Source: http://italawguide.at.ua/news/la_legge_sulle_lingue_d_ucraina_di_kolesnichenko_kivalov/2014-03-04-791
Timestamp: 2017-11-23 20:18:07+00:00
Document Index: 53928442

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'arte 1', 'art. 4', 'art. 1', 'arte 7', 'art. 10', 'art. 22', 'arte 3', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 156', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 3']

La legge «Sulle Lingue» d'Ucraina di Kolesnichenko-Kivalov - 4 Березня 2014 - Інфо-правовий портал для громадян України в Італії
Четвер, 23.11.2017, 22:18
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La legge «Sulle Lingue» d'Ucraina di Kolesnichenko-Kivalov
Foto: outdu.ucoz.org E' proprio vero che l'ignoranza fa molto più male della cattiveria. Ciò che costituisce un vero pericolo in Ucraina, ma anche nella società italiana è la disinformazione totale di massa.
Guardando i telegiornali e ascoltando le trasmissioni radio italiani, sono arrivato alla conclusione che i giornalisti italiani si basano non tanto sulla realtà dei fatti, salvo coloro che sono presenti in questi giorni in Ucraina, ma esclusivamente sulle informazioni dei media russi, che hanno già provocato moltissimi conflitti interni nella parte del sud-est dell'Ucraina e tramite la stampa italiana continuano ad alterare anche l'opinione pubblica italiana.
Nei reportage riguardanti l'Ucraina, moltissimi giornalisti italiani sostengono che l'abolizione della lingua russa come "la seconda lingua ufficiale” in Ucraina da parte del parlamento ucraino il 23 febbraio scorso ha fatto scatenare le proteste della popolazione ucraina di lingua russa in Crimea e nella parte orientale del Paese in quanto gli ucraini di lingua russa si sono sentiti discriminati. Sarà verò?
Qui, direi, che bisogna fare subito un pò di chiarezza. In Ucraìna l'unica lingua ufficiale era ed è la lingua ucraìna. Mentre alla lingua russa, come anche alle altre lingue tipo romena, tatara, bielorussa, giorgiana, ungherese, italiana e tante altre, la legge d'Ucraina «Sulle Lingue» di Kolesnichenko-Kivalov ha riattribuito uno status speciale che, tra l'altro, è stato garantito da sempre dall'art. 10 della Costituzione d'Ucraina.
Le speculazioni intorno alla lingua russa in Ucraina come le sue "limitazioni” è un problema assolutamente immaginario e falso, ma da sempre fortemente sostenuto da Mosca. In Ucraina NON E' MAI ESISTITO un conflitto religioso, sociale o linguistico fino ad alcuni giorni fa. Ogni cittadino ucraino o straniero parla LIBERAMENTE nella lingua che preferisce e conosce e NESSUNO lo discrimina per questo. La lingua russa in Ucraina da sempre aveva una diffusione molto più ampia rispetto alla lingua ucraina, nonostante che la lingua ucraina era ed è l'unica lingua ufficiale dello Stato. Anche nella parte occidentale del Paese ci sono molti più giornali e libri in lingua russa che in lingua ucraina. Perfino gli italiani che vivono in Ucraina possono confermare la mia tesi.
Il vero scopo della legge «Sulle Lingue» in Ucraina di Kolesnichenko-Kivalov che fu approvata dalla maggioranza filo-russa nel 2012, consisteva nel legittimare la russificazione dell'Ucraina e non nel discriminare la minoranza russofona. La maggioranza di popolazione in Ucraina è ucraina ed è giusto che la lingua ucraina sia tutelata di più rispetto alle altre lingue delle minoranze che vivono nel paese. La comunità ucraina è una tra le 5 nazioni straniere più numerose in Italia, ma nonostante ciò noi non ci sentiamo discriminati per il fatto che in Italia la lingua ucraina non è una lingua ufficiale dello Stato o non ha uno status speciale. Noi rispettiamo le legislazione vigente italiana e la sua bellissima lingua. Anzi, siamo fieri di aver imparato la lingua di Dante Alighieri. Analogicamente dovrebbero fare anche tutte le minoranze presenti in Ucraina.
L'adozione e l'attuazione della legge di Kolesnichenko-Kivalov «Sulle Lingue» nel 2012 ha introdotto in Ucraina serie violazioni del diritto linguistico dei cittadini ucraini e di altre minoranze nazionali presenti in Ucraina. Inoltre sono stati colpiti i principi dell'ordinamento costituzionale d'Ucraina, che già allora ha dato l'inizio al processo di federalizzazione dell'Ucraina nonché ha costituito una seria minaccia per l'integrità territoriale, la sicurezza e la sovranità dello Stato ucraino. Infatti, le proteste di oggi della popolazione in Crimea e nelle regioni sud-orientali dell'Ucraina è l'effetto dell'attuazione di questa legge e non della sua abolizione. Ma qui, però, bisogna precisare una cosa fondamentale che i giornalisti italiani non sanno. Nonostante il parlamento ucraino ha votato l'abolizione di questa legge, essa rimane tutt'ora in vigore perché non è stata firmata dal capo di stato che ora è il presidente ad interim Turchynov. E lo stesso Turchynov ieri per l'ennesima volta ha ribadito che non è assolutamente intenzionato a firmarla. Quindi il problema non esiste ed è del tutto immaginaria.
Al giorno d'oggi il parlamento ucraino dovrebbe approvare una legge concettualmente diversa, un nuovo disegno di legge che sia in conformità con la Costituzione dell'Ucraina e in base ai principi della politica linguistica e della pratica europea. Un nuovo disegno di legge «Sulle Lingue» devono elaborare esperti linguistici e non rappresentanti di forze politiche.
Invece riguardo all'attuale legge vigente d'Ucraina «Sulle Lingue» di Kolesnichenko-Kivalov (entrambi membri del partito di Yanukovych) la parte 1 dell'art. 4 prevede che le fondamenta della politica linguistica di stato sono determinati dalla Costituzione dell'Ucraina mentre l'ordine delle lingue - solo da questa legge. E qui bisogna capire che un tale concetto capovolge radicalmente alcuni principi costituzionali della politica linguistica statale in Ucraina in quanto introduce nel campo giuridico dei concetti e dei termini come "gruppo linguistico" "lingua regionale o minoritaria", "minoranza linguistica", "gruppo di lingua regionale", "autodeterminazione linguistica", (art. 1, 3, 7) che non sono previsti dalla Costituzione vigente d'Ucraina e, quindi, violano la Costituzione. Anzi in base a questa legge le autorità locali compiacenti, gli enti locali, le associazioni, i giudici, i procuratori, gli operatori della milizia di stato (facente funzioni della polizia di stato), le istituzioni, le imprese, i loro funzionari e i dipendenti pubblici e statali, ma anche i semplici cittadini, possono utilizzare la lingua regionale nelle loro documentazioni ufficiali (parte 7 dell'articolo 7) mentre l'art. 10 della Costituzione prevede che la documentazione ufficiale deve essere redatta in lingua ufficiale dello Stato. Vi immaginate cosa potrebbe succedere se in Italia i funzionari di stato o le singole istituzioni in varie regioni d'Italia scrivessero la documentazione nella loro lingua "regionale”?
Quindi, tornando alla legge vigente d'Ucraina «Sulle Lingue» di Kolesnichenko-Kivalov in pratica si tratta di una vera e propria sostituzione della Costituzione d'Ucraina con le leggi come questa. È significativo capire che questa legge prevede anche delle modifiche alle 32 leggi dell'Ucraina nonché ai regolamenti relativi al passaporto ucraino per andare all'estero, al certificato di nascita, di matrimonio, di morte ecc. I requisiti linguistici sono formulati in conformità all'articolo 10 della Costituzione dell'Ucraina. Mentre l'art. 22 della Costituzione d'Ucraina dice che «I diritti e le libertà costituzionali sono garantiti e non possono essere annullati. L'adozione di nuove leggi o le modifiche delle leggi esistenti non possono ristringere il contenuto della Costituzione nonché la portata dei diritti e delle libertà esistenti».
La Corte Costituzionale dell'Ucraina già nel 2012 si è espressa nel merito ribadendo che le disposizioni in materia di lingua ucraina come l'unica lingua ufficiale dello Stato e le garanzie del libero sviluppo, nonché l'uso e la tutela delle lingue minoritarie tra cui anche la lingua russa in Ucraina trovano il loro posto nella Sezione I "Disposizioni generali della Costituzione dell'Ucraina", che stabilisce i fondamenti dell'ordinamento costituzionale d'Ucraina. Il concetto di lingua di stato ha un contenuto molto più ampio della disposizione del termine "ordine costituzionale". Il diritto di determinare e modificare l'ordine costituzionale in Ucraina appartiene solo ed esclusivamente al popolo d'Ucraina in conformità alla parte 3 dell'art. 5 della Costituzione dell'Ucraina. Mentre i concetti ed i termini di cui all'art. 10 della Costituzione che definisce il quadro per la politica linguistica in Ucraina, così come altri oggetti del capitolo I della Costituzione dell'Ucraina, possono essere modificati solo in base ad una procedura speciale di cui all'art. 156 della Costituzione dell'Ucraina.
Perciò i tentativi di introdurre in Ucraina lo status di lingue e le modalità del loro utilizzo sul territorio nazionale in quanto non sono previsti dall'articolo 10 della Costituzione dell'Ucraina costituiscono una violazione della Costituzione stessa nonché una violazione dei principi dell'ordinamento costituzionale dell'Ucraina.
E' altrettanto speculativo l'art. 3 della legge «Sulle Lingue» di Kolesnichenko-Kivalov in cui "il diritto all'autodeterminazione linguistica" è formulato al di fuori del contesto dello status della lingua ucraina come l'unica lingua ufficiale di Stato ai sensi dell'art. 10 della Costituzione dell'Ucraina per l'uso ufficiale sul territorio di Ucraina in tutte le sfere della vita pubblica.
Né la Costituzione dell'Ucraina, né gli strumenti internazionali che definiscono le norme per la tutela dei diritti umani, compresa la Convenzione del Consiglio d'Europa riguardante la tutela delle minoranze nazionali e la Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie, non impostano il diritto all'autodeterminazione locale nel campo di applicazione della lingua di Stato. Questo principio in pratica è assente di fatto anche nei paesi dell'UE.
Gli stessi autori della legge Kolesnichenko e Kivalov riconoscono, che la loro legge non si basa sui principi dell'art. 10 della Costituzione dell'Ucraina, che è il fondamento della politica linguistica di Stato, bensì sul riconoscimento del primato dei diritti umani, come stabilito negli art. 3, 21 e 22 della loro legge. Quindi tale opposizione influisce negativamente sulla qualità della legge e la rende concettualmente errata.
Inoltre nella legge non è stata presa in considerazione una qualitativa differenza dello status e delle funzioni della lingua ucraina come lingua ufficiale dello Stato dalle altre lingue che sono difuse in Ucraina. Né è stato tenuto conto che il termine "lingue regionali o minoritarie", secondo la Carta Europea delle lingue regionali e minoritarie, non è utilizzato per determinare lo status di queste lingue, ma solo per delineare una gamma del loro utilizzo all'interno dello Stato.
Alla fine, gli autori della legge hanno deliberatamente ignorato il fatto che la situazione linguistica in Ucraina è il risultato di propositiva, violenta ed artificiale soppiantazione della lingua ucraina dall'impiego in molti settori della vita pubblica e non hanno previsto misure di protezione della lingua ucraina come l'unica lingua ufficiale di Stato in quelle aree in cui essa è meno comune in conformità ai sensi dell'art. 3 della Carta Europea.
Dott. Andrìy Hrytsevych
attivista per la tutela dei diritti umani dell'ICUPP
amministratore del portale info-giuridico
per i cittadini ucraini in Italia