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Timestamp: 2016-10-25 03:15:04+00:00
Document Index: 32433176

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'art. 83', 'sentenza ', 'art. 85', 'art. 51', 'art. 82', 'art. 95', 'art. 106', 'art. 42', 'art. 108', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 12', 'art. 13', 'DTF ', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 324', 'art. 334', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 334', 'art. 105', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 12', 'DTF ', 'art. 2', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ']

A.a A._________, nato nel 1971, ha ripetutamente svolto attivit� lavorativa presso il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), tra l'altro nella funzione di quartiermastro. L'ultimo contratto risale al periodo dal 21 gennaio al 20 marzo 2008.
A.b Dopo varie trattative, nel cui ambito l'interessato si � avvalso del proprio avvocato, in data 9 agosto 2008 A._________ ha concluso con il DDPS un nuovo contratto di lavoro a tempo determinato (dal 1� agosto 2008, con entrata in funzione il 12 agosto, al 31 maggio 2009) quale quartiermastro presso la scuola dei blindati 21 in seno alle Forze terrestri (in seguito scuola bl 21), in cui � stato previsto un periodo di prova scadente il 18 novembre 2008.
A.c In seguito alla scoperta di alcune irregolarit� nella contabilit�, in data 7 novembre 2008 la scuola bl 21 ha sospeso dal servizio A._________, mentre con rapporto sul periodo di prova del 13 novembre 2008 gli ha comunicato di voler disdire il rapporto di lavoro.
Il provvedimento preannunciato, motivato da irregolarit� nella contabilit� e qualit� insufficiente del lavoro, � stato poi concretizzato con decisione formale del 17 novembre 2008, pronunciata dal comandante delle Forze terrestri con effetto dal 31 dicembre 2008, a cui l'interessato si � opposto.
Il gravame � stato respinto con decisione del 16 luglio 2010.
A.e Con rapporto di chiusura del 3 agosto 2009 il giudice istruttore militare aveva nel frattempo concluso che l'uso a scopo privato del veicolo di servizio e della X.________ Card per pagare la benzina costituivano un'infrazione al codice penale militare cos� come l'errato e lacunoso completamento dei quaderni di controllo.
Contro il provvedimento amministrativo A._________, ancora rappresentato dall'avv. Cotti, ha interposto ricorso di diritto amministrativo al Tribunale amministrativo federale, chiedendone in via principale, l'accoglimento, con conseguente annullamento della disdetta e offerta del precedente lavoro o di un altro ragionevolmente esigibile. In via subordinata il ricorrente ha postulato sia l'annullamento della decisione impugnata che della disdetta con conseguente riconoscimento di un'indennit� pari a sei stipendi mensili. In via ancora pi� subordinata � stato chiesto l'annullamento del provvedimento, con retrocessione degli atti per istruzione e nuova decisione.
Avverso la pronunzia, A._________, sempre rappresentato dall'avv. Cotti, ha interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, chiedendone in via principale l'accoglimento con conseguente annullamento della decisione impugnata e quindi della disdetta rispettivamente offerta del precedente lavoro o di un altro ragionevolmente esigibile. In via subordinata ha postulato sia l'annullamento della decisione impugnata che della disdetta con conseguente riconoscimento di un'indennit� pari a sei stipendi mensili. In via ancora pi� subordinata � stato chiesto l'annullamento della decisione, con retrocessione degli atti per istruzione e nuova decisione. Dei motivi si dir�, se necessario, nei considerandi di diritto.
Oggetto del contendere � il corretto scioglimento del rapporto di lavoro concluso tra A._________ e il DDPS il 9 agosto 2008, segnatamente il diritto alla reintegrazione nella funzione precedentemente svolta oppure ad un risarcimento danni.
Secondo l'art. 82 lett. a LTF il Tribunale federale giudica i ricorsi contro le decisioni pronunciate in cause di diritto pubblico. Per l'art. 83 lett. g LTF il ricorso � inammissibile tra l'altro contro le decisioni in materia di rapporti di lavoro di diritto pubblico, in quanto concernano una controversia non patrimoniale, ma non la parit� dei sessi.
Al riguardo il Tribunale federale ha gi� decretato che, malgrado l'insorgente non avesse postulato il versamento di una somma di denaro, bens� soltanto la reintegrazione nella funzione precedentemente esercitata, la pretesa perseguiva, seppure parzialmente, un fine economico e nella misura in cui l'oggetto litigioso poteva essere valutato in denaro, andava considerato di natura pecuniaria (sentenza 1C_116/2007 del 24 settembre 2007 consid. 2 e dottrina citata; cfr. anche sentenze 8C_411/2009 del 6 novembre 2009, 8C_322/2009 del 9 settembre 2009 e 8C_169/2009 del 28 luglio 2009 consid. 1.1).
Da questo punto di vista il ricorso in materia di diritto pubblico � ricevibile, a maggior ragione per il fatto che l'interessato ha postulato anche il versamento di un importo in denaro a titolo di risarcimento danni.
1.2.1 Per l'art. 85 cpv. 1 lett. b LTF in materia patrimoniale il ricorso � inammissibile nel campo dei rapporti di lavoro di diritto pubblico, se il valore litigioso � inferiore a 15'000 franchi. L'art. 51 cpv. 2 LTF precisa che se nelle conclusioni non � chiesto il pagamento di una somma di denaro determinata, il Tribunale federale stabilisce il valore litigioso secondo il suo apprezzamento. Le rendite e prestazioni periodiche hanno il valore del capitale che rappresentano. Se la loro durata � incerta o illimitata, � considerato valore del capitale l'importo annuo della rendita o della prestazione moltiplicato per venti o, se si tratta di rendite vitalizie, il valore attuale del capitale corrispondente alla rendita (cpv. 4).
1.2.2 In concreto il ricorso � ammissibile sia in via principale che in via subordinata. Il salario annuo dell'assicurato era stato infatti fissato in fr. 81'905.-, tredicesima inclusa, corrispondente a fr. 6'300 mensili. Sia tenuto conto della richiesta di reintegrazione (dal 1� gennaio al 31 maggio 2009, data della scadenza del contratto) che della richiesta di indennizzo pari a sei mensilit�, il valore litigioso � raggiunto.
Il ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 LTF) pu� essere presentato per violazione del diritto, conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF. Pur applicando d'ufficio il diritto (art. 106 cpv. 1 LTF), tenuto conto dell'esigenza di motivazione posta dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF - che se disattesa pu� anche comportare l'inammissibilit� del gravame (art. 108 cpv. 1 lett. b LTF) -, il Tribunale federale esamina solamente le censure sollevate (DTF 133 III 545 consid. 2.2 pag. 550), mentre non � tenuto a vagliare, come lo farebbe un'autorit� di prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono, se quest'ultime non sono presentate in sede federale (DTF 133 II 249 consid. 1.4.1 pag. 254).
3.1 Il ricorrente fa valere in via preliminare la violazione del diritto di essere sentito, sostenendo, da un lato, che la decisione amministrativa non sarebbe sufficientemente motivata, mentre dall'altro che le istanze precedenti, ai fini di appurare l'entit� dei rapporti di lavoro conclusi con il DDPS, in particolare tra il 2004 e il 2008, non avrebbero assunto le prove richieste, consistenti nell'intero incarto relativo alla sua vita militare.
3.2 Dal canto suo il Tribunale amministrativo federale, dopo aver accertato che l'amministrazione non aveva violato le norme sull'assunzione delle prove, ha respinto la richiesta anche in sede giudiziaria, in quanto il ricorrente non avrebbe invocato di aver lavorato pi� frequentemente di quanto esposto e comprovato dai contratti di lavoro da lui prodotti, limitandosi ad affermare che i rapporti di lavoro avrebbero potuto essere pi� numerosi, viste le lacune riscontrate nella lista prodotta dall'amministrazione. Al riguardo il Tribunale di prime cure ha ritenuto in particolare sorprendente che il ricorrente non ricordi i rapporti di lavoro conclusi tra il 2004 e il 2008, malgrado sia stato in grado di produrre numerosi contratti. A suo dire infine neppure lo scritto del colonnello T.________ del 25 giugno 2008 dimostrerebbe l'esistenza di altri rapporti di lavoro, atteso che � incontestato che tra il 2004 e il 2008 egli ha lavorato per l'esercito.
3.3.2 Secondo l'art. 12 PA l'autorit� accerta d'ufficio i fatti. Per l'art. 13 cpv. 1 PA inoltre le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti, tra l' altro, in un procedimento da esse proposto (lett. a; DTF 130 II 449 consid. 6.6.1 pag. 464; si confronti in proposito anche Krauskopf/Emmenegger, Praxiskommentar zum Bundesgesetz �ber das Verwaltungsverfahren, 2009, n. 54 ad art. 12, secondo cui le parti sono obbligate a collaborare secondo il principio della buona fede di cui all'art. 5 cpv. 3 Cost.).
4.1 Dai fatti accertati nel giudizio impugnato, vincolanti per questa Corte, risulta che la lista prodotta dall'amministrazione riguardante i rapporti di lavoro conclusi da A._________ con il DDPS era incompleta. Pur dimostrato � tuttavia che, accertata la carenza, in sede giudiziaria il ricorrente � stato perfettamente in grado di produrre ben undici contratti di lavoro - nove conclusi a tempo determinato e due mandati brevi ("Kleinauftr�ge") - tra cui anche quelli perfezionatisi tra il 2004 (un contratto di lavoro a tempo determinato per un anno intero) e il 2008 (tre mandati brevi).
Non si pu� inoltre negare che, avendo il ricorrente concluso numerosi contratti di durata determinata (a suo dire almeno tredici da luglio 1998 a novembre 2008, alcuni definiti "Kleinauftr�ge" per importi massimi di fr. 10'000.- e durata di circa due mesi l'uno, di cui dodici prodotti agli atti), � senz'altro possibile che qualche esemplare gli sia sfuggito.
Del tutto improbabile � per contro che non sia stato in grado di reperirne un numero rilevante, rispettivamente che abbia dimenticato di aver lavorato per un lasso di tempo incisivo tra il 2004 e il 2008, considerato che � stato in grado di produrre ben dodici contratti e che un semplice controllo presso gli organi dell'AVS avrebbe permesso di definire precisamente gli eventuali periodi mancanti.
Del tutto inverosimile � altres� il fatto che qualche mandato breve gli avrebbe permesso di raggiungere il periodo necessario per tramutare il rapporto di lavoro in un contratto di durata indeterminata. Per adempiere il termine di cinque anni consecutivi previsto dall'art. 9 cpv. 2 LPers - secondo il Tribunale amministrativo federale dal 17 novembre 2003 al 17 novembre 2008 -, vi � carenza di un lasso di tempo assai lungo, pari a due anni e nove mesi consecutivi. Dai contratti prodotti agli atti emerge infatti che l'interessato, nel lasso di tempo indicato, ha lavorato dal 17 novembre al 31 dicembre 2003, dal 1� aprile al 31 dicembre 2004, dal 1� ottobre al 30 novembre 2007, dal 1� dicembre 2007 al 20 gennaio 2008, dal 21 gennaio al 20 marzo 2008 e dal 1� agosto al 17 novembre 2008. Nel 2005, 2006 e per nove mesi nel 2007 non risulta invece alcun contratto.
Infine va precisato che lo scritto prodotto in sede precedente sub doc. J, consistente in una lettera di raccomandazione del comandante in carica presso i granatieri dal 2004 al 2007, colonnello T._______, indica la possibilit� che esistano contratti conclusi tra il 2004 e il 2007, ma non prova in alcun modo che esistano ulteriori contratti, segnatamente distinti da quelli, citati, gi� versati agli atti dallo stesso ricorrente e riguardanti il medesimo periodo.
Poich�, quindi, in concreto non vi � alcuna violazione del diritto di essere sentito, la censura va respinta.
4.2 Neppure la censura riguardante un'eventuale motivazione insufficiente della decisione del DDPS va tutelata. Malgrado infatti il DDPS si sia fondato sull'estratto dedotto dal sistema di gestione del personale BVplus, senza verificarne la completezza, il ricorrente � stato posto nelle condizioni di comprendere le ragioni poste a fondamento del provvedimento, di rendersi conto della sua portata e di impugnarlo con cognizione di causa.
Nel merito il ricorrente sostiene che applicare alla disdetta le disposizioni sul contratto di lavoro a tempo determinato (art. 9 cpv. 2 LPers) configura, contrariamente a quanto sostenuto dal Tribunale amministrativo federale, un chiaro abuso di diritto, in quanto vi � un'elusione delle regole sulla protezione della disdetta. Tenuto conto infatti dei numerosi contratti di lavoro (volontari e non) conclusi con l'esercito dal 1991 al 2009, il rapporto di lavoro decorrente dal 1� agosto 2008 deve essere considerato di durata indeterminata e pertanto vanno applicate le disposizioni sulla disdetta di cui all'art. 12 cpv. 6 LPers, i cui estremi non sono dati.
Pure un abuso di diritto configura, per l'insorgente, sottoporre il rapporto d'impiego ad un periodo di prova, malgrado i numerosi rapporti di lavoro gi� precedentemente conclusi tra le parti e il fatto che il DDPS abbia fissato in sole due occasioni un periodo di prova. In simili condizioni non vi era infatti alcuna necessit� di verificare la sua idoneit�.
6.1 Per l'art. 9 cpv. 1 LPers se il contratto di lavoro non � limitato nel tempo, il rapporto di lavoro � di durata indeterminata. Il secondo capoverso precisa che il rapporto di lavoro di durata determinata � concluso per cinque anni al massimo; oltre i cinque anni � considerato di durata indeterminata. I contratti di durata determinata che si succedono senza interruzione sono pure considerati di durata indeterminata dopo cinque anni. Il Consiglio federale pu� prevedere eccezioni per talune categorie professionali.
Il diritto svizzero ammette la possibilit� di concludere i cosiddetti contratti a catena ("Kettenvertr�ge"), e meglio rapporti di lavoro a tempo determinato che si susseguono tra loro, anche nell'ambito dei rapporti di lavoro di diritto pubblico (sentenza 1C_450/2007 del 26 marzo 2008 consid. 4.1 e dottrina citata; v. pure sentenza 2P.26/2007 del 28 giugno 2007).
Tuttavia, l'art. 2 cpv. 2 CC, che vieta l'abuso di diritto, si oppone alla conclusione di contratti con le citate modalit� se non vi � alcun motivo oggettivo e se lo scopo perseguito � quello di eludere le disposizioni sulla protezione della disdetta o di impedire la venuta in essere di pretese giuridiche riconducibili ad una durata minima del rapporto di lavoro (v. ad es. art. 324a, 335c, 336c, 339b CO; DLA 2001 pag. 80 [C 180/99] consid. 2c con riferimenti; Rehbinder, Commentario bernese, n. 12 all'art. 334; DTF 129 III 618 consid. 6.2 pag. 624; sentenza citata 1C_540/2007 consid. 4.1; cfr. pure sentenza 4C.155/2003 del 3 novembre 2003). In tale ipotesi i rapporti di lavoro a tempo determinato vengono trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
L'intenzione di eludere la legge pu� essere considerata comprovata quando nessun motivo ragionevole giustifica la conclusione ripetuta di contratti limitati nel tempo (Streiff/von Kaenel, Arbeitsvertrag, 6a ed. Zurigo 2006, n. 7 ad art. 334).
6.2 In concreto dai fatti accertati nel giudizio impugnato e vincolanti per questa Corte (art. 105 cpv. 2 LTF) emerge che il contratto di lavoro in esame � stato concluso il 9 agosto 2008, con scadenza il 31 maggio 2009, e quindi a tempo determinato. Come gi� indicato in precedenza, dai contratti prodotti, richiamati nel giudizio impugnato, non risultano rapporti di lavoro susseguitisi per cinque anni senza interruzione (v. consid. 4.1), fatto del resto non contestato neppure dal ricorrente.
Il testo di legge inoltre � chiaro e non d� adito a dubbi interpretativi. Alfine del riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ai sensi dell'art. 9 Lpers, i rapporti di lavoro si devono susseguire senza interruzione per cinque anni. Il fatto che siano stati conclusi numerosi contratti a tempo determinato non � pertanto rilevante. Del resto occorre far notare che per un lasso di tempo piuttosto lungo, e meglio dal 1� gennaio 2005 al 30 settembre 2007, non � stato concluso alcun contratto o perlomeno l' interessato non � stato in grado di dimostrarlo.
Eventualmente ci si potrebbe chiedere se la verifica eseguita dal Tribunale amministrativo federale in relazione all'esistenza di un contratto della durata di cinque anni consecutivi � del tutto corretta, ritenuto che il contratto di lavoro si � concluso il 31 dicembre 2008 (v. sub Fatti A.c), segnatamente la disdetta pronunciata durante il periodo di prova ha esplicato i suoi effetti a quella data. La questione non necessita tuttavia di essere risolta, poich� in ogni caso il periodo preteso dalla legge non sarebbe adempiuto neppure in questa ipotesi.
6.3 L'applicazione delle disposizioni sul contratto di lavoro a tempo determinato non configura neppure un abuso di diritto. Come gi� accennato al consid. 6.2, i contratti di lavoro si susseguono l'un l'altro solo occasionalmente. Se � vero, inoltre, che dal 7 febbraio 2000 al 31 dicembre 2004 i rapporti di lavoro sono stati conclusi ininterrottamente per quasi cinque anni, � pur vero che in seguito non risultano nuovi contratti fino al 1� ottobre 2007.
Dal tenore dei contratti risulta poi che l'interessato ha svolto attivit� lavorativa in occasione di scuole reclute e scuole per sottoufficiali, formazioni che, in base alla generale esperienza della vita, hanno luogo per uno scopo preciso, durante un lasso di tempo limitato e in un determinato periodo dell'anno. Si tratta quindi di attivit� occasionali, che implicano, proprio per lo scopo perseguito, la conclusione di rapporti di lavoro limitati nel tempo. In concreto la conclusione ripetuta di contratti di lavoro a tempo determinato � chiaramente suffragata da motivi ob-biettivi.
Ne consegue che, essendo la censura di abuso di diritto infondata, non � possibile applicare in concreto le disposizioni riguardanti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
6.4.1 Per l'art. 8 cpv. 1 LPers il rapporto di lavoro � un rapporto di diritto pubblico e nasce dalla conclusione per scritto di un contratto di lavoro. � fatto salvo l'art. 9 capoversi 3-5.
Le disposizioni d'esecuzione disciplinano il periodo di prova, che pu� essere di sei mesi al massimo. Al riguardo l'art. 27 OPers prevede che il periodo di prova � di tre mesi. In casi giustificati pu� essere prolungato di tre mesi al massimo o fissato per contratto a sei mesi al massimo (cpv. 1). Se il contratto � di durata determinata o se l'impiegato passa a un'altra unit� amministrativa ai sensi dell'art. 1, si pu� rinunciare al periodo di prova o concordarne uno pi� breve (cpv. 2).
Se la disdetta viene data durante il periodo di prova, il datore di lavoro non deve addurre uno dei motivi elencati all'art. 12 cpv. 6 lett. a-f LPers; tuttavia deve agire senza arbitrio. Egli � cio� autorizzato a disdire il rapporto di lavoro, se motivi obbiettivi lo giustificano (DTF 120 Ib 134 consid. 2a pag. 134; 108 Ib 209; N�tzli, Die Beendigung von Arbeitsverh�ltnissen im Bundespersonalrecht, Berna 2005, pag. 136 n. 222).
II divieto dell'abuso di diritto, sancito dall'art. 2 cpv. 2 CC, � un principio fondamentale dell'ordinamento giuridico svizzero, valido in tutti i campi del diritto e applicabile d'ufficio dinnanzi a tutte le istanze giudiziarie (DTF 128 III 201 consid. 1c pag. 206); esso impedisce l'utilizzazione di un istituto giuridico ai fini di realizzare scopi ad esso del tutto estranei (DTF 134 I 65 consid. 5.1 pag. 72; 128 II 145 consid. 2.2 pag. 151; sentenza 1P.596/2000 del 15 giugno 2001 consid. 3b e riferimenti, in RDAT II-2001 n. 20 pag. 82 segg.).
6.4.2 Dai fatti accertati dal Tribunale amministrativo federale, che vincolano questa Corte, emerge che il DDPS ha previsto un periodo di prova nel contratto oggetto di discussione in questa sede e altres� in occasione degli accordi intervenuti nel 2001 e nel 2002.
Se corrisponde al vero che l'interessato aveva lavorato ripetutamente per il DDPS, � pure comprovato che, in occasione delle trattative per la conclusione del nuovo contratto - che avrebbe avuto durata annuale e che prevedeva un periodo di prova di tre mesi - trasmesso all'insorgente in seguito alla candidatura da lui inoltrata, sono sorti dei contrasti in relazione alle referenze che hanno indotto la scuola bl 21 a ritirare l'offerta. Solo grazie a ulteriori trattative, un nuovo contratto ha potuto essere concluso, con effetto dal mese di agosto e con periodo di prova prolungato.
Tali incertezze in relazione alle referenze, cos� come il fatto che dopo il 2004 erano stati conclusi con l'interessato soltanto tre nuovi contratti di breve durata (circa due mesi l'uno) a partire dal novembre 2007, che non permettevano necessariamente di valutarne a fondo l'idoneit�, dopo un'assenza durata quasi tre anni, erano senz'altro atti a giustificare l'introduzione di un periodo di prova.