Source: https://renatodisa.com/2015/10/13/corte-di-cassazione-sezione-ii-sentenza-9-ottobre-2015-n-20345-lart-1392-c-c-secondo-cui-la-procura-non-ha-effetto-se-non-e-conferita-nelle-forme-prescritte-per-il-contratto-che-il-rapprese/
Timestamp: 2018-11-15 12:39:40+00:00
Document Index: 19008541

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1392', 'art. 1324', 'art. 1188', 'sentenza ', 'art. 1392', 'art. 1324', 'art. 1188']

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 9 ottobre 2015, n. 20345. L'art. 1392 c.c. - secondo cui la procura non ha effetto se non è conferita nelle forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere - trova applicazione, ai sensi dell'art. 1324 c.c., per gli atti unilaterali negoziali, non anche per gli atti in senso stretto o meri atti giuridici, tra cui la ricezione della prestazione, il cui compimento non soggiace, pertanto, a criteri di validità formale. Ne deriva che la rappresentanza a ricevere l'adempimento dell'obbligazione, con effetto liberatorio per il solvens ai sensi dell'art. 1188, 1° comma c.c., può risultare anche da una condotta concludente, a sua volta dimostrabile con ogni mezzo, incluse le presunzioni, secondo un apprezzamento di puro fatto che compete al giudice di merito e che si sottrae al sindacato della Corte di legittimità - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione civile 2015, Contratti - Obbligazioni, Contratto in generale, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Rappresentanza, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 9 ottobre 2015, n. 20345. L’art. 1392 c.c. – secondo cui la procura non ha effetto se non è conferita nelle forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere – trova applicazione, ai sensi dell’art. 1324 c.c., per gli atti unilaterali negoziali, non anche per gli atti in senso stretto o meri atti giuridici, tra cui la ricezione della prestazione, il cui compimento non soggiace, pertanto, a criteri di validità formale. Ne deriva che la rappresentanza a ricevere l’adempimento dell’obbligazione, con effetto liberatorio per il solvens ai sensi dell’art. 1188, 1° comma c.c., può risultare anche da una condotta concludente, a sua volta dimostrabile con ogni mezzo, incluse le presunzioni, secondo un apprezzamento di puro fatto che compete al giudice di merito e che si sottrae al sindacato della Corte di legittimità