Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/interpelli-C-114/cosa-accade-all-rspp-che-non-si-aggiorna-nei-tempi-previsti-AR-15529/
Timestamp: 2016-07-26 21:44:56+00:00
Document Index: 83862438

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 32', 'art. 12', 'art. 8', 'art.18', 'art.17']

12 gennaio 2016 - Cat: Interpelli
La Commissione Interpelli risponde ad un quesito sull’aggiornamento dell’RSPP in relazione al riconoscimento dei crediti professionali e formativi pregressi. Se non rispetta quanto richiesto dalla normativa perde la sua operatività? Fino a quando?
Roma, 12 Gen – Sappiamo quanto sia delicato il tema dei crediti formativi richiesti per l’aggiornamento di varie attività professionali e delle eventuali conseguenze in caso di non completamento di quanto richiesto dalla normativa nazionale. Ricordiamo, a titolo di esempio, quanto è avvenuto per molti medici competenti che si sono trovati cancellati dall’elenco nazionale relativo.
Un altro ambito professionale in cui può essere necessario frequentare un numero dato di ore di aggiornamento, anche in relazione a quanto richiesto dalla normativa vigente per il riconoscimento di crediti professionali e formativi pregressi, è quello del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). Cosa accade se l’RSPP non arriva, nel suo percorso di aggiornamento, alle ore di frequenza previste dalla legge? Deve essere annullato il corso formativo globale dell’RSPP? Ci può essere invece solo una impossibilità temporanea ad esercitare le funzioni per il periodo di inadempienza?
RSPP - ASPP - RSPP Aggiornamento 40 oreCorso online di aggiornamento per RSPP di attività appartenenti ai macrosettori ATECO 1, 2, 6, 8, 9. Il corso costituisce quota intera del credito formativo quinquennale richiesto (40 ore).
A dare una risposta a queste
domande - ricordando che da tempo è in fase
di revisione l’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 che disciplina i
corsi di formazione per lo svolgimento delle funzioni di responsabile e addetto
del servizio di prevenzione e protezione - è l’Interpello n. 15/2015 del 29 dicembre 2015 che ha per oggetto la “risposta al quesito in merito
all'aggiornamento del RSPP di cui al punto 2.6 dell'Accordo Stato-Regioni del
26/01/2006”.
Interpello che, tra l’altro, inaugura
la nuova possibilità, permessa dal Decreto Legislativo 14
settembre 2015, n. 151, in attuazione delle deleghe del “Jobs Act” (legge
10 dicembre 2014, n. 183), di invio di istanze di interpello sull'applicazione
della normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro da parte di Regioni e Province autonome, come
segnalato nel dettaglio da un recente
articolo di PuntoSicuro. In questo caso è infatti la Regione Marche
ad avere avanzato un’istanza di interpello alla Commissione Interpelli, prevista dall’art. 12 del D.Lgs. 81/2008,
per conoscere il parere della Commissione in merito “all' aggiornamento
del RSPP di cui al punto 2.6 dell’Accordo Stato- Regioni del 26/01/2006”.
La Regione Marche chiede di sapere "se,
relativamente ai corsi di aggiornamento per RSPP nel caso di riconoscimento di
crediti professionali e formativi pregressi di cui al punto 2.6 dell'Accordo
Stato-Regioni del 26/01/2006, la mancata
frequenza entro il 14/02/2008 di almeno il 20% delle ore previste dal percorso
di aggiornamento per uno specifico macrosettore, ma con completamento nel
quadriennio successivo dell’intero percorso formativo previsto (compreso il
recupero delle ore non effettuate nel primo anno di aggiornamento), implichi
l'annullamento del percorso formativo globale o costituisca unicamente una
impossibilità temporanea ad esercitare la funzione di RSPP per il solo periodo
di inadempienza”.
Come sempre prima di dare una
risposta la Commissione Interpelli fa alcune premesse normative.
Ad esempio viene ricordato il
testo del comma 2 dell'art. 32 del D.Lgs.
Riportiamo il comma 1 e 2 dell’articolo
32 (in grassetto la parte evidenziata dall’interpello):
Articolo 32 - Capacità e
requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di
prevenzione e protezione interni ed esterni
1. Le capacità ed i requisiti
professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e
protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi
presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.
2. Per lo svolgimento delle
funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, è necessario essere in
possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione
secondaria superiore nonché di un attestato di frequenza, con verifica
dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei
rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. Per
lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione,
oltre ai requisiti di cui al precedente periodo, è necessario possedere un
attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di
formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura
ergonomica e da stress lavoro-correlato di cui all’articolo 28, comma 1, di
organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche
di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali. I corsi di cui ai periodi precedenti devono rispettare in ogni caso
quanto previsto dall’Accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza
febbraio 2006, e successive modificazioni.
Inoltre si segnala che l'Accordo
Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, al punto 2.6, stabilisce che ‘il riconoscimento dell'esperienza lavorativa
già maturata dai RSPP e dagli ASPP, è riportato nelle rispettive tabelle A4 e
A5, del presente accordo’.
Si indica anche che il punto 2.3
dell' Accordo Stato-Regioni del 05 ottobre 2006, che
fornisce le linee guida interpretative dell'Accordo Stato-Regioni del 26
gennaio 2006, stabilisce che "in coerenza con quanto esplicitato al punto
L1 delle presenti Linee interpretative, per coloro che possono usufruire
dell'esonero dalla frequenza del Modulo B sulla base del riconoscimento di
crediti professionali pregressi, l'obbligo di aggiornamento legato all'esonero
decorre dal 14/2/2007 e deve essere completato entro il 14/2/2012. Entro il
14/2/2008 dovrà essere comunque svolto almeno il 20% del monte ore complessivo
d'aggiornamento relativo ai macrosettori di appartenenza, di cui al successivo
punto 3.[...]".
Inoltre si riporta quanto
indicato dall’ Accordo
Stato-Regioni del 25 luglio 2012, accordo relativo all’approvazione delle
linee guida sulla formazione di dirigenti, preposti e lavoratori e datore di
lavoro/RSPP interpretativi degli Accordi del 21 dicembre 2011. Riportiamo parzialmente il
contenuto del paragrafo "La
formazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione” dell’Allegato
A contenuto nell’Accordo (anche in questo caso mettiamo in grassetto la parte specifica
evidenziata dall’interpello):
La formazione del Responsabile
del servizio di prevenzione e protezione (...) Per coloro che possono
usufruire dell’esonero dalla frequenza del Modulo B sulla base del
riconoscimento di crediti professionali pregressi, l’obbligo di aggiornamento
legato all’esonero decorre dal 14/2/2007 e deve essere completato entro il
14/2/2012.
Ciò premesso, si rileva che
molti ASSP e RSPP non sono riusciti a completare l’aggiornamento entro il 14
febbraio 2012 che rappresenta, di fatto, la prima scadenza, in ordine
cronologico, dell’obbligo di aggiornamento e riguarda i soli esonerati
previsti nell’accordo del 26 gennaio 2006.
Tale situazione si potrà
comunque manifestare anche in futuro ogni qualvolta un ASPP o RSPP non
dovesse riuscire a completare l’aggiornamento nei 5 anni previsti e si
ritiene pertanto necessario fornire alcune prime indicazioni operative
finalizzate a disciplinare i casi di mancato assolvimento del predetto
obbligo di aggiornamento, da ritenersi valide in attesa della revisione
dell’accordo del 26 gennaio 2006, così come previsto al punto 2.7 dello
Relativamente alla formazione,
l’accordo specifica che sia il Modulo A che il Modulo C costituiscono credito
formativo permanente.
Relativamente al modulo B, sia
nell’accordo che nelle successive linee interpretative, è specificato che:
“Il credito ottenuto con la frequenza al modulo B è valido per cinque anni.
Alla scadenza dei cinque anni scatta l’obbligo di aggiornamento”. Pertanto,
si ritiene che l’ASPP o il RSPP che non adempia l’obbligo di aggiornamento
nei tempi previsti, perda la propria “operatività”.
Ciò significa che, pur mantenendo il requisito derivato dalla
regolare frequenza ai corsi, egli non è in grado di poter esercitare i propri
compiti fintanto che non venga completato l’aggiornamento per il monte ore
mancante, riferito al quinquennio appena concluso. Il completamento
dell’aggiornamento consente, pertanto, di riacquisire la fruibilità del
credito relativo al modulo B consentendo, contemporaneamente, a ASPP e RSPP
di recuperare la propria “operatività”.
E, conclude la Commissione
Interpelli in risposta al quesito della Regione Marche, “in analogia a quanto
precisato nel citato Accordo Stato-Regioni del 25/07/2012, la mancata frequenza ad almeno il 20% delle ore previste dal percorso
di aggiornamento per uno specifico macrosettore entro il 14/02/2008, ha
comportato l'impossibilità, da parte del RSPP o dell'ASPP di poter esercitare i
propri compiti solo fino all'avvenuto completamento del 20% delle ore previste”.
Commissione per gli interpelli - Interpello n. 15/2015 con
risposta del 29 dicembre 2015 al quesito della Regione Marche – Prot. 37/0022876/MA007.A001.1471 - art. 12,
D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni – risposta al quesito
in merito all'aggiornamento del RSPP di cui al punto 2.6 dell'Accordo
Stato-Regioni del 26/01/2006.
CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E
LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 26 gennaio 2006 -
Accordo tra il Governo e le regioni e province autonome, attuativo
dell'articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5, del decreto legislativo 23 giugno 2003, n.
195. Il presente accordo costituisce attuazione del citato art. 8 bis del
decreto legislativo 626 del 1994, dando seguito a quanto lo stesso dispone sia
ai commi 2, 4 e 5, in ordine ai corsi di formazione, sia al comma 3, in ordine
all'esercizio della facoltà di questa Conferenza di individuazione di soggetti
formatori ulteriori rispetto a quelli espressamente individuati nello stesso
Tiziano Menduto Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Commenta questo articolo!Rispondi Autore: Marco Bavin12/01/2016 (08:26:55)Dalla lettura dell'articolo si intuisce che il completamento di almeno il 20% del percorso formativo di aggiornamento quinquennale consente la prosecuzione dell'incarico. è corretto? Oppure l'operatività è sospesa fino al completamento del 100% del monte ore stabilito per ogni macrosettore? Nel primo caso la sospensione interverrebbe, in assenza di ulteriori ore di aggiornamento, dal sesto anno.Rispondi Autore: giuseppe briguglio12/01/2016 (08:42:07)La pubblicazione dell'interpello ed in particolare l'esauriente articolo di Tiziano Menduto hanno dato risposta ai miei dubbi in quanto RSPP non attualmente operativo e con aggiornamento non completato nei 5 anni.
Rispondi Autore: Luca Bersanti12/01/2016 (10:01:36)E' chiaro che l'operatività viene sospesa fino al completamento dei corsi di aggiornamento; non mi è tuttavia chiaro: 1) cosa comporta questa sospensione dell'operatività, in particolare ad un RSPP interno?
2) considerando che quanto detto vale anche per un ASPP, per il quale vige il medesimo obbligo di aggiornamento quinquennale (ma ridotto a 28 ore), cosa comporta il mancato aggiornamento e l'eventuale sospensione dell'operatività per l'ASPP?Rispondi Autore: edoardo14/01/2016 (10:37:34)Che un RSPP che non rispetta il suo aggiornamento porta in penale il proprio datore di lavoro per l'art.18 del D.Lgs.81/2008. Qualcuno, che si vanta di essere un consulente serio, dovrebbe fare attenzione, e gli aggiornamenti si fanno, non si pagano. Ma questa è l'Italia.Rispondi Autore: edoardo14/01/2016 (10:38:39)chiedo scusa... art.17 D.lgs.81/2008Rispondi Autore: Giampaolo Ceci17/01/2016 (18:32:13)Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti.
Siamo in balia di laureati in burocrazia che impegnano tute le loro risorse mentali per imporci il "come" senza mai domandarsi il "perché".
Mi domando in quale recondito cassetto sia andato a finire il buon senso di una volta.
Chi non si ribella é complice!Rispondi Autore: paolo zani20/01/2016 (17:55:39)condivido la posizione di chi sostiene che questa è solo burocrazia, soprattutto se andiamo a verificare la sostanza di certi presunti programmi di aggiornamento; programmi che sulla carta hanno maggior valore dell'esperienza che un tecnico professionista matura sul campo confrontandosi giorno per giorno con la realtà del lavoro quotidiano.
Ugualmente faccio fatica a capire perché certi corsi hanno valore come aggiornamento per alcune attività lavorative/albi professionali ma non per ASPP o RSPP pur trattando analoghe problematiche di sicurezza (ad es. di recente ho partecipato al forum della sicurezza anticnnedio a Milano, il quale attribuiva crediti validi come aggiornamento formativo per gli iscritti all'albo ministeriale degli esperti antincendio ma non per gli RSPP/ASPP, come se questo non avesse alcuna attinenza col fatto che al SPP di nroma sono demandati i compiti di analizzare la gestione emergenza incendio). Anche l'idea di sabotare il riconoscimento di partecipazione a momenti formativi seminariali/convegnistici è a dir poco demenziale.
Qualcuno mi dovrebbe spiegare perchè un medico del lavoro che partecipa ai convegni di AIDII si aggiorna, ma non un RSPP ugualmente interessato ai problemi trattati in materia di igiene industriale (non ci occupiamo forse delle stesse problematiche di salute e sicurezza?).
Ok si proceda pure in questa direzione se serve a foraggiare le lobby della formazione ma non credo che così si contribuirà seriamente a migliorare la professionalità dei nostri esperti della sicurezza.
avere il coraggio di dire che è tutto un bluff e ridefinire con maggiore serietà i termini della questione evitando di farsi manipolare da chi ha fatto della formazione oramai un mestiere senza aver realmente svolto sul campo il duro mestiere dell'RSPP/ASPP.