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Timestamp: 2020-08-15 00:03:24+00:00
Document Index: 74448395

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 20', 'art. 41', 'sentenza ', 'art. 325', 'sentenza ', 'art. 325']

Sentenza Cassazione Civile n. 8712 del 04/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8712 del 04/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 04/04/2017, (ud. 19/01/2017, dep.04/04/2017), n. 8712
sul ricorso 9540-2011 proposto da:
VIALE GIUSEPPE MAZZINI 55, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO
SINESIO, rappresentato e difeso dall’avvocato GAETANO CAPONNETTO,
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato ANDREA ROSSI,
avverso la sentenza n. 509/2010 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
depositata il 13/04/2010 R.G.N. 1221/2007;
udito l’Avvocato CRIPPA LETIZIA per delega Avvocato ROSSI ANDREA.
Il 27/12/2001, Bo.Gi., dipendente di B.G., subì un infortunio mentre era intento a svolgere lavori di sopraelevazione di un edificio di proprietà del B..
Su ricorso dell’Inail, proposto ai sensi del D.P.R. n. 1124 del 1965, artt. 10 e 11 il Tribunale di Agrigento condannò il datore di lavoro al pagamento delle somme corrisposte dall’Istituto assicurativo al lavoratore infortunato, oltre interessi e rivalutazione monetaria.
Il B. propose appello e la Corte d’appello di Palermo ha rigettato l’impugnazione, confermando il giudizio del tribunale secondo cui l’infortunio si era verificato per la mancanza di opportune misure antinfortunistiche e non era ravvisabile alcuna condotta abnorme dell’infortunato.
Contro la sentenza, il B. propone ricorso per cassazione sostenuto da due motivi, cui resiste l’Inail con controricorso, depositando anche memoria.
Il primo motivo di ricorso ha ad oggetto la violazione la falsa applicazione del D.P.R. n. 1124 del 1965, artt. 10 e 11.
Il secondo motivo riguarda la violazione e la falsa applicazione del D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 20 nonchè degli artt. 1227, 2055, 1299 c.c., e art. 41 c.p.. Nel suo controricorso l’Inail eccepisce l’inammissibilità per tardività del ricorso per cassazione rilevando che la sentenza della Corte d’appello era stata, su suo impulso, notificata in data 2 luglio 2010 al procuratore del B. costituito nel giudizio di appello e nel domicilio eletto. Il ricorso per cassazione notificato solo in data 29 marzo 2011 era pertanto da ritenersi tardivo essendo ormai decorso il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 325 c.p.c., comma 2.
L’eccezione è fondata. In calce alla sentenza della corte d’appello, depositata dal controricorrente, risulta che il provvedimento è stato notificato ad istanza dell’Inail al procuratore di B., nel domicilio eletto presso l’avvocato (OMISSIS). Dalla relazione di notificazione risulta altresì che l’atto è stato ricevuto da un addetto all’ufficio.
Il ricorso per cassazione, notificato il 29 marzo 2011, è senz’altro tardivo, essendo ormai decorso il termine previsto dall’art. 325 c.p.c.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio, in complessivi Euro 2.700, di cui Euro 200 per esborsi, oltre al 15% di spese generali e altri accessori di legge.