Source: http://www.gliappalti.it/regole-di-aggiudicazione/
Timestamp: 2020-08-09 05:47:34+00:00
Document Index: 88563498

Matched Legal Cases: ['art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95']

Regole di aggiudicazione | gliappalti.it
Regole di aggiudicazione
Le regole per l’aggiudicazione di una gara di appalto sono definite, in particolare, dall’articolo 95 del decreto legislativo n. 50 del 2016. Il comma 2 dell’art. 95 prevede che nella fase di aggiudicazione, l’ente appaltatore deve rispettare il principio di trasparenza e non ci devono essere discriminazioni o disparità di trattamento. Le stazioni appaltanti, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa valutano il rapporto qualità/prezzo, costo del ciclo di vita, costo/efficacia senza escludere l’elemento costo complessivo. In alcuni casi, la stazione appaltante ha la facoltà, ma non l’obbligo, di utilizzare il criterio del minor prezzo; il comma 4 dell’art. 95 elenca i casi in questione:
Il criterio del minor prezzo può creare una distorsione del mercato a scapito della qualità e nel successivo comma 5, art. 95, si specifica che la stazione appaltante è tenuta a motivare la decisione sull’uso di questo criterio, già nel bando di gara.
Ci sono delle precise indicazioni in merito alle seguenti gare per servizi:
Tutti questi servizi devono essere sempre assegnati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa tenendo in considerazione il rapporto qualità/prezzo (art. 95, comma 3).
Allo scopo di garantire parità di trattamento, le stazioni appaltanti pubblicano nei documenti di gara i criteri per valutare il rapporto qualità/prezzo. Il criterio si traduce nell’assegnare un punteggio (fino a 100) sulle componenti dell’offerta che può essere, ad esempio: valutazione di qualità tecnica 70/100 punti e valutazione economica del prezzo 30/100 punti.
Per ciascun criterio di valutazione, la stazione appaltante può prevedere, a suo giudizio l’utilizzo di sub-criteri e sub-pesi o sub-punteggi (comma 8, art. 95). Non di rado, la questione dei punteggi è fonte di contestazioni da parte dei concorrenti esclusi dall’aggiudicazione e nel corso del tempo, ci sono stati alcuni dubbi sulla discrezionalità degli enti appaltanti. A volte, la polemica sorge sul fatto che i metodi utilizzati per la formazione della tabella dei punteggi di valutazione non consentono di stabilire la logica. Su questo punto è intervenuta anche l’Autorità nazionale anticorruzione con la pubblicazione di una linea guida che puoi scaricare cliccando sul link :
ANAC – linea guida
“offerta economicamente più vantaggiosa”
Qui sotto ti riporto il testo del citato art. 95 del codice appalti:
a) le stazioni appaltanti possono autorizzare o esigere la presentazione di varianti da parte degli offerenti. Esse indicano nel bando di gara ovvero, se un avviso di preinformazione è utilizzato come mezzo di indizione di una gara, nell’invito a confermare interesse se autorizzano o richiedono le varianti ; in mancanza di questa indicazione, le varianti non sono autorizzate e sono collegate all’oggetto dell’appalto;
15 Ogni variazione che intervenga, anche in conseguenza di una pronuncia giurisdizionale, successivamente alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte non rileva ai fini del calcolo di medie nella procedura, né per l’individuazione della soglia di anomalia delle offerte.