Source: http://www.osservatoriomilitare.it/decreto-legislativo-8-maggio-2001-n-215/
Timestamp: 2020-02-18 03:25:19+00:00
Document Index: 125545210

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 5', 'e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 58', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 12']

Decreto Legislativo 8 maggio 2001 n° 215 – Osservatorio Militare
6 Maggio 2015 8 Maggio 2001 di admin2-OM
Decreto Legislativo 8 maggio 2001, n° 215
Si riporta il testo del D.Lgs. n. 215 del 2001, inerente la trasformazione dello strumento militare in professionale, così come modificato dal D.Lgs. n. 275 del 2006. In particolare l’intervento riformatore si è concentrato su: Costituzione della commissione di avanzamento per i volontari; Autorità che sovrintende alla leva; Cancellazione della nota di renitenza; Gestione e consultazione delle liste di leva; Attività connesse con la sospensione della leva obbligatoria; Ricorsi avverso le decisioni in materia di leva; Annullamento dei provvedimenti in materia di leva; Obblighi di iscrizione nelle liste di leva; Volontari in ferma prefissata; Volontari in ferma prefissata in servizio; Impiego, libera uscita, permessi speciali, giorni festivi; Proscioglimento dalla ferma; Norme in materia di personale ammesso alla ferma breve a seguito di ricorsi; Ufficiali in ferma prefissata.
D.Lgs. 8 maggio 2001, n. 215 (suppl. ord. G.U. 11 giugno 2001, n. 133). Disposizioni per disciplinare la trasformazione progressiva dello strumento militare in professionale, a norma dell’articolo 3, comma 1, della L. 14 novembre 2000, n. 331.
1. Àmbito di applicazione. 1. Le disposizioni del presente decreto legislativo disciplinano la progressiva trasformazione dello strumento militare in professionale, prevedendo la graduale sostituzione del personale in servizio obbligatorio di leva dell’Esercito, della Marina militare, di seguito Marina e dell’Aeronautica militare, di seguito Aeronautica, con volontari di truppa nonché, in coerenza con i relativi compiti, con personale civile della difesa. Le disposizioni in materia di gestione degli organici non si applicano al Corpo delle capitanerie di porto ove non espressamente previsto.
2. Nell’àmbito della trasformazione, viene disciplinato il progressivo adeguamento delle dotazioni organiche ovvero dei contingenti massimi del personale militare dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica appartenenti alle categorie:
2. Organico complessivo delle Forze armate. 1. L’entità complessiva delle dotazioni organiche del personale militare dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica è fissata a 190.000 unità a decorrere dalla data del 1° gennaio 2007.
2. Alla data del 1° gennaio 2021 le dotazioni organiche per ciascuna delle categoria di personale indicate all’articolo 1, comma 2, sono riportate nella tabella «A» allegata al presente decreto.
3. Al fine di conseguire la progressiva riduzione a 190.000 unità, secondo un andamento delle consistenze del personale in servizio coerente con l’evoluzione degli oneri indicata nella tabella «A» allegata alla legge 14 novembre 2000, n. 331, e nel rispetto della ripartizione indicata nella tabella «A» di cui al comma 2, sino al 31 dicembre 2020, le dotazioni organiche del personale dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, a decorrere dal 2003, sono annualmente determinate con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con il Ministro per la funzione pubblica.
3. Ufficiali. 1. Fino al 31 dicembre 2005, il riordino degli organici dei ruoli degli ufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, incluso il Corpo delle capitanerie di porto. continua ad essere disciplinato con le modalità definite dall’articolo 60, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, e successive modificazioni.
4. Sottufficiali. 1. Per gli anni 2001 e 2002, le dotazioni organiche dei ruoli dei sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica sono indicate nella tabella «B» allegata al presente decreto.
2. Al fine di realizzare con gradualità la riduzione degli organici da conseguire al 31 dicembre 2020, nella misura indicata per l’Esercito, la Marina e l’Aeronautica nella tabella «A» allegata al presente decreto, a decorrere dall’anno 2003, le dotazioni organiche del personale di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), sono determinate annualmente con il decreto di cui all’articolo 2, comma 3.
5. Volontari di truppa in servizio permanente e in ferma breve. 1. Nell’àmbito del progressivo incremento dei volontari di truppa in servizio permanente, è autorizzata, per il biennio 2001-2002, l’immissione in servizio permanente di non più di 10.450 unità, comprensive dei 2.531 volontari di cui all’articolo 3, comma 2 della legge 14 novembre 2000, n. 331, ad incremento della dotazione organica fissata dall’articolo 2 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196. Il personale in servizio non può comunque eccedere le seguenti consistenze medie annue:
2. Per il biennio 2001-2002 i contingenti dei volontari di truppa in ferma breve e in rafferma in servizio non possono eccedere le seguenti consistenze medie annue:
3. Al fine di realizzare con gradualità il raggiungimento degli organici da conseguire al 1° gennaio 2021, nella misura indicata nella tabella «A» allegata al presente decreto a decorrere dall’anno 2003, le dotazioni organiche del personale di cui all’articolo 1, comma 2, lettere c) e d), sono determinate annualmente con il decreto di cui all’articolo 2, comma 3.
5-bis. Costituzione della commissione di avanzamento per i volontari. 1. Ai fini della valutazione per l’avanzamento al grado superiore dei volontari di truppa in servizio permanente, può essere istituita una Commissione presso ciascuna Forza armata, distinta da quella di cui all’articolo 31 della legge 10 maggio 1983, n. 212, e successive modificazioni.
2. La Commissione di cui al comma 1 è istituita con decreto del Ministro della difesa, che ne determina la composizione e il termine di durata, non superiore a tre anni. Prima della scadenza del termine di durata la Commissione presenta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai competenti uffici del Ministero della difesa una relazione sull’attività svolta, ai fini della valutazione della perdurante utilità della Commissione e della conseguente eventuale adozione da parte del Ministro della difesa del decreto di proroga del termine di durata della Commissione. Ai componenti della Commissione non spettano emolumenti, compensi, indennità o rimborsi spese1.
1 Articolo aggiunto dall’art. 1, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
6. Gestione delle eccedenze. 1. A decorrere dal 1° gennaio 2006 e fino al 31 dicembre 2020, ai fini del progressivo conseguimento dei volumi organici stabiliti dalla tabella A allegata al presente decreto, il Ministro della difesa ha facoltà di disporre il collocamento in ausiliaria degli ufficiali e dei sottoufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica che ne facciano domanda e che si trovino a non più di cinque anni dal limite di età.
2. La facoltà di cui al comma 1 può essere esercitato entro i limiti del contingente annuo massimo di personale di ciascuna categoria indicata dalla tabella C allegata al presente decreto e comunque nel limite delle risorse disponibili nell’ambito dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 8, commi 2 e 3, della legge 14 novembre 2000, n. 331.
3. Il collocamento in ausiliaria di cui al comma 1 è equiparato a tutti gli effetti a quello per il raggiungimento dei limiti di età. Al predetto personale compete, in aggiunta a qualsiasi altro istituto spettante, il trattamento pensionistico e l’indennità di buonuscita che allo stesso sarebbe spettato qualora fosse rimasto in servizio fino al limite di età, compresi gli eventuali aumenti periodici ed i passaggi di classe di stipendio. Al medesimo personale si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 498, per il reimpiego nell’ambito del comune o della provincia di residenza presso l’amministrazione di appartenenza od altra amministrazione.
4. Le domande di cessazione dal servizio ai sensi del comma 1 devono essere presentate all’amministrazione di appartenenza, da parte del personale interessato, entro il 1° marzo di ciascun anno, ed hanno validità solo per l’anno in corso. In caso di accoglimento della domanda, il personale è collocato in ausiliaria a partire dalla data del 1° luglio ed entro il 31 dicembre dello stesso anno. Il personale, la cui domanda non sia stata accolta entro l’anno, può ripresentarla, con le stesse modalità, negli anni successivi.
5. Qualora, nell’ambito di ciascuna categoria di personale, il numero di domande sia superiore al contingente di cui al comma 2, viene collocato in ausiliaria l’ufficiale o il sottufficiale anagraficamente più anziano e, a parità di età, l’ufficiale o il sottufficiale più anziano in grado1.
1 Articolo così sostituito dall’art. 12-bis, D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito in L. 17 agosto 2005, n. 168.
7. Sospensione del servizio di leva. 1. Le chiamate per lo svolgimento del servizio di leva sono sospese a decorrere dal 1° gennaio 2005. Fino al 31 dicembre 2004 sono chiamati a svolgere il servizio di leva, anche in qualità di ausiliari nelle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e nelle amministrazioni dello Stato, i soggetti nati entro il 1985. La durata del servizio di leva è quella stabilita dalle disposizioni vigenti1.
1 Comma così sostituito dall’art. 1, L. 23 agosto 2004, n. 226.
8. Modalità per la chiamata alle armi. 1. Con decreto del Ministro della difesa, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, è disciplinata la gestione unitaria dei giovani disponibili a prestare in armi il servizio di leva, mediante la definizione delle priorità per l’assegnazione dei giovani alle Forze armate secondo quanto disposto dall’articolo 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 504. Tale decreto tiene conto, per l’assegnazione dei Giovani al Corpo equipaggi militari marittimi della Marina, dei requisiti previsti dall’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1964, n. 237, così come sostituito dall’articolo 4 della legge 31 maggio 1975, n. 191.
9. Ritardi per motivi di studio degli studenti universitari. 1. […]1.
1 Modifica il comma 2 dell’art. 3, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 504.
2 Aggiunge il comma 2-bis all’art. 3, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 504.
10. Dispensa dalla ferma di leva. 1. […]1.
3. […]3.
1 Sostituisce la lett. b) del comma 3 dell’art. 7, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 504.
2 Aggiunge le lett. d-bis) e d-ter) al comma 3 dell’art. 7, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 504.
3 Modifica la lett. f) del comma 1 dell’art. 7, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 504.
11. Contingenti ausiliari. 1. Il Ministro della difesa,. di concerto con i Ministri dell’interno, della giustizia e delle finanze, fatte salve le esigenze dell’Esercito, della Marina, ivi comprese quelle del Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica, stabilisce, a decorrere dal 1° gennaio 2003 e fino alla sospensione della leva, i contingenti autorizzati a prestare servizio di leva nell’Arma dei carabinieri, nella Polizia di stato, nel Corpo della guardia di finanza, nel Corpo di polizia penitenziaria e nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, compresi i volontari di cui all’articolo 10, comma 6, della legge 10 agosto 2000, n. 246, tenendo conto della progressiva contrazione del contingente di giovani da chiamare alle armi.
11-bis. Sospensione delle attività dei consigli di leva. 1. La data dell’ultima chiamata alla leva e la data di sospensione delle attività dei consigli di leva sono stabilite con decreto del Ministro della difesa.
1 Articolo aggiunto dall’art. 3, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
11-ter. Formazione delle liste di leva. 1. Ai fini del ripristino del reclutamento obbligatorio nei casi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera f), della legge 14 novembre 2000, n. 331, i comuni e le autorità diplomatiche e consolari continuano a svolgere le attività per la formazione e l’aggiornamento delle liste di leva anche successivamente alla formazione delle liste della classe 19851.
11-quater. Autorità che sovrintende alla leva. 1. Il Ministro della difesa, avvalendosi della Direzione generale di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 6 ottobre 2005, n. 216, sovrintende alle operazioni concernenti:
3. Per le attività di cui al comma 1, lettera b), la Direzione generale di cui al comma 1, tramite il comando militare per il territorio, esercita le funzioni di coordinamento e di vigilanza relativamente alle attività svolte dai comandi militari Esercito, di cui all’articolo 2, comma 1, lettera l-bis), del decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464, e successive modificazioni, ovvero dagli altri organismi individuati dallo stato maggiore dell’Esercito. Analoghe funzioni sono esercitate nei confronti degli enti della Marina individuati dallo stato maggiore della Forza armata1.
1 Articolo aggiunto dall’art. 2, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
11-quinquies. Cancellazione della nota di renitenza. 1. I renitenti appartenenti alle classi 1985 e precedenti, presentandosi presso i comandi militari dell’Esercito ovvero gli altri organismi individuati dagli stati maggiori dell’Esercito e della Marina, possono ottenere la cancellazione della nota di renitenza, fornendo un giustificato motivo del proprio comportamento omissivo1.
11-sexies. Gestione e consultazione delle liste di leva. 1. Presso i comuni le liste di leva sono gestite in modo da consentire l’accesso all’Amministrazione della difesa, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le modalità di tenuta delle liste di cui al comma 1 e quelle di accesso ad esse sono definite dal Ministero della difesa, di concerto con il Ministero dell’interno, acquisito il parere della Conferenza Stato-Città e autonomie locali1.
11-septies. Attività connesse con la sospensione della leva obbligatoria. 1. Fatte salve le decisioni di competenza dell’autorità giudiziaria, ai sensi dell’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1964, n. 237, durante la sospensione della leva obbligatoria per gli appartenenti alle classi 1985 e precedenti, i comandi di regione militare territorialmente competenti, i comandi militari Esercito, ovvero gli altri organismi individuati dagli stati maggiori dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, su istanza degli interessati:
2. All’estero le residue attività in materia di leva sono demandate alle autorità diplomatiche e consolari1.
11-octies. Ricorsi avverso le decisioni in materia di leva. 1. Avverso le decisioni adottate in materia di leva è ammesso ricorso, ai sensi delle disposizioni di cui al capo I del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, alla Direzione generale di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 6 ottobre 2005, n. 2161.
11-novies. Annullamento dei provvedimenti in materia di leva. 1. Le decisioni di cancellazione dalle liste di leva sono soggette ad annullamento d’ufficio ai sensi dell’articolo 21-nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.
4. I provvedimenti di cui al presente articolo sono adottati dalla Direzione generale di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 6 ottobre 2005, n. 2161.
11-decies. Obblighi di iscrizione nelle liste di leva. 1. Le informazioni sugli obblighi di iscrizione nelle liste di leva, di cui all’articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica n. 237 del 1964, possono essere diffuse dalle amministrazioni comunali, oltre che con apposito manifesto, anche attraverso altri idonei mezzi di divulgazione1.
12. Volontari in ferma prefissata. 1. Ai fini del presente decreto, per volontari in ferma prefissata, se non specificamente qualificati, si intendono i volontari in ferma prefissata di un anno, in prolungamento della ferma, in rafferma annuale, in ferma prefissata quadriennale, in rafferma biennale, previsti dalle disposizioni di cui ai capi II e III della legge 23 agosto 2004, n. 226.
2. I volontari in ferma prefissata sono vincolati, per obbligo assunto, a prestare servizio per un periodo di tempo determinato. L’ammissione alla ferma ha decorrenza giuridica dalla data indicata nel relativo provvedimento adottato dalla Direzione generale del personale militare e decorrenza economica dalla data di effettiva presentazione al reparto.
3. Le categorie, le specialità, le specializzazioni, nonché gli incarichi relativi ai volontari in ferma prefissata sono individuati dai Capi di stato maggiore di Forza armata, secondo i rispettivi ordinamenti.
4. Il giudizio di idoneità per l’avanzamento al grado di caporale ovvero di caporal maggiore o gradi corrispondenti, di cui agli articoli 7, comma 2, e 14, comma 2, della legge n. 226 del 2004, che comporta la valutazione delle qualità, capacità e attitudini in rapporto ai compiti da svolgere nel grado superiore, e in relazione alle esigenze di quegli incarichi nel reparto, è espresso da una apposita commissione costituita presso ciascun corpo o reparto d’impiego, composta da almeno tre membri nominati dal comandante di corpo. Il grado è conferito dal comandante di corpo. Per la partecipazione alla commissione non è prevista la corresponsione di alcuna indennità o compenso nè rimborso spese.
5. Lo stato di volontario in ferma prefissata è costituito dal complesso dei diritti e dei doveri inerenti alla categoria di appartenenza e al grado posseduto.
7. Per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, ai volontari in ferma prefissata si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni in materia di stato e avanzamento relative ai volontari di truppa in servizio permanente.
7-bis. I bandi di concorso per il reclutamento dei volontari in ferma prefissata di un anno e quadriennale possono prevedere riserve di posti a favore dei diplomati o assistiti presso le scuole militari, gli istituti e le opere di cui al regio decreto 29 marzo 1943, n. 388, al decreto del Presidente del Repubblica 1° dicembre 1952, n. 4487, e al decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1948, n. 989, nonchè dei figli di militari deceduti in servizio, nel limite massimo del 10% dei posti disponibili1 2.
1 Comma aggiunto dall’art. 3, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
2 Articolo così sostituito dall’art. 1, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
12-bis. Volontari in ferma prefissata in servizio. 1. I volontari in ferma prefissata in servizio possono trovarsi in una delle seguenti posizioni:
2. I volontari in ferma prefissata in servizio debbono mantenere per tutta la durata della ferma l’idoneità fisio-psico-attitudinale richiesta per il reclutamento, salvo quanto previsto dall’articolo 13. L’accertamento è effettuato con le modalità stabilite da ciascuna Forza armata.
3. I volontari in ferma prefissata in servizio non possono esercitare alcuna professione, mestiere, industria o commercio, nè comunque attendere ad occupazioni o assumere incarichi incompatibili con l’adempimento dei propri doveri.
4. Al verificarsi di una delle cause di incompatibilità di cui al comma 3, il volontario in ferma prefissata è diffidato dall’amministrazione a porvi fine. Decorsi quindici giorni dalla diffida, se l’incompatibilità persiste, il militare è prosciolto dalla ferma. L’ottemperanza alla diffida da parte del volontario non preclude l’eventuale esercizio dell’azione disciplinare.
5. I volontari in ferma prefissata hanno l’obbligo di alloggiare nella località sede di servizio. In relazione alla situazione abitativa locale il comandante di corpo, fatte salve le esigenze di servizio, può autorizzare i volontari in ferma prefissata quadriennale ad alloggiare in località diversa dalla sede di servizio.
6. I volontari in ferma prefissata di un anno hanno l’obbligo di fruire degli alloggiamenti di reparto o di unità navale, salvo autorizzazione del comandante di corpo in relazione alla situazione delle infrastrutture militari.
6-bis. Fatte salve le esigenze di servizio, il comandante di Corpo può autorizzare il personale volontario in ferma prefissata di un anno con prole, coniuge o convivente avente domicilio nella località sede di servizio, ovvero in località viciniore, a pernottare presso il citato domicilio1.
7. La fruizione della mensa e degli alloggi collettivi di servizio è a titolo gratuito.
8. Ai volontari in ferma prefissata che, comandati in servizio isolato, si trovano nell’impossibilità, attestata dall’autorità che dispone il servizio, di usufruire di infrastrutture militari idonee, sono rimborsate le spese documentate relative ai pasti e al pernottamento in albergo, nei limiti delle risorse previste dalla vigente normativa per i volontari di truppa in servizio permanente2.
1 Comma aggiunto dall’art. 4, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
2 Articolo aggiunto dall’art. 2, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
12-ter. Impiego, libera uscita, permessi speciali, giorni festivi. 1. I volontari in ferma prefissata seguono l’iter formativo stabilito dalla Forza armata di appartenenza e sono impiegati in attività operative e addestrative nell’ambito delle unità dell’Esercito, della Marina, compreso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica, nonchè negli enti interforze, sia sul territorio nazionale sia all’estero, in ragione dell’anzianità di servizio e della professionalità acquisita. Non è precluso l’impiego dei volontari in ferma prefissata presso stabilimenti militari di pena con sede nel luogo di nascita o di residenza precedente all’arruolamento. I volontari in ferma prefissata quadriennale e in rafferma biennale sono prioritariamente impiegati in attività operative che possono comportare responsabilità di comando di piccoli nuclei di personale.
2. I volontari in ferma prefissata sono impiegati secondo le esigenze operative, addestrative e di servizio dei reparti, prevedendo turni di riposo per l’attività effettuata oltre il normale orario di servizio, disciplinati da apposita normativa di Forza armata.
4. I periodi di tempo dedicati all’espletamento delle attività di carattere personale, ancorchè disciplinati dall’orario di servizio, non sono computati nell’attività di lavoro giornaliera effettivamente svolta.
5. I servizi di guardia presidiari e di caserma, anche non armati, sono disciplinati prevedendo appositi turni di riposo. Se effettuati dai volontari in ferma quadriennale oltre il normale orario di servizio, qualora non sia possibile attribuire la corrispondente indennità, danno titolo alla concessione del recupero compensativo nella misura pari alla durata del servizio prestato, oltre al recupero della festività ovvero della giornata non lavorativa se effettuati in tali giornate.
6. A decorrere dal 1° gennaio 2006 e con effetto dall’entrata in vigore del provvedimento di concertazione per le Forze armate relativo al quadriennio normativo 2006-2009, ai volontari in ferma prefissata quadriennale possono essere attribuiti, nell’ambito delle risorse a tal fine destinate che costituiscono limiti di spesa, i compensi di cui all’articolo 9, commi 3, 4, 5, 6, 7 e 8, del decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2002, n. 163, e successive modificazioni e integrazioni, nei limiti e con le modalità dallo stesso stabiliti, in misura fino al 70 per cento dell’importo previsto per il grado di 1° caporal maggiore e gradi corrispondenti.
7. Compatibilmente con le esigenze di servizio, può essere concesso ai volontari in ferma prefissata quadriennale, che ne facciano richiesta in tempo utile, il permesso di assentarsi durante l’orario di servizio per una durata non superiore alle 36 ore nel corso dell’anno di ferma. I permessi concessi devono essere recuperati entro il mese successivo a quello nel quale sono stati fruiti secondo le disposizioni del comandante di corpo o di reparto ovvero possono essere detratti dalle ore di recupero compensativo. Analoghi permessi di assentarsi durante l’attività giornaliera di servizio, da recuperare secondo le disposizioni del comandante di Corpo o di reparto, possono essere concessi ai volontari in ferma prefissata di un anno1.
8. I volontari in ferma prefissata che utilizzano gli alloggiamenti di reparto o di unità navale fruiscono della libera uscita secondo turni e orari stabiliti dalle disposizioni vigenti per ciascuna Forza armata e resi pubblici nell’ambito di ciascuna unità mediante affissione all’albo del reparto.
a) permessi per l’anticipazione o la proroga dell’orario della libera uscita;
c) permessi speciali per trascorrere fuori della sede il fine settimana o le festività infrasettimanali, con decorrenza dal termine delle attività dell’ultimo giorno lavorativo della settimana o precedente la festività.
10. Sono considerati giorni festivi le domeniche e gli altri giorni riconosciuti come tali agli effetti civili, nonchè la ricorrenza del Santo Patrono del comune sede di servizio, se cade in giorno feriale2.
1 Comma così sostituito dall’art. 5, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
12-quater. Licenza ordinaria. 1. I volontari in ferma prefissata in servizio hanno diritto, in ogni anno di servizio, a un periodo di licenza ordinaria, durante il quale spetta la normale retribuzione, escluse le indennità che non sono corrisposte per dodici mensilità. La durata della licenza ordinaria è la seguente:
a) se l’orario settimanale di servizio è distribuito su un periodo di sei giorni:
b) se l’orario settimanale di servizio è distribuito su un periodo di cinque giorni:
2. Se l’orario settimanale di servizio è distribuito su periodi rispettivamente maggiori o minori di quelli di cui al comma 1, lettere a) e b), la durata della licenza ordinaria di cui ai numeri 1), 2) e 3) delle stesse lettere a) e b) del comma 1 è, rispettivamente, aumentata ovvero diminuita di quattro giorni per ogni giorno del periodo in più o in meno.
3. I periodi di licenza ordinaria di cui ai commi 1 e 2 sono comprensivi delle due giornate previste dall’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 23 dicembre 1977, n. 937.
a) nei riguardi dei volontari ammessi al prolungamento della ferma ai sensi dell’articolo 11, comma 3, della legge 23 agosto 2004, n. 226;
b) nei riguardi dei volontari in ferma quadriennale e in rafferma biennale, quando il primo ovvero l’ultimo anno della ferma non coincidono con l’anno solare;
5. L’assenza per infermità, anche se protratta per l’intero anno solare, non riduce la durata della licenza ordinaria spettante.
6. La licenza ordinaria è frazionabile in più periodi, anche di durata pari a un giorno.
7. Se la licenza ordinaria non è goduta entro il 31 dicembre dell’anno in cui è maturata a causa di imprescindibili esigenze di impiego ovvero di motivate esigenze di carattere personale, essa deve essere fruita, compatibilmente con le esigenze di servizio e nei limiti della ferma contratta, entro il mese di giugno dell’anno successivo.
8. La licenza ordinaria è un diritto irrinunciabile e non è monetizzabile. Si procede al pagamento sostitutivo solo quando la mancata fruizione è dovuta a una delle seguenti cause:
b) proscioglimento dalla ferma nei casi di cui all’articolo 14, comma 2, lettere b), c), d) e f);
9. La licenza ordinaria è interrotta nei casi di ricovero ospedaliero, infortuni e malattie superiori a tre giorni, tempestivamente comunicati all’amministrazione e documentati. L’interruzione non opera nei confronti dei volontari ai quali è stato notificato il provvedimento di proscioglimento dalla ferma.
11. Il richiamo dalla licenza ordinaria per imprescindibili esigenze di impiego comporta il diritto al rimborso delle spese anticipate per il periodo di licenza non goduto, la corresponsione del trattamento previsto in occasione di servizi isolati fuori sede, nonchè il rimborso delle spese di viaggio per il rientro in sede ed eventualmente per il ritorno nella località ove il personale fruiva della licenza ordinaria.
12. In aggiunta ai periodi di licenza ordinaria di cui ai commi 1 e 2, nel corso di ciascun anno di ferma sono attribuiti quattro giorni di riposo, di cui alla legge 23 dicembre 1977, n. 937, da considerare maturati in ragione di uno ogni tre mesi di servizio quando il primo ovvero l’ultimo anno di ferma non coincidono con l’anno solare.
14. Ai volontari in ferma prefissata in servizio all’estero o presso organismi internazionali anche con sede in Italia, compresi i contingenti ONU, competono le licenze previste dalle leggi e accordi internazionali che ne disciplinano l’impiego ovvero dalle norme dell’organismo internazionale accettate dall’autorità nazionale. La licenza non fruita nel corso dell’anno per imprescindibili esigenze di impiego può essere fruita, nei limiti della ferma contratta, entro l’anno successivo1
1 Articolo aggiunto dall’art. 2, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
12-quinquies. Licenza straordinaria. 1. La licenza straordinaria è disciplinata secondo le disposizioni di cui all’articolo 13, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394, e successive modificazioni.
2. La licenza straordinaria di convalescenza non è compresa nel tetto massimo annuale fissato per la licenza straordinaria. Il periodo di temporanea inidoneità al servizio è computato entro le seguenti misure massime:
e) fino a dieci giorni per ogni mese di prolungamento del servizio per i volontari ammessi al prolungamento della ferma o rafferma ai sensi dell’articolo 11, comma 3, della legge 23 agosto 2004, n. 226.
3. Sono esclusi dal computo dei periodi massimi di temporanea inidoneità al servizio quelli per infermità riconosciute dipendenti da causa di servizio ovvero in attesa del giudizio sulla eventuale dipendenza da causa di servizio.
4. La licenza straordinaria di convalescenza non può comunque superare complessivamente i due anni nell’ultimo quinquennio di servizio prestato.
5. Prima dell’invio in licenza straordinaria di convalescenza l’interessato può fruire, a domanda, della licenza ordinaria.
a) se l’infermità dipende da causa di servizio, è dovuto il trattamento economico del pari grado in attività di servizio;
b) se l’infermità non dipende da causa di servizio, esclusi i periodi di ricovero in luogo di cura:
1) ai volontari in ferma prefissata di un anno la paga è dovuta in misura intera per i primi due mesi, in misura ridotta alla metà per il mese successivo; a decorrere dal quarto mese la paga non è più dovuta;
2) ai volontari in ferma prefissata quadriennale la paga è dovuta in misura intera per i primi sei mesi, in misura ridotta alla metà per i successivi tre mesi; a decorrere dal decimo mese la paga non è più dovuta.
7. Agli effetti previdenziali la licenza straordinaria di convalescenza è computata per intero.
9. La licenza straordinaria per prigionia di guerra ovvero nei casi di restrizione della libertà personale nel corso di operazioni militari all’estero non è compresa nel tetto massimo fissato per la licenza straordinaria.
10. I volontari in ferma prefissata possono fruire dei periodi di licenza per eventi e cause particolari di cui all’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53.
11. La licenza straordinaria per gravi motivi concessa ai volontari in ferma prefissata impiegati nell’ambito di un contingente militare in missione all’estero comporta il diritto al rimborso delle spese sostenute per i viaggi di andata e ritorno1.
12-sexies. Elevazione e aggiornamento culturale. 1. In aggiunta ai normali periodi di licenza straordinaria per esami, ai volontari in ferma prefissata quadriennale, che intendono conseguire un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o universitario ovvero partecipare a corsi di specializzazione post-universitari o ad altri corsi istituiti presso le scuole pubbliche o parificate nella stessa sede di servizio, sono concessi periodi pari complessivamente a 150 ore annuali da dedicare alla frequenza dei corsi stessi, fatte salve le esigenze operative, addestrative e di servizio. Si applicano l’articolo 13, commi 1, 2, 3 e 4, del decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n. 255, e l’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2002, n. 163.
2. I periodi di cui al comma 1 sono detratti dai periodi previsti per la normale attività d’impiego, secondo le esigenze prospettate dall’interessato al comando di appartenenza almeno due giorni prima dell’inizio dei corsi. Se l’interessato non dimostra, attraverso idonea documentazione, di avere frequentato il corso di studi per il quale ha ottenuto il beneficio, il beneficio stesso è revocato e il periodo fruito è detratto dalla licenza ordinaria dell’anno in corso o dell’anno successivo.
3. I volontari in ferma prefissata quadriennale raffermati possono fruire del congedo per la formazione di cui all’articolo 5 della legge 8 marzo 2000, n. 53, nei limiti e con le modalità previste dall’articolo 13, commi 3, 4, 6, 7 e 8, del decreto del Presidente della Repubblica n. 163 del 2002. Il personale che fruisce del congedo per la formazione viene posto in licenza straordinaria senza assegni, non compresa nel tetto massimo previsto per la licenza straordinaria, e il relativo periodo non è utile ai fini dell’avanzamento, della maturazione della licenza ordinaria e della determinazione della posizione previdenziale1.
12-septies. Tutela e sostegno della maternità e paternità. 1. Ai volontari in ferma prefissata si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, e all’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica n. 163 del 2002 in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità.
2. Il personale femminile in ferma prefissata in stato di gravidanza, se non può essere impiegato in attività compatibili con tale stato, è collocato in licenza straordinaria a decorrere dalla data di presentazione all’ente di appartenenza della certificazione medica attestante lo stato di gravidanza e fino all’inizio del periodo di licenza di maternità. Il periodo di licenza straordinaria non è computato nel limite massimo previsto per le licenze straordinarie1.
13. Impiego dei volontari che hanno subito ferite o lesioni in servizio. 1. I volontari in ferma prefissata, che perdono l’idoneità fisio-psico-attitudinale richiesta per il reclutamento in seguito a ferite o lesioni per le quali è avviato il procedimento per l’accertamento dell’eventuale dipendenza da causa di servizio, se giudicati idonei al servizio militare incondizionato possono, a domanda, permanere in servizio fino al termine della ferma impiegati in mansioni compatibili con il nuovo profilo sanitario, nonchè essere ammessi alle successive rafferme in attesa del giudizio sulla eventuale dipendenza da causa di servizio.
3. Se le ferite o lesioni sono riconosciute dipendenti da causa di servizio, i volontari in ferma prefissata possono essere ammessi, secondo le modalità previste dalla normativa vigente, alle ulteriori ferme e rafferme, nonchè all’immissione nel ruolo dei volontari di truppa in servizio permanente e sono impiegati in incarichi, categorie, specialità e specializzazioni adeguate al nuovo profilo sanitario posseduto.
5. Ai volontari in ferma prefissata si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4-ter del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2001, n. 27, e successive modificazioni1.
1 Articolo così sostituito dall’art. 3, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
13-bis. Sospensione precauzionale dal servizio. 1. La sospensione precauzionale dal servizio può essere disposta nei confronti dei volontari in ferma prefissata che abbiano assunto in un procedimento penale la qualità di imputato per un reato da cui possa derivare, in caso di condanna, la perdita del grado o che siano sottoposti a procedimento disciplinare per fatti di notevole gravità.
2. La sospensione precauzionale dal servizio è sempre disposta nei confronti dei volontari in ferma prefissata a carico dei quali sia stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere o che si trovino soggetti ad altra misura cautelare restrittiva della libertà personale.
3. Durante la sospensione precauzionale dal servizio ai volontari in ferma prefissata spetta la metà della paga e degli altri assegni a carattere fisso e continuativo.
4. Ai fini della determinazione della posizione previdenziale, il periodo di sospensione precauzionale dal servizio è computato per metà.
5. Gli effetti della sospensione precauzionale dal servizio sono revocati se il procedimento penale ha termine con sentenza definitiva che dichiara che il fatto non sussiste o non costituisce illecito penale o che l’imputato non lo ha commesso.
6. I provvedimenti di sospensione precauzionale dal servizio e di revoca della sospensione sono adottati dalla Direzione generale per il personale militare1.
1 Articolo aggiunto dall’art. 4, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
13-ter. Collocamento in congedo. 1. I volontari in ferma prefissata sono collocati in congedo illimitato:
b) a seguito di proscioglimento dalla ferma, escluso il proscioglimento per permanente inidoneità al servizio militare incondizionato.
b) in tempo di guerra: rispondere ai richiami in servizio ai sensi dell’articolo 2 della legge 14 novembre 2000, n. 331, e successive modificazioni.
4. I richiami sono disposti d’autorità dal Ministro della difesa nei limiti e con le modalità previsti dalle disposizioni vigenti all’atto del richiamo.
5. I volontari richiamati in servizio temporaneo sono soggetti alle leggi e ai regolamenti vigenti all’atto del richiamo.
a) al raggiungimento del quarantacinquesimo anno di età;
b) prima del raggiungimento del quarantacinquesimo anno di età, se riconosciuti permanentemente non idonei al servizio militare incondizionato.
7. I volontari in ferma prefissata in congedo assoluto non hanno obblighi di servizio, conservano il grado e l’onore dell’uniforme e sono soggetti alle disposizioni di legge riflettenti il grado e la disciplina1.
13-quater. Ruoli d’onore. 1. Sono iscritti d’ufficio nei ruoli d’onore istituiti per ciascuna Forza armata, previo collocamento in congedo assoluto, i volontari in ferma prefissata che sono riconosciuti permanentemente non idonei al servizio militare:
a) per mutilazioni o invalidità riportate o aggravate per servizio di guerra, che abbiano dato luogo a pensione vitalizia o ad assegno rinnovabile da ascriversi ad una delle otto categorie previste dalla tabella A annessa al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni;
b) per mutilazioni o invalidità riportate in incidente di volo comandato, anche in tempo di pace, per cause di servizio e per le quali sia stato liquidato l’indennizzo privilegiato aeronautico di cui alla legge 10 luglio 1930, n. 1140, e successive modificazioni;
c) per mutilazioni o invalidità riportate in servizio e per causa di servizio, che abbiano dato luogo a pensione privilegiata ordinaria delle prime otto categorie.
2. I volontari iscritti nei ruoli d’onore possono essere richiamati in servizio, in tempo di pace e in tempo di guerra, solo in casi particolari e col loro consenso, per essere impiegati in incarichi o servizi compatibili con le loro condizioni fisiche1.
14. Proscioglimento dalla ferma. 1. Il provvedimento di proscioglimento dalla ferma è adottato dalla Direzione generale per il personale militare e determina la cessazione del rapporto di servizio.
2. Il proscioglimento dalla ferma è disposto nei seguenti casi:
a) domanda presentata dall’interessato per i motivi di cui al comma 3;
a-bis) assunzione in servizio nella stessa Forza armata con grado diverso o in altra Forza armata, nell’Arma dei carabinieri, nel Corpo della guardia di finanza, nelle Forze di polizia a ordinamento civile, nel Corpo militare della Croce Rossa Italiana, nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco1;
b) perdita permanente dell’idoneità fisio-psico-attitudinale richiesta per il reclutamento, salvo quanto previsto dall’articolo 13;
c) esito positivo degli accertamenti diagnostici di cui all’articolo 4, comma 1, lettera g), della legge 23 agosto 2004, n. 226;
d) perdita dei requisiti morali e di condotta di cui all’articolo 4, comma 1, lettera h), della legge n. 226 del 2004;
e) cause di incompatibilità, di cui all’articolo 12-bis, comma 3;
h) grave mancanza disciplinare ovvero grave inadempienza ai doveri del militare stabiliti dalla legge 11 luglio 1978, n. 382, salvo che i fatti siano tali da comportare il deferimento alla commissione di disciplina per l’eventuale perdita del grado;
3. La domanda di proscioglimento, di cui al comma 2, lettera a), è inoltrata dal comandante di corpo alla Direzione generale per il personale militare per il tramite dell’alto comando sovraordinato, corredata del parere dello stesso comandante, il quale può esprimersi anche sull’opportunità di procrastinare l’adozione del provvedimento di proscioglimento per motivate imprescindibili esigenze di impiego. La domanda può essere presentata nei seguenti casi, comprovati da adeguata documentazione:
3) la condizione di fratello di altro militare deceduto durante la prestazione del servizio2.
3-bis. I giovani ammessi alla ferma prefissata di un anno possono rassegnare le dimissioni entro il termine di quindici giorni dalla data di incorporazione3.
4. Il proscioglimento per esito positivo degli accertamenti diagnostici, di cui al comma 2, lettera c), è disposto sulla base della documentazione attestante gli accertamenti diagnostici effettuati.
5. L’accertamento della perdita dei requisiti morali e di condotta, di cui al comma 2, lettera d), è di competenza della Direzione generale per il personale militare.
6. La proposta di proscioglimento per protratto insufficiente rendimento, di cui al comma 2, lettera g), può essere avanzata dal comandante di corpo nei casi in cui l’interessato abbia conseguito la qualifica di insufficiente ovvero giudizi negativi in sede di redazione della documentazione caratteristica per un periodo di almeno sei mesi, se volontario in ferma prefissata di un anno o in rafferma annuale, e per un periodo di almeno un anno, se volontario in ferma prefissata quadriennale o in rafferma biennale. La proposta deve essere comunque avanzata nei predetti casi, quando essi hanno comportato un giudizio di non idoneità all’avanzamento per due volte consecutive, ovvero nel caso di mancato superamento dei corsi di formazione previsti per la ferma prefissata di un anno.
7. La proposta di proscioglimento per grave mancanza disciplinare ovvero grave inadempienza ai doveri del militare, di cui al comma 2, lettera h), è avanzata dal comandante di corpo, acquisiti i pareri dei superiori gerarchici del militare, previa contestazione degli addebiti e discolpa dell’interessato. Se i fatti sono tali da comportare l’eventuale perdita del grado, il comandante di corpo trasmette alla Direzione generale per il personale militare, per il tramite dell’alto comando sovraordinato, gli atti per il deferimento alla commissione di disciplina4 5.
1 Lettera aggiunta dall’art. 6, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
2 Comma così sostituito dall’art. 6, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
3 Comma aggiunto dall’art. 6, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
4 Comma così modificato dall’art. 6, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
5 Articolo così sostituito dall’art. 5, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
14-bis. Perdita del grado. 1. La perdita del grado è disposta nei confronti dei volontari in ferma prefissata, in servizio o in congedo, con provvedimento della Direzione generale per il personale militare nei seguenti casi:
e) violazione del giuramento o gravi motivi disciplinari ovvero comportamento comunque contrario alle finalità delle Forze armate o alle esigenze di sicurezza dello Stato, previo giudizio della commissione di disciplina;
2) per delitto non colposo, quando la condanna importa l’interdizione temporanea dai pubblici uffici oppure una delle pene accessorie di cui all’articolo 19, primo comma, numeri 2) e 5), del codice penale.
2. La perdita del grado è disposta anche nel caso di assunzione di servizio nella Forza armata di appartenenza con grado inferiore a quello rivestito, in altra Forza armata con qualsiasi grado ovvero nelle Forze di polizia.
4. Nei casi di cui al comma 1, lettere e) e f), se è già intervenuta la cessazione dal servizio, questa si considera, ad ogni effetto, avvenuta per perdita del grado mantenendo l’originaria decorrenza.
5. La reintegrazione nel grado può essere disposta con provvedimento della Direzione generale per il personale militare:
a) nei casi di cui al comma 1, lettere a), c) e d), a seguito di istanza presentata dall’interessato, quando le relative cause siano cessate;
b) nel caso di cui al comma 1, lettera e), a seguito di istanza presentata dall’interessato trascorsi almeno cinque anni dalla data della perdita del grado, durante i quali abbia tenuto ottima condotta morale e civile. Tale periodo è ridotto alla metà se il militare ha conseguito una promozione per merito di guerra o altra ricompensa al valor militare per atti di valore compiuti dopo la perdita del grado. Se il militare ha conseguito piu’ di una ricompensa può chiedere la reintegrazione nel grado in qualsiasi tempo. Se la perdita del grado è stata disposta in via disciplinare in conseguenza di una condanna penale che non comporta di diritto la perdita del grado, la reintegrazione non può aver luogo se non sia prima intervenuta sentenza di riabilitazione;
c) nel caso di cui al comma 1, lettera f), a seguito di istanza presentata dall’interessato quando sia intervenuta sentenza di riabilitazione a norma della legge penale comune e, nel caso di perdita del grado ai sensi del numero 1) della stessa lettera f), anche a norma della legge penale militare;
d) nel caso di cui al comma 2, a seguito di istanza presentata dall’interessato ovvero d’ufficio, quando il militare cessa di appartenere ad altra Forza armata o di polizia.
6. La reintegrazione nel grado decorre dalla data del provvedimento e non comporta di diritto la riammissione in servizio del militare1.
1 Articolo aggiunto dall’art. 4, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236 e poi così sostituito dall’art. 6, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
14-ter. Volontari in ferma prefissata quadriennale reclutati nei gruppi sportivi. 1. Per l’immissione nei ruoli dei volontari in servizio permanente, i volontari in ferma prefissata quadriennale reclutati nei gruppi sportivi ai sensi dell’articolo 6, comma 4, della legge 21 marzo 2000, n. 78, e successive modificazioni, devono possedere gli stessi requisiti richiesti all’atto del reclutamento.
1 Articolo aggiunto dall’art. 7, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
14-quater. Documentazione di servizio. 1. I documenti caratteristici dei volontari in ferma prefissata sono compilati, oltre al verificarsi dei casi di cui all’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 2002, n. 213, e successive modificazioni, anche per la partecipazione alle procedure per la rafferma.
2. Per l’attestazione dei titoli acquisiti durante il servizio viene predisposto un estratto della documentazione di servizio degli ufficiali in ferma prefissata e dei volontari in ferma prefissata, redatto secondo il modello di cui all’allegato 1 del presente decreto
15. Volontari di truppa in ferma breve e in rafferma. 1. Ai volontari in ferma breve si applicano:
c) per quanto non diversamente disposto, le norme in materia di stato giuridico e avanzamento relative ai volontari di truppa in servizio permanente1.
2. Nell’àmbito dei contingenti massimi di volontari di truppa in ferma breve di cui all’articolo 5, è consentito prolungare la ferma dei volontari in ferma breve triennale con tre ulteriori rafferme biennali.
3. Ai fini dell’armonizzazione del trattamento economico con quello dei volontari in servizio permanente, al personale volontario in ferma breve o in rafferma è corrisposta un’indennità mensile pari a euro 103,29 volta anche a compensare l’attività effettuata oltre il normale orario di servizio.
4. Per partecipare ai concorsi straordinari per il reclutamento nei ruoli dei volontari di truppa in servizio permanente, i volontari in ferma breve di cui all’articolo 26, comma 1, lettere a) e b), della legge 23 agosto 2004, n. 226, devono essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, lettere a), c), d), e), g) e h), e all’articolo 11, comma 1, lettera a) della stessa legge n. 226 del 20041.
4-bis. I volontari in ferma breve reclutati o ammessi alla rafferma ai sensi della legge 24 dicembre 1986, n. 958, ovvero dell’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 21 aprile 1999, n. 110, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 giugno 1999, n. 186, e i volontari in ferma breve reclutati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 2 settembre 1997, n. 332, e non utilmente collocati nelle graduatorie per l’accesso alle carriere iniziali dallo stesso previste possono partecipare ai concorsi per il transito nei ruoli dei volontari di truppa in servizio permanente delle Forze armate di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 aprile 1999, n. 110, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 giugno 1999, n. 186, al compimento del terzo anno di servizio2.
4-ter. I vincitori dei concorsi di cui al comma 4-bis mantengono lo status di volontario in ferma breve per il periodo necessario all’espletamento dei tirocini pratico-sperimentali ovvero dei corsi propedeutici e sono immessi nei ruoli del servizio permanente con il grado di 1° caporal maggiore, o grado corrispondente, entro un anno dalla data di approvazione della graduatoria del concorso e nell’ordine risultante dalla stessa1.
4-quater. Fino all’anno 2010, per partecipare ai concorsi straordinari per il reclutamento nei ruoli dei volontari di truppa in servizio permanente, i volontari in ferma breve di cui al comma 4-bis del presente articolo e all’articolo 26, comma 1, lettere a) e b), della legge n. 226 del 2004, se in servizio, devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, lettere a), c), d), e), g) e h), della legge n. 226 del 2004;
b) possesso dei coefficienti relativi alle caratteristiche somato-funzionali del profilo sanitario previsto per l’arruolamento volontario dalla direttiva tecnica di cui all’articolo 3, comma 4, del decreto del Ministro della difesa 4 aprile 2000, n. 114, nonchè degli ulteriori requisiti fisici richiesti per tale arruolamento ai sensi della legge 24 dicembre 1986, n. 9583.
1 Comma così sostituito dall’art. 8, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
2 Comma aggiunto dall’art. 5, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
3 Comma aggiunto dall’art. 8, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
15-bis. Riammissione alla ferma prefissata. 1. I volontari prosciolti dalla ferma prefissata in quanto vincitori di concorsi per il reclutamento in qualità di allievo nei ruoli degli ufficiali o dei sottufficiali delle Forze armate, se perdono la qualità di allievo, possono essere restituiti, previo loro espresso assenso, ai reparti o enti di provenienza, nei limiti delle consistenze organiche, sempre che non siano scaduti i limiti temporali della ferma prefissata originariamente contratta. I volontari sono reintegrati nel grado precedentemente rivestito e i periodi trascorsi in qualità di allievo sono computati nella ferma1.
1 Articolo aggiunto dall’art. 9, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
15-ter. Norme in materia di personale ammesso alla ferma breve a seguito di ricorsi. 1. In relazione a quanto previsto dall’articolo 24 della legge 23 agosto 2004, n. 226, la Commissione di cui all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 2 settembre 1997, n. 332, è soppressa. Le funzioni residuali sono attribuite alla Direzione generale per il personale militare.
2. I partecipanti ai concorsi banditi ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 332 del 1997, che siano ammessi al reclutamento in qualità di volontari in ferma breve a seguito di ricorso amministrativo o giurisdizionale, sono destinati alla Forza armata prescelta all’atto della presentazione della domanda di partecipazione al concorso1.
1 Articolo aggiunto dall’art. 7, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
16. Volontari di truppa in ferma annuale di cui all’art. 2, comma 4-bis, del decreto-legge 21 aprile 1999, n. 110, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 giugno 1999, n. 186. 1. Fino al 31 dicembre 2006, l’Esercito, la Marina e l’Aeronautica possono continuare a reclutare volontari di truppa in ferma annuale di cui all’articolo 2, comma 4-bis, del decreto-legge 21 aprile 1999, n. 110. convertito, con modificazioni, dalla legge 18 giugno 1999, n. 186. Si applica il comma 4-ter del citato articolo 2 del decreto legge n. 110 del 1999, con riferimento agli organici e contingenti definiti all’articolo 5. Per il Corpo delle capitanerie di porto gli arruolamenti di cui al presente comma possono effettuarsi nei limiti delle dotazioni organiche stabiliti dalla vigente normativa.
2. Fermo restando quanto previsto al secondo periodo del comma 1, il periodo di ferma dei volontari in ferma annuale può essere prolungato, su proposta dello Stato maggiore della Forza armata di appartenenza e previo consenso dell’interessato, sino ad un massimo di ulteriori sei mesi, per consentirne l’impiego ovvero la proroga dell’impiego nell’àmbito di operazioni condotte fuori dal territorio nazionale o a bordo di unità navali impegnate fuori dalla normale sede di servizio, ovvero in concorso con le Forze di polizia per il controllo del territorio nazionale, nonché per la partecipazione ai concorsi per l’accesso alla ferma breve o prefissata.
4. Ai volontari in ferma annuale si applicano:
b) la licenza speciale di cui all’articolo 6 della legge 11 luglio 1978, n. 382;
c) i permessi speciali, di cui all’articolo 12-ter, comma 9, lettera c);
d) la licenza straordinaria di convalescenza, entro la misura massima di cui all’articolo 12-quinquies, comma 2, lettera a)1.
1 Comma così sostituito dall’art. 10, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
17. Formazione professionale, inserimento nel mondo del lavoro e crediti formativi. 1. Il Ministro della difesa stipula convenzioni con associazioni di imprese private al fine di favorire il collocamento preferenziale sul mercato del lavoro del personale eccedente le esigenze delle Forze armate come determinate in applicazione dell’articolo 2, prevedendo, in particolare, il ricorso agli istituti previsti dalla legislazione vigente diretti ad incentivare le assunzioni da parte delle imprese.
5. Le Università degli studi possono riconoscere crediti formativi, ai fini del conseguimento di titoli di studio da esse rilasciati, per attività formative prestate nel corso del servizio militare in qualità di volontario di truppa in ferma breve ovvero in ferma prefissata, rilevanti per il curriculum degli studi1.
1 Comma così modificato dall’art. 11, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
18. Riserve di posti per i volontari in ferma prefissata e in ferma breve. 1. Nei concorsi relativi all’accesso nelle carriere iniziali dei seguenti Corpi e nell’Arma dei carabinieri, le riserve di posti per i volontari di truppa in ferma prefissata e ferma breve sono cosi determinate:
g) Corpo forestale dello Stato: 45%.
2. Le riserve di posti di cui al comma 1 non operano nei confronti dei volontari in rafferma biennale, di cui all’articolo 12 della legge n. 226 del 20041.
3. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto con uno o più regolamenti, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sono disciplinati, mediante coerenti modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 2 settembre 1997, n. 332, i criteri per l’applicazione delle riserve di posti di cui al comma 12.
4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con uno o più regolamenti, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è disciplinato l’accesso dei volontari di truppa in ferma prefissata e in ferma breve, congedati senza demerito, nelle carriere iniziali nei Corpi di polizia municipale e provinciale, attraverso la previsione di riserve dei posti annualmente disponibili.
6. La riserva di cui all’articolo 39, comma 15, del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, fermi restando i diritti dei soggetti aventi titolo all’assunzione obbligatoria ai sensi del decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509, e successive modificazioni e integrazioni, e della legge 12 marzo 1999, n. 68, è elevata al 30% e si applica ai volontari in ferma breve o in ferma prefissata quadriennale delle tre forze armate, congedati senza demerito, anche al termine o durante le eventuali rafferme contratte. I bandi di concorso o comunque i provvedimenti che prevedano assunzioni di personale emanati dalle amministrazioni, dalle aziende, dagli enti e dagli istituti dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni, debbono recare l’attestazione dei predetti posti riservati agli aventi diritto. Tali amministrazioni, aziende, enti e istituti, trasmettono al Ministero della difesa copia dei bandi di concorso o comunque dei provvedimenti che prevedono assunzioni di personale nonché, entro il mese di gennaio di ciascun anno, il prospetto delle assunzioni operate ai sensi del presente articolo, nel corso dell’anno precedente. La riserva di cui al presente comma non si cumula con quella prevista dal comma 13.
1 Comma così sostituito dall’art. 12, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
2 Comma così modificato dall’art. 6, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
3 Comma così modificato dall’art. 12, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
19. Età massima per il reclutamento dei volontari di truppa. […]1.
1 Articolo abrogato dall’art. 15, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
Disposizioni in materia dì ufficiali
20. Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, e successive modificazioni. 1. […]1.
2. […]6.
4. […]4.
a) […]5;
b) […]6;
6. […]7.
7. […]8;
8. […]9.
1 Modifica il comma 8 dell’art. 4, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 490.
2 Aggiunge le lett. a-bis) e a-ter) al comma 1 dell’art. 5, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 490.
3 Modifica il comma 2 dell’art. 4, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 490.
4 Aggiunge i commi 5-bis e 5-ter all’art. 5, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 490.
5 Modifica la lett. b) del comma 3 dell’art. 12, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 490.
6 Modifica la lett. c) del comma 3 dell’art. 12, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 490.
7 Modifica i quadri I e VI della Tabella 1 allegata al D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 490.
8 Modifica i quadri II e VII della Tabella 1 allegata al D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 490.
9 Aggiunge il comma 3-bis all’art. 58, D.Lgs. 30 dicembre 1997, n. 490.
21. Ufficiali ausiliari. 1. Sono ufficiali ausiliari di ciascuna Forza armata, dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, i cittadini di ambo i sessi reclutati in qualità di:
3. Il numero massimo delle singole categorie di ufficiali ausiliari da mantenere annualmente in servizio è fissato con la legge di bilancio, in coerenza con il processo di trasformazione dello strumento militare in professionale1.
1 Comma così modificato dall’art. 7, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
22. Ufficiali di complemento. 1. Gli ufficiali di complemento in servizio di prima nomina possono essere reclutati:
23. Ufficiali in ferma prefissata. 1. A decorrere dal 1° gennaio 2003, ciascuna Forza armata, l’Arma dei carabinieri e il Corpo della guardia di finanza possono arruolare, nei rispettivi ruoli, ufficiali in ferma prefissata con durata della ferma di due anni e sei mesi, incluso il periodo di formazione, da reclutare tra coloro che hanno superato con esito favorevole gli appositi corsi formativi1.
c) siano in possesso dell’idoneità psico-fisica ed attitudinale necessaria all’esercizio delle mansioni connesse;
c-bis) non siano già in servizio quali ufficiali ausiliari in ferma prefissata ovvero si trovino nella posizione di congedo per aver completato la ferma quali ufficiali ausiliari in ferma prefissata2.
c) siano riconosciuti in possesso dell’idoneità psico-fisica ed attitudinale dal Centro nazionale di selezione e reclutamento del Comando generale dell’Arma dei carabinieri;
c) siano riconosciuti in possesso dell’idoneità psico-fisica e attitudinale ai servizio incondizionato quale ufficiale;
b) i requisiti psico-fisici ed attitudinali richiesti ai fini dell’esercizio delle mansioni previste per gli ufficiali in ferma prefissata3.
b) la ripartizione dei posti messi a concorso per armi, specialità o specializzazioni4.
a) sottotenenti o guardiamarina in ferma prefissata, ausiliari del corrispondente ruolo speciale della Forza armata d’appartenenza, qualora il titolo di studio richiesto dal bando di concorso sia il diploma di istruzione secondaria di secondo grado3;
1 Comma così modificato dall’art. 8, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
2 Lettera aggiunta dall’art. 8, D.Lgs. 3 ottobre 2006, n. 275.
3 Lettera così modificata dall’art. 8, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
4 Comma aggiunto dall’art. 8, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
24. Stato giuridico ed avanzamento degli ufficiali in ferma prefissata. 1. Agli ufficiali in ferma prefissata si applicano le norme di stato giuridico previste per gli ufficiali di complemento.
4-bis. Fermi restando gli ulteriori requisiti prescritti dalla normativa vigente, gli ufficiali in ferma prefissata che abbiano completato diciotto mesi di servizio nel Corpo della guardia di finanza possono partecipare, esclusivamente in relazione ai posti loro riservati ai sensi dell’articolo 26, commi 4-ter e 4-quater, ai concorsi per il reclutamento degli ufficiali di cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69, semprechè gli ufficiali interessati non abbiano superato il trentaquattresimo anno di età. Il servizio prestato in qualità di ufficiale in ferma prefissata costituisce titolo ai fini della formazione della graduatoria di merito1.
5-bis. Gli ufficiali in ferma prefissata possono presentare domanda per essere collocati in congedo a decorrere dal diciottesimo mese di servizio. L’amministrazione militare d’appartenenza può rinviare il collocamento in congedo sino a un massimo di sei mesi per esigenze di impiego ovvero proroga dell’impiego nelle operazioni di cui al comma 6, lettera b)2.
a) ammessi, a domanda, ad una ulteriore ferma annuale secondo criteri e modalità stabiliti con decreto del Ministro della difesa o del Ministro dell’economia e delle finanze, secondo le rispettive competenze3;
b) trattenuti in servizio sino ad un massimo di sei mesi, su proposta dei rispettivi Stati maggiori o Comandi generali e previo consenso degli interessati, per consentirne l’impiego ovvero la proroga dell’impiego nell’àmbito di operazioni condotte fuori dal territorio nazionale ovvero in concorso con le Forze di polizia per il controllo del territorio nazionale o a bordo di unità navali impegnate fuori dalla normale sede di servizio.
1 Comma aggiunto dall’art. 13, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
2 Comma aggiunto dall’art. 9, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
3 Lettera così modificata dall’art. 13, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
25. Ufficiali delle forze di completamento. 1. In relazione alla necessità di disporre di adeguate forze di completamento, con specifico riferimento alle esigenze correlate con le missioni internazionali ovvero con le attività addestrative, operative e logistiche sia sul territorio nazionale sia all’estero, gli ufficiali di complemento o in ferma prefissata, su proposta dei rispettivi Stati maggiori o Comandi generali e previo consenso degli interessati, possono essere richiamati in servizio con il grado e l’anzianità posseduta ed ammessi ad una ferma non superiore ad un anno, rinnovabile a domanda dell’interessato per non più di una volta, al termine della quale sono collocati in congedo.
5. Le disposizioni di cui al comma 4 si applicano all’Arma dei carabinieri con riferimento al reclutamento degli ufficiali di cui agli articoli 6, comma 3, 7, comma 1 e 8, comma 1, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, sempreché gli ufficiali interessati non abbiano superato il 34° anno di età.
5-bis. Fermi restando gli ulteriori requisiti prescritti dalla normativa vigente, gli ufficiali inferiori delle forze di completamento del Corpo della guardia di finanza possono partecipare, esclusivamente in relazione ai posti loro riservati ai sensi dell’articolo 26, comma 4-ter, ai concorsi per il reclutamento degli ufficiali di cui all’articolo 9 del decreto legislativo n. 69 del 2001, semprechè gli ufficiali interessati non abbiano superato il trentaquattresimo anno di età. Al termine dei prescritti corsi formativi i predetti ufficiali sono iscritti in ruolo, con il grado rivestito, dopo l’ultimo dei pari grado in ruolo1.
a) le modalità per l’individuazione delle ferme e della loro eventuale estensione nell’àmbito del limite massimo di cui al comma 1;
c) le procedure da seguirsi, le modalità per l’individuazione delle professionalità e del grado conferibile ai sensi del comma 6, gli eventuali ulteriori requisiti, secondo criteri analoghi a quelli individuati dal titolo II del regio-decreto 16 maggio 1932, n. 8192.
2 Lettera così modificata dall’art. 10, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
26. Incentivi per il reclutamento degli ufficiali ausiliari. 1. Agli ufficiali ausiliari si applicano le disposizioni dell’articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1964, n. 237, e successive modificazioni. nonché le previsioni della legge 3 maggio 1955, n. 370, e successive modificazioni, in materia di conservazione del posto di lavoro per i richiamati alle armi.
4. Per gli ufficiali in ferma prefissata con almeno diciotto mesi di servizio e per gli ufficiali di complemento e gli ufficiali delle forze di completamento, che abbiano prestato servizio senza demerito nell’Arma dei carabinieri sono previste riserve di posti fino all’80 per cento dei posti annualmente disponibili per l’accesso al ruolo tecnico-logistico dell’Arma dei carabinieri di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298.
4-bis. Per gli ufficiali in ferma prefissata che hanno prestato servizio per almeno diciotto mesi senza demerito nell’Arma dei carabinieri sono previste riserve fino al 40 per cento dei posti annualmente disponibili per l’accesso al ruolo speciale dell’Arma dei carabinieri di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 2982.
4-ter. Per gli ufficiali in ferma prefissata con almeno diciotto mesi di servizio, per gli ufficiali di complemento e per gli ufficiali delle forze di completamento che abbiano prestato servizio senza demerito nel Corpo della guardia di finanza sono previste riserve di posti fino all’80 per cento dei posti annualmente disponibili per l’accesso al ruolo tecnico-logistico-amministrativo del Corpo della guardia di finanza, di cui all’articolo 9 del decreto legislativo n. 69 del 20013.
4-quater. Per gli ufficiali in ferma prefissata che abbiano prestato servizio per almeno diciotto mesi senza demerito nel Corpo della guardia di finanza sono previste riserve di posti fino al 40 per cento dei posti annualmente disponibili per l’accesso al ruolo speciale del Corpo della guardia di finanza, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo n. 69 del 2001. Conseguentemente, in caso di attivazione dei predetti reclutamenti, i posti disponibili residui sono messi a concorso per le categorie previste dall’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo n. 69 del 2001, secondo le percentuali ivi indicate3.
5.1. La struttura prevista dall’articolo 5, comma 1, della legge 14 novembre 2000, n. 331, svolge le attività di propria competenza anche a beneficio degli ufficiali ausiliari di cui al comma 5, al fine di agevolarne l’inserimento nel mondo del lavoro3.
5-bis. Le riserve di posti di cui all’articolo 18, commi 5 e 6, si applicano anche agli ufficiali di complemento in ferma biennale e agli ufficiali in ferma prefissata che hanno completato senza demerito la ferma contratta2.
1 Comma così modificato dall’art. 11, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
2 Comma aggiunto dall’art. 11, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
3 Comma aggiunto dall’art. 13, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 197.
27. Modifiche al decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298. 1. […]1.
1 Aggiunge il comma 5-bis all’art. 7, D.Lgs. 5 ottobre 2000, n. 298.
28. Armonizzazione del trattamento economico degli ufficiali. [1. Al sottotenente di complemento in servizio di prima nomina ed al tenente di complemento in rafferma continuano ad essere corrisposti lo stipendio e le indennità relative rispettivamente ai livelli retributivi VI° e VII°-bis nonché le indennità operative già previste, rispettivamente, per i gradi di sottotenente e di tenente dal decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394, e successive modificazioni e integrazioni.
5. Agli ufficiali delle forze di completamento si applica, qualora in servizio, il trattamento economico previsto per gli ufficiali del servizio permanente]1.
1 Per la disapplicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, vedi art. 5, D.P.R. 13 giugno 2002, n. 163.
29. Disposizioni finali. 1. Fermi restando gli organici complessivi fissati per ciascuna Forza armata indicati nella tabella «A» allegata al presente decreto, potranno essere apportati, senza oneri aggiuntivi, con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, modifiche alle dotazioni organiche delle singole categorie di personale al fine di adeguarne la disponibilità alle effettive esigenze funzionali da soddisfare.
2. Fino al conseguimento delle dotazioni organiche indicate nella tabella «A» allegata al presente decreto, le procedure di reclutamento dei volontari di truppa in servizio permanente e in ferma prefissata avvengono in deroga a quanto previsto dall’articolo 39 della legge 27 novembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.
3. Nell’àmbito della progressiva trasformazione dello strumento militare in professionale, il Ministero della difesa promuove, anche mediante specifici corsi di riqualificazione previsti dal contratto collettivo nazionale integrativo di lavoro, l’impiego di personale civile della difesa in sostituzione di personale delle Forze armate, inclusa l’Arma dei carabinieri, al fine di contribuire a garantire il sostegno tecnico, logistico e amministrativo dello strumento militare e di recuperare unità di personale militare per l’espletamento dei compiti d’istituto.
4. Al personale impiegato in servizi armati e non, al quale non sia possibile concedere recuperi compensativi prima del trasferimento ad altro ente ovvero per imprescindibili esigenze funzionali, può essere corrisposto, in luogo delle predette giornate di recupero, il compenso di alta valenza operativa nei limiti previsti dalla vigente normativa e nell’àmbito delle risorse disponibili nell’apposito Fondo.
30. Modifica e abrogazione di norme. 1. A decorrere dal 1° gennaio 2002, gli articoli 7, 8, e 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 505, si applicano ai volontari di truppa in ferma breve e in ferma prefissata con meno di dodici mesi di servizio.
f) l’articolo 8, comma 3, del decreto legislativo 11 maggio 1995, n. 196;
g) l’articolo 8, comma 2, lettera c), numero 3), del decreto del Presidente della Repubblica 2 settembre 1997, n. 3321.
1 Comma aggiunto dall’art. 12, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 236.
31. Clausola finanziaria. 1. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente decreto si provvede con le risorse finanziarie e con le modalità previste all’articolo 8, commi 1, 2 e 3, della legge 14 novembre 2000, n. 331.
Allegato e Tabelle
B) Decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio 2006, n. 243
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