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Timestamp: 2016-10-25 08:33:03+00:00
Document Index: 20645642

Matched Legal Cases: ['DTF ', 'art. 82', 'sentenza ', 'art. 105', 'art. 105', 'DTF ', 'art. 52', 'art. 134', 'art. 135', 'art. 156']

Mediante decisione di risarcimento danni, emanata il 18 gennaio 1999 in relazione al fallimento della ditta F.________SA, la Cassa di compensazione del Cantone Ticino riteneva responsabile l'amministratore unico S.________ del mancato pagamento dell'importo di fr. 7'606.05, riferito a contributi paritetici per il periodo 1� gennaio 1996/31 maggio 1997.
Il primo invio non essendo stato ritirato dall'interessato, il 1� marzo 1999 la Cassa provvedeva a trasmettere, sempre per raccomandata, una seconda decisione che anche questa volta non veniva presa in consegna.
Con atto 21 aprile 1999 la Cassa chiedeva infine alla cancelleria comunale di B.________ di intimare la decisione a mezzo di usciere comunale. Anche questo ulteriore tentativo non rendeva per� possibile la notifica del provvedimento a S.________.
Con giudizio 1� settembre 2000 l'autorit� giudiziaria cantonale riteneva irricevibile la petizione della Cassa e dichiarava cresciuta in giudicato la decisione di risarcimento danni emanata nei confronti dell'interessato.
Chiamato ad esprimersi dall'autorit� cantonale, S.________ con memoria 26 marzo 2001 ribadiva quanto gi� asserito nell'atto 18 agosto 1999, ossia di essere stato amministratore della fallita a titolo di compiacenza, senza perci� percepire alcuna remunerazione, di non aver inoltre mai esercitato una qualsiasi mansione amministrativa o gestionale nella ditta, di non aver mai assunto personale n� di aver, infine, mai ricevuto da parte della Cassa richiami di pagamento per i contributi scoperti.
Per pronuncia 23 maggio 2001, l'autorit� giudiziaria cantonale ha accolto la petizione e condannato S.________ a risarcire alla Cassa l'importo di fr. 7'606.05 per il mancato pagamento - da parte della fallita F.________SA - dei contributi sociali.
S.________, patrocinato dall'avv. Aldo Ferrini di Lugano, interpone ricorso di diritto amministrativo a questa Corte, postulando l'annullamento del giudizio cantonale. Fa valere la perenzione delle pretese dell'amministrazione. Inoltre, a mente del ricorrente, la petizione 2 agosto 1999 della Cassa sarebbe irrita poich� a quel momento mancava il presupposto della previa opposizione dell'interessato.
Oggetto della lite � il risarcimento di danni per il mancato pagamento di contributi AVS/AI/IPG/AD e AF. Ora, quest'ultima categoria di contributi � di diritto cantonale, per cui sfugge al controllo giudiziale del Tribunale federale delle assicurazioni (DTF 119 V 68 consid. 2a, 80 consid. 1b e riferimenti). Nella misura in cui concerne danni addebitabili al mancato versamento di simili contributi, il ricorso di diritto amministrativo � quindi irricevibile.
Il ricorrente solleva in sostanza, e per la prima volta davanti a questa Corte, la sola questione della tardivit� della petizione della Cassa, censurando l'operato dell'istanza cantonale per avere ritenuto valida l'azione 2 agosto 1999 senza averla preventivamente sottoposta ad un esame approfondito, o perlomeno senza averne dato particolare notizia al convenuto. Rileva inoltre come l'amministrazione si sia determinata ancor prima di conoscere le eventuali censure da lui presentate.
L'argomentazione del ricorrente sulla perenzione si dimostra speciosa, considerato che la Cassa aveva statuito con la sua decisione 18 gennaio 1999 nell'ossequio del termine di perenzione di un anno di cui all'art. 82 cpv. 1 OAVS e che l'azione da lei promossa il 2 agosto 1999 risulta in sostanza precedere la formale opposizione dell'interessato soltanto per il fatto che questa Corte aveva, con la sentenza 13 febbraio 2001, fatto risalire al periodo tra il 6 e il 18 agosto 1999 il momento della notifica della decisione amministrativa 18 gennaio 1999 e rilevato, di conseguenza, la tempestivit� dell'opposizione formulata il 18 agosto 1999.
Fare valere per la prima volta davanti a questa Corte una pretesa violazione delle norme di procedura � al limite del temerario oltre che manifestamente lesivo del principio della buona fede processuale, quando si pensi che il potere di cognizione del Tribunale federale delle assicurazioni in concreto � limitato dall'art. 105 cpv. 2 OG e che la possibilit� di allegare fatti nuovi o di far valere nuovi mezzi di prova � molto ristretta. Inoltre, le parti non possono invocare davanti alla Corte federale fatti o mezzi di prova nuovi che avrebbero potuto e dovuto, in virt� del dovere di collaborare all'istruzione della causa, essere addotti gi� in prima istanza. Simili allegazioni tardive non permettono di qualificare i fatti accertati dai primi giudici come incompleti ai sensi dell'art. 105 cpv. 2 OG (DTF 121 II 100 consid. 1c, 102 Ib 127).
A prescindere dal fatto che il ricorrente ha comunque potuto far valere le proprie ragioni di merito senza qualsivoglia limitazione, tutte le difficolt� d'ordine procedurale sono in sostanza riconducibili alle difficolt� di notifica della decisione amministrativa e alle prolungate assenze all'estero dell'interessato, certamente non imputabili alla Cassa.
La vicenda processuale a livello di prima sede si � sempre incentrata solo sugli aspetti di merito, con posizioni chiaramente espresse da entrambe le parti. L'interessato ha pertanto potuto sempre validamente esprimersi sul tema della responsabilit� del datore di lavoro secondo l'art. 52 LAVS.
Nei considerandi del querelato giudizio, il primo giudice ha gi� correttamente rilevato come il datore di lavoro sia tenuto al pagamento regolare dei contributi sociali e come, in caso di mancato versamento dei medesimi per intenzionalit� o per grave negligenza, possano essere chiamati a rispondere del danno, a titolo sussidiario, anche gli organi della societ� anonima, precisando quali siano le norme legali e i principi di giurisprudenza applicabili in concreto. A questa esposizione pu� quindi essere fatto riferimento. In via abbondanziale pu� ancora essere rilevato che il ricorrente con "risposta di causa" 26 marzo 2001 aveva sollevato unicamente motivi di giustificazione e discolpa, senza eccepire alcunch� sulla validit� della petizione 2 agosto 1999 della Cassa.
Accettando il mandato di amministratore unico S.________ si era assunto gli oneri connessi con tale funzione, come gi� peraltro correttamente ricordato dalla Corte cantonale, atteso che l'organo di una societ� anonima deve prestare particolare attenzione all'operato di colui che gestisce gli affari importanti della ditta. Il ricorrente non poteva e non doveva n� disinteressarsi del pagamento dei contributi sociali n� tanto meno fidarsi in modo totale e acritico di tale R.________. Ne consegue che egli dovr� risarcire il danno subito dalla Cassa.
Dato quanto precede, il ricorso di diritto amministrativo, in quanto ricevibile, non pu� che essere respinto.
La lite non concernendo l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative ai sensi dell'art. 134 OG, la procedura � onerosa. Le spese processuali, che seguono la soccombenza, devono pertanto essere poste a carico del ricorrente (art. 135 in relazione con l'art. 156 cpv. 1 OG).