Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dm10398.html
Timestamp: 2014-11-25 21:44:48+00:00
Document Index: 59918685

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 3']

Criteri generali di sicurezza antincendio e per
la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro
Il Ministro dell'interno, di concerto con il
547; Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577; Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626; Visto il decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242; Vista la legge 30 novembre 1996, n. 609; In attuazione di quanto disposto dall'art. 13 del citato decreto
1. Il presente decreto stabilisce, in attuazione al disposto dell'art. 13, comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro e indica le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare al fine di ridurre l'insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi.
1. La valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione costituiscono parte specifica del documento di cui all'art. 4, comma 2, del decreto legislativo n. 626/1994.
2. Nel documento di cui al comma 1 sono altres� riportati i nominativi dei lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze in caso di incendio, o quello del datore di lavoro, nei casi di cui all'art. 10, comma 1, del decreto legislativo n. 626/1994.
4. Nel documento di valutazione dei rischi il datore di lavoro valuta il livello di rischio di incendio del luogo di lavoro e, se del caso di singole parti del luogo medesimo, classificando tale livello in una delle seguenti categorie, in conformit� ai criteri di cui all'allegato I:
f) fornire ai lavoratori un'adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio secondo i criteri di cui all'allegato VII.
2. Per le attivit� soggette al controllo da parte dei comandi provinciali dei vigili del fuoco ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, 577, le disposizioni del presente articolo si applicano limitatamente al comma 1, lettere a), e) ed f).
1. Gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di protezione antincendio sono effettuati nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione nazionali ed europei o, in assenza di dette norme di buona tecnica, delle istruzioni fornite dal fabbricante e/o all'installatore.
1. All'esito della valutazione rischi d'incendio, il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformit� ai criteri di cui all'allegato VIII.
4. Fermo restando l'obbligo di cui al comma precedente, qualora il datore di lavoro ritenga necessario che l'idoneit� tecnica del personale di cui al comma 1 sia comprovata da apposita attestazione, la stessa dovr� essere acquisita esclusivamente secondo le procedure di cui all'articolo 3 della legge 28/11/96, 609.
1. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 31 del decreto legislativo n. 626/1994, i luoghi di lavoro costruiti o utilizzati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, con esclusione di quelli di cui all'articolo 1, comma 3, e articolo 3, comma 2, del presente decreto, devono essere adeguati alle prescrizioni relative alle vie di uscita da utilizzare in caso di emergenza, di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
1.1. GENERALIT�
Nel presente allegato sono stabiliti i criteri generali per procedere alla valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro. L'applicazione dei criteri ivi riportati non preclude l'utilizzo di altre metodologie di consolidata validit�.
Pericolo di incendio: propriet� o qualit� intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure di metodologie e pratiche di lavoro o utilizzo di un ambiente di lavoro, che presentano il potenziale di causare un incendio;
Rischio di incendio: probabilit� che sia raggiunto il livello potenziale di accadimento di un incendio e che si verifichino conseguenze dell'incendio sulle persone presenti;
le misure tecnico - organizzative destinate a porre in atto i provvedimenti necessari.
La prevenzione dei rischi costituisce uno degli obiettivi primari della valutazione dei rischi. Nei casi in cui non � possibile eliminare i rischi, essi devono essere diminuiti nella misura del possibile e devono essere tenuti sotto controllo i rischi residui, tenendo conto delle misure generali di tutela di cui all'art. 3 del decreto legislativo n. 626.
La valutazione del rischio d'incendio tiene conto:
e) verifica dell'adeguatezza delle misure di sicurezza esistenti ovvero individuazione di eventuali ulteriori provvedimenti e misure necessarie a eliminare o ridurre i rischi residui di incendio.
I materiali combustibili se sono in quantit� limitata, correttamente manipolati e depositati in sicurezza, possono non costituire oggetto di particolare valutazione.
Alcuni materiali presenti nei luoghi di lavoro costituiscono pericolo potenziale poich� essi sono facilmente combustibili o infiammabili o possono facilitare il rapido sviluppo di un incendio: A titolo esemplificativo essi sono:
grandi quantit� di manufatti infiammabili
Nelle situazioni in cui si verifica che nessuna persona sia particolarmente esposta al rischio, in particolare per i piccoli luoghi di lavoro, occorre solamente seguire i criteri generali finalizzati a garantire per chiunque un'adeguata sicurezza antincendio.
Occorre tuttavia considerare attentamente i casi in cui una o pi� persone siano esposte a rischi particolari in caso di incendio, a causa della loro specifica funzione o per il tipo di attivit� nel luogo di lavoro. A titolo di esempio si possono citare i casi in cui:
siano presenti persone la cui mobilit�, udito o vista sia limitata;
siano presenti persone che non hanno familiarit� con i luoghi e con le relative vie di esodo;
siano presenti persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio o possono essere particolarmente ignare del pericolo causato da un incendio, poich� lavorano in aree isolate e le relative vie di esodo sono lunghe e di non facile praticabilit�.
Per ciascun pericolo di incendio identificato � necessario valutare se esso possa essere:
sostituito con alternative pi� sicure;
separato o protetto dalle altre parti del luogo di lavoro, tenendo presente il livello globale di rischio per la vita delle persone e le esigenze per la corretta conduzione dell'attivit�.
I criteri possono comportare adozione di una o pi� delle seguenti misure:
rimozione o significativa riduzione dei materiali facilmente combustibili e altamente infiammabili a un quantitativo richiesto per la normale conduzione dell'attivit�;
immagazzinamento dei materiali infiammabili in locali realizzati con strutture resistenti al fuoco e, dove praticabile, conservazione della scorta per l'uso giornaliero in contenitori appositi;
Le misure possono comportare l'adozione di uno o pi� dei seguenti provvedimenti:
sostituzione delle sorgenti di calore con altre pi� sicure;
controllo della conformit� degli impianti elettrici alle normative tecniche vigenti;
identificazione delle aree dove � proibito fumare e regolamentazione sul fumo nella altre aree;
Sulla base della valutazione dei rischi � possibile classificare il livello di rischio di incendio dell'intero luogo di lavoro o di parte di esso: tale livello pu� essere basso, medio o elevato.
Si intendono a rischio di incendio basso i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilit� e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilit� di sviluppo di principi di incendio e in cui, in caso di incendio, la probabilit� di propagazione dello stesso � da ritenersi limitata.
Si intendono a rischio di incendio medio i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilit� di propagazione dello stesso � da ritenersi limitata. Si riportano in allegato IX, esempi di luoghi di lavoro a rischio di incendio medio.
- per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio sussistono notevoli probabilit� di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilit� di propagazione delle fiamme, ovvero non � possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio.
aree dove i processi lavorativi comportano l'utilizzo di sostanze altamente infiammabili (p.e. impianti di verniciatura) o di fiamme libere, o la produzione di notevole calore in presenza di materiali combustibili;
aree dove c'� deposito o manipolazione di sostanze chimiche che possono, in determinate circostanze, produrre reazioni esotermiche, emanare gas o vapori infiammabili, o reagire con altre sostanze combustibili;
aree dove c'� una notevole quantit� di materiali combustibili che sono facilmente incendiabili;
a) molti luoghi di lavoro si classificano della stessa categoria di rischio in ogni parte. Ma una qualunque area a rischio elevato pu� elevare il livello di rischio dell'intero luogo di lavoro, salvo che l'area interessata sia separata dal resto del luogo attraverso elementi separanti resistenti al fuoco;
b) una categoria di rischio elevata pu� essere ridotta se il processo di lavoro � gestito accuratamente e le vie di esodo sono protette contro l'incendio;
c) nei luoghi di lavoro grandi o complessi � possibile ridurre il livello di rischio attraverso misure di protezione attiva di tipo automatico quali impianti automatici di spegnimento, impianti automatici di rivelazione incendi o impianti di estrazione fumi.
Vanno inoltre classificati come luoghi a rischio di incendio elevato quei locali ove, indipendentemente dalla presenza di sostanze infiammabili e dalla facilit� di propagazione delle fiamme, l'affollamento degli ambienti, lo stato dei luoghi o le limitazioni motorie delle persone presenti rendono difficoltosa l'evacuazione in caso di incendio.
Nelle attivit� soggette al controllo obbligatorio da parte dei comandi provinciali dei vigili del fuoco, che hanno attuato le misure previste dalla vigente normativa, in particolare per quanto attiene il comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali, compartimentazioni, vie di esodo, mezzi di spegnimento, sistemi di rivelazione e allarme, impianti tecnologici, � da ritenere che le misure attuate in conformit� alle vigenti disposizioni siano adeguate. Per le restanti attivit�, fermo restando l'obbligo di osservare le normative vigenti a esse applicabili, ci� potr� invece essere stabilito secondo i criteri relativi alle misure di prevenzione e protezione riportati nel presente allegato.
Qualora non sia possibile il pieno rispetto delle misure previste nel presente allegato, si dovr� provvedere ad altre misure di sicurezza compensative In generale l'adozione di una o pi� delle seguenti misure possono essere considerate compensative:
7) incremento del personale addetto alla gestione dell'emergenza e all'attuazione delle misure per l'evacuazione;
5) nei piccoli luoghi di lavoro, risistemazione delle attivit� in modo che un qualsiasi principio di incendio possa essere individuato immediatamente dalle persone presenti.
1.5. Redazione della valutazione dei rischi di incendio Nella redazione della valutazione dei rischi deve essere indicato, in particolare:
La valutazione del rischio deve essere oggetto di revisione se c'� un significativo cambiamento nell'attivit�, nei materiali utilizzati o depositati, o quando l'edificio � oggetto di ristrutturazioni o ampliamenti.
MISURE INTESE A RIDURRE LA PROBABILIT� DI INSORGENZA DEGLI INCENDI
2. L. GENERALIT�
All'esito della valutazione dei rischi devono essere adottate una o pi� tra le seguenti misure intese a ridurre la probabilit� di insorgenza degli incendi.
A) Misure di tipo tecnico: realizzazione di impianti elettrici realizzati a regola d'arte;
B) Misure di tipo organizzativo - gestionale
Per adottare adeguate misure di sicurezza contro gli incendi occorre conoscere le cause e i pericoli pi� comuni che possono determinare l'insorgenza di un incendio e la sua propagazione.
2.2. CAUSE E PERICOLI DI INCENDIO PI� COMUNI
A titolo esemplificativo si riportano le cause e i pericoli di incendio pi� comuni:
b) accumulo di rifiuti, carta o altro materiale combustibile che pu� essere incendiato accidentalmente o deliberatamente;
l) inadeguata formazione professionale del personale sull'uso di materiali o attrezzature pericolose ai fini antincendio.
Dove � possibile, occorre che il quantitativo dei materiali infiammabili o facilmente combustibili sia limitato a quello strettamente necessario per la normale conduzione dell'attivit� e tenuto lontano dalle vie di esodo.
I lavoratori che manipolano sostanze infiammabili o chimiche pericolose devono essere adeguatamente addestrati sulle misure di sicurezza da osservare. I lavoratori devono essere anche a conoscenza delle propriet� delle sostanze e delle circostanze che possono incrementare il rischio di incendio.
I generatori di calore devono essere utilizzati in conformit� alle istruzioni dei costruttori. Speciali accorgimenti necessitano quando la fonte di calore � utilizzata per riscaldare sostanze infiammabili (per esempio l'impiego di oli e grassi in apparecchi di cottura).
I luoghi dove si effettuano lavori di saldatura o di taglio alla fiamma devono essere tenuti liberi da materiali combustibili ed � necessario tenere sotto controllo le eventuali scintille.
I condotti di aspirazione di cucine, forni, seghe e molatrici devono essere tenuti puliti per evitare l'accumulo di grassi o polveri
Nel caso debba provvedersi a un'alimentazione provvisoria di un'apparecchiatura elettrica, il cavo elettrico deve avere la lunghezza strettamente necessaria ed essere posizionato in modo da evitare possibili danneggiamenti.
I materiali facilmente combustibili e infiammabili non devono essere ubicati in prossimit� di apparecchi di illuminazione, in particolare dove si effettuano travasi di liquidi.
2.6 APPARECCHI INDIVIDUALI O PORTATILI DI RISCALDAMENTO Per quanto riguarda gli apparecchi di riscaldamento individuali o portatili, le cause pi� comuni di incendio includono il mancato rispetto di misure precauzionali, quali per esempio:
Occorre identificare le aree dove il fumare pu� costituire pericolo di incendio e disporne il divieto, in quanto la mancanza di disposizioni a riguardo � una delle principali cause di incendi.
Particolare attenzione deve essere prestata dove si effettuano i lavori a caldo (saldatura o uso di fiamme libere). Il luogo ove si effettuano tali lavori a caldo deve essere oggetto di preventivo sopralluogo per accertare che ogni materiale combustibile sia stato rimosso o protetto contro calore e scintille. Occorre mettere a disposizione estintori portatili e informare gli addetti al lavoro sul sistema di allarme antincendio esistente. Ogni area dove � stato effettuato un lavoro a caldo deve essere ispezionata dopo l'ultimazione dei lavori medesimi per assicurarsi che non ci siano materiali accesi o braci.
Le sostanze infiammabili devono essere depositate in luogo sicuro e ventilato. I locali ove tali sostanze vengono utilizzate devono essere ventilati e tenuti liberi da sorgenti di ignizione. Il fumo e l'uso di fiamme libere devono essere vietati quando si impiegano tali prodotti.
Le bombole di gas, quando non sono utilizzate, devono essere depositate all'esterno del luogo di lavoro.
L'accumulo di scarti di lavorazione deve essere evitato e ogni scarto o rifiuto deve essere rimosso giornalmente e depositato in un'area idonea preferibilmente fuori dell'edificio.
Le aree del luogo di lavoro che normalmente non sono frequentate da personale (cantinati, locali deposito) e ogni area dove un incendio potrebbe svilupparsi senza poter essere individuato rapidamente devono essere tenute libere da materiali combustibili non essenziali e devono essere adottate precauzioni per proteggere tali aree contro l'accesso di persone non autorizzate.
I lavoratori addetti alla prevenzione incendi devono effettuare regolari controlli sui luoghi di lavoro, finalizzati ad accertare l'efficienza delle misure di sicurezza antincendio.
Specifici controlli vanno effettuati al termine dell'orario di lavoro, affinch� il luogo stesso sia lasciato in condizioni di sicurezza.
a) controllare che tutte le porte resistenti al fuoco siano chiuse, qualora ci� sia previsto;
Misure relative alle vie d'uscita in caso di incendio
percorso protetto: percorso caratterizzato da un'adeguata protezione contro gli effetti di un incendio che pu� svilupparsi nella restante parte dell'edificio. Esso pu� essere costituito da un corridoio protetto, da una scala protetta o da una scala esterna;
uscita di piano: uscita che consente alle persone di non essere ulteriormente esposte al rischio diretto degli effetti di un incendio, e che pu� configurarsi come segue:
b) uscita che immette in un percorso protetto attraverso il quale pu� essere raggiunta l'uscita che immette in un luogo sicuro;
Ai fini del presente decreto, tenendo conto della probabile insorgenza di un incendio, il sistema di vie d'uscita deve garantire che le persone possano, senza assistenza esterna, utilizzare in sicurezza un percorso senza ostacoli e chiaramente riconoscibile fino a un luogo sicuro.
Nello stabilire se il sistema di vie d'uscita sia soddisfacente, occorre tenere presente: il numero di persone presenti, la loro conoscenza del luogo di lavoro, la loro capacit� di muoversi senza assistenza;
il numero delle vie d'uscita alternative disponibili.
3.3 Criteri generali di sicurezza per le vie d'uscita
Ai fini del presente decreto, nello stabilire se le vie d'uscita sono adeguate, occorre seguire i seguenti criteri;
a) ogni luogo di lavoro deve disporre di vie d'uscita alternative, a eccezione di quelli di piccole dimensioni o dei locali a rischio di incendio medio o basso;
b) ciascuna via d'uscita deve essere indipendente dalle altre e distribuita in modo che le persone possano ordinatamente allontanarsi da un incendio;
c) dove � prevista pi� di una via d'uscita la lunghezza del percorso per raggiungere la pi� vicina uscita di piano non dovrebbe essere superiore ai valori sottoriportati:
15 � 30 metri (tempo max di evacuazione 1 minuto) per aree a rischio di incendio elevato;
30 � 45 metri (tempo max di evacuazione 3 minuti) per aree a rischio di incendio medio;
45 � 60 metri (tempo max di evacuazione 5 minuti) per aree a rischio di incendio basso.
d) le vie d'uscita devono sempre condurre a un luogo sicuro;
e) i percorsi d'uscita in un'unica direzione devono essere evitati per quanto possibile.
Qualora non possano essere evitati, la distanza da percorrere fino a un'uscita di piano o fino al punto dove inizia la disponibilit� di due o pi� vie d'uscita, non dovrebbe eccedere in generale i valori sottoriportati:
6 � 15 metri (tempo di percorrenza 30 secondi) per aree a rischio elevato;
9 � 30 metri (tempo di percorrenza 1 minuto) per aree a rischio medio;
12 � 45 metri (tempo di percorrenza 3 minuti) per aree a rischio basso.
f) quando una via d'uscita comprende una porzione del percorso unidirezionale, la lunghezza totale del percorso non potr� superare i limiti imposti alla lett. c);
g) le vie d'uscita devono essere di larghezza sufficiente in relazione al numero degli occupanti e tale larghezza va misurata nel punto pi� stretto del percorso;
h) deve esistere la disponibilit� di un numero sufficiente di uscite di adeguata larghezza da ogni locale e piano dell'edificio;
i) le scale devono normalmente essere protette dagli effetti di un incendio tramite strutture resistenti al fuoco e porte resistenti al fuoco munite di dispositivo di autochiusura, a eccezione dei piccoli luoghi di lavoro a rischio di incendio medio o basso, quando la distanza da un qualsiasi punto del luogo di lavoro fino all'uscita su luogo sicuro non superi rispettivamente i valori di 45 e 60 metri (30 e 45 metri nel caso di una sola uscita);
l) le vie d'uscita e le uscite di piano devono essere sempre disponibili per l'uso e tenute libere da ostruzioni in ogni momento;
Nella scelta della lunghezza dei percorsi riportati nelle lett. c) ed e) del punto precedente occorre attestarsi, a parit� di rischio, verso i livelli pi� bassi nei casi in cui il luogo di lavoro sia:
Qualora il luogo di lavoro sia utilizzato principalmente da lavoratori e non vi sono depositati e/o manipolati materiali infiammabili, a parit� di livello di rischio possono essere adottate le distanze maggiori.
In molte situazioni � da ritenersi sufficiente disporre di una sola uscita di piano.
a) l'affollamento del piano � superiore a 50 persone
b) nell'area interessata sussistono pericoli di esplosione o specifici rischi di incendio e pertanto, indipendentemente dalle dimensioni dell'area o dall'affollamento, occorre disporre di almeno due uscite.
c) la lunghezza del percorso d'uscita, in un'unica direzione, per raggiungere l'uscita di piano, in relazione al rischio di incendio, supera i valori stabiliti al punto 3.3, lettera e).
Quando una sola uscita di piano non � sufficiente, il numero delle uscite dipende dal numero delle persone presenti (affollamento) e dalla lunghezza dei percorsi stabiliti al punto 3.3, lett. c)
- "A" rappresenta il numero delle persone presenti al piano (affollamento);
- il valore 0,60 costituisce la larghezza (espressa in metri) sufficiente al transito di una persona (modulo unitario di passaggio); - 50 indica il numero massimo delle persone che possono defluire attraverso un modulo unitario di passaggio, tenendo conto del tempo di evacuazione.
Il valore del rapporto A/50, se non � intero, va arrotondato al valore intero superiore.
La larghezza minima di un'uscita non pu� essere inferiore a 0,80 metri con tolleranza del 2%) e deve essere conteggiata pari a un modulo unitario di passaggio e pertanto sufficiente all'esodo di 50 persone nei luoghi di lavoro a rischio di incendio medio o basso.
Il principio generale di disporre di vie d'uscita alternative si applica anche alle scale.
Possono essere serviti da una sola scala gli edifici, di altezza antincendi non superiore a 24 metri (cos� come definita dal dm 30 novembre 1983), adibiti a luoghi di lavoro con rischio di incendio basso o medio, dove ogni singolo piano pu� essere servito da una sola uscita.
Per tutti gli edifici che non ricadono nella fattispecie precedente, devono essere disponibili due o pi� scale, fatte salve le deroghe previste dalla vigente normativa.
B) se le scale servono pi� di un piano al di sopra o al di sotto del piano terra, la larghezza della singola scala non deve essere inferiore a quella delle uscite di piano che si immettono nella scala, mentre la larghezza complessiva � calcolata in relazione all'affollamento previsto in due piani contigui, con riferimento a quelli aventi maggior affollamento.
Nel caso di edifici contenenti luoghi di lavoro a rischio di incendio basso o medio, la larghezza complessiva delle scale � calcolata con la seguente formula:
A* = affollamento previsto in due piani contigui, a partire dal l� piano f.t., con riferimento a quelli aventi maggior affollamento.
Affollamento l� piano = 60 persone
Massimo affollamento su due piani contigui = 170 persone Larghezza complessiva delle scale = (170/50) x 0,60 = 2,40 metri.
Se le misure di cui ai punti 3.3, 3.4, 3.5 e 3.6 non possono essere rispettate per motivi architettonici o urbanistici, il rischio per le persone presenti, per quanto attiene l'evacuazione del luogo di lavoro, pu� essere limitato mediante l'adozione di uno o pi� dei seguenti accorgimenti, da considerarsi alternativi a quelli dei punti 3.3,3.4,3.5 e 3.6 solo in presenza dei suddetti impedimenti architettonici o urbanistici:
a) risistemazione del luogo di lavoro e/o dell'attivit�, cos� che le persone lavorino il pi� vicino possibile alle uscite di piano ed i pericoli non possano interdire il sicuro utilizzo delle vie d'uscita;
b) riduzione del percorso totale delle vie d'uscita;
3.8 Misure per limitare la propagazione dell'incendio nelle vie d'uscita
A) accorgimenti per la presenza di aperture su pareti e/o solai. Le aperture o il passaggio di condotte o tubazioni su solai, pareti e soffitti possono contribuire in maniera significativa alla rapida propagazione di fumo, fiamme e calore e possono impedire il sicuro utilizzo delle vie d'uscita. Misure per limitare le conseguenze di cui sopra includono:
La velocit� di propagazione di un incendio lungo le superfici delle pareti e dei soffitti pu� influenzare notevolmente la sicurezza globale del luogo di lavoro e in particolare la possibilit� di uscita per le persone. Qualora lungo le vie d'uscita siano presenti significative quantit� di materiali di rivestimento che consentono una rapida propagazione dell'incendio, gli stessi devono essere rimossi o sostituiti con materiali che presentino un miglior comportamento al fuoco.
Preferibilmente le scale che servono i piani fuori terra non dovrebbero estendersi anche ai piani interrati, e ci� � particolarmente importante se si tratta dell'unica scala a servizio dell'edificio. Qualora una scala serva sia piani fuori terra che interrati, questi devono essere separati rispetto al piano terra da porte resistenti al fuoco.
Dove � prevista una scale esterna, � necessario assicurarsi che l'utilizzo della stessa, al momento dell'incendio, non sia impedito dalle fiamme, fumo e calore che fuoriescono da porte, finestre o altre aperture esistenti sulla parete esterna su cui � ubicata la scala.
3.9 Porte installate lungo le vie d'uscita
Le porte installate lungo le vie d'uscita e in corrispondenza delle porte di piano devono aprirsi nel verso dell'esodo.
L'apertura nel verso dell'esodo non � richiesta quando possa determinare pericoli per passaggio di mezzi o per altre cause, fatta salva l'adozione di accorgimenti atti a garantire condizioni di sicurezza equivalente.
In ogni caso, l'apertura nel verso dell'esodo � obbligatoria quando:
b) la porta � situata al piede o vicino al piede di una scala;
c) la porta serve un'area a elevato rischio di incendio.
L'utilizzo di porte resistenti al fuoco installate lungo le vie d'uscita e dotate di dispositivo di autochiusura pu� in alcune situazioni determinare difficolt� sia per i lavoratori sia per le altre persone che normalmente devono circolare lungo questi percorsi. In tali circostanze le suddette porte possono essere tenute in posizione aperta tramite appositi dispositivi elettromagnetici che ne consentano il rilascio a seguito:
dell'attivazione di rivelatori fumo posti in vicinanza delle porte
dell'attivazione di un sistema allarme incendio;
Il datore di lavoro o persona addetta deve assicurarsi, all'inizio della giornata lavorativa, che le porte in corrispondenza delle uscite di piano e quelle da utilizzare lungo le vie di esodo non siano chiuse a chiave o, nel caso siano previsti accorgimenti antintrusione, possano essere aperte facilmente e immediatamente dall'interno senza l'uso di chiavi.
Tutte le porte delle uscite che devono essere tenute chiuse durante l'orario di lavoro e per le quali � obbligatoria l'apertura nel verso dell'esodo devono aprirsi a semplice spinta dall'interno.
Una porta scorrevole non deve essere utilizzata quale porta di una uscita di piano. Tale tipo di porta pu� per� essere utilizzata, se � del tipo ad azionamento automatico, e pu� essere aperta nel verso dell'esodo a spinta con dispositivo opportunamente segnalato e restare in posizione di apertura in mancanza di alimentazione elettrica.
Una porta girevole su asse verticale non pu� essere utilizzata in corrispondenza di un'uscita di piano. Qualora sia previsto un tale tipo di porta, occorre che nelle immediate vicinanze della stessa sia installata una porta apribile a spinta opportunamente segnalata.
3.12 Segnaletica indicante le vie d'uscita
Le vie d'uscita e le uscite di piano devono essere chiaramente indicate tramite segnaletica conforme alla vigente normativa.
3.13 Illuminazione delle vie d'uscita Tutte le vie d'uscita, inclusi anche i percorsi esterni devono essere adeguatamente illuminati per consentire la loro percorribilit� in sicurezza fino all'uscita su luogo sicuro.
Nelle aree prive di illuminazione naturale o utilizzate in assenza di illuminazione naturale, deve essere previsto un sistema di illuminazione di sicurezza con inserimento automatico in caso di interruzione dell'alimentazione di rete.
3.14 Divieti da osservare lungo le vie d'uscita
Lungo le vie d'uscita occorre che sia vietata l'installazione di attrezzature che possono costituire pericoli potenziali di incendio od ostruzione delle stesse. Si riportano di seguito esempi di installazioni da vietare lungo le vie di uscita e in particolare lungo i corridoi e le scale:
Macchine di vendita e di giuoco nonch� fotocopiatrici possono essere installate lungo le vie d'uscita purch� non costituiscano rischio di incendio n� ingombro non consentito.
L'obiettivo delle misure per la rivelazione degli incendi e l'allarme � di assicurare che le persone presenti nel luogo di lavoro siano avvisate di un principio di incendio prima che esso minacci la loro incolumit�. L'allarme deve dare avvio alla procedura per l'evacuazione del luogo di lavoro nonch� l'attivazione delle procedure d'intervento.
Nei piccoli luoghi di lavoro a rischio di incendio basso o medio, il sistema per dare l'allarme pu� essere semplice. Per esempio, qualora tutto il personale lavori nello stesso ambiente, un allarme dato a voce pu� essere adeguato.
I pulsanti per attivare gli allarmi elettrici o altri strumenti di allarme devono essere chiaramente indicati affinch� i lavoratori e altre persone presenti possano rapidamente individuarli. Il percorso massimo per attivare un dispositivo di allarme manuale non deve superare 30 metri.
Normalmente i pulsanti di allarme devono essere posizionati negli stessi punti su tutti i piani e vicini alle uscite di piano, cos� che possano essere utilizzati dalle persone durante l'esodo.
Il segnale di allarme deve essere udibile chiaramente in tutto il luogo di lavoro o in quelle parti dove l'allarme � necessario. In quelle parti dove il livello di rumore pu� essere elevato, o in quelle situazioni dove il solo allarme acustico non � sufficiente, devono essere installati in aggiunta agli allarmi acustici anche segnalazioni ottiche. I segnali ottici non possono mai essere utilizzati come unico mezzo allarme.
4.4 Procedure di allarme Normalmente le procedure di allarme sono a unica fase, cio�, al suono dell'allarme prende il via l'evacuazione totale. Tuttavia, in alcuni luoghi pi� complessi risulta pi� appropriato un sistema di allarme a pi� fasi per consentire l'evacuazione in due o pi� fasi successive. Occorre prevedere opportuni accorgimenti in luoghi dove c'� notevole presenza di pubblico.
Un sistema di allarme progettato per un'evacuazione in due fasi d� un allarme di evacuazione con un segnale continuo nell'area interessata dall'incendio o in prossimit� di questa, mentre le altre aree dell'edificio sono interessate da un segnale di allerta intermittente, che non deve essere inteso come un segnale di evacuazione totale.
Qualora la situazione diventi grave, il segnale intermittente deve essere cambiato in segnale di evacuazione (continuo) e solo in tale circostanza la restante parte dell'edificio � evacuata totalmente.
Un sistema di allarme basato sull'evacuazione progressiva deve prevedere un segnale di evacuazione (continuo) nel piano di origine dell'incendio o in quello immediatamente sovrastante. Gli altri piani sono solo allertati con un apposito segnale e messaggio tramite altoparlante.
Dopo che il piano interessato dall'incendio e quello sovrastante sono stati evacuati, se necessario, il segnale di evacuazione sar� esteso agli altri piani, normalmente quelli posti al di sopra del piano interessato dall'incendio e i piani cantinati, e si provveder� a una evacuazione progressiva piano per piano.
In edifici alti (con altezza antincendio oltre 24 metri) l'evacuazione progressiva non pu� essere attuata senza prevedere un'adeguata compartimentazione, sistemi di spegnimento automatici, sorveglianza ai piani e un centro di controllo.
Negli ambienti di lavoro con notevole presenza di pubblico si rende spesso necessario prevedere un allarme iniziale riservato ai lavoratori addetti alla gestione dell'emergenza e alla lotta antincendio, in modo che questi possano tempestivamente mettere in atto le procedure pianificate di evacuazione e di primo intervento. In tali circostanze, idonee precauzioni devono essere prese per l'evacuazione totale.
Mentre un allarme sonoro � normalmente sufficiente, in particolari situazioni, con presenza di notevole affollamento di pubblico, pu� essere previsto anche un apposito messaggio preregistrato, che viene attivato dal sistema di allarme antincendio tramite altoparlanti. Tale messaggio deve annullare ogni altro messaggio sonoro o musicale.
Lo scopo della rivelazione precoce in un incendio � di allertare le persone presenti in tempo utile per abbandonare l'area dell'incendio finch� la situazione sia ancora relativamente sicura.
Nella gran parte dei luoghi di lavoro un sistema di rivelazione incendio a comando manuale pu� essere sufficiente, tuttavia ci sono delle circostanze in cui una rivelazione automatica di incendio � da ritenersi essenziale ai fini della sicurezza delle persone.
Nei luoghi di lavoro costituiti da attivit� ricettive, l'installazione di impianti di rivelazione automatica di incendio deve essere normalmente prevista. In altri luoghi di lavoro dove il sistema di vie di esodo non rispetta le misure indicate nel presente allegato, si pu� prevedere l'installazione di un sistema automatico di rivelazione quale misura compensativa
Un impianto automatico di rivelazione pu� essere previsto in aree non frequentate ove un incendio potrebbe svilupparsi ed essere scoperto solo dopo che ha interessato le vie di esodo.
miglioramento dell'impianto di allarme elettrico, prevedendo un sistema di altoparlanti o allarmi luminosi;
L'acqua, la schiuma e la polvere sono le sostanze estinguenti pi� comunemente utilizzate per tali incendi.
Per questo tipo di incendi gli estinguenti pi� comunemente utilizzati sono costituiti da schiuma, polvere e anidride carbonica.
L'intervento principale contro tali incendi � quello di bloccare il flusso di gas chiudendo la valvola di intercettazione od otturando la falla. A tale proposito si richiama il fatto che esiste il rischio di esplosione se un incendio di gas viene estinto prima di intercettare il flusso del gas.
Nessuno degli estinguenti normalmente utilizzati per gli incendi di classe A e B � idoneo per incendi di sostanze metalliche che bruciano (alluminio, magnesio, potassio, sodio). In tali incendi occorre utilizzare delle polveri speciali e operare con personale particolarmente addestrato. Incendi di impianti e attrezzature elettriche sotto tensione. Gli estinguenti specifici per incendi di impianti elettrici sono costituiti da polveri dielettriche e da anidride carbonica.
Il numero e la capacit� estinguente degli estintori portatili devono rispondere ai valori indicati nella tabella I, per quanto attiene gli incendi di classe A e B ed ai criteri di seguito indicati:
5.3 Impianti fissi di spegnimento manuali e automatici In relazione alla valutazione dei rischi, ed in particolare quando esistono particolari rischi di incendio che non possono essere rimossi o ridotti, in aggiunta agli estintori occorre prevedere impianti di spegnimento fissi, manuali o automatici.
L'impiego dei mezzi o impianti di spegnimento non deve comportare ritardi per quanto concerne l'allarme e la chiamata dei vigili del fuoco, n� per quanto attiene l'evacuazione da parte di coloro che non sono impegnati nelle operazioni di spegnimento.
La presenza di impianti automatici riduce la probabilit� di un rapido sviluppo dell'incendio e pertanto ha rilevanza nella valutazione del rischio globale.
Qualora sia presente un impianto di allarme, a questo deve essere collegato l'impianto automatico di spegnimento.
Gli estintori portatili devono essere ubicati preferibilmente lungo le vie d'uscita, in prossimit� delle uscite e fissati a muro.
Gli idranti e i naspi antincendio devono essere ubicati in punti visibili e accessibili lungo le vie d'uscita, con esclusione della scale. La loro distribuzione deve consentire di raggiungere ogni punto della superficie protetta almeno con il getto di una lancia.
6.1 Generalit�
sorveglianza: controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali accertabili tramite esame visivo. La sorveglianza pu� essere effettuata dal personale normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni:
controllo periodico: insieme di operazioni da effettuarsi con frequenza almeno semestrale, per verificare la completa e corretta funzionalit� delle attrezzature e degli impianti;
manutenzione ordinaria: operazione che si attua in loco, con strumenti e attrezzi di uso corrente. Essa si limita a riparazioni di lieve entit�, abbisognevoli unicamente di minuterie e comporta l'impiego di materiali di consumo di uso corrente o la sostituzione di parti di modesto valore espressamente previste;
manutenzione straordinaria: intervento di manutenzione che non pu� essere eseguito in loco o che, pur essendo eseguito in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni particolari o che comporti sostituzioni di intere parti di impianto o la completa revisione o sostituzione di apparecchi per i quali non sia possibile o conveniente la riparazione.
Tutte le porte sulle vie di uscita devono essere regolarmente controllate per assicurare che si aprano facilmente. Ogni difetto deve essere riparato il pi� presto possibile e ogni ostruzione deve essere immediatamente rimossa.
Le porte munite di dispositivi di chiusura automatici devono essere controllate periodicamente per assicurare che i dispositivi siano efficienti e che le porte si chiudano perfettamente. Tali porte devono essere tenute libere da ostruzioni. La segnaletica direzionale e delle uscite deve essere oggetto di sorveglianza per assicurarne la visibilit� in caso di emergenza.
Il datore di lavoro � responsabile del mantenimento delle condizioni di efficienza delle attrezzature e impianti di protezione antincendio. ,
Il datore di lavoro deve attuare la sorveglianza, il controllo e la manutenzione delle attrezzature e impianti di protezione antincendio in conformit� a quanto previsto dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti. Scopo dell'attivit� di sorveglianza, controllo e manutenzione � quello di rilevare e rimuovere qualunque causa, deficienza, danno o impedimento che possa pregiudicare il corretto funzionamento ed uso dei presidi antincendio.
L'attivit� di controllo periodica e la manutenzione deve essere eseguita da personale competente e qualificato.
7.1 Generalit�
E' obbligo del datore di lavoro fornire ai lavoratori un'adeguata informazione e formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio.
Il datore di lavoro deve provvedere affinch� ogni lavoratore riceva un'adeguata informazione su:
a) rischi di incendio legati all'attivit� svolta;
divieto di utilizzo degli ascensori per l'evacuazione in caso di incendio;
modalit� di apertura delle porte delle uscite.
azionamento dell'allarme;
procedure da attuare all'attivazione dell'allarme e di evacuazione fino al punto di raccolta in luogo sicuro;
Nei piccoli luoghi di lavoro l'informazione pu� limitarsi ad avvertimenti antincendio riportati tramite apposita cartellonistica.
Nei luoghi di lavoro ove, ai sensi dell'art. 5 del presente decreto ricorre l'obbligo della redazione del piano di emergenza connesso con la valutazione dei rischi, i lavoratori devono partecipare a esercitazioni antincendio, effettuate almeno una volta l'anno, per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento.
identificare l'ubicazione delle attrezzature di spegnimento,
I lavoratori devono partecipare all'esercitazione e, qualora ritenuto opportuno, anche il pubblico. Tali esercitazioni non devono essere svolte quando siano presenti notevoli affollamenti o persone anziane o inferme.
Nei luoghi di lavoro di grandi dimensioni, in genere, non dovr� essere messa in atto un'evacuazione simultanea dell'intero luogo di lavoro. In tali situazioni l'evacuazione da ogni specifica area del luogo di lavoro deve procedere fino a un punto che possa garantire a tutto il personale di individuare il percorso fino a un luogo sicuro.
Nei luoghi di lavoro di grandi, dimensioni, occorre incaricare degli addetti, opportunamente informati, per controllare l'andamento dell'esercitazione e riferire al datore di lavoro su eventuali carenze.
siano stati effettuati lavori che abbiano comportato modifiche alle vie d'esodo.
Quando nello stesso edificio esistono pi� datori di lavoro l'amministrazione condominiale promuove la collaborazione tra di essi per la realizzazione delle esercitazioni antincendio.
7.5 Informazione scritta sulle misure antincendio L'informazione e le istruzioni antincendio possono essere fornite ai lavoratori predisponendo avvisi scritti che riportino le azioni essenziali che devono essere attuate in caso di allarme o di incendio.
8.1 Generalit�
b) le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti,
il numero di addetti all'attuazione e al controllo del piano nonch� all'assistenza per l'evacuazione (addetti alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio, pronto soccorso);
e) le specifiche misure per le aree a elevato rischio d'incendio;
8.3 ASSISTENZA ALLE PERSONE DISABILI IN CASO DI INCENDIO 8.3.1 Generalit�
Il datore di lavoro deve individuare le necessit� particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro.
Occorre altres� considerare le altre persone disabili che possono avere accesso nel luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati e i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve essere predisposto tenendo conto delle loro invalidit�.
8.3.2 Assistenza alle persone che utilizzano sedie a rotelle e a quelle con mobilit� ridotta
Nel predisporre il piano di emergenza, il datore di lavoro deve prevedere un'adeguata assistenza alle persone disabili che utilizzano sedie a rotelle e a quelle con mobilit� limitata.
Gli ascensori non devono, essere utilizzati per l'esodo, salvo che siano stati appositamente realizzati per tale scopo.
8.3.3 Assistenza alle persone con visibilit� o udito menomato o limitato
Il datore di lavoro deve assicurare che i lavoratori con visibilit� limitata, siano in grado di percorrere le vie di uscita.
In caso di evacuazione del luogo di lavoro, occorre che i lavoratori fisicamente idonei e appositamente incaricati, guidino le persone con visibilit� menomata o limitata.
Durante tutto il periodo dell'emergenza occorre che un lavoratore, appositamente incaricato, assista le persone con visibilit� menomata o limitata.
Nel caso di persone con udito limitato o menomato esiste la possibilit� che non sia percepito il segnale di allarme, in tali circostanze occorre che una persona, appositamente incaricata, allerti l'individuo menomato.
8.3.4 Utilizzo di ascensori Persone disabili possono utilizzare un ascensore solo se � un ascensore predisposto per l'evacuazione o � un ascensore antincendio e inoltre tale impiego deve avvenire solo sotto il controllo di personale pienamente a conoscenza delle procedure di evacuazione.
Contenuti minimi dei corsi di formazione per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, in relazione al livello di rischio dell'attivit�
9.1 Generalit�
I contenuti minimi dei corsi di formazione per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze in caso di incendio, devono essere correlati alla tipologia delle attivit� ed al livello di rischio di incendio delle stesse, nonch� agli specifici compiti affidati ai lavoratori.
Tenendo conto dei suddetti criteri si riporta a titolo esemplificativo un'elencazione di attivit� inquadrabili nei livelli di rischio elevato, medio e basso nonch� i contenuti minimi e le durate dei corsi di formazione a esse correlati. I contenuti previsti nel presente allegato possono essere oggetto di adeguata integrazione in relazione a specifiche situazioni di rischio.
9.2 Attivit� a rischio di incendio elevato
A titolo esemplificativo e non esaustivo si riporta un elenco di attivit� da considerare a elevato rischio di incendio:
I corsi di formazione per gli addetti nelle soprariportate attivit� devono essere basati sui contenuti e durate riportate nel corso C.
9.3 Attivit� a rischio di incendio medio
Rientrano in tale categoria di attivit�:
a) i luoghi di lavoro compresi nell'allegato al D.M. 16/2/1982 e nelle tabelle A e B annesse al DPR n. 689 del 1959, con esclusione delle attivit� considerate a rischio elevato;
La formazione dei lavoratori addetti in tali attivit� deve essere basata sui contenuti del corso B.
9.4 Attivit� a rischio di incendio basso
Rientrano in tale categoria di attivit� quelle non classificabili a medio ed elevato rischio e dove, in generale, sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilit� di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilit� di propagazione delle fiamme. La formazione dei lavoratori addetti in tali attivit� deve essere basata sui contenuti del corso A
Corso A: corso per addetti antincendio in attivit� a rischio di incendio basso (durata 4 ore)
Corso B: corso per addetti antincendio in attivit� a rischio di incendio medio (durata 8 ore)
Presa visione e chiarimenti sui mezzi di estinzione pi� diffusi;
esercitazioni sull'uso degli estintori portatili e modalit� di utilizzo di naspi e idranti.
Corso C: corso per addetti antincendio in attivit� a rischio di incendio elevato (durata 16 ore)
modalit� di evacuazione;
modalit� di chiamata dei servizi di soccorso;
esemplificazione di una situazione di emergenza e modalit� procedurali - operative.
Luoghi di lavoro ove si svolgono attivit� previste dall'art. 6, comma 3
Si riporta l'elenco dei luoghi di lavoro ove si svolgano attivit� per le quali, ai sensi dell'art. 6, comma 3, � previsto che i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, conseguano l'attestato di idoneit� tecnica di cui all'art. 3 della legge 28/11/1996, n. 609;
g) attivit� commerciali e/o espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 5.000 m2