Source: http://uppi-milano.it/risorse/17-accordi-provincia-milano/42-accordo-comune-cologno-monzese
Timestamp: 2019-03-23 07:36:59+00:00
Document Index: 134793900

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5']

Accordo locale per il Comune di Cologno Monzese
che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all’art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell’ambito degli Accordi locali previsti dall’art. 2, comma 3, l. cit.;
che, ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Cologno Monzese ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo scopo di promuovere la definizione dell’Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Cologno Monzese;
che l’Accordo locale, secondo il disposto dell’art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999 — ha individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Cologno Monzese - deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all’interno delle quali le parti contrattuali private, assistite — a loro richiesta — dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l’unità immobiliare oggetto del contratto;
che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall’Accordo locale, devono altresì costituire, nell’ambito del territorio del Comune di Cologno Monzese, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura transitoria, previsti dall’art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431;
che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Cologno Monzese di proprietà delle imprese di assicurazione, degli Enti privatizzati e di soggetti - persone fisiche o giuridiche — detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli Enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell’art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all’interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta — dall’Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell’Accordo locale, e le Organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell’inquilinato, in ogni caso firmatarie dell’Accordo locale;
Tutto ciò premesso, l’anno 1999, il giorno 13 luglio 1999, in Cologno Monzese , nella sede del Comune
S.U.N.I.A., con sede legale in Milano, Via Giambellino n. 115, rappresentata dal segretario provinciale STEFANO CHIAPPELLi e Mario Fedele;
S.I.C.eT., con sede legale in Milano, Via A. Tadino n. 18, rappresentata da Carlo Bordogna;
U.N.I.A.T., con sede legale in Milano, Via M. Macchi n. 27, rappresentata da NICOLA SONATORE e RELLA VITTORIO;
U.I., con sede legale in Milano, Via le Lombardia n. 27, rappresentata da MARCO DE GUIO;
C.O.N.I.A., con sede legale in Milano, Via S.M. Segreta n. 7, rappresentata da UMBERTO GASTOLDI.
ASSOEDILIZIA, aderente alla CONFEDILIZIA, con sede legale in Milano, Via Meravigli n. 3, rappresentata dal Dott. PAOLA DI PATRIZIO;
U.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Pancaldo n. 1, rappresentata da Dott. PIETRO RAFFAELLI;
CONFAPPI, con sede legale in Milano, Via R. di Lauria n. 9, rappresentata dal Dott. GIOVANNI TOMASELLI.
A.P.P.C. con sede legali in Milano, viale Papiniano 36, rappresentata dal Rag. Maurizio Santorini
dell’ Assessore del Comune di Cologno Monzese, Vittorio Beretta
1. PREMESSE — Le premesse sono parte integrante del presente Accordo.
2. AMBITO DI APPLICAZIONE — I criteri e le Modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Cologno Monzese.
4.1 Modalità per la determinazione dei canoni di locazione SITUATI NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI MILANO, in conformità ai criteri previsti all’art. 1 del D.M. 5 marzo 1999
Le "zone urbane omogenee", secondo il disposto dell’art. 1, comma 2, del D.M. 5 marzo 1999, sono delimitate sulla base della divisione del territorio comunale in zone, come definite dall’Ufficio del Territorio di Cologno Monzese ai sensi delle delibere comunali n. 501 del 25-1-78 e n. 274 del 12-7-82 dal presente Accordo, tenuto conto dei valori di mercato, delle dotazioni infrastrutturali e dei tipi edilizi.
Le zone urbane omogenee, in numero di quattro e 1 area comparti degradati, come delimitate nell’allegata cartografia planimetrica (allegato n. 1), sono:
Zona 2 tra Centro e Periferia
Zona 3 Periferia
Zona 4 Agricola
Zona 5 Comparti Degradati
Per gli stabili ristrutturati dopo le delibere comunali n. 501 del 25-10-78 e n. 274 del 12-7-82 rientrano nelle rispettive zone di appartenenza.
Resta inteso che ove singoli edifici vengano attraversati dalla linea di confine delle zone si considererà l’intero edificio incluso nella zona di maggior valore.
Nell’ambito di ogni "zona urbana omogenea" è definita la fascia di oscillazione con un valore limite minimo e un valore limite massimo del canone espresso in £./mq. annuo.
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: adduzione acqua potabile; impianto predisposto per l’installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno; impianto elettrico; impianto gas
C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica
C4 stato di manutenzione e conservazione dell’unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici propri dell’abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni interni
C7 prossimità dell’abitazione all’insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria, esercizi commerciali e servizi sociali
sub-fascia 1 - Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catastale A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A.
sub-fascia 2 - Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C .
sub-fascia 3 - Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6.
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d’intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.)
La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all’unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza.
1° Sub fascia 75.000 - 85.000
2° Sub fascia 86.000 - 100.000
3° Sub fascia 101.000 - 120.000
Zona intera (min. 75.000 - max. 120.000 )
1° Sub fascia 60.000 - 75.000
2° Sub fascia 76.000 - 92.000
3° Sub fascia 93.000 - 110.000
Zona intera (min.60.000 - max. 110.000 )
1° Sub fascia 45.000 - 55.000
2° Sub fascia 56.000 - 70.000
3° Sub fascia 71.000 - 85.000
Zona intera (min.45.000 - max. 85.000 )
1° Sub fascia 40.000 - 50.000
2° Sub fascia 51.000 - 60.000
3° Sub fascia 61.000 - 70.000
Zona intera (min. 40.000- max. 70.000 )
comparti degrad.
Zona intera (min. 40.000 - max. 70.000 )
Alloggio ammobiliato — Quando l’alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo:
a. del 15% se la superficie dell’alloggio è pari od inferiore a mq. 55;
b. del 10% negli altri casi.
Superficie alloggio — La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell’abitazione — intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili - sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq..
Aggiornamento del canone di locazione —Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell’indice dei prezzi al consumo accertata dall’ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell’anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell’aggiornamento.
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all’esatta applicazione dell’Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti — scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell’Accordo, sulla base delle designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, - e, quanto a un terzo, che svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominarlo. In caso di variazioni in più o in meno dell’imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l’eventuale periodo di proroga biennale, o fino a nuova variazione."
5. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI) —
Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le Modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti.
6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI PER STUDENTI) —
Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell’art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le Modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti.
Tale fattispecie contrattuale è utilizzabile esclusivamente qualora l’inquilino sia iscritto ad un corso di laurea in comune diverso da quello di residenza e comunque fuori provincia.
Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta."
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l’interruzione degli studi."
7.ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI — Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Cologno Monzese di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti — persone fisiche o giuridiche — detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell’art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta — dall’associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell’Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell’inquilinato, in ogni caso firmatarie dell’Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto".
Allegato 1 — Delibere del Consiglio Comunale n. 501 del 25/1/78 e n. 274 del 12/7/82
Allegato 2 - Planimetria della città di Cologno Monzese - scala 1:15.000 - Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee
Allegato 3 — Contratto tipo locale, ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431
Allegato 4 — Contratto tipo locale, ai sensi dell’art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431
Allegato 5 — Contratto tipo locale, ai sensi dell’art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431
p. le Associazioni della proprietà edilizia
p. le Associazioni sindacali dei conduttori ASSOEDILIZIA
Aderente alla CONFEDILIZIA
Dott. Paola Di Patrizio salvo firma ufficiale del Presidente
Tommassoli Giovanni
Maurizio Santorini
Nicola Sonatore
Rella Vittorio
Umberto Castoldi
p. il Comune di Cologno Monzese
l’Assessore Vittorio Beretta
Cologno 13 luglio 1999