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Timestamp: 2020-08-05 22:07:58+00:00
Document Index: 154179549

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 84', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 36', 'art. 31', 'art. 11', 'art. 873', 'art. 92', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 155', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'sentenza ', 'art. 41', 'sentenza ']

In un giudizio avente ad oggetto un atto di annullamento
Home Sentenze - Ordinanze Consiglio di Stato In un giudizio avente ad oggetto un atto di annullamento
Consiglio di Stato, Sezione sesta, Sentenza 30 giugno 2020, n. 4180.
Sentenza 30 giugno 2020, n. 4180
Data udienza 25 giugno 2020
Tag – parola chiave: Interventi edilizi – Permesso di costruire in sanatoria – Annullamento in autotutela – Giudizio amministrativo – Controinteressato
In un giudizio avente ad oggetto un atto di annullamento in autotutela di un permesso di costruire in sanatoria, deve essere riconosciuta la qualità di controinteressato al vicino di casa che lamenta la lesione del suo diritto di proprietà, ha provveduto a denunciare presunti abusi edilizi realizzati a suo danno ed è stato chiamato ad esser parte dei procedimenti amministrativi conclusi con i provvedimenti impugnati.
sul ricorso numero di registro generale 9082 del 2016, proposto da
To. Mo., rappresentato e difeso dagli avvocati Ca. Pa., Fr. Ve., con domicilio eletto presso lo studio Fr. Pi. in Roma, via (…);
Ni. Cr. Ma., rappresentato e difeso dagli avvocati En. So., Ed. Ri., con domicilio eletto presso lo studio En. So. in Roma, via (…);
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania Sezione Seconda n. 1675/2016, resa tra le parti, concernente permesso di costruire in sanatoria.
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ni. Cr. Ma.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 25 giugno 2020 il Cons. Luigi Massimiliano Tarantino. L’udienza si svolge ai sensi dell’art. 84 comma 5 del Dl. n. 18 del 17 marzo 2020, attraverso videoconferenza con l’utilizzo di piattaforma “Mi. Te.” come previsto della circolare n. 6305 del 13 marzo 2020 del Segretario Generale della Giustizia Amministrativa.;
1. Con ricorso proposto dinanzi al TAR per la Campania l’odierno appellante proponeva opposizione di terzo avverso la sentenza dello stesso TAR n. 4679 del 3.9.2014, che, in accoglimento del ricorso proposto dal sig. Ni. Cr. Ma., aveva annullato il provvedimento di diniego formatosi per silenzio-rigetto sulla domanda di permesso di costruire in sanatoria da quest’ultimo presentata il 16.7.2012, ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001, per le opere realizzate, in difformità al permesso di costruire n. 167/2010 (anch’esso rilasciato in sanatoria ai sensi dell’art. 36 cit.), sull’immobile per civile abitazione sito nel Comune di (omissis), alla via (omissis).
3. Avverso la pronuncia indicata in epigrafe propone appello l’originario opponente, lamentandone l’erroneità atteso che allo stesso non potrebbe non riconoscersi legittimazione ad agire in quanto quale proprietario di immobile immediatamente confinante a quello del sig. Ma., avrebbe ottenuto con sentenza del T.A.R. n. 1571/2012 l’annullamento dei quattro titoli edilizi rilasciati tra il 2008 ed il 2010 per la sopraelevazione del fabbricato del Ma., in quanto accertati difformi dalla normativa urbanistica ed edilizia vigente nel Comune di (omissis). Infatti, con la sentenza del medesimo T.A.R. n. 4679/2014, oggetto di opposizione, il sig. Ma. avrebbe conseguito in suo favore ed in danno del sig. Mo., senza la partecipazione di quest’ultimo al giudizio, il contrario ed incompatibile accertamento della conformità alla normativa urbanistica ed edilizia vigente nel Comune di (omissis) della sopraelevazione del fabbricato, pregiudicando così apertamente le posizioni giuridiche di diritto e di interesse del sig. Mo., di cui quest’ultimo è titolare in via autonoma anche in forza della prima sentenza del T.A.R. n. 1571/2012. In ogni caso all’opponente avrebbe dovuto riconoscersi legittimazione ad agire in ragione della qualità di proprietario di immobile confinante a quello del Ma..
Tanto premesso l’opponente ripropone i motivi non esaminati in prime cure: a) Inammissibilità del ricorso per omessa notifica ai controinteressati. In via subordinata, omessa integrazione del contraddittorio; b) inammissibilità del ricorso per violazione del principio del ne bis in idem. Contrasto tra la sentenza n. 1571/12 e la sentenza n. 4679/14; c) violazione degli artt. 90 e 94 D.P.R. 6/6/2001 n. 380, dell’art. 4 L. Reg. Campania n. 9 del 7/1/1983, del D.M. 14/1/2008, dell’art. 15.2 del locale Regolamento edilizio; d) violazione dell’art. 36 D.P.R. 380/2001, dell’art. 31 N.T.A. del locale P.R.G. e del locale Regolamento edilizio, del D.M. n. 1444/1968, dell’art. 11D.Lgs. 30/5/2008 n. 115, dell’art. 873 c.c.
4. Costituitosi in giudizio l’intimato, da un lato, eccepisce l’irricevibilità dell’appello per decorso del termine semestrale stabilito dall’art. 92, comma 3, c.p.a., essendo stata pubblicata la sentenza il 5 aprile 2016 e l’appello notificato il 5 novembre 2016; dall’altro, invoca la conferma della pronuncia di prime cure.
5. In sede di replica l’appellante insiste nelle proprie conclusioni, evidenziando tra l’altro che l’appello sarebbe tempestivo in quanto il termine di 6 mesi per impugnare la sentenza pubblicata il 5/4/2016 sarebbe venuto in scadenza il 5/11/2016, sabato, e sarebbe quindi stato prorogato – ai sensi dell’art. 52, comma 5 c.p.a. e dell’art. 155 c.p.c. – al successivo lunedì 7/11/2016, giorno in cui sarebbe stato ritualmente notificato l’appello a mezzo di spedizione postale ex L. n. 53/1994.
Del resto è lo stesso giudice di prime cure a premettere che: a) i sigg. To. e Lu. Mo. avevano, a suo tempo, impugnato i permessi di costruire rilasciati dal Comune di (omissis) in favore del sig. Ma. per i lavori di riqualificazione in sopraelevazione del predetto fabbricato, agendo nella qualità di proprietari di unità immobiliari confinanti; b) con sentenza n. 1571 del 4.4.2012, lo stesso TAR aveva accolto il loro ricorso e annullato i provvedimenti impugnati; c) avverso tale sentenza, il sig. Ma. aveva proposto appello tutt’ora pendente; la sentenza di primo grado non era stata sospesa; d) nelle more dell’appello, il sig. Ma., ritenendo di essersi conformato alla sentenza n. 1571/2012, aveva presentato il 16.7.2012 al Comune di (omissis) la domanda di permesso di costruire in sanatoria su cui si è formato il silenzio-rigetto che è stato annullato con la sentenza n. 4679 del 3.9.2014, opposta nel presente giudizio.
Nella fattispecie, in definitiva, non si discute del fatto che il proprietario confinante possa essere controinteressato nel giudizio avente ad oggetto il diniego di permesso di costruire azionato dall’istante, ma della posizione del proprietario che ottenuto l’annullamento di titoli edilizi e avendo prodotto memorie in seno ai procedimenti edilizi, chieda di contraddire nel giudizio avente ad oggetto il silenzio diniego sulla susseguente e correlata istanza di permesso in sanatoria presentata da colui che sia risultato soccombente nel giudizio di cognizione previamente proposto dall’opponente. In definitiva la situazione di controinteressato viene a qualificarsi non in forza dello status di proprietario confinante, ma delle pregresse iniziative giudiziarie e procedimentali da quest’ultimo intraprese, che rendono evidente la sua posizione di controinteressato. In questo senso va rammentata la giurisprudenza di questo Consiglio secondo la quale: “In un giudizio avente ad oggetto un atto di annullamento in autotutela di un permesso di costruire in sanatoria, deve essere riconosciuta la qualità di controinteressato al vicino di casa che lamenta la lesione del suo diritto di proprietà, ha provveduto a denunciare presunti abusi edilizi realizzati a suo danno ed è stato chiamato ad esser parte dei procedimenti amministrativi conclusi con i provvedimenti impugnati. Il ricorso deve, quindi, essergli notificato a pena d’inammissibilità ai sensi di quanto previsto dall’art. 41, comma 2, del cod. proc. amm.” (Cons. St., Sez. VI, 30 settembre 2015, n. 4582).
8. Pertanto, il presente gravame merita di essere accolto con ciò che ne consegue in termini di riforma della pronuncia impugnata e di annullamento della sentenza n. 4679 del 3.9.2014 del TAR per la Campania, opposta nel presente giudizio, attesa la inammissibilità del ricorso introduttivo ai sensi di quanto previsto dall’art. 41, comma 2, del cod. proc. amm.
Sezione Sesta, definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e in riforma dell’impugnata sentenza, accoglie l’opposizione di terzo e annulla la sentenza n. 4679 del 3.9.2014 del TAR per la Campania.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 25 giugno 2020 con l’intervento dei magistrati: