Source: http://arganoportorecanati.blogspot.com/2016/04/giudice-dellottemperanza-cosa-e-e-come.html
Timestamp: 2017-10-21 23:22:59+00:00
Document Index: 115747859

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 34', 'art. 553', 'sentenza ', 'art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 90', 'art 37']

L'ARGANO: GIUDICE DELL'OTTEMPERANZA: COSA E' E COME FUNZIONA
GIUDICE DELL'OTTEMPERANZA: COSA E' E COME FUNZIONA
Come noto la sentenza del Consiglio di Stato sul Burchio, prevede il sottonotato passaggio riguardante alla clausola risarcitoria:
"A tale riguardo, a norma dell'art. 34 comma 4 c.p.a. - il Comune presenterà alla controparte, nel termine di novanta giorni dal deposito della presente decisione, una motivata e articolata proposta risarcitoria, ferma restando la possibilità per i privati, in caso di mancato raggiungimento o di inesecuzione dell'accordo, di adire il giudice dell'ottemperanza"
Mi sono dunque chiesto ed ho chiesto a wikipedia, cosa sia il "giudice dell'ottemperanza"- Trascrivo:
La sentenza, il lodo arbitrale,[1] od anche le ordinanze[2] (ad esempio quelle di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c.);
Il provvedimento di cui si chiede l'ottemperanza deve essere passato in giudicato (è ammissibile anche nei confronti delle sentenze emanate in primo grado e non sospese dal Consiglio di Stato)
La stessa sentenza non deve essere autoapplicativa, non deve cioè esaurire il proprio contenuto in un effetto demolitorio
Il primo presupposto ha comportato in passato diversi problemi relativamente alla situazione delle sentenze non passate in giudicato, che in base all'art. 33 della legge T.A.R.sono automaticamente esecutive, per le quali non era invece possibile il giudizio di ottemperanza. La situazione si è risolta con la legge 205/2000 che ha previsto un rimedio apposito il quale conferisce al Tribunale poteri analoghi al giudice dell'ottemperanza riguardo a tali sentenze, per cui oggi dal punto di vista della tutela del ricorrente si ha una situazione sostanzialmente analoga per le sentenze passate in giudicato e non.
Il secondo requisito impone semplicemente che la pretesa del ricorrente non sia di per sé soddisfatta dalla semplice sentenza. Un caso tipico è quello del ricorrente che chiede l'annullamento di un Provvedimento amministrativo (che è l'insieme degli atti amministrativi) il quale se ottiene una sentenza positiva a nulla servirebbe un giudizio di ottemperanza. L'utilità del giudizio di ottemperanza è palese invece quando il contenuto della sentenza non è soltanto di annullamento ma prevede anche un comportamento attivo dell'amministrazione. Nel caso in cui l'amministrazione non ponga in essere tale comportamento dovuto il privato può allora rivolgersi al giudice perché l'amministrazione “ottemperi” a quanto dallo stesso statuito con la sentenza.
La normativa è molto esigua. Riferimenti all'istituto li ritroviamo nell'art. 27, n. 4 del Regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054 (""Approvazione del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato),[3] e nell'omonimo articolo della legge T.A.R. i quali rispettivamente qualificano l'ottemperanza come uno dei casi di giurisdizione anche nel merito e uno dei casi in cui il procedimento si svolge in Camera di consiglio. Importanti sono l'art. 90 e 91 del regolamento di procedura per i giudizi davanti al Consiglio di Stato della Repubblica Italiana i quali pongono una, peraltro, scarna disciplina relativa agli aspetti procedurali. Importante è anche l'art 37 della legge T.A.R. riguardante la competenza secondo il quale: “I ricorsi diretti ad ottenere l'adempimento dell'obbligo dell'autorità amministrativa di conformarsi, in quanto riguarda il caso deciso, al giudicato dell'autorità giudiziaria ordinaria, che abbia riconosciuto la lesione di un diritto civile o politico, sono di competenza dei tribunali amministrativi regionali quando l'autorità amministrativa chiamata a conformarsi sia un ente che eserciti la sua attività esclusivamente nei limiti della circoscrizione del tribunale amministrativo regionale".
Anonimo 7 aprile 2016 23:03
Alla Conero blu non basta il capitale sociale per pagare le spese processuali, forse faranno meglio a ritirarsi con la coda tra le gambe.
Anonimo 8 aprile 2016 07:27
Studia economia!
Anonimo 8 aprile 2016 08:54
Passerotti dice:Nessun rischio risarcimenti per il comune...e tu ancora parli?