Source: http://atosele.it/assimilazione-delle-acque-reflue-domestiche
Timestamp: 2019-02-19 14:01:59+00:00
Document Index: 165293470

Matched Legal Cases: ['art. 101', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 124', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Autorità di Ambito Sele - Assimilazione delle acque reflue domestiche
Assimilazione delle acque reflue domestiche di reflui industriali recapitanti in pubblica fognatura
Il Regolamento della Regione Campania n. 06 del 24/09/2013 “Criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche”, pubblicato sul B.U.R.C. n. 52 del 30/09/2013, ha individuato, ai sensi dell’art. 101 – comma 7 lettera e) – del D.Lgs. n. 152/2006 (Norme in materia ambientale), i criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche.
L’art. 3 del sopramenzionato Regolamento ha differenziato gli scarichi, di fatto, in “assimilati” ed “assimilabili”.
In particolare l’art. 3, al comma 1 lettera a), ha considerato con caratteristiche qualitative equivalenti, e quindi “assimilate” alle acque reflue domestiche, le acque reflue scaricate dalle attività di cui all’elenco della “ Tabella A”.
Considerato che quest’Autorità non ha competenze in ordine agli scarichi in pubblica fognatura di reflui domestici, così come stabilito dall’art. 124 - comma 4 – del D.Lgs. n. 152/2006 il quale prevede che gli scarichi in rete fognaria di dette acque sono sempre ammessi nell’osservanza dei
regolamenti fissati dal gestore del servizio idrico integrato, le ditte di cui alla suddetta Tabella A non dovranno presentare a quest’Autorità alcuna istanza di assimilazione a refluo domestico ma rivolgersi direttamente al gestore della rete fognaria per i necessari permessi di allacciamento in pubblica fognatura.
Le aziende che rientrano nella tipologia di attività di cui alla Tabella A del Regolamento della Regione Campania n. 06 del 24/09/2013 (fatta eccezione per quelle di cui al punto n. 24) e che ritengono di possederne i requisiti potranno utilizzare il modello di “Autocertificazione Assimilazione a domestico Tab. A del Reg. 06.2013” da presentare al gestore del servizio fognario-depurativo e/o a quanti nelle attività di controllo ne facessero richiesta.
Quanto sopra evidenziato, tuttavia, non riguarda le attività di cui al punto n. 24 della Tabella A
“Piccole aziende agroalimentari appartenenti ai settori lattiero-caseario, vitivinicolo e ortofrutticolo, che producano quantitativi di acque reflue non superiori a 4000 mc/anno e quantitativi di azoto, contenuti in dette acque a monte della fase di stoccaggio, non superiori a 1000 kg/anno” le quali, in ragione della significatività degli scarichi e della rilevanza dei fattori chimico-fisici che caratterizzano la procedura di assimilazione, dovranno presentare a quest’Autorità apposito “Modello 01 – Istanza Assimilazione”.
In ordine agli scarichi “assimilabili”, il soprarichiamato art. 3 del Regolamento n. 06/2013 consente l’assimilazione alle acque reflue domestiche, previa presentazione di istanza di assimilazione a quest’Autorità, nel caso in cui:
- le acque reflue provengono da insediamenti in cui si svolgono attività di produzione di beni e prestazione di servizi i cui scarichi terminali sono rappresentati esclusivamente da servizi igienici/cucine/mense (comma 1 lettera b);
- le acque reflue prodotte dalla ditta rispettano/rispetteranno, prima di ogni trattamento depurativo, i valori limite dei parametri indicati nella Tabella B del suddetto Regolamento (art. 3, comma 1, lettera b), ed i valori limite dei restanti parametri o sostanze non ricompresi nella Tabella B, riportati nella Tabella 3 dell’Allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. n. 152/06 per le emissioni in fognatura;
- le acque reflue originate dall’attività superano i valori limite di emissione di cui alla Tabella B del suddetto Regolamento Regionale ma rispettano/rispetteranno, comunque, prima di ogni trattamento, i valori limite previsti dalla normativa statale in materia di criteri di assimilazione
stabiliti dalla Tabella 1 dell’Allegato A del D.P.R. n. 227 del 19/10/2011 (art. 3 – comma 1 - lettera c).
Per quanto riguarda i punti b) e c), le ditte dovranno fornire opportune analisi di laboratorio all’atto della presentazione dell’istanza (nel caso di scarichi attivi) o entro trenta giorni dall’attivazione dello scarico (scarichi non attivi).
Condizione necessaria per l’ottenimento dell’attestazione di “scarico assimilato al domestico”, oltre al richiamato rispetto dei parametri di cui sopra, è il convogliamento dei reflui ad un impianto di depurazione comunale in grado di rispettare i valori limite di emissione previsti dalla
normativa vigente; tale condizione verrà verificata da quest’Autorità nel corso dell’istruttoria.
Nella “Nota Esplicativa” sono fornite in dettaglio tutte le informazioni necessarie per la compilazione del “Modello 01 – Istanza Assimilazione”, unitamente a tutta la documentazione che occorre allegare all’istanza stessa.
Tutta la documentazione, da produrre in formato digitale, deve essere trasmessa a quest’Autorità esclusivamente mediante Posta Elettronica Certificata all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Modello 01 – Istanza di assimilazione
Regolamento della Regione Campania n. 06 del 24/09/2013
Autocertificazione Assimilazione a domestico Tab. A del reg. 06.2013