Source: http://www.studiomaggesi.it/Avvocato_reati_Informatici.htm
Timestamp: 2019-05-24 01:21:22+00:00
Document Index: 117562123

Matched Legal Cases: ['art. 640', 'art. 617', 'art. 617', 'art. 617', 'art. 635', 'art. 616']

AVVOCATO REATI IFORMATICI - Avvocato Diritto del Web - Avvocato Diritto di internet - Studio Legale Reati Informatici
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DIRITTO DI INTERNET : REATI INFORMATICI
Diritto nel Web : Reati Informatici
Lo Studio Maggesi ed i suoi professionisti sono dediti
da sempre alla pianificazione ed allo studio di qualsivoglia
problematica afferente il diritto del Web ed il diritto di internet.
aziende e di tutti quei privati che necessitano di esser seguiti
in tutti i processi di natura telematica.
Lo Studio, nel suo organico vanta professionisti ed Avvocati
che potranno svolgere a pieno l'attività civilistica e penalistica
avendo, dunque, quella visione completa del web che si necessita
avere per un approccio totale ad ogni tipologia di problematica
Lo Studio presta dunque attività anche per tutti quI reati informatici
noti o meno noti attenzionati al nostro staff affinchè possano risolversi
nella piena soddisfazione del cliente.
I reati ( per l'appunto definiti informatici ), sono dunque tutti quelli
compiuti per mezzo o nei confronti di un sistema informatico,
cioè un PC, ovvero per mezzo di un sistema telematico,
cioè una rete di computers o dispositivi Mobile.
Il Pc potrà dunque considerarsi bersaglio o mezzo per commettere
Rispetto ai reati informatici, il legislatore è intervenuto con la
Legge n. 547/93, per introdurre nuove figure di reato nel codice penale
successivamente con la legge. 269/98 e 38/2000 per punire la
con il d.lgs 196/2003 per punire la violazione della privacy;
con la Legge 128/2004 per la tutela del diritto d'autore;
con due d.lg, nel 2001 e nel 2005, poi convertiti,
per prevenire e contrastare il terrorismo internazionale;
Con la IV direttiva Comunitaria ( in vigore nel 2016) per
combattere l'antiriciclaggio).
Le fattispecie di reato previste dal codice penale sono
frode informatica (art. 640 ter c.p.) che consiste
nell’alterare un sistema informatico allo scopo di procurarsi un ingiusto
profitto : "Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di
un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con
qualsiasi modalità sui dati, informazioni o programmi contenuti in un
sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura
a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito
con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire
100 mila a 2 milioni" ,
(615 ter c.p.),
"Si definisce con tale espressione un'azione di "intrusione" da parte di
un individuo in un sistema informatico violandone quindi le misure di
sicurezza e l’autorizzazione concessagli per l’accesso
La legge italiana punisce tale reato con una pena detentiva che può
variare da uno a cinque anni (legge 574/93), la norma è piuttosto
severa anche perché non prevede gradi di punibilità differenti a seconda
che vi sia stato o meno danneggiamento del sistema violato
(come avviene in altri paesi). Tuttavia essendo necessaria, per
commettere reato, la violazione di idonee misure di sicurezza,
quali strumenti per valutarne davvero l’idoneità?
Il Parlamento non ha specificato tale aspetto che conduce
spesso nella pratica giurisprudenziale a difficoltà nello stabilire
una giusta sanzione
informatici e telematici (615 quater c.p.)
Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici
diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o
telematico (615 quinquies c.p.)
"punisce "chiunque diffonde, comunica o consegna un programma
informatico da lui stesso o da altri redatto, avente per scopo o per
effetto il danneggiamento di un sistema informatico o telematico,
dei dati o dei programmi un esso contenuti o a esso pertinenti,
funzionamento" (si riferisce anche all’introduzione di virus in un
sistema informatico).
Viene sanzionato anche chi, senza essere autorizzato, intercetta,
impedisce, interrompe o rivela comunicazioni
informatiche, (art. 617 quater c.p.);
installa apparecchiature dirette ad intercettare, interrompere o
impedire comunicazioni informatiche (art. 617 quinquies c.p.);
falsifica, altera o sopprime o falsifica la comunicazione
informatica acquisita mediante l’intercettazione
(art. 617 sexies c.p.);
distrugge, deteriora, cancella, dati, informazioni o programmi
informatici (art. 635 bis c.p.).
La legge n. 547/1993, poi, ha anche novellato alcuni articoli del
codice penale: ad esempio, con riguardo alla violazione e sottrazione
di corrispondenza, al quarto comma dell’art. 616 c.p., si precisa che
per "corrispondenza" si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica,
informatica o telematica, ovvero effettuata con ogni altra forma di
Lo Studio legale può coadiuvare il cliente anche per le problematiche
dipese dalla rete, dal diritto del web e quindi del Diritto di Internet
sia in IT che in tutti i paesi presenti in EU ed in USA.