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Timestamp: 2017-02-20 20:02:20+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 247', 'art. 247', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 178', 'art. 97', 'art. 33']

Art. 33 cod. proc. penale: Capacita' del giudice
HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 9 aprile 2015 Codice proc. penale Art. 33 cod. proc. penale: Capacità del giudice L’AUTORE: Redazione
3. Non si considerano altresi attinenti alla capacità del giudice né al numero dei giudici necessario per costituire l’organo giudicante le disposizioni sull’attribuzione degli affari penali al tribunale collegiale o monocratico.
Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l’art. 247, comma 1) che “Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall’articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3.”
Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188 ha disposto (con l’art. 247, comma 1) che “Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999 , fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3.”
L'assegnazione dei processi in violazione delle tabelle di organizzazione dell'ufficio può incidere sulla costituzione e sulle condizioni di capacità del giudice, determinando la nullità di cui all'art. 33, comma primo, cod. proc. pen., non in caso di semplice inosservanza delle disposizioni amministrative, ma solo quando si determini uno stravolgimento dei principi e dei canoni essenziali dell'ordinamento giudiziario, per la violazione di norme come quelle riguardanti la titolarità del potere di assegnazione degli affari in capo ai dirigenti degli uffici e l'obbligo di motivazione dei provvedimenti (Fattispecie relativa alla partecipazione di un magistrato che aveva superato i limiti massimi di permanenza nel collegio giudicante stabiliti dal provvedimento tabellare di assegnazione del CSM). Annulla in parte con rinvio, App. Milano, 08/05/2013
Cassazione penale sez. fer. 01 agosto 2013 n. 35729 L'assegnazione dei processi in violazione delle tabelle di organizzazione dell'ufficio può incidere sulla costituzione e sulle condizioni di capacità del giudice, determinando la nullità di cui all'art. 33, comma primo, cod. proc. pen., non in caso di semplice inosservanza delle disposizioni amministrative, ma solo quando si determini uno stravolgimento dei principi e dei canoni essenziali dell'ordinamento giudiziario, per la violazione di norme quali quelle riguardanti la titolarità del potere di assegnazione degli affari in capo ai dirigenti degli uffici e l'obbligo di motivazione dei provvedimenti. (Fattispecie in cui la Corte ha dichiarato infondata l'eccezione di nullità proposta con riferimento a pretesa violazione delle tabelle relativamente all'individuazione del giudice chiamato a celebrare l'udienza preliminare, designato dal presidente facente funzioni). Annulla in parte con rinvio, App. Genova, 19/11/2010
Cassazione penale sez. VI 15 novembre 2012 n. 46244 Le disposizioni relative all'assegnazione di processi a sezioni, collegi e giudici non si considerano attinenti alla capacità del giudice, a norma dell'art. 33, comma 2, c.p.p., e la loro eventuale violazione non determina alcuna nullità secondo la previsione di cui all'art. 178, lett. a), c.p.p. (Fattispecie in cui la S.C. ha escluso che implichi supplenza a norma dell'art. 97, comma 4, r.d. 30 gennaio 1941, n. 12, il fatto che durante il periodo feriale un magistrato venga preventivamente assegnato, in forza di un apposito provvedimento di modifica tabellare, a sezione o collegio diversi da quelli ove presta servizio nei restanti periodi dell'anno). Rigetta, Trib. Napoli, 27 luglio 2010
Cassazione penale sez. II 14 gennaio 2011 n. 6505 Non integra alcuna violazione processualmente rilevante - ostandovi l'espresso disposto di cui all'art. 33, comma secondo cod. proc. pen. - la circostanza che, nell'ambito di un'unica operazione di intercettazione, si avvicendino diversi magistrati dell'ufficio del G.i.p. nell'emanazione dei decreti di autorizzazione e di proroga, senza l'osservanza dei criteri fissati in sede tabellare. Annulla in parte con rinvio, App.Reggio Calabria, 13 Marzo 2006
Cassazione penale sez. VI 22 novembre 2007 n. 47109 Art. precedente
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