Source: https://www.diritto.it/i-debiti-fuori-bilancio-nel-tuel-e-nella-giurisprudenza/
Timestamp: 2019-02-19 02:51:17+00:00
Document Index: 66367092

Matched Legal Cases: ['art.191', 'art.35', 'art.41', 'art.194', 'art.30', 'art.119']

Di Francesca Panzini
Capo Settore Contabilità e Finanze Comune di Conversano (BA)
Il Ministero dell’Interno, con Circolare 20 settembre 1993 n.F.L.21/1993 ha definito il debito fuori bilancio come “un’obbligazione verso terzi per il pagamento di una determinata somma di danaro che grava sull’ente (…..) assunta in violazione delle norme giuscontabili che regolano i procedimenti di spesa degli Enti Locali”;
Il debito fuori bilancio consiste, quindi, in un’obbligazione maturata senza che sia stato adottato il dovuto adempimento per l’assunzione dell’impegno di spesa previsto dall’art.191, commi 1-3, del D.Lgs.267/2000 (ex art.35, commi 1, 2 e 3 del D.Lgs.77/1995);
liquidità, nel senso che deve essere individuato il soggetto creditore, il debito sia definito nel suo ammontare e l’importo sia determinato o determinabile mediante una semplice operazione di calcolo aritmetico;
Nell’attuale sistema giuscontabile sono riconoscibili i debiti fuori bilancio derivanti da:
Con Circolare 14 novembre 1997 n.F.L. 28/1997 il Ministero dell’Interno ha evidenziato come in passato potessero essere riconosciuti dall’amministrazione locale i debiti fuori bilancio per i quali non era ipotizzabile una responsabilità da parte di funzionari e/o amministratori nell’ordinazione della spesa in violazione delle norme giuscontabili che regolano l’impegno di spesa.
La nuova formulazione della lettera e) del comma 1, dell’articolo 37 del decreto legislativo n. 77 del 1995, confluita nell’articolo 194 del TUEL comporta una novità sostanziale.
L’organo di revisione deve verificare che i provvedimenti di riconoscimento di debiti gli siano trasmessi nonché inviati alla competente procura della Corte dei Conti
Oggi detta linea di finanziamento non è più percorribile atteso quanto disposto dall’articolo 119 della Costituzione che prevede per gli EE.LL. la possibilità di ricorrere all’indebitamento solo per il finanziamento degli investimenti.
L’introduzione di tale principio ha comportato la necessità di intervenire in via legislativa in materia di finanziamento di debiti fuori bilancio ed in tal senso si è provveduto con la Legge n.448/2001 (finanziaria 2002), il cui art.41, comma 4, prevede che: “ Per il finanziamento di spese di parte corrente, il comma 3 dell’art.194 del citato testo unico di cui al Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n.267, si applica limitatamente alla copertura dei debiti fuori bilancio maturati anteriormente alla data di entrata in vigore delle legge costituzionale 18 ottobre 2001 n.3”, e quindi all’8 novembre 2001.
Il legislatore è intervenuto ulteriormente con la successiva legge 27 dicembre 2002 n.289 (finanziaria 2003) il cui art.30, comma 15, sancisce che: “Qualora gli enti territoriali ricorrano all’indebitamento per finanziare spese diverse da quelle di investimento, in violazione dell’art.119 della Costituzione, i relativi atti e contratti sono nulli. Le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei Conti possono irrogare agli amministratori che hanno assunto la relativa delibera la condanna ad una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte l’indennità di carica percepita al momento della commissione della violazione”.
Pertanto, è pacifico che i debiti fuori bilancio contratti successivamente all’8 novembre 2001, non per spese di investimento, non possono essere ripianati con l’assunzione di mutui, ed i relativi mezzi di finanziamento vanno reperiti esclusivamente nell’ambito delle risorse proprie ai sensi dell’articolo 193, comma 3, del TUEL, fatta salva la rateizzazione, da convenire con i creditori, prevista dall’articolo 194, comma 2, TUEL.
di Alessandro Biamonte 13 aprile 2018