Source: https://studiocominottocantoni.it/it/articoli-approfondimento/novita-e-provvedimenti/71-le-novita-del-decreto-sviluppo-dl-82-2012.html?tmpl=component&print=1&layout=default&page=
Timestamp: 2019-02-17 19:16:24+00:00
Document Index: 145863834

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 35', 'art. 32', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 188', 'art. 12', 'art. 6']

L' art. 9 prevede che: Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:
“8) le locazioni e gli affitti, relative cessioni, risoluzioni e proroghe, di terreni e aziende agricole, di aree diverse da quelle destinate a parcheggio di veicoli, per le quali gli strumenti urbanistici non prevedono la destinazione edificatoria, e di fabbricati, comprese le pertinenze, le scorte e in genere i beni mobili destinati durevolmente al servizio degli immobili locati e affittati, escluse le locazioni, per le quali nel relativo atto il locatore abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione, di fabbricati abitativi effettuate dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f), del Testo Unico dell’edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, il Ministro delle politiche per la famiglia ed il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive del 22 aprile 2008, e di fabbricati strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni;
8-bis) le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato diversi da quelli di cui al numero 8-ter), escluse quelle effettuate dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f), del Testo Unico dell’edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, entro cinque anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell’intervento, ovvero quelle effettuate dalle stesse imprese anche successivamente nel caso in cui nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione;
8-ter) le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, escluse quelle effettuate dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f), del Testo Unico dell’edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, entro cinque anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell’intervento, e quelle per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione;";
b) all’articolo 17, sesto comma, la lettera a-bis) è sostituita dalla seguente: “a-bis) alle cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato di cui ai numeri 8-bis) e 8- ter) del primo comma dell'articolo 10 per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione”;
c) alla tabella A, parte terza, il n. 127-duodevicies) è sostituito dal seguente: " 127-duodevicies) locazioni di fabbricati abitativi effettuate dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f), del Testo Unico dell’edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e locazioni di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, il Ministro delle politiche per la famiglia e il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, del 22 aprile 2008".
In base a quanto stabilito dai nuovi commi, 8, 8-bis, dell'articolo 10 del Dpr 633/1972 ("Legge IVA") le imprese di costruzione e ristrutturazione edilizia ora potranno scegliere se optare per l’Iva in caso di cessioni e locazioni di fabbricati abitativi costruiti o ristrutturati anche da oltre cinque anni e rimasti invenduti o non affittati, ma non per quelli eventualmente ritirati in permuta per i quali conviene all'impresa, la cui iva sull'acquisto non è detraibile, optare per la separazione delle attività ai sensi dell'art. 36 Dpr 633/72. Pertanto con la modifica di tali articoli si consente alle imprese di costruzione e ristrutturazione, mentre la regola generale rimane l'esenzione, di optare per l'applicazione dell'aliquota IVA del 10% al momento dell'atto di cessione abolendo di fatto i paletti, alla deduzione dell'IVA a credito, imposti dal pro-rata.
Il nuovo comma 8-ter dell'articolo 10 del Dpr 633/1972 ("Legge IVA") per gli immobili strumentali per natura sono state soppresse due ipotesi che prevedevano l’imponibilità ai fini Iva: cessioni e locazioni realizzate da soggetti passivi nei confronti di privati ovvero di acquirenti e inquilini che possono detrarre non più del 25% dell’imposta, comunque , anche in questi casi, è sempre possibile esercitare l’opzione per il regime di imponibilità IVA.
L'articolo 17, sesto comma, lettera a-bis) con la nuova formulazione ha stabilito che si applichi il reverse-charge " alle cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato di cui ai numeri 8-bis) e 8- ter) del primo comma dell'articolo 10 " da parte dell'impresa venditrice con opzione espressamente manifestata all'atto di vendita. Si evidenzia che l'applicazione del reverse charge è applicabile nel caso in cui le due parti siano soggetti passivi ai fini IVA. In questo caso l'impresa cedente emette fatture con "aliquota zero" e l'acquirente assolve l'imposta mediante il meccanismo dell'inversione contabile "reverse charge".
Esenzione IMU invenduto per tre anni
L' art. 10 prevede che: All’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il comma 9-bis è sostituito dal seguente: “9-bis. Sono esclusi dall’imposta i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione, e comunque per un periodo non superiore a tre anni dall’ultimazione dei lavori.”
Ristrutturazioni edilizie (modifica del bonus per il recupero edilizio)
L' art. 11 prevede che: 1. Per le spese documentate, sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto (ndr. 26 giugno 2012) e fino al 30 giugno 2013, relative agli interventi di cui all’articolo 16-bis, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 50 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. Restanoferme le ulteriori disposizioni contenute nel citato articolo 16-bis.
Pertano in base al primo comma dell'articolo 11 le ristrutturazioni edilizie che prevedevano una detrazione d'imposta lorda del 36%, per il periodo dal 26 giugno 2012 fino al 30 giugno 2013, la stessa detrazione d'imposta lorda è stata portata al 50% e il vecchio limite dell'ammontare complessivo delle spese su cui era calcolata detta percentuale passa da euro 48.000 ad euro 96.000; successivamente al 30 giugno 2013 la percentuale e il limite tornerà ad essere il precedente. Mentre il secondo comma prevede che la detrazione fiscale del 55% relativa agli interventi di riqualificazione energetica sia prorogata fino al 30 giugno 2013.
Disposizioni in materia di responsabilita' solidale dell'appaltatore
L' art. 13-ter prevede che: 1. Il comma 28 dell'articolo 35 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e' sostituito dai seguenti:
"28. In caso di appalto di opere o di servizi, l'appaltatore risponde in solido con il subappaltatore, nei limiti dell'ammontare del corrispettivo dovuto, del versamento all'erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dell'imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore all'erario in relazione alle prestazioni effettuate nell'ambito del rapporto di subappalto. La responsabilita' solidale viene meno se l'appaltatore verifica, acquisendo la documentazione prima del versamento del corrispettivo, che gli adempimenti di cui al periodo precedente, scaduti alla data del versamento, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore. L'attestazione dell'avvenuto adempimento degli obblighi di cui al primo periodo puo' essere rilasciata anche attraverso un'asseverazione dei soggetti di cui all'articolo 35, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e all'articolo 3, comma 3, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. L'appaltatore puo' sospendere il pagamento del corrispettivo fino all'esibizione della predetta documentazione da parte del subappaltatore. Gli atti che devono essere notificati entro un termine di decadenza al subappaltatore sono notificati entro lo stesso termine anche al responsabile in solido.
28-ter. Le disposizioni di cui ai commi 28 e 28-bis si applicano in relazione ai contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi da soggetti che stipulano i predetti contratti nell'ambito di attivita' rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto e, in ogni caso, dai soggetti di cui agli articoli 73 e 74 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Sono escluse dall'applicazione delle predette disposizioni le stazioni appaltanti di cui all'articolo 3, comma 33, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163».
Con la modifica dell'art. 35 comma 28 e 28-bis del DL 223/2006 il responsabile in solido, in caso appalto di opere e/o servizi, per il versamento di all'erario delle ritenute fiscali sui redditi e sul versamento dell'IVA non è più il committente, ma l’appaltatore e il subappaltatore. Prtanto la responsabilita' solidale viene meno se l'appaltatore verifica, acquisendo la documentazione prima del versamento del corrispettivo, che gli adempimenti di cui al periodo precedente, scaduti alla data del versamento, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore. L’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di cui al primo periodo può essere rilasciata anche attraverso un’asseverazione da parte di professionisti incaricati. Il committente provvede al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore previa esibizione da parte di quest’ultimo della documentazione attestante che gli adempimenti di cui sopra, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dall’appaltatore e dagli eventuali subappaltatori. Viene eliminata la limitazione temporale della responsabilità, originariamente fissata in due anni dalla cessazione dell’appalto. L’ambito applicativo riguarda contratti di appalto e subappalto conclusi da soggetti Iva, da soggetti Ires, dallo Stato e dagli enti pubblici, escludendo le stazioni appaltanti.
L' art. 32-bis prevede che: 1. In esecuzione della facolta' accordata dalla direttiva 2010/45/UE del Consiglio, del 13 luglio 2010, per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi con volume d'affari non superiore a 2 milioni di euro, nei confronti di cessionari o di committenti che agiscono nell'esercizio di impresa, arte o professione, l'imposta sul valore aggiunto diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi. Per i medesimi soggetti l'esercizio del diritto alla detrazione dell'imposta relativa agli acquisti dei beni o dei servizi sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi. In ogni caso, il diritto alla detrazione dell'imposta in capo al cessionario o al committente sorge al momento di effettuazione dell'operazione, ancorche' il corrispettivo non sia stato ancora pagato. Le disposizioni del presente comma non si applicano alle operazioni effettuate dai soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell'imposta, ne' a quelle poste in essere nei confronti di cessionari o di committenti che assolvono l'imposta mediante l'applicazione dell'inversione contabile. L'imposta diviene, comunque, esigibile dopo il decorso del termine di un anno dal momento di effettuazione dell'operazione. Il limite annuale non si applica nel caso in cui il cessionario o il committente, prima del decorso del termine, sia stato assoggettato a procedure concorsuali.
2. Il regime di cui al comma 1 si rende applicabile previa opzione da parte del contribuente, da esercitare secondo le modalita' individuate con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate.
3. Sulle fatture emesse in applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 deve essere apposta specifica annotazione.
4. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le disposizioni di attuazione del presente articolo.
5. Dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente articolo, individuata con il decreto di cui al comma 4 del presente articolo, e' abrogato l'articolo 7 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Con tale articolo viene abrogata la norma, articolo 7 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, che si applicava alla "vecchia" liquidazione dell'IVA secondo la contabilità di cassa; con la nuova normativa si modifica la soglia di volume d'affari, sale da 200mila a 2 milioni di euro, che apre alla liquidazione dell’Iva “per cassa”. Nella nuova formulazione si prevede che le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi, con volume d'affari non superiore a 2 milioni di euro, nei confronti di cessionari o di committenti che agiscono nell'esercizio di impresa, arte o professione, l'imposta sul valore aggiunto diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi (ad esempio se vengono venduti beni per euro 50.000,00 + IVA 10.500.00 nel mese di settembre 2012, ma il pagamento avviene a gennaio 2013, l'iva da versare non dovrà essere effettuata con la liquidazione del 3° trimestre 2012, ma con quella del I° triemstre 2013). Comunque " L'imposta diviene ... esigibile dopo il decorso del termine di un anno dal momento di effettuazione dell'operazione. Il limite annuale non si applica nel caso in cui il cessionario o il committente, prima del decorso del termine, sia stato assoggettato a procedure concorsuali ". Similarmente si prevede che in ogni caso, il diritto alla detrazione dell'imposta in capo al cessionario o al committente sorge al momento di effettuazione dell'operazione, ancorche' il corrispettivo non sia stato ancora pagato; pertanto il diritto alla detrazione dell'imposta in capo al cessionario è svincolato dall'effettivo pagamento dell'acquisto ma sorge al momento di effettuazione dell'operazione. Restano esclusi, dalla liquidazione dell'IVA secondo la contabilità di cassa, i soggetti che applicano regimi iva speciali e che applicano il reverse charge. L'adesione alla liquidazione dell'IVA secondo la contabilità di cassa deve essere obbligatoriamente specificata in fattura con apposita annotazione. Per rendere pienamente operativa la misura si attende un decreto attuativo del ministro dell’Economia e delle Finanze, da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.
L' art. 33 comma 5 prevede che: Il comma 5 dell'articolo 101 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e' sostituito dal seguente:
«5. Le perdite di beni di cui al comma 1, commisurate al costo non ammortizzato di essi, e le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso, per le perdite su crediti, se il debitore e' assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell' articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Ai fini del presente comma, il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data della sentenza dichiarativa del fallimento o del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo o del decreto di omologazione dell'accordo di ristrutturazione o del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso quando il credito sia di modesta entita' e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso. Il credito si considera di modesta entita' quando ammonta ad un importo non superiore a 5.000 euro per le imprese di piu' rilevante dimensione di cui all'articolo 27, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e non superiore a 2.500 euro per le altre imprese. Gli elementi certi e precisi sussistono inoltre quando il diritto alla riscossione del credito e' prescritto. Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, gli elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in dipendenza di eventi estintivi.».
Le perdite su crediti sono deducibili quando :
risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso, per le perdite su crediti, se il debitore e' assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis legge fallimentare;
gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso quando il credito sia di modesta entita' e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso;
il credito si considera di modesta entita' quando ammonta ad un importo non superiore a 5.000 euro per le imprese di piu' rilevante dimensione (con fatturato superiore ai 150 milioni di euro dal 2011) e non superiore a 2.500 euro per le altre imprese;
gli elementi certi e precisi sussistono inoltre quando il diritto alla riscossione del credito e' prescritto;
per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali (IAS) gli elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in dipendenza di eventi estintivi.
L' art. 51 prevede che: 1. Allo scopo di procedere, anche ai sensi degli articoli 21-bis, 21-ter, 21-quater, e 21-quinques della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, alle ulteriori verifiche amministrative e funzionali del Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) di cui all’art. 188 bis, comma 1, lett. a) del d.lgs. n. 152 del 2006 resesi necessarie anche a seguito delle attività poste in essere ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legge 13 agosto 2011, n.138, convertito con modificazioni in legge 14 settembre, n.148 e successive modifiche ed integrazioni, il termine di entrata in operatività del Sistema SISTRI, già fissato dall’art. 12, comma 2 del DM 17 dicembre 2009 e prorogato, da ultimo, con l'articolo 6, comma 2, del già richiamato decreto legge 13 agosto 2011, n. 148 e con l’art. 6, comma 2, lettera focties) del decreto legge 70/2011, è sospeso fino al compimento delle anzidette verifiche e comunque non oltre il 30 giugno 2013, unitamente ad ogni adempimento informatico relativo al SISTRI da parte dei soggetti di cui all’articolo 188-ter del D.Lgs. 152/2006, fermo restando, in ogni caso, che essi rimangono comunque tenuti agli adempimenti di cui agli articoli 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed all’osservanza della relativa disciplina, anche sanzionatoria, vigente antecedentemente all'entrata in vigore del decreto legislativo del 3 dicembre 2010, n. 205. 2. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è fissato il nuovo termine per l’entrata in di operatività del Sistema SISTRI e, sino a tale termine, sono sospesi gli effetti del contratto stipulato tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e la SELEX – SE.MA in data 14 dicembre 2009, come integrato da atto stipulato tra le medesime parti in data 10 novembre 2010 e sono conseguentemente inesigibili le relative prestazioni; è altresì sospeso il pagamento dei contributi dovuti dagli utenti per l’anno 2012.
Con tale articolo si stabilisce che il termine di entrata in operatività del Sistema Sistri (sistema informatico per la tracciabilità dei rifiuti), che avrebbe dovuto partire il 30 giugno 2012, è sospeso fino al 30 giugno 2013.
Decreto-legge del 22 giugno 2012 n. 83 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno 2012;