Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quinto/titolo-v/capo-v/sezione-v/art2362.html
Timestamp: 2019-08-17 10:30:55+00:00
Document Index: 16792675

Matched Legal Cases: ['art. 2362', 'art. 2362', 'art. 2328', 'art. 2362', 'art. 2362', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2362', 'sentenza ', 'art. 2362', 'art. 2362', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2362', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 2362', 'sentenza ']

Art. 2362 codice civile - Unico azionista - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO QUINTO - Del lavoro > Titolo V - Delle società > Capo V - Società per azioni > Sezione V - Delle azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi > Articolo 2362
Articolo 2362 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2362 Codice civile
Quando le azioni risultano appartenere ad una sola persona o muta la persona dell'unico socio, gli amministratori devono depositare per l'iscrizione del registro delle imprese una dichiarazione contenente l'indicazione del cognome e nome o della denominazione, della data e del luogo di nascita o lo Stato di costituzione, del domicilio o della sede e cittadinanza dell'unico socio.
I contratti della società con l'unico socio o le operazioni a favore dell'unico socio sono opponibili (1) ai creditori della società solo se risultano dal libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento.
(1) Le formalità richieste rilevano ai fini della opponibilità ai creditori, non della loro validità, superando così le perplessità interpretative in merito alle operazioni compiute tra società e unico socio.
Il legislatore intende consentire anche alle imprese individuali di esercitare l'attività d'impresa godendo del beneficio della responsabilità limitata.
Spiegazione dell'art. 2362 Codice civile
È unipersonale la s.p.a. in cui tutte le azioni sono detenute da un unico socio, il che può verificarsi in due ipotesi:
a) quando la s.p.a è costituita mediante atto unilaterale da un unico socio fondatore (v. art. 2328, 1° comma);
b) quando le azioni di una s.p.a. pluripersonale si concentrano, in un momento successivo alla costituzione, nelle mani di un unico socio.
L'obbligo di iscrizione nel registro delle imprese, previsto dalla norma in commento, sorge quando tutte le azioni appartengono ad un unico soggetto. Tale obbligo fa capo agli amministratori.
L'adempimento dell'obbligo di iscrizione è condizione perché l'azionista unico possa godere del beneficio della responsabilità limitata. L'iscrizione tardiva, tuttavia, consente al socio di riacquistare il beneficio ex nunc, cioè solo per le obbligazioni sorte successivamente.
Anche nel caso in cui venga costituita o ricostituita la pluralità dei soci, gli amministratori sono obbligati a darne notizia nel registro delle imprese.
L'indicazione nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione sono necessarie non per la validità dei contratti ma per l'opponibilità ai creditori.
Massime relative all'art. 2362 Codice civile
Cass. civ. n. 2422/2008
In tema di responsabilità illimitata dell'azionista socio unico di società per azioni in caso di insolvenza della società, l'art. 2362 c.c. (nel testo vigente anteriormente al D.L.vo n. 6 del 2003), esige per le obbligazioni sociali che esse siano sorte quando le azioni appartenevano al predetto socio, secondo una norma eccezionale che deroga al principio della responsabilità esclusiva dell'ente; ne consegue che, pur essendo essa inapplicabile per analogia a fattispecie diverse, la concentrazione del capitale — secondo una nozione diversa da quella di mera titolarità — ben può coincidere con il caso in cui vi sia apparentemente un socio di minoranza, essendo l'intestazione delle azioni a nome di quest'ultimo fittizia o fraudolenta ovvero se ne provi la veste di mandatario di quello di maggioranza, mentre non ricorre nella diversa vicenda, non sovrapponibile, del dominio di un socio sulla società intesa come impresa sociale, per la cui evenienza l'eventuale violazione delle regole di corretta gestione trova rimedi diversi nelle azioni di responsabilità. (Il principio, specificato dalla S.C. nel senso della necessità della mancanza di una pluralità di soci in senso giuridico e non economico, ha trovato applicazione al caso di società partecipata da socio persona giuridica al 99,60 per cento a sua volta controllante totalitario di altra società, socio di minoranza, avendo il giudice di merito, con apprezzamento di fatto insindacabile, esclusa la prova del rapporto diretto tra socio di maggioranza e totalità delle azioni).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2422 del 31 gennaio 2008)
Cass. civ. n. 19/2007
Ove il Comune, valendosi del disposto dell'art. 1 della legge n. 68 del 1993, abbia trasformato l'ente comunale di consumo in società per azioni, restandone unico azionista, in caso di insolvenza della società partecipata risulta applicabile il disposto dell'art. 2362 c.c., che esprime la regola generale della responsabilità illimitata dell'unico azionista, senza che rilevi che la concentrazione del pacchetto azionario nelle mani del Comune sia stata imposta dalla legge e che rappresenti una caratteristica iniziale e provvisoria della vita della società. Ne consegue che qualora la spa Ente comunale di Consumo versi in stato di insolvenza al momento della cessazione del rapporto di lavoro, momento che determina il tempo di maturazione del credito del lavoratore, questi ha il diritto ad ottenere dal Comune il pagamento del trattamento di fine rapporto complessivamente maturato alle dipendenze dell'Ente e non per la sola quota maturata successivamente alla tra¬sformazione in società per azioni.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 19 del 4 gennaio 2007)
Cass. civ. n. 11161/2001
L'art. 2362 c.c. prevede, in caso di insolvenza della società, la responsabilità dell'unico azionista, il quale risponde in via sussidiaria senza subentrare nei rapporti e nei diritti della società, la cui personalità resta distinta ed autonoma. (Nella specie, convenuta in giudizio i sensi dell'art. 2362 c.c. una persona giuridica, divenuta unica azionista di una società di capitali, per il pagamento del compenso di un'attività di consulenza svoltasi in più annate sociali in forza di un accordo con la società medesima, il giudice di merito aveva respinto la domanda ritenendo che dall'esistenza di tale patto non si potesse dedurre l'esistenza del patto con un diverso soggetto qual era l'azionista unico; in applicazione di tale principio, la Suprema Corte ha cassato con rinvio).
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 11161 del 17 agosto 2001)
Cass. civ. n. 3365/2000
Non è contraria all'ordine pubblico italiano la condanna personale del socio o amministratore di società per azioni, per fatti ascrivibili a quest'ultima. Nel nostro ordinamento il socio o l'amministratore di società di capitali, in certe circostanze (artt. 2362, 2947, comma secondo, e 2449, primo comma, c.c.), risponde personalmente dei debiti di questa, onde si palesa l'impossibilità di elevare al rango di principio fondamentale quello della responsabilità limitata del socio di società di capitali, che, se pure espressamente affermato in via generale dagli artt. 2325, primo comma e 2472, primo comma c.c., trova tuttavia deroga in casi particolari.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3365 del 22 marzo 2000)
Cass. civ. n. 4111/1994
La responsabilità dell'unico azionista per le obbligazioni sociali prevista dall'art. 2362 c.c. — che integra un'eccezionale deroga al principio della responsabilità esclusiva della società di capitali per le obbligazioni sociali, nell'ipotesi di mancanza della pluralità dei soci — sussiste sia nell'ipotesi che l'unico azionista sia una persona fisica sia in quella che socio unico sia una persona giuridica (nella specie, un'altra società per azioni). Tale principio ha trovato conferma nel nuovo testo dell'art. .2497, secondo comma, c.c. — introdotto con l'art. 7 del D.L. n. 88 del 1993, in attuazione della tredicesima direttiva CEE sul diritto delle società, relativa alle Srl con unico socio (dir. n. 89/667 CEE) — che, al punto «a», ha previsto che unico socio illimitatamente responsabile possa essere una persona giuridica.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4111 del 28 aprile 1994)
Cass. civ. n. 6594/1981
L'art. 2362 c.c. il quale sancisce la responsabilità illimitata, per le obbligazioni di una società, a carico della «persona» nelle cui mani si concentrano tutte le azioni della società medesima, trova applicazione tanto con riguardo alla persona fisica, quanto con riguardo alla persona giuridica, tenuto conto che entrambe sono da includersi nella nozione di «persona», usata dalla suddetta norma senza ulteriori specificazioni, e che, sia nell'uno che nell'altro caso, ricorre l'esigenza di evitare l'utilizzazione della società di capitali, da parte di un unico soggetto, come mezzo per sottrarre il proprio patrimonio alla responsabilità per obbligazioni contratte nel suo interesse.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 6594 del 14 dicembre 1981)