Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-226-codice-civile-separazione-giudiziale-dei-beni
Timestamp: 2016-10-27 16:42:58+00:00
Document Index: 166183455

Matched Legal Cases: ['art. 226', 'art. 226', 'art. 409', 'art. 333', 'art. 111', 'sentenza ']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	[La separazione giudiziale dei beni può essere pronunziata nel caso di inabilitazione del marito o di cattiva amministrazione della comunione. Può altresì essere pronunziata quando il disordine degli affari del marito mette in pericolo gli interessi della moglie o il marito non provvede a un congruo mantenimento della famiglia.
Giurisprudenza annotataImpiegati dello Stato
La necessità che, nel quadro della essenziale patrimonialità dell'azione risarcitoria, il danno all'immagine sia suscettibile di valutazione patrimoniale - sotto il profilo della spesa necessaria al ripristino del bene giuridico leso - non include il riferimento ad una spesa effettivamente sostenuta bensì a quella necessaria al ristabilimento dell'immagine violata; al riguardo soccorre il criterio equitativo fissato dall'art. 226 c.c. per il quale, in relazione anche alle prospettazioni del requirente, tra gli elementi e i criteri ai quali ancorare la valutazione vanno considerate non solo l'attività istituzionale nel cui ambito operava l'autore del danno (per la intuibile, conseguente perdita di fiducia a tutto discapito tanto del rispetto quanto della considerazione che i cittadini nutrono nei confronti dei singoli soggetti titolari di così delicate funzioni nonché dell'intera istituzione) ma anche il "clamor fori" e lo "strepitus" venuti a determinarsi anche al di là dello stretto ambito della comunità locale per la celebrazione, nel tempo, dei processi penali.
Corte Conti reg. (Trentino-Alto Adige) sez. giurisd. 08 maggio 2007 n. 24 Trasporto
Non si applica al vettore monoveicolare (parasubordinato) l'art. 226 c.c., norma riferibile esclusivamente al lavoratore subordinato, valendo l'equiparazione ai rapporti di parasubordinazione di cui all'art. 409 c.p.c. solo ai fini previsti dal codice di rito.
Tribunale Torino 31 dicembre 2002 Cassazione
Avverso il decreto della Corte d'appello, emesso su reclamo contro il decreto del tribunale per i minorenni d'affidamento dei minori, adottato a norma degli art. 333 e 336 c.c., non è proponibile il ricorso per cassazione ex art. 111 cost., trattandosi di provvedimento di volontaria giurisdizione, sempre revocabile e modificabile, che non risolve contestazioni fra contrapposti diritti soggettivi, ma ha la funzione di provvedere, nel modo ritenuto più idoneo, agli interessi del minore e quindi non suscettibile di passare in giudicato.
Cassazione civile sez. I 28 aprile 1982 n. 2643 Art. precedente
Sanzionato il giudice che non motiva la sentenza di condannaChiude Google Reader: le ragioni e le alternative Pensione anticipata e Ape 2017, tutto sulla nuova flessibilitàMutui usurari: i tassi di mora non vanno sommati agli interessiLavori urgenti: responsabilità in condominio
Tra moglie e maritoPiatti chiariCome ridurre i debitiDentro il processo penaleSOS Consumatori	UTILIZZO DEI COOKIES