Source: https://www.condominioweb.com/pulizie-domestiche-ed-immissioni-rumorose.13218
Timestamp: 2018-05-23 22:15:13+00:00
Document Index: 49052262

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 659', 'art. 131', 'art. 131', 'art. 659', 'art. 131', 'sentenza ']

Pulire la casa alle 6 del mattino? Si rischia una condanna
La donna oltre ad iniziare le faccende domestiche sin dalle sei del mattino, le accompagnava da condotte "inurbane" impedendo così il riposo e dei vicini.
“Disturba la quiete pubblica la casalinga che inizia i suoi lavori di casa alle 6 del mattino e che, per renderli meno “noiosi”, accende la radio ad alto volume”. Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione Penale con la sentenza n. 48315 del 16 novembre 2016 in merito al reato di disturbo di quiete pubblica.
Da leggere => Rumori in condominio. Ecco come cambierà la normativa.
I fatti di causa. Con sentenza, il Tribunale di Napoli condannava Tizia alla pena di € 100,00 di ammenda, oltre al risarcimento dei danni alle parti civili costituite, per il reato di cui all'art. 659 c.p.
Avverso tale sentenza, Tizia presentava ricorso per cassazione deducendo che il giudice di primo grado avrebbe omesso di valutare sei i rumori emessi dalla ricorrente fossero tali da disturbare la quiete pubblica; difatti, a parere della ricorrente, il giudicante si era limitato di ritenere che le urla avessero arrecato disturbo non alla quiete pubblica ma solo ai vicini denuncianti: principio in contrasto con l'orientamento giurisprudenziale che richiede l'idoneità dell'emissione rumorosa idonea ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone in presenza di un luogo abitato. Inoltre, la ricorrente chiedeva la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.
Si applica l'ammenda da centotre euro a cinquecentosedici euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell'Autorità”.
L'illecito disciplina un reato contravvenzionale, ciò vuol dire che il comportamento illecito potrà essere sanzionato sia a titolo di dolo (detto più semplicemente per aver fatto rumore volontariamente) sia a titolo di colpa (per aver tenuto non volontariamente ma incautamente determinati comportamenti). L'interesse tutelato è l'ordine pubblico ossia la quiete pubblica e privata.
Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. L'art. 131 bis c.p., al primo comma, prevede che “nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'articolo 133, primo comma, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale”.
Il ragionamento della Corte di Cassazione. Dagli atti di causa era emerso in maniera del tutto pacifica che la sig.ra Tizia era solita iniziare le faccende domestiche in prima mattina, mettendo la radio a volume altissimo e con urla rivolte alla figlia. In questo modo, con i suoi inurbani comportamenti, impediva il riposo ai vicini.
Sicché, a parere della Corte, non vi era alcun dubbio sul concreto disturbo delle quiete e del riposo di un numero indeterminato di persone (comma1 dell'art. 659 c.p).
Su tale punto, infatti, a nulla sono valse le doglianze della donna che sosteneva che il giudice si fosse limitato "a fare proprio" il racconto delle persone offese, racconto la cui veridicità doveva ritenersi dubbia visto che non vi erano rapporti di buon vicinato e che tra i denuncianti c'erano stati scambi di insulti, oltre a diversi tentativi, a suo dire, "di farle cambiare casa".
Né tantomeno rilevavano, per i giudici, le deposizioni dei testi della difesa che l'avevano definita come una "persona calma" e che "non dava fastidio a nessuno".
Ed ancora, quanto alla richiesta della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., secondo gli ermellini la norma, oltre alla particolare tenuità dell'offesa, richiedeva anche la non abitualità del comportamento: requisito che era chiaro difettare nel caso di specie, dati i "continui, reiterati e inurbani comportamenti" della donna.
Le conclusioni. Alla luce di tutto quanto innanzi esposto, la Corte di Cassazione penale con la pronuncia in commento ha respinto il ricorso di Tizia e per l'effetto ha confermato la sentenza impugnata con la condanna al pagamento delle spese processuali di 2mila euro in favore della cassa delle ammende e dei danni ai vicini disturbati.
Ecco tutte le soluzioni per difendersi dai rumori molesti in condominio
Scarica Corte di Cassazione n. 48315 del 16 novembre 2016
Cerca: pulizie domestiche rumori