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Timestamp: 2019-08-23 00:07:06+00:00
Document Index: 29570904

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 2', 'art. 85', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2424', 'art. 2424', 'art 2424', 'art. 26', 'art. 2424', 'art. 2135', 'art. 2135', 'art. 3', 'art. 7']

Nuova disciplina Beni strumentali ("Nuova Sabatini") - Domande frequenti (FAQ)
HomeAssistenzaDomande frequentiNuova disciplina Beni strumentali ("Nuova Sabatini") - Domande frequenti (FAQ)
Le domande frequenti (FAQ) di questa sezione si riferiscono alla nuova disciplina per la concessione ed erogazione del contributo in relazione a finanziamenti bancari (decreto interministeriale 25 gennaio 2016). I quesiti relativi alla disciplina precedente sono consultabili online in una sezione dedicata.
FAQ relative alle novità introdotte sulla Nuova Sabatini dalla legge di bilancio 2017 nell'ambito del Piano Nazionale Industria 4.0 (pdf)
Dimensione d’impresa
6.A Spese in tecnologie digitali ammissibili al contributo del 3,575% annuo
Banche/intermediari finanziari di riferimento
Revoca/rinuncia
Affitto azienda/ramo d'azienda
1.1 Quali sono i passi operativi per accedere alle agevolazioni e in particolare quali sono le modalità di compilazione e invio della domanda?
La domanda, in bollo tranne nei casi di domande appartenenti ai settori agricoli e della pesca, deve essere compilata dall’impresa in formato elettronico, secondo lo schema di cui all’allegato n. 1 della circolare, utilizzando l’ultima versione del modulo resa disponibile nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)”.
La domanda così compilata, unitamente all’ulteriore documentazione eventualmente necessaria (dichiarazione per informazioni antimafia, prospetto per il calcolo dei parametri dimensionali e procura), deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa proponente o da un suo procuratore mediante firma digitale e presentata, a partire dal 2 maggio 2016, esclusivamente attraverso l’invio a mezzo posta elettronica certificata (PEC) agli indirizzi PEC delle banche/intermediari finanziari aderenti all’Addendum alla Convenzione MISE-ABI-CDP. L’adempimento relativo all’imposta di bollo è assicurato mediante annullamento e conservazione in originale della marca da bollo presso la sede dell'impresa.
(Art. 8 DM 25 gennaio 2016 - P.to 9 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
1.2 Cosa si intende per data di avvio dell'investimento e quando può essere avviato l'investimento per poter accedere al finanziamento e al contributo?
Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla data di trasmissione, a mezzo PEC, della domanda. Per avvio dell’investimento si intende “la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all'investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l'investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima.”. Nel caso specifico di locazione finanziaria, la data di avvio sarà determinata dalla prima conferma d’ordine dei beni agevolati, indipendentemente che sia effettuata da parte dell’impresa alla società di leasing o dalla società di leasing al fornitore.
(Art. 5 DM 25 gennaio 2016 - P.to 6.5 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
1.3 E' necessario presentare preventivi o titoli di spesa in allegato alla domanda?
All'atto della presentazione della domanda l'impresa non deve presentare i preventivi né fatture o altri titoli di spesa.
Fatture o altri titoli di spesa non devono essere allegati nemmeno alla domanda di erogazione della prima quota di contributo, che, secondo lo schema di cui all’allegato n. 3 della circolare, deve essere corredata delle sole dichiarazioni liberatorie rese dai fornitori (allegato n. 4), attestanti anche il requisito di nuovo di fabbrica. Nel caso di investimento in leasing alla richiesta di erogazione deve essere allegata la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà della società di leasing attestante l’avvenuto pagamento a saldo dei beni oggetto di investimento, corredata di analoghe dichiarazioni liberatorie dei fornitori.
(Art. 10 DM 25 gennaio 2016 - P.to 13 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
1.4 Una ditta che non possiede la firma digitale può dare la procura a un soggetto terzo per la sottoscrizione della domanda e per l’invio della stessa a mezzo PEC?
Si, l’impresa può dare procura speciale a un soggetto terzo per la sottoscrizione con firma digitale della domanda di agevolazione. La domanda può essere trasmessa dal procuratore attraverso la propria PEC. L’invio via PEC deve contenere una sola domanda. Resta inteso che l’impresa è tenuta comunque a indicare nel modulo di domanda la propria PEC, come risultante dal Registro delle imprese. Qualunque comunicazione da parte del Ministero sarà inviata unicamente a tale indirizzo PEC.
1.5 Una impresa può presentare più domande di agevolazione? Le domande possono essere presentate a più banche/intermediari finanziari?
Un'impresa può presentare più domande di agevolazione a diverse banche/intermediari finanziari purché relative a investimenti diversi ed a condizione che il valore complessivo dei finanziamenti per singola impresa non superi i 2 milioni di euro. (Art. 4 DM 25 gennaio 2016)
1.6 Una impresa con più sedi operative è tenuta a presentare diverse domande di agevolazione?
SI, ad ogni domanda Nuova Sabatini deve corrispondere un'unica sede operativa dell'impresa da indicare nel modulo di domanda. In tale sede deve essere realizzato l'investimento ed ubicati i beni agevolati. (P.to 6.6 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
1 .7 Da quando può essere presentata la domanda di contributo a valere sulla nuova disciplina “Sabatini Ter” e su quale modulo? Fa fede la data di trasmissione della domanda a mezzo PEC o la data di firma del modulo?
Le imprese potranno presentare le domande a valere sulla nuova disciplina a partire dal 2 maggio 2016, utilizzando il nuovo modulo di domanda la cui versione “.pdf moduli” sarà disponibile nella sezione dedicata sul sito web del Mise a partire dal 2 maggio stesso. Ai fini della data di presentazione delle domanda fa fede la data di invio della domanda via PEC alla banca/intermediario finanziario prescelto. Le domande trasmesse nella giornata del 1 maggio 2016 e le domande che saranno trasmesse a partire dal 2 maggio utilizzando versioni precedenti alla release 3.0 saranno considerate irricevibili. (P.to 17 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
1.8 Come deve essere assolto l’adempimento relativo all’imposta di bollo ed a quanto ammonta l’importo da pagare? Con l’espressione annullamento dell’imposta di bollo cosa si intende?
Secondo le disposizioni introdotte dalla legge 27.12.2013, n. 147 (“Legge di Stabilità per l’anno 2014”) a modifica del DPR 26.10.1972, n. 642 che disciplina l’applicazione dell’imposta di bollo, in vigore dal 1 gennaio 2014, per le istanze e per gli atti e provvedimenti degli organi dell’Amministrazione dello Stato trasmessi per via telematica, è dovuta l'imposta di bollo nella misura forfettaria pari attualmente a euro 16,00, a prescindere dalla dimensione del documento.
Con l’espressione annullamento dell’imposta di bollo si fa riferimento al disposto dell’art. 12 del DPR n. 642/72, secondo il quale: “l'annullamento delle marche deve avvenire mediante perforazione o apposizione della sottoscrizione o della data o di un timbro". Conseguentemente nel modulo di domanda va riportato il numero identificativo della marca da bollo annullata come sopra indicato.
1.9 L'impresa può inviare la domanda da una PEC diversa dalla propria?
La domanda deve essere presentata unicamente attraverso la PEC dell'impresa o di un suo procuratore speciale. Si segnala in proposito che ai fini della data di presentazione della domanda vale la data di invio a mezzo PEC (P.to 9 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
1.10 Nel caso la domanda di contributo sia firmata da un procuratore speciale, che forma deve avere la procura? E’ necessario che sia conferita con atto pubblico?
La procura speciale conferita dal legale rappresentante dell'impresa ad un terzo per la presentazione della istanza di accesso alle agevolazioni di cui all'art. 2 del decreto-legge n. 69/2013 può essere conferita con le formalità di cui agli articoli 21 e 38 del DPR 445/2000. Non è, pertanto, necessario che la procura sia redatta con atto pubblico, tramite notaio, purché ciò sia consentito dall’atto costitutivo e dallo statuto dell’impresa richiedente. Resta inteso che la procura conferita varrà esclusivamente per la trasmissione della domanda, a meno che non sia esplicitamente conferita procura anche per la presentazione della documentazione successiva.
1.11 Per quale importo del contributo concesso dal MISE è richiesta la certificazione antimafia?
La certificazione antimafia, da acquisire da parte del Ministero è richiesta, così come previsto dal decreto legislativo 159/2011, per contributi che superano la soglia di € 150.000,00. Nel caso specifico l’impresa deve presentare la documentazione necessaria per l’acquisizione della certificazione antimafia (la/e dichiarazione/i in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica di cui all’art. 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii., resa/e utilizzando i modelli disponibili nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)” del sito www.mise.gov.it)” per finanziamenti di importo superiore ad € 1.900.000,00. (P.to 12 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673; Art. 91 D.Lgs. n. 159/2011)
1.12 Nel modulo di domanda, nel caso di società con diversi codici di classificazione delle attività economiche (codice ATECO) si deve indicare il codice relativo all’attività prevalente o quello relativo all’attività nella quale ricade l’investimento?
Nel modulo di domanda si deve indicare il codice ATECO relativo all’attività nella quale ricade l’investimento.
1.13 Campo codice INAIL: nel modulo è indicato come non obbligatorio (nero): una domanda che non valorizza detto campo pur avendo l’impresa dei dipendenti può essere accolta oppure analogamente al campo “codice INPS” deve essere respinta?
La domanda viene respinta in quanto incompleta salvo rari casi in cui l’impresa non è tenuta all’iscrizione INAIL. Infatti, per tenere conto di tali eccezioni, il campo INAIL non presenta controlli automatici bloccanti.
1.14 L’impresa per richiedere la concessione del finanziamento deve presentare il documento unico di regolarità contributiva (DURC)?
No, un DURC regolare non rientra tra le condizioni di ammissibilità per la concessione del finanziamento. Viceversa un DURC regolare è necessario in sede di erogazione delle agevolazioni.
1.15 Nel caso in cui il modulo di domanda fosse incompleto in alcune sue parti è possibile fornire integrazioni?
La sottoscrizione di dichiarazioni incomplete e l’assenza, anche parziale, dei documenti e delle informazioni richieste costituiscono motivo di non procedibilità e possono essere oggetto di richiesta di integrazioni da parte della banca/intermediario finanziario, ferma restando la validità della data iniziale di trasmissione della domanda. Le integrazioni devono essere fornite entro 30 giorni dalla data della richiesta, pena la decadenza della domanda (P.to 9 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
1.16 Quando vengono inviate alle imprese le credenziali di accesso alla piattaforma?
Le credenziali di accesso vengono inviate all'impresa a seguito della trasmissione al Ministero, da parte della banca/intermediario finanziario, della delibera di finanziamento e della relativa domanda di accesso alle agevolazioni. La trasmissione delle credenziali viene effettuata prima dell'adozione del decreto di concessione del contributo per consentire alle imprese di inviare, attraverso la sezione "comunicazioni" della piattaforma, eventuali controdeduzioni in caso di richieste di integrazioni documentali e/o comunicazioni di motivi ostativi all'ammissibilità dell'istanza.
2.1 Qual è il tasso di interesse applicato dalla banca e che tipo di correlazione lega il tasso con il contributo del Mise?
Il tasso di interesse della banca è influenzato dal costo della provvista, dal grado di rischiosità dell’impresa richiedente e dalla presenza di eventuali garanzie, sia pubbliche che private. Non esiste alcuna correlazione tra il tasso di interesse applicato dalla banca e il contributo che viene concesso dal Ministero, che è sempre pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati al tasso del 2,75% sull'importo di finanziamento deliberato, indipendentemente dal tasso del finanziamento. (P.to 8 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
2.2 E’ possibile chiedere una proroga per il periodo di conclusione del programma di investimenti?
No, non sono previste proroghe, gli investimenti devono essere conclusi entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. (Art. 5 DM 25 gennaio 2016)
2.3 I finanziamenti devono avere tra le caratteristiche durata massima 5 anni. Non è quindi possibile, se l'importo del bene lo richiede, stipulare un'operazione di durata superiore ai 5 anni e beneficiare del contributo solo sui primi 5?
No, i finanziamenti devono avere durata massima, comprensiva di un periodo di preammortamento o di prelocazione non superiore a dodici mesi, di cinque anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, decorrenti dalla data di consegna del bene o alla data di collaudo se successiva. Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, la predetta durata massima decorre dalla data di consegna dell’ultimo bene, ovvero alla data di collaudo, se successiva.
2.4 In caso di gruppo economico di più imprese, il massimale di 2 milioni di euro di finanziamento è riferito alla singola impresa o al gruppo?
Il massimale di 2 milioni di euro di finanziamento è riferito alla singola impresa.
2.5 Può essere presentato per il finanziamento della nuova Sabatini un contratto di leasing già stipulato senza che sia stato consegnato il bene?
No, la stipula di un contratto di finanziamento sia bancario che in leasing deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda, altrimenti si configurerebbe un caso di rifinanziamento escluso dalla Convenzione MISE/CDP/ABI.
2.6 Se l’impresa non prevede un periodo di preammortamento per il finanziamento bancario entro quale termine l’investimento deve essere ultimato?
L’investimento deve essere concluso entro il periodo massimo di 12 mesi dalla data stipula del contratto di finanziamento. (Art. 5 DM 25 gennaio 2016)
2.7 Considerato che i finanziamenti alle aziende possono essere assistiti dalla garanzia dello Stato, un finanziamento ad agricoltore può essere assistito da garanzia Ismea?
Ai sensi dell’art. 7.8 della Convenzione tra MISE, ABI e CDP come confermato all’articolo 5.6 dell’addendum alla Convenzione, è espressamente prevista la possibilità che i finanziamenti concessi alle PMI a valere sul Plafond Beni Strumentali possono beneficiare di tutti gli “interventi di garanzia, pubblici e privati, eventualmente disponibili che siano compatibili con le disposizioni del relativo contratto di Finanziamento BS (ivi incluse, a titolo esemplificativo, le garanzie rilasciate da parte di SACE S.p.A., ISMEA, fondi regionali di garanzia, Confidi, etc.), nei limiti dell’intensità di aiuto massima concedibile, ai sensi della normativa comunitaria applicabile”.
2.8 Il decreto Sabatini Ter prevede all’art. 4 comma 1 lett. e) :
La concessione del contributo di cui all'art. 6 è condizionata all'adozione di una delibera di finanziamento con le seguenti caratteristiche:
(…) e) essere erogato in un'unica soluzione, entro trenta giorni dalla stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, entro trenta giorni dalla data di consegna del bene. Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, l'erogazione avviene in più soluzioni, entro trenta giorni dalla data di consegna di ciascun bene.
Si chiede conferma che nel caso di leasing finanziario per i beni con data di collaudo successiva alla data del verbale di consegna, ai fini di quanto previsto all’art. 4 comma 1 lett. e) occorre far riferimento alla data di collaudo, fermo restando il termine previsto all’art. 5 del decreto in base al quale gli investimenti devono essere conclusi entro dodici mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.
Si conferma l'interpretazione e si precisa che, come termine entro il quale deve essere erogato il finanziamento in leasing, va presa in considerazione l’ultima tra la data di consegna del bene e la data di collaudo. (Art. 4 comma 1 DM 25 gennaio 2016)
2.9 Una banca/intermediario finanziario può deliberare e stipulare un contratto di finanziamento/di locazione finanziaria di importo superiore rispetto all'importo dell'investimento indicato dall'impresa cliente nel modulo di domanda?
No, atteso che, in linea con quanto disposto dall'art. 4, comma 1, lettera a) del D.M. 25 gennaio 2016 e con quanto previsto al punto 5.2, lettera a) della circolare 15 febbraio 2017 n.14036, il finanziamento deve essere deliberato per un importo massimo pari al 100% degli investimenti.
2.10 Il contratto di leasing finanziario è a copertura del 100% dell’investimento, per un importo pari al prezzo di vendita del bene. Nell'ambito dei contratti di leasing, la società richiedente dopo aver presentato la domanda di agevolazione, versa un acconto al fornitore per bloccare il bene. L'importo di tale acconto è ricompreso nell'importo del contratto di leasing finanziario. A conferma che tale prassi è riconducibile ad un’unica operazione di finanziamento, il fornitore emette nei confronti della società di leasing un’unica fattura corrispondente al 100% del valore del bene finanziato in leasing al lordo del maxicanone. Chiediamo conferma dell’ammissibilità alla Nuova Sabatini Ter della procedura sopra descritta.
Si conferma l’ammissibilità alla misura “ Beni Strumentali - Nuova Sabatini” dell’operazione descritta, a condizione che risultino sia una unica fattura emessa dal fornitore del bene nei confronti della società di leasing per l’intero importo del bene, sia la piena tracciabilità della relativa spesa.
3.1 Quali sono i soggetti ammessi a beneficiare delle agevolazioni?
Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese classificate di dimensione micro, piccola e media che alla data di presentazione della domanda:
a) hanno una sede operativa in Italia e sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese ovvero nel Registro delle imprese di pesca;
d) non si trovano in condizioni tali da risultare “imprese in difficoltà” così come individuate nei rispettivi regolamenti comunitari di settore.
Possono, inoltre, presentare domanda di agevolazione le imprese estere, con sede in uno Stato Membro e che non hanno una sede operativa in Italia. In tal caso, le imprese proponenti, pena la revoca delle agevolazioni concesse, devono provvedere all’apertura della predetta sede operativa entro il termine massimo consentito per l’ultimazione dell’investimento ed attestarne l’avvenuta attivazione, nonché la conseguente iscrizione al Registro delle imprese di riferimento, in sede di trasmissione della dichiarazione di ultimazione dell’investimento. (Art. 3 DM 25 gennaio 2016 - p.to 4 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
3.2 E' possibile accedere al contributo del Ministero senza aver richiesto un finanziamento bancario?
No, è possibile accedere al contributo solo in presenza di un finanziamento bancario/locazione finanziaria. La concessione del contributo è condizionata all’adozione di una delibera di finanziamento e alla conseguente erogazione da parte di una banca/intermediario finanziario aderente alle convenzioni stipulate tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione bancaria italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.a. (Art. 4 DM 25 gennaio 2016)
3.4 La misura è estesa a tutto il territorio nazionale comprese le regioni a statuto speciale?
Si, è sufficiente che l'impresa abbia una sede operativa in Italia ovvero le imprese estere con sede in uno Stato Membro secondo le modalità previste nella FAQ n.3.1.
4.1 L’allegato n. 1 della Circolare al punto 8 a) prevede una dichiarazione riguardante i requisiti sui parametri per la definizione della dimensione d’impresa che recepisce la raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003 e il D.M. 18 aprile 2005. In termini di applicazione dei parametri il legislatore italiano non ha disposto nulla in merito alla decorrenza della mutazione della classe dimensionale. Ciò significa che non è stata accolta la previsione comunitaria secondo la quale la modifica scatta solo con la variazione dei dati per 2 esercizi consecutivi (cfr. art. 4 punto 2 dell’allegato della raccomandazione CE)? Quale previsione si applica per l’accesso ai finanziamenti previsti?
Nel caso di specie si rimanda al parere della “commissione per la determinazione della dimensione aziendale ai fini della concessione di aiuti alle attività produttive “ reso nella quinta riunione del 19 luglio 2010 in risposta al quesito n. 32 (pubblicato sul sito del Ministero).
4.2 Relativamente ad una impresa di nuova costituzione (Start Up) come ci si deve comportare dal punto di vista della dimensione di impresa ed in particolare con il numero di occupati (pari a zero) ed il fatturato (pari a zero)?
Come previsto dall'art. 2 comma 7 del DM 18/04/2005, per le imprese per le quali alla data di sottoscrizione della domanda di agevolazione non è stato approvato il primo bilancio ovvero, nel caso di imprese esonerate dalla tenuta della contabilità ordinaria e/o dalla redazione del bilancio, non è stata presentata la prima dichiarazione dei redditi, ai fini della determinazione della dimensione di impresa sono considerati esclusivamente il numero degli occupati ed il totale dell’attivo patrimoniale risultanti alla stessa data.
4.3 Una media impresa che assume la dimensione di grande impresa successivamente alla presentazione della domanda mantiene i requisiti previsti della Nuova Sabatini?
Si, in quanto la dimensione viene rilevata con riferimento alla data di presentazione della domanda.
5.1 Quali sono i settori produttivi esclusi dalla misura?
I settori esclusi sono i seguenti:
a) delle attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione delle attività economiche ATECO 2007);
b) delle attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, del regolamento GBER.
Sono quindi ammesse alle agevolazioni le imprese operanti in tutti gli altri settori. (Art. 5. DM 25 gennaio 2016 - P.to 4 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
5.2 Può presentare domanda di agevolazione un'impresa che opera nel settore trasporti?
Si, nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabiliti nel regolamento comunitario applicabile per settore (regolamento GBER) e, in particolare, le spese relative al solo acquisto dei mezzi e delle attrezzature di trasporto sono ammissibili qualora sostenute nell’ambito di un programma di investimenti rientrante nelle tipologie di:
3) l’operazione avviene a condizioni di mercato.
(Art. 5.8 DM 25 gennaio 2016)
5.3 Può presentare domanda di agevolazione un'impresa operante nel settore terziario che intende rinnovare il sistema hardware/software?
Si, in quanto l’impresa opera in un settore ammissibile e realizza un investimento che rientra tra quelli ammissibili, purché non si tratti di acquisti di beni che costituiscono mera sostituzione di beni esistenti e l’investimento stesso sia configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento GBER (creazione di un nuovo stabilimento, ampliamento di uno stabilimento esistente, diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi, trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente).
(Art. 3 e 5 DM 25 gennaio 2016 – P.to 6 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
6.1 Tra le spese ammissibili rientra l'acquisto di un terreno o un fabbricato da destinare ad uso produttivo? La realizzazione di opere murarie è ammessa?
No, in quanto le spese relative a “terreni e fabbricati” incluse le opere murarie non sono classificabili nell'attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile (Art. 5 DM 25 gennaio 2016 - P.to 6 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
6.2 E' ammissibile l'acquisto di un impianto fotovoltaico?
Fatta eccezione per le imprese che svolgono attività di produzione di energia, per le quali è ammissibile il singolo acquisto di un impianto fotovoltaico, per le imprese che svolgono attività diverse dalla produzione di energia l’acquisto di un impianto fotovoltaico deve far parte di un investimento in beni strumentali all’attività svolta configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento comunitario di riferimento.
Ciò premesso, l'acquisto di un impianto fotovoltaico è considerata spesa ammissibile alle agevolazioni, laddove rientri nel concetto di "impianti", come chiarito nelle varie risoluzioni dell’Agenzia delle entrate (cfr. circolare 19 dicembre 2013 n. 36/E; circolare 19 luglio 2007, n.46/E; circolare 11 aprile 2008, n.38/E), quindi macchinari, impianti diversi da quelli infissi al suolo, ed attrezzature varie, classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2 e B.II.3 dello schema previsto dall’art. 2424 c.c.
6.3 Che cosa si intende per investimenti ad uso produttivo?
Sono gli investimenti funzionali allo svolgimento dell'attività d'impresa e correlati all'attività stessa.
(P.to 7.2 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
6.4 D. Cosa si intende per ampliamento di uno stabilimento esistente? Per un’azienda di trasporti quando si configura un ampliamento?
R. Si configura la tipologia “ampliamento di uno stabilimento esistente" qualora attraverso l'investimento venga ampliata la capacità produttiva dell’impresa. Nel settore trasporti si configurerà ampliamento qualora attraverso l’investimento sia incrementata la capacità di trasporto dell’impresa, per esempio attraverso l'ampliamento del parco automezzi o l’acquisto di mezzi di trasporto con maggiore capacità di carico, ecc.
6.5 E' disponibile un elenco di dettaglio delle spese ammissibili?
Nei limiti e alle condizioni stabiliti nei regolamenti comunitari del settore di riferimento, sono ammissibili tutte le spese per l’acquisto o l’acquisizione in leasing di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché di hardware, software e tecnologie digitali, classificabili, nell'attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, dell'articolo 2424 del codice civile e destinati a strutture produttive già esistenti o da realizzare ovunque localizzate nel territorio nazionale. L’investimento deve essere, comunque, configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento comunitario di riferimento e non è in ogni caso ammissibile l’acquisto di beni che costituiscono mera sostituzione di beni esistenti.
(Art. 5 DM 25 gennaio 2016 - P.ti 6 e 7 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
6.6 Tra le spese ammissibili rientrano anche arredi e attrezzature?
Si, in quanto classificabili nell'attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell'articolo 2424 del codice civile e purché si tratti di beni strumentali ad uso produttivo, correlati all’attività svolta dall’impresa ed ubicati presso l’unità locale dell'impresa in cui è realizzato l’investimento che deve essere, comunque, configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento comunitario di riferimento. (Art. 5 DM 25 gennaio 2016 - P.ti 6 e 7 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
6.7 Possono rientrare tra le spese ammissibili le spese per la realizzazione di impianti generali, come l’impianto elettrico, idraulico e le opere murarie per la relativa installazione? Quali costi accessori d’acquisto per il funzionamento del bene sono ammissibili?
In linea di principio rientrano tra le spese ammissibili gli impianti generici e gli impianti specifici classificabili alla voce B.II.2 "Impianti e Macchinario" del Bilancio secondo l'art. 2424, come declamati nel Principio Contabile n.16 dell'OIC. Si considerano quindi ammissibili gli impianti/apparecchiature di riscaldamento e condizionamento comprese le relative opere murarie per le installazioni. L'impianto elettrico e l'impianto idraulico non sono ammissibili alle agevolazioni in quanto non hanno una loro autonoma funzionalità, ovvero non sono separabili dal bene stesso, e sono iscrivibili come adattamento locali tra "altre immobilizzazioni immateriali". Sono ammissibili tutti i costi accessori per il funzionamento del bene, ovvero i costi che l’impresa deve sostenere affinché il bene possa essere utilizzato, purché capitalizzati sul costo del bene stesso, eccetto quelli relativi a dazi, altre tasse, costi e onorari di perizie e notarili.
6.8 Un'azienda può presentare domanda a valere sulla nuova Sabatini per il trasporto dei propri prodotti?
I mezzi mobili destinati al trasporto in conto proprio sono ammissibili, purché si tratti di beni strumentali ad uso produttivo, correlati all’attività svolta dall’impresa, afferenti una unità locale dell'impresa e l’investimento sia configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento comunitario di riferimento.
6.9 Possono rientrare nell'agevolazione beni che il fornitore ha portato in fiera "ad uso mostra" ma che non sono ancora stati utilizzati ad uso produttivo? Possono rientrare beni già consegnati "in prova" o "conto visione" presso l'acquirente?
Sono agevolabili esclusivamente le immobilizzazioni nuove di fabbrica. Sono ammessi pertanto a contributo i beni già utilizzati esclusivamente dal fornitore prima della vendita al solo scopo dimostrativo (ad esempio i beni portati in fiera ad uso mostra). Sono invece escluse dalle agevolazioni le immobilizzazioni utilizzate per scopi diversi dalla esposizione, quali i beni consegnati "in prova" o "conto visione" presso l'acquirente.
6.10 Tra le spese ammissibili rientra la realizzazione di un impianto eolico?
L'impianto eolico di qualsivoglia entità non è ammissibile in quanto ai sensi della Circolare 4/T del 2006 dell'Agenzia del Territorio deve essere iscritto nella categoria 1/D Opifici per la quale categoria si applica il coefficiente di ammortamento del 4% "Fabbricati destinati all'industria" e quindi in bilancio è ascrivibile alla voce B.II.1.
6.11 Sono agevolabili anche impianti di produzione di energia, oltre al fotovoltaico (es.: impianti di cogenerazione, mini eolico e micro-generatori)? Se si, i contributi sono cumulabili con le agevolazioni del Conto Energia?
Fatta eccezione per le imprese che svolgono attività di produzione di energia, per le quali è ammissibile il singolo acquisto di un impianto di cogenerazione, mini eolico e micro-generatori, ecc, per le imprese che svolgono attività diverse dalla produzione di energia l’acquisto di un impianti di produzione di energia deve far parte di un investimento in beni strumentali all’attività svolta configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento comunitario di riferimento.
Ciò premesso, sono ammissibili alle agevolazioni gli impianti di cogenerazione, mini eolico (se non infissi al suolo)e micro-generatori non dotati di autonomia funzionale e reddituale, quindi considerati impianti da appostare nelle voci B.II.2 e B.II.3 del bilancio ai sensi dell'art 2424 del codice civile. Per la cumulabilità degli incentivi con l'agevolazione Beni Strumentali si dovrà fare riferimento ai limiti previsti all'art. 26 D.lgs. 28 del 2011 e ai regolamenti di esenzione applicabili al settore specifico.
6.12 Nel paragrafo 7 dell'Allegato 1 (Dati relativi all'investimento) compare una tabella nella quale devono essere inseriti i dati relativi alle "Spese per beni nuovi di fabbrica". Considerato che è agevolabile anche l'acquisto di beni usati - nel caso di "acquisizione degli attivi direttamente connessi ad una unità produttiva, nel caso in cui l'unità produttiva sia stata chiusa o sarebbe stata chiusa qualora non fosse stata acquisita" - non risulta chiaro dove possano essere inseriti i dati relativi a questo tipo di beni.
I beni usati non sono agevolabili. L’acquisizione degli attivi di uno stabilimento chiuso o a rischio di chiusura da parte di un investitore indipendente è una delle tipologie di investimento previste dal regolamento (UE) 651/2014, ma nel caso di specie può rientrare nelle spese ammissibili esclusivamente l’acquisto di beni strumentali nuovi di fabbrica funzionali a completare la riattivazione in questione.
(Art. 5 DM 25 gennaio 2016 - P.to 6 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
6.13 Un'azienda che svolge come attività (primaria o secondaria) il noleggio senza operatore di attrezzature può beneficiare del finanziamento agevolato per l'acquisto delle attrezzature destinate al noleggio?
L’impresa in questione può beneficiare dell’agevolazione per l’acquisto delle attrezzature destinate al noleggio qualora i beni per loro natura e destinazione vengano riclassificati in bilancio nelle voci B.II.2 e B.II.3 dell’art. 2424 del codice civile e nel rispetto dei principi contabili dell’OIC.
6. 14 L'acquisto di serre da parte di un'azienda agricola risulta ammissibile alle agevolazioni?
Le serre sono ammissibili alle agevolazioni soltanto nel caso in cui, in ragione delle specifiche caratteristiche tecniche, costruttive ed applicative, possano essere considerate impianti e riclassificati nell'attivo dello stato Patrimoniale alle voci B.II.2 e B.II.3 dell'articolo 2424 del Codice Civile, nel rispetto del Principio Contabile n. 16 dell’OIC, ovvero serre mobili o stagionali prive di fondamenta stabili nel terreno, di struttura portanti fisse in vetro o muratura.
6.15 Una macchina completamente rigenerata e ri-targata con marcatura "CE", accompagnata dalla dichiarazione "CE" di conformità (all. II, parte I sez. A del D.Lgs 17/10), può essere considerata macchina nuova di fabbrica?
No, non può essere considerata una macchina nuova di fabbrica, pur se rispondente a quanto previsto dal D.Lgs 17/10 ai fini della targatura "CE".
6.16 Quando e con quale modalità vengono verificate le spese ammissibili?
In sede di dichiarazione sostitutiva d'atto notorio di ultimazione dell'investimento, l'impresa fornisce l'elenco dei beni oggetto di agevolazione e i relativi riferimenti. Il Ministero si riserva di effettuare appositi controlli sugli investimenti realizzati, finalizzati alla verifica della corretta fruizione delle agevolazioni. A tal fine il Ministero può acquisire dall'impresa beneficiaria, anche prima dell'erogazione delle agevolazioni, un campione dei titoli di spesa, nonché disporre apposite ispezioni in loco. (Art. 11 DM 25 gennaio 2016 - P.to 13 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
6.17 E' agevolabile l'acquisto di un componente nuovo di fabbrica necessario per realizzare un impianto attraverso una commessa interna di lavorazione?
No, non è ammissibile in quanto il decreto beni strumentali finanzia l'acquisto o l'acquisizione in leasing di beni che presentano autonomia funzionale e sono esclusi i costi relativi a commesse interne (Art. 5 DM 25 gennaio 2016 - P.to 7.4 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673).
6.18 Tra le spese ammissibili nella legge è espressamente inserito il software. D'altra parte nella legge stessa e nella circolare applicativa si stabilisce che le spese ammissibili sono quelle classificabili all'attivo patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3, B.II.4. I principi contabili OIC n.24 stabiliscono in tutti i casi, a prescindere dal software del sistema operativo che viene attirato dall'hardware nelle immobilizzazioni materiali, che il software è da classificare all'attivo patrimoniale alle voci B.I. in quanto attività immateriale. Se ne deve dedurre una impostazione restrittiva per cui tutti gli applicativi software per quanto nuovi e ad uso produttivo non rappresentano spese ammissibili?
Il software si distingue tra software di base e software applicativo: nel primo caso il costo viene capitalizzato nell'hardware in quanto si tratta di software necessario per il funzionamento degli elaboratori elettronici e pertanto si considera parte integrante dell’hardware stesso, riconducibile alle immobilizzazioni materiali.
Per software applicativo si intende, invece, il software che mantiene una propria disciplina autonoma come bene immateriale, in quanto non strettamente necessario al funzionamento dell’hardware.I beni immateriali ammissibili alle agevolazioni sono esclusivamente quelli rientranti nell'elenco dei beni immateriali di cui all'allegato 6/B alla circolare 15 febbraio 2017, n.14036.
6.19 L’IVA è una spesa ammissibile?
No, il contributo è calcolato su un finanziamento che è riferito all’investimento ammissibile al netto dell’IVA. (Art. 5 DM 25 gennaio 2016 - P.to 7.4 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
6. 20 Rientra nell’agevolazione l’acquisto di beni strumentali, macchinari e attrezzature ad uso produttivo (nuovi di fabbrica), nonché hardware, software e tecnologie digitali acquistati da fornitori esteri?
Si, è ammissibile l’acquisto di beni strumentali, macchinari e attrezzature ad uso produttivo (nuovi di fabbrica), nonché hardware, software e tecnologie digitali acquistati da fornitori esteri.
6.21 Quali sono i beni o le spese che non possono essere agevolati dalla “Sabatini”?
Ferme restando tutte le altre limitazioni all’ammissibilità previste dal decreto ministeriale 25 gennaio 2016 e dalle circolari n.14036/2017, n. 17677/2017 e n. 22504/2017, si comunica che – a titolo esemplificativo e non esaustivo - sono sempre esclusi dal contributo “ Nuova Sabatini”:
i beni non ad uso produttivo;
i beni di mera sostituzione di beni già esistenti in azienda;
i beni non nuovi di fabbrica (beni usati e beni rigenerati);
i beni non correlati all’attività dell’impresa, così come risultante dall’oggetto sociale;
i beni che, presi singolarmente o nel loro insieme, non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale, fatti salvi i beni strumentali che integrano con nuovi moduli l’impianto o il macchinario preesistente, introducendo una nuova funzionalità;
i terreni;
i fabbricati, inclusi porte, finestre, altri infissi, pareti divisorie, coperture, pitture, finiture e altre opere murarie di qualsiasi genere;
le scorte di materie prime e semilavorati di qualsiasi genere;
i servizi e le consulenze di qualsiasi genere;
qualsiasi spesa relativa a commesse interne all’azienda;
i materiali di consumo;
le spese di funzionamento;
le spese per imposte e tasse di qualsiasi genere;
le spese relative alla stipula del contratto di finanziamento o di leasing;
le spese legali di qualsiasi genere;
le spese relative a utenze di qualsiasi genere, ivi compresa la fornitura di energia elettrica, gas, etc.;
le spese per pubblicità e le promozioni di qualsiasi genere.
6.22 E’ ammissibile la realizzazione di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili da parte di un’impresa agricola (es. impianto di biogas, biomassa, ecc.)?
Si. La produzione di energia da fonti rinnovabili effettuata da imprese agricole viene considerata attività connessa e, quindi, produttiva di reddito agrario in base all’art. 2135, comma 3 del c.c.. La suddetta circostanza trova conferma anche dall’Agenzia delle Entrate, la quale attraverso la Circolare n. 32/E del 06 luglio 2009 e la Risoluzione n. 98/E del 27 ottobre 2016 ha indicato che per le suddette imprese, la produzione di energia è da considerarsi attività connessa a quella agricola e, pertanto, produttiva di reddito agrario.
Ciò premesso, sono ammissibili alle agevolazioni gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili realizzati dalle imprese che svolgono attività agricola ai sensi dell’art. 2135 del c.c. nelle forme e nei limiti previsti delle norme di riferimento.
6.23 Può presentare domanda di agevolazione un franchisor che acquista macchinari, impianti e attrezzature (mantenendone la proprietà), per cederli in prestito d’uso (altrimenti detto “comodato d’uso” gratuito) a diversi franchisee?
Il contratto di franchising è un contratto “atipico” in quanto non è direttamente disciplinato dal Codice Civile e rientra nella categoria dei contratti di distribuzione. Si tratta di un accordo di collaborazione commerciale tra due imprenditori giuridicamente ed economicamente indipendenti e volto alla commercializzazione di beni e/o servizi.
L’acquisto di beni strumentali da parte di un franchisor può essere considerato ammissibile se vengono rispettate le seguenti condizioni:
1) i beni acquistati devono essere strumentali all’attività svolta dal franchisor, ad uso produttivo ed avere una loro autonomia funzionale;
2) essere iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale del franchisor, così come previsto dall’articolo 5, comma 1, del decreto interministeriale 25 gennaio 2016;
3) se concessi in locazione o in comodato gratuito al franchisee, la locazione o il comodato devono risultare da regolare contratto registrato secondo quanto previsto al punto 7.8 della circolare 15 febbraio 2017, n. 14036, e ss.mm.ii., e riportante l’ubicazione dell’unità produttiva in cui vengono utilizzati i suddetti beni, nonché l’impegno a non distrarre i beni agevolati dall’uso produttivo nei tre anni successivi alla data di completamento dell’investimento, e l’irrevocabilità dell’ affitto-comodato per i suddetti 3 anni.
6.24 Con riferimento agli investimenti in beni materiali rientranti nella tipologia “magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica”, di cui alla prima sezione dell’allegato 6/A, i costi relativi alle scaffalature asservite dagli impianti automatici di movimentazione si considerano ammissibili al contributo maggiorato al 3,575% annuo?
I costi relativi alle scaffalature, parte integrante dei magazzini automatizzati e autoportanti, iscritti nell’attivo dello Stato Patrimoniale alla voce B.II.1 “terreni e fabbricati” non rientrano tra le tipologie di spese ammissibili alle agevolazioni “Nuova Sabatini”, come previsto dal punto 7.4 della Circolare direttoriale 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss.mm.ii.
L’interpretazione normativa fornita inizialmente dall’Agenzia delle Entrate (risoluzione 62/E del 9 agosto 2018), nel ribadire che nell’ambito dell’iper e super ammortamento non sono considerati agevolabili i beni suscettibili di attribuzione di rendita catastale, annovera le scaffalature asservite dagli impianti automatici di movimentazione, progettate e realizzate per assolvere la funzione di struttura di sostegno del magazzino autoportante, tra le “componenti immobiliari” del magazzino automatizzato e pertanto non agevolabili. L’Agenzia delle Entrate, pertanto, definisce agevolabili con l’iper/super ammortamento le sole componenti impiantistiche dei magazzini autoportanti, ossia le componenti escluse dalla determinazione della rendita.
Con successivo decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Decreto Semplificazioni - art. 3-quater comma 4) convertito con modificazioni dalla L. 11 febbraio 2019, n. 12, è stato stabilito che, con riferimento alle agevolazioni di cui all’iper ammortamento, il computo del costo agevolabile dei “magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica”, di cui all'allegato A annesso alla suddetta legge di bilancio 2017, comprenda anche la quota riferita alla scaffalatura asservita dagli impianti automatici di movimentazione, restando ferma la previsione normativa per il calcolo della rendita catastale.
Nell’ambito della misura “Nuova Sabatini”, si precisa che i beni materiali ammissibili al contributo maggiorato sono elencati nell’allegato 6/A alla circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017, a sua volta mutuato dall’allegato A alla legge 11 dicembre 2016, n.232 (legge di bilancio 2017) e riferito alla disciplina dell’”Iper Ammortamento”. Detti beni, in via generale funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese in chiave “4.0”, devono essere obbligatoriamente provvisti, al fine dell’ammissibilità al contributo maggiorato, dei requisiti previsti dal testo del già citato allegato 6/A, tenuto però conto che la misura in oggetto non agevola in nessun caso beni classificabili nella voce B.II.1.
SPESE IN TECNOLOGIE DIGITALI AMMISSIBILI AL CONTRIBUTO DEL 3,575% ANNUO
6.A.1 Il semplice acquisto di un bene materiale elencato nell’allegato 6/A alla circolare Sabatini è sufficiente per ottenere il contributo maggiorato al 3,575% annuo?
No, per ottenere il contributo maggiorato al 3,575% annuo, i "Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti" di cui all'allegato 6/A, devono - senza eccezioni - essere dotati di tutte e cinque le seguenti caratteristiche:
Le stesse macchine devono essere dotate anche di almeno due su tre delle seguenti caratteristiche:
Si ricorda inoltre, così come previsto al punto 7.6 della circolare 15 febbraio 2017, n. 14036, che i beni materiali dichiarati dall'impresa come investimenti in tecnologie digitali e investimenti in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti, se non rientranti negli elenchi di cui agli allegati 6/A e 6/B e non dotati di tutte le caratteristiche richieste dagli allegati stessi, non possono - in nessun caso - essere ammessi al contributo come investimenti ordinari.
Per accedere al contributo ordinario, pari al 2,75% annuo, l'impresa deve presentare nuova domanda alla banca o intermediario finanziario, fermo restando che gli investimenti devono risultare iniziati dopo la presentazione della domanda stessa.
6.A.2 Qualora un'impresa beneficiaria, con un investimento in macchinari rientranti nella prima sezione dell'allegato 6/a, abbia proceduto ai previsti interventi di interconnessione e integrazione in economia, tramite personale interno o comunque senza emissione di titoli di spesa, cosa deve indicare nell'allegato n. 8 (di cui alla circolare direttoriale 31 luglio 2017, n. 95925)?
L'impresa beneficiaria, nella compilazione dell'allegato n. 8 relativo agli interventi di interconnessione e integrazione previsti per gli investimenti riconducibili alle macchine elencate di cui alla prima sezione dell'allegato 6/a alla circolare 15 febbraio 2017 n.14036 , è tenuta a compilare tutti i campi previsti dalla tabella per l'individuazione del/dei bene/i oggetto dell'investimento, ad eccezione del campo "N. titolo di spesa" e del campo "Fornitore". Gli interventi in economia, effettuati tramite personale interno o comunque senza emissione di titoli di spesa non sono ammissibili al contributo.
6.A.3 Con riferimento agli investimenti in beni elencati nella prima sezione dell’allegato 6/A e, nello specifico, alle spese sostenute per l’integrazione e l’interconnessione le cui informazioni sono fornite mediante la dichiarazione di cui all’allegato 8, è possibile effettuare uno dei due interventi in data antecedente alla domanda di accesso alle agevolazioni? O si configurerebbe come avvio di investimento, determinando la revoca delle agevolazioni?
Ai fini della loro ammissibilità, tutti gli investimenti devono essere avviati successivamente alla data di trasmissione della domanda di accesso alle agevolazioni. Il mancato rispetto di tale prescrizione costituisce causa di revoca dell’agevolazione ai sensi dell’articolo 12 comma 1 lettera e), del decreto interministeriale 25 gennaio 2016.
In particolare, per ciò che attiene le spese di interconnessione e integrazione, necessarie affinché gli investimenti di cui all’allegato 6/A alla circolare 15 febbraio 2017 n. 14036 siano agevolati con il contributo maggiorato al 3,575% annuo, devono essere riferite, come specificato nella FAQ 6.A.1. e 6.A.2, ai beni, oggetto del piano d’investimento, disponibili presso l’impresa beneficiaria. Inoltre, tali spese, secondo il principio contabile OIC 16, sono capitalizzate sui beni classificabili alla voce B.II.2 "impianti e macchinari" e devono essere anch’esse sostenute successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione.
Al riguardo, si precisa altresì che l’assenza di interconnessione e integrazione dei beni agevolati ai sistemi informatici e logistici dell’impresa comporta la non conformità dell’investimento realizzato e la conseguente non ammissibilità dello stesso sia ai fini della concessione del contributo maggiorato, sia, come esplicitato al punto 7.6 della circolare, ai fini del contributo ordinario. In conclusione, in base al quanto descritto, nel caso in cui il bene di cui alla prima sezione dell’allegato 6/A non sia interconnesso e integrato o tali spese siano sostenute precedentemente alla data di trasmissione della domanda di accesso alle agevolazioni (articolo 12 comma 1 lettera e), del decreto interministeriale 25 gennaio 2016) l’investimento non risulta conforme e sarà, dunque, revocato.
Le spese per l’interconnessione e l’integrazione sono, infine, agevolabili se sostenute entro il periodo massimo di dodici mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento (punto 13.5 lettera d) della circolare 14036 del 15 febbraio 2015). Le predette spese possono essere sostenute anche successivamente al predetto termine (purché non oltre la data di invio della richiesta di erogazione della prima quota di contributo) ma, in tal caso, non sono ammissibili al contributo.
7.1 Come calcolo il contributo e dove è reperibile il software di calcolo dello stesso?
A fronte del finanziamento deliberato da una Banca/Intermediario finanziario aderente all’Addendum alla Convenzione MISE-ABI-CDP, è concessa un’agevolazione pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 2,75%, della durata di 5 anni e d’importo equivalente al predetto finanziamento . Il contributo è erogato dal Ministero secondo il piano temporale riportato nel decreto di concessione, che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento, in quote annuali.
(Art. 6 DM 25 gennaio 2016 - P.to 8 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
7.2 In quale regime specifico di agevolazione ricade il contributo Nuova Sabatini? E’ un aiuto in regime “de minimis”?
La Nuova Sabatini è un aiuto di stato configurabile come “contributo in conto impianti” comunicato in esenzione a valere sui regolamenti comunitari relativi al settore di riferimento e, pertanto, non è in regime “de minimis”. Le agevolazioni sono concesse nei limiti dell’intensità di aiuto massima concedibile in rapporto agli investimenti previste dai seguenti regolamenti comunitari:
regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014 (GBER) per il settore "altro" con intensità agevolative massime del 10% per le medie imprese e 20% per le piccole imprese;
regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione, del 25 giugno 2014, per il settore della produzione dei prodotti agricoli con intensità agevolativa massima del 40% e del 50% nelle regioni meno sviluppate;
regolamento (UE) n. 1388/2014 del 16 dicembre 2014, per il settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura con intensità agevolativa massima del 50%.
(P.to 8 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
8.1 Come posso attivare la garanzia del Fondo di garanzia per assistere la concessione di un finanziamento “beni strumentali”?
Come regola generale i soggetti che possono richiedere la garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, in relazione a finanziamenti concessi a PMI e nell’interesse di queste ultime, sono la banca/intermediario finanziario che concede il finanziamento, ovvero il confidi che ha rilasciato la garanzia di prima istanza alla banca/intermediario finanziario. Pertanto non sono le imprese ad attivare la richiesta della garanzia del Fondo, bensì le banche/intermediari finanziari.
9.1 Quali altre forme di agevolazione sono cumulabili?
Le agevolazioni sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese a condizione che tale cumulo non comporti il superamento delle intensità massime previste dal regolamento comunitario di riferimento, in particolare:
Per le imprese appartenenti a settori diversi da agricoltura e pesca le agevolazioni sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese, incluse quelle concesse a titolo de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, ivi compresa la garanzia del Fondo di garanzia.
Per le imprese agricole le agevolazioni non possono essere cumulate con aiuti de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013. Per le medesime imprese le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato ai sensi degli articoli 107 e 108 del trattato, con i contributi finanziari forniti dagli Stati membri, inclusi quelli di cui al regolamento (UE) n. 1305/2013 del Consiglio, del 17 dicembre 2013, con i contributi finanziari comunitari in relazione agli stessi costi ammissibili.
Nel settore della pesca e acquacoltura le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti esentati in virtù del regolamento (UE) n. 1388/2014 o con gli aiuti de minimis che soddisfino le condizioni di cui al regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014.
(Art. 7 DM 25 gennaio 2016)
9.2 Cosa deve indicare nel modulo di domanda un’impresa che ha richiesto altre agevolazioni di qualsiasi natura previste da norme statali, regionali, comunitarie o comunque concesse da istituzioni o enti pubblici, sugli stessi beni oggetto dell’investimento senza che si sia ancora concluso l’iter istruttorio o di assegnazione dei contributi?
La procedura automatica della "nuova Sabatini" che prevede una tempistica specificamente definita dalla normativa, non consente la gestione di ulteriori procedure di concessione di altre agevolazioni con iter non ancora concluso. La procedura , infatti, non prevede la presentazione di documentazione integrativa oltre al modulo di domanda ed ai relativi allegati e nel modulo di domanda stesso ogni impresa dovrà esercitare necessariamente una delle due opzioni previste (“dichiarazione di non aver richiesto e/o ottenuto altre agevolazioni …” oppure “dichiarazione di essere stata assegnataria di agevolazioni …”).
9.3 La Nuova Sabatini è cumulabile con il credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, di cui all’Articolo 18 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 116?
Il credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi non è considerato aiuto di Stato e, pertanto, non concorre a formare il cumulo di cui all’art. 7 del DM 27 novembre 2013 relativamente ai beni agevolati a valere sulla misura “Nuova Sabatini”.
9.4 La Nuova Sabatini è cumulabile con norme che prevedono benefici di carattere fiscale applicabili alla generalità delle imprese?
Le agevolazioni concesse dalla Nuova Sabatini possono essere cumulate con altre agevolazioni, che a loro volta consentano la cumulabilità, nel limite dei massimali ESL fissati dalla normativa comunitaria per gli aiuti alle PMI.
Ciò premesso si chiarisce che, a maggior ragione, le agevolazioni della Nuova Sabatini possono coesistere, sugli stessi beni, con tutte le norme che, prevedendo benefici di carattere fiscale applicabili alla generalità delle imprese, non sono da considerare “aiuti di Stato” e non concorrono, quindi, a formare cumulo.
10.1 Quanto tempo si presume possa passare tra la fase di delibera della Banca/Intermediario finanziario e la fase di erogazione del finanziamento da parte della Banca/Intermediario finanziario?
Il contratto di Finanziamento deve essere stipulato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di ricezione del provvedimento di concessione del contributo, che a sua volta viene adottato dal Ministero entro 30 giorni dalla ricezione della relativa delibera di finanziamento trasmessa dalla banca/intermediario. La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del provvedimento di concessione del contributo .
I finanziamenti devono essere erogati in un’unica soluzione entro 30 giorni dalla stipula del contratto di finanziamento, ovvero, nel caso di leasing finanziario, entro 30 giorni dalla data di consegna del bene (qualora la fornitura riguardi una pluralità di beni l’erogazione avviene in più soluzioni entro 30 giorni dalla data di consegna di ciascun bene).
(Art. 4 DM 25 gennaio 2016 - Art. 4 Convenzione MISE-ABI-CDP)
10.2 Quanto tempo si presume possa passare tra la fase di delibera della Banca/Intermediario finanziario e la fase di erogazione del contributo da parte del Ministero all'impresa?
L’erogazione del contributo è subordinata al completamento dell’investimento, da effettuarsi entro 12 mesi dalla data di stipula del finanziamento, pena la revoca del contributo. Le richieste di erogazione sono evase dal Ministero entro un termine di 30 giorni dalla data di ricezione della domanda completa e conforme a quanto indicato nella circolare, fatti salvi i tempi necessari per l’acquisizione delle certificazioni rilasciate da altri soggetti pubblici.
10.3 In sede di erogazione del contributo è possibile cambiare il soggetto finanziatore prescelto nella domanda di accesso al finanziamento?
No, in sede di presentazione della domanda l’impresa deve scegliere il soggetto finanziatore, banca o intermediario finanziario (soggetto autorizzato all’esercizio dell’attività di leasing) e non può più modificare la scelta effettuata.
10.4 L’impresa può inviare la richiesta di erogazione del contributo prima di aver ricevuto la conferma dell’ottenimento del contributo stesso?
L’impresa può richiedere l’erogazione del contributo al Ministero solo dopo aver ricevuto il decreto di concessione del contributo e al completamento dell’investimento, attestato dall’impresa e trasmesso al Ministero stesso entro 60 giorni dal termine previsto per la conclusione dell’investimento.
10.5 Quali sono le modalità di erogazione del contributo MISE?
Il contributo è erogato dal MISE in quote annuali, una volta l’anno, secondo il piano di erogazione riportato nel provvedimento di concessione.
10.6 Entro quale termine l’impresa deve concludere l’investimento?
L’investimento deve essere concluso entro il periodo massimo di 12 mesi dalla data stipula del contratto di finanziamento, pena la revoca dell’agevolazione. A tale fine è presa in considerazione la data dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di operazione di leasing finanziario, la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni. (P.to 13 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
10.7 Entro quali termini e con quali modalità deve essere trasmessa la dichiarazione di ultimazione dell’investimento?
La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante l’avvenuta ultimazione dell’investimento, deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell'impresa e trasmessa al Ministero entro 60 giorni dalla data di ultimazione e, comunque, non oltre 60 giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento (12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento), pena la revoca del contributo concesso. La stessa (così come le richieste di erogazione del contributo) deve essere compilate esclusivamente in formato digitale e inoltrata al Ministero attraverso l’accesso alla piattaforma, inserendo le credenziali trasmesse via PEC dal Ministero all’indirizzo PEC dell’impresa.
10.8 Ai fini della trasmissione della dichiarazione di ultimazione dell’investimento è necessario aver pagato le fatture?
NO, la dichiarazione di ultimazione può essere trasmessa solo dopo l’emissione di tutte le fatture, ma non è necessario il pagamento delle stesse che, invece, rileva ai fini della presentazione della richiesta di erogazione in cui l’impresa dichiara di aver effettuato il pagamento a saldo, allegando le liberatorie dei fornitori.
10.9 Nell'elenco beni oggetto di agevolazione da allegare alla dichiarazione di ultimazione quali sono i dati da indicare per i beni acquistati in leasing ?
Nell'elenco dei beni oggetto dell'agevolazione per i beni in leasing è necessario indicare gli estremi del verbale di consegna dei beni stessi rilasciato dalla società di leasing.
10.10 Cosa si intende per data di ultimazione dell’investimento?
Per data di ultimazione dell’investimento si intende la data di emissione dell’ultimo titolo di spesa ammissibile, che nel caso di finanziamento ordinario coincide con l’ultima fattura e in caso di leasing con la data dell’ultimo verbale di consegna. Tale data NON coincide MAI con la data di collaudo, né di messa in opera, immatricolazione, ecc. del bene agevolato ne tantomeno di pagamento della fattura.
10.11 Se il modulo di domanda è stato originariamente sottoscritto da un procuratore, le successive dichiarazioni per la richiesta di erogazione possono essere sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa?
Si, qualora al procuratore viene conferita procura esclusivamente per la sottoscrizione del modulo di domanda, mentre per le altre dichiarazioni è facoltà dell’impresa di sottoscrivere i moduli con la firma digitale del legale rappresentante. A tal proposito, le imprese sono invitate a dotarsi degli strumenti di firma digitale per allinearsi al processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
10.12 Nel caso in cui l’impresa abbia inserito erroneamente dei dati nella piattaforma per le fasi successive alla presentazione della domanda, è possibile apportare modifiche successivamente alla trasmissione dei moduli?
Nella piattaforma sono presenti apposite funzionalità che consentono di apportare modifiche ai dati sia durante la compilazione dei campi, salvando i dati durante l’inserimento con possibilità di riprendere successivamente la compilazione, che successivamente alla generazione della modulistica da firmare digitalmente.
Non è possibile, invece, modificare le informazioni dopo aver completato la trasmissione della documentazione firmata, attività con la quale si chiude il processo di richiesta della prima quota di erogazione;
10.13 Ci sono specifiche scadenze per richiedere l’erogazione della prima quota di contributo?
SI. L’impresa può richiedere l’erogazione della prima quota di contributo solo dopo, o contestualmente con l’invio della dichiarazione di ultimazione dell’investimento (per le modalità di trasmissione vedi FAQ 10.7). La richiesta di erogazione al Ministero deve essere presentata entro 120 giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento (che è stabilito in 12 mesi dalla sottoscrizione del contratto di finanziamento o di leasing) e, comunque, dopo aver pagato a saldo i beni agevolati. Il mancato rispetto di tali termini determina la revoca dell’agevolazione.
(P.to 13 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
10.14 Qual è la tempistica per richiedere l’erogazione delle quote di contributo successive alla prima?
Le richieste di erogazione delle quote di contributo successive alla prima devono essere presentate con cadenza annuale, non prima di 12 mesi dalla precedente richiesta di erogazione ed entro i 12 mesi successivi a tale termine. (P.to 13 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
10.15 Con quali modalità deve essere apposta la dicitura “Spesa di euro … realizzata con il concorso delle provvidenze previste dall’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69"?
Per le fatture emesse in formato cartaceo, la dicitura in questione deve essere riportata dall’impresa sull’originale di ogni fattura, sia di acconto che di saldo, con scrittura indelebile, anche mediante l’utilizzo di un apposito timbro.
Si precisa che, in caso di investimento in leasing, la dicitura sulle fatture dovrà essere apposta da parte della società di leasing, che resta in possesso delle fatture stesse, mentre, in caso di investimento in ordinario, la dicitura dovrà essere apposta da parte dell’impresa beneficiaria.
Si ricorda, inoltre, che la fattura che nel corso di controlli e verifiche venga trovata sprovvista di tale dicitura, non è considerata valida e determina la revoca della quota corrispondente di agevolazione, fatta salva la possibilità di regolarizzazione da parte dell’impresa beneficiaria.(Art. 10 DM 25 gennaio 2016).
Con specifico riferimento all'introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica, nelle more di eventuali nuove disposizioni, l'impresa\la società di leasing deve adottare un sistema che garantisca la riconducibilità della spesa sostenuta e rendicontata alla fruizione delle agevolazioni in oggetto, anche attraverso sistemi informatizzati o, in alternativa, inserendo il riferimento alla dicitura prevista dalla normativa nella causale del pagamento connesso alla fattura rendicontata.
10.16 Qualora il bene strumentale agevolato subisca deterioramenti o presenti difetti di fabbrica entro i tre anni dall’ultimazione dell’investimento tali da non garantirne l’uso funzionale, può essere sostituito?
Sì, in tali casi il bene deteriorato o difettoso può essere sostituito con altro equivalente, sempre nuovo di fabbrica, purché l’impresa ne dia comunicazione al Ministero attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata digitalmente dal legale rappresentante, da trasmettere via pec, in cui deve essere riportata la descrizione nonché i dati identificativi del bene sostitutivo.
10.17 Da quando decorrono i nuovi termini per la dichiarazione di ultimazione dell'investimento e per la richiesta di erogazione della prima quota di contributo previsti dal DM 25.01.2016? Tali termini sono retroattivi per le iniziative per le quali alla data di pubblicazione del Decreto sia già stato adottato il provvedimento di concessione del contributo?
I nuovi termini stabiliti dal DM 25.01.2016 non sono retroattivi, ma decorrono dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, ovvero 10 marzo 2016. Pertanto per un'impresa che avesse ultimato l’investimento prima del 10 marzo 2016, la decorrenza dei termini è:
se alla data del 10 marzo 2016 è già trascorso il termine massimo di 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento senza aver dichiarato l’ultimazione dell’investimento, i 60 giorni per la trasmissione della dichiarazione di ultimazione ed i 120 giorni per la presentazione della richiesta di erogazione si conteggiano a partire dal 10 marzo 2016;
se alla data del 10 marzo 2016 è già trascorso il termine massimo di 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento e l’impresa ha presentato la dichiarazione di ultimazione, ma non ancora la richiesta di erogazione, i 120 giorni per la presentazione della richiesta di erogazione si conteggiano a partire dal 10 marzo 2016;
se alla data del 10 marzo 2016 non è ancora trascorso il termine massimo di 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento, i 60 giorni per la trasmissione della dichiarazione di ultimazione ed i 120 giorni per la presentazione della richiesta di erogazione decorrono dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento (entro 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento).
10.18 Cosa accade se il fornitore concede all’impresa beneficiaria una dilazione di pagamento superiore a 120 giorni?
Poiché la richiesta di erogazione della prima quota di contributo può essere presentata solo successivamente al pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, è opportuno che l’impresa regoli i pagamenti con il fornitore in modo tale da rispettare la tempistica di trasmissione della richiesta entro 120 giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento (entro 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento).
10.19 Qualora l’impresa abbia realizzato un investimento di importo diverso da quanto indicato in domanda/ deliberato/contrattualizzato dalla banca o società di leasing, come si deve comportare in sede di dichiarazione di ultimazione dell’investimento?
L’impresa deve dichiarare la spesa effettivamente sostenuta trasmettendo regolarmente la dichiarazione di ultimazione e la richiesta di erogazione entro i tempi previsti, allegando la documentazione relativa al solo investimento realizzato. Si potranno verificare i seguenti casi:
- importo investimento realizzato superiore: il contributo non potrà essere incrementato e sarà erogato secondo il piano riportato nel decreto di concessione;
- importo investimento realizzato inferiore: in sede di istruttoria della richiesta di erogazione il Ministero provvederà ad emettere il preavviso di rideterminazione del contributo a cui seguirà relativo decreto.
10.20 Nella dichiarazione di ultimazione cosa si intende per numero di matricola del bene agevolato? Che numero di matricola si deve attribuire in caso di un bene formato da più componenti?
Per numero di matricola si intende un numero che consenta l’univoca identificazione del bene agevolato e, qualora il bene non abbia un proprio identificativo, può essere attribuito un numero interno all’azienda (ad esempio bene n. 01, bene n. 02, ecc.). In caso di bene formato da più componenti, si attribuisce lo stesso numero sia al bene principale che ai componenti (ad esempio bene n. 01 formato dai componenti n. 01.I, 01.II, 01.III ecc.)..
10.21 È necessario apporre targhette ai beni agevolati a valere sulla Nuova Sabatini?
No, per la Nuova Sabatini non è necessario apporre specifiche targhette ai beni agevolati.
11.1 Quali sono i soggetti a cui rivolgere la domanda di finanziamento? E' disponibile un elenco di tali soggetti?
La domanda di finanziamento deve essere trasmessa via PEC a una delle banche o intermediari finanziari che hanno aderito all’addendum alla Convenzione MISE-CDP-ABI. L’elenco delle banche/intermediari finanziari aderenti è disponibile nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)” del sito internet www.mise.gov.it e nel sito internet di Cassa depositi e prestiti www.cassaddpp.it, di volta in volta aggiornato.
(Art. 1 DM 25 gennaio 2016 - P.to 9 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
12.1 E’ possibile rinunciare al finanziamento e contributo e con quali modalità? Eventualmente è possibile rinunciare solamente al contributo?
L’impresa può rinunciare al contributo, dandone opportuna comunicazione con modalità differenti a seconda della fase del procedimento agevolativo, per le quali si rinvia al punto 15 della Circolare 23 marzo 2016, n. 26673.
In tutti i casi di revoca del contributo la banca/intermediario finanziario ha facoltà di non procedere alla risoluzione del contratto di finanziamento stipulato con l’impresa.
(P.to 15 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673)
13. AFFITTO AZIENDA/RAMO D’AZIENDA
13.1 É possibile affittare l’azienda/un ramo d’azienda in cui sono presenti beni strumentali agevolati con la Nuova Sabatini?
L’affitto del ramo d’azienda con beni strumentali agevolati con la “Nuova Sabatini”, seppur non esplicitamente disciplinato dalla normativa della “Nuova Sabatini”, è consentito, con le modalità e alle condizioni di seguito riportate.
Il soggetto beneficiario è tenuto, in primo luogo, a dare comunicazione dell’operazione d’affitto (riguardante l’azienda/ramo d’azienda con beni strumentali agevolati) tramite piattaforma al Ministero e, per conoscenza, alla banca/intermediario finanziario. Nella predetta comunicazione deve essere rappresentata la motivazione alla base dell’operazione di affitto dell’azienda o di un suo ramo. Alla comunicazione deve essere, inoltre, allegata copia del contratto di affitto, già debitamente registrato e le dichiarazioni dell’affittante e dell’affittuario, redatte secondo gli specifici moduli, con i quali i predetti due soggetti si impegnano a rispettare le disposizioni previste nel decreto di concessione delle agevolazioni.
Per la comunicazione da inviare al Ministero e per le due dichiarazioni sopra menzionate, il soggetto beneficiario è tenuto a utilizzare i rispettivi moduli, disponibili sia sulla piattaforma informatica (https://benistrumentali.incentivialleimprese.gov.it/), sia nell’area “Erogazione contributi” della sezione del sito Internet del Ministero dedicato alla misura, allegando, come detto, il contratto di affitto debitamente registrato. Le richieste redatte in difformità con le richiamate forme e modalità non potranno essere istruite.