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Timestamp: 2017-08-20 00:32:50+00:00
Document Index: 38709709

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25']

Codice etico e di condotta Modello di organizzazione, gestione e controllo (D. Lgs. 231/2001 Disciplina della responsabilità amministrativa delle - PDF
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1 Codice etico e di condotta Modello di organizzazione, gestione e controllo (D. Lgs. 231/2001 Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica)
2 Pag. 2/32 PREMESSA L'Azienda Territoriale per l'edilizia Residenziale della Provincia di Padova (A.T.E.R.), istituita e disciplinata dalla L.R. n. 10 del è Ente pubblico economico dotato di personalità giuridica e di autonomia organizzativa patrimoniale e contabile. L'Azienda opera con criteri di efficacia, di efficienza ed economicità nell'ambito dei poteri di indirizzo e di controllo della Regione Veneto. L'Azienda per l'attuazione dei propri fini potrà: attuare interventi di edilizia residenziale sovvenzionata, agevolata e convenzionata mediante l'acquisto, la costruzione ed il recupero di abitazioni e di immobili di pertinenza anche attraverso programmi integrati e programmi di recupero urbano, utilizzando le risorse finanziarie proprie e/o provenienti per lo stesso scopo da altri soggetti pubblici; acquistare terreni fabbricabili necessari alla attuazione degli interventi di cui sopra con facoltà di venderli, quando risultino esuberanti od inutilizzabili per i bisogni dell'azienda; progettare programmi integrati e programmi di recupero urbano e/o eseguire opere di edilizia e di urbanizzazione per conto di enti pubblici; svolgere attività per nuove costruzioni e/o recupero del patrimonio immobiliare esistente, collegate a programmi di edilizia residenziale pubblica; gestire il patrimonio proprio e di altri enti pubblici comunque realizzato o acquisito, nonché a svolgere ogni altra attività di edilizia residenziale pubblica rientrante nei fini istituzionali e conforme alla normativa statale e regionale; stipulare convenzioni con gli enti locali e con altri operatori per la progettazione e/o l'esecuzione delle azioni descritte ai punti precedenti; gli schemi tipo di convenzione, accordi, contratti per la regolazione dei servizi e dei conseguenti rapporti economico-finanziari fra Azienda e terzi interessati sono approvati dal Consiglio di Amministrazione; svolgere attività di consulenza ed assistenza tecnica a favore di operatori pubblici e privati; intervenire, mediante l'utilizzazione di risorse proprie, non vincolate ad altri scopi istituzionali, con fini calmieratori, sul mercato edilizio, realizzando abitazioni allo scopo di locarle o venderle a prezzi economicamente competitivi e comunque non speculativi; formulare proposte sulle localizzazioni degli interventi di edilizia residenziale pubblica; svolgere ogni altro compito attribuito da leggi statali o regionali. L'Azienda esercita le attività che costituiscono il suo oggetto nel territorio della Provincia di Padova. L'Azienda può svolgere le proprie attività anche per altri enti locali, enti pubblici, consorzi privati ed altri Enti della Provincia di Padova, previa intesa coi medesimi e sulla base di preventivi formulati dall'azienda.
3 Pag. 3/32 SCOPO DEL DOCUMENTO ATER, al fine di definire con chiarezza e trasparenza i valori ed i principi aziendali nonché le regole di condotta cui si ispirano le proprie attività, ha predisposto il presente Codice etico e di condotta (di seguito il Codice Etico o il Codice), la cui osservanza è richiesta a tutti coloro che a qualunque titolo cooperano all esercizio delle attività aziendali. Una positiva immagine e reputazione sono risorse immateriali essenziali al funzionamento stesso dell Ente e sono pertanto inscindibili dal rispetto degli impegni e delle finalità etiche espresse nel presente Codice. Il D.lgs 231/2001 ha introdotto nell ordinamento giuridico il principio della responsabilità delle persone giuridiche derivante dalla commissione di specifiche tipologie di reati da parte dei propri amministratori, dipendenti e collaboratori i quali agiscono in nome e per conto dell Ente che rappresentano e in base alle funzioni di fatto esercitate. Le fattispecie di reato in relazione alla cui commissione può derivare una responsabilità per l Ente, sono quelle individuate negli articoli: reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 24, D.Lgs. 231/01), delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis, D.Lgs. 231/01), delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter, D.Lgs. n. 231/2001), reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 25, D.Lgs. 231/01), reati di falsità in monete, carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (art. 25-bis, D.Lgs. 231/01), delitti contro l industria e il commercio (25-bis.1., D.Lgs. n. 231/2001), reati societari (art. 25-ter, D.Lgs. 231/01), reati con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali (art. 25-quater, D.Lgs. 231/01), pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 25-quarter.1, D.Lgs. 231/01), delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies, D.Lgs. 231/01), reati di abusi di mercato (art. 25-sexies, D.Lgs. 231/01), reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25- septies, D.Lgs. 231/01), ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies, D.Lgs. 231/01), delitti in materia di violazione del diritto d autore (art. 25-novies, D.Lgs. n. 231/2001), induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria (art. 25-decies, D.Lgs. 231/01), reati ambientali (art. 25-undecies, D.Lgs. n. 231/01), Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25 duodecies, D.lgs 231/01); reati transnazionali (Legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10).
4 Pag. 4/32 Pertanto il presente Codice Etico con il combinato effetto dell applicazione e implementazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ha lo scopo di prevenire e/o tenere sotto controllo le possibili aree a rischio al fine di ridurre la probabilità che le specifiche tipologie di reati descritte possano consumarsi se non con una elusione fraudolenta delle misure di controllo e/o procedure predisposte dall Ente.
5 Pag. 5/32 1. AMBITO DI APPLICAZIONE E DESTINATARI ATER riconosce ai principi enunciati e alle regole di comportamento dettate dal Codice un valore etico positivo; inoltre considera l applicazione di quanto espresso nel presente documento fondamentale e disciplinante al fine della trasparenza e legalità di tutte le attività connesse a qualsiasi titolo all Ente, anche in considerazione dell impegno a contribuire allo sviluppo socio economico del territorio in cui opera. I principi, le regole di condotta e di comportamento enunciati dal presente Codice sono vincolanti per gli Organi dell Ente e per i loro componenti (Amministratori e Revisori), per i Dipendenti (persone legate da un rapporto di lavoro subordinato, compresi i Dirigenti), per i Collaboratori (i soggetti che agiscono in nome e/o per conto dell Ente sulla base di un mandato o di un altro rapporto di collaborazione, quali ad esempio consulenti, prestatori di lavoro temporaneo, o a progetto, etc.), e per tutti coloro che a qualunque titolo agiscono nell ambito dell Ente, di seguito, collettivamente, Destinatari. I Destinatari delle norme del Codice sono tenuti ad osservare le prescrizioni in esso contenute e ad adeguare i propri comportamenti e le proprie azioni ai principi espressi. A tal fine, il Codice è messo a disposizione di qualunque interlocutore dell Ente secondo quanto previsto al 11. La condotta tenuta in violazione dei principi contenuti nel Codice Etico è considerata rilevante sia ove integri gli estremi di reato, tentati o consumati, richiamati dal D.lgs 231, sia ove integri gli estremi di altri reati, anch essi tentati o consumati, previsti e puniti dal Codice penale ovvero da leggi speciali vigenti in Italia, nonché all estero. È rilevante anche la condotta che, seppur non integri fattispecie criminose codificate, siano esse consumate o tentate, risulti incompatibili con i principi sanciti nel Codice Etico. È considerata condotta contraria ai principi del Codice Etico anche quella che, essendo stata accertata o pur integrando fattispecie criminose, tentate o consumate, non venga perseguita dall Autorità Giudiziaria per difetto di una condizione di procedibilità o punibilità. Rileva ai fini della violazione dei principi sanciti nel Codice Etico, anche la condotta tenuta dal dipendente, la quale, pur estranea all esecuzione della prestazione lavorativa, tuttavia sia tale, per natura e gravità, da incidere negativamente sul rapporto fiduciario con l Ente.
6 Pag. 6/32 2. PRINCIPI ETICI Il presente Codice, anche in accordo con quanto indicato nel DPR n 62 del 16 aprile 2013 ossia il Regolamento recante il codice di comportamento dei dipendenti pubblici, esplicita i doveri e i valori etici dell ATER di Padova. 2.1 Onestà, correttezza e legalità L Ente considera il rispetto della normativa vigente, l onestà e la correttezza nei comportamenti quali valori imprescindibili nella conduzione delle attività aziendali. Si impegna quindi a rispettare le leggi e la normativa vigente, il presente Codice Etico, i regolamenti esterni ed interni a disciplina della propria attività e le procedure aziendali. Il Dipendente osserva la Costituzione, servendo la Nazione con disciplina ed onore e conformando la propria condotta ai principi di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa. Il Dipendente svolge i propri compiti nel rispetto della legge, perseguendo l'interesse pubblico senza abusare della posizione o dei poteri di cui è titolare. 2.2 Trasparenza Tutte le attività in nome e per conto dell Ente sono improntate al rispetto dei principi di integrità e trasparenza e sono condotte con lealtà e senso di responsabilità, correttezza e buona fede. La conduzione delle attività aziendali deve consentire ed agevolare l effettuazione di verifiche e controlli secondo le norme vigenti e le procedure interne. L Ente si impegna a garantire correttezza, completezza, accuratezza, uniformità e tempestività nella gestione e comunicazione delle informazioni aziendali, evitando pertanto comportamenti ingannevoli da cui si possa trarre indebito vantaggio. 2.3 Imparzialità I Destinatari nell espletamento delle loro mansioni e funzioni lavorative agiscono in modo imparziale e non usano trattamenti preferenziali nei confronti di nessun soggetto, pubblico o privato. I Destinatari si attengono scrupolosamente alle corrette modalità di svolgimento dell attività lavorativa di propria competenza, respingendo, in particolare, ogni illegittima pressione, ancorché esercitata da soggetti ad essi superiori gerarchicamente. Il Dipendente rispetta altresì i principi di integrità, correttezza, buona fede, proporzionalità, obiettività, trasparenza, equità e ragionevolezza e agisce in posizione di indipendenza e imparzialità, astenendosi in caso di conflitto di interessi
7 Pag. 7/ Equità sociale e valore della persona L Ente rispetta i diritti fondamentali delle persone con le quali si trovi a qualunque titolo ad interagire, tutelandone l integrità fisica e morale e garantendo pari opportunità. L Ente rifiuta ogni forma di discriminazione basata su età, sesso, orientamento sessuale, stato di salute, razza, nazionalità, estrazione culturale, opinioni politiche e credenze religiose. L Ente garantisce in particolare ai Dipendenti ed ai Collaboratori ambienti di lavoro sicuri e salubri e condizioni di lavoro rispettose della dignità individuale. 2.5 Diligenza e professionalità I componenti degli Organi dell Ente ed i Dipendenti svolgono diligentemente le proprie prestazioni professionali, operando nell interesse dell Ente e perseguendo obiettivi di efficacia ed efficienza, con la piena consapevolezza, comunque, che l etica rappresenta un interesse di primario rilievo per l Ente e che pertanto non saranno tollerati comportamenti che, pur apparendo astrattamente tesi a favorire l Ente, risultino in contrasto con le normative vigenti o con il presente Codice Etico. Il Dipendente esercita i propri compiti orientando l'azione amministrativa alla massima economicità, efficienza ed efficacia. La gestione di risorse pubbliche ai fini dello svolgimento delle attività amministrative deve seguire una logica di contenimento dei costi, che non pregiudichi la qualità dei risultati. 2.6 Riservatezza L Ente si impegna a trattare come riservata qualsiasi informazione ottenuta nello svolgimento dell attività nell ambito dell organizzazione, garantendo il pieno e puntuale rispetto delle misure di sicurezza e di protezione dei dati inseriti nei propri sistemi informativi ed archivi. Il Dipendente non usa a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni di ufficio, evita situazioni e comportamenti che possano ostacolare il corretto adempimento dei compiti o nuocere agli interessi o all'immagine dell Ente. Prerogative e poteri pubblici sono esercitati unicamente per le finalità di interesse generale per le quali sono stati conferiti. 2.7 Prevenzione conflitti di interesse L Ente opera al fine di evitare situazioni ove i soggetti coinvolti nelle transazioni siano, o possano apparire, in conflitto di interesse con la stessa. Al fine di impedire situazioni di conflitto di interesse e garantire la massima trasparenza nello svolgimento delle attività ispettive, l Azienda provvede ad individuare al proprio interno specifici Destinatari titolati ad intrattenere rapporti con gli Organi di controllo. Si intende sussistente una situazione di conflitto di interesse sia nel caso in cui un Destinatario con il proprio comportamento persegua interessi diversi da quello della missione aziendale o si avvantaggi personalmente di opportunità di affari dell Azienda.
8 Pag. 8/32 I Destinatari devono astenersi dal partecipare a qualsiasi attività che possa generare o far apparire un conflitto di interesse, in osservanza ai principi di legalità, correttezza e trasparenza. 2.8 Clienti/Utenti Il comportamento nei confronti della Clientela/Utenza è improntato alla disponibilità, al rispetto e alla cortesia, nell ottica di un rapporto collaborativo e di elevata professionalità. L Ente si impegna altresì ad essere coerente ai principi di imparzialità e pari opportunità. Nei rapporti con i destinatari dell'azione amministrativa, il Dipendente assicura la piena parità di trattamento a parità di condizioni, astenendosi, altresì, da azioni arbitrarie che abbiano effetti negativi sui destinatari dell'azione amministrativa o che comportino discriminazioni basate su sesso, nazionalità, origine etnica, caratteristiche genetiche, lingua, religione o credo, convinzioni personali o politiche, appartenenza a una minoranza nazionale, disabilità, condizioni sociali o di salute, età e orientamento sessuale o su altri diversi fattori. 2.9 Fornitori I processi di acquisto sono improntati alla ricerca del massimo vantaggio competitivo, alla concessione di pari opportunità per ogni fornitore, alla lealtà e imparzialità. La selezione dei fornitori e la determinazione delle condizioni di acquisto sono basate su una valutazione obiettiva della qualità, del prezzo e della capacità di fornire e garantire un adeguato livello di servizio. L Azienda si impegna ad evitare che vengano poste in essere comportamenti o atteggiamenti discriminatori nelle procedure preordinate alla stipulazione di contratti. I Fornitori di ATER devono peraltro rispettare i Principi del presente Codice Etico e devono assicurare, anche nella loro filiera, il rispetto dei principi Etici dell Ente, nonché il più assoluto rispetto delle Dichiarazioni ONU sui diritti dell Uomo e le convenzioni ILO Pubblica Amministrazione L assunzione di impegni verso la Pubblica Amministrazione e le Istituzioni Pubbliche è riservata esclusivamente alle funzioni aziendali preposte ed autorizzate, nel rispetto della più rigorosa osservanza delle disposizioni di legge e regolamentari applicabili che non possono in alcun modo compromettere l integrità, la reputazione e l immagine dell Ente. Il Dipendente dimostra la massima disponibilità e collaborazione nei rapporti con le altre pubbliche amministrazioni, assicurando lo scambio e la trasmissione delle informazioni e dei dati in qualsiasi forma, anche telematica, nel rispetto della normativa vigente.
9 Pag. 9/ Trasparenza della contabilità L Ente è consapevole dell importanza della trasparenza, accuratezza e completezza delle informazioni contabili e si adopera per disporre di un sistema amministrativo - contabile affidabile nel rappresentare correttamente i fatti di gestione. Le rilevazioni contabili ed i documenti che da esse derivano devono riflettere la natura dell operazione cui fanno riferimento nel rispetto dei principi contabili e delle normative di legge, delle indicazioni Regionali nonché delle politiche, piani e regolamenti delle procedure interne, inoltre devono essere corredati dalla relativa documentazione di supporto necessaria a consentire analisi e verifiche obiettive Prevenzione della corruzione, concussione ed altri reati L Ente nella conduzione delle sue attività, vieta qualunque azione nei confronti o da parte di Terzi, tesa a promuovere o favorire i propri interessi, trarne vantaggio, o in grado di ledere l imparzialità e l autonomia di giudizio. A tal fine, l Ente, si impegna a mettere in atto tutte le misure necessarie a prevenire ed evitare atti di corruzione, concussione, frodi, truffe e altre condotte illecite che si configurino reati previsti dal D.lgs 231/2001. Pertanto i Destinatari non devono mai improntare la loro condotta in modo da attribuire a se o ad altri alcun vantaggio in considerazione della posizione o del ruolo rivestiti all interno dell Azienda. Infine, in nessun caso è consentito chiedere per sé o per altri ed accettare regalie o favori, od altre utilità da soggetti con i quali i Destinatari intrattengono o potrebbero intrattenere rapporti connessi all attività lavorativa. Il Dipendente ha l'obbligo di denunciare all'autorità giudiziaria e segnalare al proprio superiore gerarchico eventuali situazioni di illecito di cui sia venuto a conoscenza Salute e Sicurezza sul lavoro Il rispetto dell integrità fisica e morale della persona rappresenta un valore etico fondamentale per ATER. L Azienda si impegna a garantire ai propri dipendenti/collaboratori condizioni di lavoro rispettose della dignità individuale ed ambienti di lavoro sicuri e salubri assicurando l applicazione di un Modello di Gestione della Sicurezza e Salute sul Lavoro conforme a BS OHSAS e certificato da Ente terzo Tutela dell ambiente L Ente è consapevole degli effetti, diretti ed indiretti, delle proprie attività sullo sviluppo economico e sociale e sul benessere generale della collettività, nonché dell importanza dell accettazione sociale delle comunità in cui opera. L Ente pertanto programma le proprie attività ricercando un equilibrio tra iniziative economiche e imprescindibili esigenze ambientali, non solo nel rispetto della normativa vigente, ma anche in considerazione dei diritti delle generazioni future assicurando
10 Pag. 10/32 l applicazione di un Modello di Gestione Ambientale conforme a ISO e certificato da Ente terzo.
11 Pag. 11/32 3. GOVERNANCE AZIENDALE 3.1 Ruolo del Consiglio di Amministrazione Il Consiglio di Amministrazione ha la responsabilità di definire la strategia dell Ente, coerentemente con gli indirizzi della Legge istitutiva delle ATER e della Regione Veneto, di definire l organizzazione e di verificare il Sistema di Controllo interno per monitorare l andamento dell Ente. Allo scopo il Consiglio di Amministrazione: attribuisce e revoca le deleghe al Presidente e al Direttore Generale, definendone limiti e modalità di esercizio; riceve periodicamente un esauriente informativa dal Direttore Generale relativamente all attività svolta nell esercizio delle proprie funzioni, evidenziando le operazioni atipiche, inusuali, la cui approvazione non sia riservata al Consiglio di Amministrazione stesso; definisce l assetto organizzativo generale e la struttura dell Azienda in coerenza con gli obiettivi più generali dell Ente; esamina ed approva le operazioni aventi un significativo rilievo economico, patrimoniale e finanziario verificando eventuali correlazioni, con terze economie e potenziali conflitti di interesse; approva il bilancio; propone eventuali componenti da nominare nel Consiglio di Amministrazione, eventuali modifiche statutarie ed eventuali operazioni societarie straordinarie; vigila sul generale andamento della gestione sociale utilizzando le informazioni fornite dal Direttore Generale e dall Organismo di Vigilanza. Tutti gli Amministratori sono tenuti a: prestare un ruolo attivo nel loro incarico operando al fine che l Ente trovi beneficio dalle Loro competenze; partecipare in modo continuativo alle riunioni del Consiglio di Amministrazione; denunciare qualsiasi situazione di conflitto di interesse che li coinvolga; mantenere riservati i documenti e le informazioni acquisite nello svolgimento dei loro compiti; far prevalere sempre l interesse dell Azienda sull interesse dei singoli. 3.2 Presidente del Consiglio di Amministrazione Il Presidente provvede a: convocare le riunioni di Consiglio di Amministrazione assicurando che siano fornite a tutti gli interessati con ragionevole anticipo, la documentazione e le informazioni necessarie per permettere consapevolezza sulle materie sottoposte all esame ed approvazione, guidare lo svolgimento delle riunioni, coordinare le attività del Consiglio di Amministrazione.
12 Pag. 12/ Direttore Il Direttore assicura il raggiungimento dei risultati pianificati sia in termini di servizio che economici: realizza e sviluppa un'organizzazione idonea alla migliore utilizzazione delle risorse umane e materiali, in piena autonomia organizzativa. Al Direttore sono attribuiti i poteri di rappresentanza anche verso l'esterno per gli atti di gestione e di amministrazione dell'azienda. Il Direttore ha la responsabilità gestionale dell'azienda, nell'ambito della quale assume tutte le iniziative ed i provvedimenti che non siano riservati al Consiglio di Amministrazione o al Presidente; formula e presenta proposte di deliberazioni al Presidente per la formulazione dell'ordine del giorno e la presentazione delle stesse al Consiglio. 3.4 Organismo di Vigilanza Nell ambito della organizzazione dell Azienda, è stato istituito un Organismo di Vigilanza i cui compiti sono: valutare l adeguatezza del Modello Organizzativo e Gestione per la prevenzione dei reati; valutare il piano di Auditing; valutare le proposte formulate dal Collegio dei Revisori; riferire periodicamente al Consiglio di Amministrazione; controllare il Codice Etico e del Modello Organizzativo; vigilare sull effettiva applicazione del Codice, verificando la coerenza tra i comportamenti concretamente tenuti dai singoli ed i principi, le norme e gli standard generali di comportamento previsti dal documento; suggerire eventuali modifiche, aggiornamenti ed integrazioni per la revisione del Codice, da sottoporre al Consiglio di Amministrazione; ricevere ed analizzare le segnalazioni di violazione del Codice; formulare proposte in ordine all eventuale adozione di provvedimenti sanzionatori nei casi di accertata violazione del Codice Etico. Per qualsiasi chiarimento relativo all interpretazione o all applicazione delle linee guida di cui al presente documento, il personale dell Ente potrà rivolgersi all Organismo di Vigilanza. La violazione o il sospetto di violazione del Codice Etico dovranno essere tempestivamente segnalati all Organismo di Vigilanza in forma scritta, utilizzando una casella di appositamente attivata. Tali Segnalazioni dovranno essere sufficientemente precise e circostanziate e riconducibili ad un definito evento o area. L Organismo di Vigilanza garantisce la riservatezza agli autori delle segnalazioni al fine di evitare qualsiasi tipo di ritorsione, discriminazione o penalizzazione. L Organismo di Vigilanza valuterà le segnalazioni ricevute con discrezionalità e responsabilità, provvedendo ad indagare anche ascoltando l autore della segnalazione e/o il responsabile della presunta violazione, motivando per iscritto la ragione dell eventuale autonoma decisione di non procedere e dandone comunque
13 Pag. 13/32 comunicazione al Consiglio di Amministrazione secondo quanto previsto dal Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo. 3.5 Sistema di Controllo Interno Il Sistema di Controllo Interno adottato dall Azienda ha l obiettivo di accertare l adeguatezza dei diversi processi aziendali in termini di efficacia-efficienza ed economicità, garantire l affidabilità e la correttezza delle scritture contabili e la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurare la conformità degli adempimenti operativi alle normative interne ed esterne ed alle direttive aziendali aventi finalità di garantire una sana ed efficiente gestione (Modello D.Lgs. 231/01 Sistema di gestione Qualità ISO 9001 Sistema Gestione Ambientale ISO Sistema Gestione Salute e Sicurezza sul Lavoro BS OHSAS 18001). Il Sistema di Controllo Interno si articola in due distinte tipologie di attività: Il controllo di linea costituito dall insieme delle attività di controllo che le singole funzioni apicali dell Ente svolgono sui propri processi la cui responsabilità è primaria. Attività di Internal Audit, condotta da personale qualificato, finalizzato alla individuazione ed al contenimento dei rischi aziendali, tale attività è estesa a tutti i processi dell Ente. Ai responsabili di processo sono rimesse le azioni correttive. All Organo di Vigilanza è demandata l attività di Auditing e viene garantita l indipendenza durante lo svolgimento delle proprie attività. Il Responsabile delle attività di Auditing riferisce regolarmente del proprio operato al Direttore Generale, al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio dei Revisori. 3.6 Collegio dei Revisori dei Conti La nomina dei componenti del Collegio dei Revisori dei Conti è della Giunta Regionale ed il Collegio è composto da tre esperti in materia di amministrazione e contabilità, iscritti nel registro dei revisori. Il Presidente è nominato dalla Giunta regionale, con il medesimo provvedimento di nomina del collegio. In particolare, i revisori devono avere libero accesso a dati, documenti ed informazioni necessarie per lo svolgimento delle loro attività. E fatto espresso divieto di impedire od ostacolare lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione. 3.7 Dirigenti Il Dirigente svolge con diligenza le funzioni ad esso spettanti in base all'atto di conferimento dell'incarico, persegue gli obiettivi assegnati e adotta un comportamento organizzativo adeguato per l'assolvimento dell'incarico. Il Dirigente, prima di assumere le sue funzioni, comunica al suo superiore gerarchico le partecipazioni azionarie e gli altri interessi finanziari che possano porlo in conflitto di interessi con la funzione pubblica che svolge e dichiara se ha parenti e affini entro il secondo grado, coniuge o convivente che esercitano attività politiche, professionali o
14 Pag. 14/32 economiche che li pongano in contatti frequenti con l'ufficio che dovrà dirigere o che siano coinvolti nelle decisioni o nelle attività inerenti all'ufficio. Il dirigente fornisce le informazioni sulla propria situazione patrimoniale e le dichiarazioni annuali dei redditi soggetti all'imposta sui redditi delle persone fisiche previste dalla legge. Il Dirigente assume atteggiamenti leali e trasparenti e adotta un comportamento esemplare e imparziale nei rapporti con i colleghi, i collaboratori e i destinatari dell'azione amministrativa. Il Dirigente cura, altresì, che le risorse assegnate al suo ufficio siano utilizzate per finalità esclusivamente istituzionali e, in nessun caso, per esigenze personali. Il Dirigente cura, compatibilmente con le risorse disponibili, il benessere organizzativo nella struttura a cui è preposto, favorendo l'instaurarsi di rapporti cordiali e rispettosi tra i collaboratori, assume iniziative finalizzate alla circolazione delle informazioni, alla formazione e all'aggiornamento del personale, all'inclusione e alla valorizzazione delle differenze di genere, di età e di condizioni personali. Il Dirigente assegna l'istruttoria delle pratiche sulla base di un'equa ripartizione del carico di lavoro, tenendo conto delle capacità, delle attitudini e della professionalità del personale a sua disposizione. Il Dirigente affida gli incarichi aggiuntivi in base alla professionalità e, per quanto possibile, secondo criteri di rotazione. Il Dirigente svolge la valutazione del personale assegnato alla struttura cui è preposto con imparzialità e rispettando le indicazioni ed i tempi prescritti. Il Dirigente intraprende con tempestività le iniziative necessarie ove venga a conoscenza di un illecito; attiva e conclude, se competente, il procedimento disciplinare, ovvero segnala tempestivamente l'illecito all'autorità disciplinare, prestando, ove richiesta, la propria collaborazione e provvede ad inoltrare tempestiva denuncia all'autorità giudiziaria penale o segnalazione alla Corte dei Conti per le rispettive competenze. Nel caso in cui riceva segnalazione di un illecito da parte di un Dipendente, adotta ogni cautela di legge affinchè sia tutelato il segnalante e non sia indebitamente rilevata la sua identità nel procedimento disciplinare, ai sensi dell'articolo 54-bis del D.lgs n. 165 del Il Dirigente, nei limiti delle sue possibilità, evita che notizie non rispondenti al vero quanto all'organizzazione, all'attività e ai dipendenti pubblici possano diffondersi. Favorisce la diffusione della conoscenza di buone prassi e buoni esempi al fine di rafforzare il senso di fiducia nei confronti dell'ente. 3.8 Contabilità e amministrazione aziendale Il sistema di contabilità aziendale deve garantire la registrazione di ogni operazione di natura economico/finanziaria nel rispetto dei principi contabili, dei criteri e delle modalità di redazione e tenuta della contabilità dettate dalle norme generali e speciali in materia di contabilità. Pertanto, ogni operazione deve consentire la riconducibilità al provvedimento, alla determinazione dirigenziale ovvero all atto pattizio dai quali è derivata l operazione stessa, garantendone nel contempo la conservazione in appositi archivi cartacei o informatici. I Destinatari, indipendentemente dall incarico ricoperto o dalla funzione espletata, qualora vengano a conoscenza di omissioni, falsificazioni o inesattezze nelle
15 Pag. 15/32 registrazioni contabili o negli atti a queste riconducibili, sono tenuti ad informare tempestivamente il Direttore Generale e L Organismo di Vigilanza. I Destinatari si impegnino ad ottemperare ad ogni richiesta dell Organismo di Vigilanza e, in occasione di verifiche ed ispezioni da parte delle Autorità pubbliche competenti, devono adottare un atteggiamento di massima disponibilità e collaborazione nei confronti degli organi ispettivi e di controllo. L Azienda ha individuato, oltre al proprio Legale Rappresentante, i Destinatari autorizzati a rapportarsi con gli enti rappresentativi degli interessi generali e con le altre aziende pubbliche. Nei rapporti con gli enti di cui al punto precedente, dovranno essere impiegate le forme di comunicazione previste dalle specifiche disposizioni di settore, tali da impedire ogni discriminazione nei rapporti con gli interlocutori istituzionali e prevenire la realizzazione di condotte illecite idonee a ledere l imparzialità ed il buon andamento della Pubblica Amministrazione. I Destinatari autorizzati a rapportarsi con gli organismi di cui ai punti precedenti non debbono per alcuna ragione porre in essere atteggiamenti volti ad influenzare impropriamente le decisioni dei Pubblici Ufficiali o degli incaricati di Pubblico servizio che rappresentano ed impegnano verso l esterno gli organismi medesimi. Il Dipendente assicura l'adempimento degli obblighi di trasparenza (vedi 2) secondo le disposizioni normative vigenti, prestando la massima collaborazione nell'elaborazione, reperimento e trasmissione dei dati sottoposti all'obbligo di pubblicazione sul sito istituzionale. La tracciabilità dei processi decisionali adottati dai Dipendenti deve essere, in tutti i casi, garantita attraverso un adeguato supporto documentale, che consenta in ogni momento la replicabilità.
16 Pag. 16/32 4 CRITERI DI CONDOTTA NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO 4.1 Principi generali Conformità alla normativa vigente L Ente, nello svolgimento delle proprie attività, agisce nel rispetto della normativa vigente (nazionale od internazionale) ed esige dai Destinatari del presente Codice il rispetto di tale prescrizione e la tenuta di comportamenti che non pregiudichino l affidabilità morale e professionale dell Ente Conflitti di interesse Gli Organi aziendali, i Dipendenti ed i Collaboratori devono assicurare che ogni decisione sia presa nell interesse dell Ente, in linea con i principi di corretta gestione dell Ente stesso. Essi quindi devono evitare tutte le situazioni ed attività in cui si possa manifestare un conflitto di interessi tra le attività economiche personali o familiari e le mansioni ricoperte, tali da interferire o inficiare la capacità di assumere decisioni in modo imparziale ed obiettivo. I Destinatari evitano, pertanto, ogni abuso della propria posizione con lo scopo di conseguire indebiti vantaggi per sé o per altri. Eventuali situazioni di conflitto, ancorché potenziale, dovranno essere tempestivamente e dettagliatamente comunicate all Ente ed il soggetto in conflitto dovrà astenersi dal compimento o dalla partecipazione ad atti che possano recare pregiudizio all Ente ovvero comprometterne l immagine Accortezza nelle transazioni commerciali Nelle transazioni commerciali è richiesta particolare accortezza nella ricezione e spendita di monete, banconote, titoli di credito e valori in genere, al fine di evitare il pericolo di immissione sul mercato di valori contraffatti o alterati Riservatezza delle informazioni L Ente assicura la riservatezza delle informazioni in proprio possesso e si astiene dal ricercare dati riservati, salvo il caso di espressa e consapevole autorizzazione e conformità alle norme giuridiche vigenti. Si impegna, inoltre, a tutelare i dati acquisiti, custoditi e trattati nell ambito delle attività di gestione, nel pieno rispetto delle disposizioni di legge in materia di Privacy. È vietata qualsiasi indagine sulle idee, le preferenze, i gusti personali e, in generale, la vita privata dei collaboratori. Il trattamento dei dati personali dovrà comunque essere preceduto dal consenso espresso dall interessato, rilasciato in seguito a specifica informativa ed in applicazione della normativa vigente in materia. Inoltre, in particolare, i Dipendenti ed i Collaboratori dell Ente sono tenuti a non utilizzare informazioni acquisite nell espletamento delle attività di propria pertinenza per scopi non connessi con lo stretto esercizio delle stesse Comunicazioni con l esterno Ad integrazione di quanto previsto in tema di riservatezza, la comunicazione e divulgazione verso l esterno (anche attraverso i mass media o strumenti informatici) di notizie, informazioni e dati relativi all Ente è improntata al rispetto del diritto
17 Pag. 17/32 all'informazione ed è riservata esclusivamente alle funzioni aziendali a ciò preposte; in nessun caso è permesso divulgare notizie o commenti falsi o tendenziosi. Ogni attività di comunicazione rispetta le leggi, le regole e le pratiche di condotta professionale, ed è realizzata con chiarezza, trasparenza, tempestività e accuratezza. È evitata ogni forma di pressione o di acquisizione di atteggiamenti di favore da parte dei mezzi di comunicazione. Per garantire completezza e coerenza delle informazioni, i rapporti dell Ente con i mass media possono essere tenuti esclusivamente con il coordinamento delle funzioni preposte Astensione Il Dipendente si astiene dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero, di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. Il Dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull'astensione decide il responsabile dell'ufficio di appartenenza Contratti ed altri atti negoziali Nella conclusione di accordi e negozi e nella stipulazione di contratti per conto dell'ente, nonchè nella fase di esecuzione degli stessi, il Dipendente non ricorre a mediazione di terzi, ne' corrisponde o promette ad alcuno utilità a titolo di intermediazione, ne' per facilitare o aver facilitato la conclusione o l'esecuzione del contratto. Il Dipendente non conclude, per conto dell'ente, contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento o assicurazione con imprese con le quali abbia stipulato contratti a titolo privato o ricevuto altre utilità nel biennio precedente, ad eccezione di quelli conclusi ai sensi dell'articolo 1342 del Codice Civile. Nel caso in cui l'ente concluda contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento o assicurazione, con imprese con le quali il Dipendente abbia concluso contratti a titolo privato o ricevuto altre utilità nel biennio precedente, questi si astiene dal partecipare all'adozione delle decisioni ed alle attività relative all'esecuzione del contratto, redigendo verbale scritto di tale astensione da conservare agli atti dell'ufficio. Il Dipendente che conclude accordi o negozi ovvero stipula contratti a titolo privato, ad eccezione di quelli conclusi ai sensi dell'articolo 1342 del Codice Civile, con persone fisiche o giuridiche private con le quali abbia concluso, nel biennio precedente, contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento ed assicurazione, per conto dell'ente, ne informa per iscritto il Dirigente dell'ufficio. Se nelle situazioni di cui sopra si trova il Dirigente, questi informa per iscritto il superiore gerarchico. Il Dipendente che riceva, da persone fisiche o giuridiche partecipanti a procedure negoziali nelle quali sia parte l'ente, rimostranze orali o scritte sull'operato dell'ufficio o
18 Pag. 18/32 su quello dei propri collaboratori, ne informa immediatamente, di regola per iscritto, il proprio superiore gerarchico o funzionale. 4.2 Relazioni commerciali con gli utenti L Ente si impegna a soddisfare i propri utenti con imparzialità, nel rispetto dei contratti e degli standard qualitativi prefissati, con elevata professionalità, disponibilità, cortesia e collaborazione. Nell ambito delle relazioni con gli utenti, gli Amministratori, i Dipendenti ed i Collaboratori sono tenuti a: sviluppare e mantenere con essi favorevoli e durature relazioni, improntate alla massima efficienza, collaborazione e cortesia; rispettare impegni ed obblighi assunti nei loro confronti; fornire informazioni accurate, complete, veritiere e tempestive in modo da consentire all utente una decisione consapevole;; operare nell ambito della normativa vigente, anche con riferimento alla natura pubblicistica della attività di ATER e richiederne il puntuale rispetto. 4.3 Relazioni con i fornitori Prima di stabilire relazioni o stipulare contratti con i fornitori od altri partner, i Destinatari dovranno assicurarsi circa l integrità morale, la reputazione ed il buon nome della controparte. Non dovranno mai essere privilegiate vie brevi o privilegiate nella selezione e valutazione dei Terzi e/o delle rispettive offerte o forniture al fine di agevolare l Azienda. L Ente si impegna a rispettare tutte le norme e disposizioni, sia nazionali che internazionali, in tema di gestione delle forniture, criminalità associata e antiriciclaggio. L Azienda è impegnata a prevenire ed evitare l infiltrazione della criminalità organizzata nell economia nazionale. Pertanto, i Destinatari, sono tenuti a collaborare affinchè qualsiasi fatto relativo alla gestione dell Ente sia correttamente valutato, stimato e tempestivamente registrato nella contabilità aziendale. La scelta dei fornitori e l acquisto di beni e servizi sono effettuati dalle apposite funzioni aziendali in base a valutazioni obiettive circa competenze, competitività, qualità e prezzo. I processi di acquisto sono improntati alla concessione delle pari opportunità per ogni fornitore; sono inoltre fondati su comportamenti precontrattuali e contrattuali tenuti nell ottica di un indispensabile e reciproca lealtà, trasparenza e collaborazione. In ogni caso, nell ipotesi che il fornitore, nello svolgimento della propria attività per l Ente, adotti comportamenti non in linea con i principi generali del presente codice, l Ente è legittimato a prendere opportuni provvedimenti fino a precludere eventuali altre occasioni di collaborazione. Nell ambito delle relazioni con i fornitori, gli Amministratori, i Dipendenti ed i Collaboratori sono tenuti a:
19 Pag. 19/32 instaurare relazioni efficienti, trasparenti e collaborative, mantenendo un dialogo aperto e franco in linea con le migliori consuetudini commerciali; ottenere la collaborazione dei fornitori nell assicurare costantemente il più conveniente rapporto tra qualità, costo e tempi di consegna; esigere l applicazione delle condizioni contrattualmente previste;; richiedere ai fornitori di attenersi ai principi del presente Codice Etico e includere nei contratti apposita previsione; operare nell ambito della normativa vigente e richiederne il puntuale rispetto Integrità e indipendenza nei rapporti La stipula di un contratto con un fornitore deve sempre basarsi su rapporti di estrema chiarezza, evitando, ove possibile, forme di dipendenza. I Destinatari preposti ai procedimenti di stipula dei contratti di qualsiasi natura o al conferimento di incarichi professionali per conto dell Azienda, devono improntare i procedimenti negoziali alla ricerca del massimo vantaggio per la stessa, alla luce dei principi e dei criteri posti a garanzia della scelta del contraente, ed uniformando il proprio agire ai principi della trasparenza, imparzialità e legalità. I Destinatari di cui al punto precedente devono conformare la propria attività ai principi ed ai criteri stabiliti dalla normativa di settore ed agli indirizzi aziendali di esecuzione. In particolare devono attenersi alla specifica disciplina riguardante la scelta del contraente, con riguardo alla concessione di pari opportunità per ogni fornitore di beni e servizi o realizzazione di lavori, attraverso l impiego di criteri valutativi oggettivi, trasparenti e documentalmente riscontrabili. Nello svolgimento delle procedure negoziali, ed in particolare nelle pattuizioni delle condizioni contrattuali, i Destinatari preposti a tale attività devono ispirare il proprio operato ai principi di correttezza e buona fede, prevedendo strumenti contrattuali idonei a garantire il soddisfacimento delle esigenze dell Azienda in termini di qualità e tempi di consegna o di realizzazione. Di norma sono vietati, per i progetti di lungo periodo contratti di fornitura di brevi periodi che necessitano poi di continui rinnovi con revisione prezzi o contratti di consulenza senza un adeguato trasferimento di know-how. Non è inoltre corretto indurre un fornitore a stipulare un contratto ad esso sfavorevole lasciando intendere un successivo contratto più vantaggioso. I Destinatari di cui ai punti precedenti, nello svolgimento delle funzioni cui sono preposti, debbono agire nell esclusivo interesse dell Azienda, astenendosi dal porre in essere condotte nelle quali possa anche solo potenzialmente essere ravvisata una situazione di conflitto di interessi con quello dell Azienda medesima, ovvero configurare ipotesi di reato od altri illeciti, perseguibili nei termini e per le ipotesi contemplate dal Modello di Organizzazione Gestione e Controllo Aspetti Etici delle forniture L Azienda si impegna a conformare gli approvvigionamenti ai principi Etici, con particolare attenzione per le forniture che hanno impatto sul Sistema di Gestione Ambientale e sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro. Allo scopo, nei singoli contratti sono predisposte le clausole che prevedono l autocertificazione da parte del fornitore dell adesione a specifici obblighi sociali per i propri Collaboratori (es. lavoro irregolare, lavoro minorile, parità di trattamento e non discriminazione, ecc.) e la possibilità di avvalersi di azioni di controllo presso i luoghi di lavoro dove opera l impresa fornitrice.
20 Pag. 20/32 La violazione del Codice Etico da parte dei Terzi comporterà la risoluzione di diritto del rapporto contrattuale in essere, nonché il pieno diritto dell Azienda di chiedere ed ottenere il risarcimento dei danni patiti per la lesione della sua immagine ed onorabilità. A tal fine la regolamentazione dei rapporti dell Azienda con i Terzi deve prevedere clausole risolutive espresse con il contenuto di cui sopra. Al momento dell approvazione del Codice Etico l Azienda dovrà contattare i Terzi al fine di emendare, per quanto possibile, i contratti in vigore inserendo la clausola di risoluzione espressa di cui sopra. L eventuale rifiuto sarà considerato elemento negativo ai fini delle successive procedure di selezione, stante il disposto di cui ai punti precedenti. 4.4 Relazioni con i Collaboratori Dati i principi generali sanciti in merito alle relazioni con i fornitori, si specifica che nell ambito delle relazioni con i Collaboratori, gli Amministratori, i Dipendenti e gli altri Collaboratori sono tenuti a: valutare attentamente l opportunità di ricorrere alle prestazioni dei collaboratori esterni e selezionare controparti di adeguata qualificazione professionale e reputazione; instaurare relazioni efficienti, trasparenti e collaborative, mantenendo un dialogo aperto e franco in linea con le migliori consuetudini commerciali; ottenere la cooperazione dei Collaboratori nell assicurare costantemente il più conveniente rapporto tra qualità della prestazione e costo; esigere l applicazione delle condizioni contrattualmente previste; richiedere ai Collaboratori di attenersi ai principi del presente Codice Etico e includere nei contratti apposita previsione; operare nell ambito della normativa vigente e richiederne il puntuale rispetto. Nel rispetto della disciplina vigente del diritto di associazione, i Dipendenti comunicano tempestivamente al responsabile dell'ufficio di appartenenza la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, i cui ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio. La presente disposizione non si applica all'adesione a partiti politici o a sindacati. 4.5 Relazioni con altri Dipendenti Fermo restando il rispetto dei termini del procedimento amministrativo, il Dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda nè adotta comportamenti tali da far ricadere su altri Dipendenti il compimento di attività o l'adozione di decisioni di propria spettanza. I Dipendenti non costringono altri Dipendenti ad aderire ad associazioni od organizzazioni, nè esercita pressioni a tale fine, promettendo vantaggi o prospettando svantaggi di carriera.