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Timestamp: 2019-05-20 03:30:19+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 2021', 'art.12', 'art. 48', 'art. 27']

ILLEGITTIMA LA RICHIESTA DI SUCCESSIONE PER BFP CON CLAUSOLA "PFR"
Maggio 20, 2019, 04:30:19
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Autore Discussione: ILLEGITTIMA LA RICHIESTA DI SUCCESSIONE PER BFP CON CLAUSOLA "PFR" (Letto 51196 volte)
« inserito:: Marzo 04, 2014, 00:48:14 »
sono cointestatario di un Buono Fruttifero Postale del valore di £. 500.000 con clausola "P.F.R." emesso nel 1979 ed ho avuto problemi al momento della riscossione poiché il direttore dell'ufficio Postale di emissione, venuto a conoscenza del decesso dell'altro cointestatario del BFP, mi ha "invitato" ad aprire la pratica di successione per poter effettuare il rimborso del suddetto buono (che oggi ha un valore di poco inferiore ai € 5.000,00).
A seguito di una mia ricerca in rete, ma anche attraverso altre fonti, si evince quanto segue:
La disciplina sui buoni postali fruttiferi era contenuta nel libro III, capo VI del d.p.r. 29.3.1973 n. 156 (T.U. in materia postale) poi sostituito dal D.M. 19.12.2000, attualmente in vigore.
Tali buoni (istituiti con d.l. 26.12.1924 n. 2106 conv. l. 21.3.1926 n. 597) costituiscono titoli nominativi rimborsabili a vista presso l’ufficio di emissione ed entro 6 giorni negli altri (artt. 1 co. 1° e 5, D.M. 19.12.2000; artt. 171 e 178, d.p.r. 156/1973), come peraltro indicato nel titolo stesso. L’art. 1 co. 4°, D.M. 19.12.2000 conferma che “i buoni postali fruttiferi possono essere intestati a più soggetti, con facoltà per i medesimi di compiere operazioni anche separatamente”.
Ai sensi della norma transitoria, tali disposizioni si applicano anche ai buoni postali già emessi (art. 10, D.M. 19.12.2000). In quanto titoli nominativi, per quanto non diversamente disposto dalle norme speciali, trova applicazione la disciplina sui titoli di credito (artt. 1992, 1993 c.c.) ed in particolare sui titoli nominativi, in virtù della quale, "il possessore del titolo è legittimato al diritto in esso menzionato per effetto dell'intestazione a suo favore, contenuta nel titolo" (art. 2021 c.c.). Come dice la parola stessa, la clausola P.F.R. ovvero "pari facoltà di rimborso" attribuisce a ciascuno dei contitolari, in possesso del buono, il diritto riscuotere il titolo per intero previa semplice presentazione del titolo. In virtù di tale clausola il diritto di rimborso del titolo è quindi un diritto disgiunto che ciascuno dei contitolari può esercitare autonomamente sull'intero, previo presentazione del titolo in originale.
La pretesa di Poste Italiane S.p.a. di richiedere, in tal caso, l'espletamento delle pratiche successorie appare in realtà del tutto destituita di fondamento posto che gli eredi subentrano nella posizione del "de cujus" senza per questo che tale successione possa impedire od escludere i diritti dei terzi, ovvero del contitolare superstite.
Deve quindi ritenersi la successione mortis causa intervenuta su uno dei contitolari non influisca sul diritto dell'altro di ottenere autonomamente il rimborso del titolo da Poste Italiane S.p.a. Ciò, ovviamente, fermo restando il diritto degli eredi di ottenere, se del caso, la ripetizione della propria quota di spettanza nei confronti del contitolare che abbia esercitato il diritto di riscossione del titolo.
Trova quindi piena applicazione, nei confronti di Poste italiane s.p.a., la disciplina dettata dagli artt. 1992 e 1993 c.c. non potendo quest'ultima eccepire questioni legate ai rapporti interni tra i contitolari del titolo.
D'altro canto, Poste italiane s.p.a. non può unilateralmente modificare una clausola inserita nel titolo, posto che "il vincolo contrattuale tra l'emittente ed il sottoscrittore dei titoli si forma sulla base dei dati risultanti dal testo dei buoni di volta in volta sottoscritti" (Cass. civ. sez. Un. 15.6.2007 n. 13979).
La giurisprudenza di merito esistente sul punto ha peraltro confermato questo orientamento, condannando Poste italiane s.p.a. al rimborso del titolo nei confronti del contitolare superstite, in tutti i casi in cui il buono postale fruttifero fosse dotato della clausola P.F.R. (Trib. Cosenza 2.7.2010; Trib. Cosenza 31.1.2011).
1) Alla lettera I, dell'articolo 12 del testo unico sulle successioni (Decreto Legislativo 31 ottobre 1990 n. 346) che elenca, appunto, i beni non compresi nell'attivo ereditario il legislatore afferma che i titoli garantiti dallo Stato, come i buoni fruttiferi postali che hanno la garanzia della Cassa depositi e prestiti, non sono compresi nell'attivo ereditario, quindi non devono essere inseriti nella dichiarazione di successione. (D.L. 31/10/1990 n°346, art.12, Lettera I: “gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati, nonché ogni altro bene o diritto, dichiarati esenti dall'imposta da norme di legge”);
2) la Risoluzione del Dipartimento delle Entrate - ex Ministero delle Finanze, N° 115/E del 13/07/99, assimila in tutto e per tutto il trattamento dei Buoni Fruttiferi Postali agli altri Titoli di Stato che per questa ragione devono essere esclusi dalla denuncia di successione. Tra l'altro, sempre la stessa Risoluzione, prevede invece esplicitamente la sottoscrizione di una "dichiarazione di esonero" dall'obbligo di denuncia di successione, finalizzata, appunto, al rimborso dei Buoni fruttiferi Postali
Alla luce di quanto sopra esposto è del tutto evidente l'illegittimità della richiesta di denuncia di successione da parte di Poste Italiane S.p.a. nei confronti del cointestatario superstite, per il rimborso dei suddetti Titoli.
Re: ILLEGITTIMA LA RICHIESTA DI SUCCESSIONE PER BFP CON CLAUSOLA "PFR"
« Risposta #1 inserito:: Marzo 04, 2014, 01:18:25 »
Ciao Erny, non so se hai letto la risposta che ho fornito poco fa a Franz, se si, avrai compreso che per I BFP emessi prima del 27.12.2000 Poste richiede la pratica di successione in quanto decade la PFR in caso di decesso di uno dei cointestari secondo quanto previsto dai DM in fase di emissione dei BFP.
Dopo tale data, con l'entrata in vigore del DM Tesoro del 19.12.2000 http://asd.cassaddpp.it/comunicazioniesterne/comunicazionie.nsf/RicercaPubblicati/E3F16F2F9FB7A1A5C1256E37003CFAFA/$File/DM%20Tesoro%2019%20dicembre%202000%20integr.pdf
è possibile riscuotere i BFP senza la necessità di aprire una pratica di successione.
« Risposta #2 inserito:: Marzo 04, 2014, 11:49:19 »
Ciao Angelo, non ho letto la tua risposta a Franz ma temo che anche tu non abbia nemmeno letto integralmente il mio post, altrimenti avresti notato la Risoluzione del Ministero delle Finanze che esclude categoricamente l'obbligo di inserire i BFP nella successione.
Invece ti domando quale sia il DM che fa decadere la clausola "PFR" dai buoni fruttiferi che ce l'hanno perchè questo, sinceramente, mi sfugge...
« Risposta #3 inserito:: Marzo 05, 2014, 01:09:24 »
Citazione di: Erny - Marzo 04, 2014, 11:49:19
altrimenti avresti notato la Risoluzione del Ministero delle Finanze che esclude categoricamente l'obbligo di inserire i BFP nella successione.
Confondi la dichiarazione con l'apertura della successione che sono due cose separate. Per i BFP, essendo considerati Titoli di Stato, non è necesssaria la dichiarazione all'Agenzia dell'Entrate, ma è ugualmente necessaria l'apertura della successione per valutare a chi spetta la quota del De Cuius.
p.s. La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Dichiarare/Dichiarazione+di+successione/SchedaInfo+DichSucc/Come+e+quando/
Qui Ti do ragione perché è stato scelto il prima (successione) e il dopo (no successione) partendo dal DM Tesoro del 19.12.2000 dando l'impressione che la scelta sia dovuta solo al fatto che con questo decreto sono stati istituiti i BFP in euro.
« Risposta #4 inserito:: Marzo 06, 2014, 11:02:43 »
Ti ringrazio per le delucidazioni Angelo.
A questo punto seguirò la prassi dell'apertura della successione come prevedono le Poste, ma permettimi di rimanere nel dubbio che tale "pratica" sia legittima in quanto anche il Tribunale di Cosenza prima e la Cassazione dopo hanno sentenziato che Poste Italiane Spa debba rimborsare questa tipologia di buoni al superstite senza dover necessariamente aprire la successione.
Il fatto è che preferisco l'uovo oggi (ovvero l'incasso parziale del buono attraverso la successione nel giro di un paio di mesi), e non la gallina domani (ovvero l'incasso totale del buono con eventuale condanna giudiziale di Poste Italiane Spa, visti i tempi della giustizia, sicuramente tra qualche anno...).
« Risposta #5 inserito:: Marzo 11, 2014, 23:15:32 »
Per Erny: Poste non sarebbe mai stata soccombente in un eventuale giudizio. Al riguardo ti consiglio di leggerti oltre alle decisioni delle Supreme Corti di Cassazione, anche l’art. 48 comma 4 del t.u., n. 346 in materia di imposta di successioni e donazioni, aggiornato a novembre 2013 ( lo troverai facilmente su internet) che recepisce le ulteriori modifiche al DECRETO LEGISLATIVO 31 ottobre 1990, che recita al comma 4: “Le aziende e gli istituti di credito, le società e gli enti che emettono azioni, obbligazioni, cartelle,certificati ed altri titoli di qualsiasi specie, anche provvisori, non possono provvedere ad alcuna annotazione nelle loro scritture né ad alcuna operazione concernente i titoli trasferiti per causa di morte, se non è stata fornita la prova della presentazione, anche dopo il termine di cinque anni di cui all’art. 27, 4° comma, della dichiarazione di successione o integrativa con l’indicazione dei suddetti titoli, o dell’intervenuto accertamento in rettifica o d’ufficio, e non è stato dichiarato per iscritto dall’interessato che non vi era obbligo di presentare la dichiarazione”. Proprio in virtù delle ultime modifiche apportate al T.U. e alle mutate condizioni contrattuali dell'emissione dei bpf (ante e post 2000) ora è possibile rimborsare i bpf emessi dopo il 28/12/2000 al cointestatario superstite, in assenza di opposizioni presentate nei termini di legge e fatti salvi i diritti degli eredi nei cui confronti ne risponde civilmente.
« Risposta #6 inserito:: Marzo 11, 2014, 23:19:39 »
Ancora: mi dispiace quando si valuta Poste Italiane spa partendo da pregiudizi o opinioni, che, proprio perché condivise da molti, diventano malevoli e non riscontrate minuziosamente.
« Risposta #7 inserito:: Marzo 11, 2014, 23:28:07 »
Citazione di: teofilo - Marzo 11, 2014, 23:19:39
« Risposta #8 inserito:: Marzo 31, 2016, 18:11:11 »
in realtà si sta sempre più consolidando una giurisprudenza che dà torto a Poste S.p.A. allorchè quest'ultima nega il rimborso dei buoni postali con pfr al contitolare superstite (molteplici sono le sentenze in tal senso a favore dei consumatori: Tribunale di Roma, 18 luglio 2014; Tribunale di Lecco, 20 febbraio 2015, Tribunale di Cosenza, di Sassuolo, di Novara, di Ascoli Piceno).
« Ultima modifica: Marzo 31, 2016, 18:18:20 da andrea2013 » Registrato
« Risposta #9 inserito:: Giugno 09, 2017, 06:30:11 »
avrei bisogno dei Vostri preziosi consigli perchè su internet si legge di tutto ed il contrario di tutto.
La situazione é la seguente: marito e moglie al 17.04.1992 acquistano un BPF con PFR serie Q durata 20 anni.
A Gennaio 2017 muore la moglie ed il marito si presenta in Ufficio Postale di emissione ed il Direttore risponde che a pratica di successione ultimata, l'Ufficio Postale svincolerà il buono con le seguenti percentuali 50% al marito e 50% a tutti gli eredi (3/9 marito, 3/9 1^ figlia e 3/9 2^ figlia).
La successione non è ancora stata aperta ed al Direttore è stato comunicato solo verbalmente della morte della moglie e non è stato firmato nessun modulo e neppure alcuna comunicazione ufficiale.
Cosa si può fare per avere il rimborso?
1) Ritornare lì con una richiesta scritta, e quali normative bisogna richiamare o mettendo per iscritto che costringerebbe ad una lunga e costosa causa civile?
2) Riprovare sempre verbalemente presso un altro Ufficio Postale omettendo di dichiarare la morte della moglie e di aver cambiato Ufficio?
O ci sono altri modi per persuadere il Direttore.
« Risposta #10 inserito:: Agosto 01, 2018, 13:39:38 »
al direttore non interessa nulla se il cointestario del buono e deceduto , solamente una volta saputo del decesso il direttore preso da smanie di dirigenza , vuole che il buono vada in successione , con tutte le burocrazie del caso .
P:S: quando muore un cointestatario di libretto o buono , sia alle Poste o Banche non dire mai che e' deceduto ma operare togliendo tutto e spostarlo in altri conti. in banca si corre il rischio che un conto corrente venga bloccato anche se vi e' lo stipendio oltre del DEcuius, anche quello vivente.
« Risposta #11 inserito:: Agosto 02, 2018, 16:33:14 »
Ora vi racconto quello che mi è capitato in una successione con, tra altri prodotti, anche bpf cartacei antecedenti al 2000. Il cliente, tra l'altro avvocato, mi ha riferito di questa normativa per la quale non ci potevamo rifiutare di rimborsare il buono. Dato che, prima di rispondere preferisco accertarmi delle varie procedure, ho chiamato il TSC di competenza e mi è stato detto che, il cliente, scrivendo una domanda sulla quale si chiede il rimborso del buono può avere l'autorizzazione ad esso, ovviamente correlando la domanda di fotocopia del Bpf ed i documenti di identità. Ho chiesto spiegazioni inerenti a questa procedura e la risposta è stata: Per tutelare poste in caso di richiesta di altri eredi legittimi. Dato che i buoni (3) erano intestati al decuius, coniuge e figli, mi è sembrato troppo eccessivo tutto questo zelo.
Tutti siamo sotto lo stesso cielo (poste) ma con diversi orizzonti (....)