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Timestamp: 2020-08-12 09:41:49+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 26029 del 31/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26029 del 31/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/10/2017, (ud. 26/09/2017, dep.31/10/2017), n. 26029
sul ricorso 18195/2016 proposto da:
A.C. IMMOBILIARE SRL,, in persona del legale rappresentante,
difende unitamente all’avvocato GIUSEPPE LAI;
avverso la sentenza n. 154/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di CAGLIARI, depositata il 09/05/2016;
partecipata del 26/09/2017 dal Consigliere Dott. ENRICO MANZON.
Con sentenza in data 15 maggio 2015 la Commissione tributaria regionale della Sardegna accoglieva l’appello proposto dalla A.C. Immobiliare srl avverso la sentenza n. 17/5/12 della Commissione tributaria provinciale di Cagliari che ne aveva respinto il ricorso contro l’avviso di accertamento IRAP, IRES, IVA 2005. La CTR osservava in particolare che doveva considerarsi dirimente/assorbente il primo motivo di gravame concernente il difetto di contraddittorio endoprocedimentale quale vizio dell’atto impositivo impugnato. Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate deducendo due motivi.
Resiste con controricorso la società contribuente, che successivamente ha presentato memoria.
Con il primo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – l’agenzia fiscale ricorrente lamenta violazione/falsa applicazione di plurime disposizioni legislative, poichè la CTR ha affermato l’illegittimità dell’avviso di accertamento impugnato in quanto non preceduto dal contraddittorio endoprocedimentale.
– “In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, non sussiste per l’Amministrazione finanziaria alcun obbligo di contraddittorio endoprocedimentale per gli accertamenti ai fini Irpeg ed Irap, assoggettati esclusivamente alla normativa nazionale, vertendosi in ambito di indagini cd. a tavolino” (Sez. U, Sentenza n. 24823 del 09/12/2015, Rv. 637605-01).
La sentenza impugnata contrasta radicalmente con i principi di diritto espressi in tali arresti giurisprudenziali, cui si intende dare seguito, pacificamente trattandosi di accertamento c.d. “a tavolino” ossia senza alcun accesso presso la società contribuente e non avendo comunque valutato in relazione all’IVA se l’opposizione della medesima società contribuente non fosse da ritenersi “meramente pretestuosa” (c.d. prova di resistenza).
La sentenza impugnata va dunque cassata in relazione al primo motivo, assorbito il secondo, con rinvio al giudice a quo per nuovo esame.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Sardegna, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.