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Timestamp: 2018-12-19 08:13:15+00:00
Document Index: 178030785

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Il Blog del Team Digital Law: 2012
La legge n. 190/2012, recante Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, introduce nuove misure per il contrasto di detti fenomeni, anche attraverso la pubblicità dell’attività delle PA sui rispettivi siti istituzionali.
Il comma 14 dell’art. 1 prevede, in effetti, che entro il 15 dicembre di ogni anno il responsabile della prevenzione della corruzione (di cui al comma 7 dello stesso art. 1) pubblichi nel sito web dell’amministrazione una relazione recante i risultati dell’attività svolta e la trasmetta all'organo di indirizzo politico dell’amministrazione.
Al successivo comma 15 dell’art. 1 si stabilisce che, al fine di assicurare i livelli essenziali di trasparenza dell’attività amministrativa, siano pubblicati nei siti web istituzionali delle amministrazioni pubbliche i relativi bilanci e conti consuntivi, nonché i costi unitari di realizzazione delle opere pubbliche e di produzione dei servizi erogati ai cittadini.
Inoltre, alla stregua del comma 16 dell’art. 1, le stesse PA devono assicurare tali livelli essenziali di trasparenza in riferimento ai procedimenti di:
Con specifico riferimento ai procedimenti di cui alla lett. b) del comma 16 dell’art. 1, il successivo comma 32 dello stesso articolo precisa che «le stazioni appaltanti sono in ogni caso tenute a pubblicare nei propri siti web istituzionali: la struttura proponente; l'oggetto del bando; l'elenco degli operatori invitati a presentare offerte; l'aggiudicatario; l'importo di aggiudicazione; i tempi di completamento dell'opera, servizio o fornitura; l'importo delle somme liquidate. Entro il 31 gennaio di ogni anno, tali informazioni, relativamente all'anno precedente, sono pubblicate in tabelle riassuntive rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto che consenta di analizzare e rielaborare, anche a fini statistici, i dati informatici. Le amministrazioni trasmettono in formato digitale tali informazioni all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che le pubblica nel proprio sito web in una sezione liberamente consultabile da tutti i cittadini, catalogate in base alla tipologia di stazione appaltante e per regione.».
Infine, il comma 35 dell’art. 1 della Legge n. 190/2012 contempla la delega al Governo per l’adozione di un decreto legislativo per il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
Pubblicato da Sarah a 19:13 Nessun commento:
Etichette: legge anticorruzione n. 190/2012
Pubblicato da silvia a 17:10 Nessun commento:
Pubblicato da silvia a 10:20 Nessun commento:
Etichette: consultazione pubblica, governance, internet, Internet Governance Forum, MIUR
Un giudice di pace di Trieste ha riconosciuto a una casalinga, rimasta per colpa di un disservizio della compagnia telefonica 5 mesi senza connessione Internet e un mese e mezzo senza linea telefonica, il risarcimento non solo del danno materiale subìto, ma anche di quello morale causato dallo stress affrontato. L'avvocato della donna si era appellato alla effettiva "disuguaglianza digitale" in cui la sua assistita era stata costretta dal mancato funzionamento del servizio, che aveva impedito a suoi figli di svolgere studi e ricerche on line, minando così il diritto allo studio riconosciuto dalla Costituzione.
Il giudice di pace ha accolto l’impostazione, giudicando particolarmente grave il danno subìto dalla donna "in un’epoca in cui la comunicazione è fondamentale in ogni aspetto della vita quotidiana".
Etichette: danno da stress, digital divide, diritto al studio
Etichette: decalogo scuola, Garante Privacy
Far pagare il diritto d’autore a Google News: grande attenzione per un disegno di legge tedesco
Approvato in Germania qualche giorno fa un disegno di legge che ha accesso una forte discussione in seno all’UE. Tale legge impone a Google News - e a tutti i motori di ricerca che offrono servizi similari - di pagare il diritto d’autore ai media di appartenenza per le notizie aggregate nelle loro ricerche. Si verrebbe a creare così una nuova forma di diritto d’autore grazie alla quale i media in questione concedono l’uso dei titoli dei loro articoli in licenza. Tale legge sarebbe da applicare, però, esclusivamente a portali di carattere commerciale.
In Italia, invece, il disaccordo tra editori e Google News è per il momento in uno stato di tregua in seguito a un accordo (definitivo?) raggiunto dalle parti: gli editori possono rimuovere o selezionare i contenuti presenti su Google News Italia che informerà gli editori sulla ripartizione dei ricavi provenienti dagli spazi pubblicitari e abolirà il divieto di rilevare i click da parte delle imprese che veicolano pubblicità con la sua piattaforma.
Etichette: copyright, diritto d'autore, editoria, Google news, motori di ricerca
Varato il piano ispettivo del Garante Privacy per i prossimi 6 mesi
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha recentemente definito e reso noto quale sarà il suo piano ispettivo per la seconda metà del 2012. Gli accertamenti del Garante nei prossimi mesi si concentreranno principalmente su “credito al consumo, nuovi strumenti di pagamento gestiti dalle compagnie telefoniche (mobile payment), telemarketing tramite call center, ma anche sistemi informativi utilizzati da enti previdenziali e dall'amministrazione finanziaria”. In particolare i controlli saranno finalizzati a valutare le modalità di trattamento dei dati personali dei cittadini sotto vari aspetti: il tipo di informazione che viene fornita loro sull’utilizzo dei dati, i tempi di conservazione, le misure di sicurezza adottate, il consenso e la notifica al Garante.
Per quanto riguarda invece i prime sei mesi dell’anno, l’attenzione del Garante si è diretta soprattutto al settore telefonico, agli enti previdenziali e alle società che gestiscono banche dati in outsourcing. La maggior parte dei procedimenti sanzionatori avviati in seguito ai controlli effettuati negli scorsi mesi sono stati causati da “omessa informativa, trattamento illecito dei dati, mancato rispetto delle norme in materia di telemarketing, mancata adozione di misure di sicurezza, inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità”.
Pubblicato da silvia a 19:08 Nessun commento:
Etichette: credito al consumo, Garante Privacy, mobile payment, piano ispettivo, telemarketing
Sono in aereo (tanto per cambiare) e li osservo da lontano. Sono gli Appricotti, un esercito ordinato e dai comportamenti ormai consueti: guardano il loro ca-phone sino a un minuto prima di alzarsi in volo e accendono il loro i-pac (sempre rigorosamente in pugno) un secondo dopo essere atterrati.
Da quel momento non lo spengono più e iniziano in maniera incessante e impetuosa i movimenti con la mano: aprono apprr, le chiudono, le riaprono, si guardano intorno orgogliosi, guardano foto, le richiudono, guardano la posta, la chiudono, aprono un gioco, lo chiudono. Imperscrutabili nel loro piacere fai da te.
Anche in fila per scendere dall’aereo i gesti della mano continuano nevrotici: la vita da ca-phone non ha sosta.
Imperturbabili nella loro identità digitale all’ultima moda e in una sorta di lobotomizzata esistenza reale, si guardano intorno per trovare compagni di viaggio che possano condividere una apprr. Perché solo una apprr regala gocce di felicità nel nuovo mondo dell’Appricott, dove tutto è differente, tutto è bello, tutto è indispensabile. Tocca l’Albicocca e sarai felice è lo slogan dello schizzinoso mondo del “Think Different”.
Eccoli allora in treno, in metro, per strada alla ricerca assoluta e incessante dell’ultima apprr. Per rendere una foto più bella, per vedere che tempo fa, per far ridere il bebè al seguito, non si può non avere l’ultima apprr e condividerla con aria ammiccante verso chi solo può comprenderne l’assoluta diversità: chi ha un ca-phone, chi ha sempre una mano sull’i-pac e non può fare a meno dell’i-pork per ascoltare la musica.
E poi entrare nell’elegantissimo negozio dell’Appricott non ha prezzo. Tutto è bellissimo, luccicante e pronto all’indispensabile uso e tutti ne vanno pazzi. L’usabilità distinta e raffinata di ogni pezzo di Albicocca nel suo pacco che profuma non ha prezzo. E allora si entra e si spende con il sorriso. Perché si compra il differente e l’unico piacere.
E chi se ne frega se adesso la situazione è addirittura peggiore di quanto faceva (e fa) l’odiosissima Macrostofft, se i software sono confezionati e pronti per l’uso, ma chiusissimi e se si paga ogni cosa a caro prezzo, anche un pensiero lussurioso (ma quanto è bello quel pensiero inserito in un’apprr!).
Tutto è in rete, sulle nuvole sicurissime dell’Albicocca Assoluta: tutto viene garantito nella sua semplicità e usabilità, tutto è differente e bello e chiuso a chiave. E tutti ne sono innamorati: uomini, donne e bambini …e anche il mondo degli informatici ne è stregato! Nel Mondo dell’Appricott “non si perde neanche un bambino” (direbbe oggi Lucio Dalla nella sua bella canzone “Disperato Erotico Stomp”!)…peccato che se c’è qualcosa che non va nel proprio ca-phone anche l’esperto informatico (compreso quello che viene a riparare i pc del mio studio!) senza farsi tanti problemi o porsi inutili interrogativi si mette in fila a chiedere assistenza, perché lì, sull’i-pac non può mettere mani! Tutto è bello, pronto e servito, ma guai a chiedere gli ingredienti del cialis che si ingurgita! Ma l’Appricotto è tranquillo: tutto funziona così per il suo bene e per la sua sicurezza e per garantire un futuro più bello, elegante e alla moda a tutta la nostra tecnologia!
Eccolo qui il popolo che volò un giorno sul nido del cuculo e che non pone domande al suo Meraviglioso Mondo dell’Albicocca. Lui si limita ossequioso ad eseguire ciò che l’i-pac e il ca-phone mettono a completa disposizione, perché tutto lì vive di anestetizzata magia.
Ma che attinenza ha tutto questo surreale (e ovviamente immaginario) scenario con il mondo del diritto?!? Beh… mettendo da parte le ovvie riflessioni sull’incredibile percorso che un Impero Informatico è riuscito a sviluppare in pochi anni grazie ad oculate azioni di marketing e comunicazione e alla genialità indiscutibile di Steve Jobs, il quale ha pianificato la sua egemonia basandosi su un “pensiero differente” che ormai oggi non distingue più, ma è massificato a livello globale e, quindi, è maggioranza e “la maggioranza sta come una malattia, come una sfortuna, come un'anestesia. come un'abitudine, per chi viaggia in direzione ostinata e contraria” (da Smisurata Preghiera di Fabrizio De Andrè). E senza dimenticare le pesantissime parole di Richard Stallman quando ha definito Jobs “pioniere del computer come una prigione cool, concepita per privare gli stupidi della loro libertà!” A me quello che si è riusciti a sviluppare in pochi anni, combinando usabilità e capacità di comunicazione, fa pensare alla firma digitale e ai suoi limiti! Si parla a vanvera dal 1997 di firma digitale e di un suo necessario utilizzo, per non parlare di CNS e CIE e tutto il resto e ancora tutti i cittadini digitali ne ignorano l’esistenza e ne fanno beatamente a meno!
Finalmente una legge delega di un paio di anni fa (la Legge 69/2009) aveva sollecitato il nostro Governo a modificare la normativa sulla firma digitale contenuta nel Codice dell’amministrazione digitale al fine “di semplificarne l'adozione e l'uso da parte della pubblica amministrazione, dei cittadini e delle imprese”. Parolina magica: USABILITÀ anche per la firma digitale!
E il Governo Italiano che ha fatto con il D. Lgs. 2010/235? Non ha cambiato nulla per la firma digitale e si è inventato un’altra firma: la firma elettronica avanzata! E col diritto così siamo alla frutta (assortita di mele e albicocche)!
E allora, caro legislatore, “ti scrivo, così mi distraggo un po” e da quando sei letteralmente partito “c'è una grossa novità: l'anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va”. E allora mi permetto di darti un consiglio per l’anno che verrà: "La firma digitale falla fare a Mr Appricott e e almeno tutto il Mondo dell'albicocca la utilizzerà!"
Pubblicato da Il Capo a 02:12 9 commenti:
Etichette: apple, apricot, cie, cns, codice amministrazione digitale, firma digitale, firma elettronica avanzata
I tre punti principali del testo, che deve ancora essere approvato definitivamente, sono quelli di favorire la digitalizzazione della pubblica amministrazione, trovare i fondi per le infrastrutture di settore e sostenere le start-up legate all’innovazione.
Gli strumenti operativi proposti dal testo sono:
incentivi del Governo per lo sviluppo dei servizi digitali e la digitalizzazione della PA, da attuarsi attraverso l’utilizzo di formati aperti, software libero e protocolli aperti;
esenzioni fiscali a favore di Province e Comuni per la realizzazione di impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica, prevedendo inoltre l’istituzione di un Catasto comunale per le infrastrutture di questo tipo già esistenti;
incentivi a sostegno delle start-up e creazione di un 'Fondo per l'Italia' da aprire alla partecipazione di soggetti sia pubblici che privati, con una dotazione iniziale di 30 milioni di euro.
Etichette: Agenda digitale, testo unico servizi elettronici digitali
Pubblicato da Debora a 18:25 Nessun commento:
Etichette: Corte di Giustizia Europea, Licenze d'uso, Licenze usate
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Etichette: decreto sviluppo, open data, PA, trasparenza
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