Source: http://www.avvricci.it/titolo-ii-dibattimento-artt-470-523.html
Timestamp: 2019-12-13 06:26:27+00:00
Document Index: 63586648

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 516', 'art. 507', 'sentenza ', 'art. 517', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ']

Disciplina dell'udienza.
Pubblicità dell'udienza.
Casi in cui si procede a porte chiuse.
Ordine di procedere a porte chiuse.
Assistenza dell'imputato all'udienza.
Allontanamento coattivo dell'imputato.
Reati commessi in udienza.
Durata e prosecuzione del dibattimento.
Questioni incidentali.
Questioni civili o amministrative.
Verbale di udienza.
Contenuto del verbale.
Diritto delle parti in ordine alla documentazione.
Sottoscrizione e trascrizione del verbale.
Costituzione delle parti.
Rinnovazione della citazione. (1)
(1) Articolo abrogato dall'art. 39 della Legge 16 dicembre 1999, n. 479.
[Art. 486.
Impedimento a comparire dell'imputato o del difensore. (1)
1. Quando l'imputato, anche se detenuto, non si presenta alla prima udienza e risulta che l'assenza è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice con ordinanza, anche di ufficio, sospende o rinvia il dibattimento, fissa la data della nuova udienza e dispone che sia rinnovata la citazione a giudizio.
2. Nello stesso modo il giudice provvede quando appare probabile che l'assenza dell'imputato sia dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito o forza maggiore. La probabilità è liberamente valutata dal giudice e non può formare oggetto di discussione successiva né motivo di impugnazione.
3. Quando l'imputato, anche se detenuto, non si presenta alle successive udienze e ricorrono le condizioni previste dal comma 1, il giudice sospende o rinvia anche di ufficio il dibattimento, fissa con ordinanza la data della nuova udienza e ne dispone la notificazione all'imputato.
5. Il giudice provvede a norma del comma 3 anche nel caso di assenza del difensore, quando risulta che la stessa è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento purché prontamente comunicato. Tale disposizione non si applica se l'imputato è assistito da due difensori e l'impedimento riguarda uno dei medesimi ovvero quando il difensore impedito ha designato un sostituto o quando l'imputato chiede che si proceda in assenza del difensore impedito.]
[Art. 487.
Contumacia dell'imputato. (1)
1. Se l'imputato, libero o detenuto, non compare all'udienza e non ricorrono le condizioni indicate negli articoli 485 e 486 commi 1 e 2, il giudice, sentite le parti, ne dichiara la contumacia, salvo che risulti la nullità dell'atto di citazione o della sua notificazione. In tal caso il giudice pronuncia ordinanza con la quale rinvia il dibattimento e dispone la rinnovazione degli atti nulli.
2. L'imputato, quando si procede in sua contumacia, è rappresentato nel dibattimento dal difensore.
3. Se l'imputato compare prima della decisione, il giudice revoca l'ordinanza che ha dichiarato la contumacia. In tal caso l'imputato può rendere le dichiarazioni previste dall'articolo 494 e, se la comparizione avviene prima dell'inizio della discussione finale, può chiedere di essere sottoposto all'esame a norma dell'articolo 503. In ogni caso il dibattimento non può essere sospeso o rinviato a causa della comparizione tardiva.
4. L'ordinanza dichiarativa della contumacia è nulla se al momento della pronuncia vi è la prova che l'assenza dell'imputato è dovuta a mancata conoscenza della citazione a norma dell'articolo 485 comma 1, ovvero ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento.
5. Se la prova indicata nel comma 4 perviene dopo la pronuncia dell'ordinanza prevista dal comma 1, ma prima della decisione, il giudice revoca l'ordinanza medesima e, se l'imputato non è comparso, sospende o rinvia anche di ufficio il dibattimento. Restano comunque validi gli atti compiuti in precedenza, ma se l'imputato ne fa richiesta e dimostra che la prova è pervenuta con ritardo senza sua colpa, il giudice dispone l'assunzione o la rinnovazione degli atti che ritiene rilevanti ai fini della decisione.
6. Quando si procede a carico di più imputati, si applicano le disposizioni dell'articolo 18 comma 1 lettere c) e d).]
[Art. 488.
Assenza e allontanamento volontario dell'imputato. (1)
1. Le disposizioni degli articoli 486 e 487 non si applicano quando l'imputato, anche se impedito, chiede o consente che il dibattimento avvenga in sua assenza o, se detenuto, rifiuta di assistervi. L'imputato in tali casi è rappresentato dal difensore.
3. Le disposizioni del comma 2 si applicano anche quando l'imputato detenuto evade in qualsiasi momento del dibattimento ovvero durante gli intervalli di esso.]
Dichiarazioni del contumace.
Accompagnamento coattivo dell'imputato assente o contumace.
Dichiarazione di apertura del dibattimento.
Richieste di prova.
Dichiarazioni spontanee dell'imputato.
Provvedimenti del giudice in ordine alla prova.
Ordine nell'assunzione delle prove.
Atti preliminari all'esame dei testimoni.
Esame diretto e controesame dei testimoni. (1)
4-ter. Quando si procede per i reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del codice penale, l'esame del minore vittima del reato viene effettuato, su richiesta sua o del suo difensore, mediante l'uso di un vetro specchio unitamente ad un impianto citofonico. (2)
(1) La Corte costituzionale con sentenza 30 luglio 1997, n. 283 ha dichiarato l'illegittimità del presente articolo nella parte in cui non consente, nel caso di testimone maggiorenne infermo di mente, che il presidente, sentite le parti, ove ritenga che l'esame del teste ad opera delle parti possa nuocere alla personalità del teste medesimo, ne conduca direttamente l'esame su domande e contestazioni proposte dalle parti.
(2) La Corte costituzionale con sentenza 29 gennaio 2005, n. 63 ha dichiarato l'illegittimità del presente comma nella parte in cui non prevede che l'esame del maggiorenne infermo di mente vittima del reato sia effettuato, su richiesta sua o del suo difensore, mediante l'uso di un vetro specchio unitamente ad un impianto citofonico.
Regole per l'esame testimoniale.
Contestazioni nell'esame testimoniale.
Esame dei periti e dei consulenti tecnici.
Esame a domicilio di testimoni, periti e consulenti tecnici.
Esame delle parti private.
Opposizioni nel corso dell'esame dei testimoni.
Facoltà degli enti e delle associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato.
Poteri del presidente in ordine all'esame dei testimoni e delle parti private.
Ammissione di nuove prove.
Provvedimenti conseguenti all'ammissione della perizia nel dibattimento.
Sospensione del dibattimento per esigenze istruttorie.
Verbale di assunzione dei mezzi di prova.
Letture consentite.
Art. 511-bis.
Lettura di verbali di prove di altri procedimenti.
Lettura di atti per sopravvenuta impossibilità di ripetizione.
Art. 512-bis.
Lettura di dichiarazioni rese da persona residente all'estero.
Lettura delle dichiarazioni rese dall'imputato nel corso delle indagini preliminari o nell'udienza preliminare.
Letture vietate.
Allegazione di atti al fascicolo per il dibattimento.
Capo IV - Nuove contestazioni
Modifica della imputazione.
(1) La Corte Costituzionale con sentenza 30 giugno 1994, n. 265 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non prevedono la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale relativamente al fatto diverso o al reato concorrente contestato in dibattimento quando la nuova contestazione concerne un fatto che già risultava dagli atti di indagine al momento dell'esercizio dell'azione penale ovvero quando l'imputato ha tempestivamente e ritualmente proposto la richiesta di applicazione di pena in ordine alle originarie imputazioni.
La Corte costituzionale con sentenza 29 dicembre 1995, n. 530 ha inoltre dichiarato l'illegittimità del presente articolo nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di proporre domanda di oblazione ai sensi degli artt. 162 e 162-bis del codice penale relativamente al fatto diverso contestato in dibattimento.
Reato concorrente e circostanze aggravanti risultanti dal dibattimento. (1)
La stessa Corte, con sentenza 29 dicembre 1995, n. 530 ha inoltre dichiarato l'illegittimità del presente articolo nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di proporre domanda di oblazione ai sensi degli artt. 162 e 162-bis del codice penale relativamente al reato contestato in dibattimento.
Fatto nuovo risultante dal dibattimento.
Diritti delle parti.
2. Se l'imputato ne fa richiesta, il presidente sospende il dibattimento per un tempo non inferiore al termine per comparire previsto dall'articolo 429, ma comunque non superiore a quaranta giorni. In ogni caso l'imputato può chiedere l'ammissione di nuove prove a norma dell'articolo 507. (1)
(1) La Corte Costituzionale con sentenza 3 giugno 1992, n. 241 ha dichiarato l'illegittimità del presente comma nella parte in cui nei casi previsti dall'art. 516 c.p.p. non consente al pubblico ministero e alle parti private diverse dall'imputato di chiedere l'ammissione di nuove prove e nell'inciso "a norma dell'art. 507".
La Corte costituzionale con sentenza 20 febbraio 1995, n. 50 ha inoltre dichiarato l'illegittimità del presente comma nella parte in cui in caso di nuova contestazione effettuata a norma dell'art. 517 c.p.p. non consente al pubblico ministero e alle parti private diverse dall'imputato di chiedere l'ammissione di nuove prove.
Nuove contestazioni all'imputato contumace o assente.
Correlazione tra l'imputazione contestata e la sentenza.
1. Nella sentenza il giudice può dare al fatto una definizione giuridica diversa da quella enunciata nell'imputazione, purché il reato non ecceda la sua competenza né risulti attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anziché monocratica. (1)
(1) Il presente periodo è stato soppresso dall'art. 2-undecies, D.L. 7 aprile 2000, n. 82.
Art. 521-bis.
Modifiche della composizione del giudice a seguito di nuove contestazioni.
Nullità della sentenza per difetto di contestazione.
Svolgimento della discussione.
Chiusura del dibattimento.