Source: https://mentelocaledellapiana.wordpress.com/2012/03/04/convenzioni-che-ricapitano/
Timestamp: 2017-10-23 11:26:31+00:00
Document Index: 159775465

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 16']

Convenzioni che ricapitano | Mente Locale della Piana
Spiace tornare sulle vecchie questioni, come i cani che tornano a disseppellire vecchie ossa, ma ci tocca perché il Comune di Campi Bisenzio non solo fa, ma persevera. Ci riferiamo all’affaire delle assai dubbie convenzioni con associazioni di volontariato per servizi, già trattato nelle newsletter n. 2 e n. 3; ma il Comune, per niente dubbioso, continua a reiterare le convenzioni scadute. È quello che è successo con la delibera n. 266 del 28 dicembre 2011, che rinnova la convenzione con il Circolo SMS di S. Angelo a Lecore per la manutenzione delle aree a verde della frazione fino al 2014. Poiché è una cosa che va avanti fin dal 2005, si deduce che il Circolo SMS di S. Angelo a Lecore ha una specie di monopolio in materia, esattamente come tutte le altre associazioni intestatarie. Tuttavia, la nuova delibera non è semplicemente la riproposizione di quella vecchia. Il testo è stato modificato e aggiornato. Che sia frutto dei rilievi da noi fatti nelle newsletter n. 2 e 3? Chissà…
Nella nuova delibera si ribadisce (nello “schema di convenzione”, sub preso atto che… ultimo comma) che l’attività dei volontari è totalmente gratuita e che l’attività oggetto della convenzione, ossia la manutenzione aree a verde, “non rientra tra quelle da sottoporre al libero mercato della concorrenza in quanto non produce un utile e pertanto esula dalla procedura degli appalti cosidetti onerosi, regolamentati dal D.lgs. 163/2006″.
C’è persino uno straccio di motivazione, inesistente nelle precedenti delibere, per l’affidamento del lavoro: il Comune conseguirebbe un “notevole risparmio economico rispetto all’affidamento ad una ditta specializzata”, in quanto l’associazione, che si avvale del lavoro gratuito dei volontari, costa meno di una ditta che opera sul mercato.
C’è poi l’art. 16 della convenzione stipulata che, per quanto non specificamente previsto dal testo scritto, rimanda alle consuetudini locali in materia.
Non c’è che dire; almeno la forma è migliorata. E c’è uno straccio di giustificazione. Forse le nostre osservazioni, contenute nelle newsletter citate, hanno fatto breccia? Se fosse così, non ci sarebbe comunque da gloriarsi per il Comune, perché la toppa ci sarà anche, ma il buco rimane.
Il vecchio ciarpame
Prima questione: se anche fosse vero che l’Amministrazione risparmia rispetto a una gara di affidamento normale, come si fa a sapere se rivolgendosi al circolo SMS di S. Angelo si risparmia il massimo possibile, visto che non è stato chiesto uno straccio di preventivo a nessuno? E visto che ci siamo, come è stata assicurata la garanzia di massima partecipazione agli affidamenti pubblici se si procede al rinnovo della convenzione senza provvedere alla richiesta di altri preventivi a più operatori economici e/o sociali o meglio ancora, senza la pubblicazione di un avviso esplorativo tale da consentire a tutti gli interessati di intervenire? È un’impressione nostra, o la procedura è tagliata su misura sul Circolo SMS di S. Angelo?
In secondo luogo: non è vero che la gestione del verde è un’attività che non produce lucro; lo dimostra innanzitutto la presenza di numerose aziende specializzate nella gestione del verde sul mercato (e sul territorio); ma, nello specifico, la normativa sugli appalti è chiarissima. Il DPR 207/2010 (nuovo regolamento sugli appalti) premette che per “opera” o per “intervento” si intende un insieme di lavorazioni capace di esplicare funzioni economiche e tecniche e poi nell’elencare le categorie di opere generali (OG) e specializzate (OS) prevede la seguente categoria di lavori: OS 24: VERDE E ARREDO URBANO. Questa categoria di servizi riguarda la costruzione, il montaggio e la manutenzione di elementi non costituenti impianti tecnologici che sono necessari a consentire un miglior uso della città, nonché la realizzazione e la manutenzione del verde urbano. Comprende in via esemplificativa campi sportivi, terreni di gioco, sistemazioni paesaggistiche, verde attrezzato, recinzioni. Non solo, quindi, la gestione produce utili ma, trattasi anche di categoria socialistica che nel caso di specie sarà affidata a personale non qualificato, che utilizzerà in comodato gratuito (art. 2 convenzione) attrezzature tecniche di proprietà del Comune sotto la supervisione e controllo di personale tecnico del comune (art. 4 convenzione). Non ha insomma fondamento l’affermazione che la gestione del verde sia esclusa dalla disciplina degli appalti perché non sarebbe un appalto oneroso. Negli ordinamenti degli stati aderenti all’Unione europea l’appalto pubblico è un contratto a titolo oneroso stipulato per iscritto tra uno o più operatori economici e una o più amministrazioni aggiudicatrici avente per oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi ai sensi della direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004. Tale definizione, contenuta nell’art. 1, comma 1, lettera a, della direttiva 2004/18/CE, è stata recepita nell’ordinamento italiano dal D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) che all’art. 3, comma 6, definisce gli appalti pubblici come “contratti a titolo oneroso, stipulati per iscritto tra una stazione appaltante o un ente aggiudicatore e uno o più operatori economici, aventi per oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti, la prestazione di servizi come definiti dal presente codice”. Le uniche deroghe all’applicazione della normativa sugli appalti sono quelle di cui all’art. 19 dello stesso D.lgs. 163/06 . Non sussiste ombra di dubbio che convenzione di cui stiamo discutendo possa anche solo rientrare tra quelle citate all’art. 19.
A questo punto ci viene un sospetto: che il comune di Campi Bisenzio non si trovi in Europa, visto che disconosce la normativa comunitaria in materia di appalti pubblici. Ce lo conferma il richiamo dell’art. 16 della convenzione alle consuetudini locali, che non appartiene al diritto italiano, che non è consuetudinario, bensì, più verosimilmente al diritto anglosassone. Dal momento che Campi Bisenzio si trova ancora in Italia, e non in Inghilterra o nel New England, cari amministratori, ce lo fate sapete per quale motivo continuate ad appaltare al Circolo SMS di S. Angelo a Lecore, o all’Associazione Anziani, o all’Associazione Sandonninese, o all’Associazione Vivere il Rosi questo tipo di lavoro? In base a quale norma? Che controllo viene esercitato sulle note spese? Per quale motivo i circoli che stipulano convenzioni onerose con il Comune sono poi generosi nel contribuire con candidature nelle liste del PD alle elezioni amministrative? Perché questi lavori non possono essere affidati con regolari gare a ditte che poi creino lavoro vero e paghino i relativi contributi?
Il giorno 2 febbraio 2012 in un’intervista sulla Nazione, il sindaco Chini ha dichiarato che “i partiti politici, se vogliono recuperare il rapporto con la comunità, devono rendere tutto molto chiaro ed essere strumenti al servizio dei cittadini”. Ci fa piacere che il sindaco sia giunto sulle nostre posizioni. Ora, se non gli dispiace, cominci a chiarire da questo punto qui.
2 commenti su “Convenzioni che ricapitano”
Questa voce è stata pubblicata il 4 marzo 2012 da mentelocaledellapiana in Introduzione con tag bisenzio, campi, convenzioni, ricapitano.
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