Source: https://renatodisa.com/2015/05/12/corte-di-cassazione-sezione-v-sentenza-7-maggio-2015-n-19055-per-la-configurazione-del-reato-di-concorso-inrissa-e-necessario-e-sufficiente-che-nella-violenta-contesa-vi-siano-gruppi-contrappo/
Timestamp: 2018-11-16 09:56:02+00:00
Document Index: 28270777

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Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 7 maggio 2015, n. 19055. Per la configurazione del reato di concorso inrissa, è necessario e sufficiente che, nella violenta contesa, vi siano gruppi contrapposti, con volontà vicendevole di attentare all'altrui incolumità personaleIl reato di rissa è configurabile anche nel caso in cuì i partecipanti non siano stati coinvolti tutti contemporaneamente nella colluttazione e l'azione si sia sviluppata in varie fasi e si sia frazionata in distinti episodi, tra i quali non vi sia stata alcuna apprezzabile soluzione di' continuità, essendosi tutti seguiti in rapida successione, in modo da saldarsi in un'unica sequenza di eventi - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 7 maggio 2015, n. 19055. Per la configurazione del reato di concorso inrissa, è necessario e sufficiente che, nella violenta contesa, vi siano gruppi contrapposti, con volontà vicendevole di attentare all’altrui incolumità personaleIl reato di rissa è configurabile anche nel caso in cuì i partecipanti non siano stati coinvolti tutti contemporaneamente nella colluttazione e l’azione si sia sviluppata in varie fasi e si sia frazionata in distinti episodi, tra i quali non vi sia stata alcuna apprezzabile soluzione di’ continuità, essendosi tutti seguiti in rapida successione, in modo da saldarsi in un’unica sequenza di eventi
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sentenza 7 maggio 2015, n. 19055
1. Il Tribunale di Chieti, con sentenza confermata dalla Corte di appello di L’Aquila in data 20/1/2014, all’esito di giudizio abbreviato, ha condannato C.L. per aver partecipato ad una rissa, in cui riportava lesioni lo stesso C..
2. Contro la sentenza suddetta ha proposto personalmente ricorso per Cassazione l’imputato lamentando una illogicità della motivazione. Deduce che la Corte territoriale ha posto a base della decisione una ricostruzione congetturale e “verosimile” dei fatti, senza tenere conto delle precise indicazioni provenienti dal teste oculare Giannini, il quale avrebbe invece ricostruito diversamente l’episodio (nel senso che C. fu aggredito dagli amici di M.).
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-05-12T20:44:47+00:0012 maggio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti