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Timestamp: 2020-02-26 07:19:09+00:00
Document Index: 3076146

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

﻿ Processo penale, cosa prevede la bozza (Altre News) Prescrizione, al lavoro su bozza Bonafede - M5S, Di Maio vede ministri: rumors su passo indietro - Salvini: "Di Maio verso addio, Zingaretti cambia nome" - TikTok nel mirino del Copasir, scatta istruttoria International Web Post - International Web Post
Prescrizione, al lavoro su bozza Bonafede - M5S, Di Maio vede ministri: rumors su passo indietro - Salvini: "Di Maio verso addio, Zingaretti cambia nome" - TikTok nel mirino del Copasir, scatta istruttoria
Riduzione dei tempi dei processi, fino a una durata di 4 anni per i tre gradi di giudizio, uno per il primo grado, due per il secondo e uno per la Cassazione, ma il Consiglio superiore della magistratura può modificare la previsione a seconda della situazioni degli uffici, delle pendenze e delle sopravvenienze. E comunque in base alla gravità dei reati; e nessun limite per quelli di mafia e terrorismo. Sanzioni disciplinari ai magistrati che sforano i tempi, anche queste modulate tenendo conto dell’ufficio in cui lavorano. E’ uno dei punti principali del disegno di legge delega di riforma del processo penale che è stato discusso al vertice tra i partiti di maggioranza a Palazzo Chigi.
"Un anno per il giudizio di primo grado, due anni per il giudizio di secondo grado, un anno per il giudizio di legittimità per i processi di cui all’art. 33-ter del codice di procedura penale", quelli attribuiti al tribunale in composizione monocratica; "due anni per il giudizio di primo grado, due anni per il giudizio di secondo grado, un anno per il giudizio di legittimità per i processi di cui all’articolo 33-bis del codice di procedura penale", quelli davanti al tribunale in composizione collegiale. E la previsione che "costituisca illecito disciplinare del magistrato il mancato rispetto del termine", quando "le misure organizzative adottate dal capo dell’ufficio siano idonee ad assicurare il rispetto del termine medesimo".
E ancora: "La distinzione fra assolti e condannati non è la mia proposta di partenza, ma ricordo che questa distinzione è stata già introdotta nella scorsa legislatura da qualcuno che adesso solleva profili di incostituzionalità" scrive Bonafede, replicando alle accuse di incostituzionalità avanzate sul cosiddetto ’Lodo Conte’ che introduce la distinzione tra assolti e condannati per il calcolo della prescrizione.
Di "riunione costruttiva" parla Walter Verini, responsabile Giustizia del Pd, una volta finito l’incontro. "C’è stata una convergenza sostanziale sulla riforma del processo penale" e sono stati fatti "passi avanti" anche sulla prescrizione e sul Lodo Conte. "C’è un cantiere aperto e ci sono stati passi avanti complessivi".
"E’ necessario un approfondimento" aggiunge Verini riguardo alla proposta Bonafede del processo penale. "Abbiamo avuto il testo appena qualche ora fa e tutte le forze politiche si sono riservate di dare un giudizio più puntale e preciso ma il clima è costruttivo. Anche il cosiddetto Lodo Conte sulla prescrizione è stato ulteriormente discusso e su questo continuiamo a lavorare". Quando il prossimo incontro? "Non so se ci rivediamo questa settimana o ai primi della prossima".
Renzi bolla il Lodo Conte sulla prescrizione come incostituzionale? "Noi non pensiamo sia incostituzionale, pensiamo sia una proposta con una sua dignità e ragionevolezza, tant’è che è stata chiesta a gran voce da molti magistrati e dagli avvocati" dice poi Alfredo Bazoli del Pd, lasciando il vertice. La proposta avanzata dal premier "può essere modificata, aggiornata e integrata: su questo si lavorerà nei prossimi giorni, ma pensiamo sia una base di partenza interessante e utile - dice ancora Bazoli - per trovare una mediazione dentro una riforma più complessiva del processo" penale "che oggi ha trovato una larga condivisione, quanto meno nei suoi aspetti essenziali".
ITALIA VIVA - ’’Non è un voto con Forza Italia ma un voto nel merito. Vedremo, ci sarà un aggiornamento entro martedì" dice la deputata di Italia Viva Lucia Annibali, al termine del vertice, riferendosi al voto in Aula alla Camera sulla proposta dell’azzurro Enrico Costa sulla prescrizione. ’’Per noi il Lodo Conte, così com’è, ha profili di incostituzionalità. Non è un’impuntatura ma una valutazione di merito che tiene anche in considerazione le vittime. Vediamo se si possono apportare modifiche che valuteremo nei prossimi giorni".
Ventotto pagine e 35 articoli: il ddl Bonafede "recante deleghe al governo per l’efficienza del processo penale, per la riforma complessiva dell’ordinamento giudiziario e della disciplina su eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati nonché disposizioni sulla costituzione e funzionamento del consiglio superiore della magistratura" è quindi sul tavolo. E oltre alla riforma del processo penale e del Consiglio superiore della magistratura, nella bozza del disegno di legge delega c’è anche il cosiddetto Lodo Conte, la proposta di mediazione del premier che ha consentito di superare lo stallo sulla riforma della prescrizione distinguendo tra sentenza di assoluzione e di condanna ai fini della prescrizione.
Proposta che prevede lo stop alla prescrizione solo dopo la sentenza di condanna, con la possibilità che riprenda in caso di successivo proscioglimento, si legge nella bozza. "Prevedere che la sospensione del corso della prescrizione ai sensi dell’articolo 159, comma 2, del codice penale sia limitata alla sentenza di condanna e al decreto di condanna" si legge nel testo, che prosegue "prevedere il corso della prescrizione riprenda quando la sentenza del grado successivo o la sentenza resa a seguito di opposizione a decreto penale ha prosciolto l’imputato".
E ancora si prevede "la sospensione del corso della prescrizione per un tempo non superiore a due anni a seguito della impugnazione della sentenza di proscioglimento" e che "se durante i termini di sospensione si verifica un’ulteriore causa di sospensione, i termini sono prolungati per il periodo corrispondente". Quindi due anni di sospensione con possibilità di proroga di altri due.
Una stretta sui tempi delle indagini preliminari in base alla gravità dei reati, prevede inoltre la bozza: "Modificare i termini di durata delle indagini preliminari di cui all’articolo 405 del codice di procedura penale, in relazione alla gravità dei reati: sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale il reato è attribuito è iscritto nel registro delle notizie di reato per i reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore nel massimo a tre anni sola o congiunta alla pena pecuniaria; un anno e sei mesi dalla stessa data quando si procede per taluno dei delitti indicati nell’articolo 407, comma 2, del codice di procedura penale; un anno dalla stessa data in tutti gli altri casi", si legge nel testo.
A quanto apprende l’Adnkronos, il capo politico e ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha convocato mercoledì, alle 10, i ministri e i viceministri M5S. Benché il leader grillino sia solito vedere la squadra di governo pentastellata per fare il punto sul lavoro da portare avanti, più fonti qualificate riferiscono all’Adnkronos che mercoledì potrebbe essere il giorno della svolta: sarebbe imminente, ovvero atteso a ore, un passo indietro di Di Maio da capo politico del Movimento.
Una decisione che verrebbe assunta, in questo caso, prima delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria di domenica, benché lo staff di Di Maio liquidi il tutto come indiscrezioni non corrispondenti al vero. La ’reggenza’ del Movimento, da Statuto, spetterebbe a Vito Crimi, in quanto membro più anziano del M5S.
Salvini: "Di Maio verso addio, Zingaretti cambia nome"
"Leggevo che domani, probabilmente, Di Maio si dimette da capo politico dei 5 Stelle, Zingaretti ha già detto che dopo il voto cambia il partito e pure il nome". Matteo Salvini, intervistato da Cartabianca, su Rai3, sottolinea così le difficoltà dei due principali alleati di governo. "Hanno già capito che la gente li sta salutando".
"Sono emersi problemi, anche in sede pubblica, su questo social network: il fatto che i profili delle persone caricati su questo particolare social network siano oggetto di possibili manipolazioni e appropriazioni, la possibilità, addirittura, di impadronirsi delle email delle persone che fanno parte della piattaforma e inviare email sostituendosi alle persone stesse". Lo afferma all’Adnkronos il deputato del Pd Enrico Borghi, membro del Copasir, spiegando i motivi che hanno spinto la maggioranza in seno al Comitato a chiedere e a ottenere l’apertura di un’istruttoria sul social network cinese TikTok.
"Teniamo conto del fatto che questo social si rivolge a una popolazione di età molto delicata, molto particolare, minori, giovani e giovanissimi di età - osserva il deputato dem - E i profili, secondo alcune fonti, sarebbero oggetto di profilazione il cui uso non è dato conoscere. Questo elemento induce ad aprire un’istruttoria molto approfondita e adeguata".
"Da una parte i cittadini devono essere consapevoli nell’uso e nelle loro scelte sui social, devono essere consapevoli di quali possono essere le implicazioni connesse con la privacy - spiega - Dall’altra parte non è accettabile una vulnerabilità dei dati sensibili e meno che meno sono accettabili manipolazioni". "Ora ci saranno approfondimenti in sede tecnica e, alla luce di questo, si decideranno i passi da fare", conclude Borghi.