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Timestamp: 2016-10-23 06:11:09+00:00
Document Index: 42560392

Matched Legal Cases: ['art. 2365', 'art. 2375', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2485', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 2484', 'art. 161', 'art. 2466', 'art. 2501']

⭐Documento. n. 11. La procedura della liquidazione: aspetti controversi e spunti per la semplificazione
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Modesto Bonaventura Salerno
1 Documento n. 11 La procedura della liquidazione: aspetti controversi e spunti per la semplificazione Giugno 20112 LA PROCEDURA DELLA LIQUIDAZIONE: ASPETTI CONTROVERSI E SPUNTI PER LA SEMPLIFICAZIONE3 LA PROCEDURA DELLA LIQUIDAZIONE: ASPETTI CONTROVERSI E SPUNTI PER LA SEMPLIFICAZIONE SOMMARIO: 1. Premessa - 2. La nomina e la revoca dei liquidatori di una s.r.l. e il ruolo del notaio. Disamina della normativa civilistica di riferimento - 3. L accertamento delle cause di scioglimento ex art c.c. e gli adempimenti conseguenti Il ruolo degli amministratori - 4. La convocazione assembleare per le deliberazioni di cui all art c.c La riduzione del capitale al disotto del minimo in conseguenza di perdite: particolarità degli adempimenti alla luce delle massime espresse dai Notai del Triveneto La prima soluzione procedurale indicata dai Notai del Triveneto La seconda soluzione procedurale ispirata dai Notai del Triveneto - 6. La situazione patrimoniale infra-annuale da sottoporre ai soci nel caso della riduzione del capitale al disotto del minimo legale: finalità e caratteristiche alla luce del Principio Contabile OIC 5-7. Il Bilancio finale di liquidazione: aspetti sostanziali e funzionali - 8. La cancellazione della società e gli effetti sui creditori L orientamento giurisprudenziale - 9. Le pretese del Fisco sulle società estinte: azione erariale e tutela dei soggetti coinvolti L inizio della liquidazione ai fini delle imposte sui redditi Le problematiche fiscali connesse al Fondo per costi ed oneri di liquidazione 1. Premessa La liquidazione delle società costituisce indubbiamente un procedimento di elevata complessità, sia per quanto concerne i numerosi e delicati adempimenti posti a carico dei liquidatori, sia per i rapporti giuridici che, per effetto della stessa, vengono ad instaurarsi tra i medesimi liquidatori, gli amministratori, i soci e i creditori. Sono innumerevoli i casi di contenziosi di difficoltosa risoluzione che coinvolgono i liquidatori di società, trascinandoli in annose querelle anche laddove questi abbiano operato scrupolosamente ed in piena buona fede. L oggetto del presente contributo verte sull analisi delle problematiche che caratterizzano la procedura della liquidazione. Particolare attenzione verrà attribuita, alla liquidazione di società a responsabilità limitata, tipo sociale particolarmente diffuso nel nostro Paese, in quanto aderente al caratteristico tessuto imprenditoriale italiano composto, come è noto, da una gran quantità di imprese di ridottissime dimensioni.4 Per meglio dire, lo scopo che qui ci si prefigge, è quello di far luce sulle tipicità della liquidazione delle società a responsabilità limitata, soffermandosi altresì sulla procedura nei suoi aspetti più generali, cercando di coglierne le problematiche più sentite tra gli operatori e suggerendo, ove possibile, qualche strategia concretamente perseguibile. La prima parte dell analisi sarà dedicata, allora, alla delicata questione, di preminente interesse ai fini della semplificazione del procedimento di liquidazione di una s.r.l., inerente al ruolo da attribuire al verbale notarile, in sede di nomina e revoca del liquidatore; la seconda parte invece, dopo un generale inquadramento giuridico, tratterà lo specifico aspetto delle pretese erariali nei confronti di società ormai estinte: in tal modo si cercherà di esaminare i tratti salienti dell intero procedimento di liquidazione, dando particolare risalto a tematiche ricche di rilievo sostanziale e frequentemente ricorrenti nell operatività quotidiana. 2. La nomina e la revoca dei liquidatori di una s.r.l. e il ruolo del notaio. Disamina della normativa civilistica di riferimento Si discute se la delibera di nomina o revoca dei liquidatori ad opera dell assemblea dei soci di una società a responsabilità limitata debba essere necessariamente soggetta a verbalizzazione notarile, onde poter essere infine iscritta presso il registro delle imprese. Tale controverso aspetto va, a nostro avviso, esaminato con particolare attenzione. La norma civilistica che funge da riferimento è rappresentata dall art c.c., Nomina e revoca dei liquidatori; criteri di svolgimento della liquidazione 1. L articolo recita testualmente: Salvo che nei casi previsti dai numeri 2), 4) e 6) del primo comma dell art non abbia già provveduto l assemblea e salvo che l atto costitutivo o lo statuto non dispongano in materia, gli amministratori, contestualmente all accertamento della causa di scioglimento, debbono convocare l assemblea dei soci perchè deliberi, con le maggioranze previste per le modificazioni dell atto costitutivo o dello statuto, su: a) il numero dei liquidatori e le regole di funzionamento del collegio in caso di pluralità di liquidatori; b) la nomina dei liquidatori, con indicazione di quelli cui spetta la rappresentanza della società; c) i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione; i poteri dei liquidatori, con particolare riguardo alla cessione dell azienda sociale, di rami di essa, ovvero anche di 1 È solo il caso di evidenziare che la disciplina contenuta nel capo VIII del Libro V del codice civile é, nelle intenzioni del legislatore, comune a tutte le società di capitali. 25 singoli beni o diritti, o blocchi di essi; gli atti necessari per la conservazione del valore dell impresa, ivi compreso il suo esercizio provvisorio, anche di singoli rami, in funzione del miglior realizzo. Omettendo quanto non di specifico interesse, la norma in esame prosegue affermando che l assemblea può sempre modificare, con le maggioranze richieste per le modificazioni dell atto costitutivo o dello statuto, le deliberazioni prese ai sensi del primo comma. La norma afferma, pertanto, che la nomina e la revoca dei liquidatori sono deliberate dall assemblea dei soci con le maggioranze stabilite per le modificazioni dell atto costitutivo ovvero dello statuto. Tale disposizione, al pari del previgente art c.c., conserva carattere suppletivo, facendo salve le disposizioni di diverso tenore, contenute nell atto costitutivo o nello statuto sociale che, solo a titolo esemplificativo e non assolutamente esaustivo, possono inerire all individuazione dei liquidatori, ovvero ad eventuali deleghe rilasciate a soggetti terzi od a talune categorie di soci, per la nomina degli stessi, od ancora, a clausole statutarie che deroghino rispetto ai quorum deliberativi legali. Fatte queste precisazioni, appare possibile sostenere che esistono differenze di non poco momento tra deliberazioni ex art c.c. assunte con riferimento alla liquidazione di una s.p.a. e stesse deliberazioni assunte nell ambito della liquidazione di una s.r.l. Si tratta, nello specifico, di accertare se nell uno e nell altro caso sia necessaria la verbalizzazione notarile. In via preliminare e in base ad una interpretazione letterale, va evidenziato che l art c.c., oltre a dettare una disciplina univoca per i differenti tipi sociali a base capitalistica, non effettua alcun esplicito rinvio all art c.c. che, come è noto, disciplina il controllo di legalità che effettua il notaio verbalizzante la deliberazione di modifica dell atto costitutivo o dello statuto ai fini della relativa iscrizione nel registro delle imprese. L assenza di espliciti richiami non può passare inosservata considerato che nell art bis c.c., Pubblicità della nomina dei liquidatori ed effetti, il legislatore stabilisce che la nomina dei liquidatori e la determinazione dei loro poteri, devono essere iscritte, a loro cura, nel registro delle imprese, evidenziando l onere dei liquidatori senza chiamare in causa il notaio. Diversamente, allorquando si disciplina la revoca della liquidazione, l art ter, primo comma, c.c., precisa sia che la deliberazione assembleare deve essere assunta con le maggioranze richieste per le modificazioni dell atto costitutivo e dello statuto, sia che trova applicazione l art c.c. 36 Tali riferimenti testuali, però, non sembrano esaustivi. Pur essendo la disciplina univoca, appare opportuno prendere in considerazione le specificità delle società di riferimento con evidenziazione delle differenze esistenti. Per quanto concerne alle s.p.a., le previsioni di cui al citato art c.c. trovano compiuta specificazione negli artt. 2365, primo comma, e 2375 c.c. 2. La lettura combinata di tali disposizioni consente di concludere che le delibere di nomina e revoca dei liquidatori, pur non essendo soggette al controllo di legalità di cui all art c.c., ed essendo iscritte nel registro delle imprese a cura dei liquidatori stessi, ex art bis c.c., devono essere assunte in assemblea straordinaria e, pertanto, a cura di un notaio. Alla luce di queste considerazioni occorre chiarire se la disciplina appena analizzata con riguardo alle s.p.a. possa trovare applicazione in via analogica nelle s.r.l. È necessario in tal senso evidenziare che, a seguito della riforma del diritto societario concretatasi nel 2004, le società a responsabilità limitata hanno visto accentuata la propria autonomia quale tipologia di società, rispetto alle società a base azionaria, ottenendo un corpus normativo sostanzialmente autosufficiente. Va ulteriormente notato che, in virtù di tale autonomia, in assenza di uno specifico richiamo alla normativa stabilita per le società per azioni, ogni interpretazione di tipo analogico sarebbe del tutto fuorviante 3. A seguito della riforma poc anzi citata, in seno alle società a responsabilità limitata, è venuta meno ogni distinzione tra l assemblea ordinaria e quella straordinaria. Con riferimento alle sole modificazioni di atto costitutivo, si deve far riferimento all art c.c., con obbligo di redazione del verbale assembleare ad opera del notaio ed applicazione integrale dell art c.c., in materia di deposito, iscrizione e pubblicazione delle modificazioni. Sostanzialmente quindi, con riferimento alla nomina e revoca dei liquidatori, nelle società a responsabilità limitata, la normativa richiede unicamente, ai sensi dell art c.c., l adozione di una delibera assembleare da prendere con le maggioranze previste per le modificazioni dell atto costitutivo o dello statuto 4, senza alcun riferimento all art c.c. Ne discende che nessuna particolare forma ulteriore è prevista per la delibera assembleare, 2 L art. 2365, primo comma, c.c. recita testualmente: L assemblea straordinaria delibera sulle modificazioni dello statuto, sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori, ; l art. 2375, secondo comma, c.c. statuisce che: Il verbale di assemblea straordinaria deve essere redatto da un notaio. 3 In tal senso si veda, a puro titolo esemplificativo, G. Ferrara, C. Corsi, Gli imprenditori e le società, Milano, 1987, pp. 887 ss. 4 Presenza e voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale, in base al terzo comma dell art bis c.c. 47 né, conseguentemente, alcun obbligo di ricorso alla redazione dello stesso da parte di un notaio. Acclarato che la pura e semplice nomina o revoca dei liquidatori, facente esplicito rinvio alle norme vigenti, con riferimento ai poteri da attribuire agli stessi liquidatori, non costituendo modifica di atto costitutivo o statuto, non richiede delibera con verbale redatto da notaio, occorre, tuttavia, porsi la questione di cosa possa accadere laddove, in sede di attribuzione dei poteri ai liquidatori, l assemblea vada a modificare lo statuto sociale. Tornando rapidamente ad esaminare il disposto di cui all art c.c., in materia di poteri da attribuire ai liquidatori, esso indica tra i temi sui quali dovrà esprimersi l assemblea dei soci,... i poteri dei liquidatori, con particolare riguardo alla cessione dell azienda sociale, di rami di essa, ovvero anche di singoli beni o diritti, o blocchi di essi; gli atti necessari per la conservazione del valore dell impresa, ivi compreso il suo esercizio provvisorio, anche di singoli rami, in funzione del miglior realizzo. Orbene, pare evidente come nessuna delle tematiche richiamate dalla disposizione appena citata possa formare oggetto di deliberazioni che vadano a modificare l atto costitutivo o lo statuto societario: quanto precede, anche in considerazione delle ampie facoltà garantite ai liquidatori medesimi dall art c.c. che, come è noto, attribuisce loro il potere di compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della società. In conclusione, quindi, è da considerarsi legittima la delibera assembleare mediante la quale siano nominati i liquidatori di una società a responsabilità limitata, senza l ausilio di un notaio, in tutti i casi di scioglimento previsti dall art c.c., che non rappresentino un espressione della volontà dei soci tesa a modificare l atto costitutivo societario 5. Volendo quindi tracciare una linea interpretativa, si potrebbe concludere propendendo per la non obbligatorietà di verbalizzazione notarile estendibile anche alle delibere di nomina dei liquidatori, nelle quali siano inserite precisazioni e particolarizzazioni circa i poteri agli stessi attribuiti, rispetto a quanto ordinariamente stabilito dalle norme civilistiche. Al contrario, laddove la delibera di nomina dei liquidatori intervenga successivamente, rispetto a quanto già oggetto di particolare e specifica definizione statutaria, con riferimento alle attribuzioni ed ai poteri spettanti ai liquidatori, al fine di modificarne i contenuti, allora senza alcun dubbio si renderà obbligatorio il ricorso alla verbalizzazione notarile. Ugualmente si deve concludere per l obbligatorietà di ricorso all intervento del notaio, laddove l assemblea dei soci deliberi la messa in liquidazione volontaria della società, ai sensi 5 A tali conclusioni giunge anche, Fondazione Centro studi UNGDC, Circolare n. 4 del 29 novembre 2008, La deliberazione di nomina dei liquidatori di s.r.l.. 58 dell art. 2484, primo comma, n. 6), c.c. In tale caso specifico, infatti, non operano cause di scioglimento legali, o automatiche, tali da generare ex lege lo scioglimento e messa in liquidazione della società. 3. L accertamento delle cause di scioglimento ex art c.c., e gli adempimenti conseguenti Come accennato, la riforma del diritto societario ha inciso profondamente sulla disciplina delle società a responsabilità limitata, introducendo adempimenti specifici laddove, in precedenza, ci si rifaceva per analogia alla normativa stabilita per le società per azioni. Per quanto di nostro interesse, si procederà ad analizzare le cause di scioglimento cd. automatiche previste e disciplinate dall art c.c., primo comma, numeri da 1) a 5); si procederà, poi, con l individuazione degli adempimenti a cui sono tenuti gli amministratori nelle suddette ipotesi. L art c.c., rubricato Cause di scioglimento, recita testualmente: Le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si sciolgono: 1. per il decorso del termine: 2. per il conseguimento dell oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, salvo che l assemblea, all uopo convocata senza indugio, non deliberi le opportune modifiche statutarie; 3. per l impossibilità di funzionamento o per la continua inattività dell assemblea; 4. per la riduzione del capitale al disotto del minimo legale, salvo quanto disposto dagli artt e 2482-ter; 5. nelle ipotesi previste dagli artt quater e 2473; 6. per deliberazione dell assemblea; 7. per le altre cause previste dall atto costitutivo o dallo statuto. La società inoltre si scioglie per le altre cause previste dalla legge; in queste ipotesi le disposizioni dei seguenti artt. si applicano in quanto compatibili. Gli effetti dello scioglimento si determinano, nelle ipotesi previste dai numeri 1), 2), 3), 4) e 5) del primo comma, alla data dell iscrizione presso l ufficio del registro delle imprese della dichiarazione con cui gli amministratori ne accertano la causa e, nell ipotesi prevista dal numero 6) del medesimo comma, alla data dell iscrizione della relativa deliberazione... Ciò posto, l art c.c. dispone espressamente che: Salvo che nei casi previsti dai numeri 2, 4 e 6 del primo comma dell art non abbia già provveduto l assemblea, e salvo che 69 l atto costitutivo o lo statuto non dispongano in materia, gli amministratori, contestualmente all accertamento della causa di scioglimento, debbono convocare l assemblea dei soci perché deliberi... su: a) numero dei liquidatori ; b) nomina dei liquidatori...; c) i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione.... Ecco quindi delinearsi il nesso tra le due norme: al verificarsi di una delle cause di scioglimento descritte dall art c.c., se non ha già provveduto l assemblea e se l atto costitutivo o lo statuto non dispongono in materia, scatta l obbligo, in capo agli amministratori, di attivarsi onde innescare il meccanismo ad orologeria che dovrà portarli alla convocazione dell assemblea dei soci per le delibere conseguenti, definite dall art c.c. Possiamo pertanto definire due diverse fasi 6 in cui suddividere idealmente la procedura da osservare: 1. l accertamento, ad opera degli amministratori, del verificarsi di una causa di scioglimento della società (tra quelle descritte nei numeri da 1 a 5, primo comma, art c.c.); 2. la convocazione, da parte degli stessi amministratori, dell assemblea dei soci, e la delibera di quest ultima con i conseguenti adempimenti Il ruolo degli amministratori Accertato il verificarsi di una delle cause di scioglimento di cui ai nn. da 1 a 5, dell art. 2484, primo comma, c.c., gli amministratori della società debbono redigere apposito verbale, mediante il quale danno contezza di tale accadimento e sostanza documentale allo stesso, per mezzo della stessa verbalizzazione. Il verbale dovrà essere trasmesso all ufficio del registro delle imprese per l iscrizione: solo a decorrere da tale momento, infatti, si determineranno gli effetti dello scioglimento, come indicato dal terzo comma dell art c.c. 7. È, pertanto, dall iscrizione che scatta per gli amministratori l onere di procedere alla convocazione assembleare, per sottoporre ai soci gli argomenti sui quali devono deliberare per determinare modalità e criteri di svolgimento della liquidazione. Un caso ricorrente nella prassi operativa è quello in cui si verifichi la causa di scioglimento di cui all art. 2484, primo comma, n. 4), c.c. consistente nella riduzione del capitale al disotto del minimo legale in conseguenza di perdite. Laddove il realizzarsi di tale evento dovesse manifestarsi in corso d esercizio, gli amministratori dovrebbero provvedere alla constatazione della situazione, 6 I. Coiro, La procedura automatica di messa in liquidazione delle s.r.l., in Azienda & Fisco, n. 8/ Su tale aspetto, A. Paciello, Commento sub art c.c., in La riforma delle società, a cura di M. Sandulli, V. Santoro, 3, Torino, 2003, p10 mediante redazione di apposita dichiarazione da verbalizzare; dovrebbero, inoltre e contestualmente, convocare l assemblea dei soci, cui sottoporre la situazione contabile infraannuale che documenti la situazione accertata, per le deliberazioni conseguenti. Si precisa che non è previsto normativamente un termine tassativo imposto agli amministratori per la constatazione della causa di scioglimento e gli adempimenti conseguenti: è tuttavia esplicitamente definito dall art c.c. che gli amministratori devono senza indugio accertare il verificarsi di una causa di scioglimento e procedere agli adempimenti previsti dal terzo comma dell art (iscrizione del verbale dell organo amministrativo presso il registro imprese) 8. La norma citata prosegue evidenziando le responsabilità gravanti sugli amministratori affermando che essi, in caso di ritardo od omissione, sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti dalla società, dai creditori sociali e dai terzi. Come anticipato poc anzi, il verbale redatto dall organo amministrativo, sia esso costituito in forma collegiale, ovvero rappresentato da un unico amministratore, dovrà essere depositato per l iscrizione presso il registro delle imprese, mediante compilazione del modello S3 e conseguente apposizione della firma digitale da parte di tutti gli amministratori. Si produce di seguito un esemplificazione del verbale di cui si è discusso poc anzi. Verbale del Consiglio di Amministrazione (ovvero Determinazione dell Amministratore Unico) In data di oggi,.../.../..., presso la sede della società..., iscritta al registro imprese di..., al numero..., con capitale sociale sottoscritto ed interamente versato di euro..., codice fiscale e partita iva numero..., sita a..., in Via..., al numero civico..., si è riunito l organo amministrativo, nelle persone dei Signori... (ovvero: l Amministratore Unico, Signor...). Il Presidente, constatata la regolarità della convocazione, dichiara aperta la seduta, chiamando a fungere da segretario il Signor... 8 Nel silenzio della legge e nel tentativo di riempire di significato la formula senza indugio, parte della dottrina ha suggerito di assumere quale parametro di riferimento il termine di 30 giorni che compare nel corpo dell art c.c.: in tal senso, G. Niccolini, Commento sub art. 2485, in Commentario, a cura di G. Niccolini, A. Stagno d Alcontres, III, Milano, 2004, p11 Prende la parola lo stesso Presidente, Signor..., il quale afferma, in rappresentanza dell organo amministrativo, che quest ultimo constatato il manifestarsi di una delle cause di scioglimento enumerate dall art. 2484, primo comma, numero.) c.c. e rendendosi pertanto necessario il relativo accertamento, come definito dal primo comma dell art c.c. dichiara di accertare la causa di scioglimento della società, come definita dall art. 2484, primo comma, numero.) c.c.; di convocare l assemblea dei soci affinché siano assunte le opportune deliberazioni in relazione alla previsione normativa di cui all art c.c. ed al seguente ordine del giorno: - determinazione del numero e nomina dei liquidatori; - conferimento dei poteri e delle specifiche attribuzioni loro affidate; - criteri di svolgimento della liquidazione. Il Consiglio di Amministrazione - Il Presidente... - Componente. Da notare ulteriormente che, in tali circostanze, gli amministratori resteranno comunque in carica sino all avvenuta iscrizione nel registro delle imprese della nomina dei liquidatori effettuata a cura di questi ultimi, momento a partire dal quale... gli amministratori cessano dalla carica e consegnano ai liquidatori i libri sociali, una situazione dei conti alla data di effetto dello scioglimento ed un rendiconto sulla loro gestione relativo al periodo successivo all ultimo bilancio approvato Ebbene, come affermato dall art c.c., al verificarsi di una causa di scioglimento, e fino al momento della consegna di cui all art bis c.c., gli amministratori conservano il potere di gestire la società, ancorché tale attività di gestione sia finalizzata alla conservazione dell integrità e del valore del patrimonio sociale Art bis, terzo ed ultimo comma, c.c. 10 Su tale aspetto, G. Niccolini, Gestione dell impresa nella società in liquidazione: prime riflessioni sulla riforma, in Profili e problemi dell amministrazione nella riforma delle società, a cura di G. Scognamiglio, Milano, 2003, pp. 177 ss. 912 Quanto precede costituisce una rilevante innovazione, rispetto al divieto di effettuare nuove operazioni previsto dalla disciplina ante-riforma. La norma richiamata prosegue poi ricordando le responsabilità gravanti sugli amministratori, i quali... sono personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecati alla società, ai creditori sociali ed ai terzi, per atti od omissioni compiuti in violazione del precedente comma. 4. La convocazione assembleare per le deliberazioni di cui all art c.c. Contestualmente all accertamento della causa di scioglimento, gli amministratori debbono convocare l assemblea dei soci perchè deliberi, con le maggioranze previste per le modificazioni dell atto costitutivo o dello statuto, tra l altro, su: a) il numero dei liquidatori; b) la nomina dei liquidatori; c) i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione 11. Il verbale della assemblea dovrà essere oggetto di iscrizione presso il registro delle imprese, a cura dei liquidatori, previa compilazione del modello S3. Anche con riferimento a quest ultimo adempimento non sono previsti termini tassativi: si ritiene comunque opportuno provvedere con solerzia, onde evitare di offrire pretesti per possibili contestazioni da parte di creditori, di terzi, o dei soci stessi. Si riproduce, di seguito, un esemplificazione di verbale assembleare per l assunzione delle delibere richieste dall art c.c. Verbale di assemblea dei soci L anno..., il giorno... del mese di..., alle ore..., presso la sede della società..., sita a..., in via..., iscritta al registro delle imprese di..., con numero..., capitale sociale sottoscritto e versato pari ad..., codice fiscale e partita iva numero..., si è riunita l assemblea dei soci. Assume la presidenza il Signor... e funge da segretario il Signor... Il Presidente, dopo aver constatato che: - sono presenti tutti i soci, rappresentanti l intero capitale sociale, nelle persone dei Signori: , portatore in proprio di quote pari a nominali euro...; 11 Come dispone l art c.c. 1013 , portatore in proprio di quote pari a nominali euro...; - è presente l organo amministrativo al completo; è presente (se nominato...) il Collegio Sindacale al completo; dichiara l assemblea validamente costituita ed atta a deliberare sul seguente ordine del giorno: 1. determinazione del numero dei liquidatori, e loro nomina; 2. conferimento delle loro attribuzioni e poteri e modalità di funzionamento della liquidazione. Passando a trattare il primo punto posto all ordine del giorno, il Presidente evidenzia che, contestualmente all accertamento della causa di scioglimento della società, di cui all art. 2484, primo comma, numero.) c.c., l organo amministrativo ha provveduto alla convocazione dell assemblea testè riunita, per sottoporle le tematiche poc anzi richiamate, come previsto dalla normativa civilistica vigente. Con riferimento ai criteri da adottare per lo svolgimento della liquidazione, il Presidente ritiene di rinviare alle disposizioni di legge in vigore per le società a responsabilità limitata, unitamente ai principi generali di cui agli artt. 2280, primo comma, e 2282, primo comma, c.c. Ritenendo a questo punto che tutti i soci intervenuti ed aventi diritto al voto, siano stati debitamente informati, sottopone a votazione le tematiche poste all ordine del giorno. L assemblea, con voto unanime, delibera a. di nominare, quale liquidatore, il Signor...; b. di attribuire al suddetto i più ampi poteri utili all espletamento dell incarico; c. di definire le modalità di svolgimento della liquidazione facendo pieno riferimento alla normativa civilistica vigente in merito, con riferimento alle società a responsabilità limitata,. Il Signor..., dichiara esplicitamente di accettare la carica di liquidatore della società. Null altro essendovi da deliberare, e nessun altro avendo chiesto la parola, si dichiara chiusa la seduta alle ore..., previa redazione, lettura e sottoscrizione del presente verbale. Il Segretario Il Presidente 1114 5. La riduzione del capitale al disotto del minimo in conseguenza di perdite: particolarità degli adempimenti alla luce delle massime espresse dai Notai del Triveneto Come si è avuto modo di descrivere nei paragrafi precedenti, tra le cause di scioglimento previste dall art. 2484, primo comma, n. 4), c.c. è prevista la riduzione del capitale al disotto del minimo legale, salvo quanto disposto dagli artt e 2482-ter c.c. Le disposizioni da ultimo richiamate costituiscono, rispettivamente per le società per azioni la prima e per le società a responsabilità limitata la seconda, le norme di riferimento, che, in caso di riduzione del capitale al disotto del minimo legale, impongono agli amministratori di convocare l assemblea dei soci, senza indugio, perchè deliberi la riduzione del capitale ed il contestuale aumento ad una cifra non inferiore a detto minimo 12. Entrambe le norme, inoltre, prevedono, come opportunità ulteriore, la trasformazione della società. Volendo pervenire ad una schematizzazione utile a non smarrire i necessari punti di riferimento, possiamo asserire che l art c.c. contempla: i. cause legali di scioglimento, definite dai nn. da 1 a 5, art. 2484, primo comma, c.c. Relativamente a dette cause è prevista l adozione della seguente procedura: a. la presa d atto da parte degli amministratori che, con apposito verbale, accertano la causa di scioglimento; gli stessi, mediante l iscrizione del predetto verbale presso il registro delle imprese, rendono individuabile la data in cui si determinano gli effetti dello scioglimento; b. la conseguente convocazione, ad opera degli stessi amministratori, dell assemblea dei soci affinché assuma le deliberazioni inerenti alla liquidazione; ii. cause volontarie di scioglimento, rappresentate unicamente dal n. 6, dell art. 2484, primo comma, c.c. Si tratta della delibera assembleare mediante la quale si determina lo scioglimento anticipato della società, provvedendo contestualmente a nominarne i liquidatori ed a determinarne i poteri. La data di iscrizione della predetta delibera presso il registro delle imprese rappresenta la data in cui si determinano gli effetti dello scioglimento; iii. cause statutarie di scioglimento: si tratta di quelle richiamate dal n. 7 dello stesso primo comma dell art c.c., vale a dire di statuizioni che i soci hanno concordato e riprodotto nello statuto societario. 12 Art ter, primo comma, c.c. 1215 Nel caso della riduzione del capitale al disotto del minimo legale, ricorre una causa di scioglimento legale, caratterizzata però da particolari problematiche di ordine procedurale. Nella fattispecie in esame, infatti, si sovrappongono due distinte disposizioni, entrambe richiedenti la convocazione assembleare per: 1) l assunzione delle delibere relative alla riduzione del capitale e alla sua ricostituzione, di cui all art ter c.c.; 2) l assunzione di delibere più strettamente inerenti alla liquidazione, di cui all art c.c., e consistenti, come detto, nella definizione del numero dei liquidatori, nella loro nomina, nella definizione dei loro poteri. Evidentemente, la prima deliberazione è prioritaria rispetto alla seconda, dal momento che i soci dovranno valutare se intervenire per ricapitalizzare la società, onde proseguirne l attività nella medesima forma societaria ovvero trasformarla e solo secondariamente, qualora gli stessi soci non intendano proseguire l attività sociale, non ravvisandone l opportunità, procedere con le deliberazioni di cui all art c.c. 13. Chiarito questo principio, permane, in ogni caso, il problema operativo: come procedere, qualora, a seguito di risultati economici negativi, la società veda il proprio capitale sociale ridotto di oltre un terzo, al disotto dell importo minimo legale, e i soci non intendano proseguire l attività? In merito si è espresso il Comitato Interregionale dei Consigli notarili delle Tre Venezie che ha suggerito due distinte soluzioni procedurali, delle quali ci occuperemo di seguito La prima soluzione procedurale indicata dai Notai del Triveneto La prima soluzione, indicata dalla massima J.A.2 si articola lungo una serie di tappe ideali scandite secondo un ordine cronologico ben preciso: 1) gli amministratori constatano 14 l esistenza di perdite tali da intaccare il capitale sociale per oltre un terzo, così da portarlo al disotto del minimo legale; 2) gli stessi amministratori convocano l assemblea dei soci, ponendo quest ultima di fronte alla scelta della riduzione e contestuale aumento del capitale a cifra non inferiore al minimo di legge, ovvero della trasformazione societaria; 13 A. Corsini, Liquidazione di società di capitali: le recenti massime dei Notai del Triveneto, in Bilancio, vigilanza e controlli, dicembre Senza redigere alcun verbale: non c è accertamento della causa di scioglimento, come previsto dal terzo comma dell art c.c., ma semplicemente l individuazione delle perdite in discussione. Né potrebbe essere altrimenti: gli amministratori dovranno, anzi tutto, verificare la volontà espressa dall assemblea dei soci, che potrebbe optare per la ricostituzione del capitale sociale, ovvero per la trasformazione. 1316 3) l assemblea dei soci non opta per nessuna delle due soluzioni prospettate, ma delibera di definire il numero dei liquidatori, la loro nomina e le modalità di svolgimento della liquidazione. La delibera, però, viene sottoposta a condizione in quanto se ne subordina l efficacia all iscrizione nel registro delle imprese degli adempimenti di cui al seguente punto 4); 4) l organo amministrativo procede con la redazione del verbale mediante il quale accerta la causa di scioglimento ex art. 2484, primo comma, n. 4), c.c. e con la relativa iscrizione dello stesso presso il registro imprese. In definitiva, la soluzione rappresentata offre ai soci che non intendono intervenire sul capitale né trasformare la società, la possibilità di optare direttamente per la nomina dei liquidatori. Il tutto rimarrà comunque sospeso sino a che non sarà stata iscritta al registro imprese la dichiarazione mediante la quale l organo amministrativo avrà accertato la causa di scioglimento La seconda soluzione procedurale ispirata dai Notai del Triveneto Questa ulteriore soluzione procedurale è stata suggerita dalla massima J.A.15, e risponde ad una opzione più audace della precedente, nel consentire all assemblea dei soci lo scioglimento anticipato della società, ai sensi dell art. 2484, primo comma, n. 6), c.c., disposizione normalmente demandata alle cause volontarie di scioglimento, per risolvere una situazione generata da una causa legale di scioglimento non ancora accertata dall organo amministrativo. Ma vediamo come si articola il percorso suggerito: 1) gli amministratori constatano perdite di entità tale da ridurre il capitale sociale di oltre un terzo, portandolo ad un entità inferiore al minimo legale 15 ; 2) gli stessi amministratori, senza indugio, convocano l assemblea e sottopongono ai soci la scelta tra la ricapitalizzazione della società, e la trasformazione della stessa; 3) i soci non scelgono nessuna delle opzioni proposte, ma deliberano lo scioglimento anticipato della società e, conseguentemente, nominano i liquidatori, ne determinano il numero, indicano le modalità di svolgimento della liquidazione. In merito alla legittimità di tale ultimo passaggio, fornisce un valido ausilio quanto affermato dalla massima citata, che testualmente recita: Le cause legali di scioglimento della società previste dai nn. 1), 2), 3), 4) e 5) dell art. 2484, co. 1, c.c., producono i loro effetti 15 Cfr. nt17 dalla data di iscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione con cui gli amministratori accertano la loro sussistenza. Fino a tale data, pertanto, l assemblea dei soci conserva la facoltà di deliberare lo scioglimento della società per sua decisione, ai sensi del n. 6) del medesimo art. 2484, co. 1, c.c., ciò anche se la motivazione della decisione risieda nella sussistenza di una delle suddette altre cause di scioglimento non ancora accertate dagli amministratori. Ne consegue che permane in capo all assemblea dei soci la facoltà di sciogliere anticipatamente la società con la motivazione fornita dalle perdite subite dalla stessa: va in tal senso evidenziato che la possibilità di anticipare lo scioglimento della società, ad opera dell assemblea dei soci, saltando a piè pari l iscrizione del verbale di presa d atto della causa di scioglimento da parte degli amministratori, costituisce un indubbia semplificazione ed agevolazione in termini di procedura. Si pensi soltanto agli aspetti di natura contabile, dal momento che il terzo comma dell art c.c. statuisce che gli amministratori, al momento in cui cessano dalla carica, devono consegnare ai liquidatori: a) i libri sociali; b) una situazione dei conti alla data di effetto dello scioglimento, cioè alla data di iscrizione al registro imprese della dichiarazione di accertamento della causa di scioglimento da parte degli amministratori, debitamente dagli stessi verbalizzata; c) il rendiconto sulla loro gestione, relativo al periodo compreso tra la chiusura dell esercizio (anteriore allo scioglimento) a cui si riferisce l ultimo bilancio approvato e la data di pubblicazione della nomina dei liquidatori, data a partire dalla quale ha inizio la gestione liquidatoria. Mediante lo scioglimento anticipato ad opera dell assemblea dei soci, le due date appena evidenziate vengono a coincidere. L iscrizione della delibera assembleare, infatti, assolve ad una duplice funzione: quella di attribuire piena efficacia alla causa di scioglimento, da un lato 16 e di fornire la necessaria pubblicità legale alla nomina dei liquidatori dall altro, dando così pieno titolo all inizio della fase di liquidazione della società. 16 Evitando il ricorso alla dichiarazione di presa d atto della causa di scioglimento ad opera degli amministratori. 1518 6. La situazione patrimoniale infra-annuale da sottoporre ai soci nel caso della riduzione del capitale al disotto del minimo legale: finalità e caratteristiche, alla luce del Principio Contabile OIC 5 La dottrina maggioritaria e la giurisprudenza prevalente sono concordi nell estendere alla casistica più grave ed allarmante di cui all art ter c.c., quanto viene specificamente previsto nell art bis c.c. relativo alla Riduzione del capitale per perdite : all assemblea gli amministratori devono sottoporre una relazione da loro predisposta in merito alla situazione patrimoniale della società. In sintesi, per quanto di nostro specifico interesse, qualora, a seguito di perdite per oltre un terzo del capitale, quest ultimo si riduca al disotto del minimo, gli amministratori dovranno convocare l assemblea dei soci, sottoponendo loro una relazione sulla situazione patrimoniale, onde fornire una compiuta informativa sullo stato di fatto e consentire all assemblea di deliberare alternativamente: a) la riduzione e il contestuale aumento del capitale sociale a cifra non inferiore al minimo legale, qualora i soci optino per la prosecuzione dell attività nella forma societaria già in essere; b) la trasformazione della società, qualora i soci intendano proseguire l attività, ma in una forma societaria diversa e tale da comportare un minor esborso per la ricostituzione del valore minimo legale attribuibile al capitale sociale; c) la messa in liquidazione della società, qualora i soci non intendano proseguire ulteriormente l attività sociale, procedendo così alla nomina dei liquidatori, alla definizione dei loro poteri nonché delle modalità di svolgimento della liquidazione (laddove non esistano già previsioni in tal senso ad opera dell atto costitutivo o si intenda apporre modifiche alle stesse previsioni). Su quest ultima ipotesi verte la nostra analisi. Occorre approfondire alcuni aspetti inerenti al documento su cui gli amministratori dovranno relazionare e che dovranno sottoporre ai soci: quello definito come situazione patrimoniale. A tal riguardo, il principio contabile 30 emanato dall OIC 17 e denominato I bilanci intermedi fornisce adeguati chiarimenti. È di tutta evidenza, infatti, che l accertamento della 17 Organismo Italiano di Contabilità, Principio Contabile 30, I bilanci intermedi. 1619 sussistenza di una perdita tale da ricadere nella disciplina di cui all art ter c.c. ben difficilmente potrà coincidere temporalmente con la chiusura dell esercizio 18. Il principio contabile citato si esprime in merito affermando che... la situazione patrimoniale contemplata dalla norma, deve essere costituita dallo stato patrimoniale e dal conto economico. Il conto economico... è necessario per comprendere la causa e la natura della perdita dell esercizio in corso.... Per quanto concerne la nota integrativa, va poi chiarito se sia necessario predisporla anche al ricorrere delle ipotesi in esame oppure se essa, debba considerarsi quale elemento non obbligatorio. Il principio contabile poc anzi richiamato evidenzia che È controverso se la situazione patrimoniale debba comprendere la nota integrativa; comunque la sua redazione, o l inclusione delle più importanti informazioni richieste dall art c.c. nella relazione dell organo amministrativo, appare utile per una migliore comprensione della situazione patrimoniale. Ad avvalorare tale ricostruzione, può menzionarsi una pronuncia del Tribunale di Milano 19, secondo cui: ove si richieda il deposito di una situazione patrimoniale, si ritiene che la stessa debba essere redatta con l osservanza delle norme sul bilancio, e ciò non solo nei casi in cui la legge lo preveda espressamente (es. fusione), ma anche in quelli dove la garanzia dell effettività del capitale è imprescindibile (es. riduzione per perdite). La situazione deve pertanto essere accompagnata da un documento informativo dei criteri seguiti per la sua redazione e deve essere approvata dall assemblea. Non sono consentiti documenti informali o con la sola firma del compilatore. Ulteriore e interessante richiamo giurisprudenziale, si rinviene in una pronuncia del Tribunale di Napoli 20, per cui una deliberazione adottata sulla base di una situazione patrimoniale non corredata della nota integrativa è annullabile... data la centralità nella funzione informativa assunta da tale documento. Occorre tuttavia evidenziare che non sono mancate opinioni contrarie, in merito alla necessità del conto economico: il Comitato Interregionale dei Consigli notarili delle Tre Venezie ha, infatti, disatteso, nell ambito di alcune massime emesse nel corso del 2008, in tema di copertura delle perdite, il principio contabile OIC 30, affermando che, in casi di particolare 18 M. Maione, La copertura di perdite ex art c.c. un ipotesi di studio, in Il notiziario dei Dott. Comm. di Bari, anno XI n. 1/2004 gennaio/febbraio; D. Lamanna di Salvo, I risvolti giuridico-contabili della copertura di perdite nella S.r.l., in Altalex, n. 3131, 8 febbraio Trib. Milano, 15 gennaio Trib. Napoli, 5 maggio20 urgenza, all assemblea dei soci convocata per i provvedimenti di cui agli artt e 2447 c.c., potrebbe anche essere presentata una situazione patrimoniale aggiornata, priva di conto economico e di nota integrativa. Quanto precede, tuttavia, a condizione che la predetta situazione sia accompagnata da una relazione sulla perdita, tale da supplire alla carenza informativa derivante dall assenza dei documenti poc anzi richiamati. Tale difforme opinione è stata supportata anche da recente giurisprudenza di merito 21, nonché, principalmente, da parte della giurisprudenza di legittimità 22. Le argomentazioni addotte a sostegno si fondano sul tenore letterale della norma, che non può essere deformato, attribuendo all art c.c. un significato che esso non aveva nell intento del legislatore. Le esigenze di rapidità e speditezza operativa sottese alla disciplina delineata negli artt e 2447 c.c., non potrebbero, secondo tale linea interpretativa, essere disattese, ritardando l obbligo per gli amministratori di riferire in merito alla situazione patrimoniale e gravando l organo amministravo di ulteriori adempimenti documentali, la cui predisposizione richiede, inevitabilmente, tempi prolungati 23. In conclusione, parrebbe corretto propendere per la completezza documentale, consistente nella redazione di un documento informativo completo, composto da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa; resta tuttavia accettabile in caso di perdite, alla luce dei numerosi ed autorevoli pareri esposti, la presentazione all assemblea della sola situazione patrimoniale, purché affiancata dalla relazione degli amministratori sulle perdite, così da supplire all assenza dell ulteriore documentazione e in linea con tipiche esigenze di urgenza rispetto all intervento da adottare ai sensi degli artt e 2447 c.c. Non è tutto. Aspetto meritevole di approfondimento è quello inerente ai criteri che devono guidare la redazione della predetta documentazione. Anche in questo caso, si è espresso nell ambito della massima I.G.13 il Notariato del Triveneto, affermando testualmente che: per procedere alla riduzione del capitale per perdite deve essere presentata ai sensi dell art bis, secondo comma, c.c., in assemblea, una situazione patrimoniale, redatta con i medesimi criteri dell ultimo bilancio, e dalla quale emergano le perdite. Parrebbe, pertanto, che i criteri da utilizzare siano quelli definiti dall art bis c.c., ovvero quelli previsti in ordinario stato di funzionamento dell impresa, con particolare riferimento al 21 Trib. Ravenna 27 maggio 2006; Trib. Cassino 18 gennaio In questi termini, Corte di Cassazione, 4 maggio 1994, n. 4326; Corte di Cassazione, 5 maggio 1995, n. 4923; Corte di Cassazione, 21 ottobre 1999, n ; Corte di Cassazione, 2 aprile 2007, n Corte di Cassazione, 4 maggio 1994, n. 4326; Corte di Cassazione, 21 ottobre 1999, n Vedere altro
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