Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/bancario/11/Credito+al+consumo
Timestamp: 2020-03-29 12:04:45+00:00
Document Index: 67770904

Matched Legal Cases: ['art. 1469', 'art. 33', 'art. 118', 'art. 10', 'art. 1469', 'art. 34', 'art. 118']

L'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE del Consiglio, deve essere interpretato nel senso che il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato include tutti i costi posti a suo carico del senza distinguere tra costi upfront e recurring. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 07 Febbraio 2020. Segue...
Opposizione a decreto ingiuntivo - Carta di Credito revolving - Mancata comunicazione di accettazione da parte dell’intermediario - Nullità del contratto per assenza di forma scritta - Revoca del decreto Ingiuntivo
Ove lo scritto contrattuale preveda che l’intermediario “comunicherà mediante conferma scritta l’accoglimento della richiesta” e “il contratto si perfeziona mediante conferma scritta della richiesta” e nell’alveo del processo nessuna prova sia stata fornita da parte dell’ingiungente circa l’effettiva conferma scritta da parte dell’intermediario (soggetto diverso dall’ingiungente, con conseguente inapplicabilità del principio del perfezionamento mediante produzione in giudizio, peraltro ritenuto valido solo ex nunc e non ex tunc dalla condivisibile giurisprudenza di legittimità), non può ritenersi dimostrata l’effettiva conclusione del negozio ed il medesimo deve ritenersi nullo per carenza della forma scritta. (Francesco Pederzani) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Gennaio 2018. Segue...
In tema di contratti bancari conclusi con i consumatori, è vessatoria la clausola, contenuta nelle condizioni generali di contratto, che riconosce unilateralmente al professionista la facoltà di modificare le disposizioni economiche del rapporto contrattuale, anche in mancanza di un giustificato motivo, così come richiesto, in via generale, dall'art. 1469 bis, comma 5, n. 11, attualmente riprodotto nell'art. 33, comma 2, lettera m) del d. lgs n. 205 del 2005, non potendosi qualificare tale previsione negoziale come meramente riproduttiva dell'art. 118 del d. lgs n. 385 del 1993, nella formulazione anteriore alla modifica introdotta con l'art. 10 del d.l. 4 luglio 2006 n. 223, convertito nella legge n. 248 del 4 agosto 2006, sia perché l'esclusione della vessatorietà delle clausole riproduttive delle disposizioni di legge, prevista nell'art. 1469 ter, comma 3, riprodotta nell'art. 34, comma 3, del d. lgs n. 206 del 6 settembre 2005, trova applicazione solo quando ne venga trasposto il nucleo precettivo e non, invece, quando il predisponente si avvalga autonomamente di una facoltà prevista dalla norma, isolandola dal contesto normativo in cui si colloca, sia perché l'art. 118 del T.U. bancario ha una portata applicativa non limitata ai contratti con i consumatori. Cassazione civile, sez. I, 21 Maggio 2008. Segue...