Source: https://www.ilcalcioillustrato.it/abolita-linversione-di-fatturazione/
Timestamp: 2019-07-22 04:40:48+00:00
Document Index: 64459813

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.10', 'art.1', 'art.1', 'art.17']

Abolita l’inversione di fatturazione – Il Calcio Illustrato
Commenti disabilitati su Abolita l’inversione di fatturazione
L’incessante susseguirsi di nuovi provvedimenti legislativi in materia fiscale, specialmente negli ultimi mesi dello scorso anno, ha provocato non poco disagio ai contribuenti italiani: il tutto a partire dalla introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica, in particolare per i gestori degli impianti stradali di distribuzione di carburanti per le cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburante per motori di autoveicoli con correlato rinvio dell’obbligo per imprese e lavoratori autonomi nonché altri soggetti interessati a giustificare fiscalmente tali acquisti con il detto documento in sostituzione dell’utilizzo della scheda carburanti, rivelandosi poi la situazione più complicata per gli Enti Sportivi Dilettantistici anche con riferimento alla inversione della fatturazione delle sponsorizzazioni in capo ai committenti di servizi alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche in regime fiscale agevolato di cui alla legge 398/91.
Pertanto, si ritiene opportuno fare ancora una volta il punto della situazione dopo i più recenti interventi legislativi in materia fiscale relativamente alle novità introdotte dal D.L. 23.10.2018, convertito con modificazioni in Legge 17.12.2018 n.136 (Decreto Fiscale), e Legge 30.12.2018 n.145 (Legge di Bilancio 2019), sintetizzando qui di seguito le principali disposizioni che riguardano gli Enti Sportivi Dilettantistici, anche alla luce delle risposte fornite dalla Agenzia delle Entrate, purtroppo non sempre convincenti od esaustive in merito ai quesiti posti, lasciando così il contribuente, come si suol dire con il cerino in mano, circa il comportamento da seguire e/o le procedure da attivare per soddisfare adeguatamente con regolarità i nuovi adempimenti.
Con le disposizioni contenute nella L. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) viene definitivamente dato l’avvio alla rivoluzione digitale nelle transazioni commerciali tra privati dopo la precedente introduzione nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, conseguendone in via generale che le stesse Associazioni/Società Sportive Dilettantistiche devono provvedere ad attrezzarsi per la generazione in forma elettronica delle fatture attive, qualora svolgano attività commerciali, fatto salvo per gli Enti soggetti passivi dell’Imposta sul Valore Aggiunto operativi, per legge o per opzione, in regimi agevolati speciali quale quello di cui alla Legge 398/91.
Su tale provvedimento, in particolare sulle modalità di generazione della fattura elettronica e della sua trasmissione digitale, abbiamo già avuto modo di interessarci illustrandone i contenuti, lasciando ora a quegli interventi ogni commento per un maggiore approfondimento (1-2-3).
Ciò evidenziato, al fine della chiarezza circa gli obblighi in materia di fatturazione elettronica in capo agli Enti Sportivi Dilettantistici, per meglio comprendere la ratio delle novelle disposizioni e le conseguenti implicazioni, si ritiene opportuno seguirne il percorso legislativo, non trascurando di tenere in adeguata considerazione le posizioni, a volte controverse, assunte dall’Agenzia delle Entrate rispondendo ai quesiti formulati durante i diversi Forum, succedutesi nelle ultime settimane dopo l’entrata in vigore delle novelle disposizioni, in quanto recenti norme specifiche sono state sottoposte ad ulteriori modifiche generando così non poca confusione tra gli operatori di settore.
Con l’emanazione del D.Lgs 5.8.2015 n.127, è stata regolamentata la trasmissione telematica delle operazioni Iva al fine di razionalizzarne il procedimento di fatturazione e registrazione relativamente alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello stato prevedendo che:
• l’emissione di fatture elettroniche, redatte secondo un prestabilito formato ministeriale (4), avvenga utilizzando esclusivamente il sistema di interscambio (SDI) (1);
• l’esonero dalle predette disposizioni, cioè dall’obbligo di emettere la fattura elettronica in formato digitale ma non esonerati dall’obbligo di riceverla in tale formato, è per i soggetti passivi Iva operanti in Regime Forfettario (5) o di Vantaggio (6). Tale esonero è stato successivamente esteso ai soggetti passivi che hanno esercitato l’opzione di cui all’art.1 e 2 L. 398/91, che nel periodo di imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore ad euro 65.000, con D.L. 293 del 23.10.2018, convertito con modificazioni in Legge 17.12.2018 n.136, il quale ulteriormente disponendo che qualora tale importo risultasse superato nell’esercizio precedente, gli Enti Sportivi devono assicurarsi che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo all’imposta, il quale ultimo potrebbe esso stesso operare in regime di esonero e , pertanto, non obbligato alla redazione digitale della fattura e, comunque, implicando una attività di monitoraggio da parte del soggetto sostituito sull’esatta esecuzione dell’adempimento da parte del soggetto su cui incombe l’obbligo di emissione del documento digitale.
Ad ovviare a tale paradossale situazione è intervenuto tempestivamente ma parzialmente il legislatore abrogando la disposizione testè commentata con il comma 156 art.1 L. 145/2018.
Quindi, alla luce anche di quanto affermato nel corso della video-conferenza del 15.1.2019 Agenzia delle Entrate / Consiglio Nazionale ODCEC con riferimento agli adempimenti correlati con la fatturazione attiva, si possono riscontrare le seguenti situazioni in capo alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche in regime opzionale L. 398/91 in funzione del volume dei ricavi realizzati nell’esercizio precedente:
fino ad euro 65.000, l’Ente Sportivo:
a) è esonerato dall’obbligo di emissione della fattura elettronica;
b) emette fattura in formato cartaceo (analogico), potendo comunque scegliere di emettere le fatture elettroniche;
3 oltre euro 65.000, l’Ente Sportivo:
c) può volontariamente (cioè non è obbligato) emettere direttamente la fattura elettronica al proprio cliente, evitando a quest’ultimo l’incombenza dell’adempimento ed a se stesso l’onere di assicurarsi dell’avvenuta emissione del documento nei modi e nei termini di legge;
d) in vigenza dell’art.10 D.L. 119/2018, nella sua attuale formulazione, non emette la fattura elettronica e tale documento viene redatto digitalmente e trasmesso al Sistema di Interscambio dal proprio cliente per conto di terzi, cioè né in regime di reverse charge (inversione contabile) né quale autofattura ma quale documento del tipo TD01 in cui l’Iva viene esposta nel modo ordinario.
Nel predisporre la fattura, il cliente deve indicare:
• nel campo cedente/prestatore i dati dell’Ente Sportivo;
• nel campo cessionario i suoi dati;
• nel campo soggetto emittente, il valore CC, che sta ad indicare che la fattura è emessa dal cessionario/committente.
In tale ultima ipotesi, ne consegue che la Società/Associazione Sportiva Dilettantistica deve assicurarsi, come più sopra esplicitato, che la fattura sia stata emessa anche al fine della sua contabilizzazione e ciò è possibile:
• con la richiesta al cliente di una copia che ha emesso per suo conto;
• con l’accesso nella propria area dedicata all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate “Fatture e Corrispettivi” nella quale il Sistema di Interscambio deposita il file XML.
è palese che gli Enti Sportivi con volume d’affari superiore ad euro 400.000 ovvero in regime contabile semplificato od ordinario, per opzione o per legge, quindi soggetti passivi Iva, devono eseguire gli adempimenti correlati alla fatturazione elettronica.
Infine, si evidenzia che gli altri Enti che non svolgono attività commerciali non hanno nessun obbligo ma comunque possono essere destinatari di fatture elettroniche da dover in ogni caso monitorare ai fini organizzativi gestionali ed amministrativi interni propri.
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio (commi da 621 a 628, art.1) è stata prevista la proroga del riconoscimento del credito di imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate nel corso dell’anno di imposta 2019, relative ad interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici ovvero destinate alla realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche.
Il credito di imposta spetta nella misura del:
• 65% (percento) per le erogazioni effettuate da privati, anche nel caso in cui le stesse siano destinate ai soggetti concessionari e affidatari degli impianti sportivi pubblici;
• 20% (percento) massimo del reddito imponibile delle persone fisiche e degli enti non commerciali;
• 10 (per mille) massimo dei ricavi annui conseguiti dai titolari di reddito di impresa.
Il credito così determinato:
• è ripartito in tre quote annuali di pari importo ma per i titolari di reddito d’impresa può essere utilizzato nel limite complessivo di 13.2 milioni di euro tramite compensazione con altri tributi (7);
• non rileva ai fini delle imposte sui redditi ne dell’imposta regionale sulle attività produttive;
• non è cumulabile con altra agevolazione fiscale prevista da altre disposizioni di legge a fronte delle medesime erogazioni;
• non è soggetto ai limiti di compensazione dei crediti di cui alla L. 244/2007 e L. 388/2000.
I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali comunicano immediatamente all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri l’ammontare delle somme ricevute e la loro destinazione, provvedendo contestualmente a darne adeguata pubblicità attraverso l’utilizzo di mezzi informatici.
Entro il 30 giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino all’ultimazione dei lavori di manutenzione, restauro o realizzazione di nuove strutture, i soggetti beneficiari delle erogazioni comunicano altresì all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri lo stato di avanzamento dei lavori, anche mediante una rendicontazione delle modalità di utilizzo delle somme erogate.
Il comma 646 art.1 Legge di Bilancio 2019 estende l’esenzione dell’imposta di bollo anche agli atti richiesti o posti in essere dalle Società e ASD se:
• non perseguono scopi di lucro;
• riconosciute dal Coni.
Pertanto risultano esenti dall’imposta:
• atti, documenti, istanze, estratti, certificazioni, dichiarazioni e contratti nonché loro copie se dichiarate conformi;
• richieste di attestazioni varie alle Federazioni Sportive o da queste rilasciate.
A corollario si rinvia all’intervento in commento alla circolare 18/e/2018 A.E. nella precedente edizione (3).
1- Ed.n.201 giugno 2018
2- Ed.n.207 dicembre 2018
3- Ed.n.208 gennaio 2019
4- D.M.-P.A. 3-4, 2013 n.55 All. A
5- L.190/2014 Artt.54 a 89
6- D.L. 98/2011 conv.L.111/2011
7- D. Lgs 241/1997 art.17
redazione127 Posts