Source: https://www.exeo.it/free/indennita-di-esproprio-accettazione
Timestamp: 2019-05-25 19:54:43+00:00
Document Index: 83754193

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 40', 'art. 21', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 37', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 2']

indennità di espropriazione, accettazione
Accettazione dell'indennità di esproprio
EFFETTI PER L'ACCETTANTE
EFFETTI PER L'ESPROPRIANTE
L'accettazione dell'indennità di esproprio ha natura solo acceleratoria della procedura e non esclude l'adozione del necessario decreto di esproprio.
L'accettazione dell'indennità espropriativa non può essere invalidata da un ripensamento successivo, ancorché fondato sulla mancata comunicazione preventiva dei parametri di calcolo della stessa.
L'accettazione dell'indennità non tollera l'apposizione di termini o condizioni, intrinsecamente incompatibili con la portata vincolante dell'accordo e con la sua funzione di consentire la sollecita conclusione del procedimento ablatorio tramite l'immediato arresto del subprocedimento di determinazione dell'indennità. L'espropriante non può consentire un'accettazione condizionata o a termine, che ritarderebbe o renderebbe addirittura incerto il compimento degli atti successivi, mentre l'espropriato può rimeditare il proprio rifiuto dell'indennità, ma non ritornare sulla propria accettazio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...che l'espropriante non sia disponibile a prendere in considerazione una controproposta.
In quanto parte di uno schema negoziale precostituito, che s'innesta a sua volta su una sequenza procedimentale rigidamente disciplinata dalla legge in funzione della realizzazione di finalità pubblicistiche, l'accettazione dell'indennità non tollera l'apposizione di termini o condizioni, intrinsecamente incompatibili non solo con la portata vincolante che l'accordo riveste nei rapporti tra l'espropriante e l'espropriato, sia pure condizionatamente all'emissione del decreto di espropriazione, ma anche con la sollecita conclusione del procedimento ablatorio, che rappresenta l'obiettivo essenziale della determinazione consensuale dell'indennità.
L'accettazione dell'indennità comporta l'immediato arresto del subprocedimento di determinazione dell'indennità, e consente il pagamento diretto dell'importo accettato, nonché l'emissione del decreto di espropriazione. Sull'ordinato svolgimento di tale serie di atti, rigorosamente concatenati, la volontà delle parti non può in alcun modo incidere, non potendo l'espropriante accettare un'offerta condizionata o a termine, che ritarderebbe o renderebbe addirittura incerto... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nto degli atti successivi, e potendo l'espropriato rimeditare il proprio rifiuto dell'indennità, ove l'espropriante non abbia ancora versato l'importo concordato, ma non ritornare sulla propria accettazione, a meno che l'espropriante non sia disponibile a prendere in considerazione una controproposta.
La mancanza di una disposizione che, come altre presenti nel nostro ordinamento, preveda espressamente l'irrilevanza della condizione, stabilendo che essa si ha come non apposta, esclude la possibilità di equiparare ad un'accettazione pura e semplice l'accettazione condizionata, alla quale non è quindi ricollegabile la preclusione della facoltà di proporre opposizione alla stima.
L'efficacia preclusiva dell'accettazione non può essere esclusa in relazione al riconoscimento delle maggiorazioni in favore del proprietario coltivatore diretto e dell'affittuario dell'immobile espropriato: l'autonoma previsione di tali erogazioni, aventi la loro giustificazione rispettivamente nella sottrazione della proprietà di un immobile dal cui sfruttamento l'espropriato trae i mezzi necessari per il proprio sostentamento e nella diretta attività di prestazione d'opera sul fondo espropriato, nonché nel riconoscimen... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ionale del valore del lavoro, non incidono sull'unicità dell'indennizzo, nel quale è destinato a confluire il ristoro di tutte le voci di danno lamentate dai destinatari dell'offerta.
Il comma 10 dell'art. 21 DPR 327/2001 dispone che l'autorità espropriante, una volta che è pervenuta la stima dell'indennità compiuta dal collegio peritale, ne dia notizia al privato espropriando a mezzo raccomandata; il successivo comma 12, disciplinando l'ipotesi di accettazione espressa dell'indennità da parte del privato, prevede chiaramente che questa autorizzi l'Amministrazione a procedere immediatamente al pagamento, senza alcuno spazio per condizioni o subordinate di qualsiasi tipo.
L'accettazione della misura dell'indennità non concreta od implica cessione volontaria del bene, giacché l'accordo in questione afferisce al solo profilo della misura dell'indennità, ma è intrinsecamente privo di attuale idoneità traslativa; traguardando la fattispecie in un'ottica procedimentale, l'accordo mira solo a chiudere il sub-procedimento volto a quantificare l'... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rave;, ma non ha strutturalmente la capacità di determinare (anche) la conclusione dell'intero procedimento espropriativo, ex lege rimessa, in omaggio al principio di tipicità e nominatività del provvedimento amministrativo, all'emanazione di atto unilaterale autoritativo ovvero alla stipulazione, nelle forme di legge, di apposito accordo con il soggetto espropriato (non a caso disciplinato dal D.P.R. 327/2001 in articolo – 45 – diverso da quelli dedicati alla mera determinazione convenzionale dell'indennità – 20 e 21).
L'intervenuta accettazione della determinazione della indennità di esproprio da parte dei proprietari non comporta il perfezionamento di alcun contratto di diritto privato, incidendo solo sulla successiva sequenza procedimentale finalizzata all'esproprio (l'accettazione della indennità provvisoria da parte degli espropriandi preclude l'applicazione del procedimento di quantificazione dell'indennità di esproprio di cui all'art. 21 del d.P.R. n. 327/2001).
Per il periodo ante esproprio, l'accettazione ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nità copre ogni pregiudizio.
Qualora si tratti di un compendio a destinazione unitaria agricola, il danno alla residua proprietà trova riconoscimento solo nel quadro della perdita di valore della parte non interessata dal provvedimento ablativo, secondo il metodo tracciato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 40, con la conseguenza che l'accettazione dell'indennità di esproprio comporta il rigetto della domanda in ordine ai danni lamentati alle particelle contigue a quelle espropriate e facenti parte del complessivo fondo, sul quale è stata realizzata l'opera.
Consolidatosi l'accordo amichevole in forza del contratto di cessione o dell'adozione del decreto di espropriazione, una volta che l'indennità provvisoria sia stata accettata o concordata attraverso il negozio suddetto, la misura dell'indennità diviene definitiva e non più contestabile e resta così precluso il ricorso al rimedio della sua determinazione giudiziale attraverso la proposizione dell'opposizione alla stima. In contrario, non può darsi rilievo al fatto che all'accettazione dell'indennità sia seguito il deposito di una indennità inferiore rispetto all'indennizzo accettato; tale comportamento, infatti, pu&o... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...grare soltanto gli estremi di un inadempimento agli obblighi conseguenti all'accettazione dell'indennità.
L'accettazione dell'indennità non è indicativa di una volontà di accettare la perdita della proprietà perseguita dal procedimento che si ritenga illegittimo. Lo stesso art. 21, comma 12 DPR 327/2001 limita gli effetti dell'accettazione dell'indennità accettata al potere-dovere dell'autorità espropriante di autorizzare il pagamento o il deposito della eventuale parte di indennità non depositata, per cui è inconferente il riferimento al diverso istituto della cessione volontaria che, al contrario del decreto espropriativo, determina il trasferimento consensuale della proprietà dell'immobile interessato.
Deve affermarsi la perdita di efficacia della dichiarazione di accettazione dell'indennità qualora il procedimento espropriativo non si sia concluso in alcun modo.
In base al disposto dell'art. 20 - comma 5 – DPR 327/2001, la dichiarazione relativa all'accettazione della quantificazione dell'indennità di esproprio - e di quanto ne consegue, compresa la concordata immissione nel possesso, è irrevocabile.
L'accettazione dell'... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rave; dell'espropriazione da parte della proprietà, risulta caducata e priva di qualsiasi effetto giuridico, se non risulta perfezionata dalla stipula di un contratto di cessione volontaria o dall'emanazione del decreto di espropriazione.
L'accettazione della stima provvisoria determina la preclusione del diritto alla maggiore indennità.
Il passaggio in giudicato della sentenza della Corte d'Appello che statuisce definitivamente sull'indennità di esproprio non esclude la persistenza dell'interesse all'impugnazione del decreto di esproprio e degli atti procedimentali presupposti. Si deve ritenere, al riguardo che, in difetto di una esplicita manifestazione di volontà incompatibile con l'intenzione di coltivare il ricorso proposto contro il procedimento di occupazione d'urgenza o contro il successivo decreto di esproprio, la mera accettazione dell'indennità di espropriazione non vale a determinare acquiescenza ai provvedimenti impugnati e, pertanto, non implica la perdita di interesse alla decisione di quel gravame... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e l'eventuale accertamento dell'illegittimità della procedura espropriativa attribuisce all'interessato una diversa utilità, rispetto all'indennizzo eventualmente già percepito, ravvisabile nel risarcimento dei danni oppure nella conservazione del bene illegittimamente aggredito.
L'atto definitivo cosiddetto di "concordamento bonario", con il quale l'espropriato accetta l'offerta del concessionario della sola indennità di espropriazione e rinuncia a proporre opposizione alla stima e ad ogni altra azione giudiziaria "che abbia attinenza all'occupazione" oltre che all'espropriazione dell'immobile, non si estende all'indennità di occupazione, in assenza di un atto normativo che imponga tale estensione, non potendo tale rinuncia avere effetti in relazione a situazioni future non ancora determinate o determinabili, come quelle derivate dalla prolungata detenzione delle aree non espropriate per le quali già si sia pagato il corrispettivo dell'ablazione anche se il decreto ablatorio non sia stato emesso.
La rinuncia, contenuta nel verbale di concordamento dell'indennità di espropriazione, preclusiva di qualsiasi ulteriore pretesa correlata e correlabile alla perdita della disponibilit&agr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne, non interferisce con l'istituto dell'occupazione temporanea (e col relativo indennizzo), il quale: a) attribuisce alla p.A. il diritto di disporre del fondo privato per un periodo di tempo limitato, generando il diritto ad autonomo indennizzo; b) costituisce una fase del tutto distinta, autonoma e solo eventuale, e che ove l'amministrazione vi ricorra, ben può coesistere con la definizione del procedimento espropriativo mediante cessione volontaria (ovvero accettazione dell'indennità seguita da decreto di espropriazione).
Qualora il proprietario ricorrente abbia accettato "irrevocabilmente" l'indennità di esproprio e di occupazione temporanea relativa ai terreni di proprietà e la stessa indennità percepito, prestando così irrevocabile acquiescenza al trasferimento dei predetti terreni, non ha alcun attuale interesse a impugnare gli atti della procedura espropriativa; ciò anche alla luce del disposto di cui all'art. 20 comma 9 DPR 327/2001.
In difetto di una esplicita manifestazione di volontà incompatibile con l'intenzione di coltivare il ricorso proposto contro gli atti espropriativi, la mera accettazione dell'indennità di espropriazione non vale a determinare acquiescenza ai provve... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ugnati e, pertanto, non implica la perdita di interesse alla decisione di quel gravame, atteso che l'eventuale accertamento dell'illegittimità della procedura espropriativa attribuisce all'interessato la diversa ed ulteriore utilità, rispetto all'indennizzo già percepito, del risarcimento dei danni e della restituzione del bene.
Nessuna preclusione alla tutela giurisdizionale è attribuibile alla condotta del privato consistente nell'avere egli incassato l'indennità provvisoria di esproprio.
Non può sostenersi che l'accettazione della misura dell'indennità e, più in generale, la partecipazione al procedimento espropriativo, in quanto successive alla proposizione del ricorso, determinino acquiescenza ai provvedimenti gravati ovvero rinuncia tacita al ricorso. Come noto, i due istituti de quibus presuppongono il compimento, da parte del ricorrente, di atti manifestanti in maniera chiara ed univoca l'accettazione della decisione amministrativa ovvero la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso, laddove la mera accettazione del quantum dell'indennità e, più in generale, la spendita delle facoltà partecipative, in quanto atti di mera valenza endoprocedimentale... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ex se idonee a manifestare né un abbandono delle pretese sostanziali inerenti al bene della vita oggetto del procedimento, né tanto meno una derelictio dell'iniziativa processuale già radicata.
In tema di azione risarcitoria per equivalente ancorata ad illecita occupazione appropriativa, l'accettazione dell'offerta indennità provvisoria e la riscossione dell'acconto, non seguite da rituale compimento del procedimento ablativo (tramite cessione volontaria o decreto ablativo), non assumono alcuna valenza ostativa al relativo esperimento, precluso, invece, nella diversa ipotesi di azioni volte, in presenza dei medesimi presupposti, alla determinazione della giusta indennità di esproprio nel corso di procedimenti espropriativi suscettibili di tempestiva ed utile definizione.
L'acquiescenza ad una pronunzia, preclusiva della proponibilità dell'impugnazione contro la stessa, richiede un atteggiamento univocamente incompatibile con la volontà di avvalersi dell'impugnazione, che non può ravvisarsi nel comportamento della parte parzialmente vittoriosa la quale si limita a pretendere la porzione di credito riconosciutale dalla sentenza, non essendovi alcuna incompatibilità logica o giuridica tra l... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rave; del soggetto di eseguire la decisione nella parte a lui favorevole ed il proposito di impugnarla nella parte a lui sfavorevole.
In difetto di una esplicita manifestazione di volontà incompatibile con l'intenzione di coltivare il ricorso proposto contro il procedimento di occupazione d'urgenza o contro il successivo decreto di esproprio, la mera accettazione dell'indennità di espropriazione non vale a determinare acquiescenza ai provvedimenti impugnati e, pertanto, non implica la perdita di interesse alla decisione di quel gravame, atteso che l'eventuale accertamento dell'illegittimità della procedura espropriativa attribuisce all'interessato la diversa ed ulteriore utilità, rispetto all'indennizzo già percepito, del risarcimento dei danni.
L'accettazione d'indennità per procedura ablativa non integra acquiescenza in relazione all'interesse al conseguimento del risarcimento del danno.
Il fatto di avere ricevuto il pagamento nella misura determinata dall'autorità giudiziaria in sede di opposizione alla stima non può comportare di per sé, in assenza di ulteriori elementi, la rinuncia all'azione di risarcimento del danno, atteso che la somma erogata a titolo di indennit&... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...presenta pur sempre un ristoro per la perdita del bene.
La corresponsione dell'indennità di esproprio da parte dell'Ente, come la sua accettazione da parte del privato, non esclude l'interesse di quest'ultimo a far riscontrare le eventuali illegittimità del procedimento di espropriazione, in vista anche del maggior ristoro che quest'ultimo può ottenere a titolo risarcitorio dell'accertata illegittimità conseguente all'annullamento degli atti di sottrazione del bene.
L'accettazione della indennità di esproprio non esclude l'interesse a far riscontrare le eventuali illegittimità del procedimento di espropriazione ed occupazione d'urgenza, in vista anche del maggior ristoro che il privato può ottenere a titolo risarcitorio dell'accertata illiceità conseguente all'annullamento degli atti di sottrazione del bene.
La corresponsione dell'indennità di esproprio da parte dell'Ente non esclude l'interesse del privato a far riscontrare le eventuali illegittimità del procedimento di espropriazione, in vista anche del maggior ristoro che quest'ultimo può ottenere a titolo risarcitorio dell'accertata illegittimità conseguente all'annullamento degli atti di sottrazio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ....
L'acquiescenza a fronte dell'esercizio del potere amministrativo è configurabile soltanto in presenza di atti o comportamenti che inequivocamente esprimano la volontà di accettazione con stretto riferimento alle determinazioni autoritative dell'amministrazione; per contro l'accettazione dell'indennità produce effetti oggettivamente limitati a tale profilo e pertanto assolutamente non indicativi di una volontà di accettare la perdita della proprietà perseguita dal procedimento che si ritenga illegittimo.
Costituisce da tempo "ius receptum" il principio per cui l'accordo sulla determinazione dell'indennità non priva l'accettante della possibilità di dedurre eventuali vizi di legittimità a carico della procedura ablativa. La finalità dell'accordo, infatti, è quella di accelerare l'iter espropriativo nel pubblico interesse e non può certamente estendersi sino ad assumere valenza preclusiva di un'azione giurisdizionale di legittimità contro il procedimento.
L'accettazione dell'indennità non comporta acquiescenza alla pretesa risarcitoria, qualora l'accordo tra le parti non abbia avuto alcuna compiuta realizzazione, non essendosi il procedimento con... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l negozio di cessione o con il decreto di esproprio.
La volontà espressa di volersi avvalere della procedura di determinazione dell'indennità di espropriazione di cui all'art. 21, comma 2 e segg., D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, manifestata successivamente all'impugnazione degli atti inerenti l'espropriazione, integra una tacita acquiescenza nei riguardi di essi, in quanto, all'esito del procedimento in corso, l'interessato sarà tenuto ad accettare la stima eseguita dai periti ovvero contestarla in sede giurisdizionale, rimanendo in entrambi i casi consolidato l'assetto di interessi definito dall'amministrazione mediante gli atti oggetto di lite.
Deve ritenersi non più attuale, perché fondato su una premessa normativa oramai superata, il principio giurisprudenziale secondo cui la mera accettazione dell'indennità di espropriazione non vale a determinare acquiescenza agli impugnati provvedimenti dispositivi dell'occupazione d'urgenza e, pertanto, non implica la perdita di interesse alla decisione di quel gravame, atteso che l'eventuale accertamento dell'illegittimità della procedura di occupazione attribuisce all'interessato la diversa ed ulteriore utilità, rispetto all'indennizzo già percepi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...arcimento dei danni. L'art. 37 del D.P.R. 327/2001 ha infatti ragguagliato l'indennità di espropriazione al valore venale del bene, sicché ormai tra le due utilità non sussiste alcuna apprezzabile differenza.
L'accettazione dell'indennità di esproprio non esclude l'interesse a far riscontrare le eventuali illegittimità del procedimento di espropriazione ed occupazione d'urgenza, in vista anche del maggior ristoro che il privato può ottenere a titolo risarcitorio dell'accertata illiceità conseguente all'annullamento degli atti di sottrazione del bene.
La dichiarazione dei proprietari di non opporsi all'occupazione a condizione di ricevere una congrua indennità di esproprio non comporta alcuna acquiescenza abdicativa alla restitutio in integrum, in ipotesi di occupazioni divenuta senza titolo in assenza del prescritto titolo espropriativo, ove lo stesso concetto di indennizzo recede per dar luogo ormai a pretese risarcitorie, siano esse in forma specifica o per equivalente.
L'accettazione dell'indennità di esproprio non comporta implicita rinuncia alla pretesa dedotta in giudizio volta ad accertare l'illegittimità degli atti della procedura espropriativa, ancorch&eacu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...si sia già conclusa con la realizzazione delle opere, giacché dal suo accertamento il privato potrebbe conseguire il diritto al risarcimento dei danni subiti o anche, nel caso della cd. occupazione usurpativa, alla restituzione dei beni occupati.
La possibilità di convenire la cessione volontaria dei beni in luogo della loro espropriazione mediante decreto, accettando l'indennità offerta, è espressamente consentita dall'art. 20 del D.P.R. n.32/2001 così che, una volta che la relativa convenzione sia stata stipulata, neppure è possibile rideterminare l'indennità senza il consenso dell'Ente espropriante.
La quantificazione dell'indennità accettata, non può che essere avvenuta previa verifica dell'effettiva sussistenza dei relativi presupposti, in quanto la sottoscrizione dell'accordo che quantifica l'indennità dovuta ne dete... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...finitività e l'impossibilità della sua messa in discussione in un momento successivo, anche da parte dell'autorità espropriante stessa che, nel formularne la proposta, si assume la responsabilità tecnica della sua corretta quantificazione.
L'indennità accettata rimane insensibile a eventuali fatti nuovi sopravvenuti. Ogni variazione intervenuta successivamente non può avere alcuna rilevanza, anche in considerazione del fatto che non può essere imputato all'espropriato un mutamento nelle condizioni eventualmente intervenuto nel tempo necessario all'ente espropriante per procedere all'acquisto della proprietà, che avrebbe, invece, dovuto tempestivamente avvenire dopo la sottoscrizione dell'accordo.
Una volta che il proprietario abbia condiviso la determinazione dell'indennità di esproprio, l'Amministrazione ha l'obbligo di corrispondergli il beneficio economico previsto dalla L. n. 865 del 1971, art. 12 (applicabile rationis materiae), a prescindere dalla concreta modalità di chiusura della procedura ablatoria. Più che di diritto alla stipula della cessione bonaria, sembra opportuno parlare di diritto del privato all'accettazione dell'indennità provvisoria, che di per ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ià consente al proprietario di ottenere il vantaggio economico della non decurtazione o della maggiorazione di cui alla normativa richiamata.
La determinazione provvisoria dell'indennità di espropriazione non ha alcun effetto vincolante per l'espropriante, ove non sia seguita dall'accettazione dell'espropriato, il quale, rifiutandola, la priva di qualsiasi valore devolvendo alla Commissione provinciale in sede amministrativa, ed eventualmente poi al giudice in sede contenziosa la determinazione dell'indennità dovuta.
Deve negarsi la sussistenza, "per l'Ente espropriante", dell'"obbligo di corrispondere un qualche indennizzo diverso dalla ed in aggiunta all'indennità di espropriazione "accettata".
Non è precluso alla P.A. procedere alla rideterminazione dell'indennità accettata per ovviare ad errore commesso nella precedente quantificazione; finché l'accordo di cessione o l'esproprio non è concluso, non possono infatti determinarsi preclusioni in merito, discendendo la determinazione del "quantum" direttamente dalla legge e non potendo l'amministrazione comunque pagare una somma diversa da quella dovuta. Al massimo si porrà una questione risarcitori... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... per non avere onorato una proposta accettata.
Il pagamento dell'indennità accettata da parte dell'espropriando ex art. 21 comma 12 DPR 327/2001 non presuppone la condivisione dell'espropriante, già implicita nel fatto stesso che l'Amministrazione abbia proceduto alla comunicazione di cui al comma 10 del medesimo art. 21, essendo evidente che tale adempimento presuppone l'accettazione dell'importo fissato dai periti.
Alla luce del disposto di cui all'art. 21 comma 12 DPR 327/2001, l'accettazione dell'indennità di espropriazione è essenzialmente presupposta dalla legge come incondizionata, in quanto dalla stessa segue necessariamente la procedura di pagamento da parte dell'Amministrazione espropriante, a sua volta in alcun modo obbligata ad esprimere consensi di sorta sull'ammontare fissato al riguardo dalla commissione di tecnici; ne consegue che l'accettazione non può essere subordinata ad un adempimento assolutamente non previsto dalla legge, ossia all'accettazione dell'indennità da parte dell'Amministrazione.
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> ACCETTAZIONE --> FORMA
Il concordamento dell'indennità non richiede la stipulazione di un negozio avente la forma e l'efficacia di atto pubblico, non trattandosi di procedere ad un trasferimento immobiliare, ma solo all'assunzione di una obbligazione da parte dell'ente espropriante.
La forma pubblica serve solo per la cessione volontaria e non è esigibile per le forme di condivisione ex art. 20, comma 5 DPR 3278/2001, né per quelle forme negoziali a forma libera di cui alla L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 90, nelle quali rileva solo la formazione del fatto preclusivo tipizzato.
L'avviso di deposito della relazione dei tecnici, effettuato dall'Ente espropriante, ai sensi dell'art. 21 comma 10, al fine di rendere edotto l'espropriato, non può implicare accettazione implicita e definitiva dell'importo, in mancanza di una previsione normativa in tal senso.
L'accettazione della stima provvisoria è da considerarsi implicita nella relativa richiesta di pagament... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...br /> INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> ACCETTAZIONE --> IMPLICITA --> MANCATA CONTESTAZIONE
E' da escludere che il privato abbia accettato l'indennità di esproprio e prestato acquiescenza alla procedura ablatoria, qualora non si sia formato il negozio di cessione volontaria e sussista contrasto tra le parti sulla determinazione dell'indennità di esproprio.
La mancanza di contestazioni da parte del proprietario in ordine alla misura dell'indennità provvisoria comunicatagli, non implica l'accettazione della predetta indennità; ai sensi infatti dell'art. 20 comma 14 D.P.R. 327/2001, decorsi inutilmente (ovvero senza comunicazione dell'accettazione) trenta giorni dalla notificazione al proprietario dell'atto che determina in via provvisoria la misura dell'indennità, questa si intende non concordata.
L'interpretazione dell'accordo sull'indennità, al pari di quella degli altri atti negoziali, è sottoposta alle comuni regole di ermeneutica contrattuale, e, mirando all'accertamento... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ntà delle parti, si configura come un'indagine di fatto, riservata al giudice di merito, il cui risultato è pertanto censurabile in sede di legittimità esclusivamente per violazione delle predette regole ovvero per incongruenza o illogicità della motivazione.
La mera richiesta di pagamento dell'indennità espropriativa, non è di per sé sufficiente ad esplicare effetti abdicativi della proprietà costituendo essa, anzi, atto di esercizio attuale del diritto dominicale da parte del titolare che agisce per ottenere dall'amministrazione il valore dell'area oggetto della sua futura acquisizione alla mano pubblica.
Il silenzio serbato dall'Amministrazione a fronte dell'accettazione dell'indennità deve essere fatto valere con la procedura del silenzio – inadempimento, di cui al combinato disposto dell'art. 2 della L. 241 del 1990 come sostituito dall'art. 3, comma 6-bis, del D.L. n. 35/2005 convertito ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] .../2005 e dell'art. 21-bis della L. n. 1034/1971 come a sua volta introdotto dall'art. 2 della L. n. 205/2000.
Accettazione dell'indennità: promotore dell'esproprio ed Autorità espropriante
Effetti dell’accettazione: la corresponsione della indennità di esproprio
Accettazione dell'indennità provvisoria e definitiva