Source: https://www.atlrstudio.it/fatture-false-quali-conseguenze-per-chi-le-emette-e-per-chi-le-utilizza/
Timestamp: 2020-01-24 03:32:17+00:00
Document Index: 50092605

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 2']

Pubblicato il 23/10/2016 20/03/2017 Lucia Ripa
FATTURE FALSE: EMISSIONE
FATTURE FALSE: L’INESISTENZA OGGETTIVA E LA SOVRAFATTURAZIONE.
FATTURE FALSE: L’INESISTENZA SOGGETTIVA.
FATTURE FALSE: UTILIZZO.
SANZIONI AMMINISTRATIVE PER L’EMISSIONE E L’UTILIZZO DI FATTURE FALSE
SANZIONI PENALI PER L’EMISSIONE E L’UTILIZZO DI FATTURE FALSE.
L’INDETRAIBILITA’ DELL’IVA IN CASO DI FALSE FATTURAZIONI.
Le fatture false vengono in considerazione al momento dell’emissione ed in quello del loro utilizzo. In questo paragrafo analizzerò in che cosa consista l’emissione di fatture false e quali tipologie di false fatturazioni esistono.
L’emissione di fatture false si individua abbastanza intuitivamente: è il comportamento di chi ricorre alla falsa fatturazione rilasciando documenti non rispondenti al vero. Sotto questo profilo, perciò, l’emissione della fattura si ha al momento della consegna, spedizione, trasmissione al destinatario o messa a disposizione (art. 21, 1° comma, ultimo periodo, DPR 633/72).
Qualunque soggetto passivo IVA (imprenditore, società, professionista) è in grado di emettere fatture false.
1. FATTURE FALSE: L’INESISTENZA OGGETTIVA E LA SOVRAFATTURAZIONE.
La falsità delle fatture è di tipo oggettivo se sottostante alla fattura non è stata svolta alcuna operazione oppure se il corrispettivo viene sovrafatturato. Ad esempio: viene emessa una fattura falsa senza che sia stato venduto un bene o prestato un servizio; emetto una fattura falsa per vendita di un’autovettura di € 40.000 oltre IVA, ma l’operazione non ha mai avuto luogo.Nell’ipotesi di sovrafatturazione il corrispettivo o compenso viene indicato in misura superiore a quella reale.Ad esempio: emetto una fattura falsa indicando il corrispettivo di € 50.000 oltre Iva, per la vendita di un’autovettura, ma il prezzo di vendita reale è € 40.000 oltre IVA.La ragione del ricorso all’emissione di fatture totalmente o parzialmente false si rinviene, da un lato, nella natura dell’emittente, cd. società cartiera, che non svolge, in realtà, l’attività descritta nella fattura, non ha struttura e che non versa l’IVA dovuta per effetto dell’emissione della fattura, nè le imposte dirette. Dunque, la società cartiera non è altro che un evasore totale che, normalmente, dopo un anno o due, cessa l’attività per non subire accertamenti. Sempre considerando l’emittente di una fattura falsa, la sovrafatturazione è giustificata da una rappresentazione più florida dell’attività, in quanto viene rappresentato un fatturato “gonfiato” rispetto a quello effettivo.
Il ricorso alla falsa fattura si spiega dal lato dell’utilizzatore con la possibilità di ridurre il proprio reddito e l’IVA da versare periodicamente.
Se vuoi continuare a documentarti sulle operazioni oggettivamente inesistenti, puoi leggere il post “Focus sulle operazioni oggettivamente inesistenti”.
2. FATTURE FALSE: L’INESISTENZA SOGGETTIVA.
La falsità soggettiva delle fatture (o inesistenza soggettiva dell’operazione) si concretizza quando l’operazione sottostante è avvenuta, ma tra soggetti diversi da quelli individuati nel documento. Ad esempio, viene emessa una fattura a favore di un soggetto passivo IVA per un acquisto effettuato da un privato.
Esempio: si acquista un computer ma la fattura viene emessa a nome di un altro soggetto oppure la fattura viene emessa da un soggetto diverso da venditore.
3. FATTURE FALSE: UTILIZZO.
L’utilizzo di fatture false è il comportamento del destinatario di tali documenti. L’utilizzo di fatture false non è il mero e semplice ricevere le fatture emesse, ma la loro contabilizzazione, che è comportamento presupposto per la loro appostazione in bilancio come costo di esercizio e per la detrazione dell’IVA relativa all’acquisto.
Qualunque soggetto passivo IVA (imprenditore, società, professionista) è in grado di utilizzare fatture false; il professionista che è in contabilità semplificata non utilizza la fattura falsa nel bilancio, ma registrandola nel libro IVA acquisti.
SANZIONI AMMINISTRATIVE PER L’EMISSIONE E L’UTILIZZO DI FATTURE FALSE.
Dopo aver individuato in che cosa consistano l’emissione e l’utilizzo delle fatture false, accenno ora alle sanzioni amministrative irrogabili a chi emette o utilizza fatture false.
L’emissione di fatture false, in sè e per sè, non è sanzionata dal punto di vista amministrativo. Tuttavia, come ho accennato sopra, normalmente la cd. cartiera non presenta la dichiarazione dei redditi e, di conseguenza non versa imposte. Perciò, le sanzioni ad essa irrogabili sono quella per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, IVA ed IRAP, punita con la sanzione dal 120 a 140 per cento delle imposte dovute, con un minimo di € 250. Se non sono dovute imposte, viene irrogata la sanzione da € 250 a € 1.000 (art. 1, D. Lgs. 471/97). Le sanzioni applicabili quando non sono dovute imposte possono essere aumentate fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili.
Poichè all’omessa dichiarazione segue l’omesso versamento delle imposte, l’emittente fatture false viene sanzionato anche con il 30% dell’importo non versato (IVA, imposte dirette, IRAP) (art. 13, 1° comma, D. Lgs. 471/97).
L’utilizzo di fatture false, generando una dichiarazione fiscale infedele, in quanto viene rappresentato un reddito inferiore a quello effettivo, viene sanzionato con 120 a 140 per cento delle imposte dovute, con un minimo di € 250. Se non sono dovute imposte, viene irrogata la sanzione da € 250 a € 1.000 (art. 1, D. Lgs. 471/97). Le sanzioni applicabili quando non sono dovute imposte possono essere aumentate fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili.
Inoltre, poichè l’utilizzo di fatture false è strumentale ad un inferiore versamento delle imposte dovute, l’utilizzatore sarà sanzionato, come l’emittente di fatture false, con l’irrogazione del 30% sull’importo della maggiore imposta non versata (art. 13, 1° comma, D. Lgs. 471/97).
1. SANZIONI PENALI PER L’EMISSIONE E L’UTILIZZO DI FATTURE FALSE.
Oltre alle sanzioni amministrative, di tipo pecuniario, le condotte di emissione ed utilizzo di fatture false sono punibili penalmente.
L’emittente di fatture false è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni (art. 8, 1° comma, D. Lgs. 74/00).
Il 2° comma della norma precisa che l’emissione o il rilascio di più fatture o documenti per operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si considera come un solo reato.
Dal testo normativo non risulta per l’emissione di fatture false una soglia minima di punibilità; perciò, anche l’emissione di una fattura falsa di importo esiguo è penalmente perseguibile.
L’utilizzatore di fatture false è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni se, avvalendosi delle fatture false, indica nella dichiarazione dei redditi o IVA costi fittizi. Come già anticipato sopra, per concretizzarsi il reato è necessario che le fatture false siano registrate nelle scritture contabili obbligatorie, o siano detenute a fine di prova nei confronti dell’amministrazione finanziaria. (art. 2 del D.Lgs. 74/00).
Come l’emissione, così l’utilizzo di fatture false non ha una soglia minima di punibilità; perciò, anche l’utilizzo di una fattura falsa di importo esiguo è penalmente perseguibile.
2. L’INDETRAIBILITA’ DELL’IVA IN CASO DI FALSE FATTURAZIONI.
Oltre alle sanzioni amministrative e penali che vengono irrogate per l’emissione e l’utilizzo di fatture false occorre ricordare un altro effetto, non ultimo per importanza: l’IVA addebitata nelle fatture per costi inesistenti è indetraibile per l’utilizzatore delle fatture.
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