Source: https://www.scribd.com/doc/94829986/BPC9-Verifiche-Impianti-Elettrici
Timestamp: 2015-11-25 19:44:54+00:00
Document Index: 37664049

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 46', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 46', 'art 1', 'art.5', 'art.4', 'art. 4', 'art. 13', 'art.2', 'art.2', 'art.9', 'art 2', 'art.1', 'art.15', 'art.01', 'art.60', 'art 752', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 413', 'art.3']

BPC9 Verifiche Impianti Elettrici
P. 1BPC9 Verifiche Impianti ElettriciBPC9 Verifiche Impianti Elettrici|Views: 53|Likes: 1Published by Alfonso Davide PinelliMore info:Published by: Alfonso Davide Pinelli on May 25, 2012Copyright:Attribution Non-commercialAvailability:Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.download as PDF, TXT or read online from ScribdFlag for inappropriate content|Add to collectionSee moreSee lesshttps://www.scribd.com/doc/94829986/BPC9-Verifiche-Impianti-Elettrici08/16/2012pdftextoriginalVerifiche impianti elettriciR
Dott. Ing. S. Berno
BTICINO s.p.a. - Aprile 1998
Premessa Concetti generali
Definizioni e vincoli Obbligo delle verifiche Denuncia dell'impianto di terra Dichiarazione di conformità Verifiche e Norma CEI 64-4 Verifiche iniziali Documentazione e strumenti Dlgs 626/94 e verifiche
I parte .Prove e misure
Analisi delle prove strumentali previste Modalità di accertamento Riferimenti normativi Tipologia degli apparecchi da utilizzare
.Esame a vista
Analisi delle verifiche previste dalle norme Esempi applicativi Allegati
II parte .
scelta e non danneggiamento dei componenti Esame della documentazione Metodi di protezione contro i contatti diretti e indiretti (negli impianti di categoria 0) Metodi di protezione contro i contatti diretti Metodi di protezione contro i contatti indiretti Presenza e corretta messa in opera di dispositivi di sezionamento e comando Scelta dei componenti elettrici e dei metodi di protezione idonei con riferimento alle influenze esterne Identificazione dei circuiti e dei dispositivi di protezione Idoneità dei morsetti e delle connessioni Presenza di barriere o altri metodi contro il fuoco Metodi di protezione contro gli effetti termici (ustioni) Scelta delle condutture in relazione alla portata ed alla caduta di tensione Identificazione dei conduttori di neutro e di protezione Agevole accessibilità dell’impianto per interventi operativi e di manutenzione
1° 2° 3° 4° Bagni e docce Locale caldaia a gas Locali uso medico Ambienti a maggior rischio in caso d'incendio
1 Verifiche agli impianti preesistenti 2 Tabella delle tipologie dei materiali utilizzati
I Parte .Esame a vista
E-1 E-2 E-3 E-4 E-5 E-6 E-7 E-8 E-9 E-10 E-11 E-12 E-13 E-14 Conformità.
A parte ciò la legge 46/90 impone due diverse tipologie di verifiche. In particolare le presenti note sono rivolte agli installatori elettrici ritenuti i principali destinatari della legge 46/90. ma devono essere effettuati con scrupolo e professionalità. 3. relativi disegni. La realtà operativa. la quale se ne assume comunque la responsabilità (Legge 46/90). le prove impongono dei tempi di inagibilità agli impianti e quindi non sono gradite al Committente che desidera usufruire immediatamente degli impianti anziché verificarli e collaudarli coerentemente. sono in generale documenti che attualmente risultano disattesi in quanto: 1. Le verifiche. E’ già a buon punto in sede CENELEC un documento IEC che rende obbligatorie anche le verifiche periodiche a dimostrazione dell’utilità e della opportunità di effettuare periodicamente le verifiche al fine della conservazione nel tempo della sicurezza e della funzionalità degli impianti. argomento di questo fascicolo. il quale non dispone di documentazioni coerenti per la gestione e la manutenzione. fa registrare che le verifiche e gli allegati tecnici. documentazione e manuali di istruzioni d’uso e di manutenzione dei materiali. sono attualmente oggetto di particolare interesse da parte degli operatori e dei normatori. sono quelle che a qualunque titolo devono essere eseguite negli impianti elettrici per soddisfare le norme tecniche vigenti. le verifiche rappresentano attività importanti anche se sovente disattese. VVF. rappresentano un onere per l'impresa che. ASL (ex USL). una (prescritta dall’art. e dell’ISPESL con l’apporto anche di liberi professionisti per gli impianti in esercizio e l’altra prevista nel modello ministeriale della dichiarazione di conformità da rendere a fine lavori.14) da eseguire a cura dei comuni. 5. e che fra gli altri obblighi previsti dalla legge devono anche dichiarare ed assumersi la responsabilità di avere verificato i propri impianti secondo quanto previsto dalle Norme CEI. Le verifiche sono attività necessarie per definire e garantire che un'opera sia stata correttamente realizzata in sicurezza e funzionalità e quindi sia utilizzabile. 4. salvo eccezioni.
6. Le verifiche non devono essere intese come un mero atto burocratico. il committente tende a privilegiare l’aspetto formale della documentazione o per incompetenza o per scarsa informazione. l'aggiornamento deve essere effettuato in corso d'opera e quindi occorre istruire gli operatori di cantiere all'aggiornamento dei disegni in relazione alle modifiche effettuate. le verifiche costano in termini di tempo e disponibilità di attrezzature e pertanto tendono a non essere eseguite. oltre a rappresentare un falso perseguibile per Legge.
.Premessa
Nell'iter di realizzazione di un'opera. risulta essere critico sia per l’impresa appaltatrice. schemi. La verifica finale con allegata la documentazione tecnica non coerente. Le verifiche ed in particolare le verifiche sugli impianti elettrici. per consolidata abitudine non ne considera l'onere in fase di offerta e quindi tende a non eseguirli per mancanza di ritorno economico e per oggettive difficoltà. 2. sia per il Committente. le tariffe professionali sono articolate in modo da non compensare adeguatamente le prestazioni per verifiche e collaudi.
Il verificatore non deve più essere visto come un nemico da combattere da parte dell’impresa o un operatore che intralcia l’attività produttiva dell’Azienda. la funzionalità e la produttività di un impianto come sostanzialmente prescritto dalla recente legislazione 626/94. O anche peggio. considerarlo oltre che come intralciatore dell’attività produttiva una “calamità” in quanto verbalizza le inottemperanze e invia gli atti all’autorità giudiziaria. se il verificatore è pubblico. Occorre. in sostanza che la professionalità degli addetti venga espressa e sia giustamente considerata sia dal Committente sia dall’Impresa. La complessità degli impianti impone viceversa un approccio più corretto e specialistico della verifica per evitare di tenere in esercizio impianti non sicuri. analizzare in dettaglio il problema.Professional Club
Ne consegue che la tendenza normale é quella di eseguire verifiche formali in breve tempo salvo poi.
. in caso di successivi contenziosi. Le verifiche devono essere viste come un atto congiunto tra gli operatori per garantire la sicurezza e l’efficienza.
Verifiche iniziali CEI 64-8/6 Legge 46/90 Sono le verifiche richieste agli installatori da eseguire sotto la loro responsabilità. dalla legge 46/90 art. I risultati delle verifiche devono essere riportati su apposito verbale.
DM 12-9-59 Anche l'installatore (o altra figura professionale) può eseguire le verifiche periodiche (all'impianto di terra/scariche atmosferiche) per conto del datore di lavoro. a cui si riferisce l'obbligo di legge. Il collaudo non è periodico. e secondariamente salvaguardare la funzionalità e l'integrità dell'impianto. Le verifiche sono prescritte dalle norme di legge e dalle Norme CEI Le verifiche. alla fine dei lavori da dichiarare obbligatoriamente nella dichiarazione di conformità (DM 202-92).
Obbligo delle verifiche secondo la legge e le Norme CEI Le verifiche sono rese obbligatorie dal DPR 547/55. Solitamente il collaudo é richiesto nei lavori pubblici senza il quale non si procede al saldo del compenso all’impresa. Collaudo Il collaudo é un atto amministrativo che riguarda soprattutto la conformità dell'opera alle prescrizioni del capitolato più da un punto di vista quantitativo che tecnico. in esercizio. VVF ASL (ex. USL) ISPESL (ma anche da liberi professionisti su richiesta del Ministero della Industria) per gli impianti elettrici la cui documentazione (progetto dichiarazione di conformità ecc. locali uso medico) i risultati dalle verifiche possono essere allegati alla dichiarazione di conformità. LEGGE 46-90 sono le verifiche effettuate da funzionari dei comuni. obbligatorie a fine lavori. La figura del collaudatore non compare nelle Norme CEI. 40 e 328) Legge 46-90 Sono le verifiche effettuate dai funzionari pubblici ASL (ex USL). le verifiche biennali agli impianti di terra) secondo le procedure tecniche amministrative previste nella Guida CEI-ISPESL 64-14. 14 e dalle Norme CEI (legge 186/68) le verifiche si possono considerare suddivise in: Verifiche pubbliche DPR 547/55 (Art. possono essere richieste ad intervalli predeterminati per controllare che non siano venuti meno i requisiti di sicurezza (Verifiche periodiche) DM 12-9-59 Trattasi dell'affidamento all'ispettorato del lavoro delle verifiche periodiche agli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche.) è stata precedentemente depositata in comune. mantenga i requisiti di sicurezza originari.
Le verifiche pubbliche sono sempre successive a quelle iniziali e sono intese a controllare che l'impianto. ISPESL in occasione delle ispezioni omologative e periodiche agli impianti elettrici (come ad es. I risultati delle verifiche devono essere riportati su un REGISTRO appositamente predisposto qualora sia espressamente richiesto dalle Norme CEI o di legge (es.Concetti generali
Definizioni e vincoli
Verifica Le verifiche sono un insieme di atti tecnici che riguardano il controllo dell'impianto elettrico sotto l'aspetto primario di salvaguardare le persone dalla tensione di contatto e le altre condizioni che riguardano la sicurezza.
. Non riguarda perciò la sicurezza e non é previsto dalle Norme CEI.
3) e per tutte le attività non escluse esplicitamente (Art. a carico del datore di lavoro. diagramma di flusso e mod.Professional Club
Obbligo della denuncia dell'impianto di terra
L'obbligo della denuncia all'ISPESL per l’omologazione dell’impianto di terra (modello B). 2) .l’attività rientra nel campo di applicazione del DPR 547/55: (presenza di lavoratori subordinati o ad essi equiparati (Art. doppio isolamento ecc. sussiste solo se: .
. B). SELV. PELV.il metodo di protezione contro i contatti indiretti è realizzato con interruzione automatica dell’alimentazione (impianto di terra coordinato) Sistemi diversi di protezione contro i contatti indiretti. Nota La domanda di omologazione e il modello B devono essere firmati e timbrati dal datore di lavoro (o responsabile legale) e non è necessario aggiungere la firma di altri soggetti (installatore ecc.) non devono essere denunciati (V.). realizzati a regola d’arte diversi (es.
(2) Per le aziende produttrici o distributrici di energia elettrica la denuncia dell’impianto di terra va redatta su modello O e va tenuta a disposizione presso l’impianto.Diagramma di flusso: obbligo di denuncia modello B
Si applica il DPR 547/55? (1)
La protezione contro i contatti indiretti è realizzata con impianto di terra coordinato?
NON FARE DENUNCIA
FARE DENUNCIA (2)
(1) Il DPR 547/55 si applica solo in presenza di lavoratori subordinati (art.
. (4) per qualunque tipo di protezione contro i contatti indiretti.3) e per tutte le attività non escluse esplicitamente (art. con omologazione e verifica a cura della stessa azienda (DM 12-9-59 art.2). 18). 11 e). Il ministero della difesa può effettuare le omologazioni e verifiche con personale specializzato proprio o da esso scelto (DM 12-9-59 art. (3) Per protezione realizzata con sistemi diversi all’impianto di terra con interruzione automatica.
Infatti una verifica completa ad un medio impianto.
. oltre all’impegno economico che può essere anche oneroso. Inoltre. comporta l’impegno di due persone per almeno un paio di giorni e forse più. che salvo le misure che comportano grossi impegni di mezzi di tempo di conoscenze specifiche le verifiche devono essere realizzate dall’installatore stesso. vuole essere di ausilio e aiuto agli installatori. per poter eseguire con sicurezza e certezza di risultati. che possono avere così la possibilità di “misurare” con risultati del tutto simili a quelli che si presenteranno negli impianti da realizzare. Anche a questo proposito il presente documento. alla voce “controllato l’impianto ai fini della sicurezza e della funzionalità con esito positivo. Forse non tutti gli installatori sono al corrente di che cosa significhi mettere una crocetta di conferma su quel quadratino. anche senza cabina propria. 9 della legge 46/90 richiede che l'installatore al termine dei lavori é tenuto a redigere la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati. nell’apposito quadratino la parte del dichiarante. Gli strumenti. senza dover comunque rispondere di eventuali errori commessi da altri. Non tutte le verifiche sono semplici. e non tutte sono agevoli da realizzare. sul modello del DM 20-2-92. qualora si debbano realizzare misure e prove di impianti MT o di quadri a Norma 17-13. Se a questo si aggiunge la misura dell’impianto di terra (o in’alternativa la misura di contatto e di passo) nell’impianto con propria cabina. Eseguire le verifiche secondo le Norme CEI e di legge come richiesto nella dichiarazione di conformità. significa avere una buona conoscenza delle modalità di esecuzione delle verifiche stesse e una dimestichezza delle relative apparecchiature e strumentazioni da utilizzare. “l’avvenuto controllo”. Inoltre non è detto che tutti gli esami. E' nostra convinzione. che resta comunque responsabile delle verifiche in forza della dichiarazione di conformità della legge 46/90. richiedono una conoscenza specifica circa la scelta da operare in un mercato dove l'offerta é molto disordinata e per questo poco affidabile. In tale dichiarazione. Va da sé che l’installatore. con ulteriori impegni e aggravi di costi. bisogna tener conto della componente tempo. propriamente dedicata alle misure e prove. tuttavia. avendo eseguito le verifiche richieste dalle norme e dalle disposizioni di legge” vige l’obbligo di confermare. Con ciò l’installatore si assume l’onere delle verifiche e la responsabilità che le stesse siano state eseguite con esito positivo. Ciò comporta ovviamente la messa in efficienza di quanto è risultato non conforme o non coordinato con le prescrizioni delle Norme CEI. nella parte pratica. con l’utilizzo di tre o quattro persone.Professional Club
Come é noto l'art. le prove e le misure diano esito positivo. con utilizzo di strumenti inseriti in appositi pannelli cablati che simulano i reali impianti da provare. può delegare ad altre persone di Sua fiducia in parte o tutte le verifiche pur non delegandone la responsabilità. Quindi sono impegni di tempo e denaro che devono essere considerati a priori quando cioè si tratta di perfezionare i preventivi da sottoporre al committente. che in questo modo riesce ad ottemperare all’obbligo di quanto richiesto dalla legge e dalla normativa tecnica. é necessario dedicare almeno un giorno solo a queste misure.
10). 46/1990. all’esecuzione e alle verifiche. di trasformazione. 447. 2) Per la definizione “uso civile” vedere D. 3) Citare la o le norme tecniche e di legge.P.2 (legge n.7 della legge n. si devono fornire indicazioni sul numero e caratteristiche degli apparecchi installati od installabili ad esempio per il gas: 1) numero. certificati di prova. 6) Per schema dell’impianto realizzato si intende la descrizione dell’opera come eseguita (si fa semplice rinvio al progetto quando questo esiste). ampliamento e manutenzione straordinaria. per i prodotti soggetti a norme.R.11). Lo schema citerà la pratica prevenzione incendi (ove richiesto).Professional Club
Legenda della dichiarazione 1) Come esempio nel caso di impianti a gas. ove esistente. con "altro" si può intendere la sostituzione di un apparecchio installato in modo fisso. ecc. il progetto presentato alla fine dei lavori deve comprendere le varianti realizzate in corso d’opera. tipo e potenza degli apparecchi. nello schema dell’impianto preesistente. Nel caso di trasformazione. di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all’art. ove previsto. Copia della dichiarazione è inviata dal committente alla commissione provinciale per l’artigianato o quella insediata presso la camera di commercio (Regolamento Legge n. 8) Esempio: eventuali certificati dei risultati delle verifiche eseguite sull’impianto prima della messa in esercizio o trattamenti per pulizia. 4) Qualora l’impianto eseguito su progetto sia variato in opera. art. 46. art.
. art. ecc. Nel caso che parte dell’impianto sia predisposto da altra impresa (ad esempio ventilazione e scarico fumi negli impianti a gas).1 ad imprese abilitate ai sensi dell’art. 9) Al termine dei lavori l’impresa installatrice è tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità degli impianti nel rispetto delle norme di cui all’art. 4) indicazioni sul collegamento elettrico degli apparecchi. 7 (legge n. 7) I riferimenti sono costituiti dal nome dell’impresa esecutrice e dalla data della dichiarazione. 9). 2) caratteristiche dei componenti il sistema di ventilazione dei locali. 6 dicembre 1951 n. l’intervento deve essere inquadrato. la dichiarazione di rispondenza alle stesse completata.46/1990. Per gli altri prodotti (da elencare) il firmatario deve dichiarare che trattasi di materiali. Fa parte del progetto la citazione della pratica prevenzione incendi (ove richiesta). La relazione deve dichiarare l’idoneità rispetto all’ambiente di installazione. 7). 3) caratteristiche del sistema di scarico dei prodotti della combustione. prodotti e componenti conformi a quanto previsto dall’art. 46/1990. Non sono richiesti nel caso che si tratti di nuovo impianto o di impianto costruito prima dell’entrata in vigore della legge. art. con riferimenti a marchi. distinguendo tra quelle riferite alla progettazione. disinfezione. 46/1990. se possibile. Il committente o il proprietario è tenuto ad affidare i lavori di installazione. 5) La relazione deve contenere. rilasciati da istituti autorizzati. Il sindaco rilascia il certificato di abilità o di agibilità dopo aver acquisito anche la dichiarazione di conformità (omissis) (legge n. Quando rilevante ai fini del buon funzionamento dell’impianto. comma 1. la dichiarazione deve riportare gli analoghi riferimenti per dette parti. art 1.
cliniche ma anche semplici ambulatori inseriti e non.
Locali per chirurgia Ambulatori Tipo A Ambulatori tipo B (comprese le camere di degenza)
Solo se è presente il nodo o l’anello
Egualizzazione del potenziale
Efficienza dei dispositivi differenziali
Efficienza dell’impianto di terra
Efficienza del dispositivo automatico di allarme Isolamento del pavimento
Funzionamento dell’alimentazione di sicurezza e di riserva Contenimento della corrente di primo guasto
. Le prove e le misure devono essere riportate su un apposito registro con data timbro e firma del tecnico esecutore. devono sottostare per l'esecuzione degli impianti elettrici. Anche per le verifiche é necessario attenerci ad entrambe le Norme citate e pertanto si devono integrare le verifiche della Norma Generale con le seguenti: a) Per i locali con obbligo del trasformatore di isolamento: la prova di funzionamento del dispositivo di allarme e la misura del valore della corrente di primo guasto del circuito secondario. d) In presenza di impianti vitali per il paziente: la prova di funzionamento dell’alimentazione di sicurezza (e di riserva se presente). in un condominio. oltre alla Norma generale (CEI 64-8) anche alla Norma particolare CEI 64-4.Le verifiche e Norma CEI 64-4
Nei locali uso medico quali ospedali. b) Per tutti gli ambulatori di tipo A: la misura dell'egualizzazione del potenziale. c) Per i locali per chirurgia: la misura della resistenza di isolamento del pavimento (solo se si usano gli anestetici esplosivi). in strutture sanitarie e quindi anche gli studi dentistici ubicati ad es.
si devono verificare tali ampliamenti o modifiche che siano in accordo con le Norme CEI al fine di non compromettere la sicurezza delle parti non modificate dell’impianto esistente. Consistono nell’effettuazione di operazioni con attrezzi o strumenti per accertare l’efficienza dell’impianto.Professional Club
Le verifiche iniziali sono prescritte nella Norma CEI 64-8/6 cap. L'esame a vista le prove e le misure devono dare esito positivo. Anche nel caso di ampliamenti o di modifiche di impianti esistenti. esami a vista. Misure. l’impianto elettrico deve essere esaminato a vista e provato per verificare. L'eventuale esito negativo di una qualunque verifica deve essere prontamente eliminato. Consiste nell’ispezione dell’impianto senza l’ausilio di attrezzi per accertarne l’idoneità alle prescrizioni della Norma CEI L'esame a vista deve precedere le altre verifiche. Esame a vista. Durante la realizzazione dell’impianto elettrico (e/o alla fine) comunque prima di essere messo in servizio. prove e misure mediante le quali si accerta la rispondenza alle prescrizioni delle Norme CEI dell’intero impianto elettrico. che siano state rispettate le prescrizioni delle Norme CEI. I risultati delle verifiche possono essere riportati su un rapporto da allegare alla dichiarazione di conformità. Consistono nell’effettuazione di operazioni con strumenti appropriati sull’impianto che comportano il rilievo di valori predeterminati al fine di accertarne l’efficienza. per quanto praticamente possibile. Prove. Per verifiche s'intende un insieme di operazioni.61.
per la misura delle correnti di dispersione (e di spunto). schemi di potenza e funzionali dei componenti. è possibile effettuare le verifiche previste dalla normativa.le verifiche strumentali (dette anche prove e misure) Strumenti Le indicazioni che seguono si fondano sulla consolidata esperienza di verificatori di Enti pubblici e privati che da anni operano nell’ambito delle attività di prevenzione degli infortuni sull’intero territorio nazionale.Verifica periodica nella quale viene accertato il permanere dei requisiti di sicurezza riscontrati all’atto della prima verifica. apparecchio per la prova della continuità dei collegamenti. dito di prova.90) si pone il problema del reperimento e della disponibilità della documentazione.le verifiche visive (o esami a vista). classe non superiore a 1-1. In mancanza di strumenti campione e di precisi riferimenti normativi per la costruzione ed uso. Tale dotazione é preferibile sia composta da strumenti appositamente costruiti allo scopo. . omologazione dell'impianto detta anche omologazione nella quale si verificano le rispondenze dell'impianto ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa. misuratore della resistenza d’isolamento. purché l’operatore garantisca un risultato equivalente ed affidabile. Documentazione di progetto e relativa relazione tecnico illustrativa sui criteri di progettazione adottati. . meglio se ad alta sensibilità. .Documentazione e strumenti
Le verifiche possono essere classificate come segue.Condizioni essenziali per effettuare le verifiche sugli impianti tazione é quella di disporre della documentazione tecnica coerente comprendente le voci sotto riportate. tale importante argomento sarà oggetto di trattativa specifica (vedi allegato 1) A questo punto.c. con tensione a vuoto compresa fra i 6 e i 12V per la misura dei collegamenti equipotenziali e per la misura delle tensioni di passo e di contatto.3. Legge 46/90 e D.92. prodotta la documentazione precedentemente illustrata. misuratore della resistenza globale (sistemi TT) e dell’impedenza globale (sistemi TN).5%). le indicazioni fornite sono da intendersi unicamente come consigli. Detta documentazione fa parte dei documenti tecnici obbligatori prescritti in allegato alla dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore.M.02.pinza amperometrica digitale. millihommetro ad alta risoluzione con corrente di prova di circa 10A c.Verifica iniziale o di primo impianto. o c. N. Documen. E’ comunque possibile utilizzare strumentazione non dedicata.
. misuratore di resistenza di terra per misure con sistema volt-amperometrico e relativa attrezzatura. documentazione relativa al come costruito (as built) includente disegni. 20. apparecchio per il controllo della funzionalità degli interruttori differenziali. che vengono sinteticamente descritte nel seguito e precisamente: . schemi a blocchi planimetrici.B.a. documentazione tecnica: manuale di istruzione e di manutenzione schemi e certificazioni e/o dichiarazioni di conformità (vedi quadri) dei materiali utilizzati. 1. calibro. Per l’effettuazione delle prove i tecnici devono essere in possesso almeno dei seguenti strumenti: . Per gli impianti preesistenti realizzati nel periodo antecedente alla Legge 46/90 (13. tester e voltmetri digitali (due strumenti con la stessa precisione rispetto al valore letto. multimetro multifunzione digitale di classe e risoluzione elevate. delicati ed idonei in relazione alle istruzioni fornite dal costruttore.
6. trapani. installare i dispositivi di emergenza. b. ma va estesa sia ai problemi impiantistici relativi alla distribuzione elettrica generale (AT-MT-BT) sia agli impianti utilizzatori bordo macchina. Come procedere quindi per attuare compiutamente i criteri di sicurezza prescritti dalla Dlgs 626/94 per gli impianti esistenti: 1. viceversa all'art. documentare con disegni planimetrici e schemi la situazione. e per le quali può essere correttamente sostituito il criterio con procedure di accesso codificate. Mentre nel settore civile i cosiddetti elettrodomestici e assimilati prodotti in grande serie sono stati oggetto di attenzione da parte dei costruttori per renderli conformi alla direttiva comunitaria 72/23/CEE (Legge 791/79). (mole. Impianti che. essendo inerente la sicurezza dei posti di lavoro. la non segregazione dei componenti elettrici dal sistema meccanico del macchinario. 4. eseguire il rilievo degli impianti di distribuzione. Il DLgs 626/94.
. Nota: Si ritiene che l'espletamento della Norma per gli impianti esistenti debba essere limitata alle prescrizioni di sicurezza e non a quelle particolari quali colorazione dei conduttori. la mancanza di dispositivi che impediscano il riavviamento automatico dopo arresto. 2.6. Nel settore industriale il parco macchine esistente e a volte anche quello di recente realizzazione non essendo in genere un prodotto di serie. questi ultimi in particolare soggetti a normativa specifica unificata a livello Europeo. ecc. come erroneamente viene sovente inteso limitandolo alle verifiche illuminotecniche sui livelli minimi di illuminamento degli ambienti in sostituzione delle prescrizioni del D.4.Professional Club
Decreto legislativo 626/94 e verifiche
DLgs 626/94 Il DLgs 626/94 relativa alla sicurezza dei posti di lavoro non fa' differenza tra impianto di nuova installazione e impianti esistenti. Si citano ad esempio alcune classiche inottemperanze: a. Guida CEI 64-14 impianti preesistenti nel premettere che le procedure di verifica previste si applicano agli impianti di nuova costruzione parla di verifiche atte a definire un livello di sicurezza accettabile.95. L’impatto della legge 626/94 sugli impianti elettrici non risulta quindi minimale. B. 5. che necessariamente coinvolgono l’impianto utilizzatore e più in generale gli impianti a bordo macchina su cui o in prossimità dei quali agiscono gli operatori. la mancanza di pulsanti di arresto di emergenza per le macchine utensili. impone l’esecuzione di verifica impiantistiche.1. 303/59 e dei problemi sempre illuminotecnici di comfort visivo nei luoghi di lavoro con utilizzo di videoterminali. le carenze di schemi elettrici dei quadri. c. verificare i criteri di sicurezza degli impianti a bordo macchina in conformità alle Norme CEI 45-1 e della direttiva comunitaria macchine 89/392 CEE con marcatura CE obbligatoria a decorrenza dal 1. limitare l'accesso agli impianti a persone addestrate. trova difficoltà ad essere allineato coni criteri di sicurezza sanciti dalla vigente normativa. 3.M.). com’è noto sono esclusi dai disposti legislativi della Legge 46/90 e dal relativo regolamento di attuazione. installare la luce di sicurezza. ecc.
.Professional Club
per quelli soggetti alla compatibilità elettromagnetica (EMC) e per le macchine (soggette alla Direttiva Europea). Viceversa é bene precisare che per tutti i componenti elettrici BT (DBT). 3° Quando un componente elettrico é provvisto di un marchio UE di conformità alle Norme EN è considerato conforme alla regola dell’arte senza necessità di altre verifiche. é necessaria la dichiarazione della rispondenza alla regola dell'arte ai sensi dell'articolo 5 del DPR 447/91. 611. per esempio le prese a spina per uso domestico non previste nel campo di applicazione della Legge 791/77. La contemporanea sussistenza di altri marchi e certificati sono un rafforzativo non indispensabile. 2° Quando un componente elettrico é provvisto di marchio IMQ esso é considerato conforme alla Norma CEI senza necessità di altre verifiche.Esame a vista
.Scelti correttamente e messi in opera in accordo con le prescrizioni della citata Norma. . sono considerate conformi alle prescrizioni di sicurezza. se sono provviste di Marchio IMQ o di un altro marchio della Comunità Economica Europea che garantisca una sicurezza equivalente. 4° In mancanza di marcatura CE.Conformi alle prescrizioni di sicurezza delle relative Norme. in forza della 93/68/CEE l'unico obbligo giuridico per l'attestazione di conformità é la presenza della marcatura CE. .Non danneggiati visibilmente in modo tale da compromettere la sicurezza
E1 Esame a vista Conformità alle Norme dei componenti elettrici
La conformità dei componenti alle Norme viene accertata nei seguenti modi: 1° Quando un componente elettrico é provvisto di marcatura CE esso é considerato conforme alla regola dell'arte senza necessità di altre verifiche. marchio IMQ o di altro marchio UE di conformità alle norme.2 della Norma CEI 64-8/6 prescrive: L'esame a vista deve accertare che i componenti elettrici siano: . Si precisa che.
tensione corrente frequenza potenza condizioni ambientali (sia interne che esterne) effetti termici sollecitazioni meccaniche condizione di utilizzazione irraggiamento solare vento flora/fauna ecc. per evitare che questo fatto negativo possa pregiudicare l’esito della verifica
. è esplicito. Questi componenti infatti possono essere oggetto di interventi o aggiustamenti in opera che a volte possono compromettere la sicurezza o la funzionalità.secondo le prescrizioni particolari della Norma CEI 64-8/7 . canali e passerelle.secondo le prescrizioni delle Norme CEI 64-4 I componenti infine devono essere scelti in base alle condizioni di esercizio e delle influenze esterne. Tipico è il quadro elettrico che potrebbe non assicurare il grado di protezione originario qualora le condutture in partenza del quadro stesso (cavi in tubi protettivi.Professional Club E1 Esame a vista Scelta ed installazione dei componenti elettrici
I componenti elettrici devono essere scelti ed installati correttamente in conformità delle relative Norme CEI applicabili ed in particolare: . (In questo caso essi devono essere prontamente sostituiti). Il riferimento a cassette di derivazione quadri elettrici.
I componenti elettrici una volta messi in opera non devono presentare alcun segno di danneggiamento tale da compromettere la sicurezza e la funzionalità.secondo le regole generali della Norma CEI 64-8/1/2/3/4/5 . In tale evenienza si deve procedere a ripristinare il grado di protezione richiesto al quadro elettrico. canali o passerelle) non siano state realizzate a regola d’arte.
effetti termici e le caratteristiche richieste per la scelta dei componenti di sezionamento e comando e delle condutture. La mancanza o incompletezza della suddetta documentazione fa decadere la possibilità di procedere agli esami e verifiche successive. Una volta terminato l’esame dalla documentazione tecnica si procede all’esame a vista vero e proprio dell’impianto. La documentazione deve prevedere le misure di protezione adottate contro le protezioni dei contatti diretti. Qualora l'impianto sia variato in corso d'opera il progetto deve essere integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante tali varianti.E2 Esame a vista Esame della documentazione e degli schemi
Riferimenti normativi Norma CEI 64-8/5 art.5 Legge 46/90 (art.4 del DPR 447/ 91 la documentazione é quella redatta da professionista con competenza specifica iscritto all'albo. influenze esterne. per accertare (anche con l’ausilio degli schemi di progetto) la rispondenza alle prescrizioni delle Norme CEI. sovracorrenti.
. 514. Infine il progetto indipendentemente dalle varianti può essere integrato da disegni esecutivi che rispecchiano l'opera come realizzata (AS-BUILT). tali disegni possono essere realizzati dalla stessa impresa purché sia ad integrazione e non a sostituzione del progetto originario. Per gli impianti elettrici soggetti a progetto in base all' art. 4 del DPR 447/91) Guida CEI 0-2 Prima di iniziare l'esame a vista all'impianto elettrico é necessario prendere visione della documentazione tecnica e degli schemi come richiesto dalla normativa. indiretti.
se la tensione nominale supera.i circuiti SELV-PELV siano separati sia fra di loro che da altri circuiti. .negli ambienti bagnati la protezione è assicurata se: la tensione non supera i 12Vca e 30Vcc nei circuiti SELV e 6Vca e 15Vca nei circuiti PELV. la protezione contro i contatti diretti deve essere assicurata dal grado di protezione almeno IPXXB o da un isolamento provato a 500Vca per 1 min. La protezione contro i contatti indiretti deve essere assicurata considerando il circuito FELV alla stessa stregua di un circuito a tensione più elevata (primario).PELV. in particolare riferimento alla sorgente di alimentazione.. i 25Vca o 60Vcc nei sistemi SELV e PELV. in ambienti asciutti. . . La protezione combinata contro i contatti diretti ed indiretti nei circuiti SELV e PELV é assicurata quando: .le parti attive dei circuiti SELV non devono essere collegate a terra (le parti attive collegate a terra appartengono al sistema PELV). . .
.le prese a spina dei circuiti SELV-PELV siano separate fra di loro e da altre prese a spina di altri circuiti. Le prese a spina L'esame a vista consiste nel controllare l'idoneità dei metodi di protezione contro i contatti diretti e indiretti alle prescrizioni normative.FELV).la tensione max non supera 50Vca e 120Vcc. alla separazione dei circuiti e delle prese a spina.la sorgente é costituita da un trasformatore di sicurezza o da batterie di accumulatori o altri sistemi equivalenti. Nei circuiti FELV (caratterizzati da un'alimentazione e dai componenti che non rispondono ai requisiti di sicurezza dei circuiti SELV e PELV) quando per ragioni funzionali si utilizza una tensione non superiore a 50Vca e 120Vcc si devono osservare le prescrizioni generali contro i contatti diretti (IPXXB e IPXXD rispettivamente per le superfici verticali ed orizzontali oppure un isolamento del circuito FELV pari all’isolamento del circuito primario con un minimo di 1500V/1 min).Professional Club E3 Esame a vista Metodi di protezione contro i contatti diretti ed indiretti negli impianti di categoria 0
Riferimenti normativi Norme CEI 64-8/4/5 CEI 96-2 CEI 70-1 Scopo di questo esame é di accertare l'esistenza dei metodi da mettere in atto per proteggere le persone contro il contatto diretto e indiretto negli impianti di categoria 0 (SELV. .
≤ 50V ca 120V cc . 1
1 Non é considerata sufficiente la messa a terra nel secondario del trasformatore.sorgente di sicurezza .no SELV si PELV .
.E3 Esame a vista Metodi di protezione contro i contatti diretti ed indiretti negli impianti di categoria 0
Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
Per soddisfare la protezione combinata è necessario che : .circuiti separati .se la tensione >25Vca e 60Vcc è necessario soddisfare il grado di protezione almeno IPXXB (oppure isolamento capace di resistere 500V ca per 1min) Negli ambienti bagnati max 12V ca o 30Vcc (SELV) max 6Vca o 15Vcc (PELV)
Protezione contro i contatti Diretti Indiretti
E’ necessario assicurare il grado di protezione IPXXB e IPXXD (oppure isolamento capace di resistere a 1500Vca per 1 min)
E’ necessario applicare gli stessi metodi di protezione previsti per i sistemi di categoria I.
Si rammenta che le barriere e gli involucri. possono essere rimossi con uso di una chiave o di un attrezzo. Esiste anche la possibilità di fare ricorso ad un terzo metodo basato sull’adozione di interruttori differenziali ad alla sensibilità (≤ 30mA) ma solo come metodo di protezione addizionale (da utilizzare contemporaneamente con uno dei metodi descritti precedentemente). impianti di cabina). Costituiscono una protezione totale il metodo basato sull’isolamento delle parti attive o mediante l’ubicazione delle parti attive entro o al riparo di involucri o barriere che assicurino il grado di protezione IPXXB. L'esame a vista consiste nel controllare la presenza del metodo di protezione idoneo contro i contatti diretti nelle varie situazioni impiantistiche con particolare riferimento al metodo di protezione totale che deve essere presente nella quasi totalità degli impianti
Metodo Adottato Tipo di protezione
Totale Parziale Controllare l’integrità dell’isolamento
Isolamento completo parti attive
IPXXD
Chiave o Attrezzo
Solo con presenza di persone addestrate Può essere utilizzata come metodo addizionale ad uno dei metodi sopraindicati
Solo nelle cabine/officine
Interruttori Differenziali ≤ 30mA
SI* addizionale
La protezione a mezzo interruttore differenziale con Idn ≤ 30mA non è da considerare protezione sufficiente contro i contatti diretti e può essere perciò previsto solo in aggiunta ad un altro metodo di protezione indicato in tabella
. a portata di mano. posti a protezione di parti attive. Mentre i metodi che si basano sulle protezioni parziali possono essere utilizzati solo in presenza di persone addestrate (es. I metodi che utilizzano le protezioni totali sono idonei in tutti gli impianti. per le superfici verticali ed il grado di protezione IPXXD per quelle orizzontali. Costituiscono una protezione parziale i metodi che si basano sul distanziamento o sull’adozione di ostacoli. Parimenti il ripristino dell’alimentazione deve essere possibile solo dopo la richiusura della barriera o degli involucri preposti alla protezione nelle parti attive.Professional Club E4 Esame a vista Metodi di protezione contro i contatti diretti
Riferimenti normativi Norme CEI 64-8/4/5 Norma CEI 70-1 I metodi di protezione contro i contatti diretti negli impianti di categoria I possono assicurare una protezione totale o parziale.
E5 Esame a vista Metodi di protezione contro i contatti indiretti
Riferimenti normativi Norme CEI 64-8/4/5 Questo esame ha lo scopo di accertare in campo l'idoneità dei metodi contro i contatti indiretti. Il contatto indiretto é caratterizzato dal contatto di una persona con una parte metallica (massa) ordinariamente non in tensione ma che può andare in tensione per il cedimento dell'isolamento funzionale in caso di guasto. I metodi di protezione contro i contatti indiretti si suddividono in attivi e passivi. Appartiene alla categoria del metodo attivo la protezione con interruzione automatica dell’alimentazione. Questo è il metodo di protezione contro i contatti indiretti più impiegato ed è l’unico che, in presenza di lavoratori subordinati deve essere denunciato alla struttura pubblica (ISPESL) con modello B. L’esame a vista consiste nel controllare la presenza del dispersore, dei collegamenti equipotenziali, del o dei nodo (i) collettore (i) principale (i) e dei relativi dispositivi di protezione coordinati. Appartengono alla categoria dei metodi passivi le protezioni senza interruzione automatica dell’alimentazione.
circuito separato Vmax = 500V
sistema BTS SELV
max 50 V~
Vn ( V ) x L ( m ) ≤ 100.000
non si deve collegare la massa né a terra né al conduttore di protezione
Tali metodi sono: - Protezione mediante componenti elettrici di Classe II o con isolamento equivalente I componenti sono costituiti, in genere, da due isolamenti e la misura di protezione si basa sulla probabilità remota della contemporaneità di guasto degli isolamenti. I componenti di Classe II non devono essere collegati a terra. Gli impianti che prevedono componenti elettrici di Classe II non possono essere estesi data la difficoltà di costruire apparecchi che rispondono alle caratteristiche del doppio isolamento o equivalente. In genere solo qualche tipo di quadro (es.avanquadro) o piccoli elettrodomestici, apparecchi di illuminazione e cavi elettrici rispondono pienamente alla Classe II. L’esame a vista consiste nel controllare la presenza del segno grafico che attesta la rispondenza alla Classe II agli apparecchi e le caratteristiche dei cavi con guaina (Uo/U almeno 450/750), nonché il divieto del collegamento a terra. - Protezione per separazione elettrica Consiste nel separare galvanicamente un impianto o una parte di esso, in modo da ottenere una separazione con il punto di terra dell'impianto. Anche questo impianto ha dimensioni limitate per le elevate correnti capacitive verso terra (pericolose) che si potrebbero verificare in impianti estesi. La Norma CEI ha fissato la lunghezza della conduttura elettrica massima 500m. La sorgente di alimentazione del circuito separato può essere un trasformatore di isolamento o altra apparecchiatura con caratteristiche analoghe. Anche il circuito separato deve avere le stesse caratteristiche del trasformatore di isolamento. Le masse non devono essere collegate ne a terra ne ad altre masse di altri circuiti o masse estranee ma solo all’equipontenzialità del circuito separato che deve essere isolata da terra. Tutte le prese a spina del circuito separato avendo il polo di terra connesso ad un conduttore di protezione non collegato a terra, devono essere distinte dalle altre prese a spina del circuito ordinario.
Professional Club E5 Esame a vista Metodi di protezione contro i contatti indiretti
L’esame a vista consiste nel controllare l’idoneità dei componenti alle prescrizioni di cui sopra con riferimento all’idoneità della sorgente, della presenza del collegamento equipotenziale, della presenza di prese a spina distinte e la separazione dei circuiti. Altri metodi passivi sono: - Protezione per mezzo di luoghi non conduttori; - Protezione per mezzo di collegamento equipotenziale locale non connesso a terra Questi metodi di protezione trovano impiego solo in piccoli impianti particolari in presenza di persone addestrate e sono vietati negli impianti civili e similari. Rivestono pertanto uno scarso interesse impiantistico.
V max. 500V 2m
R ≥ 50kΩ
Vp ≤ 50V Vc ≤ 50V
Consistenza del metodo di protezione Impianto di terra coordinato con i dispositivi di protezione Classe II o isolamento equivalente
Ambienti Obbligo di denuncia (Mod. B)
Protezione con interruzione automatica dell’alimentazione
- Misura iniziale del valore di terra e periodiche (ogni due anni)
DPR 547155
Protezione senza interruzione automatica dell’alimentazione
- Tutti i componenti devono riportare il segno grafico e non essere collegati a terra - Impianto interamente ispezionabile - Adozione di un trasformatore d’isolamento o sorgente equivalente - Separazione dei circuiti - Collegamento equipotenziale con divieto di collegamento a terra - Misura della corrente di dispersione e di isolamento delle pareti e del pavimento
Luoghi non conduttori
Vietato negli ambienti civili o similari
Collegamento - Divieto del equipotenziale collegamento non connesso equipotenziale a terra all’impianto di terra
Non è richiesto invece sezionare il neutro nei sistemi TN-S salvo nei circuiti a due conduttori fase neutro.Professional Club E6 Esame a vista Presenza e corretta messa in opera dei dispositivi di sezionamento e comando
Riferimenti normativi Norme CEI 64-8/4/5 Scopo del sezionamento e comando (anche d'emergenza) é quello di evitare i pericoli connessi con gli impianti elettrici. Ogni circuito deve poter essere sezionato su tutti i conduttori attivi dall’alimentazione a meno che si possa accettare un sezionamento generale. Tali precauzioni possono consistere: .Scritte o cartelli monitori .
. e con le macchine alimentate elettricamente.Dispositivo di sezionamento chiuso in involucro o locale sottochiave Quando un componente elettrico. tra le alimentazioni deve essere posizionata una scritta o altra segnalazione per avvertire chiunque acceda al quadro della necessità di sezionare tutte le parti attive. In particolare l'attenzione maggiore dovrà essere rivolta alla presenza del o dei sezionatori che rappresentano indubbiamente l'organo più importante fra quelli rappresentati in questa scheda. E’ vietato sezionare il conduttore di protezione. con gli apparecchi utilizzatori. E’ vietato sezionare il conduttore di protezione e di neutro (PEN). Altri dispositivi da realizzare con componenti elettrici adatti devono essere previsti qualora si debbano analizzare le seguenti funzioni: Interruzione per manutenzione non elettrica Arresto di emergenza Comando funzionale Comando dei motori
Dispositivi di sezionamento e comando L'esame a vista consiste nel controllare l'idoneità dei dispositivi scelti in relazione allo scopo da raggiungere nel tipo di impianto specifico. se non esiste un interblocco. es. quadro. (Questo significa che per qualsiasi intervento di manutenzione che si debba fare all’impianto è necessario togliere l’alimentazione all’intero impianto). contenga più di una alimentazione.Blocco meccanico . quando a montesia presente una protezione a mezzo fusibili. Devono essere prese precauzioni per scongiurare l’alimentazione intempestiva di qualsiasi apparecchio elettrico quando il dispositivo di sezionamento non è sotto il diretto controllo dell’operatore.
Contattori Circ. aux pulsanti e Autom. Semiconduttori di manovra Interr.E6 Esame a vista Presenza e corretta messa in opera dei dispositivi di sezionamento e comando
Può agire sul Interruzione circuito correnti di Deve agire su Con manovra simultanea tutti i poli ausiliario pieno carico
Per consentire la manutenzione elettrica
Per consentire la manutenzione non elettrica
Per eliminare i pericoli elettrici
Per arrestare movimenti meccanici pericolosi
Per comandare o variare l’alimentazione agli apparecchi utilizzatori
(Salvo per i commutatori inseriti su più sorgenti)
Dispositivi idonei FUNZIONE
Sezionatori anche unipolari Prese a spina Cartucce Barrette di fusibili Morsetti Interr. relè
X Interruzione X
(multipolari)
X ≤ 16A
vibrazioni. ecc…) Grado di protezione ≥ IP34 (se il progetto non prevede maggiori gradi di protezione) Grado di protezione ≥ IP55 (se il progetto non prevede maggiori gradi di protezione) Grado di protezione ≥ IP66 (se il progetto non prevede maggiori gradi
Grado di protezione ≥ IP67 (se il progetto non prevede maggiori gradi di protezione) Certificazione d'idoneità rilasciata da Enti autorizzati (vedere 1-6) o autocertificazione del costruttore.
Oggetti d'analisi Accertamenti ❋ a) . pioggia a stravento. La normativa internazionale (CENELEC) non ha ancora reso obbligatorio il sistema di codice che devono contraddistinguere i componenti elettrici idonei alle diverse condizioni di influenza esterna. Rispondenza alle indicazioni di progetto
. ai requisiti richiesti dall’ambiente o dalle condizioni di uso. Se un componente elettrico non risponde. In attesa di un chiarimento normativo vengono presi in considerazione in questa scheda le influenze esterne oggetto della Norma CEI 70-1 (protezione delle persone. muffe.Componenti installati in locali di lavaggioo in ambienti occasionalmente polverosi ❋ e) .Componenti installati in ambienti con pericolo d'inondazione occasionale e temporanea o su terreno soggetto a pozzanghere ❋ g) . può ciononostante essere utilizzato a condizione che sia inserito entro un involucro.Componenti installati in ambienti dove si fa uso di getti d'acqua o ambienti permanentemente polverosi di protezione) ❋ f) . atmosfere corrosive.Materiale installato in altri ambienti speciali (temperatura elevata. o altra protezione idonea. intemperie ❋ d) . ingresso di corpi solidi o di liquidi).Componenti installati in luoghi umidi Grado di protezione ≥ IP21 che presentano sul pavimento. per assicurare la sicurezza e l’affidabilità in accordo con le prescrizioni delle Norme CEI.Componenti soggetti a spruzzi. sulle (se il progetto non prevede maggiori gradi pareti o sul soffitto tracce di stillicidio di protezione) da condensa o da infiltrazione d'acqua) ❋ b) .Professional Club E7 Esame a vista Scelta dei componenti elettrici e dei metodi di protezione idonei con riferimento alle influenze esterne
Riferimenti normativi Norme CEI 64-8/4/5 Norma CEI 70-1 I componenti elettrici devono essere scelti ed installati in osservanza anche delle influenze esterne alle quali possono essere sottoposti. per costruzione.Componenti installati in luoghi esposti Grado di protezione ≥ IP23 alle intemperie ma non soggetti a (se il progetto non prevede maggiori gradi spruzzi o a pioggia battente con di protezione) stravento > 60° dalla verticale ❋ c) .
000 Pa (0. Ambienti soggetti a temporanei allagamenti
Camera a polvere di talco con involucro in prova sotto vuoto
Getti d'acqua con manichetta Ø 6. Prescritto dalla Norma CEI 64-2 per gli impianti AD-FT in luoghi di classe 2 e 3 Ambienti esposti alle intemperie o in locali di lavaggio dove si fa uso di getti d'acqua Ambienti polverosi occasionalmente Ambienti permanentemente polverosi.3 Atm) distanza 3 m.1 kg)
Spruzzi da tutte le direzioni con intensità di 10 litri/minuto per 10 minuti
Ambienti esposti alle intemperie ed agli spruzzi. Prescritto per i bagni dalle norme CEI 64-8 per apparecchi non incassati (vedere scheda 1-9) Ambienti esposti alla pioggia ed agli spruzzi
IP34 Protezione ordinaria dai solidi Protezione contro gli spruzzi IP40 Protezione dai corpi di piccole dimensioni
Filo Ø 2. tempo 3 minuti Immersione con battente d'acqua di 1 m per 30 minuti
.3 mm pressione 30.3 kg)
Filo Ø 1 mm spinto con la forza di 1N (0.5 mm spinto con la forza di 3N (0.E7 Esame a vista Scelta dei componenti elettrici e dei metodi di protezione idonei con riferimento alle influenze esterne
Protezione IP21 Protezione dal contatto con le dita Protezione dallo stillicidio
L'esame a vista consiste nel controllare l'idoneità dei componenti al grado di protezione richiesto in relazione all’ambiente nei quali sono messi in opera con particolare riferimento alla protezione delle persone
Prova penetrazione solidi Sfera Ø 12 mm Dito di prova Ø 8 mm
Prova tenuta d'acqua Caduta pioggia da 20 cm con intensità di 5 mm/minuto per 10 minuti
Campo d'impiego tipico (consigliato) Ambienti umidi non esposti alle intemperie.1 kg)
Per apparecchi disposti su piani orizzontali a portata di mano in ambienti normali
IP44 Protezione dai corpi di piccole dimensioni Protezione contro gli spruzzi IP55 Protezione contro la polvere Protezione contro i getti d'acqua IP67 Stagno alla polvere Protezione contro l'immersione temporanea
Filo Ø 1 mm spinto con la forza di 1N (0.
corrisponde all’esecuzione. batterie di accumulatori ai rispettivi quadri. Altro aspetto importante. serve a stabilire se. E’ ammesso non installare i dispositivi di protezione contro il cortocircuito ed il sovraccarico nei seguenti circuiti: circuiti di eccitazione delle macchine rotanti circuiti di alimentazione degli elettromagneti di sollevamento circuiti secondari dei trasformatori di corrente circuiti che alimentano i dispositivi di estinzione dell'incendio purché non vi siano rischi di cortocircuito o di incendio
E' ammesso non installare il dispositivo di protezione contro il sovraccarico nel seguente circuito: .circuito dei servizi di sicurezza (illuminazione di sicurezza) L'esame a vista consiste nel controllare la conformità di quanto installato con la documentazione di progetto con particolare riferimento al potere di interruzione e corrente nominale (amperometrica) e differenziale dei dispositivi di protezione e alla loro ubicazione nell'impianto. Il dispositivo di protezione contro il sovraccarico può essere installato anche alla fine della conduttura purché non vi siano rischi d’incendio. quanto previsto nella documentazione tecnica. E’ ammesso installare il dispositivo di protezione contro il cortocircuito ad una distanza fino a 3m dal punto di consegna purché non vi siano rischi di cortocircuito e di incendio. con particolare riferimento al coordinamento delle sezioni delle condutture con i dispositivi di protezione associati. Tutti i circuiti elettrici devono essere protetti contro il cortocircuito all'origine della conduttura o ad ogni variazione della sezione della conduttura non protetta dal dispositivo a monte. quando i dispositivi di protezione siano posti su questi quadri.Professional Club E8 Esame a vista Identificazione dei circuiti e dei dispositivi di protezione
Riferimenti normativi Norma CEI 64-8 L'identificazione dei circuiti. ai fini dell’esame. in campo. E’ ammesso installare il dispositivo di protezione contro il cortocircuito ad una distanza superiore a 3m (purché non siano presenti rischi di cortocircuito e di incendio) per le seguenti condutture che collegano: generatori.
. trasformatori. riguarda l’identificazione e la rispondenza delle condutture e dei circuiti specie sui quadri elettrici (controllo degli schemi e delle targhette).
ove questa ultima non sia assicurata dai dispo-sitivi installati sul quadro dell’unità immobiliare. interruttore automatico) installato subito a valle del punto di consegna e contro i sovraccarichi. batterie di accum. trasformatori.
sui rispettivi quadri
Servizi di sicurezza: illuminazione
si può omettere
vale quanto riportato in questa colonna
Il limitatore del distributore (punto 1) o l’interruttore automatico alla base del montante. Tale protezione deve essere assicurata da un dispositivo (in genere. Questa condizione richiede tra l’altro un’adeguata protezione meccanica. e tale limitatore sia conforme ai requisiti nella Sezione 434 della Norma CEI 64-8/4 2) le protezioni installate in corrispondenza del quadro dell’unità immobiliare siano atte a proteggere contro i sovraccarichi il montante stesso 3) il montante sia costituito in modo da rendere minimo il rischio di cortocircuito. se di caratteristiche adatte.751
all’origine della conduttura
I montanti che collegano i contatori dell’ente distributore (punto di consegna) centralizzati alle rispettive devono essere protetti contro le sovracorrenti secondo le prescrizioni della Norma CEI 64-8/4. termica e contro l’umidità
Luogo con pericolo di esplosione Norma CEI 64-2
Collegamenti ai generatori.E8 Esame a vista Identificazione dei circuiti e dei dispositivi di protezione
Tipo di protezione Ambiente
Contro il Contro il sovraccarico cortocircuito Montanti centralizzati
(vale solo per gli ambienti ordinari)
anche alla fine della conduttura
Ambienti particolari sez. Il dispositivo di protezione alla base del montante può essere omesso quando si verificano insieme le seguenti tre condizioni: 1) sia presente ed accessibile all’utente il limitatore del distribu tore. raddrizzatori. può anche essere utilizzato per il sezionamento del montante
.701/708 CEI 64-8/7
A maggior rischio d’incendio Sez.
Sono vietate le connessioni realizzate con morsetti mamuth (morsetti in gomma). Le derivazioni del conduttore di protezione (PE) non devono interrompere il conduttore montante del PE. impiego di cavi con sezione maggiorata ecc. .per le passerelle inoltre adatte all’ambiente di installazione. oppure si dovrà ventilare o aerare la zona interessata.giunzioni di cavi interrati . Il "repiquage" (connessione multipla) é ammesso solo agli apparecchi che prevedono questo tipo di connessione (es. guaine o cavi con isolamento in grado di sopportare temperature elevate. Le connessioni da realizzare entro canali o passerelle devono rispondere ai seguenti requisiti: . La scelta dei morsetti di connessione deve tener conto: .giunzioni impregnate o incapsulate Particolare attenzione dovrà essere rivolta per le connessioni da realizzare in prossimità di fonti di calore (es.Professional Club E9 Esame a vista Idoneità dei morsetti e delle connessioni
Riferimenti normativi Norma CEI 64-8/5 Le connessioni (giunzioni e derivazioni) anche se non sono espressamente vietate.assicurare almeno il grado di protezione delle persone IPXXB.
. per le implicazione meccaniche e termiche che possono comportare (es. . Le connessioni devono essere realizzate entro cassette. .isolamento elettrico e resistenza meccanica almeno equivalenti a quelli richiesti ai cavi. devono essere realizzate come indicato dalle Norme relative a queste apparecchiature: vedere la Guida Bticino alla dichiarazione di conformità dei quadri elettrici . Si raccomanda infine di non eseguire giunzioni entro scatole portapparecchi (o portafrutto). Le connessioni devono essere eseguite con l'ausilio di appositi morsetti rispondenti alle relative Norme. specie nei conduttori di potenza. per es. NB per le connessioni da realizzare all'interno di apparecchiature.apparecchi di illuminazione con lampade ad incandescenza o alogene). Le derivazioni possono essere eseguite con morsetti che non interrompono il conduttore. con l'utilizzo di materiale di apporto con basso punto di fusione. prese a spina). numero e forma delle anime dei conduttori. In questi casi si dovrà fare uso di capicorda. quadri. o quadri (ed eccezionalmente entro canali o passerelle) in modo da essere accessibili per l’ispezione. E' sconsigliato saldare le connessioni. é bene non siano realizzate con attorcigliatura e nastratura dei cavi.del tipo di materiale. scorrimento del materiale di apporto).della sezione e numero dei conduttori da collegare assieme. le prove e la manutenzione con l’eccezione dei seguenti casi: .
E9 Esame a vista Idoneità dei morsetti e delle connessioni
L'esame a vista consiste nel controllare la rispondenza della documentazione con l'impianto eseguito e l'idoneità dei componenti di connessione nelle varie condizioni d'uso ed in particolare: .
Tipo di connessione Attorcigliatura e nastratura Con impiego di morsetti in gomma Con interruzione dei conduttori PE Repiquage Saldata Connessioni ammesse sconsigliate o vietate Sconsigliate 1) Sconsigliate Sconsigliate (vietate nei locali uso medico) Ammesse solo se gli apparecchi sono idonei Ammesse nei circuiti ausiliari.le eventuali connessioni eseguite entro canali o passerelle assicurino l’equivalenza elettrica e meccanica e soprattutto.
Ubicazione delle connessioni (e precauzioni)
Cassette Canali Passerelle Quadri Scatole Interrate Tubi protettivi Vietate
Assicurare (Purché grado di limitata) protezione Ripristinare IPXXB le stesse caratteristi che dei cavi Assicurare il grado di protezione IPXXB
Vedere Sconsigliate Purché (Purché realizzate documenlimitata) a regola Idem come tazione d’arte i canali e Bticino sui Quadri inoltre elettrici assicurarsi che siano adatte all’ambiente di installazione
. .le connessioni siano eseguite entro cassette di derivazione o quadri. Sconsigliata nei circuiti di potenza
1)La connessione per attorcigliamento dei conduttori in sede CENELEC non sono vietate probabilmente perché il cavo più diffuso negli altri Paesi è di tipo rigido che ben si presta per questo tipo di connessione. tale tipo di connessione non garantisce un fissaggio sicuro e affidabile. . . il grado di protezione richiesto.le derivazioni dal conduttore PE montante (o principale) siano realizzate senza l’interruzione del conduttore montante stesso.le connessioni siano eseguite con l’ausilio di morsetti opportuni rispondenti alle Norme CEI. In Italia invece ove si fa uso solo di cavi flessibili.
. non sono mai impiegati nella pratica installazione). La Norma CEI 64-8 definisce ambiente chiuso l’ambiente ordinario (a differenza dell’ambiente a maggior rischio in caso di incendio) che necessita comunque di attenzione. Ciò comporta di dovere otturare le aperture praticate (per consentire il passaggio delle condutture) ed inoltre è necessario otturare anche internamente i tubi protettivi salvo che: . in realtà. comprese le dilatazioni per effetti termici. Tutti i provvedimenti di otturazione (barriere tagliafiamma) devono essere realizzati (qualora l'ambiente chiuso richieda una resistenza al fuoco specifica) in modo tale da mantenere le stesse caratteristiche (meccaniche. non combustibile.l’utilizzo dei materiali.se l’ambiente chiuso deve sottostare ad una determinata resistenza al fuoco le condutture che attraversano questo ambiente devono man tenere la resistenza al fuoco specificata all’ambiente stesso. è previsto che siano completamente annegati nel calcestruzzo.i tubi protettivi stessi assicurano il grado di protezione almeno IP33 e presentano un diametro interno non superiore di 30mm. . del l’edificio (trattasi del materiale. prescrivendo delle regole per la messa in opera delle condutture come qui di seguito specificato: . . che non soddisfano la non propagazione della fiamma. escluso i cavi. Inoltre le barriere tagliafiamma devono resistere alle influenze esterne nello stesso modo richiesto per le condutture. Ed inoltre le otturazioni devono assicurare la stabilità meccanica alle condutture anche per (tale resistenza al fuoco deve essere richiesta o dal progettista o dal committente) danneggiamenti dei supporti provocati da un incendio. non devono essere impiegati salvo che non siano completamente racchiusi nella struttura stessa. di colore arancione) utilizzati negli impianti prefabbricati per i quali. Tali influenze esterne possono riguardare oltre agli effetti termici (incendio) anche la presenza di umidità e di acqua.Professional Club E 10 Esame a vista Presenza di barriere o altri metodi contro il fuoco
Riferimenti normativi Norme CEI 64-8/5/7 Norma CEI 70-1 Norma CEI 11-17 La scelta e messa in opera delle condutture in qualsiasi ambiente (quindi anche ordinario) deve avere lo scopo principale di ridurre al minimo la propagazione dell’incendio. chimiche) delle condutture. La Norma precisa che quanto sopra detto può essere considerato soddisfatto se il sistema di supporto é autosufficiente o se le mensole o i supporti sono posizionati a ridosso (entro 750mm) della barriera tagliafiamma. elettriche.
. ai fini dell’incendio.si sconsiglia l'impiego di cavi che non superano la prova di non propagazione della fiamma (Norma CEI 20-35) (questi cavi.i tubi protettivi che penetrano nell'ambiente chiuso assicurano il grado di protezione almeno IP33 anche alla sua estremità.
canali metallici che presentano il grado di protezione <IP4X o conduttura costituita da cavi multipolari in vista. Per l'approfondimento si rimanda al fascicolo Professional Club 8 "Ambienti particolari". I circuiti terminali è consigliabile. l’incendio o il fuoco.
.il grado da assicurare ai componenti é IP4X . presentano il rischio di propagazione dell’incendio. Tali condutture presentano il rischio sia di innesco e di propagazione dell’incendio. si deve accertare se le canalizzazioni in vista o incassate in pareti combustibili o aerate sono anch’esse del tipo di non propagazione alla fiamma. si possono verificare i seguenti due casi che identifichiamo come tipologie 2 e 3 (vedi tabella a lato): Tipologia 2: condutture costituite da cavi multipolari concentrici o cavi schermati o cavi ad isolamento minerale con guaina esterna non metallica. il corretto utilizzo delle condutture in relazione all’ambiente di installazione. In particolare: . Tipologia 3: canalizzazioni in vista costituite da materiale isolante con grado di protezione ≥IP4X cavi unipolari o multipolari senza conduttore di protezione incorporato nei cavi. vale quando descritto per gli ambienti al chiuso (tipologia 1). principalmente. . interrate o se in vista ma presentano il grado di protezione ≥IP4X o infine sono costituite da cavi ad isolamento minerale. Se l’ambiente è considerato a maggior rischio in caso di incendio i metodi da utilizzare contro l’eventuale innesco o propagazione dell’incendio sono ovviamente più severi di quelli descritti per l’ambiente chiuso.3 A. Dato per scontato che i cavi impiegati sono almeno del tipo non propagante la fiamma. Anche in questo caso. come per il 1° caso si possono richiedere gli stessi tipi di cavi di non propagazione la fiamma.E 10 Esame a vista Presenza di barriere o altri metodi contro il fuoco
L’esame a vista consiste nel controllare. che siano protetti da un interruttore differenziale con Idn ≤ 0.se le condutture sono in vista. agli effetti della protezione contro l’incendio. tutti con conduttore di protezione incorporato. provvisto di conduttore di protezione (non concentrico). . l’incendio o il fuoco.se le condutture sono incassate. In questo caso a seconda del tipo di posa e della quantità dei cavi si possono richiedere cavi non propaganti la fiamma.
posa cavi differenziale* in canaletta CEI 20-22 I∆N ≤ 0.Professional Club
posa interrata o incassata
cavi senza requisiti
posa in tubo metallico IP ≥ X
posa a vista incassata
cavi resistenti al fuoco CEI 20-39
PE concentrico guaina isolante
cavi non propagante la fiamma CEI 20-35 non propagante l'incendio CEI 20-22 II.3A metallica IP<4X posa cavi in tubo CEI 20-35 isolante IP≥4X differenziale* non obbligatorio
* interruttore differenziale o dispositivo di controllo dell'isolamento dei circuiti terminali non di sicurezza
. III e/o sbarramenti antifiamma
cavi ad isolamento minarale provvedimenti contro la propagazione delle fiamme
posa a vista PE
cavi CEI 20-22
differenziale* I∆N ≤ 0.
in tubi o canalette di materiale isolante con grado di protezione IP4X
Per le condutture che attraversano l’ambiente: .tagliafiamma ne della . con funzione di conduttore di protezione cavi multipolari provvisti di conduttore di protezione (non concentrico) cavi unipolari o multipolari senza conduttore di protezione.gradi di protezione ≥ IP33 (se > ∅ 30mm)
Per le condutture che attraversano Resistenza l’ambiente: .barriere tagliafiamma . in canalette metalliche (aperte) cavi unipolari o multipolari senza conduttori di protezione. senza saldatura e con funzione di conduttore di protezione e guaina esterna non metallica cavi aventi schermi sulle singole anime.) ogni tipo di cavo purché in canalizza-zioni metalliche con grado di protezione ≥ IP4X
cavi con isolamento minerale e guaina esterna metallica continua senza saldature.E 10 Esame a vista Presenza di barriere o altri metodi contro il fuoco
Precauzioni da osservare all’ambiente Chiuso (ordinario) A maggior rischio in caso d’incendio
ogni tipo di conduttura purché interrata o in struttura incombustibile (intonaco ecc.gradi di protezione fiamma ≥ IP33 (se > ∅ 30mm)
Cavi senza particolari requisiti: barriere tagliafiamma (anche all’interno dell’ambiente) oppure cavi a Norme CEI: 20-35 20-22 20-38 20-39 ed eventuali barriere tagliafiamma
1) All'ambiente non é richiesta alcuna resistenza al fuoco 2) Il committente o il progettista richiede all'ambiente una resistenza al fuoco specifica
.barriere alla propagazio. con funzione di conduttore di protezione Cavo in tubi protettivi a Norma CEI 23-17 tipica conduttura per strutture prefabbricate (colore arancione) cavi multipolari con conduttore di protezione concentrico con guaina esterna non metallica cavi con isolamento minerale con guaina metallica continua.
ma che non necessitano di essere impugnate Parti che non necessitano di essere toccate durante il funzionamento ordinario
Metallico Non metallico
Ciò significa. L’esame a vista consiste nel controllare. I limiti della Tabella non si applicano tuttavia ai componenti elettrici che siano conformi ai limiti di temperatura indicati nelle Norme CEI che riguardano i componenti elettrici stessi. Tutte le parti dell'impianto che. devono cioè essere protette con involucri o barriere tali da assicurare almeno il grado di protezione IPXXB. per i componenti a portata di mano che sviluppano alte temperature. ad es. che per le lampade ad incandescenza o alogene o per certi tipi di apparecchi di illuminazione che utilizzano lampade alogene anche rispondenti alle specifiche Norme di prodotto non possono essere installate a portata di mano in quanto la loro temperatura è notevolmente superiore a quelle indicate nella tabella.Limiti di temperatura in funzionamento ordinario per le parti accessibili dei componenti elettrici (Norma CEI 64-8/5)
Materiale parti accessibili Temperatura massima (°C)
Parti accessibili
Organi di comando da impugnare
Metallico Non metallico Metallico Non metallico
Parti previste per essere toccate durante il funzionamento ordinario. e devono soddisfare ai limiti indicati nella Tabella. temperature superiori ai limiti indicati nella Tabella devono essere protette in modo da evitare il contatto accidentale. possono raggiungere.Professional Club E 11 Esame a vista Metodi di protezione contro gli effetti termici (ustioni)
Riferimenti normativi Norme CEI 64-8/4 Le parti accessibili dei componenti elettrici a portata di mano (posizionati perciò fino a 2.. (come le lampade ad incandescenza o ad alogeni) che siano racchiuse entro involucri o ripari atti a non essere toccate dal dito di prova (IPXXB). in funzionamento ordinario. anche per brevi periodi.5m dal pavimento) non devono raggiungere temperature tali che possano causare ustioni alle persone.
. Tabella .
A 3-4-5-22 23-24-31-32 33-34-41-42 72 3A-4A-21 22A-5A-21A 25-33A-31 34A-43-32
Tipo di Numero isolamento cond. come già rilevato. il loro supporto. con cavi installati in fascio (tubi protettivi o canali) o su strato (passerella). Si raccomanda che la caduta di tensione fra l'origine dell'impianto utilizzatore e qualunque apparecchio utilizzatore fisso o presa a spina. Tale scelta deve essere ovviamente effettuata dal progettista e.5 4 31 28 42 37 6 54 48 10 75 66 16 25
Portata A Sezione (mm2) 35 50 70 95 120 150 185 240 300 400 500 630 -
17 23 15 20
100 133 164 198 253 306 354 402 472 555 88 117 144 175 222 269 312 355 417 490
17 22 30 15 19. App.E 12 Esame a vista Scelta delle condutture in relazione alla portata ed alla caduta di tensione
Riferimenti normativi Norma CEI 64-8/5 Norme CEI-UNEL 35024/1 e 2 La scelta delle condutture (cioé dell'insieme costituito da uno o più conduttori e dagli elementi che assicurano il loro isolamento. La tabella (2) indica invece i fattori di correzione da utilizzare per le condutture di cui sopra. per le condutture ed i sistemi di posa più comuni le relative portate sopportate dai cavi in regime permanente. Cadute di tensione più elevate possono essere ammesse ad es. deve essere contenuta nella documentazione tecnica. caricati 1 EPR 2 3 1. per i motori durante i periodi di avviamento.
Tabella 1) Portata delle condutture in relazione al tipo di cavo e di posa (riferito solo ai cavi EPR)
Metodologia tipica di installazione Altri tipi di posa Rif. Cadute di tensioni inferiori al 4% possono per altro essere richieste per quegli apparecchi che mal sopportano valori di tensioni inferiori a quella nominale (come ad es. non superi. il loro fissaggio e la loro protezione meccanica) in relazione alla portata é ora facilitato da quando sono state promulgate le due nuove tabelle CEI-UNEL 35024 1 e 2 (che hanno per titolo “Portata dei cavi in regime permanente per posa in aria”) rispettivamente per cavi PVC ed EPR la prima per cavi ad isolamento minerale la seconda. il valore del 4% della tensione nominale dell'impianto. talune lampade a scarica).5 25
119 146 175 221 265 305 334 384 459 532 105 128 154 194 233 268 300 340 398 455
13-14-15 16-17
19 26 17 23
115 149 185 225 289 352 410 473 542 641 741 100 127 158 192 246 298 346 399 456 538 621
119 161 200 242 310 377 437 504 575 679 783 940 1083 1254 107 141 176 216 279 342 400 464 533 634 736 868 998 1151
. in mancanza di specifiche indicazioni da parte del committente. La tabella (1) indica. con la corrente di impiego IB di progetto. L’esame a vista consiste nel controllare la conformità di quanto previsto nella documentazione tecnica con la messa in opera delle condutture (tipo e sezione) e dell’eventuale esistenza di componenti che richiedano particolari valori di caduta di tensione.5 2.
73 0.78 0.7 0.88 0.78
* Per le condizioni di posa vedere Tabella 1)
Numero di circuiti o di cavi multipolari 1
0.Professional Club E 12 Esame a vista Scelta delle condutture in relazione alla portata ed alla caduta di tensione
Tabella 2) .65
0.73 0.82 0.77 0.79 0.52
0.Fattori di correzione K2 per circuiti realizzati con cavi installati in fascio o strato
Condizioni di posa * 3-4-5-22 23-24-31-32 33-34-41 42-72 3A-4A-21 22A-5A 21A-25-33A 31-34A-43 32 13 14-15 16-17
1 0.54 0.57 0.38
0.45 0.79 0.87 0.41 0.
Si raccomanda che i mezzi di connessione usati alle estremità dei conduttori di alluminio siano provati ed approvati per questo uso specifico 2 .Nei circuiti di segnalazione e di comando destinati ad apparecchiature elettroniche è ammessa una sezione minima di 0.5 16 (Nota1) 0.5 (Nota 2)
Cu AI Cu
10 16 (4) 4 (4) Come specificato nella corrispondente Norma CEI
Sezione (mm2) 1. che contengono sette o più anime.Sezioni minime dei conduttori
Tipi di conduttura Uso del circuito Cu AI Cu Conduttore Materiale Circuiti di potenza Cavi Circuiti di comando e di segnalazione Circuiti di potenza Circuiti di comando e di segnalazione per un apparecchio utilizzatore specifico Conduttori mobili con cavi flessibili (con o senza guaina) Per qualsiasi altra applicazione Circuiti di bassissima tensione per applicazioni speciali Note:
(da Norma CEI 64-8/5) III edizione
.75 (Nota 3) 0.Conduttori fissi
E 12 Esame a vista Scelta delle condutture in relazione alla portata ed alla caduta di tensione
Tabella 3) .Per i cavi flessibili multipolari.1 mm2 3 . si applica la Nota 2.
in particolare nei cavi multipolari collegati immediatamente a valle del contatore e dell’interruttore generale (avanquadro) ove spesso. Infatti nei sistemi trifasi senza neutro ad es. si fa uso di un cavo multipolare a 4 conduttori con impiego del conduttore giallo-verde (nastrato) sul conduttore di neutro del conduttore di calo blu chiaro (anch’esso nastrato) connesso ad una fase.
. negli impianti é vietato utilizzare.Professional Club E 13 Esame a vista Identificazione dei conduttori di neutro e di protezione
Riferimenti normativi Norma CEI 64-8/5 Norma CEI 20-27 Norma CEI-UNEL 00722 Tassativo ed esclusivo il bicolore giallo-verde deve essere assegnato ai conduttori di protezione. Al conduttore di neutro é riservato il colore blu chiaro anche se in modo non esclusivo. per l’alimentazione di motori. Per evitare possibili fonti di confusione con il conduttore giallo-verde. il colore blu chiaro può essere utilizzato come fase. L’esame a vista consiste nel controllare la conformità dei cavi obbligatori per i conduttori di protezione e di neutro. terra ed equipotenziali. La tabella CEI-UNEL 00722 (stralcio) illustra i colori distintivi dei conduttori nei cavi multipolari il conduttore PEN (protezione più neutro) utilizzato negli impianti TN almeno nei primi tratti di conduttura in partenza dalla guaina (TN-C) e deve portare la doppia identificazione giallo-verde con alle estremità la fascetta di colore blu o viceversa. i singoli colori giallo e verde. per qualsiasi conduttore.
E 13 Esame a vista Identificazione dei conduttori di neutro e di protezione
Colori distintivi delle anime dei cavi isolati con gomma o polivilcloruro per energia o per comandi e segnalazioni. per i quali dovranno essere presi accordi tra fornitore e committente. S’intende che le prescrizioni non si applicano ai cavi per energia (anche rispondenti alle succitate Norme) che vengono utilizzati per i campi d’impiego speciali. con tensioni nominali Uo/U non superiori a 0. nonché agli eventuali altri cavi nelle cui norme o tabelle di unificazione è esplicitamente richiamata la presente tabella. CEI UNEL 00722 (stralcio)
. come non si applicano ai cavi per telecomunicazioni di qualsiasi tipo. esclusa quella di conduttore di protezione.
Norme d’impiego
Il bicolore giallo/verde è riservato all’isolante del conduttore di protezione contro le tensione di contatto nei circuiti nei quali devono essere impiegati cavi con condutture di protezione.e. CEI UNEL 00722)
Numero anime del cavo Totale COLORI DISTINTIVI DELLE ANIME Cavi con condutture di protezione giallo/verde Giallo/verde marrone o nero blu chiaro Giallo/verde nero blu chiaro marrone Giallo/verde nero blu chiaro marrone nero Cavi con condutture di protezione Altri colori Blu chiaro marrone o nero blu chiaro marrone nero blu chiaro marrone nero nero blu chiaro marrone nero nero nero
Le presenti prescrizioni si applicano ai cavi unipolarisenza rivestimento protettivo o multipolari rispondenti alle relative Norme CEI.6/1 kV.
Tab. Il colore blu chiaro è di norma riservato all’isolante del conduttore di neutro. Nei cavi non comportanti detto conduttore neutro o nei quali esso è identificabile per la sua forma (p. Esso può essere usato anche per il conduttore di terra e di equipotenzialità. conduttore concentrico). Non ricadono sotto queste prescrizioni i cavi di qualsiasi tipo aventi tensioni nominali Uo/U superiori a 0.6/1 kV (Tab. l’anima di colore blu chiaro può essere utilizzata per altre funzioni.
protezione e controllo e le connessioni. ad esempio. a) quando il passaggio ha parti attive non protette disposte solo su un lato: a1) larghezza del passaggio tra parete e parti attive non protette: 1000 mm a2) passaggio libero davanti a comandi (maniglie.7m 0.apparecchi di illuminazione).7m 2m
Ostacoli IPXXA Accessibilità da entrambe le estremità dei passaggi di manutenzione o di servizio di lunghezza L > 20m
. manutenzione e modifiche. ecc. Si raccomanda inoltre di concentrare i dispositivi di sezionamento protezione controllo e comando in appositi contenitori (quadri) onde facilitare le operazioni di ispezione. a mezzo di spine e presa) per quei componenti che sono posizionati a grandi altezze e sono soggetti a frequenti manutenzioni (es. luoghi nei quali possono non essere previste l’applicazione di misure di protezione.7m 0.7m 0. Nelle cabine e officine elettriche. gli apparecchi di illuminazione in modo tale da essere in ogni punto dell’impianto a portata di mano per i componenti che contengono organi di sezionamento e comando.Professional Club E 14 Esame a vista Agevole accessibilità dell'impianto per interventi operativi e di manutenzione
Riferimenti normativi Norme CEI 64-8 Per svolgere agevolmente la manutenzione o per eseguire modifiche o interventi sull'impianto é importante rendere il più accessibile possibile l'impianto elettrico. Si raccomanda di ridurre al minimo e/o di predisporre sistemi di alimentazione (realizzati ad es. Ciò può essere ottenuto. i quadri le condutture. (Per le condutture interrate o incassate si ritiene che sia sufficiente assicurare l’accessibilità nei punti di giunzione o di passaggio cassette o pozzetti ispezionabili). Facilmente accessibili devono essere disposti gli altri componenti comprese le condutture.): 700 mm
0. disponendo i componenti elettrici. le distanze da rispettare per quanto riguarda i passaggi di servizio e di manutenzione sono le seguenti tratte dalla Norma CEI 64-8/4.
b2) passaggio libero tra organi di comando (maniglie.1) in un passaggio destinato alla manutenzione: 1000 mm Nota . ecc.
1m 0. In caso contrario.7 m 2.Quando il passaggio di servizio serve anche come passaggio per la manutenzione.2) in un passaggio di servizio: 1100mm c) altezza delle parti attive al di sopra del pavimento: 2300 mm
b1. devono essere messe in posto barriere prima di intraprendere i lavori di manutenzione. è richiesta una distanza minima di 1500 mm.La distanza minima indicata si applica quando siano messe in posto barriere prima di intraprendere lavori di manutenzione. Nelle cabine e officine l’esame ha lo scopo di verificare se gli spazi dei corridoi e passaggi consentano di eseguire gli interventi operativi in sicurezza.1) in un passaggio di manutenzione: 900 mm b2.9m 2.3m
L'esame a vista consiste nel controllare la conformità delle prescrizioni e raccomandazioni svolte nella presente scheda con particolare riferimento alla posizione ed accessibilità dei componenti più frequentemente esposti a manutenzioni o modifiche.b) quando il passaggio ha parti attive non protette su entrambi i lati: b1) larghezza del passaggio tra parti attive non protette e conduttori attivi di ciascun lato: b1.): b2. In caso contrario.2) in un passaggio di servizio: 1200 mm Nota . è richiesta una distanza minima di 1500 mm.5m 0.
Linee in tubo protettivo di materiale isolante se incassate a profondità ≤ 5 cm
Modalità d'accertamento L'esame deve essere esteso a tutti i locali da bagno e da doccia.Esistenza di interruttore differenziale con I∆n ( 30mA (anche nel centralino) d) Apparecchi di illuminazione .Con grado di protezione ≥ IP4 se ubicati nella zona 2 oppure SELV se ubicati nella zona 1 e) Altri apparecchi .2 .1 . Nella zona 1. Non devono essere previsti utilizzatori mobili o portatili di alcun genere.ESEMPIO 1
Controllo dei provvedimenti si sicurezza nei bagni e docce Oggetti d'analisi Accertamenti a) Collegamenti equipotenziali delle Collegamento al morsetto di terra (PE) di: tubazioni metalliche .tubazione termosifoni in ingresso e/ o uscita dal locale .5 mm2 (4mm2 se non di connessione alle masse protette) estranee .Ubicazione fuori dalle zone 0 .ispezionabilità delle connessioni o possibilità di verifica strumentale delle idoneità c) Prese a spina ed apparecchi di . utilizzabili stando sul piatto doccia o nella vasca. Le condutture ed i componenti incassati nel muro a profondità ≥5 cm vanno considerate come fossero fuori dalle zone pericolose.1 . possono trovare posto anche le apparecchiature per vasche di idromassaggio.tubazione gas in ingresso .Collari e morsetti idonei al buon collegamento .Collegamento breve con cavo munito di guaina se ubicato nella zona 1 g) Condutture .Grado di protezione ≥ IP21 .Ubicazione fuori dalle zone 0 .2 comando e protezione (vedere figura a lato) .2 (a meno che non siano SELV) f) Scaldacqua elettrico . Sono gli utilizzatori fissi alimentati a bassissima tensione di sicurezza con tensione ≤ ed é in 12V e grado di protezione ≥ IPX4 bassissima tensione (SELV) non sono da considerare pericolosi e possono essere installati anche nella zona 1. solo sotto la vasca.Cassette di derivazione fuori dalle zone 0 .
Norme di riferimento CEI 64-8/7 Sez.tubazione acqua calda e fredda in ingresso e/o in uscita dal locale .tubazione metallica di scarico b) Conduttori equipotenziali e mezzi .1 . 701
.Sezioni ≥ 2.Marcatura CE a Norme CEI con Marchio Italiano di Qualità .
60 2. manicotto. cassette di derivazione. ecc..
PART. in tubi ZONA 3 ZONA 2 non metallici ed essere incassate.5 mm2 se é prevista una protezione meccanica (tubo) 4 mm2 se non é protetto. stendibiancheria..25
0. Anche gli infissi metallici di notevoli dimensioni in possibile contatto con i ferri d'armatura del calcestruzzo vanno collegati al conduttore equipotenziale (anche per vasi. Nessuna limitazione particolare è prevista per le condutture incassate ad una profondità superiore a 5 cm. ecc. rubinetto. del gas. dellíacqua fredda. é possibile inoltre installare altri utilizzatori fissi purché alimentati a bassissima tensione di sicurezza con tensione nomiZONA 1 nale non superiore a IP24.) sia collegato in equipotenzialità ma é sufficiente effettuare un solo collegamento nei punti suscettibili di introdurre potenziali pericolosi (per esempio all'ingresso nel locale bagno delle tubazioni oppure in ingresso ed in uscita se si tratta di tubazioni passanti).40
. che devono avere isolamento equivalente alla classe II. dei termosifoni. derivazione e protezione (interruttori.. Zone di rispetto dei bagni
Nella zona 0 é vietata líinstallazione di qualsiasi componente elettrico.. degli scarichi. ZONA 0 Sono ammesse le sole condutture di alimentazione degli utilizzatori qui ubicati.Professional Club
Controllo dei provvedimenti si sicurezza nei bagni e docce Collegamenti equipotenziali Tutte le masse estranee (suscettibili di introdurre il potenziale di terra) devono essere collegate ad un conduttore di equipotenzialità avente sezione non inferiore a 2. salvo l’ultimo tratto in prossimità dell’utilizzatore che deve essere il più breve possibile.. In questa zona non è ammessa l’installazione di apparecchi di comando. serbatoi. A tal fine non é necessario che ogni singolo componente della tubazione (tubo. prese.) con l’eccezione di interruttori di circuiti SELV con tensione (12V e con la sorgente di sicurezza posizionata al di fuori delle zone 0. ecc. Con riferimento alla figura sono da collegare in equipotenzialità le tubazioni dellíacqua calda.1 e 2. Nella zona 1 si possono installare solo scaldacqua.).
Nella zona 3 si può realizzare un impianto ordinario con condutture incassate in tubi non metallici aventi isolamento equivalente alla classe II.oppure sono protette a monte da un differenziale con I(N massima 30 mA. installare un interruttore differenziale con sensibilità 10 mA specifico per il locale bagno e con grado di protezione almeno IP21. è tuttavia consigliabile. finestre). con la sola eccezione delle prese a spina e degli apparecchi di comando incassati nelle pareti verticali che possono avere grado di protezione IP20. I componenti elettrici devono avere grado di protezione minimo IP21.sono alimentate a bassissima tensione di sicurezza (SELV) .25
2.oppure sono alimentate singolarmente tramite un trasformatore di isolamento . per aumentare la sicurezza e diminuire le occasioni di disservizio. Quest’ultima soluzione è l’unica adottabile in pratica per prese di uso generale. ripari e pareti isolanti fisse. modificano anche i limiti delle zone pericolose. Ostacoli Le zone pericolose descritte non si estendono all’esterno del locale attraverso aperture purché queste siano munite di serramenti (porte.
2. è sufficiente a tal fine anche il differenziale generale installato nel centralino.40 0.40
. Muri. atte a modificare il volume di accessibilità delle persone che si trovano nel bagno o sul piatto doccia. Le prese a spina sono ammesse solo se: .60
in prossimità dell'ingresso e) Impianto di terra . quali cucine. Per le caldaie alimentate a gasolio o a olio combustibile l’impianto deve essere conforme alle prescrizioni della Norma CEI 64-8/7 sez.M. prese a spina. La non idoneità deve essere segnalata per iscritto ai responsabili. apparecchi ≥ IP44 se ubicati rispettivamente di illuminazione nella zona IP40 e IP44 (vedere figura nella pagina a lato) b) Condutture . forni.000 kCal/h (35 kW) alimentati a gas metano o GPL.Vedere prescrizioni alla pagina a lato Modalità d'accertamento L'analisi deve essere estesa a tutti i locali caldaia ed assimilati (cioé ambienti contenenti focolai con potenzialità > 30. quadri.Grado di protezione ≥ IP40 o cassette di derivazione.Collegamento equipotenziale delle masse estranee .Sezioni ≥ 1. 16/ 2/82. .Esistenza a portata di mano.50 m dal pavimento (con eccezioni indicate nella pagina a lato) c) Involucri protetti . 751 (ambienti a maggior rischio in caso d’incendio) solo se la classe del compartimento è uguale o superiore a 30.Copertura con sabbia di eventuali pozzetti contenenti dispersori f) Altri . ecc.
Norme di riferimento CEI 64-2/A Appendice B.Professional Club
Verifica impianto nei locali caldaia alimentati a gas metano o GPL Scopo Accertare l'idoneità delle misure di sicurezza contro il pericolo di esplosione per cause elettriche nei locali caldaia con potenzialità termica > 30.5 mm2 . avvertendo che se essa riguarda caldaie con potenzialità termica > 100.Collegamento al PE di tutte le masse . fuori dal locale caldaia. non sarà ottenibile il “Certificato di Prevenzione Incendi” previsto dal D.000 kCal/h (35kW).000 kCal/h (116 kW). camini. alimentati a gas metano).
.Cavi con tensione nominale Uo/ U450/750 e guaina (con le eccezioni indicate nella pagina a lato) .Anche in materiale isolante ma con grado di resistenza al calore anormale ed al fuoco ≥ 750°C (prova del filo incandescente secondo Norma CEI 50-11) d) Interruttore generale .Conforme a norme generali (CEI 64-8) . Oggetti d'analisi Accertamenti a) Interruttori.Protezione mediante tubi protettivi fino a 2.
Per gli impianti termici alimentati a gas metano o GPL. se nell’ambiente non è prevista durante il funzionamento dell’impianto elettrico alcuna attività lavorativa che possa sottoporre i cavi a sollecitazioni meccaniche.
IP44 3 f m 0. anche per i cavi non armati. La protezione può essere omessa. Per gli allacciamenti alle macchine. si possono impiegare tubi protettivi metallici flessibili con caratteristiche meccaniche adeguate. installati fino allíaltezza di 2. la zona AD si estende attorno ai centri di pericolo per una distanza laterale di 1. possono essere collegate a terra alle estremità libere in corrispondenza delle custodie e degli involucri. Tipi di cavi Per posa in tubo protettivo si devono usare cavi con guaina se é prevedibile il danneggiamento durante la posa.5 m sui piani di lavoro. o canali metallici con grado di protezione inferiore a IP40. la caldaia. canali o con cunicoli tali da poter resistere alle azioni meccaniche cui possono essere sottoposti.000 kCal/h 35 KW) secondo la Norma CEI 64-2/A appendice B Centri di pericolo e zone pericolose (zone AD) Nei locali caldaia sono considerati centri di pericolo. con giunzioni filettate.ESEMPIO 2
Impianti per locali caldaia a metano (solo per caldaie > 30. Canale IP40 Se i cavi sono posati in tubi protettivi. Se invece l'installazione é all'aperto o in locali a destinazione promiscua. devono avere particolari requisiti di non propagazione dell’incendio (Norma CEI 20-22). Ne consegue che la prima condizione necessaria che consenta di applicare le disposizioni seguenti la corretta esecuzione dell’impianto termico. Posa in opera E' ammessa la posa di cavi aggraffati che devono essere di tipo non propagante líincendio se raggruppati o distanziati meno di 250 mm. devono essere costruiti ed installati in conformità con le vigenti disposizioni di legge e con le Norme UNI CIG. E’ preferibile considerare la zona AD estesa all’intero locale se specificatamente destinato a contenere la centrale termica. I cavi non armati. devono essere protetti con tubi protettivi. purché di tipo non propagante l’incendio.5 d IP44 m 2.5 c
Ulteriori prescrizioni e specificazioni Limitazioni termiche Il dimensionamento di ogni parte d'impianto deve essere tale che non sia superata la seguente temperatura esterna alle custodie in funzionamento normale: 80% della minima temperatura di accensione della sostanza pericolosa. Le tubazioni metalliche portacavi.
. il bruciatore.5 m verso il basso fino al pavimento e verso l'alto per 3 m dal centro di pericolo.50 5 5 IP40 4 IP40 6 IP40 1 2 b e IP40 a m 0. le bocche dei tubi di sfiato e qualunque altro componente suscettibile di immettere nellíambiente combustibile solo in caso di guasto (le tubazioni prive di giunzioni non sono centri di pericolo).
locali per chirurgia.circuiti che alimentano apparecchi a posa fissa per illuminazione generale non a portata di mano protetti con interruttore differenziale I∆n 30mA c) Prese a spina singolarmente .d nella pagina nodo o anello delle masse estranee a lato secondo Norma CEI 64-4 paragrafo 3.04 nei locali di chirurgia.Vedere i punti a. alla Norma CEI 64-4. terapia intensiva. Norme di riferimento CEI 64-4 3a edizione
N. ambulatori di tipo A e di tipo B.Alimentazione attraverso un trasforsecondo Norma CEI 64-4 paramatore díisolamento (vedere a lato grafo 3. punti A-B-D) di tutti i circuiti eccettuati sorveglianza. terapia intensiva e termico (o fusibile) per ciascuna anestesia presa a spina.b.Vedere i punti F-G-H-I-L-M-N-O ziale di masse. Nelle camere di degenza e negli ambulatori di tipo B il collegamento ad anello o nodo equipotenziale può essere omesso se viene adottata la protezione con interruttore differenziale con I∆n ≤30 mA. d) Collegamenti al nodo equipoten. idroterapia terapia fisica e radiologia Modalità d'accertamento L'esame deve essere esteso a tutti i locali di chirurgia.02 (vedere a lato) nelle camere di degenza e negli ambulatori di tipo A e B.
.03 (vedere a lato) nei locali di chirurgia. cure intensive e a tutti gli ambulatori compreso le cure estetiche. interruttore magnetosorveglianza. b) Protezione contro i contatti indiretti .2.3.Non intercambiabilità prese a spina protette e non intercambiabili su circuiti alimentati attraverso il secondo Norma CEI 64-4 paratrasformatore d'isolamento e gli grafo 3. terapia intensiva i sotto elencati: e anestesia ..B. nelle camere di degenza e negli ambulatori di tipo B. masse estranee nella pagina a lato secondo Norma CEI 64-4 paragrafo 3. sterilizzatori e grosse apparecchiature con potenza >5 kVA protetti con interruttore differenziale I∆n 30mA .circuiti che alimentano apparecchi radiologici. sorveglianza o cure intensive. Oggetti d'analisi Accertamenti a) Collegamenti equipotenziali con .c.02 nei locali di chirurgia. altri circuiti. esami di fisiopatologia.3.Professional Club
Controllo dei provvedimenti si sicurezza nei locali ad uso medico Scopo Accertare la rispondenza degli impianti elettrici per camere di degenza. anestesia. sorveglianza. sorveglianza.3.
dove Ia = corrente di intervento del dispositivo di protezione. terapia fisica. idroterapia.01) solo per camere di degenza e ambulatori di tipo B *.
a collegamento con conduttori di rame aventi sezione ≥ 6 mm2 di tutte le masse e le masse estranee (tubazioni. La resistenza del dispersore di terra va coordinata con interruttore differenziale ad alta sensibilità con I∆n ≤ 30 mA in modo che Rt ≤ 25/I∆n (Norma CEI 64-4 paragrafo 3.02). In alternativa all'anello si può impiegare il nodo equipotenziale in alternativa all'anello si può realizzare il nodo equipotenziale. Tali collegamenti devono avere resistenza non superiore a 0.* * Sono ammessi anche altri sistemi di protezione (vedere il capitolo 3 della Norma CEI 64-4).02 nei locali di fisiopatologia.
. strutture metalliche di qualunque genere) e gli infissi metallici. 10A b anello equipotenziale in rame avente sezione ≥ 16 mm2 con giunzioni saldate c collegamento al dispersore di terra direttamente o attraverso il conduttore di protezione.3.2.15Ω misurata in corrente alternata o continua a 6÷12V.2. La resistenza del dispersore di terra va coordinata con interruttore automatico in modo che Rt ≤ 25/Ia (Norma CEI 64-4 paragrafo 3. radiologia e negli ambulatori medici di tipo A.ESEMPIO 3
Sunto dei provvedimenti protettivi particolari per locali di uso medico (equalizzazione dei potenziali) Anello equipotenziale per camere di degenza e assimilati ambulatori tipo A e tipo B (vedi Norma CEI 64-4 3.
..... @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ .......
................... terapia intensiva e anestesia
E I A C B D
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Provvedimenti protettivi particolari per locali di chirurgia sorveglianza............................................................................. @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ ................. @@@@@@@@@@ ............................... N @@@@@@@@@@ .......................... @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ ... @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ ............. @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ .................................................................. @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ ...... @@@@@@@@@@ .............................. @@@@@@@@@@ .................................................. @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ ................. @@@@@@@@@@ ................. @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ .............
03 e) O) collettore equipotenziale da collegare a terra (vedi paragrafo 3.5 m non devono essere collegate al nodo equipotenziale
Nessuna massa deve essere collegata direttamente al dispersore di terra senza passare prima per il nodo equipotenziale.ESEMPIO 3
A.2. Per la corretta esecuzione degli stessi è indispensabile attenersi scrupolosamente alla Norma CEI 64-4. l'alimentazione deve avvenire attraverso un trasformatore d'isolamento (vedi art. In questi locali non è consentito l'impiego dell'anello equipotenziale.02). B) apparecchi elettromedicali per i quali. I.03 b) M) poli di terra delle prese a spina da collegare al nodo equipotenziale (vedi paragrafo 3.3.3.02).3.
. collegamenti al nodo equipotenziale di tutti gli infissi metallici H) accessibili.03 a) C) lampada scialitica D) pannello controllo isolamento (vedi paragrafo 3. 3. G. Per i collegamenti equipotenziali valgono le stesse prescrizioni (a) delle camere di degenza. L) tavolo operatorio motorizzato NB Le masse e le masse estranee posizionate ad un'altezza superiore a 2.3. di strutture e tubazioni metalliche anche estranee agli impianti elettrici (vedi paragrafo 3. Attenzione I provvedimenti esposti in queste brevi note sono parziali ed hanno solo valore di pro-memoria.3.2.04) E) utilizzatori non vitali da proteggere con differenziali I∆n 30 mA F. L) collegamenti al nodo equipotenziale di masse (vedi paragrafo 3.03 c) N rete metallica del pavimento e ferri d'armature del fabbricato collegate al collettore equipotenziale (vedi paragrafo 3.
Oggetti d'analisi Accertamenti a) Idoneità dei componenti . inoltre negli ex luoghi di classe 3 contenenti combustibili liquidi si deve evitare l’esposizione allo stillicidio dei componenti elettrici Modalità d'accertamento L'analisi deve essere estesa in genere all'intero ambiente caratterizzato da maggior rischio per i luoghi a) e b). fatta eccezione per le condutture che possono transitare . Per i luoghi contenenti materiali combustibili solidi (c) ben localizzabili.Tutti i componenti che ordinarialuoghi con presenza di combumente possono produrre archi o stibili (B e C) scintille devono essere racchiusi in involucri IP4X.Non deve essere impiegato (é consentito per le condutture in transito) e) Condutture .Tutti i componenti devono rispettare al fuoco le condizioni indicate nella pagina a lato c) Distanza degli apparecchi d'illu.5 m in orizzontale in tutte le direzioni e in verticale verso il basso e a 3 m in verticale verso l’alto (vedere figura a lato). non soggetti a spostamenti e controllati la zona pericolosa può essere
limitata a 1.Non devono provocare riscaldamenti di parti metalliche adiacenti per effetto induttivo .Non devono essere installati nelle vie d'uscita apparecchi elettrici contenenti fluidi infiammabili .Devono essere costituite in modo tale da non provocare innesco o propagazione dellíincendio (vedi pagina a lato) .5 m per potenza minazione dagli oggetti combustibili illuminati fino a 100 W 0. Norma di riferimento CEI 64-8/7 Sezione 751
.8 m per potenza da 100 a 300 W:1 m per potenza da 300 a 500 W d) Conduttore PEN .Professional Club
Controllo dei provvedimenti si sicurezza negli ambienti a maggior rischio in caso d'incendio Scopo Accertare la rispondenza degli impianti elettrici alla Norma CEI 64-8/7 sezione 751 nei seguenti ambienti (vedere esempi nella pagina a lato): a) luoghi caratterizzati dell'elevata densità di affollamento o dall'elevato tempo di sfollamento. o dallíelevato danno che potrebbe provocare un incendio b)fabbricati realizzati con strutture combustibili c) luoghi contenenti materiali combustibili solidi o liquidi con elevata temperatura d’infiammabilità (ex luoghi di classe 3 secondo CEI 64-2 terza edizione).Non devono costituire ostacolo lungo le vie d'uscita ..Nei luoghi con presenza di pubblico i dispositivi di comando e manovra devono essere chiusi a chiave b) Resistenza al calore anormale ed . non deve essere inferiore a: 0.Non devono essere presenti nel luogo componenti elettrici non necessari al luogo stesso.Se prescritti dalle autorità competenti i cavi devono essere del tipo a bassa emissione di gas o fumi tossici f) Grado di protezione ≥ IP4X in .La distanza per i faretti.
mobili. accademie di ogni ordine e grado .Sistema di vie díuscita di edifici di civile abitazione con altezza in gronda superiore a 24 m b)Edifici con strutture portanti in legno c) Depositi di legna.Alberghi. carbone. detenuti (carceri).Scuole. bambini (asili con oltre 25 posti letto) .Stazioni sotterranee di ferrovie e metropolitane . dormitori.Depositi di merci e materiali vari con superficie lorda superiore a 1000 m2 . n° 91-1961 . carta costituenti un compartimento antincendio di classe pari o superiore a 30 in base alla Circolare M.Locali caldaia a olio combustibile o a carbone costituenti compartimenti antincendio di classe pari o superiore a 30. ospizi). motels. Resistenza al calore anormale ed al fuoco dei componenti Tutti i componenti elettrici devono aver superato le prove di comportamento al calore anormale ed al fuoco previste dalle specifiche Norme CEI In assenza di tali norme devono superare le prove indicate nella seguente tabella (Norma CEI 64-8) eseguite con le modalità previste dalle Norme CEI 23-5 e 23-19. olio combustibile. ospedali.Ambienti che ospitano degenti (case di cura. gallerie. pensioni.ESEMPIO 4
Sunto dei provvedimenti particolari per luoghi a maggior rischio in caso d'incendio Esempi di luogo a maggior rischio a) Locali di spettacolo trattenimento con capienza superiore a 100 persone .Locali di esposizione e vendita con superficie lorda superiore a 400m2 .Musei. Modalità di posa e tipo Resistenza al calore di componenti (prova in stufa) Componenti da incasso sotto intonaco Componenti da incasso in pareti vuote Componenti applicati a pareti Passerelle e canali esterni in tensione Parti che tengono in posizione elementi in tensione 60°C 70°C 70°C 60°C 100°C Attitudine a non innescare l'incendio (prova al filo incandescente) 550°C 850°C 850°C 850°C 850°C
. edifici pregevoli per arte o storia o comunque contenenti oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello Stato .I.collegi. convitti con pi˘ di 25 posti letto .
cavi multipolari comprendenti il in b) possono essere cause conduttore di protezione d'innesco e di propagazione .): modo da non poter essere cause .1.. devono essere metallici aventi grado di protezione protette come i tipi b) ed avere < IP4X protezione dei circuiti terminali .1.5 m in verticale.condutture incassate in strutture di propagazione o díinnesco dell' incombustibili incendio.cavi unipolari o multipolari contenuti mediante interruttori differenziali in tubi o canalette in resina aventi con I∆n ≤ 0.5 m in orizzontale.cavi con schermi sulle singole realizzato mediante distanziaanime menti di almeno 250 mm o mediante cavi di tipo non propaganti incendio b) Le condutture che non avendo Sono tali: le caratteristiche di cui in a) e . .i cavi multipolari con conduttore di cendio perché i conduttori attivi protezione concentrico sono schermati da conduttori .condutture in tubi protettivi o particolari provvedimenti canali metallici con grado di protezione ≥ IP4X . verso l’alto e comunque non al di sopra del soffitto Per informazioni dettagliate consultare la Norma CEI 64-8/7 Sezione 751
.5 A grado di protezione ≥ IP4X binari elettrificati Zona pericolosa attorno a materiali combustibili solidi ben localizzati Per materiale combustibile localizzato e controllato.3 m in verticale. la zona entro la quale gli impianti elettrici devono avere i requisiti prescritti per il caso c) é così determinata: .i cavi con isolamento minerale.cavi unipolari entro canali o tubi dell'incendio.condutture ad isolamento minerale con guaina metallica b) Le condutture che non possono Sono tali: essere causa díinnesco dell'in.Professional Club
Caratteristiche delle condutture a) Le condutture strutturate in Sono tali (ad es. in tutte le direzioni e comunque non oltre le pareti che delimitano il locale e le relative aperture provviste di serramenti . verso il basso e comunque non al di sotto del pavimento . non abbisognano di . metallici messi a terra abbisoguaina metallica continua e gnano solo di protezione contro guaina isolante esterna le propagazioni dellíincendio.
secondo le Norme CEI costituiscono la regola dell’arte. E questo perché l'ente distributore a quel tempo garantiva lo stato del neutro. non costituisce una sicura barriera contro le folgorazioni anche se per troppi anni si è insistito solo su questo modo di protezione. Questo è senz’altro vero. Quindi si dovrebbe partire da qui e analizzare che se gli impianti costruiti dopo la legge 186/68 non erano realizzati secondo le Norme CEI in vigore a quei tempi devono essere adeguati.5 c. Riguardo agli adeguamenti taluni sostengono che gli impianti preesistenti devono essere adeguati almeno alla Norma CEI 64-8 seconda edizione (1984). Allora che fare? Allora è bene ricordarsi che il regolamento della legge 46/ 90 il DPR 447/91 prevede appunto in un apposito articolo (art. tali requisiti sono: a) b) c) d) Sezionamento posto all'origine Protezione contro le sovracorrenti poste all'origine Protezione contro i contatti diretti Protezione contro i contatti indiretti
(la protezione con interruttore differenziale di 30mA in assenza di impianto di terra. Dal punto di vista storico-normativo una prima data che ha segnato un punto fermo per un riferimento preciso è il 1-3-1968 la data che ha visto la promulgazione della legge 186 “regola dell’arte” che ha sancito in sostanza che gli impianti realizzati ad es. o comunque quelli rimasti devono essere completamente sostituiti. che nel 1968 si eseguiva ancora la messa al neutro (altro che messa a terra).8) che se un impianto.
.46/ 90 e per questo per una serie di motivi come qui di seguito indicato. gli impianti dovrebbero essere continuamente adeguati perché le Norme CEI sono soggette a continui aggiornamenti. Gli impianti elettrici in Italia sono nati circa cento anni fa. ma é necessario il coordinamento con i dispositivi di protezione. Ora sappiamo che l’impianto di terra. ma quelli realizzati nel primo mezzo secolo o sono stati già rifatti. presenta determinati requisiti può essere considerato idoneo. ma ciò significa dover rifare quasi tutti gli impianti esistenti con tempi lunghi e costi tra l’altro proibitivi. antecedente al ’90. da solo. lo stesso non si può dire per gli impianti realizzati prima della L. Senza infine considerare che seguendo questo criterio.ALLEGATO I
Verifiche degli impianti preesistenti alla Legge 46/90 Se può essere relativamente facile eseguire le verifiche agli impianti appena realizzati. Gli impianti realizzati nel secondo mezzo secolo (e fino al 1990) e non ancora adeguati sono tuttora numerosi e la Legge 46/90 impone che siano adeguati almeno ai minimi requisiti di sicurezza. é valida solo per le unità abitative). Altri sostengono che invece gli impianti preesistenti devono essere adeguati alle Norme CEI attuali perché sono le più sicure. E qui cominciano le difficoltà per “come” devono essere adeguati. Ma adeguati a che? A quale Norma CEI? Alle Norme Cei dell’epoca! E qui si scopre ad es.
evita alle persone di venire in contatto con le parti in tensione. Mancanza generalizzata di dispositivi di protezione contro i contatti indiretti (differenziali). in quanto l'aspetto della sicurezza é pienamente rispettato. in tutta sicurezza. Mancato coordinamento contro le sovracorrenti tra protezione e sezione delle condutture (in genere protezioni con taratura elevata). La protezione contro i contatti diretti. Mancanza o non aggiornamento degli schemi elettrici e delle planimetrie 8. 4. 2. Conduttore di protezione con guaina di colorazione diversa dal giallo/ verde (nero-rosso-giallo). Sezione delle condutture variabile a scalare dall’utenza all’alimentazione con una sola protezione all’inizio linea. Così ad es. impianto di terra coordinato con dispositivi di protezione). 10. 9. 5 come 8 citato siano presenti. Più cavi sottotesi sotto lo stesso interruttore. 11. Il sezionamento all'origine consente di sezionare l'impianto ed evitare che rimangano parti in tensione nell'intero impianto stesso. 6. interventi ecc. Mancanza di adeguata protezione contro i contatti diretti nelle cabine a giorno. Ciò é fondamentale per chi deve operare sull'impianto e che possono eseguire lavori di manutenzione. Tipiche inottemperanze riscontrate su impianti preesistenti 1. mentre per gli impianti che presentano le caratteristiche per le quali è necessario il progetto devono essere verificati da un professionista iscritto all’albo. Infine la protezione contro le sovracorrenti garantisce che ogni sovraccarico o cortocircuito che si verificasse nelle condutture sarà prontamente interrotto nei tempi e modi consentiti dalle Norme CEI. pericolo di esplosione ecc. 3. modifiche. Se uno o più dei requisiti non fosse presente l’adeguamento consisterà nel ripristinare i requisiti mancanti. Quanto detto per il condominio vale ovviamente per qualsiasi tipo di impianto (anche industriale) ovviamente facendo salve le considerazioni di impianti particolari richiesti per influenze esterne (maggior rischio in caso di incendio.Professional Club
In effetti un impianto elettrico realizzato anche dopo il '90 non presenta altri requisiti se non quelli testé elencati. Va da sé che le verifiche agli impianti preesistenti possono essere eseguite per gli impianti al di sotto dei limiti dimensionali (per i quali non è richiesto il progetto di cui all’art. 13. Inserzione di utilizzatore monofase derivati (fase-terra) anziché fase a neutro. Presenza di tubo metallico elios non collegato a terra con all’interno conduttore unipolare senza guaina (cordina). La protezione contro i contatti indiretti significa che nell’impianto elettrico è presente almeno un modo di protezione contro le tensioni di contatto per un guasto verso terra delle masse (es. se nei servizi comuni di un condominio non è presente il sezionamento generale (in quanto esiste solo il limitatore del distributore) e non è presente la protezione differenziale (esiste solo l’impianto di terra) si procederà ad istallare l’interruttore generale (con funzione anche di sezionamento) e le protezioni differenziali coordinate con il valore dell’impianto a terra. Ciò premesso le verifiche agli impianti realizzati prima del marzo ’90 consistono nell’ispezionare i quattro requisiti dell’art. Posa di cavi interrati senza guaina o con guaina non idonea al tipo di posa. Potere d’interruzione inadeguato degli interruttori di bassa tensione specialmente per gli interruttori di portata minore
. 5. 12.4 DPR 447/91) dallo stesso installatore. Posa di conduttori unipolari senza guaina (cordine) all’interno di canali (senza coperchio) e passerelle a portata di mano 7. Mancanza di fossa di contenimento contro la fuoriuscita di olio dai trasformatori.). su tutti i componenti.
3) Analisi delle fatture Enel per verificare il costo medio e la correttezza del contratto. Impianto d’illuminazione . Verifiche non prescritte ma importanti ai fini dellíidentificazione delle caratteristiche di impianto e del razionale uso dell’energia elettrica: 1) Misura della corrente di dispersione nel collegamento a terra lato BT del centro stella nei sistemi TN. .Mancanza d’interruttore e/o pulsante generale esterno al locale. 22. . . Impianto di terra . .Mancanza di sezionamenti locali per manutenzione e/o procedure di sicurezza.ALLEGATO I
14. Quadri elettrici . 20. . Impianti a bordo macchina . . 19.Utilizzo di prolunghe polivalenti a valle di prese a spina interbloccate.Prese a spina in quantità insufficiente (con ricorso indiscriminato ad adattatori e prolunghe). .Quadri elettrici con inadeguato grado di protezione. 15. Impianti in luoghi classificati con pericolo di esplosione .Mancanza del modello B (denuncia dell’impianto di terra) o della documentazione delle verifiche periodiche. Prese a spina . precarie arrugginite o ossidate.Grado di protezione inadeguato dei componenti. 16.Carenza e/o alterazione del grado di protezione dovuto a installazione e collegamento cavi. .Inadeguati livelli d’illuminamento.Prese a spina: senza l’alveolo di terra .Mancanza di schemi certificazioni e/o di caratteristiche tecniche.
.Condutture non adeguate alla pericolosità del luogo.Mancanza di pulsante di arresto di emergenza.Inadeguato grado di protezione dei componenti. 18. 17. Impianti tecnologici . . 2) Misura della corrente sul neutro (squilibrio dei carichi). Morsetti di connessione e altre parti attive non protette contro i contatti diretti. Cassette di derivazione non protette contro i contatti indiretti e diretti (coperchio di metallo non connesso al PE o senza coperchio).Mancanza dei sistemi per impedire il riavviamento automatico dopo mancanza rete.Picchetti con connessioni aperte. 21. . .Non unicità d’impianto in quanto il complesso è costituito da edifici costruiti in epoche diverse. .Non protetti contro i contatti diretti ed indiretti. .Mancanza del nodo equipotenziale di terra.Mancanza di collegamenti equipotenziali.Mancanza di certificazione idonea.Mancanza o inadeguata illuminazione di sicurezza. .
In questo caso la certificazione e le verifiche ai quadri elettrici sono prodotte dallíinstallatore quadrista che le cederà all’installatore impiantista nel momento dell’acquisizione dei quadri. ma solo conservate. e ciò per poter dimostrare la conformità del quadro alla Norma CEI relativa. ma solo per poter dichiarare.Professional Club
Verifiche e quadri elettrici Non sempre l'installatore é anche costruttore di quadri elettrici. Le verifiche al quadro elettrico perciò non devono essere obbligatoriamente allegate alla dichiarazione di conformità. specie se si tratta di grossi quadri (es. power center). nella “tipologia dei materiali utilizzati” della stessa dichiarazione. Queste verifiche . dall’installatore.
. cioè si costruisce in proprio i quadri (quasi sempre di distribuzione) da installare nell’impianto che sta realizzando. Si rimanda l’argomento ad altri documenti Bticino che trattano approfonditamente sia le verifiche che la certificazioni dei quadri oggetto delle Norme 17-13 e 23-51. Spesso le due professioni sono nettamente distinte e complementari e ognuno opera nel proprio ambito. mostrata ad un funzionario pubblico in occasione di una verifica all’impianto. insieme alla documentazione dell’impianto per essere. Rientrano in questa ottica anche le verifiche ai quadri sottoposti alla Norma sperimentale 23-51 “quadri per uso domestico e similare” anche se più semplici e meno impegnativi da realizzare. non rientrano tra quelle da dichiarare ai fini della dichiarazione di conformità della legge 46/90. Le problematiche della costruzione e verifiche richieste dalle Norme CEI sui quadri (17-13/1/ 3/4) sono a carico del’installatore impiantista alle quali si dovrà attenere. quadri di cabina MT/BT. Ma sovente capita che anche l’installatore impiantista diventa costruttore del quadro. a differenza di quelle trattate ampiamente nel presente documento. la conformità alla regola dell’arte del “componente” quadro elettrico come si richiede a qualsiasi componente. a richiesta.
numero. canali. per uno stesso impianto..
. art. di conformità a norme tecniche CEI di prodotto (anche. vengono utilizzati numerosi piccoli componenti di costruttori diversi.. oppure non è provvisto di un marchio di conformità (colonna 5) alle norme. il componente ricade comunque nella Direttiva Sicurezza Prodotti (92/59 CEE): in questo caso è opportuno che l’installatore richieda al costruttore/importatore/mandatario la documentazione (attestato. morsetti.ALLEGATO III
Tabella guida CEI 64-14 utilizzabile per la stesura della relazione con tipologie dei materiali (componenti elettrici)
denomnazione del componente
modello tipo articolo
conforme alla regola dell’arte (*) 4 5 6
altra denominazione marcatura marchio CE IMQ o altri marchi di Stati UE
* sbarrare le relative caselle
Per la compilazione della tabella utilizzabile per la stesura della relazione con tipologie dei materiali (componenti elettrici) Colonna 1: Indicare il componente (es.). cavo. eventualmente in aggiunta alla marcatura CE). Colonna 6: Se il componente non è provvisto di marcatura (colonna 4) CE (alla Direttiva BT ed alle altre direttive ad esso applicabili). Colonna 4: Barrare questa colonna nel caso il componente sia provvisto di marchio IMQ o di altri marchi di Stati UE..: Direttiva BT) ad esso applicabili (marcatura CE).).) e quando.: capicorda. di norme o di progetti di norme internazionali (IEC) o di specifiche tecniche di riferimento. Nota: l’installazione di componenti elettrici sprovvisti dei requisiti previsti dalle colonne 4 e/o 5 o 6 comporta per l’installatore l’onere di dimostrare la rispondenza del componente alla regola dell’arte. tubi protettivi. Indicare con sigla. 5..: cavi. Indicare il nome del costruttore. dichiarazione del costruttore anche semplicemente da catalogo. ecc. pressacavi. Tale indicazione è superflua nel caso di accessori vari di largo impiego. Barrare questa colonna nel caso il componente sia conforme alle direttive (es. comma 5).: interruttore.) questi possono essere indicati genericamente sotto un'unica voce accessori vari. ecc. connettori. lettera (o loro combinazione)..ecc. Colonna 2: Tale indicazione è superflua nel caso di accessori vari di largo impiego.: cavo N07V-k. relazione) attestante che il componente è costruito a regola d’arte con l’indicazione di eventuali norme non italiane di Stati UE (DPR 447/91. Nel caso di accessori di largo impiego (es. Colonna 5: Barrare questa colonna nel caso il componente non rientri in una delle due precedenti colonne 4 e/o 5. tubo protettivo. il modello/tipo/articolo del componente (es. ecc. Colonna 3: Tale indicazione è facoltativa per quei componenti per i quali non risulta facile individuare il nome del costruttore (es.
Attestato: Si intende un certificato rilasciato da un laboratorio indipendente e riconosciuto dalla Comunità Economica Europea che attesti che il componente è conforme a Norme CEI o a Norme armonizzate oppure a Norma IEC o Norme di Stati UE purché di sicurezza equivalente a quella richiesta in Italia. Marchio: Si intende il marchio rilasciato da un laboratorio indipendente e riconosciuto dalla Comunità Economica Europea che attesti la conformità del componente alle norme di prodotto (es. marchio IMQ).
. rilasciata dal costruttore/importatore/mandatario.Professional Club
Definizioni Marcatura CE: Si intende la dichiarazione sintetica del costruttore/importatore/mandatario che attesti la conformità del componente a tutti i requisiti legislativi e comunitari (Direttive) ad esso applicabili. Relazione di Si intende una relazione rilasciata da un laboratorio indipendente conformità: e riconosciuto dalla Comunità Economica Europea che attesti che il componente è conforme ai principi generali di sicurezza (per componenti privi di Norme o soggetti a Norme di Stati non UE). oppure a Norme IEC o Norme di Stati UE purché di sicurezza equivalente a quella richiesta in Italia. Dichiarazioni Si intende una dichiarazione di conformità a Norme CEI o del a costruttore: armonizzate.
P-1 P-2 P-3 P-4 P-5 M-1 M-2 M-3 M-4 M-5 M-6 M-7 M-8 Prova di continuità dei conduttori di protezione e dei conduttori equipotenziali principali e supplementari Prove di intervento dei dispositivi a corrente differenziale Prove di polarità.Professional Club
II Parte . dei dispositivi di sicurezza e di riserva e del dispositivo automatico di allarme e di sicurezza Prova di tensione applicata Misura della resistenza di terra Misura dell'impedenza dell'anello di guasto Misura delle tensioni di contatto e di passo Misura delle resistenze di isolamento dell'impianto elettrico Misura della resistenza di isolamento del pavimento e delle pareti Misura dell'equalizzazione del potenziale Misura delle correnti di dispersione Misura dell'illuminamento medio
. di tensione applicata e di funzionamento Prove di intervento.
. 2. di collegamenti ad esempio così suddivisi: al collettore di terra.Continuità metallica tra le masse estranee ed il morsetto di terra e tra supplementari massa-massa estranea. La prova può essere fatta con impianto in tensione.Continuità metallica tra le masse principali e collegamenti dei estranee principali (tubi acqua.) nei luoghi conduttori ristretti. ecc. del neutro con funzione anche di conduttore di protezione (PEN). alle masse estranee e al polo di terra delle prese a spina. Per accertare che gli organi di sezionamento non interrompano il conduttore di protezione é bene eseguire la prova di continuità anche ad impianto sezionato. alle masse.a. gas. La continuità può essere accertata anche per tronchi successivi (collettore principale di terra-morsetto di terra locale. accerta di conseguenza la loro continuità.Continuità metallica tra poli di terra delle prese ed il collettore o nodi di terra b) Morsetti di terra dei componenti . anche utilizzando un loop tester che. dispersori al collettore principale riscaldamento.Continuità metallica tra i morsetti di classe I di terra ed il collettore di terra c) Collegamenti equipotenziali .c. misurando la resistenza dell’anello di guasto. provando ad esempio una percentuale non inferiore al 20%. estranea (nei bagni.2 A e tensione a vuoto compresa tra 4 e 24 V c. 612. dei collegamenti equipotenziali principali (EQP) e supplementari (EQS) e del conduttore di terra (CT).3. compresi i conduttori equipotenziali principali e supplementari Scopo Accertare la continuità dei conduttori di protezione (PE).P-1 Prove
Prova della continuità dei conduttori di protezione. o c. Norme di riferimento CEI 64-8/6 art.2 CEI 64-14 art. La prova di continuità può essere fatta a campione. per la sola verifica di continuità dei conduttori di protezione (PE) e dei conduttori di terra (CT). morsetto di terra locale-morsetto di terra dei componenti di classe I). d) Collegamenti equipotenziali . docce. Nel caso di uno o più riscontri negativi (mancanza di continuità fra due punti) si proverà un ulteriore 20% e così via. massa estranea massa le tubazioni nei bagni. armatura calcedi terra struzzo) ed il collettore di terra e fra il collettore di terra e i dispersori Modalità d’accertamento Queste prove vanno eseguite con corrente ≥ 0. Oggetti d’analisi a) Poli a terra delle prese a spina Accertamenti . nelle docce. ecc.
compresa fra 4 e 24 V.2 A con una tensione a vuoto c. o c.Professional Club P-1 Prove
Strumento multifunzione con ohmmetro milliamperometrico
Tipi di apparecchi Strumento multifunzione o strumento specifico con ohmmetro che eroghi una corrente di prova non inferiore a 0. all’indicazione di fuori portata massima. ritenendo perciò validi indistintamente tutti i valori compresi all’interno della scala o mediante segnalazione acustica di conferma di positività della prova. Errori sistematici Il metodo di misura milliamperometrico quando utilizza una fonte di energia autonoma é influenzato dallo stato di carica delle pile che deve essere verificato prima di procedere alle prove. Lo strumento di misura utilizzato deve essere quindi in grado di segnalare quando la corrente erogata per questa prova é inferiore a 0.c.
puntale di misura puntale di misura
lampada di segnalazione di circuito in tensione commutatore di portata e controllo stato di carica batterie pulsante di misura manopola di azzeramento
Precisazioni La prova di continuità non serve a misurare la resistenza ma solo a valutare l’esistenza o meno della continuità elettrica ovvero ad accertare l’integrità dei circuiti di protezione.a.2 A facendo corrispondere questa condizione. ad esempio.
P-1 Prove
Prova di continuità dei conduttori equipotenziali principali tra il collettore principale di terra e le masse estranee
Alcuni esempi d’inserzione e procedimento
Prova di continuità tra il collettore o nodo di terra ed il conduttore di terra di una presa a spina o la massa di un apparecchio utilizzatore
Prova di continuità tra il polo di terra di una presa a spina ed il morsetto di terra degli equipotenziali supplementari nei locali contenenti bagni o docce
5. 612.a. 413. 2) Uo = Tensione nominale in c. Per ottenere la selettività con i dispositivi di protezione a corrente differenziale nei circuiti di distribuzione é ammesso un tempo di interruzione non superiore a 1 s (CEI 64-8.II bis Tempo di intervento dei dispositivi di protezione a corrente differenziale Tempo massimo di interruzione per i sistemi TT Per ragioni di selettività si possono utilizzare dispositivi di interruzione a corrente differenziale di tipo S in serie con i dispositivi di protezione a corrente differenziale di tipo generale.4.2. Norme di riferimento CEI 64-8 artt.Provare l’intervento con corrente pari a Idn e l’intervento entro 40 ms con 5 Idn .4 0. Oggetti d’analisi a) Circuiti terminali protetti da interruttori differenziali con Idn 10 mA b) Circuiti terminali o principali protetti da interruttori differenziali con Idn 30 mA c) Circuiti terminali o principali protetti da interruttori differenziali con Idn >30 mA Accertamenti . Provocare una corrente pari a 5 Idn: il differenziale deve intervenire entro 40 ms.3. 3) Tempi di interruzione convenzionali non superiori a 5 s sono ammessi per i circuiti di distribuzione (CEI 64-8. 413.1 e 612.6.Professional Club P-2 Prove
Prove di funzionamento dei dispositivi a corrente differenziale Scopo Accertare il corretto collegamento e funzionamento degli interruttori differenziali installati.1
1) I valori riportati si basano sulla Norma CEI 8-6. Precisazioni Questa prova può essere fatta anche con l’impianto completo dei principali utilizzatori fissi.Provare l’intervento con corrente pari a Idn e l’intervento entro 40 ms con 5 Idn . art.2.2).01 CEI 64-13 tab. Per gli altri circuiti il tempo di interruzione deve essere non superiore a 500 ms.3.5)
.8 0.Provare l’intervento con corrente pari a Idn e l’intervento entro 40 ms con corrente pari a 5 Idn
Modalità di accertamento e conseguenze Provocare la corrente di dispersione pari a 1 Idn: il differenziale deve intervenire.1.2 CEI 64-4 art.9 CEI 64-14 art 2.1.2 0. valore efficace fra fase e terra. Tempi massimi di interruzione per i sistemi TN Uo (V) 120 230 400 >400 Tempo di interruzione 0.
4 0. 3) Fare riferimento anche a CEI 64-8.6) Tempi massimi di interruzione in ambienti particolari Sistema TN Sistema IT Uo (V) T (s) Uo/U (V) Neutro non Neutro distribuito t(s) distribuito t(s) 120 0. 481. x1. Gli strumenti di questo tipo devono essere in grado di misurare il tempo d’intervento degli interruttori fino almeno a 2 s. può essere necessario prendere altre misure di protezione ad esempio un collegamento equipotenziale supplementare.06 0. 20.3.1 0. 2) Uo = Tensione nominale in c. DC TEST. per altre diverse prove allo stesso interruttore. art.1.: 10.2 0.500 mA) tramite apposito commutatore di portata.4 0.8 5 230/400 0.1 230 0. 100. Tipi di apparecchi Analizzatore digitale di funzionalità degli interruttori differenziali con correnti di prova selezionabili (es. Possono essere altresì selezionabili le funzioni x1/2.4 120/240 0.2 >400 0.1.02 580/1000 0. valore efficace fra fase e terra.06 1) Uo = Tensione fra fase e terra.
sonda esterna cavetto di misura
visualizzatore a cristalli liquidi selettore 0/180°
lampade di segnalazione di esatta connessione commutatore di funzione commutatore di portata
pulsante di misura
.4 580/1000 0. 3) Tempi di interruzione convenzionali non superiori a 5 s sono ammessi per i circuiti di distribuzione (CEI 64-8. art.P-2 Prove
Tempi massimi di interruzione per i sistemi IT (secondo guasto) Tensione nominale dell'impianto Tempo di interruzione Uo/U (V) Neutro Neutro non distribuito distribuito 120/240 0.06 400/690 0. 300. x5.2 1) I valori riportati si basano sulla Norma CEI 8-6. 30. 2) Se tale tempo di interruzione non può essere garantito.02 0.2 0.2 230/400 0.3.4 400 0.a.8 400/690 0. 413. E' bene che la corrente di prova sia indipendente dalla variazione della tensione di rete.
Anche se gli strumenti di questo tipo sono generalmente in grado di mantenere costanti le correnti di prova per valori di resistenza dell’anello di guasto anche abbastanza elevati. é necessario eseguire preventivamente la misura M-1 (sistema TT) o M-3 (sistema TN) ed accertare che i valori così misurati siano coordinati con gli interruttori in prova. per. se da questa misura si rileva una corrente di dispersione trascurabile rispetto all’ Idn dell’interruttore in esame (ad esempio corrente di dispersione inferiore a 0.1 Idn) si può tralasciare il sezionamento del carico.Professional Club P-2 Prove
Inserzione e procedimento Lo strumento per la verifica della funzionalità degli interruttori differenziali può essere collegato direttamente ai morsetti a valle dell’interruttore differenziale da controllare oppure alla presa a spina più vicina ad esso.
. La corrente di prova impressa dallo strumento é funzione inversa della resistenza o impedenza dell’anello di guasto. evitare che tali correnti si sommino alla corrente iniettata durante la prova. é necessario interrompere l’alimentazione del carico a valle del differenziale ed eseguire la prova collegandosi direttamente ai morsetti a valle dell’interruttore in esame. Selezionando la corrente Idn equivalente a quella dell’interruttore in prova. si preme il pulsante di misura per ogni condizione di prova verificando l'intervento alla corrente Idn selezionata e il tempo nel quale é intervenuto. Per identificare e quantificare le correnti di dispersione verso terra é necessario eseguire preventivamente la misura indicata in M-7.
Collegamento a valle e a monte di un interruttore installato su un circuito trifase o monofase 380/220V
Errori sistematici Nel caso si eseguano prove su impianti dove ci sono correnti di dispersione verso terra.
1 Tipi di apparecchi Indicatore del senso ciclico delle fasi. Gli interruttori unipolari devono essere collegati sul conduttore di fase. b) Funzionamento degli utilizzatori . i motori. Modalità d’accertamento Le unità costituite da più componenti. sottoposti alla tensione nominale devono funzionare regolarmente.
. Norme di riferimento CEI 64-8 artt.P-3 Prove
Prove di polarità e di funzionamento Scopo Verificare che le apparecchiature. i motori.Il polo neutro delle prese deve essere correttamente collegato al conduttore N. scelti e regolati in modo appropriato. Per misure di precisione su apparecchi con notevoli transitori di corrente e di tensione.2 e 7. I dispositivi di protezione devono essere provati unitamente alle unità alimentate al fine di accertare che siano installati. i blocchi funzionino regolarmente senza difficoltà né anomalie e che gli apparecchi di comando e di derivazione siano correttamente polarizzati.Gli utilizzatori più gravosi devono più gravosi e dei dispositivi avere tensione ai loro morsetti sia di protezione a vuoto che sotto carico o sotto spunto.7 e 612. i motori devono rispettare il senso ciclico delle fasi per il corretto senso di rotazione. contenuta entro i limiti di corretto funzionamento indicati dal costruttore. gli ausiliari di comando. Oggetti d’analisi a) Corretta polarità di prese polarizzate. i comandi e i blocchi.3.9 CEI 64-14 artt. all’atto dell’inserzione é necessario usare strumenti digitali con lettura del vero valore efficace (True RMS) e con funzione che consente di memorizzare il valore massimo di picco raggiunto dalla grandezza misurata. di interruttori unipolari e di motori Accertamenti . Multimetro o pinza amperometrica con buona classe di precisione.3. 612. 6.
Professional Club P-3 Prove
Prova del corretto collegamento delle fasi di un motore
Prova di funzionamento di un motore Schema di inserzione e procedimento con pinza amperometrica con memorizzazione dei massimi valori di spunto
1 prova voltmetrica 2 prova amperometrica
l’esistenza di un circuito di prova a mezzo pulsante per la verifica dell’efficienza del dispositivo. con caratteristiche non inferiori a quelle prescritte per i trasformatori di sicurezza. .l’impossibilità di disattivare il dispositivo con trasformatore di isolamento inserito.l’impossibilità di disinserzione del segnale luminoso. Il corretto funzionamento e l’inserzione del dispositivo vengono provati inserendo una resistenza di poco inferiore a 50 kΩ tra un punto del circuito di protezione e ciascuno dei conduttori alimentati dal trasformatore di isolamento. Accertare che il dispositivo automatico di sicurezza entri in funzione al primo guasto. Si procede togliendo tensione e verificando che l'interruzione sia contenuta entro i tempi prescritti.Ai fini della protezione contro i contatti indiretti il dispositivo di controllo dello stato di isolamento del secondario del trasformatore di isolamento deve essere permanentemente inserito e controllato tramite apposito pulsante che dovrà attivare una segnalazione ottica-acustica.P-4 Prove
Prove di intervento dei dispositivi di sicurezza e di riserva e del dispositivo automatico di allarme e di sicurezza Scopo Accertare che i generatori e gli automatismi destinati a garantire l’alimentazione di apparecchi o parti d’impianto destinati alla sicurezza o alla riserva entrino tempestivamente in funzione entro i tempi richiesti.che il segnale di allarme sia percepibile dove é prevista la presenza di personale di sorveglianza. La prova consiste nel verificare il corretto funzionamento del dispositivo con la resistenza inserita ed il suo successivo ripristino disinserendo la resistenza di prova.
. . a conferma dell'efficienza del circuito di allarme
Modalità d’accertamento La prova d'intervento deve essere estesa a tutti i dispositivi di sicurezza e di riserva la cui messa in servizio deve essere provocata automaticamente per mancanza di tensione in rete. . . . Oggetti d’analisi a) Gruppi di continuità rotanti oppure gruppi elettrogeni ad avviamento automatico stabiliti nel progetto o in specifiche norme b) Dispositivo automatico di allarme e di sicurezza Accertamenti . La verifica della corretta installazione del dispositivo automatico di allarme viene effettuata accertando: .che la tensione di alimentazione del circuito di allarme non superi 25 V. La prova deve essere effettuata con tutte le utenze interessate inserite e nelle condizioni più sfavorevoli.Raggiungimento dei valori nominali di tensione entro i limiti di tempo richiesti dalle specifiche norme .che il dispositivo di allarme abbia una separazione tra il circuito di alimentazione e il circuito di misura.
alimentatori ad interruzione brevissima: t ≤0.5 s (lampade scialitiche e illuminazione di sicurezza) . Norme di riferimento CEI 64-8 art.alimentatori ad interruzione media: t ≤15 s (alimentazione di emergenza per locali ad uso medico) . devono essere i seguenti (conformemente alle Norme CEI 64-8 e 64-4): . 752. 5.5
. I tempi massimi d’interruzione rilevati. salvo diversa indicazione di progetto.01 CEI 64-13 art.15 s . 5.1.1.alimentazione ad interruzione breve: t ≤0.2 CEI 64-4 art.01. 10.Professional Club P-4 Prove
La misura della corrente che circola nel circuito di allarme per un guasto franco a terra può essere effettuata inserendo un milliamperometro sul conduttore che connette il dispositivo al nodo equipotenziale e collegando direttamente a terra uno dei conduttori del circuito isolato: il valore della corrente che circola non deve superare 1 mA (vedere M-7).4 CEI 64-14 art.60.14.alimentatori ad interruzione lunga: t> 15 s.
per un minuto. Tutto l'equipaggiamento elettrico deve essere collegato con la sola esclusione dei componenti elettronici e di quelli che assorbirebbero corrente o fossero danneggiati dalla tensione di prova. durata del tempo di prova regolabile e memorizzazione della tensione di avvenuta scarica.1A (Norma CEI EN 61180-1/61180-2).a. lettura della tensione di prova. Oggetti d’analisi a) Tensione applicata Accertamenti .a.Applicandola tensione di prova per 1 min. 8.2. e. Nella dichiarazione di conformità dei quadri elettrici di tipo AS questa prova é definita "prova dielettrica" (Norma CEI 17-13/1) vedere "Guida alla dichiarazione di conformità dei quadri elettrici BT" della Bticino. Tensione regolabile fino ad almeno 3000 Vc.2 Tipi di apparecchi Apparecchio per la prova della rigidità dielettrica con potenza del trasformatore generatore di almeno 500 VA. non si devono verificare né perforazioni né scariche superficiali degli isolanti
Modalità d’accertamento La prova di tensione applicata ai quadri deve essere effettuata con appropriata sorgente in grado di mantenere la tensione di prova per valori della corrente di dispersione fino a 0. specificata nelle rispettive norme. possibilità di prova distruttiva con corrente di 100 mA alla tensione di prova richiesta. per tensione di funzionamento del quadro di 220/380V..
.P-5 Prove
Prova di tensione applicata Scopo Verificare che i componenti elettrici di BT esempio apparecchiature non costruite in fabbrica siano correttamente collegati a isolati mediante prove individuali di tensione applicata. Norme di riferimento CEI 17-13/1 art. La tensione di prova va applicata tra le parti attive e le masse del componente in prova. la tensione di prova é di 2500V c.
e mantenuta per un minuto.a.
Prova di tensione applicata ad un quadro elettrico
. Per i quadri di Tipo AS il valore della tensione di prova deve essere regolata a 2500 V c.Professional Club P-5 Prove
Schema d'inserzione e procedimento Si deve accertare che con l'applicazione della tensione di prova tra tutti i circuiti attivi e le masse o la terra non si verifichino scariche superficiali o in aria.
Norme di riferimento CEI 64-8/6 artt. 612.6. 2. previsto anche dalla Norma CEI 648/6. Nei luoghi dove non é possibile utilizzare il metodo sopra descritto. quando é situata ad una distanza dal contorno del dispersore pari a circa 2. Precisazioni In questa parte si considerano solo gli accertamenti richiesti per gli impianti di terra dei sistemi TT.3 CEI 64-14 art. come ad esempio nei centri urbani.5 volte la dimensione massima dello stesso dispersore. per quanto possibile nelle ordinarie condizioni di funzionamento.. Per gli impianti elettrici nei locali adibiti ad uso medico e nelle strutture adibite ad uso agricolo e zootecnico il valore della tensione di contatto limite massima ammessa deve essere ridotta a 25 V.3. 50 (V) é la tensione di contatto limite ammessa per il tempo di 5 s ed RA é la somma delle resistenza del dispersore e del PE.2. Questo sistema di misura alternativo.Verificare il contributo delle dall'impianto di protezione masse estranee collegate in equipotenzialità Modalità di accertamento e conseguenze La misura della resistenza di terra si esegue con appositi strumenti di misura che utilizzano il metodo volt-amperometrico e che possono fornire il valore della resistenza di terra direttamente in ohm.RA ≤ 50/Ia dizioni ordinarie di funzionamento b) Impianto dispersore scollegato . Nel caso di semplice dispersione verticale (picchetto singolo) tale dimensione può essere assunta pari alla sua lunghezza. Si fa circolare una corrente alternata di valore costante tra il dispersore in esame ed un dispersore ausiliario posizionato ad una distanza dal contorno del dispersore in prova pari ad almeno cinque volte la dimensione massima dello stesso dispersore (ad esempio massima diagonale o diametro del cerchio di pari area che contiene il dispersore).1
. In generale si può considerare la sonda di tensione in posizione idonea. fornisce sempre un valore a vantaggio della sicurezza.2 e 612.M-1 Misure
Misura della resistenza di terra di un sistema TT Scopo Accertare che il valore della resistenza di terra Rt sia tale da soddisfare la relazione per attuare la protezione contro i contatti indiretti mediante interruzione automatica del circuito che per i sistemi TT (sistemi di I categoria senza cabina propria di trasformazione) é la seguente: RA ≤ 50/Ia dove Ia é la corrente di intervento del dispositivo di protezione. Si misura la tensione tra il dispersore in esame ed una sonda di tensione situata al di fuori della zone di influenza generate dalla corrente di prova che attraversa il dispersore di prova e il dispersore ausiliario di corrente.6. si può misurare con un loop tester la resistenza dell’anello di guasto anziché la resistenza di terra. Questa misura si deve effettuare sull’intero impianto dispersore. Oggetti d’analisi Accertamenti a) Impianto dispersore nelle con. utilizzando un dispersore ausiliario di corrente e una sonda di tensione. Il valore della resistenza di terra é dato dal rapporto tra la tensione misurata e al corrente di prova o indicato direttamente da strumenti appositamente realizzati.
Con loop tester. La misura comprende. é sempre a vantaggio della sicurezza. La precisione della misura dipende dall’indipendenza del dispersore ausiliario di corrente e della sonda di tensione dall’impianto dispersore in esame e quindi dalla distanza del punto d’infissione delle stesse sonde rispetto al dispersore. più la resistenza equivalente secondaria del trasformatore. Loop tester con tensione di funzionamento compresa fra 100 V c. più la resistenza delle linee. eseguire la verifica con il loop tester. a 50 Hz. Errori sistematici Metodo volt-amperometrico.a. quella della cabina. Il valore così ottenuto é sempre maggiore di quello relativo al solo impianto disperdente locale per cui.
Schema d'inserzione e procedimento con metodo volt-amperometrico
.2 Ω tensione di prova a vuoto >100 V c.a.Professional Club M-1 Misure
Tipi di apparecchi Misuratore della resistenza di terra volt-amperometrico a dispersori ausiliari con minima risoluzione 0. In presenza di fenomeni di disturbo come ad esempio reti di tubazioni metalliche nei centri urbani. e 240 V c. Per dispersori molto estesi utilizzare il metodo indicato nell'apposito paragrafo.a. ai fini del coordinamento con i dispositivi di protezione. oltre alla resistenza di terra locale. Queste ultime due resistenze sono generalmente di valore trascurabile rispetto alla prima. con frequenza ≠ 50 Hz e sue armoniche per evitare che sia influenzata da eventuali correnti nel terreno provocate a frequenza di rete.
M-1 Misure
Schema d'inserzione e procedimento con loop tester
in due o più punti.
. ecc.6 150 225 ≤0.Professional Club M-1 Misure
Misura della resistenza di terra di un sistema TN Scopo Accertare che il valore della resistenza di terra Rt sia adeguato alle esigenze d’interruzione delle correnti di guasto a terra secondo le relazioni sotto specificate Precisazioni In questa parte si considerano solo gli accertamenti richiesti per gli impianti di terra dei sistemi di II categoria con particolare riguardo alle cabine MT/ BT di proprietà dell'utente e distribuzione in sistema TN. ad esempio.(Vedere tabella)
Modalità di accertamento e conseguenze Questa tecnica. Si può quindi posizionare il dispersore ausiliario di corrente ad una distanza ridotta. Il valore della resistenza di terra é dato dal rapporto della tensione misurata al punto flesso e la corrente di prova. Ut é la tensione totale di terra massima riferita la tempo di interruzione del guasto comunicato anch'esso dall'Ente distributore. che usa lo stesso metodo di misura volt-amperometrico. Oggetti d’analisi a) Dispersore dei sistemi TN Accertamenti Rt ≤ Ut /It Dove It é la corrente di terra comunicata dall'Ente che consegna l'energia in MT. valori con differenza trascurabile (punto di flesso orizzontale del diagramma della figura) si ha la conferma dell'attendibilità della misura. pari. partendo da un punto intermedio tra dispersore ausiliario di corrente e dispersore in prova. in diversi punti verso il dispersore in prova e verso il dispersore ausiliario di corrente: se si ottengono. alla massima dimensione del dispersore in esame.). Per accertare che la sonda di tensione sia situata al di fuori delle zone di influenza generate dal dispersore in prova e dal dispersore ausiliario di corrente.8 96 144 0. si utilizza quando risulta difficoltoso posizionare il dispersore ausiliario di corrente ad una distanza pari a circa cinque volte la dimensione massima del dispersore in esame. Tempo di eliminazione Tensione totale di terra Ut (V) del guasto (s) a) generalmente b) per piccole aree* ≥2 60 90 1 84 126 0. cabine per ripetitori TV.7 102 153 0. bisogna eseguire una misura spostando la sonda di tensione.5 192 288 *Occorre che il dispersore sia di tipo ad anello o a maglia e che interessi l'intera area dell'impianto protetto il cui perimetro P non deve superare i 100 metri (per esempio: cabine in aperta campagna per stazioni di pompaggio acqua.
1.utilizzo di apparecchiature o strumenti con elevata corrente di prova (alcuni ampère) per evitare l'influenza dei disturbi di origine elettromagnetica e. riportata in figura. E' prassi consolidata degli organismi di controllo. . é quella da preferire nel caso di misure di un dispersore associato a sistemi elettrici di II categoria. quindi. 4. In questo caso la corrente di prova.
. per analogia con quanto richiesto per la misura della tensione di contatto e di passo.04 Tipi di apparecchi Per evitare di commettere errori significativi quando si misura un dispersore molto esteso con valore di resistenza di terra molto basso si consiglia di adottare le seguenti indicazioni: . che tale valore non sia inferiore possibilmente all'1% della corrente di terra. deve avere un valore significativo. Questa tecnica di misura. Per altro l'apparecchiatura predisposta risulta idonea anche nel caso di successiva necessità di misure delle tensioni di contatto e di passo.M-1 Misure
Norme di riferimento CEI 11-8 art.collegamento a quattro fili per eliminare l'errore operativo di collegamento. con un minimo di 5A per sistemi a neutro isolato (II categoria). per aumentare l'attendibilità della lettura della tensione.
6 300 0.65 325 0.7 400 0.Professional Club M-1 Misure
Schema d'inserzione e di procedimento Misura della resistenza di terra con metodo volt-amperometrico: tecnica per dispersori di grandi dimensioni
R(Ω) = Ux/Ip
RX: resistenza dispersione in misura = ( =RT)
X(m) X(m) R (Ω) 200 0.8 500 0.5 250 0.9 600 1
.68 350 0.
6 125 ≤0.M-2 Misure
Misura delle tensioni di contatto e di passo Scopo 1) Accertare che le tensioni di contatto e di passo siano contenute entro i valori massimi ammessi quando il valore misurato della resistenza di terra di un sistema TN ha dato esito negativo. Oggetti d’analisi Accertamenti a) Masse e masse estranee .Tensioni di passo (Up) Modalità di accertamento La misura delle tensioni di contatto e di passo si effettua facendo disperdere nel dispersore in esame. Per la misura si impiegano due elettrodi aventi una superficie di contatto di 200 cm2 e del peso di 250 N disposti come da figura. Il voltmetro da utilizzare per la lettura diretta delle tensioni di contatto e di passo deve avere un'alta impedenza interna.05
.8 80 0.2 m. con in parallelo ai morsetti una resistenza da 1000 Ω. picchetti infissi nel terreno per almeno 0.7 85 0. 4. Tempo di eliminazione Tensione di passo Up del guasto (s) e di contatto Uc (V) ≥2 50 1 70 0.5 160 Norme di riferimento CEI 11-8 art. nelle ordinarie condizioni di funzionamento (impianto in tensione) una corrente non inferiore a 5A per i sistemi di II categoria.Tensioni di contatto (Uc) rispetto al terreno b) Terreno nell'area del dispersore .1. 2) Questa misura può essere eseguita in sostituzione della misura della resistenza di terra oppure a seguito di questa. Per determinare il valore massimo ammesso delle tensioni di contatto e di passo come per la misura della resistenza di terra é necessario conoscere il tempo di eliminazione del guasto (da richiedere all'ente distributore) e riferirsi poi alla tabella qui sotto riportata ripresa dalla Norma CEI 11-8. Sul terreno nudo possono essere impiegati. in luogo degli elettrodi.
rotaie. In particolare. per la regolazione della corrente di prova. in particolare nel punto in cui é prevedibile il guasto. cabine di ricezione e/o di trasformazione. ove può mancare l'equipotenzialità della zona interessata. Procedimento La misura viene effettuata facendo disperdere nel dispersore in esame. . senza immettere corrente nell'impianto di terra.una misura facendo circolare corrente (U1). in prossimità ed a cavallo di elementi orizzontali perimetrali del dispersore e comunque dove. in base alla geometria del dispersore sono prevedibili valori elevati dei gradienti di tensione. collegate al dispersore unico.una misura facendo circolare corrente con polarità invertita (U2). a due avvolgimenti per separare il circuito di misura da quello di alimentazione. scelto in relazione al tipo di trasformatore utilizzato.) uscenti dal dispersore. con la dovuta attenzione ai punti singolari. una quota parte della corrente di terra e rilevando sulle masse e sulle masse estranee le tensioni che nascono fra le stesse ed appositi elettrodi premuti contro il suolo (tensioni di contatto) e sul suolo fra due elettrodi posti fra di loro ad 1 m di distanza. per la valutazione della tensione di disturbo (Ud). I valori più alti delle tensioni di contatto e di passo sono da prevedersi nelle zone in cui il terreno ha una bassa resistività. . Tale valutazione deve essere rilevata per ogni posizione di prova eseguendo 3 misure: .a. L'indagine sui valori delle tensioni di contatto deve essere condotta su quelle masse interessate dai sistemi di II categoria e sulle masse estranee.una misura. nelle ordinarie condizioni di funzionamento.un voltmetro per la misura della caduta di tensione di tipo portatile ad alta risoluzione.a.un variac.due piastre metalliche con superficie di 200 cm2 sulle quali di ognuna potere porre un peso di almeno 250 N (25 kg circa). é necessario misurarle per tenerle eventualmente conto.) ed il secondario a più uscite perché sia in grado di erogare le correnti di prova richieste anche con resistenza del dispersore ausiliario relativamente elevata (anche di alcuni ohm).un trasformatore di potenza adeguata. a 50 Hz costituita da: . Le tensioni di passo devono essere controllate in tutto l'impianto in corrispondenza di stazioni. La tensione depurata dal disturbo si ricava con la seguente formula:
. con una resistenza da 1000 Ω da collegare in parallelo. per le misure delle tensioni di contatto e di passo. l'uso di distanze ridotte porta alla misura di tensione di contatto e di passo diverse da quelle reali. . Poiché nel terreno esistono spesso tensioni di disturbo.Professional Club M-2 Misure
Tipi di apparecchi Strumento o attrezzatura in grado di erogare la minima corrente di prova di 5 A c. ecc. . con il primario ad una o due tensioni di alimentazione (230 / 400 V c. . distanza pari a 5 volte la dimensione massima del dispersore o verifica del punto flesso (vedere M-1). ai fini del trasferimento delle tensioni all'esterno dell'area dell'impianto di terra (quando il valore della Ut sia risultato superiore a quello ammesso dalle Norma CEI 11-8 per le tensione di contatto e di passo). si devono controllare le tensioni di contatto sulle masse esterne all'area del dispersore e sulle masse estranee (tubazioni. Nel caso in cui l'indipendenza del dispersore ausiliario dal dispersore in esame non possa essere garantita.
Esempio d'inserzione e procedimento Misura delle tensioni di contatto e di passo
.M-2 Misure
U= U1 2 + U2 .Ud 2 2
Tutte le misure di contatto e di passo si raccomanda siano riportate in apposite tabelle ed individuate in apposite planimetrie. Nota: il metodo é valido se il valore della corrente di prove ed il disturbo rimangono sostanzialmente costanti per il periodo della misura.
2 0. si utilizza per questa misura il loop tester. Questo strumento fornisce direttamente il valore dell’impedenza dell’anello di guasto prelevando la corrente di prova direttamente dallo stesso impianto in esame durante il suo funzionamento ordinario. 2.1 Oggetti d’analisi a) Tutti i circuiti BT del sistema protetti da dispositivi a massima corrente a tempo inverso Accertamenti Zs ≤ Uo /Ia
Modalità di accertamento e conseguenze La misura può essere eseguita con il metodo volt-amperometrico o con un apparecchio denominato loop tester.8 0.2. Facendo il rapporto della tensione applicata con la corrente fatta circolare durante la prova si ottiene la misura rigorosa del valore dell’impedenza dell’anello di guasto. dove cioé la reattanza non é trascurabile.6. vale a dire nella generalità dei circuiti dei circuiti TN escludendo solo quelli in prossimità del trasformatore.Professional Club M-3 Misure
Misura dell'impedenza dell'anello di guasto Scopo Accertare che il valore dell’impedenza dell’anello di guasto Zs sia tale da soddisfare la relazione per attuare la protezione contro i contatti indiretti mediante interruzione automatica dell'alimentazione che per i sistemi TN (con cabina propria) é la seguente: Zs ≤ Uo /Ia dove Ia é la corrente di interruzione entro il tempo definito dalla Norma del dispositivo di protezione e Uo é la tensione nominale del sistema verso terra. La misura deve essere fatta con un apparecchio che é in grado di operare con correnti di prova sufficientemente elevate da potere rilevare piccoli valori d’impedenza con apprezzabile precisione e che non risenta delle oscillazioni della tensione di rete. applicato all’impianto in esame fuori tensione e con il primario del trasformatore in corto circuito.3. eseguire sempre anche il calcolo di controllo.4 0.3
.3 CEI 64-14 art. Per accertare il coordinamento dei dispositivi di protezione in prossimità del trasformatore. Il primo metodo utilizza un generatore a 50 Hz. 612. Norma di riferimento CEI 64-8 art. Tempi massimi d'interruzione per i sistemi TN Uo (V) 120 230 400 >400 t (s) 0. indipendente dall’impianto in prova. Questa misura non si deve eseguire in presenza di interruttori differenziali. In alternativa al calcolo é necessario utilizzare uno strumento appropriato che misuri l'impedenza (e non solo la resistenza) dell'anello di guasto. Quando l’impedenza dell’anello di guasto é prevalentemente resistiva.
058 1.01 0.13 1.42 Esempio: R = 0. a 50 Hz.M-3 Misure
Tipi di apparecchi Attrezzatura o strumento con sistema di misura volt-amperometrico alimentato in c.25
0.018 0. Loop tester digitale con tensione di funzionamento compresa fra 100 V e 240 V c. R 0. Portate minima 20 Ω con risoluzione 0. (misura con metodo volt-amperometrico)
0. Errori sistematici Il loop tester che misura la resistenza totale dell’anello di guasto in luogo dell’impedenza commette un errore tanto maggiore quanto più basso é il cos di corto circuito.034 K 3 2 1. Zg = 0.01 x 3
Collegamento dello strumento fra una fase immediatamente a monte dell’interruttore o fusibile successivo a quello del quale si vuole accertare il coordinamento ed il conduttore di protezione della massa da proteggere.01.a.01 Ω.a. a 50 Hz e corrente di prova elevata (almeno 20 A a 220 V).11
. Per tensione tra fase e neutro di 230 V si possono introdurre i seguenti fattori di correzione (calcolati sulla base dei cos di corto circuito nominali prescritti dalle Norme CEI 17-5).
Professional Club M-3 Misure
Collegamento dello strumento alla presa a spina o alla morsettiera degli utilizzatori fissi nella zona più periferica dei circuiti terminali (misura con loop tester).
con carico di 1000 kΩ. che la resistenza d'isolamento dei pavimenti e delle pareti in caso di protezione per mezzo di luoghi non conduttori non sia inferiore a 50 kΩ per U ≤500V.) b) Circuito con tensione ≤500V esclusi quelli a bassissima tensione di cui sopra c) I circuiti con tensione >500V Accertamenti . . sia adeguata ai valori prescritti dalla Norma CEI 64-8. tali valori di resistenza devono presentarsi anche verso terra e verso eventuali conduttori equipotenziali.c. 9.M-4 Misure
Misura delle resistenze d'isolamento dell'impianto elettrico e verifica della protezione per separazione elettrica Scopo Accertare che la resistenza d’isolamento di ciascun tronco di circuito compreso fra due interruttori.Isolamento ≥250 KΩ provato con 250V c.c. La tensione di prova deve essere applicata per il tempo necessario a rendere stabile la lettura della resistenza d’isolamento. .3.c.1 e 3. per tutte le parti di impianto comprese fra due fusibili o interruttori automatici successivi. Nei sistemi TN-C il conduttore PEN va considerato come facente parte dell’impianto di terra. 500 V c.c.4 CEI 64-14 artt. quando praticamente possibile.3. misurare anche la resistenza d'isolamento fra i conduttori attivi. 1000 V c. Se l’impianto comprende dispositivi elettronici. E' raccomandato.3 e 612. si esegue solo la misura d’isolamento tra i conduttori attivi collegati insieme e la terra. Gli apparecchi utilizzatori devono essere sezionati o scollegati. con carico di 250 kΩ.a. 612. Deve essere inoltre in grado di misurare le resistenze d’isolamento minime prescritte con buona precisione. Oggetti d’analisi a) Circuiti a bassissima tensione di sicurezza SELV e PELV (≤50V c. le parti attive dei circuiti alimentati da trasformatori d’isolamento o di sicurezza e la terra. Per verificare la protezione per separazione elettrica si deve accertare che la resistenza d’isolamento tra le parti attive del circuito in prova e quelle di altri circuiti non sia inferiore ai valori minimi prescritti.c.
Modalità di accertamento La resistenza d’isolamento deve essere misurata ad impianto sezionato tra ogni coppia di conduttori attivi e la terra.Isolamento ≥1000 KΩ provato con 1000V c. Le misure devono essere eseguite in corrente continua mediante apparecchi di prova in grado di fornire la tensione prescritta con un carico di 1 mA. ≤120V c.c. o poste a valle dell’ultimo fusibile o interruttore automatico.
.2 Tipi di apparecchi Misuratore della resistenza d’isolamento in grado di fornire le tensioni di prova 250 V c.Isolamento ≥500 KΩ provato con 500V c. Norme di riferimento CEI 64-8 artt. Accertare quando necessario. con carico di 500 kΩ.c.
Professional Club M-4 Misure
Strumento multifunzione con megaohmmetro milliamperometrico
lampada di segnalazione manopola di azzeramento pulsante di misura commutatore di portata e controllo stato
Errori sistematici Il metodo di misura milliamperometrico quando utilizza una fonte di energia autonoma é influenzato dallo stato di carica delle pile che deve essere verificato prima di procedere ad ogni misura. e (raccomandato) tra ogni coppia di conduttori attivi
APERTO APERTO APERTO
Per la verifica della protezione per separazione elettrica misurare la resistenza d'isolamento tra le parti attive del circuito separato e quelle di altri circuiti. e tra la terra e il circuito separato
. Alcuni esempi d'inserzione e procedimento
Sezionare l'impianto e misurare la resistenza d'isolamento tra i conduttori attivi e la terra.
01.15 Ω
Modalità di accertamento In ogni ambulatorio di Tipo A dei locali ad uso medico si deve effettuare l'egualizzazione del potenziale delle masse estranee presenti nel locale stesso.M-5 Misure
Misura della resistenza dei conduttori equipotenziali Scopo Accertare che il valore della resistenza dei singoli conduttori equipotenziali che collegano le masse estranee al nodo o all'anello equipotenziale nel locale ad uso medico (ambulatorio di tipo A) o le masse e le masse estranee al nodo degli ambienti medici ove richiesto sia inferiore al limite prescritto dalla Norma CEI 64-4 (0. Norme di riferimento CEI 64-4 art. Il metodo di misura utilizzato deve essere quello volt-amperometrico per rilevare i valori di resistenza molto bassi. con buona precisione.1. come quelli richiesti.5 m. di lunghezza sufficiente (consigliati circa 10 m) che inglobano sia i conduttori del circuito voltmetrico sia i conduttori del circuito amperometrico. L'egualizzazione del potenziale si realizza all'interno del locale mediante conduttori di sezione non inferiore a 6 mm2 in rame collegati ad un nodo oppure ad un anello saldato (dove ammesso) con sezione 16 mm2 di rame disposto lungo il perimetro del locale stesso. 5. (meglio se regolabile o costante).
.3.02 CEI 64-13 art. a protezione contro i contatti indiretti.15 Ω).Il valore della resistenza dei conduttori e della resistenza di contatto delle connessioni non deve essere superiore a 0. un dispositivo differenziale con Idn ≤30 mA.15 Ω misurata con uno strumento in grado di far circolare una corrente di misura di circa 10 A. La resistenza di tali conduttori compresa la connessione non deve essere superiore a 0. Oggetti d’analisi a) Conduttori equipotenziali che collegano le masse estranee al nodo o all'anello. o c.a. Deve erogare una corrente di prova di almeno 10 A c. Conduttori equipotenziali che collegano le masse e le masse estranee al nodo Accertamenti .c. 3. Per maggiore comodità operativa nei collegamenti si possono utilizzare due cavi multipolari. Nei locali di degenza ed ambulatori di Tipo B (senza parti applicate di apparecchi elettromedicali al paziente) può essere omesso il collegamento equipotenziale se é presente.3 Tipi di apparecchi Misuratore di resistenza o impedenza dei conduttori equipotenziali che operi con il metodo volt-amperometrico e con lettura digitale della corrente erogata e della caduta di tensione. Nei locali per chirurgia é ammesso solo il nodo al quale si devono collegare tutti i conduttori di protezione. i conduttori equipotenziali di masse e masse estranee poste ad altezza minore di 2.
.Professional Club M-5 Misure
Alcuni esempi di inserzione e procedimento Esempi di misura della resistenza dei conduttori equipotenziali in ambienti medici.
M-5 Misure
Illuminamento medio 5 lx sulle porte via di fuga e 2 lx negli altri ambienti . Fotocellula separata dallo strumento con lente di correzione dell'angolo di incidenza e possibilità di memorizzare le misure. Campo di misura da 0 a 20. durante il giorno é perciò essenziale oscurare finestre e porte a vetri.5 Tipi di apparecchi Luxmetro digitale per luce naturale ed artificiale. Norme di riferimento CEI 64-8 art 752. perpendicolare alla direzione del flusso luminoso ed effettuare la lettura a cellula ferma.5 lx nelle vie di fuga (valori superiori per esigenze specifiche di sicurezza)
Modalità di accertamento La misura dell'illuminamento artificiale va eseguita in assenza totale di luce naturale.01 lx.Professional Club M-6 Misure
Misura del livello minimo di illuminamento Scopo Accertare che i livelli e l'uniformità di illuminamento siano conformi alle richieste normative ed al progetto.
Esempio di inserzione e procedimento
.000 lx con valore minimo leggibile 0. Errore di misura non superiore al 10% del valore letto.56. Oggetti d’analisi a) Illuminazione di sicurezza nei locali di pubblico spettacolo a) Illuminazione di sicurezza nei luoghi di lavoro Accertamenti . Disporre la cellula a 1 m dal pavimento.
M-7 Misure
Misura della corrente di primo guasto e delle correnti di dispersione Scopo Verificare che le correnti di dispersione e la corrente di primo guasto rientrino nei limiti prescritti. Accertare che le correnti di dispersione degli impianti siano di valore trascurabile rispetto alla corrente d’intervento differenziale Idn degli interruttori installati allo scopo di evitare l’intervento intempestivo. Precisazioni La misura della corrente di dispersione é preliminare alla prova P-1, complementare alla misura M-4 e deve essere eseguita con impianto in tensione e gli apparecchi utilizzatori per quanto possibile in funzione. Non é esplicitamente richiesta come verifica iniziale dalla Norma CEI 64-8/6. Oggetti d’analisi Accertamenti a) Circuito secondario separato - Verificare che la corrente verso da trasformatore d’isolamento terra del circuito secondario con negli impianti adibiti ad uso gli apparecchi utilizzatori scollegati medico non sia superiore a 2 mA b) Circuiti principali o terminali - Il valore della corrente di dispersione protetti da interruttori differenziali misurata non deve essere superiore a 0,1 x I∆n c) Circuiti di protezione principali - Verificare che le correnti di o terminali corrispondano con drenaggio a terra corrispondano le correnti di dispersione con le correnti di dispersione d) Impianti di messa a terra per - Verificare che le correnti di apparecchiature di elaborazioni dispersione rientrino nei livelli dati che presentano elevata massimi relativi alle prescrizioni corrente di dispersione d’installazione e) Isolamento delle masse estranee - Verificare che in condizioni nei luoghi non conduttori ordinarie d'isolamento la corrente verso terra non superi 1 mA Modalità di accertamento e conseguenze Per la rilevazione della corrente di primo guasto si deve collegare un conduttore fra ciascuna fase del circuito separato e la terra. Abbracciando tale conduttore con lo strumento si deve verificare che la corrente che circola verso terra non sia maggiore di 2 mA. Qualora non si conoscesse il valore presunto della corrente di primo guasto é bene inserire un reostato fra il conduttore di fase e la terra, effettuando la misura escludendolo gradualmente. La misura effettuata con il reostato completamente escluso rappresenterà la corrente di guasto a terra. La misura delle correnti di dispersione deve essere eseguita con l’impianto in tensione e, per quanto possibile, con tutti gli apparecchi utilizzatori inseriti e nelle condizioni ordinarie di funzionamento. Si devono abbracciare tutti i conduttori attivi, escludendo quindi i soli conduttori di protezione PE, dei diversi circuiti principali o terminali in esame.Il valore letto dallo strumento corrisponde alla sommatoria delle correnti che é diverso da zero solo nel caso di isolamento difettoso di un apparecchio utilizzatore o di una parte di impianto. Tale valore rappresenta la corrente di dispersione che, per impianti correttamente realizzati, equivale alla corrente di drenaggio a terra misurata sul circuito di protezione relativo all’apparecchio utilizzatore o parte di impianto che disperde. Nel caso di circuito con sistema TN-C non é possibile misurare la corrente di dispersione.
Professional Club M-7 Misure
Norme di riferimento CEI 64-4 art. 5.1.01 CEI 64-13 art. 5.1.01.2 CEI 64-8 art. 413.3.3 Tipi di apparecchi Pinza amperometrica ad alta sensibilità in grado di rilevare correnti di valore molto piccolo, anche di frazioni di milliampere. Le ganasce della pinza devono essere realizzate con materiale e tecnologia tali da consentire di rilevare, con buona precisione, le correnti di dispersione misurate dai conduttori contenuti all’interno delle ganasce senza però risentire dei campi esterni generati, per esempio, da eventuali conduttori presenti nelle vicinanze dello strumento.
tasto di blocco della lettura tasto di memorizzazione delle correnti di spunto
visualizzatore a cristalli liquidi commutatore di portata
Alcuni esempi d'inserzione e procedimento
Procedimento per la misura della corrente di primo guasto sul circuito secondario separato da un trasformatore di isolamento negli impianti elettrici adibiti ad uso medico
Vmax = 220V verso terra trasformatore d'isolamento
reostato di sicurezza (15÷20Ω) da disinserire gradualmente
Procedimento per la misura delle correnti di dispersione su un sistema monofase
Procedimento per la misura delle correnti di dispersione su un sistema trifase senza neutro distribuito
Procedimento per la misura delle correnti di dispersione su un sistema trifase con neutro distribuito
Procedimento per la misura delle correnti di drenaggio a terra
sala operatoria) b) Misura d'isolamento del pavi. Accertare la resistenza d'isolamento del pavimento e pareti nei luoghi non conduttori.5.Isolamento ≥50 kΩ mento e delle pareti (luoghi non conduttori) Modalità di accertamento e conseguenze Locale uso medico.Professional Club M-8 Misure
Misura della resistenza di isolamento del pavimento e delle pareti Scopo Accertare la resistenza del pavimento nei locali uso medico dove si fa uso di gas anestetici che possono provocare il pericolo di esplosione per l'eliminazione delle cariche elettrostatiche.03 CEI 64-13 art. La misura d'isolamento del pavimento di un locale uso medico deve essere eseguita con due elettrodi metallici aventi una superficie di appoggio di 200 cm2 e del peso (o premuti) con una forza di 10 N.4 CEI 64-4 art.3. Il pavimento deve avere un valore contenuto entro i limiti indicati dalla Norma CEI sia al momento della realizzazione che negli anni successivi. Devono essere effettuati almeno 5 rilievi in diverse posizioni sia fra gli elettrodi che fra l'elettrodo ed il nodo. deve essere disposto un panno di cotone umido (o carta da filtro umida) che ricopra interamente la base di appoggio a pavimento. Gli elettrodi devono essere accuratamente puliti e durante la misura sotto gli stessi. dopo il primo anno 100 MΩ (es. Luogo non conduttore L'elettrodo in prova deve avere una superficie di 250 mm di lato. Ripetere queste misure nel locale per ogni tipo di pavimento e parete.La misura deve essere effettuata fra i due elettrodi posizionati sul pavimento posti ad una distanza di 1 m e tra un elettrodo posizionato sul pavimento ed il nodo equipotenziale.Isolamento a pavimento nuovo mento di un locale uso medico 1 MΩ. Durante le misure si deve applicare una forza di 750 N (circa) sui pavimenti e di circa 250 N sulle pareti.03 Tipi di apparecchi Per misure occorre un misuratore d'isolamento in c. 3. a 500 V (1000 V se la tensione nominale supera i 500 V) come quello necessario per le misure di M-4.c.
. 3. Dalla media delle misure si porterà su un apposito registro il valore di isolamento del pavimento in esame. Oggetti d’analisi Accertamenti a) Misura d'isolamento del pavi.5. In questo caso devono essere fatte due misure scambiando le polarità. 413. La tensione di funzionamento della misura deve essere in corrente continua a 500 V. Sotto l'elettrodo deve essere disposto un panno o carta assorbente inumidita e strizzata di dimensioni maggiori rispetto all'elettrodo. In ogni locale é necessario eseguire almeno tre misure di cui una a circa 1 m di distanza da qualsiasi massa estranea accessibile posta nel locale e le altre due a distanze maggiori. Norme di riferimento CEI 64-8 art.
M-8 Misure
Per misurare la resistenza d'isolamento delle pareti e del pavimento nei locali di chirurgia
Per misurare la resistenza d'isolamento delle pareti e del pavimento nei luoghi non conduttori
carta assorbente umida
BTicino spa Via Messina. 38 20154 Milano .
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