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Timestamp: 2020-08-12 20:57:21+00:00
Document Index: 90932277

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 28381 del 05/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28381 del 05/11/2019
Cassazione civile sez. trib., 05/11/2019, (ud. 24/09/2019, dep. 05/11/2019), n.28381
sui ricorso 1012-2018 proposto da:
R.I. SPA elettivamente domiciliato in ROMA VIA FIAMINIA 135
C/O LEGALITAX STUDIO LEGALE E TRIBUTARIO, presso studio
dell’avvocato MORETTI VALERIO, che lo appresenta e difende;
avverso la sentenza n. 2961/2017 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,
24/09/2019 dal Consigliere Dott. CAPRIOLI MAURA.
con sentenza nr 2961 depositata in data 24.5.2017 la CTR di Roma accoglieva l’appello proposto dal R.I. s.p.a. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate avverso la CTP di Roma con cui era stato rigettato il ricorso relativo all’avviso di accertamento avente ad oggetto la determinazione del nuovo classamento e della rendita catastale riguardante 25 unità immobiliari di proprietà della contribuente.
Il giudice di appello rilevava la carente la motivazione addotta a giustificazione del provvedimento impositivo e quindi l’inidoneità della stessa a consentire alla contribuente di esercitare la sua difesa.
Avverso tale sentenza propone ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate chiedendo la cassazione della decisione sulla base di due motivi cui resiste la R.I. s.p.a..
con il primo motivo la ricorrente denuncia la violazione e la falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, e della L. n. 241 del 1990, art. 3, in materia di principi generali in ordini alla motivazione degli atti in materia catastale
Lamenta in particolare che il giudice di appello non avrebbe considerato gli elementi probatori forniti a sostegno della congruità della revisione del classamento dando contezza con maggiore dettagli, anche in contenzioso, di una motivazione già sviluppata nell’avviso di accertamento notificato.
Con il secondo motivo denuncia l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che aveva formato oggetto di discussione tra le parti in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Sostiene che le unità immobiliari in questione ricadono nella microzona 20 Salario Trieste dove si è già riscontrato che i classamenti non rappresentano più l’effettiva redditività degli immobili stessi la quale aveva subito un notevole aumento per la presenza di numerose vie interessate da un cresciuto interesse commerciale,di strutture di aggregazione socio culturali e di esercizi pubblici di forte richiamo attrattivo nonchè sedi di rappresentanza diplomatiche.
I due motivi di ricorso che vanno esaminati congiuntamente per l’intima connessione introducono la questione su quale debba essere il contenuto motivazionale minimo necessario dell’atto di accertamento per rendere adeguato a parametri di tutela del contribuente e di trasparenza amministrativa la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in microzone comunali ed anomale,
La terza ipotesi è quella della cui applicazione si tratta nel presente giudizio ed è prevista dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, medesimo, che così dispone: “La revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in microzone comunali, per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato individuato ai sensi del regolamento di cui al D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138 (in realtà tale regolamento non fornisce prescrizioni idonee a stabilire le modalità di rilevazione e di determinazione dei valori medi di mercato, neppure attraverso il richiamo al regolamento approvato con D.P.R. n. 1142 del 1949, artt. da 145 a 26), e il corrispondente valore medio catastale ai fini dell’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili si discosta significativamente dall’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, è richiesta dai comuni agli Uffici provinciali dell’Agenzia del territorio. Per i calcoli di cui al precedente periodo, il valore medio di mercato è aggiornato secondo le modalità stabilite con il provvedimento di cui al comma 339 (il comma 339, in realtà, riguarda il provvedimento del direttore dell’agenzia delle entrate con cui sono stabilite le modalità tecniche e operative per l’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 336 e 337: nulla quindi che interessi l’aggiornamento dei valori medi di mercato. Tale incongruenza testuale aggiunge un elemento di ulteriore difficoltà al già non agevole compito di interpretare con precisione la norma per quanto riguarda la definizione ed il calcolo dei suoi parametri numerici e quindi, in definitiva, per quanto riguarda la definizione e l’accertamento dei presupposti per l’applicazione di essa). L’Agenzia del territorio, esaminata la richiesta del comune e verificata la sussistenza dei presupposti, attiva il procedimento revisionale con provvedimento del direttore dell’Agenzia medesima”.
Ne consegue che, se l’amministrazione ha fatto ricorso ad una di tali ipotesi, non può poi, nel corso del giudizio,legittimare la sua pretesa invocando condizioni e fattori che non siano rilevanti per la specifica procedura di revisione intrapresa, anche se essi siano in ipotesi idonei a giustificare la revisione del classamento nel quadro di una procedura diversa.
Va in particolare considerato, a tal riguardo, che, mentre le prime due delle tre suddette ipotesi di revisione del classamento dipendono da (e debbono quindi esere motivate con riferimento a) fattori intrinseci specificamente riguardanti il singolo immobile considerato, la terza ipotesi, che è quella che qui viene in esame, prevede invece un riclassamento dovuto, almeno in via principale, a fattori estrinseci di carattere per così dire generale o collettivo. Con riferimento a tale ultima previsione le sezioni unite (Cass., sez. un., 18 aprile 2016, n. 7665, p. 11) hanno chiarito che, quando si procede all’attribuzione di ufficio di un nuovo classamento ad un’unità immobiliare a destinazione ordinaria, l’Agenzia competente deve specificare se il mutamento è dovuto ad una risistemazione dei parametri relativi alla microzona in cui si colloca l’unità immobiliare e, nel caso, indicare l’atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano (…), trattandosi di uno dei possibili presupposti del classamento (…) e cioè di uno dei possibili fattori che possono determinare un aumento straordinario (superiore alla media) del valore economico medio delle unità immobiliari presenti nella zona.
E la Corte costituzionale, nel convalidare la legittimità del peculiare strumento introdotto con la legge finanziaria 2005, (Corte Cost. 1 dicembre 2017, n. 249), afferma che l’obbligo della motivazione in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento (p.7.3).
Di conseguenza, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento in termini sintetici e quindi generici al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, senza specificare le fonti, i modi e i criteri con cui questi dati sono stati ricavati ed elaborati (cfr fra le tante Cass. n. 3156 del 17/02/2015, Cass. n. 22900 del 29/09/2017; Cass. 2018 nr 16368; Cass. 2019 nr 10403; Cass. 2019 nr 361; Cass. 2019 nr 11577; Cass1990/2019; Cass. nr 23047/2019; tutte concordi nell’affermare la necessità che nell’avviso di accertamento l’obbligo motivazionale sia assolto in modo rigoroso precisando le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione a modificare d’ufficio il classamento originario e non già facendo richiamo agli astratti presupposti normativi che hanno giustificato l’avvio della procedura).
A questo difetto radicale di motivazione circa la sussistenza e preliminarmente – l’identificazione dei presupposti per la revisione del classamento L. n. 301 del 2004, ex art. 1, comma 335, si aggiunge poi un altrettanto radicale difetto di motivazione circa i criteri utilizzati per tradurre il riallineamento della microzona in questione in specifica rideterminazione delle rendite catastali delle unità immobiliari in essa situate.
La Corte rigetta il ricorso; compensa le spese della fase di legittimità