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Timestamp: 2020-02-28 05:05:23+00:00
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Interventi a carico dell'usufruttario e quelli a carico del nudo proprietario
Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2019 Interventi a carico dell’usufruttario e quelli a carico del nudo proprietario
Corte di Cassazione, sezione seconda civile, Ordinanza 12 settembre 2019, n. 22797.
Ordinanza 12 settembre 2019, n. 22797
Ai fini della distinzione tra gli interventi a carico dell’usufruttario e quelli a carico del nudo proprietario, non rileva la maggiore o minore attualità del danno da riparare, bensì il carattere ordinario o straordinario dell’opera, poiché, in considerazione della natura dei rispettivi diritti, l’usufruttuario ha l’onere di provvedere a quanto attiene alla conservazione ed al godimento della cosa, mentre sono riservate al nudo proprietario le opere che incidono sulla struttura, la sostanza e la destinazione della stessa, potendosi a tal fine ritenere straordinaria – stante la non tassatività dell’elencazione contenuta all’art. 1005 c.c. – quell’opera che importa la sostituzione o il ripristino di un elemento essenziale della struttura della cosa, finalizzati non già alla mera conservazione del bene, che resta a carico dell’usufruttuario, ma alla prevenzione o eliminazione di cedimenti e deterioramenti legati alla vetustà.
sul ricorso 28299/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 1863/2015 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE, depositata il 03/11/2015;
udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 16/05/2019 dal Consigliere Dott. ROSSANA GIANNACCARI.
1. Con atto di citazione regolarmente notificato, (OMISSIS), quale usufruttuaria di un immobile di proprieta’ di cui (OMISSIS) era nudo proprietario, assumendo di aver dovuto provvedere a lavori ed opere di manutenzione straordinaria, lo conveniva davanti al Tribunale di Livorno per sentirlo condannare al rimborso delle spese sostenute.
2. La Corte di Appello di Firenze, con sentenza n. 1863/2015 del 3.11.2015, accogliendo l’appello proposto dal (OMISSIS) e respingendo l’appello incidentale della (OMISSIS), riformava la sentenza impugnata e, per l’effetto, rigettava la domanda di rimborso delle spese straordinarie proposta dalla (OMISSIS).
4. In prossimita’ dell’udienza, (OMISSIS) ha depositato memorie illustrative.
1. Con il primo motivo, si deduce, ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione dell’articolo 342 c.p.c., per non aver la Corte territoriale dichiarato l’inammissibilita’ dell’appello proposto da (OMISSIS), con atto di citazione del 18-23.09.2014, avverso la sentenza del Tribunale di Livorno. Infatti, lo (OMISSIS) non avrebbe individuato, nei motivi d’appello, le parti della sentenza che intendeva appellare in correlazione con la motivazione della sentenza, limitandosi a richiamare le valutazioni del CTU, senza fornire o sottoporre al giudice di appello le proprie diverse valutazioni o censure. L’appello avrebbe riproposto una generica censura alla sentenza di primo grado, attraverso una pedissequa riproposizione delle ragioni poste a fondamento della domanda, omettendo di indicare la pronuncia che la Corte d’Appello avrebbe dovuto adottare in sostituzione di quella emessa dal Tribunale.
2. Con il secondo motivo, si deduce, ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione dell’articolo 1005 c.c., perche’ la Corte territoriale non avrebbe riconosciuto la natura di riparazioni straordinarie alle opere ed agli interventi effettuati dalla ricorrente. Inoltre, ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, si censura l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, che era stato oggetto di discussione tra le parti, per non aver la Corte territoriale accertato l’esistenza delle condizioni precarie dell’immobile. Deduce la ricorrente che tale accertamento avrebbe fatto ritenere gli interventi e le opere eseguite come riparazioni straordinarie, infatti – richiamando i capitoli di prova a pag. 41 sarebbe emerso il fatto che pioveva dal tetto, che le mattonelle fossero spezzate e che la vasca da bagno fosse incrinata. La ricorrente contesta, altresi’, l’affermazione della corte territoriale, secondo cui i precedenti lavori risalivano al 1995, mentre, risulterebbe dalla relazione tecnica che le opere di ristrutturazioni fossero state effettuate nel 1985.
5. Poiche’ il ricorso principale e’ stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed e’ stato rigettato, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilita’ 2013), che ha aggiunto del Testo Unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, il comma 1-quater – della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.
In caso di sentenza di rigetto dell’opposizione proposta avverso il decreto...
renatodisa - 29 Gennaio 2020