Source: https://www.periodicimaggioli.it/scia-edilizia-comune/
Timestamp: 2020-02-25 06:05:59+00:00
Document Index: 59671956

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19']

SCIA edilizia e poteri di intervento del Comune - L'Ufficio Tecnico
L'ufficio tecnico 4/2019
SCIA edilizia e poteri di intervento del Comune
La lettura di tre sentenze di T.A.R., dal 2016 al 2019, che prendono in considerazione eventi accaduti dal 2012 ad oggi, mi ha condotto a condividere, con questo scritto, alcune valutazioni relative al comportamento
amministrativo nei confronti della SCIA edilizia e dei privati.
La prima sentenza è del T.A.R. Puglia, Bari, n. 9 del 2019, relativa alla presentazione di una SCIA edilizia per un lavoro di abbattimento di barriere architettoniche e, per la precisione, per l’installazione di un ascensore, da parte di una persona con problemi di deambulazione.
La seconda e la terza, richiamate dalla sopra citata sentenza, sono entrambe del 2016, una del T.A.R. Lombardia, Milano, sezione I, n. 2486 del 2016, e l’altra del T.A.R. Campania, Napoli, sezione VIII, n. 2106 del 2016.
La sentenza dei giudici milanesi verte sulla chiusura di locali di somministrazione di alimenti e bevande, con annullamento della SCIA di impresa e revoca della agibilità dei locali; l’altra, dei giudici campani, prende in esame l’annullamento di una SCIA edilizia per una recinzione, visto che ricadeva, in parte, sulla rete viaria.
Ciò che accomuna le sentenze è l’intervento del comune in un periodo successivo ai trenta giorni, che la legge 241/1990 dà alle amministrazioni come termine, perentorio, per l’esperimento dei necessari controlli e per l’intervento, eventualmente, conformativo o inibitorio (articolo 19, comma 3, nell’ultima stesura dovuta al d.lgs. 126 del 2016 – delega al Governo dalla legge 124/2015, c.d. Legge Madia –).
Nella sentenza del T.A.R. Puglia l’intervento dell’amministrazione è al trentunesimo giorno dalla presentazione della SCIA, fuori termine per un giorno.
Riporta il T.A.R. Puglia, Bari, sentenza n. 9 del 2019 che: “Pertanto, al momento dell’adozione del provvedimento impugnato, stante la natura perentoria del termine di verifica e di inibitoria a sensi dell’art. 19, commi 3 e 6-bis della l. 241/1990 (ex multis, T.A.R. Milano, sez. I, 29 dicembre 2016, n. 2486), si era consolidata la legittimazione del privato ad eseguire l’intervento edilizio per effetto dell’inerzia dell’amministrazione”.
“Il che postula che il comune resistente non poteva limitarsi a sospendere l’efficacia della SCIA, ma avrebbe dovuto previamente provvedere, in via di autotutela, alla rimozione del provvedimento implicito, in applicazione del comma 4 dell’art. 19 l. 241/1990 (richiamato dal comma 6-bis dello stesso articolo) secondo cui «Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al comma 3, primo periodo, ovvero di cui al comma 6-bis, l’amministrazione competente adotta comunque i provvedimenti previsti dal medesimo comma 3 in presenza delle condizioni previste dall’articolo 21-novies»”.
“Tale potere residuale per la p.a procedente deve, peraltro, essere esercitato secondo i principi regolatori legislativamente sanciti, in materia di autotutela, con particolare riferimento alla necessità dell’avvio di un apposito procedimento in contraddittorio, al rispetto del limite del termine ragionevole, e soprattutto, alla necessità di una valutazione comparativa, di natura discrezionale, degli interessi in rilievo, idonea a giustificare la frustrazione dell’affidamento incolpevole maturato in capo al denunciante a seguito del decorso del tempo e della conseguente consumazione del potere inibitorio (T.A.R. Campania, Napoli, sez. VIII, 21 aprile 2016, n. 2106).”
Questo comportamento è indice del fatto che le amministrazioni non hanno ancora ben compreso la portata
della riforma della SCIA, che non è solo un mutato acronimo, rispetto alla DIA, ma è un istituto con una diversa natura e disciplina.