Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2436-codice-civile-deposito-iscrizione-e-pubblicazione-delle-modificazioni
Timestamp: 2018-10-20 01:14:35+00:00
Document Index: 158945940

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 32', 'art. 2436', 'art. 2436', 'art. 2436', 'art. 2457', 'sentenza ', 'art. 2480', 'art. 2436', 'art. 51', 'art. 2436', 'art. 2457', 'art. 2436', 'art. 2436']

Art. 2436 codice civile: Deposito, iscrizione e pubblicazione delle modificazioni
Il notaio che ha verbalizzato la deliberazione di modifica (1) dello statuto, entro trenta giorni, verificato l’adempimento delle condizioni stabilite dalla legge, ne richiede l’iscrizione nel registro delle imprese contestualmente al deposito e allega le eventuali autorizzazioni richieste.
Se il notaio ritiene non adempiute le condizioni stabilite dalla legge, ne dà comunicazione tempestivamente, e comunque non oltre il termine previsto dal primo comma del presente articolo, agli amministratori. Gli amministratori, nei trenta giorni successivi, possono convocare l’assemblea (2) per gli opportuni provvedimenti oppure ricorrere al tribunale per il provvedimento di cui ai successivi commi; in mancanza la deliberazione e’ definitivamente inefficace.
Notaio: [v. 2296]; Statuto: [v. 2328]; Registro delle imprese: [v. 2188]; Amministratori: [v. 2298]; Pubblico Ministero: [v. 1968].
(1) La dottrina ha evidenziato che per modificazione si intende non solo il mutamento delle convenzioni intercorse tra i soci e contenute nello statuto, ma anche ulteriori accordi successivi che, pur non modificando le preesistenti situazioni, vanno, semplicemente, ad aggiungersi a queste.
(2) Le modifiche statutarie richiedono una delibera di assemblea straordinaria.
La parziale o totale modificazione dello statuto trasforma, in un certo senso, il soggetto-società. I terzi che si trovano a contrattare con la suddetta società devono essere, quindi, messi in condizione di poter conoscere l’effettiva situazione societaria.
Il decreto emesso dal tribunale che ordina l'iscrizione dell'atto costitutivo di una società bancaria nel registro delle imprese non è idoneo a provare l'esistenza dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria, di cui all'art. 14 del d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385, posto che le verifiche operate dal giudice dell'omologa in ordine alle condizioni cui è subordinata l'iscrizione della società nel detto registro non hanno valore vincolante in un successivo giudizio di natura contenziosa.(Fattispecie relativa ad un atto costitutivo di società per azioni formato precedentemente all'entrata in vigore dell'art. 32 della legge 24 novembre 2000, n. 340). Rigetta, App. Firenze, 15/05/2008
Cassazione civile sez. I 03 dicembre 2014 n. 25576
L'iscrizione nel registro delle imprese della delibera di modifica dell'atto costitutivo di una società per azioni non costituisce una ipotesi di pubblicità dichiarativa, soggetta al regime dell'opponibilità, ma di un caso di pubblicità costitutiva regolato dall'art. 2436 c.c. per il quale l'iscrizione nel registro delle imprese è elemento perfezionativo della stessa efficacia giuridica dell'atto.
T.A.R. Napoli (Campania) sez. I 09 aprile 2014 n. 2028
Ai sensi dell'art. 2436 comma 5, c.c., la delibera di modifica dello statuto o dell'atto costitutivo di una società per azioni produce effetti dopo l'iscrizione nel registro delle imprese. Ne discende che la modifica statutaria inerente all'aumento di capitale sociale acquista efficacia solo dopo tale iscrizione, la quale non ha funzione dichiarativa ma evidentemente costitutiva e non assurge, pertanto, a mera forma di «ufficializzazione» di una modifica di situazione giuridica già intervenuta prima. Il fatto che l'incremento di capitale sociale sia stato eventualmente anticipato mediante l'effettiva sottoscrizione o il concreto versamento nelle casse sociali del controvalore delle azioni di nuova emissione prima del completamento degli adempimenti pubblicitari, si configura come elemento neutro ai fini dell'efficacia dell'aumento di capitale, essendo l'efficacia dei predetti atti di disposizione parimenti subordinata all'acquisto di efficacia della delibera di aumento di capitale mediante l'iscrizione della stessa nel registro delle imprese.
Nel regime applicabile alle società a responsabilità limitata in epoca anteriore alle modificazioni introdotte dal d.lg. 17 gennaio 2003 n. 6, il coordinato disposto degli art. 2436 e 2494 c.c. prescriveva, in caso di adozione di modificazioni statutarie, la pubblicazione sul Bollettino ufficiale delle società per azioni e a responsabilità limitata "del testo integrale dell'atto modificato nella sua redazione aggiornata", laddove l'art. 2457 ter, commi 1 e 2, c.c. disciplinava il regime di opponibilità ai terzi degli atti per i quali era prevista la pubblicazione, con l'effetto che, mentre dopo quindici giorni dalla pubblicazione la modificazione statutaria era opponibile ai terzi iuris et de iure, prima di quel termine l'atto era inopponibile se il terzo dimostrava di non averne avuto conoscenza, come pure in ipotesi di mancata pubblicazione e per il tempo ad essa precedente. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva ritenuto non opponibile all'attore notificante le modifiche della persona dell'amministratore, della denominazione e della sede della convenuta società, rimasta contumace, iscritte nel registro delle società nel tempo intercorso tra una prima notifica nulla e la rinnovazione della stessa).
Cassazione civile sez. II 16 gennaio 2013 n. 954
Non è nulla la deliberazione di approvazione del nuovo statuto sociale per violazione degli art. 2480 e 2436 c.c. per omessa redazione della forma di atto pubblico quando il verbale dell'assemblea straordinaria dei soci (che ha deliberato la modifica dell'atto costitutivo) è stato redatto da un notaio; anche perché la mancata redazione da parte del notaio dello statuto e l'omessa lettura non determinano la violazione dell'art. 2436 c.c. poiché ciò che deve risultare dal verbale ricevuto dal notaio è la manifestazione di volontà dei soci intervenuti all'assemblea e la modifica dell'atto costitutivo dagli stessi deliberata, con la conseguenza che non è necessario l'inserimento nel verbale dello statuto approvato il cui testo sia stato allegato se tutti gli intervenuti abbiano dichiarato di conoscerlo ed abbiano dispensato il notaio dalla lettura, come consentito dall'art. 51 n. 8, l. notarile.
Tribunale Torino sez. I 28 gennaio 2011
Nel regime vigente in epoca anteriore alle modificazioni introdotte dal d.lg. n. 5 del 2003, alle società a responsabilità limitata il coordinato disposto degli art. 2436 e 2494 c.c. prescriveva, in caso di adozione di modificazioni statutarie, la pubblicazione sul Bollettino ufficiale delle società per azioni e a responsabilità limitata «del testo integrale dell'atto modificato nella sua redazione aggiornata». L'art. 2457 ter, commi 1 e 2, c.c. disciplinava il regime di opponibilità ai terzi degli atti per i quali era prevista la pubblicazione, con l'effetto che, mentre dopo quindici giorni dalla pubblicazione la modificazione statutaria era opponibile ai terzi iuris et de iure, prima di quel termine l'atto era inopponibile solo se il terzo dimostrava di non averne avuto conoscenza, restando nell'ipotesi estrema della mancata pubblicazione e, comunque, per il tempo che l'aveva preceduta l'inopponibilità, sino a quando la società non dimostrava la conoscenza del terzo (principio affermato in tema di inopponibilità all'Inps del trasferimento della sede legale di una società, risultando il trasferimento pubblicato successivamente alla notifica della cartella esattoriale opposta).
Cassazione civile sez. lav. 05 febbraio 2009 n. 2835
In tema di modificazioni statutarie di s.p.a., qualora il controllo del notaio di cui al comma 1 art. 2436 c.c. si concluda con esito negativo, quest'ultimo ne dà comunicazione tempestiva non oltre il termine di trenta giorni agli amministratori, ai quali è attribuita l'opzione tra una nuova convocazione dell'assemblea per l'adozione delle decisioni che, sulla scorta dei rilievi formulati dal notaio, consentano l'iscrizione della deliberazione, oppure il ricorso al tribunale affinché ordini l'iscrizione nel registro delle imprese, disattendendo in tal modo i rilievi notarili. Ne consegue che, in assenza di un conflitto - ovviamente relativo a motivi chiaramente evidenziati - tra notaio, da un lato, ed amministratori che non intendano ottemperare ai suoi rilievi, dall'altro, non vi è spazio per l'intervento giurisdizionale di controllo del citato art. 2436 c.c.
Tribunale Bologna 02 marzo 2007