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Timestamp: 2020-07-08 02:52:49+00:00
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﻿ Proibizionismo : définition de Proibizionismo et synonymes de Proibizionismo (italien)
définition - Proibizionismo
Con il termine proibizionismo s'intende per antonomasia il periodo fra il 1919 ed il 1933 in cui negli Stati Uniti, tramite il XVIII emendamento e il Volstead Act, venne sancito il bando sulla fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcool[1]; il proibizionismo in questo senso è conosciuto anche come "The Noble Experiment"[2].
Più specificatamente per proibizionismo oggi s'intende, nella sua accezione più comune e generale, quello in vigore dal 1937[3] sui derivati della cannabis[4], contestato dal movimento antiproibizionista che ne chiede la legalizzazione o anche la liberalizzazione. Ci si può comunque riferire, con questo termine, ad ogni interdizione al consumo o alla vendita di determinate sostanze definite illecite da parte di governi o enti sovranazionali come l'ONU, col fine dichiarato di tutelare la salute pubblica e quella individuale dei cittadini. In questa chiave un proibizionismo è attualmente in vigore per sostanze come l'oppio, l'eroina, la cocaina, i derivati della cannabis e molte altre, a seconda della zona geografica e del contesto culturale. Può comunque essere anche interpretata in questo senso ogni proibizione proveniente "dall'alto", come ad esempio quella in vigore sulla prostituzione.
I proibizionismi possono essere generalmente distinti in due tipologie: quelli più blandi, che proibiscono solo la vendita ed il traffico della sostanza considerata illecita e quelli a regime di tolleranza zero, dove anche il semplice consumo è sanzionato, amministrativamente o penalmente.
1.1 Proibizionismo e criminalità
2 Proibizionismo della cannabis
2.1 Status legale dell'uso della marijuana in alcuni paesi
Il proibizionismo nacque negli USA su forte pressione delle così dette società di temperanza, gruppi religiosi[5] e gruppi politici caratterizzati in genere da un forte moralismo e fondamentalismo rispetto alle posizioni sostenute[6][7][8][9]: alcuni di questi erano "Woman's Christian Temperance Union", "Anti-Saloon League", "American Temperance Society", "Daughters of Temperance", "Prohibition Party", "Scientific Temperance Federation" e "New York Society for the Suppression of Vice" (la quale ad esempio, in una causa intentata dalla stessa, riuscì a far bandire l'Ulisse di James Joyce dagli Stati Uniti in quanto il protagonista, nel corso della storia, si masturba).
Quest'ultima società inoltre, tramite il fondatore Anthony Comstock[10], dopo anni di pressioni al Congresso degli Stati Uniti riuscì a far promulgare una legge che proibiva la spedizione a mezzo posta di stampe erotiche di ogni tipo (libri, riviste, foto, giornali, perfino pubblicazioni riguardo al controllo delle nascite e testi di biologia che mostrassero rappresentazioni accurate del corpo umano)[11][12][13] e addirittura di corrispondenza epistolare privata con accenni o riferimenti di natura sessuale[11][12][13]; vi fu persino un tentativo di vietare nei musei le statue e i quadri di nudo.
La prima Società di Temperanza sorse nel 1789 presso una comune agricola; il fenomeno prese piede quando, dal 1808 in poi, alcuni di questi movimenti riuscirono a trasformarsi in organizzazioni nazionali, capaci d'influenzare fortemente, tramite i loro voti, la politica di Washington. L'American Temperance Society ad esempio, fondata nel 1826, godette del rinnovato interesse del periodo per la religione e la moralità: dopo 12 anni dalla fondazione contava più di 8.000 gruppi locali ed oltre un milione e mezzo di affiliati. Nel 1839 erano stampati diciotto differenti giornali di temperanza e, nel medesimo tempo, molte chiese protestanti iniziarono a promuovere la "temperanza". Fra i numerosi scopi "religiosi" di queste società vi erano in primo piano il bando di ogni bevanda alcoolica e del gioco d'azzardo, oltre ad una forte castità dei costumi che contemplava temi spazianti dal sesso a pagamento alla lunghezza delle gonne (a Norphelt, nell'Arkansas, furono proibiti i rapporti sessuali "sconvenienti e lascivi" perfino tra coppie sposate, oltre al sesso pre-matrimoniale[14][15]).
Va detto che l'alcool era soggetto, specie in quel periodo, ad un eccesso di consumo che aveva delle conseguenze spesso devastanti a livello sociale, in particolar modo quando mescolato alla povertà estrema e alla criminalità[16]. Si trova infatti causa prima del forte ascendente che le Società di Temperanza avevano soprattutto nei confronti delle donne, nel fatto che molte di loro erano costrette a subire maltrattamenti e violenze a causa di mariti o padri in stato di ubriachezza, ormai completamente dipendenti dalla sostanza; è accertato infatti che in alcuni soggetti l'assunzione di grossi quantitativi di alcool può aumentare l'aggressività, cosa su cui le Leghe fecero molto conto riuscendo a fare proselitismi anche al di fuori dell'ambito religioso, a causa dell'esperienza diretta negativa che i futuri affiliati avevano avuto con la sostanza[17][18][19].
All'inizio del Novecento e dell'era industriale s'insinuò inoltre la percezione che l'uso di alcool portasse a carenze sul lavoro, all'assenteismo, allo spendere i soldi in bevande alcooliche piuttosto che in beni generati dal sistema produttivo: fra i nomi eccellenti che in questo periodo si dichiararono favorevoli alla proibizione totale ci sono John D. Rockefeller, Henry Ford ed Henry Joy[20][21], i quali aderirono all'Anti-Saloon League apportando enormi quantità di denaro.
Con tali fondi a disposizione la Anti-Saloon League fra tutte ottenne in questo periodo una grande visibilità e un potere in grado di esercitare forti pressioni sulla politica nazionale. Le campagne per il regime "dry" (asciutto) iniziarono ad essere incentrate sui numeri: "I liquori sono responsabili del 25% della miseria, del 37% del depauperamento, del 45,8% della nascita di bambini deformi, del 25% delle malattie mentali, del 19,5% dei divorzi e del 50% dei crimini commessi nel nostro Paese", citano le statistiche del Congresso fornite dalla Anti-Saloon League nel 1914[22][23].
Nello stesso clima di moralismo inviso ad ogni tipo di uso, anche moderato, di qualsiasi sostanza alterante in cui venne bandito tramite l'Harrison Narcotics Act del 1914 l'uso dell'oppio, venne sancito il bando sull'alcool tramite il Volstead Act del 1919 e il XVIII emendamento degli Stati Uniti, entrato in vigore il 16 gennaio 1920. La sera del 15 gennaio in tutti gli Stati Uniti decine di migliaia di persone si riversarono nei negozi per fare rifornimento delle ultime bottiglie legalmente in vendita.
Il Senatore Andrew Volstead, che promosse la legge, dichiarò all'indomani dell'entrata in vigore: "I quartieri umili presto apparterranno al passato. Le prigioni e i riformatori resteranno vuoti. Tutti gli uomini cammineranno di nuovo eretti, tutte le donne sorrideranno e tutti i bambini rideranno. Le porte dell'inferno si sono chiuse per sempre"[24][25].
Dal giorno successivo il prezzo dell'alcool schizzò alle stelle, facendo nascere il conseguente mercato nero.
Già a mezzanotte e tre quarti del 15 gennaio, a Chicago, una banda armata assaltò un treno e rapinò un carico di whiskey dal valore di 100.000 dollari, dando così ufficialmente i natali al contrabbando e al mercato nero sugli alcoolici[26]; le prime conseguenze logiche della proibizione, di qualunque sostanza, sono infatti la sua comparsa (spesso in forma adulterata, impura e realmente pericolosa in quanto non soggetta a controlli sanitari e qualitativi) sul mercato nero relazionato al traffico criminale, oltre al suo aumento esponenziale di valore in quanto la proibizione sancisce un'apparente rarità del prodotto che i narcotrafficanti, istituiti in cartelli, mantengono in piedi così come i prezzi standardizzati[27][28][29].
Dopo l'istituzione del Proibizionismo, infatti, milioni di americani vogliono continuare a bere e sono disposti a pagare quanto richiesto dal mercato nero per farlo; il prezzo degli alcolici aumentava di dieci volte dopo l'acquisto all'ingrosso in paesi dov'era ancora legale, come il Canada o il Messico, e il conseguente contrabbando in territorio statunitense. Sovente gli alcoolici arrivavano con barche via mare, altre volte (fenomeno questo che, ad un certo punto, divenne molto diffuso) venivano direttamente istituiti laboratori clandestini, perfino nei boschi, dove si realizzavano birra o surrogati del whiskey e di altri superalcoolici, chiamati generalmente "Moonshine", adulterati con vari coloranti e liquidi da taglio.
All'inizio le bottiglie venivano vendute in negozi di generi comuni, che tenevano una modesta quantità da parte a fronte dell'elevato margine di guadagno comparato al rischio; in seguito iniziarono a fiorire in tutti gli Stati Uniti i così detti "Speak-easy", sorte di club con ingresso tramite parola d'ordine dove si poteva bere tranquillamente.
Nel 1920, anno dell'entrata in vigore del Proibizionismo, nella sola New York erano presenti 32.000 Speak-easy, contro i soli 15.000 bar legittimi di prima della proibizione[30][31].
Al Capone, il gangster che fu il più importante boss del traffico di alcolici
Il Proibizionismo e i "ruggenti anni venti" furono indissolubilmente collegati alla nascita del fenomeno noto come Gangsterismo[32][33], del quale figura di spicco assoluto fu Al Capone; la sua fortuna infatti, così come quella di molti altri criminali conclamati e non[34][35][36], fu raggiunta tramite i proventi del traffico di alcool, sfruttando la proibizione e la conseguente crescita esponenziale del prezzo, oltre al fatto che essendo la sostanza in questione non controllata ed illecita era possibile utilizzare metodi estranei al comune mercato per imporre il proprio prodotto e/o ottenere condizioni più favorevoli in generale.
All'inizio Capone si rifornì da importatori della Florida, di New York, di Detroit o dai distillatori clandestini di Chicago, per poi rivendere gli alcoolici agli Speak-easy, ovvero locali ove gli alcoolici venivano venduti al pubblico illegalmente, spesso in regime di esclusiva: questo garantiva all'esercizio commerciale prezzi più favorevoli e tagliava, a favore dell'offerente, la concorrenza di altre bande criminali[37][38][39]. Anche l'esclusiva, a differenza che nel mercato legale, era ottenuta con mezzi spesso coercitivi, applicando una legge propria che esulava governo e polizia, la quale tra l'altro veniva sistematicamente corrotta[40][41][42][43]. Fra le bande iniziarono violenti scontri a colpi di Thompson nelle strade delle città allo scopo di guadagnare territorio (esattamente come accade fra le bande di oggi legate al narcotraffico); chi avesse voluto entrare nel mercato avrebbe dovuto armarsi e strutturare un'organizzazione criminale per competere con quelle esistenti.
Si trattava di un giro d'affari nell'ordine dei miliardi di dollari dell'epoca, esentasse; Capone era il numero uno del business nella città di Chicago, con un accertamento fiscale datato 1927 di oltre cento milioni di dollari[39][44][45] (pari all'incredibile somma di circa un miliardo di dollari odierni). I proventi del "narcotraffico" di Capone vengono reinvestiti in altre attività, legali ed illegali, vanno a pagare la sua candidatura in politica e il controllo che egli esercitava sul Municipio, perfino nella figura del Sindaco William "Big Bill" Hale Thompson, Jr.[46][47][48], e sulla polizia.
"Ho fatto i soldi fornendo un prodotto richiesto dalla gente. Se questo è illegale, anche i miei clienti, centinaia di persone della buona società, infrangono la legge. La sola differenza fra noi è che io vendo e loro comprano. Tutti mi chiamano gangster. Io mi definisco un uomo d'affari"[49], ebbe a dichiarare Capone durante una delle frequenti interviste che ormai rilasciava come personaggio pubblico.
Nel 1929 il Congresso votò un ampliamento alla legge sul Proibizionismo: ritenendo che la stessa non avesse funzionato, per quasi un decennio, a causa della sua blandezza[5], si approvò una norma che stabiliva pene detentive anche per chi consumasse alcool, mentre fino a quel momento erano vietate solo la produzione, l'importazione e la vendita. La teoria era che, se si arrestava chi beveva, ci sarebbero state meno vittime dell'alcool e dei crimini correlati.
Fino a quel momento, innegabilmente, gli unici che stavano traendo guadagno a vario titolo dalla proibizione erano coloro i quali l'avevano concepita e coloro i quali la sfruttavano per evaderla.
Sequestro e sversamento nelle fogne di un barile di alcool durante il proibizionismo
Si aprì così una fase di forte belligeranza fra la polizia e le bande criminali, in risposta ad efferati atti di sangue come la Strage di San Valentino e al conseguente malcontento dell'opinione pubblica, che iniziava a domandarsi se proibire una sostanza fosse il modo più razionale per arginare gli eventuali problemi collegati al suo consumo[50]. Il 14 febbraio 1929, infatti, la banda di Al Capone tese un agguato per sterminare quella del concorrente Bugs Moran: travestiti da poliziotti i suoi uomini fecero irruzione in un garage al 2122 di North Clark Street, sede del quartier generale della North Side Gang, organizzazione capeggiata in passato da Dean O'Banion e guidata poi da George "Bugs" Moran, principale concorrente di "Big Al" nel mercato degli alcolici; allineati i sette presenti lungo un muro, come per un normale controllo di polizia, li fucilarono alla schiena. L'episodio resta a tutt'oggi uno dei più cruenti regolamenti di conti della storia della malavita e destò all'epoca un forte scandalo nell'opinione pubblica.
Venne istituito un regime di tolleranza zero nei confronti della "droga" e degli "spacciatori": la polizia sparava sensazionalisticamente ai barili sui camion, spaccava a manganellate le bottiglie nei locali sotto gli occhi dei media, ingaggiava frequenti conflitti a fuoco in strada con i gangster. Le vittime fra gli agenti furono molte, così come quelle fra i cittadini inermi, ai quali bastava un gesto equivoco per finire sotto i proiettili della polizia: la Commissione Wickersham, istituita dal Presidente USA Hoover, documentò decine di casi di vittime civili[51][52].
Al Capone venne imprigionato per evasione fiscale ad Atlanta nel 1932, ma molti altri che avevano fatto fortuna col business dell'alcool proibito continuarono a mantenere in piedi il loro impero per decenni, come Lucky Luciano, o provvidero a renderlo completamente legale, come Joseph P. Kennedy, Sr., contrabbandiere di alcool negli anni della proibizione e padre del futuro Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy[36][53]. I più grossi finanziatori dell'Anti-Saloon League (coloro i quali avevano apportato i maggiori capitali e quindi il maggior potere all'istituzione, ossia Henry Bourne Joy della casa automobilistica Packard ed il magnate del petrolio John D. Rockefeller[20][54][55]) avevano appoggiato la Temperanza perché ritenevano che gli operai non avrebbero bevuto prima di lavorare o sul posto di lavoro, aumentando e rendendo più efficiente la produttività, e perché avrebbero speso i loro soldi in beni prodotti dalle imprese, piuttosto che sperperarli nei bar.
Pauline Sabin, fondatrice della Women's Organization for National Prohibition Reform, associazione che propugnava la fine del proibizionismo
La verità era però che chi voleva bere, dopo l'entrata in vigore del Proibizionismo, poteva tranquillamente bere ancora, che i lavoratori scarsamente produttivi a causa dell'alcool lo erano ancora meno a causa dei beveroni adulterati che ingerivano (è dovuta al Proibizionismo, ad esempio, l'insorgenza dell'avvelenamento da alcool del legno[56]) e che tramite la proibizione e il relativo decuplicarsi dei prezzi correlato al mercato nero, i cittadini spendevano per bere molti più soldi di prima.
Joy e Rockefeller uscirono quindi dalla Anti-Saloon League e confluirono nella neonata Association Against the Prohibition Emendament[24][55]. Joy ebbe a dichiarare "Ho fatto un errore. Mi sono stupidamente sbagliato. l'America deve aprire gli occhi"[57].
Altro motivo fondamentale per il cambio fronte dei grossi imprenditori, oltre al riscontro delle incoerenze della proibizione, fu che il Governo degli Stati Uniti, avendo perso svariati miliardi di dollari l'anno con la cancellazione della tassazione sulle bevande alcooliche, fu costretto ad istituire una nuova tassa che penalizzava le grandi imprese e i contribuenti più ricchi. Passarono così al fronte antiproibizionista anche colossi come la dirigenza di General Motors e il presidente della banca J.P. Morgan Guarantee Trust Co., Charles Hamilton Sabin[58][59].
Anche la moglie di quest'ultimo, Pauline Morton Sabin[60][61], fu una grande sostenitrice della Temperanza, affermando: "Sono favorevole pensando ai miei ragazzi. Penso che un mondo senza liquori sarebbe un bel mondo"[62].
Dopo l'esplosione degli Speak-easy e del Whiskey, più pratico da trasportare della meno potente birra, nelle neonate fiaschette da tasca, molte donne iniziarono a cambiare idea[60]. Nel maggio 1929 la Sabin organizza un incontro presso un albergo di Chicago, rivolto a mogli e madri di famiglie dell'alta società; in quell'occasione dichiarò: "Non vogliamo che i nostri ragazzi crescano nell'atmosfera degli Speak-easy. Prima del proibizionismo i miei figli non avevano accesso all'alcool, ora lo trovano ovunque". Da quell'esperienza nacque la WONPR, Women Organization for National Prohibition Reform, lega antiproibizionista che dopo due anni contava 300.000 adesioni, dopo quattro anni un milione e mezzo[62][63][64][65].
Franklin Delano Roosevelt, il Presidente degli Stati Uniti che promosse il "Repeal", l'abolizione del Proibizionismo sugli alcoolici
La Sabin tenne perfino un discorso al Congresso degli Stati Uniti, dove venne applaudita da tutti i Parlamentari[62], molti dei quali, avendo raggiunto quella posizione tramite le Società di Temperanza, non osavano parlare contro la proibizione per quanto fossero convinti della sua erroneità e pericolosità sociale. Il Presidente Hoover, eletto nel 1928, non volle prendersi la responsabilità di abrogare la legge, limitandosi ad istituire la Commissione Wickersham per indagare sui risultati della proibizione. Bisognerà aspettare Roosvelt che, nella campagna elettorale del 1932, dichiarerà di voler cancellare il Proibizionismo, ottenendo l'appoggio della Sabin, e di tutto l'elettorato ad essa collegato.
Alle ore 17.27 (Eastern Time) di martedì 5 dicembre 1933, viene sancita la fine del XVIII Emendamento e del Volstead Act[66]: milioni di Americani poterono acquistare l'alcool liberalizzato e regolarmente tassato, facendo impennare le entrate del Governo: vennero anche creati circa un milione di posti di lavoro collegati all'industria degli alcoolici.
Migliaia di affiliati a bande criminali correlate al mercato nero dell'alcool videro andare in fumo, da un giorno all'altro, un business da miliardi di dollari[37][67].
L'attuale proibizionismo della pianta della cannabis ebbe inizio negli Stati Uniti nel 1937, con l'emanazione del Marijuana Tax Act.
Status legale dell'uso della marijuana in alcuni paesi
Alcuni dei contenuti di questa voce potrebbero non essere legalmente accurati, corretti, aggiornati o potrebbero essere illegali in alcuni paesi. Le informazioni hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Wikipedia non dà consigli legali: leggi le avvertenze.
Argentina: legale per uso privato.[68]
Stato legale dell'uso di marijuana nel mondo
Canada: illegale, legale per uso terapeutico (in un processo una corte ha giudicato il regolamento per l'uso medico della marijuana incostituzionale in quanto "non permette ai cittadini seriamente malati di utilizzare marijuana in quanto non vi sono fonti di approvvigionamento legali del farmaco").
Italia: illegale, inserita nelle stesse tabelle di eroina e cocaina. La legislazione attualmente vigente (Decreto Fini-Giovanardi sulle Olimpiadi invernali) fissa limiti quantitativi di principio attivo contenuto entro i quali si commette un illecito amministrativo comportante le relative sanzioni (convocazione dal prefetto che può concludere il procedimento con un formale invito a non fare più uso della sostanza, sospensione della patente di guida, del documento d'identità valido per l'espatrio, del porto d'armi o del permesso di soggiorno per motivi di turismo, ovvero divieto di conseguire tali autorizzazioni) e superati i quali da parte delle forze dell'ordine viene ipotizzato il reato di spaccio (che però deve essere provato a prescindere dalla quantità detenuta). Reato punito con 1-6 anni di reclusione per cd. fatti di lieve entità (art. 73/5 DPR 309/1990) e 6-20 anni di reclusione per gli altri casi (art. 73/1bis DPR 309/1990). La giurisprudenza sino al 2008 era ondivaga, riconoscendo talvolta la non punibilità della coltivazione cosiddetta domestica[69][70]; a seguito della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del 24 aprile - 10 luglio 2008, n. 286 è ora sempre reato qualunque forma di coltivazione delle piante stupefacenti anche se in piccolissima scala, salva peraltro la offensività in concreto della condotta: solo in caso di mancanza di principio attivo nelle piante non si configura il reato.[71]. È teoricamente consentito l'uso terapeutico di preparati medicinali a base di marijuana debitamente prescritti secondo le necessità di cura[72]. Una cassazione del 28 giugno 2011 sentenza 25674, consente però la coltivazione di un'unica piantina di cannabis nel proprio terrazzo, giardino, dato che non supera una certa quantità di principio attivo contenuto in essa. Questo bocciando il ricorso della procura di Catanzaro, che chiedeva la condanna di un ragazzo di 23 anni, per avere coltivato sul balcone di casa una piantina di canapa contenente principio attivo pari a 16 mg.
Nuova Zelanda: illegale (il ministero della sanità ha affermato che un uso medico non è da escludersi, ma sono necessari ulteriori studi ed un metodo per una corretta regolazione). Il comitato per la sanità del parlamento neozelandese raccomanda un alleggerimento delle leggi sulla cannabis e la messa a disposizione di medicine a base di cannabis[73]
Spagna: legale, in luoghi autorizzati.[senza fonte]
Svizzera: illegali possesso e coltivazione (esperimenti di legalizzazione sono stati condotti in alcuni cantoni). La Svizzera ha votato un'iniziativa popolare per depenalizzare l'uso della canapa il 30 novembre 2008[74] ma è stata respinta dagli elettori svizzeri con il 63,2% di voti contrari[75].
Dal 1º gennaio 2012 è consentito coltivare nella propria abitazione fino ad un numero massimo di 4 piante per persona http://www.tokeofthetown.com/2011/11/switzerland_legalizing_up_to_4_marijuana_plants_ja.php
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Gli intoccabili, uno dei film più famosi sul periodo;
C'era una volta in America, film sul Proibizionismo.
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