Source: http://www.sdanganelli.it/diritto/
Timestamp: 2018-06-19 10:22:58+00:00
Document Index: 138773864

Matched Legal Cases: ['art 37', 'art 37', 'art. 42', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 42', 'art.41', 'art.41']

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Pubblicato il 1 giugno 2018 da uxs04548
E’ illegittimo il provvedimento negativo adottato in seguito alla presentazione di una S.C.I.A. in sanatoria ex art 37 d.p.r 380/01, per aver realizzato, in assenza di titolo abilitativo, una piscina della quale l’Amministrazione, tuttavia, non ha adeguatamente valutato la natura esclusivamente pertinenziale rispetto alla casa di abitazione realizzata in virtù di regolare titolo edilizio. La valutazione della natura pertinenziale del manufatto avrebbe consentito di pervenire ad un esito favorevole sull’istanza in sanatoria, risultando attratta nell’ambito della destinazione residenziale, in quanto bene non suscettibile di autonomo uso o sfruttamento.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato abitazione, amministrazione, art 37 d.p.r 380/01, assenza, attratta, autonomo, destinazione, diniego, esito, favorevole, illegittimo, istanza, manufatto, natura, negativo, pertinenziale, piscina, presentazione, provvedimento, residenziale, S.C.I.A., sanatoria, scia, Sdanganelli. Illegittimità, sfruttamento, titolo, uso
Pubblicato il 30 maggio 2018 da uxs04548
L’apposizione del vincolo archeologico da parte della Soprintendenza per i beni archeologici, in seguito al ritrovamento di un deposito archeologico pluristratificato, con reperti risalenti a diverse epoche, dall’età del bronzo antico (II millennio a.C.) fino all’epoca altomedioevale (V-VI secolo d.C.), ed il conseguente diniego dell’autorizzazione a svolgere lavori edilizi inerenti ad una lottizzazione, in considerazione dell’«alto valore scientifico e documentario dei beni archeologici conservati nel sottosuolo», non integrano un esproprio di fatto senza indennizzo. Le limitazioni delle facoltà dispositive e di godimento conseguenti alla dichiarazione di interesse storico-archeologico non hanno natura ablativa, bensì conformativa della proprietà privata, in quanto fissate dall’ordinamento ‒ in via generale e non in relazione a beni singoli ‒ per garantirne la funzione sociale (art. 42, secondo comma, Cost.). Inerendo siffatte prescrizioni alla configurazione interna del diritto dominicale, esse non comportano obbligo di indennizzo, anche alla stregua dell’art. 17 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europa, secondo cui l’uso dei beni posa «essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall’interesse generale».
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato ablativa, alto valore, altomedioevale, apposizione, archeologico, art. 17 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europa, art. 42, autorizzazione, beni, beni archeologici, bronzo antico, configurazione, conformativa, Cost, deposito, dichiarazione, diniego, diritto, dispositive, documentario, dominicale, edilizi, epoca, epoche, esproprio di fatto, età, facoltà, funzione, godimento, II millennio a.C., indennizzo, interesse, interesse generale, interna, lavori, limitazioni, Lottizzazione, natura, obbligo, ordinamento, proprietà privata, provvedimento, reperti, ritrovamento, scientifico, sdanganelli, secondo comma, senza, sociale, Soprintendenza, sottosuolo, storico-archeologico, uso, V-VI secolo d.C., Vincolo
Pubblicato il 23 maggio 2018 da uxs04548
Nel quadro costituzionale entro il quale si iscrive la disciplina che regola il procedimento elettorale e che fissa i poteri delle commissioni elettorali, si deve ritenere che i casi di esclusione e di correzione dei contrassegni e delle liste elettorali presuppongono implicitamente la legittimazione costituzionale del movimento o partito politico, alla stregua della XII disposizione di attuazione e transitoria della Costituzione che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista. La normativa elettorale, nello stabilire i casi di ricusazione dei contrassegni e delle liste, si riferisce, quindi, a situazioni in astratto assentibili sul piano della superiore normativa costituzionale, senza fungere da garanzia per situazioni già vietate, in via preliminare e preventiva, dall’ordinamento costituzionale. E’priva di fondamento la doglianza con cui si afferma la mancanza nel contrassegno di alcun riferimento al partito nazista tedesco giacchè dal provvedimento della Commissione Elettorale emergono elementi sufficienti a palesare l’ideologia nazista che ispira la lista, l’espressione, contenuta nel contrassegno, “movimento nazionalista e socialista dei lavoratori” e la sigla NSAB che chiaramente si riferisce al “Nationalsozialistische Arbeiter Bewegung” (movimento dei lavoratori nazionalsocialisti). D’altro canto, come espressamente indicato nel sito dell’associazione, alla voce “chi siamo”, risultano illuminanti gli ampi richiami che si leggono nel “Prologo storico” acquisito fra i documenti depositati in giudizio, al NSDAP (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei), alle sue origini e al putsch di Monaco dell’8 novembre 1923, cioè a vicende che attengono alla nascita del partito nazista e agli esordi politici di Hitler.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato casi, commissioni, contrassegni, contrassegno, correzione, costituzionale, Costituzione, disciolto, disciplina, elementi, elettorale, elettorali, esclusione, esordi, espressione, garanzia, Hitler, ideologia, ispira, legittimazione, lista, liste, mancanza, Monaco, movimento, movimento lavoratori nazionalsocialisti, nascita, Nationalsozialistische Arbeiter Bewegung, Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, nazionalista socialista lavoratori, nazista, normativa elettorale, NSAB, NSDAP, ordinamento, origini, palesare, partito, partito fascista, partito nazista, partito politico, politici, poteri, procedimento, putsch, quadro, ricusazione, riferimento, riorganizzazione, sdanganelli, sigla, sufficienti, Tar Piemonte, tedesco, vicende, XII disposizione attuazione transitoria Costituzione
Pubblicato il 20 maggio 2018 da uxs04548
All’Adunanza plenaria compete esaminare le questioni rimesse dalla Sezione, ma non è vincolata all’ordine di esame suggerito dall’ordinanza di rimessione, spettando ad essa stabilire l’esatto ordine di soluzione delle questioni. Nella procedura di scelta del contraente, effettuata in forma aggregata, nella quale cioè l’attività di stazione appaltante è demandata ad un solo ente – cui sono imputabili gli atti ed i provvedimenti della medesima – tramite un modulo organizzatorio che comporta un raccordo tra Amministrazioni, la corretta applicazione dell’art.41, CPA, in mancanza di una formale imputazione del provvedimento finale ad una pluralità di amministrazioni, limita la notificazione del ricorso introduttivo del giudizio esclusivamente nei confronti di quella che ha emesso l’atto impugnato, non sussistendo l’onere di eseguirla verso amministrazioni od enti che a diverso titolo abbiano avuto modo di partecipare al procedimento. Mentre le partecipazioni al procedimento giuridicamente qualificate (come quelle concernenti il potere di iniziativa o di proposta, la partecipazione all’intesa che abbia preceduto l’adozione del provvedimento finale, ovvero gli atti preparatori) non sono idonee ad estendere la veste di parte necessaria a soggetti diversi dall’autorità emanante, solo quando l’atto finale sia imputabile a più amministrazioni, come accade per gli atti di concerto o come può verificarsi per gli accordi di programma, la legittimazione passiva riguarda tutte le amministrazioni interessate.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato accordi di programma, adozione, adunanza Plenaria, Amministrazioni, applicazione, art.41 CPA, atti, atti di concerto, atti preparatori, attività, atto impugnato, Autorità, corretta, diversi, emanante, emesso, ente, enti, esame, esclusivamente, estendere, finale, forma aggregata, formale, giudizio, giuridicamente, imputabile, imputabili, imputazione, iniziativa, interessate, intesa, introduttivo, legittimazione, mancanza, modulo, necessaria, nei confronti, non idonee, notificazione, onere, ordinanza di rimessione, ordine, organizzatorio, parte, partecipare, partecipazioni, passiva, più, potere, procedimento, procedura, Proposta, provvedimenti, provvedimento, provvedimento finale pluralità, qualificate, questioni, raccordo, ricorso, riguarda, rimesse, scelta del contraente, sdanganelli, Sezione, soggetti, solo, soluzione, stazione appaltante, tutte, veste