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Timestamp: 2020-04-04 06:22:40+00:00
Document Index: 165408014

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 2496', 'art. 38', 'art. 360', 'art. 2496']

Sentenza Cassazione Civile n. 19850 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19850 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 05/10/2016, (ud. 16/06/2016, dep. 05/10/2016), n.19850
sul ricorso 15076-2013 proposto da:
avverso la sentenza n. 86/2012 della COMM. TRIB. REG. dell’Abruzzo
L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR dell’Abruzzo, n. 86/04/12 dep. 11.12.2012, emessa in relazione al provvedimento di diniego (notificato il 23.11.2009), dell’istanza di rimborso presentata il (OMISSIS) da D.C.M., ex dipendente della Ausimont spa, delle maggiori ritenute Irpef operate dalla società quale sostituto d’imposta nell’anno (OMISSIS), chiedendo l’applicazione dell’aliquota ridotta alla metà. Ciò in applicazione del principio di cui all’ord. della Corte di giustizia europea del 16.1.2008, che consentiva al giudice nazionale di disapplicare la norma discriminatoria, in quanto in contrasto con i principi comunitari di pari trattamento fra uomini e donne, laddove prevedeva solo per le donne l’applicazione dell’incentivo all’esodo all’età di 50 anni. La CTR, in riforma della sentenza di primo grado, che aveva rigettato il ricorso del contribuente, per tardività dell’istanza di rimborso, ha accolto l’appello del D.C., ritenendo “non esaurito” il rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria, dovendo il giudice nazionale “disapplicare qualsiasi disposizione discriminatoria”. Ha conseguentemente considerato inapplicabile il termine di decadenza relativo alle richieste di ripetizione di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 e applicabile alla fattispecie il termine di prescrizione decennale, di cui all’art. 2496 c.c..
1. Con l’unico motivo di ricorso si deduce violazione di legge (D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), essendo la fattispecie sottoposta al termine di decadenza di quarantotto mesi decorrenti dalla data del versamento dell’imposta.
In tema di rimborso delle imposte sui redditi, l’indebito tributario è infatti soggetto ai termini di decadenza o prescrizione previsti dalle singole leggi di imposta, qualunque sia la ragione della non debenza, quali l’erronea interpretazione o applicazione della legge fiscale, il contrasto con norme di diritto comunitario, ovvero uno jus superveniens con applicabilità retroattiva (Cass. n. 17009/2012; n. 5978/2006; conf. n. 17918/2004, n. 15276/2008). La scadenza del termine per richiedere il rimborso determina pertanto il consolidamento dei rapporti di dare ed avere tra contribuente ed erario e l’esaurimento dello stesso rapporto tributario (v. Cass 9223/2011), con la conseguenza che il contenuto dello stesso non può più essere rimesso in discussione. Ne deriva che anche le richieste di rimborso dei tributi incompatibili con la normativa comunitaria, devono essere presentate entro i termini di decadenza, termini che non contrastano con le disposizioni comunitarie (v. Cass. 11316/2000, 7173/2002, 7178/2004, 2809/2005). D’altra parte, anche la CGCE ha espressamente affermato che “il diritto comunitario non vieta ad uno Stato membro di opporre un termine nazionale di decadenza alle azioni di rimborso di tributi percepiti in violazione di disposizioni comunitarie, anche se questo Stato membro non ha ancora modificato la propria normativa interna per renderla compatibile con tali disposizioni” (causa C- 228/96, fallimento Aprile). Questa regola trova la sua ragion d’essere nella superiore esigenza di garantire la stabilità e la certezza del bilancio dello Stato, sul versante delle entrate.
Ha pertanto errato la CTR a ritenere applicabile al casi di specie il termine di prescrizione decennale di cui all’art. 2496 c.c..