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Timestamp: 2019-04-26 00:48:40+00:00
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Si può ricorrere contro una sentenza del Consiglio di Stato?
9 Febbraio 2017 | Autore: Carlos Arija Garcia
In un processo amministrativo è possibile presentare un ricorso in Cassazione solo per motivi giurisdizionali, per eccesso o per difetto.
Nella giustizia amministrativa, il Consiglio di Stato è il Giudice di secondo grado, cioè quello che normalmente si definisce il giudice di appello. Valuta, quando il cittadino si rivolge a lui per una controversia, le decisioni del Tar, del Tribunale Amministrativo Regionale, equiparabile a quello che comunemente viene chiamato primo grado. Ma il Consiglio di Stato svolge anche la funzione di giudice unico in sede di giudizi di ottemperanza, in quelli, cioè, finalizzati ad ottenere dalla pubblica amministrazione il rispetto di una sentenza pronunciata dal Giudice ordinario o dal Consiglio di Stato stesso.
Non è detto, però, che il Consiglio di Stato debba avere sempre l’ultima parola su una controversia o che abbia sempre ragione: ci sono dei casi in cui è possibile presentare ricorso in Cassazione. Il Codice del processo amministrativo stabilisce quando si può ricorrere contro una sentenza del Consiglio di Stato [1]:
per invasione di campo. Cioè, per eccesso di potere giurisdizionale. Può succedere quando il Consiglio di Stato oltrepassa i suoi limiti e finisce nell’ambito riservato al legislatore o all’autorità amministrativa entrando nel merito di una questione quando non gli corrisponde;
per eccesso di competenza giurisdizionale (si ritiene un difetto relativo) o per negazione della propria giurisdizione;
per un difetto assoluto di giurisdizione relativo ad uno specifico tipo di pretesa;
per un rifiuto di giurisdizione in cui il Consiglio di Stato presupponga, in modo sbagliato, di non poter offrire la propria tutela per quanto riguarda una certa pretesa.
Ricorso contro il Consiglio di Stato: il tema della giurisdizione
In caso di controversia, cioè quando si vuole fare ricorso contro una sentenza del Consiglio di Stato, il tema della giurisdizione (e cioè della competenza del CdS su una certa questione) si può rilevare d’ufficio. Lo stesso Codice del processo amministrativo fa capo ad una sentenza della Cassazione [2] in cui si dice che il difetto di giurisdizione è rilevabile sia in primo grado sia in appello purché non vi sia stata acquiescenza sul capo della sentenza che esplicitamente o implicitamente abbia pronunciato sulla giurisdizione. In altre parole: è possibile ricorrere contro una sentenza del Consiglio di Stato per difetto di giurisdizione in primo grado se il giudice ha riconosciuto esplicitamente o implicitamente (ma in modo sbagliato) quella sua giurisdizione. Il ricorso in Cassazione contro la sentenza del Consiglio di Stato in appello viene, invece, respinto se si è formato sul punto il giudicato esplicito o implicito.
Ma se la Suprema Corte accoglie il ricorso contro una sentenza del Consiglio di Stato, la Cassazione stessa può annullarla perché esclude la giurisdizione o perché il Consiglio di Stato ha declinato la propria giurisdizione in modo errato. Cioè, per quello che prima abbiamo definito invasione di campo o per non avere deciso quando, invece, doveva farlo.
[1] Cpa, Titolo V, libro terzo, artt. 110 e 111.
[2] Cass. sez. unite, sent. n. 26789 del 07.11.2008.
28/10/2017 @ 19:39
Buonasera, desideravo sapere se, dopo l’eventuale pronunciamento negativo del Consiglio di Stato, è possibile ripresentare in futuro il medesimo ricorso presso il TAR. Chiedo perchè trovo allucinante che medesime questioni abbiano risvolti diversi a seconda del giudice che si pronuncia sul merito o dell’avvocato che porta avanti la causa. Grazie anticipatamente.