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Timestamp: 2018-04-25 03:00:04+00:00
Document Index: 61732135

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 1815', 'art. 1448', 'art. 2744', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 18', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 2']

Categoria: Rivista P.Q.M.
PQM – On Line
Newsletter - aprile 2015
Mediazione demandata –Tribunale di Vasto, sentenza 09.03.2015 – est. Pasquale.
Sia per la mediazione obbligatoria da svolgersi prima del giudizio ex art. 5, comma 1 bis, D.Lgs. n. 28/2010, sia per la mediazione demandata dal giudice, ex art. 5, comma 2, è necessario – ai fini del rispetto della procedibilità della domanda – che le parti compaiano personalmente (assistite dai propri difensori) all’incontro con il mediatore. Graverà su quest’ultimo l’onere di adottare ogni opportuno provvedimento finalizzato ad assicurare la presenza personale delle parti, ad esempio disponendo un rinvio del primo incontro, sollecitando anche informalmente il difensore della parte assente a stimolarne la comparizione, ovvero dando atto a verbale che, nonostante le iniziative adottate, la parte a ciò invitata non ha inteso partecipare agli incontri, né si è determinata a nominare un suo delegato, per il caso di assoluto impedimento a comparire.
Usura pecuniaria – Patto commissorio –Tribunale di Avezzano, sentenza 04.03.2015 – est. Lupia.
1. L’usura pecuniaria di interessi presenta carattere oggettivo e trova sanzione civilistica nell’art. 1815 c.c. L’usura, pur pecuniaria, non ad interessi (seppur contro un capitale), invece, ha sempre carattere soggettivo, postulando la condizione di difficoltà economica o finanziaria della persona pregiudicata, oltre che per la sproporzione rispetto al tasso medio praticato per operazioni analoghe sul mercato. Secondo la corrente che ricostruisce il rimedio civilistico di tale reato nella nullità virtuale, tali requisiti soggettivi ed oggettivi sono sufficienti per determinare l’invalidità del contratto di scambio; mentre, per la corrente che rintraccia il suddetto rimedio nell’azione di rescissione generale, è altresì necessario che ricorrano i presupposti di sproporzione qualificata e di approfittamento di cui all’art. 1448 c.c.
2. Il divieto di patto commissorio di cui all’art. 2744 c.c. può essere ravvisato anche di fronte a più negozi tra loro collegati, quando da essi scaturisca un assetto di interessi complessivo tale da far ritenere che il procedimento negoziale attraverso il quale deve compiersi il trasferimento di un bene del debitore sia collegato, piuttosto dalla natura meramente obbligatoria o traslativa o reale del contratto, ovvero dal momento temporale in cui l’effetto traslativo sia destinato a verificarsi, nonché dagli strumenti negoziali destinati alla sua attuazione e, persino, dalla identità dei soggetti che abbiano stipulato i negozi collegati, sempre che questi siano stati concepiti e voluti come funzionalmente connessi e tra loro interdipendenti, onde risultare idonei al raggiungimento dello scopo finale di garanzia che le parti si erano prefissate.
Opposizione a decreto ingiuntivo per crediti di lavoro – Tribunale di Chieti, sez. lav., sentenza 07.04.2015 – est. Prozzo.
In materia di opposizione a decreto ingiuntivo per crediti di lavoro, la mancata notifica del ricorso in opposizione e del decreto di fissazione dell’udienza determina l’improcedibilità dell’opposizione per mancata instaurazione del contraddittorio (essendo preclusa al giudice la concessione di un nuovo termine per rinnovare la notifica medesima) e, con essa, l’esecutività del decreto ingiuntivo opposto.
Mantenimento dei minori – Sussidiarietà dell’obbligo degli ascendenti – Tribunale di Pescara - ordinanza 13.04.2015 – est. Cassano.
L’obbligazione sussidiaria a carico degli ascendenti per i genitori privi di mezzi e inadempienti ai loro doveri nei confronti dei figli, non sorge sulla sola insufficienza di mezzi e inadempienza di uno dei genitori, essendo necessario che anche l’altro non abbia modo di provvedere ad adempiere al personale e diretto obbligo nei confronti dei figli.
Contratto Collettivo Decentrato Integrativo – Rapporti con il CCNL – Corte d’Appello de L’Aquila, sez. lavoro – sentenza 09.04.2015 – est. Marsella.
Il CCDI per i dipendenti del Comune di Lanciano, laddove, relativamente alla categoria D, attribuisce rilievo, ai fini della progressione economica orizzontale, al criterio della anzianità di servizio, si pone in contrasto con la normativa nazionale, debordando dai limiti posti dal CCNL medesimo, ed è quindi affetto da nullità in parte qua, secondo il disposto dell’art. 40, D.Lgs. n. 165/2001.
Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori – Applicabilità al pubblico impiego– Tribunale di Teramo, sez. lavoro – sentenza 28.10.2015 – est. Pietropaolo.
Il rinvio mobile di cui all’art. 51, co. 2, D. Lgs. n. 165/2001 ed obiettive esigenze di parità di trattamento rispetto a situazioni regolate dalla stessa disciplina sostanziale, inducono a ritenere l’applicabilità del nuovo rito e del nuovo art. 18 anche al pubblico impiego (ndr. In senso conforme, Trib. Roma 16.05.2013; Trib. Napoli 09.01.2014. In senso difforme e per l’affermazione dell’applicabilità dell’art. 18 precedente alle modifiche apportate dalla Legge Fornero, Trib. Monza 27.02.2013; Trib. Catania 18.06.2013).
Bancarotta fraudolenta - Condotta distrattiva – Dolo eventuale - Tribunale di Lanciano - sentenza 23.03.2015 – est. Valente.
Ai fini della configurabilità del delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione, occorre che il fallimento, ovvero il suo presupposto di fatto, costituito dallo stato d’insolvenza, sia dall’agente preveduto e voluto, quantomeno, a titolo di dolo eventuale, occorrendo che quest’ultimo si prefiguri che il suo comportamento depauperativo porterà, verosimilmente, al dissesto ed accetti tale rischio (ndr. Fattispecie in cui il giudice ha escluso il reato in ragione del notevole spazio temporale intercorrente tra l’epoca delle distrazioni e la dichiarazione di fallimento, nonché della sussistenza di una fase di gestione della liquidazione della società ad opera di un terzo estraneo alla compagine sociale, durante la quale erano maturati debiti).
Prova penale - Consulenza tecnica (della parte privata) in materie giuridiche – Contenuto scientifico e tecnico - Tribunale di Pescara - ordinanza 20.04.2015 – est. Zaccagnini.
In materia giuridica, al pari di ogni altra a contenuto scientifico, è senz’altro possibile che il difensore, il quale per definizione è in possesso di strumenti tecnico-giuridici necessari per l’esercizio della professione, si avvalga secondo la propria valutazione del contributo di soggetti particolarmente qualificati nella materia in discussione (ndr.Nel caso di specie, il Tribunale ha rigettato l’eccezione di inammissibilità della testimonianza del consulente di parte sollevata dal P.M., ritenendo la materia degli appalti e delle disposizioni normative di settore tecnica, specifica e complessa e precisando che il contributo del tecnico addotto dalla difesa non vale a limitare o a comportare per il Tribunale particolari oneri, proprio in ragione del fatto che i soggetti che partecipano al processo in pari ruoli sono tutti specificamente qualificati per la trattazione delle questioni di diritto. In senso difforme,Corte d’Appello di L’Aquila, sentenza 14.4.1999, in PQM I/99, pp. 53 e ss. con nota di Marcello Russo: la pronuncia, tuttavia, aveva ad oggetto una fattispecie in cui era stato il P.M ad avvalersi di consulenti tecnici al fine di compiere apprezzamenti legali).
Appalti – Diniego di autotutela – Tar Abruzzo, sez. Pescara - sentenza 16.04.2015, n. 165 – Pres. Eliantonio – est. Balloriani.
Il decorso del termine di cui all'articolo 243 bis del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (sul diniego di autotutela) realizza un’ipotesi di silenzio rigetto, che costituisce un mero presupposto processuale, con la conseguenza che il provvedimento tardivamente adottato, se di accoglimento, determina la soddisfazione della pretesa e quindi la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso eventualmente proposto nelle more, mentre se è di rigetto, fa sorgere in capo alla parte lesa l'onere di impugnarlo, eventualmente con motivi aggiunti.
Processo amministrativo – Individuazione degli atti impugnati – Tar Abruzzo, sez. Pescara - sentenza 14.04.2015, n. 157 – Pres. - est. Eliantonio.
Nel processo amministrativo, l’individuazione degli atti impugnati deve essere operata non con riferimento alla sola epigrafe, bensì in relazione all’effettiva volontà del ricorrente, quale è desumibile dal tenore complessivo del gravame e dal contenuto delle censure dedotte; per cui, si è ritenuto che sono oggetto di impugnativa tutti gli atti che, seppure non espressamente indicati tra quelli impugnati ed indipendentemente dalla loro menzione in epigrafe, costituiscono senz’altro oggetto delle doglianze di parte ricorrente in base ai contenuti dell’atto di ricorso; con la conseguenza che anche l’errata individuazione degli estremi del provvedimento impugnato non rende inammissibile il ricorso, quando dalla lettura complessiva di quest’ultimo l’atto impugnato sia comunque chiaramente individuabile.
Inquinamento ambientale – Soggetto responsabile – Società – Tar Abruzzo, sez. Pescara - sentenza 14.04.2015, n. 156 – Pres. - est. Eliantonio.
In materia di inquinamento ambientale, il soggetto responsabile dell’inquinamento sotto il profilo “amministrativo-ambientale” - dopo l’entrata in vigore dell’art. 25-undecies (reati ambientali) del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 (recante la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica), introdotto dall’art. 2, comma 2, D.Lgs. 7 luglio 2011, n. 121- non è solo la persona fisica autrice materiale del fatto, ma anche la società alla quale tale persona fisica appartiene e nel cui interesse egli abbia agito: si tratta, infatti, in questi casi di una responsabilità diretta dell’azienda che si aggiunge a quella della persona fisica che materialmente ha eventualmente commesso il reato.
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