Source: http://apicoltura.mastertopforum.net/-vp73945.html
Timestamp: 2020-02-22 12:45:39+00:00
Document Index: 118915844

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 20', 'art. 46', 'art. 20', 'art. 29', 'art. 63', 'art. 63', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 20', 'art. 46', 'art. 2']

apicoltura :: regolamentazione propoli grezza
regolamentazione propoli grezza
Bran80
Registrato: 27/02/14 10:10
Inviato: Dom Ago 02, 2015 8:49 am Oggetto: regolamentazione propoli grezza
Ho letto su un documento emesso dalla mia asl che la propoli grezza non e' da considerarsi prodotto alimentare. Mi chiedevo quindi come gestire le vendite all'ingrosso di questo prodotto. Devo comunque creare una qualche etichetta? Se si che info vanno indicate? Va assegnato un numero di lotto da indicare in fattura? In che tipo di imballo e' piu opportuno venderla?
ls4giovanni
Registrato: 05/01/13 08:41
Località: proprio in mezzo tra CR - MN - PR - RE
Interessi: agricoli
Impiego: esodato
Inviato: Dom Ago 02, 2015 12:57 pm Oggetto:
per vendita all'ingrosso di che quaqntità trattasi ?. hai una partita IVA ?. A che titolo ?. In ogni caso non essendo alimentare non segue la regola dei lotti e della tracciabilità. Noi, quale azienda agricola, la vendiamo con fattura negli imballi casuali (cartone, sacchetti, borsine) di quando l'ho raccolta o raaschiata. A peso. Differenzio solo da nido o da melario o da raccolta. ma questo per dare al destinatario un informazione che potrebbe essere utile per la successiva lavorazione. Bolla/fattura pagamento alla consegna e finosce li.
Inviato: Dom Ago 02, 2015 5:37 pm Oggetto:
Grazie mille per la risposta. Come quantita' parliamo di raschiatura da 100 arnie circa. Sono iscritto come imprenditore agricolo in cciaa. Quindi niente etichetta di nessun tipo? Vale lo stesso anche per la cera?
Inviato: Dom Ago 02, 2015 6:38 pm Oggetto:
Per entrambi puoi anche non fare la fattura. Semmai, basta che fai una ricevuta per l'importo che devi indicare e la descrizione della merce, anche molto generica.
Inviato: Dom Ago 02, 2015 7:36 pm Oggetto:
grazie mille. Chiarissimo
Inviato: Sab Ott 03, 2015 12:09 pm Oggetto:
Aggiungo un'ulteriore domanda.
Ma la propoli in soluzione alcolica e idralcolica, noi comuni apicoltori le possiamo vendere? In effetti si tratta di vendita di acolici. Qualcuno sa indicarmi dei riferimenti normativi a riguardo?
aperitivato
Registrato: 25/07/13 16:27
Località: Provincia Varese (Laghi)
Inviato: Dom Ott 04, 2015 5:26 pm Oggetto:
Ti cito questo scritto:
Con la Legge 24.12.2004, n. 313, “Disciplina dell'apicoltura” (in Gazzetta Ufficiale n.. 306 del 31.12.2004), anche la propoli viene inserita e considerata a tutti gli effetti come prodotto agricolo, così come recita l’articolo 2 comma 2 della sopraccitata legge: “Sono considerati prodotti agricoli: il miele, la cera d'api, la pappa reale o gelatina reale, il polline, il propoli, il veleno d'api, le api e le api regine, l'idromele e l'aceto di miele”. In base a questa disposizione l’apicoltore ha sostanzialmente la possibilità di produrre la propoli nella sua azienda, a condizione che venga denunciata la produzione al competente U.T.F. (Ufficio Tecnico di Finanza) per territorio.
Il Decreto Legislativo n. 504/1995, all’art. 29, comma 1, in materia di Deposito di prodotti alcolici assoggettati ad accisa – recita:
“1. Gli esercenti impianti di trasformazione, di condizionamento e di deposito di alcole e di bevande alcoliche assoggettati ad accisa devono denunciarne l'esercizio all'ufficio tecnico di finanza, competente per territorio”.
Nel Decreto del Ministero delle Finanze 27.03.2001 n. 153, l’art. 20, per quanto riguarda la Denuncia di deposito e rilascio della licenza, recita: “1. Chiunque intende esercire, ai sensi dell'articola 29, comma 1, del testo unico, un impianto di trasformazione, di condizionamento o di deposito di alcole etilico e bevande alcoliche assoggettati ad accisa, almeno 60 giorni prima di iniziare l'attività presenta all'UTF competente per territorio apposita denuncia, contenente la denominazione della ditta, la sua sede, la partita IVA, il codice fiscale e le generalità del rappresentante legale e dell'eventuale rappresentante negoziale, il comune, la via ed il numero civico o la località in cui si trova l'istituendo deposito, nonché la capacità di stoccaggio del medesimo.
Se trattasi di un impianto di trasformazione, la denuncia riporta anche le seguenti indicazioni:
-i numeri di telefono e di fax;
-la descrizione delle apparecchiatura, dei processi di lavorazione e della potenzialità degli impianti;
-la descrizione e le caratteristiche degli impianti e delle apparecchiature per la produzione, l'acquisizione e la misurazione dell'energia;
-la quantità massima dei prodotti assoggettati ad accisa che in qualsiasi momento si potrà trovare nel deposito;
-la descrizione degli strumenti installati per la misurazione delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti;
-le procedure operative di carattere tecnico-contabile che si intendono attivare per la gestione del deposito.
2. Con le stesse modalità di cui al comma 1 vengono presentate le denunce di attivazione dei depositi di alcole denaturato con denaturante generale nonché degli esercizi di vendita di alcole etilico e di bevande alcoliche, di cui all'articolo 29, comma 2, del testo unico. Agli effetti della suddetta norma, costituisce esercizio di vendita anche l'insieme degli apparecchi automatici, non installati in apposito locale adibito esclusivamente alla vendita al minuto, gestiti da un medesimo soggetto nell'ambito di uno stesso comune.
3. Ricevute le denunce di cui al commi 1 e 2, l'UTF, accertato che non sussistano i motivi ostativi di cui all'articolo 29, comma 4, del testo unico e che sia stato corrisposto il diritto di cui all'articolo 63, comma 2, lettera d) del testo unico medesimo, effettuata, relativamente agli impianti di trasformazione e di deposito per usi diversi da quelli privati di cui al comma 1, la verifica tecnica, rilascia la licenza di esercizio valida ai soli fini fiscali e vidima i registri di carico e scarico, nei casi previsti dal citato articolo 29, comma 4. Resta ferma l'esclusiva responsabilità dell'operatore qualora svolga l'attività senza essere in possesso delle altre autorizzazioni eventualmente necessarie.
4. oltre ai casi previsti dagli articoli 27, comma 2, e 29, commi 3 e 4, del testo unico e dal decreto del Ministro delle finanze 26 giugno 1997, n. 219, sono esclusi dall'obbligo della denuncia e della tenuta del registro di carico e scarico ì depositi e gli esercizi di vendita delle merci, diverse dai prodotti di cui ai codici NC 2207 e 2209 nonché dalle profumerie alcoliche, contenenti alcole o bevande alcoliche, esenti, denaturati o non denaturati. L'esclusione dalla denuncia di cui all'articolo 29, comma 3, lettera a) del testo unico è estesa anche agli esercenti il deposito di prodotti alcolici confezionati in recipienti muniti di contrassegno di Stato, anche se di capacità superiore a 5 litri. L'esclusione dalla tenuta del registro di carico e scarico prevista, per gli esercenti la minuta vendita di prodotti alcolici, dal comma 4 del citato articolo 29 è estesa anche agli esercenti la vendita all'ingrosso, qualora non soggetti alla denuncia di deposito, ai sensi del comma 3, del medesimo articolo. Il limite di cui all'articolo 29, comma 3, lettera b), del testo unico è elevato a 50 litri idrati per i depositi di alcole e di bevande alcoliche presso privati, a condizione che i suddetti prodotti siano destinati ad uso familiare e non formino oggetto di alcuna attività di vendita; i titolari di tali depositi non sono soggetti alla tenuta del registro di carico e scarico, ma conservano, per un periodo di cinque anni, i documenti di accompagnamento delle partite ricevute.”
3-LICENZA PER LA PRODUZIONE DI PROPOLI ALCOLICA
In base alle normativa sopra citata, l’apicoltore è tenuto alla denuncia per l’attivazione dell’ “opificio di trasformazione alcool etilico” , presentando domanda all’U.T.F. (Ufficio Tecnico di Finanza) competente per territorio. La domanda deve essere compilata in duplice copia e contiene i dati della azienda, la descrizione delle apparecchiature e dei processi di lavorazione, e corredata dei seguenti documenti:
-planimetria dell’opificio;
-autocertificazione del rappresentante legale;
-dichiarazione sostitutiva di certificazione (art. 46 DPR 28/12/2000 n. 445) in cui si deve
riportare le seguenti dichiarazioni:
a-“di non avere subito condanne penali per la fabbricazione clandestina o per gli altri
reati previsti dal decreto legislativo 504/95 e successive modifiche, in materia di accisa
sull’alcole e sulle bevande alcoliche”;
b-“di non essere a conoscenza di avere procedimenti penali in corso per la fabbricazione clandestina o per gli altri reati previsti dal decreto legislativo 504/95 e successive modifiche in materia di accisa sull’alcole e sulle bevande alcoliche”;
-fotocopia della Carta d’identità;
-fotocopia dell’iscrizione camerale (CCIAA).
L’ufficio U.T.F. ricevuta la denuncia, in base ai commi 1 – 2 dell’art. 20 del Decreto del Ministero delle Finanze del 27/03/2001 n. 153, dopo aver accertato che non sussistano i motivi ostativi di cui all’art. 29, comma 4 (“la licenza è revocata o negata a chiunque sia stato condannato per fabbricazione clandestina o per evasione dell’accisa sull’alcole e sulle bevande alcoliche”) , e che
sia stato corrisposto il diritto di cui all’art. 63 del D. Lgs. n. 504/1995, Licenze di esercizio e diritti annuali, comma 2, lettera d) concernente gli “impianti di produzione su base forfettaria, di trasformazione, di condizionamento, di alcole e di prodotti alcolici, depositi di alcole denaturato e depositi di alcole non denaturato,(...)” ed effettuata relativamente agli impianti di trasformazione e deposito in base al comma 1, sempre dell’art. 63 del decreto legislativo 504/1995 “Le licenze di esercizio previste dal presente testo unico sono rilasciate dall'ufficio tecnico di finanza, competente per territorio, prima dell'inizio dell'attività degli impianti cui si riferiscono ed hanno validità illimitata. Fatte salve le disposizioni previste per i singoli tributi, la licenza viene revocata quando vengono a mancare i presupposti per l'esercizio dell'impianto”, la verifica tecnica. La verifica tecnica consiste nella visita da parte di un delegato della Finanza, il quale verifica la veridicità della documentazione presentata con la denuncia e ne da conferma vidimandola.
L’U.T.F. rilascia la licenza di esercizio valida ai soli fini fiscali e vidima i registri di carico e scarico:
- REGISTRO MATERIE PRIME: registro dove vengono segnati i litri di alcol utilizzati per la produzione di propoli in entrata e uscita. Vengono segnati i litri anidri, cioè all'unità di volume al netto dell'acqua e i litri idrati. Ad esempio, una bottiglia da un litro di grappa a 40° contiene 1x40:100= 0,4 litri anidri, mentre il litro totale di prodotto viene detto litro idrato;
-REGISTRO DI SEMILAVORATI IN FASE DI MACERAZIONE: registro sempre di carico e scarico di alcol passato al condizionamento e di litri anidri come rimanenze giornaliere;
-REGISTRO PRODOTTI FINITI CONDIZIONATI NON CONTRASSEGNATI: registro di carico e scarico per la propoli alcolica, non contrassegnata dove vengono riportate le quantità sempre di litri anidri e litri idrati, inoltre il numero di confezioni prodotte e il numero progressivo di lavorazione o reintroduzione da tentata vendita.
4-ETICHETTATURA PROPOLI ALCOLICA
Il propoli alla luce delle ultime normative rientrare nel gruppo degli integratori alimentari che vengono definiti dalla Direttiva europea 2002/46 recepita dal Decreto Legislativo 169/2004, l’art. 2 recita:
“1. Ai fini del presente decreto si intendono per «integratori alimentari» i prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare ma non in via esclusiva aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate.
3. Si intendono per predosate le forme di commercializzazione quali capsule, pastiglie, compresse, pillole, gomme da masticare e simili, polveri in bustina, liquidi contenuti in fiale, flaconi a contagocce e altre forme simili di liquidi e di polveri destinati ad essere assunti in piccoli quantitativi unitari”.
Gli integratori non sono medicinali, vengono consigliati nei casi in cui l'organismo abbia carenza di determinati alimenti: non hanno dunque proprietà curative, ma servono a integrare una normale dieta, completandola.
Per le loro proprietà nutrizionali, vanno assunti entro limiti di sicurezza (upper safe level: UL), tenendo conto delle RDA (recommended dietary allowances), ossia le raccomandazioni degli specialisti. Come integratore alimentare in base all’art. 6 del Decreto Legislativo 169/2004 l’etichetta deve indicare:
- il nome commerciale;
- l’elenco e la quantità degli ingredienti presenti;
- la dose giornaliera raccomandata con avvertenza a non eccedere;
- l’avvertenza: “gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata”, obbligatoria per gli integratori contenenti sostanze nutritive o ad effetto nutritivo;
- l’avvertenza: “tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni”;
- l’effetto nutritivo e fisiologico attribuito al prodotto sulla base dei suoi costituenti.
Non è, inoltre, possibile attribuire agli integratori alcun tipo di attività terapeutica, di prevenzione o di cura delle patologie umane né affermare o sottintendere che una dieta sana e bilanciata non fornisca tutte le sostanze nutritive necessarie all’organismo.
-D.lgs n. 155/1997
-Reg CE n. 178/2002
-Reg. CE 852/2004
-Reg. CE n. 882/2004
-Legge 24.12.2004, n. 313, “Disciplina
dell'apicoltura” (in Gazzetta Ufficiale n.. 306 del
31.12.2004)
-504/1995, all’art. 29, comma 1
-Decreto del Ministero delle Finanze 27.03.2001
n. 153, l’art. 20
-DPR 28/12/2000 n. 445 art. 46
-Direttiva europea 2002/46 recepita dal Decreto
Legislativo 169/2004, l’art. 2
-Direttiva CE la 2004/24/CE
"Dicembre gelato, non va disprezzato."