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Timestamp: 2019-04-18 16:33:49+00:00
Document Index: 73436392

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 53', 'art. 75', 'art. 86', 'art. 77']

Nuova proroga per Equitalia riguardo all'attività di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate, tributarie o patrimoniali
Nuova proroga per Equitalia riguardo all’attività di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate, tributarie o patrimoniali
Ed infatti, ai sensi dell’art. 7, comma 2 lettera gg-ter) del D.L. n. 70/2011 convertito dalla legge n. 106 del 12 luglio 2011 (“Decreto Sviluppo) a decorrere dal 1° gennaio 2012, la società Equitalia Spa cessava di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate.
Poi tale termine è stato posticipato al 31 dicembre 2012 ai sensi dell’art. 10, comma 13-octies del D.L. n. 201/2011 convertito nella L. n. 214 del 22 dicembre 2011.
Ed invece è di questi giorni l’ennesima proroga per Equitalia prevista dalla conversione in legge del 6 giugno 2013 n. 64 (G.U. 132 del 7 giugno 2013) del provvedimento relativo agli emendamenti al testo del decreto pagamenti 8 aprile 2013 n. 35, presentati il 4 giugno, che proroga di altri sei mesi fino al 31 dicembre 2013 il mandato ad Equitalia.
Questo in breve il comma 2 ter dell’art. 10: “I Comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione dei tributi dei soggetti di cui all’articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, anche oltre la scadenza del 30 giugno e non oltre il 31 dicembre 2013” che peraltro è accolto positivamente dai sindaci dei Comuni. Cosa voglia dire la norma con “tributi” è fonte di dubbi ed incertezza.
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Come già accennato sopra l’art. 7, c. 2, lettere da gg-bis) a gg-septies), D.L. n. 70/2011, ha disposto che Equitalia spa e le società da essa partecipate cessino di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione (spontanea e coattiva) delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate dal 31 dicembre 2012 (termine così fissato dall’art. 10, c. 13-octies, D.L. n. 201/2011).
Ed invero, nell’esercizio di tale attività, i comuni potranno avvalersi soltanto (lett. gg-quater) dello strumento dell’ingiunzione fiscale e delle procedure di riscossione coattiva erariale (di cui al titolo II del d.P.R. n. 602 del 1973) in quanto compatibili, la c.d. ingiunzione rafforzata, a prescindere dalla scelta delle modalità (affidamento esterno o esercizio in house) con cui effettuare la riscossione delle entrate (così a seguito di quanto previsto dall’art. 14-bis del richiamato D.L. n. 201/2011). Viceversa il ruolo rimane strumento di riscossione ad esclusivo appannaggio di Equitalia.
– i commi da 2-sexies a 2-octies, art. 4, D.L. 24 settembre 2002, n. 209, che consentono, in sostanza, sia i comuni che ai concessionari della riscossione delle entrate locali iscritti in apposito albo, di procedere alla riscossione coattiva delle somme mediante la richiamata ingiunzione fiscale (n. 1, lett. gg-septies);
Ebbene chiarito che dal 1° gennaio 2014 i Comuni si occuperanno della riscossione volontaria e coattiva, va precisato che essi non dispongono degli stessi strumenti della società di riscossione e dovranno procedere con ingiunzioni fiscali (meglio ingiunzioni rafforzate) seguendo, cioè, una procedura diversa. Il legislatore ha pertanto sottratto, a far tempo da detta data, (prorogata al 31 dicembre 2013) la riscossione coattiva (ma anche volontaria) a Equitalia spa, rottamando d’amblais il sistema del ruolo per i comuni.
Andrebbero invece individuate le norme del d.P.R. 602/73 compatibili con l’utilizzo dell’ingiunzione fiscale, altrimenti si rischia di avere una riscossione coattiva a doppia velocità, già fortemente squilibrata per via dell’impossibilità (per enti locali e soggetti affidatari) di accedere all’anagrafe dei dati bancari e finanziari.
Il distinguo è essenziale: l’ente locale che svolge la riscossione coattiva in via diretta, ovvero il concessionario-riscuotitore privato iscritto all’albo di cui all’art. 53, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (che ugualmente riscuote in via coattiva a mezzo ingiunzione fiscale), possono accedere agli strumenti cautelari ed esecutivi offerti dal d.P.R. n. 602/1973 solo se dispongono di un proprio funzionario della riscossione. Ad esempio dichiarazione stragiudiziale del terzo (art. 75-bis, d.P.R. n. 602/1973), fermo dei beni mobili registrati del debitore, (art. 86, d.P.R. n. 602/1973); ipoteca immobiliare (art. 77, d.P.R. n. 602/1973), atto preordinato e strumentale all’espropriazione.
È auspicabile che dal prossimo 1° gennaio 2014, l’ingiunzione fiscale potenziata possa effettivamente godere delle stesse prerogative del ruolo, anche se in proposito si nutrono fondate perplessità.