Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8871-del-06-04-2017
Timestamp: 2020-05-27 01:08:14+00:00
Document Index: 11043588

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 360', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 8871 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8871 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/04/2017, (ud. 08/02/2017, dep.06/04/2017), n. 8871
sul ricorso 7895-2016 proposto da:
I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE in proprio e
quale procuratore speciale della Società di cartolarizzazione dei
crediti INPS (S.C.C.I.) S.p.A., C.F. (OMISSIS), in persona del
disgiuntamente dagli avvocati ANTONINO SGROI, EMANUELE DE ROSE,
LELIO MARITATO e CARLA D’ALOISIO giusta procura in calce al ricorso;
F.M., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso
MARIATERESA GRIMALDI giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 160/2015 del TRIBUNALE di FIRENZE, depositata
il 05/02/2015;
partecipata dell’ 08/02/2017 dal Consigliere Dott. FERNANDES GIULIO.
che il Tribunale di Firenze in funzione di giudice del lavoro, con sentenza del 5 febbraio 2015, accoglieva l’opposizione proposta da F.M. nei confronti dell’avviso di addebito con il quale l’INPS aveva chiesto il pagamento dei contributi asseritamente da predetto dovuti in qualità di socio della società “Alfa Calor s.n.c..” (3^ e 4^ rata 2013);
che il Tribunale osservava come in precedenti decisioni tra le stesse parti era stata accertata l’infondatezza della pretesa dell’istituto in quanto la menzionata società non esercitava un’attività commerciale essendosi limitata a gestire un immobile riscuotendone il canone di locazione e, quindi, che l’attività svolta dal F. quale socio amministratore necessariamente non poteva avere un minimo di consistenza e di abitualità come attività commerciale; che l’appello proposto avverso tale decisione veniva dichiarato inammissibile dalla Corte di Appello di Firenze con ordinanza ex artt. 348 bis e 348 ter c.p.c. del 19 gennaio 2016, non avendo ragionevoli probabilità di essere accolto;
che per la cassazione della sentenza del Tribunale propone ricorso l’INPS, in proprio e nella qualità, affidato ad un unico motivo cui resiste con controricorso il F.;
che con l’unico motivo del ricorso viene dedotta violazione e/o falsa applicazione della L. 22 luglio 1966, n. 613, art. 1, della L. 27 dicembre 1996, n. 662, art. 1, commi 203 e ss., L. n. 27 novembre 1960, art. 2, n. 1397 e artt. 2291, 2298 e 2697 c.c. (ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) assumendosi che, contrariamente a quanto sostenuto nella impugnata sentenza, il socio amministratore di una società in nome collettivo era per ciò stesso, in quanto soggetto abilitato a compiere atti in nome della società, tenuto alla iscrizione nella Gestione Commercianti perchè l’esercizio dell’attività commerciale in modo abituale e prevalente era immediatamente e direttamente correlato all’essere socio con poteri di gestione della società e che l’attività di riscossione di canoni di locazione di immobile, rientrando in quella più ampia di gestione del patrimonio immobiliare, aveva natura commerciale;
che il motivo è infondato in quanto la ricorrenza del presupposto imprescindibile per l’iscrizione alla gestione commercianti costituito – per il disposto dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 203, – dallo svolgimento di un’attività commerciale, nella specie, è stata esclusa con un accertamento in fatto da parte della Corte di appello supportato da una motivazione adeguata ed immune dai denunciati vizi; cd infatti il giudice del gravame ha rilevato come la “Alfa Calor s.n.c.” di cui il F. era socio amministratore non svolgeva alcuna attività diretta all’acquisto ed alla gestione di beni immobili limitandosi immobile di cui era proprietaria;
che tale decisione è il linea con il principio già espresso da questa Corte secondo cui la società di persone che svolga una attività destinata alla locazione di immobili di sua proprietà ed a percepire i relativi canoni di locazione non svolge un’attività commerciale ai fini previdenziali a meno che detta attività non si inserisca in una più ampia di prestazione di servizi quale l’attività di intermediazione immobiliare (Cass. n. 3145 dell’H febbraio 2013 e ribadito di recente in Cass. n. 17643 del 6 settembre 2016);
che, dovendosi considerare lo svolgimento in concreto di un’attività commerciale, è evidente come non rilevi il contenuto dell’oggetto sociale;
che le spese del presente giudizio, seguono la soccombenza, e vengono liquidate come da dispositivo con attribuzione all’avv. Maria Teresa Grimaldi per dichiarato anticipo fattone;
La Corte, rigetta il ricorso e condanna l’INPS alle spese del presente giudizio liquidate in Euro 200,00 per esborsi, Euro 700,00 per compensi professionali, oltre rimborso spese forfetario nella misura del 15% con attribuzione all’avv. Maria Teresa Grimaldi.