Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/donazione
Timestamp: 2020-02-18 00:00:59+00:00
Document Index: 70864881

Matched Legal Cases: ['art. 769', 'art. 771', 'art. 799', 'art. 791', 'art. 801', 'art. 803', 'art. 809', 'art. 785', 'art. 437', 'art. 805', 'art. 128', 'art. 805', 'art. 437', 'art. 797']

Donazione – La Legge per tutti
Donazione (d. civ.): È il contratto [vedi] con il quale una parte (donante), per spirito di liberalità, arricchisce l’altra (donatario) disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa una obbligazione (art. 769 c.c.).
Costituisce un negozio [vedi] a titolo gratuito atteso che l’autore della Donazione non riceve alcun corrispettivo.
Il contratto di Donazione richiede nell’autore la piena capacità [vedi] di disporre; esso, inoltre, può avere ad oggetto qualunque bene che si trovi nel patrimonio del donante, mentre è vietata la donazione di beni futuri e altrui (art. 771 c.c.).
Il contratto deve essere fatto per atto pubblico [vedi], con due testimoni, sotto pena di nullità.
La Donazione obbliga il donatario a fornire gli alimenti [vedi] al donante che in seguito venga a trovarsi in stato di bisogno, purché non si tratti di Donazione rimuneratoria o obnuziale.
Il contratto è invalido, oltre che per le normali cause [vedi Invalidità], per errore o illiceità del motivo [vedi Motivo] che risulti dall’atto e sia stato determinante del consenso.
La Donazione nulla è convalidabile mediante conferma [vedi Sanatoria] espressa o esecuzione volontaria, dopo la morte del donante, e nella conoscenza della causa di invalidità (art. 799 c.c.).
La Donazione può contenere una clausola di riversibilità (restituzione) delle cose al donante, per il caso di premorienza del donatario e di suoi eventuali discendenti (art. 791 c.c.).
La legge prevede che la Donazione possa revocarsi per ingratitudine del donatario (art. 801 c.c.) o per sopravvenienza di figli (art. 803) [vedi Revocazione del testamento e della donazione].
Si ha Donazione indiretta quando il donante raggiunge lo scopo di arricchire un’altra persona servendosi di atti che hanno una causa [vedi Causa] diversa da quella della Donazione (es.: nel pagamento di un debito altrui, la cui causa consiste nell’estinzione del debito, in sostanza si avvantaggia il debitore come se gli si donasse la somma dovuta per il pagamento).
Tale negozio non può ritenersi tecnicamente una Donazione anche se attua una liberalità, per cui non è soggetto alle regole formali tipiche della Donazione . Ad esso, tuttavia, l’art. 809 c.c. estende l’applicabilità delle norme sulla revoca e sulla riduzione delle donazioni.
Negozio misto con Donazione
È la Donazione fatta in vista di un futuro matrimonio, dagli sposi tra loro o da altri a favore degli sposi o dei figli nascituri di questi (art. 785 c.c.).
La Donazione obnuziale si perfeziona senza bisogno di accettazione; non ha efficacia se non si verifica la condicio della successiva celebrazione del matrimonio.
Quanto agli effetti, la Donazione non obbliga agli alimenti [vedi] (art. 437 c.c.) e non è revocabile (art. 805 c.c.).
L’annullamento del matrimonio comporta la nullità della Donazione . Poiché l’annullamento ha effetto retroattivo, la Donazione si considera come se mai fosse stata fatta, per cui i beni donati e i loro frutti devono essere restituiti al donante. La legge però prevede delle eccezioni a tale regola:
a) nel caso di coniuge di buona fede (che non era cioè a conoscenza del vizio che ha causato l’annullamento del suo matrimonio), questi non deve restituire i frutti da lui percepiti prima della domanda di annullamento del matrimonio;
c) nel caso di Donazione fatta ai figli nascituri, la Donazione rimane valida ed efficace anche dopo l’annullamento del matrimonio nel caso in cui ricorrano gli estremi del matrimonio putativo (art. 128 c.c.).
È un tipo di Donazione che si qualifica particolarmente per i motivi che inducono il donante ad effettuarla: è fatta in segno di riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario, o per speciale remunerazione, alla quale il donante non è tenuto né per legge, né per uso, né per costume sociale.
In considerazione dei motivi che l’hanno determinata, la Donazione remuneratoria non è soggetta a revoca [vedi Revocazione] per ingratitudine e per sopravvenienza di figli (art. 805 c.c.); il donatario non è tenuto agli alimenti a favore del donante (art. 437 c.c.); il donante è tenuto alla garanzia per evizione [vedi Evizione], fino alla concorrenza delle entità delle prestazioni ricevute dal donatario (art. 797 n. 3 c.c.).
Non costituisce Donazione remuneratoria la liberalità che si suole fare in occasione di servizi resi o comunque in conformità agli usi: sono le cd. liberalità d’uso, quelle fatte cioè solo per il desiderio di conformarsi a un’usanza sociale (es., le mance, i regali di Natale etc.).
Nozione: Contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte (donante) arricchisce l’altra (donatario), disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione
Natura: Negozio a titolo gratuito
Elementi: Spirito di liberalità
Arricchimento del donatario
Oggetto: Qualunque bene presente nel patrimonio del donante (non può essere un bene altrui né un bene futuro)
Forma: Forma solenne dell’atto pubblico in presenza di due testimoni ad eccezione delle donazioni di modico valore, dove la forma solenne è sostituita dalla consegna materiale della cosa
Donazione indiretta: Il donante arricchisce un altro soggetto utilizzando un negozio diverso dalla donazione (ad es., pagamento di un debito altrui).
La donazione indiretta non è una donazione in senso stretto e non è soggetta alla forma dell’atto pubblico
Donazione remuneratoria: Donazione fatta per sdebitarsi o per premiare il donatario. Si pensi al dono a colui che ha aiutato il donante in un momento di difficoltà (donazione per riconoscenza) o a chi ha conseguito una laurea (donazione per meriti) o al medico per una visita fatta gratuitamente (donazione per speciale rimunerazione)
Donazione obnuziale: Donazione fatta in vista di un futuro matrimonio tra gli sposi o da terzi in favore degli sposi. Non richiede l’accettazione, non è revocabile e non produce effetti fino a quando il matrimonio non è celebrato