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Timestamp: 2019-02-22 13:37:27+00:00
Document Index: 146960068

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 619', 'sentenza ']

L’abbandono di rifiuti costituisce reato anche se poi vengono rimossi. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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L’abbandono di rifiuti costituisce reato anche se poi vengono rimossi.
luglio 25, 2018 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Pronuncia di particolare rilievo da parte della Corte di cassazione in tema di abbandono di rifiuti.
La sentenza Corte di cassazione, Sez. III, 2 luglio 2018, n. 29216 ha ricordato che l’abbandono di rifiuti costituisce reato a natura istantanea e si perfeziona con il semplice scarico di rifiuti, senza considerazione dell’eventuale bonifica ambientale: “L’abbandono di rifiuti, a differenza dalla realizzazione di una discarica abusiva, si risolve, poi, nel semplice collocamento dei rifiuti in un determinato luogo, in assenza di attività prodromiche o successive (Sez. 3, n. 18399 del 16/03/2017, Cotto, Rv. 269914), rimanendo irrilevante la eventuale rimozione degli effetti pregiudizievoli arrecati per effetto di tale condotta”.
L’orientamento costituisce ormai giurisprudenza consolidata (Cass. pen., Sez. III, 7 aprile 2017, n. 38977; Cass. pen., Sez. III, 20 maggio 2014, n. 38662; Cass. pen., Sez. III, 17 ottobre 2013, n. 45306).
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 18 luglio 2018
Cass. Sez. III n. 29216 del 2 luglio 2018 (Cc 8 feb 2018)
Presidente: Ramacci Estensore: Liberati Imputato: Cracco
Rifiuti. Abbandono reato istantaneo.
Il reato di abbandono di rifiuti, che ha natura istantanea e si perfeziona con l’abbandono incontrollato dei rifiuti, indipendentemente dalla rimozione degli effetti pregiudizievoli arrecati.
1. Con sentenza del 27 marzo 2017 il Tribunale di Udine ha condannato Mauro Cracco alla pena di euro 2.000,00 di multa, in relazione al reato di cui all’art. 256, comma 2, d.lgs. 152/2006 (ascrittogli per avere, quale presidente e legale rappresentante della Associazione Sportiva Dilettantistica B. Giorgini dal 7 aprile 2009, abbandonato in modo incontrollato, sul terreno destinato alla associazione o comunque in uso alla stessa, rifiuti speciali non pericolosi, consistenti in una parte dei piattelli e delle borre in plastica derivanti dalla attività di tiro a volo e nei pallini di piombo utilizzati nel tiro a volo).
Questa Corte ha già chiarito che rientrano nella nozione di rifiuti prodotti da impresa anche i prodotti derivanti dall’attività sportiva del tiro al piattello da parte di associazione di tiro a volo, con conseguente integrazione del reato di cui all’art. 256, comma 2, d.lgs. n. 152 del 2006 (Sez. 3, n. 4733 del 19/12/2007, dep. 30/01/2008, Falco, Rv. 238798, relativa a fattispecie nella quale detta attività aveva determinato l’immissione di residui di piattelli di carta e plastica nelle acque di un fiume; conf. Sez. 3, n. 20237 del 16/03/2017, Sorge, Rv. 269928, nella quale è stato anche chiarito che è configurabile il reato di cui all’art. 256, comma 2, d.lgs. n. 152 del 2006 a carico del rappresentante di un’associazione sportiva dilettantistica di tiro a volo per l’abbandono di rifiuti derivanti da tale attività, rientrando anche dette associazioni senza scopo di lucro nella nozione di enti ai quali fa riferimento tale disposizione).
L’abbandono di rifiuti, a differenza dalla realizzazione di una discarica abusiva, si risolve, poi, nel semplice collocamento dei rifiuti in un determinato luogo, in assenza di attività prodromiche o successive (Sez. 3, n. 18399 del 16/03/2017, Cotto, Rv. 269914), rimanendo irrilevante la eventuale rimozione degli effetti pregiudizievoli arrecati per effetto di tale condotta.
Dispone, ai sensi dell’art. 619, comma 2, cod. proc. pen., la correzione del dispositivo della sentenza impugnata nel senso che laddove è scritto “multa” deve leggersi “ammenda”.
Categorie:acqua, difesa del territorio, giustizia, inquinamento, mare, rifiuti, salute pubblica, società, sostenibilità ambientale Tag:abbandono di rifiuti, ambiente, Corte di Cassazione, difesa del territorio, Gruppo d'Intervento Giuridico, inquinamento, Italia, paesaggio, rifiuti, salute pubblica, sentenza, società, sostenibilità ambientale
luglio 26, 2018 alle 12:25 am
L’abbandono di rifiuti costituisce reato anche se poi vengono rimossi. – Fratello Albero
E’ meglio che sia segnalata la presenza di aree naturali protette. La pericolosa discarica dell’Ex Cava Viti di Montignoso e Pietrasanta pare proprio senza completa procedura di V.I.A. e va chiusa.