Source: http://www.ammico.it/norme_del_codice_civile_2013.htm
Timestamp: 2019-12-12 18:59:46+00:00
Document Index: 177375782

Matched Legal Cases: ['art. 155', 'art. 20', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 30', 'art.123', 'art. 30', 'art. 26']

AMMICO Amministrazione Informatizzata Condomini -Norme del codice civile
Commentati con la giurisprudenza
Codice Civile -Titolo VII -Capo I e II
La riforma, contenuta nella legge 220 dell’ 11 dicembre 2012, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17/12/2012. Il provvedimento, è entrato in vigore il 17/06/2013.
CAPO I CAPO II
Della comunione in genere Del condominio negli edifici
1100. Norme regolatrici.
1117. Parti comuni dell'edificio. (Derogabile)
1101. Quote dei partecipanti.
1117-bis. Ambito di applicabilità.
1102. Uso della cosa comune.
1117-ter. Modificazioni delle destinazioni d'uso.
1103. Disposizione della quota.
1117-quater. Tutela delle destinazioni d’uso.
1104. Obblighi dei partecipanti.
1118. Diritti dei partecipanti sulle cose comuni. . (1° comma derogabile, 2° comma inderogabile)
1105. Amministrazione.
1119. Indivisibilità. (Inderogabile)
1106. Regolamento della comunione e nomina di amministratore.
1107. Impugnazione del regolamento.
1121. Innovazioni gravose o voluttuarie. (Derogabile)
1108. Innovazioni e altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione.
1122. Opere sulle parti dell'edificio di proprietà comune. (Derogabile)
1109. Impugnazione delle deliberazioni.
1122-bis. Impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili. (Derogabile)
1110. Rimborso di spese.
1122-ter. Impianti di videosorveglianza sulle parti comuni. (Derogabile)
1111. Scioglimento della comunione.
1123. Ripartizione delle spese. (Derogabile)
1112. Cose non soggette a divisione.
1124. Manutenzione e ricostruzione delle scale. (Derogabile)
1113. Intervento nella divisione e opposizioni.
1125. Manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai. (Derogabile)
1114. Divisione in natura.
1126. Lastrici solari di uso esclusivo. (Derogabile)
1115. Obbligazioni solidali dei partecipanti.
1127. Costruzione sopra l'ultimo piano dell'edificio. (Derogabile)
1116. Applicabilità delle norme sulla divisione ereditaria.
1128. Perimento totale o parziale dell'edificio. (Derogabile)
1129. Nomina e revoca dell'amministratore. (Inderogabile)
1130. Attribuzioni dell'amministratore. (Derogabile)
1130-bis. Rendiconto condominiale. (Derogabile)
1132. Dissenso dei condomini rispetto alle liti. (Inderogabile)
1133. Provvedimenti presi dall'amministratore. (Inderogabile)
1134. Spese fatte dal condomino. (Derogabile)
1135. Attribuzioni dell'assemblea dei condomini. (Derogabile)
1136. Costituzione dell'assemblea e validità delle deliberazioni. (Inderogabile)
1137. Impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea. (Inderogabile)
1138. Regolamento di condominio. (Derogabile)
1139. Rinvio alle norme sulla comunione. (Derogabile)
Norme sulla comunione in generale (Disposizioni di attuazione del codice civile artt. da 61 a 72 e art. 155.bis).
TITOLO VII -Della comunione Capo I -Della comunione in generale
Quando la proprietà o altro diritto reale spetta in comune a più persone [c.c. 920] se il titolo o la legge [c.n. 258, 872] non dispone diversamente [c.c. 215] si applicano le norme seguenti [c.c. 1350, nn. 1, 2 e 3, 2643, n. 3, 2711] (1).
(1) Per quanto riguarda il diritto di autore vedi gli artt. 10, 115, 116, 117, L. 22 aprile 1941, n. 633 ed il relativo regolamento di esecuzione approvato con R.D. 18 maggio 1942, n. 1369. Per quanto riguarda i brevetti industriali vedi l'art. 20, R.D. 29 giugno 1939, n. 1127.
Le quote dei partecipanti alla comunione si presumono eguali [c.c. 1118].
Il concorso dei partecipanti, tanto nei vantaggi [c.c. 1103, 1105] quanto nei pesi [c.c. 1104, 1123, 2263; disp. att. c.c. 68] della comunione, è in proporzione delle rispettive quote.
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto [c.c. 1073, 2256]. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa [c.c. 1103].
Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso [c.c. 714, 1164].
Ciascun partecipante può disporre del suo diritto [c.c. 1059, 1104] e cedere ad altri il godimento della cosa [c.c. 1102] nei limiti della sua quota [c.c. 1101, 1113; c.n. 873].
Per le ipoteche costituite da uno dei partecipanti si osservano le disposizioni contenute nel capo IV del titolo III del libro VI [c.c. 1108, 2808, 2825].
Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie [c.c. 1101] per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza a norma delle disposizioni seguenti, salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto [c.c. 882, 888, 1070, 1118, 1128; disp. att. c.c. 63].
Il cessionario del partecipante è tenuto in solido [c.c. 1292] con il cedente a pagare i contributi da questo dovuti e non versati.
Tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell'amministrazione della cosa comune [c.c. 1101, 2257].
Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente [c.c. 918, 920].
Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere all'autorità giudiziaria [c.c. 899]. Questa provvede in camera di consiglio [c.p.c. 737] e può anche nominare un amministratore [c.n. 261, 872] (1).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 21-27 novembre 1974, n. 267 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1974, n. 317), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità del presente comma quarto in riferimento agli articoli 3 e 24 Cost.
Con la maggioranza calcolata nel modo indicato dall'articolo precedente, può essere formato un regolamento per l'ordinaria amministrazione e per il miglior godimento della cosa comune [c.c. 918, 1107, 1138, 2257].
Nello stesso modo l'amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche a un estraneo, determinandosi i poteri e gli obblighi dell'amministratore [c.c. 1129].
Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all'autorità giudiziaria il regolamento della comunione [c.c. 1106, 1137] entro trenta giorni [c.c. 2964] dalla deliberazione che lo ha approvato [c.c. 1138]. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. L'autorità giudiziaria decide con unica sentenza sulle opposizioni proposte.
Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune, si possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento della cosa o a renderne più comodo o redditizio il godimento [c.c. 1115], purché esse non pregiudichino il godimento di alcuno dei partecipanti [c.c. 899, 903] e non importino una spesa eccessivamente gravosa [c.c. 1120, 1121].
E' necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune e per le locazioni di durata superiore a nove anni [c.c. 1350, n. 8, 1572, 2643, n. 8].
L'ipoteca può essere tuttavia consentita dalla maggioranza indicata dal primo comma, qualora abbia lo scopo di garantire la restituzione delle somme mutuate per la ricostruzione o per il miglioramento della cosa comune [c.c. 1103, 2825; c.n. 260, 262, 872].
Ciascuno dei componenti la minoranza dissenziente può impugnare [c.c. 23, 1137, 2377] davanti all'autorità giudiziaria le deliberazioni della maggioranza [c.c. 899]:
L'impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza, entro trenta giorni dalla deliberazione [c.c. 2964]. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. In pendenza del giudizio, l'autorità giudiziaria può ordinare la sospensione del provvedimento deliberato [c.c. 2378] (1).
(1) Vedi l'art. 117, secondo comma, L. 22 aprile 1941, n. 633, sulla protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.
Il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell'amministratore, ha sostenuto spese necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso [c.c. 1134].
Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare [c.p.c. 784] lo scioglimento della comunione [c.c. 919, 1054, 1112, 1350, n. 11, 1506, 2283, 2817, n. 2, 2825]; l'autorità giudiziaria può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri [c.c. 320, 375, n. 3].
Il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni è valido e ha effetto anche per gli aventi causa dai partecipanti. Se è stato stipulato per un termine maggiore, questo si riduce a dieci anni [c.c. 713].
Se gravi circostanze lo richiedono, l'autorità giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunione prima del tempo convenuto [c.c. 2646; c.n. 260, 872] (1).
Lo scioglimento della comunione [c.c. 1111] non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso a cui sono destinate [c.c. 1114, 1119].
I creditori e gli aventi causa da un partecipante [c.c. 1103] possono intervenire nella divisione [c.p.c. 105, 267] a proprie spese, ma non possono impugnare la divisione già eseguita, a meno che abbiano notificato un'opposizione [c.p.c. 784] anteriormente alla divisione stessa e salvo sempre ad essi l'esperimento dell'azione revocatoria [c.c. 2901] o dell'azione surrogatoria [c.c. 2900].
Nella divisione che ha per oggetto beni immobili [c.c. 1350, n. 11], l'opposizione per l'effetto indicato dal comma precedente, deve essere trascritta prima della trascrizione dell'atto di divisione e, se si tratta di divisione giudiziale, prima della trascrizione della relativa domanda [c.c. 2685].
Devono essere chiamati a intervenire, perché la divisione abbia effetto nei loro confronti, i creditori iscritti e coloro che hanno acquistato diritti sull'immobile in virtù di atti soggetti a trascrizione e trascritti prima della trascrizione dell'atto di divisione o della trascrizione della domanda di divisione giudiziale [c.c. 1506, 2825].
Nessuna ragione di prelevamento in natura per crediti nascenti dalla comunione può opporsi contro le persone indicate dal comma precedente, eccetto le ragioni di prelevamento nascenti da titolo anteriore alla comunione medesima, ovvero da collazione [c.c. 737].
La divisione ha luogo in natura, se la cosa può essere comodamente divisa in parti corrispondenti alle quote dei partecipanti [c.c. 1112, 1119, 1506].
Ciascun partecipante può esigere che siano estinte le obbligazioni in solido [c.c. 1292] contratte per la cosa comune [c.c. 1108], le quali siano scadute o scadano entro l'anno dalla domanda di divisione.
Il partecipante che ha pagato il debito in solido e non ha ottenuto il rimborso concorre nella divisione per una maggiore quota corrispondente al suo diritto verso gli altri condividenti [c.c. 1299].
Alla divisione delle cose comuni si applicano le norme sulla divisione dell'eredità, in quanto non siano in contrasto con quelle sopra stabilite [c.c. 713, 846, 920, 1350, n. 11].
Capo II - Del condominio negli edifici (1)
1117-bis. (1) Ambito di applicabilità.
1117-quater. (1) Tutela delle destinazioni d'uso.
1118. Diritti dei partecipanti sulle cose comuni. (1° comma derogabile, 2° comma inderogabile)
[c.c. 1104, 1121, 1123].
Le parti comuni dell'edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l'uso della cosa a ciascun condomino e con il consenso di tutti i partecipanti al condominio.
(1) L'art. 30, secondo comma, L. 5 agosto 1978, n. 457, dispone che per gli interventi di recupero relativi ad un unico immobile composto da più unità immobiliari possono essere disposti dalla maggioranza dei condomini che comunque rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio, in deroga agli articoli 1120, 1121 e 1136 del codice civile.
L'art.123, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, dispone che per le innovazioni relative alla adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, l'assemblea di condominio decide a maggioranza, in deroga agli articoli 1120 e 1136 del codice civile.
(2) L'art. 30, secondo comma, L. 5 agosto 1978, n. 457, dispone che per gli interventi di recupero relativi ad un unico immobile composto da più unità immobiliari possono essere disposti dalla maggioranza dei condomini che comunque rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio, in deroga agli articoli 1120, 1121 e 1136 del codice civile.
L'art. 26, quinto comma, L. 9 gennaio 1991, n. 10, dispone che per le innovazioni relative alla adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, l'assemblea di condominio decide a maggioranza, in deroga agli articoli 1120 e 1136 del codice civile.
[c.c. 1108, 1118] (1).
1122-bis. (Derogabile)
1122-ter. (Derogabile)
[c.c. 1117, 1120, 1123, 1138].
1124. Manutenzione e ricostruzione delle scale e degli ascensori. (Derogabile)
1131. Rappresentanza. (Inderogabile)
Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall'articolo 1130 (1) o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall'assemblea, l'amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi.
1133. Provvedimenti presi dall'amministratore. (Derogabile)
1134. Gestione di iniziativa individuale. (Derogabile)
L'istanza per ottenere la sospensione proposta prima dell'inizio della causa di merito non sospende nè interrompe il termine per la proposizione dell'impugnazione della deliberazione. Per quanto non espressamente previsto, la sospensione è disciplinata dalle norme di cui al libro IV, titolo I, capo III, sezione I, con l'esclusione dell'articolo 669-octies, sesto comma, del codice di procedura civile
1138. Regolamento di condominio.
1139. Rinvio alle norme sulla comunione.
[c.c. 1100].
61. Qualora un edificio o un gruppo di edifici appartenenti per piani o porzioni di piano a proprietari diversi si possa dividere in parti che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi, il condominio può essere sciolto e i comproprietari di ciascuna parte possono costituirsi in condominio separato [c.c. 1117, 1119].
62. La disposizione del primo comma dell'articolo precedente si applica anche se restano in comune con gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall'articolo 1117 del codice [c.c. 1119].
Qualora la divisione non possa attuarsi senza modificare lo stato delle cose e occorrano opere per la sistemazione diversa dei locali o delle dipendenze tra i condomini, lo scioglimento del condominio deve essere deliberato dall'assemblea con la maggioranza prescritta dal quinto comma dell'articolo 1136 del codice stesso
63. Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea [c.c. 1104], l'amministratore può ottenere decreto d'ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione [c.c. 1123, 1130, n. 3; c.p.c. 642].
Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato, solidalmente con questo [c.c. 1292], al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.
In caso di mora nel pagamento dei contributi [c.c. 1219], che si sia protratta per un semestre, l'amministratore, se il regolamento di condominio ne contiene l'autorizzazione, può sospendere al condomino moroso l'utilizzazione dei servizi comuni che sono suscettibili di godimento separato.
64. Sulla revoca dell'amministratore, nei casi indicati dal terzo comma dell'articolo 1129 e dall'ultimo comma dell'articolo 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l'amministratore medesimo.
65. Quando per qualsiasi causa manca il legale rappresentante dei condomini [c.c. 1129, 1131], chi intende iniziare o proseguire una lite contro i partecipanti a un condominio può richiedere la nomina di un curatore speciale ai sensi dell'articolo 80 del codice di procedura civile.
66. L'assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall'articolo 1135 del codice, può essere convocata in via straordinaria dall'amministratore quando questi lo ritiene necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio. Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i detti condomini possono provvedere direttamente alla convocazione.
L'avviso di convocazione deve essere comunicato ai condomini almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza [disp. att. c.c. 67].
67. Ogni condomino può intervenire all'assemblea anche a mezzo di rappresentante [c.c. 1135; disp. att. c.c. 66].
Qualora un piano o porzione di piano dell'edificio appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea che è designato dai comproprietari interessati; in mancanza provvede per sorteggio il presidente [c.c. 1136].
68. Per gli effetti indicati dagli articoli 1123, 1124, 1126 e 1136 del codice, il regolamento di condominio deve precisare il valore proporzionale di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano spettante in proprietà esclusiva ai singoli condomini [c.c. 1101].
I valori dei piani o delle porzioni di piano, ragguagliati a quello dell'intero edificio, devono essere espressi in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento di condominio [c.c. 1138].
69. I valori proporzionali dei vari piani o porzioni di piano possono essere riveduti o modificati, anche nell'interesse di un solo condominio, nei seguenti casi:
2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale o di innovazioni di vasta portata, è notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano [disp. att. c.c. 67].
70. Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino ad euro 200 e, in caso di recidiva, fino ad euro 800. La somma è devoluta al fondo di cui l’amministratore dispone per le spese ordinarie
71. Il registro indicato dal quarto comma dell'articolo 1129 e dal terzo comma dell'articolo 1138 del codice è tenuto presso l'associazione [professionale] (1) dei proprietari di fabbricati.
(1) L'inciso deve ritenersi abrogato per effetto del D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 369, recante soppressione delle organizzazioni sindacali fasciste e liquidazione dei rispettivi patrimoni.
72. I regolamenti di condominio non possono derogare alle disposizioni dei precedenti articoli 63, 66, 67 e 69 disp.att.c.c. [c.c. 1138].