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Timestamp: 2018-07-16 02:39:50+00:00
Document Index: 47351913

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 44', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 36']

Sent. C. Cass. pen. 18/11/2014, n. 47402 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP14789
1. Edilizia e immobili - Abusi e reati edilizi - Costruzione abusiva - Ordine di demolizione - Fase esecutiva - Revoca - Possibilità - Condizioni. 2. Edilizia e immobili - Abusi e reati edilizi - Costruzione abusiva - Sanatoria - Requisiti - Conformità postuma del manufatto abusivo per effetto della cd. sanatoria giurisprudenziale - Estinzione del reato - Esclusione.
1. In tema di reati edilizi, l'ordine di demolizione impartito dal giudice con la sentenza di condanna è suscettibile di revoca quando risulti assolutamente incompatibile con atti amministrativi della competente autorità, che abbiano conferito all'immobile una diversa destinazione o ne abbiano sanato l'abusività, fermo restando il potere-dovere del giudice dell'esecuzione di verificare la legittimità dell'atto concessorio sotto il duplice profilo della sussistenza dei presupposti per la sua emanazione e dei requisiti di forma e di sostanza richiesti dalla legge per il corretto esercizio del potere di rilascio.
2. In tema di reati urbanistici, la sanatoria degli abusi edilizi idonea ad estinguere il reato di cui all'art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001, non ammettendo termini o condizioni, deve riguardare l'intervento edilizio nel suo complesso e può essere conseguita solo qualora ricorrano tutte le condizioni espressamente indicate dall'art. 36 d.P.R. cit. e, precisamente, la doppia conformità delle opere alla disciplina urbanistica vigente sia al momento della realizzazione del manufatto, che al momento della presentazione della domanda di sanatoria, dovendo escludersi la possibilità di una legittimazione postuma di opere originariamente abusive che, solo successivamente, in applicazione della cosiddetta sanatoria "giurisprudenziale" o "impropria", siano divenute conformi alle norme edilizie ovvero agli strumenti di pianificazione urbanistica.
EDILIZIA - COSTRUZIONE EDILIZIA - Ordine di demolizione - Opposizione in sede esecutiva - Rilascio di permesso in sanatoria - Giudice dell'esecuzione - Doveri di controllo - Sussistenza.
In materia edilizia, il giudice dell'esecuzione - investito dell'opposizione avverso l'ordine di demolizione conseguente a condanna per costruzione abusiva - ha il potere-dovere di verificare la legittimità del permesso di costruire in sanatoria sotto il profilo del rispetto dei presupposti e dei requisiti di forma e di sostanza richiesti dalla legge per il corretto esercizio del potere di rilascio. (Fattispecie in cui è stata ritenuta legittima l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva respinto l'istanza di revoca dell'ordine di demolizione di un manufatto abusivo per l'illegittimità del provvedimento di sanatoria).
dichiara l’illegittimità costituzionale degli articoli 5, commi 1, 2 e 3, 6 e 7 della legge della Regione Toscana 31 gennaio 2012, n. 4 (Modifiche alla legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 «Norme per il governo del territorio» e della legge regionale 16 ottobre 2009, n. 58 «Norme in materia di prevenzione e riduzione del rischio sismico»).
Edilizia e immobili - Abusi e reati edilizi - Titoli abilitativi - Rilascio di un permesso di costruire "temporaneo" in sanatoria - Illegittimità - Effetto estintivo - Esclusione.
È illegittimo, e non determina l'estinzione del reato edilizio ai sensi del combinato disposto degli artt. 36 e 45 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria con effetti temporanei o relativo soltanto a parte degli interventi abusivi realizzati od. ancora, subordinato all'esecuzione di opere, atteso che ciò contrasta ontologicamente con gli elementi essenziali dell'accertamento di conformità, i quali presuppongono la già avvenuta esecuzione delle opere e la loro integrale conformità alla disciplina urbanistica. (Nella specie era stato rilasciato un titolo abilitativo in sanatoria con "validità di mesi sei dalla data del rilascio", prevedendosi, alla scadenza, la necessità di una richiesta di rinnovo).
EDILIZIA - COSTRUZIONE EDILIZIA - Manufatto abusivo - Procedimento di esecuzione - Rilascio del permesso di costruire in sanatoria - Automatica caducazione dell'ordine di demolizione - Esclusione.
L'ordine di demolizione del manufatto abusivo, impartito con la sentenza di condanna, non è caducato in modo automatico dal rilascio del permesso di costruire in sanatoria. (In motivazione la Corte ha precisato che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di controllare la legittimità dell'atto concessorio sotto il duplice profilo della sussistenza dei presupposti per la sua emanazione e dei requisiti di forma e sostanza richiesti dalla legge per il corretto esercizio del potere di rilascio).
L'articolo 36 del D.P.R. 380/2001 (T.U. dell'edilizia), ex articolo 13 della L. 28/02/1985, n. 47, consente l'accoglimento di domande di accertamento di conformità solo in presenza della c.d. duplice conformità: le opere abusive possono essere oggetto di accoglimento dell'istanza solo quando esse risultino non solo conformi allo strumento urbanistico vigente alla data di emanazione dell'atto che esamina l'istanza, ma anche conformi allo strumento urbanistico vigente alla data in cui sono commessi gli abusi.
È richiesta la doppia conformità, al fine di evitare che le successive modifiche dello strumento urbanistico siano il risultato delle pressioni dei privati sulle amministrazioni comunali.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Concessione edilizia - In sanatoria - Subordinata a specifici interventi edilizi - Inammissibilità.
1. In materia di edilizia non è ammissibile il rilascio della concessione edilizia in sanatoria, ai sensi degli artt. 13 e 22 della L. 28 febbraio 1985 n. 47, ora sostituiti dagli artt. 36 e 45 del T.U. - D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, subordinata alla esecuzione di specifici interventi edilizi, atteso che tale condizione contrasta con gli elementi essenziali della sanatoria, tra cui la doppia conformità dell'opera eseguita, al momento della sua realizzazione ed in quello della presentazione della domanda.
Sent. C. Cass. pen. 08/07/2003, n. 37120
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Abusi - Demolizione - Esecuzione dell'ordine - Acquisizione dei beni al patrimonio comunale - Effetti sull'ordine - Condizioni.
1. In tema di demolizione di opere edilizie abusive, la eventuale acquisizione dei beni al patrimonio comunale è idonea a determinare effetti sulla esecuzione della demolizione solo nel caso in cui sia stata dichiarata, con la prescritta formalità della delibera comunale, l'esistenza di prevalenti interessi pubblici al mantenimento dell'opera.
Sent. C. Cass. pen. 25/10/2001, n. 41669
EDILIZIA - COSTRUZIONE EDILIZIA - Costruzioni in assenza di concessione edilizia - Sanatoria ex art. 13 legge n. 47 del 1985 subordinata alla esecuzione di interventi per la conformità agli strumenti urbanistici - Legittimità - Esclusione - Fondamento.
La subordinazione della sanatoria edilizia disciplinata dall' art. 13 della legge 28 febbraio 1985 n. 47 alla condizione della regolarizzazione dell'immobile abusivo, conformandolo agli strumenti urbanistici vigenti, è illegittima in quanto ontologicamente contrastante con gli elementi essenziali della sanatoria, che presuppone la già avvenuta esecuzione delle opere e la loro conformità agli strumenti urbanistici, entrambe non esistenti nel momento in cui si prevede la detta condizione.
1. Le “varianti in senso proprio” non determinano un sostanziale e radicale mutamento della progettazione originaria (come accade, ad esempio, nelle ipotesi di sensibile spostamento della localizzazione del manufatto, aumento del numero dei piani, creazione di un piano seminterrato, modifica del prospetto esterno etc.) e si sostanziano, quindi, in modificazioni qualitative o quantitative di irrilevante consistenza rispetto al progetto originario. Il titolo abilitativo che le riguarda, inoltre, viene rilasciato con lo stesso procedimento previsto per il rilascio del permesso di costruire e si pone, rispetto al titolo originario, in rapporto di accessorietà e complementarietà. Le “varianti essenziali” si distaccano, invece, dalla progettazione originaria in modo radicale sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo e si risolvono nella realizzazione di un'opera completamente diversa da quella assentita. Esse non sono specificamente disciplinate e presuppongono, per la loro realizzazione, un diverso e autonomo permesso di costruire.
2. In materia edilizia è sempre esclusa la possibilità della cosiddetta sanatoria condizionata, caratterizzata dal fatto che i suoi effetti vengono subordinati alla esecuzione di specifici interventi aventi lo scopo di far acquisire alle opere il requisito della conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia che non posseggono, poiché tali provvedimenti devono ritenersi illegittimi, in quanto il D.P.R. 380/2001, art. 36, si riferisce esplicitamente ad interventi già ultimati e stabilisce come la doppia conformità debba sussistere sia al momento della realizzazione dell'opera, sia al momento della presentazione della domanda di sanatoria.
3. In tema di abuso di ufficio, la prova del dolo intenzionale non richiede l'accertamento dell'accordo collusivo con la persona che si intende favorire, ben potendo essere desunta anche da altri elementi quali, ad esempio, la macroscopica illegittimità dell'atto, nonché da una serie di indici fattuali, tra i quali assumono rilievo l'evidenza, reiterazione e gravità delle violazioni, la competenza dell'agente, i rapporti fra agente e soggetto favorito, l'intento di sanare le illegittimità con successive violazioni di legge. Inoltre, il rilascio di un titolo abilitativo edilizio per la realizzazione di un immobile la cui edificazione non è consentita o il mantenimento di un immobile abusivo mediante l'omessa adozione dei provvedimenti finalizzati alla sua eliminazione ovvero mediante sanatoria in assenza dei presupposti di legge, determina inequivocabilmente un vantaggio patrimoniale ingiusto nei confronti del privato il quale, in forza del titolo indebitamente conseguito o dell'inerzia del pubblico ufficiale, costruisce o mantiene in essere un manufatto che, oltre ad incrementare il valore dell'area ove insiste, ha un valore intrinseco e può essere successivamente alienato, locato o destinato comunque ad utilizzazioni economicamente vantaggiose. Ai fini dell’accertamento del concorso del privato nel delitto di abuso di ufficio vanno considerati i profili inerenti al contesto fattuale, ai rapporti personali tra i soggetti coinvolti, ovvero altri dati di contorno, idonei a dimostrare che la domanda del privato sia stata preceduta, accompagnata o seguita dall'accordo con il pubblico ufficiale, se non da pressioni dirette a sollecitarlo o persuaderlo al compimento dell'atto illegittimo. Può prendersi in considerazione anche la sequenza temporale degli accadimenti, le modalità di adozione dei singoli atti e la correlazione tra le condotte singolarmente poste in essere da ciascun soggetto.
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