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Timestamp: 2018-02-18 03:09:51+00:00
Document Index: 2170980

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 6', '§1', 'art. 6']

Processo Penale e Giustizia - ragionevole durata
Corte edu, 7 febbraio 2017, Zakhodyakin c. Russia
Ragionevole durata – Revisione del processo
Il principio di ragionevole durata del procedimento penale – caposaldo fondamentale di ogni ordinamento giuridico democratico – è violato se la durata complessiva del processo, escluso il tempo intercorrente tra il giudizio di appello e l’annullamento della sentenza tramite il giudizio di revisione, è superiore ai 5 anni e 27 giorni. Il principio della ragionevole durata del processo è disciplinato dall’art. 6 paragrafo 1 della Convenzione. [Il principio in esame è stato ribadito in un caso in cui il ricorrente, condannato ad un anno di reclusione per avere commesso il reato di abuso d’ufficio, lamentava l’eccessiva lunghezza della propria vicenda giudiziaria, iniziata nel novembre 2002 e protrattasi sino al 2012 a causa del fatto che il processo era stato sospeso e riaperto più volte nel corso degli anni, in quanto la sentenza veniva ripetutamente annullata per un nuovo esame, ma poi riconfermata dalla Corte d’appello senza che - sostiene la Corte di Strasburgo - ne ricorressero validi motivi giuridici].
Corte edu, 11 giugno 2015, Tychko c. Russia
Ragionevole durata – Comportamento del ricorrente
La ragionevole durata del procedimento deve essere valutata alla luce delle circostanze del caso concreto, compreso il comportamento del ricorrente, il cui esercizio dei diritti e delle facoltà previste dall’ordinamento non può essere valutato negativamente (Corte edu, 23 aprile 2009, Gubkin c. Russia; Corte edu, 9 ottobre 2008, Moiseev c. Russia).
Corte e.d.u. 26 novembre 2013, Quattrone c. Italia
Ragionevole durata – Obbligo di motivazione – Condanna alle spese
Richiamato il precedente CE.DI.SA Fortore SNC Diagnostica Medica Chirurgica c . Italia (Corte EDU, 27 settembre 2011, ricc. n. 41107 / 02 e 22405 / 03), la Corte rammenta che, in linea di principio, la durata di due gradi di giudizio per un procedimento “Pinto” non deve superare due anni, salvo circostanze eccezionali.
L’obbligo di motivare sussiste anche con riferimento alla condanna alle spese, ovvero alle sanzioni dovute in ragione del carattere abusivo o temerario del ricorso.
Corte e.d.u., 16 luglio 2013, Corrado e altri c. Italia
Ragionevole durata – Eccessiva durata dei processi ex lege Pinto
Sussiste una violazione dell'art. 6 §1 Cedu qualora non venga rispettato il requisito della ragionevole durata del processo (nel caso di specie tutti i ricorrenti si lamentavano della giustizia italiana per l'irragionevole durata dei loro processi, in violazione tanto della norma in esame, quanto della Legge Pinto. Tra le varie doglianze spiccava un procedimento di competenza del Tribunale di Benevento, protrattosi per ben 12 anni e 5 mesi (dal 16 gennaio 1995 al 28 maggio 2001)).
Corte edu, 13 novembre 2012, E.M.B. c. Romania
Ragionevole durata – Complessità del caso – Condotta del ricorrente e delle autorità ricorrenti nella gestione dell’attività processuale – Presunzione di innocenza
La ragionevole durata del procedimento deve essere valutata alla luce delle circostanze del caso di specie e con riferimento alla complessitàdel caso e alle condotte del ricorrente e delle autoritàcompetenti .
La presunzione di innocenza risulta violata se una decisione giudiziaria o di un pubblico ufficiale riguardante una persona accusata di un reato riflette l'opinione della sua colpevolezza prima che sia stato dimostrato tale ai sensi di legge: all’uopo basta, anche in assenza di una dichiarazione formale, che emergano elementi che facciano ragionevolmente sostenere che il giudice consideri giàl'imputato come colpevole.
Corte e.d.u., 6 marzo 2012, G. c. Italia
Ragionevole durata - Durata dei “processi Pinto” – Effettività del ricorso - Indennizzo ex Legge Pinto
Anche il procedimento celebrato per conseguire il risarcimento da irragionevole di altro processo deve concludersi in tempi brevi (Nel caso di specie, la Corte ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 6 Cedu, in quanto il procedimento ex legge Pinto aveva avuto una durata irragionevole).
Il solo indennizzo a ristoro dell’irragionevole durata di un processo costituisce un rimedio effettivo, salvo che il ricorrente dimostri di aver subito un danno maggiore.