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Timestamp: 2018-07-17 21:14:28+00:00
Document Index: 137126117

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 177', 'art. 178', 'art. 87', 'art. 178', 'art. 73', 'art. 177', 'art. 177']

SCAMBI DI PARTECIPAZIONI EFFETTUATI DA PRIVATI - Articolo AteneoWeb
Giovedì 13/12/2007 "SCAMBI" DI PARTECIPAZIONI EFFETTUATI DA PRIVATI
1. Il conferimento di partecipazioni in regime di "non realizzo" Il legislatore, consapevole delle discontinuità fiscali esistenti fra la riallocazione "neutra" delle partecipazioni in società UE e l'omologa e alternativa interposizione di società residente (tassata, ex art. 9, ultimo comma, del TUIR) nel possesso azionario che si vuole asservire (recte, conferire) in un "veicolo" societario [società conduit - holding - cui "liberare" favorevoli effetti, anche extrafiscali, v. cash-pooling1], è intervenuto per sanare tale disallineamento estendendo anche alle persone fisiche la disciplina dell'art. 177, comma 2, del TUIR [modello sulla trasmissione dei valori fiscalmente riconosciuti senza rivalutazioni - non emersione dei plusvalori - denominabile anche del "realizzo contabile"2].
Nella prospettiva avanzata di esterovestizione "neutra" delle prefate partecipazioni (v. la studiata sovraordinata neutralità di cui al cit. art. 178 del TUIR, cui veicola l'interposizione di holding UE nel possesso azionario di società residenti), l'effetto di conversione legale della pex estera (maggiore latitudine rispetto a quella domestica, v. art. 87 del TUIR) in dividendi rimpatriati "esclusi" è garantita dall'esistenza di un regime convenzionale che sposta la tassazione nel Paese di residenza del beneficiario (asservimento delle citate componenti nel regime "esclusivo" di non-tassazione). E' altrettanto evidente che in assenza di Trattato, l'extraterritorialità de qua su quelle plusvalenze è vulnerata dalla normativa domestica ("rivivono" gli artt. 151, comma 2, 153, comma 2, e 23, del TUIR), in base alla quale tali plusvalori sono imponibili in Italia ancorché realizzati su partecipazioni non qualificate non negoziate in mercati regolamentati. L'esterovestizione nel possesso delle partecipazioni in società residenti (v. conferimento intracomunitario di cui all'art. 178 del TUIR), avversato dalla presunzione legale relativa di residenza di cui all'art. 73, comma 5-bis, del TUIR, può rispondere a finalità diverse rispetto al mero aggiramento della disciplina interna sulla pex, il riferimento è alle partecipazioni CFC cui veicolano aggiramenti più invasivi rispetto agli interessi erariali. 2. Il regime di "non realizzo" di cui all'art. 177, comma 2, del TUIR, esteso anche ai privati Va rilevato che nella fattispecie quesita di "scambio" di quote effettuato mediante conferimento, la società acquirente (recte, conferitaria) e la società scambiata (i cui titoli sono conferiti) devono essere residenti [osserva supra15].
Il ripristino delle coerenze fiscali perdute (v. "correttivo", retro illustrato), doveva, negli intendimenti del legislatore della Riforma Visco, trovare già ospitalità nel D.Lgs. 21 novembre 1997, n. 461, sulla revisione della disciplina dei redditi di capitale e dei redditi diversi, né essa risulta trattata dai successivi decreti correttivi della citata normativa. Pertanto, troverà applicazione, anche ai soci scambianti privati, il particolare criterio di determinazione del corrispettivo (v. art. 177, comma 2, "nuove" voci del patrimonio netto formato con l'apporto dalla conferitaria), non rilevando l'eventuale maggior valore delle partecipazioni ricevute a seguito dell'apporto e di quelle conferite (regime di "realizzo controllato"), il quale resterà "sospeso" fino al realizzo delle prefate partecipazioni ricevute (la doppia imposizione "apparente" viene vulnerata dall'exemption). 3. L'orientamento dell'Amministrazione finanziaria (ris. 22 marzo 2007, n. 57/E) Con la risoluzione in epigrafe18 l'Agenzia delle entrate ha decretato l'elusività19 nel conferimento multilaterale (più soci privati) di una società (recte, le partecipazioni) in una holding da loro già controllata (accentramento delle partecipazioni possedute).
L'elemento deviante che ha distorto le conclusioni viziate rassegnate dall'Agenzia delle entrate, risiede nel fatto che i conferenti sono già soci (non controllanti) della conferitaria, e, quest'ultima, attraverso i suoi soci (cumulano le partecipazioni detenute direttamente e sia quelle possedute sempre direttamente da costoro), ha de facto il controllo della società scambiata, venendo cosi meno il pre-requisito dell'acquisizione/integrazione del dirimente controllo. E' evidente che se il fattore "inquinante" il ragionamento dell'Amministrazione, retro illustrato, non dovesse trovare ultronei elementi di suffragazione, le conclusioni sarebbero oltremodo disallineate rispetto alle raccomandazioni sovraordinate contenute nella direttiva n. 2005/19/CE del Consiglio del 17 febbraio 2005, che estende alle quote incrementali (consolidano un controllo preesistente) il regime di detassazione in esame. Avv. Fabio Ciani
Università Roma Tre Note:
21 Sono le espressioni utilizzate da DAMI, Le norme antielusive in scissioni societarie e conferimento di azioni, in Corr. trib., 2007, 1651 ss. Per abbonarsi al Bollettino Tributario e ricevere l'omaggio di AteneoWeb cliccare qui.