Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1932-codice-civile-norme-inderogabili
Timestamp: 2019-02-19 16:09:53+00:00
Document Index: 46407588

Matched Legal Cases: ['art. 1901', 'art. 1932', 'art. 1901', 'art. 1901', 'art. 1901', 'art. 1932', 'art. 1891', 'art. 1932', 'art. 1901', 'art. 1932', 'art. 1901', 'art. 1917', 'art. 1932']

Art. 1932 codice civile: Norme inderogabili | La Legge per tutti
Le disposizioni degli articoli 1887, 1892, 1893, 1894, 1897, 1898, 1899, secondo comma, 1901, 1903, secondo comma, 1914, secondo comma, 1915, secondo comma, 1917, terzo e quarto comma e 1926 non possono essere derogate se non in senso piu’ favorevole all’assicurato.
In un contratto di assicurazione della responsabilità civile, nel quale, per effetto della clausola del cosiddetto sconto anticipato, il premio viene corrisposto dall'assicurato in misura ridotta alla conclusione del contratto ed in quota integrativa entro un certo termine dalla denuncia del primo sinistro, l'omesso pagamento di tale quota integrativa del premio deve essere disciplinato - in via analogica - a termini del comma 2 dell'art. 1901 c.c., che regola l'ipotesi dell'omesso pagamento dei premi o delle rate successive al primo e, conseguentemente, importando la sospensione della garanzia assicurativa solo dal quindicesimo giorno successivo alla scadenza dell'obbligo di pagamento, non determina per l'assicurato la perdita del diritto all'indennizzo già acquisito per l'operatività della garanzia all'atto del sinistro e neppure condiziona il correlativo obbligo dell'assicuratore alla riscossione della quota integrativa. Pertanto, è nulla, a termini dell'art. 1932 c.c., la clausola contrattuale che per il mancato pagamento della quota integrativa del premio, anticipatamente scontato, entro un certo termine (nella specie: 15 giorni) dalla denuncia del sinistro, prevede la perdita per l'assicurato del diritto all'indennità, in quanto tale patto di decadenza eccede abnormemente in senso sfavorevole all'assicurato le sanzioni sancite dalla norma inderogabile dell'art. 1901 c.c.
Cassazione civile sez. III 27 febbraio 1978 n. 1007
Nei contratti di assicurazione contro i danni che prevedano la determinazione del premio in base ad elementi variabili (cosiddetta assicurazione con la clausola di regolazione del premio), l'obbligo dell'assicurato di comunicare periodicamente all'assicuratore gli elementi variabili costituisce oggetto di un'obbligazione diversa da quelle indicate nell'art. 1901 cod. civ., il cui inadempimento non comporta l'automatica sospensione della garanzia, ma può giustificare un tale effetto, così come la risoluzione del contratto, solo in base ai principi generali in tema di importanza dell'inadempimento e di buona fede nell'esecuzione del contratto, senza che assuma rilievo il richiamo, operato con apposita clausola contrattuale, all'art. 1901 cod. civ. con riguardo alla mancata comunicazione delle variazioni, trattandosi di clausola nulla ai sensi dell'art. 1932 cod. civ. in quanto derogatoria della disciplina legale in senso meno favorevole all'assicurato. Cassa con rinvio, App. Perugia, 29/03/2007
Cassazione civile sez. III 19 dicembre 2013 n. 28472
In tema di assicurazioni, qualora il contratto stipulato rientri nello schema normativo di cui all'art. 1891 c.c., ben può derogare alla disciplina legale, atteso che l'articolo in questione non è compreso tra le disposizioni che l'art. 1932 c.c. dichiara espressamente inderogabili. Ne consegue che le eventuali clausole limitative e le eccezioni in esso contenute possono essere opposte al beneficiario in quanto il suo diritto non è svincolato dalle pattuizioni contrattuali. (Fattispecie relativa ad un contratto di assicurazione per furto ed incendio su un dato immobile, qualificato come contratto a favore di terzo, in cui la clausola con cui veniva pattuito che tutte le ragioni nascenti dallo stesso potevano essere azionate solo dai contraenti e non dal terzo, non è, per quanto innanzi detto, vessatoria o nulla).
Cassazione civile sez. III 31 gennaio 2012 n. 1362
La clausola del contratto assicurativo che contempli, in caso di mancato pagamento dei premi assicurativi, la loro persistente esigibilità e la decadenza dell'assicurato dal diritto di pretendere l'indennizzo, espone l'assicurato al pagamento del corrispettivo per un periodo in cui manca la prestazione dell'assicuratore, così derogando, in senso a lui sfavorevole, all'art. 1901 c.c., per il quale il mancato pagamento dei premi successivi al primo comporta la sospensione della garanzia assicurativa per il periodo cui si riferisce il premio, fermo restando l'obbligo dell'assicuratore di indennizzare i sinistri verificatisi precedentemente, ne consegue che detta clausola, in base all'art. 1932 c.c., è nulla ed è sostituita di diritto dalle disposizioni di cui all'art. 1901 c.c.
Cassazione civile sez. III 03 settembre 2007 n. 18525
La clausola "claims made" è da ritenersi valida in quanto costituisce deroga all'art. 1917, comma 1 c.c., norma derogabile alla luce dell art. 1932 c.c.
Tribunale Crotone 08 novembre 2004