Source: http://www.studiofaini.it/decreto-cura-italia-le-faq-della-fondazione-studi-cdl-3/
Timestamp: 2020-06-07 01:42:20+00:00
Document Index: 62513454

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 46', 'art. 3', 'art. 46', 'art. 16', 'art. 2118', 'art. 46', 'art. 42', 'art. 2118', 'art. 2110', 'art. 3', 'art. 12']

Gli esperti della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro rispondono ad alcuni dei dubbi sollevati in questi giorni in materia di ammortizzatori sociali, licenziamenti, tirocini extracurriculari e smart working sulla base di quanto previsto dal D.L. 18/2020 e dalle ultime comunicazioni Inps.
In collaborazione con Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro
1) IN CASO DI RICHIESTA DI ASSEGNO ORDINARIO FIS IL MANCATO CALCOLO E CONSEGUENTE MANCATO VERSAMENTO DI TALE CONTRIBUTO (0,45%) NEI MESI PREGRESSI, A CAUSA DI UN ERRORE NEL CONTEGGIO DELLA MEDIA DEI DIPENDENTI (AZIENDA DI NUOVA COSTITUZIONE CON C.A. 0J E PERIODO DI ATTIVITÀ INFERIORE AI 6 MESI) CHE NON HA FATTO SCATTARE L’APPLICAZIONE DEL CONTRIBUTO, PUÒ ESSERE PRECLUSIVO DELLA CONCESSIONE DEL TRATTAMENTO D’INTEGRAZIONE SALARIALE?
Il mancato pagamento della contribuzione al FIS non si ritiene preclusivo dell’assegno ordinario in quanto il datore di lavoro vi rimane obbligato nel limite della prescrizione. Il soggetto datoriale dovrà unicamente sistemare la propria posizione per ragioni di correttezza contributiva che comunque non pregiudicano il riconoscimento della misura di sostegno al reddito.
2) PER LE AZIENDE CON PIÙ DI 5 DIPENDENTI, L’ACCORDO SINDACALE DEVE ESSERE SOTTOSCRITTO DALLA REGIONE CON I SINDACATI OPPURE LO DOVRÀ SOTTOSCRIVERE OGNI SINGOLA AZIENDA CON I SINDACATI?
Per la CIG in deroga l’accordo sindacale deve essere sottoscritto dal datore di lavoro. Ne sono esclusi i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti.
3) LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA VERRÀ CORRISPOSTA DA PARTE DELL’INPS ANCHE PER QUELLE IMPRESE CHE NON SONO IN REGOLA CON IL DOCUMENTO UNICO DI REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA?
Non sussistono obblighi di DURC per la concessione della CIG nemmeno in deroga.
4) GLI APPRENDISTI IN ALTA FORMAZIONE E RICERCA NON POSSONO USUFRUIRE DI FIS/CIGO PERCHÉ NON È PREVISTO IL VERSAMENTO DEL RELATIVO CONTRIBUTO. PER QUESTI LAVORATORI È NECESSARIO ATTIVARE LA CIG IN DEROGA?
Si ritiene di sì. È tuttavia necessario, per mero scrupolo, verificare le singole disposizioni attuative a carattere regionale.
5) SI CHIEDE SE LE AZIENDE CHE SODDISFANO I REQUISITI PER L’ACCESSO AL FIS POSSONO, IN ALTERNATIVA, FRUIRE DELLA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA DI CUI AL D.L. N.18/2020 ART. 22
Le aziende rientranti nel campo di applicazione del FIS, ove abbiano una media di dipendenti superiore a 5, devono obbligatoriamente richiedere l’assegno ordinario.
6) PER LE AZIENDE PER LE QUALI NON È STATA DISPOSTA LA CHIUSURA, MA CHE ABBIANO UGUALMENTE RIDOTTO O SOSPESO LA PROPRIA ATTIVITÀ IN CONSEGUENZA DELL’EMERGENZA COVID, È COMUNQUE CONSENTITO IL RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE/ASSEGNO ORDINARIO E ALLA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA?
Il ricorso agli ammortizzatori sociali di cui agli artt. da 19 a 22 del D.L. n. 18/2020 può essere operato in relazione alla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Tali eventi possono avere una rilevanza direttamente sanitaria ma possono essere connessi anche con criticità organizzative o produttive comunque determinate dal diffondersi del contagio.
7) IN CASO DI CIGO SEMBRA NON NECESSARIO UN ACCORDO SINDACALE MA DI SOLA INFORMAZIONE/CONSULTAZIONE. NON DOVREBBE ESSERE PREVISTO ALCUN COSTO IN TAL CASO, GIUSTO?
L’obbligo di cui all’art. 19 comma 2 del decreto “Cura Italia”, è di informazione, consultazione e di esame congiunto. Non è quindi necessario alcun accordo.
8) IL DIVIETO DI LICENZIAMENTO PER 60 GIORNI RIGUARDA ANCHE IL LAVORO DOMESTICO?
No. L’art. 46 del D.L. n. 18/2020 preclude per 60 giorni dalla sua entrata in vigore il ricorso alle procedure di licenziamento collettivo di cui alla L. n. 223/91, la sospensione di quelle pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio, ed impedisce i licenziamenti individuali, a prescindere dal numero di dipendenti, motivati da giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3 della legge n. 604/66, per il medesimo ambito temporale (17 marzo – 16 maggio 2020).
Nessuna delle norme cui fa riferimento l’art. 46 è riconducibile al licenziamento del lavoratore domestico, per il quale le uniche norme di riferimento sono l’art. 16 della L. n. 339/58 e l’art. 2118 c.c., che fanno riferimento al solo preavviso come vincolo di disciplina. Per ragioni identiche (non riconducibilità all’applicazione delle norme richiamate dall’art. 46 del “Cura Italia”), la sospensione dei licenziamenti non opera in relazione al licenziamento:
– dell’apprendista per compimento del periodo formativo, facoltà prevista dall’art. 42, co. 4, del D.Lgs. n. 81/2015, che rinvia al solo art. 2118 c.c. ed al relativo obbligo di osservare il periodo di preavviso;
– per superamento del periodo di comporto, disciplinato dall’art. 2110, co. 2, c.c.
È ragionevole presumere, infine, che anche il licenziamento del dirigente sia sottratto al divieto in esame, considerato che questo, anche quando avviene per ragioni “economiche”, è comunque soggetto a margini di discrezionalità più ampi di quelli connessi alle ragioni previste dall’art. 3 della L. n. 604/66.
9) IN RIFERIMENTO AI RAPPORTI DI TIROCINIO EXTRACURRICULARE COME BEN NOTO I TIROCINANTI PERCEPISCONO UN’INDENNITÀ DI PARTECIPAZIONE. IN QUESTA CIRCOSTANZA I TIROCINANTI SOSPESI, PER CHIUSURA ATTIVITÀ COME DA DECRETO, CHE RISIEDONO FUORI SEDE E CHE SONO STATI INVITATI A NON RIENTRARE NELLE LORO RESIDENZE, ANCHE NEL PERIODO DI SOSPENSIONE STANNO SOSTENENDO DIVERSE SPESE COME VITTO E ALLOGGIO. COME DOVRÀ COMPORTARSI IL SOGGETTO OSPITANTE PER DETTI PERIODI DI SOSPENSIONE “FORZATI”? DOVRÀ RIMBORSARE I TIROCINANTI DELLE SPESE SOSTENUTI?
In conseguenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19, diverse Regioni hanno sospeso lo svolgimento dei tirocini extracurriculari. Tale periodo deve essere inteso come una sospensione, che potrà essere recuperata successivamente, anche oltre la durata di scadenza individuata dalle parti. Sulla base di quanto previsto all’articolo 1, commi 34-36, della Legge n. 92/2012, così come peraltro ribadito all’interno delle Linee guida definite dall’Accordo Stato-Regioni del 25 maggio 2017, in tema di tirocini extracurriculari, ai tirocinanti è riconosciuta una congrua indennità in relazione alla prestazione svolta.
All’art. 12 delle citate linee guida, è altresì precisato che “nelle ipotesi di sospensione del tirocinio, durante tale periodo non sussiste l’obbligo di corresponsione dell’indennità di partecipazione“.
In ragione di quanto appena riportato, dunque, si ritiene che nulla debba essere corrisposto al tirocinante, nè tantomeno il rimborso delle spese sostenute per vitto e alloggio.
10) IL LAVORATORE IN SMART WORKING PUÒ BENEFICIARE DI FERIE E PERMESSI?