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Timestamp: 2019-01-22 09:18:58+00:00
Document Index: 131391752

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 80', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'sentenza ', 'art. 5']

N. 01759/2017 REG.PROV.COLL.
N. 02503/2016 REG.RIC.
Adelante Dolmen S.c.s. Onlus, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Andrea Di Lascio e Saul Monzani, con domicilio eletto presso lo studio legale Andrea Locatelli in Milano, Corso Vittorio Emanuele II, 15;
- della determinazione dirigenziale R.G. n. 9117/2016 del 4 ottobre 2016, resa esecutiva il 6 ottobre 2016 e comunicata alla ricorrente il 7 ottobre 2016, con cui è stata aggiudicata alla ditta Adelante Dolmen S.c.s. la procedura per l'affidamento dell'outsourcing di servizi di sviluppo e gestione dei Sistemi Informativi dell'Area tutela e valorizzazione ambientale della Città Metropolitana di Milano;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Città Metropolitana di Milano e di Adelante Dolmen S.c.s. Onlus;
2. Con lettera trasmessa tramite piattaforma MePa il 25 agosto 2016, sono state invitate 12 delle 13 imprese che avevano presentato la manifestazione d’interesse; di esse, tre sono state ammesse a partecipare alla procedura, da affidarsi con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con attribuzione del punteggio massimo di 70 per l’offerta tecnica e di 30 per quella economica: la ricorrente BBS S.r.l., la controinteressata Adelante Dolment S.c.s. e la Synapsys S.r.l.
a) prima classificata, la società Adelante Dolmen, con il punteggio di 69,18, di cui 64,75 riconosciuti all’offerta tecnica e 4,427 riconosciuti all’offerta economica;
4. Il 4 ottobre 2016 è stata disposta l’aggiudicazione a favore di Adelante Dolmen, a cui ha fatto seguito la stipula del contratto in data 24 ottobre 2016, come da comunicazione ricevuta il 27 ottobre 2016.
5.2. Con il secondo motivo, si deduce la violazione della lex specialis, nonché la violazione della par condicio tra i concorrenti e l’eccesso di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti, poiché il maggior punteggio tecnico attribuito alla controinteressata sarebbe frutto di una chiara violazione dell’art. 7.1 del capitolato, che imponeva di esprimere il progetto attraverso una relazione tecnica di 25 pagine, mentre la società Adelante Dolmen ne ha impiegate ben 47.
6. Si sono costituite la Citta Metropolitana di Milano e la società cooperativa sociale Adelante Dolmen, controdeducendo alle censure avversarie e insistendo per il rigetto del ricorso.
Soggiunge, infine, la decisione in esame che: “Si prescinde, peraltro, in questa sede – perché il tema non è oggetto del contendere e la relativa norma non è applicabile ratione temporis – dalla questione se l’ampia formulazione dell’art. 80, comma 9, del d.lgs. n. 50 del 2016 (che ammette il soccorso istruttorio con riferimento a “qualsiasi elemento formale della domanda”) consenta, comunque, anche nella vigenza del nuovo “Codice”, di sanare l’offerta che sia viziata solo per la mancata formale indicazione separata degli oneri di sicurezza”.
Si registra, qui, da un lato, un orientamento favorevole alla tesi dell’automatismo espulsivo dell’offerta che non abbia rispettato l’obbligo di indicare gli oneri di sicurezza ‘interni o aziendali’, come ormai chiaramente prescritto dall’art. 95, comma 10, del Codice (cfr. Tar Reggio Calabria, 25/2/2017, n. 166, Tar Salerno, 6/7/2016, n. 1604, Tar Molise, 9/12/2016, n. 513; nonché, da ultimo, Tar Napoli, sez. III, 3/5/2017, n. 2358, secondo cui: “con l’entrata in vigore del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 è superata ogni incertezza interpretativa, nel senso dell’inderogabilità dell’obbligo derivante dall’art. 95, comma 10. In presenza di una così esplicita disposizione di legge, è del tutto irrilevante se né la lex specialis di gara (bando e disciplinare), né il modello di offerta economica predisposto dalla stazione appaltante hanno previsto la dichiarazione separata di tali oneri, discendendo direttamente ed inequivocabilmente dalla legge l’obbligo (rectius, l’onere) di effettuare la dichiarazione stessa: il ché è proprio il quid novi contenuto nella disciplina dettata sul punto dall’art. 95, comma 10, cit., che ha inteso porre fine, una volta per tutte, ai ben noti contrasti insorti nel preesistente assetto normativo”).
9.3.1. Già nel previgente regime normativo, infatti, in presenza di siffatta indicazione e di appalti aventi ad oggetto prestazioni di natura prettamente intellettuale, da eseguirsi per lo più nei locali dell'impresa prestatrice del servizio, come per il servizio di consulenza assicurativa e di brokeraggio, si faceva eccezione alla regola dell’automatismo espulsivo, esigendosi semmai la valutazione della specifica quantificazione di detti costi in sede di giudizio di anomalia (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 11.12.2015, n. 5651; id. Sez. V, 16.3.2016 n. 1051; T.A.R. Lombardia, sez. IV, 27/10/2016, n. 1977, che, in conformità alla giurisprudenza consolidata della Sezione, in una fattispecie in cui si contestava alla controinteressata - aggiudicataria di un appalto avente ad oggetto il compimento di attività di semplice intermediazione, di natura meramente giuridica - l’indicazione degli oneri di sicurezza pari a zero, ha reputato infondate le doglianze, sul presupposto che tale indicazione rilevi ai soli fini dell'anomalia del prezzo offerto).
Alla modifica da ultimo introdotta, peraltro, laddove contempla l’espresso esonero dall’indicazione dei costi aziendali interni per i servizi di natura intellettuale, deve attribuirsi natura ricognitiva del ‘diritto vivente’ previgente e non invece natura costitutiva e innovativa “con esclusiva efficacia ex nunc proiettata nel futuro” (cfr. Cons. Stato, sentenza n. 3857/2017 cit.).
9.5.1. - da un lato, la circostanza che essa ha ad oggetto “prestazioni di carattere informatico di alta specializzazione” (cfr. l’avviso per la manifestazione d’interesse, allegato sub n.1 della documentazione di parte resistente), meglio declinate in “…attività informatiche specialistiche, non sviluppabili autonomamente, relative agli interventi strategici di dematerializzazione e semplificazione dei processi dell’Area, quali lo sviluppo di software specifico, la gestione del parco applicativo esistente e l’assistenza, tramite i servizi di help desk on line, agli utenti interni all’area ed esterni qualora gli utenti interni non siano in grado di provvedere autonomamente” (cfr. il capitolato speciale d’appalto, allegato sub n. 9 della documentazione di parte ricorrente, che poi ulteriormente precisa – a proposito del “Luogo e modalità di esecuzione” (art. 5 del CSA) - che: “Non è richiesto il presidio operativo presso le sedi dell’Area Tutela e Valorizzazione Ambientale, ma si richiede la disponibilità, sulla base delle richieste avanzate dalla medesima Area, ad incontri per valutare lo stato di avanzamento dei lavori o qualora si presenti la necessità di definire operazioni, riprogrammare le attività o decidere interventi di particolare rilevanza”).
9.5.2. – d’altro lato, va pure segnalato che – trattandosi di procedura telematica in cui la modulistica è predisposta dall’Amministrazione, la controinteressata ben difficilmente avrebbe potuto, in sede procedimentale, fornire chiarimenti in ordine alla ragion d’essere della quantificazione pari a zero dei costi in parola. Chiarimenti che, a ben vedere, non sarebbero stati neppure necessari, avuto riguardo all’orientamento giurisprudenziale surrichiamato, condiviso dal Collegio, che richiede di trasferire sul piano del giudizio di congruità complessiva dell’offerta, la valutazione in termini minimi o del tutto azzerati dei costi di sicurezza.
La relazione tecnica in cui si esprime il progetto della controinteressata, conformemente alle indicazioni contenute nella lex specialis, è quella che si conclude con la firma del rappresentante legale dell’impresa, che, per quanto concerne l’offerta di Adelante Dolmen, è pari a 22 pagine (cfr. allegato n. 38 della documentazione di parte resistente).