentuale di colpa ascrivibile alla stessa vittima. Accolto il ricorso di una assicurazione condannata dalla Corte d’Appello a risarcire integralmente la moglie ed i figli di un uomo deceduto in un incidente stradale nonostante fosse stato ritenuto corresponsabile del sinistro al 50%.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 4 novembre 2014, n. 23426 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-11-19T12:34:27+00:0019 novembre 2014|Cassazione civile 2014, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Illecito aquiliano (o extracontrattuale), Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 4 settembre 2014, n. 36920. In presenza di una condotta altamente imprudente e deliberatamente rischiosa della vittima – consistente nel guidare una motoslitta ad alta velocità per superare depressioni profonde del terreno non facilmente visibili – deve essere escluso il nesso causale tra la condotta omissiva addebitata al proprietario del terreno, non recintato e aperto al pubblico, e l’evento, perché la condotta della vittima rappresenta una condizione sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV SENTENZA 4 settembre 2014, n. 36920 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza dell'11/3/2010 il G.u.p. del Tribunale di Campobasso, all'esito di giudizio abbreviato, dichiarava [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-09-18T17:34:28+00:0018 settembre 2014|Cassazione penale 2014, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti