Source: https://senigallia.openmunicipio.it/acts/deliberations/2017-09-27-000000-s-lp-2017-1790-sentenza-del-consiglio-di-stato-n-54362017-pronunciata-sul-giudizio-n-545213-promosso-dai-sigri-fibbi-giulio-e-ulisse-caterina-contro-il-comune-di-senigallia-per-la-riforma-della-sentenza-del-tar-marche-ancona-sez-i-n-38713-riconoscimento-del-debito-fuori-bilancio/
Timestamp: 2018-01-16 11:25:49+00:00
Document Index: 119319222

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Open municipio - Dettaglio Riconoscimento del debito fuori bilancio per sentenza Consiglio di Stato nel contenzioso per rimozione di asta e bandiere sulla copertura dell'ex-Columbia
Delibera del Consiglio Comunale N° CC/2017/77 del 27 settembre 2017
OGGETTO:	SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO N. 5436/2017 PRONUNCIATA SUL GIUDIZIO N. 5452/13 PROMOSSO DAI SIG.RI FIBBI GIULIO E ULISSE CATERINA CONTRO IL COMUNE DI SENIGALLIA PER LA RIFORMA DELLA SENTENZA DEL TAR MARCHE-ANCONA SEZ. I N. 387/13. RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO.
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Pedroni Luana; 2° Urbinati Sandro;  3° Palma Elisabetta
Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 4 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO N. 5436/2017 PRONUNCIATA SUL GIUDIZIO N. 5452/13 PROMOSSO DAI SIG.RI FIBBI GIULIO E ULISSE CATERINA CONTRO IL COMUNE DI SENIGALLIA PER LA RIFORMA DELLA SENTENZA DEL TAR MARCHE-ANCONA SEZ. I N. 387/13. RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO e concede la parola all’Assessore alla Pianificazione Urbanistica, Maurizio Memè, per la relazione illustrativa.
L’Assessore MEMÈ: questa delibera che propongo al Consiglio dà attuazione alla sentenza del Consiglio di Stato numero 5436 pronunciata sul giudizio numero 5452 e promosso dai signori Fibbi Giulio e Ulisse Caterina contro il Comune di Senigallia per la riforma della sentenza del TAR Marche Ancona sezione 1 numero 387 riconoscimento debito fuori bilancio. Questa situazione di debito fuori bilancio si è venuta a creare dopo la sentenza del Consiglio di Stato e quindi l’Amministrazione comunale a questo punto siccome è esecutiva, non ha altro da fare rispetto a questa sentenza di andare a predisporre le risorse per ottemperare a questo tipo di situazione. L’importo che è di 5.000 euro più i diritti accessori di legge e pertanto per una somma complessiva di 7.295,60 centesimi. È  un atto che ha il parere favorevole dei Revisori dei Conti, l’abbiamo approfondito in Commissione non più tardi di una settimana fa, a questo punto è un atto dovuto in quanto l’Amministrazione comunale ha 120 giorni per rifondere questo debito a chi è stato riconosciuto questo importo, devo essere altrettanto sincero che lungo questo percorso l’Amministrazione comunale aveva sempre avuto parere positivo rispetto alle considerazioni fatte in questo ricorso presso il T.A.R., è chiaro che il Consiglio di Stato è un organo superiore, l’amministrazione avrebbe anche l’opportunità di continuare a ricorrere ma in questo momento chiaramente dobbiamo solo ed esclusivamente pagare e quindi riconoscere questo debito fuori bilancio. È una procedura tecnica a cui non ci si può sottrarre e quindi abbiamo predisposto questo atto proprio per adempiere a quello che la sentenza ci dice.
Si dà atto che esce l’Assessore Bucari.
Il Consigliere SARDELLA (PD): anche qui solo un chiarimento alla dottoressa Filonzi. Leggo che il legale dei signori Fibbi ha notificato l’atto di precetto senza il rispetto dei termini previsti dalla normativa vigente e quindi il Comune ha fatto opposizione alla esecuzione perché l’atto di precetto è stato notificato senza l’osservanza dei 120 giorni del termine dilatorio previsto per legge dalle pubbliche amministrazioni,  poi si legge nella delibera che l’avvocato ha rinunciato all’atto di precetto, ma l’opposizione che fine ha fatto? Le spese legali del Comune ai fini dell’opposizione all’esecuzione c’è stata una transazione? È stata chiusa? Perché se è stata fatta opposizione all’esecuzione formalizzata, più che altro capire questo, se c’è stata opposizione all’esecuzione depositata in tribunale fondata perché l’atto di precetto non poteva essere notificato prima dei 120 giorni, quantomeno il Comune avrebbe diritto alle spese di lite e quindi di insistere nonostante la rinuncia al precetto sull’opposizione per la condanna alle spese di lite. Ora che fine ha fatto quella causa, qui non si dà atto nella delibera. Dopodiché per il resto chiaramente la delibera va votata, era una curiosità perché la citiamo come vicenda.
L’Assessore MEMÈ: solo per dire che questo atto è riferito alla sentenza del Consiglio di Stato, dopodiché l’atto di precetto l’avevano fatto in un certo modo perché era fatto come se noi fossimo un privato, cosa che chiaramente non è e quindi dall’atto amministrativo si sono dovuti ravvedere. Rispetto a questa domanda specifica mi posso informare presso l’ufficio legale dell’amministrazione oppure lo può fare anche lei consigliere direttamente perché in pratica non è stato affrontato in questa delibera perché questa attiene esclusivamente alla sentenza del Consiglio di Stato.
Il Consigliere REBECCHINI (Unione Civica): questa è una vicenda ormai direi vecchissima che riguarda appunto il contenzioso con il signor Fibbi perché il signor Fibbi ha posto sul suo terrazzo un pennone a sostegno di una bandiera, la bandiera italiana. Più volte su questo tema è intervenuto il consigliere Paradisi di Unione civica, ha sollevato nel corso direi di questi anni, perché sono passati anni ormai, più volte delle gravi preoccupazioni in merito all’esito finale che avrebbe avuto questo contenzioso contestando anche il parere del dirigente dottor Roccato che secondo il Consigliere Paradisi ha indotto l’Amministrazione a continuare questo contenzioso, per cui ricordo che nel precedente Consiglio comunale anzi nei precedenti consigli comunali il Consigliere Paradisi chiedeva una Commissione disciplinare nei confronti del dirigente Roccato per verificare se c’erano i termini per far pagare questa somma al dirigente anche per le cose che scrive il Consiglio di Stato nella sentenza. Ricordo anche per chi ci ascolta che questo contenzioso non è che costa 7000 euro, 7250 euro è la condanna che dà il Consiglio di Stato per pagare l’avvocato del signor Fibbi ma il Comune ha una parcella dell’avvocato Lucchetti di ben 70.000 euro. Il fatto che sollevava Paradisi in una sua recente interpellanza era semplice: per l’avvocato che vince la causa il Consiglio di Stato decide un onorario di 6.000 euro e invece il Comune per conto suo paga 70.000 euro all’avvocato Lucchetti che perde la causa. La nostra richiesta qual era, e mi auguro che ci sia ancora il tempo visto che l’avvocato che vince la causa prenderà seimila euro, di intervenire presso l’avvocato che difende l’Amministrazione comunale per cercare di ridurre il più possibile questi 70.000 euro. Voglio sottolineare che è tutto legittimo, 70.000 euro, non è che l’avvocato Lucchetti chieda questa somma in maniera impropria e illegittima, Consiglieri non ho detto questo, è legittima la richiesta, però è legittimo anche che il Comune e sarebbe stato giusto e sarebbe stato opportuno che il Comune avesse prima trattato con l’avvocato Lucchetti l’onere a cui sarebbe andato incontro. Io mi auguro che il regolamento che è in discussione in prima Commissione e che prevede nel Regolamento in maniera chiara un incarico ad avvocati a rotazione e prevede anche un minimo, che le spese legali siano richieste come il minimo che è possibile con l’accettazione chiaramente da parte dei legali perché non è tassativo l’onorario di un professionista come avveniva fino ad alcuni anni fa dove c’erano delle parcelle definite, ad esempio per quanto riguarda l’Ordine degli Architetti ricordo che le parcelle erano definite da una tabella e si poteva andare incontro chiedendo anche meno dell’onorario, parlo dell’Ordine degli architetti, ad una impropria richiesta rispetto ad altri colleghi si poteva andare ad una richiesta che poteva in pratica danneggiare altri. Adesso per quanto riguarda le parcelle degli avvocati, vedo che qui ancora è presente l’avvocato Sardella quindi sicuramente saprà meglio di me questo, è possibile trattare con il legale per un’Amministrazione pubblica l’onorario visto anche che prevediamo nel nostro Regolamento che è in discussione ripeto nella prima Commissione, richieste a più avvocati mi pare e quindi chiediamo anche prima quale sarebbe la spesa per un eventuale contenzioso. In questo caso il Regolamento non è in corso chiaramente, non c’è regolamento quindi l’Amministrazione comunale ha dato l’incarico a un legale di sua fiducia che è appunto l’avvocato Lucchetti, un avvocato che ha lavorato e lavora molto per il Comune, io non ho la cifra totale degli incarichi avuti dall’avvocato Lucchetti, ripeto tutto legittimo però l’opportunità avrebbe suggerito in questo caso un rapporto diverso con l’avvocato Lucchetti. Questo magari esce fuori dal tema della delibera del debito fuori bilancio però è un appello visto che il Sindaco mi pare a questa richiesta che aveva rivolto il Consigliere Paradisi mi pare l’abbia anche accolta e questo mi fa piacere però in questo caso io non mi sento di votare a favore di questa delibera perché è una spesa che il Comune si accollerà per aver voluto continuare un contenzioso l’esito del quale con grande probabilità sarebbe stato non positivo così come è stato.
L’Assessore MEMÈ: solo per una battuta sulla storia ovverosia rispetto alla prima parte dell’intervento del Consigliere Rebecchini. Tengo a precisare che il TAR si era pronunciato rispetto alle ordinanze accogliendo e sospendendo i provvedimenti impugnati da Fibbi e dalla signora Ulisse, i provvedimenti presi dall’area tecnica non erano così peregrini rispetto poi a quello che dettavano le ordinanze. Per quanto riguarda invece la parcella che come è stato detto anche nell’altro Consiglio per chiarezza il Sindaco già dal precedente Consiglio ha dato mandato al dirigente ai servizi legali di trattare proprio con l’avvocato Lucchetti il compenso rispetto a questa tranche da liquidare da parte dell’Amministrazione comunale, lo dico perché era già un impegno del Sindaco proprio nell’altro Consiglio quindi non è che non abbiamo fatto niente, il dirigente Morganti che è il Dirigente preposto ha il compito su indicazione del Sindaco di dar seguito proprio alle dichiarazioni che il Sindaco ha reso nella interrogazione del consigliere Paradisi. Questo lo dico perché così rimettiamo un po’ in fila il tutto, è chiaro che questo provvedimento ovverosia la liquidazione del legale dell’ente non ha nulla a che vedere con il provvedimento che invece andiamo a prendere questa sera che è di altra natura e ha altro oggetto.
Il Presidente del Consiglio ROMANO: non ci sono interventi quindi chiudiamo la fase di discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): solitamente questi sono atti dovuti perché quando c’è appunto una sentenza a cui dobbiamo ottemperare bisogna pagare, non c’è altro da fare, non possiamo tergiversare. Questa tra l’altro è una sentenza un po’ anomala, non tanto per il risultato finale, ma perché come Amministrazione comunale secondo un accesso non fatto da me questa volta, da un altro Consigliere e pubblicato sui giornali ci è costato non 70 ma addirittura 94.000 euro questa procedura. Al di là della parcella esorbitante che l’amministrazione ha riferito sta provando a chiedere una riduzione con l’avvocato Lucchetti però son troppe le cose che lasciano perplessi quindi mi astengo non voto contrario perché giustamente è un adeguamento che dobbiamo fare al bilancio per ottemperare a quanto disposto però torno a ripetere 7.200 euro contro quasi 24.000 per lo stesso dibattimento e perderla beh è una cosa che secondo me non è molto corretta e morale.
Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta iscritta al punto 4 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari che viene approvata con 15 voti favorevoli, 4 contrari (Canestrari, Da Ros, Mandolini, Rebecchini), 3 astenuti (Martinangeli Palma, Sartini), 1 presente non votante (Gregorini), come proclama il Presidente ai sensi di legge.
Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, l’immediata eseguibilità dell’atto deliberativo che viene approvata con 14 voti favorevoli, 4 contrari (Canestrari, Da Ros, Mandolini, Rebecchini), 3 astenuti (Martinangeli, Palma, Sartini), 2 presenti non votanti (Gregorini, Mangialardi), come proclama il Presidente ai sensi di legge.
- La vicenda ha origine con l’emanazione da parte del Comune di Senigallia dell’Ordinanza Comunale n. 652 del 15.12.2009 avente ad oggetto la rimozione di un’asta e bandiere sulla copertura di un fabbricato sito in Senigallia via Perilli angolo via Bonopera, motivando la suddetta Ordinanza  con la mancanza di un titolo edilizio e la presenza di un vincolo ambientale ex legge n. 1497/39 di cui al D.M. 14/9/1960.
- Con ricorso al TAR Marche n. 47/2010 i sig.ri Fibbi e Ulisse chiedevano l’annullamento della suddetta ordinanza nonché la sospensione della sua efficacia (1° ricorso). Il TAR Marche, con Ordinanza n. 142 del 24/02/2010, in sede cautelare, ordinava al Comune di Senigallia il riesame del provvedimento impugnato, in particolare l’esame della documentazione tecnica allegata al ricorso nonché  l’effettuazione di un  sopralluogo al fine di verificare gli aspetti strutturali dell’opera.
- Nel frattempo il Comune di Senigallia emetteva una nuova ordinanza di rimozione (Ordinanza n. 60 del 23/02/2010) motivandola con la violazione della tutela paesaggistica, la violazione della tutela urbanistica ed edilizia e la violazione degli aspetti relativi alla pubblica e privata incolumità in relazione alle norme tecniche per le costruzioni. Questa nuova Ordinanza che veniva impugnata avanti al TAR Marche dai sig.ri Fibbi - Ulisse (ricorso n. 275/2010 – 2° ricorso). Anche in tale giudizio il TAR Marche, con Ordinanza n. 452 del 07/07/2010 accoglieva l’istanza di riesame alla luce del provvedimento prot. 46123 del 26/5/2010 del III Dipartimento della Provincia di Ancona, Ente che nel frattempo aveva preso atto della relazione tecnica dell’Ing. Riccardo Filomena del 19/1/2010.
- Il Comune di Senigallia a seguito dell’Ordinanza del TAR Marche n. 142/2010 eseguiva il sopralluogo in data 11/03/2010 ed in tale circostanza evidenziava problematiche dell’opera in ordine al rispetto delle norme tecniche; a seguito dell’Ordinanza del TAR Marche n. 452/2010 riesaminava la questione confermando la non conformità dell’opera alle norme per le costruzioni in zona sismica e, di conseguenza emanava l’Ordinanza n. 551 del 25/10/2010 , ribadendo anche il difetto delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche e titoli edilizi, mai richiesti all’Amministrazione Comunale ed agli organi competenti. Anche la suddetta Ordinanza n. 551/2010 che veniva impugnata avanti al TAR Marche dai sig.ri Fibbi - Ulisse (ricorso n. 1011/2010 – 3° ricorso).
- In relazione alle istanze cautelari richieste nei ricorsi sopra richiamati proposti dai sig.ri Fibbi – Ulisse, il TAR Marche si pronunciava con apposite ordinanze accogliendo e sospendendo i provvedimenti impugnati e precisamente:
- Ordinanza di sospensiva n. 153 del 03.11.2010 sul ricorso n. 275/2010
- Ordinanza di sospensiva n. 42 del 13.01.2011 sullo stesso ricorso n. 275/2010
- Ordinanza di sospensiva n. 47 del 13.01.2011 sul ricorso n. 1011/2010.
- Il TAR Marche con sentenza n. 387/13 riuniva i tre distinti ricorsi proposti dai sig.ri Fibbi - Ulisse, rispettivamente iscritti ai reg. ric. n. 47/10, n. 275/10 e n. 1011/10, aventi ad oggetto Rimozione asta e bandiere sulla copertura del fabbricato in Senigallia via Perilli angolo via Bonopera, ditta Giacani Rosina ed altri, ricorsi originati dall’emanazione delle seguenti Ordinanze Comunali e precisamente la n. 652/09, la n. 60/10; la n. 551/10, e li rigettava con spese compensate così statuendo: … PQM il Tribunale Amministrativo per le Marche (sezione I) riuniti per la decisione i ricorsi 47/2010, 275/2010 e 1011/2010, li respinge. Spese compensate.
- I sig.ri Fibbi - Ulisse impugnavano al Consiglio di Stato (ricorso reg. n. 5452/13) la sentenza TAR Marche n. 387/13 e l’Organo giudicante con sentenza n. 2436/17 accoglieva l’appello condannando il Comune di Senigallia alla rifusione delle spese di lite del doppio grado di giudizio in favore dei sig.ri Fibbi Giulio e Ulisse Caterina per complessivi Ђ 5.000,00, oltre diritti ed accessori di legge.
- con la sentenza sopra citata il Consiglio di Stato accoglie l’unico motivo di appello articolato in plurime censure dagli appellanti ritenendolo fondato e così statuendo: ….PQM il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie. Condanna il Comune di Senigallia alla rifusione delle spese di lite del doppio grado di giudizio in favore di sig.ri Giulio Fibbi e Caterina Ulisse che si liquidano in complessivi 5.000,00 oltre diritti ed accessori di legge.
- La sentenza del Consiglio di Stato munita della formula esecutiva veniva notificata in uno con l’atto di precetto in data 16/6/2017 con il quale veniva intimato al Comune di Senigallia, di pagare la somma di Ђ 7.449,06 entro e non oltre gg. 10 dalla notifica del citato atto, e con avvertimento che in difetto si sarebbe proceduto esecutivamente. Il Comune ha dovuto necessariamente e con urgenza provvedere all’opposizione all’atto di precetto per farne dichiarare la radicale nullità in quanto alla Pubblica Amministrazione deve essere notificata previamente la sentenza e solo decorsi 120 gg. da detta data, il creditore può notificare l’atto di precetto (art. 14 del D.L. n. 669/1996, convertito, con modificazioni, nella legge n. 30/1997).
- L’opposizione all’atto di precetto proposta dal Comune di Senigallia, e noficata ai sig.ri Fibbi e Ulisse e iscritta a ruolo presso il Tribunale Civile di Ancona r.g. n. 4796/17 produceva effetto tanto che il legale di questi ultimi rinunciava all’atto di precetto stesso.
- Considerato che, l’Ente deve comunque provvedere rifusione delle spese di lite derivanti dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 2436/17 che sono state quantificate in complessivi Ђ 5.000,00 oltre diritti ed accessori di legge e pertanto per una somma complessiva di Ђ 7.295,60=.
- Considerato altresì che la sentenza è stata notificata in data 21/6/2017 e che la somma richiamata va pagata nei termini di legge onde evitare la notifica di ulteriore atto di precetto (nonché successivamente ad esecuzione forzata).
- Ritenuto pertanto opportuno riconoscere il debito fuori bilancio derivato dalla predetta sentenza per l’importo di Ђ 7.295,60=
- Stabilito che il debito fuori bilancio in argomento è finanziato con appositi stanziamenti di spesa previsti nel bilancio di previsione armonizzato 2017/2019 al Cap. 1382/19;
2°) - DI STABILIRE che, alla data odierna, l’importo complessivo di cui sono creditori i sig.ri FIBBI GIULIO (C.F. FBBGLI37M31H501J) nato a Roma il 31/08/1937 e residente in Senigallia, via Perilli n. 22 e ULISSE CATERINA (C.F. LSSCRN42D59I849X) nata a Soresina il 19/04/1942 e residente in Senigallia, via Perilli n. 22,  è pari ad Ђ 7.295,60=;
3°) - DI RICONOSCERE il debito fuori bilancio derivato dalla predetta sentenza per l’importo alla data odierna di Ђ 7.295,60=;
4°) - DI STABILIRE che il debito fuori bilancio trova copertura finanziaria con apposito stanziamento di spesa al Cap. 1382/19 del Bilancio di previsione armonizzato 2017/2019;
27-09-2017 - L'atto Riconoscimento del debito fuori bilancio per sentenza Consiglio di Stato nel contenzioso per rimozione di asta e bandiere sulla copertura dell'ex-Columbia è stato approvato
27-09-2017 - L'atto Riconoscimento del debito fuori bilancio per sentenza Consiglio di Stato nel contenzioso per rimozione di asta e bandiere sulla copertura dell'ex-Columbia è stato presentato