Source: http://www.adusbefpuglia.it/web/allegati.php?categoryID=8&page=1
Timestamp: 2018-08-20 05:37:12+00:00
Document Index: 164486592

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14']

Corte di Cassazione, sez. I CIvile,sentenza n° 12977 del 30-3-2018
Corte di Cassazione, sez. I CIvile, Pres. Magda Cristiano, Rel. Consigliere Iofrida Giulia, con la sentenza n° 12977 del 30-3-2018 depositata in Cancelleria in data 24-5-2018, ha accolto il motivo d'impugnazione avanzato dal difensore dell'Adusbef secondo il quale l'eccezione di prescrizione avanzata dall'istituto di credito era formulata in maniera generica e senza l'indicazione delle operazioni aventi natura solutoria. La Corte d'Appello di L’Aquila aveva erroneamente affermato infatti che: “nell’eccezione sollevata, non generica, era “implicitamente contenuta” la questione della specificazione della natura dei versamenti-solutoria ovvero ripristinatoria” e che, alla luce della pronuncia della Corte Corte a Sezioni Unite n. 24418/2010, “il termine decennale di prescrizione decorreva dal 2000, data di chiusura del conto, con apertura di credito, per i soli versamenti aventi natura solutoria, in quanto destinati a rientrare da uno scoperto eccedente i limiti dell’affidamento”.
La sentenza in commento, dunque, ha espresso il seguente principio di diritto:
“In definitiva, grava sulla banca, a fronte di un rapporto di conto corrente con apertura di credito, l'onere di allegare, ai fini dell'ammissibilità dell'eccezione di prescrizione - e poi di provare, ai fini della fondatezza dell'eccezione, - non solo il mero decorso del tempo, ma anche l'ulteriore circostanza dell'avvenuto superamento, ad opera del cliente, del limite dell'affidamento. Tale attività di allegazione, per quanto "attenuata" nella relativa deduzione (e, cioè, senza la necessità di un'allegazione analitica delle rimesse ritenute solutorie), deve, però, comunque recare un grado di specificità tale da consentire alla controparte un adeguato esercizio di difesa sul punto, e, in mancanza, la relativa eccezione deve essere respinta, in quanto genericamente formulata (prima che infondata).”.
La Corte ha dunque ribadito un principio di diritto ormai consolidato, a partire dalla sentenza n° 24418 del 3-12-2010 resa dalle Sezioni Unite - a beneficio di un socio di Adusbef - (alla quale sono seguite le pronunce Cass. n. 4518/2014; Cass. n. 20933/2017 anch’essa a beneficio di un socio Adusbef ed edita al seguente link http://www.adusbef.it/Consultazione.asp?id=10051) secondo il quale l'azione di ripetizione di indebito, proposta dal cliente di una banca è soggetta all'ordinaria prescrizione decennale, la quale decorre, nel caso in cui i versamenti abbiano avuto solo natura ripristinatoria della provvista, dalla chiusura del rapporto.
Nel caso de quo, la natura ripristinatoria delle rimesse è solo presunta dovendo la banca, parte che eccepisce la prescrizione, allegare e provare quali sono le rimesse che hanno invece avuto natura solutoria, con la conseguenza che a fronte della formulazione generica della eccezione, indistintamente riferita a tutti i versamenti intervenuti sul conto, in data anteriore al decennio, il giudice non può supplire all'omesso assolvimento di tali oneri da parte della banca, essendo la prescrizione una eccezione in senso stretto e, dunque, non può l'Ufficio aiutare la banca individuando i versamenti solutori, o dando mandato ad un CTU di farlo in sostituzione alla carente difesa bancaria.
Da ultimo la Corte, con la sentenza in commento, è tornata ad affermare l’inapplicabilità del principio del cd “overrulling”, statuendo che:
“Né l’intervento chiarificatore delle Sezioni Unite, nelle more del Giudizio di Appello, nel 2010, costituiva un argomento utile ad una legittima integrazione dell’eccezione di prescrizione, trattandosi di mutamento di giurisprudenza riguardante norme di carattere sostanziale e non processuale, non integrante alcuna ipotesi di overruling a tutela dell’affidamento incolpevole della Banca stessa (principio di diritto già espresso da Cass. 20172/2013: Cass. 6862/2014; Cass. 20933/2017)”
Decreto Tribunale di Lucca n. 6/2018 del 17/05/2018 Est. Giacomo Lucente Avv. Mirko Fabrizio (Deleg
Crisi da Sovraindebitamento l’istante può liquidare la parte di stipendio eccedente i bisogni propri e della famiglia
“rilevato che la ricorrente si impegna espressamente, oltre che alla liquidazione di tutto il suo patrimonio, a destinare le entrate dei prossimi quattro anni, ed in particolar modo il suo stipendio, al maggior soddisfacimento del ceto creditorio, ex art. 14-undecies L. 3/2012, nella parte in cui eccedono le necessità di mantenimento sue e della sua famiglia”
Decreto Tribunale di Lucca n. 6/2018 del 17/05/2018 Est. Giacomo Lucente Avv. Mirko Fabrizio (Delegato Viareggio)
Art. 14-undecies L. 3/2012.