Source: http://www.studiogiarola.it/category/newslavoro/page/469/
Timestamp: 2019-02-21 07:29:50+00:00
Document Index: 3162982

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 160', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 161', 'art. 167']

CCNL AREA MECCANICA: PROROGATA LA DISCIPLINA DELL’APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE
18 aprile 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Prorogata la 30/6/2014 la disciplina transitoria dell’apprendistato professionalizzante di cui all’accordo interconfederale 3/5/2012
Firmato, il giorno 15/4/2014, tra CONFARTIGIANATO Autoriparazione, CONFARTIGIANATO Metalmeccanica di Produzione, CONFARTIGIANATO Impianti, CONFARTIGIANATO Orafi, CONFARTIGIANATO Fe.Na.Od.I, CNA Produzione, CNA installazione e Impianti, CNA la Servizi alla Comunità/Autoriparatori, CNA Artistico e tradizionale, CNA Benessere e Sanità, CASARTIGIANI, CLAAI e FIOM-CGIL, FIM-CISL, UILM-UIL, l’accordo per la proroga della disciplina dell’apprendistato professionalizzante di cui al D.Lgs. n. 167/2011. L’intesa stabilisce che l’Accordo Interconfederale del 3/5/2012, con cui è stata definita per tutti i settori dell’Artigianato la disciplina transitoria dei contratti di apprendistato di cui al suddetto decreto, è prorogato fino al 30/6/2014.
RINNOVATO IL CCNL PER I DIPENDENTI DELLE EMITTENTI TELEVISIVE E RADIOFONICHE
Firmata, il 17/4/2014, tra la CONFINDUSTRIA RADIO TELEVISIONI e la RNA, con l’ANICA e la SLC-CGIL, la FISTEL-CISL e la UILCOM-UIL, l’ipotesi di accordo da valere su tutto il territorio nazionale, per le aziende private esercenti servizi radiotelevisivi con attività di edizione e messa in onda, produzioni e commercializzazioni dei programmi che recepisce integralmente il CCNL per i dipendenti di imprese radio televisive private del 16/2/2011. La presente ipotesi di accordo, decorre dalla data di stipulazione e scadrà il 31/12/2014.
MINIMI TABELLARI ED AUMENTI SALARIALI
Le retribuzioni mensili vanno incrementate dei seguenti importi:
Importo Minimi
253 9 1.628,53 26,91 41,72
232 8 1.492,70 24,68 38,26
214 7 1.376,42 22,77 35,29
204 6 1.313,25 21,70 33,64
188 5 1.210,00 20,00 31,00
158 4 1.017,52 16,81 26,05
132 3 849,10 14,04 21,77
116 2 746,85 12,34 19,13
100 1 643,59 10,64 16,49
I minimi contrattuali tabellari mensili comprensivi di cui sopra, risulteranno come segue:
253 9 1.628,53 1.655,44 1.697,16
232 8 1.492,70 1.517,38 1.555,64
214 7 1.376,42 1.399,19 1.434,47
204 6 1.313,25 1.334,95 1.368,59
188 5 1.210,00 1.230,00 1.261,00
158 4 1.017,52 1.034,33 1.060,38
132 3 849,10 863,14 884,91
116 2 746,85 759,19 778,32
100 1 643,59 654,23 670,72
225 6 1.177,71 31,71 24,89
202 5 1.056,14 28,47 22,35
166 4 869,14 23,40 18,37
141,9 3 742,00 20,00 15,70
119,7 2 626,56 16,87 13,24
100 1 523,65 14,09 11,06
225 6 1.177,71 1.209,42 1.234,32
202 5 1.056,14 1.084,61 1.106,96
166 4 869,14 892,54 910,90
141,9 3 742,00 762,00 777,70
119,7 2 626,56 643,43 656,67
100 1 523,65 537,74 548,81
In tema di carenza contrattuale, a tutti i lavoratori in forza alla data di stipula del presente accordo e già presenti alla data dell’1/1/2013, verrà erogato con il foglio paga di maggio 2014 un importo una tantum secondo la seguente articolazione:
9 349,89 253
8 320,85 232
7 295,96 214
6 282,13 204
5 260,00 188
4 218,51 158
3 182,55 132
2 160,43 116
1 138,30 100
In tema di carenza contrattuale, a tutti i lavoratori in forza attardata di stipula del presente accordo che abbiano un’anzianità effettiva di servizio che decorre dall’1/1/2013 verrabrogato con il foglio paga di maggio 2014 un importo una tantum secondo la seguente articolazione:
6 288,58 225
5 259,08 202
4 212,91 166
3 182,00 141,9
2 153,53 119,7
1 128,26 100
Per i lavoratori in forza alla data di stipula del presente accordo assunti successivamente all’1/1/2013 a tempo indeterminato o con contratto a tempo parziale o a tempo determinato, gli importi una tantum sopra indicati saranno ricalcolati sulla base dell’effettiva anzianità di servizio.
Gli importi una tantum di cui sopra per la loro natura non sono utili ai fmi del calcolo di alcun istituto legale e contrattuale compreso il trattamento di fine rapporto.
ISTITUZIONE SANITÀ INTEGRATIVA DI SETTORE
Con l’obiettivo condiviso di dare applicazione all’assistenza sanitaria integrativa dei lavoratori delle aziende che attualmente non la prevedono, le parti convengono di costituire una apposita commissione in seno all’Osservatorio Nazionale, di cui all’art. 6 del CCNL, al fine di individuarne le articolazioni e le modalità utili a rendere operativa tale copertura a far data dall’1/1/2015.
Il costo massimo è stabilito in misura di euro 120,00 su base annua e sarà a carico azienda per il primo anno.
CNAI : FIRMATO IL CONTRATTO PER IL SETTORE TURISMO FINO A 14 DIPENDENTI
17 aprile 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Sottoscritto, il 4/3/2014, tra CNAI, UCICT e FISMIC-CONFSAL, FILCOM, Il rinnovo del CCNL per dipendenti delle aziende esercenti attività nel settore del “TURISMO” aventi alle proprie dipendenze fino a 14 dipendenti.
L’accordo, sia per la parte normativa che economica, decorre dall’1/3/2014 al 28/2/2017.
Questi gli aumenti retributivi e i nuovi minimi tabellari.
Aumento all’1/3/2014
Aumento all’1/3/2015
I° 100,00 98,00
II° 80,30 95,04
III° 123,05 101,20
IV° 179,55 117,90
V° 163,59 89,11
Paga base conglobata all’1/3/2014
Paga base conglobata all’1/3/2015
I° 1.674,82 1.772,82
II° 1.513,62 1.608,66
III° 1.365,51 1.466,71
IV° 1.288,10 1.406,00
V° 1.194,13 1.283,24
Viene fissata in Euro 300,00 e viene erogata dal datore di lavoro in due trance
– Euro 150,00 da pagarsi la prima nella busta paga del mese di aprile 2014;
– Euro 150.00 nella busta paga del mese di dicembre 2014.
Questi i punti più importanti modificati:
La durata massima del periodo di apprendistato professionalizzante e la sua suddivisione in periodi ai fini retributivi e d’inquadramento, sono cosi fissati:
1° 36 12 12 12
2° 36 12 12 12
3° 36 12 12 12
4° 36 12 12 12
Per le figure professionali i cui contenuti competenziali sono omologhi e contrattualmente sovrapponibili a quelle delle figure artigiane, la durata massima è stabilita in.
1° – 2° 48 24 12 12
3° – 4° 60 24 24 12
L’inquadramento e il relativo trattamento economico sono i seguenti:
Inquadramento finale
1° Livello 3° Livello 3° Livello 2° Livello
2° Livello 4° Livello 3° Livello 2° Livello
3° Livello 5° Livello 4° Livello 4° Livello
4° Livello 5° Livello 5° Livello 4° Livello
Il periodo di priva è pari a 40 giorni lavorativi.
Ore di formazione Professionale medie annue
1″ Livello 80
2° Livello 80
3° Livello 60
4° Livello 60
Al lavoratore dipendente, inserito in servizi funzionanti su turni ruotanti con continuità nell’arco delle 24 ore, comprensivi di almeno 5 notti al mese per singolo lavoratore dipendente, viene corrisposta un’indennità di turno pari al 10% della paga base nazionale lorda per ogni ora di turno effettivamente svolta dal singolo lavoratore dipendente.
Indennità di Cassa o di Maneggio Denaro
Al lavoratore dipendente che effettua normalmente maneggio di denaro con onere per errori (ovvero con responsabilità finanziaria in caso di ammanchi) deve essere corrisposta un’indennità mensile lorda di Euro 30,00 .
Indennità sostitutiva 2° livello
A titolo sperimentale, in assenza della predetta contrattazione avente contenuti economici, dal 1 marzo 2016 dovranno riconoscersi i seguenti importi mensili lordi per tredici mensilità, utili per il di voce forfetaria sostitutive della contrattazione ai 2° livello:
Dall’1/3/2016
1″ 51,00
2° 47,00
3° 41,00
4° 35,00
5° 29,00
Ferme restando le norme di legge per quanto concerne il trattamento di malattia, infortunio o malattia professionale l’azienda corrisponderà al lavoratore dipendente
– i primi 3 giorni (carenza) sono retribuiti, nella percentuale dell’80% solo se la malattia è superiore a 10 giorni lavorativi, ovvero qualora l’assenza sia dovuta a ricovero o degenza in strutture ospedaliere od equivalente e tali circostanze siano debitamente documentate, la retribuzione è dovuta a partire dal primo giorno di malattia;
– per il lavoratore dipendente con anzianità di lavoro fino a 2 anni: integrazione della prestazione INPS fino a garantire il 80% dell’intero trattamento economico netto che avrebbe percepito lavorando, per la durata massima del periodo di comporto contrattuale per sommatoria di 6 (sei) mesi;
– per il lavoratore dipendente con anzianità di lavoro superiore a 2 anni: integrazione del trattamento INPS fino a garantire il 90% dell’intero trattamento economico netto per i primi 6 mesi ed il 40% per il residuo comporto contrattuale, sempre entro il limite massimo complessivo nel quinquennio di 12 mesi;
– gli ulteriori benefici previsti dalle prestazioni mutualistiche d’origine contrattuale.
FONASI – Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa
I contributi da versare al FONASI sono pari al 2% di cui 1% a carico del lavoratore, € 25,00 a titolo di una tantum e gli importi delle festività abolite di cui all’art. 160 del presente CCNL per la gestione del fondo stesso.
Le risultanze della percentuale e la quota “una Tantum”, di cui sopra, rientrano tra quelle somme previste dallart. 12 della L. 153/1969, riformulato dal D.Lgs. 314/1997 e quindi non imponibili sia ai fini fiscali che previdenziali e non influiscono sugli altri istituti contrattuali.
Il versamento di tale quota è una delle condizioni per esercitare il diritto alle prestazioni previste dal Piano Sanitario.
Inoltre per i lavoratori assunti a tempo determinato nessun versamento sarà dovuto per i contratti inferiori a quattro mesi. Icontributi sono versati all’ENMOA mensilmente, compresa la tredicesima mensilità.
Apprendistato professionalizzante: le proposte della Commissione Lavoro
Pubblicate, nel Bollettino delle Giunte e Commissioni del 16/4/2014, le proposte di riforma del D.L. 34/2014 relative al Testo Unico dell’apprendistato professionalizzante.
Come risaputo, il decreto legge n. 34/2014 sul “Jobs act”, ha apportato tra le novità più rilevanti, la semplificazione del contratto di apprendistato, tesa a renderlo più coerente con le esigenze attuali del contesto occupazionale e produttivo, grazie allo snellimento degli adempimenti a carico delle imprese e l’eliminazione di alcuni vincoli.
Le nuove disposizioni si applicheranno ai rapporti di lavoro costituiti successivamente all’entrata in vigore del decreto di conversione.
Queste le proposte di modifiche apportate al c.d. T.U sull’apprendistato (D.Lgs. n. 167/2011).
Forma scritta del PFI
Si ricorda che Il D.L. 34/2014 aveva previsto l’obbligo della forma scritta per il contratto e per il patto di prova e l’eliminazione dell’obbligo di redigere il piano formativo individuale entro 30 giorni dalla stipulazione del contratto.
La proposta emendativa, fermo restando il citato obbligo relativamente alla forma scritta, inserisce la stesura in forma sintetica del piano formativo individuale, definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali nel contratto di assunzione.
In merito alla clausola di stabilizzazione, il D.L. 34/2014 aveva previsto l’eliminazione di tale obbligo per i contratti già scaduti al momento della nuova assunzione, attraverso la soppressione sia delle condizioni di natura legale introdotte nel T.U. (D.Lgs. n. 167/2011 della L. n. 92/2012), che quelle la cui regolamentazione era affidata ai contratti collettivi.
L’emendamento prevede per le imprese che occupano almeno 30 dipendenti, che l’assunzione di nuovi apprendisti sia subordinata alla prosecuzione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. In ogni caso, resta ferma la possibilità per i contratti collettivi di lavoro di individuare limiti diversi da quelli previsti.
Un’altra delle novità rilevanti della riforma riguarda l’offerta formativa pubblica finalizzata all’acquisizione di competenze di base e trasversali da parte delle Regioni.
Mentre il decreto aveva stabilito l’utilizzo facoltativo di tali ore di formazione, viene ora previsto che, qualora la Regione non provveda a comunicare al datore di lavoro entro 45 giorni dalla comunicazione di instaurazione del rapporto, le modalità per usufruire dell’offerta formativa pubblica, il datore di lavoro non è tenuto ad integrare la formazione di tipo professionalizzante.
Contratto a termine, le proposte emendative al DL 34/2014
Approvate alcune proposte emendative in materia di contratti a termine che modificano quanto originariamente disposto con il D.L. n. 34/2014.
Fermo restando che il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro, con le modifiche apportate alla disciplina del contratto a termine si intende rafforzare le opportunità di ingresso del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione.
L’espressione “imprese” viene sostituita con quella di “datori di lavoro” con riferimento alla possibilità di stipulare comunque un contratto a termine per coloro che occupano fino a 5 dipendenti.
Ai fini del computo del periodo massimo di 36 mesi di occupazione del lavoratore in caso di successione di più contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti, si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto le medesime mansioni.
Fermo restando la disciplina del diritto di precedenza maturato dal lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a 6 mesi, nonché le relative eccezioni eventualmente stabilite dalla contrattazione collettiva, è ora previsto che il periodo di astensione obbligatoria di maternità, intervenuto in esecuzione di un contratto a termine presso la stessa azienda, concorra a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il citato diritto di precedenza.
Per le stesse lavoratrici è riconosciuto un diritto di precedenza anche per le assunzioni a termine effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi, con riferimento alle mansioni già espletate.
Il datore di lavoro è tenuto ad informare il lavoratore del diritto mediante comunicazione scritta, da consegnare al momento dell’assunzione.
Il divieto di instaurare contratti a tempo determinato per uno stesso datore di lavoro eccedenti il limite del 20% dell’organico complessivo è ora sanzionato con la previsione per cui i soggetti assunti in violazione si intendono lavoratori subordinati a tempo indeterminato dalla data di costituzione del rapporto. Il Legislatore, tuttavia, fa salvi i rapporti instaurati in data antecedente all’entrata in vigore del Decreto Legge n. 34/2014, ovvero il 21 marzo 2014.
In materia di proroga, viene ridotto da otto a cinque le volte in cui il contratto a tempo determinato potrà essere prorogato con il consenso del lavoratorenell’arco di 36 mesi complessivi, indipendentemente dal numero dei rinnovi e sempre a condizione che le proroghe si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato.
Cassati, inoltre, dall’art. 20, co. 4, D. Lgs. n. 276/2003 i primi due periodi (somministrazione di lavoro a tempo determinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo). Resta salva la previsione del comma in discussione per cui l’individuazione, anche in misura non uniforme, di limiti quantitativi di utilizzazione della somministrazione di lavoro a tempo determinato è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da sindacati comparativamente più rappresentativi.
Le disposizioni relative al contratto a termine e all’apprendistato si applicano ai rapporti di lavoro costituiti dopo l’entrata in vigore del DL 34/2014 (21 marzo 2014).
In sede di prima applicazione del limite del 20%, conservano efficacia i limiti percentuali eventuali diversi previsti dai vigenti CCNL. Il datore di lavoro, al quale non si applicano i limiti percentuali già stabiliti dai CCNL vigenti, che alla data del 21 marzo 2014, abbia in corso rapporti di lavoro a termine superiori al limite del 20% dell’organico complessivo, è tenuto a rientrare nel predetto limite entro il 31 dicembre 2014. Diversamente, successivamente a tale data non potrà stipulare nuovi contratti a tempo determinato fino a quando non si sarà adeguato al nuovo limite.
Estesi, anche ai cittadini residenti di Stati membri dell’Unione europea ovvero familiari di cittadini italiani o di Stati membri dell’Unione europea non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero stranieri in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, i benefici previsti dalla Carta Acquisti.
Tale estensione decorre dal Bimestre gennaio-febbraio 2014, quindi ai richiedenti in possesso dei requisiti previsti dalla normativa in vigore, che presenteranno domanda entro il 30 aprile 2014, dovrà essere riconosciuto anche il contributo relativo al bimestre gennaio-febbraio 2014.
I cittadini in possesso dei requisiti richiesti presentano richiesta della Carta Acquisti al soggetto incaricato del servizio integrato di gestione delle carte acquisti e dei relativi rapporti amministrativi, secondo modelli predisposti dall’Istituto nazionale previdenza sociale.
Il Gestore del servizio comunica la richiesta per via telematica a quest’ultimo e consegna al richiedente una Carta Acquisti, priva di disponibilità finanziaria, intestata al Beneficiario ovvero al suo avente titolo. L’Amministrazione si riserva di procedere, anche successivamente all’accreditamento, alla verifica delle eventuali dichiarazioni rese dai richiedenti il beneficio, nonché alla sospensione della disponibilità residua della Carta Acquisti nel caso di non conformità ai requisiti richiesti.
Ai titolari della Carta Acquisti è concessa una disponibilità pari a un sesto dell’importo unitario pari a euro 480,00. La disponibilità è concessa interamente per ciascun bimestre o per il periodo di riferimento, anche se i requisiti sono posseduti per una frazione del bimestre o del periodo di riferimento stessi.
Come noto, la Carta Acquisti è finalizzata all’acquisto da parte del titolare di beni destinati al soddisfacimento delle esigenze prioritariamente di natura alimentare e successivamente anche energetiche e sanitarie del beneficiario.
CNAI: firmato il contratto per il commercio fino a 14 dipendenti
15 aprile 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Sottoscritto, il 4/3/2013, tra CNAI, UCICT e FISMIC-CONFSAL, FILCOM-FISMIC l’accordo di rinnovo del CCNL per le aziende esercenti attività nel settore commercio fino a 14 dipendenti.
L’intesa valida per il triennio 2014-2017 stabilisce i seguenti aumenti:
Aum. all’1/3/2014
Aum. all’1/3/2015
Indennità Sostitutiva art. 161 CCNL dall’1/3/2016
1 145,00 140,00 55,00
2° 130,00 120,00 45,00
3 105,00 100,00 45,00
4° 70,00 60,00 35,00
5 50,00 40,00 30,00
Oper. Vend. 1 70,00 60,00 45,00
Oper. Vend. 2 50,00 40,00 35,00
Seguono i minimi
Minimi all’1/9/2011
Minimi all’1/3/2014
Minimi all’1/3/2015
Minimi all’1/3/2016
1 1.572,20 1.717.20 1.857,20 1.912,20
2° 1.395,03 1.525,03 1.645,03 1.690,03
3 1.229,00 1.334,00 1.434,00 1.479,00
4° 1.110,00 1.180,00 1.240,00 1.275,00
5 1.030,00 1.080,00 1.120,00 1.150,00
Oper. Vend. 1 1.129,00 1.199,00 1.259,00 1.304,00
Oper. Vend. 2 1.007,00 1.057,00 1.097,00 1.132,00
Viene fissata in euro 300,00 l’indennità di vacanza contrattuale, a copertura del periodo 1/8/2012 – 28/2/2014, da corrispondersi con la retribuzione del mese di aprile 2014 e dicembre 2014.
La durata massima del periodo di apprendistato professionalizzante e la sua suddivisione in periodi ai fini retributivi e d’inquadramento, è cosi fissata:
Invece, per le figure professionali omologhe all’artigianato la durata massima è pari a 60 mesi:
1° 60 24 24 12
2° 60 24 24 12
3° 60 24 24 12
4° 60 24 24 12
Il numero di apprendisti che possono essere assunti nelle aziende con almeno 10 dipendenti, non può superare il rapporto di 3 a 2, mentre nelle aziende con meno di 10 unità il rapporto non può superare il 100%.
È possibile istaurare rapporti di lavoro a tempo determinato “acausali” nell’ipotesi di primo rapporto di lavoro per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, per la durata massima di 12 mesi. E’ altresì prevista la proroga del contratto per la durata massima dello stesso, comprensiva di eventuali proroghe, di 12 mesi.
Nei casi di rinnovo dei contratti a termine, gli intervalli temporali sono ridotti a 20 giorni in caso di contratti di durata fino a 6 mesi, 30 giorni in caso di durata superiore a 6 mesi.
ENMOA – Ente Nazionale di Mutualità delle Organizzazioni Autonome
La quota a carico del datore di lavoro per le mutualità diverse è pari a 0,90%, di cui 0,20% a carico dei lavoratori da calcolarsi per tredici mensilità sulla paga base nazionale.
L’azienda è tenuta a versare mensilmente all’ENMOA un importo pari al 14%.
Il datore di lavoro deve, inoltre, versare la somma di Euro 200,00 a titolo costitutivo (una tantum) per l’assistenza sanitaria integrativa dei quadri. Inoltre, indipendentemente se il contratto sia a tempo indeterminato o determinato annualmente il datore deve versare la somma di Euro 150,00 anno per ogni dipendente della categoria quadro.
I datori di lavoro possono accedere a prestazioni di assistenza sanitaria o mutualità analoghe a quelle previste per il lavoratori dipendenti, determinate con apposito regolamento dall’ENMOA, corrispondendo una maggiorazione del 2% mensile che va a sommarsi alla contribuzione del 14% di cui sopra. Il 2% aggiuntivo va corrisposto per ciascun dipendente in forza presso l’azienda.
FO.NA.S.I. – Assistenza Sanitaria Integrativa
I contributi da versare a FONASI sono pari al 2% di cui 1% a carico del lavoratore, € 25,00 (venticinque/00) a titolo di una tantum e gli importi delle festività abolite di cui all’art. 167 del presente CCNL per la gestione del fondo stesso.
Versamento di una quota associativa pari a € 25,00 di cui Euro 5,00 a carico del lavoratore.
Il Fondo sarà alimentato mediante un contributo dell’1,60% della retribuzione utile per il computo del TFR, di cui 1,10% a carico dell’Azienda ed il restante 0,50 a carico del dipendente, nonchè da quote del TFR maturato nell’anno secondo i seguenti criteri:
– 50% per i lavoratori già assunti;
– 100% per i lavoratori di nuova assunzione, dopo l’entrata in vigore del presente CCNL.
Ancora dubbi sul rinnovo del CCNL Trasporto Merci Cooperative
Nell’incontro del 10/4/2014, tra le associazioni cooperative FEDERLAVORO-CONFCOOPERATIVE, l’AGCISERVIZI, LEGACOOPSERVIZI e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UILT-UIL, sono state discusse le proposte elaborate al fine di rendere il rinnovo del CCNL logistica, trasporto e spedizione, siglato il 1/8/2013, compatibile con la situazione economica in cui versano le imprese cooperative.
In detta sede le associazioni cooperative hanno evidenziato la necessità di dare vita ad una commissione nazionale incaricata di valutare le condizioni per il superamento della situazione di incertezza che caratterizza l’applicazione sul territorio del CCNL 1/8/2013, oltre che gli assetti contrattuali attuali e di prospettiva, in un quadro organizzativo definito.
Intanto le OO.SS hanno dichiarato che le proposte presentate dalle associazioni non sono percorribili ribadendo, invece, che il CCNL 1/8/2013 debba essere applicato integralmente in tutte le sue parti con l’allineamento di tutti gli istituti contrattuali al 100%, e ritenendo importante, in questo quadro, valorizzare la sezione speciale del CCNL riferita alla cooperazione, incentivando la contrattazione territoriale sui temi previsti dalla stessa sezione.
Inoltre, per rilanciare le relazioni sindacali a tutti i livelli, soprattutto a quello territoriale, demandano a tale livello la contrattazione su tematiche legate alla migliore gestione del lavoro, alla flessibilità e produttività aziendale.
Le associazioni cooperative, ritenendo insufficienti le proposte avanzate dalle OO.SS. relativamente alla tenuta economica delle imprese nonché per l’indeterminatezza del percorso proposto, hanno dichiarato la necessità di consultare gli organi statutari, riservandosi di comunicare, in tempi brevi, le proprie soluzioni per rendere applicabile il rinnovo contrattuale.
Minori, ulteriori precisazioni sul nuovo obbligo per i datori di lavoro
14 aprile 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Si forniscono nuovi chiarimenti sull’obbligo di richiesta del certificato penale del casellario giudiziale da parte del datore di lavoro che intende impiegare al lavoro persone che debbano avere contatti diretti e regolari con minori.
L’adempimento in questione – che riguarda esclusivamente i nuovi rapporti di lavoro costituiti a decorrere dal 6 aprile 2014 – non può essere limitato alle sole tipologie di lavoro subordinato ma ricomprende anche quelle forme di attività di natura autonoma che comportino, ovviamente, un contatto continuativo con i minori fra le quali, eventuali ipotesi di collaborazione anche a progetto, associazione in partecipazione ecc. Sono esclusi i rapporti diversi da quelli di lavoro in senso stretto e cioè i rapporti di volontariato; pertanto, per le organizzazioni di volontariato, l’obbligo di richiedere il certificato sussiste nei soli casi in cui le stesse, per lo svolgimento di attività volontarie organizzate, assumono la veste di datori di lavoro.
I datori di lavoro cui si riferisce la normativa sono coloro che impiegano personale per lo svolgimento di attività professionali “che comportino contatti diretti e regolari con minori”, comprese le agenzie di somministrazione qualora dal relativo contratto di fornitura risulti evidente l’impiego del lavoratore nelle attività in questione, con esclusione dei datori di lavoro domestico nel caso di assunzione di baby-sitter o comunque di persone impiegate in attività che comportino “contatti diretti e regolari con minori, in quanto il Legislatore ha inteso tutelare i minori quando gli stessi sono al di fuori dell’ambito familiare, ambito nel quale il genitore “datore di lavoro” può direttamente con maggior efficacia attuare tutte le cautele necessarie nei confronti del bambino/ragazzo.
Il personale interessato è solo quello che ha un contatto non mediato e continuativo con i minori e pertanto l’obbligo non riguarda anche i dirigenti, i responsabili, i preposti c comunque quelle figure che sovrintendono alla attività svolta dall’operatore diretto, che possono avere un contatto solo occasionale con i destinatari della tutela.
In attesa del rilascio del certificato del casellario che va comunque richiesto prima dell’impiego al lavoro utilizzando la modulistica prevista, è comunque possibile impiegare il lavoratore sulla base di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da esibire eventualmente agli organi di vigilanza.
La procedura unica di rilascio del permesso di soggiorno e lavoro
9 aprile 2014 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Dal 6 aprile 2014 gli Stati membri dell’Unione europea sono tenuti ad esaminare, con un’unica procedura, le domande di autorizzazione a cittadini stranieri a soggiornare e lavorare nel territorio e a rilasciare, in caso di esito positivo, un’autorizzazione unica al soggiorno e all’esercizio del lavoro subordinato.
Con il D.Lgs. n. 40/2014 si è data infatti attuazione alla direttiva 2011/98/UE relativa ad una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico di soggiorno e lavoro ai cittadini stranieri, nonché relativa a un insieme comune di diritti per i lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno stato membro.
Tra le modifiche apportate dal citato decreto legislativo più interessanti risultano (Circolare Ministero interno 04 aprile 2104, n. 2460):
– la previsione secondo cui nell’ambito delle attività preordinate alla realizzazione del processo di integrazione e connesse alla sottoscrizione dell’Accordo di integrazione, devono essere fornite le informazioni in merito ai diritti conferiti con il medesimo permesso (diritti in materia di sanità, servizi sociali e lavoro, nonché salute e sicurezza nei luoghi di lavoro);
– l’introduzione dell’obbligo di inserire nei permessi di soggiorno che consentono l’esercizio di attività di lavoro subordinato la dicitura “perm. unico lavoro” (si pensi, ad esempio, al permesso di soggiorno rilasciato per motivi familiari, ma che, tuttavia, consente al titolare del permesso di svolgere attività di lavoro subordinato). Dalla previsione sono esclusi, conformemente alla direttiva europea, i permessi di soggiorno rilasciati ai lavoratori autonomi, ai lavoratori stagionali, ai lavoratori marittimi, ai lavoratori distaccati, ai lavoratori “alla pari”, agli stranieri che soggiornano per motivi di studio o formazione, nonché ai titolari di protezione internazionale o temporanea e ai titolari di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
– il prolungamento da 40 a 60 giorni del termine previsto per il rilascio del nulla osta all’ingresso per lavoro non stagionale da parte dello Sportello unico per l’immigrazione;
– la previsione per cui le istanze di nulla osta al lavoro sono esaminate nei limiti numerici stabiliti con il decreto flussi per lavoro subordinato non stagionale. Le domande eccedenti rispetto ai limiti numerici determinati con le quote, potranno essere trattate nel caso in cui, esaminate le domande precedenti, risultino successivamente quote non utilizzate ovvero diversamente ripartite dal Ministero del lavoro. Il sistema Informatico del Ministero dell’interno sarà adeguato in modo da consentire al datore di lavoro di conoscere in tempo reale la posizione della propria richiesta rispetto alle quote assegnate alla provincia di riferimento, nonché in modo da consentire l’interazione con il Ministero del lavoro stesso.