Source: https://www.scribd.com/doc/100062710/Rossignolo-l-ordinanza-di-custodia-cautelare
Timestamp: 2017-01-21 11:44:28+00:00
Document Index: 152524493

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 41', 'art, 640', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 483', 'art. 489', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 61', 'art. 274', 'art. 275', 'art. 273', 'art. 63', 'art. 284', 'art. 284']

Rossignolo, l'ordinanza di custodia cautelare
BrowseInterestsBiography & MemoirBusiness & LeadershipFiction & LiteraturePolitics & EconomyHealth & WellnessSociety & CultureHappiness & Self-HelpMystery, Thriller & CrimeHistoryYoung AdultBrowse byBooksAudiobooksArticlesSheet MusicBrowse allUploadSign inJoinN. 17399112 R.O. notizie di reato N. 13335/12 R.O.OJ.P.TRIBUNALE DI TORINO SEZIONEPER LE INDAGINI PRELIMINARI ORDINANZA DI APPLICAZIONE DI MISURA CAUTELARE DELLA CUSTODIA IN CARCERE E DEGLI ARREST! DOMICILIARI (artt, 272 e ss. c.p.p.) I1 Giudice per le Indagini Preliminari, dott. M.Francesca Christillin, Letta la richiesta di applicazione della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere presentata in data 2.7.2012 dai PM dott, PERDUCA e dr._fACILED nci_---·---------conffomtdi.:-----·------·--·-----··---------·-------------------------.---.--ROSSIGNOLO Giovanni Mario n. Vignale Monferrato (AL) 1.10.1930 res. Torino via Tripoli 115, dom. in Moncalieri (TO)via Santa Brigida 64 DEGRATE Ganucci 5 Claudio n. Livorno 20.5.1955 res. Livorno via Don Filippo
LIMONTA Christian Donizetti 211C
n. Treviglio (BG) 29.9.1979 res. Verdello (BG) via
INDAGATI del reate dl cui agli artt, 110, 640 bis, 61 n. 7 c.p, perche, in concorso tra loro, con artifici e raggiri consistititinelpresentare al MINISTERO.DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIAL! e alla REGIONE PIEMONTE la polizza fideiussoria n. 42l3512011, apparentemente emessa da CQNFIDI MUTUAL CREDITO rna in realta materialmente falsa, a garanzia, della _erog?ZioE~ ,__ del finanziamento di € 7.681.700 da erogarealla societa DE TOMASO AUTOMOBILI SPA da parte didetto Ministero, inducendo in errore personale del Ministero e della Regione Piemonte sulla autenticita della polizza e, pertanto, suI verificarsi della condizione dalla quale dipendeva laerogazione del finanziamento, siprocuravano l'ingiusto profitto della percezione del finanziamento di € 7.681.682,80 a val ere come anticipo sul rnaggior finanziamento di € 19.204.207concesso can Decreta Direttoriale n. 7/CONTNI/2011 del 1.5.2011 daI MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIAL! per Ie attivita formative previste dal Piano "Orientati aI Futuro" in convenzione con Ia REGIONE PIEMONTE e autorizzato con Decisione C(2011)1773 del 23.3.2011 della COMMISSIONE EUROPEA, con accredito in data 4.8.2011 su conto corrente intestato alla societa DE TOMASO AUTOMOBILI SPA presso la filiale di Torino della BANCA PATRIMONI SELLA&C.;
di De Tomaso per un totale di 19,20 milioni di euro sia compatibile con if mercato interno af senso dell 'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sui funzionamento dell'Unione Europea" . • In data 11.5.2011 veniva deliberato con decreto direttoriale n. 7/CONT/VI/2011 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il finanziamento per Ie attivita formative previste dal Piano "Orientati al Futuro", che COS! disponeva all'articolo 1: "E' impegnata la somma di € 19.204.207,O() in favore della De Tomaso Automobili Spa, di cui € 16.955.739,00 per le attivitaformative previste dal Piano 'Orientati al Futuro' presso 10 stabilimento di Grugliasco (Torino) nella Regione Piemonte ed € 2.248.468,00 per le attivita formative previste dal piano 'Orientati al Futuro' presso 10 stabilimento di Guasticce (Livorno) nella Regione Toscana, di cui alla decisione della Commissione Europea C(2011)1773 del 23103/2011, che ha autorizzato I 'aiuto di Stato richiesto dalla Societa De Tomaso Automobili Spa". -------------------G-in-dam-t6-;5~20lrvenivasfipurata-TaConveDzione-Esecutiv3 tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Piemonte, che prevedeva - all'art. 41ett. A) - l'erogazione di una prima rata pari a140% (€ 6.782.295,60) del contributo assegnato entro 10 giorni dalla presentazione di polizza fideiussoria, mentre le successive rate sarebbero state elargite a stato avanzamento lavori sulla base della verifica delle spese sostenute. La concessione di tali erogazioni, peraltro, era subordinata - in base alI'art. 41ett. B) - al fatto che Ie stesse fossero garantite da "apposita fldejussione bancaria 0 polizza fldelussoria assicurativa" . • Analoga convenzione esecutiva veniva stipulata, sempre in data 16.5.2011, tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Toscana con previsione di una prima rata (pari aI40%) dell'hnporto dl € 899.387,20 . • Con lettera in data 25.7.2011 il dott. DE GRATE Claudio, vice presidente delle risorse umane di DE TOMASO AUTOMOBILI S.p.A., ricbiedeva aI Ministero il pagamento deII'anticipo di € 7.681.683 (pari alIa somma delle due quote de140% previsto dalla convenzioni sopra indicate), da accreditare su conto intestato alla societa acceso presso la Banca Patrimoni, sede centrale di Torino p.za CLN 255 .
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• A detta missiva era allegata copla della polizza fidejussoria n. 000042135
emessa da CONFIDI MUTUAL CREDITO in data 22.7.2011, sottoscritta dal Presidente DI ROCCO Giorgio Urbano (per CONFIDI) e da DEGRATE Claudio (per DE TOMASO) . • La polizza fidejussoria era inoltre accompagnata da una "autentica di firma" del Notaio Rita Maria FIUMARA del 25.7.2011, nella quale si attestava che 1a firma sulla fidejussione assicurativa sopra indicata era stata apposta in sua presenza dal sig, DI ROCCO Giorgio Urbano.
~ In data 3.8.2011 il direttore generale del Ministero, Cons. PADUANO Paola, emetteva I'ordine di pagamento n, 423 dell'Importo di € 7.681.682,80; tale somma veniva accreditata in data 4.8.2011 sui c/c 01 52 30517500 della Banca Patrimoni Sella & C. intestato a DE TOMASO AUTOMOBILI SPA. ~ Contestualmente all'accredito del finanziamento veniva disposto da parte dl DE TOMASO un bonifico a favore di LIMO NT A Christian (mediatore creditizio) dell'importo di € 1.536.360,00 (accreditate suI c/c n. 603585 della Banca di Credito Cooperativo della Bergamasca, filiale di Stezzano - BG), a titolo di pagamento della fattura n. 9 del 29.7.2011 avente ad oggetto"Ottenimento ed emissione della polizza jideiussoria numero" 4213512011 da parte di CONFIDI MUTUAL CREDITO in data 15 luglio 2011 a favore del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali" . • A distanza di circa due mesi, ino1tr~ __ ~_niyadis-posto-=-sempre-daparte{}i-B-E------TOTVfA:SO-e-sempre-afavore--(tTiIMoNTA Christian - il pagarnento (a mezzo assegno circolare tratto suI conto n. 7599 della Banca Popolare di Sondrio - Ag. 13 di Milano, intestato alla DE TOMASO S.p.A.) dell'importo di € 189.036,00 (accreditato suI c/c n. 603585 della Banca di Credito Cooperativo della Bergamasca, filiale di Stezzano - BG), a titolo di pagamento dena fattura n, 10 del 12.9.2011 avente ad oggetto"Ottenimento ed emissione della polizza fideiussoria numero? 4218412011 da parte di CONFIDI MUTUAL CREDITO in data 05 settembre 2011 infavore della Regione Toscana" . • Il finanziamento era erogato al fine preciso ed esclusivo (poi trasfuso anche in un vademecum) di poter dare esecuzione al piano fonnativo "Orientati al Futuro", da espletarsi nell'arco di tre anni, finalizzato a riconvertire il personale aziendale mediante l' acquisizione di competenze avanzate su tecnologie all' avanguardia.
AI,)
A seguito di delega di indagine disposta dal P.M. in data 16.4.2012, la Guardia di Finanza - Nucelo Polizia Tributaria di Torino, effettuava degli accertamenti sull'iter del suddetto finanziamento e trasmetteva una prima annotazlone del 30.5.2012, nella quale venivano evidenziati i primi "sospetti" sull'operazione, ipotizzandosi (in allora) che la fattura n. 9 emessa da LIMONTA Christian fosse relativa ad operazioni inesistenti.
I successivi accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza di Torino, contenuti nell'annotazlone del 18.6.2012, consentivano di avanzare seri dubbi suI corretto impiego del contributo ministeriale, Gli operanti, infatti, "ipotizzavano" un dirottarnento di risorse su costi non inerenti il progetto di fonnazione per € 2.980.289,80, dei quali € 592.017,39 risultavano certamente estranei all'attivita formativa (trattandosi di spese inerenti fomiture
di energia elettrica, noleggio impianti telefonici, servizi di consulenza, servizi di hosting, pagamenti di imposte e tasse riferiti ad annualita pregrcsse, ecc.). Inoltre, sulla base dei c.d. "time sheet" relativi alle ore di attivita svolte per la realizzazione del progetto formativo (necessari per la rendicontazione delle spese ammissibili sostenute), emergeva che solo fa somma di € 86.723,60 era da ritenersi effettivamente sostenuta, mentre le spese per salari e stipendi relative aI periodo aprile/luglio 2011, per un importo di € 957.231,46, non erano riferibili al piano formativo, Non solo rna buona parte di tale spesa era relativa a pagamenti effettuati a favore di componenti della famiglia ROSSIGNOLO (per complessivi € 133.899) e di dirigenti della DE TOMASO, tra i quali DEGRATE e ALESI (per complessivi € 212.389,30). Infine veniva riscontrato che vi erano addebiti per complessivi € 1.332.617,09, relativi a pagamenti effettuati principal mente nei confronti di fomitori di beni e servizi della DE TOMASO, che non erano inseriti nei documenti di rendicontazione.
Nella successiva annotazione del 19.6.2012 Ia Guardia di Finanza di Pescara comunicava di aver accertato che la polizza fidejussoria n. 42135/2011 era falsa. La G.d.F., infatti, segnalava che iI legale rappresentante della CONFIDI MUTUAL CREDITO (di seguito CONFIDI) di Pescara, DI ROCCO Giorgio Urbano, aveva sporto querela in data 8.3.2011 (allegata all'annotazione), nella quale esponeva (avendo appreso deII'esistenza di falsepolizze fidejussorie apparentemente rilasciate dalla CONFIDI, sia pure con riferimento a documenti diversi da quello oggetto del presente procedimento) che era verosimilmente in atto un'attivita criminale consistente nella messa in opera di truffe consistenti nell'emissione di false polizze fidejussorie a nome di CONFIDI. II DI ROCCO, oltre a precisare che la CONFIDI operava escIusivamente nelle regioni Abruzzo e Molise, e1encava una serie di eIementi grafici riportati sulla polizza fidejussoria risultata faIsa, che non corrispondevano all' originale e segnatamente: ~ indirizzo e-mail modificatodainfo@mutualcredito.it (vero) a infc)(a)confidimutualcredito. it (falso); ~ indicazione del numero verde 800864998 (falso) anziche dei numeri 085/429661 e 085/42966218 (veri). ~ domiciliazione di CONFIDI in Roma via del Corso 128 (falsa) Che la poHzza fidejussoria oggetto del presente procedimento sia falsa risulta comprovato: ::::}dal fatto che su tale documento si riscontrano esattamente Ie stesse discrepanze evidenziate dal Presidente di CONFIDI, DI ROCCO Giorgio Urbano, nelle polizze fidejussorie risuItate false (indirizzo e-mail, numero verde, domiciliazione della CONFIDI); ::::}dal fatto che riscontrabile ictu oculi la fotale diversita tra Ia finna apposta dal DI ROCCO sulla querela e quella (apparentemente) apposta dal medesimo sulla polizza fidejussoria;
=? dal fatto che 1'autenticita della finna del presidente di CONFIDI sulla polizza e stata fatta apparire come attestata dal notaio Rita Maria FIUMARA, circostanza che e risulta (anchessa) falsa posto che il notaio, sentita a s.i.t. in data 25.6.2012 dalla GdF di Roma, ha totalmente discenoseiuto Ia paternita dell'autentica. => daI fatto che 1a corrispondenza scambiata dal Direttore Generale del Ministero Cons. PADUANO Paola con 1a (apparente) CONFIDI, al fine di verificare 1a regolare ernissione della polizza fidejussoria, e avvenuta pres so gli indirizzi (di posta ordinaria e di posta elettronica) falsi e non corrispondenti a quelli effettivamente pertinenti alla CONFIDI. => daI fatto che - come risulta dall'annotazione del 25.6.2012 della GdF dall'esame della contabilita della DE TOMASO non risulta essere stato effettuato alcun pagamento di € 300.000,00 a favore della CONFIDI quale corrispettivo della polizza. => dal fatto che e ovviamente inverosimile che 1a mediazione per l'ottenimento __ci_~l)_'!PQli~~12ot~s-s~ Iecitamente.costare piu.del.quintuplo-del-premio- deHapoiizza-----·---.--stessa e circa 115del val ore del contributo erogato.
Dall'annotazione del 25.6.2012 della Guardia di Finanza di Torino emergeva oitre al fatto che daIl'esame della contabilita della DE TOMASO non risultava essere stato effettuato alcun pagamento di € 300.000,00 a favore della CONFIDI quale corrispettivo della polizza fidejussoria - che i due pagamenti effettuati a favore di LIMONT A Christian costituivano "la provvista per ulteriori bonifici e l'emissione di assegni circolari a favore di alcuni soggetti, alcuni riconducibili alta famiglia ROSSIGNOLO". Infatti LIMONTA Christian, non appena rlcevuto Paccredito del eorrispettlvo della fattura n. 9, ha emesso: => in data 9.8.2011 (cioe il giomo successivo all'accredito del bonifico di € 1.546.360,00) assegno circolare di € 80.000,00 a favore di SANGIORGIO Roberto. Detto assegno e stato versato su un conto corrente che quest'ultimo ha acceso proprio il 10.8.2011 contestualmente al versamento dell'assegno e che ha poi estinto in data 31. 8.20 11, due giorni dopo aver effettuato iI bonifico dell'intera somma a favore di ALESI Massimiliano, amministratore e socio della DE TOMASO AUTOMOBILI S.p.A.; => sempre in data 9.8.2011, tre assegni clrcolari deII'importo di € 21.000,00 ciascuno (per un totale di € 63.000,00) a favore di CORBETTA Rossella, socio ed amministratore pro-tempore della DE TOMASO spa. Due di detti assegni sono stati versati dalla beneficiaria su un proprio conto corrente in data 29.8.2011 ed il successivo 2.9.2011 la CORBETTA ha disposto due bonifici di € 21.000,00 ciascuno, uno a favore di sua figlia DURANTE Martina (convivente di ROSSIGNOLO Gian. Luca) ed uno a favore di ROSSIGNOLO Gian Luca, II successivo 13.9.2011 DURANTE Martina ha effettuato un pagamento a favore di ROSSIGNOLO Gian Luca deIl'importo di f 12.000,00.
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II terzo assegno e state versato da CORBETTA Rossella sempre in data 29.8.2011, su un altro conto a lei intestato e dopo due giorni la stessa somma di € 21.000,00 e stata da costei bonificata a favore di ROSSIGNOLO Gianluca, Elementi di rilievo per la ricostruzione della vicenda sono emersi anche dai verbali di s.i.t, di alcune persone informate sui fatti, che hanno confennato che i eorsi di formazlone professionale per i quali erano stati erogati i flnanziamenti non sono stati tenutl (se non in minima parte). Significative sono Ie dichiarazioni rese da PRO VERA Carlotta (responsabile del personale dello stabilimento Pininfarina di Grugliasco) in data 30.5.2012 e 28.6.2012, delle quali si riportano di seguito alcuni stra1ci: "D. Le attivita dedicate da ogni singolo dipendente della DE TOMASO relative al progetto 'Orientati al futuro' sono state documentate da 'time sheet' 0 in altro modo? R. No. Ricordo che ovviamente, per non perdere tl!.t~Cl_ __q_lJjyj!CJ__§yjJYJ2l2aLaL -~--------~---.-----------.-----.-----precectenlemenfeaUawio(Iei-co-rsT-(setiembreioTi) ',-fa dlrlgenza aveva stabilito che il numero preciso dl ore dedicate da ciascun lavoratore coinvolto sarebbe stato calcolato a posteriore, in fase di rendicontazione, con I 'obiettivo di documentare costi sino a capienza massima. A tal proposito voglio evidenziare che, proprio in merito a questa argomento, io non ero molto d'accordo sulla metodologia concordata poiche ritenevo, come peraltro previsto dalla disposizioni di merito, che i costi rendicontati dovessero corrispondere aile attivita effettivamente svolte. Questa mia disposizione ha creato qualche problema, nel senso che una parte della dirigenza (famiglia ROSSIGNOLO) tendeva a cercare di massimizzare la spesa includendo anche costi non ammissibili 0 percentuali di costo troppo alte ( ...J. Ricardo che a gennaio di quest 'anno, quando ero in cassa integrazione, ho ricevuto la richiesta da Gianluca ROSSIGNOLO di convocare tutto it personale coinvolto nel progetto per firm are i "time sheet", frutto della rendicontazione preparata dall'Ing. BALDACCL 10 non ho accettato esponendo Ie mie ragioni (. ..j. I corsi sono regolarmente iniziati, perlopiu con docenti interni, ma si manifesto carenza dei materiali necessari per svolgere le attivita (. ..). Inoltre i problemi piu rilevanti sono insorti quando i locali, a partire da ottobre 2011 non sono pin stati riscaldati, a causa del mancato pagamento delle forniture di gas. Ovviamente gli operai si sono riflutati di continuare le attivita formative e per queste ragioni i corsi sono stati sospesi a dicembre 2011". Anche la dott.sa CASAGRANDE Paola, dirigente della Regione Piemonte, ha riferito, nel verbale di sit del 27.6.20122, che i corsi risultano essere stati soltanto .avviati, poi reiteratamente interrotti e mai ripresi, e per soli 67 lavoratori sugli ~Itre 1.000 previsti da1 progetto finanziato, senza che la DE TOMASO abbia mai dato contezza delle modal ita d'impiego del contributo percepito. Infine - anche a fronte della mancata risposta dei dirigenti della DE TOMASO alle ripetute richieste del
1 Cioe la progettazione dei corsi, che perc evidentemente non era e non poteva essere l'oggetto del contributo, che riguardava invece l'effettiva somrninistrazione dei corsi. 2 AI quale e allegata anche una relazione a sua firma, dalla medesima integralmente confermata, che ricostruisce tutto I'iter del finanziamento fatto alia DE TOMASO.
Ministero di inforrnativa sull'andamento dei corsi di formazione e di trasmissione della relativa documentazione - in data 7.6.2012 il Ministero ha revocato il contributo concesso per "mancanza di attivita realizzate" ed ha richiesto (senza alcun esito) alla societa DE TOMASO la restituzione dell'importo erogato di € 7.681.700,00 oltre interessi legali, tanto che in data 26.6.2012 analoga richiesta e stata avanzata alla CONFIDI, in qual ita di (apparente) fidejussore.
GIUDICA DEL FATTO
A fronte di quanta sopra esposto deve ritenersi pacificamente provato: • che Ia DE TOMASO ha ottenuto il finanziamento pubblico di € 19.204.207,00 - erogato a titolo di anticipo nella misura di € 7.681.682,80 - sulla base della polizza fldejussoria falsa, che costituiva il presupposto per l'erogazione del finanziamento; --- --------- -------.-clie-ra-TaIsapoliizae-sfafii--creata-corianificlpanic61annenre so1isticali;-]Jos1cn;n-e----I'autenticita della firma del presidente di CONFIDI sulla polizza e stata fatta apparire come attestata dal notaio FIUMARA Rita Maria, allegando l' autentica di firma che, come si e visto, e risulta (anche questa) falsa. • che il denaro percepito con il finanziamento poteva/doveva essere utilizzato esclusivamente per portare avanti il progetto "Orientati al Futuro", che prevedeva corsi di fonnazione professionale qualificata per oltre 1.000 dipendenti; • che tali corsi di formazione non sono stati tenuti (se non in minima parte); • che Ie somme percepite a titolo di anticipo sono state quasi interamente utilizzate per scopl diversi da quem ai quali erano destinati; • che, in particolare, parte di dette somme sono state anche utilizzate per il pagamento al LIMONT A della fettura dl € 1.536,360,00 di importo chiaramente esorbitante rispetto al valore di una lecita mediazione finanziaria; • che il LIMONT A ha immediatamente "glrato" una quota di quanta percepito ad ALESI Massimiliano, all'epoca direttore generale di DE TOMASO (€ 80.000,00) e a ROSSIGNOLO Gianluca, figlio di ROSSIGNOLO Giovanni Mario (€ 63.000,00), previa la triangolazione su conti correnti di terzi della quale si e detto in precedenza.
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Quanto alla qualificazione giuridlca del fatto, deve condividersi appieno l'impostazione del P.M., secondo il quale tale condotta integra il reato di cui all'art, 640 bis c.p. (e non gia il reato di cui aU'art. 316 ter c.p.) I caratteri distintivi dei due reati sono stati delineati dane Sezioni Unite della Suprema Corte, che - a fronte del fonnarsi di due diversi orientamenti - hanno ritenuto che andasse privilegiato I' orientamento che "ten de invece a mantenere fermi i limiti tradizionali della fattispecie di truffa, ritenendo che siano riconducibili all'art. 316 fer c.p. solo 0 comunque soprattutto quelle condotte cui non consegua un'induzione in errore 0 un danno per l'ente erogatore", precisando che "l'ambito di applicabilita dell'art. 316 ter c.p. si riduce cosi a situazioni del tutto rnarginali, come quelle del mero silenzio antidoveroso 0 di una condotta che non induca effettivamente in errore l'autore della disposizione patrimoniale" e che
"l'effettivo realizzarsi di una falsa rappresentazione della rea Ita da parte dell'erogatore, con la conseguente integrazione degli estremi della truffa, pUG dipendere, oltre che dalla disciplina normativa del procedimento, anche dalle modalita effettive del suo svolgimento nel singolo caso concreto. E quindi l'accertamento dell'esistenza di un'induzione in errore, quale elemento costitutivo del delitto di truffa, ovvero la sua mancanza, can la conseguente configurazione del delitto previsto dall'art. 316 fer c.p., questione di fatto, che risulta riservata al giudice del merito" concIudendo pertanto con l'enunciazione del seguente principio di diritto "1 delitti di cui agli art. 316 ter e 640 bis c.p., conjigurabili entrambi, diversamente dal delitto previsto dall'art. 316 bis C.p., anche nel caso di indebita erogazione di contributi di natura assistenziale, sono in rapporto di sussidiarieta e non di specialita. Sicche if residua le e menD grave delitto di cui all'art. 316 ter, che diversamente da quello di cui all'art. 640 bis c.p. assorbe anche i delitti di falso ideologico previsto dall'art. 483 c.p. e di usa di attofalso previsto dall'art. 489 c.p., configurabile solo quando difettino nella condQ_tl_q_gjL(!-§_(r_emLdella_truffa~(Gass.-------------~ ---_--- __ ---~----------SS:lJU~J g_-4.ZaoTri~T65(8)----------------""----
Tale interpretazione ha poi trovato puntuale conferma nelle successive pronunce della Corte di Cassazione, che ha ribadito che "11 reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter cod. pen.) differisce da quello di truffa aggravata per if conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis cod. pen.) per la mancanza dell'elemento dell'induzione in errore, la quale pUG anche desumersi dalfalso documentale allorche 10 stesso, per le modalita di presentazione 0 per altre caratteristiche, sia di per se idoneo a trarre in errore l'autorita" (cfr, Casso sez. 3" 1.12.2011 n. 2382 - nella stesso senso anche Casso sez. 2" 18.2.2009 n. 21609 - Casso sez. 2" 25.11.2008 n. 45422 - Casso sez, 6" 26.6.2007 n. 30155) Nel caso di specie e di tutta evidenza che il Ministero del Lavoro e state indotto in errore, in quanta si e detenninato all'erogazione del finanziamento sulla base della presentazione di una falsa poIizza fidejussoria, checostituiva iIpresupposto e la condizione per la erogazione stessa, come si evince daI tenoreletterale dena documentazione inatti. E'pertahto-pacificoche il Ministero e statoindotto in inganno dal documento apocrifo, fonnato attraverso un' operazione fraudoientaorch-estrata----con partlcOTannente attenzione e professionalita, se si considera che I'autenticita della firma del presidente di CONFIDI sulla polizza e stata fatta apparire come attestata dal notaio FIUMARA Rita Maria, circostanza che, come si e visto, e risulta (anche questa) falsa. E', quindi, evidente che non si e in presenza del reato "residuale" di cui all' art. 316 ter c.p., bensi del reato di truffa aggravata disciplinata dall'art. 640 bis c.p. Parimenti corretta appare la contestazione della circostanza aggravante di cui all'art. 61 n. 7 c.p., dovendosi ritenere che il danno cagionato allo Stato sia pari all'entita complessiva del finanziamento erogato (cf. Casso sez. 2" 12.5.2011 n. 35355) e quindi di rilevante entita; cio a maggior ragione nel caso di specie, posto che, come si e detto, i corsi per la formazione professionale non sono stati tenuti e che le somme erogate non sono state utilizzate, se non eventual mente in parte, per il fine per il quale sono state stanziate,
I GRAV! INDIZI A CARICO DEGLI INDAGATI A fronte di tutto quanta sopra esposto deve ritenersi pacificamente provata la sussistenza dei gravi indizi di reita a carico di tutti gli indagati. DEGRA TE Claudio il dirigente della DE TOMASO che ha seguito in prima persona 1a pratica di finanziamento. Da tutta la documentazione acquisita, relativa a1 finanziamento in esame, emerge che il DEGRATE: ~ e colui a1 quale era affidato, nell'ambito di DE TOMASO Spa, il compito di relazionarsi con il Ministero e con Ie autorita regionali per l' avvio del progetto. SuI punto significative sono le dichiarazioni di PROVERA Carlotta, Ia quale ha riferito che il D EGRA TE "aveva I 'incari£(LJJi_"_elCl~ionqrsL_c_Qn _ _]a_______ -------------------coiffmfssione-Europea,--irMznlstero-ecoIt Ie -A-;;t;;~itaregionali per I' ottenimento dei contributi pubblici e I 'avvio del progetto" (sit 30.5.2012). ~ e colui che aveva costantemente il ruolo di interlocutore diretto degli enti istituzionali. Cia e dimostrato dalla documentazione agli atti e dalle dichiarazioni rese dalla dott.sa CASAGRANDE Paola, la quale ha riferito che ''per quanta riguarda la gestione amministrativa del rapporto con la DE TOMASO spa preciso che la Regione ed in particolare la mia Direzione ha avuto contatti soprattutto con if dr. DEGRATE (. ..). A memoria direi cite soltanto in un 'occasione io ebbi a trattare anche con l'ing. Giovanni Mario ROSSIGNOLO - il padre. Credo che costui avesse contratti soprattutto con if livello politico-istituzionale della Regione e precisamente con I 'Ass. PORCHIETTO" (sit. 27.6.2012); ~ e coIui che controfirmava i documenti ufficiali (come it vademecum per la realizzazione del progetto, la rettifica della stesso e tutti gli altri documenti allegati aI fascicolo processuale); ~ e colui che ha richiesto al Ministero del Lavoro it pagamento del contributo di € 7.681.683,00 con missiva del 25.7.2011, aUegando 1a falsa polizza fidejussoria; ~ e colui che ha sottoscritto la polizza falsa, della quale anche si vantava. SuI punto significative sono le dichiarazioni di PROVERA Carlotta "Ricordo che era stata presentata una polizza jidejussoria ma se ne era occupato if dr. DEGRA TE. L 'unica cosa che ricordo che 10 stesso sf vantava di essere riuscito ad ottenerla nonostante i rifiuti di diversi istituti di credito, poiche sf erano accorti di essere stati inseriti nella 'lista nera' del clienti poco affidabili" (sit 30.5.2012). E aneora "Quanta alia polizza fidejussoria ricordo che durante I' estate del 2011 - io ero a casa in CIG - DEGRA TE mi comunico di essere riuscito jinalmente ad ottenere la polizza. In precedenza sempre da DEGRATE avevo appreso che nonostante fossero stati contattati diversi istituti bancari e finanziari, nazionali ed esteri, nessuno di questi era stato disponibile a rilasciare la polizza in quanta DE TOMASO era inserita nella !ista nera dei pagatori. Poi DEGRATE mi spiego che, nonostante questo problema ma grazie alia sua bravura, era riuscito ad otten ere if rilascio di detta polizza" (sit 28.6.2012).
che ha materialmente consegnato la polizza falsa al Ministero, SuI punto si richiama la e-mail trasmessa dalla dott.sa NICASTRO Paola del Ministero del Lavoro, Ia quale ha riferito che "la polizza (idejussoria n. 00004213512011 emessa in favore della DE TOMASO spa stata consegnata a mani dal dott. Claudio DEGRATE'
~ e colui
ROSSIGNOLO Giovanni Mario e, come evidenziato dal P.M. nella richiesta di misura cautelare, "il principale protagonista del proclamato rilancio, can DE TOMASO Spa, della produzione di autoveicoli di qualita", Sebbene, come si e visto, l'operazione relativa al finanziamento per la fonnazione sia stata seguita in prima persona da DEGRATE, non puo essere messo in dubbio il pieno coinvolgimento di ROSSIGNOLO Giovanni Mario. Egli era il presidente del consiglio di amministrazione di DE TOMASO, cioe della sQ"~j~abeneficiaria dell'erog~d era it vera promot~J'intera operazione di "salvataggjp" della PininfaI:ina~__ L.c_uLj legata_Ja-richiesta-dei--finanziamenti----------------< pubbIlci.-- .. .. personalmente ad avanzare le richieste di finanziamento (non solo quello qui in esame, rna anche quello per 10 sviluppo del progetto UNIVIS, che a sua volta ha portato allo stanziamento di un contributo regionale di € 7.500.000, poi effettivamente erogato fino a oggi nella rnisura di € 5.753.995,83; trattasi di operazione descritta nell'annotazione della GdF del 21.6.2012 e sulla quale sono in corso accertamenti da parte del P.M., il quale nella richiesta di misura cautelare ha puntualmente osservato che e "Inutile dire ehe neppure questa progetto ha sortito alcun risultato concreto, se non quello di protrarre I 'agonia di un 'azienda decotta con sperpero di denaro pubblico"). ROSSIGNOLO Giovanni Mario e state il centro propulsore per la percezione dei contributi, il percettore degli stessi e il gestore dei fondi COS!ottenuti, dirottati per finalita illecite: anch'egli aveva costantemente un ruolo di interlocutore diretto degli enti istituzionali, come dirnostrato dalla documentazione agli atti e dalle dichiarazioni rese dalla dott.sa CASAGRANDE Paola ("A memoria direi ehe soltanto in un 'occasione io ebbi a trattare anche con l'ing. Giovanni Mario ROSSIGNOLO - if padre. Credo ehe costui avesse contratti soprattutto con it livello politico-istituzionale della Regione e precisamente con I 'Ass. PORCHIETTO" - sit. 27.6.2012); InoItre il ROSSIGNOLO, come confermato nel verbale di sit del 26.6.2012 da ~ANCA. Gior?io (Dirigen~e d~lla Banca Patrimoni Sella ~ C.), ha personal~~nte!l·' dISPOStOII bomfico bancano dt € 1.536.000,00 a favore dI LIMONTA ChristIan, .' effettuando il pagamento on il denaro del contributo pubblico appena ricevuto (senza il quale tale pagamento non si sarebbe potuto eseguire perche il conto era incapiente). N6 puo essere sottovalutata la circostanza che la fidejussione falsa e stata ottenuta dopo che DE TOMASO si era rivolta a moltissimi istituti di credito sia in Italia che all'estero per ottenere detta fidejussione, ricevendo sempre e solo dei rifiuti (come confennato dalle dichiarazioni sopra riportate di PROVERA Carlotta). Tale lungo e travagliato it~cons..ente ulterionnente di escludere senza tellLa di smentita ch'L l'acguisizione della po_lizza fide'ussoria falsa possa essere avvenuta all'insaputa del ROSSIGNOLO. . 11
E' state proprio it ROSSIGNOLO
LIMONTA Christhm e colui che ha procurato la polizza falsa. Per questo e state pagato da DE TOMASO con la cospicua somma di € 1.536.000,00, assolutamente sproporzionata rispetto al (presunto) costa della stessa (€ 300.000,00) ed al valore della garanzia (€ 7.681.683,00). InoItre il LIMONTA, non appena ricevuto I'accredito di tale somma, ha immediatamente "girato" parte del corrispettivo, a seguito delle triangolazioni finanziarie sopra indicate, a persone riconducibili a DE TOMASO (ALESI e ROSSIGNOLO Gianluca),
Sussistono, a carico di tutte e tre gli indagati, le esigenze cautelari di cui all'art. 274 c.p.p. ed in particolare quelle di E_uL~!1'_~rt_!__27_"_~.IM)_.J~tt.A)-e-!ett.4----~------------------------ ..
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... ----.~--.--
SuI punto deve richiamarsi integralmente l'articolata motivazione del P.M. - che di seguito si riporta - che ha ricostruito in modo assolutamente condivisibile i tratti salienti non solo della presente vicenda, rna anche di altre operazioni ad essa collegate, che contribuiscono a delineare la personalita degli indagati, "II reato commesso di spiccata gravita per l'ingente danno arrecato aile casse pubbliche, per Ie modalita esecutive fraudolente, per la cornice in cui sf inserisce, per fa personalita degli indagati che il fatto disvela. 11 danno ammonta a £ 7.681.682,80, somma in assoluto di rilevantissimo importo. Ne va pretermessa la circostanza che if contributo complessivamente stanziato era di £ 19.204.207. L~ che ha perrnesso il rilascio del jinanziamento _particolarmente _, sofisticqta. In[..atti, fa polizza fasulla riproduce in maniera credibile Ie polizze qutentiche emesse da una societa realmente esistente e operante suI mercato settore, ma nella specie ignara dell'abuso comm~ Si valuti anche adeguatamente fa circostanza che quando if Ministero del Lavoro, messo in allarme - peraltro post factum - da notizie giornalistiche, dei;ise d.i.._ richiedere al p_residente di CONFIDI con&rma della genuinita della polizza ne fiCiiVe'ife risposta positiva, evidentemente ad opera di quegli. stessi soggetti che -~ avevano architettato la contraffazione (nota: si vedano le dichiarazioni rese da PADUANO Paola e la documentazione dalla medesima allegata, in merito ana scambio di mail avvenuto - con tutta evidenza - su indirizzi di posta elettronica fasulli e creati ad arte).
Questa sofisticata artefazione documentale, sicuramente attribuibile - quantomeno nel consapevole utilizzo - anche a ROSSIGNOLO geJta nuova e inquieta~ sull'oscura vicenda dell'evanescente investitore cinese', che_ avrebbeudovuio '_:__::__:_:_::_=--=--=~'---'___;__:_:_c..=--'-'---' ,
'-'_ •. __ ~"__ ~=_,_ __ __:__,. ._~---.-"'-_ ..
era comparso un indiano, evaporato anch'egli in breve.
"salvare" fa DE TOMASO con 1'iniezione di ingentissimi capitali, "naturalmente" mai arrivati. Ebbene, in quel contesto - che aveva come sfondo la trattativa con if Ministero dello Sviluppo per la concessione della eassa integrazione e fa stessa sopravvivenza del progetto UNIVIS (per if quale, ricordiamo, non erano aneora stati erogati tutti i fondi stanziati, come non 10 erano stati per il progetto della formazione) - fu consegnata af Ministero da ROSSIGNOLO Giovanni Mario una contabile bancaria, che doveva attestare I'esistenza in capo al partner cinese di fondi per 500 mln di euro presso la Barclays di Londra, circostanza che si invece rivelata totalmente falsa, come falso if documento', Ora, non chi non veda a chi giovava I 'apparenza di un investitore dalle immense disponibilita finanziarie, se non a chi eercava con ogni mezzo di proseguire in una iniziativa velleitariamente imprenditoriale, (ora aceertato come) segnata dallo stigma dellafrode.
------~-~--Dcco;~re iiliresrporre in ;ola;:;;-~videnza che il destino della societa DE TOMASO inesorabilmente segnato dall'azzeramento completo del capitale sociale, determinato dalla colossale perdita di oltre 23 mln di euro, cifra tra I 'altro risalente a un anna fa (bilancio aI30.6.2011). La societa stata posta in liquidazione, l'attivita da tempo ferma, i proclamati programmi di sviluppo industria Ie sono miseramente sfumati, sicuramente anche per la mala gestio aziendale. In altri termini, la societa decotta e votata alfallimento. Esistono due istanze di fallimento, una presso if Tribunale di Livorno (nota: depositata in data 25.5.2012, con udienza fissata il 4.7.2012), l'altra presso if Tribunale di Torino (nota: depositata in data 30.5.2012, con udienza fissata il 5.7.2012), che ben difficilmente potranno essere respinte, stante la situazione oggettiva in cui versa la societa. Orbene, cio significa che tutta una serie di episodi di frode e di malversazione, molti certo ancora da approfondire, assumeranno una connotazione delittuosa ancora piu grave sub specie di bancarotta Jraudolenta.
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Le eondotte ascrivibili agli indagati, come sopra descritte, ne manifestano la spieeata capacita criminale, per nulla attenuata dalla incensuratezza. Al contrario, non puo non essere severamente rimarcato - anche per if giudizio prognostico dt reiterazione, in partieolare a riguardo di ROSSIGNOLO -, che l'intera vicenda della acquisizione da parte di DE TOMASO del ramo di azienda ex PININFARlNA, e comunque la gestione del suo annunciato salvataggio attraverso "miracolistici" programmi di innovazione teenologica e di formazione professionale, risulta essere stata eondotta - a un obiettivo sguardo retraspettivo con la ealeolata predeterminazione di procurarsi ingenti somme per dirottarle illecitamente a favore di economie terze rispetto all 'azienda, per avere la possibilita di pagare alia famiglia ROSSIGNOLO e at dirigenti generosi emolumenii', per continuare a trascinare una situazione economico-patrimoniale dell 'azienda da tempo chiaramente disastrosa e irrecuperabile, con I'intento di
V. dichiarazioni di Hugh Malirn, rappresentante legale della Barclays in Italia, ROSSIGNOLO riceve nel2010 emolumenti da DE TOMASO per € 559.737.
lucrare nel frattempo le ulteriori rate dei contributi pubblici gia deliberati addirittura di ottenerne di nuovi", if tutto can consapevole spregio delle finalita pubblico interesse connesse ai finanziamenti, posto che ne le lstituzioni ne societa, ed in primis le maestranze di DE TOMASO Spa, hanno mat visto benche minima frutto delle ingenti risorse pubbliche erogate (oltre 13 mln euro).
e di la if di
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Esiste un concreto pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede sia perche non sana stati aneora erogati tutti i contributi stanziati' sia perche, comunque, tutti e tre gli indagati svolgono attivita imprenditoriale nell 'ambito della quale e stato commesso il reato addebitato. ROSSIGNOLO Giovanni Mario il liquidatore della societa che ha beneficiato dei contributi pubblici. Egli ha tuttora disponibilita finanziarie sui conti correnti societari, che potrebbero essere rivolte a impieghi non conformi ai vincoli di destinazione imposti. degli enti pu_lzqJ£fijjnQ&jglOLi.----------------.--.----------.--.---.--------.--.----nelio-stato--(jT d~cozione in cui versa trova la societa qualsiasi attivita gestoria pUG facilmente assumere connotazioni delittuose sotto il profilo della bancarotta distrattiva 0, quantomeno, prejerenziale. Egli risulta essere rappresentante legale di altre societa e, quindi, anche in relazione a queste potrebbe operare per reiterare delitti della stessa specie di quello per cui si procedei. DEGRATE procuratore della DE TOMASO con ampie deleghe, come da dettaglio della visura camerale, con particolare riguardo al personale, ma con poteri di rappresentanza della societa nei rapporti con enti pubblici, ministeri, organismi comunitari e internazionali, anche per l'ottenimento di corsi di jormazione. Egli e, dunque, depositario di poteri gestori che, nonostante Ia messa in liquidazione della societa, possono concretamente favorire la commissione di delitti della medesima specie. LIMONTA Christian titolare di impresa individuale come agente in attivita finanziaria, ovverosia I 'attivita che gli ha consentito di presentare come autentica la falsa polizza della CONFIDI Egli, dunque, nella condizione, proprio per la sua attivita professionale, di commettere nuovi gravi delitti della stessa specie.
Ricorre, altresi, un fondato e rilevante pericolo di inquinamento delle prove. La contrajJazione della polizza CONFIDI, le dichiarazioni di Provera in merito alia volonta della dirigenza DE TOMASO di giustificare a posteriori Ie ore di corso della formazione professionale, Ia vicenda della faIsa contabile rappresentativa di disponibilita finanziarie per 500 min di euro, sono concreti elementi prognostici di manipolazioni contabili e documentali relativamente alle spese da rendicontare. In proposito si consideri che la verifica della carretta imputazione di costi inerenti aifinanziamenti ricevuti, non solo quello per fa formazione, rna anche quello per if
V. i lanci di agenzia del 20.6.2012 secondo cui la famiglia ROSSIGNOLO, con elevata temerarieta, avrebbe richiesto (si puo aggiungere: "spudoratamente") alla Regione Piemonte ben 55 mln di euro per tenere in vita Ia De Tomaso. 7 I contributi per il progetto UNIVIS non risultano bloccati. 8 V. schedapersonale, GdF 25.6.12, all. 3).
progetto UNIVIS, sono in corso e if risultato dell 'accertamento puo essere irrimediabilmente pregiudicato da interventi manipolatori 0 da condotte di occultamento. Ne QUO valere all ~tQ la circostanza che la documentazione puo essere attinta, C;;me in effetti stato, dagli enti pubblici interessati e dalla stessa societa, poiche che interessa altro rispetto alla documentazione ufficiale. Senza dire che per if riscontro della documentazione raccolta 0 ancora da raccogliere sara necessario escutere personale della DE TOMASO, che potrebbe essere condizionato dai rappresentanti della societa, ove lasciati in liberia. In propos ito, sf ricordi quanta ha dichiarato Provera della preannunciata iniziativa di convocare if personale per la sottoscrizione a posteriori di "time sheet", che sarebbero stati " ideologicam ente falsi".
Le considerazioni svolte dal P.M. sono, come si e detto, pienamente condivisibili e totalmente esaustive di talche nulla puo_(;!§~ere gghm!.9_p~r~QmproYJU'eJ~esistenza-~----~~--~~---~----·-~a ---------aeUeesIgenzecautehii1;Tridubbiamente e particolannente serie. Tali circostanze privano di ogni significato l'incensuratezza degli indagati in quanta denotano una capacita criminale non trascurabile, seriamente detenninata, svolta in forma "professionale", che induce a ritenere che I'attivita illecita posta in essere sia tutt'altro che episodica, sicche e concreto ed elevato iI pericolo di recidivanza. In considerazione della gravita dei fatti commessi, delle rilevanti esigenze cautelari ad essi connesse e della personalita degli indagati (inc1ini a qualunque sotterfugio ed artificio per raggiungere i propri scopi), unica misura idonea appare - con riferimento a DEGRATE Claudio e LIMONTA Christian - quell a della custodia cautelare in carcere. Infatti, la misura degli arresti domiciliari non e in grade di garantire la necessaria ed assoluta "neutralizzazione" dei pericoli sopra indicati, poiche anche eventuali Iimiti e divieti nella comunicazione con terzi sono facilmente eludibili e comunque non tali da assicurare che gIi indagati non possano continuare in attivita iIlecite e/o porre in essere attivita di inquinamento delle prove, anche avvaIendosi della complicita di terze persone. Quanto a ROSSIGNOLO Giovanni Mario valgono indubbiamente analoghe c~ni. Nei suoi confronti, tuttavia, il P.M--:ha (correttamente) evidenziato che deve trovare applicazione (avendo egli I'eta di 81 anni) I'art. 275 co. 4 c.p.p. che non consente l'applicazione della custodia cautelare in carcere qualora non ricorrano esigenze cautelari di "eccezionale rilevanza", con conseguente richiesta della piu attenuata misura degli arresti dorniciliari, rafforzata daI ~divieto. di comunicazione co~ p~rsone diverse da queUe che cORTuLcoabitan0-o 0 che 10 assistono, al fine di evitare che egli possa continuare a gestire attivim i~renditoriaIi anche per interposta ~sona. =~Talencblesta creve essere: accofiam quanto, come si e anticipato, Ie esigenze cautelari sono sicuramente di grande rilevanza sicche misure piu attenuante di quella richiesta dal P.M. non sarebbero in alcun modo idonee a farvi fronte. 15
Le rnisure sopra indicate appaiono proporzionate all' entita del fatto e alla pena che verrebbe verosimilmente irrogata in caso di condanna; cia anche in considerazione del fatto che 1a prognosi di recidiva specifica fondata sulla sussistenza di un concreto ed elevato peri colo di reiterazione di reati della stessa indole da parte degli indagati fa venir meno il presupposto essenziale per la concessione del beneficia della sospensione condizionale della pena, ovvero 1a presunzione che il colpevole si asterra in futuro dal commettere ulteriori reati. Da ultimo si rileva che non sono stati presentati elementi a favore di nessuno dei tre indagati e che non ricorrono Ie condizioni di cui all'art. 273 comma 2 c.p.p., non essendo concedibile in astratto alcuna causa di estinzione della pena e non apparendo in concreto il fatto commesso in presenza di alcuna causa di ---~---------~-----giustifrcaziDnet,-dt-nT)frpuhiotl1ta:-~--------~-.. ----... - . ------ ..----~------------~-.-.~--------~~-------SuI punto va precisato che in data 13.4.2012 il P.M. ha sentito a s.i.t. ROSSIGNOLO Giovanni Mario (peraltro esclusivamente sulla vicenda dei "cinesi") e che Ie dichiarazioni rese da costui (non utilizzabili "centro" di lui, ai sensi delI'art. 63 c.p.p.) ed accompagnate da una memoria, non sono in alcun modo idonee ad influire "positivamente" sulle considerazioni sopra esposte, in quanto non fomiscono alcun eIemento atto a smentire 0 a sminuire Ie risultanze delle indagini sopra riportate.
Visti gli artt.272 ss. c.p.p. Applica nei confronti di DEGRA TE Claudio e LIMO NT A Christian la misura cautelare della CUSTODIA IN CARCERET';) (Z " ~, Ordina che i medesimi siano tratti in carcere ed ivi tenuti a disposizione della A.G. Applica nei confronti di ROSSIGNOLO Giovanni Mario fa misura cautelare degli ARRESTI DOMICILIARI presso l'abitazione sita in Moncalieri strada Santa Brigida 64 Visto 1'art. 284 co. 1 c.p.p., ORDINA a ROSSIGNOLO Giovanni Mario di non allontanarsi da tale abitazione senza l' autorizzazione del giudice procedente. Visto l'art. 284 co. 2 c.p.p. FA DIVIETO a ROSSIGNOLO Giovanni Mario di comunicare sia personalmente, sia per interposta persona, sia attraverso qualunque mezzo (quali telefono, computer 0 aItro) - can persone diverse da quelle che con lui coabitano 0 che 10 assistono. AVVISA 1'indagato che in caso di inosservanza delle prescrizioni sopra indicate potra essere disposta la misura cautelare della custodia in carcere.
Dispone Ia trasmissione degli atti al P.M. per I'esecuzione, e per Ie
comunicazioni di competenza.
Dispone che gli atti siano depositati in cancelleria per cinque giorni a partire dalla notifica del relativo avviso ai difensori. Manda aIIa cancelleria per gli adempirnenti di competenza Torino, 4.7.2012 II Giudice
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