Source: http://www.crimine.info/public/crimineinfo/norme/cod_minori.htm
Timestamp: 2013-05-22 07:56:04+00:00
Document Index: 152740086

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 130', 'art. 17', 'art. 50', 'art. 130', 'art.\n600', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3']

Codice di autoregolamentazione "Internet e Minori
codice internet... Codice di autoregolamentazione
b) il diritto del minore a uno sviluppo equilibrato è riconosciuto dallordinamento giuridico nazionale e internazionale (basta ricordare gli articoli della Costituzione che riguardano, direttamente o indirettamente, linfanzia e la gioventù e la Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo, adottata a New York dallAssemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, e ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, che impone a tutti i soggetti pubblici e privati, così come alle famiglie, di
collaborare per predisporre le condizioni perché i minori possano vivere una vita autonoma nella società, nello spirito di pace, dignità, tolleranza, libertà, eguaglianza, solidarietà, e che fa divieto di sottoporlo a interferenze arbitrarie o illegali nella sua privacy e comunque a forme di violenza, abuso mentale, sfruttamento);
Tutto ciò premesso e considerato, appare opportuno attuare uno scrupoloso rispetto della normativa nazionale ed internazionale vigente a tutela dei minori, ma anche ladozione di un Codice di autoregolamentazione in materia (nel seguito indicato anche come Codice).
f) agevolare, nel rispetto dellart. 9 del Decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 -
Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dellinformazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno, la tutela del minore nei confronti delle informazioni commerciali non sollecitate o che sfruttino la debolezza del minore, ovvero, secondo quanto previsto allart. 130 del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nei confronti delle comunicazioni indesiderate;
g) diffondere presso gli operatori e le famiglie il contenuto del Codice di
VISTE E CONSIDERATE ALTRESI LE NORME NAZIONALI ED
INTERNAZIONALI DI RIFERIMENTO E CIOE:
CONSIDERATA la Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo, adottata
a New York dallAssemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e
ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, ed in particolare la lettera e)
dellart. 17 che testualmente prevede che gli Stati «favoriscono lelaborazione di
principi direttivi appropriati destinati a proteggere il fanciullo dalle informazioni
e dai materiali che nuocciono al suo benessere in considerazione delle
disposizioni degli articoli 13 e 18» e che tale obbligo deve essere realizzato
tutelando la libertà di espressione del minore (articolo 13) e lobbligo degli Stati di
garantire ai genitori di poter svolgere congiuntamente il loro diritto/dovere di
proteggere e educare i figli (articolo 18);
CONSIDERATA la Convenzione europea sullesercizio dei diritti dei bambini,
adottata a Strasburgo il 25 gennaio 1996 e ratificata ai sensi della legge 20 marzo
2003, n. 77;
VISTA la Legge 28 agosto 1997, n. 285 Disposizioni per la promozione di diritti e
di opportunità per linfanzia e ladolescenza;
CONSIDERATA la Direttiva 2002/58/CEE del Parlamento Europeo e del
Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela
della vita privata nel settore delle Comunicazioni Elettroniche;
VISTO il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di
protezione dei dati personali, in particolare lart. 50, dal titolo Notizie o
immagini relative ai minori e lart. 130, dal titolo Comunicazioni indesiderate;
VISTO il Decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50 - Attuazione della direttiva n.
85/577/CEE in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali;
VISTO il Decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185 - Attuazione della direttiva
97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza;
VISTO il Decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 - Attuazione della direttiva
2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dellinformazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno - in particolare gli Articoli:
 Art. 16 (Responsabilità nellattività di memorizzazione di informazioni -
hosting);
CONSIDERATO il Libro verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nei
servizi audiovisivi e di informazione COM (96) 483;
CONSIDERATA la Comunicazione della Commissione delle Comunità europee
del 16 ottobre 1996, relativa alle informazioni di contenuto illegale e nocivo su
VISTA ladozione da parte della Commissione il 25 gennaio 1999 della decisione
n. 276/1999/CE sul piano dazione comunitario pluriennale per promuovere luso
sicuro di Internet attraverso la lotta alle informazioni di contenuto illegale e
nocivo diffuse attraverso le reti globali, ed in particolare le linee dazione indicate
dalla Commissione:
2. creare una rete europea di hot-line che consenta ai consumatori di denunciare
eventuali sospetti di pornografia infantile;
5. dimostrare i benefici dei sistemi di filtraggio, quali ad esempio PICS (Platform
for Internet Content Selection), e di codificazione su base volontaria, quali ad
esempio ICRA (Internet Content Rating Association);
VISTA altresì la decisione n. 1151/2003/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 giugno 2003, che modifica la decisione precedente n.
276/1999/CE e che in particolare adotta un nuovo Piano pluriennale dazione
comunitario per promuovere luso sicuro di Internet estendendone la durata a 6
anni, fino al 31 dicembre 2004;
CONSIDERATA la Raccomandazione del Consiglio della UE riguardante la
protezione dei minori e della dignità umana (2001/C 213/03);
VISTO il Parere del Comitato economico e sociale dellUnione Europea sul
Programma di protezione dei minori su Internet" del 28 novembre 2001;
VISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per
lInnovazione e le Tecnologie sulla sicurezza nelle P.A. del 16 gennaio 2002
Sicurezza Informatica e delle Telecomunicazioni nelle Pubbliche
Amministrazioni Statali;
VISTO il Decreto Interministeriale 24 luglio 2002 relativo alla istituzione del
Comitato tecnico nazionale sulla sicurezza informatica e delle telecomunicazioni
VISTA la legge 3 agosto 1998, n. 269 Norme contro lo sfruttamento della
prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali
nuove forme di riduzione in schiavitù; In particolare, il terzo comma dellart.
600-ter Codice penale;
VISTA la Convenzione del Consiglio DEuropa sulla Cyber-criminalità, aperta alla
sottoscrizione a Budapest il 23 novembre 2001;
VISTO il Decreto Legislativo n. 259 del 1 agosto 2003 recante il Codice delle
comunicazioni elettroniche;
Il soggetto che svolge attività imprenditoriale su Internet, anche a titolo non
direttamente oneroso per Clienti ed Utenti, e che aderisce al Codice direttamente o per il tramite delle Associazioni firmatarie.
Servizi di accesso ad Internet che, sulla base di criteri indicati dallAderente ai sensi del successivo punto 3.2, circoscrivono o escludono laccesso a determinati contenuti. 1.9 Accesso condizionato
1.10 Marchio Internet e Minori
LAderente potrà pubblicare, sui propri servizi e nelle comunicazioni commerciali, la dicitura Aderente al Codice di autoregolamentazione Internet e Minori oltre al relativo logo che viene concesso in licenza duso gratuito e a tempo indeterminato fino alleventuale revoca, secondo quanto disposto allart. 7.
LAderente pubblica nella pagina Internet iniziale (home page) dei propri servizi un riferimento TUTELA DEI MINORI, chiaramente visibile, che rimanda ad apposite pagine web con le quali fornire informazioni sulle corrette modalità per un utilizzo sicuro della rete Internet, sullesistenza degli strumenti più utilizzati per la tutela dei minori e sulle modalità di segnalazione, al Comitato di Garanzia di cui allart. 6, delle violazioni del Codice. Il contenuto minimo delle pagine web verrà definito dal Comitato di Garanzia.
LAderente potrà utilizzare Sistemi di individuazione delletà dellUtente, a condizione che, nel rispetto delle norme sul trattamento dei dati personali, ne venga tutelata e garantita la massima riservatezza, sicurezza e dignità. In particolare, tali sistemi non dovranno consentire di risalire allidentità, al domicilio, allindirizzo di posta elettronica, alleventuale pseudonimo (alias o nick name), allindirizzo Internet (numero IP) del minore e non dovranno comunque permettere a terzi di raggiungerlo direttamente o indirettamente.
Nel rispetto del Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196), lAderente non esegue alcuna profilazione dellUtente minore né alcun trattamento dei suoi datipersonali senza la previa autorizzazione espressa, a seguito di informativa chiara e trasparente sulla tipologia delle profilazioni che lAderente
medesimo intende effettuare e sulluso che di tali informazioni intende fare, da parte di chi esercita la potestà genitoriale.
LAderente potrà consentire agli Utenti di utilizzare i propri servizi in modo da apparire totalmente anonimi. In ogni caso, lAderente dovrà essere effettivamente informato della reale identità personale del soggetto cui viene concesso di fruire dellanonimizzazione. Allinterno dellinformazione di cui al punto 3.1 lAderente dovrà altresì avvertire preventivamente gli Utenti della possibilità che elaborazioni non autorizzate, effettuate abusivamente da terze parti allinsaputa dellAderente, possano comunque consentire di risalire alla loro identità.
LAderente eroga i propri servizi solo ed esclusivamente a Utenti identificati
direttamente o identificabili tramite elementi univoci anche se indiretti.
Nel caso di assegnazione temporanea dellindirizzo IP, il relativo registro conterrà: data e ora di inizio e cessazione dellassegnazione, numero di IP assegnato temporaneamente ed eventuale numero telefonico utilizzato (sedisponibile).
LAderente conserva i dati di cui al punto 3.10.1 con modalità che ne garantiscano una ragionevole attendibilità e non ripudiabilità, comunque nelrispetto delle disposizioni vigenti in materia. I dati medesimi vengono custoditi per sei mesi, salva la scelta individuale di conservarli per periodi maggiori, senza comunque eccedere i limiti
temporali indicati dalla normativa vigente.
LAderente, nel rispetto delle normative vigenti in materia di trattamento
dei dati personali, si impegna a conservare il numero IP utilizzato dallUtente per laccesso alle funzioni di pubblicazione dei contenuti, anche se ospitati gratuitamente.
LAderente che offre servizi di accesso al pubblico come Internet Point o simili deve fornire strumenti adeguati per la navigazione dei minori ed identificare, direttamente o indirettamente, lutilizzatore dei servizi medesimi.
La vigilanza sulla corretta applicazione del Codice è affidata al Comitato di
Garanzia di cui al successivo art. 6. In unottica di armonizzazione e di verifica degli sviluppi tecnologici e normativi il Comitato di Garanzia suggerisce eventuali aggiornamenti e modifiche del presente Codice.
La corretta, imparziale e trasparente applicazione del Codice è affidata ad un apposito Comitato di Garanzia (in seguito indicato anche come Comitato) costituito da undici componenti effettivi, esperti in materia, nominati con Decreto del Ministro delle Comunicazioni, adottato di concerto con il Ministro per lInnovazione e le Tecnologie ed individuati come segue:
 quattro componenti in rappresentanza degli Aderenti designati dalle
Associazioni di categoria firmatarie del presente Codice;
 due componenti, di cui uno con funzioni di Presidente, in
rappresentanza del Ministero delle Comunicazioni e due in
rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri 
Dipartimento dellInnovazione e delle Tecnologie;
 tre componenti designati dalle Associazioni per la tutela dei minori e dal
Consiglio Nazionale degli Utenti. In sede di prima nomina tali ultimi
componenti saranno scelti tra i partecipanti al Gruppo di lavoro
Internet@minori, istituito presso il Ministero delle Comunicazioni.
Il Ministero delle Comunicazioni assicura la Segreteria per le attività di
supporto al Comitato.
Con i medesimi criteri e modalità sono nominati anche undici componenti
Le regole di funzionamento del Comitato e della Segreteria sono definite da
un apposito Regolamento di Organizzazione adottato di comune accordo
dai componenti del Comitato medesimo entro 30 giorni dal suo insediamento.
Nel medesimo Regolamento verranno indicate le modalità di realizzazione
dellapposito sito web dedicato al Codice.
Il Comitato controlla che lAderente possieda tutti i requisiti e abbia assunto tutti i comportamenti previsti dal Codice, segnalando agli interessati eventuali inottemperanze al Codice medesimo. Nel caso di accertate inottemperanze da parte degli Aderenti si
applicheranno le sanzioni di cui al successivo art. 7.
Il Comitato di Garanzia individuerà i tempi per rendere effettivi gli obblighi
di cui al presente Codice, che comunque entreranno in vigore entro e non
oltre i sei mesi successivi alla firma dello stesso.
Il Comitato di Garanzia definisce nel Regolamento di Organizzazione le
ragioni che determinano la decadenza dei componenti del Comitato.
Le Associazioni firmatarie del presente Codice si impegnano a segnalare,
entro i trenta giorni successivi alla sottoscrizione del presente Codice,
lAssociazione, tra quelle firmatarie, che garantirà il rimborso delle spese
sostenute, e documentate, dai rappresentanti delle Associazioni per la tutela
dei minori per la loro partecipazione alle sedute del Comitato di Garanzia,
secondo le modalità che saranno stabilite dal Regolamento di
organizzazione del Comitato medesimo. Tali spese saranno suddivise tra
tutte le Associazioni firmatarie. Il limite massimo annuo complessivo di tali
spese è fissato in 8.000 Euro. Saranno ricercate altre forme di finanziamento
e sostegno anche da parte di Enti istituzionali per leventuale svolgimento di
attività di studio, promozione, ricerca e comunicazione anche in relazione
alla campagna dinformazione che sarà auspicabilmente effettuata sul tema
della tutela dei minori in Rete.
Chiunque ritenga fondatamente che sia intervenuta da parte dellAderente
una violazione degli obblighi definiti allart. 3, può segnalare al Comitato di
Garanzia tale violazione inviando una comunicazione alla Segreteria del
Comitato medesimo secondo le indicazioni del punto 3.1.
Per attivare la segnalazione dovrà essere compilato lapposito modulo
guidato, contenuto nelle pagine web informative, di cui al punto 3.1,
 i suoi recapiti (indirizzo completo e numero di telefono, nonché,
eventualmente, numero di fax ed indirizzo e-mail); descrizione dettagliata della violazione della norma del Codice e degli
elementi di responsabilità dellAderente riscontrati;
Allinvio della segnalazione telematica di cui sopra, verrà attribuito un
Numero di Protocollo che linteressato dovrà indicare nella lettera di
conferma (contenete gli stessi elementi informativi) da inviare per posta,
tramite Raccomandata A.R., alla Segreteria del Comitato.
La Segreteria procede ad una classificazione e registrazione delle
segnalazioni ricevute ed accompagnate dalla relativa conferma postale.
I dati trasmessi verranno trattati secondo le norme sulla tutela dei dati
La Segreteria, esaminate le segnalazioni pervenute, entro una settimana dal
ricevimento della lettera raccomandata di conferma, comunica allAderente
lapertura del procedimento di autodisciplina nei suoi confronti e le
contestazioni oggetto della segnalazione. Vengono considerate inammissibili
le segnalazioni prive dei requisiti di cui al punto 7.1.1.
LAderente che riceve una comunicazione di apertura di un procedimento di
autodisciplina nei suoi confronti, può trasmettere alla Segreteria, entro
quindici giorni dalla comunicazione, la documentazione che ritiene utile per
chiarire la sua posizione.
LAderente al quale sia stata comunicata lapertura di un procedimento di
autodisciplina, può richiedere unaudizione al Comitato negli stessi tempi
previsti per linvio di documentazione
Laudizione sarà effettuata in occasione della prima riunione del Comitato,
che informerà linteressato con un preavviso non inferiore a dieci giorni.
Il Comitato opera, di norma, per via telematica e la Segreteria predispone i
verbali delle attività che vengono sottoposti allapprovazione dei singoli
componenti. Il Comitato completa liter procedurale entro sessanta giorni
dallapertura del procedimento di autodisciplina. Le decisioni finali vengono
prese a maggioranza dei due terzi (con approssimazione allunità superiore).
Le audizioni si svolgono nellambito di riunioni del Comitato valide, ai fini
delle decisioni, solo se alla presenza di almeno i due terzi (con
approssimazione allunità superiore) del numero dei componenti.Gli esiti delle procedure di autodisciplina rimangono agli atti del Comitato e
vengono conservati a cura della Segreteria che li trasmette alle parti
interessate e ne cura la pubblicazione sullapposito sito web previsto dal
Regolamento di Organizzazione.
LAderente dà seguito a quanto deciso dal Comitato tempestivamente e
comunque non oltre i quindici giorni successivi alla comunicazione del
provvedimento adottato. La mancata esecuzione di quanto previsto nella
decisione comporta, a seguito della procedura prevista dallart. 7,
lapplicazione della revoca prolungata di cui al punto 7.2.3.2 seguente.
Qualora il Comitato di Garanzia accerti, al termine del procedimento di cui
al punto 7.1, la violazione di uno o più degli obblighi previsti dallart. 3,
invierà allAderente una comunicazione di richiamo, invitandolo ad
ottemperare entro 15 giorni agli impegni sottoscritti con ladesione al
7.2.3 Revoca dellautorizzazione alluso del marchio Internet e Minori
Nel caso in cui lAderente non provveda, nei termini previsti, adadeguarsi alle indicazioni contenute nella comunicazione di censura,il Comitato revocherà lautorizzazione alluso del marchio Internet eMinori. Luso del marchio sarà nuovamente autorizzato dalComitato una volta accertato, su richiesta dellAderente,
ladeguamento dei suoi comportamenti agli impegni assunti.
Nel caso in cui, dopo un primo provvedimento di revoca temporanea,
intervengano le condizioni per un secondo provvedimento di revoca, lAderente non potrà avanzare richiesta di riammissione alluso delmarchio Internet e minori prima di un anno.
LAderente al quale sia stato revocato luso del marchio Internet e Minori
non potrà più utilizzare il marchio medesimo fino a che non sia stato
nuovamente autorizzato o riammesso alluso.
Tutti i provvedimenti di revoca saranno raccolti ed oggetto di pubblicazione
secondo quanto previsto al punto 7.1.5.