Source: http://centrononvedenti.it/accordo-quadro-04-09/
Timestamp: 2017-10-23 09:38:53+00:00
Document Index: 78293727

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2']

Accordo quadro 04-09 – Centro non Vedenti Brescia
Accordo quadro 04-09
In data 30 marzo 2006, presso la sede del “Centro non Vedenti”, alla presenza dei rappresentanti istituzionali di:
– AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BRESCIA – ASSESSORATO SERVIZI SOCIALI
– COMUNE DI BRESCIA – ASSESSORATO PUBBLICA ISTRUZIONE
– CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI DI BRESCIA
– AZIENDA SANITARIA LOCALE DI BRESCIA
– AZIENDA OSPEDALIERA DI BRESCIA
è stato presentato e reso pubblico il documento applicativo delle linee operative a cui il “Centro non Vedenti” si atterrà per una maggiore efficacia del servizio svolto ai fini di un’effettiva integrazione dei non vedenti e ipovedenti inseriti nelle scuole della provincia Brescia.
Seguendo i criteri già stabiliti dall’Accordo di Programma Provinciale per l’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap 2004 – 2009, il documento
– ridefinisce in chiave aggiornata i compiti e i servizi riferibili al “Centro non Vedenti”;
– sancisce l’attribuzione delle responsabilità di intervento alle diverse componenti istituzionali/sociali in ambito sanitario, assistenziale e scolastico;
– individua nelle figure operanti con lo studente affetto da deficit visivo (insegnanti curricolari, insegnanti di sostegno, assistenti per l’autonomia personale, riabilitatori, terapisti, eccetera), una risorsa determinante e un punto di forza qualificante per la riuscita dell’inserimento scolastico: figure a cui offrire percorsi formativi e momenti di condivisione sulla base di progetti annuali.
Di seguito si riporta il testo integrale dell’accordo mentre, se lo si desidera, è possibile scaricare lo schema che illustra e individua ove si colloca il “CENTRO NON VEDENTI” nel
PERCORSO DEL DIRITTO ALL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA
Integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap Accordo di programma (2004-2009)
Sintesi operativa per l’integrazione scolastica degli alunni ipovedenti e non vedenti e criteri applicativi concordati con le istituzioni coinvolte.
Nel quadro normativo nazionale e locale finalizzato a sostenere l’integrazione scolastica e sociale delle persone disabili, l’Accordo quadro di Programma Provinciale per l’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap (2004 – 2009) si propone di tradurre le indicazioni di legge in linee operative e di esplicitare le competenze specifiche di ciascun Ente firmatario.
In questo documento si evidenziano le proposte relative ai servizi che il “Centro per l’integrazione scolastica e la piena realizzazione dei non vedenti”, di seguito denominato “Centro”, offre agli alunni ipovedenti e non vedenti.
Un “allegato-sintesi” riassume il ruolo dei soggetti istituzionali coinvolti e uno “schema” finale illustra il percorso del diritto all’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap.
Finalità e proposte di servizi per l’applicazione dell’Accordo di Programma Provinciale per l’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap (2004 – 2009).
A – Finalità (estratto dallo Statuto in vigore)
Il “Centro” è promosso e sostenuto dalla Provincia e dal Comune di Brescia, è aperto al dialogo con il territorio, con altri enti e, in base all’art. 2 del vigente statuto, è finalizzato a:
1) favorire il massimo livello di integrazione scolastica con interventi diretti e/o indiretti nei confronti degli alunni non vedenti e ipovedenti e delle istituzioni scola¬stiche nelle quali risultano inseriti mediante:
a) coinvolgimento nel progetto educativo globale dello studente;
b) insegnamento del sistema di lettura e scrittura Braille;
c) conseguimento del massimo livello di autonomia personale consentito ad ognuno dei soggetti seguiti;
2) preparare e produrre testi scolastici in dotazione ai singoli soggetti, trascritti in Braille e/o ingranditi, nonché dei sussidi didattici specifici necessari;
3) promuovere la conoscenza ed il funzionale utilizzo degli strumenti tiflotecnici di uso comune, compresi quelli che sono frutto delle più recenti ricerche in campo informatico;
4) realizzare interventi atti ad evitare fenomeni di analfabetismo di ritorno;
5) attivazione della ricerca pedagogica, ti¬flo-didattica e tiflo-sociologica in modo da rispondere adeguatamente ai bisogni de¬gli utenti tenuto conto del contesto in cui vivono;
6) assistere psicologicamente gli studenti, le famiglie ed il personale insegnante. All’uopo potranno essere sottoscritti specifici protocolli d’intesa con il Provveditorato agli Studi (oggi C.S.A.), con Enti Pubblici, con singole Istituzioni Scolastiche, Centri Universitari e con Centri di Formazione professionale.
B – Proposte di servizi
Il progressivo incremento quali-quantitativo delle richieste di intervento specialistico che il “Centro” ha dovuto affrontare nel recente passato, a fronte di risorse economiche e umane determinate e difficilmente potenziabili, ha fatto emergere la necessità di una ridefinizione in chiave aggiornata dei compiti e dei servizi riferibili al “Centro” medesimo.
In tale ottica, una commissione di lavoro costituita dai rappresentanti di:
– CENTRO PER L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEI NON VEDENTI DI BRESCIA;
– AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BRESCIA;
– COMUNE DI BRESCIA;
– AZIENDA SANITARIA LOCALE DI BRESCIA;
– AZIENDA OSPEDALIERA DI BRESCIA;
si è riunita più volte, a partire dal 25 ottobre 2005, al fine di concordare una linea interpretativa condivisa dell’Accordo-quadro di programma provinciale e del dettato statutario del “Centro”, nonché, di far emergere i nodi problematici relativi all’organizzazione e gestione dei servizi erogati dal “Centro” stesso.
Dal lavoro della suddetta Commissione sono emerse, relativamente ai servizi da erogarsi da parte del “Centro”, le seguenti indicazioni operative:
a) L’intervento specialistico in ambito scolastico deve essere successivo e subordinato alla stesura della certificazione di disabilità e della diagnosi funzionale (competenza dell’Azienda Ospedaliera/ASL).
b) L’efficacia dell’intervento specializzato del “Centro non Vedenti” richiede la partecipazione di proprio personale al lavoro collegiale di elaborazione del P.D.F. e del P.E.I. (competenza dell’Istituzione Scolastica).
c) Le forme, i tempi e la natura della presa in carico e dei servizi da erogarsi per ogni singolo utente, vengono valutati e deliberati dall’Equipe Multidisciplinare del “Centro” vista anche la documentazione sanitaria. Quest’ultima proviene dalla scuola, previo consenso della famiglia. Per i minori da 0 a 3 anni la copia della certificazione viene consegnata al “Centro” direttamente dalla famiglia.
d) Tutta la documentazione contenente dati sensibili e relativa agli utenti in possesso del ”Centro” viene conservata, trattata ed utilizzata secondo quanto previsto dalla vigente normativa in materia di protezione del dato sensibile.
e) Al fine di evitare l’assunzione di responsabilità non proprie e per veicolare informazioni inequivocabili alla famiglia, l’Equipe Multidisciplinare determina la graduazione dei servizi, dando priorità alle situazioni caratterizzate dal solo deficit visivo secondo quanto segue:
1. intervento diretto nella scuola con operatrice/ore specializzata/o privilegiando utenti inseriti nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di 1° grado. Il servizio prevede la predisposizione/rielaborazione dei testi, schede o altro materiale in collaborazione con i docenti e le istituzioni scolastiche;
2. consulenza presso la scuola rivolto alla conoscenza delle diverse situazioni scolastiche e familiari degli utenti in carico al “Centro” attraverso uscite di osservazione sul territorio, incontri informativi con le figure educative, colloqui con le famiglie e gli specialisti di riferimento. Indicativamente la consulenza ha cadenza mensile;
3. consulenza presso il “Centro” avente carattere informativo rivolto a scuole, educatori, famiglie e altre realtà coinvolte;
4. consulenza formativa che, oltre alla consulenza svolta presso la sede, si traduce nella collaborazione ai progetti formativi.
f) Intervento precoce (0-3 anni).
Sulla base del progetto terapeutico predisposto a cura dell’Azienda ospedaliera/ASL, i servizi essenziali sono:
1. consulenza orientativa di base;
2. supporto informativo, presso il “Centro”, alla famiglia e alle educatrici dei nidi sugli strumenti da utilizzare, accorgimenti tecnici applicabili alla vita quotidiana e organizzazione degli spazi;
3. nella fase immediatamente precedente all’inserimento nella scuola dell’infanzia, l’operatore di riferimento curerà il passaggio alle nuove figure scolastiche.
g) Pluriminorazione.
Il “Centro non Vedenti” si occupa prioritariamente di soggetti affetti dal solo deficit visivo (accertato secondo i parametri di classificazione in uso, comprese le patologie degenerative) frequentanti le Istituzioni Scolastiche di Brescia e Provincia.
Per i casi di gravi pluriminorazioni associate, che quindi comportano necessariamente una presa in carico congiunta di più soggetti, il “Centro Non Vedenti” svolge:
1. servizio informativo per illustrare le opportunità e le strutture di riferimento esistenti;
2. servizio di consulenza tiflodidattica presso la sede del “Centro”, anche attraverso modalità di pronto intervento;
3. servizio di formazione mirata (rivolto a docenti, insegnanti di sostegno e assistenti per l’autonomia personale);
4. servizio di produzione di materiale tiflologico avente rilevanza didattico–educativa (da realizzarsi sulla base delle indicazioni fornite dall’Equipe Multidisciplinare).
Per le situazioni complesse che richiedono il coinvolgimento e l’integrazione di figure diverse (docenti, insegnanti di sostegno, neuropsichiatri, psicopedagogisti, terapisti della riabilitazione, psicologi, genitori, eccetera) il “Centro” parteciperà agli incontri collegiali iniziali e/o in corso d’anno scolastico da realizzarsi su iniziativa:
– del Servizio di Neuropsichiatria per quanto attiene al Progetto Terapeutico;
– dell’Istituzione Scolastica per il Piano Educativo Individualizzato.
E’ necessario che la Scuola, per ogni caso seguito, indichi una figura stabile di riferimento.
h) Formazione.
Gli insegnanti che per la prima volta si trovano di fronte ad alunni in situazione di handicap, gli insegnanti di sostegno e gli assistenti per l’autonomia personale sono una risorsa determinante per la riuscita dell’inserimento scolastico. Tuttavia, causa elevati indici di rotazione, l’aggiornamento e la formazione continua diventano sempre più necessari. A tale proposito i firmatari s’impegnano alla definizione di percorsi formativi annuali progettati collegialmente. Il Centro Servizi Amministrativi provvederà ad istituire una apposita commissione con il compito di definirne i contenuti e le modalità dei programmi di formazione.
– CENTRO PER L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEI NON VEDENTI DI BRESCIA
– AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BRESCIA
SINTESI DEGLI IMPEGNI ISTITUZIONALI CONTENUTI NELL’ACCORDO DI PROGRAMMA 2004-2009
Modalità e interventi a favore dei soggetti in situazione di handicap che frequentano la scuola.
La legge 104/92 attribuisce alle Amministrazioni comunali, singole o associate, l’attuazione degli interventi a favore di persone con handicap (art. 10) nella scuola dell’infanzia e dell’obbligo.
Oltre alle competenze programmatorie, i Comuni hanno competenze gestionali in merito a:
– trasporto assistito e assistenza per l’autonomia personale,
– insegnanti specializzati per il sostegno nelle scuole dell’infanzia,
– fornitura di sussidi didattici e protesici integrativi,
– definizione delle qualifiche professionali e della tipologia dei compiti assegnati agli assistenti per l’autonomia personale in relazione alla realizzazione del Progetto Educativo Individualizzato.
La Provincia svolge compiti di assistenza scolastica ed extrascolastica per gli alunni non udenti e per quelli non vedenti in tutti gli ordini di scuola (art. 5, L. 67/93).
Per quanto riguarda gli alunni non vedenti, la Provincia si avvale del centro per l’integrazione scolastica dei non vedenti.
Per la frequenza degli alunni in situazione di handicap nella scuola secondaria superiore, la Provincia ha competenza per gli arredi, le attrezzature e il materiale didattico specifico, oltre che per i percorsi integrati di istruzione e di formazione professionale.
a) Compiti dell’Amministrazione scolastica
Assegnazione e valorizzazione degli insegnanti per le attività di sostegno
– Specializzazione e aggiornamento del personale docente e non docente
– Acquisto delle attrezzature e degli ausili didattici per i disabili
– Funzionamento del Gruppo di Lavoro Interdisciplinare Provinciale (GLIP)
– Sostegno e coordinamento dei Centri di Servizio Territoriali per l’Integrazione Scolastica (CTRH) in collaborazione sinergia con gli Enti locali, l’ASL e le Associazioni di settore.
b) Compiti delle Istituzioni Scolastiche autonome
L’Accordo di programma contiene molte indicazioni operative per il raggiungimento degli obiettivi di integrazione scolastica, per l’organizzazione dell’attività educativa e didattica, per la continuità fra i diversi ordini di scuola.
Il Piano dell’offerta formativa (POF) e il fascicolo personale dell’alunno in situazione di handicap sono strumenti importanti di sostegno per la continuità scolastica.
Ruolo dell’ASL e dell’Azienda Ospedaliera
All’A.S.L. e alla Azienda Ospedaliera, nel rispetto degli specifici ruoli istituzionali e ambiti di intervento, competono attività di:
a) prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, formulazione e coordinamento del progetto riabilitativo individualizzato, sostegno alla famiglia, orientamento post scuola
b) In relazione all’obiettivo dell’integrazione scolastica compete:
– l’individuazione degli alunni in situazione di handicap,
– la certificazione degli stessi e la formulazione della diagnosi funzionale,
– la partecipazione alla formulazione del progetto specifico di integrazione scolastica e suo monitoraggio nel tempo,
– la consulenza al personale docente ed alla istituzione scolastica in relazione all’integrazione del soggetto con handicap,
– la partecipazione all’elaborazione del PEI,
– la verifica con la scuola e la famiglia (indicativamente due volte all’anno). Gli incontri vengono preventivamente concordati con gli operatori interessati con congruo anticipo. Gli stessi vengono promossi dalla scuola – in quanto titolare del progetto di integrazione scolastica – e si svolgono preferibilmente presso la sede scolastica.
c) Ulteriori impegni a carico delle A.S.L.
– Costruzione dell’Equipe Operative Handicap nei Distretti, con la presenza delle figure professionali dello psicologo e dell’assistente sociale, nell’ambito delle risorse disponibili,
– Accordi specifici con l’A.O. per favorire la costituzione di équipe operative integrate con altri operatori (neuropsichiatri, terapisti della riabilitazione),
– La presa in carico di situazioni complesse, con la partecipazione di più servizi, con la previsione di un referente con l’incarico di garantire l’unitarietà del progetto e la continuità terapeutica,
– Partecipazione al GLH (Gruppo di lavoro) e al CTRH (Centro Territoriale Risorse H).
CTRH (Centri di servizio territoriali per l’integrazione scolastica)
Sono previsti nelle seguenti aree:
Valcamonica, c/o Direzione Didattica di Darfo
Ovest Bresciano, c/o ITC “Einaudi” di Chiari,
Bassa Bresciana, c/o Direzione Didattica di Manerbio,
Brescia e Hinterland, c/o II° Istituto Comprensivo Via dei Mille – Brescia,
Valle Trompia, c/o Direzione Didattica di Gardone Valle Tompia,
Garda e Valle Sabbia, c/o SMS “D’Annunzio” di Salò,
Scuola Audiofonetica di Brescia,
Centro non vedenti di Brescia.
I CTRH realizzano, in particolare, attività di documentazione, promozione, informazione, consulenza, studio e formazione nell’area prioritaria dell’integrazione scolastica anche in raccordo con la formazione professionale.
Le parti contraenti si impegnano a sostenere I Centri di cui sopra, nell’ambito delle loro competenze e delle disponibilità di bilancio.
E’ composto dal Presidente della Provincia o suo delegato, dal Prefetto o suo delegato, dal Presidente della Conferenza provinciale dei Sindaci o suo delegato, dal Dirigente del CSA o suo delegato, dai Direttori generali delle ASL di Brescia e Vallecamonica o un loro delegato, dai Direttori generali delle Aziende Ospedaliere di Brescia, Desenzano, Chiari o un loro delegato.
Ha il compito di vigilare sull’esecuzione dell’Accordo di programma e gli interventi che dovessero rendersi necessari per garantirne il rispetto.
Aspetti tecnico operativi (Allegato dell’Accordo di programma)
– L’accertamento delle disabilità e dell’eventuale condizione di handicap o di handicap con gravità (comma 3 art. 3 L. 104/92) compete alle commissioni mediche citate dall’art. 4 della legge 104/92.
La certificazione di “alunno in situazione di handicap” compete allo psicologo esperto dell’età evolutiva o ad un medico specialista nella patologia segnalata ed ha validità limitatamente all’ambito scolastico e all’arco di tempo per il quale è stata rilasciata.
– L’individuazione dell’alunno in situazione di handicap è di competenza dell’ASL o A.O. e si effettua tramite diagnosi clinica e classificazione della stessa preferibilmente secondo la codificazione internazionale denominata ICD 10.
A tale adempimento si deve provvedere entro il 28 febbraio, mediante lo specialista ovvero lo psicologo esperto in età evolutiva, ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. del 24.2.94.
Nella certificazione dovrà, fra l’altro, essere evidenziata la necessità di attivare i seguenti servizi:
– assitente per l’autonomia personale di base e/o specialistica,
– assegnazione dell’insegnante per le attività di sostegno,
– idoneità alla frequenza di Istituti Superiori nei quali sono previste attività di laboratorio (C.M. 363/94).
Sulla base della certificazione di handicap sono possibili le seguenti combinazioni di necessità per l’alunno in situazione di handicap, oltre a quanto previsto in termini di trasporto assistito, dotazione di ausili e sussidi didattici, abbattimento barriere architettoniche, dotazione di attrezzature e presidi protesici:
– sostegno didattico ed assistenza di base e/o specialistica per l’autonomia personale;
– solo assistenza per l’autonomia personale;
– sdoppiamento classi.
– Diagnosi funzionale (Atti.dell’ASL o A.O.)
Per diagnosi funzionale si intende la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psicofisico dell’alunno in situazione di handicap.
L’ASL o azienda Ospedaliera, entro il 30 aprile, tramite i propri operatori, provvede a redarre la diagnosi funzionale. Il termine suddetto ha lo scopo di consentire un incontro, prima del termine dell’anno scolastico, tra l’équipe dell’ASL o Azienda Ospedaliera e gli operatori della scuola per la programmazione degli interventi a favore dell’alunno in situazione di handicap.
La diagnosi funzionale viene predisposta per gli alunni che verranno iscritti al 1° anno di scuola primaria, in 1° media e al 1° anno di scuola media superiore, nonché alla scuola dell’infanzia.
La diagnosi funzionale viene aggiornata ad ogni passaggio di grado scolastico, o quando si rendesse necessario.
– Profilo dinamico funzionale (P.D.F.) (Atti della Scuola e degli insegnanti)
Il P.D.F. indica le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell’alunno in situazione di handicap e pone in rilievo le difficoltà di apprendimento, le possibilità di recupero e le capacità possedute da sostenere e rafforzare.
Il P.D.F. è redatto, dopo un primo periodo di inserimento scolastico, dai docenti curricolari e dagli insegnanti specializzati delle scuole, con la collaborazione dei famigliari e la consulenza degli operatori dell’ASL o Azienda Ospedaliera.
Il P.D.F. è aggiornato a conclusione: della scuola dell’infanzia, elementare, media e durante il corso di istruzione secondaria superiore.
– Piano Educativo Individualizzato/personalizzato (P.E.I. o P.E.P.)
Il P.E.I. è il documento nel quale viene descritto il progetto globale predisposto per l’alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo, ai fini della realizzazione del diritto all’istruzione in modo coordinato.
Deve essere predisposto entro il mese di novembre di ogni anno scolastico.
P.D.F. e P.E.I. sono atti della scuola.