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Timestamp: 2017-06-25 10:56:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 72', 'art. 5', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 72', 'art. 222', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 224', 'art.18']

Relazione sulla Valutazione dei rischi - PDF
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1 AZIENDA ESEMPIO Sindar S.r.l. Sede Legale Via Roma, 5 - Milano Relazione sulla Valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici pericolosi UNITA LAVORATIVA DI LODI Corso Archinti, 35 Il presente documento costituisce integrazione al documento di valutazione dei rischi redatto ai sensi dell art. 4 D.Lgs. 626/94, in funzione delle modifiche apportate dal D.Lgs. 25/02 al Titolo VII bis Edizione giugno 20022 Il documento di valutazione dei rischi è stato elaborato secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation. CHemical Exposure OPerating Evaluation è un marchio registrato di: Associazione Ambiente Lavoro Federchimica Sindar s.r.l. Qualsiasi riproduzione anche parziale del contenuto del documento o della metodologia è consentita per gli usi strettamente necessari alla valutazione preliminare del rischio, a patto di menzionarne la fonte. Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 2 di 243 INDICE ALLEGATI... 3 PRESENTAZIONE PREMESSA NORMATIVA METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI ESPOZIONE AGLI AGENTI CHIMICI PERICOLO SCHEMA LOGICO DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPOZIONE AGLI AGENTI CHIMICI PERICOLO RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI Dati dei prodotti Dati mansioni e attività Misure preventive e protettive adottate VALUTAZIONE PRELIMINARE DEL PERICOLO VALUTAZIONE DETTAGLIATA DEL RISCHIO Analisi degli adempimenti specifici ANALI DELLE ATTIVITA' DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE CHECK LIST DI CONTROLLO STESURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DESCRIZIONE DELL AZIENDA DESCRIZIONE GENERALE DEI LUOGHI DI LAVORO E DELLE ATTIVITA AGENTI CHIMICI UTILIZZATI MANONI LAVORATIVE ESPOSTE AD AGENTI CHIMICI VALUTAZIONE PRELIMINARE MISURE DI CUREZZA ADOTTATE E VALUTAZIONE DETTAGLIATA DEL RISCHIO MISURE DI RIDUZIONE DEL RISCHIO E VALUTAZIONE DEL RISCHIO REDUO Analisi della mansione Addetto al Reparto NDAR Analisi della mansione Addetto al Reparto NDAR Analisi della mansione Responsabile di produzione PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO ALLEGATI ALLEGATO 1 - ANAGRAFICA AZIENDA ALLEGATO 2 - ELENCO AGENTI ALLEGATO 3 - INDICI PERICOLOTA AGENTI ALLEGATO 4 - SCHEDE AGENTE ALLEGATO 5 - SCHEDE MANONE ALLEGATO 6 - SCHEDE DI VALUTAZIONE ALLEGATO 7 - SCHEDA RIEPILOGATIVA ALLEGATO 8 - MISURAZIONI DELLE ESPOZIONI PROFESONALI ALLEGATO 9 - STATO DI APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA ALLEGATO 10 - AZIONI DA INTRAPRENDERE Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 3 di 244 PRESENTAZIONE Il documento di valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi: è stato redatto ai sensi del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 25 "Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42, 98/24 e 99/38 riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro"; costituisce parte integrante del documento di valutazione dei rischi del 15/4/1997 redatto ai sensi del D.Lgs. 626/94 art. 4; è soggetto ad aggiornamento periodico ove si verifichino notevoli mutamenti che potrebbero averla resa superata ovvero quando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessità. La valutazione dei rischi è stata condotta dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione con la collaborazione del Medico Competente e il coinvolgimento preventivo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Il presente documento è stato illustrato e discusso nell ambito della riunione del 30/7/2002 alla presenza delle seguenti funzioni aziendali: DATORE DI LAVORO RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE MEDICO COMPETENTE RAPPRESENTANTE LAVORATORI PER LA CUREZZA Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 4 di 245 1. PREMESSA NORMATIVA La valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori viene effettuata a fronte di quanto richiesto dal D.Lgs. 19 settembre 1994 n. 626 art. 4 comma 1; il presente documento si riferisce alla valutazione dell esposizione ad agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro, in ottemperanza a quanto richiesto dall'art. 72 comma quater (introdotto dal D.Lgs. del 2 febbraio 2002, n. 25), e ne costituisce la necessaria integrazione. Il D.L.gs 2 febbraio 2002, n. 25 prescrive infatti al Datore di Lavoro di effettuare: la valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori preliminarmente, di aggiornarla periodicamente in funzione di modifiche sostanziali nel frattempo intercorse, di prendere in base alle risultanze, tutte le misure di prevenzione e protezione, collettiva ed individuale, necessarie a ridurre al minimo il rischio. La valutazione dei rischi deve contenere le informazioni relative a: natura, caratteristiche di pericolosità e quantitativi delle sostanze chimiche presenti; modalità di utilizzo, misure di prevenzione e protezione messe in atto; entità di esposizione, intesa come numero di lavoratori potenzialmente esposti, tipo, durata e frequenza dell esposizione; effetti delle misure di sicurezza messe in atto; valori limite di esposizione e valori biologici dell agente; risultati dei controlli sanitari e dei monitoraggi ambientali effettuati; eventuali conclusioni tratte dalle azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese; eventuali misure che si ritenga mettere in atto, in base alle risultanze della valutazione dei rischi. Il D.Lgs. 25/2002 si applica a tutte le attività in cui siano presenti sostanze pericolose ed in particolare sono compresi: la produzione; la manipolazione; l'immagazzinamento; il trasporto o l'eliminazione; il trattamento dei rifiuti. Gli agenti chimici sono quelli classificati o classificabili come: sostanze pericolose ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modifiche; preparati pericolosi ai sensi del decreto legislativo 16 luglio 1998, n. 285, e successive modifiche; che possano comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro; gli agenti chimici cui è stato assegnato un valore limite di esposizione professionale. Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 5 di 246 In particolare occorre riferirsi a sostanze e preparati: a) esplosivi b) comburenti c) estremamente infiammabili d) facilmente infiammabili e) infiammabili f) molto tossici g) tossici h) nocivi i) corrosivi j) irritanti k) sensibilizzanti l) cancerogeni m) mutageni n) tossici per il ciclo riproduttivo Sono invece esclusi dal campo di applicazione del D.Lgs. 25/02 sostanze e preparati che siano solo: o) pericolosi per l'ambiente La classificazione può essere individuata dalle frasi di rischio (frasi R) presenti sulle schede di sicurezza. Parlando di rischio di esposizione è possibile differenziare, come indica il D.Lgs. 25/02, tra: Rischio di esposizione Riferimento normativo Obblighi Moderato D.Lgs. 19 settembre 1994 n. 626 art. Valutazione dei rischi 72-quinquies comma 2 Informazione e formazione Non moderato D.Lgs. 19 settembre 1994 n. 626 art. Valutazione dei rischi 72-quinquies comma 2 Informazione e formazione Misure specifiche di protezione e prevenzione Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze Sorveglianza sanitaria Si ricorda che l analisi del rischio di esposizione ad agenti cancerogeni, ove pertinente, deve essere stata già effettuata ai sensi del D.Lgs. 25 febbraio 2000 n. 66 e riportata all interno della valutazione dei rischi nell ambiente di lavoro ai sensi del D.Lgs. 19 settembre 1994 n. 626, con compilazione del registro degli esposti e conseguente invio dello stesso agli organi preposti. Un ulteriore importante riferimento normativo è dato dagli obblighi previsti dall art. 5 comma 2 D.Lgs. 334/99 relativo ad azienda a rischio di incidente rilevante (Legge "Severo"), per cui anche gli stabilimenti che utilizzino sostanze pericolose al di sotto dei quantitativi limite previsti dall Allegato I del D.Lgs. 17 agosto 1999 n. 334 stesso devono provvedere all individuazione dei rischi con conseguente aggiornamento del documento di valutazione, ed alla formazione/informazione del personale ai sensi del D.M. 16 marzo Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 6 di 247 La tabella seguente riporta infine un quadro dei principali riferimenti normativi relativi al rischio chimico. Argomento Sicurezza e igiene del lavoro Agenti a rischio di incendio ed esplosione Dispositivi di protezione individuali Classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e preparati pericolosi Riferimento D.Lgs 19/09/94 n 626 e succ. mod. TITOLO VII - PROTEZIONE DA AGENTI CANCEROGENI MUTAGENI (come modificato dal D.Lgs. 25/02/00 n 66) TITOLO VII bis - PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI (come modificato dal D.Lgs. 02/02/02 n 25) D.P.R. 19/03/56 n 303 Capo II - Difesa dagli agenti nocivi. D.P.R. 27/04/55 n 547 TITOLO VIII - MATERIE E PRODOTTI PERICOLO O NOCIVI D.M. 10/03/98 D.P.R. 23/03/98 n 126 D.Lgs 04/12/92 n 475 D.M. 02/05/01 L. 02/02/97 n 52 D.Lgs. 16/07/98 n 285 Segnaletica di sicurezza D.Lgs. 14/08/96 n 493 Attività comportanti rischi di incidente rilevante D.Lgs. 17/08/99 n 334 D.M. 16/03/98 Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 7 di 248 2. METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI ESPOZIONE AGLI AGENTI CHIMICI PERICOLO 2.1. SCHEMA LOGICO DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPOZIONE AGLI AGENTI CHIMICI PERICOLO Nella Figura seguente è rappresentato lo schema logico previsto dal D.Lgs. 25/2002 per la valutazione del rischio di esposizione agli agenti chimici. Art. 72/4 c.1 Dati sostanze: Proprietà pericolose Limiti di esposizione Quantità presenti Art. 72/4 c.1 Effetti delle misure preventive e protettive adottate A rt. 72/4 V alutazione preliminare dei rischi Art. 72/4 c.1 Dati attività: Modalità di lavorazione Tipo di esposizione Durata di esposizione Livello di esposizione A rt. 72/4 c.2 M isure adottate Casi con rischio residuo di notevole esposizione Non moderati A rt. 72/4 c.1 I pericoli connessi con gli agenti chim ici sono: (art. 72/5 c.2) V alutazione dettagliata del rischio Moderati (art. 72/5 c.2) (specifiche criticità A rt. 72/7 + DM 10/3/98 Aggiornamento Piano di Emergenza A rt. 72/6 c.1,5,6,7 Elim inazione o riduzione del rischio mediante misure specifichedi prevenzione e protezione A rt. 72/4 c.2 Esito valutazione A rt. 72/4 Predisposizione relazione d ll di valutazione dei rischi No Esistono esposti a T,Xn, Xi? Sì A rt. 72/10-11 Predisposizione sorveglianza sanitaria A rt. 72/8 Informazione e formazione per i lavoratori A rt. 72/4 c. 7 A rt. 72/6 c.3-4 A rt. 72/10 c.7 V alutazione periodica del rischio Sì E dimostrabile altrimenti il raggiungimento di adeguati livelli di sicurezza No Art. 72/6 c.2 Monitoraggio periodico degli agenti chimici in ambiente di lavoro Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 8 di 249 Nello schema è possibile individuare due fasi separate e sequenziali nella valutazione dei rischi 1. Valutazione preliminare 2. Valutazione dettagliata che per correttezza sarebbe opportuno differenziare in: 1. Valutazione preliminare del pericolo 2. Valutazione dettagliata del rischio residuo in quanto, dalle considerazioni effettuate sul campo di applicazione della normativa, consegue che la valutazione preliminare non può essere una valutazione analitica del rischio di esposizione dei singoli lavoratori, ma solo una individuazione del pericolo di esposizione agli agenti chimici. Solo con questa interpretazione è possibile spiegare le terminologie di rischio moderato e non moderato, che altrimenti sarebbero in contrasto con l evidenza che il rischio di esposizione debba essere comunque basso, anche in realtà complesse che utilizzino agenti pericolosi in quantità significative. La valutazione dettagliata del rischio è obbligatoria solo per le situazioni nelle quali il pericolo non è moderato; in questi stessi casi anche necessario: adottare misure specifiche di prevenzione e protezione; aggiornare il Piano di emergenza per includere eventuali scenari incidentali relativi a rischi chimici; prevedere la sorveglianza sanitaria per gli esposti ad agenti pericolosi per la salute; dimostrare, anche con misurazioni di agenti chimici in luoghi di lavoro, il raggiungimento di adeguati livelli di sicurezza. Nei paragrafi che seguono sono illustrate le varie fasi in cui deve essere articolata la valutazione dei rischi RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI La prima operazione in ogni caso da compiere è quella della raccolta delle informazioni pertinenti Dati dei prodotti E' necessario raccogliere le seguenti informazioni. Elenco di tutti gli agenti chimici pericolosi da considerare: materie prime, intermedi, prodotti finiti, rifiuti Definizione dei quantitativi di agenti chimici utilizzati o prodotti Definizione dei quantitativi massimi di agenti chimici presenti in azienda Per ciascun agente chimico, proprietà chimico fisiche: stato fisico, volatilità di solidi e liquidi, granulometria dei solidi Per ciascun agente chimico, classificazione di pericolo: etichettatura, Frasi di rischio e Consigli di prudenza Per ciascun agente chimico, limiti di esposizione e valori limite biologici (se pertinente) Interazioni pericolose possibili tra i diversi prodotti Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 9 di 2410 Con riferimento alle informazioni contenute nelle schede di sicurezza è fondamentale verificarne l attendibilità, la completezza e l aggiornamento. Per quanto riguarda i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici (se pertinenti) occorre riferirsi agli allegati VIII-ter ed VIII-quater del D.Lgs 626/94. Dato che tali allegati sono attualmente solo esemplificativi occorre identificare gli agenti per cui esistano riferimenti di legge, mentre per gli altri agenti occorre riferirsi alle norme tecniche riconosciute. I dati di cui sopra sono di particolare utilità in caso si debba procedere successivamente con la valutazione di dettaglio. A livello comunitario la definizione di limiti è stata effettuata: - per il Piombo (Allegato II Dir. 98/24/CE), - e per alcuni agenti specifici (Allegato Dir. 2000/39/CE), - oltre che per benzene, polveri di legno e CVM (Direttiva recepita con D.Lgs. 66/2000) Per le altre sostanze ci si riferirà a valori limite internazionalmente riconosciuti. L ACGIH (www.acgih.org) pubblica annualmente svariati documenti in proposito ed in particolare il volume TLVs and BEIs in cui sono riportati aggiornati i valori di diversi indicatori di pericolosità sulla giornata, sul breve periodo o sul brevissimo periodo di esposizione Dati mansioni e attività L analisi del ciclo produttivo è la prima attività da svolgere; infatti la prima azione di riduzione del pericolo consiste in una buona progettazione e nella riduzione al minimo degli agenti di rischio. La descrizione del ciclo produttivo deve comprendere uno schema a blocchi che evidenzi i flussi in ingresso/uscita, una identificazione del lay-out dell area in esame (onde valutare interconnessioni con le aree circostanti) e l identificazione delle sostanze presenti e di eventuali ulteriori pericoli. Una volta identificato il pericolo di esposizione ad agenti pericolosi, è opportuno circoscrivere l analisi ai soggetti effettivamente esposti (analisi mansionale). Considerare tutti gli operatori esposti in modo indifferenziato è oneroso ed inefficiente. E' necessario quindi raccogliere le seguenti informazioni: Descrizione del ciclo produttivo (descrizione e schema a blocchi) Definizione delle mansioni Per ciascuna mansione, definizione dei luoghi fisici in cui vengono svolte le attività (lay-out dell area) Per ciascuna mansione e ciascun luogo fisico, definizione delle attività e delle fasi operative svolte, compreso il trattamento degli effluenti, travasi, miscelazioni, aggiunte, ecc. Per ciascuna mansione, prodotti chimici pericolosi per i quali esiste esposizione; va precisato anche se l'esposizione è sicura o possibile in caso di incidente/infortunio/anomalia e va specificata la via di contatto Per ciascuna esposizione o potenziale esposizione, informazioni su frequenza o probabilità di accadimento, durata dell'esposizione, livello di esposizione Individuazione delle mansioni omogeneamente esposte Misure preventive e protettive adottate Tra le misure attuate è possibile individuare: Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 10 di 2411 la progettazione di adeguati processi lavorativi e controlli tecnici, nonché l'uso di attrezzature e materiali adeguati, al fine di evitare o ridurre al minimo il rilascio di agenti chimici pericolosi che possano presentare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro; l'applicazione di misure di protezione collettive alla fonte del rischio, quali un'adeguata ventilazione e appropriate misure organizzative; l'applicazione di misure di protezione individuali, comprese le attrezzature di protezione individuali, qualora non si riesca a prevenire con altri mezzi l'esposizione; corsi e attività di formazione e informazione effettuati (registrate e verificate); Può essere buona cosa organizzare la raccolta delle informazioni nel modo seguente: 1. Elenco delle misure di prevenzione e protezione di tipo: 1.1. tecnico; 1.2. organizzativo; 1.3. procedurale; 1.4. di formazione/informazione 2.3. VALUTAZIONE PRELIMINARE DEL PERICOLO Avvertenza: in questo paragrafo è riportata la descrizione qualitativa del metodo utilizzato per effettuare la valutazione preliminare del pericolo mediante il programma Agenti chimici CHemical Exposure OPerating Evaluation. Per maggiori informazioni si consulti l Appendice Metodologica all interno del programma. Nell'ambito della valutazione dei rischi per gli operatori dovuti alla presenza sul luogo di lavoro di agenti chimici pericolosi è fondamentale innanzitutto distinguere tra le diverse modalità di interazione tra agente chimico e operatore potenzialmente esposto; si devono prendere in considerazione le seguenti vie di contatto: inalazione contatto con la pelle ingestione irraggiamento onda d'urto Per quanto riguarda i pericoli per la salute è necessario distinguere tra effetti di 1 : Tossicità acuta Irritazione Corrosività Sensibilizzazione Tossicità per dose ripetuta Mutagenicità Cancerogenicità Tossicità riproduttiva 1 Si vedano le tabelle B e C di cui al D.Lgs 52/97 Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 11 di 2412 Esplosività Infiammabilità Potere ossidante ed effetti derivanti da instabilità o incompatibilità e dallo stato chimico-fisico dell'agente chimico pericoloso. Inoltre, dal punto di vista della tipologia di situazione lavorativa nella quale risulta possibile l'esposizione, è necessario distinguere tra: 1. Attività con esposizione normalmente prevista 2. Attività con esposizione accidentale 3. Attività con esposizione da contaminazione dell'ambiente di lavoro Il quadro completo della casistica che si ottiene combinando tra loro le tipologie dei pericoli e le tipologie delle situazioni lavorative è dunque il seguente (le sigle indicano i vari indici di rischio potenziale): Tipologia attività/pericolo Inalazione Contatto con la pelle Ingestione Irraggiamento Onda d'urto Instabilità/incom patibilità Pericoli dovuti allo stato chimico-fisico Con esposizione normalmente prevista IR INAp IR CCPp IR INGp Con esposizione accidentale Con esposizione da contaminazione dell'ambiente di lavoro IR INAa IR CCPa IR INGa IR IRR IR ODU IR INS IR STF IR INAc IR CCPc IR INGc Trattando di rischio chimico è chiaro che buona parte dell'indice IR debba essere ascritta alle caratteristiche di pericolo dell'agente chimico considerato; per questo motivo si è associato a ciascun agente chimico una serie di indici di pericolo, ciascuno relativo ad una particolare tipologia di pericolo. Gli indici definiti si possono così riassumere: IP INA: indice di pericolo relativo alla via inalatoria IP CCP: indice di pericolo relativo alla via da contatto con la pelle IP ING: indice di pericolo relativo alla via di ingestione IP IRR: indice di pericolo relativo al pericolo di irraggiamento da incendio IP ODU: indice di pericolo relativo al pericolo di onda d'urto da esplosione IP INS: indice di pericolo relativo all'instabilità o all'incompatibilità dell'agente chimico con altri IP STF: indice di pericolo relativo ai pericoli dovuti alle caratteristiche chimico-fisiche Il valore assegnato agli IP dipende principalmente dalle frasi di rischio assegnate all'agente chimico pericoloso ai sensi della normativa sull'etichettatura di sostanze e preparati. Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 12 di 2413 Nel caso di rischio di tipo inalatorio si è però tenuto conto anche dello stato fisico a temperatura ambiente, dando una maggiore penalità alle situazioni nelle quali è più alta la possibilità di passare allo stato di dispersione in ambiente di lavoro. I valori degli indici di pericolo vengono corretti anche in base alla qualità, alla completezza e alla coerenza della scheda di sicurezza Infine i valori di IP dell'agente vengono corretti sulla base dello stato fisico nelle condizioni di utilizzo (questa correzione non viene effettuata nel caso di agenti pericolosi a causa del loro stato fisico). Per quanto riguarda gli altri fattori dai quali dipende il livello di rischio si è innanzitutto considerato il livello di formazione/informazione. Inoltre si sono prese in considerazione i singoli gruppi di variabili che hanno un'influenza sui livelli di esposizione potenziale; a tale fine sono state definite tre situazioni lavorative diverse 1. Attività con esposizione normalmente prevista: si tratta della situazione nella quale l'esposizione all'agente chimico è normalmente prevista durante le operazioni svolte dall'operatore (ad esempio per l'aggiunta manuale dell'agente ad una vasca o per la necessità di entrare in contatto fisico con l'agente) 2. Attività con esposizione accidentale: si tratta della situazione nella quale l'esposizione all'agente chimico non è prevista, ossia delle lavorazioni a ciclo chiuso. In questo caso l'esposizione all'agente si può verificare solo a seguito di anomalie operative o incidenti 3. Attività con esposizione da contaminazione dell'ambiente di lavoro: si tratta del caso in cui si può avere esposizione all'agente chimico a causa di piccole perdite non controllate che comportano la diffusione dell'agente nell'ambiente di lavoro. Per ciascuna situazione lavorativa e ciascuna via di esposizione, al fine di rendere maggiormente strutturata ed organica l'analisi, è stato poi utilizzato il criterio di seguire l'agente chimico dalla sua "posizione" iniziale fino ad arrivare al contatto con l'operatore. Gli schemi logici adottati sono i seguenti: Attività con esposizione normalmente prevista Dispersione in atm osfera Contatto diretto con l operatore D iffusione nell ambiente di lavoro Ingestione Inalazione Valutazione del rischio chim ico per inalazione Valutazione del rischio chimico per contatto con la pelle Valutazione del rischio chim ico per ingestione Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 13 di 2414 Attività con esposizione accidentale Valutazione del rischio chim ico per incendio Possibilità di verifica immediata del superamento di concentrazioni pericolose di agente chim ico Possibilità di im m issione dell agente chimico nell ambiente di lavoro Contatto diretto con l operatore Valutazione del rischio chim ico per esplosione Valutazione del rischio chim ico per incom patibilità/reazione pericolosa Valutazione del rischio chim ico dovuto solo allo stato chim ico-fisico Inalazione Ingestione Valutazione del rischio chim ico per inalazione Valutazione del rischio chim ico per contatto con la pelle Valutazione del rischio chim ico per ingestione Attività con esposizione da contaminazione dell'ambiente di lavoro Possibilità di ingresso dell agente chimico nell ambiente di lavoro Inalazione Contatto diretto con l operatore Ingestione Valutazione del rischio chimico per inalazione Valutazione del rischio chimico per contatto con la pelle Valutazione del rischio chimico per ingestione Per ciascuna delle fasi che compaiono negli schemi si sono messe a punto gruppi di domande che consentono di attribuire ai diversi fattori che compongono l'indice di rischio potenziale opportuni valori. Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 14 di 2415 In ogni caso si è fatto in modo che l'effetto complessivo di questi fattori sugli IR fosse compreso tra -3 e +1 (o +1,5 nel caso di ingestione) con un limite inferiore per l'indice di rischio potenziale posto uguale a zero. Infine si rende necessario sommare tra loro i diversi contributi relativi alle diverse tipologie di pericoli e di attività svolte e calcolare gli indici di rischio complessivi per tipologia di pericolo e di attività per ciascun agente chimico implicato in ciascuna mansione. In maniera analoga si procede per calcolare l'indice di rischio complessivo per ciascuna mansione. Dall analisi descritta precedentemente è possibile desumere un giudizio quali-quantitativo che può aiutare a classificare il pericolo di esposizione agli agenti chimici ed in particolare, come previsto dal D.Lgs. 25/2002. La metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation permette di calcolare un indice di rischio di esposizione agli agenti chimici variabile tra 0 e 16. In base all indice calcolato il Datore di lavoro può definire l attività a rischio di esposizione moderato o non moderato definendo la soglia per tale valutazione e tenendo conto che: - per valori dell indice IR<1,6 è molto probabile che il pericolo possa essere definito moderato - per valori dell indice IR>4 è molto probabile che il pericolo possa essere definito non moderato In caso il rischio di esposizione possa essere definito moderato viene considerata esauriente la fase di valutazione e, salvo per situazioni particolarmente critiche, non si procede ad una analisi di maggior dettaglio. Resta comunque obbligatorio informare e formare i lavoratori. Se l analisi ha individuato la presenza di rischio di esposizione non moderato, diventa necessario adottare le misure specifiche di protezione e prevenzione, le disposizioni in caso di incidenti e emergenze e la sorveglianza sanitaria e procedere con un analisi di dettaglio come di seguito descritto VALUTAZIONE DETTAGLIATA DEL RISCHIO La valutazione di dettaglio deve portare ad identificare l effettivo livello di esposizione al rischio dei lavoratori. Occorre quindi valutare il rischio in tutte le fasi operative (normali/manutenzione/emergenza) definire le misure specifiche di riduzione del rischio, la necessità di sorveglianza sanitaria ed eventualmente il monitoraggio ambientale. Scopo della valutazione di dettaglio è comunque far sì che il rischio residuo sia portato al minimo possibile e comunque corrispondente ad un esposizione al di sotto dei limiti. Come detto con riferimento alle situazioni straordinarie/emergenza può essere opportuno analizzare tutte le cause che possono portare ad una situazione di rischio per l operatore. Nei casi più semplici si tratta di considerare nel dettaglio tutte le misure adottate in Azienda, per verificare eventuali possibilità di miglioramento, e comunque prendere in considerazione almeno quelle previste dalla legge per il rischio di esposizione non moderato, di cui al successivo paragrafo. Nei casi più complessi si utilizzeranno le classiche tecniche analitiche per l individuazione degli eventi incidentali, quali l analisi di operabilità (HAZOP) o l individuazione dei modi di guasto (FMEA). Grazie a queste tecniche è possibile valutare in modo sistematico ogni possibile deviazione dalle condizioni di regime di funzionamento, andando ad individuare le cause iniziatrici e le mancate protezioni che, concatenate tra loro, possono portare all accadimento di una ipotesi incidentale. Di seguito è possibile produrre l'elenco delle possibili concatenazioni incidentali e l'indicazione degli interventi ingegneristici e procedurali raccomandati per ridurre la probabilità di insorgenza e l'entità delle conseguenze degli eventi di esposizione incidentale L evento individuato mediante tecniche quali l Hazop, può essere rappresentato con tecniche quali l albero dei guasti, che garantisce una maggiore leggibilità e permette di effettuare una valutazione di tipo probabilistico, Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 15 di 2416 tenendo conto della frequenza di accadimento dell evento iniziatore e della probabilità di mancato intervento delle protezioni attive e passive in atto. La valutazione può essere condotta sia in modo qualitativo (individuazione del numero di eventi indipendenti necessari) sia in modo quantitativo. Nel secondo caso si procede alla stima delle frequenze incidentali attese mediante l'approntamento e la risoluzione matematica di alberi logici (alberi di guasto ed alberi di eventi). Al termine dell analisi, una volta intraprese tutte le misure di eliminazione o riduzione del rischio di esposizione, occorre procedere alla rivalutazione del rischio residuo, al fine anche di valutarne l efficacia Analisi degli adempimenti specifici Analisi delle misure di riduzione del rischio Una volta valutato il rischio di esposizione ad agenti pericolosi come non moderato, occorre identificare le misure atte alla riduzione del rischio. Come da art. 72-sexies comma 1 è possibile individuare provvedimenti (da adottare in ordine di priorità e in aggiunta alle misure generali valide per tutte le situazioni) quali: a. progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici, nonché uso di attrezzature e materiali adeguati; b. appropriate misure organizzative e di protezione collettive alla fonte del rischio; c. misure di protezione individuali, compresi i dispositivi di protezione individuali, qualora non si riesca a prevenire con altri mezzi l'esposizione d. sorveglianza sanitaria dei lavoratori a norma degli articoli 72-decies e 72-undecies. E comunque prioritario valutare se sia possibile l eliminazione o sostituzione degli agenti pericolosi Misurazione degli agenti pericolosi Il Datore di Lavoro effettua, salvo che non possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di un adeguato livello di sicurezza, periodiche misurazioni degli agenti che possono comportare un rischio per i lavoratori e le confronta con i valori limite di esposizione professionale. Le misurazioni non devono essere intese come misure specifiche di riduzione del rischio, ma essere caso mai la riprova dell efficacia delle misure stesse. In presenza di limiti di esposizione sarà possibile confrontare l esposizione effettiva e quella massima consentita. Dato per scontato che i limiti di soglia non debbano essere superati, sarà possibile valutare quale rapporto esista tra l esposizione effettiva e quella massima. È da notare che se è stato superato un valore limite di esposizione professionale stabilito dalla normativa vigente il datore di lavoro, oltre a dover informare i lavoratori del superamento dei valori limite di esposizione professionale, delle cause dell'evento e delle misure di prevenzione e protezione adottate, ne deve dare comunicazione all'organo di vigilanza. Il monitoraggio biologico è obbligatorio per i lavoratori esposti agli agenti per i quali è fissato un valore limite di riferimento. Dei risultati di tale monitoraggio viene informato il lavoratore interessato. I risultati di tal monitoraggio, in forma anonima, vengono allegati al documento di valutazione dei rischi e comunicati ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori. Diversamente da quanto richiesto per i cancerogeni ed i mutageni, non è prevista la tenuta di uno specifico registro degli esposti. I documenti di esposizione sono tenuti in Azienda a disposizione degli organi esterni competenti. (ISPESL, ASL). Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 16 di 2417 Sorveglianza sanitaria Il D.Lgs. 25/2002 introduce una significativa novità per quanto concerne l obbligo di sorveglianza sanitaria. Infatti mentre la normativa precedente individuava l obbligo per specifiche sostanze, il presente decreto estende l obbligo a tutto il personale il cui livello di esposizione ad agenti molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo sia considerato non moderato Di conseguenza il medico competente individuerà i parametri da controllare sia a livello ambientale che di indicatori biologici di esposizione Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui all'articolo 72-decies istituisce ed aggiorna una cartella sanitaria e di rischio custodita presso l'azienda, o l'unità produttiva, secondo quanto previsto dall'articolo 17, comma 1, lettera d), e fornisce al lavoratore interessato tutte le informazioni previste dalle lettere e) ed f) dello stesso articolo. Nella cartella di rischio sono, tra l'altro, indicati i livelli di esposizione professionale individuali forniti dal Servizio di prevenzione e protezione. Pur tuttavia, le cartelle sanitarie sono tenuti in Azienda, in forma atta a consentirne la consultazione, nel rispetto della riservatezza, e devono rendersi disponibili anche successivamente alla chiusura del rapporto di lavoro ed inviati agli organi esterni competenti. (ISPESL, ASL) Comportamenti da tenere in emergenza Avendo definito l analisi in condizioni di emergenza parte integrante della valutazione del rischio di esposizione, risulta necessario integrare il Piano di Emergenza Interno in modo che tenga conto degli eventi che possano causare un esposizione dei lavoratori, delle loro conseguente, definisca gli interventi necessari, stabilisca le modalità e i contenuti della formazione del personale e delle esercitazioni periodiche ANALI DELLE ATTIVITA' DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE Le attività di formazione e informazione sono obbligatorie per tutte le diverse casistiche individuate. È bene ricordare, tra l altro, gli obblighi derivanti dall art. 5 comma 2 D.Lgs. 334/99 (per le industrie a rischio di incidente rilevante) in tema di formazione ed informazione, per cui occorre riferirsi all art. 3 D.M. 16 marzo 1998 che regolamenta la tipologia delle informazioni e la periodicità di aggiornamento delle stesse. Tra le informazioni da fornire è possibile prevedere indicazioni sulle esposizioni individuali, l estratto dei risultati delle analisi e valutazioni di sicurezza contenenti le informazioni sui rischi di incidente rilevante specifici per il reparto/impianto in oggetto, l estratto del piano di emergenza interno, differenziato secondo l incarico nel corso dell'eventuale emergenza, integrato con gli aspetti di coordinamento con gli eventuali interventi richiesti a seguito dell'attivazione del piano di emergenza esterna CHECK LIST DI CONTROLLO Al fine di completare l'analisi di sicurezza dal punto di vista del rischio chimico, si consiglia di compilare la Check-List Agenti chimici riportata in Allegato STESURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Il documento di valutazione dei rischi conterrà le informazioni di cui sopra e andrà ad aggiornare la valutazione dei rischi di cui al D.Lgs. 626/94 e successive modifiche ed integrazioni. È opportuno ricordare che il documento di valutazione dei rischi deve essere aggiornato periodicamente e comunque a fronte di modifiche sostanziali che comportino una variazione dei livelli di esposizione. Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 17 di 2418 3. DESCRIZIONE DELL AZIENDA 3.1. DESCRIZIONE GENERALE DEI LUOGHI DI LAVORO E DELLE ATTIVITA Per una descrizione generale dei luoghi di lavoro si veda il report di stampa CHemical Exposure OPerating Evaluation Allegato 1 ANAGRAFICA AZIENDA che contiene: i dati anagrafici dell Azienda e dell Unità Produttiva oggetto della valutazione; i nominativi dei responsabili (Datore di Lavoro, Responsabile S.P.P., Medico Competente, Rappresentante Lavoratori Sicurezza); l elenco e la descrizione dei reparti; l elenco e la descrizione delle mansioni; l elenco degli agenti chimici; i quantitativi degli agenti chimici presenti nei reparti; i quantitativi degli agenti chimici utilizzati nelle singole operazioni. Ulteriori informazioni si possono ricavare da altri documenti aziendali quali: documento di valutazione dei rischi generale ai sensi dell art. 4 D.Lgs. 626/94, nel suo ultimo aggiornamento; schemi a blocchi; planimetrie generali e di reparto schemi di flusso AGENTI CHIMICI UTILIZZATI L elenco completo degli agenti presenti nell Unità produttiva è riportato nel report di stampa CHemical Exposure OPerating Evaluation Allegato 2 ELENCO AGENTI, che contiene le seguenti informazioni: nomi agenti; numeri CAS; numeri CE; frasi R ; frasi S ; condizioni di appicabilità dell art. 72-ter (sostanza o preparato, classificato o meno) stato fisico. Gli indici di pericolosità calcolati per tutte le sostanze in Azienda sono riportati nel report di stampa CHemical Exposure OPerating Evaluation Allegato 3 INDICI PERICOLOTA AGENTI. Ulteriori informazioni relative agli agenti chimici sono contenute nel report di stampa CHemical Exposure OPerating Evaluation Allegato 4 SCHEDE AGENTE, che contiene i seguenti dettagli per ciascun agente: nome; Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 18 di 2419 numero CAS; numero CE; fornitore; data ultimo aggiornamento archivio software sostanze; data ultimo aggiornamento scheda di sicurezza; tipologia agente (sostanza, preparato, classificato o meno) stato fisico; frasi R ; frasi S ; simboli di rischio, etichette; Dispositivi di Protezione Individuale previsti; Indici di pericolosità calcolati (per inalazione, contatto pelle, ingestione, irraggiamento, ecc.) MANONI LAVORATIVE ESPOSTE AD AGENTI CHIMICI Per le mansioni lavorative esposte al rischio chimico si veda il report di stampa CHemical Exposure OPerating Evaluation Allegato 5- SCHEDE MANONE, che contiene, per ciascuna mansione analizzata, le informazioni relative agli agenti chimici manipolati ed in particolare, per ognuno: il nome dell agente manipolato; il produttore; le frasi R le frasi S ; Esempio - Sindar S.r.l. Unità Produttiva di Lodi Valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori ad agenti chimici pericolosi secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation Pag. 19 di 2420 4. VALUTAZIONE PRELIMINARE I risultati della valutazione preliminare, condotta secondo la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation, sono contenuti nel report di stampa Allegato 6 - SCHEDE DI VALUTAZIONE che riporta, per ciascuna mansione ed agente: le caratteristiche fisiche nelle condizioni di utilizzo; le attività di informazione e formazione connesse alla specifica mansione / agente chimico; l analisi dettagliata delle condizioni di lavoro. gli indici di rischio calcolati ed il giudizio complessivo (pericolo moderato / pericolo non moderato); Il report di stampa CHemical Exposure OPerating Evaluation Allegato 7 SCHEDA RIEPILOGATIVA contiene invece, per ciascuna mansione analizzata, l elenco delle sostanze manipolate e, in relazione ad ognuna di queste, il giudizio complessivo: esposizione a pericolo moderato; esposizione a pericolo non moderato. Esempio - Sindar S.r.l. 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