Source: https://www.legislazionetecnica.it/60672/normativa-edilizia-appalti-professioni-tecniche-sicurezza-ambiente/circ-ag-entrate-29-12-2006-n-37-e/chiarimenti-sul-reverse-charge-edilizia
Timestamp: 2019-10-16 16:52:05+00:00
Document Index: 62783906

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 35', 'art. 30']

Circ. Ag. Entrate 29/12/2006, n. 37/E | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN8443
IVA - Applicazione del sistema del reverse-charge nel settore dell’edilizia. Articolo 1, comma 44, della legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 27 dicembre 2006).
La Circolare ha fornito chiarimenti ed interpretazioni in merito al meccanismo del «reverse charge» (inversione contabile) per le prestazioni di subappalto in edilizia, definitivamente introdotto dal comma 44 della L. 296/2006 (Legge finanziaria 2007).
Si ricorda che il meccanismo prevede che in alcuni casi, in deroga alle regole ordinarie, al pagamento dell'imposta è tenuto il soggetto che usufruisce della prestazione, e la fattura, ricevuta in questi casi senza addebito d'imposta, deve essere integrata dallo stesso soggetto con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta. Relativamente all'ambito di applicazione la circolare precisa che si estende alle prestazioni di servizi attinenti all'attività di costruzione, identificabili come:
lavori generali di costruzione;
lavori speciali di costruzione per edifici e opere di ingegneria civile;
lavori di completamento di fabbricato;
lavori di installazione di servizi in fabbricato.
Si ricorda che l'applicazione del reverse charge a tali prestazioni non è subordinata ad alcuna autorizzazione comunitaria. La circolare chiarisce, inoltre, che il regime di reverse-charge si applica anche nelle ipotesi in cui soggetti subappaltatori forniscono servizi a imprese che si pongono quali appaltatori o, a loro volta, quali subappaltatori relativamente alla realizzazione dell'intervento di costruzione, mentre non si applica alle prestazioni rese direttamente, in forza di contratti di appalto, nei confronti delle imprese di costruzione o di ristrutturazione. Altresì il meccanismo del reverse charge non si applica alle prestazioni di opera intellettuale fornite da professionisti e, pertanto, non qualificabili come prestazioni di manodopera nè si applica alle forniture di beni con posa in opera in cui la posa in opera è funzione accessoria rispetto alla cessione del bene, che ai fini IVA sono considerate cessione di beni e non prestazioni di servizi.
Risoluz. Ag. Entrate 20/06/2008, n. 255/E
Risoluz. Ag. Entrate 16/06/2008, n. 246/E
Risoluz. Ag. Entrate 04/03/2008, n. 76/E
Risoluz. Ag. Entrate 28/06/2007, n. 148/E
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L'art. 1, comma 44, della legge finanziaria per il 2007, ha sostituito il sesto comma dell'art. 17 del D.P.R. n. 633 del 1972, R prevedendo che il meccanismo dell'inversione contabile (cosiddetto reverse-charge) si applichi a talune prestazioni di servizi rese nel settore edile, nonché ad ulteriori fattispecie, per le quali ultime è necessaria la preventiva autorizzazione da parte dei competenti organi dell'Unione europea.
In particolare, per quanto riguarda il settore edile la lett. a) del citato art. 17, sesto comma, dispone che il reverse-charge si applica «a) alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l'attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero
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1. Decorrenza
L'applicazione del reverse-charge nell'ambito del settore edile era stata inizialmente prevista dall'art. 35, comma 5, del decreto-legge n. 223 del 4 luglio 2006 convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, che, tuttavia, non ha trovato applicazione in quanto l'entrata in vigore della norma era rinviata alla data in cui la Commissione
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2. Individuazione del settore edile
I soggetti destinatari della modalità di assolvimento dell'imposta in discorso, secondo quanto previsto dall'art. 17, sesto comma, lett. a), devono essere individuati in relazione alle prestazioni rese nell'ambito del settore edile.
Pertanto, anche alla luce della direttiva CE del 24 luglio 2006, n. 69, che consente agli Stati di prevedere l'applicazione del reverse-charge alle prestazioni di servizi di costruzione (estesi fino a comprendervi anche i servizi di pulizia), si deve ritenere che il settore edile, cui fa riferimento la normativa nazionale, vada identificato nell'attività di costruzione.
In particolare, per delim
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3. Contratti interessati dal sistema del reverse-charge
L'estensione del meccanismo dell'inversione contabile alle prestazioni di servizi rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti di imprese che svolgono attività di costruzione e ristrutturazione di immobili, ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un altro subappaltatore, impone di verificare l'ambito oggettivo di applicazione della disposizione.
Si precisa in premessa che, considerato il tenore letterale della norma, il regime del reverse-charge va applicato nelle ipotesi in cui soggetti subappaltatori rendono servizi ad imprese del comparto dell'edilizia che si pongono quali appaltatori o, a loro volta, quali subappaltatori, in relazione alla realizzazione dell'intervento edilizio.
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4. Rimborso e compensazione di eccedenze detraibili
Il comma 6-bis, dell'art. 35 del decreto-legge n. 223 del 2006 ha esteso la facoltà di chiedere il rimborso dell'eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione annuale IVA anche alle ipotesi in cui, nel settore edile, siano rese le prestazioni di servizi assoggettate al regime del reverse-charge. A tal fine è stato inserito nell'art. 30, terzo comma, lettera a), del D.P.R. n. 633 del 1972, che prevede la possibilità di chiedere il rimborso nelle ipotesi in cui vengano esercitate «esclusivamente o prevalentemente attività che comportano l'effettuazione di operazioni soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle dell'imposta relativa agli acquisti e a
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5. Rapporti associativi
Il reverse-charge non trova applicazione in relazione alle prestazioni rese nell'ambito di taluni rapporti associativi, come ad esempio: