Source: https://www.laleggepertutti.it/196289_quale-legge-tutela-i-portatori-di-handicap
Timestamp: 2018-05-23 12:51:23+00:00
Document Index: 2156111

Matched Legal Cases: ['art. 337', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 337', 'art. 3', 'art. 1']

Quale legge tutela i portatori di handicap
Lo sai che? Quale legge tutela i portatori di handicap
Tutte le leggi che prevedono i diritti dei disabili: dalla costituzione alle norme fiscali, dalla tutela sul lavoro a quella socio-sanitario-assistenziale.
Se hai un familiare disabile tu stesso rientri nella categoria dei portatori di handicap, è probabile che ti stia chiedendo quali sono le agevolazioni previste dall’ordinamento per le persone svantaggiate. In realtà ve ne sono più di una e spaziano dalla materia fiscale a quella socio-assistenziale, dalla tutela sull’ambiente di lavoro ai dipendenti caregiver. Se dunque vuoi sapere quale legge tutela i portatori di handicap ti consiglio di perdere tre minuti del tuo tempo per leggere attentamente questo articolo. Potrà esserti utile nei rapporti con l’amministrazione, con il tuo datore di lavoro, in farmacia, in ospedale o con l’Agenzia delle Entrate.
1.1 Articolo 2 Costituzione
1.2 Articolo 3 Costituzione
1.3 Articolo 24 Costituzione
1.4 Articolo 32 Costituzione
2 Chi è portatore di handicap?
2.1 Soggetti aventi diritto
2.2 Accertamento dell’handicap
4 Mantenimento dei figli maggiorenni portatori di handicap
5 Congedo figli disabili Legge 104
6 Permessi legge 104/1992
7 Permessi retribuiti Legge 104
8 Congedo straordinario Legge 104
10 Pensione anticipata invalidità
11 Scelta della sede di lavoro
12 Rifiuto al trasferimento
13 Rifiuto di lavoro notturno
14 Detrazioni Irpef per chi ha figli a carico con handicap
15 Agevolazioni per acquisto e manutenzione auto
15.1 Chi ne può usufruire?
16 Detrazione spese per badanti
17 Spese mediche
17.1 Deduzioni fiscali
17.2 Detrazioni fiscali
18 Altri mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici
19 Abbattimento delle barriere architettoniche
20 Assistenza personale
21 Agevolazione imposta di successione e donazione
La prima tutela nei confronti dei portatori di handicap è contenuta nella Costituzione che prevede una serie di norme volte ad evitare discriminazioni. In particolare:
«La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana».
«Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi».
«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività».
Chi è portatore di handicap?
Quando la legge parla di disabili fa riferimento sempre a quelli che hanno un grave handicap per come indicato dall’articolo 3 della legge n. 104/1992, certificato con verbale dalla Commissione per l’accertamento dell’handicap presso l’Asl secondo il successivo articolo 4 della legge n. 104/1992..
Ecco cosa dice l’articolo 3 della legge 104/1992:
«1. E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
4. La presente legge si applica anche agli stranieri e agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale. Le relative prestazioni sono corrisposte nei limiti ed alle condizioni previste dalla vigente legislazione o da accordi internazionali!.
Ecco invece cosa dice l’articolo 4 della legge 104/1992:
1-bis). Nel caso in cui gli accertamenti di cui al comma 1 riguardino persone in età evolutiva, le commissioni mediche di cui alla legge 15 ottobre 1990, n. 295, sono composte da un medico legale, che assume le funzioni di presidente, e da due medici specialisti, scelti fra quelli in pediatria, in neuropsichiatria infantile o nella specializzazione inerente la condizione di salute del soggetto. Tali commissioni sono integrate da un assistente specialistico o dall’operatore sociale di cui al comma 1, individuati dall’ente locale, nonché dal medico INPS come previsto dall’articolo 19, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, commi 3 e 4, della citata legge n. 295 del 1990.
Mantenimento dei figli maggiorenni portatori di handicap
Il codice civile stabilisce che i genitori hanno nei confronti dei figli maggiorenni portatori di handicap grave gli stessi doveri che hanno nei confronti dei figli minori, in quanto la legge prevede espressamente che si applichino le stesse norme (art. 337 septies c. 2 cod. civ.). È quindi sempre dovuto un assegno per il loro mantenimento, senza che sia necessaria una esplicita richiesta (indispensabile invece per i maggiorenni non economicamente indipendenti).
In questo modo vengono tutelati i figli maggiorenni che possono anche non raggiungere mai una completa autonomia o autosufficienza proprio per le loro limitate capacità. Per legge l’handicap è grave quando la minorazione riduce l’autonomia personale correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione (art. 3 c. 3 L.104/92, richiamato dall’art. 37 bis disp.att. c.c. in riferimento all’art. 337 septies cod. civ.).
Cosa si considera handicap grave? Si tratta di ogni malattia che compromette la capacità di apprendimento, di relazione della persona, di integrazione lavorativa e che origina da patologie fisiche o psichiche.
Secondo la definizione generale data dalla legge è handicappata la persona che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione (art. 3 c. 1 L. 104/92).
Il lavoratore genitore di un minore disabile portatore di handicap grave ha diritto al congedo parentale retribuito prolungato. Nel dettaglio, si tratta di un congedo parentale con la durata massima di 3 anni, retribuito con un’indennità pari al 30% dello stipendio; alternativamente, il lavoratore può fruire di 2 ore di permesso giornaliero indennizzato, oppure di 3 giorni mensili di permesso retribuito. Queste agevolazioni, grazie alle recenti modifiche del Jobs Act, possono essere godute sino al compimento del dodicesimo anno d’età del bambino.
La spettanza dell’agevolazione deve seguire un preciso ordine: in primo luogo, ne ha diritto il coniuge che convive col soggetto, poi i genitori, i figli conviventi, i fratelli e le sorelle conviventi e, in ultimo, gli altri parenti o affini sino al terzo grado, purchè conviventi. È necessario, anche in questo caso, il certificato di handicap in situazione di gravità, ai sensi della Legge 104.
Detrazioni Irpef per chi ha figli a carico con handicap
Chi ha un figlio a carico portatore di handicap può usufruire delle seguenti detrazioni Irpef:
1.620 euro, se il figlio ha un’età inferiore a tre anni (se il figlio non fosse disabile, la detrazione sarebbe di 1.220 euro ossia 400 euro in meno);
1.350 euro, per il figlio di età pari o superiore a tre anni (se il figlio non fosse disabile, la detrazione sarebbe di 950 euro ossia 400 euro in meno).
La detrazione varia in funzione del reddito complessivo del genitore. L’importo diminuisce con l’autore del reddito. Da 95 mila euro in poi non spetta alcuna detrazione.
Il figlio deve essere riconosciuto disabile ai sensi della legge 104/1992.
Agevolazioni per acquisto e manutenzione auto
Sono riconosciute agevolazioni fiscali per l’acquisto dell’auto per chi è portatore di un handicap riconosciuto ai sensi della legge 104/1992 o per i suoi familiari a condizione che il disabile sia fiscalmente a carico (ossia non bisogna avere un reddito annuo superiore a 2.840,51 euro). Tali agevolazioni consistono nella:
esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà;
impossibilità di procedere al fermo auto
accesso alle aree ztl e ai parcheggi invalidi.
Per maggiori informazioni ti consiglio la guida Come funziona la legge 104 per acquisto auto?
disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni; si tratta dei soggetti con handicap grave derivante da patologie (comprese le pluriamputazioni) che comportano una limitazione; permanente della capacità di deambulazione.
disabili con ridotte o impedite capacità motorie: si tratta di coloro che presentano ridotte o impedite capacità motorie ma che non risultano contemporaneamente «affetti da grave limitazione della capacità di deambulazione». Per essi è necessario l’adattamento del veicolo.
Per quanto riguarda i sordi, invece, occorre far riferimento alla legge n. 381 del 26 maggio 1970 (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 3/E del 2 marzo 2016), che all’art. 1, comma 2, recita testualmente «…si considera sordo il minorato sensoriale dell’udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva…».
Detrazione spese per badanti
Nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se il reddito complessivo non supera € 40.000, le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale danno diritto alla detrazione.
Sono considerati non autosufficienti i soggetti non in grado di assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare gli indumenti. Lo stato di non autosufficienza deve essere comprovato da certificazione medica.
Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta debitamente firmata, rilasciata dall’addetto all’assistenza. La documentazione deve contenere gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e di quello che presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.
La detrazione del 19% è ammessa in relazione ad un importo di spesa non superiore a € 2.100 (detrazione massima € 400).
Spetta anche se le spese sono sostenute per i familiari di cui al n. 1225, non importa se a carico o meno.
Il limite di € 2.100 deve essere considerato con riferimento al singolo contribuente a prescindere dal numero dei soggetti cui si riferisce l’assistenza.
Nel caso in cui più familiari hanno sostenuto spese per assistenza riferite allo stesso familiare, il limite massimo di € 2.100 va ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa.
I portatori di handicap possono dedurre completamente dalle tasse le spese mediche generiche che per quelle di assistenza specifica (infermieristica e riabilitativa, assistenti di base o operatori tecnico assistenziali). Queste ultime sono deducibili dal reddito complessivo anche se sono sostenute dai familiari dei disabili che non risultano fisicamente a carico.
Il capitolo «detrazioni fiscali» invece prevede due categorie di spese: quelle come per tutti i contribuenti con detrazione del solo 19% e quelle detraibili interamente.
Spese mediche con detrazione al 19%
Per determinate spese sanitarie e per l’acquisto di mezzi di ausilio è riconosciuta una detrazione dall’Irpef del 19%. In particolare, possono essere detratte dall’imposta, per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro (cosiddetta franchigia), le spese sanitarie specialistiche (per esempio, analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche).
Detrazione integrale della spesa medica
Per gli altri mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici è riconosciuta ai portatori di handicap:
In condominio è prevista la maggioranza semplice per approvare le opere di abbattimento delle barriere architettoniche (maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresentino almeno la metà dei millesimi). Se non si forma la maggioranza, il disabile può ugualmente eseguire l’opera a proprie spese. Sull’importo pagato è consentita una detrazione Irpef.
Per l’assistenza personale è riconosciuta una:
Agevolazione imposta di successione e donazione
Inoltre, al verificarsi di determinate condizioni, la legge n. 112 del 22 giugno 2016 ha previsto l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per i beni e i diritti conferiti in un trust o gravati da un vincolo di destinazione e per quelli destinati a fondi speciali istituiti in favore delle persone con disabilità grave. Tra le principali condizioni richieste per l’esenzione, quella che il trust, il fondo speciale e il vincolo di destinazione devono perseguire come finalità esclusiva l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità grave, in favore delle quali sono istituiti.
24/02/2018 alle 11:09
Buon giorno, le chiedo pe r gentilezza visto che nessuno da una risposta sicura perfino gli addetti dell’INPS, nell’attesa dei 12 mesi di finestra per chi inoltra la domanda di pensione anticipata avendo una invalidità civile dell’85%, una pensione ordinaria di invalidità e 60 anni e 7 mesi, la pensione ordinaria di invalidità in attesa che parte la pensione di vecchiaia viene sospesa per i 12 mesi di attesa? Sarei molto grato se la risposta me la date per email grazie.
24/02/2018 alle 11:38
Buon giorno, volevo sapere se esiste un obbligo di legge o un regolamento da parte dell’amministratore condominiale creare posti auto per disabili?
Grazie potete rispondermi con email.