Source: http://www.normativaitaliana.it/nazionale/O%2025-02-2005%20n.3405.asp
Timestamp: 2018-03-21 11:14:13+00:00
Document Index: 103229640

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 1']

O 25-02-2005 n.3405 - Normativa Nazionale
O. 25/02/2005 n. 3405
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 25 febbraio 2005 n. 3405
- Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 18 novembre 2004, con il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza in ordine alle intense e prolungate precipitazioni meteoriche verificatesi nei giorni 31 ottobre e 1° novembre 2004 nel territorio della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia;
- Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 4 settembre 2003, con il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza in ordine ai gravi eventi alluvionali verificatisi il 29 agosto 2003 nel territorio della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia;
-Visto l'art. 20-bis del decreto-legge del 24 dicembre 2003, n. 355, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47, recante: «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative», con il quale, lo stato d'emergenza relativo agli eventi alluvionali che hanno colpito il Friuli-Venezia Giulia, è stato prorogato fino al 30 giugno 2005;
-Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 11 settembre 2003, n. 3309, recante «Primi interventi urgenti diretti a fronteggiare i danni conseguenti ai gravi eventi alluvionali verificatisi il 29 agosto 2003 nel territorio della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia;
- Visto l'art. 9 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27 novembre 2003, n. 3328, recante «Disposizioni urgenti di protezione civile»;
- Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 20 febbraio 2004, n. 3339, recante «Ulteriori disposizioni di protezione civile dirette a fronteggiare i danni conseguenti ai gravi eventi alluvionali verificatisi il giorno 29 agosto 2003 nel territorio della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia»;
- Considerato che, a seguito dei predetti fenomeni atmosferici, si sono verificati diffusi fenomeni di dissesto dei versanti, dissesti idraulici ed esondazioni dei corsi d'acqua, nonchè violente mareggiate che hanno eroso la linea di costa, provocando conseguentemente notevoli danni ad edifici pubblici e privati, alla viabilità ed alle infrastrutture pubbliche;
- Ravvisata la necessità di disporre l'attuazione degli interventi urgenti finalizzati a fronteggiare l'emergenza nei territori alluvionati, consentendo la ripresa delle normali condizioni di vita delle popolazioni ed il riavvio delle attività produttive, nonchè la messa in sicurezza dei territori e delle strutture interessati dall'evento in questione;
- Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 ottobre 2004, recante «Indirizzi in materia di protezione civile in relazione all'attività contrattuale riguardante gli appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture di rilievo comunitario»;
- D'intesa con la regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, e di cui alla nota in data 17 febbraio 2005;
1. L'assessore alla protezione civile della regione autonoma Friuli- Venezia Giulia Gianfranco Moretton è nominato commissario delegato per il superamento dell'emergenza derivante dagli eventi di cui in premessa.
2. Il commissario delegato previa individuazione dei comuni danneggiati dagli eventi calamitosi del 31 ottobre e 1° novembre 2004, provvede all'accertamento dei danni, a rimuovere le situazioni di pericolo, nonchè all'adozione di tutte le necessarie ed urgenti iniziative volte a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 novembre 2004.
3. Il commissario delegato provvede in particolare:
a) al ripristino ed alla messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture pubbliche danneggiate, nonchè alla realizzazione di adeguati interventi ed opere di prevenzione dei rischi connessi ai dissesti idrogeologici; gli interventi di cui al presente comma sono dichiarati indifferibili, urgenti e di pubblica utilità;
b) all'erogazione di contributi per il ristoro dei danni ai beni immobili, ai beni mobili ed ai beni mobili registrati, finalizzati a garantire la ripresa delle attività produttive ed il ritorno alle normali condizioni di vita delle popolazioni interessate dai predetti eventi calamitosi, secondo modalità attuative fissate con provvedimento del commissario delegato, sulla base di quanto disposto dal successivo
art. 3, e nel rispetto di criteri di rigorosa perequazione previamente fissati, e dei principi generali della normativa comunitaria.
4. Il commissario delegato, nei limiti delle somme assegnate, predispone, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, un piano di interventi straordinari per le finalità di cui al comma 3, lettera
a), ed un piano relativo alle modalità attuative per l'erogazione dei contributi per le finalità di cui al comma 3, lettera b).
5. Gli interventi di cui ai commi 2 e 3 sono realizzati anche avvalendosi, in qualità di soggetti attuatori, dei sindaci dei comuni e degli enti locali interessati dai predetti eventi alluvionali, i quali agiscono, per quanto concerne l'attività di gestione, sulla base di specifiche direttive impartite dal medesimo commissario delegato.
6. Il commissario delegato, per gli adempimenti conseguenti alla presente ordinanza, può avvalersi delle strutture regionali, della collaborazione degli enti territoriali e non territoriali e delle amministrazioni periferiche dello Stato, nonchè di uno o più soggetti attuatori cui affidare specifici settori di intervento, ulteriori rispetto a quanto previsto dal precedente comma 5.
1. Per la realizzazione degli interventi straordinari compresi nel piano di cui all'art. 1, comma 4, il commissario delegato provvede, anche avvalendosi dei soggetti attuatori, per gli interventi di rispettiva competenza, all'approvazione dei progetti, ricorrendo, ove necessario, alla conferenza dei servizi, convocata dallo stesso commissario.
2. La conferenza dei servizi di cui al comma 1 delibera a maggioranza. Qualora alla conferenza di servizi il rappresentante di un'amministrazione invitata sia risultato assente, o, comunque, non dotato di adeguato potere di rappresentanza, la conferenza delibera prescindendo dalla sua presenza, e dall'adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti. Il dissenso manifestato in sede di conferenza di servizi deve essere motivato e recare, a pena di inammissibilità, le specifiche indicazioni progettuali necessarie al fine dell'assenso. In caso di motivato dissenso espresso da un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggisticoterritoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute dei cittadini, la determinazione è subordinata, in deroga all'art. 14quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, all'assenso del Ministro competente, che si esprime entro sette giorni dalla richiesta.
4. Qualora la realizzazione degli interventi comporti la necessità di varianti urbanistiche, i tempi previsti dalla normativa vigente per la presentazione delle opposizioni ed osservazioni sono ridotti a dieci giorni. Dell'avvenuta adozione della variante è data comunicazione agli interessati a cura del comune.
5. Per le occupazioni d'urgenza e per le eventuali espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione delle opere e degli interventi di cui alla presente ordinanza, il commissario delegato, o i soggetti attuatori, provvedono, una volta emesso il decreto di occupazione d'urgenza e prescindendo da ogni altro adempimento, alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli.
6. Negli ambiti territoriali in cui siano già in corso interventi connessi alle precedenti emergenze, e di cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 novembre 2000, 15 dicembre 2000, 14 giugno 2002 e 29 novembre 2002, o comunque funzionalmente correlati a quelli di cui alla presente ordinanza, per il perseguimento della finalità di messa in sicurezza del territorio, il commissario delegato può procedere all'unificazione complessiva delle attività, per la cui attuazione coordinata sono autorizzate, ove necessario, le deroghe alla normativa indicata all'art. 5, all'uopo utilizzando le risorse finanziarie disponibili.
1. I contributi di cui all'art. 1, comma 3, lettera b), sono finalizzati al ripristino dei beni distrutti o danneggiati e sono concessi, sulla base delle risorse disponibili:
a) ai proprietari, aventi tale titolo al momento dell'evento, di beni immobili destinati a propria abitazione principale, danneggiati dagli eventi alluvionali di cui alla presente ordinanza;il contributo a fondo perduto può raggiungere il limite massimo del 75% dei danni subiti, accertati con le modalità di cui al successivo comma 5, e comunque fino ad un massimo complessivo di Euro 100.000,00 per ciascuna unità immobiliare danneggiata comprese le relative pertinenze catastali; qualora l'immobile non sia destinato ad abitazione principale o sia destinato ad uso non abitativo, il limite massimo erogabile è pari al 75% dei danni subiti, fino ad un massimo complessivo di Euro 50.000,00 per ciascuna unità immobiliare danneggiata comprese le relative pertinenze catastali; il contributo può altresì essere erogato ai conduttori di immobili locati, previa autorizzazione da parte del proprietario, entro il limite massimo del 75% dei danni subiti, fino ad un massimo comples sivo di Euro 50.000,00, per ciascuna unità immobiliare danneggiata comprese le relative pertinenze catastali;
b) ai proprietari di beni mobili, danneggiati, in conseguenza degli eventi alluvionali di cui trattasi, fino ad un massimo complessivo di Euro 30.000,00 per l'intero complesso dei beni contenuti nell'unità immobiliare, sulla base delle spese documentate per il ripristino o il riacquisto; qualora risultino colpiti solo alcuni locali dell'unità immobiliare, e conseguentemente i beni in essi contenuti, il suddetto contributo massimo è ridotto proporzionalmente;
c) ai proprietari, aventi tale titolo al momento dell'evento, anche non residenti nei comuni colpiti dall'alluvione, di beni mobili registrati danneggiati, fino ad un limite del 90% del valore del danno accertato con le modalità di cui al successivo comma 5 entro l'importo massimo di Euro 15.000,00, sulla base delle spese documentate per la riparazione. In caso di bene non riparabile, il contributo è concesso, fino ad un limite del 90% del valore del danno accertato, entro l'importo massimo di Euro 15.000,00, sulla base delle spese documentate per il riacquisto. In tal caso, per la determinazione del danno, il valore del bene non riparabile è quello dallo stesso posseduto al momento dell'evento, desunto dai listini correnti;
d) alle imprese industriali, commerciali, artigianali, agricole, agroindustriali, agrituristiche, zootecniche, ittiche, di trasporto, professionali, di servizi, turistiche ed alberghiere, nonchè alle società sportive e associazioni, proprietarie di beni immobili e mobili, ivi comprese le scorte, danneggiati dagli eventi alluvionali di cui trattasi, il contributo a fondo perduto può raggiungere il limite massimo del 70% dei danni subiti, accertati con le modalità di cui al successivo comma 5, e comunque fino ad un massimo complessivo di Euro 500.000,00 per ogni unità produttiva danneggiata; il contributo di cui alla presente lettera può essere erogato altresì al proprietario dell'immobile locato ai soggetti di cui alla presente lettera d) per uso non abitativo, nonchè all'impresa conduttrice, previa autorizzazione dei proprietari.