Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-351-cod-proc-penale-altre-sommarie-informazioni
Timestamp: 2018-12-18 22:24:45+00:00
Document Index: 158867592

Matched Legal Cases: ['art. 351', 'art. 351', 'art. 351', 'art. 195', 'art. 351', 'art. 197']

Art. 351 cod. proc. penale: Altre sommarie informazioni | La Legge per tutti
1-bis. All’assunzione di informazioni da persona imputata in un procedimento connesso ovvero da persona imputata di un reato collegato a quello per cui si procede nel caso previsto dall’articolo 371 comma 2 lettera b), procede un ufficiale di polizia giudiziaria. La persona predetta, se priva del difensore, è avvisata che è assistita da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia. Il difensore deve essere tempestivamente avvisato e ha diritto di assistere all’atto.
1‐ter. Nei procedimenti per i delitti previsti dagli articoli 572,600, 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 609-undecies e 612-bis del codice penale, la polizia giudiziaria, quando deve assumere sommarie informazioni da persone minori, si avvale dell’ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nominato dal pubblico ministero.
Tribunale La Spezia 04 novembre 2014 n. 1107
Cassazione penale sez. III 10 dicembre 2013 n. 3651
L'inosservanza della disposizione di cui all'art. 351, comma 1 ter, c.p.p., secondo cui, nei procedimenti relativi a determinati delitti, la polizia giudiziaria, quando deve assumere sommarie informazioni da persone minori, si avvale dell'ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nominato dal p.m., non comporta la nullità delle dichiarazioni assunte, ma può assumere rilievo ai fini di una responsabilità disciplinare e può incidere sulla valutazione di attendibilità dei contenuti dichiarativi. (Rigetta, Trib. lib. Trieste, 18/07/2013 )
La testimonianza indiretta degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria è sempre preclusa in riferimento al contenuto delle dichiarazioni acquisite da testimoni con le modalità di cui agli art. 351 e 357 c.p.p., mentre è invece ammessa quando concerne dichiarazioni che non sono tecnicamente "ricevute" dall'ufficiale o agente di polizia giudiziaria, in quanto non a lui dirette, ma percepite al di fuori di uno specifico contesto procedimentale di acquisizione e, dunque, al di fuori di un dialogo tra teste e ufficiale o agente di polizia giudiziaria, ciascuno nella propria qualità. (Fattispecie di dichiarazioni rese spontaneamente ai militari operanti nel corso dell'esecuzione di un fermo e, pertanto, nel contesto di un'attività di polizia giudiziaria non finalizzata all'assunzione di una prova dichiarativa).
Cassazione penale sez. VI 11 aprile 2013 n. 17138
L’assunzione di sommarie informazioni da un minore in un procedimento per i reati elencati dall’art. 351 comma 1 ter c.p.p. non richiede obbligatoriamente l’assistenza di un esperto in psicologia e psichiatria infantile, non essendo questa imposta dalla legge, né prevista a pena di inutilizzabilità. La presenza dell’esperto è piuttosto cautela rimessa alla valutazione della polizia giudiziaria e del p.m., ai fini del giudizio di attendibilità e genuinità delle dichiarazioni del minore.
Gli appartenenti alla polizia giudiziaria possono legittimamente deporre sul contenuto delle dichiarazioni loro rese oralmente dalle persone offese di un delitto e riportate in sintesi nelle annotazioni che corredano la notizia di reato, non ostandovi né il disposto di cui all'art. 195, comma 4, c.p.p., relativo soltanto alle dichiarazioni acquisite con le modalità di cui agli art. 351 e 357, comma 2, lett. a) e b), c.p.p., né quello di cui all'art. 197, lett. d), c.p.p., non rientrando tra gli "ausiliari" del giudice o del p.m., cui si riferisce detta ultima norma, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria in relazione all'attività da essi compiuta nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.
Cassazione penale sez. II 22 settembre 2011 n. 36483