Source: https://haccp.roma.it/author/staff/
Timestamp: 2020-08-03 15:27:09+00:00
Document Index: 159928463

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 2222', 'art. 29', 'art. 28']

Staff | Haccp RomaStaff | Haccp Roma
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Ultime novità del 2019 in tema di sicurezza sul lavoro
Posted on 28 Maggio 2019 28 Maggio 2019 by Staff
Come tutti sappiamo la tematica della sicurezza sul lavoro è particolarmente sensibile nel nostro paese, soprattutto da quando si è deciso di contrastare il cosiddetto fenomeno delle morti bianche, causato da incidenti in condizioni lavorative spesso precarie e senza una normativa che desse una regola seria riguardo quelli che dovevano essere gli obblighi di comunicazione e formazione all’interno di un’area lavorativa aziendale, sia da parte dei titolari o dirigenti, sia da parte dei lavoratori stessi.
L’avvento della nuova normativa sulla Sicurezza sul Lavoro con il D.Lgs. 81/08, ha contribuito a migliorare notevolmente la situazione, ma ogni anno come sappiamo, vengono introdotte delle novità in materia, soprattutto con la stesura dell’annuale Legge di Bilancio.
Per quanto riguarda il 2019, le principali novità che possiamo trovare riguardano proprio l’ultima Legge di Bilancio, ossia la Legge 30 Dicembre 2018, n.145, che è entrata in vigore con il primo giorno del nuovo anno; tra le moltissime tematiche toccate (si tratta di un documento di fondamentale importanza economica perché definisce quali sono gli obiettivi per la gestione dell’anno finanziario che sta per iniziare e per la gestione di tutto il triennio successivo), abbiamo avuto dei riferimenti ed innovazioni importanti proprio riguardo la tematica della sicurezza sul lavoro. Abbiamo deciso di parlarvi brevemente di quelle che sono state le ultime novità in materia, insieme ai nostri colleghi di Studio Zaneboni, che da anni offrono servizi di consulenza e corsi di formazione per i vari elementi aziendali che ne necessitano.
Quali sono in sintesi le novità considerate per quest’anno?
Inasprimento delle sanzioni per il datore di lavoro in caso di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro
In particolare sono previsti i seguenti aumenti di sanzioni:
Il 10% di incremento per sanzioni già previste riguardo la mancata messa in atto di quanto disposto nel cosiddetto Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (stiamo parlando ovviamente del D.Lgs. 81/08 che, lo ricordiamo, riguarda tutte le forze lavorative che possiamo trovare all’interno di un comparto aziendale, dal titolare ai dirigenti, passando soprattutto per le forze lavorative. Il decreto principalmente parla di come può correttamente avvenire la formazione di esse in tema di sicurezza, e soprattutto definisce in modo preciso quali sono gli obblighi e i diritti e le documentazioni necessarie per essere in regola e per consentire di lavorare in un ambiente il più possibile privo di fonti di rischio per l’incolumità di chi ogni giorno lavora al suo interno)
Sanzioni che possono essere addirittura raddoppiate fino al 20% in caso di: A) Utilizzo di forza lavoro che avviene senza aver preventivamente fatto apposita comunicazione al relativo Centro per l’impiego B) Irregolarità nella somministrazione del lavoro C) Mancata osservanza dei regolamenti riguardanti gli orari di lavoro D) Non comunicazione del distacco estero.
Quest’ultima serie di sanzioni prevede il raddoppio se, durante i precedenti 3 anni, il datore si era visto applicare altre sanzioni o ammende relative a questo genere di violazioni (si parla, quindi, di reiterazione della violazione stessa).
Aumento di organico riguardante l’Ispettorato Nazionale del Lavoro
Come sappiamo, questo organo ha il compito di vigilare sull’intero territorio nazionale relativamente all’applicazione delle normative in materia di lavoro, contribuzione, assicurazione obbligatoria e di legislazione sociale, oltre a vigilare sulla tutela della salute e sicurezza dei dipendenti.
L’ultima novità prevista relativamente a questo organo, è la decisione di aumentare il numero di ispettori e personale al suo interno, nei prossimi 3 anni (si parla di circa 300 assunzioni per ogni anno, quasi tutte con finalità ispettiva).
Questo tipo di decisione viene ritenuta necessaria per contrastare il sempre crescente fenomeno delle irregolarità all’interno del mondo del lavoro e per garantire che venga tutelata la salute e sicurezza dei lavoratori.
Diminuzione di tariffe e premi per contributi INAIL e diminuzioni di finanziamenti
Tramite l’ultima Legge di Bilancio viene prevista una riduzione relativa alle tariffe che ogni azienda deve versare all’INAIL, riguardante le assicurazioni per infortuni sul lavoro. La riduzione riguarda il periodo 2019-2021. Minori tariffe comportano ovviamente minori entrate per l’Istituto (oltre 400 milioni per il primo anno, salendo fino ad oltre 500 nel 2020 e circa 600 nel 2021), che andranno a ripercuotersi sulle risorse che verranno destinate per finanziare progetti di investimento e formazione, relativamente alla tematica della salute e sicurezza sul lavoro.
Controllo e prevenzione degli incendi in luoghi della cultura
Si è previsto che il Ministero per i beni e le attività culturali provveda a fare una ricognizione di tutti i vari istituti e luoghi di cultura o comunque sottoposti a vincoli paesaggistici e culturali. Una volta effettuata tale ricognizione, si stabilisce che venga effettuata, nei limiti delle risorse disponibili, la messa a norma di eventuali criticità rilevate in materia di prevenzione incendi.
Si stabilisce, inoltre, una deroga per l’adeguamento alle disposizioni antincendio per tutte le strutture ricettive che hanno subito danni dalle criticità ambientali dello scorso 2 Ottobre; tale proroga è prevista fino al prossimo 31 Dicembre.
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Posted on 15 Maggio 2019 21 Maggio 2020 by Staff
Haccp Test Online: cosa sono?
Per Test Haccp si intende una simulazione online che vi permette di vautare il vostro grado di preparazione per il raggiungimento della certificazione Haccp.
Per Certificazione Haccp si intende un sistema di controllo ed un insieme di procedure e regole che garantiscono l’adozione di tutte le misure di sicurezza in materia alimentare, dall’igiene alla sicurezza degli alimenti e delle bevande, sino ai controlli delle diverse fasi di lavorazione, trasporto e conservazione degli alimenti.
Questa certificazione è obbligatoria per tutte le categorie professionali che operano nel settore alimentare e che, in diversa misura, entrano in contatto direttamente oppure indirettamente con gli alimenti.
Se intendete effettuare una simulazione dell’haccp test online potete trovare diversi siti che simulano quiz haccp per esercitazione. Vi citiamo due esempi: haccp test 1 e Quiz Haccp. Entrambi sono dei simulatori con domande e risposte del test haccp, senza alcun valore. Non ci sono correttori fisici che controlleranno il vostro test haccp ma sono un modo per esercitarvi e prepararvi al vero esame haccp a cui ogni frequentate del corso verrà sottoposto.
Il Protocollo Haccp: La Normativa Europea introdotta nel 1997
Il Protocollo HACCP, acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points, è stato introdotto nel 1997 con l’obiettivo di promuovere e migliorare, come prevenzione, tutti i possibili pericoli e problemi nelle diverse fasi di produzione, stoccaggio, conservazione e somministrazione di alimenti e bevande. Il controllo di tutte le procedure richiede molta attenzione, per questo motivo molte aziende si affidano a consulenti e professionisti certificati nel protocollo HACCP, una delle migliori soluzioni per rimanere sempre aggiornati ed in regola sulla normativa Europea, per la redazione di manuali HACCP, per i corsi di formazione e per una consulenza più ampia su tutto quello che può riguardare la consulenza per la sicurezza alimentare.
Consulenza e Corsi Haccp a Roma
Haccp a Roma è una realtà ormai consolidata nella consulenza aziendale per la sicurezza alimentare. Può gestire la formazione per il personale che entra direttamente ed indirettamente a contatto con gli alimenti. Offre la possibilità di seguire corsi per tutte le categorie di operatori del settore alimentare, dai Camerieri ai Magazzinieri, Corsi HACCP per Cuochi, pizzaioli, pasticcieri e Barman oltre che per i titolari e per i responsabili di aziende che operano nel settore alimentare. I Corsi Haccp sono riconosciuti e approvati con attestati validi in Italia ed in Europa. Per chi ha l’esigenza di ottenere un certificato Haccp e per le aziende che vogliono formare il proprio personale, l’azienda Haccp Roma è certificata in tutta Italia e potrà fornire all’occorrenza un consulente in sede per controllare e mettere in regola la tua azienda sulla base delle ultime direttive in materia di sicurezza alimentare.
Seguire un Corso Online per la certificazione Haccp
Oltre che dal vivo, negli ultimi tempi è stata introdotta la possibilità di seguire i Test per la certificazione Haccp anche online. Grazie a questa possibilità si riescono a raggiungere sempre più persone e si riesce anche a rispondere alle diverse esigenze, lavorative e non, di più persone. I Corsi online di Haccp sono facili e semplici da seguire, si potranno comprendere quali sono le principali norme in materia di sicurezza alimentare e si potranno inoltre organizzare corsi diversi anche in base alle specifiche esigenze delle diverse aziende. Tutti i corsi sono riconosciuti e approvati dal TAR che rilascia conferma della validità dopo il superamento dell’esame.
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Posted on 30 Aprile 2019 30 Aprile 2019 by Staff
Corso per Rspp: chi lo può fare?
L’ RSPP: una figura professionale in continuo aggiornamento. La sicurezza sui luoghi di lavoro è disciplinata dal Testo Unico sulla Sicurezza e Salute dei lavoratori secondo il D.Lgs 81/08.
In base a questa legge ogni azienda è obbligata a nominare la figura dell’RSPP, ovvero il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione.
L’RSPP può essere nominato scegliendo tra un soggetto interno all’azienda, che solitamente è il datore di lavoro, oppure facendo riferimento ad una persona esterna, come un consulente del lavoro o un lavoratore dell’azienda stessa.
In base al Testo Unico sulla sicurezza, se l’azienda non nomina l’RSPP commette una violazione grave, che può essere punita con una multa pecuniaria variabile tra i 2500 euro e i 6400 euro, per arrivare fino alla sospensione dell’attività lavorativa.
La figura dell’RSPP oltre a frequentare un corso per rspp deve avere delle adeguate capacità professionali e dei requisiti in termini di preparazione, proporzionali al tipo di rischi che si possono presentare nell’azienda, relativamente all’attività svolta.
Il D.lgs 81/08 stabilisce che il ruolo dell’RSPP può essere assunto dal datore di lavoro stesso, in determinati casi elencati nell’allegato II del regolamento. In particolare:
1. Aziende artigiane ed industriali che abbiano fino a 30 dipendenti (sono escluse da questa categoria le industrie che sono soggette ad obbligo di notifica in base al decreto n.175 del 17/025/88, quali le centrali termoelettriche, i laboratori nucleari, le aziende minerarie ed estrattive, le aziende che fabbricano esplosivi, le strutture di cura pubbliche ed anche private);
2. aziende agricole e zootecniche che abbiano fino a 30 dipendenti ;
3. aziende rientrati nella categoria pesca con non più di 20 dipendenti ,
4. altre aziende che abbiano un massimo di 200 dipendenti .
Il datore di lavoro che assume l’incarico di RSPP ha l’obbligo di partecipare ai corsi rspp di formazione specifici per tale figura. La durata dei corsi ed il loro contenuto formativo sono classificati a seconda del rischio dell’azienda. In particolare si ha:
1. azienda con rischio di infortunio basso – corso RSPP per il datore di lavoro di 16 ore;
2. azienda con rischio di infortunio medio – corso RSPP per il datore di lavoro di 32 ore;
3. azienda con rischio di infortunio alto – corso RSPP per il datore di lavoro di 48 ore;
Il livello di rischio in cui si classifica l’azienda si può individuare consultando l’allegato II dell’Accordo Stato Regioni del 21/12/11.
Formazione rspp: in cosa consiste?
La figura dell’RSPP esterno all’azienda, viene nominata solitamente dal datore di lavoro, facendo riferimento ad un consulente esterno o al personale interno.
IL decreto 81/08 stabilisce che l’RSPP esterno deve possedere come titolo di studio almeno il diploma di scuola secondaria e deve partecipare ad un corso di formazione della durata di 40 ore (e al periodico corso aggiornamento rspp).
I contenuti del corso riguardano la gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro, la gestione della formazione dei lavoratori, le possibili fonti di rischio in azienda oltre che le misure di prevenzione che si possono attuare per evitare gli infortuni.
I corsi si svolgono con approfondimenti esemplificativi oltre che prove pratiche
Al termine del corso viene rilasciato un attestato di frequenza con la verifica dell’apprendimento.
Esistono tre moduli di corso RSPP (modulo a rspp – modulo b rspp – modulo c rspp):
corso rspp modulo A – con contenuti validi per ogni settore aziendale, tale modulo è introduttivo, dura 28 ore e si può effettuare anche in modalità e-learning;
corso rspp modulo B – della durata di 48 ore, è un corso di specializzazione specificio per RSPP, da effettuare solo in aula;
corso rspp modulo C – corso della durata di 24 ore, è un corso specifico di comunicazione e si può frequentare solo in aula.
Se si vuole diventare un RSPP esterno è obbligatorio frequentare tutti e tre i moduli. I laureati in ingegneria (appartenenti ad una classe di esenzione prevista dal Testo Unico), sono esonerati dalla frequentazione del modulo A e B.
Per frequentare un corso rspp online contattateci personalmente per conoscere i requisiti di accesso. Corso Rspp Online
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Haccp Online, cos’è?
Cos’è il documento haccp?
L’attestato HACCP, acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Point, che regolarizza la prevenzione per controllare sia la produzione che la somministrazione di essi. Dunque questo certificato si impegna a diffondere la buona igiene, che si dovrebbe avere quando si manipolano gli alimenti, in modo tale da evitare contaminazioni batteriche, per vendere al cliente o al consumatore prodotti sicuri sanitariamente.
In Italia è obbligatoria l’abilitazione HACCP, che ha sostituito il semplice libretto sanitario per manipolare gli alimenti. Questo libretto era necessario per lavorare e produrre alimenti oppure per vendere cibi e bevande. HACCP, dunque, è un sistema che permette ad aziende e ristoranti di autocontrollare il proprio igiene, tramite il personale che parteciperà al corso.
I tre corsi HACCP online
Diversamente da come si pensa i corsi HACCP sono di tre tipi, diversi in base al ruolo di chi lavorerà con quel determinato ruolo nell’industa dell’alimentazione:
corso per responsabili alimentari, che permette al candidato di studiare le normative regionali;
corso per addetti che manipolano alimenti, dedicato a tutti i lavoratori che toccano gli alimenti;
corso per addetti che non manipolano alimenti, per tutti coloro che trasportano ma non toccano direttamente il cibo.
L’ultima categoria è una novità nel settore, in quanto con il vecchio sistema non si doveva prendere il libretto sanitario.
I corsi HACCP online, sono identici a quelli seguiti fisicamente in sede e hanno la durata di: dodici ore, per quello di responsabile alimentare;
otto ore, per chi si occupa di manipolare gli alimenti;
quattro ore, per colui che non manipola gli alimenti.
Terminato il corso, si dovrà superare il test per valutare se gli insegnamenti sono stati appresi correttamente. Una volta passato il test, si otterrà l’attestato HACCP, indispensabile per lavorare nel settore della produzione e della somministrazione di alimenti.
Si può rinnovare l’attestato HACCP online?
L’attestato HACCP va rinnovato a cadenza di anni differenti, in base alla regione dove è stato conseguito. Se invece le autorità lo richiedono, deve essere rinnovato prima della scadenza. Per fare ciò bisogna ripetere il corso e superare nuovamente l’esame.
Argomenti studiati nel corso HACCP
Nel corso vengono seguite diverse materie, fondamentalmente tutti si occupano di sicurezza sanitaria alimentare. Il tipico corso, online o fisico, comprenderà: chimica, fisica e biologia;
anche se approfondite molto superficialmente e solo il necessario per manipolare gli alimenti, utili per capire come si possono contaminare gli alimenti, ma soprattutto come prevenirlo;
un approfondimento dettaglio su come trattare gli alimenti e del sistema HACCP;
la sanificazione, cioè le pratiche che mantengono l’ambiente di lavoro salubre;
la creazione del piano di autocontrollo HACCP presso il luogo di lavoro.
Corso HACCP online Responsabile industria alimentare, quanto costa?
Il prezzo del corso online è molto a discrezione di chi lo effettua. Può variare da minimo 20 euro più iva a oltre 50 euro più iva. Però non si può scegliere solo in base al costo. Infatti è importante anche avere strumenti per la preparazione al corso, ciò è indispensabile per superare il test o no.
Corso HACCP online di addetto che manipola alimenti, quanto costa?
Il costo di questo corso è simile a quello per il responsabile di azienda, quindi 20 euro più iva come prezzo minimo, fino ad arrivare a 50 euro più iva. Certi corsi permettono di partecipare ad essi, per poi pagare per ricevere l’attestato.
Corso HACCP online per addetto che non manipola alimenti, quanto costa?
Rispetto ai precedenti anche questo viene a costare meno di 20 euro più iva al minimo, per arrivare intorno ai 50 euro più iva per quelli più completi. Anche se questo corso è il più breve dei tre, la didattica è molto importante quindi è consigliabile non scegliere il corso solo per la convenienza economica. Infatti è importante considerare gli strumenti che verranno messi a disposizione dal corso.
L’attestato è indispensabile per lavorare con gli alimenti, dunque il discorso sulla convenienza è futile. Infatti senza si può lavorare solo illegalmente, essendo sprovvisti di HACCP. Quindi è consigliabile prenderlo subito, in modo tale da riuscire a trovare il lavoro durante una stagione al mare. Presentandosi ad un collloquio senza l’attestato, si viene spesso rifiutati, per preferire un lavoratore che lo possiede. Il costo è comunque minimo, deve essere rinnovato ogni due anni in base alla regione, se si ricerca un lavoro nel settore è molto comodo averlo conseguito.
Difficoltà del test
Il test da svolgere una volta terminato il corso HACCP non è difficile, ma bisogna conoscere tutto ciò che è stato analizzato alle lezioni. L’importante è studiare, anche se non eccessivamente. Il test non è studiato per complicare la vita ai partecipanti, bensì per controllare se chi ha partecipato al corso conosce realmente cosa sta facendo. Basterà seguire i corsi assiduamente, per superare il test senza problemi. In caso di fallimento, l’esame può essere ripetuto diverse volte, basterà solo pagare le spese nuovamente per il corso e il test.
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Corso RLS: diventare rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Posted on 1 Agosto 2018 1 Agosto 2018 by Staff
Nonostante l’importanza di avere in azienda un RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), non tutti conoscono bene quali siano i compiti, le procedure di formazione e le modalità di elezione di questa figura aziendale. Cerchiamo di comprendere insieme come funzionano corso e nomina RLS, partendo, prima di tutto, dalla definizione dei suoi compiti e delle sue responsabilità.
RLS: chi è?
RLS è un acronimo che sta per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Si tratta di una persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori in materia di sicurezza e salute sul lavoro.
Tutte le aziende con lavoratori nel proprio organico, tra i quali vengono intesi anche i soci, gli stagisti, i tirocinanti e i lavoratori con contratti a tempo determinato, devono avere la possibilità di far riferimento a questa figura il cui compito, di fatto, è quello di fare da intermediario tra i dipendenti e il datore di lavoro.
Un RLS deve essere opportunamente formato allo svolgimento dei suoi compiti e deve essere un competente portavoce delle richieste avanzate dai lavoratori. Allo stesso tempo, ha il dovere di supportare il datore di lavoro nella messa a punto di condizioni lavorative rispettose della sicurezza e della salubrità, oltre che di procedure tese alla riduzione dei rischi.
Il RLS può essere eletto direttamente dai lavoratori, internamente o a livello territoriale, o designato dalle rappresentanze sindacali presenti nell’azienda. In entrambi i casi, comunque, devono sussistere determinate condizioni, in base alle quali si può optare per l’una o per le altre soluzioni.
RLS e RLST: quando il rappresentante è territoriale?
Il RLS può essere nominato per ciascuna singola azienda o, nel caso di attività di dimensioni ristrette, essere designato a livello territoriale.
In aziende con un numero di dipendenti inferiore a 15 lavoratori, il RLS può essere scelto tra quelli territoriali secondo le modalità previste contratto collettivo.
Se, invece, il numero dei dipendenti dell’azienda è superiore a 15, il RLS viene nominato tra i rappresentanti sindacali o, in assenza di questi, tra i lavoratori stessi.
Quanti sono i RLS all’interno di un’azienda?
Il numero di RLS per attività varia in base alla dimensione dell’azienda in termini di dipendenti assunti.
In particolare, per imprese con un numero di lavoratori che non superi i 200 uomini, deve essere nominato almeno un RLS. Le aziende con massimo 1000 dipendenti, invece, devono provvedere all’individuazione di almeno 3 RLS. Se, infine, un’attività è di dimensioni maggiori, contando oltre 1000 dipendenti, i RLS devono essere almeno sei.
La formazione: come si diventa RLS?
Il RLS può diventare tale dopo aver partecipato a un corso preparatorio in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il percorso formativo mira a offrire al RLS una panoramica quanto più completa possibile sui rischi specifici esistenti nei settori in cui esercita la sua rappresentanza. In questo modo il RLS sarà preparato alle situazioni di fronte alle quali si troverà a intervenire e acquisirà le giuste competenze riguardanti le tecniche di controllo e prevenzione dei rischi.
L’organizzazione del corso di formazione varia in base al contratto collettivo adottato dall’azienda in cui opera il RLS. In generale, però, il corso iniziale ha una durata minima di 32 ore.
Il RLS è, inoltre, soggetto a un aggiornamento continuo disciplinato dal contratto collettivo nazionale, secondo il quale è necessario seguire un corso formativo di almeno 4 ore all’anno, per le imprese con un numero di lavoratori compreso tra 15 e 50, e di minimo 8 ore all’anno, per le attività con oltre 50 dipendenti.
Ma cosa fa un RLS?
I compiti di un RLS sono diversi e, come già detto, tutti legati alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, oltre che alla prevenzione dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività lavorativa.
Il RLS ha diritto di accedere ai luoghi di lavoro per controllare il rispetto delle indicazioni di sicurezza fornite dal datore di lavoro. Viene consultato per la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, per la designazione delle figure deputate al controllo della sicurezza e per l’organizzazione delle attività di formazione. Promuove e propone l’attuazione di misure preventive per la salvaguardia della salute dei lavoratori, informa i responsabili dell’azienda di eventuali rischi riscontrati nel corso dell’attività e può rivolgersi alle autorità quando ritiene che le misure di prevenzione e protezione adottate non sono adeguate a garantire salute e sicurezza dei lavoratori.
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Dvr cos’è e chi redige il DVR?
Il DVR (Documento di valutazione dei rischi) è un documento che contiene la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e, per legge, al suo interno devono essere riportate anche tutte le informazioni relative alle sostanze o ai preparati chimici usati per le fasi di lavoro previste dall’attività. Con questo strumento, il Datore di lavoro, effettua una stima del rischio che si verifichi un evento dannoso per i dipendenti e l’entità dello stesso. Inoltre per ogni rischio individuato vengono definite quali sono le misure di prevenzione e di protezione da adottare durante le fasi di lavoro per ridurre le probabilità di rischio e contenere i danni.
Per la redazione del DVR, il Datore di lavoro, deve fare riferimento al D.Lgs. 81/2008 e in particolare all’art. 28 dove sono elencati tutti i possibili rischi, inclusi lo stress lavoro correlato e i rischi delle donne in stato di gravidanza. Questi sono due aspetti che nell’ultimo decennio hanno assunto sempre maggiore rilevanza nell’ambito della valutazione dei rischi sul lavoro. Il DVR è il documento cardine del “Testo unico sula sicurezza sul lavoro” e oltre all’art. 28 è disciplinato anche all’art. 17 del D.Lgs. 81/2008.
L’art. 17 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce l’obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi per tutti i Datori di lavoro che hanno assunto almeno un dipendente. La valutazione dei rischi e la nomina del Responsabile del Servizio di Sicurezza e Prevenzione (RSPP) sono due adempimenti che non possono essere delegati. Per i lavoratori autonomi e le imprese familiari, la normativa rimanda all’art. 2222 del Codice Civile.
Il Datore di lavoro, per la redazione del DVR, può scegliere di avvalersi di alcune figure: il RSPP che pianifica le misure di protezione e prevenzione, il Medico Competente che predispone il protocollo di sorveglianza sanitaria e il RLS (Responsabile dei Lavoratori). Il Responsabile dei Lavoratori deve essere consultato preventivamente e il Datore di lavoro deve consegnargli una copia del DVR per presa visione. I RLS ha facoltà di esprimere considerazioni sul merito del documento che hanno un valore di tipo “consulenziale”, ma devono essere riportate in calce al DVR.
Il Ministero del Lavoro dal 01/06/2013 ha introdotto una nuova metodologia, di tipo standardizzato, per la redazione del DVR, con limiti differenti per le imprese che hanno sino a 10 dipendenti e per quelle che hanno fino a 50 lavoratori.
DVR e data certa: cosa significa?
Datore di lavoro, RSPP, Medico competente e RLS devono garantire che il DVR abbia data certa. Gli strumenti per la certificazione sono stati definiti dal Garante della protezione dei dati personali con Provvedimento del 05/12/2000: timbro postale, marca temporale, invio a mezzo PEC, sottoscrizione del documento in tutte le sue pagine. La data certa del Documento di Valutazione dei Rischi è importante per dimostrare che la redazione sia stata effettuata prima di un’ispezione o di un infortunio sul lavoro.
Parlare di scadenza del DVR non è corretto, perché il documento deve essere aggiornato durante l’esercizio dell’impresa. Dopo la redazione e l’apposizione della data certa, il DVR non può essere conservato in archivio perché attesta tutti i cambiamenti dell’azienda. L’art. 29 comma 3 del Testo Unico per la Sicurzza, stabilisce i casi di revisione del documento: introduzione di nuovi attrezzi, macchinari o sostanze pericolose; nuova sede, attività e organigramma aziendale; presenza di infortuni e malattie professionali.
Come redigere il DVR?
La redazione del DVR è un’attività complessa e richiede una fase preliminare per la ricerca di dati e informazioni sull’azienda, a partire dai dati anagrafici, il numero degli addetti, le mansioni svolte, tutte le fasi del processo produttivo, la descrizione dettagliata degli ambienti di lavoro, i macchinari e le sostanze utilizzate (incluse le schede tecniche), i dispositivi di protezione individuale (DPI), le denunce INAIL e anche eventuali verbali di prescrizione.
Quali sono gli errori del DVR?
Il DVR deve essere redatto secondo la normativa vigente, ma spesso la stesura del documento non è corretta. Ci sono degli errori comuni per quanto riguarda il DVR, come l’incompletezza e l’incongruenza dei dati riportati, il mancato aggiornamento in seguito ai cambiamenti sopravvenuti nelle fasi produttive o alle sostanze utilizzate e la mancata individuazione delle procedure per attuare le misure da realizzare (ai sensi dell’art. 28 comma 1 lettera d) del D.Lgs. 81/2008).
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RSPP: significato, compiti rspp e requisiti
Posted on 27 Giugno 2018 30 Aprile 2019 by Staff
Il significato di RSPP si deduce dall’acronimo Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, si tratta di una figura obbligatoria che non deve mancare in nessun luogo di lavoro, con funzioni e compiti indicati dalla legge al fine di salvaguardare la sicurezza dei lavoratori.
Il rspp è una presenza indispensabile in tutti i settori. Uffici, negozi, scuole, cantieri edili e imprese in qualsiasi luogo di lavoro deve essere presente un responsabile che si occupi di prevenire ogni situazione di rischio e salvaguardi il benessere dei lavoratori.
Normativa per i responsabili sicurezza
La funzione principale del Rspp è quella di elaborare e mettere in atto tutte le procedure necessarie a proteggere i lavoratori, analizzando gli ambienti e cercando di prevenire eventuali condizioni di rischio che possano minare la sicurezza e la salute dei dipendenti. Una figura professionale introdotta dal Governo italiano nel 1994 e regolato dal decreto legislativo n. 81 del 2008, con il quale sono state recepite nell’ordinamento giuridico nazionale le Direttive Europee riguardanti il miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute dei lavoratori.
Obblighi e Compiti RSPP
Il Testo Unico relativo alla Salute e Sicurezza sul Lavoro, indica i compiti del Rspp. In particolare, quest’ultimo deve occuparsi della gestione delle persone, dei sistemi e dei mezzi esterni o interni all’azienda utili a svolgere le attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali i lavoratori. Il responsabile ha l’obbligo di redigere Documento delle Valutazione dei Rischi,in collaborazione con il datore di lavoro, il medico competente e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
La valutazione dei rischi deve essere effettuata tenendo conto di tutti i pericoli relativi al tipo di attività svolta e deve anche quantificare il rischio e la probabilità che i pericoli si tramutino in danno, di cui si deve valutare anche la potenzialità di ciascuno di essi. La redazione del documento che deve avvenire in forma scritta, avere data certa e deve contenere misure utili non solo alla prevenzione di ogni forma di rischio ma anche un programma per apportare miglioramenti nel tempo.
L’Rspp deve proporre programmi di formazione dei lavoratori e informarli sui comportamenti da tenere in azienda e sui pericoli delle attività svolte. Inoltre, deve partecipare a riunione periodiche indette dal datore di lavoro insieme al medico e ai rappresentanti della sicurezza.
Il responsabile può essere un soggetto interno dell’impresa o un professionista esterno e viene scelto e nominato dal datore di lavoro. Quest’ultimo può svolgere i compiti del RSPP, nel rispetto di alcuni parametri indicati nel decreto legislativo, per alcuni tipi di aziende e in base al numero di lavoratori impiegati. In particolare, il datore di lavoro può anche ricoprire il ruolo di Rspp nelle aziende artigiane, industriali, agricole e zootecniche con un massimo di 30 impiegati, o di 20 in quelle di pesca. Negli altri settori se non superano i 200 dipendenti.
Rssp: requisiti e corsi di formazione
Per svolgere il ruolo di Rspp sono necessari determinati requisiti indicati nell’articolo 32 del decreto legislativo 81/2008. Il responsabile deve avere capacità e competenze professionale adeguate al ruolo da ricoprire e in relazione alla tipologia di azienda in cui deve svolgere il suo incarico. In particolare, è necessario il possesso di un diploma di scuola superiore o aver svolto per almeno sei mesi il ruolo di Rspp, con una documentazione che lo attesti. Inoltre, deve avere frequentato corsi di abilitazione.
Corsi formazione abilitanti per diventare rspp
Relativamente ai corsi abilitanti obbligatori, detti anche moduli, si possono frequentare quelli che vengono organizzati periodicamente da enti specializzati, come Hccp di Roma.
Per ottenere l’abilitazione a Rspp è indispensabile frequentare:
– il Modulo A o corso base di 28 ore, propedeutico al B e C, necessario ad apprendere i contenuti della normativa relativa alla sicurezza dei luoghi di lavoro e responsabilità e funzioni del Rspp.
– il Modulo B per acquisire le competenze in un determinato settore di 48 ore. Il corso per alcuni settori prevede ore aggiuntive.
– il Modulo C di 24 ore, necessario ad apprendere informazioni relative ai rischi psicosociali, di natura ergonomica, da organizzazione del lavoro, da turnazione e derivanti da stress lavoro-correlato.
Inoltre, l’Rspp deve obbligatoriamente aggiornarsi periodicamente con percorsi formativi specifici, raggiungendo almeno le 40 ore in 5 anni, nel rispetto degli indirizzi stabiliti dell’accordo Stato/Regione del 7 luglio 2016.
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Haccp azienda agricola e cantina vinicola: leggi per la produzione primaria
Posted on 25 Maggio 2018 29 Maggio 2018 by Staff
Perché le cantine vinicole e le aziende agricole hanno bisogno dell’haccp?
Secondo il Decreto Legislativo 155/97 il titolare di un’attività di produzione primaria o somministrazione di alimenti e bevande, dalla lavorazione delle materie prime, all’eventuale confezionamento di tali prodotti ed al loro trasporto e manipolazione, ha l’obbligo di essere formato e di formare i suoi dipendenti, al fine di rispondere a corrette procedure che garantiscano la sicurezza per il consumatore.
Consulenza e Corsi Haccp, haccp.roma.it, attraverso i suoi corsi destinati a tutte le categorie di operatori di settore alimentare, garantisce una formazione seria ed idonea atta a preparare i futuri lavoratori ad un operato responsabile e consapevole ed un riconoscimento del percorso fatto valido su tutto il territorio nazionale e dell’Unione Europea.
Corretta igiene e conservazione e degli alimenti sono solo alcuni degli aspetti che vanno indagati all’interno di un mondo estremamente eterogeneo che contempla sia norme che regolamentano le varie fasi del lavorazione del prodotto, che l’idoneità dell’ambiente all’interno del quale ne avviene la manipolazione.
E’ fondamentale che nella scelta di operare in questo settore si sia consapevoli della responsabilità che la lavorazione e somministrazione di alimenti e bevande richiede, sia che si sia impegnati in filiera di produzione che al servizio a tavola.
Haccp è la sigla che letteralmente significa “Analisi dei rischi e controllo dei punti critici”
Questo vuol dire che la conoscenza di tutte le fasi che regolamentano la produzione di un elaborato alimentare, nonché la capacità di adottare tutte quelle misure atte allo scopo di prevenire, controllare appunto e garantirne una corretta manipolazione e trattamento, è chiaramente esplicata da regole e procedure dalle quali non si può prescindere.
Garanzia di sicurezza e di igiene nel processo di lavorazione, conservazione del prodotto, confezionamento o in alternativa trasformazione, commestibilità dello stesso, attraverso la determinazione dei punti critici CCP nelle varie fasi, debbono sottostare ad un controllo rigoroso che ne elimini o riduca al minimo la percentuale di rischio e ne contempli la prevenzione.
Il conseguimento dell’attestato HACCP a Roma, haccp.roma.it, attraverso i propri corsi approvati dal TAR e con validità nazionale ed Europea, come percorso di consapevolezza di tutto ciò che ruota attorno al processo alimentare, sta a dimostrare con atto formale che il lavoratore di settore, ha acquisito tutte quelle nozioni atte a garantire la sicurezza ed a renderlo idoneo a tale attività.
In merito alla serietà dell’argomento ed alle disposizioni dell’Unione europea a tutela del consumatore è obbligatorio procedere con serietà e coscienza ad una corretta formazione..
Haccp per la produzione primaria
Le cantine vinicole e le aziende agricole
Sia le cantine vinicole che le aziende agricole sono equiparate in merito alle regolamentazioni dell’ HACCP.
Entrambe prevedono un’ applicazione, nelle fasi di produzione del prodotto, di monitoraggio sia sulla corretta procedura d’impianto, che delle successive verifiche.
Debbono sottostare ad una severa regolamentazione di tutti i criteri adottati di cura della materia prima al fine di individuare gli eventuali punti critici che potrebbero inquinare il prodotto e rappresentare un pericolo per la salute dell’uomo.
Obbligatorio vigilare sulle attrezzature adottate, sugli agenti adoperati nella coltivazione, come su tutti quei pericoli che si identificano nelle aziende agricole, in chimici, sulle materie prime, fisici, pericoli di contaminazione delle materie alimentari e biologici (tra i più comuni infestanti dei generi alimentari topi, anobio del pane, larve di mosca), aghi da carne rotti in allevamento, contaminazione di vetro, plastiche, foraggi.
Mentre per le aziende agricole, settore allevamento e coltivazione presentano un quadro fortemente variegato di intervento, che naturalmente il corso a Roma haccp.roma.it preparerà ad affrontare, le cantine vinicole si possono brevemente ridurre a 2 tipologie, la cui differenza sostanziale è da rilevarsi nella quantità di materia prima prodotta.
Disporranno di unico locale all’interno del quale verranno svolte tutte le attività finalizzate alla produzione, con l’intesa che lo stesso possa prevedere la dislocazione di tutta una serie di spazi adatti a poter consentire la lavorazione.
Tutte le superfici, sia per l’azienda agricola che per la cantina vinicola, che siano atte ad ospitare le materie prime a qualunque titolo, dovranno essere adeguate, secondo le indicazioni di legge, all’applicazione delle norme igienico sanitarie previste, contemplando oltre agli spazi destinati alle varie lavorazioni, zona lavaggio e servizi igienici.
Questi ultimi concepiti rispondendo a tutta una serie di accorgimenti atti all’igiene personale e sottoposti a verifiche di idoneità, dovranno essere abilitati al fine di non trasferire alle materie lavorate agenti inquinanti.
Procedure e controlli di lavorazione saranno d’obbligo al fine di introdurre in commercio un prodotto sicuro ed integro.
Mentre esaurire il complesso meccanismo che ruota intorno all’azienda agricola in questo assunto non è possibile, aspetto evaso nel corso a Roma haccp.roma.it, per quanto riguarda la produzione di uve non si rilevano fattori ad alto rischio di criticità.
Come per le altre aziende di produzione nel settore alimentare, quelle agricole e vinicole dovranno rispondere agli adeguamenti previsti dal pacchetto d’igiene europeo e fornire tutta una serie di informazioni relative ai sistemi adottati per la coltivazione con annessa identificazione di competenze e responsabilità.
Avranno obbligo di registrare tutti gli interventi nelle varie fasi di produzione, ed infine assicurarsi che il prodotto finale abbia tracciabilità secondo il regolamento la Direttiva europea 178 2002.
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Posted on 30 Marzo 2018 11 Maggio 2018 by Staff
La certificazione Haccp ristorante è molto importante per chiunque operi nel settore alimentare perché dimostra, in modo ufficiale, il rispetto delle normative di legge in materia. Per ottenere l’Haccp, acronimo di “Hazard Analysis Critical Control Point” (Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici) è indispensabile seguire corsi ad hoc. In Italia sono numerosi gli enti che rilasciano certificazioni Haccp, fra questi si distingue Advice Srl, con sede a Roma, specializzata da anni nel settore. Oltre a corsi per Haccp per ristorante, disponibili anche online, Advice Srl propone utili consulenze per i professionisti che vogliono formarsi “a norma di legge”.
Il Manuale Haccp per ristoranti: cos’è e cosa comprende
Come premesso, l’Haccp per ristorante è una certificazione che dimostra a livello giuridico il proprio adeguamento alla Normativa di legge in materia di igiene alimentare. E’ il regolamento europeo a indicare le linee guida generali relative all’applicazione del sistema Haccp, ispirandosi al codice alimentare del 2003.
Le aziende interessate, non solo ristoranti ma anche locali e bar, devono seguire in modo certosino questi protocolli e il responsabile, dopo aver seguito un apposito corso per ottenere l’attestato Haccp, deve assicurare l’applicazione del documento di autocontrollo degli alimenti, chiamato Manuale Haccp per ristoranti. Il Manuale include le diverse attività coinvolte nella preparazione, conservazione e servizio svolti nel locale. Dopo una descrizione iniziale generica, comprende tutta la documentazione di natura operativa.
Nel dettaglio i punti elencati sono: manutenzione delle attrezzature e dei locali, procedure adottate per l’igiene dei locali, presenza di eventuali infestazioni, regole di igiene e preparazione del personale, gestione, conservazione e preparazione dei cibi, rintracciabilità delle materie prime, gestione e pulizia del locale e dei rifiuti, formazione e schede di autocontrollo da compilare periodicamente. E’ importante includere anche riferimenti normativi, i dati dell’azienda, la descrizione del gruppo di lavoro capitanato da un responsabile Haccp, l’elenco dei dipendenti.
Trattandosi di un documento fondamentale, bisogna redigerlo in maniera corretta, senza saltare alcun punto, e per questo è opportuno richiedere una consulenza a professionisti accreditati. Nella capitale una delle aziende più preparate nel settore è sicuramente Advice Srl, che oltre a proporre corsi ad hoc offre consulenze Haccp a Roma per qualunque tipo di azienda alimentare.
Ma in definitiva qual è lo scopo del Manuale Haccp per ristoranti? Salvaguardare la salubrità di cibi e bevande somministrati al pubblico prevenendo rischi per l’igiene e la sicurezza. I controlli vengono solitamente eseguiti dall’ASL, anche senza preavviso, e chi non rispetta tutta la normativa rischia pesanti sanzioni.
Haccp ristorante: dove conseguire l’attestato
Gli enti che propongono corsi per ottenere l’Haccp per il settore della ristorazione sono numerosi in tutta Italia ma è importante verificare preventivamente che rilascino attestati a norma di legge. Onde evitare spiacevoli sorprese, è meglio avvalersi di professionisti del settore accreditati e di aziende regolarmente abilitate.
L’Haccp per ristorante a Roma e dintorni può essere conseguito tramite Advice Srl, punto di riferimento da anni nel settore, che propone corsi Haccp, consulenze Haccp, certificazioni e formazione Haccp, anche nella comoda modalità online, altrettanto valida dal punto di vista giuridico.
I corsi Haccp nel settore della ristorazione a Roma di Advice Srl sono validi in tutta Europa secondo la direttiva Europea 2005/36/CE recepita dallo stato italiano con Dlgs 206/2007.
Le consulenze, d’altra parte, possono rivelarsi utili per redigere correttamente il Manuale Haccp per ristoranti, seguendo fedelmente le procedure del protocollo, che non sono semplicissime perché ricche di dettagli importanti, da non sottovalutare.
Haccp per ristorante: destinatari e costi
I soggetti che devono obbligatoriamente conseguire la certificazione Haccp nel settore della ristorazione sono sia il proprietario responsabile che gli eventuali dipendenti.
Per quanto riguarda i costi dell’Haacp, essi dipendono dagli enti che rilasciano gli attestati Haccp e anche dal tipo di specializzazione che si intende conseguire. I responsabili necessitano solitamente di corsi più approfonditi rispetto ai dipendenti, che a Roma, per esempio, possono aggirarsi intorno ai 50 euro contro i 35 del personale.
I corsi di Haccp a Roma di Advice Srl hanno prezzi vanteggiosi e vengono proposti anche nella modalità online, una valida alternativa per chi è intenzionato a ottenere una certificazione Haccp per ristorante a Roma senza spendere troppo e comodamente da casa. Fra l’altro questa azienda specializzata da anni nel settore, famosa per la sua professionalità, specifica in modo dettagliato i preventivi per ottenere la certificazione Haacp a Roma e per seguire eventuali corsi di formazione Haccp.
Haccp per ristorante: durata
Le certificazioni Haccp per il settore della ristorazione non hanno validità illimitata una volta conseguite ma una durata variabile a seconda delle regioni italiane. La durata dell’Haccp per ristorante a Roma dipende quindi dalle disposizioni del Lazio e così via per le altre città. Una volta scaduto l’attestato, è sufficiente aggiornarlo facendo richiesta presso gli Enti che lo hanno rilasciato. L’obbligo vale non solo per il responsabile ma anche per gli eventuali dipendenti dell’azienda.
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Posted on 27 Marzo 2018 21 Maggio 2020 by Staff
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Posted on 24 Gennaio 2018 11 Maggio 2018 by Staff
Linee guida legionella: conoscere il nemico
La legionellosi può annidarsi nei sistemi di tubazioni, nelle torri di raffreddamento, nei soffioni, nelle vasche a idromassaggio, nelle saune, negli scaldabagni e nelle fontane decorative. Provoca sintomi simili all’influenza, ospedalizzazioni e in casi estremi morte.
È il batterio della legionella, che inizia come una presenza microscopica nei sistemi idrici e può sviluppare colonie perniciose, terribilmente invadenti da provocare epidemie.
La legionella è un tipo di batterio che causa due forme di polmonite: la malattia del legionario e la febbre di Pontiac (sinteticamente chiamate legionella).
Ambedue le patologie si sviluppano quando il batterio viene inalato attraverso goccioline e nebbia di acqua o vapore, la malattia infatti non è trasmissibile e il batterio non si sviluppa se ingerito. Poiché la malattia è difficile da distinguere dalla polmonite e l’insorgenza dei sintomi si verifica diversi giorni dopo il contatto con il patogeno, molti casi possono passare inosservati.
Quali categorie di persone sono più a rischio legionella?
Anche questi batteri, come molti altri, hanno maggiore probabilità di colpire coloro che hanno un sistema immunitario indebolito, come i bambini e gli anziani, coloro che hanno una ridotta capacità polmonare come i fumatori e le persone con disturbi autoimmuni.
Molti pazienti a rischio legionella guariscono con l’aiuto di antibiotici, ma alcuni richiedono il ricovero in ospedale per qualche giorno e un numero crescente di studi rivela che le vittime potrebbero aver riportato un danno neurologico permanente che colpisce il controllo muscolare e la memoria.
Inoltre si stima che tra il 5% e il 30% dei casi l’infezione sia letale. Insieme alle altre malattie trasmesse dall’acqua come la guardiasi e la criptosporidiosi, la legionella insiste pesantemente sul sistema sanitario nazionale e macchia irreparabilmente le insegne delle aziende al cui interno il microbo si è annidato.
Normativa Haccp Legionella
Le possibilità di proliferazione della legionella non dipendono necessariamente dal tipo di sistema idrico in questione, ma dalle condizioni all’interno dell’approvvigionamento idrico. Non sono le minuscole quantità di batteri a fare ammalare ma lo sviluppo di vere e proprie colonie che certi ambienti favoriscono a livelli di pericolosità.
Ricercando tra la legionalle cause principali possiamo evidenziare che la legionella prospera in tre condizioni ottimali :
una temperatura che oscilla tra i 32 e i 40 C° ( anche se già a 20 C° può moltiplicarsi)
la presenza di biofilm fonte di sostanze nutritive
un accumulo di sedimenti o incrostazioni che proteggono il batterio dalla clorazione.
Una delle fonti principali di infezione è costituita dalle linee idrauliche in disuso dei vecchi edifici, dove l’acqua diventa stagnante e non può essere adeguatamente disinfettata o sciacquata via. La prolificazione batterica può contagiare il resto del sistema idraulico e delle acque. Il modo in cui l’acqua lavora in molte strutture non è mai descritto schematicamente e di solito ci resta sconosciuto il percorso delle tubazioni e i loro collegamenti. Quando non si dispone degli schemi è possibile rivolgersi a esperti per crearli ed è anche consigliabile un piano di manutenzione basato sulle informazioni acquisite.
Nella progettazione di nuovi edifici e nei progetti di ristrutturazione è fondamentale tenere conto della Legionella in modo che le misure siano integrate fin dall’inizio. Sono fondamentali i diagrammi di flusso di processo per il sistema di acqua potabile e l’eventuale sistema di acqua non potabile e ricreativa, che passano nell’impianto. Il modo migliore per prevenire la malattia del legionario è mantenere i sistemi idrici puliti ed efficienti, con un frequente flussaggio delle linee inutilizzate.
Grande edifici come aeroporti e hotel, sono più esposti agli attacchi di legionella perché hanno sistemi idrici più complessi. Mantenere l’acqua ad una temperatura adeguata e priva di impurità riduce il rischio di far crescere il batterio. Evitare le condizioni che consentono all’acqua di ristagnare. Grandi serbatoi di stoccaggio delle acque esposti alla luce del sole possono produrre condizioni favorevoli allo sviluppo di livelli elevati del batterio.
Analisi acque e controllo contro la proliferazione del virus Legionella
Se il tuo edificio necessita di un programma di gestione delle acque, o di servizi di bonifica e analisi acque, prendi in considerazione la consulenza di un’azienda qualificata in materia di rischio ambientale che ha già eseguito campionamenti di legionella, che ha conoscenza dei protocolli sanitari e dei regolamenti edilizi, con personale che ha una formazione adeguata ed esperienza nel settore della bonifica del sistema idrico, e che utilizza laboratori accreditati per i test ambientali. Per tutto questo a Roma, rivolgiti con tranquillità a noi discuteremo dei vantaggi e delle sfide associati ai molteplici approcci alla tua bonifica.
Richiedi l’analisi delle tue acque
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Posted on 8 Gennaio 2018 11 Maggio 2018 by Staff
Posted on 11 Ottobre 2017 2 Novembre 2018 by Staff
Posted on 6 Settembre 2017 22 Settembre 2017 by Staff
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