Source: http://www.vigileamico.it/wp/circolazione-in-italia-di-veicoli-immatricolati-allestero-circolare-mit/
Timestamp: 2019-07-19 19:46:50+00:00
Document Index: 153356847

Matched Legal Cases: ['art. 93', 'art.45', 'art.56', 'art. 93', 'art. 99', 'art. 132', 'art. 99', 'art. 47', 'art. 93', 'art. 132', 'art.134']

Circolazione in Italia di veicoli immatricolati all'estero - Circolare MIT -
OGGETTO: Art. 29-bis, decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge 1 dicembre 2018, n. 132 – Circolazione in Italia di veicoli immatricolati all’estero.
Come è noto, la disposizione in oggetto, entrata in vigore il 4 dicembre u.s., ha novellato gli artt. 93 e 132 c.d.s., introducendo il divieto di circolazione per i veicoli immatricolati all’estero e in disponibilità di soggetti che abbiano stabilito la propria residenza in Italia da più di sessanta giorni.
Stante la genericità della formulazione del comma 1-bis dell’art. 93 c.d.s., è da ritenere che il divieto sia rivolto non solo alle persone fisiche residenti in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità, ma anche alle persone giuridiche che abbiano stabilito una propria sede in Italia, ancorché costituite all’estero.
In ossequio ai principi comunitari in materia di libera circolazione dei lavoratori (art.45fTFUE) e di libera prestazione di servizi (art.56fTFUE), sono esclusi da tale divieto esclusivamente :
i veicoli in disponibilità di soggetti residenti in Italia in forza di un contratto di
leasing o di noleggio senza conducente stipulato in un altro Stato UE o SEE con una impresa che non ha sedi in Italia;
A fronte del predetto divieto, il comma 1-quater dell’art. 93 c.d.s prescrive due rimedi alternativi:
che il veicolo venga condotto oltre confine previo rilascio del foglio di via (art. 99 c.d.s.)..
Le medesime previsioni sono contenute nel novellato art. 132 c.d.s.. Infatti, scaduto il termine di un anno, entro il quale è ammessa la libera circolazione di veicoli immatricolati all’estero e in disponibilità di soggetti non residenti, è prescritto anche in tal caso che il veicolo venga immatricolato in Italia (ovviamente, a condizione che l’intestatario acquisisca qui la residenza o stabilisca una propria sede) o che venga condotto oltre i transiti di confine munito di foglio di via.
A) Soggetti che possono richiedere l’immatricolazione o il foglio di via
La possibilità di richiedere l’immatricolazione o il foglio di via è riservata, ai sensi degli artt. 93, comma 1-quater, e 132, comma 1, c.d.s., ai soli intestatari della carta di circolazione estera.
Tuttavia, si osserva che, in molti casi, il veicoli in parola sono intestati a persone residenti all’estero che, in quanto tali, non hanno titolo a richiedere l’immatricolazione in Italia e, al contempo, sono impossibilitati , per le ragioni più svariate, a richiedere personalmente i fogli di via e a condurre i veicoli stessi oltre confine.
Considerata la ratio delle nuove disposizioni e tenuto conto dei diversi effetti che derivano dalla immatricolazione rispetto al rilascio del foglio di via, si ritiene sussistano i presupposti per prevedere, in quest’ultimo caso, le modalità operative che vengono illustrate nel successivo paragrafo C); ciò nell’intento di agevolare l’esportazione di veicoli che non possono più circolare in Italia, senza peraltro ledere gli interessi di ordine pubblico sottesi, e al contempo di non aggravare oltre misura l’operatività degli UMC.
8) Immatricolazione in Italia
Su richiesta dell’interessato, il veicolo deve essere immatricolato con targa italiana secondo le procedure vigenti in materia di “nazionalizzazioni “, ivi comprese quelle che attengono al censimento dell’importazione e all’assolvimento degli obblighi IVA laddove si tratti di veicolo proveniente da altro Stato UE o SEE.
A tale ultimo riguardo, si rinvia comunque alla competente Agenzia delle Entrate, che legge per opportuna conoscenza, ogni valutazione in ordine alla possibilità di
prevedere, in ragione della peculiarità delle ipotesi considerate, eventuali procedure semplificate per ciò che attiene la verifica degli obblighi impositivi.
Come già evidenziato al paragrafo A), la nazionalizzazione può essere richiesta unicamente dall’intestatario della carta di circolazione estera, se residente in Italia.
Laddove l’interessato non possa o non intenda immatricolare il veicolo in Italia, è tenuto a richiedere il rilascio di un foglio di via, e della relativa targa provvisoria (art. 99 c.d.s.), previa consegna della carta di circolazione e delle targhe estere.
Per le finalità già evidenziate al paragrafo A), nel caso in cui l’utilizzatore di fatto del veicolo sia un soggetto diverso dall’intestatario della carta di circolazione estera, il foglio di via può essere richiesto dal medesimo utilizzatore sulla base, alternativamente:
di una delega rilasciata dall’intestatario della carta di circolazione estera, recante firma legalizzata presso la competente Autorità estera, secondo le modalità ivi in uso e corredata da traduzione asseverata in lingua italiana;
di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47, d.R. n. 445/2000), resa dall’utilizzatore del veicolo, attestante la circostanza che lo stesso è stato autorizzato dall’intestatario estero a condurre il veicolo oltre i confini italiani.
Nell’intento di uniformare l’azione amministrativa degli UMC su tutto il territorio nazionale, si allegano alla presente il prototipo di domanda di rilascio del foglio di via unitamente alla attestazione prevista dalla circolare prot. n. 4612/M350 dell’8 marzo 2004 (Allegato 1) nonché il prototipo della predetta dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (Allegato 2).
Gli artt. 93, comma 7-bis, e 132, comma 5, c.d.s prevedono che, in caso di violazione delle disposizioni contenute, rispettivamente, nell’art. 93, comma 1-bis, e nell’art. 132, comma 1, c.d.s., l’organo accertatore ritiri la carta di circolazione estera e la trasmetta all’UMC competente per territorio, assegnando il termine di 180 giorni entro i quali il veicolo deve essere nazionalizzato o deve essere richiesto il rilascio del foglio di via, pena la confisca del veicolo.
All’atto della richiesta di nazionalizzazione o di rilascio del foglio di via, l’interessato
dovrà ovviamente consegnare anche le targhe estere rimaste in suo possesso .
Gli UMC avranno cura di segnalare alla competente Autorità di polizia i veicoli per i quali, scaduto il predetto termine, non sia stata richiesta né l’immatricolazione in Italia né il rilascio del foglio di via.
Codeste DGT avranno cura di verificare che l’utenza interessata sia correttamente informata circa l’impossibilita di ricorrere, al fine di condurre il veicolo oltre confine, alla autorizzazione alla circolazione di prova e alla relativa targa; ciò in quanto non solo viola le disposizioni in commento, ma anche quelle in materia di circolazione di prova, non essendo le targhe di prova preordinate alla esportazione di veicoli.
Si evidenzia, infine, che sono rimaste immutate le disposizioni contenute nell’art.134 c.d.s., in specie quelle previste dal comma 1-bis, a norma del quale i veicoli “immatricolati in uno Stato estero o acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini italiani residenti all’estero ed iscritti all’Anagrafe italiani residenti a/l’estero (A.I.R.E.)” e i veicoli ” immatricolati in uno Stato dell’Unione europea o acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini comunitari o persone giuridiche costituite in uno dei Paesi dell’Unione europea che abbiano, comunque, un rapporto stabile con il territorio italiano , sono immatricolati, a richiesta, secondo le norme previste da/l’artico/o 93, a condizione che al momento dell’immatricolazione l’intestatario dichiari un domicilio legale presso una persona fisica residente in Italia o presso uno dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264.”.
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