Source: http://osservatoriodigitalepmi.it/la-dichiarazione-dei-diritti-internet/
Timestamp: 2018-03-23 16:52:48+00:00
Document Index: 128830915

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 14']

La dichiarazione dei diritti in Internet La dichiarazione dei diritti in Internet
Di particolare interesse (quanto meno potenziale) è l’introduzione del concetto di cui all’art. 2: l’accesso ad Internet è riconosciuto quale diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale, tanto che lo stesso deve essere assicurato nei suoi presupposti sostanziali e non solo come possibilità di collegamento alla Rete. In tale ambito è previsto che le Istituzioni pubbliche garantiscano gli interventi necessari per il superamento di ogni forma di divario digitale, tra cui quelle determinate dal genere, dalle condizioni economiche, o da situazioni di vulnerabilità personale e disabilità.
A seguire, gli articoli sul diritto alla conoscenza e all’educazione in rete (art. 3) e sulla neutralità della rete, ossia sul diritto, che ogni persona ha, che i dati trasmessi e ricevuti in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone (art. 4).
Negli articoli 5, 6, 7 e 8 vengono invece riportati (in chiave sintetica, ma assai ben congegnata) i contenuti dell’attuale Codice della Privacy, che sono “potenziati” nei concetti di abuso del consenso e di divieto di utilizzo dei dati per finalità discriminatorie e che si ricollegano al diritto all’oblio (diritto di ottenere la cancellazione di determinati riferimenti ed informazioni sulla persona) di cui all’art. 11. Prende inoltre forma il diritto all’identità, secondo il quale ogni persona ha diritto alla rappresentazione integrale ed aggiornata delle proprie identità in Rete: tale definizione dell’identità riguarda la libera costruzione della personalità e non può essere sottratta all’intervento e alla conoscenza dell’interessato.
Un ulteriore sforzo normativo si trova nel testo dell’art. 10, col tentativo di delineare un diritto all’anonimato.
Passando, infine, per i più generici art. 12 (diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme) e 13 (sicurezza in rete), la Dichiarazione dei diritti in Internet si chiude con l’art. 14 sul “Governo della rete”, e quindi con il rispetto dei principi di trasparenza, di responsabilità delle decisioni, di accessibilità alle informazioni pubbliche e la rappresentanza dei soggetti interessati, nonché con la previsione di costituzione di autorità nazionali e sovranazionali indispensabili per garantire il rispetto dei criteri/principi indicati nel testo.
Pertanto (quanto meno per ora) non norme, ma principi indicativi, che Rodotà ha incisivamente così riassunto: “accettazione della tecnologia” e “necessità di far avanzare con essa i diritti collegati a questa evoluzione”.
Tags: e-law, legal
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