Source: http://ridare.it/rubriche/giurisprudenza-commentata?page=58
Timestamp: 2019-07-18 12:07:45+00:00
Document Index: 12893305

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 1341', 'art. 1176', 'sentenza ']

Valenza probatoria della sentenza di patteggiamento nel giudizio civile
20 Febbraio 2015 | di Renato Fedeli
La sentenza penale di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p. costituisce elemento di prova per il Giudice di merito, il quale, ove intenda disconoscere tale efficacia probatoria, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l'imputato abbia ammesso una sua insussistente responsabilità ed il giudice penale abbia prestato fede a tale ammissione. La pronuncia di una sentenza che disciplini l'applicazione della pena su richiesta delle parti (c.d. patteggiamento) ex art. 444 c.p.p. vincola dunque il Giudice civile quanto alla ricostruzione del fatto storico e della relativa responsabilità.
L'imprudente discesa dal marciapiede del pedone, caduto in una buca, esclude la responsabilità del comune
13 Febbraio 2015 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti
L’inesistenza di alcun ingombro idoneo a giustificare l’imprudente abbandono dello spazio sopraelevato destinato al transito pedonale, unitamente alla conoscenza dei luoghi e alle condizioni di normale visibilità, inducono a ritenere che l’evento dannoso sia da ricondursi esclusivamente alla condotta dello stesso danneggiato, attuata in violazione di norme specifiche e generali di prudenza, per essere sceso dal marciapiede malgrado quest'ultimo consentisse il transito di due pedoni affiancati
Validità ed efficacia di clausole relative all'oggetto di contratto assicurativo in mancanza di approvazione scritta
05 Febbraio 2015 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti
“Le clausole relative al contenuto e ai limiti della garanzia assicurativa, attenendo alla specificazione dell'oggetto del contratto, sono pienamente valide ed efficaci anche se non sono state specificamente approvate per iscritto ai sensi dell'art. 1341 c.c.”.
05 Febbraio 2015 | di Francesco Meiffret
La condotta dell’avvocato: doveri di informativa e parametri di diligenza esigibile
04 Febbraio 2015 | di Renato Fedeli
Le obbligazioni inerenti all’esercizio dell’attività professionale sono, di regola, obbligazioni di mezzi e non di risultato, in quanto il professionista, assumendo l’incarico, si impegna a prestare la propria opera per raggiungere il risultato desiderato, ma non a conseguirlo. Conseguentemente, il mancato conseguimento di un risultato utile non vale di per sé a costituire inadempimento o a determinare il sorgere della sua responsabilità. Ai fini del giudizio di responsabilità nei confronti del professionista, rilevano le modalità dello svolgimento della sua attività in relazione al parametro della diligenza fissato dall’art. 1176, comma 2, c.c., che è quello della diligenza del professionista di media attenzione e preparazione, anche con riguardo alla natura dell’attività esercitata, salvo che l’esecuzione della prestazione non involga la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà poiché, in tal caso, rileverebbero solo il dolo o la colpa grave.
Ammissibilità dell'appello incidentale «trasversale»
30 Gennaio 2015 | di Mauro Di Marzio
L'appello col quale la vittima di un fatto illecito chieda un più cospicuo risarcimento del danno espone il responsabile, che sia anche assicurato contro i rischi della responsabilità civile, all'eventualità che in caso di accoglimento del gravame il massimale assicurato risulti incapiente. Ne consegue che quell'appello, facendo sorgere un interesse altrimenti insussistente, legittima l'assicurato-danneggiante a proporre appello incidentale tardivo autonomo, anche nei confronti di capi della sentenza non impugnati con l'appello principale, ovvero nei confronti di parti diverse dall'appellante principale