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Timestamp: 2018-10-15 09:01:20+00:00
Document Index: 62116061

Matched Legal Cases: ['art.828', 'art.8', 'art.67', 'art. 37', 'art. 51', 'art. 591']

R E L A Z I O N E sull amministrazione della giustizia nel distretto della Corte di Appello di Milano - PDF
R E L A Z I O N E sull amministrazione della giustizia nel distretto della Corte di Appello di Milano
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1 Giovanni Canzio Presidente della Corte di Appello di Milano R E L A Z I O N E sull amministrazione della giustizia nel distretto della Corte di Appello di Milano Assemblea Generale Milano, 28 gennaio 2012
2 Giovanni Canzio Presidente della Corte di Appello di Milano Relazione sull amministrazione della giustizia nel distretto della Corte di Appello di Milano Introduzione Saluto cordialmente gli illustri ospiti che hanno inteso onorarci della loro presenza: i rappresentanti del Consiglio Superiore della Magistratura e del Ministro della Giustizia, le Autorità religiose, civili e militari, le rappresentanze delle Forze dell Ordine, la Stampa, gli Avvocati, i tanti Amici. Un saluto affettuoso e riconoscente va innanzi tutto ai Magistrati, togati e onorari, i quali, in silenzio e in condizioni difficili, danno ogni giorno un contributo essenziale all attuazione della giurisdizione. Quanto al ruolo e alla funzione degli Avvocati, è con grande soddisfazione e spirito di riconoscenza che intendo rilevare l esemplare clima di dialogo e di collaborazione che si è instaurato in questo Distretto tra Magistratura e Avvocatura, per quanto riguarda la predisposizione e l attuazione dei Protocolli di udienza, la costituzione dell Ufficio del giudice, la partecipazione e il contributo al Consiglio Giudiziario, le iniziative di formazione professionale, il significativo supporto organizzativo e finanziario in taluni settori in cui è più marcata la scarsità delle risorse. Ho menzionato l impegno dei Magistrati e degli Avvocati, ma sento il pressante obbligo di manifestare la mia speciale gratitudine al Personale amministrativo del Distretto per il gravoso impegno che assolve quotidianamente, talora in condizioni davvero avverse, dimostrando spirito di sacrificio, senso dell Istituzione e consapevolezza dell efficienza e qualità del servizio che l Amministrazione della giustizia deve offrire alla collettività. 1
3 Parte I Il bilancio e l organizzazione dei servizi e delle attività della Corte di Appello I.1 La Corte di Appello: il settore civile I. La giustizia civile In Corte di Appello il settore civile mostra un lieve incremento dell arretrato (+0,5%), anche se inferiore rispetto al settore penale (+11%): al 31 dicembre 2011 i procedimenti pendenti sono oltre Nell anno appena concluso si è registrata una diminuzione delle sopravvenienze (-5,9%). L indice di ricambio, cioè il rapporto tra definiti e sopravvenuti riportato a cento, se pure migliore rispetto all anno precedente, non è stato però sufficiente a intaccare l arretrato, in quanto l analisi dei flussi evidenzia un leggero aumento nelle pendenze dei procedimenti a cognizione ordinaria e una diminuzione nel settore famiglia e nelle altre materie. Flusso dei procedimenti civili Materia civile Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Variazione % 2010 su 2009 Variazione % 2011 su 2010 Pendenti iniziali ,9% 2,5% Sopravvenuti ,8% 5,9% Esauriti totali ,4% 1,4% Pendenti finali ,7% 0,5% Indice di ricambio ,6% 4,8% 2
4 L oggetto di controversia più ricorrente nel settore civile riguarda i contratti e le obbligazioni, con una sopravvenienza di ben fascicoli per questa tipologia, seguito dalle controversie in materia di responsabilità extracontrattuale (589) e in materia di proprietà (473). Materia Pendenti iniziali Sopravv. Esauriti totali Pendenti finali Pendenti iniziali Sopravv. Esauriti totali Pendenti finali Appello cognizione ordinaria tra i quali Contratti e obbligazioni tra i quali Mediazione tra i quali Responsabilità professionale tra i quali Diritti reali e possesso (Proprietà) tra i quali Fallimento tra i quali Locazione e comodato tra i quali Responsabilità extracontrattuale tra i quali Successioni Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/ Appello Marchi e Brevetti Nelle diverse Sezioni, i procedimenti pendenti e quelli definiti hanno un andamento pressoché parallelo: nelle materie del contenzioso ordinario e degli altri affari civili la situazione è, infatti, negli ultimi quattro anni sostanzialmente in pareggio, eccettuata la prima Sezione in lieve sbilancio, mentre in controtendenza è la Sezione famiglia che presenta un calo dei carichi pendenti e, negli ultimi anni, un numero di fascicoli esauriti superiore ai pervenuti, con un indice di ricambio pari a 112 nel 2010 e 102 nel
5 Materia Pendenti iniziali Sopravv. Esauriti totali Pendenti finali Pendenti iniziali Sopravv. Esauriti totali Pendenti finali Famiglia Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/ Delibazioni ai sensi dell'art.67 L.218/ Appello famiglia Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Nell anno 2011 si è registrata una lieve riduzione nelle sopravvenienze dei procedimenti di volontaria giurisdizione che ricomprendono, oltre alla materia della famiglia, le richieste di indennizzo per l irragionevole durata dei processi (c.d. Legge Pinto), trattati dalla seconda Sezione con riferimento ai procedimenti svolti presso gli uffici giudiziari di Torino, e materie eterogenee come le opposizioni a sanzioni amministrative (della Banca d Italia o della Consob) e disciplinari (degli Ordini professionali). Materia Pendenti iniziali Sopravv. Esauriti totali Pendenti finali Pendenti finali Sopravv. Esauriti totali Pendenti finali Volontaria giurisdizione Appello volontaria giurisdizione Grazie a un costante incremento della produttività e ad una sensibile diminuzione dei ricorsi in materia di equa riparazione, passati dai 256 del 2010 ai 151 pervenuti sino al 31 dicembre 2011, in quest anno si è verificata un inversione di tendenza nell arretrato che, per la prima volta dopo alcuni anni, ha registrato un calo. Equa riparazione Titolo asse Sopravvenuti Esauriti totali Pendenti finali
6 Va inoltre segnalato il dato positivo rappresentato dalla percentuale di ricorsi per cassazione avverso le sentenze emesse dalla Corte di Appello, pari al 27%, ancora in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Preme sottolineare, a dimostrazione della qualità del lavoro svolto, che la percentuale di accoglimento dei ricorsi, totale o nella maggior parte dei casi parziale, si attesta attorno al 27%, dato decisamente inferiore a quello nazionale del 37%. Si tratta di valori positivi se rapportati all imprescindibile parametro qualitativo della stabilità delle decisioni, emesse peraltro in tempi ragionevoli, come testimonia il numero assai modesto di ricorsi per eccessiva durata dei procedimenti presentati ai sensi della legge n. 89/2001 (legge Pinto) in relazione al distretto di Milano. I dati sui procedimenti decisi dalla Corte di Appello di Brescia, territorialmente competente, indicano, infatti, che il numero dei ricorsi è stato pari a 120 nell ultimo anno, numero assolutamente modesto se raffrontato al totale dei procedimenti iscritti nei diversi uffici del Distretto milanese. Corte di Appello di Brescia Pendenti iniziali Sopravvenuti Esauriti totali Pendenti finali Resta tuttavia grave e preoccupante il costante e inarrestabile aumento, nel corso degli anni, delle pendenze complessive che si riverbera sull aumento della durata delle cause: la trattazione degli affari civili contenziosi è passata, in termini di mesi, da una media di 32,9 del 2008 a 36,1 del Per meglio comprende la criticità della situazione, basti considerare che la relazione preliminare redatta dalla Commissione flussi per la formazione della proposta tabellare per il triennio 2012/14 ha calcolato la durata prognostica per ciascuna Sezione quantificandola in 4,4 anni per la prima sezione, 3,2 anni per la terza, 2,9 anni per la quarta e 2,6 per la seconda, con un allarmante durata prognostica di 3,3 anni per la Sezione lavoro. 5
7 S impone quindi, ineludibile, la necessità di urgenti interventi correttivi la cui adozione, tuttavia, deve tener conto delle carenze di organico del personale togato e amministrativo. Nell anno giudiziario 2010/2011 hanno prestato servizio presso la Corte di Appello di Milano 102 magistrati a fronte di una pianta organica di 123 unità, con una scopertura quindi del 17%; valore destinato ad aumentare dal momento che il numero dei nuovi consiglieri appena trasferiti è inferiore a quello dei magistrati che hanno lasciato o lasceranno il servizio per prematuro pensionamento indotto dagli interventi legislativi che hanno inciso sugli stipendi e sull indennità di fine rapporto. La pianta organica del personale amministrativo della Corte, già ridotta nel 2009 del 10% per finalità di contenimento della spesa pubblica, registra a sua volta una scopertura del 17,18%, con una quotidiana difficoltà a garantire la regolarità dei servizi anche per l incidenza delle assenze a vario titolo (malattia, ferie, congedi parentali, permessi a vario titolo, aspettative, comandi, ecc.) che si riflettono sull effettiva presenza in ufficio, dato al quale si aggiungerà, nel breve periodo, l elevato numero di pensionamenti. L attuale rapporto tra giudici e personale amministrativo pari a 1/0,5 nelle Sezioni civili e a 1/0,8 nelle Sezioni penali ha raggiunto un livello che non è in grado di garantire l obiettivo dell efficienza del servizio. Va tuttavia sottolineato l impegno mostrato dal personale in termini di presenze effettive sul totale dei giorni lavorativi: nell anno giudiziario 2010/11, il tasso di assenza netto dal lavoro (numero dei giorni di assenza complessivi ad esclusione di ferie e maternità, in rapporto al totale dei giorni lavorativi annui) è stato del 5,5%, inferiore a quello medio dei principali enti pubblici e di altri uffici giudiziari del Distretto. Per far fronte alle situazioni di maggiore criticità sono già stati adottati da questa Presidenza alcuni interventi correttivi, frutto di una intensa e proficua interlocuzione con i Presidenti e i Consiglieri addetti al settore civile, coinvolti nella ricerca di soluzioni condivise sui futuri programmi di lavoro della Corte. Il progetto organizzatorio che ne è scaturito ha portato all adozione il 17 novembre 2011 di un provvedimento di modifica tabellare urgente, che prevede una distribuzione delle materie specialistiche più razionale e con proporzionale aggravio sulle diverse Sezioni. 6
8 Le proiezioni delle modifiche apportate sono state oggetto di una simulazione effettuata dalla Commissione flussi che ha consentito di ipotizzare, tenendo conto di un numero di sopravvenienze pari alla media delle iscrizioni registrate negli anni 2008/10, un effettivo alleggerimento in quelle Sezioni che attualmente mostrano profili di criticità e il riequilibrio nella distribuzione degli affari tra le Sezioni. Altre iniziative, oltre a quelle appena indicate, sono state intraprese per recuperare le specifiche situazioni di debolezza nei diversi settori, con particolare riguardo all incremento della produttività e alla capacità di smaltimento dell arretrato. A settembre 2011 la Corte ha redatto un Programma per la gestione dei procedimenti civili volto allo smaltimento dell arretrato, come previsto dall art. 37 del D.L. n. 98 del 2011 convertito in legge n. 111 del Il programma prende le mosse da una previsione dell ulteriore aumento, a risorse costanti, dell arretrato complessivo nel settore civile (stimato in procedimenti civili ordinari cui si aggiungono procedimenti in materia di lavoro al ). L analisi ha riguardato i tempi medi di esaurimento dei procedimenti nei vari settori, le risorse disponibili in termini di organico e la loro produttività. Il programma tiene conto dell aumento rispetto all anno 2010/11 di 6 unità di consiglieri assegnati al settore civile, dell avvio sperimentale dell Ufficio del giudice presso due consiglieri, del possibile incremento dell istituto della mediazione. Queste iniziative nel complesso dovrebbero portare nel 2012 a una definizione di un maggior numero di cause civili ordinarie rispetto al 2011, stimabile, prudentemente, in circa 700. Si può ritenere che l incremento indicato, che porterebbe finalmente il settore civile ordinario a un indice di ricambio positivo (vale a dire ad esaurire un numero di processi maggiore di quelli pervenuti nell anno), sia in concreto raggiungibile aumentando in primo luogo la produttività individuale e riorganizzando, in secondo luogo, le competenze delle singole Sezioni, secondo quanto già fatto sino ad oggi e in base alle ulteriori proposte che verranno formulate nell imminente redazione del nuovo Documento di organizzazione generale di programmazione per il triennio 2012/14. 7
9 I.1.2 La Corte di Appello: il settore lavoro La situazione della Sezione lavoro appare molto preoccupante, con un aumento di sopravvenienze nel 2010 del 46% (che si è arrestato nel 2011), a fronte di una diminuzione della capacità di esaurimento manifestatasi a partire dal 2008 nella misura del 10% circa, dovuta sia alla scopertura dell organico, attestatosi, a seguito del collocamento a riposo di due Consiglieri, sul numero di 1 Presidente e 6 Consiglieri, sia all avvicendamento continuo di magistrati registrato tra il 2009 e il Va anzi sottolineato che, nonostante la pesantezza delle condizioni, nel 2011 si è registrato un aumento della produttività rispetto al 2010 del 13% circa. In conseguenza di questo andamento il numero dei fascicoli pendenti, a far tempo dal 2005, è raddoppiato, raggiungendo al l allarmante numero di oltre procedimenti. L incremento delle cause sopravvenute è riconducibile non solo al dimezzamento dei termini per proporre appello (passati da un anno a sei mesi), ma anche alla generale evoluzione della situazione occupazionale e dei rapporti di lavoro. Da rimarcare, in particolare, il forte incremento del numero dei procedimenti in materia di contratti c.d. precari (attualmente i pendenti sono 1.366), che negli ultimi anni sono diventati la tipologia contrattuale più utilizzata in tutti i settori, compreso quello del pubblico impiego. Inoltre, in ragione della crisi economica, le cause relative a licenziamenti o comunque a cessazione di rapporti di lavoro sono sensibilmente aumentate. 8
10 Va tuttavia osservato che la composizione del ruolo per anno riflette da un lato la tipica rapidità del rito del lavoro e dall altro l afflusso di fascicoli recenti, concentrandosi la pendenza per l 89% nel 2010 e nel % 4% 21% 22% % Per far fronte a quest allarmante situazione e per raggiungere l obiettivo della riduzione o quanto meno del contenimento della pesante pendenza è stata inoltrata richiesta di pubblicazione urgente e straordinaria al C.S.M. dei due posti vacanti e si è provveduto all applicazione endodistrettuale turnaria di due magistrati per il primo semestre 2012, a seguito di interpello al quale hanno generosamente risposto tutti i colleghi della sezione lavoro del Tribunale di Milano e altri giudici dei Tribunali del Distretto. Come misure organizzative di breve periodo, nel 2012 sono previste, in base a un impegnativo progetto della presidenza e dei consiglieri della Sezione lavoro, due udienze in cui verranno accorpate e anticipate cause, fissate nel 2013 e nel 2014, che presentano elementi di serialità, in modo da ridurre le pendenze e consentire fissazioni più ravvicinate delle cause sopravvenienti. Il grafico che segue evidenzia l incremento complessivo delle pendenze del settore civile della Corte dovuto principalmente alla Sezione lavoro. 9
11 Pendenti finali in materia civile e lavoro I.2 L andamento e le caratteristiche della giustizia civile e del lavoro nel Distretto Con riferimento alla situazione del Distretto, l analisi dei dati statistici forniti dal Bilancio di responsabilità sociale della Corte di Appello evidenzia che per l anno 2010/11 le sopravvenienze complessive (riguardanti la Corte, i Tribunali del distretto e i Giudici di Pace) sono state Con riferimento ai soli Tribunali le sopravvenienze ammontano a , in lieve crescita (+0,8%) rispetto all anno precedente, con un generale aumento delle cause in materia di lavoro e previdenza, separazioni e divorzi, esecuzioni mobiliari e immobiliari: aumento, questo, legato alla difficile situazione economica in cui versa il Paese, tale da far ricorrere ai pignoramenti immobiliari anche per soddisfare modesti crediti. Il numero dei procedimenti pendenti è pari a e il totale delle cause sopravvenute nel Distretto è di 63 ogni mille abitanti, leggermente in aumento rispetto all anno precedente. Quanto alla durata dei procedimenti, la cognizione ordinaria si definisce in primo grado mediamente in 25 mesi, il lavoro e la previdenza in 8, i divorzi in 7 e le separazioni in 6 mesi, l esecuzione mobiliare in 8, le esecuzioni immobiliari in 33 e i fallimenti in oltre 5 anni. 10
12 Flusso dei procedimenti nei Tribunali del distretto Materia Sopravvenuti Esauriti totali Pendenti finali Variazione sopravvenuti rispetto anno precedente Cognizione ordinaria % Appello cognizione ordinaria % Diritto Societario % Marchi e Brevetti % Agraria % Famiglia % Procedimenti speciali % Volontaria giurisdizione % Lavoro % Previdenza % Fallimenti % Concordati preventivi e amm. controllate % Istanze di fallimento % Procedimenti esecutivi mobiliari % Procedimenti esecutivi immobiliari % Totale complessivo % Dati anno precedente Variazione rispetto all'anno prec. 0,8% 3,9% 5,2% Dai Tribunali del Distretto si è rilevato un generale aumento delle cause di esecuzione immobiliare (in particolare Milano, Monza, Varese, Pavia, Voghera, Lecco) legato all attuale crisi economica e si sono sottolineati i ritardi nella chiusura delle procedure dovuti alla mancanza di offerte ai pubblici incanti. Sempre in relazione alle segnalate difficoltà economiche, risultano in aumento le procedure fallimentari (Milano, Monza, Pavia, Lodi, Lecco) e le cause di lavoro (Milano, Monza, Busto Arsizio, Como, Voghera). 11
13 Andamento dei procedimenti per fallimento SOPRAVVENUTI ESAURITI Dall'1/7/06 al 30/6/07 Dall'1/7/07 al 30/6/08 Dall'1/7/08 al 30/6/09 Dall'1/7/09 al 30/6/10 Dall'1/7/10 al 30/6/11 Procedimenti sopravvenuti in materia di lavoro, previdenza e assistenza SOPRAVVENUTI II GRADO Dall'1/7/10 al 30/6/ SOPRAVVENUTI I GRADO Dall'1/7/09 al 30/6/ Dall'1/7/08 al 30/6/ Dall'1/7/07 al 30/6/ Dall'1/7/06 al 30/6/ La generale crisi economica, come segnalato dal Tribunale di Milano, ha prodotto anche nel settore famiglia un sensibile incremento delle istanze volte a conseguire la corresponsione diretta degli assegni periodici da parte del datore di lavoro dell obbligato in presenza di un suo protratto inadempimento, così come nettamente prevalenti sono i ricorsi per la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio incentrate sull aspetto economico e patrimoniale e, in specie, sulla pretesa riduzione dell ammontare degli 12
14 assegni rapportata alla perdita del posto di lavoro o al decremento degli emolumenti e delle componenti reddituali, comprese quelle derivanti da attività libero-professionali. Il Tribunale di Busto Arsizio segnala che sono in forte ascesa le azioni di risarcimento da responsabilità professionale per colpa medica ed elenca anche l aumento delle cause di separazione e divorzio che rappresentano, in assoluto, buona parte del numero complessivo dei giudizi civili presso la sede centrale. Il Tribunale di Milano evidenzia il significativo fenomeno delle controversie aventi ad oggetto la tutela del cittadino-consumatore e degli interessi diffusi in materia di tutela della salute nei settori farmaceutico e dei prodotti alimentari. Sono viceversa in diminuzione le cause societarie (Como, Lecco, Sondrio), probabilmente per gli scarsi risultati delle impugnazioni di bilancio. Il Tribunale di Lecco richiama le difficoltà nell organizzare le sempre più numerose pratiche per amministrazioni di sostegno (in sensibile aumento anche a Varese), con necessità di fornire precise informazioni all utenza e di formare amministratori capaci; sul punto Milano enuncia i benefici derivanti dall istituzione, nella primavera del 2011, di uno sportello informativo, con compiti di accoglienza e consulenza al pubblico, rafforzati dalla presenza di un assistente sociale competente. Resta confermato, per il Tribunale di Milano, il dato indicativo della consolidata diminuzione della pendenza dovuta alla costante capacità del settore civile di smaltire un numero di procedimenti superiori alle sopravvenienze. Nell ultimo anno, infatti, a fronte di nuovi procedimenti, vi è stato l esaurimento di cause, dato di particolare rilievo ove si consideri che nel periodo in esame il Tribunale di Milano ha sofferto una situazione di gravissima carenza di organico con scoperture sempre superiori al 10%. Vanno in particolare segnalati i risultati raggiunti, con encomiabile sforzo, dai Giudici della Sezione Lavoro di quel Tribunale che, pur in sofferenza di organico, sono riusciti non solo ad assorbire l incremento delle sopravvenienze (pari alla fine del 2011 al 30% circa) ma a ridurre ulteriormente i tempi di durata dei processi, dimezzati nel giro di pochi anni in quanto passati dai 12,8 mesi del 2007 ai 6,6 mesi del
15 La buona performance del settore civile riflette i risultati raggiunti dai progetti di innovazione e telematizzazione già da tempo avviati e proseguiti lo scorso anno con la sperimentazione della gestione telematica di atti connessi al processo civile, costruiti all origine e non più digitalizzati ex post. Si prevede, ad esempio, l invio di atti difensivi telematici alle cancellerie, cui segue la procedura di accettazione che li rende visibili ai difensori di controparte in tempo reale e senza la necessità di accedere agli uffici di cancelleria. E inoltre proseguita l attività di notifiche e comunicazioni di cancelleria telematiche con un notevole abbattimento delle spese di spedizione e dei tempi di notifica ridotti drasticamente a pochi minuti per la gestione dell intero ciclo della comunicazione e un sensibile risparmio del tempo di lavoro degli addetti alle cancellerie. Le comunicazioni telematiche a valore legale inviate dal Tribunale di Milano sono oggi pari al 58% del totale delle comunicazioni telematiche trasmesse da tutti gli uffici giudiziari italiani per i quali è in vigore il decreto ministeriale previsto dall art. 51 del D.L. n. 112 del 2008 e successive modifiche. Questo dato ha positivamente inciso sulle tre sezioni UNEP (esecuzioni, penale e civile), portando una riduzione complessiva del lavoro pari al 32%. Resta tuttavia la difficoltà dell UNEP a fronteggiare il lavoro quotidiano che non si esaurisce nelle sole notifiche civili attualmente effettuate mediante comunicazioni telematiche, ma che coinvolge attività nevralgiche nell espletamento e nel funzionamento della macchina giudiziaria. 14
16 Occorre inoltre sottolineare l incremento registrato nel settore esecuzioni (+3,8%) e nel settore penale (+ 4,4%), a fronte di una rilevantissima persistente scopertura di risorse umane, con l effettiva presenza di sole 143 unità sulle 239 previste in pianta organica e una percentuale di distacchi pari al 3% per la Corte di Appello e al 5,8% per il Tribunale. La presenza di alcuni ostacoli e difficoltà del sistema informatico nazionale cui è collegato il Tribunale di Milano ha comportato peraltro, nel periodo tra ottobre 2010 e aprile 2011, frequenti attività di manutenzione rese necessarie dal nuovo carico di accessi da cui sono derivati problemi di affidabilità e disagi per l utenza. Gli strumenti telematici sono distribuiti nel resto del distretto in modo non omogeneo, creando in alcuni casi perplessità e critiche. Solo il decreto ingiuntivo telematico sembra avere avuto applicazione generalizzata e soddisfacente. 15
17 II. La giustizia penale II.1 La Corte di Appello I dati registrati per la Corte di Appello impongono, ancor più che nell anno precedente, la massima attenzione. A fronte dei procedimenti definiti nel 2010, nell anno 2011 il numero delle definizioni è cresciuto sino a procedimenti, con un aumento della produttività di circa il 45%: dato che però non appaga perché ancora inferiore, e in modo non trascurabile, al numero delle sopravvenienze dei procedimenti che, pur se ormai quasi costante negli ultimi 4 anni, si è attestato a quota Ciò ha comportato che le pendenze finali, in crescita esponenziale dal quell anno furono , sono passate da del 31 dicembre 2010 al preoccupante numero di del 31 dicembre 2011: in soli cinque anni, dal 2006 al 2011 le pendenze, passando da 6955 a , sono più che raddoppiate! Procedimenti penali in giudizio presso la Corte di Appello Anno Pendenze iniziali Iscrizioni Definiti Pendenze finali Come si evidenzia nel riquadro che segue, permane quindi anche per quest anno un preoccupante squilibrio tra il numero dei procedimenti pendenti, in costante aumento, e quello dei procedimenti definiti. 16
18 PENDENTI INIZIALI SOPRAVVENUTI ESAURITI PENDENTI FINALI L'ufficio Statistica della Corte di Appello ha disaggregato i dati numerici relativi alle Corti di Assise e alla Sezione Penale Minori della Corte di Appello. Quelli pendenti innanzi alle Corti di Assise sono in leggero aumento rispetto all'omologo dato registrato nell'anno precedente, passando da 70 a 73, anche se è cresciuta la capacità di esaurimento dei processi, da 53 a 68. Procedimenti penali in giudizio presso le Corti di Assise di Appello Anno Pendenze iniziali Iscrizioni Definiti Pendenze finali Il numero dei procedimenti penali pervenuti alla Sezione Minori della Corte di Appello nel periodo di osservazione ha registrato nel corso dell ultimo anno un apprezzabile riduzione (120 i sopravvenuti nel 2009, 176 nel 2010 e 81 nel 2011). 17
19 Per contro, si è ridotto il tasso di definizione dei procedimenti che è passato da 101 a 81; stabili le pendenze finali. Procedimenti penali in giudizio presso la Sezione Minori della Corte di Appello Anno Pendenze iniziali Iscrizioni Definiti Pendenze finali Le indicazioni ora riportate non possono non influire sulla durata dei procedimenti penali che si celebrano innanzi alla Corte di Appello, i cui tempi di definizione risultano in costante aumento. Nella tabella sottostante è riportata la durata effettiva dei procedimenti penali, calcolata come differenza dalla data di definizione a quella d iscrizione del fascicolo. Durata media dei fascicoli penali (per anno di definizione) Durata media (in mesi) ,78 14,17 13,74 13,96 15,77 22,26 I fascicoli con almeno un imputato detenuto, trattati notoriamente secondo predeterminati criteri di priorità, sono stati definiti in tempi molto brevi (meno di quattro mesi nel 2010 e poco più di tre mesi nel 2011). I fascicoli relativi a imputati non sottoposti a custodia cautelare, invece, duravano poco meno di due anni nel 2010 e nel 2011 sono durati due anni e tre mesi. 18
20 Durata media dei fascicoli penali con e senza detenuti anno di definizione fascicoli senza detenuti durata media (in mesi) fascicoli con almeno un detenuto TOTALE ,92 3,69 15, ,03 3,3 22,26 In prospettiva, se non interverranno fattori in grado di operare un inversione di tendenza, il dato è destinato a crescere ulteriormente. Alcuni correttivi sono già stati avviati, operando le opportune modifiche tabellari per raggiungere una maggiore perequazione dei carichi dei procedimenti tra le varie Sezioni, ma è necessario continuare a intervenire nel modo più efficace e strutturale su una situazione che desta apprensione. Per comprenderne la gravità basti pensare che la Commissione flussi, nel redigere la relazione preliminare della formazione della proposta tabellare per il triennio 2012/2014, ha calcolato che, per non incrementare ulteriormente la pendenza dei procedimenti, sarebbe necessario nel prossimo anno incrementare la produttività dei procedimenti esauriti di un ulteriore 29,7% rispetto ai valori del giugno del 2011 per portarla a circa 6.800/6.900 fascicoli esitati ogni anno. Gli interventi correttivi, congiunti a quelli di struttura e di sistema, sono dunque non più eludibili anche perché, ove si mantenesse l'odierno squilibrio tra i procedimenti pervenuti e quelli esauriti, la durata prognostica dei procedimenti nel 2014 raggiungerebbe il valore di 4,3 anni. Il compito non risulta agevolato dal tasso di scopertura del personale togato e amministrativo che ha raggiunto i livelli già descritti. Proprio l insufficienza del personale amministrativo rappresentò la premessa della decisione del Presidente della Corte di Appello, in data 17 ottobre 2006, di ridurre il numero delle udienze settimanali limitandone la durata sino alle 14,00 e stabilendo criteri di priorità nella fissazione e trattazione dei procedimenti. In quel modo fu possibile recuperare risorse lavorative del personale di cancelleria ed amministrativo da convogliare verso il settore della esecuzione delle sentenze penali, a quel tempo in grave sofferenza. 19
21 Quella decisione, peraltro revocata da un provvedimento del 2010 di segno contrario del Presidente della Corte, con il quale venne ripristinata la celebrazione delle udienze penali in tutti i giorni feriali della settimana e la possibilità di prosecuzione delle udienze al pomeriggio, produsse effetti negativi incrementando il valore della pendenza dei giudizi in attesa di trattazione. Pendenza aumentata per fattori positivi, quali la maggiore produttività dei giudici di primo grado o talune modifiche legislative, come l abrogazione del c.d. patteggiamento in appello; ma anche per effetto di circostanze meno virtuose, quali il crescente ricorso all'appello che, alla luce dei ridotti termini di prescrizione dei reati, alimenta la speranza di trarre vantaggi impropri dalla limitata funzionalità della struttura giudiziaria. Tornando all esposizione dei tratti problematici che si traggono dalla mera osservazione della fotografia della domanda giudiziale, bisogna rilevare che rappresentano fattori di rallentamento complessivo della risposta giudiziaria anche il numero più che raddoppiato nel 2010/11 dei c.d. maxi-procedimenti - relativi a più di 15 imputati ovvero a più di 40 capi di imputazione - pervenuti alla cognizione della Corte di Appello; così come il numero dei procedimenti definiti con più di 15 parti civili, passati da 5 a 12. Resta da compiere ancora molto lavoro per intervenire sull efficienza della complessiva struttura giudiziaria nel settore penale della Corte di Appello. A tale compito ci si sente sollecitati anche dagli indirizzi contenuti nella recente Circolare del C.S.M. relativa alla predisposizione delle tabelle per il prossimo triennio (cfr., in particolare, il paragrafo 34.3.) lì dove, ad esempio, rammenta ai Presidenti di Sezione di non trascurare i benefici effetti conseguenti alla preliminare selezione delle impugnazioni, ai fini dell eventuale immediata dichiarazione di inammissibilità dell impugnazione a norma dell art. 591 c.p.p. Occorre ridisegnare la struttura operativa della Corte di Appello e rivisitare gli attuali assetti della ripartizione delle materie fra le varie Sezioni, in modo da incidere profondamente sulla sua capacità di fornire efficaci risposte alle domande di giustizia della società e in tempi più contenuti. Il grafico che segue rappresenta la distribuzione delle pendenze dei procedimenti al 31 dicembre 2011 fra le cinque Sezioni della Corte. 20
22 Distribuzione delle pendenze al 31 dicembre 2011 per Sezione 37% 4% 21% % % Già nel giugno del 2011, all esito di un concorso interno, è stato possibile aumentare il numero dei giudici assegnati alla quinta Sezione penale, portandoli a 8 consiglieri e 2 presidenti, al pari quindi delle altre quattro Sezioni. La quinta Sezione è chiamata a gestire la significativa funzione affidata dalla legge alla Corte di Appello in materia di rapporti con le Autorità Giudiziarie straniere, nella consapevolezza che la reciproca assistenza giudiziaria internazionale costituisce un valido strumento per contrastare la criminalità transnazionale e al tempo stesso garantire l effettività delle decisioni definitive di condanna. Rogatorie internazionali, estradizioni verso l estero, consegne di detenuti in base a mandati di arresto europei, trasferimenti all estero di detenuti stranieri per l espiazione delle pene e delibazioni di sentenze straniere rappresentano procedimenti che la Corte definisce, per la parte di propria competenza, con tempestività e senza che si accumuli arretrato. In particolare, le procedure di consegna alle Autorità Giudiziarie straniere di persone ricercate in esecuzione dei mandati di arresto europei, sono caratterizzate da varie fasi scandite da brevi termini perentori, che si sono sempre concluse nei termini di legge, per la proficua organizzazione del lavoro da parte dei magistrati addetti al settore e del personale di cancelleria, con reperibilità giornaliera e turni di servizio anche nei giorni festivi. Al notevole incremento delle rogatorie internazionali (oltre 800 nel 2011) ha fatto seguito un adeguamento della struttura con l utilizzo di personale di polizia giudiziaria per accertamenti che la Corte ora può compiere direttamente, senza delegarli al G.i.p.. 21
23 Per effetto poi di un recente provvedimento di modifica tabellare del novembre 2011, a seguito dell aumento del numero dei giudici chiamati a comporre la Sezione V, è stata incrementata la competenza della stessa, attribuendole anche la gestione di procedimenti di cd. competenza ordinaria, alleggerendo in tal modo il carico di attribuzioni delle rimanenti Sezioni, in particolare di quello della Sezione seconda, da tempo in palese affanno. Tale intervento è stato deciso avvalendosi del prezioso contributo di conoscenza fornito dalla Commissione Flussi, organismo che, come è noto, vede opportunamente ampliato il proprio rilievo nella Circolare del C.S.M. del 27 luglio 2011 sulla formazione delle tabelle 2012/14, prevedendosi ( 3.2) nella relativa procedura la sua obbligatoria consultazione preventiva. Sarà necessario anche migliorare gli strumenti valutativi per determinare l effettivo indice di difficoltà dei singoli procedimenti (la cd. pesatura del procedimento), operazione, questa, utile per compiere la corretta suddivisione tra le Sezioni di equivalenti carichi di lavoro e per individuare in modo ottimale l attribuzione delle materie di competenza specifica di ogni Sezione. In tale contesto l imminente elaborazione delle proposte tabellari per il triennio 2012/14 e l elaborazione del relativo Documento Organizzativo Generale rappresentano appuntamenti istituzionali che costituiranno significative occasioni di approfondimento e studio, finalizzati a ridisegnare in termini di migliore efficienza l architettura fondamentale della Corte di Appello. II.2 Uffici GIP e GUP del Distretto Dei circa procedimenti pervenuti agli Uffici Gip e Gup del Distretto ( ) nel periodo 1 luglio giugno 2011 le registrazioni dei procedimenti esauriti ammontano a poco meno di (92.984), registrandosi una pendenza finale di procedimenti. Per consentire la lettura disaggregata per singolo Circondario del dato fornito si riporta lo schema seguente che, all ultima riga orizzontale, indica le variazioni in aumento rispetto all analogo periodo dell anno precedente dei procedimenti sopravvenuti, di quelli esauriti e delle pendenze finali. 22
24 Circondario Sopravvenuti Esauriti Pendenti finali Busto Arsizio Como Lecco Lodi Milano Monza Pavia Sondrio Varese Vigevano Voghera TOTALE Variazione rispetto allo scorso anno 16,9% 24,0% 4,2% Quanto ai procedimenti trattati, oltre quelli definiti con decreti di archiviazione per una quota pari al 69% o in altro modo per una incidenza del 12%, va rilevato che procedimenti, pari al 15%, sono stati definiti con riti alternativi e soltanto 3.534, pari a circa il 4%, con decreti di rinvio a giudizio. A tale proposito torna utile riportare due schemi riassuntivi: la prima rappresentazione grafica illustra la percentuale delle specifiche modalità di definizione rispetto al totale dei procedimenti esauriti; la seconda tabella riporta i tempi che sono stati necessari per la definizione del procedimento a seconda della modalità di definizione (decreti di archiviazione, rinvii a giudizio etc.), assumendo rilievo il dato che tra i procedimenti trattati con riti alternativi, poco meno della metà (6.706) risultano definiti entro sei mesi, e più di due terzi (10.108) entro un anno. 23
25 Tempi di definizione dei procedimenti Definiti per durata Esauriti in altro Decreti di Rinvii a modo archiviazione giudizio Riti alternativi entro 6 mesi da 6 mesi a 1 anno da 1 a 2 anni oltre 2 anni Totale complessivo Tra i vari Circondari occupa un ruolo prevalente quello che fa capo a Milano che amministra un territorio ove risiedono 2,6 milioni di abitanti, pari a circa il 27% dell intera popolazione della regione Lombardia. Si giustifica pertanto uno sguardo dettagliato alla realtà della Sezione Gip/Gup del Tribunale di Milano. La Sezione ha fatto registrare un aumento della produttività passando da definizioni a , e ciò a dispetto della scopertura di sette posti tra il personale della magistratura e l erosione del numero del personale amministrativo, valutabile nella misura del 25%. Le sopravvenienze, però, sono aumentate in misura considerevole passando da a Nella relazione di riferimento si segnala l aumento dei provvedimenti definitori a seguito di riti alternativi (546 per giudizi abbreviati e 533 patteggiamenti) oltre a decreti penali, opposti peraltro solo nel 30% dei casi. Tra quelli con rito abbreviato, la celebrazione del procedimento c.d. Infinito a carico di 119 imputati da solo ha prodotto effetti apprezzabili di alleggerimento del lavoro del Tribunale. 24
26 Va menzionato anche il numero delle ordinanze di convalida di arresti e dei provvedimenti cautelari personali o reali adottati nel periodo di osservazione: i primi 1.378, i secondi II.3 I Tribunali del Distretto Nello stesso periodo di osservazione sono pervenuti ai Tribunali Ordinari e alle Sezioni Distaccate procedimenti con un incremento rispetto all'anno precedente pari al 7,4%. Il numero dei procedimenti esauriti è risultato pari a , superando quello dell'anno precedente nella misura del 4,9%. Per contro, le pendenze finali, pur mantenutesi costanti a Milano, Sondrio, Vigevano e Voghera, hanno raggiunto il numero di procedimenti, con un incremento rispetto all analogo periodo precedente pari al 10,1%. La tabella che segue riporta il dato totale disaggregato con riferimento ai singoli Circondari. Procedimenti penali in giudizio presso i Tribunali ordinari e le Sezioni distaccate del Distretto: dibattimento e appello (01/07/10-30/06/11) Circondario Pendenti Iniziali Sopravvenuti Esauriti Pendenti Finali Busto Arsizio Como Lecco Lodi Milano Monza Pavia Sondrio Varese Vigevano* Voghera TOTALE Variaz. risp. anno precedente + 7,4% + 4,9% + 10,1% *Non è riportato il dato della Sezione distaccata di Abbiategrasso. 25
27 Il grafico sottostante ben sintetizza l andamento di sopravvenuti, esauriti e pendenze finali nei Tribunali del Distretto, segnalandosi che il 35.9% delle pendenze complessive è in carico al Tribunale di Milano. Movimento dei procedimenti penali presso i Tribunali Sopravvenuti Esauriti Pendenti Finali Al pari di quanto illustrato per gli Uffici Gip-Gup, anche per i Tribunali del Distretto è importante segnalare quali sono stati i tempi necessari per esitare le domande di giustizia. I tempi di definizione dei procedimenti celebrati innanzi ai Tribunali in composizione collegiale sono contenuti entro i sei mesi nel 37% dei casi e per il 63% entro un anno. Tempi di definizione Dibattimento collegiale - Esauriti con Sentenza In oltre 2 anni 16,0% Entro 6 mesi 33,9% Tra 1 e 2 anni 22,5% Tra 6 mesi e 1 anno 27,6% 26
28 Quanto ai Tribunali monocratici del Distretto, le percentuali crescono sino al 61% del totale per quelli definiti entro sei mesi e raggiungono l'81% con riguardo a quelli definiti entro un anno. Tempi di definizione Dibattimento monocratico - Esauriti con Sentenza Tra 1 e 2 anni 13,8% In oltre 2 anni 6,4% Tra 6 mesi e 1 anno 20,1% Entro 6 mesi 59,8% I valori medi dei Tribunali del Distretto risultano leggermente inferiori a quelli del Tribunale di Milano: la percentuale dei definiti innanzi al Tribunale Collegiale in sei mesi cresce dal 37% al 45% e quella dei definiti entro un anno passa dal 63 % al 73%; quanto al Tribunale monocratico si passa dal 61% al 69% per quelli esauriti in sei mesi e dall 81% all 87 % per quelli conclusi entro un anno. Sembra emergere, quindi, una relazione virtuosa tra la dimensione del Tribunale e la rapidità di esitazione delle domande di giustizia ad esso presentate. Sempre con riguardo ai tempi di definizione dei procedimenti torna utile tenere presenti le percentuali di trattazione dei procedimenti mediante il ricorso ai riti alternativi. Nel 20,5% di quelli celebrati innanzi al Tribunale in composizione collegiale la definizione è stata conseguita adottando riti alternativi; percentuale che cresce sino al 38,5% in quelli svoltesi innanzi al Tribunale in composizione monocratica. E evidente che il ricorso ancora troppo limitato ai riti alternativi al dibattimento incide in modo negativo tanto sulla capacità dei Tribunali del Distretto di trattare in modo efficiente la mole di procedimenti che pervengono annualmente alla loro cognizione, quanto sui tempi di definizione dei giudizi. Le rappresentazioni grafiche che seguono rendono evidente l incidenza imponente dei giudizi celebrati con rito ordinario rispetto al totale. 27
29 Riti alternativi 20,5% Modalità di definizione dei proc. penali nei Tribunali in composizione collegiale ( ) Altre attività di definizione 13,8% Giudizio direttissimo 0,3% Giudizio ordinario 65,3% Modalità di definizione dei proc. penali nei Tribunali in composizione monocratica ( ) Altre attività di definizione 15,1% Giudizio ordinario 43,9% Riti alternativi 38,5% Giudizio direttissimo 2,5% Stringendo il cono di luce sul Tribunale di Milano si rinvengono segnali confortanti se paragonati ai risultati conseguiti nel periodo di osservazione precedente all'attuale. È calato, anche se di poco, il numero - al netto dei procedimenti instaurati innanzi alle Sezioni distaccate del Tribunale - dei procedimenti pendenti, passati da a Quasi stazionario il numero di quelli trattati innanzi al giudice monocratico, 28
30 passati da del 2009/2010 ai attuali. Quelli svoltisi innanzi al Tribunale in composizione collegiale, prima 631, sono oggi 577. I risultati ora richiamati assumono un maggior connotato positivo dovendosi tener conto che in tutte le aree di specializzazione le Sezioni penali sono state impegnate nella celebrazione di dibattimenti di notevole difficoltà e di imponente mole. E ciò a tacere del fatto che nel corso dell'anno sono stati trattati quattro procedimenti a carico dell'ex Presidente del Consiglio dei Ministri, di notorio e notevole impatto mediatico. Inoltre, la riduzione delle pendenze è stata registrata sebbene i procedimenti sopravvenuti nel periodo di osservazione siano stati maggiori di quelli del Quelli monocratici pervenuti - ci si riferisce sempre ai dati relativi al solo Tribunale di Milano e non anche alle Sezioni distaccate - sono stati , a fronte dei dell'anno passato; quelli collegiali sono rimasti pressoché stazionari, 810 in luogo di 820. Ulteriore nota positiva è rappresentata dalla durata media, nel solo Tribunale, dei procedimenti che, sostanzialmente stazionaria, registra leggerissimi miglioramenti: se celebrati con rito monocratico necessitano di 151 giorni e se celebrati innanzi al Tribunale collegiale durano in media 290 giorni. La tabella che segue riporta sinteticamente le annotazioni dei tempi medi in esame che si sono registrate nel corso degli anni 2008/2011. Durata media dei procedimenti penali celebrati nel solo Tribunale di Milano Tipo di procedimento a.g. 2008/09 a.g. 2009/10 a.g. 2010/11 Rito monocratico Rito collegiale In tutte le relazioni pervenute, i Presidenti dei Tribunali del Distretto lamentano in modo vibrante le rilevanti scoperture dell'organico dei magistrati che raggiungono, in alcuni casi, vette significative. A Lecco, ad esempio, la scopertura dei giudici tocca il 25%; a Como quella del 24%; Vigevano e Sondrio lamentano vuoti di organico del 20%. Così come è generalizzata la segnalazione delle forti disfunzioni conseguenti allo sfasamento dei tempi di trasferimento e tramutamento dei magistrati, assai spesso 29
31 gravati da impegni istituzionali extragiudiziali, quali ad esempio la partecipazione alla commissione per gli esami di uditori o procuratori legali. A Busto Arsizio e Varese le doglianze si estendono all insufficienza delle piante organiche che non tengono in conto le modifiche rilevanti compiutesi negli anni nei territori di competenza. Sono generalizzate anche le segnalazioni di carenza di personale amministrativo, spesso in rilevanti ruoli di dirigenza, e sempre in misura preoccupante. Il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio la indica nella misura del 22%. In quote non dissimili si registrano carenze a Como, Lodi, Sondrio. Nonostante le insoddisfacenti disponibilità di strumenti informatici, a volte anche obsoleti, e a dispetto di indici di avvicendamento tra i giudici assai elevati - fenomeno che com è ovvio ostacola i processi di specializzazione - i risultati conseguiti tanto nel settore civile quanto in quello penale dei vari Tribunali del Distretto risultano moderatamente soddisfacenti. In alcune realtà si registrano lievi contrazioni del numero delle pendenze dei procedimenti. In controtendenza, invece, si collocano i Tribunali di Monza, Como, Lecco e Varese con riferimento al settore penale. Passando ad esaminare le tipologie di reati con riferimento ai quali si registrano dati in aumento, l'attenzione si focalizza, soprattutto nei Tribunali di Milano, Busto Arsizio, Como e Lodi, sui reati in danno dei soggetti deboli, contro la libertà sessuale, relativi alla pornografia e di stalking, quest ultimi talora denunciati strumentalmente per l ottenimento di benefici in sede di separazione coniugale. I delitti di bancarotta, sostanzialmente stazionari nel numero nel Distretto, registrano un aumento in alcune località industriali quali Milano e Como. I reati connessi all immigrazione clandestina sono sempre in forte numero nelle località prossime all'aeroporto della Malpensa interessando i Circondari dei Tribunali di Busto Arsizio e Varese. In diminuzione risulta la consumazione dei reati colposi, fatta eccezione per i Tribunali di Como, Lodi e Sondrio. 30
32 II.4 Gli uffici di sorveglianza e il carcere Al Tribunale di Sorveglianza di Milano fanno capo l'ufficio del Magistrato di Sorveglianza presso il Tribunale di Pavia, con competenza territoriale sui Circondari e sulle Case Circondariali di Pavia, Voghera e Vigevano, e l'ufficio del Magistrato di Sorveglianza di Varese, che esercita la giurisdizione sui Circondari e sulle Case Circondariali di Varese, Busto Arsizio, Como, Lecco e Sondrio. Il numero dei magistrati e del personale amministrativo che compone tale struttura giudiziaria risulta inadeguato ed insufficiente, soprattutto se messo a confronto con il numero dei magistrati e degli addetti degli altri grandi Tribunali di Sorveglianza, quali quelli di Roma e Napoli. Dal raffronto emerge che il Tribunale di Sorveglianza di Milano prevede in organico un minor numero di magistrati e di personale amministrativo (15 magistrati e 43 unità amministrative) rispetto alle analoghe strutture di Napoli (19 magistrati e 54 unità amministrative) e Roma (17 magistrati e 75 unità amministrative). Ciò nonostante i dati statistici redatti dall'ufficio D.A.P. del Ministero della Giustizia informano che al 30 aprile 2011 il numero dei detenuti condannati definitivi di competenza della struttura giudiziaria milanese è di molto superiore a quello che fa capo agli analoghi Uffici di Napoli e Roma: Roma 3.543, Napoli 3.012, Milano detenuti. E ciò a tacere delle carenze di organico registrate dal Tribunale di Milano e dai collegati Uffici di Sorveglianza di Pavia e di Varese. In particolare, a Varese nel cui territorio di competenza vi sono 5 Case Circondariali che ospitano complessivamente detenuti, dei due posti di magistrato previsti in organico uno risulta scoperto dal giugno 2010 e per l altro è stato necessario disporre un applicazione semestrale, poi prorogata per un ulteriore semestre. È evidente che in tali condizioni non sempre è possibile fare fronte con tempestività e completezza alla domanda di giustizia che quotidianamente viene rivolta al Tribunale di Sorveglianza, con inevitabili ripercussioni sull efficienza dell esecuzione delle misure custodiali e dell espiazione della pena. Nonostante ciò, nella relazione del Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano si espongono le cifre di un alta produzione di provvedimenti giurisdizionali. 31
Giovanni Canzio Presidente della Corte di Appello di Milano
Giovanni Canzio Presidente della Corte di Appello di Milano R E L A Z I O N E sull amministrazione della giustizia nel Distretto della Corte di Appello di Milano Assemblea Generale Milano, 24 gennaio 2015