Source: http://www.studiumfori.it/visprint.php?id=2311
Timestamp: 2018-09-20 01:13:58+00:00
Document Index: 61278763

Matched Legal Cases: ['art. 292', 'art. 292', 'art. 415', 'art. 418', 'art. 292', 'art 3', 'art. 292', 'sentenza ', 'art. 292', 'art. 24', 'art.\n111', 'art. 292']

Diritto di rivalsa ex art. 292 Codice Assicurazioni
Ai sensi dell’ art. 292 D. L.vo 209/2005, devono essere rimborsate dal responsabile, risultato non assicurato per i danni da circolazione
stradale, le indennità e le spese risarcitorie versate ed anticipate a favore del danneggiato dalla Compagnia del Fondo Vittime della
Strada, competente per territorio.
nella causa, iscritta al n° R.G. 7268/2007, avente ad oggetto:
Risarcimento danni da circolazione dei veicoli per l'importo complessivo 3.250,84.00 per i danni fisici, promossa da:
V. ( C..F. ) elettivamente domiciliata in Taranto nello studio dell'avv. Antonio D.
A. S.p.A. (già R. SPA) quale Impresa Designata per il Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada, in persona dei suoi procuratori
alle liti , rappresentati e difesi dall'avv. Donatella M., come da mandato a retro della copia notificata del ricorso introduttivo e presso il suo studio in Taranto, elettivamente ivi domiciliata
B. Mario, residente in Taranto, alla Via Nettuno n.4
M. Bruna, residente in Taranto, alla Via Bonaventura,7
altra resistente contumace
“dichiarare la congruità della somma offerta dalla A. SpA in favore della sig.ra V. ( per euro 5.500,00) condannando i sigg.ri M. Bruno e
B. Mario alla restituzione delle somme versate dall’A. SpA in favore della ricorrente, sig.ra V.”
Conclusioni per la resistente A.:
“ I1 Giudice di Pace adito, contrariis rejectis, previa modifica del decreto di cui all'art. 415, 2° c. cpc e fissazione, ai sensi dell'art. 418 cpc, di altra udienza di discussione, ovvero, in
subordine, autorizzata la chiamata in causa di Mario B. e Bruna M. o, comunque, in caso di loro contumacia, autorizzata la notifica del
presente atto ai predetti signori B. e M. a seguito della domanda di regresso nei loro confronti proposta in via cautelativa dall'A. SpA
Voglia: a) respingere la domanda proposta da Antonia V. perché infondata in fatto e diritto, mandando assolta la A. SpA da ogni
richiesta avanzata nei suoi confronti, con vittoria di spese e competenze; b) in denegata ipotesi, ricondotta l'avversa pretesa nei
limiti del giusto e del provato, condannare Mario B. e Bruna M., tra loro, a tenere indenne la A. SpA, nella sua qualità, per ogni esborso
conseguente al sinistro per cui è causa, ex art. 292 D. Lvo 209/2005.
Sempre con vittoria, per 1'A. SpA, di spese e competenze.”
Con ricorso ex- art 3 della legge 102/2006 depositato i1 12 novembre 2007 e notificato in seguito V.Antonia conveniva in giudizio la Comp. di Ass.ne A. s.p.a., M. Bruna e B. Mario, esponendo quanto segue:
1. il giorno 04.01.2007, alle ore 11,30 ca. il Sig. B. Mario, alla guida del motoveicolo tg…… ( sprovvisto di copertura assicurativa) di
proprietà della sig.ra M. Bruna, investiva la sig.ra V. che era impegnata ad attraversare regolarmente sulle strisce pedonali un tratto di strada della Via Medaglie D’Oro;
2. A seguito dell'investimento la ricorrente cadeva per terra e riportava lesioni tanto da essere trasportata a causa del perdurare
del dolore presso il P. Soccorso dell’Ospedale centrale, dove i sanitari di turno gli diagnosticavano " contusioni multiple consigliando il ricovero, con prognosi di gg. 15 s.c.. come da referto medico che si produceva.
6. sul luogo del sinistro interveniva una volante del Comando di Polizia Stradale di Taranto che redigeva il verbale, depositato in copia autentica, che dalla compagnia R.all’epoca competente era trasmesso anche alla Consap:
3. con lettere raccomandate che si producevano, veniva richiesto invano, ai sensi di legge, il risarcimento dei danni alla R. Ass.ni
S.p.A. in via bonaria. nonché ai convenuti.
4. Nessuna richiesta di visita medica seguiva, né alcuna richiesta era stata formulata dalla Compagnia assicuratrice convenuta, a cui intanto
subentrava l’A..
Pertanto, l'attrice era costretta ad adire le vie giudiziarie per sentire accogliere le conclusioni come in epigrafe riportate.
La causa veniva chiamata all'udienza del 13.12.2007 dinanzi al G.d.P. dove rimanevano contumaci sia M. Bruna sia B.
Si costituiva la A. ass.ni spa con 1'Avv. D. Mastrandrea che deduceva:
a) mancata prova che l'evento si fosse verificato, per cui se ne contestava l'esistenza;
b) insistenza in ogni contestazione sollevata, cautelativamente comunque proponendo domanda di regresso nei confronti dei signori
Bruna M. e Mario B., rispettivamente proprietario e conducente del motoveicolo Yamaha tg. CF..... non assicurato, perché fossero solidalmente condannati a rimborsare alla odierna A. ex art. 292
D.L.vo 209/2005, di ogni esborso in ipotesi conseguente all'avversa domanda.
Ammessi ed espletati i mezzi istruttori richiesti dalle parti, ammessa ed espletata la C.T.U., la causa era rinviata per la p.c. e discussione all’udienza del 29.07.2009.
Nelle more di detta udienza di discussione la convenuta A. e la parte ricorrente raggiungevano un accordo sia sulla somma dell’indennizzo, calcolato in base alle risultanze della CTU espletata, sia sulle spese legali calcolate sulla base del minimo
tariffario e concludevano come in epigrafe.
La causa, pertanto era decisa all’udienza del 29.07.2009 con lettura del dispositivo e con riserva di motivi.
Dalla documentazione esibita dalla parte attrice e dalla prova testimoniale espletata, si può confermare che la sig.ra V.
Antonia ha subito lesioni fisiche a seguito dell’investimento in data 04.01.2007 ad opera di B. Mario, alla guida del motoveicolo tg.CF.....
intestato a M. Bruna.
Per quanto sopra, la responsabilità del sinistro de quo va addebitata integralmente a B. Mario il quale ha preferito rimanere contumace e non comparire neanche a rendere l'interrogatorio formale deferitogli, dando ulteriori elementi ex artt. 116 e 232 C.p.c. per la decisione del giudizio
Va rilevato che la parte resistente A. ha dimostrato buon senso al componimento bonario, prima della richiesta di decisione.
Non é superfluo rammentare che ’istituzione del Giudice di Pace ha come compito principale quello di dirimere bonariamente le
controversie tra le parti, proprio per evitare ulteriori fasi del giudizio che inflazionano gli Organi superiori della Giustizia (Tribunale, Cassazione, ecc.) ed i difensori hanno l’obbligo quantomeno morale di ricercare soluzioni bonarie, senza attendere la sentenza del GDP che non può essere un trattato di diritto per come spesso preteso.
La somma risarcitoria, ricondotta nei limiti del giusto e del provato, deve essere rimborsata da Mario B., via e Bruna M., in
solido tra loro, ai sensi dell’ art. 292 D. Lvo 209/2005.
Per quanto sopra i resistenti M.i Bruna e B. Mario vanno condannati al rimborso della somma di euro 5.500,00 quale pagamento integrale dei danni per come determinati a favore della convenuta Al., comprensiva detta somma delle spese di giudizio.
A tal riguardo, recentemente la Corte di Cassazione, prendendo atto del contenuto dell'ordinanza n. 395 del 2004 della Corte
Costituzionale, resa in riferimento ad una questione avente a suo presupposto il diritto alle spese, ha ribadito il suo orientamento e
ha affermato che le suesposte linee guida giurisprudenziali, elaborate nel corso di una sedimentata attività di interpretazione, pongono in bilanciamento i valori costituzionali della difesa delle parti nel processo (art. 24 Cost.) e la ragionevole durata di quest'ultimo (art.
111 Cost., comma secondo, ultima parte) senza che - allo stato - sia possibile altra lettura costituzionalmente adeguata delle disposizioni
di legge coinvolte, diversa da quella richiamata, pena l'accrescimento delle impugnazioni delle decisioni, con i conseguenti e immaginabili
effetti inflattivi in ordine al numero dei processi - già particolarmente alto, fino ai limiti di guardia - e ai costi collettivi sempre più elevati).(Cass. civ., Sez. I, 22/04/2005, n.8540.)
Il Giudice dott. Martino Giacovelli, definitivamente pronunciandosi sulla domanda proposta da V. Antonia nei confronti di B. Mario e Bruna M., e della A. S. S.p.A., ogni altra istanza e deduzione, eccezione respinta, o ritenuta assorbita, così
1) dichiara la responsabilità esclusiva ed integrale a carico di B. Mario;
2) di conseguenza dichiara congrua la somma offerta dalla A. SpA in favore della sig.ra V. ( per euro 5.500,00);
3) condanna i sigg.ri M. Bruna e B. Mario, in solido tra loro, al rimborso delle somme pari a complessivi euro 5.500,00 in favore dell’A. SpA ai sensi dell’ art. 292 D. Lvo 209/2005.
3) compensa le spese di giudizio tra l’A., M. Bruna e B. Mario;
Così deciso a Taranto il 29.07.2009