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Timestamp: 2020-05-26 04:04:38+00:00
Document Index: 131337293

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 342', 'art. 163', 'art. 342', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 163', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 24579 del 01/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24579 del 01/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 01/12/2016, (ud. 18/10/2016, dep. 01/12/2016), n.24579
sul ricorso 17231/2015 proposto da:
D.L., elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO V EMANUELE II
N. 308, presso lo studio dell’avvocato BARBARA CUFARI, rappresentata
e difesa dall’avvocato MICHELE MINISSALE giusta procura speciale in
domiciliato in ROMA, PIAZZA COLA DI RIENZO, 92, presso lo studio
dell’avvocato GIOVANNI PERSICHETTI, rappresentato e difeso
dall’avvocato GIACOMO CALDERONIO giusta mandato in calce al
avverso la sentenza n. 404/2014 della CORTE D’APPELLO di MESSINA del
13/05/2014, depositata il 21/05/2014;
“In parziale riforma della sentenza di primo grado, la Corte di Appello di Messina ha ridotto l’entità del risarcimento riconosciuto alla D. per i danni subiti da un immobile già da essa locato al Comune di Messina e da questo rilasciato nel (OMISSIS).
La D. ha proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, cui ha resistito l’intimato.
Il primo motivo deduce “la nullità della sentenza o del procedimento ex art. 360, comma 1, n. 4, in relazione all’applicazione dell’art. 342 c.p.c. e dell’art. 163 c.p.c., nn. 3 e 4” e censura la Corte per non avere dichiarato l’inammissibilità del gravame proposto dal Comune per difetto di specificità dei relativi motivi.
Il motivo è inammissibile in quanto non soddisfa l’onere della trascrizione dei motivi di appello in misura sufficiente ad evidenziarne la dedotta aspecificità (cfr. Cass. n. 86/2012: “ove il ricorrente denunci la violazione e falsa applicazione dell’art. 342 c.p.c., conseguente alla mancata declaratoria di nullità dell’atto di appello per genericità dei motivi, deve riportare nel ricorso, nel loro impianto specifico, i predetti motivi formulati dalla controparte”).
Il secondo motivo deduce “la nullità della sentenza e del procedimento… con riferimento all’art. 112 c.p.c. e all’art. 163 c.p.c., nn 3 e 4 cpc”: assume che il Comune non aveva “mai formulato con l’atto di appello alcuna domanda rivolta all’accoglimento anche solo parziale dell’impugnazione, limitandosi a richiedere sempre… la mera riforma della sentenza nella sua globalità con altra pronuncia diretta ad escludere ogni obbligo risarcitorio a carico del Comune… e non anche una pronuncia di parziale revisione della pronuncia di primo grado, con conseguente riduzione del quantum risarcitorio”.
A prescindere dalla considerazione – di ordine generale – che la richiesta di riforma totale di una sentenza contenente la condanna al risarcimento del danno implica (di norma) quella di riduzione dell’importo risarcitorio, il motivo è inammissibile perchè svolto anche in questo caso – in totale difetto di autosufficienza (non risultando trascritti i motivi di appello e le conclusioni rassegnate dal Comune).
L’ultimo motivo (che prospetta la violazione degli artt. 115 e 132 c.p.c.) è parimenti inammissibile, in quanto si risolve nella contestazione della valutazione del materiale probatorio compiuta dalla Corte e pertanto si limita a veicolare – attraverso la deduzione di violazioni in iure – una non consentita richiesta di rivalutazione dei fatti.
Si propone pertanto la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, con condanna della ricorrente alle spese di lite”.
A seguito della discussione svolta in Camera di consiglio, il Collegio ha condiviso i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione, ritenendo – tuttavia – che il secondo motivo vada ritenuto infondato (per le ragioni di ordine generale indicate nella relazione) anzichè inammissibile.
la Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente a rifondere alla parte controricorrente le spese di lite, liquidate in Euro 2.500,00 (di cui eUro 200,00 per esborsi), oltre rimborso spese forfettarie e accessori di legge.