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Timestamp: 2020-05-26 12:16:48+00:00
Document Index: 118112415

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 7', 'art. 38', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 14', 'art. 2']

Poligrafici e Spettacolo - Pellicole cinematografiche: CCNL, 10 maggio 1963
Data firma: 10 maggio 1963
Validità: 01.09.1963 - 31.08.1965
Parti: Anica, Intersind e Fils, Fuls, Fials
Settori: Poligrafici e Spettacolo, Pellicole cinematografiche
Art. 6. - Abiti di lavoro.
Art. 8. - Disposizioni per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa e custodia.
Art. 12. - Lavoro delle donne e dei fanciulli.
Art. 14. - Lavoro straordinario, notturno, festivo ed a turni - Maggiorazioni.
Art. 15. - Trattamento salariale minimo.
Art. 16. - Premi di produzione.
Art. 17. - Trattamento economico in caso di festività infrasettimanali e nazionali.
Art. 19. - Premio annuale.
Art. 20. - Aumento di anzianità - Premi di anzianità.
Art. 21. - Indennità per lavorazioni nocive, pericolose e svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Art. 28. - Igiene e sicurezza del lavoro - Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.
Art. 29. - Infortuni e malattie professionali.
Art. 30. - Trattamento in caso di malattia o di infortunio.
Art. 36. - Visita di inventario e di controllo.
Art. 40. - Preavviso di licenziamento e dimissioni.
Art. 42. - Indennità in caso di dimissioni.
Art. 6. - Passaggio dalla qualifica operaia alla qualifica impiegatizia.
Art. 10. - Lavoro straordinario, notturno, festivo ed a turni - Maggiorazioni.
Art. 11. - Elementi della retribuzione.
Art. 12. - Trattamento economico minimo.
Art. 13. - Aumenti periodici di anzianità impiegati. Art. 14. - Retribuzione oraria e giornaliera.
Art. 16. - Premio annuale.
Art. 18. - Indennità per disagiata sede.
Art. 24. -Trasferta.
Parte terza - Regolamentazione comune agli impiegati e agli operai
Art. 4. - Restituzione documenti di lavoro.
Art. 12. - Cessione, trapasso e trasformazione d’azienda.
1) Affissioni.
2) Versamento dei contributi sindacali.
3) Permessi per cariche sindacali.
2) Contributi sindacali.
Tabelle retributive dipendenti case sviluppo e stampa pellicole cinematografiche
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da case di sviluppo e stampa di pellicole cinematografiche, 10 maggio 1963.
Tra l’Associazione nazionale industrie cinematografiche ed affini (Anica) [...], con l’Unione nazionale industrie tecniche cinematografiche - Gruppo Case stampa [...], con l’assistenza della Confederazione generale della industria italiana [...], l’Associazione Sindacale Intersind [...], con la partecipazione [...] dell’istituto Nazionale Luce e la Federazione Nazionale Lavoratori Spettacolo (Fils) [...], la Federazione unitaria lavoratori spettacolo (Fuls) [...], la Federazione italiana autonoma lavoratori spettacolo (Fials) [...], è stato stipulato il seguente contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per il personale impiegatizio ed operaio dipendente da aziende esercenti lo sviluppo e stampa di pellicole cinematografiche.
La categoria attribuita al lavoratore non lo esime dal dover prestare temporaneamente la propria opera in mansioni diverse da quelle alle quali è normalmente adibito. La relativa disposizione deve tener conto, possibilmente, della di lui categoria, capacità ed attitudine.
Ai lavoratori addetti a lavorazioni di cui al seguente comma e che arrechino facile deterioramento al vestiario o che ne richiedano uno speciale, debbono essere forniti dalle Aziende, gratuitamente in uso, gli abiti da lavoro nella misura di uno o più all’anno a seconda del grado di usura che, per la loro natura, possono produrre le lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare l’efficienza degli abiti agli effetti della sicurezza o dell’igiene del lavoro.
Le categorie di cui al comma precedente sono le seguenti: addetti alla riparazione delle macchine sviluppatrici, alle batterie, alle caldaie, alla pulizia delle sviluppatrici, ai bagni.
Per la durata normale dell’orario di lavoro si fa riferimento alle norme di legge e alle relative deroghe ed eccezioni.
L’orario del sabato non può superare le 5 ore, senza che ciò possa dar luogo al recupero delle ore effettuate in meno, né a riduzione della retribuzione settimanale (ore 45 settimanali pagate per 48).
Nei turni regolari periodici il lavoratore del turno smontante non può abbandonare il lavoro senza prima aver avuto la sostituzione del lavoratore del turno montante, ferma restando la competenza delle maggiorazioni stabilite dall’art. 14 per il lavoro straordinario.
Per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia, l’orario normale di lavoro non può superare le 10 ore giornaliere e le 60 settimanali, salvo le eccezioni previste dagli accordi interconfederali in materia.
Come previsto dalla relativa legge, il riposo settimanale cadrà normalmente di domenica, potendosi far godere il riposo in altro giorno della settimana soltanto nei oasi previsti dalla legge stessa.
Per il lavoro delle donne e dei minori si fa rimando alle disposizioni di legge in materia.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 7 ossia oltre le otto ore giornaliere e le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, ed oltre le 10 ore giornaliere o le 60 settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge in vigore, fermo restando quanto disposto dall’articolo 10 sul recupero delle ore perdute.
È considerato lavoro notturno quello effettuato tra le ore 22 e le sei antimeridiane.
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo domenicale o settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale dovrà essere preavvertito non più tardi del secondo giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso; nel caso contrario il lavoro prestato in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per il lavoro festivo, o straordinario festivo.
Il lavoro straordinario o festivo dovrà essere disposto e autorizzato.
Alle donne e ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo prevista dalla legge numero 633 del 20 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli) dovrà essere retribuita.
Allo scopo di stimolare l’aumento della produzione nelle Aziende nelle quali le possibilità tecniche lo consentono, possono essere istituiti premi di produzione o altre forme di retribuzione ad incentivo, secondo gli accordi che possano intervenire fra le parti direttamente interessate.
L’Azienda curerà che gli indumenti dei lavoratori siano custoditi in appositi armadietti, da sottoporre a periodica disinfettazione.
L’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione della attività lavorativa deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto, perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge.
Per la tutela delle lavoratrici madri durante lo stato di gravidanza o puerperio nonché il relativo trattamento, si fa riferimento alla legge 26 agosto 1950, n. 860, sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri, modificata dalla legge 23 maggio 1951, n. 394, sulla conservazione del posto di lavoro alle lavoratrici madri, nonché dalla legge 9 gennaio 1963, n. 7, sul divieto di licenziamento delle lavoratrici per causa di matrimonio.
In armonia con la dignità personale del lavoratore, i superiori impronteranno i rapporti con il dipendente a sensi di collaborazione e di urbanità.
L’Azienda avrà cura di mettere 1 lavoratori a conoscenza della organizzazione tecnica e disciplinare di fabbrica, e di reparto, in modo da evitare possibili equivoci circa le persone alle quali, oltre che al superiore diretto, ciascun lavoratore è tenuto ad obbedire ed a rivolgersi in caso di necessità.
Egli è responsabile degli utensili o dell’abito di lavoro che riceve in regolare consegna [...]
È preciso obbligo del lavoratore di conservare in buono stato le macchine e gli attrezzi, gli utensili, gli armadietti, i disegni, ed in genere tutto quanto è a lui affidato.
Il lavoratore risponderà della perdita e degli eventuali danni agli oggetti in questione che siano imputabili a sua colpa o negligenza; il relativo ammontare verrà trattenuto sulla retribuzione con le norme di cui all’articolo 1 della parte comune.
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione o alle altre norme speciali contenute nella parte comune potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con i provvedimenti seguenti:
a) che non si presenti al lavoro come previsto all’articolo 34 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
d) che costruisca entro le officine delle Aziende oggetti per proprio uso;
f) che effettui irregolare movimento di medaglia, irregolare scritturazione o timbratura di schede o altra alterazione dei sistemi aziendali di controllo e di presenza;
g) che in qualunque modo trasgredisca alle norme della presente regolamentazione, dei regolamenti interni e che commetta mancanze recanti pregiudizio alla disciplina, alla morale o all’igiene.
In tale provvedimento incorre il lavoratore che commetta gravi infrazioni alla disciplina ed alla diligenza nel lavoro. In via esemplificativa ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni:
c) abbandono del posto di lavoro che implichi pregiudizio alla integrità delle persone ed alla sicurezza degli impianti; comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi.
f) recidiva nella mancanza di cui al punto e) dell’art. 38 sempreché non si riscontri nella mancanza stessa il dolo;
g) recidiva alla costruzione entro le officine dell’Azienda di oggetti per uso proprio con danno dell’Azienda stessa;
h) trascuratezza nell’adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 37.
f) recidiva nella mancanza di cui al punto e) dell’art. 38 qualora vi sia dolo.
La durata normale dell’orario di lavoro è di otto ore giornaliero o 48 settimanali. Per la regolamentazione dell’orario di lavoro si l'u riferimento alle norme di legge ed alle relative deroghe ed eccezioni.
L’orario di lavoro antimeridiano del sabato non può superare le 4 ore, senza che ciò possa dar luogo al ricupero delle ore effettuate in meno; in caso di protrazione di orario oltre i predetti limiti dovrà essere corrisposta una quota oraria dello stipendio mensile ed una quota pari al 50 % della contingenza oraria da calcolarsi con le modalità di cui all’art. 14 per le ore effettuate in più fino a concorrenza delle 48 ore settimanali.
All’impiegato al quale è consentito, in deroga od eccezione alle norme di legge sulla limitazione dell’orario di lavoro, la protrazione dell’orario stesso oltre i normali limiti, il lavoro prestato in più fino alla concorrenza delle ore 10 giornaliere e 60 settimanali è compensato nella misura indicata dal terzo comma del presente articolo.
Come previsto dalla relativa legge, il riposo settimanale cade normalmente di domenica potendosi far godere in altro giorno della settimana soltanto nei casi previsti dalla legge stessa.
Nei casi in cui, disposizione di legge permettendolo, il riposo settimanale non sia concesso nel periodo prestabilito, resta fermo che al personale compete il riposo compensativo.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’articolo 7 o comunque oltre le ore 8 giornaliere e le 48 settimanali per gli impiegati a regime di orario normale, ed oltre le 10 giornaliere o le 60 settimanali per gli impiegati compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’articolo 7 per gli impiegati la cui prestazione è connessa con il lavoro di stabilimento.
È considerato lavoro notturno quello effettuato fra le 22 e le ore 6 del mattino.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza e puerperio, l’Azienda deve in tale evenienza conservare il posto alla lavoratrice per un periodo di mesi otto di cui due mesi durante l’ultimo periodo di gravidanza ed il rimanente durante il puerperio, corrispondendole la intera retribuzione per i primi tre mesi della interruzione e la metà per i successivi tre mesi.
L’Azienda avrà cura di mettere in grado gli impiegati di conoscere, oltre i propri superiori diretti, quelli con i quali possono avere rapporti nella esplicazione delle proprie mansioni.
2) dedicare attività assidua e diligente al disbrigo delle mansioni assegnategli, osservare le disposizioni della presente regolamentazione nonché le disposizioni impartite dai superiori;
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione e alle altre norme speciali contenute nella parte comune possono essere punite, a seconda della gravità della mancanza, con
i provvedimenti seguenti:
a) che non si presenti al lavoro come previsto dall’articolo 29 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
c) che esegua con negligenza il lavoro affidatogli.
1) con la perdita dell’indennità di servizio ma non delle altre indennità.
In tale provvedimento incorre l’impiegato che commetta grave infrazione alla disciplina e alla diligenza del lavoro. In via esemplificativa ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni:
c) abbandono del posto di lavoro che implichi pregiudizio alla incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti o comunque compimento di azione che implichi gli stessi pregiudizi;
e) diverbio litigioso seguito da vie di fatto avvenute nel recinto dello Stabilimento e che rechi grave perturbamento alla vita aziendale;
f) recidiva nella mancanza di cui al punto c) dell’articolo 31 sempre che non si riscontri nella mancanza stessa il dolo;
In tale provvedimento incorre l’impiegato che provochi all’Azienda grave nocumento morale o materiale, che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
b) furto o danneggiamento volontario al materiale aziendale;
d) insubordinazione verso i superiori accompagnata da atti delittuosi;
L’eventuale regolamento interno, da attuarsi con i modi previsti dall’art. 2 n. 3 del vigente Accordo interconfederale sulle Commissioni interne 8 maggio 1953, o successivi, deve essere esposto in luogo chiaramente visibile.
Ferme restando le possibilità di intervento delle Commissioni Interne, previste dal relativo Accordo interconfederale, per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le consuetudinarie norme di stabilimento, ricorrendo a trattative fra le parti o fra i rispettivi rappresentanti.
In caso di mancato accordo fra le parti il reclamo o la controversia sarà sottoposto all’esame delle competenti Associazioni sindacali per il tentativo di conciliazione.
Le controversie collettive per l’interpretazione e l’applicazione del presente contratto saranno di competenza di tutte le organizzazioni sindacali che hanno stipulato il presente contratto.
Il presente contratto annulla e sostituisce, dalla data della sua pubblicazione, i contratti collettivi nazionali e provinciali integrativi preesistenti per le categorie di lavoratori cui si riferiscono le regolamentazioni del contratto stesso.
Per quanto concerne gli Accordi interconfederali, gli altri Accordi provinciali e gli Accordi aziendali, si intendono superate e sostituite (salvi facendo casi di esplicito richiamo) le norme afferenti agli istituti disciplinari della corrispondente regolamentazione del presente contratto, la cui disposizione - nell’ambito di ciascuno degli istituti stessi - sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.
Peraltro, per quanto concerne i predetti altri accordi provinciali ed accordi aziendali, le parti interessate si consulteranno per proporre poi alle rispettive competenti organizzazioni sindacali periferiche l’accordo per l’opzione - in relazione ai singoli istituti - fra le norme di cui alla corrispondente regolamentazione del presente con tratto e quelle degli accordi in questione regolanti i singoli stessi istituti.
Tra l’Anica: Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche ed Affini, e la Fils-Cgil, la Fuls-Cisl, la Fials-Uil, si è convenuto quanto segue:
Tra l’Associazione Sindacale Intersind e la Fils-Cgil, la Fuls-Cisl, la Fials-Uil, si è convenuto quanto segue:
Le Direzioni aziendali collocheranno presso l’ingresso degli Stabilimenti un albo a disposizione dei Sindacati nazionali di categoria e relativi Sindacati provinciali per l’affissione di comunicazioni a firma delle segreterie dei Sindacati medesimi.
Copia dello comunicazioni di cui sopra dovrà essere tempestivamente inoltrata alla Direzione.