Source: https://finanzalocale.interno.gov.it/docum/studi/isae2009/relazione2009.html
Timestamp: 2020-04-08 15:41:05+00:00
Document Index: 36412173

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 183', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 77', 'art. 9', 'art. 77']

HomeFinanza LocaleStorico documentiStudi e ricercheRelazione ISAE 2009
La legge 22 dicembre 2008, n. 203, reca, molteplici disposizioni in materia di contenimento dell’uso degli strumenti derivati e di indebitamento delle regioni e degli Enti Locali.
In relazione a tale ultimo punto, il provvedimento contiene una importante operazione di riordino e soppressione di organismi decentrati (in particolare comunità montane, difensori civici, circoscrizioni di decentramento comunale, consorzi di enti locali).
Vengono, altresì, proposte misure in favore dei comuni di piccola dimensione demografica.
Com’è noto, anche per l’anno 2009, le Autonomie Locali concorrono al rispetto degli obblighi comunitari ed alla conseguente realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, i cui effetti sono quantificabili in misura pari a 1.650 milioni di euro. A tal fine, gli enti locali sono chiamati al rispetto di parametri economici, la mancata osservanza dei quali implica l’applicazione di determinate sanzioni. Al fine di agevolare l’applicazione delle disposizioni vigenti, l’intera normativa è stata riscritta dal legislatore e racchiusa prevalentemente nell’articolo 77 – bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modificazioni ed integrazioni. Rimangono soggetti al patto di stabilità interno le province ed i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.
Il saldo finanziario, come negli anni scorsi, è definito quale differenza tra entrate finali (primi quattro titoli di bilancio dell’entrata) e spese finali (primi due titoli di bilancio della spesa) in termini di “competenza mista” ed è determinato dalla somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti ed impegni, per la parte corrente, e dalla differenza fra riscossioni e pagamenti (in conto competenza e in conto residui) per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti da riscossioni di crediti e delle spese derivanti da concessioni di crediti, senza tener conto, tra le entrate finali, dell’avanzo di amministrazione e del fondo di cassa.
Determinazione dell’obiettivo programmatico
Il decreto legge n. 112/2008 e le successive modificazioni hanno introdotto numerose novità rispetto alla normativa del patto relativa agli anni precedenti circa le esclusioni di voci di entrata e di spesa dal saldo finanziario. In particolare:
i commi 7-bis e 7-ter dell’articolo 77-bis, introdotti dall’ art. 2, comma 41., lett. b) della legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge finanziaria 2009), hanno previsto l’esclusione per gli enti locali, sia dal saldo finanziario considerato quale base di riferimento (anno 2007) sia dai saldi registrati a consuntivo negli anni 2009/2011, delle entrate provenienti dallo Stato e delle spese correnti ed in conto capitale sostenute dalle province e dai comuni per l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazioni di stato di emergenza;
Altre esclusioni di voci di entrata e di spesa sono state previste successivamente dal legislatore con altri provvedimenti normativi. In particolare sono state escluse:
le entrate correnti ed in c/capitale acquisite dagli enti della regione Abruzzo da altri enti o soggetti pubblici e/o privati per fronteggiare gli eccezionali eventi sismici verificatisi nell'aprile 2009 e le relative spese sostenute, (art. 6, comma 1, lettere o) e p), del decreto legge n. 39/2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77/2009).
i pagamenti in conto residui (nei limiti dell’ammontare autorizzato dalla regione di appartenenza ai sensi del comma 3 art. 7-quater legge 33/2009) per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell’art. 183 del TUEL (art. 7-quater, comma 1, lett. a) della legge n. 33/2009).
le spese correnti e pagamenti in c/capitale per interventi temporanei e straordinari di carattere sociale, disposti dagli enti locali nel limite di spesa complessivo di 150 milioni di euro e diretti ad alleviare gli effetti negativi della congiuntura economica di cui all’art. 7-quater, comma 1, lett. c) della legge n. 33/2009.
i pagamenti in c/capitale (in conto competenza ed in conto residui) effettuati entro il 31/12/2009 per un importo non sup. al 4% del totale dei residui passivi in c/capitale risultanti al 31 dicembre 2007, a condizione che gli enti abbiano rispettato il patto 2008 o si trovino nelle condizioni di esclusione delle sanzioni di cui all’art. 77-bis comma 21-bis legge 133/2008 (art. 9-bis, comma 1, del decreto-legge anticrisi n. 78/2009, convertito nella legge n. 102/2009). Gli effetti della suddetta disposizione normativa sono stati tutt’altro che neutrali in termini finanziari. Tale meccanismo ha determinato, infatti, un peggioramento dei saldi di finanza pubblica quantificato in 2.250 milioni. La manovra originaria di finanza pubblica definita dal decreto legge n. 112/2008 per il Patto di stabilità interno 2009 - quantificata in 1.650 milioni (Tabella 2) - è divenuta, quindi, espansiva e pari ad un aumento di 600 milioni rispetto ai saldi tendenziali di comparto.
Il comma 11 dell’art. 77-ter del decreto legge n. 112/2008 ha introdotto una ulteriore rilevante novità prevedendo, per la prima volta, la facoltà per le regioni di “adattare” le regole e i vincoli posti dalla normativa nazionale in relazione alle diverse situazioni finanziarie degli enti locali compresi nel proprio territorio, fermo restando l’obiettivo determinato complessivamente dalle regole del patto di stabilità per gli enti locali. La norma prevede, altresì, che tale facoltà possa essere esercitata solo sulla base dei criteri stabiliti in sede di consiglio delle autonomie locali. Tale norma è integrata dall’articolo 7-quater del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalle legge 9 aprile 2009, n. 33 che, nel 2009, ha consentito di avviare la “regionalizzazione” del patto di stabilità interno consentendo alle regioni di cedere propri spazi di spesa in favore degli enti locali a valere sull’obiettivo regionale.
gli impegni di spese correnti identificate dal titolo 1° della spesa (secondo la classificazione di cui al D.P.R. n. 194 del 1996) senza alcuna esclusione non possono superare il valore annuale più basso del corrispondente ammontare annuo degli impegni effettuati nell’ultimo triennio.
il ricorso all’indebitamento non è consentito anche se finalizzato agli investimenti; ( ad esclusione delle operazioni che non configurano un nuovo debito, quali i mutui e le emissioni obbligazionarie, il cui ricavato è destinato all’estinzione anticipata di precedenti operazioni di indebitamento, che consentono una riduzione del valore finanziario delle passività).
il divieto di assunzione del personale (come previsto dall’articolo 76, comma 4 ).
Riduzione delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza degli amministratori locali (articolo 61, comma 10, della legge n. 133/2008 di conversione del decreto legge n. 112/2008).
Modifiche introdotte da ulteriori disposizioni legislative.
Modifiche ed integrazioni alla disciplina inerente la finanza locale sono state altresì introdotte, nel corso dell’anno 2009, da provvedimenti normativi la cui entrata in vigore ha prodotto effetti. Si fa riferimento, nella fattispecie, al decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, al decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 2009, n. 26, al decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, al decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, alla legge 5 maggio 2009, n. 42, al decreto-legge 23 novembre 2009, n. 168, non convertito (i cui atti e provvedimenti adottati restano salvi e per il quale vengono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base dello stesso, in applicazione dell’articolo 2, comma 251, della legge n. 191 del 2009) ed alla legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Si segnala, altresì, il decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, il quale produce effetti anche sulla finanza degli enti locali per l’anno 2009.
Con decreto ministeriale del 30 aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 2009, sono stati differiti al 31 luglio 2009, per gli enti locali colpiti da eventi sismici nella regione Abruzzo, i termini per gli adempimenti di cui in premessa.
Il richiamato articolo 6 prevede, tra l’altro, l'esclusione dal patto di stabilità interno relativo agli anni 2009 e 2010 delle spese sostenute dalla regione Abruzzo, dalla provincia dell'Aquila e dai comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo a partire dal 6 aprile 2009 per fronteggiare gli eccezionali eventi sismici.
Infine, l’articolo 4, avente per oggetto proroga di termini per gli enti locali, prevede, a decorrere dal 1 gennaio 2009[16], la nullità di ogni atto adottato dall’associazione tra comuni che non abbiano aderito ad una unica forma associativa per gestire il medesimo servizio, con le eccezioni di cui all’articolo 2, comma 28, della legge n. 244 del 2007. Ciò ai fini della semplificazione della varietà e della diversità delle forme associative comunali e del processo di riorganizzazione sovracomunale dei servizi, delle funzioni e delle strutture.
Termini per l’adozione del bilancio di previsione 2009
L’aumento dei residui attivi di competenza verificatosi nel 2008 (Appendice ES. 7) è derivata dalla maggiore formazione dei residui di parte corrente (+ 9,8%) passati da 46.516,7 milioni del 2007 a 51.060,2 milioni del 2008 e di conto capitale passati da 6.322 milioni nel 2007 a 9.425,4 milioni nel 2008 con un aumento del 49,1 per cento; al contrario i residui delle contabilità speciali sono passati nel 2008 a 4.165,7 milioni rispetto ai 6.172,7 milioni nel 2007 facendo registrare un calo del 32,5 per cento.
Relativamente al contributo per ammortamento dei mutui, il valore minimo assoluto compete alle regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Marche che non hanno alcun contributo. I valori massimi si registrano nel Molise (3,58 euro), in Sardegna (2,79 euro) e in Sicilia (2,74 euro).
[5] L’articolo 61, comma 11, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, recita:
34. In sede di prima applicazione del comma 33, l'aggiornamento della banca dati catastale avviene sulla base dei dati contenuti nelle dichiarazioni di cui al comma 33, presentate dai soggetti interessati nell'anno 2006 e messe a disposizione della Agenzia del territorio dall'AGEA. L'Agenzia del territorio provvede ad inserire in atti i nuovi redditi relativi agli immobili oggetto delle variazioni colturali, anche sulla scorta delle informazioni contenute nelle suddette dichiarazioni. In deroga alle vigenti disposizioni ed in particolare all'articolo 74, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342, l'Agenzia del territorio, con apposito comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, rende noto, per ciascun comune, il completamento delle operazioni e provvede a pubblicizzare, per i sessanta giorni successivi alla pubblicazione del comunicato, presso i comuni interessati, tramite gli uffici provinciali e sul proprio sito internet, i risultati delle relative operazioni catastali di aggiornamento; i ricorsi di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni, avverso la variazione dei redditi possono essere proposti; entro il 30 novembre 2007 i nuovi redditi così attribuiti producono effetti fiscali dal 1° gennaio 2006. In tale caso non sono dovute le sanzioni previste dall'articolo 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
35. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia del territorio, sentita l’AGEA, sono stabilite le modalità tecniche ed operative di interscambio dati e cooperazione operativa per l’attuazione dei commi 33 e 34, tenendo conto che l’AGEA si avvarrà degli strumenti e delle procedure di interscambio dati e cooperazione applicativa resi disponibili dal Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN).
2. 31. A decorrere dal 2008 il fondo ordinario di cui all’articolo 34, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, è ridotto di 313 milioni di euro. In sede di ripartizione delle risorse del fondo ordinario, come rideterminate ai sensi del presente comma, si tiene conto, anche sulla base di certificazioni prodotte dagli enti interessati, delle riduzioni di spesa derivanti, per ciascun ente territoriale, dall’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 23 a 31. Le risorse derivanti dalle riduzioni di spesa di cui ai commi da 23 a 29, valutate in 313 milioni di euro annui a decorrere dal 2008, sono destinate, per l’anno 2008, per 100 milioni di euro, salvo quanto disposto dal comma 32, all’incremento del contributo ordinario di cui all’articolo 1, comma 703, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in favore dei piccoli comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, non rientranti nei parametri di cui al medesimo comma, da ripartire in proporzione alla popolazione residente, e per 213 milioni di euro a copertura di quota parte degli oneri derivanti dai commi 383 e 384.
[11] L’articolo 1, comma 703, della legge n. 296 del 2006, recita:
b) fino ad un importo complessivo di 81 milioni di euro, il contributo ordinario, al lordo della detrazione derivante dall'attribuzione di una quota di compartecipazione al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, è incrementato in misura pari al 30 per cento per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione residente di età inferiore a cinque anni e la popolazione residente complessiva è superiore al 4,5 per cento, secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili. Almeno il 50 per cento della maggiore assegnazione è finalizzato ad interventi di natura sociale. In caso di insufficienza del predetto importo, il contributo è proporzionalmente ridotto;
c) ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, è concesso un ulteriore contributo, fino ad un importo complessivo di 42 milioni di euro, per le medesime finalità dei contributi a valere sul fondo nazionale ordinario per gli investimenti;
d) alle comunità montane è attribuito un contributo complessivo di 20 milioni di euro, da ripartire in proporzione alla popolazione residente nelle zone montane.
[12] L’articolo 2-quater, comma 2, del decreto- legge n. 154 del 2008, convertito, con modificazione, dalla legge n. 189 del 2008, recita:
191. A decorrere dall'esercizio finanziario 2008, l'incremento del gettito compartecipato, rispetto all'anno 2007, derivante dalla dinamica dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, è ripartito fra i singoli comuni secondo criteri definiti con decreto emanato dal Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali. I criteri di riparto devono tenere primariamente conto di finalità perequative e dell'esigenza di promuovere lo sviluppo economico.
[14] L’articolo 1 del decreto-legge n. 93 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 126 del 2008, recita:
4. La minore imposta che deriva dall'applicazione dei commi 1, 2 e 3, pari a 1.700 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008, è rimborsata ai singoli comuni, in aggiunta a quella prevista dal comma 2-bis dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 504 del 1992, introdotto dall'articolo 1, comma 5, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. A tale fine, nello stato di previsione del Ministero dell'interno l'apposito fondo è integrato di un importo pari a quanto sopra stabilito a decorrere dall'anno 2008. Relativamente alle regioni a statuto speciale, ad eccezione delle regioni Sardegna e Sicilia, ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, i rimborsi sono in ogni caso disposti a favore dei citati enti, che provvedono all'attribuzione delle quote dovute ai comuni compresi nei loro territori nel rispetto degli statuti speciali e delle relative norme di attuazione.
4-bis. Per l’anno 2008, il Ministero dell’interno, fatti salvi eventuali accordi intervenuti in data precedente in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ripartisce e accredita ai comuni e alle regioni a statuto speciale, a titolo di primo acconto, il 50 per cento del rimborso loro spettante, come determinato ai sensi del comma 4.
4-ter. In sede di prima applicazione, fino all’erogazione effettiva di quanto spettante a titolo di acconto a ciascun comune ai sensi del comma 4-bis, il limite dei tre dodicesimi di cui all’ articolo 222 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è maggiorato dell’importo equivalente al credito dell’imposta comunale sugli immobili determinatosi, per effetto delle norme di cui ai commi da 1 a 4, a favore delle singole amministrazioni comunali nei confronti dello Stato.
5.Soppresso.
7. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla definizione dei contenuti del nuovo patto di stabilità interno, in funzione della attuazione del federalismo fiscale, è sospeso il potere delle regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato. Sono fatte salve, per il settore sanitario, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, e all'articolo 1, comma 796, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, nonché, per gli enti locali, gli aumenti e le maggiorazioni già previsti dallo schema di bilancio di previsione presentato dall'organo esecutivo all'organo consiliare per l'approvazione nei termini fissati ai sensi dell'articolo 174 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Resta fermo che continuano comunque ad applicarsi le disposizioni relative al mancato rispetto del patto di stabilità interno, di cui ai commi 669, 670, 671, 672, 691, 692 e 693 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti verificano il rispetto delle disposizioni di cui al presente comma, riferendo l’esito di tali controlli alle sezioni riunite in sede di controllo, ai fini del referto per il coordinamento del sistema di finanza pubblica, ai sensi dell’ articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, come modificato, da ultimo, dall’articolo 3, comma 65, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché alla sezione delle autonomie.
7-bis. I comuni che abbiano in corso di esecuzione rapporti di concessione del servizio di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sugli immobili possono rinegoziare i contratti in essere, ai fini dell’accertamento e della riscossione di altre entrate, compatibilmente con la disciplina comunitaria in materia di prestazione di servizi.
[15] In applicazione dell’articolo 77 bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
[17] Ciò è quanto avverrà, come già anticipato, per i rimborsi ICI per l’esenzione dell’abitazione principale in relazione ai maggiori fondi stanziati per l’anno 2009 dall’articolo 2, comma 127, della legge n. 191 del 2009.