Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-17199-del-12-07-2017
Timestamp: 2020-08-10 03:02:12+00:00
Document Index: 93379003

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 116', 'art. 360', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2']

Sentenza Cassazione Civile n. 17199 del 12/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17199 del 12/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 12/07/2017, (ud. 20/04/2017, dep.12/07/2017), n. 17199
sul ricorso 7852-2016 proposto da:
N.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA POMPONIO
LETO 2, presso lo studio dell’avvocato UMBERTO ROSSI, che lo
avverso la sentenza n. 5065/6/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA, depositato il 29/09/2015;
partecipata del 20/04/2017 dal Consigliere Dott. NAPOLITANO LUCIO.
Con sentenza n. 5065/6/2015, depositata il 29 settembre 2015, non notificata, la CTR del Lazio ha rigettato l’appello proposto dal Dott. N.G. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale (OMISSIS) di Roma, per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Roma, che aveva a sua volta rigettato il ricorso del contribuente avverso il silenzio – rifiuto dell’Ufficio sull’istanza di rimborso che il professionista aveva presentato per l’Irap versata negli anni dal 2005 al 2009.
L’Agenzia delle Entrate ha dichiarato di costituirsi al solo fine della partecipazione all’eventuale udienza pubblica di discussione.
Con il primo motivo di ricorso il ricorrente denuncia violazione, erronea e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, alla stregua anche della sentenza della Corte costituzionale n. 156/2001, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la sentenza impugnata ha affermato la sussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione riguardo all’attività svolta dal professionista, medico di base convenzionato con il SSN, sebbene svolta in via diretta ed esclusiva, senza l’ausilio di dipendenti, nè con impiego di capitali significativi in strutture e dotazioni.
Con il secondo motivo il ricorrente denuncia violazione, erronea e falsa applicazione dell’art. 116 c.p.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), avendo errato la CTR nella valutazione delle prove addotte dal contribuente in punto d’insussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione.
I motivi possono essere congiuntamente esaminati, in quanto tra loro connessi.
Le Sezioni Unite di questa Corte (cfr. Cass. 10 maggio 2016, n. 9451), hanno affermato il principio che il requisito dell’autonoma organizzazione di cui al D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, quale presupposto impositivo dell’Irap, ricorre quando il contribuente: “a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’ id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segretaria ovvero meramente esecutive”.
La decisione impugnata, pur richiamando precedenti pronunce, in particolar modo espressive del medesimo principio, con precipuo riferimento all’entità di beni strumentali, ha, ignorando totalmente la pacifica assenza di personale dipendente, affermato la sussistenza del presupposto impositivo sulla generica affermazione, benchè le spese per beni strumentali fossero state dal contribuente documentate anno per anno, della entità “notevole” delle stesse, prescindendo dall’indagine sulla natura delle stesse e del loro riparto secondo le diverse annualità, verifica che nel caso di specie risultava ancor più necessaria a fronte di un’organizzazione di studio ritenuta minimale da precedente intercorso tra le stesse parti (cfr. Cass. sez. 5, ord. 23 giugno 2010, n. 15231), con riferimento a precedenti annualità d’imposta, in quanto atta a soddisfare essenzialmente gli standard minimi della convenzione secondo l’accordo collettivo nazionale.
Il ricorso va quindi accolto per manifesta fondatezza.
La sentenza impugnata va pertanto cassata, con conseguente rinvio per nuovo esame alla CTR del Lazio in diversa composizione, che, nell’uniformarsi al principio di diritto sopra enunciato, compirà gli accertamenti di fatto ad essa istituzionalmente riservati sopra indicati, necessari per la verifica della corretta applicazione del citato il D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2.