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Timestamp: 2016-10-23 18:05:48+00:00
Document Index: 84463533

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 30', 'art. 15', 'art. 30', 'art. 15', 'art. 100', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 29', 'art. 13', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 29']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 93 del 02.04.2009
Istanza di interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. IRPEF - spese
di ordinazione e inventariazione archivi - artt. 15 e 100 DPR 22 dicembre
1986 n. 917
dell'art. 15, comma 1, lettera g), e 100, comma 2, lettera e), del DPR 22
dicembre 1986 n. 917 (T.U.I.R), è stato esposto il seguente
La Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e
Attività Culturali ha chiesto di conoscere se ai privati proprietari, possessori o
detentori di archivi dichiarati di interesse storico particolarmente
importante, in ordine alle spese sostenute per ordinarli e inventariarli, come imposto dall'art. 30, comma 4, del codice dei beni culturali approvato
con d.l.vo 22.01.2004 n. 42, (in seguito, Codice B.C), siano applicabili le
disposizioni degli articoli 15, comma 1, lettera g), e 100, comma 2, lettera
e), del DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (T.U.I.R).
Le agevolazioni previste dagli articoli 15 e 100 citati stabiliscono infatti
che i soggetti possessori di cose vincolate possano rispettivamente detrarre
dall'IRPEF o dedurre dal reddito di impresa le spese di manutenzione,
protezione o restauro obbligatorie, ai sensi del D.L.vo 29.10.1990 n. 490 e del DPR 30.09.1963 n. 1409, nella misura effettivamente rimasta a carico. La
"necessità" delle spese, quando non siano obbligatorie per legge, deve
risultare da apposita certificazione rilasciata dalla competente
sopraintendenza del Ministero per i beni e le attività culturali, previo
accertamento della loro congruità, effettuato d'intesa con il competente
ufficio dell'Agenzia del territorio.
L'istante ritiene che i privati proprietari, possessori o detentori di
archivi di interesse particolarmente importante, in relazione agli oneri sostenuti per ordinare e inventariare detti beni, come imposto dall'articolo
30, comma 4, del codice dei beni culturali e in precedenza dall'articolo 38, lett. a), del DPR 30.09.1963 n. 1409, possano usufruire dell'agevolazione
prevista dagli art. 15 e 100 citati del TUIR.
Ad avviso dell'istante, i lavori di ordinazione e inventariazione previsti
dalla citata disposizione costituiscono un aspetto qualificante dell'attività di conservazione, come risulta dalla collocazione sistematica
dell'art. 30 tra le disposizioni dedicate alla conservazione e protezione
Il quesito posto attiene alla possibilità di fruire dei benefici fiscali
previsti dagli articoli 15 e 100 del TUIR in relazione alla
attività di ordinazione e inventariazione degli archivi privati prevista dall'articolo
30 del Codice B.C.
In particolare l'art. 15 del TUIR al comma 1, lettera g), prevede una
detrazione d'imposta, pari al 19%, delle spese sostenute dai soggetti obbligati "alla manutenzione, protezione o restauro delle cose vincolate ai
sensi della legge 1 giugno 1939, n. 1089, e del decreto del presidente
della repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, nella misura effettivamente
rimasta a carico. La necessità delle spese, quando non siano obbligatorie
per legge, deve risultare da apposita certificazione rilasciata dalla
competente soprintendenza del Ministero per i beni e le attività culturali, previo accertamento della loro
congruità effettuato d'intesa con il
competente ufficio del territorio del Ministero delle finanze".
L'art. 100
del TUIR, al comma 2, lettera e), contempla una disposizione analoga, ma prevede il beneficio di una "deduzione" dal reddito imponibile
invece di una "detrazione" d'imposta.
Per una corretta lettura delle richiamate disposizioni occorre considerare
che attualmente la materia dei beni culturali è fondamentalmente
disciplinata dal Codice B.C. Detto codice, emanato in base alla delega
prevista dall'art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137, ha in parte
recepito quanto previsto dalle citate disposizioni della legge 1 giugno
1939, n. 1089, in materia di beni culturali, e dal decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, concernente gli archivi
pubblici e privati. I richiami normativi contenuti nei predetti articoli 15 e 100 del TUIR devono pertanto intendersi riferiti alle disposizioni
contenute nel Codice B.C.
La ratio delle disposizioni fiscali in questione è quella di favorire le
attività di manutenzione, protezione e restauro di beni sottoposti a vincolo che abbiano carattere obbligatorio o necessario.
La possibilità di ricondurre le attività di ordinazione e inventariazione
degli archivi privati d'interesse storico nell'ambito delle attività
necessarie di manutenzione, protezione e restauro delle cose vincolate, di
cui agli art. 15 e 100 del TUIR, deve essere esaminata alla luce delle
disposizioni specifiche previste dal Codice B.C.
In particolare, l'art. 29 del Codice individua, in linea generale, le
attività necessarie per la conservazione del patrimonio culturale stabilendo, al comma 1, che tale conservazione
"è assicurata mediante una
coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro". I successivi commi precisano che:
- "Per prevenzione si intende il complesso delle
attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo
contesto" (comma 2);
- "Per manutenzione si intende il complesso delle
attività e degli
interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale
e al mantenimento dell'integrità, dell'efficienza funzionale e dell'identità del bene e delle sue parti" (comma 3);
- "Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un
complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al
recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei
suoi valori culturali" (comma 4).
Per quanto concerne gli archivi privati, il codice riserva loro una
specifica previsione stabilendo che l'imposizione del vincolo storico culturale, di cui all'art. 13 del Codice stesso, incide sul loro regime
giuridico, che viene così sottratto all'ordinaria disciplina di diritto privato. Dispone, inoltre, che l'accesso alla speciale tutela dei beni
culturali comporta per i proprietari, possessori e detentori degli stessi, l'osservanza degli specifici obblighi conservativi.
In particolare l'art. 30 prevede che i soggetti pubblici hanno "l'obbligo di
conservare i propri archivi nella loro organicità e di ordinarli. I
soggetti medesimi hanno altresì l'obbligo di inventariare i propri archivi
storici, costituiti dai documenti relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni ed istituiti in sezioni separate. Agli stessi obblighi di
conservazione e inventariazione sono assoggettati i proprietari, possessori
o detentori, a qualsiasi titolo, di archivi privati per i quali sia
intervenuta la dichiarazione di cui all'articolo 13". Si tratta della
dichiarazione di interesse storico culturale che interviene a seguito di un procedimento previsto dal codice medesimo e
può riguardare "gli archivi e i
singoli documenti appartenenti a privati, che rivestono interesse storico
particolarmente importante".
Il disposto della norma richiamata evidenzia che le
attività di ordinazione e inventariazione degli archivi privati, dichiarati di interesse storico
particolarmente importante, si pongono come adempimenti obbligatori.
Il Ministero Beni Culturali al riguardo ha precisato che "le
ordinamento e inventariazione, in rapporto agli archivi privati dichiarati di interesse storico particolarmente importante, si pongono come interventi
di carattere straordinario immediatamente successivi all'apposizione del
La necessità di un aggiornamento dell'inventario già realizzato
può del pari conseguire a eventi straordinari (acquisizione dell'archivio di un ramo
estinto della stessa famiglia)".
Per verificare la spettanza dell'agevolazione fiscale, occorre chiarire se
sia possibile ricondurre oggettivamente le attività di ordinazione e inventariazione nell'ambito di quelle di manutenzione, protezione e
restauro dei beni vincolati richiamate dagli articoli 15 e 100 del Tuir.
In proposito si richiamano le indicazioni fornite dal Ministero competente
il quale nell'istanza in esame chiarisce che per "ordinamento si intende il
complesso delle operazioni necessarie per dare un'organizzazione sistematica
alle unità archivistiche sulla base di un principio teorico". In Italia, in particolare, si
è affermato il "metodo basato sul principio di provenienza,
o metodo storico, che consiste nel restituire alla serie l'ordinamento originario. Tale metodo implica lo studio attento delle funzioni
dell'attività e dei criteri di archiviazione posti in essere dal soggetto
produttore dell'archivio.
L'ordinamento è propedeutico e indissolubilmente legato
all'inventariazione, ossia alla stesura di uno strumento di ricerca che descriva tutte le
unità archivistiche di un fondo ordinato, non solo per finalità scientifiche ma anche ai fini dell'individuazione giuridica e
della salvaguardia dei beni."
In considerazione della specificità del bene "archivio", si deve ritenere
che, in base alle normativa sui beni culturali e alle indicazioni fornite dall'amministrazione competente alla loro tutela, le
ordinazione e inventariazione degli archivi di particolare importanza, di cui all'art. 30 del Codice B.C., risultano riconducibili alle nozione di
conservazione, ed in particolare di "manutenzione", così come definita dall'art. 29 del medesimo codice, in quanto assolvano alla funzione di
mantenere integra l'efficienza funzionale e l'identità del bene e delle sue
parti nonché la funzione di protezione e fruizione delle fonti documentarie che non sarebbe possibile in una condizione di disordine e abbandono.
Le spese sostenute per ordinare e inventariare gli archivi privati, nelle
misura in cui si rendono obbligatorie ai sensi del citato articolo 30 in
quanto correlate - come puntualizzato da codesto Ministero - ad interventi
di carattere straordinario da realizzare immediatamente dopo l'apposizione
del vincolo o, per quanto concerne l'aggiornamento dell'inventario già
realizzato, successivamente, all'insorgere di altre cause straordinarie
verificate dalle Autorità pubbliche competenti, possono fruire delle
agevolazioni fiscali previste per la manutenzione, protezione e restauro dei
beni vincolati di cui agli articoli 15 e 100 del TUIR, beninteso, a
condizione che la congruità del relativo ammontare, ove le spese non siano
obbligatorie, sia previamente accertata da Codesto Dicastero d'intesa con l'Agenzia del Territorio ai sensi dei richiamati articoli
15 e 100.