Source: https://xfactor.forumattivo.it/t1412-acqua-pubblica-o-privata
Timestamp: 2020-07-12 20:06:49+00:00
Document Index: 160421146

Matched Legal Cases: ['art.23', 'art. 23', 'art. 30', 'art. 15', 'art.\n150', 'art. 2', 'art. 154', 'art.\n23']

Da Karenina il Sab 24 Apr 2010, 19:36
Al link sotto trovate l'elenco(in costante aggiornamento)dei banchetti che verranno allestiti peer la raccolta delle firme per i referendum sull'acqua.
Da mariele4ever il Sab 24 Apr 2010, 19:46
Che ne penso? Che non ho ancora capito bene cosa si intende per acqua pubblica o privata... nel senso che io già la pago, all'Acquedotto Pugliese (che è una Spa quindi presumo non un ente statale)...
Da rosa60 il Sab 24 Apr 2010, 20:05
mariele4ever ha scritto: Che ne penso? Che non ho ancora capito bene cosa si intende per acqua pubblica o privata... nel senso che io già la pago, all'Acquedotto Pugliese (che è una Spa quindi presumo non un ente statale)...
Il fatto che sia una Spa non identifica una privatizzazione, infatti l'Arin di Napoli, pur essendo una Spa, é una municipalizzata.
Da miniatina il Sab 24 Apr 2010, 20:31
Anche Acque Vicentine spa è una società a capitale interamente pubblico.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/22-aprile-2010/referendum-l-acqua-pubblicazanotelli-raccoglieremo-600mila-firme-1602887277561.shtml
Zanotelli: raccoglieremo 600mila firme
Il 24 aprile campagna nazionale contro la privatizzazione
NAPOLI - Tre quesiti referendari per tutelare l’acqua pubblica. Napoli partecipa attivamente alla campagna nazionale di raccolta delle firme, che sarà inaugurata sabato 24 aprile con una manifestazione pubblica in piazza Dante. «Abbiamo l’obiettivo di raccogliere 600.000 firme», dice il comboniano Alex Zanotelli. “Raccolte le firme”, aggiunge, bisognerà sensibilizzare tutti affinché, la prossima primavera, vadano a votare per il referendum”.
TRE QUESITI - Tre i quesiti proposti. Il primo punta all’abrogazione dell’articolo 23 bis della legge 133 del 2008, che fu varata dal governo Berlusconi. Un articolo relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Il secondo quesito propone di abrogare l’articolo 150 del codice dell’ambiente approvato nel 2006 dall’esecutivo Prodi. E’ la norma relativa alla scelta della forma di gestione e alle procedure di affidamento del sevizio idrico integrato. Infine, il terzo quesito punta a cassare l’articolo 154 del codice dell’ambiente del 2006, limitatamente al comma 1, che dispone che la tariffa delle acque sia determinata tenendo conto della remunerazione del capitale investito. Anche la Cgil sostiene la campagna referendaria: a piazza Dante, saranno allestiti - il 24 aprile, a partire dalle 18 - una serie di punti per la raccolta delle firme.
Da Karenina il Dom 25 Apr 2010, 16:13
In realtà stiamo parlando non dell'acqua in sè, quanto piuttosto della gestione del servizio idrico.
Attualmente esistono società pubbliche, misto pubblico-privato o private. Ogni comune in pratica può decidere cosa fare.
La questione principale e legata all'art.23 bis della legge 133 del 2008, che si vorrebbe abolire con il primo dei tre referendum.
Questo articolo in pratica introduce l'obbligo a partire dal 2011 di avere società di gestione con almeno il 40% di capitale privato.
Perciò anche un comune che non ha problemi, che sa gestire bene il suo acquedotto sarebbe obbligato a cambiare introducendo i privati.
Una società privata ha per sua natura l'interesse di fare profitti. Perciò difficilmente avrà interesse a diminuire gli sprechi. Più acqua si consuma, più la ditta guadagna.
Nei comuni dove già esiste un servizio affidato a privati in genere il prezzo dell'acqua è salito a dismisura.
Se qualcuno di voi ha esperienze di questo genere può raccontarle in modo che possiamo capire bene quali siano i vantaggi e gli svantaggi.
Da maimeri il Dom 25 Apr 2010, 16:42
io ricordo che alcuni mesi fa andò ospite dalla dandini uno ,di cui ovviamene non ricordo il nome, che disse la privatizzazione dovrebbe fare capo a società francesi e che ,appunto essendo privati, darebbero dei bonus a chi usa più acqua, alzando il prezzo a chi invece ne usa di meno: in pratica diventerebbe una merce qualsiasi, sottoposta alle relative leggi di mercato come un qualsiasi altri prodotto.
diceva poi un elenco di paesi, anche in medioriente, alcuni anche tecnologicamente avanzati, dove le guerre per l'acqua sono una realtà.
Da nonhol'età il Dom 25 Apr 2010, 17:34
KARENINA ha scritto: In realtà stiamo parlando non dell'acqua in sè, quanto piuttosto della gestione del servizio idrico.
Facendo parte di un'associazione ambientalista che lavora sul territorio, noi abbiamo fortemente contestato l'aver appaltato a una SpA privata, con un contratto trentennale, la gestione dell'acqua potabile. La cosa è stata fatta circa 7 anni fa e da
allora nessun lavoro di manutenzione straordinaria è stato fatto, anzi questa società è in causa con il Comune per le perdite delle condutture che dichiara debbano essere a carico dell'ente pubblico. I controlli sulla qualità sono limitati al minimo di legge e abbiamo dovuto provvedere di tasca nostra ad analisi più approfondite che hanno fatto risultare il superamento dei valori in puù occasioni.
La nostra è una zona industriale che ha già compromesso fortemente il territorio, l'aria e soprattutto l'acqua perchè gli scarichi industriali incontrollati sono qui una realtà tangibile. E' terribile sentirsi impotenti davanti alle lobbies affaristiche che speculano sulla salute delle persone pensando forse di essere immortali o forse egoisticamente fregandosene di chi verrà dopo di noi. Ci si scontra con un murodi gomma, veramente.
Da lepidezza il Dom 25 Apr 2010, 17:46
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=46:perche-i-referendum&catid=34:referendum&Itemid=53
Azzariti (ordinario di diritto costituzionale Università di Roma La
(emerito di diritto costituzionale Università di Roma La Sapienza)
Lucarelli (ordinario di diritto pubblico Università di Napoli Federico
(ordinario di diritto civile Università di Torino)
(ordinario di diritto civile Università di Palermo)
(emerito di diritto civile Università di Roma La Sapienza)
«Volete voi che sia abrogato l’art. 23
bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge
25 giugno 2008 n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo
della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito,
con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato
dall’art. 30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n. 99 recante “Disposizioni
per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in
materia di energia” e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre
2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di
obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di
giustizia della Comunità europee” convertito, con modificazioni, in
legge 20 novembre 2009, n. 166?»
«Volete voi che sia abrogato l’art.
150 (Scelta della forma di gestione e procedure di affidamento) del
Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia
ambientale”, come modificato dall’art. 2, comma 13 del decreto
legislativo n. 4 del 16 gennaio 2008
«Volete voi che sia abrogato il comma
1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto
Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”,
limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della
remunerazione del capitale investito”?»
Da lepidezza il Dom 25 Apr 2010, 17:47
Breve guida ai questiti referendari
PRIMO QUESITO: fermare la
Si propone l’abrogazione dell’art.
23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla
privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
È l’ultima normativa approvata dal
Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del
servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o
l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno
delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga
almeno il 40%.
Con questa norma, si vogliono mettere
definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non
hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del
servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime
infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno
continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con
capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste
collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del
servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro
giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Abrogare questa norma significa
contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e
la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
Da Karenina il Lun 26 Apr 2010, 09:47
Se ne è spesso occupata anche la Gabanelli a Report
http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-58add733-7cf6-4bd6-a0d6-7ade4cb16fd8.html
Ieri mattina c'è stato il primo banchetto a Bergamo, io sono andata ad aiutare a raccogliere le firme. C'era talmente tanta gente che voleva firmare che ad un certo punto abbiamo fatto tre banchetti ma non riuscivamo lo stesso a smaltire la coda . In pratica se in fila c'era qualcuno che si conosceva gli si chiedeva di fermarsi ad aiutare. Penso che non ci saranno problemi a raccogliere le 400.000 firme anche se in TV non ne parleranno neanche per mezzo minuto.
Da lepidezza il Lun 26 Apr 2010, 10:05
per le firme è sempre valida il suggerimento di rivolgersi al Colle
Da mariele4ever il Mar 27 Apr 2010, 10:31
No è che io pensavo che se una cosa è pubblica è gratis... che ingenua!
Da Karenina il Dom 16 Mag 2010, 16:13
Pare che si sia arrivati alle 500.000 firme.
Proseguiamo comunque nella raccolta, più sono meglio è.
Da Karenina il Gio 24 Giu 2010, 15:09
http://it.peacereporter.net/articolo/22634/L%27acqua+entra+in+borsa
L'accordo è fatto. L'acqua volerà in borsa e la gestione sarà affidata a Iride, una multiutility, nata dalla fusione di tre società. Gli azionisti principali sono i comuni di Genova e Torino, ma l'accordo porta anche la firma di F2i: una società italiana titolare del fondo per gli investimenti nel settore delle infrastrutture a cui patecipano istituti bancari, casse previdenzali, fondazioni, assicurazioni, istituzioni finanziarie dello Stato, sponsor e management.
Il presidente si chiama Ettore Gotti Tedeschi, vecchio banchiere ora a capo dello Ior, la Banca Vaticana, che è stato prosciolto dopo esser stato scritto tra 71 indagati del processo Parmalat. L'amministratore delegato di F2i è Vito Gamberale, una carriera tra Autostrade Italia, Eni, Banca Italia, Benetton, e un arresto durante Mani Pulite.
Gamberale venne poi assolto dall'accusa di abuso d'ufficio e concussione. Ora, è lui l'uomo che guida l'accordo. Il piano per la privatizzazione del servizio idrico ruota in parte intorno alla Spa di Tedeschi e all'appoggio che questa riceve dalla San Giacomo srl, una società dal nome promettente. Lo scopo della manovra: creare un polo idrico industriale attraverso il delisting: la cancellazione del titolo azionario dal listino del mercato organizzato e la fusione con Mediterranea delle acque, l'azienda che gestisce le acque potabili di Piemonte, Liguria, Emilia e Sicilia.
Solo allora, Iride potrebbe compiere un altro passo e accorpare Enìa, la multiservizi emiliana nata dalla fusione delle Spa della provincia di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Insieme i due colossi delineerebbero un asse "padano occidentale" con 4 miliardi di capitalizzazione di borsa e 2,5 milioni di potenziali "clienti" che, tra Palermo ed Enna, si comprano come caramelle. Le conseguenze di ciò saranno visibili non solo al Sud, dove il controllo dei beni comuni ha già originato scontri tra clan, ma anche al Nord e al Centro dove la quotazione in borsa del servizio idrico stimolerà una famelica ricerca di profitto che farà dell'acqua un privilegio.
In un documento del 1973 si rilevava l'esistenza di 1.469 pozzi che attingevano alla falda freatica della fascia costiera italiana. Acque destinate ad essere inserite nell'elenco delle risorse pubbliche ma che ancora oggi sono lasciate nelle mani nei "guardiani" e dei "fontanieri" meridionali. Eppure, il Sud soffre la sete, decine di dighe sono incomplete da oltre vent'anni mentre altre hanno condotte mai collaudate o a "colabrodo", che causano perdite idriche del 50 per cento.
I 3 enti regionali, 3 aziende municipalizzate, 2 società miste, 19 società private, 11 consorzi di bonifica, 284 gestioni comunali e 400 consorzi fra utenti predisposti alla gestione del servizio idrico di queste zone hanno fallito il loro compito. Colpa delle amministrazioni che si sono rivelate incapaci di tutelare i beni comuni, dei i governi che, anche su pressione dell'Ue, hanno frettolosamente cercato soluzioni nel settore privato. Tutta colpa del clientelismo che, in Italia, grava sulla gestione di gran parte delle opere pubbliche. Prima di cedere non valeva la pena tentare di sanare il settore pubblico? E se i manager dell'acqua si rivelassero disonesti?
Allora, il prezzo della privatizzazione salirebbe alle stelle. Non si tratta di un'affermazione figlia di un anticonfromismo da quattro soldi. Ce ne renderanno conto quando il consigliere municipale di turno non sarà più in grado di elargire informazioni sull'acqua che esce dai rubinetti case, degli ospedali e delle scuole e quando, per risparmiare, sarà meglio non lavarsi le mani. E se ne accorgeranno anche i Comuni non appena dovranno pubblicamente rinunciare al ruolo di "imprenditori-gestori" di beni per agire da veri azionisti. Perché, per dirla con Massimo Mucchetti sul Corriere, ricorrendo al privato per nascondere i difetti del pubblico, "il Comune non sarà più responsabile e garante di un servizio e di un diritto per tutti i cittadini ma solo uno dei tanti soci che attende l'assemblea di aprile per sapere quanto incasserà sotto forma di dividendo".
Da sophia il Gio 24 Giu 2010, 16:16
Io non ho parole da tempo.
Da nonhol'età il Gio 22 Lug 2010, 18:23
Karen hai sentito che sono state raccolte quasi un milione e mezzo di firme? anche i promotori del referendum non si aspettavano un successo tale. Adesso presenteranno le firme per i controlli di legge alla corte di cassazione epoi il testo alla corte costituzionale.
I politici in massa stanno cercando di bloccare il referendum, perchè ormai si sono giò venduti quasi tutto il vendibile
Da maimeri il Gio 22 Lug 2010, 18:45
messi così però non si capisce niente come al solito, spero che faranno un'ottima campagna di nformzione
Da sophia il Gio 22 Lug 2010, 19:37
nonhol'età ha scritto: Karen hai sentito che sono state raccolte quasi un milione e mezzo di firme? anche i promotori del referendum non si aspettavano un successo tale. Adesso presenteranno le firme per i controlli di legge alla corte di cassazione epoi il testo alla corte costituzionale.
non é che per caso l'hanno già quotata in borsa
Da nonhol'età il Gio 22 Lug 2010, 19:48
Non penso, il problema per me è come la storia della vendita delle autostrade: benetton incassa il balzello autostradale ma i lavori sono ancora a carico dello stato.
Questi incassano denaro, poco ma fresco, e firmano contratti trentennali dove tutti i guasti precedenti alla vendita sono a carico del venditore e quindi.......trattasi di tubature colabrodo e di cui a loro nonfrega niente perchè tabto le perdite sulla conduttura le paghiamo ancora noi, si preoccupano solo se l'acqua viene a contatto con il cromo esavalente se no ciao.
Da Violatrix il Gio 22 Lug 2010, 19:54
Sono stata a Cogne e mi ha stupito la quantità di fontanelle... ma non le nostre fontane a ricircolo, in quelle l'acqua è sempre fresca e continua a scorrere finendo nei tombini. Il mio hotel era completamente alimentato tramite energia idroelettrica, quindi suppongo che lì l'acqua sia un bene che abbonda. Ma non capisco proprio quella delle fontane che finisce nei tombini (e quindi, suppongo, viene gettata via)... oppure, datosi che il paese si trova sopra i 1600 metri, c'è la possibilità che venga rimessa in pozzi che portano a falde sotterranee e poi prelevata più a valle? La mia acqua minerale, la Sant'Anna, per esempio, sorge a 1200 metri... magari acqua che filtra per 400 mt nel terreno si "depura"?
No, perché veramente per me era impressionante vedere tutti quegli abbeveratoi.... io che sono una di quelle che ha, a detta dei miei, il ma dell'oca (sto sempre a bagno o sotto la doccia, estate e inverno) ma che chiude l'acqua mentre si sta lavando i denti, e mi sembrava di stare nel Paese del Bengodi. Però un po' mi faceva ugualmente "impressione".
Lì l'acqua l'abbiamo comprata solo una prima volta, poi abbiamo continuato a riempire le bottigliette ed era l'acqua migliore che abbia bevuto da 15 anni a questa parte.
Da Karenina il Gio 22 Lug 2010, 20:35
le firme le hanno consegnate lunedì
il problema adesso è che bene che vada il referendum sarà indetto per la primavera prossima e la legge vigente che si vuole abrogare obbliga alla privatizzazione del servizio (con varie modalità) a partire da gennaio 2011
bisogna sperare nella lentezza dei comuni
non ho capito se gli eventuali contratti verrebbero a decadere immediatamente o no
riguardo cogne non ne ho idea
Da nonhol'età il Gio 22 Lug 2010, 20:59
Guarda Bea, In Romagna mia cognata ha la casa sotto il monte Fumaiolo da dove nasce il Tevere, sui Km.10 di strada per raggiungere il monte, ci sono almeno 50 fontane con un'acqua buonissima, leggera, diuretica e sempre fresca. Una marea di gente si fermava a riempire bottiglie e taniche, ultimamente le fontane sono sparite, sembra ne sia rimasta una scavata nella roccia, quindi senza rubinetto, dove esce spontaneamente. Le case per anni si spostavano letteralmente per la frana sotterranea ma anche per l'acqua che si disperdeva, negli ultimi 10 anni l'hanno canalizzata e portata nei paesi a valle che d'estate non ne avevano per i villeggianti-
Credo che la Valle d'Aosta, essendo regione autonoma, viaggi diversamnete da tutte le altre e possa permettersi delle scelte che alle altre regioni sono negate.
La figlia di mia cugina poi che abita in Canada sull'estuario del fiume San Lorenzo, zona che d'inverno raggiunge i 30° sottozero ha in casa ogni cosa che funziona a elettricità: fornelli, boiler, riscaldamento e quant'altro. Puoi immaginare che dispendio sia di energia ma loro pagano quattro soldi tanto che lei si è fatta una serra per coltivare delle verdure vicina a casa, però per arrivarci d'inverno deve spalare giornalmente mt. 1,50 di neve in altezza x mt.20 di distanza dalla serra. Fai te, chi troppo chi niente
Da nonhol'età il Gio 22 Lug 2010, 21:04
Karenina ha scritto: le firme le hanno consegnate lunedì
Immediatamente non credo, anche perchè penso che dopo gli assegnatari potranno fare dei ricorsi e le cause saranno belle lunghe, poi se sono sostenuti dai partiti......finirà come altri esiti referendari che sono stati annullati da leggi e leggine ad hoc.
Da killer73 il Gio 22 Lug 2010, 21:20
francamente me ne frego di tutte ste cose,l acqua si paga comunque, sia pubblica o privata, e la cosa importante e' che non manchi come,purtroppo,in altri paesi.quindi non vedo quale sia il problema.
Da nonhol'età il Gio 22 Lug 2010, 21:43
Proprio perchè presto, dicono nell'rdine dei 20 anni, anche noi avremo dei grossi problemi di approvigionamento e in alcune regioni si potrà parlare di rischio desertificazione.
I costi che i privati imporranno saranno molto più alti, altrimenti non sarebbe un business e faranno solo manutenzione ordinaria e non straordinaria. La maggior parte degli acquirenti ha degli interessi nell'imbottigliamento delle acque minerali e pensa così di sfruttare le fonti migliori e ridurre la distribuzione ai cittadini.
Guarda il pozzo dell'acqua che ariva a casa mia per esempio, è profondo 320 mt., hanno dovuto scendere così per trovarla potabile perchè agli strati superiori è già inquinata, la prossima volta arriveranno in Cina col buco.