Source: https://www.ambientediritto.it/giurisprudenza/corte-di-cassazione-civile-sez-5-12-09-2019-ordinanza-n-22767/
Timestamp: 2019-10-20 11:36:11+00:00
Document Index: 97049450

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 59', 'art. 70', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 59', 'art. 59', 'art. 54', 'sentenza ']

CORTE DI CASSAZIONE CIVILE Sez. 5°, 12/09/2019, Ordinanza n.22767 - AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto processuale civile, Pubblica amministrazione, Rifiuti Numero: 22767 | Data di udienza: 19 Giugno 2019
Numero: 22767
Presidente: DI IASI
Estensore: CROLLA
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE Sez. 5°, 12/09/2019 (Ud. 19/06/2019), Ordinanza n.22767
RIFIUTI – Raccolta rifiuti non svolta o svolto in grave violazione – Riduzione della Tarsu – PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Effettiva erogazione del servizio di raccolta rifiuti – Diritto alla riduzione – Onere probatorio grava sul contribuente – Art. 59, D.Lgs. n. 507/1993.
Il diritto alla riduzione presuppone l’accertamento specifico (mirato sul periodo, sulla zona di ubicazione dell’immobile sulla tipologia dei rifiuti conferiti e, in generale, su ogni altro elemento utile a verificare la ricorrenza in concreto della richiesta riduzione) della effettiva erogazione del servizio di raccolta rifiuti in grave difformità dalle previsioni legislative e regolamentari, il cui onere probatorio grava sul contribuente che invoca la riduzione, il quale deve dimostrare il presupposto della riduzione della Tarsu ai sensi del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 59, comma 4; che consiste nel fatto obiettivo che il servizio di raccolta, istituito ed attivato: – non sia svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione o di esercizio dell’attività dell’utente; – ovvero, vi sia svolto in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze e capacita dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, in modo che l’utente possa usufruire agevolmente del servizio stesso, pur nella notorietà del grave e perdurante disservizio nella raccolta e conferimento dei rifiuti che ha colpito una determinata città (Cass.3265/2019).
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Tasse e servizi – Regolamento comunale che escluda o limiti il diritto alla riduzione Tarsu e D.Lgs. n. 507 del 1993 – Disapplicazione per contrasto con la disciplina primaria Mancata raccolta dei rifiuti – Responsabilità dell’amministrazione comunale – Grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana – Poteri della CTR.
Il presupposto della riduzione della Tarsu ai sensi del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 59, comma 4, non richiede che il grave e non temporaneo disservizio sia imputabile a responsabilità dell’amministrazione comunale o comunque a causa che, rientrando nella sua sfera di controllo ed organizzazione, sia da questa prevedibile o prevenibile; tale presupposto si identifica invece nel fatto obiettivo che il servizio di raccolta, istituito ed attivato: – non sia svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione o di esercizio dell’attività dell’utente; – ovvero, vi sia svolto in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, in modo che l’utente possa usufruire agevolmente del servizio stesso; b. va disapplicato, per contrasto con la disciplina primaria di cui al D.Lgs. n. 507 del 1993, il regolamento comunale che escluda o limiti il diritto alla riduzione Tarsu, subordinandone il riconoscimento ad elementi – quale quello della responsabilità dell’amministrazione comunale ovvero della prevedibilità o prevenibilità delle cause del disservizio (Cass. 22531/2017).Pertanto, la CTR sulla scorta dell’accertata interruzione del servizio di smaltimento deve operare la riduzione senza indagare « di chi fosse la colpa del disservizio ».
DIRITTO PROCESSUALE CIVILE – Fatti costituenti fonte dell’obbligazione tributaria – Onere della prova spetta all’amministrazione – Esenzioni o riduzioni tariffarie – Onere della prova spetta all’interessato – Obbligo della denuncia – GIURISPRUDENZA.
L’onere della prova dei fatti costituenti fonte dell’obbligazione tributaria spetta all’amministrazione, per quanto attiene alla quantificazione della tassa, mentre l’onere di provare eventuali esenzioni o riduzioni tariffarie è posto a carico dell’interessato (oltre all’obbligo della denuncia, D.Lgs. n. 507 del 1993, ex art. 70) (Cass. nn. 4766 e 17703 /2004, 1759/2009, 775/2011, 1635/2015, 10787/2016, 21250/2017 e 13395/ 2018).
(conferma sentenza n. 1302/2016 – COMM.TRIB.REG. di NAPOLI, dep. 12/02/2016) Pres. DI IASI, Rel. CROLLA, Ric. COMUNE NAPOLI contro HOTEL BRITANNIQUE SRL
sul ricorso 20692-2016 proposto da: COMUNE NAPOLI , elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FRANCESCO DENZA 50-A, presso lo studio dell’avvocato NICOLA LAURENTI, rappresentato e difeso dall’avvocato FABIO MARIA FERRARI;
1. La soc. Hotel Britannique srl proponeva ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli avverso la cartella di pagamento, notificata in data 25.1.2012, con la quale veniva richiesto dal Comune di Napoli il pagamento di C 47.216 a titolo di tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani per l’anno 2010 relativamente al compendio immobiliare ove si svolge l’attività alberghiera sito in Napoli Corso Vittorio Emanuele nr.133.
5. Avverso la sentenza della CTR il Comune di Napoli ha proposto ricorso per Cassazione affidandosi a tre motivi.
La soc. Hotel Britannique srl si è costituita depositando controricorso.
3.1 L’art 59 comma 4 d.lvo 507/93 stabilisce che: «se il servizio di raccolta, sebbene istituito e attivato, non si è svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione ovvero di esercizio dell’attività dell’utente o è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento di cui al primo comma, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, da stabilire in modo che l’utente possa usufruire agevolmente del servizio di raccolta, il tributo è dovuto nella misura ridotta di cui al secondo periodo del comma 2» (cioè in misura non superiore al 40% della tariffa). Il sesto comma della medesima disposizione prescrive che: «l’interruzione temporanea del servizio di raccolta per motivi sindacali o, per imprevedibili impedimenti organizzativi non comporta esonero o riduzione del tributo. Qualora tuttavia il mancato svolgimento del servizio si protragga, determinando una situazione riconosciuta dalla competente autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente secondo le norme e le prescrizioni sanitarie nazionali, l’utente può provvedere a proprie spese con diritto allo sgravio o restituzione, in base a domanda documentata, di una quota della tassa corrispondente al periodo di interruzione, fermo restando il disposto del comma 4».
3.4 Una volta provato da parte del contribuente che il servizio di smaltimento non è stato reso dal Comune non rilevano le situazioni di imprevedibilità o non imputabilità all’ente territoriale del disservizio .Secondo quanto affermato da questa Corte in una pronuncia resa tra le stesse parti per una diversa annualità « il presupposto della riduzione della Tarsu ai sensi del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 59, comma 4, non richiede che il grave e non temporaneo disservizio sia imputabile a responsabilità dell’amministrazione comunale o comunque a causa che, rientrando nella sua sfera di controllo ed organizzazione, sia da questa prevedibile o prevenibile; tale presupposto si identifica invece nel fatto obiettivo che il servizio di raccolta, istituito ed attivato: – non sia svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione o di esercizio dell’attività dell’utente; – ovvero, vi sia svolto in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, in modo che l’utente possa usufruire agevolmente del servizio stesso; b. va disapplicato, per contrasto con la disciplina primaria di cui al D.Lgs. n. 507 del 1993, il regolamento comunale che escluda o limiti il diritto alla riduzione Tarsu, subordinandone il riconoscimento ad elementi – quale quello della responsabilità dell’amministrazione comunale ovvero della prevedibilità o prevenibilità delle cause del disservizio» ( cfr. Cass. 22531/2017).
3.5 La CTR sulla scorta dell’accertata interruzione del servizio di smaltimento ha correttamente operato la riduzione senza indagare « di chi fosse la colpa del disservizio ».
4.1 Ai sensi dell’ad 348 ter cpc IV e V comma cpc , applicabile a norma dell’art. 54 comma 2 d.I.83/2012 al caso concreto, in quanto il giudizio di appello è stato introdotto dopo 1’11.09.2012, « Quando l’inammissibilità è fondata sulle stesse ragioni, inerenti alla questione di fatto, poste a base della decisione impugnata, il ricorso per Cassazione di cui al comma precedente può essere proposto esclusivamente per i motivi di cui ai nr. 1),2),3) e 4) del primo comma dell’ad 360. La disposizione di cui al quarto comma si applica , fuori dai casi di cui all’ad 348 bis, secondo comma , lettera a) anche al ricorso per cassazione avverso la sentenza d’appello che conferma la decisione di primo grado.»
4.2 Nella fattispecie in esame in punto di riduzione del tributo entrambi i giudizi hanno concluso per l’accoglimento del motivo non vi è prova che la «doppia conforme» si fondi su differenti ragioni di fatto poste a base delle decisioni di primo e secondo grado.