Source: http://www.avvocatopitruzzella.it/pagine/notizie.asp?idcategoria=12
Timestamp: 2019-04-19 06:45:04+00:00
Document Index: 144082

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 3']

Presupposti per comminare la sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione.
Il TAR ha chiarito che ai fini dell’applicazione dell’art. 34, comma 2, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 – il quale prevede che ai fini dell’applicazione della sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione occorre che le opere oggetto di contestazione siano solo parzialmente difformi dal titolo abilitativo – occorre tener conto del complesso edilizio risultante dalle opere via via realizzate. L’art. 34 si applica quindi anche al caso...
SOPPALCHI ED ABUSI EDILIZI
La costruzione di un soppalco all’interno della propria abitazione può essere la giusta soluzione per aumentare la superficie attraverso una zona rialzata, tuttavia, il più delle volte, si può incorrere in un abuso edilizio. Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 985 del 2 marzo 2017, è tornato ad esprimersi in materia edilizia, questa volta occupandosi, per l’appunto, della disciplina edilizia del soppalco, ovvero dello spazio aggiuntivo che si...
Pergotende nuove indicazioni dal Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 4711 del 15 novembre 2016 aveva statuito che non servono permessi edilizi per realizzare le pergotende se sono aperte da più lati e realizzate con una copertura in gran parte assicurata da tende amovibili, una struttura così composta, infatti, non costituisce un volume urbanistico e deve essere considerata al pari di una veranda. A distanza di pochi mesi, i Giudici di Palazzo Spada sono tornati ad occuparsi della materia che, sempre...
Pergotende: cosa sono e quali permessi servono
La pergotenda è una tenda retrattile sorretta da una struttura, che può anche essere fissata ai muri perimetrali dell’edificio e al pavimento del terrazzo su cui si erge. Per mesi la costruzione di tali strutture è stata oggetto di discussioni che sono giunte, in ultimo, al Consiglio di Stato il quale, con la sentenza n. 4711 del 2016, ha fatto chiarezza sulla questione: non servono permessi edilizi per realizzare tali strutture se sono aperte da più lati e...
L´ULTIMAZIONE DELL´OPERA PUBBLICA NON IMPEDISCE LA RESTITUZIONE DEL BENE ESPROPRIATO ILLEGITTIMAMENTE.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo dell'amministrazione di restituire al privato il bene illegittimamente appreso e ciò indipendentemente dalle modalità - occupazione acquisitiva o usurpativa - di acquisizione del terreno. Per tali ragioni, il proprietario del fondo illegittimamente occupato dall'Amministrazione, ottenuta la declaratoria di illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi...
EDIFICAZIONE NELLA FASCIA DI RISPETTO DEMANIALE MARITTIMA: LE DIVERSE COMPETENZE DELL’AUTORITà MARITTIMA E DEL COMUNE
Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato l’appello volto a contestare l’incompetenza del Comune ad adottare il provvedimento di demolizione di un’abitazione per violazione dell’art. 55 Cod. nav., perché ricadente nella fascia di rispetto demaniale. Difatti, gli artt. 54 e 55 Cod. nav. conferiscono all’autorità marittima e non al Comune il potere di ordinare la riduzione in pristino. Tale assetto di competenze, è stato in parte modificato...
EDILIZIA, RISTRUTTURAZIONE DI EDIFICI CROLLATI O DEMOLITI, CONCETTO DI «CONSISTENZA».
La Cassazione Civile con la sentenza n. 45147 dell’11 novembre 2015 fornisce un’interessante lettura in tema di ristrutturazione degli edifici. In particolare, i Giudici di Piazza Cavour affermano che gli interventi di ristrutturazione edilizia consistenti nel ripristino o nella ricostruzione di edifici o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, devono ritenersi assoggettati a PdC (Permesso di costruire) se non è possibile accertare la preesistente volumetria...
EDILIZIA PRIVATA, DIFFERENZA TRA RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO E RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA.
I casi di restauro e di risanamento conservativo, di cui all’art. 3, c. 1, lett. c) del DPR 380/2001, sono quelli rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formalie strutturali di essone consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Poiché il restauro ed il risanamento implicano anche il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli...