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Timestamp: 2014-08-29 16:02:51+00:00
Document Index: 125673138

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 53', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 18']

Legge regionale�n.�49�del�19 dicembre 1996
Legge regionale�19 dicembre 1996,�n.�49Norme in materia di programmazione, contabilit� e controllo del Servizio sanitario regionale e disposizioni urgenti per l'integrazione socio-sanitaria.
1Articolo 41 bis aggiunto da art. 12, comma 1, L. R. 32/1997
2Articolo 41 ter aggiunto da art. 12, comma 1, L. R. 32/1997
3Articolo 41 quater aggiunto da art. 12, comma 1, L. R. 32/1997
4Articolo 41 quinquies aggiunto da art. 12, comma 1, L. R. 32/1997
5Integrata la disciplina della legge da art. 53, L. R. 9/1999
6Partizione di cui fa parte l'art. 38, abrogata da art. 1, comma 1, L. R. 11/2010
�DISPOSIZIONI GENERALI
�(Oggetto)
1. La presente legge detta norme in materia di programmazione, contabilit� e controllo delle Aziende sanitarie regionali, di seguito denominate Aziende, di cui all'articolo 8 della legge regionale 30 agosto 1994, n. 12, in applicazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modifiche ed integrazioni, di seguito denominato decreto legislativo di riordino.
�(Obiettivi e vincoli di gestione)
1. Le Aziende, coerentemente con gli indirizzi della pianificazione regionale, perseguono obiettivi di efficienza ed efficacia nelle gestioni economica, patrimoniale e finanziaria.
�LE GESTIONI ECONOMICA, PATRIMONIALE E FINANZIARIA
�(Gestione economica)
1. Le Aziende e l'Agenzia regionale della sanit� sono tenute al perseguimento dell'equilibrio tra ricavi e costi di competenza dell'esercizio.
2. La classificazione dei ricavi e dei costi � contenuta nel regolamento di contabilit� generale di cui all'articolo 33.
�(Gestione patrimoniale)
1. I beni patrimoniali di propriet� delle Aziende sono classificati in beni indisponibili e beni disponibili.
2. Costituiscono patrimonio indisponibile i beni strumentali all'esercizio delle funzioni istituzionali delle Aziende e quelli classificati come tali dalla normativa vigente.
3. Il patrimonio indisponibile non pu� essere alienato ne pu�, anche parzialmente, essere posto a garanzia di un mutuo o altra forma di indebitamento.
4. Il patrimonio indisponibile pu� essere utilizzato da altri Enti pubblici o privati, per scopi compatibili con la destinazione sanitaria. L'utilizzo del patrimonio indisponibile � deciso dal Direttore generale; l'assegnazione dell'uso a terzi, soggetti pubblici o privati, pu� avvenire:a) a titolo oneroso;b) a titolo gratuito, purch� l'utilizzatore persegua finalit� di interesse generale in materia di assistenza sanitaria, socio-sanitaria e ospedaliera.
5. L' assegnazione dei beni al patrimonio indisponibile o disponibile � effettuata dal Direttore generale. La prima assegnazione � disposta entro l'1 gennaio 1998, sulla base dell'utilizzo dei beni stessi.
6. Spetta al Direttore generale provvedere al trasferimento di un bene da una categoria ad un'altra del patrimonio aziendale. Se oggetto del trasferimento � un bene immobile a destinazione sanitaria, � necessaria l'autorizzazione preventiva della Giunta regionale.
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 3, comma 122, L. R. 1/2005
�(Contributi in conto capitale)
1. I contributi in conto capitale sono finalizzati alla patrimonializzazione dell'ente.
2. I contributi in conto capitale regionali e statali vengono concessi per adeguare le Aziende ai requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi richiesti per l'esercizio delle attivit� sanitarie da parte delle strutture pubbliche.
3. Le donazioni e gli atti di liberalit� riguardanti beni durevoli sono contabilmente assimilabili ai contributi in conto capitale. La loro accettazione � disposta dal Direttore generale.
�(Gestione finanziaria)
1. Le Aziende sono tenute al perseguimento dell'equilibrio finanziario tra gli impieghi e le fonti di competenza in ciascun esercizio.
2. Con il termine impieghi si intende un incremento delle attivit� ovvero un decremento delle passivit� dello stato patrimoniale. Le fonti sono costituite da un decremento delle attivit� ovvero da un incremento delle passivit�.
3. Le Aziende perseguono l'equilibrio dei flussi di cassa.
4. Al fine del perseguimento dell' equilibrio finanziario e monetario, le Aziende sono tenute ad una accurata gestione dei flussi finanziari attivi e passivi e dei flussi di cassa. A tale scopo predispongono, in via preventiva, il budget finanziario come allegato al bilancio preventivo di cui all'articolo 19, secondo modalit� da definirsi nell'ambito del regolamento di contabilit� generale.
�(Indebitamento)
1.� fatto divieto alle Aziende di ricorrere a qualsiasi forma di indebitamento verso istituzioni finanziarie, ad eccezione:a) dell'anticipazione da parte del tesoriere, nella misura massima di un dodicesimo dell'ammontare annuo dei ricavi previsti nel bilancio preventivo annuale;b) della contrazione di mutui o dell'accensione di altre forme di credito, nonch� dell'utilizzo della locazione finanziaria e della finanza di progetto per il finanziamento degli investimenti patrimoniali.
2.Il ricorso alle forme di indebitamento di cui al comma 1, lettera b), � autorizzato dalla Giunta regionale, fatto salvo il caso in cui esso sia gi� contenuto nel programma annuale di cui all'articolo 18.
1Articolo sostituito da art. 5, comma 43, L. R. 2/2006
�(Reinvestimenti patrimoniali)
1. La Regione, con apposita disposizione di legge, pu� istituire un fondo per provvedere ad anticipazioni finanziarie a favore delle Aziende che realizzino progetti di investimento finanziati con risorse provenienti dalla alienazione di beni patrimoniali, determinando le procedure di anticipazione e di reintegro del fondo stesso.
�(Servizio di tesoreria)
1. Il servizio di tesoreria delle Aziende � affidato con convenzione ad un istituto di credito che cura i rapporti con le sezioni di tesoreria provinciale dello Stato, secondo quanto previsto dalle disposizioni riguardanti la tesoreria unica.
2. L'affidamento del servizio viene disposto mediante trattativa privata con gara ufficiosa fra almeno tre degli istituti di credito che vantano la pi� diffusa presenza nell'ambito del territorio di competenza dell'Azienda.
�(Risultato di esercizio)
1. Il risultato di esercizio � costituito dalla differenza tra i ricavi e i costi di competenza, secondo quanto definito dalle leggi in materia di bilancio, dai principi contabili e dalla dottrina contabile.
2. Il Direttore generale indica la destinazione del risultato di esercizio, se positivo.
3. Le destinazioni possibili sono le seguenti:a) riporto a nuovo;b) assegnazione a riserva di patrimonio netto;c) accantonamento ad un fondo destinato alla incentivazione del personale;d) accantonamento ad un fondo destinato all'aggiornamento professionale;e) accantonamento ad un fondo destinato ad investimenti in conto capitale.
4. Il Direttore generale indica, nella relazione sulla gestione di cui all'articolo 26, le modalit� di copertura del risultato di esercizio, se negativo.
5. Le perdite possono essere riportate a nuovo in misura non superiore al minore fra i seguenti importi:a) 5 per cento dei ricavi di esercizio;b) 20 per cento del patrimonio netto iniziale.
6. Per la copertura di perdite possono essere utilizzate riserve del patrimonio netto.
�IL PROCESSO DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO DELLA GESTIONE
�(Processo di programmazione econtrollo della gestione)
1. Il processo di programmazione e controllo della gestione si articola in:a) programmazione triennale;b) programmazione annuale;c) controllo trimestrale ed annuale.
2. Il processo di programmazione triennale ed annuale si raccorda col processo di pianificazione ed indirizzo politico regionale.
�(Pianificazione ed indirizzo politico regionale)
1. La pianificazione regionale si attua nei tempi e nei modi previsti dalla legge regionale 13 giugno 1993, n. 41.
2. La Giunta regionale emana entro il 15 settembre di ogni anno le linee annuali per la gestione del Servizio sanitario regionale, con le quali vengono definiti:a) gli obiettivi annuali e le modalit� di valutazione del loro raggiungimento ai sensi dell'articolo 14, comma 7, della legge regionale 12/1994;b) le risorse disponibili ed i criteri di finanziamento delle Aziende.
1Parole sostituite al comma 2 da art. 18, comma 1, L. R. 23/2004
�(Programmazione triennale)
1. Il processo di programmazione triennale a livello aziendale � volto a definire obiettivi strategici, politiche gestionali e linee guida evolutive dell'Azienda nel medio termine.
2. Costituiscono strumenti della programmazione triennale delle Aziende:a) il programma pluriennale;