Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1032-codice-civile-modi-di-costituzione
Timestamp: 2019-11-18 21:12:37+00:00
Document Index: 29979621

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 31', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 1032 codice civile: Modi di costituzione | La Legge per tutti
Quando, in forza di legge (1), il proprietario di un fondo ha diritto di ottenere da parte del proprietario di un altro fondo la costituzione di una servitù (2), questa, in mancanza di contratto (3), è costituita con sentenza (4). Può anche essere costituita con atto dell’autorità amministrativa nei casi specialmente determinati dalla legge.
Atto dell’autorità amministrativa: atto di un pubblico potere che dispone per uno o più casi concreti e nei confronti di uno o più destinatari determinati.
Indennità: somma di denaro dovuta a titolo di ristoro patrimoniale che consegue a fatti che sacrificano diritti ma che non sono antigiuridici, in quanto autorizzati o imposti da una norma di legge.
(1) Le più importanti servitù coattive sono previste e regolate dal codice civile [v. 1033 ss.]; altre sono previste dal codice civile ma sono regolate da leggi speciali [v. 1056]; altre ancora, le cosiddette servitù pubbliche, sono previste e regolate da apposite leggi speciali (es.: le servitù militari).
(2) Nell’imporre la costituzione della servitù il legislatore tiene in considerazione la situazione del fondo dominante: così, ad esempio, se questo è privo di accesso alla via pubblica, il legislatore impone al fondo vicino la cd. servitù di passaggio.
(4) Trattasi di sentenza costitutiva, dando essa luogo ad una modificazione della situazione giuridica preesistente.
Con le servitù coattive, il legislatore intende tutelare un interesse prevalente del proprietario del fondo dominante.
Il provvedimento di acquisizione del bene illecitamente edificato, e dell'area su cui sorge, al patrimonio del Comune, nell'ipotesi in cui il responsabile dell'abuso non provveda alla demolizione di opere eseguite in assenza di concessione, in totale difformità o con variazioni essenziali, ai sensi dell'art. 7 l. 28 febbraio 1985 n. 47 (poi art. 31 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380), non può determinare il sacrificio di diritti reali di terzi su beni diversi da quello abusivo; ne consegue che detto provvedimento non è incompatibile con l'esecuzione della sentenza che abbia ordinato la riduzione in pristino della costruzione abusiva per l'accertata violazione delle distanze legali dal fondo finitimo, comportando altrimenti tale acquisizione al patrimonio comunale la costituzione "ex lege" di una servitù a carico della proprietà del vicino, senza indennizzo alcuno in favore di quest'ultimo. Cassa e decide nel merito, App. Roma, 13/11/2006
Cassazione civile sez. III 04 giugno 2013 n. 14022
Non può ritenersi che l'amministrazione comunale possa, in sede di rilascio di un permesso di costruire, consentire l'accesso - carrabile e pedonale - da un'area privata su una strada ad uso pubblico, qualora tale strada sia di proprietà di un altro soggetto privato e qualora manchi il consenso (anzi, vi sia l'espresso dissenso) da parte del proprietario. Se si ammettesse che in sede di rilascio del permesso di costruire all'autorità amministrativa sia consentito costituire sull'area di un terzo un peso (nel caso si specie, l'obbligo di consentire il passaggio) indipendentemente dal consenso del proprietario, si giungerebbe ad ammettere un modo surrettizio di costituzione di una servitù sostanziale (quale quella che consente il passaggio attraverso e sul fondo del vicino) al di fuori dei tassativi modi di costituzione espressamente richiamati dall'articolo 1032 del Codice civile e in assenza della corresponsione dell'indennità dovuta ai sensi degli articoli 1032 e 1053 del medesimo Codice. (Conferma Tar Abruzzo L'Aquila, sez. I, n. 208/2012).
Consiglio di Stato sez. VI 06 maggio 2013 n. 2416
La competenza sulla domanda del proprietario del fondo servente per il pagamento del compenso dovuto dal proprietario del fondo dominante per le spese di amministrazione di una servitù di passaggio, anche se contenuta entro i limiti della competenza per valore del giudice di pace, non appartiene alla competenza di quest'ultimo, bensì del tribunale, qualora sia dal convenuto introdotta come oggetto del giudizio la questione dell'esistenza e validità dell'atto costitutivo della servitù che il suddetto compenso abbia stabilito. In tale caso, infatti, non si è in presenza di rapporti giuridici distinti ed eterogenei, bensì di un complesso rapporto unitario, nel quale il giudicato si forma su tutto ciò che ha costituito oggetto di decisione, ivi compreso l'antecedente logico che integra un presupposto essenziale della medesima.
Cassazione civile sez. II 14 ottobre 2010 n. 21232
Ai fini della costituzione convenzionale di una servitù prediale non si richiede l'uso di formule sacramentali, di espressioni formali particolari, ma basta che dall'atto scritto si desuma la volontà delle parti di costituire un vantaggio a favore di un fondo mediante l'imposizione di un peso o di una limitazione su un altro fondo appartenente a diverso proprietario, sempre che l'atto abbia natura contrattuale, che rivesta la forma stabilita dalla legge ad substantiam e che da esso la volontà delle parti di costituire la servitù risulti in modo inequivoco, anche se il contratto sia diretto ad altro fine. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto dimostrata l'esistenza di un valido atto negoziale costitutivo di una servitù di scarico fognario sulla base di un progetto, comune a due porzioni contigue di una casa bifamiliare, contenente un identico tracciato grafico indicante la previsione di uno scarico fognario comune ad entrambe le edificande ville e corredato da planimetrie sottoscritte dalle parti).
Cassazione civile sez. II 28 aprile 2011 n. 9475