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Timestamp: 2019-06-26 13:59:36+00:00
Document Index: 133409017

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 25', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 37', 'art. 30', 'art. 25']

Consiglio Regionale del Lazio - leggi regionali (testo coordinato) - legge num. 29 del 30 marzo 1992
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Norme per l'attuazione del diritto allo studio. (1)
Data: 30 marzo 1992
Data BUR: 10/04/1992
L.R. 30 Marzo 1992, n. 29
c) favorire il compimento dell'obbligo scolastico da parte degli adulti e l'accesso alla scuola da parte dei lavoratori;
d) assicurare ai minori in difficoltà di sviluppo e di apprendimento, ai disadattati ed agli invalidi l'inserimento nelle normali strutture scolastiche garantendo comunque l'assolvimento dell'obbligo scolastico e facilitando loro la frequenza alle scuole di istruzione secondaria superiore;
f) favorire il definitivo superamento delle condizioni di analfabetismo e l'elevamento dei livelli di scolarità della popolazione adulta nonchè promuovere ogni altra attività di promozione educativa nel quadro di un sistema regionale di educazione permanente e continua diretto anche a contrastare nuove forme di emarginazione educativa;
g) realizzare idonee condizioni per scelte autonome e consapevoli per la prosecuzione degli studi e per i processi di transizione;
h) favorire la circolarità e la diffusione di esperienze tra le diverse realtà educative con particolare riguardo ai processi di integrazione europea;
1. Gli interventi di cui alla presente legge sono a favore degli alunni della scuola materna statale e non statale, della scuola dell'obbligo e delle scuole secondarie superiori statali ed autorizzate a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato.
2. Gli alunni di nazionalità straniera, gli apolidi e quelli cui le competenti autorità statali abbiano riconosciuto la qualità di rifugiati politici, possono fruire degli interventi nei limiti e nel rispetto delle norme dello Stato.
Competenza e Programmazione
1. Le funzioni amministrative relative agli interventi in materia di diritto allo studio sono esercitate, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, dai comuni, in collaborazione con gli organi collegiali della scuola nell'ambito delle rispettive competenze, secondo le modalità previste dalla presente legge nel quadro degli indirizzi stabiliti dalla Regione.
3. I servizi del diritto allo studio sono organizzati ed erogati in modo da soddisfare l'esigenza funzionale di carattere didattico e pedagogico in armonia con il calendario scolastico.
4. I comuni, d'intesa con i consigli di circolo e d'istituto, concorrono all'attuazione delle attività integrative e di sostegno, tempo pieno o tempo prolungato, programmate nel rispetto della legislazione vigente in materia.
(Partecipazione degli organi collegiali scolastici)
Modalità e realizzazione dei servizi
(Libri e materiale didattico)
(Interventi in favore delle fasce di utenza disagiate)
3. Il servizio di cui al precedente primo comma, ove le circostanze lo richiedano, può essere integrato con azioni di assistenza medico-psichica.
4. Il comune può dotare gli alunni appartenenti alle categorie di cui all'art. 2 della legge 30 marzo 1971, n. 118, o ad altre categorie di portatori di "handicaps" protetti dalla legge, di attrezzature specifiche e materiale didattico differenziato, riserva di assegni di studio o di posti in convitto nonchè di mezzi e strumenti idonei a superare particolari difficoltà individuali, ivi compreso l'accompagnamento, nonchè la realizzazione di opere che ne facilitino l'accesso ai locali scolastici.
(Mense scolastiche)
1. Il servizio di mensa deve essere attuato per gli alunni che frequentano le scuole materne ad orario completo e quelle dell'obbligo autorizzate ad effettuare la sperimentazione del tempo pieno o del tempo prolungato. Il servizio può essere attuato anche per gli alunni delle scuole che svolgono attività scolastiche per le quali l'orario si protrae alle ore pomeridiane.
2. Per gli alunni delle scuole secondarie superiori si terrà anche conto delle condizioni di disagio per il rientro nella propria abitazione, in relazione alla distanza ed agli orari dei mezzi di trasporto che possono essere utilizzati.
3. Il comune può gestire il servizio o direttamente, anche in forma consorziale, o mediante convenzione con il comune sede della scuola frequentata dai propri alunni, o mediante convenzione che affidi ad altri enti l'esecuzione del servizio.
4. L'intervento viene effettuato con il concorso finanziario delle famiglie degli studenti in base alle loro condizioni economiche.
5. Della mensa scolastica può usufruire anche il personale preposto all'assistenza e sorveglianza degli alunni durante il suo svolgimento, purchè concorra al costo del servizio.
(Servizio trasporto)
d) appartenenti alle categorie di cui all'art. 2 della legge 30 marzo 1971, n. 118, o ad altre categorie di portatori di "handicaps" protetti dalla legge.
(Assegni di studio per gli alunni delle scuole secondarie superiori)
2. Gli assegni di studio, di durata annuale, sono conferiti mediante concorso per titoli al quale possono partecipare:
a) gli alunni iscritti al primo anno di scuola secondaria di secondo grado;
(Ripartizione fondi)
3. Il restante 15 per cento dei fondi è utilizzato per finanziare gli interventi di cui agli artt. 16, 17, 18, 19, 20, 21, 23, 24, 25 e 26. (2)
c) iniziative a sostegno dell'orientamento educativo, tenuto conto delle indicazioni programmatiche e degli interventi operativi dei consigli scolastici distrettuali;
d) assicurazione dei beneficiari di cui al precedente art. 3 per gli eventi dannosi connessi alle attività scolastiche, parascolastiche ed al trasporto;
(Iniziative di aggiornamento)
2. La Regione, d'intesa con i comuni interessati, predispone adeguati progetti per l'aggiornamento culturale e professionale dei docenti della scuola materna comunale.
(Educazione permanente)
(Realizzazione progetti)
7. Per i contratti stipulati ai sensi del presente articolo non si fa luogo all’approvazione del contratto stesso.
(Promozione e diffusione esperienze educative)
1. La Regione, d'intesa con i competenti organi collegiali scolastici, al fine di favorire la più ampia diffusione delle esperienze educative, con articolare riguardo ai processi di integrazione europea, promuove e sostiene la effettuazione di scambi di esperienze sia nell'ambito del territorio nazionale che, previe intese con il ministero degli Affari Esteri, con realtà educative di paesi esteri.
2. Le iniziative di cui al comma precedente sono attivate sulla base di specifici progetti da presentarsi entro il 30 giugno di ciascun anno all'Assessorato regionale competente in materia di diritto allo studio da parte delle istituzioni scolastiche interessate.
3. Ciascun progetto, redatto in coerenza con le indicazioni contenute nel piano pluriennale di cui al successivo art. 34, a pena di non ammissibilità, dovrà riportare:
d) numero alunni e classe frequentata da ciascuno;
e) numero e qualifica professionale degli eventuali accompagnatori;
i) nulla-osta rilasciato dalla amministrazione scolastica competente per territorio..
a) realizza un sistema informativo diretto a supportare il processo educativo che si sviluppa all'interno del sistema scolastico, tenuto conto delle indicazioni programmatiche e degli interventi operativi dei consigli scolastici distrettuali; (3.1)
b) effettua la raccolta e diffusione di informazioni quantitative e qualitative dirette all'utenza istituzionale ed a quella finale;
c) provvede all'elaborazione di sussidi orientativi ed alla loro diffusione anche attraverso i mezzi telematici; (3.1)
g) sostiene, anche con interventi finanziari, le attività di orientamento promosse dai distretti scolastici. (3.1)
(Istruzione tecnica e professionale)
b) determina l'ammontare dei contributi da assegnare ai distretti scolastici per l'acquisto di attrezzature tecnico-didattiche, da effettuarsi in conformità alle norme di cui all'art. 34 del decreto interministeriale 28 maggio 1975, da utilizzare nell'ambito delle strutture scolastiche presenti nel territorio di competenza per sviluppare l'istruzione tecnica e professionale;
c) provvede alla realizzazione, anche mediante affidamenti a terzi, di sussidi multimediali, da assegnare in uso gratuito agli istituti tecnici e professionali e dai distretti scolastici, destinati a favorire lo sviluppo e il perfezionamento dell'istruzione tecnica e professionale.
(Contributi per acquisto scuolabus)
1. La Regione, sulla base di criteri previsti dal piano annuale di cui al successivo art. 35, interviene a favore dei comuni mediante la concessione di contributi per l'acquisto di scuolabus ecologici, con alimentazione a metano gas petrolio liquido, idrogeno, biodisel, elettrica, bifuel, ibridi, per il trasporto alunni. (3a)
b) appartenenti alle categorie di cui all'art. 2 della legge 30 marzo 1971, n. 118, o ad altre categorie di portatori di "handicaps" e protetti dalla legge;
bbis) residenti nei comuni fino a 5.000 abitanti; (3b)
c) residenti in zone che, in relazione alla distanza ed agli orari dei mezzi pubblici di trasporto, non permettano la regolare frequenza.
3. I comuni che intendono beneficiare dell'intervento di cui al presente articolo, entro il 31 maggio di ogni anno, avuto presente l'andamento del servizio di trasporto attuato nell'anno scolastico precedente, deliberano sullo stato del fabbisogno dei mezzi di trasporto per l'anno scolastico successivo sulla base di apposita modulistica predisposta dalla Giunta regionale. Copia di tale deliberazione dovrà essere inviata all'Assessorato regionale competente in materia di diritto allo studio entro il successivo 30 giugno.
4. L'assegnazione delle somme è disposta dalla Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare permanente.
4 bis. (3c)
5. L'erogazione della somma assegnata a ciascun comune è disposta dietro invio della deliberazione esecutiva con la
quale l'amministrazione comunale provvede all'acquisto.
(Contributi per acquisto attrezzature per cucine e refettori scolastici)
b) delle scuole dell'obbligo autorizzate ad effettuare la sperimentazione del tempo pieno o del tempo prolungato.
3. I comuni che intendono beneficiare dell'intervento di cui al presente articolo, entro il 31 maggio di ogni anno, avuto presente l'andamento del servizio mensa attuato nell'anno scolastico precedente, deliberano sullo stato del fabbisogno delle cucine e dei refettori scolastici per l'anno scolastico successivo sulla base di apposita modulistica predisposta dalla Giunta regionale. Copia di tale deliberazione dovrà essere inviata all'Assessorato regionale competente in materia di diritto allo studio entro il successivo 30 giugno.
5. L'assegnazione delle somme è disposta dalla Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare permanente.
6. L'erogazione della somma assegnata a ciascun comune è disposta dietro invio della deliberazione esecutiva con la quale l'amministrazione comunale provvede all'acquisto.
(Interventi integrativi)
(Documentazione e bollettino di informazione)
b) attiva un sistema di osservazione permanente della dispersione scolastica, dell'abbandono e dell'analfabetismo;
c) cura la socializzazione dei dati stessi, assicurandone la circolarità, con apposito bollettino di informazione;
Delega e funzioni
(Delega di funzioni amministrative alle province)
1.bis. E' altresì delegato alle province l'esercizio delle funzioni di cui agli artt. 13, 23, 24 e 25, nonchè, in regime di sussidiarietà, le funzioni di cui agli artt. 20 e 26 (5).
2. A tal fine nei predetti articoli gli organi regionali, sono sostituiti con i corrispondenti organi dell'amministrazione provinciale.
(Vigilanza e controllo nell'esercizio delle funzioni delegate)
(Personale per l'esercizio delle funzioni delegate)
(Assegnazione dei mezzi finanziari per l'esercizio delle funzioni delegate)
(Potere sostitutivo e revoca della delega)
(Deroga alle procedure per la delega delle funzioni)
(Modalità di programmazione)
(Piano pluriennale)
2. Il piano pluriennale oltre quanto previsto dall'art. 14 della predetta legge regionale n. 17 del 1986, precisa:
a) gli obiettivi da raggiungere a livello regionale e provinciale, allo scopo di perseguire il riequilibrio territoriale degli interventi in favore del diritto allo studio e dell'educazione permanente;
d) predispone la modulistica di riferimento per l'acquisizione dei dati relativi ai servizi attivati dai comuni e per la rilevazione della dispersione scolastica, dell'abbandono e dell'analfabetismo, nonchè per gli interventi integrativi di cui
al precedente art. 25;
h) formula, d'intesa con la competente commissione consiliare permanente, le proposte di distrettualizzazione del territorio regionale;
i) promuove la realizzazione di intese con le competenti autorità scolastiche per un integrato utilizzo delle strutture educative per le finalità di cui alla presente legge.
Art. 38 (6a)
2. La spesa per gli interventi indicati nel comma 1, fissata annualmente con legge di bilancio, è iscritta la capitolo di nuova istituzione n. 44102 con la seguente denominazione: "Assegnazione alle province e agli enti locali dell'esercizio delle funzioni delegate, in materia di diritto allo studio (L.R. 29/92)" alla cui copertura per l'anno 1998 si provvede mediante riduzione, per l'importo di lire 29.478.734.100, del capitolo n. 44101 che viene conservato in bilancio per la sola gestione dei residui e per il completamento dei piani per il diritto allo studio 1996/97 e 1997/98 (7).
3. La Regione è, altresì, autorizzata ad integrare i predetti finanziamenti nella misura minima del 15 per cento a valere sulle proprie risorse per l'imputazione delle seguenti spese:
a) interventi di orientamento educativo e attività di supporto (art. 20 e 26) (8);
b) assicurazione alunni (art. 22) (8);
c) interventi diretti della Regione (art. 37) (8);
e) (Omissis) (9);
f) (Omissis) (9);
g) assegnazione alle province per l'esercizio delle funzioni delegate (art. 30).
4. Alla copertura degli oneri di cui al comma 3, si provvede:
a)	per gli interventi di cui alle lettere a), c) e g), mediante le disponibilità del capitolo F11502;
b) per gli interventi di cui alla lettera b), mediante l’istituzione, nell’ambito dell’UPB F11, di un apposito capitolo denominato: “Spese connesse alla copertura assicurativa degli alunni e del personale incaricato alla vigilanza degli stessi, di cui all’articolo 22 della l.r. n. 29/1992 – spesa obbligatoria” con uno stanziamento, pari ad euro 1.500.000,00 per ciascuna delle annualità 2011 e 2012, la cui copertura è assicurata dal prelevamento di pari importo dal capitolo F11502. (10)
4bis. Alla copertura degli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi dell'articolo 23, comma 2, si provvede con l'istituzione di un apposito capitolo, nell'ambito dell'UPB F18, denominato "Contributo per l'acquisto di scuolabus ecologici", con uno stanziamento per l'esercizio 2009 pari a 1 milione e 800 mila euro. (11)
(1) Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione lazio del 10 aprile 1992, n. 10 (S.O. n. 10).
(3.1) Dal 1° gennaio 2012 agli oneri derivanti dalla presente lettera si provvede con il capitolo di spesa F11900
(3a) Comma modificato dall'articolo 59, comma 1, lettera a), della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31
(3b) Lettera inserita dall'articolo 59, comma 1, lettera b), della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31
(3c) Comma abrogato dall'articolo 59, comma 1, lettera c), della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31
(6) Articolo abrogato dall'art.icolo 32, comma 1, lettera c), della legge regionale 7 agosto 1998, n. 38.
(6a) Dal 1° gennaio 2012 agli oneri derivanti dalla presente legge si provvede con il capitolo di spesa F11900
(7) Comma così sostituito dall'articolo 5, comma 1, lettera c), della legge regionale 18 maggio 1998, n. 14 e da ultimo dall'articolo 1, comma 35 della legge regionale 10 agosto 2010, n. 3
(9) Lettere soppresse dall'art. 25 della legge regionale 22 maggio 1997, n. 11.
(10) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 28 della legge regionale 24 dicembre 2010, n. 9
(11) Comma aggiunto dall'articolo 59, comma 1, lettera d), della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31