Source: http://bandettini.blogautore.repubblica.it/2016/07/02/accolta-sospensiva-sentenza-del-tar-niente-blocchi-del-fus/
Timestamp: 2018-11-19 11:57:35+00:00
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Accolta sospensiva sentenza del Tar: niente blocchi del Fus - Post teatro - Blog - Repubblica.it
Un twitter del ministro Dario Franceschini e un comunicato ufficiale del Mibact annunciano alle 13 di oggi che, su richiesta del ministero della Cultura, il Consiglio di Stato ha sospeso con provvedimento d'urgenza la sentenza del Tar del Lazio che annullava il decreto ministeriale riguardante i contributi del Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus).
La prima buona notizia che ne consegue è che non ci sarà il blocco all'erogazione dei contributi del 2016 ventilata l'altro ieri, subito dopo la sentenza del Tar, che accogliendo i ricorsi del Teatro Elfo-Puccini e Teatro Due di Parma, aveva di fatto cancellato il “decreto Franceschini” considerandolo uno strumento non idoneo per il nuovo regolamento di distribuzione del Fus.
L'altra buona notizia è che ci sarà il tempo e la voglia, senza paure o animi esacerbati, a discutere le migliori soluzioni. La sospensiva, infatti, emanata d'urgenza dal presidente della sesta sezione giurisdizionale a cui è arrivatala richiesta del Mibact (e quindi non dalla camera di consiglio), non entra nel merito della sostanza della sentenza. E' una manovra puramente tecnica che però dà modo di trovare provvedimenti adeguati per non tradire lo spirito della sentenza e insieme non bloccare i finanziamenti statali al settore. Si sa che le parti, gli avvocati dei ricorrenti e l'avvocatura di Stato, sono state convocate per il 21 luglio alla prossima camera di Consiglio da cui probabilmente usciranno indicazioni sulle misure provvisorie da adottare.
Scacciato il timore di restare senza ossigeno (il Fus è essenziale per la sussistenza di teatro, danza, musica, come per tutte le forme d'arte e cultura), arrivano anche le prime reazioni. “Quel decreto ha avuto il merito di azzerare le rendite storiche e di innovare il sistema di attribuzione del FUS, ma come spesso accade di fronte alle novità vi sono state resistenze al cambiamento anche radicali'', ha detto Filippo Fonsatti, presidente della Federazione dello Spettacolo dal Vivo, aggiungendo però una frase che spiega la sua posizione sul decreto e sui ricorsi: “Alcune decine di ricorsi (ma sono 120, ndr.) contro il decreto sono una minoranza, seppure legittima e significativa, rispetto alle centinaia di soggetti premiati dalle nuove regole di assegnazione; perciò si riceve con sollievo la sospensiva del Consiglio di Stato che accoglie il tempestivo ricorso del MiBact. Federvivo, insieme all'Agis, ribadisce la disponibilità ad un confronto con il Parlamento, il Ministero e la Direzione generale affinché la competenza e l'esperienza degli operatori possano indirizzare, nell'interesse comune, la visione politica e tecnica di un nuovo e necessario Codice dello spettacolo dal vivo''. “ Se non fosse arrivata la sospensiva, ci sarebbero state conseguenze drammatiche per l'intero spettacolo italiano'', ha detto Carlo Fontana, Presidente dell'Agis che difende il decreto come un “cambiamento dai presupposti largamente condivisibili e dai meccanismi ulteriormente migliorabili, come per altro è stato fatto, nei limiti del possibile, su iniziativa dell'Agis. Il risultato dei ricorsi rappresenta, invece, lo sfascio del settore. Tra lo sfascio ed un sistema migliorato, e ancora migliorabile, scelgo il secondo, senza se e senza ma. Adesso si vada avanti con decisione verso l'elaborazione di un testo legislativo che consentirà di rinnovare radicalmente lo spettacolo italiano”.
Tag: decreto franceschini, decreto Fus, sentenza sospensione decreto franceschini, sentenza tar del Lazio, tar del lazio
rramella 2 luglio 2016 alle 21:22
Per decenni i contributi sono stati dati senza alcun criterio oggettivo, a piacimento di chi decideva; ora che ci sono delle regole serie (discutibili come qualunque regola ) non si può permettere che il TAR faccia politica e decida lui le regole da adottare (se ho capito bene sembra che il TAR voglia meno numeri e più qualità: ma in Italia il giudizio di qualità è sempre sempre sempre partigiano e favorevole agli amici degli amici.