Source: http://www.invalidi-disabili.it/2018/08/permessi-giornalieri-legge-104-e-congedo-straordinario-chiarimenti-inps-messaggio-3114-2018/
Timestamp: 2018-08-14 06:52:31+00:00
Document Index: 155770523

Matched Legal Cases: ['art.33', 'art.42', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 33']

Permessi giornalieri Legge 104 e congedo straordinario: chiarimenti Inps messaggio 3114/2018 - Invalidi & Disabili
Con il messaggio n. 3114 del 2018, l’Inps fornisce alcuni chiarimenti sulle modalità di fruizione dei permessi giornalieri di cui alla Legge 104, art.33, e del congedo straordinario di cui al d.lgs 151/2001, art.42, comma 5, da parte dei lavoratori che svolgono lavoro a turni o part-time.
Il lavoro a turni è una specifica forma di organizzazione dell’orario di lavoro diversa dal normale “lavoro giornaliero”, in cui l’orario operativo dell’azienda può andare a coprire l’intero arco delle 24 ore e la totalità dei giorni settimanali. Tale sistema organizzativo, perciò, può includere anche il lavoro notturno e il lavoro prestato durante le giornate festive (compresa la domenica).
Al riguardo, l’Inps evidenzia che l’articolo 33, comma 3, della legge n. 104/1992 prevede l’uso dei permessi retribuiti “a giornata”, cioè indipendentemente dall’articolazione della prestazione lavorativa nell’arco delle 24 ore o della settimana e dal numero di ore che il dipendente avrebbe dovuto concretamente effettuare nel giorno di interesse.
Ne deriva che i permessi di cui alla legge 104 possono essere fruiti anche in corrispondenza di un turno di lavoro da effettuare di domenica; lo stesso principio si applica anche al lavoro notturno. Infatti, benché il lavoro notturno si svolga a cavallo di due giorni solari, la prestazione resta riferita ad un unico turno di lavoro in cui si articola l’organizzazione.
Ne risulta che il permesso fruito in corrispondenza dell’intero turno di lavoro va considerato pari ad un solo giorno di permesso anche nel caso in cui si articoli a cavallo di due giorni solari.
Si legge, inoltre, che l’eventuale riproporzionamento orario dei giorni di permesso dovrà essere applicato solo in caso di fruizione ad ore del beneficio in argomento. In tale caso, ai fini della determinazione delle ore mensili fruibili, deve essere applicato l’algoritmo di calcolo di cui al messaggio n. 16866 del 28/6/2007, che di seguito si riporta:
“orario di lavoro medio settimanale/numero medio dei giorni (o turni) lavorativi settimanali x 3 = ore mensili fruibili “
Il D.lgs n. 81/2015, nel ridisegnare la disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale, ha confermato il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo pieno e lavoratori a tempo parziale prevedendo, per la generalità degli istituti facenti capo ai lavoratori dipendenti, che “il lavoratore a tempo parziale ha i medesimi diritti di un lavoratore a tempo pieno comparabile ed il suo trattamento economico e normativo è riproporzionato in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa” (art. 7).
Lo stesso decreto, ha poi introdotto la possibilità di pattuire, nell’ambito dei contratti di lavoro part-time, specifiche clausole elastiche, rendendo più flessibile la collocazione temporale e la durata della prestazione lavorativa (art. 6).
Quindi, il messaggio fornisce la formula di calcolo da applicare ai fini del riproporzionamento dei 3 giorni di permesso mensile ai casi di part-time verticale e part-time misto con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese:
Il risultato numerico andrà successivamente arrotondato all’unità inferiore o a quella superiore a seconda che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore.
A titolo esemplificativo vengono riportati alcuni esempi.
I tre giorni di permesso non andranno riproporzionati, invece, in caso di part-time orizzontale. Infatti, con riguardo a tali fattispecie la commisurazione dei giorni di permesso alla ridotta durata dell’attività lavorativa è insita nella dinamica del rapporto medesimo.
Viene anche in tal caso fornita la formula di calcolo da utilizzare in caso di part-time (orizzontale, verticale o misto) ai fini della quantificazione del massimale orario mensile dei permessi:
A titolo esemplificativo vengono fatti due esempi.
Come già evidenziato nella circolare Inps n. 53/2008, è possibile cumulare nello stesso mese, purché in giornate diverse, i periodi di congedo straordinario ex art. 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001 con i permessi ex art. 33 della legge n. 104/92 ed ex art. 33, comma 1, del D.lgs. n. 151/2001 (3 giorni di permesso mensili, prolungamento del congedo parentale e ore di riposo alternative al prolungamento del congedo parentale).
Il messaggio Inps chiarisce però che i periodi di congedo straordinario possono essere cumulati con i permessi previsti dall’articolo 33 della legge n. 104/92 senza necessità di ripresa dell’attività lavorativa tra la fruizione delle due tipologie di benefici.
Il testo integrale del messaggio Inps n. 3114 del 7 agosto 2018
Tags:Assistenza disabiliLegge 104Permessi disabilità
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