Source: https://www.aloarchitettiroma.it/il-sisma-bonus-potra-essere-usufruito-per-le-demolizioni-e-le-fedeli-ricostruzioni-di-edifici-collabenti/
Timestamp: 2018-05-24 09:45:55+00:00
Document Index: 75583201

Matched Legal Cases: ['art.16', 'art. 16', 'art.3', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 16']

Il sisma bonus per le demolizioni e le fedeli ricostruzioni di edifici collabenti
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Il sisma bonus potrà essere usufruito per le demolizioni e le fedeli ricostruzioni di edifici collabenti
La Legge di Bilancio del 2017, prevede la detrazione del 50% per le spese sostenute, per misure antisismiche su edifici situati in zone sismiche (zone 1,2 e 3), dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, su un ammontare massimo di euro 96.000,00 (anche se comprendenti, interventi antisismici, interventi di manutenzione straordinaria e interventi di riqualificazione energetica ), per ciascuna unità immobiliare, per ciascun anno.
La percentuale sale:
al 70% della spesa sostenuta se gli interventi prevedono il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
al 80% della spesa sostenuta se gli interventi prevedono il passaggio a due classi di rischio inferiore;
al 85% qualora gli interventi siano realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali e se dalla realizzazione degli interventi derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiore.
La detrazione può essere ripartita in 5 rate di pari importo.
Con la risoluzione n. 34/E del 27 aprile 2018, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che la demolizione e la ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, ricade nella ristrutturazione edilizia e non nella nuova costruzione, rientrando nelle agevolazioni per interventi di miglioramento sismico, come suddetto oltre alla applicazione dell’IVA al 10%.
“(…) Ciò posto, sulla base del predetto parere, si ritiene che gli interventi consistenti nella demolizione e ricostruzione di edifici adibiti ad abitazioni private o ad attività produttive possono essere ammessi alla detrazione di cui al citato art.16 del decreto legge n. 63 del 2013, nel rispetto di tutte le condizioni previste dalla norma agevolativa, semprechè concretizzino un intervento di ristrutturazione edilizia e non un intervento di nuova costruzione. Nel caso in esame, pertanto, riguardante un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio collabente, ai fini della applicazione della detrazione è necessario che dal titolo amministrativo che assente i lavori risulti che l’opera consista in un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente e non in un intervento di nuova costruzione. Quanto al quesito di cui al punto 2), si precisa che l’art. 16-bis del TUIR prevede che sia possibile fruire della detrazione per le “… spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti”, sempreché gli stessi siano titolari del diritto di proprietà sull’immobile, ovvero di un diritto reale, o detengano l’immobile sulla base di un titolo idoneo. (…)”
Immobile “collabente”: trattasi immobile collabente un edificio o parte di esso, che a causa di un accentuato livello di degrado non sia in grado di produrre reddito. Un immobile, non abitabile o agibile e di fatto non utilizzabile (dissesti statici, mancanza di elementi strutturali e/o impianti), in stato di rudere per il quale al fine di renderlo abitabile non bastino interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, occorrendo opere più radicali (art.3, comma 2 e art. 6, lett. c,d,m, n. 28 del 02.01.1998).
Il DL 69/2013, convertito con legge 98/2013, ha introdotto modifiche all’art. 3 comma 1 lett. d) del Testo Unico dell’Edilizia, DPR 380/2001, tra cui la ricostruzione dei ruderi.
Ai fini del presente testo unico si intendono per: […]
d) “interventi di ristrutturazione edilizia”
Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza.
“(…) Gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari (…)”.
Un’altra risposta importante è stata la possibilità di detrarre i costi dell’intervento, non in proporzione alle quote di proprietà, ma in proporzione ai costi effettuati dai vari titolari di diritto.
“(…) si precisa che l’art. 16-bis del TUIR prevede che sia possibile fruire della detrazione per le “… spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti”, sempreché gli stessi siano titolari del diritto di proprietà sull’immobile, ovvero di un diritto reale, o detengano l’immobile sulla base di un titolo idoneo. Come chiarito, in proposito, da ultimo con la circolare n. 7/E del 2017, qualora vi siano più soggetti titolari del diritto alla detrazione, la stessa è ripartita in funzione della spesa effettivamente sostenuta da ciascuno, come attestata dal bonifico di pagamento contenente nella causale il richiamo normativo che dà diritto alla detrazione d’imposta, e dall’intestazione delle fatture rilasciate dall’impresa che esegue i lavori. Nel medesimo documento di prassi, è stato precisato, inoltre, che il beneficio può spettare anche a colui che non risulti intestatario del bonifico e/o della fattura, nella misura in cui abbia sostenuto le spese. A tal fine, è necessario che i documenti di spesa (in particolare le fatture pagate) siano appositamente integrati con il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa e con l’indicazione della relativa percentuale. (…)”
Sono considerati familiari a carico del contribuente dichiarante: i familiari con reddito che non superi i 2.840,51 euro annui, (dal 2019 però, per effetto della Legge di Bilancio 2018, il limite di reddito figli a carico, sale a 4.000 euro per chi non ha più di 24 anni a 2.840,51 euro per i più grandi).
I familiari che possono essere considerati a carico sono: coniuge, figli, genitori, generi e nuore, fratelli e sorelle purché conviventi.
Sismabonus 2018 prima e seconda casa
Bonus Condomini sismabonus
Per le spese bonus casa 2018 le detrazioni fiscali spettano al:
l’imprenditore individuale ma solo per l’immobile non strumentale o merce
soggetto che produce redditi in forma associata, per cui società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari, alle stesse condizioni previste per l’imprenditore individuale
Altre novità dei bonus 2018 sono (detrazioni fiscali Ecobonus, ristrutturazione e mobili 2018 riconfermate fino al 31 dicembre 2018):
la detrazione Econbonus caldaie prevede una percentuale di detrazione diversa a seconda dell’intervento, detrazione al65% se si installa una caldaia a condensazionedi classe A e con contestuale istallazione di sistemi di termoregolazione evoluti; detrazione al 50% se si istalla una caldaia a condensazione di classe A; detrazione al 0%: se si istalla una caldaia di classe B
le spese per la diagnosi sismica degli edifici, potranno fruire di una detrazione fiscale pari al 100%
il bonus verdeo bonus verde urbano, una nuova detrazione pari al 36% delle spese sostenute per la riqualificazione del verde di giardini, terrazzi e balconi sia privati che condominiali, per un massimo di spesa detraibile pari a 5.000 euro
possibilità per chi non ha tasse da scaricare, di poter cedere il credito ad altri intermediari finanziari
Bonus unico condomini 2018, che consente di unificazione Ecobonus + sismabonus, per avere un unico cantiere condominiale
Ecobonus, bonus ristrutturazione e sismabonus anche per le case popolari
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https://www.guidafisco.it/bonus-ristrutturazione-requisiti-spese-ammesse
https://www.ediltecnico.it/22061/ricostruzione-dei-ruderi-indispensabile