Source: http://ilpenalista.it/articoli/news/bancarotta-fraudolenta-il-reato-configurabile-anche-sede-di-concordato-preventivo-con
Timestamp: 2018-12-12 10:19:42+00:00
Document Index: 63349825

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 236', 'sentenza ', 'art. 223', 'art. 186', 'art. 236', 'art. 186', 'art. 236', 'art. 223', 'art. 216']

﻿ Bancarotta fraudolenta. Il reato è configurabile anche in sede di concordato preventivo con continuità aziendale | ilpenalista.it
Cass. pen., Sez. V, 15 giugno 2018 (dep. 3 settembre 2018), n. 39517
«Le innovazioni normative degli aspetti civilistici dell’istituto del concordato preventivo con continuità aziendale di cui all’art. 186-bis l. fall., introdotto dal d.l. 22 giugno 2012, n. 83 come modificato dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 134, non costituiscono modificazioni della norma extrapenale integratrice del precetto di cui all’art. 236 l. fall., che trova applicazione anche in riferimento al concordato preventivo con continuità dell’attività d’impresa»
Il principio è stato affermato da Cass. pen., Sez. V, con sentenza n. 39517/2018.
L’indagato ricorreva in Cassazione lamentando, tra l’altro, l’errata applicazione – in relazione all’art. 223 l. fall. e alla l. 134/2012 – dell’art. 186-bis l. fall. per aver il tribunale applicato in via analogica la norma penale incriminatrice a fattispecie non prevista affermando che il concordato in continuità non costituisca una mera modalità del concordato preventivo, in quanto «le disposizioni penali contenute nella legge fallimentare in riferimento alla procedura concordataria sono formulate in modo tassativo che, rimasta immutata la formulazione dell'art. 236 l. fall., non ne consente l'estensione in malam partem. Soluzione obbligata anche laddove si valorizzi la ratio e la disciplina del concordato in continuità, finalizzato alla prosecuzione dell'attività aziendale ed al quale è estraneo l'elemento dello stato di decozione, e che pertanto introduce un istituto del tutto diverso, sotto il profilo strutturale e funzionale, dalla procedura concordataria liquidativa».
Quindi, conclude la S.C.: «il mancato richiamo all'art. 186-bis nella norma incriminatrice appare del tutto in linea con la funzione e la struttura della predetta norma extrapenale, e non esprime, invece - come prospettato dal ricorrente - alcuna volontà del legislatore di escludere rilievo penale a gravi condotte consumate prima o mediante la procedura di concordato con continuità aziendale, apparendo del tutto irragionevole ritagliare una pretesa area di impunità in riferimento a condotte distrattive poste in essere prima dell'ammissione o nel corso del concordato preventivo, in qualunque declinazione l'istituto operi, rientrando le stesse nell'ambito previsionale dell'art. 236, comma 2, n. 1) l. fall. che, in virtù dell'espresso richiamo del precedente art. 223 stessa legge, punisce i fatti di bancarotta previsti dall'art. 216, commessi da amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di società fallite.