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Timestamp: 2020-07-12 15:53:54+00:00
Document Index: 4613332

Matched Legal Cases: ['art. 2598', 'art. 2600', 'art.2598', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2598', 'art. 2105', 'art. 2106']

Agenzia Investigativa Torino | La concorrenza sleale - Investigatore Privato Torino | Argo Investigazioni
Investigatore privato Torino: la disciplina della concorrenza sleale
La concorrenza sleale, nel nostro ordinamento giuridico, è disciplinata all’art. 2598 del codice civile, il quale recita: “Ferme le disposizioni che concernono la tutela dei segni distintivi e dei diritti di, compie atti di concorrenza sleale chiunque: usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l’attività di un concorrente; diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente, idonei a determinarne il discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dell’impresa di un concorrente; si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda”. Tale norma risulta fondamentale per difendersi da atti di concorrenza sleale, la sua ratio legis, infatti, consiste nell’imporre, alle imprese operanti nel mercato, regole di correttezza e di lealtà, in maniera tale che nessuna si avvantaggi, nella diffusione e collocazione dei propri prodotti, con l’utilizzo di metodi contrari all’etica commerciale. Altra base giuridica da cui partire, in tema di concorrenza sleale, è l’art. 2600 del codice civile, il quale dichiara: “Se gli atti di concorrenza sleale sono compiuti con dolo o con colpa, l’autore è tenuto al risarcimento dei danni. In tale ipotesi può essere ordinata la pubblicazione della sentenza. Accertati gli atti di concorrenza, la colpa si presume”.
Nel tema di concorrenza sleale, il requisito fondamentale dell’illecito è l’esistenza di una situazione di concorrenzialità tra gli imprenditori, derivante dal contemporaneo esercizio di un’attività imprenditoriale in un contesto territoriale comune, e quindi la comunanza di clientela, la quale è costituita dall’insieme dei consumatori che sentono il medesimo bisogno di mercato (Cass. 1617/2000) e, pertanto, si rivolgono a tutti i prodotti che sono in grado di soddisfare quel bisogno.
È bene citare, in riferimento alla norma in esame, alcune sentenze: la prima è della Corte d’appello di Napoli del 04.06.2008, con la quale viene stabili che l’art.2598 del c.c. “è posto a tutela di quanti rivestono la qualifica di imprenditori e, di conseguenza, può essere azionata solo da costoro”; la seconda è una sentenza degli ermellini (Cass. 17459/2007), in cui viene evidenziato quale “presupposto soggettivo” il rapporto di concorrenzialità tra gli imprenditori. Quest’ultima sentenza della Suprema Corte di Cassazione, come si vedrà nel paragrafo successivo, risulta essenziale anche nei casi in cui un terzo soggetto, c.d. “terzo interposto” senza la qualifica di imprenditore, compie atti di concorrenza sleale.
Investigatore privato Torino: quando i soggetti terzi costituiscono l’illecito
Per parlare dei soggetti terzi nella concorrenza sleale bisogna ripartire dall’art. 2598 del codice civile. Siffatta norma, infatti, non stabilisce che solo i possessori della qualifica di imprenditori possano commettere atti tali da costituire l’illecito, dichiara bensì che chiunque faccia determinate azioni compie atti di concorrenza sleale. È bene quindi pensare che la disciplina della concorrenza sleale può essere estesa anche a soggetti terzi laddove, pur non in presenza di atti di concorrenza sleale compiuti da un imprenditore, siano gli stessi atti riconducibili ad egli poiché posti in essere da soggetti terzi nel suo interesse. Potrà essere quindi configurabile quale illecito concorrenziale anche la fattispecie in cui l’atto lesivo del diritto venga compiuto da un soggetto che, pur non possedendo i necessari requisiti soggettivi, ovvero non è imprenditore né, di conseguenza, in concorrenza con l’imprenditore danneggiato, “agisce per conto di (o comunque in collegamento con) un concorrente del danneggiato stesso, nel qual caso il terzo va legittimamente ritenuto responsabile” (Cass. 17459/2007). Ulteriori sentenze chiave risultano essere la n.6117/2006 della Cassazione e quella del Tribunale di Milano del 30.04.2008, la quali stabiliscono che il soggetto interposto, per essere coinvolto, si deve trovare comunque “in una relazione di interessi comuni con l’imprenditore avvantaggiato” e potrà essere “ritenuto responsabile in solido con l’imprenditore che si sia giovato della sua condotta”
Investigatore privato Torino: la concorrenza sleale attraverso i proprio dipendenti
I dipendenti di un’azienda costituiscono la forza lavoro attraverso la quale, in teoria, si genera l’utile. I prestatori di lavori lavorando all’interno di un’azienda vengono a conoscenza, per forza di cose, di un patrimonio aziendale di un valore incalcolabile, il “know how”, ovvero tutto ciò che concerne la conoscenza di determinate dinamiche aziendali e fattori chiave per il raggiungimento degli obiettivi.
Per un’azienda, quindi, aver il “know how” di una concorrente, anche più forte economicamente, oppure in fase di crescita notevole, significa avere le chiavi del successo dell’azienda concorrente. Considerata la notevole rilevanza dei dipendenti, e del danno che esse possono pregiudicare al proprio datore di lavoro, assume fondamentale importanza l’obbligo di fedeltà del prestatore di lavoro, disciplinato dall’art. 2105 del c.c., che sancisce: “Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio”. La ratio legis della norma in esame impone l’osservanza di due obblighi di natura negativa: divieto di concorrenza; obbligo di riservatezza. La violazione dei due divieti importa responsabilità disciplinare (art. 2106 del c.c.), nonché l’obbligo al risarcimento dei danni subiti dal datore di lavoro. Accanto alla tutela civilistica vi è inoltre quella penale per la protezione del segreto professionale ed aziendale (artt. 621-623 c.p.).
Perché il lavoratore violi il divieto di concorrenza, è irrilevante che col suo comportamento si realizzi una vera e propria concorrenza sleale, poiché basta solo la potenziale concorrenza con l’impresa perché il dipendente possa essere sanzionato.
Capita spesso che un’azienda concorrente mira ad ottenere le prestazioni lavorative di dipendenti “chiave” della società operante nello stesso mercato. Questo processo di impossessarsi della forza lavoro di un’azienda concorrente, solitamente, avviene lentamente: si inizia infatti con poche unità lavorative prelevate all’azienda, per finire poi di assumere anche dipendenti che ricoprivano nell’azienda concorrente un ruolo chiave.
L’investigatore privato Torino assume quindi un ruolo essenziale nella vita di un’azienda. L’investigatore privato Torino, infatti, attraverso le sue competenze può far si che venga tutelato il know how aziendale e che i concorrenti paghino per il danno effettuato.
Tale indagine viene svolta dall’investigatore privato Torino, a 360 gradi, andando così ad effettuare anche indagini OSINT per reperire ogni informazione meritevole di attenzione.
Investigatore privato Torino: la differenza con la tutela del marchio
Appare inoltre opportuno diversificare l’istituto della concorrenza sleale con quello della tutela del marchio. L’azione per la repressione della concorrenza sleale e l’azione a tutela del marchio, infatti, sono diverse per natura, presupposti e oggetto. La concorrenza sleale risulta invero avere un carattere personale, presuppone la condonabilità con i prodotti dei concorrenti e quindi la conseguenza del danno derivante dello sviamento della clientela. La tutela del marchio risulta, invece, avere natura reale, ed opera indipendentemente dalla confondibilità dei prodotti.
Investigatore privato Torino : perché rivolgersi all’agenzia investigativa Torino Argo?
L’investigatore privato Torino dell’agenzia investigativa Argo, svolge indagini atte alla ricerca di informazioni che documentino la concorrenza sleale da parte di un’altra persona, sia essa fisica, sia giuridica, favorendo così un concorrente.
L’investigatore privato Torino redigerà, dopo il primo colloquio con il cliente, un progetto investigativo dal quale emergerà la strategia più idonea al caso specifico.
L’investigatore privato Torino espleta solitamente questo tipo di indagine unitamente alla divisione “Legal” interna all’agenzia investigativa Torino Argo, in modo tale da garantire che le indagini saranno volte al reperimento di prove utilizzabile in sede giudiziaria.
L’investigatore privato Torino, al termine dell’indagine, redigerà un report nel quale saranno inserite tutte le informazioni raccolte, correlato dal materiale video-fotografico.
L’investigatore privato Torino, si renderà altresì disponibile a confermare in sede giudiziaria, in quanto testimone, ciò che è accaduto.