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Timestamp: 2019-06-15 20:46:43+00:00
Document Index: 84214703

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art 26', 'art. 500', 'arte 31', 'arte\n18', 'arte\n31', 'arte\n84', 'arte 1', 'art. 500', 'art. 148', 'art. 113']

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2013 al 31 dicembre 2015
1 2 Informativa da parte degli Enti ai sensi del Regolamento (UE) n. 575/2013 al 31 dicembre 20153 FinecoBank Banca Fineco S.p.A. o in forma abbreviat...
Author: Francesca Rosa
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Informativa da parte degli Enti ai sensi del Regolamento (UE) n. 575/2013 al 31 dicembre 2015
“FinecoBank Banca Fineco S.p.A.” o in forma abbreviata “FinecoBank S.p.A.”, ovvero “Banca Fineco S.p.A.” ovvero “Fineco Banca S.p.A.” Società controllata da UniCredit S.p.A., Gruppo Bancario Unicredit, iscritto all‟Albo dei Gruppi Bancari n° 2008.1, Aderente al Fondo Nazionale di Garanzia e al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, codice ABI 03015, Codice Fiscale e n° iscr. R.I. Milano 01392970404 – R.E.A. n° 1598155, P.IVA 12962340159
Informativa da parte degli enti – Indice
Indice Introduzione .................................................................................................................................................................. - 4 Requisito informativo generale ................................................................................................................................... - 5 Ambito di applicazione ................................................................................................................................................. - 6 Fondi Propri .................................................................................................................................................................. - 7 Requisiti di capitale .................................................................................................................................................... - 12 Riserve di capitale ...................................................................................................................................................... - 17 Rettifiche di valore su crediti ..................................................................................................................................... - 18 Sistemi e prassi di remunerazione ed incentivazione ............................................................................................. - 27 Leva finanziaria .......................................................................................................................................................... - 48 Uso di tecniche di attenuazione del rischio .............................................................................................................. - 53 Glossario ..................................................................................................................................................................... - 56 Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari ........................................ - 58 -
Informativa da parte degli enti – Introduzione
Introduzione L‟Informativa da parte degli Enti della Banca è redatta in conformità alla disciplina prudenziale per le banche e per le imprese di investimento, entrata in vigore il 1° gennaio 2014 e contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (Capital Requirements Directive, c.d. CRD IV) e nel Regolamento n. 575/2013/UE (Capital Requirements Regulation, c.d. CRR). La Direttiva ed il Regolamento traspongono nella normativa dell‟Unione Europea il framework noto come Basilea 3, definito dal Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria. La nuova disciplina comunitaria è stata raccolta ed attuata dalla Banca d‟Italia tramite le “Disposizioni di vigilanza per le banche" (Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013).
Il CRR prevede che gli Enti pubblichino, almeno annualmente e congiuntamente ai documenti di bilancio, le informazioni richieste nel Titolo I Parte otto e che valutino la necessità di pubblicare alcune o tutte le informazioni più frequentemente, alla luce delle caratteristiche rilevanti delle loro attività. L‟Informativa da parte degli Enti è pubblicata sia a livello consolidato, sia a livello di singola entità qualora la banca possegga la qualifica di “filiazione più importante” (art. 13 CRR, Applicazione degli obblighi in materia di informativa su base consolidata). La Banca, essendo stata individuata come “filiazione più importante” all‟interno del Gruppo Unicredit ed inclusa da ECB/EBA nell‟elenco delle società significative, pubblica l‟Informativa da parte degli Enti annualmente ed espone nel presente documento le informazioni specificate agli articoli 437, 438, 440, 442, 450, 451 e 453 del Regolamento.
Informativa da parte degli enti – Requisito informativo generale
Requisito informativo generale FinecoBank S.p.A. è una banca multicanale appartenente al Gruppo UniCredit e soggetta, pertanto, alla direzione e coordinamento di UniCredit S.p.A.. In considerazione dell‟assetto proprietario ed al fine di garantire una efficace ed efficiente gestione dei rischi assunti, il processo di Risk Management della Banca è strutturato sia in coerenza con le scelte organizzative effettuate dal Gruppo UniCredit, sia con quanto previsto dalle Istruzioni di Vigilanza per le Banche in materia di sistema dei controlli interni. Il presidio ed il controllo dei rischi sono assicurati dalla funzione Risk Management della Banca in collaborazione con l‟omologa funzione di Capogruppo che esercita il proprio ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi in ottica di Gruppo. Il modello organizzativo prevede uno specifico punto di riferimento per l‟Italia nella funzione Chief Risk Officer (CRO) Italy della Capogruppo, cui sono assegnate le responsabilità relative ai rischi di credito, rischi operativi e rischi reputazionali del perimetro Italia, nonché del coordinamento manageriale delle funzioni di Risk Management presso le Entità italiane del Gruppo, tra cui FinecoBank. Alla Banca è affidata la responsabilità dei presidi di primo e di secondo livello, con particolare riferimento alla verifica che il livello dei rischi, individualmente assunti, sia compatibile con le indicazioni della Capogruppo, con la dotazione patrimoniale e con le regole di vigilanza prudenziale.
La verifica del livello complessivo dei rischi è effettuata dalla Banca tramite il Risk Appetite Framework, strumento gestionale volto a definire e monitorare la propensione al rischio che meglio guidi l‟attività commerciale della Banca, coerentemente con un adeguato livello di rischio.
Informativa da parte degli enti – Ambito di applicazione
Ambito di applicazione Denominazione della banca cui si applicano gli obblighi d‟informativa Quanto riportato nel presente documento è riferito a FinecoBank Banca Fineco S.p.A., Società controllata da UniCredit S.p.A., Gruppo Bancario Unicredit. FinecoBank è stata individuata dalla Capogruppo Unicredit S.p.A. tra le filiazioni più importanti del Gruppo ed è stata inclusa da ECB/EBA nell‟elenco delle società significative, per questo motivo è tenuta ad applicare quanto disposto dall‟articolo 13 del regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) in merito agli obblighi in materia di informativa da parte degli enti. Il presente documento contiene le informazioni specificate agli articoli 437, 438, 440, 442, 450, 451 e 453 del regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR).
Informativa da parte degli enti – Fondi propri
Fondi Propri I Fondi propri al 31 dicembre 2015 ammontano a 393.903 migliaia di euro e sono stati determinati applicando le vigenti disposizioni di vigilanza secondo gli standard di Basilea III. Con riferimento alle indicazioni riportate nel Bollettino di Vigilanza della Banca d‟Italia n.12 del dicembre 2013 in merito alle disposizioni transitorie in materia di fondi propri riguardanti il trattamento dei profitti e delle perdite non realizzate relativi alle esposizioni verso le Amministrazioni Centrali classificate nella categoria “Attività finanziarie disponibili per la vendita (Available For Sale – AFS)” dello IAS 39, la Banca ha esercitato la facoltà prevista nella Parte Seconda, Capitolo 14, sezione II, par. 2 ultimo capoverso della Circolare n. 285 recante “Disposizioni di vigilanza per le banche”, di neutralizzare completamente le relative plusvalenze e minusvalenze rilevate successivamente al 31 dicembre 2009, limitatamente ai titoli di debito emessi da Amministrazioni centrali di Paesi appartenenti all‟Unione Europea. Con riferimento ai piani a benefici definiti regolati dallo IAS 19, la modifica apportata con decorrenza 1° gennaio 2013 (IAS 19R), che ha comportato l‟eliminazione del metodo del corridoio con conseguente iscrizione del valore attuale dell‟obbligazione a benefici definiti, ha determinato un impatto sul patrimonio netto della Banca connesso alla rilevazione nelle riserve di valutazione degli utili/perdite attuariali non precedentemente rilevate in applicazione di detto metodo. Dal punto di vista regolamentare, il regolatore ha disposto l‟applicazione di un filtro prudenziale volto a sterilizzare, per l‟anno 2015, l‟80% dell‟impatto delle modifiche in esame.
Modello transitorio per la pubblicazione delle informazioni sui Fondi Propri 31-dic-15 (C) - Importi soggetti al trattametno preregolamenteo (UE) No (A) Importo alla data 575/2013 o importo dell'informativa residuo prescritto dal Regolemanto (UE) No 575/2013 Capitale primario di classe 1 - strumenti e riserve 1 Strumenti di capitale e relative riserve sovrapprezzo azioni (A) di cui azioni ordinarie 2 Utili non distribuiti (B) 3 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve, include gli utili e le perdite non realizzati ai sensi della disciplina contabile applicabile) (C) 5a Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili (D) 6 Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari
31-dic-14 (C) - Importi soggetti al trattametno preregolamenteo (UE) No (A) Importo alla data 575/2013 o importo dell'informativa residuo prescritto dal Regolemanto (UE) No 575/2013
202.084 202.084 214.666
202.004 202.004 190.923
485.977
430.951
(Importi in migliaia)
31-dic-15 (C) - Importi soggetti al trattamento preregolamento (UE) No (A) Importo alla data 575/2013 o importo dell'informativa residuo prescritto dal Regolamento (UE) No 575/2013 Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari 7 Rettifiche di valore supplementari (E) 8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (F) 9 Aggiustamento transitorio connesso allo IAS 19 (G) 16 Strumenti propri di capitale primario di classe 1 detenuti dall'ente direttamente o indirettamente (H) 26a Rettifiche regolamentari relative agli utili e alle perdite non realizzate ai sensi degli articoli 467 e 468 (I) di cui: filtro per utili (perdite) non realizzati su titoli di debito emessi da amministrazioni centrali appartenenti all'Unione Europea di cui: filtro per utili non realizzati su titoli di debito e di capitale diversi da quelli emessi da amministrazioni centrali appartenenti all'Unione Europea
31-dic-14 (C) - Importi soggetti al trattamento preregolamento (UE) No (A) Importo alla data 575/2013 o importo dell'informativa residuo prescritto dal Regolamento (UE) No 575/2013
(75.003) 4.542
(75.884) 3.396
26b Importo da dedurre dal o da aggiungere al capitale primario di classe 1 in relazione ai filtri e alle deduzioni aggiuntivi previsti per il trattamento pre-CRR di cui: filtro per utili non realizzati su titoli di debito e di capitale diversi da quelli emessi da amministrazioni centrali appartenenti all'Unione Europea 28 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale primario di classe 1 (CET1)
(77.818)
29 Capitale primario di classe 1 (CET1)
353.133
36 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari2
43 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1)
44 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1)
57 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale di classe 2 (T2)
58 Capitale di classe 2 (T2)
1.828.007
1.850.331
45 Capitale di classe 1 (T1= CET1 + AT1) 51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari 56c Importo da dedurre dal o da aggiungere al capitale di classe 2 in relazione ai filtri e alle deduzioni aggiuntivi previsti per il trattamento pre-CRR di cui: filtro per utili non realizzati su titoli di debito e di capitale diversi da quelli emessi da amministrazioni centrali appartenenti all'Unione Europea
59 Capitale totale (TC= T1+T2) 60 Totale delle attività ponderate per il rischio (Importi in migliaia)
31-dic-15 (C) - Importi soggetti al trattamento preregolamento (UE) No (A) Importo alla data 575/2013 o importo dell'informativa residuo prescritto dal Regolamento (UE) No 575/2013 Coefficienti e riserve di capitale 61 Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) 62 Capitale di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) 63 Capitale totale (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio 64 Requisito della riserva di capitale specifica dell'ente (requisito relativo al capitale primario di classe 1 a norma dell'articolo 92 (1) (a)), requisiti della riserva di conservazione del capitale, della riserva di capitale anticiclica, della riserva di capitale a fronte del rischio sistemico, della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica (riserva degli G-SII o O-SII), (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) 65 di cui: requisito della riserva di conservazione del capitale 68 Capitale primario di classe 1 disponibile per le riserve (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) Coefficienti e riserve di capitale 72 Capitale di soggetti del settore finanziario detenuto direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) 75 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 10%, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38 paragrafo 3)
Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2 Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra il 1 gennaio 2013 e il 1 gennaio 2022) (Importi in migliaia)
Note: Le voci e le sottovoci, diverse dalle voci di totale, valorizzate a zero ovvero non applicabili non sono riportate. A. La voce è costituita dal capitale sociale, composto da 606.515.733 azioni ordinarie del valore nominale di 0,33 euro, per un importo pari a 200.150 migliaia di euro e della riserva sovrapprezzo azioni, per un importo pari a 1.934 migliaia di euro. B. La voce è costituita dalla riserva legale, riserva straordinaria e altre riserve di utili. C. Le altre componenti di conto economico accumulate (OCI) sono costituite per 7.149 migliaia di euro dalla riserva netta positiva dei titoli di debito emessi da Amministrazioni centrali di Paesi appartenenti all‟Unione Europea, detenuti nel portafoglio “Attività finanziarie disponibili per la vendita” successivamente al 31 dicembre 2009, per 9.755 migliaia di euro dalla riserva positiva dei titoli di capitale detenuti nel portafoglio “Attività finanziarie disponibili per la vendita”, per 5.278 migliaia di euro dalla Riserva negativa IAS19 e per 21.924 migliaia di euro da altre riserve. D. L‟ammontare riconosciuto nei Fondi Propri al 31 dicembre 2015 ai sensi dell‟articolo 26 del CRR è stato calcolato sul risultato dell‟esercizio 2015 al netto dei dividendi prevedibili, pari a 154.376 migliaia di euro, e dell‟ammontare da destinare alle iniziative di carattere sociale, assistenziale e culturale, ai sensi dell'art 26 comma 5 dello Statuto, pari a 1.000 migliaia di euro. E. La voce include il filtro relativo agli aggiustamenti di valutazione supplementari (additional valuation adjustments - AVA) per un importo pari a 54 migliaia di euro calcolati sulle attività e passività di bilancio misurate al fair value. F. La voce comprende l‟avviamento al netto della fiscalità differita per un importo pari a 66.791 migliaia di euro e le altre attività immateriali per un importo pari a 8.212 migliaia di euro. G. A partire dal 1° gennaio 2013, per effetto dell‟entrata in vigore delle modifiche al principio IAS 19 (IAS 19R), l‟eliminazione del metodo del corridoio – con conseguente iscrizione del valore attuale dell‟obbligazione a benefici definiti – ha determinato un impatto sul patrimonio netto connesso alla
rilevazione nelle riserve di valutazione delle perdite attuariali nette non precedentemente rilevate in applicazione di detto metodo. Tale riserva di valutazione – negativa per 5.278 migliaia di euro e ricompresa all‟interno della voce “3. Altre componenti di conto economico complessivo accumulate” – è soggetta ad aggiustamento transitorio positivo per 4.542 migliaia di euro nella presente voce, pari al 80% dell‟importo calcolato in coerenza con l‟articolo 473 del CRR. H. La voce include le azioni proprie per un importo pari a 8.555 migliaia di euro e le quote di OICR detenute nel portafoglio di negoziazione di vigilanza per le quali non sono state identificate le esposizioni sottostanti, per un importo pari a 2 migliaia di euro. I. Con riferimento alle indicazioni riportate nel Bollettino di Vigilanza della Banca d‟Italia n.12 del dicembre 2013 in merito alle disposizioni transitorie in materia di Fondi Propri riguardanti il trattamento dei profitti e delle perdite non realizzate relativi alle esposizioni verso le Amministrazioni Centrali classificate nella categoria “Attività finanziarie disponibili per la vendita (Available For Sale – AFS)” dello IAS 39, la Banca ha esercitato la facoltà prevista nella Parte Seconda, Capitolo 14, sezione II, par. 2, ultimo capoverso della Circolare n. 285 recante “Disposizioni di vigilanza per le banche” con riferimento ai Fondi Propri. Quindi, a partire dal 31 marzo 2014 ed in coerenza con i precedenti periodi, la Banca provvede a non includere in alcun elemento dei Fondi Propri profitti o perdite non realizzati relativamente alle esposizioni verso le Amministrazioni centrali classificate nella categoria "Attività finanziarie disponibili per la vendita" dello IAS 39, secondo le modalità previste dall‟articolo 467 del CRR. Al 31 dicembre 2015, l‟ammontare dei profitti netti non realizzati esclusi dal capitale primario di classe 1 ammontano a 7.149 migliaia di euro. Con riferimento ai profitti non realizzati su titoli di debito e di capitale diversi da quelli verso le Amministrazioni Centrali classificate nella categoria “Attività finanziarie disponibili per la vendita (Available For Sale – AFS)” dello IAS 39 è stato applicato un filtro prudenziale negativo dell‟importo della riserva positiva per un importo pari a 5.853 migliaia di euro, così come indicato nella Circolare n. 285, Parte Seconda, Capitolo 14, sezione II, par. 3.
Riconciliazione dello Stato patrimoniale contabile e regolamentare con riconduzione agli elementi dei Fondi Propri Dati contabili* VOCI DELL'ATTIVO 130. Attività immateriali, di cui: Avviamento Altre immobilizzazioni immateriali 140. Attività fiscali, di cui: a) correnti b) anticipate di cui attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura VOCI DEL PASSIVO 130. Riserve da valutazione, di cui: Riserve da valutazione della attività finanziarie disponibili per la vendita Riserve da valutazione delle utili (perdite) attuariali nette 160. Riserve 170. Sovrapprezzi di emissione 180. Capitale 190. Azioni Proprie 200. Utile (Perdita) d'esercizio ALTRI ELEMENTI A QUADRATURA DEI FONDI PROPRI Totale altri elementi, di cui: Filtri prudeziali (-) rettifiche di valore di vigilanza Deduzioni posizioni in propri strumenti di capitale primario di classe 1 (quote di O.I.C.R.) Totale Fondi Propri
Ammontari rilevanti ai fini dei Fondi propri **
Rif. Tavola Fondi Propri
97.814 89.602 8.212 15.424 1.733 13.691
(75.003) (66.791) (8.212) -
3, 26a, 26b e 56c
(5.278) 236.590 1.934 200.150 (8.555) 191.053
(736) 236.590 1.934 200.150 (8.555) 35.677
3e9 2e3 1 1 16 5a
(56) (54)
* I dati contabili del Perimetro di bilancio e del Perimetro prudenziale non presentano differenze, pertanto sono stati esposti in un‟unica colonna. ** Il segno (+/-) rappresenta la contribuzione (positiva / negativa) ai Fondi Propri.
Evoluzione Fondi Propri
Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) Inizio del periodo Strumenti e Riserve Capitale, riserve di sovrapprezzo e altre riserve Strumenti di CET1 propri Altre componenti di conto economico accumulate (OCI) Utile destinato a riserva Rettifiche regolamentari Attività immateriali - Avviamento Attività immateriali - Altre immobilizzazioni immateriali Rettifiche di valore di vigilanza (AVA) Altri aggiustamenti transitori al capitale primario di classe 1 Altri filtri nazionali precedenti al 1 gennaio 2014 Fine del periodo
1-gen-15 / 31-dic-15
1-gen-14 / 31-dic-14
9.985 (8.555) 9.364 35.677
7.157 (1.952) 28.604
951 (71) (54) (9.453) -
1.333 (128) (1.933) 4.044
2.926 2.926
Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) Inizio del periodo Fine del periodo Capitale di classe 2 (TIER 2 – T2) Inizio del periodo Altri aggiustamenti transitori al capitale di classe 2 Fine del periodo Totale Fondi Propri
I Fondi Propri si attestano a 393.903 migliaia di euro, evidenziando una variazione positiva rispetto al 31 dicembre 2014 riconducibile principalmente ai seguenti fattori:  incremento della Riserva connessa ai piani Equity settled per 14.766 migliaia di euro;  quota degli utili 2015 non distribuiti, pari a 35.677 migliaia di euro, calcolati sul risultato dell‟esercizio 2015, come previsto dalla CRR 575/2013, articolo 26.2;  incremento delle Altre componenti di conto economico accumulate (OCI) al netto degli effetti derivanti dall‟applicazione del regime transitorio per 2.837 migliaia di euro, riconducibile alla rimisurazione al fair value della partecipazione in Visa Europe Limited, parzialmente compensata dalla riduzione della riserva IAS 19;  incremento degli Strumenti di CET1 propri detenuti in portafoglio e portati in deduzione dal CET 1 per 8.555 migliaia di euro, acquistati in esecuzione del piano di stock granting 2014 (“2014 Plan PFA”) a favore dei Promotori Finanziari e Manager di Rete della Banca;  utilizzo delle riserve per 4.781 migliaia di euro per il pagamento in denaro della prima tranche del piano di stock granting 2014 (“2014 Plan PFA”) a favore dei Promotori Finanziari e Manager di Rete della Banca, così come deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 9 luglio 2015.
Informativa da parte degli enti – Requisiti di capitale
Requisiti di capitale Sulla base delle disposizioni comunitarie contenute nella Direttiva 2013/36/UE e nel Regolamento n. 575/2013/UE, raccolte ed attuate dalla Banca d‟Italia tramite la Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 “Disposizioni di vigilanza per le banche”, la Banca deve soddisfare i seguenti requisiti patrimoniali, espressi in percentuale dell‟importo complessivo dell‟esposizione al rischio (RWA – Risk Weighted Assets):  un coefficiente di capitale primario di classe 1 pari almeno al 4,5%;  un coefficiente di capitale di classe 1 pari almeno al 6%;  un coefficiente di capitale totale pari almeno all‟8%. Inoltre, le banche hanno l‟obbligo di detenere, in aggiunta al patrimonio primario di classe 1 necessario per soddisfare i requisiti in materia di Fondi Propri previsti dall‟articolo 92 del CRR, una riserva di conservazione del capitale pari al 2,5% dell'esposizione complessiva al rischio della banca. Con riferimento alle indicazioni riportate nel Bollettino di Vigilanza della Banca d‟Italia n.12 del dicembre 2013 in merito alle disposizioni transitorie e finali applicabili alla disciplina delle riserve di capitale, la Banca, in qualità di banca appartenente ad un gruppo bancario, è tenuta ad applicare, per l‟anno 2015, un coefficiente di riserva di conservazione del capitale dello 0,625%, pertanto i requisiti minimi di capitale richiesti alla Banca per l‟anno 2015 sono pari a:  5,125% di capitale primario di classe 1;  6,625% di capitale di classe 1;  8,625% di capitale totale.
A seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP) condotto dalla BCE nel corso del 2015, le autorità competenti hanno stabilito che nessuna decisione in applicazione della normativa nazionale di attuazione dell'articolo 104 (1) (a) della direttiva 2013/36/UE o dell'articolo 16 del Regolamento (UE) n. 1024/2013 è richiesta per la Banca.
Per il calcolo dei requisiti regolamentari a fronte dei rischi di credito e dei rischi di mercato, la Banca applica i metodi standardizzati, in conformità, rispettivamente, alla Parte Tre, Titolo II, Capo 2 del Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) e alla Parte Seconda, Titolo II, Capitolo 4 della Circolare di Banca d‟Italia n. 263/2013. Per quanto riguarda i rischi operativi, la Banca ha ottenuto l‟approvazione da parte della Banca d‟Italia per l‟utilizzo dei metodi avanzati (AMA) per il calcolo del requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi a partire dal 30 giugno 2010.
Si precisa che le disposizioni di vigilanza Basilea III impongono agli enti che utilizzano i metodi basati sui rating interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di credito o i metodi avanzati di misurazione per il calcolo dei requisiti di Fondi Propri per il rischio operativo di detenere, fino al 31 dicembre 2017, Fondi Propri che siano in ogni momento pari o superiori all‟80% dei requisiti Basilea I (CRR 575/2013 art. 500). La Banca, allineandosi alle linee guida del Gruppo, valuta l‟adeguatezza patrimoniale svolgendo le attività di gestione ed allocazione del capitale (regolamentare ed economico) in funzione dei rischi assunti e con la finalità di indirizzare la propria operatività in ottica di creazione di valore. - 12 -
La Banca si pone l‟obiettivo di generare un reddito superiore a quello necessario a remunerare i rischi (costo del capitale di rischio). Tale obiettivo è raggiunto attraverso l‟allocazione del capitale alle differenti aree e unità operative in funzione degli specifici profili di rischio e l‟adozione di una metodologia basata sulla misurazione delle performance corrette per il rischio (risk-adjusted performance measurement, RAPM). A tale fine sono predisposti, a supporto dei processi di pianificazione e controllo, una serie di indicatori in grado di unire e sintetizzare tra loro le variabili economiche, patrimoniali e di rischio da considerare. Il capitale e la sua allocazione, quindi, assumono un‟importanza rilevante nella definizione delle strategie perché da un lato esso rappresenta l‟investimento nella Banca da parte degli azionisti, che deve essere remunerato in modo adeguato, dall‟altro è una risorsa scarsa soggetta a limiti esogeni, definiti dalla normativa di Vigilanza.
Nel processo di allocazione, le definizioni di capitale utilizzate sono:  capitale di rischio o impiegato: è la consistenza patrimoniale conferita dagli azionisti (capitale impiegato) che deve essere remunerata almeno pari alle aspettative (costo dell‟equity);  capitale a rischio: è la quota parte dei mezzi propri che fronteggia (a preventivo – capitale allocato) o ha fronteggiato (a consuntivo – capitale assorbito) i rischi assunti per perseguire gli obiettivi di creazione di valore.
Il capitale a rischio è misurato seguendo da una parte le tecniche di risk management, per cui il capitale a rischio è definito come capitale economico, dall‟altra la normativa di Vigilanza, per cui il capitale a rischio è definito come capitale regolamentare.
Il capitale economico ed il capitale regolamentare differiscono tra loro per definizione e per copertura delle categorie di rischio. Il primo discende dall‟effettiva misurazione dell‟esposizione assunta, il secondo da schemi definiti nella normativa di Vigilanza. Il capitale economico è fissato ad un livello tale da coprire con una certa probabilità (intervallo di confidenza) gli eventi avversi, mentre il capitale regolamentare è quantificato in base ad un CET1 ratio target superiore a quello richiesto dalla normativa di Vigilanza in vigore ed in linea con il target di Gruppo. Il processo di allocazione del capitale è basato su una logica di “doppio binario”, considerando sia il capitale economico, misurato attraverso la completa valutazione dei rischi tramite modelli di Risk Management, sia il capitale regolamentare quantificato applicando gli obiettivi interni di capitalizzazione ai requisiti di capitale regolamentari.
Il monitoraggio del capitale regolamentare è effettuato dalla Banca sia con riferimento al patrimonio secondo la definizione contabile e la definizione di Vigilanza (Common Equity Tier 1, Additional Tier 1 e Tier 2 Capital), sia con riferimento alla pianificazione e all‟andamento dei “risk weighted asset” (RWA). La valutazione di adeguatezza del capitale economico della Banca è un processo dinamico che richiede un‟attività continua di monitoraggio volta, da un lato, a controllare la capienza delle risorse disponibili rispetto al capitale impiegato e, dall‟altro, a fornire riscontri agli organi decisionali. Al controllo si affianca un sistema di comunicazione efficiente ed adeguato, sia a fini gestionali sia di comunicazione alle autorità di Vigilanza.
L‟analisi congiunta del profilo rischio/rendimento è effettuata dalla Banca mediante misure della performance corretta per il rischio quali, in particolare, EVA (Economic Value Added) e RARORAC. Gli importi delle esposizioni ponderate per il rischio della Banca sono state calcolate conformemente alla parte tre, titolo II, capo 2 del CRR 575/2013 – Requisiti patrimoniali per il rischio di credito – Metodo standardizzato. Rischio di credito e di controparte 31-dic-15 Esposizione al Attività rischio di ponderate per credito e il rischio controparte
Portafoglio di appartenenza
31-dic-14 Esposizione al Attività Attività rischio di ponderate per ponderate per credito e il rischio il rischio controparte
Requisito patrimoniale
Esposizioni soggette al metodo IRB Totale - metodo IRB Esposizioni soggette al metodo standardizzato Esposizioni verso o garantite da Amministrazioni centrali e banche centrali Esposizioni verso o garantite da Enti Esposizioni verso o garantite da Amministrazioni regionali o autorità locali Esposizioni verso o garantite da Banche multilaterali di sviluppo Esposizioni verso o garantite da Imprese ed altri soggetti Esposizioni al dettaglio Esposizioni garantite da immobili Esposizioni in stato di default Esposizioni in strumenti di capitale Altre esposizioni Totale - metodo standardizzato
2.559.604 15.059.974
84.653 29.198
6.772 2.336
1.971.033 14.426.384
89.822 23.965
7.186 1.917
3 137.933 921.226 211 4.875 4.198 107.177 18.795.201
136.406 690.919 96 4.903 10.488 107.171 1.063.834
10.912 55.274 8 392 839 8.574 85.107
3 126.029 920.738 452 4.242 5 118.223 17.567.110
124.423 690.553 197 4.290 5 118.217 1.051.472
9.954 55.244 16 343 9.458 84.118
1.064.260
Esposizioni verso Controparti centrali nella forma di contributi prefinanziati al fondo di garanzia Attività di rischio - Rischio di credito e controparte
18.795.201
17.567.110
Rischio di credito e di controparte – Suddivisione Rischio di credito e Rischio di controparte
31-dic-15 Rischio di credito Rischio di controparte Attività Attività Requisito Requisito ponderate ponderate patrimoniale patrimoniale per il rischio per il rischio
31-dic-14 Rischio di credito Rischio di controparte Attività Attività Attività Requisito ponderate ponderate ponderate patrimoniale per il rischio per il rischio per il rischio
Esposizioni soggette al metodo IRB Totale - metodo IRB Esposizioni soggette al metodo standardizzato Esposizioni verso o garantite da Amministrazioni centrali e banche centrali Esposizioni verso o garantite da Enti Esposizioni verso o garantite da Imprese ed altri soggetti Esposizioni al dettaglio Esposizioni garantite da immobili Esposizioni in stato di default Esposizioni in strumenti di capitale Altre esposizioni Totale - metodo standardizzato Esposizioni verso Controparti centrali nella forma di contributi prefinanziati al fondo di garanzia Attività di rischio - Rischio di credito e controparte
84.653 13.143 80.462 444.411 96 4.903 10.488 107.171 745.327
6.772 1.051 6.437 35.553 8 392 839 8.574 59.626
16.055 55.944 246.508 318.507
1.284 4.476 19.721 25.481
89.822 12.830 106.499 351.705 197 4.290 5 118.217 683.565
7.186 1.026 8.520 28.136 16 343 9.458 54.685
11.135 17.924 338.848 367.907
891 1.434 27.108 29.433
745.753
318.507
Requisiti patrimoniali totali Tipologia di rischio
Requisiti patrimoniali 31-dic-15 59.406 221 132
Requisiti patrimoniali 31-dic-14 51.608 3.077 138
1. Attività di rischio per cassa 2. Garanzie rilasciate e impegni ad erogare fondi 3. Contratti derivati
Metodologia standardizzata Metodologia standardizzata Metodo del valore corrente CRM - Metodo integrale con rettifiche di vigilanza per volatilità
Metodologia standard Metodologia standard Metodologia standard Metodologia standard
514 257 771
832 1.316 133 2.281
Metodologia standard
1. Rischio di aggiustamento della valutazione del credito Metodologia standard Requisiti patrimoniali rischio di aggiustamento della valutazione del credito
4. Operazioni SFT Requisiti patrimoniali rischio di credito e controparte Requisiti patrimoniali esposizioni verso controparti centrali nella forma di contributi prefinanziati al Fondo di Garanzia Rischi di mercato 1. Rischio di cambio 2. Rischio posizione titoli di debito 3. Rischio posizione titoli di capitale 4. Rischio di posizione su merci Requisiti patrimoniali rischi di mercato 1. Rischio di concentrazione Requisiti patrimoniali rischio di concentrazione
1. Rischio di regolamento Requisiti patrimoniali rischio di regolamento
1. Metodo avanzato Requisiti patrimoniali rischio operativo
Metodologia avanzata
60.168 60.168
61.584 61.584
Requisiti patrimoniali totali (Importi in migliaia)
Adeguatezza patrimoniale I requisiti prudenziali di vigilanza della Banca al 31 dicembre 2015 sono stati determinati applicando le vigenti disposizioni di vigilanza Basilea III, metodo standardizzato, ad eccezione dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi operativi determinati utilizzando i metodi avanzati.
Importi non ponderati 31-dic-15 31-dic-14
Categorie/Valori A. ATTIVITA' DI RISCHIO A.1 Rischio di credito e di controparte 1. Metodologia standardizzata 2. Metodologia basata sui rating interni 2.1 Base 2.2 Avanzata 3. Cartolarizzazioni B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA B.1 Rischio di credito e di controparte B.2 Rischio di aggiustamento della valutazione del credito B.3 Rischio di regolamento B.4 Rischi di mercato 1. Metodologia standard 2. Modelli interni 3. Rischio di concentrazione B.5 Rischio operativo 1. Metodo base 2. Metodo standardizzato 3. Metodo avanzato B.6 Altri elementi di calcolo B.7 Totale requisiti prudenziali C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA C.1 Attività di rischio ponderate C.2 Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate (CET1 capital ratio) C.3 Capitale di classe 1/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) C.3 Fondi propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio)
18.795.201 18.795.201 -
17.567.110 17.567.110 -
Importi ponderati/requisiti 31-dic-15 31-dic-14 1.064.260 1.064.260 -
1.051.859 1.051.859 -
160 1 771 771 60.168 60.168 146.241
13 2.281 2.281 61.584 61.584 148.027
Come descritto in precedenza, la Banca utilizza i metodi avanzati di misurazione per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio operativo, pertanto, in base alle disposizioni di vigilanza Basilea III (CRR 575/2013 art. 500), deve detenere, fino al 31 dicembre 2017, Fondi Propri che siano in ogni momento pari o superiori all‟80% dei requisiti Basilea I. Al 31 dicembre 2015 i requisiti di vigilanza Basilea I ammontano a 310.011 migliaia di euro, l‟80% è pertanto pari a 248.009 migliaia di euro.
Informativa da parte degli enti – Riserve di capitale
Riserve di capitale L‟articolo 130 della Direttiva 2013/36/EU (CRD IV) impone agli enti di detenere una specifica riserva di capitale anticiclica, costituita da capitale primario di classe 1, equivalente all'importo complessivo della loro esposizione al rischio, calcolato conformemente all'articolo 92, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 575/2013, moltiplicata per il coefficiente anticiclico specifico della banca. Le disposizioni transitorie e finali applicabili alla disciplina delle riserve di capitale contenute nel Bollettino di Vigilanza della Banca d‟Italia n.12 del dicembre 2013 ne hanno previsto l‟applicazione a partire dal 1° gennaio 2016. Tale riserva dovrà essere composta da Capitale primario di classe 1 e per l‟anno 2016 sarà al massimo pari allo 0,625% dell‟ammontare complessivo delle esposizioni ponderate per il rischio, in applicazione del regime transitorio riconosciuto da Banca d‟Italia. .
Informativa da parte degli enti – Rettifiche di valore su crediti
Rettifiche di valore su crediti Definizioni di esposizioni deteriorate Con decorrenza 1° gennaio 2015 è stata rivista da Banca d‟Italia la modalità di classificazione delle attività finanziarie deteriorate (vedasi 7° aggiornamento della Circolare n. 272 del 30 luglio 2008 “Matrice dei conti” emesso dalla Banca d‟Italia in data 20 gennaio 2015 e 4° aggiornamento della Circolare 262 del 22 dicembre 2005 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione” emesso dalla Banca d‟Italia in data 15 dicembre 2015), allo scopo di allinearle alle nozioni di non-performing exposures e forborne exposures stabilite dalla Commissione europea con il regolamento 2015/227 su proposta dell‟Autorità Bancaria Europea (EBA), tramite il “Final Draft Implementing Technical Standards on Supervisory reporting on forbearance and non-performing exposures”. Le principali novità hanno riguardato l‟eliminazione della categoria degli “Incagli” e delle “Esposizioni ristrutturate”, l‟introduzione della nuova categoria delle “Inadempienze probabili” (“unlikely to pay”) e l‟introduzione del concetto di “Forbearance”, trasversale a tutte le categorie di crediti. Secondo le regole Banca d‟Italia definite nella Circolare 272 del 30 luglio 2008 e successivi aggiornamenti, le esposizioni deteriorate, ossia quelle che presentano le caratteristiche di cui al parr. 58-62 dello IAS 39, corrispondenti all‟aggregato non performing di cui agli ITS EBA, sono classificate nelle seguenti categorie: 
sofferenze - individuano l‟area dei crediti formalmente deteriorati, costituiti dall‟esposizione verso clienti che versano in uno stato di insolvenza anche non accertato giudizialmente o in situazioni equiparabili. La valutazione avviene generalmente su base analitica (anche attraverso il riscontro con livelli di copertura definiti statisticamente e in modo automatico per alcuni portafogli di crediti al di sotto di una soglia predefinita) ovvero, in caso di importi non significativi singolarmente, su base forfetaria per tipologie di esposizioni omogenee;
inadempienze probabili (“unlikely to pay”) - rappresentano le esposizioni per cassa e fuori bilancio per le quali non ricorrono le condizioni per la classificazione del debitore fra le sofferenze e per le quali sussiste una valutazione di improbabilità che, in assenza di azioni quali l‟escussione delle garanzie, il debitore sia in grado di adempiere integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione viene operata indipendentemente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. La classificazione tra le inadempienze probabili non è necessariamente legata alla presenza esplicita di anomalie (il mancato rimborso), ma è bensì legata alla sussistenza di elementi indicativi di una situazione di rischio di inadempimento del debitore. Le inadempienze probabili sono generalmente valutate analiticamente (anche attraverso il riscontro con livelli di copertura definiti statisticamente per alcuni portafogli di crediti al di sotto di una soglia predefinita) ovvero applicando percentuali determinate in modo forfetario per tipologie di esposizioni omogenee;
esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate - rappresentano esposizioni per cassa, diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili che, alla data di riferimento, sono scadute o sconfinanti. Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate possono essere determinate facendo riferimento, alternativamente, al singolo debitore o alla singola transazione. In particolare, esse rappresentano l‟intera esposizione nei confronti di controparti, diverse da quelle classificate nella categoria delle inadempienze probabili, che alla data di riferimento presentano crediti scaduti o sconfinanti da oltre 90 giorni nonché i requisiti - 18 -
fissati dalla normativa prudenziale per l‟inclusione degli stessi nelle “esposizioni scadute” (banche standardizzate). Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono valutate in modo forfetario su basi storico/statistiche, applicando laddove disponibile la rischiosità rilevata dall‟appropriato fattore di rischio utilizzato ai fini del Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (“perdita in caso di inadempienza” o LGD - Loss Given Default). La Banca determina le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate facendo riferimento al singolo debitore. L‟esposizione complessiva viene rilevata qualora, alla data di riferimento, il maggiore tra i due seguenti valori sia pari o superiore alla soglia del 5%: o
la quota scaduta e/o sconfinante sull'intera esposizione riferita alla data di riferimento
la media delle quote scadute e/o sconfinanti sull'intera esposizione rilevate su base giornaliera nell‟ultimo trimestre precedente.
I citati standards EBA hanno introdotto la definizione di esposizioni oggetto di concessione (“forborne”), ossia esposizioni che sono state oggetto di concessione (forbearance) nei confronti di un debitore che si trova o è in procinto di affrontare difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari (financial difficulties). Gli stessi standard EBA definiscono una concessione come: 
una modifica dei termini e delle condizioni precedenti di un contratto che il debitore è considerato incapace di rispettare a causa di difficoltà finanziarie (“debito problematico”) che determinano un‟insufficiente capacità di servizio del debito e che non sarebbe stata concessa se il debitore non si fosse trovato in difficoltà finanziarie;
il rifinanziamento totale o parziale di un contratto di debito problematico che non sarebbe stato concesso se il debitore non si fosse trovato in difficoltà finanziarie.
Le esposizioni oggetto di concessioni possono essere classificate nelle categorie dei crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili, scaduti e sconfinati deteriorati) ovvero tra i crediti in bonis. Per quanto riguarda le valutazioni e gli accantonamenti delle esposizioni forborne, le politiche contabili seguono il criterio generale in linea con le disposizioni dello IAS 39, con le precisazioni sopra riportate in tema di crediti rinegoziati classificati come inadempienze probabili.
Descrizione delle metodologie adottate per determinare le rettifiche di valore I crediti sono costituiti da attività finanziarie verso clientela e verso banche, con pagamenti fissi o determinabili e che non sono quotate in un mercato attivo. I crediti sono iscritti alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con la data di erogazione alla controparte. Tali voci comprendono anche titoli di debito aventi le medesime caratteristiche (ivi compresa la componente primaria degli strumenti strutturati dopo lo scorporo del derivato incorporato) od oggetto di riclassificazione di portafoglio secondo le regole previste dallo IAS 39.
Dopo l‟iniziale rilevazione al fair value, che di norma corrisponde al corrispettivo pagato comprensivo dei costi e ricavi di transazione che sono direttamente attribuibili all‟acquisizione o all‟erogazione dell‟attività finanziaria (ancorché non ancora regolati), i crediti sono valutati al costo ammortizzato eventualmente rettificato al fine di tener conto di riduzioni/riprese di valore risultanti dal processo di valutazione.
Gli utili (o le perdite) su crediti, ove non coperti, sono rilevati nel conto economico: •
quando l‟attività finanziaria in questione è eliminata, alla voce 100.a) “Utili (perdite) da cessione di crediti”;
ovvero •
quando l‟attività finanziaria ha subito una riduzione di valore (o una ripresa successiva ad una riduzione), alla voce 130.a) “Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti”.
I crediti sono sottoposti ad una ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Tali crediti deteriorati sono rivisti ed analizzati periodicamente, almeno una volta all‟anno. Un credito è considerato deteriorato quando si ritiene che, probabilmente, non si sarà in grado di recuperarne l‟intero ammontare, sulla base delle condizioni contrattuali originarie, o un valore equivalente. I criteri per la determinazione delle svalutazioni da apportare ai crediti si basano sull‟attualizzazione dei flussi finanziari attesi per capitale ed interessi; ai fini della determinazione del valore attuale dei flussi, gli elementi fondamentali sono rappresentati dall‟individuazione degli incassi stimati, delle relative scadenze e del tasso di attualizzazione da applicare. In particolare, l‟importo della perdita per le esposizioni deteriorate e classificate come sofferenze e inadempienze probabili, secondo le categorie precedentemente specificate, è ottenuto come differenza tra il valore di iscrizione e il valore attuale degli stimati flussi di cassa, scontati al tasso di interesse originario dell‟attività finanziaria. Laddove il tasso originario non sia immediatamente reperibile, oppure il suo reperimento sia eccessivamente oneroso, si applica la sua migliore approssimazione. Per tutte le esposizioni a tasso fisso il tasso così determinato è mantenuto costante anche negli esercizi successivi, mentre per le posizioni a tasso variabile il tasso di interesse viene aggiornato relativamente alla componente di riferimento variabile mantenendo invece costante lo spread originariamente fissato. I tempi di recupero sono stimati sulla base delle scadenze eventualmente concordate con i debitori ovvero di business plan o di previsioni basate sull‟esperienza storica dei recuperi osservati per classi omogenee di finanziamenti, tenuto conto della forma tecnica, della localizzazione geografica, della tipologia di garanzia e di altri eventuali fattori ritenuti rilevanti. Ogni cambiamento successivo nell‟importo o nelle scadenze dei flussi di cassa attesi, che produca una variazione negativa rispetto alle stime iniziali, determina la rilevazione di una rettifica di valore alla voce di conto economico 130.a) “Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di crediti”. Le rettifiche di valore su esposizioni deteriorate sono classificate come specifiche nella citata voce di conto economico anche quando la metodologia di calcolo è di tipo forfetario/statistico. Qualora vengano meno i motivi che hanno determinato le rettifiche di valore e tale valutazione sia oggettivamente riconducibile ad un evento connesso al miglioramento nella solvibilità finanziaria del debitore occorso dopo la rettifica stessa, viene registrata, alla medesima voce di conto economico, una ripresa di valore nel limite massimo del costo ammortizzato che si sarebbe determinato in assenza di precedenti svalutazioni. - 20 -
L‟eliminazione integrale di un credito è effettuata quando lo stesso è considerato irrecuperabile o è stralciato nella sua interezza. Le cancellazioni sono imputate direttamente alla voce 130.a) “Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di crediti” di conto economico e sono rilevate in riduzione della quota capitale del credito. Recuperi di parte o di interi importi precedentemente cancellati sono iscritti alla medesima voce.
La valutazione collettiva dei crediti non deteriorati riguarda portafogli di attività per i quali non siano stati riscontrati singolarmente elementi oggettivi di perdita: a tali portafogli è attribuita, secondo la metodologia di seguito descritta, una perdita verificata latente misurabile anche tenendo conto dei fattori di rischio utilizzati ai fini dei requisiti della normativa prudenziale CRR. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, commisurato alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, al settore di attività economica, alla localizzazione geografica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti, è associata una “probabilità di inadempienza” (PD – Probability of Default) e una “perdita in caso di inadempienza” (LGD – Loss Given Default) omogenee per classi. La metodologia adottata integra le disposizioni della normativa prudenziale CRR con quelle dei principi contabili internazionali. Questi ultimi, infatti, escludono le perdite su crediti attese ma non ancora verificate, ma considerano quelle già sostenute benché non ancora manifeste alla data di valutazione, sulla base di esperienze storiche di perdite per attività con caratteristiche di rischio di credito simili a quelle considerate. Il parametro che esprime, per le diverse categorie di esposizioni omogenee, il ritardo medio che intercorre tra il deterioramento delle condizioni finanziarie di un debitore e la sua classificazione tra le esposizioni deteriorate è l‟“intervallo di conferma della perdita” (LCP - Loss Confirmation Period). La valutazione collettiva viene quindi determinata come prodotto tra i fattori di rischio derivati dai parametri utilizzati ai fini dei requisiti della normativa prudenziale CRR (che hanno orizzonte temporale di un anno) e i citati intervalli di conferma della perdita (LCP - Loss Confirmation Period), espressi in frazione di anno e diversificati per classi di crediti in funzione delle caratteristiche dei segmenti di clientela / portafogli. La Banca assume che il Loss Confirmation Period sia pari al valore massimo di 12 mesi, valore che esprime l‟equivalenza tra accantonamento contabile esistente e perdite attese. Qualora non si abbiano a disposizione i suddetti indicatori, si utilizzano valori stimati e forfetari desunti da serie storiche interne e da studi di settore.
Classificazione delle esposizioni nelle categorie di rischio La classificazione nelle diverse categorie di rischio è operata seguendo le linee guida degli standard EBA (Implementing Technical Standard - Regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 della Commissione Europea) e della circolare 272 (7° aggiornamento – “Matrice dei conti” emesso dalla Banca d‟Italia in data 20 gennaio 2015), introdotte a partire dalla segnalazione statistica di vigilanza armonizzata consolidata (FINREP) al 30 settembre 2014.
Esposizioni per cassa e fuori bilancio verso banche
TOTALE A+B 31 dicembre 2015
36 36 X X
14.648.904 14.648.904
14.648.904
Esposizione media
14.270.551 14.270.551
Esposizioni fuori bilancio Esposizione media
A. Esposizioni per cassa a) Sofferenze - di cui: esposizioni oggetto di concessione b) Inadempienza probabili - di cui: esposizioni oggetto di concessione c) Esposizioni scadute deteriorate - di cui: esposizioni oggetto di concessione d) Esposizioni scadute non deteriorate - di cui: esposizioni oggetto di concessione e) Altre esposizioni - di cui: esposizioni oggetto di concessione TOTALE A B. Esposizioni "fuori bilancio" a) Deteriorate b) Altre TOTALE B
Tipologia di esposizioni / Portafoglio contabile
Consistenze al 31 dicembre 2015 Esposizioni per cassa Attività finanziarie Detenute sino alla disponibili per la scadenza vendita
373.829 373.829
458.559 458.559
14.270.551
373.829
Esposizioni per cassa e fuori bilancio verso clientela
9 9 X X
- 2.235.494 1.965.522
21.819 48 2.181 208 1.195 49 25.800 87 900.593 51 951.588 X X
951.588
- 2.235.494 1.965.522 - 2.235.494 1.965.522
20.832 24 1.781 104 1.234 25 21.871 44 790.799 26 836.517 X X
836.517
418.846 418.846
1 455.188 455.189
455.189
Distribuzione territoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso banche Nelle tavole sotto riportate sono escluse le esposizioni connesse con il rischio di controparte relativo alle operazioni di concessione o assunzione di titoli in prestito.
A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze A.2 Inadempienze probabili A.3 Esposizioni scadute deteriorate A.4 Esposizioni non deteriorate TOTALE B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.2 Inadempienze probabili B.3 Altre attività deteriorate B.4 Esposizioni non deteriorate TOTALE TOTALE 31 dicembre 2015
Rettifiche valore complessive
14.616.514 14.616.514
32.422 32.422
258.524 258.524
(1.416) (1.416)
257.108 257.108
14.875.038
14.873.622
Esposizioni / Aree geografiche
TOTALE 31 dicembre 2015
A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze A.2 Inadempienze probabili A.3 Esposizioni scadute deteriorate A.4 Esposizioni non deteriorate TOTALE B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.2 Inadempienze probabili B.3 Altre attività deteriorate B.4 Esposizioni non deteriorate TOTALE
24.085 24.085
14.592.430 14.592.430
258.519 258.519
257.103 257.103
14.850.949
14.849.533
Distribuzione territoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso clientela Nelle tavole sotto riportate sono escluse le esposizioni connesse con il rischio di controparte relativo alle operazioni di concessione o assunzione di titoli in prestito.
A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze A.2 Inadempienze probabili A.3 Esposizioni scadute deteriorate A.4 Esposizioni non deteriorate TOTALE B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.2 Inadempienze probabili B.2 Altre attività deteriorate B.4 Esposizioni non deteriorate TOTALE TOTALE 31 dicembre 2015
21.819 (18.319) 2.181 (1.387) 1.195 (612) 2.508.756 (8.496) 2.533.951 (28.814)
3.500 794 583 2.500.260 2.505.137
652.914 652.914
652.913 652.913
20.008 20.008
2.553.959 (28.814)
2.525.145
653.213
7.183 1.199 341 322.175 330.898
(5.813) (715) (165) (3.006) (9.699)
1.370 484 176 319.169 321.199
3.079 203 172 128.299 131.753
(2.500) (147) (90) (1.268) (4.005)
579 56 82 127.031 127.748
3.882 182 242 1.865.377 1.869.683
(3.377) (130) (125) (2.447) (6.079)
505 52 117 1.862.930 1.863.604
7.675 598 438 192.904 201.615
(6.630) (395) (231) (1.774) (9.030)
1.045 203 207 191.130 192.585
3.251 3.251
4.623 4.623
338.773
1.873.942
1.867.863
TOTALE (A + B) 31 dicembre 2015
2.235.519
B.3 Altre attività deteriorate
B.2 Inadempienza probabili
B.4 Esposizioni non deteriorate
2.235.505
B.1 Sofferenze
2.235.503
Esposizione lorda 93.057
2.235.501
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni
Rettifiche valore complessive -
A.4 Esposizioni non deteriorate
A.3 Esposizioni scadute deteriorate
A.2 Inadempienze probabili
Società di assicurazione Altri soggetti
847.282
827.674
822.077
802.469
797.623
A.1 Sofferenze
Esposizioni / Controparti
Distribuzione settoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso clientela
Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie Voci/Scaglioni temporali Attività per cassa A.1 Titoli di Stato A.2 Titoli di debito A.3 Quote O.I.C.R. A.4 Finanziamenti - Banche - Clientela Passività per cassa B.1 Depositi e conti correnti - Banche - Clientela B.2 Titoli di debito B.3 Altre passività Operazioni fuori bilancio C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale - Posizioni lunghe - Posizioni corte C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale - Posizioni lunghe - Posizioni corte C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere - Posizioni lunghe - Posizioni corte C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi - Posizioni lunghe - Posizioni corte C.5 Garanzie finanziarie rilasciate C.6 Garanzie finanziarie ricevute C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale - Posizioni lunghe - Posizioni corte C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale - Posizioni lunghe - Posizioni corte
Da oltre 1 giorno a 7 giorni
Da oltre 7 giorni a 15 giorni
Da oltre 15 giorni a 1 mese
Da oltre 1 Da oltre 3 Da oltre 6 mese fino a mesi fino a 6 mesi fino a 1 3 mesi mesi anno
Da oltre 1 Durata anno fino a 5 Oltre 5 anni indetermin anni ata
3.151 -
3.860 -
11.025 7.893 -
14.185 132.586 -
275.941 46.356 -
622.761 444.581 -
1.061.000 6.833.742 -
150.004 4.151.854 -
1.285.642 241.028
729 40.336
274.614 228.190
50.203 84.027
744.424 174.658
449.445 26.340
249.248 39.581
151.472 -
68.848 14.987.550 118.673
13.607 25.528
19.829 252.196
36.274 8.218
107.592 610.481
120.845 401.018
247.310 215.440
13.265 -
132.516 131.386
960 198
2.347 3.103
1.034 -
5.221 7.798
11.183 10.231
11.815 16.034
6.703 -
17.827 -
1.023 -
16.804 -
Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive Causali / Categorie A. Rettifiche complessive iniziali di cui: esposizioni cedute non cancellate B. Variazioni in aumento B.1 rettifiche di valore B.2 perdite da cessione B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate B.4 altre variazioni in aumento C. Variazioni in diminuzione C.1 riprese di valore da valutazione C.2 riprese di valore da incasso C.3 utili da cessione C.4 cancellazioni C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate C.6 altre variazioni in diminuzione D. Rettifiche complessive finali di cui: esposizioni cedute non cancellate
Inadempienze probabili (16.686) (6.259) (5.370) -
(928) (1.311) (1.278) -
Esposizioni scadute deteriorate (625) (548) (548) -
(875) (14) 4.626 398 430 3.798
(33) 852 68 93 36
561 170 134 4
(18.319) -
655 (1.387) -
253 (612) -
Le esposizioni creditizie per cassa deteriorate sopra riportate si riferiscono esclusivamente a crediti verso clientela. Nessun dato da segnalare in merito alle esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive. - 26 -
Informativa da parte degli enti – Sistemi e prassi di remunerazione ed incentivazione
Sistemi e prassi incentivazione
Informativa qualitativa
1. Governance & Compliance 1.1 Comitato Remunerazione e Nomine Il Comitato Remunerazione e Nomine, costituito con delibera del Consiglio di Amministrazione del 13 maggio 2014, svolge un ruolo fondamentale nel sostenere il Consiglio di Amministrazione nella supervisione della Politica Retributiva di FinecoBank e nel disegno dei sistemi retributivi. In linea con quanto previsto dal Regolamento degli Organi Aziendali, il Comitato è composto da 3 membri non esecutivi, i Sigg. Gianluigi Bertolli, Mariangela Grosoli e Girolamo Ielo, per i quali è stata attestata la loro qualifica di Amministratori dotati dei requisiti di Indipendenza previsti dal combinato disposto degli artt. 147 ter, comma 4, e art. 148, comma 3, del TUF, nonché dal Criterio 3.C.1 del Codice di Autodisciplina ed è stato valutato il possesso di un‟adeguata esperienza in materia finanziaria. I lavori del Comitato svoltisi nel corso dell‟anno 2015 sono stati coordinati dal Presidente Sig. Gianluigi Bertolli. Nell‟ambito delle proprie attribuzioni e laddove ritenuto importante e opportuno anche avvalendosi di consulenti esterni, il Comitato Remunerazione e Nomine: a.
fornisce pareri al Consiglio, in ordine alle proposte formulate a seconda dei casi dal Presidente o dall‟Amministratore Delegato e Direttore Generale al Consiglio medesimo e riguardanti:
- la definizione di policy per la nomina degli amministratori della Società (ivi incluso il profilo quali-quantitativo previsto dalle Disposizioni di Vigilanza di Banca d‟Italia);
- la nomina dell‟Amministratore Delegato e Direttore Generale e degli altri Dirigenti con responsabilità strategiche;
- la definizione dell‟eventuale piano di successione dell‟Amministratore Delegato e Direttore Generale e degli altri Dirigenti con responsabilità strategiche;
- l‟individuazione di candidati alla carica di amministratore di FinecoBank in caso di cooptazione e quella dei candidati alla carica di amministratore indipendente da sottoporre all‟assemblea della Società, tenendo conto di eventuali segnalazioni pervenute dagli azionisti;
- le nomine di membri dei Comitati istituiti nell‟ambito del Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente; b.
formula proposte al Consiglio per la definizione di una politica generale per la remunerazione dell‟Amministratore Delegato e Direttore Generale, degli altri Dirigenti con responsabilità strategiche, dei Responsabili delle Funzioni di Controllo e dell‟altro Personale più rilevante – anche al fine della predisposizione, da parte del Consiglio, della Relazione sulla Remunerazione da presentare all‟Assemblea con cadenza annuale e valuta periodicamente l‟adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica generale in materia di remunerazione approvata dal Consiglio; - 27 -
formula proposte al Consiglio per la remunerazione complessiva dell‟Amministratore Delegato e Direttore Generale, degli altri Dirigenti con responsabilità strategiche, dei Responsabili delle Funzioni di Controllo e dell‟altro Personale più rilevante, compresi i relativi obiettivi di performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione;
monitora l‟applicazione delle decisioni adottate dal Consiglio stesso verificando, in particolare, l‟effettivo raggiungimento degli obiettivi di performance;
esamina gli eventuali piani di incentivazione azionaria o monetaria destinati al Personale della Società e le politiche di sviluppo strategico delle risorse umane.
Nel corso del 2015 il Comitato Remunerazione e Nomine si è riunito 12 volte. Gli incontri hanno avuto una durata media di circa due ore. Dall‟inizio del 2016 e fino al mese di marzo si sono tenuti 3 incontri del Comitato. Di ogni riunione del Comitato Remunerazione e Nomine sono stati redatti i verbali a cura del Segretario designato dal Comitato stesso. A decorrere dal mese di dicembre 2014 il Comitato ha attivato la collaborazione con un consulente esterno indipendente, ricorrendo alle risorse economiche previste dal budget assegnato, che ha presenziato agli incontri su richiesta del Comitato. Per lo svolgimento delle attività di competenza, è facoltà del Comitato Remunerazione e Nomine, nel caso lo ritenga opportuno, di invitare altri soggetti interni alla Società in relazione alle funzioni aziendali interessate dalle materie trattate, ivi compresi i componenti di altri comitati interni al Consiglio di Amministrazione o esterni. Il Comitato si riunisce a seguito di convocazione del suo Presidente, ogniqualvolta questi lo ritenga opportuno o su richiesta di uno dei suoi componenti. Nel 2015 il Responsabile Risorse Umane ha sempre presenziato agli incontri del Comitato. Il Presidente ha, inoltre, invitato il Responsabile Legal & Corporate Affairs per presentare i risultati del processo di autovalutazione del Consiglio di Amministrazione ed il Responsabile Direzione Controlli Rete, Monitoraggio e Servizi Rete in relazione all‟analisi dei Piani di stock granting e dei Sistemi Incentivanti e relativi Regolamenti destinati ai Promotori Finanziari. Il 1
Presidente ha inoltre invitato la funzione Internal Audit a partecipare alla seduta avente ad oggetto la verifica ispettiva annuale condotta sui sistemi retributivi della Banca. Nel corso del 2015 il Comitato è stato chiamato ad esprimere il proprio parere in merito a: PRINCIPALI ATTIVITA’ DEL COMITATO NEL CORSO DEL 2015 Gennaio
Sistema Incentivante 2015 per i dipendenti appartenenti al Personale più rilevante
Conferma dell‟innalzamento del rapporto tra componente variabile e fissa della remunerazione a 2:1 per la popolazione del Personale più rilevante appartenente alle strutture di business
Obiettivi assegnati al Personale più rilevante per l‟anno 2015
Bonus Pool 2014
Esecuzione del Sistema Incentivante 2014 e bonus individuali 2014 assegnati al Personale più rilevante
Esecuzione dei piani di stock granting “2014-2017 Multi-year Plan Top Management” e “2014
La funzione Internal Audit è accentrata presso UniCredit e opera sulla base dello specifico contratto di servizio.
Plan Key People” per i dipendenti
Esecuzione del piano “2014 PFA Plan” per i Promotori Finanziari
Valutazione dei requisiti d‟indipendenza degli Amministratori di cui agli artt. 3 del Codice di autodisciplina e artt. 147 e 148 del TUF
Politica Retributiva 2015, comprensiva della Relazione sulla remunerazione e della relazione di Audit
Regolamenti del Sistema Incentivante 2015 per i dipendenti appartenenti al Personale più rilevante
Identificazione del Personale più rilevante (“Identified Staff”) 2015
Sistema Incentivante 2015 per i Promotori Finanziari appartenenti al Personale più rilevante
Piani di incentivazione 2015 per i Promotori Finanziari (PFA/GM/AM) e relativi regolamenti
Incrementi retributivi per il Personale più rilevante
Regolamento del Sistema Incentivante 2015 per i Promotori Finanziari appartenenti al Personale più rilevante
Modifica parametro piani di stock granting FinecoBank riservati ai dipendenti
Esecuzione del piano “2014 PFA Plan” per i Promotori Finanziari (parziali modifiche a quanto già approvato nella seduta precedente in cui era stato presentato)
Regolamenti dei Piani di fidelizzazione “Loyalty Plan” riservati ai Promotori Finanziari ed ai Manager della Rete di FinecoBank
Modifica parametro delle “entry conditions” per i piani “Bonus All in Fee”, “Piani di Incentivazione 2015 (Bonus Raccolta Netta)” per i Promotori Finanziari (PFA/GM/AM), “2014 PFA Plan” e “2015-2017 PFA Plan” e relativi nuovi Regolamenti
Percorsi di sviluppo professionale e piani di successione
Cambio di denominazione dei Piani di fidelizzazione “Loyalty Plan” riservati ai Promotori Finanziari ed ai Manager della Rete di FinecoBank in “Additional Future Program” e relativi nuovi Regolamenti
Global Policy “Processi di Compensation per la popolazione degli Identified Staff”
Azioni correttive a seguito delle risultanze del processo di autovalutazione del Consiglio di Amministrazione effettuato da Egon Zehnder International
Nomina nuovo Vice Direttore Generale
Obiettivi assegnati al Personale più rilevante per l‟anno 2016
Processo di Share Netting / Share Cashing
Gli argomenti esaminati dal Comitato vengono inoltre portati a conoscenza del Collegio Sindacale, prima di essere sottoposti al Consiglio di Amministrazione.
La tavola che segue riassume la composizione del Comitato nel corso del 2015 e, oltre alle informazioni sull‟indipendenza dei membri del Comitato, fornisce i dettagli della loro partecipazione alle riunioni che si sono tenute nel corso dell‟anno. COMITATO REMUNERAZIONE E NOMINE – (ESERCIZIO 01/01/2015 – 31/12/2015) Carica
Indipendenza da Codice
Membri in carica Presidente
Mariangela Grosoli
Girolamo Ielo
Note (*) In questa colonna viene indicata la carica ricoperta nel Comitato (P=Presidente; M=Membro) (**) In questa colonna viene indicato il numero di riunioni convocate durante il periodo per il quale è stata coperta la carica (***) In questa colonna viene indicata la percentuale di partecipazione alle riunioni del Comitato (nr. di presenze / nr. di riunioni svolte durante l‟effettivo periodo di carica del soggetto interessato nel corso dell‟esercizio)
1.2 Il contributo delle Funzioni Aziendali di Controllo: Compliance, Risk Management e Audit I contributi fondamentali del 2015 della funzione Compliance della Banca, per la parte di competenza e in collaborazione con la funzione Compliance di Capogruppo, hanno riguardato: -
la validazione della Politica Retributiva di FinecoBank 2015 sottoposta al Consiglio di Amministrazione per la successiva approvazione dell‟Assemblea degli Azionisti del 23 aprile 2015;
la validazione del Sistema Incentivante 2015 per i dipendenti appartenenti al Personale più rilevante della Banca;
la validazione del Sistema Incentivante 2015 per i Promotori Finanziari appartenenti al Personale più rilevante della Banca;
la redazione – in collaborazione con la funzione Risorse Umane – e la diffusione delle linee guida per la predisposizione e gestione dei sistemi premianti per la popolazione non appartenente al Personale più rilevante (rif. Ods 23/2015);
la partecipazione a iniziative della funzione Risorse Umane (ad esempio: revisione del processo di definizione del Personale più rilevante per l‟applicazione dei Sistemi Incentivanti);
Nel 2016, la funzione Compliance continuerà a operare in stretto coordinamento con la funzione Risorse Umane al fine di supportare il disegno e la definizione della politica e processi retributivi ed effettuarne la validazione per i profili di competenza. Il legame tra la retribuzione e rischio è stato mantenuto nel 2015 attraverso il coinvolgimento della funzione Risk Management nel disegno e nella definizione di un quadro esplicito su cui basare la retribuzione rispetto alla struttura del Fineco Risk Appetite Framework, che è coerente con il Group Risk Appetite Framework, così che gli incentivi ad assumere i rischi siano adeguatamente bilanciati dagli incentivi a gestire i rischi. In particolare, il Consiglio di
Amministrazione e il Comitato Remunerazione e Nomine si avvalgono del contributo delle funzioni coinvolte per definire il legame tra profittabilità, rischio e remunerazione all‟interno dei sistemi retributivi della Banca.
2. Monitoraggio continuo di prassi e tendenze di mercato Le principali evidenze di Politica Retributiva definite quest‟anno con il supporto di un continuo confronto esterno e l‟analisi delle tendenze di mercato fornite dal consulente esterno indipendente al Comitato Remunerazione e Nomine comprendono:
- la definizione della Politica Retributiva per il Personale più rilevante, sia dipendenti che Promotori Finanziari, con particolare riferimento al disegno dei sistemi retributivi per il 2016;
- le raccomandazioni basate su specifiche analisi di mercato, per il personale dipendente più rilevante, rispetto al nostro gruppo di confronto (peer group) al fine di avere informazioni necessarie per prendere le decisioni. Il gruppo di confronto utilizzato per monitorare la politica e le prassi retributive, con particolare focus sulla popolazione del personale dipendente appartenente al Personale più rilevante, è stato definito dal Comitato Remunerazione e Nomine su proposta del consulente indipendente esterno, sulla base di criteri tra cui: la confrontabilità in termini di dimensioni, complessità e modello di business, mercati di riferimento per clienti, talenti e capitali, il profilo di rischio e il contesto giuridico-socio-economico. Il gruppo di confronto è soggetto a revisione annuale per assicurare la sua attualità. Per il 2016 è stato definito il Gruppo di confronto italiano che comprende:
 alcune banche operanti nello stesso settore di FinecoBank o banche utilizzate dagli analisti finanziari come “comparable”,quali:
- Banca Generali e Generali Investments Europe SGR - Allianz Bank Financial Advisor - Gruppo Mediolanum - Azimut  posizioni di Asset Management, Wealth Management, Trading all‟interno di banche italiane: - Banca Popolare Vicenza - BNP Paribas (incluso BNP Investment Partners) - BPER - Credem - Deutsche Bank - Gruppo Banco Popolare (Prospect) - Gruppo Generali - ING Direct - Gruppo Mediobanca (CheBanca e Banca Esperia) - Monte Paschi di Siena - Intesa SanPaolo - UBI Banca - 31 -
- Veneto Banca (Prospect) In aggiunta a quanto sopra, per l‟Amministratore Delegato e Direttore Generale e per i Dirigenti con responsabilità strategiche verrà effettuato un confronto anche con il mercato europeo, basato su un campione di banche europee. Solo per l‟Amministratore Delegato e Direttore Generale verrà affiancato anche un confronto con un campione di banche europee caratterizzate da elevata presenza di attività quali Wealth Management, Asset Management, Private Banking, piattaforme di trading e un‟analisi di US comparables.
3. Sistemi retributivi di FinecoBank 3.1 Popolazione di riferimento FinecoBank a partire dal 2014 ha condotto, in linea con le norme specifiche, il processo annuale di auto-valutazione per definire la popolazione del Personale più rilevante, sia tra i dipendenti che tra i Promotori Finanziari, a cui, in accordo con le normative, si applicano specifiche regole retributive. L‟identificazione del Personale più rilevante 2016, in linea con quanto previsto dagli standard europei definiti nei 2
Regulatory Technical Standards (RTS) dell‟European Banking Authority , ha seguito uno strutturato e formalizzato processo di valutazione sia a livello di Gruppo sia a livello locale, declinato internamente tramite specifiche linee guida definite dalla funzione di Gruppo Risorse Umane con il contributo di Group Risk Management e Group Compliance, al fine di garantire uno standard di approccio uniforme a livello di Gruppo. A livello locale, le summenzionate funzioni di controllo sono state opportunamente coinvolte per i rispettivi ambiti di competenza. La ricognizione dei soggetti con impatto significativo sui rischi sia di Gruppo che della Banca ha tenuto conto del ruolo, del potere decisionale, delle effettive responsabilità dei membri del personale dipendente e dei Promotori Finanziari e, in aggiunta, dei livelli di remunerazione totale.
Norme Tecniche di regolamentazione di EBA sui criteri per identificare le categorie di personale le cui attività hanno un impatto sul profilo di rischio dell‟istituto, ai sensi dell‟Articolo 94 (2) della Direttiva 2013/36/EU.
Il risultato del processo di valutazione, sottoposto allo scrutinio di Audit e documentato all‟interno della Politica 3
Retributiva di FinecoBank, ha portato all‟individuazione per l‟anno 2016 di un numero totale di 13 dipendenti e 11 Promotori Finanziari. Per quanto riguarda il personale dipendente, in linea con i risultati dell‟analisi e come approvato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Remunerazione e Nomine, sono state confermate per il 2016 le seguenti categorie di dipendenti quale Personale più rilevante: Amministratore Delegato e Direttore Generale; Dirigenti con responsabilità strategiche, posizioni executive nelle Funzioni aziendali di Controllo (Compliance, Risk Management e Human Resources) e altre posizioni responsabili a livello locale delle decisioni strategiche che possono avere un impatto rilevante sul profilo di rischio della Banca. Per quanto riguarda i Promotori Finanziari, la Banca ha applicato un criterio qualitativo nell‟individuazione del Personale più rilevante, basato sul rischio di business (rappresentato dal rischio di riduzione di redditività per la Banca conseguente all‟uscita di promotori dalla Rete e alla connessa perdita di clienti e masse), unica tipologia di rischio che la Banca ritiene attribuibile all‟operato dei PFA stante l‟assenza di deleghe loro assegnate per l‟assunzione di qualsiasi altra tipologia di rischio. In linea quindi con i risultati dell‟analisi e come approvato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Comitato Remunerazione e Nomine, sono state individuate per il 2016 le seguenti categorie di Promotori Finanziari quale Personale più rilevante:
- a livello di singolo PFA il criterio evidenziato viene applicato individuando un reddito complessivo del Promotore maggiore/uguale ad Euro 750.000;
- per i PFA che ricoprono un ruolo manageriale sono stati individuati i Manager che coordinano promotori con un patrimonio complessivo maggiore/uguale al 5% del patrimonio totale riferibile alla Rete.
3.2 Implementazione e risultati dei Sistemi 2015 3.2.1 Sistema Incentivante 2015 per i dipendenti appartenenti al Personale più rilevante Il Sistema 2015, approvato dal Consiglio di Amministrazione il 22 gennaio 2015, si basa su una logica di bonus pool che collega direttamente i bonus ai risultati dell‟azienda a livello di Gruppo e a livello locale e assicura il collegamento tra profittabilità, rischio e remunerazione. Il Sistema, implementato all‟interno del framework della nostra politica e governance, prevede l‟allocazione di un incentivo in denaro e/o in azioni ordinarie gratuite su un orizzonte temporale fino a massimo 6 anni.
Dimensione del Bonus Pool La dimensione del bonus pool è data dalla misura di profittabilità effettiva moltiplicata per la percentuale di “funding rate” definita preliminarmente in sede di budget. Questo calcolo determina il “bonus pool teorico” che nel corso dell‟anno di performance si è adeguato all‟andamento effettivo della performance del singolo segmento. 3
I dati sul personale più rilevante si riferiscono alla popolazione a gennaio 2016, mediante una identificazione ex-ante, in linea con le richieste dei regolatori.
Condizioni di accesso 2015 a livello di Gruppo e locale Ai fini dell‟allineamento con i requisiti normativi, vengono definiti sia a livello locale che di Gruppo specifici indicatori atti a misurare la profittabilità, la solidità e la liquidità su base annuale che fungono da condizioni di accesso. In particolare, le misure di rischio e le soglie che sono definite come condizioni di accesso per il Sistema Incentivante 2015 – che confermano, riducono o cancellano i pagamenti immediati e differiti – sono le seguenti: A livello di Gruppo
Net Operating Profit adjusted ≥ 0 e
Net Profit ≥ 0 e
Net Profit ≥ 0
Common Equity Tier 1 ratio transitional ≥ 7% e Cash Horizon ≥ 90 days
- Net Operating Profit adjusted per misurare la profittabilità, è il NOP rettificato escludendo i proventi da riacquisto di passività di propria emissione e da valutazione al fair value di proprie passività.
- Net Profit per misurare la profittabilità considerando i risultati riportati nel bilancio escludendo ogni elemento straordinario come considerato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Comitato Remunerazione e Nomine.
- Common Equity Tier 1 Ratio Transitional per misurare la solidità della Banca in termini della più alta qualità del capitale introdotta dal framework di Basilea 3, coerentemente con i limiti normativi e margini conservativi.
- Cash Horizon per misurare la capacità della Banca di far fronte alle sue obbligazioni in termini di liquidità, coerentemente con l‟orizzonte di copertura della liquidità di Basilea 3. La soglia è fissata a 90 giorni. In base ai risultati effettivi approvati dal Consiglio di Amministrazione di FinecoBank dell‟8 febbraio 2016 e di UniCredit il 9 febbraio 2016, le condizioni di accesso sono state soddisfatte sia a livello di Gruppo che a livello locale. Di conseguenza il bonus pool di FinecoBank è rientrato nell‟intervallo tra il 50% e il 150% del valore teorico del bonus
pool, calcolato applicando la percentuale di funding rate ai risultati di profittabilità.
Le condizioni di accesso risultano tutte soddisfatte sia a livello di Gruppo che a livello locale. Non è, pertanto, attivata la condizione di malus, sia per gli incentivi 2015 che per i pagamenti riferiti ai differimenti dei piani precedenti.
Sostenibilità di Rischio e Finanziaria Una volta verificato il raggiungimento delle condizioni di accesso, il bonus pool effettivo di FinecoBank è stato rettificato all‟interno del rispettivo intervallo, sulla base della valutazione qualitativa complessiva sulla sostenibilità economica e di rischio effettuata dal CRO e dal CFO tramite le dashboard, che considerano rispettivamente:
- indicatori di rischio collegati al RAF (Risk Appetite Framework) locale, al fine di valutare la sostenibilità di rischio; - indicatori di performance collegati al Piano Strategico (Multi Year Plan), al fine di valutare la sostenibilità economica dei risultati nel tempo. Valutazione e pagamento del Personale più rilevante In linea con la governance della Banca, le valutazioni e i pagamenti del 2015 per l‟Amministratore Delegato e Direttore Generale, i Vice Direttori Generali, gli altri Dirigenti con responsabilità strategiche e l‟altro Personale più rilevante sono state approvate dal Consiglio di Amministrazione, tenuto conto del parere favorevole del Comitato Remunerazione e Nomine. Il Consiglio di Amministrazione di FinecoBank dell‟8 febbraio 2016 ha deliberato l‟attribuzione di un numero complessivo di azioni pari a 210.288 da assegnarsi nel 2018, 2019, 2020 e 2021.
3.2.2 Sistema Incentivante 2015 per i Promotori Finanziari appartenenti al Personale più rilevante Il Sistema 2015 PFA, approvato dal Consiglio di Amministrazione il 10 marzo 2015, tiene in considerazione i più recenti requisiti normativi nazionali e internazionali e collega direttamente i bonus agli obiettivi di crescita nel medio e lungo periodo dell‟azienda, in un generale quadro di sostenibilità complessiva. Il Sistema, implementato all‟interno del framework della nostra politica e governance, prevede l‟allocazione di un bonus collegato alla performance in denaro e/o phantom share su un orizzonte temporale di 5 anni. In base ai risultati effettivi approvati dal Consiglio di Amministrazione di FinecoBank dell‟8 febbraio 2016, sono state soddisfatte le condizioni di accesso ed è stata deliberata l‟attribuzione di un numero complessivo di phantom share pari a 45.171 da assegnarsi nel 2018, 2019 e 2020.
3.3 Sistema Incentivante 2016 per il personale dipendente appartenente al Personale più rilevante In continuità rispetto al passato, il Sistema 2016 di FinecoBank approvato dal Consiglio di Amministrazione del 12 gennaio 2016, si basa su un approccio bonus pool che tiene conto dei più recenti requisiti normativi nazionali e internazionali e che collega direttamente i bonus con i risultati aziendali a livello di Gruppo e a livello locale, garantendo uno stretta connessione tra profittabilità, rischio e remunerazione. In particolare, tale sistema prevede:
- l‟attribuzione di un incentivo variabile definito sulla base del bonus pool stabilito, della valutazione della prestazione individuale e del benchmark interno per specifici ruoli nonché in coerenza con il rapporto tra componente fissa e variabile stabilito dall‟Assemblea Ordinaria degli Azionisti;
- la definizione di una struttura bilanciata di pagamenti “immediati” (effettuati cioè al momento della valutazione della performance) e “differiti”, sotto forma di denaro e/o di azioni, da pagare in un arco temporale fino a massimo 6 anni;
- la distribuzione di pagamenti in azioni in coerenza con le vigenti disposizioni normative applicabili che richiedono periodi di indisponibilità sulle azioni. Infatti, la struttura di pagamento definita prevede l‟assegnazione differita di azioni (di due anni per il pagamento “immediato” e di un anno per il pagamento “differito”);
- misure ponderate per il rischio al fine di garantire la sostenibilità di lungo termine con riferimento alla posizione finanziaria dell‟azienda e di assicurare la conformità con la normativa;
- una clausola di malus (Zero Factor) che si applica nel caso in cui specifiche soglie (di profittabilità, capitale e liquidità) non siano raggiunte sia a livello di Gruppo che a livello di FinecoBank. In particolare verrà azzerato il bonus pool relativo alla performance 2016, mentre i differimenti relativi ai sistemi incentivanti degli anni precedenti potranno essere ridotti per una percentuale che varia dal 50% al 100% in base ai risultati effettivi e alla valutazione espressa nelle dashboard CRO e CFO. Il bonus pool è un processo che prevede le seguenti fasi:
1. Funding: fase di budgeting
- Il processo di definizione del bonus pool inizia con la definizione del “funding rate” durante la fase del Budget. Per FinecoBank il funding rate corrisponde ad una percentuale definita del Net Operating Profit (considerato al netto delle Provisions for Risk and Charges, corrispondente al Profit Before Tax) e tiene in considerazione l'analisi dei dati storici, la profittabilità attesa, la strategia di business e il valore del pool dell'anno precedente. Il bonus pool viene sottoposto all‟approvazione del Consiglio di Amministrazione di FinecoBank. 2. Funding: fase actual
- Durante l‟anno di performance, gli accantonamenti trimestrali del bonus pool sono fatti in base ai risultati actual; - 36 -
- ricorrezioni al bonus pool vengono effettuate durante l‟anno con cadenza trimestrale applicando la percentuale di funding rate fissata durante la fase del Budget che determinerà alla fine dell‟anno il valore del bonus pool teorico massimo. 3. Distribuzione del bonus
- La coerenza con la performance e la sostenibilità di FinecoBank è garantita mediante specifiche condizioni di accesso (Entry Conditions) definite a livello di Gruppo e a livello locale;
- è prevista l‟applicazione di una clausola di malus nel caso in cui specifiche soglie di profittabilità, capitale e liquidità non vengano raggiunte sia a livello di Gruppo che a livello locale;
- la distribuzione è ponderata per il rischio al fine di garantire la coerenza con il Risk Appetite Framework di FinecoBank e la sostenibilità con riferimento alla posizione finanziaria dell‟azienda sulla base delle analisi di performance effettuate dal CFO;
- il bonus pool viene proposto da parte di FinecoBank sulla base dei dati previsionali dell‟anno – ponderati per il rischio – sia a livello di Gruppo che a livello locale. Le condizioni di accesso sono il meccanismo che determina la possibile applicazione della clausola di malus (Zero Factor) sulla base degli indicatori di performance in termini di profittabilità, capitale e liquidità definiti sia a livello di Gruppo che a livello locale.
Al fine di allinearsi con i requisiti normativi, nel caso in cui sia gli obiettivi a livello di Gruppo che a livello locale non vengano raggiunti (quadrante A della matrice contenuta nello schema “Definizione delle Condizioni di Accesso”), verrà - 37 -
applicato uno Zero Factor alla popolazione degli Identified Staff mentre per il resto della popolazione potrà essere applicato lo Zero Factor o potrà essere mantenuta una porzione del pool previsto a scopi di retention e/o al fine di mantenere un minimo di remunerazione tale da garantire la competitività sul mercato. Inoltre, verrà considerato anche il rispetto e l‟aderenza individuale a norme di disciplina, condotta e comportamento e alle clausole di claw back, per quanto legalmente applicabili. Nel caso in cui FinecoBank raggiunga le condizioni di accesso (quadranti B e D della matrice contenuta nello schema “Definizione delle Condizioni di Accesso”), le rettifiche al bonus pool saranno applicate nell‟ambito dei rispettivi intervalli, sulla base della valutazione delle performance e dei fattori di rischio a livello di Gruppo e a livello locale. Le dashboard di rischio locali e di Gruppo includono indicatori relativi a tutti i rischi rilevanti, tra cui il costo del capitale e diversi rischi come credito, mercato e liquidità e sono misurati con riferimento alle rispettive soglie rilevanti (limit, trigger e target), stabiliti coerentemente al Risk Appetite Framework di FinecoBank e di Gruppo. Un'ulteriore analisi di performance è condotta dal CFO di Gruppo e locale sui principali indicatori di performance e sostenibilità definiti nelle dashboard di performance locali e di Gruppo.
Le rispettive valutazioni complessive di CRO e CFO portano alla definizione di un “moltiplicatore” che si applica per definire l‟aggiustamento del bonus pool; l‟applicazione di un ulteriore range di discrezionalità, sino a +20%, viene lasciato alla facoltà del Consiglio di Amministrazione, mentre non è previsto nessun limite alla possibilità di riduzione del bonus pool rispetto al valore teorico:
Verrà azzerato il bonus pool relativo alla performance 2016, mentre i differimenti relativi ai sistemi incentivanti degli anni precedenti potranno essere ridotti nella misura tra il 50% e il 100% in base ai risultati effettivi e alla valutazione effettuata da CRO e CFO.
Nel caso in cui il livello locale sia in condizione di malus, mentre il Gruppo abbia raggiunto le condizioni di accesso (quadrante C della matrice contenuta nello schema “Definizione delle Condizioni di Accesso”), verrà definito un floor a scopi di retention e al fine di mantenere un livello minimo di remunerazione tale da garantire la competitività sul mercato. In questa fattispecie, nessun specifico sotto-intervallo può essere applicato, ma la decisione relativa alla misura del pool da 0 al Floor terrà conto anche delle valutazioni delle dashboard CRO e CFO. In ogni caso, come richiesto dalla normativa ai sensi delle disposizioni di Banca d'Italia, la valutazione finale dei parametri di performance sostenibile e l‟allineamento tra rischio e remunerazione saranno esaminati dal Comitato Remunerazione e Nomine e definiti sotto la responsabilità e la governance del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione non tiene conto per la determinazione del bonus di “voci straordinarie” del bilancio che non hanno impatto sulla performance operativa, sul capitale regolamentare e sulla liquidità ((ad esempio goodwill impairment, contributi straordinari ai sistemi di garanzia, etc). Inoltre, a seguito di eventuali modifiche delle leggi vigenti e/o in relazione a eventuali circostanze straordinarie e/o imprevedibili che possono influenzare il Gruppo, la Società o il mercato in cui opera, il Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Comitato Remunerazione e Nomine, si riserva il diritto di modificare e/o cambiare il Sistema Incentivante e le relative regole.
4. Assegnazione del bonus
- I bonus individuali saranno assegnati ai beneficiari sulla base del bonus pool, della valutazione individuale della prestazione, del benchmark interno per specifici ruoli e del tetto sui bonus definito dall‟Assemblea Ordinaria degli Azionisti;
- la valutazione individuale della prestazione è basata sulla Performance screen 2016: un minimo di 4 obiettivi individuali assegnati durante l‟anno di performance , selezionati anche dal catalogo dei principali indicatori di 5
performance (“KPI Bluebook”) e basati sui “5 Fundamental” del Group Competency Model . Tutti gli obiettivi hanno lo stesso peso ai fini della valutazione. Le competenze e i comportamenti ritenuti rilevanti possono essere considerati dal manager per la valutazione complessiva della performance;
- il sistema di valutazione degli obiettivi individuali si basa su una scala di 5 valori con un giudizio descrittivo (da “Below Expectations” a “Greatly Exceeds Expectations”).
5. Pagamento del bonus
- Come approvato dal Consiglio di Amministrazione del 12 gennaio 2016, rispetto alla struttura di pagamento, la popolazione degli Identified Staff sarà differenziata in 2 gruppi usando un approccio combinato tra banding e remunerazione:  AD/DG e suoi diretti riporti: schema di differimento di 5 anni;  Altro personale più rilevante: schema di differimento di 3 anni.
- Il pagamento degli incentivi sarà effettuato attraverso tranche immediate e differite – in denaro o in azioni ordinarie FinecoBank – in un arco temporale fino a 5
Il Competency Model di UniCredit rappresenta la base su cui gli Executive sono valutati nei processi di Executive Development Plan. I 5 Fundamental sono: Client Obsession, Execution & Discipline, Cooperation and Synergies, Risk Management, People and Business Development.
massimo 6 anni:  nel 2017 verrà pagata in denaro la prima quota dell‟incentivo complessivo (“1a tranche”), dopo aver verificato il 6
rispetto e l‟aderenza a livello individuale di norme di compliance e principi di condotta e comportamento ;  nel periodo 2018–2022 il restante ammontare dell‟incentivo complessivo verrà pagato in più tranche in denaro e/o azioni ordinarie gratuite Fineco; ogni singola tranche sarà soggetta all‟applicazione dello Zero Factor relativo all‟anno di competenza e alla verifica del rispetto da parte di ciascun beneficiario delle norme di compliance e 6
dei principi di condotta e comportamento .
- tutte le tranche sono soggette all‟applicazione di condizioni di claw back, legalmente applicabili; - in coerenza con il 2015, è prevista l‟introduzione di una soglia minima7 al di sotto della quale non verrà applicato alcun differimento;
- il numero delle azioni da corrispondere nelle rispettive tranche verrà determinato nel 2017 sulla base della media aritmetica dei prezzi ufficiali di chiusura delle azioni ordinarie Fineco rilevati nel mese precedente la delibera consiliare di verifica dei risultati conseguiti nel 2016;
- le azioni ordinarie gratuite Fineco che verranno assegnate saranno liberamente trasferibili; - la struttura di pagamento è stata definita in linea con le indicazioni di Banca d‟Italia riguardo al periodo di vincolo alla vendita delle azioni per le azioni immediate (“upfront”) e differite. In particolare, l‟implementazione di un periodo di vincolo alla vendita delle azioni potrà avvenire in linea con il contesto fiscale vigente, mediante l‟allocazione di azioni vincolate (“restricted shares”) o la promessa di azioni che verranno assegnate al termine del periodo di vincolo stabilito;
- il Sistema Incentivante 2016 prevede un impatto massimo atteso sul capitale sociale di FinecoBank di circa 0,06%, ipotizzando che siano assegnate tutte le azioni gratuite ai dipendenti. La diluizione complessiva per tutti i piani azionari attualmente in essere è pari a 0,61%;
- i beneficiari non possono attivare programmi o accordi che specificatamente tutelino il valore di strumenti finanziari indisponibili assegnati all‟interno dei piani incentivanti. Qualsiasi forma di copertura sarà considerata una violazione delle regole di compliance comportando le conseguenze previste dai regolamenti, norme e procedure.
Considerando anche la gravità di eventuali rilievi ispettivi interni/esterni (i.e. Audit, Banca d‟Italia, Consob e/o analoghe autorità locali). Pari ad Euro 75.000 che verranno corrisposti in denaro.
3.4 Misurazione complessiva della performance Il Sistema Incentivante di FinecoBank 2016, descritto nel paragrafo 5.3, è supportato da un processo di misurazione annuale della performance che garantisce coerenza, consistenza e chiarezza degli obiettivi di performance con la strategia aziendale e che incoraggia e premia i comportamenti attesi e l‟attenzione al rischio. Il nostro processo di gestione della performance garantisce che a tutti gli Identified Staff vengano assegnati all‟inizio dell‟anno i propri obiettivi individuali e include una revisione attenta del raggiungimento degli stessi. Uno specifico processo è seguito annualmente a livello di Gruppo con il coinvolgimento delle principali funzioni chiave (Human Resources, Strategy & Finance, Risk Management, Compliance, Group Sustainability, Audit, Group Stakeholder and Service Intelligence) al fine di aggiornare il cosiddetto KPI Bluebook. Il KPI Bluebook funge da struttura per la definizione di obiettivi di performance coerenti, di elevata qualità, allineati alla strategia di business, conformi alle richieste regolamentari e coerenti al nostro modello di competenze e ai valori aziendali. Pertanto supporta i dipendenti e i rispettivi responsabili nella definizione delle Performance Screen individuali. Oltre a contenere una lista di indicatori certificati a livello di Gruppo, il KPI Bluebook prevede linee guida specifiche per: -
l‟utilizzo di obiettivi rettificati per il rischio (es. selezionare almeno un obiettivo legato alla categoria “Risk” o inerente alla gestione del rischio o alla reddittività ponderata per il rischio)
l‟utilizzo di obiettivi di sostenibilità (es. almeno la metà degli obiettivi devono essere di sostenibilità)
la definizione del target di riferimento nel caso in cui vengano selezionati obiettivi non inclusi nella lista certificata (es. utilizzare parametri di riferimento chiari e predefiniti per la futura valutazione della performance)
la selezione degli indicatori per le Funzioni Aziendali di Controllo, al fine di assicurarne l‟indipendenza (es. non utilizzare indicatori legati ai risultati economici).
Il KPI Bluebook mappa 4 categorie di indicatori di performance chiave che includono una lista di obiettivi (KPI Dashboard):
Le 4 categorie rappresentano indicatori finanziari e non–finanziari della performance e sono mappati nei 12 diversi gruppi di business del Gruppo (tra cui Asset Gathering) per aiutare a identificare i KPI standard più appropriati (tutti certificati dalle relative funzioni di Capogruppo) per ogni ruolo assegnato, con un focus specifico sulle misure ponderate per il rischio, metriche attente alla sostenibilità e indicatori economici. Performance Screen 2015 dell’Amministratore Delegate e Direttore Generale Gli obiettivi 2016 definiti e approvati dal Consiglio di Amministrazione di FinecoBank quali indicatori principali della performance per l‟Amministratore Delegato e Direttore Generale di FinecoBank comprendono obiettivi legati alla redditività della Banca, con particolare attenzione al rischio, alla coerenza con il RAF e a indicatori di sostenibilità. Per il 2016 è stato introdotto uno specifico obiettivo che riguarda il “Tone from the top” inerente all‟integrità nella condotta e alla diffusione della compliance culture all‟interno dell‟organizzazione.
Tutti gli obiettivi hanno lo stesso peso ai fini della valutazione. Per il resto del Personale più rilevante della Banca, gli indicatori che rappresentano la profittabilità e la gestione del rischio si riflettono anche nelle loro Performance Screen, con differenze relative al perimetro di riferimento e alle specifiche attività svolte.
3.5 Sistema Incentivante 2015 per i Promotori Finanziari appartenenti al Personale più rilevante Il Sistema Incentivante 2016 per i Promotori Finanziari identificati come Personale più rilevante, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 12 gennaio 2016, ha l‟obiettivo di fidelizzare ed incentivare i Promotori beneficiari, in conformità alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali e internazionali con l‟obiettivo di pervenire – nell‟interesse di tutti gli stakeholder – a sistemi di remunerazione, allineati alle strategie e agli obiettivi aziendali di lungo periodo, collegati con i risultati aziendali, opportunamente corretti per tener conto di tutti i rischi, coerenti con i livelli di capitale
e di liquidità necessari a fronteggiare le attività intraprese e, in ogni caso, tali da evitare incentivi distorti che possano indurre ad un‟eccessiva assunzione di rischi per la Banca e il sistema nel suo complesso. In particolare, tale sistema prevede:
- l‟attribuzione di un incentivo variabile definito sulla base del bonus pool stabilito, della valutazione della prestazione individuale, nonché in coerenza con il rapporto tra componente fissa e variabile stabilito dall‟Assemblea Ordinaria degli Azionisti;
- la definizione di una struttura bilanciata di pagamenti “immediati” (effettuati cioè al momento della valutazione della performance) e “differiti”, sotto forma di denaro e/o di azioni ordinarie FinecoBank;
- la distribuzione di pagamenti in azioni ordinarie FinecoBank in coerenza con le vigenti disposizioni normative applicabili che richiedono periodi di indisponibilità sugli strumenti. Infatti, la struttura di pagamento definita prevede l‟assegnazione differita di azioni ordinarie FinecoBank (di due anni per il pagamento “immediato” e di un anno per il pagamento “differito”);
- misure ponderate per il rischio al fine di garantire sostenibilità di lungo termine con riferimento alla posizione finanziaria dell‟azienda e di assicurare la conformità con le aspettative dell‟Autorità;
- una clausola di malus (Zero Factor) che si applica nel caso in cui specifiche soglie (di capitale e liquidità) non siano raggiunte sia a livello di Gruppo che a livello di FinecoBank (a livello locale si tiene conto anche della profittabilità). In particolare verrà azzerato il bonus relativo alla performance 2016. Il pagamento dell‟incentivo complessivo così definito avverrà nell‟arco di un periodo pluriennale (2017-2021), secondo quanto di seguito indicato, dopo aver verificato il rispetto e l‟aderenza a livello individuale di norme di compliance e principi di condotta e comportamento, considerando anche la gravità di eventuali rilievi ispettivi interni/esterni (i.e. Audit, Consob e/o analoghe autorità locali) e a condizione che il rapporto di agenzia dei beneficiari sia in essere al momento di ciascun pagamento:
- nel 2017 verrà pagata in denaro la prima quota dell‟incentivo complessivo (“1° tranche”); - nel periodo 2018-2021 il restante ammontare dell‟incentivo complessivo verrà pagato in più tranche in denaro e/o azioni ordinarie FinecoBank; ogni singola tranche sarà soggetta all‟applicazione dello Zero Factor relativo all‟anno di competenza; 2017 Promotori
10% Azioni
- è prevista una soglia minima8 al di sotto della quale non verrà applicato alcun differimento; - il numero di azioni ordinarie FinecoBank da assegnare con la terza, quarta e quinta tranche verrà determinato nel 2017 sulla base della media aritmetica dei prezzi ufficiali di chiusura delle azioni ordinarie Fineco rilevati nel mese precedente la delibera consiliare di verifica dei risultati conseguiti nel 2016; l‟impatto massimo atteso sul capitale sociale è pari a circa lo 0,04%, ipotizzando che siano assegnate tutte le azioni ai Promotori Finanziari beneficiari;
- le azioni ordinarie FinecoBank che verranno assegnate saranno liberamente trasferibili; 8
Pari a 75.000 euro che verranno corrisposti in denaro.
- i beneficiari non possono attivare programmi o accordi che specificatamente tutelino il valore di strumenti finanziari indisponibili assegnati all‟interno dei piani incentivanti. Informativa quantitativa 1. Dati retributivi 1.1 Risultati retributivi 2015 Dipendenti Euro/ 000
Variabile pagato nel 2015 riferito Maturato nel Non maturato ad esercizi 2015 precedenti
Variabile 2015 Breve Periodo Popolazione (al 31/12/2015)
Num. Fisso
Diretto €
Amministratore Delegato e Direttore Generale (AD)* Altri Amministratori con incarichi esecutivi** Amministratori non esecutivi** Dirigenti con Responsabilità Strategiche Altro Personale dipendente più rilevante
Variabile differito da esercizi precedenti
198 5.398 0 0
207 9.144 14
* Si segnala che il 10 % del costo è stato sostenuto da Unicredit S.p.A. ** Ricompresi i dipendenti del Gruppo UniCredit. In conformità a quanto definito a livello di Gruppo nella “Policy in materia di struttura, composizione e remunerazione degli Organi Sociali della Società di Gruppo ”, i membri del Consiglio di Amministrazione che sono dipendenti del Gruppo UniCredit rinunciano integralmente al compenso deliberato per l‟incarico di consigliere.
La componente “maturata” si riferisce a importi monetari e azionari per i quali il diritto è maturato nel 2015 in quanto sono state soddisfatte le condizioni di performance:
- gli ammontari in denaro maturati si riferiscono ai piani Group Incentive System 2012 e 2014; - gli ammontari in azioni maturati si riferiscono ai piani Group Incentive System 2012, 2013 e al “2014 Plan Key People”. La componente “non maturata” si riferisce a importi monetari e azionari per i quali il diritto non è maturato nel 2015 e per i quali qualsiasi potenziale guadagno futuro non è ancora stato realizzato e rimane soggetto alla performance futura:
- gli ammontari in denaro non maturati si riferiscono ai piani Group Incentive System 2013 e 2014; - gli ammontari in azioni non maturati si riferiscono ai piani Group incentive System 2012, 2013 e 2014, “2014-2017 Multiyear Plan Top Management” e al “2014 Plan Key People”. Il valore delle azioni riportate come variabile 2015 di breve periodo e variabile differito da esercizi precedenti è calcolato considerando:
- per il Group Incentive System 2014 la media aritmetica dei prezzi ufficiali di chiusura delle azioni FinecoBank nel periodo dal 7 gennaio al 7 febbraio 2016;
- per il “2014-2017 Multi-year Plan Top Management” il valore del prezzo di quotazione dell‟azione FinecoBank per il numero di azioni relative alla terza e quarta tranche e la media aritmetica dei prezzi ufficiali di chiusura delle azioni FinecoBank nel periodo dal 7 gennaio al 7 febbraio 2016 per il numero di azioni relative alla prima e seconda tranche; - 45 -
- per il “2014 Plan Key People” la media aritmetica dei prezzi ufficiali di chiusura delle azioni FinecoBank nel periodo dal 7 gennaio al 7 febbraio 2016;
- per i piani Group Incentive System 2014, 2013 e 2012 basati su azioni UniCredit, la media aritmetica dei prezzi ufficiali di chiusura delle azioni UniCredit nel periodo dal 2 febbraio al 2 marzo 2016. La retribuzione differita erogata nel 2015 comprende pagamenti basati sui risultati di performance pluriennale effettivamente raggiunti riferiti ai piani Group Incentive System con sottostanti azioni Fineco e UniCredit, al piano “2014 Plan Key People” e altre forme di remunerazione variabile. Tutte le stock option assegnate nell‟ambito dei Piani LTI di Gruppo in essere non rappresentano alcuna opportunità di guadagno per i beneficiari finché le condizioni di accesso non ne permettano l‟esercizio. Si segnala che l‟Amministratore Delegato e Direttore Generale è stato remunerato nell‟anno 2015 con più di 1 milione di euro.
Promotori Finanziari Euro/ 000
Variabile** 2015 Breve Periodo Popolazione (al 31/12/2015)
Num. Fisso*
Promotori Finanziari identificati quali Personale più rilevante
Differito € 126
Azioni*** 315
Variabile** differito da esercizi precedenti Maturato nel 2015 €
Non maturato €
Azioni 104
Variabile** pagato nel 2015 riferito ad esercizi precedenti €
* Retribuzione ricorrente ** Retribuzione non ricorrente *** Phantom Share
La componente “maturata” si riferisce a importi azionari per i quali il diritto è maturato nel 2015 in quanto sono state soddisfatte le condizioni di performance. In particolare gli ammontari si riferiscono al piano “2014 Plan PFA” per i Promotori Finanziari e i Manager della Rete. La componente “non maturata” si riferisce a importi azionari per i quali il diritto non è maturato nel 2015 e per i quali qualsiasi potenziale guadagno futuro non è ancora stato realizzato e rimane soggetto alla performance futura. In particolare gli ammontari si riferiscono al piano “2014 Plan PFA” per i Promotori Finanziari e i Manager della Rete. Il valore delle azioni / Phantom Share riportate come variabile 2015 di breve periodo e variabile differito da esercizi precedenti è calcolato considerando la media aritmetica dei prezzi ufficiali di chiusura delle azioni Fineco nel periodo dal 7 gennaio al 7 febbraio 2016. La retribuzione differita erogata nel 2015 comprende pagamenti basati sui risultati di performance effettivamente raggiunti riferiti al piano “2014 Plan PFA” per i Promotori Finanziari e i Manager della Rete e altre forme di remunerazione variabile.
1.2 Politica retributiva 2016 PAY-MIX RETRIBUTIVO RETRIBUZIONE FISSA E NON COLLEGATA A PERFORMANCE
RETRIBUZIONE VARIABILE COLLEGATA A PERFORMANCE
Totale complessivo della Società
CONSIGLIERI NON ESCUTIVI
POPOLAZIONE DIPENDENTE COMPLESSIVA DELLA SOCIETA'
La politica retributiva complessiva per i Consiglieri non esecutivi, il Personale più rilevante di FinecoBank e la popolazione complessiva della Società mostra in particolare che:
- la retribuzione dei Consiglieri non esecutivi come approvata dall‟Assemblea degli Azionisti non prevede remunerazione variabile correlata alla performance;
- la remunerazione variabile del Personale più rilevante dipendente di FinecoBank è in linea con il loro ruolo strategico, i requisiti normativi e la nostra cultura di remunerazione correlata alla performance;
- alla generalità dei dipendenti è offerta una struttura retributiva bilanciata in linea con il ruolo, le responsabilità nonché la tipologia di business e il contesto del mercato di riferimento.
Informativa da parte degli enti – Leva finanziaria
Leva finanziaria La regolamentazione prudenziale di Basilea 3 ha introdotto l‟obbligo di calcolo, di segnalazione e di pubblicazione di un indice di leva finanziaria (Leverage Ratio) che rappresenterà un requisito regolamentare supplementare rispetto agli indicatori risk based. L‟indice di leva finanziaria persegue i seguenti obiettivi: 
contenere l‟accumulo di leva finanziaria nel settore bancario;
rafforzare i requisiti patrimoniali con una misura integrativa semplice e non basata sul rischio.
Tempistiche Le innovazioni introdotte dal Comitato di Basilea (1^ framework del dicembre 2010) sono state recepite dal “Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento” (CRR), con la prima segnalazione trimestrale al 31 marzo 2014. Nel gennaio 2014 il Comitato di Basilea ha pubblicato il 2^ framework, in cui sono state affinate le modalità di calcolo, le tempistiche e gli obblighi di disclosure. In data 10 ottobre 2014 la Commissione Europea ha modificato, mediante Atto Delegato 2015/62, l‟articolo 429 del Regolamento (UE) n. 575/2013. Il 17 gennaio 2015 l‟Atto Delegato è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE con conseguente entrata in vigore nel giorno successivo, pertanto, a partire dal 18 gennaio 2015, l‟Informativa da parte degli Enti viene resa secondo le regole sancite dall‟Atto Delegato. Il 15 giugno 2015 l‟EBA ha pubblicato, in versione finale: o
i nuovi tracciati segnaletici (Implementing Technical Standards ITS) che recepiscono le modifiche introdotte dall‟Atto Delegato (2015/62), che entreranno in vigore sei mesi dopo l‟adozione da parte della Commissione Europea, e comunque non prima del 31 dicembre 2015. Pertanto, fino all‟entrata in vigore dei nuovi ITS, si continuerà a calcolare l‟indice ai fini segnaletici secondo le regole antecedenti all‟entrata in vigore dell‟Atto Delegato;
le tavole previste per l‟Informativa da parte degli Enti e le relative regole di compilazione (ITS sulla Disclosure), in linea con le modifiche introdotte dall‟Atto Delegato (2015/62), che sono entrate in vigore il giorno seguente l‟adozione da parte della Commissione Europea con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell‟UE.
La calibrazione definitiva ed eventuali ulteriori adeguamenti alla definizione dell‟indice saranno completati entro il 2017, con l‟obiettivo di trasformare l‟indice in requisito minimo nell‟ambito del primo pilastro a partire dal 1° gennaio 2018. Pertanto, in linea con quanto previsto dal quadro normativo sopra richiamato, la presente informativa viene resa mediante l‟applicazione delle regole di calcolo del Leverage Ratio sancite dall‟Atto Delegato 2015/62. Lo schema utilizzato per rendere la suddetta informativa è quello previsto dagli ITS sulla Disclosure sopra richiamati.
Contenuti L‟articolo 429 del CRR definisce il coefficiente di leva finanziaria come la misura del capitale della Banca divisa per la misura dell'esposizione complessiva della stessa, ed è espresso in percentuale come rapporto fra:  il Capitale di classe 1;  l'esposizione totale della Banca, calcolata come somma dei valori dell'esposizione di tutte le attività ed elementi fuori bilancio non dedotti dal Capitale di Classe 1. Come previsto dalla Circolare n. 285 di Banca d‟Italia Parte Seconda, Capitolo 12, Sezione III Esercizio delle discrezionalità nazionali, le esposizioni verso società del gruppo UniCredit aventi sede in Italia e ponderate allo 0% ai sensi dell‟art. 113, par. 6 CRR sono state escluse nel calcolo dell'esposizione complessiva, ai sensi dell‟articolo 429 (7) del CRR 575/2013 modificato dal Regolamento Delegato (UE) 2015/62. Inoltre l‟indice di leva finanziaria è stato calcolato come dato di fine trimestre in luogo della media aritmetica semplice delle misure di leva finanziaria mensili del trimestre di riferimento, ai sensi dell‟articolo 499 paragrafo 2 del CRR. L‟esposizione totale include (gli articoli citati fanno riferimento al CRR): 
Derivati - valorizzati secondo il Metodo del valore di mercato di cui all‟articolo 274;
Security Financing Transactions (SFT) – la cui esposizione è misurata come somma del rischio di controparte, pari all‟esposizione al netto della garanzia (e senza considerare l‟effetto volatilità), ed il valore contabile dell„operazione;
Esposizioni fuori bilancio – valorizzate al valore nominale, dopo la detrazione delle rettifiche di valore su crediti, convertite con fattori di conversione creditizia propri della leva finanziaria, così come disposto dall‟articolo 111;
Esposizioni delle Altre Attività diverse da derivati e SFT – valorizzate al valore contabile al netto delle rettifiche di valore supplementari e di altre riduzioni dei Fondi Propri relative ad elementi dell‟attivo, così come disposto dall‟articolo 111.
Si precisa che l‟informativa qualitativa e quantitativa che segue viene resa secondo le regole e gli schemi previsti dalla versione finale degli ITS sulla Disclosure, sopra richiamati. Le grandezze esposte sono relative all‟indice di leva finanziaria secondo le disposizioni transitorie.
Informativa quantitativa Informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria La tabella riporta l‟indicatore di leva finanziaria al 31 dicembre 2015 e l‟apertura dell‟esposizione totale nelle principali categorie, secondo quanto disposto dagli articoli 451(1)(a), 451(1)(b) e 451(1)(c). Esposizione del coefficiente di leva finanziarie (CRR) 31-dic-15 Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT) 1 Elementi in bilancio (esclusi derivati, SFT e attività fiduciarie, ma comprese le garanzie reali) 2 (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) 3 Totale Esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e attività fiduciarie) (somma righe 1 e 2) 4 5 UE-5a 6
Esposizioni su derivati Costo di sostituzione associato a tutte le operazioni su derivati (al netto del margine di variazione in contante ammissibile) Maggiorazioni per le potenziali esposizioni future associate a tutte le operazioni su derivati (metodo del valore di mercato) Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria Lordizzazione delle garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in base alla disciplina contabile applicata
7 (Deduzione dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su derivati) 8 (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) 9 Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti 10 (Compensazione nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati su crediti venduti) 11 Totale esposizione su derivati (somma righe da 4 a 10) Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli 12 Attività SFT lorde (senza rilevamento della compensazione) previa rettifica per le operazioni contabilizzate come vendita 13 (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) 14 Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT UE-14a Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte ai sensi dell'articolo 429ter, paragrafo 4 e dell'articolo 222 del Regolamento (UE) n. 575/2013 15 Esposizioni su operazioni effettuate come agente UE-15a (Componente CCP esentata delle esposizion su SFT compensate per conto del cliente) 16 Totale esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (somma righe da 12 a 15a) Altre esposizioni fuori bilancio 17 Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio 18 (Rettifica per conversione in importi equivalenti di credito) 19 Totale Altre Esposizioni fuori bilancio (somma righe da 17 a 18) Esposizioni esentate a norma dell'articolo 429, paragrafi 7 e 14, del Regolamento (UE) n. 575/2013 (in e fuori bilancio) UE19-a (Esposizioni infragruppo (su base individuale) esentate a norma dell'articolo 429, paragrafo 7, del Regolamento (UE) n. 575/2013) (in e fuori bilancio) UE19-b (Esposizioni esentate a norma dell'articolo 429, paragrafo 14, del Regolamento (UE) n. 575/2013) (in e fuori bilancio) Capitale e misura dell'esposizione complessiva 20 Capitale di classe 1 21 Misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di Leva Finanziaria (somma delle righe 3, 11, 16, 19, UE-19a ed UE-19b) 22 Coefficiente di Leva finanziaria
18.124.743 (75.005) 18.049.738
2.349 17.514 19.863
200.857 49.860 250.717 550.523 (246.635) 303.888
(14.907.049) 390.977 3.717.157 10,52%
Scelta delle disposizioni transitorie ed importo degli elementi fiduciari eliminati UE-23 Scelta delle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale UE-24 Importo degli elementi fiduciari eliminati ai sensi dell'articolo 429, paragrafo 11, del Regolamento (UE) n. 575/2013 (Importi in migliaia)
Transitorio -
Riepilogo della riconciliazione tra attività contabili ed esposizioni del coefficiente di leva finanziaria La tabella fornisce la riconciliazione tra l‟esposizione totale (denominatore dell‟indicatore) ed i valori di bilancio, secondo quanto disposto dall‟articolo 451(1)(b) del CRR.
1 Attività totali come da bilancio pubblicato 2 Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento regolamentare 3 (Rettifica per attività fiduciarie contabilizzate in bilancio in base alla disciplina contabile applicabile, ma escluse dalla misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di Leva Finanziaria a norma dell'articolo 429, paragrafo 13, del Regolamento (UE) n. 575/2013) 4 Rettifica per gli strumenti finanziari derivati 5 Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) 6 Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni furi bilancio in importi equivalenti di credito) EU-6a
(Rettifica per esposizioni infragruppo escluse dalla misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria a norma dell'articolo 429, paragrafo 7, del Regolamento (UE) n. 575/2013)
EU-6b (Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di Leva Finanziaria a norma dell'articolo 429, paragrafo 14, del Regolamento (UE) n. 575/2013) 7 Altre rettifiche 8 Misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria
Importi applicabili 31-dic-15 18.327.949 -
17.514 49.860 303.888
(14.907.049) (75.005) 3.717.157
La voce 7 "Altri aggiustamenti" include le deduzioni dal Capitale di Classe 1 relative ad attivi di bilancio (regime transitorio).
Disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT ed esposizioni esente) La tabella fornisce, per le esposizioni diverse da derivati ed SFT, la distribuzione per classe di controparte, secondo quanto disposto dall‟articolo 451(1)(b) del CRR.
UE-1 Totale esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT ed esposizioni esentate), di cui: UE-2 esposizioni nel portafoglio di negoziazione UE-3 esposizioni nel portafoglio bancario, di cui: UE-4 obbligazioni garantite UE-5 esposizioni trattate come emittenti sovrani UE-6 esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani UE-7 esposizioni verso enti UE-8 esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili UE-9 esposizioni al dettaglio UE-10 esposizioni verso imprese UE-11 esposizioni in stato di default UE-12 altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) (Importi in migliaia)
Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) 31-dic-15 18.124.743 1.626 18.123.117 2.559.607 14.672.008 211 601.854 81.822 4.875 202.740
Informativa qualitativa Di seguito si fornisce l‟informativa qualitativa secondo quanto disposto dall‟articolo 451(1) lettere d) del CRR.
Processi per la gestione del rischio di eccessiva leva finanziaria Il Framework di Risk Appetite di Gruppo rappresenta il fondamento per la gestione dei rischi nel Gruppo UniCredit. Questo Framework prevede meccanismi di governance, processi, strumenti e procedure per la gestione complessiva dei rischi del Gruppo. Il rischio di Leverage è incluso nel Framework di Risk Appetite di Gruppo e pertanto è sottoposto alla procedure e ai meccanismi di controllo in esso previste. Gli strumenti quantitativi per valutare il Leverage risk provengono dal Framework di Risk Appetite di Gruppo che include anche l‟indicatore di Leverage Ratio. Questo KPI ha i propri livelli di target, trigger e limiti che sono monitorati regolarmente su base periodica attraverso un‟attività di reporting. Il monitoraggio e il reporting periodico è presentato al Consiglio di Amministrazione. Il processo di Risk Appetite identifica i meccanismi di governance, il coinvolgimento del management e i processi di escalation da attivare sia in condizioni operative normali sia di stress. I processi di escalation sono attivati al livello organizzativo appropriato al fine di assicurare una reazione adeguata quando i livelli di trigger o limiti sono superati. Gli aspetti di maturity mismatch e di asset encumbrance sono strettamente monitorati e gestiti. I meccanismi di controllo esistenti assicurano la tempestiva identificazione di potenziali rischi riguardanti, tra gli altri, anche il rischio di eccessiva leva finanziaria. Il rischio riveniente da maturity mismatch è monitorato attraverso l‟uso dello structural liquidity ratio, calcolato su base mensile. Questo indicatore è dato dal rapporto tra le passività cumulate a lungo termine e le attività cumulate a medio lungo termine e indica la porzione di attività, con una durata residua superiore a 1 anno, finanziate con passività con una maturity corrispondente. Lo structural liquidity ratio è inserito nel set di liquidity limits granulari e in quanto tale è soggetto ai relativi processi di escalation specifici. Le dinamiche relative ad asset encumbrance sono monitorate attraverso la counterbalancing capacity. La somma tra counterbalancing capacity e la somma cumulata dei flussi di cassa in entrata e in uscita che scadono fino a un anno (primary gap) rappresenta l‟operative maturity ladder che indica per ogni bucket di maturity l‟eccesso degli unencumbered asset rispetto al bisogno cumulato di liquidità della banca. L‟operative maturity ladder è inserito nel set di liquidity limits granulari ed in quanto tale è soggetto ai relativi processi di escalation specifici.
Informativa da parte degli enti – Uso di tecniche di attenuazione del rischio
Uso di tecniche di attenuazione del rischio La Banca, in coerenza con quanto stabilito dal documento “Convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali” (Basilea II e successivi aggiornamenti) in tema di tecniche di mitigazione del rischio di credito (di seguito “CRM”), persegue il pieno soddisfacimento dei requisiti necessari per il riconoscimento, ai fini prudenziali, dei diversi strumenti in relazione all‟approccio Standardizzato. A tal fine sono stati effettuati interventi e portati a compimento specifici progetti volti all‟implementazione della normativa interna e all‟adeguamento dei processi e dei sistemi informativi. La Banca ha recepito i requisiti normativi in materia di CRM attraverso l‟emanazione di specifiche Linee Guida interne, redatte in conformità alle disposizioni di vigilanza. Tale normativa persegue diversi obiettivi: 
favorire la gestione ottimale delle garanzie;
massimizzare l‟effetto di mitigazione delle garanzie reali e personali sui crediti in default;
ottenere un impatto positivo sui requisiti patrimoniali, assicurando che le pratiche di CRM rispettino i requisiti minimi richiesti da Basilea III;
definire regole generali per l‟ammissibilità, la valutazione, il monitoraggio e la gestione delle garanzie reali e personali e dettagliare regole e requisiti specifici relativamente a determinate tipologie di garanzie.
Le garanzie reali e personali possono essere acquisite solo come supporto sussidiario del fido e non devono essere intese come elementi sostitutivi della capacità del debitore principale di far fronte alle proprie obbligazioni. Per tale ragione, le stesse sono oggetto di specifica valutazione all‟interno della proposta creditizia, unitamente alla più ampia analisi del merito creditizio e dell‟autonoma capacità di rimborso del debitore principale. Qualsiasi garanzia, a prescindere dalla tipologia, può essere definita congrua qualora risulti adeguata rispetto all‟entità ed all‟articolazione dell‟affidamento e, limitatamente alle garanzie personali, non sussistano rilevanti rischi in capo al garante. In linea generale, le regole operative ed i relativi processi sono particolarmente rigorosi, al fine di assicurare la perfezione formale e sostanziale della garanzia acquisita. Politiche e processi in materia di compensazione in bilancio e “fuori bilancio” con l‟indicazione della misura in cui la Banca ricorre alla compensazione La Banca adotta politiche di riduzione del rischio di controparte attraverso la stipula di accordi standardizzati per le operazioni di Stock Lending con controparti istituzionali. Tali tecniche sono utilizzate ai fini gestionali e non regolamentari. Politiche e processi per la valutazione e la gestione delle garanzie reali La Banca ha sviluppato un sistema di gestione delle garanzie reali al fine di assicurare un chiaro ed efficace processo di valutazione, monitoraggio e gestione di tutte le tipologie di garanzie finalizzate a mitigare il rischio di credito. La valutazione della garanzia reale è basata sul valore corrente di mercato o sul prezzo al quale il bene sottostante può essere ragionevolmente venduto (vale a dire il “valore equo” dello strumento finanziario acquisito in pegno o dell‟immobile posto a garanzia). - 53 -
In particolare, per gli strumenti finanziari, i metodi di valutazione dipendono dalla loro tipologia: 
titoli quotati su mercati di borsa ufficiali, sono valutati ai prezzi di mercato (nello specifico, si considera il prezzo della più recente seduta di borsa);
quote di OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) sono valutate al prezzo corrispondente al valore giornaliero pubblicato dalla società di gestione per singola quota.
Il prezzo di mercato dei valori oggetto di pegno deve essere rettificato, con applicazione di adeguati scarti, in funzione sia della volatilità del mercato stesso sia di quella valutaria, in conformità a quanto disposto dai requisiti regolamentari. In particolare, se la garanzia è denominata in una valuta locale diversa da quella del credito garantito (disallineamento di valuta) deve essere applicato un ulteriore scarto. Anche i disallineamenti di scadenza devono essere considerati nell‟attività di valutazione della garanzia per tenere conto del minor valore della copertura.
Descrizione delle principali tipologie di garanzie reali accettate Le garanzie reali assunte a supporto delle linee di credito erogate dalla Banca sono rappresentate principalmente dal pegno su titoli di debito, azioni, quote di fondi comuni d‟investimento ed, in via residuale, garanzie residenziali e commerciali. Ai fini del relativo riconoscimento per la mitigazione del rischio tuttavia, rileva il rispetto dei requisiti generali previsti dalla normativa di Vigilanza e dei requisiti specifici per l‟approccio Standardizzato. La Capogruppo fornisce specifiche linee guida per l‟ammissibilità di ciascuna tipologia di garanzia, di conseguenza, la Banca è tenuta a definire la lista delle garanzie ammissibili, in conformità sia ai metodi ed alle procedure di Gruppo, sia alla normativa di Vigilanza locale ed alle peculiarità del sistema giuridico in essere nel Paese in cui opera.
Principali tipologie di garanti e di controparti in operazioni su derivati creditizi ed il loro merito di credito Nessun dato da segnalare. Informazioni sulle concentrazioni del rischio di mercato o di credito nell‟ambito degli strumenti di attenuazione del rischio di credito adottati
Esiste rischio di concentrazione quando la maggior parte degli strumenti finanziari acquisiti a garanzia (a livello di portafoglio) è rappresentata da una ristretta tipologia di garanzie reali, di strumenti di protezione, ovvero quando è prestata da una ristretta cerchia di specifici garanti (da intendersi sia come singolo nominativo sia come settore industriale di riferimento) o quando vi è sproporzione nei volumi di garanzie assunte. Il rischio di concentrazione per i crediti erogati alla clientela è basso in relazione alla frammentazione della clientela retail che caratterizza il portafoglio della Banca. Correlativamente anche le garanzie che assistono tali crediti non sono concentrate.
Tecniche di attenuazione del rischio - approccio standardizzato 31-dic-15
Esposizione netta pre applicazione del fattore di conversione
Rettifiche per la volatilità dell'esposizione
Garanzia reale finanziaria metodo integrale
Valore dell'esposizione dopo l'applicazione del fattore di conversione
Valore dell'esposizione rettificato
Esposizioni soggette al metodo IRB Totale - metodo IRB Esposizioni soggette al metodo standardizzato Esposizioni verso o garantite da Amministrazioni centrali e banche centrali Esposizioni verso o garantite da Enti Esposizioni verso o garantite da Amministrazioni regionali o autorità locali Esposizioni verso o garantite da Banche multilaterali di sviluppo Esposizioni verso o garantite da Imprese ed altri soggetti Esposizioni al dettaglio Esposizioni garantite da immobili Esposizioni in stato di default Esposizioni in strumenti di capitale Altre esposizioni Totale - metodo standardizzato Totale Esposizioni
2.559.604 16.350.335
(1.384.721)
2.559.604 15.059.976
3 359.008 2.355.149 211 4.930 4.198 107.177 21.740.615
47.162 276.759 418.283
(267.270) (1.437.676) (11) (3.089.678)
3 138.900 1.194.232 211 4.919 4.198 107.177 19.069.220
21.740.615
(3.089.678)
19.069.220
Informativa da parte degli enti – Glossario
Glossario AMA (Advanced Measurement Approach)
CRM (Credit Risk Mitigation) EVA (Economic Value Added)
Applicando questa metodologia l‟ammontare del requisito di rischio operativo è determinato per mezzo di modelli di calcolo basati su dati di perdita operativa e altri elementi di valutazione raccolti ed elaborati dalla Banca. Nuovo accordo internazionale sul capitale con il quale sono state ridefinite le linee guida per la determinazione dei requisiti patrimoniali minimi delle banche. La nuova regolamentazione prudenziale, entrata in vigore in Italia nel 2008, si basa su tre pilastri.  Pillar 1 (primo pilastro): fermo restando l'obiettivo di un livello di capitalizzazione pari all'8% delle esposizioni ponderate per il rischio, è stato delineato un nuovo sistema di regole per la misurazione dei rischi tipici dell'attività bancaria e finanziaria (di credito, di controparte, di mercato e operativi) che prevede metodologie alternative di calcolo caratterizzate da diversi livelli di complessità con la possibilità di utilizzare, previa autorizzazione dell'Organo di Vigilanza, modelli sviluppati internamente;  Pillar 2 (secondo pilastro): prevede che le banche debbano dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di capitale interno complessivo (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP) adeguato a fronteggiare tutte le tipologie di rischio, anche diverse da quelle presidiate dal requisito patrimoniale complessivo (primo pilastro), nell‟ambito di una valutazione dell‟esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell‟evoluzione del contesto di riferimento. All'Autorità di Vigilanza spetta il compito di esaminare il processo ICAAP, formulare un giudizio complessivo ed attivare, ove necessario, le opportune misure correttive;  Pillar 3 (terzo pilastro): introduce obblighi di pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali rischi. A fronte della crisi che negli ultimi anni ha colpito i mercati finanziari, il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha approvato il sostanziale rafforzamento dei requisiti patrimoniali minimi e modifiche alla regolamentazione in materia di liquidità degli istituti bancari (c.d. Basilea 3), prevedendo la graduale entrata in vigore dei nuovi requisiti prudenziali a partire dall‟1 gennaio 2014. Tali regole sono state attuate a livello europeo dal “Pacchetto” CRD IV. Livello di capitale richiesto per coprire le perdite che potrebbero verificarsi con un orizzonte di un anno e una certa probabilità o livello di confidenza. Il Capitale Economico è una misura della variabilità della Perdita Attesa del portafoglio e dipende dal livello di diversificazione del portafoglio stesso. Rappresenta l‟ammontare di capitale necessario per fronteggiare perdite potenziali ed è necessario per supportare le attività di business e le posizioni detenute. Il Capitale Interno è dato dalla somma del Capitale Interno, ottenuto tramite aggregazione delle diverse tipologie di rischio, più una riserva per considerare effetti del ciclo e rischio di modello. È il rapporto tra le rettifiche nette su crediti e i crediti verso clientela. È uno degli indicatori della rischiosità degli attivi della banca: al decrescere di tale indicatore diminuisce la rischiosità degli attivi della banca. L‟attenuazione del rischio di credito è un insieme di tecniche, contratti accessori al credito o altri strumenti (ad esempio attività finanziarie, garanzie) che consentono una riduzione dei requisiti di capitale di rischio di credito. L‟EVA è un indicatore del valore creato da un‟azienda. Esso esprime la capacità di creare valore in termini monetari, poiché risulta dalla differenza tra l'utile netto dell'operatività corrente “NOPAT - Net Operating Profit After Tax” e l'onere relativo al capitale investito.
Corrispettivo al quale, in un mercato di libera concorrenza, un bene può essere scambiato o una passività estinta, tra parti consapevoli e indipendenti.
Forbearance/ Esposizioni forborne
Si definiscono Forborne le esposizioni a cui sono state estese misure di Forbearance, ossia concessioni nei confronti di un debitore che ha affrontato - oppure che è in procinto di affrontare - difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari (financial difficulties).
Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell‟attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie. Il complesso delle posizioni diverse da quelle ricomprese nel portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza vengono iscritte nel portafoglio bancario. Le posizioni detenute a fini di negoziazione sono quelle intenzionalmente destinate a una successiva dismissione a breve termine e/o assunte allo scopo di beneficiare, nel breve termine, di differenze tra prezzi di acquisto e di vendita o di altre variazioni di prezzo o di tasso d‟interesse. Rappresenta il rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, del valore delle garanzie da questa prestate o ancora dei margini da essa utilizzati in caso di insolvenza, generi una variazione inattesa nel valore della posizione creditoria della Banca. Rappresenta il rischio che la controparte di una transazione che riguarda strumenti finanziari possa andare in default prima del regolamento di tutti i flussi di cassa concordati.
Portafoglio bancario Portafoglio di negoziazione
Rischio di credito Rischio di credito di controparte
Risk Taking Capacity RWA – Risk Weighted Assets
Rappresenta l‟effetto che variazioni nelle variabili di mercato possono generare sul valore economico del portafoglio della Banca, dove quest‟ultimo comprende le attività detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel banking book, ovvero l‟operatività connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte di investimento strategiche. Rappresenta il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni, personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale. Ad esempio possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell‟azienda, interruzioni dell‟operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi. Rapporto tra Available Financial Resources e Capitale Interno. Include un buffer prudenziale (cushion). Si tratta di attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sense delle normative bancarie emanate dagli organi di vigilanza per il calcolo dei coefficienti di solvibilità.
Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari La sottoscritta, Lorena Pelliciari, quale Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di FinecoBank S.p.A.
in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell‟articolo 154 bis del “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” che l‟informativa contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
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Report "2013 al 31 dicembre 2015"