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Timestamp: 2018-12-17 16:35:28+00:00
Document Index: 67059273

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 30', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 32', 'art. 37', 'art. 51', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 61', 'art. 5', 'art. 25']

Disegno di legge regionale n. 5133.
Disegno di legge regionale, n. 5133.
Art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41
Titolo I - Finalita' - Disposizioni generali
1. Le disposizioni della presente legge sono rivolte a promuovere, nella Regione Piemonte, in attuazione degli art. 44 ultimo comma e 129 della Costituzione, anche attraverso l'ordinamento delle Comunita' Montane, la valorizzazione dei terreni montani, il coerente utilizzo delle risorse naturali, culturali ed ambientali della montagna, la tutela e l'equilibrato sviluppo delle comunita' locali.
2. I territori di cui al comma precedente, nel rispetto delle indicazioni e con le limitazioni di cui al comma 2. dell'art. 28 della Legge 8 maggio 1990, n. 142, sono ripartiti, in base a criteri di unita' territoriale, economica e sociale, nelle sottoelencate zone omogenee:
a)nella provincia di Alessandria 1) i Comuni delle Valli Curone-Grue-Ossona:
b) nella provincia di Asti 5) i Comuni della Langa Astigiana, Val Bormida:
c) nella provincia di Cuneo 6) i Comuni delle Valli Po-Bronda e Infernotto:
11) i Comuni delle Valli Gesso-Vermenagna-Pesio:
Baceno, Crodo, Formazza, Montecrestese, Premia.
17) i Comuni della Valle Antrona e della Valle Ossola:
Antrona Schieranco, Anzola d'Ossola, Beura Cardezza, Bognanco, Crevoladossola, Domodossola, Masera, Mergozzo, Montescheno, Ornavasso, Pallanzeno, Pieve Vergonte, Premosello Chiovenda, Seppiana, Trasquera, Trontano, Varzo, Viganella, Villadossola, Vogogna.
Bannio Anzino, Calasca Castiglione, Ceppo Morelli, Macugnaga, Piedimulera, Vanzone con San Carlo.
19) i Comuni della Val Strona e del Cusio-Mottarone:
Armeno, Arola, Baveno, Brovello Carpugnino, Casale Corte Cerro, Cesara, Germagno, Gignese, Gravellona Toce, Loreglia, Madonna del Sasso, Massino Visconti, Massiola, Nebbiuno, Nonio, Omegna, Quarna Sopra, Quarna Sotto, Valstrona.
20) i Comuni della Val Grande:
21) i Comuni dell'Alto Verbano:
22) i Comuni della Valle Cannobina:
e) nella provincia di Torino 23) i Comuni della Valle Pellice:
Angrogna, Bibiana, Bobbio Pellice, Luserna S. Giovanni, Lusernetta, Rora', Torre Pellice, Villar Pellice.
24) i Comuni delle Valli Chisone e Germanasca:
25) i Comuni del Pinerolese Pedemontano:
Bricherasio, Cantalupa, Frossasco, Prarostino, Roletto, S. Pietro Val Lemina, S. Secondo di Pinerolo.
26) i Comuni della Val Sangone:
27) i Comuni della Bassa Valle di Susa e della Val Cenischia:
28) i Comuni dell'Alta Valle di Susa:
29) i Comuni della Val Ceronda e Casternone:
30) i Comuni delle Valli di Lanzo:
31) i Comuni dell'Alto Canavese:
32) i Comuni delle Valli Orco e Soana:
33) i Comuni della Valle Sacra:
34) i Comuni della Val Chiusella:
35) i Comuni della Dora Baltea Canavesana:
f) nella provincia di Vercelli 36) i Comuni della Valsesia:
Alagna Valsesia, Balmuccia, Boccioleto, Borgosesia, Breia, Campertogno, Carcoforo, Cellio, Cervatto, Civiasco, Cravagliana, Fobello, Mollia, Pila, Piode, Quarona, Rassa, Rima S. Giuseppe, Rimasco, Rimella, Riva Valdobbia, Rossa, Sabbia, Scopa, Scopello, Valduggia, Varallo, Vocca.
37) i Comuni della Valle Sessera:
Ailoche, Caprile, Coggiola, Crevacuore, Curino, Guardabosone, Portula, Postua, Pray Biellese, Sostegno.
38) i Comuni della Valle di Mosso:
Bioglio, Callabiana, Camandona, Mezzana Mortigliengo, Mosso S. Maria, Pettinengo, Pistolesa, Selve Marcone, Soprana, Strona, Trivero, Vallanzengo, Valle Mosso, Valle S. Nicolao, Veglio.
39) i Comuni della Valle del Cervo:
Andorno Micca, Campiglia Cervo, Miagliano, Piedicavallo, Pralungo, Quittengo, Rosazza, Sagliano Micca, S. Paolo Cervo, Tavigliano, Tollegno.
40) i Comuni della Valle dell'Elvo:
1. Tra i Comuni il cui territorio, o parte di esso, ricade in ciascuna delle zone omogenee, di cui all'art. 2 della presente legge, e' costituita, in attuazione degli articoli 28 e 29 della Legge 8 giugno 1990, n. 142, la Comunita' Montana, Ente Locale, allo scopo di promuovere la valorizzazione della zona montana, l'esercizio associato delle funzioni comunali, nonche' la fusione di tutti o parte dei Comuni associati.
(Fasce territoriali)
1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con apposito provvedimento legislativo, saranno individuate fasce territoriali, ai sensi del comma 4. dell'art. 28 della Legge 8 giugno 1990, n. 142, nell'ambito di quelle Comunita' Montane ove tale individuazione si renda necessaria per una piu' precisa indicazione delle omogeneita' socio-economiche ed al fine della possibile graduazione degli interventi.
2. Le leggi regionali che, nell'ambito dei territori montani di cui al comma 1. dell'art. 2 della presente legge, istituiscono nuovi Comuni o modificano le circoscrizioni territoriali dei Comuni esistenti ai sensi dell'art. 11 della Legge 8 giugno 1990, n. 142, dispongono altresi' circa le conseguenti modifiche delle zone omogenee e delle relative Comunita' Montane.
3. L'aggregazione, fusione o scissione di una o piu' Comunita' Montane e' normata con legge regionale.
1. La Comunita' Montana, attraverso l'attuazione di piani pluriennali e nel quadro della programmazione di sviluppo provinciale e regionale, promuove lo sviluppo socio-economico del proprio territorio, persegue l'armonico riequilibrio delle condizioni di esistenza delle popolazioni montane, anche garantendo, d'intesa con gli altri Enti operanti sul territorio, adeguati servizi capaci di incidere sulla qualita' della vita. La Comunita' Montana concorre, nell'ambito della legislazione vigente, alla difesa del suolo ed alla difesa ambientale; tutela e valorizza la cultura locale e favorisce la preparazione culturale e professionale delle popolazioni montane.
2. La Comunita' Montana svolge le funzioni ad essa attribuite dalla legge nazionale e regionale, quelle ad essa delegate da Regione, Provincia e Comuni ed in particolare:
a) gestisce gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla normativa della Comunita' Economica Europea e dalla legge nazionale e regionale;
b) esercita, secondo le procedure previste dall'art. 30 della presente legge, le funzioni proprie dei Comuni, o ad essi delegate, che i Comuni sono tenuti o decidono di esercitare in forma associata;
d) concorre alla formazione del "Piano territoriale Provinciale e Metropolitano" della Provincia, anche attraverso le indicazioni urbanistiche contenute nel proprio piano pluriennale di sviluppo socio-economico;
1. In applicazione dell'art. 3 della Legge 8 giugno 1990 n. 142, nell'organizzare, attraverso gli Enti Locali, l'esercizio delle funzioni amministrative di interesse locale, la legge regionale determina quelle da attribuire alla competenza delle Comunita' Montane, adeguando la scelta alla peculiarita' del territorio montano.
2. Con gli atti regionali di attuazione delle normative della Comunita' Economica Europea o nazionali vengono individuati gli interventi speciali per la montagna, ai sensi e con gli effetti previsti dal comma 1. dell'art. 29 della Legge 8 giungo 1990 n. 142.
3. L'attuazione degli interventi speciali per la montagna, di cui al comma precedente, e' normalmente di competenza delle Comunita' Montane, alle quali sono affidate le relative attribuzioni amministrative.
1. La Comunita' Montana adotta il proprio Statuto ai sensi del comma 2. dell'art. 28 della legge 8 giugno 1990 n. 142.
2. Lo Statuto, nell'ambito dei principi fissati dalla legge, stabilisce le norme fondamentali per l'organizzazione dell'Ente ed in particolare determina le attribuzioni degli Organi, l'ordinamento dei proprii uffici e dei servizi pubblici. Lo Statuto disciplina inoltre le forme: della collaborazione fra la Comunita' Montana, i Comuni e gli altri Enti operanti sul territorio; della partecipazione popolare; dell'accesso dei cittadini alle informazioni ed ai procedimenti amministrativi.
Titolo II - Organi della Comunita' Montana
a) il Consiglio b) la Giunta c) il Presidente
2. Ad ogni Comune spettano tre rappresentanti, di cui uno della minoranza del Consiglio comunale, che li elegge nel proprio seno con unica deliberazione a maggioranza dei consiglieri presenti, nel rispetto delle disposizioni di cui alla lettera n) del comma 2 dell'art. 32 della legge 8.6.90 n. 142.
g) i conti consutivi;
h) i pareri da rendere in relazione agli atti suddetti;
l) le convenzioni con gli altri Enti Locali, la costituzione e la modificazione di forme associative, compresi gli accordi di programma di cui alla legge 8 giugno 1990, n. 142;
m) l'istituzione, i compiti di aziende speciali, l'assunzione e la concessione di pubblici servizi, la partecipazione della Comunita' Montana a societa' di capitali;
n) le spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione di beni e servizi di carattere continuativo;
o) gli acquisti e le alienazioni immobiliari e le relative permute;
p) gli appalti e le concessioni di opere che non siano previsti espressamente in atti di competenza del Consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza del Segretario o di altri funzionari;
q) la nomina, la designazione e la revoca di proprii rappresentanti presso Enti, aziende ed istituzioni.
1. Il Consiglio della Comunita' Montana si intende costituito o rinnovato con l'avvenuta designazione, entro i termini di cui al comma 5 dell'articolo 36 della legge 8.6.90 n. 142, dei rappresentanti di almeno i quattro quinti dei Comuni interessati.
(Incompatibilita', convalida, cessazione e sostituzione dei)
Consiglieri 1. Si applicano ai Consiglieri della Comunita' Montana le norme della Legge 23 marzo 1981, n. 154 e successive modificazioni ed integrazioni in quanto compatibili.
1. La Giunta e' costituita dal Presidente, dal Vicepresidente e da un numero di componenti stabiliti dallo Statuto, in misura non superiore a tre per le Comunita' Montane costituite da non piu' di otto Comuni, non superiore a cinque per le Comunita' Montane costituite da nove a quattordici Comuni, non superiore a 7 per le Comunita' Montane costituite da oltre quattordici Comuni.
1. Il Consiglio della Comunita' Montana elegge, con unica votazione, la Giunta, il Presidente ed il Vicepresidente nella prima adunanza subito dopo la convalida dei consiglieri.
2. L'elezione avviene sulla base di un documento programmatico, sottoscritto da almeno un terzo dei consiglieri assegnati alla Comunita' Montana, contenente la lista dei candidati alla carica di Presidente, di Vicepresidente e di componenti della Giunta. Il documento e' illustrato dal candidato alla carica di Presidente.
4. Lo Statuto puo' prevedere l'elezione a componente della Giunta di cittadini non facenti parte del Consiglio della Comunita' Montana, in possesso dei requisiti di compatibilita' e di eleggibilita' alla carica di Consigliere comunale.
1. Il Presidente, il Vicepresidente e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia costruttiva espressa per appello nominale con voto della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunita' Montana. Si applicano le norme contenute nei commi 2, 3, 4, 5 dell'art. 37 della legge 8 giugno 1990, n. 142.
Titolo III - Uffici e personale.
1. Il trattamento giuridico ed economico del personale tecnico ed amministrativo assunto dalla Comunita' Montana viene determinato a norma dell'art. 51, comma 8, della legge 8 giugno 1990, n. 142. E' escluso il personale impiegato dalla Comunita' Montana, cui si applicano norme diverse, previste da accordi contrattuali di diritto privato a base nazionale stipulati e sottoscritti dall' U.N.C.E.M. (Unione Nazionale Comuni Comunita' Enti Montani) per conto delle Comunita' Montane, di cui all'art. 7 della legge 23 marzo 1981, n. 93.
1. Il finanziamento regionale complessivo annuale di lire 1.300 milioni in favore delle Comunita' Montane, quale contributo nelle spese di funzionamento di cui alla legge regionale 28 agosto 1979, n. 50, deve intendersi, a partire dall'esercizio finaziario 1993, ripartito in parti uguali fra le Comunita' Montane della regione alla condizione che le stesse si dotino, in assenza di idonee preesistenti strutture, di un laureato in scienze forestali quale dipendente di ruolo, anche al fine di consentire una adeguata politica regionale forestale.
1. Lo Statuto della Comunita' Montana, nello stabilire l'ordinamento degli uffici, prevede l'istituzione di un Ufficio di Statistica, ai sensi dell'art. 3 del Decreto Legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
Titolo IV - Piano pluriennale di sviluppo - Programmi annuali operativi - Progetti speciali integrati
4. Il Consiglio della Comunita' Montana adotta il piano e lo trasmette, corredato di ogni utile documentazione, alla Provincia che lo approva con deliberazione consiliare entro 90 giorni dal suo ricevimento. Trascorso tale termine, il piano si intende approvato, salvo che pervengano alla Comunita' Montana richieste di chiarimenti od elementi integrativi di giudizio anche attraverso procedure di audizione. In tal caso il termine di 90 giorni si intende a decorrere dalla conclusione della procedura di richiesta di chiarimenti.
5. La procedura di cui al precedente comma 4. si applica anche per le variazioni e gli aggiornamenti del piano.
3. Al piano si raccordano, o costituiscono motivo di variante dello stesso, gli interventi speciali per la montagna previsti dalla normativa della Comunita' Economica Europea, statale e regionale affidati alla competenza della Comunita' Montana nell'ambito della sua validita' temporale.
4. L'individuazione e la localizzazione cartografica delle opere e degli interventi previsti nel piano pluriennale di sviluppo socio-economico costituiscono le indicazioni urbanistiche di cui al comma 4. dell'art. 29 della Legge 8 giugno 1990, n. 142, le quali concorrono in misura vincolante alla formazione del Piano Territoriale Provinciale o del Piano Territoriale Metropolitano. Alle suddette indicazioni i Comuni adeguano i propri strumenti urbanistici, ai sensi del comma 6. dell'art. 15 della Legge 8 giugno 1990, n. 142 e della legge urbanistica regionale vigente.
2. Il programma annuale operativo e' trasmesso alla Regione ed alla Provincia; la Provincia ne riscontra la compatibilita' con il piano pluriennale di sviluppo socio-economico.
1. La Regione finanzia o concorre a finanziare "progetti speciali integrati" presentati dalla Comunita' Montana, coerenti con il contenuto del piano pluriennale di sviluppo socio-economico, idonei a promuovere lo sviluppo economico-sociale ed occupazionale, nonche' la tutela del patrimonio storico, culturale ed ambientale.
c) della localizzazione rispetto alle fasce territoriali di cui all'art. 4 della presente legge.
d) delle direttive annuali emanate dalla Giunta regionale su proposta del Comitato di cui all'art. 35 della presente legge.
5. Alla copertura degli oneri derivanti dal presente articolo si provvede con uno stanziamento da iscriversi, a partire dall'esercizio 1992, in apposito capitolo di spesa del bilancio regionale per un importo definito con legge di bilancio.
Titolo V Rapporti istituzionali - Controlli
1. La Regione promuove e partecipa a rapporti convenzionali tra la Comunita' Montana ed il Comune escluso dalla medesima in attuazione dell'art. 28 della Legge 8 giugno 1990, n. 142 per la realizzazione, da parte della Comunita' Montana, di interventi speciali per la montagna, in forza di normative della Comunita' Economica Europea e di leggi statali o regionali, nella parte di territorio classificata montana del Comune interessato.
(Gestione da parte della Comunita' Montana di funzioni proprie dei Comuni, o ad essi delegate, da esercitarsi in forma associata.)
2. I Comuni di cui al precedente comma 1. organizzano altresi', a livello di Comunita' Montana, l'esercizio associato di funzioni ad essi delegate.
3. La legge regionale indica le funzioni proprie dei Comuni, o ad essi delegate, che debbono essere esercitate in forma associata in attuazione del comma 2. dell'art. 29 della Legge 8 giugno 1990, n. 142 e ne definisce le procedure d'attuazione.
5. I Comuni di cui al comma 1. classificati parzialmente montani possono disporre che la delega alla Comunita' Montana di funzioni proprie o delegate, anche quando le stesse vengono svolte in forma associata, si estenda, ai sensi dell'art. 4 della Legge 23 marzo 1981, n. 93, anche alla parte del proprio territorio non classificata montana. I relativi rapporti di natura finanziaria, nel rispetto delle disposizioni di cui al citato art. 4 della Legge 23 marzo 1981, n. 93, sono regolati da apposita convenzione.
2. Tale costituzione puo avvenire su proposta del Consiglio della Comunita' Montana da assumere a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati; l'atto costitutivo ed il regolamento dell'Unione sono approvati con unica deliberazione dai singoli Consigli comunali, a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
(Aziende specialiIstituzioni e consorzi)
1. La Comunita' Montana puo' costituire, per l'esercizio di servizi o per lo svolgimento di funzioni, aziende speciali ed istituzioni.
2. Si applicano, in quanto compatibili, le norme di cui agli artt. 23 e 25 della Legge 8 giugno 1990, n. 142.
a) tra gli iscritti nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti;
c) tra gli iscritti nell'albo dei Ragionieri.
3. Il Revisore dei conti dura in carica tre anni non e' revocabile salvo inadempienza ed e' rieleggibile una sola volta. Il Revisore ha diritto di accesso agli atti e documenti dell'Ente.
4) Il Revisore, secondo procedure determinate dallo Statuto e dai Regolamenti, collabora con il Consiglio nella funzione di controllo ed indirizzo, esercita la vigilanza sulla regolarita' contabile e finanziaria della gestione dell'Ente ed attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo la relazione che accompagna la proposta di deliberazione consiliare di approvazione del conto consuntivo. In tale relazione il Revisore esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, produttivita' ed economicita' della gestione.
Titolo VI - Coordinamento regionale
1. Presso la Presidenza della Giunta Regionale, con Decreto del Presidente della Giunta, e' costituito un Comitato di Assessori cui e' demandato il coordinamento della politica regionale per la montagna. Il Comitato e' presieduto dal Presidente della Giunta o da un Assessore espressamente delegato.
1. E' costituita la Conferenza dei Presidenti delle Comunita' Montane quale Organo consultivo della Giunta e del Consiglio regionali. Della Conferenza fanno parte i Presidenti delle Comunita' Montane e la Giunta esecutiva della Delegazione Regionale dell' U.N.C.E.M. 2. La Conferenza e' convocata almeno due volte all'anno dal Presidente della Giunta Regionale o da un Assessore espressamente delegato e puo' essere convocata su richiesta dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono estinte le seguenti Comunita' Montane costituite con legge regionale 11 agosto 1973, n. 17 e successive modifiche:
a) Valle Antrona b) Valle Ossola c) Valle Strona d) Cusio e Mottarone e) Prealpi Biellesi f) Alta Valle del Cervo g) Bassa Valle del Cervo h) Alta Valle dell'Elvo i) Bassa Valle dell'Elvo
2. La seduta di ricostituzione del Consiglio della Comunita' Montana e' convocata dal Presidente ed ha luogo entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge. In tale seduta il Consiglio provvede alla elezione del Presidente, del Vicepresidente e della Giunta, secondo le procedure di cui all'art. 17 della presente legge.
4. Nella seduta di insediamento, presieduta dal Consigliere piu' anziano di eta', il Consiglio elegge il Presidente, il Vicepresidente e la Giunta con le procedure di cui all'art. 17 della presente legge.
1. Il Presidente della Giunta regionale, con propri decreti, regola i rapporti finanziari, amministrativi e di trasferimento degli atti, del patrimonio e del personale in conseguenza del riordino delle Comunita' Montane, ai sensi del comma 2. dell'art. 61 della Legge 8 giugno 1990, n. 142 od a successive modificazioni ai sensi dell'art. 5 della presente legge.
a) la legge regionale 11 agosto 1973, n. 17 b) la legge regionale 30 marzo 1974, n. 9 c) la legge regionale 2 settembre 1974, n. 30 d) la legge regionale 17 febbraio 1975, n. 9 e) la legge regionale 7 luglio 1976, n. 35 f) la legge regionale 27 ottobre 1976, n. 53 g) la legge regionale 15 novembre 1976, n. 56 h) la legge regionale 4 luglio 1977, n. 34 i) la legge regionale 9 aprile 1990, n. 23, nonche':
l) l'art. 25 della legge regionale 19 agosto 1977, n. 43 m) gli artt. 16, limitatamente al comma 4., e 89 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modificazioni ed integrazioni n) gli artt. 1, 3, 4 e 5 della legge regionale 28 agosto 1979, n. 50.