Source: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/11/01/la-giunta-pigliaru-persevera-per-il-nuovo-editto-delle-chiudende-il-consiglio-regionale-la-segue-non-solo-per-salvare-i-tabacchini-per-passare-alla-storia/?replytocom=175437
Timestamp: 2020-04-03 01:49:58+00:00
Document Index: 82236487

Matched Legal Cases: ['art. 102', 'art. 127', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 127', 'art. 117']

La Giunta Pigliaru persevera per il nuovo Editto delle Chiudende, il Consiglio regionale la segue. Non solo per “salvare” i tabacchini, per passare alla storia. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
Home > biodiversità, coste, demani civici e diritti di uso civico, difesa del territorio, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale	> La Giunta Pigliaru persevera per il nuovo Editto delle Chiudende, il Consiglio regionale la segue. Non solo per “salvare” i tabacchini, per passare alla storia.
novembre 1, 2016 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
La Giunta Pigliaru, con la deliberazione n. 57/13 del 25 ottobre 2016 ha approvato il disegno di legge regionale (testo + relazione illustrativa) concernente “Disposizioni urgenti in materia di usi civici. Modifiche all’articolo 18-bis della legge regionale 14 marzo 1994, n. 12 (Norme in materia di usi civici. Modifica della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 concernente l’organizzazione amministrativa della Regione sarda)”, ovviamente con la massima trasparenza, il più profondo buon senso, la più ampia condivisione con la cosiddetta società civile, la più strenua attenzione alla tutela ambientale e degli interessi pubblici delle collettività locali.
D’altra parte, non potrebbe attendersi di meno da una Giunta regionale di centro-sinistra, autonomista, nonché sovranista.
Tutto questo è molto bello, ma la realtà è diversa. Molto meno oleografica. E stavolta non l’han creata i soliti berlusconiani.
In pratica, la Giunta Pigliaru ha proposto che i terreni appartenenti ai demani civici siano sclassificati – cioè sdemanializzati – ma la perdita della tutela paesaggistica di cui al decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. sarebbe sospesa in attesa delle verifiche svolte dal Ministero per i beni e attività culturali e del turismo e della Regione nell’ambito degli accordi di copianificazione propri della pianificazione paesaggistica.
Un pastrocchio sul piano giuridico (non si comprende a qual titolo quelle aree rimarrebbero tutelate con il vincolo paesaggistico pur avendo perso la qualifica demaniale civica), un vero e proprio furto ai danni delle collettività locali, che sarebbero depauperate di terreni del proprio demanio civico senza nulla ìn cambio.
Ricordiamo, infatti, che i titolari dei diritti di uso civico sono i cittadini residenti in un dato Comune, non il Comune.
La Giunta Pigliaru – stranamente su impulso dell’Assessore degli Enti locali, Finanze, Urbanistica Cristiano Erriu anzichè della “collega” Elisabetta Falchi, Assessore dell’Agricoltura competente in materia di usi civici – ha proposto e lo stesso 25 ottobre, in seduta notturna resa possibile dall’accordo di tutti i capigruppo delle formazioni politiche consiliari (art. 102 del Regolamento interno), il Consiglio regionale – ha approvato.[1]
Di notte, di soppiatto, in silenzio.
Perché “il portato … degli usi civici … blocca in Sardegna molte iniziative degli enti locali”, come ha affermato l’on. Attilio Dedoni (Roformatori Sardi) e “ci sono tabacchini, ristoranti, bar che stanno sugli usi civici e su terreni gravati da uso civico”, come ha sottolineato l’on. Marco Tedde (Forza Italia).
Gli attuali Giunta e Consiglio regionali non vogliono soltanto salvare i tabacchini dagli usi civici, vogliono a tutti i costi passare alla storia, vogliono un nuovo ignobile Editto delle Chiudende, nonostante il precedente sia sotto giudizio della Corte costituzionale e nonostante la recente decisione categorica già attuata dalla stessa Corte costituzionale.
Ricordiamo, infatti, che il Governo Renzi ha deciso (10 giugno 2016) di impugnare (art. 127 cost.) davanti alla Corte costituzionale la legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (finanziaria 2016), fra cui le norme (art. 4, commi 24°, 25°, 26° e 27°) che dispongono nuove ampie ipotesi di sdemanializzazione di terreni a uso civico dai demani civici (legge n. 1766/1927 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.).
Questo il precedente Editto delle Chiudende, contro il quale l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva inoltrato una puntuale e documentata istanza (18 aprile 2016) proprio per la proposizione dell’impugnativa davanti alla Corte costituzionale.
Queste norme regionali, proposte e votate da una maggioranza trasversale sovranista e di centro-sinistra, violano infatti le competenze statali esclusive in materia di tutela dell’ambiente (artt. 9, 117, comma 2°, lettera s, cost.), come già riconosciuto con la sentenza della Corte costituzionale n. 210/2014, che dichiarò illegittima la legge regionale Sardegna n. 19/2013 di analogo contenuto.
Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha espresso forte soddisfazione per la decisione governativa, in quanto da sempre difende e continuerà a difendere con una campagna permanente i demani civici e i diritti di uso civico delle collettività locali, che costituiscono circa un quinto della Sardegna, dalle vergognose operazioni speculative fin troppo spesso sostenute da iniziative politiche di ben basso profilo.
D’altro canto, davanti a simile nuova iniziativa legislativa, le cui modalità e motivazioni espresse dall’Assessore Erriu non convincono proprio, non può che proporre ulteriore istanza al Governo nazionale perché mantenga ferma l’impugnativa davanti alla Corte costituzionale in difesa degli interessi ambientali e per la tutela dei diritti di uso civico.
Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus avanza anche una proposta per i casi dove ci si ritrovi davanti a radicali e irreversibili trasformazioni di terreni appartenenti a demani civici, per salvaguardare valore ambientale e diritti delle collettività locali.
Qui i motivi di ricorso contenuti nella delibera del Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2016.
Qui il quadro attuale dei demani civici e dei diritti di uso civico in Sardegna.
Dopo la legge n. 431/1985 (la nota Legge Galasso), i demani civici hanno anche acquisito una funzione di tutela ambientale (riconosciuta più volte dalla giurisprudenza[2]). Questa funzione è importantissima, basti pensare che i demani civici si estendono su oltre 5 milioni di ettari in tutta Italia (un terzo dei boschi nazionali), mentre i provvedimenti di accertamento regionali stanno portando la percentuale del territorio sardo rientrante in essi a quasi il 20% (circa 400.000 ettari).
2.La proposta di sdemanializzazione di terreni appartenenti ai demani civici deve, a pena di nullità, essere corredata da proposta di trasferimento dei diritti di uso civico in altri terreni di proprietà comunale idonei all’esercizio dei diritti di uso civico, agrario, boschivo o pascolativo, quantomeno di analoga estensione e valore ambientale. La Regione, su richiesta del Comune interessato e previa conforme deliberazione della Giunta regionale, può concorrere all’integrazione dei terreni ove trasferire i diritti di uso civico con terreni appartenenti al patrimonio regionale e degli enti, aziende e società controllate.
– articolo 4, commi 24, 25, 26, 27, della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5.
(foto Cristiana Verazza, Benthos, J.I., S.D., archivio GrIG)
novembre 2, 2016 alle 5:41 pm
a legge perfezionata che può fare il cittadino? Raccogliere firme? Fare un sit-in sotto la regione?
novembre 3, 2016 alle 12:16 am
Praticamente e’ come se i cittadini sardi si debbano difendere contro i loro stessi rappresentanti regionali chiedendo aiuto ai “continentali” e tutto questo solo grazie al GRiG altrimenti magari nessuno avrebbe detto niente e tutti sarebbero rimasti inconsapevoli di questo obbrobrio oppure lo avrebbero subito e accettato di malumore. Mi piacerebbe vedere la sollevazione popolare invece che c’e’ stata contro le centrali termodinamiche. Dove sono tutti i comitati locali contro questo giustamente ribattezzato tale “nuovo editto delle chiudende”? Stavolta il GRiG mi pare sia solo. Non ho parole per ringraziare una tale benemerita associazione per quello che sta facendo per una popolazione come quella sarda che secondo me almeno in questo importantissimo caso, non si merita il suo intervento.
novembre 3, 2016 alle 6:33 am
novembre 3, 2016 alle 10:01 am
Il GRIG non è solo, ma forse è il solo ad avere al suo interno poche persone veramente competenti in materia, per fortuna di tutti noi. Però esistono diversi cittadini e associazioni, meno ferrati in materia giuridica e legislativa, ma disposti a impegnarsi e collaborare, a comunicare per fare rete e unire le forze.
Fateci sapere, avete la mia email 🙂
novembre 7, 2016 alle 3:00 pm
la legge regionale n. 26 del 28 ottobre 2016 è stata pubblicata sul B.U.R.A.S. digitale: http://buras.regione.sardegna.it/custom/frontend/viewInsertion.xhtml?insertionId=1cf38bb2-10de-401c-aae1-537265dc621e
novembre 19, 2016 alle 11:03 pm
il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato istanza al Governo per un nuovo ricorso davanti alla Corte costituzionale avverso la legge regionale Sardegna n. 26/2016 per conflitto di attribuzione (art. 127 cost.), per lesione delle competenze statali esclusive in materia di tutela dell’ambiente (art. 117, comma 2°, lettera s, cost.).
Basta, una volta per tutte, con il gasdotto “Rete Adriatica” nelle aree più sismiche d’Italia! Piano sostitutivo degli abbattimenti di Cinghiali e Daini nel Parco naturale regionale dei Colli Euganei.
3.557.021 hits