Source: https://www.ingenio-web.it/6864-lavori-pubblici-come-trattare-correttamente-i-costi-della-manodopera-e-della-sicurezza
Timestamp: 2020-01-25 01:30:40+00:00
Document Index: 93898970

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 81', 'art. 44', 'art. 82', 'art. 95', 'art. 100']

﻿Lavori Pubblici: Come trattare correttamente i costi della manodopera e della sicurezza
Lavori Pubblici: Come trattare correttamente i costi della manodopera e della sicurezza
Furcolo Nicola - Redazione Biblus-net 12/06/2017 11288
Come trattare i costi della manodopera e della sicurezza nella contabilità dei lavori pubblici: analisi teoriche e casi pratici
In questo articolo analizziamo l'evoluzione normativa della materia, relativa allo scorporo del costo della manodopera dall'importo assoggettato a ribasso, e affrontiamo la questione dei costi della sicurezza, con l'ausilio di esempi pratici analizzati con software. In allegato proponiamo anche i file utilizzati per formulare l'esempio.
Prima di entrare nel merito delle varie disposizioni normative, occorre fare una premessa: la retribuzione della manodopera è già salvaguardata dal nostro sistema normativo e costituzionale; in particolare la Costituzione all'art. 36 stabilisce che il "lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".
Tutti gli interventi normativi, che si sono susseguiti, hanno generato caos tra le amministrazioni e gli operatori del settore, addirittura paralizzando per un certo periodo l'intero mercato degli appalti in Italia. Si sono manifestate difficoltà operative sia per le stazioni appaltanti in fase di redazione dei bandi che per gli operatori in fase di contabilità dell'opera. Inoltre sono emerse svariate interpretazioni operative, tra cui anche quella di considerare l'importo della manodopera, al pari di quello della sicurezza, da scorporare dagli importi assoggettati a ribasso nel SAL (stato avanzamento lavori).
Il primo tentativo risale al 2011, con il cosiddetto "decreto sviluppo" (dl 70/2011). Scopo della norma era proprio quello di "scongiurare comportamenti illeciti dovuti alla necessità di compensare gli eccessivi ribassi agendo sui minimi salariali o attraverso l’utilizzo irregolare di manodopera".
In particolare, la norma introduceva il comma 3-bis all'art. 81 del dlgs 163/2006 (Codice appalti) che recitava:
La stessa Autorità di Vigilanza (AVCP, oggi Anac), nel documento con le prime indicazioni sui bandi tipo evidenziò una serie di criticità che inducevano a "riflettere sulla applicabilità concreta della disposizione".
ITACA, dal canto suo, pubblicò un documento con le linee guida in cui proponeva di distinguere nell'analisi le componenti relative a:
La norma ebbe vita breve e fu abrogata dopo pochi mesi dall'art. 44 del dl 201/2011 (decreto Monti - Salva Italia).
Il "decreto del fare" (dl 69/2013) torna sulla questione del costo della manodopera, riproponendo le problematiche che già nel 2011 avevano creato problemi al settore degli appalti pubblici.
Anche questa volta, a detta dell'Autorità (Atto di segnalazione n. 2 del 19 marzo 2014), la norma presentava notevoli criticità connesse alla sua interpretazione ed applicazione, che la rendevano inapplicabile.
Inoltre, una peculiarità di questa previsione è la scelta del legislatore di limitare la norma solo agli appalti aggiudicati con criterio del minor prezzo, senza l'estensione a quelli aggiudicati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
La previsione di scorporare il costo della manodopera dagli importi soggetti a ribasso scompare nel nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016) pubblicato in Gazzetta nell'aprile del 2016.
La norma definita dall'art. 82 comma 3-bis del vecchio Codice è sostituita dalla ben più semplice indicazione dell'art. 95 comma 10, secondo il quale è onere dell’operatore economico indicare i propri costi aziendali, concernenti salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
a. non rispetta gli obblighi di cui all'articolo 30, comma 3.
b. non rispetta gli obblighi di cui all'articolo 105;
c. sono incongrui gli oneri aziendali della sicurezza di cui all'articolo 95, comma 9, rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi e delle forniture;
d. il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all'articolo 23, comma 16
la stazione appaltante individua nei documenti del bando l'importo della manodopera
l'impresa indica nell'offerta economica il costo della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
Chiarito, dunque, che secondo le regole attuali i soli costi da non ribassare (scorporati dall'importo soggetto a ribasso) sono quelli della sicurezza e non quelli della manodopera e chiarito che la manodopera non deve essere ribassata a prescindere dalle norme sugli appalti, analizziamo la questione relativa a costi della sicurezza e oneri aziendali.
I costi della sicurezza sono definiti all'art. 100 del dlgs 81/2008. I costi della sicurezza derivano dall'analisi eseguita dalla stazione appaltante o dal CSP (Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione), ove nominato, all'interno del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento).
delle misure di coordinamento relative all'uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva
Dunque, i costi della sicurezza sono legati alla discrezionalità delle scelte tecniche fatte dal committente dell’opera, dal suo progettista, rese applicative dal coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e stimate all'interno del PSC.
Tali oneri sono già ricompresi nelle spese generali dell'impresa. A titolo di esempio, tra gli oneri aziendali della sicurezza, ne elenchiamo alcuni:
Si tratta di somme conseguenti ad attività che l’appaltatore deve porre in essere 'ex lege'. Devono essere indicati esplicitamente dal concorrente in sede di offerta.
i costi della manodopera sono liberamente valutabili dal concorrente, nel rispetto assoluto dei minimi salariali e degli obblighi contributivi; non devono essere scorporati dall'importo assoggettato a ribasso e devono superare il giudizio di congruità in sede di verifica delle offerte anormalmente basse
gli oneri della sicurezza aziendale sono liberamente valutabili dal concorrente, nel rispetto del DVR; devono essere specificati nell'offerta e devono superare il giudizio di congruità in sede di verifica delle offerte anormalmente basse
Pertanto, in fase di contabilità dell'opera, nei SAL i soli costi da non ribassare sono quelli della sicurezza.
Contabilità lavori e costi della sicurezza, esempio pratico con l'ausilio del software
Ipotizziamo di avere il seguente appalto…