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Timestamp: 2017-06-23 14:09:58+00:00
Document Index: 24016149

Matched Legal Cases: ['art. 57', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 48', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 43', 'art. 156']

diritto delle società; cessione delle quote sociali,
1° settembre 2006 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.
La domanda di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio presentata contestualmente al ricorso per riforma è stata respinta il 1° novembre 2006.
In data odierna il parallelo ricorso di diritto pubblico - trattato prioritariamente in applicazione dell'art. 57 cpv. 5 OG - è stato respinto nella misura in cui ammissibile, per cui nulla osta all'esame del ricorso per riforma.
8.1 I convenuti ravvedono una violazione degli art. 2 e 8 CC nonché degli art. 28 e 41 CO nella decisione dei giudici del Tribunale d'appello di confermare il giudizio di prima istanza, con il quale è stato imputato loro un comportamento doloso passivo per aver sottaciuto che la ditta italiana non era in regola sotto il profilo amministrativo e fiscale, non avendo essa ottenuto il permesso d'iscriversi nell'elenco autorizzato degli spedizionieri né denunciato l'inizio della propria attività (ivi compresa quella nel settore dei trasporti) all'autorità competente.
8.2 Probabilmente per questo motivo dinanzi al Tribunale federale essi si esprimono perlopiù sul giudizio di primo grado. Così facendo dimenticano però che il ricorso per riforma è proponibile unicamente contro la decisione finale di ultima istanza, ovvero la decisione del Tribunale d'appello (art. 48 cpv. 1 OG). Solo nella misura in cui quest'ultima autorità ha fatto propri gli argomenti esposti dal giudice precedente questi possono essere criticati dinanzi al Tribunale federale.
8.3 Nonostante il richiamo al diritto federale, nel ricorso per riforma non vengono criticati i principi che reggono - in particolare - l'applicazione dell'art. 28 CO, ma piuttosto le circostanze su cui i giudici cantonali hanno fondato il loro giudizio. I convenuti insistono infatti nel sostenere che, contrariamente a quanto ritenuto dalle autorità ticinesi, la mancata denuncia d'inizio dell'attività non avrebbe avuto alcun effetto sulla situazione amministrativa e fiscale della società italiana e che gli attori, gravati dall'onere probatorio (art. 8 CC), non sarebbero stati in grado di provare il contrario. In queste circostanze - concludono i convenuti - non sarebbe possibile rimproverare loro né una violazione dell'obbligo d'informazione né un comportamento illecito; decidendo in senso contrario i giudici ticinesi avrebbero violato, oltre alle norme già citate anche l'art. 2 CC e l'art. 41 CO.
Sennonché, come già esposto nel quadro del giudizio sul ricorso di diritto pubblico, gli effetti della mancata denuncia non attengono alla valutazione delle prove bensì all'applicazione del diritto italiano, insindacabile nel quadro del ricorso per riforma, trattandosi di una causa civile di natura pecuniaria (art. 43a cpv. 2 OG).
8.4 Donde l'integrale inammissibilità del ricorso per riforma.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 e 7 OG). Agli attori, che non sono nemmeno stati invitati a determinarsi sul gravame, non viene assegnata alcuna indennità per ripetibili della sede federale.
La tassa di giustizia di fr. 10'000.-- è posta a carico dei convenuti,