Source: http://legislazionetecnica.it/44863/fonte/sent-c-stato-12-06-1995-n-894
Timestamp: 2019-02-17 22:20:24+00:00
Document Index: 33637796

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 6']

Sent. C. Stato 12/06/1995, n. 894 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP1669
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributo di costruzione - Non è dovuto in caso di rinuncia alla concessione o mancata edificazione.
1. Il contributo di edificazione di cui all'art. 3 L. 28 gennaio 1977 n. 10 è strettamente connesso al concreto esercizio della facoltà di edificare, per cui non è dovuto in caso di rinuncia o di mancato utilizzo della concessione.
1a. Come nota 1a. a Tsa 4 aprile 1995 n. 32.R
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Non occorre per opere pubbliche di competenza Cassa per il Mezzogiorno.
1. Ai sensi del combinato disposto degli artt. 9 ultimo comma L. 28 gennaio 1977 n. 10 e 29 L. 17 agosto 1942 n. 1150, non sono soggette a concessione edilizia comunale le opere eseguite da Amministrazioni statali; pertanto, data l'equiparazione stabilita dal legislatore delle opere di competenza della Cassa del Mezzogiorno alle opere di competenza del Ministero dei lavori pubblici, è escluso anche per le prime che sia necessario ottenere la previa concessione comunale di costruzione.
Sent. C. Stato 25/06/2010, n. 4109
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributi - Determinazione - Criterio
1. Il fatto costitutivo dell’obbligo giuridico del titolare della concessione edilizia di versare il contributo previsto è rappresentato dal rilascio della concessione medesima, ed è a tale momento, quindi, che occorre aver riguardo per la determinazione dell‘entità del contributo, risultando irrilevante a tal fine la precedente espressione del parere della commissione edilizia. Del resto l’art. 11 della L. 28 gennaio 1977 n. 10 stabilisce chiaramente che la quota di contributo esigibile è determinata all’atto del rilascio della concessione.
Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributo di costruzione - Esenzione - Condizioni.
Il requisito c.d. soggettivo necessario onde accordare l’esenzione dal contributo di cui all’art. 3 della L. 28 gennaio 1977, n. 10 sussiste non solo nel caso in cui l’opera sia realizzata direttamente da un ente pubblico nell’esercizio delle proprie competenze istituzionali, ma anche nel caso in cui l’opus venga realizzato da un soggetto privato, purché per conto di un ente pubblico (come nel caso, che qui ricorre, della concessione di opera pubblica o in altre analoghe figure organizzatorie in cui l’opera sia realizzata da soggetti che non agiscano per scopo di lucro, o che accompagnino tale lucro ad un legame istituzionale con l’azione dell’Amministrazione volta alla cura di interessi pubblici).
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia- Contributo di costruzione - Esenzione - Ex art. 9, lett. f), L. 1977/10 - Condizioni.
1. Per l'esenzione dal contributo di costruzione ai sensi dell'art. 9, lett. f) della L. 28 gennaio 1977 n. 10 è necessario che l'edificio sia pubblico o di interesse pubblico e venga costruito da un ente pubblico o da un concessionario di ente pubblico.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributi - Determinazione - Criteri generali di Regioni e Comuni - Atti del Sindaco, di quantificazione del contributo dovuto - Natura di atti paritetici - Relative giurisdizioni. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributi - Quantificazione - Eventuale impugnazione per violazione di legge ma non per eccesso di potere.
1. I provvedimenti di Regioni e Comuni - di cui all'art. 5, comma 1 ed all'art. 6 della L. 28 gennaio 1977 n. 10 - con i quali vengono stabiliti i criteri generali circa la determinazione del contributo dovuto per il rilascio della concessione edilizia, hanno natura regolamentare. Mentre gli atti con i quali il Sindaco quantifica (in applicazione dei criteri legislativi e regolamentari stabiliti) il contributo suddetto hanno natura di atti paritetici. Pertanto tutte le controversie - ad esclusione di quelle riguardanti i criteri generali esposti negli atti regolamentari - relative all'an e al quantum del contributo ricadono nella giurisdizione del giudice amministrativo. 2. L'atto di quantificazione del contributo può essere impugnato per violazione di legge ma non per eccesso di potere (come il difetto di motivazione); infatti una volta stabiliti i criteri di calcolo (che non vengano impugnati), la quantificazione del contributo consiste in semplici operazioni, per cui se queste sono sbagliate si può configurare la violazione di legge per violazione dei criteri di calcolo (p.e., per meri errori materiali o per errati presupposti di fatto o giuridici) ma non per carenza di motivazione giacché l'interessato può sempre ricostruire i passaggi logici con i quali si è ottenuto l'importo del contributo, sulla base dei prefissati criteri generali.