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Timestamp: 2019-07-18 02:40:59+00:00
Document Index: 142899117

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 120']

Il Governo impugna davanti la Corte Costituzionale le 3 leggi regionali anti-nucleare | Archivio Nucleare |
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Il Governo impugna davanti la Corte Costituzionale le 3 leggi regionali anti-nucleare
4 Febbraio 2010 di Amministratore
Oggi 4 febbraio il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei loro territori.
La decisione è stata fatta dall’ esecutivo su proposta di Claudio Scajola (Ministro dello Sviluppo economico), d’intesa con Raffaele Fitto (Ministro per gli Affari regionali).
Il Governo, tramite questa azione, spera che i provvedimenti regionali finora adottati in tal senso vengan dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale. Infatti secondo il Ministro Scajola “le tre leggi [regionali] intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l’esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell’ambiente della sicurezza interna e della concorrenza (art. 117 comma 2 della Costituzione)”
Ovviamente oltre all’aspetto di diritto, c’è anche un aspetto più concreto che ha spinto il Governo verso questa scelta: il rischio che vede il Governo in questi provvedimenti regionali è quello di non poter poi individuare luoghi adatti alla costruzione delle nuove centrali, soprattutto se altre regioni dovessero adottare simili provvedimenti.
Questo articolo è stato pubblicato da Amministratore in data Giovedì, 4 Febbraio 2010 alle 11:38	nella categoria nucleare in italia, norme. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi inviare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.
Corte Costituzionale - bocciate le leggi regionali anti-nucleare di Puglia, Basilicata e Campania
Sogin - problemi finanziari all’ orizzonte?
27 Commenti a “ Il Governo impugna davanti la Corte Costituzionale le 3 leggi regionali anti-nucleare”
4 Febbraio 2010 alle 15:51
Già la regione Sardegna (con l’allora Presidente, di Forza Italia, l’impareggiabile Mauro Pili!) con la legge n.8 del 3 luglio 2003, poi la Basilicata con la legge n.31 del 21 novembre 2003 ed infine la Calabria con la legge del n.26 del 5 dicembre 2003, hanno provato a “denuclearizzare” il territorio da loro amministrato. Ebbene, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 62 del 29 gennaio 2005 ha dichiarato illegittime queste leggi regionali in quanto in contrasto con gli articoli 117 e 120 della Costituzione. Allo stesso modo è stata bocciata la legge n.22 del 27 maggio del 2005 della regione Molise. Per quanto riguarda la disciplina ambientale, la Costituzione attribuisce, quindi, allo Stato una competenza legislativa esclusiva:
cortecostituzionale.it/informazione/patrimoniodocumentario/r...
iusambiente.it/giurisprudenza/rifiuti/Corte%20Costituzionale...
5 Febbraio 2010 alle 11:05
Aggiungo che con la sentenza del 30 dicembre 2009 (deposito), n. 339, la Corte costituzionale ha chiarito la portata della competenza legislativa concorrente delle Regioni in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”, prevista dal terzo comma dell’art. 117 della Costituzione.
L’occasione per tale intervento è sorta dalla presentazione di due ricorsi, da parte della Regione Piemonte e della Regione Emilia-Romagna, volti a far valere l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
Tra le numerose censure proposte, la Regione Emilia-Romagna ha impugnato l’art. 8, comma 3, del decreto-legge, nella parte in cui stabiliva che le procedure competitive di attribuzione ad altro titolare delle concessioni di coltivazione di idrocarburi dovevano essere determinate con decreto del Ministero dello sviluppo economico; inoltre, la Regione ha impugnato l’art. 10 del decreto-legge, dedicato alla “promozione degli interventi infrastrutturali strategici nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni”, nella parte in cui attribuiva il potere di formulare gli interventi in questione esclusivamente al Ministero dello sviluppo economico. Secondo la Regione ricorrente, la determinazione delle procedure per le concessioni di coltivazione di idrocarburi, previste dall’art. 8, comma 3, e la determinazione degli interventi infrastrutturali strategici, disciplinati dall’art. 10, non avrebbero dovuto essere di competenza esclusiva del Ministero dello sviluppo economico, ma, in quanto materie di potestà concorrente, avrebbero dovuto prevedere un intervento regionale, secondo il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni.
La Corte costituzionale, discostandosi dalla precedente giurisprudenza volta a tutelare le prerogative dello Stato di fronte alle pretese avanzate dalle Regioni, ha, sorprendentemente, accolto le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Regione Emilia-Romagna: si legge, infatti, nel testo della sentenza che la Consulta ha riconosciuto “la parziale illegittimità dell’art. 8, comma 3, nella parte in cui non prevede un adeguato coinvolgimento delle Regioni nel procedimento finalizzato all’adozione del decreto del Ministero dello sviluppo economico, concernente le modalità delle procedure competitive per l’attribuzione della concessione ad altro titolare”; inoltre, viene dichiarata “l’illegittimità costituzionale dell’art. 10 del decreto-legge n. 112 del 2008, nella parte in cui non prevede che il Ministero dello sviluppo economico assuma sui programmi ivi previsti il parere della Conferenza Stato-Regioni”. Alla luce delle conclusioni della Consulta, tale sentenza risulta di fondamentale importanza per la corretta impostazione delle politiche e degli interventi delle Regioni, non solo perché chiarisce la portata della competenza legislativa concorrente in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”, ma anche perché individua, in tale settore, dei limiti alla discrezionalità dello Stato, che non potrà agire senza il coinvolgimento delle Regioni interessate.:
cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_ultimo...
5 Febbraio 2010 alle 11:16
Non essendo un giurista, mi chiedo come si pronuncerà la Corte Costituzionale, nell’udienza fissata per il prossimo 22 giugno, alla luce delle sentenze n. 62 del 29 gennaio 2005 e n. 339 del 30 dicembre 2009.
Azzardo nel dire, che é probabile che la Consulta accolga totalmente o in buona parte il ricorso del governo contro le regioni; facendo un bilancio delle 2 citate sentenze, l’ambiente é di totale competenze statale e in buona parte lo é anche quello energetico (molto probabilmente). In caso contrario, il diritto di veto delle regioni potrebbe impedire qualunque infrastruttura (energetica e non) di interesse nazionale, trascinando il Belpaese in un lento (forse veloce) declino.
12 Febbraio 2010 alle 18:20
A proposito di riduzione delle bollette con il ritorno del nucleare,
sul RAPPORTO ENERGIA E AMBIENTE di luglio 2008 commissionato
dal governo Berlusconi a ENEA,
enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V08_05Analisi2008....
basta andare a pag. 74 e osservare la fig 62 per capire che la riduzione dei costi
ci sarà ipoteticamente, e nella ulteriore ipotesi che prevalga il cosiddetto scenario ACT+,
che è il più ottimistico, a partire dal 2040! mentre da qui al 2025-30
i costi saranno nettamente superiori!
Morale: Burlesconi può promettere quello che vuole tanto
a vedere i risultati ci saranno i nostri nipoti (se non saranno emigrati prima!)
12 Febbraio 2010 alle 22:40
ti vedo preparato e allora ti chiedo di chiarirmi questa situazione.
E’ una lettera che ho scritto a Repubblica alla quale tu penso potrai rispondermi. Non lo ha fatto il MSE.
“In merito alle dichiarazioni rilasciate dal ministro Scajola di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le leggi “no nuke” licenziate da alcune regioni del sud, vorrei evidenziare un articolo inserito all’interno della delega nucleare del governo. Si tratta dell’articolo 25, comma 2, lettera f della legge 99/09 - ovvero uno dei criteri con i quali esercitare la delega - che prevede, in caso di indisponibilità degli enti locali a far costruire nel loro territorio una centrale nucleare, il potere sostituivo del governo “secondo quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione”. L’articolo 120 della nostra Costituzione permette questa “sostituzione”, ma solo “nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali”, oppure se si incorre in un “pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica”, oppure se “lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica”, oppure per “la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali”. Questo vuol dire che il governo, se una regione non vuole una centrale nucleare nel proprio territorio, può intervenire perché questa scelta rappresenta un pericolo per l’incolumità pubblica o per l’unità giuridica dell’Italia? E se invece fosse proprio la delega nucleare incostituzionale? Attendo risposte.”
13 Febbraio 2010 alle 22:08
Provo a rispondere a Daniele e a Giò.
Per Daniele: ho premesso che non sono un giurista, né ho mai fatto studi giuridici, seppur ho una discreta cultura giuridica. La delega nucleare, non credo sia incostituzionale, per cui credo la consultà accoglierà almeno in gran parte il ricorso del governo (ne sapremo di più verso l’estate). L’articolo 120, da te correttamente riportato, lascia adito a diverse interpretazioni. In ogni caso il nodo é: la politica energetica é di esclusiva competenza statale come l’ambiente? Io mi auguro di si, altrimenti l’Italia é destinata a un declino rapido e doloroso. Un Paese senza una politica energetica é un Paese senza politica.
Per Giò: a dire il vero i costi diminuiranno già da prima: “…le spese per le importazioni di energia si riducono complessivamente di più del 5%, raggiungendo il 10% nel 2020, con un 74 risparmio sulla bolletta energetica del paese dell’ordine di 5 miliardi di euro.“.
Tieni presente queste elementari considerazioni: il sistema più rapido per abbassare la bolletta da subito é il carbone, ma se si vuole pensare al medio e lungo termine, l’unica opzione realistica é il nucleare. Ovvio che l’Italia paghi da vent’anni lo scotto di aver abbandonato il nucleare, quindi si parte da zero per cento, di energia prodotta (anche se tanta se ne importa). Il costo della bolletta dipenderà poi dalla quota destinata al nucleare, più piccola sarà questa percentuale meno diminuirà la bolletta. Se poi l’Italia continuerà a produrre energia elettrica da gas e olio combustibile vedrai quanto continuirà ad aumentare! Ti sei mai chiesto quanto ci costano le cosidette “rinnovabili” (quelle non idroelettriche) ogni anno? Quanto 2 reattori da 1,6 GW ciascuno (coprirebbero il 10% del fabbisogno nazionale)!
15 Febbraio 2010 alle 10:41
dall’articolo 120 della Costituzione”. L’articolo 120 della nostra Costituzione permette questa “sostituzione”, ma solo “nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali”
Ovvero, detto più volte, il mancato rispetto dei trattatati ratificati dall’Italia negli anni ‘50. Ricordiamoci che l’Italia fa ancora aprte dell’Euratom.
Ciò è contamplato ance dall’articolo 75 della Costituzione ovvero un referendum è solo abrogativo o confermativo di una legge esistenze ma non può certo cancellare la ratifica di trattati internazionali.
Se non può un referndum - massima espressione di democrazia come dicono tutti ma struemnte ormai abusato e svuotato di significato (vedasi gli ultimi quanti hanno raggiunto il quorum) - figuriamoci una legge arbitraria di alcune regioni.
Altrimenti ha ragione Matteo: prepariamoci ad un lento declino.
15 Febbraio 2010 alle 13:40
la Costituzione è chiara. Come è chiaro l’articolo 120. Il governo supera le decisioni degli enti locali nel caso che sia in pericolo l’unità giuridica della nazione o nei casi specificatamente riportati nel testo.
Detto questo che la politica energetica sia di esclusiva competenza statale con la modifica dell’articolo V della Costituzione - se hai letto le recenti prese di posizione dei governatori regionali anche quelli per il si diranno no all’istallazione di impianti nucleari nei loro territori - non è così certo.
Di sicuro c’é, come sempre succede in Italia, una confusione giuridica e legislativa che non da alcuna assicurazione su chi ha ragione e su che cosa.
Quindi sia da parte delle regioni, sia da parte del governo gli appigli ci sono.
Certo è che seppur la politica energetica di un paese sia di competenza statale, questo non vuol dire che uno debba per forza vedersi costruire una centrale nucleare nella sua regione. Sa al posto di quell’impianto si costruisce una centrale a gas, o un impianto eolico per esempio, non si danneggia certo la politica energetica dello stato. Quello che voglio dire è che se l’Italia ha bisogno di un certo quantitativo di energia deve anche costruire centrali per farla ma in concertazione con gli enti locali. Se nessuna regione vuole una centrale atomica anche se la competenza energetica è statale si costruiranno centrali termiche.
Se poi la politica energetica nazionale prevede un certo tipo di centrali, e solo quelle, ecco che gli enti locali, in virtù dei poteri conferiti dalla variazione del titolo V della Cotituzione, possono far valere i loro diritti.
Che centrano i trattati internazionali con il potere sostitutivo dato dall’articolo 120 della Costutizione? L’Italia per la gestione delle sorgenti radioattive, per il trattamento dei rifiuti radioattivi e per tutta la normativa nucleare, compresa la realizzzione, gestione e smantellamento di impianti atomici, rispetta le direttive comunitarie. Sono DIRETTIVE non TRATTATI. Se una regione non vuole un impianto nucleare all’EURATOM non gli importa nulla.
15 Febbraio 2010 alle 18:00
Rovai ci sto!
Ogni regione offra la corrente al costo medio risultante dal tipo di mix che ha realizzato accollandosi anche gli incentivi di cui ovviamente potrà rientrare con la fiscalità regionale e locale.
Se poi trova delle regioni limitrofe o agli antipodi del Paese disposta a comprargliela a 30÷45 Euro/cents ben per lei.
Sia chiaro che non potranno importare energia da Paesi con centrali nucleari.
Quando le aziende chiuderanno e/o delocalizzeranno diremo alle maestranze che vadano dal proprio governatore a cercare lavoro; ed anche questo deve diventare di competenza regionale superando anacronistiche Cig, Lsu ecc.
Se dopo ci sarà qualche rivolta s’invieranno i Bava Beccaris di turno a reprimerle.
Ti va bene messa così?
16 Febbraio 2010 alle 10:42
Se una regione non vuole un impianto nucleare all’EURATOM non gli importa nulla.
Non hai ancora capito che lo scopo è un mix energetico (nucleare, rinnovabili, gas, carbone, ecc.) che dia un certo margine di sicurezza a livello di approvvigionamento energetico nazionale. Non la regione che produce di più o meno o che vuole o non vuole determinati impianti ed infrastrutture solo per meschini tornaconti politici ed ideologici.
A dire: “non voglio il nucleare perchè abbiamo già dato!” è ideologia ed opportunismo.
Nell’Italia centrale la produzione di elettricità è sempre stata in deficit rispetto al nord e alcune regioni del sud (es. la Puglia grazie alle centrali termo elettriche di Brindisi e lecce, non certo per l’eolico od il FV) se accadesse come dicono quelli di cui sopra, i primi a restare al freddo ed al buoio saremmo proprio io e te.
16 Febbraio 2010 alle 11:07
A parte che la principale centrale idroelettica d’Italia ( Energia rinnovabile per di più e non di fonte estera ) è a Potenza con circa un Gigawatt di produzione e quindi almeno lì non resterebbero certo al buio…non mi sembra che l’attuale Governo si periti molto nel fare leggi incostituzionali…
Ribatterei comunque un concetto…il costo elettrico italiano è causato da:
1) il regime monopolistico vigente con tutto il baraccone di nani, saltimbanchi e ballerine e centri di “benessere”…
2 ) la falsa liberalizzazione che ha lasciato sempre e solo un produttore/venditore unico di energia e creato circa 190 società di distribuzione.
Di fatto paghiamo il doppio anche di nazioni del tutto non nucleari che si comprano l’energia da fuori esattamente come noi…E questo per la fascia industriale mentre quella residenziale è nella media europea…
la presenza o meno di centrali nucleari NON cambierà certo il quadro…
16 Febbraio 2010 alle 11:09
rettifica…scusate…ma la provincia è quella di Caserta…Presenzano per la fattispecie….in Campania…
16 Febbraio 2010 alle 14:12
Dico dico…anzi…mi permetta un broccardo…
“CAUSA CAUSAE EST CAUSA CAUSATI”….
Come dice lei…mandi
16 Febbraio 2010 alle 18:14
…e senz’altro a lei i seguenti numeri manco l’inquietano.
Della Germania poi ce ne facciamo un baffo vero?
La Germania dopo aver incentivato a piene mani le FER oggi ha questo mix energetico:
Il totale produzione anno 2008 è stato pari 638,8 TWh
di cui in percentuale
Fossili______________________60,5%
Nucleare____________________23,3%
Rinnovabili__________________15,4%
Da rifiuti non rinnovabili________0,8%
Totale______________________100%
di cui fra le Rinnovabili sul totale prodotto di 638,8 TWh
Idraulica__________4,3%
Eolica____________6,3%
Biomasse_________4,1%
Fotovoltaica_______0,6%
Geotermica_______0,0028%
Totale____________15,4%
Taccio sui costi che hanno sostenuto per la tecnologia eolica - max. anni 20 - e per quella fotovoltaica - max. anni 20÷25.
Questo piatto lo servo freddo ai Verdastri.
17 Febbraio 2010 alle 12:05
Quanto scritto da Edoardo é corretto. Se i veti regionali impedissero la realizzazione di accordi internazionali/intergovernativi ciò é una violazone dell’art. 120 della costituzione. Anche il recente accordo Italia - Francia potrebbe essere assimilato a questo caso. In ogni caso bisognerà aspettare le valutazioni, cioé la sentenza, della consulta. Le nostre sono e rimangono valutazioni discrezionali, seppur non a vanvera! ;-P
Spero che questo governo non opti per la terza via all’italiana, si al nucleare ma in Albania….. scelta nefasta per l’immagine di un Paese che non sa decidere.
Approfitto di questo post per un piccolo sfogo personale. Spero gli amministratori me lo consentano.
Ho votato PD; é da poco più di 10 anni (da quando sono maggiorenne) che voto centrosinistra, oramai posso dirlo, per inerzia e davanti a questi manifesti:
newclear.it/newclear.it/wp-content/uploads/2010/02/funghi-2....
cosa posso dire o fare!? Il mio voto inerziale sta però andando a esaustione e non perché voglia votare l’altro schieramento, ma perché ho il disgusto di andare a votare (Realacci é qualcosa di cui si può solo sparlare, é il pecoraro scanio in salsa pd). Mi sono sempre considerato e sono un liberal di sinistra che nella Scienza e nella Tecnica vede l’unica strada per un progresso collettivo.
Il mio sogno? Una coalizione di centro-sinistra con alla guida Gianfranco Fini. Aggiungo che in questa coalizione vorrei ci fossero alcuni esponenti del centrodestra e faccio i nomi: Adolfo Urso, Dalla Vedova, Cicchitto e esponenti della Fondazione Farefuturo. Sono matto? E’ probabile ma Realacci e co. sono insopportabili! L’Italia ha pochissimi km di autostrade, di ferrovie e tav, senza ogm, senza nucleare, con leggi che impediscono trattamenti sanitari normalissimi in altri Paesi (si veda la fecondazione assistita), il digital device ma abbiamo, invece, un debito pubblico pazzesco, costi (di tempo e soldi) sui lavori pubblici enormi (rispetto a Paesi competitori) e bollette energetiche insostenibili. Povera Italia!
17 Febbraio 2010 alle 12:29
Sul forum, ho postato una email che scrissi 6 mesi fà; penso sia di interesse a tanti:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=70
18 Febbraio 2010 alle 19:37
Interessante la mail su nuclear meeting (dove non vado mai perchè trovo molto ma molto più comodo postare qui) e anche le considerazioni politiche…
Riguardo alla politica credo sia giusto evitare di far finta che il nucleare non la riguardi. Certo è anche difficile dire qualsiasi cosa su questo aspetto: ho cercato inutilmente per mesi di aprire un dibattito sul sito del partito perchè a me risulta che il 30% delle persone di sinistra vedano con favore l’utilizzo anche di questa fonte energetica. Risultato? Non se ne parla neanche: c’è una sola posizione ammessa: quella antinucleare (mi risulta sia anche stato ripreso da Roma il sindaco di Padova reo di aver fatto una timida apertura sulla questione).
L’atteggiamento di questa sinistra è tanto più assurdo se si pensa che da un lato la posizione ambientalista è sostanzialmente una posizione conservatrice e non certo progressista (a maggior ragione lo è l’ottusa e retrograda posizione antinucleare) come invece dovrebbero essere le idee che alimentano lo sviluppo del dibattito all’interno dei partiti che occupano quella posizione e rappresentano le esigenze popolari di sviluppo anche economico della popolazione (non mi pare che stiamo nuotando nell’oro… non so voi…).
L’altra assurdità è che se c’è una fonte energetica che si combina bene con un punto di vista e una organizzazione sociale “di sinistra” è proprio il nucleare e non a caso in italia è stata introdotta e sostenuta proprio dalla sinistra, poi hanno fatto fuori Felice Ippolito…
Adesso sarebbe lungo e complicato analizzare la questione ma basti pensare che uno dei cavalli di battaglia degli antinucleari è che nel libero mercato (dogma e idolo del neo ultraliberismo - si appellano anche a questo pur di dare addosso a questa tecnologia) il nucleare fa fatica ad affermarsi: per forza, la struttura miope del mercato, che induce la necessità di rientrare dagli investimenti in tempi brevi col minor rischio possibile, impedisce anche solo di pensare a programmi a lungo termine e di ampio respiro che possano essere di una qualche utilità alla popolazione, mentre è proprio questo l’aspetto più importante del nucleare, il suo ruolo strategico che solo la politica (che non si occupa solo di soldi) può riconoscere e uno stato forte e ben funzionante può promuovere.
Inspiegabile per me la posizione ideologica assunta da così tante persone: è come se fossero state programmate: alla parola “nucleare” gli si blocca il cervello e qualunque ragionamento diventa inutile, non esiste più la logica, né la fisica con le sue misure e le sue quantità, né onestà intellettuale, c’è solo un immenso deserto fatto di propaganda coi suoi nefasti frutti.
Sono convinto che col nucleare, in realtà non abbiamo ancora cominciato a fare sul serio, l’atteggiamento ostile nella popolazione cambierà radicalmente appena si faranno sentire i problemi dell’assurda dipendenza dalle fossili, prima i dasgi, poi la paura: credo, infatti, che la posizione pro o contro il nucleare, per la maggior parte dei casi, sia assunta a priori, i discorsi o i ragionamenti si fanno solo per affermare un’idea già precostituita e inattaccabile: non ha nessuna importanza il fatto che il ragionamento fili, o abbia veramente un qualche significato, sia incompleto o contraddittorio o lontano anni luce dalla realtà, è solo un pur parler, qualcosa da dire a “conferma” anche illogica della propria posizione.
Il problema vero è che, secondo me, quel momento, quello in cui l’Italia si renderà conto che se c’era un paese che aveva bisogno di diventare nucleare in tutti i sensi, con tecnologia, industria, competenze, ricerca, scuola, strutture di promozione e controllo, quello era proprio il nostro, con tanto ingegno e poche risorse naturali. Quel momento, dicevo, potrebbe arrivare tardi, potremmo non farcela e, oltretutto, anche se cominciassimo adesso, (anche in maniera un po’ meno timida di come stiamo facendo - penso alle dichiarazioni dei futuri “governatori”) non è affatto detto che “funzioni” perchè moltissimo abbiamo già perso con quel tragico referendum.
19 Febbraio 2010 alle 11:11
Salve a tutti, ho letto con molto interesse questa (e le altre ) discussioni. Ringrazio Matteo per l’interessante contributo…dovrebbero leggerlo con attenzione tanti no-nuke abituati a (s)parlare di argomenti che conoscono poco e male, con l’aggravante del farlo con la sicumera di chi si ritiene portatore del Verbo (”informati, l’uranio sta finendo!! documentati, il nucleare è antieconomico!! apri gli occhi, col nucleare ci mangiano i soliti noti!! svegliati, il sole è il petrolio dell’italia!!”).
per Pietruccio:
Interessante e condivisibile la sua analisi, ma vorrei farle una domanda sull’ultima parte: cosa intende quando dice che “potremmo non farcela”?
19 Febbraio 2010 alle 12:19
credo che intenda: quando la maggioranza avrà capito di essere stata idiota, lo avrà capito in un momento stupido, cioè quando è troppo tardi per entrare nel giro per guadagnarci, o per costruire qualcosa con tecnologie altrui senza essere stritolati dalla foga di dover fare molto ed in fretta ed a costi tutto sommato contenuti visto che non hai ancora l’acqua alla gola
19 Febbraio 2010 alle 12:40
Ringrazio Pietruccio e Nico per i complimenti. Il problema del Nucleare in Italia, per certi aspetti é analogo agli ogm, clima e all’elettromagnetismo. Mi spiego. L’italiano medio, anche laureato, é fondalmentalmente scientificamente ignorante (scolasticamente parlando), perché la maggioranza delle lauree riguardano il settore umanistico o giuridico, quindi hai voglia a diffondere numeri o dati, non li capiscono! Chi governa l’Italia é da sempre figlio della cultura umanistica della coppia Croce+Gentile, che essendo limitatissimi non riuscivano a capire nulla di Scienza e la consideravano di conseguenza cultura inferiore (come la volpe e l’uva). Poi telepredicatori stile Grillo e Celentano hanno incrementato luoghi comuni e fesserie scientifiche tra la gente comune.
Finché nelle scuole l’ossatura dei programmi non sarà scientifica, avremo soltanto cittadini incapaci di comprendere le meraviglie della Scienza.
Per tornare alla politica “giovane”, ricordate queli erano i candidati del PD!?
Eccoli (in parentesi cosa studiano o in cosa si ono laureati):
1- Fausto Raciti (economia)
2- Dario Marini (scienze politiche)
3- Salvatore Bruno (giurisprudenza)
4- giulia innocenzi (scienze politiche)
Quest’ultima, a mio modo di vedere è gnocca (e basta!), però possibile che non ci fosse un candidato esperto di meccanica dei materiali o di meccanica quantistica!? O una giovane ricercatrice di biotech!? Un programmatore, o un matematico o un fisico o un chimico!? Tra l’altro confesso di essere iscritto (ancora per poco, perché sono incazzato nero) al PD, se dicessi ciò che pensano sarei etichettato come uno di destra:
1- il nucleare civile é pulito e economico e favorisce settori di ricerca, il carbone moderno é un ottima fonte nel breve termine. Le fonti rinnovabili, tranne l’idroelettrico sono inutili.
2- raitre é un canale faziosissimo (infatti ci lavora pure Fazio)
3- il riscaldamento globale antropico non é dimostrato scientificamente e l’ipcc non é un enete di ricerca
4- La repubblica é un quotidiano di lotta politica, la vera informazione é un’altra cosa
5- anche i giudici sbagliano e vanno sanzionati quando accade
6- il Milan ha sempre avuto storicamente una tifoseria di sinistra, mentre l’Inter di destra
7- le tipe di destra sono gnocche! ;-P
8- Fini é un grande!
9- D’Alema non sa fare neanche 2+2 e se ne vanta!
10-Una percentuale non irrilevante di lavatori pubblici non fanno bene il loro mestiere.
A mio avviso, l’italia paga il fatto di non avere un vero e grande partito liberal progressista di sinistra come i partiti social-democratici e socialisti d’europa.
Ieri, la pseudointellighenzia scientifica televisiva targata Mario Tozzi e Luca Mercalli ha colpito ancora. Nello specifico, il geologo Tozzi, ha affermato, al TG3 linea notte (18/02/2010), che una centrale in america con 2 reattori costerà 6- 7 miliardi di euro (lo afferma negli ultimi istanti della trasmissione):
rai.it/dl/tg3/rubriche/PublishingBlock-ba2591cf-e5e5-44db-a2...
al cambio attuale sono 6 miliardi di euro (non 7), e poi bisogna ricorda che 6 miliadi di euro é il costo annuale delle incentivazioni al solare/eolico col danaro pubblico! Dal sito della Casa Bianca:
whitehouse.gov/the-press-office/obama-administration-announc...
La vicenda Finlandese dimostra che si può fare con capitale pubblico + privato all’interno delle regole del mercato.
19 Febbraio 2010 alle 12:51
Preciso che l’elenco dei candidati PD era per le primarie della segreteria giovani! Il 21 novembre del 2008, Fausto Raciti è eletto attraverso le primarie Segretario Nazionale dei Giovani Democratici, l’organizzazione giovanile del Partito Democratico, con il 77% delle preferenze, pari a 93.686 voti.
La vicenda di Felice Ippolito dimostra la lungimiranza del vecchio PCI e l’incompentenza del recente PCI (occhettiano) poi PDS, poi DS ed ora insieme ai democristiani di sinistra, PD.
19 Febbraio 2010 alle 17:13
E che dire di Ignazio Marino (con il suo amico Vincenzo Balzani) del suo no ottuso e oscurantista al nucleare, con l’aggravante di essere un uomo di scienza!!?? Idem per Vincenzo Balzani, il quale sempre con l’aggravante di essere un uomo di scienza, non sa di che parla e ne da saggio sul sito di Marino:
http://www.ignaziomarino.it/news.asp?id=615
penso sia meglio per tutti che Ignazio Marino torni a fare il chirurgo e che Balzani si occupi di fotochimica:
http://www.ciam.unibo.it/photochem/balzani.html
19 Febbraio 2010 alle 18:08
Dammi del tu che mi sento meglio.
Vale quanto detto da Enrico. Il tutto si inserisce in un quadro in cui è probabile che fra qualche anno in italia si balla causa aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi: è un po’ tardi pensarci adesso e l’energia atomica avrebbe potuto darci una mano consistente nell’addolcire la crisi. Per ritornare ad essere una nazione nucleare (con approvvigionamenti, capacità industriale, percentuale significativa di energia prodotta col nucleare ecc…) ci vorranno decenni, ma la crisi potrebbe arrivare prima. In quel caso non avremmo neanche più i soldi per fare i reattori, oltre ai tempi e tutta una serie di altri problemi.
3 Marzo 2010 alle 12:43
Concordo con Pietruccio.
Tra l’altro va anche ricordato che il titolo V della Costituzione (quello maldestramente modifica dalla sinistra nel 2001 poco prima di perdere le elezioni) anche se da un certa autonomia decisionale alle regioni in tema di infrastrutture, per l’energia ed i trasporti si devono - le regioni stesse - uniformare alle direttive del Governo e non viceversa.
23 Giugno 2010 alle 18:28
ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/06/23/visualizza_n...
25 Giugno 2010 alle 07:33
Quella dei giorni sorsi era un’altra bufala antinucleare…
Ma guarda, che stano…
giornalettismo.com/archives/69416/nucleare-corte-dice-si-gov...
Ogni volta che si entra nel merito e si va ad approfondire vien fuori che questi qui hanno travisato la realtà.
E’ che per entrare nel merito serve tanto tempo, che è proprio quello che non ho.
Come mai gli inventori di bufale hanno tanto tempo?
A quelli… chi li mantiene?