Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23122-del-04-10-2017
Timestamp: 2020-08-15 14:32:31+00:00
Document Index: 25761768

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 337', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 282', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 23122 del 04/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23122 del 04/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 04/10/2017, (ud. 05/07/2017, dep.04/10/2017), n. 23122
sul ricorso 19953/2016 proposto da:
P.M.A.E., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
PALLINI, che la rappresenta e difende;
DIVINA PROVVIDENZA E DEL BUON PASTORE – C.F. (OMISSIS), in persona
FREDIANI, rappresentato e difeso dagli avvocati GIOVANNI DORE, CARLO
DORE e SANDRO PISEDDU;
CAGLIARI, depositata il 28/07/2016, emessa sul procedimento iscritto
al n. 2120/2015 R.G.;
partecipata del 05/07/2017 dal Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO;
Sostituto Procuratore generale, che visto l’art. 380 ter c.p.c.,
il regolamento necessario di competenza e confermi l’ordinanza del
Tribunale di Cagliari in data 28/07/2016, con le conseguenze di
che con ordinanza del 28/7/2016 il Tribunale di Cagliari, investito del giudizio di opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso in favore di P.M.A.E. per il pagamento di somme relative a retribuzioni maturate, indennità sostitutiva della reintegrazione e trattamento di fine rapporto, dovute in forza della sentenza della Corte d’appello di Cagliari che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento intimato alla predetta dalla Congregazione religiosa suore figlie di Maria ss.ma madre della divina provvidenza e del buon pastore, ha disposto la sospensione del processo ai sensi dell’art. 337 c.p.c.;
che il Tribunale ha rilevato la sussistenza di un rapporto di pregiudizialità-dipendenza tra il giudizio avente ad oggetto il licenziamento – il quale, dopo due decisioni contrastanti, pende attualmente davanti a questa Corte – e la domanda azionata con il procedimento per decreto ingiuntivo, nonchè la controvertibilità della questione pregiudiziale;
che avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per regolamento di competenza la P., sulla base di un unico articolato motivo;
che la Congregazione si è costituita in giudizio, svolgendo le proprie difese anche con successiva memoria;
che con unico motivo la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 337 c.p.c., comma 2, per mancanza dei presupposti della sospensione del processo ivi prevista, con specifico riferimento all’assenza della pregiudizialità invocata a fondamento della disposta sospensione ed alla mera apparenza della motivazione riguardo all’enunciata controvertibilità della questione esaminata;
che l’istanza di regolamento di competenza è infondata, ravvisandosi rapporto di pregiudizialità-dipendenza tra i due processi, dei quali quello pregiudicante, pendente in cassazione, riguarda l’an della pretesa azionata nel processo in cui è stata disposta la sospensione;
che, inoltre, il Tribunale ha offerto congrua motivazione del suo convincimento in ordine all’opportunità della sospensione, rilevando la possibile riconducibilità alla nozione di giustificato motivo oggettivo di licenziamento del riassetto organizzativo attuato, prescindendo dall’andamento economico negativo dell’azienda, al fine di una più economica gestione di essa, in conformità ai principi recentemente enunciati al riguardo dalla Corte di legittimità (per tutte Cass. n. 25201 del 07/12/2016);
che, di conseguenza, l’ordinanza di sospensione risulta rispettosa del principio affermato da questa Corte a sezioni unite, in forza del quale “Salvi soltanto i casi in cui la sospensione del giudizio sulla causa pregiudicata sia imposta da una disposizione specifica ed in modo che debba attendersi che sulla causa pregiudicante sia pronunciata sentenza passata in giudicato, quando fra due giudizi esista rapporto di pregiudizialità, e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, è possibile la sospensione del giudizio pregiudicato soltanto ai sensi dell’art. 337 c.p.c., come si trae dall’interpretazione sistematica della disciplina del processo, in cui un ruolo decisivo riveste l’art. 282 c.p.c.: il diritto pronunciato dal giudice di primo grado, invero, qualifica la posizione delle parti in modo diverso da quello dello stato originario di lite, giustificando sia l’esecuzione provvisoria, sia l’autorità della sentenza di primo grado”, mentre la sospensione può essere disposta dal giudice che ritenga di non poggiarsi sull’autorità della decisione pronunziata nel primo giudizio (Cass. n. 10027 del 19/06/2012).
La Corte rigetta il ricorso e rimette la determinazione in ordine alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità al giudice che emetterà il provvedimento definitivo.