Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/minint_10_09_2002.htm
Timestamp: 2019-09-17 12:38:27+00:00
Document Index: 26361722

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 33', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 4']

Ministero dell'Interno: Circolare del 10/09/2002
n. 300.C/2002/1978/P/12.222.7/1^Div.
e, p.c.: Ai Sig. Prefetti della Repubblica Loro Sedi
OGGETTO: Decreto-Legge n. 195 del 9 settembre 2002. Legalizzazione del lavoro irregolare di cittadini extracomunitari.
Di seguito alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 settembre scorso, è stato emanato il decreto legge n. 195 del 9 settembre 2002 che, in attuazione degli impegni assunti dal Governo in Parlamento l'11.7.2002, prevede la possibilità di legalizzare, a condizioni analoghe a quelle previste per la regolarizzazione di cui all'art. 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189 "Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo", gli extracomunitari che nei tre mesi antecedenti l'entrata in vigore del decreto, abbiano prestato lavoro subordinato.
Il provvedimento, che entra in vigore contestualmente alla richiamata legge, prevede regole precise che, limitatamente ai profili di interesse, qui di seguito si evidenziano.
In particolare, fermo restando l'impianto procedurale per il quale si rinvia alle indicazioni operative fornite con circolare n. 300/C/2002/1704/P/12.222.7/3^ Div. del 27 luglio scorso, risulta limitato il termine per la presentazione della dichiarazione di legalizzazione (trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto legge), mentre è ampliato il termine (sessanta giorni dalla ricezione tramite il Centro Servizi delle Poste) entro il quale le Prefetture procederanno alle verifiche della ricevibilità e dell'ammissibilità della domanda.
Analogamente a quanto previsto dall'art. 33, comma 4, della legge 189/2002, l'art. 1, comma 4, demanda alle Questure l'accertamento di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno della durata di un anno, rinnovabile alle condizioni previste nel comma 5, ultima parte, del medesimo articolo.
In ordine a siffatto accertamento, nel richiamare le linee guida già tracciate nella predetta circolare del 27 luglio scorso, si rammenta che non deve precedersi al rilascio del nulla osta qualora nei confronti del lavoratore straniero si rilevino le condizioni previste dall'art. l, comma 8, del decreto legge in argomento.
In particolare, si richiama l'attenzione delle SS.LL. sulla disposizione contenuta nella lettera a) del richiamato comma che esclude dalla regolarizzazione gli extracomunitari nei cui confronti sia stato emesso un provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno ovvero un provvedimento restrittivo della libertà personale.
Al riguardo, si invitano le SB.LL., nel comunicare alle Prefetture il parere di competenza di specificare i motivi che hanno dato luogo alla determinazione negativa. Nell'ipotesi in cui lo straniero regolarizzando risulti destinatario di un provvedimento di espulsione per mancato rinnovo del permesso di soggiorno - circostanza non ostativa tanto ai sensi dell'art. l, co. 8, letto c) del D.L. in argomento quanto ai sensi dell'art. 33, co. 7, letto a) della legge 189/2002 - il rilascio del titolo di soggiorno di durata annuale rinnovabile comporta, per espressa previsione normativa (art. 2, co. 2, del D.L. 9 settembre 2002) la contemporanea revoca del provvedimento espulsivo; sarà cura delle SS.LL provvedere alla cancellazione al C.E.D. contestualmente alla stampa del permesso di soggiorno.
Similmente al disposto del più volte richiamato art. 33, anche il decreto legge prevede la non punibilità dei datori di lavoro che abbiano presentato la dichiarazione di emersione per le pregresse violazioni delle norme relative al soggiorno, al lavoro, nonché per quelle di carattere finanziario.
Viene, tuttavia, specificato che le cause di non punibilità non si applicano a coloro che abbiano presentato una dichiarazione di emersione contenente dati non rispondenti al vero, al fine di procurare il permesso di soggiorno allo straniero.
L'art. 2 - Disposizioni transitorie e finali - al comma 1, dispone la sospensione, fino alla conclusione della procedura, dei provvedimenti di allontanamento dei lavoratori extracomunitari in cui favore sia stata avviata la regolarizzazione, salvo che risultino pericolosi per la sicurezza dello Stato.
La condizione in argomento è accertabile, su strada, mediante l'esibizione della ricevuta della raccomandata della domanda di emersione o legalizzazione che riporta anche il nominativo del lavoratore extracomunitario.
Il comma 3 reca una deroga alle disposizioni relative all'assunzione dei rilievi fotodattiloscopici agli stranieri (art. 5, comma 2 bis, del D.L. vo 25 luglio 1998, n. 286) stabilendo che tale adempimento, con riferimento alla procedura di regolarizzazione, potrà essere espletato entro un anno dalla data di rilascio del permesso di soggiorno e, comunque, in sede di rinnovo dello stesso.
Entrambe le previsioni sono estese, per chiari motivi di uniformità, anche alla legalizzazione del lavoro irregolare degli extracomunitari addetti al lavoro domestico o all'assistenza familiare.
La norma in questione reca, inoltre, specifiche disposizioni che, superando la fase emergenziale della regolarizzazione, vanno ad incidere sull'assetto normativo delineato nel D.L. vo 286/98 e successive modifiche. A tale proposito si richiamano, per quanto di interesse, i commi 5 e 6 dell'art. 2 secondo cui non sono soggetti a rilievi fotodattiloscopici - per i quali si applica in ogni caso la disciplina in materia di tutela delle persone rispetto al trattamento dei dati personali contenuta nell'art. 4, comma 1, lett a) della legge 675/96 - gli stranieri che richiedono il permesso di soggiorno per visita, affari, turismo o altro motivo comunque diverso da quelli previsti dalle lettere "b", "c" e "d" dello stesso articolo di durata non superiore a tre mesi, ovvero per cure mediche.
Nel confidare nella consueta collaborazione delle SS.LL, si sottolinea la necessità di operare in stretto raccordo con le Prefetture al fine di curare un'esatta pianificazione temporale degli adempimenti.