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Timestamp: 2019-08-26 01:20:20+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 444', 'art. 444', 'art. 256', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 31', 'art. 181', 'art. 23', 'art. 165', 'sentenza ', 'art. 257', 'art. 257', 'sentenza ', 'art. 256', 'art. 260', 'art. 648', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 606', 'art. 242', 'art. 256', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 181', 'art. 23', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 256', 'art. 242', 'sentenza ', 'art. 256', 'art. 616']

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^ 27/06/2019, Sentenza n.28175 | AmbienteDiritto.it
RIFIUTI - Discarica abusiva - Confisca dell'area - Potere di ordinare la bonifica ed il ripristino dello stato dei luoghi - Natura di sanzione amministrativa irrogata dal giudice penale - Attribuzione di funzioni speciali aventi carattere amministrativo - Giurisprudenza - Artt. 152, 240, 242, 256, 257, d.lgs n.152/2006 - Patteggiamento ex art. 444 cod.proc.pen. - Riserva di legge - Art. 23 Cost. - INQUINAMENTO DEL SUOLO - DANNO AMBIENTALE - Eliminazione delle conseguenze del danno ambientale - Poteri del giudice - Subordine della sospensione condizionale della pena alla bonifica del sito - Controllo dell'autorità giudiziaria o di un organo tecnico appositamente delegato.
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^ 27/06/2019 (Ud. 12/04/2019), Sentenza n.28175
RIFIUTI - Discarica abusiva - Confisca dell'area - Potere di ordinare la bonifica ed il ripristino dello stato dei luoghi - Natura di sanzione amministrativa irrogata dal giudice penale - Attribuzione di funzioni speciali aventi carattere amministrativo - Giurisprudenza - Artt. 152, 240, 242, 256, 257, d.lgs n.152/2006 - Patteggiamento ex art. 444 cod.proc.pen. - Riserva di legge - Art. 23 Cost..
L'art. 256 comma 3, d.lgs. n. 152/2006, prevede che alla sentenza di condanna per la realizzazione e/o gestione di discarica non autorizzata, o alla decisione emessa ai sensi dell'art. 444 cod.proc.pen, consegue la confisca dell'area sulla quale è realizzata la discarica abusiva, se di proprietà dell'autore o del compartecipe al reato, fatti salvi gli obblighi di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi. Ne consegue che, ponendosi il potere del Giudice di ordinare la bonifica (ed il ripristino dello stato dei luoghi) in parallelo all'autorità amministrativa titolare di autonomo potere, deve affermarsi che tale misura abbia natura di sanzione amministrativa irrogata dal giudice penale. Sicché, in materia di ambiente e territorio, viene conferito al giudice il potere di emanare un ordine finalizzato alle conseguenze dell'illecito, con attribuzione di funzioni speciali aventi carattere amministrativo, sebbene esercitate in sede di giurisdizionale, come reiteratamente affermato sia in relazione all'ordine di demolizione urbanistica, di cui all'art. 31 d.P.R. n. 380/2001, che in relazione all'ordine di rirnessione in pristino dello stato dei luoghi in tema di tutela del paesaggio, di cui all'art. 181 d.lgs. n. 42/2004 (cfr, ex multis, per la natura di sanzione amministrativa avente carattere ripristinatorio, dell'ordine di demolizione, Sez.3, n.36387 del 07/07/2015 e per l'analoga di natura di sanzione amministrativa dell'ordine di rimessione in pristino dello stato dei luoghi, Sez.3, n.1158 del 08/11/2016, dep.11/01/2017). Tuttavia, tale potere non può esercitarsi al di fuori delle ipotesi in cui è espressamente consentito, stante il disposto dell'art. 23 Cost., che istituisce una riserva relativa di legge in tema di imposizioni personali i patrimoniali.
RIFIUTI - INQUINAMENTO DEL SUOLO - DANNO AMBIENTALE - Eliminazione delle conseguenze del danno ambientale - Poteri del giudice - Subordine della sospensione condizionale della pena alla bonifica del sito - Controllo dell'autorità giudiziaria o di un organo tecnico appositamente delegato.
In tema di bonifiche, nel caso in cui il Giudice applica il principio generale di cui all'art. 165 cod.pen., e subordini la sospensione condizionale della pena alla bonifica del sito, la bonifica con la quale subordinare il beneficio penale non sarà necessariamente quella proceduralizzata dal d.lgs. n. 152 del 2006, ma potrà coinciderà con quella stabilita concretamente dal giudice per eliminare le conseguenze del danno ambientale prodotto, soggetta al controllo dell'autorità giudiziaria o di un organo tecnico appositamente delegato e che potrà eventualmente essere verificata ex post dal giudice della esecuzione (cfr Sez. 3, n.13456 del 20.11.2006, Gritti, Sez. 3, n. 35501 del 30.5.2003, Spadetto; nonché Sez.3, n.37280 del 12/06/2008, che ribadendo il principio ha, però, precisato che, in caso di condanna, o sentenza di patteggiamento della pena, per il reato di inquinamento previsto dall'art. 257 D.Lgs. n. 152 del 2006 il giudice può subordinare la concessione del predetto beneficio alla bonifica del sito inquinato esclusivamente secondo le procedure regolamentate dallo stesso decreto legislativo, in virtù della norma specifica prevista del medesimo art. 257, comma 3, d.lgs n. 152/2006).
(conferma ordinanza del 28/09/2018 - CORTE DI APPELLO DI TRENTO) Pres. IZZO, Rel. DI STASI, Ric. Boccher
Boccher F.
Boccher L.
avverso l'ordinanza del 28/09/2018 della Corte di appello di Trento;
letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Sante Spinaci, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso.
1. Con ordinanza del 28/09/2018, la Corte di appello di Trento, quale Giudice dell'esecuzione, rigettava l'istanza del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Trento, volta ad ottenere la declaratoria di corretta esecuzione della sentenza della Corte di appello n. 424 del 12.12.2014 che aveva dichiarato Boccher F. e Boccher L. responsabili del reato di cui all'art. 256, comma 3, divo 152/2006, per discarica non autorizzata, e del reato di cui all'art. 260 dLvo 152/2006, per attività organizzata al traffico illecito di rifiuti, con le sanzioni accessorie della confisca delle particelle fondiarie specificate nel capo di imputazione e la bonifica nei termini autorizzati a cura e spese degli imputati.
2. Avverso tale ordinanza hanno proposto ricorso per cassazione Boccher F. e Boccher L., articolando sette motivi di seguito enunciati.
Con il primo motivo deducono violazione dell'art. 648, comma 2, cod.proc.pen. in riferimento al punto relativo alla sanzione della bonifica, argomentando che il Giudice dell'esecuzione aveva ritenuto applicabile una sanzione accessoria non prevista dalla sentenza di merito, diversa dalla sanzione della bonifica, sulla quale si era formato il giudicato.
Con il secondo motivo deducono violazione degli artt. 648 e 666 cod.proc.pen., lamentando che l'ordinanza impugnata aveva statuito in maniera difforme dalle precedenti ordinanze rese dalla Corte di appello in sede esecutiva, le quali avevano precisato la natura della sanzione accessoria e giudicato correttamente eseguita la sentenza di merito, così violando il giudicato formatosi sul punto.
Con il quinto motivo deducono violazione di cui all'art. 606 cod.proc.pen. lett. a) cod.proc.pen. per esercizio di una potestà riservata all'autorità amministrativa e inosservanza dell'art. 242, commi 12 e 13 del d.lgs 152/2006, lamentando che l'ordinanza impugnata, nel dare indicazioni sulle modalità tecniche di esecuzione della bonifica aveva esercitato un potere riservato alla competente autorità amministrativa.
2. Va osservato, in premessa, che l'art. 256, comma 3, d.lgs. n. 152/2006 prevede che alla sentenza di condanna per la realizzazione e/o gestione di discarica non autorizzata, o alla decisione emessa ai sensi dell'art. 444 cod.proc.pen, consegue la confisca dell'area sulla quale è realizzata la discarica abusiva, se di proprietà dell'autore o del compartecipe al reato, fatti salvi gli obblighi di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi.
2.1. La norma in esame deve interpretarsi quale implicito riconoscimento al giudice penale di una distinta ed autonoma sfera di intervento rispetto a quella dell'autorità amministrativa, anche se accessoria rispetto alla sentenza di condanna, con la conseguenza che l'ordine impartito dal giudice non preclude lo svolgimento dei procedimenti amministrativi finalizzati alla eliminazione dell'illecito e, in primo luogo, quello di bonifica, in quanto una discarica abusiva comporta, di regola, la violazione dei limiti di contaminazione.
2.2. Per la qualificazione della natura dell'ordine di bonifica (e dell'ordine di ripristino dello stato dei luoghi), deve richiamarsi il principio di carattere generale, secondo il quale, quando, in materia di ambiente e territorio, viene conferito al giudice il potere di emanare un ordine finalizzato alle conseguenze dell'illecito, si ha l'attribuzione di funzioni speciali aventi carattere amministrativo, sebbene esercitate in sede di giurisdizionale, come reiteratamente affermato sia in relazione all'ordine di demolizione urbanistica, di cui all'art. 31 d.P.R. n. 380/2001, che in relazione all'ordine di rirnessione in pristino dello stato dei luoghi in tema di tutela del paesaggio, di cui all'art. 181 d.lgs. n. 42/2004 (cfr, ex multis, per la natura di sanzione amministrativa avente carattere ripristinatorio, dell'ordine di demolizione, Sez.3, n.36387 del 07/07/2015, Rv.264736 e per l'analoga di natura di sanzione amministrativa dell'ordine di rimessione in pristino dello stato dei luoghi, Sez.3, n.1158 del 08/11/2016, dep.11/01/2017,Rv.269357).
2.3. E tale potere non può esercitarsi al di fuori delle ipotesi in cui è espressamente consentito, stante il disposto dell'art. 23 Cost., che istituisce una riserva relativa di legge in tema di imposizioni personali i patrimoniali (cfr Sez.3, n.28577 del 10/06/2014, Rv.259906, che, richiamando il disposto dell'art. 23 Cost., ha affermato che, in materia di rifiuti, la restituzione nella fase delle indagini preliminari di un'area sottoposta a sequestro preventivo sulla quale insista una discarica abusiva, non può essere subordinata a condizione, come l'esecuzione delle operazioni di bonifica, perchè la legge non attribuisce al giudice penale un simile potere per la fase delle indagini preliminari, potendo tale sanzione essere irrogata dal giudice penale solo con la sentenza di condanna o con la decisione emessa ai sensi dell'art. 444 cod.proc.pen., ex art. 256, comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006).
2.4. Quanto al contenuto dell'ordine di bonifica, ritiene il Collegio, che esso va inteso come risanamento del sito inquinato, è ancorato al rispetto dei limiti di accettabilità della contaminazione in relazione alla specifica destinazione d'uso e deve avvenire secondo le specifiche norme di cui all'art. 242 e ss. del d.lgs n. 152/2006, disponendo specificamente la norma "fatti salvi gli obblighi di bonifica", da intendersi, quindi, quelli normativamente previsti (indicati dal Titolo V della Parte Quarta del d.lvo 152/2006) e non potendo il giudice, in presenza di norme specifiche, modulare liberamente il contenuto degli interventi di bonifica.
3. Nel caso di specie, i ricorrenti, con sentenza n. 424/14 della Corte di appello di Trento, sono stati condannati per il reato di cui all'art. agli artt. 256, comma 3 e 260 del d.lgs n. 152/2006 e, in base al disposto dell'art. 256, comma 3, è stata disposta la bonifica e confisca dell'area.
4. I ricorsi, pertanto, vanno rigettato ed i ricorrenti, in base al disposto dell'art. 616 cod.proc.pen., vanno condannati al pagamento delle spese processuali.
Così deciso il 12/04/2019
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