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Timestamp: 2020-08-03 18:52:03+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 25103 del 07/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25103 del 07/12/2016
Cassazione civile sez. trib., 07/12/2016, (ud. 14/09/2016, dep. 07/12/2016), n.25103
sul ricorso 10213-2010 proposto da:
EDILIZIA GIORGIA SRL, in persona dell’ex Liquidatore, elettivamente
domiciliata in ROMA VIA GIULIANELLO 26, presso lo studio
dell’avvocato SANDRO MARIA MUSILLI, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato GIORGIA MINOZZI giusta delega in calce;
avverso la sentenza n. 12/2009 della COMM.TRIB.REG. di ROMA,
udito per il ricorrente l’Avvocato MINOZZI che ha chiesto
udito per il controricorrente l’Avvocato DI MATTEO che ha chiesto
CORE Sergio, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.
La Edilizia Giorgia s.r.l., liquidata e cancellata dal registro delle imprese, in persona di M.G., ex liquidatore, propone ricorso per cassazione, affidato a sette motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio che aveva dichiarato inammissibile l’appello proposto dalla contribuente avverso la sentenza con la quale la Commissione tributaria provinciale di Roma aveva rigettato il ricorso proposto da M.G., quale soggetto ritenuto personalmente responsabile D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 36 del pagamento delle imposte lasciate insolute dalla società, avverso l’avviso di accertamento relativo ad IRPEG ed ILOR per l’anno di imposta 1974.
La C.T.R. perveniva alla declaratoria di inammissibilità del gravame rilevando che l’appellante non aveva provato di aver depositato copia dell’atto di appello presso la segretaria della commissione.
Preliminarmente deve essere delibata l’eccezione di inammissibilità del ricorso per mancato rispetto del termine di cui all’art. 327 c.p.c. formulata dalla difesa erariale.
La sentenza impugnata è stata emessa il 17.2.2009, mentre il ricorso è stato spedito a mezzo posta l’8.4.2010 e notificato il 9.4.2010. Non risulta quindi rispettato il termine di un anno e quarantasei giorni (tenuto conto del periodo feriale), termine che scadeva il 6.4.2010 (considerando le festività).
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 1.500,00, oltre spese prenotate a debito.