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Timestamp: 2018-08-18 19:47:22+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 9']

Il c.d. "condono tombale" e la Integrazione degli imponibili per gli anni pregressi - Studio Legale Tidona e Associati
29 marzo 2004 | By Studio In Diritto bancario
Il c.d. “condono tombale” e la Integrazione degli imponibili per gli anni pregressi
Differenze, limiti e preclusioni agli accertamenti fiscali
L’art. 8 della legge n. 289 del 2002 (legge finanziaria 2003) aveva previsto in favore del contribuente la possibilità di aderire ad una procedura, c.d. “Integrazione degli imponibili per gli anni pregressi”, al fine di sanare eventuali e pregresse inadempienze di natura fiscale. In particolare il citato art. 8 al comma 1 stabiliva che le dichiarazioni relative ai periodi d’imposta per i quali i termini di presentazione fossero scaduti entro il 31 ottobre 2002, avrebbero potuto essere integrate secondo le disposizioni di cui ai commi successivi del medesimo art. 8.
Tale integrazione avrebbe avuto effetto ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive, dell’imposta sul patrimonio netto delle imprese, dell’imposta sul valore aggiunto, dell’imposta regionale sulle attività produttive, del contributo straordinario per l’Europa, di cui all’ articolo 3, commi 194 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, dei contributi previdenziali e di quelli al Servizio sanitario nazionale.
Ai sensi poi dell’art. 8 comma 3, l’integrazione si sarebbe perfezionata con il pagamento dei maggiori importi dovuti entro il 16 aprile 2003, mediante l’applicazione delle disposizioni vigenti in ciascun periodo di imposta relative ai tributi indicati nel comma 1 nonché dell’intero ammontare delle ritenute e contributi, sulla base di una dichiarazione integrativa da presentare, entro la medesima data, in luogo di quella omessa ovvero per rettificare in aumento la dichiarazione già presentata.
Qualora gli importi da versare fossero stati superiori, per le persone fisiche, alla somma di 3.000 euro e, per gli altri soggetti, alla somma di 6.000 euro, tali importi avrebbero potuto essere versati in due rate identiche, entro il 30 novembre 2003 ed il 20 giugno 2004, maggiorate degli interessi legali a decorrere dal 17 aprile 2003.
L’omesso versamento delle predette eccedenze entro le date indicate non avrebbe comunque determinato l’inefficacia della integrazione.
Orbene, il perfezionamento della procedura della dichiarazione integrativa di cui all’art. 8 L. 289/2002, ha comportato, in favore dei contribuenti che vi abbiano aderito, per ciascuna annualità oggetto di integrazione limitatamente ai maggiori imponibili o alla maggiore imposta sul valore aggiunto risultanti dalle dichiarazioni integrative aumentati del 100%, ovvero alle maggiori ritenute aumentate del 50%:
b) l’estinzione delle sanzioni amministrative tributarie e previdenziali, ivi comprese quelle accessorie;
c) l’esclusione ad ogni effetto della punibilità per i reati tributari di cui agli articoli 2,3,4, e 5,10 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, nonché per i reati previsti dagli articoli 482, 483, 484, 485, 489, 490, 491-bis e 492 del codice penale, nonché dagli articoli 2621, 2622 e 2623 del codice civile, quando tali reati siano stati commessi per eseguire od occultare i predetti reati tributari, ovvero per conseguirne il profitto e siano riferiti alla stessa pendenza o situazione tributaria.
Quindi il perfezionamento della procedura descritta determina per il contribuente che vi abbia aderito la sola inapplicabilità delle sanzioni derivanti dalla omessa presentazione delle dichiarazioni, lasciando però impregiudicata la possibilità dell’amministrazione finanziaria di effettuare ogni ulteriore controllo ritenuto opportuno.
Difatti l’integrazione degli imponibili per gli anni pregressi determina solo una limitazione dei poteri di accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria. In particolare, così come si evince dal comma 6 di cui all’art. 8 all’art. 8 L. 289/2002, l’azione accertatrice, per ciascuna imposta e per ciascun periodo d’imposta, può essere promossa quando il maggior reddito imponibile accertabile superi quello derivante dal cumulo tra il reddito originariamente dichiarato ed il maggior imponibile risultante dalla dichiarazione integrativa, aumentato quest’ultimo di una franchigia pari al 100 per cento per ciascun periodo d’imposta.
Per i sostituti d’imposta la franchigia è del 50 per cento delle maggiore ritenute indicate nella dichiarazione integrativa semplice; mentre tale franchigia non opera, ai sensi del comma 7 di cui all’art. 8, per i redditi e gli imponibili all’estero oggetto d’integrazione.
Ai sensi del comma 6 – bis in caso di accertamento relativo ad annualità oggetto di integrazione, le maggiori imposte e le maggiori ritenute dovute sono comunque limitate all’eccedenza rispetto alle maggiori imposte corrispondenti agli imponibili integrati, all’eccedenza rispetto all’imposta sul valore aggiunto e all’eccedenza rispetto alle ritenute, aumentate ai sensi del comma 6.
Il perfezionamento della procedura della dichiarazione integrativa comporta per il contribuente che vi abbia aderito una semplice limitazione relativamente a possibili accertamenti di natura fiscale, che non vengono quindi preclusi in toto, a differenza di quanto invece è stato previsto in relazione alla differente procedura della “Definizione automatica per gli anni pregressi” (meglio nota quale Condono Tombale) e di cui al successivo art. 9 L. 289/2002.
Tale norma ha stabilito la possibilità per i contribuenti di chiedere la definizione automatica per tutte le imposte di cui al successivo comma 2, lettera a) (imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, imposta regionale sulle attività produttive, contributo straordinario per l’Europa di cui all’articolo 3, commi 194 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonché dell’imposta sul patrimonio netto delle imprese) e separatamente per l’imposta sul valore aggiunto, presentando una dichiarazione – previo versamento di determinati importi fissati in misura percentuale – concernente tutti i periodi di imposta per i quali i termini per la presentazione delle relative dichiarazioni fossero scaduti entro il 31 ottobre 2002.
La definizione automatica si sarebbe in particolare perfezionata con il versamento per ciascun periodo d’imposta:
a) ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive, dell’imposta regionale sulle attività produttive, del contributo straordinario per l’Europa di cui all’articolo 3, commi 194 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonché dell’imposta sul patrimonio netto delle imprese, fermi restando i versamenti minimi di cui ai commi 3 e 4, di un importo pari all’8% delle imposte lorde e delle imposte sostitutive risultanti dalla dichiarazione originariamente presentata; se ciascuna imposta lorda o sostitutiva fosse risultata di ammontare superiore a 10.000 euro, la percentuale applicabile all’eccedenza sarebbe stata pari al 6%, mentre se fosse risultata di ammontare superiore a 20.000 euro, la percentuale applicabile a quest’ultima eccedenza sarebbe stata pari al 4%;
b) ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, fermi restando i versamenti minimi di cui al successivo comma 6, di un importo pari alla somma del 2% dell’imposta relativa alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate dal contribuente, per le quali l’imposta fosse divenuta esigibile nel periodo d’imposta, e del 2% dell’imposta detratta nel medesimo periodo; se l’imposta esigibile ovvero l’imposta detratta avessero superato gli importi di 200.000 euro, le percentuali applicabili a ciascuna eccedenza sarebbero state pari all’1,5%, e se i predetti importi di imposta avessero superato 300.000 euro le percentuali applicabili a ciascuna eccedenza sarebbero state pari all’1%; le somme da versare complessivamente ai sensi della presente lettera erano comunque ridotte nella misura dell’80% per la parte eccedente l’importo di 11.600.000 euro.
La procedura della definizione automatica, limitatamente a ciascuna annualità ha reso, per i contribuenti che vi abbiano aderito, definitiva la liquidazione delle imposte risultanti dalla dichiarazione presentata, inoltre solo il perfezionamento di tale procedura – ai sensi dell’art. 9, comma 10 – ha comportato le seguenti preclusioni nei confronti del dichiarante e dei soggetti coobbligati:
b) l’estinzione delle sanzioni amministrative tributarie, ivi comprese quelle accessorie;
c) l’esclusione della punibilità per i reati tributari di cui agli articoli 2, 3,4,5 e 10 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, nonché per i reati previsti dagli articoli 482, 483, 484, 485, 489, 490, 491-bis e 492 del codice penale, nonché dagli articoli 2621, 2622, e 2623 del codice civile, quando tali reati siano stati commessi per eseguire od occultare i predetti reati tributari, ovvero per conseguirne il profitto e siano riferiti alla stessa pendenza o situazione tributaria; i predetti effetti, limitatamente ai reati previsti dal codice penale e dal codice civile, operano a condizione che si provveda alla regolarizzazione contabile delle attività, anche detenute all’estero, secondo le modalità ivi previste. L’esclusione della punibilità di cui ai reati sopra riportati non si applica in caso di esercizio dell’azione penale della quale il contribuente abbia avuto formale conoscenza entro la data di presentazione della dichiarazione per la definizione automatica.
Pertanto, come si evince da quanto sopra esposto, solo l’adesione al condono tombale ha precluso ogni accertamento fiscale relativo alle annualità oggetto del condono medesimo.
L’adesione alle procedure di cui agli artt. 8 (Dichiarazione integrativa degli imponibili per gli anni pregressi) e 9 (Definizione automatica per gli anni pregressi) e conseguentemente i diversi effetti – in tema di possibili futuri accertamenti fiscali – benché disciplinati nella L. 289/2002 e benché si trattasse di procedure relative al passato – in quanto inerenti dichiarazioni da presentarsi entro il 31 ottobre 2002 ed in quanto il termine ultimo di adesione era previsto per il 16 aprile 2003 – sono ancora argomenti resi estremamente attuali dalla L. n. 350 del 24/12/2003 (legge finanziaria 2004), che ne ha prorogato la applicabilità.
Difatti l’art. 2 della succitata legge espressamente stabilisce che le disposizioni degli articoli 7, 8 e 9 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, si applicano, con le medesime modalità ivi rispettivamente indicate, anche relativamente al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2002, per il quale le dichiarazioni siano state presentate entro il 31 ottobre 2003. I versamenti dovranno essere effettuati entro il 16 aprile 2004 ed in particolare per i soli soggetti che, alla data di entrata in vigore della Legge Finanziaria 2004, abbiano già effettuato versamenti utili per la definizione di obblighi ed adempimenti tributari ai sensi degli articoli 7, 8 e 9 della predetta legge n. 289 del 2002, ferma restando la rateizzazione dell’eccedenza, il versamento da effettuare entro il 16 aprile 2004 è pari:
– all’intero importo dovuto, fino a concorrenza, con un minimo rispettivamente di 100 e 200 euro, della somma di 3.000 euro per le persone fisiche e di 6.000 euro per gli altri soggetti, se i versamenti già effettuati sono inferiori a tali somme;
– al 10% di quanto dovuto, con un minimo di 100 euro per le persone fisiche e 200 euro per gli altri soggetti, se i versamenti già effettuati sono pari o superiori alle predette somme di 3.000 e 6.000 euro.
I soggetti che abbiano già aderito al condono tombale di cui all’ art. 9 della L. 289/2002 non possono avvalersi della Dichiarazione integrativa degli imponibili per gli anni pregressi di cui all’art. 8 L. 289/2002. I contribuenti che intendano avvalersi delle disposizioni di cui all’art. 9 della L. 289/2002 sono tenuti a presentare a pena di nullità, una dichiarazione concernente tutti i periodi d’imposta per i quali le relative dichiarazioni siano state presentate entro il 31 ottobre 2003.
La possibilità di aderire alle procedure di cui agli artt. 8 e 9 della L. 289/2002 è comunque preclusa per i soggetti ai quali, alla data di entrata in vigore della L. 350/2003, sia stato notificato processo verbale di constatazione con esito positivo, ovvero avviso di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, dell’imposta sul valore aggiunto ovvero dell’imposta regionale sulle attività produttive, nonché invito al contraddittorio di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, relativamente ai quali non è stata perfezionata la definizione ai sensi dei commi 48 e 49.
In caso di avvisi di accertamento parziale di cui all’articolo 41-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, relativamente ai redditi oggetto di definizione o integrazione, ovvero di avvisi di accertamento di cui all’articolo 54, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, divenuti definitivi alla data di entrata in vigore della L. 350/2003, la definizione o integrazione è ammessa a condizione che il contribuente versi, entro la prima data di pagamento degli importi per la definizione o l’integrazione, le somme derivanti dall’accertamento parziale, con esclusione delle sanzioni e degli interessi.