Source: http://ferdinandoimposimato.blogspot.com/2014/10/
Timestamp: 2017-07-22 16:39:41+00:00
Document Index: 121799163

Matched Legal Cases: ['art 9', 'art 6', 'art 54', 'art 33', 'art 3', 'art 33']

Ferdinando Imposimato: ottobre 2014
Hanno già rovinato tante aree della Campania trasformandole in “terre dei fuochi”, adesso iniziano a esportare il modello.
Associazione di volontariato Idra COMUNICATO STAMPA Firenze, 30.10.'14
IMPOSIMATO E IVAN CICCONI DAVANTI ALL’AUTORITA' NAZIONALE ANTICORRUZIONE: DALLA TAV DI FIRENZE LA CONFERMA inquietante DELLA NECESSITA' DI INIZIATIVE URGENTI A TUTELA DELL’ERARIO, DELLA LEGALITA' E DELL’AMBIENTE.
con sorpresa: Raffaele Cantone si
affaccia a salutare l’amico Ferdinando Imposimato, intervenuto lunedì scorso con la delegazione dell’associazione ecologista toscana Idra all’incontro col direttore generale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Filippo Romano. Tema all’ordine del giorno, l’appalto
per il doppio sottoattraversamento e per la stazione TAV nel capoluogo toscano, con le sue pesantissime implicazioni giudiziarie, i clamorosi ritardi, la generosa lievitazione dei costi, i cambi in corsa delle società aggiudicatarie dei lavori. Un’audizione che l’Autorità ha accordato con apprezzata sollecitudine dopo aver avviato un’istruttoria a 360 gradi
a séguito degli esposti dell’associazione fiorentina, parte civile nel procedimento penale per i danni ambientali (e parte ad adiuvandum in quello per i danni erariali) consumati durante la cantierizzazione TAV dell’Appennino tosco-emiliano.
Durato circa un’ora e mezzo, il colloquio ha permesso al giudice Ferdinando Imposimato e all’ing. Ivan Cicconi di illustrare con dovizia di particolari le circostanze, inammissibili, in cui sono stati prima licenziati, poi avviati, i lavori per il Nodo ferroviario AV di Firenze.
la propria ventennale esperienza in
materia, dai tempi in cui indagò per la Commissione parlamentare antimafia le infiltrazioni della camorra sulla tratta TAV Roma-Napoli, Imposimato ha denunciato la perdurante presenza di una situazione di “gravità inaudita”,
puntando l’indice sulle insopportabili connivenze denunciate dalla Procura di Firenze fra committenti pubblici, ‘alta sorveglianza’, organi istituzionali responsabili delle autorizzazioni (ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture), organi di controllo (la stessa Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici), soggetti aggiudicatari degli appalti e
criminalità organizzata. Tutti attivamente collaboranti – nelle ipotesi formulate dalla magistratura
- nell’esecuzione pro domo sua della ‘grande opera’: lievitazione programmata dei costi, costituzione di fondi neri, frodi, truffe, falso in atti pubblici, taroccamento dei materiali, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, associazione per delinquere. “Hanno già rovinato tante aree della Campania trasformandole in “terre dei fuochi”, adesso iniziano a esportare il modello”, ha dichiarato con indignazione Imposimato, rimarcando le ricorrenze di nomi e metodologie nel malaffare di ieri e di oggi.
“Ma lo stesso istituto del ‘contraente generale’”, ha precisato Ivan Cicconi, “rappresenta uno stimolo a delinquere.
Al soggetto privato chiamato a realizzare l’opera vengono trasferite infatti tutte le funzioni del committente pubblico (discrezionalità nelle scelte, direzione dei lavori, potere di introdurre varianti e di avanzare riserve milionarie), mentre gli vengono risparmiati sia il rischio
d’impresa (lo Stato si accolla tutti gli oneri, quelli iniziali e
quelli aggiuntivi) sia quello di mercato (il costruttore non dovrà cimentarsi con la gestione dell’opera, e non ha quindi alcun interesse oggettivo a realizzarla presto, bene e in economia)”.
combinato di queste due condizioni (collusioni istituzionali e irresponsabilità del costruttore) genera da decenni – sotto gli occhi delle autorità di controllo – dissesto
erariale, disastri ambientali, sofferenza sociale. “Abbia
luogo finalmente un pronunciamento inequivoco di questa Autorità”, ha concluso Cicconi; “urge
trasmettere al Parlamento e al Governo un parere esplicito sull’assurdità dell’istituto del cosiddetto ‘general contractor’”. “Voi avete una grande autorità morale”, ha aggiunto Imposimato; “attendere
i tempi delle sentenze, e le prescrizioni annunciate, non servirebbe a risparmiare al Paese l’ennesimo sacco di risorse e di legalità. Le evidenze sono tali da esigere iniziative immediate!”.
Il presidente di Idra
Girolamo Dell’Olio, che ha accompagnato il deposito delle memorie vergate per l’Autorità da Imposimato e Cicconi, ha apprezzato
da parte sua la dichiarata attenzione che l’Autorità sta rivolgendo all’intero sistema-TAV, ben oltre il caso-Firenze. “Idra
chiede che l’Autorità ampli il campo della propria attenzione, vigilanza e intervento – recita del resto la nota consegnata dall’associazione fiorentina al direttore generale Romano - allo spettro dell’intero progetto di infrastrutturazione AV nel nostro Paese, la cui approvazione ed attuazione – oltre a presentare i tratti criminali e criminogeni che le Procure di Firenze e di Torino hanno via via disvelato – mortifica o azzera le opportunità di trasporto su ferro, locale e a lunga percorrenza, rispondenti alle esigenze della stragrande maggioranza della popolazione, contribuendo all’impoverimento generale del Paese. Anche in relazione alle esigenze di legalità e giustizia correlate a questo più ampio scenario, l’Associazione Idra conferma qui di essere e restare in ogni momento a disposizione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.”
Si prepara in Toscana una nuova terra dei fuochi con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini.
Pres Renzi , e' di oggi , secondo Repubblica .it , la conclusione delle indagini dei PM di Firenze per i delitti di associazione a delinquere, corruzione, frode in pubbliche forniture, falso, truffa, traffico organizzato di rifiuti, abuso d'ufficio. Per la procura di Firenze l'appalto per il tunnel e la stazione sotterranea dell'alta velocità ferroviaria è un concentrato di illegalità, di scambi
di favori, di sottomissione dell'interesse pubblico a quello dei privati costruttori, di sprezzante noncuranza per la sicurezza e per l'ambiente. Ora l'inchiesta del Ros Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato, che un anno fa era costata gli arresti all'ex presidente di
Italferr Maria Rita Lorenzetti (Pd) e ad altre cinque persone, è chiusa. Il procuratore Giuseppe Creazzo e i sostituti Giulio Monferini e
Gianni Tei hanno firmato l'avviso di conclusione delle indagini, che riguarda 33 persone e 7 società: Nodavia, Coopsette, Seli, Italferr, Varvarito, Htr, Hydra. Fra le persone indagate, per le quali si profila la richiesta di rinvio a giudizio, ci sono, oltre a Maria Rita Lorenzetti, indicata come la promotrice di una associazione a delinquere
finalizzata alla corruzione e all'abuso d'ufficio, i vertici di Italferr, di Nodavia, di Coopsette e di Seli (la società che gestiva la maxitrivella Monna Lisa), funzionari di Rfi, autotrasportatori. Il fatto
che sbalordisce è che i reati sarebbero stati commessi da committenti e
appaltatori, controllori ministeriali e controllati delle Coop , e che il costo di quell'obbrobrio di TAV è del seicento per cento in più
di quello che sarebbe giusto. Corrotti e corruttori cospiravano insieme , secondo i PM, per sottrarre danaro alle casse pubbliche. E il decreto cosiddetto Sblocca Italia tende a smantellare un pilastro
dell'accusa; l'associazione per delinquere per il traffico di rifiuti nocivi. Si prepara in Toscana una nuova terra dei fuochi con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini. La presidente di Italferr si sarebbe attivana per sbloccare il piano di utilizzo delle terre di scavo presentato da Nodavia presso la commissione di Valutazione di impatto ambientale del Ministero. Se quelle terre contenessero inquinanti sembrava non importare a nessuno. Come non importava che la fresa Monna Lisa fosse stata montata con guarnizioni inadeguate e rischiava di sversare ingenti quantità di oli idraulici e lubrificanti altamente inquinanti, che i conci con i quali doveva essere fabbricato il doppio tunnel di attraversamento di Firenze erano stati realizzati con materiali diversi da quelli previsti nell'appalto e inidonei a resistere alle alte temperature prodotte da un incendio. Dopo questo disastro, gli appaltatori hanno chiesto anche i danni e l'aumento del prezzo, mentre mancano i soldi per la scuola , per i lavoratori, gli esodati e i giovani in cerca di lavoro. Rispetto a questi scempi, c'è il
Il pres Renzi vuole profittare della tragedia di Genova
Il pres Renzi vuole profittare della
tragedia di Genova, dovuta a inerzie delle amministrazioni locali,
per fare approvare, per una manciata di soldi previsti da un
emendamento ipocrita, il vergognoso decreto sblocca Italia che, in
vista di benefici privati della cementificazione selvaggia e degli
enormi interessi legati all'Alta Velocità ( seicento per cento in
più di quello che costa in Francia e Spagna e Giappone), creeranno
danni che si riverseranno, ampliandosi, sulle generazioni future ,
bruciando il nostro patrimonio territoriale con una politica che lede
l'art 9 della Costituzione, mettendo a repentaglio la sicurezza dei
cittadini. La ricetta per il duo Renzi Lupi è una selvaggia
deregulation che privilegia il profitto privato a danno
dell'interesse pubblico paralizzando le Soprintendenze e imponendo
agli organi di tutela la totale obbedienza alla imprese di
costruzione. L'assurdo dello sbocca Italia è che l'Amministratore
delegato delle Ferrovie dello Stato diventerà Commissario per la
costruzione di Nuove linee ferroviarie, che decide a suo arbitrio in
caso di pericolo alla "tutela ambientale , paesaggistico
territoriale e tutela della salute della pubblica incolumità" (
art 6 ). Con una chiara violazione della imparzialità della PA (art
97 Costituzione) e un conflitto di interessi tra controllori e
controllati. L'AD delle FFSS deve essere controllato e non può
controllare nulla. Mentre una montagna sta smottando in val di Susa e
la terra frana per via dei lavori al traforo ( Il fatto 16 ottobre
2014). Ma cosa dicono- fatta eccezione per il prof Salvatore Settis (
Repubblica 30 settembre 2014)- i professoroni di questo scempio
annunciato che intacca i principi cardini della Costituzione e della
tutela del territorio? Nulla!
La causa principale dell’ alluvione
La causa principale dell’ alluvione,
degli allagamenti, delle esondazioni è da ricercare nella colata di
cemento a cui è sottoposto il territorio genovese da decenni e nel
cinismo di chi l’ha voluta e sviluppata, a quella classe dirigente
politico-economica criminale, che persiste nell'arricchirsi con la
distruzione del territorio, dividendosi il bottino con grandi opere ,
lobby e affaristi senza scrupoli e le mazzette connesse. Non a caso
le zone più colpite sono la Valbisagno e la Valpolcevera, i
quartieri collinari e le aree urbane a fondo delle valli genovesi. Ma
è la città di Genova, da ponente a levante, a subire di nuovo i
disastri voluti dalla classe politico-economica, fautrice locale di
quel modello di sviluppo che sta devastando l'Italia. Nella stessa
direzione va il decreto sblocca Italia del settembre 2014 che
consente di derogare alle norme sulla tutela del territorio.
Aggressione del territorio, disboscamenti, sfruttamento delle aree
fluviali, l’urbanizzazione, con il seguito di cementificazione, di
dissesto idrogeologico e costrizione delle dinamiche idrografiche
naturali, l’industrializzazione, sono all’origine dell’
emergenza di Genova. Negli anni la classe politica ha trovato sempre
il modo di giustificare i disastri causati con nuovi profitti e nuovi
progetti distruttivi , di nascondere tutto sotto la scusa di eventi
naturali imprevedibili , e senza fermare la corsa alla speculazione ,
continuando cinicamente a distruggere l'ambiente per trarne
vantaggio. Le esondazioni dei torrenti Sturla, Scrivia, Bisagno e
Fereggiano erano fenomeni prevedibili che si innestano in un contesto
urbano che li determina .
A Trasta un fiume di fango dovuto alla
desertificazione delle zone disboscate per i cantieri del TAV-Terzo
Valico ha invaso la strada principale. Allagamenti e colate di fango
diffuse in tutta la Valpolcevera, sia sul lato destro che sinistro di
tutta la vallata. Laddove sorgevano i boschi e le colline di Trasta e
San Quirico, sorgono ora due enormi cantieri dell’Alta Velocità,
quello della “galleria Campasso” e quella della “finestra
Polcevera”, voluti da COCIV con la sentita partecipazione del
Comune di Genova, Regione Liguria e dello Stato italiano. Le due
colline sopra Via Castel Morrone e Via Tecci stanno scomparendo e
vedono la città avvicinarsi minacciosa sempre più. I loro boschi
erano un argine al veloce scorrere dell’acqua, ne rallentavano la
forza. Cemento, ruspe, trivelle, camion e gallerie hanno sostituito
quelle distese di alberi. E le conseguenze si sono viste. Non è la
prima volta che Trasta viene colpita dai fiumi di fango dei cantieri
del TAV. Così più volte nell’ultimo anno, così chissà quante
altre volte ancora. Questo è solo l’inizio di una tragedia
nfinita. Chi ancora avrà il coraggio di dire che le priorità di
Genova sono le grandi opere e il Tav-Terzo Valico, dovrebbe
vergognarsi . E l'opera costerà il seicento per cento in più di
modo per arricchire i predoni e i governanti a spese dei cittadini
che non devono dimenticare. Quanto alla magistratura, il TAR della
Liguria accertò subito le irregolarità del bando di gara da parte
della Regione ligure; e il Consiglio di Stato forse poteva fare a
meno di affermare la competenza del TAR del Lazio, provocando un
ritardo di tre anni e oltre.
Disobbedienza civile, senza violenza, senza scontri armati
Non credo che la crescita civile
dell'Italia possa avvenire nel segno dell'inerzia di fronte alle
persistenti ingiustizie sociali, inerzia millantata per armonia e
pace sociale. Nè credo che le decisioni prese dal Governo siano da
accettare quando sono in contrasto con i diritti inviolabili
dell'uomo, come il diritto alla vita, alla salute, all'ambiente ( art
9), al lavoro, alla casa, alla scuola. La costruzione del TAV in val
di Susa è contestata dalla popolazione locale. Credo che in questo
caso sia consentita la disobbedienza civile, senza violenza, senza
scontri armati. Lo Stato non deve trasformare i disobbedienti in
nemici da punire. Solo in tal modo si evitano disastri ambientali
come quello di Genova . La difesa del territorio è diritto e dovere
dei cittadini prima ancora che dello Stato. Ho sempre avuto a che
fare in Val di Susa con gente che lotta in modo democratico contro il
TAV, in cui si è infiltrata la ndrangheta. Nella teoria del
liberalismo è iscritta la logica del conflitto. Luigi Einaudi ,
primo Presidente della Repubblica, galantuomo conservatore, esaltava
la <<bellezza della lotta>> proprio come il suo allievo
Piero Gobetti. Eppure per i promotori della lotta sociale oggi non vi
è indulgenza. E si invoca il rispetto della legge di stampo
fascista. Per i reati contestati ai disobbedienti, che difendono il
territorio da predoni , il codice prevede pene severe, sproporzionate
rispetto ai beni tutelati. Pene coerenti con gli interessi
contingenti del momento storico in cui furono concepite. La tutela
della legalità significa rispetto delle leggi penali ma prima ancora
della Costituzione e cioè rispetto dei diritti esistenziali
garantiti dalla Carta. Riconoscendo che coloro che agiscono in modo
democratico e non violento per la difesa del territorio e del
patrimonio storico e artistico , lo fanno per un diritto, non per
delinquere ma per difendere la propria dignità di esseri umani. E
riconoscendo che grazie alla lotta in difesa dei diritti umani é
stato possibile ridurre le disuguaglianze, con risultati insperati e
benefici per i cittadini più svantaggiati. La mobilitazione e la
lotta di migliaia di cittadini e dei movimenti hanno prodotto la
chiusura di siti destinati a rifiuti radioattivi , come a Pittelli e
a Scanzano, e di discariche abusive in cui la criminalità
organizzata smaltiva tonnellate di rifiuti tossici e nocivi .
Nell’inerzia colpevole delle autorità che avevano il dovere di
intervenire. Occorre riconoscere che senza quelle lotte quei
risultati non sarebbero stati raggiunti. D’altra parte laddove sono
mancate le lotte sociali e la mobilitazione dei movimenti , lì i
diritti dei cittadini non sono stati tutelati, poiché le discariche
e le cave abusive gestite dalla camorra e dalla mafia che distruggono
l’ambiente e ledono la salute dei cittadini continuano . La
criminalizzazione dei protagonisti delle lotte sociali, condotte con
durezza ma nel rispetto delle regole democratiche, non può essere
consentita. La costituzione dice che è dovere dei cittadini e delle
autorità rispettare la Costituzione ( art 54 Cost )
Solidarietà ai genovesi e a tutti i liguri per la tragedia che li ha colpiti Solidarietà ai genovesi e a tutti i
liguri per la tragedia che li ha colpiti , dovuta a errori e inerzie
di chi doveva prevedere l'esondazione del torrente Bisagno, che già
aveva provocato disastri e morti . Se fossero state fatte quelle
opere, come era possibile, si sarebbe evitata questa tragedia . Che
fine hanno fatto i fondi destinati al torrente Bisagno? E come mai il
pres Renzi non visita la città colpita dall'alluvione ? E non fa
qualcosa per sbloccare i fondi da destinare al risanamento ? Il
Cardinale Bagnasco denunzia la vergogna delle “ burocrazie che
bloccano fondi”. Renzi onnipresente dappertutto dovrebbe
sollecitare interventi massicci e immediati alle amministrazioni,
statali e locali. E' una tragedia che si è ripetuta per ben quattro
volte , l’ultima nel 2011. E questa volta è stata anche peggiore.
Gente che ha perso nuovamente tutto, il lavoro, il sostentamento,
famiglie intere con bambini piccoli, che dovrebbero ancora una volta
ricominciare la propria attività. Alcuni non saranno più in grado.
I soldi destinati all'Alta velocità e al Mose, siano stornati per
l'aiuto immediato alle famiglie bisognose di Genova e della Liguria.
Le bombe d'acqua fanno vittime dove esistono problemi idrogeologici,
aggravati dallo sfruttamento selvaggio del territorio. Sul dissesto
idrogeologico c'è un ritardo di molti anni , ma occorre spendere le
risorse che ci sono già, impegnarne delle altre, fare interventi
strutturali, nonostante i ricorsi. E non perdere tempo con devastante
decreti, come lo sblocca Italia, che, come ha detto Salvatore Settis,
favoriscono la distruzione dell'ambiente e del territorio.
La iniqua riforma dell'istruzione (Renzi-Giannini 2014)
Condivido la protesta degli studenti contro la iniqua riforma dell'istruzione. Che non poteva essere di qualità eccellente tenuto conto del livello culturale dei due riformatori autori del pasticcio, Matteo Renzi e Stefani Giannini. L'idea di trascurare la scuola pubblica e di finanziare la scuola privata , sottraendo risorse alla scuola dello Stato con gravi ripercussioni sui meno abbienti, è inaccettabile e contraria alla Costituzione. Non può trasformarsi la scuola pubblica in una impresa soggetta alle leggi del mercato e dell'efficientismo. Essa si pone in netto contrasto con l'art 33 della Costituzione , secondo cui la Repubblica istituisce scuole statali ( gratuite) per tutti gli ordini e gradi, e con l'articolo 34, che premia i capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, avendo essi diritto di raggiungere i gradi alti degli studi”. Non solo: la riforma dimentica che la Repubblica non si ispira a principi utilitaristici, ma rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale che , limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza, impediscono
a tutti i lavoratori la piena partecipazione alla organizzazione politica economica e sociale dello Stato( art 3). E dimentica che lo Stato è una grande organizzazione che deve tendere all'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale. Oggi è un fatto che la maggior parte degli studenti universitari proviene dalle classi sociali più abbienti mentre dai lavoratori manuali proviene
una minoranza esigua che non supera il 10%. “Così il monopolio della ricchezza – diceva Piero Calamandrei- porta fatalmente al monopolio della cultura, sicché le scuole medie ed universitarie, sbarrate agli ottimi quando sono figli di poveri, si riempiono di mediocri e anche di pessimi”. Che diventano pessimi professionisti, magistrati e politici. Viene così a mancare quel continuo ricambio attraverso il quale si verifica senza posa , nelle vere democrazie, tra cui non rientra quella italiana, il rinnovamento della classe politica dirigente, che non rimane una casta chiusa, come è oggi, ma è la espressione aperta e mutevole delle forze più giovani e meritevoli della società. Può
così accadere che politici squalificati in contatti con esponenti della mafia, esaltati talvolta come simboli di coraggio e di lealtà , diventino modelli di vita negativi per gli studenti . Ed è proprio in questo cristallizzarsi del potere politico in una maggiore
minoranza , privilegiata e arrogante, la ragione del declino della classe dirigente italiana, esaltata da media asserviti e da cortigiani ed intellettuali senza nerbo e senza dignità. Ed è proprio qui da ricercarsi la causa più profonda del trionfo del nuovo fascismo che si ammanta di democrazia, in questa fiacchezza , in questa anemia, in questa indifferenza popolare.
La sola speranza di riscatto viene dagli studenti medi e universitari e
dai docenti, offesi nella loro dignità, non condizionati dal ricatto di un governo insolente e prepotente . Non c'è da meravigliarsi che nella nostra democrazia malata non accada che la scelta dei governanti cada su persone intellettualmente meglio dotate, ma su mediocri che ignorano cosa sia il bene comune. Mentre aumentano
le ingiustizie sociali e le nuove povertà. E si tende a privilegiare una scuola riservata alle classi benestanti, che ignorano la storia del
nostro Paese. Ma se solo agli appartenenti a certe classi sociali è dato di farsi strada ed emergere,
mentre in altre categorie l'intelligenza è costretta, per mancanza di risorse e della istruzione idonea, a rimanere occulta e socialmente inoperosa e sacrificata, allora la democrazia declina e con essa la libertà e la giustizia sociale.
Laddove le scuole costano e può frequentarle solo chi può sostenerne il
costo, l'istruzione si risolve in un privilegio economico, che è anche un privilegio politico. E attraverso il potere economico discriminatorio
della istruzione , il governo democratico aperto a tutti i meritevoli diventa il governo dei ricchi, ignoranti e arroganti. Ed é questo privilegio economico e dunque politico dei ricchi che la riforma Renzi-Giannini tende a garantire a scapito dei non abbienti. Di tutti i privilegi che la ricchezza conferisce agli abbienti, anche se incapaci, quello della istruzione è il più ingiusto, odioso e pericoloso. L'uomo non può esser capace di accedere alle cariche elettive se non gli garantisce una educazione sufficiente per prendere coscienza di sè, per alzare la testa dalla terra, e per intravveder fini
più alti che non siano quelli di saziare gli stimoli della fame. Ed è questo privilegio della istruzione che costituisce l'obiettivo del governo. La battaglia della difesa dell'autonomia della scuola dall'invadenza del governo, che tende ad eliminare ogni forma di dissenso e di opposizione al pensiero unico dominante, è cruciale per la difesa della democrazia e della libertà.
Dopo l'asservimento del sistema mediatico TV e della carta stampata, che esalta il Presidente del Consiglio, dopo il nuovo conformismo degli intellettuali, alla ricerca di protettori, il solo comparto da soggiogare resta la scuola pubblica. Ma gli studenti non resteranno soli
in questa battaglia che è difesa della democrazia e della libertà di tutti.
L'orrendo decreto legge 133 del settembre 2014 cd sblocca Italia è un mostro a più teste
L'orrendo decreto legge 133 del
settembre 2014 cd sblocca Italia è un mostro a più teste partorito
dalla fantasia distorta del governo Renzi Il Ministro Maurizio Lupi,
che rappresenta l'apologo del saccheggio dell'Italia, considera il
territorio come risorsa passiva da sfruttare con colate di cemento.
Ma il decreto vuole anche rilanciare la mostruosità dell'Alta
Velocità in Toscana e Val di Susa, perforare il tunnel di Chiomonte
, devastare il territorio fiorentino, distruggere la scuola pubblica
a vantaggio della privata, cementificare il territorio in sfregio
della tutela del patrimonio storico e artistico della nazione. E
salvare con legge illegittima, perchè contraria alle direttive
europee e a decisione della Corte di Giustizia europea, gli imputati
di traffici e associazioni per delinquere davanti ai magistrati
toscani e piemontesi che hanno contestato il traffico di rifiuti
nocivi contro criminali in sinergia con corrotti e politici della
maggioranza.Questo decreto rischia di trasformare il Piemonte , la
Lombardia e la Toscana in altrettante terre come la Campania ,
devastate dall'inquinamento da rifiuti tossici nocivi gestiti dal
crimine organizzato. Cui si aggiunge, secondo Raffaele Cantone, il
riciclaggio, poichè le formule di finanziamento non garantiscono la
trasparenza sulla provenienza dei fondi . Esprimo la mia ammirazione
al popolo della Val Di Susa per il coraggio civile, la determinazione
e la forza dimostrate nella difesa del loro territorio, che è
patrimonio dell'umanità, nonostante l'assenza delle forze politiche
con poche eccezioni. Il Presidente della Repubblica dovrebbe fermare
questo scempio bocciando un decreto incostituzionale per contrarietà
all'articolo 9 e dell'art 33 della Costituzione e violazione dell'art
76, per assenza nel decreto dei principi e criteri direttivi e la
mancanza di oggetti definiti.
Hanno già rovinato tante aree della Campania trasf...
Si prepara in Toscana una nuova terra dei fuochi c...
Il pres Renzi vuole profittare della tragedia di G...
Disobbedienza civile, senza violenza, senza scontr...
Solidarietà ai genovesi e a tutti i liguri per la ...
La iniqua riforma dell'istruzione (Renzi-Giannini ...
L'orrendo decreto legge 133 del settembre 2014 cd ...