Source: http://trasparenza.comunesalaconsilina.it/amm-trasparente/page/3/
Timestamp: 2020-07-13 20:36:15+00:00
Document Index: 167482823

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 65', 'art. 71', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 5', 'art.15', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 39', 'art. 24', 'art. 623', 'art.329', 'art.616', 'art.15', 'art. 22', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 26', 'art.9', 'art. 8', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 43', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 6', 'art.10', 'art. 96', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 86', 'art. 88', 'art. 19', 'art.110', 'art.110', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 110', 'art. 50', 'art.86', 'art. 110', 'art. 7', 'art.86', 'art. 19', 'art. 110', 'art. 110', 'art.110', 'art.110', 'art. 86', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 47', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

Amministrazione Trasparente – Pagina 3 – Amministrazione Trasparente – Comune di Sala Consilina
Delibera di autorizzazione alla sottoscrizione
Fondo sottoscritto
14 Febbraio 18 Documento Trasparenza
Approvato con la deliberazione della Giunta Comunale n° 13 del 22 gennaio 2018
Art. 3 – Accesso generalizzato e accesso documentale
Art. 4 – Legittimazione soggettiva
Art. 5 – Istanza di accesso civico e generalizzato
Art. 6 – Responsabili del procedimento
Art. 7 – Soggetti Controinteressati
Art. 8 – Termini del procedimento
Art. 9 – Eccezioni assolute all’accesso generalizzato
Art. 10 – Eccezioni relative all’accesso generalizzato
Art. 11 – Richiesta di riesame
Art. 12 – Motivazione del diniego all’accesso
Art. 13 – Impugnazioni
Art.14 – Monitoraggio
Art.15 – Registro
Art.16 – Entrata in vigore
“decreto trasparenza” il D.Lgs. n. 33/2012 così come modificato dal D.Lgs. n. 97/2016;
“accesso documentale” l’accesso disciplinato dal capo V della legge n. 241/1990;
“accesso civico” (o accesso civico “semplice”) l’accesso ai documenti oggetto degli obblighi di pubblicazione, previsto dall’art. 5, c. 1, del decreto trasparenza;
“accesso generalizzato” l’accesso previsto dall’art. 5, c. 2, del decreto trasparenza.
1. Il presente regolamento disciplina i criteri e le modalità organizzative per l’effettivo esercizio dei seguenti diritti:
l’accesso civico che sancisce il diritto di chiunque di richiedere i documenti, le informazioni o i dati che l’ente abbia omesso di pubblicare pur avendone l’obbligo ai sensi del decreto trasparenza;
1. L’accesso documentale disciplinato dagli artt. 22 e seguenti della Legge n. 241/1990, resta disciplinato da tali norme; il Comune ne dà attuazione in conformità a tali disposizioni ed a quelle regolamentari appositamente adottate con delibera del Consiglio Comunale n. 29 del 12/5/1998;
2. La finalità dell’accesso documentale ex Lege n. 241/1990 è quella di porre i soggetti interessati in grado di esercitare al meglio le facoltà partecipative e/o oppositive e difensive che l’ordinamento attribuisce loro a tutela delle posizioni giuridiche qualificate di cui sono titolari. L’accesso documentale opera sulla base di norme e presupposti diversi da quelli afferenti l’accesso civico (generalizzato e non).
3. Il diritto di accesso generalizzato, oltre che quello civico, è riconosciuto allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico; la Legge n. 241/1990 esclude perentoriamente l’utilizzo del diritto di accesso al fine di sottoporre l’Amministrazione ad un controllo generalizzato.
1. L’esercizio dell’accesso civico e dell’accesso generalizzato non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente; chiunque può esercitare tale diritto indipendentemente dall’essere cittadino italiano o residente nel territorio dello Stato.
3. Non è ammissibile una richiesta meramente esplorativa volta a scoprire di quali informazioni l’Amministrazione dispone.
1. L’istanza può essere trasmessa dal soggetto interessato per via telematica secondo le modalità previste dal Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante il «Codice dell’amministrazione digitale». Pertanto, ai sensi dell’art. 65 del CAD, le istanze presentate per via telematica sono valide se:
trasmesse dall’istante o dal dichiarante mediante la propria casella di posta elettronica certificata purché le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del titolare, anche per via telematica secondo modalità definite con regole tecniche adottate ai sensi dell’art. 71 (CAD), e ciò sia attestato dal gestore del sistema nel messaggio o in un suo allegato.
2. Resta fermo che l’istanza può essere presentata anche a mezzo posta, fax o direttamente presso gli uffici e che laddove la richiesta di accesso civico non sia sottoscritta dall’interessato in presenza del dipendente addetto, la stessa debba essere sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore, che va inserita nel fascicolo (cfr. art. 38, commi 1 e 3, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445).
3. Se l’istanza ha per oggetto l’accesso civico “semplice” deve essere presentata al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, i cui riferimenti sono indicati nella Sezione “Amministrazione trasparente” del sito web istituzionale del Comune. Ove tale istanza venga presentata ad altro ufficio del Comune, il responsabile di tale ufficio provvede a trasmetterla al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza nel più breve tempo possibile.
4. Nel caso di accesso generalizzato, l’istanza va indirizzata, in alternativa:
all’ufficio indicato dall’amministrazione nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web istituzionale.
5. L’istanza di accesso civico non richiede motivazione alcuna.
6. Tutte le richieste di accesso pervenute all’Amministrazione locale dovranno essere registrate in ordine cronologico in una banca dati accessibile ai Dirigenti/Responsabili degli uffici, al RPCT e all’OIV, con indicazione:
dell’ufficio che ha gestito il procedimento di accesso;
dei controinteressati individuati;
dell’esito e delle motivazioni che hanno portato ad autorizzare o negare o differire l’accesso nonché l’esito di eventuali ricorsi proposti dai richiedenti o dai contro interessati.
7. Il RPCT può chiedere in ogni momento agli uffici informazioni sull’esito delle istanze.
1. I Dirigenti/Responsabili degli uffici del Comune garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare.
2. Responsabile dei procedimenti di accesso di cui al precedente art. 2 è il Dirigente/Responsabile dell’ufficio che riceve l’istanza, il quale può affidare ad altro dipendente l’attività istruttoria ed ogni altro adempimento inerente il procedimento, mantenendone comunque la responsabilità.
3. I Dirigenti/Responsabili dell’Amministrazione comunale ed il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza controllano ed assicurano la regolare attuazione dell’accesso sulla base di quanto stabilito dal presente regolamento.
4. Nel caso di istanze per l’ accesso civico il Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza ha l’obbligo di segnalare, in relazione alla loro gravità, i casi di inadempimento o adempimento parziale all’ufficio di disciplina del Comune ai fini dell’eventuale attivazione del procedimento disciplinare; la segnalazione degli inadempimenti viene effettuata anche al vertice politico dell’amministrazione e all’OIV ai fini dell’attivazione dei procedimenti rispettivamente competenti in tema di responsabilità. Se il documento, l’informazione o il dato richiesti risultino essere già pubblicati sul sito istituzionale dell’ente nel rispetto della normativa vigente, il responsabile del procedimento comunica tempestivamente al richiedente l’avvenuta pubblicazione, indicandogli il relativo collegamento ipertestuale.
1. L’ufficio cui è indirizzata la richiesta di accesso generalizzato, se individua soggetti controinteressati è tenuto a dare comunicazione agli stessi, mediante invio di copia della stessa, a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento o per via telematica per coloro che abbiano acconsentito a tale forma di comunicazione.
2. I soggetti controinteressati sono esclusivamente le persone fisiche e giuridiche portatrici dei seguenti interessi privati di cui all’art. 5-bis, c. 2 del decreto trasparenza:
protezione dei dati personali, in conformità al D.Lgs. n. 196/2003;
libertà e segretezza della corrispondenza intesa in senso lato ex art.15 Costituzione;
3. Possono essere controinteressati anche le persone fisiche interne all’amministrazione comunale (componenti degli organi di indirizzo, dirigenti, P.O., dipendenti, componenti di altri organismi).
4. Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione, i controinteressati possono presentare una motivata opposizione, anche per via telematica, alla richiesta di accesso. Decorso tale termine, l’Amministrazione comunale provvede sulla richiesta di accesso, accertata la ricezione della comunicazione da parte dei controinteressati.
5. La comunicazione ai soggetti controinteressati non è dovuta nel caso in cui l’istanza riguardi l’accesso civico c.d. ”semplice”, cioè dati, documenti ed informazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria.
1. Il procedimento di accesso civico deve concludersi con provvedimento espresso e motivato nel termine di trenta giorni (art. 5, c. 6, del D.Lgs. n. 33/2013) dalla presentazione dell’istanza con la comunicazione del relativo esito al richiedente e agli eventuali soggetti controinteressati. Tali termini sono sospesi nel caso di comunicazione dell’istanza ai controinteressati durante il tempo stabilito dalla norma per consentire agli stessi di presentare eventuale opposizione (10 giorni dalla ricezione della comunicazione).
2. In caso di accoglimento, l’ufficio competente di cui all’art. 5 del presente Regolamento provvede a trasmettere tempestivamente al richiedente i dati o i documenti richiesti, ovvero, nel caso in cui l’istanza riguardi l’accesso civico, a pubblicare sul sito i dati, le informazioni o i documenti richiesti e a comunicare al richiedente l’avvenuta pubblicazione dello stesso, indicandogli il relativo collegamento ipertestuale.
3. Qualora vi sia stato l’accoglimento della richiesta di accesso generalizzato nonostante l’opposizione del controinteressato, il Comune è tenuto a darne comunicazione a quest’ultimo. I dati o i documenti richiesti possono essere trasmessi al richiedente non prima di quindici giorni dalla ricezione della stessa comunicazione da parte del controinteressato, ciò anche al fine di consentire a quest’ultimo di presentare eventualmente richiesta di riesame o ricorso al difensore civico, oppure ricorso al giudice amministrativo.
4. Nel caso di richiesta di accesso generalizzato, il Comune deve motivare l’eventuale rifiuto, differimento o la limitazione dell’accesso con riferimento ai soli casi e limiti stabiliti dall’art. 5-bis del decreto trasparenza.
1. Il diritto di accesso generalizzato è escluso:
1.1.) nei casi di segreto di Stato (cfr. art. 39, legge n. 124/2007) e nei casi in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti (tra cui la disciplina sugli atti dello stato civile, la disciplina sulle informazioni contenute nelle anagrafi della popolazione, gli Archivi di Stato), inclusi quelli di cui all’art. 24, c. 1, legge n. 241/1990. Ai sensi di quest’ultima norma il diritto di accesso è escluso:
per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge;
nei procedimenti tributari locali, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano;
nei confronti dell’attività dell’Ente diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione;
1.2.) nei casi di divieti di accesso o divulgazione previsti dalla legge tra cui:
il segreto militare (R.D. n.161/1941);
il segreto statistico (D.Lgs 322/1989);
il segreto bancario (D.Lgs. 385/1993);
il segreto scientifico e il segreto industriale (art. 623 c.p.);
il segreto istruttorio (art.329 c.p.p.);
il segreto sul contenuto della corrispondenza (art.616 c.p.);
i divieti di divulgazione connessi al segreto d’ufficio (art.15, D.P.R. 3/1957)
i dati idonei a rivelare lo stato di salute, ossia a qualsiasi informazione da cui si possa desumere, anche indirettamente, lo stato di malattia o l’esistenza di patologie dei soggetti interessati, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità o handicap fisici e/o psichici (art. 22, comma 8, del Codice; art. 7-bis, c. 6, D.Lgs.. n. 33/2013);
i dati idonei a rivelare la vita sessuale (art. 7-bis, c. 6, D.Lgs.. n. 33/2013);
i dati identificativi di persone fisiche beneficiarie di aiuti economici da cui è possibile ricavare informazioni relative allo stato di salute ovvero alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati (divieto previsto dall’art. 26, comma 4, D.Lgs. n. 33/2013).
3. Nella valutazione dell’istanza di accesso, il Comune deve verificare che la richiesta non riguardi atti, documenti o informazioni sottratte alla possibilità di ostensione in quanto ricadenti in una delle fattispecie indicate al primo comma.
1. I limiti all’accesso generalizzato sono posti dal legislatore a tutela di interessi pubblici e privati di particolare rilievo giuridico che il Comune deve necessariamente valutare con la tecnica del bilanciamento, caso per caso, tra l’interesse pubblico alla divulgazione generalizzata e la tutela di altrettanto validi interessi considerati dall’ordinamento.
2. L’accesso generalizzato è rifiutato se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno degli interessi pubblici inerenti:
a) la sicurezza pubblica e l’ordine pubblico. In particolare sono sottratti all’accesso, ove sia rilevata la sussistenza del pregiudizio concreto, i verbali e le informative riguardanti attività di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza e di tutela dell’ordine pubblico, nonché i dati, i documenti e gli atti prodromici all’adozione di provvedimenti rivolti a prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità e la sicurezza pubblica;
c) la difesa e le questioni militari. In particolare sono sottratti all’accesso, ove sia rilevata la sussistenza del pregiudizio concreto, gli atti, i documenti e le informazioni concernenti le attività connesse con la pianificazione, l’impiego e l’addestramento delle forze di polizia;
gli atti, i documenti e le informazioni concernenti azioni di responsabilità di natura civile, penale e contabile, rapporti e denunce trasmesse dall’Autorità giudiziaria e comunque atti riguardanti controversie pendenti, nonché i certificati penali;
i rapporti con la Procura della Repubblica e con la Procura regionale della Corte dei Conti e richieste o relazioni di dette Procure ove siano nominativamente individuati soggetti per i quali si manifesta la sussistenza di responsabilità amministrative, contabili o penali;
gli atti, i documenti e le informazioni concernenti segnalazioni, atti o esposti di privati, di organizzazioni sindacali e di categoria o altre associazioni fino a quando non sia conclusa la relativa fase istruttoria o gli atti conclusivi del procedimento abbiano assunto carattere di definitività, qualora non sia possibile soddisfare prima l’istanza di accesso senza impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell’azione amministrativa o compromettere la decisione finale;
le notizie sulla programmazione dell’attività di vigilanza, sulle modalità ed i tempi del suo svolgimento, le indagini sull’attività degli uffici, dei singoli dipendenti o sull’attività di enti pubblici o privati su cui l’ente esercita forme di vigilanza;
verbali ed atti istruttori relativi alle commissioni di indagine il cui atto istitutivo preveda la segretezza dei lavori;
verbali ed atti istruttori relativi ad ispezioni, verifiche ed accertamenti amministrativi condotti su attività e soggetti privati nell’ambito delle attribuzioni d’ufficio; – pareri legali redatti dagli uffici comunali, nonché quelli di professionisti esterni acquisiti, in relazione a liti in atto o potenziali, atti difensivi e relativa corrispondenza.
3. L’accesso generalizzato è altresì rifiutato se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno dei seguenti interessi privati:
a) la protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia, fatto salvo quanto previsto dal precedente art.9. In particolare, sono sottratti all’accesso, ove sia rilevata la sussistenza del pregiudizio concreto, i seguenti atti, documenti ed informazioni:
documenti di natura sanitaria e medica ed ogni altra documentazione riportante notizie di salute o di malattia relative a singole persone, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità o handicap fisici e/o psichici;
relazioni dei Servizi Sociali ed Assistenziali in ordine a situazioni sociali, personali, familiari di persone assistite, fornite dall’Autorità giudiziaria e tutelare o ad altri organismi pubblici per motivi specificatamente previsti da norme di legge;
la comunicazione di dati sensibili e giudiziari o di dati personali di minorenni, ex D.Lgs. n. 193/2003;
gli atti presentati da un privato, a richiesta del Comune, entrati a far parte del procedimento e che 24 integrino interessi strettamente personali, sia tecnici, sia di tutela dell’integrità fisica e psichica, sia finanziari, per i quali lo stesso privato chiede che siano riservati e quindi preclusi all’accesso;
gli atti di ordinaria comunicazione tra enti diversi e tra questi ed i terzi, non utilizzati ai fini dell’attività amministrativa, che abbiano un carattere confidenziale e privato;
4. Il Comune è tenuta a verificare e valutare, una volta accertata l’assenza di eccezioni assolute, se l’ostensione degli atti possa determinare un pregiudizio concreto e probabile agli interessi indicati dal legislatore; deve necessariamente sussistere un preciso nesso di causalità tra l’accesso ed il pregiudizio. Il pregiudizio concreto va valutato rispetto al momento ed al contesto in cui l’informazione viene resa accessibile.
5. I limiti all’accesso generalizzato per la tutela degli interessi pubblici e privati individuati nei commi precedenti si applicano unicamente per il periodo nel quale la protezione è giustificata in relazione alla natura del dato.
6. L’accesso generalizzato non può essere negato ove, per la tutela degli interessi pubblici e privati individuati nei commi precedenti, sia sufficiente fare ricorso al potere di differimento.
7. Qualora i limiti di cui ai commi precedenti riguardano soltanto alcuni dati o alcune parti del documento richiesto deve essere consentito l’accesso parziale utilizzando, se del caso, la tecnica dell’oscuramento di alcuni dati; ciò in virtù del principio di proporzionalità che esige che le deroghe non eccedano quanto è adeguato e richiesto per il raggiungimento dello scopo perseguito.
1. Il richiedente, nei casi di diniego totale o parziale dell’accesso generalizzato o di mancata risposta entro il termine previsto al precedente art. 8, ovvero i controinteressati, nei casi di accoglimento della richiesta di accesso, possono presentare richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza che decide con provvedimento motivato, entro il termine di venti giorni.
2. Se l’accesso generalizzato è stato negato o differito a tutela della protezione dei dati personali in conformità con la disciplina legislativa in materia, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, provvede sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta.
3. A decorrere dalla comunicazione al Garante, il termine per l’adozione del provvedimento da parte del RPCT è sospeso, fino alla ricezione del parere del Garante e comunque per un periodo non superiore ai predetti dieci giorni.
1. Sia nei casi di diniego, anche parziale, connessi all’esistenza di limiti all’accesso generalizzato, sia per quelli connessi alle eccezioni assolute, sia per le decisioni del RPCT, gli atti sono adeguatamente motivati.
1. Avverso la decisione del responsabile del procedimento o, in caso di richiesta di riesame, avverso la decisione del RPCT, il richiedente l’accesso generalizzato può proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale ai sensi dell’art. 116 del Codice del processo amministrativo di cui al D.Lgs. n. 104/2010. Il termine di cui all’art. 116, c. 1, Codice del processo amministrativo, qualora il richiedente l’accesso generalizzato si sia rivolto al difensore civico provinciale/regionale, decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell’esito della sua istanza allo stesso.
2. In alternativa il richiedente, o il controinteressato nei casi di accoglimento della richiesta di accesso generalizzato, può presentare ricorso al difensore civico competente per ambito territoriale (qualora tale organo non sia stato istituito la competenza è attribuita al difensore civico competente per l’ambito territoriale immediatamente superiore). Il ricorso deve essere notificato anche all’Amministrazione interessata.
3. Il difensore civico si pronuncia entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso. Se il difensore civico ritiene illegittimo il diniego o il differimento ne informa il richiedente e lo comunica all’Amministrazione. Se l’Amministrazione non conferma il diniego o il differimento entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico, l’accesso è consentito.
4. Se l’accesso generalizzato è negato o differito a tutela della protezione dei dati personali in conformità con la disciplina legislativa in materia, il difensore civico provvede sentito il Garante per la protezione dei dati personali il quale si pronuncia entro dieci giorni dalla richiesta.
5. Nel caso in cui la richiesta riguardi l’accesso civico (dati, informazioni o documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria), il RPCT ha l’obbligo di effettuare la segnalazione di cui all’art. 43, c. 5, del decreto trasparenza.
Art. 14 – Monitoraggio
2. In ogni caso, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza può sempre verificare presso gli uffici l’esito delle istanze e le decisioni assunte.
Art. 15 – Registro
1. È istituito il “registro delle domande di accesso generalizzato”. La gestione e l’aggiornamento del registro sono assegnate all’Ufficio di Segreteria al quale l’Ufficio Protocollo trasmetterà per opportuna conoscenza copia dell’istanza indirizzata all’ufficio che detiene i dati, le informazioni o i documenti o all’ufficio indicato dall’amministrazione nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web istituzionale. Tutti gli uffici dell’Ente sono tenuti a collaborare con l’ufficio di cui sopra, per la gestione del registro, comunicando tempestivamente allo stesso copia delle domande di accesso generalizzato ricevute ed i provvedimenti di decisione (accoglimento, rifiuto, differimento) assunti in merito alle domande stesse.
4. Il registro è pubblicato, oscurando eventuali dati personali, e aggiornato semestralmente in “Amministrazione trasparente”, “Altri contenuti – accesso civico”.
Art. 16. – Entrata in vigore
Il Regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione all’ albo pretorio ai sensi dell’art. 10 del vigente Statuto comunale.
Modello di comunicazione ai soggetti controinteressati
Modello di provvedimento di diniego totale, parziale o differimento dell’accesso
Regolamento per la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali. Istituzione della De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine)
Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 67 del 29 dicembre 2017
Art. 2 Ambito dell’intervento comunale
Art. 4 Istituzione della De.C.O.
Art. 6 Istituzione di un albo comunale delle iniziative e manifestazioni
Art. 7 Logo De.C.O.
Art. 8 Requisiti per l’attribuzione della De.C.O. ai prodotti locali
Art. 9 Procedura per l’attribuzione della De.C.O. ai prodotti locali
Art. 10 Commissione comunale per la De.C.O.
Art. 11 Utilizzo della De.C.O. e del relativo logo
Art. 12 Controlli e sanzioni
Art. 13 Struttura organizzativa competente
Art. 14 Iniziative comunali
Art. 15 Le tutele e le garanzie
Art. 16 Attività di coordinamento
Art. 17 Rinvio alle norme statali e regionali
Il presente regolamento ha per oggetto la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali che costituiscono una risorsa di sicuro valore economico, culturale e turistico e uno strumento di promozione dell’immagine del Comune di Sala Consilina.
Il Comune individua tra i propri fini istituzionali, ai sensi dell’art. 3 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e del vigente Statuto Comunale, l’assunzione di opportune iniziative dirette a sostenere e tutelare il patrimonio di tradizioni, cognizioni ed esperienze, relative alle attività agro-alimentari e gastronomiche, dirette alla produzione e preparazione di quei prodotti e di quelle specialità locali che, essendo tipiche di Sala Consilina rappresentano un vanto del territorio comunale e sono, quindi, meritevoli di essere valorizzate. Inoltre l’Amministrazione valorizza anche le elaborazioni gastronomiche realizzate con l’utilizzo di prodotti De.C.O.. Il Comune assume, altresì, adeguate iniziative a favore di sagre e manifestazioni che, per il loro radicamento sul territorio comunale, sono motivo di particolare interesse pubblico e, come tali, meritevoli di valorizzazione.
Con riferimento all’art. 13 del D.Lgs. 267/2000, laddove si richiama il principio di sussidiarietà in materia di tutela e promozione del territorio, anche attraverso la valorizzazione e la promozione dei prodotti che su esso si generano, il Comune di Sala Consilina, grazie alle predette iniziative, intende quindi curare la promozione e lo sviluppo del proprio territorio attraverso le produzioni artigianali, alimentari e di cultura materiale, riconoscendo ad esse capacità di creare importanti occasioni di marketing territoriale con utili ricadute sulla comunità tutta.
Nel contempo, in attuazione dei principi statutari e nell’ambito delle politiche di sostegno del comparto produttivo, intende anche valorizzare, attraverso le produzioni tipiche locali, il ruolo e la professionalità delle imprese agricole, artigianali e commerciali del territorio salese.
Per le finalità di cui sopra, il Comune, ispirandosi a criteri di trasparenza ed efficacia, promuove iniziative ed assume attività che, nel rispetto della legislazione comunitaria e nazionale in materia di protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari, comportano l’affermazione sostanziale dei principi di cui ai precedenti commi e la loro attuazione.
Con il presente regolamento, sono stabilite anche le modalità di attribuzione, promozione e tutela della De.C.O. (acrononimo di “Denominazione comunale di Origine).
Art. 2 – Ambito dell’intervento comunale
In particolare, l’azione del Comune si manifesta in direzione:
dell’indagine conoscitiva diretta ad individuare l’esistenza sul territorio comunale di originali e caratteristiche produzioni agro-alimentari (comprese le rispettive lavorazioni e/o confezioni tradizionali) che, a motivo della loro rilevanza siano meritevoli di evidenza pubblica, e di promuoverne la protezione attraverso l’istituzione di un apposito registro pubblico al fine di garantirne il mantenimento della loro peculiarità;
dell’assunzione, nell’ambito delle disponibilità finanziarie di volta in volta individuate, di iniziative di valorizzazione a favore di quei prodotti agro-alimentari locali (e delle attività culturali ad esse connesse) che per il loro significato culturale e tradizionale siano meritevoli di riconoscimento (anche attraverso l’organizzazione di eventi e manifestazioni pubbliche);
dell’intervento mediante forme dirette e/o di coordinamento, in attività di ricerca storica finalizzata all’individuazione di ogni fonte che risulti utile per il conseguimento delle finalità di cui al presente regolamento;
della promozione e del sostegno alle iniziative esterne, anche attraverso interventi finanziari diretti, nei limiti delle ricorrenti compatibilità di bilancio e nel rispetto delle procedure previste dal regolamento comunale per la concessione di contributi, ricercando forme di sponsorizzazione da parte di altri soggetti, pubblici o privati, a favore degli organismi associativi che abbiano nei loro programmi istituzionali la salvaguardia dei beni e delle attività agro-alimentari;
del contributo alla creazione di opportunità economiche e commerciali per le imprese legate alla cultura produttiva e gastronomica, alle tradizioni locali e all’economia del turismo.
Agli effetti del presente regolamento, per “prodotto tipico locale” si intende il prodotto agro-alimentare derivante da attività agricola o zootecnica o dalla lavorazione e trasformazione di prodotti derivanti da attività agricola e zootecnica, ottenuto o realizzato sul territorio comunale secondo modalità che si sono consolidate nei costumi e nelle consuetudini a livello locale anche tenendo conto di tecniche innovative e rielaborazioni che ne costituiscono il naturale sviluppo e aggiornamento.
L’aggettivo “tipico” è inteso come sinonimo di “tradizionale”, attribuendovi lo stesso significato di cui al comma precedente.
Art. 4 – Istituzione della De.C.O.
Per i fini di cui al presente regolamento, è istituita la De.C.O., “Denominazione Comunale di Origine”, per attestare l’origine dei prodotti ed il loro legame storico e culturale con il territorio comunale, nonché quale efficace strumento promozionale del territorio di Sala Consilina.
Attraverso la De.C.O. si mira a:
conservare nel tempo i prodotti tipici che si identificano con gli usi e che fanno parte della cultura popolare locale;
tutelare la storia, le tradizioni, il patrimonio culturale e i sapori legati alle produzioni tipiche locali.
La De.C.O. non costituisce un marchio di qualità ma, quale attestazione di origine geografica, equivale nel significato, negli obiettivi e negli effetti, al marchio “Origine in Sala Consilina”.
La De.C.O., come pure il relativo logo, sono di esclusiva proprietà del Comune di Sala Consilina. Qualunque uso improprio da parte di soggetti non autorizzati sarà perseguito ai sensi di legge.
Viene istituito presso la competente struttura comunale di cui all’art. 13 un registro pubblico per i prodotti agro-alimentari tipici del territorio del Comune di Sala Consilina che ottengono la De.C.O..
L’iscrizione nel registro vale ad attestare l’origine locale del prodotto, la sua composizione e le modalità di produzione, secondo apposito disciplinare o scheda identificativa.
Nel registro sono annotati, in ordine cronologico di riconoscimento:
i prodotti a denominazione comunale di origine (De.C.O.);
le imprese che hanno ottenuto il diritto di utilizzare la De.C.O. sui loro prodotti in quanto rispondenti al disciplinare-tipo (o alle indicazioni della scheda descrittiva);
gli estremi della deliberazione di Giunta comunale che dispone l’iscrizione e le eventuali successive modificazioni.
L’iscrizione può essere concessa per le seguenti tipologie di prodotti agro-alimentari:
carni fresche di qualsiasi specie animale e le loro preparazioni;
formaggi e altri prodotti derivanti dal latte;
paste fresche, prodotti della panetteria, della gastronomia, della biscotteria, della pasticceria, della confetteria e della gelateria;
preparazioni di prodotti ittici di acqua dolce;
piatti tradizionali della cucina salese;
bevande analcoliche, alcoliche, liquori.
L’elencazione di cui al comma precedente ha comunque carattere indicativo e non esaustivo, per cui possono ottenere la De.C.O. anche prodotti di altre tipologie se in possesso delle caratteristiche a tale fine richieste.
Possono ottenere l’iscrizione nel pubblico registro De.C.O. le imprese agricole, artigianali e commerciali, nonché le cooperative, gli enti e le associazioni, che svolgono l’attività inerente la produzione e commercializzazione dei prodotti di cui al comma 1 nell’ambito del Comune di Sala Consilina, anche se non vi hanno la sede legale.
Su proposta della commissione di cui all’art. 10, l’iscrizione potrà essere concessa anche ad imprese a carattere industriale che operino in conformità ai criteri previsti dal presente regolamento e secondo i disciplinari di produzione o le schede identificative dei prodotti.
Per uno stesso prodotto possono ottenere la De.C.O. anche più imprese diverse, se ed in quanto in possesso dei relativi requisiti.
Una stessa impresa può ottenere la De.C.O. per più prodotti diversi.
Per ogni prodotto De.C.O. è istituito un fascicolo con tutta la documentazione ad esso relativa.
Art. 6 – Istituzione di un albo comunale delle iniziative e manifestazioni
Viene istituito presso la competente struttura comunale di cui all’art. 13 un apposito albo di cui vengono iscritte le iniziative e le manifestazioni riguardanti le attività e le produzioni agro-alimentari che, a motivo delle loro caratteristiche e dell’interesse culturale, sono meritevoli di particolare attenzione e rilevanza pubblica.
Possono ottenere l’iscrizione all’albo le manifestazioni ricorrenti, organizzate dallo stesso Comune o da altri soggetti, volte alla valorizzazione e promozione:
dei prodotti C.O.;
dei prodotti tipici locali, insigniti di marchi comunitari ufficiali;
di altri prodotti tipici locali;
di prodotti tipici regionali e/o italiani in genere quando le manifestazioni sia comunque radicata sul territorio del Comune tanto da costituire un’iniziativa consolidata e tradizionale.
L’elenco ufficiale delle manifestazioni da iscrivere nell’albo è approvato dalla Giunta comunale, su proposta dell’ufficio competente, ed è soggetto a periodico aggiornamento.
L’iscrizione è concessa alle manifestazioni che abbiano avuto luogo nel territorio comunale per almeno tre anni consecutivi.
L’iscrizione vale anche per le edizioni successive della stessa manifestazione fino a che permangono i requisiti che hanno consentito di concederla.
Ai fini del mantenimento dell’iscrizione già concessa, il Comune può richiedere agli organizzatori, ad ogni nuova edizione della manifestazione, il relativo programma ed ogni altra informazione o documentazione alla valutazione dei relativi requisiti.
L’iscrizione decade automaticamente qualora la manifestazione venga soppressa o sospesa per almeno cinque anni consecutivi, fatta salva comunque, nel secondo caso, la possibilità di riottenerla in caso l’iniziativa venga organizzata nuovamente.
L’uso difforme o improprio del logo di cui all’art. 7 può comportare la cancellazione dall’albo.
Art. 7 – Logo De.C.O.
Per contraddistinguere e riconoscere chiaramente i prodotti iscritti nel registro di cui all’art. 5 e le iniziative di cui all’art. 6, viene adottato un apposito logo identificativo a colori, così come allegato al presente regolamento.
Art. 8 – Requisiti per l’attribuzione della De.C.O. ai prodotti locali
I prodotti che si fregiano della De.C.O. devono essere prodotti nell’ambito del territorio del Comune di Sala Consilina ed essere comunque strettamente legati alla storia, alla cultura e alle tradizioni locali.
La Denominazione Comunale di Origine può essere riconosciuta solo a prodotti e specialità che, secondo gli usi e tradizioni locali, siano preparate con ingredienti genuini e di qualità.
L’imprenditore deve preparare le miscele per gli impasti esclusivamente con ingredienti ammessi della normativa vigente.
Devono essere osservate tutte le norme vigenti relative alla preparazione, commercializzazione ed etichettatura e le altre disposizioni relative alla disciplina igienica ed alimentare.
Per i prodotti ortofrutticoli, anche se impiegati come ingredienti del prodotto finale De.C.O., devono essere osservate tutte le norme del settore agro-alimentare e le disposizioni relative alla lotta antiparassitaria, come pure le norme comunitarie relative alla qualità dei prodotti e quelle relative alla produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari.
In nessun caso possono essere impiegati prodotti transgenici ovvero contenenti organismi geneticamente modificati (O.G.M.).
Per i prodotti trasformati e le preparazioni gastronomiche, nel disciplinare del singolo prodotto approvato dalla Giunta comunale, sarà specificato se, in base alla specifica tradizione, uno o più degli ingredienti devono essere in tutto o in parte originari del territorio comunale o, eventualmente, provinciale.
Art. 9 – Procedura per l’attribuzione della De.C.O. ai prodotti locali
Le segnalazioni inerenti i prodotti da iscrivere nel registro De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) possono essere avanzate da chiunque ritenga di promuoverle e d’ufficio anche dal Comune.
Le istanze per l’attribuzione della De.C.O. devono essere corredate da un’adeguata documentazione, diretta ad evidenziare le caratteristiche del prodotto, con particolare riferimento a quelle analitiche e di processo e comunque ogni informazione ritenuta utile al fine dell’iscrizione. In particolare dovranno essere indicati:
l’area geografica di produzione (che dovrà comprendere in tutto o in parte il territorio del Comune di Sala Consilina) debitamente certificata ai fini della salubrità e compatibilità ambientale e quantitativa;
le caratteristiche del prodotto e le metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo in base agli usi locali uniformi e costanti;
Sull’ammissibilità della iscrizione nel registro della De.C.O. si pronuncia, di norma entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta corredata da tutti gli allegati, la Commissione comunale di cui all’art.10.
Ai fini delle valutazioni di competenza, la Commissione dovrà effettuare sopralluoghi ai siti di coltivazione, ai locali di produzione e controlli su attrezzature ed impianti nonché richiedere ogni ulteriore elemento informativo.
La Commissione, sulla base della documentazione a corredo della segnalazione e degli altri elementi informativi raccolti, verificherà se il prodotto segnalato ha le caratteristiche per l’iscrizione al registro De.C.O. e predisporrà, per ogni singolo prodotto che propone di iscrivere, una scheda identificativa del prodotto e delle sue caratteristiche peculiari ed un disciplinare di produzione con relativa tracciabilità del prodotto.
Completata l’istruttoria, la Commissione presenterà le proprie proposte alla Giunta comunale che deciderà in merito ai prodotti da iscrivere nel registro De.C.O., approvando contestualmente le schede identificative e/o i disciplinari di produzione dei singoli prodotti che saranno vincolanti per la concessione della De.C.O.
Qualora la segnalazione di cui al comma 1 provenga dalla stessa impresa produttrice interessata all’iscrizione nel registro De.C.O., con l’iscrizione del prodotto è disposta anche quella dell’impresa, previa presentazione della relativa domanda di richiesta De.C.O. di cui allegato C).
L’iscrizione delle imprese nel registro De.C.O., qualora avvenga in un momento successivo a quello dell’iscrizione del relativo prodotto, è disposta con atto del Responsabile del Servizio.
L’accoglimento della richiesta è comunicato all’impresa, unitamente agli estremi dell’iscrizione nel registro (numero e data) e alle modalità di utilizzo del logo; alla comunicazione sono allegati copia della scheda identificativa o del disciplinare di produzione del prodotto e il modello del logo. Nel disciplinare di produzione del prodotto potrà essere disposta la facoltà di indicare in etichetta anche il nome della frazione o un toponimo.
L’iscrizione nel registro De.C.O. non comporta oneri per l’impresa, fatto salvo le tariffe a titolo di spese di istruttoria e diritti che la Giunta è autorizzata a deliberare. Gli introiti derivanti devono essere destinati ad attività connesse allo sviluppo e promozione del settore agricolo.
Per le segnalazioni e domande previste dal presente articolo possono essere utilizzati i modelli allegati al presente regolamento.
Art. 10 – Commissione comunale per la De.C.O.
L’esame delle richieste di iscrizione nel registro della DE.C.O. è affidato ad un’apposita Commissione nominata dal Sindaco e presieduta dal Sindaco o suo delegato. Nella Commissione sono di norma rappresentati esponenti del settore agro-alimentare, commerciale, operatori e rappresentanti delle associazioni di categoria operanti sul territorio.
PRESIDENTE: Sindaco o suo delegato (membro di diritto);
MEMBRI: quattro tecnici o esperti di cui due segnalati dalla minoranza.
A supporto del lavoro della commissione, in considerazione della vastità delle tipologie di prodotti agroalimentari da valutare, di volta in volta potranno essere invitati a partecipare uno o più esperti scelti tra persone in possesso di comprovata professionalità e/o conoscenza, nonché storici locali in relazione allo specifico settore produttivo.
La Commissione dura in carica fino alla scadenza del mandato amministrativo e viene dichiarata indispensabile per la realizzazione dei fini istituzionali ai sensi dell’art. 96 del D.Lgs. 267/2000.
La Commissione opera validamente con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e decide a maggioranza dei presenti.
Le funzioni di segretario della commissione sono svolte da un componente della Commissione stessa designato dal Presidente.
Non è previsto alcun compenso per i componenti, neppure a titolo di rimborso spese.
Art. 11 – Utilizzo della De.C.O. e del relativo logo
Il Comune concede l’utilizzo gratuito della scritta “De.C.O.” e del relativo logo identificativo alle imprese iscritte nel registro di cui all’art. 5, nel rispetto delle disposizioni che seguono.
L’uso del logo può inoltre essere concesso, previa espressa richiesta e alle medesime condizioni, anche alle imprese che commercializzano o somministrano prodotti De.C.O. anche se nel registro è iscritta per quel prodotto l’impresa produttrice.
Il concessionario ha facoltà di riprodurre il logo De.C.O. nelle quantità e dimensioni che gli sono necessarie per l’esercizio della sua attività e nei colori originali o in bianco e nero, fermo restando che le riproduzioni devono essere assolutamente fedeli; è obbligatoria l’aggiunta degli estremi di iscrizione (data e numero).
Il logo De.C.O. deve essere sistemato in modo chiaro e visibile; l’utilizzatore del logo non più impiegare altri contrassegni che per il loro aspetto esterno, e/o in seguito alla loro applicazione, possano ingenerare confusione con il logo De.C.O.
Nel caso di vendita al minuto, la presentazione del prodotto dovrà avvenire in imballaggi e/o confezioni tali da garantire una gradevole immagine e conferire adeguata attrattività nei confronti del consumatore. Non potranno quindi essere utilizzati imballaggi vetusti o con evidenti difetti estetici da ledere l’immagine del prodotto.
E’ vietato l’impiego di appellativi atti ad esaltare le qualità, quali “super”, “eccellente”, ecc.
Il Comune di Sala Consilina, proprietario del logo De.C.O., può avvalersi dello stesso in ogni occasione in cui ciò sia ritenuto utile ed opportuno dall’Amministrazione.
E’ vietato l’utilizzo, in qualunque forma, del logo De.C.O. da parte di soggetti non autorizzati.
Le disposizioni del presente articolo valgono anche per l’utilizzo del logo De.C.O. nella pubblicità delle iniziative di cui all’art. 6, se ed in quanto applicabili.
Art. 12 – Controlli e sanzioni
Ogni abuso nell’utilizzazione del logo verrà perseguito dal Comune di Sala Consilina a termini di legge.
Possono essere fatti controlli dall’Amministrazione comunale in osservanza del presente regolamento e delle norme contenute negli eventuali disciplinari, compreso il controllo a campione sull’origine del prodotto presso l’azienda o sul mercato.
Costituiscono causa di revoca della De.C.O. e conseguente cancellazione dal relativo registro, fatta salva ogni eventuale azione giudiziaria a tutela dell’Amministrazione:
il mancato rispetto del disciplinare di produzione (o delle indicazioni contenute nella scheda identificativa del prodotto) e delle altre disposizioni del presente regolamento, salvo regolarizzazione nei termini fissati dal Comune;
il rifiuto dell’impresa a consentire i controlli e/o a presentare la documentazione richiesta in sede di verifica sulla corretta utilizzazione della De.C.O.;
la perdita dei requisiti richiesti;
l’uso difforme o improprio del logo De.C.O., accertato dal Comune, anche su segnalazione della commissione di cui all’art. 10 qualora, dopo la relativa contestazione, l’utilizzatore non provveda all’adeguamento nei termini fissati;
gravi violazioni alle norme igienico-sanitarie;
frode alimentare.
Qualora gli organi di controllo, sia nell’esercizio delle proprie funzioni sia su segnalazione di terzi, rilevino infrazioni da parte di un utilizzatore del logo alle disposizioni vigenti, registrano le stesse in modo ineccepibile per iscritto, fotograficamente e con altri mezzi idonei dandone quindi pronta comunicazione all’Amministrazione comunale.
La Giunta comunale, con proprio provvedimento e previo parere obbligatorio e motivato della Commissione di cui all’art. 10, sospende oppure revoca il diritto all’utilizzazione del logo De.C.O..
La Commissione formula il parere di cui al comma 5 solo dopo aver ascoltato il contraddittorio il trasgressore e l’organo di controllo che ha rilevato le infrazioni
Colui al quale è stato sospeso o revocato il diritto del riconoscimento De.C.O. non può richiedere alcun indennizzo o risarcimento danni.
Art. 13 – Struttura organizzativa competente
La struttura organizzativa comunale competente per gli adempimenti previsti dal presente regolamento è inserita nell’Area Affari Generali.
Il Responsabile della struttura organizzativa di cui al comma precedente è anche responsabile di tutti i procedimenti previsti dal presente regolamento; sentita la Commissione comunale per la De.C.O., la Giunta Comunale nomina, tra le aziende già iscritte nel registro pubblico per i prodotti agro-alimentare del territorio di Sala Consilina, le aziende agricole produttrici di sementi antichi oggetto del marchio De.C.O.
La struttura organizzativa comunale competente, su richiesta della Giunta e della Commissione comunale per la De.C.O., previo bando pubblico, potrà stabilire accordi pluriennali con laboratori di provata esperienza operanti nel settore agro-alimentare, per la conservazione, il risanamento e la certificazione delle sementi De.C.O., nonché con aziende vivaistiche accreditate presso la Regione Campania, per la coltivazione delle sementi De.C.O. e per la produzione di piantine.
Art. 14 – Iniziative comunali
Il Comune assicura mediante gli strumenti a sua disposizione la massima divulgazione delle disposizioni previste dal presente regolamento.
Il Comune individua forme di comunicazione pubblica a cui affidare ogni utile informazione riferita alla materia trattata dal regolamento.
Il Comune, altresì, ricerca, ai fini di tutela della De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) forme di collaborazione con enti ed associazioni particolarmente interessati alla cultura delle attività agro-alimentari attraverso tutte le forme associative previste dalla vigente legge sull’ordinamento degli enti locali.
Art. 15 – Le tutele e le garanzie
Il Comune, nei modi e nelle forme consentiti dalla legge, valorizza i diritti e gli interessi pubblici derivanti dalla presenza di espressioni popolari riguardanti le attività agro-alimentari, in quanto rappresentanti di un rilevante patrimonio culturale pubblico, strettamente connesso agli interessi che il Comune è tenuto a tutelare e a garantire ai sensi degli artt. 3 e 13 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.
Art. 16 – Attività di coordinamento
Il Comune, nell’ambito delle iniziative previste dal presente regolamento, attua mediante i propri organi di governo forme di coordinamento rispetto a tutte le organizzazioni pubbliche e private che hanno tra i propri fini la cultura delle attività agro-alimentari riferita alle corrispondenti espressioni locali.
Art. 17 – Rinvio alle norme statali e regionali
Le disposizioni del presente regolamento si ispirano ai principi di cui alle norme statali e regionali vigenti; conseguentemente queste costituiscono un limite, rispetto alle discipline dalle stesse previste, all’applicazione del regolamento in tutte le eventualità di ordine attuativo.
II presente Regolamento entra in vigore dopo l’avvenuta pubblicazione, per la durata di 15 giorni, all’Albo Pretorio on-line del Comune.
Logo De.C.O.
Segnalazione De.C.O. (fac simile)
Richiesta De.C.O. (fac simile)
Scheda descrittiva del prodotto (fac simile)
Disciplinare di produzione (fac simile)
Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 60 del 5 dicembre 2017
Art. 2 Finalità e principi generali
Art. 3 Giochi vietati
Art. 4 Tabella dei giochi proibiti
Art. 5 Definizione di sala pubblica da gioco
Art. 6 Localizzazioni e requisiti dei locali
Art. 7 Adempimenti per l’esercizio di sala pubblica da gioco
Art. 8 Prescrizioni di esercizio e divieti
Art. 9 Durata ed efficacia dell’autorizzazione
Art. 10 Subingresso
Art. 11 Requisiti morali di accesso all’attività
Art. 12 Cessazione dell’attività
Art. 13 Revoca, decadenza, sospensione della licenza
Art. 14 Caratteristiche dei giochi
Art. 15 Utilizzo degli apparecchi: prescrizioni e divieti
Art. 16 Informazione al pubblico
Art. 17 Orari
Titolo III – Installazione di apparecchi e congegni automatici e semiautomatici nei locali in possesso di licenza di cui all’art. 86 e all’art. 88 del TULPS e altri giochi leciti
Art. 18 New Slot
Art. 19 Prescrizioni generali ed orario di funzionamento
Art. 20 Domanda di autorizzazione per installazione giochi
Art. 21 Rinnovo
Art. 22 Apparecchi da divertimento senza vincita in denaro e biliardi
Art. 23 Giochi leciti che non necessitano del nulla osta dell’Amministrazione dello Stato
Art. 25 Disposizioni finali e transitorie
c) apparecchi meccanici ed elettromeccanici (AM): Biliardo e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo; elettrogrammofono e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone (“juke box”); apparecchi meccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: calcio balilla – bigliardini e apparecchi similari; Apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo ( flipper, gioco elettromeccanico dei dardi, cosiddette freccette e apparecchi similari apparecchi meccanici e/o elettromeccanici per bambini attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: congegno a vibrazione tipo “Kiddie rides” e apparecchi similari; apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: gioco a gettone azionato da ruspe e apparecchi similari.
1. Il Comune di Sala Consilina, con il presente Regolamento, si prefigge l’obiettivo di garantire che la diffusione dei locali in cui si pratica il gioco lecito avvenga evitando effetti pregiudizievoli per la sicurezza urbana, la viabilità, l’inquinamento acustico e la quiete pubblica e limitando le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli, nonché la dequalificazione territoriale e del valore degli immobili.
Titolo II – Sale pubbliche da gioco sale biliardi – sale giochi – agenzie per la raccolta di scommesse ippiche e sportive – sale VLT (videolottery) – sale bingo – negozi dedicati
Art. 5 – Definizione di sala pubblica da gioco
Art. 6 – Localizzazioni e requisiti dei locali
1) istituti scolastici di qualsiasi grado,sedi e strutture universitarie;
4) strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale, strutture ricettive, ed inoltre strutture ricettive per categorie protette.
5) giardini, parchi e spazi pubblici attrezzati e altri spazi verdi pubblici attrezzati;
6) musei civici e nazionali.
2. I luoghi di cui ai numeri 1) sedi e strutture universitarie e 5) del comma precedente sono espressamente individuati dal presente regolamento come luoghi sensibili ai sensi del comma 201 della Legge Regionale Campania n. 16 del 7 agosto 2014.
– nel perimetro del Centro storico cittadino ricompreso nell’area tra le seguenti Vie anch’esse incluse nel perimetro interdetto:
8. Il locale adibito alle attività disciplinate dal presente titolo deve essere ubicato esclusivamente al piano terra degli edifici purché non all’interno o adiacenti a unità immobiliari residenziali.
9. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione il locale deve rispettare: la normativa vigente in materia di barriere architettoniche; la normativa vigente in materia di inquinamento acustico; la normativa vigente in materia igienico-sanitaria e sicurezza sui luoghi di lavoro; i regolamenti locali di Polizia Urbana; la normativa urbanistica edilizia vigente.
Art. 7 – Adempimenti per l’esercizio di sala pubblica da gioco
1. L’apertura delle sale pubbliche da gioco di cui al presente titolo, il loro trasferimento di sede, l’ampliamento della superficie, il cambio di titolarità sono sempre subordinati all’ottenimento dell’autorizzazione comunale, ai sensi dell’articolo 86 del TULPS e dell’art. 19 del D.P.R. n. 616 del 24.07.1977.
3. La domanda di apertura o di trasferimento di sede di una sala pubblica da gioco è redatta in ossequio alle indicazioni degli uffici comunali competenti e della modulistica dagli stessi eventualmente predisposta.
5- Alla domanda devono essere allegati i documenti richiesti dai competenti uffici comunali.
Art. 8 – Prescrizioni di esercizio e divieti
1. È ammessa la rappresentanza nella gestione dell’attività da parte di soggetto che abbia i requisiti previsti e che, a tal fine, deve risultare autorizzato.
2. I giochi devono essere leciti e tali da non presentare rischi per l’incolumità degli utilizzatori.
5. Il numero massimo degli apparecchi da gioco di cui all’art.110 C.6 del TULPS è stabilito dal Decreto 27 luglio 2011 “Determinazione dei criteri e parametri numerici quantitativi per l’installabilità di apparecchi di cui all’art.110, comma 6 del TULPS” del Ministero dell’Economia e delle Finanze e s.m.i..
15. È vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da gioco.
Art. 9 – Durata ed efficacia dell’autorizzazione
Art. 10 – Subingresso
Art. 11 – Requisiti morali di accesso all’attività
a) essere in possesso dei requisiti soggettivi previsti dagli artt. 11 e 92 del TULPS;
c) dichiarare di essere in regola con il pagamento di ogni tassa, imposta o onere verso l’amministrazione Comunale (programma 100);
2. In caso di impresa svolta in forma societaria, i requisiti morali di cui al precedente comma 1, devono essere posseduti da tutti soci che svolgono attività di gestione ed amministrazione, per le società di persone e dagli amministratori, presidenti o componenti del consiglio di amministrazione per le società di capitali”.
Art. 12 – Cessazione dell’attività
Art. 13 – Revoca, decadenza, sospensione della licenza
1) La licenza comunale rilasciata decade d’ufficio in caso di:
b) revoca della licenza all’esercizio dell’attività prevalente di cui agli art. 86 e 88 del TULPS;
c) mancata attivazione dell’esercizio entro 180 giorni dal rilascio della licenza, salvo proroga per comprovata necessità debitamente documentata;
d) trasferimento di sede o di titolarità dell’azienda oggetto di licenza ex art. 86 e 88 del TULPS;
f) sospensione dell’attività per un periodo superiore a quello comunicato al Comune o, comunque, superior a 90 giorni, salvo proroga per comprovata necessità;
j) accertato e reiterato superamento dei limiti di rumore previsti dalle vigenti normative.
L’accertamento deve essere effettuato dai competenti organi di controllo, con procedura di cui al precedente punto i). Per recidiva e reiterazione si intende l’inosservanza per due volte alla medesima disposizione.
2.La licenza comunale può essere revocata:
3. La licenza comunale può essere sospesa:
4. L’attività può essere sospesa per motivi di igiene e per inosservanza delle norme contenute nel presente regolamento. Qualora il titolare non provveda al ripristino delle condizioni prescritte dall’autorità entro i termini dalla stessa stabiliti, la licenza può essere revocata, salvo proroghe per accertata necessità.
Art. 14 – Caratteristiche dei giochi
2. È consentita l’installazione e la gestione di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici di trattenimenti e da gioco di abilità ed aleatorietà così come definiti dall’art. 110 T.U.LP.S. e s.m.i. Tali apparecchi dovranno avere le caratteristiche del decreto 11 marzo 2003 e s.m.i. ed essere muniti dei relativi nulla osta rilasciati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
3. È consentita l’installazione di apparecchi telematici senza vincita in denaro con connessione ad Internet, utilizzabili anche come strumenti di gioco da intrattenimento, purchè autorizzati secondo le vigenti normative e nel rispetto delle condizioni di cui al comma precedente.
4. È vietata l’installazione e l’uso degli apparecchi o congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d’azzardo, fatta eccezione per i giochi espressamente ammessi dalla legge.
Art. 15 – Utilizzo degli apparecchi: prescrizioni e divieti
Art. 16 – Informazione al pubblico
1. All’interno dei locali autorizzati a detenere apparecchi da gioco deve essere esposto in modo chiaro e ben visibile un cartello contenente le indicazioni di utilizzo degli apparecchi in uso ed ogni altra indicazione prevista dalla legge e dagli uffici competenti del Comune di Sala Consilina.
2. Ai sensi del comma 200 della legge Regione Campania n. 16 del 7 agosto 2014 gli esercizi commerciali e ad altri soggetti deputati all’intrattenimento che scelgono di non installare nel proprio esercizio apparecchiature per il gioco d’azzardo potranno esporre il marchio “Slot Free” per il quale non è dovuta alcuna imposta o tassa all’amministrazione comunale.
Art. 17 – Orari
1. Anche ai sensi dell’art. 50, comma 7 del vigente TUEL l’orario di attività delle sale da gioco è dalle 09,00 alle 12,00 e dalle 18,00 alle 23,00 di tutti i giorni, festivi compresi e salvo diversa determinazione del Sindaco nell’esercizio dei poteri previsti dalla legge.
Art. 18 – New Slot
4. Gli apparecchi e congegni di cui al presente articolo non possono, in alcun caso, essere installati negli esercizi pubblici, qualora gli stessi si trovino all’interno di ospedali, luoghi di cura, scuole od istituti scolastici, sedi e strutture universitarie, ovvero all’interno delle pertinenze di luoghi di culto; nei locali di proprietà della Civica Amministrazione e delle società partecipate, anche se concessi o locati a terzi; in esercizi insistenti su area pubblica rilasciata in concessione, compresi i dehor. Inoltre, non possono essere installati all’interno di circoli privati, sedi di associazioni, Società di Mutuo Soccorso e Pubbliche assistenze, non autorizzati alla somministrazione ai sensi dell’art.86 del TULPS.
7. È facoltà del SUAP predisporre ogni altro accertamento e richiedere eventuale altra documentazione integrativa che ritenesse necessaria ai fini della sicurezza, dell’ordine pubblico, della quiete della collettività e per motivi igienico-sanitari.
Art. 19 – Prescrizioni generali ed orario di funzionamento
2. L’orario massimo di funzionamento degli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, del TULPS, collocati nelle tipologie di esercizi di cui al presente titolo III, è fissato dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 18.00 alle ore 20.00, di tutti i giorni, festivi compresi. Le violazioni alle disposizioni e prescrizioni del presente provvedimento saranno punite applicandosi la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di € 25,00 ad un massimo di € 500,00, ai sensi dell’art. 7 bis del d.Lgs. 267/2000.
Art. 20 – Domanda di autorizzazione per installazione giochi
1. L’installazione e il trasferimento di apparecchi e congegni automatici e semiautomatici da intrattenimento e svago in locali già in possesso dell’autorizzazione di cui all’art.86 del TULPS, nonché nelle altre attività commerciali e artigianali deve essere comunicata all’Amministrazione cittadina all’ufficio commercio che, ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. 616 del 24.07.1977, rilascia l’autorizzazione all’esercizio.
2. La domanda di autorizzazione, di cui al presente titolo, è redatta in ossequio alle indicazioni degli uffici comunali competenti e della modulistica dagli stessi eventualmente predisposta.
3.Alla domanda devono essere allegati i documenti richiesti dai competenti uffici comunali.
4. In caso di trasferimento di proprietà o gestione dell’attività dei locali nei quali sono collocati gli apparecchi o congegni da gioco, il nuovo titolare o gestore è tenuto a presentare istanza di subingresso, contenente gli elementi sopra indicati.
5. L’autorizzazione rilasciata per subingresso avrà la stessa validità temporale di quella originaria, fermo restando quanto previsto in materia di rinnovo dal successivo articolo 22.
6. L’eventuale rigetto della domanda, con le motivazioni del mancato accoglimento, è notificato al richiedente nel termine previsto dalla L.241/90 e s.m.i.
Art. 21 – Rinnovo
Art. 22 – Apparecchi da divertimento senza vincita in denaro e biliardi
1. Apparecchi di cui all’art. 110, comma 7 lett. a) del TULPS: apparecchi e congegni per il gioco lecito di tipo elettromeccanico, privi di monitor attraverso i quali il giocatore esprime la sua abilità fisica, mentale o strategica, attivabili unicamente con l’introduzione di monete metalliche, di valore complessivo non superiore, per ciascuna partita, a € 1,00, che distribuiscono, direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita, premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, non convertibili in denaro o scambiabili con premi di diversa specie. In tal caso il valore complessivo di ogni premio non è superiore a venti volte il costo della partita; detti apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o, comunque, anche in parte, le sue regole fondamentali; apparecchi di cui all’art. 110, comma 7 lett. c) del TULPS: apparecchi e congegni per il gioco lecito basati sulla sola abilità fisica, mentale o strategica, che non distribuiscono premi, per i quali la durata della partita può variare in relazione all’abilità del giocatore e il costo della singola partita può essere superiore a € 0,50; detti apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o, comunque, anche in parte, le sue regole fondamentali. Apparecchi di cui all’art.110, comma 7 lett.c-bis) del TULPS: quelli, meccanici ed elettromeccanici differenti dagli apparecchi di cui alle lettere a) e c), attivabili con moneta, con gettone ovvero con altri strumenti elettronici di pagamento e che possono distribuire tagliandi direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita. Apparecchi di cui all’art.110, comma 7 lett.c-ter) del TULPS: quelli, meccanici ed elettromeccanici, per i quali l’accesso al gioco è regolato senza introduzione di denaro ma con utilizzo a tempo o a scopo.
2. Biliardi. L’installazione di uno o più biliardi e degli apparecchi di cui al presente articolo è soggetta alla presentazione di Segnalazione Certificata Inizio Attività, con la finalità di prendere atto della volontà dell’esercizio del gioco e consentire al comune di avere dati aggiornati. La SCIA va inoltrata in via esclusivamente telematica al SUAP, corredata di tutti i documenti indicati sul modello. Tutta la corrispondenza dovrà essere inviata dal SUAP via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo PEC del soggetto che ha provveduto all’invio telematico della pratica.
Art. 23 – Giochi leciti che non necessitano del nulla osta dell’Amministrazione dello Stato
2. I giochi di cui al presente articolo non sono assoggettati ad alcun procedimento amministrativo e possono essere installati liberamente negli esercizi già autorizzati ai sensi dell’art. 86 del TULPS. All’interno dell’esercizio deve comunque essere esposta la Tabella dei giochi proibiti rilasciata dal Questore e vidimata dal Sindaco o suo delegato.
2. Le altre violazioni al presente Regolamento comportano l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’art. 7bis del Dlgs. 267/2000 Testo Unico delle legg sugli enti locali, il cui importo è rideterminato ai sensi dell’art. 16 comma 2 della L. 689/1981 in Euro 500,00.
3. In caso di reiterate violazioni, potrà essere disposta ai sensi dell’art. 10 del TULPS la sanzione della sospensione dell’autorizzazione amministrativa dell’esercizio, o della decadenza in caso di grave e reiterate violazioni dello stesso tenore.
4. Inoltre, ai sensi dell’art. 110, comma 10, del TULPS, il titolare di Pubblico Esercizio che configuri gli illeciti di cui all’art. 110, comma 9, l’autorizzazione amministrativa dell’esercizio sarà sospesa per un periodo da uno a 30 giorni ed in caso di reiterazione sarà revocata.
5.Per quanto non previsto nel presente atto, vale quanto stabilito dalle leggi vigenti in materia.
Art. 25 – Disposizioni finali e transitorie
Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 61 del 5 dicembre 2017
Il Comune di Sala Consilina, in attuazione dei principi espressi dalla Corte Costituzionale nonché quelli espressi nella Carta dei Diritti Fondamentali della Unione Europea e dalla Convenzione di Oviedo sulla biomedicina, tutela la piena dignità delle persone e ne promuove il pubblico rispetto anche in riferimento alla fase terminale della vita, garantisce l’attuazione del principio della libertà della persona e della sua autodeterminazione rispetto ai diritto personalissimo della vita, così come affermato dagli arti. 13 e 32 della Costituzione, in virtù dei quali la libertà personale è inviolabile e nessuno può essere sottoposto ad un trattamento sanitario senza il suo consenso.
Art. 2 – Istituzione del Registro
Il Comune di Sala Consilina, nell’ambito della sua potestà. amministrativa e nel pieno rispetto delle disposizioni di leggi vigenti, istituisce il Registro dei Testamenti Biologici nel quale raccogliere le dichiarazioni anticipate di trattamento nei casi e nelle forme di cui agli articoli che seguono.
Art. 3 – Testamento Biologico
Il “testamento biologico” (detto anche testamento di vita o dichiarazione anticipata di trattamento) è la dichiarazione resa dalla persona maggiorenne con la quale si indicano in anticipo i trattamenti medici cui essere o non essere sottoposta in caso di malattie o traumatismi cerebrali che determinino una perdita di coscienza definibile come permanente ed irreversibile. La dichiarazione è un atto personalissimo, facoltativo, volontario, modificabile e revocabile. La persona che lo redige può nominare un Fiduciario che diviene, nel caso in cui la persona diventi incapace di comunicare consapevolmente coni medici, il soggetto chiamato a dare fedele esecuzione alla volontà manifestata.
Art. 4 – Registro dei Testamenti Biologici
1. Il Registro è riservato ai cittadini residenti nel Comune di Sala Consilina ed è tenuto dall’ufficio comunale competente ed ha come finalità di consentire l’iscrizione nominativa, mediante autodichiarazione.
2. L’iscrizione avviene con la consegna, effettuata personalmente dal cittadino dichiarante all’ufficio comunale competente di una dichiarazione con i contenuti di cui agli artt. 1), 2) e 3) che precedono, sottoscritta dall’interessato dinanzi al funzionario ricevente, o già recante la sottoscrizione dell’Interessato, autenticata da soggetto abilitato.
3. Il cittadino interessato, ai fini dell’iscrizione nel registro, può consegnare, con le medesime modalità, una dichiarazione dalla quale risulta esclusivamente il deposito, presso un notaio di fiducia identificato nella dichiarazione di trattamento anticipato.
4. Ove il cittadino interessato sia fisicamente impossibilitato a consegnare personalmente la dichiarazione di trattamento anticipato, può incaricare della consegna il soggetto abilitato che ha provveduto all’autentica della sottoscrizione della dichiarazione stessa.
5. Il Dichiarante (testatore) nomina un Fiduciario.
6. Il Dichiarante può nominare anche un Fiduciario supplente.
7. ll fiduciario non ha l’obbligo della residenza nel Comune di Sala Consilina e può chiedere in ogni momento la revoca della propria designazione che deve essere comunicata al Dichiarante.
8. I fiduciari sono gli unici soggetti ai quali l’Ufficio Comunale competente, che detiene il Registro, è autorizzato a consegnare la busta contenete la dichiarazione anticipata di trattamento.
9. Eventuali dichiarazioni successive sì aggiungono a quelle consegnate in precedenza, ovvero le sostituiscono qualora così fosse richiesto dal dichiarante al momento della consegna dell’ultima dichiarazione o nel testo di quest’ultima. In caso di contrasto tra due o più dichiarazioni avrà valore ed efficacia l’ultima resa.
10. II venir meno della residenza nel Comune di Sala Consilina non comporta la cancellazione dal registro.
Art. 5 – Modalità di tenuta del Registro
1. ll Registro deve riportare il numero progressivo delle dichiarazioni acquisiste agli atti dell’ufficio, è strutturato in modo da garantire l’esatta individuazione del dichiarante, la certezza della data e delle modalità di presentazione, la completezza e l’integrità del plico contenete la dichiarazione stessa. In caso di deposito presso soggetto abilitato, i dati identificativi del depositario.
2. Il Dichiarante dovrà rendere dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del DPR n.445/2000 nella quale darà atto di aver compilato e sottoscritto la dichiarazione anticipata di trattamento. Tale dichiarazione sarà allegata al Registro di cui ai presente Regolamento.
3.Il funzionario comunale accettante ed incaricato defila tenuta e dell’aggiornamento del registro rilascerà al Dichiarante ed al Fiduciario l’attestazione relativa alla dichiarazione di avvenuta predisposizione del testamento biologico. Il funzionario accettante non conosce il contenuto del testamento biologico che è un atto strettamente personale e non risponde pertanto dei contenuti del testamento stesso.
4. La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale viene dato atto di aver compilato e sottoscritto una dichiarazione anticipata di trattamento ha un numero progressivo ed è annotata sul Registro. Sul Registro verranno, altresì, annotati riferimenti relativi al luogo di deposito (indirizzo Notaio, Fiduciario/altro Depositarlo).
5. Agli interessati è rilasciata attestazione relativa alla dichiarazione di avvenuta predisposizione del testamento biologico riportante il numero progressivo attribuito e annotato sul registro. Attraverso successiva dichiarazione, da rendersi secondo le modalità sopra riportate, è in ogni momento possibile modificare o revocare le precedenti volontà.
6. Il Comune assume l’obbligo di conservare con cura il testamento biologico depositato che deve essere facilmente accessibile al personale dell’ufficio competente. Nessuna comunicazione della registrazione e dell’avvenuto deposito è effettuata da parte dell’Amministrazione Comunale ad enti pubblici e/o privati se non in forma anonima ed a semplice rilievo statistico.
7. Il Comune potrà adottare per la tenuta del Registro anche sistemi digitali di acquisizione e di conservazione dei dati.
Art. 6 – Cancellazione dai Registro
1. La cancellazione dal Registro dei Testamenti Biologici avviene per volontà del Dichiarante ovvero per morte di quest’ultimo comunicata o accertata dal medesimo ufficio.
Compensi dr. Nicola Puglia – Anno 2009
Importi lordi** contrattuali
Importi lordi** percepiti nell’anno
Stipendio Tabellare [ultimo CCNL sottoscritto biennio economico 2004/2005] € 40.129,98 € 30.870,61
I.V.C. [art. 2 – 35° comma – della Legge n° 203/2008] bienni 2006-2007 e 2008-2009 € 682,24 € 524,83
RIA – Maturato Economico ed Altri Assegni ad Personam € 0,00 € 0,00
Retribuzione di Posizione Complessiva (Assegno ad Personam) € 16.703,03 € 12.848,99
Retribuzione di Risultato (riferita ad anno precedente) € 0,00 € 2.947,60
Altri Emolumenti corrisposti € 0,00 € 0,00
Arretrati relativi ad anni precedenti derivanti da applicazione contratto € 0,00 € 781,94
Retribuzione annua lorda complessiva € 57.515,25 € 47.973,97
**Dall’importo della retribuzione annua lorda sono trattenuti a carico del dipendente:
1) i contributi previdenziali nella misura del 12% circa;
2) l’IRPEF secondo gli scaglioni e le aliquote fiscali vigenti (aliquota massima applicata 43%);
3) le addizionali regionale e comunale all’IRPEF.
Compensi dr. Nicola Puglia – Anno 2010
Stipendio Tabellare [ultimo CCNL sottoscritto biennio economico 2008/2009] € 43.310,90 € 43.021,69
I.V.C. [art. 2 – 35° comma – della Legge n° 203/2008] anno 2010 € 213,06 € 502,30
Retribuzione di Posizione Complessiva (Assegno ad Personam) € 16.703,03 € 16.702,92
Retribuzione di Risultato (riferita ad anno precedente) € 0,00 € 2.210,70
Arretrati relativi ad anni precedenti derivanti da applicazione contratto € 0,00 € 4.250,65
Retribuzione annua lorda complessiva € 60.226,99 € 66.688,26
Compensi dr. Nicola Puglia – Anno 2011
Stipendio Tabellare [ultimo CCNL sottoscritto biennio economico 2008/2009] € 43.310,90 € 43.310,93
I.V.C. [art. 2 – 35° comma – della Legge n° 203/2008] anno 2010 € 314,73 € 314,73
Arretrati relativi ad anni precedenti derivanti da applicazione contratto € 0,00 € 0,00
Retribuzione annua lorda complessiva € 60.328,66 € 63.276,18
Compensi dr. Nicola Puglia – Anno 2012
Retribuzione di Risultato (riferita ad anno precedente) € 0,00 € 0,00
Retribuzione annua lorda complessiva € 60.328,66 € 60.328,58