Source: https://renatodisa.com/2015/12/03/corte-di-cassazione-sezione-lavoro-sentenza-11-novembre-2015-n-23073-lindividuazione-dei-presupposti-per-lapplicabilita-del-rito-previsto-dallart-1-comma-47-e-ss-del/
Timestamp: 2018-11-12 17:44:08+00:00
Document Index: 169496333

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 11 novembre 2015, n. 23073. L’individuazione dei presupposti per l’applicabilità del rito previsto dall’art. 1, comma 47 e ss. della legge n. 92 del 2012 rientra tra i poteri-doveri del giudice, al quale compete in via preliminare verificare la compatibilità della domanda con il tipo di rito e di tutela prescelta - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 11 novembre 2015, n. 23073. L’individuazione dei presupposti per l’applicabilità del rito previsto dall’art. 1, comma 47 e ss. della legge n. 92 del 2012 rientra tra i poteri-doveri del giudice, al quale compete in via preliminare verificare la compatibilità della domanda con il tipo di rito e di tutela prescelta
In proposito, e’ stato, altresi’, affermato che, nel rigoroso rispetto delle previsioni dell’articolo 366 c.p.c., comma 1, n. 6 e articolo 369 c.p.c., comma 2, n. 4, il ricorrente deve indicare il “fatto storico”, il cui esame sia stato omesso, il “dato”, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il “come” e il “quando” tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua “decisivita’”, fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per se’, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorche’ la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie (sent. 8053/14 cit.).
3.7. Il caso in esame rispetta questa condizione. La Corte, nel confermare integralmente la sentenza del Tribunale, ha condiviso la ricostruzione dei fatti operata dal primo giudice e la sua valutazione. Sullo specifico motivo di gravame proposto dalla societa’ e riguardante un’erronea ricostruzione del fatto storico, ha espressamente condiviso il ragionamento compiuto dal primo giudice, in ordine al “difetto di prova del fatto contestato, sia quanto al numero di episodi di emissione irregolare di scontrini sia quanto all’elemento intenzionale e alla effettiva sottrazione delle somme rispetto alla naturale destinazione nelle casse della societa’”, riprendendo il giudizio del tribunale nella parte in cui ha considerato “modesto” il numero degli episodi accertati rispetto alla durata delle investigazioni.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-12-03T15:49:21+00:003 dicembre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti