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Timestamp: 2019-04-25 08:25:50+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 348', 'art. 348', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ']

Fiaip contro l'abusivismo nell'intermediazione immobiliare
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Approvazione al Senato dell'emendamento al disegno di legge 471
Fiaip: un passo in avanti contro l'abusivismo nell'intermediazione immobiliare
E’ stato approvato giovedì 3 aprile 2014 nell’Aula del Senato un emendamento al disegno di legge 471 (inasprimento delle sanzioni penali per l’esercizio abusivo delle professioni) con il quale viene comminata una sanzione prevista dall’art. 348 del codice penale nei confronti di chi abbia già subìto la sanzione amministrativa prevista dalla legge per l’esercizio abusivo dell’attività di mediazione. L'emendamento ha visto come primo firmatario il Senatore Maurizio Gasparri (FI-Pdl). Un successivo emendamento di pari portata è stato presentato dalla Senatrice Erika Stefani (LN-Aut).
Se il testo fosse confermato alla Camera, verrebbe, quindi, modificato l’attuale regime sanzionatorio previsto dalla L. n. 39/89 che prevede la sanzione penale solo dopo la terza recidiva.
Fiaip negli ultimi due anni ha lavorato per sensibilizzare la classe politica sul tema dell'abusivismo e in merito alla necessità di introdurre sanzioni contro gli abusivi.
L'approvazione in Senato dell'emendamento al disegno di legge 471 costituisce un successo per tutto il mercato immobiliare, a cui la Fiaip ha contribuito in maniera significativa.
Emendamenti originali
Gli emendamenti di seguito riportati, di cui il primo originariamente presentato dai Senatori Maurizio Gasparri, Franco Cardiello e Vincenzo Gibiino (FI-PdL) ed il secondo dai Senatori Erika Stefani e Massimo Bitonci (LN-Aut), prevedevano l’applicazione diretta delle sanzioni di cui all’art. 348 in sostituzione delle sanzioni amministrative attualmente vigenti, ma sono stati riformulati su richiesta del relatore, Sen. Gabriele Albertini.
Proposta di modifica n. 2.0.4 al DDL n. 471
GASPARRI, CARDIELLO, GIBIINO
1. L'articolo 8, della legge 3 febbraio 1989, n. 39, è sostituito dal seguente:
"Art. 8. - A coloro che esercitano l'attività di mediazione senza essere iscritti nel ruolo, si applicano le pene previste dall'articolo 348, primo comma, del codice penale, nonché l'articolo 2231 del codice civile. Essi sono comunque tenuti alla restituzione alle parti contraenti delle provvigioni percepite. La condanna importa la pubblicazione della sentenza nelle forme di legge"».
Proposta di modifica n. 2.0.100 al DDL n. 471
STEFANI, BITONCI
1. L'articolo 8 della legge 3 febbraio 1989, n. 39, è sostituito dal seguente:
"Art. 8. - 1. A coloro che esercitano l'attività di mediazione senza essere iscritti nel ruolo, si applicano le pene previste dall'articolo 348, primo comma, del codice penale, nonché l'articolo 2231 del codice civile. Esso sono comunque tenuti alla restituzione alle parti contraenti delle provvigioni percepite.
2. La condanna importa la pubblicazione della sentenza nelle forme di legge".»
A seguire riportiamo alcuni estratti dal resoconto del dibattito, svoltosi nell'Aula del Senato il 3 aprile 2014, in merito alla modifica dell'art. 8, comma 2, della L. n. 39/89.
Intervento a favore Sen. Gasparri (FI-PdL)
Signora Presidente, l'emendamento 2.0.4 prevede una più severa sanzione dell'abusivismo nel campo della mediazione che, soprattutto nel settore immobiliare, considerati gli ingenti valori che sono in campo nella compravendita di immobili, determina spesso effetti dannosi per i consumatori e per i cittadini.
Le sanzioni attuali per l'abusivismo sono molto blande, e questo emendamento tende ad introdurre princìpi di maggiore severità. Esso tende ad introdurre una sanzione penale nel campo dell'abusivismo e delle attività di mediazione, con particolare riferimento al mondo immobiliare, che è infestato di venditori, mediatori, persone che ritengono di svolgere questa attività che, invece, ha delle regole e deve essere svolta seguendo precise norme: adesione alle camere di commercio, iscrizione agli albi e quant'altro.
Quindi la lotta all'abusivismo in questo campo è assolutamente urgente e necessaria per garantire la professionalità degli operatori del settore immobiliare ed evitare che i cittadini, come spesso capita in questo settore, siano vittima di raggiri e di truffe che, considerati i valori in campo, sono di entità rilevante e significativa.
Pertanto mi auguro che l'emendamento 2.0.4 possa essere approvato.
Intervento a favore Sen. Stefani (LN-Aut)
Signora Presidente, volevo soltanto aggiungere, all'illustrazione fatta dal collega Gasparri riguardo l'emendamento 2.0.4, di pari portata, rispetto all'emendamento 2.0.100 a mia prima firma, la particolare importanza, a nostro avviso, che sia ricompresa nella fattispecie di cui all'articolo 348 del codice penale anche l'ipotesi in cui venga esercitata l'attività di mediazione da chi non è iscritto nel relativo ruolo. Questo perché, come abbiamo già sottolineato in sede di discussione generale, riteniamo che chi esercita una professione in base anche ad un titolo conseguito, ad un'abilitazione, ad un'iscrizione, come in questo caso anche per gli agenti immobiliari nel loro ruolo, dia una garanzia di professionalità: una garanzia, quindi, di esercitare il lavoro con una particolare diligenza e precisione.
Secondo noi, tutti i consumatori sono particolarmente interessati a che vengano rispettate anche queste norme che prevedono che ad esercitare l'attività di mediazione siano solo ed esclusivamente coloro i quali risultano iscritti, in questo caso anche al ruolo degli agenti immobiliari. Infatti questa è una garanzia che le transazioni, soprattutto perché comportano uno scambio di denaro, una parte di patrimonio importante, vengono particolarmente tutelate. Anche questo nell'ottica, che noi continuiamo a sostenere, che ovviamente il professionista che esercita la propria attività, che ha seguito un percorso, che ha fatto un investimento sulla propria attività, sulla propria professionalità, debba essere anche rispettato e non debba subire la concorrenza sleale di chi invece esercita certe professioni, come quella di cercare le mediazioni, in modo assolutamente dilettantistico, se non purtroppo anche in maniera truffaldina.
Intervento Sen. Albertini, Relatore
Sull'emendamento 2.0.4, sostanzialmente identico all'emendamento 2.0.100, il parere è favorevole qualora si accetti di sostituire il periodo dopo le parole «Art. 2-bis» con il seguente: «1. All'articolo 8, comma 2, della legge 3 febbraio 1989, n. 39, inserire la parola "già" tra le parole "siano" e "incorsi" e sopprimere le parole "per tre volte"». Se posso essere ancora più chiaro, do lettura del testo del comma 2 dell'articolo 8 come sarebbe riformulato: «A coloro che siano già incorsi nella sanzione di cui al comma 1, anche se vi sia stato pagamento con effetto liberatorio, si applicano le pene previste dall'articolo 348 del codice penale, nonché dell'articolo 2231 del codice civile».
Intervento a favore Ferri, Sottosegretario di Stato per la giustizia
Sugli emendamenti aggiuntivi il parere del Governo è conforme a quello del relatore, mentre sul 2.0.4 (testo 2), di contenuto identico all'emendamento 2.0.100, così com'è stato riformulato, il Governo esprime parere favorevole, ringraziando anzi per la riformulazione.
Le considerazioni del senatore Gasparri sono condivisibili, perché l'entità degli interessi anche sul piano patrimoniale, soprattutto nella compravendita di immobili, ha conseguenze rilevanti, quindi è giusto che si intervenga. Si è presa la scelta di punire la recidiva, che comunque è già una decisione significativa, lasciando con sanzione amministrativa il primo episodio. Si dà comunque parere favorevole, ritenendo la cosa di rilevante entità e meritevole di attenzione.
Intervento contrario Sen. Ichino (SCpI)
Signora Presidente, nell'associarmi alla richiesta del collega volta ad avere il testo dell'emendamento 2.0.4 (testo 2), osservo comunque che esso esce dell'area propria d'intervento del provvedimento in esame, per disporre un giro di vite in un campo, quello della mediazione immobiliare, estraneo al provvedimento. Vorrei attirare l'attenzione dei colleghi sul fatto che in quest'Aula siamo per la concorrenza e l'apertura dell'accesso al lavoro quando ne parliamo "all'ingrosso", poi però, "nel dettaglio", siamo sistematicamente propensi a chiudere, ritenendo che occorra "tutelare la qualità della prestazione", anche a costo di dare giri di vite nel senso dell'inaccessibilità delle singole attività produttive di beni e servizi. Questa schizofrenia dell'atteggiamento del legislatore non giova all'apertura e alla flessibilità del mercato del lavoro.
Per le professioni in cui non sono in gioco i diritti fondamentali della persona, la salute o la libertà dei cittadini, il principio generale deve essere quello della libertà di accesso, del controllo della correttezza del comportamento, e semmai della radiazione di chi non si comporta correttamente. Questa è una logica molto diversa da quella della restrizione dell'accesso allo svolgimento di un'attività.
Per questo motivo, salvo riesaminare il nuovo testo dell'emendamento, il mio Gruppo su di esso esprimerà un voto contrario.
Intervento a favore Sen. Palma (FI-PdL)
In secondo luogo, con riferimento all'intervento del senatore Ichino, mi permetto di ricordare che interveniamo sull'articolo 348 del codice penale, che sostanzialmente modula in maniera diversa l'aspetto sanzionatorio per l'esercizio abusivo di una professione, qualunque essa sia.
L'emendamento 2.0.4, a firma dei senatori Gasparri e Cardiello, e l'emendamento 2.0.100, a firma dei senatori Stefani e Bitonci, così come poi riformulati dal relatore, che ha espresso il parere positivo, sono stati ritenuti ammissibili dalla Presidenza. Infatti, nell'articolo 8 della legge n. 39 del 1989 vi è un chiaro riferimento all'esercizio abusivo della professione di mediatore immobiliare, con riferimenti specifici sia al primo, sia, principalmente, al secondo comma, quello oggetto della riformulazione, in merito all'applicazione delle normative di cui all'articolo 348 del codice penale (esercizio abusivo della professione) a chi esercita il lavoro di mediatore immobiliare senza essere iscritto all'elenco. Non vi è, quindi, un problema di ammissibilità o di disomogeneità per materia in ragione del chiaro dettato normativo di cui al richiamato articolo 8.
Nella riformulazione del relatore si è ritenuto di incidere su quell'articolo 8 per avere un atteggiamento più stringente sotto il profilo sanzionatorio; l'attuale disciplina prevede che la sanzione di cui all'articolo 348 del codice penale, nonché la disciplina accessoria di cui al codice civile, scattino solo quando il mediatore immobiliare per ben tre volte sia incorso nella sanzione amministrativa.
Si è ritenuto da parte della Commissione - da qui la riformulazione del relatore - che il numero di tre volte fosse eccessivo rispetto all'azione di mediazione immobiliare. Abbiamo perciò ritenuto di far scattare le sanzioni quando il mediatore immobiliare sia già incorso una volta nella sanzione amministrativa e, evidentemente proseguendo illecitamente nel suo lavoro di mediatore senza essere iscritto nell'apposito elenco, meriti una sanzione di natura penale nel momento in cui dovesse reiterare questi comportamenti.
Non vi è, quindi, problema di omogeneità di materia, salvo poi le decisioni che nel merito il suo Gruppo politico intenderà adottare.
Intervento vice presidente Sen. Lanzillotta
Sul punto vorrei confermare quanto ha appena sottolineato il presidente Palma, evidenziando quanto ha ritenuto di fare la Presidenza, sia nella fase di Commissione, in cui gli emendamenti in esame sono stati valutati e ritenuti ammissibili, sia in quella dell'Assemblea, in cui gli emendamenti 2.0.4 e 2.0.100 sono stati ritenuti ammissibili in quanto essi, pur ampliando l'ambito del disegno di legge all'attività di mediazione, concernono tuttavia le conseguenze sanzionatorie da riconnettersi all'esercizio di un'attività regolamentata attraverso l'istituzione di un ruolo e la previsione di appositi meccanismi di vigilanza. L'oggetto del disegno di legge è quello della sanzionabilità, e quindi l'emendamento è ammissibile.
Signor Presidente, mi permetto di intervenire perché voglio raccogliere l'osservazione del senatore Ichino, che ringrazio: su questo punto si è interrogato anche il Governo e devo dire che abbiamo superato il problema. Prendo spunto da quanto detto dal presidente Palma, che condivido. Un conto, infatti, è aprire la discussione sulle libere professioni e sulla necessità o meno di un'abilitazione: questo è un discorso certamente più generale, ma che non è all'ordine del giorno.
La ratio del disegno di legge in esame è quella di disciplinare e regolare la concorrenza. Quindi si vuole punire chi esercita una professione senza avere l'abilitazione richiesta. Quando l'emendamento in oggetto è stato presentato in Commissione - il Presidente e gli illustri componenti della Commissione lo ricorderanno meglio di me - ci siamo domandati se ai mediatori immobiliari venisse richiesta un'iscrizione. Abbiamo intrapreso questo percorso, che non è solo ragionevole, ma è opportuno dal punto di vista giuridico, chiedendoci se si tratta di una professione che richiede l'abilitazione. Abbiamo risposto positivamente a questa domanda, facendo una verifica. Abbiamo chiesto un approfondimento anche come Governo: a tal proposito ho ritrovato un appunto, nel fascicolo relativo al disegno di legge in esame, finalizzato proprio a richiedere tale verifica.
Dunque, abbiamo tratto la conclusione che l'esercizio della professione di mediatore immobiliare richiede una registrazione presso la Camera di commercio: quindi, viene fatta una verifica sui requisiti e sui titoli, proprio perché è previsto un passaggio presso la Camera di commercio. Rientra dunque nella regolazione della concorrenza - che appunto deve essere regolata - una norma che sanzioni chi esercita tale professione senza avere il titolo e l'abilitazione necessaria.
Abbiamo tratto questa conclusione e per questo motivo il Governo ha espresso un parere favorevole in proposito, perché ritiene sia giusto punire chi esercita questa professione senza avere titolo, quando un titolo è previsto per legge, tanto che c'è la registrazione presso la Camera di commercio.
Signora Presidente, a proposito di questo emendamento, vorrei chiarire, che non abbiamo fatto questione della sua inammissibilità; quindi non c'è stato alcun appunto all'operato della Presidenza. Ne facciamo solo una questione di merito, osservando che nel 2011 il Senato, come anche la Camera, ha approvato una norma che sopprimeva tutte le restrizioni all'accesso ad attività professionali e a mestieri, salvo riforma organica entro un anno della materia. Quella tendenza fondamentale all'apertura alla concorrenza esprimeva l'accoglimento da parte nostra dell'invito dell'Unione europea a ridurre i lacci che avviluppano il nostro mercato del lavoro, subordinato, ma anche quello del lavoro autonomo.
Ora, l'emendamento che siamo chiamati adesso a votare ha un segno diametralmente opposto, cioè quello di un giro di vite e di un aggravamento di un divieto attraverso l'appesantimento della sanzione; esso va in direzione diametralmente opposta rispetto a quell'orientamento generale che ci siamo dati tre anni fa. E non è una scelta che compiamo nell'ambito di una ristrutturazione organica della disciplina della materia; è il puro e semplice accoglimento dell'istanza corporativa di un piccolo gruppo di insiders che vuole ridurre e penalizzare la concorrenza da parte degli outsiders. Questo è un errore che noi ripetutamente compiamo quando trattiamo delle singole attività, salvo poi proclamarci favorevoli alla maggiore flessibilità, alla maggiore concorrenza quando ne parliamo «all'ingrosso».
Per questo motivo, il Gruppo di Scelta Civica voterà contro l'emendamento in esame, con l'auspicio che un minimo di coerenza da parte di tutti gli altri Gruppi, tranne ovviamente di quelli che nel 2011 si pronunciarono contro questa scelta di carattere generale, porti anche altri a votare contro.
Signor Presidente, ovviamente avrei preferito il parere favorevole sul testo originario dell'emendamento.
Prendo atto, vista anche la complessità del tema, che la proposta del relatore, le sue parole e quelle del sottosegretario Ferri, che rispondono anche a queste ultime eccezioni che abbiamo ascoltato, sono positive. Quindi, accetto come subordinata questa ipotesi, per una situazione di fatto che si forma nelle Assemblee che sono un luogo in cui si discute e si trovano dei punti di mediazione.
Vorrei fare una breve considerazione in riferimento a ciò che ho ascoltato. Senatore Ichino, i principi liberali di concorrenza si basano su delle regole: non c'è nulla di liberale e di europeo nell'incoraggiare l'abusivismo in tutti i campi (dal settore immobiliare, alle farmacie ad altri), perché la base di una cultura liberale è che si devono avere delle regole che - invece - oggi non vengono rispettate. E l'Europa che lei ha richiamato è quella che, in tanti campi, non sta tutelando le professioni, le competenze e le produzioni europee. Lei ha una visione astratta, come quella - forse - del senatore Monti. E forse l'Europa sta raccogliendo così scarsi consensi, anche nelle prove elettorali, per gli errori che fa e per i sostenitori che ha.
Noi vogliamo la libertà della concorrenza e, proprio per questo, vogliamo tutelare i consumatori e la professionalità. Ciò di cui stiamo discutendo è proprio questo, nel campo immobiliare come in tanti altri campi. Altrimenti, infatti, si fanno declamazioni astratte, e non mi pare che il consenso vi stia confortando. Fate un bagno di realtà nella vita del Paese: servono meno regole, ma alcune certezze sono indispensabili. Se poi volete patrocinare gli abusivi di ogni tipo, esponete il Paese ad un grave rischio.
Signor Presidente, purtroppo, a malincuore, si è costretti ad accettare la proposta di riformulazione, se non altro in un'ottica migliorativa della normativa attualmente vigente.
Ci preme sottolineare che con la norma, così come rivista, a seguito della riformulazione del relatore, la contestazione del reato sarà soltanto nel momento in cui sia stata quanto meno irrogata una volta una sanzione amministrativa. Purtroppo, è stato segnalato che nel settore, a volte, non hanno seguito nemmeno le prime denunce e, quindi, è anche difficile che vengano irrogate le prime sanzioni amministrative.
Ma non solo: diciamo anche che se c'è chi ha seguito l'affare e ha conseguito una provvigione nel fare una mediazione, anche solo una volta, a nostro avviso, considerati spesso gli errori e le conseguenze che ci possono essere a seguito di questi comportamenti, già di per sé si sarebbe creato un danno grave per la società.
Per noi sarebbe quindi stato meglio prevedere la possibilità di contestare immediatamente la fattispecie delittuosa. Però, obtorto collo, si può pensare che, quanto meno, con questa riformulazione si sia andati incontro alle esigenze dei consumatori.
Intervento a favore Sen. Cardiello (FI-PdL)
Signor Presidente, intervengo per accettare la proposta di riformulazione, così come è stata avanzata.
Vorrei dire al senatore Ichino che il disegno di legge che porta la mia firma, così come ha specificato il presidente Palma, concerne l'inasprimento della pena per l'esercizio abusivo della professione. Se va a guardare i dati - lui è un ottimo professore universitario, nonché un ottimo scienziato della materia del lavoro - in questa categoria ci sono 30.000 agenti che danno lavoro a 250.000 lavoratori e c'è un sommerso di evasione per circa 450 milioni di euro. Questa è la realtà degli agenti immobiliari di intermediazione. Quindi, mi auguro che ripensi a quello che ha detto e che voti favorevolmente.
Signora Presidente, annuncio il voto favorevole del mio Gruppo al provvedimento in esame, anche se vorrei esprimere un doppio rammarico sia per l'inserimento di un articolo aggiuntivo sul quale il mio Gruppo ha votato contro che per l'inserimento, che non condivido personalmente, di qualcosa che non c'entra con le professioni sanitarie. Occorrerebbe inoltre una modifica del titolo del disegno di legge.
Condivido inoltre quello che diceva prima il senatore Ichino: tutti siamo bravi a parlare di concorrenza, ma poi, con la scusa o il nobile intento di tutelare i consumatori, alla fine rischiamo in realtà di danneggiarli. Ritengo comunque che il provvedimento nella sua globalità sia condivisibile; l'avevo sostenuto anch'io in Commissione sanità, e ribadisco quindi il voto favorevole del mio Gruppo.
Intervento a favore Sen. Buccarella (M5S)
Signora Presidente, dichiaro il voto favorevole del Movimento 5 Stelle sul provvedimento, per i motivi già ampiamente esposti. Non volendo pertanto essere verboso, il mio intervento durerà altri pochi secondi.
Condividiamo un atteggiamento sanzionatorio tendenzialmente più rigido nei confronti di chi esercita abusivamente una professione, approvando anche le misure ulteriori che sono state introdotte, la confisca e le altre misure di tipo amministrativo, oltre quelle strettamente penali.
Vorrei fare un richiamo al dibattito che si è svolto da ultimo in Aula in relazione all'emendamento approvato che sanziona chi svolge operazioni di mediazione immobiliare senza essere iscritto negli appositi registri.
Credo francamente che la posizione del senatore Ichino e del Gruppo di cui fa parte - che, a mio parere, continuano a sostenere un'idea teorica di liberismo, fondata sulla concorrenza estrema come criterio di tutela del mercato e di realizzazione delle migliori condizioni per la società - in questo caso sia davvero fuori luogo. Qui stiamo parlando della possibilità di sanzionare chi svolge un'attività, certamente delicata nell'ambito del mercato, di mediatore di immobili; un'attività che non comporta qualificazioni particolari in termini di preparazione professionale, intellettuale o quant'altro.
Se sull'altare del liberismo portato all'estremo dovessimo permettere sostanzialmente che questo tipo di attività fosse condotta da chiunque, senza alcun tipo di preparazione, chi, secondo noi, ne farebbe maggiormente le spese non sarebbe tanto la categoria dei mediatori immobiliari registrati presso le camere di commercio, e che quindi hanno seguito un corso di preparazione, ma in ultima analisi, i cittadini, i consumatori, chi viene in contatto con questi mediatori. Costoro, ricordiamolo, per il solo fatto di aver messo in contatto l'offerta e la domanda maturano, secondo la giurisprudenza, un diritto alla provvigione, che è poi l'argomento su cui si sviluppa la maggior parte del contenzioso nei tribunali.
Garantire che chi svolge quel tipo di attività abbia una preparazione sufficientemente attestata dall'aver seguito un corso che gli ha permesso l'iscrizione nei registri della camera di commercio è una questione di massima ragionevolezza, volta soprattutto alla tutela del cittadino, che può trovarsi, ad esempio, ad avere a che fare con un mediatore immobiliare non sapendo neanche che la persona che ha davanti il giorno dopo gli può chiedere una provvigione, attivando tutti gli strumenti legali di cui ho parlato. Tralasciando gli interessi di categoria, non intervenire non è nell'interesse collettivo. Dichiaro quindi il nostro fondo favorevole sul provvedimento.
Per quanto riguarda la questione delle agenzie immobiliari, volevo aggiungere che queste persone pagano regolarmente le tasse. Quindi, è anche una lotta al sommerso e nei confronti di coloro i quali non pagano le tasse. Le agenzie immobiliari sono 30.000 e i dipendenti sono 250.000, e c'è un sommerso di 450 milioni di euro. Quindi, avremmo dato manforte al sommerso se non fosse stato approvato l'emendamento a firma mia e del senatore Gasparri.
Quindi, il Gruppo di Forza Italia vota favorevolmente.
Testo dell’art. 8, comma 2, della L. n. 39/89 approvato dal Senato
1. Chiunque esercita l'attività di mediazione senza essere iscritto nel ruolo è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra euro 7.500 e euro 15.000 ed è tenuto alla restituzione alle parti contraenti delle provvigioni percepite. Per l'accertamento dell'infrazione, per la contestazione della medesima e per la riscossione delle somme dovute si applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.
2. A coloro che siano già incorsi nella sanzione di cui al comma 1, anche se vi sia stato pagamento con effetto liberatorio, si applicano le pene previste dall'articolo 348 del codice penale, nonché l'articolo 2231 del codice civile.
3. La condanna importa la pubblicazione della sentenza nelle forme di legge .