Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/163/tutte
Timestamp: 2020-04-04 01:48:52+00:00
Document Index: 79257060

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 163', 'sentenza ', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 185', 'art. 163', 'art.163', 'art.116', 'art.106', 'art.163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 162', 'art. 163', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 105', 'art. 105', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'sentenza ', 'art. 160', 'sentenza ', 'art. 173', 'art. 173', 'art. 163', 'art. 180', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 161', 'art. 163', 'art. 108', 'art. 163', 'art. 173', 'art.163', 'art.163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 107', 'art. 490', 'art. 107', 'art. 163', 'art. 108', 'art- 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 169', 'art. 163', 'art.163', 'art. 108', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 161', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 182', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2467', 'art. 163', 'art. 160', 'art. 160', 'art. 163', 'art. 3', 'art. 163', 'art. 162', 'art. 160', 'art. 182']

Concordato preventivo – Liquidazione dei beni – Natura coattiva delle vendite
Vendite coattive – Diritto di prelazione convenzionale – Compatibilità – Esclusione – Diritto di rilancio – Right to match
Per effetto delle modifiche apportate all’art. 182, comma 5, legge fall. ed all’introduzione dell’art. 163-bis legge fall., nessun dubbio vi può essere in relazione alla natura coattiva di tutti i trasferimenti posti in essere in qualunque fase della procedura di concordato preventivo, ove non si può prescindere dalla regola della competitività e dagli effetti purgativi e liberatori che ne conseguono.
Non è condivisibile il principio, enunciato dalla sentenza n. 14083/2004 delle Sezioni Unite della Corte di cassazione, della compatibilità del diritto di prelazione convenzionale con le vendite coattive, in quanto la prelazione, attribuendo una posizione di indubbio vantaggio, può disincentivare potenziali terzi interessati dal partecipare alla gara, perché consci della possibilità di essere superati dal prelazionario il quale ne può attendere semplicemente l’esito senza partecipare, laddove, partecipando invece alla competizione, non solo avrebbe probabilmente offerto un prezzo superiore e non si sarebbe limitato a pareggiare l’offerta dell’aggiudicatario, ma avrebbe in ogni caso innescato una competizione tra vari contendenti, la sola che assicura il maggior prezzo e quindi la migliore soddisfazione dei creditori.
Piuttosto, è compatibile con la disciplina in esame il cd. “diritto di rilancio”, in quanto esercitabile dall’offerente originario solo nell’ambito di una successiva gara con l’aggiudicatario, ciò che consente di innescare un’ulteriore competizione per l’acquisto dell’azienda che non può che giovare alla massimizzazione del ricavato e costringere l’offerente originario a conformare comunque la propria offerta alle condizioni stabilite dal provvedimento che dispone la gara. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 28 Gennaio 2020. Segue...
Concordato preventivo – Cessione di partecipazioni – Procedura competitiva – Esclusione
Le distinte ipotesi della cessione dell'azienda e del trasferimento delle azioni o delle quote della società che dell'azienda stessa è titolare non sono in alcun modo sovrapponibili e non devono essere confuse tra loro né sul piano logico-giuridico, nel sul piano della struttura e del trattamento che sono destinate a riceve nell'ambito del concordato preventivo e più in generale delle procedure concorsuali.
La prima ipotesi attiene alla liquidazione degli assets che appartengono all'impresa e ne compongono il patrimonio, e che nel concordato preventivo è assoggettata alle regole volte a garantire, nel rispetto del principio della responsabilità patrimoniale, la garanzia generica dei creditori, posto che l'ambito di operatività dell'art. 163 bis 1.fall. è circoscritto alla tutela dei creditori a mezzo del patrimonio dell'impresa, che è a sua volta l'oggetto della procedura di concordato.
La seconda ipotesi invece si pone e svolge "a monte" e su un piano diverso rispetto a quello relativo al patrimonio dell'impresa, mediante operazioni sul capitale delle società di appartenenza dei soci e che solo indirettamente ed atecnicamente possono aver riflessi sul sottostante patrimonio, come reso evidente dal fatto che il negozio dismissivo relativo al capitale non è svolto dalla società, ma dai soci cui appartengono le quote o le azioni.
E così dunque mentre la prima ipotesi attiene chiaramente al "trasferimento in suo favore, anche prima dell'omologazione, verso un corrispettivo in denaro o comunque a titolo oneroso dell'azienda" o ad "un contratto che comunque abbia la finalità del trasferimento non immediato dell'azienda" (art. 163 bis 1.f.), la seconda, proprio perché non riferibile a beni o aziende che costituiscono il patrimonio dell'impresa non è certamente assoggettabile a procedura competitiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Agosto 2019. Segue...
Ai sensi dell’art. 163-bis l.f., va disposta la procedura competitiva per la cessione della partecipazione nel capitale della debitrice qualora il piano concordatario preveda il conferimento della medesima partecipazione ad altra società con impegno di questa a: i) sottoscrivere e versare un aumento di capitale; ii) prestare le garanzie necessarie per l’ottenimento di linee di fido commerciale o bancario per un determinato importo minimo; iii) garantire il pagamento a favore della procedura, entro una data determinata, dei flussi derivanti dalla continuità fino ad un determinato importo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 22 Luglio 2019. Segue...
Concordato preventivo – Pianificazione del trasferimento a data successiva alla chiusura della procedura – Necessità di far luogo a procedura competitiva – Sussiste – Impossibilità di farvi luogo – Inammissibilità del concordato – Sussiste
E’ irrilevante che il trasferimento dell’azienda o di assets aziendali sia collocato formalmente in un momento successivo rispetto alla chiusura del concordato o, addirittura, non sia formalmente previsto nel piano, quando però ne costituisca logica e ineludibile proiezione.
La sostanza deve prevalere sulla forma e, nel concordato, la sostanza è data dal piano, non solo da ciò che in esso è espressamente pianificato, ma anche da ciò che, pur non essendo stato esplicitato, ne costituisce logica implicazione, proiezione e conseguenza, secondo inferenze induttive basate su canoni di ragionevolezza della condotta di operatori economici razionali.
E’ la pianificazione del trasferimento, non il momento in cui esso avverrà, a far sì che sia necessaria l’apertura di procedura competitiva ex art. 163 bis l.f. e se, per le modalità in cui è strutturato il piano, risulti impossibile per il tribunale aprire la procedura competitiva, essendo impossibile rendere le offerte comparabili, il concordato deve ritenersi inammissibile.
Non è compito del collegio, di fronte ad un piano concepito in partenza per escludere ogni tipo di contesa sull’azienda o altro asset, elaborare procedure competitive che comportino modifiche sostanziali del piano. E’ onere di chi adisce la procedura confezionare il piano, in modo da mettere in condizione il collegio di costruire procedure competitive credibili e trasparenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 12 Luglio 2019. Segue...
Fallimento – Concordato preventivo – Proposta concorrente – Impedimento alla presentazione – Limiti
Fallimento – Concordato preventivo – Aumento di capitale – Proposta concorrente – Ammissibilità
Il debitore concordatario che voglia impedire la presentazione di una proposta concorrente deve presentare una sua proposta di concordato offrendo la percentuale del 30% ai creditori chirografari sin dall’inizio, non potendo elevare la percentuale originariamente inferiore al 30% in un momento successivo e solo in funzione di eventuali proposte concorrenti che siano presentate o che stiano per esserlo.
E’ ammissibile la proposta concorrente anche nel caso in cui sia previsto nel concordato un aumento di capitale, con il quale si realizzi in ultima analisi il trasferimento dell’azienda, potendosi comunque fare ricorso (in caso di mancata collaborazione dei soci, ove prevalga la proposta concorrente) all’ipotesi prevista dall’art. 185, co. 6, l.f., in combinato disposto con l’art. 163, co. 5, l.f., che consente la nomina di un amministratore giudiziario “ad acta”, per il compimento di tutto quanto occorra per la piena attuazione della proposta medesima. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 30 Aprile 2019. Segue...
Concordato preventivo – Procedura competitiva – Rapporti contrattuali compresi nell’azienda in essere con ente pubblico – Ammissibilità della procedura
Concordato preventivo – Procedura competitiva – Rapporti contrattuali compresi nell’azienda gestiti in associazione temporanea di impresa in presenza di clausola di gradimento – Ammissibilità della procedura
E’ possibile disporre procedura competitiva ex art.163 bis l.fall. anche quando nel ramo d’azienda posto in vendita sono compresi rapporti contrattuali in essere con un ente pubblico gestiti in ATI con altra impresa privata, operando anche per questi contratti il subentro del cessionario del ramo d’azienda, e questo ai sensi della previsione dell’art.116 del d.lgs. 12.4.2006 n.163 (applicabile alla fattispecie in esame) e dell’art.106, co. I lett.d) sub 2 del d.lgs. 18.4.2016 n.50, i quali derogano la regola generale del divieto di modifiche soggettive nei contratti pubblici proprio nelle ipotesi di trasferimenti di azienda (e rami d’azienda), risultando sufficiente in tal caso che il cessionario sia fornito dei requisiti di qualificazione previsti dalla legge.
E’ possibile disporre procedura competitiva ex art.163 bis l.fall. anche quando nel ramo d’azienda posto in vendita sono compresi rapporti contrattuali gestiti in ATI con altra impresa, nonostante la presenza di una clausola di gradimento inserita nel contratto di Associazione Temporanea, operando anche per questi contratti il subentro del cessionario del ramo d’azienda, posto che il contratto associativo è connotato dalla temporaneità dell'impegno e da vincolo soltanto interno, per cui la clausola di gradimento ha natura obbligatoria tra le parti ma non è opponibile al terzo acquirente del ramo d’azienda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 24 Aprile 2019. Segue...
Malgrado la formula letterale dell’art. 163-bis l. fall., per cui qualsiasi offerta proveniente da soggetto già individuato, che preveda il trasferimento in suo favore a titolo oneroso dell’azienda o di uno o più rami d’azienda o di specifici beni della società in concordato, deve essere sottoposta, a cura del tribunale, a procedura competitiva, detta disposizione di legge non si applica all’offerta proveniente da soggetto terzo che si propone come assuntore del concordato (cfr. in tal senso Trib. Milano 15.6.2017 e 13.12.2018; Trib. Monza 31.10.2018), prendendosi peraltro atto dell’esistenza di un contrario orientamento giurisprudenziale (fatto proprio da Trib. Torino 19.6.2018). (1) (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 25 Febbraio 2019. Segue...
Concordato preventivo – Mutamento degli assetti societari mediante cessione delle partecipazioni – Procedura competitiva di cui all’art. 163-bis l.fall. – Applicabilità – Escussione
Il vincolo dell’esperimento della procedura competitiva di cui all’art. 163-bis l.fall. non può intendersi esteso, se non attraverso una forzata interpretazione teleologica in totale distonia con la lettera della disposizione e il suo immediato perimetro applicativo, al caso in cui la società debitrice realizzi un’operazione di modificazione degli assetti proprietari con una deliberazione di aumento del capitale sociale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Luglio 2018. Segue...
Concordato preventivo - Aumento di capitale con rinuncia al diritto di opzione e ingresso di nuovi soci - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Applicazione - Esclusione
Alla proposta di concordato preventivo che preveda un aumento del capitale sociale della proponente con rinuncia al diritto di opzione e dunque l'ingresso di nuovi soci, non è applicabile la procedura competitiva di cui all'art. 163-bis legge fall., dettata per ipotesi assolutamente differenti dal caso in cui la società debitrice realizzi un’operazione di modificazione degli assetti proprietari a mezzo di una deliberazione di aumento del capitale sociale rispetto alla quale i titolari dei beni oggetto di atto dispositivo (come la rinuncia al diritto di opzione) sono i soci e soltanto i soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 13 Giugno 2018. Segue...
Concordato preventivo - Rapporto tra le procedure di vendita di cui agli artt. 163-bis e 182 l.f. - Presupposti
L'espressa previsione della applicabilità della procedura di cui all'art. 163-bis legge fall. anche dopo l'omologazione del concordato preventivo (“Quando il piano di concordato di cui all’articolo 161, secondo comma, lettera e), comprende una offerta da parte di un soggetto già individuato avente ad oggetto il trasferimento in suo favore, anche prima dell’omologazione […]) corrobora la tesi secondo la quale i due istituti di cui agli artt. 163-bis e 182 legge fall. non si applicano a seconda della fase nella quale è disposta la vendita (il primo nella fase ante omologa, il secondo nella successiva), bensì differiscono a seconda che l’imprenditore abbia o meno considerato l’offerta irrevocabile ricevuta quale presupposto del piano concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 02 Maggio 2018. Segue...
Deposito della cauzione nel concordato preventivo - Termine perentorio - Rimessione in termini - Applicabilità - Mancato pregiudizio alla prosecuzione della procedura - Contegno diligente
Il mancato deposito della cauzione nel concordato preventivo è insuperabile anche nel caso in cui il ritardo sia di soli pochi giorni (nel caso di specie 4 giorni) anche nel caso in cui sia stata tempestivamente depositato il deposito cauzionale indicato nella fase di concordato in bianco: “in definitiva la costituzione del fondo all’atto dell’ammissione del concordato in bianco, nella sua autonomia, è priva di attitudine ad influire sulla natura dell’onere di cui all’art. 163 L.F. ed impedire gli effetti decadenziali di cui sopra”. (Paolo Borrelli) (riproduzione riservata) Tribunale Crotone, 21 Febbraio 2018. Segue...
A fronte di una dichiarazione resa dalla impresa proponente di volersi avvalere di finanziamento bancario per provvedere, nei ristretti termini di legge, al deposito della somma ritenuta necessaria a garantire il pagamento delle spese della procedura, la richiesta del tribunale di munirsi di una dichiarazione d'obbligo da parte dell'istituto bancario prescelto è da ritenersi del tutto coerente al compito riservato al giudice della delibazione della proposta di concordato dall'art. 162 legge fall., che consiste anche nel valutarne la fattibilità economica escludendo l'ammissibilità del concordato in caso di manifesta inidoneità del piano a soddisfare, sia pure in percentuale ridotta, i crediti nel rispetto dei termini previsti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 05 Febbraio 2018, n. 2729. Segue...
Fallimento - Crediti prededucibili - Rapporto di strumentalità con le finalità della procedura - Necessità
In tema di prededucibilità nel successivo fallimento dei debiti contratti ai fini dell'acquisizione delle risorse necessarie per l'accesso alla procedura di concordato preventivo, va ribadita la necessità che l'assunzione del debito sia riferibile all'attività degli organi della procedura, in tal senso interpretandosi la prescrizione del nesso di occasionalità (Cass., Sez. 6, 7 ottobre 2016, n. 20113), richiedendosi, in alternativa, che i creditori ammessi al voto siano posti in grado di esprimere le necessarie valutazioni circa la convenienza del concordato e di formulare una ragionevole prognosi sulle effettive possibilità di adempimento (Cass., Sez. 6, 7 marzo 2017, n. 5662), con la conseguente sottolineatura dell'esigenza di effettività del rapporto di strumentalità con le finalità della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2017, n. 29805. Segue...
Concordato preventivo – Fase anteriore all’ammissione alla procedura – Proposta negoziale proveniente dal terzo – Preventivo esperimento della procedura competitiva ex art. 163-bis l. fall. – Necessità di ricorso alla procedura competitiva ex art. 182 l. fall. dopo l’omologazione del concordato – Esclusione – Condizioni
In relazione ai rapporti con l’art. 182 l. fall. ed al perimetro applicativo della disposizione di cui all’art. 163-bis l.fall. – considerato l’apparente sovrapposti delle relative discipline riguardanti le liquidazioni in ambito concordatario – si è chiarito che l’art. 163-bis l. fall. trova applicazione alle cessioni, all’affitto di aziende, nonché ai contratti che prevedono la futura cessione dei beni, da stipularsi nella fase in cui il concordato è ancora in corso, prima dell’omologazione, esclusa la necessità che dopo l’omologazione sia necessario l’avvio di una ulteriore ed analoga procedura competitiva ex. art. 182 l. fall., in relazione alla particolare natura dell’atto da autorizzare.
In particolare, in relazione alla peculiarità del contratto o dei rapporti negoziali collegati da avviare nella fase anteriore all’omologa del concordato, si è osservato che non dovrebbe più applicarsi nella fase esecutiva la disciplina dell’art. 182 l. fall. che costituirebbe in sostanza una mera duplicazione di attività già svolte in una fase precedente della medesima procedura. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 09 Novembre 2017. Segue...
Concordato preventivo – Offerte concorrenti – Applicazione della disciplina di cui agli art. 105 ss. l.f. – Condizioni – Natura urgente delle vendite – Affitto di azienda
L’applicabilità delle disposizioni di cui agli art. 105 e seguenti della legge fallimentare alle procedure competitive di cui all’art. 163-bis l.fall. deve essere vagliata caso per caso, tenendo presente la necessità che il procedimento si concluda prima della adunanza dei creditori, e che, per quanto riguarda l’affitto di azienda o di suoi rami, l’urgenza può dirsi in re ipsa, in quanto legata all’esigenza di evitare la perdita dell’avviamento o il maturare di costi in prededuzione (tanto che nel fallimento l’affitto di azienda può essere autorizzato anche prima della presentazione del programma di liquidazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 10 Luglio 2017. Segue...
La procedura competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall. può essere disposta anche durante la fase di concordato con riserva; non è, pertanto, corretto affermare che l’apertura di detta procedura comporta l’implicita ammissione al concordato preventivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017. Segue...
Concordato preventivo – Offerte per l’acquisto dell’azienda o di altri beni formulate da soggetti interessati all’acquisto – Previsione di liquazione di detti cespiti mediante gara competitiva – Applicazione della disciplina speciale delle offerte concorrenti di cui all’art. 163-bis l.f. – Esclusione
Ove il piano di concordato dia conto della presenza di varie offerte per l’acquisto dell’azienda o di altri beni formulate da soggetti interessati all’acquisto, ma il proponente dichiari di voler dar comunque corso alla liquazione di detti cespiti mediante gara competitiva, non vi è ragione di fare applicazione della disciplina speciale delle offerte concorrenti di cui all’art. 163-bis l.fall, la quale deve ritenersi applicabile esclusivamente nel caso in cui il piano preveda, quale sua specifica modalità di attuazione, il trasferimento anche non immediato del bene in favore di un soggetto offerente già individuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Maggio 2017. Segue...
Fallimento – Reclamo – Giudicato implicito – Nullità sentenza dichiarativa di fallimento
Il Tribunale che non si conformi al principio enunciato dalla Corte di Appello in sede di decisione del reclamo, si pone in evidente contrasto con il giudicato implicito ed in palese violazione del principio di chiusura del giudizio di rinvio qualora, come nel caso di specie, sostenga, diversamente dalle indicazioni fornite dalla Corte, che la presentazione della domanda ex art. 160 e 161, comma 6, l.f. successivamente alla conclusione dell’udienza prefallimentare costituisca ipotesi di tardiva presentazione della domanda di concordato (già definito abuso di diritto nella precedente sentenza di fallimento). (Francesco Innocenti) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 06 Marzo 2017. Segue...
Concordato preventivo – Procedimento ex art. 173 l.f. – Provvedimento negativo – Natura decisoria – Esclusione
Non è autonomamente impugnabile il provvedimento con il quale il tribunale, a conclusione del procedimento ex art. 173 legge fall., non riconoscendo fondamento alla ragione di revoca dell’ammissione al concordato preventivo, definisce un conflitto insorto rispetto ad una mera fase endoconcordatizia, senza decidere su diritti o status né incidere su di essi.
La mancata impugnazione di detto provvedimento (che, nel caso di specie, non ha revocato il concordato in ragione del mancato deposito della cauzione di cui all’art. 163 legge fall.) non preclude, pertanto, la facoltà di proporre opposizione al concordato ex art. 180 legge fall. contestando i presupposti di omologabilità a contraddittorio pieno e con unicità della decisione finale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Gennaio 2017, n. 2234. Segue...
Concordato preventivo – Migliore soddisfazione dei creditori - Clausola generale applicabile in via analogica a tutte le tipologie di concordato – Cessioni – Procedimento competitivo – Necessità
Il criterio della "migliore soddisfazione dei creditori" (solo di recente espressamente codificato), individua una sorta di clausola generale applicabile in via analogica a tutte le tipologie di concordato (ivi compreso quello meramente liquidatorio), quale regola di scrutinio della legittimità degli atti compiuti dal debitore ammesso alla procedura (Cass. 3324/2016).
Tale principio, per preventiva ed insindacabile valutazione del legislatore, prevede che le cessioni avvengano sempre con procedimento competitivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Gennaio 2017. Segue...
Concordato preventivo – Affitto di azienda stipulato prima dell’accesso alla procedura – Attivazione della procedura competitiva ex art. 163-bis l.f. – Disciplina – Comparabilità delle offerte
Nell’ipotesi in cui il proponente, prima di accedere al concordato preventivo, abbia stipulato un contratto di affitto di azienda e il piano preveda l’offerta del contraente di proseguire il contratto fino alla sua scadenza, deve essere disposta la procedura competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall. al fine di realizzare il massimo dalla liquidazione dei beni del debitore e il tribunale deve disciplinare la procedura competitiva per la ricerca di soggetti interessati all’affitto in modo da assicurare la comparabilità delle eventuali offerte concorrenti a quella prevista nel piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 24 Gennaio 2017. Segue...
Concordato preventivo – Piano concordatario incompatibile con il disposto dell’art. 163-bis l.f. – Modifica – Affitto di azienda con clausola risolutiva e obbligo di restituzione – Risoluzione del preliminare di acquisto dell’azienda e offerta di acquisto
È compatibile con il disposto dell’art. 163-bis legge fall., e può pertanto ritenersi ammissibile, la proposta di concordato preventivo che modifichi il contratto di affitto di azienda già stipulato prevedendone (con clausola di immediata risoluzione ed obbligo di restituzione) la prosecuzione fino alla eventuale aggiudicazione dell’azienda in esito alla procedura competitiva da svolgersi nelle forme di cui al citato articolo 163-bis, così da consentire la continuazione dell’attività conservandone il valore; ii) che dia atto della risoluzione di un contratto preliminare di vendita dell’azienda stipulato a favore di soggetto determinato ed alleghi, invece, una proposta irrevocabile di acquisto da parte di terzo soggetto con pagamento rateale e riscatto finale con permanenza in capo al debitore della proprietà dell’azienda stessa sino all’integrale pagamento del prezzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 24 Novembre 2016. Segue...
L’esperimento della procedura competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall. presuppone il deposito del piano di concordato e non può, pertanto, essere disposto nella fase di concordato con riserva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 23 Novembre 2016. Segue...
L’esperimento della procedura competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall. può essere disposto ai sensi dell’ultimo comma del citato articolo - che richiama l’art. 161, comma 7, legge fall. - ove si tratti di atto urgente di straordinaria amministrazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 23 Novembre 2016. Segue...
Concordato preventivo – Abuso – Indici rivelatori – Rinuncia alla domanda di concordato
Sono fatti rivelatori dell’utilizzo abusivo dello strumento concordatario, che ne impediscono l’omologazione anche nel caso in cui sia stata raggiunta la maggioranza dei creditori, l’omessa indicazione di poste debitorie che riducono notevolmente la prospettiva di soddisfazione dei creditori chirografari, il tentativo di prelievo, posto in essere nel corso della procedura, di somme ingenti dai conti dell’impresa ed infine la rinuncia alla domanda di concordato preventivo quando sia pendente il procedimento per dichiarazione di fallimento e tale facoltà sia esercitata in violazione del dovere di correttezza e buona fede per finalità diverse da quelle per le quali è concessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 10 Novembre 2016. Segue...
Concordato preventivo – Offerte concorrenti – Ramo di azienda con immobili – Bando di gara ex art. 163-bis l.f. – Modalità – Accordo modificativo della durata del contratto di affitto pendente – Cancellazione formalità a carico della procedura – Esclusione di offerte migliorative – Applicazione dell’art. 108 l.f.
Fallimento - Concordato preventivo - Ammissione - Mancato versamento del deposito - Conseguenze - Revoca dell'ammissione al concordato - Procedimento applicabile
L'omesso deposito della somma di cui all'art. 163, comma 3, l.fall., come quantificata nel decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo, innesta, attraverso l'informativa del commissario giudiziale al tribunale, il subprocedimento di revoca dell'ammissione a quella procedura, ex art. 173 l.fall., che si articola in due fasi: la prima, necessaria ed officiosa, nel corso della quale il tribunale verifica la sussistenza dei requisiti per l'adozione del provvedimento; la seconda, eventuale e ad impulso di parte, che può condurre alla dichiarazione di fallimento, ove ne ricorrano i presupposti di cui agli artt. 1 e 5 l.fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Settembre 2016, n. 18704. Segue...
Concordato preventivo – Procedimento competitivo ex art.163 bis l.f. – Ipotesi di pluralità di offerenti concorrenti – Aggiudicazione al miglior offerente – Ipotesi di unico offerente – Aggiudicazione all’unico offerente – Ipotesi di nessun partecipante alla procedura – Validità dell’offerta inserita nel piano concordatario che dovrà essere portata ad esecuzione
In ipotesi di procedimento competitivo ai sensi dell’art.163 bis l.f. disposto perché il piano di concordato comprende un’offerta irrevocabile d’acquisto da parte di un soggetto già individuato avente ad oggetto il trasferimento in suo favore a titolo oneroso dell’azienda o di un ramo d’azienda o di specifici beni: 1) se sono presentate più offerte concorrenti va indetta gara tra gli offerenti e all’esito della gara al rialzo, si procede all’aggiudicazione al miglior offerente, valutate le offerte nel loro complesso; 2) in difetto di una pluralità di offerte migliorative, l’aggiudicazione va disposta a favore dell’unico offerente che ha presentato offerta secondo le modalità previste nel decreto che dispone la procedura; 3) qualora non vi sia alcun partecipante alla procedura competitiva, permanendo la validità dell’offerta inserita nel piano concordatario, l’azienda o il bene andranno trasferiti al soggetto già individuato dalla società proponente, a prescindere dalla partecipazione di questi al procedimento competitivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 11 Agosto 2016. Segue...
Nel caso in cui la proposta di concordato preveda il conferimento di rami di azienda a società interamente partecipate dalla proponente, non trova applicazione la disciplina dell’art. 163 bis legge fall. in tema di offerte concorrenti. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 29 Luglio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Scissione - Elusione della disciplina di cui all'art. 163-bis l.f.
Elude il meccanismo competitivo stabilito dall’art. 163 bis l.f. e determina la inammissibilità della proposta di concordato preventivo, il piano concordatario che preveda una operazione straordinaria di scissione della società debitrice proponente, mediante incorporazione in altra società preesistente, in esito alla quale risulti trasferita alla società beneficiaria l’azienda in esercizio della società scissa.
(Centro Studi di Diritto Fallimentare di Siracusa) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 14 Luglio 2016. Segue...
Concordato preventivo – Formazione delle classi – Classe monosoggettiva
La natura monosoggettiva delle classi non è in sé ragione di inammissibilità. (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata) Appello Torino, 30 Giugno 2016. Segue...
Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all’articolo 163 bis l.f. - Azienda affittata dal proponente - Dichiarazione di disponibilità al rilascio del compendio a favore dell’aggiudicatario - Necessità
Qualora si debba, ai sensi dell’articolo 163-bis legge fall., aprire una procedura competitiva in ordine alla vendita dell’azienda che sia stata affittata dal proponente, questi, al fine di rendere possibile l’esperimento di detta procedura, dovrà procurarsi una dichiarazione di disponibilità dell’affittuario a consegnare immediatamente il compendio al terzo che eventualmente dovesse aggiudicarsi il bene; in mancanza di tale dichiarazione di disponibilità, lo svolgimento della procedura su un’azienda affittata a terzi (nel caso di specie per la durata di tre anni) vanificherebbe l’efficacia del meccanismo competitivo e la ossibilità di rispettarne il principio ispiratore e farebbe conseguentemente venir meno un presupposto di ammissibilità del concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 22 Giugno 2016. Segue...
Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Ambito di applicazione - Affitto di azienda stipulato in data anteriore alla domanda di concordato - Contratti preliminari - Fattispecie con inserimento di clausola risolutiva per il caso di aggiudicazione a soggetto diverso
La nuova disciplina dettata dall’art. 163-bis legge fall. è applicabile a tutte le fattispecie in cui il debitore depositi un piano concordatario che comprenda un’offerta da parte di soggetto già individuato avente ad oggetto il trasferimento, in suo favore, anche prima dell’omologazione dell’azienda, di un ramo di azienda o anche solo di beni specifici contro un corrispettivo in denaro o a titolo oneroso (es. cessione di crediti, accollo TFR).
Di disciplina trova altresì applicazione ai contratti d’affitto d’azienda o di ramo d’azienda (163-bis, ultimo comma), nonché ai contratti che hanno comunque la finalità del trasferimento non immediato dell’azienda, del ramo d’azienda o di specifici beni, ossia ai contratti preliminari, stipulati anche prima del deposito della domanda di concordato preventivo (si pensi, in particolare, al contratto d’affitto d’azienda stipulato prima del deposito della domanda di concordato, accompagnato da offerta irrevocabile d’acquisto o da preliminare di vendita della stessa azienda affittata, oppure al contratto di locazione di immobile, accompagnato da offerta d’acquisto o da preliminare di vendita dello stesso).
(Nel caso di specie, il tribunale, pur consapevole dell’inopponibilità - per effetto della disposizione contenuta nel primo comma, secondo periodo, dell’art. 163-bis legge fall.- dei contratti di affitto d’azienda stipulati dalle proponenti il concordato, ha comunque ritenuto più opportuno richiedere alle parti interessate l’inserimento nei predetti contratti di una clausola che preveda la risoluzione degli stessi in caso di aggiudicazione delle aziende ad un terzo soggetto diverso dall’affittuario/offerente; ciò al fine di evitare qualsivoglia potenziale contenzioso in fase successiva all’aggiudicazione dei beni che rischi di rallentare il normale corso della procedura concordataria e per garantire, al contempo, il principio dell’affidamento dei terzi interessati al buon esito delle procedure stesse). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Ambito di applicazione - Concordato con riserva
L’applicazione della disciplina dettata dall’art. 163-bis legge fall. non è condizionata all’esistenza di un piano concordatario, essendo sufficiente l’apertura di una procedura concordataria a seguito di deposito di domanda di concordato “in bianco”, sempre che via sia un’ offerta d’acquisto di un bene concordatario o un contratto preliminare che tenda a tale scopo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Delega al commissario giudiziale dello svolgimento della gara - Esclusione
La gara di cui all'articolo 163-bis legge fall. (disciplina delle offerte concorrenti nel concordato preventivo) non può essere delegata al commissario giudiziale, e ciò in ossequio alle regole stabilite dagli artt. 107 e 182 per le vendite competitive, posto che la disposizione prevede che le offerte sono rese pubbliche all’udienza fissata per l’esame delle stesse; che, nel caso in cui vengano presentate più offerte migliorative, il giudice dispone la gara fra gli offerenti, avendo la norma voluto introdurre un sistema di maggior garanzia per il debitore, non spossessato, il quale è sottoposto ad una considerevole limitazione della sua autonomia negoziale e patrimoniale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Obbligo di pubblicità - Distinzione rispetto alla previsione di cui all'articolo 107 l.f.
Quanto all’obbligo di pubblicità, l’art. 163-bis ricalca l’art. 107, laddove prevede che con il decreto è in ogni caso disposta la pubblicità sul portale delle vendite pubbliche di cui all’art. 490 del codice di procedura civile. A differenza, però, dell’art. 107 legge fall., la disposizione in tema di offerte concorrenti non fa seguire alla predetta regola inderogabile l’obbligo di pubblicare la vendita almeno 30 giorni prima dell’inizio della procedura. Si ritiene che ancora una volta il legislatore abbia voluto garantire elasticità, snellezza e rapidità alla procedura competitiva, laddove questa si svolga in una fase iniziale della procedura concordataria, fase in cui spesso deve essere ancora predisposto o perfezionato il piano, sulla cui impostazione andrà a incidere l’esito della gara stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Modalità di vendita - Potere di sospensione del giudice delegato - Sussistenza
Alle vendite competitive di cui all'articolo 163-bis legge fall. è applicabile il potere di sospensione della vendita da parte del giudice delegato di cui all'articolo 108 legge fall., posto che l'articolo 182, comma 5, legge fall. esprime una regola generale applicabile, in quanto compatibile, anche alla fase disciplinata dall’art. 163-bis, si ritiene non esclusa l’applicazione della disciplina residuale di cui all’art. 108, comma 1, legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Modalità di vendita - Potere di sospensione del commissario giudiziale - Esclusione
Alle vendite competitive di cui all'articolo 163-bis legge fall. non è applicabile il potere di sospensione della vendita che l'articolo 107 legge fall. riconosce al curatore per l'ipotesi della presentazione di offerte migliorative, in quanto tale disciplina è applicabile esclusivamente alle vendite effettuate direttamente dal curatore laddove, invece, nel concordato preventivo, le vendite competitive in tema di offerte concorrenti sono gestite dal giudice delegato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Divieto di vendita vincolata - Estensione ai casi in cui debitore e offerente abbiano concluso un contratto preliminare prima dell’apertura del concorso dei creditori - Inopponibilità alla massa
Con l’introduzione della disciplina delle offerte concorrenti di cui all’articolo 163-bis legge fall., il divieto della vendita vincolata nell’ambito della proposta di concordato preventivo è stato esteso anche alle ipotesi in cui il debitore e l’offerente abbiano concluso un contratto preliminare prima del momento dell’apertura del concorso dei creditori, con la conseguenza che un eventuale pregresso incontro delle volontà negoziali di debitore e offerente risultano inefficaci e inopponibili alla massa dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 17 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Ambito applicativo - Natura del concordato
La disciplina delle offerte concorrenti si applica qualsiasi a trasferimento di beni in ambito concordatario e quindi non soltanto alle procedure di natura liquidatoria, ma anche a quelle con continuità mista e con continuità funzionale alla cessione dell’azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 17 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo – Società immobiliare – Contratti preliminari di cessione di immobili – Procedimento delle offerte concorrenti – Non applicabilità
Non rientrano nell’ambito applicativo delle offerte concorrenti ex art- 163-bis l.f. i contratti preliminari stipulati prima del concordato di cessione di singoli beni ricollegabili alla normale e caratteristica attività di gestione dell’impresa. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 11 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Contratti preliminari stipulati in data anteriore all'apertura del concorso - Contratti ricollegabili alla attività di gestione dell'impresa - Applicazione della disciplina delle offerte concorrenti - Esclusione
La lettera della norma contenuta nell'art. 163-bis legge fall. sembra estendere il divieto della vendita vincolata a tutte le ipotesi in cui debitore ed offerente abbiano concluso un contratto preliminare di compravendita in data anteriore all'apertura del concorso dei creditori, con la conseguenza di ritenere inopponibile alla massa anche un eventuale pregresso incontro delle volontà negoziali di debitore e offerente. Appare, tuttavia, maggiormente aderente alla ratio della norma (evitare abusi dello strumento concordatario attraverso la vendita a soggetti predeterminati ed a prezzi inferiori a quelli di mercato) ritenere che non rientrino nell'ambito applicativo delle offerte concorrenti i contratti preliminari di cessione di singoli beni ricollegabili alla normale attività di gestione dell'impresa.
L'assunto trova conforto nelle linee guida del marzo 2016 espresse dai giudici del Tribunale di Bergamo: "Il principio (di cui all'art. 163-bis l.fall.) integra una significativa eccezione a quello generale secondo cui i contratti pendenti proseguono in costanza di concordato, salvo domanda di sospensione o scioglimento da parte del debitore ex art. 169-bis l. fall.. La sua applicazione va quindi riservata ai contratti preliminari conclusi prima della pubblicazione della domanda di concordato, che abbiano come oggetto l'azienda, un ramo d'azienda o specifici beni facenti parte dell'azienda, con conseguente esclusione dei contratti preliminari che siano stati conclusi in coerenza con l'attività di gestione caratteristica della società debitrice (es.: preliminari di compravendita di appartamenti stipulati da una società immobiliare)". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 11 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Ammissione - Somma necessaria per l'intera procedura - Termine fissato dal tribunale per il deposito - Natura - Deposito tardivo - Conseguenze
In tema di concordato preventivo, il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell'art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l'intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest'ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell'importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Aprile 2016, n. 8100. Segue...
Aumento minimo di cui all’art.163 bis L.F. - Modalità di presentazione delle offerte - Esclusione della possibilità di presentare offerte per persona da nominare - Modalità di svolgimento della gara - Esclusione di offerte pervenute dopo l’aggiudicazione, salva l’applicazione dell’art. 108, c. 1, l.f.
Tribunale Modena, 19 Aprile 2016. Segue...
Concordato preventivo - Provvedimento di apertura - Termine per il deposito della cauzione - Natura perentoria - Revoca del concordato
Il termine previsto dall'articolo 163 legge fall. per il deposito della cauzione ha natura perentoria e la sua violazione comporta la revoca del concordato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 31 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo - Offerte concorrenti - Condizione che subordina l’efficacia dell’offerta all’omologa del concordato - Incompatibilità
È incompatibile con l’istituto delle offerte concorrenti e con la scansione temporale che lo caratterizza l’apposizione di una condizione che subordini l’efficacia dell’offerta o del contratto “che abbia la finalità del trasferimento non immediato dell’azienda, del ramo di azienda o di specifici beni” alla intervenuta definitività del decreto di omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 22 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo - Offerte concorrenti - Potere del tribunale di definire il contenuto delle offerte - Limiti - Natura negoziale del procedimento
Il potere del tribunale di definire nel dettaglio il contenuto delle future offerte concorrenti ex articolo 163-bis legge fall. può essere esercitato solo entro determinati limiti e non può spingersi fino a trasformare o travolgere completamente le caratteristiche o il contenuto dell’offerta originaria, ma solo specificarlo ed integrarlo in relazione agli aspetti e ai profili indicati dal legislatore e ciò allo scopo di non intaccare il carattere negoziale che contraddistingue il procedimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 22 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo - Offerte concorrenti - Offerta originaria - Prestazione di garanzia - Necessità - Sottoposizione a condizione - Esclusione
È inammissibile l’offerta da parte di un soggetto già individuato che non sia accompagnata dalla prestazione di alcuna garanzia, in quanto, per assicurarne la comparabilità con eventuali altre offerte, l’offerta originaria deve presentare fin dall’inizio le caratteristiche minime prescritte dall’articolo 163-bis legge fall.
Per la medesima ragione le offerte non possono essere sottoposte a condizioni di sorta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 22 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo - Classi - Criteri di formazione - Regola generale della pluralità di crediti suddivisi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei - Formazione di classi formate da un solo creditore - Inammissibilità della proposta
È inammissibile la proposta di concordato la quale preveda la formazione di due classi su tre composte da un solo creditore, senza che siano state indicate le ragioni che giustificano la deroga alla regola generale, desumibile dall'articolo 160 legge fall., della formazione della classe mediante l'inserimento di una pluralità di crediti suddivisi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016. Segue...
L'obbligo di pagamento integrale dell'Iva e delle ritenute d'acconto operate e non versate costituisce norma eccezionale di carattere sostanziale dettata dall'articolo 182-ter legge fall. e, come tale, non comporta alcuna alterazione dell'ordine delle cause legittime di prelazione nè viene in rilievo per l'applicazione del principio che impone la formazione delle classi secondo posizione giuridiche ed interessi economici omogenei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 04 Febbraio 2016. Segue...
Concordato preventivo – Disciplina delle offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l.f. – Concordato in continuità aziendale – Applicabilità – Vendita concorsuale nella fase preconcordataria – Ammissibilità
L’ art. 163 bis l. fall. ha ricompreso nel novero delle offerte soggette a gara tutte quelle che contemplino come controprestazione un corrispettivo in denaro o siano comunque a titolo oneroso, imponendo, senza alcun margine di discrezionalità per il tribunale, di aprire la procedura competitiva alla luce delle manifestazioni di interesse pervenute e del valore dell' azienda o del bene da liquidare.
La disciplina delle offerte concorrenti si applica a qualsiasi trasferimento di beni in ambito concordatario e quindi non soltanto nelle procedure di natura liquidatoria, ma anche nelle procedure con continuità mista e con continuità funzionale alla cessione dell'azienda.
La vendita concorsuale può avvenire anche nella fase preconcordataria, cioè prima della scadenza del termine concesso dal Tribunale ex art. 161, 6° c., l. fall., in assenza di piano, proposta e relazione attestatrice, come lascia chiaramente intendere il combinato disposto degli artt. 163 bis, ultimo comma, e 182, 5° c., l. fall.
E’ ammissibile l’indizione della gara ai sensi dell’art. 163 bis l. fall. sulla base del prezzo di stima giudicato realizzabile dal commissario giudiziale, tenuto conto delle risultanze di bilancio della società e del suo volume d' affari. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 03 Febbraio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Rinvio dell'adunanza dei creditori - Spostamento del termine per la presentazione di proposte concorrenti
L’eventuale rinvio dell’adunanza dei creditori sortisce quale effetto lo spostamento del termine utile per la presentazione di proposte concorrenti da parte di soggetti a ciò legittimati, termine individuato dall’art. 163 legge fall. nel trentesimo giorno antecedente quello dell’adunanza dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Offerta irrevocabile di acquisto condizionata all'omologazione del concordato - Procedura competitiva - Necessità - Determinazione delle modalità di presentazione di offerte irrevocabili
La proposta di concordato accompagnata da due offerte irrevocabili di acquisto condizionate all’omologazione del concordato, aventi ad oggetto le partecipazioni della società ricorrente in altre società, determina l’obbligo per il tribunale di aprire una procedura competitiva (come desumibile dal combinato disposto di cui agli articoli 182 e 163-bis l. fall.) per la ricerca di eventuali ulteriori soggetti interessati all’acquisto delle partecipazioni in discorso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016. Segue...
Durante la fase di concordato con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, legge fall., è possibile autorizzare in via d'urgenza l'affitto del ramo di azienda, e differire ad un momento successivo l'esperimento della procedura competitiva per l'individuazione del soggetto affittuario, qualora vi sia necessità di salvaguardare l'integrità e il valore del ramo aziendale al fine della migliore soddisfazione dei creditori. (Nel caso di specie, si doveva provvedere alle manutenzioni ed al pagamento dei fornitori di energia indispensabili per impedire l'arresto del processo produttivo; il Tribunale ha quindi autorizzato la stipula dell'affitto di azienda con assunzione da parte dell'affittuaria degli oneri di manutenzione degli impianti e dalla rimessa in esercizio dell'attività d'impresa e con l'impegno di mantenere l'efficacia dell'offerta d'acquisto della stessa anche nell'ipotesi di fallimento del debitore). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 23 Dicembre 2015. Segue...
La creazione di una classe di creditori finalizzata alla precostituzione di un gruppo a priori assenziente (specie se si tratta di creditori che originariamente non avrebbero avuto diritto di voto) costituisce fattispecie ascrivibile all'abuso del diritto quale violazione del principio generale di buona fede, in quanto diretta ad un uso deviato della facoltà che la legge riconosce al debitore proponente il piano concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015. Segue...
Concordato preventivo - Concordato con riserva - Offerta d'acquisto dell'azienda da parte di soggetto già individuato - Procedura competitiva - Ammissibilità
Qualora il ricorso per concordato con riserva ex articolo 161, comma 6, legge fall. dia atto dell'esistenza di un'offerta per l'acquisto dell'azienda da parte di soggetto già individuato, è possibile disporre immediatamente l'attivazione di una procedura competitiva ai sensi dell'articolo 163-bis legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 17 Novembre 2015. Segue...
Concordato preventivo - Garanzia di adempimento del concordato prestata da un terzo - Cessione di azienda a soggetto determinato - Procedura competitiva - Aggiudicazione dell'azienda ad altro soggetto - Restituzione della fideiussione
Qualora l'adempimento del piano concordatario sia garantito da fideiussione prestata da un terzo, è possibile prevedere la restituzione della fideiussione nell'ipotesi in cui, all'esito delle procedure competitive disposte dal tribunale, l'azienda venga acquistata da soggetto diverso da quello indicato nel piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 12 Novembre 2015. Segue...
Concordato preventivo - Rinuncia a due precedenti proposte - Abuso - Esclusione - Fattispecie
È possibile escludere la fattispecie dell'abuso del concordato qualora, nonostante la rinuncia a due precedenti proposte, non siano state proposte istanze di fallimento e sia stata svolta un'intensa attività allo scopo di raggiungere un accordo con i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 10 Dicembre 2014. Segue...
Il principio secondo il quale il sub procedimento per la revoca del concordato preventivo previsto dall’articolo 173 L.F. si svolge nelle forme di cui all’articolo 15 L.F. deve intendersi nei limiti della compatibilità con le norme del procedimento di concordato, nell’ambito del quale il debitore ha già formalizzato il rapporto processuale innanzi al tribunale e dove il creditore ed il pubblico ministero possono formulare istanza di fallimento direttamente all’udienza fissata per la revoca dell’ammissione. In sostanza, dopo l’ammissione del debitore al concordato preventivo, deve ritenersi già instaurato il rapporto processuale tra il debitore ed il tribunale ed è nell’ambito di tale rapporto che si apre il sub procedimento di cui all’articolo 173, il cui eventuale sbocco nella dichiarazione di fallimento deve ritenersi noto al debitore sin dal momento della proposizione della domanda di concordato. In questo senso depone la possibilità, prevista dall’articolo 173, comma 2, che l’istanza di fallimento sia proposta in occasione dell’udienza. Pertanto, ove all’udienza fissata ai sensi dell’articolo 173, comma 2, venga proposta istanza di fallimento, potrà tutt’al più essere concesso al debitore che lo richieda un termine a difesa, in analogia con quanto previsto dall’articolo 15, comma 4, soprattutto nel caso in cui la domanda di concordato è stata proposta deducendo uno stato di crisi e non di insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 30 Ottobre 2014. Segue...
Finanziamenti in funzione o in esecuzione del concordato preventivo – Somme necessarie per il deposito giudiziale ex art. 163 l. fall. – Autorizzazione a contrarre il finanziamento presso istituto bancario – Ammissibilità – Prededuzione
In sede di ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo, il tribunale può autorizzare il ricorrente a contrarre un finanziamento bancario necessario per la costituzione del deposito giudiziale ex art. 163 l. fall., riconoscendo la prededuzione al corrispondente credito ai sensi e per gli effetti dell’art. 182 quater, comma 2, l. fall.. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 17 Ottobre 2014. Segue...
Concordato preventivo - Deposito cauzionale - Natura perentoria del termine - Esclusione - Apertura d’ufficio del procedimento di revoca
Il termine per il deposito della cauzione di cui all’articolo 163 L.F. non può ritenersi perentorio in mancanza di esplicita previsione normativa; in secondo luogo, il mancato rispetto di detto termine non comporta l’immediata e automatica applicazione della sanzione della revoca del concordato, bensì l’apertura d’ufficio del procedimento di revoca, nell’ambito del quale, previa audizione del debitore, il giudice, tenendo conto dell’interesse della procedura e dei creditori, dovrà valutare caso per caso se il ritardato versamento della somma renda impossibile il rispetto di tutte le successive scadenze. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bari, 30 Settembre 2014. Segue...
Concordato preventivo - Provvedimento di ammissione di cui all’articolo 163 L.F. Reclamabilità - Esclusione
Posto che il decreto di ammissione al concordato preventivo di cui all’articolo 163 L.F. non è soggetto a reclamo per esplicita previsione del primo comma di detta disposizione, appare opportuno rilevare che la soluzione di valutare l’eventuale mancato rispetto del termine per il deposito della cauzione nell’ambito del procedimento di revoca del concordato appare una soluzione coerente con la natura procedimentalizzata del procedimento e consente di contemperare, grazie al controllo del giudice, le particolari e pregnanti varie esigenze di speditezza e certezza della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bari, 30 Settembre 2014. Segue...
Concordato preventivo - Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento - Abuso dello strumento concordatario
Se è vero che il controllo del tribunale non si sovrappone alla valutazione di fattibilità e di veridicità dei dati aziendali contenuta nella relazione del professionista, è opportuno precisare che detto controllo e comunque deputato a garantire che l’accesso alla procedura di concordato preventivo non abbia intenti meramente dilatori. (Nel caso di specie, il debitore aveva presentato ricorso per concordato con riserva nell’immediatezza dell’udienza fissata per la dichiarazione di fallimento, allegando copia informale dei bilanci ed una situazione patrimoniale non aggiornata). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 28 Luglio 2014. Segue...
Concordato preventivo - Dichiarazione di fallimento - Rapporto tra le due procedure - Principio della prevalenza del concordato preventivo sul fallimento - Funzione preventiva del concordato attraverso una soluzione alternativa basata sull'accordo del debitore con la maggioranza dei creditori - Contrasto con la sentenza delle Sezioni unite n. 1521 del 2013.
La prima sezione della Corte di cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione relativa al rapporto tra le procedure di concordato preventivo e di fallimento, affermando che la sentenza delle Sezioni unite n. 1521 del 2013, non si sarebbe limitata a negare che l'esame della domanda di concordato condizioni quello della richiesta di fallimento, ma, valutando il rapporto tra le due procedure nel loro complesso, abbia negato che l'apertura della seconda sia condizionata all'esaurimento della soluzione concordata della crisi.
Il Collegio è, invece, dell'avviso che la pendenza della procedura di concordato preventivo precluda la possibilità di dichiarare il fallimento e che, più in generale, il principio della prevalenza della procedura di concordato non possa dirsi superato per effetto della eliminazione dell'inciso contenuto nell'articolo 160 L.F., secondo il quale all'imprenditore veniva concessa la facoltà di proporre il concordato preventivo fino a che il suo fallimento non fosse stato dichiarato.
Non può, infatti, escludersi, prosegue la Corte, che il principio della prevalenza sul fallimento del concordato preventivo sia altrimenti ricavabile dal sistema, il quale attribuisce al secondo la funzione di prevenire il fallimento attraverso una soluzione alternativa basata sull'accordo del debitore con la maggioranza dei creditori. Tale funzione preventiva comporta che, prima di dichiarare il fallimento, debba essere esaminata l'eventuale domanda di concordato, per far luogo, poi, alla dichiarazione del fallimento solo in caso di mancata apertura della procedura minore. Inoltre, una volta aperta quest'ultima ai sensi dell'articolo 163 L.F., il fallimento non potrà più essere dichiarato sino alla conclusione di essa in senso negativo, ossia con la mancata approvazione ai sensi dell'articolo 169, il rigetto ai sensi dell'articolo 180, ultimo comma, ovvero la revoca dell'ammissione ai sensi dell'articolo 173.
La Corte afferma, quindi, che, allorché sia pendente anche la domanda di concordato, l'istanza (o richiesta) di fallimento non è sospesa ai sensi dell'articolo 295 c.p.c., in quanto manca il rapporto di pregiudizialità tecnico-giuridica tra le due domande e che, in tal caso, non è nemmeno corretto parlare di temporanea improcedibilità della domanda di fallimento, dato che nulla osta ad una decisione di rigetto. Semplicemente il fallimento non potrà essere dichiarato sino all'esito negativo della domanda di concordato.
La Corte precisa, poi, che la regola della temporanea non dichiarabilità del fallimento non trova applicazione con riguardo alle fasi di impugnazione dei provvedimenti che pongono fine alla prospettiva concordataria, per cui non è necessario attendere l'esito dell'impugnazione per dichiarare il fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Aprile 2014, n. 9476. Segue...
Concordato preventivo - Formazione delle classi - Costituzione di autonoma classe composta dai crediti dei soci per finanziamenti postergati ex art. 2467 c.c..
Concordato preventivo - Suddivisione dei creditori in classi - Discrezionalità del proponente - Verifica del tribunale circa la genuinità del voto.
Nel concordato preventivo la scelta di effettuare una suddivisione dei creditori in classi è rimessa alla discrezionalità dell'imprenditore proponente il concordato e il sindacato del tribunale deve limitarsi a verificare la presenza di omogeneità -per posizione giuridica e/o interesse economico- tra i creditori inseriti nella medesima classe, affinchè il voto espresso a maggioranza sia il più possibile genuino, evitando che il voto delle singole classi possa essere inquinato dalla posizione peculiare di taluno dei creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Marzo 2013. Segue...
Concordato preventivo - Formazione di una pluralità di classi con il medesimo trattamento - Oggettiva diversità di interessi - Ammissibilità.
La formazione di una pluralità di classi con il medesimo trattamento deve ritenersi ammissibile qualora sia giustificata da un’oggettiva diversità di interessi (nel caso concreto non può ritenersi giuridicamente identica la posizione dei creditori muniti di privilegio speciale garantiti aliunde con quella dei creditori muniti di privilegio generale, in relazione alla quota chirografaria non assistita da privilegio). (Massimo Gaballo) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 29 Novembre 2012. Segue...
Concordato preventivo - Ammissione - Decreto di ammissione - In genere - Somma necessaria per l'intera procedura - Termine fissato dal tribunale per il deposito - Natura - Deposito tardivo - Conseguenze
In tema di concordato preventivo, il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell'art. 163 legge fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l'intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest'ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell'importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Novembre 2012, n. 20667. Segue...
Nel silenzio del legislatore su come debba essere effettuata in concreto la distribuzione dei creditori all'interno delle classi, deve ritenersi che il debitore nella composizione delle stesse sia libero di assumere le iniziative che crede, con il solo limite dell'applicazione del criterio di ragionevolezza dettato dalla legge, dovendosi escludere, in ogni caso, che il tribunale possa spingersi a valutazioni di merito circa l'opportunità della collocazione di un creditore in una classe piuttosto che nell'altra, potendo il tribunale valutare esclusivamente la correttezza dei criteri utilizzati alla luce del dettato normativo che prescrive come unico parametro l'omogeneità di posizione giuridica e di interessi economici. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 16 Luglio 2012. Segue...
Fallimento – Domanda di concordato preventivo – Ricorsi pendenti – Pendenza congiunta – Regime processuale.
Il procedimento per la dichiarazione di fallimento e quello per l’ammissione al concordato preventivo debbono essere trattati congiuntamente, affinché il Tribunale possa vagliare la sussistenza dei requisiti di ammissibilità della domanda di concordato anche alla luce del materiale probatorio proveniente dal creditore istante per la dichiarazione di fallimento, decidere prima sulla domanda di concordato e, in caso di inammissibilità o mancata omologazione di quest’ultima, valutare la sussistenza dei presupposti per la dichiarazione di fallimento. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 21 Maggio 2012. Segue...
Nella proposta di concordato preventivo appare opportuna la formazione di una apposita classe per crediti derivanti da obbligazioni di garanzia condizionate al mancato pagamento da parte del debitore principale, limitatamente a quelle garanzie prestate in favore di terzi a fronte dei debiti liquidi del debitore e con esclusione quindi di quelle relative ad eventuali responsabilità risarcitorie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 09 Maggio 2012. Segue...
Concordato preventivo – Classi di creditori – Trattamenti identici tra le varie classi – Ammissibilità – Facoltà di scelta del proponente.
E’ possibile il classamento dei creditori disgiunto dall’offerta di trattamenti diversificati tra le varie classi, ricollegandosi in principalità la suddivisione dei creditori in classi ai diversi interessi di cui essi sono portatori, non potendosi interpretare come congiunte le previsioni della lett. c) e d) dell’art. 160 l.f., alla luce dell’ampia libertà di scelta lasciata dal legislatore al proponente il concordato nell’individuazione delle forme e modalità di soddisfacimento dei crediti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Aprile 2012. Segue...
Concordato preventivo - Voto dei creditori - Conflitto di interessi - Formazione di una classe costituita dal creditore in conflitto - Incidenza sulla formazione della maggioranza delle classi - Aggravamento del conflitto.
Concordato preventivo - Applicazione del principio di maggioranza - Fittizia proliferazione delle classi - Controllo del tribunale sulla espressione del voto e sulla corretta formazione delle classi.
Concordato preventivo - Nuova proposta - Contemporanea pendenza di ricorso per ricerca di fallimento - Esame preliminare della nuova proposta - Necessità.
Qualora sia presentata una nuova proposta di concordato preventivo in seguito al rigetto da parte del tribunale della precedente domanda, l'esame della seconda proposta si pone come preliminare anche in presenza di un'istanza di fallimento, atteso che la domanda di concordato - secondo il costante orientamento della giurisprudenza di legittimità e di merito - deve essere trattata per prima, conformemente alla funzione dell'istituto, volto a prevenire la dichiarazione di fallimento mediante il concordato componimento del dissesto, previsto nel piano di ristrutturazione dei debiti. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 09 Maggio 2011. Segue...
Concordato preventivo - Pendenza di istanza di fallimento - Principio della prevenzione della domanda di concordato - Istanza di fallimento presentata dal pubblico ministero.
Il principio della prevenzione della domanda di concordato su quella di fallimento non può essere sovvertito dalla circostanza che la domanda di concordato sia stata depositata in pendenza della richiesta di fallimento del pubblico ministero in esito al precedente rigetto da parte del tribunale della prima e meno favorevole proposta di concordato, atteso che gli artt. 160 e ss., legge fallimentare non prevedono alcuna preclusione di sorta alla presentazione di una nuova domanda di concordato fintanto che il tribunale non abbia dichiarato il fallimento del debitore. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 09 Maggio 2011. Segue...
Concordato preventivo - Suddivisione dei creditori in classi - Finalità - Espressione dell'autonomia privata - Non censurabilità in sede giudiziale.
Nel concordato preventivo, la suddivisione dei creditori in classi ha lo scopo di agevolare la proposta di concordato e costituisce, pertanto, espressione dell'autonomia privata non censurabile in sede giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Agosto 2010. Segue...
Concordato preventivo - Assenza di classi - Potere del tribunale di esprimersi sulla necessità di formazione di classi - Limiti - Presenza di opposizioni - Necessità.
Concordato preventivo – Suddivisione dei creditori in classi e previsione di trattamenti differenziati – Deroga alla par condicio creditorum – Interpretazione restrittiva – Necessità. (22/06/2010)
La norma di cui all’art. 160, legge fallimentare che, in tema di concordato preventivo, consente di prevedere trattamenti differenziati tra creditori suddivisi in classi secondo posizione giuridica ed interessi economici omogenei, costituisce una deroga al principio generale della par condicio creditorum e, come tale, non può che ricevere una stretta interpretazione; ne consegue che i) tale norma non potrà essere applicata ai creditori privilegiati cui si offra il pagamento integrale; ii) qualora vengano offerti trattamenti differenziati ai creditori chirografari ed a quelli prelatizi non integralmente soddisfatti, dovranno essere formate classi distinte di creditori suddivisi secondo posizione giuridica ed interessi economici omogenei; iii) non potranno essere formate classi distinte di creditori laddove non si intenda offrire loro trattamenti differenziati, in quanto ciò urterebbe contro il principio di eguaglianza sotto il profilo del diritto di voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2010, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Trattamenti differenziati tra creditori – Omessa suddivisione in classi – Inammissibilità. (22/06/2010)
In sede di ammissione al concordato preventivo, il tribunale deve procedere d’ufficio alla valutazione di correttezza dei criteri di formazione delle classi (art. 163, comma 1, legge fallimentare) sicchè la previsione di trattamenti differenziati in mancanza di suddivisione in classi, ovvero la suddivisione in classi non collegata a trattamenti differenziati e la non corretta formazione delle classi sono cause di inammissibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2010, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Formazione delle classi – Omogeneità di interessi economici – Garanzie di terzi – Rilevanza.
La natura chirografaria dei crediti se da un lato integra il requisito dell’omogeneità di posizione giuridica, dall’altro lato non è di per sé sufficiente a dimostrare l’omogeneità degli interessi economici, atteso che l’interesse economico del singolo creditore deve essere necessariamente valutato in concreto e conseguentemente tenendo adeguatamente conto anche della eventuale esistenza di garanzie esterne, le quali possono consentire al creditore una maggiore possibilità di soddisfacimento rispetto ai creditori privi di tali garanzie. La mancata valorizzazione di tali garanzie nell’ambito della valutazione dell’interesse economico del singolo creditore pregiudicherebbe la funzione di questo requisito, in quanto consentirebbe l’inserimento in un'unica classe di creditori con diverse prospettive di soddisfacimento dei propri crediti, con conseguente alterazione della genuinità del meccanismo di formazione della volontà della maggioranza della classe, soprattutto ove i creditori con garanzie esterne fossero titolari dei crediti di maggiore entità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 27 Novembre 2009, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Proposta di concordato senza classi – Esistenza di un’unica classe chirografaria – Trasparenza della proposta – Suddivisione in classi – Necessità – Scopo.
Qualora il concordato non preveda la suddivisione in classi, si deve ritenere che in realtà ci si trovi in presenza di un’unica classe di creditori chirografari, composta da creditori di vario tipo e che vi sia pertanto la necessità di operare una suddivisione in classi allo scopo di assicurare alla proposta la necessaria trasparenza, evitando la commistione di interessi disomogenei quali quelli di creditori muniti di garanzie di terzi o di privilegiati declassati a chirografari per la parte incapiente del loro credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 23 Novembre 2009, n. 0. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - In genere - Omesso deposito del fondo per le spese di procedura - Conseguenze - Regime intermedio conseguente al d.lgs. n. 5 del 2006 ed anteriore al d.lgs. n.169 del 2007 - Dichiarazione di fallimento d'ufficio - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
Fallimento – Concordato preventivo – Classi di creditori – Diversa collocazione ex lege – Uguale trattamento nel piano – Inammissibilità. (20/07/2010)
E’ inammissibile una domanda di concordato preventivo che presenti un piano con suddivisione in classi dei creditori, secondo cui gli stessi, pur avendo diversa collocazione ex lege, vengono trattati con la stessa percentuale di pagamento, poiché alla diversa collocazione dei privilegi deve corrispondere anche un diverso trattamento, per non alterare l’ordine delle cause legittime di prelazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 06 Luglio 2009, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Dichiarazione del tribunale di apertura della procedura, previo positivo riscontro dei presupposti per l'ammissione – Classi di creditori – Valutazione della correttezza dei criteri di formazione delle diverse classi – Omessa previsione – Irragionevolezza – Questione di costituzionalità – Non manifesta infondatezza.
E’ rilevante e non manifestamente infondata - per violazione dell'art. 3 Costituzione - la questione di legittimità costituzionale dell'art. 163, primo comma, in relazione all'art. 162, secondo comma e all'art. 160, primo comma, lett. c) (come modificati dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella legge 14 maggio 2005, n. 80, dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 e dal d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169) del r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa), nella parte in cui non prevede che il tribunale dichiara aperta la procedura di concordato preventivo previa valutazione anche della correttezza della mancata suddivisione dei creditori in classi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei. Tribunale Biella, 23 Aprile 2009. Segue...
Concordato preventivo – Suddivisione in classi – Finalità conservative o liquidatorie – Formazione delle classi – Distinzione – Tutela del dissenso – Necessità – Funzione del tribunale.
Qualora il concordato preventivo persegua fini conservativi, attraverso la ristrutturazione del debito e la soddisfazione dei creditori con modalità alternative rispetto al pagamento, la suddivisione in classi presenta maggiore analogia con l’ipotesi del chapter eleven, cui il legislatore si è ispirato e che nel modello statunitense pare principalmente destinato a favorire il debitore consentendogli di superare il dissenso di alcuni creditori. Qualora, invece, il concordato persegua fini liquidatori, ove le finalità satisfattorie si realizzano tramite pagamento in termini monetari, le classi sono dalla dottrina più attenta avvertite come uno strumento anche di tutela dei creditori, che acquisiscono così informazione piena e corretta e che possono correlare la loro situazione a quella di creditori che si trovano in una posizione omogenea per interessi e per collocazione giuridica, orientando il proprio consenso in modo libero e informato; proprio questa finalità giustifica il potere del tribunale di esaminare e censurare le suddivisioni in classi che siano finalizzate a inertizzare comunque il volere dei creditori annegandone il dissenso all’interno di classi composte da creditori con interessi economici non omogenei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 07 Aprile 2009, n. 0. Segue...
Concordato preventivo con cessione dei beni - Vendita eseguita dal liquidatore - Diritto di prelazione all'acquisto concesso dal debitore prima dell'apertura della procedura - Esperibilità del diritto da parte del titolare - Sussistenza
In relazione alla vendita effettuata dal liquidatore in esecuzione del concordato preventivo con cessione dei beni, è consentito l'esercizio del diritto di prelazione nell'acquisto, convenzionalmente attribuito a un terzo dal debitore prima dell'ammissione della procedura, atteso che: il rapporto di prelazione, come tutti i rapporti giuridici preesistenti, non si scioglie (mancando nella disciplina del concordato il richiamo alle disposizioni dettate dagli artt. 72-83 legge fall.) a seguito dell'apertura del concordato o della sua omologazione; non è ricavabile dal sistema l'oggettiva incompatibilità della prelazione con la fase esecutiva del concordato (sia perché la forma e le modalità della liquidazione competono al debitore cedente, che può stabilire la vendita a trattativa privata e il tribunale interviene, ai sensi dell'art. 182 legge fall., solamente se il concordato non dispone diversamente, sia perché, non rispondendo l'esclusione della prelazione nella vendita forzata a ragioni di principio, è irrilevante che il trasferimento venga attuato con atti di carattere negoziale ovvero coattivo); va escluso, infine, che la prelazione incida, di per sè, negativamente sugli interessi dei creditori, in quanto essa comporta il solo onere della "denuntiatio" e si colloca in un momento successivo alla individuazione dell'acquirente e alla definitiva determinazione del prezzo. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Luglio 2004, n. 14083. Segue...