Source: http://blog.projectgroup.it/management/nuovo-reato-di-autoriciclaggio-231/
Timestamp: 2019-01-18 23:41:14+00:00
Document Index: 82237069

Matched Legal Cases: ['art. 648', 'art. 648', 'art. 25', 'art. 648', 'art. 9', 'art. 9']

Nuovo reato di Autoriciclaggio 231
Postato da Project Group il maggio 13, 2015
Come tanti nostri clienti anche noi di Project Group abbiamo scelto di adottare un sistema organizzativo “231”, per prevenire i reati di cui al “decreto sulla responsabilità amministrativa degli enti”. Il nostro Organismo di Vigilanza è composto da due belle avvocatesse, la dottoressa Anna Fadenti e la dottoressa Daniela Romano, che nel corso dell’anno verificano, controllano, ascoltano, consigliano perché la nostra compliance 231 sia sempre garantita!
A gennaio 2015 abbiamo saputo dell’aggiunta nel decreto 231 di un nuovo reato e di questo chiediamo all’Avv. Anna Fadenti e all’Avv. Daniela Romano.
Domanda: Quale è il nuovo reato previsto dalla 231?
Risposta: “Il reato di autoriciclaggio” La norma che ha introdotto la nuova figura delittuosa è la legge 15 dicembre 2014, n. 186, che introduce una serie di disposizioni volte ad incentivare l’emersione e il rientro dei capitali detenuti all’estero, insieme ad altre misure finalizzate a potenziare la lotta all’evasione fiscale. Dopo aver introdotto il nuovo reato di autoriciclaggio all’art. 648 ter. 1 nel codice penale, il legislatore ha proceduto anche a modificare l’articolo 25 octies del D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, includendo la nuova fattispecie tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa “da reato” degli enti.
Domanda: Quali sono le conseguenze dal punto di vista sanzionatorio?
Risposta: Dall’introduzione del reato di Autoriciclaggio ne consegue la possibilità di sanzionare gli enti i cui dipendenti (apicali e non), dopo aver commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impieghino, sostituiscano, trasferiscano, in attività finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione del precedente delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa e qualora sussista un interesse o vantaggio dell’ente. Dal punto di vista sanzionatorio, dunque, alle nuove sanzioni penali a carico delle persone fisiche ritenute responsabili del reato di autoriciclaggio di cui all’art. 648 ter.1, si accompagna, in via autonoma, anche la sanzione amministrativa ( pecuniarie) a carico dell’ente.
Domanda: A quanto ammontano le sanzioni?
Risposta: Il legislatore ha previsto che l’entità della pena cui soggiace l’ente per l’autoriciclaggio deve essere correlata a quella prevista per il reato presupposto; pertanto, l’art. 25 octies Dlgs 231/01 recita che in relazione all’art. 648 ter.1 c.p. si applica all’ente la sanzione pecuniaria da 200 a 800 quote. Nel caso in cui il denaro, i beni o altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione superiore nel massimo a cinque anni si applica la sanzione pecuniaria da 400 a 1000 quote. L’art. 9 del decreto indica il valore di ciascuna quota: da un minimo di di 258 euro ad un massimo di 1549 euro. Il giudizio è lasciato alla discrezione del giudice. Sono, poi, previste nei casi di condanna per il delitto in esame le sanzioni interdittive di cui all’art. 9, per una durata non superiore a due anni.
Domanda: Cosa deve fare un’azienda come Project Group che ha adottato un modello 231?
Risposta: Per gli enti che hanno optato per l’adozione di modelli organizzativi sorge la necessità di un aggiornamento del documento accompagnato dall’ulteriore ricerca di cautele organizzative e gestionali a finalità preventiva specificatamente rivolte a questo nuovo reato presupposto, anche per aspirare all’esimente in sede di giudizio. Dovrà essere riportato il testo del reato nella Parte generale del modello organizzativo e di gestione e valutato il rischio con l’individuazione dei processi sensibili nella Parte Speciale, cui seguiranno i presidi.
Domanda: Esistono dei riferimenti normativi utili a tale proposito?
Risposta: La normativa europea in materia di antiriciclaggio nonché il d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 -in specie rivolta a banche ed assicurazioni- e le best practices ad oggi sviluppate in merito, rappresentano imprescindibili fonti normative il cui rispetto costituisce elemento fondamentale di ogni giudizio di idoneità dei modelli in sede giudiziale.
Domanda: Quale è il periodo di riferimento per la corretta applicazione della norma?
Risposta: I modelli di organizzazione e gestione dovranno, individuare soluzioni di contrasto non solo per i reati commessi dopo l’entrata in vigore della norma, ma anche per reati commessi prima di tale data ma i cui profitti siano stati riciclati successivamente.
Domanda: Cosa si intende per soluzioni di contrasto?
Risposta: Si intendono misure preventive adottate per evitare l’incorrere del reato. L’introduzione del delitto di autoriciclaggio non comporta particolari problematiche in quanto l’applicazione di presidi di controllo adottati all’interno dei modelli Organizzativi per contrastare i reati di riciclaggio e reimpiego di capitali sono i medesimi richiesti per l’autoriciclaggio..
Domanda: Ci sono delle tipologie di azienda sulle quali il nuovo reato può avere un particolare impatto?
Risposta: Ovviamente dipende dalla tipologia di prodotto/servizio e anche del settore di appartenenza. Ma in generale il “rischio autoriciclaggio” non può essere sottovalutato dagli enti collettivi che hanno fatto della “cultura della legalità” una precisa scelta imprenditoriale.”
Ringraziamo le avvocatesse Anna Fadenti e Daniela Romano e diamo loro appuntamento in Project Group per la verifica dell’aggiornamento che a breve faremo del nostro modello organizzativo!!
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