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Timestamp: 2020-05-25 01:40:21+00:00
Document Index: 172059516

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1']

Deliberazione 27 febbraio 2003 recante "Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita' di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per i referendum regionali abrogativi della disciplina istitutiva delle nuove province, indetti nella regione Sardegna per il giorno 11 maggio 2003" (Deliberazione n. 73/03/CSP) - Aeranti
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Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita’ di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per i referendum regionali abrogativi della disciplina istitutiva delle nuove province, indetti nella regione Sardegna per il giorno 11 maggio 2003. (Deliberazione n. 73/03/CSP)
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 83 del 9/4/2003)
Nella riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del 2 aprile 2003;
Visto l’art. 1, comma 6, lettera b), n. 9, della legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “”Istituzione dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo””;
Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante “Disposizioni per la parita’ di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie per la comunicazione politica””;
Vista la legge della regione Sardegna 17 maggio 1957, n. 20, recante “Norme sul referendum popolare, e successive integrazioni e modificazioni”;
Viste le leggi della regione Sardegna n. 4/1997, recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali” e successive integrazioni e modificazioni; n. 9/2001, recante disposizioni in materia di “Istituzione delle province di Carbonia — Iglesias del Medio Campidano, della Ogliastra e di Olbia — Tempio”; n. 10/2002, recante disposizioni in materia di “”Adempimenti conseguenti all’istituzione di nuove province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4″”; nonche’, la deliberazione del Consiglio della regione Sardegna del 31 marzo 1999, recante la previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della regione Sardegna;
Rilevato che, con decreto del presidente della regione Sardegna n. 16 del 30 gennaio 2003, in materia di referendum abrogativi sulla disciplina istitutiva delle nuove province, sono stati indetti per il giorno di domenica 11 maggio 2003 i referendum regionali abrogativi delle appena citate disposizioni normative;
1. Il presente provvedimento reca disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, in materia di disciplina dell’accesso ai mezzi di informazione durante la campagna per i referendum abrogativi:
a) della legge della regione Sardegna 2 gennaio 1997, n. 4, recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali”, e successive integrazioni e modificazioni;
b) della legge della regione Sardegna 12 luglio 2001, n. 9, recante disposizioni in materia di” “Istituzione delle province di Carbonia — Iglesias del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia – Tempio”;
c) della legge della regione Sardegna 1 luglio 2002, n. 10, recante disposizioni in materia di “Adempimenti conseguenti all’istituzione di nuove province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4”;
d) della deliberazione del Consiglio della regione Sardegna del 31 marzo 1999, recante la previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della regione Sardegna, indetti nella regione Sardegna per il giorno 11 maggio 2003, al fine di garantire, rispetto a tutti i soggetti politici, imparzialita’ e parita’ di trattamento.
a) i comitati promotori dei quesiti referendari;
c) i comitati, le associazioni e gli altri organismi collettivi, comunque denominati, rappresentativi di forze sociali e politiche, diverse da quelle riferibili ai soggetti di cui alla lettera b), che abbiano un interesse obiettivo e specifico al quesito referendario, rilevabile anche sulla base dei rispettivi statuti; questi ultimi organismi devono essersi costituiti entro cinque giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento.
2. Entro lo stesso termine di cinque giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento, i soggetti politici di cui al comma 1 rendono nota al Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, che ne informa l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, la propria posizione favorevole o contraria al quesito referendario, al fine della partecipazione ai programmi di comunicazione politica e della trasmissione dei messaggi politici autogestiti.
1. Nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento e la data di chiusura della campagna referendaria, gli spazi che ciascuna emittente televisiva o radiofonica privata locale che diffonda le proprie trasmissioni nella regione Sardegna dedica alla comunicazione politica sui temi dei referendum abrogativi, nelle forme previste dall’art. 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, sono ripartiti in misura uguale tra i favorevoli e i contrari al quesito referendario.
3. Ai programmi di comunicazione politica sui temi dei referendum non possono prendere parte persone che risultino candidate in competizioni elettorali in corso e a tali competizioni non e’ comunque consentito, nel corso dei programmi medesimi, alcun riferimento.
4. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate in contenitori con cicli a cadenza almeno settimanale dalle emittenti televisive all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 7 e le ore 24 e dalle emittenti radiofoniche all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 5 e le ore 1 del giorno successivo. I calendari delle predette trasmissioni sono tempestivamente comunicati al Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, che ne informa l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni. Ove possibile, tali trasmissioni sono diffuse con modalita’ che ne consentano la fruizione anche ai non udenti.
1. Nel periodo di cui al precedente art. 3, comma l, le emittenti radiofoniche e televisive private locali che diffondono le proprie trasmissioni nella regione Sardegna, le quali accettano di trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la presentazione delle posizioni favorevoli o contrarie al quesito referendario, hanno altresi’ la facolta’ di diffondere ai medesimi fini messaggi politici autogestiti a pagamento.
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne’ essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di sei contenitori per ogni giornata di programmazione. I contenitori sono collocati uno per ciascuna delle seguenti fasce orarie, progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18-19,59; seconda fascia 12-14,59; terza fascia 21-23,59; quarta fascia 7-8,59; quinta fascia 15-17,59; sesta fascia 9-11,59. I messaggi trasmessi in ciascun contenitore sono almeno due e sono comunque ripartiti in misura uguale tra i soggetti favorevoli e quelli contrari al quesito referendario. A tal fine, qualora il numero dei soggetti che sostengono le due indicazioni di voto sia diverso, l’assegnazione degli spazi ai soggetti piu’ numerosi avviene secondo un criterio di rotazione, fermi restando in ogni caso i limiti di cui alla lettera d). L’eventuale mancanza di messaggi a sostegno di una delle due indicazioni di voto non pregiudica, in ogni caso, la trasmissione di quelli a sostegno dell’indicazione opposta, ma non determina un aumento degli spazi ad essa spettanti;
Modalita’ di trasmissione dei messaggi politici autogestiti a pagamento
e) ogni messaggio reca la dicitura “messaggio autogestito a pagamento”” con l’indicazione del soggetto politico committente.
b) inviano, anche a mezzo telefax, al Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, che ne informa sinteticamente l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, il documento di cui alla lettera a), nonche’, possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione successiva del documento stesso con riguardo al numero dei contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto.
2. A decorrere dal sesto giorno e fino al decimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, i soggetti politici interessati a trasmettere messaggi autogestiti comunicano alle emittenti e al Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, anche a mezzo telefax, le proprie richieste, indicando il proprio responsabile per il referendum, i relativi recapiti e la durata dei messaggi.
1. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni approva la proposta del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, ai fini della fissazione del numero complessivo dei messaggi autogestiti gratuiti da ripartire tra i soggetti politici richiedenti, in relazione alle risorse disponibili previste dal decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze per l’anno 2003.
1. La collocazione dei messaggi all’interno dei singoli contenitori previsti per il primo giorno avviene con sorteggio unico nella sede del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, alla presenza di un funzionario dello stesso.
2. La collocazione nei contenitori dei giorni successivi viene determinata, sempre alla presenza di un funzionario del Comitato di cui al comma l, secondo un criterio di rotazione a scalare di un posto all’interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio di parita’ di presenze all’interno delle singole fasce.
1. A decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento e fino alla data di chiusura della campagna referendaria, al fine di garantire la parita’ di trattamento, l’obiettivita’, la completezza e l’imparzialita’ dell’informazione, nei programmi radiotelevisivi di informazione, riconducibili alla responsabilita’ di una specifica testata giornalistica, quando vengano trattate questioni relative ai temi oggetto dei referendum, le posizioni dei diversi soggetti politici impegnati a favore o contro il quesito referendario vanno rappresentate in modo corretto e obiettivo. Resta salva per l’emittente la liberta’ di commento e di critica, in chiara distinzione tra informazione e opinione.
2. Nel periodo di cui al precedente comma 1, in qualunque trasmissione radiotelevisiva, diversa da quelle di comunicazione politica e dai messaggi politici autogestiti, e’ vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto relative ai referendum. Direttori dei programmi, registi, conduttori e ospiti devono attenersi ad un comportamento tale da non influenzare, anche in modo surrettizio e allusivo, le libere scelte dei votanti.
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, gli editori di quotidiani e periodici che intendano diffondere a qualsiasi titolo, fino a tutto il penultimo giorno prima delle votazioni, nelle forme ammesse dall’art. 7, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali relativi ai referendum sono tenuti a dare notizia dell’offerta dei relativi spazi attraverso un apposito comunicato pubblicato sulla stessa testata interessata alla diffusione di messaggi politici elettorali. Per la stampa periodica si tiene conto della data di effettiva distribuzione, desumibile dagli adempimenti di deposito delle copie d’obbligo e non di quella di copertina. Ove in ragione della periodicita’ della testata non sia stato possibile pubblicare sulla stessa nel termine predetto il comunicato preventivo, la diffusione dei messaggi non potra’ avere inizio che dal numero successivo a quello recante la pubblicazione del comunicato sulla testata, salvo che il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione.
6. La pubblicazione del comunicato preventivo di cui al comma l costituisce condizione per la diffusione dei messaggi politici elettorali nel periodo considerato dallo stesso comma 1. In caso di mancato rispetto del termine a tale fine stabilito nel comma l e salvo quanto previsto nello stesso comma per le testate periodiche, la diffusione dei messaggi puo’ avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di pubblicazione del comunicato preventivo.
1. I messaggi politici elettorali di cui all’art. 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, devono essere riconoscibili, anche mediante specifica impaginazione in spazi chiaramente evidenziati, secondo modalita’ uniformi per ciascuna testata, e devono recare la dicitura “”messaggio politico referendario”” con l’indicazione del soggetto politico committente.
2. Nel periodo che precede quello di cui al comma 1 la diffusione o pubblicazione integrale o parziale dei risultati dei sondaggi politici deve essere obbligatoriamente corredata da una “”nota informativa”” che ne costituisce parte integrante e contiene le seguenti indicazioni, di cui e’ responsabile il soggetto che realizza il sondaggio:
c) i criteri seguiti per la formazione del campione, specificando se si tratta di “”sondaggio rappresentativo”” o di “”sondaggio non rappresentativo””;
3. I sondaggi di cui al comma 2, inoltre, possono essere diffusi soltanto se contestualmente resi disponibili dal committente nella loro integralita’ e corredati della “nota informativa”” di cui al medesimo comma 2 sull’apposito sito web istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri www.sondaggipoliticoelettorali.it, ai sensi dell’art. 8, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
4. In caso di pubblicazione dei risultati dei sondaggi a mezzo stampa, la “”nota informativa”” di cui al comma 2 e’ sempre evidenziata con apposito riquadro.
5. In caso di diffusione dei risultati dei sondaggi sui mezzi di comunicazione televisiva, la “nota informativa”” di cui al comma 2 viene preliminarmente letta dal conduttore e appare in apposito sottotitolo a scorrimento.
6. In caso di diffusione radiofonica dei risultati dei sondaggi, la “”nota informativa”” di cui al comma 2 viene letta ai radioascoltatori.
1. Il Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi assolve nell’ambito territoriale di competenza, oltre a quelli previsti agli articoli 7, 8 e 9, i seguenti compiti:
a) di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della legislazione vigente e del presente provvedimento da parte delle emittenti locali, nonche’ delle disposizione dettate per la concessionaria del servizio pubblico dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi per quanto concerne le trasmissioni a carattere regionale;
6. I procedimenti riguardanti le emittenti radiotelevisive locali sono istruiti sommariamente dal Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, che formula le relative proposte all’Autorita’ secondo quanto previsto al comma 8.
10. Il competente ispettorato territoriale del Ministero delle comunicazioni collabora, a richiesta, con il Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi.
Modifica alla delibera n. 51/03/CSP
1. All’art. 8, comma 1, della delibera n. 51/03/CSP le parole “”dall’art. 1, comma 3, del decreto 3 aprile 2002 del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”” sono sostituite da “”dal decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze per l’anno 2003”.
Napoli, 2 aprile 2003