Source: http://cortellazzo-soatto.it/Approfondimenti/TemieContributi/NuovaConvenzioneItaliaUSA.aspx
Timestamp: 2017-07-20 16:24:53+00:00
Document Index: 139450733

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 25', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 25']

Nuova Convenzione Italia – USA contro le doppie imposizioni
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Viene assicurata la tassazione nello Stato della fonte dei redditi attribuiti alla stabile organizzazione [1] anche se i pagamenti di questi redditi sono stati differiti fino a dopo la cessazione della base fissa stessa (art. 7). Nel caso di rettifiche dell’utile da parte di uno dei due Stati contraenti in base al principio del valore normale di mercato (“at arm’s length”), dovranno essere tenuti in considerazione anche gli effetti delle altre norme previste dalla Convenzione, e gli aggiustamenti si effettueranno in conformità alla procedura amichevole di cui all’art. 25, che descrive le situazioni in cui i due Stati necessitano di risolvere problematiche inerenti l’interpretazione o l’applicazione della Convenzione e prevede, in caso non si riesca a pervenire ad un accordo, la possibilità di sottoporre il caso ad una commissione arbitrale (art. 9). Per quanto concerne i dividendi, la tassazione continua a seguire il regime dello Stato in cui sono percepiti. Se l’effettivo beneficiario risiede nell’altro Stato contraente, essi possono essere tassati alla fonte anche dallo Stato di provenienza; l’aliquota di tassazione è stata però ridotta dal 10% al 5% dell’ammontare lordo dei dividendi in relazione alle partecipazioni superiori al 25% detenute da almeno un anno, mentre le altre partecipazioni sono tassate con l’aliquota del 15% (art. 10). Confermato che gli interessi sono tassati nello Stato in cui vengono percepiti, se l’effettivo beneficiario degli interessi è un residente dell’altro Stato contraente l’aliquota massima d’imposta applicabile dallo Stato di provenienza del reddito scende dal 15% al 10%, e sono introdotte alcune fattispecie per le quali gli interessi sono assoggettati ad imposizione solo nello Stato in cui risiede il beneficiario, senza applicazione di ritenute nello Stato della fonte (art. 11). Anche le royalties continuano ad essere tassate nello Stato in cui vengono percepite. Se l’effettivo beneficiario dei canoni è un residente dell’altro Stato contraente, le aliquote massime d’imposizione da parte dello Stato di provenienza del reddito diventano due (nel precedente testo erano tre): 5% sull’ammontare lordo dei canoni dovuti per l’utilizzo di software per computer, attrezzature industriali, commerciali o scientifiche, ed 8% nei restanti casi (art. 12). Con il nuovo testo di Convenzione, i compensi per le prestazioni professionali sono imponibili nello Stato della fonte soltanto se la persona ivi dispone abitualmente di una base fissa per l’esercizio della sua attività. In tal caso i redditi prodotti nell’altro Stato sono tassati unicamente nella misura in cui siano attribuibili all’attività svolta presso la base fissa. La norma, per espresso richiamo contenuto nell’art. 7 riguardante gli utili delle imprese e la stabile organizzazione, permette di tassare il reddito che deriva dall’attività professionale esercitata in Italia anche se l’incasso del provento si verifica dopo la chiusura della base fissa (art. 14). È stata innalzata da 12mila a 20mila dollari la soglia di imponibilità dei redditi che un artista o uno sportivo residente in uno Stato trae dalle sue prestazioni personali svolte nell’altro Stato contraente (art. 17). La nuova Convenzione, al fine di risolvere il problema della concreta applicabilità della procedura amichevole (art. 25), ha introdotto lo strumento dell’arbitrato, consigliato a livello Ocse nei casi in cui gli Stati non riescano a risolvere dubbi e difficoltà derivanti dall’interpretazione o dall’applicazione delle pattuizioni convenzionali. Da segnalare, infine, l’importante previsione della clausola generale anti abuso (“limitation on benefits”) diretta a negare i benefici convenzionali ai soggetti che pongano in essere comportamenti diretti al “treaty shopping [2]”: la Convenzione, infatti, adotta l’espressione beneficiario effettivo (“beneficial owner”). Tale scelta è manifestazione del principio generale della prevalenza della sostanza sulla forma, che, con l’obiettivo di determinare quale trattamento tributario applicare ad una determinata fattispecie, impone di fare riferimento ai risultati economici concreti perseguiti più che alle vesti giuridiche utilizzate. ____________________________
a cura di: dott. Gianfranco Peracin
C&S Informa, volume 11, numero 1 anno 2010 Documenti Collegati Riservati