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Timestamp: 2019-04-18 16:42:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 120', 'sentenza ', 'art. 76', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 120 c.p.a., commi 2 bis e 6 bis e la denuncia dei vizi del bando
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Consiglio di Stato, sezione terza, Sentenza 7 novembre 2018, n. 6299.
Sentenza 7 novembre 2018, n. 6299
Non è possibile affermare che si possa trarre dalla disposizione di cui ai commi 2 bis e 6 bis dell’art. 120 c.p.a. una tensione espressiva di un principio generale secondo cui tutti i vizi del bando dovrebbero essere immediatamente denunciati, ancorché non strutturantisi in prescrizioni immediatamente lesive in quanto escludenti”; tale principio trova ancora più riscontro proprio con riferimento ai vizi di composizione della Commissione, in quanto si può notare come “nello schema originario del codice dei contratti pubblici, sottoposto al parere del Consiglio di Stato, si prevedeva un’estensione del detto rito, ma limitata unicamente alla composizione della commissione”, poi, tuttavia, ” il testo definitivo ha espunto tale indicazione, recependo i suggerimenti dell’organo consultivo, incentrate sul vincolo imposto dalla legge di delega, che non contemplava tali ipotesi.
Ge Me. Sy. It. S.p.A in proprio e quale mandataria costituendo Raggruppamento temporaneo di imprese con Hc – Ho. Co. S.p.A e Si. S.p.A, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli Avvocati An. Li. e Ma. Ma., con domicilio digitale come da PEC indicata in atti e domicilio fisico presso lo studio An. Li. (Or. & Pa.) in Roma, via (…);
So. Re. per la Sa. S.p.A, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Le. Di Bo., con domicilio digitale come da PEC indicata in atti;
Te. Sa. S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Va. Vu., con domicilio digitale come da PEC indicata in atti e domicilio fisico presso il suo studio in Roma, via (…);
della sentenza in forma semplificata del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania Sezione Prima n. 3063/2018, resa tra le parti, non notificata, nel ricorso proposto per l’annullamento, con riferimento al lotto 2, della determinazione del Direttore Generale n. 5 del 29 gennaio 2018, comunicata via PEC in pari data ex art. 76 del d.lgs. n 50 del 2016, con cui sono stati aggiudicati i lotti 1,2, 4 e 5 della gara indetta da So. per l’affidamento “dei servizi integrati per la gestione e gestione e la manutenzione delle apparecchiature biomediche (S.I.) delle aziende del sistema sanitario della Regione Campania”, nonché dell’intera procedura e, segnatamente, dei verbali delle sedute pubbliche e riservate della Commissione e del Seggio di Gara, in particolare, dei verbali della Commissione da nn. 1 a 13, della determina di nomina della Commissione del direttore generale n. 128 del 16 giugno 2017, nonché della delibera del Consiglio di Amministrazione del 15 giugno 2016 di designazione dei componenti, nonché di tutti gli atti connessi, presupposti e consequenziali, e, segnatamente del Bando, Disciplinare, del Capitolato tecnico;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Te. Sa. S.p.A. e della So. Re. per la Sa. S.p.A;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 25 ottobre 2018 il Cons. Solveig Cogliani e uditi per le parti gli Avvocati An. Li. e En. Ba. su delega dell’Avvocato Le. Di Bo. e Gi. Co. su delega dell’Avvocato Va. Vu.;
Con il ricorso in appello, indicato in epigrafe, la GE espone, in premessa, di essere uno dei principali operatori del mercato della manutenzione delle apparecchiature biomedicali e di aver partecipato a tre dei lotti messi in gara da So. per l’affidamento del servizio manutenzione delle apparecchiature biomedicali delle aziende ospedaliere della regione Campania, e specificatamente, presentando offerta per il lotti 2 e 3 in RTI con HC e per il lotto 5 in RTI con HC e Si..
Con riguardo al giudizio che occupa, la GE si duole che RTI EB.-Hi. e Te. Sa. S.P.A. (TS)-CT. si siano aggiudicati rispettivamente i lotti 5 e 2 per quanto d’interesse, notando, tuttavia, che per i diversi lotti, nonostante i numerosi partecipanti, RBM e TS siano risultati concorrenti prevalenti.
– la Commissione non avrebbe abdicato allo scrutinio delle offerte dei concorrenti, ma si sarebbe limitata, in ossequio ai principi di economicità e celerità che notoriamente contraddistinguono le procedure di evidenza pubblica a richiamare pregresse valutazioni concernenti l’apprezzamento delle caratteristiche qualitative delle offerte dei concorrenti con la riserva di valutare nel merito l’eventuale sussistenza di vizi di contraddittorietà, disparità di trattamento, irragionevolezza, illogicità o manifesta erroneità delle valutazioni, in tale senso deporrebbe il verbale n. 10 del 20 ottobre 2017 relativo al lotto 2 da cui emerge “che la commissione si è limitata a prendere atto della parziale sovrapponibilità, non già delle offerte tecniche nel loro complesso, ma solo “dell’approccio metodologico e delle migliorie proposte, in relazione ai parametri e ai sub-criteri oggetto di valutazione” senza abdicare in alcun modo allo scrutinio del merito delle offerte presentate dai concorrenti””;
– sarebbe, altresì, infondata la dedotta violazione degli obblighi di segnalazione e di apprezzamento delle situazioni potenzialmente incidenti sulla legittimità dell’atto di nomina con riguardo all’ing. Fl. Sa., Direttore U.O.C. Tecnologie Informatiche dell’A.S.L. Napoli 2 Nord, che ha avuto in passato esperienze professionali con l’impresa concorrente El. Bi. Me.; nonché all’ing. Ma. Ba., Direttore U.O.C. Servizio Tecnico Area Nord dell’A.S.L. Napoli 3 Sud, ha un figlio (ing. An. Ba..) che in passato ha svolto attività lavorativa presso la predetta società El. Bi. Me. fino al mese di novembre 2016, poiché i fatti evocati avrebbero semmai potuto comportare una causa di astensione facoltativa.
Si è costituita la So. s.p.a., eccependo, in via preliminare, l’inammissibilità del primo ordine di censure, poiché la GE non avrebbe chiesto la sostituzione dei componenti della Commissione, così sostanzialmente facendo acquiescenza alle nomine ed ancora, non avrebbe notificato il ricorso ai commissari da intendersi quali controinteressati. Nel merito ha controdedotto sui singoli motivi.
Ulteriormente ha evidenziato che, in data 28 febbraio 2018 è intervenuta la stipulazione della convenzione-quadro relativa al lotto n. 3 tra Te. Sa. e So., mentre, in data 23 maggio 2018, è stata stipulata la convenzione relativa al lotto 2. Successivamente, le suddette convenzioni sono state attuate ed eseguite tramite gli ordinativi di fornitura presso l’AORN Caserta, l’ASL Avellino, l’ASL Benevento, l’AORN Moscati e l’AORN Rummo.
…Qualora, invece, venga censurata la (sostanziale) assenza complessiva di prefissati criteri di valutazione delle offerte tecniche, e dunque una lex specialis tale da demandare in modo decisivo l’esito della gara alle scelte discrezionali in senso stretto della Commissione giudicatrice, è la stessa natura del vizio demolitorio che rende sufficiente una prospettazione come quella data dall’appellante. Nel senso che la prova di resistenza si intende superata se le risultanze della gara non consentono di escludere che l’offerta del ricorrente, attraverso una diversa valutazione, potesse divenire aggiudicataria” (in terminis anche Cons. St., Sez. V, n. 1292 del 2018).
II. 4 – Quanto, infine, alla mancanza di interesse per assenza di una domanda di dichiarazione di inefficacia del contratto, deve farsi riferimento alla giurisprudenza di questo Consiglio (n. 1126 alla n. 1137 del 2016), che, richiamando l’Adunanza Plenaria n. 13 del 2011, ha precisato che “…l’articolo 122” che “regola l’inefficacia del contratto attribuendo al giudice di stabilire se dichiarare tale inefficacia, tenendo conto degli elementi ricordati dagli appellanti, e soprattutto, se vi sono elementi per ritenere che l’appalto possa essere aggiudicato al ricorrente vittorioso (Cons. St., Sez. 6, 15 giugno 2010, n. 3759)…è applicabile, testualmente, “nei casi in cui il vizio dell’aggiudicazione non comporti l’obbligo di rinnovare la gara””.
Orbene, alla luce della precisazione di cui al punto I della presente decisione, nella specie che occupa, la tesi dell’appellante è primariamente volta ad inficiare l’intera procedura, poiché nella prospettazione di parte istante dalla composizione della Commissione risulterebbero alterati i principi di imparzialità e buona amministrazione, derivandone significativamente, peraltro, la prevalenza nei vari lotti – nonostante i numerosi concorrenti – di solo due partecipanti RTI EB. Hi. e TS-CT., rispetto ai quali sono formulati i dedotti profili di incompatibilità di due commissari su tre.
Ciò posto, deve rilevarsi che quanto all’Ing. Ba. risulta agli atti (e dalla sentenza appellate) che l’esperienza professionale rispetto alla quale si radicherebbe l’incompatibilità non è diretta, ma riguarda il figlio che, sebbene distaccato presso l’impresa concorrente, era in realtà dipendente di una società di lavoro interinale che è estranea alla gara con incarico cessato prima della gara (v. chiarimenti del 20 dicembre 2017 resi del commissario agli atti del giudizio di primo grado).
Con riferimento a tale posizione, ritiene il Collegio che la natura c.d. “triangolare” del rapporto di lavoro, che coinvolge il somministratore, l’utilizzatore e il lavoratore, e si caratterizza per la scissione tra la titolarità del rapporto di lavoro (che fa capo all’agenzia somministratrice) e l’effettiva utilizzazione del lavoratore che compete all’utilizzatore, tuttavia non sottrae il dipendente dal diretto controllo dell’utilizzatore medesimo ed in ogni caso, non è idonea ad eliminare quella “confusione” di ruoli di cui si è detto.
Con riferimento alla posizione dell’Ing. Fl., risulta, in effetti, che lo stesso avesse svolto attività lavorativa personalmente presso l’EB. sia pur quattordici anni addietro.
Ciò non di meno, da un lato, tale lasso temporale non costituiva motivo di esonero dalla dichiarazione da parte del commissario del predetto rapporto, mentre la compresenza nella medesima Commissione di due commissari legati (seppure in passato o indirettamente per tramite del figlio) alle imprese concorrenti rafforza la percezione di compromissione dell’imparzialità che, invece la disciplina vuole garantire al massimo livello, al fine di scongiurare il ripersi nelle gare pubbliche di fenomeni distorsivi della par condicio e di una “sana” concorrenza tra gli operatori economici.
A fronte di siffatte conclusioni, non appare rilevante in quale lotto siano risultate vincitrici TS o EB., essendo la situazione di conflitto di interessi sopra evidenziata, capace di inficiare il giudizio espresso dall’intera Commissione.
IV – Dunque, si deve concludere che la fondatezza del motivo esaminato è idonea a determinare (anche in ragione dei criteri di cui all’Ad. plen., 27 aprile 2015, n. 5) l’accoglimento dell’appello, e, conseguentemente, in riforma della sentenza appellata, l’accoglimento del ricorso di primo grado n. 902/18 e l’annullamento – con riferimento al lotto d’interesse – della delibera di designazione dei componenti della Commissione e, conseguentemente degli atti successivi della procedura (e non anche degli atti precedenti, quali il bando ed il disciplinare ed il capitolato che sono anteriori), dovendo, per l’effetto, disporsi la nuova nomina della Commissione di gara e la riedizione delle valutazioni.
VI – Le spese di lite seguono il principio della soccombenza, pertanto la So. Re. per la Sa. deve essere condannata al pagamento in favore della GE appellante delle spese del doppio grado di giudizio che sono determinate in euro 2000,00 (duemila/00) oltre IVA e CPA, sono compensate con riguardo all’altra parte del giudizio.
Sezione Terza, definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, conseguentemente, in riforma della sentenza appellata, ed in accoglimento del ricorso di primo grado n. 902/18, annulla – nei limiti d’interesse – la delibera di designazione dei componenti della commissione e, conseguentemente gli atti successivi della procedura gravati (e non anche degli atti precedenti, quali il bando ed il disciplinare ed il capitolato che sono anteriori), dovendo, per l’effetto, disporsi la nuova nomina della Commissione di gara e la riedizione delle valutazioni, con gli ulteriori effetti richiamati in motivazione sugli atti di affidamento del contratto.
Condanna la So. Re. per la Sa. al pagamento in favore della GE appellante delle spese del doppio grado di giudizio, che sono determinate in euro 2000,00 (duemila/00) oltre IVA e CPA; compensa per il resto.
Processo amministrativo di appello è inammissibile la mera riproposizione dei motivi...
renatodisa - 4 Aprile 2019