Source: http://gestionaleamica.com/Blog/guida-pratica-alla-fattura-pro-forma/
Timestamp: 2016-09-30 13:22:50+00:00
Document Index: 92609254

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art.\n6', 'art. 6', 'art. 27', 'art. 6', 'art.7', 'art. 21']

Posted on 18 ottobre 2011 by Stefano Gardini	La fattura pro forma è un documento senza alcuna valenza fiscale, utilizzato quando si rende necessario presentare al cliente un facsimile della fattura finale senza incorrere negli obblighi fiscali e mantenendo la certezza che il documento non possa far insorgere, in caso di controlli, la presunzione di fatturazione, generando tutte le conseguenze per la mancata registrazione dello stesso.
La fattura pro forma non genera obblighi ai fine della liquidazione IVA e nemmeno ai fine della determinazione dei ricavi. Vediamo ora un paio di casi in cui è utile emettere fatture o parcelle pro forma. Parcella pro forma per il Libero Professionista
I professionisti emettono quasi sempre parcella pro forma, in quanto hanno l’obbligo di fatturazione non all’esecuzione della prestazione ma solo al pagamento della stessa. Grazie alla pro forma possono presentare la loro parcella al cliente senza doversi accollare gli oneri del pagamento dell’IVA e della tassazione sui ricavi fino al pagamento della stessa. Facciamo un esempio per capire meglio: supponiamo che un geometra abbia fatto un progetto di una casa per un importo di €10.000 + IVA ed abbia completato il suo lavori il 5 Dicembre e che gli accordi con il committente prevedano un pagamento a 60 giorni fine mese dalla consegna lavori. Se il geometra fatturasse il 5 Dicembre si dovrebbe accollare l’IVA da pagare in Gennaio (€2.100) e la tassazione in carico all’anno in corso. Emettendo invece fattura pro forma ed attendendo il pagamento a fine febbraio dell’anno successivo ottiene due vantaggi:
In termini finanziari si tratta di un grande vantaggio offerto dalla normativa.
Fattura pro forma per pagamento anticipato
Compilazione della fattura pro forma
Tecnicamente la fattura pro forma è molto simile alla fattura che poi si andrà ad emettere al cliente. Di seguito ne vediamo un esempio realizzato col programma gestionale Amica 10 (notare nel riquadro tipo documento la dicitura “fattura pro forma”; assieme alla numerazione è questa l’unica vera differenza con la successiva fattura di vendita):
Esempio di Fattura Pro Forma (click per ingrandire)
Al momento della fatturazione reale è sufficiente importare la fattura pro forma creata in precedenza (click per ingrandire)
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Patrizia il 27 ottobre 2011 alle 17:04 scrive:
A seguito di un preventivo il cliente ci ha chiesto la fattura pro forma per effettuare il pagamento a ½ bonifico bancario.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 ottobre 2011 alle 17:13 scrive:
La fattura proforma sì, poichè non ha implicazioni fiscali nemmeno a livello di magazzino. La fattura reale poi verrà emessa solo quando la merce sarà disponibile. E’ buona prassi per non avere un incasso anticipato rispetto all’emissione della fattura autorizzare il bonifico del cliente solo quando la merce è già disponibile. Diversamente se il cliente ti paga prima dovrai emettere una fattura di acconto che chiuderai poi con la fattura che contiene la merce.
Rispondi ↓	marco il 28 ottobre 2011 alle 17:32 scrive:
Invio un estratto di un artcolo trovato online.
“Trova la sua disciplina nell’art. 21 del DPR 633/72. Può assumere la forma di nota, parcella o simili: la natura di “fattura” nasce dal suo contenuto e non dalla denominazione ad essa attribuita: in particolare se il contribuente emette un “avviso di parcella” o “fattura pro-forma” avente tutte le caratteristiche della fattura (e quindi anche la indicazione dell’Iva) questo documento dovrà essere trattato come una normale fattura, con conseguente obbligo di registrazione e versamento dell’imposta (C. T. C. 12 maggio 1990, n. 3592).”
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 2 novembre 2011 alle 15:34 scrive:
In effetti ci sono casi (estremi e con una giurisprudenza minima) in cui ad una fattura proforma viene attribuito il valore di fattura reale. Ora in generale, poichè è anche prassi ormai consolidata l’utilizzo della fattura proforma, l’amministrazione non ricorre nel merito. Di solito questo succede quando il cliente registra la fattura proforma portandola in detrazione mentre il professionista (o chi per lui) nono mette il ricavo a reddito e non versa l’IVA conseguente: ovviamente in questo caso l’amministrazione subisce un danno e, se la fattura proforma era tale da trarre in ‘inganno’ il cliente, può essere fatta valere la sostanza rispetto alla forma. Questo di norma non succede. Alcuni accorgimenti che possono aiutare ad evitare che il cliente cada in errore sono: non mettere numero progressivo e/o data (elementi obbligatori nella fattura), inserire nella fattura ben visibile la dicitura: “La fattura verrà emessa all’atto della riscossione, ai sensi dell’art.
6 del D.P.R. 633 del 26/10/1972.”, non esporre l’IVA esplicitamente utilizzando una dicitura del tipo “oltre ad IVA e Ritenuta di Acconto per un netto a pagare di ….”. Questi sono alcuni suggerimenti per rendere qualsiasi eventuale (e ribadisco eventuale e rara) azione inefficace.
Rispondi ↓	gianni il 23 novembre 2011 alle 15:37 scrive:
A seguito di gara d’appalto che prevede la fornitura di merci ad Ente Territoriale, viene richiesta la parziale fatturazione anticipata per circa € 50/m.
Al momento le merci consegnate corrispondono sostanzialmente a quanto si andrà a fatturare.
Avvalendomi dell’art. 6 DPR 633 comma 2 lettera a), non avendo certezza di quando riscuoterò l’importo posso:
–	emettere FATTURA PRO FORMA (senza effettuare contabilizzazione né ai fini IVA e nemmeno a partita doppia)
–	oppure debbo emettere FATTURA SOSPESA (evitando il versamento dell’IVA, registrando però i ricavi).??
L’azienda svolge attività di commercio al dettaglio e le poche fatture di vendita vengono riportate nel registro corrispettivi, non dispone del registro delle fatture sospese in quanto mai emesse.
Come mi debbo regolare??
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 novembre 2011 alle 11:58 scrive:
Dubito che un Ente Pubblico si ‘accontenti’ di una fattura proforma, anzi direi proprio che non la dovrebbe tenere in conto in quanto non è un documento ‘ufficiale’ per cui in quanto tale utilizzabile tra privati ma non con gli Enti. Penso che l’unica via sia la fattura con annotazione della sospensione IVA se la tua azienda rientra nei parametri previsti per poterlo fare. Ti metto di seguito un link ad una circolare che potrebbe esserti di aiuto Circolare 20/E del 30 Aprile 2011
Rispondi ↓	gianni il 25 novembre 2011 alle 22:10 scrive:
Ho copiata la lunga circolare indicata (è la n. 20 del 30 aprile 2009, se leggo bene).
Ritornerò in argomento dopo la lettura.
Rispondi ↓	gianni il 30 novembre 2011 alle 15:39 scrive:
Letta attentamenta la circolare che fa chiarezza in tema di iva ad esigibilità immediata ed esigibilità differita …. non è attinente al caso.
La stessa circolare riporta nell’ultimo paragrafo la specifica che la normativa previgente al 2009 in materia di fatturazione agli Enti resta invarita.
Aggiornerò in seguito gli sviluppi.
Rispondi ↓	Mario Gioia il 14 dicembre 2011 alle 00:03 scrive:
Un tecnico CTU a emesso la fattura per il suo compenso, ha inseiro il suo codice fiscale e la partita IVA, mentre ha inserito solo il nome del condominio ma senza inserire il codice fiscale del condominio, la fattura è valida?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 15 dicembre 2011 alle 12:38 scrive:
La fattura tecnicamente è valida in quanto nella normativa il codice fiscale non è obbligatorio. Certo che, a causa dei molti adempimenti (vedi Spesometro) che richiedono Partita IVA o Codice Fiscale dei clienti è buona norma esserne in possesso e quindi viene quasi automatico riportarlo sulle fatture per una più precisa identificazione del cliente. In ogni caso questa mancanza non inficia la validità del documento ai fini fiscali e civilistici.
Rispondi ↓	Silvan il 31 gennaio 2012 alle 23:59 scrive:
Siamo una societá di servizi pubblicitari immobiliari vorremmo fare le fatture proforma per ovviare di anticipare il pagamento IVA visti i giorni di pagamento oltre 90. La maggior parte dei clienti paga con rid o riba è possibile obbligare il cliente a questa forma di pagamento anche con le proforma?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 febbraio 2012 alle 14:56 scrive:
Potete utilizzare la forma di pagamento che preferite con il cliente purchè sia da lui accettata; tenete presente che da un punto di vista giuridico l’obbligazione del cliente al pagamento avviene solo con l’emissione della fattura. Nutro nel vostro caso qualche dubbio sull’uso della proforma proprio in virtù delle modalità di pagamento. Per essere in regola dovreste poi essere in grado di emettere le fatture con data il giorno del pagamento.
Rispondi ↓	Pietro il 23 aprile 2012 alle 10:34 scrive:
Come posso compilare la fattura proforma per della merce che mi parte per andare fuori europa, ma solo ed esclusivamente come sostituzione di pezzi in garanzia? Si tratta di beni non destinati alla vendia!
che dicitura devo mettere per essere a posto?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 aprile 2012 alle 06:59 scrive:
La fattura pro-forma non è un documento fiscale quindi non risponde a regole previste dalla legge. Se fai una fattura proforma sei libero di compilarla come vuoi. Questo non toglie che dovrai poi fare un documento che giustifichi la tua spedizione di merce come ad esempio un DDT con causale “riparazione in garanzia” o altro di analogo.
Rispondi ↓	ROSSO GINO il 4 settembre 2012 alle 09:31 scrive:
se posso fare una domanda: c’è un’articolo del D.P.R. 633/1972 e socc. mod. ed integr. dove parla della fattura pro-forma e dice che non è un documento fiscale, quindi non risponde alle regole previste dalla legge.grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 settembre 2012 alle 15:49 scrive:
Non c’è una indicazione precisa, ma di fatto non c’è la previsione di questo tipo di documento e quindi non è un documento fiscale valido. Ciò che non è previsto è escluso.
Rispondi ↓	DANIELA il 19 luglio 2012 alle 15:48 scrive:
Ho una richiesta di merce, che devo ancora acquistare e sarò in grado di consegnare tra 40 giorni , da un cliente che pagherà a 90 giorni ma vuole subito la fattura. Posso fare la Fattura Pro Forma con numero progressivo e specificare al momento della consegna della merce sul DDT merce fatturata in data…. con fattura n. Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 24 luglio 2012 alle 15:22 scrive:
No, la fattura proforma non ha valenza fiscale. Non può essere fatturata merce che non si ha in carico. il cliente chiede qualcosa di non regolare.
Rispondi ↓	STEFANO il 31 luglio 2012 alle 15:33 scrive:
Un’Agenzia di Spedizioni riceve da clienti EXTRAUE pagamenti anticipati per servizi di spedizione e fornitura di merce. Visto che per vari motivi resta molto complicato emettere la fattura di ANTICIPO/acconto, può essere la fattura PROFORMA – gia prevista – essere una valita alternativa anche dal punto di vista fiscale?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 31 luglio 2012 alle 15:39 scrive:
No, da punto di vista fiscale la fattura proforma non ha alcuna valenza. Quando si incassa del denaro la normativa prevede che deve essere fatturato in via definitiva o come acconto ma fatturato.
Rispondi ↓	TERESA il 9 settembre 2012 alle 19:30 scrive:
A SEGUITO DI REGOLARE ORDINE DAL CLIENTE HO RICEVUTO UN ACCONTO DEL 10% E HO REGOLARMENTE FATTURATO SUCCESIVAMENTE IL MIO FORNITORE HA CONSEGNATO DIRETTAMENTE AL MIO CLIENTE LA MERCE PREVISTA COME SCONTO MERCE DEVO EMETTERE FATTURA ? SE SI COME LA CONFIGURO ? SUCCESSIVAMENTE IL MIO FORNITORE CONSEGNERà IL RESTO DELLA MERCE DA FATTURARE
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 settembre 2012 alle 21:26 scrive:
No, non c’è da fare nessuna fattura, essendoci già quella di acconto ed essendo stato fatto il DDT dal Fornitore.
Rispondi ↓	GIOVANNI CAMMISANO il 29 settembre 2012 alle 12:06 scrive:
OTTIME RISPOSTE E CHIARE , COME FACCIO A PORRE UN QUESITO ? APPROFITTO DELLO SPAZIO :
sono il titolare di una attività commerciale , il proprietario dell’immobile. una s.r.l. , da qualche mese ci fa pervenire una fattura pro forma in merito al canone di locazione , verbalmente abbiamo contestato dicendo che se non emette fattura regolare non paghiamo l’affitto.
DOMANDA può una s.r.l. titolare d’immobile emettere fattura pro-forma e richiedere il pagamento della locazione ? prima i soldi e poi la fattura ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 settembre 2012 alle 20:38 scrive:
Sì può. L’obbligo ultimo di emissione della fattura è il pagamento, quindi possono emettere la fattura solo quando hanno incassato il corrispettivo.
Rispondi ↓	Cristian Ghezzi il 30 ottobre 2012 alle 12:31 scrive:
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 ottobre 2012 alle 17:02 scrive:
Dipende da cosa fatturate. Se consegnate merce no, va fatto il DDT e poi la fattura entro i termini di legge. Se invece fate servizi potreste fare la Nota Proforma in attesa del pagamento.
Rispondi ↓	Enrica il 31 ottobre 2012 alle 10:44 scrive:
Buongiorno, sono un’agente di commercio monomandatario, poiché da qualche mese la società per cui lavoro è in seria difficoltà sta dilazionando sempre più il pagamento delle fatture provvigioni. Ad oggi abbiamo superato i 120 gg. Per limitare i danni sia in termini reddituali che di pagamento iva posso emettere anche io proforma? Grazie, Enrica
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 31 ottobre 2012 alle 11:21 scrive:
Si lo può fare ed emettere fattura totale o parziale solo al saldo.
Rispondi ↓	IVANO il 6 novembre 2012 alle 12:46 scrive:
Una s.r.l. che si occupa di sicurezza e formazione lavoratori può emettere fattura pro-forma????
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 novembre 2012 alle 18:13 scrive:
Sì se il lavoro consiste in un servizio senza consegna fisica di merce si può fare.
Rispondi ↓	Giovanni Rocca il 31 maggio 2014 alle 17:57 scrive:
Gentile Dott. io ho una S.r.l. che effettua servizi alle aziende private, ho seguito con molto interesse i diversi casi affrontati, e mi pare di aver capito che nel mio caso si può effettuare la fattura proforma. Però vorrei saperne qualcosa in più sui decreti che regolano tale manovra fiscale, in modo da poter essere impeccabili. Per esempio tra i tanti quesiti che mi pongo questo è il primo: ma per fare le fatture proforma c’è un limite al fatturato annuo al di la del quale non è più possibile usufruire delle fatture proforma?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 giugno 2014 alle 09:24 scrive:
La fattura proforma esula da qualunque regola fiscale in quanto NON è un documento fiscale: di fatto è equivalente ad una corrispondenza ‘privata’ fra le parti e non ha alcun valore giuridico. Di conseguenza non è regolata per legge e non ha limiti nè di fatturato nè di altro genere. Può essere usata in tutti i casi in cui non si sono ancora verificate le condizioni che obbligano l’impresa od il professionista ad emettere fattura.
Rispondi ↓	CRISTINA il 21 novembre 2012 alle 12:58 scrive:
Buongiorno. La nostra azienda ha ricevuto un pagamento anticipato per l’acquisto di merce da parte di un cliente Extraue. Il cliente ha pagato con fattura proforma compresa l’Iva in quanto non vuole far dogana. Dobbiamo emettere la fattura con Iva immediatamente o possiamo fare la fattura accompagnatoria al momento della consegna della merce? Il tempo di consegna è breve.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 21 novembre 2012 alle 17:55 scrive:
Andrebbe emessa subito una fattura di acconto, contestuale all’incasso.
Rispondi ↓	aurelio il 30 novembre 2012 alle 16:44 scrive:
si puo’ emettere una fattura pro-forma per una spedizione extra ue, con i annesso invio contestuale di merce?
In quali occasione la pro-forma viene o puo’ essere utilizzata? utilizzata? Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 dicembre 2012 alle 08:53 scrive:
No, non è procedura corretta. L’invio della merce deve essere accompagnata da DDT. Essendo extra UE è inoltre soggetta a verifica e procedura doganale per cui deve assolutamente essere accompagnata da documentazione ufficiale e fiscalmente valida: la fattura proforma non lo è.
Rispondi ↓	sonia il 30 novembre 2012 alle 16:48 scrive:
Buongiorno approfitto delle domande sulle fatture pro.forma extraUE. Quando si possono emettere? Perche’ in quali casi? Accompagnano la merce in vendita? Oppure accompagnano la merce in omaggio? Mille grazie
Vedi risposta data ad Aurelio.
Rispondi ↓	maria il 16 dicembre 2012 alle 21:07 scrive:
Pongo una domanda: per errore si è registrato una fattura pro forma che aveva tutti gli elementi di una fattura effettiva con perfino, in calce, il timbro e firma di avvenuto pagamento. Questa fattura pro forma era di luglio, ad ottobre arriva la fattura vera e propria (che poi è identica tranne per la dicitura “pro forma”) e ci si è accorti dell’errore fatto a luglio. A parte l’iva che si è portati in detrazione su cui ci si può ravvedere, come si fa per “annullare”la pro forma, considerando che ormai ci sono i protocolli sulle fatture e annullare quella scombina la numerazione. Quale consiglio può darmi? Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 dicembre 2012 alle 19:56 scrive:
Salvo rinumerare i protocolli (sempre possibile se nel frattempo non è intervenuto un accertamento che abbia ‘cristallizato’ la situazione, non ho soluzioni sensate da proporle.
Rispondi ↓	ROSA il 9 maggio 2014 alle 17:04 scrive:
una volta emessa la fattura pro-forma sono comunque obbligata a mantenere l’impegno di vendita merce?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 maggio 2014 alle 15:50 scrive:
L’impegno alla consegna è un aspetto contrattuale e non fiscale. Diciamo che in linea di massima tu non sei mai obbligata a consegnare la merce. Però più documenti di ‘promessa’ produci, ordine, conferma d’ordine, fattura proforma ecc… e più probabilità ci sono che, se crei un danno al tuo cliente con la mancata consegna, possa farti una causa per danni con buone ragioni.
Rispondi ↓	Sara il 22 dicembre 2012 alle 02:55 scrive:
Salve, avrei una domanda da farle. Sono titolare di una ditta individuale, di cui è stata cessata la partita iva, conseguentemente alla chiusura dell’attività. Per errore è stata emessa una fattura di vendita attrezzature (usate) dopo che la partita iva è stata cessata (circa 15 giorni dopo la cessazione)
Si è pensato di correggere la data, anteponendola alla cessazione e di comunicarlo all’acquirente, ma questo non è stato possibile perchè lo stesso acquirente ha aperto partita iva in data successiva alla chiusura.. Pensavo a questa soluzione: possibile fare anche una fattura pro forma (e lasciare quella esistente invariata) con una data a me utile, naturalmente spiegando l’accaduto all’acquirente, in modo da dimostrare (se ci fossero in futuro eventuali controlli) che l’operazione è legittima? ovviamente pagherò iva e tasse sull’importo fatturato. Il mio commercialista dice che registrerà la fattura così com’è e se e quando ci saranno controlli, non avrò problemi perchè avrò pagato quanto mi spetta di imposte, quindi non ci sarà stata evasione fiscale. Ma io sono perplessa. Ecco perchè chiedo gentilmente di avere ulteriori informazioni a riguardo.
Grazie tante in anticipo, spero di essermi spiegata bene.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 26 dicembre 2012 alle 18:48 scrive:
Non sono sicuro sia la cosa giusta da fare. Penso sarebbe meglio fare un’autofattura per la cessione delle attrezzature residue all’imprenditore che poi a livello personale (nella data giusta) le cederà all’azienda con cui avete fatto l’accordo.
L’autofattura sarà alla data della cessazione mentre la cessione da privato sarà alla data che preferite. Ovviamente la fattura fatta con data errata andrà eliminata.
Rispondi ↓	Maria il 16 gennaio 2013 alle 14:14 scrive:
Mi è stata data una proposta di parcella da un architetto da pagare, ma mi chiedo la parcella mi viene lasciata dopo il pagamento o devo richiederla prima?
Grazie anticipatamente cordialmente,
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 gennaio 2013 alle 17:00 scrive:
La fattura (parcella) del compensa all’architetto verrà rilasciata dopo l’incasso del corrispettivo, è la norma.
Rispondi ↓	Pasqualina il 31 gennaio 2013 alle 14:07 scrive:
può una società di servizi di Telecomunicazione emettere fattura pro forma per i canoni anticipati?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 31 gennaio 2013 alle 17:15 scrive:
Se i canoni sono stati già pagati no, se invece emette fattura proforma in attesa di pagamento sì, salvo diverse disposizioni contrattuali.
Rispondi ↓	Rocco il 2 febbraio 2013 alle 12:23 scrive:
Ho spedito un pacco in America tramite le poste, senza allegare fattura, mi è tornato indietro con la dicitura manca la Fattura.
Domanda per rispedirlo occorre allegare la fattura Pro forma o la fattura reale, visto che la merce è stata pagata in anticipo.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 febbraio 2013 alle 12:02 scrive:
Se è pagata deve essere assolutamente emessa fattura.
Rispondi ↓	giovanna il 4 febbraio 2013 alle 11:48 scrive:
Vorrei sapere se una fattura proforma emessa per il pagamento anticipato e poi la fattura reale (quando è arrivato il pagamento dopo alcuni giorni) devono avere lo stesso numero….siccome il numero non coincide (la proforma è 13 del 18 dic e la fattura n. 17 del 24 dic) da ditta che l’ha ricevuta ha detto che devono avere lo stesso numero….a me sembra strano questo, sono 2 documenti diversi e la proforma non è nemmeno documento fiscale.
Grazie per i chiarimenti che vorrà darmi…
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 febbraio 2013 alle 15:25 scrive:
Nessun legame tra proforma e fattura reale, lo confermo. La proforma potrebbe anche non avere un numero, volendo.
Rispondi ↓	Roberto il 6 febbraio 2013 alle 17:56 scrive:
Siamo una S.r.l. e a volte veniamo pagati dal cliente con bonifico anticipato a fronte di una nostra fattura pro forma.
Una volta ricevuto il pagamento (magari anche dopo un paio di giorni dall’accredito) emettiamo il ddt per consegnare la merce e con la stessa data anche la fattura che poi inviamo al cliente. E’ sanzionabile il fatto che si attenda anche solo un paio di giorni ad emettere la fattura definitiva? Esiste un termine massimo?
Inoltre è vero che in questo caso è sbagliato emettere il ddt in quanto è obbligatorio utilizzare esclusivamente la fattura come documento accompagnatorio della merce?
Grazie mille per il supporto e cordiali saluti
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 febbraio 2013 alle 16:30 scrive:
Potete emettere tranquillamente DDT e poi fattura. In linea di principio, per essere proprio perfettini, andrebbe emessa una fattura di acconto con data accredito e poi fattura finale (0 da pagare con storno acconto) in data uguale o successiva al DDT. Anche se trattandosi di un paio di giorni dubito che vi facciano problemi in quanto nessuno vi obbliga a controllare il CC tutti i giorni.
Rispondi ↓	Silvia il 11 febbraio 2013 alle 20:27 scrive:
La Fattura Proforma emessa ai fini della riscossione anticipata rispetto alla consegna dei beni (o apertura di lettere di credito) per la spedizione all’estero, è diversa e soprattutto, deve avere una diversa numerazione rispetto alla fattura commerciale emessa per accompagnare merce senza valore all’estero? E quest’ultima è una vera e propria fattura che deve avere valore fiscale ed andare sul registro iva vendite?
Grazie per il chiarimento che vorrà fornirmi.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 febbraio 2013 alle 10:57 scrive:
La Fattura Proforma può avere una sua numerazione (ma può anche non averla) che DEVE essere separata dalla numerazione dei documenti fiscalmente rilevati (la Proforma non lo è).Una fattura di materiale senza valore, se emessa, deve essere regolarmente registrata. Diversamente si emette un DDT di consegna con apposita causale senza poi far seguire fattura.
Rispondi ↓	Chiara il 22 febbraio 2013 alle 23:04 scrive:
È’ possibile emettere proforma per prestazioni di servizi quali le riparazioni meccaniche di autovetture, in modo da emettere il documento fiscale e pagare relativa IVA solo DOPO aver incassato? Grazie, chiara
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 23 febbraio 2013 alle 17:15 scrive:
Sì, non vedo motivi per non poterlo fare, se non si consegna la vettura. Se invece la si consegna riparata, ci vedo qualche problemino in quanto la legge prevede l’obbligo della fatturazione o quando si riceve il corrispettivo (pagamento) o quando si completa il servizio.
Rispondi ↓	antonio il 8 marzo 2013 alle 10:30 scrive:
sono un rivenditore di auto chiedo :la fattura per una vendita dell’auto devo emetterla ,alla firma del trasferimento di proprietà o alla consegna con l’avvenuto pagamento .
se alla consegna mi versa un acconto (che emetto fattura) il saldo posso fatturarlo il giorno che effettivamente versa .
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 marzo 2013 alle 08:37 scrive:
La legge sull’iva dice che la fattura va emessa al verificarsi del primo dei due eventi tra il completamento della prestazione e l’incasso. Secondo me il trasferimento di proprietà non completa l’operazione che avviene solo con la consegna. Quindi a mio avviso la fattura va emessa alla consegna della vettura.
Rispondi ↓	wiliam il 28 marzo 2013 alle 21:15 scrive:
buona sera, sono un agente di commercio è da ormai luglio 2012 che devo prendere le provvigioni. stò procedendo legalmente ma il mio avvocato per poter presentare un ingiunzione di pagamento ha bisogno delle fatture . posso emettere delle fatture pro-forma ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 2 aprile 2013 alle 17:43 scrive:
No, legalmente non hanno alcuna validità, dovrai emettere le fatture ‘vere’ e registrarle nel registro iva.
Rispondi ↓	Giovanni il 28 marzo 2013 alle 23:09 scrive:
ho una srl (informatica), il mio cliente vuole fare un leasing con la sua banca per l’acquisto di pc, ma la leasing vuole pagarmi a 45 giorni data fattura; o farmi emettere una fattura proforma prima della consegna del materiale (premetto che il materiale non è in magazzino) per velocizzare il pagamento; il mio commercialista dice che non posso emettere nessun tipo di fattura proforma. è vero? che soluzione posso avere?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 2 aprile 2013 alle 17:42 scrive:
Beh la proforma può essere emessa purchè ci sia chiaramente scritto che non è un documento IVA. Magari per chiarezza non ci metti nemmeno il riepilogo IVA così non ci sono dubbi. Non trattandosi di un documento fiscale puoi emettere qualsiasi ‘pezzo di carta’ di appoggio a tuo piacimento e nessuno può impedirtelo o contestartelo. Ovviamente se questo va bene al leasing, ma credo proprio di sì.
Rispondi ↓	Renato il 19 aprile 2013 alle 15:05 scrive:
una ditta individuale può mandare al cliente finale una fattura proforma ( promemoria della vendita per effettuare il pagamento) ed al momento della spedizione fare regolare fattura ?
Avevo una srl e lo facevo regolarmente ma come ditta individuale mi dicono che non posso farlo.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 22 aprile 2013 alle 09:11 scrive:
Sì, si può fare senza problemi. Per evitare di incorrere nella presunzione di vendita sarebbe utile non mettere nel documento proforma il riepilogo iva ma solo il totale documento in modo da differenziarlo sostanzialmente da una fattura.
Rispondi ↓	MBenedetti il 26 giugno 2013 alle 15:43 scrive:
Buonasera. L’architetto a cui avevo dato mandato nel febbraio 2010 mi ha inviato, senza motivazione, due notule a saldo nel giro di 13 giorni con importo che è passato da 6.120euro a 7.503,77euro, senza nessuna riserva preventiva né spiegazione né lavoro effettuato in più.
Da un onorario a discrezione l’architetto ha poi applicato un onorario a vacazione.
E’ corretto un simile comportamento? Un architetto può inviare quante parcelle pro forma vuole, senza dare motivazioni, solo perché da cliente avevo chiesto alcune spiegazioni sulle diciture generiche (“colloqui…”; “colloqui…”) indicate nella prima? Come può essere valida la seconda notula a saldo, se la prima non è mai stata annullata né sono mai state date giustificazioni dei cambiamenti effettuati? Esistono regole o norme che diano indicazioni in merito?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 luglio 2013 alle 08:10 scrive:
E’ più settore legale/contrattuale e non è propriamente il mio campo. Per i professionisti (come l’architetto) può fare riferimento al loro albo professionale ed alle sue regole deontologiche.
Rispondi ↓	fabio il 9 luglio 2013 alle 16:33 scrive:
ho fatto un preventivo a un cliente per un lavoro in cucina e gli ho chiesto 20% acconto lui mi dice di farli una fattura pro forma volevo sapere come va fatto e la fattura totale quando la posso fare. grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 luglio 2013 alle 20:21 scrive:
In questo caso, visto che ha incassato un acconto, va fatta una fattura di acconto (non proforma). La fattura poi va fatta per l’intero importo dei lavori alla fine della prestazione e va dedotto l’acconto già pagato.
Rispondi ↓	janina il 15 dicembre 2013 alle 17:31 scrive:
sono un tecnico calzaturiero con p.iva in regime semplificato e vorrei chiedere un acconto da un cliente americano.che tipo di fattura posso fare e quale dicitura sarebbe la dicitura giusta?grazie mille
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 dicembre 2013 alle 11:16 scrive:
Il documento corretto è una fattura di acconto con la dicitura legata al bene/servizio di riferimento: “Acconto per …….”.
Rispondi ↓	Massimo Davide il 17 luglio 2013 alle 06:35 scrive:
Sono un privato e ho venduto un obiettivo fotografico da spedire negli usa: per poter effettuare la spedizione il vettore mi chiede di emettere fattura o fattura pro-forma con l’oggetto della vendita e il prezzo. Posso emettere la proforma? Se s, dopo sono lo stesso obbligato ad emettere qualcosa? e se si che cosa dato che non ho partita IVA e trattasi di fatto occasionale?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 luglio 2013 alle 06:59 scrive:
Come privato non puoi emettere nessuna fattura. Direi che può bastare una ‘ricevuta’ in carta semplice con i tuoi dati (con codice fiscale), i dati del compratore e descrizione e prezzo dell’oggetto venduto.
Rispondi ↓	Massimo Davide il 17 luglio 2013 alle 07:17 scrive:
Ma il vettore non vuole la ricevuta, ma solo fattura o fattura Proforma
Ma lei non la può fare quindi il vettore dovrà accettare un documento che lei possa emettere. Non può pretendere ciò che non può avere, non si cava sangue dalle rape. Gli espliciti che lei è un provato e che non può fare alcuno dei documenti richiesti.
Rispondi ↓	carlotta il 25 luglio 2013 alle 17:40 scrive:
un condominio ha effettuato bonifico su cui la banca ha fatto un prelievo di € 163,64. IL contratto di appalto prevede 4.500,00 oltre iva 10%– 4.950,00(bonifico). In fattura cosa andrò a mettere oltre imponibile 4.500,00 +450,00 (IVA) ritenuta di acconto 4% su 4.500,00=180,00 che pagherà al fisco il condominio.Ma la somma di €163,64 prelevata dalla banca sul conto della mia impresa chi se la deve accollare? Mi aiuti a fare la fattura corretta? GRAZIE!!!!
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 settembre 2013 alle 17:02 scrive:
La fattura non cambia se la spesa bancaria se la accolla lei, semplicemente la registrerà tra le commissioni bancarie. Se invece deve rivalersi sul condominio, dovrà emettere una fattura per esente per l’importo che si è trattenuta la banca. Questo però attiene agli accordi tra di voi.
Rispondi ↓	Sara il 31 luglio 2013 alle 20:22 scrive:
Buonasera,per mandare materiale in extra ue per riparazione in garanzia o per merce da utilizzare solo per fare delle installazioni e che quindi tornerà indietro,la dogana chiede fattura..ovviamente dovró indicare il valore di ogni singolo bene per il calcolo dei dazi ,ma poi il totale dellla fattura riportato alla fine non mi verrà mai pagata dal cliente …come posso chiudere il credito in contabilità?in certi paesi extra ue nn basta mandare la proforma, che invece risolverebbe il problema. Grazie mille
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 settembre 2013 alle 17:24 scrive:
Al rientro della merce chiuderà il tutto con una nota di credito pari valore per riparazione in garanzia.
Rispondi ↓	E. D. Nicola il 8 agosto 2013 alle 10:29 scrive:
Io ho un’azienda SRL artigiana e mi occupo di servizi e controlli qualità nelle aziende esterne, ma regolarmente vengo pagata con enormi ritardi, a volte anche di 6 mesi dalla scadenza degli accordi. Vorrei non dover anticipare l’IVA ogni volta che mi reco da questo cliente,posso emettere la fattura proforma al termine del servizio/mese e poi emettere la fattura ivata al ricevimento del compenso?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 settembre 2013 alle 09:39 scrive:
Sì lo puoi fare: magari metti il conteggio totale senza specificare esplicitamente il conteggio dell’iva in modo che non possa essere considerata una fatturazione.
Rispondi ↓	Silvio il 27 agosto 2013 alle 11:55 scrive:
è possibile per un centro revisioni autoveicoli che ha come clienti concessionarie di auto usate emettere ricevuta fiscale corrispettivo non pagato alla riconsegna del veicolo, a fine mese fattura riepilogativa proforma per richiedere il pagamento ed infine regolare fattura all’incasso del corrispettivo dovuto ?
e per un’officina meccanica che effettua riparazioni (non solo manodopera) ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 settembre 2013 alle 13:42 scrive:
No, non è il modo giusto perchè la ricevuta fiscale rileva imponibile per la tassazione e la fattura di fine mese anche per cui gli importo verrebbero messi a imponibile due volte.
Rispondi ↓	Fabrizio il 9 settembre 2013 alle 16:24 scrive:
Siamo una Srl che produce e vende merce; per evitare insoluti o crediti in sofferenze da parte dei ns. clienti emettiamo Fattura Proforma all’ordine con pagamento mediante bonifico a vista proforma.
Il dubbio nasce nel seguente esempio: ordine cliente 1000pz, lancio di produzione 1020pz, proforma 1020pz, bonifico pari al valore di 1020pz, dopo una settimana vengono spediti a saldo solo 1015pz a causa di 5pz non consegnati per non conformità, emessa fattura accompagnatoria per 1015pz. In questo caso il cliente ha pagato in più il controvalore di 5pz e rimane a credito. A questo punto emettiamo bonifico a favore del cliente per il valore di 5pz. Risulta regolare l’emissione di fattura accompagnatoria di 1015pz e semplice emissione di bonifico per 5 a saldo partita contabile o necessitano altri documenti da emettere?
Grazie mille per i chiarimenti e per la professionalità mostrata nelle risposte date a quesiti altrui.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 settembre 2013 alle 17:03 scrive:
Perchè il giro sia contabilmente ‘perfetto’ meglio emettere Fattura di acconto per l’importo incassato, fattura della merce realmente consegnata, NC della differenza e relativo BB a saldo della NC. E’ un po’ complesso ma così è ineccepibile.
Rispondi ↓	Alessandro Pagani il 22 ottobre 2013 alle 12:27 scrive:
Produco su commesa un certo numero di beni, contratto tra società private.
Consegna a richiesta, saldo comunque entro il termine pattuito, supponiamo 1 anno. Per procurarmi liquidità, senza essere penalizzato dal versasmento iVa, vorrei così procedere:
– fattura pro-forma di tutta la commessa, valore ca. € 1.200.000 + IVA.
– emissione di 12 RiBa scadenza mensile, ciascuna per 1/12 del valore
– sconto (per quanto possibile) le RiBa in Banca
– contestualmente alla scadenza(pagamento, emetto la fattura per la merce effettivamente spedita ed in pagamento.
– procedo al conguaglio con N.A. o N.D.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 24 ottobre 2013 alle 15:29 scrive:
Corretta se le aziende committenti non hanno problemi a pagare RiBa su fattura proforma e se la sua banca è disposta ad accettarle. Ad ogni incasso va fatta fattura di acconto e poi fattura finale di conguaglio a sconto degli acconti (anche a 0 se gli acconti sono capienti).
Rispondi ↓	Lino il 28 ottobre 2013 alle 23:44 scrive:
Salve. Ho cercato di capire cos’è la fattura pro forma leggendo le sue spiegazioni ed esempi. Se ho capito bene la fattura “vera” non avrà la stessa data della pro forma, esatto?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 ottobre 2013 alle 13:23 scrive:
Di norma è proprio così, la fattura ‘vera’ avrà una data successiva rispetto alla proforma.
Rispondi ↓	Lino il 30 ottobre 2013 alle 15:06 scrive:
Rispondi ↓	mirco il 20 gennaio 2014 alle 21:10 scrive:
Salve; è lecito che l’amministratore di condomino ha emesso fattura proforma nel 2012 ,registrata nel libro delle assemble condominiale,
seconda domanda; la prina volta gli è stato dato
l’incarico il 29 dicembre, dopo 4 anni gli è stato revocato l’incarico a fine ottobre, è giusto che a emesso fattura per il mese di settembre /ottobre, la chiusura della gestione è fine agosto, ripeto quando gli è stato dato l’incarico era 27 dicembre,nei documenti consegnati manca la sua fattura gestione 2010/2011 , è punbile per la sua fattura proforma e per la sua fattura non cosegnata al nuovo amministratore
La ringrazio anticipatamente per una celera risposta
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 gennaio 2014 alle 22:00 scrive:
Non ho capito nulla in merito alle date, mi pare tutto molto confuso, ci vorrebbero le date esatte complete di mese e anno. Per quanto riguarda la fattura proforma invece, un professionista può emetterla in attesa del pagamento. Se il pagamento è avvenuto l’amministratore deve emettere fattura diversamente non è tenuto a farlo. Se ha consegnato la fattura proforma registrata in assemblea non deve fare altro, il nuovo amministratore la troverà tra le carte del condominio.
Rispondi ↓	Anna il 23 gennaio 2014 alle 13:37 scrive:
Buongiorno, io volevo sapere se sono state emesse delle pro forme nel 2010 e non sono state pagate che valore hanno. Dopo quanto tempo il professionista é tenuto emettere fattura ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 23 gennaio 2014 alle 21:26 scrive:
Il professionista è tenuto ad emettere fattura solo quando viene pagato, quindi nessun problema se dal 2010 ci sono delle proforma ‘sospese’.
Rispondi ↓	marco panichi il 6 febbraio 2014 alle 15:11 scrive:
Salve, grazie per l’articolo innanzitutto. Sono consulente informatico con partita iva, regime dei superminimi. Per farmi pagare ho sempre emesso fattura proforma, affinché il cliente potesse controllare la forma della fattura effettiva. Poi al momento del pagamento ho emesso sempre la fattura effettiva. Oggi un mio cliente mi segnala che non posso io emettere fattura proforma (riservate a suo parere solo ad avvocati, medici, etc). Oggi chiamerò sicuramente la mia commercialista ma nel frattempo sarei curioso di sentire anche la sua opinione e di condividere questo dubbio con gli altri utenti (ho notato infatti che non vi sono commenti provenienti da altri superminimi). Grazie della cortese attenzione.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 febbraio 2014 alle 09:37 scrive:
La fattura proforma essendo un documento non fiscale può essere emessa da chiunque abbia partita iva. Come se ti dicessero che siccome sei nel regime dei minimi non puoi emettere un preventivo.
Rispondi ↓	Marco Panichi il 7 febbraio 2014 alle 10:29 scrive:
Gentile Stefano, grazie mille della risposta. Convengo anche io (dopo aver sentito la mia commercialista) che in quanto consulente possa emettere la proforma e al pagamento la fattura effettiva. Stavo però pensando al caso, ad esempio, del gommista. In quel caso lui non può emettere proforma, ma è costretto a fatturare appena le ruote nuove escono dal suo magazzino. Anche se poi sarà pagato dopo un anno (o peggio, mai). Sbaglio?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 febbraio 2014 alle 11:52 scrive:
Confermo perchè in quel caso c’è la consegna fisica di materiale (le gomme).
Rispondi ↓	Pasquale il 22 marzo 2014 alle 19:15 scrive:
Salve, sono il titolare di un’azienda di manutenzioni ascensori, in merito alla fattura Pro-forma o come li chiamo io “Avviso di pagamento”, vorrei sapere se potrei emettere questo tipo di documento per tutte le prestazioni di manutenzione e se non mi pagano alla scadenza dell’anno cosa succede, devo trasformarle necessariamente in fatture ?
Il problema si pone perché ogni anno mi trovo a pagare IVA e reddito su almeno un 30% di fatture non incassate, alcune anche scadute da due anni, che fare in questi altri casi molto lunghi ? grazie.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 23 marzo 2014 alle 21:51 scrive:
Attenzione all’uso della fattura proforma per manutenzioni già effettuate. La legge prevede che al termine della prestazione debba essere emessa fattura… Quindi o tu hai validi motivi per sostenere che la prestazione non è finita (ancora in corso) oppure la fattura la devi emettere. Per i mancati pagamenti, almeno per la parte iva, ti invito a valutare di gestire l’iva per cassa, cioè versi l’iva solo dopo che l’hai incassata dai clienti.
Rispondi ↓	Yazmin C il 28 aprile 2014 alle 16:30 scrive:
Gentilissimo GARDINI,
in qualità di hobbista, stò realizzando un mosaico, che dovrei spedire in America Latrina. Non avendo partita IVA, gradirei conoscere le modalità per la spedizione (quali documenti dovrei allegare?), senza incorrere in alcun problema alla dogana.
Ringrazio delle delucidazioni che vorrà fornirmi.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 maggio 2014 alle 15:09 scrive:
Ti consiglio di rivolgerti ad un corriere/esportatore che si occuperà di tutte le pratiche nel migliore dei modi, al fine di evitare errori, poichè ci sono alcuni adempimenti non del tutto banali da svolgere per chi non lo fa abitualmente.
Rispondi ↓	Andrea il 29 maggio 2014 alle 10:49 scrive:
Salve Gardini, grazie per le informazioni riguardo le fatture proforma che da quasi tre anni sta dando. Non ho trovato altro in rete di così duraturo e chiaro!
A Febbraio un ragazzo scrisse di essere consulente con p.iva a regime dei superminimi. Rifaccio una domanda simile: ho ditta individuale come fotografo e videomaker, con p.iva a regime fiscale di vantaggio (art. 27 D.L. n. 98/2011). Come “imposto” dal mio commercialista, preparo le fatture proforma, al momento del pagamento emetto fattura vera e propria.
In alcuni (molti) casi, il cliente esige subito la fattura. Con la tipologia di p.iva e il lavoro che svolgo (di fatto, io al cliente invio del materiale, file o dvd) valgono le stesse regole? La normativa che regola questo aspetto è sempre quella da Lei indicata “art. 6 del D.P.R. 633 del 26/10/1972”? Sono nel giusto? Posso “impugnare” la mia ragione? Grazie per eventuali chiarimenti,
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 maggio 2014 alle 10:42 scrive:
Come professionista puoi fare la fattura proforma per un servizio. Se consegni merce invece la fattura va fatta contestualmente, oppure fai DDT con fatturazione a fine mese. Se il materiale che consegni (CD DVD ecc) è solo un supporto al tuo lavoro di consulenza e non ha un valore intrinseco puoi fare solo la proforma. Dipende da cosa c’è scritto in fattura. Ti faccio un esempio:
DVD con vs foto elaborate = fattura per merce (non puoi fare proforma)
Servizio di elaborazione vs foto consegnate su DVD = fattura di servizio (puoi fare proforma)
Rispondi ↓	Silvestro Rossi il 2 ottobre 2014 alle 18:18 scrive:
Ho pagato la fattura pro forma emessa dalla ditta fornitrice ma non mi inviano la merce che avevo ordinato in quanto ancora non in loro possesso,.
Posso fargli causa!?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 ottobre 2014 alle 08:08 scrive:
Beh dipende dagli accordi contrattuali. Se era fattura proforma a merce pronta sì, se invece era un acconto sulla fornitura no, finchè non sono scaduti i termini massimi per la consegna, da rilevare sempre dagli accordi contrattuali; di solito quando si fa un ordine si approvano le norme per la fornitura, in cui ci sono le regole che l’azienda deve rispettare.
Rispondi ↓	Roberto il 3 ottobre 2014 alle 17:12 scrive:
Salve, ho emesso fattura proforma di materiale che mi ha commissionato un cliente per farmi effettuare il bonifico bancario, poi al momento che ricevo il bonifico in banca vado a ordinare il materiale e poi spedirò entro 2/3 settimane nel frattempo devo emettere fattura di acconto oppure no.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 ottobre 2014 alle 13:23 scrive:
Sì all’incasso va emessa fattura di acconto.
Rispondi ↓	severina il 28 ottobre 2014 alle 13:47 scrive:
Nell’azienda dove lavoro spedisco spesso ai clienti
EXTRA UE ricambi in garanzia ed emetto ddt in sostituzione in garanzia con Fattura proforma.
Se la Fattura Proforma non è un documento fiscale devo indicare il codice di fuori campo IVA?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 ottobre 2014 alle 09:22 scrive:
Come vuoi, è solo un documento di rapporto tra te ed il cliente: se serve lo metti se non serve no.
Rispondi ↓	giancarlo il 3 novembre 2014 alle 16:28 scrive:
Spero di non andare fuori tema nel qual caso mi scuso in anticipo. Un artigiano in regime dei minimi ha concluso dei lavori di ristrutturazione ma mi chiede di posticipare la fatturazione al prossimo anno. Posso in qualche modo esigere che la fatturazione avvengo entro il 2014 ? Rischio di perdere delle detrazioni fiscali. Grazie
Assolutamente sì. Se i lavori sono finiti l’artigiano è tenuto a farti fattura. I suoi problemi fiscali (probabilmente supererebbe il limite) non ti riguardano.
Rispondi ↓	giancarlo ronzino il 4 novembre 2014 alle 09:57 scrive:
Come posso obbligarlo ad emettere fatt fattura?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 novembre 2014 alle 09:00 scrive:
Beh, scrivi una bella raccomandata che per motivi fiscali tuoi hai bisogno della fattura entro il 31/12. Segnala che in carenza sarai costretto a fare una segnalazione/denuncia ad Agenzia Entrate per tutelare i tuoi diritti e portare comunque in detrazione l’importo.
Rispondi ↓	Riccardo il 25 novembre 2014 alle 18:26 scrive:
esportando (fuori UE) con una proforma, visto che si tratta di un evento fieristico, posso volendo poi vendere la merce coperta da proforma emettendo una regolare fattura di vendita in art.7 magari anche a scarico parziale?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 dicembre 2014 alle 09:43 scrive:
Per l’esportazione temo che la proforma non vada bene. Ci vuole un DDT dal quale puoi poi fare fattura integrale o parziale.
Rispondi ↓	mauro de russo il 12 dicembre 2014 alle 10:52 scrive:
ho emesso(contestualmente alla consegna, documentata, del lavoro richiestomi), il 5-9-14, proforma per importo di 9800 verso una p.a. (un comune), da pagare a 60 gg.;
Ho capito (e verificato) che il comune in questione non ha alcuna intenzione di saldare quanto a me dovuto, e quindi devo adire a vie legali.
Per farlo devo NECESSARIAMENTE emettere fattura ‘normale’ (citando la proforma di 9800) , o posso, nella denuncia, citare diretttamente il lavoro, la consegna dello stesso e allegare la fattura proforma emessa ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 dicembre 2014 alle 11:51 scrive:
Si tratta di una questione legale quindi non di mi stretta competenza. Posso però dirti che la fattura proforma non ha valore legale trattandosi solo di un documento privato tra le parti, un documento di cortesia chiamiamolo così. Inoltre di norma il Tribunale chiede di autenticare la fattura ed anche la pagina del libro giornale dove è registrata, per cui credo proprio dovrai fare fattura. Comunque verifica quanto ti ho detto con un avvocato.
Rispondi ↓	raffaele il 15 dicembre 2014 alle 22:41 scrive:
agenzia distribuzione materiale pubblicitario pagamenti a 90 e 120 gg, possiamo emettere fattura proforma? all’incasso c’e’ un termine per emettere fattura? ha valore legale nel caso non vogliano pagare? va fatta firmare la proforma dall’acquirente?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 dicembre 2014 alle 17:47 scrive:
Sì potete emettere proforma, salvo vogliate fare delle RiBa; di solito la banca pretende una fattura. Inoltre attenzione perchè se la prestazione è conclusa e non siete professionisti è necessario emettere fattura fiscale e non proforma. All’incasso il termine per l’emissione della fattura fiscale è la data di incasso, non oltre. La fattura proforma non ha alcun valore legale, nemmeno se firmata. Carta straccia. Vale tanto quanto il contratto di fornitura già concluso col cliente.
Rispondi ↓	Fabio il 24 dicembre 2014 alle 13:36 scrive:
Stimato sig. Gardini, sono un dipendente , settore artigianato. Per passione restauro sculture al di fuori dell’orario di lavoro per artisti o privati. Non potendo emettere fattura proforma é esatto inviare un documento con la dicitura ” avviso di ricevuta” opp ” avviso di pagamento”. A pagamento avvenuto poi verrà emessa : al privato semplice ricevuta o quietanza di pagamento , mentre se il committente é un sostituto d’imposta verrà emessa ricevuta indicando il corrispettivo lordo, ritenuta d’acconto e importo netto da pagare . In entrambi i casi non andrà applicata l’IVA e si deve specificare ” prestazione occasionale” , applicando eventuale marca da bollo. Esatto ? Superato il tetto dei 5.000 euro\anno come mi devo comportare, qual’é la strada meno onerosa ? Come posso far convivere fiscalmente le due attivitá, tenendo conto che comunque continuo ad essere un dipendente e non posso per il momento pensare a una attivitá in proprio. Grazie per la sua disponibilità.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 dicembre 2014 alle 19:43 scrive:
Direi che va tutto bene. Se superi i 5000 euro /anno ti consiglio di aprire una partita iva in regime dei minimi, è la via meno onerosa.
Rispondi ↓	Pino il 31 gennaio 2015 alle 11:13 scrive:
L’avvocato che cura una causa di mia moglie nel luglio del 2010 ha chiesto un onorario di €. 1.100,00 che ho inviato tramite un bonifico bancario tratto sul mio c/c a favore del c/c dello studio legale associato, non ha mandato la fattura, posso oggi chiederglila? (ho il sospetto che a suo tempo non l’ha emessa anche perchè oggi mi fa pervenire una parcella pro forma di €.3.717,83 compreso CPA e IVA con l’annotazione “Da detrarre eventuali acconti già corrisposti”). Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 31 gennaio 2015 alle 11:16 scrive:
Beh la fattura di acconto dovrebbe averla emessa, sarebbe passibile di sanzioni in caso contrario. Chiedigli la copia.
Rispondi ↓	Filippo il 14 febbraio 2015 alle 13:55 scrive:
a dicembre per errore ho registrato un avviso di parcella.
La corrispondente fattura è poi arrivata pochi giorni fa.
Da un punto di vista contabile, per fronteggiare questi errori (ad esempio anche eventuale registrazione doppia di una fattura), registriamo una nota di accredito compensativa.
In questo caso essendo stata fatta la registrazione dell’avviso a dicembre, come deve essere fatta la registrazione di rettifica?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 15 febbraio 2015 alle 08:43 scrive:
Lasci la registrazione ma la porti per competenza a nuovo anno (2015) così il bilancio 2014 è ok. Poi la contabilizzi nel 2015 stornandola come errata registrazione e registri la fattura.
Rispondi ↓	Filippo il 15 febbraio 2015 alle 16:56 scrive:
mi perdoni, ma in che modo la porto a competenza 2015?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 febbraio 2015 alle 08:16 scrive:
Con una registrazione contabile in ratei e risconti, il rateo di questa fattura sarò di competenza del 2015. E’ un’operazione che si fa abitualmente.
Rispondi ↓	Daniela il 20 febbraio 2015 alle 01:09 scrive:
siamo uno studio legale che deve presentare un preventivo per onorari ad un cliente inglese dell’importo di 2500 euro: possiamo emettere la pro forma invoice?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 febbraio 2015 alle 16:06 scrive:
Sarebbe meglio presentare un preventivo in questo caso. La proforma si usa quando il servizio è stato reso e si deve fare una richiesta degli onorari da pagare. Se invece il servizio è stato reso certamente la proforma, la fattura vi assoggetterebbe agli obblighi di versamento dell’iva, se il cliente dovesse tardare al saldo.
Rispondi ↓	Antonio il 9 marzo 2015 alle 17:47 scrive:
stiamo seguendo un trattamento medico all’estero, ci hanno inviato una proforma invoice per il pagamento di metà fattura riservandosi di inviarci la fattura con l’intero importo del trattamento solo al momento del saldo della parte restante.
In pratica importo totale del trattamento 1400 euro.
Proforma invoice inviatoci di 700 euro, pagato.
Unica Fattura al momento del saldo per 1400 euro.
O dovrebbero inviarci 2 fatture di 700 di cui una identica al pro forma?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 marzo 2015 alle 21:39 scrive:
Domanda a cui non posso rispondere. In Italia non sarebbe corretto (diciamo un peccato veniale) ma nel paese dove è stata fatta la fattura potrebbe essere regolarissimo.
Rispondi ↓	aNTONIO il 10 marzo 2015 alle 11:50 scrive:
Apprezziamo cmq lo sforzo. I nostri dubbi riguardano principalmente lla regolarità dell’eventuale detrazione della fattura come spesa medica nel 730. Mi rendo conto da solo di essere uscito abbastanza fuoritema..
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 marzo 2015 alle 12:47 scrive:
Per la detraibilità non avrei dubbi, la risposta a mio avviso è sì.
Rispondi ↓	Antonio il 10 marzo 2015 alle 16:47 scrive:
Quindi è corretta la procedura con l’unica fattura per l’intero importo del trattamento?
Scusi la presunta “tontaggine” ma le avevo posto due domande una dietro l’altra..
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 marzo 2015 alle 19:28 scrive:
Avendo dato una cconto il fisco italiano pretendeva una fattura di acconto per i 700 euro e poi una fattura da saldo da 1400 dedotti i 700 di acconto. Provenendo dall’estero non so quale sia nel paese la procedura corretta. Se la devi portare in detrazione nel modello UNICO non ci vedo alcun problema.
Rispondi ↓	laura il 6 aprile 2015 alle 22:44 scrive:
Emessa fattura acconto su richiesta del cliente per ottenere pagamento,ma tale fattura d acconto non è stata saldata. Per via eccezionale nello stese mese la merce è stata cobsegnata. In fase di fatturazione nel mese del ddt di consegna merce finale storno l acconto in fattura e così mi resterà aperta la fattura d acconto che ancora m deve saldare e la fattura della merce per differenza oppure meglio stornare l acconto nel mese fatturato per ottenere il pagamento ed emettere la fattura di consegna merce finale per intero? Quale può essere il corretto passaggio contabile? In attesa ringrazio. Laura.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 aprile 2015 alle 16:00 scrive:
Io farei una NC dell’acconto così tutto rimane più pulito e comprensibile, fattura intera della merce senza acconti.
Rispondi ↓	Arcangelo il 8 maggio 2015 alle 09:09 scrive:
Pregiatissimo Dottore, Può un’azienda di traslochi e trasporti emettere delle fatture pro-forma per il deposito di mobilio per evitare di pagare l’I.V.A. in anticipo rispetto al pagamento che avverrà tra i 60 ed i 90 giorni? Mi si è comunicato che quando avviseremo del pagamento l’Azienda di traslochi emetterà regolare fattura per ricevere il bonifico
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 maggio 2015 alle 14:31 scrive:
Sì in linea di massima si può fare. Anche se in caso di controllo la GdF potrebbe eccepire sul fatto che il servizio viene effettivamente svolto e quindi il limite per l’emissione della fattura potrebbe essere la fine del mese o del trimestre (dipende dagli accordi contrattuali) e non il suo effettivo pagamento.
Rispondi ↓	Elena il 10 giugno 2015 alle 16:12 scrive:
Salve lavoro per una Srl
se un libero professionista mi fa una nota proforma e la società di quella nota gli paga un acconto in un mese e il saldo il mese successivo il libero professionista può fare una fattura “vera” al pagamento del saldo?
oppure deve necessariamente fare due fatture “vere” una all’acconto e una al saldo?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 11 giugno 2015 alle 08:01 scrive:
Dovrebbe fare fattura di acconto e poi fattura di saldo. Il pagamento è il limite ultimo per emettere il documento di certificazione fiscale (fattura in questo caso).
Rispondi ↓	Viola il 15 ottobre 2015 alle 16:08 scrive:
sono una musicista con p. iva e in regime dei minimi, posso emettere una fattura pro forma per un concerto da eseguire? Il compenso mi verrà pagato dall’amministrazione comunale.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 15 ottobre 2015 alle 20:25 scrive:
Dubito che l’amministrazione paghi su una fattura proforma. Potresti in linea di principio ma con un ente PA non ha valore. Inoltre essendo tu in regime dei minimi, la tua contabilità è per competenza quindi emettere la fattura o la fattura proforma è esattamente uguale.
Rispondi ↓	Michele il 25 gennaio 2016 alle 22:03 scrive:
Salve, ho appena effettuato un bonifico ad un professionista, il quale mi aveva semplicemente fatto una fattura pro-forma prima del bonifico. La fattura reale entro quando la deve fare? Quali strumenti legali posso adottare in caso non mi viene consegnata la fattura entro il termine?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 gennaio 2016 alle 10:16 scrive:
Di solito le consegnano in pochi giorni. Comunque essendoci un bonifico, pagamento tracciabile, se entro tre mesi non fosse arrivata la fattura può essere fatta una autofattura-denuncia (vedi mio articolo sul blog) secondo tutte le regole previste dalla legge.
Rispondi ↓	andrea il 12 aprile 2016 alle 20:13 scrive:
ci oppupiamo a Volte di consegna merce per conto terzi.
Quando riceviamo denaro, per consegne in contrassegno, come possiamo inviare il denaro all’azienda per cui abbiamo consegnato la merce,in maniera legale? Come giustifichiamo l’uscita dai conti correnti, essendo soldi solo incassati per conto terzi, quindi senza fatture giustificative.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 aprile 2016 alle 07:46 scrive:
Servirebbe un conto di tesoreria per gestire la cosa. Resta però il ‘problema’: siete abilitati a fare trasporto in conto terzi? Poichè serve una abilitazione specifica.
Rispondi ↓	pavel il 4 maggio 2016 alle 11:05 scrive:
Salve, innanzitutto complimenti per le risposte, poi vorrei avere un chiarimento. Mi sono fatto fare una fattura proforma da un’azienda che produce macchinari per il mio lavoro e per bloccare il prezzo mi hanno fatto fare un assegno del 10% post datato che hanno detto di non incassare. Ora io sarei indirizzato ad un altro macchinario di un’altra azienda, ma loro dicono che se cambio azienda fornitrice loro l’assegno lo possono incassare comunque perché il documento è valido come un ordine e non solo come un preventivo con prezzo bloccato.
Se sono stato chiaro mi farebbe piacere un Suo parere.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 maggio 2016 alle 07:00 scrive:
Chiarissimo. Avendo pagato un acconto mi viene da dire che il preventivo è di fatto un ordine (quando su un preventivo dai un acconto è perchè lo accetti, quindi lo ordini), e quindi loro abbiano ragione. Ma la cosa attiene più ad un legale che a me, per valutare se ci sono gli estremi della ‘truffa’ e quindi poter annullare la transazione. Ma mi pare MOLTO difficile.
Rispondi ↓	Luigi il 29 giugno 2016 alle 23:00 scrive:
Salve, in data 24/12/2015 ho effettuato un bonifico parlante per acquistare del materiale elettrico. Mi è stata fatta una fattura proforma datata 28/12/2015. Il materiale però mi è stato consegnato a gennaio 2016 con relativa fattura datata gennaio 2016. Ora la mia domanda: posso portare in detrazione fiscale 730 questa fattura?il mio commercialista mi ha detto di No perché la fattura è datata gennaio 2016.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 giugno 2016 alle 13:19 scrive:
Confermo quanto detto dal commercialista.
Rispondi ↓	Luigi il 30 giugno 2016 alle 13:53 scrive:
Innanzitutto grazie per la risposta, quindi dovrei portare tutto in detrazione il prossimo anno?Leggendo su internet, il riferimento deve essere la data del bonifico e non la data della fattura
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 luglio 2016 alle 10:50 scrive:
Purtroppo non è così a mio avviso (e nemmeno ad avviso del commercialista). O meglio, di norma è la data del bonifico in caso di pagamento dopo la emissione della fattura, ma se non c’è fattura a mio avviso la data del bonifico è ininfluente. Certo se la fattura fosse del 2015 ed il bonifico del 2016 la detrazione seguirebbe la data del bonifico. Nel suo caso segue la data della fattura a mio avviso.
Rispondi ↓	roccasalvo srl il 10 luglio 2016 alle 11:33 scrive:
società di servizi sterilizzazioni terreni agrari con impiego di prodotti anticrittogamici: cosa bisogna specificare in fattura solo la prestazione del servizio per i metri quadrati trattati oppure il nome dei prodotti e quantità utilizzatà oltre la prestazione di servizio
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 luglio 2016 alle 21:02 scrive:
Le fatture di norma più sono ‘precise’ e meglio è soprattutto per fermare ogni contestazione ad esempio sulla quantità necessaria per un certo trattamento ecc. Ovviamente possono anche essere più generiche ma di fatto qui c’è anche la fornitura del prodotto per cui io sarei preciso.
Rispondi ↓	Fabrizio DG il 9 settembre 2016 alle 11:05 scrive:
mi chiedevo: posso emettere oggi una fattura per un cliente CEE se la merce a magazzino mi entrerà solo tra qualche giorno? Avrei per pochi giorni un magazzino in negativo.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 settembre 2016 alle 11:39 scrive:
No, il magazzino negativo non può essere. Fiscalmente è un problema.
Rispondi ↓	Fabrizio DG il 9 settembre 2016 alle 11:08 scrive:
una fattura per un clt extra-CEE mi verrà pagata da un altro soggetto extra-cee.
Se fossero 2 soggetti italiani allora mi rifarei all’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972, che mi impone di fatturare al mio cliente. Annoterei il tutto se il pagamento arrivasse da altro soggetto. Ma per l’estero?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 settembre 2016 alle 11:40 scrive:
Puoi applicare sostanzialmente lo stesso principio.
Rispondi ↓	PaoloF il 28 settembre 2016 alle 15:35 scrive:
Buongiorno Dott. Gardini, sono un Architetto ed a un Amministratore condominiale avevo fatto delle proforma per acconti su prestazione di servizi per diversi condomini. Le proforma non sono state pagate, e dopo qualche settimana ho inviato le fatture a saldo del lavoro, lavoro nel frattempo eseguito, informando il Cliente che le fatture andavano ad annullare le proforma.
Va bene così oppure devo emettere note di credito per le proforma a suo tempo emesse? Grazie .
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 settembre 2016 alle 14:25 scrive:
No le proforma, non avendo rilevanza fiscale, non sono da annullare con nota di credito.