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Timestamp: 2019-10-15 19:10:59+00:00
Document Index: 59933345

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 24', 'art. 13', 'art. 5']

Il ravvedimento operoso durante gli accessi, le ispezioni e verifiche. - FISCOeTASSE.com
Speciale Pubblicato il 22/01/2015
La novità più significativa del nuovo Ravvedimento Operoso, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, riguarda sicuramente la possibilità per il contribuente di ravvedersi nonostante siano iniziate nei suoi confronti accessi, ispezioni e verifiche da parte dell’amministrazione finanziaria e fino a quando non siano notificati di liquidazione e di accertamento (art. 13 comma 1-ter del Dlgs 472/97).
1) Cosa prevede la legge di Stabilità 2015 per il ravvedimento dopo l'inizio di accessi ispezioni e verifiche
Cosa prevede la legge di Stabilità 2015 per il ravvedimento dopo l'inizio di accessi ispezioni e verifiche
L’art. 1, comma 637, lettera b), n. 1.2 e n. 2, della 190/2014, (Stabilità 2015) ha profondamente innovato l’art. 13 del D.lgs. 472/97 (Ravvedimento).
La novità più significativa riguarda sicuramente la possibilità per il contribuente di ravvedersi nonostante siano iniziate nei suoi confronti accessi, ispezioni e verifiche da parte dell’amministrazione finanziaria e fino a quando non siano notificati di liquidazione e di accertamento (art. 13 comma 1-ter del Dlgs 472/97).
Pertanto, diversamente da quanto avveniva in passato, a partire dal 1 gennaio 2015, il contribuente sottoposto a controllo e nei cui confronti siano state constatate violazioni ai sensi dell’art. 24 della legge 7 gennaio 1929 n.4, mediante quindi un processo verbale, potrà procedere a sanare la propria posizione nei confronti del fisco versando le maggiori imposte dovute, gli interessi nella misura del tasso legale e le sanzioni nella misura di un quinto del minimo.
In attesa che vengano espressi autorevoli chiarimenti si osserva che la norma sanzionatoria di riferimento dovrebbe essere l’art. 13 del Decreto legislativo 471/97 (Ritardati od omessi versamenti), che prevede la sanzione amministrativa pari al 30% di ogni importo non versato, certamente più favorevole della sanzione prevista per l’infedele dichiarazione, pari al 100% della maggiore imposta accertata.
1. effettuare un ravvedimento operoso versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e la sanzione nella misura del 6% (pari a un quinto del 30% dell’imposta non versata;
2. aderire interamente ai rilievi contestati ai sensi dell’art. 5 bis del DLGS 218/97, beneficiando delle sanzioni ridotte ad un sesto del minimo (nel caso di dichiarazione infedele le sanzioni sono pari al 16,67%, ovvero un sesto del 100% della maggiore imposta accertata);
3. attendere l’avviso di accertamento dell’ufficio in questo caso le sanzioni saranno irrogate saranno pari ad un terzo del 100% della maggiore imposta accertata (33.33%).
E’ evidente, come il contribuente che condivide interamente, o in parte, i rilievi mossi dall’ufficio nel corso delle operazione di controllo avrà convenienza ad effettuare un ravvedimento spontaneo beneficiando delle sanzioni ridotte al 6%, l’unico limite è rappresentato dal versamento in unica soluzione delle somme dovute.
Dal 01.01.2016, l’istituto dell’adesione al processo verbale di constatazione viene abolito.
Con l’abrogazione degli articoli 5 bis e 15 co 2 bis del D.lgs. 218/97 a partire dal 1° gennaio 2016 per il contribuente potrebbe risultare ancora più conveniente ravvedersi in caso di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria beneficiando della sanzione ridotta ad un quinto (6%), considerato che in caso di acquiescenza all’avviso di accertamento la sanzione applicata sarebbe pari ad un terzo del minimo (33%).
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