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Matched Legal Cases: ['art 2', 'art 2', 'art. 73', 'art. 2', 'art 10', 'art 73', 'art 10', 'art 10', 'art 10', 'art 10', 'art 150', 'art 10', 'art 10']

Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Bologna, 15 Dicembre 2011 Ten. Col. t.ISSMI Corrado Loero – Nucleo P.T. - ppt scaricare
Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Bologna, 15 Dicembre 2011 Ten. Col. t.ISSMI Corrado Loero – Nucleo P.T.
PubblicatoDomenico Pagano
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Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Bologna, 15 Dicembre 2011 Ten. Col. t.ISSMI Corrado Loero – Nucleo P.T. della Guardia di Finanza di Bologna
Sommario brevi cenni storici;brevi cenni storici; nozione di trustnozione di trust (la struttura, gli attori, le tipologie e gli effetti sui beni conferiti in trust); (la struttura, gli attori, le tipologie e gli effetti sui beni conferiti in trust); trust quale soggetto passivo di imposta;trust quale soggetto passivo di imposta; riconoscimento della qualifica di ONLUS in capo ad un trust;riconoscimento della qualifica di ONLUS in capo ad un trust; Atto di indirizzo Agenzia del terzo settore;Atto di indirizzo Agenzia del terzo settore; Circ. 38/E Agenzia delle Entrate.Circ. 38/E Agenzia delle Entrate. Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust
brevi cenni storici Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Mille e più anni or sono nasce in Inghilterra un istituto giuridico denominato trust = affidamento. Siamo nel secolo XI, in unInghilterra dominata da eterogeneità di usi, costumi e residui normativi appartenenti alle antiche codificazioni romane. Per porre ordine nel viene imposto il sistema di Common Law Il principio cardine quello del precedente. Il Common Law non comprende tutte le possibili tipologie di controversie Se un giudice non vuole prendere posizione in mancanza di un precedente alla parte lesa altro non resterà che ricorrere al Re o al suo Chancellor I trust, per la loro particolare natura vengono ricompresi nella giurisdizione delle Chancery Court, prestandosi meglio, lEquity, a soddisfare le necessità dei beneficiari che chiedono lassegnazione o restituzione dei beni in trust, ingiustificatamente sottratti dal gestore dello stesso. Caso tipico di questepoca è quello degli appartenenti allordine dei francescani
nozione di trust Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust trust è sostanzialmente un fenomeno gestorio un soggetto A chiede ad un soggetto B di curare un determinato compito giuridicamente rilevante, al quale, il primo stesso potrebbe personalmente attendere, ma che per una qualche ragione preferisce o è obbligato ad affidare ad un terzo. Il trust non ha in Italia una propria disciplina civilistica. Trust trova legittimazione per effetto delladesione del nostro Paese alla Convenzione dellAja dell1 luglio 1985. i rapporti giuridici istituiti da una persona, il costituente, mediante atto tra vivi o mortis causa, qualora dei beni siano stati posti sotto il controllo di un trustee nellinteresse di un beneficiario o per un fine specifico. (art 2, comma 1 Conv.) la Convenzione dellAja non fornisce una definizione di trust.
nozione di trust Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Attori del trust: Il settlor o disponente: istituisce il trust fissando il contenuto il trustee o gestore dei beni trasferiti, che è colui a cui il disponente trasferisce i beni in trust. Il trustee acquista sì la titolarità dei beni, ma questi non entrano a far parte del suo patrimonio il beneficiario: designato nella dichiarazione di affidamento (trust deed) quale destinatario dei beni e dei redditi da questi prodotti. il protector o guardiano (figura solo eventuale), che è colui al quale il disponente può assegnare funzioni di controllo e vigilanza sulloperato del trustee Struttura lattribuzione di un compito al trustee, in favore del beneficiario o per il conseguimento di un determinato scopo la segregazione del fondo nel patrimonio del trustee la previsione di rimedi giuridici contro il trustee nei casi dinosservanza degli obblighi connessi allincarico
nozione di trust Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Listituzione di un trust produce come principale effetto la segregazione patrimoniale: i beni e i diritti conferiti nel trust formano un patrimonio separato rispetto a quello del trustee e godono del beneficio della non escutibilità da parte dei creditori del trustee, del disponente o del beneficiario. Il disponente si spoglia della proprietà dei beni immessi nel trust e perde qualsiasi potere in ordine alla gestione e alla disposizione dei beni medesimi, i quali, però, non entrano, comunque, a far parte del patrimonio del trustee quale proprietario e amministratore, ma costituiscono un patrimonio separato. Ma ciò che più caratterizza il trust è la dual ownership, vale a dire la doppia proprietà, di cui una in capo al trustee ai fini dellamministrazione, laltra, in capo al beneficiario ai fini del godimento. I trust devono essere costituiti volontariamente e comprovati per iscritto (art 2, comma 1 Conv.)
da soggetto passivo imposta a qualifica ONLUS Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust LItalia riconosce listituto del trust per effetto della ratifica della convenzione dellAja del primo Luglio 1985, in particolare viene riconosciuto il trust convenzionale che riporti gli elementi essenziali individuati dalla convenzione. Se il trust in Italia ha una sua autonoma disciplina ai fini delle imposte dirette lo si deve alla Legge finanziaria per il 2007 che modifica lart. 73 del T.U.I.R. inserendo i trust tra i soggetti passivi dellimposta sul reddito delle società (I.RE.S.). Prima di tale intervento legislativo lAmministrazione finanziaria era comunque intervenuta sul tema del trust, sia pure in maniera non sistematica affermando in più riprese che: lautonoma soggettività dimposta veniva accordata esclusivamente a quei trust che avessero posseduto le caratteristiche di cui allart. 2 della Convenzione dellAja riconoscimento dellautonoma soggettività tributaria del trust costituisce un importante presupposto per valutare se il medesimo possa acquisire la qualifica di ONLUS ai sensi dellart 10 del D. Lgs. 460 del 1997
Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust E ancora … Lart 73 TUIR nellindividua le modalità di tassazione dei redditi prodotti dai trust ne distingue due principali tipologie: i trust con beneficiario individuato, nei quali i redditi conseguiti dal trust sono imputati ai beneficiari in proporzione della quota di partecipazione e tassati in capo agli stessi come redditi di capitale (trust trasparenti) i trust senza beneficiari individuati, i cui redditi vengono direttamente attribuiti al trust medesimo (trust opachi) trust misti (appartenenti ad entrambe le categorie) prevedendo che solo parte dei redditi derivanti dalle attività segregate in trust venga assegnata ai beneficiari identificati (cat. residuale) Il concetto di beneficiario individuato nei chiarimenti di AdE. da soggetto passivo imposta a qualifica ONLUS
riconoscimento della qualifica di ONLUS Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust atto di indirizzo Agenzia per il terzo settore Punto di partenza: autonomo soggetto passivo di imposta (L. fin. 2007) Art 10 D. Lgs. 460/97 associazioni, fondazioni, comitati … e gli altri enti di carattere privato categoria che ricomprende il trust. Latto costitutivo e lo statuto dellente devono essere redatti nella forma dellatto pubblico, della scrittura privata autenticata o registrata. Latto istitutivo deve contenere espressamente le clausole di cui al primo comma dellart 10 D. Lgs. 460/1997. Nello specifico: perseguimento di finalità di solidarietà sociale; clausola di irrevocabilità, ciò al fine di garantire leffettivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale; operi in un settore tassativamente indicato dal Legislatore (o beneficio soggetti svantaggiati).
riconoscimento della qualifica di ONLUS Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Segue: atto di indirizzo Agenzia per il terzo settore Non sembra di ostacolo, ai fini del legittimo godimento della qualifica di ONLUS, quanto previsto dal D. Lgs. 460/1997 (art 10, comma 1, lettere c.s.) : c) divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate alla lettera a); d) divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione; e) obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali; f) lobbligo di devolvere il patrimonio dellorganizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative; g) obbligo di redigere un bilancio o rendiconto annuale; i) lobbligo della denominazione ONLUS c.d. democraticità: requisito non applicabile allistituto del trust, in analogia alle fondazioni ( art 10, comma 1, lettera h) )
riconoscimento della qualifica di ONLUS Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Segue: atto di indirizzo Agenzia per il terzo settore Conclusioni Agenzia per il terzo settore: sebbene in via generale si possa affermare che la struttura del trust opaco o di scopo appaia maggiormente conforme ai requisiti richiesti per il legittimo godimento della qualifica di ONLUS, ciò non esclude, che anche un trust con beneficiari individuati possa risultare in possesso dei requisiti richiesti dal D. Lgs. 460/1997 Esempio: lattività di un trust con beneficiari identificati che eroghi fondi a favore di unaltra ONLUS ovvero ad enti senza scopo di lucro che operino prevalentemente nei settori di attività ONLUS analisi delle singole fattispecie per leffettivo accertamento della sussistenza del requisito
riconoscimento della qualifica di ONLUS Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust circ 38/E Agenzia delle entrate ai fini dellacquisizione della qualifica di ONLUS, possono essere ricondotte tra gli altri enti di carattere privato tutte le organizzazioni che: abbiano soggettività passiva ai fini tributari si conformino alle condizioni richieste dal citato art 10 del D. Lgs n 460 del 1997 la presenza dei presupposti costituisce condizione necessaria ma non sufficiente ai fini del riconoscimento della qualifica di ONLUS necessario verificare la compatibilità delle differenti tipologie di trust con il regime tributario di favore previsto per le ONLUS Trust trasparente / opaco: diversità di trattamento
riconoscimento della qualifica di ONLUS Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Segue circ 38/E Agenzia delle entrate – il trust trasparente La compatibilità della qualifica di ONLUS del trust trasparente si verifica dal raffronto tra le modalità di tassazione del trust trasparente ed il regime fiscale di applicabile alle ONLUS ai fini IRES Nel trust trasparente limputazione del reddito avviene in capo ai beneficiari individuati art 150 TUIR regime tributario di favore per le ONLUS: proventi derivanti dallesercizio delle attività istituzionali e delle attività connesse non sono assoggettate a tassazione in capo allorganizzazione ai fini delle imposte sui redditi. Il regime di favore applicabile alle ONLUS presuppone che, sia la determinazione del reddito sia la tassazione avvenga in capo al medesimo soggetto. Coincidenza fra lente che effettua lattività di solidarietà sociale (secondo quanto previsto art 10 del D. Lgs. n. 460/1997) e lente possessore del reddito che beneficia della detassazione prevista dallordinamento.
riconoscimento della qualifica di ONLUS Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Segue circ 38/E Agenzia delle entrate – il trust trasparente Riconoscere la qualifica di ONLUS in capo ad un trust trasparente comporterebbe che a beneficiare del regime fiscale previsto per le ONLUS sarebbe un soggetto diverso rispetto allorganizzazione che svolge lattività di utilità sociale agevolata ai fini IRES. Incompatibile il sistema di tassazione del trust trasparente e quello ONLUS. Nelle ONLUS tutti gli utili e gli avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle direttamente connesse. Le erogazioni in denaro o natura, da parte di una ONLUS, dei redditi da essa prodotti, sono ammesse nellipotesi in cui, tra le attività istituzionali, figuri lattività di beneficenza. Il carattere liberale delle prestazioni erogative implica la completa discrezionalità in capo allerogante nella scelta del beneficiario. La circostanza non appare soddisfatta nel trust trasparente in quanto, da un lato, il beneficiario è titolare del reddito a pretendere lassegnazione della parte di reddito di sua spettanza e dallaltra il trustee è obbligato ad assegnare tale reddito al beneficiario individuato.
riconoscimento della qualifica di ONLUS Condizioni per il riconoscimento della qualifica O.N.L.U.S. in capo ad un trust Segue circ 38/E Agenzia delle entrate – il trust opaco Il reddito prodotto dal trust è imputato direttamente ed interamente al trust ed assoggettato a tassazione in capo a questultimo. Questa modalità di tassazione, in base alla quale leffettivo possessore del reddito è il trust stesso, appare compatibile con il regime fiscale di favore previsto per le ONLUS che presuppone limputabilità dei redditi dellorganizzazione che ottiene il riconoscimento direttamente in capo alla stessa. Da ciò consegue che, sotto il profilo fiscale, non sussistono preclusioni al riconoscimento della qualifica di ONLUS in capo ai trust opachi. Latto istitutivo redatto nella forma dellatto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, deve contenere tutte le clausole previste dellart 10 comma 1 del D. Lgs 460 del 1997. Qualora lattività del trust opaco consista nelleffettuazione di erogazioni in denaro o natura, realizzate a titolo gratuito e con spirito di liberalità, è necessario che sia previsto, tra i settori di attività, quello della beneficenza
Grazie per lattenzione Bologna, 15 Dicembre 2011 Ten. Col. t.ISSMI Corrado Loero Loero.Corrado@gdf.it Loero.Corrado@gdf.it
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