Source: http://trasporti.provincia.venezia.it/naviglag/leggi/tpl_ecdn.html
Timestamp: 2017-04-30 20:41:54+00:00
Document Index: 125262229

Matched Legal Cases: ['art. 113', 'art. 32', 'art. 113', 'art. 31', 'art. 1269', 'art. 31', 'art. 1269']

www.cittametropolitana.ve.it Home della navigazione
Regolamentazioni:
Regolamentazioni vigenti CAPITANERIA DI PORTO DI VENEZIA CAPITANERIA DI PORTO DI CHIOGGIA CAPITANERIA DI PORTO DI CAORLE ISPETTORATO DI PORTO DI VENEZIA MAGISTRATO ALLE ACQUE DI VENEZIA
COMUNE DI VENEZIA CITTA' METROPOLITANA
DI VENEZIA NAVIGAZIONE LAGUNARE: REGOLAMENTAZIONI
Codice della navigazione.
(estratto per servizi di trasporto pubblico di navigazione interna e lagunare) TITOLO VIII
Capo IV Dell'esercizio della navigazione interna 225. Concessione di servizi. I servizi pubblici di linea per trasporto di persone o di cose sono esercitati per concessione. E' parimenti necessaria la concessione per l'esercizio dei servizi pubblici di rimorchio e di quelli di traino con mezzi meccanici. I diritti e gli obblighi del concessionario, i mezzi tecnici di cui questi deve essere fornito, le tariffe e le altre condizioni del servizio, e l'eventuale prestazione di una cauzione sono stabiliti nella relativa convenzione. Le norme relative alle concessioni previste nel presente articolo sono stabilite dal regolamento. 1187. Abusivo esercizio di servizi di navigazione interna. Chiunque, senza la concessione prescritta nell'articolo 225, esercita un pubblico servizio di linea o di rimorchio ovvero di traino con mezzi meccanici in navigazione interna è punito con l'ammenda da lire duecentomila a un milione (1). Chiunque senza l'autorizzazione prescritta nell'articolo 226 esercita un servizio di trasporto, di rimorchio o di traino in navigazione interna, non compreso tra quelli di cui al comma precedente, è punito con l'ammenda da lire quarantamila a quattrocentomila (1). (1) L'ammenda, così aumentata, da ultimo, ai sensi dell'art. 113, L. 24 novembre 1981, n° 689, è commutata in sanzione pecuniaria amministrativa a norma dell'art. 32 della stessa legge. 1231. Inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione. Chiunque non osserva una disposizione di legge o di regolamento ovvero un provvedimento legalmente dato dall'autorità competente in materia di sicurezza della navigazione è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda fino a lire quattrocentomila (1). (1) Ammenda, da ultimo, così modificata dall'art. 113, L. 24 novembre 1981, n° 689, che modifica il sistema penale. PARTE QUARTA
Capo I Organi e attività amministrativa della navigazione 1269. Magistrato delle acque. La competenza del Magistrato alle Acque continua a essere regolata dalla L. 5 maggio 1907 n° 257, dal R.D.L. 18 giugno 1936 n° 1853, convertito nella L. 7 gennaio 1937 n° 191 (1), e dalle altre leggi relative. (1) Per l'art. 31, secondo comma, L. 5 marzo 1963, n° 366, recante nuove norme relative alle lagune di Venezia e di Marano-Grado, le norme della legge stessa sostituiscono quelle del R.D.L. 18 giugno 1936, n° 1853, nelle citazioni che figurano nell'art. 1269 c. nav. e nel presente articolo. 1270. Servizi di navigazione lagunare di Venezia. Rimangono attribuiti alla competenza dell'ispettorato generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione i servizi pubblici di navigazione comunali e della Città metropolitana di Venezia (1). (1) Vedi gli artt. da 519 a 523 519-523 regol. cod. nav. mar. Regolamento per la navigazione marittima. (estratto per servizi di trasporto pubblico lagunare) LIBRO SESTO
TITOLO I ORGANI E ATTIVITA' AMMINISTRATIVA DELLA NAVIGAZIONE 515. Attribuzioni dell'amministrazione marittima nella laguna veneta. Osservate le attribuzioni generali di polizia sulla intera laguna di Venezia conferite al magistrato alle acque dal regio decreto legge 18 giugno 1936, n° 1853, convertito nella legge 7 gennaio 1937, n° 191 (1), all'amministrazione marittima compete in tutto l'ambito lagunare delimitato dall'articolo 1 del predetto decreto la polizia degli ambiti portuali e degli approdi, la polizia della navigazione e la disciplina del personale marittimo, delle navi e dei galleggianti. (1) Per l'art. 31, secondo comma, L. 5 marzo 1963, n° 366, recante nuove norme relative alle lagune di Venezia e di Marano-Grado, le norme della legge stessa sostituiscono quelle del R.D.L. 18 giugno 1936, n° 1853, nelle citazioni che figurano nell'art. 1269 c. nav. e nel presente articolo. 516. Concessioni demaniali nella laguna veneta. L'amministrazione marittima provvede pure, in conformità delle norme del codice e del presente regolamento, alle concessioni demaniali interessanti i canali e le altre zone della laguna di Venezia che a questo effetto sono già state o potranno essere determinate d'accordo fra il magistrato alle acque e la direzione marittima competente. 517. Canali di traffico urbano nella laguna veneta. Nei canali e rivi di traffico esclusivamente urbano che rimangono in consegna ai comuni, i poteri di polizia sono esercitati dai comuni stessi, secondo norme da approvarsi dal magistrato alle acque, dall'autorità marittima e dall'ispettorato di porto. 519. Personale navigante dei servizi pubblici lagunari di Venezia. Il personale navigante in servizio di coperta o di macchina sulle navi adibite ai servizi pubblici di navigazione comunali e provinciali di Venezia, salvo che non abbia la qualifica di allievo marinaio o allievo barcaiolo o apprendista di macchina, deve provenire dalla gente di mare e avere effettuato diciotto mesi di navigazione rispettivamente in servizio di coperta o di macchina, con qualifica equivalente a quella con la quale è assunto. Il personale anzidetto conserva l'iscrizione nelle matricole della gente di mare, ma fino alla cessazione del rapporto di lavoro si applicano ad esso le sole disposizioni riguardanti il personale della navigazione interna. 520. Mansioni richiedenti titolo professionale. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento il personale di nuova assunzione per mansioni richiedenti titolo professionale sulle navi adibite a servizi pubblici di navigazione comunali e provinciali di Venezia deve essere provvisto di titolo professionale rilasciato dall'autorità marittima mercantile, equivalente a quello richiesto, e aver conseguito la qualifica di autorizzato secondo le norme vigenti in materia di navigazione interna (1). (1) Vedi gli artt. 58-61, 165 regol. nav. int. 521. Equivalenza di titoli e qualifiche. La equivalenza dei titoli e delle qualifiche di cui ai due precedenti articoli è stabilita dai ministri per i trasporti e per la marina mercantile [c. n° 1270] (1). (1) Vedi il D.M. 17 settembre 1955, e successive modificazioni, concernente l'equivalenza delle qualifiche e dei titoli tra il personale navigante della navigazione interna e gli scritti tra la gente di mare, per l'imbarco sulle navi adibite a servizi pubblici di navigazione comunali e provinciali di Venezia. 522. Navi adibite ai servizi pubblici lagunari di Venezia. Le navi adibite ai servizi pubblici di navigazione comunali e provinciali di Venezia sono iscritte nei registri tenuti dagli uffici marittimi. L'autorità marittima comunica all'ispettorato di porto il nome e le caratteristiche delle navi iscritte. Alle visite e ispezioni per l'accertamento e il controllo delle condizioni e delle dotazioni di cui alla lettera d del secondo comma e al terzo comma dell'articolo 164 del codice provvede il capo del compartimento marittimo o un suo delegato, insieme con un rappresentante dell'ispettorato di porto. 523. Inchieste per i sinistri alle navi dei servizi pubblici lagunari di Venezia. In caso di sinistro riguardante nave adibita ai servizi pubblici di navigazione comunali e provinciali di Venezia l'inchiesta sommaria è eseguita dagli uffici di compartimento. Alla inchiesta formale provvede la commissione inquirente indicata nell'articolo 467, della quale fa parte anche il capo dell'ispettorato di porto. Regolamento per la navigazione interna. (estratto per servizi di trasporto pubblico) TITOLO VIII
DELL'ESERCIZIO DELLA NAVIGAZIONE
Capo I Dei servizi pubblici soggetti a concessione 99. Concessioni di servizi pubblici. Le concessioni di servizi pubblici di linea per trasporto di persone o di cose, di servizi pubblici di rimorchio e di servizi pubblici di traino con mezzi meccanici in navigazione interna sono fatte a titolo provvisorio per un periodo non superiore a due anni e a titolo definitivo per un periodo non superiore a trenta anni. Dette concessioni possono essere rinnovate. 100. Domande di concessione. Le domande di concessione dei servizi pubblici di cui all'articolo precedente sono presentate al Ministero dei trasporti, ispettorato generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione corredate dai seguenti documenti: relazione illustrativa sul pubblico interesse del servizio che si chiede di istituire, dati tecnici e programma di esercizio;
progetti relativi agli impianti a terra;
piani e disegni delle navi, dei galleggianti, dei trattori;
preventivo di spesa e piano finanziario.
101. Approvazione delle concessioni. Le concessioni provvisorie sono fatte con decreto del ministro per i trasporti, quelle definitive con decreto del Presidente della Repubblica, udito il consiglio superiore dei lavori pubblici. Se trattasi di servizi su fiumi o canali le concessioni sono fatte previo accordo col Ministero dei lavori pubblici. 102. Dichiarazione di pubblico interesse. Il decreto costituisce anche dichiarazione di pubblico interesse per l'esecuzione delle opere e degli altri impianti a terra. 103. Diritto di esclusività. Ai servizi pubblici di linea per trasporto di persone, a quelli di rimorchio e a quelli di traino con mezzi meccanici può essere accordata l'esclusività per la durata stabilita nell'atto di concessione. L'esclusività ha riguardo alle finalità del servizio e non al percorso. 104. Clausole dell'atto di concessione. Nell'atto di concessione devono essere determinati la natura, l'entità e l'ubicazione degli impianti a terra, la quantità e i tipi delle navi, dei galleggianti e dei trattori di cui il concessionario deve essere provveduto in relazione al servizio da disimpegnare, nonché i casi di decadenza dalla concessione. Nel capitolato annesso all'atto di concessione sono in ogni caso stabilite la velocità massima e la composizione dei convogli per il trasporto di merci in rapporto alle condizioni della via navigabile e le altre condizioni e modalità del servizio. 105. Cauzione. La cauzione prevista dall'articolo 225 del codice rimane vincolata per l'intera durata della concessione. Nelle concessioni di servizi pubblici o di rimorchio la cauzione può essere sostituita da ipoteca di primo grado su navi o su galleggianti di proprietà del concessionario, di valore almeno doppio dell'importo della cauzione medesima e a condizione che le navi e i galleggianti siano assicurati contro i rischi della navigazione di cui all'articolo 521 del codice. L'ipoteca, da annotarsi sulla polizza di assicurazione agli effetti dell'articolo 572 del codice, deve essere trascritta a cura e spese del concessionario. 106. Contributo per la vigilanza. I concessionari sono tenuti a versare allo Stato, quale corrispettivo delle spese di vigilanza, un contributo annuo che viene stabilito con l'atto di concessione. 107. Revoca delle concessioni. Le concessioni provvisorie che non importano impianti a terra di difficile sgombero sono revocabili a giudizio discrezionale dell'autorità concedente. Le concessioni definitive e le provvisorie che importano impianti a terra di difficile sgombero sono revocabili per specifici motivi di pubblico interesse, a giudizio discrezionale dell'autorità concedente. La revoca non dà diritto a indennizzo. Nelle concessioni che hanno dato luogo a costruzione di opere stabili lo Stato, salvo che non sia diversamente stabilito nell'atto di concessione, è tenuto ad acquistare le opere anzidette corrispondendo un compenso pari al valore di esse al momento della revoca, detratto l'ammontare degli ammortamenti effettuati. 108. Subingresso nella concessione; variazioni nella società concessionaria. Il concessionario deve chiedere l'autorizzazione dell'autorità concedente quando intende costituire una società per l'assunzione della concessione o comunque sostituire altri nella concessione stessa. Se concessionaria è una società deve essere richiesta l'autorizzazione per la trasformazione in società di altro tipo. Se concessionaria è una società in nome collettivo, in accomandita semplice o a responsabilità limitata, deve essere parimenti richiesta l'autorizzazione predetta per qualsiasi variazione nel numero o nella persona dei soci. In caso di morte del concessionario o di un socio, quando concessionaria sia una società in nome collettivo, in accomandita semplice o a responsabilità limitata, gli interessati devono chiedere entro sei mesi, sotto pena di decadenza, la conferma della concessione. Se per ragioni attinenti all'idoneità tecnica o economica degli eredi, l'autorità concedente non ritiene opportuno confermare la concessione, si applicano le norme relative alla revoca. Le disposizioni dei commi terzo e quarto si applicano anche ai soci accomandatari delle società in accomandita per azioni. 109. Decadenza dalla concessione. L'autorità concedente può dichiarare la decadenza dalla concessione e incamerare la cauzione quando il concessionario: non inizia il servizio nel termine stabilito, o lo abbandona, ovvero lo interrompe, o comunque lo effettua con gravi irregolarità per fatto a lui imputabile;
commette gravi irregolarità di ordine amministrativo;
attua abusivamente una delle sostituzioni o modificazioni previste dall'articolo precedente;
si rende ripetutamente inadempiente agli obblighi derivanti dalla concessione, o imposti da norme di leggi o di regolamenti.
Quando si verifica uno dei casi indicati nel precedente comma l'autorità concedente fissa un termine entro il quale l'interessato può presentare le sue deduzioni. La dichiarazione di decadenza deve essere preceduta da diffida intimata al concessionario, ed è operativa dalla scadenza del termine in essa stabilito. Salvo che sia diversamente stabilito nell'atto di concessione, in caso di decadenza le opere e gli impianti eseguiti nelle zone portuali restano acquisiti allo Stato e ripresi in consegna dall'autorità concedente senza alcun compenso o rimborso, salva la facoltà dell'autorità anzidetta di ordinarne la demolizione, con la restituzione delle aree occupate nel pristino stato. In quest'ultimo caso l'amministrazione, ove il concessionario non esegua l'ordine di demolizione, può procedervi d'ufficio a spese dell'interessato. 110. Devoluzione di opere e di altri impianti alla scadenza. Quando nell'atto di concessione è stabilito che alla scadenza della concessione sono acquisiti allo Stato senza compenso le opere e gli altri impianti di proprietà del concessionario, quest'ultimo deve consegnare le opere e gli impianti predetti in perfetto stato di manutenzione. 111. Acquisto di materiali, opere ed impianti da parte dello Stato in caso di decadenza o alla scadenza della concessione. Quando l'amministrazione concedente si riserva il diritto, in caso di decadenza o alla scadenza della concessione, di acquistare in tutto o in parte, a prezzo di stima, le opere e gli impianti di proprietà del concessionario non compresi nei due articoli precedenti, ovvero le navi, i galleggianti, i trattori ed altri materiali mobili di proprietà del concessionario destinati all'esercizio, nell'atto di concessione devono essere stabiliti i criteri e le modalità per la stima relativa. 112. Navi, galleggianti e trattori. I piani delle navi e dei galleggianti e i disegni dei trattori da adibire a servizio pubblico di linea, di rimorchio, o di traino devono essere approvati dal ministro per i trasporti. 113. Proprietà delle navi, dei galleggianti e dei trattori. Nelle concessioni definitive le navi, i galleggianti e i trattori necessari per il regolare esercizio devono essere di proprietà del concessionario e non gravati da ipoteca, salvi i casi stabiliti dall'articolo 105. Tuttavia il ministro per i trasporti può consentire per particolari esigenze, anche all'infuori dei casi di cui all'articolo 105, che sia costituita ipoteca su navi e su galleggianti destinati a un servizio pubblico. Per le concessioni provvisorie l'esercizio può essere eseguito con materiale preso in locazione. 114. Tariffe. Le tariffe, i diritti accessori e le altre condizioni del trasporto, del rimorchio e del traino, stabilite nell'atto di concessione, non possono essere modificate senza l'approvazione del Ministero dei trasporti. 115. Pubblicità delle tariffe. Le tariffe, i diritti accessori e le altre condizioni del trasporto, del rimorchio o del traino e le successive variazioni devono essere rese note al pubblico nei modi stabiliti dal Ministero dei trasporti. 116. Ribassi di tariffa e altre facilitazioni. Il concessionario non può accordare ad alcuno ribassi di tariffa e altre facilitazioni, se non previa autorizzazione del Ministero dei trasporti, e a condizione di accordarli in uguale misura a tutti coloro che ne facciano richiesta e che gli offrano uguali vantaggi e si trovino in analoghe condizioni. 117. Orari. Gli orari dei servizi pubblici di linea devono essere approvati dall'ispettorato compartimentale e portati a conoscenza del pubblico almeno cinque giorni prima della loro entrata in vigore. Le navi non devono, salvo casi di necessità, discostarsi dalle rotte e dagli itinerari prestabiliti. 118. Indicazioni da affiggere sulle navi. Sulle navi addette a servizio pubblico di linea per trasporto di persone devono essere tenuti affissi, in luogo accessibile a tutti i passeggeri: l'orario, le tariffe e le altre condizioni dei trasporti;
l'indicazione del numero dei passeggeri che la nave è autorizzata a trasportare;
un avviso indicante l'esistenza a bordo del registro dei reclami;
le istruzioni da seguire nei casi di allarme o di sinistro.
Inoltre deve trovarsi sempre a bordo un esemplare del codice della navigazione e del presente regolamento e, per i laghi internazionali, anche quello dei regolamenti internazionali. 119. Registro dei reclami. A bordo di ogni nave, adibita a servizio pubblico di linea per trasporto di persone, deve essere tenuto un registro con i fogli numerati e vidimati dal comandante del porto, destinato ai reclami dei passeggeri, i quali hanno il diritto di chiederne la presentazione. Il comandante della nave può inserirvi le proprie osservazioni e quelle di altri passeggeri in merito ai reclami. Il concessionario del servizio deve rispondere al più presto per iscritto ai reclami, quando sono firmati e contengono l'indirizzo del reclamante, e deve dare sollecita comunicazione dei reclami stessi e dei provvedimenti presi all'ispettorato compartimentale. 120. Servizi su vie navigabili internazionali. L'esercizio della navigazione sulle vie navigabili internazionali è regolato dalle particolari norme delle convenzioni internazionali. 121. Incidenti nell'esercizio di servizi per trasporto di persone. I concessionari di servizi pubblici di linea per trasporto di persone e in loro vece i rispettivi direttori di esercizio hanno l'obbligo di dare immediata comunicazione telegrafica al competente ispettorato compartimentale di qualunque incidente si verifichi che comprometta la sicurezza o la regolarità dell'esercizio, anche se non abbia prodotto danno alle persone o alle cose, e d'inviare allo stesso ufficio, non più tardi di tre giorni dal fatto, un rapporto con la descrizione dell'incidente e delle cause accertate o presunte e l'indicazione dei provvedimenti eventualmente adottati. Uguale comunicazione i concessionari e in loro vece i direttori di esercizio devono fare a titolo informativo al comandante del porto di primo approdo, il quale, ove gli risultino elementi utili per l'inchiesta di cui al comma seguente, comunica gli elementi stessi all'ispettorato compartimentale. Ricevuto il rapporto del concessionario e le eventuali informazioni del comandante del porto, l'ispettorato compartimentale dispone, ove lo ritenga opportuno, una inchiesta, informandone il Ministero dei trasporti, nei casi di maggiore gravità l'inchiesta può essere disposta appena avuta notizia dell'incidente. Il ministro per i trasporti può disporre che l'inchiesta venga eseguita da un funzionario da lui designato. 122. Incidenti nell'esercizio di altri servizi. Per i servizi pubblici per trasporto di cose, per i servizi pubblici di rimorchio e per quelli di traino con mezzi meccanici vengono stabilite nei relativi atti di concessione le modalità che i concessionari devono seguire per la comunicazione degli incidenti all'autorità preposta alla vigilanza. Pervenuta notizia dell'incidente si provvede ai sensi del terzo comma dell'articolo precedente. 123. Manovre periodiche di sicurezza. Sulle navi adibite a servizi pubblici di linea devono eseguirsi, al momento dell'entrata in servizio, o della ripresa di esso dopo un periodo di inattività superiore a due mesi, e in ogni caso almeno una volta all'anno, le seguenti manovre di sicurezza: salvataggio di uomo in acqua, da effettuarsi a mezzo di imbarcazione nei casi in cui la dotazione di questa sia obbligatoria;
governo della nave con la barra di fortuna del timone;
segnale d'incendio e manovra degli apparecchi relativi;
manovra dei vari mezzi di esaurimento.
Per le navi destinate a trasporto di persone le suddette manovre devono essere eseguite almeno ogni sei mesi. Delle manovre di sicurezza e dei risultati di esse deve essere presa nota nel giornale di bordo. 124. Controllo del ministero. Nell'atto di concessione sono stabilite le norme per il controllo amministrativo e contabile del Ministero dei trasporti e degli organi da esso dipendenti sulla impresa concessionaria. Per la vigilanza sul servizio i funzionari dell'ispettorato generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione hanno libero percorso sulle navi in servizio pubblico di linea o di rimorchio e possono accedere agli uffici, ai cantieri, alle officine, agli impianti portuali e sulle navi e sui galleggianti. 125. Norme per i pontili. Salvo che sia diversamente stabilito nell'atto di concessione, il concessionario di un servizio pubblico di linea per trasporto di persone deve provvedere alla manutenzione dei pontili di approdo ed eseguire tutti i lavori necessari perché i pontili stessi presentino garanzie di sicurezza per i passeggeri. Il Ministero dei trasporti può sospendere l'uso dei pontili ove tali garanzie vengano a mancare e ordinare l'esecuzione dei lavori necessari, provvedendo, se occorre, anche d'ufficio a spese del concessionario. 126. Progetti e collaudi dei pontili. I progetti per la costruzione, la ricostruzione e la trasformazione dei pontili di approdo di cui all'articolo precedente devono essere approvati dall'ufficio del genio civile. Al collaudo provvede l'ufficio del genio civile, in concorso con l'ispettorato compartimentale. I pontili di approdo sono soggetti a visite periodiche e occasionali da parte del predetto ufficio del genio civile, anche su richiesta dell'ispettorato compartimentale. 127. Indicazioni obbligatorie e mezzi di salvataggio sui pontili. Su ciascun pontile devono essere disposti dei cartelli visibili da terra e dalla via navigabile indicanti il nome dello scalo scritto su fondo bianco a lettere nere di altezza non inferiore a dieci centimetri. Inoltre su ciascun pontile o nelle sale di attesa devono essere affissi gli orari e le tariffe dei servizi di navigazione che vi fanno scalo. L'ispettorato compartimentale può prescrivere che i pontili siano forniti di adeguati mezzi di salvataggio. Gli accessi ai pontili devono essere mantenuti liberi per il passaggio. 128. Imbarcazioni e pontili provvisori. In casi eccezionali possono essere usati, con l'autorizzazione dell'ispettorato compartimentale, imbarcazioni o pontili provvisori, per l'imbarco e lo sbarco, dei passeggeri. In tal caso il concessionario del servizio pubblico ha la responsabilità del servizio di trasbordo. Il concessionario, d'accordo con l'autorità della navigazione interna, deve preventivamente stabilire i servizi di trasbordo, per i casi di piena, dandone notizia all'ispettorato compartimentale. torna su trasporti@cittametropolitana.ve.it - fax (0039) 041 2501256