Source: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/trascrizione-accettazione-tacita-novita/
Timestamp: 2018-05-22 19:54:01+00:00
Document Index: 77795501

Matched Legal Cases: ['art. 2672', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 476', 'art. 2648', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ']

La trascrizione dell’ accettazione tacita – Le ultime novità
Abbiamo già trattato in questo blog le motivazioni della necessità della trascrizione dell’ accettazione tacita di eredità ogni qualvolta un erede compia un atto (come può essere la vendita di un bene ereditario) che comporti implicitamente la volontà di accettazione. Presuppongo che lo abbiate letto, in quanto il presente articolo costituisce un suo aggiornamento.
L’obbligo della trascrizione dell’ accettazione tacita costituisce giustamente un problema a volte spinoso nei nostri uffici notarili perché, di fatto, contrasta con la precedente prassi pluridecennale secondo la quale la trascrizione dell’ accettazione tacita era un onere, e non un obbligo, ed i costi relativi erano a carico di chi riteneva nel suo interesse eseguire la trascrizione, e cioè l’acquirente, o l’avente causa dall’erede, o altro successivo sub acquirente.
Le novità sulla accettazione tacita
Nel precedente scritto, di quasi tre anni, fa riferivo della prassi di accontentarsi della trascrizione della denuncia di successione.
Ahimè, ora non è più così, e si è affermata la regola che la trascrizione dell’ accettazione tacita è sempre un obbligo per il notaio, in quanto l’art. 2672 c.c. dispone l’obbligatorietà della trascrizione per tutti gli atti soggetti a trascrizione. E dalla obbligatorietà nasce anche il carico di carattere economico sul venditore, perché deve sopportarne i costi colui che compie un dovere previsto dalla legge.
Avrete notato, leggendo il mio precedente articolo, che il sottoscritto rappresentava anche l’alternativa della trascrizione della denuncia di successione, la quale, anche se compiuta per motivi fiscali, è sempre un atto di pubblicità giuridica. La attuale opinione afferma che così non può più essere, perché nella dichiarazione di successione manca l’elemento della volontà di accettare, sicché la pubblicità non è sufficiente a raggiungere l’effetto civilistico della continuità delle trascrizioni di cui ho riferito nel mio precedente scritto.
La legge, la giurisprudenza e le circolari
Il sottoscritto conserva delle perplessità perché si rende pienamente conto dell’imbarazzo dell’erede, o addirittura dell’avente causa dell’erede, nel pagare obtorto collo una somma di denaro per motivi di cui non si rende conto, e che percepisce estranei a sé. Spesso il venditore paga estremamente insoddisfatto, convinto di aver subito un sopruso, magari a copertura di altri notai precedenti, o dello stesso notaio rogante, che anni prima aveva stipulato lo stesso atto senza richiedere alcun pagamento.
Ritengo addirittura che dietro questo revirement in senso rigoristico vi siano occultamente le banche pronte a mettere il loro massiccio peso economico sul piatto per una loro maggior tutela, chiedendo adempimenti che, in fondo, non pagano loro.
Ma qui entriamo in valutazioni personali che un notaio non deve avere la tentazione di esprimere, perché il notaio deve obbedire alle disposizioni vincolanti. Tutt’al più, per conoscere la mia opinione, vi rinvio allo scritto del collega Notaio Minniti, forse di non agevole lettura per i non addetti ai lavori, ma che rispecchia anche il mio pensiero.
Orbene, le fonti in base alle quali anche la trascrizione della denuncia di successione non esonererebbe dall’obbligo della trascrizione dell’accettazione tacita di eredità, sono costituite secondo la nuova interpretazione innanzitutto dall’art. 5, comma 2 delle Disposizioni concernenti le imposte ipotecarie e catastali, di cui al D.Lgs. 347/1990, che stabilisce come la trascrizione della denuncia di successione “è prevista limitatamente agli effetti fiscali stabiliti dal presente Testo Unico e non costituisce trascrizione degli acquisti a causa di morte degli immobili e dei diritti reali immobiliari compresi nella successione”.
Poi la Corte di Cassazione che si è pronunciata più volte, e con sentenza n. 5135/1987 ha precisato ad esempio che “la circostanza che gli eredi del terzo abbiano trascritto a proprio favore la denuncia di successione … ed ottenuto le volture catastali a proprio nome, non costituendo tali operazioni fatti idonei a determinare il trasferimento della proprietà non rappresentano titolo idoneo per il trasferimento del diritto di proprietà sul bene oggetto della dichiarazione di successione”.
Principio ribadito dall’Amministrazione finanziaria con la circolare ministeriale n. 37/1991, e con la Risoluzione dell’Agenzia dell’Entrate n. 52/2009, documenti tutti nei quali viene evidenziato che la trascrizione della dichiarazione di successione non costituisce titolo pubblicitario degli acquisti a causa di morte, né elemento di continuità delle trascrizioni.
Le disposizioni del Consiglio Nazionale del Notariato
Il Consiglio Nazionale del Notariato a questo punto non poteva non prendere atto delle interpretazioni più rigoriste, e ha emesso un documento (protocollo n. 8) che dispone vincolativamente per i notai quanto segue: “il notaio richiesto di stipulare un atto, avente per oggetto immobili di provenienza successoria, che comporti accettazione tacita di eredità, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 476 c.c. (qualora non trova già trascritta una precedente accettazione espressa o tacita) è tenuto anche a curare la trascrizione dell’intervenuta accettazione di eredità in ottemperanza al disposto dell’art. 2648 c.c.”.
E i commentatori alla regola, ripeto, vincolante per i notai, hanno ulteriormente precisato che per l’adempimento a cui è tenuto il notaio non può essere accettata la trascrizione della denuncia di successione, che ha finalità esclusivamente fiscali ai sensi del citato art. 5 comma 2, del D.Lgs. 31 ottobre 1990 n. 347 .
La questione è quindi definitivamente chiusa, salvo nuove disposizioni legislative o nuove interpretazioni giurisprudenziali che comportino la modifica delle disposizioni del Consiglio Nazionale del Notariato. Evenienza che non è immaginabile nel prossimo futuro .
Non ve la prendete dunque col vostro notaio se egli vi chiederà sempre e comunque il pagamento delle spese per la trascrizione dell’ accettazione tacita quando vendete un immobile derivante da una successione a seguito della quale non risulta in precedenza trascritto nessun atto di accettazione (e cioè nel 100% dei casi visto l’orientamento contrario precedente). Il notaio è innocente!
La dispensa dalla trascrizione della accettazione tacita
Il Consiglio Nazionale del Notariato lascia però aperto un piccolo spiraglio. Prosegue più oltre nella regola che vi ho riportato dicendo che “il notaio può omettere la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità qualora consti la espressa dispensa delle parti; in presenza di detta dispensa, la circostanza che nei passaggi “pregressi” vi siano “acquisti mortis causa” non trascritti, e che tale difetto è inoltre conosciuto dalle parti (ed in particolare dalla parte cessionaria), dovrà risultare dall’atto e dalla nota di trascrizione del medesimo (mediante menzione nel quadro D)”.
L’ammissibilità delle dispensa (che, a mio modesto avviso, tra l’altro, contraddice il principio della necessarietà e della obbligatorietà) sarà però di difficile attuazione pratica, perché il notaio ha l’obbligo professionale di informare le parti sui possibili rischi della mancanza di trascrizione dell’accettazione tacita. E quale acquirente consentirà a dispensare il notaio per iscritto dal compiere un adempimento il cui costo è a carico dell’altra parte?
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La trascrizione dell’ accettazione tacita – Le ultime novità ultima modifica: 2016-09-19T19:53:42+00:00 da notaio
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85 Commenti su “La trascrizione dell’ accettazione tacita – Le ultime novità”
Barbara07 ha detto:
15 ottobre 2016 alle 10:32
Buongiorno dott.Massimo D’ambrosio,Mio suocero a febbraio ci ha donato la casa dove io e mio marito viviamo da circa vent’anni ,mio marito è figlio unico perchè orfano di madre da circa trent’anni,il problema è che noi volevamo ristrutturare casa e non possiamo prendere un mutuo per via della donazione, ho letto della donazione sicura e vorrei più informazzione:1 possiamo anche noi fare l’assicurazzione su casa,2 dopo possiamo chiedere un mutuo di 50,000 euro per la ristrutturazzione 3 può dirmi quali banche aderiscono a donazzione sicura la ringrazzio e le auguro una buona giornata.
16 ottobre 2016 alle 11:58
Innanzitutto ci sono banche che non creano problemi per la provenienza donativa, anche se poche. Prima della crisi non ci badava nessuno. Per quanto riguarda le banche che accettano la assicurazione di cui ho parlato in un altro articolo in questo blog occorre chiedere direttamente all’assicuratore.
nunodomes ha detto:
5 novembre 2016 alle 19:05
Buongiorno egregio notaio,
non ho capito se la trascrizione della accettazione tacita di eredità è relativa a un singolo immobile, e quindi va ripetuta ogniqualvolta si vada a vendere un bene facente parte del patrimonio ereditato, o se deve essere eseguita solo alla prima vendita, essendo essa valida per l’intera eredità. La ringrazio anticipatamente per il chiarimento.
14 novembre 2016 alle 20:34
La accettazione tacita vale per l’intero asse ereditario. Normalmente si trascrive solo sull’immobile oggetto della vendita per limitare i costi. Se invece vuole che risulti anche su altri beni deve chiederlo al notaio, che curerà la trascrizione sull’intero asse ereditario. Ovviamente dovrà pagare le spese ulteriori.
antbor ha detto:
10 novembre 2016 alle 14:47
Salve Dott. D’ambrosio
Ho ereditato parte dell’immobile al 50 % con mio fratello.
oltre 20 anni fa ho acquistato il 50% da mio fratello. in quella data il notaio rogitante non ha richiesto l’accettazione tacita dell’eredità.
ora essendo trascorsi oltre 20 anni dall’ultimo atto di compravendita, è comunque necessaria questa registrazione?
. No, non è affatto necessaria.
19 novembre 2016 alle 18:36
Buongiorno, la trascrizione della accettazione è necessaria anche in caso di scioglimento della comunione dei beni ereditati? Grazie
28 novembre 2016 alle 17:58
Certo perchè anche la divisione ereditaria è un atto che importa accettazione tacita di eredità in quanto atto che l’erede non avrebbe potuto compiere se non, appunto, nella qualità di erede.
gibe ha detto:
noi , a suo tempo, abbiamo fatto un atto notarile di divisione per un’eredità con più immobili, aver fatto un atto notarile non significa aver accettato? occorre fare l’accettazione per vendere adesso un immobile di tale divisione? Grazie
L’accettazione deve essere trascritta. Il notaio vede se è stata trascritta o no. Se no occorre trascriverla. Semplice.
Riccardo Onali ha detto:
vorrei chiederle se ad oggi, dovendo vendere un immobile avuto in eredità, avendo fatto regolare dichiarazione di successione trascritta ed essendo passati 26 anni dalla morte del de cuius, è necessario che venga fatta la trascrizione dell’accettazione tacita o essendo passati più di 20 anni dalla morte del de cuius non risulta necessaria. La ringrazio in anticipo. Riccardo
13 dicembre 2016 alle 23:08
No, essendo la mancanza dell’accettazione tacita una lesione del principio di continuità il decorso dei 20 anni la rende superflua.
14 dicembre 2016 alle 10:06
Perfetto, grazie mille. Riccardo
9 gennaio 2017 alle 14:55
Gent. notaio D’Ambrosio sono finalmente riuscito ad accedere al suo blog. Mi scuso per il ritardo. In prosecuzione alla risposta da Lei fornitami su facebook vorrei chiederle in merito al quesito relativo alla accettazione richiestami dal notaio anche per la successione di mio padre ( maggio 1996): obbiettando il decorso dei 20 anni, come lei ha ben indicato, al notaio in presso il quale dovremo stipulare l’atto martedi prossimo, (scelto e pagato dagli acquirenti) costei mi ha ribadito che in mancanza di trascrizione dell’accettazione e, quindi di continuita’ della stessa, non sarei titolare del bene da vendere e dunque non potrei trasferirlo. Peraltro io abito nell’immobile da piu’ di 50 anni. Ora il mio timore e’ che avendo stipulato il preliminare 15 mesi fa ed avendo posto come termine essenziale per la stipula del definitivo il 20/01/2017; se mi rifiutassi di accettare l’eredita’ della prima successione ( 1996) sarei INADEMPIENTE rispetto al contratto preliminare? Secondo lei come mi dovrei comportare. Ringraziandola anticipatamente.
10 gennaio 2017 alle 23:29
Come le ho già accennato, io le ho espresso il mio umile parere in generale. Consigli legali operativi non glieli posso dare, specie se la questione riguarda un collega notaio
Alessandro Sinagra ha detto:
30 gennaio 2017 alle 19:05
Egr. Dott D’Ambrosio,
nel mese di Luglio del 2015, mia madre e un’altra persona hanno ereditato per testamento olografo due immobili (appartamento + box auto). Oggi si è sul punto di venderli a terzi e il suo collega che sta curando la pratica ha richiesto a noi venditori l’accettazione tacita di eredità, a garanzia dell’acquisto del compratore. Inoltre, poiché nelle due successioni precedenti, entrambi “mortis causa”, non è stata registrata, e pagata, il notaio ci ha OBBLIGATO, per portare a termine la compravendita, a regolarizzare (e pagare) le due accettazioni di cui sopra. Le chiedo se siamo realmente obbligati a pagare per ben 3 accettazioni, o è sufficiente provvedere a regolarizzare la trascrizione dell’accettazione tacita di nostra pertinenza.
Alessandro Sinagra
9 febbraio 2017 alle 23:48
Purtroppo bisogna trascrivere tutte le accettazioni di eredità, non solo l’ultima, in modo da rispettare il principio della continuità delle trascrizioni nel ventennio.
3 febbraio 2017 alle 20:14
Vorrei chiederle una delucidazione. Ho acquistato casa nel 2010 da un costruttore.
Oggi sto vendendo casa e mi viene richiesto dal notaio dell’acquirente le accettazioni tacite di eredità, ma che non sono presenti nel mio rogito.
9 febbraio 2017 alle 23:31
Probabilmente il costruttore aveva acquistato l’immobile da persone che, a loro volta, l’avevano ereditato. Il suo è un caso molto antipatico perchè effettivamente lei non ha nessun rapporto con queste persone. Provi a dire al notaio di volerlo esonerare da questi adempimenti, se è d’accordo l’acquirente si può fare. Diversamente non resta che pagare.
donatone ha detto:
9 febbraio 2017 alle 17:06
devo chiedere copia di una compravendita a un suo collega, che allepoca chiese ai venditori un extra per l’accettazione di eredità, a questo punto mi basta la copia dell’atto perchè l’accettazione è una formula verbale scritta all’interno oppure l’evidenza di tale incombente emerge solo dalle 2 note di trascrizione contro ( defunta da cui si è ereditato il bene e venditori ) ?
Da ultimo mi conferma che in caso di vendita di altro bene immobile ereditato, bisognerà nuovamente fare l’accettazione tacita ,non essendo bastevole quella fatta a suo tempo per l’altro immobile venduto ?
9 febbraio 2017 alle 23:16
Nell’atto il notaio scrive che c’è la necessità della trascrizione della accettazione, che i venditori lo incaricano di trascrivere, e poi dopo trascrive. Certo, per vedere se l’ha trascritta occorre fare una visura. Si, per un altro bene, altra trascrizione. Se ci sono più beni è conveniente fare all’inizio una accettazione espressa che vale per tutti.
Daniele Ciocca ha detto:
15 febbraio 2017 alle 12:07
Salve Dottore, si sente parlare del termine dei vent’anni …
Caso specifico, mia moglie ha ricevuto immobili in successione dal padre deceduto il 4 maggio 1997:
1) se vende rogitando dal 5.5 2017 in avanti deve fare l’accettazione ?
2) il fatto di aver già venduto in precedenza dei beni ricevuti con la stessa successione (accettazione mi pare non richiesta all’epoca) ha un significato ?
16 febbraio 2017 alle 23:05
Le finalità della trascrizione quale saldatura della continuità logicamente conduce al termine ventennale. Non di più. Quanto al passato… nei miei due articoli ho cercato di esprimere la sempre crescente severità interpretativa sulla questione. Si sarà pure capito che sono personalmente perplesso sulle interpretazioni restrittive, ma indubbiamente ora le fonti normative e giurisprudenziali sono un catenaccio che non si può forzare.
suxsandro ha detto:
6 marzo 2017 alle 12:52
Io ho ereditato da mio padre una porzione di abitazione che a sua volta lui aveva ereditato a seguito del decesso della propria moglie per il 50% dell’immobile.
nel 2005 ho acquistato avendo regolarizzato la successione la porzione restante dell’appartamento dagli altri eredi.
Oggi sto producendo i documenti necessari per fare una surroga del mutuo e mi è stato detto che devo pagare la trascrizione dell’accettazione dell’eredità che nessuno aveva trascritto prima.
Vorrei sapere se il notaio che ha stipulato l’atto nel 2005 avrebbe avuto l’obbligo di effettuare la trascrizione oppure no vi sto il costo salato addebitatoci in relazione al suddetto atto e le preciso che non ci ha assolutamente detto nulla sulla trascrizione in questione.
Grazie per la cortese risposta che attendo con ansia
11 marzo 2017 alle 21:00
Nel 2005 non si riteneva affatto necessario procedere alla trascrizione dell’accettazione tacita di eredità. Era considerato un onere e non un obbligo e molti notai ne facevano a meno per evitare al cliente un inutile aggravio di costi. Purtroppo, alla luce delle recenti circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e delle Direttive del Consiglio Nazionale del Notariato, oggi non è più così. Se vuole ottenere la surroga non le resta che trascrivere l’accettazione di eredità.
24 aprile 2017 alle 8:24
Buongiorno. Nel 2013 ho acquistato presso i miei parenti un immobile di cui detenevo già una piccola parte per eredità. Nella compravendita è stata trascritta solo l’accettazione tacita di eredità dei miei parenti ma non la mia. Oggi sto surrogando e sono in stallo proprio per la mancanza della mia accettazione tacita di eredità. Come è possibile che una semplice surroga implichi nuove richeste? Tra l’altro il notaio a cui la banca ha affidato la pratica richiede un onorario talmente alto che praticamente annulla la convenienza della surroga. Potrei richiedere un notaio di mia fiducia oppure il fatto che abbia già impostato la pratica con la banca (relazione notarile preliminare) implica il suo pagamento?
29 aprile 2017 alle 12:20
La “semplice surroga”, nonostante le notizie mediatico-giornalistiche è un nuovo mutuo a tutti gli effetti, solo che utilizza la vecchia ipoteca. Quindi la banca può chiedere quello che vuole. Altra differenza col normale mutuo è che i costi vengono pagati dalla banca, e quindi la banca ha il diritto di scegliersi il notaio. Ecco quindi che non capisco il problema dell’onorario notarile…..
fra83 ha detto:
10 maggio 2017 alle 12:44
Mi accingo ad acquistare un immobile proveniente da regolare rogito effettuato lo scorso anno con accettazione tacita effettuata in forza nell’atto.
Oggi da verifiche manca comunque la continuità delle trascrizioni nel ventennio, e i due soggetti che dovevano fare la trascrizione sono entrambi defunti, la domanda è questa come fà l’attuale proprietario a sanare la situazione e a vendermi l’immobile?
15 maggio 2017 alle 8:22
Nessun problema. L’accettazione tacita non è una espressa dichiarazione di volontà che gli eredi devono manifestare davanti al notaio (come lo è l’accettazione espressa), ma si verifica nel momento stesso in cui gli eredi compiono un atto dispositivo che non avrebbero potuto compiere se non in qualità di eredi, quindi è automatica. La trascrizione dell’accettazione tacita di eredità viene eseguita infatti con l’atto con il quale gli eredi hanno accettato l’eredità ossia l’atto con il quale gli stessi hanno alienato il bene ereditario e può essere sanata anche in un successivo momento ed indipendentemente da successivi avvenimenti.
10 maggio 2017 alle 17:06
Egr. Dr. D’Ambrosio
nel ’77, aperta la successione, ho ereditato con accettazione tacita un viale sul quale oggi vorrei si dichiarasse giudizialmente l’inesistenza di pesi e servitù. Per esercitare il mio diritto davanti a un giudice e provare di essere proprietaria è sufficiente una nota e trascrizione della successione del 2014 o è ancora necessaria la trascrizione dell’accettazione tacita, considerando il decorso di 40 anni dalla stessa?
11 maggio 2017 alle 22:23
Se a suo tempo, nel 77, hai fatto la denuncia di successione, e hai pagato le tasse, dopo 40 anni non ritengo necessario null’altro per provare che sei proprietaria. Se venissi da me a vendere non avrei problemi a stipulare. A meno che qualcuno si oppone, ma allora bisogna vedere quali sono le argomentazioni della opposizione per decidere se conviene. Noto però diverse contraddizioni nella tua esposizione: ad esempio, la successione è del 77 o del 2014? Devi far esaminare tutte le carte dal tuo notaio di fiducia.
11 maggio 2017 alle 23:30
Ha ragione…la successione si è aperta nel 77, tuttavia solo nel 2014, proprio in vista della mia intenzione di iniziare un’azione giudiziaria per far dichiarare l’insistenza di servitù, mi è stato suggerito di regolarizzare la mia posizione ed ho molto tardivamente trascritto la successione. Mi chiedevo quindi se questa fosse da sè sola sufficiente a provare davanti a un giudice la mia proprietà o se, in vista di tali novità, anche dopo 40 anni si rendesse necessaria anche la trascrizione dell’accettazione tacita.
15 maggio 2017 alle 8:20
La trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità serve a ripristinare la continuità delle trascrizioni nel ventennio. Quindi decorso il ventennio non è più necessaria.
15 maggio 2017 alle 9:36
Grazie mille per la Sua cortesia!
robertam ha detto:
15 maggio 2017 alle 12:22
Buongiorno Sig. Notaio.
Io dovrei acquistare un immobile da mia madre e relativi fratelli (in tutto 5) che hanno ricevuto in eredità l’abitazione, dai loro genitori ormai defunti, tramite successione.
Si ha bisogno espressamente della trascrizione dell’ accettazione tacita per poter vendere l’immobile?
Tenga presente che anche il terreno, dov’è stata costruita la casa, è stato ricevuto in eredità dai miei nonni.
Ritengo la situazione sia molto complessa.
12 giugno 2017 alle 17:19
Si, occorre procedere a ripristinare la continuità delle trascrizioni nell’ultimo ventennio quindi trascrivere tutti i passaggi a causa di morte degli ultimi 20 anni.
MichelaM ha detto:
6 giugno 2017 alle 20:37
Buonasera Dott. D’Ambrosio,
a breve dovrò fare un atto di compravendita immobiliare (sono la parte venditrice). La casa, di proprietà dei miei genitori, a seguito della mancanza di mia madre nel 2014, è stata ereditata da me, mio fratello e mio padre (per quote rispettivamente pari a 1/6, 1/6 e 4/6). L’agenzia immobiliare mi ha riferito di verificare la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità. Così io mi sono recata presso l’Agenzia delle Entrate che mi ha rilasciato gratuitamente l’ispezione ipotecaria dalla quale risulta chiaramente la trascrizione a favore degli eredi per atto a causa di morte. Ciò è sufficiente o è obbligatorio l’intervento del notaio per l’accertamento? Dove posso rinvenire tale obbligo? Ringrazio in anticipo e porgo distinti saluti.
Una cosa è la trascrizione della dichiarazione di successione, altra è la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità. Verificate cosa è stato trascritto. La prima non ha valore ai fini della continuità delle trascrizioni nel ventennio, quindi non è sufficiente. Consideri che la trascrizione dell’accettazione di eredità si effettua solo con un atto ricevuto da un notaio (anche semplicemente in occasione della vendita) o dal cancelliere del Tribunale. Per quanto riguarda l’obbligo ho scritto dettagliatamente nei miei due articoli
giorgiovi ha detto:
12 giugno 2017 alle 19:08
Salve, espongo brevemente il caso.
Nel gennaio 2010 venne a mancare mia nonna (già vedova) e successivamente, nel gennaio 2011, venne aperta la successione con la dichiarazione di successione presso l’ufficio competente dell’agenzia delle entrate da parte degli aventi diritto (mio zio e mia madre). Ad oggi sono stati venduti quasi tutti gli immobili (pro quota indivisa) ereditati e ne rimangono soltanto due, il primo è stato promesso in vendita con regolare atto preliminare di vendita ed il secondo verrà successivamente compravenduto nella parte relativa al 50% in possesso di mio zio il quale venderà a mia madre che dunque diventerà piena proprietaria del secondo immobile.
Con l’accettazione tacita è possibile trascrivere più di un immobile (si precisa che i due immobili sono nella stessa città)?
In ultimo, la riflessione che viene spontanea è la seguente: se il legislatore ha specificato che la trascrizione è un onere perchè questo deve unicamente ricadere sull’erede che ha già effettuato regolare denunzia di successione presso l’ufficio competente e non anche sull’ufficio stesso, il quale avrebbe, a mio modesto avviso, dovuto registrare, contestualmente alle volture catastali l’accettazione di tutta l’eredità?
insomma, mi sembra che per quanto sia possibile a mio avviso dovrebbe ritenersi opportuno esimere i notai da questo obbligo che dovrebbe ricadere sulle p.a. al momento della dichiarazione di successione.
La trascrizione dell’accettazione tacita può sicuramente riguardare anche più immobili. Quanto al suo secondo quesito, la trascrizione della denuncia di successione non viene presa in considerazione ai fini della continuità delle trascrizioni nel ventennio in quanto “avrebbe” solo valore fiscale. L’obbligo purtroppo grava sui notai ed i notai devono obbedire alle disposizioni vincolanti, indipendentemente dalle proprie valutazioni personali. Le mie, come leggerà nei miei scritti, sono chiare
AgenziaMiorin ha detto:
23 giugno 2017 alle 10:23
Ho trascritto un pignoramento su di un immobile pervenuto per successione legittima.
Ora l’avvocato mi chiede di trascrivere accettazione tacita di eredità a seguito di un atto con il quale l’erede (unico erede) ha venduto immobili situati in una provincia diversa pervenuti in forza della medesima successione.
La conservatoria però non accetta la trascrizione perchè l’atto riguarda altri beni.
25 giugno 2017 alle 23:09
La domanda è contraddittoria: se hai trascritto un pignoramento su beni ereditati… non sei l’erede. Ed è solo l’erede che può trascrivere l’accettazione di eredità. Non un terzo. Avendo comunque tu già pignorato il problema mi sembra inesistente: dovrebbe essere il debitore che in giudizio cerchi di dimostrare che non ha accettato l’eredità e i beni non sono suoi ma di altri. Tu a questo punto puoi esibire la vendita degli altri immobili siti in una altra provincia ma della stessa successione.
laposh ha detto:
26 luglio 2017 alle 1:40
Gentile Dottor D’Ambrosio,
ho letto entrambi i suoi articoli sulla trascrizione dell’accetazione tacita. Nel primo indica un costo di circa 500 euro nel momento in cui scriveva. Oggi, luglio 2017, un suo collega in provincia di Como, mi chiede 1200 euro, comprensivo di onorari e imposte, per la trascrizione. Con mio fratello stiamo vendendo un piccolo appartamento di due locali con annesso box auto che abbiamo ereditato in comproprieta’ al 50%. Le chiedo se la cifra richiestaci dal notaio le pare congrua o non piuttosto eccessiva.
La ringrazio fin da subito per il Suo parere in merito.
2 agosto 2017 alle 19:28
Da quando hanno abolito le tariffe professionali non ci sono più per nessuno parametri di riferimento. I notai, come i medici, gli avvocati, gli ingegneri, ecc. possono valutare la propria opera come credono e richiedere il compenso che credono giusto.
3 agosto 2017 alle 23:43
dovrei vendere un magazzino di pochi metri quadri che ho avuto per successione con altri eredi, da due anni circa, per un prezzo di tremila euro.
Se l’acquirente è d’accordo, possiamo scrivere in atto che non vogliamo fare la trascrizione della tacita?
E’ onesto il prezzo che ci ha fatto il notaio (400 euro per un solo immobile, 450 se vogliamo mettere tutti e 4 gli immobili in successione), o di solito si fa per meno?
18 agosto 2017 alle 18:58
Si, con il consenso in atto dell’acquirente si può evitare la trascrizione. Quanto alla richiesta è più che onesta! E’ un regalo! Credo che 400 euro sia qualcosa in meno delle tasse! Io personalmente chiedo anche 100 euro per il lavoro, perchè ci vuole pur sempre un dipendente che faccia la trascrizione e ci perda tempo. So che al nord applicano la tariffa piena di euro 1200, del tutto correttamente.
Massimo R ha detto:
23 agosto 2017 alle 15:17
Buongiono , ho appreso dell “accettazione tacita ” dalla voce del notaio proprio nel momento del rogito per un immobile che vendevo e quindi ho dovuto pagare pure le spese di onorario del notaio per il disbrigo della pratica , cosa che avrei potuto evitare se lo avessi saputo prima ( avrei fatto la pratica presso il Tribunale spendendo meno )
Vorrei sapere , ma il notaio non dovrebbe informare il venditore dell ” accettazione tacita ” prima della firma del rogito ? Le confesso che è stata una brutta sorpresa
25 agosto 2017 alle 13:51
No, l’accettazione tacita non si può fare in Tribunale. In Tribunale solo l’accettazione espressa (e non è questo il caso) che alla fine – per lo meno secondo quello che succede nel mio Tribunale – costa di più, e richiede molti mesi, se non anni, oltre ad un impegno personale. Non so quanto tu abbia pagato: nel mio scritto cerco di dare una idea dei costi. Concordo comunque che l’informazione previa è importante. Ci sarà stato un disguido increscioso che comunque, atteso quello che ti ho detto, alla fine ha avuto solo conseguenze psicologiche.
30 agosto 2017 alle 12:47
dopo aver letto entrambi i suoi articoli in merito all’accettazione tacita di eredità, volevo chiederle dei chiarimenti.
Se nell’asse ereditario ci sono due immobili, ereditati alla morte del de cuius dal coniuge e dai 2 figli, è sufficiente la dichiarazione di successione fatta all’Agenzia delle Entrate per rendere efficace l’acquisto delle due proprietà da parte degli eredi o è necessaria l’accettazione espressa e, dunque, la relativa trascrizione nei Registri Immobiliari? Ciò che vorrei capire è se i 3 eredi sono già proprietari a tutti gli effetti dei due immobili o se, invece, occorre perfezionare il passaggio di proprietà con un ulteriore atto. L’accettazione espressa, in caso di beni immobili ereditati, è quindi necessaria per considerare gli eredi i “nuovi” proprietari dei due immobili?
Inoltre, vorrei chiederle se una volta aperta la successione possono essere fatte, da uno degli eredi, eventuali donazioni aventi ad oggetto gli immobili ereditati.
3 settembre 2017 alle 1:08
Si ci vuole una accettazione espressa, con un autonomo atto notarile, o una accettazione tacita nel corpo dell’atto di vendita. Le donazioni possono essere fatte (da parte di tutti i proprietari se non è stata previamente fatta la divisione) ma – se non è stata fatta la accettazione – solo con una espressa clausola nell’atto che esoneri da responsabilità il notaio per la mancanza della continuità delle trascrizioni e per i rischi relativi.
Agata Samperi ha detto:
Egr. dott. ho letto con interesse il suo articolo.
Le scrivo per sottoporle un dubbio.
E’ possibile trascrivere una sentenza da cui risulta l’accettazione tacita dell’eredità della della convenuta, poi divenuta debitrice?
Il g.e. nominato nella procedura esecutiva avviata per il recupero del credito chiede che si proceda alla trascrizione della accettazione dell’eredità per rispettare la continuità delle trascrizioni.
Richiesta corretta, ma purtroppo la debitrice non ha interesse ha provvedervi spontaneamente.
11 settembre 2017 alle 21:32
Purtroppo risposta negativa. L’accettazione è tacita proprio perchè si compie un atto di disposizione di un bene ereditario. Al di fuori di tale ipotesi vi è solo la accettazione espressa. Il Giudice ovviamente può emettere una sentenza che accerti la accettazione… ma non credo che sia competenza del GE. Deve consultare il suo avvocato.
Cristina83 ha detto:
21 settembre 2017 alle 20:04
Gent. Notaio D’ambrosio le vorrei porre la seguente questione. Sono in procinto di vendere un immobile di mia proprietà, frutto di 4 precedenti successioni, per nessuna delle quali si è proceduto alla trascrizione dell’accetazione tacita dell’eredita. A pochi giorni dall’atto siamo stati informati di dover procedere a quest’onere a nostro carico. Volevo farle una domanda tecnica, nel compromesso è scritto che le spese tutte dell’atto notarile sono a carico dell’acquirente, rientrano quindi anche i costi delle trascrizioni?
Le premetto che in ogni caso non è mia intenzione obbligare gli acquirenti a pagare, ma la mia resta una semplicità curiosità. La ringrazio
23 settembre 2017 alle 23:05
i costi per l’accettazione tacita non sono spese dell’atto notarile. Fanno parte dell’obbligo di garanzia sulla proprietà che deve dare il venditore. Certo si poteva prevederne il costo a carico dell’acquirente, ma solo dichiarandolo espressamente.
2 ottobre 2017 alle 0:42
Gent.mo Notaio, ho trovato il suo scritto molto chiaro e ben corredato da fonti. Le chiedo una precisazione relativamente al termine di continuità delle trascrizioni nel ventennio.
Sono nella spiacevole situazione del venditore di immobile a cui vengono richieste ben due trascrizioni tacite di eredità. La mia distanza, pero’, dalla mancata trascrizione è piuttosto importante.
I due decessi per cui mi chiedono trascrizione sono avvenuti rispettivamente nel 1974 e nel 1991 e riguardano un lotto di terreno. La società che vi costrui’ lo compro’ nel 2004 e io, a mia volta, acquistai un appartamento nel 2007.
Non comprendendo bene da quale termine iniziare a contare i 20 anni, chiedo un sua sua cortese delucidazione.
9 ottobre 2017 alle 12:54
I 20 anni decorrono dalla data della morte. È opportuno procedere comunque alla trascrizione dell’accettazione tacita di eredità anche decorsi 20 anni dall’apertura della successione se la successione è l’ultima provenienza. Quindi nel suo caso non la ritengo necessaria.
9 ottobre 2017 alle 15:24
Grazie Notaio, purtroppo scopro che questo è un punto di discrezionalità del professionista. Sono trascorsi piu’ di 20 anni dai decessi e la successione non è l’ultima provenienza (e neppure la penultima). Il Notaio in questione (la cui scelta è a carico dell’acquirente) ha chiaramente specificato che considera il concetto di “continuità delle trascrizioni” come un elemento imperativo e da rispettare senza criteri di tempo e/o di atti/vendite intermedie.
Di conseguenza, ora devo farmi carico di due trascrizioni lontane nel tempo e nella possibilità di gravare sull’operazione in corso.
La ringrazio ancora per il supporto e confermo pienamente la sensazione gravosa che questa applicazione della legge genera sui privati cittadini.
9 ottobre 2017 alle 15:26
errata corrige: nel testo precedente “nella impossibilità di gravare sull’operazione in corso”.
massimiliano1 ha detto:
3 ottobre 2017 alle 10:13
le scrivo per chiederle gentilmente il suo prezioso parere. Mi appresto ad acquistare un immobile da 4 eredi con un rapporto largo di parentela con l’ex proprietaria deceduta:i 4 fratelli infatti sono figli di una cugina della de cuius, Vorrei tutelarmi il più possibile per non avere problemi in futuro (dovessero venir fuori altri cugini). Gli eredi hanno fatto la pratica di successione all’agenzia delle entrate ed hanno presentato una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà presso il loro comune di residenza, dove si dichiarano unici eredi. Le loro azioni immagino non siano abbastanza, le chiederei gentilmente pertanto cosa sarebbe necessario per effettuare l’acquisto correttamente e senza rischi, in particolare il mio dubbio è: è necessario richiedere un atto notorio nel quale dichiarano davanti ad un notaio e due testimoni di essere gli unici eredi, o basta fare l’accettazione tacita dell’eredità durante il rogito per la vendita dell’immobile, o sono necessari entrambi? Come posso supportare la mia richiesta verso la parte venditrice?
9 ottobre 2017 alle 12:28
Sicuramente va fatta la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità. Con la trascrizione dell’accettazione di eredità a favore dell’erede apparente, sono fatti salvi i diritti acquistati dal terzo in buona fede quindi può stare tranquillo. Se poi preferisce avere anche un atto notorio faccia pure.
Ines Ferraro ha detto:
7 ottobre 2017 alle 4:47
Buongiorno dottore,nel 2011 ho acquistato un immobile proveniente da donazione, con un mutuo,oggi per la surroga il nuovo notaio chiede l accettazione tacita dell eredità, per farla serve la rinuncia all eredità della madre oggi defunta, che ha Donato nel 1999 il bene al figlio,mio attuale venditore.
Il problema è che la successione è stata trascritta in quanto risultano nell atto i numeri di protocollo della cancelliera ma,il venditore non sa dove trovare la rinuncia all eredità della madre,tra le altre cose la cancelleria è stata trasferita presso altro tribunale. Grazie
1 novembre 2017 alle 15:14
Non ho ben capito. L’accettazione di eredità si fa quando l’immobile proviene da una successione e non da una donazione. Comunque la rinuncia all’eredità si fa o da un Notaio o dal Cancelliere del Tribunale e poi va inserito nel registro delle successioni presso il tribunale del circondario in cui si è aperta la successione.
pippo_v ha detto:
16 ottobre 2017 alle 19:13
lo scorso agosto è deceduta mia madre e nei primi di ottobre è stata presentata dichiarazione di successione oltre a voltura catastale. unici eredi io e mio padre. uno degli immobili portati in successione (la quota di mia madre era di 1/2) è stato venduto due giorni fa e il notaio, senza preavviso, mi avvisa della necessità di fare la trascrizione tacita al costo di 450€ (fatta e pagata). a questo punto, vorrei chiarimenti in merito al perchè occorre e cosa è questa trascrizione tacita. Inoltre, vi era l’obbligo di tale adempimento?
1 novembre 2017 alle 15:04
Ho ampiamente scritto su questo argomento. Per capire a cosa serve questa trascrizione basta leggere i miei scritti: Cos’è e come si fa l’ accettazione della eredità? La trascrizione dell’accettazione tacita – una garanzia per l’acquirente. La trascrizione dell’ accettazione tacita – le ultime novità. Posso solo ribadire che è un adempimento necessario.
Fix ha detto:
29 ottobre 2017 alle 18:19
Buonasera avrei un dubbio,é possibile e consigliabile fare la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità prima della vendita dell’immobile?
1 novembre 2017 alle 14:04
Si, possibile, consigliabile, e anche importantissima se si prevedono, ad esempio, contestazioni sulla eredità. Solo che non si chiama più accettazione tacita ma accettazione espressa, e va fatta con separato atto notarile che comporta un costo maggiore. La accettazione espressa può essere compiuta anche prima della presentazione della dichiarazione di successione.
Stella78 ha detto:
Egr. Notaio D’Ambrosio,
La contatto al fine di ricevere delucidazioni in merito ad una questione un po’ complicata che di seguito cercherò di esporLe con chiarezza.
Decido di vendere un immobile ereditato da mia madre deceduta qualche mese fa, immobile che mia madre aveva ereditato dal padre (mio nonno deceduto 25 anni fa) e dalla madre (mia nonna) deceduta un anno fa.
L’immobile in questione è anche di proprietà di mia cugina che lo ha ereditato così come di seguito spiegato: una parte da sua madre (mia zia) deceduta 3 anni fa (precisamente la quota che quest’ultima aveva ereditato dalla morte del di lei padre – nostro nonno) e l’altra parte, in assenza di mia zia (premorta), direttamente da mia nonna alla sua morte avvenuta 1 anno fa.
Il notaio incaricato dall’acquirente ci spiega che dobbiamo accettare tacitamente le seguenti eredità: io quella di mia madre e di nostra nonna, mia cugina quella della madre e di nostra nonna. Al costo di 500 euro l’una.
Versiamo al notaio le somme richieste, io verso 750 euro (500 euro per l’accettazione di mia madre e 250 euro a titolo di metà costo per l’accettazione di mia nonna); altre 750 vengono versate da mia cugina (500 euro per l’accettazione della madre e 250 euro a titolo di metà costo per l’accettazione di mia nonna).
Quindi, io e mia cugina condividiamo le spese per l’accettazione dell’eredità di mia nonna, in quanto entrambe eredi.
A trascrizioni avvenute ricevo la documentazione e mi rendo conto che la nota di trascrizione inerente l’accettazione di eredità di mia nonna non presenta il mio nominativo ma solo quello di mia cugina.
Chiedo spiegazioni allo studio notarile il quale risponde che non era possibile inserire il mio nominativo perché in fondo io non sono erede diretta di mia nonna, mentre mia cugina lo è .
A questo punto chiedo allora il perché io abbia dovuto accettare tacitamente l’eredità di mia nonna e versare una somma per una trascrizione in cui non compaio. Ho ricevuto spiegazioni molto “tecniche” che sinceramente non ho ben compreso.
Mi domando: avrei dovuto accettare tacitamente solo l’eredità di mia madre? o anche quella di mia nonna?
Se fosse come nella prima ipotesi avrei pagato inutilmente metà delle spese della trascrizione inerente l’accettazione tacita di eredità di mia nonna.
La mia paura è che tra i professionisti ci sia ancora tanta confusione.
Attendo un Suo professionale, obiettivo e cortese parere.
22 novembre 2017 alle 23:50
La trascrizione dell’accettazione tacita di eredità si fa per ripristinare la continuità delle trascrizioni nel ventennio nei passaggi a causa di morte, naturalmente quando ciò sia possibile. Nel suo caso lei non doveva fare la trascrizione dell’accettazione tacita di eredita di sua nonna ma doveva farlo sua madre, che, per ovvi motivi, non ha potuto. Quindi non si poteva nè fare la trascrizione a suo favore (in quanto non era erede di sua nonna) nè fare la trascrizione a favore di sua madre in quanto non ha compiuto alcun atto dispositivo del bene ereditato. La trascrizione dell’accettazione tacita di eredità a favore di un soggetto defunto (quindi a favore di sua madre) si poteva fare solo in presenza di un atto dispositivo e la sola successione non è di certo un atto dispositivo. Detto ciò, purtroppo non posso di certo pronunciarmi su altri aspetti o addirittura sulla attribuzione delle spese, trattandosi di scelte di un collega che solo lui conosce la pratica.
ninocarpe ha detto:
31 ottobre 2017 alle 21:37
Gent.mo Notaio D’Ambrosio,
a conclusione di un contenzioso legale in 4 fratelli abbiamo stipulato davanti al giudice un Verbale di Conciliazione che, per i due beni immobili in asse, ha previsto il mantenimento del regime di comunione poichè espressa volontà delle parti mettere in vendita i due beni e dividersi il ricavato in quote uguali. Insorti nuovi problemi circa il prezzo da indicare nei mandati a vendere da assegnare alle agenzie (io volevo il solo e semplice prezzo di mercato, senza tentativi -a tempo indeterminato- di vendere a prezzi maggiorati del 40-50%) mi è stato richiesto di rendermi disponibile alla vendita a favore degli altri 3 dell’intera mia quota ereditaria. Ho proposto la vendita ad un prezzo mediano del range delle perizie mia e loro. Hanno accettato.
Ora il loro notaio chiede la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità. Nessun problema da parte mia, ma loro vogliono che i costi siano a mio intero carico (ed affermano che così prevede la legge, ma secondo me fanno riferimento -sbagliando- alla sola casistica della vendita di quota di beni indivisi a favore di un terzo rispetto alla comunione).
Inoltre, il Verbale di Conciliazione secondo me è già autonomamente manifestazione di accettazione dell’eredità congiuntamente espressa da tutti e 4 (altrimenti a che altro titolo avrebbero potuto sottoscrivere davanti al giudice ?) e che quindi questo, ora ipotetico, rogito non sia altro che l’occasione per procedere a registrare la trascrizione a carico di tutti e 4 (in definitiva è quello che si farebbe se si vendesse ad un terzo le proprietà intere secondo quanto previsto dal Verbale stesso). Altrimenti si darebbe luogo all’effetto aberrante che io pago anche per loro. E’ corretto che i costi di trascrizione debbano essere ripartiti tra tutti e 4, e non perchè “dovuto” per effetto del prossimo rogito, bensì dovuto da tutti e 4 sin dal momento della sottoscrizione del Verbale di Conciliazione ?
La trascrizione della accettazione tacita è obbligatoria per chi vende. I costi sono a carico di chi vende, che ha l’obbligo di assicurare all’acquirente la continuità delle trascrizioni. Ma la sua accettazione non va a vantaggio degli altri, perchè lei accetterà solo per la sua quota, non per la quota degli altri. Non si potrebbe neppure fare altrimenti: lei non può accettare una eredità a nome degli altri, anzi gli acquirenti non possono neppure chiedere che sia inserita una accettazione tacita per loro, in quanto non sarebbe neppure una accettazione tacit, che incombe solo su chi vende. Di conseguenza se gli acquirenti dovessero rivendere l’immobile dovranno chiedere – e pagare – una seconda accettazione tacita.
Pietro Campanelli ha detto:
14 dicembre 2017 alle 13:09
Egr. Notaio,
Svolgo attività di intermediazione immobiliare dal 1977 e le scrivo riguardo la trascrizione dell’accettazione tacita.
Le varie circolari e sentenze a cui si fa riferimento nel suo blog tendono a puntualizzare che la trascrizione è doppiamente necessaria, anche nel caso in cui la denuncia di successione sia stata a suo tempo trascritta, in quanto quella prima trascrizione deve essere intesa per le sole finalità fiscali e non costituisce titolo per il trasferimento immobiliare e continuità delle trascrizioni nel ventennio. Allora le chiedo se non fosse il caso di modificare il modo di espletare la denuncia di successione in modo che la prima trascrizione non serva solo per finalità fiscali, ma anche per finalità giuridiche al pari della trascrizione notarile dell’accettazione tacita al fine di garantire da subito il potenziale futuro acquirente ed al fine di far pagare una sola volta ed in modo definitivo il venditore ?
Pietro Campanelli
Magari! Purtroppo è da tempo che si fanno solo leggi svincolate dalla realtà pratica, e quindi reputo poco probabile che il legislatore ne faccia una giusta!
riccardoriccardo ha detto:
14 dicembre 2017 alle 21:18
Le volevo porre anche io una questione in merito all’obbligo di trascrizione dell’accettazione in particolare per quanto riguarda la retroattività dell’obbligo. Di recente gli acquirenti cui avevo venduto la casa nel 2008, ereditata lo stesso anno quale unico erede da mia madre, mi hanno chiesto di adempiere ora alla trascrizione dell’accettazione dell’eredità in quanto sono in procinto di vendere lo stesso immobile ed è stata loro opposta la mancanza della mia trascrizione dell’accettazione dell’eredità. A quanto ho capito l’obbligo di trascrizione è in vigore dal 2010 ed io ho regolarmente venduto l’immobile nel 2008. Le chiedo dunque se sono obbligato ora a questo adempimento o posso esimermi, almeno per quanto riguarda il costo della trascrizione. Grazie in anticipo per la risposta e per l’interessamento.
Vero è che se ne parla relativamente da poco tempo, ma a causa delle nuove interpretazioni più restrittive della legge preesistente. Quindi non c’è una data di inizio dell’obbligo. Io non la chiedo solo dopo che sono trascorsi 20 anni dalla successione, ma so di molti notai che vanno anche più a ritroso. Il suo caso è però particolare: la trascrizione della accettazione tacita si può fare solo contestualmente ad una vendita. Lei con la sua vendita ha già accettato tacitamente ma non ne ha fatto la trascrizione perchè all’epoca non richiesto, non per sua colpa. Se in una successiva rivendita sorge il problema della trascrizione mancante personalmente credo che le spese spettino agli interessati.
tony-62 ha detto:
29 dicembre 2017 alle 8:15
anche io volevo porre un quesito in merito.
Io e mia sorella (unici eredi) abbiamo ricevuto dai nostri genitori, per successione ereditaria ( mia madre è deceduta nel 2010 e mio padre nel 2013) un appuntamento con box. Io ho acquistato, nel 2015, da mia sorella la sua quota parte e in quell’occasione il notaio ha chiesto, a mia sorella, di effettuare l’accettazione tacita dell’eredità. Oggi io ho deciso di donare la nuda proprietà, di tale bene, ai miei figli. In questo caso il notaio è a me che chiede l’accettazione dell’eredita ( che ha un certo costo!) per poter effettuare questo atto dì donazione.
A questo punto le chiedo: è corretto ? Anche in considerazione che il valore della nuda proprietà che sto trasferendo, trattandosi di vecchia abitazione, è abbastanza basso.
12 gennaio 2018 alle 13:32
Il notaio non può stipulare senza l’accettazione della eredità, anche se di scarso valore. Sarà magari l’acquirente/donatario che, avvertito dei rischi, chiederà al notaio di soprassedere alla accettazione esonerandolo da responsabilità. Il tutto documentato nell’atto.
cos ha detto:
19 marzo 2018 alle 21:08
Egregio Notaio, buonasera.
Nel caso di successione testamentaria, con un testamento pubblicato presso un notaio al momento della successione, non darebbe continuità storica in quanto questo atto risulta in conservatoria?
20 marzo 2018 alle 0:48
Purtroppo la legge dice di no. Inoltre tenga presente che normalmente al testamento non segue trascrizione in conservatoria
20 marzo 2018 alle 16:56
Parlavo per l’appunto di un Testamento Pubblicato e registrato in Conservatoria. Sò bene che non sempre i Notai li registrano, ma la mia domanda era riferita al caso in predicato.
Comunque nell’attesa delle Vs gentile risposta, un notaio della mia zona, abbastanza serio e preparato, mi ha confermato che un notaio che abbia provveduto alla trascrizione del testamento con l’accettazione degli eredi, fà un egregio lavoro, esonerandoli da rogne future.
Si rivolga con fiducia al suo notaio che a voce potrà illustrarle – meglio di quanto si possa fare con questo mezzo – le differenze tra registrazione e trascrizione e tra testamento e accettazione di eredità
alessandroc ha detto:
14 maggio 2018 alle 9:27
di recente ho venduto un immobile per il quale è stata necessaria la trascrizione dell’ Accettazione Tacita di Eredità.
Il notaio mi aveva assicurato che la trascrizione sarebbe stata propedeutica non solo alla vendita dell’immobile in questione, ma anche di altri 2 immobili ubicati nella stessa provincia (e quindi nella stessa Agenzia del Territorio), prossimi alla vendita.
Tuttavia la trascrizione è stata fatta solo sull’immobile oggetto dell’Atto di compravendita e non sugli altri 2. Ho avuto rassicurazioni da parte del Notaio che è questa la prassi, dato che l’Accettazione fatta su un immobile vale anche per gli altri.
15 maggio 2018 alle 12:51
Certamente la vendita di un solo immobile ereditario comporta sostanzialmente accettazione tacita di tutta la eredità. Quanto alla sufficienza o meno della trascrizione su un solo immobile ci sono opinioni discordanti. Quando vorrà vendere un altro immobile il notaio incaricato studierà la questione e le esprimerà il suo parere al riguardo.
erp ha detto:
16 maggio 2018 alle 20:47
grazie per questo articolo. Le scrivo perché questa faccenda della trascrizione mi ha colto di sorpresa alla vigilia della vendita di un immobile di mia proprietà.
2003: la sig.ra Rossi vende alla sig.ra Bianchi che acquista in regime di comunione dei beni.
2004: il coniuge della sig.ra Bianchi muore e viene fatta la dichiarazione di successione; la sig.ra Bianchi è l’unico erede.
2005: la sig.ra Bianchi vende alla sig.ra Verdi
2007: la sig.ra Verdi dona l’immobile alla figlia sig.ra Giallo unico erede
2018: la sig.ra Giallo vende l’immobile e il notaio dell’acquirente richiede il pagamento della trascrizione dell’accettazione tacita.
La domanda: devo pagare la trascrizione? posso rivalermi su sig.ra Bianchi per il pagamento?
La trascrizione della accettazione tacita va pagata e non si può sfuggire. Quanto al rimborso dai precedenti danti causa è meglio che consulta un avvocato: il problema è che la mancanza di trascrizione in passato non è una manchevolezza perchè la interpretazione rigida è intervenuta successivamente. Nel 2003 non mi sarebbe venuto lontanamente in mente neppure a me.
17 maggio 2018 alle 11:13
Grazie per la risposta e complimenti per il suo blog.
gipbert su Tutto sulla prelazione agraria. Cosa fare?
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