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Timestamp: 2019-05-22 19:31:22+00:00
Document Index: 93082838

Matched Legal Cases: ['art. 739', 'art. 739', 'sentenza ', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 739', 'art. 394', 'art. 110', 'art. 36', 'art. 333', 'art. 360', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 10', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 30', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 317', 'art. 317', 'art. 325', 'art. 739', 'art. 26', 'art. 23', 'art. 274', 'art. 274', 'art. 274', 'art. 262', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 50', 'art. 339', 'art. 739', 'art. 739', 'art. 739', 'art. 111', 'art. 2', 'art. 111', 'art. 274', 'art. 274', 'art. 274', 'art. 739', 'art. 739', 'art. 739', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 739', 'art. 739', 'art. 91', 'art. 739', 'art. 739', 'art. 30', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 640', 'art. 645']

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Giurisdizione volontaria - provvedimenti - impugnazioni e reclami - in genere giurisdizione volontaria - provvedimenti - impugnazioni e reclami - in genere - procedure camerali - reclamo ex art. 739 cod. proc. civ. - contenuto - specifiche critiche al provvedimento impugnato – necessità - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 32525 del 14/12/2018 Il reclamo ex art. 739 cod. proc. civ., non può risolversi nella mera riproposizione delle questioni già affrontate e risolte dal primo giudice, ma deve contenere specifiche critiche al provvedimento impugnato ed esporre le ragioni per le quali se ne chiede la riforma. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 32525 del 14/12/2018 ...
Provvedimenti modificativi, ablativi o restitutivi della responsabilità genitoriale - Genitore dichiarato decaduto - Legittimazione ad impugnare - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Nei giudizi aventi ad oggetto la limitazione o ablazione della responsabilità genitoriale, il genitore è litisconsorte necessario, munito del pieno potere di agire, contraddire e impugnare le decisioni che producano effetti provvisori o definitivi sulla titolarità o sull’esercizio della predetta responsabilità. (Nella specie la S.C., cassando la pronuncia di appello, ha ritenuto ammissibile il reclamo proposto dal padre avverso la sentenza che lo aveva dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 4099 del 20/02/2018 ...
Giudizio elettorale - Incandidabilità ex art. 143, comma 11, del d.lgs. n. 267 del 2000 - Giudizio di rinvio - Forma introduttiva - Ricorso - Fondamento. In tema di elezioni amministrative, nel procedimento previsto dall'art. 143, comma 11, TUEL sull'incandidabilità degli amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento dei consigli comunali o provinciali per infiltrazioni di tipo mafioso, il giudizio di rinvio deve essere riassunto ex art. 739 c.p.c. con ricorso, quale atto introduttivo dei procedimenti camerali nella fase di impugnazione, con applicazione in sede di rinvio, ex art. 394, comma 1, c.p.c., delle norme stabilite per il procedimento davanti al giudice al quale la corte ha rinviato la causa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19020 del 31/07/2017 ...
Progetto di riparto - Reclamo al tribunale - Termine. L'art. 110, comma 3, l.fall., prevedendo che, nei confronti del progetto di riparto dell'attivo fallimentare, i creditori possono proporre reclamo al giudice delegato ai sensi dell'art. 36 l.fall., rinvia integralmente alla disciplina processuale ivi contenuta, compreso il termine di otto giorni per ricorrere al tribunale nei confronti del decreto pronunciato dal giudice delegato. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17948 del 13/09/2016 ...
Provvedimento del tribunale per i minorenni - Affidamento del minore ai servizi sociali - Decreto assunto dalla corte d'appello in sede di reclamo - Ricorso per cassazione - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16227 del 31/07/2015 Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - decreti - In genere. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16227 del 31/07/2015 Il decreto emesso dalla corte d'appello, in sede di reclamo, avverso il decreto del tribunale per i minorenni che ha disposto, ai sensi dell'art. 333 c.c., allo scopo di regolare l'esercizio della potestà genitoriale (ora responsabilità genitoriale), l'affido di un figlio minore ai servizi sociali, non è ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 360 c.p.c., e, in quanto adottato per l'esclusiva tutela dell'interesse del minore (e non per decidere un contrasto tra contrapposti diritti soggettivi), neppure con il ricorso straordinario ai sensi dell'art. 111 Cost., poiché privo dei caratteri della decisorietà e della definitività. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16227 del 31/07/2015 ...
Certificato di titolo esecutivo europeo - Natura non decisoria - Conseguenze - Reclamo avverso il diniego di revoca dello stesso - Esperibilità del ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10543 del 22/05/2015 Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10543 del 22/05/2015 In materia di esecuzione forzata, il certificato di titolo esecutivo europeo - sebbene si ponga come un provvedimento ulteriore e distinto rispetto al titolo esecutivo nazionale - ha una funzione meramente integrativa del primo (che è quella di renderlo idoneo alla circolazione intereuropea), senza avere natura decisoria. Ne consegue che le contestazioni del debitore, relative alla regolare formazione del titolo esecutivo, debbono essere fatte valere unicamente attraverso i mezzi di impugnazione esperibili avverso di esso, dovendosi escludere che il provvedimento adottato dalla Corte di appello in sede di reclamo proposto avverso il diniego di revoca del certificato, ai sensi dell'art. 10 del regolamento comunitario del 21 aprile 2004, n. 805/2004/CE, sia impugnabile con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10543 del 22/05/2015 ...
Rito camerale - Termine per la notifica del ricorso e del decreto presidenziale di fissazione della udienza - Funzione - Instaurazione del contraddittorio - Inosservanza - Mancata costituzione dell'appellato - Conseguenze - Fissazione di un nuovo termine - Necessità - Costituzione dell'appellato - Efficacia sanante "ex tunc" - Fattispecie in materia di appello avverso sentenza dichiarativa di paternità naturale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11418 del 22/05/2014 In tema di procedimento di impugnazione con rito camerale, poiché il termine per la notifica del ricorso e del decreto presidenziale di fissazione dell'udienza ha la mera funzione di instaurare il contraddittorio, la sua inosservanza, senza preventiva presentazione dell'istanza di proroga, non ha effetto preclusivo, implicando soltanto la necessità di fissarne uno nuovo ove la controparte non si sia costituita, mentre l'avvenuta costituzione di quest'ultima ha efficacia sanante "ex tunc". (Così statuendo, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato l'improcedibilità dell'appello avverso la sentenza dichiarativa di paternità naturale sull'erroneo presupposto che la violazione del termine per la notifica del ricorso e del decreto, pur se ordinatorio, determinava la decadenza dell'attività processuale cui era correlato, ove non fosse intervenuta proroga prima della scadenza, in assenza di valide ragioni per la rimessione in termini). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11418 del 22/05/2014 ...
Provvedimento negativo della Corte d'appello con riguardo all'indicata idoneità - Carattere decisorio e definitivo - Esclusione - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18978 del 08/08/2013 In tema di adozione internazionale, il provvedimento camerale con cui la Corte di appello decide sul reclamo avverso il decreto del Tribunale per i minorenni, in tema di accertamento della sussistenza dei requisiti di idoneità all'adozione di minori stranieri, a norma dell'art. 30 della legge 5 aprile 1984, n. 183, non è impugnabile con ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111, settimo comma, Cost., trattandosi di provvedimento non definitivo, il quale, anche nel caso in cui abbia rigettato l'istanza (peraltro sempre riproponibile), non incide su diritti né su "status" dei richiedenti, e neppure risolve un conflitto tra contrapposti interessi, limitandosi a concludere un procedimento di volontaria giurisdizione, volto alla tutela dell'unico interesse preso in considerazione dalla legge, che è quello del minore. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18978 del 08/08/2013 ...
GIURISDIZIONE VOLONTARIA - PROVVEDIMENTI - IMPUGNAZIONI E RECLAMI - IN GENERE - Decreto della corte d'appello in sede di reclamo avverso decreto del tribunale in tema di iscrizione di deliberazione societaria nel registro delle imprese - Ricorribilità per cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 26363 del 07/12/2011 IMPRESA - REGISTRO DELLE IMPRESE - Decreto della corte d'appello in sede di reclamo avverso decreto del tribunale in tema di iscrizione di deliberazione societaria nel registro delle imprese - Ricorribilità per cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 26363 del 07/12/2011 Il decreto della corte d'appello, che abbia pronunciato sul reclamo avverso il decreto del tribunale in tema di iscrizione nel registro delle imprese di deliberazione societaria modificativa dell'atto costitutivo, non ha carattere decisorio, perché non incide su diritti soggettivi con efficacia di giudicato e si risolve in un atto di gestione di un pubblico registro a tutela di interessi generali, e, pertanto, non è soggetto a ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost.. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 26363 del 07/12/2011 ...
Decreto emesso ex art. 317 bis cod. civ. - Impugnazione - Termini di cui agli artt. 324 e 325 cod. proc. civ. - Applicabilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6319 del 21/03/2011 Il decreto emesso ai sensi dell'art. 317 bis cod. civ. ha natura sostanziale di sentenza, presentando il requisito della decisorietà, risolvendo una controversia tra contrapposte posizioni di diritto soggettivo, e della definitività, con efficacia assimilabile, "rebus sic stantibus" a quella del giudicato; in conseguenza, in relazione a tale decreto, debbono applicarsi i termini di impugnazione dettati dagli art. 325 e 327 cod. proc. civ., trattandosi di appello mediante ricorso, e non di reclamo ex art. 739 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6319 del 21/03/2011 ...
Ordinanza di vendita - Reclamo - Termine - Decorrenza - Dalla effettiva conoscenza del provvedimento - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11503 del 12/05/2010 Il termine per la proposizione del reclamo avverso l'ordinanza di vendita immobiliare decorre dall'effettiva conoscenza dell'avvenuta emissione dell'ordinanza medesima e non dalla notificazione o comunicazione del provvedimento, atteso che la formale comunicazione risponde ad una specifica e diversa finalità, che è quella di consentire al vecchio creditore di intervenire, facendo valere le proprie ragioni ed assicurandosi la realizzazione di un prezzo adeguato. (Fattispecie non ricadente nella vigenza dell'art. 26 legge fall., come sostituito dall'art. 23 del d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11503 del 12/05/2010 ...
Compatibilità genetica - Accertamento tecnico preventivo - Mancata notificazione al convenuto - Conseguenze - Nullità - Mancata proposizione dell'eccezione nel procedimento ex art. 274 cod. civ. - Effetti - Sanatoria - Sussistenza - Utilizzabilità della relazione del c.t.u. nel giudizio ordinario - Sussistenza - Sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 274 cod. civ. - Irrilevanza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1573 del 21/01/2009 In tema di dichiarazione giudiziale della paternità naturale, qualora la compatibilità genetica tra l'attore e l'asserito genitore abbia costituito oggetto di un accertamento tecnico preventivo svoltosi in assenza di contraddittorio per mancata notificazione del ricorso al convenuto, la mancata proposizione dell'eccezione di nullità nel procedimento in camera di consiglio volto alla dichiarazione di ammissibilità dell'azione comporta la sanatoria del vizio, rendendo utilizzabile la relazione del c.t.u. anche nel successivo giudizio ordinario, senza che assuma alcun rilievo la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 274 cod. civ., intervenuta prima della decisione, in quanto, avuto riguardo all'autonomia delle due fasi in cui si articola il processo, il giudicato formatosi a seguito della mancata impugnazione del decreto che conclude la prima fase comporta l'esaurimento del relativo rapporto, escludendo l'operatività dell'effetto retroattivo della dichiarazione di incostituzionalità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1573 del 21/01/2009 ...
Procedimento camerale ex art. 262 cod. civ. - Reclamo - Mancata comparizione della parte reclamante in udienza - Decisione nel merito dell'istanza - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 284 del 09/01/2009 In tema di procedimento camerale di cui agli articoli 262 cod. civ. e 38, commi primo e terzo, disp. att. cod. civ., in materia di attribuzione del cognome del figlio naturale riconosciuto, nell'ipotesi di mancata comparizione della parte reclamante, il giudice del reclamo, verificato che siano stati regolarmente notificati l'istanza ed il decreto di fissazione dell'udienza, deve comunque decidere sul merito della controversia, restando esclusa la declaratoria di improcedibilità per tacita rinunzia all'impugnativa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 284 del 09/01/2009 ...
giurisdizione volontaria - procedimento - in genere - Decreto del giudice tutelare - Impugnazione - Tribunale in composizione collegiale - Fondamento - Conseguenze - Ricorribilità in Cassazione - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17956 del 01/07/2008 L'impugnazione con reclamo del decreto di approvazione del rendiconto finale del tutore, emesso dal giudice monocratico di prima istanza quale giudice tutelare, deve decidersi con sentenza del tribunale in sede contenziosa ai sensi dell'art. 45 disp.att.cod.civ. ed in composizione collegiale ex art. 50 bis cod.proc.civ.; tale sentenza, la cui natura decisoria si ricava dall'effetto di rendere definitivi ed irrevocabili gli accertamenti sul rendimento di conto del tutore, è appellabile ai sensi dell'art. 339 cod.proc.civ., ma non ricorribile per cassazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17956 del 01/07/2008 ...
Procedure camerali - Reclamo ex art. 739 cod. proc. civ. - Contenuto - Specifiche critiche al provvedimento impugnato - Necessità - Fattispecie relativa a procedimento attinente alla responsabilità civile dei magistrati. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4719 del 25/02/2008 Il reclamo ex art. 739 cod. proc. civ., benché caratterizzato dalla speditezza e dall'informalità del rito, non può risolversi nella mera riproposizione delle questioni già affrontate e risolte dal primo giudice, ma deve contenere specifiche critiche al provvedimento impugnato ed esporre le ragioni per le quali se ne chiede la riforma. (Fattispecie relativa a reclamo proposto alla Corte di Appello avverso il provvedimento con cui il Tribunale aveva dichiarato inammissibile la domanda risarcitoria proposta nei confronti dello Stato, ai sensi della legge n. 117 del 1988, in relazione all'attività giurisdizionale di magistrati). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4719 del 25/02/2008...
Decreto della corte d'appello, in sede di reclamo, avverso il provvedimento del tribunale per i minorenni che ha disposto l'affido di un figlio minore ai servizi sociali - Provvedimento non decisorio né definitivo - Ricorso straordinario per cassazione - Inammissibilità - Contestuale impugnazione del provvedimento per violazione delle norme sulla competenza - Irrilevanza. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2756 del 05/02/2008 Il decreto emesso dalla Corte d'appello, in sede di reclamo, avverso il decreto del tribunale per i minorenni che ha disposto l'affido di un figlio minore ai servizi sociali, non è impugnabile col ricorso ordinario per cassazione ai sensi dell'art. 739 cod. proc. civ. e, non essendo stato adottato per decidere un contrasto tra contrapposti diritti soggettivi, bensì allo scopo esclusivo di tutelare l'interesse del minore, neppure col ricorso straordinario ai sensi dell'art. 111 Cost., in quanto privo dei caratteri di decisorietà e definitività; né assume alcun rilievo il fatto che col ricorso sia stata denunciata anche la violazione di una norma sulla competenza, poiché la pronuncia sull'osservanza delle norme processuali ha necessariamente la medesima natura dell'atto giurisdizionale cui il processo è preordinato. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2756 del 05/02/2008 ...
Provvedimento inerente il regime delle visite al figlio naturale - Reclamo - Decreto della corte d'appello - Legge 154/2006 - Regime delle impugnazioni - Modificazione - Esclusione - Impugnazione con ricorso per cassazione - Inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19094 del 11/09/2007 Il regime delle impugnazioni dei decreti emessi in sede di reclamo dalla sezione per i minorenni della Corte d'Appello in tema di disciplina del regime delle visite al figlio naturale non è stato modificato dall'introduzione nell'ordinamento processualistico dell'art. 2, comma 2, della legge 8 febbraio 2006, n. 54, con la conseguenza che i decreti menzionati, essendo suscettibili di revoca e modifica in ogni momento, sono inidonei ad acquisire efficacia definitiva e, pertanto, non sono ricorribili per cassazione ex art. 111Cost.. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19094 del 11/09/2007 ...
Procedimento di ammissibilità - Declaratoria di incostituzionalità dell'art. 274 cod. civ.(sent. della Corte costituzionale n. 50 del 2006) - Ricorso per cassazione avverso la decisione del giudice del merito - Inammissibilità - Limiti. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5051 del 05/03/2007 A seguito della declaratoria di incostituzionalità dell'art. 274 cod. civ. (Corte cost. n. 50 del 2006), che prevedeva il preliminare giudizio di ammissibilità dell'azione di dichiarazione della paternità naturale, deve dichiararsi l'inammissibilità, per sopravvenuta carenza d'interesse, del ricorso per cassazione avverso il decreto pronunciato dalla corte di appello sul reclamo avverso il decreto emesso dal tribunale ai sensi della predetta norma, atteso che l'esclusione dall'ordinamento, con efficacia "ex tunc" (salvi i rapporti esauriti), del procedimento di ammissibilità da essa previsto, comporta che l'azione per la dichiarazione della paternità naturale va ora proposta direttamente al giudice di merito secondo le regole ordinarie; sicché resta eliminato in radice l'oggetto del contrasto tra le parti, con il conseguente venir meno della necessità della decisione giudiziale sulle questioni proposte (in sede di mera delibazione ai fini dell'accertamento dell'utilità di un giudizio di merito) e, quindi, con perdita di efficacia dei provvedimenti emessi nelle more del detto procedimento preliminare, non esistendo più la norma che prevedeva tale procedimento e la statuizione cui esso era finalizzato. Tale conseguenza, peraltro, non si verifica (con conseguente necessità di esame dei motivi del ricorso per cassazione) nelle ipotesi in cui, anteriormente alla pronuncia della Corte costituzionale - i cui effetti trovano un limite con riguardo ai rapporti esauriti in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato, o per essersi verificate preclusioni processuali o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia di incostituzionalità - in cui si sia già verificato l'effetto preclusivo del decreto di inammissibilità del ricorso presentato ex art. 274 cod. civ., divenuto definitivo per non essere stato impugnato ai sensi dell' art. 739, primo comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5051 del 05/03/2007 ...
Provvedimento in tema di approvazione di rendiconto del tutore - Regolamento facoltativo di competenza proposto dal P.M. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 16799 del 21/07/2006 È inammissibile il regolamento facoltativo di competenza proposto dal P.M. avverso il provvedimento adottato dal tribunale, su conforme parere - quanto al merito - del P.M. stesso, in sede di reclamo avverso il provvedimento del giudice tutelare sull'approvazione del rendiconto del tutore: ciò sia per difetto dei requisiti della decisorietà e definitività del provvedimento impugnato con il regolamento, sia per difetto del presupposto indefettibile, per l'esercizio del potere di impugnazione, costituito dalla difformità della decisione rispetto alle conclusioni di merito prese dalla stessa parte nel precedente grado, risolvendosi altrimenti l'interesse ad impugnare nella mera esigenza teorica di correttezza processuale, del tutto priva di pratica utilità in quanto non finalizzata ad una diversa pronuncia sul bene della vita alla cui tutela il procedimento in ogni caso mira. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 16799 del 21/07/2006 ...
Procedimento su reclamo ex art. 739 cod. proc. civ. - Condanna alle spese - Legittimità - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1856 del 30/01/2006 È legittima la condanna alle spese giudiziali nel procedimento promosso in sede di reclamo, ex art. 739 cod. proc. civ., avverso provvedimento reso in camera di consiglio, atteso che ivi si profila comunque un conflitto tra parte impugnante e parte destinataria del reclamo, la cui soluzione implica una soccombenza che resta sottoposta alle regole dettate dagli artt. 91 e ss. cod. proc. civ. e che, inoltre, se lo sviluppo del procedimento (in Camera di Consiglio) nella fase di impugnazione non può ovviamente conferire al procedimento stesso carattere contenzioso in senso proprio, si deve tuttavia riconoscere che in tale fase le posizioni delle parti con riguardo al provvedimento dato assumono un rilievo formale autonomo, che dà fondamento alla applicazione estensiva dell'art. 91cit. (Fattispecie relativa alla fissazione di un termine, su richiesta di un creditore dell'eredità, agli eredi accettanti con beneficio di inventario per liquidare le attività inventariate, formare lo stato di graduazione e pagare il dovuto). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1856 del 30/01/2006 ...
Assegni di divorzio e di mantenimento dei figli - Procedimento di revisione - Sopravvenienza di giustificati motivi - Necessità - Mutamenti intervenuti sino alla definizione del reclamo avverso il decreto del Tribunale - Rilevanza - Conseguenze - Nuovi elementi di fatto - Valutabilità nel corso dell'intero procedimento di merito - Domanda nuova - Configurabilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2338 del 02/02/2006 La revisione delle disposizioni della sentenza di cessazione degli effetti civili o di scioglimento di matrimonio concernenti gli assegni di divorzio e di mantenimento dei figli, regolate dall'art. 9 della legge 1 dicembre 1970 n. 898, presuppone la sopravvenienza di giustificati motivi, sicché deriva dallo stesso sistema la necessità di verificare, sino al momento della decisione del giudice di merito, anche in sede di reclamo, se tali motivi siano o meno sopravvenuti, estendendo l'ambito di valutazione ai nuovi elementi di fatto, attinenti alla domanda introduttiva del procedimento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2338 del 02/02/2006 ...
Procedimento su reclamo ex art. 739 cod. proc. civ. - Statuizione sulle spese - Legittimità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7644 del 13/04/2005 È legittima la statuizione sulle spese giudiziali nel procedimento promosso in sede di reclamo, ex art. 739 cod. proc. civ., avverso provvedimento reso in camera di consiglio, atteso che si profila comunque un conflitto tra parte impugnante e parte destinataria del reclamo, la cui soluzione implica una soccombenza che resta sottoposta alle regole dettate dagli artt. 91 e ss. cod. proc. civ. e che, inoltre, se lo sviluppo del procedimento (in camera di consiglio) nella fase di impugnazione non può ovviamente conferire al procedimento stesso carattere contenzioso in senso proprio, si deve tuttavia riconoscere che in tale fase le posizioni delle parti con riguardo al provvedimento emesso assumono un rilievo formale autonomo, che dà fondamento alla applicazione estensiva dell'art. 91 cit. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7644 del 13/04/2005 ...
Decreto del tribunale sul ricorso avverso il diniego del permesso di soggiorno per motivi familiari - Reclamo ex art. 739 cod. proc. civ. - Ammissibilità - Sussistenza - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2539 del 08/02/2005 Il decreto pronunciato dal tribunale sul ricorso dello straniero avverso il diniego del permesso di soggiorno per motivi familiari è impugnabile con il reclamo alla corte di appello ai sensi dell'art. 739 cod. proc. civ. (richiamato, con l'intera disciplina del rito camerale, dall'art. 30, Comma sesto, D.Lgs. 25 luglio 19989, n. 286) e non con il ricorso per cassazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2539 del 08/02/2005 ...
Decreto del Pretore di chiusura dell'eredità giacente e di liquidazione del compenso al curatore - Impugnazione - Mezzi - Ricorribilità in cassazione ai sensi dell'art. 111 della Costituzione - Esclusione. Il decreto del Pretore di chiusura dell'eredità giacente e di liquidazione del compenso al curatore, con indicazione del soggetto tenuto a corrisponderlo, non è ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., ma, quanto alla disposta chiusura dell'eredità, reclamabile al Tribunale in applicazione coordinata degli artt. 739 e 742 bis cod. proc. civ.; e, quanto alla effettuata liquidazione delle spettanze del curatore consente, per la eventualità di rigetto, anche parziale, della istanza di liquidazione, che il curatore, quale ausiliare del giudice, possa sperimentare la via del giudizio di cognizione ordinaria ex art. 640, terzo comma, cod. proc. civ.; e che, in caso di accoglimento dell'istanza dell'ausiliare, la parte onerata del pagamento proponga opposizione ex art. 645 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7032 del 29/05/2000 ...