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Timestamp: 2017-01-22 14:19:16+00:00
Document Index: 8950586

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'in fine', 'art. 3', 'art. 2400']

Decreto legge 14 marzo 2005, n. 35 - art. 1-2bis
nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e
GU 62 del 16/03/2005
[Testo coordinato con la legge di conversione 14 maggio 2005, n. 80
[ art. 1 - 2bis
] [ --> art. 3 - 16 ]
Art. 1. - Rafforzamento del sistema doganale, lotta alla contraffazione e sostegno
all'internazionalizzazione del sistema produttivo
1. Per il rilancio del sistema portuale italiano, con l'obiettivo di
consentire l'ingresso e l'uscita delle merci dal territorio doganale
dell'Unione europea in tempi tecnici adeguati alle esigenze dei traffici,
nonché per l'incentivazione dei sistemi logistici nazionali in grado di
rendere più efficiente lo stoccaggio, la manipolazione e la distribuzione
delle merci, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, è definito, ferme restando le vigenti disposizioni in materia di
servizi di polizia doganale, il riassetto delle procedure amministrative di sdoganamento delle merci, con l'individuazione di forme di semplificazione
e di coordinamento operativo affidate all'Agenzia delle dogane, per le
procedure di competenza di altre amministrazioni che concorrono allo
sdoganamento delle merci, e comunque nell'osservanza dei principi della
massima riduzione dei termini di conclusione dei procedimenti e della
uniformazione dei tempi di conclusione previsti per procedimenti tra loro
analoghi, della disciplina uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della
medesima amministrazione, dell'accorpamento dei procedimenti che si
riferiscono alla medesima attività, dell'adeguamento delle procedure alle
tecnologie informatiche, del più ampio ricorso alle forme di
autocertificazione, sulla base delle disposizioni vigenti in materia. È
fatta salva la disciplina in materia di circolazione in ambito internazionale dei beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio
2. Ai fini di cui al comma 1, i soggetti deputati a rilasciare le
prescritte certificazioni possono comunque consentire, in alternativa, la
presentazione di certificazioni rilasciate da soggetto privato abilitato.
3. Al comma 380 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
dopo le parole: «Agenzia delle entrate» sono inserite le seguenti: «e
all'Agenzia delle dogane».
4. Per garantire il potenziamento e la piena efficienza delle
apparecchiature scanner in dotazione all'Agenzia delle dogane installate
nei maggiori porti ed interporti del territorio nazionale, favorire la
presenza delle imprese sul mercato attraverso lo snellimento delle
operazioni doganali corrette ed il contrasto di quelle fraudolente, nonché assicurare un elevato livello di deterrenza ai traffici connessi al
terrorismo ed alla criminalità internazionale, l'Agenzia delle dogane utilizza, entro il limite di ottanta milioni di euro, le maggiori somme
rispetto all'esercizio precedente versate all'Italia dall'Unione europea e
che, per effetto del n. 3) della lettera i) del comma 1 dell'articolo 3
della legge 10 ottobre 1989, n. 349, sono disponibili per l'acquisizione di
mezzi tecnici e strumentali nonché finalizzate al potenziamento delle
attività di accertamento, ispettive e di contrasto alle frodi.
5. È istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze un
apposito Fondo con la dotazione di 34.180.000 euro per l'anno 2005, di
39.498.000 euro per l'anno 2006, di 38.700.000 euro per l'anno 2007 e di 42.320.000 euro a decorrere dall'anno 2008, per le esigenze connesse
all'istituzione del Sistema d'informazione visti, finalizzato al contrasto della criminalità organizzata e della immigrazione illegale attraverso lo
scambio tra gli Stati membri dell'Unione europea di dati relativi ai visti,
di cui alla decisione 2004/512/CE del Consiglio, dell'8 giugno 2004. Al
riparto del Fondo di cui al presente comma si provvede con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta dei Ministri
competenti. All'onere di cui al presente comma si provvede:
a) quanto a euro 4.845.000 per il 2005, a euro 15.000.000 per
ciascuno degli anni 2006 e 2007, mediante corrispondente riduzione dello
nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo
speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando, per euro
1.345.000 per il 2005 e per euro 15.000.000 per ciascuno degli anni 2006 e
2007, l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e, per
euro 3.500.000 per il 2005, l'accantonamento relativo al Ministero
b) a euro 22.566.000 per il 2007 e ad euro 42.320.000 a decorrere
dal 2008, mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate derivanti
dall'attuazione dell'articolo 7, comma 3;
c) quanto a euro 29.335.000 per il 2005, a euro 24.498.000 per il
2006 e ad euro 1.134.000 per il 2007, mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005-2007,
nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale «Fondo
speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze per l'anno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al predetto Ministero.
6. Il limite massimo di intervento della Simest S.p.a., come previsto
dalla legge 24 aprile 1990, n. 100, è elevato al 49 per cento per gli
investimenti all'estero che riguardano attività aggiuntive delle imprese,
derivanti da acquisizioni di imprese, «joint-venture» o altro e che
garantiscano il mantenimento delle capacità produttive interne. Resta ferma
la facoltà del CIPE di variare, con proprio provvedimento, la percentuale
della predetta partecipazione.
6-bis. Al fine di potenziare l'attività della SIMEST S.p.A. a supporto
dell'internazionalizzazione delle imprese, le regioni possono assegnare in
gestione alla società stessa propri fondi rotativi con finalità di venture
capital, per l'acquisizione di quote aggiuntive di partecipazione fino ad
un massimo del 49 per cento del capitale o fondo sociale di società o
imprese partecipate da imprese operanti nel proprio territorio. Tali fondi
sono autonomi e restano distinti dal patrimonio di SIMEST S.p.A.
7. Salvo che il fatto costituisca reato, è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 10.000 euro l'acquisto o
l'accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a
qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualità o per la condizione di
chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state
violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in
materia di proprietà intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si
applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a
qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata
la legittima provenienza. In ogni caso si procede alla confisca
amministrativa delle cose di cui al presente comma. Restano ferme le norme
di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. Qualora l'acquisto sia
effettuato da un operatore commerciale o importatore o da qualunque altro
soggetto diverso dall'acquirente finale, la sanzione amministrativa
pecuniaria è stabilita da un minimo di 20.000 euro fino ad un milione di
euro. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n.
689, e successive modificazioni. Fermo restando quanto previsto in ordine
ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia
giudiziaria dall'articolo 13 della citata legge n. 689 del 1981,
all'accertamento delle violazioni provvedono, d'ufficio o su denunzia, gli
organi di polizia amministrativa.
8. Le somme derivanti dall'applicazione delle sanzioni previste dal
comma 7 sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere
riassegnate ad appositi capitoli, anche di nuova istituzione, dello stato
di previsione del Ministero delle attività produttive e del Ministero degli
affari esteri, da destinare alla lotta alla contraffazione. Nel caso di sanzioni applicate da organi di polizia locale, le somme sono destinate per
il 50 per cento all'ente locale competente e per il restante 50 per cento
allo Stato, secondo le modalità di cui al primo periodo.
9. All'articolo 4, comma 49, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, dopo
le parole: «fallaci indicazioni di provenienza» sono inserite le seguenti:
«o di origine».
10. All'articolo 517 del codice penale, le parole: «due milioni» sono
sostituite dalle seguenti: «ventimila euro».
11. L'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione di cui
all'articolo 1-quater opera in stretto coordinamento con le omologhe
strutture degli altri Paesi esteri.
12. I benefici e le agevolazioni previsti ai sensi della legge 24
aprile 1990, n. 100, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, e della
legge 12 dicembre 2002, n. 273, non si applicano ai progetti delle imprese
che, investendo all'estero, non prevedano il mantenimento sul territorio
nazionale delle attività di ricerca, sviluppo, direzione commerciale,
nonché di una parte sostanziale delle attività produttive.
[13. abrogato]
14. Allo scopo di favorire l'attività di ricerca e innovazione delle
imprese italiane ed al fine di migliorarne l'efficienza nei processi di
internazionalizzazione, le partecipazioni acquisite dalla Simest S.p.a. ai
sensi dell'articolo 1 della legge 24 aprile 1990, n. 100, possono superare
la quota del 25 per cento del capitale o fondo sociale della società nel
caso in cui le imprese italiane intendano effettuare investimenti in
15. I funzionari delegati di cui all'articolo 3 del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2000, n. 120, possono
effettuare trasferimenti tra le aperture di credito disposte in loro favore
su capitoli relativi all'acquisizione di beni e servizi nell'ambito
dell'unità previsionale di base «Uffici all'estero» dello stato di
previsione del Ministero degli affari esteri. Detti trasferimenti,
adeguatamente motivati, sono comunicati al competente centro di
responsabilità, all'ufficio centrale del bilancio e alla Corte dei conti,
al fine della rendicontazione, del controllo e delle conseguenti variazioni
di bilancio da disporre con decreto del Ministro degli affari esteri. Con
decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di attuazione
delle norme di cui al presente comma.
15-bis. I fondi di cui all'articolo 25, comma 1, del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1988, n. 177, sono
accreditati alle rappresentanze diplomatiche, per le finalità della legge
26 febbraio 1987, n. 49, e per gli adempimenti derivanti dai relativi
obblighi internazionali, sulla base di interventi, progetti o programmi,
corredati dei relativi documenti analitici dei costi e delle voci di spesa,
15-ter. Ai fondi di cui al comma 15-bis, accreditati nell'ultimo
quadrimestre dell'esercizio finanziario di competenza, si applicano le
disposizioni dell'articolo 61-bis, primo comma, del regio decreto 18
novembre 1923, n. 2440, ove ciò sia indispensabile alla prosecuzione o al
completamento dell'intervento, progetto o programma, debitamente attestati
da parte del capo missione.
15-quater. Le erogazioni successive a quella iniziale sono condizionate
al rilascio di una attestazione da parte del capo missione sullo stato di
realizzazione degli interventi, progetti o programmi. La rendicontazione finale è altresì corredata da una relazione del capo missione, attestante
l'effettiva realizzazione dell'intervento, progetto o programma ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
15-quinquies. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono emanate disposizioni
per la definizione dei procedimenti amministrativi di rendicontazione e di
controllo dei finanziamenti erogati ai sensi della legge 26 febbraio 1987,
n. 49, sino al 31 dicembre 1999. Le disposizioni di cui al primo periodo si
applicano sia alla gestione dei finanziamenti disposti a valere sull'ex
"Fondo speciale per la cooperazione allo sviluppo", sia alla gestione
quelli disposti sui pertinenti capitoli di bilancio successivamente
istituiti ai sensi dell'articolo 4 della legge 23 dicembre 1993, n. 559.
15-sexies. Per la realizzazione degli interventi di emergenza di cui
all'articolo 11 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive
modificazioni, mediante fondi accreditati alle rappresentanze diplomatiche,
il capo missione può stipulare convenzioni con le organizzazioni non
governative che operano localmente. La congruità dei tassi di interesse
applicati dalle organizzazioni non governative per la realizzazione di
programmi di microcredito è attestata dal capo della rappresentanza
Art. 1-bis. - Modifiche al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276
1. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le
«2. Il contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere
concluso con riferimento a prestazioni rese da soggetti con meno di
venticinque anni di età ovvero da lavoratori con più di quarantacinque anni
di età, anche pensionati»;
c) all'articolo 59, il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Durante il rapporto di inserimento, la categoria di
inquadramento del lavoratore non può essere inferiore, per più di due
livelli, alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo
nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che
richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle
quali è preordinato il progetto di inserimento oggetto del contratto. Il
sottoinquadramento non trova applicazione per la categoria di lavoratori di
cui all'articolo 54, comma 1, lettera e), salvo non esista diversa
previsione da parte dei contratti collettivi nazionali o territoriali
sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di
lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale»;
d) all'articolo 70, comma 1, è aggiunta la seguente lettera:
«e-bis) dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del
codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi»;
e) all'articolo 70, il comma 2 è sostituito dai seguenti:
«2. Le attività lavorative di cui al comma 1, anche se svolte a
favore di più beneficiari, configurano rapporti di natura meramente
occasionale e accessoria, intendendosi per tali le attività che non danno
complessivamente luogo, con riferimento al medesimo committente, a compensi
superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare.
2-bis. Le imprese familiari possono utilizzare prestazioni di
lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso di
ciascun anno fiscale, a 10.000 euro»;
f) all'articolo 72, il comma 4 è sostituito dai seguenti:
«4. Fermo restando quanto disposto dal comma 4-bis, il
concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che
presenta i buoni, registrandone i dati anagrafici e il codice fiscale,
effettua il versamento per suo conto dei contributi per fini previdenziali
all'INPS, alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della
legge 8 agosto 1995, n. 335, in misura pari al 13 per cento del valore
nominale del buono, e per fini assicurativi contro gli infortuni all'INAIL, in misura pari al 7 per cento del valore nominale del buono, e trattiene
l'importo autorizzato dal decreto di cui al comma 1, a titolo di rimborso
4-bis. Con riferimento all'impresa familiare di cui
all'articolo 70, comma 1, lettera e-bis), trova applicazione la normale
disciplina contributiva e assicurativa del lavoro subordinato»;
g) all'articolo 72, comma 5, la parola: «metropolitane» è soppressa.
Art. 1-ter. - Quote massime di lavoratori stranieri per esigenze di carattere
1. In attesa della definizione delle quote massime di stranieri da
ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato ai sensi
dell'articolo 3, comma 4, del testo unico di cui al decreto legislativo 25
luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, possono essere stabilite,
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, quote massime di
stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato
per esigenze di carattere stagionale per i settori dell'agricoltura e del
turismo, anche in misura superiore alle quote stabilite nell'anno
precedente. Sono comunque fatti salvi i provvedimenti già adottati.
Art. 1-quater. - Alto Commissario per la lotta alla contraffazione
1. È istituito l'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione con
a) coordinamento delle funzioni di sorveglianza in materia di
violazione dei diritti di proprietà industriale ed intellettuale;
b) monitoraggio sulle attività di prevenzione e di repressione dei
fenomeni di contraffazione.
2. L'Alto Commissario di cui al comma 1 è nominato con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro delle
3. L'Alto Commissario si avvale per il proprio funzionamento degli
uffici delle competenti direzioni generali del Ministero delle attività
4. Con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definite le modalità di
composizione e di funzionamento dell'Alto Commissario, senza nuovi o
5. Sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo 145 del decreto
legislativo 10 febbraio 2005, n. 30.
Art. 2. - Disposizioni in materia fallimentare, civile e processuale civile nonché
materia di libere professioni, di cartolarizzazione dei crediti e relative
1. Al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono apportate le seguenti
a) l'articolo 67 è sostituito dal seguente: «Art. 67. (Atti a titolo
oneroso, pagamenti, garanzie). Sono revocati, salvo che l'altra parte provi
che non conosceva lo stato d'insolvenza del debitore:
1) gli atti a titolo oneroso compiuti nell'anno anteriore alla
dichiarazione di fallimento, in cui le prestazioni eseguite o le
obbligazioni assunte dal fallito sorpassano di oltre un quarto ciò che a
lui è stato dato o promesso;
2) gli atti estintivi di debiti pecuniari scaduti ed esigibili non
effettuati con danaro o con altri mezzi normali di pagamento, se compiuti
nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento;
3) i pegni, le anticresi e le ipoteche volontarie costituiti
nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento per debiti
preesistenti non scaduti;
4) i pegni, le anticresi e le ipoteche giudiziali o volontarie
costituiti entro sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento per
Sono altresì revocati, se il curatore prova che l'altra parte
conosceva lo stato d'insolvenza del debitore, i pagamenti di debiti liquidi
ed esigibili, gli atti a titolo oneroso e quelli costitutivi di un diritto
di prelazione per debiti, anche di terzi, contestualmente creati, se
compiuti entro sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento.
a) i pagamenti di beni e servizi effettuati nell'esercizio
dell'attività d'impresa nei termini d'uso;
b) le rimesse effettuate su un conto corrente bancario, purché non
abbiano ridotto in maniera consistente e durevole l'esposizione debitoria
del fallito nei confronti della banca;
c) le vendite a giusto prezzo d'immobili ad uso abitativo,
destinati a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di suoi
parenti e affini entro il terzo grado;
d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del
debitore purché posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo
a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell'impresa e ad
assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria e la cui
ragionevolezza sia attestata ai sensi dell'articolo 2501-bis, quarto comma,
e) gli atti, i pagamenti e le garanzie posti in essere in
esecuzione del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata,
nonché dell'accordo omologato ai sensi dell'articolo 182-bis;
f) i pagamenti dei corrispettivi per prestazioni di lavoro
effettuate da dipendenti ed altri collaboratori, anche non subordinati, del
g) i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili eseguiti alla
scadenza per ottenere la prestazione di servizi strumentali all'accesso
alle procedure concorsuali di amministrazione controllata e di concordato
Le disposizioni di questo articolo non si applicano all'istituto di
emissione, alle operazioni di credito su pegno e di credito fondiario; sono
salve le disposizioni delle leggi speciali.»;
b) l'articolo 70, è sostituito
dal seguente: «Art. 70. (Effetti della revocazione). La revocatoria dei
pagamenti avvenuti tramite intermediari specializzati, procedure di
compensazione multilaterale o dalle società previste dall'articolo 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1966, si esercita e produce effetti nei
confronti del destinatario della prestazione.
Colui che, per effetto della revoca prevista dalle disposizioni
precedenti, ha restituito quanto aveva ricevuto è ammesso al passivo
fallimentare per il suo eventuale credito.
Qualora la revoca abbia ad oggetto atti estintivi di rapporti
continuativi o reiterati, il terzo deve restituire una somma pari alla
differenza tra l'ammontare massimo raggiunto dalle sue pretese, nel periodo
per il quale è provata la conoscenza dello stato d'insolvenza, e
l'ammontare residuo delle stesse, alla data in cui si è aperto il concorso.
Resta salvo il diritto del convenuto d'insinuare al passivo un credito
d'importo corrispondente a quanto restituito.»;
c) nella rubrica del Titolo III,
sono aggiunte, in fine, le parole: «e degli accordi di ristrutturazione»;
d) l'articolo 160 è sostituito
dal seguente: «Art. 160. (Condizioni per l'ammissione alla procedura).
L'imprenditore che si trova in stato di crisi può proporre ai creditori un
concordato preventivo sulla base di un piano che può prevedere:
a) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti
attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo, o
altre operazioni straordinarie, ivi compresa l'attribuzione ai creditori,
nonché a società da questi partecipate, di azioni, quote, ovvero
obbligazioni, anche convertibili in azioni, o altri strumenti finanziari e
b) l'attribuzione delle attività delle imprese interessate dalla
proposta di concordato ad un assuntore; possono costituirsi come assuntori
anche i creditori o società da questi partecipate o da costituire nel corso
della procedura, le azioni delle quali siano destinate ad essere attribuite
ai creditori per effetto del concordato;
c) la suddivisione dei creditori in classi secondo posizione
giuridica e interessi economici omogenei;
d) trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi
diverse.»;
e) l'articolo 161 è sostituito
dal seguente: «Art. 161. (Domanda di concordato). La domanda per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo è proposta con
ricorso, sottoscritto dal debitore, al tribunale del luogo in cui l'impresa ha la propria sede principale; il trasferimento della stessa intervenuto
nell'anno antecedente al deposito del ricorso non rileva ai fini della
individuazione della competenza. Il debitore deve presentare con il
a) una aggiornata relazione sulla situazione patrimoniale, economica
e finanziaria dell'impresa;
b) uno stato analitico ed estimativo delle attività e l'elenco
nominativo dei creditori, con l'indicazione dei rispettivi crediti e delle
cause di prelazione;
c) l'elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di
proprietà o in possesso del debitore;
d) il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci
Il piano e la documentazione di cui ai commi precedenti devono
essere accompagnati dalla relazione di un professionista di cui
all'articolo 28 che attesti la veridicità dei dati aziendali e la
fattibilità del piano medesimo.
Per la società la domanda deve essere approvata e sottoscritta a
norma dell'articolo 152.»;
f) l'articolo 163 è sostituito
dal seguente: «Art. 163. (Ammissione alla procedura). Il tribunale,
verificata la completezza e la regolarità della documentazione, con decreto
non soggetto a reclamo, dichiara aperta la procedura di concordato
preventivo; ove siano previste diverse classi di creditori, il tribunale
provvede analogamente previa valutazione della correttezza dei criteri di
formazione delle diverse classi. Con il provvedimento di cui al primo
comma, il tribunale:
2) ordina la convocazione dei creditori non oltre trenta giorni
dalla data del provvedimento e stabilisce il termine per la comunicazione
di questo ai creditori;
3) nomina il commissario giudiziale osservate le disposizioni
degli articoli 28 e 29;
4) stabilisce il termine non superiore a quindici giorni entro il
quale il ricorrente deve depositare nella cancelleria del tribunale la
somma che si presume necessaria per l'intera procedura. Qualora non sia
eseguito il deposito prescritto, il commissario giudiziale provvede a norma
dell'articolo 173, quarto comma.»;
g) l'articolo 177, è sostituito
dal seguente: «Art. 177. (Maggioranza per l'approvazione del concordato).
Il concordato è approvato se riporta il voto favorevole dei creditori che
rappresentino la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Ove siano
previste diverse classi di creditori, il concordato è approvato se riporta
il voto favorevole dei creditori che rappresentino la maggioranza dei
crediti ammessi al voto nella classe medesima.
Il tribunale, riscontrata in ogni caso la maggioranza di cui al
primo comma, può approvare il concordato nonostante il dissenso di una o
più classi di creditori, se la maggioranza delle classi ha approvato la
proposta di concordato e qualora ritenga che i creditori appartenenti alle
classi dissenzienti possano risultare soddisfatti dal concordato in misura
non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.
I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, ancorché la
garanzia sia contestata, non hanno diritto al voto se non rinunciano al
diritto di prelazione. La rinuncia può essere anche parziale, purché non inferiore alla terza parte dell'intero credito fra capitale ed accessori.
Qualora i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca rinuncino
in tutto o in parte alla prelazione, per la parte del credito non coperta
dalla garanzia sono assimilati ai creditori chirografari; la rinuncia ha effetto ai soli fini del concordato.
Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge del
debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, i cessionari o
aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta di
concordato.»;
h) l'articolo 180, è sostituito
dal seguente: «Art. 180. (Approvazione del concordato e giudizio di
omologazione). Il tribunale fissa un'udienza in camera di consiglio per la
comparizione del debitore e del commissario giudiziale. Dispone che il
provvedimento venga affisso all'albo del tribunale, e notificato, a cura
del debitore, al commissario giudiziale e agli eventuali creditori
Il debitore, il commissario giudiziale, gli eventuali creditori
dissenzienti e qualsiasi interessato devono costituirsi almeno dieci giorni
prima dell'udienza fissata, depositando memoria difensiva contenente le
eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'ufficio, nonché
l'indicazione dei mezzi istruttori e dei documenti prodotti. Nel medesimo
termine il commissario giudiziale deve depositare il proprio motivato
Il tribunale, nel contraddittorio delle parti, assume anche
d'ufficio tutte le informazioni e le prove necessarie, eventualmente
delegando uno dei componenti del collegio per l'espletamento
Il tribunale, se la maggioranza di cui al primo comma
dell'articolo 177 è raggiunta, approva il concordato con decreto motivato.
Quando sono previste diverse classi di creditori, il tribunale, riscontrata
in ogni caso la maggioranza di cui al primo comma dell'articolo 177, può
approvare il concordato nonostante il dissenso di una o più classi di
creditori, se la maggioranza delle classi ha approvato la proposta di
concordato e qualora ritenga che i creditori appartenenti alle classi
dissenzienti possano risultare soddisfatti dal concordato in misura non
inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.
Il decreto è comunicato al debitore e al commissario giudiziale, che
provvede a darne notizia ai creditori, ed è pubblicato e affisso a norma
Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o
irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal tribunale, che fissa
altresì le condizioni e le modalità per lo svincolo.»;
i) l'articolo 181, è sostituito
dal seguente: «Art. 181. (Chiusura della procedura). La procedura di
concordato preventivo si chiude con il decreto di omologazione ai sensi
dell'articolo 180. L'omologazione deve intervenire nel termine di sei mesi
dalla presentazione del ricorso ai sensi dell'articolo 161; il termine può
essere prorogato per una sola volta dal tribunale di sessanta giorni.»;
l) dopo l'articolo 182 è
inserito il seguente: «Art. 182-bis. (Accordi di ristrutturazione dei
debiti). Il debitore può depositare, con la dichiarazione e la
documentazione di cui all'articolo 161, un accordo di ristrutturazione dei
debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per
cento dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un esperto sull'attuabilità dell'accordo stesso, con particolare riferimento alla sua
idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei.
L'accordo è pubblicato nel registro delle imprese; i creditori ed
ogni altro interessato possono proporre opposizione entro trenta giorni dalla pubblicazione.
Il tribunale, decise le opposizioni, procede all'omologazione in
Il decreto del tribunale è reclamabile alla corte di appello ai
sensi dell'articolo 183, in quanto applicabile, entro quindici giorni dalla
sua pubblicazione nel registro delle imprese. L'accordo acquista efficacia
dal giorno della sua pubblicazione nel registro delle imprese.».
2. Le disposizioni del comma 1, lettere a) e b), si applicano alle
azioni revocatorie proposte nell'ambito di procedure iniziate dopo la data
2-bis. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere d), e), f), g), h) ed
i) si applicano altresì ai procedimenti di concordato preventivo pendenti e
non ancora omologati alla data di entrata in vigore del presente decreto.
3. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti
a) all'articolo 133, è aggiunto, in
«L'avviso di cui al secondo comma può essere effettuato a mezzo
telefax o a mezzo di posta elettronica nel rispetto della normativa, anche
regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la
ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il
difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o
l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere l'avviso.»;
b) all'articolo 134, è aggiunto, in
l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere
l'avviso»;
b-bis) all'articolo 164, ultimo comma, la parola: "ultimo" è
sostituita dalla seguente: "secondo";
b-ter) all'articolo 167, secondo comma, dopo le parole: "le
eventuali domande riconvenzionali" sono inserite le seguenti: "e le
eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio";
c) all'articolo 176, secondo comma,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «anche a mezzo telefax o a mezzo di posta elettronica nel rispetto della normativa, anche
l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di volere ricevere la
«Art. 180. - (Forma di trattazione). - La trattazione della causa
è orale. Della trattazione della causa si redige processo verbale»;
«Art. 183. - (Prima comparizione delle parti e trattazione della
causa). - All'udienza fissata per la prima comparizione delle parti e la
trattazione il giudice istruttore verifica d'ufficio la regolarità del
contraddittorio e, quando occorre, pronuncia i provvedimenti previsti
dall'articolo 102, secondo comma, dall'articolo 164, secondo, terzo e
quinto comma, dall'articolo 167, secondo e terzo comma, dall'articolo 182 e
dall'articolo 291, primo comma.
Quando pronunzia i provvedimenti di cui al primo comma, il giudice
fissa una nuova udienza di trattazione.
Il giudice istruttore fissa altresì una nuova udienza se
deve procedersi a norma dell'articolo 185.
Nell'udienza di trattazione ovvero in quella eventualmente fissata
ai sensi del terzo comma, il giudice richiede alle parti, sulla base dei
fatti allegati, i chiarimenti necessari e indica le questioni rilevabili d'ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione.
Nella stessa udienza l'attore può proporre le domande e le
eccezioni che sono conseguenza della domanda riconvenzionale o delle
eccezioni proposte dal convenuto. Può altresì chiedere di essere
autorizzato a chiamare un terzo ai sensi degli articoli 106 e 269, terzo
comma, se l'esigenza è sorta dalle difese del convenuto. Le parti possono
precisare e modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni già
Se richiesto, il giudice
1) un termine di ulteriori
trenta giorni per il deposito di memorie limitate alle sole precisazioni o
modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già proposte;
2) un termine di ulteriori
trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate
dall'altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e
delle eccezioni medesime e per l'indicazione dei mezzi di prova e produzioni
3) un termine di ulteriori
venti giorni per le sole indicazioni di prova contraria.
Salva l'applicazione
dell'articolo 187, il giudice provvede sulle richieste istruttorie fissando
l'udienza di cui all'articolo 184 per l'assunzione dei mezzi di prova ritenuti
ammissibili e rilevanti. Se provvede mediante ordinanza emanata fuori udienza,
questa deve essere pronunciata entro trenta giorni. Nel caso in cui vengano
disposti d'ufficio mezzi di prova con l'ordinanza di cui al settimo comma,
ciascuna parte può dedurre, entro un termine perentorio assegnato dal giudice
con la medesima ordinanza, i mezzi di prova che si rendono necessari in
relazione ai primi nonché depositare memoria di replica nell'ulteriore termine
perentorio parimenti assegnato dal giudice, che si riserva di provvedere ai
sensi del settimo comma.
Con l'ordinanza che ammette le
prove il giudice può in ogni caso disporre, qualora lo ritenga utile, il libero
interrogatorio delle parti; all'interrogatorio disposto dal giudice istruttore
si applicano le disposizioni di cui al terzo comma.
L'ordinanza di cui
al settimo comma è comunicata a cura del
cancelliere entro i tre giorni successivi al deposito, anche a mezzo
telefax, nella sola ipotesi in cui il numero sia stato indicato negli atti
difensivi, nonché a mezzo di posta elettronica, nel rispetto della
normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione e la
trasmissione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il
l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere gli
Art. 184. - (Udienza di assunzione dei mezzi di prova). -
Nell'udienza fissata con l'ordinanza prevista dal settimo
comma dell'articolo
183, il giudice istruttore procede all'assunzione dei mezzi di prova
[ abrogato ];
c-quater) all'articolo 185, al
primo comma è premesso il seguente:
"ll giudice istruttore, in
caso di richiesta congiunta delle parti, fissa la comparizione delle medesime al
fine di interrogarle liberamente e di provocarne la conciliazione. Il giudice
istruttore ha altresì facoltà di fissare la predetta udienza di comparizione
personale a norma dell'articolo 117. Quando è disposta la comparizione
personale, le parti hanno facoltà di farsi rappresentare da un procuratore
generale o speciale il quale deve essere a conoscenza dei fatti della causa. La
procura deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata
e deve attribuire al procuratore il potere di conciliare o transigere la
controversia. Se la procura è conferita con scrittura privata, questa può
essere autenticata anche dal difensore della parte. La mancata conoscenza, senza
giustificato motivo, dei fatti della causa da parte del procuratore è valutata
ai sensi del secondo comma dell'articolo 116";
c-quinquies) all'articolo 187,
quarto comma, le parole: "di cui all'articolo 184" sono sostituite
dalle seguenti: "di cui all'articolo 183, ottavo comma"
d) all'articolo 250, sono aggiunti,
«L'intimazione al testimone ammesso su richiesta delle parti
private a comparire in udienza può essere effettuata dal difensore
attraverso l'invio di copia dell'atto mediante lettera raccomandata con
avviso di ricevimento o a mezzo di telefax o posta elettronica nel rispetto
della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la
trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi.
Il difensore che ha spedito l'atto da notificare con lettera
raccomandata deposita nella cancelleria del giudice copia dell'atto
inviato, attestandone la conformità all'originale, e l'avviso di ricevimento.»;
1) l'articolo 474 è sostituito dal seguente:
«Art. 474. - (Titolo esecutivo). - L'esecuzione forzata non può
avere luogo che in virtù di un titolo esecutivo per un diritto certo,
1) le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la
legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva;
2) le scritture
private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse
contenute, le cambiali, nonché gli altri titoli di credito ai quali la legge
attribuisce espressamente la stessa efficacia;
3) gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale
autorizzato dalla legge a riceverli [..].
L'esecuzione forzata per consegna o rilascio non può aver luogo
che in virtù dei titoli esecutivi di cui ai numeri 1) e 3) del secondo comma. Il precetto deve contenere trascrizione
integrale, ai sensi dell'articolo 480, secondo comma, delle scritture private
autenticate di cui al numero 2) del secondo comma»;
2) all'articolo 476, quarto comma, le parole: «non superiore a 5
euro» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 1.000 a 5.000»;
3) all'articolo 479, secondo comma, le parole da: «ma se esso»
fino a: «a norma dell'articolo 170» sono soppresse;
«In caso di espropriazione di beni mobili registrati, per un
valore superiore a 25.000 euro, e di beni immobili, lo stesso avviso,
unitamente a copia dell'ordinanza del giudice e della relazione di stima
redatta ai sensi dell'articolo 173-bis delle disposizioni di attuazione del
presente codice, è altresì inserito in appositi siti internet almeno quarantacinque giorni prima del termine per la presentazione delle offerte
o della data dell'incanto»;
4.2) nel terzo comma, dopo le parole: «sia inserito» sono
inserite le seguenti: «almeno quarantacinque giorni prima del termine per
la presentazione delle offerte o della data dell'incanto»;
5) l'articolo 492 è sostituito dal seguente:
«Art. 492. - (Forma del pignoramento). - Salve le forme
particolari previste nei capi seguenti, il pignoramento consiste in
un'ingiunzione che l'ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da
qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente
indicato i beni che si assoggettano all'espropriazione e i frutti di essi.
Il pignoramento deve altresì contenere l'invito rivolto al
debitore ad effettuare presso la cancelleria del giudice dell'esecuzione la
dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio n uno dei
comuni del circondario in cui ha
sede il giudice competente per l'esecuzione con l'avvertimento che, in mancanza ovvero in caso di irreperibilità presso la
residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni a lui dirette saranno
effettuate presso la cancelleria dello stesso giudice.
deve inoltre contenere l'avvertimento che il debitore, ai sensi dell'articolo
495, può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di
denaro pari all'importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori
intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese, oltre che
delle spese di esecuzione, sempre che, a pena di inammissibilità, sia da lui
depositata in cancelleria, prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione a
norma degli articoli 530, 552 e 569, la relativa istanza unitamente ad una somma
non inferiore ad un quinto dell'importo del credito per cui è stato eseguito il
pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti indicati nei rispettivi
atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data
L'ufficiale giudiziario, quando constata che i beni
assoggettati a pignoramento appaiono insufficienti per la soddisfazione del
creditore procedente, invita il debitore ad indicare i beni utilmente
pignorabili e i luoghi in cui si trovano.
Della dichiarazione del debitore è redatto processo verbale che
lo stesso sottoscrive. Se sono indicati beni dal debitore, questi, dal
momento della dichiarazione, sono considerati pignorati anche agli effetti
dell'articolo 388, terzo comma, del codice penale.
Qualora, a seguito di intervento di altri creditori, il
compendio pignorato sia divenuto insufficiente, il creditore procedente può richiedere all'ufficiale giudiziario di procedere ai sensi dei precedenti
commi e, successivamente, esercitare la facoltà di cui all'articolo 499, quarto comma.
In ogni caso l'ufficiale giudiziario, ai fini della ricerca
delle cose da sottoporre ad esecuzione, può, su richiesta del creditore e
previa autorizzazione del giudice dell'esecuzione, rivolgere richiesta ai
soggetti gestori dell'anagrafe tributaria e di altre banche dati pubbliche.
La richiesta, anche riguardante più soggetti nei cui confronti procedere a
pignoramento, deve indicare distintamente le complete generalità di
ciascuno, nonché quelle dei creditori istanti e gli estremi dei provvedimenti di autorizzazione.
L'ufficiale giudiziario ha altresì facoltà di richiedere
l'assistenza della forza pubblica, ove da lui ritenuto necessario.
Quando la legge richiede che l'ufficiale giudiziario nel
compiere il pignoramento sia munito del titolo esecutivo, il presidente del
tribunale competente per l'esecuzione può concedere al creditore l'autorizzazione prevista nell'articolo 488, secondo comma»;
6.1) al primo comma, le parole: «In qualsiasi momento anteriore
alla vendita» sono sostituite dalle seguenti: «Prima che sia disposta la
vendita o l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569»;
6.2) al quarto comma, le parole: «nove mesi» sono sostituite
dalle seguenti: «diciotto mesi»;
7) l'articolo 499 è sostituito dal seguente:
"Art. 499. - (Intervento). -
Possono intervenire nell'esecuzione i creditori che nei confronti del debitore
hanno un credito fondato su titolo esecutivo, nonché i creditori che, al
momento del pignoramento, avevano eseguito un sequestro. sui beni pignorati
ovvero avevano un diritto di pegno o un diritto di prelazione risultante da
pubblici registri ovvero erano titolari di un credito di somma di denaro
risultante dalle scritture contabili di cui all'articolo 2214 del codice civile.
Il ricorso deve essere depositato prima che sia tenuta l'udienza in cui è
disposta la vendita o l'assegnazione ai sensi degli articoli 530, 552 e 569,
deve contenere l'indicazione del credito e quella del titolo di esso, la domanda
per partecipare alla distribuzione della somma ricavata e la dichiarazione di
residenza o la elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il giudice
competente per l'esecuzione. Se l'intervento ha luogo per un credito di somma di
denaro risultante dalle scritture di cui al primo comma, al ricorso deve essere
allegato, a pena di inammissibilità, l'estratto autentico notarile delle
medesime scritture rilasciato a norma delle vigenti disposizioni. Il creditore
privo di titolo esecutivo che interviene nell'esecuzione deve notificare al
debitore, entro i dieci giorni successivi al deposito, copia del ricorso,
nonché copia dell'estratto autentico notarile attestante il credito se
l'intervento nell'esecuzione ha luogo in forza di essa. Ai creditori
chirografari, intervenuti tempestivamente, il creditore pignorante ha facoltà
di indicare, con atto notificato o all'udienza in cui è disposta la vendita o
l'assegnazione, l'esistenza di altri beni del debitore utilmente pignorabili, e
di invitarli ad estendere il pignoramento se sono forniti di titolo esecutivo o,
altrimenti, ad anticipare le spese necessarie per l'estensione. Se i creditori
intervenuti, senza giusto motivo, non estendono il pignoramento ai beni indicati
ai sensi del primo periodo entro il termine di trenta giorni, il creditore
pignorante ha diritto di essere loro preferito in sede di distribuzione. Con
l'ordinanza con cui è disposta la vendita o l'assegnazione ai sensi degli
articoli 530, 552 e 569 il giudice fissa, altresì, udienza di comparizione
davanti a sé del debitore e dei creditori intervenuti privi di titolo
esecutivo, disponendone la notifica a cura di una delle parti. Tra la data
dell'ordinanza e la data fissata per l'udienza non possono decorrere più di
sessanta giorni. All'udienza di comparizione il debitore deve dichiarare quali
dei crediti per i quali hanno avuto luogo gli interventi egli intenda
riconoscere in tutto o in parte, specificando in quest'ultimo caso la relativa
misura. Se il debitore non compare, si intendono riconosciuti tutti i crediti
per i quali hanno avuto luogo interventi in assenza di titolo esecutivo. In
tutti i casi il riconoscimento rileva comunque ai soli effetti dell'esecuzione.
I creditori intervenuti i cui crediti siano stati riconosciuti da parte del
debitore partecipano alla distribuzione della somma ricavata per l'intero ovvero
limitatamente alla parte del credito per la quale vi sia stato riconoscimento
parziale. 1 creditori intervenuti i cui crediti siano stati viceversa
disconosciuti dal debitore hanno diritto, ai sensi dell'articolo 510, terzo
comma, all'accantonamento delle somme che ad essi spetterebbero, sempre che ne
facciano istanza e dimostrino di avere proposto, nei trenta giorni successivi
all'udienza di cui al presente comma, l'azione necessaria affinché essi possano
munirsi del titolo esecutivo";
7-bis) L'articolo 500 è
"Art. 500. -
(Effetti dell'intervento). - L'intervento, secondo le disposizioni contenute nei
capi seguenti e nei casi ivi previsti, dà diritto a partecipare alla
distribuzione della somma ricavata, a partecipare all'espropriazione del bene
pignorato e a provocarne i singoli atti"
8) l'articolo 510 è sostituito dal seguente:
"Art. 510. -
(Distribuzione della somma ricavata). - Se vi è un solo creditore pignorante
senza intervento di altri creditori, il giudice dell'esecuzione, sentito il
debitore, dispone a favore del creditore pignorante il pagamento di quanto gli
spetta per capitale, interessi e spese. In caso diverso la somma ricavata è dal
giudice distribuita tra i creditori a norma delle disposizioni contenute nei
capi seguenti, con riguardo alle cause legittime di prelazione e previo
accantonamento delle somme che spetterebbero ai creditori intervenuti privi di
titolo esecutivo i cui crediti non siano stati in tutto o in parte riconosciuti
dal debitore. L'accantonamento è disposto dal giudice dell'esecuzione per il
tempo ritenuto necessario affinché i predetti creditori possano munirsi di
titolo esecutivo e, in ogni caso, per un periodo di tempo non superiore a tre
anni. Decorso il termine fissato, su istanza di una delle parti o anche
d'ufficio, il giudice dispone la comparizione davanti a sé del debitore, del
creditore procedente e dei creditori intervenuti, con l'eccezione di coloro che
siano già stati integralmente soddisfatti, e dà luogo alla distribuzione della
somma accantonata tenuto conto anche dei creditori intervenuti che si siano nel
frattempo muniti di titolo esecutivo. La comparizione delle parti per la
distribuzione della somma accantonata è disposta anche prima che sia decorso il
termine fissato se vi è istanza di uno dei predetti creditori e non ve ne siano
altri che ancora debbano munirsi di titolo esecutivo. Il residuo della somma
ricavata, dopo l'ulteriore distribuzione di cui al terzo comma ovvero dopo che
sia decorso il termine nello stesso previsto, è consegnato al debitore o al
terzo che ha subito l'espropriazione";
9) l'articolo 512 è sostituito dal seguente:
«Art. 512. - (Risoluzione delle controversie). - Se, in sede di
distribuzione, sorge controversia tra i creditori concorrenti o tra
creditore e debitore o terzo assoggettato all'espropriazione, circa la
sussistenza o l'ammontare di uno o più crediti o circa la sussistenza di
diritti di prelazione, il giudice dell'esecuzione, sentite le parti e
compiuti i necessari accertamenti, provvede con ordinanza, impugnabile
nelle forme e nei termini di cui all'articolo 617, secondo comma.
Il giudice può, anche con l'ordinanza di cui al primo comma,
sospendere, in tutto o in parte, la distribuzione della somma ricavata»;
10) all'articolo 524, secondo comma, le parole:
«nell'articolo 525, secondo comma» e le parole: «nel terzo comma
dell'articolo 525» sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti:
«nell'articolo 525, primo comma» e: «nel secondo comma dell'articolo 525»;
«Qualora il valore dei beni pignorati, determinato a norma
dell'articolo 518, non superi 20.000 euro, l'intervento di cui al comma
precedente deve aver luogo non oltre la data di presentazione del ricorso,
prevista dall'articolo 529»;
12) all'articolo 526, le parole: «a norma del secondo comma e del
terzo comma dell'articolo precedente» sono sostituite dalle seguenti: «a
norma dell'articolo 525»;
13) l'articolo 527 è abrogato;
14) all'articolo 528, il primo comma è sostituito dal seguente:
«I creditori chirografari che intervengono successivamente ai
termini di cui all'articolo 525, ma prima del provvedimento di
distribuzione, concorrono alla distribuzione della parte della somma
ricavata che sopravanza dopo soddisfatti i diritti del creditore
pignorante, dei creditori privilegiati e di quelli intervenuti in
precedenza»;
15) all'articolo 530, quinto comma, le parole: «terzo comma»,
ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «secondo comma»;
16) all'articolo 532, il primo e il secondo comma sono sostituiti
«Il giudice dell'esecuzione può disporre la vendita senza
incanto dei beni pignorati. Le cose pignorate devono essere affidate
alla vendita in qualità di commissionario.
Nello stesso provvedimento di cui al primo comma il giudice,
dopo avere sentito, se necessario, uno stimatore dotato di specifica
preparazione tecnica e commerciale in relazione alla peculiarità del bene
stesso, fissa il prezzo minimo della vendita e l'importo globale fino al
raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e può imporre al
commissionario una cauzione»;
17) l'articolo 534-bis è sostituito dal seguente:
«Art. 534-bis. - (Delega delle operazioni di vendita). - Il
giudice, con il provvedimento di cui all'articolo 530, può, sentiti gli
interessati, delegare all'istituto di cui al primo comma dell'articolo 534,
ovvero in mancanza a un notaio avente sede preferibilmente nel circondario
o a un avvocato o a un commercialista, iscritti nei relativi elenchi di cui all'articolo 179-ter delle disposizioni di
attuazione del presente codice, il compimento delle operazioni di vendita
con incanto ovvero senza incanto di beni mobili iscritti nei pubblici
registri. La delega e gli atti conseguenti sono regolati dalle disposizioni
di cui all'articolo 591-bis, in quanto compatibili con le previsioni della
presente sezione»;
17-bis) all'articolo 534-ter, le
parole: ".con incanto" sono soppresse e la parola: "notaio",
ovunque ricorra, è sostituita dalla seguente: "professionista";
18) all'articolo 546 sono apportate le seguenti modificazioni:
18.1) dopo le parole: «da lui dovute» sono inserite le
seguenti: «e nei limiti dell'importo del credito precettato aumentato della
metà»;
«Nel caso di pignoramento eseguito presso più terzi, il debitore può chiedere la riduzione proporzionale dei singoli pignoramenti a
norma dell'articolo 496 ovvero la dichiarazione di inefficacia di taluno di
essi; il giudice dell'esecuzione, convocate le parti, provvede con
ordinanza non oltre venti giorni dall'istanza»;
19) all'articolo 557, secondo comma, le parole: «cinque giorni»
sono sostituite dalle seguenti: «dieci giorni»;
20) all'articolo 559 sono apportate le seguenti modificazioni:
20.1) al secondo comma è aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Il giudice provvede a nominare una persona diversa quando
l'immobile non sia occupato dal debitore»;
«Il giudice provvede alla sostituzione del custode in caso di
inosservanza degli obblighi su di lui incombenti.
Il giudice, se custode dei beni pignorati è il debitore e salvo
che per la particolare natura degli stessi ritenga che la sostituzione non
abbia utilità, dispone, al momento in cui pronuncia l'ordinanza con cui è
autorizzata la vendita o disposta la delega delle relative operazioni, che
custode dei beni medesimi sia la persona incaricata delle dette operazioni
o l'istituto di cui al primo comma dell'articolo 534.
Qualora tale istituto non sia disponibile o debba essere
sostituito, è nominato custode altro soggetto
I provvedimenti di cui ai
commi che precedono sono pronunciati con ordinanza non impugnabile »;
il numero 21) è sostituito dal
"21) all'articolo 560, i
commi terzo e quarto sono sostituiti dai seguenti:
"Il giudice
dell'esecuzione dispone, con provvedimento non impugnabile, la liberazione
dell'immobile pignorato, quando non ritiene di autorizzare il debitore a
continuare ad abitare lo stesso, o parte dello stesso, ovvero quando revoca la
detta autorizzazione, se concessa in precedenza, ovvero quando provvede
all'aggiudicazione o all'assegnazione dell'immobile. Il provvedimento
costituisce titolo esecutivo per il rilascio ed è eseguito a cura del custode
anche successivamente alla pronuncia del decreto di trasferimento nell'interesse
dell'aggiudicatario o dell'assegnatario se questi non lo esentano. Il giudice,
con l'ordinanza di cui al terzo comma dell'articolo 569, stabilisce le modalità
con cui il custode deve adoperarsi affinché gli interessati a presentare
offerta di acquisto esaminino i beni in vendita. Il custode provvede in ogni
caso, previa autorizzazione del giudice dell'esecuzione, all'amministrazione e
alla gestione dell'immobile pignorato ed esercita le azioni previste dalla legge
e occorrenti per conseguirne la disponibilità";
22) l'articolo 563 è abrogato;
23) l'articolo 564 è sostituito dal seguente:
«Art. 564. - (Facoltà dei creditori intervenuti). - I creditori
intervenuti non oltre la prima udienza fissata per l'autorizzazione della
vendita partecipano all'espropriazione dell'immobile pignorato e, se muniti
di titolo esecutivo, possono provocarne i singoli atti»;
24) agli articoli 561, secondo comma, 565 e 566 le parole:
«nell'articolo 563, secondo comma,» sono sostituite dalle seguenti:
«nell'articolo 564»;
25) l'articolo 567 è sostituito dal seguente:
«Art. 567. - (Istanza di vendita). - Decorso il termine di cui
all'articolo 501, il creditore pignorante e ognuno dei creditori
intervenuti muniti di titolo esecutivo possono chiedere la vendita
dell'immobile pignorato.
Il creditore che richiede la vendita deve provvedere, entro
centoventi giorni dal deposito del ricorso, ad allegare allo stesso
l'estratto del catasto [...], nonché i certificati delle
iscrizioni e trascrizioni relative all'immobile pignorato effettuate nei venti anni
anteriori alla trascrizione del pignoramento; tale
documentazione può essere sostituita da un certificato notarile attestante
le risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari.
Il termine di cui al secondo comma può essere prorogato una
sola volta su istanza dei creditori o dell'esecutato, per giusti motivi e
per una durata non superiore ad ulteriori centoventi giorni. Un termine di
centoventi giorni è inoltre assegnato al creditore dal giudice, quando lo
stesso ritiene che la documentazione da questi depositata debba essere
completata. Se la proroga
non è richiesta o non è concessa, oppure se la documentazione non
è integrata nel termine assegnato ai sensi di quanto previsto nel periodo
precedente, il giudice dell'esecuzione, anche
d'ufficio, dichiara l'inefficacia del pignoramento relativamente
all'immobile per il quale non è stata depositata la prescritta
documentazione. L'inefficacia è dichiarata con ordinanza, sentite le parti.
Il giudice, con l'ordinanza, dispone la cancellazione della trascrizione
del pignoramento. Si applica l'articolo 562, secondo comma. Il giudice
dichiara altresì l'estinzione del processo esecutivo se non vi sono altri
beni pignorati»;
26) l'articolo 569 è sostituito dal seguente:
«Art. 569. - (Provvedimento per l'autorizzazione della
vendita). - A seguito dell'istanza di cui all'articolo 567 il giudice
dell'esecuzione, entro trenta giorni dal deposito della documentazione di
cui al secondo comma dell'articolo 567, nomina l'esperto convocandolo davanti a sé per prestare il giuramento e fissa l'udienza per la
comparizione delle parti e dei creditori di cui all'articolo 498 che non
siano intervenuti. Tra la data del provvedimento e la data fissata per
l'udienza non possono decorrere più di centoventi giorni.
All'udienza le parti possono fare osservazioni circa il tempo e
le modalità della vendita, e debbono proporre, a pena di decadenza, le
opposizioni agli atti esecutivi, se non sono già decadute dal diritto di
proporle.
l'accordo delle parti comparse, il giudice dispone con ordinanza la vendita, fissando un termine non inferiore a novanta giorni, e non
superiore a centoventi, entro il quale possono essere proposte offerte
d'acquisto ai sensi dell'articolo 571. Il giudice con la medesima ordinanza stabilisce le modalità con cui deve essere prestata la
cauzione, fissa, al giorno successivo alla scadenza del termine, l'udienza per la
deliberazione sull'offerta e per la gara tra gli offerenti di cui
all'articolo 573 e provvede ai sensi dell'articolo 576, per il caso in cui
non siano proposte offerte d'acquisto entro il termine stabilito, ovvero
per il caso in cui le stesse non siano efficaci ai sensi dell'articolo 571,
ovvero per il caso in cui si verifichi una delle circostanze previste dall'articolo 572, terzo comma, ovvero per il caso, infine, in cui la
vendita senza incanto non abbia luogo per qualsiasi altra ragione.
Se vi sono opposizioni il tribunale le decide con sentenza e
quindi il giudice dell'esecuzione dispone la vendita con ordinanza.
Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il
quale essa deve essere notificata, a cura del creditore che ha chiesto la
vendita o di un altro autorizzato, ai creditori di cui all'articolo 498 che
non sono comparsi»;
26-bis) all'articolo 570,
le parole: "e del valore dell'immobile determinato a norma dell'articolo
568" sono sostituite dalle seguenti: ", del valore dell'immobile
determinato a norma dell'articolo 568, del sito Internet sul quale è pubblicata
la relativa relazione di stima, del nome e del recapito telefonico del custode
nominato in sostituzione del debitore"
«Art. 571. - (Offerte d'acquisto). - Ognuno, tranne il
debitore, è ammesso a offrire per l'acquisto dell'immobile pignorato personalmente o a mezzo di procuratore legale anche a norma
dell'articolo 579, ultimo comma. L'offerente deve presentare nella cancelleria dichiarazione contenente l'indicazione del prezzo, del tempo e
modo del pagamento e ogni altro elemento utile alla valutazione
dell'offerta. [...].
L'offerta non è efficace se perviene oltre il termine stabilito
ai sensi dell'articolo 569, terzo comma, se è inferiore al prezzo
determinato a norma dell'articolo 568 o se l'offerente non presta cauzione,
con le modalità stabilite nell'ordinanza di vendita, in misura non
inferiore al decimo del prezzo da lui proposto.
1) il giudice
disponga la gara tra gli offerenti di cui all'articolo 573;
ordini l'incanto;
3) siano decorsi
centoventi giorni dalla sua presentazione ed essa non sia stata accolta.
L'offerta deve essere depositata in busta chiusa all'esterno
della quale sono annotati, a cura del cancelliere ricevente, il nome,
previa identificazione, di chi materialmente provvede al deposito, il nome
del giudice dell'esecuzione o del professionista delegato ai sensi
dell'articolo 591-bis e la data dell'udienza fissata per l'esame delle
offerte. Se è stabilito che la cauzione è da versare mediante assegno
circolare, lo stesso deve essere inserito nella busta. Le buste sono aperte
all'udienza fissata per l'esame delle offerte alla presenza degli
Art. 572. - (Deliberazione sull'offerta). - Sull'offerta il
giudice dell'esecuzione sente le parti e i creditori iscritti non
Se l'offerta è superiore al valore dell'immobile determinato a
norma dell'articolo 568, aumentato di un quinto, la stessa è senz'altro
Se l'offerta è inferiore a tale valore, il giudice non può far
luogo alla vendita se vi è il dissenso del creditore procedente, ovvero se
il giudice ritiene che vi è seria possibilità di migliore vendita con il
sistema dell'incanto. In tali casi lo stesso ha senz'altro luogo alle
condizioni e con i termini fissati con l'ordinanza pronunciata ai sensi
dell'articolo 569.
Si applicano [...] le disposizioni degli
articoli 573, 574 e 577.
Art. 573. - (Gara tra gli offerenti). - Se vi sono più offerte,
il giudice dell'esecuzione invita gli offerenti a una gara sull'offerta più
Se la gara non può avere luogo per mancanza di adesioni degli
offerenti, il giudice può disporre la vendita a favore del maggiore
offerente oppure ordinare l'incanto»;
28) l'articolo 575 è abrogato;
29) all'articolo 576, primo comma, il numero 5) è sostituito dal
«5) l'ammontare della cauzione in misura non superiore al
decimo del prezzo base d'asta e il termine entro il quale tale ammontare
deve essere prestato dagli offerenti»;
30) l'articolo 580 è sostituito dal seguente:
«Art. 580. - (Prestazione della cauzione). - Per offrire
all'incanto è necessario avere prestato la cauzione a norma dell'ordinanza
di cui all'articolo 576.
Se l'offerente non diviene aggiudicatario, la cauzione è
immediatamente restituita dopo la chiusura dell'incanto, salvo che lo
stesso non abbia omesso di partecipare al medesimo, personalmente o a mezzo
di procuratore speciale, senza documentato e giustificato motivo. In tale
caso la cauzione è restituita solo nella misura dei nove decimi dell'intero
e la restante parte è trattenuta come somma rinveniente a tutti gli effetti
dall'esecuzione»;
«Art. 584. - (Offerte dopo l'incanto). - Avvenuto l'incanto,
possono ancora essere fatte offerte di acquisto entro il termine perentorio
di dieci giorni, ma esse non sono efficaci se il prezzo offerto non supera
di un quinto quello raggiunto nell'incanto.
Le offerte di cui al primo comma si fanno mediante deposito in
cancelleria nelle forme di cui all'articolo 571, prestando cauzione per una
somma pari al doppio della cauzione versata ai sensi dell'articolo 580.
Il giudice, verificata la regolarità delle offerte, indìce la
gara, della quale il cancelliere dà pubblico avviso a norma
dell'articolo 570 e comunicazione all'aggiudicatario, fissando il termine
perentorio entro il quale possono essere fatte ulteriori offerte a norma
del secondo comma.
Alla gara possono partecipare, oltre gli offerenti in aumento
di cui ai commi precedenti e l'aggiudicatario, anche gli offerenti al
precedente incanto che, entro il termine fissato dal giudice, abbiano integrato la cauzione nella misura di cui al secondo comma.
degli offerenti in aumento partecipa alla gara indetta a norma del terzo
comma, l'aggiudicazione diventa definitiva, ed il giudice pronuncia a
carico degli offerenti di cui al primo comma, salvo che ricorra un documentato
e giustificato motivo, la perdita della cauzione, il
cui importo è trattenuto come rinveniente a tutti gli effetti
dall'esecuzione.
Art. 585. - (Versamento del prezzo). - L'aggiudicatario deve
versare il prezzo nel termine e nel modo fissati dall'ordinanza che dispone
la vendita a norma dell'articolo 576, e consegnare al cancelliere il
documento comprovante l'avvenuto versamento.
Se l'immobile è stato aggiudicato a un creditore ipotecario o
l'aggiudicatario è stato autorizzato ad assumersi un debito garantito da
ipoteca, il giudice dell'esecuzione può limitare, con suo decreto, il
versamento alla parte del prezzo occorrente per le spese e per la
soddisfazione degli altri creditori che potranno risultare capienti.
Se il versamento del prezzo avviene con l'erogazione a seguito
di contratto di finanziamento che preveda il versamento diretto delle somme
erogate in favore della procedura e la garanzia ipotecaria di primo grado
sul medesimo immobile oggetto di vendita, nel decreto di trasferimento deve
essere indicato tale atto ed il conservatore dei registri immobiliari non può eseguire la trascrizione del decreto se non unitamente all'iscrizione
dell'ipoteca concessa dalla parte finanziata»;
32) all'articolo 586, al primo comma, è aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Il giudice con il decreto ordina anche la cancellazione
delle trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie
successive alla trascrizione del pignoramento»;
33) gli articoli 588, 589, 590, 591, 591-bis e 591-ter sono
«Art. 588. - (Termine per l'istanza di assegnazione). - Ogni
creditore, nel termine di dieci giorni prima della data dell'incanto, può presentare istanza di assegnazione a norma dell'articolo 589 per il caso in
cui la vendita all'incanto non abbia luogo per mancanza di offerte.
Art. 589. - (Istanza di assegnazione). - L'istanza di
assegnazione deve contenere l'offerta di pagamento di una somma non
inferiore a quella prevista nell'articolo 506 ed al prezzo determinato a
norma dell'articolo 568.
Fermo quanto previsto al primo comma, se nella procedura non
risulta che vi sia alcuno dei creditori di cui all'articolo 498 e se non
sono intervenuti altri creditori oltre al procedente, questi può presentare
offerta di pagamento di una somma pari alla differenza fra il suo credito
in linea capitale e il prezzo che intende offrire, oltre le spese.
Art. 590. - (Provvedimento di assegnazione). - Se la vendita
all'incanto non ha luogo per mancanza di offerte e vi sono domande di
assegnazione, il giudice provvede su di esse fissando il termine entro il
quale l'assegnatario deve versare l'eventuale conguaglio.
Avvenuto il versamento, il giudice pronuncia il decreto di
trasferimento a norma dell'articolo 586.
Art. 591. - (Provvedimento di amministrazione giudiziaria o di
nuovo incanto). - Se non vi sono domande di assegnazione o se decide di
non accoglierle, il giudice dell'esecuzione dispone l'amministrazione
giudiziaria a norma degli articoli 592 e seguenti, oppure pronuncia nuova
ordinanza ai sensi dell'articolo 576 perché si proceda a nuovo incanto.
Il giudice può altresì
stabilire diverse
condizioni di vendita e diverse forme di pubblicità, fissando un prezzo
base inferiore di un quarto a quello precedente. Il giudice, se stabilisce
nuove condizioni di vendita o fissa un nuovo prezzo, assegna altresì un
nuovo termine non inferiore a sessanta giorni, e non superiore a novanta, entro il quale possono essere proposte offerte d'acquisto ai sensi
dell'articolo 571.
Art. 591-bis.
(Delega delle operazioni di vendita). - Il giudice dell'esecuzione, con
l'ordinanza con la quale provvede sull'istanza di vendita ai sensi dell'articolo
569, terzo comma, può, sentiti gli interessati, delegare ad un notaio avente
preferibilmente sede nel circondario o a un avvocato ovvero a un commercialista,
iscritti nei relativi elenchi di cui all'articolo 179-ter delle disposizioni di
secondo le modalità indicate al terzo comma del medesimo articolo 569. Con la
medesima ordinanza il giudice stabilisce il termine per lo svolgimento delle
operazioni delegate, le modalità della pubblicità, il luogo di presentazione
delle offerte ai sensi dell'articolo 571 e il luogo ove si procede all'esame
delle offerte, alla gara tra gli offerenti e alle operazioni dell'eventuale
incanto. Il professionista delegato provvede:
1) alla determinazione del valore dell'immobile a norma dell'articolo 568, terzo
comma, tenendo anche conto della relazione redatta dall'esperto nominato dal
giudice ai sensi dell'articolo 569, primo comma, e delle eventuali note
depositate dalle parti ai sensi dell'articolo 173-bis, quarto comma, delle
disposizioni di attuazione del presente codice;
2) agli adempimenti previsti dall'articolo 570 e, ove occorrenti, dall'articolo
576, secondo comma;
3) alla deliberazione sull'offerta a norma dell'articolo 572 e agli ulteriori
adempimenti di cui agli articoli 573 e 574;
4) alle operazioni dell'incanto e all'aggiudicazione dell'immobile a norma
dell'articolo 581;
6) sulle offerte dopo l'incanto a norma dell'articolo 584 e sul versamento del
prezzo nella ipotesi di cui all'articolo 585, secondo comma;
8) alla fissazione del nuovo incanto e del termine per la presentazione di nuove
offerte d'acquisto ai sensi dell'articolo 591;
10) ad autorizzare l'assunzione dei debiti da parte dell'aggiudicatario o
dell'assegnatario a norma dell'articolo 508;
11) alla esecuzione delle formalità di registrazione, trascrizione e voltura
catastale del decreto di trasferimento, alla comunicazione dello stesso a
pubbliche amministrazioni negli stessi casi previsti per le comunicazioni di
atti volontari di trasferimento nonché all'espletamento delle formalità di
conseguenti al decreto di trasferimento pronunciato dal giudice dell'esecuzione
ai sensi dell'articolo 586;
12) alla formazione del progetto di distribuzione ed alla sua trasmissione al
giudice dell'esecuzione che, dopo avervi apportato le eventuali variazioni,
provvede ai sensi dell'articolo 596;
13) ad ordinare alla banca o all'ufficio postale la restituzione delle cauzioni
e di ogni altra somma direttamente versata mediante bonifico o deposito
intestato alla procedura dagli offerenti non risultati aggiudicatari. La
restituzione ha luogo nelle mani del depositante o mediante bonifico a favore
degli stessi conti da cui sono pervenute le somme accreditate.
Nell'avviso di cui all'articolo 570 è specificato che tutte le attività, che,
a norma degli articoli 571 e seguenti, devono essere compiute in cancelleria o
davanti al giudice dell'esecuzione, o dal cancelliere o dal giudice
dell'esecuzione, sono eseguite dal professionista delegato presso il suo studio
ovvero nel luogo indicato nell'ordinanza di cui al primo comma. All'avviso si
applica l'articolo 173-quater delle disposizioni di attuazione del presente
codice. Il professionista delegato provvede altresì alla redazione del verbale
delle operazioni di vendita, che deve contenere le circostanze di luogo e di
tempo nelle quali le stesse si svolgono, le generalità delle persone presenti,
la descrizione delle attività svolte, la dichiarazione dell'aggiudicazione
provvisoria con l'identificazione dell'aggiudicatario.Il verbale è sottoscritto
esclusivamente dal professionista delegato ed allo stesso non deve essere
allegata la procura speciale di cui all'articolo 579, secondo comma. Se il
prezzo non è stato versato nel termine, il professionista delegato ne dà
tempestivo avviso al giudice, trasmettendogli il fascicolo. Avvenuto il
versamento del prezzo con le modalità stabilite ai sensi degli articoli 574,
585 e 590, secondo comma, il professionista delegato predispone il decreto di
trasferimento e trasmette senza indugio al giudice dell'esecuzione il fascicolo.
Al decreto, se previsto dalla legge, deve essere allegato il certificato di
destinazione urbanistica dell'immobile quale risultante dal fascicolo
processuale. Il professionista delegato provvede alla trasmissione del fascicolo
al giudice dell'esecuzione nel caso in cui non faccia luogo all'assegnazione o
ad ulteriori incanti ai sensi dell'articolo 591. Contro il decreto previsto nel
presente comma è proponibile l'opposizione di cui all'articolo 617. Le somme
versate dall'aggiudicatario sono depositate presso una banca o su un conto
postale indicati dal giudice. I provvedimenti di cui all'articolo 586 restano
riservati al giudice dell'esecuzione in ogni caso di delega al professionista
delle operazioni di vendita".
Art. 591-ter. -
(Ricorso al giudice dell'esecuzione).
Quando, nel corso
delle operazioni di vendita, insorgono difficoltà, il professionista delegato
può rivolgersi al giudice dell'esecuzione, il quale provvede con decreto. Le
parti e gli interessati possono proporre reclamo avverso il predetto decreto
nonché avverso gli atti del professionista delegato con ricorso allo stesso
giudice, il quale provvede con ordinanza; il ricorso non sospende le operazioni
di vendita salvo che il giudice, concorrendo gravi motivi, disponga la
sospensione. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 617»;
34) all'articolo 596, primo
comma, dopo le parole: «dell'esecuzione» sono inserite le seguenti: «o il
professionista delegato a norma dell'articolo 591-bis»;
35) all'articolo 598, dopo le
parole: «dell'esecuzione» sono inserite le seguenti: «o professionista
delegato a norma dell'articolo 591-bis»;
36) all'articolo 600, il
secondo comma è sostituito dal seguente: «Se la separazione in natura non è
chiesta o non è possibile, il giudice dispone che si proceda alla divisione a
norma del codice civile, salvo che ritenga probabile la vendita della quota
indivisa ad un prezzo pari o superiore al valore della stessa, determinato a
norma dell'articolo 568»;
37) all'articolo 608, il primo
comma è sostituito dal seguente: «L'esecuzione inizia con la notifica
dell'avviso con il quale l'ufficiale giudiziario comunica almeno dieci giorni
prima alla parte, che è tenuta a rilasciare l'immobile, il giorno e l'ora in
cui procederà»;
38) dopo l'articolo 608 è
«Art. 608-bis. -
(Estinzione dell'esecuzione per rinuncia della parte istante). - L'esecuzione di
cui all'articolo 605 si estingue se la parte istante, prima della consegna o del
rilascio, rinuncia con atto da notificarsi alla parte esecutata e da consegnarsi
all'ufficiale giudiziario procedente»;
39) all'articolo 611, secondo
comma, dopo le parole: «giudice dell'esecuzione» sono inserite le seguenti:
«a norma degli articoli 91 e seguenti»;
40) all'articolo 615, primo
comma, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «Il giudice, concorrendo
gravi motivi, sospende su istanza di parte l'efficacia esecutiva del titolo»;
41) all'articolo 617 sono
41.1) al primo comma, le
parole: «cinque giorni» sono sostituite dalle seguenti: «venti giorni»;
41.2) al secondo comma,
le parole: «cinque giorni» sono sostituite dalle seguenti: «venti giorni»;
42) l'articolo 624 è
«Art. 624. -
(Sospensione per opposizione all'esecuzione). - Se è proposta opposizione
all'esecuzione a norma degli articoli 615, secondo comma, e 619, il giudice
dell'esecuzione, concorrendo gravi motivi, sospende, su istanza di parte, il
processo con cauzione o senza.
Contro l'ordinanza
che provvede sull'istanza di sospensione è ammesso reclamo ai sensi
dell'articolo 669-terdecies. La disposizione di cui al periodo precedente si
applica anche al provvedimento di cui all'articolo 512, secondo comma.
Art. 624-bis. -
(Sospensione su istanza delle parti). - Il giudice dell'esecuzione, su istanza
di tutti i creditori muniti di titolo esecutivo, può, sentito il debitore,
sospendere il processo fino a ventiquattro mesi. L'istanza può essere
proposta fino a venti giorni prima della scadenza del termine per il deposito
delle offerte di acquisto o, nel caso in cui la vendita senza incanto non abbia
luogo, fino a quindici giorni prima dell'incanto. Sull'istanza, il giudice
provvede nei dieci giorni successivi al deposito e, se l'accoglie, dispone, nei
casi di cui al secondo comma dell'articolo 490, che, nei cinque giorni
successivi al deposito del provvedimento di sospensione, lo stesso sia
comunicato al custode e pubblicato sul sito Internet sul quale è pubblicata la
relazione di stima. La sospensione è disposta per
L'ordinanza è
revocabile in qualsiasi momento, anche su richiesta di un solo creditore e
sentito comunque il debitore.
dalla scadenza del termine la parte interessata deve presentare istanza per la
fissazione dell'udienza in cui il processo deve proseguire»;
43) all'articolo 630, al terzo
comma, dopo le parole: «è ammesso reclamo» sono inserite le seguenti: «da
parte del debitore o del creditore pignorante ovvero degli altri creditori
intervenuti nel termine perentorio di venti giorni dall'udienza o dalla
comunicazione dell'ordinanza e»
43-bis) all'articolo 631,
primo comma, dopo le parole: "all'udienza" sono inserite le seguenti:
", fatta eccezione per quella in cui ha luogo la vendita,".
e-bis) al capo III del titolo I del libro
IV sono apportate le seguenti modificazioni:
1) all'articolo 669-quinquies,
dopo le parole: «in arbitri» sono inserite le seguenti: «anche non rituali»;
2) all'articolo 669-octies sono
2.1) al primo comma, le
parole: «trenta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «sessanta giorni»;
2.2) al secondo comma, le
2.3) dopo il quinto comma
«Le disposizioni
merito, previsti dal codice civile o da leggi speciali, nonché ai provvedimenti
dell'articolo 688, ma ciascuna parte può iniziare il giudizio di merito.
giudizio di merito non determina l'inefficacia dei provvedimenti di cui al primo
comma, anche quando la relativa domanda è stata proposta in corso di causa.
L'autorità del
provvedimento cautelare non è invocabile in un diverso processo»;
3) all'articolo 669-decies, il
primo comma è sostituito dai seguenti:
«Salvo che sia
stato proposto reclamo ai sensi dell'articolo 669-terdecies, nel corso
dell'istruzione il giudice istruttore della causa di merito può, su istanza di
parte, modificare o revocare con ordinanza il provvedimento cautelare, anche se
emesso anteriormente alla causa, se si verificano mutamenti nelle circostanze o
se si allegano fatti anteriori di cui si è acquisita conoscenza successivamente
al provvedimento cautelare. In tale caso, l'istante deve fornire la prova del
momento in cui ne è venuto a conoscenza.
giudizio di merito non sia iniziato o sia stato dichiarato estinto, la revoca e
la modifica dell'ordinanza di accoglimento, esaurita l'eventuale fase del
reclamo proposto ai sensi dell'articolo 669-terdecies, possono essere richieste
al giudice che ha provveduto sull'istanza cautelare se si verificano mutamenti
nelle circostanze o se si allegano fatti anteriori di cui si è acquisita
conoscenza successivamente al provvedimento cautelare. In tale caso l'istante
deve fornire la prova del momento in cui ne è venuto a conoscenza»;
4) all'articolo 669-terdecies
4.1) il primo comma è
«Contro
l'ordinanza con la quale è stato concesso o negato il provvedimento cautelare
è ammesso reclamo nel termine perentorio di quindici giorni dalla pronuncia in
udienza ovvero dalla comunicazione o dalla notificazione se anteriore»;
4.2) dopo il terzo comma
«Le circostanze e
i motivi sopravvenuti al momento della proposizione del reclamo debbono essere
proposti, nel rispetto del principio del contraddittorio, nel relativo
procedimento. Il tribunale può sempre assumere informazioni e acquisire nuovi
documenti. Non è consentita la rimessione al primo giudice»;
5) all'articolo 696 sono
5.1) al primo comma è
aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«L'accertamento
tecnico e l'ispezione giudiziale, se ne ricorre l'urgenza, possono essere
disposti anche sulla persona dell'istante e, se questa vi consente, sulla
persona nei cui confronti l'istanza è proposta»;
5.2) dopo il primo comma
tecnico di cui al primo comma può comprendere anche valutazioni in ordine alle
cause e ai danni relativi all'oggetto della verifica»;
6) dopo l'articolo 696 è
«Art. 696-bis. -
(Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite). -
L'espletamento di una consulenza tecnica, in via preventiva, può essere
richiesto anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell'articolo
696, ai fini dell'accertamento e della relativa determinazione dei crediti
derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da
fatto illecito. Il giudice procede a norma del terzo comma del medesimo articolo
696. Il consulente, prima di provvedere al deposito della relazione, tenta, ove
possibile, la conciliazione delle parti.
Se le parti si sono
conciliate, si forma processo verbale della conciliazione.
attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale, ai
fini dell'espropriazione e dell'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione
di ipoteca giudiziale.
è esente dall'imposta di registro.
Se la conciliazione
non riesce, ciascuna parte può chiedere che la relazione depositata dal
consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito.
Si applicano gli
articoli da 191 a 197, in quanto compatibili»;
7) all'articolo 703 sono
7.1) il secondo comma è
«Il giudice
provvede ai sensi degli articoli 669-bis e seguenti, in quanto compatibili»;
7.2) sono aggiunti, in
fine, i seguenti commi:
«L'ordinanza che
accoglie o respinge la domanda è reclamabile ai sensi dell'articolo
669-terdecies.
Se richiesto da una
delle parti, entro il termine perentorio di sessanta giorni decorrente dalla
comunicazione del provvedimento che ha deciso sul reclamo ovvero, in difetto,
del provvedimento di cui al terzo comma, il giudice fissa dinanzi a sè
l'udienza per la prosecuzione del giudizio di merito. Si applica l'articolo
669-novies, terzo comma»;
8) all'articolo 704, il secondo
«La reintegrazione
nel possesso può essere tuttavia domandata al giudice competente a norma
dell'articolo 703, il quale dà i provvedimenti temporanei indispensabili;
ciascuna delle parti può proseguire il giudizio dinanzi al giudice del
petitorio, ai sensi dell'articolo 703»;
e-ter) al capo I del titolo II del libro IV,
gli articoli 706, 707, 708 e 709 sono sostituiti dai seguenti:
«Art. 706». - (Forma della
domanda). - La domanda di separazione personale si propone al tribunale del
luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in
cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio, con ricorso che deve
contenere l'esposizione dei fatti sui quali la domanda è fondata.
Qualora il coniuge
convenuto sia residente all'estero, o risulti irreperibile, la domanda si
propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente, e, se
anche questi è residente all'estero, a qualunque tribunale della Repubblica.
Il presidente, nei cinque
giorni successivi al deposito in cancelleria, fissa con decreto la data
dell'udienza di comparizione dei coniugi davanti a sé, che deve essere tenuta
entro novanta giorni dal deposito del ricorso, il termine per la notificazione
del ricorso e del decreto, ed il termine entro cui il coniuge convenuto può
depositare memoria difensiva e documenti. Al ricorso e alla memoria difensiva
sono allegate le ultime dichiarazioni dei redditi presentate.
Nel ricorso deve essere
indicata l'esistenza di figli legittimi, legittimati o adottati da entrambi i
coniugi durante il matrimonio.
Art. 707. - (Comparizione
personale delle parti). - I coniugi debbono comparire personalmente davanti al
presidente con l'assistenza del difensore.
Se il ricorrente non si
presenta o rinuncia, la domanda non ha effetto.
Se non si presenta il
coniuge convenuto, il presidente può fissare un nuovo giorno per la
comparizione, ordinando che la notificazione del ricorso e del decreto gli sia
Art. 708. - (Tentativo di
conciliazione e provvedimenti del presidente). - All'udienza di comparizione il
presidente deve sentire i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente,
tentandone la conciliazione.
Se i coniugi si
conciliano, il presidente fa redigere il processo verbale della conciliazione.
Se la conciliazione non
riesce, il presidente, anche d'ufficio, sentiti i coniugi ed i rispettivi
difensori, dà con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa
opportuni nell'interesse della prole e dei coniugi, nomina il giudice istruttore
e fissa udienza di comparizione e trattazione davanti a questi. Nello stesso
modo il presidente provvede, se il coniuge convenuto non compare, sentiti il
ricorrente ed il suo difensore.
Art. 709. - (Notificazione
dell'ordinanza e fissazione dell'udienza). - L'ordinanza con la quale il
presidente fissa l'udienza di comparizione davanti al giudice istruttore è
notificata a cura dell'attore al convenuto non comparso, nel termine perentorio
stabilito nell'ordinanza stessa, ed è comunicata al pubblico ministero.
Tra la data
dell'ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al
convenuto non comparso, e quella dell'udienza di comparizione e trattazione
devono intercorrere i termini di cui all'articolo 163-bis ridotti a metà.
Con l'ordinanza il
presidente assegna altresì termine al ricorrente per il deposito in cancelleria
di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all'articolo 163,
terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), e termine al convenuto per la
costituzione in giudizio ai sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo
comma, nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che
non siano rilevabili d'ufficio.
L'ordinanza deve
contenere l'avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto
termine implica le decadenze di cui all'articolo 167 e che oltre il termine
stesso non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito
non rilevabili d'ufficio.
temporanei ed urgenti assunti dal presidente con l'ordinanza di cui al terzo
comma dell'articolo 708 possono essere revocati o modificati dal giudice
Art. 709-bis. - (Udienza di
comparizione e trattazione davanti al giudice istruttore). - All'udienza davanti
al giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui agli articoli
180 e 183, commi primo,secondo e dal quarto e al
decimo. Si applica
altresì l'articolo 184. Nel caso in cui il processo debba continuare per la richiesta di
addebito, per l'affidamento dei figli o per le questioni economiche, il
tribunale emette sentenza non definitiva relativa alla separazione. Avverso tale
sentenza è ammesso soltanto appello immediato che è deciso in camera di
consiglio"».
3-bis. L'articolo 4 della legge 1º dicembre 1970, n.
898, è sostituito dal seguente:
«Art. 4. - 1. La domanda per ottenere lo
scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al
tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in
mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio.
Qualora il coniuge convenuto sia residente all'estero o risulti irreperibile, la
domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del
ricorrente e, se anche questi è residente all'estero, a qualunque tribunale
della Repubblica. La domanda congiunta può essere proposta al tribunale del
luogo di residenza o di domicilio dell'uno o dell'altro coniuge.
2. La domanda si propone con
ricorso, che deve contenere l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto
sui quali la domanda di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli
effetti civili dello stesso è fondata.
3. Del ricorso il cancelliere
dà comunicazione all'ufficiale dello stato civile del luogo dove il matrimonio
fu trascritto per l'annotazione in calce all'atto.
4. Nel ricorso deve essere
indicata l'esistenza dei figli legittimi, legittimati o adottati da entrambi i
5. Il presidente del tribunale,
nei cinque giorni successivi al deposito in cancelleria, fissa con decreto la
data di comparizione dei coniugi davanti a sé, che deve avvenire entro novanta
giorni dal deposito del ricorso, il termine per la notificazione del ricorso e
del decreto ed il termine entro cui il coniuge convenuto può depositare memoria
difensiva e documenti. Il presidente nomina un curatore speciale quando il
è malato di mente o legalmente incapace.
6. Al ricorso e alla prima
memoria difensiva sono allegate le ultime dichiarazioni dei redditi
rispettivamente presentate.
7. I coniugi devono comparire
davanti al presidente del tribunale personalmente, salvo gravi e comprovati
motivi, e con l'assistenza di un difensore. Se il ricorrente non si presenta o
rinuncia, la domanda non ha effetto. Se non si presenta il coniuge convenuto, il
presidente può fissare un nuovo giorno per la comparizione, ordinando che la
notificazione del ricorso e del decreto gli sia rinnovata. All'udienza di
comparizione, il presidente deve sentire i coniugi prima separatamente poi
congiuntamente, tentando di conciliarli. Se i coniugi si conciliano, il
presidente fa redigere processo verbale della conciliazione.
8. Se la conciliazione non
riesce, il presidente, sentiti i coniugi e i rispettivi difensori nonché,
qualora lo ritenga strettamente necessario anche in considerazione della loro
età, i figli minori, dà, anche d'ufficio, con ordinanza i provvedimenti
temporanei e urgenti che reputa opportuni nell'interesse dei coniugi e della
prole, nomina il giudice istruttore e fissa l'udienza di comparizione e
trattazione dinanzi a questo. Nello stesso modo il presidente provvede, se il
coniuge convenuto non compare, sentito il ricorrente e il suo difensore.
L'ordinanza del presidente può essere revocata o modificata dal giudice
istruttore. Si applica l'articolo 189 delle disposizioni di attuazione del
9. Tra la data dell'ordinanza,
ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non
comparso, e quella dell'udienza di comparizione e trattazione devono
intercorrere i termini di cui all'articolo 163-bis del codice di procedura
civile ridotti a metà.
10. Con l'ordinanza di cui al
comma 8, il presidente assegna altresì termine al ricorrente per il deposito in
cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui
all'articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), del codice di
procedura civile e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi
degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma, dello stesso codice nonché per
la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili
d'ufficio. L'ordinanza deve contenere l'avvertimento al convenuto che la
costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all'articolo
167 del codice di procedura civile e che oltre il termine stesso non potranno
più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili
11. All'udienza davanti al
giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui agli articoli 180 e 183,
commi primo, secondo, quarto, quinto, sesto e settimo, del codice di procedura
civile. Si applica altresì l'articolo 184 del medesimo codice.
12. Nel caso in cui il processo
debba continuare per la determinazione dell'assegno, il tribunale emette
sentenza non definitiva relativa allo scioglimento o alla cessazione degli
effetti civili del matrimonio. Avverso tale sentenza è ammesso solo appello
immediato. Appena formatosi il giudicato, si applica la previsione di cui
13. Quando vi sia stata la
sentenza non definitiva, il tribunale, emettendo la sentenza che dispone
l'obbligo della somministrazione dell'assegno, può disporre che tale obbligo
produca effetti fin dal momento della domanda.
14. Per la parte relativa ai
provvedimenti di natura economica la sentenza di primo grado è provvisoriamente
15. L'appello è deciso in
16. La domanda congiunta dei
coniugi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio che
indichi anche compiutamente le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti
economici, è proposta con ricorso al tribunale in camera di consiglio. Il
tribunale, sentiti i coniugi, verificata l'esistenza dei presupposti di legge e
valutata la rispondenza delle condizioni all'interesse dei figli, decide con
sentenza. Qualora il tribunale ravvisi che le condizioni relative ai figli sono
in contrasto con gli interessi degli stessi, si applica la procedura di cui al
comma 8».
3-ter. Alle disposizioni per l'attuazione del codice di
procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l'articolo 70-bis è inserito il
«Art. 70-ter. - (Notificazione
della comparsa di risposta). - La citazione può anche contenere, oltre a quanto
previsto dall'articolo 163, terzo comma, numero 7), del codice, l'invito al
convenuto o ai convenuti, in caso di pluralità degli stessi, a notificare al
difensore dell'attore la comparsa di risposta ai sensi dell'articolo 4 del
decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, entro un termine non inferiore a
sessanta giorni dalla notificazione della citazione, ma inferiore di almeno
dieci giorni al termine indicato ai sensi del primo comma dell'articolo 163-bis
Se tutti i convenuti notificano
la comparsa di risposta ai sensi del precedente comma, il processo prosegue
nelle forme e secondo le modalità previste dal decreto legislativo 17 gennaio
2003, n. 5»;
a-bis) dopo l'articolo
161 è inserito il seguente:
"Art. 161-bis.
- (Rinvio della vendita dopo la prestazione della cauzione). Il rinvio della
vendita può essere disposto solo con il consenso dei creditori e degli
offerenti che abbiano prestato cauzione ai sensi degli articoli 571 e 580 del
b) l'articolo 169-bis è sostituito dal
«Art. 169-bis. -
(Determinazione dei compensi per le operazioni delegate dal giudice
dell'esecuzione). - Con il decreto di cui all'articolo 179-bis è stabilita la
misura dei compensi dovuti ai notai, agli avvocati e ai commercialisti per le operazioni di vendita dei beni mobili iscritti nei pubblici registri»;
c) l'articolo 169-ter è sostituito dal
«Art. 169-ter. - (Elenco dei
professionisti che provvedono alle operazioni di vendita). - Nelle comunicazioni
previste dall'articolo 179-ter sono indicati anche gli elenchi dei notai, degli
avvocati e dei
commercialisti disponibili a
provvedere alle operazioni di vendita di beni mobili iscritti nei pubblici
registri»;
c-bis) l'articolo 173 è abrogato;
d) dopo l'articolo 173, sono inseriti i
«Art. 173-bis. - (Contenuto
della relazione di stima e compiti dell'esperto). - L'esperto provvede alla
redazione della relazione di stima dalla quale devono risultare:
2) una sommaria
3) lo stato di
possesso del bene, con l'indicazione, se occupato da terzi, del titolo in base
al quale è occupato, con particolare riferimento alla esistenza di contratti
registrati in data antecedente al pignoramento;
4) l'esistenza di
formalità, vincoli o oneri, anche di natura condominiale, gravanti sul bene,
che resteranno a carico dell'acquirente, ivi compresi i vincoli derivanti da
contratti incidenti sulla attitudine edificatoria dello stesso o i vincoli
connessi con il suo carattere storico-artistico;
5) l'esistenza di
formalità, vincoli e oneri, anche di natura condominiale, che saranno
cancellati o che comunque risulteranno non opponibili all'acquirente;
6) la verifica
della regolarità edilizia e urbanistica del bene nonché l'esistenza della
dichiarazione di agibilità dello stesso previa acquisizione o aggiornamento del certificato di
destinazione urbanistica previsto dalla vigente normativa.
L'esperto, prima di ogni
attività, controlla la completezza dei documenti di cui all'articolo 567,
secondo comma, del codice, segnalando immediatamente al giudice quelli mancanti
o inidonei.
L'esperto, terminata la
relazione, ne invia copia ai creditori procedenti o intervenuti e al debitore,
anche se non costituito, almeno quarantacinque giorni prima dell'udienza fissata
ai sensi dell'articolo 569 del codice, a mezzo di posta ordinaria o posta
elettronica, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la
sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e
teletrasmessi.
Le parti possono depositare
all'udienza note alla relazione purché abbiano provveduto, almeno quindici
giorni prima, ad inviare le predette note al perito, secondo le modalità
fissate al terzo comma; in tale caso l'esperto interviene all'udienza per
rendere i chiarimenti.
Art. 173-ter. - (Pubblicità
degli avvisi tramite internet). - Il Ministro della giustizia stabilisce con
proprio decreto i siti internet destinati all'inserimento degli avvisi di cui
all'articolo 490 del codice e i criteri e le modalità con cui gli stessi sono
formati e resi disponibili.
Art. 173-quater. - (Avviso
delle operazioni di vendita da parte del professionista delegato). -
L'avviso di cui al terzo comma dell'articolo 591-bis del codice deve contenere
l'indicazione della destinazione urbanistica del terreno risultante dal
certificato di destinazione urbanistica di cui all'articolo 30 del testo unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonché
le notizie di cui all'articolo 46 del citato testo unico e di cui all'articolo
40 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni; in caso di
insufficienza di tali notizie, tale da determinare le nullità di cui
all'articolo 46, comma 1, del citato testo unico, ovvero di cui all'articolo 40,
secondo comma, della citata legge 28 febbraio 1985, n. 47, ne va fatta menzione
nell'avviso con avvertenza che l'aggiudicatario potrà, ricorrendone i
presupposti, avvalersi delle disposizioni di cui all'articolo 46, comma 5, del
citato testo unico e di cui all'articolo 40, sesto comma, della citata legge 28
febbraio 1985, n. 47»;
173-quinquies. - (Ulteriori modalità di presentazione delle offerte
d'acquisto). - H giudice, con l'ordinanza di vendita di cui all'articolo 569,
terzo comma, del codice, può disporre che la presentazione delle offerte di
acquisto ai sensi dell'articolo 571 del medesimo codice possa avvenire anche
mediante l'accredito, a mezzo di bonifico o deposito su conto bancario o postale
intestato alla procedura esecutiva, di una somma pari ad un decimo del prezzo
che si intende offrire e mediante la comunicazione, a mezzo telefax o posta
teletrasmessi, di una dichiarazione contenente le indicazioni di cui allo stesso
articolo 571. L'accredito di cui al primo comma deve avere luogo non oltre
cinque giorni prima della scadenza del termine entro il quale possono essere
proposte le offerte d'acquisto. Quando l'offerta presentata con le modalità di
cui al primo comma è accolta, il termine per il versamento del prezzo e di ogni
altra somma è di novanta giorni
e) gli articoli 179-bis e 179-ter sono
Art. 179-bis. - (Determinazione
e liquidazione dei compensi per le operazioni delegate dal giudice
dell'esecuzione). - Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti il Consiglio nazionale del
notariato, il Consiglio nazionale dell'ordine degli avvocati e il Consiglio
nazionale dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è
stabilita ogni triennio la misura dei compensi dovuti a notai, avvocati e commercialisti
per le operazioni di vendita di beni
Il compenso dovuto al
professionista è liquidato dal giudice dell'esecuzione con specifica
determinazione della parte riguardante le operazioni di vendita e le successive
che sono poste a carico dell'aggiudicatario. Il provvedimento di liquidazione
del compenso costituisce titolo esecutivo.
Art. 179-ter. - (Elenco dei
professionisti che provvedono alle operazioni di vendita). - Il Consiglio
notarile distrettuale, il Consiglio dell'ordine degli avvocati e il Consiglio
dell'ordine dei dottori commercialisti e esperti contabili comunicano ogni
triennio ai presidenti dei tribunali gli elenchi, distinti per ciascun
circondario, rispettivamente dei notai, degli avvocati e dei commercialisti disponibili a provvedere alle
operazioni di vendita dei beni immobili. Agli elenchi contenenti l'indicazione
degli avvocati e dei commercialisti sono
allegate le schede formate e sottoscritte da ciascuno dei predetti
professionisti, con cui sono riferite le specifiche esperienze maturate nello
svolgimento di procedure esecutive ordinarie o concorsuali.
forma quindi l'elenco dei professionisti disponibili a provvedere alle
operazioni di vendita e lo trasmette ai giudici dell'esecuzione unitamente a
copia delle schede informative sottoscritte da ciascuno di essi.
Al termine di ciascun semestre,
il presidente del tribunale dispone la cancellazione dei professionisti ai quali
in una o più procedure esecutive sia stata revocata la delega in conseguenza
del mancato rispetto del termine e delle direttive stabilite dal giudice
dell'esecuzione a norma dell'articolo 591-bis, primo comma, del codice.
I professionisti cancellati
dall'elenco a seguito di revoca di delega non possono essere reinseriti nel
triennio in corso e nel triennio successivo";
f) l'articolo 181 è sostituito dal
«Art. 181. - (Disposizioni
sulla divisione). - Il giudice dell'esecuzione, quando dispone che si proceda a
divisione del bene indiviso, provvede all'istruzione della causa a norma degli
articoli 175 e seguenti del codice, se gli interessati sono tutti presenti.
Se gli interessati non sono
tutti presenti, il giudice dell'esecuzione, con l'ordinanza di cui all'articolo
600, secondo comma, del codice, fissa l'udienza davanti a sé per la
comparizione delle parti, concedendo termine alla parte più diligente fino a
sessanta giorni prima per l'integrazione del contraddittorio mediante la
notifica dell'ordinanza».
3-quater. Le disposizioni di cui al
comma 3, lettera e), numero 1), entrano in vigore il 1° marzo 2006.
3-quinquies. Le disposizioni di cui
ai commi 3, lettere b-bis), b-ter), c-bis), c-ter), c-quater), c-quinquies),
e-bis) ed e-ter), 3-bis, e 3-ter, lettera a), entrano in vigore il 1° marzo
2006 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data di
3-sexies. Le disposizioni di cui ai
commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c),
c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° marzo 2006 e si applicano anche
alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando
tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l'osservanza
delle norme precedentemente in vigore. L'intervento dei creditori non muniti di
titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° gennaio
4. Alla legge 20 novembre 1982, n. 890 sono apportate
a) all'articolo 3, secondo comma, è
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nei casi in cui l'ufficiale
giudiziario si avvalga per la notificazione di sistemi telematici, la
sottoscrizione è sostituita dall'indicazione a stampa sul documento prodotto
dal sistema informatizzato del nominativo dell'ufficiale giudiziario stesso.»;
b) all'articolo 4, secondo comma, dopo le
parole: «per telegrafo» sono inserite le seguenti: «o in via telematica»;
c) all'articolo 8 sono apportate le
1) il secondo comma è
sostituito dal seguente: «Se le persone abilitate a ricevere il piego, in luogo
del destinatario, rifiutano di riceverlo, ovvero se l'agente postale non può
recapitarlo per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità
o assenza delle persone sopra menzionate, il piego è depositato lo stesso
giorno presso l'ufficio postale preposto alla consegna o presso una sua
dipendenza. Del tentativo di notifica del piego e del suo deposito presso
l'ufficio postale o una sua dipendenza è data notizia al destinatario, a cura
dell'agente postale preposto alla consegna, mediante avviso in busta chiusa a
mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento che, in caso di assenza del
destinatario, deve essere affisso alla porta d'ingresso oppure immesso nella
cassetta della corrispondenza dell'abitazione, dell'ufficio o dell'azienda.
L'avviso deve contenere l'indicazione del soggetto che ha richiesto la notifica
e del suo eventuale difensore, dell'ufficiale giudiziario al quale la notifica
è stata richiesta e del numero di registro cronologico corrispondente, della
data di deposito e dell'indirizzo dell'ufficio postale o della sua dipendenza
presso cui il deposito è stato effettuato, nonché l'espresso invito al
destinatario a provvedere al ricevimento del piego a lui destinato mediante
ritiro dello stesso entro il termine massimo di sei mesi, con l'avvertimento che
la notificazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data
del deposito e che, decorso inutilmente anche il predetto termine di sei mesi,
l'atto sarà restituito al mittente.»;
2) il terzo comma è sostituito
dal seguente: «Trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera
raccomandata di cui al secondo comma senza che il destinatario o un suo
incaricato ne abbia curato il ritiro, l'avviso di ricevimento è immediatamente
restituito al mittente in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta
dall'agente postale, della data dell'avvenuto deposito e dei motivi che l'hanno
determinato, dell'indicazione "atto non ritirato entro il termine di dieci
giorni" e della data di restituzione. Trascorsi sei mesi dalla data in cui
il piego è stato depositato nell'ufficio postale o in una sua dipendenza senza
che il destinatario o un suo incaricato ne abbia curato il ritiro, il piego
stesso è restituito al mittente in raccomandazione con annotazione in calce,
sottoscritta dall'agente postale, della data dell'avvenuto deposito e dei motivi
che l'hanno determinato, dell'indicazione "non ritirato entro il termine di
centottanta giorni" e della data di restituzione.»;
3) il quarto comma è
sostituito dal seguente: «La notificazione si ha per eseguita decorsi dieci
giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al secondo
comma ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore.»;
4) al quinto comma, dopo le
parole: «presso l'ufficio postale» sono inserite le seguenti: «o una sua
dipendenza»;
5) il sesto comma è abrogato.
4-bis. I costi derivanti dalla spedizione della
raccomandata e del relativo avviso di ricevimento di cui al secondo comma
dell'articolo 8 della legge 20 novembre 1982, n. 890, e successive
modificazioni, sono posti a carico del mittente indicato nell'avviso di
ricevimento stesso, secondo le previsioni tariffarie vigenti, fatti salvi i casi
di esenzione dalle spese di notifica previsti dalle leggi vigenti.
4-ter. Nella legge 30 aprile 1999, n. 130, dopo
l'articolo 7 sono aggiunti i seguenti:
Art. 7-bis. - (Obbligazioni bancarie
garantite). - 1. Le disposizioni di cui all'articolo 3, commi 2 e 3,
all'articolo 4 e all'articolo 6, comma 2, si applicano, salvo quanto specificato
ai commi 2 e 3 del presente articolo, alle operazioni aventi ad oggetto le
cessioni di crediti fondiari e ipotecari, di crediti nei confronti delle
pubbliche amministrazioni o garantiti dalle medesime, anche individuabili in
blocco, nonché di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione
aventi ad oggetto crediti della medesima natura, effettuate da banche in favore
di società il cui oggetto esclusivo sia l'acquisto di tali crediti e titoli,
mediante l'assunzione di finanziamenti concessi o garantiti anche dalle banche
cedenti, e la prestazione di garanzia per le obbligazioni emesse dalle stesse
banche ovvero da altre.
2. I crediti ed i titoli acquistati dalla
società di cui al comma 1 e le somme corrisposte dai relativi debitori sono
destinati al soddisfacimento dei diritti, anche ai sensi dell'articolo 1180 del
codice civile, dei portatori delle obbligazioni di cui al comma 1 e delle
controparti dei contratti derivati con finalità di copertura dei rischi insiti
nei crediti e nei titoli ceduti e degli altri contratti accessori, nonché al
pagamento degli altri costi dell'operazione, in via prioritaria rispetto al
rimborso dei finanziamenti di cui al comma 1.
3. Le disposizioni di cui agli articoli 3,
comma 2, e 4, comma 2, si applicano a beneficio dei soggetti di cui al comma 2
del presente articolo. A tali fini, per portatori di titoli devono intendersi i
portatori delle obbligazioni di cui al comma 1.
4. Alle cessioni di cui al comma 1 non si
applicano gli articoli 69 e 70 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440.
Dell'affidamento o trasferimento delle funzioni di cui all'articolo 2, comma 3,
lettera c), a soggetti diversi dalla banca cedente, è dato avviso mediante
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale nonché comunicazione mediante lettera
raccomandata con avviso di ricevimento alle pubbliche amministrazioni debitrici.
Ai finanziamenti concessi alle società di cui al comma 1 e alla garanzia
prestata dalle medesime società si applica l'articolo 67, terzo comma, del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni.
5. Il Ministro dell'economia e delle
finanze, con regolamento emanato ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400,
sentita la Banca d'Italia, adotta disposizioni di attuazione del presente
articolo aventi ad oggetto, in particolare, il rapporto massimo tra le
obbligazioni oggetto di garanzia e le attività cedute, la tipologia di tali
attività e di quelle, dagli equivalenti profili di rischio, utilizzabili per la
loro successiva integrazione, nonché le caratteristiche della garanzia di cui
6. Ai sensi dell'articolo 53 del testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto
legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, sono emanate
disposizioni di attuazione del presente articolo. Tali disposizioni disciplinano
anche i requisiti delle banche emittenti, i criteri che le banche cedenti
adottano per la valutazione dei crediti e dei titoli ceduti e le relative
modalità di integrazione, nonché i controlli che le banche effettuano per il
rispetto degli obblighi previsti dal presente articolo, anche per il tramite di
società di revisione allo scopo incaricate.
7. Ogni imposta e tassa è dovuta
considerando le operazioni di cui al comma 1 come non effettuate e i crediti e i
titoli che hanno formato oggetto di cessione come iscritti nel bilancio della
banca cedente, se per le cessioni è pagato un corrispettivo pari all'ultimo
valore di iscrizione in bilancio dei crediti e dei titoli, e il finanziamento di
cui al comma 1 è concesso o garantito dalla medesima banca cedente.
Art. 7-ter. - (Norme applicabili). - 1.
Alla costituzione di patrimoni destinati aventi ad oggetto i crediti ed i titoli
di cui all'articolo 7-bis, comma 1, e alla destinazione dei relativi proventi,
effettuate ai sensi dell'articolo 2447-bis del codice civile, per garantire i
diritti dei portatori delle obbligazioni emesse da banche di cui all'articolo
7-bis, comma 1, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7-bis, commi 5
e 6».
4-quater. Il primo comma dell'articolo 4 della legge 3
febbraio 1963, n. 69, è sostituito dal seguente:
«L'assemblea per l'elezione dei membri del
Consiglio deve essere convocata almeno venti giorni prima della scadenza del
Consiglio in carica. La convocazione si effettua mediante avviso spedito almeno
quindici giorni prima a tutti gli iscritti, esclusi i sospesi dall'esercizio
della professione, per posta prioritaria, per telefax o a mezzo di posta
elettronica certificata. Della convocazione deve essere dato altresì avviso
mediante annuncio, entro il predetto termine, sul sito internet dell'Ordine
nazionale. È posto a carico dell'Ordine l'onere di dare prova solo
dell'effettivo invio delle comunicazioni».
4-quinquies. All'articolo 3 del decreto legislativo
luogotenenziale 23 novembre 1944, n. 382, il primo comma è sostituito dal
«L'assemblea per l'elezione del Consiglio
deve essere convocata nei quindici giorni precedenti a quello in cui esso scade.
La convocazione si effettua mediante avviso spedito almeno dieci giorni prima a
tutti gli iscritti, esclusi i sospesi dall'esercizio della professione, per
posta prioritaria, per telefax o a mezzo di posta elettronica certificata. Della
convocazione deve essere dato altresì avviso mediante annuncio, entro il
predetto termine, sul sito internet dell'Ordine nazionale. È posto a carico
dell'Ordine l'onere di dare prova solo dell'effettivo invio delle
comunicazioni».
4-sexies. All'articolo 2 del decreto legislativo del
Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, ratificato dalla legge
17 aprile 1956, n. 561, il quinto comma è sostituito dal seguente:
«I componenti del Consiglio durano in
carica tre anni e l'assemblea per la loro elezione deve essere convocata entro
il mese di novembre dell'anno in cui il Consiglio scade. La convocazione si
effettua mediante avviso spedito almeno dieci giorni prima a tutti gli iscritti,
esclusi i sospesi dall'esercizio della professione, per posta prioritaria, per
telefax o a mezzo di posta elettronica certificata. Della convocazione deve
essere dato altresì avviso mediante annuncio, entro il predetto termine, sul
sito internet dell'Ordine nazionale. È posto a carico dell'Ordine l'onere di
dare prova solo dell'effettivo invio delle comunicazioni».
4-septies. Alla legge 16 febbraio 1913, n. 89,
«Art. 4. - 1. Il numero e la residenza dei
notai per ciascun distretto è determinato con decreto del Ministro della
giustizia emanato, uditi i Consigli notarili e le Corti d'appello, tenendo conto
della popolazione, della quantità degli affari, della estensione del territorio
e dei mezzi di comunicazione, e procurando che di regola ad ogni posto
notarile corrispondano una popolazione di almeno 7.000 abitanti ed un reddito
annuo, determinato sulla media degli ultimi tre anni, di almeno 50.000 euro di
onorari professionali repertoriali.
2. La tabella che determina il numero e la
residenza dei notai dovrà, udite le Corti d'appello e i Consigli notarili,
essere rivista ogni sette anni, e potrà essere modificata parzialmente anche
entro un termine più breve, quando ne sia dimostrata l'opportunità».
4-octies. In via transitoria e in sede di prima
a) la prima revisione della tabella di cui
all'articolo 4, comma 2, della legge 16 febbraio 1913, n. 89, come sostituito
dal comma 4-septies del presente articolo, ha luogo entro il termine di un anno
dalla entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto;
b) è a carico della Cassa nazionale del
notariato, con riferimento alle disposizioni contenute nel citato articolo 4,
comma 1, della legge 16 febbraio 1913, n. 89, l'adozione delle misure che
assicurano l'equilibrio economico e finanziario della gestione, senza nuovi o
4-novies. Al fine di agevolare la circolazione dei beni
immobili già oggetto di atti di disposizione a titolo gratuito, nonché di
ribadire la corretta interpretazione della normativa in materia di esecuzione
forzata:
a) al codice civile sono apportate le
1) all'articolo 561, primo
comma, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «I pesi e le ipoteche
restano efficaci se la riduzione è domandata dopo venti anni dalla trascrizione
della donazione, salvo in questo caso l'obbligo del donatario di compensare in
denaro i legittimari in ragione del conseguente minor valore dei beni, purché
la domanda sia stata proposta entro dieci anni dall'apertura della successione.
Le stesse disposizioni si applicano per i mobili iscritti in pubblici
2) all'articolo 563, primo
comma, dopo le parole: «Se i donatari contro i quali è stata pronunziata la
riduzione hanno alienato a terzi gli immobili donati» sono inserite le
seguenti: «e non sono trascorsi venti anni dalla donazione»;
3) all'articolo 563, secondo
comma, dopo le parole: «Contro i terzi acquirenti può anche essere richiesta»
sono inserite le seguenti: «, entro il termine di cui al primo comma,»;
4) all'articolo 563 è
«Salvo il disposto
del numero 8) dell'articolo 2652, il decorso del termine di cui al primo comma e
di quello di cui all'articolo 561, primo comma, è sospeso nei confronti del
coniuge e dei parenti in linea retta del donante che abbiano notificato e
trascritto, nei confronti del donatario, un atto stragiudiziale di opposizione
alla donazione. Il diritto dell'opponente è personale e rinunziabile.
L'opposizione perde effetto se non è rinnovata prima che siano trascorsi venti
anni dalla sua trascrizione»;
b) alle disposizioni per l'attuazione del
codice di procedura civile, dopo l'articolo 187 è inserito il seguente:
«Art. 187-bis. -
(Intangibilità nei confronti dei terzi degli effetti degli atti esecutivi
compiuti). - In ogni caso di estinzione o di chiusura anticipata del processo
esecutivo avvenuta dopo l'aggiudicazione, anche provvisoria, o l'assegnazione,
restano fermi nei confronti dei terzi aggiudicatari o assegnatari, in forza
dell'articolo 632, secondo comma, del codice, gli effetti di tali atti. Dopo il
compimento degli stessi atti, l'istanza di cui all'articolo 495 del codice non
è più procedibile».
4-decies. L'articolo 4 del decreto-legge 25 settembre
2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n.
410, si intende riferito anche ai beni immobili degli enti previdenziali
4-undecies. La CONSOB è autorizzata ad assumere entro
diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, per ragioni di urgenza derivanti da indifferibili esigenze di
servizio, mediante nomina per chiamata diretta e con contratto a tempo
determinato, non più di quindici persone che, per i titoli professionali o di
servizio posseduti, risultino idonee all'immediato svolgimento dei compiti di
istituto. La ripartizione del personale così assunto è stabilita con
deliberazione adottata dalla CONSOB con la maggioranza prevista dal nono comma
dell'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito dalla legge 7
giugno 1974, n. 216, e successive modificazioni.
4-duodecies. Al fine di assicurare un efficiente e
stabile assetto funzionale ed organizzativo della CONSOB, i dipendenti, assunti
con contratto a tempo determinato, che alla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto siano in servizio, possono essere
inquadrati in ruolo, in qualifica corrispondente a quella presa a riferimento
nel contratto, mediante apposito esame-colloquio, tenuto da una Commissione
presieduta dal Presidente o da un Commissario della CONSOB e composta da due
docenti universitari o esperti nelle materie di competenza istituzionale della
CONSOB. L'esame-colloquio è svolto nei sei mesi precedenti la scadenza dei
contratti dei dipendenti interessati.
4-terdecies. Gli oneri finanziari derivanti
dall'applicazione dei commi 4-undecies e 4-duodecies sono coperti secondo i
criteri e le procedure e con le risorse previste dall'articolo 40, comma 3,
della legge 23 dicembre
1994, n. 724.
[8. abrogato]
Art. 2-bis. Misure relative
all'attuazione della programmazione cofinanziata dall'Unione europea per il
1. Al fine di assicurare
l'integrale utilizzo delle risorse comunitarie relative al Programma operativo
nazionale "Azioni di sistema" 2000-2006 a titolarità del Ministero
del lavoro e delle politiche sociali, a supporto dei programmi operativi delle
regioni dell'obiettivo 3, di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio,
del 21 giugno 1999, il fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16
aprile 1987, n. 183, è autorizzato ad anticipare, nei limiti delle risorse
disponibili, su richiesta del Ministero del lavoro e delle politiche sociali -
Direzione generale per le politiche per l'orientamento e la formazione, le quote
dei contributi comunitari e statali previste per il periodo 2005-2006.
2. Per il reintegro delle somme anticipate dal fondo ai
sensi del comma 1, si provvede, per la parte comunitaria, con imputazione agli
accrediti disposti dall'Unione europea a titolo di rimborso delle spese
effettivamente sostenute e, per la parte statale, con imputazione agli
stanziamenti autorizzati in favore dei medesimi programmi nell'ambito delle
procedure previste dalla citata legge n. 183 del 1987.
[ --> art. 3 - 16 ]
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