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Timestamp: 2016-10-21 13:16:26+00:00
Document Index: 8086106

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 693', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 693', 'art. 641', 'art. 46', 'art. 63', 'art. 8', 'art. 63', 'art. 8', 'DTF ', 'art. 8', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 8', 'DTF ', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 691', 'art. 43', 'art. 55', 'DTF ', 'art. 156']

5C.68/2001 (10.04.2001)
Fabrizio Keller, Grono, contro la sentenza emanata il 18 dicembre 2000 dalla Camera civile del Tribunale Cantonale dei Grigioni nella causa che la oppone a B.________, Brusio, convenuta, patrocinata dall'avv. dott. Plinio Pianta, Brusio, in materia di propriet� fondiaria;
A.- A.________ e B.________ sono proprietarie di fondi contermini in territorio del Comune di Brusio. Nel corso del 1990 B.________ ha eseguito una canalizzazione attraverso il fondo della vicina A.________ ai fini di allacciare la sua propriet� alla fognatura posta a valle. Secondo la proprietaria del fondo manomesso, i lavori furono eseguiti approfittando della sua assenza e senza alcuna autorizzazione.
Cionondimeno, essa ha tollerato la posa della condotta senza andare oltre a rimostranze verbali per non logorare i gi� tesi rapporti di vicinato. Con scritto 18 agosto 1994 A.________ ha chiesto a B.________ di allontanare la condotta al di fuori del suo fondo, perch� la stessa impedisce la formazione dei parcheggi che intende costruire.
B.- Mediante azione negatoria A.________ ha chiesto l'allontanamento della condotta al di fuori del suo fondo. All'azione si � opposta la vicina. Con sentenza 26 settembre 1997 il Tribunale del Distretto Bernina ha respinto l'azione e ha posto le spese a carico delle parti in ragione di met� ciascuno. Entrambe le parti sono insorte contro il suddetto giudizio con tempestivi appelli al Tribunale cantonale dei Grigioni. Con sentenza 14 settembre 1998 la Camera civile del Tribunale cantonale ha respinto l'appello dell'attrice e accolto quello della convenuta, ponendo integralmente a carico della prima le spese e le ripetibili di tutte le istanze.
Avverso il giudizio cantonale A.________ � insorta con tempestivo ricorso per riforma, che il Tribunale federale ha accolto con sentenza 11 marzo 1999, rinviando gli atti ai giudici cantonali per nuova decisione ai sensi dei considerandi, dato che in concreto mancavano diversi accertamenti importanti, segnatamente in relazione alle circostanze in cui venne posata la tubazione (accordo del proprietario gravato o no, posa mediante compenso o no, tempestivo reclamo in caso di posa abusiva).
C.- Con nuovo giudizio del 18 dicembre 2000 la Camera civile del Tribunale cantonale ha parzialmente accolto l'appello dell'attrice, annullando la decisione impugnata e riformandola nel senso che la convenuta � stata condannata a spostare la condotta secondo la variante 3 della relazione tecnica X.________ del 26 aprile 1995, che prevede di mantenere l'odierno tracciato ma di abbassare e rinforzare la tubatura. Sulla base delle risultanze di causa i giudici cantonali sono giunti alla conclusione che tra le parti venne discusso il tracciato della canalizzazione e venne in seguito dato l'accordo alla posa della stessa da parte dell'attrice, la quale, a compenso aveva pure chiesto ed ottenuto la posa di una doppia braga per accogliere anche le sue acque. Secondo il Tribunale cantonale le parti hanno addirittura concluso un contratto di servit� necessaria senza la forma scritta e senza l'iscrizione a RF. Ma anche se si volesse negare l'insorgere di un simile contratto, si dovrebbe nondimeno ammettere l'esistenza in concreto di un abuso di diritto da parte dell'attrice: essa non si � opposta alla posa della condotta e l'ha tollerata per circa cinque anni accettando pure l'installazione, a suo favore e a spese della vicina, di una doppia braga per l'allacciamento della sua propriet�. L'allontanamento della canalizzazione al di fuori della sua propriet� non � inoltre richiesta da interessi giustificati: la modifica come alla proposta numero tre dell'ing. X.________ permette infatti la realizzazione dei posteggi sul fondo dell'attrice senza pregiudizi di sorta. D'altra parte, la stessa insorgente aveva inizialmente chiesto lo spostamento della servit� in applicazione dell'art. 693 CC. Inoltre, lo spostamento della canalizzazione su suolo comunale - oltre a risultare molto pi� costoso - non � realizzabile sia perch� il comune non ha dato alcuna autorizzazione, sia perch� presenta difficolt� tecniche di rilievo.
D.- Contro la premessa sentenza A.________ � insorta dinanzi al Tribunale federale con ricorso per riforma, chiedendone l'annullamento e il rinvio degli atti all' istanza cantonale per nuovo giudizio. Subordinatamente, postula la riforma della querelata pronuncia nel senso che l' appello della controparte sia respinto e che in accoglimento della petizione la condotta sia spostata fuori dalla sua propriet�. Lamenta che il tribunale cantonale ha ipotizzato o accertato in modo erroneo il suo accordo in merito alla servit� di condotta, come pure il fatto che i lavori siano stati eseguiti da suo fratello, C.________. Questi accertamenti erronei violano l'art. 8 CC, perch� conducono ad un' inversione dell'onere della prova. Ad analoga conclusione si deve approdare in punto alla valutazione data dai giudici cantonali al fatto che l'attrice abbia tollerato la posa e l'uso della canalizzazione sul suo fondo. Pure erroneo sarebbe l'accertamento secondo cui a compenso per la concessione della servit� venne posata a spese della controparte una doppia braga: la stessa si trova infatti su fondo altrui per cui l'attrice non avrebbe nemmeno potuto dare una tale autorizzazione. Inoltre, a prescindere da tutti i motivi di merito invocati, il tribunale cantonale non poteva riconoscere, senza statuire "ultra petita", una servit� necessaria alla convenuta, che non l'ha chiesta in giudizio.
L'attrice sostiene infine l'inapplicabilit� alla fattispecie dell'art. 693 CC. Pur riconoscendo che inizialmente essa ha erroneamente fondato la sua pretesa su questo disposto, ha precisato nel seguito della procedura che si trattava di un'azione negatoria ai sensi dell'art. 641 cpv. 2 CC: l'azione doveva pertanto essere accolta come tale, atteso che non pu� darsi abuso di diritto per l'attesa di 5 anni prima di chiederne l'allontanamento. Essa ribadisce che la condotta � stata posata abusivamente e senza alcun consenso e la tolleranza � avvenuta solo per non inasprire i gi� tesi rapporti di vicinato.
1.- Interposto in tempo utile contro una decisione finale dell'ultima istanza cantonale in una contestazione civile, il ricorso per riforma � di principio ricevibile, atteso altres� che il valore litigioso (art. 46 OG) � dato.
L'attrice, anzich� attenersi ai fatti accertati nel giudizio impugnato, adduce nuove circostanze e rimette in discussione valutazioni delle prove eseguite dai giudici cantonali, senza peraltro sostenere che ricorrono gli estremi di cui all'art. 63 cpv. 2 OG. Tale modo di procedere � inammissibile in un ricorso per riforma e dovrebbe semmai fare l'oggetto di un ricorso di diritto pubblico. I giudici cantonali, sulla scorta delle emergenze processuali, hanno infatti stabilito che la condotta � stata posata con l'accordo dell'attrice, che in compenso e su richiesta di quest'ultima la controparte ha posato a sue spese una doppia braga per l'allacciamento e che per cinque anni la proprietaria gravata ha tollerato senza obiezioni la situazione.
Sulla correttezza e sul fondamento di tali accertamenti non vi � spazio per discutere nell'ambito della giurisdizione per riforma, di guisa che il Tribunale federale deve attenersi agli stessi.
b) � ben vero che la ricorrente lamenta una violazione dell'art. 8 CC, e quindi una delle possibilit� che l' art. 63 cpv. 2 OG le offre.
L'art. 8 CC garantisce - tra l'altro - alla parte che � tenuta a provare una determinata circostanza, la possibilit� fondata sul diritto federale di fornire le prove rilevanti atte a stabilire i fatti, sempre che la richiesta sia proposta nelle forme e secondo i contenuti previsti dal diritto processuale cantonale (DTF 114 II 289, consid. 2a).
Il disposto in narrativa � quindi violato in particolare se il giudice ammette come provate mere allegazioni di fatto di una parte, che sono contestate dalla controparte, oppure se egli rifiuta l'assunzione di prove su fatti rilevanti.
Per contro l'art. 8 CC non trova applicazione quando l'apprezzamento delle prove convince il giudice sull'esistenza di determinati fatti, poich� la questione dell'onere della prova diviene allora senza oggetto (DTF 119 II 114 consid. 4c con rinvii). Chiamato a statuire quale istanza di riforma il Tribunale federale non pu� rivedere questo apprezzamento delle prove, che compete al giudice del merito (DTF 119 II 114 consid. 4c con rinvio, 117 II 609 consid. 3c).
Dopo tutto l'art. 8 CC non esclude n� l'apprezzamento anticipato delle prove n� la prova indiziaria (DTF 117 II 387 consid. 2e, 115 II 305, 114 II 289 consid. 2). Un'assunzione di prove limitata non viola quindi l'art. 8 CC se il giudice a quello stadio e sulla base delle prove acquisite giunge al convincimento dell'esistenza o dell'inesistenza di un determinato stato di fatto. In questa evenienza pu� semmai realizzarsi una violazione dell'art. 9 Cost. per arbitrio nella valutazione delle prove o nell'applicazione del diritto cantonale, ovvero per la violazione del diritto di essere sentiti. Si tratta per� di censure che devono essere proposte con un ricorso di diritto pubblico e non nell'ambito di un ricorso per riforma.
c) Orbene, in concreto i giudici cantonali hanno valutato tutti gli elementi probatori dell'incarto e sono giunti alle conclusioni di cui si � detto, di guisa che la loro decisione attiene alla valutazione delle prove e non all'onere della prova. La pretesa violazione dell'art. 8 CC deve pertanto essere respinta.
3.- Le censure ricorsuali si riferiscono in ampia misura ai fatti ricordati e sono quindi irricevibili. L'attrice sostiene inoltre che la Corte cantonale, riconoscendo alla controparte un diritto di condotta necessario, ha giudicato "ultra petita", perch� tale domanda non era stata formulata nell'ambito della procedura.
In realt�, le competenze e la procedura per il riconoscimento di una servit� necessaria sono disciplinate dal diritto cantonale (A. Meyer-Hayoz, Commentario bernese, n. 58 ad art. 691 CC) e non possono essere contestate nell' ambito di un ricorso per riforma, che solo permette di censurare la violazione del diritto federale (art. 43 cpv. 1 OG). La censura rivolta ai giudici cantonali di aver deciso "ultra petita", attinente al diritto processuale cantonale, non pu� come tale essere proposta in questa sede (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 111 II 358, consid. 1). Ma pur nell' ipotesi che tale censura fosse ammissibile e fondata, non permetterebbe ancora di ammettere il ricorso, dato che il giudizio impugnato ha denegato lo spostamento della condotta cos� come chiesto dall'attrice anche perch� nel suo comportamento sarebbe ravvisabile un abuso di diritto. E le argomentazioni ricorsuali contro quest'ultima motivazione s'avverano - per le considerazioni che seguono - irricevibili e ad ogni buon conto infondate.
4.- Nella contestazione dell'abuso di diritto rimproveratole dai giudici cantonali, l'attrice obbietta che la condotta � stata posata abusivamente e senza il suo consenso, e che la pacifica tolleranza per un quinquennio � dovuta solo alla sua volont� di non peggiorare ulteriormente rapporti di vicinato gi� tesi. In queste condizioni essa ritiene di avere agito senza disattendere il principio della buona fede.
Anche questa contestazione ricorsuale � irricevibile, giacch� i giudici cantonali hanno accertato - in modo vincolante per il Tribunale federale - che la condotta � stata posata con l'accordo dell'attrice (la quale ha pure ricevuto in compenso la posa gratuita di una braga di allacciamento), che la stessa � stata usata pacificamente e senza obiezioni per cinque anni e che l'edificazione dei posteggi addotta per ottenere l'allontanamento non � pregiudicata dalla presenza della condotta modificata come alla soluzione tre del piano allestito dallo studio tecnico X.________. In simili evenienze la decisione impugnata appare conforme alla legge. Sulla scorta di questa situazione di fatto, d'altra parte, nemmeno l'attrice sembra mettere in discussione l'esistenza di un abuso di diritto nella domanda di allontanamento della condotta fuori dalla propriet�.
5.- In esito a quanto precede, il ricorso, nella ridotta misura in cui � ricevibile, s'avvera manifestamente infondato e come tale va trattato. La tassa di giustizia segue la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG), mentre non si giustifica assegnare ripetibili alla controparte, che non � stata invitata a presentare una risposta.
2. La tassa di giustizia di fr. 3000.-- � posta a carico dell'attrice.