Source: http://www.rivistadirittotributario.it/2018/10/01/art-2-d-lgs-742000-uso-documentazione-medica-mendace/
Timestamp: 2019-01-20 13:54:46+00:00
Document Index: 102275455

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Art. 2 D.lgs. 74/2000 e uso di documentazione medica mendace
Di IVO CARACCIOLI - 01 ottobre 2018
Sentenza n. 17126/18
La Cassazione, con la sentenza n. 17126/2018, prende in esame il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti di cui all’art. 2 D. lgs. 74/2000, nel caso in cui nella dichiarazione IRPEF vengano falsamente indicate spese non effettuate o effettuate in misura inferiore.
Nel caso di specie, si era realizzata da parte di più soggetti in concorso tra loro, la predisposizione di documentazione medica relativa a prestazioni sanitarie mai sostenute, che poi veniva utilizzata dai diversi contribuenti per indicare nelle dichiarazioni elementi passivi fittizi e poter abbattere così l’imposta dovuta.
La Corte nella sentenza in commento precisa che al fine dell’integrazione della fattispecie di cui all’art. 2 cit. è rilevante la falsa indicazione di spese deducibili dall’imposta sia quando le stesse non siano state effettuate, sia quando siano state effettuate, ma in misura inferiore.
In secondo luogo esamina la nozione di “altri documenti fiscalmente rilevanti e relativi ad operazioni inesistenti” che vengono menzionati nell’art. 2 accanto alle fatture. Infatti, mentre la nozione di fattura risulta nell’art. 21 D.P.R. 633/1972, più incerta è quella di “altro documento” . L’orientamento della giurisprudenza, ribadito dalla sentenza in esame, è nel senso di ricomprendere nella nozione di documenti quelli aventi, ai fini fiscali, valore probatorio analogo alle fatture, come la ricevuta fiscale, le ricevute per spese mediche appunto, o per interessi sui mutui, le schede carburanti.
Una volta accertato che il documento preso in considerazione sia penalmente rilevante, il reato previsto dall’art. 2 sussiste sia nel caso di falsità materiale che di falsità ideologica, cioè sia nel caso in cui il contribuente rediga personalmente una scrittura riportante una spesa mai sostenuta, sia nel caso in cui la fattura sia redatta effettivamente dal soggetto emittente ma la prestazione documentata non risulti essere mai stata eseguita.
Nel caso poi di falso materiale, non può ritenersi sussistente la frode prevista dall’art. 3 stesso decreto legislativo perché per la sussistenza di tale delitto i mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento non devono consistere nell’utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.