Source: https://lexscripta.it/codici/codice-procedura-penale/articolo-299
Timestamp: 2019-03-21 19:48:25+00:00
Document Index: 128258260

Matched Legal Cases: ['art. 273', 'art. 275', 'art. 299', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 299', 'art 299']

Art 299 cpp | Codice di Procedura Penale | Revoca e sostituzione delle misure. | Lexscripta
Art. 299 c.p.p. Revoca e sostituzione delle misure.
1. Le misure coercitive e interdittive sono immediatamente revocate quando risultano mancanti, anche per fatti sopravvenuti, le condizioni di applicabilità previste dall'art. 273 o dalle disposizioni relative alle singole misure ovvero le esigenze cautelari previste dall'articolo 274. 2. Salvo quanto previsto dall'art. 275, comma 3, quando le esigenze cautelari risultano attenuate ovvero la misura applicata non appare più proporzionata all'entità del fatto o alla sanzione che si ritiene possa essere irrogata, il giudice sostituisce la misura con un'altra meno grave ovvero ne dispone l'applicazione con modalità meno gravose. 2-bis. I provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 relativi alle misure previste dagli articoli 282-bis, 282-ter, 283, 284, 285 e 286, applicate nei procedimenti aventi ad oggetto delitti commessi con violenza alla persona, devono essere immediatamente comunicati, a cura della polizia giudiziaria, ai servizi socio-assistenziali e al difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa. 3. Il pubblico ministero e l'imputato richiedono la revoca o la sostituzione delle misure al giudice, il quale provvede con ordinanza entro cinque giorni dal deposito della richiesta. La richiesta di revoca o di sostituzione delle misure previste dagli articoli 282-bis, 282-ter, 283, 284, 285 e 286, applicate nei procedimenti di cui al comma 2-bis del presente articolo, che non sia stata proposta in sede di interrogatorio di garanzia, deve essere contestualmente notificata, a cura della parte richiedente ed a pena di inammissibilità, presso il difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa, salvo che in quest'ultimo caso essa non abbia provveduto a dichiarare o eleggere domicilio. Il difensore e la persona offesa possono, nei due giorni successivi alla notifica, presentare memorie ai sensi dell'articolo 121. Decorso il predetto termine il giudice procede. Il giudice provvede anche di ufficio quando assume l'interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare o quando è richiesto della proroga del termine per le indagini preliminari o dell'assunzione di incidente probatorio ovvero quando procede all'udienza preliminare o al giudizio. 3-bis. Il giudice, prima di provvedere in ordine alla revoca o alla sostituzione delle misure coercitive e interdittive, di ufficio o su richiesta dell'imputato, deve sentire il pubblico ministero. Se nei due giorni successivi il pubblico ministero non esprime il proprio parere, il giudice procede. 3-ter. Il giudice, valutati gli elementi addotti per la revoca o la sostituzione delle misure, prima di provvedere può assumere l'interrogatorio della persona sottoposta alle indagini. Se l'istanza di revoca o di sostituzione è basata su elementi nuovi o diversi rispetto a quelli già valutati, il giudice deve assumere l'interrogatorio dell'imputato che ne ha fatto richiesta. 4. Fermo quanto previsto, dall'articolo 276, quando le esigenze cautelari risultano aggravate, il giudice, su richiesta del pubblico ministero, sostituisce la misura applicata con un'altra più grave ovvero ne dispone l'applicazione con modalità più gravose o applica congiuntamente altra misura coercitiva o interdittiva. 4-bis. Dopo la chiusura delle indagini preliminari, se l'imputato chiede la revoca o la sostituzione della misura con altra meno grave ovvero la sua applicazione con modalità meno gravose, il giudice, se la richiesta non è presentata in udienza, ne dà comunicazione al pubblico ministero, il quale, nei due giorni successivi, formula le proprie richieste. La richiesta di revoca o di sostituzione delle misure previste dagli articoli 282-bis, 282-ter, 283, 284, 285 e 286, applicate nei procedimenti di cui al comma 2-bis del presente articolo, deve essere contestualmente notificata, a cura della parte richiedente ed a pena di inammissibilità, presso il difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa, salvo che in quest'ultimo caso essa non abbia provveduto a dichiarare o eleggere domicilio. 4-ter. In ogni stato e grado del procedimento, quando non è in grado di decidere allo stato degli atti, il giudice dispone, anche di ufficio e senza formalità, accertamenti sulle condizioni di salute o su altre condizioni o qualità personali dell'imputato. Gli accertamenti sono eseguiti al più presto e comunque entro quindici giorni da quello in cui la richiesta è pervenuta al giudice. Se la richiesta di revoca o di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere è basata sulle condizioni di salute di cui all'articolo 275, comma 4-bis, ovvero se tali condizioni di salute sono segnalate dal servizio sanitario penitenziario, o risultano in altro modo al giudice, questi, se non ritiene di accogliere la richiesta sulla base degli atti, dispone con immediatezza, e comunque non oltre il termine previsto nel comma 3, gli accertamenti medici del caso, nominando perito ai sensi dell'articolo 220 e seguenti, il quale deve tener conto del parere del medico penitenziario e riferire entro il termine di cinque giorni, ovvero, nel caso di rilevata urgenza, non oltre due giorni dall'accertamento. Durante il periodo compreso tra il provvedimento che dispone gli accertamenti e la scadenza del termine per gli accertamenti medesimi, è sospeso il termine previsto dal comma 3. 4-quater. Si applicano altresì le disposizioni di cui all'articolo 286-bis, comma 3.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 lug 2015, n. 14688
La responsabilità disciplinare del magistrato del P.M. che ometta di chiedere la revoca della misura cautelare per scadenza dei termini sussiste anche se egli ha già presentato la richiesta di rinvio a giudizio, poiché questa, ai sensi dell'art. 299, terzo comma, cod. proc. pen., investe il giudice del potere-dovere di provvedere alla revoca "anche di ufficio", ma non esclude il concorrente potere-dovere di istanza del P.M.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 ott 2011, n. 22570
In tema di procedimento disciplinare a carico dei magistrati, l'irrogazione della misura del trasferimento cautelare d'ufficio da parte della Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura non determina la consumazione del potere cautelare, dovendosi ritenere che resti sempre possibile l'adozione di una nuova misura più incisiva (quale la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio), anche in assenza di revoca della precedente, nel caso sopravvengano fatti che si qualifichino come aggravamento dell'originario illecito disciplinare contestato al magistrato incolpato, attesa la perdurante possibilità di adeguamento del provvedimento alle effettive esigenze cautelari, desumibile sia dalla graduazione prevista dall'art. 22, comma 1, del d.lgs. n. 109 del 2006 (che, in ragione della gravità del fatto, distingue tra trasferimento cautelare ad altro ufficio e sospensione dalle funzioni e dallo stipendio), sia dalla flessibilità della misura stessa (che resta sempre revocabile d'ufficio, ai sensi dell'art. 22, comma 3, del d.lgs. n. 109 del 2006, ove, nel prosieguo ne vengano meno i presupposti), senza che assuma rilievo l'inapplicabilità del disposto di cui all'art. 299, quarto comma, cod. proc. pen., che costituisce una disposizione peculiare del procedimento penale, non richiamata dal d.lgs. n. 109 del 2006, nè estensibile al procedimento disciplinare.
Art. 282-quater c.p.p.
Art. 282-ter c.p.p.
Art. 285 c.p.p.
Art. 121 c.p.p.
Art. 286-bis c.p.p.
Art. 313 c.p.p.
Art. 503 c.p.p.
Art. 90-ter c.p.p.
Torna all'art 299 c.p.p.