Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10190:metalmeccanici-argentieri-alessandria-contratto-collettivo-provinciale-24-novembre-1948&catid=99&Itemid=139
Timestamp: 2020-05-26 13:14:02+00:00
Document Index: 174406950

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 35', 'art. 40', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 7']

Metalmeccanici - Argentieri, Alessandria: Contratto collettivo provinciale, 24 novembre 1948
Validità: 01.11.1948 - 31.10.1950
Parti: Delegazione Industriale Argentieri-Unione Industriale della Provincia di Alessandria e Delegazione dei Lavoratori Argentieri-Camera Confederale del Lavoro della provincia di Alessandria, Sindacati Liberi
Settori: Metalmeccanici, Argentieri, Alessandria
Art. 7. - Lavori discontinui.
Art. 8. - Sospensione e interruzione del lavoro.
Art. 9. - Sospensione e riduzioni di lavoro.
Art. 14. - Cumulo di mansioni.
Art. 15. - Passaggio temporaneo di mansioni.
Art. 16. - Donne adibite a lavori tradizionalmente compiuti da maestranze maschili.
Art. 17. - Apprendistato.
Art. 18. - Addestramento speciale.
Art. 19. - Addestramento professionale.
Art. 25. - Premi di anzianità.
Art. 26. - Igiene e sicurezza del lavoro.
Art. 28. - Infortunio sul lavoro e malattie professionali.
Art. 29. - Trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro.
Art. 31. - Tutela della maternità.
Art. 32. - Servizio militare.
Art. 34. - Movimenti irregolari di schede o medaglie.
Art. 36. - Permessi di entrata ed uscita.
Art. 41. - Licenziamenti per mancanze.
Art. 43. - Indennità di anzianità per licenziamento.
Art. 44. - Indennità di anzianità in caso di dimissioni. Art. 45. - Indennità in caso di morte.
Art, 1. - Assunzione.
Art. 5. - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro.
Art. 10. - Passaggio temporaneo di mansioni.
Art. 12. - Indennità maneggio denaro - Cauzione.
Art. 14. - Reclami sulla retribuzione.
Art. 17. - Trattamento malattia e infortunio.
Art. 25. - Indennità di anzianità per licenziamento.
Parte terza - Norme comuni
Art. 1. - Commissione interna.
Art. 2. - Permessi per cariche sindacali.
Art. 3. - Aspettativa per cariche pubbliche e sindacali.
Art. 4. - Regolamento interno.
Art. 5. - Forme di retribuzione.
Art. 9. - Cessione, trasformazione e trapasso di azienda.
Art. 10. - Certificato di lavoro.
Art. 11. - Consegna dei documenti, alla cessazione del rapporto di lavoro.
Art. 12. - Inscindibilità delle disposizioni del contratto e condizioni di miglior favore.
Contratto collettivo per gli addetti alla industria argentiera nella provincia di Alessandria, 24 novembre 1948
Addì 24 novembre 1948 in Alessandria, tra la Delegazione Industriale Argentieri [...], assistiti dall'Unione Industriale della Provincia di Alessandria [...], e la Delegazione dei Lavoratori Argentieri [...], assistita dalla Camera Confederale del Lavoro della provincia di Alessandria [...] e dai Sindacati Liberi [...], si è stipulato il presente contratto di lavoro da valere per gli operai ed impiegati addetti all’industria argentiera della provincia di Alessandria.
Prima dell’assunzione l’operaio potrà essere sottoposto a visita medica da parte del medico dell’azienda.
Soprattutto per la piccola e media industria le parti concordano che non intendono mutare l'attuale stato di fatto nel senso che un operaio con una data qualifica può, per necessità di lavoro, essere adibito ad altre mansioni nella stessa categoria.
Nessun operaio potrà cessare il lavoro prima di tale orario.
La durata normale del lavoro è quella stabilita dalla legge con le relative deroghe e eccezioni.
Il lavoro cessa di massima alle ore 13 del sabato, con le esclusioni, in ogni caso, delle attività indicate nell’allegato. Le ore In tal modo non lavorate nel pomeriggio del sabato possono essere recuperate a regime normale negli altri giorni della settimana, purché non si superino le 9 ore giornaliere e le 48 settimanali
Per gli orari settimanali inferiori alle 44 ore il recupero a regime normale delle ore del pomeriggio del sabato, negli altri giorni della settimana, non potrà avvenire oltre le otto ore giornaliere.
L’orario di lavoro e la relativa distribuzione sono fissati dalla Direzione con l’osservanza delle norme dell’accordo interconfederale 7 agosto 1947 circa le funzioni delle Commissioni interne.
L’orario verrà affisso all'entrata dello stabilimento.
Gli operai non potranno rifiutarsi alla istituzione di più turni giornalieri. L’operaio deve prestare la sua opera nelle ore e nei turni stabiliti anche se questi siano predisposti soltanto per determinati reparti.
Nel caso di più turni, per prestazioni che richiedono continuità di presenza, l’operaio del turno cessante potrà lasciare il posto di lavoro quando sia stato sostituito. La sostituzione dovrà avvenire entro un termine massimo di un numero di ore corrispondenti alla metà del turno. Quando non sia possibile addivenire alla tempestiva sostituzione e le mansioni dell’operaio sano tali che dalla sua assenza possa derivare pregiudizio alla produzione o al lavoro di altri operai, il termine di cui innanzi potrà essere eccezionalmente prolungato per tutta la durata del turno cosi iniziato. Queste prolungate prestazioni per le ore che eccedono le 8 giornaliere o le 48 settimanali, saranno considerate straordinarie e come tali retribuite, mentre le ore intercorrenti tra la cessazione del turno di lavoro e le 8 giornaliere - fermo restando che è lavoro straordinario quello prestato in aggiunta all’orario massimo giornaliero previsto nel 1° comma del presente articolo - saranno retribuite con una maggiorazione del 10 %.
Gli operai partecipanti ai turni dovranno alternarsi nei diversi turni allo scopo di evitare che una parte abbia a prestare la sua opera esclusivamente in ore notturne.
Le parti dichiarano che con la disposizione di cui al comma terzo del presente articolo non hanno inteso ampliare le funzioni delle Commissioni interne quali previste dall’accordo interconfederale 7 agosto 1947.
Allegato all’art. 6. - Personale addetto alla manutenzione, pulizia, riparazione degli impianti, quando tali operazioni non possono compiersi in altri giorni feriali della settimana senza danno per l’esercizio o pericolo per il personale.
Personale addetto alla vigilanza dell'azienda o degli impianti.
Nei casi di cui sopra sarà disposto in. modo che a questi operai sia saltuariamente consentito di poter usufruire della disponibilità del pomeriggio del sabato.
L’orario normale degli addetti a “lavori discontinui” o di semplice attesa e custodia, di cui alla tabella annessa al regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2657, non può superare le 10 ore giornaliere e le 60 settimanali.
Per i portinai e i custodi che usufruiscono di abitazione nello stabilimento o nelle immediate dipendenze, l’orario normale massimo è di 12 ore giornaliere e di 72 settimanali.
Fermo restando quanto previsto dall’art. 8 (sospensione e interruzione del lavoro), è ammesso il ricupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le Organizzazioni sindacali periferiche o tra la Direzione e la Commissione interna o anche, per i casi individuali, fra le parti interessate purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un'ora al giorno e si effettui entro 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
L'operaio ha diritto ad un riposo settimanale.
In caso di spostamento eccezionale del giorno di riposo prestabilito, l’operaio avrà diritto, per il lavoro prestato nel giorno in cui avrebbe dovuto godere del riposo, alla maggiorazione stabilita nell’articolo 13 per il lavoro festivo.
Il lavoro notturno decorre dalle ore 21 alle 6 del mattino.
È considerato lavoro festivo quello effettuato nei giorni previsti nell’art. 12 (festività) comma a) e b).
Gli operai che frequentano scuole serali o festive sono esonerati rispettivamente dal lavoro straordinario festivo.
Si chiarisce che è lavoro straordinario quello compiuto oltre le 8 ore giornaliere, salvo quanto previsto per il recupero dagli artt. 6 e 10 anche se non si superano le 48 ore settimanali.
L'operaio, in relazione alle esigenze aziendali, può essere dalla Direzione assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelle inerenti alla sua categoria purché ciò non comporti alcun peggioramento economico né alcun mutamento sostanziale della sua posizione morale nei confronti dell’azienda.
Alla donna adibita a lavori tradizionalmente compiuti da maestranze maschili compete, a parità di condizioni di lavoro e di rendimento qualitativo e quantitativo, la paga contrattuale prevista per la categoria maschile operaia corrispondente alle mansioni di cui trattasi.
È considerato “apprendista” chiunque venga assunto fra i 14 e i 18 anni di età, con lo scopo di acquistare, mediante addestramento e pratico tirocinio, la capacità necessaria per diventare “operaio qualificato”.
Il periodo di apprendistato, effettuato presso altre aziende, purché nelle stesse mansioni, deve essere computato per intero agli effetti del compimento del tirocinio prescritto, e degli scatti semestrali di salario, sempre che, nel passaggio da un’azienda all’altra, non sia intercorsa una interruzione di tempo superiore ai 12 mesi.
Per i chiamati alle armi per obblighi di leva, l’interruzione consentita sarà pari alla durata normale del servizio di leva stesso.
Nei limiti di tempo prescritti, e compatibilmente con le necessità di perfezionamento tecnico, le Aziende addestreranno l’apprendista nel modo più ampio nelle varie lavorazioni affini del settore cui l’apprendista stesso viene adibito.
Il cambiamento di lavorazione non interrompe, né prolunga il decorso del normale periodo di apprendistato.
La durata, massima del periodo di apprendistato sarà ridotta alla metà per i licenziati dalle scuole tecniche industriali ad indirizzo della categoria e per coloro che siano in possesso di licenza di scuola secondaria di avviamento professionale ad indirizzo corrispondente all’attività esplicata dall’apprendista.
Durante il periodo di tirocinio l’apprendista non deve essere adibito a lavori che non siano attinenti alla sua formazione di “operaio qualificato” o sottoposto a sforzo fisico superiore alle sue possibilità.
L’apprendista deve lavorare ad economia; in caso venga adibito a lavori a cottimo individuale acquisisce il riconoscimento di “operaio qualificato” anche se non ha terminato il periodo di apprendistato, a tutti gli effetti, e gli si applicheranno le tariffe di cottimo. È ammesso invece che l’apprendista partecipi a lavoro di squadre di cottimisti sempre che in tal modo resti salva la sua possibilità di apprendimento del mestiere ai sensi del 1° comma del presente articolo. Nel caso della partecipazione al lavoro di squadre lavoranti a cottimo l’apprendista, pur rimanendo tale fino al termine del periodo di apprendistato, parteciperà al cottimo di squadre in misura da concordarsi equitativamente fra le parti.
Nel libretto di lavoro degli apprendisti devono essere registrati i periodi di servizio prestati e gli scatti di paga conseguiti.
Per quanto non è espressamente previsto in materia, dal presente contratto, valgono le disposizioni degli accordi interconfederali e di legge, in quanto prevedano migliori condizioni.
Riconosciuta la opportunità di avviare ed addestrare al lavoro personale non esperto che abbia superato i limiti di età fissati per l’apprendistato, le aziende potranno assumere lavoratori non qualificati nel ramo e sottoporli ad un periodo di addestramento atto a farli diventare “operai qualificati”.
L’assunzione per il periodo di addestramento deve risultare da comunicazione scritta ed il lavoratore non potrà essere adibito ad alcun lavoro di manovalanza, sia comune che specializzata.
Le Organizzazioni contraenti riconoscono la opportunità a che venga dato impulso alla istruzione professionale intesa ad affinare le capacità tecniche delle maestranze ed a migliorare il loro rendimento nella produzione.
Le Associazioni territoriali cureranno l’attuazione pratica di tale principio, addivenendo - quando ve ne sia la possibilità - alla istituzione di corsi professionali di categoria od al potenziamento di quelli eventualmente esistenti.
All'apprendista che frequenti, ai sensi dell’art. 9 del regio decreto legge 21 settembre 1938, n. 1906, i corsi istituiti a termini del regio decreto-legge 21 giugno 1938, n. 1380, saranno accordati, senza alcuna trattenuta sulla retribuzione, i permessi necessari.
È ammesso il sistema di lavoro a cottimo, sia collettivo che individuale, nelle sue varie forme.
Le Aziende dovranno preventivamente, per iscritto o mediante affissioni, mettere a conoscenza degli operai le tariffe di cottimo,
Per l’esame di eventuali contestazioni relative alla applicazione del presente articolo si richiama la procedura circa la risoluzione delle controversie di lavoro.
L’operaio ha diritto ogni anno ad un periodo di ferie pari a:
12 giorni per anzianità da 1 a 7 anni;
14 giorni per anzianità da 7 a 15 anni;
16 giorni per anzianità da 15 a 20 anni;
18 giorni per anzianità oltre i 20 anni.
Non è ammessa la rinuncia sia tacita che esplicita al godimento annuale delle ferie. Ove per cause dovute ad imprescindibili esigenze tecniche della lavorazione ed in via del tutto eccezionale l’operaio non sia ammesso al godimento delle ferie, nonché per le giornate di ferie oltre le 12, è peraltro ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con urna indennità pari alla relativa retribuzione.
Le aziende manterranno i locali di lavoro in condizioni di salubrità ed in modo da salvaguardare l’incolumità dei lavoratori, curando l’igiene, la areazione, l’illuminazione, la pulizia e, ove possibile, il riscaldamento dei locali stessi, e ciò, nei termini di legge; così come, nei casi previsti dalla legge, saranno messi a disposizione degli operai i mezzi protettivi.
Agli operai addetti alla pulitura e alla galvanoplastica saranno assegnati idonei indumenti protettivi che devono rimanere presso lo stabilimento.
Nella relativa spesa l’operaio concorrerà nella misura del 40%.
Si richiamano le disposizioni di legge circa gli obblighi assicurativi, previdenziali o di assistenza e soccorso e comunque per quanto non previsto dal presente articolo.
L’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell’attività lavorativa, deve essere denunziato immediatamente dall’operaio stesso al proprio superiore diretto perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge.
Quando l’infortunio accade all’operaio in lavoro fuori stabilimento, la denuncia verrà stesa al più vicino posto di soccorso, procurando le dovute testimonianze.
a) in caso di malattia professionale [...]
b) in caso di infortunio [...]
In tali casi, ove per postumi invalidanti l’operaio non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, sarà possibilmente adibito a mansioni più adatte alla propria capacità lavorativa.
Le malattie professionali sono quelle previste dalla legge vigente e successive modificazioni.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza e puerperio, le gestanti hanno il diritto di assentarsi dal lavoro per un periodo di 3 mesi prima del parto e di 6 settimane dopo il parto.
La lavoratrice avrà inoltre diritto alla conservazione del posto per un periodo di sei mesi dopo il parto.
L’operaio nell’ambito del rapporto di lavoro, dipende dai superiori, come previsto dall’organizzazione aziendale.
L’azienda avrà cura di mettere gli operai in condizioni di evitare possibili equivoci circa le persone alle quali, oltre che al superiore diretto, ciascun operaio è tenuto a rivolgersi in caso di necessità e dalle quali è tenuto ad osservare le disposizioni.
A meno che non vi sia un esplicito permesso, non è consentito che un lavoratore entri o si trattenga nello stabilimento in ore non comprese nei suo orario di lavoro. Il lavoratore licenziato o sospeso non può entrare nello stabilimento se non è autorizzato dalla Direzione.
Per i compiti delle Commissioni interne che debbono esplicarsi fuori dell’orario di lavoro ai sensi dell'accordo interconfederale 7 agosto 1947, interverranno accordi fra la Direzione e la Commissione interna.
Per provvedersi degli utensili e del materiale occorrente l’operaio deve farne richiesta al suo superiore diretto.
L’operaio è responsabile degli utensili che riceve in regolare consegna ed in caso di licenziamento o di dimissioni deve restituirli prima di lasciare il servizio.
È preciso obbligo dell'operaio di conservare in buono stato le macchine e gli attrezzi, gli utensili, gli armadietti, i disegni ed in genere tutto quanto è a lui affidato.
L’operaio deve essere messo in grado di conservare quanto consegnatogli; in caso contrario ha diritto di declinare la propria responsabilità informandone tempestivamente, però, la Direzione dell’azienda.
Al sabato il lavoro potrà essere sospeso prima dell’ora di cessazione per un adeguato intervallo di tempo fissato dalla Direzione al fine di permettere all'operaio di fare completa pulizia alla macchina e al posto di lavoro.
L’operaio non può apportare nessuna modifica agli oggetti affidatigli senza l’autorizzazione del superiore diretto. Qualunque variazione da lui fatta arbitrariamente dà diritto all'azienda di rivalersi per i danni di tempo e di materiale subiti.
L’operaio deve interessarsi per fare elencare per iscritto gli attrezzi di sua proprietà onde poterli esportare.
Le infrazioni dell'operaio alle nonne del presente contratto, potranno dar luogo, a seconda della gravità della mancanza, ai seguenti provvedimenti disciplinari:
e) licenziamento a sensi dell’art. 41.
a) non si presenti come previsto nell’art. 35 (assenze) al lavoro o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
h) esegua entro l'officina dell’azienda lavori di lieve entità per conto proprio o di terzi fuori dell’orario di lavoro e senza sottrazione di materiale dell’azienda;
i) in altro modo trasgredisca l’osservanza del presente contratto o commetta qualsiasi mancanza che porti pregiudizio alla disciplina, alla morale, all'igiene ed alla sicurezza dello stabilimento.
La multa verrà applicata per le mancanze di minor rilievo; la sospensione per quella di maggior rilievo.
In tale provvedimento incorre l’operaio che commetta infrazioni disciplinari ed alla diligenza del lavoro che, pur essendo di maggior rilievo di quelle contemplate nell’art. 40 (multe e sospensioni), non siano così gravi da rendere applicabile la sanzione di cui alla lettera B ).
c) esecuzione senza permesso di lavori entro l’officina dell’azienda per conto proprio o di terzi, di lieve entità e senza impiego di materiale dell'azienda;
e) abbandono del posto di lavoro da parte del personale a cui siano specificatamente affidate mansioni di sorveglianza: custodia, controllo, fuori dei casi previsti al punto e) della seguente lettera B);
h) recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell’articolo 40 (multe e sospensione).
In tale provvedimento Incorre l'operaio che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia, in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro, azioni che costituiscono delitto a termine di legge.
g) l’esecuzione senza permesso di lavori entro l’officina dell’azienda per conto proprio o di terzi, di non lieve entità oppure con l’impiego di materiale della azienda;
La durata normale del lavoro è quella stabilita della legge con le relative deroghe ed eccezioni.
Il lavoro cessa di massima alle ore 13 del sabato. Le ore in tal modo non lavorate nel pomeriggio di detto giorno possono essere recuperate a regime normale negli altri giorni della settimana purché non si superino le nove ore giornaliere e le 48 settimanali. Per gli orari settimanali inferiori alle 44 ore il recupero a regime normale delle ore del pomeriggio del sabato, negli altri giorni della settimana, non potrà avvenire oltre le otto ore giornaliere.
L'orario di lavoro e la relativa distribuzione sono fissate dalla Direzione con l’osservanza delle norme dell’accordo interconfederale 7 agosto 1947 circa le funzioni delle Commissioni interne.
Per l’impiegato la cui prestazione è direttamente connessa con il lavoro degli operai dell'officina, può essere adottata, fermo restando la durata stabilita nel presente articolo, la distribuzione dell’orario determinata per tali operai.
Allo scopo di far coincidere, per quanto possibile, il riposo settimanale con la domenica anche per gli impiegati lavoranti in turni ed affinché i turni abbiano uno svolgimento regolare, si conviene che l’orario di lavoro debba decorrere dal lunedì alla domenica compresa.
In caso di spostamento eccezionale del giorno di riposo prestabilito, l'impiegato avrà diritto, per il lavoro prestato nel giorno in cui avrebbe dovuto godere del riposo, alla maggiorazione stabilita nell’art. 8 per il lavoro festivo.
È considerato lavoro straordinario quello eseguito oltre l’orarlo massimo di cui all’art. 4 (orario di lavoro) del presente contratto e cioè 8 ore giornaliere o 48 settimanali salvo le deroghe e le eccezioni di legge.
É considerato lavoro festivo quello effettuato nei giorni previsti dall’art. 7 (festività), comma a) e b).
N.B. - Si chiarisce che è lavoro straordinario quello compiuto oltre le otto ore giornaliere, salvo i casi di ricupero concordati, anche se non si superano le 48 ore settimanali,
L’impiegato deve essere adibito alle mansioni inerenti alla categoria od al gruppo a cui è stato assegnato.
In relazione alle esigenze aziendali l’impiegato può essere assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelle inerenti alla sua categoria o gruppo, purché ciò non comporti alcun peggioramento economico né alcun mutamento sostanziale della sua posizione morale nei riguardi dell'azienda.
L’impiegato ha diritto ogni anno ad un periodo di ferie, con decorrenza della retribuzione globale di fatto come avesse prestato servizio pari a:
giorni 15 per anzianità da 1 a 2 anni compiuti;
giorni 20 per anzianità oltre i 2 anni e fino a 10 anni compiuti;
giorni 25 per anzianità oltre i 10 anni e fino a 18 anni compiuti;
giorni 30 per anzianità oltre i 18 anni compiuti.
Ove per cause dovute ad imprescindibili esigenze del lavoro della azienda, ed in via del tutto eccezionale, l’impiegato non sia ammesso al godimento delle ferie, nonché per le giornate di ferie oltre le 15, è peraltro ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza e puerperio, l'azienda deve in tale evenienza conservare il posto all’impiegata per un periodo di mesi 8 corrispondendole l'intera retribuzione globale per i primi quattro mesi e metà retribuzione globale per il quinto e sesto mese.
L’assenza di cui al comma precedente potrà avere inizio successivamente al compimento del sesto mese di gravidanza.
2) dedicare attività assidua e diligente ai disbrigo delle mansioni assegnategli, osservando le disposizioni del presente contratto, nonché le disposizioni impartite dai superiori;
d) sospensione dal lavoro, o dalla retribuzione e dal lavoro per un periodo non superiore a a giorni:
La sospensione di cui alla lettera d) si può applicare a quelle mancanze, le quali anche in considerazione delle circostanze speciali che le hanno accompagnate, non siano cosi gravi da rendere applicabile una maggiore punizione, ma abbiano tuttavia tale rilievo da non trovare adeguata sanzione nel disposto delle lettere a), b), c).
Nel provvedimento di cui alla lettera f) incorre l’impiegato che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia in connessione con le svolgimento del rapporto di lavoro, azioni che costituiscono delitto a termine di legge.
I datori di lavoro riconoscono ai dipendenti il diritto di rappresentanza attraverso l’elezione di una Commissione interna o di un delegato di impresa per ogni stabilimento.
Fermo restando quanto sopra, per la costituzione, per il funzionamento, per la tutela ecc., della Commissione interna o del delegato di impresa si applica l’intero accordo interconfederale 7 agosto 1947.
L’eventuale “Regolamento Interno” predisposto dalla Direzione dell’Azienda, e preventivamente esaminato con la “Commissione Interna”, ai sensi dell'articolo 2, n. 3 dell’accordo interconfederale 7 agosto 1947, non potrà contenere norme in contrasto con quelle previste dal presente contratto.
Detto regolamento, da esporsi in modo chiaramente visibile nell’in- terno dello stabilimento, dovrà essere osservato da tutti i dipendenti.
Le controversie collettive sull'applicazione del presente contratto saranno esaminate dalle competenti Organizzazioni territoriali.
Oltre che al presente contratto di lavoro i lavoratori devono uniformarsi, nell’ambito del rapporto di lavoro a tutte le altre norme ciré potranno essere stabilite dalla Direzione purché tali norme non contengano modificazioni o limitazioni dei diritti derivanti al lavoratore dal presente contratto e dagli altri accordi vigenti; ciò senza pregiudizio delle norme contenute nell'accordo interconfederale 7 agosto 1947 sui compiti delle Commissioni interne.