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Timestamp: 2018-01-21 04:52:08+00:00
Document Index: 139460511

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 18']

Rubicone Igt – Strade dei vini
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Gazzetta n. 124 del 28 maggio 2016
Proposta di modifica del disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica «Rubicone»
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi del decreto ministeriale 7 novembre 2012, recante la procedura a livello nazionale per l'esame delle domande di protezione delle DOP e IGP dei vini e di modifica dei disciplinari, ai sensi del Reg. (UE) n. 1308/2013 e del decreto legislativo n. 61/2010;
Visto il vigente disciplinare di produzione della IGT «Rubicone», da ultimo modificato con decreto ministeriale 7 marzo 2014, pubblicato sul sito internet del Mipaaf - Prodotti DOP e IGP, sezione Vini DOP e IGP;
Esaminata la documentata domanda presentata dal Consorzio Vini di Romagna, con sede in Faenza (RA), intesa ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica «Rubicone», con allegata la relativa proposta di disciplinare di produzione, nel rispetto della procedura di cui all'art. 10 del citato decreto ministeriale 7 novembre 2012;
Provvede, ai sensi dell'art. 8, comma 1, del citato decreto ministeriale 7 novembre 2012, alla pubblicazione dell'allegata proposta di modifica del disciplinare di produzione dei vini a indicazione geografica tipica «Rubicone».
2.1. La indicazione geografica tipica «Rubicone» e' riservata ai seguenti vini:
2.2. I vini e i mosti di uve parzialmente fermentati a indicazione geografica tipica «Rubicone» bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o piu' vitigni idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna, iscritti nel registro nazionale delle varieta' di vite per uve da vino approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004, e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
2.3 La indicazione geografica tipica «Rubicone» con la specificazione di uno dei vitigni di seguito elencati: Alicante, Ancellotta, Barbera, Bombino bianco, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Canina nera, Centesimino, Chardonnay, Ciliegiolo, Famoso, Fortana, Garganega, Grechetto Gentile, Malbo gentile, Malvasia (da Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia di Candia aromatica e/o Malvasia istriana), Manzoni bianco, Marzemino, Merlot, Montu', Moscato bianco, Müller Thurgau, Negretto, Grechetto gentile, Pinot bianco, Pinot Grigio, Pinot nero, Raboso (da Raboso veronese), Refosco dal peduncolo rosso, Riesling, Riesling italico, Sangiovese, Sauvignon, Syrah, Trebbiano (da Trebbiano romagnolo e/o Trebbiano toscano), Uva Longanesi, Verdicchio bianco, e' riservata ai vini e ai mosti di uve parzialmente fermentati ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dal corrispondente vitigno.
2.4. I vini a indicazione geografica tipica «Rubicone» con la specificazione di uno dei vitigni indicati al comma 2.3 possono essere prodotti anche nelle tipologie vivace, frizzante e mosto di uve parzialmente fermentato per i vini bianchi, rossi e rosati, nella tipologia novello per i vini rossi, nella tipologia Passito per i vini rossi ottenuti dai vitigni Malbo Gentile, Uva Longanesi e Sangiovese, e nella tipologia spumante, quest'ultima limitatamente ai vini bianchi.
2.5. La indicazione geografica tipica «Forli'» con la specificazione di due dei vitigni elencati al comma 2.3 e' riservata ai relativi vini, anche nelle tipologie vivace, frizzante e mosto di uve parzialmente fermentato, nonche', limitatamente ai vini bianchi, anche nella tipologia spumante e, limitatamente ai vini rossi, anche nella tipologia novello, nella tipologia Passito per i vini rossi ottenuti dai vitigni Malbo Gentile, Uva Longanesi e Sangiovese, alle condizioni previste dalla normativa comunitaria.
4.1. Condizioni naturali dell'ambiente. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'art. 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
4.2. Resa a ettaro e titolo alcolometrico minimo naturale. La produzione massima di uva per ettaro di vigneti in coltura specializzata, nell'ambito aziendale non deve essere superiore per i vini e i mosti di uve parzialmente fermentati a indicazione geografica tipica «Rubicone» bianco a tonnellate 29, per i vini e i mosti di uve parzialmente fermentati a indicazione geografica tipica «Rubicone» rosso e rosato a tonnellate 26; per i vini e i mosti di uve parzialmente fermentati a indicazione geografica tipica «Rubicone» con la specificazione del vitigno non deve essere superiore ai limiti di seguito riportati:
«Rubicone» Alicante t/ha 20
«Rubicone» Ancellotta t/ha 20
«Rubicone» Barbera t/ha 22
«Rubicone» Bombino bianco t/ha 29
«Rubicone» Cabernet franc t/ha 22
«Rubicone» Cabernet sauvignon t/ha 22
«Rubicone» Canina nera t/ha 26
«Rubicone» Centesimino t/ha 15
«Rubicone» Chardonnay t/ha 24
«Rubicone» Ciliegiolo t/ha 22
«Rubicone» Famoso t/ha 29
«Rubicone» Fortana t/ha 26
«Rubicone» Garganega t/ha 29
«Rubicone» Grechetto Gentile t/ha 24
«Rubicone» Malbo gentile t/ha 22
«Rubicone» Malvasia (da Malvasia Bianca di Candia e/o Malvasia di Candia Aromatica e/o Malvasia Istriana) t/ha 29
«Rubicone» Manzoni bianco t/ha 24
«Rubicone» Marzemino t/ha 25
«Rubicone» Merlot t/ha 22
«Rubicone» Montu' t/ha 29
«Rubicone» Moscato bianco t/ha 29
«Rubicone» Müller Thurgau t/ha 24
«Rubicone» Negretto t/ha 22
«Rubicone» Pinot bianco t/ha 24
«Rubicone» Pinot Grigio t/ha 20
«Rubicone» Pinot nero t/ha 22
«Rubicone» Raboso (da Raboso veronese) t/ha 22
«Rubicone» Refosco dal peduncolo rosso t/ha 22
«Rubicone» Riesling t/ha 24
«Rubicone» Riesling italico t/ha 24
«Rubicone» Sangiovese t/ha 25
«Rubicone» Sauvignon t/ha 24
«Rubicone» Syrah t/ha 22
«Rubicone» Trebbiano (da Trebbiano romagnolo e/o Trebbiano toscano) t/ha 29
«Rubicone» Uva Longanesi t/ha 23
«Rubicone» Verdicchio bianco t/ha 29
Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica «Rubicone», seguita o meno dalla specificazione del vitigno, devono assicurare il seguente titolo alcolometrico volumico naturale minimo:
5.2. E' consentito, a favore dei vini da tavola ad indicazione geografica tipica «Rubicone», l'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale mediante la pratica dell'arricchimento da effettuarsi nei limiti e con le modalita' previste dalla normativa comunitaria.
5.3. Nella vinificazione e nella elaborazione dei vini e dei mosti parzialmente fermentati ad indicazione geografica tipica «Rubicone», nonche' nelle operazioni di frizzantatura e spumantizzazione e stabilizzazione dei vini medesimi sono ammesse tutte le pratiche enologiche previste dalla normativa vigente.
5.4. Per i vini a indicazione geografica tipica «Rubicone» tipologia frizzante e' vietata la gassificazione artificiale.
5.5. La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all'80%, per tutti i tipi di vino ad eccezione dei vino Passito rosso, anche con la specificazione di uno o due vitigni di cui al comma 4, dell'art. 2, che non deve essere superiore al 50%. Qualora vengano superati detti limiti tutto il prodotto perde il diritto ad utilizzare l'indicazione geografica tipica.
5.6. E' consentito a favore dei vini e dei mosti di uve parzialmente fermentati ad indicazione geografica tipica «Rubicone» il taglio con mosti e vini provenienti anche da terreni situati al di fuori della zona di produzione delimitata dal precedente art. 3, nella misura non eccedente il 15%.
6.1. I vini ed i mosti di uve parzialmente fermentati ad indicazione geografica tipica «Rubicone», anche con la specificazione del nome di vitigno, all'atto dell'immissione al consumo devono avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo pari a 10% vol, ad eccezione delle tipologie Passito rosso e novello, con o senza la specificazione del vitigno, per le quali il titolo alcolometrico volumico totale minimo deve essere pari ad almeno 11% vol.
In particolare, i vini afferenti all'indicazione geografica tipica «Rubicone» presentano le seguenti caratteristiche: «Rubicone» bianco
estratto non riduttore minimo: 13,0 g/l «Rubicone» bianco vivace
odore: di buona intensita', con sentori floreali e fruttati diversamente composti a seconda della composizione varietale;
estratto non riduttore minimo: 13,0 g/l «Rubicone» bianco frizzante
odore: di buona intensita', con sentori floreali e fruttati diversamente composti a seconda della composizione varietale, ma sostanzialmente freschi;
estratto non riduttore minimo: 13,0 g/l «Rubicone» bianco spumante
estratto non riduttore minimo: 12,0 g/l «Rubicone» rosso
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l «Rubicone» rosso Passito
sapore: dal secco al dolce, caratteristici, equilibrato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13% vol.
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l. «Rubicone» rosso vivace
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l «Rubicone» rosso frizzante
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l «Rubicone» rosso novello
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l «Rubicone» rosato
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l «Rubicone» rosato vivace
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l «Rubicone» rosato frizzante
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l «Rubicone» rosato spumante
estratto non riduttore minimo: 12,0 g/l «Rubicone» con indicazione di vitigno a bacca bianca (anche nelle
tipologie frizzante, spumante e vivace)
odore: di buona intensita', con una variegata gamma di sentori floreali e/o fruttati variabili in composizione ed intensita' a seconda del vitigno e dell'ambiente di coltivazione; nella tipologia spumante possono affiancarsi sentori legati ad un affinamento piu' o meno prolungato sui lieviti; i vini con l'indicazione di vitigno «Famoso», «Moscato» e «Malvasia» possono presentare note di moscato e di rosa piu' o meno spiccate;
estratto non riduttore minimo: 12,0 g/l «Rubicone» con indicazione di vitigno a bacca nera (anche nelle
tipologie frizzante e vivace)
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l «Rubicone» con indicazione di vitigno a bacca nera nella tipologia
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 13% vol.
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l. «Rubicone» novello, con indicazione di vitigno a bacca nera
7.1. Alla indicazione geografica tipica «Rubicone» e' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.
7.3. Nella designazione e presentazione dei vini e dei mosti di uve parzialmente fermentati a indicazione geografica tipica «Rubicone» e' consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni secondo la normativa vigente in materia.
7.4. Nella designazione e presentazione dei vini a indicazione geografica tipica «Rubicone» e' consentito utilizzare la menzione «vivace» secondo la normativa vigente in materia.
7.5. Ai sensi dell'art. 14, comma 4 del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, l'indicazione geografica tipica «Rubicone» puo' essere utilizzata come ricaduta per i vini e i mosti di uve parzialmente fermentati ottenuti da uve prodotte da vigneti, coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel precedente art. 3, ed iscritti allo schedario viticolo per le relative denominazioni di origine, a condizioni che i vini per i quali si intende utilizzare l'indicazione geografica tipica di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al presente disciplinare.
7.6. Nella designazione e presentazione dei vini rossi a indicazione geografica tipica «Rubicone» Passito e' consentito utilizzare nella etichettatura la specificazione APPASSIMENTO utilizzando caratteri di dimensioni non superiori alla denominazione «Rubicone».
A) Informazione sulla zona geografica 1) Fattori naturali rilevanti per il legame.
La IGT «Rubicone» ricalca grossomodo i tanto discussi confini della Romagna, che di fatto non sono mai stati stabiliti in senso amministrativo, ma definiscono un territorio piuttosto uniforme dal punto di vista geo-pedologico e per il carattere della sua gente, modellato su una storia comune di sacrifici e privazioni.
L'area definita dalla IGT «Rubicone» ricomprende tre zone geo-morfologicamente distinte, la pianura alluvionale, la pedecollina e la collina vera e propria, e due modi di fare viticoltura differenti riconducibili ai due modelli principali di viticoltura storica, ovvero quello greco e quello etrusco.
L'Appennino romagnolo ha un'origine geologica comune, che risale all'Era terziaria, e si compone, in linea generale, di formazioni calcaree e argillose. La formazione geologica che, per la sua estensione, maggiormente caratterizza la Romagna e' la «Marnoso-arenacea», una fascia piu' o meno ampia di stratificazioni successive e alternate di arenarie torbiditiche e marne. Durante il periodo Messiniano, quando il Mediterraneo rimase isolato dall'oceano Atlantico, si depositarono rocce evaporitiche (gesso, anidrite, salgemma) che in Romagna sono ben visibili nella «Vena del gesso». Seguono poi le deposizioni del Pliocene, a dominante argillosa, che si presentano spesso con la tipica morfologia a «calanchi», riscontrabile nelle valli basse.
I terreni pedecollinari, tendenzialmente piani, appartengono al Quaternario recente e spesso sono terreni molto evoluti e tendenzialmente decarbonatati.
Da questa successione di rocce e' normale che siano derivati, per effetto dell'erosione naturale e dell'intervento dell'uomo, terreni piu' o meno calcarei, argillosi, misti e, dove sono intervenute azioni di dilavamento ed erosione chimica, terreni residuali di costituzione diversa.
Quindi l'area dell'IGT comprende terreni anche piuttosto diversi tra loro, ma con una buona uniformita' all'interno di fasce, piu' o meno ampie, parallele al crinale appenninico e che si ripropongono in modo pressoche' simile nelle varie province interessate: Bologna, Ravenna, Forli-Cesena e Rimini (minor presenza di suoli derivati dalla Marnoso-arenacea).
Dal punto di vista climatico, l'indice di Winkler, presenta valori crescenti dall'Appennino verso la pianura, per poi ridursi nuovamente verso il litorale per effetto dell'azione mitigatrice del mare. Valori dell'indice di Winkler intorno a 1.500-1.600 gradi giorno, nelle zone piu' alte di coltivazione della vite (intorno a 4-500 m slm), salgono a 2.000-2.200 gradi giorno in pianura e scendono leggermente verso il mare (1.900-2.000 GG circa). 2) Fattori umani rilevanti per il legame.
Un'importante via d'acqua come il Po e la vicinanza al mare consentirono l'arrivo in Romagna di diverse civilta' e con loro di vitigni e tecniche colturali differenti. Indubbiamente la domesticazione della vite silvestre in loco e' stato un fatto importante, testimoniato ancora oggi dalla presenza di viti dioiche nelle Pinete costiere, ma l'introgressione genica su materiale autoctono di varieta' medio-orientali e' stata la fondamentale per la nascita di uve di buona qualita', adatte anche a situazioni fredde e umide come quelle della pianura romagnola.
Queste condizioni ambientali portarono ad allevare la vite su alberi d'alto fusto, in modo da sfuggire alla stratificazione del freddo verso il basso in primavera (gelate tardive) e all'umidita', complice dello sviluppo di malattie fungine. Nelle aree collinari, invece, le varieta' introdotte trovarono condizioni piu' simili a quelle di origine e poterono essere allevate secondo la modalita', tipicamente Greca, dell'alberello, che ancora oggi sporadicamente persiste.
I classici latini parlano di viti particolarmente produttive nelle aree tra Rimini e Faenza, cio' non toglie che comunque originassero vini di un certo pregio, vista la fama dei vini di «Caesenas» e del «Faventinum». Dopo la caduta dell'Impero romano, la coltura della vite in Romagna viene mantenuta grazie alla continuita' politica dell'Impero romano d'oriente e al contributo dei monasteri nello sviluppo di tecniche atte al miglioramento delle coltivazioni.
Nel XV secolo si diffonde, accanto alla vigna, la coltura promiscua della vite a «piantata», che raggiungera' la sua massima espressione nel XVIII secolo con l'introduzione della Mezzadria, poiche' consentiva di coltivare su tre livelli: al livello piu' alto si trovavano alberi d'alto fusto, che producevano frutti, foglie e legname, al livello intermedio si stendevano i tralci della vite con i loro grappoli e al suolo si mettevano per lo piu' fagioli o altre colture erbacee poco esigenti in termini di luce.
Occorre sottolineare, poi, come la Romagna abbia attraversato un lungo periodo di arretratezza economica e sociale durante tutto il governo pontificio (fu domino papale dal 1559 al 1796 e dal 1815 al 1860). Questa situazione di arretratezza colpi' anche la vitivinicoltura, tanto che, a fine Ottocento, le Commissioni Provinciali del Comitato Centrale Ampelografico denunciarono uno stato molto grave del settore, caratterizzato da una miriade di vitigni e mancanza di tecnologia.
Sicuramente la situazione non miglioro' dopo l'arrivo di oidio, peronospora e fillossera dall'America. Dopo il Primo conflitto mondiale, parti' la ristrutturazione dei vigneti rovinati dalla fillossera, con un notevole restringimento della base ampelografica. Per assistere ad uno sviluppo e ad un miglioramento tecnico e tecnologico della vitivinicoltura romagnola piu' decisi, pero', occorre aspettare gli anni '60. La stratificazione di conoscenze ed esperienze in una tradizione che partiva da molto lontano ha consentito alla Romagna di arrivare, negli anni '90 del Novecento, ad un buon livello qualitativo, con una gamma di tipologie di vino idonee a soddisfare le piu' varie esigenze dei consumatori. B) Informazioni sulla qualita' o sulle caratteristiche del prodotto
I terreni argillosi consentono un naturale contenimento della vigoria e un buon equilibrio vegeto-produttivo, tanto che normalmente su questi suoli di ottengono vini strutturati senza troppi interventi agronomici, che possono diventare importanti man mano ci si sposta verso terreni di medio-impasto, o comunque piu' freschi e piu' fertili.
Le esposizioni verso nord e le altitudini maggiori tendono a far ottenere vini piu' freschi e profumati. C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla
lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Non bisogna dimenticare che accanto ad una tradizione viti-vinicola importante, la Romagna e' stata anche la culla della frutticoltura moderna e le minori esigenze della vite rispetto ai fruttiferi, hanno fatto si' che questa venisse collocata solo nei terreni meno fertili, quindi in collina e nelle terre «dure» di pianura.
Il gradiente termico tra collina e pianura e la maggiore umidita' in quest'ultima area, hanno orientato la scelta degli agricoltori di pianura verso vitigni a maturazione piu' tardiva e a maggiore tolleranza ai marciumi, riservando le varieta' precoci per i limiti superiori e le esposizioni piu' a nord della viticoltura romagnola.
La raccolta abbastanza tardiva, cui soprattutto nel passato seguivano autunni freddi, faceva si' che il vino mantenesse un certo residuo zuccherino durante l'inverno e, messo in bottiglia, riprendesse a fermentare con i primi caldi primaverili, ottenendo una frizzantatura naturale. Da questa prassi piuttosto comune, l'apprezzamento dei Romagnoli sia per i vini abboccati, che secchi fermi o frizzanti o spumanti.
A seconda dell'orografia, della geo-pedologia e del clima e' possibile trovare la migliore interazione tra fattori ambientali e vitigno per arrivare alla migliore espressione delle varie tipologie di vino previste dal disciplinare a IGT «Rubicone» e riprese dalla tradizione locale.
Sede legale: Via Piave, 24 - 00187 Roma - Tel. 0445 313088 Fax: 0445 313080 - info@valoritalia.it
Visto il decreto ministeriale 30 novembre 2011, pubblicato sul sito internet del Ministero - Sezione Prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP e nella Gazzetta Ufficiale della Republica italiana n. 295 del 20 dicembre 2011, concernente l'approvazione dei disciplinari di produzione dei vini DOP e IGP consolidati con le modifiche introdotte per conformare gli stessi alla previsione degli elementi di cui all'art. 118-quater, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007 e l'approvazione dei relativi fascicoli tecnici ai fini dell'inoltro alla Commissione UE ai sensi dell'art. 118-vicies, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 1234/2007, ivi compreso il disciplinare consolidato ed il relativo fascicolo tecnico della IGT «Rubicone»;
Visto il decreto ministeriale 7 marzo 2014, pubblicato sul citato sito internet del Ministero, con il quale e' stato da ultimo modificato il disciplinare della predetta IGT;
Vista l'istanza pervenuta dall'Ente tutela vini di Romagna, con sede in Faenza (RA), con la quale, conseguentemente alla presentazione della domanda di protezione della DOP dei vini «Pignoletto», e' stata richiesta la modifica del disciplinare di produzione della IGT «Rubicone», nel rispetto della procedura prevista dal citato decreto ministeriale 7 novembre 2012;
Visto il provvedimento ministeriale 29 agosto 2014, pubblicato sul sito internet del Ministero - Sezione prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP, concernente la pubblicazione della proposta di modifica del disciplinare di produzione della Indicazione Geografica Tipica dei vini «Rubicone» e del relativo documento unico, a conclusione della procedura nazionale preliminare della relativa richiesta, e la trasmissione alla Commissione UE della medesima richiesta;
Vista la richiesta datata 18 aprile 2016 presentata a questo Ministero dal citato Ente tutela vini di Romagna, ai sensi dell'art. 72 del regolamento (CE) n. 607/2009 e dell'art. 13 del decreto ministeriale 7 novembre 2012, a seguito della presentazione alla Commissione UE della proposta di modifica del disciplinare e del relativo documento unico riepilogativo del disciplinare di cui al citato provvedimento 29 agosto 2014, intesa ad ottenere l'autorizzazione nazionale transitoria di etichettatura dei vini a IGT «Rubicone», relativamente ai prodotti ottenuti in conformita' alle modifiche inserite nella predetta proposta di modifica del disciplinare;
Vista la nota n. PG/2016/303182 del 26 aprile 2016 con la quale la Regione Emilia-Romagna ha espresso parere favorevole all'accoglimento della richiesta di autorizzazione all'etichettatura temporanea in questione, ai fini dell'intesa di cui all'art. 13 del richiamato decreto ministeriale 7 novembre 2012;
Ritenuto, pertanto, che sussistono i presupposti giuridici e le condizioni per accogliere la predetta richiesta di autorizzazione all'etichettatura temporanea per i vini IGT «Rubicone», prodotti in conformita' alla proposta di modifica del disciplinare di cui al richiamato provvedimento ministeriale 29 agosto 2014, rendendo altresi' applicabili le disposizioni di etichettatura temporanea in questione per le produzioni derivanti dalla campagna vendemmiale 2016/2017;
1. Ai sensi dell'art. 13 del decreto ministeriale 7 novembre 2012 richiamato in premessa e' autorizzata l'etichettatura transitoria di cui all'art. 72 del Regolamento (CE) n. 607/2009 nei riguardi delle produzioni dei vini a IGT «Rubicone», ottenute in conformita' all'allegata proposta di modifica del relativo disciplinare di produzione, cosi' come definita e pubblicata con il provvedimento ministeriale 29 agosto 2014 richiamato in premessa.
2. L'autorizzazione di cui al comma 1 e' in capo all'Ente Tutela Vini di Romagna, con sede in Faenza (RA), in qualita' di soggetto richiedente ai sensi dell'art. 13 del richiamato decreto ministeriale 7 novembre 2012 e questo Ministero e la Regione Emilia-Romagna sono esonerati da qualunque responsabilita' presente e futura conseguente al mancato accoglimento della domanda di modifica del disciplinare della IGT «Rubicone» in questione da parte della Commissione UE. Tale responsabilita' resta in capo al citato Ente Tutela Vini di Romagna e, qualora si verificasse il predetto non accoglimento della richiesta, i vini etichettati in applicazione del paragrafo 1 devono essere ritirati dal mercato, oppure rietichettati, in conformita' alle disposizioni di cui al capo IV del Regolamento (CE) n. 607/2009.
3. L'autorizzazione di cui al comma 1 e' riferita all'unico disciplinare di produzione della IGT «Rubicone», cosi' come risulta dalla proposta di modifica approvata con il citato provvedimento ministeriale 29 agosto 2014, ed entra in vigore dalla data di pubblicazione del presente decreto ed e' applicabile per le produzioni provenienti dalla campagna vendemmiale 2016/2017.
4. All'elenco dei codici, previsto dall'art. 18, comma 6, del decreto ministeriale 16 dicembre 2010, sono inseriti, in via transitoria, i codici relativi alle nuove tipologie di vini autorizzate ai sensi del presente decreto.
Proposta di modifica del disciplinare di produzione consolidato della IGP dei vini "Rubicone" di cui al provvedimento ministeriale del 29