Source: http://www.studioassociatoacerbi.it/news-blog/2018/07/decreto-dignita-cosa-cambia/
Timestamp: 2018-11-19 10:13:16+00:00
Document Index: 172706992

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 51']

Decreto dignità cosa cambia | Consulenza del Lavoro
Decreto Dignità "a pillole". Ma cosa cambia?
Decreto Dignità, cosa cambia! Una breve panoramica per i nostri lettori.
Il Decreto dignità è intervenuto, in maniera significativa, sulla disciplina dei contratti a tempo determinato, sulla somministrazione e sull’indennità risarcitoria in materia di licenziamenti illegittimi.
Dobbiamo in premessa dire ai nostri lettori che mentre stiamo redigendo il presente articolo manca la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Partiamo per converso, vediamo quali settori non sono stati toccati dal decreto:
Gli operai agricoli a tempo determinato la cui disciplina si trova all’interno del D.L.vo n. 375/1993;
I richiami in servizio dei volontari del Corpo dei Vigili del Fuoco;
I contratti a termine del personale con qualifica dirigenziale;
I rapporti per l’esecuzione di speciali servizi di durata non superiore a tre giorni, nel settore del turismo e del commercio, nei casi individuati dalla contrattazione collettiva, fermo restando l’obbligo di comunicare l’instaurazione del rapporto di lavoro entro il giorno antecedente. Si tratta di una tipologia contrattuale presente, da tempo, nel nostro ordinamento, ritornata “in auge” dopo la cancellazione dei “voucher” avvenuta con il D.L. n. 25/2017;
I contratti a termine del personale docente ed ATA per il conferimento delle supplenze ed al personale sanitario, anche dirigente, del Servizio Sanitario Nazionale;
I contratti a tempo determinato ex lege n. 240/2010;
Il personale artistico e tecnico delle Fondazioni musicali non si applicano i primi tre commi dell’art. 19 e l’art. 21;
Il personale delle Pubbliche Amministrazione continua ad applicarsi l’art., 36 del D.L.vo n. 165/2001.
Ma quali sono Le novità del nuovo articolo 19 del Decreto Legislativo n. 81/2015?
L’aumento dell’aliquota contributiva in caso di rinnovo dopo il primo contratto;
Ricordiamo che Il limite massimo dei ventiquattro mesi non riguarda i contratti di lavoro stagionali per i quali è rimasta invariata (comma 2 dell’art. 21) la previsione già contenuta, a suo tempo, nell’art. 5, comma 4 –ter del D.L.vo n. 368/2001: essi percorrono una strada parallela, destinata a non incontrarsi mai, con quella degli altri contratti a termine.
Molto importante ricordare anche, come l’art. 19, ed esattamente il comma 2, ove l’unica novità introdotta riguarda la sostituzione della parola “trentasei” con “ventiquattro” può essere derogato sia dalla contrattazione collettiva (la vecchia norma che fa salve le intese sindacali non ha subito cambiamenti), anche aziendale, secondo la specifica offerta dall’art. 51 che con l’ulteriore contratto stipulato avanti ad un funzionario dell’Ispettorato territoriale del Lavoro.