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Timestamp: 2020-08-12 18:52:55+00:00
Document Index: 185684892

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 12', 'sentenza ', 'art 375']

Sentenza Cassazione Civile n. 25543 del 13/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25543 del 13/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 13/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep.13/12/2016), n. 25543
sul ricorso 16063-2015 proposto da:
A.J., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LUCREZIO CARO
67, presso lo studio dell’avvocato MONICA SCHIPANI, che lo
avverso il decreto del GIUDICE DI PACE di ROMA depositato il
udito l’Avvocato Monica Schipani che si riporta ai motivi del
La Corte rilevato che sul ricorso n. 16063/15 proposto da A.J. nei confronti del Prefetto di Roma il consigliere relatore ha depositato ex art. 380 bis c.p.c. la relazione che segue.
A.J. ha proposto ricorso per cassazione avverso l’ordinanza resa dal Giudice di Pace di Roma che aveva rigettato la sua opposizione avverso il decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Roma.
Dall’esame delle censure mosse si evince che il ricorrente adduce a sostegno dell’illegittimità dell’espulsione a suo carico il vizio di omessa motivazione non consentendo di comprendere il ragionamento a base della decisione.
La sentenza in esame ha anche precisato al livello interpretativo che la nuova riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione (Cass. 8053/14 sez un).
Nel caso di specie risulta proprio una motivazione del tutto apparente, poichè non vengono indicati quali sono i motivi di ricorso e le inerenti doglianze e non viene in alcun modo spiegato pecche gli stessi sono infondati.
In sostanza il giudice di pace ha fatto una apodittica affermazione non consentendo di comprendere le ragioni della sua valutazione. Ricorrono i requisiti di cui all’art 375 c.p.c. per la trattazione in camera di consiglio.