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Timestamp: 2020-07-14 17:03:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 25', 'art. 13', 'art.13']

22 | Dicembre | 2012 | Edscuola
Archivi giornalieri: sabato 22 Dicembre 2012
L’equipollenza dei titoli AFAM ai titoli universitari diventa legge
La legge di stabilità (Atto Camera n. 5534-bis-B) è stata approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati il 21 dicembre 2012.
Come sapete, essa contiene alcuni commi (dal comma 102 al comma 107 dell’articolo 1) dedicati espressamente al settore dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM), che recepiscono in parte i contenuti della proposta di legge n. 4822, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati (VII Commissione Cultura), ma destinata a decadere a causa della conclusione anticipata della legislaura.
E’ una giornata storica per il comparto AFAM.
La legge di stabilità, all’art. 1, commi da 102 a 107, prevede infatti:
1. l’equipollenza dei diplomi accademici di I livello alle lauree universitarie della classe L-3 (Lauree triennali in Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda);
2. l’equipollenza dei diplomi accademici di II livello alle lauree magistrali universitarie (Lauree quinquennali nella classe LM 45 – Musicologia per Conservatori, Istituti musicali pareggiati e Accademia Nazionale di Danza; classe LM 12 – Design per l’ISIA; classe LM 65 – Scienze dello spettacolo e produzione multimediale per l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica; classe LM 89 – Storia dell’arte, classe LM 12 – Design e classe LM 65 – Scienze dello spettacolo e produzione multimediale per le Accademie di Belle Arti);
3. l’equipollenza dei diplomi di vecchio ordinamento conseguiti anteriormente all’entrata in vigore della legge (e purché congiunti con il diploma di scuola secondaria di II grado) ai diplomi accademici di II livello (e dunque alle lauree magistrali);
4. la messa a regime di tutte le sperimentazioni entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge e l’equipollenza dei titoli sperimentali di I e II livello già conseguiti;
Diamo di seguito il testo definitivo dell’art. 1, commi 102-107, della legge di stabilità. Come si può notare, è stato accolto il rilievo del CNAFAM (formulato nel documento presentato dal Coordinamento durante l’audizione del 16/2/2012 sulla PDL n. 4822) circa la necessità del possesso del diploma di scuola secondaria di II grado ai fini dell’equipollenza del diploma di vecchio ordinamento alla laurea magistrale.
102. Al fine di valorizzare il sistema dell’alta formazione artistica e musicale e favorire la crescita del Paese e al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso, i diplomi accademici di primo livello rilasciati dalle istituzioni facenti parte del sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, sono equipollenti ai titoli di laurea rilasciati dalle università appartenenti alla classe L-3 dei corsi di laurea nelle discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda di cui al decreto ministeriale 16 marzo 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 6 luglio 2007.
103. Al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso, i diplomi accademici di secondo livello rilasciati dalle istituzioni di cui al comma 102 sono equipollenti ai titoli di laurea magistrale rilasciati dalle università appartenenti alle seguenti classi dei corsi di laurea magistrale di cui al decreto ministeriale 16 marzo 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 9 luglio 2007:
a) Classe LM-12 (Design) per i diplomi rilasciati dagli Istituti superiori per le industrie artistiche, nonché dalle Accademie di belle arti nell’ambito della scuola di «Progettazione artistica per l’impresa», di cui alla Tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212;
c) Classe LM-65 (Scienze dello spettacolo e produzione multimediale) per i diplomi rilasciati dall’Accademia nazionale di arte drammatica, nonché dalle Accademie di belle arti nell’ambito delle scuole di «Scenografia» e di «Nuove tecnologie dell’arte», di cui alla Tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212;
104. I diplomi accademici di secondo livello rilasciati dalle istituzioni di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508 costituiscono titolo di accesso ai concorsi di ammissione ai corsi o scuole di dottorato di ricerca o di specializzazione in ambito artistico, musicale, storico artistico o storico-musicale istituiti dalle università.
106. I titoli sperimentali conseguiti al termine di percorsi validati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nelle istituzioni di cui al comma 102, entro la data di cui al comma 105, sono equipollenti ai diplomi accademici di primo e di secondo livello, secondo una tabella di corrispondenza determinata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sulla base dei medesimi principi di cui ai commi 102 e 103, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
107. I diplomi finali rilasciati dalle istituzioni di cui al comma 102, al termine dei percorsi formativi del previgente ordinamento, conseguiti prima dell’entrata in vigore della presente legge e congiuntamente al possesso di un diploma di scuola secondaria superiore, sono equipollenti ai diplomi accademici di secondo livello secondo una tabella di corrispondenza determinata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sulla base dei medesimi principi di cui ai commi 102 e 103, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Il CNAFAM esprime tutta la propria soddisfazione per l’approvazione della legge. Ricorda di aver da sempre convintamente sostenuto la completa equiparazione dell’AFAM all’Università (si legga il nostro Manifesto programmatico), intervenendo più volte in audizione presso le competenti commissioni di Camera e Senato. Il Coordinamento tuttavia non può esimersi dal manifestare la propria perplessità per la postilla (aggiunta in extremis al Senato) per cui i diplomi di vecchio ordinamento sono equiparati alla laurea magistrale solo se conseguiti anteriormente all’entrata in vigore della legge di stabilità. Per quelli conseguiti successivamente dovrebbe dunque continuare a valere l’art. 4, comma 3-bis, della legge 508/1999, ossia l’equipollenza alle lauree triennali universitarie. Ciò provocherà una evidente disparità di trattamento tra possessori del medesimo titolo di studio. Possiamo immaginare che molti saranno i ricorsi.
Lettera alla dr.ssa Stellacci
Gent.ma Dott.ssa Stellacci,
a seguito delle affermazioni del Ministro Profumo, durante la video chat andata in onda al TG1 il giorno 20 dicembre, chiediamo con urgenza alcuni chiarimenti in merito.
Il Ministro afferma erroneamente per ben due volte che al concorso inizialmente non erano stati ammessi i non abilitati, ma che questi hanno potuto partecipare alla preselezione grazie ad un ricorso. Successivamente afferma anche, sempre erroneamente, che il concorso è stato bandito solo in classi di concorso e regioni in cui non sono presenti abilitati (cioè in c.d.c. esaurite).
Da dove nascono affermazioni simili? Dall’ignoranza del Ministro oppure da una strumentalizzazione dei media? E’ stato dichiarato il falso e Lei lo sa bene quanto noi precari.
Chiediamo, dunque chiarimenti pubblici da parte del Ministro.
Il concorso, e lo sappiamo bene, è stato bandito su classi di concorso in Regioni in cui risultano esuberi: Campania, Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia. Regioni che sono state a suo tempo già abbondantemente massacrate dai tagli, le cui graduatorie ad esaurimento sono infinite, inesauribili; ci sono addirittura ancora le graduatorie di merito (del concorso del ’99 e in alcuni casi anche del ’90) e gli esuberi dei docenti di ruolo. E il concorso era aperto ai non abilitati di tutte queste c.d.c., come risulta dal bando.
Perché dire il falso, perché affermare il contrario quando esistono dati e tabelle da voi stessi pubblicati?
Dove sarà inserita in ruolo la gente che passerà il concorso se non c’è la cattedra neanche per chi è di ruolo?
Quali sono le classi di concorso con le graduatorie degli abilitati esaurite?
Ci illumini, Dott.ssa Stellacci perché altrimenti non capiamo come mai ci siano così tanti insegnanti precari della scuola in attesa di stabilizzazione.
I dati sulle graduatorie e sui posti messi in bando dal concorso sono accessibili da chiunque, non sono segrete ma pubbliche, vogliamo mettere a confronto tali dati? Vogliamo dare una smentita a ciò che il ministro Profumo ha asserito con tanto candore?
Indignati? Offesi? Sì!
Chiediamo che, in nome della trasparenza, siano resi pubblici, in tempi brevi, le effettive disponibilità per Provincia e non per Regione . Dati dei quali sarete sicuramente già in possesso .
Sicuri di un gentile riscontro e chiarimento
Certificazioni di precedenza legge 104/92
Il Tribunale di Rossano conferma che le certificazioni di precedenza legge 104/92 devono essere possedute nei termini di scadenza delle domande di trasferimento e condanna il comportamento dell’ex dirigente dell’I. Omn.vo di Campana, anche al pagamento delle spese, per oltre 2.500 euro, per aver riconosciuto la precedenza, su autocertificazione a danno di altra docente. Soddisfazione del SAB che ha patrocinato tutto il contenzioso.
Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Rossano, con sentenza n. 1182 del 17/12/2012, accoglie la domanda proposta dalla prof.ssa F. T. rappresentata e difesa in giudizio dagli avv.ti Domenico Lo Polito del foro di Castrovillari ed Elisabetta De Marco del foro di Rossano, dichiara illegittima l’esclusione dalla graduatoria interna d’istituto di altra docente per l’a.s. 2009/10, condanna i resistenti al risarcimento del danno determinato in via equitativa in 1.000,00 euro in favore della ricorrente ed, in solido tra loro, alla refusione delle spese e competenze di lite che liquida in 1.500,00 euro, oltre IVA e CAP come per legge.
Il SAB che tramite il segretario generale prof. Francesco Sola, ha patrocinato tutto il contenzioso, compresa la fase conciliativa con l’ex dirigente scolastico dott. P.P., delegato anche a rappresentare l’amministrazione nel contenzioso, ora in pensione, dell’Istituto omnicomprensivo di Campana, esprime viva soddisfazione per tale sentenza che conferma i dettati del contratto che regolamenta la mobilità, in particolare sulla perentorietà di alcuni termini di scadenza, come quelli di predisporre le graduatorie dei soprannumerari nei 15 gg. successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, termine spesso disatteso dai dirigenti scolastici.
Nel merito, il predetto dirigente, a seguito di contrazione di organico di Italiano, Storia, ecc, e in presenza della trasformazione c/o la scuola media di Campana di un posto, da interno ad esterno con completamento c/o la sezione associata di Scala Coeli, andava a predisporre la graduatoria d’istituto per l’individuazione del docente da assegnare su detto posto ed escludeva, dalla medesima, una docente che aveva dichiarato di essere beneficiaria dell’art. 21 legge 104/92, per cui assegnava la prof.ssa F., con maggior punteggio, sul posto esterno.
Anche tale giustificazione è illegittima in quanto, per le scuole medie e superiori, le sedi staccate e/o associate hanno un proprio organico e codice meccanografico per cui, ai fini della mobilità, sono considerate autonome ed esprimibili quindi, l’assegnazione dei docenti deve avvenire sull’organico di diritto, confermato o meno su quello adeguato alla situazione di fatto ma mai considerare dette scuole come classi o plessi della sede centrale.
In merito alla certificazione, il Giudice osserva che la norma è chiara e stabilisce che l’esclusione dalla graduatoria per l’asserito possesso di precedenze, debba essere diligentemente certificata e prodotta entro i termini stabiliti. Il dirigente, quindi, avrebbe potuto e dovuto solo valutare la documentazione in suo possesso a quella data, in maniera improrogabile cioè quella di scadenza delle domande di trasferimento e che le graduatorie interne d’istituto andavano predisposte nei successivi 15 gg dalla predetta data di scadenza valutando i titoli posseduti entro e non oltre tale data.
Acclarata l’esistenza del diritto vantato dalla ricorrente, bisogna valutare l’avanzata e conseguente richiesta risarcitoria del danno subito per la “sottrazione” della cattedra a lei spettante che ha comportato, per la predetta, l’assegnazione di una sede più disagiata, lontana km 15,5 dalla sua abitazione con l’obbligo a viaggiare per recarsi a Scala Coeli, con i relativi rischi e con innegabili ripercussioni patrimoniali e non, liquidati, con la somma simbolica di 1.000,00 euro relativa ai disagi subiti durante l’espletamento del servizio nell’a.s. da parte della ricorrente. All’accoglimento della domanda consegue la condanna dei convenuti alla rifusione delle spese di lite che liquida in 1.500,00 euro più IVA e CAP.
Il Governo non si preoccupa della salute dei lavoratori
Il Governo si preoccupa della febbre catarrale delle pecore e non della salute dei lavoratori
Quando la UE apre una procedura d’infrazione per tutelare i nostri ovini, subito, il legislatore interviene; quando ne apre una sui precari della scuola, invece, emana norme in deroga per abusare dei contratti a termine, senza pensare alla conseguenze esistenziali di tale scelte nella vita degli assunti e sanzionatorie a carico di tutta la comunità. ANIEF-Confedir chiede l’accesso agli atti e continua il ricorso ai tribunali.
Mentre l’ultimo decreto-legge n. 216/12 di questa legislatura reca disposizioni per attuare due direttive comunitarie del 2010 (n. 45 su sistema comune di imposta; n. 18 su congedo parentale), per rispondere a quattro procedure d’infrazione aperte nel 2012 (n. 369 su parità di trattamento fra uomini e donne; n. 370 su organi umani destinati ai trapianti; n. 372 su farmacovigilanza; n. 434 su vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini) e per eseguire una sentenza della Corte europea del 2009 (causa C-302), l’ultima finanziaria approvata ieri dal Parlamento (n. 5534-bis-B) prevede la proroga dei contratti a termine dopo i 36 mesi per i precari della pubblica amministrazione, con l’accordo dei sindacati (art. 1, c. 400), in deroga alla direttiva n. 70/99. La norma, d’altronde, è attualmente derogata nella scuola dopo l’approvazione della legge 106/2011, che è intervenuta, invano, per rispondere alla procedura di messa in mora dello Stato italiano per la mancata stabilizzazione del personale ATA, a seguito delle non soddisfacenti risposte date nel corso della procedura d’infrazione n. 2124 aperta nel 2010, a cui ne sarebbero seguite altre due nel solo 2012, riguardanti anche i docenti precari.
Matematica, il successo dipende dalla motivazione
Il successo in matematica a scuola non dipende da quanto uno studente è intelligente, ma da quanto è motivato e da quanto studia.
Lo ha scoperto uno studio pubblicato dalla rivista Child Development delle università tedesche di Monaco e Bielefeld, secondo cui l’intelligenza aiuta solo nei primi passi nel mondo matematico.
I ricercatori hanno studiato i dati di 3520 studenti delle superiori in Germania, determinandone l’abilità matematica insieme alle motivazioni e l’intelligenza.
Dallo studio è emerso che il quoziente intellettivo è strettamente legato al successo in matematica ma solo all’inizio dello sviluppo della competenza, mentre motivazione e tempo di studio diventano fattori più importanti, e l’intelligenza diventa trascurabile: «Questo suggerisce che le competenze matematiche possono essere acquisite con l’educazione – spiegano gli autori – e che programmi specifici per aumentare la motivazione potrebbero essere molto efficaci».
Concorso, a metà febbraio le prove scritte: stavolta non ci saranno simulazioni
L’indicazione sul periodo di svolgimento è del ministro Profumo, che però smonta in partenza la possibilità che possano comparire esempi sui quesiti disciplinari a risposta aperta (probabilmente non più di 5) che verranno proposti agli 88.610 che hanno superato le preselettive. Gli unici riferimenti rimangono il bando di concorso e il decreto del direttore generale n. 80/2012.
Si svolgeranno nel mese di febbraio le prove scritte del concorso a cattedra, le cui preselettive si sono svolte nei primi due giorni di questa settimana e al termine delle quali il 77,5% dei partecipanti è stato estromesso,. La data precisa non è stata ancora comunicata, ma il mese è stato indicato dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, nel corso di una video chat tenuta su RaiUno: rispondendo alla domanda di un candidato che avendo passato la verifica dei test a risposta multipla chiedeva indicazioni sul periodo di svolgimento degli scritti (per quello comune a tutti stavolta servirà prendere almeno 28 punti su 40 complessivi), il Ministro ha detto che le prove verranno svolte a “metà febbraio, circa”.
Per quanto riguarda le modalità e la tipologie di prove che attendono gli oltre 88mila aspiranti rimasti in “gara”, Profumo ha freddato le speranze di quelli che speravano in qualche indicazione: il responsabile del Miur ha, infatti, sottolineato che stavolta, a differenza delle preselettiva, non sarà pubblicata alcuna simulazione.
Uno dei due strumenti utili ai candidati desiderosi di prepararsi al meglio per la verifica scritta rimane, allora, l’attenta lettura del bando di concorso. Negli articoli 7, 8 e 9, si parla, rispettivamente, della descrizione delle “Prove scritte ovvero scritto-grafiche”, nonché dell’“Articolazione delle prove scritte per classi di concorso comprese in ambiti disciplinari” e delle “Prove di laboratorio e pratiche”.
Il primo articolo, il 7, indica che le prove consisteranno “in una serie di quesiti a risposta aperta (le indiscrezioni parlano di non più di 5 domande n.d.r.) e sono finalizzate a valutare la padronanza delle competenze professionali nonché delle discipline oggetto di insegnamento”. Entrando nello specificità delle scuole, il Miur ricorda che “la prova scritta della scuola primaria comprende anche l’accertamento della conoscenza della lingua inglese”.
Al comma 4 si parla del punteggio: quello complessivo che potrà assegnare la commissione sarà “di 40 punti. Nel caso di due o più prove, il punteggio è ottenuto dalla media aritmetica delle singole prove, a ciascuna delle quali è assegnato un punteggio massimo di 40 punti. La prova è superata dai candidati che conseguono nella prova ovvero in ciascuna delle singole prove un punteggio non inferiore a 28 punti”.
Fanno eccezione i candidati che dovranno sostenere anche prove di laboratorio e pratiche: premesso che si tratta degli ambiti disciplinari 7 (cl. 36/A e 37/A), 8 (cl. 38/A – 47/A – 49/A), 4 e 9 (cl. 43/A – 50/A – 51/A – 52/A), il Miur ha stabilito che in questi casi “la commissione assegna, per la prova ovvero per le prove di cui al comma 1, un punteggio complessivo massimo di 30 punti. Nel caso di due o più prove, il punteggio è ottenuto dalla media aritmetica delle singole prove, a ciascuna delle quali è assegnato un punteggio massimo di 30 punti. La prova è superata dai candidati che conseguono nella prova ovvero in ciascuna delle singole prove un punteggio non inferiore a 21 punti. Al suddetto punteggio si somma quello conseguito nella prova” di laboratorio e pratica. “Il punteggio finale è di conseguenza espresso in quarantesimi e costituisce il punteggio di ammissione alla prova orale”.
Per avere dei riferimenti sui contenuti delle prove e i relativi programmi, suddivisi per disciplina, si deve invece fare un passo indietro. E andare a leggere l’art. 6 del bando, che riporta contenuti e programmi delle prove al decreto ministeriale del 21 settembre 2012, n. 80, oltre che all’allegato 3 dello stesso bando. Chi lo fa potrà verificare la presenza di diversi macro-argomenti. La cui vastità non farà certo piacere a candidati che si apprestano a svolgere le prove di febbraio. Per loro non rimane altro che iniziare a studiare. E anche bene, visto che ad oggi sono ancora presenti candidati in quantità ben superiore (circa otto volte) rispetto al numero (fisso) di quelli che prenderanno l’agognato ruolo.
di Daniela Girgenti
A seguito dell’articolo pubblicato sull’ultimo numero della Tecnica e quello redatto su questo sito da Pasquale Almirante ho ricevuto decine di e mail di lettori che mi hanno espresso la loro “solidarietà”. Ed è a questi lettori “svantaggiati” che dedico il racconto della mia avventura da candidata “infiltrata”.
22 dicembre: arrivano le prime risposte degli ammessi e qualche commento degli esclusi.
Mentre la circolare Inps n.131/2012 è valida per tutti i pensionandi d’Italia, i lavoratori della conoscenza – aspiranti all’agognata pensione – devono tenere conto della C.M. MIUR n. 98 del 20 dicembre 2012 prot. n. AOODGPER 9733 avente per oggetto: D.M. n 97 del 20 dicembre 2012. Cessazioni dal servizio dal 1° settembre 2013. Trattamento di quiescenza – Indicazioni operative
Irregolarità al concorso? In Abruzzo parte la denuncia della UilScuola
Dalla regione Abruzzo si ventilano possibili irregolarità nella prova preselettiva del cosiddetto concorsone: prove corrette via intranet e concorrenti già in possesso dei test? Investita la Procura.
L’irregolarità procedurale reale o presunta che sia, sembra essere una costante degli ultimi concorsi gestiti dal MIUR, partendo dal concorso per Dirigenti scolastici arrivando a quello per docenti.
L’attuale concorso a cattedra non fa eccezione, infatti, le notizie che giungono dalla regione Abruzzo raccontano di possibili irregolarità nella prova preselettiva del cosiddetto concorsone.
Irregolarità che possono sfociare nell’azione illecita, quando si sospetta e si denuncia alla Procura della Repubblica competente per territorio di prove corrette attraverso la rete intranet, ma soprattutto quando si afferma che alcuni candidati erano in possesso dei test della preselettiva una settimana prima della pubblicazione ufficiale da parte del ministero.
Nell’esposto che il sindacato UIL scuola Abruzzo ha presentato alla Procura della Repubblica e alla Polizia Postale si parla di irregolarità, di raccomandazioni, di segnalazioni e di fuga di notizie. La stessa fuga di notizie che fu denunciata il primo settembre 2011 riguardante la batteria dei test a risposta multipla valida per la preselezione del concorso a Dirigenti scolastici.
Oggi nel concorso a cattedra sappiamo che su 327.798 aspiranti docenti attesi se ne sono presentati 264.423, di cui solo 88.610 candidati pari al 33,5% sono stati ammessi alla fase concorsuale successiva. Una percentuale che identifica una preselezione severa e che proprio per questo motivo non doveva essere sminuita da esposti come quello della UIL scuola Abruzzo.
Ricordando che nel concorso per Dirigenti scolastici analogo esposto alla Polizia Postale non ebbe alcun riscontro mediatico nella sua definizione, l’augurio è che in questo caso sia data maggior informazione sulle fasi successive dell’indagine conoscitiva. Per maggiori informazioni sull’esposto UIL scuola Abruzzo.
Quali sono i doveri del docente durante le assemblee d’Istituto dei ragazzi?
In alcune scuole i dirigenti hanno concesso per il 22 dicembre l’ultima assemblea d’Istituto dell’anno, anche per scambiarsi gli auguri. È utile ricordare quali sono i doveri del docente durante lo svolgimento dell’assemblea d’Istituto e soprattutto quali sono i comportamenti da adottare qualora si fosse deciso di sospendere le attività didattiche.
Cominciamo con il dire che l’organizzazione e la vigilanza durante le assemblee d’istituto competono in via esclusiva al comitato studentesco o al presidente dell’assemblea e che comunque, al dirigente scolastico come specificato dalla circolare ministeriale n. 312/1979 e dall’art. 14 D.lgs. n. 297/94, spetta l’obbligo di intervenire in caso di necessità. Per cui il Ds, quale titolare dell’organizzazione dell’attività scolastica avvalendosi anche dei docenti fiduciari ai quali possono essere delegati specifici compiti come previsto dall’art. 25 n. 5 D.Lgs. n. 165/2001, è tenuto ad intervenire quando, in qualsiasi modo, venga a conoscenza che ricorrano gli estremi previsti dalla Legge per un suo intervento, che potrebbe giungere anche al limite di sospendere l’attività assembleare.
Bisogna ricordare, per principio di correttezza ,che non esiste nessun obbligo normativo da parte dei docenti, in caso di concessione di assemblea d’Istituto, che imponga loro di rispettare il regolare orario di servizio personale , rimanendo a disposizione nei locali della scuola, anche dopo che gli alunni sono usciti dalla scuola per rientrare a casa. Ci viene segnalato infatti che qualche dirigente ha scritto, incautamente, in circolari interne alla propria scuola , che esisterebbe tale obbligo di legge, asserendo quanto segue: “ai sensi del comma 8 art. 13 D. l.vo 297/94 all’assemblea di istituto possono assistere oltre al dirigente o suo delegato, i docenti che lo desiderino, i quali, sono comunque tenuti a rispettare l’orario personale, rimanendo a disposizione nei locali del liceo”.
È bene sapere che l’art.13 comma 8 prevede invece esattamente quanto segue: “non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle lezioni. All’assemblea di classe o di istituto possono assistere, oltre al preside od un suo delegato, i docenti che lo desiderino” e non è scritto da alcuna parte che i docenti sono tenuti a rispettare l’orario personale, rimanendo nei locali della scuola. Non si comprenderebbe, del resto a quali compiti didattici o di funzione all’insegnamento gli insegnati sarebbero chiamati ad assolvere in un giorno in cui le lezioni sono sospese. A supporto di tali convinzioni ci sono sentenze di giurisprudenza amministrativa, che hanno definitivamente chiarito quanto segue: “non è ipotizzabile per i docenti l’obbligo della semplice presenza nella scuola indipendentemente dall’impegno in attività programmate”; “non è consentito imporre al singolo insegnante obblighi di semplice presenza nella sede della scuola, i quali avrebbero carattere meramente formale, senza alcuna utilità per l’amministrazione” Consiglio di Stato n. 173/88, conforme: Tar Lazio n. 888/86. Insomma ne abbiamo abbastanza per dire che il Ds non può obbligare il docente a rimanere a scuola, quando l’attività didattica è sospesa. Questo dice la normativa vigente, altra cosa è lo spirito collaborativo dei docenti, che con particolare sensibilità e senso deontologico spontaneo, garantiscono la propria presenza fin quando gli alunni terminano l’assemblea e lasciano la scuola per fare rientro a casa.
Per imparare la matematica serve la motivazione
Uno studio pubblicato dalla rivista Child Development delle università tedesche di Monaco e Bielefeld sostiene che il successo in matematica a scuola non dipende da quanto uno studente è intelligente (l’intelligenza aiuta solo nella fase iniziale dell’apprendimento della matematica), ma da quanto è motivato e da quanto studia.
I ricercatori hanno studiato i dati di 3520 studenti delle superiori in Germania, determinandone l’abilità matematica insieme alle motivazioni e l’intelligenza. Dallo studio è emerso che il quoziente intellettivo è strettamente legato al successo in matematica solo all’inizio dello sviluppo della competenza, mentre successivamente la motivazione e il tempo di studio diventano i fattori più importanti, e l’intelligenza diventa trascurabile.
Secondo gli autori della ricerca “Questo suggerisce che le competenze matematiche possono essere acquisite con l’educazione e che programmi specifici per aumentare la motivazione potrebbero essere molto efficaci”.
sabato 22 Dicembre 2012 Edscuola	1 commento
Massimo 2 alunni con disabilità per classe (CM 98/12)