Source: http://anceachimici.it/opinioni_dei_soci_e_dibattiti.htm
Timestamp: 2018-11-15 04:24:14+00:00
Document Index: 170921488

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 16', 'art. 212', 'art. 2135', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 212', 'art. 2135', 'art. 2135', 'art. 2135', 'art.212', 'art.184', 'art.212', 'art. 212', 'art.184', 'art.184', 'art.212', 'art.2135', 'art. 184']

opinioni dei soci e dibattiti
6) 31 01 2010
NUOVI OBBLIGHI PER LA GESTIONE
DEI RIFIUTI: IL SISTEMA
SI INFORMATIZZA COMPLETAMENTE
Di R. Montali e F. Maurizi
Una descrizione sommaria del nuovo sistema informatizzato per la gestione dei rifiuti recentemente introdotto in Italia attraverso il DM 17 Dicembre 2009 pubblicato sul S.O. alla G.U. n. 9 del 13 gennaio 2010.
This article describes the new and very innovative computerized system, actually in force for the waste management and implemented by the Ministerial Decree on December 17th, 2009.
Sul S.O. alla G.U.  n. 9 del 13 gennaio 2010 è stato pubblicato il DM 17 Dicembre 2009 “Istituzione  del  sistema  di  controllo  della  tracciabilità   dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto  legislativo  n.  152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del  decreto-legge  n.  78  del  2009 convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  n.  102   del   2009” con il quale il Ministero dell’Ambiente ha istituito il sistema informatico di controllo della gestione dei rifiuti sistema che và a costituire la più grossa novità degli ultimi anni  nel campo normativo e gestionale dei rifiuti e che concretizza quanto già a suo tempo procrastinato dalla legge finanziaria del 2007 che aveva nella fattispecie previsto che, nell’immediato futuro,   tutte le imprese del settore dei rifiuti  (produttori, e smaltitori, autotrasportatori, caricatori e scaricatori), si sarebbero dovute dotare di idonei strumenti informatici  di identificazione ( software e chiavi USB) onde consentire la più compleya tracciabilità e controllo in tempo reale del “percorso” dei rifiuti. Il DM è entrato in vigore il 14 gennaio 2010.
LE CARATTERISTICHE E GLI OBIETTIVI DEL NUOVO SISTEMA
Gli obiettivi che si prefigge il sistema previsto dalla norma di cui trattasi sono la legalità, la trasparenza e la semplificazione del sistema di gestione dei rifiuti onde eliminare fenomeni di illegalità e di ecomafia. Allo scopo è previsto che una consistente parte delle imprese e degli enti che producono rifiuti e tutti gli operatori del settore devono iscriversi all’istituito Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti, a versare un canone annuale di utilizzo del servizio, a ritirare una chiavetta USB contenente il software necessario al funzionamento del sistema nonchè a dotarsi di firma digitale e, nel caso dei soli trasportatori, ad installare sui loro mezzi di trasporto una scatola nera, e cioè un dispositivo di localizzazione satellitare che garantisca la tracciabilità del carico.
Un primo gruppo di imprese ed enti, costituito aziende di maggiori dimensioni, e tutti gli operatori del settore devono completare il processo di iscrizione al sistema entro la fine di febbraio.
La gestione del sistema viene invece affidata al Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente (NOE) e in tal senso grande attenzione verrà posta alla fase di trasporto ed a quella finale di smaltimento anche qui attraverso l’impiego di strumenti elettronici in grado di rendere trasparente il flusso dei veicoli in ingresso e in uscita dalle discariche o dagli inceneritori.
Viene pertanto eliminato completamente il vigente sistema cartaceo inerente:
A i Registri di carico e scarico
A il Formulario di identificazione (FIR)
A il Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD)
e cioè tutta quella mole di carta che oramai da più di 20 anni affolla e complica l’operatività dei produttori e dei gestori di rifiuti e che peraltro, secondo il legislatore, ha consentito fino ad oggi di conoscere, solo in maniera del tutto inidonea, i dati inerenti la gestione dei rifiuti in tutte le sue fasi; ciò soprattutto perché tali dati venivano resi noti solo a distanza di qualche anno dalla effettuazione delle varie operazioni di gestione, creando così serie difficoltà nella impostazione di adeguate e mirate politiche ambientali rivelandosi quindi di scarsa utilità ai fini del controllo della legalità.
Anche se non tutti concordano con questa tesi è opinione del legislatore che i benefici del nuovo sistema ricadranno anche sugli operatori di settore in quanto verranno eliminati molti passaggi burocratici, verranno ridotti notevolmente anche i costi operativi e i danni all’ambiente e verrà altresì eliminata la concorrenza sleale.
Maggiore efficacia del sistema sarà prodotta anche dal fatto che esso sarà telematicamente connesso sia con l’Albo Nazionale dei gestori ambientali, con lo scopo di fornire in tempo reale i dati relativi al trasporto, sia con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) con lo scopo di fornire, attraverso il nuovo Catasto Telematico, i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti anche alle ARPA ed alle Autonomie locali competenti per territorio.
Onde garantire anche la tracciabilità dei rifiuti trasportati per via marittima o per via ferroviaria, il sistema sarà direttamente collegato anche con i sistemi informatici della Guardia Costiera e delle aziende ferroviarie.
Il suo corretto funzionamento verrà infine esso stesso monitorato costantemente da un comitato di vigilanza e controllo.
Sottolineando che l’Italia è il primo Paese dell’UE ad attivare un sistema di vigilanza e controllo così all’avanguardia, è possibile affermare che sostanzialmente quest’ultimo è nato per:
· costituire un mezzo più efficace nelle azioni di contrasto alla illegalità e comunque a comportamenti non rispettosi delle norme,
· poter conoscere in tempo reale i dati relativi all’intero ciclo di vita del rifiuto onde poterli utilizzare in particolare in interventi di repressione dei reati,
· semplificare le attuali procedure burocratiche mediante informatizzazione dei processi di scrittura con conseguente abbassamento dei costi di gestione per le imprese e per lo Stato.
Esso si integrerà telematicamente anche con il sistema di tracciabilità dei rifiuti urbani (SITRA) adottato dalle Regioni in attuazione della legge n. 210 del 2008 ed i suoi più significativi elementi idi innovazione possono riassumersi in:
A controllo di legalità nei processi;
A sostituzione del FIR", del Registro di carico e scarico" e del MUD con dispositivi elettronici;
A gestione informatica di tutta la documentazione;
A semplificazione degli adempimenti amministrativi/burocratici per le imprese;
A riduzione dei costi che gravano sulle imprese;
A celerità negli adempimenti;
A verifica) in tempo reale, dei dati inseriti nella documentazione, con riduzione degli errori;
A supporto costante e continuativo all'utente;
A conoscenza, in tempo reale, della movimentazione dei rifiuti nel territorio italiano, anche per quelli che provengono da altri Paesi o che vengono trasportati verso altri Paesi;
A inserimento informatico nella scheda del sistema dei certificati analitici laddove richiesto dalla legislazione rifiuti.
Al descritto sistema, che sicuramente rappresenta il più grande progetto di informatizzazione del settore rifiuti, dovranno aderire, secondo stime ministeriali, circa 600.000 aziende e ad esso dovranno collegarsi tutte le aziende e gli enti coinvolti nel ciclo di vita dei rifiuti calcolati questi ultimi in circa 140-150 milioni di tonnellate all’anno di cui circa 15 milioni pericolosi.
É opportuno ricordare che sono tenuti ad aderire al sistema anche:
in caso di trasporto marittimo di rifiuti il terminalista concessionario dell'area portuale, il raccomandatario marittimo e l'impresa portuale ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell'imbarco o del successivo trasporto (art. 18 e art. 16 legge 28 gennaio 1994, n.84;
in caso di trasporto ferroviario i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell'impresa ferroviaria o dell'impresa che effettua il successivo trasporto.
In termini temporali saranno coinvolti in primis i grandi operatori e successivamente, entro fine 2010, anche le imprese con meno di 50 dipendenti.
Le aziende dovranno come già accennato, dotarsi di uno specifico software che il Ministero dell’Ambiente rilascerà attraverso sistemi USB e di navigazione satellitare e che purtroppo comporteranno dei costi non indifferenti soprattutto per gli operatori delle PMI e per gli artigiani.
Tali sistemi, infatti, oltre al loro costo intrinseco, sono anche non molto facili da gestire ed implicheranno pertanto necessità di formazione del personale addetto al loro utilizzo.
Basi pensare al Kit di controllo satellitare di cui dovranno dotarsi i trasportatori ed il contributo annuo a carico di essi oscilla tra i 100 ed i 700 euro.
Nello specifico una tavola riepilogativa dei contributi previsti per ciascun soggetto, e che potranno, in ogni caso, essere rivisti su base annua dal Ministero, è riportata di seguito.
Contributo Minimo (euro)
Contributo Massimo (euro)
Contributo unico annuo (euro)
60 + 150 per ciascun veicolo
250 + 150 per ciascun veicolo
120 + 150 per ciascun veicolo
500 + 150per ciascun veicolo
Trasportatori di cui all’art. 212, comma 8 del dlgs. 152/2006 (*)
Fino a 2 veicoli: 100 per ciascun veicolo.
Oltre i 2 veicoli: 150 per ogni veicolo.
Trasportatori della Regione Campania
60 + 150
per ciascun veicolo
Inceneritori (D10) / Co – incene- ritori (R1)
Imp. di recupero Materia
(R2,R3,R4,R6,R7,R8,R9)
Impianti di trattamento chimico fisico e biologico
Centri di raccolta /Piattaforme
Intermediari, Organizzazioni imprenditoriali,terminalisti, operatori logistici, e raccomandatari marittimi
Impianti di compostaggio e di digestione anaerobica
Attività di Recupero (R5, R10, R11,R12,R13) e di smaltimento (D2,D3,D4,D6,D7,D13,D14,D15)
(*)Le disposizioni di cui ai commi 5, 6 e 7 non si applicano ai produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, ne' ai produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto di trenta chilogrammi o trenta litri al giorno dei propri rifiuti pericolosi, a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell'organizzazione dell'impresa dalla quale i rifiuti sono prodotti………………. Omissis…………...
Per quanto attiene alla iscrizione al nuovo sistema, il decreto in parola individua tre categorie di soggetti obbligati, a vario titolo e con scadenze temporali differenti.
La suddivisione in tali categorie è stata realizzata sulla base delle dimensioni e della tipologia di attività svolta dai vari soggetti operanti nelle attività di gestione dei rifiuti, nello specifico:
1.Per il primo gruppo di soggetti, al quale appartengono:
A i produttori iniziali di rifiuti pericolosi (comprese le imprese che effettuano trasporto per proprio conto di rifiuti pericolosi ) aventi più di 50 dipendenti;
A le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da attività artigianali, industriali, e di trattamento rifiuti, aventi più di 50 dipendenti;
A i commercianti e gli intermediari di rifiuti;
A i consorzi per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;
A le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti speciali;
A le imprese che effettuano recupero o smaltimento;
A i soggetti coinvolti nel trasporto intermodale di rifiuti;
è prevista l’iscrizione obbligatoria alla camera di Commercio entro il 28 Febbraio 2010; successivamente alla adesione essi riceveranno il Kit informatico USB e, nei casi previsti, l’eventuale scatola nera da installare sul veicolo e dovranno rendersi operativi a partire dal 13 luglio 2010.
2. Per il secondo gruppo di soggetti, al quale appartengono:
A i produttori iniziali di rifiuti pericolosi (comprese le imprese che effettuano trasporto per proprio conto di rifiuti pericolosi ) aventi fino a 50 dipendenti;
A le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da attività artigianali, industriali, e di trattamento rifiuti, aventi non più di 50 dipendenti ma più di 10 dipendenti
è prevista l’iscrizione obbligatoria al sistema dal 13 febbraio 2010 al 30 Marzo 2010: questi dovranno rendersi operativi entro il 12 agosto 2010.
3. Dopo il 12 Agosto 2010 potranno aderire volontariamente al sistema:
A le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi provenienti da attività artigianali, industriali e di trattamento rifiuti aventi non più di 10 dipendenti;
A le imprese che effettuano per proprio conto trasporto di rifiuti non pericolosi;
A gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del Codice Civile che producono rifiuti non pericolosi
A le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle artigianali, industriali e di trattamento rifiuti, (e cioè diverse da quelle di cui all’art. 184, comma3, lett. c), d), g), del dlgs. 152/2006.
Per tali categorie di impresa le modalità di adesione così come il ruolo delle rispettive Associazioni varia a seconda che l’impresa stessa sia dotata o meno di computer
Quanto fin qui esposto è schematizzato nelle tabelle che seguono e che illustrano anche l’iter temporale per l’iscrizione al sistema e per la sua operatività.
Iscrizione al sistema informatico
Aderiscono al sistema, usufruiscono di agevolazioni, e
Aderiscono al sistema, usufruiscono di agevolazioni, e non sono dotate di un computer
Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all'art. 184(**) , comma 3, lettere c), d) e g), Dlgs. n. 152/2006 con non più di 10 dipendenti.
L'impresa delega l'Associazione alla compilazione del proprio Registro Cronologico e della scheda “Sistema informatico - Area Movimentazione“.
L'Associazione accede al Sistema informatico e compila, in base alle informazioni fornite dall'impresa, il “Registro Cronologico - Area Movimentazione“ della “Scheda Sistema Informatico“ e lo firma elettronicamente. L'impresa può accedere successivamente
al Sistema Informatico e verificare i dati inseriti.
L'impresa delega l'Associazione alla compilazione del proprio “Registro Cronologico“ e della Scheda “Sistema informatico - Area Movimentazione“.
L'Associazione accede al Sistema Informatico e compila, in base alle informazioni fornite dall'impresa, il “Registro Cronologico - Area Movimentazione Scheda Sistema Informatico” e lo firma elettronicamente.
Nel caso di movimentazione del rifiuto, l'Associazione accede al Sistema Informatico e compila, in base alle informazioni fornite dall'impresa, la scheda “Sistema Informatico - Area Movimentazione“.
L'Associazione contatta il trasportatore che accede al sistema informatico, compila le proprie sezioni, e stampa due copie della “Scheda Sistema Informatico - Area Movimentazione”.
Il conducente si reca presso il produttore, fa firmare le due copie al produttore. Una copia rimane al produttore e l'altra accompagna il trasporto. AI rientro del mezzo in azienda il trasportatore accede al Sistema Informatico ed inserisce data e ora di presa in carico del rifiuto da parte del conducente.
Per quanto riguarda il destinatario, si applicano le disposizioni contenute nel Decreto.
Imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all'art. 212 (*), comma 8, Dlgs. n. 152/2006
Imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 del CC con un volume di affari annuo non superiore a 8.000 euro che producono rifiuti pericolosi.
Imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 del CC con un volume di affari annuo non superiore a 8.000 euro che producono rifiuti non pericolosi.
Imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 del CC con un volume di affari annuo superiore a 8.000 euro che producono rifiuti non pericolosi.
Imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti pericolosi fino ad un massimo di 30 kg o 30 It al giorno e di cui all’ articolo 212(*), comma 8, Dlgs. n. 152/2006.
Soggetti la cui produzione di rifiuti non pericolosi non eccede le dieci tonnellate.
Obbligatoria a meno che non rientrino in una delle categorie 1, o 4, o 5.
Soggetti la cui produzione di rifiuti pericolosi non eccede le due tonnellate.
AII'Associazione e imprenditoriale è assegnato un dispositivo elettronico che gli consente l'accesso al sistema e la compilazione della documentazione prevista per conto di tutte le imprese deleganti.
(*) Le disposizioni di cui ai commi 5, 6 e 7 non si applicano ai produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, né ai produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto di trenta chilogrammi o trenta litri al giorno dei propri rifiuti pericolosi, a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell'organizzazione dell'impresa dalla quale i rifiuti sono prodotti…omissis
(**) Rifiuti da lavorazioni industriali; rifiuti da lavorazioni artigianali; rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti da potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e da depurazione acque reflue e da abbattimento di fumi.
ISCRIZIONE: STEP 1
Deve essere effettuata entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del D.M. (e cioè entro il 28 febbraio 2010) da parte dei soggetti appartenenti al primo gruppo e a partire dal 30° al 75° giorno dalla data di entrata in vigore del D.M. (e cioè dal 13/02/10 al 30/03/10) da parte degli utenti appartenenti al secondo gruppo.
Entrambi i gruppi di soggetti devono provvedere anche al pagamento dei contributi previsti, comunicando i seguenti dati:
Produttori, intermediari/commercianti, gestori, altri:
Unità Locale/i,
Categoria di iscrizione,
Rappresentante Legale, Delegato/i,
Numero Addetti,
Persona da contattare ed eventuale indicazione dell’Associazione imprenditoriale a cui essi affidano gli adempimenti procedurali previsti;
Trasportatori:
Persona da contattare e numero di dispositivi richiesti per i veicoli;
online: attraverso il portale www.sistri.it attivo dal 14 Gennaio 2010, operativo 24hr su 24;
via Fax al numero "Verde" 800 05 08 63, attivo dal 14 Gennaio 2010 ed operativo 24hr su 24;
via telefono al Numero Verde 800 00 38 36, attivo dal 14 gennaio 2010 ed operativo tutti i giorni dalle ore 6.00 alle ore 22.00.
Gli utenti la cui iscrizione risulta essere facoltativa si iscrivono, con le stesse modalità, a partire dal 210° giorno dalla data di entrata in vigore del D.M. in poi ( e cioè dal 13/08/2010 in poi)
Entro 48hr dalla ricezione dei dati i soggetti riceveranno, via e-mail o via fax o per telefono al numero indicato, la comunicazione che i dati sono stati ricevuti e la indicazione del numero di pratica assegnato a seguito dell'avvenuta iscrizione al sistema.
ISCRIZIONE: STEP 2
Dopo la ricezione del N. di pratica i soggetti ricevono, via e-mail, o via fax, o per telefono
al N. indicato, una comunicazione relativa alla data dell'appuntamento fissato presso:
la Camera di Commercio Industria, Agricoltura e Artigianato (CCIAA)
territorialmente competente della sede legale o dell'unità locale di riferimento o,
la Sezione regionale o provinciale del!' Albo Nazionale Gestori Ambientali
territorialmente competenti per le imprese di trasporto o,
l'Associazione imprenditoriale, che ha sottoscritto apposita convenzione con
la CClAA, territorialmente competente, a cui l'impresa è iscritta e nei cui confronti
ha manifestato, al sistema informatico, I'interesse a delegare le attività
consentite dal Decreto.
Ritiro e Consegna dispositivi
Nella data loro comunicata, ciascun soggetto, in tempi molto brevi (10-15 minuti), e presso
le sedi della CCIAA o presso le Sezioni regionali e provinciali dell'Albo Nazionale Gestori
Ambientali, o presso le Associazioni imprenditoriali designate, potrà:
consegnare l'autocertificazione dei dati comunicati In fase di iscrizione, firmata dal
firmare la dichiarazione di consenso al trattamento dei dati;
consegnare la ricevuta di avvenuto pagamento del contributo di iscrizione al SISTRI;
presentare fotocopia leggibile dei documenti di identità del rappresentante legale e,
qualora presenti, del/i delegato/i;
ritirare i dispositivi elettronici USB;
ritirare la lista delle officine autorizzate per l'installazione del dispositivo Black Box;
ritirare la stampa in busta cieca delle credenziali di utilizzo dei dispositivi (PIN, PUK,
User Name e Password);
consegnare l'attestato di versamento dei diritti di segreteria dovuti alle CCIAA;
firmare la lettera di presa in consegna del/i dispositivo/i USB, con la quale il destinatario si
assume la responsabilità per la perdita o per il danneggiamento del dispositivo assegnato.
La fase di ritiro e consegna termina 30 giorni prima dell'avvio dell'operatività del sistema.
OPERATIVITA’ DEL SISTEMA
1. Entro 180 gg. (13/07/10) dalla data di entrata in vigore del decreto in parola, devono essere operativi:
i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, ivi compresi quelli di cui all'art.212 (*), comma 8, del Dlgs. 3 aprile 2006, n. 152, con più di 50 dipendenti;
le imprese e gli Enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi di cui alle lettere c), d) e g), dell'art.184(**), comma 3, d.lgs. n. 152/2006, con più di 50 dipendenti;
i commercianti ed intermediari senza detenzione;
i consorzi per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;
le imprese di cui all'art.212(*), comma 5, del Dlgs. n. 152/2006, che raccolgono e trasportano rifiuti speciali;
imprese ed Enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti;
i Comuni, gli Enti e le Imprese che gestiscono i rifiuti urbani nella Regione Campania;
i terminalisti concessionari dell'area portuale, i raccomandatari marittimi e le imprese portuali ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell'imbarco o del successivo trasporto;
i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti e gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell'impresa ferroviaria o dell'impresa che effettua il successivo trasporto.
2. Entro 210 gg. (12/08/10) dalla data di entrata in vigore del decreto in parola, devono essere operativi:
§ le imprese e gli Enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, ivi compresi quelli di cui all'art. 212,(*) comma 8, d.lgs. n. 152/2006, che hanno un numero di dipendenti fino a 50;
§ le imprese e gli Enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi di cui alle lettere c), d) e g), dell'art.184,(**) comma 3, Dlgs. n. 152/2006, aventi un numero di dipendenti compreso tra 50 e 11.
3. Adesione volontaria al sistema a partire dal 210° giorno (12/08/10) dalla data di entrata in vigore del Decreto in parola:
le imprese e gli Enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi di cui alle lettere c), d) e g), dell'art.184(*), comma 3, d.lgs. n. 152/2006, che non hanno più di 10 dipendenti;
le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti speciali non pericolosi di cui all'art.212,(*) comma 8, d.lgs. n.152/2006;
gli imprenditori agricoli di cui all'art.2135 del codice civile che producono rifiuti speciali non pericolosi;
le imprese e gli Enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle di cui all'art. 184(**), comma 3, lettere c), d) e g), del d.lgs. n. 152/2006.
POSSIBILI GAP DEL NUOVO SISTEMA
Nonostante gli innegabili vantaggi a cui il nuovo sistema dovrebbe portare, sia in termini di gestione, che di controllo, non è possibile non evidenziare alcune possibili falle che, a ns. modesto avviso esso potrebbe presentare.
In primis si ritiene che, non sarà così semplice arginare il fenomeno dello smaltimento illegale in quanto chi volesse continuare comunque a smaltire illegalmente, potrebbe benissimo perseverare in tale illecita attività semplicemente non iscrivendosi al nuovo sistema.
In secondo luogo il sistema appare non poco oneroso per la maggior parte degli operatori di settore, in particolare per quelli che si identificano nelle PMI o negli artigiani o nei piccoli commercianti e ancor di più per i piccoli trasportatori i quali dovranno dotarsi anche del rivelatore satellitare.
Conseguentemente, è da ritenere che, aumentando i costi a carico delle imprese di settore, automaticamente saliranno anche i costi di smaltimento a carico delle aziende, piccole medie e grandi, produttrici di rifiuti e ciò va visto sicuramente come un gap assolutamente non trascurabile soprattutto in un momento di crisi economica e del mondo del lavoro quale quello che il nostro Paese sta attraversando e che potrebbe portare anche, come spesso accade, ad una sensibile riduzione di posti di lavoro .
In Italia l’economia portante è sicuramente costituita oggi dalla PMI, ma moltissime piccole e medie aziende produttrici di rifiuti ancora non dispongono o non possono disporre del background informatico e tecnico necessario per implementare il nuovo descritto sistema
La norma inoltre, pur eliminando l’attuale sistema cartaceo relativo alla documentazione inerente la gestione dei rifiuti, non ha ancora dettato le sanzioni a carico di coloro che non ottempereranno al nuovo regime né, tanto meno, ha abrogato il dettato normativo precedente (previsto dal Testo Unico Ambientale), il quale è pertanto da ritenere ancora in vigore ed in virtù del quale gli operatori del settore dovranno continuare, a ns. modesto avviso, in aggiunta al rispetto di quanto stabilito dal nuovo Sistema Informatico, a mantenere i registri di carico e scarico, a compilare il MUD ed a produrre i FIR .
La norma inoltre nulla dice su come verranno monitorati i rifiuti nazionali destinati allo smaltimento finale in Paesi oltre confine e ci si chiede pertanto in che modo il nuovo sistema potrà gestire i trasporti effettuati su suolo nazionale da trasportatori stranieri
Il nuovo sistema informatico è insomma senz’altro valido, ma non altrettanto valida sembra essere sotto alcuni profili, la sua modalità di funzionamento. Si sarebbero potuti adottare infatti sistemi da una parte meno gravosi sotto il profilo economico, e dall’altra più efficaci ai fini della tracciabilità. Il sistema, infatti, non appare in grado di colmare altre lacune da sempre esistenti e che spesso inficiano la tracciabilità e quali ad esempio il vigente sistema delle autorizzazioni previsto per gli impianti di smaltimento, sistema alquanto diversificato tra Regione e Regione e, a volte, anche tra Province della stessa Regione e che causa quindi notevoli difficoltà anche agli stessi enti preposti alla vigilanza ed al controllo. Si vuole affermare in sostanza che il nuovo sistema, se da un lato riesce a monitorare costantemente i viaggi dei rifiuti, dall’altro non sembra essere ancora in grado di colmare le lacune presenti nel sistema delle autorizzazioni degli impianti di smaltimento, lacune che, al di là delle nuove implementate regole, potrebbero già alla fonte non consentire una perfetta tracciabilità.
Decreto Ministeriale 17 dicembre 2009 “Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009. (S.O. n.10 a G.U. n. 9 del 13/01/10)
Decreto legislativo n. 152 del 03/04/2006 “Norme in materia ambientale” (S.O. a G.U. n. 88 del 14/04/2006)
Decreto legislativo n° 4 del 16/01/2008 “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale”. (S.O. a G.U. n. 24 del 29/01/2008).
Legge n. 296 del 27/12/2006 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge finanziaria 2007) (S.O. a G.U. n. 299 del 27/12/2006)
Legge n. 102 del 03/08/2009 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali. (S.O. a G.U. n.179 del 04/08/2009)
Legge n. 210 del 30/12/2008, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172, recante “Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché misure urgenti di tutela ambientale. (S.O. a G.U. n. 2 del 03/01/2009)
Legge n. 84 del 28/01/1994 “Riordino della legislazione in materia portuale” (S.O. a G.U. n. 28 del 04/02/1994
Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti (GUUE L312 del 22/11/2008.)
5) Un libro sui Chimici
QUANDO LA SCIENZA SI FA PROFESSIONE
Di Antonio Ribezzo
L’attività di Antonio Ribezzo a favore della categoria dei Chimici si è sviluppata sin dagli anni 80 quando, nel 1984, venne eletto Presidente dell’Ordine dei Chimici del Lazio-Umbria-Abruzzo e Molise, carica rinnovata per cinque volte. Dal 1984 è Segretario Nazionale del SIChiLP, sindacato dei chimici liberi professionisti. Nel 1997 è stato eletto Consigliere Nazionale della categoria, mentre dal 2006 è Consigliere del CIG-Epap, Ente di previdenza Pluricategoriale , cariche che ancora ricopre.
Ribezzo ha coniugato il lavoro nel campo della chimica-clinica e tossicologia con l’attività Ordinistica –sindacale di categoria con numerosi successi:
- nel campo del diritto (di rilievo la decisione giurisprudenziale che ha ribadito la competenza dei Chimici nell’esecuzione e firma delle analisi microbiologiche ed al microscopio)-
- nella sottoscrizione di contratti Ministeriali per la categoria dei chimici
- nell’attività pubblicistica quale Editorialista di riviste dei chimici
- ha scritto un libro, Chimica per l’uomo, edito dall’Ordine dei Chimici di Roma, volume monografico recante Relazioni Morali e programmatico consuntive, cultura chimica e norme etico morali, giurisprudenza sulla professione
- è stato insegnate per circa un ventennio negli Istituti Statali per Tecnici di laboratorio chimico-biologico
- è titolare di una studio di Chimica Applicata, e dirige un laboratorio Accreditato di analisi Chimico-cliniche , microbiologiche e RIA .
(Prof. Luigi Campanella Presidente - della Società Chimica Italiana - Presidente Ordine dei Chimici di Roma)
Il volume si propone innanzitutto di far conoscere, oltre che agli addetti ai lavori, anche ad un più vasto pubblico l’origine della professione del Chimico, la sua specificità ed organizzazione.
A tale scopo l’autore, forte della sua esperienza Ordinistica, ha ritenuto utile sviluppare l’esposizione con un articolato comprendente norme sull’esercizio della professione di Chimico e massime giurisprudenziali, discutendole sulla base delle differenti prospettive che le riguardano:
dalle esigenze dei sindacati quale organizzazione a difesa della professione, agli aspetti di previdenza per i Chimici liberi professionisti.
La realizzazione del presente volume rappresenta uno strumento informativo e divulgativo avente caratteristiche che solo un libro possiede in quanto ha la capacità di tramandare e trasmettere notizie sulla professione.
Esso può infatti essere di ausilio non solo agli iscritti ed agli stessi Ordini Territoriali, ma anche ad Amministratori pubblici e privati oltre che fungere da stimolo a quanti si cimentano nella scelta di un corso di laurea.
Il filo conduttore del volume segue costantemente l’osservazione evidente che in origine non vi era distinzione di alcun tipo nella ricerca scientifica.
Sin dal 500, ogni studioso si dedicava ad essa a prescindere dagli studi seguiti.
Medici che studiavano il corpo umano che effettuavano semplici analisi, filosofi che intervenivano nelle trasformazioni chimiche della materia, studiosi di diritto (Avogadro) che si cimentavano con esperimenti nel campo della chimica, ecc.
È il tempo della Camera delle Meraviglie: stupire per attrarre.
Solo agli inizi del XX secolo, con la emanazione del Regolamento per l’esercizio della professione
di chimico del 1928, la scienza “si fà” professione
Descrivere chi siamo, da dove veniamo, le scoperte che hanno cambiato il mondo, le attività e la giurisprudenza, la costituzione dell’Ente previdenziale dei chimici è quanto il libro “Chimici, quando la scienza si fa professione” si propone di sviluppare,con una tesi chiara in sottofondo:
in passato strumentalmente da parte di qualcuno si è tentato di separare ricerca e professione,quasi come un lusso ed una necessità.
(Dott. Emiliano Miriani - Presidente dell’Ordine Interprovinciale dei Chimici della Lombardia)
Nella stesura degli argomenti l’Autore ha cercato, per quanto possibile, di tenere conto sia delle esigenze divulgative che dei destinatari del volume.
Non eccedendo nella citazione di norme giuridiche, ha posto molta attenzione alla fruibilità dei contenuti, rendendo facile la loro consultazione da parte degli addetti ai lavori (Consigli degli Ordini, Iscritti), e degli operatori delle sfere Amministrativa e Giuridica.
Si è introdotti nel mondo del chimico nel capitolo “la scienza ed ai chimici del passato” in cui al lettore viene illustrato, in modo conciso e con spirito arguto, il notevole contributo scientifico e la applicazioni che da esso derivano dei chimici di un passato relativamente recente.
Successivamente, nei capitoli 8 e 9, vengono approfonditi gli aspetti legati al linguaggio, alla metodologia le sfide di innovazioni che il futuro pone alle onnipresenti applicazioni frutto dell’ingegno chimico.
Ma la passione e l’anima non sono sufficienti per affrontare le richieste di un mondo sempre più esigente che chiede al chimico di continuare la sua evoluzione da Alchimista a Professionista.
Ed ecco che puntualmente vengono illustrate le ragioni di doversi organizzare “in categoria” professionale con le regole e gli obblighi che ne derivano.
Ma una professione, la quale dove confrontarsi con norme che mentre assicurano privilegi pretendono doveri e responsabilità, necessita di organi di rappresentanza che organizzino, vigilino e tutelino l’operato dei professionisti.
Per comprenderne l’importanza viene illustrato il “sistema Ordine” con la sua valenza giuridica e le norme di riferimento, senza dimenticare il significato di praticare una professione intellettuale e dell’etica richiesta. Etica in quanto valore personale deve essere tradotta in un valore comune che esprima il minimo accettabile, questo si traduce nel codice Deontologico che rappresenta il modo del chimico di rapportarsi con la società e con l’ordine.
Potendo la Professione del chimico esprimersi in campi molto differenti che, a volte, sembrano non avere nessuna relazione con la chimica è necessario richiamare l’attenzione sulle attività professionali.
A supporto risulta indispensabile un compendio sulle norme e le disposizioni relative alla professione completato dalla relativa giurisprudenza.
Tutto questo viene puntualmente fornito, completato dalle informazioni relative alle Società Scientifiche e Sindacali dei chimici ed agli accordi collettivi sottoscritti, alla fine di quel percorso che ci ha portato a ricordare, o conoscere, il significato di essere Chimico Professionista Iscritto ad un Ordine.
Punto di particolare interesse riveste l’illustrazione di come la comunicazione (interna ed esterna) sia sempre più elemento strategico per la diffusione dell'informazione e degli strumenti ed iniziative correlate, editoria tradizionale ed on line.
Per contattare direttamente l'Autore: i suoi indirizzi di p.Elettronica
a.ribezzo@chimici.it - a.ribezzo@epap.it - ribezzo.antonio@libero.it
4) articolo su "le Scienze"n°464 aprile 2007 di Frank Keppler e Thomas Rockmann: METANO, piante e clima"
3)"OLTRE LA CHIMICA" di l.Campanella. ed. Di Renzo
2) "Il rumore negli ambienti di vita e di lavoro" di Salvatore CURCURUTO, Pietro NATALETTI e Omar NICOLINI - Editore EPC Libri S.r.l
1) La sfida del secolo"di Piero Angela e Lorenzo Pinna.
SINTESI DI GIANCARLO CAPOBIANCO SEDIMENTATA IL 13 O4 07
Il metano, che è un importante gas serra (il CH4 scalda la terra 23 volte di più della CO2), è generato in grande quantità dalle piante verdi durante la loro vita e dai residui di esse ( foglie ecc.) .
Prima della scoperta si pensava che il metano atmosferico fosse dovuto a due tipi di fonti,
1) quelle naturali: dovuta principalmente alla trasformazione della biomassa dai batteri in ambiente anaerobico (Zone umide e intestini dei ruminanti) o le termiti o gli idrati di metano presenti ad alta pressione nelle profondità oceaniche, e
2) quelle antropiche: rifiuti, discariche,biomasse bruciate.
Non si conosce il processo chimico di rilascio dalle piante (studio in corso) , si pensa che sia implicata la pectina.
La scoperta è stata effettuata in due serie di esperimenti diversi, mettendo foglie e piante viventi a contatto con atmosfera di aria priva di CH4. I risultati sorpendenti descrivono la produzione di CH4 da 0.2 a 3 nanogrammi/ora per grammo di sostanza secca. Per le piante vive, la quantità prodotta è da 10 a 100 volte superiore a quelle delle rispettive foglie. Precedentemente questa importantissima osservazione non era stata notata perchè le misure effettuate in analoghi esperimenti erano state fatte in atmosfera naturale contenente piccole quantità di metano, e la misura si confondeva con il fondo. I due scienziati, utilizzando aria priva di metano, hanno reso evidente il fenomeno. La scoperta spiega anche altre osservazioni, precedentemente inspiegabili e pone numerosi problemi sugli scenari futuri della climatologia.
Osservazioni precedenti
a)Si era notato, da fotografie satellitari, che nelle zone sovrastanti le foreste tropicali c'era la presenza di nubi di metano.
b) Inoltre, l'analisi della qualità dell'aria imprigionata nelle carote di ghiaccio delle calotte polari da cui si può desumere la conc dei componenti l'atmosfera nelle ere precedenti all'attuale, descriveva che nei periodi più caldi c'era una maggior quantità di metano e di CO2. La spiegazione potrebbe essere questa: alte concentrazioni di CO2 determinavano un alta temperatura (che viene determinata dalla conc. di deuterio nella carota del periodo preso in considerazione). L'alta temperatura causava una grande crescita della vegetazione che generava l'aumento di CH4 in atmosfera.
Naturalmente questa scoperta è stata subito oggetto di grande pressione mediatica che ha spinto molta gente impreparata a consideare le piante come elementi inquinanti l'atmosfera. Nulla di più falso, naturalmente. Le piante, prima della attuale era teconologica hanno prodotto quella relativamente piccola quantità di metano che insieme alla CO2 determinavano i cicli dei due gas che hanno prodotto quel dato effetto serra che era tollerato dall'atmosfera. Anche ora le piante hanno questa funzione che prima non era conosciuta. Ma quello che ora inquina l'atmosfera è la grande quantità di anidride carbonica prodotta dall'uomo liberata dai combustibili fossili. A cui le piante oppongono una strenua resitenza diminuendone la concentrazione con la fotositesi e per di più producendo ossigeno. Naturalmente non serve certo altro a descrivere ciò agli amici ANCEA...Ma...
Ipotesi inquetante? Ma la ipotesi più inquetante che può essere dedotta da questa notizia, anche se l'articolo non lo dice, è l'accellerazione sulle previsioni degli effetti climatici della produzione di gas serra. Prima si pensava solo agli effetti della CO2 sulla temperatura e quindi sul clima, ma se è vero che la CO2 aumenta la temperatura che aumenta a sua volta la produzione di piante che producono altro gas serra come il metano, è chiaro che il processo è accellerato rispetto al previsto (il previsto prendeva in considerazione la sola CO2 e non l' ulteriore effetto delle piante nella produzione di metano).
recensione di Laura Scalabrini
Il libro analizza il rapporto fra ricerca e politica fra ricerca e cittadini. Distingue fra ricerca libera intesa come ricerca senza vincoli di sorta e ricerca sociale e considera i cittadini come i consumatori della ricerca sociale in tutti i suoi aspetti sociale, ecologico energetico. Osserva come in quasi tutti i paesi occidentali, sotto l’esempio degli USA, la guida della ricerca è stata assunta dai governi. In Italia c’è una mancanza di una coscienza politica della ricerca da parte del governo e di una coscienza sociale della ricerca da parte dei cittadini Da ciò il malessere endemico della ricerca. Quindi c’è necessità di un miglioramento della comunicazione tra Ricerca e cittadinanza. Per migliorare il contesto politico e sociale. Una svolta è costituita dalla ritrovata correlazione fra arte e scienza: entrambe forme espressive di trasformazione dell’esistente che vanno ben oltre il dilemma fra bellezza e verità a cui qualcuno tenta di ridurle. In effetti, non di dilemma si tratta, ma di integrazione e identità di processo culturale. Di un incontro cioè fra positivismo e fantasia, anch’essa però frutto e prodotto di ricerca. La chimica viene considerata la disciplina con maggiori contatti con le altre scienze. Il mondo materiale definito dalla chimica si colloca come un giusto momento di intersezione tra il mondo biologico e il mondo fisico. Questo dato viene considerato un indubbio incentivo per i chimici a mantenere aperti questi canali di comunicazione, perchè all’interno delle comunità scientifiche le barriere e gli steccati disciplinari non giovano mai a nessuno e bisogna sempre cercare di superarli. Il chimico quasi come operatore sociale preposto al controllo della salute, dell’ambiente e degli alimenti ed anche tecnico di produzioni sofisticate, interfaccia del biologo, del fisico, del medico, ed infine anche comunicatore nell'insegnamento. Per far ciò i chimici devono andare oltre i propri laboratori ed interessarsi anche di filosofia e storia della scienza.
Sembra, in un primo momento, un libro autobiografico in cui l’autore racconta le sue fatiche di ricercatore scientifico e le delusioni subite rispetto alle aspettative ed aspirazioni iniziali.
Continuando nella lettura però ci si accorge che le delusioni sono per Campanella stimolo di nuove ricerche il cui fine è quello di rendere partecipi alle problematiche derivanti dalla sua ricerca in campo chimico, anche altri settori le cui caratteristiche di interdisciplinarietà interdipendenza faciliterebbero la soluzione di molti problemi.
Mentre il mondo cambia, l’autore si rende conto che anche il ruolo della chimica deve cambiare. Incontra ostacoli e scetticismi ma non demorde.
C’è un particolare momento in cui Campanella descrive la sua meraviglia nel constatare che nessuna ricerca è mai stata fatta in campo medico e/o biologico relativamente alla composizione chimica delle cellule tumorali. Si interroga su quanto possa essere determinante lo stress ossidativo dovuto all’eccessiva presenza nel corpo umano di radicali liberi, e verifica le modificazioni chimiche che intervengono nelle cellule attraverso “i biosensori”.
Ma non si limita solo a questo . Cerca di utilizzare le sue scoperte oltre che per salvaguardare la salute umana anche per elaborare progetti per la salvaguardia dell’ambiente e dei beni culturali in nome di quella interdisciplinarietà culturale che lo contraddistingue.
Un libro che va davvero oltre la chimica, che apre tante porte e che fa intravedere tanti corridoi più o meno illuminati che dovrebbe essere completato con tante altre pagine di esperienza personale dell’autore. Suvvia professore ci conduca ancora avanti a conoscere che c'è in quei corridoi!
"il libro prende in considerazione sia gli aspetti normativi che tecnici delle problematiche sul rumore. E' un testo che si rivolge sia a coloro che sono impegnati nell'applicare la Legge Quadro 447/95 sull'inquinamento acustico e i relativi Decreti Attuativi (Amministratori, Tecnici, Proprietari di Infrastrutture, ecc.) sia a coloro che devono applicare i Decreti Legislativi negli ambienti di lavoro (Medici Competenti, Tecnici, Organi di Vigilanza, ecc.).
Il libro si divide essenzialmente in tre parti e precisamente:
nella prima parte, dedicata al "Rumore negli ambienti di vita", vengono descritte le metodologie e le tecniche per la valutazione dell'impatto acustico ambientale (con particolare riferimento alle infrastrutture ferroviarie e aeroportuali), ai criteri per la zonizzazione del territorio e ai piani di risanamento.
nella seconda parte, dedicata al "Rumore negli ambienti di lavoro", vengono descritte le sorgenti di rumore e le modalità di propagazione del rumore, la valutazione del rischio rumore e relative modalità di misura, il rapporto di valutazione e le azioni conseguenti la valutazione.
nalla terza parte infine viene riportata una raccolta della normativa tecnica e della giurisprudenza del settore. Oltre alla legislazione nazionale vengono riportati i Provvedimenti Regionali, le Disposizioni Comunitarie e la Normativa di alcuni Stati Membri.
Rinaldo Capriotti
1) "la sfida del secolo"di Piero Angela e Lorenzo Pinna.
Durante le vacanze natalizie 2006, abbiamo ricevuto in regalo un libro della Mondadori sulla Energia : "la sfida del secolo"di Piero Angela e Lorenzo Pinna.
Fra i vari libri che ci è capitato di leggere bisogna dire che, a parte il simpatico modo con cui gli autori, rispondendo a delle domande, espongono il loro punto di vista sulla questione, abbiamo trovato abbastanza completo ed originale l'approccio alle problematiche energetiche esposte.
Un paragrafo ad esempio titola : liberazione femminile: un sottoprodotto del petrolio? Un altro paventa l'affacciarsi ai consumi di India e Cina e titola: le incredibili "cannucce" cinese e indiana.
Al di la dei titoli, è importante, quando ci si richiede un parere, una lezione, sull'energia da parte di scolaresche o di un convegno da parte di comitati ambientali pro o contro quella centrale energetica, avere un punto di riferimento semiquantitativo come il libro in questione.
Il problema energetico non può essere affrontato senza pensare allo scenario geopolitico in cui è immerso, senza pensare all'enorme mercato, madre di tutti i mercati, che implica, senza pensare che le varie leggi morali e le varie "giustizie" che da esse scaturiscono nulla possono contro le uniche leggi che vincolano il problema e l'umanità. Le leggi termodinamiche, le leggi dell'economia e le leggi dell'evoluzione fra popoli che modificano l'umanità attraverso una serie di Guerre a volte cruente ed a volte solo economiche.
La nostra associazione ha dibattuto per anni sulla questione energetica, molti soci hanno evidenziato, anche via internet ,questo o quel punto di vista e la questione energetica seguiterà ad essere centrale per la nostra associazione per tutte le implicazioni tecniche, sociali, politiche ed evoluzioniste ad essa legate.
Il libro non esaurirà il dibattito, ma può rivitalizzarlo e proprio per non scivolare da "Volontari della scienza" chimici, biologi, ingegneri, architetti, economisti, filosofi ecc. che predicano Il pensiero scientifico proiettato nel futuro dei nostri figli a semplici "pizzicaroli" attenti con i nostri lavori solo a far quadrare i bilanci quotidiani, ci piacerebbe conoscere il parere sul libro da parte dei soci ed amici che l' hanno già letto o che, seguendo il consiglio, lo leggeranno.
Se saremo incoraggiati dai vostri interventi che saranno "rimbalsati" nell'indirizzario, potremo fare qualcosa di più.