Source: https://marasciuolo.it/contributi/item/223-pillola-n-3-riforma-della-filiazione-il-matrimonio-cambia-il-rito.html
Timestamp: 2020-07-10 22:14:44+00:00
Document Index: 62204175

Matched Legal Cases: ['art. 147', 'art. 315', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 315', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 148', 'art. 315', 'art. 316', 'art. 148']

Avvocato Gennaro Marasciuolo - Pillola n. 3. Riforma della Filiazione: il matrimonio cambia il rito
Sono le norme che riguardano gli obblighi, i diritti e i doveri che la legge fa discendere dal matrimonio e vengono letti in modo tale che, anche a seguito di altri adempimenti formali, il matrimonio religioso possa avere efficacia anche a livello civile (c.d. matrimonio concordatario).
Se fino al 6 febbraio la lettura dei tre articoli poteva andare bene, dal 7 febbraio, le cose sono leggermente cambiate a causa dell’entrata in vigore del D.Lgs. 154/2013, che ha dato attuazione alla delega contenuta nella Legge 219/2012, completando la c.d. riforma della filiazione.DOWNLOAD PODCAST (tasto destro e "Salva destinazione con nome...")
Invero, si tratta di un effetto “collaterale”, poiché la norma in questione ha modificato l’art. 147 c.c., intitolato, “doveri verso i figli”, così che, dopo aver chiarito che entrambi i coniugi oltre ad avere l’obbligo di mantenere, istruire educare i figli, hanno anche l’obbligo di assisterli moralmente, rinvia esplicitamente all’art. 315 bis c.c..
Da qui la necessità di modificare la formula del rito del matrimonio concordatario con l’introduzione della lettura di quest’ultima norma, integrativa dell’art. 147 c.c..
A questa conclusione è pervenuta la Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, con un comunicato del 21 febbraio 2014, con il quale ha invitato “tutti coloro che presiedono il rito del matrimonio concordatario a voler leggere, al termine della celebrazione, il nuovo testo dell’art. 147 del codice civile e, ove si ritenga, anche il testo dell’art. 315-bis del codice civile”.
Ma perché il Governo, quale legislatore delegato, ha sentito la necessità di modificare l’art. 147?
Come ho avuto già modo di scrivere, sia la Legge 219 che il D.Lgs. 154 hanno uno scopo ben preciso: escludere ogni discriminazione fra figli legittimi, naturali e adottivi, introducendo il concetto di unicità dello stato di figlio, indipendentemente dall’esistenza, o meno, di un vincolo giuridico fra i genitori.
Questo scopo è stato tradotto con l’introduzione di nuove norme, con l’abrogazione di altre e con la modifica di altre ancora. Per quello che ci riguarda in questo momento, le norme che afferiscono gi obblighi dei genitori nei confronti dei figli (tutti i figli, senza alcuna distinzione), sono state uniformate e collocate in un’apposita sezione (titolo) del codice civile.
Non aveva più senso disciplinare in un modo i doveri e gli obblighi dei coniugi nei confronti del figlio (con gli artt. 147 e 148 c.c.) e, in un altro modo, i doveri e gli obblighi che sorgono in capo ai genitori solo perché ad. es. conviventi o più semplicemente non uniti in matrimonio fra di loro.
Così il Legislatore delegato (praticamente il Governo, o meglio, la commissione presieduta dal Prof. Bianca) ha pensato bene di modificare l’art. 147 c.c. (ma anche l’art. 148 c.c.) e di rimandare la disciplina degli obblighi e dei doveri dei genitori nei confronti dei figli alle norme introdotte nell’apposita sezione e, quindi, all’art. 315 bis c.c. (e all’art. 316 bis c.c., richiamato dall’art. 148 c.c.).
Le norme alle quali dobbiamo fare riferimento sono le seguenti:
Art. 315-bis. Diritti e doveri del figlio.
Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei
Fonte: http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=54263