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Timestamp: 2019-10-17 03:43:43+00:00
Document Index: 163037394

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 66', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 85']

Accertamento imposte sui redditi – Accertamento – Indici sintetici di affidabilità fiscale – Periodo di imposta 2018 – Ulteriori chiarimenti in risposta ad alcuni quesiti pervenuti da associazioni di categoria e ordini professionali. | Bollettino tributario
Pubblicato settembre 13th, 2019	 da ssalvatores & archiviato in Home, Notizie Free, Prassi.
Circolare 9 settembre 2019, n. 20/E, dell’Agenzia delle entrate
1. UTILIZZO DEGLI ISA AI FINI DELLE ATTIVITÀ DI ANALISI DEL RISCHIO E SELEZIONE; 1.1 Punteggio attribuito a seguito dell’applicazione degli ISA.
2. CAUSE DI ESCLUSIONE; 2.1 Società cooperative a mutualità prevalente; 2.2 Affitto d’azienda; 2.3 Cessazione dell’attività prevalente; 2.4 Modifica dell’attività in corso d’anno per effetto inizio nuova attività; 2.5 Soggetti che determinano il reddito con criteri forfetari.
3. SEGNALAZIONI RELATIVE AGLI INDICATORI E AL FUNZIONAMENTO DEL SOFTWARE; 3.1 Incidenza dei costi residuali di gestione; 3.2 Apporto di lavoro delle figure non dipendenti; 3.3 Copertura delle spese per dipendente; 3.4 Indicatori di anomalia specifici per l’ISA AG31U; 3.5 Anno di inizio attività risultante in Anagrafe Tributaria.
4. COEFFICIENTE INDIVIDUALE; 4.1 Significatività del coefficiente individuale.
5. COMPILAZIONE DEI MODELLI; 5.1 Modello ISA per le attività tecniche svolte da geometri; 5.2 Modello ISA AG70U.
6. DATI DELLE PRECOMPILATE; 6.1 Riscontro e modificabilità dei dati delle Precalcolate ISA 2019; 6.2 Calcolo relativo al reddito dei periodi d’imposta precedenti; 6.3 Dati relativi a soggetti che negli anni precedenti non hanno applicato gli studi di settore; 6.4 Assenza di alcuni dati precalcolati; 6.5 Soggetti per i quali sono stati predisposti i dati precalcolati; 6.6 Numero degli incarichi risultante dalle CU; 6.7 Data di riferimento per i dati precalcolati; 6.8 Modalità di calcolo delle variabili precalcolate.
7. REGIME PREMIALE; 7.1 Disponibilità del credito in compensazione emergente dalla dichiarazione; 7.2 Esonero dal visto di conformità e modifica del punteggio ISA; 7.3 Benefici premiali per i soggetti che dichiarano sia reddito d’impresa che reddito agrario di cui all’art. 32 del TUIR; 7.4 Limiti per i rimborsi IVA.
8. PROROGA VERSAMENTI; 8.1 Versamento dell’IVA dovuta in base alla dichiarazione; 8.2 Applicabilità degli ISA agli operatori del comparto agricolo; 8.3 Rateazione dei versamenti.
9. ULTERIORI COMPONENTI POSITIVI; 9.1 Indicazione di ulteriori componenti positivi; 9.2 Durata e decumulo delle scorte e Incidenza dei costi residuali di Gestione.
8. proroga dei versamenti: sono riportati i quesiti riguardanti la proroga dei versamenti al 30 settembre disposta dall’articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34;
D. In caso di punteggio ISA particolarmente basso, logicamente inferiore a 6, quali saranno le conseguenze per il contribuente? Si innescherà automaticamente una procedura di verifica? Oppure il punteggio per innescare una verifica deve essere corroborato da altri elementi? Come vengono considerati i contribuenti che presentano un punteggio compreso fra 6 e 7,99?
R. L’articolo 9-bis prevede al comma 14 che “l’Agenzia delle entrate e il Corpo della guardia di finanza, nel definire specifiche strategie di controllo basate su analisi del rischio di evasione fiscale, tengono conto del livello di affidabilità fiscale dei contribuenti derivante dall’applicazione degli indici, nonché delle informazioni presenti nell’apposita sezione dell’anagrafe tributaria di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605”.
D. Una società cooperativa che operi prevalentemente (95%) a favore dei propri soci può considerarsi esclusa dall’applicazione degli ISA?
R. Si fa presente che i D.M. di approvazione degli ISA del 23 marzo e 28 dicembre 2018 hanno previsto una causa di esclusione dall’applicazione degli stessi per le società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.
Tanto premesso, nei confronti delle società cooperative a mutualità prevalente non è prevista alcuna causa di esclusione dall’applicazione degli ISA; tuttavia, per tali soggetti, con riferimento all’applicazione degli studi di settore, con la circolare 110/E del 1999 , era stato chiarito che, in caso di attività svolte in via non esclusiva, in sede di contraddittorio con il contribuente, … omissis …, gli Uffici dovevano tenere conto, comunque, che tali cooperative operavano in situazioni di mercato influenzate dal perseguimento di fini mutualistici che potevano incidere in maniera anche rilevante sui ricavi conseguiti, riconoscendo alle stesse l’assenza di logiche prettamente di mercato.
D. Le istruzioni ai modelli ISA precisano che costituisce non normale svolgimento dell’attività il periodo d’imposta in cui la società ovvero l’impresa individuale ha concesso in affitto l’unica azienda. Lo stesso principio vale anche nei periodi d’imposta successivi di durata del contratto di affitto d’azienda? Ad esempio, se nel 2017 una società ha concesso in affitto l’unica azienda e la durata del contratto è di 6 anni, si chiede, se anche per l’anno 2018 e successivi, si tratta di un non normale svolgimento dell’attività.
R. Perdurando per più periodi d’imposta la condizione idonea a configurare una fattispecie di non normale svolgimento dell’attività, in tutte le annualità considerate il soggetto potrà considerarsi escluso dalla applicazione degli ISA.
D. Come si deve comportare un soggetto che nel 2018 ha svolto due attività e nel corso del 2018 ha cessato l’attività prevalente?
L’Agenzia in passato, nella circolare 30 del 19 settembre 2013 , aveva precisato che tale situazione configurasse, per gli studi di settore, un periodo di non normale svolgimento dell’attività. Anche ai fini ISA vale lo stesso principio?
R. L’articolo 9-bis prevede, al comma 6, che gli ISA non si applichino ai periodi d’imposta nei quali il contribuente ha iniziato o cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta ovvero non si trova in condizioni di normale svolgimento della stessa.
Vale, anche in questo caso, quanto chiarito nelle istruzioni parte generale degli ISA sopra richiamate «A titolo esemplificativo, si considera non normale svolgimento dell’attività: … f) la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata. È il caso, ad esempio, di un imprenditore che fino ad aprile ha svolto l’attività “Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria” (codice attività – 46.32.20, compreso nell’ISA AM21U) e da maggio in poi quella di “Trasporto con taxi” (codice attività – 49.32.10, compreso nell’ISA AG72U). Al contrario, non costituisce causa di esclusione la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata qualora le due attività (quella cessata e quella iniziata) siano contraddistinte da codici attività compresi nello stesso ISA».
D. Come ci si deve comportare nel caso in cui nel corso del periodo d’imposta 2018 sia iniziata una attività che diventa l’attività prevalente al 31-12-2018?
Inoltre, le istruzioni parte generale degli ISA chiariscono che «A titolo esemplificativo, si considera non normale svolgimento dell’attività: … f) la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata. È il caso, ad esempio, di un imprenditore che fino ad aprile ha svolto l’attività “Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria” (codice attività – 46.32.20, compreso nell’ISA AM21U) e da maggio in poi quella di “Trasporto con taxi” (codice attività – 49.32.10, compreso nell’ISA AG72U). Al contrario, non costituisce causa di esclusione la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata qualora le due attività (quella cessata e quella iniziata) siano contraddistinte da codici attività compresi nello stesso ISA”.
D. Si chiede conferma che i contribuenti assoggettati a regimi di determinazione del reddito d’impresa con criteri forfetari (ad es. regime agevolato forfetario previsto dalla legge n. 398 del 1991) siano esclusi dalla applicazione degli ISA.
R. I decreti ministeriali di approvazione degli ISA (1) hanno introdotto, tenuto conto di quanto disposto dal comma 7 dell’articolo 9-bis, ulteriori cause di esclusione dall’applicazione degli ISA.
D.1 Si chiede di chiarire le modalità di funzionamento dell’indicatore “Incidenza dei costi residuali di gestione”. Tale indicatore, in particolare, appare molto penalizzante posto che nel calcolo sembra tener conto degli importi afferenti imposte e tasse.
R. L’indicatore “Incidenza dei costi residuali di gestione” verifica che le voci di costo relative agli oneri diversi di gestione e alle altre componenti negative costituiscano una plausibile componente residuale di costo rispetto ai costi totali di gestione.
D.2. Nell’elaborare gli ISA del contribuente esercente attività di Agente di commercio è stata notata una particolare criticità correlata all’indicatore di anomalia relativo all’incidenza dei costi residuali.
R. Nell’ISA AG61U le soglie dell’indicatore di anomalia “Costi residuali di gestione” sono state opportunamente tarate per tener conto delle deduzioni forfetarie previste per il settore. In fase di evoluzione dell’ISA sarà analizzata la possibilità di adottare la soluzione, già utilizzata nell’ISA AG68U, di chiedere separatamente il dato relativo alle deduzioni forfettarie e di costruire l’indicatore dei “Costi residuali di gestione” al netto di tale componente.
D. Spesso scatta l’anomalia relativa all’apporto di lavoro delle figure non dipendenti. Nelle società di persone, di solito, tutti i soci sono amministratori ma non necessariamente prestano la loro attività in modo continuativo nell’impresa.
Pertanto, per evitare l’anomalia, si dovrebbero indicare percentuali più elevate di lavoro che influiscono sugli indici di affidabilità ricavi per addetto o valore aggiunto per addetto determinando una riduzione del punteggio degli stessi. In tali casi come si deve agire?
R. Le soglie individuate per l’indicatore “Analisi dell’apporto di lavoro delle figure non dipendenti” sono differenziate in funzione della tipologia di figura, della natura giuridica e del numero totale di addetti che rivestono tale ruolo.
D. Spesso scatta l’anomalia relativa alla copertura delle spese per dipendente che restituisce sempre valore 1 nel caso in cui il rapporto tra le spese per dipendente e il valore aggiunto per addetto assuma valori superiori all’unità.
Tale indicatore non tiene conto di particolari situazioni economiche in cui possono trovarsi le imprese soprattutto di piccola dimensione. Proprio la ridotta dimensione della struttura aziendale impedisce all’imprenditore di ridurre il proprio personale dipendente preferendo sacrificare i propri margini di reddito.
R. L’indicatore in argomento verifica che l’impresa generi un valore aggiunto per addetto coerente con le spese per dipendente. Se le spese per dipendente sono superiori al valore aggiunto per addetto, l’indicatore elementare di anomalia assume valore 1.
D. Gli indicatori di anomalia specifici del settore delle autoriparazioni che valutano la coerenza tra il numero degli addetti e la dimensione strutturale delle imprese risultano spesso molto stringenti. In particolare ci si riferisce a:
• Indicatore Mq di officina per addetto; tale indicatore scatta quando viene ritenuto eccessivo il numero dei mq rispetto al numero degli addetti. Nel caso scatti l’anomalia, l’indicatore si posiziona fra i valori che vanno da 1 a 5. Al riguardo va tenuto in considerazione che, in alcuni casi, le imprese possono avere ridotto il personale a causa della crisi economica ma non la struttura dimensionale (fisica) dell’officina.
• Numero di ponti sollevatori per addetto; l’indicatore verifica la plausibilità del numero di ponti sollevatori in rapporto al numero di addetti impiegati. L’indicatore è calcolato come rapporto tra il numero di ponti sollevatori e il numero di addetti. Qualora presenti un valore superiore a 1, l’indicatore è applicato e il relativo punteggio assume solo valore 1.
R. Le soglie degli indicatori di anomalia specifici per l’ISA AG31U sono state individuate sulla base di un’approfondita analisi economica delle strutture imprenditoriali del settore, al fine di cogliere situazioni di non corretta compilazione dei modelli dichiarativi.
D. Si chiede di chiarire se sia possibile che un’anomalia correlata alla errata indicazione dell’anno di inizio attività condizioni in modo significativo il punteggio di affidabilità (ad esempio 7,75 su 10).
R. Con riferimento al quesito in oggetto, si rappresenta che per alcuni ISA l’anno di inizio attività risultante in “Anagrafe Tributaria” fa riferimento a una variabile (età professionale) direttamente rilevante per la stima dei compensi per addetto e/o del valore aggiunto per addetto. In tal caso, negli stessi ISA è previsto uno specifico indicatore di anomalia. Come precisato nell’Allegato 1 al D.M. del 9 agosto 2019, che meglio esplicita le formule contenute nell’Allegato 10 al D.M. del 27 febbraio 2019, l’anno di inizio attività risultante in Anagrafe Tributaria viene utilizzato, in fase di applicazione degli ISA, come indicatore di anomalia dell’analogo dato dichiarato dal contribuente nel frontespizio del modello ISA.
D. I coefficienti individuali per la stima dei ricavi/compensi e valore aggiunto, calcolati dall’Agenzia delle entrate, sono descritti nel D.M. del 27.2.2019 come “indici di attitudini manageriali, potere di mercato …”, posseduti o meno dal contribuente e calcolati, appunto, dall’Agenzia delle entrate. Risulta pertanto molto difficile, per gli operatori dei servizi fiscali, far comprendere all’impresa come l’Amministrazione finanziaria abbia giudicato con un coefficiente, le attitudini manageriali ed il potere di mercato di quest’ultima. In particolare non appaiono comprensibili quali siano i fattori determinanti questo voto, gli eventuali deficit gestionali dell’impresa individuati dall’Agenzia e le soluzioni per porre rimedio a queste situazioni.
R. Le modalità di calcolo del coefficiente individuale sono riportate nell’Allegato 72 approvato con D.M. del 23 marzo 2018 e nell’Allegato 110 approvato con D.M. del 28 dicembre 2018. Il coefficiente individuale che viene direttamente calcolato e fornito dall’Agenzia delle entrate come variabile “precalcolata”, si basa sull’applicazione degli ISA agli 8 periodi d’imposta precedenti. Esso misura l’impatto di certe variabili specifiche, non direttamente osservabili (come appunto capacità manageriali, potere di mercato, ecc.), su ricavi e/o valore aggiunto.
Ad esempio, un coefficiente individuale pari a “0,047565873940” significa che l’impresa presenta una migliore produttività del 5%, nel caso della stima dei ricavi per addetto, e una migliore redditività del 5%, nel caso della stima del valore aggiunto per addetto, rispetto alle altre imprese del settore esaminato.
D. Una società di geometri esercita l’attività utilizzando il codice attività relativo alle attività tecniche svolte da geometri. Per tale attività è previsto il modello ISA AK03U che però è predisposto per accogliere i soli dati per attività di lavoro autonomo. Si chiedono chiarimenti su come deve essere compilato il modello da parte di tale società.
R. Nelle Istruzioni parte generale dei modelli ISA, alla lettera g) del paragrafo 2.3, viene precisato che sono esclusi dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità, tra l’altro, i contribuenti che svolgono un’attività dalla quale conseguono redditi appartenenti ad una categoria reddituale diversa da quella per la quale è stato approvato l’ISA. Nel merito si ricorda che il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 28 dicembre 2018 ha approvato, tra gli altri, l’indice di affidabilità economica AK03U per le “Attività tecniche svolte da geometri, codice attività 71.12.30”, da applicare nei confronti dei contribuenti esercenti arti e professioni che svolgono in maniera prevalente tale attività.
D. Una società che ha quale attività prevalente le “Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti macchinari industriali” (codice attività 81.22.02) è tenuta alla compilazione del Modello ISA AG70U.
1. se la compilazione dei suddetti campi sia obbligatoria;
2. in caso affermativo, con quale dato valorizzare i suddetti righi posto che non vi sono lavori affidati con appalto pubblico o subappalto.
R. Occorre compilare i righi E01 “Appalto pubblico” ed E02 “Subappalto” del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dell’ISA AG70U solo se l’impresa opera con una delle due modalità di acquisizione dei lavori ivi previste. Secondo quanto rappresentato nel quesito, pertanto, non devono essere compilati i suddetti campi.
D.1 Nel caso in cui il punteggio ISA, particolarmente basso, sia frutto di anomalie generate da dati delle precompilate ritenuti non corretti, può il contribuente rimuovere l’anomalia modificando il dato delle precompilate? Se sì, quali riscontri farà l’Agenzia per verificare la correttezza del dato modificato?
D.2 Laddove il punteggio che attribuisce elementi di premialità sia frutto di errata compilazione del modello ISA, può essere successivamente disconosciuto il risultato?
D.3 Il contribuente deve verificare tutti i dati relativi alla sua precompilata?
R. Con riferimento ai quesiti posti, in via preliminare si rappresenta che non sussiste alcun obbligo specifico per contribuenti ed intermediari di modificare i dati precalcolati forniti dall’Agenzia ai fini del calcolo degli ISA, ma, invece, è data la possibilità di modificare tali dati per disattivare eventuali criticità evidenziate dagli indicatori elementari di anomalia.
– “Media di alcune variabili dichiarate dal contribuente con riferimento ai sette periodi d’imposta precedenti” (2);
D.1 Spesso il dato relativo al reddito dei periodi d’imposta precedenti non coincide con quello dichiarato dal contribuente. Quale è la formula utilizzata per il calcolo del reddito sulle precompilate ISA?
R. Nell’Allegato 1 approvato con il già citato D.M. del 9 agosto 2019, che meglio esplicita le formule contenute nell’Allegato 10, approvato con D.M. del 27 febbraio 2019, oltre all’elenco delle variabili “precalcolate” che devono essere rese disponibili dall’Agenzia delle entrate al contribuente e al suo intermediario ai fini dell’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) per il periodo d’imposta 2018, viene illustrata la formula del reddito preso a riferimento ai fini ISA per l’indicatore elementare di anomalia “Reddito negativo per più di un triennio”, calcolato nel seguente modo:
• per gli esercenti attività di impresa (3):
• per gli esercenti arti e professioni:
Va, infine, precisato che con riferimento ai soggetti economici esercenti attività di impresa che nel periodo d’imposta 2017 sono transitati dal sistema contabile improntato al criterio di competenza a quello di cassa, sono stati applicati interventi che tengono conto del passaggio da competenza a cassa (vedasi quanto illustrato nell’Allegato 1 approvato con il più volte citato D.M. del 9 agosto 2019).
D.2 Nel caso di passaggio dalla competenza alla cassa la ricostruzione del reddito del 2017 con quali criteri è avvenuta?
R. Nell’Allegato 1 approvato con il citato D.M. del 9 agosto 2019 (che ha meglio esplicitato le formule contenute nell’Allegato 10 approvato con D.M. del 27 febbraio 2019), è illustrata la metodologia che consente di trattare, con riferimento ai soggetti in contabilità semplificata di cui all’art. 66 del TUIR, il passaggio dal sistema contabile improntato al criterio di competenza a quello di cassa.
Per le imprese che hanno applicato i parametri è stata applicata una metodologia analoga, descritta nell’Allegato 1 approvato con D.M. del 9 agosto 2019 che ha modificato l’Allegato 10 approvato con D.M. del 27 febbraio 2019 meglio esplicitando le formule in esso contenute.
D. Nel caso in cui il contribuente nel 2018 sia tenuto agli ISA ma nel pregresso abbia applicato il regime forfetario o di vantaggio mancano, in tutto o in parte, i dati delle precompilate. Quale è il criterio utilizzato, in tal caso, per la costruzione dei dati delle precompilate? Quale è il criterio utilizzato invece se il contribuente è transitato da parametri ad ISA ordinari?
R. La metodologia per il calcolo delle variabili precalcolate è illustrata nell’Allegato 1 approvato con il già citato D.M. del 9 agosto 2019.
Sulla base dei dati degli studi di settore, dei parametri e degli ISA applicati dal contribuente negli otto periodi di imposta precedenti a quello di applicazione e delle altre fonti informative a disposizione dell’Amministrazione finanziaria vengono elaborate, con riferimento alle attività economiche oggetto dei singoli ISA e alla Tipologia di reddito, una o più posizioni ISA complete (4), corredate anche con i dati precalcolati per singola posizione ISA. Inoltre, sulla base delle informazioni citate vengono elaborate per ogni contribuente due posizioni ISA residuali, una per l’attività di impresa e una per l’attività di lavoro autonomo, senza riferimento ad uno specifico codice ISA e senza dati precalcolati per singola posizione ISA.
D. Perché i dati precompilati rilasciati dall’Agenzia delle entrate alle volte sono incompleti? Ad esempio, anno di inizio attività o altri dati non sempre sono presenti.
R. I dati relativi ad alcune delle variabili precalcolate elencate nell’Allegato 1 approvato con il citato D.M. del 9 agosto 2019, sono presenti solo se tali variabili risultano utilizzate dallo specifico ISA (con riferimento alla variabile precompilata “Anno di inizio attività” risultano interessati 103 ISA tra ordinari e semplificati). L’assenza del dato potrebbe verificarsi anche in relazione alle variabili precompilate utilizzate da tutti gli ISA, qualora il contribuente, sulla base dei dati degli studi di settore e dei parametri applicati negli otto periodi di imposta precedenti a quello di applicazione, non possa utilizzare una posizione ISA completa, ma solo la posizione ISA residuale, senza riferimento a uno specifico codice ISA e quindi senza dati precalcolati per singola posizione ISA.
D. Come può il contribuente/consulente verificare la correttezza dei dati contenuti nel file XML precalcolato? La conoscenza della metodologia è imprescindibile per consentire al contribuente/consulente di poter modificare il dato proposto laddove possibile e legittimo.
R. La metodologia per il calcolo delle variabili precalcolate è riportata nell’Allegato 1 approvato con D.M. del 9 agosto 2019 che ha meglio esplicitato le formule contenute nell’Allegato 10 approvato con D.M. del 27 febbraio 2019.
D. In alcuni modelli ISA (ad es. ISA AK02U) viene richiesto il dato relativo al numero degli incarichi.
R. In merito al quesito posto, si rappresenta che la Nota tecnica e metodologica dell’ISA AK02U individua le regole di funzionamento dell’indicatore “Corrispondenza del numero totale di incarichi con il modello CU”. Detto indicatore confronta il numero totale di incarichi indicati nel modello ISA con il numero dei modelli CU nei quali il contribuente risulta “percipiente” di somme imponibili indicate dal sostituto d’imposta nel prospetto “Certificazione di lavoro autonomo, provvigioni e redditi”.
il numero di incarichi da indicare nel modello ISA sarebbe pari a 11 ed essendo superiore al numero di CU (n.1), l’indicatore di anomalia non si applicherebbe.
– il numero totale di incarichi risultanti dai modelli CU;
D. I ravvedimenti a favore o a sfavore dell’impresa relativi ad anni precedenti vengono acquisiti dal sistema per la base dati dell’impresa relativa agli anni precedenti? (ad esempio ai fini del calcolo del coefficiente individuale o degli altri dati che saranno forniti nel file XML).
R. In fase di predisposizione delle banche dati contenenti le informazioni che sono fornite dall’Agenzia delle entrate per calcolare gli ISA di una determinata annualità viene considerata l’ultima dichiarazione validamente presentata.
D. Con il D.M. del 9 agosto 2019, è stato sostituito l’Allegato 10 approvato con D.M. del 27 febbraio 2019 che riportava l’elenco delle variabili da fornire al contribuente e al suo intermediario ai fini dell’applicazione degli ISA. A seguito della pubblicazione del D.M. del 9 agosto, i contribuenti o gli intermediari che avevano già acquisito a tale data i dati precompilati devono procedere nuovamente all’acquisizione dei dati ISA?
R. Si precisa che il D.M. del 9 agosto 2019, che ha sostituito l’Allegato 10 approvato con D.M. del 27 febbraio 2019, non ha apportato alcuna modifica al contenuto delle variabili “precalcolate” ma si è limitato ad esplicitarne le modalità di calcolo. Con riferimento al quesito posto, di conseguenza, il contribuente o l’intermediario non deve procedere a nessuna nuova acquisizione dei dati precalcolati.
D. Si chiede se, in presenza di punteggio pari a 8, calcolato in relazione agli ISA 2019, il contribuente possa compensare i crediti relativi alle imposte dirette ed IRAP fino a 20.000 euro scaturenti dalla dichiarazione dei redditi 2019 e dalla dichiarazione IRAP 2019 a decorrere dal 1° gennaio 2019, ovvero debba prima attendere la presentazione del modello ISA 2019 (scadenza 30 novembre 2019).
R. Ai commi da 11 a 13 dell’articolo 9-bis sono individuati gli effetti premiali correlabili ai diversi livelli di affidabilità fiscale conseguenti all’applicazione degli ISA.
Detti crediti possono essere utilizzati in compensazione già a partire dal giorno successivo a quello della chiusura del periodo di imposta nel quale sono maturati, senza necessità della preventiva presentazione del modello ISA. Tornano, infatti, applicabili i chiarimenti resi con la circolare n. 10/E del 2014 , ove è stato evidenziato che, mancando nell’articolo 1, comma 574, della legge n. 147 del 2013 (che dispone l’obbligo di apposizione del visto di conformità per l’utilizzo in compensazione delle eccedenze a credito delle II.DD. e IRAP) l’espresso obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione annuale (a differenza di quanto previsto per i crediti IVA di importo superiore ai 5.000 euro), detti crediti possono essere utilizzati già a partire dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta in cui sono maturati. Ovviamente, nel caso prospettato è necessario che:
D.1 Può verificarsi il caso che, ad un contribuente, l’ISA attribuisca un voto almeno pari ad 8 facendo venire meno l’obbligo del visto di conformità per la compensazione di crediti d’imposta entro il limite di 20.000/50.000 euro. Ci si chiede cosa succede se, dopo la compensazione senza apposizione del visto, per un qualsiasi motivo (errore, dichiarazione integrativa, lettera di compliance, accertamento, ecc.) il voto attribuito scende sotto il valore di 8.
D.2 Nel caso di ravvedimento a favore per l’impresa che incida anche sul punteggio ISA in modo più favorevole, se ne può tenere conto anche ai fini dei benefici premiali?
R. Il secondo periodo del comma 1 dell’articolo 9-bis prevede che “Gli indici” … “rappresentano la sintesi di indicatori elementari tesi a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, anche con riferimento a diverse basi imponibili, ed esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente, anche al fine di consentire a quest’ultimo, sulla base dei dati dichiarati entro i termini ordinariamente previsti, l’accesso al regime premiale di cui al comma 11”.
Si rammenta infine che l’utilizzo in compensazione di crediti in misura superiore ad euro 5.000, senza che sia stato apposto sulla dichiarazione il prescritto visto di conformità, comporta, nei confronti del contribuente, l’applicazione della sanzione prevista nel caso di omesso versamento (pari al 30 per cento del credito indebitamente utilizzato in compensazione), di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, oltre al recupero dell’ammontare dei crediti utilizzati (5).
D. Un contribuente svolge, sotto forma di impresa individuale, attività agricola di coltivazione cereali (codice ATECO 01.11.10) con volume d’affari pari a euro 100.000,00 ed attività agrituristica (codice ATECO 55.20.52) con volume d’affari di euro 80.000,00.
Allo stesso modo l’attività agrituristica, per effetto dell’opzione di cui all’art. 5 della legge n. 413/1991, determina l’IVA e i redditi in modo normale.
3) con riferimento alla sola attività soggetta agli ISA (ovvero l’attività agrituristica) possa fruire del beneficio premiale di riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento;
R. L’articolo 9-bis ha previsto l’istituzione degli ISA con esclusivo riferimento ad attività economiche esercitate in forma di impresa o di lavoro autonomo, ossia per quei soggetti che dichiarano redditi d’impresa (cfr. articolo 55 del TUIR) o redditi che derivano dall’esercizio di arti e professioni (cfr. articolo 53 del TUIR). I decreti del Ministro dell’economia e delle finanze del 23 marzo 2018 e del 28 dicembre 2018 hanno successivamente approvato 175 ISA prevedendone l’applicazione agli esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo che svolgono, come “attività prevalente”, una o più attività tra quelle per cui gli stessi sono stati approvati.
b) alla riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento con riferimento alla sola attività soggetta agli ISA (attività agrituristica);
D. Nella circolare n. 17/E del 2019 è stato precisato che “Relativamente ai crediti IVA maturati nell’anno d’imposta, i benefici previsti alle lettere a) e b) del comma 11 dell’articolo 9-bis non risultano correlabili ai livelli di affidabilità fiscale conseguenti all’applicazione degli ISA per il medesimo periodo d’imposta, a causa della diversa scadenza dei termini di presentazione della richiesta di compensazione e/o di rimborso del credito infrannuale nonché della dichiarazione annuale rispetto al termine di presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette”. Nella citata circolare è stato altresì aggiunto che il beneficio relativo all’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti IVA riguarda sia il credito di importo annuo non superiore a 50 mila euro risultante dalla dichiarazione annuale IVA relativa all’anno d’imposta 2019, che i crediti IVA infrannuali di importo non superiore a 50 mila euro annui maturati nei primi tre trimestri dell’anno di imposta 2020.
Allo stesso tempo la circolare chiarisce anche che “L’utilizzo in tutto o in parte del beneficio di esenzione per crediti IVA infrannuali limita l’eventuale ulteriore utilizzo, infrannuale o annuale, considerato che l’importo complessivo dell’esonero, pari a 50 mila euro, si riferisce alle richieste di compensazione effettuate nel corso dell’anno 2020”.
Al riguardo, poiché la medesima circolare n. 17 precisa che “si tratta dei crediti di importo comunque superiore a 30 mila euro annui, considerato quanto disposto dall’articolo 38-bis, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972”, si chiede se ai fini della soglia di esonero di 50.000 euro, si debbano considerare i rimborsi erogati liberamente ai sensi dell’articolo 38-bis, oppure se gli importi relativi a tali rimborsi debbano essere esclusi ai fini del calcolo.
R. In merito al quesito posto si ribadisce quanto già precisato nella circolare n. 17/E del 2019 in cui si fa presente che “l’utilizzo in tutto o in parte del beneficio di esenzione limita l’eventuale ulteriore utilizzo, infrannuale o annuale, atteso che l’importo complessivo dell’esonero, pari a 50mila euro, si riferisce alle richieste di rimborso effettuate nel corso dell’anno 2020”. Con tale precisazione l’Agenzia ha quindi chiarito che la soglia complessiva dell’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia (6), pari a 50.000 euro, si riferisce alle richieste di compensazione o di rimborso effettuate nell’anno, sebbene la disciplina di riferimento in tema di compensazione o rimborso dei crediti IVA, fissi i limiti per l’apposizione del visto di conformità ovvero la prestazione della garanzia con riferimento a ciascun periodo d’imposta.
Tanto premesso, in relazione all’esempio descritto nel quesito, il contribuente che ha già provveduto a richiedere, nel corso del 2020, rimborsi IVA complessivi per 43.000 euro (25.000 euro emergenti dalla dichiarazione annuale per il 2019 e 18.000 euro relativi al primo trimestre 2020) se volesse effettuare nei successivi mesi del 2020 una richiesta di rimborso di 22.000 euro relativa al secondo trimestre 2020, non potrebbe fruire dell’esonero previsto dal comma 11, lett. b), dell’art. 9-bis, atteso che tale richiesta porterebbe a superare la soglia dei 50.000 euro annui imposti dalla norma quale importo massimo del beneficio. Ai fini del raggiungimento della soglia, infatti, si devono considerare anche gli importi di 25.000 euro emergenti dalla dichiarazione annuale per il 2019 e 18.000 euro relativi al primo trimestre 2020, a nulla rilevando che gli stessi si riferiscono a due periodi d’imposta diversi.
D. L’articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, ha prorogato al 30 settembre 2019 i termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali ai fini delle imposte sui redditi, IRAP e IVA, per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale.
Si chiede conferma che tale proroga interessi anche il versamento dell’IVA a saldo per il 2018 per coloro che hanno deciso di versarla entro il termine del saldo delle imposte con la maggiorazione dello 0,4%, prevista per ogni mese o frazione di mese, a decorrere dal 16 marzo 2019. In caso affermativo, si chiede di precisare se la maggiorazione dello 0,4% è dovuta solo fino al 30 giugno come da chiarimento fornito in caso di analoga proroga con ris. n. 69 del 2012 ?
R. I termini di versamento delle somme emergenti dalle dichiarazioni annuali sono stati prorogati per effetto delle disposizioni di cui ai commi 3 e 4 all’articolo 12-quinquies del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (c.d. “Decreto Crescita”), convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58. In particolare, il citato comma 3 ha disposto che “Per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive, di cui all’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, nonché dell’imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019, sono prorogati al 30 settembre 2019”.
L’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale deve essere versata entro il 16 marzo oppure il versamento può essere differito alla scadenza prevista per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi con la maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo [artt. 6, comma 1, e 7, comma 1, lett. b), del D.P.R. n. 542 del 1999].
Ciò premesso, la proroga dei versamenti disposta dall’articolo 12-quinquies del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, incide anche sui versamenti delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte sui redditi, nonché sul versamento differito dell’imposta sul valore aggiunto che segue gli stessi termini di versamento stabiliti per l’imposta sul reddito delle persone fisiche.
R. Al riguardo si osserva che la risoluzione n. 64/E del 28 giugno 2019 ha chiarito come la proroga dei termini di effettuazione dei versamenti di cui all’articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge n. 34 del 2019 sia disposta per coloro che, contestualmente:
Da quanto precede emerge come una delle condizioni per poter beneficiare della proroga dettata dall’articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge n. 34 del 2019, sia l’applicabilità degli ISA.
Gli ISA sono stati istituiti (articolo 9-bis) ed approvati (decreti del Ministro dell’economia e delle finanze del 23 marzo 2018 e del 28 dicembre 2018) con esclusivo riferimento ad attività economiche esercitate in forma di impresa o di lavoro autonomo, ossia per quei soggetti che dichiarano redditi d’impresa (cfr. articolo 55 del TUIR) o redditi che derivano dall’esercizio di arti e professioni (cfr. articolo 53 del TUIR). Pertanto, qualora il reddito prodotto non rientri nelle richiamate categorie, pur in presenza di una attività per la quale risulterebbe approvato uno specifico ISA, non può trovare applicazione l’articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge n. 34 del 2019. In tale ipotesi, pertanto, i termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali ai fini delle imposte sui redditi, IRAP e IVA devono considerarsi quelli ordinari.
D. Con quali modalità è possibile procedere alla rateazione dei versamenti delle imposte dirette a seguito della proroga al 30 settembre 2019 stabilita dall’articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34?
R. In merito al quesito posto si rimanda ai chiarimenti sul tema forniti con la risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 71 del 1 agosto 2019 .
D. Si chiede se a seguito dell’applicazione degli ISA in cui emerga un esito che mostri la possibilità di dichiarare ulteriori componenti positivi per ottenere un punteggio pari a 10, sia possibile indicare anche importi minori.
R. Si ricorda che il comma 9 dell’articolo 9-bis prevede che “Per i periodi d’imposta per i quali trovano applicazione gli indici, i contribuenti interessati possono indicare nelle dichiarazioni fiscali ulteriori componenti positivi, non risultanti dalle scritture contabili, rilevanti per la determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, per migliorare il proprio profilo di affidabilità nonché per accedere al regime premiale di cui al comma 11. Tali ulteriori componenti positivi rilevano anche ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive e determinano un corrispondente maggior volume di affari rilevante ai fini dell’imposta sul valore aggiunto”.
D. Si chiede di chiarire perché per taluni indicatori elementari non compaiano nel software gli importi relativi ad ulteriori componenti positivi da indicare per migliorare il profilo di affidabilità (ad esempio indicatori “Durata e decumulo delle scorte” e “Incidenza dei costi residuali di gestione”).
R. Il comma 9 dell’art. 9-bis prevede che “Per i periodi d’imposta per i quali trovano applicazione gli indici, i contribuenti interessati possono indicare nelle dichiarazioni fiscali ulteriori componenti positivi, non risultanti dalle scritture contabili, rilevanti per la determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, per migliorare il proprio profilo di affidabilità nonché per accedere al regime premiale di cui al comma 11. Tali ulteriori componenti positivi rilevano anche ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive e determinano un corrispondente maggior volume di affari rilevante ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, salva prova contraria, all’ammontare degli ulteriori componenti positivi di cui ai precedenti periodi si applica, tenendo conto dell’esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali, l’aliquota media risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d’affari dichiarato”.
Dunque, per entrambi gli indicatori citati nel quesito, così come si deduce dal contenuto delle Note tecniche e metodologiche, non rilevano gli ulteriori componenti positivi che, pertanto, seppur dichiarati dal contribuente, non ne modificherebbero il risultato».
(2) Si tratta delle seguenti variabili: – Ammortamenti per beni mobili strumentali (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Canoni relativi a beni immobili (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Costi specifici: Carburanti e lubrificanti (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Costo del venduto e per la produzione di servizi (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Postazioni di lavoro (per taglio, acconciatura, ecc.) (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Tumulazioni (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Spese per lavoro dipendente al netto dei compensi corrisposti ai soci per l’attività di amministratore (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Spese per prestazioni rese da professionisti esterni (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Costi produttivi (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Totale spese per servizi (media dei sette periodi d’imposta precedenti); – Valore dei beni strumentali mobili in proprietà e in leasing (media dei sette periodi d’imposta precedenti).
(3) Per gli esercenti attività di impresa del comparto delle costruzioni (AG40U, AG69U, AK23U) il reddito è stato calcolato nel seguente modo: Reddito ai fini ISA = Ricavi + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso – [Costo del materiale impiegato e per la produzione di servizi – Variazione delle rimanenze relative a prodotti finiti, semilavorati e ai servizi + Spese per acquisti di servizi – Compensi corrisposti ai soci per l’attività di amministratore (società ed enti soggetti all’IRES) + Altri costi per servizi + Costo per il godimento di beni di terzi (canoni di locazione finanziaria e non finanziaria, di noleggio, ecc.) + Oneri diversi di gestione + Altri componenti negativi – “Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro”] – [Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l’attività dell’impresa – Compensi corrisposti ai soci per l’attività di amministratore (società di persone)] – [Ammortamenti + Accantonamenti] + [Risultato della gestione finanziaria – Interessi e altri oneri finanziari + Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni] + [Altri proventi considerati ricavi di cui alla lettera f) dell’art. 85, comma 1, del TUIR + Altri proventi e componenti positivi + Proventi straordinari – Oneri straordinari].
(4) Di seguito sono riportati alcuni esempi: – con riferimento ad un professionista che ha presentato, negli otto periodi di imposta precedenti a quello di applicazione, studi di settore e/o parametri e/o ISA inerenti attività economiche riconducibili ad uno specifico ISA, viene elaborata una posizione ISA completa, corredata anche con i dati precalcolati per singola posizione; – con riferimento ad una impresa che ha presentato, negli otto periodi di imposta precedenti a quello di applicazione, studi di settore e/o parametri e/o ISA inerenti attività economiche riconducibili a due differenti ISA, vengono elaborate due posizioni ISA complete, corredate anche con i dati precalcolati per singola posizione; – con riferimento ad un soggetto economico che ha presentato, negli otto periodi di imposta precedenti a quello di applicazione, studi di settore e/o parametri e/o ISA inerenti attività economiche riconducibili ad uno specifico ISA utilizzando entrambe le tipologie di reddito, vengono elaborate due posizioni ISA complete, una per l’attività di impresa e una per l’attività di lavoro autonomo.
(5) Al riguardo si veda quanto disposto dall’articolo 1, comma 574, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e dall’articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, di analogo contenuto, che prevedono che: «Nei casi di utilizzo in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dei crediti di cui al presente comma in violazione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità o della sottoscrizione di cui, rispettivamente, al primo e al secondo periodo sulle dichiarazioni da cui emergono i crediti stessi, ovvero nei casi di utilizzo in compensazione ai sensi dello stesso articolo 17 dei crediti che emergono da dichiarazioni con visto di conformità o sottoscrizione apposti da soggetti diversi da quelli abilitati, con l’atto di cui all’articolo 1, comma 421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, l’ufficio procede al recupero dell’ammontare dei crediti utilizzati in violazione delle modalità di cui al primo periodo e dei relativi interessi, nonché all’irrogazione delle sanzioni».