Source: http://www.issirfa.cnr.it/vaidotas-a-vai-aitis-lo-stato-lituano-e-la-sua-articolazione-amministrativa-luglio-2006.html
Timestamp: 2019-01-24 03:04:05+00:00
Document Index: 4126188

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 4', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 123', 'art. 121', 'art. 119', 'sentenza ']

Vaidotas A. VAIČAITIS, Lo Stato lituano e la sua articolazione amministrativa (luglio 2006) - I.S.SI.R.F.A. Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie
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Vaidotas A. VAIČAITIS, Lo Stato lituano e la sua articolazione amministrativa (luglio 2006)
Avvertenza: il presente studio è stato elaborato dall’autore – professore associato nell’Università di Vilnius (Fac. Giurisprudenza, Dipartimento di diritto pubblico) – nel corso di un soggiorno di studio (maggio-luglio 2006) presso l’Issirfa
I. Brevi cenni di storia costituzionale
1. Il Granducato Lituano e la Repubblica delle Due Nazioni.
2. La prima Costituzione scritta
3. La nascita dello Stato moderno lituano
4. L'occupazione sovietica
5. La Costituzione del 1992.
II. Le fonti del diritto costituzionale.
III. Lo Stato
1. La nazione, il territorio e i poteri pubblici
2. Il regime politico e la forma di governo
3. Lo Stato unitario e l'accentramento
IV. Le Municipalita’ (vietos savivalda).
1. L’articolazione amministrativa e l’accentramento di potere pubblico
2. Le elezioni amministrative
3. Le competenze delle municipalità.
1. Il Granducato Lituano e la Repubblica delle Due Nazioni
Lo Stato lituano si è formato nella prima metà del XIII secolo con l'unificazione di parecchi ducati nella regione del Mar Baltico avvenuta sotto Mindaugas, il primo Re di Lituania. Mindaugas ha anche portato il cristianesimo in Lituania, che è stato l’ultimo paese in Europa a convertirsi alla religione cristiana. La conversione, dopo molti tentativi falliti dei missionari, avvenne in Lituania nel 1387 anche se la Samogitia, la regione del nord-ovest del paese, si convertì solo all’inizio del XV secolo. Nel corso della seconda metà del XIII secolo il rifiuto dei successori di Mindaugas di accettare il cristianesimo aveva determinato dal punto di vista internazionale un “declassamento” del paese da Regno a Granducato.
Nel 1569 Lituania e Polonia formarono un unico Stato con un Parlamento bicamerale ed un re eletto, con il titolo di Re di Polonia e Granduca di Lituania. Questo Stato divenne una Rzeczpospolita - Repubblica in lingua polacca - “delle Due Nazioni”: il re era un Capo dello Stato di carattere elettivo, senza diritti ereditari e presiedeva il Parlamento, che ottenne i principali poteri legislativi. Il Granducato di Lituania aveva un proprio sistema giuridico, codificato negli “Statuti lituani”, anche chiamati “Statuti del Granducato Lituano” (Lietuvos Statutai) del 1529, 1566 e 1588. La Repubblica delle Due Nazioni esisteva da più di due secoli, quando nel 1795 venne spartita tra Russia, Prussia ed Austria.
Verso la fine dell'esistenza dello stato unico di Polonia e Lituania, il Parlamento, ispirato dalla Rivoluzione francese e dalla Declaration des droits de l’homme et du citoyen, ha adottato il 3 maggio 1791 la prima Costituzione scritta in Europa. Il titolo ufficiale del documento era La Legge sul Governo. La costituzione non ha sancito una forma di stato repubblicana, ma ha previsto una monarchia ereditaria piuttosto che una elettiva. Era anche una vittoria del tiers état, che fu invitato al Parlamento. L'idea di Montesquieu della separazione dei poteri trovò espressione nel testo della Costituzione del 3 maggio 1791. La Costituzione restò in vigore soltanto due anni. La Repubblica delle Due Nazioni scomparve, infine, dalla mappa d’Europa nel 1795. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, le idee della sovranità nazionale e dello stato-nazione hanno ispirato la creazione di due Repubbliche separate, Polonia e Lituania.
Lo Stato moderno lituano fu creato il 16 febbraio 1918 con l'Atto di Indipendenza, che aveva appunto proclamato la Lituania uno Stato indipendente succedendo al Granducato di Lituania. Dopo qualche esitazione sulla forma di governo, nel 1920 l’Assemblea Costituente (Steigiamasis Seimas) ha proclamato la Lituania una Repubblica democratica. La Prima Repubblica lituana è durata fino al 1940, quando l'esercito sovietico ha occupato il paese in base ad un accordo segreto tra Hitler e Stalin. La prima Costituzione lituana democratica è stata adottata nel 1922, dichiarando la Lituania una Repubblica con una forma parlamentare di governo. Due Costituzioni, adottate nel 1928 e nel 1938 dalla Prima Repubblica lituana dopo un coup d’état del dicembre 1926, hanno rafforzato i poteri presidenziali e lasciato il paese soggiogato ad un regime autoritario.
I protocolli segreti del Patto di Molotov-Ribbentrop (agosto-settembre, 1939) avevano condotto in definitiva alla Seconda Guerra mondiale. Dopo che la Germania aveva occupato la Polonia e la Francia, nel giugno 1940 le truppe sovietiche entrarono in Lituania, Lettonia ed Estonia. Il presidente della Lituania, Antanas Smetona, aveva già lasciato il paese. Nell’agosto del 1940 la Lituania e gli altri due paesi Baltici furono annessi all'Unione sovietica. Il 23 giugno 1941, prima che le truppe tedesche entrassero nel territorio del paese, fu formato un governo provvisorio a Kaunas e fu nuovamente proclamata l’indipendenza del paese. Questa Dichiarazione non fu mai riconosciuta da Hitler, ed il governo provvisorio fu costretto a operare in clandestinità a partire dall’agosto del 1941. La seconda occupazione sovietica ebbe inizio nel 1944 e durò fino al 1990. Quando l'esercito sovietico entrò nel paese nel 1944, nacque un movimento di resistenza armato che combatté per quasi dieci anni fino al 1953, quando il capo del movimento di resistenza, Generale Jonas Žemaitis-Vytautas, fu catturato e assassinato. La Dichiarazione del 16 febbraio 1949, firmata dal Consiglio del Movimento di Resistenza per la Libertà (Lietuvos Laisvės Kovų Sąjūdžio Taryba), è entrata a far parte del sistema giuridico attuale con la legge del 12 gennaio 1999.
5. La Costituzione del 1992
Ispirati dai segnali dell’imminente collasso dell'impero sovietico e da un certo desiderio politico di riformare il partito comunista, i gruppi clandestini politici, sociali e religiosi hanno cominciato a uscire dalla clandestinità tra 1988 e 1990 e nuovi gruppi e movimenti politici sono sorti . Il 24 febbraio 1990, con il programma di “indipendenza”, il principale movimento socio-politico Sąjūdis ha vinto le prime libere elezioni dopo l'occupazione sovietica, guadagnando più di due terzi dei posti in Parlamento. La prima sessione del Parlamento si tenne il 10 marzo 1990. Il giorno successivo, l’11 marzo, il Parlamento ha proclamato l'Atto di Restaurazione dell'Indipendenza dello Stato lituano. A questo atto seguì l’approvazione simbolica della Legge sul rafforzamento della Costituzione lituana del 12 maggio 1938 e della Legge Fondamentale Provvisoria, che serviva come costituzione transitoria. La validità della Costituzione del 1938 è stata sospesa il giorno stesso. Questa Assemblea Costituente (Atkuriamasis Seimas) ha portato a termine il suo incarico adottando la Costituzione del 1992, che è stata successivamente approvata con referendum popolare.
II. Le fonti del diritto costituzionale
Una distinzione può essere fatta tra le fonti del diritto “storiche” e “attuali” del diritto costituzionale. Le principali fonti storiche del diritto costituzionale lituano (che adesso non hanno alcuna efficacia giuridica) sono gli Statuti lituani (Lietuvos Statutai) del secolo XVI, la costituzione del 3 maggio 1791, la Dichiarazione di Indipendenza del 16 febbraio 1918 e le Costituzioni della Prima Repubblica lituana (in particolare la costituzione del 1922). Le fonti attuali del diritto costituzionale lituano sono la Dichiarazione del Consiglio del Movimento di Resistenza del 16 febbraio 1949, l'Atto di Indipendenza dell’11 marzo 1990 e la Costituzione del 1992, includendo gli Atti Costituzionali del 1991 e del 1992 (anche il Preambolo alla Costituzione ha carattere normativo ed è usato dalla Corte costituzionale come fonte di produzione di principi costituzionali), i principi costituzionali (soprattutto quelli sviluppati dalla Corte costituzionale), la giurisprudenza della Corte costituzionale, i trattati e gli accordi internazionali che sono stati ratificati dal Seimas, la legislazione organica e ordinaria del Parlamento.
Un'altra fonte importante del diritto costituzionale lituano è il diritto europeo, in particolare la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, da una parte, e i trattati della CE e della UE (qualcuno potrebbe includere anche la Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE), la normativa comunitaria derivata e la giurisprudenza della Corte di giustizia della UE, dall’altra.
Anche se la dottrina potrebbe essere considerata come fonte del diritto costituzionale, la Corte costituzionale è abbastanza restia a citare opinioni accademiche nelle sue sentenze. I decreti del Presidente e del Governo non sono considerati fonti del diritto costituzionale.
Secondo l'articolo 138 della Costituzione, soltanto i trattati internazionali che sono stati ratificati dal Parlamento diventano parte del sistema giuridico lituano. Per ratificare i trattati internazionali o gli accordi, il Parlamento deve approvare una legge. Da questo possiamo vedere che il rapporto tra il sistema giuridico nazionale ed il diritto internazionale contiene degli elementi sia di monismo che di dualismo.
Secondo la legge “Sui trattati internazionali”, i trattati internazionali e gli accordi che sono stati ratificati prevalgono sulla legislazione ordinaria ed organica. Secondo la giurisprudenza della Corte costituzionale, i trattati internazionali che non sono stati ratificati dal Parlamento devono essere conformi non solo alla Costituzione ma anche alla legislazione parlamentare.
La sovranità nazionale è uno dei principi fondamentali del sistema giuridico e politico lituano. L'idea della nazione fondatrice dello stato lituano è il cardine di tutti gli attuali documenti giuridici fondamentali: dall'Atto di Indipendenza del1918, alle Costituzioni della Prima Repubblica lituana, alla Dichiarazione del 16 febbraio 1949, all'Atto di Restaurazione dello Stato lituano dell’11 marzo 1990 e all'Atto Costituzionale del 1991 fino alla Costituzione del 1992. Il concetto di nazione lituana è tradizionalmente inteso in un senso etnico; un gruppo di persone di etnia monogenica è considerato il fondatore storico dello stato lituano. Questa accezione etnica si ritrova anche nel testo della stessa Costituzione del 1992: nel Preambolo, nell'articolo 14 (la previsione della lingua lituana come la lingua ufficiale di Stato), nell'articolo 32 (“tutti i lituani hanno il diritto di risiedere in Lituania”) e nell'articolo 78 (il Presidente della Repubblica deve essere un cittadino lituano “di origine”). Ciò nonostante, la moderna scienza giuridica lituana tenta di modificare quest'attitudine etnica e di adottare un’idea più liberale della nazione come società civile in cui si vive insieme pacificamente nel paese.
Il principio della sovranità nazionale è stato incorporato nella Costituzione del 1992: innanzitutto, nell’ambito della sovranità interna, la nazione è considerata come il principale corpo politico del paese in molte disposizioni costituzionali. Ad esempio:“Lo stato lituano è creato dalla nazione. La sovranità appartiene alla nazione” (l'art. 2); “La nazione esercita il suo supremo potere sovrano direttamente o attraverso i suoi rappresentanti democraticamente eletti” (l'art. 4); “Le questioni più significative riguardanti la vita dello Stato e della nazione devono essere decise con referendum” (l'art. 9).
La Costituzione fa riferimento anche alla sovranità esterna, dove la nazione rappresenta lo Stato nella sfera internazionale. L'articolo 3, per esempio, riconosce alla nazione “il diritto di resistere a chiunque minacci la sua indipendenza”. Anche se questi concetti di sovranità interna ed esterna della nazione sono strettamente correlati, il diritto internazionale in generale si occupa della sovranità esterna mentre il diritto costituzionale è tradizionalmente interessato alla sovranità interna della nazione.
Il territorio è un altro elemento fondamentale dello Stato. Secondo l'articolo 10 della Costituzione, il territorio dello Stato è indivisibile e non può essere ripartito in formazioni di tipo statale. Il testo della Costituzione non contiene alcun provvedimento riguardante i territori che formano lo Stato lituano. Si noti che la Repubblica lituana ha ereditato i suoi attuali confini territoriali non tanto dalla Prima Repubblica della Lituania, ma più precisamente dalla cosiddetta “Repubblica socialista sovietica lituana”, i cui confini sono stati stabiliti da Stalin dopo la Seconda Guerra Mondiale. La Lituania non ha mai presentato alcun reclamo relativo ai suoi confini territoriali dopo il ritorno all’indipendenza nel 1990. I confini statali della moderna Repubblica della lituana sono regolati dai trattati internazionali tra la Lituania, da una parte, e la Bielorussia, la Lettonia, la Polonia e la Russia, dall'altro.
Come già menzionato, secondo la Costituzione, il supremo potere dello Stato appartiene alla nazione. Ma lo Stato lituano è una democrazia rappresentativa. Questo significa che la nazione esercita i suoi poteri attraverso organi democraticamente eletti. Secondo l'articolo 5 della Costituzione, i poteri dello Stato sono divisi tra il Parlamento (Seimas), il Presidente, il Governo e l’Ordine giudiziario. Ma uno stato contemporaneo democratico non dovrebbe essere visto soltanto nel contesto del tradizionale concetto della separazione “tripartita” dei pubblici poteri. Nelle altre disposizioni della Costituzione, troviamo che pubblici poteri sono esercitati anche dalla Corte dei Conti (Valstybės kontrolė), dalla Banca centrale (Lietuvos bankas), dalle autorità locali, dall'Unione europea, ecc. In altri termini, attualmente in Lituania la separazione dei poteri pubblici è “multistratificata”.
Sin dalla riconquista dell’indipendenza dall’occupazione sovietica nel 1990, lo Stato lituano è stato molto sensibile alle questioni relative al regime politico. Negli atti adottati l’11 marzo 1990, il nuovo Governo lituano ha annunciato il suo impegno a instaurare uno stato democratico. La legge costituzionale del 1991, approvata con referendum popolare, sancisce che la dichiarazione “la Lituania è una Repubblica indipendente e democratica” è una regola costituzionale e un principio fondamentale dello Stato, che può essere soltanto modificato da una maggioranza non inferiore ai tre quarti dell'elettorato lituano. Questo principio di democrazia è stato inserito negli articoli 1 e 148 della Costituzione del 1992 ed è stato confermato in numerose occasioni dalla giurisprudenza della Corte costituzionale.
La “forma di governo” non è una questione strettamente giuridica ma piuttosto un fenomeno politico. Non di meno, la scienza giuridica ha qualcosa da dire in proposito. Il testo della Costituzione del 1992 è un compromesso tra i due diversi modelli del regime parlamentare e di quello semi-presidenziale. Il testo finale della Costituzione del 1992 include elementi di entrambi i modelli. Da una parte, il Governo deve avere la fiducia del Parlamento e deve dare le dimissioni dopo le elezioni parlamentari (artt. 92 e 101), ma, d'altra parte, il Presidente della Repubblica è eletto direttamente dai cittadini. La durata in carica del Presidente non corrisponde quindi a quella del Parlamento. Il Presidente nomina il Primo Ministro e i ministri, e il Governo deve “rimettere i suoi poteri” nelle mani del Presidente dopo la sua elezione (artt. 78, 84 e 92). In altre parole, il fatto che il Presidente della Repubblica sia eletto direttamente, insieme all’esistenza di una “forte” Corte costituzionale con competenze di controllo sulla legislazione parlamentare, consente di individuare nella forma di governo lituana ciò che nella letteratura politica e giuridica francese è chiamato parlamentarisme rationalisé.
Naturalmente, nella prassi la forma di governo lituana dipende molto dagli attori politici, in particolare dall’abilità del Presidente della Repubblica di giocare un ruolo passivo o attivo nella vita politica e dal suo rapporto con la maggioranza parlamentare. Il regime politico della Seconda Repubblica lituana può essere descritto con il termine francese della coabitation, con la sola eccezione del periodo dal 1993 al 1996 quando il Presidente Algirdas Brazauskas e la maggioranza parlamentare erano nelle mani dello stesso Partito LDDP (ex-comunisti). “L'interpretazione” della forma di governo del Presidente della Repubblica di sinistra corrispondeva al progetto costituzionale del modello parlamentare degli ex-comunisti. Quest'interpretazione ha significato che tra il 1993 e il 1996, Algirdas Brazauskas, nonostante fosse Presidente sia della Repubblica che del partito di maggioranza parlamentare, abbia giocato un ruolo abbastanza passivo nella vita politica, lasciando il potere principalmente nelle mani del Primo Ministro. È ancora presto per poter dire se i conservatori o i liberali (o gli altri partiti di centro-destra) adotterebbero “un'interpretazione semi-presidenziale” della Costituzione qualora ottenessero la presidenza della Repubblica e la maggioranza parlamentare.
Dopo l’elezione a Presidente della Repubblica di Valdas Adamkus (indipendente liberale) nel 1998 si aprì una crisi politica relativa all'interpretazione della forma di governo. Il Presidente Adamkus era dell'opinione che il Governo dovesse dimettersi a seguito delle elezioni del nuovo Presidente. I conservatori e i democratici cristiani, che in quel momento insieme formavano la maggioranza in Parlamento, favorirono un approccio più parlamentare alla Costituzione e sostennero che il Governo si sarebbe dovuto dimettere soltanto dopo le elezioni parlamentari rimettendo la questione alla Corte costituzionale. Quest’ultima, nella sentenza del 10 gennaio 1998, ha sostenuto quest'interpretazione di governo parlamentare, argomentando che la Costituzione del 1992 ha introdotto una “forma di governoparlamentare con alcune caratteristiche semi-presidenziali” e che quindi il Governo non deve dare le dimissioni dopo le elezioni presidenziali qualora riceva nuovamente la fiducia dal Parlamento. Dopo alcuni tentativi accademici di criticare la decisione della Corte e un esperimento infruttuoso del Presidente Rolandas Paksas (2003-2004) (1) che ha tentato di accentrare a sé tutto il potere politico senza il sostegno di una maggioranza in Parlamento, è attualmente riconosciuto che la forma costituzionale di governo del paese è un regime a parlamentarismo razionalizzato.
La Lituania non ha una tradizione né di federalismo né di decentramento. Il Regno di Lituania nel XIII secolo, il Granducato e la Prima Repubblica erano Stati unitari ed accentrati. Soltanto la Repubblica delle Due Nazioni (dal XVI al XVIII secolo) era un incrocio tra federazione e confederazione.
Secondo la Costituzione del 1992, la Lituania è uno stato unitario, ma è un paese accentrato o decentrato? Il testo della Costituzione non fornisce una risposta chiara a questa domanda, ma sembrerebbe suggerire che si tratti di uno Stato accentrato. Il potere pubblico decentrato in Lituania è esercitato su due livelli: 60 municipalità (savivaldybės) e 10 province (apskritys). Soltanto le municipalità hanno rappresentanti direttamente eletti, mentre il capo della provincia è nominato dal governo centrale (art. 123). In Lituania ci sono 4 regioni storico-etnografiche: Aukštaitija, Žemaitija, Suvalkija e Dzūkija. La Regione Klaipėda è entrata a far parte dello Stato dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre la zona del Memel fino alla Prima Guerra Mondiale apparteneva alla Prussia. La riforma dell’articolazione amministrativa del 1994, che portò alla creazione delle 10 province, può quindi essere considerata “artificiosa” perchè queste “province” non corrispondono ai confini storicamente delimitanti le regioni, tant’è che adesso ogni provincia ha acquisito il nome del proprio capoluogo. Il sistema attuale della articolazione amministrativa è criticato per essere troppo burocratico e inefficacie. Sono state avanzate alcune proposte di “riforma della riforma” della suddivisione amministrativa lituana. Una delle proposte riguarda la creazione di quattro (o cinque) regioni, i cui confini conciderebbero con quelli delle regioni storico-etnografiche prima menzionate. Il beneficio sarebbe che queste regioni corrisponderebbero a quelle esistenti dal punto di vista storico e etnografico e non sarebbero “inventate” dai burocrati o dai politici. Un’altra soluzione, in alternativa all’istituzione delle regioni, potrebbe essere la riduzione del numero delle province a cinque, con capoluogo nelle città con popolazione superiore ai 100.000 abitanti.
L’attuale “regionalismo” lituano quindi dovrebbe essere considerato come decentramento del potere pubblico centrale, perché le province non hanno competenza legislativa e neanche un consiglio rappresentativo così come le tradizionali préfectures francesi. Sebbene le municipalità abbiano il diritto costituzionale di adottare un proprio bilancio, separato e autonomo dal governo centrale, la legislazione statale non ha esteso alle municipalità la possibilità di riscuotere direttamente le tasse e di adottare autonomamente un proprio bilancio. Quasi tutte le risorse finanziarie per il bilancio municipale, quindi, provengono dal governo centrale, che ridistribuisce tutto il reddito nazionale anche tra le sessanta municipalità. È difficile pertanto parlare di autonomia reale di governo locale e di decentramento di poteri statali in Lituania. In conclusione, la Repubblica Lituana è uno stato unitario e piuttosto accentrato.
IV. Le Municipalita’ - (vietos savivalda)
In Lituania ci sono 60 municipalità (savivaldybės) e dieci province (l'apskritys). I residenti delle municipalità sono rappresentati dai membri del consiglio municipale, direttamente eletti, mentre i governatori delle province (Apskrities viršininkas) sono nominati dal governo centrale. In ogni provincia è presente un Commissario di Governo (Vyriausybės atstovas) con il compito di controllare la conformità delle decisioni municipali a quelle del governo centrale. In caso di conflitto, le decisioni municipali possono essere impugnate dinanzi ai tribunali amministrativi.
Le municipalità in Lituania sono le più grandi dell’Unione europea, con una popolazione media di 60000 abitanti e per questo motivo sono più lontane dai cittadini. Le municipalità di Vilnius, Kaunas e quelle situate in campagna sono divise a loro volta incircoscrizioniamministrative (seniūnijos), prive di un rappresentante eletto ma gestite da un funzionario pubblico (il seniūnas) nominato dal direttore dell’amministrazione municipale. I seniūnijos sono le unità più piccole e non giocano un ruolo nella politica nazionale o municipale. Sono state create per fornire i servizi essenziali nel modo più prossimo ai residenti. Il seniūnas presta alcuni servizi pubblici, ad esempio, nelle aree rurali ha competenza sulle registrazioni di nascita e di morte, sull’attività commerciale, sui servizi alla famiglia e, in alcuni casi, hanno anche competenze in materia di responsabilità giuridica.
Come già evidenziato la Lituania è un paese accentrato. Secondo l'idea originaria della Costituzione lituana (1992), tutto il potere pubblico proviene dalla nazione, è esercitato dal governo centrale che lo delega al governo locale. Questa impostazione dei Costituenti del 1992 si può spiegare con l’assenza di una tradizione regionalista in Lituania. Sebbene alcune disposizioni della Costituzione prevedono che le municipalità abbiano un proprio bilancio (l'art. 121), la giurisprudenza della Corte costituzionale e la élite politica e giuridica nazionale ne favoriscono un’interpretazione accentratrice.
Secondo la Costituzione (art. 119) e la Legge sulle Elezioni del Consiglio Municipale, i membri del consiglio municipale sono direttamente eletti per quattro anni in base al sistema proporzionale. Esistono recenti progetti di riforma di questo sistema in favore di uno “misto”, in cui - in analogia con la legge elettorale del Parlamento nazionale - la metà dei consiglieri verrebbe eletta in proporzione ai voti ricevuti da ciascuna lista elettorale, mentre l’altra metà in base al sistema maggioritario. Il diritto di elettorato attivo nelle elezioni municipali è riconosciuto, non solo ai cittadini lituani e comunitari, ma anche a tutti i cittadini extracomunitari residenti nella municipalità da lungo periodo, qualora ne facciano richiesta. Il sindaco (meras) di una municipalità, in base alla legge, è eletto non direttamente dai residenti ma da una maggioranza del consiglio municipale. A fronte di varie proposte sull’introduzione dell’elezione diretta del sindaco, politici e la maggioranza dei giuristi sostengono che sarebbe necessaria una modifica della Costituzione.
Il diritto di elettorato passivo nelle elezioni municipali è steso a tutti i residenti permanenti della municipalità che abbiano compiuto almeno i venti anni di età. L'Agenzia dell’Immigrazione rilascia i permessi di soggiorno permanente agli stranieri che abbiano vissuto legalmente in Lituania per cinque anni o abbiano ottenuto lo status di rifugiato.
3. Le competenze delle municipalità
Le competenze delle municipalità sono stabilite in Costituzione, anche se la Carta europea dell'autonomia locale è stata ratificata nel 1999. L'articolo 121 della Costituzione, per esempio, prevede che la municipalità possa introdurre imposte e tasse locali. Il principale potere delle municipalità, comunque, discende dalla disposizione costituzionale che consente loro di adottare un proprio bilancio autonomo dal governo centrale (artt. 121 e 127). L'autonomia di bilancio è costituzionalmente garantita, ma la municipalità deve avere le risorse necessarie a formare e adottare il proprio bilancio. Tuttavia, la legislazione statale non ha riconosciuto alle municipalità la possibilità di riscuotere direttamente le tasse statali e neanche quella di adottare il loro bilancio indipendentemente, poiché è lo stesso Parlamento, il Seimas, ad approvare il bilancio nazionale annuale, ivi inclusi bilanci delle sessanta municipalità. In una controversa sentenza del 13 dicembre 2004, la Corte costituzionale ha dichiarato legittima la prassi legislativa che consente allo Stato di determinare i salari dei pubblici dipendenti presso le municipalità. Tale prassi consolida la natura accentrata della forma di stato lituana, in quanto quasi tutte le risorse finanziarie del bilancio municipale provengono dalla tesoreria nazionale o dalla Agenzia delle Entrate, cioè, dal governo centrale. La municipalità per contro, da un lato, può stabilire soltanto il canone di affitto della terra statale, le tasse di parcheggio, le tariffe per il trasporto locale e altre imposte minori. D’altro lato una metà della imposta sui redditi delle persone fisiche, che è la voce principale del bilancio municipale, è trasferita dalla Agenzia delle Entrate. La quota di questa imposta trasferita al bilancio municipale di fatto dipende dal governo centrale, perchè quest’ultimo determina questa quota per legge potendo discrezionalmente cambiarla, se non addirittura abolirla, di anno in anno.
Le altre aree di competenza delle autorità locali sono stabilite nella Legge sul Governo Locale. Sebbene l'educazione secondaria (i programmi) sia unificata e accentrata nello Stato, le materie relative agli ospedali e alle scuole primarie e secondarie sono gestite dalle municipalità. Le municipalità sono state tradizionalmente competenti anche a svolgere ogni tipo di servizio comunale: asili nido, alloggi, trasporti locali, parcheggi, servizi funerari, ecc. La competenza delle municipalità include anche l'istruzione primaria e le scuole serali, la tutela della salute e altri servizi sociali, le politiche dell’occupazione e della formazione, l’organizzazione di eventi culturali, il turismo e il tempo libero (soprattutto per i minori, i portatori di handicap e le persone socialmente svantaggiate). Le municipalità condividono altre materie con il governo centrale. Nell’ambito della “competenza condivisa” il governo centrale disciplina con legge la materia, mentre le autorità locali esercitano le relative funzioni amministrative nel rispetto di quanto previsto dalla legge.
Il sindaco rappresenta la municipalità, convoca e presiede le sessioni del consiglio municipale, firma i decreti emessi dalla municipalità e coordina le funzioni degli altri comitati diversi del consiglio municipale. Sebbene non sia eletto direttamente e condivida alcuni poteri con il direttore dell’amministrazione municipale (che è un incaricato di pubblico servizio), il sindaco della municipalità vanta le maggiori responsabilità del potere municipale. Il sindaco è politicamente responsabile nei confronti del consiglio municipale e può essere rimosso dall’incarico se sfiduciato dalla maggioranza dei membri del consiglio.
Il Commissario di Governo (Vyriausybės atstovas) esercita funzioni di controllo e sorveglianza sull’attività amministrativa della municipalità. Il Commissario di Governo, che risiede nel capoluogo della provincia, può ricorrere al tribunale amministrativo qualora la municipalità ecceda le sue competenze.
(1) Nel 2004 (dopo un anno dalla sua elezione) il Presidente Rolandas Paksas è stato rimosso dall’incarico con la procedura di impeachment dal Parlamento
1. The Constitutional Court of the Republic of Lithuania and the Death penalty: a note on the judgment of 9 December //1998. REVIEW of CENTRAL and EAST EUROPEAN LAW. Volume 26 No. 1, 2000. P. 85-106.
2. Organic laws in modern legal science // TEISĖ. 2001 Nr. 38. p. 85-106.
3. What was decided by Constitutional Court in favour of pensioners// TEISĖ. 2003. Nr.49, p. 124-133;
4. Impeachment of the President of the Lithuanian Republic: The Procedure and its Peculiarities; in The Uppsala Yearbook of East European Law 2004 (ed. by Prof. Dr. Kaj Hobér). Uppsala Universitet. Wildy, Simmonds & Hill Publishing. London. 2005. p. 248-282.
Per un’informazione bibliografica più ampia: http://www.tf.vu.lt/failai/ktat vaicaitis-moksliniai straipsniai 2006 pr.doc
Link alla Costituzione lituana:
http://www3.lrs.lt/pls/inter3/dokpaieska.showdoc_e?p_id=275302