Source: https://www.consiglio.puglia.it/web/guest/studi-e-documentazione
Timestamp: 2020-08-07 04:38:04+00:00
Document Index: 154134329

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 12']

ACQUA_COMUNI_TERRITORIO_CIHEAM_BARI_def (1).pdf
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Il volume “Acqua comuni e territorio. Acqua e garden city” (Giugno 2020 - AA.VV., a cura di Anna Rita Somma, Luigi Sisto, Nicola Lamaddalena e Wanda Occhialini) racchiude 14 contributi relativi al workshop interdisciplinare, tenutosi presso il CIHEAM Bari il 1° luglio 2019, con il coinvolgimento di diverse istituzioni, centri di ricerca, associazioni e ordini professionali. L’obiettivo principale di questa pubblicazione è di promuovere, in un'ottica di contrasto alla desertificazione, la cultura della “garden city” al fine di sensibilizzare soprattutto i decisori politici e l’opinione pubblica verso la realizzazione di città “Nature-oriented” (ricche di parchi, foreste, orti e giardini, orientate al benessere), città alleate con l’agricoltura sostenibile e multifunzionale, città sempre più attente all’uso ottimale delle risorse naturali (soprattutto acqua) consapevoli, sostenibili, sicure e resilienti. Nel volume gli argomenti trattati fanno riferimento a diversi temi di attualità e in particolare: la mitigazione dei cambiamenti climatici, le smart technologies, la gestione dei servizi idrici, geologia, ingegneria naturalistica, antiche culture dell’acqua, tecnologie naturali (fitodepurazione), economia circolare, agricoltura sostenibile, dissesto idrogeologico, climatizzazione geotermica, valorizzazione dell’acqua pubblica (fontanine) e protezione civile. In particolare, la Sezione Studi e Garanti ha contribuito con un intervento sul tema "ACQUA COMUNI E CLIMATIZZAZIONE GEOTERMICA: BUONE PRATICHE REGIONALI IN ALCUNI COMUNI DELLA PUGLIA", di Michele Chieco, Geologo, Referente per i Rapporti di collaborazione con Università, Enti di ricerca e Centri di competenza della Sezione “Studio e Supporto alla Legislazione e alle Politiche d Garanzia” del Consiglio Regionale della Puglia.
Deliberazione VI Commissione n 2-2018 odg Conferenza.pdf
La Risoluzione della VI Commissione Consiliare n. 2/2018, emanata ai sensi degli articoli 25 e 24, comma 3, della legge 234/2012 e del protocollo n. 2 allegato al trattato dell'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea, ha ad oggetto l'ordine del giorno n. 04/2018 sul Quadro finanziario pluriennale, sulla Politica di coesione e sulla Politica agricola comune UE 2021-2027, adottato dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, riunita a Reggio Calabria il 29 ottobre 2018".
Deliberazione CR n 172-2018 Proposta modifica Reg. 1303-13.pdf
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La Risoluzione del consiglio Regionale n. 172/2018, emanata ai sensi degli articoli 25 e 24, comma 3, della legge 234/2012 e del protocollo n. 2, allegato al trattato di Lisbona, ha ad oggetto la proposta di “Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio per quanto riguarda il sostegno alle riforme strutturali negli Stati membri". La Commissione UE intende proporre un nuovo strumento per la realizzazione delle riforme destinato agli Stati membri che si sono impegnati ad attuare misure discusse a livello dell'UE e concordate nei cosiddetti "impegni di riforma". Tale strumento avrebbe una propria dotazione di bilancio separata che si aggiungerebbe ai fondi strutturali e di investimento europei, che manterrebbero il loro insieme di regole e condizionalità. Questo nuovo strumento dovrebbe essere istituito al fine di sostenere gli Stati membri nell'attuazione delle riforme strutturali individuate nel processo del semestre europeo e di garantire allo Stato membro la titolarità di tali riforme. La Commissione intende sperimentare le caratteristiche principali di tale strumento per la realizzazione delle riforme nel corso di una fase pilota per il periodo 2018-2020, offrendo agli Stati membri la possibilità di utilizzare in tutto o in parte la riserva di efficacia dell'attuazione dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per sostenere le riforme, invece di ricorrere a progetti specifici. A tal fine, la Commissione propone conseguentemente di modificare il regolamento (UE) n. 1303/2013 (regolamento recante disposizioni comuni) sui fondi strutturali), consentendo agli Stati membri di utilizzare in tutto o in parte la riserva di efficacia dell'attuazione istituita, di cui all’art. 20 del regolamento n. 1303, al fine di sostenere le riforme strutturali.
Deliberazione CR n. 125-2017 Programma Lavoro Commissione 2017.pdf
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La Risoluzione 125/2017, emanata ai sensi degli articoli 25 e 24, comma 3, della legge 234/2012 e del protocollo n. 2 allegato al trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea, ha ad oggetto il "Programma di lavoro della Commissione europea per il 2017: Realizzare un'Europa che protegge, dà forza e difende" - SWD (2016) 400 final”. Il programma di lavoro della Commissione intende favorire l'occupazione, la crescita e gli investimenti e proporrà iniziative per i giovani, un piano d'azione sull'attuazione dell'economia circolare e un nuovo quadro finanziario pluriennale; elaborerà una revisione intermedia del mercato unico digitale; attuerà la strategia per l'energia dell'Unione, lavorando sui veicoli e sulla mobilità a basse emissioni; costruirà un mercato interno più profondo e equo tramite l'attuazione della strategia per il mercato unico, della strategia spaziale per l'Europa e del piano d'azione per di proposte per un'imposizione più equa delle imprese; presenterà idee per la riforma dell'UE a 27 e il rafforzamento dell'Unione economica e monetaria e proporrà un pilastro europeo dei diritti sociali; metterà in atto la strategia "Commercio per tutti" e porterà avanti i negoziati con i partner rafforzando, al contempo, gli strumenti di difesa commerciale dell'UE; continuerà ad adoperarsi per la creazione di un'Unione della sicurezza per lottare contro il terrorismo e allineerà le norme in materia di protezione dei dati personali e della vita privata; realizzerà l'agenda europea sulla migrazione; per rafforzare il ruolo dell'Europa come attore globale, presenterà un piano di azione europeo in materia di difesa che prevede un fondo europeo di difesa; adotterà una strategia europea per i paesi del Mediterraneo e attuerà la strategia globale dell'UE e il partenariato Africa-UE; adatterà la normativa vigente alle disposizioni del trattato concernenti gli atti delegati e di esecuzione e valuterà la legittimità democratica delle procedure esistenti per l'adozione di alcuni atti derivati dell'UE.
Deliberazione CR n. 92-2017 proposta modifica direttiva servizi.pdf
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La Risoluzione 92/2017, emanata ai sensi degli articoli 24, comma 3, e 25 della legge 234/2012 e del protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona, ha ad oggetto la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, che istituisce una procedura di notifica dei regimi di autorizzazione e dei requisiti relativi ai servizi, e che modifica la direttiva 2006/123/CE e il regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno - COM (2016) 821 final del 10 gennaio 2017. La proposta di direttiva in esame prevede la totale sostituzione dell’art. 15, comma 7 della direttiva 123/2006/CE introducendo importanti modifiche sulle procedure di notifica delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative che introducono regimi di autorizzazione e requisiti che rientrano nel campo di applicazione della cd. direttiva servizi, che se definitivamente approvate impatteranno notevolmente sulle procedure di adozione delle disposizioni normative, regolamentari e amministrative in vigore negli Stati membri e negli ordinamenti regionali. La finalità di tale proposta è di rafforzare l’efficacia della procedura di notifica alla Commissione europea, prevista dalla direttiva 2006/123/CE per gli Stati membri che intendono adottare regimi di autorizzazione o requisiti nuovi o modificati, relativi all’accesso e all'esercizio di attività di servizi. Secondo valutazioni della Commissione europea, risulta necessario stabilire una procedura volta soprattutto a prevenire l’adozione, da parte degli Stati membri, di regimi di autorizzazione o requisiti non conformi alla direttiva servizi, al fine di incrementare la competitività e l’integrazione dei mercati dei servizi in Europa, a beneficio sia dei consumatori sia degli imprenditori.
Deliberazione VI Commissione n 1-2018 direttiva pratiche commerciali sleali.pdf
La Risoluzione della VI Commissione Consiliare n. 1/2018, emanata ai sensi degli articoli 25 e 24, comma 3, della legge 234/2012 e del protocollo n. 2 allegato al trattato dell'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea, ha ad oggetto la Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare – COM (2018) 173 final. La suddetta proposta di direttiva è motivata dalla circostanza che gli operatori della filiera alimentare non godono tutti dello stesso potere negoziale. Le parti più deboli sono vittime di pratiche commerciali sleali. Non vi è uniformità tra i regimi nazionali sulle PCS e vi è scarso coordinamento tra gli Stati membri. Pertanto, gli operatori di alcuni Stati non sono adeguatamente tutelati e non vi è omogeneità nelle condizioni commerciali, generando un clima di incertezza nei confronti del commercio transfrontaliero. Per tali ragioni la proposta di Direttiva mira a ridurre le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare mediante l'introduzione di un livello minimo di tutela comune a tutta l'UE comprendente un breve elenco specifico di pratiche commerciali sleali vietate.
Deliberazione VI Commissione n. 3-2019.pdf
La Deliberazione della VI Commissione n. 3 del 09/05/2019, emanata ai sensi dell'art. 6 della l.r. n. 11/2018 e dell'art. 12, co. 5, del Regolamento interno del Consiglio, ha ad oggetto la “Partecipazione della Regione Puglia alla Consultazione pubblica della Commissione Europea avente ad oggetto Controllo dell'adeguatezza della direttiva quadro sulle acque, delle direttive ad essa collegate (direttiva sulle acque sotterranee e direttiva sugli standard di qualità ambientale), della direttiva sulle alluvioni, e valutazione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane”. La Consultazione promossa dal Commissione europea in relazione al programma annuale di Refit mira a fornire una valutazione strategica globale per chiarire se l'attuale quadro normativo sia adatto allo scopo. La direttiva quadro sulle acque prevede, infatti, l’obbligo di valutarne il funzionamento in funzione dei suoi obiettivi entro la fine del 2019. La Commissione europea valuterà anche le due direttive direttamente collegate a quella sulle acque: la direttiva sulle acque sotterranee e la direttiva sugli standard di qualità ambientale, le cosiddette direttive "derivate" della direttiva quadro sulle acque. La direttiva sulle alluvioni non prevede un obbligo analogo, ma dato il suo allineamento con la direttiva quadro sulle acque è appropriato prenderla in considerazione ai fini della valutazione.
Deliberazione VI Commissione n. 4-2019 europa digitale.pdf
La Deliberazione della VI Commissione n. 4 del 21/11/2019, emanata ai sensi dell'art. 6 della l.r. 9 aprile 2018, n. 11 e dell'art. 12, co. 5, del regolamento interno del Consiglio, ha ad oggetto la “Partecipazione della Regione Puglia alla Consultazione pubblica della Commissione europea sugli orientamenti dei primi due anni del Programma Europa Digitale”. La Consultazione promossa dal Commissione europea in relazione al Programma Europa Digitale, aperta a chiunque abbia un interesse nelle tecnologie digitali e nel loro sviluppo in Europa, mira ad aiutare la Commissione a sviluppare i propri piani di lavoro e gli inviti a presentare proposte per il periodo 2021-2022. Il programma Europa digitale è stato proposto dalla Commissione nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Il suo obiettivo è rispondere alla difficile sfida che l'Europa deve affrontare in un contesto di crescente concorrenza mondiale. Gli attori globali stanno investendo grandi quantità di capitale pubblico nelle capacità digitali avanzate per promuoverne la competitività, modernizzare il settore pubblico e proteggere la società e l'economia. Tuttavia, l'UE è stata più lenta delle altre regioni del mondo nell'investire nell'adozione delle tecnologie più recenti, comprese le infrastrutture di livello mondiale. In breve, la Consultazione lanciata dalla Commissione Europea sull'orientamento da dare ai primi due anni del programma Europa digitale ha l’obiettivo di rispondere alla difficile sfida che l'Europa deve affrontare in un contesto di crescente concorrenza mondiale. Tale programma dovrebbe investire 9,2 miliardi di EUR in cinque settori chiave: supercalcolo, intelligenza artificiale, cibersicurezza, competenze digitali avanzate e Poli dell’innovazione digitale.
Deliberazione VI Commissione n. 5-2020 proposta regolamento Legge Climatica Europea.pdf
La Deliberazione della VI Commissione n. 5 del 29/05/2020, emanata ai sensi degli artt. 24, comma 3 e 25, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 e del protocollo n. 2, allegato al trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea, ha ad oggetto la “Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (UE) 2018/1999 (Legge europea sul clima - 4.3.2020 COM (2020) 80 final”. Tale proposta, per la prima volta nella storia dell’Unione Europea, ha l’obiettivo di disciplinare una legge climatica vincolante per tutti gli stati membri utilizzando, infatti, la forma del regolamento. La legge europea sul clima introdurrà a livello legislativo l’obiettivo della neutralità climatica per il 2050 e delineerà il percorso per conseguirlo, avviando una trasformazione collettiva per tappe che modificherà profondamente il contesto sociale, economico ed ambientale europeo. Uno strumento di questa portata conferma il ruolo di traino dell’Unione a livello globale sulle politiche di sviluppo sostenibile. Il regolamento prevede che la Commissione sarà chiamata a procedere all'esame delle politiche e della legislazione esistenti, per valutarne la coerenza rispetto all'obiettivo della neutralità climatica e alla traiettoria stabilita.
dossier Consultazione EU Intelligenza Artificiale.pdf
Il dossier n. 2/2020 ha ad oggetto la Consultazione Europea sull’Intelligenza Artificiale – Un approccio Europeo - COM(2020) 65 final 19.02.2020. Nell'ambito dell’attività di monitoraggio delle politiche comunitarie con riferimento alla partecipazione alla fase ascendente del diritto, si è inteso attivare la rete di centri di competenza al fine di partecipare alla Consultazione sull’Intelligenza Artificiale avviata dalla Commissione Europea. A tal fine, date le collaborazioni in atto con l'Istituto di Ricerche Sulle Acque (IRSA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con l’Università degli Studi di Bari, con l’Università del Salento competenti negli ambiti di indagine della Consultazione Europea, si è proposto di elaborare, a partire dal questionario proposto dalla Commissione, delle considerazioni che possano supportare il Consiglio nelle proprie attività connesse all'esame del Programma di lavoro della Commissione Europea per il 2020. Il presente dossier si pone in continuità con la precedente posizione del Consiglio Regionale in relazione alla partecipazione alla Consultazione pubblica sugli Orientamenti dei primi due anni del Programma Europa Digitale (Deliberazione VI Commissione n. 4/2019) e si prefigge lo scopo di portare a conoscenza degli organi regionali la pubblicazione della citata iniziativa europea ritenuta rilevante per il sistema regionale, al fine di stimolare, laddove dovesse ritenersi opportuno, l’adozione di una posizione regionale nell'ambito della partecipazione al diritto europeo della Regione Puglia. La Commissione, il 19 febbraio 2020, ha presentato contemporaneamente il Libro Bianco sull'intelligenza artificiale - Un approccio europeo all'eccellenza e alla fiducia e la Consultazione Europea sull'Intelligenza Artificiale – Un approccio europeo, che è rimasta aperta fino al 19 maggio 2020. L'attuale consultazione pubblica, come già precedentemente accennato, arriva insieme al Libro bianco sull'Intelligenza artificiale.
dossier proposta Regolamento Fondo Transizione .pdf
Il Dossier n. 1/2020 ha ad oggetto la proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo per una Transizione giusta (COM 2020 22 final) e sulla contestuale proposta di modifica del Regolamento recante le disposizioni comuni applicabili al FESR, FSE +, Fondo di Coesione, FEAMP, Fondo Asilo e migrazione, Fondo per la Sicurezza Interna e allo Strumento per la Gestione delle Frontiere e i Visti (COM 2020 23 final), entrambe pubblicate il 15 gennaio 2020. Il presente Dossier si pone lo scopo di portare a conoscenza degli organi regionali la pubblicazione delle citate proposte legislative europee ritenute rilevanti per il sistema regionale al fine di stimolare, laddove dovesse ritenersi opportuno, l’adozione di una posizione regionale nell’ambito della partecipazione al diritto europeo della Regione Puglia. La Commissione nel dicembre 2019 ha adottato una comunicazione sul Green Deal Europeo con cui ha delineato la sua tabella di marcia verso una nuova politica di crescita dell'Europa basata su ambiziosi obiettivi climatici e ambientali e su processi partecipativi che riuniscono i cittadini, le città e le regioni nella lotta ai cambiamenti climatici e nel sostegno alla tutela dell'ambiente. La prima proposta che fa parte del pacchetto del Green Deal Europeo è Il Meccanismo per una transizione giusta (Just Transition Mechanism) che consta di tre pilastri: 1) un Fondo per una transizione giusta, attuato in regime di gestione concorrente ammontante a 7,5 miliardi di euro che genererà almeno 30-50 miliardi euro di investimenti; 2) un regime specifico nell'ambito di InvestEU che mobiliterà investimenti per 45 miliardi di euro; 3) uno strumento di prestito per il settore pubblico attuato con il gruppo BEI al fine di mobilitare ulteriori investimenti a favore delle regioni interessate per un ammontare pari 25-30 miliardi2. Il Fondo per una transizione giusta servirà per concedere principalmente sovvenzioni, mentre il regime specifico per la transizione nell'ambito di InvestEU attirerà investimenti privati e il partenariato con la BEI mobiliterà i finanziamenti pubblici. Il focus sarà sulle regioni e sui settori maggiormente colpiti dalla transizione a causa della loro dipendenza dai combustibili fossili, compresi il carbone, la torba e lo scisto bituminoso, o da processi industriali ad alta intensità di gas a effetto serra.