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Timestamp: 2020-01-18 02:11:48+00:00
Document Index: 87886090

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 3', 'art. 110', 'art. 2', '§ 106', '§ 27', '§ 59', '§ 920', '§ 1', 'art. 6', 'art. 39']

Camera dei deputati Dossier FI0010 servizio studi
Titolo: Rendiconto 2005 - Assestamento 2006 - A.C. 1253 e A.C. 1254 - Commissione Finanze
Serie: Progetti di legge Numero: 25 Progressivo: 6
n. 25/6
File:FI0010
6. Le entrate. 16
7. La gestione del Ministero dell’economia e delle finanze. 18
8. L'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. 22
Tavole riepilogative. 27
3. Il Ministero dell’economia e delle finanze. 52
Tavole riepilogative. 55
GLOSSARIO DEI PRINCIPALI TERMINI MACROECONOMICI E DI FINANZA PUBBLICA 65
La relazione della Corte dei conti sul Rendiconto 2005 (Stralci)89
La disciplina del rendiconto generale dello Stato è dettata dagli articoli da 21 a 24 della legge n. 468 del 1978; in particolare, l’articolo 22 stabilisce che il rendiconto generale dello Stato è costituito da due parti:
A seguito della riforma del bilancio, operata dalla legge n. 94 del 1997 e dal decreto legislativo n. 279 del 1997, anche i conti consuntivi sono redatti per unità previsionali di base, che costituiscono oggetto di decisione parlamentare.
In particolare, le UPB di spesa sono contrassegnate da 4 numeri; il primo numero indica il centro di responsabilità amministrativa, il secondo il titolo della spesa (1 = spesa corrente; 2 = spesa in conto capitale).
La gestione di competenza ìndica l’entità complessiva degli accertamenti di entrata e degli impegni di spesa effettuati nel corso dell’esercizio finanziario.
La gestione di cassa ìndica, per la parte di entrata, le somme riscosse e versate nella tesoreria dello Stato e, per la parte di spesa, i pagamenti compiuti dalle amministrazioni statali.
In un’apposita appendice del conto del bilancio i dati di consuntivo della spesa sono classificati, con riferimento a ciascun Ministero, per funzioni-obiettivo, attraverso le quali vengono manifestate le finalità della spesa medesima.
La classificazione per funzioni obiettivo è articolata su quattro livelli, i primi tre dei quali sono definiti in base alla classificazione COFOG (SEC95) adottata in sede comunitaria, mentre il quarto livello, relativo alle “missioni istituzionali”, ìndica gli obiettivi perseguiti da ciascuna amministrazione.
La ripartizione per “funzioni-obiettivo” di 1° livello delle spese complessive (spese finali + rimborso prestiti) è articolata in dieci voci:
La nuova classificazione economica delle spese finali del bilancio dello Stato è articolata in diciannove voci di 1° livello, dodici delle quali di parte corrente e sette di conto capitale, così definite:
Per quanto riguarda invece le entrate, il rendiconto 2005 conserva la tradizionale classificazione per categorie:
Il decreto legislativo n. 279 del 1997, agli effetti della valutazione delle politiche pubbliche di settore, prevede altresì (art. 13) la costruzione del rendiconto sulla base della classificazione incrociata per funzioni-obiettivo e per unità previsionali di base, in modo da consentire la valutazione economica e finanziaria delle risultanze di entrata e di spesa in relazione agli obiettivi stabiliti, agli indicatori di efficacia e di efficienza e agli scopi delle principali leggi di spesa.
Questa previsione normativa non trova per altro riscontro nell’attuale struttura del rendiconto.
A differenza dei saldi del bilancio dello Stato, l’indebitamento netto si riferisce alle operazioni di entrata e di spesa effettuate dal complesso delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, amministrazioni locali, enti previdenziali e assistenziali) e non soltanto dall’amministrazione statale.
Le previsioni e i risultati del bilancio dello Stato, invece, sono determinati con riferimento ai criteri di competenza giuridica e di cassa.
Per di più, nell’ambito del conto consolidato delle pubbliche amministrazioni va riducendosi il peso del bilancio dell’amministrazione statale, in conseguenza del vasto trasferimento di funzioni e competenze alle autonomie territoriali, in atto dalla seconda metà degli anni Novanta e poi trasposto a livello costituzionale con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione).
Lo spazio del bilancio dello Stato è destinato a diminuire ulteriormente nel momento in cui sarà data effettiva attuazione al riformato articolo 119 della Costituzione, che ha riconosciuto agli enti territoriali autonomia di entrata e di spesa.
L’articolo 6 reca l’approvazione dell’allegato previsto dall’articolo 9 della legge n. 468 del 1978, contenente l’elenco dei decreti del Presidente della Repubblica, adottati su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, con i quali sono stati effettuati, nel corso dell’esercizio 2005, i prelevamenti dal “Fondo di riserva per le spese impreviste”.
L’allegato ìndica altresì, per ciascun decreto di prelevamento, le spese per le quali sono state utilizzate le somme prelevate, specificando l’amministrazione e l’unità previsionale di base destinataria del prelievo.
Il totale dei prelevamenti effettuati dal Fondo risulta pari a circa 275 milioni di euro in termini di competenza e a 240 milioni in termini di cassa.
- Ministero dell’istruzione, UPB 4.1.1.2, “Accademie ed Istituti superiori musicali”, eccedenza pari a 56 milioni di euro (sola competenza); UPB 8.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 46,6 milioni di euro (competenza e cassa); UPB 11.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 58,1 milioni di euro (competenza e cassa); UPB 15.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 98,3 milioni di euro (competenza) e a 95,6 milioni (cassa); UPB 19.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 73 milioni di euro (competenza e cassa); UPB 22.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari 52 milioni di euro (competenza) e 55 milioni di euro (cassa); UPB 24.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 81 milioni di euro (competenza e cassa);
- Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, UPB 1.4.2, “Lotterie nazionali”, eccedenza pari a 263,2 milioni di euro (sola competenza).
L’articolo 8 espone la situazione del patrimonio dello Stato (conto generale del patrimonio) al 31 dicembre 2005, da cui risultano attività per un totale di 599.547 milioni di euro e passività per un totale di 1.953.594 milioni di euro.
Nel corso del 2005 l’economia mondiale ha continuato a registrare un tasso di crescita notevole, nonostante un rallentamento nella seconda parte dell’anno, sostenuta, in particolare, dalla forte crescita degli Stati uniti e dei paesi emergenti, in particolare di quelli asiatici.
L’economia dell’area dell’euro ha invece manifestato un rallentamento, registrando un tasso di crescita del prodotto interno lordo (PIL) pari all’1,3%, più basso rispetto a quello raggiunto l’anno precedente (2%).
Il saldo corrente ha continuato a presentare, nel 2005, un valore negativo, attestandosi a -0,5% del PIL, con un ulteriore peggioramento di 0,1 punti percentuali di PIL rispetto alle risultanze del 2004 (-0,4%).
In particolare, nel 2005 si è registrato un incremento delle entrate correnti, in rapporto al PIL, dello 0,3% (44,0% del PIL nel 2005 rispetto al 43,7% nel 2004).
Le spese correnti, in rapporto al PIL, sono aumentate di 0,4 punti percentuali; vi hanno concorso, insieme con la riduzione della spesa per interessi (-0,1 punti percentuali), l’aumento delle voci relative ai redditi da lavoro dipendente (+0,2 punti percentuali), ai consumi intermedi (+0,1 punti percentuali) e alle prestazioni sociali (+0,2 punti percentuali).
Per quanto concerne i saldi relativi ai conti di cassa, il fabbisogno del settore statale, al termine dell’esercizio 2005, è risultato pari a 59.633 milioni di euro al netto delle regolazioni debitorie.
L’ammontare complessivo del debito pubblico nel 2005 è risultato pari al 106,4% del PIL, in crescita rispetto al 2004, allorché il rapporto debito pubblico/PIL era risultato pari al 106,9%.
Nelle tavole seguenti sono esposti i saldi del bilancio dello Stato registrati a consuntivo nel 2005, sia per competenza che per cassa, posti a confronto con le previsioni iniziali di bilancio e con quelle definitive, nonché con i saldi relativi all’esercizio precedente.
Il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato per il 2005, per quanto riguarda la gestione di competenza, risulta pari a 35.209 milioni di euro (al lordo delle regolazioni debitorie e contabili), con un peggioramento di 14.053 milioni di euro rispetto al saldo registrato nel 2004 (-66,4%).
Il valore del saldo netto da finanziare, come determinato dai risultati di gestione, rientra nel limite massimo di 50.000 milioni di euro, fissato, al netto delle regolazioni debitorie (pari a 7.494 milioni di euro), dalla legge finanziaria per il 2005 (legge n. 311 del 2004).
Il saldo corrente (risparmio pubblico) nel 2005 si è mantenuto positivo, risultando pari a 1.509 milioni di euro, anche se notevolmente ridimensionato rispetto all’anno precedente, in cui il saldo era stato pari a 15.217 milioni di euro. Il risparmio pubblico registra comunque un netto miglioramento rispetto sia alle previsioni iniziali sia a quelle definitive (+28.526 milioni di euro) che ne indicavano un valore negativo.
L’avanzo primario di bilancio è risultato pari a 35.461 milioni di euro, riducendosi di 4.348 milioni di euro rispetto a quello registrato nel 2004 (39.809 milioni di euro). Il risultato è stato per altro migliore delle previsioni.
Il ricorso al mercato si è attestato a 203.523 milioni di euro, con un miglioramento di 10.561 milioni di euro rispetto al 2004. Il risultato è migliore anche rispetto alle previsioni (-56.406 milioni di euro rispetto alle previsioni definitive).
Il valore del ricorso al mercato, nei risultati di gestione, risulta inferiore al limite massimo di 245.000 milioni di euro, fissato dalla legge finanziaria per il 2005 (legge n. 311 del 2004).
Il risparmio pubblico manifesta un valore negativo di 16.414 milioni di euro, che segna un peggioramento pari a 15.811 milioni di euro rispetto al corrispondente valore del 2004, anno in cui il risparmio pubblico si presentava con un valore negativo di soli 603 milioni di euro.
Il ricorso al mercato ammonta a 222,9 miliardi di euro, denotando un lieve peggioramento (di 5,5 miliardi di euro) rispetto al dato del 2004.
Analogamente a quanto si è rilevato per la competenza, anche i saldi di cassa risultanti a consuntivo si presentano significativamente migliori delle previsioni, sia iniziali sia definitive.
In particolare, rispetto alle previsioni definitive di cassa, il saldo netto da finanziare risultante a consuntivo manifesta un miglioramento di 37.205 milioni di euro. Analogamente, il risparmio pubblico mostra un miglioramento di 29.736 milioni e il ricorso al mercato un miglioramento di 73.880 milioni di euro.
L’analisi della gestione di competenza relativa all’esercizio finanziario 2005 fa riferimento, per la parte dell’entrata, agli accertamenti, e, per la parte della spesa, agli impegni. I dati sono posti a raffronto, nella tavola seguente, con le previsioni iniziali (A), come risultanti dal bilancio di previsione per il 2005, e con le previsioni definitive (B), nonché con i risultati relativi all’esercizio finanziario precedente.
Rispetto al consuntivo 2004, si rileva un incremento dell’entità complessiva degli accertamenti relativi alle entrate finali nella misura di complessivi 5.265 milioni di euro, sostanzialmente riconducibile all’aumento degli accertamenti relativi alle entrate extratributarie (+8.390 milioni di euro).
Anche gli impegni per spese finali assunti complessivamente nel 2005 palesano, rispetto all’anno precedente, un aumento di 19.318 milioni di euro, dovuto essenzialmente all’incremento degli impegni relativi a spese di parte corrente di oltre 19.800 milioni di euro.
Gli accertamenti per entrate finali rilevati nel consuntivo 2005 risultano superiori in misura considerevole sia alle previsioni iniziali sia a quelle definitive, mentre il dato di consuntivo degli impegni relativi alle spese finali si dimostra inferiore alle previsioni definitive.
In particolare, per quanto concerne le entrate finali, i risultati denotano un incremento pari a 4.796 milioni di euro rispetto alle previsioni definitive. Un divario ancora maggiore emerge dal confronto tra i risultati e le previsioni iniziali (+22.422 milioni di euro).
Dal lato delle spese finali, il consuntivo 2005 ha fatto registrare una diminuzione pari a 18.441 milioni di euro, rispetto alle previsioni definitive, mentre emerge un incremento di 1.494 milioni di euro, rispetto alle previsioni iniziali.
In linea generale, pertanto, come già accadeva negli anni precedenti, i risultati esposti nel rendiconto 2005 segnano un rilevante scostamento rispetto ai dati previsionali, per quanto concerne sia le entrate, sia le spese.
6. Le entrate
Il valore complessivo degli accertamenti di entrata nell’anno 2005 è risultato pari a 627.413 milioni di euro. Le entrate finali (tutte le entrate del bilancio dello Stato, tranne quelle derivanti dall’accensione di prestiti) hanno registrato, rispetto al 2004, un incremento di 5.262 milioni di euro (da 426.770 milioni di euro a 432.032 milioni di euro).
In particolare, gli accertamenti relativi a entrate tributarie sono risultati pari a 377.854 milioni di euro, evidenziando un decremento di 2.209 milioni di euro rispetto al 2004.
Dal confronto tra i risultati e le previsioni si rileva che le entrate tributarie accertate sono risultate superiori di 2.818 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali, ma inferiori di 3.577 milioni di euro rispetto alle previsioni definitive.
Gli accertamenti per entrate extratributarie, pari a 44.105 milioni di euro, hanno registrato, rispetto all’esercizio 2004, un incremento di 8.390 milioni di euro. Rispetto alle previsioni definitive, stimate in 29.421 milioni, l’incremento di queste entrate risulta pari a 14.684 milioni di euro.
Gli accertamenti per entrate derivanti da alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e riscossione di crediti,pari a 10.075 milioni di euro, sono invece risultati in diminuzione rispetto al 2004 per 917 milioni di euro.
Nell’ambito delle entrate tributarie, il decremento degli accertamenti rispetto al 2004 ha interessato, in particolare, le imposte sul patrimonio e sul reddito, che hanno registrato, rispetto al 2004, una diminuzione di 2.105 milioni di euro, raggiungendo una somma pari a 191.970 milioni di euro. Le tasse e imposte sugli affari hanno invece fatto registrare accertamenti pari a 139.118 milioni di euro (+1.272 milioni rispetto al 2004).
Gli accertamenti concernenti la categoria del lotto, lotterie e altre attività di gioco manifestano un decremento, rispetto al 2004, di 3.425 milioni di euro, raggiungendo l’importo di 10.192 milioni di euro.
In particolare, gli accertamenti relativi all’IRPEF risultano aumentati da 134.108 milioni a 139.283 milioni di euro (+5.175 milioni di euro); per l’IRPEG / IRES si rileva un incremento da 30.374 a 36.305 milioni di euro (+ 5.931 milioni di euro).
Gli accertamenti relativi all’IVA sono risultati pari a 114.925 milioni di euro, a fronte di 107.113 milioni di euro di accertamenti relativi all’esercizio 2004 (+7.812 milioni di euro).
Nell’esercizio 2005 risultano invece drasticamente diminuite le entrate da condoni e sanatorie, rispetto al 2004, con accertamenti per complessivi 851 milioni di euro (582 milioni per le imposte dirette e di 269 milioni per quelle indirette), a fronte di 8.830 milioni di euro nel 2003.
Nelle tavole successive sono riportati i dati riferiti agli anni 2003-2005 relativi alle entrate finali articolate per categorie economiche. Sono indicate le previsioni definitive di competenza e gli importi accertati.
Nella seconda tavola sono riportati i dati corrispondenti relativi alle principali imposte.
7. La gestione del Ministero dell’economia e delle finanze
Lo stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze recava, per l'anno finanziario 2005 (legge n. 312 del 2004) le seguenti previsioni iniziali:
Rispetto alle previsioni definitive, il conto consuntivo per il 2005 denota i seguenti risultati:
Analizzando la gestione di competenza, per la parte corrente, si osserva che, a fronte di dotazioni per 261.289 milioni di euro, sono stati impegnati 245.686 milioni (pari al 94%); per il conto capitale, rispetto alla dotazione di 26.127 milioni, gli impegni ammontano a 25.438 milioni (pari al 97,3%); per il rimborso prestiti, dei 201.468 milioni disponibili ne sono stati impegnati 168.297. Complessivamente sono stati quindi impegnati 439.421 milioni a fronte di stanziamenti per 488.885 milioni (89,9%).
Per la gestione di cassa, a fronte di 505.487 milioni di autorizzazioni definitive globali, sono stati effettuati pagamenti per 433.895 milioni (85,8%), di cui 236.182 milioni su 265.578 milioni di autorizzazioni di pagamento per la parte corrente, 23.712 milioni su 29.232 milioni di autorizzazioni di pagamento per il conto capitale, e 174.001 milioni su 210.677 milioni di autorizzazioni di pagamento per il rimborso prestiti.
In particolare, il conto consuntivo mostra i seguenti dati gestionali relativi ai residui provenienti dagli esercizi precedenti:
Nella successiva Tavola sono riportati, relativamente a ciascun centro di responsabilità dal conto consuntivo del Ministero dell’economia e delle finanze, i dati relativi ai residui accertati al 1° gennaio 2005, alla dotazione definitiva di competenza e alle autorizzazioni definitive di cassa. Rispetto a tali risorse sono indicati i dati gestionali relativi agli impegni (gestione di competenza) e ai pagamenti (gestione di cassa), con la conseguente determinazione dei residui al 31 dicembre 2005 (non vengono peraltro indicate le somme andate in “economia” relativamente sia al conto residui, sia al conto competenza).
Residui al 1.1
Allegato n. 3 - Esposizione contabile dei flussi finanziari intercorsi nell’anno 2005 tra l’Italia e l’Unione europea;
8. L'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato
Il nuovo assetto organizzativo dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, contenuto nel regolamento di organizzazione emanato con D.P.R. n. 385 del 2003, è divenuto operativo a partire dal 12 settembre 2005.
Con decreto direttoriale del 20 settembre 2005, n. 12, sono state determinate le competenze funzionali e territoriali degli Uffici regionali dell'A.A.M.S. (ex Ispettorati compartimentali).
Alla luce delle recenti evoluzioni normative in materia di giuochi, scommesse e concorsi pronostici, l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, pur mantenendo alcune delle tradizionali competenze sui prodotti derivanti dalla lavorazione del tabacco, ha caratterizzato la sua strategia operativa al perseguimento dei seguenti obiettivi:
- promozione pubblicitaria;
- ottimizzazione del gettito erariale di competenza;
- razionalizzazione del quadro normativo dell'intero settore dei giuochi;
- espansione del mercato dei giuochi legali per contrastare ogni fenomeno illegale a garanzia della tutela dei giocatori, secondo princìpi di equità e trasparenza ;
- diffusione di un ambiente tecnologicamente avanzato.
Le disposizioni normative intervenute nell'anno 2005 sono:
a) il decreto ministeriale 1° marzo 2005, con il quale è stata avviata la raccolta del giuoco del lotto sulla sorte dell'estratto determinato;
b) il decreto direttoriale 15 aprile 2005, con il quale è stata introdotta l’undicesima ruota del lotto, denominata "ruota nazionale", a partire dal 2 maggio 2005;
c) la raccolta telefonica del giuoco del lotto è stata sospesa, su tutto il territorio nazionale, a decorrere dal 4 luglio 2005;
d) in via sperimentale, a decorrere dall'estrazione successiva al 18 giugno 2005 è stata istituita la terza estrazione settimanale del lotto, divenuta definitiva a decorrere dall'estrazione successiva al 22 ottobre 2005;
e) il decreto ministeriale 26 gennaio 2005 ha dettato nuove disposizioni in materia di apertura delle ricevitorie del lotto all'interno delle rivendite speciali ubicate presso sale Bingo, centri commerciali e ipermercati;
f) il decreto direttoriale del 9 marzo 2005, n. 95, ha apportato modifiche all'art. 3, comma 1 del decreto direttoriale dell'8 aprile 2004, n. 515, concernente i termini di versamento del prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi da intrattenimento.
Nel 2005 l'A.A.M.S. ha avviato un percorso pluriennale che condurrà ad un adeguato bilanciamento del portafoglio dei giuochi nel suo complesso attraverso i seguenti interventi:
1. regolazione e controllo del comparto del giuoco pubblico quale fattore di promozione e sviluppo dell'integrazione sociale e della comunicazione;
2. applicazione di un nuovo modello di gestione commerciale dei giuochi, da estendere gradualmente all'intero comparto;
3. perseguimento di obiettivi di pubblico interesse, tra i quali tutela del diritto alla salute pubblica, mediante la determinazione di un prezzo minimo di vendita dei tabacchi;
4. introduzione di nuove modalità di giuoco del Bingo basate sulla telematica e sulla creazione di un'unica sala virtuale nazionale o di circuito (Bingo interconnesso);
5. rilancio del settore delle lotterie sulla base della convezione stipulata con il Consorzio lotterie nazionali;
6. crescita del settore scommesse, anche mediante le giocate on-line.
Inoltre l'A.A.M.S. ha continuato a svolgere le seguenti attività:
- concessione delle rivendite di tabacchi lavorati e dei punti di raccolta del giuoco del lotto automatizzato;
- iscrizione dei tabacchi lavorati e dei fiammiferi nella tariffa di vendita al pubblico;
- contenzioso penale tributario in materia di contrabbando dei tabacchi;
- controllo della conformità dei prodotti da fumo alla normativa nazionale comunitaria;
- vigilanza e controllo fiscale dell'imposta di consumo e dell'IVA per la vendita dei tabacchi lavorati;
- rilascio del nulla osta ai concessionari per la messa in esercizio relativamente agli apparecchi d’intrattenimento di cui all'art. 110, comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
La progressiva estensione della rete telematica di raccolta e la crescita del numero degli apparecchi installati, nonché l'incremento dei punti di vendita, hanno dimostrato nell'anno 2005 le grandi potenzialità degli apparecchi da divertimento e intrattenimento.
Tale sviluppo è stato tra l'altro favorito dal progressivo perfezionamento delle strutture organizzative attivate dagli operatori ai quali è affidata in concessione la gestione telematica del giuoco.
L'intensificarsi delle iniziative di prevenzione e contrasto del giuoco illegale e irregolare ha permesso di reprimere tempestivamente numerosi tentativi di intromissione o manomissione della rete telematica e degli apparecchi di giuoco, tutelando i giocatori, i livelli di raccolta conseguiti dagli operatori legali e le connesse entrate erariali.
Nel segmento degli apparecchi con vincite in denaro, l'A.A.M.S. ha avviato il progetto “Bollino New", inteso a garantire una “certificazione di qualità" dell'offerta del giuoco.
Per quanto riguarda l’esercizio finanziario 2005, le entrate accertate per l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, in conto competenza, comprese quelle delle gestioni speciali e autonome, ammontano complessivamente a 9.406,8 milioni di euro (a fronte di previsioni definitive stimate in 11.606 milioni di euro). In particolare, le entrate delle gestioni speciali sono pari a 8.795,2 milioni, mentre le entrate proprie dell'Amministrazione ammontano a 230 milioni.
Le entrate proprie sono così articolate:
- 75,5 milioni da concessioni, rivendite e ricevitorie;
- 37,4 milioni dalla concessione della rete telematica;
- 98 milioni quale rimborso delle spese per la gestione del lotto, lotterie e bingo;
- 19 milioni da proventi diversi e canoni per l’estrazione del sale.
Le entrate derivanti da giuochi e scommesse risultano così suddivise:
- 218,5 milioni per le manifestazioni sportive organizzate dal CONI;
- 111,1 milioni per le scommesse diverse da quelle ippiche;
- 301,6 milioni per le scommesse ippiche organizzate dall’UNIRE.
Sul lato della spesa si segnala lo stanziamento in competenza di 52,7 milioni (di cui 48,5 impegnati) relativo alle spese per lo sviluppo e la pubblicità dei giochi.
Relativamente al versamento all’erario della quota di prelievo spettante sui concorsi pronostici connessi a manifestazioni sportive e scommesse diverse da quelle ippiche, a fronte di uno stanziamento di bilancio di 210 milioni, ne sono stati impegnati soltanto 118, con economie per 92 milioni.
Le gestioni speciali iscritte nel bilancio dell’Amministrazione comprendono quella del Dopolavoro, prevista dalla legge n. 217 del 1971, quella per il servizio delle Lotterie nazionali, trasferito ai Monopoli con legge n. 357 del 1988, quella per il servizio delle Lotterie ad estrazione istantanea (legge n. 62 del 1990), quella del servizio del Lotto (leggi n. 528 del 1982 e n. 85 del 1990) e quella del Servizio Bingo, il cui controllo centralizzato è stato affidato all’Amministrazione con direttiva del Ministro delle finanze del 12 settembre 2000.
Le entrate delle gestioni speciali sono riferite per 54,9 milioni alle lotterie nazionali tradizionali, per 1.493 milioni alle lotterie istantanee, e per 372 milioni al Bingo. Al riguardo si è registrato rispetto all’esercizio precedente un forte incremento delle lotterie istantanee (+965 milioni, pari ad un aumento del 183%).
Il Tesoro ha assegnato 6.873 milioni per la gestione del Servizio Lotto. I proventi del Lotto sono stati versati direttamente sul capitolo 1801 dell’entrata del bilancio dello Stato dal concessionario Lottomatica.
Relativamente alle spese delle gestioni speciali si segnalano, in particolare, 1.083 milioni per l’organizzazione, la propaganda, la distribuzione, la vendita e il pagamento dei premi dei biglietti delle lotterie nazionali a estrazione istantanea, cui si aggiungono 409 milioni quale quota da versare all’erario a valere su tali utili di gestione.
Le spese per la gestione del giuoco del lotto ammontano a 6.873 milioni, che, come detto precedentemente, sono assegnate all’A.A.M.S. dal Tesoro.
Le spese di organizzazione e controllo del giuoco del Bingo ammontano a 59 milioni, cui vanno aggiunti 313 milioni relativi al versamento all’erario della relativa quota di prelievo.
Il bilancio dell’A.A.M.S ha determinato nel 2005 un avanzo finanziario di gestione di 106, 3 milioni di euro.
Tavola III – Evoluzione della spesa finale dei singoli stati di previsione e incidenza percentuale sul bilancio dello Stato
Tavola IV – Evoluzione della spesa finale dei singoli stati di previsione e incidenza percentuale sul bilancio dello Stato
Tavola V – Evoluzione delle spese finali per funzioni-obiettivo e incidenza percentuale sul bilancio dello Stato
Tavola VI – Evoluzione della spesa finale per categorie e incidenza percentuale sul bilancio dello Stato
Tavola VII – Andamento delle U.P.B. (III livello) e incidenza percentuale sulle spese finali del bilancio dello Stato
L’articolo 17 della legge n. 468 del 1978 prevede l'istituto dell'assestamento di bilancio per consentire l’aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio dello Stato, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio concluso il 31 dicembre precedente.
Sotto questo profilo, il disegno di legge di assestamento si connette funzionalmente con il disegno di legge di approvazione del rendiconto relativo all’esercizio precedente: l’entità dei residui, sia attivi che passivi, sussistenti all’inizio dell’esercizio finanziario, che al momento dell’elaborazione e approvazione del bilancio di previsione è stimabile solo in misura approssimativa, viene infatti definita in assestamento sulla base delle risultanze del rendiconto.
Per quanto riguarda le previsioni di entrata, poiché esse sono il frutto di una valutazione di carattere tecnico, eventuali modifiche possono essere determinate dall’evoluzione della base imponibile e dagli effetti derivanti dall’applicazione delle norme vigenti.
Va infine ricordato che, ai sensi del comma 2 dell’articolo 17 della legge n. 468 del 1978, anche dopo l’approvazione della legge di assestamento possono essere presentate al Parlamento, comunque entro il 31 ottobre, ulteriori variazioni delle dotazioni di competenza e di cassa per l’esercizio in corso.
L’articolo 1 del disegno di legge di assestamento dispone l’approvazione delle variazioni alle previsioni del bilancio dello Stato per il 2006 (approvato con la legge n. 267 del 2005), indicate nelle annesse tabelle.
Per ciascuna unità previsionale di base (U.P.B.) sono inoltre indicate le variazioni che si registrano nella consistenza dei residui, in linea con le risultanze definitive esposte nel Rendiconto dell’esercizio precedente.
Le variazioni al bilancio disposte con atto amministrativo nel periodo gennaio-maggio derivano dall’applicazione di nuovi provvedimenti legislativi intervenuti successivamente all’approvazione del bilancio medesimo (per i quali il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le conseguenti variazioni) oppure dall’applicazione di procedure previste dalla normativa contabile.
- dai prelievi dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine (ivi compresi i prelievi necessari alla reiscrizione dei residui passivi perenti di conto corrente[1])edal fondo di riserva delle spese impreviste (articoli 7 e 9 della legge n. 468 del 1978), nonché dal fondo di riserva per l'integrazione delle autorizzazioni di cassa (articolo 9-bis della legge n. 468 del 1978, aggiunto dall'articolo 8 della legge n. 94 del 1997) e dal fondo di riserva per l’integrazione delle autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente inserite nella Tabella C della legge finanziaria (articolo 9-ter della legge n. 468 del 1978, aggiunto dall’art. 2 della legge n. 208 del 1999);
- dalla reiscrizione dei residui passivi perenti di conto capitale, mediante prelievo dall’apposito fondo previsto dall’articolo 8 della legge n. 468 del 1978;
- le riassegnazioni ai capitoli di spesa di somme affluite in entrata nell’ultimo bimestre (periodo 1° novembre-31 dicembre) dell’anno precedente, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del citato D.P.R. n. 469 del 1999;
- gli slittamenti di copertura, vale a dire l’utilizzo di quote dei fondi speciali stanziate nel bilancio di previsione per l’esercizio precedente e non utilizzate entro il termine di tale esercizio, ai sensi dell’articolo 11-bis, comma 5, della legge n. 468 del 1978[2];
- il trasporto all’esercizio in corso di titoli di spesa rimasti insoluti alla chiusura dell'esercizio precedente, con la conseguente integrazione delle autorizzazioni di cassa, ai sensi dell’articolo 17, ultimo comma, della legge n. 468 del 1978[3].
In particolare, il comma 1 aumenta il limite massimo di emissione di titoli pubblici, stabilito nella legge di bilancio per il 2006 (legge n. 267 del 2005), da 60.000 milioni di euro a 66.500 milioni di euro.
Il comma 2, novellando l’articolo 2, comma 7, della legge di bilancio per il 2006 (legge n. 267 del 2006):
- aumenta da 900 milioni di euro a 1.070 milioni di euro la dotazione del Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine, di cui all’articolo 7 della legge n. 468 del 1978 (Ministero dell’economia e finanze, U.P.B. 4.1.5.10/cap. 3000);
- riduce da 600 milioni a 430 milioni di euro la dotazione del Fondo per le spese impreviste, di cui all’articolo 9 della legge n. 468 del 1978 (Ministero dell’economia e finanze, U.P.B. 4.1.5.2/cap. 3001).
L’articolo 3 dispone l’approvazione dell’allegato 1 del disegno di legge, nel quale sono contenute le modifiche all’elenco delle unità previsionali di base individuate nel bilancio di previsione per il 2006.
Si ricorda infine che il decreto-legge n. 181 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, ha apportato rilevanti modifiche all’articolazione dei Ministeri, alla cui attuazione si provvederà con successivi provvedimenti.
Si segnala al riguardo che, nel corso dell’esame del decreto presso l’Assemblea della Camera, il Governo ha accolto l’ordine del giorno Duilio ed altri n. 129, contenente l’impegno a procedere all'adeguamento dell'articolazione del bilancio dello Stato in relazione al riassetto delle amministrazioni in un'unica sede, possibilmente in occasione dell'esame del disegno di legge di assestamento per l'anno in corso, eventualmente mediante la trasmissione di una nota di variazione dello stesso, in modo da consentire al Parlamento una valutazione compiuta del complesso delle modifiche che saranno apportate.
La relazione al disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato per il 2006 (A.C. 1254) segnala, sulla base delle previsioni assestate poste a confronto con le previsioni iniziali, un peggioramento del saldo netto da finanziare e degli altri saldi di bilancio, sia in termini di competenza, sia in termini di cassa.
Si ricorda a questo proposito che il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale), attualmente all’esame del Senato (A.S. 741), all’articolo 25, dispone, tra le misure di contenimento della spesa, l’accantonamento e l’indisponibilità di quote di stanziamento di unità previsionali di base del bilancio dello Stato 2006 specificamente indicate, relative principalmente a consumi intermedi, per il successivo versamento all’entrata dello Stato (entro il 30 novembre 2006).
Il disegno di legge di assestamento, presentato alla Camera prima dell’emanazione del suddetto decreto-legge, non ne tiene in considerazione gli effetti.
La legge finanziaria per il 2006 (articolo 1, comma 1, della legge n. 266 del 2005) ha fissato per il 2006 il limite massimo del saldo netto da finanziare in termini di competenza in 41.000 milioni di euro, al netto di 7.077 milioni di euro per regolazioni debitorie.
Il valore del saldo netto da finanziare che si determina sulla base delle previsioni assestate rientra quindi nel limite massimo stabilito dalla legge finanziaria per il 2006.
In corrispondenza con l’evoluzione del saldo netto da finanziare, le previsioni assestate evidenzianoanche un peggioramento, rispetto alle previsioni iniziali, del saldo corrente (risparmio pubblico) e del saldo primario (differenza tra entrate finali e spese finali al netto della spesa per interessi).
Anche il ricorso al mercato (che risulta dalla differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, incluse quelle relative al rimborso di prestiti), evidenzia un peggioramento di 2.929 milioni di euro, da 232.666 a 235.595 milioni (il dato comprende anche le regolazioni debitorie).
A questo proposito si ricorda che l’articolo 1, comma 1, della legge finanziaria per il 2006 (legge n. 266 del 2005) ha fissato il livello massimo del ricorso al mercato in 244.000 milioni di euro (compreso l’indebitamento all’estero per un importo non superiore a 2.000 milioni).
In modo analogo all’evoluzione registrata in termini di competenza, anche in termini di cassa le previsioni assestate evidenziano un’incidenza negativa sui saldi di bilancio (calcolati al netto delle regolazioni debitorie, contabili e dei rimborsi IVA).
Il saldo primario, che nelle previsioni iniziali era pari a 5.861 milioni di euro, nelle previsioni assestate viene stimato in 4.142 milioni di euro, con una riduzione di 1.719 milioni.
Il ricorso al mercato in termini di cassa, che nel bilancio di previsione era determinato in 261.539 milioni di euro, ascende, nelle previsioni assestate, a 266.175 milioni di euro (al lordo delle regolazioni debitorie), con un peggioramento di circa 4.636 milioni di euro.
Lo stato di previsione dell’entrata
Per quanto riguarda lo stato di previsione dell’entrata, il disegno di legge di assestamento dispone una variazione complessiva in aumento di 5.060,5 milioni di euro in termini di competenza e di 6.767,1 milioni in termini di autorizzazioni di cassa.
La nota preliminare allo stato di previsione dell’entrata avverte, con riferimento alla data di presentazione del disegno di legge di assestamento (30 giugno 2006), che “non tutti gli elementi necessari per una quantificazione puntuale del gettito dell’esercizio finanziario 2005 sono al momento conosciuti; in particolare non sono ancora noti i dati concernenti l’autoliquidazione delle imposte sui redditi, considerato che i versamenti a saldo ed in acconto (I rata) relativi ai redditi possono essere effettuati fino al 20 giugno e, dopo tale data, entro i 30 giorni successivi, maggiorando le somme da versare nella misura dello 0,40%. Quanto esposto induce a ritenere possibile, in via successiva, la presentazione di apposito emendamento qualora gli andamenti ipotizzati ai fini del bilancio di previsione 2006 non siano in linea con quelli effettivi, allorquando saranno disponibili i suddetti dati”.
La nota preliminare specifica, invece, che nel disegno di legge di assestamento “viene incluso nelle previsioni l’incremento di gettito, pari a 2.000 milioni di euro, correlato alla revisione delle stime operata con la recente due diligence sulla finanza pubblica”.
Infatti, la variazione complessiva di 5.060,5 milioni di euro in competenza è riferita per 2.000 milioni alle entrate tributarie, per 131,6 milioni alle entrate extratributarie e per circa 2.929 milioni quale accensione di prestiti.
Nel dettaglio l’aumento di 2.000 milioni nelle entrate tributarie, per effetto della richiamata revisione delle stime, risulta così dettagliato:
1.1.4.1, cap. 1031 – 1
Attività ordinaria di gestione - Imposta sostitutiva a carico dei fondi comuni di investimento nazionali
1.1.4.1 – cap. 1034 – 2
Attività ordinaria di gestione - Imposta sostitutiva sul risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio
1.1.5.1 cap. 1027
Attività ordinaria di gestione - Ritenute d’acconto o d’imposta sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche
1.1.7.2 – cap. 1200
Attività di accertamento e controllo – Entrate eventuali diverse concernenti le imposte sul patrimonio e sul reddito
IVA su scambi interni e intracomunitari
1.1.8.1 – cap. 1203 – 1
Attività ordinaria di gestione – Imposta relativa agli scambi interni
IVA su importazioni
1.1.11.1 – cap. 1203 – 2
Attività ordinaria di gestione – Imposta relativa alle importazioni
1.1.20.1 – cap. 1205 – 1
Attività ordinaria di gestione – Imposta di bollo riscossa in modo ordinario, straordinario e virtuale
Le variazioni in aumento concernenti le entrate extratributarie riguardano:
§ 106,3 milioni quale avanzo di gestione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (UPB 6.2.1, cap. 2954);
§ 27,3 milioni quali proventi derivanti dai servizi a pagamento resi dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (UPB 15.2.3, cap. 2447);
§ 59.700 euro di ritenuta sulle somme pagate per i contributi concessi alle imprese navali ai sensi della legge n. 234 del 1989 (UPB 19.2.1, cap. 2168).
Le variazioni in diminuzione riguardano:
§ 920.205 euro dei contributi annui degli iscritti nel ruolo dei revisori dei conti e quote da versare dagli aspiranti alla nomina (UPB 10.2.3, cap. 3525);
§ 1,2 milioni di euro relativi ai versamenti a carico del soggetto committente per il progetto di opere di competenza statale, pari allo o,5% del valore dell’opera da realizzare, da utilizzare esclusivamente per le spese attinenti alla valutazione ambientale (UPB 34.2.1, cap. 2592 – 7).
Nell’ultimo Bollettino delle entrate tributarie, diffuso a giugno 2006 dal Dipartimento delle politiche fiscali, il Ministero dell’economia e delle finanze ha reso noto che nel periodo gennaio-maggio 2006 le entrate tributarie dello Stato, calcolate secondo il criterio della competenza, vale a dire in termini di accertamenti, sono risultate pari a 133.004 milioni di euro, con un aumento dell’ 8,7% rispetto alle entrate accertate nel corrispondente periodo dell’anno precedente.
Il gettito delle imposte dirette nel periodo gennaio-maggio 2006 si è attestato a 64.010 milioni di euro, registrando un aumento dell’10,2% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.
In particolare, l’IRPEF ha determinato entrate per 55.550 milioni di euro.
Il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze è sostanzialmente raddoppiato, con un incremento di 663 milioni (+95% rispetto al corrispondente periodo del 2005), così come risulta aumentato di 1.090 milioni il gettito da ritenute su interessi (+44,4%).
Il gettito delle imposte indirette, pari complessivamente a 68.994 milioni di euro, ha registrato un aumento del 7,4% (+4.741 milioni di euro). In particolare, tra le principali imposte indirette, il gettito relativo all’IVA, nei primi cinque mesi del 2006, è risultato pari a 41.305 milioni di euro, con un incremento del 9,4% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, mentre le imposte di fabbricazione sugli olî minerali sono risultate stabili rispetto al precedente periodo. Sul versante dei giuochi, mentre si è registrata una riduzione dei proventi del giuoco del lotto (-10,7%) e delle altre attività di giuoco (-3,3%), risultano incrementati del 57,2% i proventi da apparecchi e congegni di giuoco (+277 milioni).
gen.-mag. 2005-2006
Sostitutive redditi nonché ritenute su interessi e altri redditi di capitale
Ritenute su utili distribuiti dalle persone giuridiche
Ritenute su contributi di enti pubblici, premi capitale, di assicurazioni su vita
Sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze
Sostitutive IRE, IRES e IRAP per rivalutazione beni d’impresa
Imposta sugli spettacoli e sul giuoco nelle case da giuoco
Imposta. di fabbricazione sugli spiriti
Imposta. di fabbricazione sugli olî minerali
Imposta. di fabbricazione sui gas in condensabili
Imposta energia elettrica e addizionale di cui all’art. 6, comma 7, del D.L. n. 511 del 1988
Imposta. di consumo sul gas metano
Imposta. di consumo su olî lubrificanti e bitumi di petrolio
Tabacchi (imposta sul consumo)
Proventi delle attività di giuoco
Apparecchi e congegni di giuoco (D.L. n. 269 del 2003, art. 39, comma 13)
Fonte:Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento politiche fiscali: “Entrate tributarie erariali - Competenza analisi dei flussi gennaio-maggio”.
Lo stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze per l'anno finanziario 2006 (legge n. 267 del 2005) recava le seguenti previsioni di competenza e autorizzazioni di cassa:
All'atto della presentazione del disegno di legge di bilancio per il 2006, la consistenza dei residui presunti al 1° gennaio 2006 era valutata in 3.034 milioni di euro, di cui 172 di parte corrente, 2.857 in conto capitale e 5 per il rimborso di prestiti.