Source: https://www.studioduchemino.com/2015/03/
Timestamp: 2018-09-26 08:54:19+00:00
Document Index: 142915704

Matched Legal Cases: ['art. 159', 'art. 2', 'art. 615', 'art. 617', 'art. 619', 'art. 518', 'art. 518', 'art. 14']

Studio Avvocato Duchemino Torino | Archivi Mensili: marzo 2015
Antiterrorismo e fine della Privacy per i cittadini: un dibattito in corso
In uno Stato moderno è necessario bilanciare gli interessi in gioco.
Nel settore della Privacy questo valore democratico è particolarmente significativo. Il bilanciamento comporta la valutazione di prevalenza tra riservatezza dei cittadini, da una parte, ed esigenze pubbliche, ad esempio in materia di sicurezza. Ultimamente il terrorismo internazionale stimola a fornire risposte adeguate in materia di controllo del territorio e delle persone. Tuttavia, l’iniziativa in discussione ora sulla conversione del decreto legge antiterrorismo desta drammatiche perplessità. Il fatto stesso che sia stata proposta, anche se mentre si scrive appare stralciato di corsa questo aspetto antidemocratico della normativa, grazie ad un emendamento dell’ultima ora, è piuttosto preoccupante.
Cosa sarebbe stato previsto, infatti? Il Garante per la Privacy ha già drizzato le antenne nei giorni scorsi ed elevato il livello di attenzione su un provvedimento che se approvato costituirebbe un pericolo serio per la democrazia. Il Presidente del Garante per la Privacy, Antonello Soro, mette in guardia:
Suscitano seria preoccupazione alcuni emendamenti al decreto-legge antiterrorismo approvati in Commissione, che alterano il necessario equilibrio tra privacy e sicurezza
La perplessità maggiore discende dal fatto che il Parlamento avrebbe voluto approvare alcuni emendamenti secondo i quali sarebbe possibile per le Forze dell’Ordine e per i Magistrati installare dispositivi remoti di spia nei computer dei cittadini sospettati di molti reati, anche reati che non hanno nulla a che fare con il terrorismo. Questi dispositivi, poi, non sarebbe idonei esclusivamente a captare la situazione attuale del computer, ma anche gli storici dei dati presenti nella macchina. Si tratterebbe di un’estensione del potere delle intercettazioni, che ha già destato numerosi scandali per l’evidente squilibrio istituzionale cui ha dato origine. Inoltre, per la “moda” giudiziaria di intercettare un soggetto finché si arriva a coglierlo in fallo.
Quali sono le drammatiche preoccupazioni di alcuni, sicuramente fondate?
Anzitutto le limitazioni alla libertà di corrispondenza e al trasferimento dei dati vengono discusse in fretta e furia all’interno del meccanismo di conversione del decreto legge. Nulla di più sbagliato e controproducente, visto che sono in gioco valori democratici fondamentali della persona. La stessa Corte di Giustizia si è già pronunciata contro alcune modalità di conservazione dei dati.
In secondo luogo, un provvedimento del genere impedirebbe a monte il formarsi di un rapporto equilibrato fra valori costituzionali. Nessuno nega, ovviamente, l’importanza di sistemi eccezionali in momenti nei quali la sicurezza nazionale potrebbe essere a rischio, tuttavia un Paese si dice democratico anche se è capace di un bilanciamento adeguato tra valori.
E’ notizia di oggi che a Torino risulterebbero indagate altre due persone, una studentessa di Barriera di Milano e un operaio di Alpignano, che appaiono collegate con la cellula ISIS bloccata ieri nelle valli di Lanzo. E’, quindi, evidente la necessità di approntare strumenti straordinari per far fronte ai nuovi pericoli, tuttavia non con decreto legge, nè tanto meno senza una valutazione ponderata dei rischi collegati agli eccessi in questo ambito.
Articolo redatto a Torino il 26 marzo 2015 da Studio Duchemino
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Nota di iscrizione a ruolo: nuovi contenuti per il processo di espropriazione
Sulla base dell’art. 159-bis disp. att. c.p.c. il Ministero della Giustizia specifica il nuovo contenuto previsto ad integrazione dei dati riportati nella nota di iscrizione a ruolo nell’espropriazione. Si riporta il contenuto del provvedimento del 19 marzo 2015:
Parte (identificazione del debitore), Bene (da scegliere tra quelli già indicati perché sottoposti a pignoramento), o Unità negoziale, diritto (proprietà, abitazione, usufrutto, dell’enfiteuta ecc.), Frazione (xx su xxx).
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GTT apre centro di assistenza ai clienti a Porta Susa
Pubblicato su 19 Mar 2015 di Studio Duchemino
A Torino dal giorno 25 marzo 2015 il Centro di Servizi al Cliente GTT di corso Francia 6 si trasferirà nella stazione ferroviaria di Torino Porta Susa.
E’ quanto appare dal comunicato dell’azienda, reperibile a questo link: http://www.gtt.to.it/avvisi/csc_porta_susa.shtml?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
La nuova collocazione, spiega l’azienda, è sicuramente più strategica, proprio perchè vicina a Corso Matteotti. Sarà possibile fruire dei precedenti servizi al cittadino, oltre ad un apposito servizio di assistenza e/o vendita per turisti.
Articolo redatto a Torino da Studio Duchemino il 19 marzo 2015
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Mutuo vitalizio: alternativa alla cessione della nuda proprietà?
Si è ripreso a parlare di questo strumento, che ha come finalità quella di ottenere liquidità per le persone anziane, facendo leva sull’immobile di proprietà.
Questo strumento era già previsto in passato, fin dalla legge 248 del 2005. Nel testo allegato si leggeva:
12. Il prestito vitalizio ipotecario ha per oggetto la concessione da parte di […] istituti di credito […] di finanziamenti a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale di interessi e spese, e rimborso integrale in unica soluzione alla scadenza, assistiti da ipoteca di primo grado su immobili residenziali, riservati a persone fisiche con età superiore ai 65 anni compiuti.
Chi possedeva un immobile e aveva età superiore ai 65 anni compiuti poteva quindi contrarre con una banca un finanziamento, ipotecando l’immobile. Unico (o quasi) prodotto in circolazione è quello previsto dal Monte Paschi di Siena. Gli altri non hanno avuto alcun successo.
La causa di questo fallimento sta nei tassi di interesse molto alti.
La grande differenza rispetto alla vendita della nuda proprietà sta nel fatto che l’anziano mantiene la proprietà della sua casa di abitazione. Gli viene liquidata una somma, sempre più alta maggiore è l’età del soggetto. Tuttavia, chi restituisce questa somma? Intanto per cominciare, la somma non può superare gli € 200.000,00. L’interessato non deve, con il nuovo istituto approvato in questi giorni, rimborsare ratealmente il finanziamento, perchè questo viene rimborsato alla fine in unica soluzione, in pratica quasi sempre dagli eredi.
Vediamo le novità, però, nel dettaglio, di questo mutuo vitalizio così come rinnovato legislativamente.
Anzitutto si parte da un’età abbassata alla soglia dei 60 anni. Prima era fissata un’età minima di 65 anni.
E’ poi fondamentale aver introdotto una serie di agevolazioni fiscali, senza le quali l’istituto non poteva trovare alcuna applicazione pratica. Parliamo quindi dell’esenzione dall’imposta di bollo, di registrazione ed ipotecaria e catastale, nonchè, dalle tasse sulle concessioni governative.
Quando l’anziano decede, la banca entro 12 mesi ha diritto al rimborso del mutuo. Potrà così vendere l’immobile al prezzo di mercato, versando la differenza (eventuale) agli eredi, sempre che il finanziato non abbia già restituito il debito, ovvero non vi provvedano gli eredi in prima persona.
Se gli eredi, invece, ritengono di non dover restituire il prestito, la Banca potrà vendere l’immobile senza essere tenuta ad alcuna restituzione di eventuali eccedenze sul prezzo agli eredi.
Come si è detto, il mutuatario, chi ha cioè ricevuto il finanziamento, ha diritto di restituire man mano nel corso degli anni il detto finanziamento, unitamente a spese ed interessi.
E’ evidente che la nuova formula è più appetibile, perchè rimanendo proprietario, l’anziano può vivere in casa di sua proprietà, senza doverla per forza vendere, ma soprattutto ha più alternative in merito alla restituzione del mutuo, avendo così la possibilità anche di non perdere l’immobile, conseguenza sicura, invece, nel caso di vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto in capo al venditore. Gli eredi possono scegliere, alla morte della persona cara, di conservare l’abitazione estinguendo il finanziamento, ma possono anche liberarsi del debito dando alla banca la possibilità di vendere l’immobile a valore di mercato.
A livello di criticità, è stato osservato da più parti che i costi di questo finanziamento in termini di interessi sono decisamente alti, al di là di qualunque forma di esenzione fiscale o vantaggio giuridico-economico. Tuttavia, la novità sta nel fatto che, contrariamente a quanto accade quando non si pagano le rate di un qualunque mutuo fondiario, la casa non verebbe venduta all’asta, ma sarebbe alienata dalla banca “a prezzo di mercato“, proprio per soddisfare il debito. L’entità della somma finanziata sarà legata comunque al valore dell’immobile stimato da un perito, si tratterà quindi di una percentuale del valore dell’immobile.
Nel mondo anglosassone americano e inglese questo istituto è presente e viene definito “reverse mortgage” o “equity release”.
Nonostante la modifica legislativa, si continuano a ravvisare profili problematici: gli eredi, in effetti, sono costretti a rimborsare il prestito entro soli 12 mesi, il che potrebbe risultare difficoltoso, specialmente considerando che questo istituto sembra accompagnarsi al tanto odioso anatocismo bancario (capitalizzazione di interessi sugli interessi). Le somme potrebbero essere anche molto alte e l’erede potrebbe trovarsi nella spiacevole situazione di dover scegliere se esborsare grandi quantità di denaro, magari costretto così ad accendere un mutuo nuovo, oppure perdere la casa dei genitori.
La popolazione italiana è molto anziana, in media, quindi la platea dei potenziali fruitori è sicuramente ampia.
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Aliquote contributive professionisti per l’anno 2015
Pubblicato su 18 Mar 2015 di Studio Duchemino
Con circolare 11/03/2015 n. 58 (http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare%20numero%2058%20del%2011-03-2015.htm l’I.N.P.S. modifica le aliquote contributive per i liberi professionisti.
Stiamo parlando, come recita la circolare, dei:
lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/95
Per questi soggetti l’aliquota sarà la seguente:
per l’anno 2014 e 2015 si applica l’aliquota contributiva del 27%, per l’anno 2016 si applica l’aliquota contributiva del 28% e per l’anno 2017 del 29%
Lo schema riportato dalla circolare è il seguente:
27,72% (27,00 IVS + 0,72
30,72% (30,00 IVS + 0,72
Articolo redatto a Torino da Studio Duchemino il 18 marzo 2015
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Contributo unificato nei giudizi di opposizione
Il Ministero della Giustizia ha emanato una circolare, reperibile al seguente link: http://www.ordineavvocatimilano.it/upload/file/allegati_news/Circ_MinGiust_38550_2015.pdf, nella quale fornisce chiarimenti circa il contributo unificato nell’opposizione e nell’opposizione di terzo all’esecuzione.
Vediamo di cosa si tratta, in breve.
Il primo problema riguarda il contributo unificato della fase incidentale dinnanzi al giudice dell’esecuzione nei casi di opposizione all’esecuzione ex art. 615 II comma c.p.c., ex art. 617 II comma c.p.c. (opposizione agli atti esecutivi) e nelle opposizioni di terzo all’esecuzione ex art. 619 c.p.c..
Il secondo problema, invece, riguarda il momento in cui va corrisposto il contributo unificato ex art. 518 comma 6 c.p.c. come novellato.
I) Sul primo punto la circolare, premettendo che in materia di opposizione all’esecuzione (anche di terzo) siamo in presenza di una normale causa di cognizione, essa sottosta al contributo unificato ordinario; ovviamente per l’opposizione agli atti esecutivi, invece, il contributo è fisso e non commisurato al valore dell’esecuzione (cioè della causa). Siccome molti sostengono che il procedimento incidentale prodottosi a partire dal ricorso in opposizione contro un’esecuzione già iniziata costituisca autonomo procedimento, il Ministero precisa che per quelle opposizioni, invece, non è dovuto alcun contributo, considerato che è già dovuto quello per l’esecuzione.
II) Sul secondo problema, cioè l’individuazione del momento in cui vada corrisposto il contributo unificato, viene analizzato l’art. 518, comma VI c.p.c.. La norma stabilisce che
[…] Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi degli atti di cui al periodo precedente, entro quindici giorni dalla consegna. La conformità di tali copie è attestata dall’avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell’esecuzione [c.c. 2693; c.p.c. 488, 492, 543, 555; disp. att. c.p.c. 165]. Sino alla scadenza del termine di cui all’articolo 497 copia del processo verbale è conservata dall’ufficiale giudiziario a disposizione del debitore. Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie degli atti di cui al primo periodo del presente comma sono depositate oltre il termine di quindici giorni dalla consegna al creditore
Il quesito è se il creditore debba pagare il contributo in questo momento esatto, quando deposita i titoli, oppure dopo, quando chiede l’assegnazione somme o la vendita dei beni pignorati. Rifacendosi al Testo Unico delle Spese di Giustizia, il Ministero chiarisce che il contributo va pagato quando si presenta istanza di assegnazione somme, sia perchè il pignoramento potrebbe scadere prima che venga chiesta l’assegnazione, sia perchè il Testo Unico non è stato modificato nell’art. 14 comma I.
Di questo provvedimento ministeriale, peraltro, dà conto l’Ordine degli Avvocati di Milano (http://www.ordineavvocatimilano.it/).
Articolo redatto a Torino il 18 marzo 2015 da Studio Duchemino
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Saipem, cresce la quota del fondo Dodge & Cox al 10,4 %
Al seguente link è possibile visionare l’attuale descrizione della composizione azionaria di Saipem, con riferimento ai soci rilevanti:
http://www.consob.it/main/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2015/30186_Az.html?hkeywords=&docid=46&page=3&hits=290
Il fondo Dodge % Cox cresce nella sua quota fino al 10,4 % (https://www.dodgeandcox.com/ISF_closure.asp), come risulta dalle comunicazioni alla Consob.
Prima deteneva una quota del 5,044 %.
In generale, comunque, i grandi investitori si stanno muovendo su alcune azioni sottovalutate in materia di petrolio: http://www.forbes.com/sites/greatspeculations/2015/03/17/five-oil-stocks-to-buy-as-two-top-oil-traders-call-a-bottom/2/
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Aste Sotheby’s on line su eBay
Pubblicato su 17 Mar 2015 di Studio Duchemino
Da oggi sarà possibile partecipare alle aste della grande casa londinese Sotheby’s fondata nel 1744.
Tutto ciò è possibile per coloro che fruiscono della piattaforma eBay di e-commerce.
Qui si può trovare la nuova piattaforma frutto dell’intesa tra la casa d’aste e eBay: http://www.live.ebay.com/lvx/sothebys
Le prime aste si apriranno l’1 aprile 2015, ad esse i vari investitori potranno intervenire in via telematica in tempo reale, come fossero presenti. EBay conta almeno 155.000.000 di utenti in tutto il mondo, i quali quindi potranno sicuramente portare un’intensa attività sulla piattaforma.
Articolo redatto a Torino da Studio Duchemino il 17 marzo 2015
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