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Timestamp: 2018-08-19 13:32:47+00:00
Document Index: 109019026

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 80', 'art. 39', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 4']

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LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA: ORIGINE, EVOLUZIONE E PROSPETTIVE di Alessandro Del Castello ACRI www.acri.it PowerPoint Presentation
LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA: ORIGINE, EVOLUZIONE E PROSPETTIVE di Alessandro Del Castello ACRI www.acri.it
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LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA: ORIGINE, EVOLUZIONE E PROSPETTIVE di Alessandro Del Castello ACRI www.acri.it - PowerPoint PPT Presentation
LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA: ORIGINE, EVOLUZIONE E PROSPETTIVE di Alessandro Del Castello ACRI www.acri.it. L’ACRI per le Fondazioni.
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LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA:
ORIGINE, EVOLUZIONE E PROSPETTIVE
di Alessandro Del Castello
ACRI www.acri.it
L’ACRI per le Fondazioni
L’ACRI è l’organismo nazionale rappresentativo delle Fondazioni ed è un’associazione volontaria, apolitica, senza fini di lucro, dotata di personalità giuridica.
Nei confronti delle Fondazioni svolge un'attività di rappresentanza e di tutela degli interessi sia in ambito nazionale, che internazionale, e di ausilio operativo.
A livello territoriale l’Associazione si avvale della collaborazione delle 6 Consulte regionali (Abruzzo, Emilia-Romagna, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria).
Il sito internet dell’Associazione è www.acri.it, ha due aree:
una pubblica, in cui sono riportati testi normativi, dati strutturali, bilanci, statuti, dati di sistema e pubblicazioni, nonché i link ai web site delle singole Fondazioni;
l’altra riservata agli Associati, in cui vengono riportati le comunicazioni, i progetti, gli studi e le attività svolte dagli uffici, nonché una rassegna stampa giornaliera.
Le Fondazioni di origine bancaria sono organizzazioni private senza fine di lucro, con finalità sociali e piena autonomia statutaria ed operativa.
Sono state istituite nel 1990 a seguito della riforma delle c.d. banche pubbliche in attuazione della legge “Amato”
Prodromi della legge “Amato”
Nel nostro Paese, nel corso degli anni ’80 e ‘90, sotto la spinta dell’unificazione europea, furono assunti più provvedimenti, legislativi ed amministrativi, volti a rimuovere quegli ostacoli che in campo valutario, finanziario e bancario, condizionavano il mercato.
I principali provvedimenti furono l’eliminazione del monopolio dei cambi, la libera circolazione dei capitali, l’adozione di una disciplina antitrust, il recepimento delle direttive comunitarie in tema di coordinamento bancario e l’affermarsi della natura d’impresa dell’attività bancaria.
Interventi nel settore bancario
Le principali finalità perseguite erano quelle di:
i) incrementare la competitività del mercato creditizio;
ii) accrescere il grado di patrimonializzazione e la dimensione media delle banche;
iii) distinguere nettamente le responsabilità degli organi sociali;
iv)	accrescere il grado di reazione del sistema agli impulsi di politica monetaria e creditizia.
Interventi nel settore bancario, segue
Gli interventi volti a modificare la struttura dell’industria bancaria nazionale determinarono:
il superamento della distinzione per categorie giuridiche, per specializzazione temporale ed operativa delle banche, con l’ adozione di due soli modelli giuridici (spa e cooperativo) ed un unico modello operativo (la banca universale);
l’assoggettamento di tutte le banche ad un’unica disciplina di vigilanza;
il passaggio da una vigilanza di tipo normativo ad una di tipo prudenziale.
Situazione ante 1990
In attuazione della legge “Amato” le 83 Casse di risparmio e Banche del monte ed i 6 Istituti di credito di diritto pubblico, non aventi il fondo di dotazione a composizione associativa, hanno ceduto l’azienda bancaria ad una società conferitaria, in cambio del pacchetto azionario di maggioranza, acquisendo così la qualificazione di enti conferenti, precursori delle odierne Fondazioni.
Attuazione legge “Amato” (legge n. 218/1990)
Situazione post legge “Amato” del 1990
Trasformazione in ente non profit
Originaria Cassa di Risparmio
(Attività sociale)
Cassa di Risparmio S.p.A.
(Attività bancaria)
Nuova banca
Cassa di Risparmio A
Cassa di Risparmio B
Cassa di Risparmio C
Alcuni modelli di aggregazione delle Casse di Risparmio
Holding bancaria
Fusione di banche conferitarie
Identità e quadro normativo
La gestione patrimoniale e gli aspetti contabili e fiscali
Gli assetti organizzativi: gli organi statutari
Gli assetti organizzativi: il personale interno
IDENTITA’ E QUADRO NORMATIVO
Evoluzione normativa: dalla legge “Amato” alle sentenze della Corte Costituzionale
Le sentenze n. 300 e n. 301 del 2003 della Corte Costituzionale: uno spartiacque tra passato e futuro
Quadro d’assieme: peculiarità e assetto
Dalla legge “Amato” alle
L’evoluzione normativa delle Fondazioni
Dall’ente creditizio alla Fondazione, attraverso l’ente conferente:
1990/91 (legge Amato) nascita degli enti conferenti
1994 (legge n. 474) eliminazione controllo pubblico necessario delle conferitarie ed incentivazione alla diversificazione del patrimonio
1998/99 (legge Ciampi) riforma della disciplina degli enti conferenti, nascita delle Fondazioni: soggetti di diritto privato
2001 (legge Tremonti) tentativo di rendere le Fondazioni enti strumentali degli EE.LL.
2003 (sentenze nn. 300 e 301 Corte Costituzionale): le fondazioni appartengono all’organizzazione delle “libertà sociali”
Legge “Amato” - finalità
Superare il modello dell’ente pubblico nell’esercizio dell’attività bancaria
Avviare il processo di ristrutturazione del sistema bancario
Mantenere il controllo pubblico delle banche
Gli enti conferenti “sottoprodotto” del processo di ristrutturazione bancaria.
Insufficiente ed inadeguata disciplina normativa degli enti
Legge n. 474/94 e direttiva “Dini”:prodromi di un cambiamentodi rotta del legislatore
Eliminazione dell’obbligo del controllo pubblico necessario delle banche
Incentivazione della dismissione delle partecipazioni bancarie
Caratterizzazione degli enti conferenti quali soggetti non profit
Legge “Ciampi” - finalità
Dare una sistematica disciplina civilistica e fiscale alle fondazioni
Completare il processo di riorganizzazione bancaria (ridimensionato dalla successiva decisione della Commissione UE 11 dicembre 2001)
Legge Ciampi - Principi
Natura giuridica privata delle fondazioni
Autonomia statutaria e gestionale
Scopi e ambiti di intervento
Separazione dalle banche
Confronto tra modelli istituzionali
Legge “Tremonti” (art. 11 legge n. 448/01
Prevalenza degli enti territoriali sulla società civile
Compressione autonomia statutaria e gestionale
Assegnazione alle Fondazioni di settori di interventi propri della PA
Computo degli interventi delle Fondazioni nella RPP del Ministero dell’economia
Rafforzare la separazione banche/Fondazioni
Ridefinizione del ruolo delle Fondazioni: un modello istituzionale alternativo a quello della legge “Ciampi”
Decisione n. 300/03 – uno spartiacque tra passato e futuro assetto normativo delle Fondazioni
Rescissione del legame con le banche
Conferma natura giuridica privata
Appartenenza all’organizzazione delle “libertà sociali”
Decisione n. 301/03
Esclusione attività demandate ai pubblici poteri
Eliminazione potere d’indirizzo del Tesoro
Prevalente e qualificata rappresentanza di enti espressione delle realtà locali negli organi di indirizzo, per le Fondazioni non di origine associativa
Dalla legge “Amato” del 1990, le Fondazioni
sono state destinatarie di oltre 30 provvedimenti normativi;
hanno percorso tutti i gradi ed i livelli di giudizio sia civile, che fiscale; nazionale e comunitario.
Nessun’altra istituzione ha avuto, in un periodo così ristretto, una vita normativa tanto contrastata.
Rassegna disposizioni normative emanate dal 1990
Legge “Amato” (legge n. 218/90 e d.lgs. n. 356/90)
Legge n. 266/91 (art. 15) sul volontariato e d.m. 8.10.97
Legge n. 474/94 (art. 1 c. 7-7ter) e direttiva “Dini” del 18.11.94
Legge “Ciampi” (legge n. 461/98 e d.lgs.n. 153/99)
Legge n. 62/01(art. 19) sull’editoria
Atto di indirizzo 12.4. 2001 concernente il bilancio
Legge “Tremonti” (art. 11 legge n. 448/01 e d.m. n. 217/02)
Legge n. 112/02 (art. 5) conversione D.L. n. 63/02 “salva deficit”)
Legge n. 166/02 (art. 7) lavori pubblici
Legge finanziaria 2003 (art. 80, c. 20, legge 289/02)
D.L. 24 giugno 2003, n. 143 conv. in legge n. 212/03
Corte Costituzionale, sentenze nn. 300 e 301 del 24 settembre 2003
D.L. 30 settembre 2003, n. 269 con. L. n. 326/03 (art. 39, c. 14-nonies)
Legge finanziaria 2004 (art. 2, c. 26, legge 350/03)
D.L. 12 luglio 2004, n. 168 (art. 2, cc. 4 e 5)
Legge 28 dicembre 2006 (art. 7)
Corte di Giustizia, sentenza del 10 gennaio 2006
Andamento delle partecipazioni nelle banche conferitarie e principali eventi normativi
Legge n. 461/98 (legge “Ciampi”)
d. lgs. n. 153/99
Le Fondazioni devono cedere il controllo entro 4 anni (31.12.05) e le operazioni sono incentivate fiscalmente. Le Fondazioni sono soggetti privati con piena autonomia statutaria e gestionale, sottoposti alla vigilanza del Ministro dell'economia.
Legge n. 218/90
(legge “Amato”)
A seguito della trasformazione delle ex banche pubbliche sono risultate:
- Spa (100% possedute dalle Fondazioni).
Le Fondazioni devono detenere la maggioranza del capitale delle Spa.
Legge “Tremonti” (art. 11 L. 448/01)
Profonda revisione principi legge “Ciampi” (ridimensionato dalla Corte costituzionale)
D.M. n. 150/04 di attuazione della Legge “Tremonti” Emanato secondo i principi definiti dalla Corte Costituzionale
Art. 4.4 DL n. 143/03
Eliminazione del termine per le piccole fondazioni per dismettere il controllo
Corte Costituzionale (sentenze n. 300 e 301 del 2003)
Le fondazioni sono soggetti privati con piena autonomia statutaria e gestionale, appartenenti all’organizzazione delle “libertà sociali”.
Commissione UE (23 agosto 2002)
Le norme fiscali delle legge “Ciampi” per le fondazioni non costituiscono aiuti di Stato
Corte di Giustizia CE (sentenza gennaio 2006)
Le fondazioni non sono imprese ai sensi della normativa comunitaria sugli aiuti di Stato
Legge n. 474/94
Viene eliminato l'obbligo per le Fondazioni di detenere la maggioranza del capitale delle Spa; la cessione delle partecipazioni è incentivata fiscalmente (Direttiva “Dini”).
Commissione Europea (ottobre 2000)
La Commissione UE ha avviato un'indagine sulle misure fiscali recate dalla legge "Ciampi".
QUADRO D’ASSIEME
dove sono: distribuzione geografica ed operatività territoriale
chi sono: dimensione patrimoniale ed attività erogativa
Elementi distintivi delle Fondazioni
Le Fondazioni pur avendo una comune disciplina legislativa e normativa si differenziano fra loro, avuto riguardo:
alle origini: 41 hanno una struttura associativa, 47 hanno una struttura istituzionale;
alla dimensione patrimoniale;
alla mission ed alle finalità perseguite, nonostante il medesimo scopo “di utilità sociale e di sviluppo economico”;
alla vocazione territoriale.
Friuli Venezia Giulia - 3
Gorizia, Trieste, Udine e P.
Trentino Alto Adige - 2
Bolzano, Trento e R.
Veneto - 6
Cassamarca, M.P. Vicenza, Padova e R., Rovigo, Venezia, Verona V.B. A.
Emilia Romagna - 19
Bologna, Bologna e R., Carpi, Cento, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Imola, Lugo, Mirandola, Modena, Parma, M.Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio E., Rimini, Vignola
Lombardia - 2
Cariplo, B.M. Lombardia
Piemonte - 12
Alessandria, Asti, Biella, Bra,
Cuneo, Fossano, Saluzzo, S.Paolo, Savigliano, Torino, Tortona, Vercelli
Città di C., Foligno, Orvieto, Perugia, Spoleto, Terni
Marche - 8
Ascoli Piceno, Fabriano e C., Fano, Fermo, Jesi, Loreto, Macerata, Pesaro
Genova e I., La Spezia, Savona
Chieti, L'Aquila, Pescara e L.A., Teramo
Toscana - 11
Carrara, Firenze, Livorno, Lucca, B.M.Lucca, Monte Paschi Siena, Pisa, Pistoia e Pescia, Prato, San Miniato, Volterra
B.N.C., Civitavecchia, Rieti, Roma, Viterbo
Puglia - 2
Campania - 2
Banco Napoli, Salernitana
Sardegna - 1
Calabria e Lucania
Numero di fondazioni
Patrimonio (2005)
100% = 45,8 miliardi di €
>1 Mld  (10 fondazioni)
>0,5 Mld  (9 fondazioni)
>0,25 Mld  (12 fondazioni)
<0,25 Mld  (57 fondazioni)
Distribuzione delle Fondazioni
per patrimonio 2005
Valori (Miliardi €)
64,2% 2,94
% del gruppo
Totale del gruppo
Altre fondazioni (57)
% su num. Fondazioni
Nonostante le vicissitudini normative, dal 1990 le Fondazioni:
hanno erogato oltre 10 miliardi di euro,
hanno accresciuto il patrimonio, passato da 23 a 45,8 miliardi di euro,
hanno dato un contributo unico alla riorganizzazione del sistema bancario, con la nascita di gruppi di dimensione europea,
Inoltre, esse:
concorrono all’affermarsi di un autonomo Terzo settore,
danno il loro apporto allo sviluppo economico del Paese,
diventano sempre più un punto di riferimento importante per le diverse istituzioni, pubbliche e private.
Risorse destinate all’attività istituzionale
N° interventi n.d. 14.389 13.680 13.646 14.273 15.281 17.355 19.418 21.428 20.438 22.804 23.116 n.d.
Importo medio in € n.d. 7.500 10.233 12.750 20.808 23.362 39.124 80.080 45.329 52.681 49.888 54.846 n.d.
Patrimonio 23.014 23.159 22.656 25.100 25.285 25.811 28.302 35.397 36.278 36.980 40.512 41.460 45.850
N.B. I dati del 2000 fanno riferimento ad un periodo di attività superiore ai 12 mesi
La Fondazione è un patrimonio destinato ad uno scopo e ad esso è totalmente vincolato
Le Fondazioni sono soggetti non profit, nel senso che non perseguono finalità commerciali e non distribuiscono dividendi. Esse però impiegano il patrimonio per ottenerne la redditività da destinare agli scopi istituzionali.
Dall’impiego del patrimonio la Fondazione trae i proventi per l’attività istituzionale, nei cui confronti è in rapporto di strumentalità
Il patrimonio deve essere impiegato assicurandone il collegamento funzionale con le finalità istituzionali
Impiego del patrimonio: criteri
adeguata redditività
trasparenza e moralità
Le fondazioni debbono destinare i proventi conseguiti secondo il seguente prestabilito ordine legislativo:
Almeno la metà del residuo ai settori rilevanti
Altri settori ammessi, reinvestimento del reddito o accantonamenti
Prodotti editoriali da devolvere agli istituti scolastici
Erogazioni previste da leggi
Il patrimonio delle Fondazioni è oggi investito pressoché totalmente in attività finanziarie, in particolare per il 24 per cento in azioni delle società bancarie conferitarie e per la restante parte in altre attività finanziarie, date in gestione a intermediari abilitati
Alle Fondazioni è consentito impiegare fino al 10 per cento del patrimonio in immobili a reddito
Mediamente la redditività delle Fondazioni è stata in questi ultimi anni del 5 per cento netto, calcolato sulla base del patrimonio contabile
I principi contabili delle Fondazioni sono quelli del codice civile, in quanto applicabili, in relazione alla loro natura non profit
Il loro bilancio è costituito:
per la gestione, dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa
per l’attività istituzionale, da una relazione degli obiettivi sociali perseguiti e degli interventi realizzati (bilancio di missione e bilancio sociale)
L’autorità di vigilanza è chiamata a definire un regolamento che disciplini la redazione e le forme di pubblicità dei bilanci e della relativa relazione
Le Fondazioni sono fiscalmente enti non commerciali ex art. 73 (già 87) TUIR. Tale qualificazione permane anche se esercitano direttamente attività d’impresa nei settori rilevanti
Le Fondazioni, invece, perdono la qualifica di ente non commerciale se, dopo il 31.12.05, possiedono immobili a reddito in misura superiore al 10% del patrimonio, ovvero detengono, con esclusione delle Fondazioni con pa > 200 mln o con sede nelle regioni a statuto speciale, il controllo della banca conferitaria.
La qualificazione fiscale delle Fondazioni è stata messa in discussione dall’Amministrazione finanziaria in vigenza sia della legge “Amato”, che della legge “Ciampi”, ritenendole imprese.
In entrambi i contesti, gli organi comunitari, chiamati a pronunciarsi, hanno escluso la natura d’impresa delle Fondazioni nell’accezione recata dalla disciplina UE degli aiuti di Stato.
Ciò si è verificato con:
- la decisione della Commissione UE dell’agosto 2002;
- la sentenza della Corte di Giustizia del gennaio 2006.
d.lgs. n. 153/99
art. 4, commi 1, 2, 3 e 4.
Art. 9, comma 3.
Art. 10, comma 3, lettera d)
Provvedimento del Tesoro dell’agosto 1999
Articolazione organi
Gli organi delle fondazioni sono articolati su tre livelli necessari:
A tali organi le fondazioni di origine associativa (41 enti) aggiungono l’Assemblea dei soci
Indipendenza funzionale
Diversa rappresentatività del territorio
Differenti requisiti professionali
Distinte competenze
Distinte competenze inderogabili
L’organo di indirizzo ha competenze di ordine strategico
l’organo di amministrazione ha competenze di carattere gestionale
l’organo di controllo ha competenze di controllo di legittimità e contabile
Competenze Organo di Indirizzo
approvazione e modifica dello statuto e dei regolamenti interni;
nomina e revoca dei componenti dell'organo di amministrazione e di controllo e determinazione dei relativi compensi;
definizione delle linee generali della gestione patrimoniale e della politica degli investimenti;
determinazione dei programmi, delle priorità e degli obiettivi della Fondazione;
verifica dei risultati e l’approvazione del bilancio;
esercizio dell'azione di responsabilità nei confronti dei componenti gli organi di amministrazione e di controllo;
trasformazioni e fusioni.
Competenze Organo di Amministrazione
la gestione del patrimonio e la scelta degli interventi della fondazione, in relazione alle linee programmatiche ed ai settori di attività individuati dall’organo di indirizzo, nella definizione dei piani pluriennali ed annuali di attività.
un potere di proposta e di impulso nell’ambito dei programmi, delle priorità e degli obiettivi stabiliti dall’organo di indirizzo.
Rapporto fra Organi
La competenza dell’organo d’indirizzo riguarda la complessiva attività posta in essere e non i singoli atti, che spettano all’organo di amministrazione
Assetto organizzativo(composizione organo di indirizzo)
Assetto organizzativo(numerosità componenti)
Superamento della specialità delle legislazioni di settore (fondazioni ex bancarie, fondazioni museali, fondazioni liriche, fondazioni previdenziali, ecc.) e costituzione di un’autorità di controllo indipendente
Riconoscimento della valenza sociale anche dal punto di vista tributario
Definizione di uno statuto comune a livello europeo, basato sull’autonomia e sulla libertà d’iniziativa
Trasparenza e legittimazione
La legittimazione sociale non si persegue normativamente, ma con la capacità di rispondere efficacemente alle richieste della collettività, potenziando la capacità di “tenere conto” le istanze del territorio di elezione e di “dare conto” dell’attività realizzata.
Rafforzamento organizzativo
Attraverso una crescente diversificazione delle strategie e delle modalità operative, in un contesto che vede le Fondazioni non solo come soggetti erogatori, ma soprattutto come soggetti capaci di creare valore sociale ed economico.
LATHYRUS ODORATHUS L . - mazăre parfumată- Fam. Papilionaceae -. origine europa, africa, america etimologie, istoric „lathyrus “ = mazăre „ o doratus“ – cu flori parfumate. particularităţi morfologice. tulpina -
CALENDULA OFFICINALIS L. -gălbenele- Fam. Asteraceae -. origine europa de sud şi africa de nord. etimologie,
ACHILLEA FILIPENDULINA Lamk. -coada şoricelului- Fam. Asteraceae -. origine europa, orientul mijlociu etimologie - planta folosită la cicatrizarea rănilor lui achille. particularităţi morfologice. tulpina - h=100-150 cm frunzele -
ORIGENES DE LA REGULACION BANCARIA -. elaboracion: jacoba hasbun presidente
CASO KUNARAC -. foca. la popolazione della citta’. 40513 abitanti 51,6% musulmani 45,3% serbi 3,1% altra origine. conflitto armato . serbi contro i musulmani. 8 aprile 1992: prime iniziative militari verso la città 17 aprile 1992: la