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Timestamp: 2018-06-21 14:20:59+00:00
Document Index: 28792056

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 24', 'art. 20', 'art. 32', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 14', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 11']

Art. 40 sexies - Analisi e valutazione permanente dei procedimenti
Testo vigente dal 6 aprile 2018
2. In relazione a quanto disposto dall'articolo 59 della legge regionale 22 dicembre 2004, n. 7 (Riforma dell'ordinamento delle autonomie locali), le disposizioni di questa legge si applicano altresì all'attività amministrativa degli enti locali e dei soggetti che gestiscono direttamente o in concessione servizi pubblici locali, intendendosi sostituiti agli organi e alle strutture provinciali quelli competenti secondo i rispettivi ordinamenti. Con proprio regolamento gli enti locali stabiliscono le norme organizzative e attuative della presente legge nel rispetto dei principi previsti dalla stessa e degli atti di indirizzo e coordinamento di cui al comma 2 bis.
2 bis. Per garantire l'applicazione uniforme degli strumenti di semplificazione e accelerazione dell'attività amministrativa previsti da questa legge la Provincia adotta specifici atti di indirizzo e coordinamento, garantendo il coinvolgimento del Consiglio delle autonomie locali. Con tali atti la Provincia definisce, altresì, le modalità organizzative della conferenza di servizi anche convocata su iniziativa degli enti locali.
2 ter. Gli enti locali adottano il regolamento di cui al comma 2 entro sei mesi dalla data di entrata in vigore di questo comma.
Articolo già sostituito dall'art. 14 della l.p. 8 settembre 1997, n. 13, così sostituito dall'art. 1 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, modificato dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27 e dall'art. 1 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.
3. Se nel procedimento deve intervenire un atto di assenso di un'altra struttura o amministrazione, comprese quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità, il termine resta sospeso e ricomincia a decorrere dalla comunicazione dell'atto. Della sospensione è data comunicazione all'interessato. La mancata comunicazione dell'atto di assenso entro il termine a disposizione della struttura o dell'amministrazione coinvolta equivale ad assenso senza condizioni, fatti salvi i casi in cui disposizioni del diritto dell'Unione europea richiedono l'adozione di provvedimenti espressi. Se nel procedimento devono intervenire più atti di altre strutture o amministrazioni si applicano le disposizioni sulla conferenza di servizi di cui all'articolo 16, comma 2.
5. Se l'istante deve regolarizzare o integrare la domanda o la documentazione presentata o presentare documentazione mancante per consentire il perfezionamento dell'atto, il termine è sospeso, per una sola volta, dalla data di richiesta di regolarizzazione o di integrazione inviata dall'amministrazione all'istante fino alla data di ricevimento della documentazione richiesta e comunque non oltre il termine di trenta giorni da tale richiesta. In casi di particolare complessità delle integrazioni richieste, il termine può essere aumentato fino ad un massimo di sessanta giorni. In caso di mancata regolarizzazione entro il termine a tale scopo assegnato, l'amministrazione, previa diffida e fissazione di un ulteriore termine, definisce il procedimento sulla base della documentazione agli atti.
6. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 9, comma 5, all'istante non possono essere richiesti ulteriori informazioni o documenti oltre a quelli definiti ai sensi del medesimo articolo 9, se non con atto motivato disposto comunque per una sola volta, che determina la sospensione del termine di conclusione del procedimento, da comunicare all'interessato.
7 ter. Nei provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza di parte sono espressamente indicati il termine massimo stabilito ai sensi di quest'articolo e quello effettivamente impiegato per concludere il procedimento nonché le ragioni del ritardo.
9. Il piano provinciale per la prevenzione della corruzione stabilisce le modalità per il monitoraggio dei tempi effettivi di conclusione dei procedimenti nonché per la relativa pubblicazione sul sito istituzionale, anche a fini di trasparenza. Il dirigente della struttura competente in materia di procedimento amministrativo entro il 30 gennaio di ogni anno comunica ai dirigenti generali competenti per materia e alla Giunta provinciale i procedimenti suddivisi per tipologia e le strutture amministrative competenti per i quali non è stato rispettato il termine di conclusione.
9 bis. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore di questo comma la Provincia assicura la riduzione media del 30 per cento dei termini massimi dei procedimenti amministrativi.
Articolo già modificato dall'art. 1 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1, così sostituito dall'art. 3 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, modificato dall'art. 24 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, dall'art. 2 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4, dall'art. 3 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25 e dall'art. 2 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.
1. Ove non sia già direttamente stabilito per legge o per regolamento, l'amministrazione individua, per ciascun tipo di procedimento, la struttura competente in via principale dell'istruttoria, di ogni altro adempimento procedimentale, nonché dell'adozione del provvedimento finale, sulla base degli atti organizzativi di definizione delle competenze.
1 bis. Nel sito istituzionale della Provincia è pubblicato l'elenco dei procedimenti amministrativi di competenza della Provincia con indicazione dei relativi termini di conclusione, della struttura competente in via principale dell'istruttoria e dell'adozione del provvedimento finale.
Articolo così modificato dall'art. 5 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25 e dall'art. 3 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.
2 ter. Le revoche o le decadenze, comunque denominate, per mancato rispetto dei termini di rendicontazione possono essere dichiarate solo se la scadenza dell'ultimo termine fissato o prorogato ai sensi delle normative di settore sia stata preventivamente comunicata ai destinatari con un preavviso di almeno trenta giorni e con idonee modalità, anche informatiche; in mancanza del preavviso è assegnato un congruo termine per lo svolgimento della rendicontazione, la cui comunicazione ai soggetti interessati funge anche da preavviso ai sensi di questo comma. Prima della scadenza del termine di preavviso gli interessati, per motivi straordinari, possono chiedere alla Provincia l'assegnazione di un termine ulteriore rispetto a quelli previsti dalle normative di settore per completare la rendicontazione. Le modalità di esecuzione di questo comma, compresa la specificazione di quest'ultimo termine ulteriore - comunque non superiore a centottanta giorni - possono essere definite con deliberazione della Giunta provinciale. Questa disposizione si applica solo con riferimento ai termini non scaduti alla sua data di entrata in vigore.
Articolo così sostituito dall'art. 15 della l.p. 27 agosto 1999, n. 3, modificato dall'art. 3 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19 e dall'art. 4 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.
5. In caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti previsti dal comma 1 l'amministrazione competente, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi da essa prodotti. Se è possibile conformare l'attività intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente l'amministrazione competente, con atto motivato, invita il privato a provvedere prescrivendo le misure necessarie, con la fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni per l'adozione di queste ultime. Decorso il termine, se queste misure non sono adottate, l'attività s'intende vietata. Con lo stesso atto motivato, in presenza di attestazioni non veritiere o di pericolo per la tutela dell'interesse pubblico in materia di ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica o difesa nazionale, l'amministrazione dispone la sospensione dell'attività intrapresa. L'atto motivato interrompe il termine, che ricomincia a decorrere dalla data in cui il privato comunica l'adozione delle suddette misure. In assenza di ulteriori provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano gli effetti della sospensione eventualmente adottata.
Articolo già sostituito dall'art. 14 della l.p. 8 settembre 1997, n. 13 e dall'art. 18 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, modificato dall'art. 24 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, così sostituito dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, modificato dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25, dall'art. 6 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20 e dall'art. 5 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.
1. Nei procedimenti ad istanza di parte l'organo o la struttura competente all'adozione del provvedimento finale, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il termine di quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo sospende i termini di conclusione del procedimento che riprendono a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale.
Articolo aggiunto dall'art. 23 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e così modificato dall'art. 6 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.
1 bis. Nell'ambito delle azioni di digitalizzazione dei rapporti tra amministrazione e i suoi utenti, la Provincia realizza prioritariamente azioni volte ad assicurare la comunicazione preventiva di scadenze previste per adempimenti a carico degli utenti medesimi.
1 ter. Per incentivare nuove forme di comunicazione diretta con i cittadini residenti sul territorio e offrire agli utenti servizi innovativi la Provincia favorisce l'interoperabilità delle basi dati territoriali e la circolarità delle informazioni presenti nelle anagrafi comunali, promuovendo le attività e gli accordi necessari con gli enti di riferimento.
Articolo aggiunto dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25 e così modificato dall'art. 7 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.
2. Ogni anno la Giunta provinciale presenta alla competente commissione permanente del Consiglio una relazione sull'attuazione di questa legge. La relazione evidenzia le criticità riscontrate in particolare per quanto attiene alle tipologie di procedimenti per i quali non è stato rispettato il termine di conclusione, indicando la relativa entità numerica e le strutture amministrative coinvolte, e alle modalità operative della conferenza di servizi anche in relazione all'applicazione della stessa da parte degli enti locali.
Articolo così sostituito dall'art. 30 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, modificato dall'art. 14 della l.p. 28 marzo 2013, n. 5 e dall'art. 8 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.
1. Al fine di adottare gli interventi correttivi necessari per l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e tenuto conto dei dati risultanti dal controllo di gestione, la Provincia effettua l'analisi e il monitoraggio periodico dei costi per l'amministrazione di tutti i procedimenti, dei loro tempi di svolgimento, del rispetto dei relativi termini di conclusione e, se possibile, dei costi di carattere economico e degli oneri burocratici a carico dei cittadini e delle imprese, mettendo in relazione i risultati delle analisi effettuate con i benefici conseguibili a seguito dei procedimenti. La Giunta provinciale individua la struttura competente e i criteri e le modalità per la realizzazione di queste attività.
Articolo aggiunto dall'art. 6 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16 e così modificato dall'art. 9 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5. Vedi però l'art. 19 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27.
2. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore di questo articolo la Giunta provinciale approva un documento denominato "Servizio di garanzia del cittadino-cliente", aggiornato con cadenza almeno triennale. Il documento definisce gli standard qualitativi per ciascun processo di servizio, la loro pubblicizzazione, i casi e le modalità di corresponsione di un indennizzo automatico e forfettario al cittadino per il mancato rispetto degli standard di qualità. Il documento è integrato da un rapporto contenente i risultati di un'indagine realizzata da un soggetto esterno all'amministrazione provinciale sul grado di soddisfazione degli utenti in termini di qualità e trasparenza dell'azione amministrativa, di snellimento dei procedimenti amministrativi e di semplificazione dei rapporti tra cittadini, imprese e istituzioni.
Articolo aggiunto dall'art. 6 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16, così modificato dall'art. 2 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4 e dall'art. 10 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.
Art. 40 sexies
1. La Provincia, mediante azioni condivise con gli enti locali e con il coinvolgimento degli organismi di rappresentanza delle imprese e degli ordini professionali, istituisce un tavolo permanente di analisi e valutazione dei procedimenti che interessano l'amministrazione provinciale e gli enti di cui all'articolo 1, al fine di individuare:
a) le tipologie di procedimenti che determinano un carico ingiustificato di oneri organizzativi e gestionali per cittadini e imprese;
b) le tipologie di procedimenti nei quali si riscontra con maggiore frequenza il mancato rispetto dei termini di conclusione, individuando le condizioni ostative alla loro conclusione;
c) il grado di efficacia dello sportello unico e della conferenza di servizi rispetto agli obiettivi cui tali strumenti sono preordinati, anche per quanto attiene al rispetto del termine per la conclusione dei lavori e alla relativa applicazione da parte degli enti locali;
d) i casi nei quali l'amministrazione provinciale e gli enti locali manifestano carenze ed inadeguatezze organizzative e funzionali ostative al corretto e celere svolgimento dell'azione amministrativa, nonché la definizione delle possibili proposte di soluzione;
e) le connessioni procedimentali tra le competenze provinciali e locali, al fine di un loro miglioramento;
f) le soluzioni tecnologico-informatiche atte a rafforzare il più possibile l'interoperabilità tra amministrazioni e l'interconnessione tra i procedimenti, anche al fine di favorire processi di dematerializzazione dei documenti;
g) le strategie di accompagnamento formativo capaci di sostenere i cambiamenti procedurali e relazionali al fine di migliorare l'efficienza e l'efficacia della pubblica amministrazione del territorio.
2. Le analisi e le valutazioni del tavolo di cui al comma 1 tengono conto dei risultati delle azioni poste in essere in attuazione dell'articolo 4 della legge provinciale 31 maggio 2012, n. 10.
3. La partecipazione al tavolo di cui al comma 1 non dà diritto ad alcun compenso.
4. La Giunta provinciale individua con deliberazione le modalità organizzative ai fini dell'attuazione di questo articolo e la struttura competente in ordine agli adempimenti istruttori di supporto.
Articolo aggiunto dall'art. 11 della l.p. 15 marzo 2018, n. 5.