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Timestamp: 2020-04-05 20:33:23+00:00
Document Index: 95331515

Matched Legal Cases: ['art. 418', 'art. 419', 'art. 455', 'art. 420', 'art. 420', 'art. 420', 'art. 420', 'art. 420', 'art. 1', 'art. 420', 'art. 421', 'art. 421', 'sentenza ', 'art. 425', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 428', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 434', 'art. 435', 'art. 429', 'art. 431', 'art. 421', 'sentenza ', 'art. 422', 'sentenza ']

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Cos'è e come si svolge l'udienza preliminare, ovverosia l'udienza che si svolge dopo la richiesta di rinvio a giudizio. Qual è la sua funzione e per quali reati è possibile
Cos'è l'udienza preliminare
Udienza preliminare: adempimenti preventivi
Svolgimento dell'udienza preliminare
Conclusione dell'udienza preliminare
Udienza preliminare a porte chiuse
Udienza preliminare: per quali reati
L'udienza preliminare è l'udienza che si svolge dinanzi al Giudice dell'udienza preliminare dopo che il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio dell'indagato.
Nel dettaglio, il G.U.P. deve fissare l'udienza preliminare entro 5 giorni dal deposito della richiesta del P.M., tenendo conto che tra la data di deposito della richiesta e la data dell'udienza non può intercorrere un termine superiore a 30 giorni (art. 418 c.p.p.).
Almeno 10 giorni prima dell'udienza il G.U.P. (art. 419 c.p.p.):
- fa notificare all'imputato e alla persona offesa l'avviso del giorno, dell'ora e del luogo dell'udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal P.M. e con l'avvertimento all'imputato che, qualora non compaia, si applicheranno le disposizioni di cui agli artt. 420-bis, 420-ter e 420-quinquies;
- fa comunicare al P.M. l'avviso dell'udienza con l'invito a trasmettere la documentazione relativa alle indagini eventualmente espletate dopo la richiesta di rinvio a giudizio;
- fa notificare al difensore dell'imputato l'avviso dell'udienza con l'avvertimento della facoltà di prendere visione degli atti e delle cose trasmessi dal P.M. e di presentare memorie e produrre documenti;
- fa notificare l'ordine di citazione del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.
Qualora l'imputato rinunci all'udienza preliminare presentando la richiesta di giudizio immediato almeno 3 giorni prima della data in cui dovrebbe tenersi tale udienza, il Giudice deve emettere il decreto di giudizio immediato (art. 455 c.p.p.).
Durante l'udienza preliminare, prima di aprire la discussione, il G.U.P.:
- provvede agli accertamenti relativi alla costituzione delle parti ordinando la rinnovazione degli avvisi, delle citazioni, delle comunicazioni e delle notificazioni di cui dichiara la nullità (art. 420 c.p.p.);
- procede in assenza dell'imputato, se questi, libero o detenuto, non è presente all'udienza e, anche se impedito, ha espressamente rinunciato ad assistervi (art. 420-bis c.p.p.);
- rinvia, anche d'ufficio, a una nuova udienza nel caso di assenza dell'imputato dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento e dispone che sia rinnovato l'avviso all'imputato (art. 420 ter c.p.p.);
- rinvia a una nuova udienza nel caso di assenza del difensore dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento, purché prontamente comunicato (art. 420 ter c.p.p.).
Inoltre, il nuovo art. 420 quater c.p.p., così come modificato dalla l. 67/2014, dispone che, “Fuori dei casi previsti dagli articoli 420 bis e 420 ter e fuori delle ipotesi di nullità della notificazione, se l'imputato non è presente il giudice rinvia l'udienza e dispone che l'avviso sia notificato all'imputato personalmente ad opera della polizia giudiziaria”.
Qualora tale notificazione non risulti possibile, il giudice dispone con ordinanza la sospensione del processo nei confronti dell'imputato assente. Durante la sospensione del processo, il giudice, con le modalità stabilite per il dibattimento, acquisisce, a richiesta di parte, le prove non rinviabili.
Si rammenta infine come con il varo della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (G.U. 29/12/2017, n.302) il legislatore abbia disposto (con l'art. 1, comma 466) l'introduzione del comma 5-bis all'art. 420-ter il quale così espressamente prevede: "Agli effetti di cui al comma 5 il difensore che abbia comunicato prontamente lo stato di gravidanza si ritiene legittimamente impedito a comparire nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi ad esso".
Quindi il G.U.P. dichiara aperta la discussione durante la quale il pubblico ministero espone sinteticamente i risultati delle indagini preliminari e gli elementi di prova che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio.
L'imputato può rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto a interrogatorio.
Poi, nell'ordine, prendono la parola i difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e dell'imputato per esporre le loro difese.
Il P.M. e i difensori possono replicare una sola volta, dopodiché formulano e illustrano le rispettive conclusioni (art. 421 c.p.p.).
A questo punto il G.U.P. può:
- dichiarare chiusa la discussione se "ritiene di poter decidere allo stato degli atti" (art. 421 c.p.p.) pronunciando:
1) sentenza di non luogo a procedere quando sussiste una causa di estinzione del reato, manca una condizione di procedibilità, il fatto non è previsto dalla legge come reato, non sussiste, l'imputato non lo ha commesso o non costituisce reato nonché quando "gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l'accusa in giudizio" (art. 425 c.p.p.). Il G.U.P. dà immediata lettura della sentenza in udienza e la deposita in cancelleria ove le parti possono estrarne copia. Contro la sentenza possono proporre ricorso in Cassazione il P.M., la parte civile e l'imputato, quest'ultimo tranne nei casi in cui sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso (art. 428 c.p.p.).
Qualora successivamente alla pronuncia della sentenza di non luogo a procedere sopravvengano o si scoprano "nuove fonti di prova che, da sole o unitamente a quelle già acquisite, possono determinare il rinvio a giudizio", il G.I.P., su richiesta del P.M., dispone la revoca della sentenza (art. 434 c.p.p.). Nella propria richiesta il P.M. indica le nuove fonti di prova e richiede il rinvio a giudizio "se queste sono già state acquisite" o la riapertura delle indagini se queste "sono ancora da acquisire" (art. 435 c.p.p.);
2) decreto che dispone il giudizio quando sussistono a carico degli imputati elementi idonei a sostenere un'accusa in giudizio (art. 429 c.p.p.). In questo caso viene formato il fascicolo per il dibattimento (art. 431 c.p.p.) contenente quegli atti compiuti durante le indagini preliminari che siano utilizzabili dal giudice dibattimentale.
- indicare al P.M. ulteriori indagini da compiere qualora ritenga quelle svolte incomplete (art. 421 bis c.p.p.);
- "disporre, anche d'ufficio, l'assunzione delle prove delle quali appare evidente la decisività ai fini della sentenza di non luogo a procedere" (art. 422 c.p.p.).
L'udienza preliminare non è pubblica ma si svolge in camera di consiglio.
L'articolo 420 del codice di procedura penale prevede la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore dell'imputato. Se quest'ultimo non è presente, il giudice designa come sostituto un altro difensore immediatamente reperibile.
All'udienza preliminare può anche partecipare l'imputato, libero o detenuto. Se, tuttavia, egli non è presente all'udienza o ha rinunciato espressamente ad assistervi, il giudice procede in sua assenza. Se invece l'imputato, anche se detenuto, non si presenta all'udienza per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento che abbiano cagionato l'assoluta impossibilità di comparire, il giudice, con ordinanza, anche d'ufficio, rinvia a una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l'avviso all'imputato. Si procede quindi ai sensi dell'articolo 420 ter del codice di procedura penale.
L'udienza preliminare assolve diverse funzioni.
Innanzitutto, essa permette di verificare la fondatezza dell'accusa a fini procedurali, filtrando le imputazioni avventate attraverso la sentenza di non luogo a procedere.
Inoltre, permette di acquisire nuove prove nei casi in cui le stesse siano emerse dopo le indagini preliminari. Le prove acquisite durante l'udienza preliminare, tuttavia, limitano la loro efficacia a tale fase del processo.
Infine l'udienza preliminare permette di optare per due dei cinque riti alternativi a quello ordinario previsti dal nostro ordinamento: il patteggiamento e il rito abbreviato.
Va infine precisato che l'udienza preliminare non è sempre prevista, posto che per alcuni reati il nostro ordinamento dispone la citazione diretta a giudizio.
In particolare non è prevista l'udienza preliminare nei seguenti casi:
- delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni o con la multa, sola o congiunta alla predetta pena detentiva;
- violenza o minaccia a un pubblico ufficiale;
- resistenza a un pubblico ufficiale;
- lesioni personali stradali, anche se aggravate, a norma dell'articolo 590-bis del codice penale;