Source: https://fiscotoday.it/compliance-spesometro-e-adempimento-spontaneo-ai-fini-iva/
Timestamp: 2019-11-14 09:03:26+00:00
Document Index: 83471211

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 36']

Compliance, spesometro e adempimento spontaneo ai fini IVA – Fiscotoday
L’Agenzia delle Entrate, con le modalità previste da un Provvedimento dello scorso 8 ottobre, mette a disposizione di specifici contribuenti soggetti passivi IVA le informazioni derivanti dal confronto tra i dati comunicati dagli stessi e dai loro clienti soggetti passivi IVA – ai sensi dell’art. 21 del Dl 78/2010 – da cui risulterebbe che tali contribuenti abbiano omesso del tutto o in parte di dichiarare il volume d’affari conseguito. Gli elementi e le informazioni riportati nel Provvedimento forniscono al contribuente dati utili per una valutazione sulla correttezza dei dati di cui dispone, il che permette al contribuente di fornire elementi, fatti e circostanze ignoti al Fisco in grado di giustificare la presunta anomalia oppure di rimediare agli eventuali errori o omissioni mediante l’istituto del ravvedimento operoso.
In pratica, quelle in arrivo da settembre sono comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo ai titolari di partita IVA per i quali emergono delle differenze tra il volume d’affari dichiarato e l’importo delle operazioni comunicate alle Entrate dai contribuenti stessi e dai loro clienti (il cosiddetto spesometro).
Quali dati nelle comunicazioni
La lettera contiene i seguenti elementi:
b) il numero identificativo della comunicazione e l’anno d’imposta;
c) il codice dell’atto;
d) il totale delle operazioni comunicate dai clienti soggetti passivi IVA e di quelle effettuate nei confronti di consumatori finali (al netto dell’IVA determinata secondo l’aliquota ordinaria), comunicate dal contribuente stesso ai sensi del citato art. 21, decreto legge 78/2010;
e) le modalità attraverso le quali consultare gli elementi informativi relativi all’anomalia riscontrata.
La comunicazione con le informazioni sopra elencate viene inviata agli indirizzi di posta elettronica certificata attivati dai contribuenti: nei casi di indirizzo Pec non attivo o non registrato nell’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Ini-Pec), l’invio viene effettuato per posta ordinaria.
Il contribuente può consultare la comunicazione e le relative informazioni di dettaglio all’interno dell’area riservata del sito dell’Agenzia denominata “Cassetto fiscale”, nel quale sono resi disponibili i seguenti dati:
a) il protocollo identificativo e la data di invio della dichiarazione IVA, per il periodo d’imposta oggetto di comunicazione, nella quale le operazioni attive risultano parzialmente o totalmente omesse;
b) la somma algebrica dell’ammontare complessivo delle operazioni riportate nei righi VE24, colonna 1 (Totale imponibile), VE31 (Operazioni non imponibili a seguito di dichiarazione d’intento), VE32 (Altre operazioni non imponibili), VE33 (Operazioni esenti), VE35, colonna 1 (Operazioni con applicazione del reverse charge), VE37, colonna 1 (Operazioni effettuate nell’anno ma con imposta esigibile in anni successivi), e VE39 (Operazioni effettuate in anni precedenti ma con imposta esigibile nell’anno oggetto di comunicazione) della dichiarazione IVA;
c) l’importo della somma delle operazioni relative a:
– cessioni di beni e prestazioni di servizi comunicate dai clienti soggetti passivi IVA (art. 21, decreto legge 78/2010;
– cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di consumatori finali, comunicate dal contribuente stesso ai sensi del medesimo art. 21 e considerate al netto dell’IVA determinata secondo l’aliquota ordinaria;
d) il totale delle operazioni attive che non risulterebbero riportate nella dichiarazione IVA;
e) i dati identificativi dei clienti soggetti passivi IVA (denominazione o cognome e nome e codice fiscale);
f) l’ammontare degli acquisti comunicati da ciascuno dei clienti soggetti passivi IVA;
g) i dati identificativi dei consumatori finali comunicati dal contribuente (denominazione o cognome e nome e codice fiscale);
h) l’ammontare delle cessioni o prestazioni comunicate dal contribuente per ciascuno dei consumatori finali.
Le comunicazioni del contribuente
Il contribuente, anche mediante un intermediario abilitato, può richiedere informazioni o segnalare alle Entrate eventuali dati, elementi, fatti e circostanze sconosciuti al Fisco con le stesse modalità sopra indicate (Pec o posta ordinaria).
Una volta conosciute le informazioni e gli elementi resi disponibili dall’Agenzia, i contribuenti possono regolarizzare gli errori o le omissioni eventualmente commessi tramite l’istituto del ravvedimento (D.lgs. 472/1997, art. 13), beneficiando della riduzione delle sanzioni in base al tempo trascorso dalla commissione delle violazioni. Sarà possibile ricorrere al ravvedimento a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata ovvero che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, delle quali i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza, salvo la notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento, e inoltre il ricevimento di comunicazioni di irregolarità (artt. 36-bis, DPR 600/1973 e 54-bis, DPR 633/1972) e degli esiti del controllo formale (art. 36-ter, DPR 600/1973).