Source: http://www.studiodestasio.it/news/37-la-pratica-forense-presso-lo-studio-legale-de-stasio.html
Timestamp: 2018-11-14 08:34:42+00:00
Document Index: 139498726

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 7']

La pratica Forense presso lo Studio Legale De Stasio - De Stasio - Studio Legale
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- Regolamento della Pratica Forense -
Approvato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Grosseto
nella seduta del 24 maggio 2006
Registro Speciale dei Praticanti Avvocati
Presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Grosseto è tenuto il Registro Speciale dei Praticanti, con l’annesso elenco degli abilitati al patrocinio, previsto dall’art. 4 l. 1578/33. Le norme che regolano detto Registro sono quelle previste dagli artt. 17-22 R.D.L. 1578 del 27/11/1933, dagli artt. 1-4 R.D. n. 37 del 22/01/1934 ed integrate dalle disposizioni emanate nel D.P.R. 10/04/1990 n. 101.
Rapporto fra Avvocato e Praticante ai fini della pratica
- Ogni Avvocato iscritto all’Albo da almeno due anni, può tenere presso il suo studio, per lo svolgimento dell’intero periodo della pratica forense, un numero massimo di due praticanti avvocati garantendogli una sistemazione decorosa, curandone l’istruzione, la preparazione professionale e deontologica, con facoltà di deroga di tale numero massimo che il Consiglio dell’Ordine potrà concedere, dietro richiesta scritta e motivata dell’Avvocato da presentarsi all’atto della domanda di iscrizione dei praticanti avvocati eccedenti detto numero; il titolare dello studio in cui il praticante avvocato è ammesso è il primo responsabile e garante della effettività della pratica e della veridicità delle annotazioni apposte sul libretto, di talché eventuali sue dichiarazioni non veritiere possono configurare illeciti disciplinari.
- Il praticante che durante il biennio intende trasferirsi presso uno studio diverso da quello dichiarato al momento del deposito della domanda, deve tempestivamente comunicarlo al Consiglio dell’Ordine depositando, contestualmente, una dichiarazione sottoscritta dal nuovo Avvocato che comprovi il trasferimento.
- Mancando la comunicazione al Consiglio dell’Ordine, il periodo di pratica svolto presso uno studio diverso da quello originariamente comunicato non viene riconosciuto efficace ai fini del compimento della pratica medesima.
- La pratica deve essere il più possibile multisettoriale e multidisciplinare; a tal fine, il Dominus può espressamente delegare per iscritto altri Colleghi anche appartenenti d altri Ordini del Distretto, per consentire la preparazione e l’assistenza del praticante avvocato ad atti e processi non suoi, dandone tempestiva comunicazione al Consiglio dell’Ordine di appartenenza. In tal caso, l’attività del praticante deve essere certificata al Consiglio dell’Ordine con una dichiarazione scritta del Collega delegato dal Dominus.
Presso ogni Consiglio dell’Ordine deve essere istituita una Commissione addetta al controllo della pratica, composta da un numero variabile, ma non inferiore a tre, di Avvocati di cui almeno uno Consigliere dell’Ordine con funzioni di coordinatore.
La Commissione ha il compito di vigilare sulla effettività della pratica attraverso il controllo dei libretti e n. 3 colloqui obbligatori con i praticanti così distribuiti:
1° Colloquio: entro mesi 2 dall'iscrizione al Registro, il praticante sarà convocato dalla Commissione addetta al controllo della pratica insieme all'Avvocato presso il quale effettua il tirocinio, siccome stabilito dal successivo art. 7; il colloquio avrà carattere informativo e illustrativo.
2° Colloquio: al termine del primo anno di pratica, indipendentemente dalla richiesta di rilascio del certificato di abilitazione, il praticante sarà convocato dalla Commissione addetta al controllo della pratica, siccome stabilito dal successivo art. 7; il colloquio ha lo scopo di verificare sia lo svolgimento della pratica, mediante domande sull'attività svolta in studio e/o alle udienze alle quali ha partecipato, nonché sulle relazioni presentate, sia la conoscenza della pratica e le norme deontologiche.
3° Colloquio: allo scadere del primo anno di tirocinio e nel termine del sessennio successivo, il praticante che chiede il rilascio del certificato di abilitazione a tal fine dichiarando, sotto la propria responsabilità, di non trovarsi in alcuno dei casi di incompatibilità di cui all’art. 3 R.D.L. 27/11/1933 n. 1578 giacché l’esercizio della professione in condizioni di incompatibilità costituisce infrazione disciplinare e provvedendo agli ulteriori incombenti di cui al successivo art. 7, dovrà sostenere un colloquio avanti alla Commissione addetta al controllo della pratica vertente sull’attività svolta sia in studio che in udienza, sulla deontologia, sull’Ordinamento Forense e su quant’altro utile a verificare l’effettività della pratica svolta, anche mediante domande sulle attività cd. collaterali (attività di Cancelleria, Ufficio del Registro, Agenzia del Territorio ecc.); la Commissione provvede a redigere un sommario verbale del colloquio contenente le domande e, per sintesi, le risposte rese dal praticante, nonché un giudizio sintetico sull’esito del colloquio medesimo.
Il praticante può chiedere di cumulare il secondo e il terzo colloquio solo allorquando chieda il rilascio del certificato di abilitazione al termine del primo anno di pratica: laddove, viceversa, non chieda il rilascio dell'abilitazione al termine del primo anno di tirocinio, il praticante dovrà sostenere sia il secondo che il terzo colloquio.
Alla domanda di ammissione al patrocinio, anche se presentata successivamente all’attestazione del primo anno di pratica, conseguirà, dunque, quale condizione essenziale per l’accoglimento della stessa, l’audizione del richiedente presso la Commissione addetta al controllo della pratica.
L’audizione dei praticanti che hanno dichiarato di sostituire il primo anno di pratica con la frequenza producendo la relativa attestazione alla Scuola di specializzazione per le Professioni Legali (o equipollenti) legalmente riconosciute, avverrà a seguito della presentazione della domanda per il rilascio del certificato di compiuta pratica.
A seguito del colloquio sostenuto dai praticanti al fine di ottenere l’abilitazione al patrocinio, la Commissione propone al Consiglio la concessione o il rifiuto del certificato di abilitazione; in tale ultimo caso, e cioè in caso di esito negativo del colloquio per l’abilitazione, la Commissione comunica al praticante che ha facoltà di sostenere nuovamente il colloquio medesimo non prima di un periodo determinato dal Consiglio di volta in volta, tenendo conto delle carenze evidenziate dal candidato.
Sostituzione di periodi di pratica mediante la frequenza a Scuole di formazione o di specializzazione o frequenza di studi di avvocati comunitari e non
- Agli adempimenti previsti dai successivi capi, sono tenuti anche i praticanti i quali, ai sensi dell’art. 8 D.P.R. n. 101/90, svolgono la pratica al di fuori dello studio di un avvocato, con le differenze previste dall'art. 7; essi dovranno, inoltre, autocertificare al termine dell’anno di tirocinio in proprio, un numero di nuovi procedimenti trattati nell’anno medesimo come previsto dall’art. 8, lett. c) del citato D.P.R.. La mancanza di tale autocertificazione, ovvero l’insufficiente numero di nuovi procedimenti, comportano l’inefficacia dell’intero anno ai fini del rilascio del certificato di compiuta pratica.
- Con riferimento al periodo di pratica previsto dall’art. 17 R.D.L. 1578/33, dall’art. 2 della l. 24/7/1985 n. 406, nonché della circolare del C.N.F. n. 30-B/2003 del 24/10/2003, i praticanti iscritti alle Scuole di Specializzazione per le Professioni Legali (o equipollenti), riconosciute ai sensi del D.M. 21/12/1999 n. 537, che vogliano essere esonerati dalla frequenza alle udienze e dello studio legale per il periodo di anni uno (D.M. 11/02/2001 n. 475), devono dichiarare al Consiglio dell’Ordine il periodo per il quale intendono avvalersi di detto esonero. Tale dichiarazione deve essere presentata all’inizio del periodo annuale che si intende sostituire, contestualmente alla domanda di iscrizione al Registro Speciale, o alla domanda di rilascio di attestazione del primo anno di pratica. Il Consiglio verificherà, al momento del rilascio del certificato di compiuta pratica, come condizione essenziale per l’efficacia di tale sostituzione, sia del primo che del secondo anno, il rilascio del diploma di specializzazione (o equipollente).
Tale adempimento non sostituisce l’obbligo di iscrizione al Registro dei Praticanti che, ai fini del rilascio del certificato di compiuta pratica, deve essere di durata non inferiore a due anni, salvo casi specifici e documentati.
In deroga a quanto sopra stabilito, coloro i quali si iscriveranno nel Registro dei praticanti dopo avere conseguito il diploma di specializzazione, dovranno svolgere soltanto un anno intero di pratica forense.
- La pratica svolta presso studi di avvocati comunitari e non, è validamente riconosciuta per un periodo non superiore ad un anno alle seguenti condizioni:
a) che nel corso di ogni semestre il praticante assista ad almeno n. 20 udienze prescritte dal D.P.R. 101/90 presso le autorità giudiziarie locali;
b) che in ogni caso l’avvocato italiano mantenga il controllo sulla pratica e la stessa, all’estero, si svolga presso uno studio di un avvocato colà iscritto e che eserciti effettivamente la libera professione;
c) che vengano preventivamente rilasciate dichiarazioni dall’avvocato italiano e da quello straniero sull’effettività della frequenza dello studio da parte del praticante e che al termine del periodo indicato venga depositata una relazione controfirmata dai due legali, italiano e straniero, che hanno sovrinteso alla pratica in detto periodo, attestante il suo regolare svolgimento.
Condizioni e modalità per l’iscrizione nel Registro Speciale dei praticanti Avvocati
E’ consentita l’iscrizione al Registro Speciale esclusivamente al laureato in Giurisprudenza, ossia colui il quale ha conseguito il diploma di laurea al termine di un corso di durata non inferiore ad anni quattro secondo quanto previsto dall’ordinamento pre-vigente, ovvero al laureato con Laurea Specialistica in Giurisprudenza (Classe 22/S) o Laurea Magistrale, ossia colui il quale ha conseguito il titolo di secondo livello al termine di un corso di durata non inferiore ad anni cinque (tre più due) secondo quanto previsto dal nuovo ordinamento.
Non è consentita l’iscrizione al Registro Speciale al laureato in Scienze Giuridiche (Classe 31), ossia a colui il quale ha conseguito il titolo di primo livello all’esito di un corso di durata non inferiore ad anni tre.
L’iscrizione viene deliberata dal Consiglio dell’Ordine previa presentazione ed esame della domanda dell’aspirante praticante, compilata su apposito modulo predisposto dal Consiglio dell’Ordine, ai sensi dell’art. 8 R.D.L. n. 1578/33, come sostituito dall’art. 1 l. n. 406/85, modificato dall’art. 10 l. n. 242/88.
Ai fini della iscrizione nel Registro è necessario il possesso dei seguenti requisiti:
a) Laurea in Giurisprudenza o Laurea Specialistica in Giurisprudenza o Laurea Magistrale, come meglio specificato al precedente punto, conseguita presso una Università Italiana, ovvero titolo equivalente e riconosciuto, anche se conseguito all’estero;
b) Residenza o domicilio in uno dei Comuni in cui è suddivisa la circoscrizione del Tribunale; il domicilio professionale deve coincidere con quello dello studio dell’avvocato ove l’aspirante intende fare pratica; è tuttavia consentito al praticante che abbia la residenza in uno dei Comuni della circoscrizione chiedere al Consiglio dell’Ordine di essere autorizzato ad effettuare la pratica presso l’Ufficio Distrettuale dell’Avvocatura di Stato o analogo Ufficio: in tal caso, il praticante dovrà depositare, unitamente alla documentazione obbligatoria, la dichiarazione, su carta intestata, del Responsabile dell’Ufficio che attesti l’inizio della frequenza, fermo restando quanto stabilito all’Art. 2, ultimo comma.
Il Praticante Avvocato deve comunque presentare i documenti previsti dalla normativa di settore.
Gli aspiranti praticanti appartenenti ad altri Stati membri dell’Unione Europea dovranno possedere i medesimi requisiti richiesti per i cittadini italiani.
Per gli appartenenti a Paesi extracomunitari è necessario anche il permesso di soggiorno secondo quanto previsto dall’art. 47 D.P.R. 31/08/1999 n. 394.
Giusta parere n. 46 in data 27/04/2005 del Consiglio Nazionale Forense, “a norma dell’art. 47 D.P.R. 31/08/1999 n. 394, l’espletamento degli esami di abilitazione all’esercizio professionale da parte di “stranieri” in possesso di specifici visti di ingresso e permessi di soggiorno che abbiano conseguito il diploma di laurea presso una università italiana, e la conseguente iscrizione negli albi professionale sono formalità consentite “indipendentemente” dal possesso della cittadinanza italiana” (Parere a seguito di richiesta del C.d.O. Arezzo).
All’aspirante la cui istanza sia stata accolta dal Consiglio viene consegnato, a cura della Segreteria, il libretto della pratica nonché una copia del Codice Deontologico e del presente Regolamento della Pratica.
Le modalità di iscrizione sono disciplinate dalla legge professionale; la Segreteria consegnerà all'aspirante copia dell'elenco dei documenti necessari per chiedere l'iscrizione nel Registro.
All’esito del periodo di pratica e dopo i controlli del Consiglio sulla veridicità delle dichiarazioni rese dal praticante, anche mediante la convocazione e l’audizione dell’Avvocato presso il cui studio ha svolto la pratica, viene rilasciato il certificato di compiuta pratica.
Permanenza del praticante nel Registro Speciale; durata della abilitazione al patrocinio; trasferimento del praticante; interruzione della pratica
- Il praticante può rimanere iscritto nel Registro Speciale per un periodo complessivo pari ad anni sette dalla data di iscrizione.
- Al termine del primo anno di pratica, il praticante può chiedere il rilascio del certificato di abilitazione al patrocinio; il Consiglio dell’Ordine, previa verifica delle condizioni di legge e della effettività della pratica a cura della Commissione per la pratica Forense con le modalità stabilite dall'art. 7, rilascia il certificato di abilitazione al patrocinio che avrà durata massima di anni sei, fermo restando il periodo complessivo massimo di anni sette di cui al precedente capoverso.
- Decorso il periodo di cui sopra senza che abbia superato l’esame da Avvocato ovvero senza che abbia chiesto l’iscrizione all’Albo degli Avvocati, il praticante sarà dichiarato decaduto dall’abilitazione al patrocinio, previa audizione, dal Consiglio dell’Ordine di appartenenza.
- Decorso il periodo di anni sette dall’iscrizione al Registro Speciale senza che abbia superato l’esame ovvero senza che abbia chiesto l’iscrizione all’Albo degli Avvocati, il praticante, indipendentemente dalla comunicazione di decadenza dall’abilitazione di cui al precedente punto, verrà cancellato dal Registro Speciale, previa audizione, se richiesta, da parte del Consiglio dell’Ordine.
- In caso di trasferimento ad altra sede, il praticante deve richiedere il nulla osta al Consiglio dell’Ordine presso il quale è iscritto nonché la certificazione del periodo di pratica effettivamente svolto, anche se il semestre o l’anno non sono stati completati e, dopo averli ottenuti, deve inoltrare domanda di iscrizione al Consiglio dell’Ordine presso il quale intende trasferirsi, allegando il nulla osta e la certificazione; il Consiglio dell’Ordine di provenienza procederà alla cancellazione del praticante dal Registro Speciale una volta ricevuta comunicazione scritta da parte del Consiglio dell’Ordine di destinazione attestante l’avvenuta iscrizione.
- L’interruzione della pratica per periodi inferiori a sei mesi deve essere comunicata preventivamente al Consiglio e comporta il prolungamento del semestre per un periodo corrispondente alla durata dell’interruzione; l’interruzione della pratica per un periodo superiore a sei mesi comporta la cancellazione dal Registro Speciale, salva la facoltà per il Consiglio di valutare la sussistenza di gravi motivi – eventualmente addotti dal Praticante e previa audizione del medesimo.
Durata della pratica; colloquio di presentazione; attività obbligatorie durante ogni semestre; colloqui successivi anche ai fini del rilascio del certificato di abilitazione al patrocinio; finalità e riconoscimento di corsi di formazione e preparazione professionale
- Salvo quanto previsto all’art. 4, la pratica forense ha la durata di due anni decorrenti dalla data di iscrizione nel Registro Speciale dei praticanti Avvocati; nell’ambito del predetto periodo, l’attività del praticante è suddivisa in semestri.
- Lo svolgimento dell’attività di pratica nei vari semestri deve trovare riscontro nel libretto della pratica compilato a cura del praticante, vidimato dall’Avvocato (o dagli Avvocati nel caso il praticante sia stato autorizzato a svolgere la pratica anche con altri legali) e verificato dal Consiglio dell’Ordine.
- Nel termine di un mese dall’iscrizione, il praticante sarà convocato dalla Commissione addetta al controllo della pratica per un colloquio informativo ed illustrativo; a tale colloquio è obbligatoria la presenza dell’Avvocato presso il quale il praticante effettua il tirocinio.
- Durante ogni semestre, il praticante dovrà partecipare ad almeno 20 udienze, sia civili che penali, che non siano di mero rinvio; le udienze dovranno essere, ove possibile, non più di una al giorno e distribuite nell’arco del semestre, al fine di meglio documentare la continuità della pratica.
- Per quanto previsto dall’ultimo comma dell’art. 2, previa dichiarazione dell’Avvocato, che ne deve dare tempestiva comunicazione al Consiglio dell’Ordine, il praticante potrà avvalersi, per la raccolta delle firme di udienza, anche della presenza alle udienze patrocinate da altro Avvocato, anche non collega di studio del professionista presso cui svolge la pratica; con identiche modalità, il praticante potrà inoltre avvalersi, al fine di integrare le attività di studio, dell’opera di altri professionisti anche non colleghi di studio dell’Avvocato presso cui svolge il tirocinio.
- Al termine di ogni semestre, il praticante dovrà depositare presso la segreteria del Consiglio dell’Ordine il libretto della pratica contenente, oltre all’indicazione delle udienze alle quali ha partecipato, con facoltà per il Consiglio di chiedere la copia di tutti (o di parte) dei verbali di dette udienze, gli atti processuali o stragiudiziali alla cui redazione ha partecipato; prima del deposito, il libretto dovrà essere controfirmato, per attestazione della veridicità delle annotazioni in esso contenute, in calce ad ogni pagina, dall’Avvocato presso il cui studio il praticante avvocato svolge la pratica, nonché dagli eventuali ulteriori Avvocati presso i quali il praticante ha integrato la preparazione, o con i quali ha partecipato alle udienze.
- Il praticante dovrà, inoltre, redigere, al termine del primo semestre, almeno due relazioni brevi sulle questioni giuridiche di maggior interesse che ha trattato; al termine del secondo e del terzo semestre, e salvo quanto previsto per la richiesta di abilitazione al patrocinio, il praticante dovrà redigere almeno tre relazioni approfondite sulle questioni giuridiche di maggiore interesse trattate di cui una – possibilmente – riguardante un caso di deontologia studiato; al termine del quarto semestre, il praticante dovrà redigere almeno quattro relazioni sufficientemente approfondite sulle questioni giuridiche di maggiore interesse trattate di cui una, possibilmente, su un caso deontologico studiato.
- Esauriti questi adempimenti e dopo la verifica positiva da parte del Consiglio dell’Ordine, al praticante verrà restituito il libretto con la vidimazione attestante il superamento del semestre e, al termine del biennio, il certificato di compiuta pratica.
- La presentazione del libretto e della documentazione allegata, deve avvenire entro trenta giorni dal termine del relativo semestre.
- Al termine del primo anno di pratica, il praticante dovrà sostenere un colloquio obbligatorio avanti alla Commissione per il controllo della pratica, indipendentemente dalla richiesta di rilascio del certificato di abilitazione; il colloquio ha lo scopo di verificare sia l’effettivo svolgimento della pratica, mediante domande sull’attività svolta in studio e/o alle udienze alle quali ha partecipato, nonché sulle relazioni presentate, sia la conoscenza del Regolamento della pratica e le norme deontologiche.
- La partecipazione del praticante a corsi di aggiornamento, di deontologia, di preparazione all’esame, anche se non espressamente riconosciuti validi per l’eventuale sostituzione dell’anno di pratica, dovrà essere evidenziata separatamente sul libretto e, se adeguatamente documentata, sarà tenuta in considerazione ai fini del rilascio del certificato di abilitazione e di compiuta pratica.
- Il praticante può chiedere, nel termine del sessennio con decorrenza dallo scadere del primo anno di iscrizione, il rilascio del certificato di abilitazione; a tal fine deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, di non trovarsi in alcuno dei casi di incompatibilità di cui all’art. 3 R.D.L. 27/11/1933 n. 1578 giacché l’esercizio della professione in condizioni di incompatibilità costituisce infrazione disciplinare; deve inoltre depositare il libretto completo di tutte le formalità relative al semestre in corso ovvero ai semestri già vidimati, e sostenere un colloquio avanti alla Commissione addetta al controllo della pratica vertente sull’attività svolta sia in studio che in udienza, sulla deontologia, sull’Ordinamento Forense e su quant’altro utile a verificare l’effettività della pratica svolta, anche mediante domande sulle attività cd. collaterali (attività di Cancelleria, Ufficio del Registro, Agenzia del Territorio ecc.); la Commissione provvede a redigere un sommario verbale del colloquio contenente le domande e, per sintesi, le risposte rese dal praticante, nonché un giudizio sintetico sull’esito del colloquio medesimo.
- Al termine del colloquio, su proposta favorevole della Commissione, il Consiglio dell’Ordine rilascerà con propria delibera, il certificato di abilitazione al patrocinio che avrà durata non superiore a sei anni; la delibera con la quale si procede all’inserimento del praticante nell’Elenco degli Abilitati al patrocinio verrà notificata al praticante presso la residenza o presso il domicilio eletto; il praticante dovrà prestare giuramento dinanzi al Presidente del Tribunale accompagnato dal Dominus. Il giuramento è condizione per l’esercizio della professione.
- Nel caso in cui la Commissione valuti sfavorevolmente il colloquio sostenuto dal praticante, il Consiglio ne darà comunicazione scritta anche al Dominus, avvisando il praticante che avrà facoltà di sostenere nuovamente il colloquio, dopo un periodo di tempo rimesso alla discrezionalità del Consiglio in relazione alle lacune manifestate.
- E’ fatta salva la facoltà, a discrezione del Consiglio, di convocare il Dominus presso il quale il praticante svolge il tirocinio, qualora ne ravvisi la necessità anche alla luce delle verifiche già effettuate.
Attività professionale del praticante abilitato; svolgimento della pratica durante l’abilitazione: a) nello studio di un Avvocato; b) fuori dallo studio di un Avvocato
- Il praticante avvocato abilitato all’esercizio della professione può svolgere l’attività giudiziaria mediante l’assistenza e la difesa della parte assistita davanti a tutti I Giudici di Pace, ai Tribunali (e relative Sezioni Distaccate) compresi nel Distretto della Corte d’Appello di Firenze, nei limiti di competenza stabiliti dall’art. 7 l. 479/99.
- Il praticante avvocato può svolgere il periodo residuale di pratica facoltativamente presso lo studio di un Avvocato o fuori dallo studio secondo il disposto dell’art. 8 del D.P.R. 101/1990 e con le modalità previste di seguito.
a) Nel caso in cui il praticante abilitato svolga la pratica presso lo studio di un avvocato, dovrà tenere, compilare ed esibire al Consiglio il libretto, per la vidimazione semestrale, secondo le modalità previste dal capo precedente; le udienze che dovrà indicare, potranno essere anche quelle in cui ha esercitato la rappresentanza e la difesa della parte, eventualmente in sostituzione di un avvocato; non potranno essere indicate le udienze di mero rinvio;
b) nel caso in cui il praticante abilitato intenda svolgere la pratica fuori dallo studio di un avvocato, dovrà darne preventiva comunicazione al Consiglio dell’Ordine, indicando la sede del proprio studio; la mancata preventiva comunicazione comporta la perdita di efficacia del periodo di pratica già svolto; il praticante abilitato dovrà, inoltre: 1- tenere, compilare ed esibire al Consiglio il libretto, per la vidimazione semestrale, secondo le modalità previste dalgli articoli precedenti, con la differenza che le udienze che dovrà indicare, dovranno essere quelle in cui il praticante ha esercitato la rappresentanza e la difesa della parte, anche eventualmente in sostituzione di un avvocato; non potranno essere indicate le udienze di mero rinvio; 2- documentare la trattazione un numero di nuovi procedimenti trattati nell’anno medesimo - come previsto dall’art. 8, lett. c) del citato D.P.R. -, civili (di cognizione e/o d’esecuzione) e penali (come difensore di fiducia o in sostituzione di un collega); detti procedimenti potranno essere svolti davanti all’Autorità Giudiziaria secondo la previsione dell’art. 7 l. 479/99. La mancanza di tale autocertificazione, ovvero l’insufficiente numero di nuovi procedimenti, comportano l’inefficacia dell’intero anno ai fini del rilascio del certificato di compiuta pratica.
- Norme Transitorie e di attuazione -
I. Il presente Regolamento entrerà in vigore, indipendentemente dalla data della delibera di approvazione e ratifica da parte del Consiglio dell'Ordine, il 1° OTTOBRE 2006.
II. Le norme del presente Regolamento si applicano ai praticanti Avvocati iscritti successivamente al 1° OTTOBRE 2006.
III. Per i praticanti Avvocati iscritti alla data del 1° OTTOBRE 2006 si applicano le norme di settore, fatta salva per il Consiglio la facoltà di verificare l'effettivo svolgimento della pratica mediante gli strumenti previsti dal presente Regolamento.