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Timestamp: 2019-03-25 21:58:25+00:00
Document Index: 99759763

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 104', 'art. 126', 'art.3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 187', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 117', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 81', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 119', 'art. 10', 'sentenza ']

﻿ CONTABILITA' ENTI LOCALI - ARMONIZZAZIONE -
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Anticipazione di tesoreria ed utilizzo in termini di cassa di entrate a specifica destinazione
Doc. unico di programm. (DUP)
ENTRATE- GESTIONE DELLE ENTRATE
Fondo spese potenziali
Riaccertamento straordinario residui e Ripiano maggiore disavanzo
SPESE - GESTIONE DELLE SPESE
La delega conferita dall'art. 2 c. 2 lett. h della citata L. 42/09 richiedeva:
a) adozione di regole contabili uniformi e di un comune piano dei conti integrato;
b) adozione di comuni schemi di bilancio articolati in missioni e programmi coerenti con la classificazione economica e funzionale individuata dagli appositi regolamenti comunitari in materia di contabilita' nazionale e relativi conti satellite;
c) adozione di un bilancio consolidato con le proprie aziende, societa' o altri organismi controllati, secondo uno schema comune; affrancamento, a fini conoscitivi, al sistema di contabilita' finanziaria di un sistema e di schemi di contabilita' economico-patrimoniale ispirati a comuni criteri di contabilizzazione;
d) raccordabilita' dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti territoriali con quelli adottati in ambito europeo ai fini della procedura per i disavanzi eccessivi;
e) definizione di una tassonomia per la riclassificazione dei dati contabili e di bilancio per le amministrazioni pubbliche di cui alla presente legge tenute al regime di contabilita' civilistica, ai fini del raccordo con le regole contabili uniformi;
f) definizione di un sistema di indicatori di risultato semplici, misurabili e riferiti ai programmi del bilancio, costruiti secondo criteri e metodologie comuni ai diversi enti territoriali;
g) individuazione del termine entro il quale regioni ed enti locali devono comunicare al Governo i propri bilanci preventivi e consuntivi, come approvati, e previsione di sanzioni ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera e), in caso di mancato rispetto di tale termine;
Gli scopi da perseguire riguardano:
a) a livello nazionale, garantire il coordinamento della finanza pubblica e contemporaneamente favorire l'attuazione del federalismo fiscale (legge 42/2009) ;
b) a livello comunitario, verificare la conformità dei conti pubblici nazionali con l'art. 104 del trattato istitutivo della Comunità europea (art. 126 in materia di controllo sui disavanzi pubblici) e recepire la direttiva UE n. 85/2011 sui requisiti dei quadri di bilancio degli stati membri (Capo II - contabilità e statistiche, art.3)
Già in passato la legge delega n. 421/1992, a seguito della quale venne emanato il D.Lgs. n. 77/1995, all'art. 4 stabiliva che “Il Governo della Repubblica e' delegato ad emanare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu' decreti legislativi diretti al riordino dell'ordinamento finanziario e contabile delle amministrazioni provinciali, dei comuni, dei loro consorzi e delle comunita' montane, con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: a) armonizzazione con i principi della contabilita' generale dello Stato, per la parte applicativa dei principi contenuti nella legge 8 giugno 1990, n. 142, tenuto conto delle esigenze del consolidamento dei conti pubblici e dell'informatizzazione“.
Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009
E' artcicolato in 3 titoli:
- il primo contiene Principi contabili generali e applicati per le regioni, le province autonome e gli enti locali (artt. da 1 a 18)
- il secondo i Principi contabili generali e applicati per il settore sanitario (artt. da 19 a 35)
- il terzo le disposizioni tranzsitorie e finali (da artt. 36 a 38)
Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42. (14G00138) (GU n.199 del 28-8-2014 - Suppl. Ordinario n. 73 )
Si pongono le condizioni per il definitivo avvio della riforma a partire dal 1 gennzio 2015. Esso infatti integra il DLgs. 118/11 al fine di recepire gli esiti della riforma..
A seguito di tale riforma:
- il DL 118/11 passa da 38 a a78 articoli e modifica la parte II del DLgs. 267/00 al fine di rendere coerente l'ordinamento contabile degli enti locali alle regole dell'armonizzazione contenute nel DLgs. 118/11;
- modifica la disciplina dell'indebitamento
- approva in va definitiva i 4 principi contabili applicati e tutti gli schemi contabili
- abroga una serie di disposizioni
1° Decreto di aggiornamento al 118/11: DM del 20/05/2015
Decreto 20 maggio 2015 del Ministero dell'economia e delle Finanze, con il quale vengono aggiornati gli Allegati al Dlgs. n. 118/11, come proposto dalla Commissione Arconet
L’art. 1 ha novellato ampiamente il principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio, di cui all’Allegato 4/1;
tra le altre modifiche, è stato integrato il punto 8.4, interamente dedicato al Documento unico di programmazione semplificato.
L’art. 2 ha modificato il principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria di cui all’Allegato 4/2, aggiornando, al paragrafo 3.3, le modalità di calcolo del “Fondo crediti di dubbia esigibilità”. Sono altresì riviste, nell’ambito del medesimo paragrafo 3, le modalità di accertamento delle entrate concernenti i permessi di costruire destinati al finanziamento delle opere a scomputo di cui all’art. 16, comma 2, del Dpr. n. 380/01, nonché le modalità di contabilizzazione delle entrate da prestiti accesi presso la Cassa DD.PP. resi immediatamente disponibili in apposito conto intestato all’Ente. Al paragrafo 5.2 sono riviste le modalità di contabilizzazione delle spese effettuate nell’ambito di attività commerciali soggette al meccanismo del “reverse charge”. E’ inserito il paragrafo 5.7, dedicato alle modalità di contabilizzazione dell’Iva “split payment”.
Sempre con l’art. 2 del Dm. Mef 20 maggio 2015 sono stati modificati, al paragrafo 9.2, l’accantonamento di una quota del risultato di amministrazione al “Fcde”, la disciplina delle spese vincolate e quella inerente l’utilizzo di risorse vincolate in sede di rendiconto.
L’art. 3 ha variato il principio contabile applicato concernente la contabilità economico- patrimoniale degli Enti in contabilità finanziaria, di cui all’Allegato 4/3, introducendo l’Esempio n. 11, denominato “acquisto di beni nell’ambito di attività istituzionale (non commerciale)” e l’Esempio n. 12, dedicato al “Reverse charge”. L’art. 4 introduce alcune correzioni al Piano dei conti integrato, e l’art. 5 dispone (solo per le Regioni) la sostituzione del prospetto “Equilibri di bilancio”, di cui allo schema di bilancio di previsione (Allegato n. 9), con il prospetto di cui all’Allegato “A” del Dm. Mef in commento.
L’art. 6 dispone correzioni allo schema del rendiconto della gestione di cui all’Allegato n. 10, tra cui la sostituzione (solo per le Regioni) del prospetto “Equilibri di bilancio” con il prospetto di cui all’Allegato “A” del Decreto in oggetto, e la correzione del prospetto relativo al “Fondo pluriennale vincolato” di cui all’Allegato “b” al Rendiconto.
Infine, l’art. 7 introduce modifiche all’Allegato 14 “Elenco delle missioni, programmi, macroaggregati e titoli di spesa”.
2° Decreto di aggiornamento al 118/11: DM 07/07/2015
"Aggiornamento dell'Allegato 4/1 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi"
Il secondo decreto di aggiornamento (D.M. 7 luglio 2015) differisce, con riferimento al periodo di programmazione 2016-2018, il termine per la presentazione del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) al 31 ottobre 2015. Si segnala che il Ministero dell’interno (con D.M. 3 luglio 2015) ha differito la data di presentazione del Documento Unico di Programmazione (DUP) per gli enti locali alla medesima data (31 ottobre 2015).
3° Decreto di aggiornamento al 118/11: DM 01/12/2015
Il terzo decreto di aggiornamento degli allegati al decreto legislativo n. 118 del 2011 (D.M. 1° dicembre 2015) concerne, in particolare, l’accertamento delle entrate tributarie devolute alle Autonomie speciali e la copertura degli investimenti pluriennali con il risparmio corrente, necessari per l’adozione della riforma contabile degli enti territoriali da parte delle Autonomie speciali. L’aggiornamento del principio riguardante la copertura degli investimenti risponde anche all’esigenza di attenuare gli effetti negativi sull’andamento degli investimenti pubblici derivanti dalla rigorosa disciplina del principio della competenza finanziaria e di quella sul debito derivante dall’applicazione della norma costituzionale sul pareggio di bilancio
4° Decreto di aggiornamento al 118/11: DM 30 marzo 2016
Sono state apportate delle correzioni all'allegato 4/2 del dlgs 118/2011, introducendo alcuni chiarimenti rispetto alle modalità di assunzione degli accertamenti dell'addizionale Irpef.
E' stato modificato l'allegato 6/2: Piano dei Conti Integrato.
5° Decreto di aggiornamento al 118/11: DM 4 agosto 2016
Con l'art. 1 del Decreto è modificato il Principio contabile applicato concernente la programmazione di cui all'Allegato n. 4/1 del Dlgs. n. 118/11 sono state apportate le seguenti modifiche:
- lo schema di Delibera di assestamento del bilancio e il controllo della salvaguardia degli equilibri di bilancio dovranno essere deliberati dal Consiglio dell'Ente entro il 31 luglio di ogni anno
- è integrato il paragrafo 9.11.7 del Principio già richiamato, specificando che l'art. 4, comma 6, del Dm. Mef 2aprile 2015, concernente i criteri e le modalità di ripiano dell'eventuale maggiore disavanzo al 1° gennaio 2015,
L'art. 2, modifica il Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria di cui all'Allegato n. 4/2 del Dlgs. n. 118/11 sono state apportate le seguenti modifiche:.
Al comma 1 è variato il paragrafo 3.7.1 relativo alle modalità di accertamento delle entrate tributarie gestite attraverso ruoli ordinari e le liste di carico;
E' specificato al paragrafo 3.12 che le entrate derivanti dai finanziamenti Ue utilizzate per il finanziamento di spese correnti devono essere classificate tra i "Trasferimenti correnti", comprese le quote dei Fondi Ue destinati a investimenti utilizzate per finanziare spese correnti
E' modificato il paragrafo 5.4; in relazione al "Fondo pluriennale vincolato" è specificato che, in assenza di aggiudicazione definitiva entro l'anno successivo, le risorse accertate cui il "Fondo pluriennale" si riferisce confluiscono nell'avanzo di amministrazione disponibile, destinato o vincolato in relazione alla fonte di finanziamento.(lett. d) .
Alla fine del paragrafo 7, sono specificate le modalità di gestione dei Fondi Ue.
L'art. 3 ha modificato il "Piano dei conti integrato" di cui all'Allegato n. 6 del Dlgs. n. 118/11, a valere dall'esercizio 2017.
L'art. 4 ha modificato l'Elenco delle Missioni, Programmi, Magroaggregati e Titoli di spesa di cui all'Allegato n. 14 del Dlgs. n. 118/11, inserendo il nuovo Macroaggregato "Fondi per rimborso prestiti".
L'art. 5 ha modificato lo schema di bilancio di previsione di cui all'Allegato n. 9 del Dlgs. n. 118/11,
L'art. 6 ha modificato lo schema di rendiconto della gestione di cui all'Allegato n. 10 del Dlgs. n. 118/11:
La Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti, con la Deliberazione n.3 del 2 febbraio 2016, si è espressa in merito a una serie di quesiti concernenti la corretta applicazione dei nuovi principi contabili della competenza finanziaria introdotti dal d.lgs. n. 118/2011, integrato e corretto dal d.lgs. n. 126/2014.
Nello specifico, alla Sezione è stato chiesto di esprimersi in merito ai seguenti quesiti:
1) possibilità per un comune, durante l’esercizio provvisorio 2015, di dare applicazione all’art. 187, comma 3-quinquies del TUEL, che consente di apportare, con delibera di Giunta comunale, una variazione per applicare al bilancio la quota di avanzo vincolato determinata in corrispondenza di stanziamenti dell’esercizio precedente, corrispondenti a entrate vincolate accertate e non impiegate;
2.a) se vadano considerate tra gli incassi vincolati anche le riscossioni di somme che non hanno una specifica destinazione, pur essendo destinate a spese di investimento;
2.b) quale sia l’organo comunale competente ad attribuire a entrate libere o destinate uno specifico vincolo di destinazione e se a tal fine sia sufficiente l’approvazione del bilancio oppure occorra una esplicita attribuzione di una finalizzazione;
3.a) esatta interpretazione del par. 9.3 del principio contabile applicato, secondo cui “non sono oggetto di riaccertamento i residui attivi e passivi al 31 dicembre 2014 che sono stati incassati e pagati prima del riaccertamento straordinario”;
3.b) il trattamento degli “impegni impropri” e delle “prenotazioni di impegno al 31.12.2014”, qualora, dopo il 1° gennaio 2015 e prima del riaccertamento straordinario dei residui si sia perfezionata l’obbligazione giuridica e, dunque, si sia verificato il presupposto perché essi vengano conservati in bilancio.
3.c) modalità per l’accantonamento del fondo per le passività potenziali a fronte di contenzioso in atto. LEGGI
decreto legislativo n. 118 del 2011 coordinato e integrato dal decreto legislativo n. 126 del 2014
Decreto legislativo 267/2000 vigente e TUEL aggiornato al DLgs 118/2011 – coordinato con il D.Lgs n. 126 del 2014 – in vigore dal 1° gennaio 2015......»»»
La nuova legge di contabilità in vigore dal 1 gennaio 2010
Il 1 gennaio 2010 è entrata in vigore la legge n. 196 del 31 dicembre 2009 che disciplina la normativa in materia di contabilità e di finanza pubblica, abrogando la legge n. 468 del 1978. La riforma nasce dalla necessità; di adeguare le disposizioni che presiedono al governo della finanza pubblica e del bilancio alle esigenze poste dall'adesione dell'Italia all'Unione monetaria, dall'evoluzione del sistema economico e dal nuovo assetto istituzionale tra Stato ed Enti decentrati.....»»»
Corte costituzionale - Sentenza 138/2013 - E' costituzionalmente illegittimo l'art. 7 della legge della Regione Molise 19 ottobre 2012, n. 23 (Rendiconto generale della Regione Molise per l'esercizio finanziario 2011),
che contabilizza nel bilancio consuntivo una rilevante massa di residui attivi senza il previo accertamento degli stessi, previsto, tra l'altro, dall'art. 21 della legge quadro in materia di finanza regionale n. 76 del 2000. Infatti, in violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. e della norma interposta costituita dall'art. 21 del d.lgs. n. 76 del 2000, la determinazione dell'ammontare dei residui attivi risulta avvenuta in assenza dei requisiti minimi dell'accertamento contabile quali la ragione del credito, il titolo giuridico, il soggetto debitore, l'entità del credito e la sua scadenza; in tal modo vengono assunte quali attività del bilancio consuntivo una serie di valori non dimostrati, espressi attraverso un'aggregazione apodittica e sintetica, suscettibile di alterare le risultanze finali del conto, che a sua volta deve essere consolidato con quello delle altre pubbliche amministrazioni per le richiamate finalità di coordinamento della finanza pubblica. - Sulla indefettibilità dell'accertamento contabile delle risorse provenienti da esercizi precedenti, sentenze nn. 309/2012, 192/2012 e 70/2012 »»»
Corte costituzionale sentenza 70 del 2012.
Sono costituzionalmente illegittimi i commi 6, 7, 8 e 9 dell'art. 1 della legge della Regione Campania 15 marzo 2011, n. 5 in relazione all'art. 81, quarto comma, della Costituzione ed ai principi generali sul sistema contabile dello Stato ricavabili dall'art. 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma, Cost -»»»-»»»
Corte Costituzionale sentenza 188 del 2014
E' costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 119, sesto comma, Cost., l'art. 10, comma 2, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 11 ottobre 2012, n. 18, che consente all'assessore provinciale alle finanze di avvalersi di altri istituti di credito, diversi dal tesoriere unico, per l'assunzione di anticipazioni di cassa, in misura illimitata e da contabilizzarsi nelle partite di giro. Il valore costituzionalmente protetto del divieto di indebitamento per spese diverse dagli investimenti --»»»-»»»
I DEBITI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - C Cost. sentenza 250 del 2013 -
(Illegittimità costituzionale) --»»»-»»»
Armonizzazione: le Linee d’indirizzo della Corte dei conti per il passaggio alla nuova contabilità degli Enti Locali
La Corte dei conti – Sezione delle Autonomie – con la Delibera 17 febbraio 2015, n. 4, ha adottato le Linee di indirizzo per il passaggio alla nuova contabilità armonizzata delle Regioni e degli Enti Locali. Tale Documento tiene conto della programmazione dei controlli della Sezione delle Autonomie per l’anno 2015 relativamente alle attività di coordinamento delle Sezioni regionali, che verterà sulle operazioni propedeutiche all’entrata in vigore delle nuove regole contabili dell’armonizzazione, con particolare riferimento al riaccertamento straordinario dei residui, alla costituzione del “Fondo pluriennale vincolato” e del “Fondo crediti di dubbia esigibilità” »»»
Corte dei Conti - Sezione delle autonomie,(ATTO N. 92) - 29 maggio 2014
AUDIZIONE SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE “DISPOSIZIONI INTEGRATIVE E CORRETTIVE DEL DECRETO LEGISLATIVO 23 GIUGNO 2011, N. 118, IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI” (ATTO N. 92) - 29 maggio 2014 -»»»