Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2485-codice-civile-obblighi-degli-amministratori
Timestamp: 2020-08-08 21:43:31+00:00
Document Index: 154140389

Matched Legal Cases: ['art. 2484', 'art. 2485', 'art. 2485', 'art. 2485', 'art. 2450', 'art. 2485', 'art. 2487']

Art. 2485 codice civile: Obblighi degli amministratori | La Legge per tutti
Art. 2485 codice civile: Obblighi degli amministratori
Gli amministratori devono senza indugio accertare il verificarsi di una causa di scioglimento e procedere agli adempimenti previsti dal terzo comma dell’articolo 2484. Essi, in caso di ritardo od omissione, sono personalmente (1) e solidalmente responsabili per i danni subiti dalla società, dai soci, dai creditori sociali e dai terzi.
Quando gli amministratori omettono gli adempimenti di cui al precedente comma, il tribunale, su istanza di singoli soci o amministratori ovvero dei sindaci, accerta il verificarsi della causa di scioglimento, con decreto che deve essere iscritto a norma del terzo comma dell’articolo 2484 (2).
(1) La responsabilità non va quindi a ricadere a carico della società: per i danni subiti dai terzi si ritiene configurabile anche la responsabilità della società, salvo rivalsa nei confronti degli amministratori.
(2) Poiché la sanzione di cui al comma precedente non è di per sé sufficiente ad impedire che si verifichi comunque una situazione di incertezza circa lo scioglimento della società, il comma in esame prevede che, in caso di omissione da parte degli amministratori, all’adempimento di cui si tratta provveda il Tribunale su istanza dei soci, degli amministratori stessi o dei sindaci.
Coerentemente con quanto si è detto esaminando l’art. 2484 a proposito dell’individuazione del momento in cui lo scioglimento della società ha effetto, l’articolo in esame prevede l’obbligo per gli amministratori di accertare senza indugio il verificarsi di una causa di scioglimento e di effettuare la relativa iscrizione, sanzionando l’inadempimento con la previsione della responsabilità dell’organo amministrativo per i danni conseguenti.
La norma di cui all’art. 2485 c.c. si limita a prevedere che l’amministratore che non provveda agli adempimenti dovuti in materia di messa in liquidazione sia chiamato a rispondere “per i danni subiti dalla società” ma fa riferimento a danni che siano “in fatto” riconducibili alla omissione della condotta doverosa, secondo ordinario ed imprescindibile nesso di causalità - con conseguenti oneri di allegazione e di prova indiscutibilmente a carico di chi agisca in giudizio per il risarcimento (Nella specie, il Trib. ha quindi respinto la domanda, escludendo la possibilità di attribuire alla violazione dell’obbligo formale di messa in liquidazione della società una qualsiasi automatica incidenza sul patrimonio sociale).
Tribunale Milano 11 ottobre 2013 n. 12659
Il custode giudiziario di quote di società a responsabilità limitata è legittimato a richiedere, in luogo dei soci, l’accertamento della sussistenza della causa di scioglimento ex art. 2485 comma 2, c.c.
Al verificarsi di una causa di scioglimento di una società di capitali ed in caso di inerzia degli amministratori, l'istanza di accertamento può essere promossa al tribunale da ogni sindaco individualmente.
Tribunale Napoli 25 maggio 2011
L'obbligo gravante sull'amministratore della società ex art. 2485 c.c. di procedere senza indugio all'accertamento del verificarsi di una causa di scioglimento della società medesima e all'iscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione di accertamento di tale causa è posto a tutela, fra l'altro, dei terzi contraenti, affinché possano consapevolmente decidere se assumere o meno il rischio di vendere merci e servizi ad un soggetto giuridico che ha interamente perduto il proprio capitale sociale; in caso di inosservanza di tale obbligo, anche l'amministratore risponderà delle perdite subite dai terzi per avere intrattenuto rapporti d'affari con la società in liquidazione.
Tribunale Tivoli 26 agosto 2009
Ai sensi della nuova disciplina societaria, a far data dall'1 gennaio 2004, la competenza circa la nomina dei liquidatori di una società di capitali, a differenza di quanto prevedeva il previgente art. 2450, comma 3, c.c., appartiene al tribunale che, ai sensi dell'art. 2485, comma 2, c.c., nell’ipotesi in cui gli amministratori omettano di accertare il verificarsi di una causa di scioglimento e di adottare immediatamente i provvedimenti consequenziali, può essere adito da soci, amministratori e sindaci, esclusivamente per l’accertamento della presenza di una causa di scioglimento. Qualora successivamente alla declaratoria giudiziale della causa di scioglimento gli amministratori non provvedano a convocare l’assemblea (straordinaria) per l’adozione dei provvedimenti idonei a rimuovere la causa di scioglimento o per la nomina dei liquidatori, la nuova normativa (art. 2487, comma 2, c.c.) prescrive che vi provveda il tribunale su ricorso di soci, amministratori o sindaci. Solo qualora, infine, l’assemblea, pur ritualmente convocata, non adotti alcun provvedimento, omettendo tanto di rimuovere la causa di scioglimento quanto di nominare il o i liquidatori, potrà farsi ricorso al tribunale, che provvederà con decreto, quale extrema "ratio" , alla nomina dei o del liquidatore. Da ciò deriva che l'eventuale nomina di liquidatori, vigente la nuova disciplina, sulla base di un ricorso proposto dai soci di una società di capitali al Presidente del tribunale non è affetta da ultra o extrapetizione, trattandosi piuttosto di una decisione che non può essere adottata, di modo che la domanda relativa deve essere rigettata, per consentire alla società ogni valutazione e decisione in ordine alla sua sorte, come prevede il nuovo assetto regolamentare delle società.
Corte appello Bari sez. fer. 06 settembre 2006
massimiliano torquati ha detto:
17/02/2019 alle 09:57