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Timestamp: 2018-10-22 05:46:42+00:00
Document Index: 165989374

Matched Legal Cases: ['art. 648', 'art. 648', 'art. 4', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648']

Il reato di autoriciclaggio può ritenersi configurabile anche quando il delitto presupposto sia stato commesso prima dell’entrata in vigore dell’art. 648 ter.1 c.p. :: Antonio Di Tullio D'Elisiis
Homepage>Il reato di autoriciclaggio può ritenersi configurabile anche quando il delitto presupposto sia stato commesso prima dell’entrata in vigore dell’art. 648 ter.1 c.p.
Nel dettaglio, i giudici di legittimità ordinaria hanno ritenuto irrilevante la “realizzazione, in epoca antecedente l'entrata in vigore di tale normativa, delle condotte di cui all'art. 4 D. Lgs. 74/2000 assunte ad ipotesi di reato presupposto” dato che, per un verso, quello presupposto, “in epoca antecedente l'entrata in vigore della I. 15/12/2014 n. 186, (…) comunque (…) era già previsto come tale dalla legge”, per altro verso, “l'elemento materiale del reato di cui all'art. 648 ter risulta posto in essere (…) successivamente all'introduzione della predetta normativa”.
In particolare, sempre secondo la giurisprudenza, seppur di merito (o quanto meno una parte di essa), nel formularsi la stessa valutazione giuridica appena menzionata, venne altresì fatto presente, una volta rilevato che l’ “elemento oggettivo del reato (di ricettazione ndr.) è dato dalla condotta consistente nel ricevere la cosa di provenienza delittuosa”[3], come il momento consumativo fosse configurabile “non appena l'agente abbia conseguito in qualsiasi modo il possesso materiale della cosa proveniente dal delitto principale”[4].
In secondo luogo, a sostegno di questa tesi giuridica, milita quell’orientamento nomofilattico, formatosi dopo la modifica dell’art. 648 bis c.p. avvenuta per effetto della legge, 9 agosto 1993, n. 328, con cui è stato asserito che, allorquando costituisca oggetto di imputazione una condotta continuata consumatasi a cavallo dell'entrata in vigore della legge 9 agosto 1993, n. 328 (ossia quella che, come appena esposto, ha introdotto l’attuale versione vigente del delitto di riciclaggio), «non rileva se parte dell'oggetto materiale dell'attività di sostituzione sia pervenuto nella disponibilità del reo anteriormente alla novella legislativa e provenisse da reati diversi da quelli all'epoca espressamente previsti in via esclusiva (rapina aggravata, estorsione aggravata, sequestro di persona a scopo di estorsione e produzione o traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope), ciò in quanto, ai fini dell'individuazione della norma da applicare, occorre avere riguardo al momento perfezionativo della fattispecie, che si ha non già nella fase della ricezione del provento delittuoso, ma nel momento in cui i beni vengono effettivamente sostituiti»[5].
Tra l’altro, se è vero che, con detta norma incriminatrice, si vuole tutelare il “patrimonio della vittima del reato presupposto” [8], è altrettanto vero che, sempre con questa disposizione legislativa, si vuole altresì proteggere “l'economia pubblica nel suo insieme”[9] ossia di un bene che potrà ritenersi leso solo nella momento in cui i proventi criminosi vengano autoriciclati.
Tal che, anche sotto il profilo teleologico, non avrebbe senso, sotto il profilo del diritto intertemporale, fare riferimento alla commissione del delitto presupposto proprio perché, dopo il compimento e prima che venga commessa una delle condotte materiali previste dall’art. 648 ter.1 c.p., l'economia pubblica (nel suo insieme) non può ancora ritenersi messa in pericolo.
[7]Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Brevi osservazioni sulle disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale. Disposizioni in materia di auto riciclaggio (S. 1642), rese in occasione della seduta tenutosi presso le Commissioni riunite 2^ e 6^ (Giustizia e Finanze e tesoro) del Senato della Repubblica il 20/11/2014, in www.senato.it.