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Timestamp: 2020-08-07 10:27:12+00:00
Document Index: 92999232

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 110', 'sentenza ', 'art. 110', 'art. 113', 'art. 114', 'sentenza ', 'art. 2054', 'art 2054', 'art. 20154']

Annamaria Villafrate | 05 set 2016
L'art. 110 C.P. disciplina il concorso di persone nel reato: "Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita, salve le disposizioni degli articoli seguenti." La norma, in contrasto con la concezione monosoggetiva del reato, prevede il modello unitario del concorso in cui più soggetti agiscono per perseguire un unico obiettivo criminoso.
Come precisato dalla Cassazione n. 36941/2015 "In tema di concorso di persone nel reato, il principio della pari responsabilità dei concorrenti previsto dall'art. 110 C.P. non esonera dall'individuazione dell'autore o dei coautori della condotta descritta dalla fattispecie incriminatrice, poiché l'attribuzione del fatto di reato al terzo, cui non sia ascrivibile tale condotta, presuppone una partecipazione psichica necessariamente in rapporto a uno o più autori materiali dell'illecito penale."
Cosa deve intendersi per partecipazione psichica, lo ha chiarito la sentenza della Cassazione n. 15860/2015: "In tema di concorso di persone nel reato, la responsabilità di chi coopera a un fatto criminoso non presuppone la convergenza psicologica sull'evento finale perseguito da altro dei concorrenti, essendo sufficiente che il suo apporto sia stato prestato con consapevole volontà di contribuire, anche solo agevolandola, alla verificazione del fatto criminoso."
In linea con l'art. 110 C.P., l'art. 113 C.P., dedicato alla cooperazione colposa nel reato, dispone: "Nel delitto colposo, quando l'evento è stato cagionato dalla cooperazione di più persone, ciascuna di queste soggiace alle pene stabilite per il delitto stesso. La pena è aumentata per chi ha determinato altri a cooperare nel delitto, quando concorrono le condizioni stabilite nell'articolo 111 e nei numeri 3 e 4 dell'articolo 112".
Diverso dalla cooperazione è il concorso colposo di fattori indipendenti contemplato dall'art. 114 c.p., che si caratterizza per l'assenza di un legame psicologico tra i soggetti che, con la loro condotta, risultano responsabili di reati distinti.
Risponde al quesito la sentenza n. 20125 (2015 - 2016) della Cassazione penale: "Il sanitario che opera in equipe, oltre al rispetto delle regole cautelari connesse alle specifiche mansioni svolte, non può esimersi dal valutare l'attività precedente o contestuale svolta da altro collega - sia pure specialista in altra disciplina - e dal controllarne la correttezza, ponendo se del caso rimedio ad errori altrui che siano evidenti e non settoriali, come tali rimediabili con l'ausilio delle comuni conoscenze scientifiche del professionista medio."
La tipica figura di concorso colposo civilistico riguarda la responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli di cui all'art. 2054 c.c., che attribuisce la colpa in egual misura a ciascun conducente ai fini della determinazione del sinistro. Trattasi tuttavia di un criterio sussidiario che interviene solo qualora non sia possibile accertare distintamente i diversi gradi di responsabilità.
Per quanto riguarda l'incidenza del concorso del danneggiato sulla quantificazione dei danni, Cassazione civile n. 22.514 del 23.10.2014 ha chiarito che la riduzione del danno in ragione del concorso percentuale non si applica solo al soggetto danneggiato, ma anche ai congiunti che avanzino domanda di ristoro per i danni riflessi iure proprio.
Un'ultima questione da risolvere in materia di concorso di colpa riguarda la possibilità di ricorrere alle presunzioni previste dall'art 2054 c.c in sede penale al fine di regolare i rapporti tra soggetto danneggiato (parte civile), imputato e responsabile civile.
Giurisprudenza maggioritaria però non è concorde sull'ammissione delle presunzioni art. 20154 c.p. nel giudizio penale per diverse ragioni che meriterebbe una dettagliata analisi sistematica. In questa sede è sufficiente dire che le presunzioni possono essere richiamate dalla parte civile in sede penale per quanto riguarda l'azione esercitata, purché non contrastino con il concetto penalistico di colpa, che richiede una prova più rigorosa.