Source: https://sites.google.com/site/asapipiemonte/asapinforma/2012
Timestamp: 2018-07-17 02:54:16+00:00
Document Index: 154331572

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art-19', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 41', 'art. 34', 'art. 37', 'art. 34', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 9']

2012 - Associazione Scuole Autonome Piemontesi
Verbale della Conferenza per il Diritto allo Studio del 19.12.2012
pubblicato 14 mag 2014, 05:20 da asapi piemontesi [ aggiornato in data 14 mag 2014, 05:22 ]
rot. 082/2012
Mercoledì 19 dicembre 2012,con una convocazione pervenuta 24 ore prima, si è tenuta in via Magenta 12 a Torino la Conferenza regionale del diritto allo studio che ASAPI ha sollecitato più volte, infine anche con la lettera pubblicata sul sito del 3.12.2012.
Assente l’Assessore CIRIO, hanno presieduto la Conferenza la Dottoressa CASAGRANDE e il Dottor GOBELLO.
Molte le assenze dei componenti il Tavolo, a causa della convocazione in tempi troppo ristretti.
All’ordine del giorno: dimensionamento 2013.14 e varie ed eventuali.
Per ASAPI ha partecipato Gabriella MORTAROTTO
- La Dottoressa CASAGRANDE, scusandosi per il preavviso troppo breve, ha detto che l’Assessore avrebbe voluto poter dare informazioni sulle risorse, ma che non è stato possibile perché si è ancora in fase di assestamento del Bilancio regionale e che il ritardo con cui si presenta il piano del dimensionamento è dovuto ai ritardi di alcune Province che solo ieri hanno inviato le loro delibere.
L’urgenza è dovuta al fatto che il Piano deve andare in Commissione domani, cioè il 20 dicembre e che il 28 la Giunta regionale deve deliberare.
Per l’illustrazione del Piano che viene distribuito ai presenti dà la parola al Dottor Gobello.
- Il Dottor Gobello ricorda che il contesto in cui si sono mosse le Province è quello determinato dai criteri della delibera regionale approvata dal Consiglio in estate,dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha ritenuto illegittimo l’art-19 comma 4 della legge 11/2011.
Riguardo ai CPIA non ci sono altre notizie rispetto a questa estate, ma alcune Province hanno voluto inviare richieste in merito: il regolamento è in fase di pubblicazione sulla GU, ma lascia aperte molte situazioni problematiche. Oggi stesso gli Assessori regionali della IX Commissione rileveranno le contraddizioni e le ambiguità in un documento che porteranno alla Conferenza Stato Regioni.
In Regione si sta lavorando sui CPIA chiedendo alle Province i dati disaggregati dei CTP, gli iscritti, i frequentanti, i certificati, gli esami, le serie storiche da A2 in poi, le licenze del primo ciclo.
Si pongono al MIUR tre domande:
· come dovranno essere dimensionati i CPIA, con gli stessi criteri di tutte le autonomie cioè 600-400 (pur sapendo che è complicato contare in modo proprio);
· quante autonomie in ogni Regione? Per ora il contingente è bloccato;
· in che tempi dobbiamo definire tutta l’operazione, che richiederà in ogni caso molti mesi per l’eventuale avvio nel 2013-2014.
Passando all’illustrazione della delibera sul dimensionamento, che domani sarà in Commissione e che quindi potrebbe essere ancora modificata, Gobello riassume:
sono state recepite tutte le indicazioni delle Province, salvo qualche punto (Asti ad es. non ha concordato con Alessandria per aggregazione Rosignano).
- Mortarotto chiede spiegazioni sull’assenza in delibera, appena consegnata, degli indirizzi, anche tenendo conto che è pervenuta la Circolare del MIUR 96 del 17.12 sulle iscrizioni e che le scuole debbono sapere se hanno avuto l’autorizzazione a nuovi indirizzi.
- Gobello risponde dicendo che la delibera sugli indirizzi è a parte perché non ha l’urgenza di andare in Commissione. Riassume comunque i dati:
i criteri per l’assegnazione degli indirizzi non sono cambiati da quelli già stabiliti: non saranno dati nuovi indirizzi senza la rinuncia ad un indirizzo, oppure potrà essere fatta una deroga solo con la dimostrazione della scuola di avere sufficienti iscritti per fare una classe o la necessità di accogliere iscritti che non hanno trovato posto nelle scuole del territorio. Se non sarà verificata tale condizione l’autorizzazione decade.
Le richieste di liceo Sportivo -che possono richiedere solo i licei scientifici- debbono ancora essere perfezionate. Forse sarà possibile solo una per Provincia. Fa l’elenco delle mancate autorizzazioni: Asti al Castigliano non è stato autorizzato l’indirizzo informatica telecomunicazioni; a Cuneo al De Amicis non è stato concesso il Liceo sportivo; a Torino al Primo Levi non è stato concesso Scienze umane; a Verbania al Galetti non è stato concesso Informatica telecomunicazioni.
Si riprende la delibera sul Dimensionamento 2013/14.
Viene illustrato il principio seguito di rinviare o non dare parere favorevole a dimensionamenti che non abbiano raggiunto il pieno accordo di tutti i soggetti coinvolti. Sono quindi non accettate o rinviate al 2014-2015 alcune proposte che mancavano del consenso di alcuni componenti (es. Rivoli, Venaria, Neive,Chiusa Pesio per fare qualche riferimento).
A Torino è tutto confermato anche grazie alla prima attuazione del protocollo del Piano quinquennale di trasformazione delle sezioni di infanzia da comunali a statali).
Viene poi distribuita una tabella che potrebbe illustrare meglio l’impatto del dimensionamento:
in realtà se è di facile comprensione che dalle 608 autonomie del 2012/13 alle 592 autonomie del 2013/14 risultano 16 autonomie in meno, non è facile la lettura degli altri dati senza la consultazione dell’allegato A della Delibera che dà i dettagli. Infine non sono rilevate le autonomie ancora sottodimensionate.
- Terminato l’esame della delibera mentre la dottoressa Casagrande sta per chiudere la riunione Mortarotto chiede che comunicazioni erano previste nel Punto dell’Ordine del Giorno “varie ed eventuali” e alla risposta che non ci sono altre comunicazioni, riassume le richieste presentate da ASAPI per scritto.
Le risorse da destinare al Diritto allo Studio non possono essere ancora definite perché non è terminato l’assestamento del Bilancio, non è stata predisposta la simulazione promessa dall’Assessore Cirio a settembre sulle modalità di assegnazione dei contributi alle famiglie.
Non sono state date notizie sui finanziamenti di fasce deboli né sono state date informazioni sull’incremento di risorse per l’edilizia scolastica e infine non è stata presentata nessuna proposta di regolamento della Conferenza.
- Gobello si scusa perché si sono dimenticati degli impegni assunti sul regolamento.
Su fasce deboli la determina è stata predisposta in base alla graduatoria fatta dalla Direzione regionale delle domande pervenute, ma non essendoci notizie sul finanziamento del MIUR (è noto che il MOF in questo momento è stato in parte impegnato per reperire le risorse degli scatti di anzianità) la Regione non può impegnare la sua quota di risorse per un cofinanziamento che non è coperto.
Sugli iPad stanno predisponendo la delibera.
- La Dottoressa Casagrande poi completa le informazioni sull’edilizia scolastica. Le risorse del 2011 di 12 milioni sono state incrementate con il 2012 ,2013 e anche 2014 costruendo un “parco progetti”, con indicatori e indicazioni, cui i Comuni interessati potranno accedere con domande circostanziate anche se non definitive.
Oggi c’è una graduatoria provvisoria con tutte le richieste del 2011 che individua i primi che potranno essere finanziati proseguendo poi anche con i 15 milioni previsti dal pluriennale fino al 2015.
Stiamo parlando solo dei Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti. La delibera predisposta agevola i Comuni rispetto al bando del 2011 perché il valore del progetto potrebbe anche essere ridotto.
I Comuni che eventualmente rinunciano lasciano il posto ai primi esclusi pur rimanendo in coda alla graduatoria.
Con l’Assessorato all’Ambiente si è predisposto un bando per la rimozione dell’amianto e politiche energetiche (anche per Comuni sopra i 10.000? La Dottoressa Casagrande pare incerta, ma le sembra di sì). L’edilizia scolastica si impegna per il ripristino, dopo i lavori di rimozione amianto o la messa in campo di pannelli, ecc.
- Al termine delle illustrazioni Mortarotto propone che l’Assessorato inizi ad avviare il lavoro del regolamento di funzionamento della Conferenza predisponendo il verbale della riunione, da inviare a tutti i componenti. Viene data conferma.
Per ASAPI
| Allegati: 082 - ASAPI_Conferenza_regionale_19.pdf DGR dimensionamento.zip
Incontro SPRESAL 6.12.2012
pubblicato 14 mag 2014, 05:17 da asapi piemontesi
Accordo Stato Regioni sulla formazione 21.12.2012 e Circolare Regionale Alcol del 22.10.2012
Su questo tema ASAPI ha già proposto delle iniziative e continua a seguire tutte le occasioni di discussione e chiarimento.
Finalmente è pervenuta alle scuole la Circolare 614 dell’Osservatorio che riassume tempistiche e criteri della formazione prevista dall’Accordo.
Con questa non si eliminano tutti gli interrogative che le scuole continuano a porre.
Si invia una Sintesi dell’incontro con l’ispettore dello SPRESAL dott. GIACOMO PORCELLANA, dove ASAPI è stata presente.
Un folto gruppo di Dirigenti, docenti e RSPP ha partecipato giovedì 6 dicembre presso l’Istituto Comprensivo di Beinasco ad un seminario dove è stato invitato il Dott. Porcellana, al quale erano state già precedentemente inviate alcune delle domande ricorrenti sui nodi dell’interpretazione dell’Accordo Stato Regioni del 21.12.2011.
Il Dottor Porcellana ha iniziato ricordando che l’obbligo di formazione sulla sicurezza non nasce certo oggi, ma che è in vigore almeno dal 1996.
Con il DL 81 il legislatore aveva previsto che per mezzo di un accordo Stato Regioni se ne definisse la durata.
Infatti l’Accordo ha definito la durata MINIMA della formazione e l’ha resa vincolante.
Pertanto vengono definiti contenuti e durata che il soggetto formatore, in base agli esiti della valutazione della scuola (collocata nel rischio medio) deve definire nel suo progetto formativo. Si dovranno quindi declinare i rischi secondo il settore e la specificità e anche le peculiarità dei diversi ordinamenti, con probabili differenze tra una scuola primaria e un istituto professionale.
Si deve quindi fare un PROGRAMMA FORMATIVO in base agli esiti della valutazione del rischio e dedicare il tempo necessario per esaminare il complesso dei rischi presenti, ma il minimo sarà sempre 4 ore di formazione generale +8 ore di formazione specifica.
Si ricordi sempre che le esigenze di curare la formazione dei lavoratori non servono per prevenire le sanzioni, ma per prevenire gli infortuni!
Per altro dobbiamo rassegnarci a convivere con l’Accordo che non dovrebbe modificare l’art. 37, ad esempio in merito alla formazione dei lavoratori all’atto dell’assunzione il cui termine viene fissato entro 60 giorni!
Passa poi a illustrare le risposte alle domande che gli erano state inviate preventivamente, anche rispondendo alle sempre più frequenti domande e richieste di chiarimenti, che vengono di seguito elencate secondo l’ordine della discussione.
1. Uno studente che utilizza un notebook o una qualsivoglia attrezzatura elettrica fuori da un laboratorio, ma in ambiente scolastico, è individuato come lavoratore?
Si se si tratta di una attrezzatura che viene impiegata ai fini scolastici, la risposta è SI.
2. Quando deve iniziare la formazione degli studenti in qualità di lavoratori?
Prima o contemporaneamente alla esposizione lavorativa.
3. Dalle elementari, anche in prima se si accede ad aule attrezzate?
4. E per quale periodo vale: per tutta la vita o solo per quel grado di scuola?
Dipende dal tipo di credito formativo (ad es. la formazione generale è un credito permanente).
5. Chi può essere formatore dei ragazzi?
Docenti interni o esterni all'azienda che possono dimostrare di possedere esperienza almeno triennale di insegnamento o professionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
6. Gli allievi che partecipano alle varie sperimentazioni tipo "Classi 2.0" (un notebook o un tablet per ogni allievo), sono lavoratori da sottoporre a sorveglianza sanitaria?
Se si utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali la riposta è SI
7. I lavoratori esterni, psicologi, psicomotricisti, istruttori e esperti vari, educatori, dipendenti di cooperative di pulizia, devono essere formati a carico delle scuole?
Se si tratta di contratti di appalto o d'opera la risposta è NO. Se si tratta di rapporti di lavoro “precari" la risposta è SI.
8. Se il datore di lavoro ritiene la formazione pregressa solo in parte rispondente all'accordo, può integrare con alcune ore o deve provvedere all'intera formazione con 12 ore?
L'accordo non prevede questo tipo di soluzione. Se la formazione pregressa era conforme alle norme previgenti non è necessario fare il 4+8, ma se non si può dimostrare la conformità della formazione previgente si deve fare il 4+8.
9. La formazione dei lavoratori relativa al rischio specifico, 8 ore, è diversa secondo i diversi gradi di scuola (infanzia, primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado)?
La formazione è uguale per tutto il settore istruzione, ma i contenuti e la durata sono subordinati all'esito della valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro ... e vanno pertanto intesi come minimi.
10. Ai supplenti a tempo determinato occorre assicurare i corsi di formazione per la sicurezza durante la vigenza del primo contratto, anche se questo dura pochi giorni?
11. Tutti i docenti sono preposti?
No, solo quelli che sovrintendono alla attività lavorativa dei lavoratori/studenti.
12. Il collaboratore scolastico che sostituisce un docente nella vigilanza di una classe, è preposto?
Fatta salva la responsabilità civile e penale (591 CP) sono preposti solo quelli che sovrintendono alla attività lavorativa dei lavoratori/studenti.
13. Il docente deve essere aggiornato sia in qualità di lavoratore che in qualità di preposto, o basta solo quest'ultimo aggiornamento?
Se è preposto 6+6.
14. Come deve intendersi l'espressione contenuta a14" capoverso del capitolo "Efficacia degli accordi": "Nei riguardi della formazione dei dirigenti e dei preposti... l'applicazione dei contenuti dell'accordo è facoltativa"?
La CSR non era delegata a disciplinare i corsi per dirigenti e preposti (art. 37 comma 7) ma lo ha fatto lo stesso affermando che quella parte "è facoltativa' .
Durante la discussione dei punti, il Dott. Porcellana ha affermato
Gli studenti ,che pure possono essere equiparati a lavoratori, non concorrono a determinare il numero complessivo dei lavoratori della scuola. Sono equiparati ai lavoratori secondo la definizione dell’81 .
Tutte le segnalazioni dei Dirigenti presenti lamentano l’assoluta mancanza di finanziamenti e pertanto l’impossibilità di dar corso a formazioni che richiedono risorse, quindi rivendicando uno “stato di necessità” che impedisce l’adempimento. Attenzione. Lo stato di necessità deve essere valutato da un giudice.
Ampie discussioni sulle attività dei “laboratori” e con le “attrezzature” da parte degli alunni, dalla scuola primaria in poi. L’attività di formazione potrebbe essere svolta prima dell’utilizzo delle attrezzature e prima dell’entrata in laboratori, con le lezioni dei docenti che per ordinamento sono tenuti a svolgere le attività didattiche e non debbono necessariamente essere svolte in un unico blocco di 4 ore, ma programmate e registrate sui registri, ma anche valutate e certificate.
Molteplici richieste sulle caratteristiche dei formatori possibilmente presenti in scuola: poiché la norma dice che debbono essere persone che da tre anni svolgono attività di docenza o professionali sull’ampio tema della salute e sicurezza, sicuramente possono essere gli RSPP, gli ASPP, i docenti che per ordinamento insegnano discipline sui temi della salute e della sicurezza (che opportunamente abbiano anche dei riscontri formali sullo svolgimento effettivo di tali mansioni). Non è possibile che faccia il formatore un RLS.
Chi deve fare una formazione di aggiornamento di 6 ore? Tutti coloro che hanno fatto formazione prima del 2007, ATTENZIONE entro l’11 gennaio 2013.
In questo periodo ci potranno essere sicuramente delle difficoltà, ma con l’andare degli anni tutti i lavoratori dovrebbero essere dotati di formazione di base e completare poi con la formazione sui rischi specifici.
Occorre una valutazione specifica della formazione fatta? Sicuramente sì. E’ infatti necessaria una verifica dell’apprendimento.
Ampia discussione se i PREPOSTI sono solo alcuni docenti oppure tutti, se tutti, come succede ad es. nella primaria, portano gli allievi in laboratori (palestra, informatica ecc). Appare quindi opportuno che tutti i docenti in alcuni ordini di scuola siano preposti.
In merito alla formazione di preposti e dirigenti Porcellana ricorda che se nell’ 81 art. 37 era prevista la formazione di queste figure, non era però previsto nessun accordo Stato Regione che ne normasse durata e contenuti. Ora l’accordo si inventa una nuova formazione, ma non c’è l’obbligo per i dirigenti e i preposti di 35 per corso. Pur essendo opportuno che il numero dei formandi sia adeguato (50-55, sostiene il prof. Guarrasi, RSPP di Beinasco). I formatori dei preposti debbono sempre avere le stesse caratteristiche.
DIRIGENTI. Come è noto dipende dalle diverse realtà e dall’effettivo svolgimento delle attività tipiche del Dirigente, quindi DSGA, vicari, responsabili di plesso potrebbero essere individuati come Dirigenti.
TIROCINANTI, STAGISTI ecc. sono tutte figure che debbono avere la formazione, pertanto è opportuno che venga richiesto di provvedere alle istituzioni che li inviano nelle scuole, ovviamente per evitare un carico di spesa, ma anche, per l’imprevedibile susseguirsi dei periodi di tirocini o stages, un’impossibile gestione organizzativa alle scuole ospitanti.
Viene ribadito che l’OSSERVATORIO Regionale è l’unico organismo paritetico e attualmente non risultano Enti bilaterali per la scuola.
DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE del 22 ottobre 2012 su alcool e sostanze …
Il dottor Porcellana ricorda che le norme sono già in vigore dal 2008, ma che con questa delibera si sono definiti i criteri quantitativi della vigilanza, almeno il 30% ogni 3 anni; sono inseriti “gli insegnanti” (e non tutto il personale della scuola, ad es. non sono inseriti i collaboratori scolastici) nell’elenco dei lavoratori da sottoporre a vigilanza art. 41 dell’81.
La vigilanza può essere fatta dal medico competente.
La sorveglianza sanitaria si riferisce sia all’episodio occasionale ma anche alla dipendenza, quindi si va da una inidoneità temporanea per chi viene trovato ubriaco, alla segnalazione ai SERT per la disintossicazione. Molto importante elaborare in sede di scuola una procedura da concordare con l’RLS al fine di definire i provvedimenti da attuare in caso di episodio di ubriacatura.
Quindi emergono alcune assurdità che potrebbero derivare dalle norme: non si può bere un bicchiere di alcolici prima di fare lezione, ma paradossalmente ci si potrebbe drogare con sostanze stupefacenti.
La conclusione dell’esame della norma porta a chiedere ai medici competenti le proposte sulle attività da avviare per la vigilanza, ma anche ad una richiesta di intervenire sull’ASL e sulla Regione per segnalare l’insostenibilità di tale norma per la scuola, visti i costi.
Sembra opportuno provvedere alle informazioni in merito con apposita circolare da notificare a scuola.
Nel corso della discussione sono emerse proposte di scrivere al MIUR, all’OSSERVATORIO, alla Direzione regionale per chiedere al MIUR anzitutto di emanare il regolamento di attuazione dell’81 alla scuola, che potrebbe risolvere (forse!) alcuni punti assai controversi nella scuola e poi per chiedere i finanziamenti necessari per poter rispettare gli obblighi di legge.
ASAPI ha già scritto anche nei mesi scorsi e ha segnalato sia all’Osservatorio e sia alla Direzione regionale le preoccupazioni delle scuole in merito alla mancanza di risorse per la sicurezza. Ora si aggiungono anche le preoccupazioni relative agli adempimenti della sorveglianza sanitaria contro l’alcol. Si solleciterà anche un incontro con la Regione.
E’ bene ricordare che tutte le iniziative collettive organizzate da diversi soggetti debbono/possono servire per attirare l’attenzione sull’incongruenza delle norme o sull’inapplicabilità in mancanza di risorse: la responsabilità però del datore di lavoro-Dirigente scolastico resta individuale, quindi è necessario attivarsi e dimostrare di aver attivato la formazione e l’informazione necessarie.
| Allegati: 080 - ASAPI_ Spresal.pdf
Richiesta convocazione Conferenza regionale Diritto allo Studio
pubblicato 14 mag 2014, 05:15 da asapi piemontesi
Prot. 079/2012
All’Assessore all’Istruzione, Sport e Turismo
OGGETTO: richiesta convocazione Conferenza Diritto allo Studio
Nell’ultima riunione di Conferenza in data 17 settembre 2012 Ella, illustrando le sue preoccupazioni in merito alla fase dell’assestamento di bilancio regionale che avrebbe potuto ridurre di 7 milioni le risorse disponibili per l’Assessorato - da 55 milioni previsti a 48 - invitava tutte le Istituzioni presenti e l’intera Conferenza a fare una richiesta alla Giunta di mantenimento delle risorse necessarie.
Dichiarava altresì, in risposta alle preoccupazioni espresse da diversi interventi per la riduzione delle provvidenze per il Diritto allo Studio, di voler predisporre una simulazione dei casi finanziati da portare alla Conferenza entro un mese per poter ragionare insieme sulle proiezioni dei finanziamenti delle legge 28. Si impegnava anche a dare informazioni sull’esito dell’assestamento di bilancio.
In coda alla riunione sull’edilizia scolastica si auspicavano nuovi finanziamenti anche dall’Ambiente, per dare risposte alle domande presentate dai piccoli Comuni.
Abbiamo letto sui quotidiani molte informazioni sulle drammatiche riduzioni del bilancio regionale, o anche informazioni in merito all’incremento di risorse per l’edilizia scolastica, solo riferita ai Comuni sotto i 10.000 abitanti, ma nessuna notizia in merito ai finanziamenti per le Province o per i Comuni sopra i 10.000 abitanti, o ai contributi alle famiglie per il Diritto allo Studio.
Inoltre non sono pervenute notizie sul bando regionale di ampliamento dell’Offerta formativa e le scuole chiedono di sapere se potranno contare sui finanziamenti dei progetti presentati.
Ci sono anche molti interrogativi sul progetto di acquisti e dotazioni di tablet alle scuole. Si deve tener conto delle situazioni dei collegamenti informatici delle diverse realtà territoriali e delle diverse autonomie.
Ella aveva anche ipotizzato di presentare una bozza di regolamento del funzionamento della Conferenza, che per ora non ci risulta che sia pervenuta.
Infine sta per scadere il tempo per l’approvazione del secondo step del Piano del Dimensionamento, scadenza molto importante per la scuola piemontese. L’emanazione del regolamento sui CPIA richiede che vengano esaminate le conseguenze dell’istituzione dei CPIA nella Regione.
Ma è anche in discussione l’accordo in Conferenza Stato Regioni sulla definizioni di nuovi criteri dei dimensionamenti anche al fine di determinare i posti da assegnare di Dirigenti scolastici e DSGA.
Pertanto in presenza di tante importanti scadenze, Le chiediamo di convocare la riunione della Conferenza regionale, secondo quanto Ella stessa aveva anticipato.
pubblicato 14 mag 2014, 05:13 da asapi piemontesi
OGGETTO. Informazioni e proposte in merito ai corsi di formazione sulla sicurezza previsti dall’ACCORDO della CONFERENZA UNIFICATA 221 del 21.12.2011.GU 8 dell’11.1.2012
Come certo sanno tutti i Dirigenti Scolastici gli obblighi di adeguamento e linee applicative degli accordi ex art. 34 comma 2 e art. 37 comma 2 del DL 81/2008 sono stati ribaditi dall’Accordo in oggetto in termini perentori. I CORSI OBBLIGATORI per i lavoratori debbono essere svolti entro la fine dell’anno.
I Dirigenti Scolastici sanno anche che con la Circ. Reg. 344 del 28 giugno 2012 è stato inviato a tutte le scuole il Documento di indirizzo per la sicurezza negli istituti scolastici del Piemonte, un documento che riordina in un unico testo norme e procedure sulla sicurezza, volte alla tutela e alla salute di quanti operano e frequentano la scuola.
A tale documento si farà riferimento in questa nota che mira a dare informazioni e proposte sul tema dell’attuazione dei corsi sulla sicurezza.
Il documento non ha risolto tutti i nodi problematici che assillano i Dirigenti Scolastici in quanto DATORI DI LAVORO (pag 9).
Anche gli esperti del settore, a partire dagli stessi ispettori SPRESAL, concordano sulla definizione di “datore di lavoro” anomalo a proposito del Dirigente Scolastico, in quanto, non proprietario dell’edificio, come è noto non dispone delle risorse.
Ciò non toglie però che si abbiano tutti gli obblighi legati alla qualifica di datori di lavoro1.
La segnalazione più comune pervenuta ad ASAPI dai Dirigenti è legata alla mancanza totale o parziale di fondi ( solo in certe scuole si possono ancora reperire residui di finanziamenti sulla formazione e sicurezza).
Non sembra risolvere il problema l’invito più volte ripetuto ad es. dall’Osservatorio regionale di “mettersi in rete”
A parte che le condizioni di formazione prevedono “classi” di non più di 35 lavoratori, se le scuole non hanno fondi non sarà mettendosi in rete che acquisteranno risorse, a meno che non si possano sfruttare al meglio delle risorse di formatori presenti.
Ma anche sui formatori/tutor adeguati bisogna fare attenzione alle caratteristiche previste dall’Accordo e sappiamo che sta per uscire anche l’Accordo Stato Regioni sui formatori.
ASAPI fa la seguente proposta:
Anzitutto in merito alla formazione dei DIRIGENTI e PREPOSTI (pag. 11 e seguenti delle Linee Guida) oltre a chiarire all’interno di ogni singola scuola quante e quali siano le figure dei Dirigenti e Preposti, si sentiranno le proposte di formazione dell’OSSERVATORIO REGIONALE se intenderà occuparsi della loro formazione e di quella di RLS e RSPP (se interni). Per questi lavoratori c’e più tempo per organizzare i corsi.
Invece, in merito alla formazione di tutti i lavoratori occorre che il DS abbia una situazione chiara ed aggiornata di quante e quali formazioni ogni lavoratore ha potuto usufruire fino ad oggi (attenzione questa documentazione dovrebbe/potrebbe essere già contenuta nel DVR, o almeno disponibile).
Fatte le opportune differenze tra quelli già formati con formazione adeguata, secondo le indicazioni contenute nell’Accordo prima del 21.12.2011, ai sensi del DM 97 e anche degli art. 34 e 37 dell’81, e quelli da formare totalmente (4+8 ore), il Dirigente deve convocare un’apposita riunione degli addetti alla sicurezza della scuola (RSPP, RLS, ASPP) e deve verbalizzare una pianificazione dell’attività di formazione da fare tassativamente entro la scadenza imposta (12 mesi dalla pubblicazione dell’ACCORDO).
Attenzione: almeno le prime 4 ore di formazione generale dovranno essere fatte entro la fine di dicembre, le ulteriori 8 ore di formazione si potranno prevedere entro i mesi successivi.
Il Dirigente Scolastico invia la proposta di pianificazione all’OSSERVATORIO REGIONALE, in quanto organismo paritetico pag. 10-11, con comunicazione scritta e in copia anche alla DIREZIONE REGIONALE e al MIUR, con l’ipotesi di costo complessivo con la richiesta dei finanziamenti necessari, parziali o totali, a seconda delle disponibilità esistenti nel programma annuale.
Il suggerimento proposto da ASAPI fa riferimento ad uno dei punti più importanti delle LINEE GUIDA,cui si rinvia a pag. 10.
“..il Dirigente scolastico, a causa della limitatezza delle risorse finanziarie a sua disposizione, può trovarsi in difficoltà nell’adempiere a tutti gli obblighi in materia di igiene e sicurezza del lavoro…e il comportamento esigibile riguarderà:
LA NECESSITA’DI SEGNALARE L’INSUFFICIENZA DELLE RISORSE ALLE AMMINISTRAZIONI CHE SONO CHIAMATE AL FINANZIAMENTO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E LA CONSEGUENTE RICHIESTA DI FORNIRE FINANZIAMENTI STRAORDINARI
L’INTERVENTO DIRETTO CON LE RISORSE DISPONIBILI PER RIDURRE LE SITUAZIONI DI PERICOLO EMERGENTI DA TALE CARENZE…...”
Torino, 13 novembre 2012I
1 le più significative sentenze ribadiscono che :
“il datore di lavoro ha il preciso dovere non di limitarsi ad assolvere formalmente il compito di informare i lavoratori sulle norme antinfortunistiche previste, ma di attivarsi e controllare fino alla pedanteria che tali norme siano assimilate dai lavoratori nella ordinaria prassi di lavoro CASS. PEN. SEZ.IV 6.2.2004.
La formazione ed informazione dei lavoratori vanno specificatamente impartire e devono essere documentate. Le informazioni generiche che i lavoratori assumono sul campo..non si possono ritenere sufficienti—“CASS.PEN. SEZ.IV 22.4.2011.
“una insufficiente formazione dei lavoratori corrisponde ai fini sanzionatori ad una mancata formazione dei lavoratori” CASS.PE,SEZ.III 4.10.2007
Attenzione quindi agli obblighi dell’ACCORDO , il cui testo che trovate su diversi siti (ad es. Notizie della scuola)
Bozza di comunicazione
Al Direttore Regionale Generale USR Piemonte
All’Osservatorio regionale …
Al MIUR Ufficio……………
Oggetto:comunicazioni in merito al piano di formazione dei lavoratori in base all’ACCORDO CONFERENZA UNIFICATA 211 del 21.12.2011
Si comunica che in base al verbale della riunione degli addetti alla sicurezza della scuola del…………. si è pianificato il seguente calendario delle attività di formazione per un numero di …………………..docenti e personale non docente.
Entro la fine di dicembre 2012 si effettueranno 4 ore di formazione per tutto il personale secondo le modalità previste dall’Accordo.
Nei mesi seguenti ,entro il giugno 2013, si dovranno organizzare anche le ulteriori 8 ore.
Costi presunti: euro…………
Poiché la nostra scuola dispone solamente di euro……………… si richiede di avere il finanziamento per poter adempiere alla norma.
In attesa di riscontro ………………….
Verbale dell’incontro con l’Assessore Pellerino del 19 novembre 2012
pubblicato 14 mag 2014, 05:11 da asapi piemontesi
Prot. 077/2012
Si è tenuto in Assessorato nella sede di via Bazzi a Torino l’incontro richiesto da ASAPI, ANDIS ANP all’Assessore all’Istruzione di Torino.
Presente per ASAPI: la Vicepresidente Nunzia DEL VENTO
Gli argomenti proposti erano:
IL TAGLIO DEI CONTRIBUTI PER I MATERIALI DI PULIZIA;
LE COMUNICAZIONI RELATIVE ALLE MANUTENZIONI;
LA GESTIONE DELLE PALESTRE.
Presenti con l’Assessore PELLERINO, la Dottoressa RINALDI, l’Ing. BRERO, l’Arch.QUINTO e il Dottor NOTA.
I Dirigenti BABBONI e PUTTILLI hanno lamentato il taglio del 60% circa dei fondi che il Comune di Torino dava alle scuole per il materiale di pulizia e ne hanno chiesto il ripristino, specificando che, in caso non si possa incrementare l’assegnazione, sarà necessario comunicare alle famiglie che le scuole potrebbero non essere pulite per responsabilità dell’Amministrazione Comunale
IL TAGLIO DEI CONTRIBUTI PER I MATERIALI DI PULIZIA
L’Ass. PELLERINO prima e la Dott.ssa RINALDI poi hanno ampiamente illustrato le conseguenze dell’ultimo taglio di luglio della Spending Review che costringono l’amministrazione comunale ad un assestamento di bilancio in cui mancano ancora 4 milioni di euro.
E’ stato necessario per l’Assessorato Istruzione -che ha un forte peso nelle spese- cercare di tagliare almeno le spese non obbligatorie. Viene precisato infatti che la fornitura del materiale di pulizia alle scuole non rientra nelle spese obbligatorie per il Comune. E’ vero che il Comune aveva previsto di fornire i finanziamenti alle scuole con delibera di Giunta fin dal 2007.
La Dottoressa RINALDI spera tuttavia che, con il bilancio di gennaio, si possano prevedere le cifre complessive che potranno essere ancora assegnate alle scuole in modo che si possano programmare meglio gli interventi. Inoltre comunica che dovrebbero ancora arrivare alle scuole alcune risorse già comunicate alla ragioneria, ma ancora bloccate, come sono bloccati tutti gli impegni spesa
(comprese le spese per i nidi, ecc.).
L’Ass. PELLERINO riconosce che la situazione di difficoltà è chiarissima e che non ne manca la consapevolezza all’Amministrazione, ringraziando comunque le associazioni e i sindacati che vogliono confrontarsi e che sollecitano l’attenzione su problemi reali della scuola.
Purtroppo però non ci sono altre fonti di risorse, né si può tornare indietro.
Anche perché il Comune deve già anticipare i fondi per il Diritto allo Studio, (libri) a causa del ritardo dei finanziamenti da parte della Regione.
Insistono sulla difficoltà dei Dirigenti il rappresentante dell’ANP PERRINI e la Dirigente DEL VENTO per ASAPI facendo anche riferimento all’ esigenza straordinaria di vigilanza igienico sanitaria che può capitare nelle scuole in caso di presenza di patologie infettive,che richiedono spese aggiuntive per disinfezioni e igiene ambientale.
Anche PUTTILLI riferisce delle esigenze ulteriori, ad es. per la derattizzazione, che si aggiungono alle spese ordinarie. Le spese per il funzionamento assegnate alle scuole non sono assolutamente sufficienti per tutte le necessità, soprattutto della sicurezza, e si è già costretti a chiedere alle famiglie i contributi per l’ampliamento dell’Offerta formativa. Ritiene che si dovrà chiedere alle famiglie di contribuire per le spese di pulizie.
COMUNICAZIONI RELATIVE ALLE MANUTENZIONI
BABBONI per ANP ritiene non adeguate le risposte che gli uffici competenti danno in merito all’impossibilità di provvedere a manutenzioni richieste dalle scuole perché si limitano a dichiarare che, in mancanza di risorse, le manutenzioni vengono rinviate e assegnano ai Dirigenti le responsabilità di assumere le opportune misure gestionali di sicurezza.
L’arch. Quinto, anche su sollecitazione dell’Assessore, fa appello al senso di responsabilità dei dirigenti e ribadisce che dirigenti scolastici e uffici comunali debbono essere solidali nelle situazioni in cui la mancanza di risorse impedisce un intervento urgente in caso di rischi non gravi, assumendo i DS e i loro RSPP tutte le misure gestionali più opportune per eliminare i possibili rischi.
Si fanno gli esempi dei canestri mobili della pallacanestro che l’ASL non ritiene sicuri e che dovranno pertanto essere eventualmente protetti con gommapiuma o circondati da nastri ecc. Oppure se un bagno ha infiltrazioni di acqua può essere chiuso avvertendo tutto il personale e provvedendo a fare le opportune segnalazioni.
L’Ass. PELLERINO, con l’accordo di ASAPI, propone di fare un comunicato congiunto scrivendo al MIUR, agli Uffici regionali e alla DRP con cui si ribadisce ancora una volta che gli EELL hanno dovuto surrogare con le loro risorse alle mancanze di finanziamenti dello Stato sia che si tratti della mensa per il personale docente o per i materiali di pulizia, per i quali si dovrebbero impegnare le spese di funzionamento, e per diversi altri compiti.
Il MIUR deve garantire alle scuole le risorse necessarie.
GESTIONE DELLE PALESTRE
Poiché si è fatto tardi si accenna soltanto al problema di rendere più omogeneo il sistema di gestione delle palestre o di altri locali delle scuole da parte delle Circoscrizioni e/o del Comune rinviando al 10 dicembre alle ore 12.00 un nuovo appuntamento specifico.
L’Assessore ringrazia ancora una volta Associazioni e Sindacato per l’attenzione con cui seguono ed evidenziano i problemi della Scuola torinese.
| Allegati: 077 - ASAPI_Incontro_ Ass_ Pellerino.pdf
Verbale incontro sulla manutenzioni delle scuole del 12 novembre 2012
pubblicato 14 mag 2014, 05:08 da asapi piemontesi
Si è tenuto in data 12.11.2012 presso l’AVOGADRO l’incontro organizzato da ASAPI,cui ha aderito ANDIS, tra le scuole superiori e gli Assessori all’Istruzione e/o all’edilizia scolastica delle Province piemontesi sul tema attuale e complesso delle manutenzioni nelle scuole e del funzionamento , riscaldamento compreso.
Numerosi i partecipanti, anche se non tutte le Province sono state presenti, e le notizie sull’incontro hanno avuto immediato riscontro sulle pagine di “Repubblica” e della “La Stampa”, a cura di Stefano Parola e di Maria Teresa Martinengo che sono stati presenti all’incontro.
Il Presidente DE LUCA ha aperto l’incontro con la seguente relazione:
“ASAPI è sempre stata in grado di cogliere anche in anticipo tutti i segnali di disagio e di problemi delle scuole ancora prima che se ne rendano conto le altre istituzioni ,perché alcune scuole fanno immediatamente le loro segnalazioni e diventa presto evidente che sta per scoppiare il problema.
Certo è che quando abbiamo convocato questo incontro sulle manutenzioni non avremmo ancora potuto sapere che sarebbe diventato così visibile e così pubblico il problema delle risorse delle province, tanto da avere le prime pagine dei giornali e dei TG
Da queste pagine, con una certa enfasi, sembra quasi di apprendere l’esistenza di una offensiva assessorile che assume i contorni di una Strafexpedition: chi sopravviverà all’inverno reso ancora più rigido dalla sospensione del riscaldamento potrebbe andare incontro all’abbattimento, in senso edilizio, perché non più convenientemente riattabile.
Sentiremo dai diversi interlocutori quali sono le diverse realtà provinciali, sicuramente non molto differenziate pensiamo, ma certo affrontate probabilmente in modi diversi e, ci auguriamo, meno traumatici di ciò che è stato fatto a Torino. Questo perché “non ci sono più soldi”, allocuzione paragonabile a “ce lo chiede l’Europa!”, cioè che non ammette repliche né spazio di discussione.
Allora le scuole si chiudono per risparmiare denaro;
si chiudono per alleggerire il traffico cittadino e quindi l’inquinamento da autoveicoli;
si chiudono per favorire la partecipazione ad avvenimenti sportivi e turistici…
insomma abbiamo certezza di quale sia il ruolo della scuola nello sviluppo della società: lo ostacola!
La nostra impressione infatti è stata che se il Presidente UPI Saitta ha voluto provocare una reazione nell’opinione pubblica; ebbene ci è riuscito, ma utilizzando le scuole come un’arma di minaccia nei confronti del governo e ottenendo perciò una reazione negativa nella maggior parte non solo delle istituzioni, ma anche dell’opinione pubblica.
Il problema che si vuole affrontare stamattina con il nostro incontro ha tre aspetti:
l’immediata situazione delle manutenzioni ‘significative’ che vengono a mancare, almeno fino alla fine di dicembre, e che potrebbero costringere i Dirigenti scolastici a dover interrompere dei servizi o a non utilizzare parti degli edifici. Unito a ciò la questione dei mancati pagamenti alle ditte appaltatrici dei lavori di manutenzione, che di conseguenza interrompono i lavori o non consegnano quelli terminati.
Le manutenzioni nel futuro, quando si unificheranno le province o entrerà in funzione la città metropolitana: la scuola richiede assicurazioni sulla transizione e la stabilità e certezza dei passaggi di competenze.
Le preoccupazioni dell’ambiguo articolo inserito nella Spending Review subito segnalato dal Dottor Guariniello che attribuirebbe alle ‘amministrazioni utilizzatrici’ le manutenzioni e i provvedimenti relativi alla sicurezza. Occorre un urgente chiarimento su chi siano le dette amministrazioni, che in alcun modo debbono potersi identificare col DS quale rappresentante della scuola.
Viviamo qui in Piemonte e segnatamente nella provincia di Torino in una realtà particolarmente e con ragione visto l’accaduto, attenta al problema della sicurezza nelle scuole.
Moltissimi Dirigenti Scolastici e certamente moltissimi dirigenti degli uffici tecnici svolgono il loro lavoro perennemente preoccupati dalle possibili visite degli Spresal e altrettanto di non riuscire a risolvere tutti i problemi legati alla sicurezza: si pensi anche solo all’ultimo accordo Stato-Regioni sugli obblighi di formazione dei lavoratori a cui le scuole non sanno come provvedere.
Non è possibile mantenere una situazione in cui l’unica via di uscita per un dirigente scolastico in assenza di interventi sia quella di scrivere raccomandate su raccomandate per dimostrare di essersi attivato, ributtando la responsabilità sull’Ente Locale, o dover chiudere aule, palestre, servizi perché non si trova nessuna soluzione per risolvere rotture, guasti o cattivi funzionamenti anche di non grande entità.
Cerchiamo insieme di trovare delle proposte di soluzione.
Vi proponiamo che il nostro incontro si svolga in questo modo:
Diamo la parola alle diverse realtà provinciali presenti che si esprimano sui seguenti punti:
Situazione delle manutenzioni per i prossimi mesi e per l’anno 2013
proposte di soluzioni in caso di assenza di finanziamenti
Si darà poi la parola ai Dirigenti scolastici /rspp delle scuole, pregando tutti di fare segnalazioni che possano essere di utilità collettiva al dibattito, più che alla polemica locale.
Ci sarà sicuramente, al termine della riunione, uno spazio per gli incontri tra le realtà locali sulle situazioni locali e specifiche.
Auspichiamo vivamente che al termine di questo nostro incontro si approvi un documento congiunto da inviare sia in Regione, sia al Ministero, sia alle ASL con le segnalazioni dei problemi e delle proposte di possibile soluzione.
Infine sulla questione del riscaldamento voglio essere fermo:
l’ASAPI rifiuta definizioni falsificatorie come “ prolungamento ( o anticipo ) delle vacanze natalizie”: si tratta di sospensione delle lezioni per gli studenti, ma periodo di servizio per il personale ATA, Dirigente e formalmente, anche se non sostanzialmente, docente.
La sospensione per le festività è definita a livello nazionale e poi regionale, comunicata alle scuole ed oggetto di delibera degli organi di autogoverno che su questa base definiscono anche non secondarie questioni pedagogiche, quali la suddivisione dell’anno in periodi didattici, con tutto ciò che ne consegue.
Qualora si arrivasse a definire un aumento dei giorni di sospensione delle lezioni, per noi si tratterà di una variazione eccezionale del calendario, che deve quindi essere oggetto di provvedimento unilaterale autoritativo e dovrà quindi:
- essere motivato;
- prevedere i giorni di recupero delle lezioni non prestate, perché non sia inficiata la validità dell’anno scolastico;
- comunicata alle famiglie e agli studenti”
L’ASSESSORE della Provincia di TORINO, Umberto D’OTTAVIO ha aperto il confronto dando atto dell’importanza del parere e dell’attività delle Associazioni e quindi dichiarandosi preoccupato nel caso che non ci sia un’adeguata condivisione dei problemi e della situazione tra la provincia e le scuole.
Ricorda che già a settembre anche tramite i giornali aveva denunciato la situazione dei tagli subiti dalla Provincia di Torino ( ma in generale da tutte le province) e che, pur avendo deliberato un aumento delle tariffe delle RCA, del PRA e delle tasse automobilistiche per un entrata di 20 milioni di euro da ripartire per edilizia scolastica e strade, non si sarebbe più garantito lo sfalcio dell’erba nei cortili. In seguito l’ultima riduzione di 26 milioni di euro, a settembre, costringerà la Provincia a cercare ancora per la fine dell’anno, le risorse necessarie per far fronte agli obblighi e alle competenze in merito a manutenzioni e/o riscaldamento mentre si susseguono purtroppo incidenti e problemi in alcuni istituti superiori, che provocano preoccupazioni, cortei, proteste ed assemblee di studenti e personale.
D’OTTAVIO esprime il suo pieno appoggio all’iniziativa del presidente SAITTA che, diventato oltre che presidente della Provincia di Torino, anche presidente dell’UPI (Unione province Italiane), come è noto ha ottenuto la visibilità su tutti i mass media con la provocazione lanciata al Governo di chiudere le scuole. “allungando” le vacanze invernali .
Lamenta che dal Governo comunque non siano pervenute risposte e auspica che ci possano essere dei ripensamenti in merito.
Fa riferimento alla ricerca presentata da pochi giorni da parte di LEGAMBIENTE sulla situazione della sicurezza delle scuole che di certo ,pur con i problemi che si conoscono, in Piemonte è sicuramente più positiva che in altre regioni, segnalando anche le posizioni emerse nel convegno dall’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori) favorevoli a utilizzi anche commerciali di alcuni locali delle scuole per ricavarne risorse da destinare a manutenzioni e sicurezza.
Allude al timore che si sia innestato una sorta di circolo vizioso: le notizie degli incidenti, anche quando fortunatamente irrilevanti spingono gli Spresal a nuovi controlli, a provvedimenti, a prescrizioni, a sanzioni e anche a chiusure a tempo indefinito di parti di edifici.
Ripercorre le competenze delle Province, dapprima dagli anni 30, solo per i tecnici, poi dal 1996 anche i licei, con sempre nuovi adempimenti (antisismici, amianto, impianti elettrici ecc). Per la legge 23 lo Stato avrebbe dovuto aiutare gli Enti Locali,ma tutte le finanziarie dal 2009 hanno anzitutto interrotto di procrastinare i tempi degli adempimenti, ma contestualmente hanno dato inizio ai tagli.
I controlli sono frequenti ed è un bene che sia così: ma l’anagrafe degli edifici ,concordata tra stato e regioni ,che in Regione Piemonte è stata fatta, contiene schede per ogni edificio che riportano tutte le operazioni necessarie che finiscono per ritorcersi contro gli enti proprietari e inadempienti con ulteriori sanzioni. Così come fruttano sanzioni gli eventuali decreti ingiuntivi di pagamento delle ditte che ,fatti i lavori, non ricevono i pagamenti dovuti.
D’Ottavio ribadisce la richiesta più volte avanzata ai Governi di poter consentire agli Enti Locali di poter venire meno al Patto di stabilità e almeno poter spendere i soldi disponibili per queste opere.
Chiude il suo intervento con la proposta di un’alleanza per una richiesta di piano nazionale per le scuole e un rispetto istituzionale reciproco,partendo da alcuni principi condivisi .
Nel momento in cui non funzioneranno più le Giunte provinciali potranno sicuramente operare i tecnici,ma sempre solo se ci saranno i soldi!
Dopo una breve replica del presidente DE LUCA che ribadisce la condivisione dei principi, ma che ritiene necessario l’impegno immediato ed esprime tutte le perplessità rispetto all’ingresso dei privati nelle scuole come soluzione dei problemi, ha la parola l’Assessore ai LLPP di Alessandria GRAZIANO MORO .
Il suo intervento lascia interdetti tutti i Dirigenti presenti perché l’Assessore dichiara di essere venuto per sentire come le scuole applicheranno le novità dell’art. 3 della Spending Review, pensando che ASAPI abbia già elaborato apposite strategie anche con la collaborazione dell’Agenzia del Territorio. Si sofferma sulla definizione di “piccola manutenzione”, ma anche sui tagli che hanno colpito le entrate degli EELL come l’addizionale dell’energia elettrica che è stata tolta e riassegnata allo Stato, rammaricandosi però che le ultime modifiche di legge confermano che sia la competenza per l’edilizia scolastica e sia la programmazione territoriale restino in capo alle Province.
Viene chiarito da parte di MORTAROTTO per conto di ASAPI che la norma dell’art. 3 del DL 95 risulta ancora assolutamente sconosciuta alle scuole e non solo alle scuole che non hanno nemmeno idea di come ci si possa rivolgere all’Agenzia citata dalla legge; che occorre urgentemente un chiarimento e un’interpretazione in merito anche accogliendo le preoccupazioni che risultano essere già state espresse dal procuratore Guariniello.
Risulta del tutto evidente infatti che si tratterebbe di una norma inattuabile per le scuole che non hanno disponibilità finanziarie e strutture per adempiervi.
Potrebbe essere una norma che si riferisce ad altre strutture statali e non alle scuole ( ci auguriamo).
I funzionari della Provincia di ASTI (la Giunta provinciale si è dimessa e ora c’è un Commissario) confermano di avere le risorse per le loro 14 scuole per il riscaldamento fino alla fine di dicembre, ma non oltre, e illustrano i provvedimenti della loro amministrazione.
APPIANO rappresentante dell’ANCI, ripercorre i problemi dei Comuni dovuti al Patto di Stabilità (possono essere disponibili i finanziamenti, ma non è permesso di utilizzarli)e anche alle complesse e incomprensibili promesse in merito ai fondi cospicui per l’edilizia scolastica fatte anche dal precedente governo e ora fatte dal Ministro Profumo che annuncia lo sblocco di 180 milioni di euro(di 4 anni fa, mai assegnati.)
In questa situazione le promesse del Ministro Profumo di cablaggio di tutte le scuole, senza la priorità della sicurezza, vengono accolte con scarso consenso.
Seguono poi gli interventi dei Dirigenti scolastici presenti tra cui ALLEGRAMENTE, MATTIUZZO, ANSELMO, BABBONI.
Alcuni riferiti non solo ai problemi delle Province ma anche al Comune di Torino (ad es. il Dirigente della Mazzini PUTTILLI che denuncia il taglio del materiale di pulizia operato dal Comune di Torino.).
Dopo una replica dell’Assessore D’OTTAVIO che sollecita una presa di posizione di condivisione su alcuni punti viene letto un ordine del giorno che, approvato dai presenti, verrà inviato ai quotidiani, agli Enti locali e alle loro associazioni, alla Regione, al Ministro, alle forze politiche
Per ASAPI Il Presidente ASAPI
Gabriella Mortarotto Tommaso De Luca
| Allegati: 076-ASAPI_verbale_manutenzioni_12_11.pdf
Learning object/Artissima 2012
pubblicato 14 mag 2014, 05:05 da asapi piemontesi
Segnaliamo il progetto del Primo Liceo Artistico realizzato con la Pinacoteca Agnelli ed ENI scuola che verrà presentato
sabato 10 novembre ad Artissima 2012
| Allegati: Invito Artissima.JPG
INCONTRO MANUTENZIONI 12.11.2012
pubblicato 14 mag 2014, 05:03 da asapi piemontesi
A seguito delle numerose segnalazioni pervenute dalle scuole superiori ASAPI, in accordo con ANDIS, organizza un
incontro con gli Assessori Provinciali sulla questione delle manutenzioni
Lunedì 12 novembre 2012 ore 10.30
presso l'ITIS AVOGADRO di TORINO in Corso san Maurizio, 8
Per partecipare compilare e inviare all'indirizzo e mail asapiemontesi@yahoo.it
| Allegati: 073 - ASAPI_invito_assessori_incontro_manutenzioni_.pdf ASAPI - Incontro_manutenzioni_12_11.pdf Modulo di partecipazione 12_11_2012-manutenzioni.doc
VERBALE DEL SEMINARIO DEL 15 OTTOBRE 2012
pubblicato 14 mag 2014, 04:58 da asapi piemontesi
Prot. 072/2012
Nella sala dell’Unione Industriale di via Fanti 17 a Torino la Direzione Regionale e l’INAIL hanno organizzato un seminario su “SCUOLE ,GIOVANI E SICUREZZA. INDIRIZZI NORMATIVI E PRATICHE DI ECCELLENZA”
Dopo il saluto del Presidente dei giovani industriali Dott. CANAVESIO la giornalista coordinatrice dell’incontro Dottoressa MARTINENGO ha annunciato la relazione del Direttore dell’INAIL Piemonte Dott. TRAFFICANTE.
Il protocollo di accordo tra INAIL e MIUR è ormai in funzione da oltre 10 anni ed ha, tra l’altro, lo scopo di incentivare l’impegno verso il mondo dell’Istruzione per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Dal 2007 al 2010 l’INAIL ha impegnato 167.850.000 euro di cui 7.500.000 euro in Piemonte per 36 istituti.
Davanti alla constatazione dell’aumento degli infortuni passati negli anni 2006-2010 da 8504 a 9797 (di cui 5.019 -6213 definiti positivamente) e davanti al fatto che ad Asti invece si è registrata una sensibile diminuzione grazie agli interventi di formazione sui rischi eliminabili sul piano organizzativo, si è nuovamente affidato all’INAIL il compito di formazione-informazione con il rinnovo della nuova convenzione del 26 luglio per la prosecuzione delle reti di scuola per la sicurezza. Sono stanziati per 3 anni 300.000 euro.
Altre attività dell’INAIL: borse di studio per l’Università; dottorati di ricerca sull’intelligenza artificiale per la valutazione dei rischi; SICUROPOLI, mostra interattiva per elementari; PATATRAC simulazioni ambientali per le scuole di infanzia; collaborazioni con il Museo dell’Ambiente di Torino; progetto di coinvolgimento degli istituti scolastici con 240.000 euro.
A tre anni dall’applicazione si registrano risultati positivi con i questionari di riscontro e con la valutazione del MIUR.
Ha preso poi la parola, portando il saluto del Dottor de Sanctis, il Dirigente tecnico Ing. LUPO che ha ricordato la sinergia in atto da oltre 10 anni del protocollo di intesa tra INAIL e Direzione Regionale, ma anche Regione Piemonte, che ha portato a:
corsi di formazione e aggiornamento per ASPP/RLS;
costituzione di reti di scuola .CR 40 del 18.12.2009 Con preparazioni per i DOORS;
realizzazione di attività didattiche sulla sicurezza;
emanazione delle Linee Guida.
Complessivamente sono stati stanziati 800.000 euro dalla Direzione Regionale e 250.000 euro dall’INAIL per la formazione di RSPP e ASPP. In riferimento all’art. 9 /81 .Da 25 reti con 193 scuole in base alla CR. Del 26.3.2010 si è passati, con l’ultima CR 54 del 31.01.2012, a 41 reti con 300 scuole, grazie ai 300.000 euro stanziati da INAIL. Ora la Direzione regionale deve censire gli ASPP e RLS da formare.
Il terzo intervento è stato quello del Dottor ALESSANDRO PALESE della Direzione della Sanità della Regione Piemonte che, dopo aver portato i saluti del responsabile Dottor CORGIAT, ha voluto precisare alcune informazioni sugli infortuni, che notoriamente l’INAIL riconosce solo se con prognosi superiore a tre giorni e solo se coinvolgenti studenti equiparati a lavoratori, quindi in Palestre e/o laboratori attrezzati.
Gli infortuni sarebbero 6512 nel 2010 e 6433 nel 2011: dalle ricerche emerge chiaramente dovuti essenzialmente a comportamenti scorretti, quindi confermando quanto siano necessari interventi formativi sulla sicurezza in tal senso.
PALESE passa poi ad illustrare il DOCUMENTO DI INDIRIZZO SULLA SICUREZZA pubblicato sul BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE 27 del 5 luglio 2012.
Documento elaborato da un gruppo di diverse istituzioni e organizzazioni inviato alle scuole on line e, per ora, non ancora diffuso in stampa.
PALESE illustra alcuni punti significativi del documento soffermandosi soprattutto sul DIRIGENTE SCOLASTICO che in virtù del DM292 /96 risulta essere configurato come un datore di lavoro atipico; sugli ASPP in numero adeguato e soprattutto sugli studenti che sono equiparati ai lavoratori soltanto nelle esercitazioni pratiche con attrezzature di laboratorio (videoterminali, laboratori, palestre). Fa poi vari riferimenti alla valutazione dei rischi, alla sorveglianza sanitaria e agli altri capitoli del documento.
Infine accenna agli obblighi di formazione in base all’Accordo STATO/REGIONI che individuando le scuole come ambienti di lavoro a medio rischio, comporta una formazione di 8 ore + 4 per tutti i lavoratori quindi docenti, personale ATA e anche studenti, accennando appena alle possibili iniziative che potranno essere messe in atto.
Dopo la presentazione delle pratiche migliori di diverse scuole e relative premiazioni (8 Marzo di Settimo, Luxemburg di Torino, si aprono gli interventi.
La riunione è terminata alle 13.00.
Torino 15 ottobre 2012
| Allegati: 072 - ASAPI_verbale_seminario_sicurezza_15_10.pdf
ASAPI CORSI SICUREZZA ACCORDO STATO REGIONI
pubblicato 14 mag 2014, 04:56 da asapi piemontesi
Prot. 071/2012
ASAPI, a seguito delle numerose segnalazioni di diverse scuole che esprimono preoccupazione per l’impossibilità di trovare finanziamenti per i corsi di formazione obbligatoria in base all’ACCORDO STATO REGIONI, ha inviato al MIUR, alla Direzione regionale, all’Osservatorio sulla sicurezza e alle OOSS della scuola una lettera e ha colto l’occasione, a margine del seminario organizzato in data 15 ottobre 2012 presso l’Unione Industriale di Torino via Fanti 17, di sollevare pubblicamente il problema con gli organizzatori, interlocutori fondamentali delle scuole, cogliendo così l’occasione per denunciare l’inattuabilità delle norme.
Al termine del seminario del 15.10.2012, aperti gli interventi, ASAPI riferisce della lettera già inviata al MIUR alla Direzione Regionale e all’Osservatorio in merito alle vive preoccupazioni delle scuole per l’inapplicabilità delle norme contenute nell’accordo Stato Regioni sulla formazione obbligatoria.
Le condizioni vincolanti (classi di 35, solo parte della formazione on line, certificazioni adeguate, ecc.) non sono accompagnate da nessun finanziamento specifico. Non basta il suggerimento dato dal Dottor Palese di “mettersi” in rete per trovare le risorse finanziarie necessarie soprattutto in Istituti con oltre 100- 200 tra docenti e ATA. Le scuole non possono distogliere gli scarsi fondi del funzionamento e non hanno altre risorse. Si chiede pertanto sia all’INAIL sia al MIUR tramite la Direzione regionale di dare delle indicazioni in merito.
Inoltre si chiede alla Regione di valutare la possibilità di stampare il DOCUMENTO DI INDIRIZZO, presentato dal dottor Palese, per diffondere meglio nelle scuole le informazioni, tenuto conto che da quest’anno sono 172 i nuovi dirigenti che hanno iniziato la loro carriera e che, pur con una profonda preparazione per il concorso, hanno ancora molto da approfondire sulla complessa partita della sicurezza come datori di lavoro.
Le risposte dell’Ing. LUPO sono riferite al fatto che l’OSSERVATORIO si è già riunito prima dell’arrivo della lettera di ASAPI e che l’Osservatorio ha già deciso la priorità degli interventi di formazione per ASPP e RLS: che si valuteranno iniziative per i nuovi dirigenti nel prossimo futuro, mentre ogni sollecitazione all’INAIL di finanziamenti specifici pare essere impraticabile, salvo, da parte del dottor Trafficante Direttore dell’INAIL, la possibilità di mettere a disposizione delle competenze per la formazione.
Il suggerimento ai Dirigenti è stato quello di fare un censimento accurato del personale già adeguatamente formato per “limitare” i nuovi interventi di formazione solo a chi non è ancora in regola.
Al termine del seminario i contatti avuti da ASAPI con alcuni RSPP che operano nella provincia di Torino portano a programmare un incontro organizzato da ASAPI con la presenza di RSPP che possano proporre alle scuole dei moduli di formazione adeguati e poco costosi.
Pertanto si prevede di convocare tale riunione entro la fine di ottobre. Si riferirà alle scuole in merito. PER ora si conferma l’invito a tutti i Dirigenti scolastici di comunicare per scritto alla Direzione regionale e all’Osservatorio l’intenzione di organizzare i corsi dando un programma di massima e un costo chiedendo di avere i finanziamenti relativi.
| Allegati: 071 - ASAPI_Corsi_sicurezza_accordo_Stato_Regioni.pdf