Source: http://www.vbtv.it/2018/05/20/20-maggio-1970-nasce-lo-statuto-dei-lavoratori/
Timestamp: 2019-03-22 03:04:39+00:00
Document Index: 114606542

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.4', 'art.35', 'art. 18', 'art.36', 'art.37', 'art. 26', 'art.19']

20 maggio 1970 - Nasce lo Statuto dei Lavoratori -
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20 maggio 1970 – Nasce lo Statuto dei Lavoratori
Inserito su 20 Maggio 2018 da diego80 in ACCADDE OGGI
La legge 20 maggio 1970, n. 300 – meglio conosciuta come statuto dei lavoratori – è una delle principali normative della Repubblica Italiana in tema di diritto del lavoro.
Introdusse importanti e notevoli modifiche sia sul piano delle condizioni di lavoro che su quello dei rapporti fra i datori di lavoro, i lavoratori con alcune disposizioni a tutela di questi ultimi e nel campo delle rappresentanze sindacali; ad oggi di fatto costituisce, a seguito di minori integrazioni e modifiche, l’ossatura e la base di molte previsioni ordinamentali in materia di diritto del lavoro in Italia.
divieto, per il datore di retribuzione, di assegnare le guardie giurate al controllo dell’attività lavorativa dei lavoratori (secondo l’art.2 tale figura può esercitare esclusivamente la vigilanza sul patrimonio aziendale)
divieto d’uso di impianti audiovisivi (art.4) e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. La norma è ripresa dal Codice Privacy che impone la gradualità e i principi di necessità, finalità, legittimità e correttezza, proporzionalità e non eccedenza del trattamento, nonché l’obbligo di informativa del lavoratore.
Diverse sentenze dei pretori del lavoro hanno orientato la giurisprudenza ad un’estensione e classificazione più dettagliati degli impianti aziendali utilizzabili per un controllo a distanza del lavoratore. Fra questi rientrano i navigatori satellitari posti nelle auto aziendali o in dotazione ai cellulari di lavoratori che hanno l’obbligo della reperibilità. Anche l’installazione nei database di file di log pubblici consente oggi uno strumento di controllo della produttività del lavoratore. Tali sistemi mostrano in un file di testo, oppure in una tabella di più facile interpretazione, ora e data di tutte le operazioni in visualizzazione e aggiornamento compiute da un utente, mostrando il relativo nome. Talora, sono visibili solamente agli informatici che hanno privilegi di amministratore di sistema e comunque possono essere inviati a quanti richiedono un controllo “personalizzato”. Possono essere interni ad un database oppure del sistema operativo intero, e registrare quindi qualunque operazione un utente faccia nel proprio terminale.
Di particolare interesse, oltre a tutti gli articoli del primo titolo (artt.1-13, riguardanti anche il regime sanzionatorio, gli studenti lavoratori, ecc.) è il regime applicativo dello statuto. Sulla base di quanto disposto dall’art.35 dello statuto e degli dal 19 al 27 e l’art. 18 (oggetto di tante dispute e lotte), si applichino ad aziende con “…sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo che occupa più di quindici dipendenti…” (ridotti a cinque per le imprese agricole). Si afferma la tutela dell’attività sindacale ed il principio reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento.
La disposizione dell’art.36 e quella dell’art.37 (che limitava fortemente l’applicazione dell’intero Statuto nel campo dell’impiego pubblico), riducevano in maniera significativa il numero di lavoratori che potevano usufruire delle tutele offerte dalla legge n.300/1970.
Dopo la privatizzazione del diritto del lavoro pubblico in Italia avvenuta negli anni novanta, l’applicabilità della norma fu estesa anche ai dipendenti pubblici italiani.[3]
Referendum ed iniziative modificative
Referendum abrogativo del 1995
Con referendum abrogativo, proposto da PARTITO RADICALE, CGIL E PRI per arginare la crescita in quegli anni dei Comitati di Base, è stato modificato l’articolo 19, in merito alle rappresentanze sindacali. Con tale modifica le rappresentanze sindacali sono riservate ai sindacati firmatari di contratti nazionali e locali applicati nell’unità produttiva, e non più ai sindacati più rappresentativi in generale. Venne inoltre abrogato l’art. 26 comma 2 della legge, che sanciva il prelievo forzoso dalla busta paga dei lavoratori di contributi a favore dei sindacati, secondo le modalità stabilite dai CCNL.
La Corte Costituzionale, il 4 luglio 2013, su ricorso della FIOM, ha dichiarato incostituzionale l’art.19 dello Statuto «nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale sia costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell’unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori».[4][5][6]
Referendum abrogativo del 2000
Nel 2000 si è svolto un referendum per abolire le garanzie previste dall’articolo 18 ai lavoratori delle aziende con più di 15 dipendenti. Ha votato solo il 32,00% degli elettori (quindi non è stato raggiunto il quorum), e il sì comunque non ha avuto la maggioranza dei voti validi (33,40%).
Referendum abrogativo del 2003
Nel 2003 si è svolto un referendum per estendere le garanzie previste dall’articolo 18 ai lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti. Ha votato solo il 25,50% degli elettori (quindi non è stato raggiunto il quorum), e il sì ha avuto l’86,70% dei voti validi.
Nell’aprile 2016, la CGIL ha iniziato la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare verso una Carta dei Diritti del Lavoro universale.
https://it.wikisource.org/wiki/L._20_maggio_1970,_n._300_-_Statuto_dei_lavoratori#Art._1_-_Libert%C3%A0_di_opinione
Ecco il link completo per accedere al documento completo dello Statuto dei lavoratori.
Stauto dei lavoratori
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