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Timestamp: 2016-12-06 18:06:31+00:00
Document Index: 152998621

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 58', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 20']

⭐Documento per l attuazione del Programma di riordino delle forme di gestione Distretto di Porretta Terme
Documento per l attuazione del Programma di riordino delle forme di gestione Distretto di Porretta Terme
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1 Documento per l attuazione del Programma di riordino delle forme di gestione Distretto di Porretta Terme Ai sensi dell art. 8 della Legge Regionale 26 luglio 2013, n. 12 Ufficio di Piano del Distretto di Porretta Terme 09/12/20142 Sommario Costituzione di gruppi di lavoro interistituzionali...3 Il Tavolo Tecnico-Politico per l attuazione del Programma di riordino...3 Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello di Accesso e Servizio Sociale Territoriale...5 Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di risposta al Bisogno Abitativo...5 Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di gestione diretta, unitaria e pubblica dei servizi accreditati (CRA e CD) e non accreditati (SAD)...6 Gruppo tecnico-politico per l omogeneizzazione dell accesso ai Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni).6 Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di gestione unitaria del servizio di integrazione scolastica (educativa e assistenziale) L.104/ Elementi della gestione associata Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello di Accesso e Servizio Sociale Territoriale...9 A - Indirizzi:...9 B - Pianificazione Strategica:...9 C - Risultati Attesi Dai Cittadini:...9 D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione:...9 E - Team Leader:...14 Validazione del gruppo di lavoro Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di risposta al Bisogno Abitativo...15 A - Indirizzi:...15 B - Pianificazione Strategica:...15 C - Risultati Attesi Dai Cittadini:...15 D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione:...15 E - Team Leader:...16 Validazione del gruppo di lavoro Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di gestione diretta, unitaria e pubblica dei servizi accreditati (CRA e CD) e non accreditati (SAD)...17 A - Indirizzi:...17 B - Pianificazione Strategica:...17 C - Risultati Attesi Dai Cittadini:...17 D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione:...17 E - Team Leader:...20 Validazione del gruppo di lavoro Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello di accesso ai servizi educativi prima infanzia (0-3 anni)...21 A - Indirizzi:...21 B - Pianificazione Strategica:...21 C - Risultati Attesi Dai Cittadini:...21 D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione:...21 E - Team Leader:...22 Validazione del gruppo di lavoro Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello di gestione unitaria del servizio di Integrazione Scolastica (educativa e assistenziale) L.104/ A - Indirizzi:...23 B - Pianificazione Strategica:...23 C - Risultati Attesi Dai Cittadini:...23 D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione:...23 E - Team Leader:...24 Validazione del gruppo di lavoro...24 Schema Demografico Riassuntivo del Distretto di Porretta Terme...25 I Report Integrazione Scolastica degli Alunni Disabili Legge 104/ II Report Integrazione Scolastica degli Alunni Disabili (L.104/1992)...33 Cronologia per fasi di attuazione della gestione associata3 Costituzione di gruppi di lavoro interistituzionali Nel Piano di Riordino del Distretto di Porretta Terme, approvato nella seduta del Comitato di Distretto del 15/05/2014, elaborato ai sensi della LR 12/2013, sono state formulate le seguenti indicazioni metodologiche, valide in linea di massima per tutte le azioni di attuazione del Programma. Costituzione di gruppi di lavoro interistituzionali tecnico-politici su ciascuna area tematica oggetto del riordino, cui attribuire diversi compiti e finalità in relazione alle seguenti fasi processuali: progettazione, avvio, monitoraggio, consolidamento. A ciascun gruppo sarà affidato il compito di approfondire l istruttoria per l adozione di regolamenti unici, di analisi del personale e di analisi di budget. Definizione indicativa delle decorrenze del trasferimento di attività/servizi all unica forma di gestione, a valere dall inizio di ciascun esercizio finanziario, al fine di evitare sovrapposizioni rispetto agli adempimenti collegati al riordino territoriale ai sensi della LR 21/2012, e inefficienze e/o difficoltà gestionali collegate alla necessità di armonizzare le tempistiche degli strumenti di programmazione contabile e finanziaria. Il trasferimento di attività/servizi di cui ai paragrafi dal 2.1 al 2.4 dovrà essere completato entro il 31/12/2017 mentre per i rimanenti servizi la decorrenza sarà definita in esito al lavoro dei relativi gruppi interistituzionali. La crono-programmazione delle azioni pianificate, aggiornata al 01/09/2014, è di seguito sintetizzata: Percorso propedeutico alla gestione diretta dei entro 2014 servizi già attualmente a gestione pubblica (CRA di Castiglione dei Pepoli; Centro Diurno; Assistenza Domiciliare Percorso propedeutico alla gestione diretta dei entro 2015 servizi attualmente delegati all Azienda sanitaria Costituzione/adeguamento della struttura dal 1/1/2015 al 31/12/2017 organizzativa dell unica forma pubblica di gestione Avvio della gestione diretta dei servizi già dal 1/1/2015 al 1/1/2017, preferibilmente con le attualmente a gestione pubblica cadenze di cui alla nota metodologica Avvio della gestione diretta dei servizi entro 2017 preferibilmente con le cadenze di cui attualmente delegati all Azienda sanitaria alla nota metodologica Monitoraggio e consolidamento della gestione dal 2016 al 2018 Data tale crono-programmazione, per procedere all elaborazione del piano di attuazione del Programma di Riordino, si costituisce un tavolo tecnico politico: Il Tavolo Tecnico-Politico per l attuazione del Programma di riordino LR 12/2013 nel territorio del Distretto di Porretta Terme. Il Tavolo Tecnico-Politico è composto per la parte tecnica dai Responsabili dei servizi sociali dei tredici Comuni del Distretto e dall Ufficio di Piano, e per la parte politica - dal Sindaco del Comune di Castiglione dei Pepoli (Maurizio Fabbri) e dai due Amministratori identificati dalle Unioni (Cristina Piacenti Assessore del Comune di Marzabotto e Gianalberto Cavazza Vice-sindaco del Comune di Lizzano in Belvedere). Il Tavolo Tecnico-Politico ha il compito di: 34 o o o Articolarsi in gruppi tematici per la costruzione dei diversi modelli organizzativi; Validare i modelli organizzativi proposti dai gruppi tematici; produrre il Documento di attuazione del Programma di Riordino, perché il Comitato di Distretto possa valutarne la rispondenza agli indirizzi espressi e, eventualmente, procedere alla sua approvazione. Il Tavolo Tecnico-Politico si riunisce di norma presso la sede dell Unione dei Comuni dell Appennino Bolognese (Sala riunioni via Berlinguer 301, Vergato): all avvio (presentazione calendario, composizione e programma di lavoro dei gruppi tematici) ed alla conclusione del processo generale (condivisione del Documento di attuazione del Programma di Riordino nel Distretto di Porretta Terme); alla conclusione di ciascun processo specifico (validazione del documento prodotto dai gruppi tematici). Solo nelle giornate del 20/11/ /11/ /12/2014 e 04/12/2014, data l indisponibilità della sede dell Unione, le riunioni si terranno presso la Sala del Consiglio del Comune di Vergato, piazza Capitani della Montagna 1. Il Tavolo Tecnico-Politico si articola in Gruppi tecnico-politici tematici, così individuati: 1) Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello di Accesso e Servizio Sociale Territoriale 2) Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di risposta al Bisogno Abitativo 3) Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di gestione diretta, unitaria e pubblica dei servizi accreditati (CRA e CD) e non accreditati (SAD) 4) Gruppo tecnico-politico per l omogeneizzazione dell accesso ai Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) 5) Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di gestione unitaria del servizio di integrazione scolastica (educativa e assistenziale) L.104/92 Il Tavolo Tecnico-Politico è coordinato da una cabina di regia, composta dal Sindaco del Comune di Castiglione dei Pepoli e dall Ufficio di Piano, che propone l avvio dei lavori così pianificati: 45 Riunione plenaria del Tavolo Tecnico-Politico per l attuazione del Programma di riordino LR 12/2013: presentazione calendario, composizione e programma di lavoro dei Gruppi Data: 06/11/2014 orario 14,00-17,00 (1) Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello di Accesso e Servizio Sociale Territoriale Coordinamento: UDP Componenti Tecnici: 1. Paolo Barbi 2. Ilaria Sacchetti 3. Elena Mignani 4. Giovanna Ducci 5. Monica Graziani 6. Maria Pia Casarini Componenti Politici: 1. Maurizio Fabbri 2. Antonella Sarti Date 1. 07/11/2014 orario 14,00-17, /11/2014 orario 10,00-13, /11/2014 orario 10,00-13, /11/2014 orario 10,00-13,00 Riunione plenaria del Tavolo Tecnico-Politico per l attuazione del Programma di riordino LR 12/2013: presentazione nuovo modello di Accesso e Servizio Sociale Territoriale Data: 27/11/2014 orario 14,00-17,00 (2) Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di risposta al Bisogno Abitativo Coordinamento: UDP Componenti Tecnici: 1. Elena Mignani 2. Monica Graziani 3. Giovanna Ducci 4. Componenti Politici: 1. Maurizio Fabbri 2. Antonella Sarti Date 1. 10/11/2014 orario 14,00-17, /11/2014 orario 10,00-13,00 Riunione plenaria del Tavolo Tecnico-Politico per l attuazione del Programma di riordino LR 12/2013: presentazione nuovo modello di risposta al Bisogno Abitativo Data riunione: 20/11/2014 orario 14,00-17,00 56 (3) Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di gestione diretta, unitaria e pubblica dei servizi accreditati (CRA e CD) e non accreditati (SAD) Coordinamento: UDP Componenti Tecnici: 1. Ilaria Sacchetti 2. Paolo Barbi 3. Giovanna Ducci 4. Elena Mignani Componenti Politici: 1. Maurizio Fabbri 2. Massimo Gnudi Date 1. 07/11/2014 orario 10,00-13, /11/2014 orario 14,00-17, /11/2014 orario 10,00-13,00 Riunione plenaria del Tavolo Tecnico-Politico per l attuazione del Programma di riordino LR 12/2013: presentazione nuovo modello organizzativo di gestione diretta, unitaria e pubblica dei servizi accreditati (CRA e CD) e non accreditati (SAD) Data riunione: 24/11/2014 orario 14,00-17,00 (4) Gruppo tecnico-politico per l omogeneizzazione dell accesso ai Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) Coordinamento: UDP Componenti Tecnici: 1. Elena Mignani 2. Monica Graziani 3. Maria Pia Casarini 4. Giovanna Ducci Componenti Politici: 1. Anselma Capri 2. Patrizia Ferrari Date 1. 14/11/2014 orario 14,00-17, /11/2014 orario 14,00-17,00 Riunione plenaria del Tavolo Tecnico-Politico per l attuazione del Programma di riordino LR 12/2013: presentazione nuovo modello per l omogeneizzazione dell accesso ai Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) Data riunione: 27/11/2014 orario 14,00-17,00 67 (5) Gruppo tecnico-politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di gestione unitaria del servizio di integrazione scolastica (educativa e assistenziale) L.104/92 Coordinamento: UDP Componenti Tecnici: 1. Elena Mignani 2. Monica Graziani 3. Maria Pia Casarini 4. Giovanna Ducci 5. Paolo Barbi Componenti Politici: 1. Anselma Capri 2. Patrizia Ferrari Date 1. 14/11/2014 orario 10,00-13, /11/2014 orario 14,00-17,00 Riunione plenaria del Tavolo Tecnico-Politico per l attuazione del Programma di riordino LR 12/2013: presentazione nuovo modello organizzativo di gestione unitaria del servizio di integrazione scolastica (educativa e assistenziale) L.104/92 Data riunione: 01/12/2014 orario 14,00-17,00 Riunione plenaria del Tavolo Tecnico-Politico per l attuazione del Programma di riordino LR 12/2013: presentazione Documento di attuazione del Programma di Riordino Data: 04/12/2014 orario 14,00-17,00 78 Elementi della gestione associata PER OGNI GRUPPO TEMATICO VENGONO ESPRESSI: INDIRIZZI PIANIFICAZIONE STRATEGICA RISULTATI ATTESI DAI CITTADINI PIANIFICAZIONE ORGANIZZATIVA - FASI DI ATTUAZIONE TEAM LEADER NOTA METODOLOGICA: L ufficio di piano coordina il processo di elaborazione e costruzione partecipata della rete dei servizi; privilegiando la metodologia del lavoro di gruppo, individua per ogni gruppo tematico un diverso team leader che si assume la responsabilità sia della sintesi dei contributi portati dai componenti il team, che della presentazione in sede di valutazione e validazione. Il ruolo di team leader in questa fase - è funzionale al lavoro di gruppo ed alla sperimentazione di relazioni di aiuto tra colleghi. Dato che la maggior parte dei gruppi tematici non rappresenta aree organizzative, è fuorviante almeno in questa fase identificare nel team leader un corrispettivo organizzativo. 03/11/2014 Validazione del gruppo di lavoro Paolo Barbi Monica Graziani Maria Pia Casarini Elena Mignani Ilaria Sacchetti 89 1 - Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello di Accesso e Servizio Sociale Territoriale A - Indirizzi: Superare la delega e governare il Servizio Sociale Territoriale (distrettuale) in funzione dell evolversi della realtà societaria. B - Pianificazione Strategica: Portare al livello dei decisori politici la responsabilità delle scelte di orientamento dell offerta e del governo della rete integrata dei servizi che costituiscono l insieme dell area del piano di riordino. C - Risultati Attesi Dai Cittadini: Il servizio è organizzato in modo responsabile verso la comunità e nel miglior interesse dei cittadini, che possono usufruire del servizio sociale territoriale: i) accedendo al punto a loro più vicino (superamento dell accesso differenziato per residenza); ii) accedendo ad un servizio pensato coerentemente, gestito e organizzato in modo ordinato e trasparente, che sa coordinare le attività delle diverse aree organizzative (servizio sociale territoriale/bisogno abitativo/servizi scolastici/servizi educativi prima infanzia/servizio di integrazione scolastica) per erogare risposte complete (superamento della frammentazione specialistica dei punti di accesso, delle valutazioni e delle risposte); iii) beneficiando di un approccio appropriato in relazione ai bisogni del nucleo nel suo particolare insieme (superamento dell accesso differenziato per target); D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione: i) I criteri ordinatori per l organizzazione del Servizio Sociale Territoriale sono: (1) modularità (data la necessaria gradualità nel ritiro delle deleghe all AUSL); (2) multidisciplinarietà (responsabilità del caso su base territoriale e non per target); (3) integrazione Sportello Sociale e Sportello Scolastico (servizi educativi 0-3, centri estivi, pre/post scuola, mensa e trasporti) in un unico sportello integrato; (4) struttura organizzativa corta (necessaria, perché sia sostenibile); (5) cultura organizzativa fondata sulla metodologia del lavoro di gruppo; ii) FASE 1: individuazione del modello di struttura organizzativa del Servizio Sociale Territoriale: Modello organizzativo e modalità di esercizio unitario: ai sensi dell Art. 4 dell approvanda convenzione tra l Unione di Comuni Montani denominata Unione dei Comuni dell Appennino Bolognese e l Unione denominata Alto Reno per la semplificazione dei processi di governo, programmazione, regolazione ed indirizzo delle politiche sociali, sanitarie e socio-sanitarie e l unica forma pubblica di gestione dei servizi sociali e socio-sanitari, l attuazione degli interventi di cui all Area Servizio Sociale Territoriale potrà avvenire gradualmente sulla base di quanto previsto dal programma di riordino di cui alla L.R. 12/2013, approvato in sede distrettuale. Gli aspetti organizzativi e le modalità di esercizio unitario nelle singole materie saranno specificate nel progetto organizzativo di gestione iniziale per il Servizio in oggetto, partendo dalle indicazioni di seguito riportate e validate. Gli elementi necessari all individuazione del modello di struttura organizzativa del Servizio Sociale Territoriale dedicato al Distretto di Porretta Terme sono rappresentati: - per quanto riguarda i dati demografici, nell allegato Schema demografico riassuntivo del Distretto di Porretta Terme ; - per quanto riguarda gli indirizzi metropolitani in materia, nell allegato Piano Strategico Metropolitano di Bologna; - per quanto riguarda gli indirizzi regionali in materia, nell allegata Deliberazione della Giunta Regionale Emilia-Romagna 7 Luglio 2014, N Approvazione delle Linee guida regionali per il riordino del Servizio sociale territoriale ; - per quanto riguarda le funzioni e le attività socio-sanitarie in corso di erogazione nel Distretto, l allegato Accordo di programma tra L'Azienda USL di Bologna e i Comuni di Camugnano, Castel d Aiano, Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Granaglione, Grizzana Morandi, Lizzano in Belvedere, Marzabotto, Monzuno, Porretta Terme, San Benedetto Val di Sambro e 910 Vergato per l'integrazione socio-sanitaria delle funzioni socio-assistenziali delegate. Periodo 01/01/ /12/2014. Per quanto riguarda invece l individuazione del modello organizzativo del Servizio Sociale Professionale, che prevede necessariamente la conoscenza dell attuale dotazione di personale in carico all Azienda USL di Bologna Distretto di committenza e garanzia di Porretta Terme per effetto dello stesso Accordo di programma, è stata inviata una comunicazione di richiesta (prot del 21 ottobre 2014 in allegato) - ancora senza esito. La carenza di questi dati ha impedito al Gruppo Tecnico-Politico la definizione di ipotesi organizzative fondate su quantificazioni attendibili. Mission: il Servizio Sociale Territoriale promuove il benessere della comunità attraverso azioni di prevenzione e di promozione sociale e di accompagnamento delle persone nei momenti di fragilità per favorire l autonomia e l integrazione sociale. Gli elementi che, integrati, connotano il senso del Servizio Sociale Territoriale sono: - Garantire l ascolto ai cittadini, l informazione e l orientamento. - Sostenere l accesso agli interventi sociali, socio-sanitari e socio-educativi. - Attivare interventi di protezione per le famiglie e le persone in condizioni di disagio, di discriminazione o di esclusione sociale. - Promuovere l integrazione dei diversi attori locali e la responsabilizzazione delle reti territoriali nella promozione del benessere. - Favorire e sostenere politiche e interventi che riducono il grado di esposizione della popolazione al rischio di esclusione, di emarginazione o di disagio sociale. - Far fronte alle urgenze ed esigenze indifferibili. Per esprimere la mission in funzioni ed attività, criticamente comprensive della valutazione ex post della gestione delegata, il Servizio Sociale Territoriale: - Sviluppa un approccio organizzativo e procedure operative che favoriscano un funzionamento più dinamico, integrato con il territorio e meno ancorato a procedure amministrative e pratiche professionali rigide. - Orienta l azione di servizio sociale al risultato, adottando criteri d intervento appropriati rispetto alla natura e alla gravità dei problemi da affrontare anche in una logica di maggiore flessibilità organizzativa. - Integra tra di loro interventi di tipo sociale con interventi di tipo sanitario, educativo, culturale, scolastico, abitativo, economico ed occupazionale. Standard di riferimento Dgr 1012/2014: - Apertura degli sportelli sociali: La gestione associata a livello di ambito distrettuale dovrà: 1011 o o o Organizzare lo sportello sociale per garantire un punto di accesso per ogni Comune con almeno una apertura settimanale, con orari di apertura adeguati alla necessità di facilitare il contatto con i cittadini. Rendere disponibili punti fisici di accesso, in sedi facilmente riconoscibili al cittadino, prive di barriere architettoniche. Prevedere spazi adeguati per garantire l accoglienza delle persone e la privacy nella gestione dei colloqui. - Servizio Sociale Professionale: o Presenza di almeno 1 Assistente Sociale ogni abitanti; gli ambiti distrettuali che si collocano al di sotto di tale media devono prevedere nell arco del triennio l adeguamento almeno al valore di riferimento. - Formazione del personale: La gestione associata a livello di ambito distrettuale dovrà assicurare: o o almeno 15 ore di formazione annue per ciascun operatore del SST (in relazione ad un tempo pieno), salvaguardando le disposizioni stabilite dagli Ordini Professionali una formazione in ingresso per gli operatori di sportello, orientata a sviluppare le loro competenze nella gestione dell ascolto, dell informazione e dell orientamento ai cittadini - Sistema informativo: o Adottare un sistema informativo gestionale di livello distrettuale che consenta di supportare le funzioni del servizio, garantisca all utenza di svolgere con trasparenza e celerità tutte le procedure amministrative eventualmente connesse all erogazione dei servizi e sia in grado di garantire l estrazione di dati a livello aggregato per una lettura dei bisogni della popolazione del territorio. iii) FASE 2: individuazione del modello di accesso/valutazione/risposta/valutazione ex post del Servizio Sociale Territoriale; iv) FASE 3: individuazione delle procedure interne al Servizio Sociale Territoriale 1112 Le funzioni che il Servizio Sociale Territoriale dovrà garantire nell ambito distrettuale sono le seguenti: - Accoglienza e valutazione delle domande - Co-progettazione personalizzata e accompagnamento - Promozione e sviluppo delle reti sociali e del capitale sociale - Gestione delle urgenze e delle emergenze sociali - Supporto alla lettura del contesto ed alla programmazione territoriale - Gestione delle risorse economiche e dei processi amministrativi - Alimentazione dei flussi informativi Gli strumenti del Servizio Sociale Territoriale, gestiti dal Servizio Sociale Professionale sulla base della attribuzione territoriale sono, a titolo esemplificativo: - Contributi economici (trasversali area Fam) - Buoni Spesa (trasversali area Fam) - Money Tutoring (trasversali area Bisogno abitativo) - Accesso al SAD non accreditato (anziani area Non autosufficienza) - Contributo anticipo libri di testo (minori area Fam) - Tirocinio formativo lettera B (LR 7/2013) (trasversali area Fam) - Tirocinio formativo lettera C (LR 7/2013) (trasversali area Non autosufficienza) v) FASE 4: l Istituzione gestisce gli Sportelli Sociali Integrati; A) passaggio in Unione Anno Fase preliminare: - Validazione, in base al nomenclatore provinciale, del quadro dei servizi offerti dagli sportelli sociali: Nomenclatore Sportello Sociale del Distretto di Porretta Terme; - Certificazione da parte di ogni Comune di specifica contabilizzazione degli oneri finanziari del personale impiegato anno per la gestione delle attività di front/back office che attualmente impiega per il proprio sportello sociale. Il dato è rilevante in quanto il personale degli Sportelli Sociali afferirà all Unione in ragione delle percentuali di attività e l impatto per i singoli Comuni sarà in funzione dei costi del personale impiegato, degli strumenti e del coordinamento; - Acquisizione Sistemi informativi: il software Garsia Sportello e il software Garsia R.C. (ossia la parte di Garsia gestita dagli assistenti sociali quali resp. del caso) dovranno diventare entrambi software dell'unione. Anno 2015 Dal 01/4/2015 passaggio degli sportelli sociali all'unione con relativo personale come definiti nella fase preliminare. B) Modalità di funzionamento Gli sportelli Sociali sono i punti di accesso alla rete dei servizi sociali e socio-sanitari e svolgono, in base a quanto previsto dalla Dgr 432/2008 ed ora aggiornato dalla Dgr 1012/2014, i seguenti compiti: - Informare i cittadini sul sistema di offerta dei servizi pubblici e/o del privato sociale operanti nel territorio, mantenendo aggiornate le relative informazioni; - Orientare in modo personalizzato le persone rispetto al ventaglio delle opportunità concretamente attivabili con le risorse presenti nel territorio; - Accompagnare il cittadino all avvio del percorso valutativo (per esempio fissando concretamente gli appuntamenti con l Assistente Sociale attraverso un servizio condiviso di agenda ); - Supportare il cittadino nell iter di richiesta di interventi standardizzati e non complessi e gestire l ammissione al beneficio; - Partecipare attivamente al lavoro di conoscenza del territorio e di promozione/attivazione delle risorse del territorio in raccordo con le altre professionalità del SST e con il terzo settore, compatibilmente con le risorse disponibili. A favorire l interazione diretta tra gli operatori dedicati alle attività di Sportello Sociale e le altre articolazioni organizzative del SST, al fine di rendere maggiormente flessibili, qualificati e tempestivi i processi di accoglienza ed orientamento dei cittadini, nonché l attivazione delle risorse utili a 1213 rispondere alle loro necessità, varrà l individuazione di un Assistente Sociale di riferimento per lo Sportello, in applicazione del criterio di responsabilità del caso su base territoriale e non per target. Con la gradualità definita dagli specifici Gruppi Tecnico-Politici, gli sportelli sociali diventeranno anche: - sportelli educativi, allargando così l'accesso anche ai servizi educativi/servizi prima infanzia/scolastici/diritto allo studio - sportelli CASA - sportelli di informazione e mediazione culturale Personale FASE 4: la struttura operativa degli Sportelli Sociali consisterà del personale amministrativo conferito dai singoli Comuni e di un coordinatore esperto al 20% da reperire all'interno del personale comunale attualmente impegnato presso gli stessi Sportelli Sociali vi) FASE 5: dal 01/07/2015 l Unione ritira le deleghe per l Area Anziani e l Istituzione, acquisite le professionalità, eroga il Servizio Sociale Territoriale a favore di Anziani e Adulti; Il progressivo ritiro delle deleghe comporta l assunzione dei ruoli di regolazione e indirizzo del SST da parte della forma associativa distrettuale, che si concretizza nella definizione delle linee di sviluppo strategico del SST, nell acquisizione e allocazione delle risorse ad esso dedicate, nonché nel coordinamento strategico dei processi orientati a definire procedure e livelli di risposta integrati a livello territoriale, protocolli di collaborazione con gli altri enti del territorio ed a presidiare in modo coordinato le articolazioni organizzative del servizio, i processi formativi relativi al personale e gli sviluppi innovativi. A) passaggio in Unione dell'area Anziani e Adulti Anno 2014: - Approvazione dell Accordo di programma tra L'Azienda USL di Bologna e l Unione dei Comuni dell Appennino Bolognese per l'integrazione socio-sanitaria delle funzioni socio-assistenziali delegate. Periodo 01/01/ /12/2015. L Accordo prevede due scadenze interne utili a modificare l impianto gestionale delle funzioni socio-assistenziali in quanto delegate, rispettivamente 30/06/2015 e 30/09/2015. Anno Fase preliminare: - costituzione dell'istituzione - reperimento del personale del Servizio Sociale Professionale attraverso concorso pubblico e/o passaggio del personale dell'ausl all'unione B) Modalità di funzionamento L'Assistente Sociale Comunale compie una valutazione della situazione di bisogno al fine di attivare a favore della persona anziana/adulta: 1) la rete dei servizi socio-assistenziali di cui fanno parte le seguenti prestazioni: - fornitura pasti - buoni pasto - telesoccorso - Sostegno economico - Attivazione dell'amministratore di Sostegno - Tirocini Formativi ) la rete dei servizi integrati socio-sanitari, una volta effettuata la valutazione multidimensionale da parte dell'u.v.m. di cui fanno parte le seguenti prestazioni: - Assegno di cura - assistenza domiciliare - dimissione protetta - inserimento in posto temporaneo 1314 - inserimento in centro diurno - inserimento in CRA Attualmente l'uvm USSI ANZIANI è organizzata in semplice e complessa UVM semplice viene svolta dall'ass. Sociale e dall'infermiera per attivare solo i seguenti servizi: assegni di cura, inserimento in posto temporaneo, inserimento in Centro diurno per persone senza gravi disturbi, ASDI (ass. domiciliare su pazienti non auto) UVM complessa viene svolta dall'ass. Sociale, dall'infermiera e dal geriatra per attivare i seguenti servizi: inserimento definitivo in CRA (Casa Residenza Anziani) e inserimento in centro diurno per pazienti con gravi disturbi comportamentali. Personale FASE 5: 1) un Responsabile di Servizio Sociale Territoriale al 25% da reperire nell Ufficio di Piano 2) un Amministrativo al 25% da reperire tra il personale comunale con funzioni di: - liquidazione dei contributi, definiti dalle ass. sociali, agli utenti - gestione amministrativa dei tirocini formativi 3) uno staff tecnico per la responsabilità del caso sui casi complessi in particolare: - adulti in strutture/alloggi per la definizione e realizzazione del Piano di Uscita dall'emergenza e realizzazione della piena o parziale autonomia in tempi definiti - emergenza abitativa e sfratti. vii) FASE 6: idem per le residue Aree delegate, rispettivamente Disabili e Minori. E - Team Leader: MONICA GRAZIANI 27/11/2014 Validazione del gruppo di lavoro Paolo Barbi Maurizio Fabbri Monica Graziani Cristina Piacenti Elena Mignani G.Alberto Cavazza Giovanna Ducci Ilaria Sacchetti MariaPia Casarini 1415 2 - Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di risposta al Bisogno Abitativo A - Indirizzi: Governare le politiche abitative in funzione dell evolversi della realtà societaria nei suoi fatti emergenziali - attraverso strumenti sostenibili, innovativi e collegati al Servizio Sociale Territoriale. B - Pianificazione Strategica: Sostenere unitariamente le amministrazioni nella gestione ERP e delle politiche abitative nei suoi fatti emergenziali. C - Risultati Attesi Dai Cittadini: I bisogni dei cittadini trovano risposte in un servizio pensato coerentemente, gestito e organizzato in modo ordinato e trasparente. D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione: i) FASE 1: individuazione del modello di struttura organizzativa del Servizio di risposta al Bisogno Abitativo; Modello organizzativo e modalità di esercizio unitario: ai sensi dell Art. 4 della bozza della convenzione tra l Unione di Comuni Montani denominata Unione dei Comuni dell Appennino Bolognese e l Unione denominata Alto Reno per la semplificazione dei processi di governo, programmazione, regolazione ed indirizzo delle politiche sociali, sanitarie e socio-sanitarie e l unica forma pubblica di gestione dei servizi sociali e socio-sanitari, l attuazione degli interventi di cui all Area Politiche Abitative potrà avvenire gradualmente sulla base di quanto previsto dal programma di riordino di cui alla L.R. 12/2013, approvato in sede distrettuale. Gli aspetti organizzativi e le modalità di esercizio unitario nelle singole materie saranno specificate nel progetto organizzativo di gestione iniziale per il Servizio in oggetto, partendo dalle indicazioni di seguito riportate e validate: Risposta al Bisogno Abitativo di 1 livello: mini nuclei di accoglienza (3/4 alloggi max) distribuiti su tutto il territorio distrettuale o di proprietà pubblica (alloggi ERP riservati o alloggi nella disponibilità delle amministrazioni locali) o proprietà privata (condomini solidali, convenzione con terzo settore e parrocchie). Annualmente ogni singolo Comune individua eventuali alloggi ERP da riservare per le emergenze abitative specificando se da destinare alla sola popolazione residente (riservandosi la competenza in merito all individuazione del nucleo più bisognoso) oppure all intera popolazione dell Unione. Risposta al Bisogno Abitativo di 2 livello: ERP, Mediazione affitto, co-housing, alloggi pubblici non appartenenti al patrimonio ERP. Struttura organizzativa: Area Politiche Abitative: dall 1/2/2015 Accesso front office 13 Sportelli Sociali Back office 1 Assistente Amministrativo 50% (18 ore già in dotazione organica in uno sportello dei 13 Comuni) 1 Responsabile 25% (già in dotazione organica in un Comune) 1 Educatore/Mediatore 50% (finanziato dai PdZ) Dall 1/1/2016, in caso di gestione diretta (in seguito descritta come Alternativa B), si aggiungono: 1 assistente amministrativo per bollettazione/contratti/incassi 1 geometra Centrale Unica di Committenza per appalti lavori Ufficio recupero crediti (ufficio unico Unione?) Assistenza legale ii) FASE 2: individuazione delle procedure gestionali utili a sostenere unitariamente le amministrazioni (rimanendo ciascuna titolare del proprio patrimonio) nella gestione ERP; 1516 Cronoprogramma trasferimento funzioni all Unione: 1/2/ Regolamento ERP recepimento L.R.24/2013, mantenendo provvisoriamente in capo ai singoli Comuni l opzione bando aperto (attualmente 3 Comuni) o bando chiuso, ma procedendo verso il bando aperto. - Regolamento Mobilità Comunale. - Schema di bando e modulistica. -Istruttoria domande, approvazione graduatoria per ogni singolo comune, Commissione Ricorsi avverso la graduatoria, emanazione provvedimenti (assegnazioni alloggi, decadenza, cambio alloggio, subentro, ampliamento). - Protocolli sfratti - AMA (Graduatoria Unica Distrettuale e Intermediazione con le proprietà per conferimento ad AMA) - Money tutoring Individuazione risposte abitative di 1 livello per rispondere all emergenza abitativa del territorio con imputazione dei costi a carico del Comune di residenza del nucleo in difficoltà. 1/1/2016 Subentro dell Unione nel rapporto convenzionale con Acer per la gestione del Alternativa patrimonio ERP (attualmente in Convenzione 9 Comuni su 13) per le seguenti attività: A - Gestione contratti - Gestione ricavi - Gestione assegnatari - Gestione manutenzione - Gestione condominiale - Attività legale Costo complessivo annuo in capo ai 9 Comuni convenzionati ,37 Totale alloggi ERP dei 13 Comuni 521 unità abitative 1/1/2016 Alternativa B Bilancio non solidaristico, costi ripartiti in modo puntuale tra i singoli Comuni. L Unione gestisce direttamente il patrimonio Erp ed i servizi attualmente affidati ad Acer. Bilancio non solidaristico, costi ripartiti in modo puntuale tra i singoli Comuni. 1/1/2017 Gestione budget contributi attualmente assegnato al Servizio Minori Asl di ,00 utilizzato per sostegno al reddito per conservare l abitazione. iii) FASE 3: individuazione del modello di interconnessione organizzativa del Servizio di risposta al Bisogno Abitativo con il Servizio Sociale Territoriale. Collegamento diretto del Servizio di risposta al Bisogno Abitativo con gli Sportelli Sociali dei 13 Comuni, senza necessità di coinvolgere il Servizio Sociale Professionale, Assistente Sociale Responsabile del Caso. Fondamentale la figura professionale dell educatore per accompagnare, monitorare i nuclei familiari nel percorso di autonomia. E - Team Leader: ELENA MIGNANI 20/11/2014 Validazione del gruppo di lavoro Paolo Barbi Maurizio Fabbri Monica Graziani Cristina Piacenti Elena Mignani G.Alberto Cavazza Giovanna Ducci 1617 3 - Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello organizzativo di gestione diretta, unitaria e pubblica dei servizi accreditati (CRA e CD) e non accreditati (SAD) A - Indirizzi: Governare unitariamente i Servizi pubblici accreditati (CRA e CD) e non accreditati (SAD) in funzione dell evolversi della realtà societaria. B - Pianificazione Strategica: Portare al livello dei decisori politici la responsabilità delle scelte di orientamento e di innovazione dell offerta della rete integrata dei servizi attraverso la produzione pubblica e diretta. C - Risultati Attesi Dai Cittadini: I servizi sono organizzato e prodotti in modo responsabile verso la comunità e nel miglior interesse dei cittadini, e, in quanto pubblici, garantiscono agli stessi cittadini/utenti comunicazione, trasparenza e partecipazione nelle relazioni interne ed esterne al servizio e al soggetto che lo gestisce, per garantire l integrazione nella comunità locale, la libertà di scelta, la parità di accesso e delle tempistiche nonché la tutela dei diritti degli utenti, dei loro familiari e degli operatori. D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione: Modello organizzativo e modalità di esercizio unitario: ai sensi dell Art. 4 della bozza della convenzione tra l Unione di Comuni Montani denominata Unione dei Comuni dell Appennino Bolognese e l Unione denominata Alto Reno per la semplificazione dei processi di governo, programmazione, regolazione ed indirizzo delle politiche sociali, sanitarie e socio-sanitarie e l unica forma pubblica di gestione dei servizi sociali e socio-sanitari, l attuazione degli interventi di cui all Area non autosufficienza potrà avvenire gradualmente sulla base di quanto previsto dal programma di riordino di cui alla L.R. 12/2013, approvato in sede distrettuale. Gli aspetti organizzativi e le modalità di esercizio unitario nelle singole materie saranno specificate nel progetto organizzativo di gestione iniziale per il Servizio in oggetto, partendo dalle indicazioni di seguito riportate e validate: i) FASE 1: individuazione del modello di struttura organizzativa per la gestione unitaria dei Servizi pubblici accreditati (CRA e CD) e non accreditati (SAD); Struttura organizzativa: Area Non Autosufficienza (dove oggi si collocherebbe il Centro Diurno Anziani R. Nanni di Vergato dal 04/01/2014 in gestione diretta dell'unione dei Comuni dell'appennino Bolognese e dove, in base al cronoprogramma seguente, si collocheranno sia il Servizio di Assistenza Domiciliare Non Accreditata che la nuova Casa Residenza Anziani di Castiglione dei Pepoli): dall 1/1/2015: gestione indiretta del SAD accreditato (Consorzio Aldebaran) dall 1/3/2015: gestione diretta del SAD non accreditato, che prevede: Accesso front office 13 Sportelli Sociali Back office 1 Assistente Amministrativo 50% (18 ore già in dotazione organica in uno sportello dei 13 Comuni) 1 Responsabile 60% (già in dotazione organica in un Comune) 11 OSS attualmente dei SAD comunali (fra cui verrà individuato il coordinatore) dall 1/4/2015: gestione diretta della CRA di Castiglione dei Pepoli, che prevede: 1 Coordinatore (già in dotazione organica in un Comune) 1 R.A.A. (già in dotazione organica in un Comune) 8 OSS (già in dotazione organica nella CRA comunale) 10 OSS da individuare assicurando la dipendenza funzionale Infermieri e fisioterapisti da individuare con contratto somministrazione lavoro La struttura organizzativa dell Area Non Autosufficienza, con riferimento alle attività di produzione diretta dei servizi, verrebbe a costituirsi come rappresentato nei seguenti diagrammi: 1718 1819 1920 ii) FASE 2: l Istituzione gestisce i Servizi pubblici accreditati (CRA e CD) e non accreditati (SAD). Cronoprogramma del trasferimento funzioni all Unione: dal 1/1/2015 FASE PROPEDEUTICA Recepimento da parte dell'unione delle linee di indirizzo relative all'applicazione del nuovo ISEE Composizione degli elementi economici di gestione dei servizi CRA- CDA-SAD Non Accreditato per la costruzione ed approvazione del Bilancio di previsione da parte dell'unione e, contestualmente, delle tariffe dei servizi a domanda individuale Approvazione in Unione del Regolamento per il funzionamento del SAD non accreditato Approvazione da parte dell'unione delle convenzioni con le organizzazioni di volontariato (AUSER, Croce Rossa, Pubblica Assistenza) per attività a sostegno al domicilio Composizione degli elementi economici di gestione della approvanda concessione in uso all'unione degli immobili nuova CRA Castiglione dei Pepoli e CDA di Vergato Acquisizione capacità organizzativa del personale (OSS, IP, TdR, Psicologo) per la gestione della nuova CRA Castiglione dei Pepoli Autorizzazione al funzionamento della nuova CRA Castiglione dei Pepoli Accreditamento provvisorio nuova CRA Castiglione dei Pepoli 1/1/2015 gestione indiretta del SAD accreditato (Consorzio Aldebaran) 1/3/2015 Avvio della capacità operativa dell Istituzione dell Unione 1/3/2015 Avvio del Servizio SAD non accreditato 1/4/2015 Avvio delle attività della nuova CRA Castiglione dei Pepoli 1/1/2016 Acquisizione capacità progettuale ai fini della gestione di un nucleo residenziale (c/o CRA) e semiresidenziale (c/o CDA) dedicato all'accoglienza di persone con demenza e gravi disturbi del comportamentali e/o cognitivi E - Team Leader: ILARIA SACCHETTI 24/11/2014 Validazione del gruppo di lavoro Paolo Barbi Maurizio Fabbri Ilaria Sacchetti Cristina Piacenti Elena Mignani G.Alberto Cavazza Giovanna Ducci 2021 4 - Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello di accesso ai servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) A - Indirizzi: Governare unitariamente i Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) in funzione dell evolversi della realtà societaria. B - Pianificazione Strategica: Portare al livello dei decisori politici la responsabilità delle scelte di orientamento e di innovazione dell offerta della rete integrata dei servizi attraverso la produzione pubblica e diretta. C - Risultati Attesi Dai Cittadini: I servizi sono organizzati e prodotti in modo responsabile verso la comunità e nel miglior interesse dei cittadini, e, in quanto pubblici, garantiscono agli stessi cittadini/utenti comunicazione, trasparenza e partecipazione nelle relazioni interne ed esterne al servizio e al soggetto che lo gestisce, per garantire l integrazione nella comunità locale, la libertà di scelta e la tutela dei diritti degli utenti, dei loro familiari e degli operatori. D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione: i) FASE 1: Estensione del Coordinamento pedagogico servizio dell Unione dei Comuni dell Appennino bolognese - al territorio del Distretto. ii) FASE 2: Completamento dell omogeneizzazione dell accesso per regolamenti, tariffe e calendari; iii) FASE 3: l Istituzione gestisce unitariamente i Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) di natura pubblica. Modello organizzativo e modalità di esercizio unitario: ai sensi dell Art. 4 della bozza della convenzione tra l Unione di Comuni Montani denominata Unione dei Comuni dell Appennino Bolognese e l Unione denominata Alto Reno per la semplificazione dei processi di governo, programmazione, regolazione ed indirizzo delle politiche sociali, sanitarie e socio-sanitarie e l unica forma pubblica di gestione dei servizi sociali e socio-sanitari, l attuazione degli interventi di cui all Area Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) potrà avvenire gradualmente sulla base di quanto previsto dal programma di riordino di cui alla L.R. 12/2013, approvato in sede distrettuale. Gli aspetti organizzativi e le modalità di esercizio unitario nelle singole materie saranno specificate nel progetto organizzativo di gestione iniziale per il Servizio in oggetto, partendo dalle indicazioni di seguito riportate e validate: i) FASE 0: (entro il 01/01/2015) Previsione costi e ricavi dei Comuni e dell Unione per il trasferimento della gestione dei servizi 0/3 con decorrenza 01/09/2015 e nomina dei componenti dell Organismo Tecnico Distrettuale. ii) FASE 1: (dal 01/01/2015) Estensione del Coordinamento pedagogico servizio dell Unione dei Comuni dell Appennino bolognese - al territorio del Distretto: l Unione assorbe la Convenzione in essere tra i 7 Comuni sedi di asilo nido per la gestione associata del Coordinamento Pedagogico dei servizi educativi rivolti alla prima infanzia (0/3). All interno della Convenzione sono esplicitate finalità e modalità di intervento. I compiti e le funzioni sono previsti e declinati dalla Regione Emilia Romagna: a) raccordo tra i servizi educativi, sociali e sanitari del territorio per realizzare un servizio integrato (può riguardare un attività all interno dei singoli nidi o una funzione trasversale che riguarda tutti i Comuni); b) sostegno didattico e indirizzo pedagogico al lavoro degli educatori, sostegno alla programmazione e all organizzazione delle sezioni dei servizi, osservazione educativa e consulenza ai genitori; c) formazione del personale con lo scopo di qualificare i servizi; d) monitoraggio qualità dei servizi 0/3 (auto ed etero valutazione) e funzioni legate all Organismo Tecnico Distrettuale. iii) FASE 2: Completamento dell omogeneizzazione dell accesso per regolamenti, tariffe e calendari: dal 01/03/2015: 2122 (1) Regolamento unico, modulistica e calendario per l accesso ai servizi 0/3 dal 01/06/2015: (2) Graduatoria per ciascun servizio dal 01/09/2015: (3) Tariffa omogenea per tutti i servizi (4) L Istituzione gestisce unitariamente il servizio di coordinamento psico-pedagogico di sostegno alla genitorialità (con criterio di spesa solidaristico) ed i Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) di natura pubblica (con attribuzione puntuale della spesa ai singoli Comuni in relazione all effettivo utilizzo dei servizi) i Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) di natura pubblica con i seguenti criteri di ripartizione: la spesa non coperta dall entrata viene ripartita con attribuzione puntuale della spesa ai singoli comuni in relazione all effettivo utilizzo dei servizi. iv) FASE 3: Possibilità di estensione delle finalità e delle attività di coordinamento pedagogico 0/3 anche ai Comuni privi di Servizi educativi prima infanzia (0-3 anni) di natura pubblica (sul modello dello sviluppo dello sportello psico-pedagogico di sostegno alla genitorialità) ed alla fascia 0/6 o 0/18 (sul modello della figura di sistema). STRUTTURA ORGANIZZATIVA (STAFF UNIONE) CON RIFERIMENTO ALLE FASI 1 E 2: FASE 1: (dal 01/01/2015): N 1 coordinatore pedagogico al 50% (18 ore settimanali) FASE 2: (dal 01/03/2015): si aggiunge N 1 amministrativo al 50% (18 ore settimanali) (dal 01/09/2015): si trasferiscono all Unione N 12 educatrici - N 3 ausiliarie comunali - N 1 responsabile amministrativo al 20% E - Team Leader: MARIA PIA CASARINI 27/11/2014 Validazione del gruppo di lavoro Monica Graziani Maurizio Fabbri MariaPia Casarini Cristina Piacenti Elena Mignani G.Alberto Cavazza Giovanna Ducci 2223 5 - Gruppo Tecnico-Politico per la costruzione del nuovo modello di gestione unitaria del servizio di Integrazione Scolastica (educativa e assistenziale) L.104/92 A - Indirizzi: Governare unitariamente il Servizio di integrazione scolastica (educativa e assistenziale) L.104/92 e i Servizi Conciliativi (Centri Estivi, Pre e post scuola e Scuola Integrata) in funzione dell evolversi della realtà societaria; B - Pianificazione Strategica: Governare le politiche di integrazione scolastica in funzione dell evolversi della realtà societaria nei suoi fatti emergenziali attraverso strumenti più efficienti primo effetto della committenza unita - sostenibili, innovativi come gli educatori di plesso - e strettamente collegati al Servizio Sociale Territoriale (interventi educativi domiciliari, educativa di strada, Gruppi Socio-educativi) e con i servizi conciliativi (Pre e post scuola, Campi estivi e Scuola Integrata); C - Risultati Attesi Dai Cittadini: I bisogni dei cittadini, e con essi le organizzazioni societarie coinvolte nel Servizio di integrazione scolastica (Famiglie Istituti scolastici AUSL), trovano risposte in un servizio unitario, pensato coerentemente, gestito e organizzato in modo ordinato e trasparente; D - Pianificazione Organizzativa - Fasi Di Attuazione: 1. FASE 1: Estensione del Coordinamento pedagogico alla fascia d età 0-18 al Servizio dell Unione dei Comuni dell Appennino bolognese Area Educativa Scolastica. 2. FASE 2: Completamento dell omogeneizzazione della fornitura del Servizio di integrazione scolastica; 3. FASE 3: l Istituzione gestisce unitariamente il Servizio di integrazione scolastica; 4. FASE 4 l Istituzione gestisce unitariamente i Servizi concialitivi. MODELLO ORGANIZZATIVO E MODALITÀ DI ESERCIZIO UNITARIO: ai sensi dell Art. 4 della bozza della convenzione tra l Unione di Comuni Montani denominata Unione dei Comuni dell Appennino Bolognese e l Unione denominata Alto Reno per la semplificazione dei processi di governo, programmazione, regolazione ed indirizzo delle politiche sociali, sanitarie e socio-sanitarie e l unica forma pubblica di gestione dei servizi sociali e socio-sanitari, l attuazione degli interventi di cui all Area Gestione unitaria del servizio di integrazione scolastica (Educativa ed assistenziale) potrà avvenire gradualmente sulla base di quanto previsto dal programma di riordino di cui alla L.R. 12/2013, approvato in sede distrettuale. Gli aspetti organizzativi e le modalità di esercizio unitario nelle singole materie saranno specificate nel progetto organizzativo di gestione iniziale per il Servizio in oggetto, partendo dalle indicazioni di seguito riportate e validate: FASE 0: (entro il 01/02/2015) Acquisizione dei dati per la redazione dal progetto propedeutico alla redazione del Capitolato Speciale d appalto per l affidamento del Servizio di integrazione scolastica degli alunni con disabilità; (entro il 01/03/2015) Redazione del Capitolato Speciale d Appalto per l affidamento del servizio di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. L affidamento del servizio dovrà prevedere come obiettivo, a regime del sistema la gestione unitaria dell offerta educativa superando la distinzione fra educativa scolastica ed educativa extrascolastica, l istituzione degli educatori di istituto e la gestione dei servizi conciliativi (pre e post scuola, centri estivi e scuola integrata). FASE 1: (entro il 01/03/2015) Incarico formale alla Centrale Unica di Committenza della gestione del bando per l operatività dell affidamento del servizio a far data dal 1 settembre 2015; (dal 01/04/2015) Estensione del Coordinamento pedagogico alla fascia di popolazione L Istituzione diventa il referente per l applicazione, in ambito distrettuale, dell accordo di programma provinciale Accordo di programma provinciale per l integrazione scolastica e 2324 formativa dei bambini ed alunni con disabilità (2008/2013) ai sensi della legge 104/1992 la cui validità è stata prorogata a tutto l anno 2014 e diventa il promotore degli accordi territoriali; FASE 2: dal 01/05/2015: L Istituzione gestisce unitariamente il Servizio di Integrazione Scolastica degli Alunni con disabilità attraverso l estensione del Coordinamento pedagogico ai servizi di integrazione scolastica per l attuazione effettiva dell accordo di programma provinciale per l integrazione scolastica e formativa dei bambini ed alunni disabili attraverso la partecipazione ai GLIS, attraverso la programmazione, la definizione, la condivisione delle decisioni e le modalità operative di effettuazione degli interventi educativi con gli altri servizi (Istituzioni scolastiche e NPII) richiesti dai Dirigenti scolastici a far data dal 1 settembre La Gestione unitaria del servizio si realizza attraverso: 1. la promozione delle politiche di integrazione degli alunni disabili nell ambito delle Conferenze funzionali al miglioramento dell attività formativa; 2. la dotazione agli istituti comprensivi di arredi, ausili e materiale didattico necessari per rendere effettivo il diritto allo studio; 3. assegnazione di educatori e operatori specializzati per l assistenza, l autonomia funzionale e la comunicazione degli alunni disabili; 4. la previsione dell utilizzo della figura del tutor amicale; 5. la previsione e l organizzazione del trasporto scolastico; 6. il sostegno ai progetti volti a garantire e migliorare i livelli qualitativi di integrazione; 7. la previsione e l organizzazione alle iniziative educative e ricreative estive; 8. la presenza dei propri referenti al Glis ed ai Gruppi Operativi; FASE 3 dal 01/08/2015 al 31/08/2015: Redazione del progetto degli interventi educativi in ambito distrettuale previsti per l anno scolastico 2015/2016 con la previsione dei costi che possono essere ripartiti secondo un criterio distinto fra i costi di struttura (personale amministrativo e pedagogico) applicando il criterio del riparto per fascia di popolazione e il costo degli interventi educativi applicando il criterio del costo complessivo degli interventi diviso per il numero degli alunni con disabilità fruitori del servizio. FASE 4 dal 01/04/2016 Gestione unitaria dei servizi conciliativi (Centri Estivi, Pre e Post scuola e Pomeriggi di Scuola Integrata) STRUTTURA ORGANIZZATIVA (STAFF) CON RIFERIMENTO ALLE FASI 1 E 2 : FASE 0 N 1 Responsabile al 20% FASE 1 N 1 ulteriore coordinatore pedagogico (6 ore settimanali) FASE 2 N 1 si aggiungono 12 ore settimanali di coordinatore pedagogico FASE 4 dal 1/09/2016 N 1 amministrativo al 30% SVILUPPI ULTERIORI collegamento al Servizio Sociale Territoriale (interventi educativi domiciliari, educativa di strada, Gruppi Socio-educativi) gestione associata dei servizi scolastici di refezione e trasporto scolastico E - Team Leader: PAOLO BARBI 01/12/2014 Validazione del gruppo di lavoro Monica Graziani Maurizio Fabbri MariaPia Casarini Cristina Piacenti Elena Mignani G.Alberto Cavazza Giovanna Ducci Paolo Barbi 2425 Schema Demografico Riassuntivo del Distretto di Porretta Terme Fonte: Stria ER. Il Distretto di Porretta Terme si estende su una superficie di Kmq con una popolazione residente complessiva di abitanti di cui sono stranieri. Infatti, nel Distretto di Porretta Terme vi è stato un incremento della popolazione residente straniera come riportano i dati all interno del profilo di comunità 2013 secondo i quali vi è stata una variazione del 50,3 % dal 2002 al 2013 (notevole anche se in maniera minore rispetto all intera provincia di Bologna). 25 Vedere altro
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