Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25563-del-13-12-2016
Timestamp: 2020-05-27 10:01:21+00:00
Document Index: 127150521

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 378', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 384', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25563 del 13/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25563 del 13/12/2016
Cassazione civile, sez. lav., 13/12/2016, (ud. 18/10/2016, dep.13/12/2016), n. 25563
sul ricorso 27571/2011 proposto da:
M.F., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in
ROMA, VIA CESARE MAINI 69, presso lo studio dell’avvocato MARCO DE
avverso la sentenza n. 324/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 10/06/2011 R.G.N. 116/2010;
1. La Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto tutte le domande proposte da M.F., docente di scuola secondaria, volte, in via principale, alla dichiarazione di nullità dei termini apposti dal Ministero ai contratti a tempo determinato stipulati in successione e la conseguente conversione in rapporto a tempo indeterminato, del D.Lgs. n. 368 del 2001, ex art. 5 e, in via subordinata, la condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno, quantificato in Euro 5.000,00 per ogni contratto a termine illegittimamente stipulato, in applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36.
4. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso M.F. sulla base di quattro articolati motivi. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha resistito con controricorso.
39. Dall’esame delle censure formulate in ricorso con riguardo alla questione della legittimità dei termini apposti ai contratti dedotti in giudizio ed alla compatibilità della L. n. 124 del 1999, art. 4, con l’Accordo quadro allegato alla direttiva 1990/70/CE, vanno fatte subito discendere le considerazioni ed i rilievi di cui appresso, formulati al termine, ed a conclusione, di una complessa e non breve stagione di interventi dei giudici nazionali, della Corte Costituzionale, della Corte di Giustizia.
127. Va rilevato che nella fattispecie dedotta in giudizio è incontestato che la parte ricorrente è stata immessa nei ruoli del MIUR sin dall’1.9-2014 (il dato risulta da entrambe le memorie depositate dalle parti ex art. 378 c.p.c., pur con la precisazione
della ricorrente che trattasi di assunzione precedente la L. n. 107 del 2015), così ottenendo il bene della vita per il quale ha agito in giudizio, senza che rilevi, per quanto osservato nel punto 85 di questa sentenza la circostanza che la stabilizzazione sia avvenuta per mezzo di interventi diversi da quelli previsti nella L. n. 107 del 2015.
128. Va anche rilevato che non è configurabile comunque alcuna abusiva reiterazione dei contratti a termine in quanto emerge dalla combinata lettura della sentenza impugnata e dal ricorso per cassazione che le assunzioni a termine su posti di organico di diritto non hanno avuto durata superiore a trentasei mesi (bensì corrispondente ad un anno scolastico, 2007-2008).
129. La combinata lettura della sentenza, nella quale si fa anche un generico riferimento a contratti tra il 2005 e il 2007 e del ricorso (che difetta del requisito di autosufficienza di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto l’allegazione si compendia nella mera affermazione della avvenuta assunzione “con una serie di contratti a tempo determinato”, senza alcuna indicazione del numero, della tipologia e della data di stipulazione dei contratti a tempo determinato), non consente di ricostruire esattamente la vicenda al fine della individuazione delle norme di diritto applicabili (pur non integrandosi, in ogni caso, il superamento del periodo di trentasei mesi).
130. Il ricorrente non ha allegato nell’originaria domanda l’esistenza di danni ulteriori e diversi rispetto a quelli “risarciti” dalla immissione in ruolo (come precisato nel punto 87).
131. Va rilevato che – se anche il periodo 2005-2007 concretasse supplenze su posti in organico di fatto – la parte ricorrente non ha mai dedotto nè tampoco allegato che vi sia stato, nella concreta attribuzione delle supplenze un uso improprio o distorto del potere di macrorganizzazione delegato dal legislatore al Ministero in ordine alla ricognizione dei posti e delle concrete esigenze del servizio nè tampoco ha allegato che i singoli contratti a termine dedotti in giudizio furono stipulati per esigenze non temporanee bensì permanenti e durature.
132. Sulla scorta delle considerazioni svolte:
133. Vanno rigettati i motivi di cui alle lettere da a) ad e) del ricorso, formulati sul presupposto, erroneo, della applicabilità ai contratti a termine dedotti in giudizio delle disposizioni contenute nella disciplina di carattere generale dal D.Lgs. n. 368 del 2001, dettata per il contratto a tempo determinato.
134. L’ultimo motivo di ricorso (lett. f), pur fondato nella parte in cui la Corte territoriale ha escluso la configurabilità di abuso contrario all’Accordo Quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE nella reiterazione dei contratti a termine nel settore scolastico non comporta, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 4, la cassazione della sentenza impugnata, perchè il suo dispositivo, è conforme a diritto sulla base della diversa motivazione enunciata in questa sentenza.
135. Va dichiarata l’integrale compensazione delle spese del giudizio, avuto riguardo alle modifiche del quadro normativo di riferimento ed alla questione della cd doppia pregiudiziale costituzionale e comunitaria, intervenute nel corso del giudizio.