Source: http://www.codacons.it/aree/area_POSTE_116.html
Timestamp: 2017-02-23 02:36:45+00:00
Document Index: 108493653

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 137', 'art. 101', 'art. 40', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.\n2', 'art. 2', 'art. 640', 'art. 615', 'sentenza ', 'art. 615', 'art. 640', 'art. 615', 'art. 476', 'art. 408', 'art. 17', 'art.137']

> Rassegna Stampa (39)
TRUFFA DEI DIPENDENTI INFEDELIUn gruppo si appropriava illecitamente di ingenti somme di denaro di ignari correntisti di Poste Italiane. L'esposto dell'Associazione a tutela degli utenti del servizio postale
Un ammanco di oltre un milione e mezzo di euro sui
conti di decine di correntisti delle Poste: a scoprirlo è stata la Polizia postale di Roma Capitale, che ha denunciato
14 persone (tra cui dipendenti di Poste italiane) e ricostruito la lunga serie di truffe ai danni degli ignari correntisti, portate a termine grazie a ripetuti furti di identità. Sembrerebbe
addirittura che sia stata truffate anche una associazione di medici
per oltre mezzo milione di euro.
indagini sarebbero scattate a seguito di una serie di segnalazioni da
parte di correntisti che si erano rivolti alla Polizia per denunciare
la sparizione di ingenti somme di denaro dai propri conti.
Una vicenda assurda, e ancora tutta da chiarire, su cui l'Associazione ha scelto di fare luce: un dipendente delle Poste illecitamente era entrato nell’archivio
informatico di poste per rubare i dati sui depositi delle vittime
colpite, mentre un complice del dipendente, in possesso di un falso
documento di identità del correntista, operava sul conto emettendo
una serie di assegni per acquisti inesistenti. Una storia inquietante che ha portato l'Associazione a depositare, presso la Procura della Repubblica, l'esposto riportato di seguito, a tutela dei correntisti e in generale degli utenti del servizio postale.
DI ASSOCIAZIONI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DEI DIRITTI DI UTENTI
E CONSUMATORI _______________________________________________________________
viale G.Mazzini 73 Tel. 06.3725809 Fax 06.3701709 cap 00195 e.mail:
Contro Le Speculazioni Ed Il Risparmio
DENUNCIA e CONTESTUALE NOMINA DI PARTE OFFESA PREMESSO
il CODACONS è un’Associazione senza fini di lucro e per Statuto persegue la tutela “con ogni mezzo legittimo, ed in particolare
con il ricorso allo strumento giudiziario, dei diritti e degli
interessi di consumatori ed utenti, …nei confronti dei soggetti
pubblici e privati produttori e/o erogatori di beni e
servizi…L’Associazione, inoltre, tutela i diritti e gli interessi
individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti, nei
confronti di qualsiasi soggetto, promovendo azioni giudiziarie o
intervenendo in giudizi civili e penali, attraverso la costituzione
di parte civile per il risarcimento del danno derivante dalla lesione
di interessi collettivi concernenti le finalità perseguite
dall’Associazione, ivi compreso il danno ambientale” (art. 2
Statuto CODACONS). -Il
CODACONS è Associazione italiana di consumatori iscritta nell’elenco
delle Associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a
livello nazionale ex art. 137 del D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 –
2: “L’associazione - anche in adempimento dei principi fissati
dall'art. 101 del TFUE - persegue il prioritario fine di tutelare i
consumatori finali dai pregiudizi derivati da decisioni, accordi o
pratiche concordate ovvero da qualsivoglia tipo di attività illecita
posti in essere da soggetti pubblici o privati e volti a falsare la
concorrenza in materia di fornitura di beni o servizi nonché turbare
aste pubbliche o ostacolare organi pubblici di vigilanza su banche e
intermediari finanziari, che abbiano come destinatari - direttamente
o indirettamente - i cittadini, i consumatori e le piccole imprese.”
“Procede
alla costituzione di parte civile nei processi penali per reati ivi
compresi a titolo esemplificativo quelli afferenti a condotte lesive
che ledono interessi dei consumatori degli utenti e dei risparmiatori
che hanno investito nei mercati finanziari, sia individualmente che
iniziative di informazione per la tutela degli utenti dei servizi
finanziari, bancari o assicurativi.”
“sulla corretta gestione del territorio da parte della Pubblica
Amministrazione in materia di pubblici servizi, ivi compresi il
CODACONS in
virtù dei propri fini statutari e delle attività svolte a difesa
dell'ambiente è associazione di protezione ambientale riconosciuta,
con D.M. n.109/SCOC/95 del 17.10.95, ai sensi della legge 8 luglio
1986 n. 349 istitutiva del Ministero dell'ambiente,
nonché ai sensi del d. lgs. 152/06
Il CODACONS è, altresì, Associazione con riconosciute finalità di
Ente – para-pubblistico, così come riconosciuto da ultimo dal
Consiglio di Stato (si v. Cons. di Stato Ad. Plen. N. 1 del 2007).
Al CODACONS è affidata la tutela degli “interessi
collettivi dei consumatori”,
e il compito di agire a tutela “dell’interesse
generale e comune ad un’intera categoria di utenti o consumatori”.
(CORTE DI CASSAZIONE, N. 17351/2011).
È pertanto sempre individuabile una lesione del diritto di
personalità dell'associazione ogni volta che essa abbia indicato nel
proprio statuto un tale interesse quale ragione stessa della propria
esistenza, tanto da potersi avere quella immedesimazione fra
sodalizio ed interesse perseguito e quindi la nascita di un danno
morale idoneo a legittimare appunto la sua partecipazione al giudizio
Il proposito di realizzare le proprie attività e finalità
statutarie (tra queste le condotte lesive che ledono
interessi dei consumatori degli utenti e dei risparmiatori ),
porta la scrivente associazione ad agire, in tale ambito, nell’unica
finalità di tutelare i diritti irrinunciabili per tutti i cittadini.
scrivente Associazione si trova a denunciare alla procura adita una
situazione assai grave che, qualora fosse riscontrato il contenuto di
quanto riportato dai mezzi di comunicazione, stampa e web, ben
potrebbe configurare responsabilità penalmente rilevanti;
Si è appreso dal Corriere della Sera del 15 luglio u.s. di una “MAXI
TRUFFA ALLE POSTE – FUTI DI IDENTITA’ PER SVUOTARE I CONTI”
(doc. n. 2).
stato scoperto un ammanco di oltre un milione e mezzo di euro sui
conti di decine di correntisti delle Poste. A scoprire tali malfatti
è stata la Polizia postale di Roma Capitale. Gli indagati sarebbero
14 e tra di loro ci sarebbe anche una direttrice di un ufficio romano
che avrebbe impartito ai suoi impiegati l’ordine di pagare a vista
assegni anche se non intestati al soggetto che si presentava allo
sportello. Sarebbero state simulate transazioni economiche
Un dipendente delle Poste illecitamente era entrato nell’archivio
colpite. Un complice del dipendente, poi, in possesso di un falso
una serie di assegni per acquisti inesistenti. Titoli di credito che,
poi, sarebbe stati incassati nell’ufficio della Direttrice. I
soldi così ottenuti sarebbero finiti su una PostePay, intestate a
presta nomi.
Decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2001, n. 144,
disciplina, in attuazione della delega contenuta nell'art. 40 della
legge 23.12.1998, n. 448, i servizi di tipo bancario e finanziario e
le attività accessorie esercitabili da Poste Italiane S.p.a., che
costituiscono le attività di bancoposta.
particolare, tali attività comprendono: la raccolta del risparmio
tra il pubblico sotto ogni forma; la prestazione di servizi di
pagamento, l’emissione di moneta elettronica e di altri mezzi di
pagamento; l'intermediazione in cambi; la promozione e il
collocamento di finanziamenti concessi da banche e altri intermediari
finanziari abilitati; la prestazione di alcuni servizi di
investimento e accessori. Il
D.P.R. 144/2001 esclude esplicitamente che Poste Italiane S.p.a.
possa esercitare l'attività di finanziamento. Le disposizioni
legislative equiparano Poste alle banche sotto il profilo dei
controlli, stabilendo che le suddette attività siano esercitabili
nel rispetto delle disposizioni del Testo Unico bancario e del Testo
Unico della finanza che regolano l'esercizio delle stesse attività
da parte di banche, SIM e altri intermediari vigilati, salva
l’adozione di disposizioni specifiche da parte delle autorità
competenti. Per
l'esercizio delle attività di bancoposta, Poste Italiane S.p.a. è
tenuta a istituire un sistema di separazione patrimoniale,
organizzativa e contabile. Il patrimonio destinato all’attività
di bancoposta, separato dal patrimonio generale di Poste Italiane
S.p.a., costituisce un compendio di beni e rapporti su cui i
creditori particolari del Bancoposta hanno diritto di rivalersi in
via esclusiva ed è, pertanto, il parametro di applicazione
degli istituti prudenziali riferiti all’attività di bancoposta.
organizzativo e di governo societario del Bancoposta si ispira al
principio dell’autonomia organizzativa, gestionale e del sistema
dei controlli. Bancoposta
svolge l’attività attraverso la rete degli sportelli postali e può
svolgere attività fuori sede, insediare succursali all’estero e
prestare servizi all’estero senza stabilimento di succursali, in
conformità della legge e nel rispetto delle presenti disposizioni
dettate a fini di sana e prudente gestione e di contenimento dei
rischi dell’intermediario.
attività finanziarie svolte da bancoposta sono: a) raccolta del
risparmio tra il pubblico, come definita dall'art. 11, comma 1, TUB,
e attività connesse e strumentali; b) raccolta del risparmio
postale; c) prestazione di servizi di pagamento, compresa l’emissione
di mezzi di pagamento di cui all’articolo 1, comma 2, lettera f)
numeri 4) e 5) TUB, e di moneta elettronica di cui all’art. 1,
comma 2, lett. h-ter) TUB; d) servizio di intermediazione in cambi;
e) promozione e collocamento presso il pubblico di finanziamenti
concessi da banche e intermediari finanziari abilitati; f) servizi e
attività di investimento e accessori previsti, rispettivamente,
dall'art. 1, comma 5, lett. b) c), c-bis), e) ed f) e dall'art. 1,
comma 6, lett. a), b), d), e), f) e g), del TUF (1) (2), nonché le
attività connesse e strumentali ai servizi di investimento. Le
vigenti disposizioni di vigilanza per il Bancoposta, contenute nella
Circolare della Banca d’Italia n. 229 del 1999 “Istruzioni di
Vigilanza per le banche” (Titolo VII, Capitolo 4), disciplinano
l’operatività dell’intermediario e i rapporti con l’Organo di
vigilanza per alcuni profili rilevanti a fini di sana e prudente
gestione, fra cui in particolare le operazioni di maggiore importanza
per l’assetto organizzativo e la situazione tecnica (comunicazioni
degli assetti proprietari, modifiche statutarie, controlli interni) e
per l’esercizio dei poteri di vigilanza informativa e ispettiva
nonché per gli aspetti sanzionatori e di enforcement delle misure di
vigilanza. L’art.
2, commi da 17-octies a 17-duodecies, del decreto-legge 29 dicembre
2010, n. 225, convertito dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, ha
imposto la costituzione di un patrimonio destinato esclusivamente
all’esercizio dell’attività di bancoposta. Il
decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con legge 17
dicembre 2012, n. 221, ha poi perfezionato il quadro normativo del
bancoposta, emendando il D.P.R. n. 144/2001 allo scopo, fra l’altro,
di allineare il regime di vigilanza del bancoposta alle modifiche
intervenute nel tempo nell’ordinamento bancario e finanziario (con
particolare riferimento al TUB e al TUF). Il D.L. n. 179/2012 ha
inoltre introdotto novità rilevanti in tema di attività
esercitabili nel campo dei servizi di pagamento e della moneta
elettronica, operatività all’estero con e senza stabilimento di
succursali, promozione e collocamento di prodotti bancari fuori sede.
base del quadro normativo così definito, le disposizioni contenute
nello schema accluso dettano una compiuta disciplina prudenziale
sotto tutti gli aspetti rilevanti per le finalità di vigilanza, ivi
compresi gli istituti di adeguatezza patrimoniale e contenimento dei
rischi. Le
disposizioni definiscono un regime di vigilanza prudenziale basato su
quello delle banche, in linea con il disposto dell’art. 2, commi da
3 a 5, del D.P.R. n. 144/2001, secondo cui Poste, nell’esercizio
delle attività di bancoposta, è soggetta alle disposizioni, ivi
analiticamente individuate, del Testo Unico bancario e del Testo
da parte di banche, SIM e altri intermediari vigilati; il D.P.R.,
inoltre, equipara Poste alle banche sotto il profilo dei controlli,
applicando a essa le disposizioni attuative del TUB e del TUF, salva
competenti. Nel dettare un regime di vigilanza analogo a quello delle
banche, si è peraltro tenuto conto delle peculiarità organizzative
e operative dell’intermediario. In primo luogo, rileva la
circostanza che le attività di bancoposta comprendono un insieme
eterogeneo di attività, alcune delle quali tipiche delle banche e di
altri intermediari (raccolta del risparmio fra il pubblico, servizi
di pagamento, emissione di moneta elettronica, servizi di
investimento), altre svolte in regime di esclusiva (es. distribuzione
dei prodotti di raccolta postale emessi da Cassa depositi e
prestiti). Il
D.P.R. n. 144/2001 vieta a Poste la concessione di finanziamenti nei
confronti del pubblico; le disponibilità rivenienti dalla raccolta
presso clientela privata devono essere obbligatoriamente investite in
titoli di Stato dell’area euro e, per una quota non superiore al 5
per cento dei fondi, in altri titoli assistiti dalla garanzia dello
Stato italiano. Tale assetto operativo determina un profilo di
rischio per certi versi diverso da quello delle banche. In secondo
luogo, Bancoposta è un patrimonio destinato istituito all’interno
della società Poste Italiane, giuridicamente separato dal patrimonio
generale di Poste e, in caso di insolvenza, riservato al prioritario
soddisfacimento dei diritti dei creditori del bancoposta. In stretta
connessione con tale assetto, sul piano organizzativo il Bancoposta è
caratterizzato dalla mancanza di organi aziendali propri e distinti
da quelli di Poste Italiane. L’assetto di governo societario è
influenzato, inoltre, dalla normativa speciale sulle società
partecipate dallo Stato.
da quanto si apprende, appunto, dalle notizie di stampa, sembrerebbe
sia stata creata una vera e propria associazione a delinquere
finalizzata a commettere vari reati a danno degli ignari consumatori
che si sono visti svuotare i propri conti postali. Non solo il reato
previsto ex art. 640 c.p., ma anche quello previsto dall’art. 615
ter, quater, 476 e ss.
Non si può non considerare inoltre che il sistema di protezione dei
dati personali, dei numeri dei conti, dei soggetti abilitati ad
operare sugli stessi, dell’intero sistema di vigilanza, sembrerebbe
non aver minimamente funzionato. -
in buona sostanza, appare palese come il danno subito oggi di
correntisti di Poste Italiane derivi sia da condotte illecite ma
anche dall’omessa attenta vigilanza degli organi preposti, che si
sono concretizzate in una TRUFFA A DANNO DEI RISPARMIATORI, L'art
5 del D.lgs 1998 n. 58 sancisce che: "la vigilanza sulle
attività disciplinate dalla presente parte ha per scopo la
trasparenza e la correttezza dei comportamenti e la sana e prudente
gestione dei soggetti abilitati, avendo riguardo alla
tutela degli investitori e alla stabilità, alla
competitività e al buon funzionamento del sistema finanziario".
E’ evidente pertanto, che gli organismi di Vigilanza e controllo,
oltre al buon andamento e alla stabilità del mercato finanziario,
hanno il dovere di vigilare affinché siano tutelati i risparmiatori
e gli utenti dei servizi bancari/postali, non solo come finalità
secondaria ma bensì come principale obiettivo della propria
la normativa T.U.B. in tema di trasparenza, di correttezza
informativa ed i buona fede contrattuale e pre-contrattuale è
incentrata sulla tutela del risparmio così come costituzionalmente
garantita, e mira a rendere il consumatore-utente dei servizi
bancari/postali e finanziari edotto in merito alle proprie scelte
finanziarie nell’ambito di un sistema di mercato generale tutelato
dalla vigilanza degli organismi a ciò predisposti. Ancora.
La Suprema Corte, con sentenza 24/07/2015 n°
32666, nell'esaminare il ricorso si riporta alla sua precedente
giurisprudenza, dove chiarisce che ai fini della configurabilità del
reato di accesso abusivo ad un sistema informatico (art. 615 ter cod.
pen.), nel caso di soggetto munito di regolare password, è
necessario accertare il superamento, su un piano oggettivo, dei
limiti e, pertanto, la violazione delle prescrizioni relative
all'accesso ed al trattenimento nel sistema informatico, contenute in
disposizioni organizzative impartite dal titolare dello stesso,
indipendentemente dalle finalità soggettivamente perseguite (Sez. 5,
n. 15054 del 22/02/2012)”.
all’esercizio dell’attività di bancoposta su cui i creditori
particolari del Bancoposta hanno diritto di rivalersi in via
esclusiva. Tanto
ciò premesso, considerato Si
chiede All’
Ill.ma Autorità adita di voler compiete tutte le indagini necessarie
la fine di accertare se nei fatti esposti siano ravvisabili eventuali
comportamenti di organi pubblici e/o istituzionali e/o soggetti
privati che configurino gli estremi dei reati di truffa ex art. 640
c.p. che afferma la responsabilità di “Chiunque, con artifizi o
raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un
ingiusto profitto con altrui danno”, art. 615 tre e quater
c.p., nonché art. 476 c.p. e ss., 494 c.p. e di altri reati di cui
se ne ravvisino gli estremi, e, in caso affermativo, di voler
esperire nei confronti di chi sarà ritenuto responsabile, l’azione
penale per tutti quei reati che Le S.V. riterrà ravvisabili. IN
RELAZIONE A DETTI FATTI IL CODACONS DICHIARA LA PROPRIA QUALITÀ DI
PARTE OFFESA, riservandosi la facoltà di promuovere, nelle forme
e con le modalità prescritte dalla legge, la costituzione di parte
civile nel procedimento penale che eventualmente dovesse essere
instaurato in conseguenza del presente atto, al fine di ottenere il
risarcimento di tutti i danni subiti e subendi in conseguenza del
denunciato comportamento criminoso.
infine, di essere informati dell'eventuale richiesta di archiviazione
ex art. 408, comma 2, c.p.p., nonché ex art. 17, comma 3, del D.Lgs.
25 luglio 2016 CODACONS
è associazione di consumatori inscritta nell’elenco delle
associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a
livello nazionale ex art.137 del D.Lgs n. 206/05 (Codice del
Consumo) con decreto del Ministero dell’Industria 15 maggio 2000
e, come tale, componente del CNCU - Consiglio Nazionale dei
Consumatori ed Utenti e legittimata ad agire a tutela degli
interessi collettivi in base alla speciale procedura ex artt. 139 e
140 dello stesso decreto.
altresì O.N.L.U.S. - Organizzazione non lucrativa di utilità
sociale ex d.Lgs.460/97, Associazione di Volontariato riconosciuta
– ex lege 266/91ed Associazione di Protezione ambientale
riconosciuta - l.349/86
20/01 2017 - POSTE ITALIANE: CODACONS CHIEDE PIU’ TUTELE PER I RISPARMIATORI IN DIFFICOLTA’
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[Testate: Trend online]