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Timestamp: 2020-04-08 05:29:33+00:00
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Notifiche: esecuzione in ritardo e risarcimento del danno - Cassazione sentenza n. 20365 del 2013 - Studio Cerbone
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La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 20365 del 05 settembre 2013 intervenendo in tema di accertamento fiscale ha statuito che se il Comune ritarda a notificare un atto di accertamento, l’Amministrazione Finanziaria può rivolgersi al giudice ordinario per ottenere il risarcimento dei danni.
La vicenda ha riguardato il ritardo con cui un messo notificatore aveva cagionato un danno per effetto della tardiva esecuzione della notifica a due contribuenti di un avviso di accertamento INVIM, tempestivamente richiesta al convenuto dall’Ufficio del Registro di Bergamo. Il Tribunale adito dichiarò estinto il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse ad agire da parte del Ministero in conseguenza della condanna del messo notificatore, nel frattempo intervenuta da parte della Corte dei Conti. Il Ministero delle Finanze avverso la decisione di primo grado adì alla Corte d’Appello che accolse il gravame del Ministero e, accertata la responsabilità del Comune di Nembro, lo condannò a pagare all’Agenzia delle Entrate la complessiva somma di €. 49.384,89. I giudici della Corte Territoriale hanno ritenuto che la pronuncia della Corte dei Conti aveva riguardato il danno contabile emergente dalla negligente condotta del messo comunale, mentre era in discussione la responsabilità derivante da inadempimento contrattuale addebitabile al Comune, rientrante nella giurisdizione del giudice ordinario; al danno, coincidente con l’ammontare delle imposte e degli accessori non recuperati.
Avverso la decisione della Corte di Appello il Comune proponeva ricorso alla Corte Suprema per la cassazione della sentenza di merito basandolo su sei motivi.
Gli Ermellini hanno confermato la sentenza di secondo grado che ha condannato un Comune lombardo al risarcimento dei danni in favore del Ministero delle Finanze in relazione alla notifica tardiva di un accertamento INVIM a due contribuenti la cui notifica era stata tempestivamente richiesta dall’Ufficio del Registro competente per territorio.
I giudici di legittimità hanno spiegato e precisato che l’azione di responsabilità promossa dalla Corte dei Conti per i danni conseguenti alla tardiva effettuazione da parte dei messi comunali della notifica di un accertamento tributario, in quanto volta a far valere una responsabilità amministrativa, a tutela dell’interesse generale al corretto esercizio delle funzioni amministrative e contabili, si differenzia da quella risarcitoria proposta dall’Amministrazione finanziaria nei confronti del Comune e degli altri responsabili, la quale trova fondamento nella responsabilità solidale dei convenuti, in relazione al mancato adempimento da parte del Comune dell’obbligazione derivante da un rapporto di mandato “ex lege”.
Inoltre, continuano i giudici nelle motivazioni, il Comune lì dove richiesto dall’Amministrazione Finanziaria di notificare un atto impositivo ai sensi dell’articolo 60 del D.P.R. n. 600/73, assume gli obblighi di un mandatario “ex lege”; sicché è civilmente responsabile nei confronti dell’Amministrazione mandante nel caso in cui, “colposamente ritardando l’esecuzione della notificazione di un avviso di liquidazione di imposta, provochi la decadenza di tale amministrazione dalla pretesa fiscale”. Le spese del giudizio hanno seguito la soccombenza.
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