Source: https://www.consiglio.marche.it/attivita/assemblea/sedute/scheda.php?seduta=31&leg=X
Timestamp: 2020-06-04 21:10:54+00:00
Document Index: 95375184

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 12']

Consiglio - Assemblea legislativa regionale delle Marche - Resoconto della seduta n.31 del 24/05/2016
Resoconto della seduta n.31 del 24/05/2016
SEDUTA N. 31 DEL 24 MAGGIO 2016
La seduta inizia alle ore 10,25.
PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 31 del 24 maggio 2016. Do per letto il processo verbale della seduta n. 30 del 17 maggio, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
è stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
n. 16 in data 18 maggio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Approvazione, ai sensi dell'articolo 21, comma 2, lettera d) dello Statuto della Regione Marche, dell'accordo di collaborazione tra la Regione Marche e la Repubblica di San Marino in campo sanitario e socio-sanitario”, assegnata alla IV Commissione in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della l. r. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della l. r. 15/2008;
e' stata presentata la seguente proposta di regolamento regionale:
n. 3 in data 19 maggio, ad iniziativa dei consiglieri Talè, Giancarli, Urbinati, Minardi, Rapa, Marconi, Traversini, Celani, concernente: “Modifica al regolamento regionale 13 novembre 2001, n. 2 'Attuazione della legge regionale 20 gennaio 1997, n. 10 e successive modificazioni'”, assegnata alla IV Commissione in sede referente;
n. 128 dei consiglieri Malaigia, Zura Puntaroni, Zaffiri, concernente: “Prevenzione maltrattamenti e abusi negli asili e nelle strutture socio assistenziali”;
n. 129 dei consiglieri Fabbri, Pergolesi, concernente: “Aggiornamento Piano Sanitario e contrarietà alla realizzazione dell'Ospedale Unico a Fosso Sejore (PU)”;
n. 130 dei consiglieri Mastrovincenzo, Busilacchi, Zura Puntaroni, Maggi, Leonardi, Bisonni, Rapa, Marcozzi, Marconi, Carloni, concernente: “Rinnovo del contratto collettivo nazionale del pubblico impiego”
Interrogazione n. 162
"Esami specialistici e liste d'attesa”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 162 del Consigliere Maggi.
Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Maggi riferisce di un caso, nella fattispecie, di un malato oncologico e del percorso per le necessarie visite correlate alla malattia. Oltre l’atto che lui cita, il Piano sanitario, con la deliberazione del 29 settembre 2015 si metteva in atto l’attuazione di dieci punti per l’abbattimento delle liste di attesa.
Un punto particolarmente qualificante è quello della presa in carico dei pazienti cardiopatici, oncologici, diabetici, nefropatici e, per quanto riguarda l’INRCA, anche pazienti neurologici. Con la presa in carico, il problema evidenziato nell’interrogazione viene superato in quanto vi è un effettivo ribaltamento dell’attività di prenotazione dal paziente al soggetto che ha preso in carico il paziente stesso. Quindi non sarà più, e non è più in quanto già da un paio di mesi è in atto la sperimentazione, il paziente che prenota al CUP le visite, andando sulle agende generaliste, ma ci sono agende dedicate per la presa in carico e sulle quali sarà lo stesso medico che segue il paziente a portare avanti il suo percorso di cura.
Un fatto molto importante sia sotto il profilo dell’efficacia del percorso che della qualità del rapporto tra il cittadino, affetto da una patologia importante, e il Servizio sanitario regionale perché con la presa in carico cambia la modalità di assistenza.
Non solo la presa in carico è stata attivata, non solo c’è un monitoraggio interno previsto dalla stessa delibera, ma rafforzeremo quest’azione nel mese di giugno, dopo l’approvazione della variazione di bilancio, con una campagna di comunicazione rivolta ai pazienti nefropatici, oncologici, cardiopatici, perché segnalino ogni disfunzione all’interno della presa in carico.
Il tema non è solo quello di proclamare, annunciare iniziative, ma è quello di dare gli strumenti al cittadino per poter ottenere quel necessario feed back oltre, chiamiamola, l’autovalutazione delle strutture, in modo da risolvere eventuali problemi, disfunzioni o anche disinformazioni che ci possono essere nei confronti del cittadino stesso.
Come ho detto è già tutto in atto e a giugno faremo anche quest’altra azione, questo strumento in più, in modo che, primo, il paziente sappia che ha quest’opportunità; secondo, che ci segnali quando, per una qualunque ragione, non sia avvenuta la presa in carico in modo che possiamo operare le necessarie correzioni sul sistema.
Oggi ho già avuto quei feed back, non misurati e collaudati da un sistema oggettivo, molto positivi rispetto a questo sistema, quindi sono sicuro che la scelta che abbiamo fatto corrisponde a quel desiderio che l’interrogante poneva nel momento in cui si assume il problema di una persona, gravemente malata, che ha difficoltà nel poter sviluppare il proprio percorso di cura all’interno del Servizio sanitario pubblico.
La risposta degli uffici, ovviamente, è più precisa ed articolata e come al solito per maggiore informazione, la lascio a disposizione.
Giovanni MAGGI. Non ho nessun dubbio che lei, Presidente, abbia a cuore le sorti e la vita di questi pazienti che hanno gravi patologie e che devono ricorrere, ovviamente, molte volte, se possono, alla struttura privata perché le liste d'attesa hanno delle lungaggini veramente indecenti.
Personalmente ricevo comunicazioni da tante persone, ovviamente non sono comunicazioni anonime, mettono nome e cognome, nella interrogazione che ho fatto ho scritto il nome e il cognome di questo signore, che ha 44 anni, è stato operato di tumore e che all’Ospedale di Civitanova Marche non è riuscito a prendere nei tempi, che la struttura sanitaria gli aveva dato, l'appuntamento per fare delle verifiche.
Queste informazioni le ricevo continuamente, non so, forse anche gli altri Colleghi le ricevono, questa è di ieri l'altro e contrasta un pochino con quello che invece lei ha detto.
Ieri l'altro questo signore, che si firma, è di Ancona, dice: “Ho subito un intervento al cuore, con applicazione di una valvola aortica e bypass, all’Ospedale Lancisi di Ancona. Attualmente, a causa delle conseguenze post operatorie ho subito vari danni, con riduzione della mobilità, per cui devo affrontare diversi controlli. A fine marzo ho chiesto le seguenti prestazioni: visita cardiologica, ECG, ecodoppler. Dopo molte insistenze, sono stato prenotato per l'ecodoppler a gennaio 2017 e la visita cardiologica con l'ECG al 17 agosto 2016 con il Servizio sanitario” - questo scrive questo signore, se vuole, Presidente, ho il nome e cognome, la via, il numero di telefono perché queste persone non hanno nessuna difficoltà a uscire dall'anonimato e dire io mi chiamo, nome e cognome, e sto vivendo questa situazione sulla mia pelle –“mentre a pagamento il tutto poteva essere entro quindici giorni”.
Per cui voglio dire le dichiarazioni di intento, i buoni propositi, sicuramente sul piano politico sono apprezzabili e apprezzati, poi nel momento in cui tutto questo va nella realtà e va a toccare la sofferenza, la vita e la salute delle persone si scontra con quello che abbiamo sentito su questa lettera, se vuole gliela do.
Mi auguro che alle dichiarazioni d'intenti e di buoni propositi segua la fattibilità di liste d'attesa che restringano i tempi che, soprattutto nei casi più gravi, devono essere aboliti completamente e dare priorità a chi sta rischiando la vita in questo senso. Questa è sicuramente una attenzione che in un Paese civile dovrebbe avere la priorità. Grazie.
Interrogazione n. 171
"Sversamenti nel Comune di Falconara Marittima”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 171 del Consigliere Giancarli.
Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. In merito agli sversamenti nel Comune di Falconara Marittima il giorno 12 maggio negli uffici del mio Assessorato – convocato dal sottoscritto - si è tenuto un incontro con i Comuni di Ancona e Falconara Marittima.
Sono state valutate sia lo stato di avanzamento progettuale che le risorse finanziarie disponibili per la realizzazione delle opere previste dallo studio in corso da parte di Multiservizi che dovrebbe portare alla predisposizione del progetto definitivo.
La Regione Marche con il Piano di tutela delle acque, su tali aspetti ha dato precisi indirizzi, temporali e tecnici, che, ad oggi secondo gli uffici, non sono stati seguiti e rispettati.
Il problema oggetto di chiarimenti è presente da decenni a Falconara Marittima, come il Consigliere Giancarli ben sa perché ha seguito da sempre queste problematiche, ma anche in altri Comuni costieri balneari, in modi più o meno rilevanti.
Il fenomeno della fuoriuscita delle acque reflue urbane dalle reti fognarie è oggetto della Direttiva acque reflue (91/271/CEE), ovvero da più di 25 anni, ma la progettazione delle opere non ha mai risposto concretamente a tali indirizzi.
Ad acuire tale problema negli ultimi anni sono stati principalmente due fattori. Uno, dipendente dal tipo di eventi meteorici che si stanno presentando nel periodo balneare degli ultimi anni, determinando fenomeni con carattere di notevole intensità; l'altro, relativo alla tipologia delle reti fognarie della quasi totalità dei centri urbanizzati e agglomerati della regione Marche che, essendo di tipo misto e privi di vasche di prima pioggia, non riescono assolutamente a trattenere gli enormi volumi raccolti nelle reti fognarie contaminate; infatti le reti "impropriamente" raccolgono tutte le acque di dilavamento delle aree superficiali impermeabili del substrato urbanizzato, ma anche direttamente fossi e scoli drenanti di aree semi agricole limitrofe, determinando sovraccarichi idraulici che possono essere gestiti, al fine di una salvaguardia delle infrastrutture, solo attraverso lo scolmo delle acque reflue.
Il secondo, dovuto alla necessità di emettere continuativamente divieti di balneazione per evitare l'esposizione dei bagnati ad acque contaminate, attraverso l'utilizzo di ordinanze sindacali gestionali che danno garanzie di tutela in casi critici, come quello che viene rappresentato. Su tale procedura la Regione Marche ha da qualche anno stimolato i Comuni balneari che presentano tali criticità, ad attivare tali procedure preventive.
La Regione Marche si è attivata per arrivare rapidamente alla predisposizione dei progetti necessari.
Le risorse attualmente disponibili nel settore idrico sono quelle provenienti dalla tariffa. Dopo I'Accordo di programma quadro del 2004, le successive risorse finanziarie reperite, sono state per I'Accordo di programma quadro 2014 relative alla condanna della Corte di Giustizia europea sulla medesima direttiva, per la mancata conformità degli agglomerati di Pesaro e di Urbino.
Per questo progetto, ancora appena allo stato di studio di fattibilità, è stata presentata una richiesta di cofinanziamento importante, di circa 34 milioni di euro.
Al terzo punto, il Consigliere Giancarli ci chiede “se non ritenga inoltre, qualora necessario, di compartecipare alla spesa, considerandola opera prioritaria ed urgente”.
L'opera citata è senza dubbio fra quelle ritenute prioritarie da questo Assessorato. È tuttavia necessario che i progetti siano allo stato definitivo o esecutivo per poter accedere a finanziamenti pubblici, mentre il progetto in oggetto, stando alle nostre risultanze, è ancora in fase di studio o preliminare. Su questo dico che nell’incontro avuto il 12 maggio, abbiamo sollecitato sia il Sindaco del Comune di Ancona, che il Sindaco di Falconara a far sì che il progetto possa fare un passo in avanti perché questo ci permetterebbe di chiedere le risorse necessarie all’unità di emissione nazionale o comunque di metterlo nella graduatoria per la realizzazione. Grazie, Presidente.
Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore Sciapichetti e se dovessi rispondere con una formula burocratica direi: sono molto soddisfatto della sua risposta, però voglio dire di più perché quello che chiedevo alla Regione - la questione come ricordava l’Assessore si è acuita ed è esplosa in questi ultimi anni - nel rispetto delle sue prerogative e delle sue competenze era un'azione di stimolo, di promozione di atti e di iniziative e anche di progetti per utilizzare, in primo luogo, risorse di altri soggetti, come nel caso dello Stato, rispetto ad alcune leggi, o come risorse dell’Unione Europea.
Grazie davvero perché la risposta è completa, non lo dico per piaggeria, né per adulazione, ma il quadro è sotto controllo.
Noi non possiamo permetterci in nessuna parte della costa queste situazioni perché un divieto temporaneo, e siamo in presenza di più divieti temporanei di balneazione, non aiuta, non soltanto quella località importante, ma di fatto non aiuta la costa marchigiana.
Noi, come lei Assessore ben sa, siamo la Regione delle 17 bandiere blu, siamo la regione del turismo sostenibile e quindi queste iniziative che il suo Assessorato e la Regione Marche stanno portando avanti sono di grande aiuto per il turismo, per l'economia ed per la qualità ambientale della nostra regione.
"Modifica alla legge regionale 22 aprile 2013, n. 6”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 167 del Consigliere Bisonni.
Angelo SCIAPICHETTI. Il Consigliere Bisonni chiede se, tra le società di trasporto pubblico locale, esistono o meno società miste con soci privati e quali esse siano.
Alla data attuale, il servizio di trasporto pubblico locale automobilistico extraurbano, nella Regione Marche, è svolto da 5 società consortili che sono società miste pubblico/privato:
-	il bacino di Pesaro - società Adriabus S.C.A.R.L. di Urbino (PU);
-	il bacino di Ancona - società Atma Soc. Cons. per Azioni - Ancona (AN);
-	il bacino di Macerata - società Contram Mobilità S.c.p.a. - Camerino (MC);
-	il bacino di Fermo - Trasfer S.c.a r.l. - Fermo (FM);
-	il bacino di Ascoli Piceno - Start Plus S.c.a.r.l. - Ascoli Piceno (AP).
Ad oggi le società pubbliche presenti all'interno delle suddette consortili, (capofila di ciascuna), sono ancora al 100% pubbliche nel caso di Ascoli, Fermo e Macerata, mentre sono di recente entrati dei privati nel caso di Ancona e Pesaro e precisamente: nel caso della società Conerobus spa di Ancona (Capofila del consorzio Atma) il 10% delle quote (in precedenza dei Comuni di Chiaravalle e Recanati ) è stato acquistato dalla Società F.lli Bucci di Senigallia; nella società Ami S.p.a. di Urbino (Capofila del consorzio Adriabus), la quota azionaria del 15% è in possesso della società Probus srl. di Pesaro.
Il Consigliere Bisonni chiede: “se alla data di approvazione della proposta di legge n. 16 fosse stato o meno acquisito il parere dell'A.N.A.C., ai fini della proroga prevista dalla proposta di legge n. 16”.
La proposta di legge indicata è stata approvata nella seduta del 24 novembre 2015 essendo già superata, a quella data, la proroga previgente sulla scadenza dei contratti di servizio di trasporto pubblico locale fissata, per la terza volta consecutiva nelle Marche e per la terza volta non rispettata, al 30 settembre 2015 e non è stato richiesto, in quanto non obbligatorio, alcun parere all'ANAC. Grazie.
Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Questa interrogazione che avevo presentato insieme ad una mozione, non so per quale motivo non siano state abbinate, voleva mettere in evidenza un aspetto, cioè il fatto che esistono delle società miste che gestiscono il trasporto pubblico locale.
Qual è il problema? Il problema nel caso specifico dell'interrogazione, mi limito a questo atto, poi quando ci sarà la mozione spiegheremo gli altri aspetti, è relativo al discorso delle proroghe.
A me risulta, Assessore, che non tre, ma ben cinque proroghe siano state fatte. La prima è stata fatta al 31 dicembre 2013, la seconda al 30 giugno 2014, la terza al 31 dicembre 2014, la quarta al 30 settembre 2015 e l'ultima, la quinta, quella che abbiamo approvato in questa legislatura, al 31 giugno 2016.
Il discorso è questo: tutte queste proroghe giustificate con l'urgenza sollevano delle perplessità, nel senso che sarebbe opportuno, e forse il tempo è arrivato, di procedere con dei bandi pubblici, ecco perché chiedevo se era stato chiesto il parere all’ANAC. So bene che non è obbligatorio, però, ripeto, queste proroghe sollevano dei dubbi. Lo stesso Cal si era espresso, quando era stata sottoposta questa proposta di legge per il parere, a favore di una iniziativa volta ai bandi.
Mi auguro che la proroga che abbiamo concesso ultimamente sia veramente l'ultima, Assessore, perché non si può procedere con la scusa dell’urgenza, dico scusa in quanto siamo alla quinta proroga! L’urgenza si capisce per una proroga, ma alla quinta proroga la motivazione dell’urgenza, secondo me, viene meno.
Mi auguro ed auspico che questa sia veramente l'ultima proroga.
PRESIDENTE. Ha la parola, per una precisazione, l’Assessore Sciapichetti.
Angelo SCHIAPICHETTI. Mi sembra che abbia fatto un’importante osservazione che interessa tutta l’Aula.
Stiamo predisponendo la delibera per fare la pre-gara, perché la gara, come lei ben sa, essendo europea, deve avere la validità di un anno e deve essere aperta.
Nelle prossime settimane, credo entro il mese di giugno, faremo la delibera per far partire il bando di gara, quindi siamo ormai nella fase in cui questa partita la giochiamo in via definitiva, con la gara che deve essere europea e secondo le regole, quindi posso rispondere soltanto dell'ultimo rinvio, che è scaduto il 30 novembre, però stiamo predisponendo con gli uffici il preavviso.
Interrogazione n. 182
"Riattivazione del gruppo tecnico per la formazione in medicina generale”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 182 del Consigliere Marconi.
Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. La questione è semplice, le cose stanno esattamente come ha detto il Consigliere Marconi, ovvero la Commissione è stata istituita nel 2006, proprio per accompagnare lo sviluppo dell’iniziativa e, dopo i primi anni di attività, ha smesso di operare e non è stata rinominata.
Il fatto che abbia smesso di operare comunque non giustifica che ci possa essere l’occasione, la necessità di utilizzarla.
Prendiamo positivamente lo stimolo dell’interrogazione per dare di nuovo un suo organico a questa Commissione, perché non è detto che, in un prossimo futuro possa capitare, come era forte il ruolo all’inizio, di avere un passaggio o delle necessita che facciano riferimento alla Commissione.
Provvederemo ad aggiornare la composizione di questa Commissione nella consapevolezza che tanti sono i cambiamenti che accadono in sanità e non è detto che non ci sia la necessità di questo organo tecnico.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Per esprimere piena soddisfazione per la risposta ricevuta dal Presidente Ceriscioli anche perché a volte le interrogazioni servono, magari svelano che non c’è nessuna cattiva volontà, ma una situazione di fatto che comprendo perfettamente. D’altra parte non sarebbe il primo comitato, o consulta, o commissione, o tavolo che viene avviato per un’esigenza e poi nel corso del tempo non trova più una spinta propulsiva.
Ecco ho presentato questa interrogazione anche su sollecitazione di alcuni medici in quanto riteniamo che questa spinta possa essere ritrovata.
Oltre che accogliere positivamente la sua disponibilità a che la Commissione venga riattivata, mi permetto di suggerire che a questa Commissione vengono riconferiti sia i compiti che la legge già stabiliva ed eventualmente altre competenze, altre materie che potrebbero essere interessanti da riconsiderare, quale il quadro della formazione di medicina generale, anche perché su questo tema è evidente che, sia sul piano strettamente scientifico e biologico che sul piano etico, molte nuove questioni si pongono, quindi credo che sia anche l'occasione di una riflessione e, ripeto, ringrazio il Presidente per questa sensibilità e per aver accolto il suggerimento insito nell’interrogazione stessa.
Interrogazione n. 168
"Medici dell'emergenza territoriale convenzionati – Passaggio al ruolo della dirigenza medico sanitaria regionale a tempo indeterminato”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 168 del Consigliere Fabbri.
Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. Rispetto al punto primo dell’interrogazione - poi come al solito consegnerò il “Guerra e pace” che mi ha trasmesso l’ufficio, sintetizzo in maniera, spero, sufficientemente efficace - viene fatta una premessa che ricostruisce tutte le normative, dal 2002 al 2009, per capire come mai in passato certe cose sono state fatte e poi no, dicendo ad un certo punto che tale normativa ha esaurito la sua efficacia.
Viene fatta una descrizione normativa che racconta il passato e dice che da un certo momento in poi quella normativa non era più applicabile, si riprende con le ultime situazioni normative che riguardano il caso in particolare, parte dalla disciplina del 2015, per dire che non si applica alla fattispecie, perché parla solo dei contratti di lavoro a tempo determinato e non di convenzionati, come è nel caso del personale del 118. Poi va alla finanziaria del 2016 che parla di stabilizzazioni, senza precisare troppo, relativa al 161, che è quel decreto che stabilisce il rispetto delle 11 ore di turnazione, non specifica molto, ma ha necessità per potersi applicare alla fattispecie del personale del 118, senza specializzazione, perché la normativa prevede che il soggetto abbia tutte le caratteristiche, non dice che tipo di contratto, ma prevede il possesso integrale delle caratteristiche.
Su questo c'è stata una richiesta di specifico parere al Ministero della salute, per capire se in mancanza, specificatamente per il personale del 118, si potesse applicare quella forma del contratto, quindi di passaggio a tempo indeterminato, partendo da un contratto in convenzione, ma questo tipo di risposta non è mai stata data, cioè il Ministero della salute non ha mai chiarito se è applicabile in mancanza della specializzazione, è chiaro che con la specializzazione si applica, ma non è la fattispecie della domanda dell’interrogazione.
La risposta che mi ha fornito l’ufficio, devo dire nella sua ampiezza, che certamente percorre tutte le opportunità, fa notare il fatto che è stata proprio la Regione Marche, nel contesto del nuovo Patto della Salute, a porre la questione della possibilità di stabilizzare i lavoratori del 118, anche non in possesso della specializzazione, esattamente quella fattispecie.
Anche in questo caso si tratta di un disegno non ancora arrivato alla sua approvazione.
Stando al quadro normativo, non ci sono possibilità per la stabilizzazione. Ci sono opportunità relative ad una risposta del Ministero della Salute sulla finanziaria 2016, relativamente alla stabilizzazione di 361 unità, che se fosse positiva permetterebbe di ….; ed un'altra che, con l’approvazione del Piano Salute, così come è scritto, dove dentro c'è l'indicazione su richiesta proprio della Regione Marche, permetterebbe di poter stabilizzare queste figure; ma entrambi gli strumenti citati, ad oggi, non sono operativi.
Nella misura in cui diventassero operativi ci permetterebbero di rispondere a quell'esigenza che è sentita anche dalla Regione perché abbiamo necessità e bisogno di quelle figure e ci teniamo che attraverso la stabilizzazione possiamo garantirle in un contesto dove non è facile oggi reperire medici, con l'atteggiamento di chi ha tutto l'interesse a stabilizzare.
Nel momento in cui si aprirà una finestra normativa, noi garantiremo l’impegno alla stabilizzazione.
Sulla parte economica non ci sono problemi, i problemi sono di natura normativa e nel momento in cui questi si sbloccheranno, avremmo immediatamente a disposizione le risorse per poter pagare gli stipendi e garantire le assunzioni.
Piergiorgio FABBRI. Leggerò con attenzione il ”Guerra e pace”, a cui fa riferimento come risposta il Presidente.
È chiaro che ci sono degli atti regionali che probabilmente sono stati scritti in maniera un po' superficiale, non conoscendo che la normativa aveva finito il suo effetto nel 2009, che hanno suscitato lecite aspettative da parte di questo gruppo di persone, che sono sulla corda da diversi anni.
Recepisco con favore la volontà di inserirle in organico, in pianta stabile, e quindi sollecito la ricerca di una via normativa per la stabilizzazione.
Seguiremo la questione perché avere delle persone che fanno lo stesso lavoro con tipologie di contratti diversi, non crea sinergia, non mette il lavoratore nelle condizioni di poter lavorare al meglio, per cui accolgo favorevolmente questa apertura, non ci sono problemi di budget, e questa è una buona notizia, sono contento che la situazione abbia consentito di chiarire questa lunga normativa, che 1999 al 2009 consentiva l'apertura della finestra, purtroppo si è perso tempo e non la si è utilizzata, oramai è chiusa, adoperiamoci al massimo per trovare una via normativa alla stabilizzazione. Grazie.
"Progetto 'San Benedetto Stoccaggio'”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 176 del Consigliere Urbinati.
Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. In merito all’interrogazione del Consigliere Urbinati, nella quale si chiede se abbia avuto notizia del ritiro del Gas de France dal progetto “San Benedetto stoccaggio”, si precisa quanto segue.
Pur non avendone avuto ancora comunicazione ufficiale, i nostri uffici sono al corrente di un'istanza di cambio di titolarità del progetto "San Benedetto Stoccaggio" presentata al Ministero dello Sviluppo Economico.
I fatti sono questi: nel 2007 la società Gas Plus Storage S.r.l. da un lato e congiuntamente le società Gas de France International S.a.s. e ACEA S.p.A. dall'altro, hanno presentato due distinte istanze di conversione in concessione di stoccaggio della concessione di coltivazione "San Benedetto del Tronto".
II Ministero dello Sviluppo Economico ha invitato le Società ad attuare una join-venture per proseguire unitariamente nel procedimento di conferimento della concessione di stoccaggio citata, ritenendo i due progetti complementari. Gas de France International e ACEA assumevano quindi congiuntamente una quota di partecipazione nella costituenda join-venture del 51%, pari rispettivamente al 35,7% a Gas de France International e al 15,3% ad ACEA; a Gas Plus Storage veniva assegnato il restante 49% della titolarità della concessione e l'operatività della stessa. In seguito è stata presentata al Ministero istanza di modifica della titolarità suddetta, sottoscritta con triplice firma dalle Società, con cui Gas de France International confermava l'intenzione di rinunciare alla propria quota di titolarità dell'istanza di conversione in concessione di stoccaggio "San Benedetto Stoccaggio" e contestualmente Gas Plus Storage chiedeva di acquisire tale quota rinunciata, pari al 37,5%. Sottoscrivendo l'istanza, ACEA confermava di essere favorevole al trasferimento a Gas Plus Storage della quota di titolarità rinunciata da Gas de France International.
Il Ministero, verificata l'attuale titolarità delle quote, ha quindi accolto l'istanza di modifica della titolarità della concessione di stoccaggio "San Benedetto Stoccaggio" che pertanto è attualmente assegnata alle società Gas Plus Storage S.r.l. (con quota pari all'84,7%) e ACEA S.p.A. (con quota pari al 15,3%).
Il Consigliere Urbinati chiede: “Se sia a conoscenza di quali garanzie tecniche offra Gas Plus Storage Srl, circa la sua capacità di superare le criticità citate in premessa, per realizzare il progetto in totale sicurezza senza la collaborazione di Gas de France Suez, leader mondiale del settore”.
Gli uffici regionali sottolineano che la valutazione delle garanzie tecniche offerte da Gas Plus Storage S.r.l. è di pertinenza del Ministero dello Sviluppo Economico, al quale tuttavia non è stato ad oggi ancora presentato il progetto di cui alla citata concessione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Urbinati.
Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Effettivamente sono soddisfatto della risposta perché cerca di chiarire il procedimento, sin dall’inizio ad oggi, di questa vicenda che ha riguardato il sud della regione Marche.
Questo è stato un avvenimento molto importante perché noi abbiamo appreso, sia noi che siamo qui in Assemblea regionale che nel territorio, di questa modifica societaria, di questa join-venture, solamente dagli organi di stampa, infatti questa interrogazione conferma che ufficialmente, perché così dice la risposta, non c’è stata nessuna comunicazione da parte del Ministero su questa modifica.
lo ritengo e riteniamo che questa non sia una modifica di poco conto, è una modifica sostanziale al progetto, qui non è citato, ma è ben evidente che nel 2007 la Società Gas de France non era la società attuale, che era Gas de France Suez, quindi già c’era stata una modifica e proprio alla fine del 2007 nacque questo colosso internazionale, che è il terzo gruppo al mondo per quanto riguarda gas ed energia elettrica, che è Gas de France International e l’allora società Suez Gas. Questa è un’ulteriore modifica che era già avvenuta.
Noi ci chiediamo se attualmente, dopo l'uscita di un partner così importante, un progetto così complicato, perché noi abbiamo fatto tutte le osservazioni, attraverso gli studi, ad esempio, uno fra tutti, quello della Società Terre.it, spin-off dell'Università di Camerino, possa arrivare al Ministero. Noi ci attenzioneremo molto per quello che sarà il procedimento, da ora in avanti.
Si conferma con questa interrogazione che la nuova società, che vuole vantare il diritto a proseguire il progetto, ancora non ha presentato nulla al Ministero, quindi noi saremo molto attenti a quelli che saranno gli sviluppi perché, guarda caso, e credo che non sia un caso, dopo che sono arrivate tutte le osservazioni da parte del territorio e della Regione, dopo che questo Consiglio regionale ha votato all'unanimità, formalizzando la negazione dell'intesa attraverso un’eventuale Conferenza di Servizio, presso il Ministero, la società capofila è uscita da questo progetto.
Questo per noi non è un fatto opzionale, non è un fatto secondario, ma una situazione da tenere fortemente in considerazione.
Noto anche, ringrazio l’Assessore per questo, che gli uffici della Regione Marche sono molto attenti a quello che accade al Ministero. Grazie.
“Attuazione sui territori delle politiche industriali della Regione Marche. Il ruolo di Piceno Consind”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'interpellanza n. 5 del Consigliere Celani che ha la parola per illustrarla.
Piero CELANI. Grazie, Presidente. Questa interpellanza è stata sviluppata con l’intenzione un andare in po’ oltre quelle che sono le specifiche domande che essa contiene relativamente all’attuale situazione amministrativa, gestionale, economico e finanziaria di questo consorzio.
Un consorzio che credo ormai, a mio giudizio, abbia fatto il suo tempo, un consorzio che è fuori da ogni schema, nel senso che non è più in grado di assolvere le funzioni per cui era stato costituito negli anni 60, quando c’erano, come vedremo, certe situazioni politiche industriali completamente diverse da oggi.
Questa interpellanza in qualche modo vuol capire quali sono le politiche industriali che la Regione intende attuare in futuro nel territorio piceno. Un territorio del sud delle Marche che credo più degli altri abbia un po’ risentito della crisi che ci ha coinvolto a partire dal 2007.
Questo territorio, come sapete, era stato inserito nelle provvidenze dell’allora Cassa per il Mezzogiorno e fin dal 2000 ha subìto gli effetti di una precoce delocalizzazione delle grandi imprese multinazionali che, al venire meno di queste provvidenze, sono naturalmente andate via, delocalizzando, lasciando il territorio piceno nel bel mezzo di una crisi, ancora più forte di quella che poi si è accentuata nel 2007.
Questo Consorzio nasce per gli effetti di questa legge, la 634/1957, ed in modo particolare fu istituito nel 1964 attraverso il D.P.R. 163, che recava “Provvedimenti per il Mezzogiorno”.
Che cosa prevedeva questa norma? Prevedeva che laddove si dovevano costituire dei poli industriali su delle aree, che oggi chiamiamo, vaste, cioè aree che comprendevano più territori, più Comuni, quindi territori non particolarmente omogenei, era necessario individuare un ente che in qualche modo potesse gestire quelle che erano le provvidenze, i finanziamenti, per poter infrastrutturale tali aree. E così è successo.
Nel 1964 nasce questo Consorzio che inizialmente si chiamava Consorzio per il nucleo di industrializzazione di Ascoli Piceno e vennero chiamati a farne parte i Comuni dell’area interessata, le Province, le Camere di Commercio ed altri Enti. I compiti erano quelli di una pianificazione urbanistica, territoriale di quest’area, per determinare e capire quali fossero le strutture, facendo un’operazione di scouting sul territorio, acquisendo le aree all’industria e all’artigianato, poi successivamente, come vedremo, anche al commercio, espropriandole per darle alle aziende che si volevano insediare. Fino a qui tutto ha funzionato.
Successivamente con il decentramento amministrativo tutte queste competenze passarono alla Regione. La quale la prima volta legiferò con la famosa legge regionale n. 7, individuando il Consorzio per l’industrializzazione per le Valli del Tronto, dell’Aso e del Tesino. Obbligò alla partecipazione di questo Consorzio tutti i Comuni che avevano le aree all’interno di questo polo industriale, la Camera di Commercio, la Provincia e le Comunità montane. La Regione aveva una sua quota all’interno di questo Consorzio attraverso la SVIM.
All’inizio questo Consorzio non aveva in pratica la natura di ente pubblico economico, successivamente gli fu riconosciuta questa personalità, cosa che poi la Regione, con la legge regionale 48/96, recepì, cercando di modificare ed ampliare anche quelle che erano le competenze di questo Consorzio, che non erano soltanto relative all’infrastrutturazione di quest’area industriale, ma, attraverso una serie di compiti, quali la realizzazione e la gestione di reti di più rilevante peso tecnologico, quali l’energia, la depurazione, l’intermodalità, anche l’erogazione di servizi immateriali alle imprese.
Tutto questo ha funzionato fino a quando? Fino a quando tutto il piceno, tutto il territorio del sud delle Marche, non è uscito dalle provvidenze dell’allora Cassa del Mezzogiorno. Piceno Consind o Consorzio per l’industrializzazione del piceno, chiamatelo come volete, si reggeva con i finanziamenti statali che arrivavano su questo territorio, traeva beneficio perché oltre ad appaltare questi lavori, aveva per l’assistenza tecnica le risorse necessarie per poter funzionare. Finiscono queste provvidenze, a partire dal 2001, e comincia la crisi del Piceno Consind, tanto è vero che il collegio dei Revisori dei Conti, già nelle relazioni comprese fra gli anni 2000 e 2007 rilevava costantemente che la situazione finanziaria economica dell’Ente era caratterizzata da un forte squilibrio tra le entrate fisse e le spese fisse ed evidenziava un fatto molto importante, che in quel periodo, soprattutto a partire dal 2007, questo consorzio si reggeva attraverso una funzione che usciva da quelle che erano le competenze proprie, una funzione immobiliarista. Il Collegio dei Revisori dei Conti la chiama proprio così, cioè la vendita di aree e reti di proprietà del consorzio alle imprese che si volevano insediare. Una cosa veramente molto, molto, atipica.
Ovviamente in questi anni la situazione finanziaria di quell’ente peggiora sempre, fino a che la Regione Marche, che aveva le competenze di vigilanza e controllo su questo consorzio, nel 2008 decide di disporre un’ispezione incaricando l’allora Dirigente del Servizio industria, artigianato ed energia - ora non dico il nome, ma è tornato in carica in questo nostro Ente – il dirigente fa un ottimo lavoro, un’ottima relazione, devo dire, ed in base a tale relazione la Giunta regionale, il 2 febbraio 2009, decide di commissariare l’Ente, perché non c’erano più le condizioni per poter andare avanti dal punto di vista finanziario in quanto aveva accumulato notevoli debiti e notevoli perdite. La Regione decide di affidare l’incarico di Commissario all’allora Presidente pro-tempore della Provincia, con l’impegno di elaborare un piano industriale e di accertare quelli che erano i debiti del consorzio consolidati. Cosa viene fuori? Che il commissario straordinario fa una proposta di riordino che prevedeva sia la chiusura dell’ente che una ristrutturazione completa con l’affidamento di nuovi incarichi, che potevano essere quelli di studio, sviluppo e promozione del territorio, cercando di mettere a disposizione il know how acquisito, senza più gestire alcuni servizi, in quanto non ne aveva la capacità tecnica ed economica, anche per il fatto che alcuni servizi, secondo me, a danno anche del Consorzio stesso e della collettività Picena, li aveva affidati. Rilevava che il debito consolidato all’1 luglio 2010 era di circa 34.200.000 euro, ovviamente la situazione va ancora avanti in modo peggiore, negli anni 2012, 2013, 2014 c’è un disavanzo di amministrazione che passa dai 3.900.000 euro del 2012 ai 7.900.000 euro del 2014. C’è un giudizio veramente negativo del Procuratore Generale della Corte dei Conti che nell’ambito del giudizio di parificazione del rendiconto generale, avete letto tutti, si associa alla Sezione di controllo della Corte dei Conti ed invita a prendere delle decisioni abbastanza repentine su questo ente che continua a perdere denaro.
Ora valutato tutto questo, si chiede di sapere - non le leggo ora le domande perché sono 14, mi auguro che venga data risposta a tutte in modo puntuale - a quanto ammonta il debito consolidato ad oggi; quali sono i contenziosi in essere, che sono incredibili; quali sono le infrastrutture che ancora gestisce il Consind; qual è l’attuale prezzo di vendita delle aree industriali, artigianali e comprensoriali, per impedire che le imprese vengano vessate ed il nucleo non continui a fare cassa attraverso operazioni di immobiliarista e poi la cosa più importante che mi interessa sapere, come più volte ripetuto da tutti gli enti territoriali presenti sulla nostra provincia e anche dalle Associazioni di categoria, se non si ritiene ormai che la funzione di questo Ente sia ampiamente scaduta.
Non ha più senso che ci sia questo Ente perché sono cambiate le motivazioni per cui era stato costituito, credo debba essere trasformato in ente di promozione del territorio, se non addirittura chiuso e messo in liquidazione.
Mi interesserebbe anche sapere se, dopo questa esperienza del nucleo industriale che fino al 2000 è stata positiva, non lo nascondo, che ha cercato di infrastrutturale il territorio nel modo migliore, utilizzando i finanziamenti statali, non si ritenga che la Regione debba avviare una nuova politica industriale che faccia capo direttamente alla Regione da sviluppare in concerto con gli enti locali e le associazioni di categoria per cercare di risollevare questo bistrattato territorio. Grazie.
Manuela BORA. Preliminarmente alla trattazione dei numerosi punti della interpellanza in oggetto si ritiene opportuno puntualizzare quanto segue:
•	I Consorzi industriali, ai sensi dell'art. 2 della Legge regionale 19 novembre 1996, n. 48 concernente: "Ordinamento dei Consorzi di sviluppo industriale", hanno autonomia nell'esercizio delle loro funzioni nonché natura di enti pubblici economici.
•	I Consorzi di sviluppo industriale possono anche svolgere funzioni di strumenti della Regione nel caso in cui quest'ultima intenda provvedere anche attraverso di essi alle attività di promozione industriale nel territorio regionale, in particolare relativamente alla realizzazione di infrastrutture. In questo caso la Giunta regionale emana atti di indirizzo e di coordinamento dell'attività dei consorzi ed esercita le relative funzioni di vigilanza secondo quanto previsto dall'articolo 12. Tale articolo stabilisce che il controllo interno sull'attività dei Consorzi di sviluppo industriale spetta al Revisore unico, mentre la Giunta regionale esercita la vigilanza sull'attività dei Consorzi, anche mediante l'acquisizione delle necessarie informazioni dal Revisore unico. La suddetta vigilanza regionale tende a verificare il rispetto delle prescrizioni e degli indirizzi della programmazione regionale, generale e di settore, e della pianificazione territoriale.
•	Le funzioni del revisore unico sono disciplinate puntualmente dall'art. 21 dello Statuto del Consorzio Piceno Consind, approvato con Decreto n. 263/PRES del 20/01/2011 del Presidente della Giunta regionale. In particolare, il Revisore dei conti esamina i piani economici e finanziari, il bilancio preventivo e consuntivo e loro variazioni ed esprime, con apposite relazioni, proprie osservazioni e pareri; controlla la regolarità della contabilità dell'Ente, vigila sugli adempimenti fiscali e riferisce al Consiglio generale e al Comitato direttivo, nonché alla Regione su qualsiasi irregolarità contabile.
Infine l'art. 23 dello Statuto del Consorzio Piceno Consind, recependo l'art. 13 della legge regionale 19 novembre 1996, n. 48, stabilisce che: "I consiglieri regionali ed i legali rappresentanti degli Enti consorziati hanno diritto di ottenere dagli uffici del Consorzio notizie ed informazioni utili all'espletamento del loro mandato."
Tutto ciò premesso, si passa alla trattazione dei punti della interpellanza.
Per quanto riguarda le informazioni richieste dal punto numero 1) al numero 10), si ritiene che vadano acquisite, esercitando il diritto all'informazione di cui all'art. 13 della legge regionale 19 novembre 1996, n. 48, dagli uffici del Consorzio, che sono direttamente in possesso di tutte le notizie, informazioni ed atti e possono rispondere in modo completo ed esauriente.
In relazione al punto 11), il fatto che i Comuni che partecipano al Consorzio Piceno Consind abbiano recentemente designato i propri rappresentanti per il Consiglio generale (poi nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 34 del 13 maggio 2016 e integrato con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 36 del 17 maggio 2016) sta inequivocabilmente a significare che gli Enti consorziati intendono continuare ad avvalersi di questo Ente pubblico economico per la gestione di servizi di interesse comune e pertanto non ne ritengono "scaduta la mission".
In relazione al punto 12), si segnala che il Presidente della Giunta regionale può, nell'esercizio del potere di vigilanza, sciogliere gli organi dei Consorzi solo per gravi violazioni di legge e regolamenti, per persistenti inadempienze su atti dovuti, per dimissioni della maggioranza dei suoi componenti, per gravi irregolarità nella gestione o di dissesto economico e finanziario non ripianato dagli enti Consorziati, ipotesi che non sussistono nella fattispecie in questione.
In relazione al punto 13), la Legge regionale n. 48/1996 e lo Statuto del Consorzio non prevedono tra gli organi l'Amministratore unico e neppure può essere nominato un Commissario. Questo ultimo può essere nominato dal Presidente della Giunta regionale solo in caso di scioglimento degli organi dei Consorzi, ai sensi dell'art. 12, quarto comma, ma come riportato sopra le ipotesi che consentono lo scioglimento degli organi non sussistono nella fattispecie in questione.
In relazione al punto 14), la nuova stagione di politica industriale, auspicata dall'interpellante è stata già avviata con il riconoscimento del Piceno quale area di "crisi industriale complessa" (decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 10 febbraio 2016 su istanza di riconoscimento presentata dalla Regione Marche, con DGR 1142 del 21/12/2015) e con l'inserimento anche del progetto "Area Ascoli Piceno" nella strategia delle Aree interne, finanziato con i fondi POR.
Peraltro, i fondi pubblici citati al termine del punto 14) nell'interpellanza non sono conseguenti alla perimetrazione dell'area di crisi complessa, bensì alla futura approvazione del Progetto di riconversione e riqualificazione industriale e saranno gestiti secondo le procedure stabilite dal DM 31 gennaio 2013 per il tramite di INVITALIA e dal Gruppo di coordinamento e controllo che avrà il compito di coadiuvare nella realizzazione del PRRI.
Vorrei infine ricordare che il 31 maggio è previsto a Teramo un ulteriore incontro a cui parteciperà ovviamente la Regione Marche-
Questo è un progetto molto concreto che non si limita a pacche sulla spalla, ma prevede delle risorse che le assicuro verranno intercettate dal territorio perché ho partecipato insieme alla Vicepresidente a numerosi incontri nel territorio e la progettualità che proviene alla vostra area è molto viva, per cui sono sicura che troverà delle giuste risposte all’interno di questo bando che peraltro ha ricevuto molto apprezzamenti dal suo territorio. Grazie.
Piero CELANI. Oggi mi dispiace essere l’unica voce fuori dal coro perché tutti gli interroganti si sono dichiarati soddisfatti delle risposte - mi scusi Consigliere Maggi - ma io non lo sono assolutamente. Non fraintenda Assessore Bora, lei in questa situazione ci si è trovata, non ha responsabilità, però dico che non soltanto non sono soddisfatto, ma sono francamente deluso ed incredulo di un Governo regionale che si comporta come Ponzio Pilato, anzi in questo caso Pilato mi sembra un dilettante di fronte a dei professionisti.
Per 10 punti dell’interpellanza mi si risponde che devo andare al Consorzio e prendermi i dati. Lo sapevo! Sapevamo che si poteva fare in questo modo! Ma mi sembra che la Regione abbia la vigilanza e il controllo! La Regione …, Assessore Casini mi lasci parlare, altrimenti poteva rispondere lei ed avremmo fatto un bel dialogo su questa vicenda! Non ha voluto rispondere, ne aveva facoltà, probabilmente non ha voluto, adesso mi faccia dire delle cosette!
Se la Regione nel 2008 ha stabilito che qualcosa non funzionava mandando un ispettore, fior di dirigente, che ha fatto una relazione dicendo: “Ragazzi miei, qui è un disastro!”, non capisco perché oggi non si possa dire a che punto è quel disastro!
Non capisco perché non mi si possa dire quanti sono i debiti, i contenziosi, quanti sono i soldi accantonati, quali infrastrutture, quali servizi gestisce, quali sono i prezzi delle aree. Poteva benissimo, e doveva essere richiesto a questo grande Consiglio di amministrazione che c'è e che oggi dice di aver in parte risanato, ha approvato il consuntivo e sulla stampa ha detto che permane questa grande situazione debitoria con un unico fornitore! E certo! È quello che ha affondato il Piceno Consind! E’ quello che l’ha affondato! E’ scritto oggi sulla stampa, il Presidente si vanta e dice: “Abbiamo risanato, ad eccezione del grosso debito che abbiamo con un fornitore”.
Certo è quella la causa di tutti i mali a cui la Regione non ha mai voluto mettere mano! A cui la Regione non ha mai voluto mettere mano! Abbiamo le carte in quanto, allora diciamolo, sono stato anche commissario lì per un anno e mezzo lì e la Regione non ha voluto metterci mano! E oggi mi si viene a dire: “Per i primi dieci punti, arrangiati, vatteli a vedere!” Per gli altri punti “e va beh, adesso vediamo”, la politica delle buone intenzioni è quella di attuare qualcosa di nuovo su questo territorio.
Francamente credo che il piceno ancora, purtroppo, avrà da soffrire perché questo è un Ente che non ha più ragione di esistere, perché lo scopo per cui è nato è finito, è finito il suo scopo! Si insiste a volerlo tenere in piedi perché occorre, in qualche modo, mettere a posto alcune situazioni pregresse, che una certa parte politica ha voluto per forza di cose sviluppare.
Non credo si faccia il bene del territorio in questo modo. Ormai bisogna toglierci queste casacche e cercare di lavorare per il bene del territorio.
C’è quest’area di crisi, c’è probabilmente da gestire qualche ulteriore finanziamento, lo faccia direttamente la Regione di concerto chiaramente con i Comuni. Non occorre tenere in piedi un carrozzone di questo tipo! Tanto più che non c’è nemmeno il problema del personale! Ci sono appena 13 unità di cui due andranno in pensione, uno è in part time, uno è in distacco amministrativo/politico, per cui la situazione è molto meno drammatica dal punto di vista del personale di quanto non si possa pensare.
Mi dispiace veramente, però mi dichiaro non solo insoddisfatto, ma deluso di una risposta così superficiale nella quale la Regione non prende atto di una difficoltà così grossa che stiamo vivendo.
PRESIDENTE. Prima di passare al successivo punto all’ordine del giorno, ha chiesto la parola il Consigliere Busilacchi per l’iscrizione di una mozione, ne ha facoltà.
Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Vorrei chiedere l’iscrizione della mozione n. 130, in coda alle mozioni di oggi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’iscrizione all’ordine del giorno della mozione n. 130, al punto 9 bis.
L’Assemblea legislativa approva.
PRESIDENTE. Iscrivo la mozione n. 130 al punto 9 bis dell’ordine del giorno.
“Soppressione del Corpo Forestale dello Stato”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 88 del Consigliere Maggi che ha la parola per illustrarla.
Giovanni MAGGI. Presidente, Assessori e Colleghi, questa mozione nasce dalla legge 124 del 2015 in materia di organizzazione dell'amministrazione pubblica ed in particolare dalla bozza di decreto che reca “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di Polizia e assorbimento del Corpo forestale nei Carabinieri”.
Ci sono evidenti ed importanti incongruenze sia in ambito regionale che nazionale, innanzitutto la militarizzazione coatta di circa trecento forestali regionali perché, come saprete, sono impiegati civili dello Stato e passando nel corpo dei Carabinieri diventeranno militari, loro malgrado; la perdita di prerogative sindacali dall'accordo nazionale del Corpo forestale dello Stato e la caduta di tutte le convenzioni tra il Corpo forestale lo Stato e la Regione Marche in merito al controllo ambientale, agro-alimentare e alla lotta agli incendi boschivi e in generale a tutte le funzioni che sono di competenza del Corpo forestale dello Stato.
I numeri che riguardano il passaggio degli agenti del Corpo forestale dello Stato ai Carabinieri o agli altri Corpi dello Stato sono molto, come dire, evanescenti.
In una recente riunione dello Stato Maggiore della Difesa si è discusso del passaggio all'Arma dei Carabinieri di quasi 7.000 agenti, perché gli altri 1.000, sono in totale 8.000, verranno dispersi e distribuiti tra la Polizia, la Guardia di Finanza e il Corpo dei Vigili del Fuoco. Di questi 7.000 il Comando generale ha scartato 4.000 agenti per ragioni diverse: idoneità fisica, età, profili di carriera diversi, stato di servizio e altri parametri che sono stati individuati più specifici e personali, quindi questi 4.000 agenti scartati andranno a finire con mansioni ancora indefinite alle dipendenze dello Stato per fare cosa ancora non si sa assolutamente.
Alcune Regioni italiane preoccupate, con territorio a rischio e con reati ambientali reiterati in quei luoghi, hanno pensato di istituire corpi regionali di tutela ambientale che facciano le stesse funzioni della guardia forestale perché credono che una legge così raffazzonata possa lasciare scoperti ambiti importantissimi per la tutela del territorio e perseguire reati gravissimi che possono essere fatti.
Per questo con questa mozione si chiede al Presidente della Giunta di sostenere e promuovere una discussione nella Conferenza Stato Regioni che porti ad una valutazione e ad una riflessione più approfondita di questo processo di riforma, affinché venga valutata un'articolazione diversa che produca scelte istituzionali diverse e che salvaguardi il rischio di eccezioni di incostituzionalità, soprattutto per quanto riguarda la militarizzazione coatta di questo Corpo forestale dello Stato, mettendosi al riparo da eventuali danni erariali che il ricorso potrebbe evidenziare.
Nel sollecitare il Presidente della Giunta voglio osservare che questa è una legge approssimativa, frettolosa, nello stile in cui ultimamente il Governo sta producendo leggi e la nostra preoccupazione è che, visto che il passaggio del Corpo forestale dello Stato ai Carabinieri avverrà all'inizio del prossimo anno, visto come stanno andando le operazioni per rendere possibile questo passaggio, sarà sicuramente un regalo per le ecomafie e per gli speculatori ambientali che stanno razziando il nostro territorio e che con questa legge scellerata sicuramente avranno vita facile. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Condivido in pieno questa mozione. Ormai è chiaro che l'iter seguito dal Governo centrale in merito alla legge 124 del 2015 è la dimostrazione di tutte le lacune e dell'isolamento del Governo stesso che non ha coinvolto le Regioni in un decreto che va ad incidere in maniera sostanziale sul presidio ambientale e paesaggistico dei nostri territori .
Molti sono ancora i punti da chiarire, con una situazione nebulosa sia in termini di tutela e vigilanza del territorio che in materia di garanzie lavorative per il personale del Corpo forestale dello Stato. In questo caso dal Governo centrale non vi è alcuna garanzia a tutela dell'ambiente e del personale preposto al suo controllo.
Per la prima volta, infatti, un provvedimento del Governo ha portato una forza di polizia italiana a scioperare, all'inizio di maggio con la manifestazione promossa dai sindacati del pubblico impiego Cgil Cisl Uil.
I Segretari generali presenti alla manifestazione a Firenze, in rappresentanza delle organizzazioni Sapaf, Ugl-Cfs e Cgil-Cfs, hanno dichiarato di aver aderito allo sciopero dei sindacati confederali per manifestare la convinta contrarietà al progetto governativo di militarizzare la funzione di polizia ambientale e di penalizzare migliaia e migliaia di forestali.
Le rappresentanze sindacali chiedono al Governo “di rivedere l'assurdo progetto di accorpamento con l'Arma dei Carabinieri, mantenendo le prerogative civili dei forestali, come quella di aderire oggi allo sciopero che qualcuno vorrebbe comprimere e negare”. I sindacalisti del Corpo forestale hanno poi hanno avvertito il Governo: “Aderiremo ad altre giornate di sciopero perché rimaniamo convinti delle nostre ragioni che poi sono anche quelle che vanno nell'interesse dei cittadini, che non vogliono vedere indebolita, come accadrà, la lotta contro i reati ambientali. Se non ci sarà un passo indietro da parte del Governo, inonderemo tutti i Tribunali d'Italia, compreso quello di giustizia europeo, con una valanga di ricorsi destinati a bloccare qualsiasi tentativo di controriforma”.
Credo che, a questo punto, l’amministrazione regionale debba intervenire immediatamente nei confronti del Governo centrale per esigere una valutazione attenta della legge e di tutte le ripercussioni territoriali che la stessa potrebbe avere.
Tagli e accorpamenti non possono infatti continuare a ledere ambiente e lavoro, creando dei vuoti legislativi ed operativi a discapito dei territori.
PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Zaffiri.
Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Noi della Lega crediamo che questo argomento, che l’Aula stamattina sta discutendo, sia molto importante, non solo perché il sindacato ha sollevato questo problema da diverso tempo, ma perché sottopone all'attenzione del nostro Presidente una tematica molto delicata.
E' molto delicata perché nella ristrutturazione si prevede che una parte dei forestali debba andare nel Corpo dei Carabinieri, mentre un'altra parte non si sa ancora bene dove potrebbe scivolare. Soprattutto credo che gli aspetti generali della dismissione di questo Corpo, che dovrà essere conglobato in altri, sia un argomento, l'ho detto all'inizio, molto delicato.
Non vorrei che, questa voce già circola in modo molto pesante nel mondo sindacale, nel mondo delle categorie che subiscono questo accorpamento, questa ristrutturazione nasca, probabilmente, da qualche dirigente generale di questo Corpo, per problemi suoi relativi alla ristrutturazione futura.
Noi vogliamo sottoporre all'attenzione del Presidente questa mozione. Un’attenzione molto particolare quando ci sarà il confronto Stato Regioni, perché credo che, Presidente, considerato qualche ruolo di autonomia nei confronti del Governo centrale, problemi che probabilmente condivide, li possa manifestare al tavolo del confronto nazionale. Ne va nell'interesse del territorio, nell'interesse della comunità, che deve essere maggiormente tutelato, perché i fenomeni criminosi aumentano anche in questo contesto, come il bracconaggio ed una serie di cose che potrebbero non essere più controllate, perché lo spacchettamento di un Corpo, che vigila sul territorio e sull'ambiente, può avere ripercussioni negative, anche sotto l'aspetto dei lavoratori.
La trasformazione è una cosa molto interessante, molto delicata e credo che quanto sottoposto alla discussione dal Consigliere Maggi del Movimento 5 Stelle, sia una cosa che l'Aula, secondo noi, deve valutare con attenzione, richiamando l’aspetto, noi lo sottolineiamo, della difficile situazione, molto delicata per una ristrutturazione.
Le ristrutturazioni sono state fatte post anni '70, post anni '80 ed avevano un'altra finalità, oggi la finalità è diversa e credo che il ruolo e le funzioni debbano essere molto chiari, non soltanto un accorpamento per fare cassa, come sembrerebbe dalle disposizioni attuali. Sembra che si voglia far cassa senza pensare alla funzione, al territorio ed alla delicatezza degli aspetti che questo spacchettamento porterebbe in queste ore, in questo periodo, in cui si sta discutendo.
Spacchettamento significa che una parte va in un Corpo ed un'altra parte va in un altro Corpo, Corpi meno importanti per la tutela del territorio, non sotto l'aspetto della divisa, vorrei precisare questa cosa, perché chi è professionista di queste cose non ha niente a che fare con gli altri Corpi che magari portano le stesse stellette dello Stato italiano. Grazie.
Grazie Presidente. Grazie Presidente. Questa materia che attiene anche alla riorganizzazione delle Forze di polizia è evidente che trattasi di materia di competenza dello Stato centrale, ma io personalmente condivido questa riforma. La condivido perché con l'approvazione della riforma della pubblica amministrazione, nasce in effetti il Comando per la tutela forestale, ambientale, agro-alimentare, attraverso la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato all'interno dell'Arma dei Carabinieri.
Sostanzialmente in questo settore vengono riorganizzate le funzioni di polizia, dotando il nostro Paese, proprio quello che diceva il Consigliere Maggi, di una struttura più efficace, meglio organizzata, più ramificata sul territorio.
Pensate alla ramificazione dell'Arma dei Carabinieri con tutte le sue caserme dislocate sul territorio, che sono presidi di sicurezza nel nostro Paese.
L'Arma dei Carabinieri per la sua organizzazione è maggiormente dotata per garantire la sicurezza in questo settore.
D'altra parte i Carabinieri stessi hanno sviluppato in questi ultimi anni competenze specifiche in merito. Pensiamo ai Nac, i nuclei anti-contraffazione, pensiamo al Noe, al nucleo operativo ecologico, questi già ci sono, quindi è una riorganizzazione che è in grado, secondo me, di soddisfare proprio quelle esigenze che venivano testé declinate dal Consigliere Maggi, cioè la tutela del nostro territorio, dell'ambiente, dell'agroalimentare, delle contraffazioni, e il fatto che vengano organizzate all'interno dell'Arma dei Carabinieri, quindi che ci sia una maggiore militarizzazione, garantisce di più, perché è più efficace per garantire la prevenzione e quando è necessaria anche la repressione. Io penso che questo provvedimento del Governo vada nella direzione giusta e non credo che sia stato fatto per fare cassa.
Il Consigliere Maggi parlava di una sorta di polizia regionale, questo è un dibattito che noi abbiamo già affrontato e sappiamo che non è possibile perché le Regioni non possono avere funzioni di polizia. Questo non è possibile, non è possibile per il combinato disposto della nostra Costituzione con le leggi ordinarie, non è una competenza propria, tanto è vero che ce ne siamo occupati nella ridefinizione delle competenze delle Province, quando abbiamo riallocato il personale presso le Province per salvare il Corpo della polizia provinciale e questa discussione di oggi, è la dimostrazione, se vogliamo, di quanto abbiamo fatto bene a mettere in campo quell'operazione. Quando dicevo che attraverso la riallocazione del personale di polizia provinciale sulle Province noi salvaguardavamo un Corpo e prevedevamo sui territori 50 presidi di sicurezza che andavano nella direzione anche della tutela dell'ambiente, come diceva il Consigliere Maggi, quindi noi la nostra parte l'abbiamo fatta per quel che potevamo fare, ovviamente non potevamo e non possiamo istituire un Corpo di polizia.
Noi abbiamo fatto qualcosa in più anche per soddisfare quelle esigenze che lei poc'anzi declinava in quest'Aula attraverso la riorganizzazione, quello si, della polizia provinciale.
In definitiva termino, Presidente, dicendo che sostanzialmente questo provvedimento dal mio punto di vista è condivisibile. D'altra parte il personale stesso mantiene le competenze possedute, viene impegnato nell'attuale sede di lavoro e nell'incarico ricoperto, su questo non ci saranno neanche disagi, verranno salvaguardate le progressioni di carriera, rispettando gli attuali criteri esistenti, quindi non credo che ci saranno problemi, dobbiamo guardare avanti. Dal mio punto di vista razionalizzare sotto questo aspetto è ancora più utile, ovviamente quello che noi possiamo fare, che stiamo facendo e che faremo è quello di preoccuparci di verificare l'effettiva riorganizzazione sui territori e la ricaduta di questa riorganizzazione.
Su questo noi saremo vigili, d'altra parte la Regione Marche sta valutando proprio in questi giorni se rinnovare la convenzione con il Corpo forestale dello Stato, convinzione scaduta il 30 marzo e che noi vogliamo rimodulare anche in vista di questa riorganizzazione, questo noi lo faremo perché vigileremo sulle ricadute per quanto riguarda la sicurezza del nostro territorio regionale.
Sostanzialmente condividiamo questo provvedimento del Governo e del Parlamento.
Infine per completezza, sono abituato a perdermi nelle lungaggini, però la completezza credo che debba essere soddisfatta, vorrei evidenziare che il Consiglio di Stato ha condiviso la scelta del Governo di disporre che il Corpo forestale dello Stato sia assorbito dall'Arma dei Carabinieri, l'ha ritenuta perfettamente legittima dal suo punto di vista ed opportuna, quindi una valutazione c'è stata, non credo che ci siano, secondo me, profili di incostituzionalità, tra l'altro questo provvedimento è un’attuazione della legge delega che il Consiglio di Stato ha ritenuto pienamente soddisfatta nell'applicazione dei suoi principi.
Piero CELANI. Io tutte queste certezze, Assessore Cesetti, non le ho, anche se una riforma ci deve essere perché in uno Stato come il nostro che ha 5 polizie qualcosa doveva succedere.
Guardi, se tutto rimane come prima, delle due l'una, il provvedimento è stato fatto per chiudere qualche caserma, qualche edificio; se tutto rimane come prima il provvedimento è stato fatto soltanto per razionalizzare il sistema dei costi perché mettere un’Arma all’interno di un’altra con le stesse competenze, significa chiudere tutta la struttura e sicuramente risparmiare; potrebbe essere legittimo perché in tempi di magra dobbiamo pensare anche a questo.
Credo che il problema serio riguardi le competenze e soprattutto la conservazione del know-how, del grande patrimonio che la forestale ha accumulato in questi anni che rischia di andare perduto, questa è la verità, ogni riforma porta a questo.
Questo è il problema, lo vediamo anche con quello che sta accadendo con le Province, dove un Governo tanto lungimirante non aveva capito che le Regioni non hanno la polizia, quindi, qualcosa stava succedendo, si stava perdendo tutto quanto.
Credo che le Province potranno perdere prima o poi questo know-how della polizia provinciale perché non sarà rinnovato, non ci sarà un Corpo stabile, alla fine diventeranno tutti degli amministrativi che gireranno nei territori; si perderà l'impatto della polizia provinciale con compiti di sorveglianza, con compiti di proposizione all'interno dei territori, di collaborazione con i Comuni, di collaborazioni con le aziende per quanto riguarda la tutela ambientale e quant'altro.
Il dubbio è questo, non perché ci sia uno stravolgimento totale, poi il Consiglio di Stato, l'ho visto pure io, ha esaminato il percorso amministrativo ed ha detto che è legittimo, c’è una legge del Parlamento, c’è una legge delega, ma non la sostanza. E’ entrato nel merito di un percorso amministrativo, normativo, legislativo ed ha detto ok, perché questo provvedimento è stato esaminato anche sotto il profilo della legittimità. Ad esempio il cittadino può dire: “Perché non mettere il forestale nella polizia? E’ un corpo civile, ha diverse branche, può lavorare amministrativamente in modo diverso”, ma il dubbio è che possa essere incorporato a fare qualcos'altro per rimpinguare l'Arma dei Carabinieri.
Questo è il dubbio, non perché non si possa fare un discorso di questo tipo, va fatto, la riforma della polizia va fatta, però va fatta nell’ambito di una riforma globale di tutte le polizie. Faccio un esempio sciocco e chiudo, l'altro giorno uscendo con la barca di un amico ho visto che in mezzo al mare c’era la polizia, la finanza, la guardia costiera, i carabinieri, tutti a fare cosa? La stessa cosa! Vedete? La forestale non faceva la stessa cosa dei Carabinieri, non faceva la stessa cosa della polizia, (…) noi l’abbiamo scritto anche nella mozione che abbiamo fatto, probabilmente si critica una mancata riorganizzazione completa del sistema di polizia e di controllo di questo territorio, fermo restando che è legittimo fare le riforme.
Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Non volevo intervenire perché credo che l'intervento dell'Assessore Cesetti sia stato assolutamente esaustivo e dal mio punto di vista era conclusivo di questo dibattito, però penso che siano da sottolineare un paio di cose.
L'Assessore Cesetti ha detto molto bene alcuni aspetti di merito riguardanti la posizione del Consiglio di Stato, che comunque interviene sull'aspetto amministrativo: il fatto che rimangono in essere tutte le convenzioni, il fatto che nell'Arma dei Carabinieri ci sarà una specializzazione specifica e verranno mantenute sia queste funzioni che la tutela delle progressioni di carriera del personale.
Allora io rubo 10 secondi per porre un problema di metodo, perché vedete colleghi, per carità, questa Assemblea è sovrana, possiamo discutere di tutto, dalla pace nel mondo a qualsiasi tema che fa parte della logica di questo consesso, però devono essere oneste e chiare tra di noi quelle che sono le funzioni di quest'Assemblea, perché è falso dire che se oggi questa mozione passasse il Presidente della Regione avrebbe un reale potere nella Conferenza delle Regioni. Questo è falso! Perché questa delega è completamente statale, su questo il parere delle Regioni c'è già stato, c'è stata una legge, ci sarà tra qualche settimana un decreto, caricare l'opinione pubblica locale di un'aspettativa falsa è disonesto intellettualmente. Lo dico adesso, ma vale anche per una mozione che discuteremo dopo, noi non possiamo pensare che in quest'Aula, su qualsiasi tema, che riguarda il livello nazionale, noi possiamo avere un'efficacia piena, non è così perché quando un tema è completamente statale e viene chiesto un parere alle Regioni, il parere viene dato e siamo già fuori tempo massimo perché non ci sarebbe, anche senza entrare negli aspetti di merito, la possibilità di entrare.
Lo sottolineo perché non possiamo dire che oggi la Conferenza dei Presidenti delle Regioni può ritornare su un aspetto che è già stato discusso e che è di competenza del Governo nazionale.
Luca CERISCIOLI. Anch'io confermando appieno l'indirizzo sostenuto dall'Assessore e dal Consigliere Busilacchi, desidero intervenire su questa mozione perché nei mesi scorsi ho avuto modo di confrontarmi con gli operatori della Guardia forestale e di ascoltare principalmente due preoccupazioni: una più legata al percorso e l'altra, molto importante, era l'espressione di una sensibilità di un Corpo rispetto alla missione specifica che storicamente ha avuto, rispetto al controllo del territorio, dell'ambiente, il presidio che ha rappresentato nei lunghi anni di storia.
Sono anni che almeno la politica in generale fa annunci e poi non mette in pratica le cose che dice. Mi ricordo ad esempio che il programma dell'abolizione delle Province è stato un po' dentro i programmi elettorali di moltissimi soggetti politici, facendo un po' di ricerca forse potremmo scoprire che quasi tutti, almeno una volta, hanno dichiarato nei loro programmi di voler abolire le Province, se la memoria non mi tradisce credo proprio tutti.
Nel momento in cui si è messo in atto questo percorso, questo processo, al di là dei ripensamenti di alcuni, la sostanza è sempre stata non tanto nell'atto di abolizione in sè, ma di come materialmente sarebbe stato gestito quel percorso.
Dopo lunghi anni di attesa ci si è concentrati sull'atto di cancellazione rispetto al tema più importante che è quello di un riordino armonico delle competenze, delle attività, delle risorse necessarie per poter svolgere compiti che comunque erano in capo a ….
Ho sentito tante volte, faccio fatica a ricostruirla, ma immagino che se facciamo una ricerca la troviamo diffusa, l'idea che in Italia si potesse fare come in altri Paesi dove esistono due polizie, una di tipo militare ed una di tipo civile, generalista che con dei reparti specifici si occupa delle diverse materie che in Italia sono suddivise fra vari Corpi, che poi riassumono tutti quanti le stesse funzioni di carattere generale.
Abbiamo questa particolarità, abbiamo Corpi specifici, ma se andiamo a vedere le competenze anche la polizia municipale ha quella della sicurezza, è l'ultima nella declinazione delle competenze della polizia municipale, ma alla polizia municipale si dà la sicurezza.
Ricordo che al Corpo forestale dello Stato nella riforma di pochi anni fa, si è aggiunto il controllo del codice della strada, così come hanno tutte le altre forze di polizia. Quindi da una parte Corpi specialistici, dall'altra realtà con compiti che spaziano a 360°, di contro un modello molto più razionale, di due polizie generaliste, una militare ed una civile con all'interno sessioni che si occupano in maniera distinta di temi strategici.
In Italia la suddivisione di fondo fra Carabinieri e Polizia sta nel fatto che il Carabiniere è sul territorio e la Polizia nei centri urbani, questo è, poi in realtà di nuovo si rimescola tutto, questo indirizzo di fondo esiste e all'interno è possibile declinare compiti e funzioni che attengono in maniera più specifica ai settori del vivere, laddove si individuano priorità importanti: la finanza, rispetto ad un controllo corretto della gestione dal punto di vista delle fiscalità, il rapporto con le imprese e via dicendo, la forestale, con il controllo dell'ambiente e del territorio, e così via.
Arrivati a questo punto non è tanto l'enunciato del dispositivo della mozione che dice ripensiamoci su una cosa che è già stata fatta, cioè rimettiamo insieme l'uovo - mi sembra difficile – ma molto più importante è riuscire, cosa molto complicata, seguendo questo percorso a fare in modo che dentro la trasformazione, come accade in molti sistemi, avendo le priorità delle priorità, non ci si dimentichi di una grande priorità che è quella del controllo del territorio, dell'ambiente, di quello che faceva e che sempre ha fatto la Guardia forestale, ovvero che dentro il processo di riordino vengano garantite quelle presenze sul territorio che si occupano in maniera prioritaria dei settori suddetti.
Citava correttamente l'Assessore Cesetti che in questa operatività a 360° anche dentro l'Arma dei Carabinieri ci sono nuclei addetti all'antisofisticazione, ad aspetti legati all'attività ambientale, però sappiamo, ad esempio, che sono nuclei molto piccoli perché una parte dei compiti erano comunque assolti dalla Guardia forestale.
Del riordino credo che questo sia importante e la mozione per essere efficace dovrebbe impegnare a presidiare i rapporti che abbiamo con il Governo a che il riordino non faccia venire meno risorse umane, tecniche e finanziarie a tutela e difesa del territorio della nostra regione. Questo per me è il punto. Non tanto rimettere nel bicchiere il latte versato, quanto fare in modo che nel processo che si è messo in moto si riesca a dare quelle risposte di cui abbiamo bisogno come governo del territorio, perché, come ho detto prima, così come i Carabinieri e la Guardia forestale, in un altro presidio di natura fortemente territoriale, noi come custodi del territorio abbiamo bisogno che ci sia chi in termini di attività di polizia giudiziaria assolva quel compito. Come abbiamo fatto con la polizia provinciale, ci siamo preoccupati non tanto di avere 50 dipendenti amministrativi in più, ma che quelle 50 persone restassero nel territorio a presidiare una funzione e nella riorganizzazione amministrativa abbiamo fatto in modo di avere gli strumenti per …, credo che oggi sia importante presidiare, porre la nostra attenzione al centro e dentro questa riforma si garantisca un'adeguata presenza nel territorio per poter continuare l'attività di monitoraggio e di controllo degli aspetti ambientali che per noi sono di grandissima importanza.
Giovanni MAGGI. Vi invito a leggere meglio il dispositivo: “impegna affinché venga valutata la differente articolazione del processo di riforma”, quindi è una formulazione ampia.
Rispondo subito al capogruppo Busilacchi, mi sorprende che chieda che non si prenda una posizione politica in questa Aula perché comunque non si può influire sulla scelta del Governo nazionale. Questo mi sembra caricare l'opinione pubblica di aspettative, mi sembra veramente una forzatura quasi infantile, direi, a giustificazione di quanto affermato.
Voglio dire all'Assessore Cesetti che ha fatto una dichiarazione che può aprire una discussione ampia e articolata quando dice che la militarizzazione è sinonimo di repressione e che con la militarizzazione sicuramente ci sarà maggiore efficienza nella repressione, nella prevenzione, eccetera. Questo vuol dire che il Corpo di polizia, che non è militare, queste funzioni non le svolge, ma vengono svolte solo dai Carabinieri. La inviterei affettuosamente a fare dichiarazioni meno compromettenti e meno arrischiate in questo senso.
La militarizzazione del Corpo della guardia forestale sembra una cosa così vaga, allora voglio spiegare ai colleghi della maggioranza e della minoranza, soprattutto all'Assessore Bora che tiene conto della condizione femminile - noi l’appoggeremo in questa battaglia che vorrà fare - che una agente donna del Corpo forestale dello Stato mi ha detto: “Io ho il marito che lavora nelle Marche, sono agente del Corpo forestale delle Marche, ho due figli, con il 2017, quando verrò militarizzata, se verrò trasferita dovrò accettare il trasferimento”. Di questo si tratta nella vita pratica delle persone. Oltre al gioco della politica, si tratta di questo: una signora con due figli e un marito, che lavora qui nelle Marche, se viene trasferita dovrà accettare come militare il trasferimento. E' incostituzionale o no? Se voglio fare il militare, lo debbo scegliere, non esiste in nessuna parte del mondo che il mio diritto di fare il militare o il civile venga deciso altrove. Di questo si tratta in questa situazione.
Poi in merito ai risparmi, come giustamente ha detto il Consigliere Celani, di tutti i corpi, di tutte le disfunzioni che ci sono, c'è solo il Corpo forestale dello Stato che deve essere quasi punito e trasferito nei Carabinieri? Queste funzioni ci saranno anche nell'Arma dei Carabinieri, ho già detto poc'anzi che su 7.000 agenti - sono 8.000, 1.000 verranno dirottati alla Polizia, alla Guardia di Finanza ed ai Vigili del fuoco con motivazioni varie, qualcuna sicuramente condivisibile altre criptiche - 4.000 sono stati scartati perché i Carabinieri dicono che non hanno idoneità fisica, età, profili di carriera e stato di servizio, ne rimangono 3.000, si perde tutta la professionalità, come ha detto il Consigliere Celani, il know-how, la conoscenza, in uno Stato in cui la politica e la malavita - a volte, spesso, la politica e la malavita si confondono insieme, non si sa quale sia la politica e quale la malavita - stanno facendo scempio, e non cito soltanto la terra dei fuochi, cito anche la nostra regione, nel nostro territorio stanno facendo scempio della nostra salute. Rimangono 3.000 agenti che andranno a finire nei Carabinieri e questa viene spacciata per una maggiore presa di coscienza, maggiore professionalizzazione, maggiori risultati che verranno ottenuti?
Su questa cosa non ci sto, diciamolo veramente, qui c'è un discorso politico da fare che non deve contraddire quello che sta facendo il Governo nazionale, accentrando sempre di più. Va bene, ma questa cosa va detta a noi che siamo qui, soprattutto dell'opposizione, ma va anche detta a voi colleghi della maggioranza. Ma chi ci crede a questa cosa? Io, Assessore Cesetti, non ho parlato della polizia regionale, perché so benissimo che, abbiamo partecipato al dibattito sulla polizia provinciale, la Regione non può istituire Corpi di polizia, infatti la polizia provinciale è rimasta alle Province, che sono state cancellate e che comunque hanno la polizia provinciale. Questo non si capisce, ma è un altro argomento.
Tutta questa professionalità, competenza e conoscenza del territorio andrà perduta.
Gli agenti della forestale mi hanno anche detto: quale risparmio? Non c'è nessun risparmio. Primo, non c'è nessuna razionalizzazione, secondo, non c'è risparmio, quelli che pigliano un sacco di soldi, gli alti gradi della forestale, verranno trasferiti con gli stessi stipendi in altri Corpi, quindi non c'è risparmio; le caserme finiranno ai Carabinieri, quindi dovranno cambiare la targa, dovranno verniciare di blu le macchine del Corpo forestale dello Stato, con la scritta “Carabinieri” e la striscia rossa.
Noi non stiamo chiedendo un'aprioristica negazione di questa riforma, stiamo chiedendo al Presidente della Giunta, con buona pace del capogruppo Busilacchi, di cercare di fare, in Conferenza Stato-Regioni, di questa legge un pastrocchio meno pastrocchiato. Grazie.
Peppino GIORGINI. Vorrei dare un contributo con la dichiarazione di voto che naturalmente sarà positiva.
Il Corpo di cui stiamo parlando, questo è importante capirlo, è molto acculturato sui temi, stiamo parlando di un corpo costituito dall'80-90% di ingegneri ambientali, geologi, quindi è un corpo altamente formato, senza denigrare i Carabinieri o la Polizia.
Stiamo parlando di due cose completamente diverse, stiamo parlando di un Corpo che ha esperienza sui temi ambientali, sui temi del territorio ed ha un personale con una cultura specifica, è quasi tutto laureato. Io ho incontrato quello di Macerata, so che ci sono altissime professionalità che nel nostro territorio mancano, perché se uno di noi vuole, ad esempio, un ingegnere ambientale che non sia collocato in Regione o da altre parti, non lo trova.
Credo che vada valutato anche il fatto di portare delle persone a fare un servizio pubblico, magari sarà importante ed avrà dei risparmi sui costi, però che venga riutilizzato per quello per cui è nato e non per fare pattuglie di polizia o di ordine pubblico.
Solo questo volevo portare all'attenzione di tutta l'Assemblea. Grazie.
Mozione n. 88. La pongo in votazione.
“Guardia Medica di Porto Recanati. Mantenimento di questo importante presidio nell'arco dell'anno e non solo nel periodo estivo. Modifica Determina Direttore generale Asur n. 915 del 24 dicembre 2015”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 90 della Consigliera Leonardi che ha la parola per illustrarla.
Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Torniamo a parlare di quelli che sono gli effetti pratici della riorganizzazione della emergenza-urgenza e della riforma sanitaria messa in atto fra la fine del 2015 e l'inizio del 2016.
Parlo di effetti pratici perché le ripercussioni delle scelte operate si vedono nel territorio.
Il 24 dicembre, la vigilia di Natale del 2015, attraverso una determina dell'Asur, la n. 915, viene fondamentalmente stabilita questa rete della riorganizzazione dell'emergenza-urgenza e anche ridefinite quelle che sono le sedi della continuità assistenziale.
Per l'Area vasta 3, che riguarda il Comune di porto Recanati, si avrebbe una penalizzazione relativa al fatto che il presidio della Guardia medica, questo anche a seguito di un chiarimento avuto con il direttore, verrebbe mantenuto durante i mesi estivi, ma si perderebbe durante il resto dell'anno.
Questa mozione nasce a febbraio, quindi 4 mesi fa, quando il 17 febbraio esce sulla stampa che dal lunedì successivo la Guardia medica sarebbe stata chiusa.
Attraverso il colloquio con il direttore dell’Area vasta 3 ho avuto rassicurazioni in merito al fatto che l'immediatezza della chiusura non fosse così prossima, non ho avuto però, purtroppo, alcun tipo di rassicurazioni per quanto riguarda il resto dell'anno.
Voglio far presente a chi non conosce bene la realtà portorecanatese che la nostra popolazione durante l'anno è ufficialmente intorno alle 12 mila unità, ma ha un picco molto grande durante l'estate ed arriva anche a 70/80 mila persone in quanto noi abbiamo una grande capacità di accoglienza dettata dalle seconde case.
Queste seconde case, quindi non una capacità di tipo alberghiero, di accoglienza, di fatto sono abitate anche durante il resto dell'anno, non solo durante l'estate quando c'è l'afflusso prettamente turistico, ma anche per i restanti mesi dell'anno sia per quanto riguarda il fine settimana, il weekend lungo, che le settimane piene perché ci sono persone che le utilizzano, pur mantenendo la propria residenza nel loro Comune, per motivi di lavoro o di studio.
La riorganizzazione determinerebbe, togliendo questo servizio importante, ad un vuoto perché l'accorpamento e il potenziamento del presidio su Recanati porterebbe la Guardia medica a dover coprire un territorio molto grande, comportando dei ritardi e dei possibili disservizi per la salute pubblica.
E’ un servizio al quale in molti fanno riferimento, è un servizio utile, è un servizio che io reputo necessario.
Con questa mozione chiedo di garantire a Porto Recanati la Guardia medica stabilmente, 12 mesi all'anno, per tutelare tutta la popolazione, non solo quella estiva, che riguarda il picco turistico, ma tutti coloro che risiedono nei nostri territori sia stabilmente che in maniera temporanea.
E' importante anche tener conto della effettiva territorialità che andrebbe a coprire questo depotenziamento e, quindi, questo spostamento della Guardia medica su Recanati perché, come ho anticipato, è un territorio molto vasto ed i confini da Porto Recanati all'estremo confine di Recanati con Sambucheto non sono certamente ricopribili in pochissimo tempo.
Chiedo pertanto la modifica della determina Asur fatta alla vigilia di Natale, la n. 915, proprio in questa direzione, quella del mantenimento del presidio della Guardia medica 12 mesi all'anno. Grazie.
Luca CERISCIOLI. Diciamo che la mozione in realtà si risponde da sola, ovvero, d'estate, quando è dimostrato che gli abitanti superano i 20.000 abitanti, che è il numero minimo per istituire la Guardia medica, c'è la Guardia medica; d'inverno non è stato verificato quel numero ipotetico che dice la Consigliera, superiore alle 20.000 persone, quindi la Guardia medica di Recanati fa riferimento su un bacino di 32.000 abitanti perché i 20.000 sono il numero minimo.
Per ottenere un risultato la mozione, non è soltanto il voto del Consiglio regionale, che non credo possa modificare il numero degli abitanti di una realtà, poteva eventualmente chiedere di fare una verifica puntuale nel periodo invernale per vedere se nel Comune oltre i 12.000 residenti effettivamente ce n'erano altri 8.000, figure che domiciliano stabilmente o magari in rotazione nel periodo invernale.
Si pone all'Aula un voto su un'opportunità che è legata ad una numerosità, quindi la Consigliera Leonardi potrebbe modificare la richiesta in: “Verificare se d'inverno – come dichiara – il numero tra residenti e domiciliati supera i 20.000 che giustifica la Guardia medica tutto l'anno”.
Messa in questi termini è un atto di fede, poi nella verifica qualcuno potrebbe dire che stiamo facendo un danno erariale perché abbiamo messo una figura laddove non si giustifica, nel rispetto delle norme e via dicendo.
Mi sembra più corretto chiedere questo, a quel punto sarei il primo a votare a favore e la Consigliera avrebbe fatto un buon servizio al proprio territorio perché ne avrebbe sottolineato una caratteristica che fino ad oggi non era stata valutata, cioè che anche d'inverno ha un bacino di 20.000 abitanti, per cui noi potremmo dire: “Benissimo ci impegniamo con la mozione a fare questa verifica”.
Luca MARCONI. La proposta del Presidente mi ha convinto, non solo perché risponde a verità, ma perché mette in luce una piccola caratteristica che rende questo voto un po' antipatico, quindi se la Consigliera accetta questa indicazione, bene, altrimenti propongo il rinvio di questa mozione anche perché l'effetto immediato di una mozione, che per legge non potremmo neanche accogliere, è che potremmo votarla tutti demagogicamente per poi farci dire dall'Asur: “Questo non è possibile”.
Qual è l’effetto se noi rispondiamo, Consigliere Busilacchi, alla verità delle cose? E’ che domani sui giornali ci sarà scritto “l'UdC, il PD, Uniti per le Marche non vogliono la Guardia medica” e siccome a Porto Recanati c'è una campagna elettorale che vede la collega candidata sindaco, è evidente che l'effetto è suonato.
Se c'è una sincera volontà di verificare questa roba, da quasi portorecanatese sono disposto a verificarla e ad andare fino in fondo per aiutare questa città ad avere questo servizio, perché non ci teniamo in nessun modo a vedere clienti da Porto Recanati che vengono ad ingolfare la Guardia medica di Recanati, quindi siamo tutti contenti che Porto Recanati ce l'abbia per tutto l'anno, se però questo non è possibile, direi di esprimerci su quest'argomento dopo il 5 giugno, fatta comunque questa verifica.
Per questo chiedo formalmente il rinvio.
Elena LEONARDI. Consigliere Marconi lei si è distratto mentre io illustravo o forse non ha letto l'atto quando le è stato girato.
Questo atto, come ho ribadito, nasce ed è stato presentato il 22 febbraio, quando la sottoscritta non era minimamente candidata, pertanto se una cosa è importante da portare all'attenzione del Consiglio reputo lo sia sempre, indipendentemente dalle scelte che il singolo Consigliere fa nell'arco della legislatura.
Credo che questa richiesta di rinvio abbia prettamente ed unicamente, da quello che lei ha espresso, una valenza politica, a differenza di quando io ho presentato la mozione.
Essendo fuori dalla campagna elettorale, io l'ho presentata perché a Porto Recanati è un problema sentito, è un problema che ha suscitato - soprattutto quando è uscito l'articolo di giornale, il 17 febbraio, che diceva che dal lunedì successivo la Guardia medica sarebbe stata chiusa completamente - come lei può immaginare, una certa preoccupazione e reazione.
Per quanto riguarda la risposta del Presidente Ceriscioli, reputo che ci sia una oggettiva difficoltà, perché non ho sentito come si potrebbe verificare considerato che la popolazione non sta stabilmente.
Chi conosce la realtà di Porto Recanati sa che le seconde case sono abitate durante il corso dell'anno dai figli dei proprietari che ci vanno a studiare, che ci stanno per non rimanere in casa ed avere una loro autonomia, da giovani coppie, che magari sono sposate e non hanno la possibilità di acquistarsi una casa e quindi temporaneamente alloggiano nelle abitazioni che hanno prettamente un carattere turistico, magari di dimensioni non tanto grandi, finché non hanno la capacità e la possibilità di comprarsi una casa loro. Varie persone mi hanno detto: “Io ho ricorso varie volte per i miei figli alla Guardia medica, perché sto qui, ma non ho il medico, e di notte quando c’è un’urgenza è la soluzione più comoda, pratica ed a portata di mano”.
Da questo nasce l'impegno e la difficoltà di censire una popolazione che oggi attraverso i canali ufficiali non è riscontrabile. In questo sta la prerogativa e in questo sta la peculiarità di Porto Recanati che avendo un turismo prettamente basato sulle seconde case, quindi sui residence, sulle abitazioni e non sull'alberghiero, ha una fascia di popolazione che ci vive tutto l'anno pur non passando per i canali ufficiali del censimento, attraverso la residenza. Questo è il canale al quale fa riferimento l'Asur, quindici sarebbe un’oggettiva difficoltà materiale, reputo. Non ho sentito quale potrebbe essere la formula, deve essere incaricato un funzionario che suona a tutte le porte in particolar modo nel weekend, perché magari in determinati orari la gente lavora, chi fortunatamente ha un lavoro? Per questo noto una difficoltà oggettiva che potrebbe essere sopperita facendo queste valutazioni ed esprimendosi in questo senso.
Luca CERISCIOLI. Lei mi ha fatto una domanda che definisco divertente, bellissima.
Nelle letture del mio libro di fisica del primo anno, era un corso sperimentale di fisica “Corso tradizionale di Liceo Scientifico – Corso sperimentale di fisica”, così capite anche come funziona la memoria del Presidente, ce n'era una molto bella, veramente bella, che diceva con un filo, un peso e una sveglia, un cronometro, come misurare l'altezza di un grattacielo. La storia iniziava dicendo la risposta classica: lego il filo al peso, misuro le oscillazioni, guardo il tempo delle oscillazioni alla base del grattacielo, guardo l'altezza, misuro la differenza della forza di gravità ed ho una stima dell'altezza del grattacielo. Poi misurava il periodo di oscillazione del pendolo a due gravità diverse, dopo si apriva a una serie di possibilità tra cui l'ultima la più carina, regalo la sveglia al custode del grattacielo e gli chiedo quanto è alto, oppure lancio il sasso e misuro il tempo, e così via. Questo per dire di come l'approccio alla fisica possa essere molto più aperto, molto più dinamico, molto più disponibile di quello della formula della sua soluzione e studiare la fisica potrebbe essere anche un modo per aprirsi la testa in tante direzioni.
Un metodo per misurare il traffico quando la benzina non aveva, come oggi, prezzi così diversificati - che ci fa andare a caccia del distributore che la dà a 2 centesimi in meno, ma il prezzo era uniforme in tutto il territorio nazionale dallo Stato - era andare a misurare la vendita di benzina nei distributori ed avendo il parametro della vendita della benzina, uno si rendeva conto della quantità di traffico che passava sulle strade.
Un classico misuratore della crisi o della crescita è la quantità di rifiuti che va in discarica perché permette di misurare effettivamente un indice sui consumi di quante più cose nel rifiuto solido urbano il cittadino compra e quindi di quanta economia giri nel territorio.
Il consumo dell'acqua complessivo, ad esempio, di una realtà è un ottimo indice sul numero di abitanti che in quel momento c'è; se noi prendiamo un consumo di acqua nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, oltre al fatto che in estate si fa una doccia in più, è un buon indice rispetto al numero dei residenti di un territorio, così come la produzione di rifiuti che viene misurata normalmente dalle aziende tutti i mesi nelle tonnellate che vengono portate fra raccolta indifferenziata, eccetera.
Esistono dei carinissimi metodi generali induttivi che ci danno una stima abbastanza valida della popolazione che in effetti insiste in un territorio in un certo periodo.
Esistono metodi ancora molto più precisi, ma con questi andremmo a toccare la sensibilità della privacy e allora li lasciamo perdere. Si può andare direttamente sul consumo e vedere ad esempio, attraverso l'ente erogatore dell'elettricità, che oggi in tempo reale vede quanti contatori girano e quanti non girano, su quante residenze in un certo periodo gira il contatore e su quante no.
Bastano i macrodati e si può fare se c'è la volontà. Mi immaginavo che al fondo ci fosse una valutazione che non è mai stata fatta, cioè non è mai stato valutato se effettivamente d'inverno la pressione abitativa è molto superiore ai 12.000 abitanti, quindi il metodo per misurarla lo troviamo senza bussare a casa. Possiamo andare a guardare i consumi, possiamo andare a guardare i dati che abbiamo già a disposizione, possiamo andare a valutare il numero di chiamate alla Guardia medica - valutare quante chiamate ci sono nel momento in cui una popolazione ha statisticamente ..., questo è abbastanza normale in tutto il territorio, laddove il numero è più misurato rispetto a laddove è stimato - e si capisce se il numero di chiamate è statisticamente per una popolazione di 30.000 abitanti piuttosto che per una popolazione di 50.000.
Abbiamo tutti gli strumenti per misurare e rinnovo l'invito: la mozione, che scritta così sembra che noi. indipendentemente da valutazioni, numeri, eccetera, stabiliamo che lì va messa o non va messa una Guardia medica, va riformulata dicendo: “Previa valutazione effettiva della consistenza della popolazione nel periodo invernale”, si valuti quindi che ci sia la sussistenza per garantire la Guardia medica anche d'inverno. Basta una piccola modifica della formulazione, dicendo “previa”, cioè “prima”, e si va a misurare quello che lei ritiene, cioè che d'inverno ci sia effettivamente una popolazione superiore alle 12.000 unità e di conseguenza si metta la Guardia Medica anche d'inverno.
Francesco MICUCCI. Anch'io prima di entrare nel merito, se poi ci dovremmo entrare, nessuno disconosce la buona fede della Consigliera Leonardi che ha presentato la mozione a febbraio, quindi immagino in tempi non sospetti, però considerato che siamo arrivati alla discussione a fine maggio e già la determina dell'Asur prevede la possibilità di deroga per il periodo estivo, il problema che lei sottintende non si pone con urgenza, perché ormai siamo entrati di fatto nel periodo estivo e quel problema viene superato, eventualmente se ne riparlerà a settembre o ad ottobre, quindi non c'è un'urgenza.
Onde evitare che, come ha detto il Consigliere Marconi, si possa pensare che, nonostante la buona la fede, di fatto questa mozione entri a gamba tesa nella campagna elettorale e tenendo conto anche delle motivazioni che ha testé proposto il Presidente, quindi non la volontà a respingere, ma eventualmente valutare nei limiti della legge. L'Aula consiliare non può decidere di cambiare una determina Asur, che essendo dell'Asur la decide qualcun altro, o può cambiare una normativa nazionale prevista dal decreto n. 735, quindi è chiaro che dovremmo aver eventualmente dei dati oggettivi.
Non sussistendo l'urgenza, non essendo oggi in grado di motivare diversamente quella richiesta, credo che non ci sia nessuno ostacolo a rinviare la discussione a tempi politicamente più sereni magari con qualche dato in più che ci diano la possibilità di fare una discussione più nel merito.
PRESIDENTE. Proposta di rinvio del Consigliere Marconi. La pongo in votazione.
Gianluca BUSILACCHI. Per tranquillizzare il Consigliere Zaffiri, visto che abbiamo appena votato un rinvio di una mozione della minoranza, sto per chiedere il rinvio di una mozione della maggioranza, così siamo in piena par condicio.
Chiedo al Consigliere Rapa il rinvio della mozione n. 108 che va a toccare un tema molto importante e serio, al centro di un dibattito, su cui sono stati presentati anche degli emendamenti.
Credo che sia utile e necessario, prima di discutere la mozione, fare un approfondimento, innanzitutto tra le forze politiche di maggioranza e poi eventualmente anche nelle sedi opportune per arrivare ad un sereno dibattito in Aula.
Boris RAPA. Grazie Presidente. Ritenevo che i requisiti per una serena discussione ci fossero, però lo scopo prioritario, come dice la mozione, è quello di trovare una strada condivisa che porti ad un risultato per il bene del territorio, per cui, diciamo, se il percorso deve essere partecipato e condiviso, è chiaro che mi rimetto, come si suol dire, al volere dell'Aula, però chiedo che nel contempo siano fissate delle date certe dei tempi utili, che non sia una cosa che poi … Grazie.
PRESIDENTE. Prima di votare per il rinvio penso che possiamo anche dire che, lo decideremo ai capigruppo, sarà posta all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale.
Piero CELANI. Facciamo delle sedute, Presidente, per mozioni ed interrogazioni poi le mozioni le rinviate e non ce le fate discutere, fateci sapere cosa veniamo a fare qua la mattina!
Sono contrario al rinvio della mozione.
PRESIDENTE. Consigliere Celani, ricordo che se facciamo un Consiglio di mozioni ed interrogazioni dipende anche dai Consiglieri che se vogliono, a loro libertà, possono presentare atti amministrativi o proposte di legge.
Piero CELANI. Questa è bella! Va bene, lasciamo perdere.
Sandro ZAFFIRI. Presidente, non può dire questo!
Piero CELANI. Ho assistito a due situazioni che non fanno onore a questa maggioranza. Se un problema esiste va affrontato, se un Consigliere di maggioranza, tanto di cappello al Consigliere Rapa, pone un problema sulla sanità, sul nuovo ospedale Marche nord - noi vorremmo parlare anche di Marche sud, ad esempio, potevamo fare un'unica discussione – non capisco perché non si possa fare la mozione. Perché non c'è accordo? Ma lo sappiamo, lo leggiamo quotidianamente dai giornali, quindi rinviare non significa nulla, significa nascondere la polvere sotto il tappeto.
Sappiamo che c'è una discussione in atto, allora ragioniamo dentro questo Consiglio, discutiamo di questa mozione, vediamo quali sono le posizioni, rendete edotti anche noi Consiglieri del profondo sud di quello che succede al nord in modo tale che anche noi possiamo fare qualche valutazione su quello che succederà fra qualche mese in merito all'ospedale unico provinciale fra Ascoli e San Benedetto. Questo è il discorso da fare molto democraticamente.
Sull'altro aspetto non ho potuto prendere la parola, però Consigliere Marconi, onestamente, poteva benissimo risparmiarcela la cosa che non era politica, ma lo ha detto lei! Lei ha detto ne discutiamo dopo il 5, perché non ha detto ne discutiamo dopo il 31 maggio? Quindi il rinvio di una mozione semplicissima è stato prettamente politico …
(interrompe il Consigliere Marconi)
Piero CELANI. La mozione era tecnica, riguardava un aspetto importante della sanità di un territorio come quello di Porto Recanati, il rinvio è strumentale, capzioso e politico. Lo ha detto lei, è scritto agli atti: “lo facciamo dopo il 5 perché la Consigliera Leonardi è candidata”. Allora interrompiamo tutti i lavori, perché qui ci sono anche altri candidati!
Sandro ZAFFIRI. Credo che questa Aula ci osserva e ci guarda con attenzione, non solo per i lavori del Consiglio che oramai da moltissimi mesi e da moltissimo tempo riguardano la discussione di mozioni e di interrogazioni.
Signor Presidente, per quanto riguarda le sue affermazioni, che anche i Consiglieri di minoranza possono proporre delle leggi e delle situazioni, lo sapevamo e lo sappiamo, lo stiamo facendo anche se poi gli atti vengono accantonati, ma non è questo il problema, il problema è che deve essere la maggioranza che governa a proporre le leggi. Non si può cambiare il numero o il nome degli addendi, non si possono cambiare le carte in tavola, la maggioranza è preposta al governo del territorio. Punto!
Questi Consigli vengono retti da mozioni e da interrogazioni e le mozioni vengono, passatemi la parola, in modo furbesco tolte alla discussione, come quella della Consigliera Leonardi che non ha niente a che fare con le elezioni perché l'ha presentata quando non c'erano ancora le condizioni per la sua candidatura, ma la maggioranza ha difficoltà ad affrontare i problemi sul territorio ed allora rinvia.
Questo è il problema di fondo, Signor Presidente, sulla mozione della Consigliera Leonardi lei ha espresso delle considerazioni che vanno mantenute e la mozione poteva essere approvata con quelle sue considerazioni, per esempio, perché non si è fatto? Perché viene approvata una mozione …, aspetti, non faccia la stampella, lei è una stampella della maggioranza ed ha usato in un modo furbesco l'elezione di Porto Recanati per fermare le cose! Lo hanno capito anche i bambini, su Consigliere Marconi!
Allora rispetto a quest'Aula …, esprimerò un voto contrario a questa situazione. Noi riteniamo che quest'Aula debba riflettere sul lavoro come viene svolto e come si sta svolgendo questa mattina.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Consigliere Zaffiri, in merito al fatto che il Consiglio deve riflettere sugli interventi, questo, per esempio, non poteva essere fatto - io sto intervenendo per fatto personale – se stiamo al regolamento sulla richiesta di rinvio può parlare uno a favore e uno contro, c'era già stato l'intervento contro e quindi lei, Consigliere Zaffiri, non poteva parlare, però ha parlato, ha sparlato, però ha parlato, comunque sia qualcosa ha detto.
Io parlo per fatto personale, invitando il Presidente a richiamare puntualmente il Consigliere Zaffiri e quant'altri quando, nel caso specifico, danno delle indicazioni con aggettivazione ai Consiglieri che sono decisamente intollerabili. Io non l'ho mai fatto Consigliere Zaffiri, non ho chiamato mai nessuno volgare, né improprio, né stampella, né protesi di qualsiasi tipo, né catetere, perché qualcuno è anche catetere qui dentro - poi lo spiegherò meglio al Presidente Ceriscioli fuori dall'Aula - perché non voglio offendere nessuno, quindi per cortesia rientriamo nei ranghi.
Secondo, quello che viene ripreso del mio intervento è scorretto perché viene ripreso esattamente quello che ho detto, quindi non c'è bisogno di riprendere, io ho detto esattamente quello che è: la mozione è del 22 febbraio, so leggere Consigliera Leonardi, e non ho attribuito a lei nessuna cattiva intenzione, nessuna malafede, ho detto semplicemente che questo atto cade ora ed è un'ipocrisia non ammettere che dopo un voto su questa mozione a Porto Recanati qualcuno ci farà i manifesti.
Se si vuole risolvere il problema, come ha detto il Presidente, che non ha evitato di affrontare l'argomento, l'argomento l'ha affrontato, ma qui non ci sono solo i manifesti, ma nemmeno finito il dibattito fra di noi, neanche arrivati alle conclusioni, c'è chi prende le frasi e le mette su internet. Questo per dire qual è il livello sincero del confronto, perché quando mi confronto con qualcuno in maniera sincera, attendo le conclusioni e su quelle esprimo tutti i pareri perché siamo in democrazia, ma non si prendono le frasi per poter dire quello è contro o quello è a favore, perché è strumentale.
Il massimo della delicatezza poteva anche intendere, Consigliera Leonardi, che fosse lei a chiedere di non affrontare l'argomento perché è candidata, questo è un fatto, non è una supposizione, né un atteggiamento arrogante dell'Aula, è un fatto! L'abbiamo evidenziato aggiungendo che non avevamo nessuna difficoltà a pronunciarci su questo argomento, potrei votare a favore o contro, ma rispetto a dei dati di cui il Presidente ha parlato in maniera chiara. Allora non capisco perché da oggi non presentiamo non una, ma duecento mozioni per ogni Comune che non ha la Guardia medica. Ne possiamo presentare 200 perché si può chiedere per ogni Comune che sta sotto quei parametri. O stiamo dentro i parametri o stiamo fuori! Quando uno chiede una cosa al di fuori dei parametri è in evidente malafede, oppure è in cerca di una strumentalizzazione politica e allora se mi consente io la strumentalizzazione non l'accetto.
Una cosa è sicura, non mi sarei interessato alla campagna elettorale di Porto Recanati, dove tra le altre cose sono alleato con il Consigliere Celani, quindi vi potete immaginare in mezzo a questo casotto cosa mi devo trovare a fare, però verrò a Porto Recanati, mi ci trasferirò questa sera con il camper e farò casa per casa proprio per spiegare questa questione.
Luca CERISCIOLI. Se il Consigliere Rapa, il presentatore della mozione, non avesse detto: “Sono d'accordo per rinviare la discussione” sarei stato il primo a dire discutiamola, quindi figuriamoci se c'è il problema di discutere in quest'Aula, assolutamente, anzi, molto volentieri, nel rispetto dello stesso presentatore, che per me ha una titolarità rispetto a questo percorso, che dice “sono disponibile a fare quest'altro percorso”. Figuriamoci! Vogliamo andare contro l'attività del presentatore?
Nel caso della mozione precedente, l'invito che ho rivolto alla Consigliera Leonardi era tutt'altro che per toglierle il risultato, perché non credo che ci vogliano 6 mesi per chiedere ad Astea e Cosmari due dati per valutare la popolazione anche perchè avranno già disponibili quelli dell'anno scorso ed anche di quest'anno visto che l'inverno è passato. La comparazione la possiamo fare in maniera molto veloce, nel tempo che mandano i dati e che possano essere analizzati, immaginando che ce li abbiano riorganizzati per bacino omogeneo, visto che ogni territorio deve dire quanta raccolta differenziata fa, quindi necessariamente deve avere anche i dati, ad esempio, sul totale dei rifiuti. Sull'acqua si va con la lettura del contatore, ma immagino che ne faranno un paio nel periodo invernale, e si possono valutare su dati omogenei, c'era tutt'altro che la volontà di sottrarre la mozione al presentatore, questo è il concetto che ci tengo a sottolineare.
Il rinvio può essere anche fruttuoso perché è capace che fra una settimana, se questi dati li avranno dati, dopo aver fatto una valutazione, potremmo dare una risposta positiva stando dentro i parametri previsti per legge.
Nel caso specifico sono per seguire la volontà del presentatore che dice: “Bene, la voglio discutere in Aula”. E’ un atto di sopruso nei confronti dell'iter ordinario di una mozione? Ritengo ci stia dentro appieno, quindi sia per questa che per quella precedente abbiamo gli strumenti nei tempi minimi necessari per avere i dati e risolvere al più presto possibile.
Enzo GIANCARLI. Voglio ringraziare il Presidente della Giunta Cerisicoli per questo chiarimento, per questa sottolineatura; se volete è nello stile del Presidente e della maggioranza chiarire gli aspetti che possono essere interpretati anche in modo diverso da quelli che effettivamente sono.
Intervengo perché voglio sottolineare alcuni aspetti nella funzione, in questo caso, di Consigliere senza altre responsabilità, qui molti di noi, la stragrande maggioranza dei componenti di quest'Assemblea, sono stati alla guida degli esecutivi, nei Comuni, nelle Province, e se esaminiamo con attenzione quest'ordine del giorno, non so quanti di noi alla guida di un esecutivo l'avrebbero fatto così! Lo dico in modo molto franco.
Un ordine del giorno di questa portata segnala con forza la democraticità di un'Assemblea e di una maggioranza perché è un ordine del giorno, di fatto, soltanto di atti ispettivi, che appartengono di più, Consigliere Zaffiri, alle minoranze che alle maggioranze. E' un fatto di democrazia come quest'ordine del giorno sia stato formulato, allora credo che dobbiamo dare atto a questa maggioranza della volontà di affermare il ruolo dell'Assemblea.
Non debbo difendere il Consigliere Marconi, oramai ci conosciamo da tempo, ci siamo conosciuti sul campo ed avete visto che a volte su alcune questioni di carattere politico-culturale polemizziamo anche, quindi questo fatto di stampella non mi è piaciuto, perché il Consigliere Marconi e il suo gruppo sono parte integrante della maggioranza e per quanto ci riguarda non c'è soltanto una pari dignità tra le forze politiche della maggioranza, ma c'è anche una pari dignità fra tutti i gruppi consiliari componenti l'Assemblea.
Poi è vero che la capacità di iniziativa legislativa appartiene alla Giunta, ma appartiene anche ad ogni singolo Consigliere, per cui sta a noi formulare o meno proposte di legge.
Per onestà intellettuale mi sento di fare una sottolineatura, proprio perché considero la Consigliera Leonardi persona intelligente, dinamica, è la Vicepresidente della Commissione di cui sono componente, l'essere candidato a Sindaco, non scatta nel momento in cui viene presentata una lista, perché l'essere candidato a Sindaco sta nell'autorevolezza della persona, nella capacità, nella presenza sui temi di una comunità, quindi sta anche prima della presentazione di una lista, questo lo dico per onestà intellettuale, perché credo che potevamo rimproverare qualcosa al Consigliere Marconi se inventava una scusa e diceva: “Voglio approfondirla, quindi rinviamola”, invece sia lui che il collega Micucci l'hanno detto in modo molto franco: “Evitiamo che una questione seria come questa possa essere strumentalizzata”, non da parte della Consigliera Leonardi, ma magari da chissà chi. Quindi facciamo atti che siano esenti da strumentalizzazioni, ma che mantengano la loro efficacia nei confronti delle comunità a cui questi atti vogliamo rivolgere.
Chiedo scusa perché potevo anche non intervenire, però ci tenevo, perché sono convinto che se facciamo una riflessione profonda, se ognuno di noi fa una riflessione, vede che questo ordine del giorno ..., io non so, forse il Presidente della Provincia di Fermo Cesetti avrebbe fatto un ordine del giorno così, perché lui, lo avete visto anche in quest'Aula, è profondamente democratico, io non so se l'avrei fatto, forse anche il Consigliere Celani l'avrebbe fatto, questo ci tenevo a dirvelo.
PRESIDENTE. Proposta di rinvio della mozione n. 108. La pongo in votazione.
“Sciopero della fame del Segretario generale del sindacato autonomo di polizia”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 103 della Consigliera Leonardi che ha la parola per illustrarla.
Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Spero che anche il tema della sicurezza, essendo tema di campagna elettorale, possa essere trattato liberamente senza avere lacci e laccioli legati alla vicinanza della prossima tornata elettorale anche perché questa mozione, pur essendo più recente dell'altra, nasce un po' di tempo fa, dopo che il Segretario Generale del Sap aveva già fatto due mesi, 61 giorni, di sciopero della fame per denunciare le condizioni di insicurezza in cui versa il comparto e per denunciare i tagli che vengono fatti ripetutamente dal Governo, non solo per quanto riguarda le risorse destinate alla sicurezza, ma in particolar modo alle dotazioni tecniche che i nostri agenti delle forze dell'ordine e della polizia indossano che purtroppo non sono in alcuni aspetti rispondenti alle più moderne dotazioni, ahi noi, della nuova criminalità organizzata.
Voglio leggere alcuni numeri perché credo che diano il peso del fenomeno al quale stiamo assistendo.
I tagli operati dal Governo con l'ultima legge di stabilità sono ingenti, in particolare con una detrazione di 12.785.000 euro dal fondo straordinario per il personale della Polizia di Stato, tagli per 88 milioni al fondo per la lotta alla delinquenza organizzata, per 317 milioni di euro all'Arma dei Carabinieri e alla tutela dell'ordine pubblico, per ulteriori 190 milioni di euro alla pianificazione coordinamento delle forze dell'ordine, 139 milioni di euro alla prevenzione soccorso pubblico. Questo per far capire che, oltre ad un discorso generale sul turn-over delle forze dell'ordine, che vedono purtroppo un invecchiamento, che è condizione naturale di chi opera in qualsiasi settore, ma in quello in cui oggi c'è una sensibilità crescente, servirebbero degli investimenti seri e concreti.
Questa è una mozione politica, lo dico chiaramente, non c'è da nascondersi dietro al dito, è una mozione nella quale essendo le forze dell'ordine e la sicurezza una competenza che esula da quella regionale, l'intervento che porto all'attenzione di questo Consiglio regionale è quello di esprimersi politicamente nei confronti di questa situazione, nei confronti delle forze dell'ordine e nei confronti del Governo perché, soprattutto in un periodo come quello attuale, nel quale ci troviamo tutti in difficoltà economiche, quindi anche il Governo non se la passa benissimo, c'è da fare delle scelte, c'è da individuare quali sono le priorità e su queste investire.
Per quanto riguarda la sicurezza io vorrei uscire dallo stereotipo che la sicurezza è un tema di destra, quindi a me caro e alla mia parte politica, e non è della sinistra. Io credo che la sicurezza interessi tutti i cittadini, perché tutti noi, che siamo qui in questo Consiglio regionale, vogliamo essere tranquilli, vogliamo che le nostre famiglie siano serene, vogliamo che nessuno si introduca nelle nostre abitazione, vogliamo vivere nei nostri Paesi in una situazione di tranquillità, dove situazioni emergenziali anche gravi non si presentino o abbiano un apparato di sicurezza congruo per contrastarle.
Per questo le richieste sono quelle di una presa di coscienza politica e di attivarsi nei confronti di chi ha queste competenze, quindi nei confronti del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e dello stesso Parlamento, per sensibilizzare concretamente sulle legittime rivendicazioni del Segretario del Sap, che rivendica investimenti per il comparto e sicurezza per le forze dell'ordine, con ripercussioni in questo senso positive per tutta la cittadinanza e tutti noi, evidenziando i tagli che, a mio avviso, sono irrazionali, soprattutto in un momento di crisi e di pericolo come quello che viviamo. I nostri Prefetti hanno alzato l'allarme e hanno convocato dei tavoli tecnici per un allarme terrorismo anche nelle nostre province, nelle nostre Prefetture e poi non abbiamo le risorse, non investiamo per preparare le nostre forze dell'ordine a quel tipo di pericolo o non le dotiamo degli strumenti idonei per contrastare, soprattutto in certe zone geografiche della nostra Italia, determinate situazioni di criminalità.
Chiediamo, quindi, il ripristino, sempre attraverso la sensibilizzazione, delle necessarie dotazioni finanziarie per garantire livelli di sicurezza adeguati agli operatori delle forze dell'ordine e alle esigenze dei cittadini, questo purtroppo lo dico a malincuore perché credo che tutti voi che siete qui, abbiate avuto degli episodi di criminalità nei vostri Comuni, che si verificano quotidianamente anche nella nostra regione.
Chiedo un supporto politico, lo ripeto, trasversale perché credo che le rivendicazioni e il sistema della sicurezza siano una priorità che non debbano necessariamente essere recepite e portate avanti da una sola parte politica, anche perché mozioni di questo tipo, a supporto della battaglia del Segretario generale della Sap e delle forze dell'ordine, sono state approvate anche da Consigli comunali e Consigli regionali non a guida del centrodestra. Grazie.
Fabrizio CESETTI. E' vero, ha ragione la Consigliera Leonardi, il tema della sicurezza è un tema che non é di destra, né di sinistra, è un problema di cui noi siamo ben consapevoli, abbiamo già detto quali sono le nostre competenze, ma anch'io penso che un Consiglio regionale se ne possa e se ne debba occupare se del caso, ma non è questa la metodologia. Si poteva costruire una mozione in modo diverso, Consigliera Leonardi, potevamo fare una discussione più ampia.
Quando ad esempio ha citato prima i Prefetti, è un bel po' di tempo che dico che in questo nostro Paese, in Italia, si potrebbe fare a meno di qualche Prefetto e di qualche sede di Prefettura, che solitamente sono molto pompose e molto dispendiose, a vantaggio di personale operativo sui territori.
Questo è un tema, io lo dico da un bel po' di tempo. Ad esempio in una regione come la nostra sarebbe sufficiente un'unica Prefettura regionale, d'altra parte hanno fatto anche il riordino delle Province, una regionale, basta un Prefetto per una regione di 1 milione e mezzo di abitanti, anche a Roma c'è un Prefetto, e magari, risparmiando in quattro sedi, quattro Prefetti, segretari e via dicendo, si potrebbero destinare quelle risorse nei territori.
Questo ad esempio è un tema, che si potrebbe affrontare in quest'Aula, come quello, più in generale, di cosa fare meglio per garantire più sicurezza ai nostri cittadini. Ma questo non è l’oggetto di questa mozione, che è un atto politico di critica nei confronti di un Governo, critiche che noi non condividiamo, che io non condivido, non perché siamo dalla stessa parte politica, ma perché sono ingiuste ed ingenerose, per una ragione molto semplice, i Governi di centro-destra ci hanno abituato ahimè a tagli consistenti per quanto riguardava la sicurezza, invece questo Governo nell'ultima finanziaria ha fatto degli sforzi, “ha stanziato 300 milioni di euro per l'ammodernamento delle strumentazioni e delle attrezzature dei comparti difesa e sicurezza - leggo per essere preciso - e per gli investimenti volti ad adeguare le capacità di contrasto al terrorismo. Per rafforzare la cyber sicurity è prevista una dotazione di 150 milioni; al personale delle forze di polizia e delle forze armate per il riconoscimento dell'impegno profuso nel fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale viene corrisposto un contributo straordinario pari ad 80 euro netti al mese; prosegue l'obiettivo di migliorare la sicurezza dei cittadini anche il programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana per il quale sono stati stanziati 500 milioni. Il programma include anche lo sviluppo di pratiche per l'inclusione sociale, la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, l'adeguamento delle infrastrutture legate ai servizi sociali”.
Sono tutti provvedimenti che vanno nella direzione che lei auspica. Si può fare di più? E' probabile o quantomeno è possibile, però credo che lo sforzo fatto da questo Governo, anche con l'ultima finanziaria, non meriti una censura come quella ipotizzata nella parte dispositiva della sua mozione e per questo motivo io, in qualità di Assessore regionale, voterò contro.
Elena LEONARDI. Ovviamente ribadisco il mio voto favorevole e voglio chiarire una piccola cosa. Solo un paio di settimane fa quando è venuta in discussione la mozione sulla difesa della costa di Porto Recanati - anche quella era stata fatta in precedenza, perché io non abdico al mio ruolo anche di garanzia e di tutela del mio paese per il fatto che ci sono le elezioni comunali o meno; non posso venir meno dal presentare battaglie o sollecitazioni che reputo opportune solo perché c'è una campagna elettorale in corso, anche perché queste mozioni sono state tutte presentate in precedenza – io ho accolto positivamente la volontà della maggioranza di condividere, anche attraverso una risoluzione, la paternità dell'intenzione positiva promossa da quella mia mozione ed alla fine abbiamo presentato un atto congiunto, perché evidentemente c'era la volontà di dire di si.
Se anche oggi ci fosse stato - invece di arrivare al momento della discussione di queste mie due mozioni con una risposta che, evidentemente, al di là del rinvio proposto, è negativa - l'iter proposto e il percorso fatto solo un paio di settimane fa, con la volontà positiva della maggioranza di venire dietro a quello che io scrivevo, pur mettendoci un piedino o una manina attraverso la firma e attraverso un atto congiunto, sarebbero potuti scaturire due atti congiunti. Questo non è stato e per me questo è il sintomo evidente che c'è una scelta politica o tecnica, o entrambe, di dire di no a tutte e due.
Vede Assessore, io non le contesto quello che dice perché non entro in uno scontro sulla sua difesa dell'operato del Governo, che lei reputa aver investito in questo comparto, io credo invece che non sia sufficiente e per quello che è emerso e abbiamo visto tutti in televisione, rispetto alle denunce fatte dal Sindacati di Polizia, rispetto alle condizioni in cui i nostri agenti lavorano - noi siamo un ente che rappresenta un pezzo dello Stato, quelli sono uomini dello Stato che per noi, per conto nostro in quanto rappresentanti dello Stato, difendono noi, le nostre famiglie, noi fuori da qui, il nostro essere cittadini, credo che meritino indipendentemente - reputo che gli interventi statali siano troppo pochi, non siano sufficienti, non siano congrui, siano a volte anche un po' pretestuosi, mentre lei reputa che siano incisivi e dimostrino una disponibilità, una sensibilità.
Indipendentemente da queste nostre due visioni, rispetto a quello che oggi ha fatto il Governo Renzi, pensavo che una presa di posizione, affinchè si faccia di più, potesse essere condivisa e condivisibile indipendentemente dal merito di quello che è stato fatto.
Lei va a ritroso, io non voglio dare la caccia a chi ha dato di meno nei governi precedenti, io voglio porre l'attenzione sul fatto che questo è un comparto che, soprattutto in questo momento, ha bisogno di diventare prioritario nell'interesse nazionale e per questo un nostro sollecito, della politica, visto che qui esprimiamo le nostre valutazioni anche politiche rispetto a ciò che viene fatto, potesse essere accolto in maniera favorevole, senza necessariamente un giudizio di merito perché reputo che qui tutti, nelle sue parole in parte l'ha detto, si possa e forse si debba fare di più. Grazie.
Piero CELANI. Sento di condividere in pieno il senso di questa mozione della Consigliera Leonardi.
Non entro nel merito delle cifre, non c'è competizione tra i Governi, sarebbe sciocco su questo tema mettere a confronto quello che hanno fatto i vari Governi, i tagli ci sono, sono stati denunciati - poi si può correre ai ripari per cercare di lenire le sofferenze oppure quanto di brutto è stato fatto negli anni precedenti - la realtà è che se ciascuno di noi si interfaccia con gli agenti locali, con le Questure locali, si accorge dello stato di disagio che effettivamente c'è. Non hanno più mezzi efficienti, molto spesso fanno fatica ad avere le risorse necessarie e indispensabili per il carburante, ma non solo, i nostri territori sono stati parcellizzati ed in una parte intervengono solo i Carabinieri, in un'altra interviene solo la Polizia, in un'altra parte ancora soltanto i Vigili urbani - la sicurezza ad esempio dei nostri centri storici dei centri urbani è stata demandata alla Polizia locale - segno di uno stato di disagio grossissimo che le forze dell'ordine stanno vivendo, nascondersi, quindi, dietro aspetti di polemica politica non ha senso.
C'è un altro aspetto su cui sento il dovere di esprimere tutta la solidarietà alle forze dell'ordine, molto spesso l'opinione pubblica nemmeno difende gli agenti, molto spesso pretestuosamente vengono attaccati anche nell'esercizio del loro dovere, magari indagati per poi essere riconosciuti innocenti dopo anni e anni di processo, in pratica li fanno stare sulla graticola, quindi credo che una rivisitazione, un approccio diverso nei confronti delle nostre forze dell'ordine noi lo dobbiamo esprimere in termini di solidarietà umana, solidarietà professionale ed anche in termini di fattivo impegno per ricercare risorse che le mettano in condizione di lavorare nel miglior modo possibile.
Questo è il senso di questa mozione al di là dei numeri, al di là dei tagli che ci sono stati, se poi qualche finanziaria torna indietro, perché magari vuole istituire il poliziotto di frontiera oppure di quartiere, non è così che si risolve il problema, i problemi sono molto più grandi e sono a monte, quindi sono favorevolissimo.
Una chiosa, in questo Consiglio prendo atto della conversione politica dell'Assessore Cesetti, il quale oggi è favorevole ad una Prefettura unica quando ha fatto una battaglia incredibile sulla Provincia di Fermo per avere la Prefettura, il Comando provinciale dei Carabinieri, il Comando della Guardia di Finanza, la Questura, la Banca d'Italia. I tempi cambiano, sono d'accordo anch'io, le Prefetture sono strutture che non hanno ormai più da fare, per la gestione del territorio bastano le Questure, basta il Questore, nemmeno i Comandi. Della Prefettura ne abbiamo discusso tante volte, però noi abbiamo fatto anni fa battaglie per parcellizzare il territorio, anche per portarci queste istituzioni ed oggi ci accorgiamo che non servono, quindi abbiamo speso soldi inutilmente.
Apprezzo con onestà intellettuale la conversione a tutto tondo dell'Assessore Cesetti il quale adesso replicherà dicendo che non è vero nulla, però io lo dovevo dire perché tutti avete sentito. Grazie.
Fabrizio CESETTI. Vede Consigliere Celani se lei mi avesse seguito, come io seguivo e marcavo lei politicamente e istituzionalmente, da Presidente della Provincia, mi avrebbe sentito dire, ma non mesi fa, ma anni fa, che sostenevo e sostengo il concetto della Prefettura unica perché, lo voglio dire, ad esempio, se dipendesse da me, il corpo dei Prefetti l’avrei abolito da un pezzo, perché sono il retaggio di un'organizzazione dello Stato non moderna, cosa diversa dalle Questure e via dicendo.
Io sostengo la questione della Prefettura unica nelle regioni dove non c'è fortunatamente un'alta densità criminale e in regioni più o meno piccole, medio grandi come le Marche, sono anni e anni che lo dico, certamente, caro Consigliere Celani nel momento in cui non si istituisce la Prefettura unica è evidente che laddove c'è la Provincia ci deve stare la Prefettura, perché non si possono fare disparità, è evidente! Come Presidente della Provincia di Fermo sostenevo che a Fermo ci dovesse essere la Prefettura nel momento in cui, come sostengo adesso, le Prefetture sono in tutte le province, ma il problema è che è diversa l'organizzazione ..., (…) questo non sarebbe male, ma al di là delle battute, questo è un tema serio e quindi, caro Consigliere Celani, questa cosa la sostengo da tempo e secondo me sarebbe una cosa efficiente se pensiamo, lo voglio dire qui e lo dico pubblicamente, che nella provincia di Fermo sono stati spesi milioni per ristrutturare un palazzo privato, di una fondazione della Cassa di Risparmio di Fermo, milioni di euro per la Prefettura per il quale si paga anche l'affitto, una cifra enorme e sproporzionata. Non può essere, ma non può essere lì come in tante altre parti d'Italia, è evidente però che se la Prefettura sta a Macerata, sta in Ascoli, o sta a Pesaro deve stare anche a Fermo.
Credo che nella nostra regione ci debba essere una Prefettura unica regionale, con un Prefetto, un autista, un segretario, un solo palazzo e tutti quei risparmi, e spero che il mio Governo lo comprenda, perché sono anni, decenni che lo dico, potrebbero essere destinati agli uomini, ai mezzi, considerato che sono risorse consistenti.
Io non vado in contraddizione, la ringrazio di aver fatto quella battuta scherzosa sulla mia conversione, ma ribadisco questo che è un concetto che forse dovremmo porre con maggiore forza.
D'altra parte oggi è un concetto ancora di maggiore attualità perché, caro Consigliere Celani e cari colleghi, nel momento in cui, e guardiamo avanti, abbiamo pensato di riordinare le Province e abbiamo deciso che i Presidenti delle Province non debbano essere più eletti direttamente dal popolo, dobbiamo convenire su un fatto - io sosterrò questa riforma perché ormai non si può tornare indietro, la sosterrò in referendum, perché tornare indietro sarebbe devastante – e constatare che è stato eliminato un presidio di democrazia, perché il Presidente non viene più eletto, e noi non vogliamo togliere da quelle realtà di area vasta i Prefetti che nessuno li elegge, ma che vengono nominati e che non servono?
Questo è il punto! Se non servono i Presidenti di Provincia eletti direttamente, non servono neanche i Prefetti. Punto! Sono sufficienti a livello regionale, io di questo ne sono convinto, però chiudo su questo argomento perché non sono intervenuto per questo, ma per dire al Consigliere Celani che è condivisibile l'approccio del suo intervento, non della mia inesistente conversione, in un ragionamento complessivo sui temi della sicurezza, sulla necessità anche di ripensarla, per certi versi. Se questo è, io questo approccio lo condivido, però non può essere rappresentato da questa mozione, non perché sia scritta male nella forma, anzi è scritta bene, ma è irricevibile nel merito, perché questa mozione di fatto è un atto politico che censura l'operato di un Governo, allora io vi sfido a questo: si ritiri questa mozione, si convenga alla prossima riunione dei Capigruppo, io di solito vengono sempre su mandato del Presidente, prima del Consiglio, si costruisca un atto condiviso che guardi avanti senza voltarsi indietro, io questo lo condivido con il Consigliere Celani, non pensare a quello che hanno fatto i Governi, ma forse a quello che si può fare e a quello che noi possiamo fare. Questo ovviamente è un approccio diverso che io condivido, che ritengo di sostenere, che deve prescindere da atti politici di critica, che pur legittimi, non sono condivisibili e quindi irricevibili.
Abbiate il coraggio di ritirare questa mozione, di costruire un percorso condiviso all'interno della Conferenza dei capigruppo e io per quel che mi riguarda ci starò.
Mozione n. 103. La pongo in votazione.
“Ripristino viabilità sulla Strada Provinciale 5 bis mondaviese”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 116 del Consigliere Talè che ha la parola per illustrarla.
Federico TALE'. Grazie. Consiglieri, in data 2 ottobre nel Comune di Orciano di Pesaro, quindi nella nostra regione, si è creata una voragine ai piedi del centro storico.
Questa voragine non è una semplice frana, come in tutte le altre strade provinciali, ma è una voragine che si è creata a ridosso del centro storico ed ha interessato circa 30 metri lineari, con una profondità di circa 10 metri ed ha tolto tutto il terreno fino alle fondamenta delle case. Non è successa una tragedia non si sa per cosa, perché nel caso in cui avessero ceduto le fondazioni di una casa soltanto tutto o parte del centro storico sarebbe caduto dentro la voragine.
Sono passati 8 mesi e ancora è tutto come prima, è tutto lì, nessuno si è mosso. Se vi ricordate ho già fatto un'interrogazione tempo fa su questa cosa e da allora ad oggi qualcosa è cambiato nel senso che gli attori si sono visti: la Provincia di Pesaro, Marche Multiservizi, il Comune di Orciano, il Prefetto, visto che parlavamo di Prefetti e di Prefetture.
I disagi li ha il comprensorio, non soltanto il Comune di Orciano, che è un Comune di 2500 abitanti circa, non soltanto quel Comune, ma tutti gli altri Comuni vicini, se volete ve li elenco: San Giorgio, Piagge, Orciano, Varchi, Mondavio, Fratterosa, Monteporzio, San Lorenzo in Campo, circa 20.000 abitanti. Disagi enormi.
Le attività produttive all'interno di quel centro stanno chiudendo, perché si è interrotta la viabilità da una parte all'altra del paese, da una parte all'altra dei Comuni, il Comune di Orciano è stato obbligato a bypassarla in un senso all'interno del centro storico e in un altro fuori dalle mura, creando problemi gravi.
Piazza Garibaldi, una piazzetta all'interno del centro storico, non abituata al traffico di una provinciale, sotto ci sono delle grotte come in tutti i nostri centri storici, si sta già incrinando, ci sono già delle crepe, quindi oltre alla voragine a valle, presto avremo una voragine anche all'interno del centro storico che non riesce a sopportare il traffico semipesante, quello pesante non ci passa per la capienza dei camion.
Il 5 aprile il Sindaco ha interpellato il Prefetto, in questo caso il Prefetto è servito, dicendo: “Non so più come venir fuori da questa situazione”, quindi ha chiesto un percorso condiviso per la soluzione del problema ed il Prefetto ha convocato le parti, ha chiamato Marche Multiservizi, la Provincia e il Comune e insieme hanno in qualche modo convenuto una specie di accordo dove all'interno c'è anche un appello alla Regione che dice: “Visto e considerato che in questi mesi l'accordo non è stato trovato e non si è trovato per poco, Regione vedi tu come puoi fare, se riesci a dare una mano per poter arrivare alla somma di circa 400.000 euro per risolvere il problema”.
Nonostante la situazione in cui si trovano tutte le Province, la Provincia di Pesaro ha trovato 120.000 euro da destinare al problema, 150.000 euro li mette la Marche Multiservizi, pur mettendo nero su bianco che non ha nessuna responsabilità, secondo lei, dell'accaduto, si chiede alla Regione Marche la restante parte di 130.000 euro. Se riuscissimo ad avere 130.000 euro da questo bilancio l'accordo si troverebbe e si arriverebbe a 400.000 euro circa, il progetto a dir la verità è di 450.000 euro, ma ci sarà un ribasso d'asta e Marche Multiservizi ha detto che quello che manca dai 400.000 ai 450.000 intende metterli lei.
Se riuscissimo ad arrivare a 400.000 euro l'accordo si trova, quindi l'appello che faccio qui, oggi, con questa mozione è questo: riuscire - ho già parlato con l'Assessore Cesetti, il Presidente Ceriscioli ha già seguito la questione in prima persona, l’appello l'ho fatto che ormai sono più di 20 giorni, però lo rinnovo - a mettere una mano sulla coscienza e cercare di risolvere questo problema che causa un problema grosso non soltanto in un piccolo Comune, ma in un ambito molto più grande, di circa 20.000 abitanti.
L'esposizione è questa.
Per quanto riguarda l'emendamento del Movimento 5 Stelle che dice di chiedere alle autorità competenti di far piena luce sull'individuazione di responsabilità del dissesto, c'è già la Procura della Repubblica che sta indagando, quindi non credo che ci sia bisogno di inserire questo emendamento, e per quanto riguarda: ripartire le spese sostenute in proporzione alle responsabilità individuate, naturalmente se si fa un accordo a quell'accordo ci si attiene e quell'accordo va avanti. Grazie.
Piergiorgio FABBRI. Ringrazio il Consigliere Talè per l'esposizione del nostro emendamento, però non è che stiamo qui a dire: “Vogliamoci bene”, se c'è un danno il responsabile va individuato.
La Regione da buon padre di famiglia può mettere la sua quota parte per riparare la voragine nel minimo tempo tecnico e consentire ai cittadini di percorrere in piena sicurezza la strada, consentire agli abitanti di abitare in case che siano sicure, eccetera, ci mancherebbe, però poi chi inquina paga, chi rompe paga. Per cui andiamo avanti con questa richiesta perché la chiarezza innanzitutto, parliamo di eventuali responsabilità di attori più o meno pubblici, quindi i soldi sono sempre quelli dei cittadini, non è che con un accordo bonario posso nascondere nulla. Ecco il senso dell'emendamento. Grazie.
Anna CASINI. Io non mi occupo di Procura della Repubblica e quindi condivido l'idea che i temi ed i piani debbano essere separati perché se c'è un reato verrà segnalato da chi ha il compito di farlo, mentre noi parliamo delle questioni più tecniche.
Del dissesto voragine, che così viene chiamato, la Regione si è interessata tempestivamente, attraverso il personale della Protezione civile ed anche dell'Autorità di bacino, ci sono stati diversi sopralluoghi, come sapete, ed è stato verificato che quest'area non era mappata all'interno del Pai, questa è una cosa che può succedere finché l'area è stabile, è una cosa che può accadere.
Sulla base degli elementi riscontrati la frana sembra essere stata innescata da infiltrazioni di origine antropica, e qui, questo dichiarano i tecnici, probabilmente qualcuno indagherà su chi ha commesso delle azioni non legittime.
Il 22 ottobre la Provincia ha eseguito lavori ed indagini geognostiche sull'area ed ha stabilito che c'è un costo presunto complessivo di 400/500.000 euro per mettere in sicurezza l'area.
La Regione Marche aveva già rappresentato al Comune di Orciano che era necessario attivare le procedure per inserire l'area all'interno della perimetrazione del Pai perché essendo franata dopo le perimetrazioni, oggi è un'area in frana, mentre prima non lo era. E’ una cosa che, come dicevo, succede, specie quando c'è un'ingerenza dell'azione antropica.
La Regione aveva assicurato la disponibilità a supportare il Comune per risolvere la questione dell'interruzione stradale.
In questo momento non c'è stato alcun intervento di ripristino, come diceva il Consigliere Talè.
La Strada Provinciale 5 bis mondaviese, è una strada provinciale e quindi in questo momento rientra tra le funzioni amministrative che nel riordino competono alle Province.
Per quello che riguarda i finanziamenti è in corso la ricognizione, ne discuteremo in data odierna, delle somme a disposizione delle Province e la disponibilità dei residui per fare il punto della situazione.
Sicuramente questo è un intervento prioritario che va risolto perché è un'emergenza importante, come è stato sottolineato dal Consigliere e confermato dagli uffici, quindi magari chiederò all'Assessore al bilancio se pensa che ci sia la possibilità di individuare delle somme ad hoc.
Io come viabilità mi rimetto dal punto di vista delle risorse all'Assessore Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Presidente, sono stato chiamato in causa prima di oggi dal Consigliere Talè, dal Presidente Ceriscioli, oggi dalla Vicepresidente Casini, al cui intervento io rinvio nel merito della questione.
E' evidente che le responsabilità dovranno essere accertate, secondo me non c'è bisogno di quell'emendamento, perché, lo diceva il Consigliere Talè, risulta dalla stampa che la Procura della Repubblica ha sequestrato quel tratto di strada, il sito. E’ evidente che questo presuppone l'apertura di un fascicolo e quindi un'indagine in corso che ovviamente non potrà che non essere diretta all'accertamento delle responsabilità.
Detto questo sono stato interessato dal Consigliere Talè e nel prossimo bilancio, nella prossima variazione, che noi ci apprestiamo ad approvare in Giunta e che poi verrà trasmessa al Consiglio per la conseguente approvazione della legge di variazione di bilancio, ci saranno le risorse attraverso le quali la Regione Marche comparteciperà alla realizzazione di questo intervento urgente. Sono 130.000 euro perché comparteciperà anche il Comune di Orciano, la Marche Multiservizi e la Provincia di Pesaro-Urbino. La Regione Marche comparteciperà, come richiesto dal Consigliere Talè, con uno stanziamento di 130.000 euro. Pensiamo di poterlo fare, di doverlo fare, vista la particolarità della situazione, la necessità e l'urgenza di intervenire tempestivamente, nel prossimo bilancio, vedremo poi su quale capitolo, su quale settore, queste risorse ci saranno.
Emendamento 1 a firma dei Consiglieri Maggi, Fabbri, Pergolesi, Giorgini. Lo pongo in votazione.
Giovani MAGGI. … quando diceva che Bruto è uomo d'onore, io dico che l'Assessore Cesetti è uomo d'onore, quindi noi abbiamo appreso da lei che comunque la Regione, una volta individuata la responsabilità, si farà carico di recuperare i soldi che ha anticipato per altri, per cui votiamo a favore per questo, perché lei ha dichiarato questo e noi diciamo che l'Assessore Cesetti è uomo d'onore.
Fabrizio CESETTI. Si, io sono un uomo di parola, ho detto semplicemente questo, ribadisco che, essendo stato sequestrato il sito dalla Procura della Repubblica, ci mancherebbe altro che non debbano essere individuate, diciamo, eventuali responsabilità. Questo mi pare evidente, però adesso c'è la necessità di intervenire.
Mozione n. 116. La pongo in votazione.
ad iniziativa dei Consiglieri Carloni, Marcozzi
“Interventi a favore del turismo nelle Marche”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 112 dei Consiglieri Carloni, Marcozzi sulla quale è stata presentata una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Carloni, Marcozzi e Traversini.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Traversini.
Gino TRAVERSINI. Grazie, Presidente. La scorsa seduta di Consiglio è stato richiesto il rinvio della mozione per cercare un accordo su una risoluzione.
Grazie alla collaborazione di chi ha presentato la mozione, i Consiglieri Carloni e Marcozzi, che devo ringraziare, dopo il Piano triennale, dopo alcuni indicatori a livello nazionale oltre che riferimenti importanti che hanno posto l’attenzione sulla discesa dal settimo all’ottavo posto per l’incidenza nel PIL del turismo, possiamo ritornare a parlare di turismo,
La Regione Marche ha già individuato nel turismo uno dei settori strategici e importanti e oltre alla promozione e alla commercializzazione pensa principalmente alla riqualificazione e all’ampliamento. Quindi il turismo è un settore estremamente importante. Questo è il tema della mozione.
Oltre alla discussione che abbiamo affrontato, abbiamo concordato alcuni punti fondamentali che poniamo l'attenzione della Giunta, dell'Assessore, che riguardano essenzialmente:
-	la necessità di trovare fondi per il finanziamento del settore, al di là di quelli che sono i finanziamenti europei, del POR FERS;
-	- la tempestiva attuazione delle attività che verranno finanziate dal POR- FERS 2014/2020, questo è un altro elemento su cui lavorare ed impegnarsi;
-	- la sollecitazione al Governo a prevedere agevolazioni con crediti d’imposta per interventi di riqualificazione delle strutture ricettive; la riqualificazione, questo è un tema importante perché dobbiamo pensare a tutte le strutture che abbiamo, non solo alle nuove, quindi riqualificare le strutture esistenti nella nostra Regione perché hanno un’importanza notevole;
-	l’istituzione di un fondo di garanzia, ultimo punto, ma estremamente importante, per l’accesso al credito da parte degli imprenditori del settore che dia maggiore possibilità di sviluppo.
Quattro punti che si integrano alla discussione che noi abbiamo fatto in merito al Piano triennale del turismo.
Ringrazio sia per la presentazione della mozione che per la collaborazione avuta.
Invito il gruppo, oltre che tutto il Consiglio, a votare la risoluzione. Grazie.
Mirco CARLONI. io ho accettato le modifiche per poter giungere ad una conclusione e ad un'approvazione unanime di questa mozione.
Tengo particolarmente a questa mozione perché insieme alla Consigliera Marcozzi abbiamo ascoltato negli ultimi mesi tante imprese che vorrebbero capire se la Regione Marche ha intenzione o meno di investire e di credere nel turismo.
C’era un’indagine del Corriere della Sera che segnalava che nelle Marche sono presenti molti beni, molti opere, anche patrimonio dell'umanità, ma l'accoglienza turistica, riuscire a dare posti letto di qualità e un’ospitalità di alto livello, è molto carente. Secondo me, una delle sfide che ha di fronte la Regione, in questo momento, è quella di migliorare l'ospitalità nel nostro territorio.
Questa mozione approvata all’unanimità deve andare in questa direzione.
Sandro BISONNI. Anch’io, ovviamente, sono favorevole a questa risoluzione.
Vorrei dare qualche dato che ritengo importante. Il 22 aprile a Venezia, c’è stata un’importante conferenza dal titolo: “L’Italia e il turismo internazionale. Risultati e tendenze per incoming e outgoing”, alla quale hanno partecipato diversi enti autorevoli: Istat, Banca d’Italia eccetera.
Qualche dato emerso da questa interessante conferenza: la stima per la spesa domestica regionale è stata in forte calo fino a 2014, nel maggio 2015 c'è stata una crescita, il saldo ha ricominciato a crescere ed il dato interessante è che gli euro spesi dai turisti internazionali in Italia sono 35.556 milioni, ossia 35 miliardi e mezzo, non è poco!
Sono in aumento anche i consumi dei turisti italiani e dal 2014 al 2015 l'incremento è stato del 3,8%. Però il dato che preoccupa è quello relativo a come viene ripartita questa spesa, ossia ci sono turisti stranieri che vengono in Italia, ci sono italiani che hanno ricominciato a viaggiare, perlomeno rispetto al 2014, però nella classifica di queste mete, tra i primi posti, non c’è nessuna provincia marchigiana e non c’è la regione Marche.
Le province più turistiche sono: Venezia, Milano, Firenze e Napoli. Per Napoli, se volete leggo: spesa complessiva 1.376.000 milioni +17%, Venezia +14,9%, Milano +9,9%, Firenze +5,5%, Roma è rimasta indietro. Assessore se vuole gliela consegno.
La ricchezza generata dal turismo rimane polarizzata in cinque regioni che sono: il Lazio, la Lombardia, il Veneto, la Toscana e l'Emilia-Romagna, che concentrano il 67,5% della spesa e il 63% del valore aggiunto turistico.
Da questo convegno qualche suggerimento viene fuori sui settori turistici sui quali converrebbe investire. Il turismo culturale tradizionale resta al primo posto, con la conferma dei trend positivi del turismo balneare, della vacanza al lago, ma il vero boom è quello della vacanza verde e attiva con +13%.
Ho voluto leggere questi dati, che ritengo interessanti, per sottolineare l'importanza di investire nel turismo, più che in altre attività. Noi stiamo riempiendo i nostri territori di attività insalubri, speriamo di no, però è questo! Invece dovremmo sfruttare quello che abbiamo naturalmente, il territorio, le nostre colline, il nostro mare, la capacità di attrarre turisti per quelle attività culturali di cui le Marche devono andare fiere per cui non sono seconde a nessuno.
Per cui, con l'auspicio che questi dati ci facciano riflettere, perché sinceramente a me dispiace che le Marche non siano tra queste cinque regioni, mi auguro che anche con questa mozione ci sia uno sforzo importante di questo Governo per puntare alla prima industria marchigiana, quella che dovrebbe essere la prima industria marchigiana, ossia il turismo.
Boris RAPA. Grazie, Presidente. Quella che si sta discutendo è una mozione molto interessante perché per la prima volta si inizia anche a parlare delle imprese al centro del turismo.
Oggi nel mercato turistico attuale tutto viene presentato come "esperienza turistica", infatti abbiamo capito che i turisti non vogliono più comprare quello che per anni abbiamo proposto loro, ma vogliono vivere esperienze ed emozioni.
Vogliono avere dei momenti memorabili e coinvolgenti e sentirsi protagonisti del loro tempo.
Abbiamo cercato di accontentarli per questo verso e ci siamo riusciti, soprattutto per quello che concerne la comunicazione, e qui va dato atto all’Assessorato e ai Servizi di aver messo in piedi, anche negli scorsi anni, una buona attività promozionale, soprattutto per quello che riguarda anche i social media team, una forma abbastanza innovativa per il mercato nazionale ed internazionale. Peccato che questa trasformazione sia avvenuta solo in termini di comunicazione e poco nella sostanza.
Nella sostanza il problema dell’offerta ricettiva turistica - ma qui non si può dare colpa agli imprenditori - è che la redditività è diventata talmente bassa che gli imprenditori turistici non hanno più le forze di investire nelle loro aziende. Oggi più che mai bisogna cominciare a parlare di ridare competitività alle nostre aziende, e per fare questo occorre che le amministrazioni diano un supporto.
Questo lo dico perché, facendo un esempio emblematico, ci sono i nostri competitor, le nostre destinazioni più vicine che hanno l’IVA al 4 o al 5%. Noi siamo gli unici rimasti, con la definizione di destinazione turistica, ad avere l’IVA sui servizi ancora al 10%, ciò significa che noi partiamo con un’offerta maggiorata del 7% o 8%, in un mercato dove oggi bisogna guardare il prezzo, ma soprattutto bisogna dare attenzione alla qualità dei nostri prodotti.
Come ha detto il Collega, noi non possiamo pretendere di avere i flussi turistici dell’Emilia Romagna, del Lazio, però possiamo eguagliarli come qualità turistica, basta pensare che Roma, che è sempre stata la meta al mondo più visitata, è stata superata negli ultimi tempi da Berlino. Ditemi voi se è una cosa possibile! Berlino negli ultimi dieci anni ha investito particolarmente nel turismo, nella viabilità, nelle infrastrutture ed è diventata attrattiva per tutti i tipi di mercato, nonostante Roma abbia … penso non ci sia neanche un termine di paragone! Eppure Berlino ha più presenze di Roma! Questo significa che occorre una strategia lungimirante nel settore, che vada soprattutto nella direzione di ridare competitività alle nostre imprese! Significa cercare di abbassare la pressione fiscale, fare in modo che le aziende possano tornare ad investire nelle loro strutture, perché solo modificando la qualità dell’offerta, potremo tornare ad essere competitivi nel mercato.
Giusto per fare un esempio, quello che oggi viene considerato un lusso sono gli spazi, noi abbiamo delle strutture ricettive, ed io personalmente ne so qualcosa, dove le metrature delle camere non sono più conformi alla domanda, se si effettuano viaggi nelle nuove destinazioni turistiche nel Mare Mediterraneo, parlo dell’Egitto, della Tunisia, della Turchia, le dimensioni delle camere sono il triplo delle nostre. Però questo, un imprenditore italiano, un albergatore, non è più nelle condizioni di realizzarlo se non lo si supporta con determinati investimenti, non bisogna sopportare, ma supportare, fare in modo che chi ha voglia di investire nelle proprie strutture lo possa fare e sia messo nelle condizioni migliori per farlo.
Concludo, ringraziando coloro che hanno presentato questa mozione, perché la ritengo veramente importante, soprattutto in un’ottica strategica che sia lungimirante e metta l’azienda al centro degli obiettivi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.
Assessore Moreno PIERONI. Come Presidenza della Regione. come Giunta e come Assessorato ringraziamo i promotori di questa mozione, che è stata condivisa, tramite una risoluzione. Oggi il tema che riguarda il turismo è trasversale e sicuramente dobbiamo fare sempre più il possibile per unirci, per far sì che quei dati, che poc'anzi il Consigliere Bisonni ricordava, possano essere controvertiti.
E’ chiaro che come Assessorato al Turismo mi sembra giusto e doveroso arricchire, all'interno di quest’aula, questa mozione con alcuni numeri su cui noi puntiamo molto e su cui riteniamo debba essere percorsa l'azione politica della Regione Marche, in un contesto non solo nazionale, ma internazionale.
E’ indubbio che abbiamo due termini di fronte a noi: l'accoglienza e la promozione. Per quello che riguarda l'accoglienza, s’incastra in maniera molto, molto importante in una parte della mozione, quando i Consiglieri ricordano di effettuare interventi a favore dell'imprenditorialità della ricettività marchigiana privata.
Da questo punto di vista, noi abbiamo individuato un fondo che fa riferimento al Por-Fesr, se non sbaglio, di circa 3/4 milioni di euro, che uscirà a breve, e questo bando sarà finalizzato ad una serie di interventi, in collaborazione e condiviso dalle Associazioni di categoria, per il recupero, la ristrutturazione e quant'altro delle strutture private.
Ci rendiamo conto che questo fondo, questo finanziamento, che abbiamo portato da 2 milioni a quasi 4 milioni di euro, è ancora poca cosa rispetto alle richieste, che secondo me arriveranno, tant'è che la stessa Giunta ha condiviso il percorso e, rimanendo la graduatoria aperta, faremo il possibile, qualora le domande presentate lo richiedano, per potenziare economicamente questo fondo di finanziamento collegato ai fondi europei, che come voi tutti capite è sempre molto difficile integrare, però è un impegno che ci assunti in Giunta. Su questo sicuramente siamo pronti a dare una risposta all’importante mondo dell'imprenditorialità ricettiva, sempre trainante nella nostra regione.
Accoglienza significa anche garantire i turisti. Siamo fortemente impegnati a completare la riorganizzazione degli IAT, passati da una gestione totalmente in capo alle Province alla Regione. Sono 17 gli IAT regionali, stiamo mettendoli in sicurezza, dal punto di vista del personale, ma soprattutto vogliamo che gli IAT sempre più siano presenti e percepiti dai turisti che arrivano nella nostra regione. Cercheremo di aumentare il servizio, allungando l’orario di apertura, con la presenza del personale interno degli IAT anche modulando gli orari a seconda delle zone di appartenenza, lungo la costa l'obiettivo è quello di allungare la risposta anche fino a dopocena, anche in serata, e magari in altri territori avendo i turisti un'esigenza diversa spostarli.
Accoglienza significa anche cominciare a regolamentare, senza creare un problema al sistema, i B&B, che oggi sono diventati un riferimento importante, ma che ancora non sono normati in maniera chiara, tanto è che da qui a breve, ci sarà una proposta da parte dell'assessorato che andrà in Commissione e poi arriverà in Aula, vedremo sotto che forma, se con legge propria o inserita in qualche legge che verrà in Aula, perché anche qui vogliamo dare una risposta a questa esigenza che nasce da un punto di vista normativo e regolamentare, ma anche dalla necessità di dare un'opportunità a queste strutture che oggi sono sempre più indispensabili per il sistema ricettivo, io parlo per la nostra regione Marche, ma ormai a livello nazionale.
Abbiamo poi lo snodo importante che riguarda la promozione.
Sulla promozione una riflessione va fatta. Sono convinto che le varie fiere che facciamo in tutto il mondo, che abbiamo fatto fino a questo momento, siamo andati a Monaco, siamo andati a Mosca, per non parlare della BIT, le fiere che la Regione fa per sostenere il sistema turistico a livello internazionale credo che servano per lanciare e recuperare. Un dato di oggi, nella regione Marche abbiamo un’alta presenza di italiani delle altre regioni, ma c'è una stabilizzazione, forse anche un piccolo calo, degli stranieri che arrivano nella nostra regione.
Una regione che è attenta a questi dati, è una regione che programma in maniera corretta la valorizzazione del turismo perché, come ricordava lo stesso Consigliere Bisonni, oggi in Italia e nelle Marche il turismo insieme alla cultura (che è il terzo) è il secondo volano per quello che riguarda la creazione di posti di lavoro, quindi su questo noi dobbiamo impegnarci.
I fondi del nostro bilancio saranno utilizzati per creare una serie di percorsi che potranno valorizzare questa nostra regione sempre più, ma siamo impegnati fortemente - questa è l'opportunità e la scommessa che ci siamo dati come Giunta regionale – a utilizzare sempre più i fondi Por-Fesr, e su questo posso già anticipare che abbiamo creato un gruppo operativo, una commissione che dovrà predisporre un bando che ha un fondo di circa 5 milioni e mezzo di euro con cui noi vorremmo aggredire in maniera importante i Paesi esteri per promuoverci. Abbiamo già individuato, come tutti voi sapete, delle nazioni, sono: la Germania, i Paesi del Nord Europa, la Russia, in particolar modo sono Paesi a noi più congeniali tenendo conto che ci sono altre nazioni dove noi vogliamo fare una promozione spinta intervenendo sui media nazionali.
Credo che questo sia il giusto percorso che una Regione deve fare, non lavorare anno per anno, ma creare un percorso, una progettualità programmata negli anni, quindi, 2017/2019.
Questo è un percorso importante, sicuramente abbiamo di fronte a noi la possibilità di criticare anche dei cluster importanti, come quello, ad esempio, che riguarda l'accoglienza, è vero che oggi il mare è il primo momento attrattivo dal punto di vista turistico, ma è anche vero che il turista, che viene nella nostra regione, in particolar modo vuole avere una serie di opportunità che noi possiamo presentare sia dl punto di vista culturale che ambientale, quindi un impegno collegato all'ambiente.
Abbiamo una serie di finanziamenti sia per quello che riguarda l'Assessorato all'agricoltura, che per quanto riguarda l'ambiente ed il turismo, abbiamo creato un gruppo operativo, credo che per la prima volta nella Regione si sia riusciti a creare questo percorso dove i fondi degli assessorati finalizzati alle ciclabili vengono condivisi, perché vogliamo creare una rete di ciclabili in modo che quando andremo a promuovere la nostra regione, la possiamo promuovere in tutto il mondo come la regione delle ciclabili.
Questo è un altro obiettivo che ci siamo dati e sicuramente farà sì che la nostra regione possa differenziarsi anche dalle altre, come poi ha fatto, adesso non sto qui a dire il risultato, lo sapete tutti, il grande obiettivo che stiamo raggiungendo, che abbiamo raggiunto, con quattro grandi mostre collegate al Giubileo della Misericordia, l'unica regione d'Italia che ha creato un progetto collegato al Giubileo della Misericordia in stretto rapporto con l'Anci e soprattutto con la Conferenza Episcopale Marchigiana.
Ho voluto arricchire il mio intervento con un po' di dati perché credo che questa mozione di partenza sia importante e permetta a tutti noi di ragionare insieme e ad ognuno di portare le proprie idee per far sì che il turismo nella nostra regione sia sempre più attrattivo e sia sempre più al servizio, per quello che riguarda l'istituzione Marche, anche dell'imprenditorialità ricettiva.
Sandro BISONNI. Approfitto della dichiarazione di voto per fare una precisazione perché ho visto che qualcuno non ha capito o magari mi sono spiegato male io.
La classifica che ho letto sulle province era una classifica relativa all'incremento percentuale per cui Roma, che certo attira molti turisti, non ha incrementato o forse ha mantenuto, forse addirittura ha decrementarlo i propri turisti, è per questo che non compare in quella classifica, mentre la seconda classifica che ho letto, quella delle 5 regioni, è una classifica di valore assoluto perché sono quelle 5 che drenano quasi il 70% di tutte le risorse economiche che arrivano in Italia.
Approfitto, Assessore, anche per fare un invito perché non ha parlato di un grosso problema che dobbiamo risolvere, se vogliamo rilanciare il turismo, che è quello di far funzionare bene il nostro aeroporto.
Noi dobbiamo assolutamente fare in modo che le Marche siano facilmente accessibili agli stranieri, ma senza un aeroporto che funziona con piena operatività dei voli e via dicendo, questo non lo raggiungeremo mai, quindi la questione di Aerdorica e dell'aeroporto che funzioni bene è fondamentale. Questo è un problema che va risolto, non può essere un problema al latere, deve essere un problema che va affrontato.
Per cui rinnovo il mio voto favorevole a questa mozione augurandomi che tutte quelle cose, che tutti i Consiglieri hanno detto e condiviso, siano presto attuate. Grazie.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della proposta di risoluzione che di fatto supera la mozione n. 112. La pongo in votazione.
“Tutela del lupo”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 120 del Consigliere Fabbri che ha la parola per illustrarla.
Piergiorgio FABBRI. Ho presentato questa mozione in seguito ad una interessante iniziativa urbinate – per favore, per favore, siamo stanchi, però un attimo - in cui si è studiato a fondo la problematica dei danni che i lupi portano, a detta degli allevatori, ai loro allevamenti. Sono stato sollecitato a presentare questa mozione.
La bozza del Piano nazionale sulla gestione e la conservazione del lupo, sembra aprire, apre, ”la caccia al lupo", in un contesto in cui il censimento numerico della popolazione dei lupi in Italia è molto aleatorio.
Sembra che in Italia ci siano 1500 lupi in tutto. Di questi 1500 lupi, 300 circa vengono uccisi per mano più o meno indiretta dell'uomo, tra investimenti, trappole, lacci metallici, bracconaggio, avvelenamenti, eccetera, quindi il 15-20% della popolazione viene soppresso in questo modo. Il piano darebbe la possibilità di cacciare il 4-5% della popolazione, quindi 60-70 lupi. Ecco già questo, con la variabilità dei dati di cui disponiamo, ci dà l'inconsistenza di questa presunta regolamentazione della popolazione dei lupi.
Esempi di abbattimenti programmati, eseguiti in altri Stati europei, non hanno diminuito le predazioni, ma ne hanno provocato l'aumento, a causa delle destrutturazioni indotte nei branchi di lupi. Al contrario, i metodi tradizionali, come la sorveglianza umana, l’uso dei cani da guardia per la custodia animale, le recinzioni elettrificate, hanno mitigato gli attacchi dei lupi, rappresentando una soluzione sostenibile ed etica a lungo termine.
I lupi sono anche dei selettori naturali per il controllo delle popolazioni di ungulati, sicuramente in esubero, come quello dei cinghiali, e qui si aprirebbe un altro mondo.
Non sono ben determinate le azioni imputabili direttamente ai lupi, rispetto ai cani randagi, questo è un ulteriore dato che anche dal convegno è emerso.
Sappiamo che il lupo da anni è una specie protetta, i piani di conservazione del lupo sono ancora attivi, la Direttiva habitat lo protegge, il D.P.R. 357 del 97 lo protegge, la Convenzione di Berna, la legge 257 del 92, eccetera, ecceteta.
Con questa mozione noi chiediamo, io chiedo, al Presidente della Giunta di farsi promotore in sede di Conferenza unificata Stato Regione affinché venga sospesa, all'interno del Piano nazionale di conservazione del lupo, l'autorizzazione all'abbattimento del lupo.
All'interno di questo piano, ci sono anche altre misure che sono adottate nell'arco di 24/30 mesi, addirittura di cinque anni, mentre l'abbattimento partirebbe dopo i 12 mesi, quindi c’è anche questa incongruenza temporale, per cui non si dà tempo alle altre forme meno cruente di selezione di raggiungere il risultato.
Oltre a fare questa richiesta, si richiede anche di convocare d'urgenza la Commissione competente, che è la nostra. Le Commissioni agricoltura e ambiente potrebbero essere convocate insieme allo scopo di audire tutti i soggetti portatori di interessi perché chiaramente ci sono allevatori e agricoltori, animalisti e ambientalisti. Le cose andrebbero un attimo verificate anche a livello regionale, approfondite soprattutto per dare un monitoraggio, i numeri più certi sulla popolazione realmente presente del lupo nel nostro Appennino, adottare infine le opportune attività affinché sia effettuato un adeguato controllo e contrasto al randagismo canino, che tanto costa come gestione di canili anche in Regione, e vigilare affinché siano distinte le predazioni ad opera dei lupi, da quelle degli altri animali, perchè non tutto è lupo.
Approfondire questo problema servirebbe anche a disinnescare delle tensioni che si stanno creando in questo immaginario collettivo, più che altro, a mio avviso, rispetto alla predazione dei lupi nei nostri territori.
Luigi ZURA PUNTARONI. Lei è fortunato perché qui non c’è nessun allevatore, se no avremmo dovuto difenderla e sarebbe stato difficile salvarle la vita, perché tutte le cose senza senso che ha raccontato … i cani predatori …
PRESIDENTE. Consigliere, la prego…
Luigi ZURA PUNTARONI. … non ha una visione da campagna. Non parlo di chi ha due animali, non parlo di quello che li tiene per passione, ma di chi con due animali ci vive …
Lei, Consigliere Fabbri, è sganciato dal mondo, guardi. Punto e finisco qui!
Angelo SCHIAPICHETTI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Fabbri. Debbo dire che il tema, così come viene trattato da lei, deve essere esaminato con grande buonsenso.
E' chiaro che il lupo è una razza importante, è il simbolo culturale della difesa della natura. Sappiamo che quando si fa un convegno sul lupo, come quello di Urbino, c'è grande partecipazione perché interessa tutti, però il tema va analizzato con grande buonsenso perché noi dobbiamo consentire al lupo di sopravvivere nelle nostre zone - la famiglia nell'Appennino umbro marchigiano viene stimata in 140/160 capi - però dobbiamo anche consentire all'uomo di salvaguardare gli allevamenti che producono reddito.
Quello che poteva fare la Regione, in questo senso, nei confronti del Comitato nazionale paritetico, lo ha già fatto! Ma la Regione ha fatto molto di più, ha avviato un corso, con il Parco nazionale dei Monti Sibillini, per i veterinari, per distinguere i danni provocati dal lupo da quelli, che lei stesso richiamava, dei cani randagi.
Il corso è stato fatto nei mesi scorsi, quindi la Regione si sta muovendo molto, però questa mozione io non la voterei e non la voto perché mi pare effettivamente molto sbilanciata e non utilizza quel buonsenso che richiamavo all’inizio. Grazie.
Sandro BISONNI. Io vorrei esprimere due parole a favore di questa mozione perché il lupo, ricordiamoci, è una specie protetta a livello europeo e italiano.
Sinceramente non capisco perché gli allevatori che subiscono danni, ad esempio, da parte di ungulati vengono risarciti e non lo si possa fare, credo, forse lo si fa, per il lupo. Si fa? Si fa!
Non capisco la necessità dell'abbattimento. Sinceramente non la comprendo! Gli esemplari sono veramente pochi! Non sono tantissimi, quindi ricordiamo che è una specie protetta a rischio estinzione!
Piero CELANI. Il problema è serio e non è da liquidare in pochissimo tempo, anche se è tardi e capisco tutto.
Il problema è che il lupo è una specie protetta, però non diciamo che è in fase di estinzione. Assolutamente no! C’è un problema diverso, c’è un problema di grande attualità, che è quello del grosso ripopolamento che è stato incondizionato, non controllato, per cui in montagna abbiamo il problema degli ungulati, quello dei lupi, il problema dei caprioli e di tantissime altre cose. Se noi vogliamo difendere il nostro territorio, dobbiamo ragionarci per bene, fare una selezione, con la caccia selettiva e quant’altro, però non possiamo dire che il problema del lupo non esiste, esiste! E c’è un altro aspetto: noi non riusciamo nemmeno a ristorare gli allevatori, assolutamente! Non riusciamo a ristorarli, vedete tutte le procedure ..., non ci sono i fondi, purtroppo negli ultimi 5/6 anni sono stati drasticamente ridotti, tant'è vero che gli Ambiti territoriali di caccia hanno delle cause con coloro che subiscono danni da questo punto di vista, gli agricoltori, gli allevatori, i residenti della montagna.
Credo che questa mozione ponga qualche dubbio, approvarla così, tout court, senza dire come poi procedere al controllo di queste specie - dobbiamo dirlo, dobbiamo tutelarle, ma dobbiamo anche controllare il riprodursi in modo incontrollato - sarebbe veramente un grosso danno per i nostri territori, per cui su questa mozione penso di astenermi.
Giorgio FABBRI. Ritengo che superficialità ed ironia siano fuori luogo, stiamo parlando di una mozione che chiede di ripensare al fatto che si va a caccia di 60 lupi in tutt'Italia, è una sciocchezza, e di aprire un tavolo di confronto all'interno della Commissione per approfondire il problema. Questo chiede!
Dopodichè, voglio dire: “Ridete, scherzate, dite: al lupo, al lupo!” però se c'era qualche allevatore ecco che “mena le mani”, perché in assemblee infuocate, dato che evoca cose ancestrali nell’uomo, il lupo é … allora diamo una base scientifica a questo problema e poi seriamente tentiamo di raccoglierne i risultati, altrimenti stiamo qui a fare la favola di cappuccetto Rosso!
Luigi ZURA PUNTARONI. Consigliere Fabbri, voto contro perché tutto ha un limite e se volevo essere un po’ “scemo” prendevo la sua mozione, la portavo nell’alto maceratese e la divulgavo per massacrarla! Stendo un velo pietoso!
Seriamente mi auguravo che in quest'assemblea si potesse parlare di cose strategiche per la regione!! Però stiamo sempre a parlare di ….. non so!
Prima ho fatto una battuta con un Collega, d'altra parte, molto sensibile, e abbiamo convenuto che bisogna alzare il livello degli argomenti perché stare quattro anni qui a parlare…. Non che il problema della campagna non è sentito, è sentito perché queste persone hanno i danni e nessuno li rimborsa, ma questo è un problema economico. Va bene, ci sono dei limiti nei soldi che abbiamo a disposizione, ma mi auguro di passare queste mattinate trattando argomenti più lungimiranti, come le strategie che vogliamo fare in questa Regione, altrimenti io sto qui altri due o tre mesi e poi vi lascio! Cosa ho fatto di male per stare qui dentro? Per me è triste, triste! Mi rivolgo al Presidente, che è quello che ha più potere di tutti, per alzare il tono degli argomenti! Va bene tutto, ma noi qua ...! In un anno abbiamo preso le misure, vediamo com’è l’ambiente, però…. ! Mamma mia! Mamma mia! Mamma mia! Grazie per la comprensione.
Mozione n. 120. La pongo in votazione.
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Busilacchi, Zura Puntaroni, Maggi,
Leonardi, Bisonni, Rapa, Marcozzi, Marconi, Carloni
“Rinnovo del contratto collettivo nazionale del pubblico impiego”.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 130 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Busilacchi, Zura Puntaroni, Maggi, Leonardi, Bisonni, Rapa, Marcozzi, Marconi, Carloni.
E' sottoscritta da tutti i Capigruppo e dal sottoscritto e di fatto, come discusso in sede dei Capigruppo, dà sostegno all’azione delle Organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto nella pubblica amministrazione.
Su questo credo che non ci sia niente da aggiungere se non che è stato presentato un emendamento a firma dei Consiglieri Pergolesi, Fabbri, Giorgini e Maggi.
Ha la parola, per l’illustrazione dell’emendamento, il Consigliere Maggi.
Giovanni MAGGI. Abbiamo presentato un emendamento.
Innanzitutto siamo favorevoli a questa mozione, siamo favorevoli e l’abbiamo sottoscritta nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi.
Abbiamo fatto questo emendamento che nel seguente punto: “Auspica l'avvio delle trattative per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro dei diversi comparti della pubblica amministrazione e contestualmente per l'avvio delle trattative per il rinnovo del contratto dei lavoratori dei settori privati”, toglie le parole “ovvero delle cooperative sociali della sanità privata impiegati nei servizi di pubblica utilità”.
Credo che la nostra preoccupazione, il nostro sforzo dovrà essere rivolto al rinnovo di tutti i contratti, non soltanto privilegiare alcune categorie a danni di altre. Voglio dire le cooperative sociali svolgono sicuramente un lavoro egregio, ma perché discriminarle rispetto alle cooperative di servizi o ad altri tipi di cooperative? Alle cooperative che svolgono il lavoro nell'agricoltura, nel territorio, eccetera?
A nome del Movimento 5 Stelle, chiederei, con questo emendamento, un maggiore equilibrio, una maggiore equidistanza rispetto a tutti i lavoratori.
PRESIDENTE. Sull'emendamento, essendo il primo firmatario della mozione, non ho obiezioni, quindi direi di passare alla votazione.
Emendamento n. 1, lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Mozione n. 130, così come emendata, la pongo in votazione.
La seduta termina alle ore 14.20.