Source: https://www.iris.unisa.it/handle/11386/4498657
Timestamp: 2020-08-08 01:05:03+00:00
Document Index: 976658

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 97', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 100', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 100']

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Maritime Police and Functional Immunity in the Recent Italian-Indian Case
Il presente contributo riflette sulla disputa italo-indiana alla luce della sentenza della Corte del Kerala del 29 maggio 2012. Esso se ne occupa dal doppio angolo visuale della discussione che ne è derivata in ordine all'applicabilità della regola dell'immunità funzionale sia dal punto di vista dei soggetti che ne possono beneficiare sia dal punto di vista dell'oggetto, ossia della tipologia dell'atto che può ricadere nell'ambito di sua applicazione, nonchè in ordine all'individuazione della giurisdizione su un incidente avvenuto in zona marittima. Più specificamente, l'articolo parte nel primo paragrafo dall'oggetto della disputa, ossia dalla controversa questione della qualificazione dell'azione imputata ai due militari italiani, considerata un atto privato dalla parte indiana, ovvero un atto iure imperii da parte italiana. Lo stesso, poi, riflette nel secondo paragrafo sul titolo della giurisdizione rivendicata da ambo le parti, ma secondo presupposti diversi: dalla parte indiana per l'estensione della giurisdizione penale anche alla Zona economica esclusiva secondo la legge nazionale sulle acque territoriali, da parte italiana perchè l'art. 97, in combinato disposto con l'art. 58, della Convenzione di Montego Bay, riconosce la sola giurisdizione dello Stato di cui la nave batte bandiera. Nel terzo paragrafo, invece, il lavoro si concentra sulla questione del riconoscimento dell'immunità funzionale alla categoria dei militari, evidenziando come in assenza di una norma consuetudinaria ad hoc, l'immunità è oggetto di specifici accordi tra gli stati di invio dei contigenti militari, o, in carenza, di disposizioni nazionali come la legge italiana n. 130/2011. Ci si interroga, quindi, sulla questione dell'applicazione della regola immunitaria ai due militari in funzione di polizia marittima su navi commerciali e su come, nell'assoluta incertezza nella normativa internazionale, la questione finisca per configurare un "conflitto di leggi". L'articolo ferma la sua indagine alla sentenza della Corte suprema indiana del 18 gennaio 2013 che non decide la questione della giurisdizione, rinviando ad un terzo giudice, ma paventa una soluzione ai sensi dell'art. 100 della Convenzione di Montego Bay.
Titolo: Maritime Police and Functional Immunity in the Recent Italian-Indian Case
Abstract: Il presente contributo riflette sulla disputa italo-indiana alla luce della sentenza della Corte del Kerala del 29 maggio 2012. Esso se ne occupa dal doppio angolo visuale della discussione che ne è derivata in ordine all'applicabilità della regola dell'immunità funzionale sia dal punto di vista dei soggetti che ne possono beneficiare sia dal punto di vista dell'oggetto, ossia della tipologia dell'atto che può ricadere nell'ambito di sua applicazione, nonchè in ordine all'individuazione della giurisdizione su un incidente avvenuto in zona marittima. Più specificamente, l'articolo parte nel primo paragrafo dall'oggetto della disputa, ossia dalla controversa questione della qualificazione dell'azione imputata ai due militari italiani, considerata un atto privato dalla parte indiana, ovvero un atto iure imperii da parte italiana. Lo stesso, poi, riflette nel secondo paragrafo sul titolo della giurisdizione rivendicata da ambo le parti, ma secondo presupposti diversi: dalla parte indiana per l'estensione della giurisdizione penale anche alla Zona economica esclusiva secondo la legge nazionale sulle acque territoriali, da parte italiana perchè l'art. 97, in combinato disposto con l'art. 58, della Convenzione di Montego Bay, riconosce la sola giurisdizione dello Stato di cui la nave batte bandiera. Nel terzo paragrafo, invece, il lavoro si concentra sulla questione del riconoscimento dell'immunità funzionale alla categoria dei militari, evidenziando come in assenza di una norma consuetudinaria ad hoc, l'immunità è oggetto di specifici accordi tra gli stati di invio dei contigenti militari, o, in carenza, di disposizioni nazionali come la legge italiana n. 130/2011. Ci si interroga, quindi, sulla questione dell'applicazione della regola immunitaria ai due militari in funzione di polizia marittima su navi commerciali e su come, nell'assoluta incertezza nella normativa internazionale, la questione finisca per configurare un "conflitto di leggi". L'articolo ferma la sua indagine alla sentenza della Corte suprema indiana del 18 gennaio 2013 che non decide la questione della giurisdizione, rinviando ad un terzo giudice, ma paventa una soluzione ai sensi dell'art. 100 della Convenzione di Montego Bay.
Handle: http://hdl.handle.net/11386/4498657
http://hdl.handle.net/11386/4498657