Source: https://ambientediritto.it/home/giurisprudenza/tar-lazio-roma-sez-3-quater-%E2%80%93-15-gennaio-2019-n-500
Timestamp: 2019-04-19 03:26:18+00:00
Document Index: 159664183

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 32', 'art. 10', 'art. 12']

TAR LAZIO, Roma, Sez. 3^ quater – 15 gennaio 2019, n. 500 | AmbienteDiritto.it
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO - ASSOCIAZIONI – LEGITTIMAZIONE – Previsioni di cui agli artt. 13 e 18 l. n. 349/1986 – Criterio di legittimazione aggiuntivo e non sostitutivo rispetto ai criteri per l’azionabilità in giudizio dei c.d. interessi diffusi - Riconoscimento caso per caso della legittimazione – Principi – Campagne informative e di educazione ambientale di cui all’art. 10 della l.n. 36/2001 – Natura – Campagne sulle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile – Informazione dei rischi per la salute e l’ambiente connessi ad un uso improprio – Obbligo a carico dei ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione.
3^ quater
ASSOCIAZIONI – LEGITTIMAZIONE – Previsioni di cui agli artt. 13 e 18 l. n. 349/1986 – Criterio di legittimazione aggiuntivo e non sostitutivo rispetto ai criteri per l’azionabilità in giudizio dei c.d. interessi diffusi - Riconoscimento caso per caso della legittimazione – Principi.
L’esplicita legittimazione, ai sensi degli artt. 13 e 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, delle Associazioni ambientalistiche di dimensione nazionale e ultraregionale all'azione giudiziale non esclude, di per sé sola, analoga legittimazione ad agire in un ambito territoriale ben circoscritto, e ciò anche per i comitati che si costituiscono al precipuo scopo di proteggere l'ambiente, la salute e/o la qualità della vita delle popolazioni residenti su tale circoscritto territorio. Le previsioni normative citate hanno introdotto un criterio di legittimazione "legale" "aggiuntivo", e non "sostitutivo", rispetto ai criteri elaborati precedentemente dalla giurisprudenza per l'azionabilità in giudizio dei c.d. “interessi diffusi”. Ne consegue che il giudice amministrativo può riconoscere, caso per caso, la legittimazione a impugnare atti amministrativi a tutela dell'ambiente a favore di associazioni locali (indipendentemente dalla loro natura giuridica), purché le stesse a) perseguano statutariamente in modo non occasionale obiettivi di tutela ambientale, b) abbiano un adeguato grado di rappresentatività e stabilità e c) svolgano la propria attività in un'area di afferenza ricollegabile alla zona in cui è situato il bene a fruizione collettiva che si assume leso (Consiglio di Stato, sez. V, 17 ottobre 2012 n. 5295; in senso conforme, Consiglio di Stato, sez. VI, 12 giugno 2015 n. 2894).
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO – Campagne informative e di educazione ambientale di cui all’art. 10 della l.n. 36/2001 – Natura.
Le campagne informative e di educazione ambientale di cui all’art. 10 della l. n. 36/2001 non possano essere sussunte nella categoria degli atti meramente materiali, ma debbano essere ascritte al genus degli atti amministrativi generali, in quanto sono rivolte ad una pluralità indefinita di soggetti, trovano il fondamento giuridico in norme di rango legislativo, presuppongono lo svolgimento di un’attività istruttoria finalizzata alla individuazione dei rischi connessi all’esposizione del corpo umano ai campi elettromagnetici e alla individuazione delle precauzioni da adottare (sia da parte degli utenti che dei produttori dei predetti apparecchi) per limitarne gli effetti potenzialmente nocivi per la salute e hanno lo scopo di sensibilizzare gli utenti in merito ad un uso più consapevole degli apparecchi di telefonia mobile, al fine di salvaguardare il diritto alla salute che è un diritto costituzionalmente tutelato (art. 32 della Costituzione).
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO – Campagne informative circa le corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile – Informazione dei rischi per la salute e l’ambiente connessi ad un uso improprio – Art. 10 l .n. 36/2001 – Obbligo a carico dei ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione.
Deve essere dichiarato l’obbligo del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere, in attuazione di quanto disposto dall’art. 10 della l. n. 36/2001, ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, avente ad oggetto la individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi. La predetta campagna di informazione e di educazione ambientale dovrà essere attuata nel termine di sei mesi dalla notifica o, se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, avvalendosi dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute.
Pres. Sapone, Est. Marotta - Associazione per la prevenzione e la lotta all'elettrosmog (avv.ti Ambrosio, Bertone, Ghibaudo e Angeletti) c. Ministero della Salute e altri (Avv. Stato)
N. 00500/2019 REG.PROV.COLL.
N. 08373/2018 REG.RIC.
Associazione per la prevenzione e la lotta all'elettrosmog, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Renato Ambrosio, Stefano Bertone, Chiara Ghibaudo, Luigi M. Angeletti, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio dell’avv.to Marco De Fazi in Roma, via della Giuliana n. 44;
Brondi s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Riccardo Prandi, Alessandro Massaia, Gianluca Contaldi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio dell’avv.to Gianluca Contaldi in Roma, via Pier Luigi da Palestrina n. 63;
dell’inerzia serbata dalle Autorità intimate in relazione all'atto di diffida del 28 giugno 2017, formulato dalla ricorrente e diretto a promuovere l’adozione di tutti i provvedimenti finalizzati all'informazione capillare della popolazione, compresa la fascia dei soggetti più a rischio (bambini, adolescenti) sui rischi a breve e lungo termine per la salute dovuti all'uso dei telefoni mobili (cellulari e cordless) e sulle indispensabili misure cautelative da adottare durante il loro utilizzo;
dell'obbligo in capo al Ministero della Salute, e/o al Ministero dell'Ambiente, e/o al Ministero dello Sviluppo Economico (già Ministero dell'Industria) e/o al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tenendo conto della multiculturalità presente in Italia, di provvedere all'emanazione senza ritardo del decreto di cui all'art. 12 della legge 22 febbraio 2001, n. 36 "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici", anche al fine di indicare al pubblico “le informazioni che i fabbricanti di apparecchi e dispositivi, in particolare di uso domestico, individuale o lavorativo, generanti campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sono tenuti a fornire agli utenti, ai lavoratori e alle lavoratrici, mediante apposite etichettature o schede informative”;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero della Salute, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e della società Brondi s.p.a.
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