Source: https://www.exeo.it/free/risarcimento-occupazione-suolo-privato
Timestamp: 2019-05-19 07:06:59+00:00
Document Index: 108457283

Matched Legal Cases: ['art.43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 1226', 'art. 2697', 'art. 64', 'art. 2729', 'art. 1226', 'art. 2697', 'art. 2697', 'art. 2729', 'art. 1226', 'art. 2697', 'art. 2697', 'art. 35', 'art. 2697', 'art. 1226', 'art. 2697', 'art. 2697', 'art. 2967', 'art. 2967', 'art. 2967', 'art. 2697', 'art. 115', 'art. 2697', 'art. 115', 'art. 2043', 'art. 2043', 'art 43', 'art.1', 'art.55', 'sentenza ', 'art.43', 'art.43', 'art. 5', 'art.5', 'art. 1']

Risarcimento danni per l'occupazione illecita del fondo
Il risarcimento del danno da occupazione illecita del fondo
La tutela risarcitoria in ipotesi di accessione invertita
L'art.43 TUE e il risarcimento del danno
L'accettazione del risarcimento danni
L'onere di prova nei casi di risarcimento danno
La rilevazione del valore venale del bene
PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO
La tutela risarcitoria serve ad assicurare al danneggiato la restituito in integrum del suo patrimonio e quindi a garantire l'eliminazione delle conseguenze pregiudizievoli dell'attività illecita ascritta al soggetto responsabile, venendo la riparazione delle conseguenze dannose garantita a mezzo del modello di tutela del risarcimento per equivalente.
Ai fini del calcolo del risarcimento del danno non può considerarsi la funzionalità del bene ad attività estrattiva qualora quest'ultima manchi delle prescritte autorizzazione al momento dell'occupazione.
In ipotesi di accessione invertita non è dovuta l'indennità, dovendosi configurare in capo al proprietario del bene il diverso diritto al risarcimento del danno.
Qualora non risulti perfezionata alcuna fattispecie traslativa, non può essere accolta la domanda volta a conseguire una tutela riparatoria per la perdita della proprietà dei beni.
PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> NECESSITÀ
Nell'unitario atto di acquisizione sanante coesistono e risultano nitidamente distinguibili due diversi contenuti precettivi. Il primo di essi &egra... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ente autoritativo e attiene all'individuazione dei presupposti perché possa aversi una legittima ablazione di un immobile. Il secondo riguarda invece la determinazione del risarcimento spettante a fronte dell'acquisizione. Tale struttura composita del provvedimento comporta che deve giudicarsi illegittimo un atto di acquisizione privo della determinazione del risarcimento, posto che l'art. 43, comma 2, lett. c), TU individua in tale determinazione un contenuto essenziale e quindi un indispensabile requisito legittimante l'ablazione.
La posta risarcitoria rappresenta parte costitutiva del provvedimento acquisitivo ex art. 43 DPR 327/2001, tant'è che il valore del bene si correla alla nuova fattispecie ablatoria originante dall'acquisizione sanante, con la quale la P.A. ha palesato l'interesse ad evitare la restituzione dell'immobile.
PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> ACCETTAZIONE --> EFFETTI
All'accettazione del risarcimento dei danni conseguente all'illegittima definitiva compressione dello ius aedificandi imputabile ai provvedimenti illegittimi e ai comportamenti illeciti posti in essere dall'Amministrazione, da parte di alcuni dei comproprietari, non consegue alcun effetto traslativo/acquisitivo e di su... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...'Amministrazione nella comproprietà pro quota dell'immobile.
PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> ONERE DELLA PROVA
Il risarcimento in forma equivalente non può essere riconosciuto ove il ricorrente non dimostri di aver subito alcun danno, per il generale principio dell'onere della prova che trova piena applicazione nelle controversie relative alle domande risarcitorie, secondo cui il soggetto che deduce di aver subito dei danni, ai fini del riconoscimento del loro risarcimento deve fornire la prova dei relativi danni subiti sia in ordine all'an che al quantum.
La valutazione equitativa può essere effettuata, ai sensi dell'art. 1226 c.c. soltanto per i danni che non possono essere provati nel loro preciso ammontare.
In tema di responsabilità della pubblica amministrazione da ritardo o da attività provvedimentale lesiva di interessi legittimi pretensivi il ricorrente ha l'onere di provare, secondo i principi generali, la sussistenza e l'ammontare dei danni dedotti in giudizio
I fatti dedotti e posti a base delle richieste, in tema di risarcimento del danno, devono essere integralmente dimostrati dalla medesima parte alla stregua dei criteri di ripartizione dell'... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... prova posti dall'art. 2697 c.c..
In applicazione del generale principio dell'onere della prova, che trova piena applicazione nelle controversie relative alle domande risarcitorie, il soggetto, che deduce di aver subito un danno, ai fini del riconoscimento del suo risarcimento deve fornire la prova del danno subito sia in ordine all'an che al quantum.
La mancanza di prova circa l'an e il quantum del danno asseritamente subito non può essere superata con la richiesta di consulenza tecnica di ufficio, la quale ha la funzione di fornire all'attività valutativa del giudice l'apporto di cognizioni tecniche non possedute, ma non è certo destinata ad esonerare la parte dalla prova dei fatti dalla stessa dedotti e posti a base delle proprie richieste.
In materia di risarcimento del danno, vertendosi in tema di diritti soggettivi, trova piena applicazione il principio dell'onere della prova e non già l'onere del principio di prova che, almeno tendenzialmente, si applica in materia di interessi legittimi.
Incombe sul danneggiato l'onere di fornire la prova del danno, quanto meno mediante allegazione di precise circostanze di fatto, dell'attribuibilità psicologica al soggetto agente (circostanza ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... in conseguenza dell'annullamento del provvedimento), e della sua quantificazione, quanto meno sotto il profilo della allegazione dei fatti da cui ricavare l'importo da risarcire, fermo comunque restando l'onere, sancito dall'art. 64, co. 1, cpa, di fornire gli elementi di prova che siano nella disponibilità delle parti.
Il mancato rispetto dell'onere probatorio incombente a parte ricorrente è, di per sé, sufficiente a determinare il rigetto della domanda risarcitoria.
In tema di "risarcimento" l'onere della prova del danno subito incombe sul danneggiato.
Per quel che concerne la domanda risarcitoria, incombe in capo al ricorrente l'onere della prova del danno subito.
In base alle regole della responsabilità extracontrattuale, è in capo al danneggiato l'onere di fornire la prova del danno, quanto meno mediante allegazione di precise circostanze di fatto.
Spetta al ricorrente fornire in modo rigoroso la prova dell'esistenza del danno, non potendosi invocare il c.d. principio acquisitivo perché tale principio attiene allo svolgimento dell'istruttoria e non all'allegazione dei fatti, né può ammettersi il ricorso alle presunzioni semplici ex art. 2729 c.... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ire la prova del danno subito e della sua entità, essendo comunque ineludibile l'obbligo di allegazione di circostanze di fatto precise e, quando il soggetto onerato della allegazione e della prova dei fatti non vi adempie, non può darsi ingresso alla valutazione equitativa del danno ex art. 1226 c.c., perché tale norma presuppone l'impossibilità di provare l'ammontare preciso del pregiudizio subito.
La domanda di risarcimento dei danni nei confronti dell'amministrazione è regolata dal principio dell'onere della prova di cui all'art. 2697 c.c. Il risarcimento del danno non è una conseguenza automatica e costante dell'annullamento giurisdizionale, richiedendo la positiva verifica, oltre che della lesione della situazione soggettiva di interesse tutelata dall'ordinamento, della sussistenza della colpa e del dolo dell'Amministrazione e del nesso causale tra l'illecito e il danno subito.
La condanna dell'amministrazione al risarcimento del danno presuppone che il ricorrente, il quale assuma di avere subito un pregiudizio, dimostri, secondo gli ordinari criteri di distribuzione dell'onere della prova ex art. 2697 c.c., la sussistenza di tutti i presupposti della responsabilità aquiliana, ai sensi dell'art.... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... compreso il nesso di causalità tra la condotta dell'amministrazione e il danno lamentato.
Spetta al ricorrente fornire in modo rigoroso la prova dell'esistenza del danno, non potendosi invocare il c.d. principio acquisitivo perché tale principio attiene allo svolgimento dell'istruttoria e non all'allegazione dei fatti
In materia di prova del danno sofferto da lesione dell'interesse legittimo, se può ammettersi il ricorso alle presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. per la prova del danno subito e della sua entità, è comunque ineludibile l'obbligo di allegare circostanze di fatto precise, e quando il soggetto onerato della allegazione e della prova dei fatti non vi adempie non può darsi ingresso alla valutazione equitativa del danno ex art. 1226 c.c., perché tale norma presuppone l'impossibilità oggettiva (non dovuta all'incompletezza della domanda) di provare l'ammontare preciso del pregiudizio subito.
L'azione risarcitoria, benché proposta dinanzi al giudice amministrativo, sul piano probatorio è comunque soggetta non alla regola del principio dispositivo con metodo acquisitivo, bensì al principio dell'onere della prova, ex art. 2697 c.c., applicabile anche ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... amministrativo, con conseguente inammissibilità per genericità della domanda risarcitoria per la quale non sia stata neppure allegata la misura del danno da risarcire.
È infondata la domanda risarcitoria che rinvii la quantificazione dei danni al C.T.U. o al potere equitativo del giudice, senza fornire alcun ulteriore supporto istruttorio.
Nelle controversie risarcitorie, instaurate dinanzi al Giudice Amministrativo, vige il generale principio dell'onere della prova, ai sensi del quale ai fini del riconoscimento del risarcimento danni, deve essere fornita la prova del danno subito sia in ordine all'an che al quantum.
In applicazione del generale principio dell'onere della prova, che trova piena applicazione nelle controversie relative alle domande risarcitorie, il soggetto, che deduce di aver subito un danno, ai fini del riconoscimento del risarcimento danni deve fornire la prova del danno subito sia in ordine all'an che al quantum.
Nel rispetto del principio generale sancito dall'art. 2697 c.c., secondo cui chi agisce in giudizio deve fornire la prova dei fatti costitutivi della domanda, ai fini del risarcimento dei danni provocati da illegittimo esercizio del potere amministrativo il soggetto che... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...domanda di risarcimento deve fornire in modo rigoroso la prova dell'esistenza del danno, né, in difetto, detta carenza può essere supplita dal giudice amministrativo con il meccanismo di cui all'art. 35 D. Lgs. 80/1998, che presuppone la difficoltà di quantificare un danno la cui esistenza è provata.
Il pregiudizio della porzione residua del fondo a fini esclusivamente risarcitori (e non come parametro indennitario), è soggetto ad un onere, quantomeno, di allegazione.
Per costante giurisprudenza vanno dichiarate inammissibili le domande di risarcimento danni ove affette da genericità oltre che non supportate da alcuna prova.
L'azione risarcitoria, benché proposta dinanzi al giudice amministrativo, sul piano probatorio è comunque soggetta non alla regola del principio dispositivo con metodo acquisitivo, bensì al principio dell'onere della prova, ex art. 2697 c.c., applicabile anche al processo amministrativo.
Se costituisce principio pacifico che vada respinta la domanda di risarcimento del danno presentata in modo del tutto generico senza il minimo principio di prova e senza neanche indicare quali siano i danni subiti a seguito dell'irrogazione della sanzion... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...io ne è che alla totale carenza probatoria non possa supplire la richiesta di consulenza tecnica di ufficio.
Per la liquidazione equitativa del danno è necessario che siano addotti dalla parte o comunque presenti negli atti elementi idonei a costituire plausibili parametri per una liquidazione che non sia arbitraria o addirittura di pura fantasia.
È possibile far ricorso alla liquidazione in via equitativa, quando sussistano i presupposti indicati dall'art. 1226 c.c., solo a condizione che l'esistenza del danno sia comunque dimostrata e pur sempre sulla scorta di elementi idonei a fornire parametri plausibili di quantificazione.
Se può ritenersi, in accoglimento della domanda caducatoria, che sia ravvisabile una condotta lesiva dell'Amministrazione, l'accertamento dell'illegittimità del comportamento non può condurre all'accoglimento anche dell'ulteriore domanda volta al risarcimento, qualora la parte richiedente non abbia assolto l'onere probatorio.
Il ricorso all'equità è consentito solo in presenza di un'impossibilità o motivata grande difficoltà di procedere all'esatta quantificazione del danno, non già per supplire al mancato assolvimento ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...della prova posto a carico del danneggiato.
All'azione risarcitoria non si applica la regola del principio dispositivo con metodo acquisitivo, bensì al principio dell'onere della prova (art. 2697 cc e 115 cpc) ed è, quindi,necessario che il danneggiato dimostri, anche in via presuntiva, ma pur sempre sulla base di circostanze di fatto certe e puntualmente allegate, la realizzazione in concreto del danno lamentato.
Il criterio equitativo può sopperire solo in sede di liquidazione del risarcimento di danni comprovati, e non solo affermati quando sia impossibile dimostrare la misura esatta del danno subito.
In sede di ottemperanza, la domanda di risarcimento per omessa conformazione al giudicato deve essere supportata da una prova rigorosa dei danni patiti.
In base al principio generale sancito dall'art. 2697 cc, la giurisprudenza si è orientata nel senso che ai fini del risarcimento dei danni provocati da illegittimo esercizio del potere amministrativo il ricorrente debba fornire in modo rigoroso la prova dell'esistenza del danno, non potendo invocare il c.d. principio acquisitivo perché tale principio attiene allo svolgimento dell'istruttoria e non all'allegazione dei fatti.
[Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...strazione del danno da attività provvedimentale illegittima proposta nel procedimento amministrativo non soggiace all'onere del principio di prova, ma a quello della piena prova degli elementi costitutivi dell'illecito.
Ai fini del risarcimento dei danni provocati da illegittimo esercizio del potere amministrativo il ricorrente, in applicazione del principio generale fissato dall'art. 2967 c.c., secondo il quale chi agisce in giudizio deve fornire la prova dei fatti costitutivi della domanda, è tenuto a comprovare in modo rigoroso l'esistenza del danno che assume aver subito, non potendo invocare il c.d. principio acquisitivo che attiene allo svolgimento dell'istruttoria e non all'allegazione dei fatti.
Il potere del giudice di liquidare il danno con valutazione equitativa non esonera la parte interessata dall'obbligo di offrire al giudice gli elementi probatori circa la sussistenza del danno, esaurendosi il suo apprezzamento equitativo nella necessità di colmare lacune inevitabili nella determinazione del preciso ammontare del danno.
Il risarcimento del danno presuppone anche l'accertamento dell'elemento psicologico del dolo ovvero della colpa in capo all'apparato amministrativo, è sufficiente rilevare che... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...n consolidato e condivisibile indirizzo giurisprudenziale, ai fini del risarcimento dei danni asseritamente provocati dall'illegittimo esercizio del potere amministrativo l'interessato, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 2697 C.C., è tenuto a fornire in modo rigoroso la prova dell'esistenza del danno.
In mancanza di prove in ordine al danno subito, nel breve lasso temporale trascorso fino alla sospensione in via cautelare del provvedimento, va rigettata la domanda di risarcimento danni.
In materia di azione risarcitoria da lesione di interesse legittimo sussiste a carico del danneggiato l'onere della prova ex art. 2967 c.c. e 115 c.1° c.p.c. esteso a tutti gli elementi costitutivi della pretesa (compresa la prova dell'esistenza del danno e della sua quantificazione) non valendo il principio dispositivo con metodo acquisitivo riferibile alla sola tutela giurisdizionale amministrativa demolitoria e non potendosi quindi quantomeno prescindere dall'allegazione di specifiche circostanze di fatto.
Non sono risarcibili le voci di danno (nel caso di specie danno idrogeologico, diminuzione della appetibilità all'acquisto, impossibilità di effettuare la coltivazione biologica), di cui non sia fornita alcuna prova... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Nel processo amministrativo, la domanda di risarcimento del danno deve essere accompagnata dalla dimostrazione dell'effettivo pregiudizio patrimoniale e del necessario nesso eziologico con i provvedimenti dei quali si assume l'illegittimità, essendo invece inammissibile la domanda formulata in modo generico e senza alcuna concreta dimostrazione degli elementi probatori a fondamento della pretesa fatta valere, sia avuto riguardo all'effettiva sussistenza di un danno, sia avuto riguardo al suo ammontare.
In materia di risarcimento del danno, vertendosi in tema di diritti soggettivi, trova piena applicazione il principio dell'onere della prova e non invece l'onere del principio di prova che, almeno tendenzialmente, si applica in materia di interessi legittimi.
In materia di risarcimento del danno il giudice può intervenire in via suppletiva, con la liquidazione equitativa del danno, solo quando non possa essere fornita la prova precisa del quantum di danno, ma resta fermo che i presupposti dello stesso vanno provati dall'interessato. Né si può invocare la consulenza tecnica d'ufficio, perché questa non è un mezzo di prova, ma strumento di valutazione delle prove già fornite dalle parti.
[Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ria di azione risarcitoria da lesione di interesse legittimo, sul danneggiato grava l'onere della prova ex art. 2967 c.c., esteso a tutti gli elementi costitutivi della pretesa, non valendo il principio dispositivo con metodo acquisitivo, riferibile alla sola tutela giurisdizionale amministrativa demolitoria.
L'azione risarcitoria proposta davanti al giudice amministrativo è comunque soggetta, sul piano probatorio, non già alla regola del principio dispositivo con metodo acquisitivo, bensì al principio dell'onere della prova ex art. 2697 c.c. e art. 115 c.p.c., applicabili anche al processo amministrativo concernente diritti soggettivi.
Grava sul danneggiato l'onere di provare tutti gli elementi costitutivi della domanda risarcitoria per fatto illecito, conformemente al carattere dispositivo del processo su diritti soggettivi.
L'azione risarcitoria proposta davanti al giudice amministrativo è soggetta, sul piano probatorio, non già alla regola del principio dispositivo con metodo acquisitivo, bensì al principio dell'onere della prova ex art. 2697 c.c. e art. 115 c.p.c., applicabili anche al processo amministrativo concernente diritti soggettivi.
In materia di responsabilit&agrav... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...A. adita in giudizio per il risarcimento dei danni lamentati dal ricorrente vittorioso in sede pregiudiziale amministrativa avente per oggetto l'annullamento di un atto amministrativo gravato da censure risultate poi fondate,la fattispecie va ricondotta all'art. 2043 c.c., con conseguente onere in capo al richiedente di provare in giudizio non solo il danno subito, ma anche il nesso di causalità e la colpa dell'Amministrazione.
Il provvedimento amministrativo che, pur essendo illegittimo proceduralmente, pur avendo cioè violato l'interesse legittimo del ricorrente ad una procedura non viziata da errori formali nonché ad un provvedimento accuratamente motivato, per cui è lesivo di un suo diritto procedimentale, non legittima la richiesta risarcitoria, per difetto del presupposto dell'ingiustizia del danno, nel caso in cui manchi la prova della lesione di quel "bene della vita" alla cui protezione il diritto procedimentale è preordinato.
Incombe sul ricorrente la prova sia dell'an debeatur, consistente nella dimostrazione del danno, dell'ingiustizia dello stesso, del nesso di causalità e della colpevolezza del danneggiante secondo la clausola generale fissata nell'art. 2043 c.c., sia del quantum debeatur, ossi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ntare del danno.
In tema di azione di risarcimento del danno susseguente all'annullamento di provvedimenti amministrativi, spetta al giudice valutare, in relazione ad ogni singolo caso di specie, la configurabilità concreta della colpa, mentre è necessario, in presenza di poteri discrezionali ed in assenza di specifici elementi presuntivi, uno sforzo probatorio ulteriore, gravante sul danneggiato.
Incombe sulla parte che contesta la quantificazione del risarcimento del danno effettuata ex art 43 TU, l'onere di apportare elementi di prova dell'inadeguatezza della quantificazione di cui al provvedimento impugnato.
Con riferimento alla dimostrabilità di un effettivo danno arrecato al patrimonio e alla sfera non patrimoniale di colui che si dichiara danneggiato dall'azione amministrativa illegittima, è necessario che sia comunque la parte ricorrente a dover provare il concreto pregiudizio patito consistente nella diminuzione dell'integrità patrimoniale e negli effetti negativi subiti dalla sfera psicologica del destinatario dell'atto lesivo, sotto i profili morale morale-soggettivo e biologico-esistenziale.
PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> PERTINENZE
Ai fini de... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nazione del valore del bene illegittimamente occupato, non ha pregio il rilievo che il terreno non contribuisce a determinare la rendita catastale del fabbricato, in quanto ciò che rileva è il criterio dell'oggettiva destinazione del bene a servizio del fabbricato principale, attestata (nel caso di specie) dalla destinazione urbanistica a verde privato-giardino.
Qualora il giardino, ancorché funzionalmente collegato alla cosa principale, mantenga una propria individualità fisica e giuridica, la sua illegittima appropriazione è autonomamente risarcibile.
L’indennizzo per la svalutazione residua a compensazione della diminuzione del valore del fondo espropriato
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