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Timestamp: 2013-12-10 06:44:10+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 163', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 61', 'art. 25', 'art. 138', 'art. 138', 'sentenza ', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 138', 'sentenza ', 'art. 149', 'art. 18', 'art. 2054', 'sentenza ', 'art. 144', 'art. 149', 'art. 2054', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte Costituzionale | Legal blog
Consulta, mediazione obbligatoria illegittima 24 ottobre 2012 by Redazione Leave a Comment La Corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione. Lo si legge in un comunicato pubblicato oggi, 24 ottobre, sul sito della Consulta.
Filed Under: giustizia, News Tagged With: corte costituzionale, illegittimità costituzionale, mediazioneOpposizione a Decreto Ingiuntivo e termine di costituzione dell’opponente 26 maggio 2012 by Redazione Leave a Comment La Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7792 del 17 maggio 2012 (Presidente C. Carnevale – Estensore L. Macioce), ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2 della legge n. 218 del 2011, il quale, per i procedimenti in corso alla data della sua entrata in vigore, esclude che la dimidiazione del termine di costituzione dell’opponente sia automatica e ragionevolmente la correla all’eventuale scelta acceleratoria compiuta dall’opponente stesso tramite assegnazione all’opposto di un termine di comparizione inferiore a quello dell’art. 163-bis, primo comma, cod. proc. civ.
Filed Under: procedura civile Tagged With: corte costituzionale, decreto ingiuntivo, opposizione a D.I., procedimenti sommari, termini di costituzionePacchetto turistico, illegittimo il limite al risarcimento dei danni alla persona 30 marzo 2012 by Redazione Leave a Comment Con sentenza n. 75 depositata il 30 marzo 2012, la Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 15 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111 (Attuazione della direttiva n. 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso»), nella parte in cui, limitatamente alla responsabilità per danni alla persona, pone come limite all’obbligo di ristoro dei danni quello indicato dalla Convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio, firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, ratificata con la legge 27 dicembre 1977, n. 1084 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio – CCV), limite non prefigurato dalla legge delega.
Filed Under: civile Tagged With: corte costituzionale, danni alla persona, pacchetto turistico, risarcimentoLa Consulta e la sentenza sui reati sessuali 25 luglio 2010 by Gioacchino Celotti 2 Comments A farne le spese, stavolta, è stata la Corte costituzionale. Di un certo modo di leggere le sentenze che ne sfigura i contenuti per farsi interprete di un sentimento o, non so se peggio, un’ideologia.
I titolisti si sono sbizzariti, rincorrendo la sintesi più infelice:
Tappeto rosso per stupratori e pedofili (Il Tempo)
Per violenza sessuale il carcere non è più necessario (Il Giornale)
Quella sentenza sullo stupro che umilia le donne (Il Giornale)
Filed Under: asinerie giuridiche, informazione Tagged With: Carfagna, corte costituzionale, misure cautelari, violenza sessualeIllegittima l’aggravante di clandestinità 10 luglio 2010 by Gioacchino Celotti Leave a Comment La Corte Costituzionale, con sentenza n. 249 del 5 luglio 2010, dichiara la illegittimità costituzionale dell’art. 61, n. 11-bis cod. pen. (c.d. aggravante di clandestinità).
La qualità di immigrato «irregolare» – che si acquista con l’ingresso illegale nel territorio italiano o con il trattenimento dopo la scadenza del titolo per il soggiorno, dovuta anche a colposa mancata rinnovazione dello stesso entro i termini stabiliti – diventa uno “stigma” – argomenta la Corte costituzionale – che funge da premessa ad un trattamento penalistico differenziato del soggetto, i cui comportamenti appaiono, in generale e senza riserve o distinzioni, caratterizzati da un accentuato antagonismo verso la legalità. Le qualità della singola persona da giudicare rifluiscono nella qualità generale preventivamente stabilita dalla legge, in base ad una presunzione assoluta, che identifica un «tipo di autore» assoggettato, sempre e comunque, ad un più severo trattamento.
Ciò determina un contrasto tra la disciplina censurata e l’art. 25, secondo comma, Cost., che pone il fatto alla base della responsabilità penale e prescrive pertanto, in modo rigoroso, che un soggetto debba essere sanzionato per le condotte tenute e non per le sue qualità personali. Un principio, quest’ultimo, che senz’altro è valevole anche in rapporto agli elementi accidentali del reato.
La previsione considerata ferisce, in definitiva, il principio di offensività, giacché non vale a configurare la condotta illecita come più gravemente offensiva con specifico riferimento al bene protetto, ma serve a connotare una generale e presunta qualità negativa del suo autore.
Filed Under: penale Tagged With: aggravante, clandestinità, corte costituzionale, illegittimità costituzionaleIl lodo Alfano e l’art. 138 della Costituzione, questione di parametri 8 ottobre 2009 by Gioacchino Celotti Leave a Comment Uno degli argomenti più utilizzati dai primi contestatori della decisione della Consulta sul c.d. lodo Alfano (improvvisati costituzionalisti da piccolo schermo peraltro ignari delle motivazioni della sentenza, non ancora depositate) è stato quello relativo ad una asserita contraddittorietà della decisione rispetto all’unico precedente in materia (la pronuncia sul c.d. lodo Schifani). Si è detto, con toni anche aspri che mal si conciliano con una disamina di alto profilo tecnico, che risulta incomprensibile il richiamo all’art. 138 della Costituzione, considerando che la necessità di una legge costituzionale non era affatto emersa dalla sentenza che aveva deciso la illegittimità del precedente lodo.
L’argomento è fallace e fuorviante. Non tiene conto, infatti, dei complessi meccanismi che regolano il giudizio di costituzionalità e dei limiti assegnati alla Corte in sede di esame delle questioni sottoposte. Uno di questi riguarda l’ambito stesso del giudizio, delineato nella sua interezza non certo dal giudice costituzionale ma da quello rimettente (il giudice a quo). E’ quest’ultimo, nel sollevare la questione di costituzionalità, a dover indicare non solo la norma censurata, ma anche i singoli parametri costituzionali che si assumono violati. La Corte si pronuncia sulla questione così come prospettata nell’ordinanza di rimessione e nel rispetto del principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato (la decisione deve essere contenuta nei limiti dell’impugnazione).
Nel caso del lodo “Schifani”, il Giudice a quo aveva evocato, quali parametri di riferimento, gli artt. 3, 101, 112, 68, 90, 96, 24, 111 e 117 della Costituzione. Dunque, la Corte non poteva autonomamente pronunciarsi sul contrasto con l’art. 138 (che non era stato profilato dal rimettente).
Nel caso del lodo “Alfano”, è stata rimessa alla Corte la questione di costituzionalità della legge con riferimento anche all’art. 138 della Costituzione. La Consulta ha potuto decidere anche sulla violazione dell’art. 138.
Filed Under: asinerie giuridiche Tagged With: art. 138 Cost., corte costituzionale, lodo alfanoAssicurazioni, il sistema di risarcimento diretto non preclude l’azione ordinaria 19 giugno 2009 by Gioacchino Celotti Leave a Comment Con sentenza n. 180 depositata in data odierna, la Corte costituzionale dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24, 76 e 111 della Costituzione, dal Giudice di Pace di Palermo. L’azione diretta contro il proprio assicuratore – chiarisce la Consulta – è configurabile come una facoltà, e quindi un’alternativa all’azione tradizionale per far valere la responsabilità dell’autore del danno.
Il nuovo sistema di risarcimento diretto - osserva ancora la Corte – non consente di ritenere escluse le azioni già previste dall’ordinamento in favore del danneggiato. Del resto, dati i limiti imposti dalla legge delega e la necessità di interpretare la normativa delegata nel significato compatibile con principi e criteri direttivi della delega stessa, la scelta del danneggiato di procedere nei soli confronti del responsabile civile trova fondamento nella normativa codicistica, non esplicitamente abrogata. Allo stesso modo in cui fu pacificamente ritenuto che l’introduzione, con l’art. 18 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, dell’azione diretta contro l’assicuratore non elideva l’ordinaria azione di responsabilità civile nella circolazione stradale (art. 2054 cod. civ.: v., da ultimo, Cass., sentenza 11 giugno 2008, n. 15462), parimenti, la disciplina confermativa dell’azione diretta (art. 144 Cod. ass.) e l’introduzione di un’ipotesi speciale di essa, quella contro il proprio assicuratore (art. 149), non può aver precluso l’azione di responsabilità civile.
La Corte costituzionale si mostra consapevole del fatto che l’interpretazione costituzionalmente orientata, la quale, accanto alla nuova azione diretta contro il proprio assicuratore, ammette l’esperibilità dell’azione ex art. 2054 c.c. e dell’azione diretta contro l’assicuratore del responsabile civile, possa aprire una serie di problemi applicativi. Tuttavia, si legge nel passaggio conclusivo della sentenza, “la soluzione di detti problemi esula dai limiti del giudizio costituzionale, non potendo che essere demandata agli interpreti”.
Filed Under: civile Tagged With: 2054 c.c., assicurazioni, corte costituzionale, indennizzo direttoLa Consulta sulla nullità dei contratti di locazione per omessa registrazione 16 maggio 2009 by Redazione Leave a Comment Con ordinanza n. 110 depositata il 9 aprile 2009, la Corte costituzionale ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 346, della legge 30 dicembre 2004, n. 311(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, legge finanziaria per il 2005), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 41 della Costituzione, dal Tribunale di Napoli, Sezione Distaccata di Ischia, mentre ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del medesimo art. 1, comma 346, della legge n. 311 del 2004, sollevata, in riferimento all’art. 24 della Costituzione, dal medesimo Giudice rimettente.
Filed Under: civile Tagged With: contratti di locazione, corte costituzionale, nullità, registrazioneCaso Englaro, le motivazioni della Corte costituzionale 9 ottobre 2008 by Gioacchino Celotti Leave a Comment La Corte di Cassazione, Sez. I civile, con sentenza n. 21748 del 4-16 ottobre 2007 aveva affermato il principio di diritto della concedibilità dell’autorizzazione ad interrompere il trattamento vitale di un malato in stato vegetativo permanente (alimentazione con sondino nasogastrico): a) quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre che la persona abbia la benché minima possibilità di un qualche sia pur flebile recupero della coscienza e di un ritorno alla percezione del mondo esterno; b) sempre che tale istanza sia espressiva, in base ad elementi di prova chiari, concordanti e convincenti, della voce del rappresentato, tratta dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità della persona.
La Corte di Appello di Milano, Sez. 1. civile, quale giudice del rinvio, con decreto del 25 giugno 2008, nell’ambito del procedimento di volontaria giurisdizione n. 88/2008, aveva poi richiamate, condivise e rese operative le determinazioni di cui alla predetta sentenza della Corte di cassazione.
Camera dei Deputati e Senato della Repubblica hanno sollevato dinanzi alla Corte costituzionale conflitto di attribuzione tra i poteri dello stato: stante la lacuna normativa in materia, i giudici avrebbero colmato il vuoto assunto a presupposto delle proprie pronunce mediante un’attività che assume sostanzialmente i connotati di vera e propria attività di produzione normativa.
Con l’ordinanza n. 334 depositata l’8.10.2008, la Corte costituzionale ha dichiarato i ricorsi inammissibili.
Filed Under: civile Tagged With: corte costituzionale, Englaro, salute, stato vegetativo
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Legge elettorale, la Consulta boccia il porcellum http://t.co/EnwipCgDPN 4 dicembre 2013 16:57Nuovi parametri forensi anche per le attività già svolte? http://t.co/FpUoW8AdSB 12 novembre 2013 12:25#ischia, #sezionedistaccata, oggi udienze bloccate per carenza di personale. I fascicoli restano in cancelleria. 21 ottobre 2013 08:40
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