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Timestamp: 2020-08-09 19:48:30+00:00
Document Index: 164034504

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2050', 'sentenza ', 'art. 2050', 'art. 2050', 'art. 2050']

﻿ Il calcio? Non è un'attività pericolosa
Il calcio? Non è un'attività pericolosa
Continua a grande richiesta la rubrica curata dall’Avv. Antonio Costa Barbè, legale molto conosciuto ed affermato in Novara, sulle tematiche legali relative al mondo del calcio. Questa volta ci concentreremo su alcuni aspetti, volti a smentire il fatto che il gioco del calcio sia un’attività pericolosa.
Con la sentenza 27 novembre 2012, n.20982 la Suprema Corte di Cassazione conferma il proprio precedente orientamento, affermando che il gioco del calcio non può essere qualificato come un'attività pericolosa rilevante ai sensi dell'art. 2050 c.c., in quanto si tratta di un disciplina che privilegia l'aspetto ludico pur consentendo, con la pratica, l'esercizio atletico.
Il caso ha visto i genitori di un minore citare in giudizio una società sportiva, lamentandosi del fatto che loro figlio era stato colpito al viso da una pallonata nel corso di una partitella di calcio svoltasi durante uno stage multi-sportivo, con conseguente causazione di danni alla persona per il quale si richiedeva il risarcimento.
Il giudice di primo grado aveva accolto la domanda formulata dai genitori, condannando la società sportiva al risarcimento del danno, ma la Corte di appello ha ribaltato la sentenza respingendo la richiesta risarcitoria avanzata dagli attori in primo grado.
Il figlio, raggiunta nelle more del giudizio la maggiore età, ha tuttavia proposto ricorso per cassazione, contestando in particolare la violazione e la falsa applicazione dell'art. 2050 c.c. Il figlio ha infatti eccepito la possibilità di far rientrare il gioco del calcio, insegnato presso una società sportiva, nell'alveo delle attività pericolose così come previsto dall'art. 2050 c.c.
In risposta al quesito formulato dal figlio, la Suprema Corte ha tuttavia assunto una posizione netta, in quanto ha respinto la possibilità di configurare il gioco del calcio in termini di attività pericolosa.
Nel confermare il proprio orientamento consolidato, la Cassazione ha escluso che all'attività sportiva riferita al gioco del calcio possa essere riconosciuto il carattere di pericolosità. Il gioco del calcio è qualificato dalla Cassazione come una disciplina che privilegia l'aspetto ludico pur consentendo, con la pratica, l'esercizio atletico, tanto è vero che è comunemente praticata nelle scuole di tutti i livelli come attività di agonismo non programmatico finalizzato a dare esecuzione ad un determinato esercizio fisico, donde non può configurarsi come attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c. (vedasi anche Cass. civ. Sez. III, 19/01/2007, n. 1197).
La Cassazione ha inoltre respinto l'ulteriore lamentazione sollevata dal figlio, il quale ha altresì interrogato la Corte in ordine alla possibilità di configurare come eccezionale ed imprevedibile e dunque riconducibile al caso fortuito, la circostanza per cui una violenta pallonata possa colpire al volto uno dei giocatori provocandogli lesioni nel corso di una partitella tra giocatori di diversa età e potenza fisica, nonché privi di specifica preparazione tecnica.
Sul punto la Cassazione ha risposto che, in mancanza di qualsivoglia elemento idoneo a dimostrare la violazione di obblighi e cautele da parte della società sportiva, ovvero il verificarsi di un'azione anomala e/o in contrasto con le regole del gioco, l'infortunio occorso ad un giocatore nel corso di una partita di calcio non può che essere ricondotta ad un normale incidente di gioco. In presenza di tali condizioni la Cassazione ha pertanto escluso la possibilità che possa essere attribuita responsabilità nei confronti della società sportiva o al danneggiante.
Avv. Antonio Costa Barbé
(grazie ad Altalex)