Source: http://docplayer.it/14787436-Regione-toscana-giunta-regionale.html
Timestamp: 2019-01-17 05:52:45+00:00
Document Index: 80322447

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 92', 'art. 17', 'art. 133', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 5', 'art. 18']

1 REGIONE TOSCANA GIUNTA REGIONALE ESTRATTO DAL VERBALE DELLA SEDUTA DEL (punto N 20 ) Delibera N 144 del Proponente LUIGI MARRONI DIREZIONE GENERALE DIRITTI DI CITTADINANZA E COESIONE SOCIALE Pubblicita /Pubblicazione Atto soggetto a pubblicazione su Banca Dati (PBD) Dirigente Responsabile ANDREA LETO Estensore GIUSEPPINA ATTARDO Oggetto Salute e medicina di genere: istituzione del centro regionale di coordinamento Presenti ENRICO ROSSI ANNA RITA BRAMERINI ANNA MARSON GIANNI SALVADORI LUIGI MARRONI VITTORIO BUGLI VINCENZO CECCARELLI STEFANIA SACCARDI Assenti GIANFRANCO SIMONCINI ALLEGATI N 1 ALLEGATI Denominazion Pubblicazione Tipo di trasmissione Riferimento A Si Cartaceo+Digitale Allegato A
2 STRUTTURE INTERESSATE Tipo Settore Denominazione SETTORE AFFARI GIURIDICI E LEGALI MOVIMENTI CONTABILI Capitolo Anno Tipo Mov. N. Movimento Variaz. Importo in Euro U Prenotazione 6000,00 U Prenotazione 6000,00 U Prenotazione 6000,00
3 LA GIUNTA REGIONALE Vista la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 Disciplina del servizio sanitario regionale, e successive modifiche ed integrazioni, e in particolare: - l art. 43 Le strutture regionali del governo clinico, comma 3, che prevede che per lo sviluppo a rete di specifici settori del servizio sanitario regionale e per la promozione delle attività di governo clinico, la Giunta regionale può istituire appositi organismi regionali di coordinamento delle strutture organizzative aziendali e interaziendali; - l art. 92 Articolazioni di funzioni e organi che precisa che il Consiglio sanitario regionale articola le proprie funzioni in osservatori e commissioni permanenti, presiedute da un responsabile, per tematiche a valenza generale derivanti dalla programmazione regionale; Visto l art. 17 della legge regionale 2 agosto 2013, n. 44 Disposizioni in materia di programmazione regionale ; Richiamato il Piano Sanitario Regionale , approvato con delibera del Consiglio Regionale n. 53 del 16 luglio 2008 e ancora in vigore ai sensi del comma 1 dell art. 133 della L.R. 27 dicembre 2011 n. 66, in particolare il punto Diagnostica predittiva e medicina personalizzata, che impegna le strutture regionali a definire percorsi assistenziali per i singolo utente nei casi in cui sia stato definito un rischio elevato, precisando che la conoscenza di un preciso rischio individuale obbliga a programmi di controllo intensivi diversi da quelli previsti per l intera popolazione e una maggiore flessibilità clinico organizzativa in grado di attuare procedure personalizzate; Specificato inoltre che il PSR suddetto, al punto Governo clinico: qualità e appropriatezza clinica e organizzativa, prevede espressamente la facoltà per la Giunta regionale di costituire altri organismi per specifiche funzioni di rilevanza regionale; Ricordato che, nella proposta di Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale (PSSIR) , approvata dalla Giunta Regionale in data 19/12/2011, al punto 4.4 La medicina di genere, si evidenzia che l OMS dal 2000 ha inserito la medicina di genere nel documento Equity Act, a testimonianza che il principio di equità implica non solo la parità di accesso alle cure di donne e uomini, ma anche l adeguatezza e l appropriatezza di cura secondo il proprio genere, sottolineando che le medicina di genere è ormai una esigenza del Servizio Sanitario; Vista la propria deliberazione n. 74 del 07/02/2014, che approva emendamenti al Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale , allegato B, in particolare: - punto 1.5., paragrafo La variabilità dell offerta sanitaria come risposta per l appropriatezza delle cure: a ciascuno secondo il suo bisogno, nel quale si sottolinea l importanza della medicina personalizzata e della personalizzazione delle cure, precisando che la sfida dei prossimi anni sarà rappresentata dallo sforzo di garantire ad ognuno servizi e cure basati sul proprio profilo di salute, tenendo conto della variabilità individuale nel rapporto fra struttura genetica, fattori ambientali, stile di vita e storia dell individuo; - punto 4.4. La salute e la medicina di genere, nel quale si ribadisce e si innova il concetto di Salute di genere, introducendo fra gli altri, l obiettivo di promuovere e individuare all interno delle strutture sanitarie pubbliche percorsi che garantiscano la presa in carico della persona tenendo conto delle differenza di genere al fine di ottenere una maggiore appropriatezza e personalizzazione della terapia; Vista la DGR n. 75 del 07/02/2014 che individua alcune priorità di intervento per l anno 2014 in ragione del loro particolare impatto sul piano dell assistenza, dell innovazione e 1
4 dell organizzazione del servizio sanitario, indicando fra queste lo sviluppo di un approccio di genere alla salute dei cittadini e sottolineando che: - la comunità scientifica internazionale afferma da tempo che il riconoscimento delle differenze biologiche tra uomo e donna è un passo necessario per superare le disuguaglianze e promuovere l equità; - un sistema socio-sanitario evoluto- e in evoluzione- deve pertanto porre tra le proprie priorità la promozione della salute di genere come approccio ordinario, al fine di garantire a tutti, uomini e donne, il miglior trattamento possibile in funzione della specificità di genere; Precisato che l allegato A alla medesima DGR 75/2014, al punto 5, lo sviluppo di un approccio di genere alla salute dei cittadini, specifica che la medicina di genere è ormai una realtà da cui non si può prescindere, che non può e non deve svilupparsi come una specialità a se stante, ma come una integrazione trasversale di specialità e competenze mediche, affinché si formi una cultura e una presa in carico della persona che tenga presente le differenze di genere non solo sotto l aspetto anatomo-fisiologico, ma anche delle differenze biologiche-funzionali, psicologiche, sociali e culturali, oltre che ovviamente di risposta alle cure, prevedendo a tal fine fra le azioni da realizzare, l istituzione a livello regionale di un centro di coordinamento che sviluppi, in integrazione e coerenza con le aziende sanitarie, una serie di azioni nell ambito della Salute di genere; Preso atto che, al fine di applicare il concetto di diversità per garantire a tutti, donne e uomini, il miglior trattamento possibile in funzione della specificità di genere, con decreto dirigenziale n.4193 del 03/10/2011 è stata costituita la Commissione permanente per le problematiche di genere quale articolazione del Consiglio Sanitario Regionale; Considerato che in alcune aziende sanitarie del territorio regionale sono già in atto esperienze nell ambito della Salute di genere, con diverse modalità organizzative dovute alle specificità territoriali, che rappresentano importanti elementi di ricchezza del sistema e fra le quali ricordiamo il Centro studi salute di genere dell Az. USL 10 di Firenze, il Centro studi salute di genere dell Az. USL 3 di Pistoia e il Centro di coordinamento aziendale per la promozione della sanità di genere dell Az. USL 8 di Arezzo; Valutato pertanto opportuno definire un livello regionale di coordinamento delle tematiche e delle azioni intraprese nell ambito della Salute di genere attraverso l istituzione di un organismo regionale, ai sensi dell art. 43 della LR 40/2005 e in attuazione della DGR 75/2014 sopra citati, denominato Centro regionale di coordinamento della Salute e medicina di genere, le cui funzioni e modalità operative sono dettagliate nell allegato A, parte integrante e sostanziale alla presente deliberazione; Ritenuto che il Centro regionale di coordinamento della Salute e medicina di genere debba essere così composto: - il coordinatore, scelto tra figure professionali in possesso di specifiche competenze in materia; - il dirigente dell area di coordinamento competente in materia di sistema sociosanitario della Regione Toscana; - i coordinatori di Area Vasta, o i direttori generali da questi delegati; - il vicepresidente del Consiglio Sanitario Regionale; Considerato che il Centro regionale di coordinamento della Salute e medicina di genere è organismo che svolge funzioni di natura tecnica ai sensi dell articolo 7, comma 1, lettera e) della l.r. 5/2008; 2
5 Ritenuto opportuno che il Centro regionale di coordinamento della Salute e della medicina di genere debba essere collocato nell ambito della Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e coesione sociale, Area di coordinamento Sistema sociosanitario regionale, che ne garantisce, altresì, il necessario supporto amministrativo, ed esplichi le proprie funzioni attraverso una costante interfaccia con i settori della Direzione generale competenti in materia di programmazione e organizzazione delle cure, qualità dei servizi, governo clinico, ricerca, innovazione, risorse umane, prevenzione, farmaceutica e appropriatezza; Precisato che il Centro, pur espletando attività prettamente sanitarie, si relaziona anche con gli altri tavoli istituzionali e settori regionali; Precisato che, in relazione agli aspetti professionali delle funzioni previste, il Centro si avvale della Commissione permanente per le problematiche di genere, di cui al suddetto decreto dirigenziale n. 4193/2011 costituita all interno del Consiglio Sanitario Regionale, quale supporto tecnicoscientifico; Ritenuto, altresì, opportuno che il Centro, al fine di promuovere sinergie e valorizzare le iniziative adottate nei diversi territori e dalle diverse istituzioni, si avvalga di tutte le competenze e risorse presenti sul territorio attraverso il raccordo con i diversi soggetti coinvolti, fra i quali: - l Agenzia Regionale di Sanità Toscana; - il Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant Anna di Pisa; - la Commissione regionale per le pari opportunità; - gli Atenei Toscani; Ritenuto opportuno, per i motivi sopra esposti, procedere all approvazione dell allegato A, che descrive in maniera più puntuale le funzioni e le modalità operative di funzionamento del Centro regionale di coordinamento della Salute di genere; Ritenuto di dover specificare che unicamente al coordinatore del Centro verranno riconosciuti i soli rimborsi spese documentabili, stimati entro un tetto annuo massimo pari a ,00, secondo le modalità e i limiti predisposti dalla disciplina vigente sulla dirigenza regionale; Considerato che la somma di ,00 prevista per ciascuna annualità è disponibile sul bilancio gestionale 2014 e sul bilancio pluriennale 2014/2016, annualità 2015 e 2016, secondo la seguente articolazione: bilancio gestionale 2014; bilancio pluriennale 2014/2016, annualità 2015; bilancio pluriennale 2014/2016, annualità 2016; dando atto che verrà predisposta opportuna variazione di bilancio, in via amministrativa, per storno di tali risorse al capitolo Oneri sostenuti dalla Regione per incarichi, consulenze, indennità, rimborsi spese e gettoni di presenza in materia sanitaria, ai fini della corretta classificazione economica; Dato atto che all assunzione degli impegni di spesa provvederà il dirigente competente subordinatamente all approvazione della variazione di bilancio suddetta; Ritenuto inoltre di precisare che per lo svolgimento delle attività del Centro non sono previsti ulteriori oneri a carico del bilancio regionale; 3
6 Vista la L.R. 78 del 24 dicembre 2013 Bilancio di Previsione per l'anno finanziario 2014 e Pluriennale 2014/2016 ; Vista la DGR n. 2 del 7 gennaio 2014 Approvazione Bilancio gestionale per l'esercizio finanziario 2014 e Bilancio gestionale Pluriennale 2014/2016 ; A VOTI UNANIMI DELIBERA 1. di istituire, ai sensi dell art. 43, comma 3 della l.r. 24 febbraio 2005, n.40 il Centro regionale di coordinamento della Salute e medicina di genere, quale organismo regionale per la promozione e il coordinamento delle tematiche e delle azioni intraprese nell ambito della Salute di genere; 2. di precisare che il Centro regionale di coordinamento della Salute e medicina di genere è composto da: - il coordinatore, scelto tra figure professionali in possesso di specifiche competenze in materia; - il dirigente dell area di coordinamento competente in materia di sistema sociosanitario della Regione Toscana; - i coordinatori di Area Vasta, o i direttori generali da questi delegati; - il vicepresidente del Consiglio Sanitario Regionale; 3. di precisare che il Centro regionale di coordinamento della Salute e medicina di genere è organismo che svolge funzioni di natura tecnica ai sensi dell articolo 7, comma 1, lettera e) della l.r. 5/2008; 4. di collocare il Centro regionale di coordinamento della Salute di genere nell ambito dell Area di coordinamento Sistema sociosanitario regionale della Direzione generale Diritti di Cittadinanza e coesione sociale, che ne garantisce altresì il necessario supporto amministrativo; 5. di precisare che il Centro esplica le proprie funzioni attraverso una costante interfaccia con i settori della Direzione generale Diritti di Cittadinanza e coesione sociale competenti in materia di programmazione e organizzazione delle cure, qualità dei servizi, governo clinico, ricerca, innovazione, risorse umane, prevenzione, farmaceutica e appropriatezza; 6. di precisare che il Centro, pur espletando attività prettamente sanitarie, si relaziona anche con gli altri tavoli istituzionali e settori regionali; 7. di precisare che, in relazione agli aspetti professionali delle funzioni previste, il Centro si avvale della Commissione permanente per le problematiche di genere, di cui al decreto dirigenziale 4193/2011, costituita all interno del Consiglio Sanitario Regionale, quale supporto tecnicoscientifico; 8. di ritenere opportuno che il Centro, al fine di promuovere sinergie e valorizzare le iniziative adottate nei diversi territori e dalle diverse istituzioni, si avvalga di tutte le competenze e risorse presenti sul territorio attraverso il raccordo con i diversi soggetti coinvolti, fra i quali: - l Agenzia Regionale di Sanità Toscana; - il Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant Anna di Pisa; - la Commissione regionale per le pari opportunità; - gli Atenei Toscani; 4
7 9. di approvare il documento allegato A, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, che descrive in maniera più puntuale il contesto, la composizione, le funzioni e le modalità operative di funzionamento del Centro regionale di coordinamento della Salute di genere; 10. di specificare che al solo coordinatore del Centro verranno riconosciuti i soli rimborsi spese documentabili, stimati entro un tetto annuo massimo pari a ,00, secondo le modalità e i limiti predisposti dalla disciplina vigente sulla dirigenza regionale; 11. di prevedere che la somma di ,00 prevista per ciascuna annualità è disponibile sul bilancio gestionale 2014 e sul bilancio pluriennale 2014/2016, annualità 2015 e 2016, secondo la seguente articolazione: bilancio gestionale 2014; bilancio pluriennale 2014/2016, annualità 2015; bilancio pluriennale 2014/2016, annualità 2016; dando atto che verrà predisposta opportuna variazione di bilancio, in via amministrativa, per storno di tali risorse al capitolo Oneri sostenuti dalla Regione per incarichi, consulenze, indennità, rimborsi spese e gettoni di presenza in materia sanitaria, ai fini della corretta classificazione economica; 12. di dare atto che all assunzione degli impegni di spesa provvederà il dirigente competente subordinatamente all approvazione della variazione di bilancio suddetta; 13. di precisare per lo svolgimento delle attività del Centro non sono previsti ulteriori oneri a carico del bilancio regionale. Il presente atto è pubblicato integralmente sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana (BURT) ai sensi dell art. 5 comma 1 lett. f) della legge regionale 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale, ai sensi dell art. 18 della legge regionale 23/2007 come modificato dalla L.R. 6/2014. IL DIRIGENTE RESPONSABILE ANDREA LETO SEGRETERIA DELLA GIUNTA IL DIRETTORE GENERALE ANTONIO DAVIDE BARRETTA IL DIRIGENTE RESPONSABILE KATIA BELVEDERE IL DIRETTORE GENERALE VALTERE GIOVANNINI 5