Source: http://consulnews.blogspot.com/2011/10/societa-di-comodo-credito-iva-limitato.html
Timestamp: 2015-08-03 04:34:46+00:00
Document Index: 153791740

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 17', 'art. 73', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 30']

Informazione Tecnico Giuridica: Società di comodo, credito IVA limitato
Informazione Tecnico Giuridica
Notizie a portata di mouse direttamente dai Professionisti
Società di comodo, credito IVA limitato
Le società non operative, aventi ricavi effettivi inferiori a quelli presunti derivanti dall’applicazione dell’art. 30 della L. n. 724/1994, sono soggette a particolari vincoli di utilizzo del credito IVA. Il comma 4 della disposizione stabilisce, infatti, che il credito della società non operativa, risultante dalla dichiarazione annuale dell’imposta sul valore aggiunto, non può essere richiesto a rimborso, né ceduto ovvero utilizzato in compensazione orizzontale (art. 17 del DLgs. n. 241/1997), essendo prospettabile soltanto quella verticale, ovvero a diminuzione oppure estinzione di debiti IVA.
A questo proposito, la normativa in parola dispone, tuttavia, la decadenza dal diritto alla riportabilità del credito IVA – a scomputo del tributo relativo ai periodi d’imposta successivi – in capo alle imprese non operative che, per tre periodi d’imposta consecutivi, non effettuino complessivamente operazioni rilevanti ai fini dell’IVA di importo almeno equivalente ai ricavi minimi.
I predetti principi possono, inoltre, incidere sulle modalità di liquidazione e versamento dell’IVA di gruppo (art. 73, comma 3, del DPR n. 633/1972) – assolte esclusivamente dalla controllante, per conto di tutte le imprese appartenenti all’aggregazione – alla quale eventualmente partecipi la società non operativa, che rimanga tale anche nel corso del periodo annuale di efficacia dell’opzione. Al ricorrere di tale ipotesi, l’eccedenza detraibile dalla stessa maturata non può essere utilizzata dalla controllante della fiscal unit.
Sul punto, l’Agenzia delle Entrate ha, infatti, chiarito che tale peculiare strumento di determinazione dell’imposta da versare rappresenta, per le società con posizione creditoria, una sostanziale forma di rimborso dell’IVA in tempi più ristretti rispetto ai contribuenti ordinari, come peraltro desumibile dall’art. 6, comma 3, del DM n. 11065/1979 (circ. n.26/2008). Tale provvedimento aveva stabilito – nel caso di eccedenze di credito risultanti dalla dichiarazione annuale della controllante o della controllata, compensate con somme dovute da altre società del gruppo IVA – l’applicazione del medesimo regime delle garanzie previsto per l’esecuzione dei rimborsi (art. 38-bis del DPR n. 633/1972).
In altri termini, la società appartenente alla fiscal unit che trasferisce alla controllante il proprio credito IVA è obbligata alla prestazione della medesima fideiussione richiestale nelleordinarie ipotesi di rimborso. Conseguentemente, l’Amministrazione finanziaria è dell’avviso che i limiti e i vincoli all’utilizzazione dell’eccedenza del credito IVA da parte della società di comodo operino anche nell’ipotesi in cui tale impresa si avvalga della procedura diliquidazione di gruppo del tributo: il meccanismo procedurale dell’IVA di gruppo si caratterizza, infatti, per un effetto di sostanziale conservazione dell’autonomia giuridica e fiscale delle singole società partecipanti alla compensazione. La circostanza che le stesse trasferiscano la propria eccedenza di credito IVA al gruppo non determina alcuna interruzione della medesima eccedenza detraibile con l’impresa che lo ha effettivamente originato, comportando una sostanziale equivalenza tra l’ipotesi dell’istanza di rimborso o utilizzo in compensazione del credito IVA e il suo trasferimento ad altre società del gruppo.
Qualora l’impresa titolare dell’eccedenza detraibile sia non operativa, l’importo in parola non può, quindi, essere utilizzato in compensazione dell’IVA dovuta dagli altri componentidella fiscal unit, né essere richiesto a rimborso dalla controllante della stessa. La medesima conclusione deve, inoltre, ritenersi valida qualora la società, successivamente risultata non operativa, abbia trasferito crediti IVA periodici, medio tempore utilizzati in compensazione: al ricorrere di quest’ultima ipotesi, in sede di liquidazione annuale, la controllante non può tenere conto delle eccedenze detraibili trasferite, con l’effetto che, nel caso di parziale utilizzo delle stesse, dovrà riversare le somme impiegate, maggiorate dei corrispondenti interessi, senza applicazione, però, delle sanzioni.
A questo proposito, un successivo documento dell’Agenzia delle Entrate ha precisato che leeccedenze non utilizzate dal gruppo devono essere ritrasferite alla società controllata non operativa, che deve indicarle nella propria dichiarazione annuale IVA (ris. n. 180/2008). In tale sede, l’Amministrazione finanziaria ha altresì chiarito che, nell’ipotesi di successivo ripristino – nell’ambito del triennio di cui all’art. 30, comma 4, della L. n. 724/1994 – dell’operatività della società, il credito in parola potrà essere trasferito alla controllante, in occasione della prima liquidazione IVA, per poter essere utilizzato dal gruppo.
Fonte: Eutekne Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest
Credito Iva,
Altre notizie per le imprese
AteneoWeb.com - News e Rassegna Stampa - Area Fiscale
Dichiarazione finale del fallimento, patrimonio netto iniziale da verificare
Pensioni, da lunedì scattano i rimborsi (ma non per tutti). Ecco chi riceverà gli arretrati
AteneoWeb.com - Scadenziario Fiscale
20 Agosto 2015: Soggetti IVA esercenti il commercio al minuto e assimilati e soggetti che operano nella grande distribuzione: registrazione delle operazioni del mese di luglio 2015
C’è tempo fino a settembre per consegnare i documenti dei controlli formali di luglio. Invio flessibile per non accavallarsi con le comunicazioni di compliance. Le risposte facili agli alert del Fisco con canali diversi in base alla specificità dei destinatari (comunicato stampa)
Acquisti Intra
Acquisti intra-UE
Agevolazioni lavoro dipendente
Amministratori Srl
Bonus arredamento
Certificazione ritenute d'acconto
Cessioni UE
Chiusura partite Iva
Clausola recesso
Comuni alluvionati
Conservazione documenti fiscali
Credito d'imposta assunzioni
Deducibilita' automezzi
Deducibilita' stipendio
Durc societa' di capitali
Estinzione societa'
Intracee
Iva su servizi
Nuove imorese
Omissione versamento Iva
Opzione Iva su locazioni
Prelevamenti bancari
Rapporto lavoro dipendente
Regolarizzazione immobili
Responsabilita' professionista
Responsabilita' soci
Resposabilita'
Ritenute dipendenti
Scomputo ritenute d'acconto
Soci Srl
Societa' in perdita
Sottrazione beni. Professionisti
Tardivi versamenti
Tassa vidimazione libri
Termini accertamento
Termini registrazioni
Trasmissione certificazioni
Versamenti imposte
Nelle liquidazioni assegnazione ai soci di poste dell’attivo e del passivo
Riporto perdite contabilita' semplificata e ordinaria
Cessione di autovetture, la fatturazione segue il regime IVA
Scomputo ritenute sulle provvigioni al «nodo» certificazioni
Società cancellata: il processo pendente s’interrompe e passa ai soci cessati
Intermediari alla «prova» del rinnovo dell’ambiente di sicurezza Entratel
Nessuna sanzione per il rimborso IVA erogato ma non dovuto La C.T. Reg. di Genova ha stabilito che non è possibile assimilare la fattispecie ad un tardivo versamento
Ravvedimento: pronti i codici tributo per versare sanzione e interessi
Intermediari Entratel: conservazione dichiarazioni e controlli Agenzia Entrate
Chiusura per ferie dal 10 agosto al 4 settembre