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Timestamp: 2020-07-09 13:16:58+00:00
Document Index: 131951710

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

I terreni a uso civico sulle Alpi Apuane non sono tutelati dal piano paesaggistico della Toscana. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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settembre 11, 2015 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha rivolto (10 settembre 2015) una specifica istanza al Commissario per gli usi civici per il Lazio, la Toscana e l’Umbria perché valuti l’opportunità di avviare un procedimento giurisdizionale presso il suo Ufficio relativamente alla mancata adeguata tutela dei diritti di uso civico e dei demani collettivi civici da parte del Piano di indirizzo territoriale (P.I.T.) con valenza di piano paesaggistico della Toscana, approvato dal Consiglio regionale nel marzo 2015.
Di sensibile impatto è l’inquinamento dei corsi d’acqua delle Apuane determinato dalla marmettola, residuo delle attività di cava, oggetto di una recente azione legale (20 agosto 2015) del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus che ha provocato un rapido intervento del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare nei confronti della Regione Toscana e degli Enti locali.
I diritti di uso civico sono inalienabili (art. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 2 e 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), analogamente al demanio collettivo civico (art. 5 della legge regionale Toscana n. 27/2014). Il demanio collettivo civico è “l’insieme di beni immobili in proprietà collettiva fino dall’origine degli utenti, anche se formalmente accatastati in capo ai comuni, nonché quelli nel tempo pervenuti o acquisiti a qualsiasi titolo, destinati in perpetuo all’utilità della collettività”, mentre i diritti di uso civico sono “diritti reali sui terreni di proprietà altrui, esercitati dagli utenti che hanno diritto di trarne particolari utilità” (art. 2 della legge regionale Toscana n. 27/2014). Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla Regione Toscana (art. 3 della legge regionale Toscana n. 27/2014) soltanto verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (artt. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i., 41 del regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., 8-10 della legge regionale Toscana n. 27/2014).
Il P.I.T. con valenza di piano paesaggistico consente e legittima il mantenimento delle attività estrattive in essere o riattivabili senza alcuna considerazione della presenza dei diritti di uso civico e dei demani collettivi civici, concretando una lesione di beni a indiscussa valenza ambientale/paesaggistica. Non risulta alcuna preventiva autorizzazione e/o disponibilità di alcuna natura dei titolari dei diritti di uso civico e dei demani civici collettivi alla prosecuzione e soprattutto alla riapertura dell’attività estrattiva nelle cave dismesse.
Per ovviare agli effetti negativi, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha segnalato al Commissario per gli usi civici l’opportunità di adottare urgenti provvedimenti cautelari per la salvaguardia dei diritti di uso civico e i demani collettivi civici.
[3] I contenziosi inerenti cave e diritti di uso civico sono numerosi. Con decreto Dirigente del Settore Promozione dell’innovazione e sistemi della conoscenza della Regione Toscana n. 6074 del 29 dicembre 2011 è stata disposta la reintegra (art. 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.) in attuazione della sentenza Commissario U.C. Lazio, Umbria, Toscana 5 novembre 2008, n. 67 “degli immobili riconosciuti di proprietà collettiva … in favore delle comunità della montagna di Seravezza”. Con successiva sentenza Commissario U.C. Lazio, Umbria, Toscana 5 febbraio 2014, n. 20 relativa all’accertamento dei diritti d’uso civico sulle cave di marmo del comprensorio di Monte Altissimo (fraz. di Azzano, Fabiano, Giustagnana, Minazzana e Basati) nel territorio del Comune di Seravezza è stata dichiarata l’ormai inesistenza di diritti di uso civico su ettari 172.45.00 ora di proprietà Henraux s.p.a., mentre permane da accertare l’eventuale esistenza di diritti di uso civico su ulteriori ampie estensioni di terreno (circa ettari 378.00.00) attualmente occupate sempre dalla Henraux s.p.a., riguardo cui la causa è tuttora pendente. Con sentenza Commissario U.C. Lazio, Umbria, Toscana 4 febbraio 1983, n. 3, confermata da sentenza Corte App. Roma, Sez. spec. Usi civici, 24 marzo-11 giugno 1988 e confermata da sentenza Cass. civ., Sez. II, 16 marzo 2007, n. 6165 è stata disposta la reintegra dei terreni illegittimamente occupati da Società estrattive e adibiti a cave di marmo in favore dei titolari dei diritti di uso civico di Vagli Sotto e di Stazzema (fraz. Arni).
settembre 11, 2015 alle 3:05 pm
da La Gazzetta di Massa e Carrara, 10 settembre 2015
I terreni a uso civico sulle Alpi Apuane non sono tutelati dal piano paesaggistico della Toscana: http://www.lagazzettadimassaecarrara.it/politica/2015/09/i-terreni-a-uso-civico-sulle-alpi-apuane-non-sono-tutelati-dal-piano-paesaggistico-della-toscana/
da Vivere in Valdisieve, 11 settembre 2015
I terreni a uso civico sulle Alpi Apuane non sono tutelati dal piano paesaggistico della Toscana: http://associazionevivereinvaldisieve.blogspot.it/2015/09/i-terreni-uso-civico-sulle-alpi-apuane.html
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