Source: https://www.giurisprudenzadelleimprese.it/author/giulia.giordano/
Timestamp: 2019-04-22 20:22:22+00:00
Document Index: 131358887

Matched Legal Cases: ['art. 2476', 'art. 2476', 'art. 2392', 'art. 206', 'art. 75', 'art. 306', 'art. 2389']

Giulia Giordano | Giurisprudenza delle imprese
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Laurea con lode presso l'Università di Bologna; LL.M. International business and commercial law presso King's College London; Diploma di Specializzazione per le Professioni Legali presso Università di Bologna; Junior Academic Visitor, Commercial Law Centre presso University of Oxford; abilitazione all'esercizio della professione forense, presso Corte d'Appello di Bologna; dottoressa di ricerca in Scienze giuridiche, indirizzo IUS/04 diritto commerciale; tutor didattica per l'insegnamento di diritto commerciale Università di Bologna. Sito web www.unibo.it/sitoweb/g.giordano.
C.d. “criterio dei netti” e transazione stipulata con uno soltanto dei condebitori
Il "criterio dei netti patrimoniali" trova applicazione solo laddove non sia possibile ricostruire con sufficiente certezza le vicende che hanno condotto al dissesto e le singole operazioni dannose (anche negli effetti) e, comunque, va sempre giustificato il suo utilizzo, nel senso che l’applicazione del metodo in questione deve rispondere alla logica e al buon senso, poiché ... [ Continua ]
Codice RG 14352 2015
Art. 1304 c.c.Art. 146 l.fall.
amministratori di società cooperative | azione di responsabilità contro gli amministratori | condebitore solidale | continuità aziendale | principio di revisione | società cooperariva | transazione
Responsabilità degli amministratori di s.r.l. e diritto/obbligo d’informazione ex art. 2476, co. 2
In tema di responsabilità degli amministratori, nonostante il silenzio dell'art. 2476 c.c. circa il grado di diligenza richiesto, si ritiene ormai pacificamente che, come per gli amministratori di s.p.a. (art. 2392 c.c.), anche per quelli di s.r.l. debba farsi riferimento alla diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle specifiche competenze possedute, la quale ... [ Continua ]
Codice RG 2320 2015
Art. 1175 c.c.Art. 1375 c.c.Art. 2390 c.c.Art. 2476 c.c.
abuso del diritto | azione di responsabilità | azione di responsabilità contro gli amministratori | diritto di informazione del socio di srl | onere della prova | responsabilità degli amministratori | s.r.l.
Amministratore di s.p.a.: an e quantum del diritto al trattamento di fine mandato
In presenza di una clausola statutaria per la quale "è riconosciuto il diritto a percepire, alla cessazione della carica per scadenza o revoca del mandato oppure per dimissioni, una indennità denominata 'di fine rapporto di collaborazione coordinata e continuativa" e "si autorizza, per l'attuazione del provvedimento suddetto, l'accantonamento annuale a carico del bilancio della Società dell'indennità (...) nella misura e secondo le modalità che verranno determinate anno per anno dall'assemblea dei soci, evidenziando l'operazione in apposita voce patrimoniale denominata 'fondo accantonamento indennità di fine rapporto amministratori", l'interpretazione testuale ... [ Continua ]
Codice RG 41157 2016
Art. 1363 c.c.Art. 2389 c.c.
amministratore | trattamento di fine mandato
Nel sistema delineato dagli artt. 52 e 95 legge fall., qualsiasi ragione di credito nei confronti del fallito deve essere dedotta, nel rispetto della regola del concorso, con le forme dell'insinuazione al passivo sicché, a seguito della dichiarazione di fallimento, se la parte che ... [ Continua ]
Soggettività giuridica delle società di persone e business judgement rule in ambito di s.n.c.
La società di persone, anche se sprovvista di personalità giuridica, costituisce comunque un distinto centro di interessi e di imputazione di situazioni sostanziali e processuali, dotato di una propria autonoma capacità processuale, sicché ... [ Continua ]
Codice RG 9320 2014
Art. 1218 c.c.Art. 2260 c.c.Art. 96 c.p.c.
affectio societatis | amministratori di s.n.c. | azione di risarcimento | business judgement rule | onere probatorio | responsabilità amministratori | risarcimento danni | socio amministratore
Traslazione in sede penale dell’azione di responsabilità ex art. 206 l. fall.: effetti estintivi
Il trasferimento dell'azione civile nel processo penale regolato dall'art. 75 c.p.p. determina una vicenda estintiva del processo civile riconducibile al fenomeno della litispendenza, e non a quello disciplinato dall'art. 306 c.p.c., in quanto previsto al fine di evitare contrasti di giudicati, sicché l’eventuale estinzione è rilevabile anche d'ufficio. ... [ Continua ]
Codice RG 45472 2013
Art. 206 l.fall.Art. 669 novies c.p.c.Art. 75 c.p.p.
azione di responsabilità | liquidazione coatta amministrativa | risarcimento danni
Azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore di s.r.l.
All’amministratore di una s.r.l., che si sia reso responsabile di condotte illecite, può essere imputato non ogni effetto patrimoniale dannoso che la società sostenga di aver subito, ma solo quello che si ponga come conseguenza immediata e diretta della violazione degli obblighi incombenti sull’amministratore. [ Continua ]
Art. 1218 c.c.Art. 1223 c.c.Art. 2476 c.c.
amministratori di srl | azione di responsabilità | azione di responsabilità contro gli amministratori | risarcimento del danno | srl
E' invalida la delibera di s.r.l. per difetto di quorum costitutivo previsto dallo statuto nell'ipotesi in cui, in presenza di un legittimo rappresentante comune della comunione ereditaria, tale rappresentante ... [ Continua ]
Codice RG 44459 2016
Art. 1105 c.c.Art. 1106 c.c.Art. 1110 c.c.Art. 2479 ter c.c.Art. 2490 c.c.
comunione | comunione ereditaria | mancanza del quorum deliberativo statutario | quorum | s.r.l. in liquidazione
Al fine di comprendere se l'attività prestata dagli amministratori a favore di una s.r.l. abbia fatto sorgere per se stessa un diritto al compenso, oppure, se tale diritto sia comunque subordinato ad una votazione favorevole dell’assemblea, occorre indagare le norme di legge applicabili e lo statuto della società. La remunerazione degli amministratori costituisce un diritto soggettivo perfetto avente natura disponile, tanto che ex art. 2389 comma 2 c.c. può essere costituita in tutto o in parte dalla partecipazione agli utili o può essere assente qualora l’incarico sia prestato a titolo totalmente gratuito. A tal fine, deve essere accertata la natura onerosa o gratuita dell’incarico avuto riguardo in primo luogo all’atto di nomina dell’amministratore, poi allo statuto societario e infine alla votazione dell’assemblea. Qualora non si rinvenga alcuna determinazione del compenso all’atto di nomina a tempo indeterminato degli amministratori e sia presente in statuto una clausola che disponga il compenso degli amministratori quale mera eventualità, tale diritto al compenso sorge solo a seguito di delibera assembleare favorevole in tal senso. In linea di massima è ammissibile l’intervento in causa del socio di una società, il quale abbia un personale interesse al riconoscimento della bontà delle ragioni fatte valere in giudizio dalla società, ravvisandosi un interesse siffatto ogniqualvolta dall’accoglimento delle domande esperite contro la società possa derivare un depauperamento del patrimonio sociale, suscettibile di risolversi nella diminuzione del valore dei diritti di partecipazione all’ente societario e, quindi, in un pregiudizio economico personale dei soci. Nel caso in cui la mancata attribuzione del compenso sia da ricondurre alla volontà espressa dai soci intervenuti, sussiste un concreto interesse di tali soci ad intervenire, ove si consideri che il giudizio ha ad oggetto direttamente un rapporto endosocietario e che viene in gioco l’interpretazione dello statuto societario, destinato a trovare applicazione anche nei futuri rapporti sociali. Da un lato, dunque, sussiste il rapporto sostanziale tra società e soci e, dall’altro, vi è l’interesse ad impedire che le conseguenze della decisione possano riflettersi indirettamente sulla loro posizione. [ Continua ]
Codice RG 17776 2016
Art. 105 c.p.c.Art. 2389 c.c.
compenso degli amministratori | intervento adesivo | s.r.l.
Per valutare la domanda di nullità del marchio ex artt. 25 lett.a) e 12 c.p.i., occorre verificare se il secondo segno registrato possa ritenersi nuovo, ovvero difetti di novità, come accade nelle ipotesi in cui "..l'identità o somiglianza fra i segni o l'identità o somiglianza tra i prodotti o servizi determini un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione...". In coerenza con la funzione intrinseca del segno, l’apprezzamento sulla confondibilità fra segni distintivi similari dev’essere compiuto dal giudice non in via analitica, attraverso il solo esame particolareggiato e la separata valutazione di ogni singolo elemento, ma in via globale e sintetica, vale a dire con riguardo all’insieme degli elementi salienti grafici, visivi e fonetici dei marchi interessati, e tenuto conto di tutti i fattori pertinenti, e quindi della notorietà del marchio e del grado di somiglianza tra i prodotti, nonché della normale avvedutezza dei consumatori cui i prodotti o servizi sono destinati. E' da escludere l'interferenza tra i marchi Valentina e Valentino laddove il primo consista in un segno letteralmente diverso e graficamente differenziato in modo significativo, in quanto composto da lettere con caratteri peculiari - specificamente da lettera iniziale e lettera finale maiuscole - e da elementi di contorno di fantasia, che conferiscono al segno una sua personalità ed originalità.
I segni Valentina e Valentino sono inoltre anche concettualmente diversi, perché Valentino è un nome proprio maschile, Valentina un nome proprio femminile, il che, in connessione con gli articoli che il segno è chiamato a distinguere, presenta una ulteriore valenza di distacco: infatti, il segno Valentino rimanda necessariamente, ad un uomo, e quindi lo stilista, mentre il segno, nella versione al femminile rimanda e suggerisce piuttosto la figura della utilizzatrice degli articoli prodotti e distribuiti nel mercato con quel segno.
Codice RG 17347 2015
Art. 12 c.p.i.Art. 25 c.p.i.
novità del marchio | nullità per difetto di novità del marchio