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Timestamp: 2018-10-18 12:55:54+00:00
Document Index: 43895931

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art 24', 'art 24', 'art 1', 'art 2', 'art 23', 'art.33', 'art. 40', 'art 42', 'art.2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art 17', 'art. 3', 'art.49']

GUIDA ALLA DISABILITÁ - PDF
GUIDA ALLA DISABILITÁ
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Geraldo Pizzi
1 W la Scuola GUIDA ALLA DISABILITÁ Associazione Superamento Handicap Sede di San Severo Iscritta al REGISTRO DEL VOLONTARIATO REGIONALE Progetto SPAZIO SOCIALE ICT POINT. Regione Puglia. Area Politiche per la promozione della salute delle persone e delle pari opportunità ( Azioni di Sistema a favore dell associazionismo familiare anno Approvazione schema di Avviso Pubblico deliberazione di Giunta Regionale n del 15/12/2009 (BURP n. 18 del 28/01/2010), Codice CUP B79C ). PUGLIA SOCIALE Assessorato alla Solidarietà della Regione Puglia 1
3 INDICE INTRODUZIONE 1 PARTE I DISABILE A CHI? LE LEGGI DI RIFERIMENTO LA LEGGE 104/92 PER FARSI RISPETTARE LA LEGGE 104 E L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE LA REGIONE PUGLIA E LA DISABILITA UNIVERSO ISTRUZIONE ULTIME DISPOSIZIONI IN TEMA DI SCUOLA 1. IL PEI : PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALE 2. IL PEI DIFFERENZIATO ISTRUZIONE E DINTORNI 1.ESONERO DALLE ESERCITAZIONI PRATICHE DI EDUCAZIONE FISICA 2. TRASPORTO SCOLASTICO 3. ISTRUZIONE DOMICILIARE 3.1. LA SCUOLA IN OSPEDALE 3.2. LA SCUOLA A CASA 4. LA FORMAZIONE PROFESSIONALE NOTIZIE UTILI DA SAPERE PER CHI SI PRENDE CURA DI UN DIVERSA MENTE ABILE GRAVE LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I DIVERSAMENTE ABILI: QUESTE SCONOSCIUTE SANITA 1. NORME FONDAMENTALI DI RIFERIMENTO 2. FARMACI 3. FORME MORBOSE 4.SPESE PER LA MOBILITA DEI DISABILI E PER SUSSIDI TECNICI ED INFORMATICI 4.1. SPESE PER ADDETTI ALL ASSISTENZA PERSONALE
4 4.2. SPESE SOSTENUTE DAI SORDI PER I SERVIZI DI INTERPRETARIATO. PRONTO CHI PARLA? 1.TELEFONIA FISSA 2.TELEFONIA MOBILE Sì VIAGGIARE 1. AL VOLANTE IL CONTRASSEGNO UNIFICATO PER I DISABILI EUROPEI (CUDE) 2. IN TRENO 2.1 COME RICHIEDERE IL SERVIZIO DI ASSISTENZA 2.2 LE SALE BLU 2.3 VIAGGI INTERNAZIONALI 3. IN AEREO 4. MEZZI PUBBLICI IL DIRITTO AL VOTO 1.VOTO CITTADINI RICOVERATI 2. VOTO DOMICILIARE 3. VOTO NON DEAMBULANTI 4. VOTO ASSISTITO CON ACCOMPAGNATORE IN CABINA II PARTE CHI SIAMO IL NOSTRO CENTRO PROGETTI REALIZZATI CON LA REGIONE PUGLIA PROGETTI REALIZZATI CON IL COMUNE PROGETTI REALIZZATI CON ALTRI ENTI IL VOLONTARIATO INIZIATIVE DELL ASSOCIAZIONE SUPERAMENTO HANDICAP LINK UTILI
5 INTRODUZIONE Il tema della disabilità è oggi un tema molto diffuso e di pubblico dominio anche per via delle numerose iniziative pubbliche e private che mirano a sensibilizzare il prossimo sull universo dei diversamente abili. Purtroppo però sono poche le persone che realmente conoscono le mille sfaccettature di questo tema e spesso, purtroppo, i disabili stessi non sanno esattamente quali sono i loro diritti in quanto le informazioni sono frammentate e il più delle volte troppo generiche e confuse. Ispirata proprio da queste considerazioni, l Associazione Superamento Handicap Onlus di San Severo presenta una guida facilmente consultabile sia da tutti i diversamente abili sia da quanti sono interessati, direttamente o indirettamente, a saperne di più. Per agevolare la consultazione della presente guida, si è pensato di dividerla in due parti : la prima parte affronta in generale le notizie utili da sapere per un disabile in diversi settori della vita quotidiana; la seconda parte tratta, nello specifico la realtà dei Servizi ai Disabili nel Comune di San Severo e l operato dell Associazione Superamento Handicap Onlus di San Severo La presente guida rientra nei Servizi previsti dal progetto denominato SPAZIO SOCIALE ICT POINT presentato dall Associazione di Volontariato Superamento Handicap O.N.L.U.S. di San Severo. In particolare, tale progetto si inserisce nell ambito dei progetti finanziati dalla Regione Puglia per le azioni di sistema a favore dell Associazionismo Familiare e, più in particolare, nella LINEA III che riguarda l Information Technology per l Inclusione Sociale. Destinatarie del progetto suddetto non sono soltanto le famiglie dei diversamente abili di San Severo ma tutte quelle dell area territoriale dell Alto Tavoliere (e dunque i comuni di Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, Serracapriola e Torremaggiore), ossia di quella realtà territoriale in cui l Associazione Superamento Handicap opera ormai da un decennio. L obiettivo del progetto è quello di sviluppare e potenziare un più ampio e facile accesso ai servizi ed alle prestazioni da parte di tutti i cittadini interessati. Per fare ciò occorre sviluppare una serie di iniziative: La piena attuazione del processo di riforma del welfare locale in provincia di Foggia e nell ambito territoriale di riferimento (in linea con quanto definito dal II Piano Regionale delle Politiche Sociali recentemente approvato). 1
6 Questo si traduce nel diffondere e consolidare le tecnologie necessarie per accedere ai servizi e le prestazioni offerte; un sistema di informazione, promozione e sensibilizzazione che coinvolge direttamente i diversamente abili; un contatto costante con i soggetti pubblici e privati del settore,gli Enti di riferimento e la Pubblica Amministrazione; Il coinvolgimento familiare: per raggiungere tale risultato si sono creati gruppi di mutuo aiuto per accrescere l opportunità di inclusione ed integrazione sociale; L inserimento lavorativo: per fare ciò si è pensato ad una consulenza per individuare opportunità offerte dai Centri per l impiego; inserimenti lavorativi per i soggetti svantaggiati; consulenza per la promozione dell auto imprenditorialità. Il potenziamento della rete dei soggetti pubblici e privati coinvolti. La presente guida realizzata con il progetto Spazio sociale - ICT Point vuole essere un punto di partenza per gli operatori di settore, le famiglie e le associazioni che s interessano al mondo della disabilità. BUONA CONSULTAZIONE. 2
7 I PARTE DISABILE A CHI? Nel 2001, 191 Paesi partecipanti alla 54ma Assemblea Mondiale della Sanità hanno ratificato la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (International Classification of Functioning, Disability and Health - ICF) come standard di valutazione e classificazione di salute e disabilità (tra questi paesi c è anche l Italia) e individuando quindi un linguaggio standard e unificato. In base a questa classificazione la disabilità viene definita come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, i fattori personali e i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l individuo. Questo significa che l attenzione sia posta dalle conseguenze cioè sull impatto delle malattie o di altre condizioni di salute che ne possono derivare, agli elementi costitutivi della salute. In questo modo l ICF abbraccia un numero di persone maggiore perché si riferisce a tutte le persone poiché tutti possono avere una condizione di salute che in un contesto ambientale sfavorevole causa disabilità. La nuova classificazione ha dunque un accezione positiva: mentre gli indicatori tradizionali si basavano sui tassi di mortalità, l ICF pone come centrale la qualità della vita delle persone affette o meno da una patologia, permette quindi di evidenziare come convivono con la loro condizione e come sia possibile migliorarla affinché possano contare su un esistenza produttiva e serena, individuando con maggiore immediatezza gli ostacoli da rimuovere o gli interventi da effettuare perché l individuo possa raggiungere il massimo della propria auto-realizzazione
8 LE LEGGI DI RIFERIMENTO. Forse non tutti sanno che i diritti dei diversamente abili sono stati sanciti già nella Costituzione italiana, dunque fin dalle origini legislative del nostro Paese, prima ancora che occuparsi di Pari opportunità diventasse un punto di forza dei programmi politici. L articolo 3 proclama infatti che: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Nell articolo 38 si parla invece del lavoro: Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all educazione e all avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L assistenza privata è libera. A ben vedere dunque è lo Stato stesso, in prima persona, ad impegnarsi per abbattere le barriere che possono ostacolare un disabile innanzitutto come persona e poi anche nel campo della realizzazione professionale che è realizzazione di se stessi. Da allora sono tanti i provvedimenti adottati nel settore della disabilità ma ci soffermiamo 4
9 adesso su quelli che hanno un maggiore riscontro nella vita quotidiana e più pratica. D.M. n. 470 del 13 dicembre 2001: Regolamento concernente criteri e modalità per la concessione e l erogazione dei finanziamenti di cui all articolo 81 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di interventi in favore dei soggetti con handicap grave privi dell assistenza dei familiari. Circ. Inps 2001, n Legge 12 marzo 1999 n Norme per il diritto al lavoro dei disabili. Misure per incentivare l assunzione di soggetti disabili. Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996 n. 503: Regolamento recante norme per l eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici. Si tratta di uno dei riferimenti normativi più importanti in materia in quanto sancisce la possibilità per un disabile di poter accedere facilmente nelle strutture pubbliche e potersi muovere facilmente nel proprio contesto cittadino. Legge 5 febbraio 1992, n. 104: Legge-quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Questa legge è la legge per eccellenza per i diritti dei diversamente abili e per questo la analizziamo più da vicino. LA LEGGE 104/92 PER FARSI RISPETTARE Come appena detto, la legge di riferimento dei diversamente abili è per definizione la 104 del 1992 in quanto essa è fondamentale per capire quali sono i diritti dei disabili, quali sono i loro doveri e come comportarsi in tutti casi in cui la disabilità e l invalidità entrino a far parte della propria vita, in quanto detta i principi dell ordinamento in materia di diritti, integrazione sociale e assistenza della persona handicappata. Per definizione la Legge si applica appunto alle persone handicappate,così definite: 1. E persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. 2. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative. 5
10 3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l autonomia personale, correlata all età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici. 4. La presente legge si applica anche agli stranieri e agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale. Le relative prestazioni sono corrisposte nei limiti ed alle condizioni previste dalla vigente legislazione o da accordi internazionali. In base all art. 4 sappiamo inoltre che la garanzia della tempestività dei servizi riabilitativi sono assicurati insieme all informazione di carattere sanitario e sociale che deve essere garantita alla famiglia, per facilitare la comprensione della situazione in relazione alle possibilità di recupero. Questa legge sancisce un altro punto importante per l universo dei disabili ossia che la prevenzione della disabilità è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale supportare le famiglie a ogni livello. Per questo motivo dovrebbero quindi essere garantiti, oltre agli strumenti di diagnosi, anche gli interventi socio-sanitari in grado di attivare le capacità potenziali della persona con disabilità, alla quale devono essere garantiti i servizi di riabilitazione e recupero, oltre a quelli di sostegno psicologico e psicopedagogico. Il Servizio Sanitario nazionale garantisce quindi gli interventi per la cura e la riabilitazione precoce della persona handicappata, a domicilio o presso i centri socio-riabilitativi ed educativi a carattere diurno o residenziale e la fornitura e la riparazione di apparecchiature, attrezzature, protesi e sussidi tecnici per il trattamento delle menomazioni. Infine questa legge ci dice che sono previsti da parte del Comuni o dalle Asl dei servizi di aiuto personale, diretto ai cittadini in temporanea o permanente grave limitazione dell autonomia personale non superabile attraverso la fornitura di sussidi tecnici, informatici, protesi o altre forme di sostegno rivolte a facilitare l autosufficienza e le possibilità di integrazione dei cittadini stessi, e comprende il servizio di interpretariato per i cittadini non udenti. 6
11 LA LEGGE 104 E L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE. Una delle difficoltà maggiori per i diversamente abili è rappresentata dalla possibilità di accedere facilmente ai pubblici servizi e girare facilmente nella propria città, senza dover dipendere sempre da qualcuno per superare gli ostacoli architettonici. Anche in questo caso, la legge 104 viene in aiuto dei disabili e, attraverso l articolo 24, regola l eliminazione, o superamento, delle barriere architettoniche. Con questo termine si indica un qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi, soprattutto per persone con limitata capacità motoria o sensoriale come: le porte di accesso, i bagni pubblici, i marciapiedi, i percorsi pedonali, la mancanza di semafori sonori, i sottopassaggi, la mancanza degli appositi attraversamenti pedonali per i non vedenti, le scalinate, i mezzi di trasporto pubblici, gli scivoli dei marciapiedi, la mancanza delle scritte in braille sulle tastiere degli ascensori, la mancata capienza degli ascensori per chi è costretto a muoversi con ausili Ecco nel dettaglio cosa dice l art 24 della legge 104: Tutte le opere edilizie riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico che sono suscettibili di limitare l accessibilità e la visitabilità di cui alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e successive modificazioni, sono eseguite in conformità alle disposizioni di cui alla legge 30 marzo 1971, n. 118, e successive modificazioni, al regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, alla citata legge n. 13 del 1989, e successive modificazioni, e al citato decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n Negli altri comma dell art 24 delle legge 104 viene inoltre stabilito che il rilascio della concessione o autorizzazione edilizia per le opere di edilizia è subordinato al rispetto delle disposizioni vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche. Per quanto riguarda la Regione Puglia, le norme per l eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici di edilizia residenziale privata e la disciplina dei parcheggi vengono regolate dalle Legge Regionale 6/2003. Nella legge si fa riferimento specifico all applicazione della normativa in tutti i condomini degli edifici di uso abitativo privato e nelle strutture esterne. Particolare attenzione viene inoltre posta nei confronti dei parcheggi per disabili, per i quali vengono individuate specifiche funzionali e dimensionali in ben 4 punti, dove tra l altro,vengono indicate le dimensioni dell area parcheggio e le prestazioni minime che devono agevolare il movimento del disabile e del suo veicolo. 7
12 Per quanto riguarda i Comuni, va detto che anche loro hanno modificato i propri regolamenti edilizi con integrazioni relative all accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate. LA REGIONE PUGLIA E LA DISABILITA La Regione Puglia è tra le regioni italiane che ha inserito la tutela dei diversamente abili in una legge regionale specifica: si tratta della Legge regionale n.19/ Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia. Tale interesse è evidente fin dalle finalità della suddetta legge, esplicate nell art 1 la Regione Puglia coordina e assicura sul territorio un sistema integrato d interventi e servizi sociali per le persone, le famiglie e i nuclei di persone, al fine di garantire la qualità della vita, le pari opportunità, la non discriminazione e i diritti di cittadinanza, operando per prevenire, eliminare o ridurre gli ostacoli alla piena inclusione sociale derivante da condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociale e condizioni di non autonomia, in coerenza con gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione. Il tema della disabilità viene trattato specificatamente nell art 2, lettera f quando viene enunciato che Il sistema integrato d interventi e servizi sociali della Regione si fonda sul rispetto del principio che prevede sostegno e promozione del recupero di autonomia delle persone diversamente abili e non autosufficienti. Successivamente, nell articolo 3 comma 6, tra i diritti alle prestazioni, viene detto che In base alle indicazioni del Piano regionale delle politiche sociali e del regolamento regionale e delle disposizioni nazionali in materia di livelli essenziali di assistenza, accedono prioritariamente ai servizi e alle prestazioni secondo i parametri definiti dai Comuni i cittadini in condizioni di povertà o con reddito insufficiente o con incapacità totale o parziale di provvedere ai propri bisogni 8
13 per inabilità d ordine sensoriale fisico e psichico o dovuta a pluriminorazione, con difficoltà d inserimento nella vita sociale attiva e nel mercato del lavoro, nonché i soggetti sottoposti a provvedimenti dell autorità giudiziaria che rendono necessari interventi assistenziali. L impegno programmatico della Regione Puglia nei confronti della disabilità trova indicazioni precise anche negli obiettivi perseguiti dalla Regione stessa nell ambito sociale: infatti nell art 23, lettera f afferma che Nel quadro dell indirizzo e programmazione e dell erogazione dei servizi sociali a favore della famiglia, la Regione individua l obiettivo di promuovere iniziative di mutuo sostegno tra famiglie e creare reti di solidarietà nonché forme di auto-organizzazione e imprenditorialità per favorire le funzioni familiari particolarmente nell attenzione ai bambini, agli adolescenti, agli anziani, ai disabili. Per raggiungere questo obiettivo (insieme agli altri), la Regione individua e promuove azioni di sostegno e aiuto finalizzate a favorire l autonomia, l integrazione sociale,l inserimento lavorativo e la mobilità delle persone diversamente abili residenti nel territorio regionale, nell ambito delle attribuzioni rivenienti dalle vigenti norme nazionali e regionali in materia. A tal fine promuove, con le modalità che saranno definite nel regolamento regionale di cui all articolo 64, la concessione di specifici contributi in favore di persone diversamente abili, loro tutori o altre persone dello stesso nucleo familiare che intendano guidare autovetture per cui è necessario il possesso della patente A, B o C speciali, al fine di concorrere al sostegno della spesa per l acquisizione delle patenti speciali, per l adattamento di veicoli di uso privato destinati alla mobilità di cittadini con gravi disabilità, per l adattamento e la manutenzione degli strumenti di guida a favore dei titolari di patenti A, B o C speciali con disabilità motorie permanenti(art.33 comma 7). In base all art. 40 Sono soggette all autorizzazione al funzionamento tutte le strutture e i servizi socio-assistenziali già operanti e quelli di nuova istituzione che, indipendentemente dalla denominazione dichiarata, sono rivolti a disabili e affetti da malattie croniche invalidanti e/o progressive e terminali, per interventi socio-assistenziali o sociosanitari finalizzati al mantenimento e al recupero dei livelli di autonomia della persona e al sostegno della famiglia. La legge diventa poi estremamente precisa quando, nell art 42, parla proprio delle strutture per disabili, andandole ad individuare secondo le seguenti tipologie: a) comunità alloggio/gruppo appartamento; b) comunità socio-riabilitativa; c) residenza protetta o residenza socio-sanitaria assistenziale, a bassa e media intensità assistenziale; d) centro diurno socio-educativo e/o riabilitativo. 9
14 Quindi continua andando a definire dettagliatamente tali strutture negli artt dal 2 al 5: 2. La comunità alloggio/gruppo appartamento è struttura residenziale a bassa intensità assistenziale, parzialmente autogestita, destinata a soggetti maggiorenni, privi di validi riferimenti familiari, in situazione di handicap fisico, intellettivo o sensoriale che mantengano una buona autonomia tale da non richiedere la presenza di operatori in maniera continuativa. 3. La comunità socio-riabilitativa è struttura residenziale socio-assistenziale a carattere comunitario destinata a soggetti privi del sostegno familiare o per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia valutata temporaneamente o definitivamente impossibile o contrastante con il progetto individuale. La struttura è finalizzata a garantire una vita quotidiana significativa, sicura e soddisfacente a persone in situazione di compromissione funzionale, con nulla o limitata autonomia, e assicura l erogabilità d interventi socio-sanitari non continuativi assimilabili alle forme di assistenza rese a domicilio. In presenza di utenti minori, l équipe di operatori è integrata con le figure professionali adeguate in relazione alle specifiche esigenze. 4. La residenza protetta o residenza socio-sanitaria assistenziale a bassa e media intensità assistenziale è struttura residenziale socio-assistenziale destinata a persone in situazione di handicap con gravi deficit psico-fisici che richiedono un alto grado di assistenza alla persona con interventi di tipo educativo, assistenziale e riabilitativo a elevata integrazione sociosanitaria. 5. Il centro diurno socio-educativo, anche all interno o in collegamento con le strutture di cui ai commi 3 e 4, è struttura socio-assistenziale a ciclo diurno finalizzata al mantenimento e al recupero dei livelli di autonomia della persona e al sostegno della famiglia. Il centro è destinato a soggetti diversamente abili, anche psico-sensoriali, con notevole compromissione delle autonomie funzionali, ovvero pazienti psichiatrici stabilizzati, e per i quali non è prevedibile nel breve periodo un percorso di inserimento lavorativo e assicura l erogabilità delle prestazioni riabilitative di carattere socio-sanitario. E proprio grazie a questa legge che vengono istituiti le strutture ad hoc per i disabili, come i centri sociali polivalenti per disabili, minori e anziani che consistono in strutture aperte alla partecipazione anche non continuativa di utenti alle attività ludico-ricreative, di socializzazione, di animazione, in cui sono garantite le prestazioni minime connesse alla socializzazione, alla organizzazione delle attività, ai presidi di garanzia per la salute e l incolumità degli utenti durante lo svolgimento delle attività del centro. Infine, sempre attraverso la legge 19/2006, viene stabilito che tra le risorse autonome previste dalla legge di bilancio annuale vi siano quelle per gli Interventi per la connettività sociale e l integrazione scolastica ed extrascolastica dei disabili. Dalla lettura di questi articoli risulta evidente che la Regione Puglia ha cercato di analizzare la questione dei diversamente abili da molteplici punti di vista, cercando di promuovere al massimo la loro integrazione sociale, lottando contro qualsiasi forme di discriminazione e assicurando loro la possibilità di avere un testo legislativo di riferimento per far valere i loro diritti in tutti gli ambiti. 10
15 UNIVERSO ISTRUZIONE Il diritto allo studio dei cittadini disabili viene garantito in Italia da una serie di leggi, tra le quali, una delle prime, è stata la Legge 4 agosto 1977 n. 517 riguardante la scuola elementare e media. La questione viene però maggiormente approfondita nella legge di riferimento per i disabili, la pluricitata Legge 104/92, nella quale la norma sul diritto all istruzione è presente fin dal suo articolo 1 quando dice che la Repubblica garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società. I tempi e i modi con i quali questo diritto viene garantito e attuato sono precisati dagli articoli 12 (diritto all educazione), 13 (integrazione scolastica), 14 (modalità di attuazione dell integrazione), 15 (gruppi di lavoro per l integrazione scolastica) 16 (valutazione del rendimento e prove d esame). Più in dettaglio l articolo 12 della Legge 104 garantisce anche il diritto all educazione e all istruzione della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie. L esercizio del diritto all educazione e all istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all handicap. Lo stesso articolo garantisce al bambino con handicap da 0 a 3 anni l inserimento negli asili nido. Il 1999 è la volta della Legge 17/1999, che integra e modifica la legge 104/92, in cui l attenzione viene focalizzata sulle persone disabili iscritte ai corsi universitari. In particolare si legge che Agli studenti handicappati iscritti all università sono garantiti sussidi tecnici e didattici specifici, realizzati anche attraverso le convenzioni di cui alla lettera b) del comma 1, nonché il supporto di appositi servizi di tutorato specializzato, istituiti dalle università nei limiti del proprio bilancio e delle risorse destinate alla copertura degli oneri di cui al presente comma, nonché ai commi 5 e 5 -bis dell articolo 16. Le università, con proprie disposizioni, istituiscono un docente delegato dal rettore con funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l integrazione nell ambito dell ateneo. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2006, n. 185 regola modalità e criteri per l individuazione dell alunno come soggetto in situazione di handicap, ai sensi dell articolo 35, comma7, della Legge 27 dicembre 2002, n Maggiore chiarezza in tema di disabilità e scuola si ha con il Decreto 30 aprile 2008 in cui il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione stabilisce le regole tecniche disciplinanti l accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore dei disabili. Vengono in particolare definiti alcuni concetti chiavi legati al mondo della disabilità nella scuola: 11
16 a) accessibilità: capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari; b) tecnologie assistive: ai sensi dell art.2, comma 1, lettera b),della legge 9 gennaio 2004, n. 4, gli strumenti e le soluzioni tecniche che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere ai servizi erogati dai sistemi informatici; c) strumenti didattici e formativi: programmi informatici e documenti informato elettronico usati nei processi di istruzione e apprendimento. Sono tali,ad esempio,il software didattico e i documenti elettronici, ivi compresi i libri di testo, prodotti anche con programmi applicativi diversi dal software didattico, usati come strumenti di lavoro nell attività scolastica o essi stessi oggetto di studio e addestramento; d) software didattico: programmi applicativi informatici finalizzati espressamente a supportare gli apprendimenti e deliberatamente realizzati con tale finalità. Sono tali, ad esempio, i programmi basati sull alternanza spiegazione-verifica (tutoriali),e quelli basati sullo schema:domanda - risposta -verifica (eserciziari), gli ambienti aperti orientati alla costruzione autonoma del sapere (in cui si perseguono specifici obiettivi di apprendimento senza vincolare lo studente con esplicite richieste), i programmi per effettuare prove o valutazioni, gli ambienti di simulazione (riproduzioni simulate di fenomeni che consentono l interattività da parte dello studente), i giochi educativi (con contenuti di apprendimento offerti in modalità gioco), i corsi interattivi di lingua straniera; e) fruibilità : ai sensi dell art. 1, comma 1, lettera f), del decreto del Presidente della Repubblica 1 marzo 2005, n. 75, la caratteristica dei servizi di rispondere a criteri di facilità e semplicità d uso, di efficienza, di rispondenza alle esigenze dell utente, di gradevolezza e di soddisfazione nell uso del prodotto; f) stili di paragrafo : nome associato a un insieme di comandi utilizzati per la composizione grafica del testo secondo un preciso formato (formattazione) che specifica la funzione di una parte d testo nella struttura logica dell intero documento; g) tecnologie Web : ai sensi dell art. 1, comma 1, lettera oo), del decreto ministeriale 8 luglio 2005: «insieme degli standard definiti dall Organizzazione internazionale per le standardizzazioni (ISO) e delle raccomandazioni del Consorzio World Wide Web (W3C Recommendation) finalizzato a veicolare informazioni o erogare servizi su reti che utilizzano il protocollo HTTP di trasferimento di un ipertesto (Hyper Text Transfer Protocol), comunemente definite tecnologie Internet»; h) interfaccia utente : ai sensi dell art. 1, comma 1, lettera v),del decreto ministeriale 8 luglio 2005, programma informatico che gestisce il rapporto dell utente da, e verso, un elaboratore in modointerattivo,realizzato attraverso una rappresentazione basata su metafore grafiche(interfaccia grafica), oppure attraverso comandi impartiti in modo testuale (interfaccia testuale). E evidente come, attraverso questo nuovo testo giuridico, si cerchi innanzitutto di garantire il diritto allo studio anche dei diversamente abili e, allo stesso tempo, di favorire la loro integrazione scolastica attraverso le nuove tecnologie che entrano, a pieno titolo, nel materiale didattico fruibile dalla scuola e da chi la frequenta. 12
17 ULTIME DISPOSIZIONI IN TEMA DI SCUOLA I cambiamenti registrati dal recente governo Monti in tutti i settori legislativi hanno coinvolto anche l ambito della scuola e dunque ci sono delle specificazioni anche per ciò che concerne i disabili. In particolare l articolo 4 della Circolare n. 110 del 29/12/2011 precisa che per l iscrizione degli alunni disabili occorre la certificazione di disabilità, prevista dal DPCM 185/06 ed il Profilo Dinamico Funzionale (PDF), come indicato dalla L. 104/92. All atto dell iscrizione occorre consegnare la certificazione alla scuola, mentre il PDF deve essere effettuato dal Gruppo di Lavoro Handicap Operativo (GLHO), composto dagli operatori della ASL che seguono l alunno, dal Consiglio di Classe dell ultimo anno del grado di scuola e dalla famiglia. E perciò insufficiente la prassi secondo cui molte scuole richiedono alle ASL la sola Diagnosi Funzionale. Lo stesso articolo chiarisce inoltre che gli alunni che non hanno compiuto i 18 anni prima dell inizio dell anno scolastico possono iscriversi alle scuole superiori con il semplice attestato. Ciò si basa sulla Sentenza 215/87 della Corte Costituzionale, che ha affermato il diritto di tutti gli alunni con disabilità, anche grave, a realizzare l inclusione nelle scuole superiori, pur se in assenza del diploma di licenza media. Vediamo adesso come concretamente lavora un equipe scolastica nel caso di un alunno diversamente abile. Il PEI : PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALE Ogni alunno con disabilità alle prese con un percorso scolastico è al centro del PEI - Progetto Educativo Individuale. La sua redazione spetta al GLH.O, composto da: gli insegnanti del consiglio della classe frequentata dall alunno, l insegnante di sostegno (se già assegnato), i genitori, l assistente all autonomia e la comunicazione (se presente/ assegnato) e gli operatori del distretto socio sanitario che ha in carico l alunno. Nel caso del passaggio da un grado di scuola all altro, il Dirigente Scolastico deve prendere accordi con la scuola che successivamente accoglierà l alunno per garantire la continuità e la presa in carico (trasferendo anche i relativi fascicoli). In questo caso il PEI deve essere realizzato con la collaborazione dei docenti del ciclo precedente. UTILE SAPERLO Le famiglie degli alunni con disabilità, oltre ad essere coinvolte nella stesura del PEI, devono sottoscriverlo e riceverne copia. Nel caso quanto scritto nel PEI non venga rispettato la famiglia può inoltrare diffida al Dirigente Scolastico affinché individui le responsabilità e risolva il problema. 13
18 2.IL PEI DIFFERENZIATO Nel caso in cui, invece, si abbia a che fare con alunni con particolari tipi di disabilità è possibile prevedere un PEI differenziato, con obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai programmi ministeriali. In tal caso, l alunno con disabilità sarà sottoposto, durantegli esami conclusivi del ciclo scolastico, a prove differenziate. E importante sapere, a questo proposito, che nel caso di esami conclusivi del I ciclo scolastico (scuola elementare e media) le prove differenziate, superate positivamente, potranno portare anche al riconoscimento del diploma di licenza media, mentre nel caso di esami conclusivi del II ciclo scolastico (scuola superiore), le prove differenziate consentiranno all alunno di ricevere solo un attestato dei crediti formativi acquisiti. ISTRUZIONE E DINTORNI Consideriamo adesso tematiche più pratiche legate all ambito scolastico. 1.ESONERO DALLE ESERCITAZIONI PRATICHE DI EDUCAZIONE FISICA. Per gli alunni con disabilità che non possono partecipare alle esercitazioni pratiche di educazione fisica può essere richiesto da parte della famiglia al Dirigente Scolastico l esonero temporaneo o permanente, parziale o totale, comprovandone la necessità tramite apposita documentazione medica. UTILE SAPERLO Gli alunni esonerati devono comunque essere coinvolti nello svolgimento delle lezioni e nelle attività loro consentite e possibili (es. arbitraggio, giuria, organizzazione, etc) ed essere valutati sulla base delle conoscenze teoriche acquisite. 2.TRASPORTO SCOLASTICO Per agevolare la frequentazione della scuola da parte dello studente diversamente abile, è istituito un servizio di trasporto scolastico. COME SI RICHIEDE All atto dell iscrizione, la famiglia deve richiedere, in alcuni territori all Istituto Scolastico, ma in genere all Ente Locale competente (Comune fino al termine della scuola secondaria di I grado Provincia per la scuola secondaria di II - in base ad appositi avvisi pubblici affissi, mesi prima dell inizio dell anno scolastico, lungo le pubbliche vie) l attivazione del trasporto scolastico. 14
19 UTILE SAPERLO Il trasporto deve essere garantito in maniera gratuita, con mezzi idonei ed accessibili e con la presenza di un accompagnatore. Nel caso di mancata attivazione del servizio, la famiglia può diffidare l Ente Locale competente (il Comune di residenza per la scuola primaria e secondaria di I grado e la Provincia per la scuola secondaria di II grado, salvo diverse norme regionali in merito) e nel caso dovesse persistere l inerzia o il rigetto può attivare un ricorso al TAR entro 60 giorni dal consolidarsi del rifiuto (espresso o tacito). 3. Istruzione domiciliare Negli ultimi anni il crescente interesse nei confronti del diritto alla studio per i disabili ha portato il Ministero della Pubblica Istruzione a varare delle nuove norme che possano favorirlo anche in contesti in un certo senso inusuali ma che, negli ultimi anni, hanno segnato un aumento in termini di fruizione del servizio stesso, come si può ben osservare consultando i dati pubblicati dal MIUR per il Esercizio finanziario RISORSE SCUOLA IN OSPEDALE E ISTRUZIONE DOMICI- LIARE UFFICI SCOLASTICI REGIONALI Scuola in ospedale Istruzione domiciliare Quota formazione e Portale TOTALE GENERALE ABRUZZO , , ,0 BASILICATA CALABRIA CAMPANIA EMILIA-ROMAGNA FRIULI VENEZIA GIULIA , , , , , , , , , , , , , , ,0 LAZIO , , , ,0 LIGURIA LOMBARDIA MARCHE MOLISE PIEMONTE PUGLIA , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
20 SARDEGNA SICILIA TOSCANA UMBRIA VENETO , , , , , , , , , , , , , , ,0 Totale , , , ,0 Attraverso la recente Circolare n. 24 del 25/03/2011, il MIUR ha così definito la ripartizione delle risorse finanziarie destinate a garantire il funzionamento delle sezioni ospedaliere, l attivazione di progetti di istruzione domiciliare e la formazione del personale coinvolto. Gli interventi, delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, inerenti l istruzione domiciliare dovranno essere inseriti all interno del Piano dell Offerta Formativa (POF). Alla circolare sono stati allegati anche i moduli necessari alle scuole per la programmazione degli interventi. 3.1 LA SCUOLA IN OSPEDALE. Si tratta ormai di una vera e propria struttura scolastica organizzata, diffusa in tutti gli ordini e gradi di scuola e nei principali ospedali e reparti pediatrici italiani. Questo tipo di scuola è totalmente creata sul singolo paziente, tenendo conto delle tempistiche di visite, terapie e della specificità delle patologie. Privilegia i piccoli gruppi, attuando il rapporto uno a uno docente-alunno, programma le attività didattiche utilizzando tecnologie multimediali e comprende anche attività ludiche e ricreative. Questo tipo di strategia vuole assicurare pari opportunità di istruzione a tutti gli alunni ricoverati, per far si che possano proseguire il proprio percorso didattico senza rischiare difficoltà di reinserimento o dispersione scolastica. Il docente in ospedale deve promuovere il diritto all istruzione del piccolo paziente attraverso un percorso formativo individualizzato, e garantire anche una mediazione tra la famiglia e l ospedale. 3.2 LA SCUOLA A CASA L istruzione domiciliare costituisce di fatto un ampliamento della strategia scolastica ospedaliera e il rispetto del diritto allo studio anche di chi è costretto a letto presso la propria abitazione. Spesso i pazienti non sono ricoverati in ospedale, ma seguiti in day-hospital lungo tutto il 16
21 periodo della cura. Ciò si verifica quando i malati sono costretti a casa per più di trenta giorni e possono essere quindi seguiti a domicilio da uno o più insegnanti. COME SI RICHIEDE. Per attivare un intervento di istruzione domiciliare è necessario fare una richiesta documentata alla scuola frequentata, la quale è tenuta ad elaborare un progetto di offerta formativa per l alunno impossibilitato alla normale frequenza. Il piano deve avere delle precise indicazioni di durata, del numero di docenti coinvolti (che si sono dichiarati disponibili) e deve essere approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio di istituto, e inserito nel POF (Piano offerta formativa della scuola). La richiesta, con allegata certificazione sanitaria, e il progetto elaborato vengono poi inoltrati al competente Ufficio Scolastico Regionale, che procede alla valutazione della documentazione presentata ai fini dell approvazione e della successiva assegnazione delle risorse finanziarie. 4. LA FORMAZIONE PROFESSIONALE In base all art 17 della Legge 104/92 le Regioni sono chiamate a realizzare l inserimento della persona disabile negli ordinari corsi di formazione professionale dei centri pubblici e privati e garantiscono agli allievi handicappati che non siano in grado di avvalersi dei metodi di apprendimento ordinari l acquisizione di una qualifica anche mediante attività specifiche nell ambito delle attività del centro di formazione professionale tenendo conto dell orientamento emerso dai piani educativi individualizzati realizzati durante l iter scolastico. A tal fine forniscono ai centri i sussidi e le attrezzature necessarie. I corsi di formazione professionale devono tener conto delle diverse capacità ed esigenze della persona handicappata che, di conseguenza, è inserita in classi comuni o in corsi specifici o in corsi pre - lavorativi. Per conoscere quali corsi di formazione professionale sono attivati nella provincia di residenza si consiglia di rivolgersi a strutture quali: Agenzie e Centri per l Impiego; Centri di orientamento (Col, Cilo); Informagiovani; Enti di Formazione Professionale; Sindacati e Associazioni di categoria; Camere di Commercio, Albi e Ordini professionali; Agenzie di lavoro interinale. NOTIZIE UTILI DA SAPERE PER CHI SI PRENDE CURA DI UN DIVERSAMENTE ABILE GRAVE. Una delle sezioni più conosciute della Legge 104/92 è quella dei permessi concessi ai 17
22 cittadini lavoratori portatori di handicap grave e ai loro familiari, in presenza di determinate condizioni. Vediamo più da vicino cosa riguardano questi permessi retribuiti e aventi come scopo la cura e l assistenza del portatore di handicap. CHI SONO I BENEFICIARI DI TALI PERMESSI. In base alla Legge 104/92 i Permessi retribuiti spettano: alle persone diversamente abili che lavorano come dipendenti; ai genitori lavoratori dipendenti; al coniuge lavoratore dipendente; ai parenti o affini entro il 2 grado che lavorano come dipendenti - il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado soltanto qualora i genitori o il coniuge della persona in situazione di disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. Sono invece esclusi dal diritto ai permessi L. 104/92 i seguenti lavoratori: a domicilio; addetti ai servizi domestici e familiari; agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari; autonomi; parasubordinati. CASI PARTICOLARI Un Congedo straordinario ai sensi della Legge 388/2000 è previsto per le seguenti categorie: al coniuge convivente della persona gravemente disabile in via prioritaria; ai genitori naturali o adottivi e affidatari del portatore di handicap grave; ai fratelli o sorelle (anche adottivi), purché conviventi con il portatore di handicap; al figlio, convivente della persona gravemente disabile. Non rientrano invece: gli addetti ai servizi domestici e familiari; gli addetti a domicilio; gli agricoli giornalieri. CASI IN CUI NON SI PUO RICHIEDERE IL CONGEDO STRAORDINARIO: Ovviamente non è sempre possibile richiedere un congedo straordinario. Ecco nel dettaglio questi casi: durante le pause contrattuali in caso di contratto di lavoro part-time verticale; quando la persona diversamente abile da assistere presti, a sua volta, attività lavorativa durante il periodo di godimento del congedo; quando la persona diversamente abile da assistere sia ricoverata a tempo pieno; nelle stesse giornate di fruizione dei permessi retribuiti L. 104/
23 UTILE SAPERLO In relazione ai congedi straordinari è bene ricordarsi che: I lavoratori aventi diritto al congedo straordinario possono richiedere due anni di congedo straordinario nell arco della vita lavorativa. Per lo stesso portatore di handicap non possono essere richiesti più di 2 anni. Tale limite è complessivo fra tutti gli aventi diritto. I periodi di congedo straordinario sono computati nel limite massimo globale spettante a ciascun lavoratore, ovvero due anni di permesso, anche non retribuito, per gravi e documentati motivi familiari. In caso di pluralità di portatori di handicap il congedo spetta per ciascuno di essi nei limiti sopra indicati. Non è mai possibile per lo stesso lavoratore fruire del raddoppio del congedo. Un ulteriore periodo di due anni per altri familiari handicappati è ipotizzabile solo a beneficio di altri soggetti che si trovano nella condizione di prestare assistenza al portatore di handicap. Il congedo non può essere concesso se la persona handicappata da assistere presti a sua volta attività lavorativa nel periodo di fruizione del congedo da parte degli aventi diritto. Questo significa che, nel caso un disabile abbia un rapporto lavorativo,questo non deve coincidere col periodo di godimento del congedo da parte degli aventi diritto (ad esempio: ferie, malattia, infortunio ecc.). Il congedo è frazionabile a giorni interi. QUANTO SPETTA Vediamo ora nel dettaglio in quanto consiste, in termini di tempo, tale congedo straordinario: i lavoratori con handicap possono beneficiarne alternativamente: ad ore : 2 ore al giorno o 1 ora, a seconda dell orario di lavoro, che saranno indennizzate sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta; a giorni : 3 giorni al mese frazionabili anche in ore che saranno indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta. I genitori lavoratori dipendenti di figli con età inferiore ai di tre anni anche adottivi, in situazione di disabilità grave, conviventi e non, possono fruire, anche quando l altro genitore non ha diritto, perché ad esempio è casalingo/a, lavoratrice/lavoratore autonomo, alternativamente: di un prolungamento dell astensione facoltativa fino a 3 anni di età del bambino con indennità pari al 30% della retribuzione per tutto il periodo; di riposi orari giornalieri, fino a 3 anni di età del bambino, di 1 o 2 ore a seconda dell orario di lavoro, che saranno indennizzate sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta; 3 giorni di permesso mensile (frazionabili in ore), sia nel caso in cui l altro genitore non lavori, sia nel caso in cui siano presenti in famiglia altri soggetti, anche lavoratori, che possono dare assistenza. I permessi saranno indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta. 19
24 Il coniuge, i parenti e gli affini entro il 2 grado lavoratori dipendenti di persone in situazione di disabilità grave possono usufruire di 3 giorni di permesso mensile (frazionabili in ore) anche se presenti nel nucleo altri familiari maggiorenni conviventi, lavoratori o studenti. I tre giorni di permesso mensili possono essere fruiti anche dai parenti e dagli affini del minore di tre anni in situazione di disabilità grave Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado della persona con disabilità in situazione di gravità soltanto qualora i genitori o il coniuge della persona in situazione di disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. I permessi saranno indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta. COME PRESENTARE LA DOMANDA Occorre specificare che dal 1 gennaio dell anno in corso è entrata in vigore la norma in base alla quale l unico mezzo per inviare le proprie domande è quello telematico, attraverso il sito dell istituto. Esistono però tre diversi modi per comunicare la domanda. DOMANDA TRAMITE WEB Accedendo al sito web dell Inps ( il lavoratore può compilare e inviare autonomamente la domanda, servizio che rientra nell Invio online di domande di prestazioni a sostegno del reddito. Per farlo è necessario avere il Pin di autenticazione che viene rilasciato previa registrazione. Una volta ricevuto il Pin, sarà sufficiente andare alla sezione Servizio on line, seguendo il percorso Al servizio del cittadino Autenticazione con PIN o Carta Nazionale dei Servizi Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito Disabilità Congedi Straordinari. All interno della sezione, si potrà quindi compilare la domanda telematicamente, oltre che avere una visione d insieme delle proprie domande già presentate o in corso di presentazione. DOMANDA TRAMITE PATRONATO Qualora non si avesse dimestichezza col web o non si avesse un proprio pc, la procedura più semplice da seguire consiste nel recarsi in un Patronato abilitato che procederà all inoltro della vostra richiesta attraverso le modalità già in uso. DOMANDA TRAMITE CONTACT CENTER MULTICANALE Si accede a questo servizio tramite il numero verde telefonico messo a disposizione dall Inps. E necessario però essere in possesso di un codice Pin identificativo, rilasciato tramite registrazione on line al sito dell Inps. Con Pin alla mano, si devono seguire le istruzioni per l acquisizione della domanda. DOCUMENTAZIONE NECESSARIA Per il riconoscimento del diritto al Congedo Straordinario, alla domanda si dovranno bisogna i seguenti documenti: le certificazione provvisoria di handicap; copia della ricevuta della richiesta di riconoscimento dell handicap grave; dichiarazione liberatoria. 20
25 La certificazione provvisoria viene rilasciata dal medico della ASL che deve inoltre specificare anche le difficoltà relazionali, socio-lavorative e situazionali determinate dalla patologia. La richiesta del riconoscimento della situazione di handicap grave viene fatta presso la ASL o con l ausilio dei patronati (art. 3, comma 3 della legge 104/92). Per maggiori informazioni si invita a consultare il sito dell Inps oppure chiamare il numero verde MODULISTICA Esistono vari tipi di modelli a seconda del permesso da richiedere e della persona richiedente. In particolare per la categoria Permessi retribuiti (Legge 104/92) i modelli di domanda possono essere: mod. HAND3 (SR09) portatori di handicap che lavorano come dipendenti; mod. HAND1 (SR07) genitori di figli minori lavoratori dipendenti; mod. HAND2 (SR08) genitori di figli maggiorenni lavoratori dipendenti; mod. HAND2 (SR08) coniuge lavoratore dipendente; mod. HAND2 (SR08) ai parenti o affini entro il 3 grado che lavorano come dipendenti. PER LA CATEGORIA CONGEDO STRAORDINARIO (LEGGE 388/2000) I MODELLI DI DOMANDA SONO: mod. HAND6 (SR64) coniuge convivente della persona gravemente disabile; mod. HAND4 (SR10) genitori naturali o adottivi e affidatari del portatore di handicap grave; mod. HAND5 (SR11) fratelli o sorelle; mod. HAND7 (SR86) figlio convivente della persona gravemente disabile. 21
26 LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I DIVERSAMENTE ABILI: QUESTE SCONOSCIUTE! Sebbene un opinione assai diffusa sia quella di credere che i soggetti pubblici facciano ben poco per i diversamente abili, è bene sapere invece che negli ultimi anni sono state emanate diverse norme tributarie che mostrano particolare attenzione verso i disabili prevedendo per loro non poche agevolazioni fiscali. In base all aggiornamento del novembre 2011 dell Agenzia, si ricordano le principali agevolazioni: 1)PER I FIGLI A CARICO Per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spettano le seguenti detrazioni: per il figlio di età inferiore a tre anni euro per il figlio di età superiore a tre anni euro Con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. Le detrazioni sono concesse in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d imposta e il loro importo diminuisce con l aumentare del reddito fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a euro. 2)PER I VEICOLI la possibilità di detrarre dall Irpef il 19% della spesa sostenuta per l acquisto l Iva agevolata al 4% sull acquisto; l esenzione dal bollo auto; l esenzione dall imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà. 3)PER GLI ALTRI MEZZI DI AUSILIO E I SUSSIDI TECNICI E INFORMATICI la possibilità di detrarre dall Irpef il 19% della spesa sostenuta per i sussidi tecnici e informatici; l Iva agevolata al 4% per l acquisto dei sussidi tecnici e informatici; la possibilità di detrarre le spese di acquisto e mantenimento (quest ultime in modo forfetario) del cane guida per i non vedenti; la possibilità di detrarre dall Irpef il 19% delle spese sostenute per i servizi di interpretariato dei sordomuti. 4)PER L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE Sono previste detrazione d imposta pari al 36% sulle spese sostenute fino al 31 dicembre 2012 per la realizzazione degli interventi finalizzati all abbattimento delle barriere architettoniche. E prevista però una differenza tra: spese sanitarie in questo caso vi è la possibilità di dedurre dal reddito complessivo l intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica; 22
27 l assistenza personale in questo caso è prevista la possibilità di dedurre dal reddito complessivo gli oneri contributivi (fino all importo massimo di 1.549,37 euro) versati per gli addetti ai servizi domestici e all assistenza personale o familiare. SANITA Secondo l Art. 32 della Costituzione : La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Il diritto alla salute di tutti i cittadini, dunque anche dei diversamente abili, è sancito dal testo costituzionale. Nel caso specifico dei disabili la Sanità prevede alcune agevolazioni, a seconda del tipo e della gravità della disabilità stessa. 1.NORME FONDAMENTALI DI RIFERIMENTO L. 23 dicembre 1978 n 833 (Servizio Sanitario Nazionale) Art Le ASL provvedono alla erogazione delle prestazioni di prevenzione, di cura e di riabilitazione. È assicurato ai cittadini il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura e di riabilitazione nei limiti oggettivi dell organizzazione dei servizi sanitari. Art L assistenza riabilitativa per le persone con disabilità può essere esplicata presso centri pubblici o nei centri privati convenzionati con le ASL. Sono garantite le prestazioni protesiche (D.M. 31/05/01 n 321 Prestazioni di assistenza protesica erogabili nell ambito del servizio sanitario nazionale ed articolazione del nomenclatore ). 2.FARMACI Al di là della quota fissa per ricetta nel limite e con le modalità previste dalla normativa vigente che resta a carico dell assistito, ci si può trovare infatti di fronte al caso in cui la dispensazione del farmaco è gratuita. Per conoscere le tipologie riconosciute cui è riservato tale trattamento, ci si può rivolgere al proprio medico curante o all ASL della propria città. 3.FORME MORBOSE Nel caso invece delle cosiddette forme morbose, indicate nel D.M. 1 febbraio 1991, i soggetti 23
28 affetti da tali patologie sono esentati dal pagamento delle quote di partecipazione alla spesa per l assistenza farmaceutica, limitatamente ai farmaci prescrivibili a carico del Servizio sanitario e indicati dalla legge stessa. Tale legge individua inoltre coloro che sono esentati dal pagamento delle quote di partecipazione alla spesa sanitaria per le prestazioni farmaceutiche, di diagnostica strumentale e di laboratorio e per le prestazioni specialistiche correlate alle specifiche patologie di cui sono affetti. 4.SPESE PER LA MOBILITA DEI DISABILI E PER SUSSIDI TECNICI ED INFORMATICI Questo genere di spese prevedono una detrazione del 19% sull intero importo per le persone riconosciute disabili ai sensi della L.104/92 e rigurdano l acquisto di: Mezzi necessari all accompagnamento all accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento (poltrone, apparecchi contenimento di fratture, arti artificiali per la deambulazione, spese per l adattamento dell ascensore per contenere la carrozzella, per la costruzione di rampe ed eliminare barriere architettoniche o per l installazione di pedane di sollevamento); per i sussidi tecnici e informatici che facilitano l autosufficienza e l integrazione (con necessità del certificato medico che attesti l esigenza della strumentazione acquisita) SPESE PER ADDETTI ALL ASSISTENZA PERSONALE La detrazione del 19% è prevista anche nei casi di spese sostenute per gli addetti all assistenza personale destinata a persone dichiarate non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana (impossibilitate ad es. a provvedere autonomamente all espletamento delle funzioni fisiologiche e all igiene personale, ecc.), a seguito di certificazione medica. L addetto all assistenza deve rilasciare una ricevuta di pagamento, che deve contenere gli estremi anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il pagamento e di chi presta l assistenza, oltre al nome dell assistito SPESE SOSTENUTE DAI SORDI PER I SERVIZI DI INTERPRETARIATO La detrazione del 19% si ha anche per i costi sostenuti dai sordi per i servizi di interpretariato. Possono fruire di tale agevolazione i minorati sensoriali dell udito affetti da sordità (congenita o acquisita durante l età evolutiva) con compromissione del normale apprendimento del linguaggio parlato, la patologia non deve essere di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio. UTILE SAPERLO In caso di ricovero di un portatore di handicap in un istituto di assistenza e ricovero non è possibile portare in deduzione l intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e le spese paramediche di assistenza specifica. A tal fine è necessario che le spese risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall istituto di assistenza. 24
29 PRONTO CHI PARLA? Anche nel settore della telefonia, sia fissa che mobile, sono previste delle agevolazioni per alcune categorie di disabili. Vediamo nello specifico cosa prevede la normativa vigente. TELEFONIA FISSA In questo caso la normativa vigente prevede che agli anziani, persone disabili e utenti con esigenze speciali viene riconosciuta una riduzione del 50% sul canone mensile di abbonamento, ma non sugli scatti telefonici. Possono usufruire a tale agevolazione i nuclei familiari al cui interno vi sia un invalido civile o un pèrcettore di pensione sociale o un anziano sopra i 75 anni o un capofamiglia disoccupato. Inoltre il nucleo familiare deve dimostrare di trovarsi in difficoltà economica e dunque non superare un livello di reddito di 6713,93 euro l anno. La certificazione relativa al reddito viene rilasciata su richiesta dall INPS o da un Centro Autorizzato di Assistenza Fiscale (CAAF) e deve essere presentata ogni anno alla compagnia telefonica. Nel caso invece di sordomuti che utilizzano il DTS (Dispositivo Telefonico per Sordi) l esenzione del pagamento del canone è totale ed indipendente dal reddito, previa presentazione della specifica certificazione. TELEFONIA MOBILE Nel campo della telefonia mobile è invece il D.P.R.641 a disciplinare le esenzioni riguardanti la tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari. In base a tale decreto la tassa non è prevista per le licenze o i documenti sostitutivi intestati ad invalidi in seguito a perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori nonché ai non vedenti e ai sordi. Per ottenere l esenzione occorre presentare una specifica attestazione rilasciata dall Azienda Usl al concessionario del servizio all atto della stipulazione dell abbonamento. 25
30 SÌ VIAGGIARE La disabilità di una persona, escludendo le casistiche più complicate e difficili, non le impedisce sicuramente di viaggiare, sia che si tratti di un mezzo privato, sia che si usufruisca dei mezzi pubblici. Vediamo quindi quando è possibile avvalersi delle agevolazioni previste per legge. 1. AL VOLANTE Dopo l abolizione della categoria delle patenti F, al disabile che voglia guidare un autoveicolo, possono essere rilasciate le patenti A, B, C o D speciali. Per ottenere il rilascio di una delle patenti speciali, il disabile dovrà sottoporsi ad una visita di idoneità presso la Commissione Medica Locale preposta a tale accertamento; vi è solitamente almeno una Commissione per provincia. La visita di idoneità, si richiede presentando un certificato medico redatto su un apposito modulo unitamente ad un documento di riconoscimento. Nel caso in cui il disabile sia già titolare di una patente normale (che verrà trasformata in speciale), questa andrà esibita in luogo del documento di riconoscimento. Durante la visita il disabile può farsi assistere da un medico di fiducia (a sue spese). Qualora la Commissione manifestasse dei dubbi circa l idoneità del disabile si procederà con una prova pratica alla guida su un veicolo adattato in relazione alle particolari esigenze. Il certificato di idoneità rilasciato dalla Commissione Medica Locale è valido 90 giorni. Nel caso il disabile venga ritenuto non idoneo, può fare ricorso; questo va inviato, entro 30 giorni dal diniego e a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, a: 26
31 Ministero delle Infrastrutture e Trasporti Dipartimento per i trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici Direzione Generale della Motorizzazione e della sicurezza del trasporto terrestre ex Mot 5 via G. Caraci, Roma. Alla richiesta di nuovo accertamento va allegato il documento di diniego rilasciato dalla Commissione Medica Locale (che è importante farsi rilasciare dopo la visita). La Direzione Generale della M.C.T.C. segnalerà al richiedente la data e la Commissione Superiore alla quale rivolgersi per il nuovo accertamento. Il disabile ha l opportunità di presentare ricorso anche nel caso in cui non accetti gli adattamenti previsti dalla Commissione. Dopo il riconoscimento di idoneità e il rilascio del foglio rosa, il disabile potrà esercitarsi alla guida e sostenere gli esami teorici e pratici per il conseguimento della patente utilizzando veicoli con gli adattamenti prescritti. In fase di esame pratico, l ingegnere della Motorizzazione Civile potrà confermare gli adattamenti ipotizzati dalla Commissione Medica o prevederne di diversi. Lo stesso disabile può richiedere adattamenti diversi da quelli che la Commissione Medica aveva prescritto. Nella patente di guida saranno riportati gli adattamenti definitivi: dal disabile potranno essere condotti solo i mezzi provvisti di tali dispositivi di guida. Nel caso in cui il disabile sia già titolare di una patente normale, l esame di guida non deve essere sostenuto; potrà condurre qualsiasi mezzo purché sia provvisto degli adattamenti indicati nel certificato di idoneità rilasciato dalla Commissione. In seguito all adozione della direttiva comunitaria Dir. 2000/56/CE, è stata predisposta l adozione della medesima impostazione e dei medesimi codici in tutti i Paesi aderenti all Unione Europea. In base a questa direttiva la descrizione degli adattamenti è sostituita da un codice numerico. Inoltre le categorie delle minorazioni riconosciute diventano tredici e sono strettamente connesse agli adattamenti possibili per ciascun caso. In particolare si tratta di: minorazione all arto inferiore sinistro; minorazione all arto inferiore destro; minorazioni agli arti inferiori (difetti di coordinazione, amputazione degli arti inferiori ecc.); arti inferiori non funzionali (amputazione, paralisi, difetti della posizione seduta ecc.); minorazione al arto superiore destro; minorazione al arto superiore sinistro; minorazioni agli arti superiori; minorazioni arto superiore sinistro e arto inferiore sinistro; minorazioni arto superiore destro e arto inferiore destro; minorazioni a tre arti; minorazioni ai quattro arti - lesione midollare alta (da C5 a C7); statura ridotta - focomelia; altre
32 UTILE SAPERLO Ricordiamo che in base al D.L. 15 novembre 1993 n 507, art.49 lettera g, i soggetti portatori di handicap sono esentati dal pagamento della tassa per gli accessi carrabili ossia qualsiasi manufatto (scivoli, passi carrabili ) da chiunque costruito per agevolare il transito dei veicoli condotti o, comunque utilizzati dai disabili (Circolare 25 marzo 1994 n.13 Prot. N.4/902/94) Il contrassegno unificato per i disabili europei (CUDE). Un importante novità per la mobilità dei diversamente abili è stata adottata nel corso di quest anno : infatti il 15 settembre 2012 è entrato in vigore il Decreto del Presidente della Repubblica n. 151/2012, che modifica il decreto del Presidente della Repubblica n. 495/1992 e riguardante il regolamento di esecuzione e attuazione del Nuovo codice della strada, in materia di strutture, contrassegno e segnaletica per facilitare la mobilità. Il contrassegno europeo consente a un cittadino con disabilità, già avente diritto a particolari agevolazioni nel paese in cui risiede, di godere dei benefici offerti ai disabili negli altri paesi dell UE in cui si sposta. In questo modo il contrassegno, riconosciuto in tutta Europa, facilita notevolmente la libera circolazione e l autonomia dei cittadini con disabilità nell Unione. Vediamo più da vicino le sostanziali variazioni introdotte dal nuovo testo: introduzione del contrassegno invalidi comunitario, da esporre nella parte anteriore del veicolo; possibilità per il Comune di stabilire la gratuità della sosta per i disabili nei parcheggi a pagamento nel caso in cui gli appositi spazi riservati siano già occupati o indisponibili; modifica della segnaletica stradale, per conformarla al simbolo previsto dalla normativa europea. COME RICHIEDERLO L interessato deve rivolgersi alla propria ASL e farsi rilasciare dall ufficio medico legale la certificazione medica che attesti che il richiedente abbia una capacità di deambulazione sensibilmente ridotta o sia non vedente. Allegando tale certificato, l interessato dovrà presentare una richiesta al Sindaco del Comune di residenza per il rilascio del contrassegno. Il contrassegno ha validità quinquennale ma può essere rinnovato presentando un certificato 28
33 del proprio medico di base che attesti la persistenza delle condizioni sanitarie per le quali è stato rilasciato il contrassegno. UTILE SAPERLO Il contrassegno può essere rilasciato anche per una invalidità temporanea,dovuta ad un infortunio od altro: in questo caso l autorizzazione può essere rilasciata a tempo determinato a seguito della certificazione medica che attesti il periodo di invalidità. 2. IN TRENO Anche nell ambito dei viaggi in treno, in seguito all entrata in vigore del Regolamento (CE) N. 1371/2007, è stata definitivamente introdotta l accezione di «persona con disabilità» o «persona a mobilità ridotta» (PRM), definizioni equivalenti che indicano quelle persone la cui mobilità sia ridotta, nell uso del trasporto, a causa di qualsiasi disabilità fisica (sensoriale o locomotoria, permanente o temporanea), disabilità o handicap mentale, o per qualsiasi altra causa di disabilità, o per ragioni di età, e la cui condizione richieda un attenzione adeguata e un adattamento del servizio per rispondere alle loro specifiche esigenze. Le categorie per le quali è previsto il servizio di assistenza effettuato da RFI - Rete Ferroviaria Italiana sono le seguenti: alle persone che si muovono su sedia a rotelle per malattia o per disabilità; alle persone con problemi agli arti o con difficoltà di deambulazione; alle persone anziane; alle donne in gravidanza; ai non vedenti o con disabilità visive; ai non udenti o con disabilità uditive; alle persone con handicap mentale. Il punto di riferimento per tutte le esigenze di viaggio delle persone con mobilità ridotta è costituito dalle Sale Blu RFI, che organizzano il servizio di assistenza in un circuito di stazioni abilitate. 2.1 COME RICHIEDERE IL SERVIZIO DI ASSISTENZA. L assistenza di RFI può essere richiesta in due modi: recandosi direttamente presso le Sale Blu; telefonando al numero unico nazionale di RFI rivolgendosi a Trenitalia tramite il Call Center : opzione 7 oppure 06/3000 per le utenze non abilitate all Le sale blu Si tratta del punto di riferimento per l organizzazione del servizio offerto nelle 252 stazioni del circuito di assistenza PRM. Ce ne sono in tutto 14 nelle principali stazioni del circuito e sono aperte tutti i giorni dalle 7 alle
34 SERVIZI OFFERTI DALLE SALE BLU: la disponibilità di informazioni e materiale informativo sul servizi o di assistenza; la prenotazione del servizio; l eventuale messa a disposizione della sedia a rotelle; la guida in stazione e l accompagnamento al treno; la guida fino all uscita di stazione o ad altro treno coincidente; la salita e la discesa con carrelli elevatori per i clienti su sedia a rotelle; l eventuale servizio gratuito, su richiesta, di portabagagli a mano (1 bagaglio). CHI PUO RICHIEDERE TALE SERVIZIO: le persone che si muovono su sedia a rotelle; le persone con problemi agli arti o con difficoltà di deambulazione; le persone non vedenti o con disabilità visive; le persone non udenti o con disabilità uditive. COME RICHIEDERE IL SERVIZIO DI ASSISTENZA Il passeggero a ridotta mobilità può: rivolgersi all impresa ferroviaria con cui ha scelto di viaggiare; inviare una ad una delle 14 Sale Blu; recarsi direttamente in una della 14 Sale Blu; telefonare al numero unico nazionale connesso alle 14 Sale Blu e attivo tutti i giorni, festivi inclusi, dalle ore 7 alle 21. INFORMAZIONI DA INDICARE PER RICHIEDERE IL SERVIZIO Nelle richieste di assistenza inviate tramite è necessario indicare: le stazioni di partenza e/o di arrivo/coincidenza (tra quelle del circuito); le date di andata e ritorno con le eventuali fasce orarie preferite; il tipo di assistenza (con o senza carrello elevatore, l eventuale sedia a rotelle messa a disposizione da RFI, altre informazioni utili); un recapito telefonico presso il quale, se necessario, il cliente verrà contattato per l organizzazione del viaggio entro dodici ore prima della partenza. 2.3 VIAGGI INTERNAZIONALI Le richieste di assistenza per i collegamenti internazionali possono essere inviate tramite dal lunedì al venerdì dalle ore 7 alle 21, e comunque almeno 24 ore prima del viaggio: alla Sala Blu di riferimento delle stazioni dei treni internazionali prescelti ; alla Sala Blu di Roma Termini, anche telefonicamente al n IN AEREO In base al Regolamento (CE) n. 1107/2006 dell Unione europea, i passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta devono poter fruire nel trasporto aereo di un servizio adeguato alle proprie esigenze e senza alcuna forma di discriminazione. Tale Regolamento si aggiunge al Regolamento (CE) n. 261/2004 relativo alla tutela dei passeggeri in caso di disservizi nel trasporto aereo f16f90aRCRD 30
35 CHI HA DIRITTO ALL ASSISTENZA AEREA La tutela è riconosciuta a qualsiasi persona la cui mobilità sia ridotta, nell uso del trasporto, a causa di qualsiasi disabilità fisica (sensoriale o locomotoria, permanente o temporanea), disabilità o handicap mentale, o per qualsiasi altra causa di disabilità, o per ragioni di età, e la cui condizione richieda un attenzione adeguata e un adattamento del servizio fornito a tutti i passeggeri per rispondere alle esigenze specifiche di detta persona. IN COSA CONSISTE L ASSISTENZA Il Regolamento prevede l assistenza obbligatoria e gratuita per tutti i passeggeri a mobilità ridotta e si applica a tutti i voli (di linea, charter, low cost): in partenza o in transito da un aeroporto comunitario (compresi Norvegia, Islanda e Svizzera); in partenza da un aeroporto non comunitario con destinazione un aeroporto comunitario (compresi Norvegia, Islanda e Svizzera), nel solo caso in cui la compagnia aerea che effettua il volo sia comunitaria (oppure norvegese, islandese o svizzera). COME RICEVERE L ASSISTENZA Per ricevere l assistenza il disabile dovrà richiedere tale servizio alla compagnia aerea, all agenzia di viaggio o al tour operator con cui effettua la prenotazione, che hanno poi l obbligo di trasmetterla al gestore degli aeroporti di partenza, arrivo ed eventuale transito. Una volta giunto in aeroporto il viaggiatore dovrà recarsi presso gli appositi punti designati segnalati in modo chiaro e in formato accessibile dove potrà segnalare il proprio arrivo e ricevere l assistenza prenotata. L assistenza è prevista nell aeroporto di partenza, arrivo e transito. Il passeggero deve presentarsi in aeroporto entro l orario comunicato dalla compagnia aerea, dall agenzia di viaggio o dal tour operator. Se non vi è stata alcuna comunicazione, è comunque necessario presentarsi in aeroporto, al punto designato, con almeno 2 ore di anticipo, oppure 1 ora prima se ci si presenta direttamente ai banchi di registrazione (checkin). La richiesta va effettuata preferibilmente al momento della prenotazione o dell acquisto, in ogni caso almeno 48 ore prima della partenza, ciò per garantire l organizzazione del servizio. La compagnia aerea deve garantire gratuitamente al passeggero le seguenti forme di assistenza: trasporto in cabina dei cani da assistenza riconosciuti; trasporto degli apparecchi medici e, al massimo, di altri due dispositivi di mobilità, previo preavviso di 48 ore, limitatamente allo spazio disponibile a bordo dell aeromobile e nel rispetto della normativa relativa al trasporto di merci pericolose comunicazione, in formati accessibili, delle informazioni essenziali sul volo; 31
36 realizzazione di ogni sforzo ragionevole al fine di attribuire i posti a sedere tenendo conto delle esigenze del passeggero nel rispetto della disponibilità e dei requisiti di sicurezza; assistenza, se necessario, per raggiungere i servizi igienici; realizzazione di ogni ragionevole sforzo al fine di attribuire all eventuale accompagnatore un posto a sedere vicino al passeggero. UTILE SAPERLO In caso di mancata o non adeguata assistenza a terra, è possibile presentare reclamo alla società di gestione aeroportuale o alla compagnia aerea, nel caso in cui risulti che il disservizio sia imputabile alla mancata trasmissione delle informazioni da parte di quest ultima alla società di gestione. In caso, invece, di problematiche relative alla prenotazione/acquisto del biglietto aereo, e per mancata o non adeguata assistenza a bordo dell aereo. E tassativamente vietato per la compagnia aerea, l agenzia di viaggio o il tour operator rifiutare la prenotazione o l imbarco se non in casi eccezionali, quali: motivi di sicurezza; impossibilità di imbarco, sbarco o trasporto della persona dovuta alle dimensioni della cabina passeggeri dell aereo o dei suoi portelloni. Nel caso si verifichino i suddetti casi la compagnia aerea deve informare immediatamente il passeggero sulle motivazioni del rifiuto e, su richiesta dell interessato, ha l obbligo di formalizzarle per iscritto entro 5 giorni lavorativi. In tal caso il passeggero e l eventuale accompagnatore il cui imbarco sia stato negato hanno diritto al rimborso del biglietto o alla riprotezione ai sensi del Reg. CE 261/ MEZZI PUBBLICI La predisposizione dei mezzi pubblici per i disabili non è sempre facile e soprattutto presente in tutte le città italiane e così, se ci sono città che hanno pubblicato una vera e propria guida per questo tipo di servizio (come nel caso della città di Milano), ce ne sono altre in cui latita completamente. 32
37 IL DIRITTO AL VOTO Il diritto al volo è un diritto inalienabile per tutti gli uomini e dunque anche per i diversamente abili. In base alle disposizione legislative dello Stato italiano, e al tipo di disabilità, vi sono diverse forme in cui i disabili possono espletare tale diritto. VOTO CITTADINI RICOVERATI In base alle Legge 15 gennaio 1991, n. 15 è previsto che in occasione di tutte le consultazioni elettorali o referendarie, i degenti in ospedali e case di cura e i detenuti in carcere possano essere ammessi a votare nel luogo di ricovero o di restrizione e, a tale effetto essi potranno votare esclusivamente previa esibizione della tessera elettorale rilasciata dal Comune di iscrizione e dell attestazione rilasciata dal Sindaco concernente l autorizzazione a votare nel luogo di ricovero o di restrizione. Se sprovvisti di tali documenti non potranno essere ammessi all esercizio del voto. Maggiori informazioni possono essere richieste al Comune di appartenenza. VOTO DOMICILIARE In base al decreto-legge n. 1 del 3 gennaio 2006 convertito dalla Legge n. 22 del 27 gennaio 2006 nel caso di elettori affetti da gravi infermità, tali da impedirne l allontanamento dalla propria abitazione, che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, potranno votare dal proprio domicilio. Gli elettori devono far pervenire, non oltre il quindicesimo giorno antecedente la data della votazione, al sindaco del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l abitazione in cui dimorano, indicandone il completo indirizzo. A tale dichiarazione devono essere allegati la copia della tessera elettorale ed un certificato medico rilasciato dal funzionario medico, designato dai competenti organi dell Azienda sanitaria locale, da cui risulti l esistenza di un infermità fisica che comporta la dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, tale da impedire all elettore di recarsi al seggio. VOTO NON DEAMBULANTI In base alla Legge 15 gennaio 1991, n. 15 gli elettori, nel caso in cui la sede della sezione alla quale sono iscritti non è accessibile mediante sedia a rotelle, possono esercitare il diritto di voto in un altra sezione dotata di apposita rampa di accesso e che abbia adeguate caratteristiche di accessibilità, previa esibizione, unitamente al certificato elettorale, di attestazione medica rilasciata dall unità sanitaria locale anche in precedenza per altri scopi o di copia autentica della patente di guida speciale, purché dalla documentazione esibita risulti l impossibilità o 33
38 la capacità gravemente ridotta di deambulazione. Sempre la stessa legge prevede che in occasione di consultazioni elettorali i Comuni organizzino servizi di trasporto pubblico in modo da facilitare agli elettori handicappati il raggiungimento del seggio elettorale. VOTO ASSISTITO CON ACCOMPAGNATORE IN CABINA Secondo la Legge n. 17 del 5 febbraio 2003, gli elettori fisicamente impediti (i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità), possono esercitare il proprio diritto di voto con l aiuto di un elettore della propria famiglia, o in mancanza, di un altro elettore scelto come accompagnatore, purché sia iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune italiano. L impedimento potrà essere dimostrato: con certificato medico rilasciato gratuitamente dalla locale sede ASL; oppure, per evitare di dover richiedere tale certificato ogni qualvolta bisogna esercitare il proprio diritto al voto, gli elettori fisicamente impediti possono preventivamente chiedere all ufficio elettorale del proprio Comune l annotazione permanente del diritto di voto assistito sulla propria tessera elettorale. Gli interessati potranno richiedere l apposizione di detto timbro, presentando la seguente documentazione: 1. Richiesta debitamente compilata e firmata; 2. Documento d identità; 3. Tessera elettorale rilasciata dal Comune; 4. Certificato medico attestante l impossibilità ad esprimere il diritto di voto. Gli elettori non vedenti, per essere ammessi al voto assistito, è sufficiente che esibiscano il libretto nominativo rilasciato dall Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). Informazioni per l accompagnatore. 1. Nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un invalido; 2. Sulla tessera elettorale dell accompagnatore, all interno di uno degli spazi per la certificazione del voto, è fatta apposita annotazione del Presidente del Seggio nel quale l elettore di fiducia ha assolto a tale compito scrivendo testualmente: Accompagnatore (data, sigla del Presidente), senza apporre il bollo della sezione; 3. Il Presidente, prima di consegnare la scheda, deve richiedere la tessera elettorale anche all accompagnatore dell elettore impedito, per assicurarsi che egli sia elettore e che non abbia già svolto la funzione di accompagnatore; 4. Accertarsi, con apposita domanda, che l elettore accompagnato abbia liberamente scelto il suo accompagnatore e ne conosca il nome e cognome. Infine, nel caso di handicap solo mentali non è previsto l accompagnamento, nemmeno da parte di un familiare. 34
39 II PARTE L Associazione Superamento Handicap CHI SIAMO Nell anno 2001 iniziava ad essere fortemente sentito e discusso il problema della disabilità. Questo concetto si rifletteva anche nell uso del termine portatore di handicap e si cercava di sostituirlo con diversamente abile. Nello stesso anno un gruppo di genitori di bambini diversamente abili che frequentavano il centro di riabilitazione di San Severo lamentavano il fatto che non vi erano posti sufficienti per tutti i richiedenti, non vi erano nuove tecnologie e gli operatori non erano aggiornati e al passo con i tempi. Dopo ripetuti incontri, i genitori decisero di creare un comitato e contattarono Rocco Braccia, il quale venne nominato referente, essendo lui stesso disabile dalla nascita con problemi agli arti inferiori, ed era da tempo in cerca di un associazione che lo potesse sostenere nei suoi diritti. Avendo uno spirito carismatico poteva guidare questo gruppo di genitori rendendosi utile sia a se stesso che agli altri. Fu creato un comitato denominato Nucleo famiglie di bimbi con handicap psico-motori. Lo scopo era quello di sensibilizzare e cercare altre famiglie sul territorio con lo stesso problema. Pian piano però iniziarono a chiamarci altre persone disabili e nella prima riunione tutti esternarono la stessa sofferenza per le questioni legate all handicap, come il centro di riabilitazione, l assistenza domiciliare, ecc. Nel frattempo i giornali iniziavano a dare attenzione a questo nuovo comitato emergente e così prendendo coraggio nasceva l esigenza di costituirci legalmente in una realtà associativa. Dopo alcuni incontri con varie realtà associative venimmo a conoscenza dell Associazione Superamento Handicap, che sembrava quella più vicina a noi per ideologia, e che lottava per gli stessi diritti per i quali ci eravamo costituiti in comitato. Quest associazione si era già sviluppata in altri paesi, e ci venne proposto di aprire una sede a San Severo. L Associazione Superamento Handicap nasce il 25 giugno del 2001 da un gruppo di genitori di diversamente abili che hanno accettato l handicap e non si rassegnano al fatto che i propri figli non possono avere delle opportunità, uniti dallo stesso amore per la vita e che vogliono lavorare per costruire un territorio migliore. Obiettivi e finalità: Operare per la prevenzione dell handicap, per il benessere e la tutela delle esigenze e gli interessi dei soggetti portatori di handicap ricoprendo tutte le iniziative volte all educazione sanitaria, alla prevenzione, alla qualità dell assistenza e al reinserimento sociale e lavorativo. Promuovere anche con l intervento di qualunque ente pubblico o privato, o gestire direttamente iniziative e progetti finalizzati all assistenza, all educazione, alla riabilitazione e all avviamento ad attività lavorative dei portatori di handicap e 35
40 alla diminuzione dei disagi delle loro famiglie; Organizzare corsi di aggiornamento culturale e professionale, manifestazioni, convegni, dibattiti, mostre, seminari e ricerche che contribuiscano alla sensibilizzazione e alla diffusione dello spirito dell Associazione ed alla formazione professionale dei disabili e degli assistenti ai disabili; Promuovere e curare direttamente o indirettamente la redazione e l edizione di libri e testi nonché pubblicazioni periodiche, notiziari ed indagini; Collaborare o aderire a qualsiasi ente pubblico o privato, locale, nazionale o internazionale, nonché a organismi, movimenti o associazioni con i quali condivida gli scopi istituzionali. L Associazione di volontariato opera nel territorio della Regione Puglia ed in modo particolare nella provincia di Foggia, potrà operare anche nel resto d Italia, ha una sede centrale a San Severo e sedi locali autonome in altri comuni. L associazione non ha scopi lucrativi, persegue il fine di solidarietà civile ed è apartitica e aconfessionale. La nostra associazione quindi in questi 11 anni di attività ad oggi conta circa un centinaio di famiglie iscritte nella nostra città. La fascia di età degli utenti del centro va dai tre anni fino ad arrivare agli anziani. Attualmente la nostra struttura viene considerata un rifugio per le famiglie dove possono trovare ascolto e conforto, un luogo sicuro dove possono lasciare i propri figli anche per poche ore al giorno. L assistenza non è solo per i diversamente abili ma anche per le loro famiglie. PERCORSI DI INTEGRAZIONE SOCIALE: L attenzione dell associazione si è basata anche sull integrazione lavorativa delle persone svantaggiate attraverso la partecipazione a percorsi di formazione professionale attivando una serie di work experience, vere e proprie borse lavoro.abbiamo stipulato diverse convenzioni tra cui quella con il Ministero di Grazia e Giustizia Ufficio di Esecuzione Penale esterna con cui abbiamo accettato di prendere in carica giovani ed adulti che hanno commesso reati al fine di offrirgli la possibilità di entrare a far parte di un mondo diverso e creare in loro un ottica di aiuto e volontariato IL NOSTRO CENTRO L associazione nel marzo 2011 si è trasferita, grazie ad una concessione in comodato d uso gratuito dal Comune di San Severo, in una parte dei locali della Scuola Secondaria di I grado Beato Padre Pio di San Severo, posta a piano terra proprio alle spalle della scuola. La struttura è di circa 140 mq. e dispone inoltre di un ampio giardino antistante di circa 600 mq. La struttura è così composta: 36
41 una cucina arredata; una sala relax adatta anche alla realizzazione di incontri, di piccole conferenze e lezioni (è arredata nei minimi dettagli e dotata di strumenti quali tv/led 50, videoproiettore e lavagna interattiva tutti idonei per lo svolgimento delle attività dell associazione); un laboratorio multimediale con n.8 postazioni per disabili (videolesi, audiolesi e motori); un ufficio dotato di n. 3 postazioni informatiche per lo svolgimento di attività di amministrazione e segreteria; un bagno accessibile. Lavagna interattiva TV Plasma Cucina Sala Relax Laboratorio Multimediale Ufficio Bagno 37
42 PROGETTI REALIZZATI CON LA REGIONE PUGLIA PROGETTO SPAZIO SOCIALE ICT POINT Il progetto Spazio Sociale Ict Point è stato approvato e finanziato dalla Regione Puglia Area politiche per la Promozione della Salute delle Persone e delle Pari Opportunità nell ambito dell Avviso Pubblico per Azioni di Sistema a favore dell associazionismo familiare anno Il progetto in questione è nato innanzitutto dai bisogni degli iscritti dell associazione che purtroppo vivendo in condizioni di estremo disagio restano escluse dalla vita sociale, economica e culturale della loro comunità di sono stati realizzati i seguenti interventi: dotare la nosta sede di un sistema di comunicazione e promozione in grado di sensibilizzare e informare correttamente le comunità locali ed i cittadini (con particolare attenzione a quelle fasce di soggetti fragili e tradizionalmente vittima di processi di esclusione sociale) in merito alle opportunità offerte dal sistema di welfare creato sul territorio con riferimento, inoltre, alle condizioni ed alle modalità di accesso ai servizi; realizzare Gruppi di Mutuo Aiuto che mediante la somministrazione di questionari e incontri di gruppo evidenzino le problematiche comuni cosi da sperimentare casehistory ed esperienze di successo per la loro soluzione. Si tratta, di un progetto che, partendo dalla comunicazione, dalla preparazione degli operatori e dalle problematiche comuni ai Gruppi di utenti, ha promosso una sperimentazione volta a favorire, anche con l ausilio delle nuove tecnologie, l esigibilità dei diritti sociali ed il conseguente miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini. Gli obiettivi essenziali del progetto si sviluppano attraverso questi passaggio fondamentali: allestire un centro multimediale dotato delle attrezzature informatiche e delle tecnologie assistive più innovative, al fine di migliorare e facilitare l accesso dei diversamente abili e delle loro famiglie alle informazioni e ai servizi on line; coinvolgimento delle famiglie nella creazione dei gruppi di mutuo aiuto; realizzazione di una rete stabile di collaborazione con i diversi soggetti, istituzionali e non, presenti sul territorio ed attivi nel campo dell assistenza alle persone diversamente abili; realizzare interventi di promozione e pubblicizzazione dei servizi offerti dal centro, costruendo opportunità di scambio, confronto, conoscenza ed integrazione. 38
43 Il progetto Spazio Sociale ICT Point vuole configurarsi, oltre che come punto di riferimento per le famiglie e segreteria sociale, quale azione di rafforzamento e potenziamento degli interventi posti in essere in materia di politiche di inclusione sociale dei soggetti diversamente abili, al fine di contribuire ad incidere su: la visione delle politiche di inclusione sociale all interno delle più vaste politiche locali; le politiche locali in materia di accessibilità e usabilità delle tecnologie informatiche per i diversamente abili; rapporto tra territorio, comunità, diversamente abili e le loro famiglie; rafforzamento del welfare sociale locale. L impatto sui diversamente abili accrescere la consapevolezza delle proprie capacità e competenze; promuovere la crescita delle competenze relazionali e delle capacità creative; ridurre il senso di solitudine; promuovere opportunità di socializzazione, scambio e confronto. L impatto sulle famiglie promuovere la crescita delle competenze relazionali e progettuali delle famiglie rispetto ai propri compiti di cura; acquisire capacità di coprogettazione rispetto ai servizi; rafforzare le reti di relazioni tra le famiglie e tra queste ed i diversi soggetti pubblici e privati nella comunità; L impatto sugli operatori del servizio Sugli operatori del servizio il progetto oltre che una ricaduta di ordine motivazionale avrebbe una ricaduta in termini di qualificazione professionale rispetto a: acquisizione di conoscenze e nuove metodologie per favorire l accesso dei disabili alle informazioni e ai servizi on-line; attivazione di nuovi strumenti e metodologie di intervento per rispondere ai bisogni dell utenza; tecniche di osservazione e conoscenza dell associazione in cui si opera; capacità di lavorare in gruppo e coi gruppi. 39
44 IL CENTRO MULTIMEDIALE PER I DISABILI E I LORO FAMILIARI Il Centro multimediale provvisto di ausili informatici e delle tecnologie assistive per i diversamente abili ed i loro nuclei familiari già avviato con il progetto OPEN SOURCE nell ambito dell Avviso Pubblico per il finanziamento di Progetti per la Connettività Sociale pubblicato sul B.U.R.P. n. 73 del 07/05/2008 prevede al suo interno la possibilità di accedere ai seguenti servizi: Informazione e consultazione banche dati; Normativa: legislazione comunitaria, nazionale, e regionale, in materia di accessibilità e usabilità delle tecnologie informatiche, di inserimento lavorativo e collocamento mirato; Lavoro: offerte di lavoro, ausili e tecnologie informatiche assistive per lavorare in autonomia; Istruzione/Formazione: elenco degli istituti scolastici e degli enti formativi presenti sul territorio, offerta di istruzione e formazione, segnalazione di percorsi formativi extrascolastici per disabili, ausili e tecnologie informatiche assistive per l apprendimento; Cultura e tempo libero: manifestazioni, eventi, opportunità per trascorrere il proprio tempo libero in città; accesso ai servizi dell e-government tramite il web dando la possibilità a persone diversamente abili e ai loro familiari di attivare processi di formazione ed apprendimento attraverso l utilizzo delle nuove tecnologie. LA SEGRETERIA SOCIALE Il Centro grazie al progetto SPAZIO SOCIALE ICT POINT disporrà di personale a supporto del servizio di Segreteria Sociale che già svolge da svariati anni, proponendosi così di erogarlo in modo professionale. L attività consiste nell assistenza e nella consulenza sulla normativa e le agevolazione di Settore; Offrire la possibilità a n. 2 giovani diversamente abili di fare una vera e propria esperienza di lavoro collaborando alla realizzazione come supporto alle attività del centro. Il loro coinvolgimento favorirà l ingresso nel mondo del lavoro potenziando il segretariato sociale che l associazione svolge. ANIMAZIONE E GRUPPI DI MUTUO AIUTO Somministrazione di questionari alle famiglie da parte degli animatori; Organizzazione di Gruppi di Mutuo Aiuto suddivisi in base alle problematiche dei questionari somministrati; Realizzazione di momenti di socializzazione all interno del Centro (seminari,gite,cene sociali,proiezione di film); 40
45 PUBBLICIZZAZIONE E DIFFUSIONE DEI RISULTATI Realizzazione di materiale informativo (brochure, short magazine, etc); Realizzazione di spazi informativi all interno dei siti istituzionali delle organizzazioni coinvolte nel progetto, delle organizzazioni loro collegate e dei principali centri di informazione (Centri per l impiego, Informagiovani, etc); Realizzazione di eventi pubblici. PROGETTO OPEN SOURCE Il Progetto OPEN SOURCE finanziato dalla Regione Puglia approvato con determina n. 912 del 28 novembre 2008 del Dirigente del Servizio Sistema Integrato Servizi Sociali la Regione, in relazione all Avviso pubblico approvato con delibera di Giunta regionale n. 352 dell 11 marzo 2008, modificata dalla successiva n. 509/2008 ha consentito la realizzazione di un luogo di massima accessibilità ed uso delle tecnologie ICT (allestimento di un aula di informatica con n.8 postazioni) per diversamente abili e anziani. Questo intervento ha permesso una maggiore inclusione sociale, ha accresciuto la capacità di utilizzare le nuove tecnologie, ha ampliato e diffuso la conoscenza di forme di organizzazione del lavoro innovative compreso il telelavoro, elevando la qualità della vita dei cittadini attraverso il consolidamento dei processi di innovazione. Attraverso il potenziamento dell infrastrutturazione della comunicazione digitale, con la creazione di un luogo di massima accessibilità ed uso delle tecnologie ICT, si è favorito lo sviluppo delle condizioni abilitanti per l utilizzo dei nuovi servizi aumentando la capacità di autonomia delle persone diversamente abili e degli anziani attraverso la promozione e la diffusione della società dell informazione. E stato favorito lo sviluppo di nuove competenze richieste che hanno stimolato la crescita culturale e formativa migliorando le condizioni di socialità attraverso l utilizzo di strumenti e capacità nuove, ampliando e diffondendo la conoscenza di innovative frontiere di lavoro e accrescendo la possibilità di nuova occupazione, inoltre la circolazione delle informazioni sui diritti e sulle opportunità offerte dalla legislazione, dalla rete dei servizi degli enti sociali e del tessuto associativo, dalla realtà culturale e sociale in favore delle persone disabili hanno creato l opportunità di acquisire una maggiore conoscenza del mondo della disabilità anche mediante un archivio informativo dedicato e tutelato facilitando l incontro tra domanda e offerta di lavoro mediante servizi che aiutano la persona a fare un bilancio delle proprie competenze, al fine di inserirsi nel mercato del lavoro in maniera attiva. PROGETTO BOLLETTINO DI ORIENTAMENTO SOCIALE Con il Progetto BOLLETTINO DI ORIENTAMENTO SOCIALE finanziato dalla Regione Puglia con atto dirigenziale n. 38 del del Dirigente del Servizio di Programmazione ed Integrazione. Si è costruito uno strumento stabile di contatto attraverso il bollettino di orientamento sociale per le persone diversamente abili e gli anziani, tra servizi di tipo sociale, sanitario, previdenziali, occupazionali, ludico-ricreativi presenti sul territorio creando un punto di 41
46 riferimento costante per le persone, per tutte le esigenze di informazione sui servizi e se necessario di accompagnamento degli stessi attraverso la rete di volontariato attivo della giovane popolazione presente nella nostra sede associativa. Inoltre nel bollettino sono state inserite delle informazioni sui diritti, la normativa riguardante il mondo della disabilità e gli aspetti previdenziali di interesse degli anziani. Si è sviluppato tra i giovani la cultura del volontariato e la sensibilità per i problemi alle esigenze concrete del disagio stimolando nei volontari abilità e competenze spendibili nell ambito dei servizi alla persona abbattendo le barriere per l accesso all informazione da parte delle persone che sono a maggior rischio di isolamento, favorendo la decodificazione e la semplificazione del linguaggio burocratico, al fine di rendere le informazioni fruibili a tutti. Il nostro intervento si è basato su: raccolta, elaborazione e diffusione di informazioni alla collettività, relazionale direttamente con gli utenti, costruendo un dialogo con loro, confrontando le persone di diversi contesti per far crescere e per realizzare nuove idee; supporto attivo alla cittadinanza attraverso l ausilio concreto di tutti gli strumenti e le conoscenze necessarie per la risoluzione dei problemi, nel rispetto delle istituzioni e in accordo con queste, insieme a tutte le organizzazioni del terzo settore in modo da rispondere efficientemente ed esaustivamente alle richieste in relazione alle possibilità che il nostro stesso territorio offre; rappresentanza degli interessi dei più deboli, degli svantaggiati, degli emarginati e di quant altri che altrimenti non avrebbero potuto far valere propri diritti e far ascoltare le proprie ragioni; aiuto nei cambiamenti supportando i soggetti, frequentando attivamente le strutture, relazionarsi con tutte le parti attive del territorio; verifica e monitoraggio del settore per intervenire in maniera costruttiva e migliorativa. PROGETTO SEGRETERIA SOCIALE Con il progetto SEGRETERIA SOCIALE approvato con graduatoria ufficiale pubblicata sul BURP n. 73 del 21/05/2009 con atto della dirigente del Servizio Sistema Integrato Servizi Sociali n. 290 nell ambito dell avviso pubblico per la presentazione di progetti per azioni di sistema a favore dell associazionismo familiare. L Associazione Superamento Handicap ha perseguito le seguenti finalità: dare la possibilità ad alcuni soggetti diversamente abili di fare un esperienza di lavoro; favorire l integrazione sociale e l occupazione femminile per un giusto equilibrio delle pari opportunità; consentire il miglioramento della qualità della vita dei disabili e delle loro famiglie; 42
47 lavorare sulle abilità e sulle risorse della persona, per rendere il soggetto protagonista della propria vita e parte attiva della società; recuperare tutti i valori universalmente riconosciuti, anche e soprattutto quello del lavoro, elemento inalienabile nella emancipazione sociale dell individuo e della collettività; sviluppare lo strumento associazionistico per coniugare lavoro e solidarietà e creare un senso di appartenenza e condivisione di un progetto comune che rafforza l identità personale e sociale di ogni singolo individuo; fornire l occasione per un riscatto e una conquista della propria identità per riflettere in modo più sicuro sulla propria condizione e sui propri vissuti; fornire una metodologia d inserimento per ciascun soggetto in work experience un programma personalizzato che ha come obiettivo il benessere e l autostima personale; rafforzare l idea della comunità intesa come l insieme di tutte le risorse umane (volontari, disabili, famiglie, operatori, ecc.) nella loro specificità e valore, di cui si compone l associazione in grado di fornire quel sostegno e quell attenzione continua che è condizione imprescindibile per una reale integrazione sociale. Il progetto è stato articolato in 4 azioni di base: 1. Promozione del progetto, reclutamento e selezione per borse lavoro - 2 mesi; 2. orientamento e formazione - 1 mese; 3. work experience - 7 mesi; 4. diffusione dei risultati - 2 mesi. E stata trasmessa una scheda di partecipazione corredata da una dichiarazione attestante i requisiti del candidato: godimento dei diritti civili e politici, non aver riportato condanne penali né di avere procedimenti penali in corso; età compresa tra i 18 e i 36 anni; diploma di scuola media inferiore (minimo); iscrizione, quale disoccupato, negli appositi elenchi del collocamento obbligatorio in quanto appartenente alle categorie protette di cui alla legge n. 68/99 per i soggetti disabili. Si è provveduto quindi alla selezione effettuata da un operatore sociale attraverso un colloquio in cui è stata spiegata l iniziativa, si è portato a conoscenza il programma operativo dell associazione, e si sono valutati insieme al candidato i punti di forza e di debolezza. 43
48 Sono state scelte tre unità per le borse lavoro e a tutti gli altri è stata data la possibilità di collaborare e magari far parte delle iniziative che già da anni svolgiamo in attesa di altre proposte progettuali idonee alla propria condizione psico fisica. I borsisti scelti sono stati coinvolti assieme al formatore nella presentazione e conoscenza della struttura associativa e organizzativa. Questa fase è stata formalizzata con una serie d incontri conoscitivi in cui si è formato il gruppo di lavoro che ha avuto la durata di 7 mesi. Gli argomenti affrontati sono stati i seguenti: centralità dell utenza associativa, orientamento, sicurezza sul lavoro, ambiente e sviluppo sostenibile, nozioni di legislazione in riferimento alle normative di settore, informatica come strumento di lavoro. L azione didattica può essere sintetizzata nei seguenti punti: verifica dei prerequisiti; richiamare l attenzione su concetti rilevanti per un maggior apprendimento; fornire agli allievi la possibilità di auto verificare la conquista delle competenze previste (feed back); brevi lezioni frontali per fornire i perni concettuali; svolgere lavori di gruppo; verifica sommativa. La fase di work experience è stata attuata applicando una metodologia didattica innovativa e di sicura efficacia il training on the job che ha consentito agli allievi di verificare sul campo le conoscenze apprese durante l azione 2. I ragazzi coinvolti sono stati impegnati a turno tra mattina e pomeriggio, dal lunedì al venerdì per 4 ore giornaliere e un complessivo mensile di 80 ore d impegno. Gli orari di apertura e chiusura della sede associativa sono fissati per la mattina dalle 9:00 alle ore 13:00 e per il pomeriggio dalle 16:00 alle 20:00. E stato concesso un margine di assenza pari al 20% del monte ore totale, suddiviso per metà in giornate di malattia certificate dal medico curante e la restante parte da giorni di ferie e permessi chiesti a scopo personale mediante la compilazione dell apposito modello. I giovani diversamente abili sono stati regolarizzati con un contratto d aula, di formazione e di work-experience comprensivo di un mese di formazione e 7 mesi di esperienza lavorativa. E stato previsto un riconoscimento economico calcolato sull effettiva presenza durante la work experience (indennità di frequenza). 44
49 I compiti svolti sono stati: apertura e chiusura della sede associativa; segreteria (libro protocollo, elenco soci, documenti, ecc.); assistenza informativa allo sportello aperto al pubblico e ai soci; supporto alle iniziative dell associazione (doposcuola bambini con problemi motori e psichici, organizzazione feste sociali di intrattenimento, trasporto sociale, servizio di compagnia, (anche telefonica, ecc.). Tutti e 3 i ragazzi hanno fatto riferimento ad un tutor che si è occupato dell accoglienza e della loro sistemazione, ha provvisto a fornire le situazioni più adatte alla propria condizione fisica e ha organizzato il lavoro. Inoltre il tutor si è impegnato a creare un supporto cartaceo e on line per la compilazione di moduli e richieste che i borsisti hanno somministrato ai soci e al pubblico per facilitare il rapporto con gli altri uffici e limitare al massimo gli iter burocratici. Tutta l iniziativa è stata supportata da un operatore sociale che ha effettuato un incontro 1 volta al mese per valutare l andamento delle attività e lo stato psicologico degli allievi. 45
50 PROGETTI REALIZZATI CON IL COMUNE Progetto FOTOGRAFANDO L ESTATE A SAN SEVERO anno Il progetto è stato gestito da un operatrice supportata dallo staff associativo che hanno organizzato delle uscite nella città di San Severo con i diversamente abili utenti dell associazione per conoscere la storia, le chiese e i monumenti più importanti della città di San Severo. Progetto sperimentale SOCIALIZZARE ATTRAVERSO LA RIABILITAZIONE anno Gli obiettivi principali dell intervento sono stati: promuovere attraverso la riabilitazione in acqua termale un moderno e valido recupero funzionale sia in campo neurologico che ortopedico; supporto al servizio esistente con potenziamento e miglioramento degli standard di qualità; attivazione e coordinamento di reti quali Centro Polivalente, C.P.H., Servizi Sociali per una collaborazione orientata a fornire all utente un percorso riabilitativo completo e stabile che attraverso la segnalazione dei propri utenti all Associazione Superamento Handicap possono sottoporre alla loro attenzione una nuova possibilità di integrare la riabilitazione; affiancare l istituzione pubblica attraverso l offerta di un servizio che mira ad interagire ed alleggerire la vasta gamma di servizi offerti sul territorio tramite l affidamento gestionale ed operativo al team dell Associazione Superamento Handicap; monitorare il numero di utenti raggiunti dal servizio, compilare schede di gradimento e rilevare bisogni aggiuntivi con il fine di apportare miglioramenti qualitativi nel corso degli anni successivi; attivare per ogni utente un percorso non solo di tipo riabilitativo ma anche psicologico sociale poiché l inserimento in gruppi favorisce la socializzazione ed evita l isolamento di cui spesso molte persone diversamente abili sono vittima; favorire la riabilitazione non intesa soltanto come cura ma anche come prevenzione. Il servizio proposto è stato suddiviso in 4 azioni principali: Orientamento ed informazione; Accompagnamento c/o struttura termale; Assistenza durante la terapia favorendo l aiuto nella parte tecnica di sistemazione dei documenti e per quanto riguarda le questioni di disabilità fisica quindi deambulazione, vestizione, ecc; Accompagnamento c/o il proprio domicilio. 46
51 Le cura termali effettuate presso le TERME DI CASTELNUOVO sono state: - BALNEOTERAPIA - IDROMASSAGGIO - KINESITERAPIA - FANGOTERAPIA - AEROSOL E INALAZIONI - HUMAGES - IDROPERCORSI - CURA NELL ACQUA. Il progetto ha consentito il trasporto c/o terme di Castelnuovo della Daunia di n. 100 utenti diversamente abili nel periodo da Giugno a Settembre L assistenza fornita dall associazione Superamento handicap non si è limitata al solo accompagnamento, ma è stata una guida nel disbrigo della documentazione iniziale di accesso alla struttura, di fatti ha provveduto ad: trasporto dei disabili e il loro accompagnatore alla reception; assistenza durante la visita medica (è stata fornita in modo gratuito per il rapporto consolidato ormai da anni con i gestori della struttura termale); cura della persona (nella deambulazione, vestizione/ vestizione, aiuto e assistenza nella cura dell igiene personale); supporto socio relazionale di compagnia e ascolto, sostegno e stimolo alla partecipazione ad attività di socializzazione strutturati con lo staff delle Terme di Castelnuovo; Progetto sperimentale FORMAZIONE E STAGE PER DIVERSAMENTE ABILI anno Il progetto FORMAZIONE E STAGE PER DIVERSAMENTE ABILI ha soddisfatto due necessità : Offrire ad alcuni disabili la possibilità di una vera e propria esperienza formativa e di stage (Work experience) in un ambiente sensibile con i propri problemi. Crescita naturale e socio affettiva di portatori di handicap, con l importante scopo di suscitare e consolidare il processo di autostima, fondamentale per la vita di soggetti che per il proprio stato risultano più fragili e meno inseriti nella società. Gli obiettivi principali dell intervento sono stati : 47
52 dare la possibilità ad alcuni soggetti diversamente abili di fare un esperienza di formazione e stage; favorire l integrazione sociale e l occupazione femminile per un giusto equilibrio delle pari opportunità; consentire il miglioramento della qualità della vita dei disabili e delle loro famiglie; lavorare sulle abilità e sulle risorse della persona, per rendere il soggetto protagonista della propria vita e parte attiva della società; recuperare tutti i valori universalmente riconosciuti, anche e soprattutto quello del lavoro, elemento inalienabile nella emancipazione sociale dell individuo e della collettività; sviluppare lo strumento associazionistico per coniugare lavoro e solidarietà e creare un senso di appartenenza e condivisione di un progetto comune che rafforza l identità personale e sociale di ogni singolo individuo; fornire l occasione per un riscatto e una conquista della propria identità per riflettere in modo più sicuro sulla propria condizione e sui propri vissuti; fornire una metodologia d inserimento per ciascun soggetto in formazione e stage un programma personalizzato che ha come obiettivo il benessere e l autostima personale; rafforzare l idea della comunità intesa come l insieme di tutte le risorse umane (volontari, disabili, famiglie, operatori, ecc.) nella loro specificità e valore, di cui si compone l associazione in grado di fornire quel sostegno e quell attenzione continua che è condizione imprescindibile per una reale integrazione sociale. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO PER SINGOLE AZIONI PREVISTE Il progetto è stato articolato in 4 azioni di base: Promozione del progetto, reclutamento e selezione partecipanti 15 giorni; orientamento e formazione - 1 mese; work experience - 6 mesi; diffusione dei risultati - 15 giorni. Il progetto ha offerto a n. 7 persone con riconoscimento di invalidità civile la possibilità di collaborare con l associazione Superamento Handicap per un periodo di n. 7 mesi (di cui 1 di formazione) dietro compenso stabilito dal Comune di San Severo. 48
53 PROGETTI REALIZZATI CON ALTRI ENTI Con il Progetto PICCOLE OPPORTUNITA. L INIZIO DI GRANDI IMPRESE finanziato dal Ce.Se.Vo.Ca. nell ambito del bando Formazione 2011 sono stati formati n. 20 volontari desiderosi di aiutare gli altri e di accrescere il proprio bagaglio culturale e personale. Il corso è stato seguito da n. 3 docenti esperti in materia ed articolato dunque in n. 3 moduli formativi per un totale di n. 20 ore. L obiettivo progettuale è stato quello di formare 20 volontari pronti a mettere a disposizione le proprie energie, i propri sforzi e il proprio tempo a favore dei diversamente abili. Per questo motivo, innanzitutto, gli incontri sono serviti come auto-analisi per ciascun volontario potenziale, perché solo la completa conoscenza di sé permette di valutare le proprie capacità e disponibilità (anche di tempo) e dunque comprendere se il cammino che si sta per intraprendere è quello più adatto a ciascuno di loro. Si è cercato quindi di capire se l aspirante volontario era in possesso di un adeguata motivazione che lo spingesse ad intraprendere il percorso, conscio della contrapposizione tra le risorse a breve termine (sacrificio, abnegazione, dedizione) e l equilibrio personale e la realizzazione di sé. In definitiva si è mirato quindi ad ORIENTARE l aspirante volontario e CONSOLIDARE la sua scelta, facendogli acquisire un approccio progettuale e non di improvvisazione. Attraverso il confronto diretto, lo scambio di idee e di pareri, i volontari hanno imparato: a saper lavorare in gruppo, animati dal raggiungimento di uno stesso obiettivo, senza imporre il proprio punto di vista ma rispettando l altro, mettendosi alla pari senza pregiudizi e dandogli il tempo necessario senza alcun modo accelerare pensieri o azioni; a saper osservare e comunicare, ed essere quindi in grado di ascoltare sia ciò che viene detto in maniera attiva e sia indirettamente, prestando attenzione anche alla comunicazione non verbale, ai gesti, alla mimica, alle espressioni facciali e a qualsiasi tentativo più o meno formale che viene fatto per comunicare; ad essere un modello positivo e un punto di riferimento per le persone con cui si interagisce. Alla fine degli incontri i volontari hanno potuto subito mettersi alla prova e mettendo a frutto gli insegnamenti dei docenti dei 3 incontri partecipando attivamente alle attività e ai progetti dell Associazione Superamento Handicap. Al termine del percorso formativo è stato rilasciato un attestato di partecipazione. 49
54 Progetto NOI VOLONTARIMO E TU? finanziato dal Ce.Se.Vo.Ca. nell ambito del bando Formazione La realizzazione del progetto è stata articolata attraverso n. 7 incontri per formare n. 20 volontari mossi dal desiderio e dalla volontà di aiutare gli altri donando il proprio tempo e le proprie energie. Il corso è stato seguito da un docente esperto in materia ed articolato in n. 6 incontri per un totale di n. 28 ore. L obiettivo dei 6 incontri più l evento finale del corso è stato quello di formare 20 volontari pronti a mettere a disposizione le proprie energie, i propri sforzi e il proprio tempo a favore dei diversamente abili e più in particolare di aumentare la conoscenza e la sensibilità dei potenziali volontari riguardo al mondo della disabilità, nonché a cercare nuove sinergie che rispondano concretamente alla necessità di protocolli operativi calibrati sulle specifiche necessità. Negli incontri è stata privilegiata una metodologia interattiva, basata sull alternanza tra momenti condotti con interventi frontali e spazi di lavoro anche in sottogruppo, e momenti dedicati a domande e approfondimenti di questioni proposte dai partecipanti. In questo modo i partecipanti si sono confrontati, hanno discusso ed hanno individuato insieme alla formatrice percorsi e strumenti di costruzione del lavoro di rete, partendo spesso dalle conoscenze possedute e acquisite durante i vari incontri ed eventuali esperienze pregresse. Al termine del percorso formativo ai partecipanti è stato rilasciato un attestato di frequenza. 50
55 IL VOLONTARIATO La parola volontariato deriva dal latino voluntas, sinonimo di libera volontà, scelta personale. Da ciò deriva il concetto di volontariato ossia un attività libera gratuita svolta per ragioni private e personali che possono essere di natura personale, di solidarietà, di giustizia sociale o di qualsiasi altra natura. Fare volontariato permette di arricchirsi interiormente sviluppando nuove competenze, instaurando nuovi rapporti umani. Il volontariato contribuisce a migliorare la qualità della vita e ad una maggiore solidarietà tra le persone. Presso la nostra sede ci sono numerose persone che mosse da spirito solidaristico prestano in modo più o meno episodico la loro opera. L associazione Superamento Handicap essendo un organizzazione strutturata garantisce ai suoi volontari la formazione, il loro coordinamento, la continuità dei servizi e rilascia attestato di frequenza. La nostra associazione dall anno 2006 si avvale anche del prezioso contributo dei volontari di servizio civile nazionale. I progetti di servizio civile realizzati sono stati i seguenti: - Anno 2006/2007 SPORTELLO SOLIDALE ; - Anno 2007/2008 SOSTENIAMO LA DIVERSITA ; - Anno 2010/2011 AIUTIAMO AD AIUTARE ; - Anno 2011/2012 LAVORIAMO INSIEME PER CRESCERE INSIEME. Gli obiettivi specifici dei progetti di servizio civile nazionale sono i seguenti: rafforzare la rete di collaboratori volontari all interno dell Associazione; stimolare nei volontari, l esercizio all ascolto delle persone in condizioni di disagio; sviluppare nei volontari abilità di tipo relazionale, qualità dinamiche nel progettare interventi mirati per il mondo della disabilita, partendo dai servizi del territorio, e competenze in materia di servizi alla persona in condizione di disagio; realizzare una rete informatica che permetta di rendere le informazioni, tili al mondo della disabilità e agli anziani, nonché a favorire l utilizzo veloce e tempestivo delle stesse, con interventi mirati su ciascuna richiesta specifica; snellire i tempi e le modalità di contatto tra gli utenti e l ambiente istituzionale e 51
56 socio sanitario in modo da alleviare il disagio dei diversamente abili; favorire una nuova modalità di intervento, quale quella del servizio di informazione e di orientamento a domicilio, al fine di agevolare i disabili e gli anziani con maggiori problemi di deambulazione; favorire un incremento dell accesso presso le nostre sedi. I risultati attesi sono: - aumentare i tempi di apertura delle sedi associative; - garantire il raggiungimento di un numero maggiore di utenti; - migliorare i servizi attraverso l assistenza e i servizi domiciliari; - produrre un incremento del numero degli utenti di circa il 30%. Il ruolo del volontario del servizio civile può essere definito l interazione supporto all attività degli operatori del servizio soprattutto però sviluppo delle azioni a sostegno delle persone diversamente abili, consolidate anche da significati affettivo-relazionali mirati al contrasto e al vissuto di solitudine ed isolamento sociale. Attraverso la realizzazione dei progetti di servizio civile nazionale ci si propone di essere un punto di riferimento per il mondo della disabilita, nonché di offrire alla collettività, attraverso la testimonianza dei volontari la sensibilizzazione sui problemi della disabilita. I piani di attuazione previsti per la realizzazione dei progetti sono i seguenti: coinvolgimento delle istituzioni, dei servizi socio sanitari presenti sul territorio provinciale, il mondo dell associazionismo che si interfaccia, a diverso titolo, con l Associazione Superamento Handicap; accoglienza e formazione dei volontari; avvio e svolgimento del servizio di front office; avvio del servizio di back office e svolgimento contemporaneamente, per gruppi di volontari dei servizi di back office e front - office; avvio dei volontari al servizio domiciliare; Cos è il servizio civile? Il Servizio Civile Nazionale Volontario è stato istituito attraverso la Legge 64/01 ed ha lo scopo di dare la possibilità ai giovani interessati di dedicare una piccola parte della propria vita (12 mesi) a se stessi e agli altri, acquisendo competenze e conoscenze, formandosi e maturando una propria coscienza civica. I volontari frequentano un corso di formazione generale organizzato dalla Provincia di Foggia specifico sul Servizio Civile Nazionale Volontario e sulle leggi che lo regolano e un corso di formazione specifica organizzato dall ente che accoglie il volontario. 52
57 INIZIATIVE DELL ASSOCIAZIONE SUPERAMENTO HANDICAP CORSO DI ARTE - TERAPIA: L associazione Superamento Handicap dall anno 2006 organizza per i suoi utenti un corso di arte terapia diretto e gestito da una volontaria diplomata all istituto d arte. L arte terapia consiste nella ricerca del benessere psicofisico attraverso l espressione artistica dei pensieri, dei vissuti e delle emozioni. In quest arte si utilizzano le potenzialità della persona, vengono elaborate creativamente tutte le sensazioni che non si riescono a far emergere con le parole e nei contesti quotidiani. Attraverso l immagine creativa l immagine interna diventa un immagine esterna visibile e condivisibile e comunica all altro il proprio mondo interiore emotivo e cognitivo. I nostri ragazzi attraverso questo percorso hanno realizzato negli anni molti dipinti ciascuno espressivo del proprio essere e dei propri stati d animo. MANI IN PASTA: L associazione Superamento Handicap quest anno ha organizzato un corso di pasta fatta in casa per i suoi ragazzi. Il corso viene gestito da una signora volontaria supportata dallo staff dell associazione. Si è pensato di dar vita a questo corso per riattivare una delle attività più antiche del mondo, ossia la preparazione della pasta fatta in casa. La pasta fatta in casa non è soltanto un modo di dire ma un piccolo mondo tutto da scoprire, e poi ovviamente da gustare. Nella giornata dedicata a questa attività la nostra associazione diviene un vero e proprio laboratorio corredato di tutti gli strumenti per la realizzazione di varie pietanze. Ciascun ragazzo ha la sua postazione per lavorare la sua piccola porzione di pasta, dando sfogo alla creatività, alla manualità ed alla voglia di far bene. Al termine della lezione tutto quanto viene prodotto, viene cucinato e mangiato, per concludere in bellezza la serata! EVENTI E SERATE: Per garantire l inserimento sociale e il miglioramento della qualità della vita dei suoi utenti l associazione organizza almeno una volta al mese uscite, serate in locali adeguati, partecipazioni a concerti o eventi locali, cene sociali e tante altre attività di svago dedicate sia agli utenti che ai loro familiari. 53
58 Aiuta anche tu l'associazione Superamento Handicap dona il tuo 5x1000 C.F oppure Donazione su C/C. IBAN IT27R Potrai collaborare a realizzare i nostri sogni 54
59 LINK UTILI
60 La GUIDA ALLA DISABILITÀ è distribuita gratuitamente Ideatore e coodinamento: Fernanda Braccia Presidente dell Associazione Superamento Handicap sede di San Severo Testi: Dr.ssa Paola Liguori Dr.ssa Giuliana Vocino Veneranda Iannacone operatrice sociale Grafica: d Errico Mario Consulenza esterna: Ente di Formazione Professionale SIRIO SVILUPPO E FORMAZIONE ONLUS MULTISERVICE