Source: http://www.bonificachiana.it/faq.aspx
Timestamp: 2017-12-13 20:44:36+00:00
Document Index: 135357735

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 21', 'art. 9', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 9', 'art. 7']

PER SAPERNE DI PIÙ SUI CONSORZI DI BONIFICA
L’origine del Consorzio è riconducibile al R.D. 215 del 1933. In virtù del D.P.R. 947 del 1962 “Norme sui consorzi di bonifica” e in attuazione della delega prevista dall’art. 31 della L. 454 del 1961, la Regione Umbria ha emanato diverse leggi in materia di bonifica, la più recente è la L.R. n° 30/2004.
Quanti Consorzi di Bonifica esistono in Umbria?
In Umbria esistono attualmente tre Consorzi, ad ognuno dei quali è affidata la gestione di uno o più comprensori i bonifica individuati dalla Regione Umbria. Il Consorzio per la Bonifica della Val di Chiana Romana e Val di Paglia è parte, insieme agli altri, dell’Unione Regionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari dell’Umbria, struttura territoriale dell’Associazione Nazionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari (ANBI), la quale è parte della European Union of Water Management Associations (EUWMA).
I Consorzi di bonifica sono Enti pubblici economici. La loro gestione è sottoposta alla vigilanza della rispettiva Regione.
Certamente. Il Consorzio è un Ente pubblico e, pertanto, ognuno ha la possibilità di accedere agli atti e alle documentazioni consortili. Alcuni documenti sono già disponibili sul sito internet in versione integrale, per accedere agli altri è necessario farne esplicita richiesta presso la sede del Consorzio.
All’intera organizzazione del Consorzio sovrintende il Direttore, che dirige, coordina e sorveglia il corretto funzionamento dell’Ente. La struttura del Consorzio prevede due Aree: Area Amministrativa e Area Tecnica. Oltre i due terzi del personale è impiegato nella progettazione e realizzazione degli interventi, il più delle volte eseguiti direttamente con maestranze e mezzi propri.
Il tributo è un obbligo di legge ma soprattutto serve a realizzare i lavori di manutenzione ordinaria. La “filiera corta” del tributo permette ai Consorziati di vedere direttamente riversato il proprio contributo in opere per la sicurezza e la tutela ambientale.
Il tributo di bonifica grava sui titolari di diritti reali di beni immobili (terreni e/o fabbricati) ed è ricavato in funzione della rendita catastale (in caso di fabbricati) e/o del reddito dominicale (in caso di terreni), moltiplicati per l’indice di beneficio di ciascun immobile determinato dal Piano di Classifica del Territorio e per il coefficiente di riparto delle spese determinato dal Piano di Riparto.
Uno strumento che individua e quantifica i benefici che gli immobili traggono dalle opere e dall’attività di bonifica. Le entrate tributarie (ruoli), necessarie perchè l’Ente possa svolgere i compiti affidatigli dalla legge, vengono pertanto ripartite tra i proprietari di immobili del comprensorio secondo questo Piano, che dunque valuta come il tributo si ripartisce sulla base del beneficio relativo tra gli immobili. Il Piano garantisce cioè, grazie ad una approfondita ricerca, una puntuale individuazione di benefici e, quindi, un corretto esercizio del potere impositivo.
Uno strumento che serve a ripartire, in ragione del beneficio, tra i proprietari di immobili del comprensorio, le entrate tributarie (ruoli) necessarie perchè il Consorzio possa svolgere le lavorazioni annuali. Il Piano di Riparto è approvato dalla Regione Umbria.
Il tributo di bonifica è obbligatorio e regolato dal Regio Decreto n° 215/33, dalla Legge Regionale n° 30/2004 (norme correlate e ss. mm. ii.) e dagli articoli nn° 812 e 860 del Codice Civile.
Perchè ci sono alcuni errori nell’avviso/cartella?
I beni immobili soggetti a pagamento sono quelli che risultano all’Agenzia del Territorio al giugno di ogni anno. Eventuali errori o inesattezze possono essere sanati attraverso una comunicazione all’Ufficio Catasto consortile.
Il Consorziato può pagare il tributo in una o due rate: in ogni avviso sono infatti allegati tre bollettini (uno per l’intero importo e due per il pagamento rateizzato), mentre la cartella di pagamento si paga in un’unica soluzione. Le modalità e le scadenze per il pagamento sono riportate in ogni avviso e cartella di pagamento, insieme alle indicazioni necessarie per contattare l’Agente della Riscossione.
Cosa succede se non si paga l’avviso di pagamento?
Se non si paga l’avviso non viene applicata alcuna mora ma all’importo dell’avviso sono aggiunte le spese di spedizione della notifica della cartella di pagamento (attualmente pari a 5,88 Euro).
Trascorso il termine ultimo per il pagamento indicato nella cartella esattoriale, l’Agente della Riscossione avvia la procedura esecutiva di riscossione coattiva, attraverso il fermo amministrativo dei beni mobili registrati presso l’Anagrafe Tributaria.
Tutti proprietari di immobili concorrono alle spese di bonifica, secondo un principio solidaristico, in relazione al beneficio che l’immobile trae dall’attività del Consorzio in ogni Unità Funzionale. Tale beneficio non può essere identificato con il solo incremento fondiario conseguito da un singolo immobile, ma deve essere individuato, anche, nel vantaggio, in termini di danni prevenuti e scongiurati, che il complesso degli immobili posti in una determinata area consegue per effetto dell’attività svolta dal Consorzio. Ogni immobile, sia che si trovi in aree urbanizzate o in campo aperto, nel fondovalle o in zona collinare, grava sullo stato dei corsi d’acqua della propria Unità funzionale poichè genera comunque un deflusso idrico, specie quando piove, che imprescindibilmente necessita di una rete idrogeologica appropriata che deve essere controllata, mantenuta e adeguata, secondo le competenze affidate al Consorzio.
E’ possibile dedurre i contributi consortili dalla dichiarazione dei redditi?
Trattandosi di contributo obbligatorio per legge il tributo è deducibile con la dichiarazione dei redditi, dove è possibile indicare nel rigo “Altri oneri deducibili” l’ammontare del contributo consortile con la descrizione “Bonifica”: a tal fine si consiglia comunque di conservare l’avviso o cartella di pagamento con le ricevute di versamento allegate.
Esistono esenzioni per particolari tipi di immobili (immobili storici e artistici, sedi di Onlus, ecc.)?
No, non esistono esenzioni in alcun caso. La Legge italiana stabilisce che l’esenzione dall’imposizione dei tributi e l’applicazione della rendita catastale agevolata sono limitate esclusivamente alle imposte dirette. Completamente diversa è la situazione per quanto attiene i contributi di bonifica che, invece, vengono imposti a tutte le persone fisiche e giuridiche titolari di diritti reali di proprietà di beni immobili in ragione del beneficio conseguito dall’attività del Consorzio e non quindi in relazione alle qualità o alle finalità dell’immobile.
Chi deve pagare il tributo in caso di affitto, nuda proprietà, usufrutto, ecc.?
Il tributo di bonifica è un onere reale sulla proprietà, grava direttamente sull’immobile ed è posto a carico del proprietario (art. 21 del R.D. n. 215/33). Il tributo è a carico di chi gode di diritti reali parziali sul bene immobile (usufruttuari, enfiteuti, affittuari, ecc.) solo e soltanto quando questo è espressamente indicato da un contratto o da una sentenza. Il Consorzio, su presentazione della relativa documentazione, può modificare il nominativo al quale inviare la richiesta di pagamento del contributo.
I cittadini che si trovano all’estero possono pagare il tributo di bonifica tramite il portale di Poste Italiane registrandosi a www.poste.it (addebitando il costo su Carta di Credito VISA e MasterCard o con carta di credito Postepay), selezionando il servizio “Bollettino” e poi “Bollettino prepagato”. Per ogni altra informazione contattare il personale del Consorzio.
Certamente, secondo le indicazioni contenute nell’avviso di pagamento. In caso di cartella di pagamento, il pagamento è possibile solo secondo le condizioni poste dall’Agente della Riscossione a cui viene affidata la riscossione coattiva (Equitalia S.p.A.).
E’ possibile attivare il pagamento attraverso R.I.D. ?
Sì. Il modulo prestampato da consegnare al proprio Istituto di credito può essere scaricato dal sito internet del Consorzio (www.bonificachiana.it).
I contribuenti non sono tenuti a comunicare il trasferimento di beni immobili, ma in caso di mancata registrazione nella banca dati dell’Agenzia del Territorio, è comunque possibile segnalare la variazione all”Ufficio Catasto del Consorzio, in modo da poter inviare avvisi o cartelle di pagamento agli effettivi proprietari.
Con delibera del Consiglio di Amministrazione n° 508 del 23 giugno 2010, il Consorzio, sulla base delle nuove indicazioni dell’ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari) e dell’Unione Regionale per le Bonifiche, l’Irrigazione e Miglioramenti Fondiari dell’Umbria, ha deciso di procedere alla sospensione del tributo di bonifica fino a chiarimento definitivo e/o applicazione delle linee guida regionali sui Piani di Classifica, per tutti gli immobili in presenza dei requisiti di ruralità di cui all’art. 9, comma 3, del D.L. n° 557 del 30.12.1993, convertito in Legge n° 133 del 28.02.1994, secondo il seguente percorso operativo:
• per i fabbricati strumentali all’attività agricola, sospensione:
- sulla base della semplice iscrizione nella categoria catastale D10 “Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole”;
- sulla base di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n° 445 del 28.12.2000 per i fabbricati strumentali iscritti in categorie catastali diverse dalla D10;
• per i fabbricati destinati ad edilizia abitativa, sospensione:
- sulla base della semplice iscrizione nella categoria catastale A6 “Abitazioni di tipo rurale”;
- sulla base di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n° 445 del 28.12.2000, in merito alla sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi di cui all’art. 9, comma 3, del D.L. n° 557 del 30.12.1993, convertito in Legge n° 133 del 28.02.1994, per i fabbricati destinati ad edilizia abitativa iscritti in categorie catastali diverse dall’A6.
Il modulo per la dichiarazione può essere scaricato dal sito internet del Consorzio (www.bonificachiana.it) e deve essere fatto pervenire presso la sede, compilato correttamente in ogni sua parte con allegato documento di identità in corso di validità.
Gli obiettivi del Consorzio sono la difesa idraulica e la tutela ambientale del territorio e delle sue risorse naturali. L’attività è finalizzata a ridurre il pericolo idraulico (allagamenti in aree vulnerabili) ed a tutelare ed incrementare la qualità ambientale del sistema idrografico. Tali obiettivi sono perseguiti, in accordo con gli altri soggetti istituzionali competenti (Regione, Provincia, Enti locali, Autorità di Bacino, ecc.), secondo diverse possibilità e fasi di lavoro: individuando e arrestando gli squilibri e le problematiche territoriali; elaborando i piani e i programmi delle attività per la risoluzione delle criticità; progettando e/o realizzando le opere necessarie; provvedendo alla manutenzione e alla gestione delle opere di bonifica, idrauliche e di difesa del suolo.
Che cosa fa concretamente il Consorzio?
L’attività ordinaria del Consorzio consiste nella gestione dei corsi d’acqua attraverso gli sfalci della vegetazione stagionali, i tagli selettivi delle alberature instabili o a fine ciclo vitale, la rimozione dei tronchi e delle piante cadute in alveo, la manutenzione e il mantenimento in esercizio delle opere idrauliche quali argini, casse di espansione, portelle, percorsi di sponda, ecc. All’attività ordinaria si aggiunge la progettazione e la realizzazione delle nuove sistemazioni idrauliche, in collaborazione con gli altri soggetti istituzionali competenti (Regione, Provincia, Enti locali, Autorità di Bacino, ecc.).
La Legge individua e affida al Consorzio le opere idrauliche di “terza categoria”, le quali servono a:
• difendere ferrovie, strade ed altre opere di grande interesse pubblico, nonchè beni demaniali dello Stato, delle Province e dei Comuni;
• migliorare il regime di un corso d’acqua che abbia opere classificate in prima o seconda categoria;
• impedire inondazioni, straripamenti, corrosioni, invasioni di ghiaie od altro materiale di alluvione, che possano recare rilevante danno al territorio o all’abitato di uno o più Comuni, o producendo impaludamenti possano recare danno all’igiene od all’agricoltura” (art. 7 R.D. 523/1904).
Tra queste vi sono, a titolo esemplificativo: gli argini, i muri di sponda, le briglie, le traverse, le pescaie, le casse di espansione e i sistemi di controllo delle piene quali i collettori acque alte, le paratoie e le portelle.
Le opere vengono mantenute attraverso il controllo del loro stato e del loro corretto funzionamento. Nel caso di argini, casse di espansione e canali, vengono eseguite stagionali operazioni di sfalcio della vegetazione e di ispezione della tenuta statica della struttura alla quale possono seguire interventi di consoli mento o rifacimento. Nel caso dei manufatti (biglie, traverse, pescaie, portelle, paratoie, ecc.), la manutenzione avviene mediante lo sgombro dalla vegetazione, l’ingrassaggio dei meccanismi di azionamento, la sostituzione delle componenti soggette a deterioramento e, se necessario, il totale ripristino della struttura.
L’attività di sfalcio e taglio selettivo della vegetazione serve a garantire la sicurezza idraulica favorendo l’attività del Consorzio, aumentare la fruibilità dei corsi d’acqua da parte dei cittadini e tutelare l’ambiente naturale lungo i corsi d’acqua. Gli sfalci vengono realizzati stagionalmente con passaggi nei tratti in prossimità dei centri abitati e sulle opere idrauliche quali argini, casse di espansione e canali. I tagli sono invece riservati agli alberi instabili, a fine ciclo vitale o in eccessivo sviluppo ai margini del canale di magra, e che quindi hanno maggiore probabilità di essere sradicati e trasportati a valle dalle piene o costituire un’ostruzione al regolare deflusso delle piogge.
L’intervento del Consorzio sulla vegetazione è dannoso per l’ecosistema fluviale?
No, gli sfalci e i tagli sono programmati ed eseguiti con grande attenzione per l’ambiente, cercando quindi di contenere al massimo l’impatto sull’habitat fluviale. La scelta del periodo di svolgimento dei lavori e le modalità operative (esempio: il decremento del taglio dell’erba verso riva) permettono di ridurre al minimo il disturbo per gli animali che vivono e si riproducono nei torrenti e garantire comunque il giusto equilibrio tra naturalità e pulizia del fiume.