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Timestamp: 2018-08-17 05:30:57+00:00
Document Index: 96364610

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art.24', 'art. 2', 'art. 15', 'art.24', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 13', 'art 24', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13']

ARRIGO PARESCHI PROF. ING. RELAZIONE TECNICA REDATTA DEL PROF. ING. ARRIGO PARESCHI SU INCARICO DI ASCOPIAVE SpA - PDF
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Silvestro Pastore
1 PROF. ING. ARRIGO PARESCHI ORDINARIO DI IMPIANTI INDUSTRIALI FACOLTA DI INGEGNERIA DELLA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA VIALE RISORGIMENTO, BOLOGNA TEL /05 TELEFAX CRITERI FONDAMENTALI PER IL CALCOLO DEL VALORE INDUSTRIALE RESIDUO DEGLI IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE SITI NEI COMUNI ATTUALMENTE SERVITI DA ASCOPIAVE SPA RELAZIONE TECNICA REDATTA DEL PROF. ING. ARRIGO PARESCHI SU INCARICO DI ASCOPIAVE SpA 1. Introduzione La presente Relazione viene redatta dallo scrivente su incarico di ASCOPIAVE SpA, anche nell interesse dei Comuni firmatari dell Atto Aggiuntivo alla Convenzione relativa alla distribuzione del gas, per individuare e definire i criteri fondamentali per il calcolo del VIR Valore Industriale Residuo relativamente agli impianti di distribuzione del gas naturale siti nei Comuni attualmente serviti da ASCOPIAVE SpA come da disciplinare di incarico a suo tempo sottoscritto. Tale incarico dà esecuzione a quanto contenuto nelle Convenzioni stipulate fra ASCOPIAVE SpA e i Comuni soci di ASCO Holding avente ad oggetto l adozione di una procedura condivisa finalizzata alla quantificazione concordata del Valore Industriale Residuo delle reti di distribuzione del gas ex art. 15 comma 5 del D.Lgs. n. 164 del 2000 e lettera a) e b) dell art.24 del R.D. n.2578 del
2 2 Oggetto dell incarico Oggetto dell incarico (cfr. art. 2 del suddetto Disciplinare) è pertanto la redazione di una articolata Relazione contenente i criteri fondamentali per il calcolo del Valore Industriale Residuo (VIR) ex art. 15 comma 5 del Dlgs 164 del 2000 e lettera a) e b) dell art.24 del R.D. n del 1925 relativamente agli impianti di distribuzione del gas naturale siti nei Comuni attualmente serviti da ASCOPIAVE SpA. Si riportano di seguito, tratti dal citato art. 2, i punti specifici dell incarico: In particolare, sulla base della normativa in materia, delle risultanze della giurisprudenza, delle nozioni tecniche, delle caratteristiche tecniche delle varie componenti delle reti, della prassi di settore e considerando, altresì, le vicende societarie che hanno portato alla nascita di ASCOPIAVE SpA la Relazione dovrà indicare: A - i criteri generali da applicare alle varie tipologie di cespiti: ad es. cabine REMI, condotte di trasporto in media pressione, gruppi di riduzione della pressione, rete di distribuzione del gas a bassa pressione, derivazioni d utenza, misuratori, impianti di protezione catodica, aree di costruzione di impianti e fabbricati a servizio della distribuzione del gas, sistemi di telecontrollo, altre apparecchiature e fabbricati ancillari, sistema informatico territoriale (S.I.T.), accessori di rete come valvole di linea, giunti di linea, cunicoli di protezione e attraversamenti speciali; B - i criteri generali da applicare al calcolo dei valori a nuovo degli impianti considerando gli elementi fisico tecnici inseriti nel contesto ambientale, costruttivo e gestionale del luogo alla luce della normativa tecnica ad oggi vigente ed esprimendosi, altresì, sui criteri di computo delle spese generali e sull utile d impresa; C - i criteri generali di individuazione dell anno da cui iniziare a computare la vita tecnica utile di ciascuna categoria di beni; D - i criteri generali da applicare ai parametri di riduzione del valore a nuovo in relazione al tempo; E - i criteri generali da applicare ai contributi pubblici; 2
3 F - i criteri generali da applicare alla ripartizione di parti della rete (cabine di derivazione, ecc.) al servizio di più Comuni. Prendendo in considerazione il foglio condizioni e le singole voci (comprensive di precisa descrizione) inserite nel c.d. elenco prezzi unitari - utilizzati da ASCOPIAVE SpA per gli appalti di metanizzazione e riportati nell allegato tecnico (tale documento è stato appositamente privato di valori per non influenzare il perito nella sua analisi) - il Professionista dovrà proporre un proprio elenco prezzi unitari che indichi in modo motivato i prezzi di ogni componente della rete di distribuzione necessari al fine della valorizzazione a nuovo degli impianti. Nel formulare il prezziario il Professionista dovrà individuare, altresì, i correttivi che consentano di adeguare i valori del prezziario al contesto geografico, ambientale, costruttivo e gestionale nel quale vengono realizzati gli impianti. Il perito dovrà tenere conto tra l altro delle specifiche vicende istituzionali dei vari soggetti che, nel corso del tempo, si sono succeduti nella gestione dell attività di distribuzione del gas metano, in qualità di affidataria del servizio da parte dei Comuni; in particolare il perito dovrà valutare il contenuto degli accordi convenzionali in ordine al regime di proprietà degli impianti e della consistenza dei beni oggetto di conferimento nell allora Azienda Speciale Consorziale del Piave. A tale scopo si allega una breve nota sulla storia di ASCOPIAVE SpA e dei soggetti che l hanno preceduta nella gestione del servizio di distribuzione del gas nei Comuni soci di ASCO Holding. 3. Osservazioni di metodo sulle risposte da dare ai contenuti dell incarico Ai punti da A) ad F) sarà data puntuale risposta nei paragrafi successivi. Per quanto riguarda in particolare l elenco prezzi unitari corrispondente a quello di ASCOPIAVE SpA, si fa rilevare che il medesimo è costituito di oltre un migliaio di voci e che il suo utilizzo diretto per giungere rapidamente alla valorizzazione di impianti o di parti di impianti di distribuzione del gas sarebbe molto difficoltoso. E prassi consolidata in questo tipo di valutazione dare direttamente il 3
4 prezzo aggiornato dei vari cespiti e in particolare il prezzo unitario di un metro lineare di tubazione della rete per ogni diametro utilizzato e per ogni tipo di installazione praticato, ricomprendendo in questa voce con un calcolo analitico esplicito tutte le voci di costo concorrenti (ad esempio per le macchine usate per lo scavo, per i materiali di riempimento quali sabbia, per il trasporto del materiale scavato alla discarica, per gli accessori di linea e i pezzi speciali, per l esecuzione di opere particolari quali attraversamenti della linea ferroviaria, per saldatura e posa della condotta, e così via). In tal modo, dovendo valorizzare un qualunque tratto della rete di distribuzione, noto il prezzo unitario per metro lineare funzione del diametro della tubazione e delle caratteristiche geometriche dello scavo, è possibile dedurre immediatamente il costo dell intera condotta moltiplicando il prezzo unitario per la sua lunghezza. Si fa rilevare, da un punto di vista generale, che nelle determinazioni del valore di impianti di distribuzione del gas di norma quello delle reti corrisponde circa al 95% del valore dell intero impianto. Per tutti gli altri cespiti costituenti l impianto di distribuzione del gas (cabine REMI Riduzione e Misura, gruppi di riduzione della pressione, misuratori, impianti di protezione catodica, aree di costruzione di impianti e fabbricati a servizio della distribuzione del gas, sistemi di telecontrollo, etc ), saranno dati i prezzi a corpo. 4. I riferimenti legislativi Come espressamente indicato nell Atto integrativo alla Convenzione stipulato dai Comuni soci di Asco Holding S.p.A i riferimenti di legge sono costituiti dal combinato disposto dell art. 15 comma 5 del D.Lgs. n.164 del 2000 (c.d. Decreto Letta) e dell art. 24 del regio decreto 15 ottobre 1925 n.2578 : a norma dell art. 15 del D.Lgs. 164 del 2000 il valore di indennizzo è calcolato nel rispetto di quanto stabilito nelle convenzioni o nei contratti e, per quanto non desumibile dalla volontà delle parti, con i 4
5 criteri di cui alle lettere a) e b) dell art. 24 del regio decreto 15 ottobre 1925 n In assenza di diverse indicazioni degli atti di concessione, nel caso del Comune il valore di indennizzo di cui all art. 15 comma 5 del D.Lgs. 164 del 2000 è definito secondo i principi stabiliti dal regio Decreto n del L art. 24 del Regio Decreto 15 ottobre 1925, n. 2578, Approvazione del testo unico della legge sull assunzione diretta dei pubblici servizi da parte dei comuni e delle province, stabilisce al 4 comma quanto segue: Quando i comuni procedono al riscatto (<di un pubblico servizio come un impianto di distribuzione gas> nota esplicativa dello scrivente) debbono pagare ai concessionari un equa indennità, nella quale si tenga conto dei seguenti termini: a) valore industriale dell impianto e del relativo materiale mobile e immobile, tenuto conto dell effettivo cominciamento dell esercizio e degli eventuali ripristini avvenuti nell impianto o nel materiale ed inoltre considerate le clausole che nel contratto di concessione siano contenute circa la proprietà di detto materiale, allo spirare della concessione medesima; b) anticipazioni o sussidi dati dai Comuni, nonché importo delle tasse proporzionali di registro anticipate dai concessionari e premi eventualmente pagati ai Comuni concedenti, sempre tenuto conto degli elementi indicati nella lettera precedente; omissis. Nel successivo D.P.R. 4 ottobre 1986, n. 902, Approvazione del nuovo regolamento delle aziende di servizi dipendenti dagli enti locali, l art. 13 recita testualmente: Il valore degli impianti di cui alla lettera a) del 4 comma dell art 24 del testo unico 15 ottobre 1925, n. 2578, è determinato sulla base dello stato di consistenza, di cui al precedente art. 11, e del costo che dovrebbe essere sostenuto alla data di scadenza del preavviso, di cui al 2 comma del precedente art. 10, per la ricostituzione dell impianto stesso, deducendo dall importo risultante: a) il valore del degrado fisico degli impianti, avuto riguardo al tempo trascorso dall inizio della concessione ed alla prevista durata 5
6 utile degli impianti stessi. Il degrado si presume direttamente proporzionale al decorso del tempo, salvo prova contraria fornita da una delle parti mediante perizia tecnica; b) il valore degli impianti divenuti obsoleti, al netto dell eventuale valore di recupero, nonché i costi per la trasformazione degli impianti onde adeguarli alle esigenze del processo produttivo. Nell ultimo decennio il legislatore ha previsto una serie di nuove norme che integrano le due precedenti citate che rimangono pienamente in vigore; fra tali norme si ricordano: D.lgs. n.164 del 2000 (in particolare art. 15 che stabilisce che nessun rapporto concessorio possa durare oltre il 31/12/2005; termine successivamente modificato da altri provvedimenti normativi); L. n. 239 del 2004 (in particolare art. 1, comma 69); D.L. 30/12/2005 n. 273, convertito con modificazione dalla L. 25/2/2006 n. 51 Decreto 19 gennaio 2011 del Ministero dello Sviluppo Economico Determinazione degli Ambiti Territoriali nel Settore della Distribuzione del Gas Naturale ; D.lgs n. 93 del 2011 recante Attuazione delle direttive 2009/72/CE, 2009/73/CE e 2008/92/CE relative a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica, del gas naturale e ad una procedura comunitaria sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale industriale di gas e di energia elettrica, nonché abrogazione delle direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE Decreto 18 ottobre 2011 emanato dal Ministro dello Sviluppo Economico e dal Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale, che stabilisce gli elenchi dei Comuni appartenenti agli ambiti territoriali, Si indica nel seguito con CR (Costo di Ricostituzione) il costo che dovrebbe essere sostenuto alla data di scadenza del preavviso per la ricostituzione dell impianto stesso. Si indica con VIR (Valore Industriale Residuo) il valore dell impianto alla stessa data, che si 6
7 ottiene applicando a CR una semplice legge di degrado direttamente proporzionale al decorso del tempo, peraltro suggerita in prima ipotesi dalla stessa legge. 5. Criteri di valutazione del VIR Una attrezzatura produttiva o un impianto può essere soggetto a invecchiamento fisico dovuto al trascorrere del tempo di funzionamento, che logora le sue parti e componenti, oppure a invecchiamento economico o per obsolescenza perché, pur non essendo vecchio fisicamente, l impianto in questione viene superato da impianti tecnologicamente più evoluti, che svolgono le stesse funzioni a minori costi, oppure a invecchiamento per inadeguatezza quando, pur essendo giovane fisicamente e aggiornato sul piano tecnologico e quindi non obsoleto, l impianto non è però in grado di svolgere il suo servizio, perché di potenzialità insufficiente ovvero inferiore alla maggiore richiesta in atto. Poiché al punto b) dell art. 13 del DPR 1986 si fa preciso riferimento al valore degli impianti divenuti obsoleti (invecchiamento economico o per obsolescenza) nonché ai costi per la trasformazione degli impianti onde adeguarli alle esigenze del processo produttivo (invecchiamento per inadeguatezza ) (valori e costi che vanno dedotti da CR costo di ricostituzione) è chiaro che l espressione vita utile utilizzata nel testo di legge corrisponde alla vita fisica e al corrispondente invecchiamento fisico. Tale interpretazione è quella data in quasi tutti gli arbitrati, che si sono avuti fra comuni e società di gestione, e i valori della vita utile, nel senso di vita fisica dell impianto e dei suoi componenti, sono ormai acquisiti e condivisi. Nella Tabella 1 si riporta dunque la durata fisica effettiva N (anni) dei vari cespiti o componenti d impianto adottata abitualmente nei calcoli del valore industriale residuo degli impianti (VIR) e ritenuta coincidente con la vita tecnica utile di cui alla norma di legge. In proposito con riferimento al punto C) dell incarico (cfr. pag. 2 della presente Relazione) come criterio generale di individuazione dell anno da cui iniziare a computare la vita tecnica utile di ciascuna categoria di beni si propone di considerare l anno di attivazione e messa in 7
8 funzione della attrezzatura stessa in discussione, in quanto tale scelta è coerente con quella di valutare il degrado di valore in base all invecchiamento fisico e quindi al tempo trascorso dalla prima attivazione dell attrezzatura. Secondo il R.D. n. 2578/1925 e il DPR n. 902/1986 (art. 13) si tratta di stabilire il costo di ricostituzione (CR) dei vari cespiti costituenti l impianto alla data di scadenza del preavviso e di applicare un coefficiente di degrado C d come di seguito definito, che moltiplicato per CR fornisca il VIR. Si sono assunti i seguenti simboli: - N (in anni) durata utile ovvero vita fisica effettiva di ogni attrezzatura o cespite; - n (anni) età dell attrezzatura o cespite alla data di scadenza del preavviso misurata a partire dall anno effettivo di attivazione e messa in funzione (dopo installazione o rinnovo); - C d coefficiente di degrado che tiene conto dell invecchiamento con legge lineare nel tempo, come suggerito dalla legge. Si è assunto: C d = 1 (n/n) Per ogni cespite, ritenuto non obsoleto, si è valutato, sulla base dei prezzi alla data del 31 ottobre 2011, il corrispondente valore del costo di ricostituzione CR, dal quale è possibile successivamente determinare il valore industriale residuo VIR con la formula: VIR = C d CR. Quanto sopra risponde al punto D) dell incarico (vedi pag. 2 della presente Relazione) laddove si chiede di indicare i criteri generali da applicare ai parametri di riduzione del valore a nuovo in relazione al tempo. I prezziari assunti a riferimento sono principalmente quello della Regione Veneto, in quanto gli impianti gestiti da ASCOPIAVE SpA sono ubicati nella provincia di Treviso, nonché quelli della Regione Lombardia, della Regione Emilia Romagna, del Genio Civile e di una importante azienda del settore a carattere nazionale. Tali prezziari non sono sempre congruenti fra loro. Il prezziario della Regione Veneto risulta abbastanza dettagliato ma non completo per quanto riguarda i 8
9 prezzi di tutti i cespiti costituenti gli impianti di distribuzione del gas. I prezziari delle Regioni contigue, Lombardia e Emilia-Romagna, sono stati presi in considerazione per confronto e conferma, perché si riferiscono a territori non troppo dissimili da quello delle Provincia di Treviso. Il prezziario di una importante azienda del settore è stato pure preso in considerazione per avere una conferma dal lato industriale. I valori prescelti e utilizzati nel seguito sono frutto di medie e interpolazioni dei dati forniti dai suddetti prezziari, avendo dato il massimo peso ai valori del prezziario della Regione Veneto, ove disponibili. Tale approccio è stato reso necessario per la non infrequente diversificazione di prezzi indicati per lo stesso cespite, anche se talvolta ciò è dovuto semplicemente al fatto che tali valori in alcuni prezziari comprendono determinati ricarichi (per pezzi speciali, accessori, etc ) e in altri non li comprendono. I prezzi, assunti come base per le successive elaborazioni, sono al netto di spese tecniche e generali, che verranno considerate in aggiunta al par. 14. In particolare i prezzi unitari di partenza delle tubazioni in acciaio e in pead, come si vedrà ai par , sono al netto di ogni ricarico se non quello dei pezzi accessori posto uguale al 10%. I cespiti sono stati raggruppati nelle seguenti categorie merceologiche: - fabbricati industriali, recinzioni e terreni - impianti principali e sussidiari - impianti secondari - rete di distribuzione e tubazioni - allacciamenti e punti gas - misuratori di portata - sistemi di protezione catodica. 6. Valutazione di fabbricati industriali, recinzioni e terreni In Tab. 2 sono riportati i valori unitari del costo dei fabbricati industriali di servizio assunto pari a 315 /m 3, delle recinzioni assunto pari a 137 /m, se realizzate in rete metallica, e pari a 220 /m, se realizzate in grigliato, e infine quello dei terreni assunto pari a 31,5 /m 2 relativi alla generica cabina di prelievo di 1 o 2 salto. 9
10 Moltiplicando tali valori unitari rispettivamente per il volume del fabbricato oppure per la lunghezza della recinzione oppure per l area del terreno si determina il valore di CR di ciascuno dei tre cespiti, che a sua volta, moltiplicato per C d, consente di calcolare il VIR di fabbricati, recinzioni e terreni. Per esemplificare, i calcoli, in Tab. 2, sono eseguiti per dati generici del volume della cabina, della lunghezza della recinzione, dell area del terreno impegnato dalla cabina nonché dell età del cespite. 7. Valutazione degli impianti principali e sussidiari In Tab. 3 sono riportati come riferimento i valori CR dell impianto principale di prelievo, riduzione, misura (IPRM) e dei relativi impianti sussidiari tipicamente presenti in ciascuna delle 52 cabine REMI di 1 salto presenti negli impianti gestiti da ASCOPIAVE SpA, come riportato nel Documento della Società che descrive analiticamente la consistenza degli impianti stessi. I valori di CR aumentano al crescere della potenzialità o portata P, espressa in standard metri cubi per ora (Smc/h), dell impianto stesso: si passa da CR = ,00 per la portata minima P = 300 Smc/h a CR = ,00 per la portata massima P = Smc/h. Il valore CR è dato dalla somma dei prezzi dei numerosi componenti, che costituiscono l impianto principale (IPRM), e di quelli dei relativi impianti sussidiari. L impianto principale comprende: - gruppo di prelievo, - gruppo di preriscaldamento del gas metano; - gruppo di filtraggio e riduzione; - gruppo di misura della portata; - gruppo di odorizzazione del gas; - sistema di teleallarme e telecontrollo; - gruppo di uscita comprese tubazioni di collegamento a monte e a valle. Gli impianti sussidiari all impianto principale comprendono: - impianto elettrico; - impianto telefonico; 10
11 - impianto idrico; - impianto fognario; - impianto di illuminazione; - impianto antincendio. I valori dell età usati per il calcolo sono solo esemplificativi. In Tab. 4 è riportato il valore CR dell unica cabina IRI di 2 salto (vita N = 25 anni) presente nel Documento di consistenza degli impianti di distribuzione del gas metano gestiti da ASCOPIAVE SpA, avente una portata Q = Smc/h, e articolata in: - gruppo di riduzione costituito di 2 linee con 2 riduttori per ogni linea; - gruppo di misura della portata; - gruppo di odorizzazione del gas; - sistema di telesorveglianza, per un totale di ,00. In Tab. 4 è riportato inoltre il valore CR dei componenti di una stazione catodica (vita N = 20 anni): alimentatore (4.500,00 compresa installazione e pronto a funzionare); dispersore superficiale (o orizzontale) in ferro (5.500,00 compresa installazione); oppure dispersore verticale in ferro (10.200,00 compresa installazione). Dal documento di sintesi della consistenza della rete di distribuzione del gas alla data del 31 dicembre 2010, messo a disposizione da ASCOPIAVE SpA (di seguito documento di consistenza ), si evince la presenza di n. 119 alimentatori per protezione catodica, n. 98 dispersori orizzontali o superficiali e n. 14 dispersori verticali. Tutti i suddetti valori di CR moltiplicati per i corrispondenti valori di C d (calcolati con riferimento alla vita fisica utile N) consentono di determinare il VIR dell impianto principale e degli impianti sussidiari collocati in una cabina REMI di 1 salto, della cabina IRI di 2 salto e dei componenti delle stazioni di protezione catodica collocate fuori dalla cabina. I valori dell età utilizzati per il calcolo sono solo esemplificativi. 8. Valutazione degli impianti secondari di riduzione finale (GRF) 11
12 Nella Tab. 5 sono riportati i valori di CR degli impianti secondari ovvero delle apparecchiature di decompressione dei gruppi di riduzione finale (GRF), esterni alla Cabina di 1 salto e costituiti ciascuno di una o due linee, al variare della portata P. Per gli impianti di minore portata (P = 100 Smc/h) è stato valutato un valore di CR pari a 4.000,00 nel caso di una sola linea e a 4.800,00 nel caso di due linee; tali valori salgono rispettivamente a ,00 per gli impianti di maggiore portata (P = Smc/h) dotati di una sola linea e a ,00 nel caso di due linee. Nel documento di consistenza di ASCOPIAVE SpA i gruppi GRF risultano in totale 1.137, di cui 575 ad una linea e 562 a due linee con portata P variabile da 51 a oltre 2000 Smc/h. In tabella si possono osservare i valori di CR proposti per gli impianti secondari di potenzialità intermedia fra gli estremi sopracitati. Per ciascun impianto secondario, nota la vita fisica utile N e gli anni di funzionamento n, è possibile ricavare il coefficiente C d e determinare il VIR degli impianti secondari (GRF) esterni alle cabine di 1 salto. Anche in questo caso i valori dell età, usati per il calcolo, sono solo esemplificativi. 9. Valutazione degli impianti secondari di riduzione e misura (GRM) Nella Tab. 6 è riportata la valutazione e i conseguenti valori di CR degli altri impianti secondari ovvero delle apparecchiature di decompressione dei gruppi di riduzione industriali (GRI) o gruppi di riduzione e misura (GRM) esterni alla Cabina di 1 salto, nell ipotesi che siano costituiti ciascuno di una o due linee, al variare della portata P. Per gli impianti di minore portata (P 50 Smc/h) è stato valutato un valore di CR pari a 3.900,00 nel caso di una sola linea e pari a 5.400,00 nel caso di due linee; tali valori salgono rispettivamente a ,00 per gli impianti di maggiore portata (2000 < P Smc/h) dotati di una sola linea e a ,00 nel caso di due linee. 12
13 Nel documento di consistenza di ASCOPIAVE SpA i gruppi GRM risultano in totale 1.068, di cui 608 ad una linea e 460 a due linee con portata P variabile da 51 a oltre 2000 Smc/h. In tabella si possono osservare i valori progressivi di CR proposti per gli impianti secondari di potenzialità intermedia e crescente fra gli estremi sopracitati. Per ciascun impianto secondario, nota la vita fisica utile N e gli anni di funzionamento n è possibile ricavare il coefficiente C d e determinare il VIR degli impianti secondari (GRM) esterni alle cabine di 1 salto. Anche in questo caso i valori dell età, usati per il calcolo, sono solo esemplificativi. 10. Valutazione dei costi unitari delle tubazioni in acciaio di media e bassa pressione costituenti le reti di distribuzione gas I prezzi unitari (in /m) delle tubazioni in acciaio al variare del diametro sono desunti da un calcolo analitico che si avvale della Tabella 7 e delle Tabelle , che prevedono ciascuna una versione A (tubo singolo) e una versione B (tubo doppio) che vengono illustrate di seguito. Nel documento di consistenza di ASCOPIAVE SpA lo sviluppo di tali tubazioni in acciaio è pari a m di cui m in bassa pressione e in media pressione. Nella Tab. 7 sono riportati valori unitari orientativi delle varie voci relative a fornitura e posa di materiali attinenti la rete di distribuzione realizzata con tubazioni in acciaio in bassa e media pressione in 6 diverse situazioni di posa (su strada asfaltata comunale con rinterri di materiale arido e pavimentazione di bynder e manto d usura; su strada asfaltata provinciale o statale con rinterri di materiale arido e pavimentazione di bynder e manto d usura; in campagna; in banchina o sede stradale bianca con pavimentazione in macadam; in sede stradale con bynder chiuso; in sede stradale con pavimentazione in materiale pregiato o porfido). Per ognuna delle 6 suddette situazioni di posa si considera il tubo singolo e il tubo doppio. Si ricorda che con macadam si indica un tipo di massicciata stradale, costituita da strati 13
14 di ghiaia e pietrisco con legante, costipati con rullo compressore, la cui superficie superiore è piano viabile. Lo scrivente ha considerato gli oneri per lo smaltimento del materiale di risulta dello scavo presso discarica autorizzata e gli oneri (valutati pari al 3%) per apprestamenti ed attuazione della sicurezza nei cantieri, che derivano dall applicazione di Decreti Legislativi del recente passato (D. Lgs. 22/97 per lo smaltimento e D. Lgs. 494/96 e 528/99 per la sicurezza). Per quanto riguarda l incidenza percentuale dei pezzi speciali sulla fornitura delle condotte in acciaio, si ritiene che un valore del 10% sia più che sufficiente trattandosi di ricostituire impianti e reti di tubazioni di non eccessiva complessità e con caratteristiche funzionali e geometriche di tipo normale, tale da consentire le soluzioni più semplici e razionali. Per quanto riguarda l incidenza degli accessori di rete sulla fornitura delle condotte in acciaio, assunta pari ancora al 10%, essa è già compresa nei prezzi unitari ( /m) delle condotte riportati in tabella al variare dei diametri. Per quanto riguarda l incidenza percentuale degli oneri per l esecuzione di opere particolari (attraversamenti, parallelismi, etc ) con condotte in acciaio, si valuta che un valore pari al 15% dei prezzi unitari di saldatura e posa delle condotte (variabili al variare dei diametri) sia più che sufficiente tenuto conto del contesto ambientale normale, in cui sono collocati gli impianti che sono di tipo corrente. Per le stesse ragioni si ritiene che l incidenza degli oneri per rifacimento di sottoservizi esistenti (acquedotti, fognature, elettrodotti, cavi telefonici, etc ), danneggiati in corso di realizzazione della rete di distribuzione, espressa sulla base di un valore costante per ogni metro di condotta gas, possa essere valutata con una cifra indice di 1,56 /m. Nelle Tabelle 8 (A/B) 9 (A/B) -10 (A/B) -11(A/B) 12 (A/B) 13 (A/B) vengono calcolati i prezzi unitari ( /m), compreso lo scavo e la posa, delle tubazioni interrate in acciaio (per i diversi diametri) nelle 14
15 diverse situazioni di posa previste nel Documento di consistenza degli impianti gestiti da ASCOPIAVE SpA: media pressione o bassa pressione: 1. su strada asfaltata comunale con rinterri di materiale arido e pavimentazione di bynder e manto d usura; 2. su strada asfaltata provinciale o statale con rinterri di materiale arido e pavimentazione di bynder e manto d usura; 3. in campagna; 4. in banchina o sede stradale bianca con pavimentazione in macadam ; 5. in sede stradale con pavimentazione in bynder chiuso; 6. in sede stradale con pavimentazione in materiale pregiato o porfido. Nella prima parte delle Tabelle si sono riportati i parametri di riferimento dello scavo relativo alle tubazioni di diverso diametro in acciaio nelle diverse situazioni di posa (sulla base degli schemi forniti da ASCOPIAVE SpA cfr. Figg. 1-6 relative a tubazione singola e Figg relative a tubazione doppia). Tali parametri si riferiscono a larghezze normalizzate dello scavo e dei ripristini stradali (bynder e tappeto d usura) nonché ad altezze normalizzate dei materiali di riempimento dello scavo (sabbia, misto stabilizzato, bynder, tappeto d usura) sempre al variare del tipo e del diametro della tubazione nell ipotesi di realizzare gli scavi nei diversi tipi di terreno sopra elencati. Poiché nei suddetti schemi non si riscontra differenza alcuna fra le larghezze e le altezze normalizzate dello scavo per tubazioni in bassa e media pressione, i prezzi unitari calcolati per tubazioni dello stesso diametro non variano passando da bassa a media pressione. Nel rispetto dei dati di scavo (vedi ancora i suddetti schemi di posa di ASCOPIAVE SpA) la larghezza normalizzata dello scavo è stata tenuta variabile da 40 a 70 cm passando dai diametri più piccoli ai più grandi per tutte le tubazioni in acciaio con tubo semplice o doppio tubo (ovvero con le due tubazioni una sopra l altra). La larghezza normalizzata del bynder è stata tenuta variabile da 60 a 90 cm per tutte le tubazioni in acciaio posate: su strada comunale, su strada provinciale o statale, su sede stradale con pavimentazione in bynder, in banchina o su sede stradale con pavimentazione in 15
16 macadam; tutto questo sia nel caso di tubo singolo che di tubo doppio. Per le tubazioni posate in campagna il bynder non è previsto. Per tutte le tubazioni posate in sede stradale con pavimentazione pregiata (porfido) è previsto un letto in sabbia su sottofondo di calcestruzzo (cls) con larghezza variabile ancora da 60 a 90 cm. La larghezza normalizzata del tappeto d usura è stata tenuta uguale a 250 cm per tubazioni di acciaio in bassa e media pressione posate su strada asfaltata comunale, a 350 cm su strada provinciale o statale; lo strato di pavimentazione pregiata (porfido) ha larghezza che varia da 60 a 90 cm passando dai diametri più piccoli ai più grandi; nelle altre situazioni di posa (campagna, bynder chiuso, macadam) il tappeto d usura è assente. L altezza normalizzata del letto di posa, rinfianco e copertura in sabbia è stata tenuta pari a un valore variabile da 40 a 70 cm, passando dai diametri più piccoli ai diametri più grandi per tutte le tubazioni in acciaio posate su strada asfaltata comunale (da 80 a 140 cm per il doppio tubo), oppure posate su strada asfaltata provinciale o statale (da 80 a 140 cm per il doppio tubo), oppure posate su sede stradale in macadam (da 80 a 140 cm per il doppio tubo), oppure posate in campagna (da 40 a 70 cm anche per il doppio tubo), oppure posate su sede stradale con bynder chiuso (da 80 a 140 cm per il doppio tubo), oppure posate su sede stradale con pavimentazione in porfido (da 80 a 140 cm per il doppio tubo). L altezza dello strato di riempimento con materiale di risulta idoneo è pari a 29 cm per tutte le tubazioni in acciaio posate su strada asfaltata comunale (29 cm anche per il doppio tubo), a 30 cm per quelle posate su sede stradale in macadam (30 cm anche per il doppio tubo), a 135 cm per quelle posate in campagna (ancora 135 cm per il doppio tubo), a 32 cm per quelle posate su sede stradale con bynder chiuso (ancora 32 cm per il doppio tubo), a 30 cm per quelle posate su sede stradale con pavimentazione in porfido (ancora 30 cm per il doppio tubo). Lo strato di riempimento con materiale di risulta è assente per le tubazioni posate su strada asfaltata provinciale o 16
17 statale (anche per il doppio tubo), per le quali il riempimento è realizzato interamente con materiale arido misto da cava. L altezza dello strato di riempimento con materiale arido misto da cava è stata tenuta pari a 35 cm per tutte le tubazioni in acciaio posate su strada asfaltata comunale (ancora 35 cm per il doppio tubo), a 67 cm per quelle posate su strada provinciale o statale (ancora 67 cm per il doppio tubo), a 35 cm per quelle posate su sede stradale con pavimentazione in macadam (ancora 35 cm per il doppio tubo), a 35 cm per quelle posate su sede stradale con bynder chiuso (ancora 35 cm per il doppio tubo), a 25 cm per quelle posate su sede stradale con pavimentazione in porfido (ancora 25 cm per il doppio tubo). Lo strato di riempimento con materiale arido misto da cava è assente per le tubazioni posate in campagna in quanto si utilizza solo il materiale di risulta (lo stesso vale anche per il doppio tubo). L altezza dello strato di bynder è stata tenuta pari a 8 cm per tutte le tubazioni in acciaio posate su strada asfaltata comunale (ancora 8 cm per il doppio tubo), a 15 cm per quelle posate su strada provinciale o statale (ancora 15 cm per il doppio tubo), a 8 cm per quelle posate su sede stradale con bynder chiuso (ancora 8 cm per il doppio tubo). In sostituzione dello strato di bynder, lo strato di macadam è stato tenuto pari a 10 cm per le tubazioni posate su sede stradale in macadam (ancora 10 cm per il doppio tubo). Per le tubazioni posate in campagna lo strato di bynder è assente (lo stesso dicasi per il doppio tubo) in quanto si utilizza solo il materiale di risulta (lo stesso vale anche per il doppio tubo). Per le tubazioni posate su sede stradale con pavimentazione in porfido è previsto un letto in sabbia su sottofondo di calcestruzzo di altezza pari a 10 cm (ancora 10 cm per il doppio tubo). L altezza del tappeto di usura è stata assunta pari a 3 cm per tutte le tubazioni in acciaio posate su strada asfaltata comunale (ancora 3 cm per il doppio tubo), a 3 cm per quelle posate su strada provinciale o statale (ancora 3 cm per il doppio tubo). Il tappeto d usura è assente per le tubazioni posate in campagna, per quelle posate in sede stradale con pavimentazione in bynder chiuso o in macadam (lo stesso 17
18 vale per il doppio tubo). Per le tubazioni posate su sede stradale con pavimentazione in porfido è previsto uno strato di porfido di altezza pari a 10 cm (ancora 10 cm per il doppio tubo). Ne consegue, passando dalle tubazioni di diametro più piccolo DN 40 a quelle di diametro più grande DN 350, un valore della profondità normalizzata dello scavo crescente da 115 cm a 145 cm ( e da 155 cm a 215 cm per il doppio tubo) per tutte le tubazioni in acciaio posate su strada asfaltata comunale, su sede stradale in macadam, su sede stradale con pavimentazione in bynder chiuso e su sede stradale con pavimentazione in porfido; il suddetto valore della profondità normalizzata varia invece da 125 cm a 155 cm per tutte le tubazioni in acciaio posate su strada asfaltata provinciale o statale (da 165 cm a 225 cm per il doppio tubo) e da 175 cm a 205 cm per tutte le tubazioni in acciaio posate in campagna (da 175 cm a 205 cm anche per il doppio tubo). Nella seconda parte delle Tabelle si sono calcolati i valori al 31 ottobre 2011 dei prezzi unitari delle tubazioni in acciaio. I dati riportati nella colonna Riferimento sono desunti dalla Tab. 7. In particolare nella versione A delle suddette tabelle ci si riferisce al tubo singolo (tali Tabelle 8A-9A-10A-11A-12A-13A sono esposte in sequenza prima delle corrispondenti Tabelle 8B-9B-10B-11B-12B- 13B). Nella versione B ci si riferisce al doppio tubo nella ipotesi, che le due tubazioni abbiano ogni possibile diametro fra quelli considerati in questa relazione. E possibile determinare il costo per metro lineare della tubazione doppia installata per ogni coppia di diametri presi in esame. I diametri presi in esame sono 11 e sono quelli comunemente usati da ASCOPIAVE SpA nella realizzazione delle sue reti di distribuzione del gas metano. Per ragioni di semplicità, si riporta per ognuna delle sei situazioni di posa una tabella generale denominata B che riporta i valori di costo unitario ( /m) di ogni coppia possibile di tubazioni. Si hanno quindi le Tabelle generali 8B 9B 10B 11B 12B 13B Tabelle in cui si può ritrovare il costo di un metro lineare di tubazione doppia per ogni coppia di diametri fra quelli scelti (DN ). Nel caso di coppie di 18
19 tubazioni aventi lo stesso diametro, i valori corrispondenti del costo per metro lineare sono collocati lungo la diagonale discendente delle citate Tabelle generali 8B 9B 10B 11B 12B 13B. Si osserva, confrontando i suddetti valori di ogni Tabella B con quelli della corrispondente Tabella A, che il costo per metro lineare della tubazione doppia installata risulta meno del doppio del costo della singola tubazione installata avente lo stesso diametro: il motivo è ovvio perché un unico scavo serve per installare due tubazioni. Il risparmio è dell ordine del 10 30% ovvero 1 metro lineare di tubazione doppia installata ha un costo pari a circa 0,7 0,9 volte il costo di 2 metri lineari di tubazione semplice per tutti i diametri commerciali DN In altre parole nel caso di doppio tubo con lo stesso diametro nello stesso scavo, il costo unitario per metro lineare del secondo tubo risulta inferiore del 10 30% a quello del tubo semplice. I dati riassuntivi della Tabella generale 8B doppio tubo per ogni coppia di diametri (relativa a posa su strada comunale asfaltata) derivano da undici Tabelle 8B doppio tubo DN X con tutti gli altri diametri relative ai costi unitari della doppia tubazione ottenuta accoppiando ogni particolare diametro X con tutti gli altri considerati. Lo stesso si può ripetere per le altre cinque Tabelle generali 9B-10B- 11B-12B-13B relative alle altre cinque situazioni di posa. Per semplicità si riportano, come esempio, nel corpo della presente Relazione solo le undici Tabelle 8B doppio tubo DN X (essendo X = 40 o 50 o 65 o 80 o 100 o 125 o 150 o 200 o 250 o 300 o 350) con tutti gli altri diametri relative alla Tabella generale 8B. Sono naturalmente disponibili, per ogni necessità di consultazione, anche le (11 tabelle x 5 situazioni di posa ) = 55 tabelle relative alle altre cinque situazioni di posa considerate. 11. Valutazione dei costi unitari delle tubazioni in pead di bassa pressione costituenti le reti di distribuzione gas Per quanto riguarda le tubazioni in pead i dati geometrici di scavo sono gli stessi usati per le tubazioni di acciaio, anche se le situazioni di posa sono solamente 3 e precisamente: su strada asfaltata 19
20 comunale con rinterri di materiale arido e pavimentazione di bynder e manto d usura; su strada asfaltata provinciale o statale con rinterri di materiale arido e pavimentazione di bynder e manto d usura; in banchina o sede stradale bianca con pavimentazione in macadam. I prezzi unitari (in /m) delle tubazioni in pead al variare del diametro sono desunti da un calcolo analitico che si avvale delle Tabelle , che vengono illustrate di seguito. Nella Tabella 14 sono riportati i valori unitari orientativi delle varie voci relative a fornitura e posa di materiali attinenti la rete di distribuzione realizzata con tubazioni in pead in bassa pressione su strada comunale asfaltata, su strada provinciale o statale asfaltata, in banchina o sede stradale bianca con pavimentazione in macadam. Lo scrivente ha considerato gli oneri per lo smaltimento del materiale di risulta dello scavo presso discarica autorizzata e gli oneri (valutati pari al 3%) per apprestamenti ed attuazione della sicurezza nei cantieri, che derivano dall applicazione di Decreti Legislativi del recente passato (D. Lgs. 22/97 per lo smaltimento e D. Lgs. 494/96 e 528/99 per la sicurezza). Per quanto riguarda l incidenza percentuale dei pezzi speciali sulla fornitura delle condotte in pead, si ritiene che un valore del 10% sia più che sufficiente trattandosi di ricostituire impianti e reti di tubazioni di non eccessiva complessità e con caratteristiche funzionali e geometriche di tipo normale, tali da consentire le soluzioni più semplici e razionali. Per quanto riguarda l incidenza degli accessori di rete pari al 5% sulla fornitura delle condotte in pead, essa è già compresa nei prezzi unitari ( /m) delle condotte riportati in tabella al variare dei diametri. Per quanto riguarda l incidenza percentuale degli oneri per l esecuzione di opere particolari (attraversamenti, parallelismi, etc ) con condotte in pead, si valuta che un valore pari al 15% dei prezzi unitari di saldatura e posa delle condotte (variabili al variare dei diametri) sia più che sufficiente, tenuto conto del contesto ambientale normale, in cui sono collocati gli impianti che sono di tipo corrente. 20
21 Per le stesse ragioni si ritiene che l incidenza degli oneri per rifacimento di sottoservizi esistenti (acquedotti, fognature, elettrodotti, cavi telefonici, etc ), danneggiati in corso di realizzazione della rete di distribuzione, espressa sulla base di un valore costante per ogni metro di condotta gas, possa essere valutata con una cifra indice di 1,56 /m. Nelle Tabelle 15 (A/B) - 16 (A/B) - 17 (A/B) vengono calcolati i prezzi unitari ( /m), compreso lo scavo e la posa, delle tubazioni interrate in pead (per i diversi diametri) nelle tre situazioni di posa sopra ricordate previste nel documento di consistenza degli impianti gestiti da ASCOPIAVE SpA: 1. su strada asfaltata comunale con rinterri di materiale arido e pavimentazione di bynder e manto d usura; 2. su strada asfaltata provinciale o statale con rinterri di materiale arido e pavimentazione di bynder e manto d usura; 3. in banchina o sede stradale bianca con pavimentazione in macadam. Nella prima parte delle Tab , si sono riportati i parametri di riferimento dello scavo relativo alle tubazioni di diverso diametro in pead nella specifica situazione di posa (strada comunale asfaltata, strada provinciale o statale asfaltata, sede stradale bianca con pavimentazione in macadam). Tali parametri si riferiscono a larghezze normalizzate dello scavo e dei ripristini stradali (bynder e tappeto d usura) nonché ad altezze normalizzate dei materiali di riempimento dello scavo (sabbia, misto stabilizzato, bynder, tappeto d usura) sempre al variare del tipo e del diametro della tubazione in bassa pressione nell ipotesi di realizzare lo scavo nei tre specifici tipi di terreno sopra elencati. Poiché i dati geometrici di scavo sono gli stessi utilizzati per le tubazioni in acciaio, si ripetono qui le considerazioni già svolte nel par. 10 pertinente le tubazioni di acciaio relativamente a: - larghezza normalizzata dello scavo per tubo singolo e tubo doppio; - larghezza normalizzata del bynder per tubo singolo e tubo doppio; 21
22 - larghezza normalizzata del tappeto d usura per tubo singolo e tubo doppio; il tappeto d usura è assente per le tubazioni singole o doppie posate in sede stradale con pavimentazione in macadam (lo stesso vale per il doppio tubo); - altezza normalizzata del letto di posa, rinfianco e copertura in sabbia per tubo singolo e tubo doppio; - altezza dello strato di riempimento con materiale di risulta idoneo per tubo singolo e tubo doppio; lo strato di riempimento con materiale di risulta è assente per le tubazioni singole o doppie posate su strada asfaltata provinciale o statale, per le quali il riempimento è realizzato interamente con materiale arido misto da cava; - altezza dello strato di riempimento con materiale arido misto da cava per tubo singolo e tubo doppio; - altezza dello strato di bynder; altezza dello strato di macadam in sostituzione dello strato di bynder; - altezza del tappeto di usura; il tappeto d usura è assente per le tubazioni singole o doppie posate in sede stradale con pavimentazione in macadam (lo stesso vale per il doppio tubo); - profondità normalizzata dello scavo per tubazioni in pead singole o doppie. Nella seconda parte delle Tabelle si sono calcolati i valori al 31 ottobre 2011 dei prezzi unitari delle tubazioni in pead. I dati riportati nella colonna Riferimento sono desunti dalla Tab. 14. In particolare nella versione A delle suddette Tabelle viene fatto riferimento al tubo singolo in pead nelle tre situazioni di posa sopra ricordate; nella versione B delle suddette tabelle viene fatto riferimento al tubo doppio, di cui uno in pead e uno in acciaio, ancora nelle suddette tre situazioni di posa e per il numero ridotto di coppie previsto nelle installazioni di ASCOPIAVE SpA. 12. Valutazione degli allacciamenti e dei punti gas o PdR (Punti di Riconsegna) Il prezzo unitario del punto gas o PdR, pari a 453,88 /unità, è desunto da un calcolo analitico che si avvale delle Tabelle 18-19, che 22
23 vengono sommariamente illustrate di seguito. Il calcolo è stato sviluppato con riferimento ad un valore medio del diametro della condotta in acciaio costituente l allacciamento interrato pari a DN 50. Nella Tab. 18 sono riportati i valori unitari orientativi delle varie voci relative alla fornitura e posa di materiali attinenti gli allacciamenti e i punti gas o PdR (punti di riconsegna). Lo scrivente ha considerato gli oneri per lo smaltimento del materiale di risulta dello scavo e gli oneri (3%) per apprestamenti ed attuazione della sicurezza nei cantieri per le motivazioni già esposte precedentemente in merito alla valutazione delle tubazioni. Anche per quanto riguarda l incidenza (10%) dei pezzi speciali valgono le considerazioni e le assunzioni fatte precedentemente in merito alle tubazioni. Per quanto riguarda gli oneri per il rifacimento di sottoservizi esistenti si è assunto un valore medio di 3,12 ( /m), doppio di quello assunto per le tubazioni della rete, ritenendo che l incidenza delle strutture danneggiate aumenti per la presenza di cordoli, marciapiedi, recinzioni in corrispondenza di ogni utente e/o allacciamento. Nella Tab. 19, a partire dalle assunzioni riportate nella precedente Tab. 18, viene calcolato il valore unitario dell allacciamento tipo; dividendo tale valore per il numero medio di punti gas o PdR per allacciamento si ottiene il valore del punto gas o PdR ( /unità); tale valore moltiplicato per il numero di punti gas (desunto dal Documento di consistenza) del generico impianto, costruiti al netto delle rimozioni per ogni anno del periodo considerato, consente di ottenere il valore di CR per l insieme dei punti gas di ciascun anno e, di seguito, il valore totale di CR per l insieme dei punti gas dell intero periodo considerato. A questo punto, nota la vita fisica utile N e gli anni di funzionamento n, è possibile ricavare anno per anno il coefficiente C d, che moltiplicato per il CR del generico anno fornisce il corrispondente VIR. Sommando tutti i VIR si ottiene il VIR totale, che, diviso per il CR totale, fornisce un valore medio di riferimento del coefficiente C d. Dai dati forniti da ASCOPIAVE SpA relativi a tutti gli allacciamenti eseguiti nel triennio 01/01/ /12/2007 si trae che la 23
24 lunghezza media della tubazione interrata per ogni allacciamento è pari mediamente a 11,40 m, valore congruente con i dati medi di settore e di altre realizzazioni eseguite da ASCOPIAVE SpA in altri periodi, che tuttavia si tralasciano per la non completezza dei dati disponibili. Tale dato peraltro è da ritenere ragionevolmente inferiore a quello reale, in quanto gli allacciamenti eseguiti negli anni precedenti al periodo sopra considerato, sulla base degli indirizzi tecnici dell Azienda, che prevedevano ad esempio la collocazione del misuratore sul primo angolo del fabbrica anziché sulla recinzione fronte strada, presentavano lunghezze mediamente superiori. Dai dati ASCOPIAVE SpA si trae ancora che la lunghezza media della tubazione aerea (o colonna montante costituita da tubazione zincata verticale) è pari a 1,20 m. Ancora dai dati di ASCOPIAVE SpA relativi a quasi 4 anni e precisamente dal 01/01/2008 al 30/09/2011 relativi a un totale di prese stradali di allacciamento e a PdR, si trae un valore medio di 2,6 PdR/allacciamento: tale dato viene utilizzato nella Tab. 19 per determinare il valore del singolo punto gas o PdR. 13. Valutazione dei misuratori di portata Misuratori a membrana I prezzi unitari (in /unità) dei misuratori a membrana, al variare della classe del misuratore stesso, sono desunti da un calcolo analitico che si avvale della Tab. 20. Tali valori moltiplicati per il numero di misuratori (desunto dal Documento di consistenza) installati al netto delle rimozioni per ogni anno del periodo considerato, consentono di ottenere il valore di CR per l insieme dei misuratori a membrana di ciascun anno e anche il valore totale di CR per l insieme dei misuratori a membrana dell intero periodo considerato. Nota la vita fisica utile N e gli anni di funzionamento n, è possibile ricavare anno per anno il coefficiente C d, che moltiplicato per il CR del generico anno fornisce il corrispondente VIR. Sommando tutti i VIR si ottiene il VIR totale, che, diviso per il CR totale, fornisce come riferimento un valore medio del coefficiente C d. 24
25 Misuratori a turbina I prezzi unitari (in /unità) dei misuratori a turbina, al variare della classe del misuratore stesso, sono desunti da un calcolo analitico che si avvale della Tab. 21. Tali valori moltiplicati per il numero di misuratori a turbina (desunto dal Documento di consistenza) installati al netto delle rimozioni per ogni anno del periodo considerato, consentono di ottenere il valore di CR per l insieme dei misuratori a turbina di ciascun anno e anche il valore totale di CR per l insieme dei misuratori a turbina dell intero periodo considerato. Nota la vita fisica utile N e gli anni di funzionamento n, è possibile ricavare anno per anno il coefficiente C d, che moltiplicato per il CR del generico anno fornisce il corrispondente VIR. Sommando tutti i VIR si ottiene il VIR totale, che, diviso per il CR totale, fornisce come riferimento un valore medio del coefficiente C d. Misuratori a pistoni rotanti I prezzi unitari (in /unità) del misuratore a pistoni rotanti, al variare della classe del misuratore stesso, sono desunti da un calcolo analitico che si avvale della Tab. 22. Tali valori moltiplicati per il numero di misuratori a pistoni rotanti (desunto dal Documento di consistenza) installati al netto delle rimozioni per ogni anno del periodo considerato, consentono di ottenere il valore di CR per l insieme dei misuratori a pistoni rotanti di ciascun anno e anche il valore totale di CR per l insieme dei misuratori a pistoni rotanti dell intero periodo considerato. Successivamente, nota la vita fisica utile N e gli anni di funzionamento n, è possibile ricavare anno per anno il coefficiente C d, che moltiplicato per il CR del generico anno fornisce il corrispondente VIR. Sommando tutti i VIR si ottiene il VIR totale, che, diviso per il CR totale, fornisce come riferimento un valore medio del coefficiente C d. 14. Incidenza delle spese tecniche e generali Per quanto riguarda l incidenza delle spese tecniche e generali sul valore del costo di ricostituzione CR non si è ancora pervenuti ad una definizione giuridica condivisa negli arbitrati, che sono stati promossi 25