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Timestamp: 2020-01-21 10:15:23+00:00
Document Index: 82240080

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1667', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 16219 del 28/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16219 del 28/06/2017
Cassazione civile, sez. II, 28/06/2017, (ud. 21/02/2017, dep.28/06/2017), n. 16219
sul ricorso 9253/2012 proposto da:
V.F. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,
P.LE CLODIO 14, presso lo studio dell’avvocato ANDREA GRAZIANI,
rappresentato e difeso dall’avvocato EUGENIO CERUTTI;
P.M.C., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata
in ROMA, VIA ROMEO ROMEI 35, presso lo studio dell’avvocato GIAN
LUIGI MALOSSI, che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 1664/2011 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore 1 Generale Dott.
udito l’Avvocato Malossi Gian Luigi difensore della controricorrente
Il signor V.F., appaltatore dei lavori di completamento di un fabbricato commissionatigli dalla signora P.M.C., ricorre contro costei per la cassazione della sentenza con cui la corte d’appello di Torino lo ha ritenuto responsabile, ai sensi dell’art. 1669 c.c., dei difetti del fabbricato dalla stessa lamentati e lo ha conseguentemente condannato a risarcire alla stessa i conseguenti danni, quantificandoli nella somma necessaria per l’eliminazione di detti difetti; somma liquidata, sulla scorta delle risultanze peritali, nella misura di Euro 14.233,05, oltre rivalutazione monetaria interessi legali.
La signora P. ha resistito con controricorso.
Il primo mezzo di ricorso, promiscuamente riferito al vizio di motivazione e a (non specificati) vizi di violazione di legge e di norme sul procedimento, lamenta, in sostanza, che la corte territoriale avrebbe recepito le risultanze della consulenza di ufficio aderendo alle stesse acriticamente e senza tenere conto delle critiche che a tale consulenza erano state mosse dal consulente di parte dell’odierno ricorrente. Il motivo va disatteso, perchè non individua vizi logici o lacune argomentative della sentenza, ma si risolve nella prospettazione di un dissenso rispetto alle conclusioni peritali, fatte proprie prima dal tribunale e poi dalla corte di appello.
Il secondo motivo, riferito al vizio di motivazione, censura la valutazione di gravità dei vizi sulla cui base la corte distrettuale ha ricondotto la fattispecie alla previsione dell’art. 1669 c.c., invece che art. 1667 c.c..
Anche questo secondo motivo va disatteso, perchè attinge apprezzamenti di merito che competono al giudice territoriale. Esso risulta dunque inammissibile, perchè, come questa Corte ha più volte affermato (cfr. sent. n. 7972/07), nel giudizio di cassazione la deduzione del vizio di cui all’art. 360 c.p.c., n. 5, non consente alla parte di censurare la complessiva valutazione delle risultanze processuali contenuta nella sentenza impugnata, contrapponendo alla stessa una sua diversa interpretazione, al fine di ottenere la revisione da parte del giudice di legittimità degli accertamenti di fatto compiuti dal giudice di merito: le censure poste a fondamento del ricorso non possono pertanto risolversi nella sollecitazione di una lettura delle risultanze processuali diversa da quella operata dal giudice di merito, o investire la ricostruzione della fattispecie concreta, o riflettere un apprezzamento dei fatti e delle prove difforme da quello dato dal giudice di merito.
Condanna il ricorrente a rifondere alla contro ricorrente le spese del giudizio di cassazione, che liquida in Euro 2.000, oltre Euro 200 per esborsi ed oltre accessori di legge.