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Timestamp: 2018-04-24 04:42:30+00:00
Document Index: 105121428

Matched Legal Cases: ['art.  10', 'art. 18', 'art.36', 'art.10', 'art. 1', 'art. 7', 'art 1', 'sentenza ', 'art. 8', 'art.2', 'art.48']

gennaio | 2010 | Francesco Colaci's BLOG
DISPOSIZIONI SU ISTITUTI DI PATRONATO
Sulla Gazzetta Ufficiale n.22/2010 risulta pubblicato il Decreto del Ministro del Lavoro 14.12 2009 ,che, in attuazione della legge n.152/01, contiene nuove disposizioni sugli istituti di patronato, di cui di seguito si evidenziano gli aspetti rilevanti .
Anzitutto va sottolineato che i predetti istituti di patronato
possono   stipulare   convenzioni   per   svolgere   attivita'   di   sostegno,
informative, di servizio e di assistenza tecnica nei confronti  delle
pubbliche amministrazioni in tutte le loro articolazioni  e  con  gli
organismi comunitari ai sensi dell'art.  10,  comma  1,  lettera  b),
della legge 30 marzo 2001, n. 152.
Si  sottolinea  che le  Le  predette  convenzioni  devono
essere  svolte  senza  scopo  di  lucro e  con  rimborso  delle   spese
effettuate   mentre  sono gratutite   Le attivita'  prestate ai  lavratori
Inoltre si stabilisce che  gli  istituti di patronato   svolgono
attivita'  di  informazione,  consulenza  e  assistenza  in
materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nei confronti  dei
lavoratori, delle pubbliche amministrazioni e dei  datori  di  lavoro
privati ,venendo espletate gratuitamente nei confronti dei lavorator
e sulla base  di  apposite tariffe    nei  confronti
delle pubbliche amministrazioni e dei datori di lavoro privati.
Rispetto alle convenzioni, si chiarisce  che ognuna delle stesse
deve individuare i soggetti interessati, i loro
ruoli, le attivita' oggetto della convenzione, i tempi, le  modalita'
di esecuzione e di  rimborso  dei  costi  anche  forfettari  mediante
rendicontazione, i criteri  di  computo  del  rimborso  spese,  anche
attraverso un'analisi preventiva dei costi, e le  relative  modalita'
di erogazione, i livelli  di  responsabilita'  e  di  garanzia  nello
svolgimento di tali attivita'.
Peraltro il decreto  avverte che da  parte degli istituti di patronato
le convenzioni  sono  sottoscritte  dal  legale rappresentante  o
dai soggetti individuati  e  autorizzati,  attraverso  procure
speciali,sulla base delle rispettive norme statutarie.
I  criteri  per  definire  e  calcolare  i  rimborsi  spese,  da
considerarsi contributi ai sensi dell'art. 18, della legge  30  marzo
2001, n. 152, devono essere determinati in relazione  alla  tipologia
ed alle caratteristiche delle attivita' oggetto della convenzione con
riferimento a parametri e/o indicatori oggettivi,  individuati  dalle
amministrazioni che propongono la convenzione ,restando inteso che le
convenzioni con le pubbliche amministrazioni e gli  organismi
comunitari devono essere  stipulate  nel  rispetto  dei  principi  di
trasparenza dell'azione amministrativa ,mentre non
si possono essere stipulate convenzioni per svolgere attivita'  di
informazione, consulenza, assistenza e tutela sulle prestazioni  gia'
regolate dal decreto 10 ottobre  2008,  n.  193,  del  Ministero  del
lavoro, della salute e delle politiche sociali e relativi allegati.
Infine risulta  stabilito che:
a) le convenzioni stipulate  vanno rimesse  alla  competente
Direzione provinciale del lavoro entro 30 giorni dalla data della stipula ;
b) in riferimento ai principi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni,  le  convenzioni  stipulate  con  pubbliche
amministrazioni ed organismi comunitari sono pubbliche e chiunque  ha
il diritto di prenderne visione.
CONFERMATO NEL 2010 REGIME TRANSITORIO ASSUNZIONE BULGARI E RUMENI
Mentre i cittadini dei 25 Stati membri dell’UE già prima del 1° gennaio 2007 possono essere regolarmente assunti senza richiedere alcun preventivo nulla osta al lavoro , essendo sufficiente porre in essere gli ordinari adempimenti previsti per i lavoratori italiani (comunicazione di assunzione ai centri per l’impiego almeno il giorno prima dell’instaurazione del rapporto di lavoro così previsto dalla legge n. 296/2006, apertura posizione previdenziale ed assicurativa presso i competenti Enti previdenziali ed assistenziali) , per i cittadini provenienti dalla Romania e dalla Bulgaria, entrati a pieno titolo nell’UE dal 1° gennaio 2007, è stata transitoriamente stabilita una procedura specifica per l’assunzione in alcuni settori lavorativi.
In particolare il Governo italiano, analogamente a quanto previsto da altri Paesi dell’U.E., ha deciso di avvalersi di un regime transitorio prima di liberalizzare completamente il loro accesso al lavoro subordinato, mentre non sono state introdotte restrizioni per il lavoro autonomo.
Detto regime transitorio, inizialmente previsto per un anno e prorogato per il 2008 ed il 2009 , risulta confermato sino al 31.12,2010 con la circolare congiunta dei Ministeri del Lavoro e dell’Interno n,2 del 20 scorso.
Il regime transitorio predetto prevede l’apertura immediata nei seguenti settori con gli stessi adempimenti previsti per i lavoratori italiani agricolo; turistico alberghiero; lavoro domestico e di assistenza alla persona; edilizio; metalmeccanico; dirigenziale e altamente qualificato.
Uguale apertura immediata è prevista per il lavoro stagionale ed in tutti i casi originariamente previsti dall’articolo 27 del Testo Unico sull’immigrazione.
Pertanto i datori di lavoro che nei predetti settori intendono procedere all’assunzione di lavoratori rumeni o bulgari dovranno rispettare solo gli ordinari adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia di lavoro, effettuando le comunicazioni obbligatorie ai Centri per l’impiego ed ai competenti Enti previdenziali ed assistenziali. Invece per l’assunzione dei lavoratori rumeni e bulgari nei restanti settori produttivi è richiesto il rispetto di una una procedura semplificata che prevede la presentazione, mediante spedizione postale (raccomandata a/r), da parte del datore di lavoro allo Sportello Unico per l’Immigrazione competente, di una richiesta di nulla osta utilizzando l’apposita modulistica (mod. sub neocomunitari) disponibile sui siti dei Ministeri del Lavoro e dell’Interno , evidenziando in merito che non occorre rispettare quote numeriche, in quanto non previste. Per l’individuazione del settore di riferimento in cui si collocano i lavoratori è sufficiente consultare l’elenco dei contratti collettivi nazionali di lavoro, per ognuno dei quali è riportato il settore (con relativo codice, titolo abbreviato e titolo esteso) in cui rientra la tipologia di contratto applicato.
Per risalire alla corretta conoscenza di quali settori produttivi s ‘ intendono effettivamente “aperti” ai lavoratori rumeni e bulgari, così come dei restanti settori produttivi in cui si applicano invece le “procedure semplificate” di richiesta del nulla osta al lavoro occorre, pertanto, fare riferimento al predetto elenco. Per es. se i lavoratori rumeni e bulgari devono essere assunti dai datori di lavoro con un contratto rientrante nel settore “Alberghi e ristoranti” (in cui nel titolo si riporta l’indicazione di imprese turistiche, ecc.), allora non occorre il nulla osta al lavoro rilasciato dallo Sportello Unico per l’immigrazione; se, invece, tali lavoratori vengono assunti con un contratto rientrante nel settore “Commercio” (ad es. CCNL per i dipendenti delle aziende commerciali e dei servizi) allora si applica la procedura semplificata di richiesta del nulla osta al lavoro sopra descritta.
NUOVI MINIMI RETRIBUTIVI PERSONALE DOMESTICO
Di seguito si pubblica la tabella dei minimi retributivi per il personale domestico fissati dallacompetente Commissione Nazionale a norma dell’art.36 del CCNL del 16.2.2007 ,in vigore dall’01.01.2010.
D 1.041,30 + indennità 153,98
LAVORATORI DI CUI ART. 15 – 2° CO. (valori mensili)
B 520,65 .
A 4,16 .
AS 4,90 .
B 5,21 .
BS 5,52 .
C 5,83 .
CS 6,13 .
D 7,08 .
DS 7,39 .
BS 898,12 .
CS . 1.017,87
DS . 1.257,37
LIV. UNICO 601,36 .
INDENNITA’ (valori giornalieri)
pranzo e/o colazione 1,72
cena 1,72
alloggio 1,49
totale 4,93
Al fine di agevolare la lettura dei dati del sopra riportato prospetto, si riporta il testo dell’art.10 del ccnl relativo ai livelli d’inquadramento del personale domestico.
ISTRUZIONI MINISTERO LAVORO CONTRATTI SOLIDARIETA’CON CIGS
A fronte di perplessità evidenziate e quesiti formulati sull’argomento ,il Ministero del Lavoro con la nota 21 gennaio 2010, n. 1879 fornisce chiarimenti in merito alla possibilità di stipulare contratti di cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito con modificazioni dalla legge, 19 dicembre 1984, n. 863, da parte di imprese che abbiano nell’arco del quinquennio già fruito del limite massimo di 36 mesi di integrazione salariale, osservando quanto segue.
L’articolo 1, comma 9 della legge 23 luglio 1991, n. 223 consente per ciascuna unità produttiva trattamenti straordinari di integrazione salarialeche non possono avere una durata complessiva superiore a trentasei mesi nell’arco di un quinquennio, indipendentemente dalle cause per le quali sono stati concessi, ivi compresa quella prevista per i contratti di solidarietà ,computando , a tal fine, anche i periodi di trattamento ordinario concessi per contrazioni o sospensioni dell’attività produttiva determinate da situazioni temporanee di mercato.
Tuttavia va sottolineato che il limite in questione non è tuttavia rigido, prevedendo la legge stessa espressamente la possibilità di un suo superamento:
– nei casi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale di particolare complessità di cui all’articolo 1, comma 3 della legge n. 223/1991 (per i quali appunto è prevista una durata massima di 48 mesi);
– nelle ipotesi in cui l’impresa sia ammessa a procedure concorsuali, di cui all’articolo 3 della legge n. 223/91;
– nel caso di stipulazione di contratti di solidarietà di cui all’art. 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863;
– nel caso di proroga dei sopra detti contratti di solidarietà di cui dall’art. 7 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48.
La spiegazione del superamento del limite dei 36 mesi di cigs in un quinquennio si spiega con la volontà d’ impedire che vengano preclusi validi piani e programmi volti al salvataggio dei livelli occupazionali.
Originariamente la legge demandava al CIPI la determinazione delle ” condizioni e delle modalità” per il superamento del detto limite dei 36 mesi, nelle sopra indicate ipotesi ma successivamente le funzioni del detto Comitato interministeriale sono state devolute al Ministerodel Lavoro, per cui l’individuazione delle condizioni e delle modalità di cui al richiamato art 1, comma 9 della legge n. 223/91 rientra nelle competenze di detto Ministero.
In linea con quanto sopra esposto, con decreto ministeriale n. 46448, del 10 luglio 2009, sono state disposte semplificazioni per le modalità d’accesso al trattamento di integrazione salariale in favore di lavoratori dipendenti di aziende le quali abbiano sottoscritto contratti di solidarietà ,prevedendo che qualora il ricorso al contratto di solidarietà abbia finalità di strumento alternativo alla procedura per la dichiarazione di mobilità di cui all’articolo 4, della legge n. 223/91 il limite disposto all’articolo 1, comma 9 della medesima legge n.223/91 può essere superato.
Pertanto conclude la citata nota ministeriale , in conformità al predetto dettato normativo legge n. 223/91, se una impresa che abbia già fruito dei 36 mesi di integrazione salariale a qualunque titolo corrisposta nel quinquennio, faccia ricorso alla stipula di un contratto di solidarietà, ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito con modificazioni dalla legge, 19 dicembre 1984, n. 863, come strumento alternativo alla procedura di dichiarazione di mobilità, il predetto tetto massimo dei 36 mesi nel quinquennio possa essere superato.
Si riporta di seguito l’elenco delle aziende operanti in Abruzzo per cui è intervenuto il provvedimento di cigs da parte del Ministero del Lavoro nel periodo 16/23 gennaio 2
Denominazione Azienda : SUPER POLO BORSE
Decreto del 19/01/2010 n. 49344
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 16/11/2009 al 15/11/2010
Denominazione Azienda : WEB COLOR
Unità di : CARSOLI Prov : AQ
Decreto del 19/01/2010 n. 49331
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 01/12/2009 al 30/11/2010
N.P.Z. S.r.l.
con sede in : ROCCA SAN GIOVANNI – CH
SAN GIOVANNI TEATINO – CH
ROCCA SAN GIOVANNI – CH
Decreto del 22/01/2010 n. 49493
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 01/01/2010 al 25/01/2010
Settore : Commercio al dettaglio di ferramenta, materiale elettrico e termoidraulico, pitture e vetro piano- commercio al dettaglio di articoli ed attrezzature per il fai da te- commercio al dettaglio di ferramenta, vetro piano, colori, vernici e lacche- commercio
VE.GA S.r.l.
con sede in : SPOLETO – PG
ORTONA – CH
Decreto del 22/01/2010 n. 49492
Settore : Supermercati- esercizi di vendita al dettaglio operanti nel settore alimentare, organizzati prevalentemente a libero servizio e con pagamento all’uscita, che dispongono di una superficie di vendita normalmente superiore a 250 mq e di un vasto assortimento
ATTIVATA P E C MINISTERO LAVORO
Attra verso apposito Comunicato del 22 scorso il Ministero del Lavoro informa di aver attivato il nuovo servizio della Posta Elettronica Certificata-PEC per tutte le Unità Organizzative Centrali del Ministero, il servizio di Posta Elettronica sulla base di quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto legislativo n. 82/2005) e dal DPCM 6 maggio 2009, ulteriormente rafforzati dalle nuove regole introdotte per garantire la trasparenza dell’azione amministrativa nei confronti dei cittadini (articolo 11, comma 5 del D.L.gs 150/2009).
Sottolineato che la PEC è un sistema di posta elettronica che conferisce efficacia legale alla trasmissione per via telematica dei documenti e degli atti amministrativi ,ricalcando concettualmente il servizio di posta tradizionale raccomandata , senza entrare nel merito di cosa sia stato spedito, ma essendo in grado di garantire che ciò che è stato spedito non sia stato alterato durante il processo di consegna e che sia stato preso in carico e consegnato (o non consegnato) al destinatario in tempi e con modalità certe.
Inoltre è da tener conto che la PEC consente agli uffici della pubblica amministrazione di dialogare direttamente con i cittadini e i dipendenti pubblici via e-mail e offre la possibilità di semplificare i procedimenti, riducendone i tempi di esecuzione e assicurando qualità ed efficacia al servizio.
Infine si precisa usufruire del servizio è necessario disporre di una casella di Posta Elettronica Certificata.
Si riporta l’elenco delle unità operative della struttura centrale del Ministero munite di Pec ed i relativi indirizzi:
centrodicontatto@mailcert.lavoro.gov.it
D.G.risorse umane e affari generali
dgrisorseumane@mailcert.lavoro.gov.it
D.G.politiche per l’orientamento e la formazione
dgpoliticheorientamento@mailcert.lavoro.gov.it
D.G.ammortizzatori sociali eincentivi all’occupazione
dgammortizzatorisociali@mailcert.lavoro.gov.it
D.G. tutela delle condizioni di lavoro
dgtutelalavoro@mailcert.lavoro.gov.it
D.G. innovazione tecnologica e la comunicazione
dginnovazionetecnologica@mailcert.lavoro.gov.it
D.G. mercato del lavoro
dgmercatolavoro@mailcert.lavoro.gov.it
D.G.gestione Fondo nazionale politiche sociali e monitoraggio spesa sociale
dgfondopolitichesociali@mailcert .lavoro.gov.it
D.G. inclusione, i diritti sociali e la responsabilità sociale delle imprese (CSR)
dgcomunicazione@mailcert.lavoro.gov.it
D.G. attività ispettiva
dgattivitaispettiva@mailcert.lavoro.gov.it
D.G volontariato, l’associazionismo e le formazioni sociali
dgvolontariato@mailcert.lavoro.gov.it
D.G. immigrazione
dgimmigrazione@mailcert.lavoro.gov.it
D.G. politiche previdenziali
CHIARIMENTI MINISTERO LAVORO PER CERTIFICAZIONI SANITARIE NON PIU’RILASCIATE DA STRUTTURE S.S.N.
Il Ministero del Lavoro con la lettera circolare 22 gennaio 2010, n. 1401 affronta e definisce la questione riguardante il rilascio di certificazioni sanitarie che ,spettanti ad organi del servizio sanitario nazionale ,non risultano più emesse dagli stessi ,in quanto negli ultimi anni varie normative regionali in materia di semplificazione delle procedure relative alle autorizzazioni, certificazioni e idoneità sanitarie hanno previsto che le ASL della rispettiva regione non rilascino alcuni certificati sanitari ,quali ad esempio quello di idoneità fisica per l’assunzione di minori o il certificato per l’abilitazione alla conduzione di generatori di vapore.
Sottolineato che il mancato rilascio di tali certificazioni pone dei dubbi interpretativi sui comportamenti che le Direzioni Provinciali devono adottare laddove le normative nazionali prevedono tali certificazioni ,la lettera circolare fornisce i chiarimenti del caso .,osservando anzitutto che la problematica in esame è stata più volte affrontata a partire dall’emanazione della legge della regione Lombardia n .12 del 4 agosto 2003 (Norme relative a certificazioni in materia di igiene e sanità pubblica) sulla quale si sono espressi sia la corte Costituzionale con sentenza n. 162 del 26 maggio – 1 giugno che il consiglio di Stato con parere n. 3208/2005, reso dalla sezione II il 9 novembre 2005. A seguito della suddetta legge regionale e con esplicito riferimento alle certificazioni previste dall’art. 8 della L. 977/1967 e s.m.i. in materia di idoneità per l’assunzione di minori, in merito a cui il Ministero, tenuto conto anche di quanto espresso dalla corte Costituzionale e dal Consiglio di Stato, ha già fornito indicazioni con lettera circolare Prot. 15/VI/7144/14.01.01.02 dell’11 aprile 2006 evidenziando la persistenza dell’obbligo della visita medica di idoneità fisica dei minori in ambito nazionale e il rilascio della relativa certificazione ,mentre successivamente con la risposta all’interpello n. 1866 del 19.07.2006, è stato chiarito che “… la visita medica del minore è demandata ad un medico che risulti giuridicamente incardinato nell’ambito della organizzazione sanitaria pubblica e per tale deve intendersi sìa il professionista che sia in rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario Nazionale -quale è il medico della struttura ospedaliera pubblica ovvero della azienda sanitaria locale – sia il professionista che operi in convenzione con il Servizio Sanitario, quale è ad es. il medico di medicina generale”
Peraltro viene evidenziato che l’attuale normativa in materia di salute e sicurezza (D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.), nei casi in cui sussiste l’obbligo della sorveglianza sanitaria ha previsto che il medico competente possa effettuare anche la visita medica preventiva in fase preassuntiva. Tale previsione tiene conto che trattasi di medico di qualificata professionalità con specifiche conoscenze ed esperienze professionali e con specifici titoli e requisiti (articolo 38 DLgs. 81/2008 e s.m.i.)- Pertanto la certificazione rilasciata dalla suddetta figura professionale si ritiene valida ai fini degli obblighi previsti dalla normativa in esame.
NOVITA’ LEGISLATIVE DISCIPLINA APPRENDISTATO
Il susseguirsi negli anni scorsi di modifiche ed integrazioni alla disciplina dell”apprendistato contenuta nel decresto legislativo n.276/03 registra nuovi capitoli, alcuni dei quali già scritti in norme ormai approvate ed efficaci ed altri proposti all’approvazione degli organi parlamentari competenti.
Per quanto riguarda i primi, si richiamano i commi 154 e 155 dell’art.2 della legge finanziaria n.191 del 23.12.2010 che in materia di apprendistato contiene due rilevanti novità ,ossia :
a) per agevolare le transizioni occupazionali, soprattutto dei giovani, con il contratto di apprendistato, prevede la destinazione di 100 milioni di euro per l’anno 2010 alle attività di formazione dell’apprendistato ,di cui una parte è prevista prioritariamente per l’attuazione dell’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione e dell’apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione ;
2) consente la percentualizzazione della retribuzione dell’apprendista ,in alternativa all’inquadramento del medesimo fino a due liveli inferioriori a quello dell’attribuzione della qualifica.Vale a dire che , in base alla previsione della contrattazione nazionale ,territoriale o aziendale stipulata da associazioni dei datori e dei lavoratori comparativamente più rappresentative,la retribuzione è destinata a crescere progressivamente durante lo svolgimento del rapporto in base alla relativa anzianità maturata.
Rispetto a quanto riportato al n.2,si sottolinea anzitutto che con l’opzione dell’aumento della retribuzione dell’apprendista a percentuali progressive in base ai periodi temporali prefissati si tende a prevenire le disparità che si potrebbero determinare tra lavoratori appendisti e non apprendisti della stessa azienda,considerato che con il metodo del sottoinquadramento sino a due livelli può capitare che il dipendnte qualificato possa percepire una retribuzione quasi identica al collega apprendista.
Inoltre si evidenzia che la norma richiamata amplia la possibilità della contrattazione dei parametri retributivi di secondo livelo attraverso i contratti aziendali,realizzati con l’assistenza delle associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative in campo nazionale.
Circa le modifiche alla disciplina dell’apprendisto in fieri,si segnala che in sede d’esame al Senato in seconda lettura del disegno di legge n.1167 , risulta presentato tra gli altri attinenti la materia di lavoro un emendamento che disciplina la possibilità che attraverso l’apprendistato venga realizzato l’obbligo d’istruzione ,che come è noto attualmente prevede una durata di 10 anni.
Infatti l’emendamento in questione aggiunge un comma al testo dell’art.48 del dec.leg.vo n.276/03 ,stabilendo che il diritto- dovere dell’istruzione sia soddisfatto anche attraverso il rapporto di apprendistato , inserendo pure un’altra importante novità normativa sull’età minima necessaria per l’instaurazione dei rapporti di lavoro subordinato, fissata a 16 anni dalla legge n.296/2006 con decorrenza 1° settembre 2007 in conseguenza dell’innalzamento dell’istruzione obbligatoria.
In virtù dell’ emendamento proposto , gli adolescenti,derogando dalla regola generale sull’età minima per l’accesso al lavoro, potranno stipulare i contratti di apprendistato già a 15 anni per adempiere al ciclo dell’istruzione obbligatoria.
Resta inteso che l’emendamento di cui sopra sull’apprendistato sara’ efficace soltanto a seguito del recepimento dello stesso da parte degli organi parlamentari e quindi dell’approvazione del disegno di legge in esame.
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