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Timestamp: 2017-07-28 18:59:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 812', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 84', 'art. 8', 'art. 4', 'art.91', 'art.96', 'art.185', 'art.5', 'art.17', 'art.5', 'art, 2']

11 Settembre 2016 11/09/2016 SE NON SI PRESENZIA ALLA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA O DEMANDATA FINO A FINE PROCEDIMENTO SI è SEMPRE CONDANNATI! Scritto da Administrator Qui di seguito si riporta sentenza relativa alla Materia Obbligatoria condominio ed edifici:
E’ un indirizzo comportamentale nell’ambito professionale di cui tener conto. Ultimo aggiornamento Domenica, Settembre 11 2016 08 Settembre 2016 08/09/2016 - Mediazione civile e Commerciale: consigli dell'U.E. agli Stati aderenti! Scritto da Administrator La Commissione europea ha preso in esame parte di quanto esposto, in primis dal dal presidente Pecoraro dell’A.N.P.A.R. e in secondi Vale per il Presidente Salusso dell’ OMCI che da due anni Inoltra richieste di chiarimenti alla Commissione, anche attraverso Parlamentari Europei . Le conclusioni a cui è pervenuta la Commissione nella relazione al Parlamento Europeo, al Consiglio e al Comitato economico e Sociale europeo, sull’applicazione della direttiva 2008/52/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale. Molti di questi suggerimenti, sono stati inviati anche al ministro al Presidente della Repubblica con tanto di risposta, (ancora disponibili nei link in basso) al Ministro ellai Giustizia Orlando e ai suoi più stretti collaboratori. La Commissione, pur riconoscendo che "in questo stadio non è necessario modificare la direttiva” fa presente che " la sua applicazione può essere ulteriormente migliorata”. “Gli Stati membri dovrebbero, ove necessario e opportuno, adoperarsi maggiormente per promuovere e incoraggiare l'uso della mediazione attraverso i diversi mezzi e meccanismi previsti nella direttiva ed esaminati nella presente relazione. In particolare, occorrerebbero ulteriori sforzi a livello nazionale per aumentare il numero di controversie per la cui risoluzione le autorità giurisdizionali invitano le parti a ricorrere alla mediazione. Esempi di migliori prassi al riguardo sono: l'obbligo per le parti di indicare nelle domande presentate agli organi giurisdizionali se la mediazione è stata tentata; in particolare in materia di diritto di famiglia, e comunque di tutte le materie obbligatorie, la partecipazione a sessioni informative obbligatorie nel quadro di un procedimento giudiziario e l'obbligo per l'organo giurisdizionale di considerare la mediazione in ogni fase del procedimento giudiziario; gli incentivi finanziari che rendono la mediazione economicamente più attrattiva rispetto al procedimento giudiziario; la possibilità di rendere esecutivo l'accordo di mediazione senza richiedere necessariamente il consenso di tutte le parti dell’accordo”. Nella relazione, si parla anche di possibili allargamento della mediazione ad altri diritti disponibili, per esempio quelli relativi alla famiglia. Le regole, per l’applicazione dei sistemi extragiudiziali, non possono essere regolamentati da soggetti che hanno tutto l’interesse a far applicare regole diverse da quelle previste dall’U.E. (Gli Avvocati) e come per esempio, la gratuità della prestazione e che come da Direttive, Gli Avvocati non potrebbero nemmeno fare i Mediatori, ne i difensori essendo La Mediazione un'istituto stragiudiziale. Se volete Verificare la normativa cliccante sul link nella nostra Home a destra sotto riferimenti normativi, cliccate su direttiva 2008/52/CE, quella applicata anche in Francia, Ungheria, addirittura in Cina, al Paragrafo 2, leggete bene e Troverete che l'avvocato non dovrebbe fare il Mediatore, perchè con imprinting di parte, Deve essere eseguita invece da Specialisti della Comunicazione o specialisti della Materia, in quanto qualsiasi Titolo universitario rilasciato, ha sempre negli esami, Le norme imperative, partendo dalla costituzione: In Sociologia, (come in Francia la mediation Socielle, la fanno i Sociologi), perchè è la Facoltà che prepara meglio, già al primo anno nell'esame di Comunicazione, tra le domande vi è Tecniche di Mediazione, nel secondo e terzo anno, si studia oltre tutte le Materie inerenti la Società, Diritto di Famiglia, Diritto Costituzionale, Diritto Privato, Diritto Civile e Penale ed elementi di diritto Processuale. Perchè il Sociologo deve sempre essere aggiornato su ogni materia, essendo poi il Ricercatore dei Problemi Sociali e su come Risolverli. Leggete le direttive e Vedrete con i Vostri occhi. E non è Tutto: I sistemi extragiudiziali di risoluzione di controversie non possono essere gestiti da organismi appartenenti all’ordine degli avvocati. Lo dice l’U.E. e il codice civile.
Questo contrasta fortemente con quanto previsto sia dall’articolo 1 della legge 31 dicembre 2012 n. 247 (rispetto dei principi costituzionali, della normativa comunitaria e dei trattati internazionali, specificità della funzione difensiva davanti all’autorità giuziaria) sia dall’art 812 del codice di procedura civile, che offre una indicazione che si può sintetizzare nel senso che : “chiunque può essere designato arbitro”. Intatti, l’articolo del c.p.c. citato offre soltanto un’elencazione di chi non può essere nominato arbitro, dal che si deduce che la sfera dei possibili arbitri è assai ampia e non può riguardare solo quella dell’avvocatura. Ultimo aggiornamento Mercoledì, Ottobre 05 2016 01 Settembre 2016 "DOVE SI LITIGA DI PIU'"... Scritto da Administrator Indice dove si litiga di più, Mediazioni più accentuate al sud come da tabella!!!OMCI CERCA MEDIATORI NELLE ZONE INDICATE SULLA TABELLA Sotto Riportata: Requisiti, oltre quelli richiesti dalla Legge, Buona conoscenza della Comunicazione, Ricordare La prima Regola di OMCI, La MISSION, Il Mediatore deve essere in grado di Portare la Pace Tra le Parti in causa, per info, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
!!!www.omci.org Il Presidente e Responsabile Scientifico. Dr. Claudio Salusso
29 Agosto 2016 29/08/2016 - Ordinanza N. R.G. 121/2015 TRIBUNALE ORDINARIO di TRAPANI Scritto da Administrator Ordinanza N. R.G. 121/2015 TRIBUNALE ORDINARIO di TRAPANI SEZIONE ORDINARIA CIVILE VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 121/2015 tra CARMELA RUSSO FRANCESCA RUSSO ATTORI e GIUSEPPA RUSSO GIOVANNI CANDELA GIUSEPPE CANDELA CONVENUTI TERZO CHIAMATO INTERVENUTO Oggi 13.7.2016, innanzi al dott. Fiammetta Lo Bianco, sono comparsi: Per gli attori l’avv. BRILLANTE FRANCESCO che si riporta alle note depositate in data 10.6.2016 quanto alla questione della procedibilità; nel merito insiste in Firmato Da: LO BIANCO FIAMMETTA Emesso Da: POSTECOM, tutti i propri scritti difensivi. Per GIOVANNI CANDELA e GIUSEPPE CANDELA l’avv. SINATRA MAURIZIO GIUSEPPE, oggi sostituito dall’avv. Giovanni Alagna che si riporta alle comparse di costituzione e risposta E’ altresì presente ai fini della pratica forense il dott. Davide Ruggirello. Il Giudice, sentite le parti e lette le note difensive depositate dall’avv. Brillante in data 10.6.2016; Rilevato Che dalla documentazione di causa si evince che l’invito a partecipare all’incontro di mediazione diretto alla sig.ra Giuseppa Russo contiene una erronea indicazione del domicilio; Letto il primo comma dell’art. 8 d.lgs. 28/2010, il quale stabilisce che la domanda e la data del primo incontro sono comunicate all’altra parte “con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione”; Ritenuto che nel caso di specie l’articolo menzionato è stato disatteso, in quanto non si è proceduto alla comunicazione dell’invito con mezzo adeguato, stante l’erronea indicazione dell’indirizzo del destinatario nella comunicazione; Rilevato ancora Che il mediatore nel verbale di mediazione non ha neppure individuato le parti del procedimento giudiziale, sicché non ha appurato che Russo Giuseppa è contumace; Firmato Da: LO BIANCO FIAMMETTA Emesso D: caf, Rilevato Che la mancanza di detta verifica ha impedito di verificare l’erronea indicazione del domicilio ove far pervenire l’invito alla mediazione; Ritenuto Che il procedimento di mediazione obbligatoria non si è correttamente instaurato nei confronti della sig.ra Giuseppa Russo; Ritenuto Che, alla luce della genericità con cui il mediatore ha adempiuto ai propri obblighi di legge in punto di individuazione delle parti del giudizio, la rilevata irregolarità non può ridondare in danno della parte attrice, ben avendo potuto il mediatore verificare l’individuazione delle parti e del loro domicilio; considerata La non scindibilità delle posizioni sostanziali e processuali assunte da tutti i convenuti Dispone La rinnovazione della procedura di mediazione nei confronti di tutti i convenuti e assegna all’attrice termini di 15 giorni per adire l’organismo di mediazione al fine di tentare la conciliazione e fissa in prosieguo l’udienza del 16.11.2016, ad ore 10,30. Il Giudice Dott. Fiammetta Lo Bianco:
ULTIME NEWS Ultimo aggiornamento Lunedì, Agosto 29 2016 29 Luglio 2016 28/07/2016 – Importante Da Studiare bene Per i Mediatori: La proposta di conciliazione ordinata dal Giudice deve essere fatta, dopo essere stata riattivata la procedura di mediazione, anche in assenza di una delle parti! Scritto da Administrator La proposta di conciliazione ordinata dal Giudice deve essere fatta, anche in assenza di una delle parti. Questo è quanto dice il Giudice Dott. Fabrizio Pasquali del Tribunale di Vasto.
Ultimo aggiornamento Martedì, Agosto 09 2016 11 Luglio 2016 26/07/2016: Da Studiare Bene per i Mediatori, Non sono presenti le parti non Vengono effettuati più incontri fino alla fine del Procedimento? L'accordo non viene Raggiunto? IL Giudice dispone un nuovo avvio di mediazione, Fino a Fine Procedimento; Scritto da Administrator Il Mediatore Deve scrivere a Verbale i nomi cognomi dati delle Parti e Lo stesso per i (Consulenti) Difensori, specialmente se non si arriva all'accordo, in Modo che ill Giudice abbia tutti i dati, a Disposizione!!!!
Giudice Masoni Sciogliendo la riserva assunta, rileva quanto segue: I. in diritto, dispone, anzitutto, l'art. 8, 1° comma, d.lgs. n. 28/2010 (come modificato dall'art. 84 del d.l. n. 69 del 2013), che: “al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l'assistenza dell'avvocato. Durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento”. La norma ha anzitutto introdotto l'assistenza obbligatoria della parte nel procedimento di mediazione (in precedenza non prevista), introducendo poi una sorta di incontro preliminare avente finalità lato sensu informativa, nel corso del quale il mediatore “chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione”. Dalla disposizione testé richiamata, che univocamente richiama un “primo incontro” (delle parti), emerge trasparente che la condizione di procedibilità in discorso si considera avverata, anzitutto, laddove si sia svolto un primo incontro (seppur conclusosi senza accordo); ovvero, in altre parole, che le parti si siano fisicamente incontrate alla presenza del mediatore (e con l'assistenza dei rispettivi avvocati). Né potrebbe qualificarsi per tale un incontro meramente cartaceo, ovvero, quello ipotizzabile in presenza di missive, telegrammi o fax inviati dalle parti (renitenti alla comparizione personale) direttamente al mediatore o alla sede dell'organismo. In tal caso è stato, giustamente, escluso l'avveramento della condizione di procedibilità della domanda (Trib. Roma 29 settembre 2014, in Dir. Giust., 2014). In secundis, poi, stando sempre al tenore letterale del disposto normativo, all'incontro col mediatore devono partecipare le parti personalmente (per quanto sempre assistite dall'avvocato). Trasparente è la previsione dettata dal comma 1° dell'art. 8 che, lessicalmente, scinde la presenza della parte (personalmente) da quella del difensore per la partecipazione agli incontri di mediazione. Entrambi devono congiuntamente partecipare al primo incontro ed a quelli successivi (“ le parti devono partecipare con l'assistenza dell'avvocato”). Non avrebbe d'altro canto senso logico prevedere l'attività informativa che il mediatore è tenuto ad esplicare in sede di primo incontro se non in un'ottica informativa a beneficio della parte personalmente comparsa. Posto che il difensore, in quanto mediatore di diritto e titolare degli obblighi informativi ex art. 4, comma 3, nei confronti del cliente, non abbisogna di informazione su funzione e modalità di svolgimento della mediazione. Premesso ciò, nell'ottica di garantire lo “svolgimento della mediazione” e considerare attuata la condizione di procedibilità della domanda, appare indispensabile che al primo incontro innanzi al mediatore siano presenti le parti personalmente assistite dal difensore, non essendo sufficiente che compaia unicamente il difensore, nella veste di delegato della parte (Trib. Bologna 5 giugno 2014, in www.Giuraemilia.it.). Laddove non tutte le parti siano
presenti, sarà onere del mediatore aggiornare l'incontro invitandole a comparire personalmente. In taluni precedenti giurisprudenziali si legge l'affermazione secondo cui la partecipazione in mediazione costituisce attività personalissima che la parte non può delegare al difensore, pena pronunzia di improcedibilità della domanda, non ritenendosi in tal caso espletata la procedura compositiva e di conseguenza assolta la condizione di procedibilità (Trib. Vasto 9 marzo 2015, in Dir giust.; Trib. Pavia 9 marzo 2015, in www.Altalex). Premesso ciò, per la necessaria partecipazione personale delle parti agli effetti del soddisfacimento della condizione di procedibilità, si sta orientando, in modo sempre più convinto, la prassi giurisprudenziale dell'ultimo anno, inaugurata dal Tribunale di Firenze (Trib. Firenze 19 marzo 2014, in Giustizia civile com., 2014, con nota adesiva di MASONI, La nuova mediazione delegata, dove eravamo rimasti ?; in Giur. it., 2015, 639, con nota di BENIGNI, La condizione di procedibilità nella mediazione disposta d'ufficio dal giudice; Trib. Firenze 26 novembre 2014, in Adrintesa.it.; in www.mondoadr.it; Trib. Pavia 9 marzo 2015). II. Tenuto conto che, nella specie, innanzi al mediatore, come si legge nel verbale negativo depositato in atti, è comparso l'avv. Morandi, unitamente al sig. Filippi Giuliano, mentre per il convenuto è comparsa (unicamente) l'avv. Maria Assunta De Luca per il chiamato in mediazione con delega e, pertanto, non anche quest'ultima personalmente, devesi disporre un nuovo incontro di mediazione, non essendo allo stato integrata la condizione di procedibilità della domanda, per esssere Esperita si deve svolgere tutta la Mediazione, non basta il 1° incontro;
dispone che la parte più diligente depositi nuova istanza di mediazione innanzi all'organismo di mediazione nei quindici giorni successivi alla comunicazione di questo provvedimento. Rimette le parti avanti a sé per discussione all'udienza del 13 gennaio 2017 h. 10,00. Ultimo aggiornamento Lunedì, Settembre 05 2016 28 Giugno 2016 23/06/2016: Mediazione: sanzione per l’assente anche se vince la causa; Scritto da Administrator STUDIARE BENE:
Le sanzioni per la mancata partecipazione all’incontro di mediazione Qualora la lite verta su determinati settori del diritto, chi inizia la causa (cosiddetto attore) ha l’obbligo di tentare una conciliazione con la futura controparte processuale (cosiddetto convenuto), innanzi a uno degli organismi di mediazione con sede nel luogo ove si trova il tribunale di competenza. Quest’obbligo viene detto “condizione di procedibilità”: il che significa che se la causa viene intrapresa senza aver avviato il tentativo di conciliazione, il magistrato non può esaminare la domanda e deve necessariamente rigettarla. Si tratta di una sorta di “sanzione” per chi non ha inteso applicare la regola della mediazione, regola rivolta a ridurre il contenzioso nelle aule giudiziarie.
La domanda dell’attrice risulta fondata nei limiti di quanto di seguito precisato. D.A. lamenta che avendo subito danni alla persona a causa della caduta provocata da una buca, e necessitando di un intervento chirurgico per la ricostruzione del legamento crociato ginocchio destro, vi si era sottoposta presso la Casa di Cura P.., in data 5.12.2000 con l’intervento del chirurgo prof. P.P.. Poiché non aveva trovato alcun beneficio dall’intervento che ad avviso dei specialisti prof.ri M. e prof. P. – dalla stessa attrice in momenti diversi consultati – era stato eseguito in modo imprudente ed erroneo, era stata costretta a sottoporsi ad altro intervento chirurgico in data 14.3.2001 presso Villa … Chiedeva pertanto il risarcimento dei danni alla persona subiti nonché il ristoro delle spese erogate per gli interventi (che però, ad esclusione dell’intervento del P., neppure allegava) I convenuti ed la terza chiamata resistevano. Il medico contestando l’addebito di errore professionale e dichiarando di non aver mai ricevuto la messa in mora stragiudiziale di D.A.. La casa di cura contestando ogni addebito e chiedendo in caso di condanna la specificazione del riparto delle rispettive responsabilità(medico-struttura).
Ciò in quanto si ritiene che le parti ben potrebbero pervenire ad un accordo conciliativo. Apportatore di utilità per ognuna di esse. Ed infatti oltre all’aspetto della durata della causa – beninteso, di questa come di ogni altra – che può penalizzare, sia pure in modo diverso, ciascuno dei contendenti, incombe sempre il rischio del risultato ultimo (che non è solo la sentenza, ma gli eventuali successivi gradi di giudizio nonché, per chi spetti, in caso di non volontario adempimento, i tempi ed icosti dell’esecuzione coattiva). In definitiva l’alternativa all’accordo è che l’esito del giudizio possa, per ciascuna delle parti, essere diverso e peggiore di quello ambito circostanza questa niente affatto anomala ma insita nella natura stessa della giurisdizione.
Al contrario, allo stato odierno degli atti, con la proposta del giudice, le parti possono predeterminare i risultati del percorso, valutarne da subito la convenienza e beneficiarne degli effetti. Nell’ipotesi che taluna delle parti non sia disponibile ad aderire all’accordo, ne dovrà essere esposto a verbale il motivo in modo specifico, in modo da consentire al giudice di regolare, con la sentenza, le posizioni delle parti secondo giustizia (che in questo caso potrebbe equivalere a sanzionare la irragionevolezza del rifiuto ed il pregiudizievole disinteresse alla trattativa traendone le debite conclusioni a mente dell’art.91 e co.III° dell’art.96 cpc nonché delle altre norme in materia di A.D.R. così come previste dalla legge e sviluppate dalla giurisprudenza, massime di questo giudice)
In particolare si formula la proposta in calce sviluppata, che è parte integrante di questa ordinanza. Benchè la legge non preveda che la proposta formulata dal giudice ai sensi dell’art.185 bis cpc debba essere motivata (le motivazioni deiprovvedimenti sono funzionali alla loro impugnazione, e la proposta ovviamente non lo è, non avendo natura decisionale); tuttavia si indicano alcune fondamentali direttrici che potrebbero orientare le parti nella riflessione sul contenuto della proposta e nella opportunità e convenienza di farla propria, ovvero di svilupparla autonomamente.
Alle parti si assegna termine fino alla data del 28.2.2015 per il raggiungimento di un accordo amichevole sulla base di tale proposta. Dalla eventuale infruttuosa scadenza del suddetto termine, decorrerà quello ulteriore di gg.15 per depositare presso un organismo di mediazione, a scelta delle parti congiuntamente o di quella che per prima vi proceda, la domanda di cui al secondo comma dell’art.5 del decreto; con il vantaggio di poter pervenire rapidamente ad una conclusione, per tutte le parti vantaggiosa, anche da punto di vistaeconomico e fiscale (cfr. art.17 e 20 del decr.legisl.4.3.2010 n.28), della controversia in atto.
Vanno, ancora, avvertite le parti che: a. la proposta del giudice che segue è permeata da un contenuto di equità e che oltre a ciò l’esito dell’ulteriore corso della causa, laddove mancasse l’accordo, non consente a ciascuna delle parti di considerare definitivamente stabilizzati, nel bene e nel male, i suoi contenuti; b. ai sensi e per l’effetto del secondo comma dell’art.5 decr.lgsl.28/’10 come modificato dal D.L.69/’13 è richiesta alle parti l’effettiva partecipazione al procedimento di mediazione demandata e che la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione demandata dal giudice oltre a poter attingere, secondo taluna interpretazione giurisprudenziale, alla stessa procedibilità della domanda, è in ogni caso comportamento valutabile nel merito della causa. c. Viene infine fissata un’udienza alla quale in caso di accordo le parti potranno anche non comparire; viceversa, in caso di mancato accordo, potranno, volendo, in quella sede fissare a verbale quali siano state le loro posizioni al riguardo, anche al fine di consentire l’eventuale valutazione giudiziale della condotta processuale delle parti ai sensi degli artt.91 [1] e 96 III° cpc [2]
[4] ….il pagamento a favore di D.A.ed a carico di P.P., Casa di Cura .. e spa … Assicurazioni, della complessiva somma di €.8.000,00 di cui la metà a carico della spa Casa di Cura .. e l’altra metà a carico 50% ciascuno P. P. e spa.. Assicurazioni Ultimo aggiornamento Domenica, Luglio 03 2016 11 Giugno 2016 11/06/2016: ADR: ecco gli incentivi alla mediazione previsti dal nuovo decreto in arrivo; Scritto da Administrator FINALMENTE UN PRIMO PASSO: Il nuovo decreto in arrivo destinato a dare rilievo alle ADR dovrebbe prevedere anche incentivi alla mediazione, sia per gli avvocati che per i magistrati. Ecco qualche anticipazione. Nello specifico, per gli avvocati: le mediazioni che si concluderanno con esito positivo dovrebbero attribuire (il condizionale è d’obbligo in attesa di dati certi) un credito formativo per ogni mediazione, mentre anche per la formazione si prevedono crediti formativi più mirati per i partecipanti. Per quanto riguarda i magistrati, invece, le mediazioni demandate dovrebbero essere comunicate al Giudice in caso di esito positivo e lo stesso verbale positivo varrebbe come provvedimento giurisdizionale (quindi farebbe statistica). Previste poi regole più chiare per i mediatori e per i responsabili degli Organismi, mentre si rafforzeranno sempre più i princìpi cardine della mediazione come imparzialità, riservatezza e trasparenza. Probabile l’aumento, inoltre, delle spese di avvio. In tal senso va interpretata anche la stipula dell'accordo (siglato ieri, 8 giugno) tra Osservatorio ADR ed Ente Nazionale per il Microcredito, che prevede il sostegno a quei professionisti legali che siano disposti a specializzarsi nel campo delle ADR. In realtà è, questa, una strada che già viene percorsa da tempo, con intenti anticipati sia dal Guardasigilli, Andrea Orlando, che dal sottosegretario di Stato presso il ministero della Giustizia, Cosimo Maria Ferri in occasione di diversi eventi istituzionali. Il primo ha già fatto sapere in più occasioni di pensare ad un ulteriore allargamento delle materie obbligatoriamente destinate alla mediazione oltre che ”al potere già oggi attribuito al giudice di imporre le parti del giudizio e di attivare il procedimento dove ne veda i presupposti”. Da qui l’istituzione di una commissione di studi presso il Ministero avvenuta nei mesi scorsi proprio per favorire le Alternative Dispute Resolutions. Cosimo Maria Ferri, invece, oltre a sottolineare spesso l’importanza di costanti interventi di incentivazione e di un rafforzamento della fiducia da parte dei cittadini”nella sicurezza e nella tutela stragiudiziale”, insiste sul ruolo del primo incontro per il tentativo di mediazione, il quale ”non deve essere inteso come semplice passaggio formale, alla sola presenza degli avvocati, ma dovrà essere percepito con maggiore attenzione e partecipazione”. Ultimo aggiornamento Giovedì, Settembre 01 2016 08 Giugno 2016 E dopo bruxelles, i giudici, i cittadini anche di seguito Il contributo di Confindustria alla mediazione, Studiare bene in particolare il Pag.1 Pag. 2; Scritto da Administrator Ecco contributo di Confindustria redatto per la "Commissione di studio per la riforma degli strumenti ADR". Clicca qui Ultimo aggiornamento Mercoledì, Giugno 08 2016 04 Giugno 2016 04/06/2016 - MEDIAZIONE sempre prima della negoziazione; Scritto da Administrator Tutti ricorderanno che lo avevamo detto in tempi non sospetti, che la negoziazione era un duplicato del DS.Lgs 28/2010 e che è un "papocchio".
La negoziazione genera solo perdita di tempo e confusione e per questo deve essere abolita.
Deve essere espletato sempre prima il tentativo di mediazione, a nostro avviso, a prescindere se, si tratta di mediazione "obbligatoria" o "facoltativa" (art, 2 del citato decreto).
Ecco l'ordinanza del Tribunale di Verona
Ultimo aggiornamento Sabato, Giugno 04 2016 Altri articoli...
OMCI R.O.M. 251 Omci R.O.M. 251 Ente Formativo N°303
Improcedibilità: La mediazione obbligatoria non si estende alle domande nei riguardi di terzi chiamati in causa;
10/02/2016: Non presentarsi in Mediazione non giova, chi è in contumacia poi ha sempre torto:
MEDIAZIONE CIVILE: La condizione di procedibilità non potrà considerarsi avverata con un incontro preliminare tra i soli difensori ancorché muniti di procura speciale; TRIBUNALE DI PAVIA
29/03/2016: Riproponiamo alcuni Dati;
Da studiare bene per i Mediatori:22/03/2016 La ripartizione delle spese in caso di condominio "parziale"“ 11/03/2016. ARTICOLO TRATTO DA "ITALIA OGGI"
Quando la Mediazione è fatta da Persone competenti e con avvocati Favorevoli all’istituto l’accordo si Raggiunge eccome!
Mediazione civile: il rifiuto per chi non aderisce deve essere giustificato e Motivato;
Mediazione civile e commerciale, conflitto tra DIRETTIVE.
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