Source: http://www.ilfogliodelconsiglio.it/giurisprudenza/della-legittimita-dellapplicazione-della-sanzione-disciplinare-della-censura-cass-sez-un-25-07-2011-n-16175/
Timestamp: 2018-05-21 08:46:10+00:00
Document Index: 50991730

Matched Legal Cases: ['art. 105', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 42', 'sentenza ']

Della legittimità dell’applicazione della sanzione disciplinare della censura (Cass., Sez. Un., 25 luglio 2011, n. 16175) | Il Foglio del Consiglio
← L’assenza dell’avvocato di fiducia ad un’udienza dibattimentale non è qualificabile come abbandono di difesa ex art. 105 c.p.p. e quindi non è sanzionabile disciplinarmente (Cass., Sez. Un., 13 giugno 2011, n. 12903)
Sulla ripetibilità dalla parte vincitrice nei confronti del soccombente del rimborso di spese di lite non ancora effettuate all’atto del pagamento o comunque non liquidate dal Giudice (Cass., Sez. III, 20 giugno 2011, n. 13482) →
27.09.2011 giurisprudenza
Della legittimità dell’applicazione della sanzione disciplinare della censura (Cass., Sez. Un., 25 luglio 2011, n. 16175)
16175-2011
La Corte di Cassazione – con la sentenza in epigrafe – ha ritenuto legittima l'applicazione da parte del C.O.A di Pescara della sanzione della censura all'incolpato che non aveva comunicato – senza giusto motivo – il deposito della sentenza al suo assistito, cui – nonostante questi ne avesse fatto espressa richiesta – aveva restituito il fascicolo processuale in suo possesso tardivamente.
La Suprema Corte, difatti, ha ravvisato gli estremi di un comportamento illecito, posto in contrasto, rispettivamente, con l'art. 40 del codice deontologico – che dispone l'obbligo di informazione del l'avvocato nei confronti del proprio cliente – e con l'art. 42 codice citato – che prevede, altresì, che egli è, in ogni caso, obbligato alla restituzione, senza ritardo, alla parte assistita della documentazione dalla stessa ricevuta per l'espletamento del mandato, quando questa ne faccia richiesta.
Il CNF – respingendo l'appello proposto dal legale al provvedimento del COA – ha accertato che, solamente dopo molto tempo e molti solleciti, la documentazione di causa è stata restituita al cliente e che – contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente – non risultava nessuna lettera, con cui veniva comunicato l'avvenuto deposito della sentenza da parte del Patronato.