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Timestamp: 2020-04-01 11:35:16+00:00
Document Index: 125659451

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2043', 'art. 2043']

L'iscrizione illegittima di ipoteca | Commercialista Telematico
L'iscrizione illegittima di ipoteca
in caso di richiesta di danni per iscrizione illegittima di ipoteca da parte dell’agente per la riscossione, la competenza spetta al giudice civile ordinario
Sulla richiesta di risarcimento del danno per l’iscrizione illegittima di ipoteca da parte del concessionario per la riscossione decide il giudice ordinario. L’introduzione, da parte del decreto Visco-Bersani, del provvedimento di iscrizione di ipoteca nel novero degli atti impugnabili innanzi ai giudici tributari non contempla, infatti, tali richieste risarcitorie. La causa non ha ad oggetto il provvedimento d’iscrizione d’ipoteca ma il risarcimento del danno causato da un comportamento colposo del concessionario circa l’ipoteca illegittimamente iscritta. Se da un lato è vero che successivamente all’entrata in vigore dell’art. 35, c. 26-quinquies, D.L. n. 223/2006 le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del provvedimento d’iscrizione di ipoteca sugli immobili sono devolute alla giurisdizione tributaria, è anche vero che la domanda promossa dal contribuente nei confronti dell’Agente della riscossione non ha ad oggetto un rapporto tributario, quanto piuttosto l’illecito comportamento del concessionario medesimo. L’indagine sulla legittimità o meno di tale comportamento non comporta una causa di natura tributaria ma una mera questione pregiudiziale che deve essere decisa dal giudice competente. Qualora la domanda di risarcimento dei danni sia basata su comportamenti illeciti tenuti dall’Amministrazione finanziaria, la controversia, avendo ad oggetto una posizione sostanziale di diritto soggettivo del tutto indipendente dal rapporto tributario, è devoluta alla cognizione dell’autorità giudiziaria ordinaria. Tale principio è stato statuito dalla Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 14506 del 10 giugno 2013.
Nel caso di specie, la vendita di un immobile non era andata a buon fine a causa dell’ipoteca iscritta illegittimamente sullo stesso; ipoteca di cui nemmeno il venditore sapeva l’esistenza.
Gli Ermellini, dopo aver osservato che la domanda proposta nei confronti del concessionario non concerneva il rapporto tributario bensì l’illecito comportamento che lo stesso concessionario aveva tenuto nel procedere all’iscrizione di ipoteca, hanno sottolineato che “qualora la domanda di risarcimento dei danni sia basata su comportamenti illeciti tenuti dall’Amministrazione Finanziaria dello Stato o di altri enti impositori”, la controversia è devoluta alla cognizione dell’autorità giudiziaria ordinaria, “non potendo sussumersi in una delle fattispecie tipizzate che, ai sensi dell’art. 2 d.lgs. n. 546/1992, rientrano nella giurisdizione esclusiva delle Commissioni Tributarie”. Accolto il ricorso, le Sezioni Unite hanno dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario, cassando la sentenza impugnata con rinvio alla Corte di appello.
La giurisdizione, in merito alla richiesta di risarcimento del danno (patrimoniale e non) per comportamento illecito dell’Agente della riscossione nella procedura esecutiva, appartiene al giudice ordinario. La cognizione della domanda di risarcimento danni per comportamenti illeciti spetta all’autorità giudiziaria ordinaria non potendo tale controversia assumersi in una delle fattispecie tipizzate, di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 546/1992, attributive della giurisdizione esclusiva delle Commissioni Tributarie (Cass., SS.UU., Sent. n. 722/1999). Spetta al giudice ordinario, pronunciarsi sulla domanda risarcitoria, a nulla rilevando il previo annullamento dell’atto illegittimo (cd. ripudio del rapporto di pregiudizialità tra annullamento dell’atto impositivo e risarcimento del danno); in particolare, è competente il giudice ordinario e non quello tributario a conoscere, ai sensi dell’art. 2043 c.c. delle richieste di risarcimento dei danni patrimoniali ingiusti provocati al contribuente dal concessionario, a nulla rilevando che la condotta colposa si sia realizzata nell’ambito di vicende, legate da un rapporto tributario ormai esaurito. L’azione di risarcimento del danno, ex art. 2043 c.c. non è condizionata dalla necessaria…
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