Source: http://www.studiolegalecaracci.it/strade.htm
Timestamp: 2019-02-18 03:00:49+00:00
Document Index: 16904224

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2051', 'art. 2043', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 269', 'art. 1201', 'art. 1201']

Manutenzione strade pubbliche – pericolosità del sito - misure preventive – assenza –pericolo di incidenti
Nella manutenzione di strade pubbliche la pericolosità del sito impone in ogni caso l’adozione di misure preventive tali da scongiurare il pericolo di incidenti.
Manutenzione strade pubbliche - insidia (o trabocchetto) – responsabilità – concorso - ente pubblico proprietario – società appaltatrice
Nell’ipotesi di danni derivanti dalla cattiva manutenzione di una strada sussiste il concorso di colpa per l’omessa vigilanza sia dell’ente proprietario sia della società appaltatrice dei lavori.
La sentenza in esame conferma alcuni importanti principi in materia di manutenzione delle strade pubbliche e, dunque, di cose in custodia.
Ai sensi dell’art. 2051 cod. civ. la p.a. è responsabile per i danni cagionati al privato da un bene demaniale atteso che questo, essendo nella custodia dell’amministrazione medesima, rientra nel suo potere di vigilanza e controllo. La responsabilità è esclusa solo dal caso fortuito.
In ogni caso, può configurarsi una responsabilità ex art. 2043 cod. civ., il quale obbliga colui che con dolo o colpa, cagiona ad altri un danno ingiusto a risarcirlo. E secondo giurisprudenza costante, “la p.a. incontra, nell'esercizio del suo potere discrezionale in ordine alla esecuzione ed alla manutenzione di opere pubbliche, limiti derivanti sia da norme regolamentari, tecniche, di comune prudenza e diligenza, oltre che, in particolare, dalla norma primaria e fondamentale del neminem laedere, in applicazione della quale essa è tenuta a far sì che l'opus publicum (nella specie, strada aperta al pubblico transito) non presenti, per l'utente, una situazione di pericolo occulto (c.d. insidia o trabocchetto), evidenziata dal carattere oggettivo della non visibilità e da quello subiettivo della non prevedibilità del pericolo stesso (Cass., sez. III, 28-07-1997 n. 7062; Cass., sez. III, 25-07-1997 n. 5670; Cass., sez. III, 28-04-1997 n. 3630).
Tali elementi, nel caso di specie, sono ravvisabili nel fatto che sulla carreggiata si trovava un tombino il cui coperchio era rialzato rispetto al livello della strada e la buca, profonda circa 20 cm, tagliava trasversalmente la carreggiata, subito dopo l’incrocio con un’altra via. Di conseguenza, a prescindere dal fatto che il pericolo non era segnalato, la posizione rendeva in ogni caso la buca imprevedibile e non immediatamente visibile.
La sentenza non ha affermato la responsabilità esclusiva dell’ente proprietario, ma ha considerato responsabili, per omessa vigilanza sulla esatta esecuzione dei lavori, anche la ditta committente e la società appaltatrice dei lavori, la quale, in virtù del contratto di appalto, era subentrata nella custodia dei luoghi e dei cantieri nei quali venivano effettuati gli scavi per la posa dei tubi per la distribuzione del metano. Essa, quindi, è tenuta a risarcire i danni provocati all’attore in concorso con gli altri convenuti.
Il Giudice, con tale pronuncia, ha, pertanto aderito all’orientamento dominante in giurisprudenza secondo cui “la responsabilità dell’ente proprietario della strada è configurabile, a parte ogni problema di concorrente responsabilità dell’impresa appaltatrice dei lavori, anche quando i lavori di costruzione, manutenzione o restauro di una strada vengano dati in appalto, derivando dalla stessa titolarità della strada e dalla destinazione di essa al pubblico uso il dovere per l’ente di fare sì che quell’uso si svolga in condizioni di normalità e senza pericolo per gli utenti e, pertanto, in osservanza del principio del neminem laedere”(Cass., sez. III, 29-03-1999, n. 2963).
n. 32/2002
nella causa civile n° 35/2001 R.G.A.C. promossa
N. G. residente a Partanna nella qualità di genitore esercente la potestà sul figlio minore N. G., rappresentato e difeso dall’avv. Vito Bianco, per procura a margine dell’atto di citazione, elettivamente domiciliato presso il suo studio in Partanna via Palermo n. 90
1) IL COMUNE DI PARTANNA in persona del Sindaco pro tempore elettivamente domiciliato in Partanna via Mazzini n. 58, presso lo studio dell’avv. Elio Tranchida, che lo rappresenta e difende per mandato a margine della comparsa di risposta, giusta delibera di autorizzazione della G.M. n.37 del 14/02/2001 immediatamente esecutiva ex art. 12 II° co. L.R. 44/91
2) SICILIANA GAS S.p.A. in persona del Presidente pro tempore Prof. G. A., elettivamente domiciliato a Marsala nella via Frisella presso lo studio dell’avv. Giovanni Piazza, rappresentato e difeso dall’avv. Roberto Guarnotta, giusta delega in calce alla copia notificata dell’atto di citazione
CONVENUTA - INTERVENIENTE
3) A.T.I. DURANTE s.r.l. e ATRIA COSTRUZIONI in persona del legale rappresentante pro tempore dell’impresa Capogruppo Durante s.r.l. Avv. D. D., rappresentato e difeso per mandato a margine della comparsa di risposta dall’avv. Fabrizio Genco del foro di Marsala ed elettivamente domiciliato in Partanna via Vitt. Emanuele n. 31 presso lo studio dell’avv. Gianni Caracci
CONVENUTO - INTERVENIENTE
Per l’attore N. G.:
PIACCIA AL GIUDICE DI PACE
Ogni contraria istanza eccezione e difesa respinta.
- Ritenere e dichiarare che l’incidente verificatosi il giorno 12/12/2000, ore 18,30 circa, nel quale è rimasto coinvolto il minore N. G. a bordo dello Scooter 50, tra la via G. Pisacane e la via Gioberti di Partanna è avvenuto per la presenza sulla strada dello scavo semiaperto, del tombino rialzato e del torriccio;
- Ritenere e dichiarare che il Comune di Partanna era tenuto a segnalare la presenza dell’intralcio alla libera circolazione dei mezzi;
- Ritenere e dichiarare quest’ultimo tenuto a risarcire l’attore dei danni subiti;
- Conseguentemente condannare l’Ente locale a risarcire l’attore dei danni subiti ammontanti a complessive £. 3.145.000;
Con il favore delle spese e degli onorari di causa.
Per il Comune di Partanna:
Preliminarmente: ai sensi dell’art. 269 c.p.c. dare atto della chiamata in garanzia nel presente giudizio della ditta Siciliana Gas S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in Palermo via Resuttana Colli n. 360;
Nel merito: dichiarare improponibili e improcedibili le domande tutte proposte contro il Comune di Partanna, in quanto lo stesso difetta di legittimazione passiva. Rigettare petitum e causa petendi perché infondati in fatto ed in diritto o con qualsiasi statuizione, dando atto al Comune di Partanna di contestare, sin da ora, l’an e il quantum, mantenendolo in ogni caso indenne da qualsiasi pretesa risarcitoria, sul dedotto presupposto della responsabilità nella accertanda causazione dei danni per cui è causa della concessionaria Siciliana Gas S.p.A.
Per la Siciliana Gas S.p.A.:
Reietta ogni contraria istanza, eccezione e difesa:
In via preliminare: ordinare al Comune di Partanna di produrre in giudizio il contratto di appalto dei lavori di ripavimentazione del tratto stradale interessato;
- All’esito di tale produzione, autorizzare la Siciliana Gas S.p.A. alla chiamata in causa della ditta appaltatrice dei lavori de quibus;
Nel merito: in via principale
- Ritenere e dichiarare il difetto di legittimazione passiva della convenuta Siciliana Gas;
- Ritenere e dichiarare l’esclusiva responsabilità della ditta appaltatrice dei lavori di ripavimentazione, e in via concorrente del Comune di Partanna, nella verificazione dell’evento dannoso lamentato dall’attrice;
- Ritenere e dichiarare infondata la domanda formulata dal Sig. Nastasi e per l’effetto rigettare la pretesa risarcitoria.
Per la A.T.I. Durante s.r.l. e Atria Costruzioni s.r.l.:
- Ritenere e dichiarare che i luoghi teatro del sinistro erano ben visibili e dunque non costituivano né insidia né trabocchetto;
- Ritenere e dichiarare la inesistenza di nesso causale tra la situazione di fatto descritta dall’attore in citazione e l’evento dannoso che nella predetta situazione si assume essere conseguenza diretta;
- Ritenere e dichiarare che l’evento dannoso, se effettivamente verificatosi, è da imputare ad esclusiva responsabilità del minore N. G., conducente del motociclo “Piaggio”.
- Ritenere e dichiarare che nella causazione del sinistro ha sicuramente concorso lo stesso minore in misura preponderante;
- Ritenere e dichiarare che l’ammontare dei danni relativi al motociclo, che si contesta formalmente, è abnorme, anche con riferimento al valore che il motociclo medesimo aveva al momento del sinistro;
- Ritenere e dichiarare che la domanda di risarcimento dei danni subiti dall’autovettura di proprietà di tale B. G. non è accoglibile stante che l’attore medesimo non è titolare dei diritto risarcitorio azionato né risulta in atti che lo stesso sia stato surrogato nei propri diritti dal creditore – danneggiato nelle forme di cui all’art. 1201 e segg. C.C.;
- Rigettare la domanda proposta dall’attore perché infondata in fatto e in diritto o, nell’ipotesi denegata di accoglimento della domanda attorea, ritenere comunque responsabile degli eventuali danni la Siciliana Gas S.p.A.;
In subordine, limitare la richiesta di risarcimento nei termini meglio specificati in precedenza. Condannare parte attrice alle spese, competenze e onorari del giudizio.
Con citazione notificata il 12/1/2001, N. G. in proprio e quale padre esercente la potestà sul figlio minore G., conveniva in giudizio il Comune di Partanna, in persona del Sindaco pro tempore, per sentirlo condannare al risarcimento dei danni causati al motociclo di sua proprietà e alla persona del figlio. Narrava in proposito che la sera 12/12/2000, il proprio figlio G. mentre percorreva a bordo del motociclo marca Velofax la via Pisacane di Partanna, pervenuto all’incrocio con la via Gioberti, sbatteva contro un tombino della rete fognaria il cui coperchio risultava preminente rispetto la sede viaria e posizionato all’interno di una buca, lasciata aperta dopo la posa dei tubi di metano, per cui, perduto il controllo del mezzo, andava ad urtare una macchina posteggiata sul lato destro della via Gioberti e poi cadeva a terra, riportando delle escoriazioni. Soggiungeva l’attore che il tombino rialzato rispetto all’assetto viario e lo scavo largo oltre un metro nel quale lo stesso tombino era ubicato, non erano segnalati e costituivano insidia o trabocchetto per gli utenti della strada. Concludeva affermando che i danni al motociclo, e quelli subiti dall’autovettura in sosta, nonché quelli subiti dal minore, consistenti in escoriazioni alle mani e alle ginocchia, giudicate guaribili in 7 giorni, ammontavano a complessive £. 3.145.000, di cui £.2.500.000 al motociclo, £. 400.000 all’autovettura Renault che egli aveva dovuto anticipare e £. 245.000 al minore. Poiché la diffida rivolta al Comune di Partanna con raccomandata del 22/12/2000non aveva sortito alcun effetto era stato costretto a rivolgersi alla Giustizia.
Il Comune di Partanna, costituitosi regolarmente in giudizio all’udienza del 27/2/2001, chiedeva preliminarmente ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 106 e 269 di essere autorizzata a chiamare in giudizio la ditta Siciliana Gas S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, appaltatrice dei lavori relativi alla metanizzazione del Comune di Partanna, giusta convenzione stipulata tra le parti in data 14/12/1987, con la quale la Siciliana Gas S.p.A. assumeva ogni qualsiasi responsabilità in ordine ad eventuali danni derivanti a terzi nel corso dei lavori e della gestione degli impianti.
Precisava che dell’accaduto era stata resa edotta la Siciliana Gas S.p.A. con raccomandata del 31/01/2001 con la quale erano stati segnalati analoghi incidenti.
Nel merito chiedeva il rigetto delle domande attrici per difetto di legittimazione passiva e comunque non provati sia nell’an che nel quantum. In ogni caso chiedeva che fosse tenuto indenne il Comune di Partanna da ogni pretesa risarcitoria, essendo invece tenuta al risarcimento dei danni la Siciliana Gas S.p.A..
Disposta la chiamata in causa della Siciliana Gas S.p.A., questa costituendosi in giudizio faceva rilevare il proprio difetto di legittimazione passiva, in quanto i danni, se sussistente e non addebitabili al minore stesso, erano dovuti a responsabilità della ditta alla quale erano stati affidati dal Comune i lavori di ripavimentazione della strada, dopo la posa dei tubi di metano, e in via concorrente a responsabilità del Comune di Partanna che avrebbe dovuto controllare la perfetta esecuzione dei lavori da essa eseguiti. All’udienza del 15/5/2001, la Siciliana Gas chiedeva ad otteneva di chiamare in causa per l’udienza del 3/7/2001 l’Associazione Temporanea di Imprese costituita tra la Durante s.r.l. e Atria Costruzioni s.r.l. che aveva eseguito materialmente i lavori di metanizzazione del Comune di Partanna a seguito di appalto da parte della stessa Siciliana Gas S.p.A..
L’A.T.I. Durante s.r.l. e Atria Costruzioni s.r.l., costituitasi in giudizio, evidenziava:
- che i luoghi del sinistro erano ben visibili e quindi non costituivano né insidia né trabocchetto;
- che la quantificazione dei danni effettuata dall’attore era abnorme relativamente a motociclo;
- che la domanda relativa ai danni riportati dall’autovettura Renault e anticipati dall’attore non era accoglibile, stante che quest’ultimo non era titolare del diritto risarcitorio azionato, né lo stesso risultava essere stato surrogato nei propri diritti dal creditore – danneggiato nelle forme di cui all’art. 1201 C.C..
Concludeva, affermando che, in ogni caso la responsabilità del sinistro era da addebitare a responsabilità esclusiva della Siciliana Gas S.p.A., tenuta a corrispondere gli eventuali danni che risultavano dovuti all’attore e che comunque alla causazione del sinistro aveva contribuito, quanto meno a titolo di concorso, il minore N. G., il quale avrebbe potuto porre in essere una condotta di guida più accorta e diligente.
Acquisita la documentazione in atti (convenzione stipulata tra il Comune di Partanna e la Siciliana Gas S.p.A. relativa alla concessione per il pubblico servizio di distribuzione del Gas e contratto di appalto relativo ai lavori di costruzione del metanodotto del Comune di Partanna intervenuto tra la Siciliana Gas S.p.A (committente) e la A.T.I. Durante s.r.l. e Atria Costruzioni s.r.l.), ed espletata la prova, all’udienza del 26/1/2001, precisate le conclusioni, la causa è stata discussa e posta in decisione.
Le domande attoree sono parzialmente fondate e, per quanto di ragione, devono essere accolte.
Non vi è dubbio che il tombino il cui coperchio risultava rialzato rispetto al livello della strada e la buca profonda circa 20 cm., larga circa un metro, che tagliava trasversalmente la carreggiata della via Gioberti, subito dopo l’incrocio con la via Pisacane, costituivano per se stessi, insidia o trabocchetto, a prescindere se il luogo fosse al momento del sinistro sufficientemente illuminato, in quanto non immediatamente visibili a coloro che provenivano dalla via Pisacane e che dovevano svoltare per immettersi nella via Gioberti.
La pericolosità del sito imponeva l’adozione di misure, preventive tali da scongiurare il pericolo di incidenti (transenne – segnalazioni luminose). Invece, nonostante si fossero già verificati analoghi incidenti, non era stata adottata alcuna misura preventiva.
Per quanto riguarda l’addebito della colpa essa non può che essere attribuita alla ditta A.T.I. Durante s.r.l. e Atria Costruzioni s.r.l. in quanto sia il Comune di Partanna, in virtù della convenzione con la Siciliana Gas, sia questa in virtù del contratto di appalto con la medesima A.T.I. Durante s.r.l. e Atria Costruzioni, sono state per patto espresso sollevati da ogni responsabilità per danni causati a terzi in dipendenza dei lavori di costruzione del metanodotto, anche se a ciascuno di essi residuava l’obbligo di vigilanza perché tutto si svolgesse in maniera corretta. In particolare nel contratto di appalto è specificatamente detto che “l’appaltatore terrà sollevata la committente (Siciliana Gas S.p.A.) da ogni e qualsiasi azione dovesse essere intentata da terzi……… per danni, che dovessero derivare dal mancato o imperfetto ripristino di tutti i manti stradali, fognature etc…”.
Conseguentemente tutti i convenuti sono legittimati passivi in quanto tutti avevano un obbligo di vigilanza sulla esatta esecuzione dei lavori, ma la responsabilità dei danni, nella fattispecie, grava tutta sulla convenuta A.T.I. Durante s.r.l. e Atria Costruzioni s.r.l. la quale, in virtù del contratto di appalto, era subentrata nella custodia dei luoghi e dei cantieri nei quali venivano effettuati gli scavi per la posa dei tubi per la distribuzione del metano. Essa, quindi, è tenuta a risarcire i danni provocati all’attore in concorso con gli altri convenuti.
Per quanto riguarda le varie voci dei danni risarcibili, bisogna dire che nessuna somma di denaro a tale titolo può essere attribuita al minore per le escoriazioni riportate alle mani e alle ginocchia non essendo stato dimostrato che egli fosse percettore, al momento del sinistro, di un reddito che a causa del sinistro abbia subito una diminuzione; mentre per le sofferenze subite gli può essere liquidata in modo equitativo la somma di £. 150.000; dichiara invece inammissibile la domanda relativa al rimborso della somma di £. 400.000 che l’attore ha pagato al lattoniere Z. per la riparazione della Renault che si assume di proprietà di B. G., in quanto l’attore non ha titolo per tale rimborso non risultando agli atti che sia stato surrogato nelle forme di legge nel suo diritto dal proprietario della Renault danneggiata dal minore N. G.
Per quanto concerne invece i danni subiti dal motociclo di proprietà dell’attore, documentate dalle ricevute fiscali in atti, si possono liquidare in complessive £.1.050.000, con la rivalutazione monetaria dal giorno del sinistro alla liquidazione e con gli interessi legali dalla liquidazione all’effettivo pagamento.
Le spese del giudizio seguono il criterio della soccombenza e si liquidano in favore dell’attore in complessive £. 1.970.000 pari ad euro 1.017,42 di cui £. 220.000 per spese £. 800.000 per diritti e £. 950.000 per onorario oltre IVA e CPA, mentre vengono dichiarate compensate tra le parti quelle tra il Comune di Partanna, la Siciliana Gas S.p.A. e la A.T.I. Durante s.r.l. e Atria Costruzioni s.r.l..
Il Giudice di Pace di Partanna, definitivamente pronunciando sulle domande proposte con citazione notificata il 12/1/2001 da N. G. in proprio e nella qualità di padre esercente la potestà sul figlio minore G. contro il Comune di Partanna e contro Siciliana Gas S.p.A. e A.T.I. Durante s.r.l. e Atria Costruzioni s.r.l.,
- dichiara che la responsabilità del sinistro verificatosi a Partanna il 12/2/2000 in prossimità dell’incrocio della via Carlo Pisacane e Gioberti, nel quale riportavano danni il motociclo Piaggio Velofax di proprietà dell’attore, l’autovettura Renault che si assume di proprietà di B. G. e il minore N. G., è da addebitare a colpa concorrente della A.T.I. Durante s.r.l. e Atria Costruzioni s.r.l. per non avere apprestato misure idonee ad evitare il pericolo di incidenti e del Comune di Partanna e della Siciliana Gas S.p.A. per essere venuti meno al dovere di vigilanza circa l’esatta esecuzione dei lavori;
- Conseguentemente condanna tutti i convenuti in persona dei loro rispettivi rappresentanti legali pro tempore a risarcire i danni subiti dal motociclo dell’attore nella misura di £. 1.050.000 pari ad euro 542,28, e quelli derivanti dalle sofferenze patite dal minore N. G., liquidate equitativamente in £. 150.000 pari ad euro 77,47;
- Dichiara inammissibile la domanda relativa al rimborso delle spese sostenute dall’attore per la riparazione della Renault che si assume di proprietà di B. G. per carenza del relativo diritto azionato;
- Condanna altresì tutti i convenuti, in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali che liquida in favore dell’attore in complessive £. 1.970.000 pari ad euro 1.017,42 oltre IVA e CPA;
- Dichiara compensate tra le altre parti le spese del giudizio.
Così deciso nell’ufficio del Giudice di Pace di Partanna il 26/1/2002