Source: https://carlozaccagnini.it/bancarotta/
Timestamp: 2020-08-12 00:36:28+00:00
Document Index: 73046000

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 44', 'art. 216', 'art. 217', 'art 216', 'art. 217', 'art. 216', 'art. 217', 'art. 216', 'art. 216', 'art. 216', 'art. 223', 'art. 217', 'art. 217', 'art. 224', 'art. 35']

Bancarotta - Studio Legale Avvocato Carlo Zaccagnini
Avv. Saverio Manganelli
Dott. Luciano Pieroni
Dott. Antonio Rosato
Diritto Penale Fallimentare e Bancarotta
Diritto penale fallimentare: fattispecie di bancarotta disciplinate dalla legge fallimentare
Lo Studio ha maturato una significativa esperienza nel campo della Bancarotta e del Diritto Penale Fallimentare.
Presta attività di consulenza e assistenza processuale in ordine alle contestazioni che possono attingere l’imprenditore ovvero i soggetti qualificati che operano nella governance aziendale.
Il reato di bancarotta e la legge fallimentare
Il reato di bancarotta consiste nella sottrazione, da parte dell’imprenditore o di altro soggetto qualificato, del patrimonio sociale su cui è impresso vincolo di garanzia al soddisfacimento delle pretese creditorie.
Regio decreto 16 marzo 1942 n. 267
Le diverse fattispecie sono attualmente contemplate agli artt. 216 e segg. del Regio Decreto 16 marzo 1942 n. 267, meglio conosciuto come Legge Fallimentare:
agli artt. 216 e 217 sono rispettivamente disciplinate le ipotesi criminose di bancarotta fraudolenta e semplice commesse dall’imprenditore dichiarato fallito (c.d. propria);
mentre agli artt. 223 e 224 sono previste le fattispecie fraudolente e semplici perpetrate da soggetto qualificato diverso dall’imprenditore dichiarato fallito, come l’amministratore, il direttore generale, il sindaco o il liquidatore della società fallita (c.d. impropria).
Dal 1 settembre 2020, tuttavia, entrerà in vigore il nuovo Codice della Crisi di impresa e dell’Insolvenza (di seguito, CCI), contenuto nel D.Lgs.vo 12 gennaio 2019, n. 14.
La novella legislativa si è limitata – in ambito penalistico – ad apportare emende meramente concettuali, come:
sostituzione dell’espressione “fallimento” con la locuzione “liquidazione giudiziale”;
espunzione della nomenclatura “imprenditore fallito” e introduzione dell’espressione “imprenditore in liquidazione giudiziale”.
Il Titolo IX del CCI ospiterà rispettivamente:
agli artt. 322 e 323, le fattispecie di bancarotta fraudolenta e semplice proprie;
agli artt. 329 e 330, le fattispecie di bancarotta fraudolenta e semplice improprie.
L’articolo 2 del codice penale e rapporto successorio tra le due fattispecie nel tempo
Il fenomeno successorio tra le due fattispecie è ascrivibile all’ambito della abrogatio sine abolitione ex art. 2, comma IV c.p..
Ciò comporta che, i soggetti sottoposti ad indagine ovvero imputati per il reato in questione in un momento cronologico antecedente all’entrata in vigore della nuova normativa, potranno avvalersi della disciplina a loro più favorevole, rappresentata dalla normativa più recente (si veda il paper sulle pene accessorie).
Legame tra bancarotta e sentenza dichiarativa di fallimento
I fatti di bancarotta assumono rilevanza penale non in quanto tali, ma solo ove l’imprenditore sia dichiarato fallito.
Come viene incardinato un procedimento penale per bancarotta?
L’instaurazione di un processo penale postula la previa presentazione, da parte del curatore fallimentare, di una relazione circostanziata alla Procura della Repubblica sulle:
cause del fallimento;
diligenza prestata dall’imprenditore nella gestione dell’impresa;
eventuale responsabilità di quest’ultimo in ordine allo stato d’insolvenza in cui versa l’impresa;
Se il soggetto giuridico sottoposto a procedura concorsuale sia una società, allora la relazione concernerà gli eventuali profili di responsabilità dei soggetti qualificati diversi dal fallito.
Sarà compito esclusivo della Procura della Repubblica, una volta rilevata la commissione del reato, quello di iscrivere la notitia criminis nell’apposito registro per procedere alla fase delle indagini.
Qual è la natura giuridica della dichiarazione di fallimento?
Nella bancarotta pre-fallimentare, la sentenza dichiarativa di fallimento costituisce presupposto del reato.
Nella fattispecie post-fallimentare, invece, essa è considerata dalla letteratura come una condizione obiettiva di punibilità ex art. 44 c.p., dalla giurisprudenza maggioritaria, come un elemento costitutivo della fattispecie.
Da ultimo, tuttavia, la giurisprudenza pare essersi allineata all’esegesi dottrinale, affermando la natura di condizione obiettiva estrinseca di punibilità della declaratoria fallimentare, in ragione della sua estraneità all’offesa del bene giuridico tutelato (Cass. Pen., Sez. V, 22 marzo 2017, n. 13910).
Le fattispecie di bancarotta
Il reato di bancarotta si articola in diverse fattispecie criminose, scandite da alcune fondamentali dicotomie.
1. Bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice
Una prima distinzione si configura tra la fattispecie fraudolenta (art. 216 l. fall.) e quella semplice (art. 217 l. fall.).
Il discrimen tra le due risiede nell’elemento psicologico, che all’art 216 l. fall. assume connotati fraudolenti, che evocano una volontà deliberatamente offensiva; mentre all’art. 217 l. fall., esso si estrinseca per lo più in forma colposa.
2. Bancarotta propria e bancarotta impropria
Una seconda classificazione è prospettabile tra bancarotta propria e impropria, a seconda della qualifica soggettiva che riveste l’autore del reato.
Se il fatto è commesso dall’imprenditore dichiarato fallito, integrerà la fattispecie propria.
Di converso, se il fatto è perpetrato da un amministratore, direttore generale, sindaco o liquidatore della società, troverà applicazione la fattispecie impropria (o societaria).
3. Bancarotta pre-fallimentare e post-fallimentare
Infine, si suole distinguere tra bancarotta pre-fallimentare e post-fallimentare, in base a che la condotta punita sia antecedente o susseguente alla declaratoria di fallimento.
4. Bancarotta fraudolenta (Art 216 legge fallimentare)
Le fattispecie fraudolente sono disciplinate dall’art. 216 l. fall., che ne contempla tre ipotesi:
4.1. Bancarotta fraudolenta patrimoniale
La fattispecie fraudolenta patrimoniale si consuma laddove l’imprenditore distragga, occulti, dissimuli, distrugga o dissipa, in tutto o in parte, i suoi beni, ovvero esponga in bilancio passività inesistenti al precipuo fine di recare pregiudizio ai creditori.
4.2. Bancarotta documentale
La fattispecie documentale, a mente del quale l’imprenditore sottrae, distrugge o falsifica, in tutto o in parte, i libri o le altre scritture contabili, ovvero li tiene in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio sociale o del volume di affari, tutto allo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di arrecare danno ai creditori.
Bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale: possibilità di modifica dell’imputazione, distinzione tra fatto “nuovo” e fatto “diverso” e discrasie giurisprudenziali anche dopo le sezioni unite n. 21039/ 2011
4.3 Bancarotta preferenziale
Infine, a tutela della par condicio creditorum, si colloca la fattispecie preferenziale, in cui l’imprenditore esegue pagamenti o simula titoli di prelazione, allo scopo di favorire taluni creditori rispetto alla massa creditoria.
5. Bancarotta semplice (Art 217 legge fallimentare)
L’ipotesi criminosa più tenue dei suddetti delitti è rappresentata dalla fattispecie semplice ex art. 217 l. fall., il cui perimetro di applicazione è limitato ai casi in cui non sono integrate le ipotesi fraudolente.
Essa si manifesta mediante le seguenti condotte:
effettuazione di spese personali o per la famiglia eccessive rispetto alla condizione economica dell’imprenditore fallito;
la consumazione da parte dell’imprenditore di una notevole parte del suo patrimonio in operazioni di pura sorte o manifestamente imprudenti ;
compimento di operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento;
l’aver l’imprenditore aggravato il dissesto societario per mancata richiesta di fallimento o per altra colpa grave;
inadempimento di obbligazioni assunte in un precedente concordato preventivo o fallimentare;
mancata tenuta dei libri o delle scritture contabili prescritti dalla legge durante i tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento ovvero dall’inizio dell’impresa, se questa ha avuto minore durata;
tenuta irregolare o incompleta dei libri o delle scritture contabili prescritti dalla legge durante i tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento ovvero dall’inizio dell’impresa, se questa ha avuto minore durata.
Studio Legale Zaccagnini: esperti in Diritto Penale Fallimentare
I Professionisti dello Studio Legale Zaccagnini apprestano specifica tutela in ordine alle varie implicazioni penalistiche del diritto fallimentare, quali le seguenti fattispecie di bancarotta:
Fraudolenta patrimoniale propria (art. 216, comma I, n.1, l.fall.) ;
Fraudolenta documentale propria (art. 216, comma I, n.2, l.fall.) ;
Fraudolenta preferenziale propria (art. 216, comma III, l.fall.);
Fraudolenta impropria (art. 223 l.fall.) ;
Semplice patrimoniale propria (art. 217 l.fall.) ;
Semplice documentale propria (art. 217 l.fall.) ;
Semplice impropria (art. 224 l.fall.).
Consolidata, inoltre, l’esperienza dello Studio in ordine agli aspetti più delicati della materia, attraverso la ricerca e l’approfondimento delle principali e controverse tematiche che interessano tale branca del diritto.
Lo Studio attualmente appresta vigorosa attività giudiziale avanti i Tribunali Collegiali e le Corti di Appello di Milano, Torino, Bologna, Livorno, Ferrara, Agrigento, Gorizia, Perugia, Bolzano e Roma.
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