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Timestamp: 2018-02-18 20:04:50+00:00
Document Index: 173487794

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 73', 'art. 74', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 71', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 40', 'art. 68', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 40', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 74', 'art. 44', 'art. 74', 'art. 48', 'art. 36']

Comunicazione annuale I.V.A. per il 2008 da inviare entro il prossimo 2 marzo 2009
Comunicazione annuale Iva per il 2008 da inviare entro il 02 marzo 2009<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Nella comunicazione annuale dei dati IVA per il periodo di imposta 2008, da presentare entro il mese di febbraio (invero, entro il 02.03.2009, poiché questa volta il 28.02 cade di sabato), il contribuente (titolare di partita Iva) deve riportare l’indicazione complessiva delle risultanze delle liquidazioni periodiche (o delle risultanze annuali per i contribuenti non tenuti a tale adempimento), al fine di determinare l’IVA dovuta o a credito, senza tenere conto delle eventuali operazioni di rettifica e di conguaglio (ad esempio calcolo definitivo del pro rata), oltre ad altri dati sintetici relativi alle operazioni effettuate nel periodo.
Inoltre, nella comunicazione cd. “sintetica” non rilevano le compensazioni effettuate nell’anno d’imposta, il riporto del credito IVA relativo all’anno precedente, i rimborsi infrannuali richiesti nonché la parte del credito IVA concernente l’anno d’imposta che il contribuente intende richiedere a rimborso. Tali dati, infatti, rilevanti per la definitiva liquidazione dell’imposta, dovranno essere indicati esclusivamente nella relativa dichiarazione annuale, alle cui istruzioni può farsi comunque riferimento al fine di una corretta compilazione della presente comunicazione.
La natura e gli effetti dell’adempimento non sono quelli propri della “Dichiarazione IVA” ma quelli riferibili alle comunicazioni di dati e notizie.
Infatti, con la comunicazione annuale dati IVA il contribuente non procede alla definitiva autodeterminazione dell’imposta dovuta, che, invece, avviene attraverso il tradizionale strumento della dichiarazione annuale.
L’omissione della comunicazione o l’invio della stessa con dati incompleti o inesatti comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 258,00 a 2.065,00 euro, prevista per la omessa o inesatta comunicazione di dati.
Non si applica il ravvedimento operoso.
Non è, inoltre, possibile rettificare o integrare una comunicazione già presentata, i dati definitivi andranno correttamente esposti nella dichiarazione annuale.
I contribuenti che eseguono liquidazioni trimestrali ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. n. 54/1999, dell’art. 73, comma 1, lett. e), dell’art. 74, commi 4 e 5, del D.P.R. n. 633/1972 oppure in base ad altre particolari disposizioni, devono presentare la comunicazione annuale dati IVA con riferimento a tutte le operazioni effettuate nell’anno d’imposta comprendendovi, pertanto, anche i dati concernenti il periodo ottobre-dicembre, al fine di evidenziare l’IVA a debito o a credito relativa all’intero periodo d’imposta.
I contribuenti che hanno affidato a terzi la tenuta della contabilità ed hanno optato per la particolare modalità di calcolo delle liquidazioni periodiche basata sull’IVA divenuta esigibile nel secondo mese precedente, devono presentare la comunicazione annuale dati IVA facendo comunque riferimento a tutte le operazioni effettuate nell’anno d’imposta.
I contribuenti che adottano nell’anno d’imposta, per obbligo di legge o per opzione, speciali criteri di determinazione dell’imposta dovuta ovvero detraibile (ad esempio regime speciale agricolo, agriturismo, ecc.) devono indicare nel rigo CD4 (IVA esigibile) e nel rigo CD5 (IVA detratta) l’imposta risultante dall’applicazione dello speciale regime di appartenenza.
Naturalmente, nei casi in cui il particolare regime adottato non prevede la detrazione dell’imposta (ad esempio, regime dei beni usati, regime speciale per le agenzie di viaggio e turismo, regime speciale per le attività spettacolistiche), il rigo CD5 non va compilato per le operazioni alle quali si applica tale regime.
Dati relativi alle operazioni effettuate
Rigo CD1
Importo imponibile da indicare
Operazioni attive (cessioni di beni e prestazioni di servizi) all’interno, intracomunitarie e di esportazione, effettuate nel periodo di riferimento, comprese quelle ad esigibilità differita, rilevanti agli effetti dell’IVA, annotate nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi o comunque soggette a registrazione.
I contribuenti che sono dispensati dagli adempimenti (art. 36-bis) devono comunque indicare l’ammontare delle operazioni di cui ai numeri 11), 18) e 19) dell’art. 10, per le quali resta in ogni caso fermo l’obbligo di fatturazione e registrazione. (1)
Va indicato l’ammontare complessivo delle operazioni non imponibili già comprese nel campo 1 del medesimo rigo:
– esportazioni e altre operazioni non imponibili, che possono concorrere alla formazione del
plafond di cui all’art. 2, comma 2, della legge 18 febbraio 1997, n. 28, ivi comprese le
cessioni di beni effettuate ai sensi dell’art. 71, nei confronti di operatori residenti a San Marino e nello Stato del Vaticano.
Non vanno, invece, comprese le operazioni intracomunitarie di cui le sole cessioni di beni devono essere indicate nel successivo campo 4;
– operazioni non imponibili effettuate nei confronti di esportatori che hanno presentato la dichiarazione di intento;
– altre operazioni non imponibili che non concorrono alla formazione del plafond, tra cui, ad esempio, la parte non imponibile dei corrispettivi relativi ad operazioni rientranti nel regime del margine (beni usati, ecc.).
– operazioni esenti di cui all’art. 10, D.P.R. n. 633/1972
– operazioni dichiarate esenti da altre disposizioni
(ad es. art. 6 della legge 13.5.1999, n. 133).
Si deve indicare l’ammontare complessivo delle cessioni intracomunitarie di beni già comprese nel campo 1, annotate nel registro delle fatture emesse (art. 23) o in quello dei corrispettivi (art. 24).
Non devono essere indicati i corrispettivi delle prestazioni di servizi intracomunitarie già inclusi nel campo 1 nonché, ovviamente, gli acquisti intracomunitari, ancorché annotati nei predetti registri.
Si tratta di cessioni di oro da investimento (n. 11), prestazioni sanitarie (n. 18), prestazioni di ricovero e cura (n. 19).
Nel rigo vanno compresi anche i corrispettivi delle prestazioni di servizi intracomunitarie di cui all’art. 40, commi 4-bis, 5, 6 e 8 del D.L. n. 331/1993, rese da prestatore nazionale a committente comunitario.
Infine, coloro che fruiscono di una riduzione della base imponibile (editori) devono indicare nel rigo l’imponibile delle operazioni già al netto della riduzione spettante.
Dati relativi alle operazioni passive
Rigo CD2
Occorre indicare gli acquisti interni, intracomunitari e le importazioni, rilevanti ai fini IVA, compresi gli acquisti ad esigibilità differita, relativi a beni e servizi, risultanti dalle fatture e dalle bollette doganali di importazione annotate o soggette a registrazione nell’anno di riferimento sul registro degli acquisti o su altri registri previsti da disposizioni riguardanti particolari regimi.
Acquisti non imponibili
Si indica l’ammontare complessivo degli acquisti non imponibili già compresi nel campo 1 del medesimo rigo:
– acquisti all’interno e importazioni effettuati senza pagamento dell’imposta, con utilizzo del plafond;
– acquisti all’interno oggettivamente non imponibili, effettuati senza utilizzo del plafond.
Nel rigo non devono essere comprese le operazioni intracomunitarie non imponibili, di cui solo gli acquisti di beni devono invece essere indicati nel successivo campo 4.
Si deve indicare l’ammontare, già compreso nel campo 1:
– degli acquisti interni esenti, delle importazioni non soggette all’imposta (art. 68, esclusa lett. a del D.P.R. n. 633/1972);
– delle importazioni di oro da investimento.
Non va compreso l’ammontare degli acquisti intracomunitari esenti (art. 42, comma 1, D.L. n. 331 del 1993), che va, invece, inserito nel successivo campo 4.
Si deve indicare l’ammontare complessivo degli acquisti intracomunitari di beni già compresi nel campo 1.
Nel rigo vanno anche compresi gli acquisti intracomunitari non imponibili di cui all’art. 42, comma 1 del D.L. n. 331/1993 (inclusi quelli effettuati senza pagamento dell’imposta con utilizzo del plafond), nonché quelli di cui all’art. 40, comma 2 (triangolare comunitaria con intervento dell’operatore nazionale in qualità di cessionario-cedente).
Nel rigo non deve essere compreso l’ammontare degli acquisti di servizi intracomunitari, già incluso nel campo 1.
Nel Rigo CD3, vanno inserite soltanto le importazioni di materiale d’oro, di prodotti semilavorati in oro e le importazioni d’argento puro, nonché le importazioni di rottami e altri materiali di recupero di cui all’art. 74, commi 7 e 8 del D.P.R. n. 633/1972, già comprese nel rigo CD2, campo 1, per le quali l’Iva non viene versata in dogana, ma assolta mediante contemporanea annotazione della bolletta doganale nei registri delle fatture emesse (o dei corrispettivi) e degli acquisti.
L’imponibile e l’imposta relativi alle importazioni di rottami e altri materiali di recupero (di cui all’art. 74, commi 7 e 8 del D.P.R. n. 633/1972) vanno evidenziati rispettivamente nei campi 3 e 4.
Determinazione dell’iva dovuta o a credito
Gli importi vanno indicati tenuto conto delle note di variazioni eseguite ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972.
Operazioni per le quali l’Iva è dovuta da parte del cessionario
– acquisti intracomunitari
– art. 17 commi 3, 5, 6 e 7 del D.P.R. n. 633/72 (reverse charge)
– art. 74, primo comma, lett. e), art. 74-ter, comma 8) del D.P.R. n. 633/72)
L’ IVA viene indicata dal cessionario nel seguente modo:
– esigibile nel rigo CD4
– detratta nel rigo CD5.
Infine, rigo CD6 si indica il debito (colonna 1) o il credito (colonna 2) dell’Iva.
Obbligo di presentazione della comunicazione annuale Iva per il 2008
Contribuenti che devono presentare la comunicazione annuale Iva
Sono tenuti alla presentazione della comunicazione annuale dati IVA, in linea generale, i titolari di partita IVA tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale IVA, anche se nell’anno non hanno effettuato operazioni imponibili o non siano tenuti ad effettuare le liquidazioni periodiche
Soggetti che non devono presentare la comunicazione dati IVA
Coloro che per il periodo d’imposta 2008 hanno registrato solo operazioni esenti e coloro che essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione (art. 36-bis) abbiano effettuato solo operazioni esenti, anche se tenuti per lo stesso anno alla presentazione della dichiarazione annuale IVA in conseguenza dell’effettuazione delle rettifiche (di cui all’art. 19-bis2). (2)
Produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 7.000 euro.
Esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività, esonerati dagli adempimenti IVA (art. 74, comma 6), che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari.
Imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda e non esercitano altra attività rilevante agli effetti dell’IVA nell’anno 2008.
Soggetti passivi d’imposta, residenti in altri stati membri della Unione Europea (art. 44, comma 3, secondo periodo del D.L. n. 331/1993), qualora hanno effettuato nell’anno 2008 solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta.
Soggetti che hanno optato per l’applicazione del regime speciale (Legge 16.12.1991, n. 398) esonerati dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali.
Soggetti domiciliati o residenti fuori dalla Comunità europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’IVA in Italia (con le modalità previste dall’art. 74-quinques) per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi resi tramite mezzi elettronici a committenti non soggetti passivi d’imposta domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato membro.
– Organi e le amministrazioni dello Stato;
– comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demani collettivi, le comunità montane, le province e le regioni;
– enti pubblici che svolgono funzioni statali, previdenziali, assistenziali e sanitarie, comprese le aziende sanitarie locali.
Persone fisiche che hanno realizzato nel 2008 un volume di affari non superiore a 25.822,84 euro anche se devono comunque presentare la dichiarazione annuale Iva.
Persone fisiche che si avvalgono del neo regime riservato ai contribuenti minimi (Legge 24.12.2007, n. 244).
(2) L’esonero non si applica, invece, qualora il contribuente ha registrato operazioni intracomunitarie (art. 48, comma 2, D.L. 331 del 1993) ovvero siano stati effettuati acquisti per i quali, in base a specifiche disposizioni normative, l’imposta è dovuta da parte del cessionario (es. acquisti di oro e argento puro, rottami ecc.).
Il modello di comunicazione annuale dati IVA deve essere presentato esclusivamente in via telematica.
Viene, pertanto, esclusa ogni altra modalità di presentazione.
Il modello va, quindi, presentato entro il 02 marzo 2009 (infatti, come premesso sopra, il 28 febbraio cade di sabato).
La comunicazione può essere presentata in via telematica:
a) direttamente dal contribuente;
b) tramite intermediari abilitati.
Gli enti e le società che si sono avvalsi per l’anno 2008 della procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, presentano ognuno un autonomo modello con riferimento ai propri dati.
Pertanto, la società controllante deve presentare la comunicazione con riferimento esclusivo alla propria attività e non anche a quella relativa all’intero gruppo.
I contribuenti che hanno esercitato più attività per le quali hanno tenuto, per obbligo di legge o per opzione, la contabilità separata (art. 36), devono presentare un unico modello di comunicazione riepilogativo di tutte le attività gestite con contabilità separate.
Nel caso in cui tra dette attività ne figuri una per la quale è previsto l’esonero dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA, i soli dati di quest’ultima attività non vanno compresi nella comunicazione annuale.
Contribuenti con operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive (fusioni, scissioni, cessioni di azienda, conferimenti, ecc.).
Operazione straordinaria o trasformazione avvenuta durante l’anno d’imposta oggetto della comunicazione dati.
1) Nel caso in cui il soggetto dante causa (società incorporata o scissa, soggetto conferente,
cedente o donante) si è estinto per effetto dell’operazione straordinaria o della trasformazione, il soggetto avente causa (società incorporante o beneficiaria, soggetto conferitario, cessionario o donatario) deve presentare due distinte comunicazioni dati:
– la prima contenente i dati delle operazioni effettuate dal soggetto stesso nell’anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione;
– la seconda contenente i dati delle operazioni effettuate dal soggetto dante causa nella frazione d’anno cui si riferisce la comunicazione e fino all’ultima liquidazione eseguita prima dell’operazione straordinaria o della trasformazione; in tale comunicazione devono essere indicati, nella parte riservata al contribuente, i dati relativi al soggetto incorporato, scisso, conferente, ecc., mentre nel riquadro riservato al dichiarante i dati del soggetto risultante dalla trasformazione, riportando il valore 9 nella casella relativa al codice di carica.
2) Nel caso invece in cui il soggetto dante causa non si è estinto per effetto dell’operazione
straordinaria o della trasformazione, la comunicazione dati IVA deve essere presentata:
– dal soggetto avente causa, se l’op