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Timestamp: 2020-08-08 17:56:50+00:00
Document Index: 85883307

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 26', 'art. 41']

n. 63 ORDINANZA (Atto di promovimento) 24 dicembre 2012 - - 10 Aprile 2013 - Gazzetta Ufficiale - Legislazione - VLEX 431130014
n. 63 ORDINANZA (Atto di promovimento) 24 dicembre 2012 -
IL TRIBUNALE ORDINARIO Letti gli atti e i documenti della causa iscritta ai n. 5745/12 RGL pendente davanti al Tribunale di Milano (e della causa n. 7027/12 RGL riunita alla prima) tra: L. J. A. G. H. J. C. M. M. e M. A., quali esercenti la potesta' genitoriale sul minore K. Z. M. M. e INPS, sciogliendo la riserva assunta in data 21 dicembre 2012 rileva: I termini della controversia Con rispettivi ricorsi al Tribunale di Milano, quale Giudice del Lavoro, ciascuna parte attorea ha esposto come vanterrebbe i requisiti prescritti dalla normativa di riferimento per ottenere i benefici assistenziali richiesti (indennita' di accompagnamento e pensione d'inabilita'), ma come l'INPS non li avrebbe concessi per il difetto del possesso del permesso di soggiorno di lunga durata di cui all'articolo 80, co. 19, della legge n. 388 del 2000 e di cui all'articolo 9, co. 1, del decreto legislativo n. 286 del 1998 (come modificato dall'art. 9, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189 e poi sostituito dall'art. 1, comma 1, del decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3):
In particolare, nella causa n. 5745/12 RGL, L. J. A. G. ha allegato come la documentazione in atti dimostrerebbe il possesso da parte di questi dei requisiti sanitari e extra sanitari per ottenere sia l'indennita' di accompagnamento di cui l'articolo 1 della legge 508 del 1988, sia la pensione di invalidita' di cui all'articolo 12 della legge n. 118 del 1971 e come gli sarebbe stata negata dall'INPS ciascuna di dette provvigioni, solo per il difetto del possesso del permesso di soggiorno di lunga durata;
b) Invece, nella causa n. 7027/12 RGL, i ricorrenti H. J. C. M. M. e M. A. I., quali esercenti la potesta' genitoriale su minore K. Z. M. M., hanno dedotto come la documentazione in atti dimostrerebbe il possesso da parte del figlio dei requisiti sanitari e extra sanitari per ottenere l'indennita' di accompagnamento di cui all'articolo 1 della legge n. 508 del 1988 che sarebbe stata negata dall'INPS, solo per il difetto del possesso da parte loro del permesso di soggiorno di lunga durata. Il che e' stato confermato, in udienza, anche a verbale, dall'INPS (cfr. il verbale dell'8 novembre 2012). Cio' posto - allegando come la Corte costituzionale gia' avrebbe dichiarato l'illegittimita' delle norme di cui all'articolo 80, co. 19, della legge 388 del 2000 e di cui all'articolo 9, co. 1, del decreto legislativo 286 del 1998 con le sentenze n. 306 del 2008 e n. 11 del 2009 (e richiamando, altresi', altre pronunce, come la sentenza numero 187 del 2010 della stessa Corte) e come non sarebbe, percio', per i cittadini extracomunitari, quali i ricorrenti, piu' richiesto il possesso del permesso di soggiorno di lunga durata per ottenere i benefici auspicati - nei giudizi riuniti hanno domandato l'accertamento del proprio diritto alle provvidenze assistenziali sopra menzionate, con condanna dell'ente ad erogare i relativi ratei, comprensivi di quelli arretrati. Costituendosi ritualmente in giudizio, con articolata memoria difensiva, per ciascuna delle cause proposte, l'INPS ha contestato la fondatezza delle domande, chiedendone il rigetto. Al riguardo, secondo la tesi dell'ente, il permesso di soggiorno di lunga durata avrebbe sostituito, nell'ambito dell'articolo 80, co. 19, cit., la carta di soggiorno, menzionata dalla stessa norma. Inoltre, le sentenze della Corte costituzionale numero 306 del 2008 e n. 11 del 2009 avrebbero stabilito l'illegittimita' dell'articolo 80, co. 19 e dell'art. 9, co. 1, solo per la parte in cui viene stabilito che i menzionati benefici non possono essere attribuiti agli stranieri extracomunitari unicamente perche' non risultino in possesso dei «requisiti di reddito», gia' stabiliti per la carta di soggiorno e ora previsti, per effetto del decreto legislativo numero 3 del 2007, per il permesso di soggiorno UE per di soggiornanti di lungo periodo. Poi, le stesse pronunce avrebbero chiarito che «al legislatore italiano e' certamente consentito dettare norme, non palesemente irragionevoli e non contrastanti con obblighi internazionali, che regolino l'ingresso e la permanenza di extracomunitari in Italia (da ultimo, sentenza n. 148 del 2008). E' possibile, inoltre, subordinare, non irragionevolmente, l'erogazione di determinate prestazioni - non inerenti a rimediare a gravi situazioni di urgenza - alla circostanza che il titolo di legittimazione dello straniero al soggiorno nel territorio dello Stato ne dimostri il carattere non episodico e di non breve durata;
una volta, pero', che il diritto a soggiornare alle condizioni predette non sia in discussione, non si possono discriminare gli stranieri, stabilendo, nei loro confronti, particolari limitazioni per il godimento dei diritti fondamentali della persona, riconosciuti invece ai cittadini». Sicche', secondo la tesi dell'INPS, la Corte costituzionale avrebbe stabilito l'illegittimita' dell'articolo 80, co. 19, cit. e dell'art. 9, co. 1, solo per la parte cui dette norme esigono, ai fini della concessione dei benefici richiesti, anche requisiti reddituali, mentre avrebbe dichiarato legittime le predette disposizioni per la parte relativa al possesso dei restanti requisiti, ivi compreso quello che prevede il possesso di un permesso di soggiorno per cinque anni (di cui al citato art. 9). Solo in subordine, con riferimento alla posizione di L. J. A. G. , l'ente ha eccepito come la decorrenza delle provvidenze richieste dovrebbe, al limite, partire dal 15 settembre 2011, ossia dalla data di concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari al medesimo, non avendo questi altro titolo, in precedenza, per permanere in Italia. In udienza, l'Inps ha, invece, rinunciato all'eccezione relativa alla non proponibilita' del ricorso per l'incompletezza della documentazione che sarebbe stata allegata alla domanda amministrativa (nella causa n. 5745/12 RGL: cfr. il verbale del 16 novembre 2012). Il Giudice, tentata inutilmente la conciliazione, riunite le menzionate cause, nell'udienza del 21 dicembre 2012, al termine della discussione orale delle parti, si e' riservato di decidere. Il quadro normativo di riferimento.
Con riferimento all'indennita' di accompagnamento, e' da ricordarsi che, in materia, l'art. 1 della l. 508/1988 ha cosi' modificato la l. 18/1980: «1. La disciplina della indennita' di accompagnamento istituita con leggi 28 marzo 1968, n. 406, e 11 febbraio 1980, n. 18, e successive modificazioni ed integrazioni, e' modificata come segue. 2 . L'indennita' di accompagnamento e' concessa: A) ai cittadini riconosciuti ciechi assoluti;
8) ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilita' totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilita' di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di una assistenza continua (..)». B) Con riferimento alla pensione di inabilita', e' da rammentare che l'art. 12 della l. 118/1971 prevede che: «ai mutilati ed invalidi civili di eta' superiore agli anni 18, nei cui confronti, in sede di visita medico-sanitaria, sia accettata una totale inabilita' lavorativa, e' concessa a carico dello stato e a cura del Ministero dell'interno, una pensione di inabilita' di lire 234.000 annue da ripartire in tredici mensilita' con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l'accertamento della inabilita'. Le condizioni economiche richieste per la' concessione della pensione sono quelle stabilite dall'art. 26 della legge 30 aprile 1969, n. 153, sulla revisione degli ordinamenti pensionistici». C) Cio' posto, si deve, pero', anche ricordare che, quanto ai requisiti di legittimazione per i cittadini extracomunitari, l'art. 41 del d.lgs. 286/98 - prima dell'intervento dell'articolo 80, co. 19, della legge 388 del 2000 - stabiliva che «gli stranieri titolari della carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, nonche' i minori iscritti nella loro carta di soggiorno o nel loro permesso di soggiorno, sono equiparati ai cittadini italiani ai...