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Timestamp: 2018-01-21 14:35:53+00:00
Document Index: 85495452

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'arte 5', 'art. 1', 'art.21', 'art.5', 'art.3', 'art.3']

L’importanza della «valutazione» e i «nuclei» previsti dalla L. 107/2015.
005 ..:: 12.11.2016 :: 18:30
Il RAV è definito “il documento di ingresso per elaborare il Piano di Miglioramento” delle scuole che si è integrato, chiaramente, prima, in fase di stesura, con il POF e poi, con il PTOF, dovrà essere ultimato.
Il R.A.V. un documento importante, che deve necessariamente essere condiviso con il Collegio docenti, visto che si affronteranno materie che incideranno profondamente sulla ordinaria vita didattica e programmatica della scuola. Vi sono sezioni che richiedono particolare attenzione, per esempio alla voce che riguarda la popolazione scolastica, ergo il contesto socio economico del territorio. La fonte principale da cui attingere è il questionario scuola come predisposto dall'Invalsi, che non sempre è stato compilato e se male indirizzato potrebbe presentare un territorio, dal punto di vista socio economico come basso, ma quando nella realtà questo basso non è.
Il Nucleo interno di valutazione (“unità di autovalutazione”), costituito per la fase di autovalutazione e per la compilazione del RAV, eventualmente integrato e/o modificato. E’ importante il coinvolgimento della comunità scolastica nel processo di miglioramento.
D.S. e Nucleo sono tenuti a:
• Favorire e sostenere il coinvolgimento diretto di tutta la comunità scolastica, anche promuovendo momenti di incontro e di condivisione degli obiettivi e delle modalità operative dell’intero processo di miglioramento.
• Valorizzare le risorse interne, individuando e responsabilizzando le competenze professionali più utili in relazione ai contenuti delle azioni previste nel PdM.
• Incoraggiare la riflessione dell’intera comunità scolastica attraverso una progettazione delle azioni che introduca nuovi approcci al miglioramento scolastico, basati sulla condivisione di percorsi di innovazione.
• promuovere la conoscenza e la comunicazione anche pubblica del processo di miglioramento, prevenendo un approccio di chiusura autore erenziale.
Per agire in maniera efficace sulla complessità del sistema scuola, gli interventi di miglioramento vanno collocati su due livelli: quello delle pratiche educative e didattiche e quello delle pratiche gestionali ed organizzative.
Procedura di costruzione del PdM:
- Scegliere gli obiettivi di processo più utili alla luce delle priorità individuate nella sezione 5 del RAV.
- Decidere le azioni più opportune per raggiungere gli obiettivi scelti.
- Pianificare gli obiettivi di processo individuati.
- Valutare, condividere e diffondere i risultati alla luce del lavoro svolto dal Nucleo di valutazione.
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa , che rappresenta il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale della istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa, dovrà essere integrato(comma 14 dell’art. 1 L. 07/2015) con il piano di miglioramento dell’istituzione scolastica, previsto dal D.P.R. 28 marzo 2013, n. 80.
Pertanto siamo tenuti a :
- Indicare nel PTOF le priorità, i traguardi di lungo periodo e gli obiettivi di processo già individuati nella parte 5 del Rapporto di Autovalutazione .
- Pianificare e indicare nel PTOF le azioni finalizzate al raggiungimento dei traguardi previsti.
Le attività pianificate andranno monitorate in itinere al fine di confermare o modificare le azioni di miglioramento previste (il PdM è dinamico: aggiornabilità annuale con le conseguenze sul PTOF).
Piano Triennale dell’ Offerta Formativa.
Attraverso il PTOF il Collegio Docenti «curva» le Indicazioni Nazionali (o le Linee Guida) alle esigenze derivanti dal contesto (socio-culturale-economico del bacino di utenza della i.s.a.) costruendo il curricolo di Istituto (o Scuola) in base al quale il Consiglio di Classe costruisce il
Piano di Studi Personalizzato della Classe con le relative individualizzazioni e, di conseguenza, ogni Docente costruisce il suo percorso didattico.
Il PTOF conterrà:
Si parte, quindi, dalle risultanze della autovalutazione di Istituto:
- Scelte conseguenti ai risultati delle prove INVALSI, se i risultati INVALSI non sono già stati presi in considerazione nella sezione precedente.
- Proposte e pareri provenienti dal territorio e dall’utenza L. 107/2015, art. 1, c. 14, sub 5. :«Ai fini della predisposizione del piano, il Dirigente Scolastico promuove i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio; tiene altresì conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti»
Il PTOF è un atto che attiene alla “macroorganizzazione” dell’Istituto scolastico e quindi è un “atto amministrativo” e pertanto la sua approvazione, in quanto procedimento amministrativo, è regolata dalla241/90 e successive modifiche.
Ai sensi dell’art.21 della legge 15/05, il PTOF è annullabile se illegittimo ossia se si ravvisa in esso almeno uno dei seguenti vizi: violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza. Pertanto è necessario che l’iter previsto dalla legge venga seguito perfettamente se si vuole emanare un PTOF legittimo ed efficace. Quindi bisogna «sentire» anche i rappresentanti «del territorio e della utenza».
- Si inserisce il PdM
- Scelte conseguenti alle previsioni di cui alla legge 107/15
- Fabbisogno di organico di posti comuni e di sostegno
- Fabbisogno di organico di posti di potenziamento (le richieste vanno motivate e quindi bisogna dimostrarne la necessità e la utilità).
- Fabbisogno di organico di personale ATA
- Fabbisogno di attrezzature ed infrastrutture materiali
- Obiettivi prioritari adottati dalla scuola fra quelli indicati dal comma 7della L.107.
- Scelte di gestione e di organizzazione
- Educazione alle pari opportunità e prevenzione della violenza di genere Insegnamenti opzionali, orientamento, valorizzazione del merito.
- Azioni coerenti con il Piano Nazionale Scuola Digitale (animatore digitale; scelte per la formazione degli insegnanti; miglioramento delle dotazioni hardware della scuola; contenuti/attività correlate al PNSD che si conta di introdurre nel curricolo degli studi).
- Uso dei locali al di fuori dei periodi di attività didattiche
- Formazione in servizio docenti (priorità di formazione che la scuola intende adottare per tutti i docenti; le tematiche formative comuni; eventuali tematiche specifiche emergenti dal RAV ; misura minima di formazione (in termini di ore) che ciascun docente deve certificare a fine anno; eventuale indicazione della misura triennale complessiva; sipossono prevedere attività di istituto e anche attività individuali che ognuno sceglie liberamente).
Con nota del 4 settembre 2015 il MIUR ha comunicato che devono essere conferiti a Dirigenti Tecnici, in servizio presso l'Amministrazione Centrale n.10 incarichi di funzione dirigenziale non generale per la realizzazione degli obiettivi del Sistema Nazionale di Valutazione e il coordinamento dei nuclei di valutazione esterna delle scuole. Tale attività, che impegna i componenti del contingente in maniera prevalente ma non esclusiva e che prevede l'assegnazione, di norma, di un numero variabile da 15 a 25 scuole da valutare per ogni anno scolastico, verrà svolta nell'ambito delle realtà territoriali che dovessero presentare esigenze di intervento, tenendo conto del programma delle visite dei nuclei di valutazione esterna che sarà predisposto per ciascun Ufficio scolastico regionale.
Ciò in attuazione dell'art.5, commi 1 e 2, del DPR 28 marzo 2013, n.80, nonché del DM n. 598 agosto 2015; da un minimo di 15 ad un massimo di 25 scuole assegnate ai componenti del contingente che saranno impegnati ad analizzare il RAV delle scuole affidate.
La valutazione esterna inciderà soprattutto sul piano di miglioramento e, pertanto, ne comporterà una ridefinizione, da parte delle Istituzioni scolastiche, in base agli esiti dell'analisi effettuata dai nuclei senza. E’ anche previsto, eventualmente, anche il coinvolgimento ed il supporto dell'INDIRE e/o di altri soggetti pubblici e privati (università, enti di ricerca, associazioni professionali e culturali).
Le nuove regole per l’elaborazione del piano dell’offerta formativa.
La Legge 107 del 2015 ha tracciato le nuove linee per l’elaborazione del Piano dell’offerta formativa che avrà ormai una durata triennale, ma sarà rivedibile annualmente entro il mese di ottobre di ciascun anno scolastico. L’art.3 del DPR n.275 del 1999 è stato difatti novellato dal comma 14 della legge succitata che ne ha cambiato anche le modalità di elaborazione, affidando un ruolo preminente al dirigente scolastico, chiamato nella nuova previsione normativa, a definire al collegio dei docenti, gli indirizzi per le attività della scuola e per le scelte di gestione e di amministrazione. L’intera progettazione del piano è elaborata dal Collegio dei docenti, sulla base degli Atti di Indirizzo forniti dal Dirigente Scolastico e la sua approvazione avverrà in seno al consiglio di istituto.
I contenuti del P.T.O.F. si possono stralciare dalla legge 107 del 2015 tenendo certamente conto del DPR n.275 del 1999 che costituisce ancora oggi un valido supporto a sostegno del sistema scolastico autonomo.
Ne consegue che nel PTOF andrà inserita una cornice di presentazione delle finalità generali che la scuola ha intenzione di perseguire, traendole direttamente dalla legge 107, ma adeguandole al tempo stesso al contesto sociale e culturale di appartenenza.
Il documento triennale sarà strettamente connesso e perfettamente coerente con le rilevazioni emerse dalle azioni di valutazione poste in in atto nella scuole, iniziate con la stesura del RAV e con il Piano di miglioramento che dovrà essere anch’esso parte integrante del PTOF.
Il piano di ogni singola istituzione scolastica potrà trarre le sue finalità generali sia dal comma 1 della legge citata, sia dalle risultanze della prima fase di autovalutazione delle scuole eseguita attraverso il R.A.V.
Programmazione dell’offerta formativa triennale.
Oggi, il nuovo assetto della Legge 107, pur lasciando invariato in alcune parti l’art.3 del DPR 275 del 1999 , propone una serie di obiettivi formativi , ricavabili dal comma 7, che le scuole dovranno scegliere ai fini della determinazione della programmazione. Per il raggiungimento di tali obiettivi formativi il legislatore indica alle istituzioni scolastiche le forme di flessibilità dell’autonomia didattica e organizzativa, dispositivi previsti dal regolamento 275, ancora ineludibili per progettare ed attuare le azioni che la scuola intende realizzare. Pertanto alle scuole sono indicate tre modalità di organizzazione riferibili al tempo scuola e alla relativa programmazione:
“a) l'articolazione modulare del monte orario annuale di ciascuna disciplina, ivi compresi attività e insegnamenti interdisciplinari;
c) la programmazione plurisettimanale e flessibile dell'orario complessivo del curricolo e di quello destinato alle singole discipline, anche mediante l'articolazione del gruppo della classe.”
Individuazione degli obiettivi formativi prioritari.
Gli obiettivi formativi di cui al comma 7 della legge 107 sono qui di seguito elencati e non è ultroneo ricordare che le scuole sono chiamate ad individuarli prendendo in considerazione quanto emerso da rapporto di autovalutazione e dal piano di miglioramento, documenti senz’altro utili per la definizione della programmazione dell’offerta formativa. Gli obiettivi prioritari di cui al comma 7, scelti dalle scuole, costituiscono, una chiave di lettura delle intenzionalità delle scuole circa l’ampliamento dell’offerta formativa:
“a) valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all'italiano nonché alla lingua inglese e ad altre lingue dell'Unione europea, anche mediante l'utilizzo della metodologia Content language integrated learning;
s) definizione di un sistema di orientamento.”
Determinazione dell’organico dell’autonomia.
Le eventuali scelte progettuali saranno perseguite attraverso l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa. I docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione del piano dell’offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento (comma 5 della legge 107).
Una volta individuati gli obiettivi formativi e le connesse attività progettuali, curricolari, extracurricolari, educative ed organizzative nonché le iniziative di potenziamento, all’interno del PTOF, occorrerà definire anche l’organico dell’autonomia che includerà:
- il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa (i docenti che saranno immessi in ruolo
- il fabbisogno relativo ai posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliare;
- il fabbisogno di infrastrutture e di attrezzature materiali.
Organico potenziato o aggiuntivo.
I docenti di potenziamento (Nota Miur 30549 del 21 settembre 2015), svolgeranno, nell’ambito dell’istituzione scolastica, interventi mirati al miglioramento dell’offerta formativa. Alle scuole è lasciato il compito di elencare le priorità relative al potenziamento, cosiddetti campi, in cui detti docenti dovranno impegnarsi. Ciò significa che l’azione dirigenziale avrà anche in questo caso un peso per le capacità di impiego e valorizzazione delle risorse assegnate ai fini della valutazione. L’organico potenziato non potrà essere impiegato solo per la sostituzione dei colleghi assenti, certo è che la natura triennale del piano esigerà una rendicontazione dei risultati, non solo riguardo alle risorse economiche ma anche umane.
Fondo di funzionamento dell’istituzione scolastica.
PTOF, enti locali, territorio.
I rapporti con gli Enti Locali e con il territorio spettano al Dirigente dell’Istituzione scolastica, ai sensi della legge 107: “Ai fini della predisposizione del piano, il dirigente scolastico promuove i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio; tiene altresì conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti”.
Pertanto, nell’ambito degli obiettivi formativi ritenuti imprescindibili dall’istituzione scolastica e nelle attività progettuali, le scuole potranno far emergere all’interno del PTOF il raccordo con il territorio ossia con il contesto culturale, sociale ed economico di appartenenza. In aggiunta al fatto che tale intersecazione con il territorio è già prevista nella lett. m) del comma 7 della legge 107 che fornisce, come già detto, l’elencazione degli obiettivi formativi individuati come prioritari dalle istituzioni scolastiche.
Il piano dell’offerta formativa , quindi, potrà focalizzare “la valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare e aumentare l'interazione con le famiglie e con la comunità locale, comprese le organizzazioni del terzo settore e le imprese”.
Attività di formazione del personale scolastico e formazione degli studenti.
Il comma 12 della legge 107 è foriero di un’altra innovazione la formazione in servizio del personale scolastico: si legge infatti che il Piano dell’offerta formativa triennale “contiene anche la programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliare”. Direttamente collegato al predetto comma vi è il 124 che così stabilisce “nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale. Le attività di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell'offerta formativa e con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorità nazionali indicate nel Piano nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentite le organizzazioni sindacali rappresentative di categoria”.
Per lo sviluppo delle competenze digitali di cui al Piano nazionale per la scuola digitale i cui obiettivi specifici sono indicati nel comma 58 della legge, destinatari possono essere sia gli studenti che il personale docente e il personale tecnico e amministrativo.
INDIRE ha messo a punto uno spazio virtuale raggiungibile su internet, nato per i docenti e i dirigenti impegnati nell'autovalutazione e nel miglioramento delle scuole.
1. Tecniche e strumenti di progettazione: dove si trovano le modalità di utilizzo dei dati e il format per il PdM
2. Innovazione per il miglioramento: dove si danno suggerimento per l'innovazione dello spazio e del tempo scolastico. Nonché modalità di innovazione legate alle tecnologie e ai nuovi linguaggi digitali.
3. Valorizzazione della scuola: dove vengono raccolti i documenti normativi e si affronta il tema del rapporto della scuola con il territorio.
Nella sezione 5 del RAV, in base agli esiti degli studenti, dopo aver individuato la tipologia di risultati che necessita prioritariamente di miglioramento, sono state definite le priorità strategiche e i relativi traguardi di lungo periodo e, coerentemente con tali traguardi, sono stati fissati gli obiettivi di processo e definite le conseguenti azioni di miglioramento.
A partire dagli obiettivi di processo e dalle corrispondenti azioni di miglioramento si costruisce il PdM il quale deve essere integrato nel PTOF.
Quanto più il processo di autovalutazione sarà stato «aderente alla realtà» e quanto più «coerenti e stringenti» (rispetto a priorità e traguardi) saranno stati gli obiettivi di processo e le conseguenti azioni tanto più significativi saranno i miglioramenti che si otterranno.
Finalmente la scuola italiana si mette davvero in chiaro: sono, infatti, on line i Rapporti di autovalutazione (Rav) delle scuole, frutto di un anno di lavoro in cui ogni istituto ha confrontato i propri dati con quelli provinciali, regionali e nazionali e ha messo nero su bianco i propri punti di forza e debolezza, abbinandoli a precisi obiettivi di miglioramento.
“Questa è una giornata straordinaria per il nostro Paese – sottolinea il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, intervenuta nel corso della presentazione al Miur – Le scuole hanno dato prova di grande maturità e responsabilità mettendo in trasparenza i propri dati. Siamo di fronte ad uno strumento potente che ci porta all’avanguardia in Europa. In un anno è stato fatto un lavoro enorme, che mette nelle mani di dirigenti, docenti, cittadini e genitori importanti elementi di analisi del sistema di istruzione. Trasparenza e responsabilità non sono più un tabù, ma un dato di fatto. Si finisce con le sperimentazioni e si inizia un processo permanente che porta avanti la nostra visione di autonomia. Lo step successivo sarà quello della valutazione esterna, che partirà nel secondo quadrimestre sul 10% delle scuole. Stiamo avviando anche la valutazione dei dirigenti scolastici e, in parallelo, come previsto dalla Buona Scuola, quella dei docenti.
Finalmente abbiamo un sistema integrato di valutazione”.
“Oggi gli istituti scolastici hanno confermato quello che questo Governo afferma con convinzione da tempo: la valutazione è uno strumento fondamentale per intervenire laddove necessario, appianare le differenze e potenziare le eccellenze. È una risorsa straordinaria per dare benzina alle scuole, motore di sviluppo del nostro Paese – ha aggiunto il Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone– Il Rapporto di autovalutazione presentato oggi non è una fotografia, un fermo immagine. Noi vogliamo cambiare la situazione, fare scorrere le immagini e per questo abbiamo investito risorse economiche e professionali. Grazie al Rav, all’Anagrafe dell’edilizia scolastica, al portale Scuola in chiaro, siamo in grado di avere un quadro definito e globale del nostro sistema d’istruzione. E lavorare su questo in maniera strategica”.