Source: https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=7349
Timestamp: 2020-07-14 06:51:32+00:00
Document Index: 172987638

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'art. 61', 'art. 26', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 26', 'art. 2']

DELIBERA N. 1050 DEL 14 novembre 2018
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 211 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50/2016 presentata da RTI Verardi & C. S.r.l. / Provincia di Cuneo. Lavori di realizzazione del raccordo S.R. 20 con la S. P. per Casalgrasso in Comune di Racconigi. Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. Importo a base di gara: 2.034.045,93 euro.
Con l’istanza prot. n.81923 del 4 ottobre 2018 con cui la Verardi & C. S.r.l. chiedeva un parere all’Autorità circa la sussistenza dell’obbligo per le stazioni appaltanti di prevedere l’anticipazione del prezzo nelle procedure sotto soglia. La stazione appaltante, nel caso in oggetto, per l’affidamento dei lavori ha indetto una procedura ristretta ai sensi dell’art. 61 D.lgs. 50/2016 il cui capitolato, all’art. 26 prevede che “non è dovuta l’anticipazione del prezzo e non trova applicazione l’art. 35 co. 18 del Codice dei Contratti”.
Nella propria memoria difensiva, la Provincia di Cuneo sostiene che il divieto di anticipazione del prezzo inserito nel capitolato speciale d’appalto relativo alla gara in oggetto sarebbe pienamente valido alla luce di un’interpretazione sistematica del testo di legge. Infatti, l’art. 35 che prevede, al comma 18, l’obbligo di corresponsione dell’anticipazione da parte della stazione appaltante all’appaltatore riguarda le procedure sopra soglia comunitaria e sembrerebbe non applicarsi alla procedura di cui all’oggetto che invece è di importo inferiore a tale soglia e quindi disciplinata dal successivo art. 36 in cui dell’anticipazione del prezzo non si fa menzione.
Lasciata in un primo tempo alla discrezionalità dell’amministrazione, l’anticipazione di cui al decreto del Ministro del tesoro, previsto dall’articolo 12, commi VI, VII e VIII, del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440, come successivamente modificato, è stato poi ritenuto obbligatorio che, in tutte le procedure di gara, fosse accreditata all'impresa, indipendentemente dalla sua richiesta, entro sei mesi dalla data dell’offerta. (vd. art. 3 L. n.741/1981), come ribadito dall’art. 26, co.1, L. 109/1994. Successivamente l’anticipazione è stata ridimensionata dal 10% al 5% dell’importo contrattuale dall’art. 2, co. 91 e 92, L. n. 662 del 1996 (finanziaria 1997). Il D.L. 28 marzo 1997, n. 79, convertito in legge 28 maggio 1997, n. 140, con finalità di contenimento della spesa pubblica, disponeva il generale divieto alle pubbliche amministrazioni e agli enti pubblici economici di concedere, in qualsiasi forma, anticipazioni del prezzo in materia di appalti di lavori, servizi e forniture, facendo salvi i contratti già aggiudicati alla data di entrata in vigore del decreto medesimo e quelli riguardanti attività oggetto di cofinanziamento comunitario.
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, illegittima la clausola impugnata.
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