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Timestamp: 2018-07-23 08:21:06+00:00
Document Index: 2008296

Matched Legal Cases: ['art. 782', 'art. 2033', 'art. 809', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 57', 'DTF ', 'art. 44', 'art. 68', 'sentenza ', 'art. 29']

4C.26/2005 27.06.2005
4C.26/2005 /biz
Il 15 marzo 1999 A.A.________ - figlia e unica erede di B.A.________, deceduto il 17 settembre 1995 a S.________(IT) - ha adito la Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud onde ottenere, a convalida di un sequestro, la condanna di M.N.________, anch'essa cittadina italiana domiciliata in Italia, al pagamento di fr. 425'132.--, oltre interessi, e il rigetto definitivo dell'opposizione. In sede di conclusioni ha poi aumentato la propria pretesa a fr. 462'002.45.
La vertenza trae origine da alcuni versamenti che il padre dell'attrice avrebbe effettuato tra il 1992 e il 1995 a favore della convenuta (cui era legato sentimentalmente) su due conti presso la banca L.________ di Chiasso: il primo, yyy, intestato alla convenuta stessa e il secondo, xxx, al di lei figlio N.N.________. B.A.________ avrebbe direttamente accreditato sul conto yyy complessivi fr. 425'132.-- (FF 866'666.-- il 26 giugno 1992, US$ 38'823.52 il 24 settembre 1992, US$ 74'252.83 il 7 ottobre 1992, NLG 56'929.78 il 18 novembre 1993 e US$ 5'000.-- il 4 agosto 1995) e versato sul conto xxx fr. 36'870.45 (NLG 7'000.-- e FF 60'000.-- il 31 marzo 1995), che N.N.________ ha provveduto a trasferire sul conto yyy poco prima della sua morte. Asserendo la nullità delle predette donazioni per vizio di forma (cfr. art. 782 CCit.), l'attrice ha preteso la restituzione delle somme percepite dalla convenuta, in applicazione dell'art. 2033 CCit.
M.N.________ si è opposta alla petizione sia per motivi d'ordine, eccependo l'incompetenza territoriale del giudice svizzero, che di merito, ribadendo quanto da lei già addotto in sede di opposizione al sequestro, ovvero che gli accrediti in questione non emanavano da B.A.________ né si lasciavano ricondurre a finalità donative. Sia come sia, anche qualora si volesse ammettere la tesi della donazione, questa sarebbe soggetta al diritto svizzero e pertanto valida. Tale risultato non verrebbe a mutare nemmeno in applicazione del diritto italiano, perché allora i versamenti andrebbero qualificati come donazione indiretta ai sensi dell'art. 809 CCIt., di per sé non sottomessa ad alcuna forma.
La Corte cantonale si è quindi chinata sul merito della controversia e ha concluso per la reiezione della petizione. L'attrice non è stata infatti in grado di provare che i due primi accrediti sul conto yyy - quello del 26 giugno 1992 (FF 866'666.--) e quello del 24 settembre 1992 (US$ 38'823.52) - effettuati da terze persone, fossero da ricondurre a suo padre. Per quanto concerne i due versamenti operati direttamente da B.A.________ il 7 ottobre 1992 (US$ 74'252.83) e il 18 novembre 1993 (NLG 56'929.78), i giudici ticinesi hanno confermato il giudizio operato dal segretario assessore nell'ambito dell'opposizione al sequestro, secondo cui la convenuta ha provato che il denaro proveniva dai suoi conti presso la banca K.________(IT). Infine, è stato constatato che l'importo di US$ 5'000.-- accreditato il 4 agosto 1995 era un semplice trapasso dal conto della convenuta. Le pretese dell'attrice sono state disattese anche in punto ai due versamenti effettuati da B.A.________ sul conto xxx il 31 marzo 1995 (NLG 7'000.-- e FF 60'000.--). Anche volendo ravvedere in quest'operazione una liberalità, come asserito dall'attrice, essa sarebbe in ogni caso valida. Non solo qualora dovesse tornare applicabile il diritto svizzero - come sostenuto dalla convenuta - ma anche in base al diritto italiano, trattandosi effettivamente di una donazione indiretta, la quale se pure è sottoposta alle norme di carattere sostanziale che regolano le donazioni, non sottostà invece alle norme riguardanti la forma di queste.
Con il ricorso per riforma essa postula la modifica della sentenza cantonale nel senso di accogliere l'appello e, quindi, di annullare la pronunzia di prime cure con conseguente rinvio dell'incarto al Pretore per nuovo giudizio rispettivamente, in via subordinata, di riformarla accogliendo la petizione. Nell'eventualità in cui il Tribunale federale dovesse ritenere il ricorso per riforma irricevibile, A.A.________ domanda che il suo scritto venga considerato quale ricorso per nullità.
Per consolidata giurisprudenza si può tuttavia derogare a questa regola qualora, come nella fattispecie in rassegna, il ricorso per riforma appaia d'acchito inammissibile (DTF 129 III 604 consid. 1 non pubblicato; 117 II 630 consid. 1a; Jean-François Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 5 ad art. 57 OG).
2. Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sull'ammissibilità del ricorso per riforma (DTF 129 III 750 consid. 2).
Ciò basta per escludere la possibilità di introdurre un ricorso per nullità, anche solo in via subordinata. Tale rimedio può infatti essere presentato unicamente qualora il ricorso per riforma in virtù degli art. 44-45-46 OG non sia proponibile (art. 68 cpv. 1 OG; cfr. Bernard Corboz, Le recours en réforme au Tribunal fédéral, in: SJ 2000 pag. 1 segg., in particolare pag. 3 e sentenza non pubblicata del 14 giugno 1995 nella causa 4C.413/1994 consid. 2).
2.2.2 Secondo l'attrice sarebbe in ogni caso opportuno adottare un'interpretazione estensiva del citato disposto, poiché l'impossibilità di rivedere l'applicazione del diritto straniero striderebbe con il sentimento di giustizia generale e con l'art. 29 Cost. Il Tribunale federale non dovrebbe limitarsi a verificare che i tribunali inferiori applichino il diritto svizzero in modo eguale bensì dovrebbe adoperarsi per garantire anche la corretta applicazione del diritto straniero; solo in questo modo verrebbe assicurata una vera e completa parità di trattamento.
La tassa di giustizia di fr. 7'000.-- è posta a carico dell'attrice.