Source: http://www.arcier.it/p/28/statuto-di-associazione-arci-emilia-romagna.html
Timestamp: 2020-05-29 09:18:10+00:00
Document Index: 29110612

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 41', 'art.24', 'art.26', 'art. 36', 'art. 16', 'art. 14', 'art. 29', 'art. 15', 'art. 14', 'art.13', 'art. 14', 'art. 49']

ARCIER - Statuto di Arci Emilia Romagna APS
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Statuto di Arci Emilia Romagna APS
Testo approvato dal Consiglio Regionale Arci ER – 09/07/2019
“ARCI EMILIA ROMAGNA APS”
“ARCI EMILIA-ROMAGNA APS” (di seguito denominata “ARCI E.R.”) è una associazione di promozione sociale ai sensi del Codice del Terzo settore (D.lgs. 117/2017, di seguito indicato come CTS) con sede in Bologna, via Santa Maria Maggiore n. 1, autonoma e pluralista, si configura come:
- istanza organizzativa e politica di ARCI APS (di seguito indicata come ARCI) sul territorio regionale, adottandone lo Statuto Nazionale nelle parti di competenza.
ARCI Emilia-Romagna APS è il Comitato Regionale dell’ARCI nazionale ai sensi del Titolo III dello Statuto nazionale.
Il trasferimento della sede legale all’interno del medesimo Comune deliberato dall’Assemblea degli associati non necessita di modifica statutaria.
ARCI promuove, sostiene e tutela l'autorganizzazione delle persone in quanto pratica fondamentale di democrazia e concreta risposta ai bisogni delle comunità. È un'associazione partecipata dai cittadini, in cui ogni socio/a può concorrere in prima persona ai processi decisionali, anche adottando sistemi di rappresentanza.
ARCI sostiene l'idea di un sistema democratico che sappia valorizzare la partecipazione dei cittadini e delle cittadine, il principio di sussidiarietà di cui all'art. 118, quarto comma, della Costituzione, il ruolo dell'associazionismo e del Terzo settore.
ARCI esprime in pieno la propria autonoma soggettività politica interloquendo direttamente, in forza del suo agire sociale, con tutti gli altri soggetti della società.
ARCI E.R. è impegnata affinché la libertà di associazione, la prima libertà costitutiva di un sistema democratico, sia salvaguardata e garantita ovunque.
Svolge funzione di rappresentanza politica dell’Associazione ARCI a livello regionale. La tutela, la salvaguardia, la valorizzazione del proprio patrimonio associativo e circolistico sono l'elemento fondante di ARCI. In questo senso, l'Associazione è impegnata per la più ampia affermazione dei valori associativi, per la tutela su tutto il territorio delle organizzazioni aderenti, nonché per lo sviluppo di nuovo associazionismo e del Terzo settore, anche a livello internazionale.
Sono finalità di ARCI E.R. e dell’associazione ARCI:
c) il riconoscimento dei diritti culturali, la promozione dell'accesso universale alla conoscenza, al sapere, all'educazione, alla cultura, all'uso delle nuove tecnologie della comunicazione, la promozione dell'inclusione digitale (e-Inclusion);
x) la promozione di politiche di difesa, di sostegno e valorizzazione delle persone con disabilità
ee) la promozione di servizi rivolti alla comunità e alle persone, che rappresentino nuove opportunità di inserimento sociale, di affermazione di diritti, di risposta ai bisogni che si esprimono nel territorio
ARCI E.R. persegue le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale di cui all'art. 2 mediante lo svolgimento in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi, delle seguenti attività di interesse generale di cui all’art. 5 del CTS:
a) interventi e servizi sociali ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni, e interventi, servizi e prestazioni di cui alla legge 5 febbraioà1992, n. 104, e alla legge 22 giugno 2016, n. 112, e successive modificazioni;
Inoltre, ARCI E.R., a titolo esemplificativo e non esaustivo
- realizza, autonomamente o in collaborazione con gli associati e le organizzazioni aderenti, progettazione in ambito sociale, culturale e artistico;
- promuove campagne di proselitismo e diffusione della cultura associativa a supporto delle organizzazioni aderenti;
- attiva servizi di consulenza, informazione e comunicazione a favore delle associazioni affiliate;
- attiva percorsi di formazione sulle problematiche del terzo settore in generale e su specifiche materie (accoglienza umanitaria, cooperazione internazionale, organizzazione di manifestazioni culturali, etc.);
- In concorso con i Comitati Territoriali, cura la gestione di servizi comuni e la realizzazione di attività specifiche;
- svolge attività di co-progettazione in rapporto con gli enti pubblici regionali;
- su delega del livello nazionale potrà curare le relazioni con l'ufficio regionale del Registro unico del Terzo settore in qualità di articolazione della rete nazionale ARCI.
In generale sono potenziali settori di intervento di ARCI E.R. e delle organizzazioni aderenti, ove compatibili, le attività di cui all'articolo 5 del CTS e all'art. 2 del Decreto impresa sociale (D.lgs. 112/2017) e successive modificazioni e integrazioni.
ARCI E.R. potrà esercitare, ai sensi dell'Art. 6 del CTS, attività diverse da quelle di cui al presente articolo, secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale, come individuate dalla Presidenza conformemente alle linee di indirizzo del Consiglio Regionale e congressuali, nonché raccolte fondi ai sensi dell’art. 7 del medesimo decreto.
ARCI E.R. si avvale prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai/dalle propri/e associati/e o delle persone associate alle organizzazioni aderenti; potrà inoltre avvalersi, in caso di particolare necessità, per lo svolgimento dell'attività di interesse generale ed il perseguimento delle finalità, di prestazioni di lavoro dipendente, autonomo o di altra natura, anche ricorrendo ai/alle propri/e associati/e, secondo i limiti e le modalità stabiliti dalla normativa vigente.
ARCI aderisce alla “Federazione ARCI” contribuendo al perseguimento dei fini statutari e alla realizzazione del programma della stessa.
In virtù di questa appartenenza, le associazioni aderenti ad ARCI beneficiano degli effetti del riconoscimento del carattere assistenziale delle finalità perseguite (DM 1017022/12000A del 2/8/67 Ministero dell'Interno).
Il "logo" e la denominazione ARCI sono patrimonio dell'associazione nazionale, così come la sua bandiera formata da sei bande orizzontali di uguale misura nei colori azzurro, giallo, rosso, nero, bianco e verde con al centro la scritta ARCI, e come tali alla stessa ARCI ne è demandato l'uso in via esclusiva. La rescissione volontaria o per esclusione del rapporto associativo di un soggetto aderente, determinano l'automatico ed immediato divieto al loro utilizzo in qualsiasi forma.
Possono aderire ad ARCI E.R.:
- le persone che approvano le finalità e lo statuto delle strutture di base cui aderiscono, indipendentemente dalla propria identità di genere e orientamento sessuale, nazionalità, appartenenza etnica e religiosa;
- associazioni di promozione sociale (APS);
- associazioni che adottino la qualifica di ente del Terzo settore (ODV, Enti filantropici, Imprese sociali costituite in forma di associazione, altre associazioni ETS);
- altre associazioni senza scopo di lucro;
- le Società di Mutuo Soccorso (SMS, disciplinate dalla L. 3818/1886 e successive modificazioni);
- le associazioni di secondo livello con la qualifica di ente del Terzo settore;
- le cooperative con la qualifica di Impresa sociale ai sensi del D.lgs. 112/2017 (cooperative sociali A/B, altre cooperative con qualifica di impresa sociale);
- al recepimento delle previsioni statutarie espresse dallo Statuto Nazionale relativamente ai titoli I, II, III, V sez. A, e all'art. 41;
- all'acquisizione del certificato di adesione per ciascuno dei soggetti appartenenti all'organizzazione aderente e l'adozione della tessera nazionale dell'Associazione quale propria tessera sociale.
Gli/le aspiranti soci/e persone fisiche devono presentare domanda presso una struttura di base aderente, menzionando il proprio nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita unitamente all'attestazione di accettare e attenersi allo statuto, al regolamento interno e alle deliberazioni degli organi sociali.
- le generalità dei soggetti che hanno la rappresentanza legale dell'ente;
unitamente alla copia del proprio statuto sociale e della delibera della propria Assemblea che formalizzi la domanda di adesione e attesti l'accettazione e l'impegno ad attenersi allo statuto, ai regolamenti interni e alle deliberazioni degli organi sociali.
Le organizzazioni aderenti sono i principali soggetti dell'iniziativa associativa e politica di ARCI E.R. La loro adesione è subordinata all'esistenza nel proprio statuto di quelle norme e principi inderogabili che sono il fondamento sia etico che giuridico di ARCI APS, quali: l'assenza di fini di lucro; i principi di democrazia, partecipazione e collegialità; la trasparenza amministrativa; la titolarità di diritti sostanziali per tutti gli associati.
ARCI E.R. riconosce autonomia giuridica, organizzativa, amministrativa e patrimoniale, alle organizzazioni aderenti regolarmente costituite su scala regionale, territoriale e locale in spirito federale.
- approvare il rendiconto economico e finanziario, o il bilancio consuntivo e l'eventuale documento economico di previsione delle diverse articolazioni dell'associazione;
- eleggere gli organismi di direzione, di garanzia e di controllo ed essere eletti/e negli stessi;
- esaminare i libri sociali, previa richiesta scritta all'organo di amministrazione;
I/le soci/e sono tenuti/e a:
- osservare lo statuto, i regolamenti, il codice etico, e le delibere degli organismi dirigenti;
- in caso di decesso del/la socio/a o di scioglimento dell'organizzazione;
- per il mancato versamento della quota associativa o della quota di adesione annuale;
ARCI E.R., in qualità di articolazione regionale e in armonia con le normative vigenti, su delega della Rete associativa nazionale, potrà:
- svolgere attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione o supporto delle organizzazioni aderenti e delle loro attività di interesse generale, anche allo scopo di promuoverne ed accrescerne la rappresentatività presso i soggetti istituzionali, ed anche attraverso l’utilizzo di strumenti informativi idonei a garantire conoscibilità e trasparenza in favore del pubblico e dei/delle soci/e;
- monitorare l’attività delle organizzazioni aderenti, anche con riguardo all'impatto sociale, al fine di predisporre la relazione annuale al Consiglio nazionale del Terzo settore;
- promuovere e sviluppare le attività di controllo, anche sotto forma di autocontrollo e assistenza tecnica nei confronti delle organizzazioni aderenti.
ARCI E.R. in qualità di Comitato Regionale esprime e garantisce la direzione politica e organizzativa dell'Associazione a livello regionale.
Coordina, valorizza, tutela e promuove l'azione dei Comitati Territoriali dell’Emilia-Romagna.
ARCI E.R. si occupa di valutare l'opportunità o la necessità di istituire un nuovo Comitato Territoriale, in accordo con gli organismi di direzione nazionale.
- l'identificazione di un'area di competenza con caratteri di continuità territoriale e di coerenza dal punto di vista storico, sociale e/o amministrativo;
- un numero minimo di tre associazioni di promozione sociale e un numero rappresentativo di soci/e esistente nell'area di competenza;
- un numero di altri enti di Terzo settore o senza scopo di lucro non superiore al cinquanta per cento del numero delle associazioni di promozione sociale aderenti;
- la dotazione di strumenti essenziali per svolgere le proprie funzioni.
Il Congresso Regionale assume le funzioni di assemblea plenaria si svolge di norma ogni 4 anni, nelle forme stabilite dal Consiglio Regionale; esso ha il compito di:
- discutere e approvare il programma generale dell'Associazione;
- discutere e approvare le proposte di modifica dello Statuto;
- eleggere il Collegio Regionale dei Revisori dei conti.
Il Congresso Regionale può anche svolgersi in forma straordinaria; in tal caso, esso si svolge entro tre mesi dalla delibera del Consiglio Regionale che ne ha richiesto la convocazione, ovvero dalla richiesta motivata della maggioranza dei componenti del Consiglio Regionale ovvero dai Consigli Direttivi di Comitati Territoriali che rappresentino almeno un terzo dei soci a livello regionale; in ogni caso è il Consiglio Regionale a stabilirne le norme di svolgimento. Il Congresso Regionale straordinario delibera unicamente sugli argomenti che ne hanno richiesto la convocazione.
Il Consiglio Regionale è il massimo organismo di indirizzo e rappresentanza dell'Associazione tra un Congresso e l'altro, ai sensi dell’art.24 del CTS, esso ha il compito di:
- discutere e approvare il bilancio preventivo e consuntivo nonché eventuali variazioni di bilancio;
- nominare e revocare la Presidenza;
- deliberare in ordine all’ingresso di nuove associazioni;
- dare mandato al Presidente di intervenire in giudizio nei casi previsti dalle leggi vigenti;
Il Consiglio Regionale si riunisca almeno due volte l’anno su convocazione del Presidente o qualora ne facciano richiesta motivata almeno 1/3 dei suoi componenti.
- l’80% con criterio proporzionale in base ai tesserati dei Comitati Territoriali nell’anno precedente a quello di svolgimento Congresso;
Il Congresso elegge, inoltre, un numero di consiglieri supplenti nell’ordine massimo di due per ogni Comitato Territoriale per far fronte ad eventuali dimissioni nell’arco di tempo che intercorre tra un Congresso e l’altro.
La Presidenza Regionale è nominata dal Consiglio Regionale, su proposta del Presidente Regionale, garantendo la presenza di ogni comitato Territoriale regolarmente costituito. Essa è l’organo di amministrazione dell’Associazione, così come previsto dall’art.26 del CTS e ha il compito di:
- intervenire sull’andamento della gestione del bilancio;
- compiere tutti gli atti necessari alla rappresentanza esterna dell’Associazione.
- esercita la direzione dell’Associazione e la rappresenta in giudizio e verso terzi;
- può contrarre obbligazioni in nome e per conto di ARCI E.R. nei limiti delle presunte esigenze ordinarie e compatibilità, anche sotto forma di fidi bancari e prestiti, nonché operare l’apertura di conti correnti bancari e postali, su deliberazione degli organismi dirigenti.
In caso di assenza o impedimento prolungati del Presidente, tutti i suoi poteri e la legale rappresentanza sono conferiti al Vicepresidente il quale provvederà, entro e non oltre 60 giorni, a convocare il Consiglio Regionale per l’elezione del nuovo Presidente.
I principi generali ai quali si ispira e si uniforma la vita associativa dell'ARCI sono: l'uguaglianza di diritti tra tutti/e i/le soci/e; il loro diritto alle garanzie democratiche; l'adozione di strumenti democratici di governo; la trasparenza delle decisioni e la loro verificabilità.
L'ARCI adotta il principio generale che a nessun livello soggetti collettivi o comitati abbiano, di norma, in un organismo una rappresentanza corrispondente alla maggioranza assoluta del medesimo.
In armonia con i principi su esposti la convocazione degli organismi deve avvenire sulla base di modalità e tempi che consentano la più ampia partecipazione dei/delle componenti, e che saranno più precisamente definiti nel previsto Regolamento.
Di norma le decisioni degli organismi dirigenti sono valide a maggioranza semplice dei/delle presenti; è richiesta una maggioranza assoluta dei/delle componenti effettivamente in carica nei casi di:
- approvazione dei documenti economici di cui all'art. 36 e loro variazioni;
Per le delibere di modifiche statutario consistenti nel recepimento di intervenute novità normative vincolanti di cui all'art. 16 è sufficiente la maggioranza degli intervenuti.
Gli organismi di direzione di cui all'art. 14 e gli organi di garanzia e controllo di cui all'art. 29 curano il proprio libro verbali, ai sensi dell'art. 15 del CTS.
Le delibere degli organismi e i libri sociali, e in ogni caso tutti gli atti di particolare rilevanza, devono essere trasmessi, o comunque resi accessibili, ai componenti l'organismo e di essi deve esser data adeguata informazione al corpo sociale. Devono inoltre essere conservati e restare a disposizione degli aventi diritto per la consultazione.
Il/la Presidente Regionale formula le proposte di sua competenza per quanto riguarda l'assetto di organismi e funzioni, consultando i comitati territoriali.
L'elezione di organismi dirigenti ed esecutivi ad ogni livello avviene di norma a scrutinio segreto, salvo diversa decisione presa a maggioranza degli/delle aventi diritto.
Gli organismi di direzione di cui all'art. 14 devono dotarsi entro 6 mesi dall’insediamento, di un regolamento che determini le loro modalità di funzionamento e le forme di incompatibilità e di decadenza delle cariche di Presidente e componente degli organismi esecutivi.
Il Collegio dei Garanti dovrà vigilare su tali adempimenti relazionare al Consiglio circa la sua attuazione.
In caso di gravi violazioni dei principi statutari, del codice etico e/o delle normative vigenti, o di comportamenti comunque lesivi dell'integrità dell'Associazione da parte di un'organizzazione aderente al livello regionale, il Comitato Regionale può, a seguito di tentativi infruttuosi di ripristinare la legittimità, richiedere al/alla legale rappresentante di detta organizzazione la convocazione di una assemblea straordinaria. A fronte di un persistente rifiuto e al permanere delle condizioni suddette, il/la Presidente del Comitato Regionale può procedere direttamente alla convocazione dell'assemblea, dandone informazione al Collegio dei Garanti e al livello organizzativo sovraordinato.
- verificare la conformità degli statuti dei comitati, come da art.13;
Nel caso di controversie tra organismi dirigenti, l'ambito di giurisdizione del Collegio dei Garanti è relativo alle questioni o alle controversie che sorgono nel livello organizzativo immediatamente sott’ordinato, fatta eccezione per il livello nazionale, per il quale è competente il Collegio Nazionale dei Garanti.
Il Collegio Regionale dei Garanti, oltre che agire nell'ambito proprio di competenza, assume anche le funzioni di organo di appello nei giudizi resi dai Collegi dei Garanti dei livelli sott’ordinati.
I comitati territoriali possono demandare al Collegio dei Garanti regionale le funzioni dei Collegi territoriali.
- presentare al Consiglio una relazione scritta sul rendiconto economico e finanziario o bilancio consuntivo.
- vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione; anche con riferimento alle disposizioni del D.lgs. 231/2001, qualora applicabili, nonché sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento;
- esercitare il controllo contabile, nel caso in cui non sia nominato un soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
- monitorare dell'osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, avuto particolare riguardo alle disposizioni di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 del CTS, ed attestare che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida di cui all'articolo 14 CTS. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dai sindaci.
- potrà incaricare della revisione legale dei conti il Collegio dei Sindaci revisori, qualora sia costituito da revisori legali iscritti nell'apposito registro;
- ovvero nominerà un revisore legale dei conti o una società di revisione legale iscritti nell'apposito registro.
- erogazioni liberali vincolate, donazioni, lasciti;
- le quote annuali di adesione e tesseramento dei/delle soci/e e delle organizzazioni aderenti;
- le erogazioni liberali;
- le raccolte fondi;
- il documento economico di previsione, che deve essere discusso ed approvato dal Consiglio entro l'inizio dell'esercizio a cui si riferisce. Può essere prevista deroga in caso di comprovata necessità o impedimento, adottando criteri di esercizio provvisorio;
- il bilancio di esercizio, formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto gestionale, con l'indicazione dei proventi e degli oneri del Comitato regionale, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l'andamento economico e finanziario dell'associazione e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie. Il bilancio deve essere approvato dal Consiglio entro 4 mesi dal termine dell'esercizio a cui fa riferimento. Può essere prevista deroga in caso di comprovata necessità o impedimento.
- Il bilancio sociale, nei casi previsti dall'art. 14 CTS, redatto secondo linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
- piani pluriennali di investimento che devono essere approvati dal Consiglio Direttivo.
Il Consiglio, entro 12 mesi dall'insediamento, approva un Regolamento Amministrativo per il Comitato Regionale.
Fatto salvo quanto previsto dall’art. 49 del CTS lo scioglimento dell'ARCI E.R. può essere deliberato, con la maggioranza dei 3/5 degli aventi diritto, solo da un Congresso appositamente convocato. In caso di estinzione o scioglimento, il patrimonio del Comitato regionale, dedotte le passività, sarà devoluto, previo parere positivo dell'Ufficio regionale del Registro unico nazionale del Terzo settore e salva diversa destinazione imposta dalla legge, al livello associativo sovraordinato, secondo le modalità stabilite da un collegio di liquidatori appositamente costituito ed in armonia con quanto disposto al riguardo dalle norme vigenti.
Art. 40 – disposizione transitoria