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Timestamp: 2017-12-13 20:27:21+00:00
Document Index: 24640334

Matched Legal Cases: ['in fine', 'in fine', 'in fine', 'art. 4', 'art. 33', 'art. 186', 'art. 247']

CRIMINALITA’ INFORMATICA SEQUESTRO COMPUTER LEGGE AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA "Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 4 aprile 2008 - Supplemento ordinario n. 79
CRIMINALITA’ INFORMATICA SEQUESTRO COMPUTER LEGGE
Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001, di seguito denominata «Convenzione».
Piena e intera esecuzione è data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore in conformità a quanto disposto dall’articolo 36 della Convenzione stessa.
All’articolo 491-bisdel codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al primo periodo, dopo la parola: «privato» sono inserite le seguenti: «avente efficacia probatoria»;
b)il secondo periodo è soppresso.
Dopo l’articolo 495 del codice penale è inserito il seguente:
L’articolo 615-quinquiesdel codice penale è sostituito dal seguente:
L’articolo 635-bisdel codice penale è sostituito dal seguente:
Dopo l’articolo 635-bisdel codice penale sono inseriti i seguenti:
«Art. 635-ter. – (Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità).– Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque commette un fatto diretto a distruggere, deteriorare, cancellare, alterare o sopprimere informazioni, dati o programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o ad essi pertinenti, o comunque di pubblica utilità, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
Dopo l’articolo 640-quaterdel codice penale è inserito il seguente:
«Art. 640-quinquies. – (Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica).– Il soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica, il quale, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto ovvero di arrecare ad altri danno, viola gli obblighi previsti dalla legge per il rilascio di un certificato qualificato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro».
All’articolo 420 del codice penale, il secondo e il terzo comma sono abrogati.
Dopo l’articolo 24 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente:
In relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 615-quatere 615-quinquies del codice penale, si applica all’ente la sanzione pecuniaria sino a trecento quote.
All’articolo 244, comma 2, secondo periodo, del codice di procedura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, anche in relazione a sistemi informatici o telematici, adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne l’alterazione».
All’articolo 247 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
All’articolo 254 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a)il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1.Presso coloro che forniscono servizi postali, telegrafici, telematici o di telecomunicazioni è consentito procedere al sequestro di lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi e altri oggetti di corrispondenza, anche se inoltrati per via telematica, che l’autorità giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere spediti dall’imputato o a lui diretti, anche sotto nome diverso o per mezzo di persona diversa, o che comunque possono avere relazione con il reato»;
b)al comma 2, dopo le parole: «senza aprirli» sono inserite le seguenti: «o alterarli».
Dopo l’articolo 254 del codice di procedura penale è inserito il seguente:
«Art. 254-bis. – (Sequestro di dati informatici presso fornitori di servizi informatici, telematici e di telecomunicazioni). – 1.L’autorità giudiziaria, quando dispone il sequestro, presso i fornitori di servizi informatici, telematici o di telecomunicazioni, dei dati da questi detenuti, compresi quelli di traffico o di ubicazione, può stabilire, per esigenze legate alla regolare fornitura dei medesimi servizi, che la loro acquisizione avvenga mediante copia di essi su adeguato supporto, con una procedura che assicuri la conformità dei dati acquisiti a quelli originali e la loro immodificabilità. In questo caso è, comunque, ordinato al fornitore dei servizi di conservare e proteggere adeguatamente i dati originali».
All’articolo 259, comma 2, del codice di procedura penale, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Quando la custodia riguarda dati, informazioni o programmi informatici, il custode è altresì avvertito dell’obbligo di impedirne l’alterazione o l’accesso da parte di terzi, salva, in quest’ultimo caso, diversa disposizione dell’autorità giudiziaria».
a)al comma 1, dopo le parole: «con altro mezzo» sono inserite le seguenti: «, anche di carattere elettronico o informatico,»;
b)al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando si tratta di dati, di informazioni o di programmi informatici, la copia deve essere realizzata su adeguati supporti, mediante procedura che assicuri la conformità della copia all’originale e la sua immodificabilità; in tali casi, la custodia degli originali può essere disposta anche in luoghi diversi dalla cancelleria o dalla segreteria».
All’articolo 352 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
b)al comma 3, primo periodo, le parole: «lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi o altri oggetti di corrispondenza» sono sostituite dalle seguenti: «lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi o altri oggetti di corrispondenza, anche se in forma elettronica o se inoltrati per via telematica,» e dopo le parole: «servizio postale» sono inserite le seguenti: «, telegrafico, telematico o di telecomunicazione».
All’articolo 354, comma 2, del codice di procedura penale, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «In relazione ai dati, alle informazioni e ai programmi informatici o ai sistemi informatici o telematici, gli ufficiali della polizia giudiziaria adottano, altresì, le misure tecniche o impartiscono le prescrizioni necessarie ad assicurarne la conservazione e ad impedirne l’alterazione e l’accesso e provvedono, ove possibile, alla loro immediata duplicazione su adeguati supporti, mediante una procedura che assicuri la conformità della copia all’originale e la sua immodificabilità».
Dopo il comma 4-bisdell’articolo 132 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono inseriti i seguenti:
All’articolo 51 del codice di procedura penale è aggiunto, in fine, il seguente comma:
Per le esigenze connesse al funzionamento del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete INTERNET, di cui all’articolo 14-bisdella legge 3 agosto 1998, n. 269, e dell’organo del Ministero dell’interno per la sicurezza e per la regolarità dei servizi di telecomunicazione per le esigenze relative alla protezione informatica delle infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, di cui all’articolo 7-bisdel decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, un fondo con una dotazione di 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2008.
Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell’ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia.
L’autorità centrale ai sensi degli articoli 24, paragrafo 7, e 27, paragrafo 2, della Convenzione è il Ministro della giustizia.
Il Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della giustizia, individua il punto di contatto di cui all’articolo 35 della Convenzione.
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Decreto Legislativo 25 febbraio 2000, n. 174 “Attuazione della direttiva 98/8/CE in materia di immissione sul mercato di biocidi”
violazioni dell’art. 4 DLgs. n. 74/2000 per avere indicato nelle dichiarazioni relative agli anni dal 2005 al 2010 elementi passivi fittizi.Avvocato penalista Bologna
BOLOGNA MILANO VICENZA DIRITTO PENALE MEDICO RESPONSABILITA’
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← #GUIDA #STATO #EBREZZA CONTESTATA SENZA ETILOMETRO AVVOCATO BOLOGNA La giurisprudenza di legittimità ha altresì chiarito, in più occasioni, che la nuova disciplina non ha fatto venir meno la possibilità di accertare l’esistenza dello stato di ebbrezza in base ai sintomi rilevati, come la giurisprudenza precedente consentiva, e di ritenere in tal modo provata quanto meno l’esistenza dell’ipotesi prevista dalla fascia a) più favorevole all’imputato (in questo senso v. Cass., sez. 4, 3 giugno 2008 n. 26132, Ouhda, rv. 240850; 3 giugno 2008 n. 28547, Morandi, rv. 240381, già citata; 28 febbraio 2008 n. 22274, Gelmetti, rv. 240173). Il tema ha assunto un maggior rilievo perché la L. 29 luglio 2010, n. 120, art. 33 (disposizioni in tema di sicurezza stradale) ha innovato la precedente disciplina del codice della strada in relazione alle sanzioni previste dall’art. 186 in tema di guida in stato di ebbrezza. In particolare la legge ha conservato la natura di reato delle ipotesi previste al comma 2, lett. b) e c) mentre, all’ipotesi prevista dalla lett. a) del medesimo comma (tasso alcolemico da 0,5 a 0,8 grammi per litro) è stata attribuita la natura di violazione amministrativa punita con una sanzione di natura amministrativa. AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA SEQUESTRO COMPUTER DA PARTE PM L’unico motivo di violazione di legge dei ricorsi, il sequestro dell’intero sistema informatico, P.C. e memorie, e l’osservanza dell’art. 247, comma 1 bis, cod. proc. pen., risulta manifestamente infondato. L’ordinanza impugnata adeguatamente motiva sul punto, senza contraddizioni e senza manifeste illogicità, rilevando come “il sequestro dell’intero sistema è possibile se è proporzionato rispetto alle esigenze probatorie o per altro motivo venga in questione l’intero sistema. Nel caso di specie, la complessità del fenomeno di evasione e truffa posto in essere dalle società oggetto di verifica, l’esistenza nei supporti informativi della documentazione contabile e dei documenti attestanti i rapporti tra le società giustifica il sequestro di tutto il sistema, essendo detto sequestro proporzionato rispetto alle esigenze probatorie”. In tema di acquisizione della prova, l’Autorità giudiziaria, al fine di esaminare un’ampia massa di dati i cui contenuti sono potenzialmente rilevanti per le indagini, può disporre un sequestro dai contenuti molto estesi, provvedendo, tuttavia, nel rispetto del principio di proporzionalità ed adeguatezza, alla immediata restituzione delle cose sottoposte a vincolo non appena sia decorso il tempo ragionevolmente necessario per gli accertamenti; sicchè, in caso di mancata tempestiva restituzione, l’interessato potrà presentare la relativa istanza e far valere le proprie ragioni, se necessario, anche mediante i rimedi impugnatori offerti dal sistema. (Fattispecie relativa al sequestro di interi archivi informatici, contenenti dati potenzialmente rilevanti ai fini della prosecuzione delle indagini per i reati di abuso di ufficio e turbativa d’asta, ipotizzati in relazione ad una procedura di affidamento della gestione del servizio idrico integrato). (Sez. 6, n. 53168 del 11/11/2016 – dep. 15/12/2016, Amores, Rv. 26848901). →