Source: https://it.scribd.com/document/334443392/Assistenza-Sanitaria-Integrativa
Timestamp: 2019-09-21 21:43:42+00:00
Document Index: 146612149

Matched Legal Cases: ['art 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 39', 'art. 8', 'art. 1322', 'art. 1362', 'art. 36', 'art. 1363', 'art. 1362', 'art. 12', 'art. 36', 'art. 39', 'art.1', 'art. 7', 'art. 27', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 92', 'art. 9', 'art. 2120', 'art. 51', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 51', 'art. 9', 'art. 51', 'art. 12', 'art. 51', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 51', 'art. 12', 'art.2043', 'art. 2043', 'art.2043']

01_lucrezia Gonzaga, Lettere
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I QUADERNI MONOGR AFICI
a cura del Centro Studi e Ricerche dell'Ordine Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Milano
UN ANALISI DELLA NORMATIVA
Il sistema dellassistenza sanitaria integrativa
Le fonti dellassistenza sanitaria
Proteggere e dare
sicurezza alle persone
il perno attorno a cui
ruota un sistema di welfare
(Rapporto Beveridge UK 1942)
Natura obbligatoria delle clausole relative
allistituzione di fondi di assistenza sanitaria
Il caso del CCNL Terziario: il fondo Est
Il caso di SANIMPRESA
Le conseguenze dellinadempienza
dati relativi all assistenza sanitaria in italia
dellOrdine di Milano
a complessa materia oggetto dellattivit professionale pone spesso il Consulente del Lavoro di fronte a
dubbi di carattere interpretativo che impongono studio e riflessione prima di poter consigliare al meglio
il proprio Cliente.
Meritoria, quindi, lopera del Centro Studi dellOrdine dei Consulenti del Lavoro di Milano, che, in stretta
collaborazione con lA.N.C.L. Sindacato Unitario, Unione provinciale di Milano, ha saputo coniugare le diverse
energie dei propri componenti per mettere a disposizione di tutti i Colleghi preziosi lavori come quelli che si
propongono in questa Collana denominata I Quaderni Monografici.
Un ringraziamento a nome di tutti i colleghi di Milano ai componenti del Centro Studi e Ricerche per la loro
attivit in favore dellintera Categoria.
Consiglio dellOrdine
A.N.C.L. S.U.
Daria Luciana Bottaro
Il Centro Studi e Ricerche dellOrdine dei Consulenti del Lavoro di Milano intensifica la propria attivit di divulgazione scientifica mettendo a disposizione dei colleghi alcune monografie denominate I Quaderni Monografici.
Lidea quella di mettere a disposizione dei Colleghi dei testi che raccolgano, su uno specifico argomento, tutte le
problematiche di carattere civilistico, previdenziale, fiscale e amministrativo.
Le monografie affronteranno le questioni pi controverse su ogni argomento e cercheranno di orientare il lettore
proponendo le diverse soluzioni sulla scorta degli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali.
Non mancheranno esempi e formulari e, per concludere, le proposte e i suggerimenti del Centro Studi e Ricerche,
finalizzate alla semplificazione ed alla prevenzione del contenzioso.
In questo secondo Quaderno Monografico trattiamo la spinosa questione del trattamento civilistico, previdenziale
e fiscale dellAssistenza sanitaria integrativa.
Gli scritti sono frutto di unattenta analisi, tuttavia, gli stessi, devono essere ritenuti pareri non vincolanti, per i quali
nessuna responsabilit pu derivare allOrdine o ai componenti del Centro Studi e Ricerche che li hanno predisposti.
Ringraziamo chiunque volesse inviare scritti per segnalare anomalie o eventuali questioni non trattate, contribuendo, in
tal modo, ad arricchire il testo delle successive edizioni.
Il Coordinatore del Centro Studi e Ricerche
Il presente Testo stato predisposto dai Colleghi Riccardo Bellocchio e Stefano Guglielmi,
coordinato da D. Morena Massaini ed stato condiviso dai seguenti Colleghi: Gilberto Asnaghi, Roberto Montelatici,
Sabrina Pagani, Silvana Pagella, Fabio Pappalardo, Lalla Pollacchini Pagani, Laura Pozzi, Paola Rizzo
i quaderni monografici
Il sistema dellassistenza sanitaria integrativa pag. 5
Le fonti dellassistenza sanitaria pag. 8
Efficacia soggettiva del contratto collettivo pag. 9
Interpretazione del contratto pag. 9
Composizione del contratti collettivi pag. 9
Integrale rispetto degli accordi e contratti collettivi ai fini
del godimento dei benefici normativi e contributivi pag. 10
Funzioni ispettive pag. 11
allistituzione di fondi di assistenza sanitaria pag. 12
La posizione del Ministero del lavoro pag. 12
La giurisprudenza sulle norme contrattuali collettive istitutive
di fondi di assistenza sanitaria integrativa pag. 13
Il caso del CCNL Terziario: il fondo EST pag. 15
Il caso di SANIMPRESA pag. 17
Aspetti contributivi: versamento allINPS del contributo di solidariet pag. 19
Trattamento di fine rapporto pag. 20
Le conseguenze dellinadempienza pag. 23
Dati relativi allassistenza sanitaria in Italia pag. 24
Fonti pag. 26
roteggere e dare sicurezza alle persone dalla
culla alla tomba (from cradle to the grave
rapporto Beveridge - UK 1942) il perno
attorno a cui ruota un sistema di Welfare.
Il Ministero del Lavoro, per affrontare in maniera
organica e compiuta la questione, ha pubblicato nel
maggio 2009 il Libro bianco sul futuro del modello
sociale intitolato La vita buona nella societ attiva, approvato dal Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2009, nel quale raccoglie le principali direttrici
sulle quali il Governo intende promuovere il nuovo
modello di Welfare sociale e recepisce le indicazioni
del Libro verde del 2008, approvato dal Consiglio
dei Ministri del 25 luglio 2008.
I propositi del Libro bianco risultano ambiziosi
perch indirizzati ad incidere in profondit sullattuale assetto del Welfare, contemplando infatti :
-	Lopzione per un modello di welfare che parte
da una riconsiderazione della sua dimensione
culturale prima che economica;
-	Ladozione di un modello di welfare che si basa
su valori quanto pi possibili condivisi dalla societ in cui si colloca;
-	Lesigenza che la funzione di sicurezza sociale,
propria di ogni modello di Welfare, venga rafforzata sul piano della effettivit e della congruit tra obbiettivi, risorse e strumenti;
-	La necessit di adottare una prospettiva integrata
e non funzionalistica delle politiche sociali, con
particolare attenzione alle famiglie, ai non autosufficienti, alla povert (specie quella assoluta);
-	La preferenza da accordare alle misure di prevenzione piuttosto che di rimedio;
-	La necessit di operare affinch si crei una virtuosa alleanza tra mercato e solidariet, attra-
verso una ampia rete di servizi e di operatori,
indifferentemente pubblici e privati.
Le disposizioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro relative alla disciplina dellassistenza sanitaria integrativa per i lavoratori, sopratutto
nellelaborazione dottrinale inerente alla sua obbligatoriet, rivelano, se considerate nella prospettiva
del Libro Bianco, valenze anticipatorie dellinnovativo disegno che quel documento racchiude.
Questo disegno si esprime almeno in due direzioni:
-	In un sistema di sicurezza sociale fondato sulla
predisposizione di servizi alla persona, controbilanciati da precise responsabilit della stessa;
-	In un modello di governance centralizzato, puntellato da meccanismi atti a garantire la stabilit
finanziaria del sistema di welfare e sorretto dal
principio della sussidiariet come principio fondante del modello sociale nel suo insieme. Principio di sussidiariet che si pu, inizialmente,
tradurre nel riconoscere e sostenere le risposte
e i modelli organizzativi provenienti dai corpi
intermedi della societ in luogo di quanto lorganizzazione statale destinataria di attuare.
Il principio di sussidiariet, in sintesi, si pu riassumere nella formula: se un ente che sta "pi in basso"
capace di fare qualcosa, lente che sta "pi in alto"
deve lasciargli tale compito e sostenerne lazione.
Lo Stato quindi consente che la contrattazione collettiva e le parti sociali intervengano inserendo nella
contrattazione collettiva di settore strumenti atti a
garantire, nel caso oggetto di questa analisi, assistenza sanitaria integrativa.
Il sistema dellassistenza
a storia dei Fondi Sanitari Integrativi, almeno per quelli pi importanti che operano sul mercato italiano,
ha inizio con lemanazione della Legge n. 833 del 23 dicembre 1978 - Istituzione del Servizio Sanitario
Nazionale, con la quale venne esteso a tutti i cittadini il diritto a fruire delle prestazioni assistenziali in condizioni di uguaglianza ed uniformit, e in particolare dellassistenza medico-generica, specialistica, infermieristica,
ospedaliera e farmaceutica, mentre la gestione di tutti i servizi sanitari venne attribuita ad una rete completa di
unit sanitarie locali (USSL) configurate come strutture operative dei Comuni singoli o associati.
Gli Enti mutualistici, precedentemente sorti in Italia, vennero conseguentemente soppressi con trasferimento
alle unit sanitarie locali dei relativi beni e del personale.
Nonostante, listituzione di un Servizio sanitario nazionale e la conseguente soppressione degli Enti mutualistici, i cittadini italiani hanno continuato a spendere in sanit sia individualmente che attraverso assicurazioni,
fondi, casse o societ di mutuo soccorso e spesso per garantirsi prestazioni non integrative ma gi erogate dal
Servizio sanitario nazionale. Iniziarono quindi a svilupparsi una serie di strutture sanitarie integrative basate su
accordi aziendali, tanto che nel 1988, la Commissione Affari sociali della Camera approv una relazione dal
titolo Documenti per lindagine conoscitiva sulla spesa dei cittadini per la salute nella quale era indagato, tra
laltro, lassetto organizzativo interno e le modalit di gestione delle diverse forme integrative di assistenza allora
esistenti, arrivando a contare circa 200 tra mutue, casse e fondi e 97 imprese di assicurazione (80 italiane e 17
estere) operanti sul territorio nazionale.
Sulla base di tale studio e in considerazione delle sempre maggiori istanze di necessit sanitarie della popolazione, non sempre efficacemente e diffusamente rispondenti da parte del SSN, venne pubblicata la legge di
Riordino del sistema sanitario (D.lgs. 30 dicembre 1992 n. 502: Riordino della disciplina in materia sanitaria,
a norma dellarticolo 1 della Legge 23 ottobre 1992, n. 421 successivamente integrato dal decreto legislativo
19 giugno 1999, n. 229 recante: Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma
dellarticolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419) che pose, allarticolo 9, le basi sulla formazione e sviluppo dei Fondi Sanitari Integrativi.
Lart 9 del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n 502 prevede, infatti, che al fine di favorire lerogazione di
forme di assistenza sanitaria integrative rispetto a quelle assicurate dal Servizio sanitario nazionale e, con queste
comunque direttamente integrate, possono essere istituiti fondi integrativi finalizzati a potenziare lerogazione
di trattamenti e prestazioni non compresi nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza (di cui allarticolo 1 del
decreto legislativo), definiti dal Piano sanitario nazionale e dai relativi provvedimenti attuativi.
La denominazione dei fondi deve contenere lindicazione fondo integrativo del Servizio sanitario nazionale. Tale
denominazione non pu essere utilizzata con riferimento a fondi istituiti per finalit diverse. Tutti i soggetti pubblici e privati che istituiscono fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale sono tenuti ad adottare politiche di
non selezione dei rischi. Le fonti istitutive dei fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale sono le seguenti:
accordi tra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti, promossi dai loro sindacati o da associazioni di
rilievo almeno provinciale;
deliberazioni assunte, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, da organizzazioni non lucrative (di
cui allarticolo 1, comma 18 della legge) operanti nei settori dellassistenza socio-sanitaria o dellassistenza
deliberazioni assunte, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, da societ di mutuo soccorso riconosciute;
atti assunti da altri soggetti pubblici e privati, a condizione che contengano lesplicita assunzione dellobbligo di non adottare strategie e comportamenti di selezione dei rischi o di discriminazione nei confronti di
particolari gruppi di soggetti.
L ambito di applicazione dei fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale rappresentato da:
prestazioni aggiuntive, non comprese nei livelli essenziali e uniformi di assistenza e con questi comunque
integrate, erogate da professionisti e da strutture accreditati;
prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale comprese nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza,
per la sola quota posta a carico dellassistito, inclusi gli oneri per laccesso alle prestazioni erogate in regime
di libera professione intramuraria e per la fruizione dei servizi alberghieri su richiesta dellassistito di cui
allarticolo 1, comma 15, della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
prestazioni sociosanitarie erogate in strutture accreditate residenziali e semiresidenziali o in forma domiciliare, per la quota posta a carico dellassistito.
Fra le prestazioni aggiuntive non comprese nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) sono comprese:
le prestazioni di medicina non convenzionale, ancorch erogate da strutture non accreditate;
le cure termali, limitatamente alle prestazioni non a carico del Servizio sanitario nazionale;
lassistenza odontoiatrica, limitatamente alle prestazioni non a carico del Servizio sanitario nazionale e comunque con lesclusione dei programmi di tutela della salute odontoiatrica nellet evolutiva e dellassistenza odontoiatrica e protesica a determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilit.
Mentre si stanno definendo gli ambiti operativi dei fondi cos come strutturati dalla modifica del D.lgs. n.
299/1999, il decreto Legislativo n. 41 del 18 febbraio 2000 recante Disciplina del trattamento fiscale dei contributi di assistenza sanitaria, a norma dellarticolo 10, comma 1, lettera l), della legge 13 maggio 1999, n. 133,
introduce una duplice deducibilit fiscale a seconda della tipologia del fondo:
1) una deduzione maggiore per i fondi doc costituiti secondo lart. 9 del Decreto Legislativo n. 229/99 effettivamente denominati Fondi Integrativi del Servizio Sanitario Nazionale
2) una deduzione minore per i fondi non doc costituiti quasi esclusivamente da Enti o Casse esclusivamente a
fine assistenziale.
La legge finanziaria 2008 (Legge n. 244 del 24 dicembre 2007, art. 1 comma 197) intervenuta per definire
lambito di operativit dei fondi di assistenza sanitaria integrativa, superando la distinzione tra fondi doc e
non doc introdotta dal D.Lgs. n. 41 del 18 febbraio 2000 che fino ad allora aveva disciplinato la materia.
Il modello introdotto dalla Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 quello del secondo pilastro assistenziale, come
avviene con il sistema della previdenza complementare, in cui mentre lo Stato, attraverso la fiscalit generale
garantisce il livello essenziale di assistenza (LEA), ovvero linsieme di trattamenti e prestazioni che il servizio
sanitario nazionale eroga ai cittadini in misura totale (il cittadino accede ai servizi in forma completamente
gratuita ) o parziale (quando prevista la compartecipazione economica diretta del cittadino al costo sanitario
ticket ), i fondi di assistenza sanitaria integrativa garantiscono:
FORME DI ASSISTENZA SANITARIA
1) prestazioni aggiuntive non comprese nei LEA e con
questo integrate;
2) prestazioni erogate dal SSN comprese nei LEA per la
sola quota posta a carico dellassistito (ticket);
3) prestazioni sociosanitarie non comprese nei LEA e
prestazioni finalizzate al recupero della salute di soggetti
temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio, per
la parte non garantita dalla normativa vigente.
Tali prestazioni integrative possono essere erogate da
soggetti pubblici o privati in base a contratti e accordi
collettivi, regolamenti di regioni, enti territoriali e locali, deliberazioni di organizzazioni non profit o di societ
di mutuo soccorso. Sono autogestiti o affidati in gestione
tramite convenzioni con istituzioni pubbliche e private.
Con il Decreto Ministeriale 27 ottobre 2009 (in G.U.
n. 12 del 16 gennaio 2010) il Ministero della Salute modifica il Decreto Ministeriale 31 marzo 2008 (emanato
in seguito allapprovazione della legge Finanziaria 2008),
in materia di attuazione dei fondi sanitari integrativi del
Il Decreto Ministeriale 27 ottobre 2009 istituisce lAnagrafe dei fondi sanitari integrativi alla quale devono iscriversi:
- i fondi sanitari integrativi del servizio sanitario nazionale, istituiti o adeguati ai sensi dellart. 9 del D.Lgs
n. 502 del 20 dicembre 1992 e successive modificazioni;
- gli enti, casse e societ di mutuo soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale, di cui al citato art. 51
comma 2, lettera a) del D.P.R. n. 917 del 22 dicembre
Liscrizione allanagrafe requisito per poter far godere
agli iscritti al fondo assistenza sanitaria integrativa del
trattamento fiscale agevolato previsto dalla normativa fiscale vigente.
Allo stato, la platea delle forme che erogano prestazioni di assistenza sanitaria complementare si
presenta ampia e diversificata.
i) Forme di assistenza sanitaria costituite ai sensi di
accordi collettivi ex art. 51 TUIR (lavoratori dipendenti). Possono essere articolate:
- in relazione alla forma di gestione:
* forme autogestite che assicurano in proprio la
* forme a gestione convenzionata: che affidano, in
tutto o in parte, la gestione della copertura sanitaria a compagnie di assicurazione, Societ di Mutuo soccorso, altri Fondi;
- in relazione alla platea dei destinatari:
* di categoria;
* di gruppo o azienda;
* territoriali;
* pluriaziendali: nellambito di un medesimo soggetto, sussiste una pluralit di gestioni assistenziali rivolte a varie collettivit, ciascuna risalente a
diverse fonti istitutive (in particolare accordi collettivi). In ciascuna di tali fattispecie possibile la
presenza di un unico accordo o di pi accordi in
relazione alla qualifica dei lavoratori interessati e/o
in base alla mera volont dei singoli individui.
ii) Forme di assistenza sanitaria non costituite ai
sensi dellart. 51 TUIR:
* forme per lavoratori autonomi: autogestite o
* forme aperte alladesione individuale dei singoli
non costituite ai sensi di accordi collettivi.
iii) Societ di Mutuo soccorso
(tratto da Fondi Sanitari -Regole applicative dei
principi attuariali e Linee guida per le valutazioni).
APERTURA STRAORDINARIA ANAGRAFE
Per il 2012 stata disposta lapertura straordinaria dellanagrafe dal 27 settembre all8 ottobre.
Le attestazioni di avvenuta iscrizione allAnagrafe Fondi Sanitari relative allanno 2012 saranno
rilasciate entro la fine dello stesso anno.
I soggetti interessati devono iscriversi esclusivamente per via
telematica attraverso un apposito sistema denominato SIAF
- Sistema informatico anagrafe fondi sanitari (laccesso al servizio e gratuito; si v. http://www.salute.gov.it).
Le operazioni di registrazione, iscrizione /rinnovo delliscrizione devono essere effettuate nel periodo
compreso tra il 1 gennaio al 31 luglio di ciascun anno (in prima battuta, i soggetti interessati avevano
dovuto iscriversi entro il mese di aprile 2012). Si sottolinea come liscrizione allanagrafe debba essere
rinnovata tutti gli anni.
ei cinque tipi di contratto collettivo di lavoro che possibile identificare nello scenario italiano:
- contratti di diritto corporativo con valenza obbligatoria erga omnes,
- contratti con efficacia generale ex art. 39 Cost.,
-	contratti recepiti dalla legge Vigorelli L. n. 741/1959,
-	contratti di diritto comune senza efficacia erga omnes,
-	contratti ex art. 8, legge 14 settembre 2011, n. 148, ove prevale laccordo aziendale su quello nazionale
quelli con cui attualmente giornalmente ci si confronta, per la disciplina operativa dei rapporti di lavoro subordinato, sono i penultimi.
I contratti di lavoro, nella loro dimensione collettiva, con esclusione quindi del contratto individuale
di lavoro (lettera di assunzione), si distinguono in:
-	contratto collettivo nazionale di lavoro CCNL
-	contratto territoriale di lavoro, a valere per una identificata area geografica
-	contratto aziendale o di secondo livello.
Il contratto collettivo di lavoro definito di diritto comune poich redatto e sottoscritto secondo il disposto
dellart. 1322 c.c. - (dellautonomia contrattuale): le parti possono liberamente determinare il contenuto del
contratto nei limiti imposti dalla legge ().
Questo tipo di contratto collettivo di diritto comune quindi una scrittura privata avente valore per:
-	le parti che lo hanno sottoscritto o conferito delega alla sua sottoscrizione ad una associazione di categoria
-	coloro che esplicitamente od implicitamente desiderino applicarlo, avendolo previsto nel contratto individuale di lavoro oppure per comportamento concludente, in applicazione dellart. 1362 c.c. (dellintenzione
dei contraenti): nellinterpretare il contratto si deve indagare quale sia stata la comune intenzione delle
parti e non limitarsi al senso letterale delle parole. Per determinare la comune intenzione delle parti, si deve
valutare il loro comportamento complessivo anche posteriore alla conclusione del contratto.
E utile analizzare il contenuto di alcune massime scelte fra le sentenze della Suprema Corte di Cassazione
sezione lavoro, al fine di comprendere quale sia:
-	lefficacia soggettiva del CCNL
-	linterpretazione del CCNL,
e quindi, nel merito di questa monografia, verificare gli obblighi del datore di lavoro in tema di casse di assistenza sanitaria.
Secondo la Corte di Cassazione i contratti collettivi di lavoro non dichiarati efficaci erga omnes ai sensi della
legge n 741/1959, in quanto costituiscono atti di natura negoziale e privatistica, si applicano esclusivamente ai
rapporti individuali intercorrenti tra soggetti che siano entrambi iscritti alle associazioni stipulanti, ovvero che,
in mancanza di tale condizione, abbiano fatto espressa adesione ai patti collettivi e li abbiano implicitamente
recepiti attraverso un comportamento concludente, desumibile da una costante e prolungata applicazione delle
relative clausole ai singoli rapporti. Con riferimento a questultima ipotesi, non sufficiente a concretizzare
unadesione implicita, idonea a rendere applicabile il contratto collettivo nellintero suo contenuto, il semplice
richiamo alle tabelle salariali del contratto stesso, ne la circostanza che il datore di lavoro, non iscritto ad alcuna
delle associazioni sindacali stipulanti il contratto collettivo, abbia proceduto allapplicazione di alcune clausole
di tale contratto, contestandone invece esplicitamente altre (cos Cass., sez. Lav., 29 aprile 2009, n. 9999;
Cass., Sez. Lav., 8 maggio 2009, n. 10632).
E ancora, () nellipotesi di contratto di lavoro regolato da contratto collettivo di diritto comune proprio
di un settore non corrispondente a quello dellattivit svolta dallimprenditore, il lavoratore non pu aspirare
allapplicazione di un contratto collettivo diverso, se il datore di lavoro non vi obbligato per appartenenza
sindacale, ma solo eventualmente richiamare tale disciplina come termine di riferimento per la determinazione
della retribuzione ex art. 36 Costituzione, deducendo la non conformit del precetto costituzionale del trattamento economico previsto nel contratto applicato (Cass., Sez. Lav., 13 luglio 2009 n. 16340).
Secondo i Giudici della Corte di Cassazione nell interpretazione del contratto collettivo di diritto comune
un ruolo preminente e del tutto particolare deve essere assegnato alla regola di cui allart. 1363 C.C., stante la
natura complessa e particolare delliter formativo della contrattazione sindacale, la non agevole ricostruzione
della comune volont delle parti contrattuali attraverso il mero riferimento al senso letterale delle parole, larticolazione della contrattazione su diversi livelli, la vastit e complessit della materia trattata in ragione dei
molteplici profili della posizione lavorativa, il particolare linguaggio in uso nel settore delle relazioni industriali,
non necessariamente coincidente con quello comune e, da ultimo, il carattere vincolante che non di rado assumono nellazienda luso e la prassi (Cass., Sez. Lav., 21 maggio 2009, n. 11834).
E ancora, in tema di interpretazione dei contratti collettivi, lart. 1362 c.c. impone allinterprete di indagare
quale sia stata la comune intenzione delle parti senza limitarsi al senso letterale delle parole, in ci differenziandosi dallart. 12 delle preleggi che, nellinterpretazione della legge , assegna un valore prioritario al dato letterale, individuando, quale ulteriore elemento, lintenzione () (Cass., Sez. Lav., 5 giugno 2009, n. 13083).
Composizione del contratti collettivi
La composizione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro si sostanzia in tre parti distinte:
-	politica, contenente anche la parte obbligatoria con intese a valere fra le parti stipulanti senza riflessi diretti o precetti per i lavoratori,
-	comune, contenente la parte sindacale e la disciplina del rapporto di lavoro, qui contenuta la parte
economica e normativa,
-	parti speciali, per fattispecie particolari.
Volendo dare una definizione di carattere generale possibile identificare la parte obbligatoria del contratto collet-
tivo come quella disciplinante i rapporti fra i sindacati datoriali e dei lavoratori e quella normativa ha lo scopo di
garantire ai lavoratori il trattamento economico e normativo minimo previsto dallart. 36 Cost. che recita:
Art. 36.Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantit e qualit del suo lavoro e in ogni caso sufficiente
ad assicurare a s e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.La durata massima della giornata lavorativa stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non pu rinunziarvi.
Lapplicazione integrale o parziale del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ha conseguenze nella gestione
del rapporto di lavoro subordinato e nei rapporti con gli istituti previdenziali ed assistenziali.
Integrale rispetto degli accordi e contratti collettivi
ai fini del godimento dei benefici normativi e contributivi
Una circolare dedicata del Ministero del Lavoro (circ. Min. Lav. 15 gennaio 2004, n. 4) spiega la definizione
di integrale rispetto del CCNL al fine del godimento di benefici: la locuzione integrale rispetto degli accordi e contratti (contenuta nel nuovo testo dellarticolo 3 del D.L. n. 71 del 22 marzo 1993, in luogo della
originaria espressione integrale rispetto degli istituti economici e normativi stabiliti dai contratti collettivi di
lavoro) subordina il riconoscimento dei benefici economici e contributivi alla integrale applicazione della sola
parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi, e non anche della parte obbligatoria di questi
ultimi. Se intesa nel senso di imporre lapplicazione anche della parte obbligatoria del contratto collettivo ()
risulterebbe infatti in palese contrasto con i principi costituzionali di libert sindacale, e di libert sindacale
negativa in particolare (di cui allart. 39 Costituzione), ().
Una dichiarazione in tal senso richiesta al datore di lavoro con la compilazione, sottoscrizione ed inoltro del
DURC Interno dichiarazione di osservanza dei contratti e altri obblighi di legge.
LINPS interviene sullargomento con le note esplicative ed operative di seguito riportate: la legge 27 dicembre
2006, n. 296, ai commi 1175 e 1776 dellart.1, ha introdotto, a decorrere dal 1 luglio 2007, lobbligo dellattestazione della regolarit contributiva anche per la fruizione dei benefici normativi e contributivi connessi al
versamento della contribuzione per i lavoratori dipendenti. Possono di conseguenza essere considerate esistenti
due distinte tipologie di DURC (Documento Unico di Regolarit Contributiva):
il DURC richiesto e concesso da datori di lavoro dipendente e lavoratori autonomi ai tradizionali fini
di partecipazione ad appalti di lavori, appalti di servizi e forniture e per leffettuazione di lavori privati in
il DURC richiesto dai soli datori di lavoro dipendente ai fini della fruizione dei benefici normativi e
contributivi (cd. DURC interno).
Il procedimento per il rilascio del DURC interno nasce dalla semplice presentazione del modello DM nel quale il
datore di lavoro esponga, nel relativo quadro B/C, codici contributivi relativi allapplicazione di sgravi contributivi. La mera esposizione di tali codici vale, infatti, quale richiesta di applicazione degli sgravi medesimi. In tal caso,
qualora lInps sia contemporaneamente soggetto impositore dellobbligo contributivo e soggetto erogatore dello
sgravio, nessuna documentazione verr emessa e lo sgravio, dopo laccertamento delleffettiva regolarit contributiva dellazienda, si intender correttamente applicato (donde la denominazione di interno riservata alla nuova
tipologia di DURC). In caso di diniego, lazienda verr invece sollecitata, mediante emissione di apposita nota di
rettifica, alla regolarizzazione contributiva per il recupero dei benefici indebitamente fruiti.
N.B. Per beneficio contributivo (o agevolazione contributiva) andr inteso uneffettivo abbattimento
dellaliquota contributiva complessivamente dovuta e non la mera riduzione del solo contributo da
versare per effetto di conguaglio con anticipazioni di prestazioni (malattia, materrnit, ANF ) effettuato
dal datore di lavoro nei confronti del dipendente e parimenti esposte, con distinti codici, nel quadro B/C
del modello DM).
Va precisato che, anche ai fini del rilascio del DURC interno, andr autocertificato da parte del datore di
lavoro richiedente, il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonch di quelli regionali, territoriali o aziendali. La presentazione di tale attestazione doveva avvenire a mezzo dellapposito modello,
denominato SC37-Durc interno (Circ. Min. Lav., 18 aprile 2008, n. 51, punto 10.1): tale modello,
scaricabile dal sito www.inps.it, avrebbe dovuto essere prodotto sia allatto della prima richiesta di agevolazione, sia dalle aziende che intendessero continuare a fruire delle agevolazioni stesse. Il modello, oltre
che essere materialmente consegnato alle competenti sedi Inps, avrebbe potuto essere trasmesso telematicamente, tramite il servizio Invio moduli on-line, sempre disponibile sul sito www.inps.it, nella sezione
Aziende e consulenti, risevata ad utenti abilitati a mezzo di codice PIN. Il termine per la presentazione,
originariamente fissato (dalla circ.51 del 18 aprile 2008), al 18 maggio 2008, stato tuttavia prorogato al
30 settembre 2008, con msg.11126 del 15 maggio 2008. Le aziende che hanno prodotto il modello entro
tale data sono contraddistinte con il codice di autorizzazione (CA) 4W: il codice avr validit annuale.
Tuttavia il termine per la presentazione del modello sc 37 stato ulteriormente prorogato dapprima al
31.10.2008 (cfr. Msg. Inps 11 settembre 2008, n. 020067 ) e poi al 31.12.2008 (Msg. Inps 23 ottobre
2008, n. 23462). Infine (Msg. Inps 23.12.2008, n. 28457) la presentazione di detto modello stata dichiarata non pi dovuta per effetto della circolare n.34 del 15 dicembre 2008 emanata dal Ministero del lavoro
(cfr. Msg. Inps 23.12.2008, n. 28457, all.1 ). Per effetto di questa, il modello sc37 viene sostituito da una
autocertificazione, da rendersi al medesimo Ministero entro il 30 aprile 2009. Lazienda avrebbe dovuto
con tale modello autocertificare linesistenza a suo carico di provvedimenti, amministrativi o giurisdizionali, definitivi in ordine alla commissione delle violazioni di cui allallegato A del D.M. 24 ottobre 2007
emanato dal medesimo Ministero.
Lattivit ispettiva del lavoro annovera fra i suoi compiti anche la vigilanza in materia di applicazione dei
CCNL, per quanto riguarda la tutela minima che deve essere garantita ad ogni lavoratore.
Linclusione di questo compito nelle funzioni ispettive stata introdotta dall art. 7 del D.Lgs. n. 124 del
23 aprile 2004 : il personale ispettivo ha compiti di : () b) vigilare sulla corretta applicazione dei contratti e accordi collettivi di lavoro ().
Natura obbligatoria delle
clausole relative allistituzione
di fondi di assistenza sanitaria
La posizione del Ministero del lavoro
identificazione della presenza di clausole relative a casse sanitarie nella parte obbligatoria piuttosto che
in quella normativa porta ad obblighi differenti in capo al datore di lavoro che applica il CCNL oggetto
dellanalisi.
A questo proposito stato posto interpello di merito che ha per valenza di interpretazione di carattere generale.
LOrdine dei Consulenti del Lavoro di Treviso ha formulato istanza di interpello al Ministro del Lavoro e della
Previdenza Sociale al fine di conoscere linterpretazione ministeriale sulla possibilit di attribuire natura obbligatoria anzich normativa alle clausole relative allistituzione di un fondo di assistenza sanitaria integrativa
(Fondo Est nella fattispecie) (Interpello Min. Lavoro 21 dicembre 2006, prot. 25/Segr/007573).
Il Ministero interpellato ha risposto che, in ordine alla natura delle clausole contrattuali relative allistituzione
di un Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa, la giurisprudenza formatasi negli ultimi anni ha qualificato
come obbligatorie e quindi non disciplinanti direttamente il rapporto di lavoro, ma costituenti obblighi esclusivamente per i soggetti collettivi contraenti, varie disposizioni contrattuali tra cui quelle relative allistituzione
di enti bilaterali e commissioni paritetiche ed alla costituzione e funzionamento di casse integrative di previdenza o di assistenza.
Tra le motivazioni addotte per lesclusione di tali istituti contrattuali dalla parte economico-normativa del
contratto rilevano in particolare quelle concernenti la natura non retributiva della contribuzione prevista per
il loro finanziamento e delle prestazioni erogate. A tal proposito, sostiene la Suprema Corte, va riconosciuto
carattere retributivo esclusivamente alle prestazioni da corrispondersi in sostituzione di obblighi precisi del
datore di lavoro e natura previdenziale ed assistenziale a quelle di tipo meramente eventuale legate allavverarsi
di determinate situazioni pregiudizievoli la cui contribuzione, tra laltro, esclusa dal reddito imponibile a fini
contributivi ai sensi dellart. 27, comma 2, lettera f ), D.P.R. n. 797/1995 come riformulato dallart. 6, D.Lgs.
n. 314/1997 (Cass. civ., sez. lav., n. 6530/2001).
Stante la natura obbligatoria e non normativa delle clausole contrattuali relative allistituzione di fondi di
assistenza sanitaria integrativa la loro sottoscrizione da parte del datore di lavoro a favore dei lavoratori da
ritenersi obbligatoria solo per coloro che, per le considerazioni fatte nel precedente Capitolo 2, sono tenuti
allapplicazione integrale del contratto collettivo di diritto comune.
Nel 2010 il Ministero del lavoro torna sulla tematica in oggetto occupandosi, nello specifico, delle clausole
contrattuali istitutive degli enti bilaterali e della riconduzione delle clausole contrattuali istitutive nella parte
obbligatoria del contratto (circolare n. 43 del 15 dicembre 2010 in risposta cumulativa a due istanze di interpello pervenute dal CNO dei Consulenti del lavoro, dalla Confapi e da Confartigianato e CNAI).
In tale sede il Ministero
a) identifica un primo ordine di problemi nella riconduzione del versamento contributivo in favore dellente
bilaterale alla parte economica/obbligatoria del contratto collettivo di lavoro.
Nel riprendere quanto gia espresso (v. supra), il Ministero conferma di ritenere non obbligatoria liscrizione allente bilaterale. Cio in coerenza con i principi di libert associativa (di cui alla nostra Costituzione)
e, segnatamente, di libert sindacale negativa nonch con i principi e le regole comunitari del diritto della
b) identifica un secondo ordine di problemi che attiene invece alla diversa ipotesi in cui i contratti collettivi
di lavoro, dopo aver definito un sistema bilaterale volto a fornire tutele aggiuntive ai prestatori di lavoro
nellottica di un innovativo Welfare negoziale, dispongano lobbligatoriet non della iscrizione allente bilaterale, quanto del riconoscimento al prestatore di lavoro, per quei datori di lavoro che non vogliano aderire al
sistema bilaterale, di analoghe forme di tutela (per esempio una assistenza sanitaria o una previdenza integrativa)
anche attraverso una loro quantificazione in termini economici.
In questi casi il CCNL/accordi collettivi prevedono sia la corresponsione a favore dei prestatori di lavoro di
taluni importi forfettari sia lerogazione diretta da parte dei datori di lavoro di prestazioni equivalenti quale
alternativa al versamento dei contributi allente bilaterale di riferimento.
Detta tutela va, ad avviso del Ministero, riferita alla parte economico-normativa del contratto collettivo,
avendo efficacia sul contenuto delle situazioni di diritto che regolano il rapporto individuale di lavoro tra
limpresa - o, pi in generale, il datore di lavoro (si pensi agli studi professionali) - e ciascuno dei propri
dipendenti. Ci del resto in coerenza con la funzione social-tipica della parte economico/normativa del
contratto collettivo di realizzare - ex articoli 3 e 36 della Costituzione - una disciplina uniforme dei rapporti
individuali di lavoro di una determinata categoria o gruppo professionale.
Conclude il Ministero affermando che di conseguenza, una volta riconosciuto da parte del contratto collettivo di riferimento che una determinata prestazione (per esempio una assistenza sanitaria integrativa ovvero
il trattamento di sostegno al reddito erogato dagli enti bilaterali) rappresenta un diritto contrattuale del
singolo lavoratore, liscrizione allente bilaterale rappresenta nientaltro che una modalit per adempiere al
corrispondente obbligo del datore di lavoro. Sicch, l dove espressamente previsto dai contratti collettivi,
ogni singolo prestatore di lavoro matura un diritto contrattuale di natura retributiva - alla stregua di una retribuzione aggiuntiva o integrativa - nei confronti di quei datori di lavoro non aderenti al sistema bilaterale
di riferimento che potr essere adempiuto attraverso il riconoscimento di una somma o di una prestazione
equivalenti a quella erogata dal sistema bilaterale di riferimento ai diversi livelli, nei limiti ovviamente degli
importi stabiliti dalla contrattazione collettiva.
La giurisprudenza sulle norme contrattuali collettive
istitutive di fondi di assistenza sanitaria integrativa
Come noto, nellambito di un contratto collettivo possono distinguersi varie parti a seconda del loro
contenuto. Vi , innanzitutto, la parte economica, che costituiva lunico contenuto dei pi antichi contratti
collettivi, denominati contratti (o concordati) di tariffa, concernente il trattamento economico dei lavoratori (retribuzioni, indennit aggiuntive, indennit speciali ecc.). In seguito lambito di tali contratti si estese ad
altri aspetti del rapporto di lavoro (durata giornaliera, ferie, criteri per lattribuzione della qualifica. servizi
disciplinari ecc.): questo insieme di disposizioni costituisce la parte normativa del contratto collettivo, che,
insieme, alla parte economica, ha la funzione sociale di realizzare una disciplina uniforme dei rapporti individuali di lavoro di una determinata categoria.
Col tempo, nel corso dei rinnovi contrattuali, quel contenuto tradizionale si venuto arricchendo con linserimento sempre pi frequente di clausole destinate non a disciplinare direttamente il rapporto di lavoro,
ma a regolare i rapporti fra le associazioni sindacali partecipanti alla stipulazione dei contratti collettivi.
Tali clausole non svolgono un immediato e diretto effetto normativo sui contratti e sui rapporti di lavoro,
ma creano, attraverso vari congegni obblighi a carico delle parti stipulanti, il cui contenuto consiste nello
svolgimento di alcune attivit positive, che svolgono spesso una funzione strumentale rispetto agli istituti
La tipologia di queste clausole assai diversificata da quelle riguardanti la futura produzione contrattuale o
lorganizzazione dei diversi livelli di competenza (rinvio alla contrattazione aziendale, rinnovi contrattuali
ecc.) a quelle sulla istituzione, formazione e funzionamento di organi di conciliazione e arbitrato; dalle
clausole di carattere sindacale vero e proprio (elezione degli organi di rappresentanza sindacale, commissioni
interne, assemblee di fabbrica, trattenute di contributi sindacali, ecc.) a quelle sulla costituzione di commissioni paritetiche con compiti interpretativi o in materia di trasferimenti, di cottimo ecc., dalle clausole che
disciplinano lattivit delle organizzazioni sindacali in ordine alla costituzione e al funzionamento di casse di
previdenza o di assistenza a quelle di tregua o pace sindacale ecc..
La particolarit di tali clausole sta nel fatto che gli obblighi da esse previsti possono essere attuati solo dalle
associazioni sindacali stipulanti, anche se gli effetti positivi, da esse derivanti, sono destinati a riversarsi sui
lavoratori e sui datori di lavoro appartenenti ad una determinata categoria. Esse, quindi, non si rivolgono
alle parti del rapporto di lavoro e non creano obblighi a carico di dette parti, siano esse iscritte alle associazioni sindacali stipulanti o semplicemente aderenti alla disciplina dettata dal contratto collettivo.
Solo una volta che le associazioni stipulanti abbiano adempiuto ai loro obblighi, istituendo gli organismi
contrattuali previsti, lattivit di questi si svolge (ed in alcuni casi obbligatoria) non solo nei confronti degli
iscritti alle associazioni stipulanti ma anche nei confronti di coloro che, pur non essendo iscritti, abbiano
fatto riferimento nei contratti individuali di lavoro al contratto collettivo di categoria (cosi Cass., 5 maggio
2000, n. 5625; Cass. 10 maggio 2001,n. 6530).
Il caso del CCNL
Terziario: il fondo EST
l CCNL Terziario, ipotesi di accordo del 26 febbraio 2011, ratificato definitivamente il 6 aprile 2011, in tema di assistenza sanitaria
integrativa - per la prima volta in un contratto collettivo nazionale diventando cos lapripista di una nuova stagione contrattuale - prevede che
nella determinazione della parte economico/normativa in argomento le
quote ed i contributi per il finanziamento del Fondo di Assistenza sanitaria integrativa (Fondo EST) siano da considerarsi parte integrante della
retribuzione base.
Si cos assistito al passaggio della previsione contrattuale di un Fondo
di assistenza sanitaria dalla parte obbligatoria a quella economico/normativa con conseguente obbligatoriet di adesione e contribuzione per
tutti coloro che applicano il CCNL terziario.
Vediamo nel dettaglio la previsione contrattuale: e istituito il Fondo
EST con finalit di erogare assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore terziario rispondente ai requisiti del D.Lgs. 2 settembre
1997, n. 314, art. 3, c. 2 lett. A) e successive modifiche ed integrazioni
che prevede la non concorrenza a formare il reddito di lavoro dipenTabella 1
CONTRIBUTO ORDINARIO (MENSILE) UNA TANTUM
CCNL TURISMO (pubblici
esercizi, agenzie turistiche,
stabilimenti balneari)
CCNL ORTOFRUTTICOLI/
AGRUMARI
VERSAMENTI AL FONDO EST:
Nel testo, cos riformulato, risulta
ulteriormente e definitivamente
chiarita lobbligatoriet dei versamenti al Fondo Est. Le parti sociali, infatti, hanno chiaramente
ed espressamente specificato che
nella determinazione della parte
normativa/economica del CCNL
stato tenuto conto dellincidenza
delle quote e dei contributi previsti dallart. 95 per il finanziamento
del Fondo di Assistenza sanitaria
integrativa (Fondo EST). E, altres, specificato che lazienda che
ometta il versamento delle quote
e dei contributi suddetti responsabile verso i lavoratori non iscritti
al Fondo della perdita delle relative
prestazioni sanitarie e che non ,
inoltre, consentito ai datori di lavoro stipulare polizze, a favore dei dipendenti, alternative a quelle previste dallart. 95 del CCNL e che
deve, infine, ritenersi irrinunciabile
ed inderogabile il diritto del dipendente a detta Assistenza Sanitaria
Con tale nuova formulazione si
ritiene definitivamente superata
loriginaria incertezza sullobbligatoriet dei versamenti al Fondo Est,
essendo stati chiaramente definiti,
in senso favorevole allobbligatoriet, tutti i presupposti alla base
del parere n. 7573/06 del Ministero del Lavoro (Circ. Fondo Est
n.1/2010; n. 3/2011) .
* di cui 1,00 a carico dipendente
** di cui 2,00 a carico dipendente
dente per i contributi versati a fondi/casse aventi solo
fine assistenziale (vedi analisi aspetti fiscali presente in
questa trattazione).
Per il finanziamento del Fondo dovuto da parte del
datore di lavoro un contributo identificato in misura
fissa da moltiplicarsi per il numero dei dipendenti in
forza (si. v. Tabella 1 Contribuzione Fondo EST (Circ.
Fondo Est n. 4/2012).
PER LE AZIENDE ADERENTI A CONFINDUSTRIA
A seguito della circolare ministeriale n. 43 del 15 dicembre 2010, da ritenersi che il datore di lavoro aderente
al sistema Confindustria, seppur non vincolato dalladesione a EST, sar tenuto, qualora scelga di non aderire a
tale Fondo, a riconoscere ai lavoratori delle prestazioni
sanitarie equivalenti (per es. tramite ladesione al Fondo
confindustriale di Assistenza Sanitaria Integrativa FasiOpen). Questa la soluzione che sembrerebbe preferibile in luogo del pagamento al lavoratore della somma
forfettaria. (Cos si legge ne Monografia Assistenza Sanitaria di Assolombarda Milano, ed. novembre 2011).
Nella Dichiarazione a Verbale Le parti si danno specificamente atto che, nella determinazione della parte normativa/economica del presente CCNL si tenuto conto
dellincidenza delle quote e dei contributi previsti dallart. 95 per il finanziamento del Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa (Fondo EST). Il trattamento economico complessivo risulta pertanto comprensivo di tali quote e
contributi, che sono da considerarsi parte integrante del trattamento economico(..)Il contributo pari a 10 e 7,
nonch la quota una tantum di 30 (..) assumono, pertanto, valenza normativa per tutti coloro che applicano
il presente CCNL.
E interessante la previsione del comportamento che deve tenere il datore di lavoro che non intenda aderire
al Fondo EST (dunque, in caso di omissione del versamento contributivo), il quale dovr, in alternativa,
garantire una delle seguenti due opzioni :
-	erogare al singolo lavoratore un elemento non assorbibile della retribuzione di importo fisso predeterminato da corrispondersi per le mensilit previste dal CCNL e rientrante nella retribuzione di fatto;
-	assicurare al singolo lavoratore le medesime prestazioni sanitarie garantite dal Fondo EST, sulla base del
relativo nomenclatore sottoscritto dalle parti sociali.
Rimangono comunque salvi, anche nellultimo rinnovo del 26 febbraio 2011 del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi, gli accordi integrativi di secondo livello, territoriali o aziendali, sottoscritti anteriormente
al 2 luglio 2004,che prevedono listituzione di casse o fondi di assistenza sanitaria integrativa.
Il nuovo modello contrattuale, considerata limportanza della copertura sanitaria integrativa prevede quindi
lerogazione di copertura da parte del datore di lavoro con Fondo/Cassa negoziale (chiuso, la cui adesione
riservata ad una determinata categoria di soggetti) o Fondo/Cassa aperto (fornitore del settore privato aperto
ad ogni categoria di aderenti) oppure lerogazione di una somma periodica con la quale il lavoratore possa
provvedere autonomamente allintegrazione sanitaria.
n discorso a parte deve essere riservato per il fondo SANIMPRESA per il territorio di Roma e provincia. Con il Contratto Integrativo Territoriale del Terziario di Roma e Provincia, stipulato in data 29
gennaio 2003 nel quale si prevede di costituire la Cassa di Assistenza Sanitaria Integrativa a favore dei lavoratori dipendenti e nel quale inoltre previsto previo pagamento per ogni anno di vigenza del Contratto
(2002, 2003, 2004, 2005) di una quota a totale carico delle aziende, pari a 207,00 lordi in ragione danno per ogni lavoratore dipendente da destinare interamente al finanziamento della suddetta cassa, nasce il
Fondo Sanimpresa. Il 16 ottobre 2003, la Confcommercio Roma, le OO.SS. Filcams Cgil, Fisascat Cisl,
e Uiltucs Uil di Roma e del Lazio, firmano lo statuto con atto notarile della Cassa di assistenza sanitaria
integrativa per gli addetti delle imprese del Terziario- Distribuzione e Servizi in breve detta Sanimpresa.
Il 16 luglio 2004 il Contratto Integrativo Territoriale per le Aziende e i Dipendenti del settore della Vigilanza privata di Roma e Provincia aderisce a Sanimpresa con un importo a totale carico delle aziende, di
207,00 per ogni iscritto. Il 28 Giugno 2005 anche il Contratto Integrativo Territoriale per le Aziende
del comparto alberghiero di Roma e Provincia decide di aderire al
Fondo: Le parti si danno atto di aver posto in essere un sistema
di assistenza sanitaria integrativa in favore dei lavoratori dalberLa quota annua di contribuzione per dipengo sin dal precedente contratto integrativo del 1996 prevedendo
dente per lassistenza sanitaria integrativa
nel successivo accordo del 20/06/2001 una specifica erogazione
prevista dal contratto Integrativo Territoriale
di 25,82 ad oggi non esatta. Ricorrono ora le condizioni per
di Roma e provincia del 29/01/2003 assorbita, fino a concorrenza, in quella di cui allart.
loperativit dellassistenza sanitaria integrativa in favore dei lavo92 del 2 luglio 2004. Leccedenza acquista,
ratori dipendenti del comparto alberghiero da attuarsi mediante
per effetto della presente armonizzazione
liscrizione ad apposito fondo degli stessi con contratto a tempo
prevista dal citato art. 92 carattere di ulteriore
indeterminato, compresi quelli a tempo parziale, nonch gli aptrattamento normativo obbligatorio in tema di
prendisti che abbiano maturato pi di un anno di anzianit di serassistenza sanitaria integrativa per le aziende
vizio al 31 maggio di ogni anno e mediante il versamento di una
di Roma e Provincia ricomprese nella sfera di
applicazione del predetto Contratto Integraquota per ciascun lavoratore annua di 207,00 comprensiva dei
tivo territoriale.
25,82 prevista dallaccordo del 2001. La copertura assicurativa
a favore degli iscritti decorre dal 1 luglio 2005.
Il contratto integrativo della Vigilanza privata e quello del comparto
alberghiero prevedano per lerogazione dei servizi ladesione a Sanimpresa. Il versamento al fondo andr effettuato
entro il 31 maggio di ogni anno. Il 1 luglio 2005 Sanimpresa prevede linserimento dei familiari (coniuge o convivente e figli, risultanti da certificato di stato di famiglia) previo versamento entro il 31/05/2006 della quota annua di
207.00 per ogni componente il nucleo familiare. La Cassa a partire dal 1 luglio 2005 offre a tutti i familiari iscritti, una protezione sanitaria speciale ancora pi attenta e completa, che prevede la copertura delle
spese sanitarie rese necessarie da malattia o infortunio definita nel tariffario di Sanimpresa. Il 19 ottobre 2005
gli organismi di Sanimpresa deliberano La trasformazione della Cassa da Provinciale a Regionale, coprendo
quindi lintero territorio del Lazio. Oltre al nucleo familiare previsto dal nomenclatore vigente liscritto ha la
facolt, dal 1 dicembre 2005, decidono di estendere la copertura Sanitaria anche ai fratelli e alle sorelle
che compongono lo stesso nucleo familiare. Inoltre, la facolt pu essere estesa anche ai figli in affidamento ad
uno dei coniugi, in caso di genitori separati. In entrambi i casi il versamento previsto della quota annuale di
207,00 per ogni componente. Le prestazioni sono le stesse previste per tutti gli associati. Viene inoltre prevista
lestensione ai pensionati (dal 31 dicembre 2005): i titolari di pensione di vecchiaia gi iscritti alla Cassa
nel periodo precedente il pensionamento hanno la facolt di proseguire direttamente liscrizione a Sanimpresa.
Tale facolt potr essere attivata esclusivamente al momento del pensionamento. Ai pensionati saranno erogate
le medesime prestazioni garantite ai lavoratori dipendenti. Inoltre i pensionati avranno la facolt di proseguire
con liscrizione alla Cassa del coniuge o del convivente more uxorio. La quota da versare a Sanimpresa, entro il
31 maggio di ogni anno, pari ad 207,00 cadauno.
Il 15 giugno del 2007 le organizzazioni sindacali del settore del commercio firmano un accordo di armonizzazione nel quale rendono uniforme il trattamento tra Fondo Est e Sanimpresa soprattutto dal punto di
vista contributivo. In pratica si stabilisce che le aziende del territorio di Roma e Provincia che non abbiano
una contrattazione aziendale in materia debbano versare i contributi congiuntamente (Est + Sanimpresa) al
fondo Est nella misura di 23 mensili (contributo stabilito da gennaio 2012). In questo modo le aziende
del territorio di Roma e provincia che applicano il ccnl del Terziario hanno una copertura maggiore stabilita dalle prestazioni base stabilite dal fondo Est e da prestazioni aggiuntive (per famigliari e pensionati)
tramite la cassa Sanimpresa.
Le aziende che non intendono versare tale importo dovranno a scelta:
-	Assicurare al singolo lavoratore le medesime prestazioni sanitarie garantite dal Fondo EST+Sanimpresa,
sulla base del relativo nomenclatore sottoscritto dalle parti sociali.
versamento allINPS
del contributo di solidariet
on decorrenza 1 gennaio 1998 - con lentrata in vigore del D.Lgs. 2 settembre 1997 n. 314 - il nostro
ordinamento ha previsto lassimilazione della base imponibile fiscale con quella previdenziale, in precedenza da determinarsi con differenti criteri.
Tuttavia, in questa materia, resta valida la previsione dellArt. 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153, che ha
previsto la totale esclusione, dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali, dei contributi
e delle somme a carico del datore di lavoro, versate o accantonate, sotto qualsiasi forma, a finanziamento
delle forme pensionistiche complementari, e a casse, fondi, gestioni previste da contratti collettivi o da
accordi o da regolamenti aziendali, al fine di erogare prestazioni integrative previdenziali o assistenziali a favore del lavoratore e suoi familiari nel corso del rapporto o dopo la sua cessazione.
A fronte di tale esclusione dalla base imponibile, i contributi e le somme di cui sopra a carico del datore di
lavoro sono soggette ed un contributo di solidariet INPS nella misura del 10%, interamente a carico del
datore di lavoro, a favore delle gestioni pensionistiche pensionistiche di legge cui sono iscritti i lavoratori,
cos come previsto dalla Legge 1 giugno 1991 n. 166, art. 9 bis.
art. 2120 del codice civile prevede che In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto. Tale trattamento si calcola sommando per ciascun
anno di servizio una quota pari e comunque non superiore allimporto della retribuzione dovuta per lanno stesso
divisa per 13,5. (). Salvo diversa previsione dei contratti collettivi la retribuzione annua, ai fini del comma precedente, comprende tutte le somme, compreso lequivalente delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del
rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con esclusione di quanto corrisposto a titolo di rimborso spese.
Lespressione a titolo non occasionale, utile per determinare quali elementi retributivi debbano essere considerati ai fini del calcolo del TFR, deve essere interpretata escludendo dalla base di calcolo quei compensi, in
denaro o in natura, non direttamente ricollegabili alla prestazione lavorativa (Cass., Sez. Lav., 19 giugno 2004,
n. 11448).Le somme versate dal datore di lavoro ad enti/casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformit a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale per la loro natura di non ricollegabilit
alla prestazione lavorativa, dalla quale prescindono, non entrano nella base di calcolo del TFR.
E opportuno verificare il disposto del CCNL applicato al rapporto di lavoro nella parte in cui elenca le
voci retributive che concorrono al calcolo del Trattamento di Fine Rapporto per valutare come considerare
il contributo versato a cassa di assistenza sanitaria; in difetto di previsione contrattuale trover applicazione
l secondo pilastro sanitario integrativo poggia su una normativa fiscale favorevole. Infatti, lart. 51 del Testo Unico sulle imposte sui Redditi prevede al secondo comma, lettera a), secondo periodo, che non concorrono a formare il reddito: (...) i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore
ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformit a disposizioni di contratto o di accordo
o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il Decreto del Ministero della
Salute di cui allart. 10 comma 1 lettera e ter, per un importo non superiore complessivamente a 3.615,20.
Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi
dellart. 10, comma 1 lettera e ter) (.).
Lart. 10 del Tuir afferma che dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione
dei singoli redditi che concorrono a formarlo (leggasi art. 51 nel nostro caso) i seguenti oneri sostenuti dal contribuente: (...) e ter) i contributi versati, fino ad un massimo di 3.615,20, ai fondi integrativi del servizio sanitario
nazionale istituiti o adeguati ai sensi dellart. 9 del D.lgs. n. 502/1992 e successive modificazioni, che erogano prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministero della Salute da emanare entro 60 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente disposizione. Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei
contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dellart. 51 comma 2 lettera a. Per i contributi versati nellinteresse
delle persone indicate nellart. 12, che si trovino nelle condizioni ivi previste, la deduzione spetta per lammontare
non dedotto dalle persone stesse, fermo restando limporto complessivamente stabilito (...).
Lattuale sistema dellassistenza integrativa quindi si basa sulla deducibilit dei contributi versati a:
a) Enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale
b) Fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale.
Entrambe le categorie sono costituite molto spesso da Enti non profit. Infatti, nella prassi, assai spesso le Casse
sono costituite in forma di associazione non riconosciuta ai sensi dellarticolo 36 del Codice civile.
Le condizioni per fruire della deducibilit dei contributi versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o
casse aventi esclusivamente fine assistenza sono attualmente i seguenti:
-	Deve trattarsi di contributi versati in conformit disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento
aziendale. Non essendoci altre definizioni si ritiene che oltre ai contratti nazionali di lavoro, la previsione
del versamento dei contributi possa essere prevista anche nel contratto individuale di lavoro;
-	Deve trattarsi di contribuzione riservata ai lavoratori dipendenti e assimilati;
-	Gli enti o casse destinatari dei contributi devono avere esclusivamente fine assistenziale (leggasi sanitario).
A questo proposito la circolare del Ministero delle Finanze n 55/E del 1999 ha stabilito che, riguardo ai
IL REGIME DI ESENZIONE
Ai fini della fruizione del regime di esenzione
contributi versati alla cassa Edile, la circostanza che siano
fiscale non risulta sufficiente la semplice erogafacoltativi e che il loro versamento sia previsto dai contratti
zione di somme alle casse in questione, ma tale
comporta che la quota di essi che alimenta prestazioni di
agevolazione pu trovare applicazione solo neltipo assistenziale, sia per la parte a carico del datore di lavoro
la misura in cui ricorra lulteriore condizione limitativa specificata nel contenuto e nelle modalit
sia per la parte a carico del dipendente, concorre a formare
con D.M. alluopo emanato. Appare opportuno,
interamente il reddito di lavoro dipendente, mentre la quopertanto, ritenere che i contributi versati ad una
ta che va ad alimentare prestazioni di tipo sanitario concorre
cassa che eroga prestazioni assistenziali, non
a formare il reddito stesso soltanto per leccedenza rispetto
operante negli specifici settori dintervento di
al limite di 3.615.20 che invece esclusa da tassazione;
cui allart. 51 T.U.I.R., non possono beneficia-	Limporto massimo dei contributi deve essere complessire dellesenzione rilevante sul versante fiscale,
vamente non superiore ad 3.615,20. Ai fini del calcolo
trovando invece applicazione la sola esclusione
dallimponibile contributivo di cui allart. 6, comdi tale limite si deve tuttavia tener conto anche dei contrima 4, lett. f), D.Lgs. n. 314/1997 (Interpello Min.
buti o versamenti eseguiti a titolo personale ai Fondi InteLavoro 8 marzo 2011, n. 14/2011).
grativi del Servizio Sanitario previsti dallart. 10 del Tuir. A
questo fine il datore di lavoro deve indicare nel modello di
dichiarazione annuale del dipendente (mod. Cud) limporto dei contributi dedotti o non dedotti a tal fine,
in modo da informare il contribuente degli eventuali conguagli da effettuare con la propria dichiarazione
-	Tali contributi non concorrono a formare il reddito del lavoratore dipendente o assimilato anche se versati
in favore di familiari dello stesso e ci nel caso in cui si tratti di familiari fiscalmente non a carico del lavoratore stesso (circ. Agenzia delle Entrate n. 50/E del 12/06/2002).
Rimangono in ogni caso esclusi dalla deducibilit fiscale i contributi o i premi di assicurazioni, anche sanitaria,
versati a soggetti differenti dai Fondi istituiti ai sensi dellart. 9 del D.Lgs. n. 502 del 30 dicembre 1992 e non
iscritti nellapposita anagrafe.
Ai sensi del disposto dellart. 10 comma 1 lett. e-ter) T.U.I.R. Oneri deducibili : ai fini del calcolo del predetto
limite ( 3.615,20) si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dellart. 51 c.2 lett. a). Per
i contributi versati nellinteresse delle persone indicate nellart. 12 (Detrazioni per carichi di famiglia), che si trovino
nelle condizioni ivi previste, la deduzione spetta per lammontare non dedotto dalle persone stesse, fermo restando
limporto complessivamente stabilito).
l datore di lavoro che in funzione dellanalisi di cui sopra sia obbligato ad erogare la copertura sanitaria
nelle forme ed alle condizioni previste dai contratti che le hanno istituite e non ottemperi a tale obbligo
incorre nella violazione dellart.2043 del codice civile: laddove il lavoratore fosse stato assicurato, avrebbe
ricevuto un indennizzo a copertura parziale o totale delle spese sanitarie sostenute, mentre nel caso di specie,
non riceve nulla.
Recita lart. 2043 c.c. del Risarcimento per fatto illecito: qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri
un danno ingiusto , obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.
Trattasi nel caso di danno patrimoniale emergente causando una effettiva diminuzione di patrimonio del
Il fatto dannoso si compone del comportamento e dellevento ad esso collegato dal nesso di causalit nel
senso che il danno e risarcibile solo se e conseguenza del fatto dannoso. Il fatto quindi e la condizione
necessaria del danno (il fatto consiste nella non sottoscrizione di copertura per rimborso spese mediche a
favore dei lavoratori da parte del datore di lavoro).
Il danno e definito ingiusto quando e conseguenza di violazione di quei diritti assoluti e primari quali la
tutela sanitaria ove contrattualmente prevista per coloro che ne sono obbligati.
La colpa in capo al datore di lavoro consiste in un suo comportamento cosciente che, sia pure senza volont
di recare danno ad altri , sia causa di un evento lesivo per negligenza, imperizia ovvero inosservanza di regole
e norme di condotta.
La responsabilit per colpa, a differenza di quella per dolo, si rapporta alla volont del datore di lavoro in
modo negativo, nel senso che egli risponde per non aver improntato la propria condotta alluso di quelle
cure e cautele che ciascuno e tenuto ad adottare negli ordinari rapporti della vita, e si concreta, nellipotesi
di culpa in omettendo, nellastensione da unattivit che il soggetto avrebbe dovuto compiere.
Dati relativi allassistenza
a ricerca del Censis Il ruolo della sanit integrativa nel Servizio sanitario nazionale, ha coinvolto un
campione di 14 Fondi sanitari, di cui 8 di tipo aziendale e 6 da contratto collettivo nazionale (Ccnl);
10 di questi sono a gestione assicurata e 4 a gestione autoassicurata e, ancora, 10 sono multicategoriali e 4
categoriali. Nel triennio 2008-2010 i fondisanitari oggetto dellindagine hanno dato vita ad un importo di
rimborsi complessivo richiesto pari a quasi 1,5 miliardi di euro, mentre il liquidato stato pari a circa 1,1
miliardi di euro, ed il totale dei sinistri stato pari a quasi 8,7 milioni. Sempre nel triennio 2008-2010,
dellimporto richiesto oltre 815 milioni facevano capo a Fondi Ccnl e 676 milioni a quelli aziendali, mentre
per tipo di gestione gli importi richiesti per i fondi assicurati stato pari a 622 milioni di euro, mentre quelli
per gli autoassicurati stato pari a 869 milioni di euro. Per quanto riguarda i sinistri cumulati nel triennio,
si riscontra la prevalenza della componente dei Fondi aziendali rispetto a quelli Ccnl, mentre per il tipo di
gestione prevale il richiesto facente capo allassicurato. Per quanto riguarda gli assistiti, dalla analisi risulta
che per il 2010 si trattato di 2 milioni di assistiti; di questi il 27,2% appartengono a Fondi di tipo aziendale, mentre quasi il 73% partecipano a Fondi di Ccnl. Analizzando lanagrafica degli assistiti dal punto di
vista della distinzione tra Fondo autoassicurato (che eroga cio le prestazioni sanitarie in favore dei propri
assistiti direttamente, senza ricorrere alla stipula di un contratto con una compagnia assicurativa) e Fondo
assicurato (che eroga, in tutto o in parte, le prestazioni sanitarie in favore dei propri assistiti tramite apposita
convenzione stipulata con una compagnia di assicurazione), emerge che oltre l85% degli assistiti fa capo
ai Fondi a gestione assicurata, mentre meno del 15% ai Fondi autoassicurati. Molto interessanti poi i dati
relativi al profilo sociodemografico degli assistiti (sempre nel 2010) a partire da quello di genere, dal quale
risulta che le donne costituiscono quasi il 54% del totale. In relazione alle classi di et, invece, emerge che
oltre l8% degli assistiti ha unet inferiore ai 20 anni, quasi il 90% tra 21 e 65 anni e il 2% oltre sessantacinque anni. La distribuzione per classi di et varia in funzione del tipo di Fondo e del tipo di gestione; nei
Fondi aziendali oltre un quarto degli assistiti ha tra 0 e 20 anni, circa il 69% tra 21 e 65 anni e il 5,6% oltre
65 anni. Nei Fondi Ccnl, invece, le relative quote sono rispettivamente pari a 1,7%, 97,5% e 0,8%.
evidente, quindi, come nei Fondi aziendali sia pi frequente una copertura di tipo familiare, che assicura
una copertura sanitaria per specifiche prestazioni anche per familiari e persone diverse dagli intestatari del
Fondo; nei Fondi che utilizzano la gestione assicurata i 0-20enni sono meno del 6%, le persone in et attiva
sono oltre il 93% e quelle anziane meno dell1%. Nei Fondi autoassicurati, invece, le persone con et fino
a 20 anni sono pari ad oltre un quinto del totale, quelle con et tra 21 e 65 anni il 70% e gli anziani circa
il 9%. I Fondi aziendali e quelli autoassicurati, in sostanza, garantiscono in misura maggiore la copertura
ai nuclei familiari, estendendo la tutela ai membri pi fragili, dai minori ai giovani agli anziani. Per quanto
riguarda il tipo di inquadramento, nei Fondi aziendali quasi il 71% degli assistiti dato da dipendenti,
oltre il 22% da quadri ed il 7,1% da dirigenti; nei Fondi Ccnl invece le quote corrispondenti sono di oltre
il 94% per i dipendenti, del 5,4% per i quadri e dello 0,2% per i dirigenti. Si tratta di distribuzioni per
inquadramento professionale degli assistiti molto diverse tra loro, che evidenziano come i Fondi aziendali
siano tendenzialmente pi connotati da una sorta di multi inquadramento, a differenza dei Fondi Ccnl,
che si caratterizzano per una maggiore omogeneit in termini di inquadramento professionale. Meno intense, anche se comunque presenti, risultano le differenze tra i Fondi per tipo di gestione. Infatti, nei Fondi a
gestione assicurata l88,5% degli assistiti ad essere dipendente, il 2,3% sono dirigenti e circa il 9% dato
dai quadri.
Nei Fondi autoassicurati l85% dato da dipendenti, quasi il 14% da quadri e l1,2% da dirigenti. In
sostanza, ancora una volta i Fondi aziendali e quelli con gestione autoassicurata mostrano una maggiore
articolazione interna per quanto riguarda gli assistiti, in quanto maggiormente distribuiti per classi di et, e
pi orientati a garantire copertura ai familiari, ed anche a maggiore articolazione interna per inquadramento
professionale (tratto da Rocco G., SSN e sanit integrativa, in D&PL, 34/2012).
art.2043 c.c.
D.Lgs. 8 febbraio 2000, n. 41
Decreto Ministeriale 27 ottobre 2009
Circ. Min. Lav., 15 gennaio 2004, n. 4
Circ. Min. Lav., 18 aprile 2008, n. 51
Circ. Min. Lav., 15 dicembre 2010, n. 43
Interpello Min. Lavoro, 21 dicembre 2006,
prot. 25/Segr/007573
Interpello Min. Lavoro, 8 marzo 2011, n. 14/2011
Circ. Min. Finanze, 4 marzo 1999, n 55/E
Circ. Ag. Entrate, 12 giugno 2002, n. 50/E
Circ. Fondo Est, n. 4/2012
Cass., 5 maggio 2000, n. 5625
Cass., Sez. Lav., 19 giugno 2004, n. 11448
Cass., sez. Lav., 29 aprile 2009, n. 9999
Cass., Sez. Lav., 8 maggio 2009, n. 10632
Cass., Sez. Lav., 21 maggio 2009, n. 11834
Cass., Sez. Lav., 5 giugno 2009, n. 13083
Rinnovo del 26 febbraio 2011, CCNL Terziario,
Rocco G., SSN e sanit integrativa, in D&PL, 34/2012
N. Arquilla, Esenzione fiscale a due vie per i contributi
versati alle casse assistenziali in Enti non profit, 6/2011
Il libro verde sul futuro del modello sociale
Rapporto Censis Fondi Sanitari - Regole applicative
dei principi attuariali e Linee guida per le valutazioni
La vita buona nella societ attiva, documento
approvato dal Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2009
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