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Timestamp: 2018-10-19 00:24:49+00:00
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Suddivisione in lotti dell’appalto: principio derogabile? di Francesca Diomeda
Suddivisione in lotti dell’appalto: principio derogabile?
Cons. Stato, Sez. V, 3 aprile 2018, n. 2044
21 Apr 2018 di Francesca Diomeda
1. Il principio della suddivisione in lotti di cui all’art. 51, d.lgs. n. 50/2016 può essere derogato, seppur attraverso una decisione che deve essere adeguatamente motivata e che è espressione di scelta discrezionale, sindacabile soltanto nei limiti della ragionevolezza e proporzionalità.
(1) Conforme: Cons. Stato, sez. V, 11 gennaio 2018, n. 123; T.A.R. Lazio, Roma, sez. II bis, 7 novembre 2017, n. 11064; Idem, sez. III ter, 26 settembre 2017, n. 9909; Idem, sez. III quater, 8 giugno 2017, n. 6793; T.A.R. Lombardia, Milano, sez. IV, 20 aprile 2017, n. 906; T.A.R. Toscana, sez. III, 12 dicembre 2016, n. 1755; T.A.R. Campania, Napoli, sez. III, 1° dicembre 2016, n. 5550.
Un Comune, avvalendosi di una centrale unica di committenza, indiceva una procedura per l’affidamento del servizio di gestione e controllo delle attività di funzionamento delle aree di sosta automatizzata e degli impianti di risalita meccanizzata nonché di altri servizi a questo accessori, tutti da svolgersi all'interno delle aree, dei parcheggi e degli immobili di proprietà dell’Ente.
Una società, ritenendo che gli atti di indizione, per come predisposti, le impedissero di formulare un’offerta competitiva, proponeva ricorso al T.A.R. chiedendo l’annullamento del bando di gara, del capitolato, del disciplinare e di tutti gli atti a essi connessi. In particolar modo, la ricorrente censurava l’operato del Comune per avere lo stesso indetto un’unica gara per l’affidamento di servizi profondamente diversi, senza invece procedere alla suddivisione in lotti ex art. 51, d.lgs. n. 50/2016.
L’adito G.A. accoglieva il gravame. Segnatamente, preso atto della disomogeneità dei servizi posti a base di gara, aventi a oggetto, da un lato, attività di presidio, videosorveglianza e prevenzione di atti vandalici, dall’altro, attività di pulizia, igiene, ordine e smaltimento rifiuti dei parcheggi di proprietà della stazione appaltante, rilevava come quest’ultima avrebbe dovuto procedere all’affidamento degli stessi con gare separate o, comunque, mediante un’unica gara suddivisa in più lotti funzionali o prestazionali. Tanto, al fine di garantire un adeguato livello di concorrenza, soprattutto tra piccole e medie imprese, in ossequio a quanto sul proposito sancito dall’art. 51, comma 1 del d.lgs. 50/2016.
Avverso la sentenza resa dal Giudice di prime cure ha proposto appello il Comune, fra l’altro lamentando la violazione e falsa applicazione del citato art. 51.
Il C.d.S. ha ritenuto il ricorso fondato. Anzitutto, ha evidenziato come con riferimento al caso di specie era da escludere che la disciplina di gara contestata potesse produrre effetti restrittivi della concorrenza in danno delle piccole e medie imprese, stante il valore economico oggettivamente modesto dell’appalto. A tale precisazione ha fatto seguito quella per cui il principio di suddivisione in lotti degli appalti di cui all’art. 51, d.lgs. n. 50/2016 comunque non risulta posto in termini assoluti e inderogabili. Siffatta disposizione – ha proseguito Palazzo Spada – una volta previsto che, nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici, sia nei settori ordinari che nei settori speciali, al fine di favorire l'accesso delle microimprese, piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti procedano a suddividere gli appalti in lotti funzionali ovvero in lotti prestazionali in conformità alle categorie o specializzazioni nel settore dei lavori, servizi e forniture, prosegue difatti affermando (al secondo periodo) che “le stazioni appaltanti motivano la mancata suddivisione dell’appalto in lotti nel bando di gara o nella lettera d’invito e nella relazione unica di cui agli articoli 99 e 139”.
Condiviso è dunque che il principio della “suddivisione in lotti” possa essere derogato, seppur attraverso una decisione che deve essere adeguatamente motivata, questa espressione di scelta discrezionale della p.A., come tale sindacabile soltanto nei limiti della ragionevolezza e proporzionalità (sul proposito cfr., ex multis, Cons. Stato, sez. V, 11 gennaio 2018, n. 123; T.A.R. Lazio, Roma, sez. II bis, 7 novembre 2017, n. 11064; Idem, sez. III ter, 26 settembre 2017, n. 9909; Idem, sez. III quater, 8 giugno 2017, n. 6793; T.A.R. Lombardia, Milano, sez. IV, 20 aprile 2017, n. 906; T.A.R. Toscana, sez. III, 12 dicembre 2016, n. 1755; T.A.R. Campania, Napoli, sez. III, 1° dicembre 2016, n. 5550)
Tanto osservato in termini generali in merito alla derogabilità del cennato principio, il Collegio ha appunto evidenziato come nel caso sottoposto al suo scrutinio la stazione appaltante avesse fornito adeguata motivazione circa l’esigenza di accorpare i servizi oggetto di affidamento e come la stessa non risultasse affetta da vizi macroscopici di logicità e razionalità riconducibili all’alveo dell’eccesso di potere. La Sezione, al contrario, ha ritenuto che nel caso di specie l’adozione dell’opzione del lotto unico risultasse del tutto ragionevole, atteso il carattere unitario della commessa pubblica. Tanto sul rilievo per cui i due servizi - il servizio di gestione e controllo e quello complementare di pulizia – per un verso avevano a oggetto le medesime aree di parcheggio e i medesimi impianti di risalita e, per l’altro, risultavano rispondenti alla medesima finalità, ossia garantire il corretto funzionamento e la migliore fruibilità del sistema integrato composto da parcheggi e impianti di mobilità alternativa.
Da tali assunti è scaturito l’accoglimento dell’appello.