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Timestamp: 2017-09-21 05:12:11+00:00
Document Index: 91552204

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 28', 'art. 103']

Sono autorizzate la demolizione dello Stadio del Pino Solitario e l’asfalto sulle stradine rurali di Carloforte? | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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Sono autorizzate la demolizione dello Stadio del Pino Solitario e l’asfalto sulle stradine rurali di Carloforte?
aprile 30, 2015 Gruppo d'Intervento Giuridico	Lascia un commento Go to comments
Carloforte, demolizione parziale dello Stadio comunale “Pino Solitario” (aprile 2015)
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (29 aprile 2015) una specifica richiesta di informazioni ambientali unitamente a un’istanza per l’avvio della procedura di verifica dell’interesse culturale (art. 12 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) riguardo il vecchio Stadio comunale “Pino Solitario” in corso di demolizione e la sommaria asfaltatura della viabilità rurale in loc. Sabino, in Comune di Carloforte (CI).
Interessati il Ministero per i Beni e Attività Culturali e il Turismo, la Direzione generale per i Beni Culturali e Paesaggistici per la Sardegna, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici cagliaritana, il Servizio regionale Tutela del paesaggio di Cagliari, il Servizio regionale valutazione impatti (S.A.V.I.) e il Comune di Carloforte. Informata per opportuna conoscenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.
Carloforte, demolizione parziale dello Stadio comunale “Pino Solitario”, cartello “inizio lavori”
La demolizione parziale dello Stadio comunale, risalente agli anni ’30 del secolo scorso, appare dovuta – secondo cartello “inizio lavori” presente sul posto – alla realizzazione di un’area per spettacoli da parte dell’Amministrazione comunale, mentre non si è a conoscenza di autori e finalità relativi ai lavori di asfaltatura della viabilità rurale in loc. Sabino.
Si ricorda, in proposito, che l’art. 10 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. prescrive che siano beni culturali “le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico” (comma 1°) qualora risalenti ad almeno 70 anni prima e devono essere sottoposte alla verifica dell’interesse culturale, ai sensi dell’art. 12 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.
Carloforte, Stadio comunale “Pino Solitario” (anni ’50 del ‘900)
Fino al completamento della procedura di verifica dell’interesse culturale i beni sono sottoposti alla disciplina della parte II (Beni culturali) del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., in particolare con divieto di distruzione o danneggiamento (art. 20).
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha quindi chiesto – nelle more dell’avvio del procedimento di verifica dell’interesse culturale – l’adozione degli opportuni provvedimenti cautelari e sospensivi delle operazioni di demolizione dello Stadio (art. 28 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), al fine di evitare il danneggiamento o la distruzione del bene. Analogamente ha chiesto la sospensione della posa di asfalto lungo la viabilità rurale carlofortina. qualora non sia motivatamente autorizzata.
(foto d’epoca, foto per conto GrIG, archivio GrIG)
Categorie:aree urbane, beni culturali, difesa del territorio, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale Tag:ambiente, asfalto, beni culturali, Carloforte, difesa del territorio, Gruppo d'Intervento Giuridico, lavori di demolizione, paesaggio, procedura di verifica dell'interesse culturale, Sabino, sostenibilità ambientale, Stadio comunale "Pino Solitario", strade rurali, verifica dell'interesse culturale
maggio 1, 2015 alle 10:44 am
Au paise di autorizzato c’è l’illegalità e sarà così per sempre.Vai cosiiiiiiiiiiiii
maggio 1, 2015 alle 5:01 pm
Il taglio di pini secolari dello scorso anno,fatto passare per un’emergenza,preannunciava questa operazione di riqualificazione del campo sportivo.
maggio 2, 2015 alle 10:41 am
Riqualificazione?Mah,io userei un altro termine….
maggio 3, 2015 alle 5:40 pm
riqualificacosa?
Appalto diretto!
Dov’è il bando?
maggio 3, 2015 alle 6:11 pm
La foto è datata erroneamente e le vostre fonti sono quanto meno decisamente errate. Il muro risale minimo alla fine degli anni 50 (esistono diverse cartoline e foto di fine anni 50 in cui non c’era ancora il muro), mentre si stava predisponendo lo spostamento del Monumento ai caduti (da allora in piazza Pegli). Poi fu rifatto totalmente negli anni 80 (allargamento di 2,5 metri per rispettare le misure regolamentari di un campo di calcio) e ancora nel 1995. E’ quindi un falso storico affermare che negli anni 30 ci fosse un muro e di conseguenza non c’è alcun bene identitario da tutelare se non il Monumento che, appunto, dalla fine degli anni 50 si trova in Piazza Pegli.
maggio 3, 2015 alle 10:33 pm
“Negli anni 1930-1931 la necessità di disporre di uno spazio adeguato alle esigenze sportive dell’epoca venne sentita e si provvide.
Il campo fu costruito su un terreno agricolo della regione Baggia, a sinistra, salendo, della strada per Guardia Mori, espropriato a Riccucci Luigi (Lui) e conosciuto con l’appellativo di ‘Cappellu de prève’ per la sua conformazione.
Dapprima restò aperto da tutti i lati; negli anni 1958-60 fu recintato e dotato di tribuna, posti a sedere, spogliatoi, docce” (prof. Giorgio Ferraro, “Da Tabarka a S. Pietro. Nasce Carloforte”, Ed. Grafiche del Parteolla, 2002).
Queste sono le nostre fonti.
Non abbiamo detto che “negli anni 30 ci fosse un muro”, abbiamo detto che si tratta dello “Stadio comunale, risalente agli anni ’30 del secolo scorso”.
Lo Stadio comunale ci risulta realizzato negli anni ’30 del secolo scorso, poi rimaneggiato più volte.
La valutazione se si tratti di un bene da assoggettare a tutela storico-culturale spetta alla competente Soprintendenza, non ad altri.
maggio 4, 2015 alle 11:43 am
Mi dispiace contraddirla Dott. Froldi o preferisce Onorevole,
il muro è stato spostato nel 1981 in occasione della salita in serie D della Società Sportiva Carloforte poi non di è più mosso dalla sua posizione sino all’altro giorno.
Nei primi anni 90 sono stati fatti i lavori per inserire i pali dell’illuminazione e basta.
maggio 4, 2015 alle 4:24 pm
da La Nuova Sardegna, 4 maggio 2015
Carloforte, lo stadio Pino Solitario: dubbi degli ecologisti sulle demolizioni.
Gruppo di intervento giuridico segnala che si tratta di un bene culturale e le norme escludono che possa essere distrutto. (Simone Repetto): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/05/04/news/carloforte-lo-stadio-pino-solitario-dubbi-degli-ecologisti-sulla-demolizione-1.11355216
Mi va bene il tu. Mario dice esattamente quanto andavo affermando. Forse non ha letto bene. Il dott. Deliperi (che saluto cordialmente visto che ci conosciamo) indirettamente mi da ragione, ma è molto impreciso. Perché se si parla di campo sportivo, senza muri, cosa si deve tutelare, lo sterrato?
Infatti, lo ripeto, negli anni 30 non c’era alcun campo sportivo. Riportare un solo libro per quanto di persona preparata (il dott. Ferraro) non è un buon servizio alla ricerca storica. Ci sono le cosiddette fonti primarie (in particolare le persone ancora in vita), poi i documenti, foto, giornali etc etc. Mio padre, tanto per citare un fatto, è nato nel 1923 e ricorda chiaramente che non c’era un campo sportivo negli anni 30. Come lui altri anziani ancora in vita. Tutti unanimemente ricordano che si giocava in Piazza Pegli. Per un aneddoto curioso, la buonanima di mia nonna (mia madre è nata nel 1948) era solita ospitare gli arbitri che incorrevano nelle ire dei tifosi locali. Mia nonna viveva in Piazza Pegli. Il Monumento ai caduti è stato ultimato nei primi anni 30. Non c’erano muri. Più avanti si fecero recinzioni, ma niente muri sino almeno agli anni 50. Due cartoline timbrate 1954 e 58 (sempre dell’area “incriminata) non mostrano muri. Perlomeno non c’è il muro oggetto dei lavori contestati dal Grig.
Se ci si chiede a quando risalgono le foto delle cartoline, possono essere datate qualche anno addietro, ma il formato delle cartoline è sicuramente posteriore agli anni 30.
Ma supponendo che io mi sbagli (e non mi sbaglio). Come si può chiedere la tutela di un bene che non esiste più dagli anni 80, stante che tutti sappiamo che il muro di recinzione fu abbattuto proprio negli anni 80 per ingrandire tutta l’area? Di grazia, perché chiedere la valutazione di un bene che non può certamente risalire a prima degli anni 80? In questo caso infatti non spetta a nessun altro se non al Comune di decidere cosa fare.
maggio 5, 2015 alle 9:48 pm
anch’io ti saluto, molto cordialmente. Però non mi pare d’essere “impreciso”.
La richiesta di informazioni ambientali indirizzata al Comune di Carloforte e alle altre Amministrazioni pubbliche competenti parla esplicitamente di “demolizione parziale dello Stadio comunale” e di “campo sportivo”, non di muri o di altro.
Un campo sportico o stadio, che dir si voglia, è innanzitutto il campo dove si gioca e quello che ci sta intorno.
Esiste dagli anni ’30 del secolo scorso, per quanto è dato sapere.
Bene. Si fornisce la documentazione a chi è competente – per legge – per verificare se esiste un “valore” culturale o meno per la collettività carlofortina e non solo.
E’ la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Cagliari, Oristano, Medio Campidano, Carbonia-Iglesias, Ogliastra che può – e deve – fare queste valutazioni.
Qualsiasi soggetto pubblico (o privato, nei casi specifici) che intende modificare più o meno radicalmente beni in tali condizioni prima di effettuare interventi di tale impatto si deve rivolgere alla Soprintendenza stessa.
Il resto (polemiche, strali più o meno sensati o autolesionisti su Facebook, considerazioni di ogni genere, ecc.) lascia il tempo che trova.
Buona serata Mariano.
maggio 5, 2015 alle 3:28 pm
P.S.: dimenticavo..se anche esistessero delibere del consiglio comunale o atti che illustrano l’acquisto di un terreno per l’eventuale costruzione di un campo, è noto a tutti che poi conta quando un campo viene effettivamente costruito se si parla di tutela di un bene. Discorso che comunque perde ogni valore (se non per passione storica) visto quando accaduto negli anni 80.
maggio 5, 2015 alle 4:37 pm
ecco spiegato il taglio dei Pini.
maggio 6, 2015 alle 12:29 pm
potrei sapere la normativa riguardante la viabilità rurale ?
Se fosse stata fatta in cemento(come era precedentemente) necessitava un autorizzazione ?
Nell’articolo non si distingue tra le due diverse richieste .
maggio 6, 2015 alle 7:12 pm
l’art. 103, comma 5°, delle norme tecniche di attuazione (N.T.A.) del piano paesaggistico regionale (P.P.R.), “Sistema delle infrastrutture” (vds. http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_22_20060911101100.pdf), vieta (anche per le manutenzioni) per le strade di fruizione turistica e quelle rurali l’uso di asfalti e cementi e consente, in alternativa, l’utilizzo di terre stabilizzate, con trattamenti antipolvere e siepi.
maggio 6, 2015 alle 1:52 pm
Hai perfettamente ragione Stefano,polemiche e diffamazioni da Facebook,dove le vittime sacrificali sono sempre i VERDI o gli AMBIENTALISTI.Se tutto è in ordine quale è il problema Froldi?Quando era un giornalista di grido,sarebbe stato dall’altra parte della barricata,non solo per la demolizione in atto,ma anche per l’inutile taglio dei pini,non invasivi,solidamente attaccati al suolo e preludio a questi lavori.L’attenzione è le energie della comunità,comune in testa,andrebbero indirizzate allo stato di totale abbandono nel quale è stato lasciato il paese dove si cammina su tappeti di spazzatura che rimane anche per mesi.Dove sono i facebooker sempre pronti come avvoltoi a diffamare il nemico di turno. ****** che denuncia *********** per degli illeciti non è ne verde ne ambientalista.Qualcuno mi dica dove stà la differenza
maggio 6, 2015 alle 9:40 pm
I nomi dei politici censurati, erano sul quotidiano unione sarda da dove ho appreso la notizia,non una mia libertà espressiva.Potete andare a controllare.Mi chiedo dove sta il problema.Buona serata Stefano
maggio 6, 2015 alle 10:39 pm
non conosciamo l’articolo di giornale al quale ti riferisci.
Il “problema” è rappresentato dal fatto che non pubblichiamo elementi che possano rappresentare diffamazioni.
E’ scritto chiaramente nelle regole del blog e l’abbiamo ripetuto molte volte.
maggio 7, 2015 alle 6:42 pm
A Ferro e fuoco (sarebbe stato meglio avere nome e cognome…firmarsi, non me ne voglia, ma la ritengo opera di onestà intellettuale), posso dire che non capisco il nesso con il mio lavoro di cronista. Ho sempre riportato le notizie, ma di norma sentendo anche la controparte. Fatti salvi gli errori commessi, perché nessuno è esente da errori.
No Stefano, permettimi, non ne convengo affatto.
Il problema è non solo sulle parole o sull’interpretazione che ad esse si da, ma anche metodologico. Tu lanci la pietra non avendo tutti i dati, spari subito la cosa, non chiedi preventivamente al Comune per poi, eventualmente sbugiardarlo, ma subito ti attiva con la gran cassa mediatica e in Procura. Chi accusa ha l’onere della prova. Invece (almeno con i recenti fatti legati a Carloforte) trovo che l’agire del Grig sia quantomeno discutibile. Come dire….”est modus in rebus”. Un peccato, perché così in molti verrà il dubbio (a me per primo) che dietro ci sia malafede e..perché no, sensazionalismo.
Chiudo qui la cordiale discussione. Saluti e buona serata.
maggio 7, 2015 alle 9:50 pm
il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha effettuato una richiesta di informazioni ambientali indirizzata a tutte le Amministrazioni pubbliche competenti, dandone comunicazione ai mezzi di informazione.
Come fa dal 1992, quando è stato costituito.
In tutte le occasioni.
Per rimanere all’Isola di San Pietro, l’ha fatto con qualsiasi amministrazione comunale in carica, di qualsiasi orientamento e composizione.
Sei un giornalista e lo sai, perchè hai ricevuto in tante occasioni i nostri comunicati stampa.
A noi interessa salvaguardare ambiente, beni culturali e salute dei cittadini.
Leggiti altri commenti, anche riferiti a questo articolo, e ne avrai conferma 😉
Ferro &. Fuoco
maggio 8, 2015 alle 11:10 am
Mi scusi Froldi per l’anonimato,ma sà bene che chi manifesta il proprio pensiero, a torto o a ragione, a carloforte non vive più specialmente in questo periodo.Non mi dica il contrario,ho letto su FB un suo incitamento di una persona a prendersela con gli ambientalisti e i verdi che esprimono il loro pensiero.Meglio rimanere anonimi,non si sa mai quello che può succedere a causa di incitamenti che arrivano dall’alto.Non me ne voglia
maggio 7, 2015 alle 6:43 pm
ti attiva: ti attivi (errata corrige)
maggio 7, 2015 alle 7:24 pm
Dovreste informarvi prima di censurare,era una mezza pagina dell’unione.Per quanto riguarda le diffamazioni,me ne guarderei,loro invece ci hanno costruito i loro castelli di carta.Buona serata anche a te. Ferro & Fuoco
maggio 19, 2015 alle 10:20 pm
A.N.S.A., 19 maggio 2015
Girotonno: via a prevendita concerti. Traghetti anche all’alba, ampliati orari e punti degustazione: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/05/19/girotonno-via-a-prevendita-concerti_5fe7550e-11f1-4a54-9a96-7d590c6ad94a.html
giugno 6, 2015 alle 4:13 pm
Come era prevedibile………..NULLA ERA IN REGOLA .Che dice signor Froldi?
Aiutiamo la città di Padova a diventare più verde! Come vengono utilizzati i fondi comunitari in Sardegna.
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