Source: http://www.regioni.it/newsletter/n-1957/del-23-01-2012/
Timestamp: 2019-12-14 00:42:26+00:00
Document Index: 166266717

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 22', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3']

Regioni.it - n. 1957 del 23-01-2012 - Regioni.it
n. 1957 - lunedì 23 gennaio 2012
- Emergenza Nord Africa: criticità e possibili soluzioni
- L'impresa della semplificazione
- Internazionalizzazione imprese: Regioni su rappresentanza in cabina di regia
- Iorio presiede Euroregione Adriatica
- Formigoni: abbiamo fatto accordi elettorali davanti ai cittadini
- Distretti produttivi: progetti e risorse, emendamenti a precedenti decreti
Emergenza Nord Africa: criticità e possibili soluzioni
(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, ricevendo i rappresentanti del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, dell’UNHCR e di OIM ha fatto il punto sulla situazione creatasi a seguito dell’emergenza Nord Africa. L’occasione ha permesso anche di focalizzare alcune criticità e le possibili soluzioni che sono state riassunte in un documento approvato dalla Conferenza delle Regioni nella seduta del 19 gennaio, testo che è stato trasmesso ai rappresentanti dell’esecutivo e che è stato pubblicato sul sito www.regioni.it nella sezione “Conferenze”.
http://www.regioni.it/download.php?id=238844&field=allegato&module=news
Documento in merito all’emergenza Nord Africa: principali problematiche e possibili soluzioni
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, al fine di fare il punto sulla attuale fase della situazione creatasi a seguito dell’emergenza Nord Africa, ha ricevuto in audizione – per il tramite della Commissione politiche sociali - i rappresentanti del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, dell’UNHCR e di OIM e, nell’evidenziare congiuntamente la qualità con cui il Sistema ha fatto fronte all’emergenza, ha tuttavia raccolto e condiviso le principali criticità, tra cui si evidenziano le più rilevanti:
− l’insufficiente coinvolgimento degli Assessorati regionali alle Politiche sociali che sono invece chiamati ad esercitare un ruolo attivo in questa fase della vicenda, in cui occorre passare dalla gestione dell’emergenza alla organizzazione dell’accoglienza;
− la carenza di adeguati sistemi di monitoraggio delle strutture di accoglienza; l’eterogeneità nelle singole realtà territoriali di detti sistemi e la conseguente difformità dei servizi erogati alla persona;
− la questione dei minori stranieri non accompagnati, per i quali il Soggetto attuatore, che in una prima fase aveva scelto di gestire la vicenda in collaborazione con l’Anci, ha chiesto alle Regioni di svolgere un ruolo attivo, esercitando una funzione di coordinamento in stretto accordo con Anci e facendo in sostanza da filtro fra Comuni e strutture di accoglienza.
Fra le possibili soluzioni alle citate problematiche, la Conferenza ha individuato le seguenti:
• appare di fondamentale importanza avviare la fase di seconda accoglienza, affiancando alla gestione dell’emergenza affidata al sistema di Protezione civile, la gestione dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti – divenuta ormai prioritaria - mediante il coinvolgimento degli Assessorati alle politiche sociali. Al momento risulta che solo poche Regioni hanno scelto di far cooperare l’Assessorato alla Protezione Civile con quello delle Politiche Sociali, mentre è proprio questa metodologia che potrà consentire alle Regioni di organizzare con successo l’accoglienza sul territorio. Ciò a maggior ragione laddove si consideri che i richiedenti lo status di rifugiato che riceveranno il diniego, qualora facciano ricorso, saranno in carico ai servizi fino all’ultimo grado di giudizio; mentre coloro che otterranno lo status, resteranno sul nostro territorio ed avranno bisogno di un adeguato percorso di integrazione.
• Per superare la carenza di adeguati sistemi di monitoraggio la Conferenza condivide la proposta del Dipartimento di Protezione civile nazionale di trasferire ai Soggetti attuatori a livello regionale una metodologia di monitoraggio elaborata a livello centrale, in modo tale da rendere i vari sistemi di monitoraggio omogenei e fra loro compatibili. A tal fine si potrebbero organizzare su tutto il territorio nazionale incontri formativi e informativi.
• Con riferimento, infine, ai minori stranieri non accompagnati nell’ambito dell’emergenza del nord Africa, la Conferenza conviene di dare la propria disponibilità a collaborare con il Soggetto attuatore e con il Commissario straordinario. Considerate le competenze della materia in capo ai Comuni e il ruolo dell’ANCI definito nelle linee guida nazionali, la Conferenza ritiene necessario chiedere la nomina da parte dell’ANCI nazionale di referenti regionali per la materia. Una volta individuati i referenti regionali ANCI, ogni singola Regione valuterà congiuntamente sul proprio territorio, le modalità di collaborazione e gli strumenti operativi più adeguati alla creazione di un coordinamento regionale, che rappresenti un riferimento per il coordinamento nazionale.
Inoltre, al fine di rendere possibile una fase di fattiva collaborazione con l’obiettivo di percorsi di inserimento per tutti i minori non accompagnati presenti nel territorio la Conferenza ritiene necessario chiedere al Ministero di attivarsi per:
- compensare le spese pregresse in tempi rapidi;
- avere la segnalazione dei minori con identificazione certa (compresa l’età);
- avere il sostegno per le attività di inserimento lavorativo di risorse aggiuntive che facciano capo ad un piano regionale.
Appare, infine, utile che gli accordi maturati trovino formalizzazione in un protocollo di intesa tra Ministero Soggetto attuatore/ANCI/Regioni.
( red / 23.01.12 )
Dossier della Commissione attività produttive della Conferenza delle Regioni
L'impresa della semplificazione
Principali interventi normativi di semplificazione per le imprese adottati a livello nazionale nel periodo 2008 – 2011
(regioni.it) La Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha elaborato un dossier sui “Principali interventi normativi di semplificazione per le imprese adottati a livello nazionale nel periodo 2008 – 2011”. Il Dossier è stato pubblicato sul sito www.regioni.it , nella sezione “azImpresa” ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=238980&field=allegato&module=news
Per questo motivo si è ritenuto utile sistematizzare e mettere a confronto le diverse disposizioni secondo uno schema, chiamato “Guida ragionata”, che è stato articolato nelle seguenti sezioni:
3. Certificazioni delle imprese e acquisizioni d’ufficio ( modifiche al DPR 445/2000) controlli e sanzioni.
“Principali interventi normativi di semplificazione per le imprese adottati a livello nazionale nel periodo 2008 – 2011”.
Internazionalizzazione imprese: Regioni su rappresentanza in cabina di regia
(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta da Vasco Errani, ha chiesto - nella seduta del 19 gennaio - di modificare il comma 6 dell’articolo 22 della legge 214/2011 (la manovra di Dicembre del Governo Monti, il cosiddetto Decreto salva-Italia). Si tratta di quella parte normativa che con riferimento alla nascita dell’Agenzia per la promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle imprese italiane (dopo la soppressione dell’Istituto per il commercio estero, ICE) . Nel testo licenziato dal Parlamento e poi pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, nella parte relativa alla cabina di regia che dovrà fissare gli indirizzi ed il programma della futura agenzia, è stata prevista erroneamente la presenza del Presidente della Conferenza Stato-Regioni, anziché quella del Presidente della Conferenza delle Regioni si fa riferimento così come del resto erra stato già proposto dal Relatore e votato dalle Commissioni riunite V e VI della Camera dei Deputati il 13 dicembre 2011.
La richiesta è contenuta in un documento della Conferenza delle Regioni (consegnato al governo nel corso della Conferenza Stato-Regioni del 19 gennaio) pubblicato sul sito www.regioni.it (sezione “Conferenze”), il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=238843&field=allegato&module=news
Richiesta di modifica dell’art. 22, comma 6, del Decreto Legge n. 201/2011, convertito nella legge n. 214/2011, in merito alla rappresentanza delle Regioni nell’ambito della Cabina di regia competente in materia di promozione e internazionalizzazione delle imprese (ICE)
Il Testo del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito nella legge 22 dicembre 2011, n. 214 recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” ha apportato importanti modifiche a quanto precedentemente disposto in merito alla soppressione dell’ICE con la manovra del mese di luglio.
Viene infatti costituita l’Agenzia per la promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle imprese italiane, che subentra nei rapporti giuridici al soppresso ICE e che è sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero degli affari esteri.
Inoltre, in sede di conversione del Decreto in legge, un emendamento all’art. 22 comma 6 del DL proposto dal Relatore e votato dalle Commissioni riunite V e VI della Camera dei Deputati il 13 dicembre 2011, ha previsto che l’assunzione di linee guida e di indirizzo strategico in materia di promozione e internazionalizzazione delle imprese, anche per quanto riguarda la programmazione delle risorse, fosse attribuita ad una Cabina di regia, copresieduta dai Ministri degli Affari esteri e dello Sviluppo Economico e composta dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, dal Presidente della Conferenza delle Regioni e dai Presidenti, rispettivamente di Unioncamere, Confindustria, Rete Imprese Italia e ABI.
Tale modifica, sollecitata dalle Regioni e condivisa a livello centrale, era volta a modificare la previsione del comma 18 bis dell’art. 14 del DL 98/11, recuperando in tale Cabina di Regia il ruolo fondamentale delle Regioni nelle strategie dell’internazionalizzazione delle imprese in considerazione delle prerogative regionali costituzionalmente garantite.
Nonostante le Commissioni parlamentari abbiano approvato un emendamento che prevedeva la rappresentanza del Presidente della Conferenza delle Regioni, il testo approda in AULA (AC 4829-A) il giorno successivo, 14 dicembre 2011, modificato nel senso di inserire la rappresentanza del “Presidente della Conferenza permanente per i Rapporti tra lo Stato e le Regioni” in luogo di quella del Presidente della Conferenza delle Regioni. Tale formulazione verrà poi approvata dalla Camera il 16 dicembre con il voto di fiducia e in via definitiva dal Senato il 22 dicembre 2011.
Il provvedimento viene pubblicato, poi, sullo stesso supplemento ordinario, n. 276/L, della Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2011 sia sottoforma di “Modifiche apportate in sede di conversione al decreto” e sia come “Testo del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214”.
Da una verifica effettuata, risulta che i suddetti due testi pubblicati sono difformi, in quanto il primo reca il riferimento al “Presidente della Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato e le Regioni”, mentre il secondo al “Presidente della Conferenza delle Regioni”.
La Gazzetta ufficiale del 13 gennaio 2012 pubblica, poi, un Comunicato di rettifica relativo al “Testo del decreto legge 6 dicembre 2011, n.201, coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214, recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”, che corregge il riferimento alla rappresentanza del Presidente della Conferenza delle Regioni nella Cabina di regia sostituendolo con quella del Presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
Poiché è evidente che tale previsione non risulta coerente con la ratio della norma introdotta in sede di conversione del DL 201/11, che era quella di colmare il vulnus della mancata rappresentanza regionale nell’organismo già previsto dall’art. 14 del DL 98/11, è necessario correggere immediatamente tale disposizione nel primo provvedimento urgente adottato dal Governo nel senso qui di seguito proposto:
all’art. 22 comma 6, nel comma 18 bis le parole “dal presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano” sono sostituite dalle seguenti: “da un rappresentante delle Regioni”.
Iorio presiede Euroregione Adriatica
(regioni.it) A Dubrovnik, in Croazia, si è svolto il Comitato Esecutivo dell'Euroregione Adriatica sotto la Presidenza di Michele Iorio.
Quindi il presidente della Regione Molise ha presentato le Linee Programmatiche della sua Presidenza al Comitato che le ha approvate all'unanimità.
Si tratta di un Programma di azioni che intende vedere l'organismo interregionale quale interlocutore attento, interessato e partecipe delle varie iniziative in essere a livello comunitario ed internazionale nel bacino Adriatico e Ionico.
Si avvia dunque una nuova fase dell'Euroregione che dovrà agganciare, svolgendo un ruolo attivo e da protagonista, tutte le iniziative messe sul tappeto, ricercando collaborazioni, programmazioni comuni e prospettive per una maggiore aggregazione della presenza del Network su tutti i tavoli interistituzionali in atto. "Dal dibattito è emersa anche –ha aggiunto Iorio- una piena condivisione da parte di tutti delle idee che sostengono la strategia Macroregionale Adriatico-Ionica. Sono queste le basi su cui possiamo agevolmente lavorare e impegnarci, ritenendo tale azione parteattuativa del programma dell'Euroregione Adriatica".
[Molise] Iorio ha presentato le Linee Programmatiche della sua Presidenza al Comitato che le ha approvate all'unanimità, facendole proprie.
Formigoni: abbiamo fatto accordi elettorali davanti ai cittadini
(regioni.it) Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, è stato intervistato dal quotidiano “La Stampa” in merito alla minacciata possibilità che venga meno il sostegno politico alla Giunta.
Basta con la ''logica del ricatto – afferma Formigoni a La Stampa - Non e' interesse di nessuno innescare reazioni a catena che metterebbero a rischio diverse amministrazioni del Nord. Abbiamo valutazioni diverse in sede nazionale sul governo Monti, ma in Lombardia, Veneto e Piemonte abbiamo fatto accordi elettorali davanti ai cittadini e abbiamo tutti il dovere di rispettarli''.
La possibilita' di aprire all'opposizione in Regione ''e' un' ipotesi che non prendo nemmeno in considerazione perche' non credo alla premessa che la Lega faccia un passo del genere'', dice Formigoni. ''Andremo avanti insieme con grande forza, lavorando per trovare intese gia' alle amministrative di primavera, almeno in alcuni posti sensibili come Monza o Como''.
Sulle indagini che coinvolgono i consiglieri regionali, ''le accuse sollevate sono indubbiamente gravi. Per questo – spiega Formigoni - sto valutando azioni che possano garantire ancor piu' trasparenza nell'azione amministrativa. Piu' che rimpasto voglio lanciare un segnale forte in termini di regole: gli assessori regionali dovranno esserlo a tempo pieno. Chi decide di servire la Regione deve svolgere solo attività di governo''.
In merito al rimpasto della Giunta Formigoni ne aveva già parlato sabato in un’intervista al Corriere della Sera, intervenendo anche sulla questione di eliminare in futuro il listino bloccato alle lezioni regionali: “Bisogna sopprimerlo. Sono per la soppressione del listino bloccato in Regione e dei listoni bloccati in Parlamento. Le persone devono essere scelte dalla gente”.
[La Stampa] Formigoni: "Rompono l'alleanza. Ora basta ricatti".
[Corriere della Sera] Formigoni: "Penso a un rimpasto".
Distretti produttivi: progetti e risorse, emendamenti a precedenti decreti
(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, nella riunione del 19 gennaio, ha approvato una serie di emendamenti al testo di due Decreti del ministero dello sviluppo economico: il primo relativo ai progetti a favore dei distretti industriali, il secondo contiene invece il riparto delle risorse da assegnare ai distretti produttivi per l’anno 2008. Tali proposte emendative sono contenute in un documento pubblicato sul sito www.regioni.it nella sezione conferenze. Il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=238846&field=allegato&module=news
Emendamenti al Decreto del ministero dello sviluppo economico del 28 dicembre 2007 concernente: “progetti a favore dei distretti industriali” e al Decreto del ministero dello sviluppo economico del 7 maggio 2010 concernente: “Riparto delle risorse per l’annualità 2008, da assegnare a favore dei distretti produttivi, ai sensi dell’articolo 1, comma 890, della legge finanziaria 2007”
Con il DM 28 dicembre 2007 è stato stabilito, in attuazione dell’articolo 1, comma 890, della legge finanziaria 2007, un contributo statale a progetti in favore dei distretti produttivi adottati dalle regioni, per un ammontare massimo del 50% delle risorse pubbliche complessivamente impiegate in ciascun progetto. Con la recente nota del MISE prot. n. 0203248 del 27/10/2011, si sono forniti chiarimenti in ordine alla chiusura dei progetti regionali a favore dei distretti di cui al DM 28/12/2007. Il termine per completare i progetti regionali a favore dei distretti è scaduto ad ottobre 2011 e da tempo alcune Regioni avevano sollevato al MISE la necessità di ricorrere all’istituto della proroga poiché non avrebbero potuto concludere i progetti entro il termine previsto. Purtroppo, con la suddetta nota, il MISE ha comunicato che la proroga non è prevista dal DM e di conseguenza che la previsione di un differimento della scadenza può essere contenuta in un apposito provvedimento di pari natura giuridica. Inoltre, il MISE ha bocciato anche l’ipotesi di considerare concluso il progetto regionale a seguito dell’impegno di spesa a favore dei singoli beneficiari, conseguente all’approvazione delle graduatorie previste nei bandi pubblicati.
Le ragioni che hanno portato al ritardo nell’utilizzo delle risorse sono molteplici e tra queste le più rimarchevoli possono essere state:
- aver presentato progetti regionali con quote di cofinanziamento molto eccedenti la quota minima del 50% che pertanto hanno previsto la realizzazione di programmi di investimento di notevole entità e complessità, in sintonia, peraltro, con lo spirito del Decreto stesso che prevede premialità per le Regioni che partecipano con risorse proprie superiori alla quota minima indicata dal provvedimento;
- aver presentato progetti regionali con ambiti più ristretti di quelli contemplati dal DM, con conseguente necessità, da parte delle Regioni e Province autonome, di rimodulare i progetti nel caso in cui le domande pervenute non sono risultate sufficienti per il pieno utilizzo delle risorse pubbliche stanziate;
- avere previsto nel progetto un termine di conclusione e di rendicontazione superiore ai 36 mesi, con conseguente difficoltà di completare i singoli interventi nel rispetto del termine stabilito dal DM;
- non aver potuto prevedere un maggiore cofinanziamento regionale, come valvola di sfogo in caso di caduta di progetti.
Tra le modalità di assegnazione ed erogazione del cofinanziamento alle Regioni e Province autonome, di cui all’articolo 3 del DM, era contemplata anche una serie di meccanismi che avrebbero dovuto consentire il reimpiego di eventuali risorse finanziarie che si fossero rese disponibili.
Tali meccanismi, tuttavia, hanno funzionato bene solo nel caso della mancata presentazione di progetti, garantendo immediatamente una nuova ripartizione ed assegnazione aggiuntiva a favore di quelle regioni o province autonome che avevano manifestato un fabbisogno di cofinanziamento superiore a quanto già loro assegnato.
Purtroppo, invece, per verificare il vero utilizzo del cofinanziamento statale si deve aspettare la scadenza del termine di 36 mesi (dalla data di assegnazione delle risorse). Solo dopo tale termine, infatti, si può determinare la definitiva mancata assegnazione di ulteriori acconti e del saldo del cofinanziamento spettante, con la conseguente eventuale restituzione della quota di acconto già assegnata e non spettante e la successiva ripartizione ed assegnazione delle economie alle cosiddette regioni “virtuose”.
Per quanto sopra esposto, al fine di garantire il pieno utilizzo delle risorse assegnate alle regioni e province autonome, ai sensi dell’art. 4, comma 1, che ha stabilito che le risorse finanziarie, pari a 50 milioni di euro, venissero così ripartite:
- euro 40 milioni per il cofinanziamento dei progetti di cui all’art. 1, comma 1, ovvero a favore dei distretti produttivi adottati dalle regioni e province autonome;
- euro 10 milioni destinati per il finanziamento dei progetti nazionali di cui all’art. 1, comma 2, ovvero i progetti attuati dal MISE;
e considerato che la maggioranza delle regioni e province autonome necessita di un differimento della scadenza al 31 dicembre 2012 si chiede la modifica del comma 4 dell’art. 3 del decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 28 dicembre 2007, così come riportato in calce alla presente relazione illustrativa (ALLEGATO A).
Peraltro, proprio per garantire il pieno utilizzo delle risorse assegnate alle regioni e province autonome (così come, immaginiamo, sarà garantito l’utilizzo dei 10 milioni assegnati ai progetti nazionali e non ancora spesi), con la proposta di nuovo comma 4 dell’art. 3 si contempla un meccanismo per utilizzare le eventuali risorse che si dovessero rendere disponibili, anche dopo il differimento della scadenza originariamente prevista. Infatti, si prevede che dopo il 31/12/2012, le ulteriori economie di spesa vadano utilizzate per i progetti regionali a favore dei distretti, che saranno approvati dal Ministero Sviluppo economico, in conformità al successivo decreto ministeriale, emanato ai sensi dell’articolo 1, comma 890, della legge finanziaria 2007.
Infine, si ritiene necessario apportare analoghe modifiche al DM del 7 maggio 2010, prevedendo un differimento della scadenza al 31 dicembre 2015, considerato che le problematiche connesse alla chiusura dei progetti regionali a favore dei distretti di cui al DM 28 dicembre 2007 (a valere sulle risorse del 2007) potranno verificarsi anche per l’analogo decreto del 7 maggio 2010 concernente: “Riparto delle risorse per l’annualità 2008, da assegnare a favore dei distretti produttivi, ai sensi dell’articolo 1, comma 890, della legge finanziaria 2007”.
Per quanto riguarda, invece, il meccanismo per utilizzare le eventuali risorse che si dovessero rendere disponibili, anche dopo il differimento della scadenza originariamente prevista, si ritiene necessario prevedere un differente utilizzo, a causa della mancanza di un ulteriore decreto ministeriale, emanato ai sensi dell’articolo 1, comma 890, della legge finanziaria 2007.
Per questo motivo si propone che le eventuali economie di spesa, che si dovessero accertare dopo il nuovo termine del 31/12/2015, siano ripartite e assegnate in una unica soluzione, con i criteri e per le finalità di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2003, a tutte le Regioni e Province autonome per essere destinate prevalentemente a favore dei distretti e reti di impresa.
Si chiede, pertanto, anche la modifica del comma 9 dell’art. 3 del decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 7 maggio 2010, così come riportato in calce alla presente relazione illustrativa (ALLEGATO A).
EMENDAMENTI AL DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DEL 28 DICEMBRE 2007
Il comma 4 dell’art. 3 del decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 28 dicembre 2007 è sostituito dal seguente:
“I Progetti finanziati con il presente decreto devono essere completati entro il 31/12/2012, per una quota pari almeno al valore del cofinanziamento statale assegnato ad ogni singola Regione, ai sensi del successivo comma 2 art. 4, incrementato dalla quota di pari importo a carico dell’amministrazione regionale. Le eventuali economie di spesa che si dovessero accertare dopo tale termine sono ripartite e assegnate in una unica soluzione, con i criteri di cui al comma 2, alle Regioni e Province autonome che hanno cofinanziato in modo superiore a quanto loro assegnato. Tali risorse vanno utilizzate per i progetti regionali a favore dei distretti, che saranno approvati dal Ministero Sviluppo economico a valere sui successivi decreti ministeriali, emanati ai sensi dell’articolo 1, comma 890, della legge finanziaria 2007.”
EMENDAMENTI AL DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DEL 7 MAGGIO 2010
Il comma 9 dell’art. 3 del decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 7 maggio 2010 è sostituito dal seguente:
“I progetti finanziati con il presente decreto devono essere completati entro il 31 dicembre 2015, per una quota pari almeno al valore del cofinanziamento statale assegnato ad ogni singola Regione, ai sensi del successivo comma 2 art. 4, incrementato dalla quota di pari importo a carico dell’amministrazione regionale inclusi gli interventi attivati con le eventuali risorse aggiuntive assegnate, ai sensi del comma 4 dell’art. 3 del decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 28 dicembre 2007. Le eventuali economie di spesa che si dovessero accertare dopo tale termine sono ripartite e assegnate in una unica soluzione, con i criteri di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2003, a tutte le Regioni e Province autonome per essere destinate prioritariamente a favore dei distretti e delle reti di impresa.”