Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/02/il-principio-iuria-novit-curia-nel-processo-tributario.html
Timestamp: 2018-11-19 19:22:31+00:00
Document Index: 1476498

Matched Legal Cases: ['art. 113', 'art. 12', 'art. 113', 'art. 101', 'art. 104', 'art. 54', 'art. 3', 'art. 112', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 113', 'art. 112', 'art. 112', 'art. 112']

Il principio iuria novit curia nel processo tributario | Commercialista Telematico
Il principio iuria novit curia nel processo tributario
L’ art. 113, comma 1, c.p.c., impone al giudice che pronuncia sulla causa di seguire le norme di diritto, salvo che la legge gli attribuisca il potere di decidere secondo equità (circostanza, quest’ultima, non ricorrente nel processo tributario – ex plurimis, Cass. Civ. n. 19079/2009).
Unitamente all’art. 12 disp. prel. c.c. (da cui può desumersi l’obbligo del giudice di pronunciarsi anche quando le parti non abbiano indicato le norme giuridiche da loro ritenute applicabili) la norma ,di cui all’art. 113 citato, racchiude il principio iura novit curia secondo il quale è concesso al giudice di desumere una determinata efficacia del fatto, allegato dalla parte, anche sulla base di una disposizione diversa da quella che quest’ultima ha invocato; la regola dello iura novit curia, a sua volta, si traduce (secondo altre osservazioni poste dalla dottrina) in una rappresentazione dei principi di valenza costituzionale come la soggezione del giudice davanti alla legge (art. 101, comma 2, Cost.), l’autonomia e l’indipendenza della magistratura (art. 104 Cost.), il principio di legalità e di obbligatorietà delle norme (art. 54 Cost.) e il principio di uguaglianza davanti alla legge (art. 3 Cost.).
L’applicazione del principio de quo è però, in un certo senso, “temperata” dall’ art. 112 c.p.c. che, come è noto, sancisce il dovere del giudice di esprimersi su tutta la domanda immessa nel giudizio, la corrispondenza tra chiesto e pronunciato e l’impronunciabilità d’ufficio sulle eccezioni che possono essere proposte solo dalle parti.
Nel processo tributario, il giudice può far ricorso al principio iura novit curia ex art. 1, c. 2, D.Lgs n.546/92, e sempre in confronto e collegamento con i due ultimi limiti descritti1; da tale quadro, ne sono sortite decisioni che ben hanno espresso come il contesto evidenzia due profili: quello attinente alla conoscenza della fonte normativa e quello relativo alla sussunzione dei fatti allegati dalle parti nell’ambito della fattispecie legale astratta, entrambi rilevanti ai fini della decisione della controversia instaurata.
Ad esempio, in occasione della sentenza n. 9590 del 19 aprile 2013, i giudici di piazza Cavour hanno sottolineato che :
grazie ai contenuti di cui all’art. 113 c.p.c., c. 1, rimane sempre salva la possibilità per il giudice di assegnare una diversa qualificazione giuridica ai fatti e ai rapporti dedotti in lite nonchè all’azione esercitata in causa, ricercando le norme giuridiche applicabili alla concreta fattispecie sottoposta al suo esame, e ponendo a fondamento della sua decisione principi di diritto diversi da quelli erroneamente richiamati dalle parti (cfr. Corte cass. Sez, 3, Sent. n. 10009 del 24/06/2003; id. , Sent. n. 25140 del 13/12/2010)2;
diversamente, sussiste vizio di “ultra” o “extra” petizione ex art. 112 c.p.c. (e quindi difetto di corrispondenza tra chiesto e pronunciato) quando il giudice pronunzia oltre i limiti della domanda e delle eccezioni proposte dalle parti, ovvero su questioni non formanti oggetto del giudizio e non rilevabili d’ufficio, attribuendo un bene non richiesto o diverso da quello domandato.
Ancora poi recentemente si è affermato che “In ogni caso il principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato stabilito dall’art. 112 c.p.c. , che vieta al giudice pronunce “ultra ” o extra” petizione, deve essere correlato con il principio “iura novit curia” stabilito dall’113 c.p.c., comma 1, che obbliga il giudice alla individuazione “d’ufficio” delle norme giuridiche applicabili alla concreta fattispecie sottoposta al suo esame, anche ponendo a fondamento della propria decisione una regola giuridica non richiamata dalla parte (in tal senso Sez. L, Sentenza n. 25140 del 13/12/2010, Rv. 615703). Ne deriva che non viola il principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato stabilito dell’art. 112 c.p.c. la decisione della Commissione tributaria regionale che…