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Timestamp: 2017-11-24 01:56:04+00:00
Document Index: 141908012

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art.1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art.1', 'art. 6', 'art.3', 'art. 3']

Disciplinari di produzione vini – Abruzzo Doc
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CONTROLLATA “ABRUZZO”
Approvato con D.M. 9.08.2010 G.U. 196 – 23.08.2010
Modificato con D.M. 3.10.2012 G.U. 245 – 19.10.2012
Prodotti DOP e IGP – Sezione Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Modificato con D.M. 22.12.2014 G.U. 10 – 14.01.2015
“Abruzzo” Cococciola;
“Abruzzo” Cococciola superiore;
“Abruzzo” Passerina;
“Abruzzo” Passerina superiore;
Trebbiano abruzzese e/o toscano: minimo 50%.
Possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione per
la regione Abruzzo, da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del 50%, p resenti in ambito
“Abruzzo” rosso :
Montepulciano: minimo 80%.
Possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca nera non aromatici idonei alla coltivazione per la
regione Abruzzo, da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del 20%, present i in ambito
Malvasia, Moscato, Passerina, Pecorino, Riesling, Sauvignon, Traminer da soli o congiuntamente:
Possono concorrere le uve di altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo, da sole o
congiuntamente, fino ad un massimo del 40%, presenti in ambito aziendale;
Montepulciano: minimo 60%.
Possono concorrere le uve di altri vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito della regione Abruzzo,
da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del 40%, presenti in ambito aziendale;
“Abruzzo” spumante bianco:
Chardonnay, Cococciola, Montonico, Passerina, Pecorino, Pinot nero da soli o congiuntamente:
Montepulciano, Pinot nero da soli o congiuntamente: minimo 60%.
La Denominazione di Origine Controllata “Abruzzo” con le specificazioni aggiuntive del nome di
uno dei vitigni ed eventuali menzioni aggiuntive di cui all’art. 1, è riservata ai vini ottenuti da uve
provenienti da vigneti costituiti per almeno l’85% dal corrispondente vitigno. Possono concorrere
altri vitigni, a bacca di colore analogo, idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo, presenti in
ambito aziendale, fino ad un massimo del 15%.
I vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Abruzzo, come sopra richiamato, sono quelli iscritti
nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e
successivi aggiornamenti, riportati nell’allegato 1 del presente disciplinare.
Le uve destinate alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata “Abruzzo”
devono essere ottenute unicamente da vigneti situati su terreni vocati alla qualità, ubicati in zone
collinari o pedemontane comprese in tutto o in parte nei territori dei comuni di seguito elencati.
Sono da escludere i terreni siti nei fondovalle ed in zone umide nonché quelli adiacenti a fiumi o
La zona di produzione del vino a denominazione di origine controllata “Abruzzo” comprende i
Altino, Archi, Ari, Arielli, Atessa, Bomba, Bucchianico, Canosa Sannita, Carunchio,
Casacanditella, Casalanguida, Casalincontrada, Carpineto Sinello, Casalbordino, Casoli, Castel
Frentano, Celenza sul Trigno, Chieti, Civitella Messer Raimondo, Crecchio, Cupello, Dogliola,
Fara Filiorum Petri, Fara San Martino, Filetto, Fossacesia, Francavilla, Fresagrandinaria, Frisa,
Furci, Gessopalena, Gissi, Giuliano Teatino, Guardiagrele, Guilmi, Lama dei Peligni, Lanciano,
Lentella, Liscia, Miglianico, Monteodorisio, Mozzagrogna, Orsogna, Ortona, Paglieta, Palmoli,
Palombaro, Pennapiedimonte, Perano, Poggiofiorito, Pollutri, Pretoro, Rapino, Ripa Teatina,
Roccamontepiano, Roccascalegna, Rocca San Giovanni, San Buono, Sant’Eusanio del Sangro, San
Giovanni Teatino, Santa Maria Imbaro, San Martino sulla Marrucina, San Salvo, San Vito Chietino,
Scerni, Tollo, Torino di Sangro, Tornareccio, Torrevecchia Teatina, Treglio, Tufillo, Vasto,
Villalfonsina, Villamagna, Vacri;
2) in provincia di L’Aquila:
Castelvecchio Subequo, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Corfinio, Fagnano Alto, Fontecchio,
Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Introdacqua, Molina Aterno, Morino, Ofena, Pacentro,
Poggio Picenze, Pratola Peligna, Pettorano sul Gizio, Prezza, Raiano, Rocca Casale, San Demetrio
nei Vestini, Sant’Eusanio Forconese, San Vincenzo Valle Roveto, Secinaro, Sulmona, Tione
d’Abruzzi, Villa S. Angelo, Villa S. Lucia, Vittorito.
Abbateggio, Alanno, Bolognano, Brittoli, Bussi, Cappelle sul Tavo, Castiglione a Casauria,
Catignano, Cepagatti, Citta Sant’Angelo, Civitella Casanova, Civitaquana, Collecorvino, Corvara,
Cugnoli, Elice, Farindola, Lettomanoppello, Loreto Aprutino, Manoppello, Montebello di Bertona,
Montesilvano, Moscufo, Nocciano, Penne, Pianella, Pietranico, Picciano, Pescara,
Pescosansonesco, Popoli, Rosciano, Salle, San Valentino, Scafa, Serramonacesca, Spoltore, Tocco
Casauria, Torre de’ Passeri, Turrivalignani, Vicoli;
Alba Adriatica, Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Bisenti, Campli, Canzano, Castel Castagno,
Castellato, Castiglione Messer Raimondi, Castilenti, Cellino Attanasio, Cermignano, Civitella del
Tronto, Colledara, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montefino,
Montorio al Vomano, Morrodoro, Mosciano, Nereto, Notaresco, Penna S. Andrea, Pineto, Roseto
degli Abruzzi, Sant’Egidio, Sant’Omero, Silvi, Teramo, Torano Nuovo, Tortoreto, Tossicia e la
frazione di Trignano del comune Isola del Gran Sasso.
confine comunale di Martinsicuro, Colonnella, Controguerra, Ancarano, S. Egidio alla Vibrata e
Civitella del Tronto sino ad incontrare il limite di Valle Castellana. Da qui si procede verso sud
seguendo i limiti comunali di Civitella del Tronto, Campli, Teramo, Montorio al Vomano, Tossicia,
Colledara sino ad incontrare la strada provinciale che si segue passando per la frazione di Trignano
di Isola del Gran Sasso, proseguendo sino al limite comunale di Castel Castagna a quota 273. Si
procede verso est sui limiti comunali di Castel Castagna e Bisenti fino all’incrocio con il limite
provinciale di Pescara. In direzione sud-ovest si prosegue sul limite comunale di Penne e per un
breve tratto su quello di Farindola sino ad incontrare a quota 760 la mulattiera, prima, e la
carreggiabile, dopo, che passando per quota 695 e 700, incontra la strada provinciale per Farindola.
Da qui si procede in direzione Farindola passando per il centro abitato, si prende poi la strada
provinciale Farindola-Montebello di Bertona e Montebello-Vestea e si prosegue fino al limite
comunale di Civitella Casanova a quota 631. Si prosegue verso sud-ovest sui limiti comunali di
Civitella Casanova fino ad incontrare la strada provinciale per Civitella Casanova paese che si
segue sino ad incontrare il limite comunale in prossimità di Casale della Guardia. Da qui si
prosegue verso sud-ovest lungo il confine comunale di Vicoli fino all’incrocio del limite comunale
di Brittoli con la strada Brittoli-Vicoli a quota 553 che si segue passando per Brittoli sino all’abitato
di San Vito; da qui si prosegue lunga la carrareccia che passa per Fonte Canale e porta a Boragna.
Da Boragna la delimitazione si identifica con il sentiero che porta a Pezzigliari, a quota 443, fino ad
incontrare il limite comunale di Corvara e da qui prosegue lungo il confine comunale prima e
provinciale dopo (L’Aquila-Pescara) sino in località Monte Picca. Da qui, in direzione ovest, si
prosegue lungo il confine provinciale sino ad incontrare, in prossimità Case Arduini, il sentiero che
in direzione nord-est passa per quota 459, 528, e 485 in comune di Villa S. Lucia. Da qui si
prosegue in direzione nord, prima lungo il sentiero e dopo lungo il crinale in località Valle S.
Giacomo toccando quota 500 e 763, fino ad incontrare la strada provinciale Corvara-Brittoli in
località Croce di Forca a quota 928. Da detto punto, sito nelle vicinanze del Km 47 della suddetta
strada provinciale si prosegue lungo la medesima in direzione Scarafano, sino ad incontrare al Km
44 il confine comunale. Si prosegue in territorio di Villa S. Lucia lungo detta strada provinciale in
direzione Ofena sino al bivio Ofena-Villa S. Lucia. Dal bivio, sito in prossimità di Coste Pastine a
quota 685, si prosegue in direzione nord-ovest lungo tutto il confine comunale di Ofena sino ad
incontrare il limite comunale di Castel Vecchio Calvisio-Capestrano a quota 636. Si prosegue lungo
il confine comunale di Capestrano, passando per località Monte Rotondo, sino ad incontrare il
limite provinciale L’Aquila-Pescara a quota 573. Da qui si prosegue, in direzione sud, lungo il
confine provinciale sino ad incontrare in località Vallone Grande il limite comunale di Vittorito a
quota 650. Si prosegue lungo i limiti comunali di Vittorito, Molina Aterno, Acciano, Tione degli
Abruzzi, Fontecchio, Fagnano Alto, San Demetrio ne’ Vestini, Poggio Picenze e Sant’Eusanio
Forconese sino ad incontrare, in località Vicicone a quota 564, la strada per Tussillo-Villa S.
Angelo. Da qui si prosegue in direzione sud-est lungo detta strada fino ad incontrare il limite
comunale di S. Eusanio Forconese-Villa S. Angelo a quota 619. Si prosegue lungo i limiti comunali
di Villa S. Angelo, Stiffe, Fagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi sino ad incontrare la
strada Goriano Valli - Secinaro nelle vicinanze di Colle Bufame a quota 864. Da qui, in direzione
sud-ovest si prosegue lungo la strada passando per Secinaro e Gagliano Aterno sino ad incontrare il
limite di Castelvecchio Subequo. Da qui si prosegue lungo i limiti comunali di Castelvecchio
Subequo, Castel di Ieri, Goriano Sicoli, Prezza, Bugnara. Si prosegue lungo il confine comunale di
Bugnara sino ad incontrare la strada provinciale Anversa degli Abruzzi-Bugnara-Pettorano sul
Gizio (Strada Sannita) in prossimità del Km 11. Da qui, in direzione Bugnara, si prosegue lungo la
provinciale, si oltrepassa il centro abitato di Bugnara, il territorio di Introdacqua, le località
Mastroiacovo e Vallelarga sino ad incontrare in prossimità dell’innesto con la SS n.17 (Km.
106,600 ) l’asse ferroviario Sulmona-Roccaraso. Si segue il tracciato ferroviario in direzione
Pettorano sul Gizio, si supera il centro abitato e si prosegue sino ad incontrare il confine comunale
di Sulmona. Si procede, in direzione nord-est, lungo detto confine e quello di Pacentro sino
all’incrocio con la strada provinciale Cansano-Pacentro in prossimità del Km. 7. Si segue la
provinciale in direzione Pacentro, si passa per il centro abitato e si prosegue sino ad incontrare di
nuovo il confine comunale di Sulmona. Da qui, in direzione nord-est, si prosegue lungo il confine
comunale fino ad incontrare il sentiero che da quota 899 porta a quota 489 in prossimità della
località Tiro a Segno. Si prosegue, in direzione nord-est, lungo la mulattiera che passa per quota
502, 625, 794,747, 638, 550, 637, 525, 497 e 500 sino a toccare il confine comunale di Pratola
Peligna. Si segue il confine comunale in direzione nord-est sino ad incontrare la mulattiera in
località Ravara Bianca. Proseguendo in direzione nord-ovest lungo la mulattiera si toccano le quote
627 e 628, si interseca il confine comunale di Roccacasale, si prosegue toccando le quote 643, 571 e
612 dove si incontra il sentiero che porta sino al centro abitato di Roccacasale. Da qui, in direzione
nord-ovest, si prosegue lungo la mulattiera che tocca le quote 458, 477, 505, si interseca il confine
comunale di Corfinio, si prosegue per un breve tratto lungo detto confine, in direzione nord, sino ad
incontrare il sentiero che, sempre in direzione nord, passa per quota 577 e dopo Monte Capo
d’Acero tocca quota 609. Da qui si procede lungo il crinale che passa per Masseria Rotta Frattocola
ed a quota 320 prosegue con il sentiero che, a quota 267, incontra il confine provinciale L’Aquila-
Pescara e la SS n.5 Tiburtina Valeria in prossimità del Km. 177,800. In direzione Nord-Est si
prosegue lungo il confine provinciale Pescara L’Aquila sino ad incontrare il limite comunale di
Tocco da Casauria. Si prosegue lungo il limite comunale di Tocco da Casauria, sino ad incontrare il
limite comunale di Salle, si prosegue detto limite sino ad incontrare a quota 662 la mulattiera che in
direzione sud-est porta a Salle Vecchio passando per le quote 665, 677 e 605. Da qui, proseguendo
per la mulattiera che tocca le quote 562,570, 580, incrocia il confine comunale a quota 645. Da qui
si prosegue in direzione nord-est lungo il confine comunale di Salle, Bolognano, San Valentino in
Abruzzo Citeriore, Abbateggio, sino ad incontrare la strada Abbateggio-Caramanico nelle vicinanze
del Vallone Carpeneto a quota 736. Da qui, in direzione nord-est si risale lungo detta strada per un
breve tratto e proseguendo lungo il crinale a quota 700 e 610 si interseca di nuovo il confine
comunale di Abbateggio-Roccamorice. Si prosegue in direzione nord lungo detto confine sino ad
incontrare il limite comunale di Lettomanoppello a quota 223. Da qui in direzione sud - est si
prosegue lungo il confine comunale Lettomanoppello-Roccamorice sino ad incontrare il limite
provinciale Pescara Chieti in località Triangolo. Si prosegue, in direzione nord-est, lungo il confine
provinciale, coincidente con i limiti comunali di Lettomanoppello e Serramonacesca, sino ad
incontrare sul limite comunale di quest’ultimo la strada provinciale Roccamont epiano-Pretoro a
quota 586. Si procede lungo detta strada in direzione Pretoro, si oltrepassa il centro abitato, sino
all’incrocio con la strada Pretoro-Fara Filiorum Petri in località Crocifisso., da qui in direzione
sudest si prosegue lungo la strada che passando per Bocca di Valle giunge sino al centro abitato di
Pennapiedimonte. Da qui, passando per la mulattiera che tocca le quote 490, 571 e 663 incontra il
limite comunale Pennapiedimonte-Palombaro. Da qui, in direzione sud si prosegue lungo la
carreggiabile che toccando le quote 665 722 744 interseca il confine comunale di Palombaro- Fara
San Martino a quota 708. In direzione ovest, si segue per un breve tratto detto limite sino ad
incontrare la carreggiabile che passando per quota 632, 558, 502, 493, e 475 incontra in località
Convento la strada per il centro abitato di Fara San Martino. Oltrepassato il centro abitato, si
prosegue lungo la SS 84 Fara San Martino - Lama dei Peligni, in direzione Lama dei Peligni si
oltrepassa il centro abitato sino ad incontrare il limite comunale con Taranta Peligna in prossimità
del Km 28.200. Da qui si procede lungo il confine comunale di Lama dei Peligni, sino ad incontrare
la strada Torricella Peligna-Gessopalena in prossimità del Km 25.300. Da qui in direzione
Gessopalena, si segue detta strada fino a giungere in località Coccioli a quota 594. Seguendo la
mulattiera prima e il crinale dopo si incontra il limite comunale Gessopalena – Roccascalegna in
prossimità del fiume Rio Secco. In direzione sud ovest si seguono i limiti comunali di
Roccascalegna, Bomba, Tornareccio, Casalanguida, Guilmi, Carpineto Sinello, Liscia, Carunchio,
Celenza sul Trigno sino ad incontrare il limite regionale, delimitato dal fiume Trigno, che si segue
lungo i limiti comunali di Celenza sul Trigno, Tufillo, Dogliola, Fresagrandinara, Lentella, Cupello
e San Salvo fino alla costa Adriatica per poi risalire lungo la costa medesima fino al limite regionale
nord. Inoltre è compresa l’intera area delimitata dai confini amministrativi dei comuni di Balsorano,
San Vincenzo Valle Roveto, Morino, Civita d’Antino, Civitella Roveto e Canistro in provincia de
- Condizioni naturali dell'ambiente.
controllata “Abruzzo” devono essere quelle normali della zona e atte a conferire all’uva, al mosto
ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità. I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti
idonei per la produzione della denominazione di origine di cui si tratta. Sono da considerare idonei
unicamente i vigneti ubicati su terreni che corrispondono alle condizioni di cui al precedente art. 3.
- Densità d'impianto.
Fermo restando i vigneti esistenti, per i nuovi impianti e i reimpianti a filare la densità non può
essere inferiore a 2000 ceppi per ettaro in coltura specializzata, fatto salvo per gli impianti e
reimpianti a pergola, per i quali non deve essere inferiore a 1600 ceppi per ettaro.
- Forme di allevamento e sesti di impianto
Le forme di allevamento consentite sono quelle generalmente usate nella zona o comunque forme
atte a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
La Regione può consentire forme di allevamento diverse qualora siano tali da migliorare la gestione
- Sistemi di potatura
- Forzatura, irrigazione.
- Resa a ettaro e gradazione minima naturale
La produzione massima di uva ad ettaro dei vigneti in coltura specializzata e la gradazione minima
naturale per la produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata “Abruzzo”, di cui
all’art. 1, sono le seguenti:
naturale minimo (% vol.)
“Abruzzo” bianco 14 10,50
“Abruzzo” rosso 12 11,50
“Abruzzo” passito bianco 14 10,50
“Abruzzo” passito rosso 12 11,50
“Abruzzo” spumante charmat bianco e rosè 14 9,50
“Abruzzo” spumante metodo classico bianco e rosè 12 9,50
“Abruzzo” Cococciola 14 10,50
“Abruzzo” Cococciola superiore 12 11,00
“Abruzzo” Malvasia 14 10,50
“Abruzzo” Malvasia superiore 12 11,00
“Abruzzo” Montonico 12 10,50
“Abruzzo” Montonico superiore 10 11,00
“Abruzzo” Passerina 14 11,00
“Abruzzo” Passerina superiore 12 11,50
“Abruzzo” Pecorino 14 11,00
“Abruzzo” Pecorino superiore 12 11,50
Nei vigneti in coltura promiscua le produzioni massime di uva per ettaro devono essere rapportate
alle superfici effettivamente coperte dalla vite. Anche in annate favorevoli i quantitativi di uve
ottenute e destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Abruzzo”
devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi del 20% i
limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi. Oltre detto
limite decade il diritto alla denominazione per tutto il prodotto.
I e II anno: 0;
III anno e successivi: 100%.
- Zona di vinificazione.
Le operazioni di vinificazione, spumantizzazione, appassimento, conservazione, affinamento ed
imbottigliamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata nel
delimitata, sono previste autorizzazioni individuali alle condizioni di cui all’articolo 10, comma 3 e
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, previa autorizzazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero
territorio amministrativo della regione Abruzzo.
I vini a denominazione di origine “Abruzzo” nelle tipologie passito bianco e passito rosso devono
essere ottenuti con l’appassimento delle uve sulla pianta e/o dopo la raccolta, previa opportuna
cernita, con uno dei metodi ammessi dalla normativa vigente. Le uve, al termine dell’appassimento,
devono avere un titolo alcolometrico naturale non inferiore a 16% vol (o 272 grammi di
zucchero/litro).
Nella elaborazione dei vini spumanti metodo classico a Denominazione di Origine Controllata
“Abruzzo” devono essere osservate le operazioni relative al tradizionale metodo della
rifermentazione in bottiglia con scuotimento e sboccatura. La preparazione del vino base può essere
ottenuta da una mescolanza di vini di annate diverse, sempre nel rispetto dei requisiti previsti dal
disciplinare; per i vini spumanti millesimati è obbligatorio l’utilizzo di almeno l’85% del vino
dell’annata di riferimento.
- Arricchimento
E’ consentito l’arricchimento dei prodotti a monte dei vini di cui all’art.1, nel rispetto della
normativa nazionale e comunitaria in materia, con mosti concentrati rettificati oppure con mosti
concentrati ottenuti da uve dei vigneti iscritti allo schedario della stessa denominazione o a mezzo
concentrazione a freddo o altre tecnologie consentite. Per i vini a denominazione di origine
controllata “Abruzzo” nelle tipologie passito bianco e passito rosso non è consentito
l’arricchimento.
- Resa uva/vino.
La resa massima dell'uva in vino a denominazione di origine controllata “Abruzzo” è pari al 70%.
La resa massima dell’uva per le tipologie “passito bianco” e “passito rosso” non deve superare per il
vino finito il 50%.
Qualora la resa uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non oltre rispettivamente il 75% ed il 55%,
anche se la produzione ad ettaro resta al di sotto del massimo consentito, l'eccedenza non ha diritto
alla denominazione d'origine. Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione d'origine
- Affinamento.
I vini spumanti metodo classico a Denominazione di Origine Controllata “Abruzzo” devono essere
affinati per almeno trentasei mesi in bottiglia, di cui almeno diciotto di permanenza sui lieviti di
fermentazione. Tale periodo decorre dal 1° novembre dell’annata di produzione della partita di uve
più recente. Per utilizzare il millesimo il periodo di affinamento in bottiglia deve essere di almeno
quarantotto mesi, di cui almeno ventiquattro di permanenza sui lieviti di fermentazione, a decorrere
dal 1° novembre dell’annata di riferimento di produzione delle uve.
- Immissione al consumo.
Per i vini a denominazione di origine controllata “Abruzzo”, con o senza l’indicazione di uno dei
vitigni di cui all’articolo 1, l’immissione al consumo è consentita a partire dal 1° gennaio dell’anno
successivo a quello di produzione delle uve.
Per i vini a denominazione di origine controllata “Abruzzo” con l’indicazione di uno dei vitigni di
cui all’articolo 1 seguiti dalla menzione “superiore” l’immissione al consumo è consentita a partire
dal 1° marzo dell’anno successivo a quello di produzione delle uve.
- Scelta vendemmiale.
Per i vini di cui all’art. 1 la scelta vendemmiale è consentita, ove ne sussistano le condizioni di
legge, soltanto verso le denominazioni d’origine controllata compatibili con la piattaforma
ampelografica e verso le IGT relative all’area interessata.
I vini a Denominazione di Origine Controllata “Abruzzo” di cui all’art.1 del presente disciplinare di
produzione, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
- odore: fruttato, caratteristico, delicato, gradevole;
- colore: rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendente al granato con
- odore: profumi di frutti rossi, spezie, intenso, etereo;
- sapore: corposo, secco, armonico, giustamente tannico;
- colore: dal giallo paglierino intenso all’ambrato;
- odore: intenso, etereo e caratteristico;
- sapore: dolce, corposo, armonico, vellutato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol (di cui almeno 12,00% vol svolto);
- sapore: dolce, pieno, armonico, vellutato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol (di cui almeno 12,50% vol svolto);
- estratto non riduttore minimo: 32 g/l.
- colore: giallo paglierino più o meno carico, anche con riflessi ramati;
- odore: fine, ampio e composito;
- sapore: fresco, gradevole e armonico;
- zuccheri residui: nei limiti ammessi dalla normativa comunitaria per la tipologia brut.
- colore: rosa/ramato più o meno intenso;
- colore: giallo paglierino più o meno carico anche con riflessi ramati;
- colore: giallo paglierino, talvolta con riflessi dorati;
- odore:gradevole, floreale, fruttato;
- sapore: secco, armonico, persistente;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00 % vol;
- odore: gradevole, floreale, fruttato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50 % vol;
- odore: intenso, gradevole, caratteristico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00 % vol;
- colore: giallo paglierino, talvolta con riflessi verdognoli;
- sapore: secco, armonico, persistente, gradevolmente acidulo;
- colore: giallo paglierino, talvolta con riflessi ambrati;
- odore: gradevole, fresco, fiorale, fruttato;
- colore: giallo paglierino più o meno intenso con riflessi da verdognoli a dorati;
- sapore: secco, armonico, persistente, caratteristico;
- odore: gradevole, fresco, floreale, fruttato;
È in facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Comitato Nazionale Vini
DOP e IGP – modificare i limiti dell’acidità totale e dell’estratto non riduttore con proprio decreto.
I vini a denominazione “Abruzzo”, eventualmente sottoposti al passaggio o conservazione in
recipienti di legno, possono rivelare lievi sentori di legno.
- Qualificazioni.
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all’art.1 è vietata l’aggiunta di
aggettivi “ fine”, “scelto”, “selezionato”, e similari. È tuttavia consentito l’uso di indicazioni che
facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non aventi significato laudativo e non
idonei a trarre in inganno il consumatore.
- Menzioni facoltative
tradizionali, purché pertinenti ai vini di cui all’art. 1.
- Caratteri e posizione in etichetta
Le menzioni facoltative esclusi i marchi e i nomi aziendali possono essere riportate nell'etichettatura
soltanto in caratteri tipografici non più grandi o evidenti di quelli utilizzati per la denominazione
d'origine del vino, salve le norme generali più restrittive. Le menzioni facoltative vanno riportate in
etichetta sotto la denominazione d’origine.
Nell’etichettatura dei vini di cui all’art. 1 l’indicazione dell’annata di produzione delle uve è
I vini spumanti a denominazione di origine controllata “Abruzzo” elaborati con il metodo classico
possono utilizzare il millesimo alle condizioni previste nel precedente art. 5.
Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Abruzzo” di cui all’art.1 può
tale menzione, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, venga riportata sia nella denuncia
delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco
regionale ai sensi dell’art. 6 comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010.
- Volumi nominali
Per il confezionamento dei vini a denominazione di origine controllata “Abruzzo” sono consentiti i
seguenti recipienti: 0,375 lt, 0,5 lt (ad esclusione degli spumanti), 0,75 lt, 1,5 lt, 3 lt e tutti i formati
speciali compresi tra 6 lt e 27 lt.
Per il confezionamento dei vini a Denominazione di Origine Controllata “Abruzzo” che si fregiano
della menzione “superiore” non é consentito l’uso del recipiente da 0,375 lt.
È consentito l’uso di tutti i sistemi di chiusura previsti dalla normativa vigente.
I recipienti devono essere di vetro.
I vini spumanti a Denominazione di Origine Controllata “Abruzzo” devono essere confezionati in
idonee bottiglie da spumante, con tappo in sughero a forma di fungo ancorato.
La zona geografica delimitata dall’art.3 comprende l’intera fascia collinare costiera e pedemontana
della regione Abruzzo che, nella parte mediana, si amplia verso l’interno per includere verso nord
l’altopiano dell’Alto Tirino, a nord-ovest la Valle Subequana, a sud la Valle Peligna nonché a sudovest
la Valle Roveto.
Le formazioni collinari e le aree pedemontane interessate dalla coltivazione della vite, costituite da
depositi plio-pleistocenici che hanno riempito il bacino periadriatico mediante un ciclo
sedimentario marino svoltosi tra la fine del Terziario e l’inizio del Quaternario, si sviluppano su
una fascia di circa 25 chilometri di larghezza e circa 125 chilometri di lunghezza, dal fiume Tronto
al fiume Trigno, cui si aggiungono alcune conche intermontane nella parte centrale della regione.
Dal punto di vista granulometrico tali formazioni possono essere considerate abbastanza variabili:
alle argille con sabbia, verso la parte alta della formazione, si sovrappongono le sabbie silicee a
grana fine e media, più o meno argillose, di colore giallastro per l’alterazione di ossidi di ferro, a
cemento calcareo oppure argilloso, di solito scarso, spesso intercalato da livelli di limi, ghiaie e
argille. Nella grande maggioranza dei casi il suolo che si origina presenta una equa ripartizione di
materiale da cui si formano terreni con struttura sabbioso-argillosa, generalmente sciolti, con
spessore variabile in relazione alla pendenza ed alla esposizione nella parte centro-meridionale
dell’area interessata e tendenzialmente più argillosi nella parte settentrionale. Le conche
intermontane sono costituite da terrazzi fluvio-alluvionali antichi, con depositi detritici a bassa
pendenza che rendono questi terreni particolarmente sciolti, con spessore variabile in relazione alla
pendenza ed alla esposizione. La ritenzione idrica in genere è medio bassa con elementi nutritivi
ed humus scarsi o modesti. L’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 150 ed i 600
metri s.l.m., con pendenze ed esposizioni variabili a seconda dei versanti. Sono esclusi i terreni siti
nei fondovalle umidi e quelli con esposizioni poco consone.
Il clima è di tipo temperato, con temperature medie comprese tra i 12°C di aprile ed i 16°C di
ottobre, ma nei mesi di luglio ed agosto tende al caldo-arido con temperature medie di 24-25°C.
L’escursione termica annua è considerevole poiché legata da una parte alla presenza delle correnti
fredde provenienti dai Balcani, che durante l’inverno fanno sentire la loro influenza, e dall’altra
alla presenza del mare Adriatico e delle aree di alta pressione che permangono sul bacino del
Mediterraneo durante l’estate. Notevoli anche le escursioni termiche tra giorno e notte, favorite
dalla vicinanza dei massicci del Gran Sasso e della Maiella, così come la ventilazione che
determinano le condizioni ottimali per la sanità delle uve e l’accumulo di sostanze aromatiche.
compreso tra 1.800 e 2.200 gradi-giorno, condizioni che garantiscono la maturazione ottimale sia
delle varietà medio-precoci, quali il Pecorino, la Passerina, la Malvasia ed il Trebbiano, sia di
quelle medio-tardive e tardive quali la Cococciola, il Montonico ed il Montepulciano.
Le precipitazioni totali annue mediamente superano gli 800 mm; il periodo più piovoso è quello
compreso tra novembre e dicembre (oltre 80 mm/mese) mentre il mese con il minimo assoluto è
quello di luglio (intorno a 30 mm).
La presenza della vite e la produzione di buoni vini nell’area di produzione delimitata dall’Art.3
risale a Polibio, storico greco vissuto tra il 205 ed il 123 a.C., che narrando le gesta di Annibale
dopo la vittoria di Canne (216 a.C.) lodava i vini di quest’area in quanto avevano guarito i feriti e
rimesso in forze gli uomini. Da allora tanti altri scrittori hanno elogiato le qualità dei vini prodotti
nel territorio abruzzese, quali Andrea Bacci (1524-1600), filosofo e medico di papa Sisto V, che
nell’opera “De naturali vinorum historia de vinis Italiae” scritta nel 1596, parla dei vini di
Sulmona e del territorio dei Peligni, così come Michele Torcia che nell’opera dal titolo Saggio
Itinerario Nazionale pel Paese dei Peligni fatto nel 1792 descrive per la prima volta la presenza
del vitigno Montepulciano in Abruzzo. Dopo il Torcia sono innumerevoli i testi storici ed i
manuali tecnici nei quali vengono descritte le caratteristiche di questo vitigno divenuto a partire
dai primi del 1900 l’emblema di questo territorio: ricordiamo Panfilo Serafini (Sulmona 1817-1864)
che nella Monografia storica di Sulmona, apparsa nel 1854 a Napoli sul notissimo periodico
Il Regno delle Due Sicilie scritto ed illustrato, scriveva: “Le viti più comuni sono il
montepulciano, sia primaticcio, sia cordisco o tardivo....”, il professor Andrea Vivenza con le
Brevi norme per fare il vino del 1867, Edoardo Ottavi e Arturo Marescalchi con l’opera dal titolo
Vade-Mecum del commerciante di uve e di vini in Italia, la cui prima edizione venne pubblicata nel
1897. Quest’ultima è molto importante perché descrive in maniera molto dettagliata le varietà di
uve presenti in Abruzzo: il Camplese o Campolese (ossia la Passerina), il Racciapollone (ossia il
Montonico), il Tivolese, il Verdicchio, la Malvasia, il Moscatello, il Montepulciano (cordisco e
primutico), il Gaglioppo, l’Aleatico, la Lacrima, solo per ricordarne qualcuna.
Anche se molte di queste varietà, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, sono state
sostituite dai più produttivi Trebbiano toscano e Trebbiano abruzzese, quest’ultimo spesso confuso
con il Bombino, fortunatamente non sono scomparse ed oggi, grazie al lavoro ed alla passione di
tanti vitivinicoltori, alcune di esse sono state riscoperte e giustamente valorizzate sia per le loro
eccellenti caratteristiche chimico-fisiche (ottima acidità e grado alcolico naturale) sia per quelle
Oltre alle radici storiche comunque sono molto importanti anche i fattori umani poiché, attraverso
la definizione ed il miglioramento di alcune pratiche viticole ed enologiche, che fanno parte
integrante e sostanziale del disciplinare di produzione, si riescono ad ottenere oggi prodotti dalle
spiccate caratteristiche e tipicità.
- Base ampelografia dei vigneti: il vitigno Montepulciano è alla base del vino rosso poiché deve
concorrere alla sua costituzione per almeno l’80%. Possono essere utilizzati anche altri vitigni
rossi complementari, non aromatici, idonei alla coltivazione nell'ambito della regione Abruzzo, da
sole o congiuntamente fino ad un massimo del 20%. Il vino bianco ha invece come base il
Trebbiano, minimo 50%, molto diffuso su tutto il territorio cui possono aggiungersi altri vitigni
sempre a bacca bianca non aromatici coltivati in regione. I passiti e gli spumanti invece devono
essere ottenuti in larga parte da un nucleo ben definito di vitigni bianchi o rossi, tipici del territorio,
mentre i vini con la specificazione del vitigno - rigorosamente autoctoni ed alcuni addirittura
esclusivi del territorio delimitato (vedi Cococciola e Montonico) - devono essere ottenuti
utilizzando almeno l’85% del vitigno di riferimento.
- Forme di allevamento, sesti d’impianto e sistemi di potatura: la forma di allevamento
generalmente usata nella zona è la pergola abruzzese anche se da diversi anni si vanno sempre più
espandendo le forme a spalliera semplice o doppia. I sesti di impianto, così come i sistemi di
potatura, sono adeguati alle forme di allevamento utilizzate al fine di una buona gestione del
vigneto ed una migliore gestione delle rese massime di uva (che sono comprese tra le 10 e le 14
tonnellate per ettaro).
- Pratiche relative all’elaborazione dei vini: sono quelle tradizionali ed ormai consolidate per i
vini rossi e bianchi tranquilli, adeguatamente differenziate a seconda della destinazione finale del
prodotto. Le operazioni di vinificazione, spumantizzazione, appassimento, conservazione,
affinamento ed imbottigliamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione
delimitata nel precedente art. 3 al fine di preservare le peculiari caratteristiche dei prodotti, la loro
reputazione, garantire l’origine ed assicurare l’efficacia dei controlli.
I vini passiti sono ottenuti con l’appassimento delle uve sulla pianta o dopo la raccolta, previa
opportuna cernita, con uno dei metodi ammessi dalla normativa vigente, mentre per i vini spumanti
metodo classico devono essere osservate le operazioni relative al tradizionale metodo della
rifermentazione in bottiglia con scuotimento e sboccatura. I vini spumanti metodo classico devono
essere affinati per almeno trentasei mesi in bottiglia, di cui almeno diciotto di permanenza sui
lieviti di fermentazione. Per utilizzare il millesimo il periodo di affinamento in bottiglia deve
essere di almeno quarantotto mesi, di cui almeno ventiquattro di permanenza sui lieviti di
La secolare presenza ed il particolare equilibro vegeto-produttivo che i vitigni prescelti per la
produzione dei vini della DOC “Abruzzo” hanno trovato nell’area interessata, portano a
considerare a tutti gli effetti detti vitigni come “varietà autoctone” abruzzesi, le cui peculiarità si
estrinsecano appieno sia nei vini bianco e rosso, sia nei passiti e spumanti, sia soprattutto nei vini
con indicazione del vitigno, esitati sia nella versione “base” sia in quella “superiore”; quest’ultima
si differenzia per presentare un grado alcolico leggermente superiore, una maggiore struttura e
complessità rispetto al base. In particolare, il vino rosso presenta un colore rubino intenso, con
lievi sfumature violacee, colore che tende al granato con l’invecchiamento, l’odore tipico dei frutti
rossi, il sapore è secco, giustamente tannico. I vini bianchi sono invece di colore giallo paglierino
più o meno carico, con sentori floreali e fruttati, buona struttura ed acidità piuttosto sostenuta che
conferisce al vino freschezza, eleganza e piacevolezza. I passiti presentano caratteri tipici legati per
i bianchi in modo particolare alla presenza di moscati o malvasie, i rossi invece per la presenza del
Montepulciano che riesce a conferire ai vini grande complessità olfattiva, morbidezza, eleganza ed
armonia. Molto caratterizzati sono anche gli spumanti, in particolare il rosè a base Montepulciano,
che si presentano con una ottima struttura acidica, perlage fine e persistente, profumi e sapori tipici
della lunga rifermentazione in bottiglia.
L’area geografica interessata, che copre circa un terzo dell’intero territorio regionale, sebbene
presenti un’orografia ed una pedologia piuttosto omogenea, di fatto è caratterizzata da condizioni
climatiche leggermente differenti (pioggia, temperatura, ventilazione, ecc.) che associate alla
diversa natura dei terreni, per lo più sciolti e ben drenati, ed all’esposizione influenzano in maniera
più o meno significativa le caratteristiche vegeto-produttive dei diversi vitigni interessati. Infatti,
accanto ad una presenza abbastanza omogenea su tutto il territorio delimitato dei vitigni
Montepulciano e Trebbiano, base rispettivamente dei vini rosso e bianco, grazie a questi particolari
microclimi si rilevano aree dove eccellono determinati vitigni quali la Cococciola e la Malvasia
(area teatino-frentana), altri dove spicca il Montonico (area interna del teramano), altri ancora dove
si trova più diffusamente la Passerina (alto teramano). Questi vitigni autoctoni presentano caratteri
di fondo ben definiti e facilmente riconoscibili e, grazie alle positive interazioni tra i fattori
ambientali e le pratiche colturali ed enologiche utilizzate, sono in grado di estrinsecare
caratteristiche peculiari, dando origine a vini con forti elementi di tipicizzazione ossia distintivi
(acidità, profumi, ecc.) che permettono di identificare i prodotti in maniera inequivocabile.
Agroqualità S.p.A. – Società per la certificazione della qualità nell’agroalimentare
Viale Cesare Pavese, 305 – 00144 ROMA
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La società Agroqualità – Società per la certificazione della qualità nell’agroalimentare – S.p.A. è
l’Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai
sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2), che effettua la verifica annuale
DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell’arco
articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il D.M. 14 giugno 2012, pubblicato in
Contrada Buccieri, SS 602
Tel: +39 085.9772724