Source: http://www.ateneoedintorni.it/2018/01/09/programmazione-2018-2019/
Timestamp: 2019-05-21 23:24:33+00:00
Document Index: 183492835

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 24', 'art. 24', 'art.24', 'art.24', 'art.24', 'art.24']

Considerazioni sulla Programmazione 2018 e 2019 – Ateneo e dintorni
Considerazioni sulla Programmazione 2018 e 2019
gennaio 9, 2018 AA.VV. 5 Commenti Art. 24 L. 240/10, Programmazione, Punti Organico, RTDb
di Francesco Fantaci, Massimo Midiri, Enrico Napoli, Andrea Pace, Alessandro Riccobono
Nelle prossime settimane tornerà all’ordine del giorno degli Organi di Governo la programmazione del personale (reclutamento e progressioni di carriera) . Il SA e il CdA dovranno in prima battuta stabilire come suddividere tra il 2018 ed il 2019 i 68 Punti Organico che ancora rimangono da assegnare dei 98 messi a disposizione, per il triennio 2017-19, con le delibere n. 7 del 20 dicembre 2016 e n. 9 del 31 gennaio 2017. In quelle delibere si prevedeva anche una verifica della sostenibilità di eventuali ulteriori incrementi di Punti Organico, collegabili a maggiore FFO ed entrate proprie (tasse), i quali costituiranno oggetto dell’attenzione di questo intervento.
L’assunzione di partenza delle considerazioni qui svolte è che l’Ateneo debba impegnare il massimo delle risorse possibili per le chiamate di nuovi RTD e per le progressioni di carriera, con l’obiettivo, da una parte, di arrestare la riduzione del corpo docente in atto ormai da quasi un decennio e, dall’altra, di venire incontro alle legittime aspettative delle centinaia di colleghi che le commissioni nazionali per l’ASN hanno dichiarato scientificamente pronti per il passaggio alla fascia superiore. Spesso queste esigenze sono state messe in contrapposizione, tipicamente con i professori ordinari più attenti all’esigenza della chiamata di nuovi RTD ed i ricercatori e professori associati (prevalentemente quelli in possesso di ASN) maggiormente interessati alle progressioni di carriera. Riteniamo che tale contrapposizione debba continuare ad essere evitata, attraverso il meccanismo di assegnazioni distinte per RTD e progressioni, e che lo sviluppo organico ed equilibrato dell’Ateneo richieda un’adeguata attenzione ad entrambe le esigenze tenendo conto che, a regime, reclutamento e progressioni riguarderanno prevalentemente RTD e PO. Partendo da queste basi si espongono di seguito alcune considerazioni e analisi per verificare entro quali limiti sarebbe possibile incrementare le risorse per la programmazione.
È noto che l’impegno di Punti Organico richiede una doppia verifica di sostenibilità, sia con riferimento a quanto reso disponibile dal MIUR in considerazione dei limiti ancora esistenti per il turn-over, sia, ovviamente, dal punto di vista finanziario.
La richiamata delibera del 31 gennaio 2017 prendeva le mosse da una verifica dei P.O. disponibili nel triennio 2017-19, stimandone il valore in 71 in aggiunta ai 27 del 2016 (per un totale, quindi, di 98). Sulla base dell’analisi riportata in Appendice è ormai certo che l’Ateneo, nella peggiore delle ipotesi (cioè nella irrealistica ipotesi che sia stato superato nel 2017 il rapporto dell’80% tra spese di personale ed entrate), avrà una disponibilità complessiva superiore ai 150 P.O. (cioè, oltre 52 P.O. in più rispetto ai 98 programmati) e quindi si possono trarre due prime importanti conclusioni:
come già più volte anticipato in diverse analisi, i P.O. autorizzati dal MIUR non costituiscono più un fattore limitante per le scelte dell’Ateneo, a meno che non si intenda aumentare di più di 50 P.O. l’impegno del prossimo biennio;
l’eventuale superamento del rapporto dell’80% tra le spese di personale e le entrate, ancorché non ipotizzabile sulla base dei dati finanziari attuali e non auspicabile in termini di sostenibilità, non avrebbe alcuna ripercussione in termini di minori entrate per l’Ateneo, in quanto la sua unica conseguenza sarebbe l’introduzione di un limite superiore per il turn-over del personale più stringente, ma comunque molto più alto di quello che già adesso si è applicato[1].
Rimangono quindi da prendere in considerazione i dati finanziari e di bilancio, partendo da quelli inseriti nel Bilancio di Previsione 2018-20 appena approvato dal CdA. Come è naturale che avvenga, il bilancio è costruito su dati molto prudenziali. Tuttavia, a seguito degli aggiornamenti normativi di fine anno, è già possibile prevedere consistenti riduzioni sulle spese di personale previste.
La più consistente novità riguarda la firma del contratto dei dipendenti pubblici Statali, avvenuta qualche giorno fa, che permette di prevedere risparmi di spesa annuali superiori ad 1 MLN € per il personale docente rispetto a quanto previsto in bilancio (l’analisi delle voci che permettono di raggiungere questi risultati è contenuta nell’Appendice).
Inoltre, è opportuno tenere in considerazione il costo reale delle chiamate dei professori di I e II fascia previste nella programmazione triennale 2017-19. La stima contenuta nel bilancio risulta superiore di circa 2 MLN € rispetto ai valori effettivi, in quanto le previsioni sono state effettuate nell’ipotesi che tutti i concorsi impegnino pienamente il controvalore economico dei punti organico programmati, mentre, sulla base dell’analisi dei costi delle programmazioni degli anni precedenti, è possibile prevedere con elevata probabilità che il costo reale sarà molto più basso. Tale considerazione di natura probabilistica può essere trasformata in una certezza in quanto le programmazioni 2018 e 2019 possono essere bandite quasi integralmente ex art. 24, e quindi con procedure riservate agli interni, rispettando il limite del 50% dei P.O. previsto dalla L. 240/10 (ciò sarebbe possibile in quanto tutte le procedure del 2017 sono state bandite con art. 18 comma 1 e le ulteriori procedure del 2018-19 riservate agli esterni, alle quali si deve destinare il 20% delle risorse per le chiamate di professori, devono essere bandite con procedure ex art. 18 comma 4).
Infine, è stata definitivamente approvata la Finanziaria 2018, che prevede il finanziamento straordinario di 1300 posizioni di RTDb, di cui almeno 32, per un valore di circa 1.850.000 €, saranno assegnate all’Ateneo (la distribuzione sarà effettuata sulla base dei risultati della VQR).
Tralasciando ulteriori risparmi di spesa che possono essere facilmente previsti negli anni a venire (ad esempio, per l’incremento delle cessazioni rispetto alle previsioni, in conseguenza delle richieste di pensionamento anticipato), si può pertanto ragionevolmente ipotizzare che le spese di personale annuali saranno di oltre 3 milioni di euro inferiori rispetto alle previsioni e che saranno attribuiti all’Ateneo fondi ulteriori per circa 1.8 MLN €. Non trattandosi di economie una tantum, bensì su voci correnti di personale, emerge con chiarezza la sostenibilità economica di incrementi di risorse destinate alla programmazione rispetto ai previsti 98 P.O.
Alla luce di queste considerazioni ci sembra opportuno, anche in considerazione della complessità tecnico-economica della questione, descrivere quali scenari si potrebbero aprire sulla base delle considerazioni e delle valutazioni svolte. In tale ambito, per quanto inizialmente discusso, si partirà dall’assunzione che qualunque ipotesi di allargamento della programmazione debba mantenere un equilibrio tra le risorse aggiuntive destinate al reclutamento di nuovi RTD o alla loro proroga e quelle destinate alla chiamata di professori, oltre a prevedere la relativa quota da destinare al personale TAB.
Volendo mantenere una valutazione assolutamente prudenziale e tenendo conto delle richieste di contratti di RTDb che i dipartimenti avevano già programmato per il 2018, si potrebbe prevedere che una parte delle somme attribuite all’Ateneo (circa il 50%) siano impiegate per coprire tali posizioni e che si assegnino ai Dipartimenti ulteriori 8-10 P.O. aggiuntivi, con vincolo di utilizzo per posizioni di RTDb. I Dipartimenti in tale ipotesi potrebbero decidere di anticipare al 2018 posizioni attualmente previste per il 2019 (inserendo quindi nuove posizioni per quell’anno) ovvero di trasformare in RTDb posizioni allo stato previste come RTDa o come proroghe o, ovviamente, introdurre nuove posizioni allo stato non previste. Tali scelte saranno in ogni caso molto opportune, considerando l’elevato numero di RTDa dell’Ateneo (e perfino di assegnisti) già in possesso di abilitazione per la II Fascia. In questo modo verrebbe impiegato per nuovi concorsi di RTDb solo il 50% delle nuove somme attribuite, mantenendo il restante 50% nella disponibilità dell’Ateneo.
Con riferimento alle chiamate di professori, si potrebbe invece ipotizzare la distribuzione ai Dipartimenti di ulteriori 10 P.O. per il 2018 che, ove fossero equamente divisi tra chiamate di professori di I e II Fascia, permetterebbero la chiamata (con presa di servizio nel novembre 2019) di ulteriori 25 Associati e 17 Ordinari. Tale intervento, di fatto, permetterebbe di anticipare come ”Programmazione 2018” gran parte della “Programmazione 2019” prevista attualmente. Il costo di tale intervento a regime (cioè a partire dal 2020) sarebbe di circa 650.000 €, cui si dovrebbero aggiungere circa 270.000 € (il costo di due ordinari ed un associato) per le chiamate aggiuntive di esterni necessarie per rispettare il vincolo del 20% previsto dalla L. 240/10 e circa 100.000 € per le ulteriori chiamate di personale TAB. In considerazione dei consistenti risparmi di spesa per il personale che già adesso è possibile prevedere con altissima probabilità, tale incremento di risorse, comunque prossimo al milione di euro, sarebbe decisamente sostenibile per l’Ateneo e permetterebbe di mantenere il carattere assolutamente prudenziale delle stime di spesa. Sebbene appaia evidente che scelte ancora più coraggiose sarebbero pienamente sostenibili, sembra opportuno attendere che le analisi qui svolte siano interamente confermate nel corso del 2018, per poi prevedere un corrispondente incremento di risorse da destinare alla programmazione per il 2019.
Gli oneri aggiuntivi degli ipotizzati interventi sarebbero peraltro quasi interamente assorbiti dall’incremento che si otterrebbe sul parametro IRFS2 della VQR, calcolato in proporzione ai risultati VQR del personale docente assunto o transitato alla fascia superiore nel precedente triennio. Su questo parametro lo scorso anno l’Ateneo ha subito una consistente penalizzazione in considerazione del limitato numero di nuovi ingressi e progressioni di carriera, mostrando una volta di più che l’eccessiva prudenza su questo tema si trasforma in un boomerang per le finanze dell’Ateneo.
In definitiva, anche attraverso un consistente ricorso a procedure basate sull’art. 24 della L. 240/2010, appare sostenibile un aumento nell’ordine del 60-70% dei P.O. previsti per la programmazione 2018, che ragionevolmente potrebbe essere poi replicato per la programmazione 2019.
Punti Organico disponibili
I 98 P.O. disponibili erano stati calcolati nella delibera del 31 gennaio 2017 tenendo conto dei 27,1 P.O. provenienti da residui non impegnati del 2016 ed effettuando una stima molto conservativa degli ulteriori P.O. che sarebbero stati autorizzati nel 2017, 2018 e 2019. Nello scorso agosto sono stati quindi assegnati i P.O. 2017, con il riconoscimento all’Ateneo di capacità assunzionali per 34,24 P.O., poco più del doppio di quanto inizialmente stimato (17,14 in più). Nel 2018 e 2019 la percentuale minima di P.O. impegnabili (cioè quella ammessa per gli Atenei che supereranno il rapporto dell’80% tra spese di personale ed entrate) sarà del 60%, a fronte di un valore del 50% ipotizzato nella delibera. Ai valori richiamati va infine aggiunta la ulteriore disponibilità di P.O. vincolati a chiamate di RTDb finanziati dalla Legge di Bilancio 2018, che dovrebbero essere almeno 16 per l’Ateneo (corrispondenti a 32 posizioni, per un valore economico di almeno 1.850.000 € che dovrebbe essere riconosciuto all’Ateneo).
Si perviene così ad un incremento minimo di circa 50 P.O. rispetto ai 98 programmati, cui si dovranno aggiungere almeno altri 15 P.O. in considerazione del mantenimento per il 2017 e 2018 di un rapporto inferiore all’80% tra spese di personale ed entrate (da FFO e contribuzione studentesca).
Risparmi previsti su spese di personale
Non essendo ancora noti, all’atto dell’approvazione del bilancio, i termini del contratto degli Statali firmato qualche giorno dopo per il triennio 2016-18[2], nel bilancio 2018 si sono messi in conto per il personale TAB incrementi stipendiali di 85 € mensili (per 13 mensilità) al netto degli oneri a carico dell’amministrazione. Tali valori risultano sostanzialmente confermati per il personale TAB, con una sovrastima per il 2018 dell’ordine di circa 250.000 € in quanto la decorrenza dei nuovi aumenti è fissata al 1 marzo e non al 1 gennaio. Per il personale docente si sono invece previsti nel bilancio incrementi stipendiali del 2%, pari a circa 2,2 MLN € aggiuntivi per ciascun anno. Gli incrementi stipendiali dei docenti sono calcolati in base alla media degli incrementi del settore pubblico nell’anno precedente (art. 24 comma 1 della L. 448/98) e pertanto, poiché il contratto firmato prevede retroattivamente per il 2017 un incremento dell’1,09%, è facile stimare una riduzione degli oneri per il personale docente dell’Ateneo nel 2018 di circa 1 MLN € ulteriore (lo 0,9% dei 110 MLN € che costituiscono il costo annuale degli stipendi dei docenti).
Con riferimento agli effetti della programmazione, le previsioni dei maggiori costi delle chiamate di professori di I e II fascia relativi al triennio 2017-19 sono state effettuate assumendo un costo “pieno” dei punti organico impegnati, a fronte di una media dei costi effettivi delle chiamate che si aggira intorno al 40% in meno rispetto al costo pieno. Tali valori portano a risparmi superiori a 550.000 € per la programmazione 2017, 670.000 € per quella del 2018 e 760.000 € per quella del 2019, per un totale di quasi 2 MLN € in meno rispetto a quanto previsto nelle stime del bilancio.
Il piano straordinario per RTDb
Ai risparmi di spesa richiamati si devono inoltre aggiungere le ulteriori risorse, prossime ai 2 MLN €, che verranno assegnate all’Ateneo con vincolo di spesa per posti di RTDb. Poiché la norma prevista nella Finanziaria 2018 è molto simile a quella del 2016, si può prevedere che i criteri di assegnazione si manterranno sostanzialmente uguali. Nel 2016 vennero distribuiti complessivamente 800 posti di RTDb, per i quali si stabilì un’assegnazione minima di 2 posizioni per Ateneo, cui si aggiunse un contingente assegnato sulla base del parametro IRFS1 della VQR per il 75% e del parametro IRFS2 per il restante 25%. Ipotizzando che vengano mantenute tali regole, l’Ateneo riceverà risorse per 32 nuove posizioni di RTDb, corrispondenti ad un finanziamento di circa 1.850.000 € in quanto il costo del singolo contratto viene previsto pari a circa 58.000 €/anno (il valore minimo di legge incrementato del 20%). Tali valori verranno ovviamente consolidati, nella misura di 58.000 €/annui, per gli anni successivi, assumendo il transito alla fascia degli associati.
Un’ulteriore eventuale conseguenza sarebbe la necessità di impegnare 0,4 P.O. per le chiamate di RTDa, ma neanche questo avrebbe rilevanza, dal momento che l’Ateneo già prevede un impegno di 0,3 P.O. per le chiamate di RTDa, cui se ne sommano ulteriori 0,2 P.O. per le eventuali proroghe. ↑
Il contratto firmato riguarda il personale pubblico di diversi settori, tra i quali non rientra il personale TAB delle università. Le somme impegnate per gli aumenti contrattuali, tuttavia, sono esattamente calcolate sulla base dei valori previsti in Legge Finanziaria (lo 0,36% di incremento per il 2016, l’1,09% per il 2017, gli 85 € mensili per il 2018) e pertanto è facile prevedere che gli stessi importi saranno mantenuti per gli altri comparti del pubblico impiego. ↑
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dicembre 21, 2018 Enrico Napoli 0
5 pensieri riguardo “Considerazioni sulla Programmazione 2018 e 2019”
gennaio 10, 2018 in 11:23 am
Cari Francesco Fantaci, Massimo Midiri, Enrico Napoli, Andrea Pace e Alessandro Riccobono,
desidero esprimervi il mio ringraziamento insieme a un primo commento a caldo circa le considerazioni sulla programmazione che ritengo puntuali circostanziate e ampiamente condivisibili .
Reputo le vostre considerazioni anche come l’evoluzione di precedenti interrogazioni/commenti/post dei mesi scorsi innescati dalla lettera aperta del 15 settembre scorso e firmata da più di cento colleghi, sulla questione della progressione di carriera dei docenti abilitati interni.
In particolare è altamente apprezzabile che metà dei componenti il CdA ritenga possibile di ricorrere quasi completamente all’art.24 per l’utilizzo dei P.O. disponibili; art.24 che è richiamato nei punti 3 e 4 della lettera aperta e di cui non si erano comprese le motivazioni del mancato utilizzo nella ultima programmazione.
Mi auguro che queste considerazioni, magari implementate da criteri per l’attribuzione dei P.O., trovino riscontro immediato nella revisione della programmazione 2018.
‘Last but not least’ reputo encomiabile la ‘sensibilità’ da voi dimostrata con queste considerazioni sulla programmazione nell’attenzionare il disagio di molti tra i colleghi.
gennaio 10, 2018 in 1:27 pm
Carissimi Francesco Fantaci, Massimo Midiri, Enrico Napoli, Andrea Pace e Alessandro Riccobono,
Prima di tutto voglio ringraziarVi per questa puntuale e positiva analisi sull’imminente futuro del nostro Ateneo. Spero che alla Vostra analisi si concretizzi realmente e che gli step successivi siano guidati da trasparenza e chiarezza nella programmazione. Mi compiaccio nel vedere attenzionata anche la progressione di carriera e le aspettative degli abilitati, che vedendo prospettive più ampie sicuramente si sentiranno più rincuorati e ciò è potrebbe dare un maggior impulso anche alla produzione di Ateneo, soprattuto visto che i risultati delle nuove immissioni ed avanzamenti non sono stati quelli sperati.
gennaio 10, 2018 in 4:35 pm
Cari Francesco, Massimo, Enrico, Andrea e Alessandro,
grazie per l’impegno profuso in questa indagine conoscitiva e per la ottima relazione predisposta. Gli Organi di Governo dovranno tenerne conto sia per non rendere vani gli sforzi compiuti dai colleghi abilitati sia per evitare nuove imperdonabili penalizzazioni dovute ad una politica troppo prudente.
Sono molto fiducioso e ottimista.
gennaio 15, 2018 in 6:49 pm
grazie per l’elaborazione. Anche io penso, come Aldo, che sia stata almeno sollecitata dalla lettera aperta inviata agli organi di governo, riguardante considerazioni sulla programmazione.
Non posso che essere d’accordo sull’utilizzo dell’art.24 che ho sempre sostenuto e che è presente anche nella lettera aperta. Mi sembra un modo “onesto” di procedere, fino a che la legge lo consente. Una sorta di progressione di carriera, che anche il CUN auspica. Se ho lavorato negli anni precedenti e sono stato abilitato, perché non essere chiamato direttamente nel ruolo successivo? Tra l’altro, come sappiamo, soprattutto per i Ricercatori TI non usare l’art.24 rappresenterebbe una disparità rispetto alla modalità di chiamata degli RTDB. Rimarrebbero gli unici a dover fare un concorso con lezione per accedere al ruolo degli associati!!! Per le chiamate ad Ordinario vedo naturale la progressione all’interno dello stesso ruolo!!
Per quanto riguarda la programmazione degli RDTB bene tenerla distinta e fare in modo che tutti gli RTDA abilitandi e abilitati possano accedere al RTDB, anche perché è l’unico contratto che consente un’assunzione definitiva!!!
gennaio 16, 2018 in 4:35 pm
Cari Alessandro, Andrea, Enrico, Francesco e Massimo,
Grazie per le analisi fatte e per le conseguenti considerazioni: credo che se si continuerà su questa strada non solo si darà maggiore speranza a quanti (RI e PA) meritatamente sperano in un avanzamento di carriera, ma si ridurrà anche la poco etica competizione tra i ricercatori di nuova tipologia, che vanno certamente sostenuti, e gli RI che vanno anch’essi sostenuti, anche in considerazione del fatto che molti di loro hanno consentito per anni, con la loro attività didattica, che i corsi di laurea potessero sostenere la propria offerta formativa.
Approfitto di questo Blog per aggiungere un altro genere di commento, che mi sta molto a cuore. In questo momento la maggioranza dei ricercatori (intesi come persone che fanno o vorrebbero fare ricerca) in Ateneo è a corto di fondi (da tanto). In queste condizioni, più che aspettarsi una “produzione secondo i criteri ANVUR” da tutte queste persone, bisognerebbe accorgersi del grande miracolo che molti riescono a fare con pochissime risorse! L’Ateneo dovrebbe intervenire anche a questo livello ed i risultati di una politica di sostegno alla ricerca avrebbe il duplice ruolo di dare speranza ai ricercatori e di migliorare la produttività dell’Ateneo. So che parlare di interventi a pioggia non è popolare, ma la natura ci insegna che la più grande ricchezza è la varietà, senza la quale non ci sarebbe evoluzione. Diamo almeno un piccolo sostegno ai piccoli gruppi!