Source: https://www.regimeforfettario.it/fattura-nel-regime-forfettario-esempio-modello-e-facsimile/
Timestamp: 2019-02-23 16:00:14+00:00
Document Index: 10175157

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 25', 'art. 1', 'art.2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art 15']

Fattura nel regime forfettario: esempio modello e facsimile
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Anche nel 2019 saranno molti i contribuenti che adotteranno il regime forfettario.
Dal primo gennaio del 2019 è entrata in vigore la nuova legge 145/2018 che ne ha modificato sostanzialmente i contenuti della legge precedente.
Prevede un’aliquota di imposta sostitutiva al 15%, ma rispettando alcuni requisiti che dopo vediamo, puoi ottenere una riduzione al 5% per i primi 5 anni.
Se stai aprendo una attività, vorrai conoscere come emettere fattura nel regime forfettario secondo le normative vigenti.
Vediamo di capire nel contributo di oggi, tutto quello che riguarda la fattura nel regime forfettario.
Fattura nel regime forfettario: regole base
Se adotti il regime forfettario, la prima cosa da sapere è che non devi tenere una contabilità ai fini Iva.
Vediamo allora come devi comportarti con la tua fattura nel regime forfettario.
Innanzitutto, le fatture e le bolle doganali devono essere conservate e numerate tutte.
Nei casi in cui si è esonerati dall’obbligo di fattura, il contribuente forfettario dovrà comunque rilasciare scontrino o ricevuta fiscale.
Laddove si devono emettere corrispettivi questi ultimi devono essere certificati.
Il contribuente in regime forfettario che non svolge una delle attività elencate nell’articolo 2 del DPR 696/1996 (vendita tabacchi, carburante o giornali) deve emettere e conservare fattura, e nei casi di esonero della fattura, è necessario emettere e conservare lo scontrino fiscale o la ricevuta.
Vediamo come deve essere emessa una fattura da chi usufruisce del regime forfettario nell’anno 2019 :
deve contenere la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario”
per indicare che chi emette fattura beneficia del nuovo regime forfettario;
non deve esporre l’Iva.
Se sei un professionista ordinariamente il tuo committente esercita la funzione di sostituto d’imposta dell’art. 25 del DPR 600/73.
Questo significa che la tua fattura nasce con decurtazione del pagamento da parte del tuo committente della ritenuta d’acconto.
La prima grande differenza tra un professionista che adotta il regime forfettario ed un professionista in un altro regime ordinario è l’assenza per il primo dell’applicazione della ritenuta d’acconto.
Proprio per togliere al committente l’incombenza di sostituto d’imposta, occorre segnalarlo espressamente nella fattura.
La dicitura da indicare nella fattura regime forfettario del professionista è la seguente:
“Compenso non assoggettato a ritenuta d’acconto in quanto contribuente in regime forfettario”.
La seconda grande differenza tra una partita Iva in regime forfettario ed una che adotta un regime ordinario è l’assenza nella prima della rivalsa Iva sui clienti.
In sostanza chi è forfettario non applica l’Iva.
Nella fattura regime forfettario, la dicitura Iva da utilizzare è la seguente:
“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfettario”.
Imposta di bollo nella fattura
Precisiamo che la marca da bollo da applicare è pari a 2,00 €.
La fattura emessa dai contribuenti forfettari, non comportano l’addebito dell’Iva, ma deve prevedere la marca da bollo.
La stessa va rilasciata al cliente, mentre la copia con l’ID va conservata dal forfettario.
Assolvimento virtuale imposta di bollo
I contribuenti che adottano il regime forfettario possono assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale.
Nel primo caso, si dovrà comunicare all’Agenzia un preventivo del volume di fatture che saranno emesse nell’arco dell’anno.
Attraverso questa modalità di comunicazione, verrà calcolato il valore della marca da bollo virtuale che potrà essere versata attraverso modello F24 con i codici tributo istituiti dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate 12/E del 2015.
Nel secondo caso invece, la trasmissione da parte del forfettario all’Agenzia delle Entrate dovrà avvenire l’anno successivo a quello di emissione della fattura, nel mese di gennaio.
Il bollo sulle fatture elettroniche trasmesse alle Pubbliche Amministrazioni deve essere versato entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio (30 Aprile) tramite Modello F24 in modalità esclusivamente telematica.
Il codice tributo è stato approvato con la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n°106/E è il “2501”.
Nella fattura elettronica dovrà essere specificato che l’imposta di bollo sarà assolta ai sensi dell’art.2, comma 6, del DM 17 Giugno 2014.
Esempio fac simile di fattura in regime forfettario
Soglia fatturabile medico in regime forfettario
montaruli dice
4 Aprile 2017 a 0:41
per il regime forfettario il versamento del bollo virtuale (somma dei bolli emessi nell’anno) va fatto con F24 entro il 30 aprile dell’anno sucessivo e senza dichiarazione!!
Buongiorno, ti ringraziamo per la puntualizzazione, in effetti nell’articolo è riportato un errore.
Il bollo da assolvere per le fatture elettroniche deve essere assolto entro 120 giorni dalla chiusura d’esercizio tramite F24 e senza dichiarazione all’Agenzia delle Entrate.
Provvederemo presto a correggere l’articolo.
5 Giugno 2017 a 11:43
Per il regime forfetario 2017 sono corrette le seguenti diciture in fattura? Grazie.
“Operazione in franchigia da IVA ai sensi della Legge 190 del 23 Dicembre 2014 commi da 54 a 89 – regime forfetario, così come modificato dalla legge n. 208/2015.
Imposta di bollo assolta sull’originale. “.
5 Giugno 2017 a 15:57
La dicitura riportata è corretta, anche se facciamo notare alcune precisazioni:
– la parte relativa a “Il compenso non è soggetto a ritenute d’acconto ai sensi della Legge 190 del 23 Dicembre 2014 art. 1 comma 67.” non deve essere inserita se si è artigiani o commercianti iscritti in camera di commercio;
– la dicitura relativa all’imposta di bollo deve essere completata con il numero ID della marca da bollo, ovvero: “Imposta di bollo ID n° ……………………………assolta sull’originale.”
5 Giugno 2017 a 18:43
Colgo l’occasione per informare che sono una professionista dei servizi formativi, che ha aperto la p.iva regime forfettario nell’aprile 2017, dopo contratti ultradecennali di lavoro subordinato.
Le fatture di alcuni colleghi a regime forfettario per la franchigia da IVA citano esclusivamente il comma 58 dell’ art. 1 L. 190/2014.
Giacché vorrei dare una veste definitiva alla mia prima fattura, potreste indicarmi, dalla prima all’ultima, tutte le diciture da inserire?
Di nuovo grazie. Distinti saluti.
6 Giugno 2017 a 12:43
Buongiorno Anna, essendo inquadrata come libero professionista allora confermiamo la dicitura completa riportata nel precedente commento.
Il compenso non è soggetto a ritenute d’acconto ai sensi della Legge 190 del 23 Dicembre 2014 art. 1 comma 67
Imposta di bollo ID n° ……………………………assolta sull’originale”
Beniamino dice
14 Ottobre 2017 a 9:57
Salve , sono in uno stato di confusione , allora sono un forfettario , vorrei domandare, anzi prima spiego il mio problema , faccio pulizie scale , nel mese di giugno facendo le fatture di 2 condomini , non ho messo la marca da bollo su una fattura xk era la prima fattura x quel condominio e dopo avergli stampati ho chiamato l’amministratore x sapere cosa fare con la fattura. Nel fra passano giorni e ho fatto altre fatture con numero di progressione. Ormai sn passati mesi e vorrei coprire quel buco di fattura. Solo k mi dicono k non posso mettere una marca da bollo su fattura di qualche mese fa. Cosa mi consigliate? premetto k quelli non mi hanno ancora pagato , ma vorrei sistemare quel buco di fattura .
16 Ottobre 2017 a 13:03
Buongiorno Beniamino, per sanare la posizione sulla fattura potresti emetterla con la numerazione originaria e applicare una marca da bollo da 2€.
Con la marca da bollo da 2€ postdatata dovrai pagare anche le sanzioni e gli interessi, applicando un ulteriore marca da bollo sulla fattura, ad esempio un’ altra marca da da 2€ ad oggi coprirebbe ampiamente le sanzioni e gl interessi maturati.
17 Ottobre 2017 a 16:21
Grazie per la risposta , vediamo se ho capi;stampo la fattura riferito a mese di giugno 17, con la data di 1 luglio, e metto 2 marca da bollo da 2€ stampati oggi. E sono a posto?
Poi io pensavo di stampare la fattura riferita al mese di giugno con la data di oggi. Poi metto una marca da 2euro. Può andare?
17 Ottobre 2017 a 19:11
Buonasera Beniamino, se la fattura è già stata emessa, si consiglia di procedere con la prima opzione.
17 Ottobre 2017 a 21:32
7 Febbraio 2018 a 21:34
Buonasera, vorrei un vostro parere circa la dicitura da inserire nella fattura in quanto utilizzando il libretto delle ricevute sanitarie buffetti lo spazio risulta essere molto scarso e da qui la necessità di ottimizzare il tutto:
“Operazione in franchigia da iva e compenso non soggetto a ritenuta d’acconto – Art. 1 commi da 54 a 89 L. 190/2014 – Regime forfettario”
Buongiorno Marco, a nostro avviso la dicitura è corretta.
Ad ogni modo consigliamo di utilizzare un timbro per riportare la dicitura fiscale nella ricevuta.
Stella1 dice
Buonasera, ho letto che l’AE nel 2008 si è espressa nel senso di ritenere non necessaria la dicitura del regime dei minimi/forfettari su scontrini/ricevute fiscali. Io per scrupolo ad un mio cliente l’ho fatta mettere. Che ne pensate? Secondo voi è sbagliato?
20 Febbraio 2018 a 18:38
Buonasera Stella, a nostro avvio, non si è commesso alcuna infrazione particolare.
15 Marzo 2018 a 10:45
Vorrei un Vs. parere quanto alla dicitura da inserire in fattura. Sono un avvocato e ho aperto p.Iva lo scorso gennaio (regime forfetario). Nella prima fattura ho inserito la seguente dicitura:
“Operazione in franchigia da Iva ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. n. 190/2014 – Regime forfetario
Non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. n. 190/2014”.
È corretta o avrei dovuto indicare anche, dopo regime forfetario, “così come modificato dalla L. n. 208/2015”?
Inoltre, l’omissione della seguente dicitura può costituire errore?
“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. n. 190/2014”
16 Marzo 2018 a 12:41
Buongiorno Valeria, a nostro avviso più la dicitura è completa minori saranno le preoccupazioni.
Consigliamo dalle prossime di integrarla con le parti non inserite nella prima fattura. In ogni caso l’omissione di quanto riportato non costituisce un errore grave, pertanto non sarà necessario apportare correttivi.
2 Maggio 2018 a 8:23
Buongiorno. Sono iscritta all’elenco speciale degli accompagnatori di media montagna. Sulla fattura devo mettere tutte le diciture che elencate nel facsimile? E anche il contributo INPS 4%? Cos’è? Vi ringrazio in anticipo.
7 Maggio 2018 a 12:32
Buongiorno Paola, se iscritta alla gestione separata INPS come libero professionista, deve indicare tutte le diciture riportate nell’articolo.
Il 4% di maggiorazione in fattura viene definita RIvalsa INPS, è un opzione che tutti gli iscritti alla gestione separata hanno il diritto di applicare.
Attenzione però che il 4% di rivalsa concorre alla formazione del reddito imponibile.
7 Settembre 2018 a 10:57
Buongiorno, vorrei sapere se l’applicazione del rimborso spese in fattura con regime forfettario concorra alla formazione del reddito imponibile o meno.
1) Onorario: €.1.000,00
2) Cassa Professionale (4%): €.40,00
3) Rimborso spese documentare: €.100,00
Quale sarà l’imponibile da considerare ai fini della tassazione?
7 Settembre 2018 a 17:45
il reddito imponibile sarà di 1.000€ se iscritto ad un albo o cassa autonoma. Al contrario sarà di 1.040€ se iscritto alla gestione separata INPS.
Attenzione però le spese per essere considerate non imponibili come da ex art 15 DPR 633/72 devono essere sostenute in nome e per conto del cliente.
11 Gennaio 2019 a 20:49
Buona sera essendo agente di commercio,nella fattura provvigioni,in regime forfettario non debbo elencare l’aliquota ENASARCO?
14 Gennaio 2019 a 18:04
l’aliquota ENASARCO deve essere presente.
Si tratta comunque del versamento di contributi obbligatori.
1 Febbraio 2019 a 12:08
per quanto riguarda la fattura è vero che posso anche non inserire il contributo INPS del 4%?
Quindi la mia fattura riporterà solo:
Bollo di 2 € se il totale fattura supera i 77,47€ ?
4 Febbraio 2019 a 12:50
Buongiorno Mirella, si confermiamo che la rivalsa INPS del 4% non è un obbligo, ma solo un diritto riconosciuto agli iscritti della gestione separata.
9 Febbraio 2019 a 19:26
se l’imposta di bollo per le fatture emesse nell’anno viene versata con f24 l’anno successivo cosa significa indicare la ID della marca? Così si paga due volte?
12 Febbraio 2019 a 8:22
Buongiorno Luigi, per le fatture elettroniche inviate in formato .xml si paga il bollo tramite F24 e non deve essere indicato alcun ID.
Per le fatture tradizionali si applica fisicamente il bollo, pertanto è necessario indicare l’ID della marca da bollo.
Antonio Cacciaguerra dice
11 Febbraio 2019 a 12:11
la marca da bollo da € 2,00 può non essere addebitata al cliente (e quindi non indicata in fattura tra le operazioni esenti) ma semplicemente applicata sulla fattura stessa?
12 Febbraio 2019 a 12:40
Buongiorno Antonio, la marca da bollo può non essere addebitata al cliente, ma deve essere comunque indicata in fattura.
Può essere inserito un rigo staccato dal totale della fattura.