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Timestamp: 2018-02-24 14:11:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 7', 'art. 53', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 15']

Novità fiscali del 29 luglio 2011, tra cui modello 770/2011 Semplificato
Tag: Abuso del diritto IRPEF Registro imprese
1) L’abuso del diritto va provato
2) Regime del deposito doganale, fiscale ai fini accise e ai fini IVA
3) Agevolazioni fiscali per i fondi rustici: Apertura all’usucapione speciale
4) Cancellazione della società dal registro delle imprese: Rimborso d’imposta ai soci o all’ex liquidatore
5) Congedi, permessi e aspettative nel nuovo decreto in G.U.
6) Commercialisti: Nell’antiriciclaggio la mediazione
7) Alimenti e bevande: Niente automatismi per la conversione della licenza
8) Detassazione produttività e regolarizzazione dei versamenti: Più tempo per i sostituti
9) Sostituti d’imposta: Modello 770/2011 Semplificato in scadenza
10) La nuova disciplina dei conferimenti di beni in natura e crediti: Circolare di Assonime
1) L’abuso del diritto va provato, ma niente formalismi per fini elusivi
L’Amministrazione finanziaria non può muovere contestazioni generiche motivate soltanto dall’esistenza nel nostro ordinamento del principio antiabuso in relazione alle operazioni eseguite dal contribuente senza una apparente logica economica.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 16428 depositata il 27 luglio 2011.
Nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate non ha esposto in maniera adeguata le ragioni per le quali il contribuente avrebbe svolto operazioni prive di valide ragioni economiche finalizzate al solo conseguimento di indebiti vantaggi fiscali.
La Suprema Corte ha precisato che l’abuso del diritto può riguardare anche operazioni non ritenute espressamente elusive dalla normativa, ma il fisco non può contestare genericamente l’esistenza nell’ordinamento del principio antiabuso, dovendo chiarire i comportamenti del contribuente considerati elusivi.
Niente formalismi per fini elusivi
La Corte di Cassazione, con altra sentenza (n. 16431) emessa il 27 luglio 2011, ha stabilito che la correttezza formale sulla contabilità ai fini Iva non può trasformarsi in un modo per eludere il fisco; toccherà al contribuente dimostrare che l’operazione è quella indicata in fattura.
Respinto così il ricorso di una S.n.c. che aveva usufruito di un regime Iva agevolato indicando in fattura delle operazioni che non corrispondevano a quelle reali.
In primo grado era stato dato ragione alla società mentre in secondo grado i giudici avevano accolto il ricorso dell’amministrazione finanziaria.
L’Agenzia delle Dogane, con la nota del 20 luglio 2011, prot. n. 86094, ha chiarito che le innovazioni alla disciplina dei depositi I.V.A. introdotte dalla Legge n. 106 del 2011 (manovra estiva 2011) saranno applicabili dal prossimo 12 settembre, in ottemperanza alla previsione generale dello Statuto del contribuente sulla decorrenza delle modifiche alle leggi tributarie.
Sulla Gazzetta ufficiale, serie generale n. 160 del 12 luglio 2011, è stata, infatti, pubblicata la Legge 12 luglio 2011, n. 106, di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia) che ha introdotto, tra l’altro, alcune modifiche all’art. 50-bis del Decreto Legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, che regolamenta l’istituto del deposito IVA per la custodia di beni nazionali e comunitari che non siano destinati alla vendita al minuto nei locali del medesimo deposito IVA.
Le modifiche apportate e contenute nell’art. 7, comma 2, lett. cc-ter del Decreto Legge, come convertito in Legge, attengono all’ambito di applicazione dell’istituto del deposito IVA ed alle modalità di gestione della garanzia prescritta per le operazioni di introduzione nel deposito stesso.
Riguardo tale ambito, l’Agenzia delle Dogane, riservandosi di fornire successivi indirizzi operativi concernenti tutte le suddette modifiche, ha evidenziato che per quelle che introducono adempimenti nuovi rispetto a quelli operanti in base alla precedente disciplina, sostanzialmente riconducibili alle modalità di gestione della prescritta garanzia, si rende applicabile l’art. 3, comma 2, della Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente) e, pertanto, la loro operatività ed efficacia decorre dal sessantesimo giorno dall’entrata in vigore del provvedimento che le ha introdotte. Le suddette prescrizioni saranno, quindi, operative dal 12 settembre 2011.
(Agenzia delle Dogane, nota del 20 luglio 2011, prot. n. 86094)
Via libera alle agevolazioni fiscali previste per i fondi rustici situati in zone montane anche quando l’acquisto è stato realizzato con usucapione speciale, riconosciuta con sentenza.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 76/E del 27 luglio 2011, ha chiarito, in linea con quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, che il regime fiscale di favore dedicato ai fondi rustici può essere applicato anche ai trasferimenti immobiliari, in caso di arrotondamento e accorpamento di proprietà diretto-coltivatrici, che vengono regolarizzati con la particolare procedura prevista per l’usucapione speciale.
Quindi, nei casi in cui si applica l’usucapione speciale (derivante dal possesso continuato per 15 anni del fondo rustico) il contribuente potrà beneficiare dell’applicazione delle imposte di registro e ipotecaria nella misura fissa e dell’esenzione dall’imposta catastale.
L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 77/E del 27 luglio 2011, facendo proprio, un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, ha precisato che la società estinta, giacché cancellata dal Registro delle Imprese, conserva il diritto al rimborso dei crediti d’imposta, che, pertanto, vanno distribuiti ai soci.
La cancellazione dal Registro delle Imprese ha, infatti, natura costitutiva:
Da tale momento la società si considera estinta anche in presenza di rapporti non definitivi e, quindi, possono essere richiesti a rimborso i crediti d’imposta vantati dalla società.
Questi possono essere incassati direttamente dai soci. L’Agenzia delle Entrate, comunque, suggerisce che, in caso di compagine sociale particolarmente ampia (in particolare, per le società di capitali) può essere opportuno delegare un solo socio per la riscossione del credito.
In particolare, la citata risoluzione evidenzia che, “tenuto conto della compagine sociale delle società di capitali, spesso costituita da un numero considerevole di soci, si ritiene opportuno il conferimento di una delega alla riscossione ad uno di essi o ad un terzo, al fine di evitare l’erogazione del rimborso a ciascun socio in proporzione alle quote sociali.
In questa prospettiva, si è del parere che i soci titolari del diritto al rimborso potrebbero delegare all’incasso lo stesso ex liquidatore, previa comunicazione della predetta delega al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate”.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 77/E del 27 luglio 2011)
Commento, confronto e sintesi in un documento della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro su come cambiano i congedi, i permessi e le aspettative dopo il decreto di riordino.
Decreto in G.U.
Il Decreto Legislativo n. 119 del 18 luglio 2011, relativo al riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi per lavoratori del settore pubblico e di quello privato, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 27 luglio 2011.
Nonostante la delega, disposta dall’art. 23, co. 1, lett. c), d) ed e), L. n. 183/2010 e in funzione della quale il suddetto decreto è stato adottato, prevedesse la necessità di riordinare la tipologia dei permessi, ridefinire i presupposti oggettivi e precisare i requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per la fruizione dei congedi, dei permessi e delle aspettative, comunque denominati, nonché di razionalizzare e semplificare i documenti da presentare ai fini della loro fruizione, alla luce di una lettura complessiva del decreto in esame, sembrerebbe che gli effetti che lo stesso sarà in grado di produrre andranno al di là di una semplice sistemazione di una normativa frammentata e ricavabile da fonti diverse, quali la L. n. 104/1992, la L. n. 388/00, D.Lgs. n. 151/2001, L. 53/2000.
Come ammesso nell’ambito della Relazione Illustrativa, connessa al decreto, in realtà, “con il presente intervento normativo non si è proceduto al riordino dell’intera normativa in materia in quanto, considerati anche i tempi ridotti ed il complesso iter di approvazione, si è preferito optare per un’impostazione minimale e settoriale. Nel contempo, sono state privilegiate le soluzioni tese a superare delicate questioni interpretative ed applicative, ed a prevenire e limitare eventuali abusi nella fruizione dei permessi. Inoltre, è stato recepito quanto affermato, di recente, dal Giudice delle leggi in materia di congedo straordinario”.
Ad es., tra i dubbi applicativi viene fatto riferimento a quello relativo al prolungamento del congedo parentale, il quale, ora, è stato espressamente considerato come comprensivo del periodo di astensione facoltativa “ordinaria”.
Mentre, con riferimento alle misure adottate per limitare eventuali abusi sono ricordate:
– la previsione, ex art. 42, comma 5, D.Lgs. n. 151/2001, di un “ordine di priorità” in base a cui si è legittimati a fruire del congedo straordinario per assistere un soggetto portatore di handicap grave;
– le modifiche apportate all’art. 33, L. 104/1992, mediante l’introduzione del comma 3 bis, con riguardo all’attestazione con titolo di viaggio, o altra documentazione idonea, il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito;
– l’obbligo, ai sensi dell’art. 7, in materia di congedo per cure, di dimostrare, in primo luogo, la necessità dei trattamenti terapeutici in connessione all’infermità invalidante riconosciuta, e, successivamente, l’avvenuta sottoposizione alle medesime cure.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 28 luglio 2011)
Sotto controllo operazioni sospette ed utilizzo del contante.
Diffuso dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili un nuovo aggiornamento in materia di antiriciclaggio.
Una delle specifiche contenute viene indicato come il professionista debba anche nella mediazione osservare gli obblighi di antiriciclaggio previsti dal D.L. n. 231/2007 a esclusione solo di quelli di adeguata verifica della clientela e di registrazione. Devono essere comunicate al Ministero dell’Economia e delle Finanze le violazioni sull’uso del contante.
Inoltre, vanno segnalate le operazioni sospette di riciclaggio/finanziamento del terrorismo.
Infine, in base ad una indicazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il professionista deve identificare oltre che il cliente anche il titolare effettivo per conto del quale l’operazione o l’attività è realizzata.
Il possesso di una autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande congiunta a prevalente attività di intrattenimento e svago non dà diritto alla automatica conversione nel nuovo titolo abilitativo unico per le somministrazioni di specie.
In caso contrario, si consentirebbe di fatto, in via automatica, il passaggio dall’esercizio di un’attività di somministrazione secondaria ad una attività di somministrazione principale in violazione dei criteri programmatici che, nonostante la profonda liberalizzazione del settore, continuano ad essere previsti per le seconde.
Lo ha chiarito il Consiglio di Stato, con la decisione n. 4034 del 5 luglio 2011, che ha esaminato il caso di un titolare di un esercizio commerciale ubicato in una via del centro storico di Roma, già autorizzato allo svolgimento di attività di somministrazione di alimenti e bevande rispetto a quella di intrattenimento e svago.
La normativa del cd. “decreto Bersani” (D.L. n. 223 del 2006) mira alla liberalizzazione delle attività commerciali, escludendo che agli esercizi autorizzati possano essere posti limiti quantitativi e qualitativi di vendita delle merci, ma non è contraria alla possibilità che i Comuni tutelino le attività tradizionali nei centri storici garantendo la permanenza, negli ambiti territoriali tutelatiti, di un’offerta variegata di beni e servizi che non sia privata di attività tradizionali altrimenti a rischio di estinzione.
I sostituti d’imposta hanno più tempo per regolarizzare i versamenti degli importi per la detassazione dei premi di produttività, senza applicazione di sanzioni.
Il termine del 1° agosto è stato prorogato al 16 dicembre 2011. La stessa data vale anche per gli eventuali rapporti di lavoro cessati.
Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 36/E del 28 luglio 2011, che posticipa la scadenza per versare le somme dovute per l’applicazione, nei mesi di gennaio e febbraio, della detassazione su voci variabili della retribuzione, in assenza di accordi o contratti collettivi di II livello.
Le sanzioni non sono dovute a condizione che, entro il 16 dicembre 2011, sia versata la differenza, maggiorata degli interessi, tra l’imposta sostitutiva già pagata e l’importo delle effettive ritenute ordinarie.
La disapplicazione delle sanzioni era stata subordinata alla circostanza che i sostituti d’imposta procedessero ad effettuare il versamento della differenza tra l’importo dell’imposta sostitutiva già versato e l’importo effettivamente dovuto in applicazione delle ritenute ordinarie sui redditi di lavoro dipendente, comprensiva di interessi, entro il 1° agosto 2011.
Adesso, invece, considerate le difficoltà manifestate da parte dei sostituti d’imposta, d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il termine per il versamento dell’importo dovuto per rimediare, senza applicazioni di sanzioni, alla non corretta applicazione della detassazione degli emolumenti relativi alla produttività aziendale viene differito dal 1° agosto al 16 dicembre 2011, anche con riferimento ad eventuali rapporti di lavoro nel frattempo cessati.
L’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10% sulle somme legate alla produttività e all’efficienza organizzativa aziendale nel settore privato, introdotta sperimentalmente nel 2008 e poi prorogata per il 2009 e per il 2010, è stata estesa al 2011 dall’art. 53 del D.L. n. 78/2010 e dall’art. 1, comma 47, della Legge 220/2010.
L’Agenzia delle Entrate e il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con la circolare congiunta 19/E del 10 maggio 2011, in seguito alle problematiche emerse sulla corretta applicazione della detassazione degli emolumenti legati alla produttività aziendale, hanno già fornito ai sostituti i relativi chiarimenti.
La circolare ha precisato che ai sostituti d’imposta, che nei mesi di gennaio e febbraio hanno applicato l’agevolazione fiscale su voci variabili della retribuzione – pur in assenza di accordi o contatti collettivi di lavoro di II livello – adottando lo stesso comportamento tenuto negli anni precedenti, non vengono irrogate sanzioni nel rispetto di quanto sancito dallo Statuto del contribuente (art. 10, comma 3, Legge 212/2000).
La condizione per non pagare le sanzioni è quella che i sostituti procedano a versare la differenza, maggiorata degli interessi, tra la sostitutiva già pagata e l’importo delle effettive ritenute ordinarie, non più entro il 1° agosto ma entro il 16 dicembre 2011.
Assonime, con la Circolare n. 18 del 2011, ha illustrato il modello 770/2011 Semplificato che i sostituti d’imposta dovranno presentare in via telematica entro il 22 agosto 2011.
Vengono segnalate le principali modifiche ed integrazioni apportate al modello rispetto a quello dello scorso anno.
Nel citato modello 770/2011 vanno comunicati i seguenti dati:
– redditi di lavoro dipendente, equiparati e assimilati;
– provvigioni e redditi diversi;
– i dati contributivi, previdenziali, assicurativi e quelli dell’assistenza fiscale prestata per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione;
– i dati dei versamenti effettuati;
– i dati relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi e le ritenute operate sui bonifici disposti dai contribuenti per usufruire di oneri deducibili o detraibili.
Il modello 770/2011 semplificato si sarebbe dovuto presentare, solo per via telematica, entro il prossimo 31 luglio, tuttavia la scadenza é slittata al 22 agosto 2011, prima perché il 31 luglio cade di domenica e poi perché dal 1° agosto fino al 20 agosto vale la proroga generalizzata delle scadenze (effettuata con il D.P.C.M. del 12 maggio 2011), infine, poiché il 21 agosto cade di domenica.
Principali novità del mod. 770/2011
Una delle novità è relativa al Frontespizio, ove è stata tolta la sezione dedicata al domicilio per la notifica degli atti.
Ciò poiché è più possibile esprimere in dichiarazione la volontà che gli atti e gli avvisi arrivino presso un domicilio diverso da quello fiscale, essendo necessario l’invio di apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Novità hanno riguardato anche i dati delle certificazioni di lavoro dipendente e assimilati:
– Nella parte “B” è possibile indicare le somme erogate negli anni 2008-2009-2010, tassate con l’aliquota ordinaria, per le quali è applicabile l’imposta sostitutiva del 10% ;
– nella parte “D” si possono indicare i dati delle operazioni di conguaglio relative all’applicazione dell’imposta sostitutiva.
E’ stato, quindi, modificato anche il prospetto SS. Questi i nuovi campi del rigo SS2:
37, per gli importi trattenuti a titolo di imposta sostitutiva per premi di produttività;
38, per gli importi trattenuti a titolo di interessi sull’imposta sostitutiva per premi di produttività.
Ma la novità più importante è stata quella dell’inserimento del quadro SY, dovuto al neo obbligo (introdotto dall’art. 15 comma 2 del D.L n. 78/2009) per il sostituto di applicare la ritenuta d’acconto del 20% sulle somme liquidate a seguito di pignoramento.
Il quadro SY si compone di tre sezioni:
– La prima dedicata al terzo erogatore;
– La seconda riservata al debitore;
La terza per le Banche e le Poste Italiane S.p.A. che riporteranno le ritenute d’acconto del 10%, operate nei confronti dei beneficiari di bonifici, disposti da committenti per usufruire delle detrazioni del 36% e del 55%. A tal fine si ricorda che con la Legge n. 111/2011 (manovra estiva 2011) la misura della ritenuta è stata ridotta al 4%.
Assonime, con la Circolare n. 19 del 2011, si è soffermata sul regime semplificato di valutazione dei conferimenti di beni in natura introdotto dal Decreto Legislativo 4 agosto 2008, n. 142 e poi modificato dal Decreto Legislativo 29 novembre 2010, n. 224.
Tale disciplina attua nel nostro ordinamento la direttiva comunitaria 2006/68/CE che ha modificato le disposizioni della Seconda direttiva societaria nel senso di semplificare il procedimento di valutazione.
Il nuovo regime affianca, al regime ordinario di stima dei conferimenti di beni in natura, un regime alternativo basato su tre criteri:
– Il primo criterio è quello basato sul prezzo medio ponderato, che può essere utilizzato nel caso in cui il conferimento abbia ad oggetto valori mobiliari o strumenti di mercato monetario negoziati su mercati regolamentati;
– il secondo criterio è quello basato sul fair value dei beni risultanti da un bilancio d’esercizio;
– il terzo criterio è, infine, quello che si incentra sulla perizia non giurata espressa da un esperto indipendente.
Il nuovo regime si può utilizzare tanto in sede di costituzione della società quanto in sede di aumento del capitale.