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Timestamp: 2019-07-21 16:05:47+00:00
Document Index: 63517383

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Corte dei Conti - Sez. Giur. Lazio - sentenza n. 317/2016
Pagamenti per assistiti deceduti, omissione di controllo: condannato direttore generale
Il danno erariale è accertato ed è riconducibile a comportamenti gravemente colpevoli, giacché i convenuti hanno omesso di adempiere ai compiti di controllo e vigilanza loro demandati dalla vigente normativa in materia di aggiornamento degli elenchi degli assistiti.
Corte dei Conti - Sez. Giur. Calabria - sentenza n. 273/2016
La colpa grave del sanitario è rinvenibile nell'errore inescusabile, che trova origine o nella mancata applicazione delle cognizioni generali e fondamentali attinenti alla professione o nella mancanza di prudenza o di diligenza che non devono mai difettare in chi esercita la professione sanitaria.
Corte dei Conti - Sez. Giur. Veneto - sentenza n. 124/2016
La Guardia di Finanza di Trento inviava alla Procura della Corte una denuncia di danno erariale a carico di un medico convenzionato con l'Azienda ULSS perché, nonostante fosse vincolato da un rapporto di esclusività con detta Azienda, avrebbe effettuato numerose prestazioni non autorizzate, in qualità di guardia medica presso una struttura carceraria.
Corte dei Conti - Sez. Giur. Liguria - sentenza n. 98/2016
Medico prescriveva troppi farmaci, condannato a risarcire la Asl
Corte dei Conti - Sez. Giur. Toscana - sentenza n. 232/2016
Ai sensi della normativa posta dall’art. 445, comma 1, c.p.p., la sentenza penale di patteggiamento, pur non facendo stato nei giudizi civili e amministrativi….salvo diverse disposizioni di legge, è equiparata ad una pronuncia di condanna”. L’espressa equiparazione della sentenza di patteggiamento a tacita ammissione di colpevolezza fonda la responsabilità erariale sia per il danno diretto sia, in base al libero convincimento del giudice, in ordine alla sussistenza del danno all’immagine.
Corte dei Conti - Sez. Giur. Toscana - sentenza n. 220/2016
Illecita fruizione congedo straordinario retribuito familiari disabili - Danno erariale
A parere dei giudici contabili, il dipendente che benefici illecitamente dei giorni di congedo straordinario retribuito, per assistere familiari portatori di handicap grave e percepisca indebitamente le somme corrisposte durante i giorni di assenza - secondo le previsioni delle norme dispositive (art. 42 d.lgs. 151/2001) - pone in essere un danno patrimoniale all’amministrazione visto il rapporto funzionale con la stessa, per il quale è tenuto al risarcimento nella misura di quanto indebitamente riscosso.
Corte dei Conti - Sez. Giur. Umbria - sentenza n. 43/2016
La colpa grave deve essere provata dall'accusa
La colpa grave deve essere provata dall’accusa, che deve indicare i necessari parametri di riferimento della condotta virtuosa violata. E questo non si ottiene per mezzo della critica al comportamento, in assenza di qualunque osservazione su cosa il sanitario avrebbe dovuto fare per essere esente da colpa. La critica fine a se stessa rimane un’affermazione apodittica, che non può assumere nessuna rilevanza a sostegno della qualificazione della gravità della colpa.
Corte dei Conti - Sez. Giur. Lombardia - sentenza n. 64/2016
Esclusione di responsabilità per condotta prescrittiva difforme nelle rispettive Asl
L'assenza di documentazione che dimostri l'esistenza delle patologie che avrebbero giustificato la prescrizione dei farmaci non costituisce dimostrazione, neppure di tipo presuntivo, del danno erariale, considerando, per un verso, che non è obbligo del medico conservare copia di referti o prescrizioni di medici specialisti o quant'altro, per altro verso che l'assenza di riscontro negli archivi della Asl di esami o visite specialistiche non è significativa (non potendosi escludere che il paziente li abbia effettuati a proprie spese).
Corte dei Conti - Sez. Giur. Emilia Romagna - sentenza n. 49/2016
È gravemente colpevole il medico che non si sia attenuto alle linee guida?
L'art. 3, primo comma, L. n. 189 del 2012 si riferisce espressamente alle ipotesi colpose delle fattispecie penali cui possono incorrere i medici, sia nel settore pubblico che i liberi professionisti, nell'esercizio della professione sanitaria. Secondo la prospettazione attorea questa disciplina distinguerebbe tra colpa lieve e colpa grave, ritenendo normativamente sussistente quest'ultima in caso di mancata osservanza delle linee guida e dei consueti protocolli di approccio al paziente. La funzione delle linee guida, quindi, si manifesta sul piano meramente difensivo, nel senso che esse possono costituire un valido argomento per far attivare, sempre nel caso di un procedimento penale, l'esimente di cui all'art. 3, primo comma, L. n. 189 del 2012.
Corte dei Conti - Sez. Giur. Toscana - sentenza n. 58/2016
Violazione di obblighi di servizio e azione di rivalsa dell'Azienda ospedaliera universitaria
Dalla ricostruzione dei fatti, suffragata dalle risultanze della C.T.U. medico-legale resa in sede penale, emerge, in modo risolutivo, come il sanitario non sia incorso in una condotta connotata da colpa medica, avendo eseguito l’intervento che ebbe a causare il decesso della paziente nel rispetto delle linee guida e delle procedure previste; al riguardo giova rilevare come è lo stesso consulente del P.M. che chiarisce che …..il verificarsi di una lesione vascolare non è necessariamente correlato a problemi di tecnica chirurgica durante la rimozione del disco. Vi sono altri fattori che contribuiscono ad aumentarne il rischio.