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Timestamp: 2019-12-14 04:59:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 166', 'art. 2369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 117', 'art. 73']

pmi – Shipbreaking Yards di Gianluca Fiesoli
Autore gianlucafiesoliScritto il 22 settembre 2010 Categorie Argomenti variTag ipsoa,Italiaoggisette,km,microsoft,motorizzazione,patente,penale,pmi,punti,strada,velocitàLeave a comment on Patente a punti: le nuove regole e i provvedimenti.
Le nuove regole per il trasferimento della sede sociale all’estero.
Il trasferimento di una sede sociale all’ estero, da parte di aziende e ditte, è da sempre un argomento molto delicato e talvolta può nascondere fini poco leciti e soprattutto intesi ad evitare le regole del fisco italiano e pertanto indurre all’ evasione e ingannare i creditori.
Alcune recenti sentenze dei Tribunali, Cassazione compresa, confermano un inversione di tendenza da parte della Giustizia e del Governo in materia di giurisdizione, mentre nuove disposizioni sono state approvate nella manovra correttiva del 2010.
In questo esaustivo articolo a firma di Bruno Pagamici ( Ipsoa Editore e Microsoft Pmi ) vengono spiegate le nuove regole per il trasferimento della sede sociale all’ estero.
Nuove regole per il trasferimento della sede sociale all’estero.
Giro di vite sul trasferimento della sede sociale all’estero. Per fronteggiare l’evasione fiscale e per tutelare i creditori in Italia, la manovra correttiva 2010 estende le comunicazioni obbligatorie all’Agenzia delle entrate e alle operazioni straordinarie oltre frontiera (fusioni, scissioni, conferimenti, ecc.).
Il trasferimento della sede sociale all’estero, talvolta, è strumentale al conseguimento di indebiti risparmi di imposta, mediante la sottrazione di base imponibile a beneficio di ordinamenti caratterizzati da sistemi fiscali maggiormente accondiscendenti.Al fine di ridurre il ricorso a pratiche di evasione fiscale, il comma 4 dell’art. 1 del DL 25 marzo 2010, n. 40 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 22 maggio 2010, n. 73) ha disposto che, per le delibere assembleari approvate a decorrere dal 1° maggio 2010, nei casi di trasferimento all’estero della sede sociale, i soggetti interessati debbano notificare tale modifica esclusivamente tramite la Comunicazione unica di cui all’art. 9 del decreto-legge n. 7 del 2007.Tale obbligo è stato esteso dal legislatore anche a tutte le operazioni straordinarie, quali i conferimenti d’azienda, le fusioni e le scissioni societarie.In virtù del combinato disposto tra il comma in esame e la disciplina relativa alla Comunicazione unica, l’Agenzia delle entrate, l’INPS e l’INAIL riceveranno una duplice comunicazione – una dal contribuente e una dalla Camera di commercio – concernente la medesima delibera assembleare di modifica dello statuto per trasferimento della sede sociale all’estero.Tale disposizione si propone di fronteggiare le pratiche di evasione fiscale internazionale attuate mediante il trasferimento di sede all’estero da parte delle società italiane.Tale operazione, infatti, è talvolta strumentale al conseguimento di indebiti risparmi di imposta, mediante la sottrazione di base imponibile a beneficio di ordinamenti caratterizzati da sistemi fiscali maggiormente accondiscendenti.La conoscenza immediata, da parte dell’Agenzia delle entrate, del trasferimento all’estero della sede sociale è diretta a consentire maggiori verifiche fiscali in merito all’applicazione dell’art. 166 del TUIR.
Tale disposizione, infatti, prevede che il trasferimento della sede all’estero determina, ai fini fiscali, il realizzo di plusvalenze, soggette ad imposte sui redditi, per un ammontare corrispondente al valore normale dell’azienda commerciale trasferita.
Nel caso in cui la stessa, o parte di essa, confluisca in una stabile organizzazione in Italia, l’eventuale plusvalenza si considera realizzata nel momento in cui i componenti siano distolti dalla stabile organizzazione.
Dal punto di vista civilistico il trasferimento di sede all’estero è disciplinato dal Codice civile in maniera molto succinta nell’art. 2369.
Sul fenomeno del trasferimento della sede all’estero “fittizio o fraudolento” si è pronunciata diverse volte la Corte di Cassazione.
In una recente sentenza, le sezioni Unite civili della Suprema Corte di Cassazione (sentenza 9 aprile 2010, n. 8426) hanno ribadito che spetta al giudice italiano decidere sul fallimento della società trasferita all’estero al solo scopo di evadere le imposte.
Con la sentenza è stato respinto il ricorso di un imprenditore la cui società era stata dichiarata fallita in Italia nonostante avesse la sede in Romania.
I giudici avevano, infatti, rilevato, in fase istruttoria, che tale trasferimento era fittizio in quanto determinato da ragioni esclusivamente fiscali.
Lo stesso ricorrente, in sede di interpello, aveva riconosciuto che le cessioni di quote e le nomine degli amministratori erano false e che gli amministratori stranieri coinvolti erano dei prestanome ai quali erano state corrisposte delle somme per sottoscrivere gli atti.
Sulla base di tali considerazioni, pertanto, i giudici di legittimità hanno ritenuto che il centro degli interessi e l’attività di impresa della società fossero da considerare in Italia e, di conseguenza, la giurisdizione sul fallimento della stessa non poteva che spettare al giudice italiano.
La Suprema Corte ha ribadito un principio già espresso dalle medesime Sezioni in diverse sentenze, tra le quali si segnala la sentenza n. 25038 del 13 ottobre 2008.
Con tale sentenza la Cassazione è intervenuta per stabilire la reale natura e la reale finalità di un trasferimento di sede all’estero da parte dell’imprenditore in stato di insolvenza e ha affermato che in mancanza di un’effettiva attività imprenditoriale svolta dalla società trasferitasi all’estero (e dunque in presenza di un trasferimento soltanto fittizio) permane la competenza giurisdizionale del giudice italiano.
La Cassazione ha quindi concluso che la società che contestava la giurisdizione del giudice italiano «risulta essersi allontanata dall’Italia al solo fine di sottrarsi alle proprie responsabilità patrimoniali, da tempo accertate, da tempo quantificate, da tempo contestate, da tempo richieste dal creditore istante per la dichiarazione di fallimento. Essa soggiace, pertanto, alla giurisdizione del giudice italiano».
Autore gianlucafiesoliScritto il 8 settembre 2010 Categorie Argomenti variTag cassazione,denaro,estero,evasione,governo,ipsoa,paradisi fiscali,pmi,regole,soldi,tassazione,TribunaliLeave a comment on Le nuove regole per il trasferimento della sede sociale all’estero.
Autore gianlucafiesoliScritto il 28 Mag 2010 Categorie Argomenti variTag Ipsoa editore,irpef,miicrosoft,oneri,pmi,scadenze,tasseLeave a comment on Delucidazioni sugl’ oneri che riducono l’ imponibile.
Iva 2010, ecco le novità della dichiarazione.
Si prendono in esame le novità più rilevanti per la compilazione del modello Iva approvato per l’ anno 2010. A cura di Roberto Fanelli – Ipsoa Editore e Pmi Microsoft.
La dichiarazione IVA/2010 si compone di:
• un frontespizio, composto di 3 facciate;
• un modulo, composto di più quadri. Il frontespizio deve essere utilizzato esclusivamente se la dichiarazione IVA viene presentata in via autonoma; in caso di presentazione della dichiarazione unificata, invece, deve essere utilizzato il frontespizio del modello UNICO 2010.
Il modulo va compilato solo nei quadri in cui vi siano valori da indicare.
Il quadro VX – Determinazione dell’IVA da versare o del credito d’imposta, deve essere compilato esclusivamente dai contribuenti tenuti a presentare la dichiarazione annuale IVA in via autonoma, mentre i soggetti che presentano la dichiarazione unificata devono indicare i dati richiesti in tale quadro nel quadro RX di UNICO 2010.
Devono essere compilati più moduli nei seguenti casi:
• contabilità separata;
• applicazione nello stesso anno di regimi differenti d’imposta (ad es.: regime normale IVA e regime speciale dell’agricoltura);
• operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, conferimenti d’azienda o altre trasformazioni sostanziali soggettive) che abbiano comportato l’estinzione del soggetto dante causa o la cessione del debito o del credito IVA.Nell’ipotesi di liquidazione IVA di gruppo, l’ente o società controllante deve comprendere nella propria dichiarazione anche il prospetto IVA 26 PR/2010 (composto dei quadri VS, VV, VW, VY, VZ); tale prospetto, allegato al modello IVA 26 LP/2010 deve essere consegnato all’agente della riscossione, unitamente alle garanzie richieste per i crediti compensati.
I soggetti (diversi dalla controllante che si avvale dell’IVA di gruppo) che intendano richiedere il rimborso annuale dell’IVA a credito devono presentare anche il modello VR/2010 all’agente della riscossione.
Soppressione del quadro VG
Il quadro VG, riservato alla determinazione dell’IVA detraibile, è stato soppresso. Le relative informazioni devono essere indicate nel quadro VF.
Nel frontespizio, la novità più evidente è l’introduzione del riquadro riservato alla sottoscrizione della dichiarazione da parte dell’organo di controllo contabile, necessaria ai fini della compensazione del credito IVA annuale per importi superiori a 15.000 euro.
Ai sensi dell’art. 10, comma 7, D.L. n. 78/2009, l’utilizzo in compensazione del credito IVA annuale per importi superiori a 15.000 euro è subordinato alla presenza del visto di conformità, da parte del responsabile del CAF o del professionista abilitato ovvero, in alternativa, alla sottoscrizione dell’organo incaricato del controllo contabile (ad esempio, revisore contabile, socio o amministratore della società di revisione).
Nel frontespizio, inoltre, sono stati soppressi i campi riservati all’indicazione:
• della residenza anagrafica (persone fisiche) e del domicilio fiscale (persone giuridiche);
• del codice fiscale attribuito per la stabile organizzazione (per effetto della sentenza della Corte di Giustizia 6 luglio 2009, che ha eliminato la possibilità di duplice identificazione dei non residenti con stabile organizzazione).
Il quadro VA, concernente le informazioni generali, ha subito numerose modifiche e molte delle informazioni che prima dovevano essere indicate in tale quadro sono state ricollocate nei quadri VF o VE, a seconda che si tratti di acquisti o di operazioni effettuate.
L’esposizione delle operazioni intracomunitarie, delle esportazioni, delle importazioni e delle operazioni da e nei confronti di San Marino, deve ora essere allocata nell’ambito dei quadri VE (rigo VE30) e VF (rigo VF23). Nel rigo VA1 è stato introdotto il campo 6 riservato ai soggetti non residenti che nell’anno d’imposta hanno operato sia mediante stabile organizzazione che mediante rappresentante fiscale o identificazione diretta.
Anche nel quadro VE (VE36) è stato previsto un apposito campo per l’indicazione delle operazioni eseguite nell’ambito del regime dell’IVA per cassa (art. 7, D.L. n. 185/2009).
Nel quadro VE, (nuova) sezione 4, il rigo VE30 è ora composto da più campi necessari per l’esposizione dettagliata delle operazioni che danno diritto a plafond (che nel modello IVA/2009 erano evidenziate anche nella sezione 3 del quadro VA).
Il quadro VF è costituito da 3 sezioni.
Nella sezione 1 è stato previsto un apposito campo (VF18) per l’indicazione delle operazioni eseguite nell’ambito del regime dell’IVA per cassa (art. 7, D.L. n. 185/2009), che danno luogo alla detrazione della relativa imposta solo se il corrispettivo è stato effettivamente pagato.
Nella sezione 2 viene richiesta l’indicazione del totale degli acquisti e delle importazioni registrati, delle variazioni e degli arrotondamenti e del totale dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni imponibili.
In particolare, sono stati introdotti i righi VF23 e VF24 per l’esposizione degli acquisti intracomunitari, delle importazioni e degli acquisti da San Marino (dati evidenziati l’anno scorso nella sezione 3 del quadro VA) e per la ripartizione degli acquisti registrati nell’anno (indicata lo scorso anno nel rigo VA3).
Nella sezione 3, sostanzialmente riservata ai soggetti destinatari dei regimi speciali IVA caratterizzati da specifiche modalità di determinazione dell’imposta detraibile ovvero dai soggetti che effettuano operazioni esenti, viene chiesto al contribuente di indicare il metodo adottato per la determinazione dell’IVA ammessa in detrazione (rigo VF30). Inoltre, nella sezione sono stati istituiti specifici righi (da VF53 a VF55), per la gestione delle operazioni esenti occasionali, delle cessioni occasionali di beni usati e delle operazioni agricole connesse effettuate in via occasionale che lo scorso anno erano rappresentate nell’ambito del quadro VA.
Quadro VX e VY
I soggetti che hanno optato per l’adozione del consolidato fiscale previsto dall’art. 117 e seguenti TUIR, che intendono cedere in tutto o in parte il credito risultante dalla dichiarazione annuale IVA ai fini della compensazione dell’IRES dovuta dalla consolidante, dovranno indicare il codice fiscale della consolidante nel rigo VX6, campo 1. Analoga previsione è prevista nel rigo VY6 per gli enti e le società che hanno optato per l’IVA di gruppo ai sensi dell’art. 73 del decreto IVA.
Autore gianlucafiesoliScritto il 7 marzo 2010 Categorie Primo pianoTag 2010,contabilità,fisco,frontespizio,ipsoa,iva,microsoft,moduli,pmi,quadri,tasseLeave a comment on Iva 2010, ecco le novità della dichiarazione.
730 /2010: alcune novità del modello e della presentazione.
Con l’ avvicinarsi delle scadenze delle principali tasse italiane ecco le novità del nuovo modello 730 versione 2010, spiegate da Saverio Cinieri commercialista e giornalista di settore per Pmi Microsoft e Ipsoa Editore. I diritti sono riservati.
È stato ufficializzato il modello 730/2010 relativo ai redditi 2009, con le relative istruzioni. Le principali novità contenute nel modello di quest’anno sono legate sia alle varie proroghe di alcune detrazioni IRPEF che alle nuove disposizioni emanate nel corso del 2009. Analizziamo nel dettaglio i punti più interessanti del modello 730 2010.
• ” Approvazione del Mod. 730/2010 Con provvedimento 15 gennaio 2010, l’Agenzia delle entrate ha approvato i modelli 730, 730-1, 730-2 per il sostituto d’imposta, 730-2 per il CAF e per il professionista abilitato, 730-3, 730-4, 730-4 integrativo, con le relative istruzioni, nonche´ la bolla per la consegna del modello 730-1, concernenti la dichiarazione semplificata aglieffetti dell’IRPEF, da presentare nell’anno 2010 da parte dei soggetti che si avvalgonodell’assistenza fiscale. ” Riferimenti
• Agenzia delle entrate, provv. 15 gennaio 2010
Con la pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia delle entrate 15 gennaio 2010, prot. n. 3966/2010, e` stato ufficializzato il modello 730/2010, relativo ai redditi 2009, con le relative istruzioni. Il modello 730/2010 deve essere utilizzato per dichiarare i seguenti tipi di reddito, posseduti nel 2009:
• di lavoro dipendente e assimilate;
• dei terreni e dei fabbricati;
• di lavoro autonomo, per i quali non e` richiesta la partita IVA;
Le principali novita` contenute nel modello di quest’anno sono legate sia alle varie proroghe di alcune detrazioni IRPEF che alle nuove disposizioni emanat nel corso del 2009
Inoltre, ampio spazio e` stato dato alle agevolazioni concesse ai contribuenti colpiti dall’evento sismico verificatosi in Abruzzo il 6 aprile 2009
Di seguito si analizzano, nel dettaglio, i punti piu` interessanti del modello di quest’anno.
Autore gianlucafiesoliScritto il 26 febbraio 2010 Categorie Argomenti variTag 730,abruzzo,adempimento,fisco,ipsoa,irpef,microsoft,pmi,proroghe,redditiLeave a comment on 730 /2010: alcune novità del modello e della presentazione.