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Timestamp: 2017-10-22 04:47:26+00:00
Document Index: 145550396

Matched Legal Cases: ['art. 394', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 400', 'art. 400', 'art. 400', 'art. 400', 'art. 400', 'art. 400']

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Giacinto Gianni
1 2010 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale
2 Preambolo Le seguenti direttive sono state adottate dal Consiglio di amministrazione dell Associazione svizzera dei banchieri allo scopo di conservare e promuovere l elevata qualità della gestione patrimoniale svizzera nonché la sua reputazione in Svizzera e all estero. I clienti che affidano il loro denaro a banche svizzere devono essere certi che esso venga gestito in modo professionale e nel loro interesse, anche quando non impartiscono alle banche altre istruzioni precise ma si limitano a indicare un obiettivo generale. Le direttive sono da considerarsi regole di condotta professionale e non hanno un influsso diretto sul rapporto giuridico tra le banche e i loro clienti. Questo rapporto si basa sulle norme di legge (in particolare art. 394 e segg. del diritto obbligazionario) e sulle disposizioni contrattuali stipulate tra la banca e il cliente (p.es. mandato di gestione patrimoniale, condizioni generali delle banche ecc.). I. Principi 1. Con il mandato di gestione patrimoniale il cliente autorizza la banca a compiere tutti gli atti ritenuti utili alla gestione del deposito nell ambito delle operazioni bancarie ordinarie. La banca esercita il mandato secondo scienza e coscienza e tenendo conto della situazione personale del cliente, nella misura in cui può esserne a conoscenza. La banca agisce discrezionalmente nell ambito degli obiettivi d investimento stabiliti con il cliente e tenendo conto di eventuali istruzioni specifiche impartite dal cliente. Il mandato di gestione patrimoniale conferisce alla banca il diritto di procedere a delle modifiche negli investimenti; non la autorizza per contro a ritirare gli attivi. All inizio della relazione contrattuale la banca informa il cliente sul contenuto del mandato di gestione. Essa discute in contatto diretto con il cliente gli obiettivi dell investimento e li annota. Al fine di raggiungere questi obiettivi, la banca stabilisce a sua discrezione una politica d investimento appropriata. La banca può definire una politica 2 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB 2010
3 d investimento valida per tutti i suoi clienti, per determinati gruppi di clienti o per ogni singolo cliente. La banca si impegna ad esercitare con cura il mandato di gestione patrimoniale a essa conferito, in modo da preservare gli interessi legittimi del cliente. Qualora il cliente impartisca alla banca istruzioni particolari (permanenti o riferite a singole transazioni) le presenti direttive hanno carattere sussidiario. Le istruzioni permanenti e le loro successive modifiche devono essere annotate per iscritto dalla banca. Le altre istruzioni devono essere registrate in forma adeguata. La banca informa il cliente qualora l esecuzione di istruzioni particolari comportasse dei rischi specifici legati alla natura dell operazione. 2. Il mandato di gestione patrimoniale è conferito nella forma scritta su un formulario della banca, debitamente firmato dal cliente. Non basta che il cliente incarichi verbalmente un funzionario della banca di gestire al meglio il suo portafoglio. È altresì insufficiente un promemoria di una visita del cliente nel quale questi esprime l intenzione di affidare alla banca la gestione del suo patrimonio. Con la firma del mandato di gestione patrimoniale il cliente autorizza la banca a effettuare entro i limiti degli obiettivi d investimento tutti gli investimenti ammessi in base alle presenti direttive, senza che si rendano necessari ulteriori accordi circa determinate condizioni operative o caratteristiche di rischio o di guadagno degli investimenti. Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB
4 3. La banca assicura che i collaboratori designati ad amministrare il mandato di gestione patrimoniale lo esercitano conformemente alle presenti direttive e ad eventuali istruzioni interne, nonché nell ambito della politica d investimento in vigore in quel momento. Questa disposizione delimita chiaramente le responsabilità legate all attività di gestione: il mandato di gestione patrimoniale viene conferito alla banca stessa e non a un organo direttivo della banca o personalmente a un suo collaboratore. Ciò non è in contraddizione con il principio di un assistenza individuale da parte dei consulenti d investimento. 4. Una banca che accetta mandati di gestione patrimoniale deve disporre di un organizzazione professionale e adeguata all importanza dell istituto. Essa adotta misure adeguate per evitare che insorgano conflitti d interesse tra la banca stessa e i suoi clienti o tra i suoi collaboratori e i suoi clienti. Qualora non si possano evitare tali conflitti d interesse, la banca deve fare in modo che questi non pregiudichino gli interessi dei propri clienti. Se non è comunque possibile evitare di ledere gli interessi dei propri clienti, questi ultimi devono esserne avvisati dalla banca. La banca designa gli organi ed i collaboratori responsabili della formulazione della politica d investimento, dell esercizio della gestione patrimoniale e del controllo. Essi devono disporre delle conoscenze specifiche necessarie. Un organizzazione adeguata implica la separazione dei dipendenti addetti alla gestione patrimoniale e alla politica d investimento da quelli preposti agli estratti ordinari dei conti e dei depositi del cliente. Onde evitare conflitti d interesse si applica la regola adeguata al presente contesto in uso anche nel commercio di valori mobiliari, (art. 8 cpv. 2 delle Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari). 4 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB 2010
5 La banca si astiene dal riallocare di propria iniziativa il portafoglio del cliente senza che ciò sia nell interesse di quest ultimo e all unico scopo di accrescere i propri ricavi da provvigioni («churning»). 5. Il cliente riceve gli estratti dei conti e dei depositi secondo quanto convenuto per permetterne la verifica. Questa disposizione vuole evitare che il cliente che ha solo contatti sporadici con la banca rimanga all oscuro delle operazioni effettuate per suo conto. 6. Gli organi di controllo interni della banca devono verificare periodicamente l osservanza delle presenti direttive. La verifica concerne l applicazione delle presenti disposizioni ed eventuali istruzioni interne, ma non la selezione degli investimenti. II. L esecuzione del mandato 7. Il patrimonio amministrato deve essere sorvegliato regolarmente nell ambito del mandato di gestione patrimoniale. La banca è tenuta a selezionare con cura gli investimenti che intende effettuare per il cliente. Nella selezione dei titoli la banca deve basarsi su fonti d informazione attendibili. Essa controlla regolarmente gli investimenti effettuati. Per contro non può essere resa responsabile di una perdita di valore subita successivamente da un investimento selezionato con cura. Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB
6 8. Il mandato di gestione patrimoniale è limitato agli strumenti d investimento bancari ordinari. Per strumenti d investimento bancari ordinari ai sensi delle presenti direttive si intendono in particolare gli investimenti in depositi vincolati e fiduciari, metalli preziosi, collocamenti sui mercati monetari e dei capitali sotto forma di carte valori o diritti valori (ad es. azioni, obbligazioni, «notes», crediti contabili) e di strumenti finanziari da essi derivati et loro combinazioni (derivati, prodotti ibridi, ecc.) nonché fondi d'investimento, società d investimento e altri strumenti d investimento collettivo (quote di fondi d investimento, portafogli collettivi interni della banca, Unit Trusts ecc.). Per quanto concerne le società d investimento e gli strumenti d investimento collettivo ciò presuppone tuttavia che essi investano, a loro volta, in strumenti d investimento bancari ordinari o in immobili. Nel settore dei derivati purché essi siano ammessi nell ambito del mandato di gestione patrimoniale e delle presenti direttive la banca adotta misure adeguate per un impiego accurato e competente degli stessi. I metalli non preziosi e le materie prime possono essere inseriti nel portafoglio complessivo sotto forma di investimento collettivo, derivato, indice o prodotto strutturato a scopo di diversificazione. Per gli strumenti che prevedono la consegna fisica di metalli non preziosi o materie prime, la banca deve fare in modo che non venga effettuata la consegna fisica al cliente. Gli investimenti non tradizionali («hedge funds», «private equity» e immobili), gli strumenti che ne derivano e le relative combinazioni sono considerati come operazioni ordinarie qualora le condizioni dell art. 12 siano adempiute. Il «securities lending» è ammesso alle seguenti condizioni: quando la banca funge da «agent», cioè da fiduciaria, deve tenere in debito conto il rischio di controparte, effettuando prestiti di titoli 6 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB 2010
7 contro garanzia (collaterali) o limitando la selezione a controparti di prim ordine; quando la banca agisce quale «principal», vale a dire a proprio nome e per proprio conto, deve osservare il principio della ripartizione dei rischi tenendo conto degli altri investimenti effettuati (cfr. art. 9). Per operazioni non ordinarie ai sensi delle presenti direttive si intendono tutti gli investimenti diretti in immobili, metalli non preziosie materie primenonché in prodotti o indici da essi derivati, ammesso che i cpv. 2 e 4 del commento a questo articolo non autorizzino espressamente tali investimenti. Per le transazioni non autorizzate dalle presenti direttive occorrono istruzioni specifiche del cliente, ai sensi del cpv. 3 del commento alla cifra 1. Inoltre, il mandato di gestione patrimoniale non conferisce il diritto di concedere un prestito di natura commerciale per conto del cliente. 9. La banca è tenuta a evitare una concentrazione eccessiva di grandi rischi in un numero limitato di investimenti. La banca provvede a un adeguata ripartizione dei rischi attraverso una sufficiente diversificazione degli investimenti. 10. Gli investimenti si limitano a strumenti facilmente negoziabili. Gli investimenti in strumenti emessi da società costituite o controllate direttamente o indirettamente dalla banca sono ammessi unicamente se si tratta di strumenti usuali aperti al pubblico. Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB
8 Il criterio della facile negoziabilità è la quotazione in borsa o l esistenza di un mercato rappresentativo per quel determinato valore. In misura limitata possono derogare a questa regola: I valori con mercato ristretto, ma riconosciuti e ampiamente diffusi tra gli investitori, come per es. le obbligazioni di cassa; I prodotti «over the counter» (OTC). Quest ultima eccezione è ammessa solo se l emittente è solvibile e se sono disponibili quotazioni conformi alle condizioni di mercato. Alla facile negoziabilità è equiparata, nel caso di strumenti d investimento collettivo, un adeguata possibilità di disdetta da parte dell investitore ai sensi del diritto sui fondi d investimento (art. 25 OFI). Ai sensi della cifra 10 cpv. 2, sono esclusi gli strumenti d'investimento collettivo e le società d'investimento. 11. In virtù del mandato di gestione patrimoniale i conti gestiti non possono essere resi debitori né potenzialmente debitori. La banca non è autorizzata a effettuare operazioni di credito o simili senza istruzioni specifiche del cliente, nemmeno quando sono rispettati i margini di sicurezza fissati da direttive bancarie interne. Questa disposizione non si applica a sorpassi provvisori coperti a breve termine da redditi o rimborsi di obbligazioni o che risultano da sfasamenti di valuta nelle operazioni di arbitraggio. 8 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB 2010
9 12. Investimenti non tradizionali Per la diversificazione dell insieme del portafoglio possono essere effettuati investimenti non tradizionali qualora essi siano strutturati secondo il principio «Fund of Funds» od offrano altrimenti garanzia di una diversificazione equivalente e la facile negoziabilità ai sensi dell art. 10. Per investimenti non tradizionali si intendono gli «hedge funds», il «private equity» e gli immobili. Questi tipi di investimento non si limitano necessariamente agli strumenti bancari usuali o facilmente negoziabili. In base al principio «Fund of Funds» l investimento del fondo avviene in più strumenti d'investimento collettivo giuridicamente indipendenti. Una diversificazione equivalente a questo principio è data quando l investimento è concentrato in un unico strumento collettivo ma è gestito secondo il principio «Multi Manager» (gestione del fondo tramite più manager che lavorano indipendentemente l uno dall altro). Il ricorso a investimenti non tradizionali deve essere conforme alla politica d investimento della banca. La banca adotta misure adeguate per una loro messa in atto diligente e professionale. La cifra 10 cpv. 2 non può essere applicata a investimenti non tradizionali. 13. Le operazioni in opzioni standardizzate («traded options») sono consentite a condizione che non abbiano un effetto leva sul portafoglio complessivo e che rispettino la politica d investimento della banca. Per le operazioni in opzioni non standardizzate (p.es. opzioni OTC, «warrants», opzioni «stillhalter», ecc.) valgono gli stessi principi. Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB
10 Le operazioni «stillhalter» (blocco di titoli del cliente a copertura di opzioni emesse dalla banca o da terzi) possono essere effettuate solo dietro espressa autorizzazione del cliente. Ai sensi delle presenti direttive sono considerate «standardizzate» le operazioni in opzioni effettuate su prodotti uniformati, negoziate su un mercato organizzato ed eseguite tramite una stanza di compensazione (clearing) riconosciuta che assicuri l adempimento dei contratti di opzione. Una vendita di call e put «non esercita un effetto leva sul portafoglio complessivo», ai sensi della presente direttiva, quando nel portafoglio figurano: per la vendita e la sottoscrizione di call una posizione corrispondente in attivi di base; oppure nel caso di opzioni su indici di borsa, tassi d interesse, metalli non preziosi o materie prime una posizione equivalente in valori che rappresentano in misura sufficiente gli attivi di base; per la vendita e la sottoscrizione di put, una liquidità che permetta di far fronte ad ogni momento agli obblighi che derivano dal contratto. Nell acquisto di call e put la banca deve verificare che la composizione del portafoglio rispetti la sua politica d investimento anche dopo un eventuale esercizio delle opzioni e che non ne risulti nessuna posizione debitoria (acquisto di call) rispettivamente nessuna vendita allo scoperto dei valori sottostanti (acquisto di put). La chiusura di posizioni aperte call e put è ammessa in ogni momento. Ogni strumento attuale o futuro che non ricade sotto la definizione di «traded option» è sottoposto per analogia alla presente direttiva. 10 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB 2010
11 14. I «financial futures» possono essere impiegatinell ambito della politica d investimento nel seguente modo: Per la vendita di «financial futures» è richiesta una posizione equivalente in attivi di base. Se si tratta di «futures» su indici di borsa, divise, tassi d interesse, metalli non preziosi o materie prime, basta che gli attivi di base siano sufficientemente rappresentati. Per l acquisto di «financial futures» la liquidità necessaria deve essere disponibile per intero già al momento dell acquisto. Per operazioni a termine non standardizzate valgono gli stessi principi. Per la vendita di «futures» su divise la posizione in attivi di base può comprendere in particolare anche investimenti espressi nella stessa divisa. III. Remunerazione della banca 15. La banca definisce nel mandato di gestione patrimoniale (v. cifra 2), in un relativo allegato o in un accordo separato il genere, le modalità e le componenti della sua remunerazione. Viene in pratica definito ciò che il cliente deve alla banca per la gestione del proprio patrimonio e per i servizi ad essa connessi. Ai fini della definizione della remunerazione della banca, il contratto firmato dal cliente può rimandare a un allegato, a una tariffa o a delle condizioni generali. Questi non devono essere firmati. Si può anche stipulare un accordo separato con il cliente. Le modifiche devono essere comunicate al cliente in maniera adeguata. Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB
12 16. Il mandato di gestione patrimoniale, il relativo allegato o le condizioni generali della banca stabiliscono a chi spettano eventuali prestazioni di terzi corrisposte alla banca in virtù del mandato di gestione patrimoniale o nell ambito della sua esecuzione. La banca attira l attenzione dei clienti sui conflitti d interesse che possono derivare dall accettazione di prestazioni di terzi (v. cifra 4). Per l eventuale diritto del cliente alla restituzione delle prestazioni corrisposte da terzi alla banca sono determinanti l art. 400 cpv. 1 del Codice delle obbligazioni (CO) e la relativa clausola contrattuale. Conformemente alla giurisprudenza del tribunale federale, nell art. 400 cpv. 1 CO rientrano le prestazioni intrinsecamente correlate al mandato conferito. Salvo diversa clausola contrattuale, esse sottostanno all obbligo di trasferimento al cliente. Viceversa, conformemente alla, le prestazioni che la banca riceve unicamente nell ambito dell esecuzione del mandato non rientrano nell art. 400 cpv. 1 CO e non sottostanno all obbligo di trasferimento al cliente. 17. La banca informa i propri clienti sui parametri di calcolo o sull ampiezza delle prestazioni che riceve o che potrebbe ricevere da terzi. A tale scopo può raggruppare i singoli prodotti in varie classi. La banca può fornire indicazioni sul calcolo o sull ampiezza riferendosi ai singoli prodotti o a classi di prodotti. In linea di massima è libera di definire le classi di prodotti. L obbligo di informazione della banca è di natura generale e riguarda le relative prestazioni che le verranno o potrebbero venire corrisposte in futuro. Tale informazione può ad esempio essere fornita tramite fact sheet, su estratti di deposito o in Internet. 12 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB 2010
13 18. Su richiesta, in singoli casi la banca rende inoltre noto ai clienti l ammontare delle prestazioni già percepite da terzi se queste possono essere attribuite in maniera inequivocabile e poco dispendiosa alla singola relazione del cliente. Sottostanno all obbligo di informazione le indennità percepite da terzi intrinsecamente correlate al mandato conferito. Ciò è già previsto dall art. 400 cpv. 1 CO. Devono essere rese note anche le altre indennità percepite da terzi se possono essere attribuite in maniera inequivocabile e poco dispendiosa alla singola relazione del cliente. Questo obbligo di informazione può essere sancito contrattualmente in maniera più specifica ai sensi della cifra 16 e nel quadro dell'art. 400 CO. Il metodo e la periodicità dei rendiconti vengono definiti conformemente all accordo con il cliente. L informazione può eventualmente avvenire tramite la comunicazione di valori approssimativi o per mezzo di conteggi alla data di riferimento o in entrambi i modi. La possibilità di un rendiconto successivo delle prestazioni di terzi va distinta da quella di un eventuale restituzione. Per quanto riguarda la restituzione delle prestazioni fa testo la clausola contrattuale (v. cifra 16). IV. Disposizione finale 19. Le modifiche alla cifra 14 delle presenti direttive entrano in vigore con effetto immediato, mentre le nuove cifre il 1 gennaio Fatto salvo l art. 400 CO, la cifra 18 si applica solo alle transazioni avvenute dopo l entrata in vigore della presente disposizione. Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale ASB
952.03 Ordinanza sui fondi propri e la ripartizione dei rischi delle banche e dei commercianti di valori mobiliari
Ordinanza sui fondi propri e la ripartizione dei rischi delle banche e dei commercianti di valori mobiliari (Ordinanza sui fondi propri, OFoP) 1 del 29 settembre 2006 (Stato 1 gennaio 2010) Il Consiglio