Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/351
Timestamp: 2018-07-20 20:07:48+00:00
Document Index: 61058624

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 669', 'sentenza ', 'art. 351', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

I. Sull'istanza di cui all'articolo 283 il giudice provvede con ordinanza non impugnabile (1) nella prima udienza.
II. La parte può, con ricorso al giudice, chiedere che la decisione sulla sospensione sia pronunziata prima dell'udienza di comparizione. Davanti alla corte di appello il ricorso è presentato al presidente del collegio.
III. Il presidente del collegio o il tribunale, con decreto in calce al ricorso, ordina la comparizione delle parti in camera di consiglio, rispettivamente davanti al collegio o davanti a sé. Con lo stesso decreto, se ricorrono giusti motivi di urgenza, può disporre provvisoriamente l'immediata sospensione dell'efficacia esecutiva o dell'esecuzione della sentenza; in tal caso all'udienza in camera di consiglio il collegio o il tribunale conferma, modifica o revoca il decreto con ordinanza non impugnabile.
IV. Il giudice, all'udienza prevista dal primo comma, se ritiene la causa matura per la decisione, può provvedere ai sensi dell'articolo 281-sexies. Se per la decisione sulla sospensione è stata fissata l'udienza di cui al terzo comma, il giudice fissa apposita udienza per la decisione della causa nel rispetto dei termini a comparire. (2)
(1) L'art. 27 della legge 12 novembre 2011, n. 183, con effetto dal 31 gennaio 2012, ha inserito le parole «non impugnabile».
Procedura Civile - Appello - Istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impugnata - Mancata specificazione del periculum in mora - Rigetto.
Poiché “l'indiscriminata ed automatica concessione di efficacia esecutiva a tutte le sentenze corrisponde a una precisa scelta operata dal legislatore al duplice – dichiarato – fine di conferire maggiore incidenza alla decisione giurisdizionale e di funzionare come deterrente nei confronti di impugnazioni infondate e dilatorie”, ne consegue che “il pregiudizio patrimoniale del soccombente così come il rischio di non recuperare la somma perduta a seguito dell’esecuzione provvisoria” debba andare non solo “dimostrato da chi lo invoca”, ma non può, di per sé solo, impedire l’effetto attribuito come “normale” dalla legge alla condanna di primo grado, pena, in caso contrario, “una intrinseca contraddittorietà della legislazione processuale (disporre o non disporre l’immediata esecutività della sentenza, significa appunto spostare dall’una all’altra delle parti in contestazione il rischio del tempo necessario alla chiusura definitiva del processo)” e, perciò, “occorre che l’eventuale perdita della somma comporti ulteriori gravi conseguenze per il finale vincitore” (nella fattispecie de qua difetta il requisito del “periculum in mora” per non esser stato dedotto uno specifico rischio di irripetibilità delle somme nei confronti della parte appellata e non esser stata fatta allegazione delle ulteriori gravi conseguenza che l’eventuale perdita della somma possa comportare per il debitore). (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 31 Gennaio 2017. Segue...
Appello civile – Efficacia esecutiva della sentenza – Sospensione – Non reclamabilità dell’ordinanza. .
Nel giudizio di appello, il reclamo ex art. 669 terdecies avverso l’istanza di inibitoria dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado ex art. 351 c.p.c. – il quale prevede espressamente che il giudice d’appello provvede sulla sospensiva alla prima udienza con ordinanza non impugnabile – va escluso e, la ratio della non impugnabilità – non reclamabilità della sospensiva risiede nello scopo di evitare che vi sia un andirivieni di decisioni anticipatorie sulla esecutività della sentenza di primo grado. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 26 Febbraio 2014. Segue...
Provvisoria esecutorietà della sentenza di primo grado - Sentenza di natura costitutiva - Distinzione dei capi di condanna legati alla pronuncia costitutiva con vincolo sinallagmatico - Statuizione di condanna contenuta nella domanda di accoglimento della revocatoria fallimentare - Vincolo sinallagmatico - Inesistenza - Provvisoria esecuzione..
Al fine di stabilire se si possa anticipare, in via provvisoria, l'esecuzione delle statuizione di condanna contenuta nella sentenza che abbia natura costitutiva (nella quale indubbiamente rientra quella di accoglimento dell'azione revocatoria fallimentare) occorre distinguere in concreto, volta per volta, le statuizioni meramente dipendenti dell'effetto costitutivo da quelle che invece a tale effetto sono legate da un vero e proprio nesso sinallagmatico che non consente la scissione dei capi di condanna consequenziali alla pronuncia costitutiva. Nonostante la condanna al pagamento delle somme afferenti agli atti oggetto di revocatoria dipenda dalla pronuncia costitutiva di accertamento della loro inefficacia, pur tuttavia detta condanna non è legata dal rapporto di sinallagmaticità sopra indicato così che la provvisoria esecutività della sentenza di primo grado ben può essere riferita alle statuizioni di condanna in essa contenute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 12 Maggio 2011. Segue...