Source: https://paolosdantone.wordpress.com/2009/11/28/la-cogenerazione-da-oli-vegetali/
Timestamp: 2018-06-21 17:45:48+00:00
Document Index: 12988773

Matched Legal Cases: ['art.24', 'art. 67', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 67', 'art. 3', 'art.5', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 4', 'art.3', 'art.5', 'art. 21', 'art.22', 'art. 67', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 8']

Accisa e la cogenerazione da oli vegetali | D'Antone - Dogana Accise Zenzero
Come concordato in data odierna vi trasmetto i dati richiesti, tenendo conto che si tratta sempre di prodotti utilizzati ad uso energetico per produrre energia elettrica:
– acquisto olio vegetale grezzo non modificato chimicamente da acquistare sul mercato: si acquisterà olio di palma grezzo che dovrebbe avere la seguente classificazione :1511101000
– importazione dal Senegal di olio vegetale grezzo di Jatropha, non modificato chimicamente : dovrebbe avere la seguente classificazione: 1515904000
– importazione dal Senegal di semi di jatropha : dovrebbe avere la seguente classificazione: 1207999790
Rispetto all’importazione restano da verificare le modalità ed altre formalità eventualmente necessarie (certificazioni sanitarie?, ecc.).
Per quanto riguarda, invece, le accise, l’utilizzo di olio vegetale grezzo (acquistato o importato) dovrebbe rientrare nel punto 11 della tabella “A” del testo unico. E’ quindi da capire quali sono gli adempimenti formali per l’esenzione.
ETreasure by m0thyyku
Classificazione doganale e misure all’importazione:
Note complementari per le sottovoci del capitolo 15: gli oli vegetali fissi, fluidi o concreti, ottenuti per pressione sono da considerare “greggi” quando hanno subito soltanto i trattamenti seguenti: – decantazione entro i termini normali; – centrifugazione o filtrazione purché per separare l’olio dai suoi costituenti solidi, si sia ricorso unicamente alla “forza meccanica”, quale la gravità, la pressione o la forza centrifuga, escluso qualsiasi processo di filtrazione per assorbimento e qualsiasi altro processo fisico o chimico. Inoltre gli oli vegetali fissi, fluidi o concreti, ottenuti per estrazione sono da considerare «greggi», quando non si distinguono dagli olii e dai grassi vegetali ottenuti per pressione, ne´ per il colore, l’odore o il gusto, ne´ per proprietà speciali analitiche riconosciute. Sono da considerare ugualmente “oli greggi”, l’olio di soia depurato delle mucillagini e l’olio di cotone depurato del gossipolo.
OLIO GREZZO DI PALMA – DA VARI PAESI
CODICE NC: 15111010 00
Olio di palma e sue frazioni, anche raffinati, ma non modificati chimicamente – Olio greggio – – destinato ad usi tecnici o industriali diversi dalla fabbricazione di prodotti per l’alimentazione umana
L’ammissione in questa sottovoce è subordinata alle condizioni stabilite dalle disposizioni comunitarie in materia (cfr. articoli da 291 a 300 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione.
(Destinazione particolare: merci immesse in libera pratica con un trattamento tariffario favorevole ad un’aliquota di dazio ridotta o nulla. Merci soggette al controllo doganale della destinazione particolare).
Necessita di apposita istanza e conseguente autorizzazione dell’ufficio doganale.
Misure (Autorizzazione a beneficiare del regime doganale per destinazione particolare)
Dazio (da tutti i Paesi): 0 – IVA: 20% – Accisa: SI (in sospensione) – C.S.S.O.G.(da tutti i Paesi): 0,072 %
OLIO GREZZO DI JATROPHA DAL SENEGAL
CODICE NC: 1515 9040 00
Altri grassi ed oli vegetali (compreso l’olio di jojoba) e loro frazioni, fissi, anche raffinati, ma non modificati chimicamente – altri – – altri oli e loro frazioni – – – Oli greggi – – – – destinato ad usi tecnici o industriali diversi dalla fabbricazione di prodotti per l’alimentazione umana
L’ammissione in questa sottovoce è subordinata alle condizioni stabilite dalle disposizioni comunitarie in materia (cfr. articoli da 291 a 300 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione
Necessita di apposita istanza e conseguente autorizzazione dell’ufficio doganale
Dazio (da tutti i Paesi): 3,2% – IVA: 20% – Accisa: SI (in sospensione) – C.S.S.O.G. (da tutti i Paesi): 0,072%
SEMI DI JATROPHA DAL SENEGAL
(Destinati alla disoleazione – Non destinati all’alimentazione umana – Non destinati all’alimentazione animale)
CODICE: 1207 9997 90
Altri semi e frutti oleosi, anche frantumati – – altri – – – altri – – – – altri – – – – – altri
Dazio (da tutti i Paesi): 0 – IVA: 4% – Contributo Stazione Sperimentale Olii e Grassi (da tutti i Paesi): 0,06%
Disciplina fiscale sulle accise
In tale dichiarata destinazione d’uso, ai sensi del successivo comma 3, essi sono sottoposti a vigilanza fiscale e ad accisa, secondo l’aliquota prevista per il carburante per motori o il combustibile per riscaldamento, equivalente (già con circolare n. 299/D del 16.11.1995 era precisato che “per combustibile equivalente non deve intendersi quello che presenta caratteristiche chimico fisiche analoghe a quelle del prodotto da tassare, ma quello che può essere sostituito, nel particolare impiego, dal prodotto di che trattasi”).
Attenzione ai grassi animali che pur non essendo elencati al comma 1, sono sottoposti ad accisa ed a vigilanza fiscale, ai sensi del comma 4, se destinati ad essere utilizzati come carburante per motori o comunque per accrescere il volume finale dei carburanti.
Agli oli vegetali utilizzati per la produzione di energia elettrica, si applicano, ai sensi del comma 9, le aliquote stabilite nella tabella A del testo unico accise.
Tra gli impieghi agevolati previsti al punto 11 della tabella A richiamata dall’art.24, gli oli vegetali non modificati chimicamente impiegati nella produzione, diretta o indiretta, di energia elettrica sono esenti da accisa.
Per la cogenerazione (nella produzione combinata di energia elettrica e calore e in assenza della regolamentazione stabilita dall’art. 67, comma 1, del TUA, occorre rifarsi, per il rinvio operato all’art. 2 della legge 31 gennaio 1986, n. 14, ancora ai parametri indicati dalla Delibera dell’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas n. 16 dell’11 marzo 1998).
L’impiego di oli vegetali non modificati chimicamente prevede:
– l’esenzione d’accisa per la quota parte di olio impiegato nella produzione di energia elettrica, con consumo specifico stabilito in 0,221 Kg/kWh (equivalente all’olio combustibile);
– la tassazione per equivalenza – in base all’aliquota d’accisa dell’olio combustibile denso BTZ – della quota parte di olio impiegato per la produzione di calore.
(L’Agenzia delle dogane ha infatti precisato (cfr. Circolare 5 agosto 2008, n. 32/D) che il combustibile equivalente per gli oli vegetali, destinati a produrre energia elettrica e/o termica è l’olio combustibile denso BTZ).
Comunque, le fornisco i valori dei consumi specifici dei combustibili da esentare:
• Olio combustibile – 0,221 Kg/kWh
• Gasolio – 0,212 Kg/kWh
• G.P.L. – 0,197 Kg/kWh
• Metano (gas naturale) – 0,250 mc/kWh
Avrà notato che tali valori sono ancora fermi ai parametri indicati dalla Delibera n. 16/98 adottata l’11 marzo 1998 dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
Per gli impianti cosiddetti di “trigenerazione”, l’aliquota prevista per gli usi industriali è legittimamente applicabile agli impieghi di gas naturale “nel teleriscaldamento alimentato da impianti di cogenerazione che hanno le caratteristiche tecniche indicate nell’art. 11, comma 2, lettera b), della legge 9 gennaio 1991, n. 10 ( potenza elettrica installata per la cogenerazione pari ad almeno il 10 per cento della potenza termica erogata all’utenza ), anche se riforniscono utenze civili”, per le utilizzazioni di climatizzazione in genere (sia riscaldamento che raffrescamento o raffreddamento) e per uso igienico-sanitario (Risoluzione dell’Agenzia delle Dogane n. 2/D del 20.07.2009).
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Per l’esercizio della vigilanza fiscale sull’impiego degli oli esenti da accisa, è applicabile il DM 17 maggio 1995, n. 322, in forza di quanto disposto dall’art. 67 del testo unico accise, con espresso riferimento agli articoli 3, 4, 14, 15 e 16.
Pertanto, occorre presentare la denuncia prevista al comma 2 dell’art. 3 ovverosia una circostanziata dichiarazione, in duplice esemplare e contenente, oltre agli elementi identificativi della società e del sito interessato all’impianto, anche le specifiche tecnico produttive d’impiego degli oli: non mancando di allegare gli schemi planimetrici dell’area interessata dall’impianto, la planimetria catastale con evidenziate le proprietà dei terreni, gli schemi d’impianto e dati di targa completi di ogni singola macchina, gli schemi a blocchi del ciclo produttivo, i disegni particolareggiati delle linee di collegamento, gli schemi elettrici unifilari e i disegni dimensionati dei serbatoi di stoccaggio (muniti di sistema di rilevazione dei volumi contenuti, delle tabelle di ragguaglio altezza / volume e degli eventuali trasduttori, sonde e software per la loro rilevazione e monitoraggio).
(La denuncia deve anche contenere la descrizione dei locali di cui si compone l’impianto ed uso a cui ciascuno è destinato, con riferimento alla planimetria; il numero dei serbatoi e relative capacità e quantità massima dei singoli prodotti esenti che in qualsiasi momento si può trovare nell’impianto; le modalità d’impiego dei prodotti esenti, eventuali processi di lavorazione, quantità e qualità dei prodotti ottenuti da tale lavorazione; quantitativo massimo di prodotti esenti che si prevede di poter utilizzare in un anno)
La relazione tecnica dell’impianto elettrico, anch’essa in duplice esemplare, dovrà anche esporre: i dati tecnico-costruttivi e di targa di ogni singolo gruppo elettrogeno, motore o turbina e alternatore; nonché dei convertitori, eventuali motori elettrici di potenza, interfacce, protezioni, eventuali rifasatori, trasformatori.
Lo schema elettrico unifilare deve dettagliatamente evidenziare, con gli organi di manovra e protezione e dei punti di derivazione dei carichi elettrici, la parte dell’impianto tra i generatori e il punto terminale di connessione con la rete di distribuzione GRTN (Gestore Rete Trasmissione Nazionale) (ENEL).
La relazione tecnica sarà integrata con la copia del fascicolo contrattuale e tecnico resosi necessario per la connessione alla rete GRTN.
Alla denuncia così composta deve essere allegato un progetto di ulteriore schema elettrico delle misure elettriche: contenente l’esatta inserzione del gruppo di misura dell’energia da tassare oltre ai dati tecnici dei riduttori (di tensione ed eventualmente di corrente) e dei contatori (tutti già certificati) che si intendono installare, della relativa morsettiera per l’inserzione degli strumenti di prova e taratura e dei punti di suggellamento fiscale.
La denuncia deve pure contenere una dichiarazione dell’utilizzatore attestante, sotto la propria responsabilità, il possesso di tutte le autorizzazioni di natura non fiscale occorrenti per l’esercizio della propria attività.
La denuncia dovrà pure contenere la richiesta del rilascio della qualifica di «operatore registrato» per ricevere i prodotti energetici in regime sospensivo del pagamento dell’accisa.
La denuncia dovrà contenere, inoltre, la quantità presunta dei prodotti che l’esercente prevede di importare e quindi immettere mediamente in consumo ogni mese, ai fini del calcolo della cauzione di cui all’art.5, comma 3, lettera a) del TUA, che sarà rapportata alle aliquote di accisa previste per il gasolio, ai sensi del nuovo art. 21 – comma 3 (per il gasolio motori, attualmente pari ad € 423,00 per mille litri a 15°C). L’ufficio delle dogane ha facoltà di esonerare dall’obbligo di tale cauzione i depositari affidabili e di notoria solvibilità.
Resta ferma l’obbligatorietà di prestazione della cauzione (rapportata anch’essa all’aliquota di accisa prevista per il gasolio motori attualmente pari ad € 423,00 per mille litri a 15°C) per la movimentazione in regime sospensivo di cui all’articolo 6 del TUA: cauzione che dovrà essere sufficiente e mai inferiore all’accisa gravante sulle partite di olio importate, fino al loro discarico nei serbatoi di stoccaggio dell’impianto e al conseguente allibramento, sottoscrizione e contabilizzazione dei rispettivi D.A.A.
Ricevuta la denuncia prevista al comma 2 dell’art. 3 (che verrà esaminata dai funzionari della nostra Area Verifiche e Controlli che le forniranno le prescrizioni per gli eventuali adattamenti ai fini del monitoraggio dei consumi e per l’inserimento di misure fiscali) ed effettuata la verifica sopralluogo e determinati i parametri di regolare impiego nell’uso agevolato, l’ufficio registra la posizione dell’operatore e rilascia il codice di accisa. Quindi occorre far qui vidimare un apposito registro di carico e scarico, ex art. 4, predisposto in abbinamento all’impiego di apposito software.
Pertanto, dalla dogana di importazione al vostro deposito, gli oli saranno scortati da D.A.A. (modulo che dovrete fornirci voi).
Entro il giorno 10 di ogni mese dovrà qui essere trasmesso un prospetto inerente al mese precedente nel quale saranno indicati le introduzioni giornaliere, i consumi del mese e gli eventuali altri parametri indicativi dell’impiego determinati dall’ufficio con la verifica ex art.3 (con particolare riferimento alle giacenze giornaliere, all’energia elettrica prodotta e ai consumi specifici).
The Old Farm by_nuaHs
L’impianto di disoleazione dei semi di jatropha sarà gestito in regime di deposito fiscale.
Pertanto, gli stabilimenti di produzione sia degli oli vegetali non modificati chimicamente (frantoi, oleifici ecc) sia dei restanti prodotti (Grassi e oli animali o vegetali, margarina ecc.) che vogliono destinare gli stessi agli usi energetici devono denunciare la propria attività all’ufficio delle dogane territorialmente competente sull’impianto.
La denuncia, oltre ad indicare i dati identificativi (denominazione, sede legale, partita IVA, legale rappresentante, ubicazione dell’impianto ecc.), dovrà essere corredata da una relazione tecnica, con allegati gli schemi planimetrici, d’impianto, delle linee e dei serbatoi.
– la quantità presunta dei prodotti da assoggettare ad accisa che l’esercente prevede di immettere mediamente in consumo ogni mese, e che, ai fini del calcolo della cauzione di cui all’art.5, comma 3, lettera a) del TUA, deve essere rapportata alle aliquote di accisa previste per il gasolio, ai sensi del nuovo art. 21 – comma 3. Per l’inizio di attività, sarà preso in considerazione il dato fornito dal depositario autorizzato in sede di denuncia e l’ufficio delle dogane ha facoltà di esonerare dall’obbligo della cauzione i depositari affidabili e di notoria solvibilità.
Resta ferma l’obbligatorietà di prestazione della cauzione per la movimentazione in regime sospensivo di cui all’articolo 6 del TUA .
La denuncia deve pure contenere una dichiarazione dell’esercente attestante, sotto la propria responsabilità, il possesso di tutte le eventuali altre autorizzazioni di natura non fiscale occorrenti per l’esercizio della propria attività.
Dovrà essere presentata, all’Ufficio territorialmente competente, l’istanza per il rilascio della prescritta licenza di esercizio e il relativo codice di accisa.
Per quanto riguarda invece le scritturazioni da tenere ai fini delle accise, l’esercente lo stabilimento di produzione dovrà dotarsi di:
– un registro delle estrazioni dei prodotti destinati ad essere utilizzati come combustibile per riscaldamento o come carburante per motori, nel quale sono riportate giornalmente tutte le estrazioni distintamente per posizione fiscale;
– un registro delle singole partite eventualmente spedite in sospensione d’imposta nel quale devono essere riportate a fianco di ciascuna spedizione i dati dell’avvenuto arrivo a destinazione del prodotto attestato dalla copia n° 3 del D.A.A. nonché, giornalmente, l’ammontare dell’imposta dovuta sulle spedizioni non ancora appurate. Nel medesimo registro dovranno pure essere riportati i movimenti della cauzione (impegnata, per ogni partita estratta; resa nuovamente disponibile, per ogni appuramento definito con la restituzione del terzo esemplare del D.A.A.).
Solamente per gli stabilimenti la cui produzione è destinata interamente alle destinazioni per usi energetici si rende applicabile la disciplina prevista dal TUA e relative disposizioni di applicazione per gli stabilimenti di produzione di prodotti energetici, anche per quanto riguarda la disciplina dei consumi interni di cui all’art.22.
10/31/09 Correggio (RE) EN.COR. – E.V.A. – Fonti rinnovabili
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16 thoughts on “Accisa e la cogenerazione da oli vegetali”
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Egregio Paolo, il riferimento al DM 322 a cui alludi è completamente errato in quanto è applicabile “agli usi diversi dalla carburazione e combustione”.
Anche la richiesta di “operatore registrato” è errata in quanto la normativa tuttora vigente prevede che nel caso di produzione combinata di energia elettrica e calore non è possibile ritirare il prodotto in sospensione.
7 luglio 2010 alle 00:46
Egregio Roberto. Per gli oli vegetali impiegati nella produzione di energia elettrica, ritengo applicabili alcune norme del DM 322/1995 perché mi pare sia l’unica fonte regolamentare cui attingere in forza del disposto dall’art. 67, comma 1, del testo unico. E poi, il punto 1 della tabella A, recita: “negli usi diversi da quelli di carburante per autotrazione e di combustibile per riscaldamento”. Inoltre, non mi sembra ci sia un esplicito divieto normativo ad usufruire dell’esenzione mediante l’accesso al regime sospensivo.
7 luglio 2010 alle 17:16
tutte le centrali cogenerative sono a “ciclo combinato”, producono quindi contemporaneamente energia elettrica e calore. Non essendo possibile stabilire anticipatamente quanti Kwh (esenti) e quanto calore (tassato) produrrai con un Kg. di olio vegetale, è escluso espressamente il regime sospensivo che, tra l’altro, prevede il pagamento dell’accisa entro il giorno successivo all’arrivo della merce.
“Tali attenzioni consentono, dal mio punto di vista, di autorizzare il ritiro e lo stoccaggio degli oli vegetali in sospensione di accisa (previa prestazione dei depositi cauzionali a garanzia della circolazione e del deposito) e posticipare, emarginandola dalla normale conduzione degli impianti, l’esigibilità dell’accisa sugli eventuali consumi eccedenti i 0,221 Kg/kWh”.
La procedura che tu consigli non è prevista da alcuna normativa vigente e non è legittimo autorizzare una dilazione (discrezionale) del pagamento delle accise, che va effettuata, al più tardi entro il giorno successivo all’arrivo della merce (opr).
marco de luigi ha detto:
30 luglio 2010 alle 17:00
mi scuso per la mancata pertinenza del mio commento. chiedevo chi è in grado di aiutarmi a trovare olio di semi di arachidi di produzione senegal.
Carlo Ezio Teramani ha detto:
18 settembre 2010 alle 19:16
Roberto Guercia ha ragione. Aggiungo, però, che, come sancito dall’art. 21, comma 1, lettera a) del D.L.vo 26/10/1995, n. 504, gli oli vegetali e animali sono considerati prodotti energetici e, quindi, sottoposti al regime delle accise, solo “se destinati ad essere utilizzati come combustibile per riscaldamento o come carburante per motori”. Ciò vuol dire, come peraltro chiarito da alcune circolari dell’Agenzia delle Dogane, che nel caso delle centrali di cogenerazione la “destinazione” ad usi energetici corrisponde al momento dell’estrazione dal deposito degli oli per il loro impiego negli usi di produzione di energia elettrica, cioè al momento dell’emissione dei documenti di trasporto se destinati ad altri depositi fiscali o dell’impiego in usi energetici nella stessa centrale. In sostanza, gli oli di importazione o di produzione nazionale possono essere liberamente detenuti senza alcun vincolo particolare da qualsiasi operatore che si collochi, nella filiera commerciale, a monte della centrale elettrica. Sarà solo il titolare della centrale a richiedere la qualifica di depositario autorizzato, giacché sarà questi che destinerà gli oli ad usi energetici. Assolverà, perciò, l’accisa differenziale per il calore prodotto nella cogenerazione entro il giorno 16 del mese successivo a quello di impiego, avendo a disposizione i dati relativi all’impiego e alla produzione di energia elettrica.
20 settembre 2010 alle 09:51
Egregio Teramani,
mi sembra che l’art. 23 del TUA disponga che la qualifica di depositario autorizzato sia possibile solo nell’ambito di operatori che commercializzano il prodotto energetico. Invece in questo caso si parla solo di utilizzatori di prodotto energetico, che, non potendo divenire destinatari registrati per il ciclo combinato, devono acquistare esclusivamente con DAS.
Teramani Carlo Ezio ha detto:
Mi intrometto in ritardo, ma ora si è fatta chiarezza sull’argomento.
Ho curato personalmente le pratiche per il riconoscimento della qualifica di Destinatario registrato a favore di alcune società di Mantova e Ravenna che gestiscono impianti di cogenerazione a fonte rinnovabile (oli vegetali e oli animali) e i competenti Uffici delle Dogane non hanno avuto difficoltà a riconoscere detta qualifica, adottando ovviamente opportune cautele.
Il riconoscimento della qualifica di destinatario registrato alle imprese di cogenerazione risponde ad un criterio di equità e di semplificazione che solo alcuni Uffici delle Dogane, come quello di Vicenza, Potenza e altri, hanno adottato, a differenza di altri (Pescara ad esempio) che pervicacemente insistono, o meglio insistevano, nel ritenere impossibile il rilascio della qualifica di destinatario registrato alle imprese in parola.
D’altra parte l’art. 24 del T.U.A. consente, senza alcuna pregiudiziale di sorta, che le agevolazioni possono essere fruite acquistando prodotti energetici detassati all’origine o mediante il rimborso dell’accisa differenziale assolta in più.
Fissiamo poi un assunto: non c’è alcuna norma di rango primario che possa impedire l’impiego di prodotti energetici detassati all’origine. Gli Uffici delle Dogane, però, per negare il riconoscimento della suddetta qualifica di destinatario registrato, si avvalgono della vetusta Circolare n. 42 del 3 febbraio 1989 dell’allora Dipartimento delle Dogane, la quale così dispone: “Ovviamente, in caso di produzione combinata, il gasolio non potrà essere ritirato in cauzione, ma si applicherà la disciplina prevista per gli analoghi impieghi di olio combustibile (compreso, quindi, il rilascio di buoni di prelevamento) dalla circolare prot. n. 901/M dell’ 1 agosto 1987”, cioè si deve applicare il metodo del rimborso d’accisa.
Ma un’analisi più attenta delle disposizioni di servizio emanate dall’Agenzia delle Dogane (dirette ai soli Uffici dell’Agenzia stessa) con la nota prot 10824 del 28 gennaio 2010, mai pubblicata nel sito dell’Agenzia e, perciò, sconosciute agli operatori interessati, sebbene destinate ad incidere negli interessi degli stessi, si può desumere che in caso di supero del parametro (convenzionale come quello previsto per la cogenerazione o determinato mediante marce controllate) comporta il pagamento posticipato della relativa accisa senza la previsione della prestazione della garanzia, giacché il destinatario registrato non è tenuto a prestare garanzia se non nel caso di ricevimento di gasolio ad accisa intera gravante.
A Mantova e Ravenna il riconoscimento della qualifica è avvenuto dietro prestazione della garanzia calcolata sulla base dei quantitativi di prodotti energetici, presunti, afferenti alla produzione di energia termica ed assolvendo mensilmente, in occasione della presentazione per via telematica dei flussi relativi alla movimentazione dei prodotti energetici, l’accisa effettivamente dovuta.
Parrebbe vera la notizia secondo la quale anche la competente Direzione Centrale Accertamento e Controlli ha finalmente recepito questa importante semplificazione nei confronti delle imprese che gestiscono impianti di cogenerazione, emanando una recente nota diretta alle Direzioni Regionali, purtroppo anch’essa non pubblicata, con la quale riconosce ad un’impresa di cogenerazione la possibilità di assumere la qualifica di destinatario registrato prescrivendo modalità operative del tutto analoghe a quelle già attuate a Mantova, Ravenna, Vicenza e Potenza.
A questo punto, la differenza tra il regime del deposito fiscale e quello inerente alla qualifica di destinatario registrato consiste unicamente nel fatto che l’operatore non può spedire in regime sospensivo i prodotti energetici e nella diversa tempistica dell’invio dei flussi telematici.
Meno male che certe strutture pubbliche sono gestite da funzionari capaci di semplificare intelligentemente le farraginose prassi operative.
Carlo Ezio Teramani
Consulente accise
25 agosto 2013 alle 10:32
Ringrazio Carlo Ezio Teramani per il suo puntuale, articolato e chiaro intervento. Consentitemi però di fare lo “sborone” e aggiungere la mia sede lavorativa, l’ufficio delle dogane Reggio Emilia, tra quelle elogiate da Teramani.
7 dicembre 2010 alle 19:34
Messaggio inviato domenica 05/12/2010 22.16 da Gilberto
Gestisco un deposito commerciale di prodotti petroliferi. Nel deposito detengo olio di palma che viene consegnato tramite DAS. Il prodotto è ceduto a terzi per uso riscaldamento sempre accompagnato da DAS. Gli attuali prezzi di acquisto sono divenuti esorbitanti. Sarebbe possibile avere un notevole risparmio acquistando il prodotto in sospensione d’accisa. Qual’è la procedura operativa per arrivare a tale soluzione? Ovviamente il prodotto sarebbe ceduto a terzi sempre con DAS.
Risposta inviata martedì 07/12/2010 19.10 da https://paolosdantone.wordpress.com
Salve Sig. Gilberto, mi dispiace ma, ai sensi dell’art. 23 TUA, la gestione in regime di deposito fiscale può essere autorizzata per i depositi, per uso commerciale, di prodotti energetici di capacità superiore a 3000 metri cubi quando risponde ad effettive necessità operative e di approvvigionamento dell’impianto.
Le ricordo anche che, ai sensi dell’art. 25 TUA, gli esercenti depositi commerciali di oli e grassi vegetali di provenienza nazionale e ad accisa assolta (uso industriale = 31,38870 €/1000 kg – uso riscaldamento = 64,24210 €/1000 kg) devono denunciarne l’esercizio all’Ufficio dell’Agenzia delle dogane competente per territorio, qualunque sia la capacità del deposito. Se invece lei volesse riceverli da paesi CE o extra CE, dovrà richiedere l’autorizzazione ad operare come “destinatario registrato” ex art. 8 TUA e provvedere al pagamento dell’accisa entro il primo giorno lavorativo successivo a quello di arrivo, indipendentemente dal fatto che i prodotti arrivino con DAS o DAA
La ringrazio per aver visitato questo blog
Pierangelo Armanti ha detto:
Abbiamo installato e messo in esercizio a fine 2009 un impianto di cogenerazione (elettrica+termica) di 4,7 MW alimentato ad oli vegetali.
La questione che pongo è la seguente.
Attualmente riceviamo con DAS con aggravio di accise in ragione di € 64,242110/Ton.
L’esenzione viene poi riconosciuta con rilascio di titolo di accredito (DM 689/96)calcolato sulla documentazione probante (registro UTF) in ragione di 221 kg ogni MWh prodotto.
I problemi derivanti dall’utilizzo di questa procedura sono:
a) anticipazione finanziaria delle accise;
b) domiciliazione del titolo di credito rilasciato da Ag.Dogane presso un deposito fiscale indicato in sede di presentazione istanza, pertanto non utilizzabile se non presso quel deposito fiscale. Ciò comporta che nel caso di acquisto di combustibile da altro deposito fiscale, non è utilizzabile tale titolo di accredito;
c) nel caso si voglia chiedere rimborso, i tempi indicati da Ag.Dogane vanno nell’ordine di un anno, salvo che vi siano disponibilità di cassa.
L’Agenzia delle Dogane competente, Brescia, nega la possibilità di assegnarci la qualifica di operato registrato per godere del regime sospensivo in quanto dice che trattandosi di cogenerazione non è in grado di stabilire il quantitativo di combustibile che si utilizza per l’elettrico e quello per il termico (anche se poi rilascia titolo di credito calcolato su lettura contatori MWh elettrici riportati sul registro UTF).
So che in altre situazioni (Mantova, Vicenza e altre) a produttori con impianti cogenerativi, le rispettive Ag.Dogane hanno invece concesso la qualifica di operatore registrato per il regime sospensivo.
Qualcuno mi può dare qualche indicazione per risolvere la questione ?
Pierangelo Armanti.
Il comportamento dell’Ufficio delle Dogane di Brescia è corretto. Due cose importanti, però:
1) l’aliquota di accisa da anticipare per l’olio vegetale è quella del BTZ uso industriale e non uso riscaldamento, circa la metà;
2) il buono di accredito può essere scomputato presso qualsiasi deposito fiscale italiano e per qualsiasi categoria di prodotto energetico, ovviamente indicandolo nell’istanza.
Commenti su Messaggi di Federico
Da: Federico – Inviato: lunedì 6 giugno 2011 13.03
Gentile resp. blog,
lavoro in un’azienda che si occupa di importazioni dalla Cina.
Recentemente, il titolare della stessa mi ha illustrato a grandi linee un progetto relstivo all’importazione di OLIO DI COLZA ed OLIO DI PALMA dalla Cina per conto di alcuni compratori italiani.
Ho contattato un nostro intermediario cinese il quale ha reperito un fornitore che provvedera’ presto all’invio di alcuni campioni.
Putroppo la mia ignoranza in questo campo e’ abissale e pertanto necessiterei di tutte le informazioni utili ad effettuare questa attivita’ di trading, che non so neppure se sia permessa dal nostro ordinamento.
Le sarei grato potersse rispondermi intanto mad alcune domande in merito a quantoi sopra:
1- questa attivita’ e possibile?
2-l’olio in oggetto e’ sottoposto a dazi doganali (accise?) ed in che percentuale?
3-devo essere un “destinatario registrato” per poter effettuare l’importazione?
4-importando a nome del compratore e’ richiesta in ogni caso una qualche registrazione da parte sua?
5-quali sono gli adempimenti richiesti per poter effettuare l’importazione?
La ringrazio fin da ora se avra’ tempo per rispondere a queste mie richieste.
Commenti su Messaggi di https://paolosdantone.wordpress.com/
Da: https://paolosdantone.wordpress.com/ – Inviato: lunedì 6 giugno 2011 19.13
Salve Sig. Federico, provo a risponderle:
Si, ma solo tramite uno spedizioniere doganale (in rappresentanza diretta o indiretta).
Tra i cosiddetti “diritti doganali” o “diritti di confine” vi è anche il dazio, le cui modalità di applicazione sono identiche per l’intero territorio doganale europeo e fanno riferimento alla TDC (Tariffa Doganale Comune). Poi vi potrebbe essere anche l’accisa qualora gli oli vegetali siano destinati ad essere impiegati come combustibile per caldaie (l’accisa sugli oli combustibili a basso tenore di zolfo è pari ad euro 64,2421 per mille kg) o come carburante per motori (l’accisa sul gasolio carburante è pari ad euro 430,30 per mille litri a 15°C). Poi vi sarebbe l’IVA (calcolata anche sul dazio e sull’eventuale accisa) qualora l’importatore non sia dichiarato all’Agenzia delle Entrate come “esportatore abituale” e conseguente gestione del cosiddetto “plafond IVA”.
Vedi risposta n.1 e, inoltre, l’olio ad accisa sospesa potrà, dalla dogana, essere destinato solo a un “depositario autorizzato” o “destinatario registrato”.
Vedi risposte 1 e 3
Le consiglio di rivolgersi ad uno spedizioniere doganale e all’ufficio delle dogane territorialmente competente sul luogo di arrivo dei prodotti.
La ringrazio per la visita al mio blog e le segnalo i mie due post : 28/11/2009 Accisa e la cogenerazione da oli vegetali e 13/11/2009 Superamento del plafond. La sanzione al consulente
Paolo Mastrangelo ha detto:
Gentile Sig. Paolo
Abbiamo iniziato la raccolta oli usati di frittura in un paese del nord-africa, convenzionato con l’europa per il mercato di import-export. Purtroppo dove varie versioni da diverse agenzie di pratiche doganali ancora non siamo riusciti a sapere come e cosa dobbiamo fare per importare il mix di l’oli vegetali usati di frittura.
Avrei bisogno del suo aiuto:
1) il prodotto è un mix di oli da friggitoria a che codice doganale appartiene ?
2) noi non abbiamo deposito fiscale, c’è un modo per importarlo come transito da noi (quindi nazionalizzare il prodotto) e successivamente inviarlo al cliente finale?
3) se noi possiamo sdoganarlo siamo soggetti alle accise o dazio ? Pur non conoscendo l’uso dell’olio del destinatario finale
Ho necessità di avere da una persona esperta come lei dei consigli su come fare per l’import e di cosa devo fare per arrivare a una conclusione.
Gian Luca Guaitoli ha detto:
22 novembre 2012 alle 20:40
Ho un problema identico al suo, Lei è riuscito a risolverlo ? se sì può darmi gentilmente qualche indicazione in merito ?