Source: https://www.informazionefiscale.it/libri-scritture-contabili-soggetti-obbligati-gestione-conservazione-contabilita-impresa
Timestamp: 2018-02-24 14:24:40+00:00
Document Index: 169488046

Matched Legal Cases: ['art. 2214', 'art 2083', 'art. 2219', 'art. 2216', 'art. 2220', 'art. 2215', 'art. 2709', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 2215', 'art. 2421', 'art. 6']

Libri e scritture contabili: soggetti obbligati e modalità di conservazione | Informazione Fiscale
Libri e scritture contabili: una guida dettagliata sulla normativa nel rispetto delle regole di gestione e conservazione.
L’imprenditore nello svolgimento della sua attività commerciale è chiamato a rispettare una serie di obblighi di trasparenza nei confronti dei terzi, per dare prova dei fatti che hanno caratterizzato la gestione d’impresa.
Per questo motivo è necessario redigere periodicamente le scritture contabili e tenere gli appositi registi osservando le disposizioni normative citate nell’art. 2214 del codice civile e le norme tributarie in materie contenute nel D.P.R. 600/73.
Analizziamo di seguito quali sono i libri contabili obbligatori e le regole per la loro corretta tenuta, bollatura e conservazione.
Libri e scritture contabili: aspetti civilistici
L’articolo 2214 del codice civile stabilisce che l’imprenditore commerciale è tenuto ad avere il libro giornale e il libro degli inventari oltre che a tenere le altre scritture contabili necessarie per la natura dell’attività svolta e la dimensione dell’impresa. Il comma 3 del medesimo articolo però stabilisce che “queste disposizioni non si applicano ai piccoli imprenditori” esonerando di fatto la categoria da questo obbligo. Per piccoli imprenditori, secondo l’art 2083 del codice civile, intendiamo:
Impesa a carattere familiare
Secondo l’art. 2219 del codice civile:
“tutte le scritture devono essere tenute secondo le norme di una ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti di margini. Non vi si possono fare abrasioni, se è necessario effettuare delle cancellazioni, queste devono eseguirsi in modo che le parole cancellate siano leggibili”.
L’art. 2216 stabilisce inoltre che “non è possibile effettuare registrazioni raggruppando le operazioni, sia pure omogenee, di un determinato periodo” .
I registri contabili vanno conservati per un minimo di 10 anni dalla data dell’ultima registrazione (art. 2220 del codice civile) e comunque sino alla definizione dell’eventuale accertamento tributario. E’ opportuno inoltre conservare, nel termine di cui sopra, copia di lettere, fattura, telegrammi e ogni altro documento attestante l’attività di gestione d’impresa.
Libri e scritture contabili: la conservazione elettronica
E’ data la possibilità all’imprenditore di tenere le scritture contabili sia in forma cartacea, quindi tenendo la contabilità usando supporti meccanografici, oppure usando documenti informatici. In questo caso i libri e le scritture contabili sono conservati formato elettronico; l’art. 2215 bis in merito stabilisce che:
“i documenti e le scritture contabili possono essere conservate anche in modalità informatica, per cui le registrazioni devono corrispondere ai documenti e le immagini devono essere rese leggibili in qualsiasi momento dal soggetto che le utilizza.”
Tali disposizioni si applicano sia ai registri obbligatori previsti dall’art . 2214 del codice civile, che per le scritture contabili. In caso di conservazione elettronica, gli obblighi di numerazione progressiva, vidimazione tutti gli altri obblighi previsti dalla legge, sono assolti mediante apposizione, almeno una volta all’anno della marcatura temporale e della firma digitale dell’imprenditore. I libri e le scritture informatiche tenute in forma digitale hanno efficacia probatoria, secondo quanto previsto dagli art. 2709 e 2710 del codice civile.
Libri e scritture contabili: normativa fiscale
La normativa fiscale di riferimento per la corretta tenuta dei registri contabili è contenuta nel D.P.R. 600/73. Gli obblighi saranno differenti a seconda della natura del soggetto (imprenditore, professionista, etc) e in base la regime contabile adottato per obbligo o per scelta.
L’art. 13 definisce dettagliatamente i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili, che sono:
Da un punto di vista fiscale quindi, non c’è una netta distinzione (voluta invece nel codice civile) tra imprenditore commerciale e piccolo imprenditore. L’art. 18 del D.P.R 600/73 consente però agli imprenditori minori di optare per la scelta del regime di contabiltà semplificata che consente loro di gestire la contabilità e i registri in maniera agevolata.
Possono optare per il regime di contabilità semplificata, le aziende che nell’esercizio precedente all’opzione, non hanno superato i seguenti limiti nei ricavi:
400 mila euro se esercente attività di prestazione di servizi
700 mila euro se esercente attività di cessione di beni
I registri contabili obbligatori: differenze e peculiarità
Riepilogando le disposizioni del codice e quanto disposto dall’art. 14 del D.P.R 600/73, i libri e le scritture contabili obbligatorie per gli imprenditori commerciali sono:
Il libro delle scritture ausiliarie, ovvero il c.d. “mastro”
I registri Iva (acquisti, vendite e/o corrispettivi)
Il libro giornale è un registro cronologico che deve indicare giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio dell’impresa. (acquisti, vendite, incassi, pagamenti). Devono trovarvi obbligatoriamente indicazione:
la rappresentazione dell’operazione
gli importi delle operazioni distinti per ciascun mastro
Le registrazioni devono avvenire entro il termine perentorio di 60 giorni da cui l’azienda ha effettuato l’operazione o da quello in cui ne é venuta a conoscenza.
Il libro degli inventari é un registro obbligatorio per l’imprenditore commerciale. Deve essere numerato progressivamente pagina per pagina e sottoscritto dal titolare dell’impresa o da un suo rappresentante legale.
Esso viene compilato inizialmente alla costituione dell’azienda elencando i componenti del patrimonio di apertura; annualmente viene rinnovato, entro 3 mesi dal termine ultimo di presentazione della dichiarazione dei redditi, riportando:
il bilancio e la nota integrativa
lo stato patrimoniale con descrizione analitica delle singole attività e passività
la consistenza dei beni aziendali raggruppati in categorie omogenee per natura e valore, con il valore attribuito a ciascun gruppo.
I soggetti tenuti alla tenuta delle scritture contabili, redigono parallelamente il libro mastro che si compone dei singoli mastri a cui fa riferimento ogni singolo conto. Ogni mastro contiene tutti i movimenti che sono avvenuti nel conto corrispondente durante l’esercizio. Il libro mastro non deve essere vidimato, né bollato, né numerato.
Il registro dei beni ammortizzabili é previsto dalla normativa fiscale ma non da quella civilistica. Viene aggiornato entro 3 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, e numerato progressivamente in ogni sua pagina.
In esso vengono riportate tutte le informazioni relative alla vita dei cespiti presenti in azienda:
fondo ammortamento al periodo precedente
quota annuale di ammortamento
eliminazione dal processo produttivo
Il registro dei beni ammortizzabili non é obbligatorio se l’azienda annota queste informazioni:
nel libro inventari, per aziene in contabilità ordinaria
nel registro iva acquisti, per aziene in contabilità semplificata.
Una recente sentenza della Corte di Cassazione n. 24385/2016, ha stabilito che è indeducibile, ai fini della determinazione del reddito d’impresa, la quota di ammortamento non iscritta nel registro cespiti.
registro delle fatture emesse (articolo 23 DPR n. 633/72);
registro dei corrispettivi (articolo 24 DPR n. 633/72);
registro degli acquisti (articolo 25 DPR n. 633/72).
Essi vengono numerati progressivamente e stampati entro 3 mesi dal termine di invio della dichiarazione dei redditi.
L’imprenditore commerciale in contabilità ordinaria, é chiamato a redigere le scritture ausiliarie di magazzino quando l’impresa superi entrambi i seguenti limiti:
L’obbligo scatta dal secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui tali limiti siano stati superati. Sono inoltre sempre esonerati:
Le scritture ausiliarie di magazzino sono finalizzate ad indicare le variazioni del magazzino. Non sono previsti particolari adempimenti per questo registro: non sarà necessario bollare e vidimare i registri e nemmeno numerare progressivamente le pagine.
Libri contabili: vidimazione e imposta di bollo
Il procedimento di bollatura iniziale o anche detto vidimazione dei libri contabili, é richiamato nell’art. 2215 del codice civile e consiste in tre operazioni:
numerazione progressiva per ciascuna pagina
bollatura su ogni foglio, con timbri manuali o meccanici
dichiarazione nell’ultima pagina del numero dei fogli che il libro contiene
La legge 383/01 ha disposto lo snellimento della proceduta di vidimazione, lasciando all’imprenditore il solo obbligo di numerazione delle pagine. Solo per i libri sociali. ( libro soci, verbali assemblee, verbali consiglio, collegio sindacale, assemblee degli obbligazionisti, libro obbligazioni, etc.). resta quindi l’obbligo della vidimazione.
Il pagamento dell’imposta di bollo , disciplinata dal dpr 642/72, é obbligatorio invece per il libro giornale, il libro degli inventari e i libri sociali previsti per le società di capitali di cui all’art. 2421 del codice civile.
Essa viene assolta mediante il pagamento dell’imposta di bollo, ogni 100 pagine o frazione effettive di stampa, di:
€ 16,00 per le società di capitali
€ 32,00 per le società di persone e le imprese individuali.
Il pagamento sarà diverso a secondo che la contabilità sia tenuta in forma cartacea o informatica:
contabilità in forma cartacea: il pagamento può essere effettuato con marche, con applicazione del bollo a punzone, o mediante versamento con F23 – Codice Tributo 458T – Riportando la causale: Imposta di bollo su libri e registri.
Gli estremi dell’avvenuto pagamento dovranno essere riportati sulla 1° pagina del registro.
contabilità informatica: L’art. 6 DM 17/06/2014, stabilisce che il pagamento dell’imposta di bollo per i libri e i registri in modalità informatica é di € 16 ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse. Il pagamento é dovuto in un’unica soluzione con modalità esclusivamente telematica mediante F24 on line, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. (Risoluzione 106/E 2014 dell’Agenzia delle Entrate)
Libri sociali: Tassa annuale di concessione governativa
La Tassa vidimazione libri sociali é dovuta dalle sole società di capitali, nella misura di € 309.87 o € 516.46 se il capitale sociale é superiore a € 516.456,90. Il pagamento deve avvenire entro il 16 marzo di ogni anno con F24, cod. tributo 7085. Le somme dovute possono essere compensate.