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Timestamp: 2018-09-21 15:33:01+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ']

Novità fiscali del 22 ottobre 2009: controlli societari, contenzioso, pagamenti on line: novità in arrivo; il modello Unico è emendabile se l’errore comporta un onere più gravoso; anche per i professionisti sono in arrivo agevolazioni fiscali; ganasce fiscali con alcuni limiti; certificato medico: se manca indirizzo si perde la prestazione previdenziale; la definizione agevolata fa estinguere sia le liti fiscali sia le domande giudiziali per i recuperi d’imposta; fatture false: a chi spetta l'onere della prova? | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 22 ottobre 2009: controlli societari, contenzioso, pagamenti on line: novità in arrivo; il modello Unico è emendabile se l’errore comporta un onere più gravoso; anche per i professionisti sono in arrivo agevolazioni fiscali; ganasce fiscali con alcuni limiti; certificato medico: se manca indirizzo si perde la prestazione previdenziale; la definizione agevolata fa estinguere sia le liti fiscali sia le domande giudiziali per i recuperi d’imposta; fatture false: a chi spetta l'onere della prova?
1) Controlli societari, contenzioso, pagamenti on line: Novità in arrivo
2) Il Modello Unico è emendabile se l’errore comporta un onere più gravoso
3) Anche per i professionisti sono in arrivo agevolazioni fiscali
4) Ganasce fiscali con alcuni limiti: La C.T.P. di Massa Carrara mette un freno al fermo auto
5) Certificato medico: Se manca indirizzo si perde la prestazione previdenziale
6) Direttore dell’Agenzia delle Entrate: Lo scudo fiscale è da promuovere
7) La definizione agevolata fa estinguere sia le liti fiscali sia le domande giudiziali per i recuperi d’imposta
8) Fatture false: A chi spetta l’onere della prova?
Lo schema di decreto legislativo attuativo della direttiva 43/06, emanato in base alla legge Comunitaria 2008, pronto per il Consiglio dei Ministri di venerdì, prevede importanti novità in varie materie.
Controlli societari: Novità in arrivo
Le società non quotate e che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato possono continuare ad affidare la revisione legale dei conti al collegio sindacale che deve essere costituito da revisori iscritti nel registro. Ogni revisore sarà poi soggetto a controlli ogni sei anni; tre se svolgono la revisione legale su enti di interesse pubblico.
È quanto dispone lo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 43/06, emanato in base alla legge Comunitaria 2008, pronto per il Consiglio dei ministri di venerdì con cui debutterà il concetto di “revisore legale” che costituisce quello di “controllo contabile” contenuto nel Codice civile.
Per le Srl vengono confermate le attuali regole, ma collegio sindacale e revisore diventano obbligatori anche se vi è l’obbligo del bilancio consolidato; se la società controlla una società obbligata alla revisione legale; ha utilizzato contributi o finanziamenti pubblici in misura superiore al limite e se, per due esercizi, ha superato il valore fissato del rapporto tra debiti e patrimonio netto. Se l’atto costituivo non prevede diversamente, la revisione è esercitata dal collegio sindacale, come avviene attualmente.
Il revisore dovrà prendere parte a programmi di aggiornamento professionale e sono soggetti a controlli di qualità almeno ogni sei anni; tre se svolgono la revisione legale su enti di interesse pubblico.
Condanna alle spese anche per chi vince
Il decreto legislativo che il Consiglio dei Ministri dovrebbe esaminare venerdì prova a rilanciare la soluzione stragiudiziale delle controversie puntando su incentivi fiscali e qualche penalità.
Toccherà al Governo sciogliere il dilemma tra la strada del credito d’imposta e quella della deducibilità.
In entrambi i casi il parametro di riferimento sarà costituito dall’indennità versata dalle parti al mediatore.
Sempre sul piano fiscale a questa previsione si aggiunge un regime di totale esenzione per tutti gli atti di mediazione.
La penalizzazione si muove invece sul piano delle spese processuali e prevede la condanna alle spese anche alla parte che vince se rifiuta la proposta di conciliazione
Lo schema di D.lgs., infine, introduce nuove regole per i sistemi di pagamento ed avvia una rivoluzione grazie all’utilizzo del denaro virtuale.
Con le nuove disposizioni sarà possibile ad esempio utilizzare le ricariche del cellulare non solo per telefonare ma anche per pagare inviando l’ordine di pagamento al venditore abilitato.
La Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, con la sentenza n. 119 del 07.09.2009 ha stabilito che il modello unico, e più in generale tutte le dichiarazioni dei redditi, qualora contenga uno o più errori dai quali possa derivare un onere più gravoso di quello dovuto ai sensi delle norme vigenti, è emendabile e ritrattabile dal contribuente.
Ciò poiché, rilevano i giudici, le dichiarazioni fiscali non hanno natura di atti negoziali o dispositivi ma, diversamente, sono “unicamente dichiarazioni di scienza”.
E’ stato compilato per errore il Quadro IQ? Nessun obbligo di versamento se l’IRAP non è dovuta
Non paga l’IRAP il professionista che svolge l’attività, con una struttura organizzativa minima costituita da una segretaria part-time; nemmeno se per errore ha compilato il quadro IQ di UNICO.
La Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, con la suddetta sentenza n. 119 del 07.09.2009, ha, in particolare, accolto il ricorso presentato da un professionista contro una cartella di pagamento in materia di IRAP.
Nel caso analizzato l’attività del professionista, componente di collegi sindacali e di consigli di amministrazione, consulente tecnico di collegi arbitrali, deve essere svolta, per le caratteristiche intrinseche della stessa, unicamente e personalmente dal contribuente.
La struttura organizzativa è minima, giacché costituita da una segretaria con contratto di lavoro part-time, la quale ha solo una funzione di immagine e si limita a lavori strettamente organizzativi quali ricevere telefonate e prenotare hotels, aerei o treni; e ciò non può essere inteso come capace di accrescere in maniera significativa la capacità di guadagno del professionista, la quale, al contrario, dipende unicamente dal suo personale apporto.
Ne deriva che l’’attività svolta dal professionista non può essere compresa tra quelle assoggettate ad IRAP.
Né si può pensare diversamente per il fatto che il contribuente abbia erroneamente compilato il quadro IQ del modello unico ed abbia determinato l’imposta: questo non comporta per lo stesso l’obbligo di versamento.
La dichiarazione dei redditi, infatti, non riveste la natura di atto negoziale o dispositivo, ma unicamente quella di dichiarazione di scienza ed è emendabile e ritrattabile dal contribuente ogni qual volta contenga un errore, sia esso di fatto o di diritto, in conseguenza del quale possa derivare al dichiarante stesso un onere contributivo diverso e più gravoso di quello che deve rimanere a suo carico secondo quanto disposto dalle norme di legge.
Poiché si tratta di un errore radicale, che comporterebbe l’assoggettamento ad una imposta in realtà assolutamente non dovuta, l’emendabilità e la ritrattabilità della dichiarazione errata non sono soggette ad alcun limite temporale.
Le misure in favore delle attività professionali sono oggetto di una proposta di legge (A. S. 1717) presentato in Senato a firma dei sen. Barbolini Giuliano, Filippi Marco (Partito Democratico).
E’ quanto ha rilevato il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti nella propria nota del mese di ottobre 2009.
Si legge ulteriormente quanto segue:
Il progetto di si propone di far accedere i professionisti agli strumenti contrattuali e finanziari già previsti per le imprese in merito alla crisi economica.
In particolare, viene esteso anche al reddito di lavoro autonomo la possibilità di tassazione e di dilazione previste attualmente solo per le plusvalenze realizzate nell’esercizio di impresa (art. 54 del DPR 917/1986).
Vengono previste, inoltre, disposizioni finalizzate a consentire una maggiore deducibilità delle spese di aggiornamento professionale.
La proposta vorrebbe anche permettere ai professionisti di beneficiare delle attività di garanzia collettiva svolte dai confidi.
Altresì, i proponenti vorrebbero inserire un correttivo sul tema delle responsabilità nel settore tributario, ove attualmente vige l’impossibilità di assicurare il rischio diretto per le sanzioni irrogate nei confronti dei professionisti, connesse allo svolgimento della propria attività.
Secondo la normativa vigente, infatti, i professionisti possono essere chiamati a rispondere con il patrimonio personale per eventuali illeciti amministrativi, rimanendo impregiudicata la responsabilità per danni a terzi nei confronti della propria clientela.
Infine, il legislatore intende porre rimedio all’esposizione dei professionisti al rischio del mancato rispetto delle scadenze fiscali quando queste perdono i connotati della certezza.
Riforma per i giovani
Altresì, avverte il C.N.D.C.E.C., al fine di agevolare l’accesso dei giovani al mondo del lavoro anche attraverso il riordino della disciplina delle professioni intellettuali è stata assegnala alle commissioni riunite Affari Costituzionali e Affari sociali della Camera, la proposta di legge recante “Disposizioni per l’accesso delle giovani generazioni al futuro nonché deleghe al Governo in materia di riordino della disciplina delle professioni intellettuali e di istituzione di una “Carta giovani” per la fruizione di servizi culturali” (A. C. 2404) , a firma dell’on. Sbrollini (Partito Democratico) ed altri.
Il legislatore vorrebbe istituire Consiglio Nazionale dei Giovani cui demandare poteri di rappresentanza e promozione delle istanze giovanili.
Il progetto di legge, inoltre, ha l’intento di sostenere ed agevolare i giovani che intendano acquistare e/o affittare casa, nonché un contributo, da restituire senza interessi entro quindici anni dall’erogazione, da utilizzare da parte di giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, per iniziative di formazione post-secondaria, o per l’avviamento di attività imprenditoriali, o ancora per l’acquisto di supporti informatici finalizzati all’avvio di attività imprenditoriali professionali o di studio.
Inoltre, la proposta vorrebbe modificare l’accesso al mondo delle professioni, mediante la riforma dell’attuale disciplina delle professioni intellettuali, prevedendo il libero accesso alla professione, senza vincoli di predeterminazione numerica ad esclusione dell’esercizio di funzioni pubbliche e fatto salvo il prescritto esame di Stato per l’abilitazione professionale.
Infine, il progetto intende modificare anche la disciplina del tirocinio professionale, la strutturazione e articolazione territoriale degli ordini professionali, l’attribuzione ai consigli nazionali degli ordini professionali di funzioni di vigilanza, l’attribuzione ai consigli locali degli ordini professionali di funzioni in materia di formazione e di tenuta degli albi, l’obbligo per ogni ordine professionale nazionale di emanare un codice deontologico.
E’ illegittimo il fermo amministrativo su un bene mobile di un soggetto debitore che funge da strumento di lavoro.
Lo ha stabilito, la sesta sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Massa Carrara, con la sentenza n. 180/2009.
Il debitore non sarebbe in grado di far fronte ai propri debiti se gli viene materialmente impedito di utilizzare gli strumenti essenziali, quale l’auto per esercitare la propria attività commerciale.
Ha poi rilevato la Commissione, a tutela del medesimo credito alla base del fermo amministrativo, il concessionario ha già iscritto ipoteca (per un importo pari al doppio dell’entità del debito) su altro bene immobile di proprietà del debitore: non sussistono, pertanto, ragioni cautelari tali da giustificare il permanere dell’iscrizione del fermo amministrativo.
L’INPS precisa la sanzione da applicare nel caso di irreperibilità a visita di controllo del lavoratore in malattia.
L’Inps con il messaggio n. 22747 del 09.10.2009, è intervenuta sulla normativa finora poco chiara giacché indica come conseguenza la perdita dell’indennità di malattia finché non venga segnalato l’indirizzo mancante o incompleto o inesatto, senza specificare da quando vada applicata tale sanzione.
Si è verificato che alcune sedi hanno sanzionato l’intero evento di malattia, altre sedi ancora applicano la sanzione solo sul singolo certificato oggetto di visita di controllo.
Secondo quanto stabilito dalla costante giurisprudenza della Corte di Cassazione, l’indicazione dell’esatto indirizzo di reperibilità è un requisito essenziale della certificazione di malattia in quanto strumentale alla regolare effettuazione di eventuali visite di controllo.
Quindi, la mancanza o la inesattezza o incompletezza dell’indirizzo purché tale da impedire il reperimento del lavoratore comporta la perdita della prestazione previdenziale per l’intero evento di malattia o comunque per tutte quelle giornate di malattia attestate da una certificazione priva del requisito in questione.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 21.10.2009)
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, promuove lo scudo fiscale, che consente di regolarizzare i capitali illecitamente esportati all’estero pagando un’imposta del 5% entro il 15 dicembre.
Abbiamo segnali che il rientro dei capitali e’ partito” sottolinea Befera.
“Stiamo ottenendo alcuni primi risultati, grazie anche alla collaborazione di intermediari commercialisti e sistema bancario”.
E i primi segnali, prosegue Befera, “sembra ci stiano dando ragione”.
Il direttore, tuttavia, non entra nel dettaglio sui numeri in arrivo nei primi giorni di apertura dello scudo fiscale:
“Aspettiamo per i numeri tra poco li avremo e lo sapremo. Abbiamo dei segnali positivi” cosi’ come segnalato anche dagli istituti di credito.
E proprio il presidente della Banca Finnat Euramerica, Giampiero Nattino, conferma il buon avvio dello scudo: “Il buongiorno si vede dal mattino e il mattino sembra buono”.
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate sottolinea quindi che ”rimettere nel circolo produttivo il denaro” che rientrera’ grazie allo scudo fiscale ”per noi e’ essenziale”. Befera evidenzia inoltre che con l’adesione da parte delle imprese alla misura ”si chiude un periodo che comunque non si riaprira’. Deve essere chiaro che questa e’ la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova”.
Il direttore ricorda quindi che con lo scudo fiscale ”c’e’ un beneficio per tutti, anche per le entrate pubbliche future che questi garantiranno. E’ un movimento benefico che in un momento di crisi e’ ancora piu’ benefico”. Quanto infine ai dati circolati sul rientro dei capitali nei primi giorni (circa 20mld di euro), per Befera si tratta di dati “assolutamente falsi”.
Il direttore dell’Agezia infine ammette che sullo scudo fiscale “c’e’ ancora da risolvere qualche problema interprestativo. Ma – conclude – siamo prontissimi a emanare ulteriori circolari perche’ queti problemi vengano chiariti”.
(Adnkronos, nota del 21.10.2009)
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21719 del 13.10.2009, ha stabilito che il patteggiamento con il fisco preclude ogni tipo di rimborso.
In particolare, il condono tombale di cui all’art. 9 della legge 289/2002 toglie la possibilità di recuperare l’Irap anche quando il professionista è coadiuvato da una sola dattilografa part-time.
Con tale decisione la Suprema Corte rispolvera il condono del 2002, ancora perfettamente operante secondo i giudici di legittimità, almeno sul fronte Irap dei piccoli professionisti.
La Corte di Cassazione è parsa incerta sulla questione dell’onere della prova della falsità delle fatture.
In realtà, è stato rilevato in dottrina, tale incertezza é solo apparente.
La sentenza n. 21317/2009 è stata presentata come il segno di una oscillazione della giurisprudenza in tema di onere della prova della effettiva sussistenza o meno delle operazioni oggetto di fattura.
Essa è stata in effetti intesa come l’affermazione, in contrasto con altri precedenti, del fatto che incombe sull’Amministrazione che contesta l’esistenza dell’operazione fatturata l’onere di provarne l’inesistenza.
Il contrasto tra due contrapposti orientamenti viene ritenuto solo apparente.
Secondo medesima dottrina, sono però possibili inquadramenti differenti.
Il primo è quello della prova.
Se si assume che la fattura sia prova, ordinariamente, dell’operazione passiva, è possibile ritenere che sia l’Ufficio a dovere dimostrare, di norma induttivamente, che l’operazione è, in realtà, fittizia.
Ove tale prova sia fornita, l’onere della prova che incombe, di rimbalzo, al contribuente non è un onere di prova contraria in senso tecnico, ma quello di una controprova rispetto alla prova di controparte.
Il secondo inquadramento possibile è ritenere che la fattura non sia prova di esistenza della operazione ma solo elemento formale (necessario) per la allegazione della medesima.
Ove tale esistenza sia contestata, si viene a riprendere il pieno onere della prova del contribuente.