Source: http://astratto.info/la-mobilit-urbana-corso-per-comandanti-e-ufficiali-della-poliz.html
Timestamp: 2019-03-19 01:46:17+00:00
Document Index: 178415733

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.1', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 41', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 71', 'art. 79', 'art. 80', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 36']

La mobilità urbana Corso per Comandanti e Ufficiali della Polizia Municipale
Corso per Comandanti e Ufficiali della Polizia Municipale
Misure differenziate (divieti, controlli, politiche di incentivazione e disincentivazione)
Emergenza nazionale (Corte cost. 462/1992)
Centro abitato: insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine
Insieme di edifici: raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada
Strada urbana: strada interna ad un centro abitato
Zona residenziale: zona urbana in cui vigono particolari regole di circolazione a protezione dei pedoni e dell'ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine
Pubblicata all’albo pretorio per trenta giorni consecutivi; ad essa viene allegata idonea cartografia nella quale sono evidenziati i confini sulle strade di accesso
Centro abitato: art. 5, d.p.r. 495/1992
Ambito territoriale in cui è necessaria una particolare cautela nella guida, e sono imposte particolari norme di comportamento
Limiti territoriali di applicazione delle diverse norme
Mobilità urbana - Obiettivi: art.1, d.lgs. 285/1992
razionale gestione della mobilità
protezione dell’ambiente (prevenzione degli inquinamenti e tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale)
Mobilità urbana – Prospetto generale
Strumenti pianificatori e programmatori
Misure puntuali (limitazioni temporanee o permanenti della circolazione)
Interventi di zonizzazione (ZTL, aree pedonali)
Promozione sistemi di trasporto alternativo
Mobilità urbana - Pianificazione
Pianificazione “atmosferica”
Pianificazione “acustica”
Pianificazione circolazione – Piano urbano del traffico: art. 36, d.lgs. 285/1992
Comuni > 30.000 abitanti
Comuni: particolare affluenza turistica, elevati fenomeni di pendolarismo, congestione della circolazione stradale (elenco)
Pianificazione circolazione - Piano del traffico per la viabilità extraurbana: art. 36, d.lgs. 285/1992
Provincia, d’intesa con enti proprietari strade interessate
Pianificazione circolazione – Piano del traffico: art. 36, d.lgs. 285/1992
Finalità: miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, riduzione degli inquinamenti, risparmio energetico
Stabilire priorità e tempi di attuazione
Ricorso a sistemi tecnologici per la regolamentazione e il controllo circolazione e sosta
Atto amministrativo generale (programmatorio)
Pianificazione circolazione – Coordinamento: art. 36, d.lgs. 285/1992
Obiettivi generali della programmazione economico-sociale e territoriale
Pianificazione dei trasporti (Piano generale dei trasporti e della logistica, d.p.r. 14 marzo 2001)
Pianificazione circolazione - Piano spostamenti: art. 3, d.m. 27 marzo 1998
Obbligati: imprese e enti pubblici con singole unità locali con più di 300 dipendenti e le imprese con complessivamente più di 800 addetti ubicate nei comuni “a rischio”
Contenuto: spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente, individuazione del responsabile della mobilità aziendale.
Finalità: riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico
Il piano viene trasmesso al comune entro il 31 dicembre di ogni anno
Eventuale stipulazione di accordi di programma per l’applicazione del piano.
Rapporto annuale: descrizione delle misure adottate ed i risultati raggiunti.
Le imprese e gli enti con singole unità locali con meno di 300 dipendenti possono individuare i responsabili della mobilità aziendale ed usufruire della struttura di supporto
Pianificazione circolazione - Piano urbano di mobilità: art. 22, l. 340/2000
Programmazione del sistema della mobilità:
interventi sulle infrastrutture di trasporto pubblico
governo della domanda di trasporto
sistemi di controllo e regolazione del traffico
riorganizzazione della distribuzione delle merci
soddisfacimento fabbisogni di mobilità
abbattimento dei livelli di inquinamento
sicurezza del trasporto e circolazione stradale
minimizzazione dell’uso individuale autovettura
aumento della percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi
riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane
Regolamento (non emanato) relativo al procedimento di formazione e di approvazione dei PUM, ai requisiti minimi dei relativi contenuti, ai criteri di priorità nell’assegnazione dei contributi, modalità di erogazione, di controllo dei risultati
Pianificazione “atmosferica” – Piani d’azione regionali: art. 7, d.lgs. 351/1999
Individuazione zone del proprio territorio nelle quali i livelli di uno o più inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme
Adozione di piani d’azione
Contenuto: misure da attuare nel breve periodo, es. misure di controllo e, se necessario, di sospensione delle attività, ivi compreso il traffico veicolare
Mobilità urbana – Pianificazione acustica: art. 7, l. 447/1995
Provvedimenti per la limitazione delle emissioni sonore:
piani dei trasporti urbani
Mobilità urbana – Piano di risanamento acustico: art. 7, l. 447/1995
Competenza comunale (in caso di superamento dei valori di attenzione)
Coordinamento con PUT
Contenuto: tipologia del rumore nelle zone da risanare; individuazione dei soggetti, priorità, modalità, tempi; oneri finanziari; misure cautelari d’urgenza
Obblighi, divieti o limitazioni alla circolazione extraurbana: art. 6, d.lgs. 285/1992
Strada (o tratto di essa) o determinati utenti
Finalità: sicurezza pubblica, sicurezza circolazione, tutela della salute, esigenze militari
Divieto circolazione veicoli adibiti al trasporto di cose
Competenza: Prefetto
Permanenti/temporanei
Circolazione o caratteristiche strutturali delle strade
per strade/autostrade statali: A.N.A.S.
per strade regionali: Presidente della giunta
per strade provinciali: Presidente della provincia;
per strade comunali: Sindaco
Mobilità extraurbana – Sospensioni temporanee: art. 6, d.lgs. 285/1992
Tempo strettamente necessario
Incolumità pubblica, tutela del patrimonio stradale, esigenze tecniche
Mobilità urbana – Competenze comunali: art. 7, d.lgs.285/1992
limitazioni alla circolazione di alcune o tutte le categorie di veicoli (rispetto direttive ministeriali)
Finalità: prevenzione inquinamento e tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale
prescrivere orari e spazi carico/scarico
riservare strade servizio trasporto urbano
Mobilità urbana – Benzene aerodisperso: l. 413/1997
Limitazioni della circolazione (Sindaco): esigenze di prevenzione dell’inquinamento atmosferico, sulla base di criteri ambientali e sanitari
Dispositivi di recupero dei vapori di benzina nelle pompe di distribuzione
Limiti alla circolazione – Criteri ambientali e sanitari: d.m. 163/1999
Valutazione preliminare (d.m. 261/2002)
Valutazione aria ambiente (d.lgs. 351/1999)
Comuni appartenenti alle zone superamento ovvero rischio di superamento dei valori limite o delle soglie di allarme
Rinvio a piani regionali d’azione e piani di raggiungimento dei valori limite
Misura preventiva: divieto circolazione nei centri abitati per tutti gli autoveicoli che non abbiano effettuato il controllo annuale delle emissioni
Emissioni di idrocarburi policiclici aromatici
Comuni individuati con d.m. (rinvio)
Comuni, con popolazione inferiore, per i quali la situazione meteoclimatica e l’entità delle emissioni facciano prevedere possibili superamenti
Comuni individuati dalle regioni nei piani di risanamento
Rinvio ai piani di risanamento
Misure inquinamento acustico: art. 9, l. 447/1995)
Eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell'ambiente
Competenza: Sindaco, Presidente della provincia, Presidente della giunta regionale, Prefetto, Ministro dell’ambiente, Presidente del Consiglio
Ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore (inclusa l’inibitoria parziale o totale di determinate attività)
Mobilità urbana – Bollino blu: dir.min. 7 luglio 1998
Sindaci dei comuni inseriti nelle zone a rischio di episodi acuti di inquinamento individuate dalle Regioni
Autoveicoli privi attestazione contenimento delle emissioni inquinanti (allegato d.m. 5 febbraio 1996)
Problematiche giuridiche provvedimenti di limitazione della circolazione
Libertà di circolazione (art. 16, Cost.)
Divieto di assoggettare i cittadini a prestazioni patrimoniali se non in base alle legge (art. 23, Cost.)
Libertà di impresa (art. 41, Cost.)
Libertà di circolare utilizzando veicoli = un rilevante bisogno di vita
Il legislatore, per ragioni di pubblico interesse, può adottare misure che influiscono sul movimento della popolazione, purché i limiti siano ragionevoli (concretamente riscontrati e stabiliti in base alle differenti opzioni della realtà)
Riferimento: Corte Cost., sentenza 1 giugno 1998, n. 215 e sentenza 10 luglio 19965, n. 264
Motivazione e istruttoria
Istruttoria adeguata e completa (documentazione)
Non richiesta se limitazioni traffico veicolare conformi disposizioni PUT
Motivazione: non richiesta se i risultati dell’istruttoria rendono palesi
Adeguatezza e razionalità provvedimenti
Analisi situazione fatto
Legittimità soluzioni differenziati per zone “diverse”
Illegittimità soluzione unica per zone “uguali”
Requisiti necessità urgenza
Deroghe alle limitazioni della circolazione e della sosta: art. 7, comma 4, d.lgs. 285/1992
Accertate necessità
Speciali condizioni e cautele.
Permessi di sosta in deroga:
persone con limitata o impedita capacità motoria (contrassegno speciale)
Limiti al potere di deroga
Meritevolezza, da valutare in relazione alle finalità perseguite con l’introduzione delle limitazioni
Ragionevolezza, relativamente alla scelta degli interessi, anche privati, da tutelare
Soggetti beneficiari devono essere in una posizione differenziata e qualificata legittimante la deroga
Soggetti p.a.: nesso sussistente tra la deroga e l’attinenza all’interesse della collettività dell’attività esercitata
Fissazione criteri di massima (trasparenza e imparzialità)
Accertamento in concreto esistenza particolari necessità
Deroga accordata nei limiti delle necessità accertate e subordinata a particolari condizioni e cautele
Personale sanitario (esecuzione interventi urgenti)
Titolari di attività economiche (in relazione agli autoveicoli)
Appartenenti a organi istituzionali – titolari di pubblica funzione (no personale addetto agli apparati burocratici serventi)
Divieto di circolazione per la prevenzione dell’inquinamento atmosferico, CdS 637/1995
Salvaguardia degli interessi fondamentali dei cittadini, residenti nella zona o meno
Criteri di effettività e di economia dei mezzi:
Soddisfacimento degli interessi particolari tutelati della deroga
Adozione dei mezzi di controllo che causano meno aggravio e incomodo all’Amministrazione stessa e ai cittadini
Veicoli: art. 71, d.lgs 285/1992
Previsione caratteristiche generali costruttive e funzionali dei veicoli a motore e loro rimorchi
V. d.p.r. 495/1992
Omologazione del prototipo prima ingresso in circolazione
Finalità: sicurezza della circolazione, protezione dell'ambiente
Veicoli: art. 79, d.lgs 285/1992
Obbligo di mantenere il veicolo in condizioni di massima efficienza
Prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali ed a quelle dei dispositivi di equipaggiamento
Finalità: limitazione del rumore e delle emissioni inquinanti.
Revisione periodica: art. 80, d.lgs 285/1992
Finalità: garantire condizioni di sicurezza per la circolazione e di silenziosità e che i veicoli stessi non producano emanazioni inquinanti superiori ai limiti prescritti
Tempi, criteri e modalità revisione totale o parziale
Emissioni prodotte da veicoli: d.m. 20 febbraio 2003
Valori limite alle emissioni inquinanti prodotte dai veicoli a motore a due o a tre ruote
Certificati di omologazione  verifica della funzionalità dei meccanismi antinquinamento
Inquinamento acustico prodotto dai veicoli: art. 6, l. 447/1995
Competenza: Comuni
Attività: rilevazione e il controllo delle emissioni sonore prodotte dai veicoli
Mobilità urbana – Qualità benzina e diesel: d.lgs. 66/2005
Tenore massimo di zolfo, benzene, idrocarburi aromatici
Individuazione specifiche tecniche (allegati)
Previsione specifiche più severe (finalità di tutela della salute o dell’ambiente)
Sistema informativo sui combustibili commercializzati
Risparmio carburante: d.p.r. 84/2003
Etichettatura relativa al consumo di carburante e emissioni CO2
Affissione presso il punto di vendita del manifesto o schermo di visualizzazione
Finalità: informazione consumatori
Interventi settoriali: art. 7, d.lgs.285/1992
delimitazione delle aree pedonali
delimitazione zone a traffico limitato (sicurezza, salute e patrimonio ambientale e culturale)
delimitazione zone di rilevanza urbanistica con particolari esigenze traffico
Pagamento somma ingresso ZTL
Zona a traffico limitato: art. 3, d.lgs. 285/1992
Area in cui l’accesso e la circolazione veicolare sono limitati ad ore prestabilite o a particolari categorie di utenti e di veicoli
Parcheggi (v. dopo)
Aree pedonali, art. 3, d.lgs. 285/1992
Zona interdetta alla circolazione dei veicoli (zone a emissioni 0)
velocipedi e i veicoli al servizio di disabili
veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi
Ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali (previa segnalazione)
Giurisprudenza ZTL
Discrezionalità della p.a. nel definire l’estensione zona, durata oraria, esclusione categorie determinate di utenti e veicoli
Obbligo esposizione contrassegno (rapido controllo legittimità sosta)
Deroghe (es. emergenze sanitarie medici/ostetriche – no chi svolge attività lavorative nel centro storico)
Creare parcheggi (per i residenti)
Evitare un uso “improprio” della sede stradale
Disincentivare l’uso dell’autovettura per gli spostamenti e la circolazione all’interno dei centri abitati
Centri abitati – Competenze comunali: art. 7, d.lgs.285/1992
Ordinanza del Sindaco: individuazione aree autorizzate a parcheggio; riserva parcheggi residenti (es. ZTL, zone di rilevanza urbanistica )
Deliberazione della Giunta: individuazione aree destinate al parcheggio a pagamento (anche in mancanza servizio custodia)
Programma urbano dei parcheggi: artt. 3 e 4, l. 122/1989
Obbligati: Comuni individuati dalla Regioni
Contenuto: localizzazioni e dimensioni parcheggi, priorità di intervento e tempi di attuazione, disciplina della circolazione e dello stazionamento
Obiettivi: decongestionamento dei centri urbani, creazione di parcheggi (interscambio)
Variante piani urbanistici
Accesso a forme di finanziamento
Parcheggi pertinenziali: art. 9, l. 122/1989
Realizzazione di parcheggi:
nel sottosuolo degli immobili ovvero nei locali siti al piano terreno, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi
nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne (es. cortili), purchè non in contrasto con i piani urbani del traffico, tenuto conto dell'uso della superficie sovrastante e compatibilmente con la tutela dei corpi idrici
Rispetto vincoli paesaggistici ambientali
I comuni possono prevedere, nell’ambito del programma urbano dei parcheggi, la realizzazione di parcheggi da destinare a pertinenza di immobili privati su aree comunali o nel sottosuolo delle stesse
Priorità nella realizzazione parcheggi: d.m. 41/1990
Parcheggi di interscambio; finalità: ridurre l’afflusso dei veicoli privati nei centri urbani e nei loro centri storici
Parcheggi situati al di fuori dei centri storici e finalizzati a favorire la fluidità del traffico veicolare sulla principale viabilità cittadina
Parcheggi finalizzati ad agevolare la fruizione di aree pedonali urbane o di ZTL, ovvero di aree o zone alle stesse assimilabili mediante la sosta dei veicoli privati per periodi di tempo limitati
Accertamento infrazioni: art. 17, comma 132 l. 127/1997
Violazioni in materia di sosta
Dipendenti delle società di gestione dei parcheggi (limitatamente alle aree oggetto di concessione)
La procedura sanzionatoria amministrativa e l’organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti
Accertamento infrazioni: art. 17, commi 132 e 133 l. 127/1997
Violazione in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico
Promozione altre forme di trasporto
Servizio pubblico trasporto urbano
Uso collettivo autovettura
Servizio trasporto urbano pubblico
Efficiente e competivo
Interventi sulla viabilità (es. previsione corsie ad hoc)
Erogazioni rinnovo parco autoveicoli
Previsione di parcheggi scambiatori
Incentivi economici: art. 4 d.m. 27 marzo 1998
Progetti: uso collettivo ottimale delle autovetture, promozione car sharing
Autoveicoli elettrici, ibridi, con alimentazioni a gas naturale o GPL dotati di dispositivo per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, o immatricolati alla luce della più recente normativa comunitaria
Car sharing: d.dirig. 20 dicembre 2000
Definizione: un sistema di servizio di mobilità in cui le autovetture sono destinate ad essere utilizzate da più persone dietro pagamento di una quota proporzionale al tempo d’uso e ai chilometri percorsi (forma di multi proprietà)
Obiettivo specifico: realizzazione di un sistema coordinato ed integrato di servizi locali di car sharing
Obiettivo finale: riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico urbano
Incentivazioni sistema di trasporto rapido di massa: l. 211/1992
Obiettivo specifico: sviluppo del trasporto pubblico di massa nelle aree urbane
Obiettivo finale: miglioramento della mobilità e delle condizioni ambientali
Destinatari: Città metropolitane, nonché Comuni “individuati”
Oggetto: sistemi di trasporto a guida vincolata in sede propria, tramvie, sistemi di trasporto con trazione a fune, ascensori e tapis roulant
Incentivazione statale, art. 6, d.m. 23 marzo 1998
Veicoli elettrici, a gas naturale o a GPL, o con carburanti alternativi con pari livello di emissioni
Servizi di taxi collettivo
Promozione uso bicicletta /pedonale: art. 1, l. 208/1991
Fondo per il finanziamento degli investimenti diretti alla realizzazione di itinerari ciclabili o pedonali
Promozione uso bicicletta /pedonale: art. 2, l. 208/1991
Comuni individuati tenendo conto delle caratteristiche orografiche del territorio comunale, delle condizioni ambientali e del traffico urbano, del patrimonio artistico, della vocazione turistica e termale, della presenza di istituzioni universitarie o scolastiche a carattere comprensoriale
Programma di sviluppo: art. 2, l. 208/1991
Oggetto: realizzazione, l’ampliamento, la ristrutturazione ed il completamento di itinerari ciclabili o pedonali, comunali o intercomunali
Priorità: decongestionamento dei centri storici dal traffico veicolare a motore e l’interscambio con i sistemi di trasporto collettivo
Contenuto (inter alia): descrizione degli itinerari, localizzazione, tracciato planialtimetrico
Priorità nella concessione dei contributi: d.m. 467/1992
Itinerari finalizzati al decongestionamento dei centri urbani o dei centri storici, mediante la riduzione dell’afflusso in tali aree di veicoli privati a motore
Itinerari mirati a favorire la fluidità del traffico veicolare sulla principale viabilità urbana, che consentano il collegamento con poli di servizi collettivi ad alto utilizzo (es. scuole, uffici, ospedali)
Itinerari finalizzati ad agevolare la fruizione di aree pedonali
Utilizzazione strumenti tecnologici: art. 36, d.lgs. 285/1992
Ricorso a sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione e controllo del traffico, nonché di verifica del rallentamento della velocità e di dissuasione della sosta
Modifiche ai flussi della circolazione stradale
Attendibilità delle apparecchiature
Contestazione differita della violazione
Contestazione non immediata
Veicolo lanciato a eccessiva velocità
Attraversamento incrocio con semaforo luce rossa
Funzionario o agente a bordo di un mezzo di pubblico trasporto
Apparecchi di rilevamento che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento o comunque nella impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari
Assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo
Elenco esemplificativo
Utilizzo autovelox: Cass.civ. 944/2005
Legittima la contestazione non immediata della rilevata violazione dei limiti di velocità anche quando sia utilizzata un’apparecchiatura “autovelox” che consenta l’accertamento della violazione al momento del transito del veicolo e, ancorché sia stato previsto l’impiego di una seconda pattuglia, questa non sia in grado di procedere alla contestazione immediata perché impegnata in altra contestazione
Autovelox e “seconda pattuglia”: Cass. civ. 2494/2001
Astratta possibilità predisposizione seconda pattuglia
Modalità organizzative del servizio di rilevamento da parte della p.a. in termini di impiego di uomini e mezzi
Scelta insidacabile da parte del giudice di merito
Sistemi tecnologici e verbale di accertamento: Cass. civ. 3836/2001
Rilevazione dell’illecito solo in tempo successivo ovvero dopo che il veicolo sia già a distanza dal posto di accertamento → l’indicazione a verbale dell’utilizzazione di apparecchi di tali caratteristiche esenta dalla necessità di ulteriori precisazioni circa la contestazione immediata
Rilevazione prima del transito, però impossibilità (per altre cause) contestazione immediata → indicare a verbale le ragioni
Sistemi tecnologici e verbale di accertamento: Cass. civ. 3017/2004
Rilevazione dell’illecito prima del transito → contestazione immediata, purché dal fermo del veicolo non derivino situazioni di pericolo e che il servizio sia organizzato in modo da consentirla, nei limiti delle disponibilità di personale dell’amministrazione
Compilazione verbale di accertamento: Cass. civ. 12105/2001
Nozione di “agente accertatore”: qualsiasi soggetto che faccia parte dell'organo, e sia abilitato, in siffatta qualità, a compiere gli accertamenti di competenza dell'organo stesso, senza distinzione tra componenti dell'organo che abbiano assistito all'infrazione, e componenti che non vi abbiano assistito
faculty -> Università degli Studi di Trento