Source: http://docplayer.it/47046540-I-svi-l-istituto-ulisse-per-lo-sviluppo-della-cultura-al-lavoro.html
Timestamp: 2018-04-19 19:29:40+00:00
Document Index: 101611870

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.16', 'art.17', 'art. 20', 'art. 17', 'art.16', 'art. 20', 'art.16', 'art.17', 'art. 20']

I.SVI.L. Istituto Ulisse per lo sviluppo della cultura al lavoro - PDF
I.SVI.L. Istituto Ulisse per lo sviluppo della cultura al lavoro
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1 I.SVI.L Istituto Ulisse per lo sviluppo della cultura al lavoro In questo settore sono riportate le informazioni relative alla gestione del Servizio Civile Nazionale. Gli Enti e i volontari impiegati nei progetti di Servizio civile sono invitati ad attenersi alle vigenti disposizioni emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Ufficio Nazionale per il Servizio Civile. 1. Quali sono i doveri degli Enti di Servizio Civile? Gli Enti sono tenuti ad assicurare una efficiente gestione del Servizio civile nazionale ed una corretta realizzazione del progetto. Hanno il dovere, pertanto,di attenersi alle regole e ai doveri che vengono di seguito riportati: a.- rispettare, nelle procedure per la selezione dei volontari i principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza, assicurando ai candidati l'accesso ai documenti; - pubblicare, al termine della selezione, la graduatoria dei selezionati e degli idonei non selezionati; - redigere un elenco, da trasmettere all'unsc, con i nominativi dei candidati non idonei o esclusi dalla selezione, comunicando agli interessati il mancato inserimento in graduatoria con l'indicazione della motivazione; - pubblicare la graduatoria approvata dall'unsc; b. rispettare le disposizioni di cui al DPCM del 04/02/2009: "Prontuario concernente la disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale"; c. avviare il progetto nel giorno indicato nel provvedimento di approvazione della graduatoria, salvo cause di forza maggiore da comunicare tempestivamente all'ufficio; d. assicurare al volontario la corresponsione del vitto e dell'alloggio, secondo le modalità previste nel progetto, nel caso in cui lo stesso preveda la fornitura di tali servizi; e. garantire al volontario una formazione generale che abbia la durata indicata nel progetto nonché una formazione specifica relativa alle peculiari attività previste dal progetto stesso; f. impiegare il volontario nel rispetto della sua dignità e personalità assicurando che non vengano posti in essere atti di vessazione fisica e morale; g. impiegare il volontario presso le sedi di attuazione accreditate secondo i piani di azione, l'orario di servizio e l'articolazione settimanale previsti dal progetto; h. comunicare mensilmente all'ufficio tramite il sistema informatico "Helios" le assenze dei volontari che danno luogo ad una decurtazione dell'assegno, nonché le assenze per maternità e per infortuni; i. garantire la presenza, in sede, per almeno dieci ore settimanali, dell'operatore locale di progetto, designato quale referente del volontario per tutte le questioni inerenti la realizzazione del progetto stesso; l. impiegare il volontario esclusivamente nelle attività indicate nel progetto astenendosi dal chiedere prestazioni o adempimenti non previsti; m. garantire, in caso di violazione da parte del volontario dei doveri indicati nel provvedimento di avvio al servizio, il rispetto della procedura per l'applicazione delle relative sanzioni descritta nel provvedimento stesso; n. attivare, per quanto di competenza, le procedure per il riconoscimento dei crediti formativi, qualora previsti dal progetto, e consentire al volontario la fruizione di eventuali benefici cui la partecipazione alla realizzazione del progetto dà diritto; o. portare a termine il progetto ponendo in essere, in conformità con le finalità previste dalla legge 6 1
2 marzo 2001, n.64, il complesso delle attività volte al raggiungimento degli obiettivi prefissati; p. comunicare all'ufficio le cause che impediscono l'avvio o il completamento del progetto, anche in relazione alle diverse sedi di attuazione dello stesso, entro dieci giorni dal loro verificarsi; q. effettuare il monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto nonché per la verifica degli esiti della formazione svolta. 2. Quale sistema sanzionatorio viene applicato per le condotte illecite degli Enti? L'articolo 3 bis, comma 2, della legge 6 marzo 2001, n.64 prevede l'applicazione di quattro sanzioni amministrative di seguito riportate: - diffida per iscritto - revoca dell'approvazione del progetto - interdizione temporanea a presentare altri progetti della durata di un anno - cancellazione dall'albo DEGLI ENTI DI SERVIZIO CIVILE NAZIONALE 3. Quale procedura è adottata per l'irrogazione della sanzione? Il procedimento sanzionatorio si instaura con la contestazione scritta dell'addebito che deve essere effettuata dall'unsc o da Regione/Provincia Autonoma, ove competenti, tempestivamente, e comunque non oltre quindici giorni decorrenti dal verificarsi dei fatti o dal momento dell'avvenuta conoscenza degli stessi. Qualora la conoscenza dei fatti avvenga a seguito di una ispezione effettuata dall'unsc o da Regione/Provincia Autonoma, il termine per la contestazione decorre dalla data del relativo verbale che deve essere redatto entro trenta giorni dalla data di effettuazione dell'ispezione stessa. Essa deve indicare dettagliatamente i fatti oggetto della contestazione e la fattispecie sanzionatoria che si ritiene integrata dal comportamento. Deve altresì contenere il termine, non inferiore a trenta giorni e non superiore a quarantacinque, entro cui gli enti di servizio civile, che hanno comunque facoltà di essere sentiti ove lo richiedano espressamente, possono presentare le proprie controdeduzioni. Trascorso detto termine, nei successivi trenta giorni viene adottato il provvedimento sanzionatorio che conclude il procedimento. Il procedimento sanzionatorio viene archiviato qualora le controdeduzioni dell'ente di servizio civile, nei cui confronti è stato instaurato il procedimento stesso, rendano congrue e sufficienti ragioni a sua discolpa. 4. Quali sono le condotte illecite che determinano l'applicazione delle sanzioni? Il DPCM 6 febbraio 2009 individua le fattispecie di condotte illecite alle quali conseguono le sanzioni previste dalla legge. - Per comportamenti di lieve entità di seguito riportati è prevista la sanzione della diffida per iscritto: a. inosservanza delle disposizioni di cui al DPCM del 04/02/2009 recante "Prontuario concernente la disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale"; b. mancata pubblicità del progetto e inosservanza, nelle procedure selettive, dei principi di trasparenza, di accesso ai documenti, di pubblicità e imparzialità, delle disposizioni previste dai Bandi per la selezione dei volontari, nonché in caso di mancata pubblicità delle graduatorie; c. mancato avvio del progetto nel giorno e nel luogo indicato nel provvedimento di approvazione della graduatoria, ovvero omessa tempestiva comunicazione all'ufficio nonché alle Regione/Provincia Autonoma, ove competenti, delle cause di forza maggiore che hanno determinato il ritardo nell'avvio del progetto stesso; d. mancato rispetto dell'orario di servizio indicato nel progetto ovvero assenza ingiustificata del volontario presso la sede durante l'orario di servizio; e. mancata osservanza della procedura, descritta nel contratto di servizio civile, per l'applicazione di sanzioni al volontario; f. mancata rilevazione delle presenze dei volontari nonché mancata comunicazione delle rinunce al servizio e delle assenze dei volontari, anche ai fini del trattamento economico; g. inosservanza delle disposizioni di cui alla circolare 24 maggio 2007 e successive modificazioni e 2
3 integrazioni, concernente "Monitoraggio sulla formazione generale dei volontari in servizio civile nazionale" relativamente ai punti 2), 3), 5) e 6) del paragrafo "Adempimenti e Modalità " di detto documento; h. parziale svolgimento dell'attività di monitoraggio interno, finalizzata alla valutazione dei risultati del progetto nonché alla verifica degli esiti della formazione svolta. - La sanzione della revoca dell'approvazione del progetto si applica nel caso in cui gli Enti pongano in essere i seguenti comportamenti: a. particolare gravità o reiterazione delle violazioni che comportano l'applicazione della sanzione della diffida; b. mancata corresponsione al volontario del vitto e dell'alloggio qualora previsti dal progetto; c. impiego del volontario in attività non previste dal progetto o presso altre sedi dello stesso Progetto o in altri Progetti; ovvero presso sedi di attuazione non accreditate, fatto salvo quanto previsto dal paragrafo 6) delle disposizioni in materia di disciplina dei rapporti tra Enti e volontari del servizio civile nazionale, approvate con il citato DPCM del 04/02/2009; d. violazione dell'impegno di garantire la presenza in sede dell'operatore locale di progetto indicato nella scheda progetto e per il numero di ore previsto e/o mancata formazione degli operatori locali di progetto; sono fatti salvi gli eventuali casi di sostituzione per cause di forza maggiore di cui al paragrafo 6.6 della circolare 2 febbraio 2006, se previamente comunicati all'ufficio competente con le modalità ivi previste e suffragati da idonea documentazione. - L'interdizione temporanea, della durata di un anno, a presentare altri progetti si applica nel caso in cui gli Enti pongano in essere i seguenti comportamenti: a. particolare gravità o recidiva delle violazioni che comportano l'applicazione della sanzione della revoca dell'approvazione del progetto; b. omessa convocazione alle selezioni ovvero omessa comunicazione ai soggetti interessati del mancato inserimento nelle graduatorie ovvero comunicazione dell'esclusione senza indicazione della relativa motivazione; c. mancato svolgimento dell'attività di monitoraggio interno, finalizzata alla valutazione dei risultati del progetto nonché alla verifica degli esiti della formazione svolta; d. mancata comunicazione all'ufficio nonché alle Regione/Provincia Autonoma, ove competenti, entro il termine di dieci giorni, dell'impedimento all'avvio o al completamento del progetto, anche in relazione alle diverse sedi di attuazione dello stesso, sempre che sussista un giustificato motivo; e. mancato avvio delle procedure per il riconoscimento dei crediti formativi, tirocini e competenze e mancato riconoscimento al volontario dei benefici cui la partecipazione alla realizzazione del progetto dà diritto; f. mancata erogazione della formazione generale e/o specifica ai volontari, nel rispetto del monte ore indicato nel progetto per ciascuna tipologia formativa; g. mancato utilizzo, nell'erogazione di corsi di formazione generale, in possesso dei requisiti di cui alla circolare sull'accreditamento 2 febbraio 2006 e alle linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale approvate con determina del Direttore dell'ufficio Nazionale per il servizi civile, in data 4 aprile 2006 e accreditati presso l'ente per tale ruolo; sono fatti salvi gli eventuali casi di sostituzione per cause di forza maggiore di cui al paragrafo 6.6 della stessa circolare se previamente comunicati all'ufficio competente con le modalità ivi previste e suffragati da idonea documentazione; h. mancato utilizzo dei formatori di formazione specifica indicati nella scheda progetto, fatti salvi gli eventuali casi di sostituzione di cui al punto precedente comunicati e documentati con le medesime modalità; i. mancata presenza del tutor o del responsabile locale di ente accreditato indicato nel progetto o mancato svolgimento dell'attività di tutoraggio, secondo quanto previsto dalla normativa di riferimento e fatti salvi gli eventuali casi di sostituzione di cui al precedente punto g) comunicati e documentati con le medesime modalità; l. mancata attivazione delle partnership previste dal progetto che hanno inciso sulla valutazione dello stesso e di ogni altro elemento che ha comportato l'attribuzione di un punteggio; 3
4 - La sanzione amministrativa della cancellazione dall'albo degli enti di servizio civile nazionale, che ai sensi dell'art. 3 bis, comma 3, della legge 64/2001 impedisce la reiscrizione negli albi per cinque anni, si applica nel caso in cui gli enti di servizio civile pongano in essere i seguenti comportamenti: a. particolare gravità o reiterazione delle violazioni che comportano l'applicazione della sanzione della interdizione temporanea a presentare altri progetti; b. atti gravemente lesivi della dignità del volontario; c. richiesta ai volontari di somme di danaro; d. mancato avvio del progetto senza un giustificato motivo; e. gravi mancanze nella realizzazione del progetto o di parte rilevante di esso, tali da pregiudicare il conseguimento degli obiettivi e da rendere il progetto stesso estraneo alle finalità previste dalla legge n. 64/ Cosa deve contenere il provvedimento sanzionatorio? Il provvedimento sanzionatorio deve: - descrivere con esattezza i fatti che hanno dato luogo all'irrogazione della sanzione; - contenere una dettagliata e sufficiente motivazione, evidenziando le ragioni che hanno condotto all'individuazione della specifica sanzione; - Il procedimento sanzionatorio viene archiviato dall'ufficio o dalla Regione/Provincia Autonoma qualora le controdeduzioni dell'ente di servizio civile, nei cui confronti è stato instaurato il procedimento stesso, rendano congrue e sufficienti ragioni a sua giustificazione. 6. Un volontario può guidare automezzi durante il servizio? E' consentito al volontario porsi alla guida di automezzi appartenenti o comunque a disposizione dell'ente di assegnazione qualora previsto dal progetto di servizio civile o per l'attuazione degli interventi in esso programmati. E' consentito, inoltre, al volontario di porsi alla guida di veicoli sia di sua proprietà che di terzi, in base ad una esplicita autorizzazione dell'ente, quando le circostanze lo rendano necessario per lo svolgimento del servizio e per l'attuazione degli interventi programmati dal progetto (in considerazione, ad esempio, dell' insufficienza dei mezzi dell'ente in considerazione del numero dei volontari e degli interventi). Resta inteso che occorre: - da parte degli enti una precisa programmazione delle attività, degli orari e dei percorsi che i volontari dovranno effettuare, la specifica individuazione dell'automezzo utilizzato, l'assunzione dell'onere dei costi (relativi ad esempio alla spesa per la benzina, per i parcheggi ecc...), la massima attenzione che la guida avvenga negli orari previsti dalle attività programmate; - da parte dei volontari la dichiarazione di accettazione di rendere disponibile l'auto privata nel corso dello svolgimento del servizio con le modalità e nei limiti concordati con l'ente. I rischi loro derivanti dalla guida, ad esclusione di eventuali danni causati a terzi, sono coperti dalla polizza assicurativa stipulata dall'ufficio nazionale e consegnata al volontario all'atto della presentazione in servizio. L'ente dovrà stipulare una polizza aggiuntiva per rischi non coperti dall'assicurazione stipulata dall'ufficio o potrà innalzare i massimali previsti dalla citata assicurazione. 7. Quali sono le disposizioni in caso di malattia o infortunio del volontario? L`assistenza sanitaria è garantita dal Servizio Sanitario Nazionale ed assicurata mediante la fruizione delle strutture pubbliche territoriali. Il volontario, in caso di malattia o infortunio, ne da tempestiva comunicazione alla sede dell`ente di assegnazione, facendo pervenire la relativa certificazione sanitaria esclusivamente sui moduli di prescrizione sanitaria rilasciata dai medici di base o dalle strutture della Azienda sanitaria locale. Tale documentazione è conservata dall`ente nella cartella personale del volontario. Tutti i periodi di malattia e infortunio - che non devono essere recuperati - sono registrati nella cartella personale del volontario nella quale è conservata la documentazione relativa. Al volontario, durante i primi 15 giorni di malattia, spetta l`assegno mensile per l`intero importo. Per 4
5 il periodo eccedente e per ulteriori quindici giorni di malattia, l`importo economico è decurtato in proporzione ai giorni di assenza. Superati questi ulteriori 15 giorni, il volontario è escluso dalla prosecuzione del progetto. In tal caso il volontario,sempre che il servizio sia stato svolto per un periodo non superiore a 6 mesi, fatto salvo il mantenimento dei requisiti di ammissione, può fare nuova domanda di servizio civile in uno dei bandi successivi. Nel caso in cui l`esclusione per malattia avviene entro 3 mesi dall`inizio del progetto è possibile la sostituzione, nel rispetto della graduatoria, con volontari risultati ``idonei non selezionati``. Se nel periodo di malattia cadono giorni festivi o giorni di riposo previsti, questi rientrano nel calcolo delle giornate di assenza. I giorni festivi e i giorni di riposo previsti, iniziali e terminali di un periodo di assenza per malattia non devono essere compresi nel computo della sua durata. Il volontario che ha subito un infortunio avvenuto durante l`orario di servizio e per effetto delle attività svolte in servizio, ha diritto a giorni di assenza che non vanno computati nel numero dei giorni di malattia spettante nell`arco del servizio. In caso di assenza dovuta ad infortunio occorso durante e per effetto delle attività svolte nel servizio, ivi compreso il tragitto da e per il luogo in cui la prestazione debba essere effettuata, al volontario per il periodo di svolgimento del SCN spetta l`intero compenso fino a completa guarigione clinica definita con apposito certificato medico. Il periodo di assenza dal servizio, in questi casi, è considerato prestato a tutti gli effetti. 8. Quali sono le procedure da adottare nei casi di malattia ed infortunio del volontario? L`Ente comunica all`unsc - Servizio amministrazione e bilancio e Servizio ammissione e impiego - i periodi di malattia eccedenti i 15 giorni, al fine di procedere alla decurtazione del compenso e, se del caso, all` esclusione dal servizio. In caso di infortunio la denuncia del sinistro deve essere inviata a cura del volontario al broker assicurativo, entro 15 giorni dal momento dell`infortunio, e comunque non oltre il 15 giorno dal momento dal quale il volontario ne abbia avuto la possibilità. Per quanto concerne le modalità di denuncia del sinistro e gli adempimenti correlati, il volontario dovrà attenersi a quanto indicato nel contratto di assicurazione consultabile sul sito in "Leggi e documenti" alla voce "Varie". L`Ente invia all`unsc (Servizio amministrazione e bilancio) e alla Regione o Provincia Autonoma alla quale è iscritto, una tempestiva e dettagliata relazione contenente le informazioni relative alla dinamica dell`incidente occorso al volontario durante il servizio, la descrizione delle circostanze nelle quali si è verificato l`evento, il nesso di causalità tra la condotta tenuta dal volontario e l`evento stesso, specificando in particolare la riferibilità del fatto allo svolgimento del servizio. 9. Quali sono le disposizioni in caso di gravidanza della volontaria? Alle volontarie in stato di gravidanza si applicano le disposizioni legislative del Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità, adottato con il decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151, espressamente richiamato dal decreto legislativo n. 77 del Ai sensi del predetto Testo Unico il divieto di prestare servizio civile è di norma durante i 2 mesi precedenti ed i 3 mesi seguenti il parto (art.16), in assenza di condizioni patologiche che configurino situazioni di rischio per la salute della gestante e/o del nascituro (art.17). E' altresì consentita la facoltà di astenersi dal servizio a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi allo stesso (art. 20). Ai sensi dell'art. 17 lett. b), "condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino", la maternità anticipata è consentita a partire da una data certa. A tal fine l'ente deve corredare la richiesta con la seguente documentazione: dichiarazione della struttura nella quale la volontaria è impegnata nella quale sono indicate le mansioni svolte dalla volontaria con riferimento al progetto nel quale è inserita; impossibilità di assegnare la volontaria ad altre mansioni; certificato medico attestante l'incompatibilità delle attività con lo stato di gravidanza e la data presunta del parto. Oltre quanto previsto dagli articoli sopra citati, cui fa espressamente riferimento il decreto legislativo n.77 del 2002, non sono contemplati a favore della volontaria ulteriori benefici post partum, né l`applicazione della disciplina del ``congedo parentale``. Alla volontaria in maternità è corrisposto, per tutto il periodo di astensione previsto dalla normativa vigente, l`assegno del servizio civile ridotto di un terzo. L`astensione dal servizio per maternità non comporta la sostituzione della volontaria mediante lo scorrimento della graduatoria. 10. Quali sono le procedure da adottare in caso di gravidanza della volontaria? 5
6 Prima dell`inizio del periodo di astensione obbligatoria di cui all`art.16, lett. a) e all'art. 20, le volontarie devono consegnare all`ente il certificato medico indicante la data presunta del parto. L`Ente deve rendere noto all`unsc (Servizio amministrazione e bilancio) per gli adempimenti di propria competenza, la data della astensione dal servizio della volontaria, sia nel caso di astensione obbligatoria (art.16), sia nel caso di astensione facoltativa (art.17) che nel caso previsto dall'art. 20 (flessibilità del congedo per maternità), nonché la data di ripresa del servizio. L'UNSC, dalla data di sospensione del servizio a quella della sua ripresa, corrisponde alla volontaria l'assegno per il servizio civile ridotto di un terzo. 11. Quale orario di servizio si deve adottare? L`orario di servizio viene stabilito dall`ente in relazione alla natura del progetto ed è indicato nel progetto stesso. I progetti devono prevedere un orario di attività non inferiore alle 30 ore settimanali, ovvero un monte ore annuo minimo di ore. Nel caso in cui il progetto abbia optato per la soluzione del monte ore annuo i volontari dovranno essere impiegati in modo continuativo per almeno 12 ore settimanali, da articolare su cinque o sei giorni a seconda di quanto previsto per la realizzazione del progetto. I 20 giorni di permesso non rientrano nel computo del monte ore previsto dal progetto: al termine dei 12 mesi di validità del progetto, il volontario dovrà avere effettivamente svolto almeno ore di servizio ed aver usufruito dei 20 giorni di permesso. Nelle ore rientra anche il periodo di formazione. Il monte ore previsto non può essere esaurito prima del termine del progetto, né è possibile tenere in servizio i volontari oltre il periodo di dodici mesi. Il pagamento avviene in modo forfettario per complessivi trenta giorni al mese per i 12 mesi di durata del progetto, a partire dalla data di inizio. E' quindi compito dell'ente che realizza il progetto organizzare gli orari di servizio, sulla base di quanto sopra precisato. L'ente deve mantenere per tutta la durata del progetto il numero di ore settimanali ovvero l'orario di servizio riferito al monte ore annuo dallo stesso previsto. Sarà cura dell'ente attivare le misure idonee affinché le attività programmate si svolgano nell'arco temporale di riferimento, atteso che per i volontari non è prevista l'applicazione della disciplina dello straordinario, né del recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere previste. In casi eccezionali, che non possono essere assunti a sistema di gestione dell'orario dei volontari, atteso che sistematiche protrazioni non sono consentite, ove tale prolungamento dovesse verificarsi, l'ente si attiverà per far "recuperare" le ore in più entro il mese successivo, con l'avvertenza che i giorni effettivi di servizio dei volontari non possono essere inferiori a quelli indicati in sede progettuale. Eventuali variazioni dell'orario sono comunicate al volontario con un preavviso di almeno 48 ore. 12. E' possibile una temporanea modifica della sede di servizio? Si, in due casi: 1. Qualora sia contemporaneamente previsto nel progetto approvato, sia alla voce "descrizione del progetto e tipologia dell'intervento" che alla voce "eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio". L'Ente può impiegare i volontari, per un periodo non superiore ai trenta giorni - previa tempestiva comunicazione all'unsc e alle Regioni e alla Province Autonome nei cui albi gli enti sono iscritti - presso altre località in Italia o all'estero, non coincidenti con la sede di attuazione del progetto, al fine di dare attuazione ad attività specifiche connesse alla realizzazione del progetto medesimo (es. soggiorni estivi, mostre itineranti, eventi culturali, momenti formativi supplementari a quanto previsto dal progetto, ecc.). Non sono previsti in questo caso rimborsi a carico dell'unsc per le spese di viaggio, soggiorno, eventuali apposite assicurazioni a garanzia degli spostamenti. 2. In occasione di emergenze di protezione civile - sia nella fase della calamità che in quella post emergenziale - o di missioni umanitarie. L'Ente può impiegare i volontari, per un periodo non superiore ai trenta giorni - previa acquisizione in forma scritta del loro consenso ed autorizzazione dell'unsc - presso altre sedi dello stesso Ente in Italia o all'estero, per interventi organizzati dall'ente stesso. L'ente garantisce il rimborso delle spese di vitto e alloggio nonché delle spese di viaggio limitatamente all'andata e ritorno. Resta a carico dell'ente la stipula di apposita assicurazione per i rischi connessi alle attività svolte in altre sedi, che non deve gravare sui volontari. 6
7 13. E possibile variare l indirizzo e/o la denominazione di sedi di attuazione progetto su Helios? Gli enti non possono effettuare direttamente le variazioni di indirizzo e/o denominazione di sedi di attuazione progetto sul sistema informatico Helios. Gli enti che si trovino nella necessità di modificare l'indirizzo (anche il solo numero civico) ovvero la denominazione delle sedi di attuazione progetto, dovranno inviare all'ufficio Nazionale per il Servizio Civile o alle Regioni e Province Autonome competenti apposita richiesta scritta, adeguatamente motivata, corredata dalla certificazione relativa alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. L'Ufficio, le Regioni e le Province Autonome, solo in caso di documentazione completa, provvederanno ad effettuare le variazioni richieste dandone tempestiva comunicazione scritta all'ente richiedente. E' tassativamente vietato utilizzare la "nuova" sede di attuazione progetto prima di aver ricevuto l'autorizzazione scritta dell'amministrazione procedente. 14. Quali sono i permessi concessi al volontario? Nell`arco dei 12 mesi di servizio il volontario usufruisce di un massimo di 20 giorni di permesso retribuito per esigenze personali, ivi compresi, gravi e giustificati motivi, quali ad esempio: gravi necessità familiari, esami universitari e tesi di laurea, licenze matrimoniali. Il permesso consente al volontario di assentarsi dal servizio per un periodo superiore alle 24 ore e non è frazionabile in permessi orari. I volontari possono altresì usufruire di ulteriori permessi straordinari da considerare come giorni di servizio prestato, che non vanno decurtati dai venti giorni di permesso spettanti nell'arco dei dodici mesi di servizio e che non devono essere recuperati, al verificarsi delle seguenti fattispecie: - donazione di sangue: 1 giorno per ciascuna donazione ( per un massimo di 4 donazioni nei dodici mesi se trattasi di ragazzi e per un massimo di 2 donazioni se trattasi di ragazze); - nomina alla carica di presidente, segretario di seggio e scrutatore, nonché di rappresentante di lista, in occasione delle consultazioni elettorali: durata dello svolgimento delle operazioni elettorali; - esercizio del diritto di voto: 1 giorno per i volontari residenti da 50 a 300 Km di distanza dal luogo di servizio; 2 giorni per i volontari residenti oltre 300 Km dal luogo di svolgimento del servizio; 3 giorni se i volontari sono impegnati in progetti in Europa; 5 giorni se i volontari sono impegnati in progetti in paesi extra europei; - convocazione a comparire in udienza come testimone: 1 giorno. Nel computo dei giorni di permesso non sono compresi i giorni festivi contigui (la domenica o il sabato e la domenica a secondo dell`articolazione dell`orario di servizio) ed eventuali festività infrasettimanali. I permessi vengono fruiti dal volontario, in accordo con l`ente, compatibilmente con le esigenze del progetto e della formazione; di norma debbono essere richiesti all`operatore locale di progetto della sede di attuazione del progetto almeno 48 ore prima della data di inizio. Per i volontari impiegati in progetti di SCN in Italia non sono previsti giorni aggiuntivi di permesso per i viaggi; per i volontari impiegati in SCN all'estero, in aggiunta ai 20 giorni spettanti, sono concessi rispettivamente 2 e 4 giorni di viaggio, secondo che si tratti di paesi Europei o extra Europei Eventuali giorni di permesso non usufruiti non possono essere remunerati. La fruizione di giorni di permesso eccedenti i 20 previsti deve essere comunicata dall`ente all`unsc, che adotta il provvedimento di esclusione dal progetto. 15. Come avviene l'avvio al servizio dei volontari? L'UNSC comunica direttamente all'interessato, con proprio provvedimento, l'avvio al servizio specificando il giorno, l'ente, il progetto, la sede di servizio e le condizioni generali di partecipazione al progetto. Al volontario viene inviato unitamente alla lettera di assegnazione un allegato contenente i doveri del volontario e le relative sanzioni disciplinari. Copia del provvedimento di avvio al servizio - debitamente firmata dall'interessato per accettazione e controfirmata dal personale dell'ente - attestante la data dell'effettiva presentazione in servizio e copia dell'allegato contente i doveri firmata per accettazione dal volontario, devono essere restituite 7
8 a cura dell'ente, entro trenta giorni, al seguente indirizzo: Ufficio Nazionale per il Servizio civile - Via S. Martino della Battaglia, n Roma, con posta prioritaria e apponendo sulla busta la seguente dicitura: PROVVEDIMENTI AVVIO AL SERVIZIO VOLONTARI. 16. Cosa deve fare l'ente all'atto della presentazione in servizio del volontario? Il responsabile del SCN, o il responsabile locale dell'ente accreditato, o il rappresentante legale dell'ente provvedono a consegnare al volontario: a) copia del contratto di assicurazione stipulata dall'ufficio in suo favore, b) copia del progetto approvato, c) copia del modello relativo alla "comunicazione del domicilio fiscale" ai fini del rilascio della prescritta certificazione fiscale. Tale modulo, compilato a cura dell'interessato e corredato della fotocopia dei documenti richiesti in calce al medesimo, dovrà essere inviato all'unsc a cura dell'ente, d) due copie del modulo per la comunicazione del conto corrente bancario (codice IBAN) o conto corrente postale sul quale accreditare le somme relative al compenso per la partecipazione al progetto. Tale modulo dovrà essere compilato, in duplice copia, e presentato dal volontario ad una delle filiali della Banca in cui è intrattenuto il conto, la quale provvederà a trattenerne una copia e a restituire l'altra. e) un apposito documento contenente l'indicazione dell'orario di servizio e delle persone di riferimento con le responsabilità dalle medesime ricoperte. 17. Cosa succede se un volontario non si presenta in servizio? In caso di mancata presentazione, il volontario è tenuto, lo stesso giorno della data prevista per l'assunzione in servizio, a fornire all'ente le giustificazioni in ordine alle cause che gli hanno impedito di presentarsi. La mancata presentazione in servizio alla data stabilita equivale a rinuncia. La mancata presentazione per malattia debitamente certificata non è considerata rinuncia; il volontario è considerato in servizio dalla data indicata sulla comunicazione dell'unsc, ha diritto alla conservazione del posto in graduatoria con l'avvertenza che i giorni di assenza per malattia saranno decurtati dal numero complessivo dei quindici previsti per i dodici mesi di servizio. Oltre i quindici giorni, la mancata presentazione equivale a rinuncia. In tal caso, il volontario, fatto salvo il mantenimento dei requisiti di ammissione al Servizio civile nazionale, può fare nuova domanda in uno dei bandi successivi. La mancata presentazione in servizio fino ad un massimo di ulteriori quindici giorni oltre la data indicata sulla lettera di assegnazione può non essere considerata rinuncia in presenza di gravi e particolari motivi che dovranno essere tempestivamente comunicati dal volontario all'ente e da quest'ultimo valutati. In questo caso il volontario è considerato in servizio dalla data indicata sul provvedimento di avvio al servizio dell'unsc, ha diritto alla conservazione del posto e i giorni di assenza saranno decurtati dai venti giorni di permesso spettanti durante l'anno di servizio. L'eventuale prosecuzione dell'assenza sarà considerata rinuncia. 18. E' possibile chiedere l'assegnazione di volontari selezionati ad un altro progetto? Qualora un Ente non abbia coperto il numero dei posti previsti da un progetto approvato può chiedere all'unsc, al fine di realizzare gli obiettivi programmati, l'assegnazione dei volontari "idonei non selezionati" presenti nella graduatoria di un altro progetto presentato dallo stesso Ente per il medesimo bando. Quanto sopra a condizione che l'ente richiedente acquisisca e trasmetta all'unsc, per i provvedimenti di competenza, l'assenso dei volontari di cui si chiede l'assegnazione, previa contestuale rinuncia dei medesimi alla posizione ricoperta nella graduatoria del progetto nel quale risultano esuberanti. 19. Chi conserva la documentazione relativa alla gestione del SCN? L'Ente dovrà predisporre per ogni volontario una cartella personale, da conservare in apposito archivio presso la sede centrale o locale dell'ente accreditato, che dovrà contenere tutta la documentazione riferita all'interessato: 8
9 - copia del progetto di impiego approvato; - permessi, malattie e/o infortuni, ivi compresa la documentazione sanitaria; - fotocopia del contratto di servizio civile controfirmato dal volontario riportante la data di assunzione in servizio; - formazione svolta sia generale che specifica; - richieste avanzate dal volontario; - eventuale documentazione relativa ai servizi di vitto ed alloggio utilizzati; - provvedimenti disciplinari; - ogni altra documentazione attinente al servizio svolto. Tutto ciò che attiene alla gestione ordinaria del servizio (ferie, giustificazione delle assenze per malattia, accertamento delle presenze) va conservato agli atti da parte dell'ente, sotto la responsabilità dei responsabili di progetto. 20. Cosa deve fare un Ente titolare di progetti per assicurare la gestione amministrativa dei volontari in servizio civile in Italia? L'Ente deve comunicare mensilmente via internet tutte le assenze dei volontari che danno luogo ad una decurtazione dei compensi (malattie e astensioni per maternità) e quelle dovute a infortunio in servizio o in itinere, utilizzando l'apposita funzione "operatività" del "Sistema informatico Helios" dell'unsc, che consente di effettuare l'inserimento delle assenze e di visualizzare, con riferimento ad un determinato periodo, il riepilogo delle assenze. Con riferimento a ciascun periodo di paga, l'ente è tenuto, effettuate le operazioni di inserimento dei dati delle assenze, a validare la situazione vacativa di tutti i volontari in servizio, digitando l'apposito tasto di conferma, anche con riferimento alla generalità di volontari che non hanno effettuato assenze. 21. Quale è la modalità di trasmissione dei dati necessari per dare corso ai pagamenti in favore dei volontari tramite conto corrente bancario? Ogni Ente di SCN deve obbligatoriamente: - compilare le colonne relative alle coordinate bancarie (IBAN ed eventualmente BIC/SWIFT per i conti correnti esteri) nel file.csv, scaricabile dal sistema Helios: Menù Utilità- Importazione dati- Codici IBAN volontari - caricare nel Sistema Helios tramite file.csv gli estremi del conto corrente: codice IBAN ed eventuale BIC/SWIFT intestato a ciascun volontario. Deve altresì: a) acquisire e conservare, in formato cartaceo, nei fascicoli personali dei volontari, la seguente documentazione: - originale del modello IBAN sottoscritto da ciascun giovane e vistato dal legale rappresentante dell'ente nell'apposito riquadro; - comunicazione del volontario/volontaria, riguardante il proprio domicilio fiscale con allegata fotocopia di un valido documento di riconoscimento in corso di validità; - copia fotostatica del tesserino di codice fiscale dell'interessato/a, rilasciato dall'agenzia delle entrate; b) acquisire digitalmente la suddetta documentazione su supporto ottico (CD ROM o DVD non riscrivibili); c) inoltrare tempestivamente, per posta, detto supporto ottico, unitamente alla lettera di trasmissione e all'elenco nominativo dei volontari avviati al servizio con relativo codice identificativo, al seguente indirizzo: Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio Nazionale per il Servizio Civile Servizio amministrazione e bilancio Via San Martino della Battaglia ROMA 22. Quali sono le assenze che comportano una decurtazione dei compensi? - Le astensioni dal servizio per maternità, per le quali l'unsc corrisponde l'assegno per il servizio civile ridotto di un terzo. - Le assenze dovute a malattie o ad infortunio non in servizio. In questi casi l'unsc corrisponde l'assegno mensile per l'intero importo sino a complessivi 15 giorni di assenza durante lo svolgimento del progetto; per il periodo eccedente e per ulteriori giorni 15 di malattia l'importo del compenso è decurtato in proporzione alle giornate di assenza. 23. Il progetto può essere revocato? 9
10 L'UNSC può, per gravi inadempienze dell'ente, procedere alla revoca del progetto. 24. Cosa succede in caso di revoca del progetto? In caso di revoca del progetto disposta dall'unsc o dalle Regioni o dalle Province Autonome, i volontari in servizio presso l'ente, in considerazione delle legittime aspettative in ordine allo svolgimento del SCN, sono ricollocati dall'ufficio, ove possibile, per il tempo residuo presso altri Enti dello stesso territorio comunale o zone limitrofe nell'ambito di analoghi progetti inseriti in bandi contestualmente pubblicati (avviati nello stesso arco temporale e che presentano carenze nell'organico previsto) previa acquisizione del consenso dei volontari stessi e degli Enti individuati dall'unsc. A tal fine l'unsc, in concomitanza con il provvedimento sanzionatorio, può valutare la possibilità di predisporre un elenco di enti, con le caratteristiche sopra menzionate, da consegnare ai volontari, qualora i posti disponibili siano in numero sufficiente a garantire la prosecuzione del servizio a tutti volontari da ricollocare. I volontari, contattati gli Enti al fine di valutare la possibilità di un idoneo reinserimento, segnalano entro i successivi sette giorni la preferenza all'unsc, che predispone il provvedimento di prosecuzione del servizio. Nel caso di impossibilità di inserire i volontari in altre strutture, qualora abbiano svolto un periodo di servizio civile non superiore a 6 mesi, l'ufficio consente che i volontari, fatto salvo il mantenimento dei requisiti di ammissione al servizio civile possono presentare nuova domanda di servizio civile in uno dei bandi successivi. Nel caso di revoca del progetto l'unsc si rivale nei confronti dell'ente per il quale è stato adottato il provvedimento sanzionatorio, con le modalità indicate dalle leggi in materia di contabilità generale dello Stato, per la restituzione delle somme corrisposte ai volontari nel periodo intercorrente tra la cessazione dell'attività ed il nuovo avvio al servizio, se ciò è possibile, o nel periodo intercorrente tra la cessazione dell'attività e l'accertamento dell'impossibilità della collocazione, fino ad un massimo di 60 giorni. 25. Quali sono gli adempimenti di un Ente a seguito di rinunce, interruzioni del servizio civile o dimissioni presentate da un volontario? Le rinunce ad assumere servizio, da parte dei candidati selezionati, e le interruzioni (es. malattia oltre i 30 gg.) devono essere segnalate a cura dell'ente all'unsc, entro cinque giorni, via fax al numero 06/ o a mezzo raccomandata A/R, sia al Servizio ammissione e impiego che al Servizio amministrazione e bilancio, in considerazione dei riflessi sul trattamento giuridico ed economico degli interessati. Analoga comunicazione deve essere tempestivamente effettuata qualora il volontario manifesti la propria volontà di ritirarsi dalla collaborazione nel progetto (allegando copia della lettera di dimissioni) e in ogni caso di interruzione del rapporto di servizio civile senza giustificato motivo, per consentire all'unsc l'azione dei conseguenti provvedimenti. Per gli enti iscritti negli albi regionali e delle province autonome la comunicazione da parte degli enti va estesa alle Regioni e alle Province autonome di riferimento. L'ente di impiego è tenuto a comunicare mensilmente all'ufficio, tramite il sistema informatico Helios, tutte le assenze dei volontari che comportano una decurtazione del compenso, comprese quelle per maternità. Devono, altresì, essere comunicate le assenze per infortunio che, si ricorda, non comportano decurtazione del compenso. Si fa presente che ciascun ente deve validare mensilmente tutte le presenze in via informatica digitando l'apposito tasto di conferma. L'UNSC si riserva di chiedere all'ente, mediante idonea azione di rivalsa, il rimborso delle spese sostenute per il recupero di eventuali somme indebitamente erogate al volontario a causa della ritardata segnalazione di eventi interruttivi del servizio. 26. Quali sono le procedure che l'ente deve adottare per effettuare il subentro di volontari? L'Ente dovrà formulare all'unsc la richiesta di sostituzione, provvedendo ad indicare il nominativo del primo volontario "idoneo non selezionato" che segue nella graduatoria (dopo averne acquisito la disponibilità). Nel caso di pluralità di sedi del progetto approvato, le sostituzioni dovranno essere fatte in base alle graduatorie riferite a ciascuna sede. Contestualmente l'ente dovrà far pervenire a questo Ufficio la documentazione indicata nel bando di selezione (domanda del volontario di partecipazione alla selezione, fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità, certificato medico). L'UNSC prenderà in considerazione esclusivamente le richieste di sostituzione che perverranno entro 10
11 l'ottantesimo giorno dalla data di inizio del progetto. In presenza di rinunce o interruzioni del servizio da parte dei volontari, gli Enti non possono chiamare in servizio, pur nel rispetto della graduatoria, i volontari che non siano in possesso del provvedimento di avvio al servizio a firma del Direttore Generale dell'unsc. 27. E' consentita la sostituzione di volontari? La sostituzione dei volontari è consentita esclusivamente entro i primi tre mesi dalla data di avvio del progetto e comunque entro il tempo utile affinché i subentranti svolgano almeno nove mesi di servizio civile nei seguenti casi: - a seguito di rinunce prima dell'avvio del progetto - a seguito di interruzione del servizio - per malattia (non dovuta a causa di servizio e superiore a trenta giorni) La durata del servizio civile dei volontari subentranti è ridotta al periodo che intercorre dalla data di assunzione in servizio fino al termine del progetto; l'eventuale ulteriore permanenza non è riconosciuta ai fini del trattamento economico, previdenziale ed assicurativo. Gaggi 24 gennaio 2011 Il Presidente Dr. Leonardo Le Mura 11
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