Source: https://www.diritto.it/reclamo-al-magistrato-di-sorveglianza-in-tema-di-mercede-2/
Timestamp: 2017-08-24 05:02:58+00:00
Document Index: 177804009

Matched Legal Cases: ['art 14', 'art. 69', 'art.14', 'art.69', 'art. 36', 'art. 22']

N. 9/05 Reg. S/15
**************, attualmente detenuto in espiazione di pena nella Casa Circ. di Nuoro;
Il detenuto indicato in oggetto con il reclamo pervenuto all’ufficio il 6.6.2005 richiamava una decisione della Corte di Cassazione depositata in data 13.9.2004 ed un provvedimento dell’Ufficio di Sorveglianza di Roma in data 14.2.2004 e domandava “il diritto di vedersi riconosciute le maggiori spettanze retributive della sua attività lavorativa svolta nella Casa Circ. di Nuoro a partire dal 1993” con richiesta di condanna dell’Amministrazione Penitenziaria “al pagamento delle somme dovute per le differenze retributive”.
Specificava di aver prestato attività lavorativa nella Casa Circ. di Nuoro dal 2002 al 2005 .
Invero il reclamante ha asserito di aver prestato attività lavorativa periodi non precisati negli anni dal 2002 al 2005 senza peraltro nulla specificare o dimostrare per cui, comunque e sono ampiamente decorsi i dieci giorni previsti dall’art 14 ter O.P., per poter proporre reclamo al magistrato di sorveglianza per le mercedi maturate e corrisposte sino al 23 maggio 2005.
Dunque il reclamo inteso come proposto ai sensi dell’art. 69, comma 6° lett.a) legge 354/75 deve essere dichiarato inammissibile per la parte relativa alle mercedi corrisposte sino al 23.5.2005.
Inammissibilità che non esclude che il reclamante possa, comunque, adire altra sede giurisdizionale con modalità più consone ed efficaci in termini di effettività della tutela rispetto all’eventuale riconoscimento della sussistenza del diritto reclamato.
E ciò perché se il diritto ad un equa remunerazione del lavoro svolto è costituzionalmente garantito per tutti, deve essere parimenti garantita erga omnes, e con la medesima forza cogente, altresì l’effettività in termini di reale esigibilità anche esecutiva.
Tutela, quest’ultima, che non sarebbe invece assicurata dall’odierna procedura il cui provvedimento conclusivo, anche in ipotesi di accoglimento, per la sua struttura e natura non sarebbe giuridicamente idoneo ad essere utilizzato in termini pretensivi, per eventuali capi di statuizione di un fare o di un dare, verso l’amministrazione.
Tanto premesso e ribadita l’inammissibilità del reclamo ai sensi dell’art.14 ter O.P. occorre comunque rilevare che permane la competenza di questo magistrato a vigilare affinchè l’organizzazione degli istituti penitenziari sia idonea all’attuazione del trattamento volto alla rieducazione del condannato (art.69 comma 1°, O.P.).
E questo generale dovere di vigilanza, e di conseguente prospettazione, impone che l’Amministrazione sia richiamata, nel caso di specie, alla puntuale osservanza delle norme che regolano il lavoro tanto a livello costituzionale (art. 36 della costituzione) che in ambito penitenziario, in particolare gli articoli 15 e 22 O.P..
Infatti proprio il rispetto di quanto stabilito dall’art. 22 in ordine alla equa retribuzione del lavoro penitenziario è lo strumento perché sia perseguita, e concretamente attuata, la funzione centrale riconosciuta al lavoro stesso dall’articolo 15 quale elemento fondamentale del trattamento e, quindi, della rieducazione, il cui perseguimento è dovere indefettibile dell’Amministrazione Penitenziaria.
Visti gli artt. 14 ter, 22, 35 e 69 OP,
Inammissibile il reclamo perché proposto oltre i termini di cui all’articolo 14 ter legge 354/1975.
l’Amministrazione Penitenziaria al dovere di retribuire il reclamante per le prestazioni di lavoro svolte alle dipendenze della stessa una mercede non inferiore ai due terzi della retribuzione quale stabilita dal CCNL per la categoria di lavoratori con mansioni uguali o corrispondenti a quelle da lui svolte .
Richiama altresì l’Amministrazione al dovere di corrispondere al reclamante le eventuali differenze retributive non corrisposte, maggiorate e rivalutate come per legge, in relazione ai crediti per i quali non sia intervenuta prescrizione.