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Timestamp: 2019-11-18 02:47:47+00:00
Document Index: 24566926

Matched Legal Cases: ['art. 190', 'art. 190', 'art. 29', 'DTF ', 'art. 190', 'art. 77', 'art. 176', 'art. 176', 'art. 176', 'art. 186', 'art. 190', 'art. 190', 'art. 91', 'DTF ', 'art. 190', 'DTF ', 'art. 191', 'art. 191', 'art. 192', 'art. 100', 'art. 76', 'art. 74', 'art. 77', 'art. 77', 'art. 107', 'DTF ', 'art. 77', 'art. 106', 'art. 90', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 105', 'art. 77', 'art. 105', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 190', 'art. 178', 'art. 190', 'art. 42', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 178', 'art. 18', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 178', 'DTF ', 'art. 178', 'art. 190', 'DTF ', 'art. 190', 'art. 178', 'DTF ', 'art. 77', 'art. 66']

Insorto dinanzi al Tribunale federale, il 20 agosto 2008, con un ricorso in materia civile fondato sull'art. 190 cpv. 2 lett. a
e lett. b LDIP (art. 190 cpv. 3
LDIP), A.________ postula - previa concessione dell'effetto sospensivo al gravame - l'annullamento del lodo per incompetenza del Tribunale arbitrale. In via subordinata, nell'eventualità in cui la competenza del Tribunale arbitrale venisse ammessa, domanda l'annullamento del lodo e l'estensione del procedimento arbitrale a D.________, C.________Ltd. e a B.________.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sulla propria competenza e sull'ammissibilità del rimedio esperito (art. 29 cpv. 1
LTF; DTF 133 III 462 consid. 2, 629 consid. 2).
Nell'ambito della giurisdizione arbitrale internazionale, il ricorso in materia civile contro lodi arbitrali è proponibile alle condizioni di cui agli art. 190
LDIP (art. 77 cpv. 1
A norma dell'art. 176 cpv. 1
LDIP le disposizioni del dodicesimo capitolo della LDIP (art. 176
LDIP), dedicato all'arbitrato internazionale, sono applicabili quando la sede del Tribunale arbitrale si trova in Svizzera e - cumulativamente - quando, al momento della stipulazione del patto di arbitrato, almeno una parte non era domiciliata né dimorava abitualmente in Svizzera. Inoltre, l'applicazione di queste norme non deve essere stata esclusa in forma scritta dalle parti, con contestuale pattuizione dell'applicazione esclusiva delle disposizioni cantonali in materia di arbitrato (art. 176 cpv. 2
2.2 La procedura di ricorso è retta dall'articolo 77
LTF, che al secondo capoverso esclude esplicitamente l'applicabilità degli articoli 48 cpv. 3
, 93 cpv. 1
lettera b, 95-98, 103 cpv. 2
, 105 cpv. 2
, 106 cpv. 1 e
107 cpv. 2 LTF (nella misura in cui permette al Tribunale federale di giudicare esso stesso nel merito).
2.3.1 Nella prima parte l'arbitro unico ha respinto l'eccezione d'incompetenza sollevata dal ricorrente. Si tratta di una decisione pregiudiziale ai sensi dell'art. 186 cpv. 3
IPRG Art. 186 VII. Zuständigkeit SR 291 Bundesgesetz über das Internationale Privatrecht
LDIP che può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale per i motivi indicati nell'art. 190 cpv. 2 lett. a
e b LDIP (art. 190 cpv. 3
2.3.2 Nella seconda parte l'arbitro ha dichiarato inammissibile e pertanto respinto la richiesta tendente all'estensione del procedimento a terzi. Si tratta di una decisione parziale ai sensi dell'art. 91 lett. b
LTF, poiché esclude definitivamente la partecipazione dei terzi alla procedura (DTF 134 III 379 consid. 1.1 pag. 382), che può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale per i motivi indicati nell'art. 190 cpv. 2
LDIP (DTF 130 III 755 consid. 1.2).
2.4 Ambedue le decisioni possono dunque venir impugnate dinanzi al Tribunale federale (art. 191 cpv. 1
LTF), non avendo le parti pattuito la competenza del giudice del luogo di sede del Tribunale arbitrale (art. 191 cpv. 2
LTF) né tantomeno rinunciato all'impugnazione (art. 192
2.5 Interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1
LTF) dalla parte soccombente dinanzi all'autorità inferiore (art. 76 cpv. 1 lett. a
LTF) contro una decisione in una causa civile di carattere pecuniario, il cui valore litigioso supera fr. 30'000.-- (art. 74 cpv. 1 let. b
LTF), il ricorso risulta anche per il resto ricevibile.
3.1 Il ricorso in materia civile a norma dell'art. 77
LTF ha natura cassatoria (cfr. art. 77 cpv. 2
LTF che esclude l'applicazione dell'art. 107 cpv. 2
LTF). Solo quando il litigio verte sulla competenza il Tribunale federale può, eccezionalmente, accertare la competenza rispettivamente l'incompetenza del Tribunale arbitrale (DTF 127 III 279 consid. 1b; 117 II 94 consid. 4).
3.2 Giusta l'art. 77 cpv. 3
LTF il Tribunale federale esamina soltanto le censure che sono state sollevate e motivate nel ricorso. Le esigenze di motivazione poste da questa norma corrispondono a quelle prescritte dall'art. 106 cpv. 2
LTF per la violazione di diritti fondamentali e di disposizioni del diritto cantonale e, pertanto, a quelle del precedente ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali giusta l'art. 90 cpv. 1 lett. b
OG (DTF 133 III 638 consid. 2). La LTF non ha dunque apportato alcuna modifica a questo riguardo (DTF 134 III 186 consid. 5).
3.3 Il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dal Tribunale arbitrale (art. 105 cpv. 1
Non può rettificarlo o completarlo d'ufficio, nemmeno nel caso in cui questo sia stato svolto in violazione del diritto o in modo manifestamente inesatto (cfr. art. 77 cpv. 2
, che esclude l'applicazione dell'art. 105 cpv. 2
In sintesi, nel lodo impugnato, dopo aver osservato che la clausola - patologica - necessita di essere interpretata secondo le regole del diritto elvetico e quindi secondo il principio dell'affidamento, non essendo possibile accertare la vera volontà delle parti, l'arbitro ha stabilito ch'essa può esser ragionevolmente intesa sia nel senso asseverato dalla parte attrice, ovvero a favore della competenza della Camera di Commercio Internazionale di Parigi, sia nel modo proposto dal convenuto, ovvero a favore della Camera di Commercio di Zurigo. Applicando per analogia una sentenza zurighese concernente una clausola di deroga di foro ex art. 17
CL, egli ha allora deciso che, in simili circostanze, va ammessa la competenza dell'istituzione arbitrale scelta dalla parte attrice fra le due possibili. Ciò significa che, in concreto, con il deposito della propria domanda di arbitrato presso la Camera di Commercio Internazionale di Parigi l'attrice ha messo fine all'ambiguità della clausola, determinando in via definitiva quale sia l'istituzione competente per la gestione dell'arbitrato. Donde la reiezione dell'eccezione d'incompetenza sollevata dal convenuto.
Nell'allegato presentato al Tribunale federale, il convenuto, qui ricorrente, rimprovera all'arbitro unico di essersi a torto dichiarato competente (art. 190 cpv. 2 lett. b
5.1 Egli è dell'avviso che l'interpretazione oggettiva della clausola arbitrale retta dall'art. 178
LDIP avrebbe dovuto condurre l'arbitro a riconoscere la volontà delle parti di sottoporre l'arbitrato alla Camera di Commercio di Zurigo.
Adito con una censura d'incompetenza, il Tribunale federale esamina liberamente le questioni di diritto, comprese quelle preliminari, che determinano la competenza o l'incompetenza del Tribunale arbitrale. Esso non diviene per questo un'autorità di appello; in particolare, il Tribunale federale non è tenuto a ricercare nella decisione impugnata gli argomenti giuridici suscettibili di giustificare l'accoglimento della censura fondata sull'art. 190 cpv. 2 lett. b
LDIP. Spetta al ricorrente sollevare tesi giuridiche pertinenti, conformemente a quanto stabilito dall'art. 42 cpv. 2
LTF (DTF 134 III 565 consid. 3.1 con rinvii).
7.1 Secondo la giurisprudenza, l'impossibilità di costituire il Tribunale arbitrale così come stabilito nel regolamento sottoscritto dalle parti non implica necessariamente la nullità della clausola compromissoria qualora da questa emerga chiara la volontà delle parti di sottoporre le loro controversie ad una giurisdizione arbitrale privata (DTF 130 III 66 consid. 3.1 pag. 71). Se tale è il caso, il cosiddetto Utilitätsgedanken impone infatti d'interpretare la clausola in modo tale da lasciarla sussistere (DTF 130 III 66 consid. 3.2 pag. 71 seg.; Wenger/Müller in: Basler Kommentar, 2a ed., 2007, n. 56 ad art. 178
LDIP; Berger/ Kellerhals, Internationale und interne Schiedsgerichtsbarkeit in der Schweiz, 2006, n. 283 pag. 98).
Il contenuto di un contratto viene determinato in primo luogo mediante l'interpretazione soggettiva, ovvero ricercando la vera e concorde volontà dei contraenti, anziché stare alla denominazione o alle parole inesatte adoperate, per errore o allo scopo di nascondere la vera natura del contratto (art. 18 cpv. 1
CO). Qualora - come nella fattispecie in rassegna - non esistano accertamenti di fatto sulla reale concordanza della volontà delle parti o se il giudice constata che una parte non ha compreso la volontà dell'altra, la loro (presunta) volontà viene determinata interpretando le loro dichiarazioni secondo il principio dell'affidamento (cosiddetta interpretazione oggettiva), ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro nella situazione concreta (DTF 133 III 675 consid. 3.3 pag. 681 seg). A questo scopo non vanno considerati solamente il testo e il contesto delle dichiarazioni, bensì anche le circostanze che hanno preceduto o accompagnato la stipulazione del contratto, non invece il comportamento assunto successivamente dalle parti (DTF 133 III 61 consid. 2.2.1 pag. 67). Giovi infine rammentare che il principio dell'affidamento permette d'imputare
Tenuto conto della giurisprudenza esposta nella DTF 129 III 675 (consid. 2.3 - 2.4 pag. 681 seg.) e richiamata nel gravame, giusta la quale l'indicazione di un'istituzione arbitrale inesistente a Zurigo ("Swiss Arbitration Court, Zurich", "International Trade Arbitration Organization in Zurich" oder "International Trade arbitration in Zurich"), qual è appunto la Camera di Commercio Internazionale di Zurigo, dev'essere intesa come un rinvio alla Camera di Commercio di questa città e al suo regolamento d'arbitrato internazionale (cfr. Wenger/Müller, op. cit., n. 56 ad art. 178
LDIP; Berger/Kellerhals, op. cit. , n. 281 pag. 97 seg.; Girsberger/Mráz, op. cit., pag. 149-150), si potrebbe essere tentati di concludere per l'accoglimento del ricorso.
Vi è, effettivamente, un errore nell'indicazione della sede della CCI, che non si trova a Zurigo bensì a Parigi. Come rammentato anche nel ricorso, le clausole nelle quali viene menzionata la Camera di Commercio Internazionale con l'aggiunta di una città svizzera, nonostante la Camera abbia la sua unica sede a Parigi, vengono di regola interpretate come una scelta di un arbitrato disciplinato dal Regolamento CCI con sede in Svizzera (DTF 129 III 675 consid. 2.3 pag. 681; Wenger/Müller in: Basler Kommentar, 2a ed., 2007, n. 56 ad art. 178
8.3 La censura è ammissibile. Chiamato a determinarsi sulla sua competenza a decidere il litigio sottopostogli, il Tribunale arbitrale deve infatti esaminare la portata soggettiva del patto d'arbitrato; deve stabilire quali sono le parti vincolate da tale convenzione e valutare, se del caso, la possibilità di applicarla anche a terzi che non l'hanno sottoscritta e non vi sono menzionati. Tale questione ricade dunque nel motivo di ricorso dell'art. 190 cpv. 2 lett. b
LDIP (DTF 134 III 565 consid. 3.2; 129 III 727 consid. 5.2.1 pag. 333; cfr. anche Berti/Schnyder in: Basler Kommentar, n. 47 e 49 ad art. 190
8.4 La giurisprudenza svizzera - diritto applicabile nella presente vertenza - ha già riconosciuto la possibilità di estendere la clausola arbitrale anche a persone che non l'hanno firmata, nonostante la forma scritta sia uno dei requisiti di validità della clausola posti dall'art. 178
LDIP. Tale eventualità può realizzarsi in caso di cessione del credito, assunzione del debito o trasferimento di una relazione contrattuale. Si è già anche ammesso che, in situazioni particolari, un determinato comportamento può supplire, in virtù delle regole sulla buona fede, all'osservanza di una prescrizione di forma. Per esempio qualora il terzo si immischi nell'adempimento del contratto che contiene il patto d'arbitrato in modo tale che si può ravvedere nel suo comportamento una volontà, espressa per atti concludenti, di sottostare alla clausola compromissoria (DTF 134 III 565 consid. 3.2 con rinvii).
Trattandosi di un ricorso sulla competenza dell'arbitro, il Tribunale federale può, in deroga all'art. 77 cpv. 2
LTF, modificare il dispositivo del lodo impugnato su questo punto (cfr. quanto esposto al consid. 3.1).
Dato l'esito del ricorso, le spese giudiziarie sono poste a carico di ambedue le parti, in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili (art. 66 cpv. 1 e