Source: https://www.avvocatofirenze.it/news/2019/eredita-come-si-acquista-la-qualita-di-erede/
Timestamp: 2019-11-20 11:14:45+00:00
Document Index: 59163746

Matched Legal Cases: ['art. 480', 'art. 481', 'art. 475', 'art. 476', 'art.527', 'art. 586']

Come si acquista la qualità di erede - Avvocato Firenze - Lorenzo Cirri
accettazione eredità, curatore eredità, erede
Come si diventa erede?
Nel nostro ordinamento giuridico la qualità di erede non si acquista per il semplice fatto di essere stati nominati nel testamento o per successione legittima, ma occorre – salvo casi particolari che dirò in seguito -una dichiarazione unilaterale del chiamato, diretta all’acquisto dell’eredità.
Che effetti ha l’accettazione dell’eredità?
L’accettazione è pertanto un elemento indispensabile per l’acquisto dell’eredità stessa.
Il patrimonio del de cuius non viene infatti “automaticamente” trasmesso in capo all’erede, poiché non vi è la presunzione che il chiamato all’eredità possa essere ritenuto erede. L’accettazione ha comunque effetto retroattivo:
l’erede diviene titolare del patrimonio ereditario fin dal momento della morte del de cuius, anche se interviene in un momento successivo.
Ci sono dei termini entro i quali accettare l’eredità?
Affinché non resti incerta l’appartenenza dei patrimoni il nostro sistema giuridico ha previsto i termini di prescrizione e decadenza per l’esercizio del diritto.
Il termine per l’accettazione, è soggetto a prescrizione ordinaria decennale e decorre dal giorno dell’apertura della successione (art. 480 c.c.).
La decadenza dal diritto di accettazione (art. 481 c.c.) ricorre nel caso in cui l’Autorità Giudiziaria, su istanza degli interessati, abbia fissato un termine entro il quale il chiamato avrebbe dovuto accettare o rinunziare. Trascorso tale termine senza alcuna dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare.
Che forme può avere l’accettazione di eredità?
Quanto alla forma, l’accettazione può essere espressa, tacita e presunta o legale.
L’accettazione è espressa (art. 475 c.c.) ove in un atto pubblico od in una scrittura privata il chiamato all’eredità ha dichiarato di accettarla oppure ha assunto il titolo di erede; è tacita (art. 476 c.c.) quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede, come ad es. riscuote dei crediti del de cuius ; è presunta o legale quando il chiamato pone in essere atti di disposizione che, con presunzione assoluta, vengono considerati atti di accettazione implicita, come la donazione, la vendita e la cessione dei diritti di successione, nonché la rinunzia a quest’ultimi, ex artt. 477 e 478 c.c.
E se accetto col beneficio di inventario?
L’accettazione può essere pura e semplice o con il beneficio dell’inventario.
Nel primo caso si attua una confusione tra il patrimonio del defunto e quello dell’erede, e quest’ultimo è responsabile per i debiti ereditari anche al di là del valore dei beni che gli sono pervenuti, mentre nel secondo il patrimonio del de cuius rimane distinto da quello dell’erede, che risponde dei debiti solo nei limiti del valore del patrimonio ereditario.
Quando l’accettazione dell’eredità è automatica:
Vi sono delle ipotesi in cui l’acquisto dell’eredità opera di diritto senza bisogno di accettazione:
1)qualora i chiamati all’eredità hanno sottratto o nascosto beni spettanti all’eredità stessa (art.527 c.c.)
2)qualora il chiamato all’eredità è a qualsiasi titolo nel possesso dei beni ereditari e non faccia l’inventario entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o dalla notizia della devoluta eredità;
3)in mancanza di altri successibili l’eredità è devoluta allo Stato che non può rinunziarvi (art. 586c.c.)
14 Luglio 2019 alle 20:11
Il mio non è un commento mia sorella si è fatto fare un testamento come erede universale malgrado mia madre gravemente malata
15 Luglio 2019 alle 8:53
In ogni caso lei ha diritto alla sua quota di legittima.
CRISTOFARO ha detto:
29 Ottobre 2019 alle 12:36
BUONGIORNO AVV.TO UN CONSIGLIO DA UN ESPERTO, IL FRATELLO DI MIA MADRE NON AVEVA FIGLI, LA MOGLIE E’ DECEDUTA 5 ANNI FA’ E LE PROPRIETA IMMOBILIARI DEI CONIUGI SONO STATE, IN MODO MASCHERATO, VENDUTE AD UN FIGLIO DI UN FRATELLO DELLA MOGLIE QUANDO ANCORA ERA IN VITA. LUI OGGI E DECEDUTO E NON HA BENI MA SOLO DEBITI, VORREI CAPIRE SE MIA MADRE CON LE ALTRE SORELLE E FRATELLI DEVONO FARE, E ANCHE TUTTI NOI FIGLI, LA RINUNCIA ALL’ASSE EREDITARIO ALTRIMENTI I SOLI DEBITI PASSANO A MIA MADRE CON I FRATELLI E SORELLE E A CASCATA A TUTTI I NIPOTI OPPURE NO????
30 Ottobre 2019 alle 13:08
il figlio del fratello della moglie non è vostro parente
quindi non ereditate da lui e non dovete fare nulla.