Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9618-del-13-04-2017
Timestamp: 2020-08-13 18:20:13+00:00
Document Index: 47292969

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 36', 'art. 132', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 9618 del 13/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9618 del 13/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 13/04/2017, (ud. 23/03/2017, dep.13/04/2017), n. 9618
sul ricorso 121/2016 proposto da:
avverso la sentenza n. 2921/39/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
partecipata del 23/03/2017 dai Consigliere Dott. GIULIA IOFRIDA.
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di N.B. (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio Sezione staccata di Latina n. 2921/39/2015, depositata in data 21/05/2015, con la quale – in controversia concernente le riunite impugnazioni di avvisi di accertamento emessi per maggiore IRPEF, IRAP ed IVA dovute in relazione agli anni d’imposta 2005 e 2006 a seguito di rideterminazione in via induttiva del reddito d’impresa (commercio al dettaglio di materiali edili), stante l’omessa dichiarazione, – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, nel respingere i gravame dell’Agenzia delle Entrate, hanno sostenuto che Ufficio non aveva “chiarito gli elementi fondati con i quali determinare i maggiori ricavi” nè aveva “validamente contrastato le giustificazioni fornite dal contribuente con prove documentali”, cosicchè non potevano essere condivise “tutte le presunzioni ed i rilievi operati dall’Ufficio” ed erano state “verificate correttamente registrazioni contabili e costi confluiti anche nella formazione del bilancio”.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la nuilità della sentenza, ex art. 360 c.p.c., n. 4, per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2 e dell’art. 132 c.p.c. comma 2 n. 4.
La C.T.R. si è limitata a rinviare del tutto genericamente a quanto accertato dai giudici di primo grado – neppure potendosi peraltro individuare un richiamo per relationem alla motivazione espressa dai giudici di primo grado, secondo quanto chiarito dalle Sezioni Unite di questa Corte nella sentenza n. 642/2015 – senza dare conto dell’esame dei motivi di appello dell’Ufficio e senza motivare sulle circostanze specifiche del caso concreto. Vengono utilizzate formule di stile che non rispondono alle specifiche doglianze mosse dall’appellante. Difetta pertanto la spiegazione, in maniera chiara, univoca ed esaustiva, delle ragioni, attribuibili ai giudicante, giustificanti la decisione di rigetto di tale gravame.
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del ricorso, va cassata la sentenza impugnata con rinvio alla C.T.R. dei Lazio, in diversa composizione. Il giudice del rinvio provvederà alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata; rinvia alla C.T.R. del Lazio in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.