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Timestamp: 2016-10-28 00:56:58+00:00
Document Index: 51851903

Matched Legal Cases: ['art. 278', 'art. 271', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 278', 'art. 277', 'art. 19', 'art. 19', 'sentenza ']

80 III 9319. Sentenza 18 marzo 1954 nella causa Wessel.
Action destin�e � valider le s�questre. D�lai dans lequel elle doit �tre introduite (art. 278 LP). Attributions respectives des autorit�s de poursuite et du juge. Faits � partir de page 93
A.- Il 5 marzo 1952, su istanza di Vittoria Percassi a Zurigo, il Pretore di Lugano-citt� decret�, a carico di Else Wessel in Rio de Janeiro, un sequestro di mobilia fondato sulla cifra 4 dell'art. 271 LEF.
La debitrice fece opposizione al susseguente precetto esecutivo e la creditrice promosse l'azione di convalida del sequestro mediante petizione 1/2 aprile 1952 alla Pretura di Lugano-citt�.
Nel corso della procedura Wessel eccep� di tardivit� la petizione e di conseguente caducit� il sequestro, e chiese all'Ufficio d'esecuzione di Lugano la liberazione degli oggetti sequestrati. L'Ufficio oppose per� un rifiuto, adducendo che incombeva al giudice adito di pronunciarsi sull'eccezione di tardivit�.
La debitrice inoltr� un reclamo che l'Autorit� cantonale di vigilanza, invocando lo stesso motivo addotto dall'Ufficio di esecuzione di Lugano, respinse con decisione 23 ottobre 1952 che non fu deferita al Tribunale federale.BGE 80 III 93 S. 94
Con sentenza 10 agosto 1953 il Pretore di Lugano-citt� condann� la convenuta Wessel al pagamento di 2300 fr., osservando che l'eccezione d'incompetenza "ratione loci" (sollevata dalla debitrice a pag. 3 della sua risposta e motivata tra l'altro col fatto che l'azione di convalida del sequestro era stata inoltrata fuori del termine previsto dal diritto esecutivo) era proceduralmente tardiva e non poteva "quindi formare oggetto di decisione".
Cresciuta in giudicato questa sentenza, la debitrice chiese nuovamente all'Ufficio la liberazione degli oggetti sequestrati e, visto il nuovo rifiuto oppostole, interpose un reclamo che l'Autorit� cantonale di vigilanza respinse, il 26 febbraio 1954, osservando in sostanza:
Come gi� dichiarato in data 23 ottobre 1952 in termini inequivocabili, � di competenza unica del giudice lo statuire sulla tempestivit� dell'azione giudiziaria. Ora siccome il Pretore di Lugano-citt� ha emanato la sua sentenza rimasta senz'appello, il giudizio � definitivo. Sta bene che il giudice non ha esaminato l'eccezione di tardivit� dell'azione, ma nulla impediva a Wessel di sollevarla in seconda sede; se non l'ha fatto, non pu� sollevarla dinanzi ad autorit� incompetenti.
B.- Wessel ha deferito questa decisione alla Camera d'esecuzione e dei fallimenti del Tribunale federale, adducendo essere inammissibile che n� il giudice, n� l'Autorit� cantonale di vigilanza non abbiano deciso se l'azione di convalida del sequestro era stata promossa tempestivamente o no.
La decisione impugnata non tiene presente la delimitazione delle competenze tra le autorit� di esecuzione e il giudice.
La questione se un sequestro sia stato convalidato tempestivamente mediante azione riguarda il giudice solo nella misura in cui la sua competenza "ratione loci", secondo il diritto processuale vigente al suo foro, dipende BGE 80 III 93 S. 95dall'esistenza d'un valido sequestro. Nei confronti del giudice l'osservanza del termine per promuovere l'azione � adunque un presupposto processuale. Ne segue che la portata della sentenza da lui prolata a questo riguardo si esaurisce nel fatto ch'egli dichiara l'azione ricevibile o irricevibile. S'egli entra nel merito della petizione, ritenendo che il termine per agire � stato osservato o credendo, come in concreto, di essere dispensato dall'indagare questo punto pregiudiziale per motivi di diritto processuale cantonale, ci� non pu� impedire la caducit� d'un sequestro che non sia stato convalidato tempestivamente giusta le disposizioni in materia di esecuzione. Il suo giudizio � vincolante per le autorit� d'esecuzione solo in quanto si tratti di sapere se un atto processuale compiuto entro il termine dal creditore fosse idoneo, secondo le norme della procedura, a fondare la litispendenza dell'azione di riconoscimento del credito. � invece una questione che dev'essere giudicata dalle autorit� di esecuzione se l'atto processuale ritenuto dal giudice come costitutivo della litispendenza sia stato compiuto tempestivamente a norma del diritto esecutivo. Se, per esempio, questo punto appare dubbio pel motivo che � incerto ci� che debba valere quale notificazione dell'opposizione a norma dell'art. 278 cp. 2 LEF, � da escludere che il giudice debba decidere a questo riguardo con effetto vincolante per le autorit� di esecuzione, tanto pi� che la domanda diretta all'autorit� che ha effettuato il sequestro per ottenere, come conseguenza, la caducit� di esso, la liberazione degli oggetti sequestrati o del deposito prestato a norma dell'art. 277 LEF dipende puramente dal diritto esecutivo (cfr. RU 66 III 59).
A torto quindi l'Autorit� cantonale di vigilanza rifiuta in concreto di decidere se la petizione 1/2 aprile 1952 sia stata promossa tempestivamente e fosse quindi idonea a convalidare il sequestro. � irrilevante la circostanza che gi� precedentemente, nella medesima procedura, l'Autorit� cantonale di vigilanza si � pronunciata nello stesso senso e BGE 80 III 93 S. 96che la ricorrente non � insorta allora davanti al Tribunale federale. L'illegale rifiuto di trattare nel merito un ricorso � un diniego di giustizia e, secondo l'art. 19 cp. 2 LEF, pu� essere impugnato in ogni tempo (cfr. J�GER, Kommentar z. SchKG, nota 8 all'art. 19). L'Autorit� cantonale di vigilanza non poteva quindi invocare la sua precedente sentenza per rifiutare l'esame dell'attuale reclamo. Un siffatto rifiuto non � che il rinnovo e la conferma dell'anteriore diniego di giustizia.
Il presente ricorso dev'essere quindi accolto nel senso che all'Autorit� cantonale di vigilanza � ingiunto di esaminare il reclamo nel merito e di accertare la tempestivit� dell'azione di convalida del sequestro. Se quest'accertamento sar� negativo, l'Ufficio d'esecuzione di Lugano devr� accogliere la domanda di liberazione degli oggetti sequestrati.
Il ricorso � accolto nel senso che la decisione querelata � annullata e gli atti sono rinviati all'Autorit� cantonale di vigilanza per un nuovo giudizio a norma dei considerandi.