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Timestamp: 2017-10-19 01:35:19+00:00
Document Index: 60444779

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.1', 'art. 23', 'art.1', 'art. 210', 'art. 7']

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Banche venete: come ottenere il "ristoro"
Le procedure e i requisiti necessari sulle obbligazioni subordinate di Popolare Vicenza e Veneto Banca
mercoledì 19 luglio 2017 13:22
In seguito alla liquidazione coatta amministrativa (d'ora in poi LCA) delle due banche venete, regolamentata dal Dl 99/2017, in corso di conversione, tutte le obbligazioni subordinate emesse, molte delle quali in possesso di piccoli risparmiatori, sono rimaste in capo alle banche in LCA.
Di fatto sono state azzerate, dato che è impossibile che la liquidazione delle banche possa generare flussi di cassa tali da coprire le spese della procedura, pagare per intero i crediti in posizione privilegiata, quali quello dello Stato per l'aiuto alla liquidazione, eventuali debiti senior. Remota l'ipotesi, pertanto, che residuino somme da ripartire tra i creditori junior.
Il legislatore, pertanto, ha inteso apprestare a favore di questi soggetti misure di ristoro, con rimando a quanto già disposto per le obbligazioni subordinate delle 4 banche locali risolte a novembre 2015.
L'unica differenza sostanziale consiste nel fatto che BANCA INTESA ha assunto l'impegno, nel caso di erogazione del rimborso forfettario, che come vedremo copre l'80% delle perdite, di farsi carico del restante 20%. Pertanto, nel decreto legge citato è stato inserito l'art.6 rubricato, appunto "misure di ristoro", che rimanda alla disciplina legislativa introdotta per le 4 banche locali dalla legge di stabilità del 2016 (L. 208/2015 e DL 59/2016) e successive modifiche e integrazioni. Questa legge istituisce presso il Fondo Interbancario di Tutela dei depositi (d'ora in poi FITD) uno speciale fondo di solidarietà, alimentato dal sistema bancario e finalizzato, appunto, al ristoro di quanti avessero subito perdite dall'investimento in obbligazioni subordinate, a condizione che sia provata la scorretta commercializzazione delle stesse da parte delle banche finite in dissesto.
L'erogazione del ristoro segue due procedure alternative:
a)	Procedura per l'erogazione di un rimborso forfettario, o con erogazione diretta (artt. 8-10 DL 59/2016);
Questa procedura si caratterizza per l'estrema semplicità, dato che l'erogazione avviene previa verifica della sussistenza di alcuni requisiti soggettivi di carattere economico e patrimoniale, che fanno presumere ope legis una scorretta commercializzazione di questi strumenti finanziari.
b)	Procedura arbitrale (art.1 commi 858-860 L.208/2015 e DM 82 e 83 del 2017) ;
In questo caso andrà dimostrata la violazione, da parte delle banche in dissesto, della normativa in materia di negoziazione di strumenti finanziari, cioè del D.Lvo 58/98 (Testo Unico sulla Finanza, d'ora in poi TUF). Si ricorda che il comma 6, dell'art. 23 del TUF dispone l'inversione dell'onere della prova, prevedendo che "nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta ai soggetti abilitati l'onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta."
Ma procediamo con ordine, esaminando i requisiti previsti dalla norma e le misure di ristoro.
A) Procedura per rimborso forfettario.
1) Soggetti destinatari delle misure
Gli investitori devono essere persone fisiche, imprenditori individuali, nonché imprenditori agricoli o coltivatori diretti o i loro successori mortis causa e, nel caso di trasferimento delle obbligazioni per atti tra vivi, anche il coniuge, il convivente more uxorio e i parenti entro il secondo grado. Questi requisiti valgono anche per la procedura arbitrale.
2) Epoca di possesso dei subordinati.
I subordinati devono essere posseduti al momento dell'avvio della LCA. Questo requisito vale anche per la procedura arbitrale.
Le obbligazioni devono essere state acquistate nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con le medesime Banche emittenti, il che significa che l'acquisto deve essere avvenuto in contropartita diretta con la BANCA poi finita in dissesto, sia che l'acquisto sia avvenuto sul mercato primario (in sede di emissione degli strumenti) sia che l'acquisto sia avvenuto sul mercato secondario. Anche questo requisito vale anche per la procedura arbitrale.
4) Epoca di acquisto
Gli strumenti finanziari di debito subordinato devono essere stati sottoscritti o acquistati entro la data del 12 giugno 2014, limite temporale che vale per la procedura arbitrale.
5) Termini per la domanda di indennizzo forfettario.
L'istanza di erogazione dell'indennizzo forfettario deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il 30 settembre 2017. L'istanza di erogazione dell'indennizzo forfetario è indirizzata al FITD.
6) Requisiti economici (non sono necessari per la procedura arbitrale): Sono, in via alternativa:
a) patrimonio mobiliare al 31.12.2015 di proprietà dell'investitore di valore inferiore a 100.000 euro, con esclusione dal computo delle obbligazioni oggetto di indennizzo;
7) Erogazione e misura del ristoro.
La prestazione viene erogata dal FITD entro 60 giorni dalla richiesta ed è pari all'80 per cento del corrispettivo pagato per l'acquisto degli strumenti finanziari di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), acquistati entro il 12 giugno 2014 e detenuti alla data della risoluzione delle Banche in liquidazione, al netto di:
B) Ristoro attraverso procedura arbitrale (art.1, commi da 857 a 860 L. 2008/2015 e DM 9 maggio 2017 n. 83).
La procedura si apre con la proposta da parte del FITD, nella forma dell'offerta al pubblico, della possibilità di accesso alle misure di ristoro attraverso la procedura arbitrale.
Il ricorso è redatto avvalendosi esclusivamente di apposito modulo reso disponibile nel sito internet istituzionale della Camera arbitrale dell'Autorità Nazionale Anticorruzione di cui all'art. 210 del decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, ed è presentato in via telematica mediante posta elettronica certificata ovvero, a scelta del ricorrente, su supporto cartaceo al Collegio arbitrale.
1)	Termini per la presentazione della domanda La domanda di accesso alla procedura arbitrale va presentata, a pena di decadenza, entro 4 mesi dalla pubblicazione dell'offerta al pubblico da parte del FITD.
2)	Procedura del lodo
La procedura di svolgimento del lodo è regolamentata dagli artt. 5 e 6 del DM83/2017, nel rispetto del contraddittorio ed è volta ad accertare il rispetto, ovvero la violazione, da parte delle BANCHE, degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento degli strumenti finanziari subordinati.
Per questa procedura, come detto, non vale il limite temporale del 12.06.2014, riferito all'acquisto delle obbligazioni subordinate, mentre resta fermo il requisito della negoziazione in contropartita diretta con le banche risolte.
3)	La misura del ristoro (art. 7 DM 83/2017).
Nel caso in cui, all'esito dell'istruttoria, il Collegio arbitrale abbia accertato la violazione degli obblighi di cui sopra relativi al D.Lvo 58/98, procede anche alla quantificazione della prestazione in favore del ricorrente nella misura ritenuta congrua dal Collegio arbitrale sulla base di una valutazione del caso concreto e fino ad un massimo corrispondente all'intera perdita subita dall'investitore al netto di oneri, spese e differenziale di rendimento tra gli strumenti subordinati e rendimento di mercato dei BTP aventi durata finanziaria equivalente o comparabile.
4)	Casi di improcedibilità e inefficacia del lodo (Art. 4, comma 2 DM 83/2017)
Nel caso in si proponga azione dinanzi all'autorità giudiziaria azione per il risarcimento del danno nei confronti del soggetto ritenuto responsabile il ricorso diventa improcedibile. L'azione proposta in pendenza del giudizio arbitrale impedisce la pronuncia del lodo, e, in ogni caso, se il lodo è stato pronunciato, l'efficacia del lodo nei confronti del Fondo. Si ricorda che anche la costituzione di parte civile nel processo penale costituisce azione giudiziaria, in quanto si tratta di un'azione civile incardinata nel processo penale e finalizzata ad ottenere una condanna al risarcimento del danno.
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