Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/02/fattura-elettronica-asd.html
Timestamp: 2019-06-18 23:10:57+00:00
Document Index: 21489724

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 90', 'art. 10', 'art. 86', 'art. 6', 'art.3', 'art. 25']

Fattura elettronica per associazioni sportive dilettantistiche
A distanza di circa quarantacinque giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di emissione di fattura elettronica, i contribuenti sono alle prese con i numerosi problemi tecnici che hanno rallentato, in maniera considerevole, l’operatività quotidiana.
I dubbi da sciogliere sono ancora numerosi e alcuni di questi riguardano le ultime modifiche normative che sono state approvate sul filo di lana entro la fine dell’anno. Alcune di queste riguardano le associazioni sportive dilettantistiche che presentano problematiche particolari.
L’obbligo di emissione della fattura elettronica ed il limite di 65.000 euro
L’art. 10 del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119, in un’ottica di semplificazione, ha previsto l’esonero dall’obbligo di emissione della fattura in formato elettronico per i contribuenti di minori dimensioni.
Le associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per la determinazione del reddito e dell’Iva secondo il regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991, non sono obbligate all’emissione della fattura in formato elettronico se i proventi commerciali conseguiti nel periodo di imposta precedente non hanno superato 65.000 euro.
La disposizione in commento non incide sull’obbligo di fatturazione, ma esclusivamente sulla forma del documento e sulle modalità di emissione.
Ad esempio continua ad essere obbligatoria l’emissione della fattura, indipendentemente dalla richiesta del cliente, per le prestazioni pubblicitarie, di sponsorizzazione e per le cessioni di diritti radio televisivi.
==> Se lo scorso anno i proventi commerciali non hanno superato il limite di 65.000 euro la fattura potrà essere emessa in formato cartaceo.
==> Se, invece è stato superato il predetto limite il documento dovrà essere emesso unicamente in formato digitale. In questo caso se dovesse essere utilizzato il formato analogico in luogo di quello digitale la fattura si considererà non emessa.
La disposizione in commento è applicabile anche alle società di capitali sportive dilettantistiche non lucrative che applicano il regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991. Ciò in virtù del richiamo effettuato dall’art. 90 della legge n. 289/2002.
Il computo del limite di 65.000 euro
L’art. 10 in commento, al fine di verificare il superamento del limite di 65.000 euro, fa riferimento ai proventi conseguiti nel periodo di imposta precedente nell’esercizio delle attività commerciali. A tal proposito devono essere seguite le indicazioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la Circolare n. 18/E dell’1 agosto 2018.
Le indicazioni hanno riguardato i criteri di determinazione del plafond pari a 400.000 euro ai fini dell’applicazione del regime forfetario di cui alla citata legge n. 398/1991. E’ ragionevole ritenere, però, che i medesimi criteri debbano essere applicati al fine di verificare il superamento o meno del limite di 65.000 euro.
Preliminarmente deve essere osservato come, per i soggetti di nuova costituzione, che hanno avviato l’attività commerciale nel corso del periodo di imposta, il predetto limite debba essere parametrato ai giorni di effettivo svolgimento della stessa.
Deve poi aversi riguardo, come già ricordato, esclusivamente ai proventi commerciali. Risultano quindi escluse, le quote associative e le liberalità in quanto riconducibili nell’ambito delle attività istituzionali.
Nel calcolo del plafond non rientrano:
le plusvalenze di cui all’art. 86 del TUIR (tra cui quelle derivanti dalla cessione dei diritti degli atleti, di cui si tratterà sotto), in quanto assoggettate a tassazione ordinaria;
le indennità di preparazione e promozione dell’atleta di cui all’art. 6 della legge 23 marzo 1981, n.91, non concorrendo alla formazione del reddito degli enti sportivi dilettantistici come previsto dall’art.3 della legge 398/91;
i proventi rientranti nella previsione dell’art. 25, comma 2, della legge 133/1999;
i proventi decommercializzati…
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