Source: https://bibiloni.cat/legislacio/sardenya.htm
Timestamp: 2020-07-14 23:08:48+00:00
Document Index: 92088395

Matched Legal Cases: ['art. 301', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 75', 'art. 4', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 78', 'art. 55', 'art. 80', 'art. 3', 'art. 60', 'art. 81', 'art. 83', 'art. 5', 'art. 47', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 74', 'art. 16', 'art. 77', 'art. 35', 'art. 39', 'art. 123', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 25']

Legge regionale 11 settembre 1997
1. La Regione Autonoma della Sardegna assume l'identità culturale del popolo sardo come bene primario da valorizzare e promuovere e individua nella sua evoluzione e nella sua crescita il presupposto fondamentale di ogni intervento volto ad attivare il progresso personale e sociale, i processi di sviluppo economico e di inte`grazione interna, I'edificazione di un'Europa fondata sulla diversità nelle culture reionali.
2. A tal fine garantisce, tutela e valorizza la libera e multiforme espressione delle identità, dei bisogni, dei linguaggi e delle produzioni culturali in Sardegna, in conformità ai principi ispiratori dello
1. Ai sensi della presente legge la Regione assume come beni fondamentali da valorizzare la lingua sarda - riconoscendole pari dignità rispetto alla lingua italiana - la storia, le tradizioni di vita e di lavoro, la produzione letteraria scritta e orale, I'espressione artistica e musicale, la ricerca tecnica e scientifica, il patrimonio culturale del popolo sardo nella sua specificità e originalità, nei suoi aspetti materiali e spirituali.
2. La Regione considera tale impegno parte integrante della sua azione politica e lo conforma ai principi della,pari dignità e del pluralismo linguistico s,anciti dalla Costituzione e a quelli che sono alla base degli atti intemazionali in materia, e in particolare nella Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del 5 novembre 1992, e nella Convenzione quadro europea per la protezione delle minoranze nazionali del 1° febbraio 199'.
4. La medesima valenza attribuita alla cultura ed alla lingua sarda è riconosciuta con riferimento al territorio interessato, alla cultura ed alla lingua catalana di Alghero, al tabarchino delle isole del Sulcis, al diálett sassarese e a quello gallurese
1. Per il perseguimento delle finalità e degli obiettivi enunciati agli articoli 1 e 2, la Regione Autonoma della Sardegna predispone e realizza, anche in raccordo con le istituzioni pubbliche ed eventualmente con soggetti privati, le adeguate strumentazioni conoscitive ed operative e gaIantisce ai cittadini singoli, o comunque organizzati nelle forme di legge, i mezzi e le condizioni reali per l'esplicazione dei rispettivi linguaggi di origine.
2. In particolare, la Regione: a) garantisce - regolandone le istanze, le finalità e i programmi - la più ampia partecipazione degli enti locali, delle forze sociali, della scuola, degli organismi culturali pubblici e privati, alla prograrnmazione culturale regionale; b) predispone e coordina programmi di intervento annuali e pluriennali relativi ad attività e iniziative culturali; c) garantisce la tutela e la fruizione - in particolare attraverso la catalogazione e la conservazione - del patrimonio culturale regionale; d) promuove, valorizza e coordina i servizi idonei al raggiungimento delle finalità della presente legge ed assicura, alla rete da essi formata, efficienza, economicità e tempestività; e) programma gli obiettivi generali da conseguire e le connesse innovazioni tecniche, utilizzando a tal fine anche gli strumenti previsti dalla vigente legislazione regionale.
2. Tali leggi di settore dovranno, in particolare, prevedere e disciplinare i seguenti sistemi ed organismi, anche in ordine alle modalità di selezione del personale agli stessi preposto: a) il sistema bibliotecario e documentario della Sardegna, costituito:
I) dall'insieme delle biblioteche, degli archivi, dei centri di documentazione, pubblici e privati che, oltre ai compiti ad essi connaturati, garantiscano la raccolta organica della produzione editoriale sarda e sulla Sardegna, la sua conservazione, valorizzazione e fruizione, anche con l'ausilio delle nuove tecnologie;
2) dalla raccolta, catalogazione e archiviazione, in fotografia, diapositive o microfilm, della documentazione storica relativa alla Sardegna, custodita negli archivi sardi, delle altre regioni italiane e dei Paesi esteri, in particolare dell'area mediterranea.
4) dalla libreria della Regione Autonoma della Sardegna, che cura la diffusione, tramite vendita, delle iniziative editoriali promosse dall'Amministrazione regionale, concernenti l'attività legislativa ed amministrativa della Regione ed i relativi atti di programmazione, nonché le problematiche di generale interesse per la Sardegna, comprese quelle formanti oggetto della presente legge; b) il sistema museale e monumentale della Sardegna che:
I) cura la valorizzazione, la crescita e la fruizione, diffuse e coordinate, dei musei e delle pinacoteche, nonché dei beni storici, archeologici, antropologici, artistici, architettonici, paesaggistici ed amlientali, meritevoli di tutela e di memoria collettiva esistenti in Sardegna, anche favorendo la nascita di nuove raccolte espositive;
2) promuove studi e ricerche sui centri storici della Sardegna, per la loro valorizzazione e tutela; c) il sistema delle tradizioni popolari della Sardegna, che si awale dell'Istituto Superiore Regionale Etnografico (I.S.R.E.), cui vengono affidate specifiche funzioni.
1. Per il conseguimento delle finalità di cui alla presente legge, è costituito presso l'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, I'Osservatorio regionale per la cultura e la lingua sarda, di seguito denominato Osservatorio 2. L'Osservatorio è organo consultivo dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, inforrnazione, spettacolo e sport e propone indirizzi generali per il perseguimento degli obiettivi di cui all'articolo l
3. Esprime inoltre il parere sul Piano di interventi previsto dall'articolo 12, comma 1, nonché, annualmente, proprie valutazioni sull'attività svolta per il perseguimento dei suindicati obiettivi
4.L'Osservatorio è presieduto dall'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport ed è composto da: a) cinque studiosi delle discipline indicate all'articolo 17, di riconosciuto e comprovato prestigio nella vita culturale sarda, eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a tre; b) ·m rappresentante per ciascuna delle Università della Sardegna, designati dai rispettivi Senati accademici; c) il Capo Ufficio fra quelli che, preposti agli organi del Ministero per i beni culturali ed ambientali aventi sede in Sardegna (Soprintendenti archeologici, Soprintendenti per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici, Soprintendente archivistico) presiede la Conferenza dei Capi Ufficio ai sensi dell'articolo 32 del D.P.R. 3 dicembre 1975, n. 805; d) il Soprintendente scolastico per la Sardegna; e) uno studioso delle discipline indicate all'articolo 17, di riconosciuto e comprovato prestigio nella vita culturale sarda, eletto da ciascun Consiglio provinciale; f) un rappresentante della Pontificia facoltà teologica della Sardegna, designato dal collegio dei docenti; g) il Presidentc dell'Istituto Regionale di Ricerca, Sperimentazione e Aggiomamento Educativo (I.R.R.S .A.E.); h) il Coordinatore generale dell'Istituto Superiore Regionale Etnografico (I.S.R.E.).
5. Le funzioni di segretario dell'Osservatorio sono svolte da un funzionario dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, di qualifica non inferiore alla ottava
2. La carica di consigliere regionale o di componente del Parlamento nazionale ed europeo è incompatibile con quella di membro dell'Osservatorio.
3. I membri dell'Osservatorio possono essere riconferrnati una sola volta, a meno che non siano nominati in relazione alla carica ricoperta. In caso di loro dimissioni, decadenza o soprawenuta incompatibilità, I'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, inforrnazione spettacolo e sport promuove gli atti per la sostituzione, secondo la procedura prevista per la nomina. I sostituti durano in carica sino alla scadenza dell'Osservatorio.
5. Qualora i rappresentanti di cui alle lett. b) ed f) dell'articolo 5 non vengano designati entro sessanta giorni dalla richiesta, I'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport procede comunque alla nomina dell'Osservatorio e ne stabilisce l'insediamento 6. Ai membri dell'Osservatorio, per la partecipazione alle sedute, spetta un gettone di presenza nella misura prevista dall'articolo 1, comma 2, lett. a) della legge regionale 22 giugno 1987, n. 27.
7. In sede di prima applicazione della presente legge, I'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport prowede alla nomina dell'Osservatorio entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge stessa.
1. L'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport garantisce costantemente la coerenza tra le attività dell'Amministrazione regionale e quelle svolte in Sardegna dalle Amministrazioni statali nei rispettivi ambiti di competenza, anche attraverso la promozione di apposite conferenze miste.
1. I Comuni, anche associandosi, possono costituire Consulte locali per la cultura e la lingua dei Sardi, formate da persone competenti in materia, con il compito di assurnere iniziative tese a favorire la conoscenza e la valorizzazione della cultura e della lingua sarda, anche nelle sue varianti locali, nonché di formulare osservazioni e proposte all'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e presentare appositi programmi di attività.
1. L'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport prowede ad istituire il Catalogo generale del patrimonio culturale della Sardegna, che raccoglie e documenta il complesso della produzione artistico-culturale della regione, organizzato secondo modalità che ne favoriscano la consultazione e l'utilizzazione decentrata.
2. A tal fine il predetto Assessorato propone, awalendosi dell'Osservatorio - entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge - un progetto per la raccolta ed il coordinamento dei cataloghi e degli archivi, presenti nei sistemi e negli organismi di cui all'articolo 4 e negli istituti, enti o soggetti comunque autonomamente operanti nei diversi ambiti di riferimento della presente legge.
1. L'Arnministrazione regionale realizza il censimento del repertorio linguistico dei Sardi, secondo un progetto che dovrà prevedere: a) la ricerca e la rilevazione in ciascuna comunità sarda del lessico ivi usato anche in collaborazione con le Consulte locali di cui all'articolo 8; b) I'informatizzazione; c) la pubblicazione dei risultati della ricerca, con particolare attenzione alla elaborazione dei dizionari generali della lingua sarda, nonché dell'atlante linguistico della Sardegna.
1. Per il perseguimento delle finalità della presente legge la Regione elabora, sentito l'Osser- vatorio, un Piano triennale di interventi.
3. Il Piano puo essere aggiomato e modificato annualmente, secondo le procedure ed il termine previsti al comma 2, per far fronte a nuove, eventuali esigenze.
4. Il Piano tende a realizzare una equilibrata diffusione nel territorio regionale delle iniziative a favore della cultura e della lingua dei Sardi; stimola l'elaborazione e l'attuazione di progetti e prograrnmi di sperimentazione, finalizzati agli obiettivi della presente legge; persegue I'almonizzazione degli interventi di politica culturale previsti dalla vigente legislazione.
5. Il Piano individua le diverse aree d'intervento e articola in progetti-obiettivo le iniziative per l'attuazione di quanto disposto dall'articolo 3 della presente legge. Esso contiene: a) gli indirizzi programmatici generali delle aree di intervento e i progetti-obiettivo in cui queste si articolano; b) la tipologia, le modalità di attuazione e gli strurnenti di verifica di ogni progetto-obiettivo; c) I'entità del finanziamento complessivo e la sua ripartizione per progetti-obiettivo e per anno di finanziamento; d) i criteri e le modalità di coordinamento degli interventi programmati con le altre attività regionali in materia di iniziative culturali, beni culturali, pubblica istruzione, spettacolo, editoria, nonché con le altre iniziative promosse dai diversi Assessorati regionali che abbiano attinenza con le finalità della -presente legge; e) i criteri di ammissibilità del!e spese relative alle attività per le quali si richiede il finanziamento regionale; f) le modalità di erogazione dei contributi, dei finanziamenti e degli incentivi previsti dai successivi articoli 13 e 14; g) i criteri, le modalità e l'entità dei finanziamenti a favore di organismi ed iniziative culturali che fruiscono di contributi dell'Arnministrazione regionale.
1. L'Amministrazione regionale concede a soggetti operanti nel settore culturale, sulla base del Piano triennale di interventi, contributi finanziari secondo le seguenti misure e modalità: a) per le istituzioni scolastiche 100 per cento delle spese previste, ammesse e documentate; b) per gli enti locali associati sino alla concorrenza del 90 per cento delle spese previste, ammesse e documentate; c) per gli enti locali singoli gli enti pubblici e morali e lniversità fino alla concorrenza dell'80 per cento delle spese previste, amrnesse e documentate d) per i soggetti privati, singoli o comunque organizzati nelle forme di legge e senza scopo di lucro fino alla concorrenza del 60 per cento delle spese previste, ammesse e documentate e) per i soggetti privati ivi compresi quelli con scopo di lucro, I'Amministrazione regionale puo concorrere al pagamento degli interessi bancari per i mutui contratti per le spese di investimento e di attività secondo le misure e le modalità stabilite con il Piano triennale di cui all'articolo 12.
2. Nell'ambito del Piano triennale e degli aggiomamenti annuali, tenuto conto del tetto contributivo fissato alle lettere a), b), c), d) ed e) del cornma 1, il sostegno finanziario puo essere ulteriormente graduato all'interno delle singole categorie dei richiedenti, allo scopo di promuovere la qualità e la massima diffusione territoriale delle attività anche in considerazione delle eventuali risorse integrative dei singoli soggetti.
3. Sono finanziabili le attività di detti soggetti volte a perseguire, sulla base di precisi indirizzi di programmazione attiva, le seguenti finalità: a) la raccolta, I'ordinamento e l'analisi dei vari aspetti della realtà culturale della Sardegna; b) il reperimento e la raccolta del patrimonio di cultura popolare e di tradizione orale della Sardegna; c) la conservazione e l'acquisizione di oggetti ed elaborati riguardanti la cultura sarda ed in particolare quella materiale, quali: reperti natlralistici, beni bibliografici, raccolte di oggetti d'arte e di artigianato, raccolte di strumenti musicali, raccolte di oggetti e di strumenti inerenti alle tradizioni di vita e di lavoro del popolo sardo. Per poter beneficiare dei contributi di cui al presente capoverso deve essere garantita la pubblica fruibilità delle raccolte; d) I'organizzazione di concorsi e premi per elaborati in prosa, poesia e per canti in lingua sarda, per la musica, la saggistica e Ia ricerca scientifica in Sardegna, specificamente indirizzati all'approfondimento dei valori culturali del popolo sardo; e) I'organizzazione di manifestazioni che abbiano per scopo la diffilsione della conoscenza dell'Isola e della civiltà sarda, in tutte le sue espressioni materiali e spirituali; f) la pubblicazione di testi audiovisivi in lingua sarda, o comunque relativi alla cultura dell'Isola, preordinati alla integrazione dei programrru ministeriali di insegnamento, compresi libri di lettura e di consultazione utili a fini didattici; g) I'attuazione di progetti di interventi socio-educativi coerenti con le finalità della presente legge, concementi situazioni particolari di deprivazione sociale e culturale; h) I'attuazione di esperienze educative scolastiche ed extra-scolastiche coerenti con le finalità della presente legge, inerenti al rapporto scuola-territorio; i) I'ideazione e l'attuazione di progetti di ricerca e di sperimentazione nei settori della musica, del teatro e delle arti visive finalizzati al raccordo e al dialogo tra cultura sarda e altre culture; I) la raccolta, la catalogazione e l'archiviazione della documentazione storica relativa alla Sardegna; m) la ricerca, il recupero, la trascrizione e la divulgazione di materiali documentali giacenti in archivi esteri, che abbiano riferirnento alla storia sarda, con priorità nei finanziamenti per le attività che più estesamente interessino diverse zone storico-geografiche della Sardegna.
4. Il cumulo fra i contributi regionali e quelli eventualmente concessi da altri soggetti per la medesima iniziativa non puo superare il limite massimo di finanziamento fissato, per le diverse categorie di intervento, al comrna 1.
5. I contributi sono concessi su domanda da presentarsi all'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, infommazione, spettacolo e sport entro sessanta giomi dalla pubblicazione del Piano triennale o degli eventuali aggiomamenti annuali. Alla domanda devono essere allegati: a) atto costitutivo, statuto, composizione aggiomata degli organi sociali nel caso di enti o soggetti collettivi; b) indicazione dei beni strumentali e dell'eventuale personale disponibile e di quello occupato in base al rapporto di lavoro dipendente; c) certificato di vigenza, per le società; d) relazione illustrativa dei programmi di attività; e) piano economico e bilancío di previsione.
7. Le disposizioni contenute nel presente articolo con riferimento alla lingua e alla cultura sarde si applicano anche alle attività concementi la lingua e la cultura catalana di Alghero, il tabarchino delle isole del Sulcis, il dialetto sassarese e quello gallurese.
1. La Regione, nell'ambito di apposita legge di settore, contribuisce finanziariamente, anche attraverso convenzioni e partecipazioni societarie, alla produzione ed alla diffusione di programmi radiofonici e televisivi, nonché a pubblicazioni su testate giomalistiche in lingua sarda.
3. La legge di settore di cui al comma 1, da emanarsi entro un anno dall'entrata in vigore delle presenti norrne, dovrà disciplinare, oltre al merito delle attività, la misura e le modalità delle relative sovvenzioni.
4. Sino all'entrata in vigore della legge di cui al comma 1, I'Amministrazione regionale, con deliberazione della Giunta, su proposta dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, sentito l'Osservatorio e previo parere della competente Commissione consiliare, potrà finanziare progetti concementi programmi e pubblicazioni indicati al comma 1 che rientrino nelle finalità della presente legge.
1. In relazione alle finalità previste dall'articolo 1, I'Amministrazione regionale, su proposta dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, infommazione, spettacolo e sport, bandisce borse di studio nelle materie oggetto della presente legge.
Convenzioni con strutture esteme
2. In sede di aggiomamento e verifica annuale del Piano triennale di cui all'articolo 12, dovrà darsi atto, con apposito allegato, delle convenzioni stipulate nell'anno precedente e di quelle previste per gli anni successivi.
INTEGRAZIONE DEI PROGRAMMI SCOLASTICI NELL'AMBITO DELL'AUTONOMIA DIDATTICA DELLE SCUOLE
2. In modo specifico vengono finanziate le iniziative che abbiano lo scopo di favorire la maturazione culturale, I'esercizio del diritto allo studio, I'integrazione degli alunni nella comunità scolastica, di arricchire il livello delle competenze linguistiche e della formazione culturale dei cittadini, nel quadro degli indirizzi generali fissati ai sensi dell'articolo 18 ed in relazione ad obiettivi connessi alle esigenze locali e negli ambiti di flessibilità curricolare, attraverso progetti formativi finalizzati alla conoscenza della cultura e della lingua della Sardegna nelle seguenti aree disciplinari: a) lingua e letteratura sarde; b) storia della Sardegna; c) storia dell'arte della Sardegna; d) tradizioni popolari della Sardegna; e) geografia ed ecologia della Sardegna; f), diritto, con specifico riferimento alle norme consuetudinarie locali e all'ordinamento della Regione autonoma della Sardegna.
Art. 1 8
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare le spese sostenute dalle scuole di ogni ordine e grado che, attraverso i progetti formativi di cui all'articolo 17, attuino fasi di sperimentazione fondate sui seguenti principi: a) studio della lingua sarda nelle diverse varianti in uso nella regione, a partire dalla parlata della comunità di appartenenza; b) studio sistematico dei vari aspetti del patrimonio ambientale, tecnologico, scientifico, artistico e culturale della Sardegna, anche mediante l'impiego della lingua sarda come strumento veicolare; c) formulazione di programmi educativi bilingui.
2. In funzione degli obiettivi previsti al comma 1, I'Amministrazione regionale è altresi autorizzata ad erogare finanziamenti diretti alla produzione e alla pubblicazione di testi scolastici o altri strumenti finalizzati all'insegnamento della cultura e della lingua sarda, nonché all'acquisto di materiale didattico di uso individuale e collettivo.
2. I risultati delle citate attività di sperimentazione vengono catalogati e conservati presso l'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Gli elaborati di sintesi, corredati dei materiali più significativi prodotti nelle attività di sperimentazione, vengono resi noti, a cura dello stesso Assessorato, alle scuole di ogni ordine e grado, che peraltro possono accedere all'intera documentazione prodotta, al fine di svolgere ulteriori, analoghe, attività.
1. L'Amministrazione regionale, nel perseguimento della fnalità della presente legge ed in particolare per favorire l'attività di educazione degli adulti finalizzata alla promozione e allo sviluppo delle conoscenze, con particolare riferimento alla lingua, alla cultura e alla storia della Sardegna, si avvale prioritariamente delle strutture e del personale dei Centri di servizi culturali di cui alla legge regionale 15 giugno 1978, n. 37, integrata dall'articolo 58 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. I .
1. Con riguardo ai compib di tutela, valorizzazione, diffusione culturale e lunguistica previsti dagli articoli 6 e 9 della Costituzione della Repubblica e sulla base della competenza esclusiva in materia di ordinamento degli enti locali attribuita alla Regione autonoma della Sardegna dalla legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, nelle assemblee e negli altri collegi deliberativi regionali e locali che lo contemplino nei rispettivi regolamenti e statuti, potrà essere liberamente usata, nella fase della discussione, la lingua sarda. Le relative amministrazioni garantiscono, ove venga richiesta, la traduzione di tali interventi.
2. Ove previsto nei citati regolamenti e statuti, degli interventi cosi svolti dovrà essere garantita la verbalizzazione. Sulla base dei citati ordinamenti, nella successiva fase deliberativa e nei conseguenti documenti, potrà essere usata la lingua sarda purché accompagnata, a cura del presidente del collegio, dal comspondente testo in lingua italiana.
3. Nella corrispondenza e nelle comunicazioni orali dei cittadini dirette all'Amministrazione regionale e a quelle locali è possibile usare la lingua sarda
4. Entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge tali arnministrazioni adeguano alle esigenze pratiche poste dalle suindicate finalità le relabve strutture, utilizzanqo, a tal fine, i corsi di aggiomamento e qualificazione del personale regionale e locale che l'Amrninistrazione regionale predisporà entro tre mesi dalla stessa data.
5. Gli oneri derivanti dal disposto del comma 4 fanno carico sugli stanziamenti iscritti in conto dei capitoli 02093, relativamente al personale dell'Amministrazione regionale, e 11061, relativamente al personale degli enti locali, del bilancio della Regione dell'anno 1998 e dei corrispondenti capitoli degli anni successivi
- Interventi per il ripristino dei toponimi in lingua sarda
1. Ai fini della tutela e della valorizzazione dell'identità culturale del popolo sardo, anche all'estero, I'Amministrazione regionale prowede all'attivazione degli strumenti previsti dalla presente legge anche con riferimento ai sardi residenti fuori dal territorio regionale e alle loro organizzazioni rappresentative.
2. In particolare, nel prograrnma di cui all'articolo 12, dovranno trovare specifica previsione i seguenti interventi: a) attività inforrnativa e divulgativa sulle iniziative di rilevante interesse culturale riguardante la Sardegna; b) organizzazione, a cura dell'Amministrazione regionale, di iniziative socio-culturali nelle aree in cui si registra una forte presenza di emigrati sardi; c) istituzione di borse di studio a favore di figli degli emigrati, da usufruire nellc Università sardc o presso altre istituzioni scolastiche della Sardegna.
3. Possono essere parimenti conferite, previe le necessarie intese con il Ministero degli affari esten, borse di studio a giovani stranieri appartenenti a paesi con maggiore presenza di emigrati sardi, favorendo al rigurdo condizioni di reciprocità.
2. Nel bilancio pluriennale per gli anni 1997-1998-1999 sono introdotte le seguenti variazioni
Cap. 03016-
Fondo speciale per fronteggiare spése correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 301 L.R. 30 maggio 1983, n. 11, art. 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 34, cornma 2, L.R. 8 marzo 1997. n. 9)
1997 -----------------------------
1998 -----------------------------
1999 ----------------------------
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A allegata alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8.
11l- ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Cap. 11024-
Spese per l'effettuazione di interventi integrativi per esigenze impreviste (artt. 1, 14 e 16, L.R. 25 giugno 1984, n. 31, e artt. 3, comma 3, e 33, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1997 -~~~~~~~~~~~~~~~
Cap. 11028 -
Contributi all'Ente per le scuole materne per la manutenzione degli edifici di proprietà regionale, adibiti a scuola materna e per l'acquisto di arredamenti e attrezzature, anche didattiche e ludichè (art. 75, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 4, cornrna 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 33, L.R. 10 novembre 1995, n. 28 e art. 3, cornrna 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1997 ----------------------
1998 ---------------------
1999 ---------------------
Cap. 11090/01 -
Spese per la partecipazione della Regione alle flere annuali del libro e per iniziative di informazione sull'attività regionale (L.R. 7 maggio 1953, n. 11, art. 78, cornma 1, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, L.R. 22 germaio 1990, n. 1, art. 80, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 3, cornma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1997 ~~~~~~~~~~~~~~~~~
Finanziamento per l'attività istituzionale di Enti ed organismi con finalità didattiche e socio- culturali (art. 60, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 81, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 83, comma 1, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 5, L.R. 8 luglio 1993, n. 30, art. 47, comrna 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, L.R. 10 novembre 1995, n. 28 e art. 3, cornrna 3, art. 32, comma 7 e art. 35, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1997 -----------------
1999 lire. 2.000.000.000
Cap. 11115-
Contributi a favore del pubblico spettacolo (L.R. 21 giugno 1950, n. 17, art. 74, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 16, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5, art. 77, L.R. 30 maggio 1989, n. 18 e art. 35, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1988 lire 1.430.000.000
1999 lire 1.430.000.000
Spese per la qualificazione, I'aggiomamento, la specializzazione e la fomnazione professionale del personale dell'Arnministrazione regionale, spese per favonre la partecipazione ai corsi di qualificazione, di aggiomamento, di specializzazione e di fomnazione professionale da parte del personale degli enti locali, anche non territoriali e degli enti pararegionali (art. 39, L.R. 17 agosto 1978, n. 51); nonché da parte del personale del ruolo speciale prowisorio di cui alle leggi regionali 8 maggio 1984, n. 18 e 17 gennaio 1986, n. 12 (art. 123, L.R. 27 giugno 1986, n. 44)
1997 ~~~~~~~~~~~~~
1999 lire 50.000.000
Cap. 02102-
Medaglie fisse di presenza, indennità di trasferta, rimborsi di spese di viaggio e indennità per uso di auto proprie o di mezzi gratuiti ai componenti e ai segretari di commissioni, comitati e altri consessi, istituiti dagli organi dell 'Amministrazione regionale (artt. 7 e 17 bis, L.R. I l giugno 1974, n. 15, L.R. 19 maggio 1983, n. 14, L.R. 27 aprile 1984, n. 13 e L.R. 22 giugno 1987, n. 27)
1997 -------------
1999 lire 30.000.000
1l- ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Cap. 11061 - (N.I.) 2.1.1.5.2.2.06.06 (05.04)
Finanziamento ai comuni per l'istituzione delle Consulte locali per la cultura e la lingua dei Sardi eper la qualificazione e aggiomamento del personale e contributi per le ricerche e il ripristino dei toponimi (artt. 8, 23, comma 4, e art. 24 della presente legge)
Cap. 11061/01-(N.I.) 1.1.1.4.1.1.06.06(05.04)
Spese per l'istituzione del Catalogo generále della cultura sarda e per l'effettuazione del censimento del repertorio linguistico dei Sardi; per progetti finalizzati alla valorizzazione e alla diffusione della cultura e lingua sarda nell'ambito della formazione scolastica degli allievi e per l'aggiornamento del personale docente e direttivo e per la realizzazione nella scuola di progetti regionali e locali e integrativi degli interventi statali finalizzati alla tutela e alla valorizzazione della cultura e della lingua sarda (artt. 9, 10, 17 e 18 della presente legge)
1998 lire 2.600.000.000
1999 lire 2.600.000.000
Cap. 11061/02 - (N.I.) 2.1.1.4.2.2.06.06 (05.04)
Spese per l'effettuazione delle Conferenze annuali sulla cultura e lingua sarda e per la stipula di convenzioni con istituzioni universitarie, enti e associazioni pubbliche e private e con esterni, operanti nell'ambito della cultura e lingua sarda (artt. 11 e 16 della presente legge)
1997 -------------------
1998 lire 230.000.000
l 999 lire 230.000.000
Cap. 11061/03-(N.I.)2.1.1.5.8.2.06.06(05.04)
Contributi a Universita, istituzioni scolastiche, enti locali, imprese, società e soggetti privati operanti nel settore culturale per l'attuazione di interventi a tutela della cultura e della lingua sarde; contributi al settore dei mass-media che trattino argomenti in lingua sarda (artt. 13 e 14 della presente legge)
1997 ----------------
1998 lire 1.900.000.000
1999 lire 1.900.000.000
Cap. 11061/04- (N.I.) 2.1.1.6.3.2.06.06(05.04)
Borse di studio sulla lingua e cultura sarde (art. 15 della presente legge)
1997--------------------
1998 lire 150.000.000
Cap. 11061/05-.I.) 2.1.1.5.8.2.06.06(05.04)
Finanziamenti per corsi universitari integrativi tesi all'àpprofondimento scientifico delle conoscenze relative alla cultura e alla lingua sarde (art. 19 della presente lee) 1997
1998 lire 450.000.000 I999 lire 450.000 000 Cap. 11061/06 -(N .I.) 2.1.1.6.2.2.06.06(05.04)
Finanziamenti per la sperimentazione nel sistema scolastico regionale di programmi scolastici a tutela della cultura e della lingua della Sardegna e per la produzione e la pubblicazione di testi scolastici o altri strumenti per l'insegnamento della cultura e della lingua sarde, nonché per l'acquisto di materiale didattico (art. 20 della presente legge)
1997 ---------------
1998 lire 670.000.000
1999 lire 670.000.000
Cap. 11061/07-(N.I.) 2.1.1.4.1.2.06.06(05.04)
Interventi per la tutela e la valorizzazione dell'identità culturale del popolo sardo, anche all'estero, e conferimento di borse di studio a giovani stranicri appartenenti a paesi con maggiore presenza di emigrati sardi (art. 25 della presente legge)
1 997 ---------------
3. Le spese per l'attuazione della presente legge fanno carico ai sopraindicati capitoli del bilancio della Regione per il 1998 ed ai corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi.
Entrate in vigor
1.La presente legge entra invigore il 1º gennaio 1998