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Timestamp: 2020-05-26 23:36:28+00:00
Document Index: 74952468

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 140', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 8190 del 29/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8190 del 29/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 29/03/2017, (ud. 12/01/2017, dep.29/03/2017), n. 8190
sul ricorso 23225/2014 proposto da:
B.S., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE PINTURICCHIO
45, presso lo studio dell’avvocato CATERINA BORELLI, rappresentata e
difesa dall’avvocato BARBARA COCCO, giusta procura in calce al
EQUITALIA NORD SPA, (C.F. e P.I. (OMISSIS)), in persona del legale
RICCI, rappresentata e difesa dagli avvocati MAURIZIO CIMETTI e
GIUSEPPE PARENTE, giusta procura in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 339/31/2014, emessa il 21/11/2013, della
20/02/2014;
1. Nella controversia avente origine dall’impugnazione da parte di B.S. del preavviso di fermo amministrativo su autovettura, per mancato pagamento di IPERF, CSSN imposta di registro sanzioni ed interessi per gli anni 1994, 1995, 1996 e 1998, la CTR del Piemonte, nel confermare l’avvenuta corretta notificazione di due cartelle di pagamento con conseguente rigetto della richiesta di annullamento del fermo amministrativo, ha rigettato l’appello proposto dalla contribuente avverso la prima decisione integralmente sfavorevole, pur riconoscendo che altre due cartelle non erano state ritualmente notificare.
Avverso la sentenza la contribuente propone ricorso su unico motivo.
Equitalia Nord s.p.a. resiste con controricorso.
1. Con l’unico motivo di ricorso si deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 140 c.p.c., con riferimento alla parte di motivazione con la quale il Giudice di appello ha ritenuto due cartelle ritualmente notificate. In particolare, la ricorrente contesta, attraverso l’allegazione nel corpo del ricorso di fotocopie di atti che si dicono prodotti nel corso del giudizio di primo grado dalla controparte, che la Commissione regionale si sarebbe limitata a verificare l’esattezza dell’indirizzo alla data indicata nella notifica mentre vi sarebbero state nel procedimento notificatorio delle cartelle altre irregolarità, non tenute in conto dal Giudice di appello (quali la mancanza di data, la firma illeggibile dell’ufficiale di riscossione, la carenza di avviso di raccomandata).
1.1. La censura, come dedotto dalla controricorrente, è manifestamente inammissibile, in quanto fondata su circostanze e questioni nuove, introdotte per la prima volta in sede di legittimità. Ed invero, nella carenza di autosufficienza sul punto del ricorso emerge dagli atti (in primis dalla stessa sentenza impugnata) che la ricorrente, pur a fronte della documentazione prodotta in primo grado dalla controparte e dell’accertamento in fatto a sè sfavorevole effettuato dalla Commissione tributaria provinciale, non ebbe nè ad integrare i motivi originari di opposizione nè ad introdurre tali motivi nell’atto di appello.
2. Ne consegue il rigetto del ricorso con condanna della ricorrente, soccombente, alle spese di lite come liquidate in dispositivo.
3. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, ed agli accessori di legge.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.