Source: https://lavoro.ilportafoglio.info/2018/06/indennita-di-disoccupazione-domanda-naspi-requisiti-contributi.html
Timestamp: 2020-07-05 08:32:54+00:00
Document Index: 101694783

Matched Legal Cases: ['art. 2116', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 410', 'art.55']

Indennità di Disoccupazione: Domanda di Naspi, Requisiti e Contributi - ilportafoglio.info lavoro
Naspi: come fare domanda per l'indennità di disoccupazione, quali documenti servono, requisiti di contributi e mesi di lavoro, calcolo dell'importo - guida aggiornata per il 2019
Home / guide / riforma lavoro / Indennità di Disoccupazione: Domanda di Naspi, Requisiti e Contributi
Indennità di Disoccupazione: Domanda di Naspi, Requisiti e Contributi
Christian Citton 30.1.19 guide, riforma lavoro
L'indennità di disoccupazione Naspi si può domandare per gli eventi di disoccupazione dal 1 maggio 2015 in poi: occorre essere ufficialmente in stato di disoccupazione e avere un minimo di contributi fissato per legge, inoltre per la domanda di Naspi bisogna dare la DID - Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro, iscrivendosi ad un Centro per l'Impiego. Chi è disoccupato e prende l'indennità di disoccupazione può trovare un nuovo lavoro da dipendente o avviare un'attività di lavoro autonomo, rispettando precisi limiti di reddito e informando l'Inps.
In questa guida spieghiamo come fare domanda per l'assegno di disoccupazione, i requisiti necessari, la compatibilità con altro lavoro da dipendente o da autonomo, la cumulabilità con il lavoro occasionale e coi voucher per lavoro accessorio (i cosiddetti "buoni-lavoro"), cosa fare se si va all'estero a cercare lavoro o con un contratto di lavoro già firmato oppure in vacanza o per altri motivi, e anche se i contributi con la Naspi valgono per la pensione. Nelle altre guide suggerite nell'articolo vengono spiegati nel dettaglio varie situazioni e vengono fornite importanti informazioni supplementari.
Requisiti per l'indennità di disoccupazione Naspi, chi può averla e quando - Per la domanda d'indennità di disoccupazione Naspi, che è solo per i lavoratori dipendenti del settore privato (del settore pubblico solo se con contratto a tempo determinato), si devono rispettare i seguenti requisiti:
essere ufficialmente in stato di disoccupazione
avere almeno 13 settimane di contribuzione nel quadriennio precedente l'inizio della disoccupazione
aver fatto almeno 30 giornate di lavoro effettivo o equivalenti nei dodici mesi precedenti l'inizio della disoccupazione
l'INPS specifica che per il calcolo della Naspi non si considerano i giorni di malattia, infortunio, cassa integrazione, aspettativa sindacale, lavoro all'estero in paesi non convenzionati con l'Italia in materia previdenziale (cfr la guida Requisiti Naspi con cig, lavoro all'estero, malattia e congedi)
A titolo di chiarimento, viste anche alcune domande poste dai nostri lettori nei commenti, ribadiamo che l'indennità di disoccupazione è solo per i lavoratori dipendenti del settore privato e del settore pubblico se con contratto a tempo determinato, dunque la Naspi non può essere richiesta dagli autonomi o dai professionisti che hanno chiuso la propria attività, la partita Iva, o che non trovano alcuna collaborazione professionale. Inoltre, i contributi versati alla gestione separata INPS non si possono conteggiare tra quelli validi per la Naspi.
Se il datore di lavoro non ha versato i contributi si ha diritto all'indennità di disoccupazione; ovvio però che deve trattarsi di rapporto di lavoro in regola, cioè conosciuto all'INPS, e che tale irregolarità sia solo responsabilità del datore di lavoro (principio dell'automatismo della prestazione, art. 2116 Codice Civile).
Eventi che danno diritto alla Naspi - Si può domandare l'indennità di disoccupazione nei seguenti casi:
aver perso il lavoro involontariamente: ovvero se il contratto scade e non viene rinnovato, in caso di licenziamenti collettivi per crisi, ristrutturazione aziendale e simili, se si viene licenziati per giusta causa (qui la guida per il caso di disoccupazione NASPI anche per licenziamento disciplinare in quanto occorre spiegare più cose)
aver dato le dimissioni per giusta causa* [cfr più sotto per i dettagli ed i casi previsti]
aver risolto consensualmente il contratto di lavoro** [cfr più sotto per i dettagli ed i casi previsti]
*Con la circolare INPS n° 94 2015 viene specificato che le dimissioni per giusta causa che danno diritto all'indennità di disoccupazione rientrano nelle seguenti casistiche: Mancato o ritardato pagamento della retribuzione - Molestie sessuali sul posto di lavoro - Peggioramento delle mansioni lavorative - Mobbing - Variazioni importanti delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda - Trasferimento presso un’altra sede senza motivi tecnici, organizzativi o produttivi - Comportamento ingiurioso del superiore gerarchico nei confronti del dipendente. Si precisa inoltre che il lavoratore deve dimostrare la giusta causa e la volontà di agire in giudizio nei confronti del datore di lavoro allegando alla domanda di Naspi ogni documento utile. Nel caso poi la controversia giudiziale o extragiudiziale dia esito negativo e dunque non sussiste, per la legge, la giusta causa, l'INPS potrà poi recuperare quanto versato a titolo di indennità di disoccupazione (come fa quando dopo licenziamento illegittimo il lavoratore viene reintegrato sul posto di lavoro). Questo quanto specifica l'INPS:
ATTENZIONE! Dal 12 marzo 2016 è obbligatoria la procedura online per le dimissioni telematiche ed in questo caso c'è la possibilità di perdere il diritto alla Naspi se il datore di lavoro si comporta scorrettamente: vi consigliamo la guida Dimissioni Telematiche e Risoluzione Consensuale Online, Come Funziona la Procedura per alcune indicazioni in merito.
**In caso di risoluzione consensuale del contratto di lavoro si ha diritto all'indennità di disoccupazione solo nei seguenti casi:
procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro ai sensi della L. 604/1966 art. 7 (come modificato dalla L. 92/2012 art. 1 comma 40)
licenziamento con accettazione dell'offerta di conciliazione proposta dal datore di lavoro, ai sensi del D.Lgs. 23/2015 art. 6 comma 1, entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento (cioè sessanta giorni dalla comunicazione in forma scritta del licenziamento ai sensi della L. 604/1966 art. 6)
rifiuto del lavoratore al trasferimento ad altra sede distante più di 50 km e/o raggiungibile con più di 80 minuti di viaggio coi mezzi pubblici dalla propria residenza
In caso di datore di lavoro / azienda con meno di 15 lavoratori e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro secondo l'art. 410 c.p.c. (richiesta congiunta di risoluzione), al disoccupato non spetta la Naspi: così è stato spiegato dal Ministero del Lavoro tramite la nota del 12 febbraio 2016 emanata dalla Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali ed Incentivi all'Occupazione.
Vi ricordiamo che dal 2017 la Naspi ha preso il posto dell'indennità di mobilità per i lavoratori delle aziende industriali con più di 15 dipendenti e commerciali con più di 50 dipendenti (si prenderà di meno e per meno tempo).
Naspi e dimissioni per maternità - Va specificato che le lavoratrici possono dimettersi in caso di gravidanza e avere diritto all'indennità di disoccupazione, come anche è possibile farlo dopo il parto (art.55 del D.Lgs. n.151 del 2001):
ci si può licenziare da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno del bambino / della bambina
non importa se la lavoratrice abbia già usufruito dell'indennità di maternità in questo periodo
è un diritto delle lavoratrici dipendenti del settore privato, sia a tempo indeterminato che determinato, full time e part time (per chi lavora nella pubblica amministrazione valgono le apposite norme di tale settore)
per il resto, valgono tutti gli altri requisiti, le tempistiche da rispettare, i calcoli da fare... (leggete la guida indicata più sopra "calcolo Naspi con cig, lavoro all'estero, malattia e congedi" perchè ci sono specificazioni su come si considerano per l'indennità di disoccupazione i contributi in caso di congedo di maternità)
Come richiedere la disoccupazione - La domanda per la Naspi si fa online dal sito dell'INPS ed occorre avere il Pin dispositivo INPS: tutte le indicazioni sono disponibili al momento della domanda. Precisiamo che dal 1 dicembre 2017 è necessario fare la richiesta di DID online (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro), obbligatoria per avere ufficialmente lo status di disoccupato e ricevere i sussidi, tra cui la Naspi ma anche altri.
Dal sito dell'INPS si dovrà anche scaricare il modello di comunicazione SR163 per attivare il pagamento in contanti o l'accredito su conto corrente, libretto postale o carta prepagata (vale sia per la Naspi che per altri sostegni al reddito, ad esempio l'assegno familiare o il bonus bebè): nella guida Modello SR163 per pagamento delle prestazioni di sostegno al reddito tutti i dettagli (senza l'invio di questo modulo non si possono ricevere i pagamenti).
NB - IMPORTANTE: bisogna domandare la Naspi entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro.
Occorre però che si abbia richiesto ed ottenuto lo stato di disoccupazione: per farlo il disoccupato deve presentarsi al Centro per l'Impiego (si riceve comunicazione apposita con orario e luogo) per sottoscrivere il patto di servizio. Poi si deve anche iscrivere online al portale dell'ANPAL, l'Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro, per dare la sua dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro inserendo i suoi dati personali, il curriculum ecc...
Documenti per la domanda di disoccupazione Naspi: iscrizione al centro impiego, ultime due buste paga, numero di conto corrente (IBAN), lettera licenziamento o fine contratto, per chi percepisce l'Assegno al Nucleo Familiare anche l'ultimo Cud e il 730 o il Modello Unico.
Durante la disoccupazione bisogna rispettare il patto di servizio, ovvero: viene stilato un profilo professionale del disoccupato (in realtà sono tre le categorie in cui essere inseriti: disoccupato, disoccupato parziale e lavoratore a rischio disoccupazione, ma chi prende la Naspi ovviamente rientra nella prima o nella seconda) in base al quale si avrà accesso ad un programma di ricollocamento a base di corsi, tirocini e simili.
Non adempiere a queste procedure, saltare la convocazione presso il Centro per l'Impiego, non rispettare gli impegni del patto di servizio faranno saltare la percezione dell'indennità di disoccupazione (il tutto vale per la Naspi, l'Asdi e la Dis-Coll): infatti con la circolare 46/2016 l'INPS ribadisce che la Naspi viene ridotta o anche definitivamente tolta se non vengono rispettati gli obblighi del patto di servizio personalizzato, che va inteso come un vero e proprio contratto. Non presentarsi alle varie attività formative e di riqualificazione e agli appuntamenti e ai colloqui presso il Centro per l'Impiego comporta la riduzione di un quarto per una mensilità la prima volta, la decurtazione di una mensilità la seconda volta, la decadenza totale e definitiva della Naspi la terza volta; la mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua senza un giustificato motivo porta immediatamente alla decadenza dell'indennità di disoccupazione (quanto detto vale anche per l'Asdi e la Dis Coll).
Durata e importo Naspi - Con questa indennità di disoccupazione si avrà un assegno mensile il cui importo si calcola prendendo la media settimanale delle retribuzioni degli ultimi 4 anni utili, comprendente gli elementi continuativi e non continuativi e le mensilità aggiuntive, moltiplicata per il coefficiente fisso 4,33: l'importo della Naspi è pari al 75% del risultato se inferiore a 1195€, se è oltre tale cifra invece sarà del 75% del risultato più il 25% della differenza tra il risultato ottenuto e la soglia 1195€, comunque non superiore a 1300€ (limite rivalutato ogni anno secondo l'andamento dell'inflazione); l'importo viene ridotto del 3% ogni mese a partire dal quarto mese.
La durata del sussidio di indennità Naspi è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni (appunto quelli su cui si fa il calcolo dell'importo): pertanto la durata massima della Naspi è 24 mesi (2 anni).
negli ultimi 4 anni si ha lavorato 104 settimane (24 mesi) a 1100€ lordi al mese e 12 settimane (3 mesi) a 700€ lordi al mese quindi un totale di 116 settimane di contributi
(1100 x 24 mesi) + (700€ x 3 mesi) = 28400, che diviso per 116 settimane fa 245,69 (media settimanale appunto)
245,69 x 4,33 = 1063
Dunque in questo caso si prendono 1063 x 75% = 797,87€ al mese per i primi 3 mesi, poi ogni mese successivo si riduce del 3%.
Da sottolineare che chi prende l'indennità di disoccupazione può accedere, dopo 4 mesi di fruizione, all'assegno di ricollocamento, altra novità del Jobs Act.
Pagamento dell'indennità di disoccupazione - La Naspi viene erogata con bonifico su conto corrente bancario o postale oppure con bonifico domiciliato in un ufficio di Poste Italiane (ci si reca all'ufficio con un documento d'identità valido e il codice fiscale e si incassano i soldi). Si può ricevere il pagamento della Naspi su PostePay Evolution e su altre carte prepagate con IBAN. Come detto sopra occorre compilare e inviare il modello di comunicazione SR163.
Indennità di disoccupazione e nuovo lavoro da dipendente - E' possibile trovare un nuovo impiego con contratto di lavoro subordinato e prendere la disoccupazione lo stesso, ma in questo caso l'importo si riduce oppure viene sospeso il pagamento a seconda della durata e dello stipendio. Ci sono inoltre precisi vincoli da rispettare assolutamente: nella guida Naspi e nuova assunzione come dipendente tutti i dettagli. Nell'articolo anche la compatibilità dell'indennità di disoccupazione con stage e tirocini, borsa-lavoro, borse di studio, assegno di ricerca, premi e compensi da attività sportiva dilettantistica.
Indennità di disoccupazione e lavoro autonomo, collaborazioni professionali, lavoro parasubordinato - Fino ad un limite di 4800€ lordi è possibile percepire compensi da attività autonome e assimilate. con o senza partita Iva (che si tratti di collaborazioni a vario titolo, cessione di diritti d'autore e altro). Inoltre come per l'Aspi c'è il cosiddetto "incentivo all'autoimprenditorialità", ovvero la possibilità di ottenere tutta la Naspi subito per quei lavoratori disoccupati che vogliano aprire una attività lavorativa in proprio. seppur a condizioni un po'diverse (e meno vincolanti). Leggete la guida Naspi e Lavoro Autonomo: Quando non si Perde il Diritto all'Indennità per dettagli importantissimi in quanto le cose da precisare sono parecchie. Nell'articolo anche la compatibilità dell'indennità di disoccupazione con lavoro occasionale svolto da professionisti partecipazione agli utili e attività in società, iscrizione ad albo professionale, attività di libero professionista, titolarità di partita Iva.
Indennità di disoccupazione Naspi e lavoro accessorio coi voucher - Quanto spieghiamo adesso vale sia per i precedenti buoni-lavoro INPS per lavoro occasionale aboliti dal governo Gentiloni nel marzo 2017 (quindi quanto scritto vale per chi è stato pagato con questi strumenti fino al 31 dicembre 2017, data fino alla quale possono essere usati dai committenti quelli già comprati) che per i nuovi voucher PrestO e voucher Libretto Famiglia. In data 30 luglio 2015, l'INPS ha comunicato che se il lavorato­re riceve com­pensi con i voucher per non più di 3.000 euro in un anno, la Naspi non subisce decurtazioni e non è necessaria alcuna comunicazione. Se invece si va oltre i 3000€ viene applicata l'ordinaria disciplina su compatibilità e cumulabilità (in altre parole, si ha una riduzione dell'importo della Naspi in proporzione a quanto si prende col lavoro accessorio pagato coi voucher): necessario quindi comunicare all'INPS il compenso che si percepisce entro un mese dall'inizio del lavoro accessorio (o entro un mese dalla presentazione della domanda di Naspi se il lavoro accessorio è iniziato prima) e comunque prima che il limite dei 3000€ sia superato, altrimenti l'indennità di disoccupazione decade.
Su un altro importante aspetto della riforma del lavoro: Contratto a Tutele Crescenti, Licenziamenti, Indennizzi e Reintegri
Indennità di disoccupazione Naspi quando si va all'estero: le situazioni possono essere di diverso genere e le regole da rispettare sono parecchie, dipende dove si va e per quanto tempo si resta via, se si ha fatto domanda di Naspi e si attende l'erogazione oppure è già in corso. Pertanto abbiamo pubblicato la guida completa Indennità di disoccupazione quando si va all'estero con tutti i casi e le procedure da seguire.
Indennità di disoccupazione Naspi e contributi figurativi per la pensione - In merito a tale questione l'INPS applica la stessa disciplina in vigore con l'Aspi (cfr la circolare INPS 180/2014), precisando quindi che i contributi figurativi con la Naspi sono pienamente validi per la pensione di vecchiaia e concorrono dunque al raggiungimento dei 20 anni di contributi minimi richiesti, mentre valgono solo in parte per il raggiungimento dei contributi per la pensione anticipata. In sostanza occorre avere almeno 35 anni di contributi effettivi, derivanti cioè da "normali periodi di lavoro", quindi si può avere un massimo di 7 anni e 10 mesi di contributi figurativi per gli uomini, 6 anni e 10 mesi per le donne, in base alle soglie di contribuzione vigenti.
Da segnalare quindi che in caso di pensione anticipata con Opzione Donna non appare possibile includerli perchè, se per tale opzione sono richiesti almeno 35 anni di contributi, quelli figurativi da disoccupazione non sembra possono rilevare).
Nella guida Contributi figurativi con la disoccupazione: sono validi per i requisiti della pensione? trovate tutti i dettagli e importanti specificazioni, in quanto molto dipende dal sistema previdenziale in cui si è inseriti (retributivo, contributivo o misto), inoltre i contributi figurativi con la Naspi portano necessariamente ad un calcolo particolare.
Indennità di Disoccupazione: Domanda di Naspi, Requisiti e Contributi Reviewed by Christian Citton on 30.1.19 Rating: 5