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Timestamp: 2019-06-26 16:51:53+00:00
Document Index: 144562095

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 709', 'art. 183', 'art. 190', 'art. 155', 'art. 169', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ']

Tribunale di Milano: sentenza n. 3115 del 19/02/2014 depositata il 05/03/2014 - Ordine degli Avvocati di Trani
Tribunale di Milano: sentenza n. 3115 del 19/02/2014 depositata il 05/03/2014
Processo Telematico - deposito atto dopo le ore 14,00 - inapplicabilità art. 13 comma 3 D.M. 21/02/2011 n. 44 - inderogabilità da norma di rango inferiore di quanto statuito dal DL 179/2012
Trib. Milano, sez. IX, sentenza 19 febbraio 2014, depositata il 5 marzo 2014, n. 3115
(Pres. Manfredini, est. Rosa Muscio)
Con ricorso, depositato in data 3.2.2012, C chiedeva a questo Tribunale di dichiarare la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario contratto in Milano il …1976 con D, dalla quale si era separato comparendo avanti al Presidente del Tribunale di Milano in data 6.3.2007 con sentenza n. 14057/2008 del 5.11/26.11.2008, senza accordare alcun assegno di mantenimento a favore della moglie se dalla stessa eventualmente richiesto.
Con memoria, depositata in data 4.6.2012, si costituiva D che, non formulando alcuna domanda in punto di status, chiedeva un assegno di mantenimento per sé di € 350 mensili e l’assegnazione a sé della casa coniugale, sita in Milano …., di proprietà …e concessa in locazione.
All'udienza presidenziale del 19.6.2012 il Presidente, esperito senza esito il tentativo di conciliazione, sentite le parti che ribadivano le rispettive prospettazioni, con ordinanza a verbale così provvedeva:
" 1. non luogo a provvedere sulla casa coniugale in assenza dei presupposti di legge
2. conferma quanto al mantenimento della moglie le condizioni di cui alla sentenza di separazione n. 14057/2008 del Tribunale di Milano, pronunciata il 5.11.2008, pubblicata il 26.11.2008, come modificata con decreto del Tribunale di Milano del 9.6.2011, depositato il 19.7.2011, non avendo il ricorrente allegato fatti nuovi e sopravvenuti che possano giustificare la revoca dell’assegno di mantenimento alla moglie che non svolge attività lavorativa e considerata l’età e l’estraneità al mondo del lavoro è ragionevole che non possa neppure reperirlo, anche la certificazione medica oggi allegata attesta semplicemente la situazione diabetica già in atti”.
Nominava se stesso Giudice Istruttore e fissava l'udienza di prima comparizione e trattazione per il 18.12.2012.
La comparsa di costituzione e risposta ex art. 709 comma 3 c.p.c veniva depositata solo da parte convenuta che reiterava immutate le proprie domande senza ancora nulla chiedere in punto di status.
Concessi i termini di cui all’art. 183 comma 6 c.p.c, con ordinanza riservata del 11.3.2013 il Giudice Istruttore così provvedeva: …..
All'udienza del 20.11.2013, precisate le conclusioni come in epigrafe riportate, la causa veniva rimessa al Collegio per la decisione, assegnando i termini di legge per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica, presentate da entrambe le parti.
Quanto alla prima questione osserva il Tribunale che i termini per il deposito della comparsa conclusionale e della memoria di replica sono, per espressa previsione dell’art. 190 c.p.c, perentori e che quanto al loro computo e alla relativa scadenza deve trovare applicazione la disciplina generale di cui all’art. 155 c.p.c. secondo cui la scadenza del termine a giorni coincide con lo spirare dell’ultimo giorno utile che, nel caso di specie, era il 20.1.2014.
Anche l’altra eccezione sollevata da parte convenuta è, ad avviso del Collegio, infondata.
Osserva il Tribunale che il termine previsto dall’art. 169 comma 2 c.c. non è perentorio sicchè dalla sua inosservanza non conseguono preclusioni all’esame dei documenti ivi inseriti che il giudice ben può esaminare qualora la controparte non sollevi eccezioni specifiche relative alla lesione del suo diritto di difesa e il giudice ritenga in ogni caso di autorizzare il deposito tardivo (confr. Cass. Sez. III 15.7.2011 n. 15672).
Passando ora al merito della causa premette il Collegio che solo parte convenuta ha reiterato le proprie istanze istruttorie in sede di precisazione delle conclusioni, sicchè quelle di parte attrice devono intendersi di per sé rinunciate.
Ritiene poi il Tribunale che il materiale probatorio acquisito è idoneo e sufficiente a decidere tutte le domande svolte dalle parti, dovendosi confermare le determinazioni assunte dal Giudice Istruttore e sopra integralmente richiamate.
Ciò premesso, la domanda principale di divorzio che è stata ritualmente proposta solo da parte attrice, in quanto parte convenuta non ha in alcun modo formulato istanze in punto di status, è fondata e deve, pertanto, trovare accoglimento.
I coniugi, che hanno contratto matrimonio concordatario in Milano il ..1976, si sono separati, dopo essere comparsi avanti al Presidente del Tribunale in data 6.3.2007, con sentenza n. 14057/2008 del Tribunale di Milano, pronunciata il 5.11.2008, pubblicata il 26.11.2008.
Deve, poi, il Collegio confermare le determinazioni già assunte in sede presidenziale circa la casa coniugale.
Non può, infatti, il Tribunale statuire in relazione alla assegnazione dell’immobile che parte convenuta ancora chiede in sede di precisazione delle conclusioni in mancanza dei presupposti di legge, essendo i figli della coppia pacificamente maggiorenni ed economicamente autosufficienti.
Quanto, infine, all’assegno divorzile chiesto dalla convenuta, ritiene il Collegio che sussistano i presupposti di legge per il suo riconoscimento a favore della signora D.
Ritiene, infatti, il Tribunale che la stessa non abbia mezzi adeguati per provvedere a sé né possa comunque procurarseli posto che è pacifico che in costanza della lunga vita matrimoniale non abbia mai svolto attività lavorativa e che attualmente non lavori né è ragionevole pensare che, data l’età (anni 57) e la mancanza di qualunque professionalità, possa reperire un’attività lavorativa che le garantisca un proprio reddito.
Né la documentazione medica prodotta, peraltro in gran parte molto risalente, documenta una situazione di inidoneità al lavoro che invece il signor C ha sempre svolto provvedendo al mantenimento dell’intero suo nucleo familiare.
Infine, è pacifico che abbia acquistato una casa a … .. in comproprietà sia pure per una quota minima del 5% con la compagna che risulta proprietaria del restante 95% (doc. 4 e 5 parte convenuta).
In tale immobile nel quale certamente risiedeva anche anagraficamente sino all’agosto 2011 (doc. 4 parte attrice) deve ragionevolmente ritenersi continui a vivere, considerato che dalle certificazioni mediche allegate e datate 2012 il domicilio indicato continua ad essere … (confr. verbale di dimissione .. del 5.9.2012 e lettera di dimissione Ospedale … del 11.9.2012 doc. 8), unitamente alla compagna con la quale quindi continua a poter dividere le spese di casa e di mantenimento.
Quanto, infine, alle spese di lite ritiene il Tribunale possano essere compensate, attesa la natura necessaria del giudizio quanto alla domanda sullo status e considerata la soccombenza reciproca in relazione alle altre domande ed eccezioni.
1.dichiara la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto in Milano il …1976 tra … ..
2.respinge la domanda di assegnazione a sé della casa coniugale, sita in Milano …,
3.pone a carico di C l’obbligo di corrispondere a favore di D, ex art. 5 legge n. 898/1970 e successive modificazioni, l’assegno mensile di € 200,00, da versarsi in via anticipata entro il giorno 5 di ogni mese e da rivalutarsi annualmente secondo gli indici Istat (Foi), prima rivalutazione aprile 2012;
4.compensa tra le parti le spese di lite;
5.manda al Cancelliere di trasmettere copia autentica del dispositivo della presente sentenza al passaggio in giudicato del capo 1) all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di Milano perché provveda alle annotazioni ed ulteriori incombenze di legge.