Source: https://www.asaps.it/11776-rassegna_stampa_alcol_e_guida_del_4_gennaio_2007.html
Timestamp: 2020-05-28 12:13:28+00:00
Document Index: 38199181

Matched Legal Cases: ['art. 366', 'art. 356', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 356', 'art. 366', 'art. 354', 'art. 114', 'art. 366']

Rassegna stampa Alcol e guida del 4 gennaio 2007.. - Asaps.it Il Portale della Sicurezza Stradale
Alcol e guida rassegna 04/01/2007
IL SOLE 24ORE SANITA’
La Salute sollecita i governatori ad approvare il «Pnas» per il triennio 2007-2009
Piano alcol allo sprint finale
Il Piano nazionale alcol e salute (Pnas) non può più aspettare. Parla chiaro il ministero della Salute che ha inviato alle Regioni il documento con la nuova vigenza: dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2009 e ha chiesto ai governatori di far presto ad approvarlo. Corredando anche il documento con il prospetto del riparto delle
risorse 2005-2006 e precisando che per gli anni successivi sarà necessario un nuovo accordo.
La Salute ha accolto quasi tutte le richieste di modifica delle Regioni al testo presentato a inizio 2006, tranne quella che prevede il blocco dei finanziamenti alle indicazioni della legge 125/2001. Motivo: i finanziamenti del ministero alle Regioni si riferiscono ad attività di sorveglianza e prevenzione e la Salute non ritiene efficaci le attività di prevenzione disseminate nei vari territori regionali senza una contemporanea campagna nazionale centrale, da condividere con le Regioni,
per la quale il ministero non può che utilizzare una parte delle risorse della legge 125/2001. Il ministero della Salute, poi, ha appena finanziato, tramite uno stanziamento di 4 milioni sulle risorse del Ccm 2006, il programma «Guadagnare Salute», per il contrasto del danno prodotto da quattro principali fattori di rischio, compreso l’alcol, che costituisce un «fondamentale momento di riferimento del patto per la Salute con le Regioni ed è stato recepito nell’ambito del programma
Cosa prevede il Pnas. Le attività del Pnas prevedono l’attivazione e la standardizzazione di flussi informativi e/o sistemi di sorveglianza sulla prevalenza dei fenomeni legati al consumo di alcol, anche tramite indagini periodiche sulla frequenza dei fattori di rischio comportamentali. Per farlo, le Regioni attivano un gruppo tecnico
interregionale sulle problematiche alcolcorrelate, individuando una Regione capofila. Poi, si definirà un gruppo tecnico congiunto (sottocomitato Ccm e sottocommissione “Alcol” delle Regioni) per affrontare prioritariamente due argomenti: nuovi criteri di monitoraggio dei dati con individuazione degli indicatori, tenendo conto che questi dovranno essere funzionali alla predisposizione della Relazione al Parlamento prevista dalla legge 125/2001; individuazione delle
azioni prioritarie rivolte alla protezione e alla promozione della salute.
Il Piano fissa anche i compiti su cui le Regioni dovranno raccordarsi tra loro, quelli cioè che dovranno essere uniformati per evitare il frazionamento che il ministero denuncia: E implementare le azioni del Pnas a livello territoriale; sviluppare e incrementare un sistema informativo integrato, concordando metodi e strumenti di
rilevazione, definizione dei fenomeni da rilevare, strumenti di misura, linee guida e training per il personale reclutato; individuare ed estendere la pratica delle buone prassi a tutti i servizi deputati alla prevenzione, al trattamento e alla riabilitazione dei soggetti che presentano problematiche alcolcorrelate; realizzare interventi di formazione degli operatori ai vari livelli, finalizzati a migliorare la qualità e l’efficacia degli interventi di prevenzione, trattamento e riabilitazione, la capacità di rilevazione e valutazione e le competenze necessarie per collaborare, operare e comunicare in rete; raccordare le azioni con le iniziative e i progetti nazionali e interregionali già in corso o da attuare, e in particolare per definire nel Piano nazionale della prevenzione percorsi in materia di protezione e promozione della salute particolarmente orientati all’alcol, agli stili di vita, alle life skill, alla peer education; ‘stabilire modalità omogenee per la redazione di una relazione annuale circa le azioni implementate a livello di ciascuna Regione; ’valutare le attività realizzate; “ confermare o rimodulare, sulla base dei feedback ottenuti, le azioni condivise.
Non piace la proposta di vietare per tre anni l’utilizzo di auto veloci ai neopatentati
Travaglia boccia il ministro
«Meglio imporre i corsi di guida sicuri»
Il ministro ai Trasporti Alessandro Bianchi ci crede: vietare l’utilizzo di auto veloci per i neopatentati per i primi tre anni dopo il conseguimento della patente servirà a ridurre il numero di incidenti stradali. La proposta deve essere ancora messa a punto, ad esempio non si sa il limite di cilindrata da imporre. Nel 2005, in tutta Italia, si calcolano 617 incidenti al giorno; 504 le persone che hanno perso la vita al volante nelle fasce più giovani. E di qui la proposta di impedire ai giovani di guidare macchine troppo potenti. Dopo tre anni dalla patente, dovrebbe poi sostenere un secondo esame per vedere sdoganate anche tutte le altre vetture. Attualmente i neopatentati possono guidare qualsiasi tipo di auto, ma non possono superare per i primi tre anni i 100 km orari, mentre sulle superstrade il limite scende a 90. Servirà? Renato Travaglia, campione di rally, da sempre impegnato nel diffondere la cultura della sicurezza stradale, non è convinto. Anzi. Il problema sarebbe altrove, non nella tipologia di macchina. «Andare a 100 all’ora con una 500 o con una Ferrari è la stessa cosa - commenta il pilota di Cavedine -. Anzi, paradossalmente sulla Ferrari sei più al sicuro. Dipende da come la usi la macchina. Puoi usare male una 500 e bene una Ferrari. Penso che sia necessario intervenire su altre cose. Il progresso, del resto, fa in modo di realizzare macchine di limitata cilindrata e dalle grandi prestazioni. Il problema è alla fonte, chi guida: è lui che ha in mano il volante e può causare un incidente». Quindi sono soluzioni inutili? «Forse possono servire, ma ritengo che le limitazioni sulle vetture o disporre troppi esami può essere inutile se non c’è responsabilità da parte di chi guida. E quindi servirebbe una preparazione adeguata. Il più delle volte gli incidenti sono causati dall’inesperienza». Ci sono le scuole guida per questo… «Sì, ma le scuole guida insegnano soprattutto la burocrazia, con regole e tanta teoria (per inciso, contro l’eccessivo spazio alla teoria nelle lezioni di guida, l’assessore provinciale Grisenti aveva anche proposto di inserire lezioni di montaggio catene, ndr). Bisognerebbe rendere obbligatori anche i corsi di guida sicura. Qui ti mettono in condizioni estreme e ti insegnano ad affrontare le varie emergenze nel modo migliore. I ragazzi neopatentati non le sanno queste cose. E, alla fine, sono costretti a farsi l’esperienza sul campo, guidando. E questo può comportare situazioni di rischio, oppure anche tragedie. Se uno sa cosa può causare un determinato comportamento, si comporta necessariamente in modo più responsabile». Responsabilità significa anche mettersi alla guida sobri. «Esatto. Questa è la seconda cosa da insegnare. La poca lucidità è una delle cause principali degli incidenti. Io inasprirei le pene per chi viene trovato al volante in stato di ebbrezza. Io sono convinto che quando ci si immette su una strada non bisogna bere assolutamente nulla. Non importa che sia una macchina, una moto o una semplice bicicletta. L’alcol rallenta i riflessi e limita la nostra lucidità. Anche un solo bicchiere di birra può essere pericoloso. E queste cose andrebbero insegnate già nelle scuole».
SICUREZZA. A NATALE "BRINDO CON PRUDENZA"
Una campagna per sensibilizzare i giovani a guidare con prudenza e a moderare il consumo di alcol durante le serate in discoteca. L’iniziativa, organizzata da Polizia di Stato e ANIA, ha come slogan "Brindo con prudenza" e darà diritto ai giovani che resteranno astemi a un ingresso gratuito in discoteca.
In pratica, prima di entrare nei locali da ballo, i ragazzi potranno scegliere un membro del proprio gruppo che si asterrà dal consumo di alcol e guiderà l’auto al ritorno a casa. Al giovane che partecipa al gioco sarà regalato un braccialetto d’identificazione. Se il ragazzo, fermato nel corso di un controllo dalla Polizia Stradale sarà trovato astemio, vincerà un ingresso in discoteca.
L’iniziativa coinvolge dieci discoteche in provincia di Rimini, Trento e Brescia e si svolgerà nei fine settimana del 22/23, 29/30 dicembre 2006 e 5/6 gennaio 2007.
Regolamento sulle bevande si potrà modificare
Votato il piano per la distribuzione di alimenti e bevande nei locali pubblici, il sindaco Nello De Angelis ha spiegato che non ci sono particolari delimitazioni ma che saranno possibili delle modifiche.
L’amministrazione di Magliano di Tenna, è una delle poche in tutto il territorio ad aver già redatto e applicato un piano comunale per la somministrazione di alimenti e bevande come previsto dalla nuova normativa nazionale. A differenza del comune di Falerone, dove nel regolamento è stato imposto che dopo l’una non è più possibile somministrare super alcolici mentre è libera la diffusione di alcolici come birra e vino.
“Abbiamo seguito le direttive di massima della Regione – ha spiegato il sindaco Nello De Angelis – quindi al momento non ci sono limitazioni per la somministrazione di bevande e alimenti. Abbiamo però introdotto una postilla, che precisa che il sindaco in qualsiasi momento può emettere un’ordinanza per limitare l’uso ad esempio di super alcolici in qualsiasi momento, precisando aree o persino periodi”. Gli intenti sono due, il primo realizzare un monitoraggio sul territorio per capire le abitudini dei residenti, il secondo valutare qualora si presentasse la necessità delle restrizioni che magari potrebbero interessare solo alcuni periodi come ad esempio feste o ricorrenze particolari o solo alcuni giorni della settimana. Un piano che sarà puntualizzato dopo il monitoraggio che sarà attivato sul territorio.
Aloui Ahamed era stato arrestato dai carabinieri la notte di San Silvestro mentre lanciava grosse pietre contro le macchine in transito in via Roveri
È tornato in libertà il tunisino "sassaiolo"
Unica limitazione imposta dal giudice al clandestino è l’obbligo di firma tre volte la settimana in attesa del processo
Il pubblico ministero Renza Cescon, vista la gravità del gesto, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Ma il giudice Nicoletta Lolli ha restituito ieri mattina la libertà ad Aloui Ahamed, il ventitreenne tunisino arrestato la notte di San Silvestro mentre festeggiava il nuovo anno lanciando grosse pietre contro le macchine. Unica restrizione imposta all’immigrato clandestino senza fissa dimora in attesa del processo per danneggiamento aggravato è l’obbligo di presentarsi tre volte la settimana ai carabinieri aponensi per firmare il registro.
Si era trattato di un vero e proprio agguato agli automobilisti in transito quello attuato dal magrebino poco dopo le tre di domenica in via Roveri, la strada che collega Giarre ad Abano. Aloui Ahamed aveva piazzato un cassonetto della spazzatura in mezzo alla carreggiata, nei pressi della caserma dell’aeronautica, e si era nascosto dietro un cespuglio, con una bella scorta di grossi sassi. Prima vittima una Polo, condotta da un giovane di Piove di Sacco, costretto a frenare davanti all’improvviso quanto inaspettato ostacolo. Il tunisino ne aveva approfittato per lanciare contro l’utilitaria il primo "proiettile". Aveva fatto centro: la pietra era rimbalzata sul montante della portiera rotolando poi sull’asfalto. Incredulità seguita da paura quella provata dall’automobilista, colto di sorpresa dalla sassaiola. Pochi istanti dopo era sopraggiunta un’Alfa 166, guidata da un sessantenne di Albignasego. Accanto a lui la moglie. Nuovo lancio di pietre. Un sasso, grande quanto un mattone, aveva colpito il finestrino del passeggero mandandolo in frantumi e rotolando nell’abitacolo. Miracolosamente illesa l’anziana donna, grazie al berretto e alla sciarpa che avevano parato le micidiali schegge di vetro. Pochi minuti più tardi era arrivata una "gazzella" dei carabinieri che stava pattugliando la zona. Gli automobilisti, ancora in preda allo spavento, avevano raccontato ai militari l’accaduto. Il potente fanale della radiomobile era stato puntato verso il campo adiacente alla strada. Il tunisino, vistosi scoperto, aveva tentato di darsela a gambe ma i carabinieri l’avevano raggiunto e ammanettato. Davanti al giudice ieri mattina si è giustificato dando la colpa all’alcol.
LA NOTTE BRAVA DI UN LIBICO VENTITREENNE
Botte al cliente e pure agli agenti
Ne ha combinate di tutti i colori un libico ventitreenne, già noto alle forze dell’ordine. Prima ha messo ko un altro avventore mentre si trovava al bar Gancino di piazza Duomo, poi ha malmenato un paio di agenti della Volante e alla fine ha rifilato un pugno in un occhio a un agente in questura. Idriss Abes, perciò, ha concluso la nottata in cella.
Sono le 3.30 del 30 dicembre. Il libico è all’interno del bar Gancino che sta ormai per chiudere. È in evidente stato di ebbrezza. È piuttosto agitato e ben presto inizia a dar fastidio a un padovano trentaquattrenne residente in centro storico. I due hanno diverbio, quindi Idriss spintona l’altro avventore che dopo aver sbattuto la faccia sul bancone finisce sul pavimento. Il barista chiama subito il 113 e il ventitreenne, seppur ubriaco, capisce che è meglio filarsela. Così l’immigrato esce dal locale e si mette a correre per via Daniele Manin dove, poco dopo, viene però intercettato dagli agenti di una Volante. I due poliziotti vengono aggrediti e fatica riescono a immobilizzare lo straniero che viene accompagnato sulla Volante in questura.
Negli uffici di piazzetta Palatucci Idriss ha proseguito il suo show e ha rifilato un pugno in un occhio a un agente. Il poliziotto ne avrà per quattro giorni.
Sfiorata la tragedia ieri sera a Vissandone. L’uomo aveva abusato di alcolici
Accoltella la madre di 84 anni arrestato per lesioni aggravate
Dramma familiare, nel tardo pomeriggio di ieri, a Vissandone di Basiliano. Si è infatti conclusa nel sangue l’ennesima lite tra il figlio 64enne e l’anziana madre: lei è finita in ospedale, lui in carcere.Questo il drammatico l’epilogo della lunga sequela di violenze avvenute nel tempo al civico 31 di via dell’Asilo. Aldo Agazzi ha accoltellato la mamma Rina Marioni durante uno dei suoi tanti sfoghi.La donna, 84enne con problemi di deambulazione, è stata probabilmente inseguita e bloccata per questioni futili. Ha cercato di difendersi aggrappandosi al collo del figlio e subendo alcuni fendenti nella parte bassa della schiena. Per questo motivo, Agazzi deve ora rispondere dei reati di lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia.
Dopo l’aggressione l’uomo si è seduto e, quando i vicini di casa hanno cercato di avvicinarsi alla casa, ha iniziato a lanciare bottiglie, manifestando la sua contrarietà. Successivamente, mentre veniva tratto in arresto, Rina Marioni arrivava in ospedale: è fuori pericolo ma rimarrà ricoverata per alcuni giorni.
73enne investito sulle strisce pedonali
Pedone investito sulle strisce. E’ accaduto nella tarda mattinata di ieri, intorno alle 13.35, nei pressi dell’intersezione tra via dell’Annona e via Mantova. Ad avere la peggio un cremonese di 73 anni, P.R., che ha riportato lesioni lievi. Pesanti, invece, le ripercussioni per il giovane al volante dell’auto investitrice, una Fiat Punto. A.A., 32 anni, cremonese è stato sottoposto dai vigili urbani al test con l’etilometro — procedura oramai automatica nel caso di incidente con feriti — ed è risultato avere un tasso alcolico superiore al consentito. Morale: è stato denunciato alla Procura della Repubblica per guida in stato di ebbrezza. Gli è stata anche immediatamente ritirata la patente. Pare che abbia alzato il gomito perché ieri era il suo compleanno. Non è stata certo la sua giornata fortunata. In sostanza, mentre il 32enne svoltava, ha visto soltanto uno dei due pedoni che attraversavano sulle strisce. L’altro lo ha urtato. Immediato l’arrivo degli operatori del servizio 118 e degli agenti della Polizia urbana che, come detto, si sono occupati dei rilievi. lSchianto in via Manna. Restano sempre molto serie le condizioni del 18enne romeno residente in città, B.O.S., investito lunedì sera in via Ruggero Manna e ricoverato al Maggiore in prognosi riservata. E’ stato operato e i medici hanno disposto 48 ore di osservazione. L’intervento pare riuscito bene.
(…) Un altro schianto si è verificato tra Cortemaggiore e San Pietro in Cerro la notte di Capodanno: a perdere il controllo della sua vettura per poi finire fuori strada è stato un 22enne di Piacenza. Aveva festeggiato San Silvestro e anche il suo compleanno ma ha chiuso la serata finendo in un campo all’uscita da una curva. Leggermente ferito, è risultato ubriaco ed è stato denunciato a piede libero per guida in stato di ebbrezza. La patente l’ha lasciata nelle mani dei militari dell’Arma. E ieri sera, intorno alle 19, tamponamento lungo via Bergamo a Castelverde. Bilancio: due feriti non gravi. Sul posto gli agenti della polizia stradale.
Al Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera Umberto I° di Siracusa, il pagamento del ticket introdotto l’uno gennaio ha «scoraggiato» diversi utenti. In molti, infatti, presa visione dell’avviso con cui si avvertivano i pazienti del pagamento del ticket per i cosiddetti «codice bianco», hanno rinunciato alla visita. Nella giornata di Capodanno e ieri, mentre le patologie da codice bianco sono state in netta diminuzione, quelle corrispondenti ad altri codici si sono mantenute stabili.
«Per patologie rientranti nel codice bianco - dice il medico Elino Attardi - hanno fatto ricorso al Pronto soccorso soggetti che presentavano: reazioni allergiche; dolori alla colonna vertebrale; astenie, non accompagnate da cali di pressione, ma, soltanto di ordine psicologico; eccessivo consumo di bevande alcoliche. (*) Si sono rivolti a noi anche soggetti colpiti da malori o stati infettivi, rientranti in altri codici. La stragrande maggioranza di utenti è ricorsa alle cure per degli stati febbrili; qualcuno, poi, ha accusato l’innalzamento dei valori della pressione; tre sono stati i soggetti colpiti da dolore toracico, che, determinato da un infarto in atto, ha imposto il ricovero; altri hanno accusato sindromi dispeptiche, dovute ad elaborate digestioni».
(*) Nota: ogni anno nei Pronto Soccorso vengono effettuati circa 600 mila interventi per intossicazione acuta da alcolici. Si sono verificati casi in cui gli effetti dell’alcol hanno mascherato o fatto trascurare patologie più gravi. Far rientrare l’intossicazione da alcolici nel “codice bianco” peggiora il rischio che i problemi degli alcolisti non vengano trattati adeguatamente.
Motociclista confonde il posto di blocco della polizia per un incidente stradale e si ferma per dare soccorso Arrestato per guida in stato di ebbrezza
BREMA, 3 gennaio 2007 – I poliziotti erano schierati in mezzo alla strada, nell’ambito di uno dei frequentissimi controlli finalizzati alla repressione della guida in stato di ebbrezza. Di solito – e questo accade un po’ in tutta Europa – gli utenti usciti “indenni” da questi dispositivi di controllo, avvertono quelli che sopraggiungono con le tradizionali sfanalate, e per questo gli agenti impegnati non si aspettavano certo che un ubriaco si consegnasse a loro spontaneamente. Invece è accaduto proprio questo: un motociclista 37enne, dopo essere sbucato da una curva, si è trovato davanti il dispiegamento di auto coi lampeggianti accesi. Ha rallentato e si è fermato proprio davanti a due increduli poliziotti, che hanno assistito in silenzio ai ripetuti goffi tentativi – alla fine riusciti – di parcheggiare la moto sul cavalletto. Poi, il maldestro centauro si è sfilato il casco e si è avvicinato agli agenti, offrendo il proprio aiuto per soccorrere le vittime dell’incidente stradale. Peccato però che l’incidente non ci fosse, e così l’etilista delle dueruote si è trovato a soffiare nel boccaglio di un etilometro, che ha fatto registrare una percentuale di alcol nell’alito da guinnes dei primati. Incredulo a sua volta, il motociclista ha dovuto consegnare la sua dueruote ad un carro attrezzi, prima di salire – in stato di arresto – sulla Volkswagen della Polizia, con destinazione la camera di sicurezza del comando di Brema, dove ha smaltito la sbronza in attesa di presentarsi davanti al giudice.
Sparisce il vino destinato alla Guardia Svizzera, i soldati accusano il capitano.
La notizia riportata dal quotidiano britannico “The Indipendent”…
Niente brindisi di fine anno per le Guardie svizzere. Il Comandante Elmar Theodore Maeder ha proibito ai suoi uomini di partecipare alle tradizionali feste e ai ricevimenti natalizi, imponendo anche un coprifuoco alla mezzanotte. Questa la notizia che arriva dalle pagine inglesi del giornale “The Indipendent”, al quale non precisate “fonti vaticane” avrebbero svelato le abitudini mondane del comandate, frequentatore dei party vietati ai suoi sottoposti, fino alle ore piccole. E un anonimo soldato ha aggiunto: “Abbiamo ricevuto 25 bottiglie di buon vino svizzero, ma quando siamo tornati dal turno di guardia ce n’erano solo 5 nella mia stanza. Le altre 20 erano state sequestrate per ordine del comandante, evidentemente per suo uso personale”. Maeder ha affermato che sono tutte falsità e ha minacciato di ricorrere alle vie legali contro chi ha diffuso “queste notizie che ledono il buon nome del Corpo delle Guardie svizzere”, proprio nel 500esimo anno della loro fondazione.
Guida in stato di ebbrezza – Accertamento – Alcooltest – Diritto del difensore di assistervi – Senza preventivo avviso – Sussistenza
(Cass. Pen., sez. IV, 28 luglio 2006, n. 26738)
Giurisprudenza di legittimità Corte di Cassazione Penale Sezione IV, 28 luglio 2006, n. 26738
In tema di guida in stato di ebbrezza alcolica, il verbale contenente gli esiti del cosiddetto «alcooltest» non è soggetto al deposito previsto dall’art. 366 comma primo c.p.p., in quanto si tratta di un atto di polizia giudiziaria, urgente e indifferibile, al quale il difensore, ai sensi dell’art. 356 stesso codice, può assistere, senza che abbia il diritto di preventivo avviso.
Svolgimento del processo. – B.S., con atto d’appello convertito in ricorso per cassazione, ricorre avverso la sentenza del Tribunale di Pesaro, sezione distaccata di Fano, del 24 febbraio 2004 che lo ha condannato alla pena di 1.000,00 euro di ammenda (con sospensione della patente di guida per 31 giorni) per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica.
Deduce il ricorrente: nullità ed inutilizzabilità dei risultati dell’alcooltest per omesso deposito del relativo verbale, nonché assenza di prove in ordine alla responsabilità, considerata l’inutilizzabilità dell’accertamento alcoolimetrico ed attesa l’assenza di ulteriori elementi probatori adeguati, tali non potendosi considerare le dichiarazioni rese dal personale della polizia stradale, intervenuto sul luogo con notevole ritardo; lamenta, altresì, il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
La responsabilità dell’imputato in ordine al reato contestatogli è apparsa al tribunale pacificamente accertata grazie all’acquisizione di significativi elementi probatori costituiti, anzitutto, dalla testimonianza dell’Ispettore di polizia E. M.. Costui, intervenuto, secondo quando emerge dalla sentenza impugnata, sul posto ove era stato segnalato che l’autovettura dell’imputato, a seguito di incidente provocato dal conducente della stessa, aveva determinato seri danni all’altrui proprietà, ha sostenuto di avere accertato non solo che alla guida dell’auto, al momento del sinistro, si trovava lo stesso imputato, ma anche che costui si era posto al volante in stato di ebbrezza alcoolica, direttamente rilevata dallo stesso ispettore e dedotta dall’«alito vinoso» che egli emanava, mentre altri atteggiamenti tipici dello stesso di ebbrezza risultavano registrati nel verbale di contestazione, ritualmente acquisito agli atti, come gli «occhi lucidi» e l’«eccessiva loquacità», atteggiamenti che hanno indotto il personale intervenuto a sottoporre l’imputato all’alcootest, poi risultato positivo. E dunque, anche a prescindere dai risultati di detto accertamento, significativi elementi probatori sussistevano a carico del B., costituiti sia dall’anomala condotta di guida, sia da quanto accertato dai verbalizzanti intervenuti sul posto, registrato nel verbale di contestazione e ribadito dal teste E.. Mentre la tesi secondo cui, al momento dell’incidente, l’imputato non si trovava in stato di ebbrezza, acquisito solo in un secondo tempo, cioè dopo l’incidente, quando ormai egli non si trovava più alla guida dell’auto, appare del tutto fantasiosa e contraddetta non solo dagli esiti degli accertamenti eseguiti nell’immediatezza del fatto dal personale della polizia (intervenuto dopo 15 minuti dalla segnalazione dell’incidente, secondo quanto si sostiene nella sentenza impugnata), ma dalla stessa condotta processuale dell’imputato che non ha mai sostenuto di aver assunto bevande alcoliche solo dopo l’incidente. Negli stessi motivi di ricorso, peraltro, la circostanza appare posta in termini del tutto dubitativi ed ipotetici, posto che non si afferma, ma si segnale solo la possibilità che «l’imputato poteva aver fatto uso di sostanze alcoliche dopo il sinistro e quando ormai non si trovava più alla guida».
In tal contesto, superflua si presenta l’ulteriore acquisizione probatoria, rappresentata dall’esito dell’alcooltest, che pure ha ribadito la fondatezza dell’accusa; di guisa che qualsiasi eventuale violazione di legge, intervenuta nella fase di acquisizione e di utilizzazione dei relativi atti, appare ininfluente ai fini della decisione che, in ogni caso, si presenta conforme al complessivo quadro probatorio. Non si può, in ogni caso, non rilevare l’infondatezza delle doglianze proposte dal ricorrente anche sotto il profilo dell’utilizzabilità dei risultai dell’alcooltest. Infondata, invero, appare l’eccezione di nullità ed inutilizzabilità di tali risultati. In tema di guida in stato di ebbrezza alcoolica, invero, questa Corte ha affermato che «il verbale contenente gli esiti del cosiddetto alcooltest non è soggetto al deposito previsto dall’art. 366 comma primo c.p.p., in quanto si tratta di un atto di polizia giudiziaria, urgente ed indifferibile, al quale il difensore, ai sensi dell’art. 356 stesso codice, può assistere senza che abbia il diritto di preventivo avviso» (in motivazione la Corte ha escluso la nullità dell’accertamento urgente per l’omesso deposito del relativo verbale nei termini previsti all’art. 366 comma primo c.p.p., precisando che la polizia giudiziaria, quando procede ad un atto urgente ex art. 354 stesso codice, ha solo l’obbligo, ai sensi dell’art. 114 att. c.p.p., di avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia, ma non è tenuta a prendere notizia dell’eventuale nomina, né a nomina un difensore d’ufficio, con conseguente inapplicabilità della procedura di deposito di cui al citato art. 366 (Cass. n. 18610/2004).
Infondato è anche il motivo di ricorso relativo al diniego delle circostanze attenuanti generiche che il giudice di merito ha coerentemente, seppur sinteticamente, motivato, richiamando i precedenti specifici dell’imputato.
Il ricorso deve essere, quindi, respinto ed il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
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