Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-112-del-28032008.html
Timestamp: 2016-12-08 22:11:27+00:00
Document Index: 13733276

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 11', 'art 10', 'art. 31', 'art. 35', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 19']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 112 del 28.03.2008
Interpello 2008 - Art. 11, legge 27 luglio
2000, n. 212. - Iva - cessione di unità abitative in regime d'esenzione -
applicazione del pro rata - art. 19 comma 5 del DPR 633/72
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 19 comma 5 del D.P.R. n. 633 del 1972
La ALFA, nella persona del suo direttore dott.
OMEGA, chiede di sapere, per conto di alcune aziende associate, se la cessione
di immobili abitativi effettuata da imprese di costruzione, la cui ultimazione
dei lavori risale ad oltre quattro anni prima del 4 luglio 2006, concorra a
generare il pro rata di indetraibilità nell'anno della vendita, ai sensi
dell'art. 19 comma 5 del D.P.R.
Ad avviso dell'istante, in virtù dei chiarimenti
contenuti nella circolare n. 12/E del
1 marzo 2007 e al fine di garantire la tutela del principio del legittimo
affidamento, alle imprese di costruzione che cedono immobili abitativi in
esenzione per decorso del quadriennio non si applicherebbe la disciplina del pro
Inoltre, precisa l'interpellante, l'Iva di periodo che
risultasse indetraibile per effetto del pro rata, si trasformerebbe in un onere
improprio a totale carico delle imprese, le quali resterebbero incise da un
gravame economico non trasferibile al cliente, che già corrisponde l'imposta di
registro in relazione all'acquisto degli immobili in questione.
Si rileva, innanzitutto, che l'istanza presentata
è da ritenersi inammissibile in quanto, ai sensi dell'articolo 11, comma 1,
della legge 27 luglio 2000, n. 212, e
dell'articolo 1, commi 1, 2 e 3 del D.M. n. 209 del 2001, sono legittimati a
presentare l'istanza di interpello, il contribuente ed i soggetti che in base a
specifiche disposizioni di legge sono obbligati a porre in essere adempimenti
tributari per conto dello stesso. Sono esclusi, pertanto, i soggetti portatori
di interessi collettivi, quali le associazioni sindacali di categoria e gli
ordini professionali, fatta eccezione ovviamente per le istanze relative alle
questioni afferenti la loro posizione fiscale e non quella dei loro associati,
iscritti o rappresentati. Ciò nondimeno, si reputa opportuno esaminare nel
è produttivo degli effetti tipici dell'interpello di cui all'art. 11, commi 2 e
3, della legge n. 212 del 2000, ma
con la circolare del 18 maggio 2000, n. 99/E.
Ciò premesso, si osserva quanto segue. Con la
normativa contenuta nel D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, nella L. 4 agosto 2006, n. 248, sono state introdotte rilevanti
modifiche al regime Iva inerente alle compravendite e alle locazioni di
Più esattamente, l'articolo 35, comma 8, del decreto
sopra citato ha disposto la sostituzione del n. 8-bis) del comma 1, dell'art 10 del D.P.R. 26 ottobre 1973 n. 633 e
ha previsto l'esenzione iva per le cessioni di fabbricati abitativi, con
esclusione di quelle effettuate, entro quattro anni dalla data di ultimazione
della costruzione o dell'intervento di recupero (di cui all'art. 31 primo comma
lett. c), d) ed e) della L. 457/78) dalle imprese di costruzione o di
Il successivo comma 9 dell'art. 35 del D.L. n. 223/2006 ha
previsto un'apposita norma transitoria che limitava l'obbligo di procedere alla
rettifica della detrazione iva, di cui all'articolo 19-bis2 del D.P.R. 633/72, per i
fabbricati abitativi posseduti da imprese costruttrici per i quali il termine
dei quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento
di recupero scadesse entro la predetta data del 4 luglio 2006.
Al riguardo, la scrivente, con circolare 1 marzo 2007,
n. 12/E ha precisato che,
relativamente agli immobili di cui sopra, il diritto alla detrazione determinato
in base alla normativa pregressa deve ritenersi acquisito anche se
successivamente al 4 luglio 2006 detti beni siano stati impiegati in operazioni
esenti. Peraltro, se la normativa transitoria e i chiarimenti interpretativi
della circolare n. 12/E escludono,
relativamente alle cessioni in esame, che debbano essere applicate le
disposizioni di cui all'art. 19-bis2,
nulla è esplicitamente affermato, diversamente da quanto sostenuto
dall'istante, circa un'eventuale esclusione di tali operazioni dal calcolo
dell'imposta detraibile con il metodo del pro-rata generale.
Al riguardo, si ritiene che, in assenza di una norma
transitoria, alle imprese di costruzione, che a seguito delle novità
legislative, operano anche in regime d'esenzione Iva, si applicherà l'art. 19, comma 5, il quale prevede
espressamente che "ai contribuenti che esercitano sia attività che danno
luogo ad operazioni che conferiscono il diritto alla detrazione sia attività
che danno luogo ad operazioni esenti ai sensi dell'articolo 10, il diritto alla
detrazione dell'imposta spetta in misura proporzionale alla prima categoria di
operazioni e il relativo ammontare è determinato applicando la percentuale di
detrazione di cui all'art. 19-bis".
Al fine di limitare gli effetti negativi del pro rata
di indetraibilità, l'art. 36 del
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, al comma 3, concede facoltà ai soggetti che
esercitano più attività nell'ambito della stessa impresa, di optare per
l'applicazione separata dell'imposta relativamente alle attività esercitate,
dandone comunicazione all'ufficio nella dichiarazione relativa all'anno
precedente o nella dichiarazione di inizio attività. Peraltro, il testo del
richiamato art. 36, come chiarito anche dalla circolare n. 27/E del 04 agosto 2006, prevede
espressamente che la disposizione si applichi anche ai soggetti che effettuano
sia locazioni esenti da Iva che locazioni imponibili iva, mentre non consente
l'esercizio dell'opzione alle imprese che esercitano congiuntamente l'attività
di cessione di fabbricati in regime di esenzione iva e in regime di
imponibilità iva.
Le cessioni di immobili, a prescindere dal regime iva
applicabile, restano, infatti, espressione di un'unica attività contraddistinta
dallo stesso codice statistico.
Ciò premesso, la scrivente, alla luce dell'attuale
quadro normativo, ritiene che la cessione di un'unità abitativa effettuata dopo
il decorso del quadriennio dalla data di ultimazione della costruzione, e,
quindi, in regime di esenzione Iva, concorre alla determinazione del pro-rata di
detraibilità, ai sensi dell'art. 19,
comma 5, nell'anno della vendita.