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Timestamp: 2020-01-23 17:10:20+00:00
Document Index: 104446931

Matched Legal Cases: ['art. 106', 'art. 2', 'art. 23', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 194', 'art. 106', 'art, 194', 'art. 31']

TRAMUTAMENTI: Circolare, delibere e risposte a quesito. Disposizioni in tema di trasferimenti dei magistrati, conferimento di funzioni e destinazione a funzioni diverse da quelle giudiziarie - dettaglio - CSM
TRAMUTAMENTI: Circolare, delibere e risposte a quesito. Disposizioni in tema di trasferimenti dei magistrati, conferimento di funzioni e destinazione a funzioni diverse da quelle giudiziarie
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circolari e risoluzioni - III commissione
1 - Circolare P. 13778 del 2014 e successive modifiche
2 - Risposte a quesito
18 settembre 2019 (legittimazione quadriennale)
10 ottobre 2019 (nozione di comune limitrofo)
La circolare del 24 luglio 2014 (e successive modifiche) è il documento fondamentale che disciplina le procedure di mobilità c.d. “orizzontale” dei magistrati, tale, cioè, da non determinare il conferimento di incarichi direttivi e semidirettivi.
Contiene, perciò, una notevole ed articolata mole di disposizioni, che muovono dall’enunciazione, in premessa, dei principi generali, afferenti, tra l’altro, alle diverse funzioni dei magistrati ordinari, alla legittimazione ed alle sue limitate deroghe.
La disciplina del conferimento delle funzioni e dell’assegnazione delle sedi ai magistrati di prima nomina precede quella dei trasferimenti cc.dd. “ordinari”, che contiene sia le norme procedurali che quelle intese all’individuazione dei criteri (attitudini, merito, anzianità, ecc.) sulla scorta dei quali disporre i tramutamenti.
Seguono le regole che presiedono, più specificamente, ai tramutamenti a funzioni, rispettivamente, di primo e di secondo grado, a quelli presso gli uffici giudiziari della Provincia di Bolzano, all’assegnazione all’ufficio del massimario e del ruolo della Corte di cassazione, al conferimento dei posti di sostituto presso la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.
Autonoma disciplina – connotata, tra l’altro, dall’apporto di una apposita Commissione tecnica e dalla riserva di una quota di posti a magistrati di ridotta anzianità, dotati di spiccata propensione all’approfondimento scientifico - è, poi, prevista per il conferimento delle funzioni di legittimità di consigliere presso la Corte di cassazione e di sostituto procuratore generale presso la medesima Corte.
In attuazione del disposto dell’art. 106, comma 3, Cost., è, ancora, disciplinata la nomina di professori universitari e avvocati all’ufficio di consigliere di Corte di cassazione.
La Parte Quinta della circolare è dedicata ai trasferimenti non ordinari (in sede disagiata, per soppressione di sede o riduzione d’organico, per incompatibilità ex art. 2 Legge Guarentigie, del coniuge convivente del personale delle forze armata e di polizia, per ragioni di sicurezza, in ottemperanza del giudicato amministrativo, in via di autotutela, per scadenza del termine massimo di esercizio della funzioni direttive o semidirettive, per motivi di salute) ed al c.d. “concorso virtuale”.
Segue la regolamentazione del collocamento fuori dal ruolo organico della magistratura e dell’aspettativa di cui all’art. 23-bis D.lgs. n. 165/2001 e, da ultimo, degli incarichi di Commissario e Commissario aggiunto agli Usi Civici.
Modifica dell’art. 43 della circolare.
La delibera del 26 ottobre 2016 contiene la riformulazione dell’art. 43 (sedi a copertura necessaria) della circolare n. 13778. La norma prevede la possibilità del Consiglio di indicare, nell’ambito della procedura dell’assegnazione delle sedi ai magistrati ordinari in tirocinio, un elenco di sedi c.d. “a copertura necessaria”, individuate tra quelle rimaste vacanti in più pubblicazioni per trasferimenti ordinari, tenendo conto delle dimensioni dell’ufficio, della situazione dell’organico e della tipologia degli affari trattati.
Per incentivare la richiesta di tali sedi è previsto il riconoscimento di punteggi aggiuntivi in funzione dei futuri trasferimenti, in misura crescente in proporzione al periodo di effettiva permanenza.
La modifica dell’art. 194 dell’Ordinamento giudiziario (avvenuta con D.L. n. 168/2016), che ha portato da tre a quattro anni il termine di legittimazione ordinaria per i successivi tramutamenti a domanda, ha indotto il Consiglio ad aumentare detti punteggi al fine di incentivare i magistrati ordinari in tirocinio a richiedere le sedi “a copertura necessaria” ed a trattenervisi il maggior tempo possibile.
Modifica dell'art. 106 della circolare
Con delibera del 5 ottobre 2017, è stata approvata una modifica in punto di collocamenti fuori ruolo. In linea generale, l’intervento è stato dettato da un duplice ordine di esigenze: per un verso, adeguare le disposizioni sul collocamento fuori ruolo al grave e persistente indice di scopertura degli uffici giudiziari; per altro verso, sistemare la disciplina vigente alle mutate esigenze relative a specifiche tipologie di incarico.
Nello specifico, il primo profilo di intervento – legato alla prima delle due esigenze sopra indicate - riguarda l’innalzamento dei posti da lasciare necessariamente liberi rispetto alla quota massima di 200 magistrati collocabili fuori ruolo: si eleva tale numero da due a tre per ogni punto percentuale nazionale di scopertura degli uffici giudiziari.
Il secondo intervento è funzionale a rendere più tassativo il novero degli incarichi di c.d. diretta collaborazione.
Il terzo è funzionale ad incrementare le tipologie di incarichi presso quegli enti internazionali, in cui la presenza di magistrati possa costituire un interesse per la stessa amministrazione della giustizia. In questa prospettiva, la nozione di “incarichi caratterizzati dall’esercizio di funzioni giudiziarie” è stata estesa agli incarichi di diretta collaborazione con gli organi cui spetta la rappresentanza dello Stato italiano presso organismi giudiziari e a quelli di esperto presso gli stessi.
Il quarto profilo attiene alla precisazione dei limiti che incontra il collocamento fuori ruolo presso la commissione parlamentare antimafia, che – per le funzioni di inchiesta svolte – ha reso necessaria l’eliminazione del limite di un solo magistrato.
Infine, per gli incarichi fuori ruolo che abbiano natura diversa da quelli disciplinati espressamente dalla circolare è stata elevata la quota percentuale di autorizzabilità rispetto al numero dei fuori ruolo che il Consiglio può autorizzare.
Nella risposta a quesito del 18 settembre 2019 è stato affermato che il termine di legittimazione quadriennale al trasferimento (previsto dal novellato art, 194 ord.giud.) non si applica alle procedure di trasferimento già iniziate alla data del 31 agosto 2016 (data di entrata in vigore della modifica normativa), ma esclusivamente a quelle iniziate successivamente. Nello specifico, il quesito posto verteva ad accertare se il termine quadriennale si applicasse anche nel caso in cui l’ultimo tramutamento (quello a far data dal quale si calcola il dies a quo) fosse avvenuto nella vigenza del termine quadriennale. Tale interpretazione non appare condivisibile ad avviso del Consiglio, atteso che la norma primaria – nel disciplinare il regime di diritto intertemporale - espressamente menziona (per escludere dall’ambito della novella) esclusivamente le procedure di trasferimento iniziate al momento dell’entrata in vigore della legge, mentre nulla dice con riferimento all’aspetto sostanziale del rapporto di servizio. E cioè: la norma transitoria non vale a determinare una legittimazione triennale nel caso in cui la presa di possesso sia avvenuta prima dell’entrata in vigore della novella ma la procedura concorsuale abbia inizio solo successivamente. Tale interpretazione appare la più conforme alla ratio legislativa, tesa a garantire la stabilità negli uffici giudiziari, e nel contempo non entra in attrito con il principio dell’affidamento.
Nella risposta a quesito del 10 ottobre 2019, si chiarisce l’effettiva portata del concetto di “comune limitrofo”, rilevante, ai sensi dell’art. 31 della circolare 13378 del 2014 sui trasferimenti ordinari, ai fini del riconoscimento dei punteggi aggiuntivi per la salvaguardia del nucleo familiare. In proposito, la delibera, richiamando un precedente del 4 aprile 2019, afferma che per “comune limitrofo” deve intendersi esclusivamente un comune “confinante”, escludendo quindi nozioni più ampie come comune nelle immediate vicinanze, al fine di conferire alla nozione connotati di oggettività e uniformità.
circolare 13778 del 24 luglio 2014 (aggiornata al 5 ottobre 2017) (623,8 kB)
relazione illustrativa modifica 14 dicembre 2016 circolare tramutamenti (assegnazione contestuale di più posti di un medesimo ufficio) (30,2 kB)
relazione introduttiva modifica circolare 26 ottobre 2016 (8,9 kB)
risposta a quesito 18 settembre 2019 (legittimazione quadriennale) (126,6 kB)
risposta a quesito 10 ottobre 2019 (comune limitrofo) (127 kB)
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