Source: https://www.diritto.it/riforma-della-speciale-giustizia-tributaria/
Timestamp: 2019-12-16 04:37:08+00:00
Document Index: 168837592

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 12', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 108', 'sentenza ', 'sentenza ']

Tutti i contribuenti ed i professionisti, ormai, sono d’accordo nel ritenere maturi i tempi per procedere ad una revisione organica della speciale giustizia tributaria, oltretutto nell’ambito di una generale riforma fiscale.
La corte costituzionale, a seguito di una mia eccezione di oltre 20 anni fà, già con l’ordinanza n. 144 del 20/23 aprile 1998, aveva stabilito che:
“per le preesistenti giurisdizioni speciali, una volta che siano state assoggettate a revisione, non si crea una sorta di immodificabilità nella configurazione e nel funzionamento, né si consumano le potestà di intervento del legislatore ordinario; che questi conserva il normale potere di sopprimere ovvero di trasformare, di riordinare i giudici speciali, conservati ai sensi della vi disposizione transitoria, o di ristrutturarli nuovamente anche nel funzionamento e nella procedura, con il duplice limite di non snaturare (come elemento essenziale e caratterizzante la giurisprudenza speciale) le materie attribuite alla loro rispettiva competenza e di assicurare la conformità a costituzione, fermo permanendo il principio che il divieto di giudici speciali non riguarda quelli preesistenti a costituzione e mantenuti a seguito della loro revisione” (principi ripresi da altre sentenze della corte costituzionale).
Oggi, finalmente, sul piano strettamente politico si è passati “ad una concreta regolamentazione dell’assetto istituzionale dei magistrati a cui compete l’esercizio della giurisdizione tributaria, in forme costituzionalmente adeguate e in linea con una pur revisionata tradizione evolutiva radicata nel tessuto sociale e istituzionale da oltre cent’anni” (prof. Glendi, in corriere tributario n. 4/2019).
In questo senso, la lega ha presentato in parlamento per la riforma della speciale giustizia tributaria (il sole 24 ore di giovedì 11 luglio 2019 e venerdì 26 luglio 2019):
La proposta di legge n. 1526 del 23 gennaio 2019 presentata alla camera di iniziativa dei deputati centemero + 17;
Il disegno di legge n. 1243/2019 (primo firmatario sen. M. Romeo + 49) di riforma della giustizia tributaria comunicato alla presidenza del senato il 18 aprile 2019 ed assegnato alle commissioni riunite seconda (giustizia) e sesta (finanze e tesoro) in sede redigente il 23 luglio 2019, come annunciato nella seduta n. 136 del 23 luglio 2019, pubblicato sul mio sito (www.studiotributariovillani.it) e sul link del senato (http://www.senato.it/leg/18/bgt/schede/fascicoloschededdl/ebook/51680.pdf?fbclid=iwar0lxxke8glhes2chu2ipvwsdsxh54kzgskqvf1mwy7rozehd9d9q3any1u).
I suddetti schemi normativi hanno ripreso le mie proposte di modifica, più volte segnalate sul mio sito.
Con questo articolo, si analizzano e si commentano le principali novità.
La speciale giurisdizione tributaria revisionata è esercitata – in forma autonoma ed indipendente nel territorio nazionale – dal giudice onorario tributario, dai tribunali tributari, dalle corti di appello tributarie, con le relative sedi distaccate, e dalla sezione tributaria della corte di cassazione, secondo criteri di efficienza e di professionalità.
Le controversie tributarie di cui all’art. 2 del decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992, il cui valore, determinato ai sensi dell’art. 12, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 546 del 1992, non superi tremila euro, sono decise dal giudice onorario tributario. L’ufficio del giudice onorario tributario ha sede territoriale presso ogni tribunale tributario e può essere articolato in sezioni. L’appello contro le sentenze del giudice onorario tributario si propone al tribunale tributario.
4755/2018 presentato alla camera dei deputati dall’on.le rocco palese (fi) il 21/11/2017;
243/2018 ripresentato tal quale al senato in data 10/08/2018 dal sen. Luigi vitali (fi);
759/2018 presentato al senato il 07/08/2018 dal sen. Nannicini (pd);
1521/2019 presentato alla camera dall’on.le vita martinciglio (m5s) in data 21 gennaio 2019.
“una riforma così rilevante, e per di più non immediatamente percepibile come coerente attuazione del sistema normativo vigente, quale è quella dell’istituzione di uno speciale giudizio di legittimità in materia tributaria, esige una espressa, specifica e consapevole espressione di volontà legislativa. Mentre resta nel limbo del “non giuridico” ogni discorso sulla (mancanza di adeguata) “professionalità” del giudice tributario, che non reclama come ineludibile corollario logico una specialità del controllo di legittimità, ma semmai pone l’accento sulla irrinunciabile professionalizzazione del giudice quale elemento determinante della tutela giurisdizionale dei diritti (e in ciò sembra rientrare, a pieno titolo, la previsione dell’art. 10, comma 1, lettera b), n. 8), della ricordata legge n. 23 del 2014, circa la doverosa ispirazione del legislatore delegato all’adozione di misure volte al «rafforzamento della qualificazione professionale dei componenti delle commissioni tributarie, al fine di assicurarne l’adeguata prepa­razione specialistica» nel quadro di una prospettiva di crescita dello spessore della tutela giurisdizionale del contribuente con l’assicurata terzietà dell’organo giudicante)” (in tal senso, correttamente, corte di cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 8053 depositata in cancelleria il 07/04/2014).
I giudici tributari onorari sono nominati con decreto del presidente del consiglio dei ministri, in conformità alla deliberazione del consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Ove non diversamente disposto, ai giudici tributari onorari si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 116 del 23 luglio 2017, in quanto applicabili.
Le controversie tributarie di cui all’art. 2 del decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992, il cui valore, determinato ai sensi dell’art. 12, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 546 del 1992, non superi tremila euro, sono decise dal giudice onorario tributario. L’ufficio del giudice onorario tributario ha sede territoriale presso ogni tribunale tributario e può essere articolato in sezioni. L’appello contro le sentenze del giudice onorario tributario si propone al tribunale tributario (intervista al sottosegretario al mef bitonci pubblicata da italia oggi di sabato 13 luglio 2019).
Il presidente di ciascun tribunale tributario e di ciascuna corte di appello tributaria, indica una o più delle sezioni che, nel periodo di sospensione feriale dei termini processuali, procedono all’esame delle domande di sospensione cautelare dell’atto impugnato o della sentenza impugnata.
– giudice tributario monocratico (gtm) –
Il tribunale tributario e la corte di appello tributaria non devono decidere sempre in composizione monocratica, perché è bene che cause di valore superiore a 30.000 euro (che tra sanzioni ed interessi arrivano ad oltre 70.000 euro!!) Siano oggetto di consultazione ed approfondimento da parte di un organo collegiale, dando così maggiori garanzie alle parti processuali.
Innanzi al giudice collegiale e monocratico sono abilitati alla difesa i professionisti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
Non è prevista alcuna esclusione professionale.
Il decreto del mef del 12 luglio 2019 ha aumentato le retribuzioni fisse mensili ai componenti di ctp e ctr di ottanta euro lordi in più.
Di conseguenza, attualmente al giudice tributario viene corrisposto al lordo (italia oggi di sabato 13/07/2019):
In sostanza, al giudice relatore e redattore della sentenza spettano 15 euro nette, pagate peraltro in ritardo !!!!!
Infine, non viene corrisposto nulla per le sospensive !!!!!
C) si applica la sanzione non inferiore alla sospensione dalle funzioni per un periodo da tre mesi a tre anni, per:
D) si applica la sanzione dell’incapacità a esercitare un incarico direttivo per l’interferenza, nell’attività di altro giudice tributario, da parte del presidente del tribunale tributario o della corte di appello tributaria o della relativa sezione, se ripetuta o grave.
E) si applica la rimozione dall’incarico nei casi di recidiva delle trasgressioni di cui sopra, nei casi tassativamente previsti dalla legge.
Il consiglio della giustizia tributaria
Ii presidente del consiglio dei ministri esercita l’alta sorveglianza sugli uffici e sui magistrati tributari attraverso il consiglio della giustizia tributaria. Riferisce annualmente alle camere con una relazione sullo stato della giurisdizione tributaria.
Il consiglio della giustizia tributaria esercita la vigilanza sugli uffici e sui magistrati tributari. (il sole 24 ore di giovedì 11 luglio 2019).
Il presidente del consiglio dei ministri ha facoltà di chiedere direttamente al consiglio della giustizia tributaria informazioni sul funzionamento della giurisdizione tributaria.
Per l’esercizio delle funzioni, rispettivamente di alta sorveglianza ed vigilanza il presidente del consiglio dei ministri e il consiglio della giustizia tributaria si avvalgono degli uffici della presidenza del consiglio dei ministri competenti per materia.
Gli uffici riferiscono in particolare sui risultati conseguiti nel processo tributario dalle parti processuali pubbliche di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
Il consiglio della giustizia tributaria è istituito con decreto del presidente della repubblica, su proposta del presidente del consiglio dei ministri, e ha un’autonoma sede in roma.
Il consiglio della giustizia tributaria è composto:
A) dal presidente della sezione tributaria della corte di cassazione, componente di diritto;
D) da quattro esperti eletti dal parlamento, due dalla camera dei deputati e due dal senato della repubblica, con votazione distinta per ciascun esperto, a maggioranza di due terzi dei componenti di ciascuna camera nelle prime tre votazioni e con ballottaggio fra i due candidati più votati nella terza votazione; ogni camera elegge un esperto scegliendolo fra i professori di università in materia tributaria e un esperto scegliendolo fra i soggetti abilitati alla difesa dinanzi ai tribunali tributari e alle corti di appello tributarie che risultano iscritti ai rispettivi albi professionali da almeno dieci anni.
Nella sua prima adunanza il consiglio della giustizia tributaria sceglie il presidente tra i propri componenti con votazione a maggioranza di due terzi dei componenti nelle prime tre votazioni e con ballottaggio fra i due candidati più votati nella terza votazione. Se nessun candidato risulta eletto, il presidente è scelto per sorteggio fra i due candidati più votati nell’ultima votazione. Fino all’elezione del presidente le relative funzioni sono svolte dal presidente della sezione tributaria della corte di cassazione.
I componenti del consiglio della giustizia tributaria eletti dal parlamento, finché sono in carica, non possono esercitare attività professionale in ambito tributario né alcuna altra attività suscettibile di interferire con le funzioni della giurisdizione tributaria.
Il consiglio della giustizia tributaria dura in carica cinque anni.
Se un componente del consiglio della giustizia tributaria eletto dai magistrati tributari territoriali nel corso del quinquennio cessa per qualsiasi causa di farne parte, è sostituito di diritto, per il restante periodo, dal corrispondente primo dei non eletti del medesimo collegio elettorale. Se cessa un componente eletto dal parlamento, il presidente del consiglio della giustizia tributaria ne dà comunicazione al presidente della camera che lo ha eletto affinché provveda all’elezione del sostituto.
I componenti del consiglio della giustizia tributaria non possono partecipare ai concorsi per magistrato tributario per tutta la durata dell’incarico e per i dieci anni successivi.
Il presidente del consiglio della giustizia tributaria:
B) chiede ai presidenti delle camere di provvedere alla elezione dei componenti di spettanza delle stesse camere;
C) convoca e presiede il consiglio della giustizia tributaria.
In caso di assenza o impedimento, il presidente del consiglio della giustizia tributaria è sostituito dal componente più anziano di età.
Non possono essere eletti al consiglio della giustizia tributaria, e sono altresì esclusi dal voto, i giudici sottoposti, a seguito di giudizio disciplinare, ad una sanzione più grave dell’ammonimento.
Nessun componente elettivo del consiglio della giustizia tributaria è rieleggibile per le successive consiliature.
Le elezioni dei componenti del consiglio della giustizia tributaria hanno luogo entro i tre mesi anteriori alla scadenza del precedente consiglio e sono indette con decreto del presidente del consiglio dei ministri pubblicato nella gazzetta ufficiale almeno trenta giorni prima della data stabilita.
I magistrati tributari possono esprimere il proprio voto personale, diretto e segreto, per un solo candidato.
I reclami relativi alla eleggibilità e alle operazioni elettorali devono essere presentati al consiglio della giustizia tributaria e debbono pervenire al segretariato generale entro il quindicesimo giorno successivo alla proclamazione dei risultati. I reclami non hanno effetto sospensivo.
Il consiglio della giustizia tributaria decide sui reclami nella sua prima adunanza.
Il consiglio della giustizia tributaria:
A) verifica i titoli di ammissione dei propri componenti e decide sui reclami relativi alla loro elezione;
B) disciplina con regolamento di organizzazione il proprio funzionamento;
C) formula al presidente del consiglio dei ministri proposte per l’adeguamento e l’ammodernamento delle strutture e dei servizi della magistratura tributaria, sentiti i presidenti dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie;
D) predispone la relazione annuale;
E) promuove, avvalendosi dell’ufficio studi e di specialisti esterni, iniziative volte a perfezionare la formazione e l’aggiornamento tecnico-professionale;
F) esprime pareri sugli schemi di regolamento previsti dalla presente legge o che comunque riguardano il funzionamento dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie;
G) esprime pareri sulla ripartizione fra tribunali tributari e corti di appello tributarie dei fondi stanziati per le loro spese di loro funzionamento;
H) delibera su ogni altra materia ad esso attribuita dalla legge.
Il consiglio della giustizia tributaria vigila sul funzionamento dell’attività giurisdizionale dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie e può disporre ispezioni nei confronti dei giudici tributari affidando l’incarico ad uno dei suoi componenti. Nell’ambito di tali ispezioni il consiglio della giustizia tributaria può farsi coadiuvare da magistrati tributari.
Gli incarichi danno diritto solo al rimborso delle spese documentate.
I componenti del consiglio della giustizia tributaria sono esonerati dalle funzioni proprie conservando la titolarità dell’ufficio ed il relativo trattamento economico.
Ai componenti del consiglio della giustizia tributaria spetta, se hanno la residenza fuori roma, il trattamento di missione nella misura prevista per la qualifica rivestita.
Il consiglio della giustizia tributaria provvede all’autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento, nei limiti del fondo stanziato a tale scopo nel bilancio dello stato e iscritto in un unico capitolo nello stato di previsione della spesa della presidenza del consiglio dei ministri.
La gestione delle spese è effettuata in base al bilancio di previsione e al rendiconto consuntivo del consiglio della giustizia tributaria soggetto al controllo della corte dei conti. Il bilancio di previsione e il rendiconto consuntivo sono pubblicati nella gazzetta ufficiale.
Il consiglio della giustizia tributaria affida il controllo sulla regolarità della propria gestione finanziaria e patrimoniale e sulla corretta ed economica gestione delle proprie risorse a un collegio di revisori dei conti, composto da un presidente di sezione della corte dei conti in servizio, designato dal presidente della corte dei conti, e da due professori ordinari, anche in quiescenza, esperti di economia e contabilità delle pubbliche amministrazioni o discipline similari. Gli incarichi di cui al presente comma danno diritto solo al rimborso delle spese documentate.
Presso il consiglio della giustizia tributaria è istituito un ufficio studi.
Il consiglio della giustizia tributaria è assistito da un segretariato generale posto alle dirette dipendenze del presidente del medesimo consiglio. Il presidente del consiglio dei ministri, con proprio decreto, su proposta del consiglio della giustizia tributaria, determina l’organico e le attribuzioni del personale del segretariato generale.
L’assegnazione e la revoca di personale al segretariato generale sono preventivamente approvate dal consiglio della giustizia tributaria.
Uffici di cancelleria dei tribunali tributari e delle corti d’appello tributarie.
Presso ogni tribunale tributario e ogni corte d’appello tributaria è istituito un ufficio di cancelleria con funzioni di assistenza e di collaborazione nell’esercizio dell’attività giurisdizionale nonché per lo svolgimento di ogni altra attività amministrativa ausiliaria.
Ruolo unico del personale degli uffici delle cancellerie territoriali e del segretariato generale della giustizia tributari
È istituito il ruolo unico del personale degli uffici delle cancellerie territoriali e del segretariato generale della giustizia tributaria.
Al personale del ruolo spetta il trattamento economico previsto per le rispettive qualifiche dalle disposizioni vigenti per il personale della presidenza del consiglio dei ministri.
Con decreto del presidente del consiglio dei ministri, su parere obbligatorio e vincolante del consiglio della giustizia tributaria, sentiti il ministro per la pubblica amministrazione ed il ministro dell’economia e delle finanze, sono determinati il numero complessivo dei dirigenti, dei funzionari e del restante personale amministrativo, articolato nei diversi livelli e profili professionali e il relativo trattamento economico, nonché la pianta organica e le risorse materiali per ciascun ufficio amministrativo della giustizia tributaria.
A titolo informativo, si riporta la proposta di legge sulla riforma della giustizia tributaria del 19/03/2019 del coordinamento nazionale del personale delle commissioni tributarie:
Lo scrivente coordinamento del personale delle commissioni tributarie che raccoglie la stragrande maggioranza degli impiegati delle cc.tt. E che è trasversale rispetto alle oo.ss., letta la proposta di legge sulla riforma della giustizia tributaria ed anche alla luce di quanto emerso nel convegno tenutosi in sarmeola di rubano (pd) lo scorso febbraio, rappresenta le seguenti proposte formulate dagli impiegati delle cc.tt.:
La questione della terzietà del giudice è uno dei capisaldi della riforma. E’ questa una richiesta condivisa da tutti gli operatori del settore. In considerazione di ciò con lo scopo di evitare ulteriori ritardi, si propone di anticipare questo aspetto delicato e fondamentale, effettuando un trasferimento immediato di tutti i soggetti interessati (giudici, consiglio di presidenza e personale amministrativo), sotto la presidenza del consiglio dei ministri. Attendere che vengano banditi i concorsi per i giudici, che essi vengano espletati, che le graduatorie approvate divengano definitive, significa andare troppo avanti nel tempo. Probabilmente la soluzione da noi proposta potrebbe servire a tranquillizzare le parti in conflitto.
Con riferimento al personale amministrativo, che come è ovvio e naturale seguirà i giudici nella loro collocazione, si propone al contempo di valutare la possibilità per il personale di una opzione per chi volesse restare nel mef.
Con riferimento invece all’art. 30 “segretariato generale del consiglio della giustizia tributaria”, l’assegnazione e la revoca del personale al segretariato preventivamente approvata dal consiglio della giustizia tributaria, appare come un’inspiegabile subordinazione del personale amministrativo nei confronti di un organo di natura giurisdizionale. Si potrebbe prevedere una rotazione quinquennale degli impiegati che facciano periodicamente la richiesta di assegnazione a tale ufficio.
Ci auguriamo che dette proposte possano essere trasfuse in un comma ad hoc inserito nel disegno di legge presentato e confermiamo di essere a disposizione sia per un incontro che per eventuali chiarimenti che dovessero ritenersi necessari.
Sezione tributaria della corte di cassazione
Fatta salva la competenza delle sezioni unite della corte di cassazione relativamente alle sole questioni di giurisdizione, la sezione tributaria della corte di cassazione giudica le impugnazioni delle sentenze delle corti d’appello tributarie.
La sezione tributaria è composta da trentacinque giudici, ripartiti in cinque sotto sezioni, in ragione delle seguenti materie: imposte sui redditi, imposta sul valore aggiunto, altri tributi, riscossione, rimborsi.
Il presidente della sezione tributaria è anche presidente della prima sotto sezione.
Le altre sotto sezioni sono presiedute da uno dei loro componenti.
I collegi sono composti dal numero fisso di tre membri (apice “pentastellare” della sezione tributaria della suprema corte, in funzione tra l’altro di una più intensa e proficua progressione nomofilattica”, prof. Glendi, in corriere tributario n. 4/2019).
La pubblica udienza con rito camerale è abolita.
L’art. 108, primo comma, della costituzione stabilisce:
“le norme sull’ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge”.
La specializzazione del giudizio di legittimità in materia tributaria è, infatti, manifestamente una questione de iure condendo e non di diritto vigente, in quanto solo il legislatore ordinario può intervenire in qualsiasi momento.
“ne è conferma il fatto, ricordato nell’ordinanza di rimessione, che il cnel abbia confezionato un progetto di legge delega «per razionalizzare e codificare l’attuazione e l’accertamento dei tributi e per la revisione delle sanzioni amministrative e del processo tributario», caratterizzato da una ispirazione alquanto diversa e incline più ad approfondire, che a ridurre, la “separatezza” tra giurisdizione ordinaria e giurisdizione tributaria, arrivando fino a prevedere l’istituzione di una sorta di bfh-bundesfinanzhof italiana. Sicché la specialità di un giudizio di legittimità in materia tributaria è manifestamente una questione de iure condendo e non di diritto vigente” (in tal senso, corte di cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 8053 depositata il 07/04/2014).
“una riforma così rilevante, e per di più non immediatamente percepibile come coerente attuazione del sistema normativo vigente, quale è quella dell’istituzione di uno speciale giudizio di legittimità in materia tributaria, esige una espressa, specifica e consapevole espressione di volontà legislativa” (come correttamente ed opportunamente stabilito dalla corte di cassazione, sezioni unite, con la sentenza n. 8053 depositata in cancelleria il 07 aprile 2014).
Ed è ciò che è stato fatto con il disegno di legge n. 1243/2019 citato.
È meglio affidare la giustizia tributaria ad una apposita giurisdizione con al vertice una “cassazione tributaria” che presenta caratteri di specialità rispetto alla “cassazione civile ordinaria” (quasi in memoria della giustamente soppressa commissione tributaria centrale), come opportunamente rilevato dal dott. Mario cicala nel documento sulla giustizia tributaria del 15 marzo 2017, pubblicato dalla fondazione nazionale dei commercialisti.
Rinvio al mio articolo “la corte di cassazione in materia tributaria” pubblicato sul mio sito il 04 marzo 2019” (www.studiotributariovillani.it).
Attualmente sono in crescita i ricorsi tributari in cassazione; a fronte della riduzione complessiva dei ricorsi pendenti nei primi due gradi di giudizio, si registra un incremento delle controversie che giungono all’attenzione dei giudici di legittimità (italia oggi di lunedì 24 giugno 2019).
Infatti, nel 2018 i ricorsi pendenti in cassazione sono 54.424, di cui 3.095 sono giudizi a favore del contribuente mentre 5.460 sono giudizi a favore degli uffici.
Nel 2018, però, la percentuale di vittoria dell’amministrazione finanziaria passa da quasi il 50% in primo grado fino a diminuire al 31% in cassazione.
Infatti, sempre in corte di cassazione, l’incidenza delle sentenze completamente favorevoli all’amministrazione è del 31% mentre l’incidenza delle sentenze completamente sfavorevoli all’amministrazione è del 23,10% (italia oggi di martedì 16 luglio 2019).
Il decreto legislativo n. 545 del 31 dicembre 1992 è abrogato a decorrere dalla data di insediamento dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie.
I riferimenti alle commissioni tributarie provinciali e alle commissioni tributarie regionali contenuti nel decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992 devono intendersi rispettivamente riferiti ai tribunali tributari e alle corti di appello tributarie.
I giudizi pendenti presso le commissioni tributarie alla data di entrata in vigore della riforma sono trasferiti automaticamente ai tribunali tributari e alle corti di appello tributarie.
Infine, per quanto riguarda il parziale riassortimento degli attuali componenti delle commissioni tributarie, il consiglio di presidenza della giustizia tributaria, così come attualmente composto, potrà stabilire i criteri di una verifica di permanente idoneità abilitativa per la nomina a giudice tributario onorario (gto).
Il disegno di legge n. 1243 della lega (primo firmatario sen. M. Romeo + 49) di riforma della giustizia tributaria comunicato alla presidenza del senato il 18 aprile 2019 ed assegnato alle commissioni riunite seconda (giustizia) e sesta (finanze e tesoro) in sede redigente il 23 luglio 2019, come annunciato nella seduta n. 136 del 23 luglio 2019, è pubblicato e visionabile sul mio sito (www.studiotributariovillani.it) e sul link del senato (http://www.senato.it/leg/18/bgt/schede/fascicoloschededdl/ebook/51680.pdf?fbclid=iwar0lxxke8glhes2chu2ipvwsdsxh54kzgskqvf1mwy7rozehd9d9q3any1u).