Source: http://nuke.studiodesiderio.net/FinanzaAgevolata/tabid/92/Default.aspx
Timestamp: 2020-04-08 11:10:51+00:00
Document Index: 43517513

Matched Legal Cases: ['art. 72', 'art. 7', 'art. 72', 'art. 7', 'art. 29', 'art. 72', 'art.8', 'art.8']

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha autorizzato l’Agenzia alla riscossione coattiva, tramite iscrizione a ruolo, dei crediti vantati nei confronti dei beneficiari delle agevolazioni per l’Autoimpiego. Invitalia per il recupero del credito si avvale dei servizi di Equitalia Spa
- SOGGETTO SINGOLO -
INFORMAZIONI RELATIVE ALLE MISURE AGEVOLATIVE POSSIBILI
Destinatari delle agevolazioni per il Lavoro Autonomo sono i soggetti singoli che intendono avviare un’iniziativa in forma di ditta individuale in possesso dei seguenti requisiti:
•	maggiore età alla data di presentazione della domanda
•	non occupazione alla presentazione della domanda
-	i lavoratori dipendenti (a tempo determinato e indeterminato, anche part-time)
-	i titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa
-	i liberi professionisti
-	i titolari di partita IVA
-	gli artigiani, gli imprenditori, i familiari e i coadiutori di imprenditori.
•	residenza alla data del 1° gennaio 2000 nei territori di applicazione della normativa.
-	produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
-	trasporti (di merci o di persone oltre le 9 unità)
-	servizi socio-assistenziali/formazione: se realizzati in sostituzione dello Stato di altri Enti pubblici
Gli investimenti complessivi non possono superare i 25.822,84 Euro IVA esclusa.
Ai sensi della delibera CIPE del 9 maggio 2003, n. 16 - pubblicata sulla G.U. n. 156 dell’8 luglio 2003 - sono stati richiamati i principi di cui all’art. 72, comma 2 della legge 289 anche in merito alle gestione delle misure agevolative di cui al Titolo II del D.Lgs. 185/00; pertanto le agevolazioni concedibili per la misura Lavoro Autonomo sono le seguenti:
A) per iniziative con investimenti compresi da 25.822,24 € a 5.164,57 €:
1) mutuo agevolato per gli investimenti, restituibile in cinque anni con le modalità di cui all’art. 7 del DM 295 del 28 maggio 2001, nella misura del 50% del totale dei contributi concedibili (investimenti ammissibili + massimale del contributo in conto gestione) e comunque per un importo non superiore a 15.493,71 Euro;
3) contributo sulle spese di gestione per il 1° anno per un ammontare massimo di 5.164,57 Euro.
B) per iniziative con investimenti inferiori a 5.164,57 €:
2) contributo a fondo perduto sulle spese di gestione per il 1° anno per un ammontare massimo pari all’importo del mutuo agevolato.
Al momento della stipula del contratto di agevolazione, è possibile avere un anticipo pari al 30% del totale dei contributi; il saldo sarà erogato in un’unica soluzione, una volta completati gli investimenti, anche sulla base di fatture da quietanzare successivamente all’erogazione.
Gli investimenti dovranno essere realizzati entro 6 mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni; entro lo stesso termine dovrà essere presentata la richiesta del saldo per le relative spese. Non verranno concesse proroghe.
Anche per la gestione, è possibile richiedere un anticipo, pari al 40% delle spese previste; il saldo sarà erogato, a seguito della presentazione, da parte del beneficiario, della documentazione giustificativa di spesa.
La richiesta di rimborso delle spese di gestione del primo anno di attività dovrà essere presentata entro 18 mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni.
Per ulteriori chiarimenti sulle spese ammissibili, si rimanda alla sezione “SPESE AMMISSIBILI - Chiarimenti ed esempi”.
Nella fase di avvio dell'iniziativa sono previsti servizi totalmente gratuiti di assistenza tecnica da parte di Sviluppo Italia (attraverso le Società regionali) per un periodo massimo di un anno.
Vincoli sull'attività finanziata e sugli investimenti
Oltre a quanto verrà disciplinato dal contratto di finanziamento, si sottolinea che:
-	l'attività prevista nel progetto approvato deve essere svolta per un periodo di almeno cinque anni decorrente dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni;
-	i beni oggetto delle agevolazioni sono vincolati all'esercizio dell'attività finanziata per un periodo minimo di cinque anni decorrente dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni e comunque fino all'estinzione del mutuo;
-	la sede legale, amministrativa ed operativa dell’attività deve essere mantenuta nei territori agevolati per un periodo di almeno cinque anni decorrente dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni.
La violazione delle disposizioni di cui sopra comporta la revoca delle agevolazioni concesse.
I beni oggetto del finanziamento devono essere coperti da idonee garanzie assicurative contro i danni per furto e incendio. Lo standard di polizza è scaricabile dalla sezione DOWNLOAD.
FRANCHISING in forma di Ditta Individuale
Destinatari delle agevolazioni per la misura Franchising sono i soggetti singoli che intendano avviare un’iniziativa affiliandosi ad uno dei Franchisor GIA’ Convenzionati con Sviluppo Italia e il cui profilo corrisponda a quanto richiesto dai Franchisor stessi. L’elenco di tali Franchisor e le relative schede informative possono essere consultate utilizzando il link Franchisor del menù a sinistra.
I requisiti soggettivi richiesti ai proponenti l'iniziativa in franchising sono i seguenti:
•	non occupazione nei sei mesi precedenti la presentazione della domanda
Si considerano occupati, per la misura Franchising
-	gli artigiani
-	commercializzazione di beni
-	fornitura di servizi.
Sono ESLUSE le iniziative che si riferiscono a:
-	servizi socio-assistenziali/formazione: se realizzati in sostituzione dello Stato o di altri Enti Pubblici.
Si ribadisce che è possibile richiedere il finanziamento esclusivamente per l’affiliazione a Franchisor GIA’ accreditati presso Sviluppo Italia.
Ai sensi della delibera CIPE del 9 maggio 2003, n. 16 - pubblicata sulla G.U. n. 156 dell’8 luglio 2003 - sono stati richiamati i principi di cui all’art. 72, comma 2 della legge 289 anche in merito alle gestione delle misure agevolative di cui al Titolo II del D.Lgs. 185/00; pertanto le agevolazioni concedibili per la misura Franchising – comunque entro il limite de minimis - sono le seguenti:
a) in un contributo a fondo perduto e in un mutuo agevolato (restituibile in un minimo di 5 anni e in un massimo di dieci anni con le modalità di cui all’art. 7 del DM 295 del 28 maggio 2001);
b) in un contributo a fondo perduto sulle spese di gestione (con le modalità previste all’art. 29 del D.M. 295 del e sue successive modifiche)
Attenzione: Il mix delle agevolazioni potrà, comunque, essere determinato in base alle specificità di ciascun progetto, e sempre nel rispetto dei criteri dell’art. 72 della Legge finanziaria 2003 e della regola del “de minimis”.
Il limite superiore per l'investimento è predeterminato in sede di accreditamento del Franchisor presso Sviluppo Italia, ed è indicato nelle schede informative dei singoli Franchisor, consultabili tramite il link “Franchisor” del menù a sinistra.
Il beneficiario può chiedere, dopo la stipula del contratto e mediante presentazione di idonea documentazione di spesa, l'erogazione delle somme ammesse per la realizzazione degli investimenti, per non più di due stati di avanzamento dei lavori, di cui
-	il primo in misura non inferiore al trenta per cento e non superiore al sessanta per cento della spesa ammessa alle agevolazioni, sulla base di fatture anche non quietanzate
-	il secondo, a saldo, sulla base delle fatture quietanzate sia delle spese relative al primo stato di avanzamento, sia delle nuove spese effettuate.
Gli investimenti dovranno essere realizzati entro 6 mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni; entro lo stesso termine dovrà essere presentata la richiesta del saldo per le relative spese. Non verranno concesse proroghe
L’ammontare massimo del contributo a fondo perduto per le spese di gestione del primo anno viene dimensionato in sede di accreditamento del Franchisor presso Sviluppo Italia, ed eventualmente adeguato in fase di elaborazione del piano dell’iniziativa, sulla base dei dati previsionali aggiornati.
Per le spese di gestione è possibile richiedere, dopo la stipula del contratto, un anticipo pari al 30% del totale dell'importo dei contributi in conto gestione. L'erogazione a saldo del contributo ha luogo a seguito della presentazione, da parte del beneficiario, della documentazione giustificativa di spesa.
-	l'attività prevista nel progetto approvato deve essere svolta per un periodo di almeno cinque anni decorrente dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni.
-	i beni oggetto delle agevolazioni sono vincolati all'esercizio dell'attività finanziata per un periodo minimo di cinque anni decorrente dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni e comunque fino all'estinzione del mutuo.
Chiarimenti ed esempi
Ai sensi dell’art.8 del D.M. 295/2001, sono ammissibili le spese, al netto dell’IVA, sostenute successivamente alla data di deliberazione di ammissione alle agevolazioni e regolarmente documentate, concernenti le seguenti voci:
b)	beni immateriali ad utilita' pluriennale;
Gli impianti ricompresi nel punto a) sono quelli funzionali alle attrezzature e macchinari necessari all’iniziativa.
Il limite massimo del 10% previsto dal punto c) deve essere calcolato sulla somma degli investimenti ammessi ai punti a) e b).
Il valore totale dei costi di ristrutturazione può superare il 10% massimo ammissibile, e la parte che eccede l’importo ammesso alle agevolazioni è a totale carico del soggetto beneficiario.
In ogni caso, la somma tra le tre categorie, inclusa la parte in eccedenza il 10% dei costi di ristrutturazione ammessi, anche se a carico del beneficiario, non può superare il tetto massimo di investimento laddove previsto.
Per quanto riguarda le voci di spesa ammissibili, si veda il dettaglio successivamente descritto.
I beni e le opere di cui sopra devono essere direttamente collegati al ciclo produttivo e strettamente funzionali all'esercizio dell'attività.
Le attrezzature, i macchinari e i beni strumentali possono essere anche usati solo nel caso di lavoro autonomo o di microimpresa, purché non siano stati oggetto di precedenti agevolazioni pubbliche e offrano idonee e comprovate garanzie di funzionalità.
E’ vietato l’acquisto di beni usati tra parenti entro il secondo grado e tra coniugi (tra figli e madre; tra figli e padre, tra fratelli e tra moglie e marito, tra zii e nipoti, etc.).
Nel caso in cui il piano degli investimenti alle categorie a) e b) preveda l’utilizzo di beni usati, la documentazione alla quale fare riferimento per la determinazione del valore del bene, da indicare nella Scheda di Presentazione dell’Idea Imprenditoriale sarà
-	nel caso in cui il bene sia di proprietà, la perizia oppure il valore contabile desunto dai registri fiscali (ad es. registro beni ammortizzabili, registro acquisti);
-	nel caso in cui il bene sia da acquistare, il preventivo se acquistato presso un concessionario autorizzato, ovvero una perizia di stima, se acquistato da privato.
La perizia di stima in caso di acquisto da privati deve essere effettuata da un esperto; successivamente all’ammissione alle agevolazioni, tale perizia dovrà essere giurata dallo stesso esperto presso il Tribunale.
Ai sensi dell’art.8 del D.M. 295/2001, sono ammissibili al contributo le spese, al netto dell'IVA, sostenute successivamente alla data della deliberazione di ammissione e regolarmente documentate, concernenti le seguenti voci:
a)	materie prime, materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo;
b)	utenze e canoni di locazione per immobili;
c)	oneri finanziari;
d)	prestazioni di garanzie assicurative sui beni finanziati;
e)	prestazioni di servizi, solo nei casi di microimpresa e di franchising.
a)	oneri relativi al mutuo agevolato di cui all'articolo 7;
b)	stipendi e salari;
c)	tasse, imposte e oneri contributivi.
A titolo esemplificativo, si elenca una serie di voci di spesa, con le relative specifiche sulla finanziabilità:
ALLACCIAMENTI	Si tratta degli allacciamenti relativi a reti esterne all’azienda (es. allacciamento idrico). Per ottenere l’ammissibilità di tale voce tra le spese di investimento, è necessario fare riferimento al preventivo rilasciato dall’azienda fornitrice.
ASSICURAZIONE	I premi assicurativi relativi ai beni finanziati sono rimborsabili tra le spese di gestione.
ATTIVITÀ NELLO STESSO LOCALE	L’utilizzo di un unico locale quale sede delle attività di più soggetti è accettabile solo se tali attività non hanno attinenza tra loro, non appartengono allo stesso settore e non vi è condivisione dei beni strumentali; in tal caso il canone di affitto e le utenze verranno riconosciuti in conto gestione solo per la quota parte relativa all’attività, solo se chiaramente dimostrabile.
ATTREZZATURE DI UFFICIO E ARREDI	Sono finanziabili in conto investimento se strettamente inerenti all’iniziativa. La spesa per tali attrezzature (compresi hardware e software) deve essere ragionevolmente commisurata al numero di lavoratori impegnati nell’iniziativa.
AUTOMEZZO	La spesa per investimenti per autoveicoli (nuovi o usati) è finanziabile nei casi di autoveicoli commerciali strettamente necessari all’iniziativa e chiaramente destinati al trasporto di attrezzature, al trasferimento di merce od al trasporto collettivo. Non è finanziabile in quanto non connesso in modo specifico all’attività l’autoveicolo che costituisca il semplice mezzo di trasporto individuale per il raggiungimento della clientela.
Tenuto conto delle finalità di tale specifica voce non saranno ritenuti finanziabili modelli di autovetture che consentano un uso anche privato.
AVVIO ATTIVITÀ	Tutti gli oneri legati all’avvio dell’attività imprenditoriale (adempimenti burocratico-amministrativi e/o costi di avviamento) sono a totale carico del beneficiario.
BENI IN LEASING	Non sono finanziabili
BENI USATI	L’acquisto di beni usati è consentito esclusivamente per Lavoro Autonomo e Microimpresa e comunque soltanto per beni che non siano stati oggetto di precedenti agevolazioni pubbliche. Se l’acquisto viene effettuato presso rivenditore autorizzato o concessionario, la fattura dovrà essere accompagnata da dichiarazione di usato garantito. Se l’acquisto viene effettuato da privato, il valore di riferimento da indicare nel piano degli investimenti verrà desunto da una perizia di stima effettuata da un esperto del settore.
Si ricorda che è vietato l’acquisto da parenti (entro il secondo grado) e coniugi di beni usati.
CESSIONE ATTIVITÀ COMMERCIALI	Le spese per l’acquisto delle licenze commerciali non sono finanziabili. E’ possibile il rilevamento di attività commerciali esistenti con conseguente voltura della licenza. In questo caso sarà necessario acquisire una perizia di stima del valore dell’azienda e quindi del complesso di beni che si rilevano; in merito all’ammissibilità delle spese, bisogna fare riferimento al D.M. 295/2001. L’”avviamento” non è finanziabile e non fa cumulo.
COMPUTER	L'aquisto di un PC in configurazione standard è ammissibile per qualsiasi tipologia di attività. Configurazioni particolari e specifiche, ovvero computers portatili, sono ammissibili soltanto se strettamente attinenti al ciclo produttivo.
CORSI DI AGGIORNAMENTO O ADDESTRAMENTO	Spese per prestazione di servizi ammissibili solo laddove previsto.
COSTI DI DISTRIBUZIONE (PEDAGGI, BENZINA, ECC.)	Sono ammissibili come spese di gestione solo se è stata concessa l’agevolazione per il mezzo di trasporto.
DEPOSITI E CAUZIONI	I depositi e le cauzioni non rientrano in nessuna voce di costo, dunque non sono finanziabili.
ENERGIA, GAS, TELEFONO	Ammissibili in conto gestione se intestati al beneficiario.
INSEGNA	Non è finanziabile l’autorizzazione ad esporre l’insegna, ma è finanziabile l’acquisto materiale dell’insegna in conto investimenti.
INTERNET Il costo dell'abbonamento ad internet rientra tra le spese di gestione ammissibili.
LIBRI E MANUALI	Sono finanziabili in conto investimenti se strettamente necessari all’iniziativa.
LICENZA L’acquisto della licenza per lo svolgimento dell’attività non è finanziabile e non fa cumulo nel tetto massimo di spesa prevista.
LOGO	La progettazione e lo studio del logo è un investimento finanziabile come bene immateriale ad utilità pluriennale.
MARCHIO	L’acquisto del marchio è finanziabile come spesa di investimento. Non è finanziabile la registrazione del marchio.
PRODOTTI DEMO	Prodotti dimostrativi per le attività commerciali, benché non commerciabili, non sono spese ammissibili in c/investimenti, bensì in conto esercizio, pertanto sostenute e documentate dal soggetto beneficiario.
PUBBLICITÀ E PROMOZIONE NON PLURIENNALI	Le spese di pubblicità e promozione sono finanziabili in conto gestione come altri costi inerenti al processo produttivo.
RISTRUTTURAZIONE DI IMMOBILI	Tale voce di spesa è riconosciuta entro il limite del 10% del piano degli investimenti ammesso alle agevolazioni.
L’importo totale della ristrutturazione potrà comunque superare tale limite, senza però essere riconosciuto tra le spese ammesse; tale valore in eccesso sarà cumulato nell’importo massimo di spesa consentita per l’attività (Lavoro Autonomo e Microimpresa).
Nella voce Ristrutturazione rientrano, sia per quanto riguarda il materiale che la posa in opera:
	la ristrutturazione ordinaria;
	la ristrutturazione “straordinaria”, ovvero lavori necessari alla funzionalità di impianti specifici, inseriti nella macrovoce a del decreto, legati alla tipologia di attività;
	la messa a norma degli impianti, ad esempio impianto elettrico (compreso l’acquisto di attrezzature richieste dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro L.626/94 e L.42/90).
L’importo definitivo delle spese di ristrutturazione riconosciute sarà calcolato sull’importo totale effettivamente erogato.
RIVISTE	Gli abbonamenti a riviste specifiche e strettamente connesse all’iniziativa vengono finanziati tra le spese di gestione del primo anno.
SPESE DI MANUTENZIONE	Le spese di manutenzione relative ai beni finanziati sono ammissibili esclusivamente per la Microimpresa e il Franchising, come prestazione di servizi.
VOLUME TOTALE DEGLI INVESTIMENTI	Il volume totale degli investimenti inseriti nel piano non deve superare gli importi stabiliti.
Se il soggetto proponente intende inserire nel piano degli investimenti beni di sua proprietà o beni in suo possesso a titolo di comodato o a qualsiasi altro titolo (regalia, eredità, donazione), la somma tra questi e i beni di cui si chiede il finanziamento non può in ogni caso superare il tetto prestabilito.
Infatti tutti i beni attinenti al ciclo produttivo faranno cumulo, nel senso che la somma tra beni finanziati e beni apportati dal proponente non può superare il tetto massimo dei finanziamenti previsti dalla legge. Concorrono al raggiungimento del tetto massimo previsto anche le spese di ristrutturazione come sopra descritto.
SOCIETA’ -
Nei medesimi territori deve essere ubicata la sede legale, amministrativa e operativa della società.
Le società di cui sopra devono essere costituite al momento della presentazione della domanda.
-	produzione di beni
-	servizi socio-assistenziali/formazione: se realizzati in sostituzione dello Stato o di altri Enti pubblici
Gli investimenti complessivi non possono superare 129.114,22 Euro Iva esclusa.
Le agevolazioni finanziarie possono arrivare a coprire il 100% delle spese di investimento e di gestione (primo anno di attività).
Consistono in mutui agevolati (della durata di 7 anni) per l'investimento e contributi a fondo perduto per la gestione. L’ammontare massimo dei contributi a fondo perduto concedibili è pari a 100.000 euro (il cosiddetto de minimis) al lordo di qualsiasi imposta diretta.
Tale limite è espresso in termini di sovvenzione diretta in denaro. Ciò significa che, facendo ricorso - per le spese di investimento - al solo mutuo agevolato, si può attivare un capitale mutuato superiore a quello de minimis, in quanto per l'alleggerimento del tasso d'interesse si utilizza soltanto una parte della sovvenzione.
E' possibile, ad esempio, prendere a prestito anche un capitale di 129.114,22 Euro, pari al massimo dell'investimento consentito, sostenendo un costo finanziario ridotto di alcuni punti rispetto al tasso di riferimento. La parte restante della sovvenzione, fino al citato limite di 100.000 euro, può essere utilizzata come contributo a fondo perduto per le spese di gestione sostenute nel primo anno di attività.
In ogni caso, l’ammontare massimo dei contributi a fondo perduto per le spese di gestione verrà determinato in fase di valutazione.
Al momento della stipula del contratto di agevolazione è possibile richiedere un anticipo pari al 20% del totale dei contributi relativi all’investimento; il saldo sarà erogato in un’unica soluzione, una volta completati gli investimenti, anche sulla base di fatture da quietanzare successivamente all’erogazione.
Per le spese di gestione è possibile richiedere, dopo la stipula del contratto, un anticipo pari al 30% delle spese previste; il saldo sarà erogato, a seguito della presentazione, da parte del beneficiario, della documentazione giustificativa di spesa.
-	la sede legale, amministrativa ed operativa della società deve essere mantenuta nei territori agevolati per un periodo di almeno cinque anni decorrente dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni;
-	gli statuti delle società devono contenere una clausola che non consenta atti di trasferimento di quote di partecipazione societaria che facciano venire meno le condizioni soggettive di disoccupazione e di residenza fissate dal decreto legislativo, per almeno cinque anni dalla data della deliberazione di ammissione alle agevolazioni.
FRANCHISING in forma societaria
Destinatari delle agevolazioni per la misura Franchising sono le società di nuova costituzione, anche aventi unico socio, ad esclusione delle cooperative e delle società di fatto, che intendano avviare un’iniziativa affiliandosi ad uno dei Franchisor GIA’ Convenzionati con Sviluppo Italia e il cui profilo corrisponda a quanto richiesto dai Franchisor stessi. L’elenco di tali Franchisor e le relative schede informative possono essere consultate utilizzando il link Franchisor del menù a sinistra.
I requisiti soggettivi richiesti ai proponenti l'iniziativa in franchising (almeno la metà numerica dei soci, che detenga almeno la metà delle quote di partecipazione) sono i seguenti:
Consistono in mutui agevolati (della durata di 10 anni) per l'investimento e contributi a fondo perduto per la gestione. L’ammontare massimo dei contributi a fondo perduto concedibili è pari a 100.000 euro (il cosiddetto de minimis) al lordo di qualsiasi imposta diretta.
tale limite massimo è espresso in termini di sovvenzione diretta in denaro. Ciò significa che, facendo ricorso - per le spese di investimento - al solo mutuo agevolato, si può attivare un capitale mutuato superiore a quello de minimis, in quanto per l'alleggerimento del tasso d'interesse si utilizza soltanto una parte della sovvenzione.
E' possibile, ad esempio, prendere a prestito un capitale fino a 300.000 euro sostenendo un costo finanziario ridotto di alcuni punti rispetto al tasso di riferimento. Oppure accendere alle stesse condizioni un mutuo agevolato per 200.000 euro e utilizzare la parte restante della sovvenzione, fino al citato limite di 100.000 euro, come contributo a fondo perduto per le spese di gestione sostenute nel primo anno di attività.
-	la sede legale, amministrativa ed operativa della società attività deve essere mantenuta nei territori agevolati per un periodo di almeno cinque anni decorrente dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni;