Source: https://medisoc.it/corte-costituzionale-sentenza-20-26-novembre-2002-n-476/
Timestamp: 2019-07-17 13:19:11+00:00
Document Index: 35086897

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1']

CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 20 - 26 novembre 2002 n. 476 - Medicina e Società
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 3, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), promosso con ordinanza emessa il 5 novembre 2001 dal Tribunale di Pisa, giudice del lavoro, nel procedimento civile vertente tra G. G. e il Ministero della sanità, iscritta al n. 958 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 1, 1a serie speciale, dell’anno 2002.
1. – Con ordinanza del 5 novembre 2001, il giudice del lavoro presso il Tribunale di Pisa ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3, 32 e 38 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 3, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui non prevede un indennizzo da parte dello Stato a favore degli operatori sanitari che, in occasione e durante il servizio, abbiano riportato danni permanenti all’integrità psicofisica conseguenti a infezione contratta a seguito di contatto con sangue e suoi derivati provenienti da soggetti affetti da epatite.
2. – In fatto, il rimettente riferisce:
che la ricorrente nel giudizio di merito ha esposto di essere stata dipendente della Croce Rossa Italiana, con contratto a termine dal 24 gennaio al 24 luglio 1994, in qualità di aiuto ferrista di sala operatoria, e con mansioni, tra l’altro, di “lavaggio ferri, maneggio pinze ed aghi”, sottoponendosi, prima dell’assunzione, alle analisi per la verifica della sana e robusta costituzione fisica;
che, nel corso dello svolgimento del rapporto, la stessa ricorrente era sottoposta ad analisi del sangue e, informata di essere affetta da epatite C, veniva allontanata dal lavoro nel giugno 1994, prima della scadenza dei termini previsti dal contratto;
che l’INAIl riconosceva all’interessata la percentuale inabilitante del 25%, costituendo a suo favore la relativa rendita;
che, inoltrata domanda alla competente ASL al fine di ottenere la liquidazione dell’indennizzo di cui alla legge n. 210 del 1992, la ricorrente la vedeva respingere con la motivazione che l’infezione era avvenuta a causa di contatto con sangue ed emoderivati e non a seguito di emotrasfusione, unica causa di contagio da epatite indennizzabile a norma della citata legge;
e) che, stante il diniego dell’indennizzo per effetto dell’interpretazione fornita dalla ASL, la ricorrente citava in giudizio il Ministero della sanità, chiedendone la condanna al pagamento del “risarcimento del danno” ex legge n. 210 del 1992.
5. – Quanto alla non manifesta infondatezza della questione, il giudice rimettente muove dal parallelo tra la disciplina stabilita per coloro che, incolpevolmente, abbiano contratto un’infezione da HIV o da epatite a seguito di una emotrasfusione, disciplina che per entrambi i casi prevede una tutela attraverso il riconoscimento di un indennizzo a carico dello Stato (art. 1, commi 2 e 3, della legge n. 210 del 1992), osservando come analoga parificazione di tutela non si riscontri, invece, sul diverso versante degli operatori sanitari che, per la tipologia delle mansioni svolte (“in occasione e durante il servizio”, secondo il testo del comma 2 dell’art. 1 citato), si espongono al rischio di un contagio da HIV o da epatite.
con l’art. 3 della Costituzione, per l’irrazionale disparità di trattamento di identiche situazioni di fatto, posto che, prestandosi le anzidette situazioni alla “visione unificatrice” che è richiesta dalla giurisprudenza della Corte costituzionale per lo scrutinio di costituzionalità in questa materia (sentenza n. 423 del 2000), non sarebbe dato “rinvenire apprezzabili motivi per cui la violazione all’integrità fisica degli operatori sanitari che derivi da contatto con sangue contagiato da HIV ha diritto all’indennizzo, mentre non lo ha quella degli stessi operatori sanitari quando vengano in contatto con sangue contagiato da epatite virale, sebbene sia notorio che il rischio di entrare in contatto con l’uno anziché con l’altro è puramente casuale ed anzi, sul piano statistico è molto più frequente e, per alcuni casi, molto più letale la possibilità di contagio da epatite che non da HIV”;
con l’art. 32 della Costituzione, in quanto “se il legislatore ha inteso tutelare la salute sia pure nella forma indennitaria quando violata dall’epatite ed ha inteso tutelarla anche quando lesa dall’HIV, non si vede per quale ragione il bene primario degli operatori sanitari sia meritevole di tutela se il contatto è avvenuto con HIV e non anche con epatite”;
con l’art. 2 della Costituzione, per lesione del principio di solidarietà sociale in presenza di una situazione in cui la lesione al bene primario della salute deriva, senza alcun colpevole concorso della parte lesa, dall’espletamento di pratiche inerenti all’adempimento dei doveri professionali, che dovrebbero essere immuni da pericoli perché la circolazione del sangue e degli emoderivati è posta sotto il diretto controllo pubblico;
con l’art. 38 della Costituzione, in quanto per ipotesi sostanzialmente equiparabili tra loro non è previsto lo stesso trattamento assistenziale, e ciò in particolare per il rilievo secondo cui nel caso di diritti direttamente protetti dalla Costituzione, come il diritto alla salute, il legislatore potrebbe modellare equitativamente la misura dell’indennizzo, secondo una eventuale valutazione di compatibilità finanziaria (sentenza n. 226 del 2000), ma non escludere del tutto la tutela indennitaria (sentenza n. 118 del 1996).
Il giudice rimettente, nel formulare la questione di n. 210 del 1992, il quale prevede la corresponsione di un indennizzo a favore degli operatori sanitari che, in analoghe circostanze, costituzionalità, ha presente il comma 2 dell’art. 1 della legge abbiano riportato danni permanenti alla salute, quando il contatto sia avvenuto con sangue o suoi derivati provenienti da soggetti affetti da infezione da HIV.
La mancata previsione dell’indennizzo nel caso delle epatiti violerebbe innanzitutto gli artt. 3 e 32 della Costituzione, sotto il profilo del diverso trattamento normativo di ipotesi sostanzialmente uguali di danno alla salute; e violerebbe inoltre l’art. 38 della Costituzione, per la mancata attivazione di uno strumento assistenziale, necessario in forza del dovere di solidarietà sociale sancito dall’art. 2 della Costituzione.
Il legislatore del 1992 – nel predisporre misure a favore di quanti fossero stati colpiti da patologie determinate dalla somministrazione di sangue ed emoderivati infetti – ha previsto la corresponsione di un indennizzo a favore
dei contagiati da infezione da HIV a seguito di somministrazione di sangue e suoi derivati e
degli operatori sanitari che, “in occasione e durante il servizio”, abbiano riportato danni permanenti all’integrità psicofisica conseguenti a infezione contratta a seguito di contatto con sangue e suoi derivati provenienti da soggetti affetti da infezione da HIV (art. 1, comma 2, della legge n. 210 del 1992).
In corrispondenza con quanto stabilito a favore dei soggetti indicati in a), ha altresì previsto (art. 1, comma 3, della medesima legge) che i medesimi benefici spettino anche a coloro che presentino danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali.
Nessuna provvidenza è disposta, invece, a favore degli operatori sanitari che abbiano contratto un’epatite a seguito di contatto con sangue e suoi derivati infetti, rompendosi così il parallelismo con la disciplina prevista a favore dei soggetti affetti da infezione da HIV, indicati in b).