Source: http://www.anti-phishing.it/news/articoli/news.021120062.php
Timestamp: 2013-05-24 14:37:57+00:00
Document Index: 131204530

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.171', 'art. 171', 'art. 171', 'art. 2', 'art. 79', 'art. 171']

Trib. Milano sequestro portali che trasmettono gratis partite serie A - illegittimita' - Anti-Phishing Italia: Il portale contro le truffe on-line
Trib. Milano sequestro portali che trasmettono gratis partite serie A - illegittimita'
In questa sezione, invece, verifichiamo le motivazioni che avevano spinto il Tribunale a cassare il provvedimento di sequestro dei portali calciolibero e coolstream poich�, come afferma il magistrato, non era stato affatto provato che fosse effettivamente sussistente una lesione da parte della querelante SKY ai propri diritti di privativa riguardo le partite trasmesse. L'insussistenza di tale violazione della licenza di trasmissione -che sarebbe limitata elusivamente al territorio cinese- fa s� che debba venir meno la configurazione astratta del reato in capo ai responsabili dei due portali.
Per approfondire il tema, si consiglia la lettura delle note a pi� della sentenza pubblicate nel sito ictlex, al link
http://www.ictlex.net/index.php/2006/02/08/gip-milano-decr-8-febbraio-2006/
GIP Milano - decr. 8 febbraio 2006 Pubblicato il 08.02.06 e classificato in Computer crime e sicurezza, Copyright e IP, Giur. italiana, Penale - cautelare Partita di calcio - opera dell�ingegno - tutela penale ex l. 633/41 - non sussiste
facilitazione dell�accesso a opere protette tramite segnalazione agli utenti degli orari di trasmissione e dei siti ai quali questi possono autonomamente accedere,e con la predisposizione di un link che permette il collegamento diretto con i server cinesi - art.171, comma I lett. A-bis) Legge 633/41 - non sussiste
art. 171, comma I lett. A-bis) l. 633/41 - necessit�, per il querelante, di dimostrare la titolarit� del diritto violato - sussiste.
Proc. n. 48792/05 R.G.N.R. - Proc. n. 727/06 R.G.G.I.P.
Tribunale di Milano - Ufficio del giudice per le indagini preliminari
XXXX nato il XXXX a XXXX, res. in XXXX, via XXXX. Difeso d�ufficio dall�avv. PAVONE FEDERICA, con studio in
YYYY nato il YYYY a YYYY, res. in YYYY, via YYYY. Difeso d�ufficio dall�avv. PAVONE FEDERICA, con studio in Milano via Sforza n. 01 tel. 0254116074.
poich� con pi� condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, agendo quale gestore
responsabile del portale internet www.coolstreaming.it, contenente sezioni denominate �Forum� dedicate a fornire agli
utenti collegati tutte le indicazioni e la guida ai c.d.�Link� utili per scaricare i programmi necessari alla visione
delle partite di calcio della serie A e B del campionato italiano, trasmesse nell�etere in via esclusiva da Sky, dietro
mediante connessioni in modalit� peer to peer (tecnologie PPLive e PPStream), le predette trasmissioni sportive da
considerarsi opere o parti di opere dell�ingegno protette dalla legislazione in tema di diritto d�autore.
In ordine al delitto p. e p. dagli artt. 81 cpv. c.p., 171, comma I lett. A-bis) Legge 633/41 e successive modificazioni, poich� con pi� condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, agendo quale gestore responsabile del portale internet www.calciolibero.com, contenente sezioni denominate �Forum� dedicate a fornire agli utenti collegati tutte le indicazioni e la guida ai c.d. �Link� utili per scaricare i programmi necessari alla visione delle partite di calcio della serie A e B del campionato italiano, trasmesse nell�etere in via esclusiva da Sky, dietro pagamento del canone di abbonamento, metteva a disposizione del pubblico, immettendole in un sistema di reti telematiche, mediante connessione in modalit� peer to peer (tecnologie PPLive e PPStream), le predette trasmissioni sportive da considerarsi opere o parti di opere dell�ingegno protette dalla legislazione in tema di diritto d�autore.
La genesi del procedimento e lo sviluppo delle indagini sono stati riassunti dal P.M. nel decreto emesso in via d�urgenza, che sul punto pu� essere integralmente richiamato. In sintesi, Sky s.r.l. unica titolare dei diritti relativi allo sfruttamento e alla trasmissione via satellite degli incontri di calcio del campionato italiano di serie A, lamenta una grave violazione dei suoi diritti, atteso che da qualche mese a questa parte lo stesso prodotto oggetto della sua esclusiva viene messo gratuitamente a disposizione di chiunque possieda un personal computer collegato ad internet e munito di programma di trasmissione peer to peer.
Gli odierni indagati, in quanto gestori di www.coolstreaming.it e www.calciolibero.com avrebbero contribuito alla immissione in rete delle partite, in violazione dell�art. 171, comma 1, lett. a) bis l. 22 aprile 1941 n. 633, rendendone possibile la visione gratuita mediante un collegamento telematico (link) ospitato nei loro siti.
La qualificazione giuridica di tali condotte richiede, pertanto, che sia preventivamente accertata la sussistenza dei diritti che la societ� denunciante assume essere stati violati.
Si deve muovere, cos�, dal disposto dell�art. 2 D.L. 30 gennaio 1999, n. 15, convertito con modifiche dalla legge 29 marzo 1999 n. 78, nella parte in cui attribuisce a ciascuna societ� di serie A e di serie B la titolarit� dei diritti di trasmissione televisiva in forma codificata.
Da sempre vige il divieto di trasmettere in diretta l�evento sportivo di cui si tratta in chiaro, cio� con segnale accessibile a tutti sulle frequenze terrestri in tecnica analogica, storicamente giustificato con l�esigenza di non scoraggiare l�afflusso di spettatori allo stadio e di proteggere conseguentemente quella che per decenni � stata la principale fonte di introito per le societ� sportive.
L�evoluzione tecnologica ha tuttavia permesso, a partire dai primi anni novanta, la trasmissione dei programmi televisivi con un segnale criptato, decodificabile esclusivamente mediante apposita apparecchiatura fornita a coloro che � a pagamento � si abbonavano alla rete emittente.
Si � cos�, ammesso gradualmente che le partite potessero essere trasmette in diretta, purch� con segnale codificato, cio� fruibile solo da coloro che in cambio di tale prodotto pagavano un corrispettivo adeguato.
Dall�entrata in vigore del testo normativo sopra richiamato, le societ� sportive hanno continuato a gestire collettivamente, attraverso la Lega Calcio, i diritti per le emissioni in chiaro, cio�, in sintesi, per i filmati delle partite divulgabili solo in differita, mentre ciascuna di esse ha potuto autonomamente contrattare e cedere i diritti in forma codificata. Questi ultimi, essendo legati alla possibilit� di assistere all�evento in diretta, rivestono comprensibilmente un maggiore valore commerciale.
Da qualche anno a questa parte, il diritto di trasmettere in diretta le partite non spetta pi� ad un unico operatore di rete, essendosi originati tanti mercati quante sono le tecnologie e le apparecchiature che consentono la fruizione delle immagini. I diritti sulla stessa partita possono essere ceduti in regime di esclusiva a diversi soggetti, purch� questi smettano il segnale con strumenti differenti: via satellite (visibile con televisore collegato ad antenna parabolica e decoder), via cavo (televisore collegato a rete a fibra ottica), su frequenza terrestri con tecnica digitale (televisore munito di decoder digitale e, quindi, senza parabola), su banda larga ADSL (computer collegato ad internet via modem o fibra ottica), con tecnologie GPRS e UMTS (telefono cellulare).
Ciascuno di questi operatori, mediante il pagamento di somme talvolta ingenti alle societ� sportive, si assicura il diritto di vendere in esclusiva la partita ai propri utenti, in cambio di un abbonamento fisso o di un corrispettivo legato alla visione del singolo evento prescelto (c.d. pay per view).
Attualmente, a fronte di una partita di campionato sono quindi individuabili in linea di massima (non tutte le squadre hanno infatti ceduto tutti i diritti) almeno cinque diversi operatori di rete aventi il diritto esclusivo di trasmetterla con le c.d. piattaforme sopra descritte .
In definitiva, chiunque voglia vedere in Italia una partita del massimo campionato di calcio in diretta � tenuto a pagare un corrispettivo in cambio del quale gli viene fornita la chiave per accedere al servizio. Le indagini interne svolte dalla societ� Sky, il cui esito � stato integralmente confermato dagli accertamenti svolti dalla polizia giudiziaria, dimostrano, invece, che nel territorio dello Stato un numero imprecisato di utenti riesce settimanalmente a vedere le partite attraverso una normale connessione ad internet, senza pagare alcunch�.
Va subito precisato che tale risultato non viene ottenuto mediante elusione delle misure tecnologiche predisposte dalla stazione emittente per impedire o limitare l�accesso alla trasmissione.
Le immagini di cui si tratta non vengono, infatti, illegittimamente carpite a Sky, ma provengono da alcune emittenti cinesi che, secondo quanto si legge in querela, avrebbero acquistato il diritto di trasmettere le partite, seppure solo nell�ambito del territorio dello Stato di appartenenza.
Ci� rende, quindi, possibile anche in Italia, mediante collegamento al web, la visione delle partite nella veste editoriale confezionata dai licenziatari cinesi e, quindi, corredata dal telecronaca in lingua cinese e sovrimpressioni in ideogrammi .
Le immagini non recano, infine, il logo di Sky, cio� il segno distintivo che ne indica la provenienza da tale emittente.
Da qui, l�impossibilit� per la denunciante di invocare la tutela accordata alle sue trasmissioni, indipendentemente dal loro contenuto creativo, dall�art. 79 l.d.a., Sky non si pu�, quindi, dolere della illecita ritrasmissione di una propria opera audiovisiva, dal momento che le immagini di cui si tratta provengono da un�altra emittente che ha legittimamente acquisito il diritto di trasmettere le partite.
Ci� posto, va detto che certamente l�ingresso delle immagini nel territorio dello Stato � momento che non coincide con la loro immissione in rete � integra un illecito che va a ledere posizioni soggettive qualificate facenti capo agli operatori di rete nazionali.
In particolare, viene leso immediatamente il diritto all�esclusiva del soggetto titolare dei diritti di trasmissione via internet e, in seconda battuta, l�aspettativa degli altri soggetti, tra i quali la odierna denunciante, che in quella stessa fascia oraria trasmettono il medesimo evento a pagamento.
Costoro hanno, quindi, titolo per agire in sede civile ai sensi degli artt. 2043 e 2598 c.c., ma la violazione della loro esclusiva non � assistita da sanzione penale.
La societ� querelante ha, tuttavia, sostenuto che la libera visione in Italia delle immagini da lei girate e cedute alle emittenti cinesi integri una violazione di un diritto di autore, diritto che non assiste tuttavia qualsiasi trasmissione televisiva, ma soltanto quelle che rivestono la natura di opera dell�ingegno.
Tale doglianza � stata tradotta sul piano giuridico dal P.M. nei termini indicati in epigrafe, come violazione dell�art. 171, comma 1, lett. a) bis l. 22 aprile 1941 n. 633, norma che punisce chiunque senza averne diritto mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un�opera dell�ingegno o parte di essa.
Occorre pertanto stabilire se la trasmissione televisiva di cui si tratta possa essere ritenuta opera dell�ingegno.
A questo riguardo, va immediatamente chiarito che tale non pu� ritenersi la partita di calcio in s�. Questo giudice condivide infatti quanto gi� stabilito sul punto dalla giurisprudenza civile: lo schema di gioco consiste in regole articolate in forma essenziale e non in un progetto ideativi in s� compiuto e in questo ambito l�attivit� dei giocatori si sviluppa in maniera non del tutto prevedibile, in gran parte affidata al caso, per cui manca �la finzione, che implica preordinazione� connotato essenzialmente per potersi parlare di vera e propria rappresentazione e, quindi, di opera dell�ingegno.
L�odierna persona offesa sostiene, tuttavia, che a rendere applicabile la tutela invocata basterebbe l�apporto creativo rinvenibile nelle riprese televisive: regia, montaggio, replay e inquadrature ottenute grazie all�impiego di venti telecamere caratterizzerebbero, infatti, la trasmissione dell�evento conferendogli un�impronta meritevole di essere considerata opera dell�ingegno ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto di autore. In tal modo, infatti, si attribuisce all�evento sportivo una forma espressiva in tutto e per tutto assimilabile ad altre opere dell�ingegno (si pensi, ad esempio, ad un film).
Si tratta di una prospettazione che in questi termini non � condivisibile e dalla quale non discende pertanto l�applicazione della tutela invocata.
In precedenza, si � gi� detto che non si discute qui della riproduzione abusiva del prodotto televisivo comunemente viene definito telecronaca e che, com�� noto, � costituito da una parte visiva e da un commento giornalistico. Nel caso in esame, infatti, il commento risulta svolto dai giornalisti cinesi ragion per cui l�ambito dell�esame va ristretto alle sole riprese filmate la cui immissione in rete, non essendo stata autorizzata, integrerebbe il reato contestato.
Cos� delimitata la questione, va osservato che l�opera audiovisiva in esame si connota per la necessit� di documentare compiutamente l�evento sportivo e sia il suo contenuto che le sue cadenza sono rigidamente condizionati da tale esigenza. Il regista non traduce in immagini un soggetto, non racconta una storia, ma segue pedissequamente il susseguirsi di situazioni che, per loro stessa natura, si snodano secondo una sequenza imprevedibile, sulla quale non � in grado di influire minimamente.
Tale argomento resiste all�obiezione svolta dalla querelante, che sottolinea l�apporto creativo consentito dalla possibilit� di scelta tra venti telecamere e dal contributo di tecnologie sempre pi� avanzate.
Si tratta di aspetti sui quali la giurisprudenza ha gi� avuto modo di soffermarsi, giungendo a conclusioni che non appaiono suscettibili di essere disattese nonostante l�evoluzione dei tempi e dei mezzi a disposizione delle produzioni televisive.
� gi� stato osservato, quindi, che la selezione delle immagini dalle riprese di varie telecamere o la scelta delle inquadrature �costituiscono tecniche certamente di non secondario rilievo, espressive della qualificazione personale dell�autore, ma non possono essere considerate come determinante risultato creativo nel senso in cui l�espressione � assunta dalla vigente normativa�.
Per altro verso, � stato sottolineato come nel concetto di opera creativa non possono farsi rientrare quelle produzioni dell�attivit� intellettiva in cui l�apporto originale sia solo la risultante dell�uso pur altamente qualificato del mezzo tecnico . In altre parole, n� il gran numero di telecamere, n� l�utilizzo di ingegnosi e nuovi mezzi tecnici che vengono arricchite la documentazione dell�evento (es. telecamera mobile sospesa su cavi tesi al di sopra del terreno di gioco, sovrimpressioni istantanee su distanze o posizioni di giocatori in campo ecc.), mutano la consistenza dell�opera audiovisiva che rimane rigidamente ancorata alla finalit� di documentare un accadimento sfornito di contenuto rappresentativo.
L�elemento oggettivo del reato appare, pertanto, insussistente sotto questo profilo, assorbente di tutte le altre questioni prospettabili.
Per completezza, va comunque rilevato che la condotta ascritta ai gestori dei siti sequestrati non appare coincidere con quella sanzionata dalla norma incriminatrice che, cos� com�� strutturata, prevede una fattispecie di reato a consumazione istantanea e a condotta vincolata, consistente nella immissione in un sistema di reti telematiche dell�opera dell�ingegno, evento che nel caso in esame si verifica certamente nel territorio cinese.
Gli odierni indagati, viceversa, facilitano l�accesso a tale prodotto sia con la segnalazione agli utenti degli orari di trasmissione e dei siti ai quali questi possono autonomamente accedere per poter vedere le partite, sia con la predisposizione di un link che permette il collegamento diretto con i server cinesi. Cos� facendo, non fanno altro che diffondere nella rete telematica un prodotto che gi� altri � e all�estero � hanno immesso, ponendosi cos� al di fuori del perimetro di efficacia della norma a loro contestata Va, infine, osservato che la societ� denunciante si � limitata ad affermare che i propri diritti sulle immagini sono stati trasferiti alle emittenti cinesi, ma agli atti non � stato prodotto un solo contratto relativo a tale oggetto e, seppure in questa fase la deliberazione del quadro indiziario possa arrestarsi alla soglia dell�astratta configurabilit�, ci� nondimeno resta oscuro un passaggio essenziale per la qualificazione del fatto nei termini suggeriti dall�Ufficio requirente.
In particolare, non � stato verificato se la licenza accordata alle televisioni straniere (es. CCTV5, Shangai Great Sports) imponga l�emissione di un segnale criptato ovvero consenta di trasmettere in chiaro e, soprattutto, andrebbe in ogni caso accertato se sia stato pattuito un divieto espresso di trasmettere con altra tecnologia o se, invece, tale aspetto sia stato regolamentato differentemente. Tale lacuna probatoria avrebbe dovuto essere colmata dalla persona offesa fin da questa fase del procedimento, posto che, al di fuori dell�indebito utilizzo delle immagini del territorio italiano, del quale si � detto, non risultano irregolarit� tali da far ritenere che il passaggio dal segnale televisivo alla rete telematica � verificatosi in Cina � sia stato realizzato abusivamente .