Source: http://blog.ilcaso.it/news_573/07-05-17/La_deriva_penale_dell%E2%80%99usura_civile
Timestamp: 2018-04-20 16:34:08+00:00
Document Index: 182069444

Matched Legal Cases: ['art. 644', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 644', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 644', 'art. 1815']

La deriva penale dell’usura civile
Pubblicato il 07/05/17 02:00 [Articolo 573]
di Luca Cosentino, Commercialista in Pescara
L’incremento delle denunce penali per usura da parte dei mutuatari, con tale temine intendendo genericamente la categoria dei debitori per prestiti finanziari, presso le Procure di tutta Italia, può assumere connotati di evidente alterazione del presidio anti-usura costituito dall’art. 644 c.p. e dalle altre norme correlate.
Il ricorso al Pubblico Ministero si fonda sulla possibilità di avvalersi della Legge 23 febbraio 1999 nr. 44, “Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura”, che, oltre all’elargizione di denaro in favore del debitore, prevede, ai sensi dell’art. 20, la sospensione degli atti esecutivi su iniziativa del Pubblico Ministero.
In tali ricorsi al magistrato penale si richiamano indifferentemente giurisprudenze di merito e legittimità, dottrina, istruzioni tecniche ed ogni sorta di fonte utile allo scopo senza discrimine tra il profilo penale e civilistico della questione dell’usura.
Con il presente intervento si cerca, pertanto, di delimitare l’utilizzo della denuncia per tracimazione dall’ambito civilistico.
In giurisprudenza, l’inclusione dei costi di assicurazione nel conteggio del Taeg è sancita da Corte d’Appello Milano, 14 marzo 2014, nr. 1070; Corte d’Appello Milano, 22 agosto 2013, nr. 3283; Tribunale di Padova 14 marzo 2014; Tribunale Busto Arsizio, 3 febbraio 2011, nr.18; Tribunale Reggio Emilia 4 dicembre 2014; Tribunale Reggio Emilia 9 luglio 2015. Particolarmente illuminante è la decisione nr. 4374 del 9 agosto 2013 in cui il Collegio di Roma dell'Arbitro Bancario Finanziario, pur con riferimento ad una particolare categoria di prestito, traccia l'iter storico dell'inclusione delle spese assicurative nell'ambito del Taeg.
E’ ormai da tempo assodato che anche gli interessi di mora, ancorché non concorrano a determinare il TEGM, sono soggetti al rispetto delle soglie d’usura come stabilito dalla Cassazione Civile, Sez. I, con sentenza 22 aprile 2000, nr. 5286, che, inoltre, ha ritenuto retroattivamente applicabili le disposizioni di cui alla Legge 108/96 anche a quei rapporti bancari pregressi, i cui effetti non siano ancora esauriti.
L’art. 1, comma 1, D.L. 29 dicembre 2000, nr. 394, di interpretazione autentica dell’art. 644 c.p., riconduce alla nozione di interessi usurari quelli convenuti “a qualsiasi titolo” e la relazione al Senato che accompagna il decreto esplicita il rimando ad ogni tipologia di interesse “sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio”.
La Corte costituzionale, chiamata ad esprimersi nei giudizi di legittimità costituzionale sollevati dalla Legge nr. 24/01 (Interpretazione autentica della legge 108/96), ha sancito che: “va in ogni caso osservato che il riferimento, contenuto nell’art. 1, comma 1, del decreto-legge n. 394 del 2000, agli interessi "a qualunque titolo convenuti" rende plausibile – senza necessità di specifica motivazione – l’assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori.” (Corte Costituzionale, 14 febbraio 2002, nr. 29, Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nr. 10 del 06.03.2002).
Da ultimo, anche l’art. 2 bis del D.L. 29 novembre 2008, nr. 185 convertito in legge 28 gennaio 2009 nr. 2 non opera alcuna distinzione con riferimento alla natura degli interessi: “Gli interessi, le commissioni e le provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione, a favore della banca, dipendente dall'effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono comunque rilevanti ai fini dell'applicazione dell'articolo 1815 del codice civile, dell'articolo 644 del codice penale e degli articoli 2 e 3 della legge 7 marzo 1996, n. 108”.
Il principio è stato recentemente confermato dalla Cassazione Sez. I, nr. 350 del 9 gennaio 2013 che, nel ritenere fondata, nella circostanza di un mutuo, la censura del calcolo del tasso pattuito in raffronto al tasso soglia senza tener conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, ha precisato che “ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p. e dell’art. 1815 c.c. comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalle legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori”.
Sulla necessità del confronto si richiama anche il D.L. 29 dicembre 2000, nr. 394, di interpretazione della legge 108/96: “ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p. e dell’art. 1815, 2° comma, c.c., si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualsiasi titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”. Nella verifica dell’usura, con riferimento al capitale pattuito ed erogato occorre calcolare il tasso effettivo annuale, richiamato espressamente dalla legge 108/96, sia nell’eventualità di un corretto rispetto delle scadenze contrattuali, sia nelle ipotesi in cui si attivino le condizioni sanzionatorie previste nel contratto. La mora, pur essendo riferita alla rata scaduta, deve essere comunque inclusa nella complessiva verifica dell’usura del credito concesso.
Successivamente, il 3 luglio 2013, nei “Chiarimenti in materia di applicazione della legge antiusura”, la Banca d'Italia specifica che “in ogni caso, anche gli interessi di mora sono soggetti alla normativa anti-usura. Per evitare il confronto tra tassi disomogenei (TEG applicato al singolo cliente, comprensivo della mora effettivamente pagata, e tasso soglia che esclude la mora), i Decreti trimestrali riportano i risultati di un’indagine per cui ‘la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento è mediamente pari a 2,1 punti percentuali’. In assenza di una previsione legislativa che determini una specifica soglia in presenza di interessi moratori, la Banca d’Italia adotta, nei suoi controlli sulle procedure degli intermediari, il criterio in base al quale i TEG medi pubblicati sono aumentati di 2,1 punti per poi determinare la soglia su tale importo” (Comunicazione della Banca d’Italia 3 luglio 2013).
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