Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=62
Timestamp: 2020-04-08 02:18:09+00:00
Document Index: 23409372

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 97', 'art. 9']

Sentenza 62/2012 (ECLI:IT:COST:2012:62)
Udienza Pubblica del 22/02/2012; Decisione del 07/03/2012
Massima n. 36155 Massima successiva
Servizio idrico integrato - Norme della Regione Puglia - Autorità idrica pugliese - Previsione che il Direttore generale predispone lo schema di convenzione diretto a regolare i rapporti tra l'Autorità e il gestore del servizio idrico integrato, da sottoporre all'approvazione del Consiglio direttivo - Funzione di ritenuta spettanza dell'ente statale "Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua" - Ricorso del Governo - Sopravvenuta abrogazione della norma impugnata - Mancata applicazione medio tempore - Cessazione della materia del contendere.
Va dichiara cessata la materia del contendere in quanto dopo la proposizione del ricorso, una norma della regione Puglia ha soppresso la disposizione impugnata, la quale è rimasta in vigore soltanto dal 3 giugno 2011 al 21 ottobre dello stesso anno. Durante tale periodo di vigenza non risulta predisposta, da parte del Direttore generale dell'Autorità idrica pugliese, alcuna convenzione tipo diretta a disciplinare i rapporti tra Autorità d'àmbito e gestori del servizio idrico integrato. Ne deriva che l'abrogazione disposta dal citato ius superveniens è intervenuta quando la norma abrogata non aveva ancora avuto applicazione.
legge della Regione Puglia 30/05/2011 n. 9 art. 5 co. 6
Massima n. 36156 Massima successiva Massima precedente
Servizio idrico integrato - Norme della Regione Puglia - Affidamento del servizio, direttamente e a tempo indeterminato, all'ente regionale "Acquedotto pugliese - AQP" - Ricorso del Governo - Eccepita inammissibilità per omesso tentativo di interpretazione conforme a Costituzione - Insussistenza dell'onere di interpretazione conforme nel giudizio di legittimità promosso in via principale - Reiezione dell'eccezione.
Non può essere accolta l'eccezione di inammissibilità della censura, per non avere il ricorrente esperito alcun tentativo di fornire una interpretazione conforme a Costituzione della disposizione denunciata. Infatti, nel giudizio di legittimità costituzionale promosso in via principale il ricorrente - a differenza del giudice rimettente nell'incidente di costituzionalità - non ha l'onere di esperire, a pena di inammissibilità della questione, un tentativo di interpretazione conforme a Costituzione della disposizione impugnata. Infatti, la questione di legittimità costituzionale promossa in via principale è ammissibile anche quando la richiesta di dichiarazione di illegittimità costituzionale di una norma di legge, accompagnata dall'indicazione del vizio denunciato, sia prospettata in base alla tesi interpretativa prescelta dal ricorrente. Questa conclusione si giustifica in ragione della radicale differenza delle questioni promosse in via principale rispetto a quelle sollevate in via incidentale: nelle prime è lo stesso ricorrente (Stato o Regione), parte nel giudizio di costituzionalità, ad avanzare una propria interpretazione della norma denunciata, con riferimento all'astratta possibilità di applicazione della norma stessa; nelle seconde, cioè in quelle sollevate in via incidentale, è il giudice rimettente a dover fornire la dimostrazione della rilevanza del dubbio di costituzionalità, cioè del fatto che, in concreto, il giudizio a quo non possa essere definito indipendentemente dalla risoluzione della questione di legittimità costituzionale.
- V. citate sentenze n. 412 del 2001, n. 244 del 1997 e n. 482 del 1991.
legge della Regione Puglia 20/06/2011 n. 11 art. 2 co. 1
Massima n. 36157 Massima successiva Massima precedente
Servizio idrico integrato - Norme della Regione Puglia - Affidamento del servizio, direttamente e a tempo indeterminato, all'ente regionale "Acquedotto pugliese - AQP" - Contrasto con la normativa statale per la quale le Regioni debbono limitarsi ad individuare con legge gli enti e gli organi ai quali devolvere le funzioni già esercitate dalle AATO, e ai quali spetta di determinare in via amministrativa le forme della gestione e le modalità di affidamento del SII - Violazione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela della concorrenza e di tutela dell'ambiente - Illegittimità costituzionale - Assorbimento dell' ulteriore profilo.
Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, della legge della Regione Puglia 20 giugno 2011, n. 11, secondo cui Il servizio idrico integrato della Puglia è affidato a un'azienda pubblica regionale. Infatti, la legge regionale individua direttamente il soggetto affidatario della gestione del sistema idrico integrato, mentre tale disciplina attiene alle materie tutela della concorrenza e tutela dell'ambiente, riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato.
- V. citate sentenze n. 187 del 2011; n. 128 del 2011; n. 325 del 2010; n. 142 del 2010; n. 307 del 2009; n. 246 del 2009.
Massima n. 36158 Massima successiva Massima precedente
Servizio idrico integrato - Norme della Regione Puglia - Costituzione dell'Agenzia pubblica regionale "Acquedotto pugliese - AQP" - Subentro nel patrimonio e nei rapporti della s.p.a. Acquedotto pugliese - Incidenza della legge regionale su una s.p.a. a suo tempo costituita con legge dello Stato - Violazione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela della concorrenza e di tutela dell'ambiente - Illegittimità costituzionale.
Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 5 della legge della Regione Puglia 20 giugno 2011, n. 11, che istituisce l'Azienda pubblica regionale «Acquedotto pugliese (AQP)» e stabilisce il subentro di tale azienda nel patrimonio e nei rapporti della s.p.a. Acquedotto pugliese, in quanto detta normativa regionale incide sul patrimonio e sui rapporti attivi e passivi di una società per azioni costituita con legge statale, società nel cui oggetto sociale rientra la gestione del ciclo integrato dell'acqua. In considerazione di tale contenuto e, in particolare, della sua attinenza (proprio perché trasferisce le risorse ed i rapporti dell'indicata società per azioni) alla gestione del servizio idrico integrato, la norma regionale impugnata è riconducibile alle materie ordinamento civile, tutela della concorrenza e tutela dell'ambiente, tutte riservate alla competenza legislativa esclusiva statale.
legge della Regione Puglia 20/06/2011 n. 11 art. 5
Massima n. 36159 Massima precedente
Impiego pubblico - Norme della Regione Puglia - Costituzione dell'Agenzia pubblica regionale "Acquedotto pugliese - AQP" - Trasferimento del personale della s.p.a. Acquedotto pugliese alla Agenzia di nuova costituzione - Generalizzato ed automatico inquadramento di tutti i dipendenti senza il previo espletamento di alcuna procedura selettiva - Contrasto con la regola di accesso agli impieghi pubblici tramite concorso pubblico - Illegittimità costituzionale - Assorbimento delle ulteriori censure.
Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 9, comma 1, della legge della Regione Puglia 20 giugno 2011, n. 11, secondo cui il personale in servizio presso l'Acquedotto pugliese S.p.A. alla data di costituzione dell'azienda pubblica Acquedotto Pugliese transita nell'organico di quest'ultima, conservando tutti i diritti giuridici ed economici acquisiti. Infatti, la normativa impugnata dispone un generale ed automatico transito del personale di una persona giuridica di diritto privato nell'organico di un soggetto pubblico regionale, senza il previo espletamento di alcuna procedura selettiva. Le modalità di tale transito costituiscono, pertanto, una palese deroga al principio del concorso pubblico, al quale debbono conformarsi le procedure di assunzione del personale delle pubbliche amministrazioni. Il mancato ricorso a tale forma generale e ordinaria di reclutamento del personale della pubblica amministrazione non trova alcuna peculiare e straordinaria ragione giustificatrice e si risolve quindi in un privilegio indebito per i soggetti che possono beneficiare della norma impugnata, in violazione dell'art. 97 Cost.
legge della Regione Puglia 20/06/2011 n. 11 art. 9 co. 1