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Timestamp: 2017-10-22 04:28:02+00:00
Document Index: 81813446

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 262', 'art. 299', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 29', 'sentenza ']

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Diritto di Famiglia/5
Cognome della Madre sin dalla nascita
Con sentenza del 21 dicembre 2016 n. 286 la Corte Costituzionale,ha sancito l’illegittimità costituzionale delle norme dell'ordinamento dello stato civile nella parte in cui non consentono ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno, dichiarando di conseguenza illegittimo anche l'art. 262c.c. e l'art. 299 c.c. nella parte in cui non consente ai coniugi, in caso di adozione compiuta da entrambi, di attribuire, di comune accordo, anche il cognome materno al momento dell’adozione.
La Corte ha limitato l'accertamento della legittimità della norma alla sola parte di essa in cui non consente ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno in quanto era stata chiamata a risolvere la questione formulata dal rimettente e riferita alla norma sull’attribuzione del cognome paterno nella sola parte in cui, anche in presenza di una diversa e comune volontà dei coniugi, i figli acquistano automaticamente il cognome del padre.
Tuttavia la consulta svolge considerazioni più ampie e richiama un precedente della Corte Europea dei Diritti dell'uomo secondo il quale dovrebbe essere consentito attribuire anche soltanto il cognome della madre:
"In particolare, nella sentenza Cusan Fazzo contro Italia, del 7 gennaio 2014, successiva all’ordinanza di rimessione in esame, la Corte di Strasburgo ha affermato che l’impossibilità per i genitori di attribuire al figlio, alla nascita, il cognome della madre, anziché quello del padre, integra violazione dell’art. 14 (divieto di discriminazione), in combinato disposto con l’art. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della CEDU, e deriva da una lacuna del sistema giuridico italiano, per superare la quale «dovrebbero essere adottate riforme nella legislazione e/o nelle prassi italiane». La Corte EDU ha, altresì, ritenuto che tale impossibilità non sia compensata dalla successiva autorizzazione amministrativa a cambiare il cognome dei figli minorenni aggiungendo a quello paterno il cognome della madre"
"Quanto al concorrente profilo di illegittimità, che risiede nella violazione del principio di uguaglianza dei coniugi, va rilevato che il criterio della prevalenza del cognome paterno, e la conseguente disparità di trattamento dei coniugi, non trovano alcuna giustificazione né nell’art. 3 Cost., né nella finalità di salvaguardia dell’unità familiare, di cui all’art. 29, secondo comma, Cost.
Come già osservato da questa Corte sin da epoca risalente, «è proprio l’eguaglianza che garantisce quella unità e, viceversa, è la diseguaglianza a metterla in pericolo», poiché l’unità «si rafforza nella misura in cui i reciproci rapporti fra i coniugi sono governati dalla solidarietà e dalla parità» (sentenza n. 133 del 1970)."
Conclude la Corte che, in assenza dell’accordo dei genitori, residua la generale previsione dell’attribuzione del cognome paterno, in attesa di un indifferibile intervento legislativo, destinato a disciplinare organicamente la materia, secondo criteri finalmente consoni al principio di parità.
E' in Commissione al Senato il Disegno di Legge n. 1230 proprio in relazione a questa tematica, volto a recepire il dictum giurisprudenziale: tra le norme che si vorrebbero introdurre vi è anche quella che impone il cognome dato al primo figlio anche ai successivi onde impedire che nella stessa famiglia i figli abbiano cognomi diversi.
DDL cognome figli [1.058 Kb]
11/02/2017 10:36 commenti (0)
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