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Timestamp: 2019-02-21 05:22:21+00:00
Document Index: 75064197

Matched Legal Cases: ['art. 105', 'art. 32', 'art. 213', 'art. 91', 'art. 32', 'art. 80', 'art. 32', 'art. 105']

C091 Subappalto, antimafia e tracciabilità dei flussi nei contratti pubblici di lavori, forniture e servizi
- IL CODICE ANTIMAFIA E NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
- ANTIMAFIA E ANTICORRUZIONE: LE “WHITE LIST”PER ATTIVITÀ A RISCHIO DI INFILTRAZIONE
- L'ATTIVAZIONE DELLA BANCA DATI NAZIONALE UNICA DELLA DOCUMENTAZIONE ANTIMAFIA
- IL NUOVO REGIME DEL SUBAPPALTO AI SENSI DELL'ART. 105 DEL D.L.VO 50/2016
- LA TRACCIABILITÀ DEI FLUSSI FINANZIARI
14,00 -18,00 primo giorno
9,00 -14,00 secondo giorno
Con l'attivazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia il 7 gennaio 2016 giunge a compimento il quadro normativo voluto dal Codice delle leggi antimafia, di cui al d.l.vo 159/11. Nello stesso tempo il nuovo Codice dei contratti pubblici, di cui al d.lvo 50/16, ha introdotto una disciplina radicalmente nuova in materia di cause di esclusione dalle gare e, sopratutto, di subaffidamenti (art. 105), ampliando in modo importante l'ambito applicativo della normativa antimafia e attuando il coordinamento tra i due sistemi che da sempre mancava. Grazie all'utilizzo della Banca dati unica, peraltro, il lavoro delle Prefetture dovrebbe risultare via via ridotto a misura di come verrà caricata, da parte delle stazioni appaltanti (dei concessionari e dei contraenti generali) con i dati necessari alla sua utile consultazione; a tali fini occorrerà, tra l'altro, procedere all'accreditamento presso le prefetture del personale addetto ad operarvi.
L'attivazione della Banca dati ha altresì esaurito il regime transitorio disposto dall'art. 32 del d.l. 90/14 in tema di white list riguardanti le imprese affidatarie di prestazioni a rischio di infiltrazione mafiosa, fattispecie la cui disciplina origina nella legge “anticorruzione” (l. 190/12). La normativa antimafia appare peraltro sempre più connessa a quest'ultima se solo si considera la disciplina sul commissariamento delle commesse e la tracciabilità dei flussi finanziari. Il corso si propone, quindi, di analizzare in termini di sistema l'intera disciplina in tema di antimafia anche alla luce delle più recenti indicazioni rese dalla giurisprudenza e dall'ANAC.
Codice antimafia e Codice dei contratti pubblici: il recepimento delle direttive comunitarie come momento di riordino e coordinamento dell'intero sistema; le norme anticorruzione. La Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (BDNUDA): i presupposti e le ragioni della disciplina; la centralità delle nozioni di impresa e di spendita di danaro pubblico. Le circolari esplicative del Ministero degli Interni. La Banca dati nazionale dei contratti pubblici dell'ANAC, voluta dall'art. 213 del nuovo Codice dei contratti di cui al d.l.vo 50/16, dove confluiscono tutte le informazioni contenute nelle banche dati esistenti. Il d.P.C.M. 193/15 e l'operatività della BDNUDA: interrogazione e accreditamento delle persone fisiche autorizzate ad operarvi. Le liberatorie. Le imprese censite e quelle non censite. La gestione esclusiva delle interdittive da parte delle Prefetture: i tempi del pronunciamento e il loro decorso. Le soglie applicative della disciplina antimafia e il regime libero. Lavorazioni “a rischio” di infiltrazione: l'art. 91 del codice antimafia e i commi 52-53 dell'anticorruzione. Le white list; rapporto tra white list e BDNUDA. Le indicazioni ministeriali al venir meno del regime transitorio di cui all'art. 32 del d.l. 90/14.
Applicazione della disciplina antimafia in gara e per la stipula dei contratti: le nuove disposizioni recate dall'art. 80 del nuovo Codice dei contratti. L’ambito dei “soggetti sensibili” da assoggettare a verifica come recentemente aggiornato; il controllo sulle imprese estere. Elementi da raccogliere per l'interrogazione della BDNUDA. L'obbligo per le imprese di aggiornare i propri dati. Autocertificazione e urgenza. Recesso dal contratto e commissariamento (o tutoraggio) dell'impresa: il rapporto con le misure di cui all'art. 32 del d.l. 90/14. I protocolli di legalità come strumento di integrazione negoziale della disciplina vigente: obblighi di denuncia e clausole di trasparenza; le sanzioni per il caso di violazione degli obblighi aggiuntivi assunti.
La disciplina del subappalto come riformulata dall'art. 105 del nuovo Codice dei contratti: l'operatività dell'istituto rimessa alla discrezionalità delle stazioni appaltanti da esercitarsi nel bando; l'obbligo di indicare una terna di nomi per ogni subappalto; il limite massimo del 30% dell'importo dell'appalto principale valevole in termini generali; il nuovo regime dei sub contratti assimilati; subappalto e certificazione dei lavori eseguiti tramite terzi; limiti particolari per le lavorazioni superspecializzate che superino il 10% dell'importo dell'appalto. Subappalto e avvalimento: profili civilistici e ragion d’essere nei processi produttivi.
La natura di contratto derivato e il ruolo per lo sviluppo delle MPMI: pagamento diretto ed esonero di responsabilità. Le ulteriori condizioni per il rilascio delle autorizzazioni: richiesta e inoltro della documentazione da parte dell’interessato; obbligo di produrre il contratto di subappalto; qualificazione tecnica e finanziaria del subappaltatore; altri presupposti per il rilascio dell’autorizzazione. La tempistica: il decorso dei termini e la formazione del silenzio-assenso. La disciplina dei subappalti e cottimi d'importo più contenuto. Divieto di subappalto “a cascata” ed eccezioni. Casi dove è sufficiente la semplice comunicazione. Forniture e servizi non configurabili come subappalti. Il prezzo del subappalto e il pagamento dei subappaltatori: pagamento diretto e relative cautele. L’obbligo di remunerare per intero la sicurezza. La specificità dei lavori: antimafia e attestazioni SOA.
L’accesso dei Prefetti nei cantieri. Abrogazione della responsabilità solidale dell’appaltatore principale per l’adempimento delle obbligazioni del subappaltatore verso i dipendenti e verso terzi. La responsabilità del subappaltatore per l’adempimento delle proprie prestazioni e decorrenza del regime di garanzia. Le disposizioni riguardanti la risoluzione dei rapporti in corso o la revoca delle autorizzazioni dei sub contratti.
La tracciabilità dei flussi finanziari e le indicazioni dell’ANAC. Il divieto dell’uso del contante; indicazione di CIG e/o del CUP; altri strumenti volti ad assicurare la piena tracciabilità delle operazioni. Clausole contrattuali nei rapporti stazione appaltante – affidatari e tra affidatari. I contratti interessati e i limiti della filiera. Fattispecie escluse dagli obblighi di tracciabilità o soggette ad obblighi di tracciabilità cd. “attenuata”: le spese tratte su fondi economali. I controlli sui soggetti tenuti a garantire la tracciabilità; le sanzioni; la competenza per la relativa irrogazione e le ulteriori conseguenze. Il monitoraggio finanziario delle grandi opere (MGO).