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Timestamp: 2017-09-24 08:37:10+00:00
Document Index: 106619560

Matched Legal Cases: ['art. 1023', 'art. 1022', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'sentenza ']

Morte o abbandono di uno dei due locatari | propit.it - Forum per la Casa
Morte o abbandono di uno dei due locatari
Discussione in 'Locazione, Affitto e Sfratto' iniziata da MOLLO GIOVANNI, 11 Marzo 2015.
Gentili esperti,ho in atto due contratti di affitto agevolati con cedolare secca.La sfortuna mi mette davanti a due situazioni impreviste.Per il primo contratto con due locatari.uno di essi decede rimanendo nell'alloggio il secondo-nella fattispecie la moglie.Per il secondo contratto i due locatari sono fratello e sorella,il fratello lascia l'alloggio poichè si sposa e vuole fare casa propria. Premesso che i locatari che restano conduttori non possono,ovviamente, dare le dtesse garanzie di prima quando tutti lavoravano.: comunque continuando il rapporto,quali sono le formalita'da ottemperare con l'Agenzia delle Entrate,tenendo conto che sono in cedolare secca? ringrazio anticipatamente per eventuali cortesi risposte.
MOLLO GIOVANNI, 11 Marzo 2015
Primo contratto: secondo me è ininfluente che la moglie superstite sia formalmente anche cointestataria del contratto. Il coniuge, (non il convivente more uxorio) , subentra di fatto sempre nel contratto relativo all'abitazione familiare. E ti dovrà corrispondere il canone regolarmente: i rapporti con la Agenzia delle Entrate riguardano essenzialmente il locatore, cioè il percettore dei redditi. Quindi non cambia nulla e non devi comunicare nulla.
Secondo contratto: nel secondo caso non sussistono obblighi legati alla parentela. Quindi le conseguenze dipendono da cosa è stabilito nel contratto. In sostanza uno dei due conduttori ti avrebbe dovuto mandare disdetta: se non è specificato diversamente sul contratto, in mancanza di liberatoria da parte tua, potrebbe rimanere coobligato con la sorella se questa non riuscisse a far fronte al canone totale, che resterebbe immutato, salvo patti in proposito preventivamente concordati.
Idem come sopra per ciò che riguarda la Agenzia delle Entrate.
SE nei due casi gli inquilini decidessero di darti disdetta totale, dovrai comunicare la risoluzione del contratto mediante modulo RLI (0€ d imposta essendo in CS)
Il coniuge, (non il convivente more uxorio) , subentra di fatto sempre nel contratto relativo all'abitazione familiare.
No. Anche il convivente more uxorio è tra i successibili nella titolarità del contratto di locazione, in caso di morte del conduttore.
Ho qualche dubbio...: ho dovuto informarmi di recente, sembra non sia una situazione automatica. Non essendo sullo stato di famiglia, se il locatore non ha dato il consenso, il convivente rimane nel possesso dell'immobile senza titolo valido.
Diverso, se mi dici che non sarà comunque facile ottenere rapidamente il rilascio.
Non essendo sullo stato di famiglia, se il locatore non ha dato il consenso, il convivente rimane...
Se è "convivente", è (dovrebbe essere) nella stessa famiglia anagrafica del conduttore deceduto.
Di questo sono certo che la risposta dell'ufficio di stato civile del mio Comune è stata negativa: e mi pare coerente con l'attuale legislazione che non riconosce unioni di fatto.
Sullo stato di famiglia vengono caricati solo i familiari legalmente riconosciuti.
Di striscio questa problematica mi era emersa anche per via del fatto che il precedente inquilino, sfrattato, non aveva comunicato la variazione di residenza, per cui risultava anche successivamente residente nell'alloggo.
A specifica richiesta, mi era stato risposto che qualora avessi locato ad altra famiglia, avrebbero conservato la medesima residenza ma con due stati di famiglia distinti.
Risposta a quale quesito? La tenuta dell'anagrafe della popolazione residente è compito dell'Ufficiale di anagrafe. Non dell'Ufficiale dello stato civile.
Falso. Lo stato di famiglia riporta le persone che fanno parte della famiglia anagrafica. Cioè le persone coabitanti legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi.
il precedente inquilino, sfrattato, non aveva comunicato la variazione di residenza, per cui risultava anche successivamente residente nell'alloggo.
Se non era nota la sua attuale residenza, l'Ufficiale di anagrafe doveva cominciare il procedimento per accertarne l'irreperibilità e quindi, una volta accertata, cancellarlo dall'anagrafe.
Bene: sicuramente non mi sono espresso bene, nel senso che non conoscevo la distinzione formale tra le competenze dello ufficiale di stato civile e l'ufficiale di anagrafe.
Altrettanto chiaro che la risposta avuta è (dovrebbe) essere coerente con la domanda fatta: e qui poteri aver formulato male la domanda....
Non dubito delle tue risposte: ho avuto modo di leggere che hai una particolare cognizione dell'ambito anagrafico ecc.
Mi dovresti allora spiegare cosa si intenda esattamente per :
- famiglia anagrafica
e la differenza fra la famiglia comunemente conosciuta e la famiglia anagrafica , allargata alle persone da te citate e aggiunte.
Circa la composizione dell'ambito della famiglia, conoscevo solo l'art. 1023, che reputavo specifico solo in relazione ed applicazione dell'art. 1022.
Infatti: la sua residenza nota era quella ante sfratto. Non era (ancora) nota la sua irreperibilità, nonostante lo sfratto fsse divenuto esecutivo diversi mesi addietro.
A fronte della mia segnalazione, l'ufficiale d'anagrafe (o soldato semplice? Non so) ha attivato il procedimento per la cancellazione, facendomi rilasciare una dichiarazione che l'interessato risulta aver abbandonato l'alloggio .
nel senso che non conoscevo la distinzione formale tra le competenze dello ufficiale di stato civile e l'ufficiale di anagrafe.
Non ho ancora compreso quale sia stata la tua domanda (a chiunque l'avessi fatta) e alla quale avevi avuto una risposta negativa.
L'avevo già fatto. Lo stato di famiglia è l'elenco delle persone che fanno parte della famiglia anagrafica.
La definizione di famiglia anagrafica è contenuta nell'art. 4, comma 1 del D.P.R. n. 223/1989:
"Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune."
Infatti quegli articoli sono inseriti nel Capo II, rubricato "Dell'uso e dell'abitazione", del Titolo V del Libro III del codice civile.
Se lo stato di famiglia è l'elenco delle persone che compongono la famiglia anagrafica, la risposta che mi è stata data è negativa, ma adesso me lo spiego:
Mia domanda: Se tizio non si cancella dal mio indirizzo, il nuovo inquilino vedrebeb fuso il suo stato di famiglia con il preceente inquilino?
Risposta: NO (ma adesso mi è chiaro, ---> per mancanza di vincoli affettivi)
Se non ricordo male, io ho associato in precedenza questa risposta alla questione della suscettibilità a succedere nel contratto della convivente. Probabilmente ho quindi sbagliato.
Qui effettivamente la polizia locale cui mi ero rivolto per conoscere quali fossero i miei obblighi in merito alla cessione fabbricato, (la convivente è subentrata successivamente, ed ha espresso l'esigenza di ottenere la residenza), aveva risposto che il mio inquilino era quello tenuto a presentare la cessione di fabbricato, avendone il possesso in base al contratto registrato, ed essendo la registrazione sostitutiva solo per le persone facenti parte dello stato di famiglia del conduttore: la convivente ne era esclusa. Aggiungendo però anche che in caso di separazione la convivente avrebbe potuto continuare a rimanere nell'alloggio, ecc. ecc.
Capisco che si apre un quadro ancora diverso, con diversi risvolti: riassumendo, in che modo si legano questi comportamenti apparentemente non sempre chiaramente coerenti?
Risposta: NO (ma adesso mi è chiaro, per mancanza di vincoli affettivi)
Mi spiego però meno l'altra risposta, circa la concessione della residenza alla convivente: non è automatica. Ma a seguito di atto di notorietà da parte di chi ha il possesso legittimo dell'immobile. Cosa che non avviene per il coniuge e per i figli.
E viene anche richiesta al proprietario una sorta di dichiarazione, in cui ho evitato di scrivere "l'assenso" ma solo di essere a conoscenza della presenza e della domanda di residenza. MI sembrava di aver capito e letto da qualche parte qui o su immobilio, che nel caso cessasse il rapporto di convivenza, il soggetto non titolare del contratto sarebbe rimasto nell'alloggio senza titolo valido, e potrebbe essere chiesta la cessazione del rapporto locatizio in base alla clausola risolutiva espressa.
Secondo te invece cosa succederebbe in questa eventualità?
la concessione della residenza alla convivente: non è automatica
L'iscrizione in anagrafe è conseguenza (obbligatoria) del fatto di dimorare abitualmente (avere la residenza) in un dato luogo. Tuttavia, l'art. 5, comma 1 del D.L. n. 47/2014, prevede che:
Norma scritta "coi piedi", poiché la residenza è una mera situazione di fatto, e pertanto non si "chiede". Esiste l'obbligo giuridico di dichiarare tale situazione di fatto all'Ufficiale di anagrafe, per ottenere l'iscrizione anagrafica.
Sarà scritta coi piedi: ma occorre appunto dimostrare che si dimora abitualmente in un dato posto. Ed alcune regioni pongono anche un arco di tempo minimo, ad es la Val d'Aosta. Di fatto si traduce volgarmente in una "domanda" che può essere rifiutata se non si dimostra di avere certi requisiti.
Ma la mia domanda non verteva specificatamente il tema della residenza, ma il diritto del convivente, cessata la convivenza, a proseguire in proprio la locazione intestata solo al partner, senza il beneplacito del locatore
occorre appunto dimostrare che si dimora abitualmente in un dato posto.
Beh, certamente è così. Ma oltre ad avere l'effettiva dimora abituale in una data abitazione, bisogna "averne titolo" per poter ottenere l'iscrizione anagrafica.
alcune regioni pongono anche un arco di tempo minimo, ad es la Val d'Aosta
Stai confondendo il diritto a ottenere l'iscrizione anagrafica (che non è subordinato a un tempo minimo di permanenza nell'abitazione in cui si stabilisce la residenza), con l'esercizio del diritto di voto per le elezioni in quella regione.
Ai sensi del D. Lgs. n. 320/1994 (art. 5 e segg.), come modificato dal D. Lgs. n. 141/2007, nei comuni della Repubblica è istituita la lista elettorale aggiunta dei cittadini che hanno trasferito la residenza nel territorio della regione Valle d’Aosta.
Sono infatti elettori del Consiglio regionale della Valle d’Aosta i cittadini che alla data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali, risiedono in Valle d’Aosta ininterrottamente da un anno. I cittadini che trasferiscono la residenza nella regione Valle d’Aosta, cancellati dalle liste elettorali del comune di emigrazione, restano iscritti nella lista elettorale aggiunta del comune di emigrazione fino al compimento del periodo residenziale previsto (un anno). Gli elettori iscritti nella lista aggiunta hanno diritto di esercitare il voto per le elezioni del consiglio regionale o provinciale che si dovessero svolgere nel comune in cui sono iscritti nella lista aggiunta. I cittadini iscritti nella lista aggiunta ne vengono cancellati quando hanno maturato nell’ambito della regione Val d’Aosta il prescritto periodo residenziale, oppure quando, prima di averlo maturato, hanno ulteriormente trasferito la residenza dal territorio regionale in un qualsiasi altro comune della Repubblica.
il diritto del convivente, cessata la convivenza, a proseguire in proprio la locazione intestata solo al partner, senza il beneplacito del locatore
Esiste tale diritto, a condizione che i conviventi more uxorio abbiano avuto figli. La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 404/1988, ha dichiarato "la illegittimità costituzionale dell'art. 6 della legge 27 luglio 1978, n. 392, nella parte in cui non prevede la successione nel contratto di locazione al conduttore che abbia cessato la convivenza, a favore del già convivente quando vi sia prole (naturale)".
Nota: ho messo "naturale" tra parentesi, perché se quella sentenza fosse emessa oggi, quella parola non sarebbe stata usata.
Ammetto che hai usato il condizionale potenziale, ma vedo che adesso confermi i miei dubbi con la ulteriore specificazione:
a favore del già convivente quando vi sia prole naturale"
Mi scuso se mi sono intromesso ed ho allargato il tema della discussione, ma adesso, almeno io ho una rappresentazione più chara dei termini del problema.
Grazie anche a te. Questo è un forum di discussione. Quindi un mezzo per confrontare idee, che portano (quasi sempre) a un reciproco arricchimento.
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