Source: http://educazione-tecnica.blogspot.com/2006/08/
Timestamp: 2017-05-01 04:21:56+00:00
Document Index: 108131018

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 25', 'art. 25']

Educazione e Cultura: agosto 2006
I COMITATI PER UNA BUONA SCUOLAhanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica ed al Ministro dell'Istruzione.Il testo completo è DISPONIBILE CLICCANDO QUI.Il documento è decisamente articolato, preciso, documentato e fermo nelle richieste.Mi limito a proporre il brano relativo alle cosiddette "indicazioni nazionali".=================================Vi chiediamo di confermare la piena validità dei programmi e degli orari d'insegnamento del '85 per la Scuola Elementare, del '79 per la Scuola Media e gli Orientamenti del '91 per la Scuola Materna, ufficialmente tutt'ora in vigore, in quanto mai abrogati. Vi chiediamo quindi di sancire definitivamente la non validità delle "Indicazioni Nazionali" allegate al D.Lgs. 59/2004. Questo intervento, che è nei poteri del Ministero, consente di porre riparo alla revisione unilaterale, discriminatoria, istituzionalmente scorretta, effettuata sui programmi e sui libri di testo.Infatti, le cosiddette "Indicazioni Nazionali" sono state adottate in via provvisoria, senza aver mai seguito il regolare iter istituzionale, e rese "vincolanti" attraverso una serie di semplici circolari, cioè seguendo un percorso totalmente anomalo.Le "Indicazioni Nazionali" sono divenute prescrittive e hanno costretto tutte le case editrici a produrre libri di testo "riformati". Questo ha condizionato irrimediabilmente l'intera attività didattica, limitando pesantemente tanto la libertà di insegnamento, quanto il suo adattarsi alle differenti situazioni socio-culturali del singolo, composito gruppo-classe, o delle estremamente variegate realtà territoriali (urbane, periferiche, rurali) che caratterizzano l'Italia.In aggiunta, questa forzatura normativa ha creato e crea gravi difficoltà ai tantissimi insegnanti che, durante questi anni di resistenza alla riforma, si sono attenuti all'impostazione dei programmi dell'85 per la Scuola Elementare, del '79 per la Scuola Media e gli Orientamenti del '91 per la Scuola Materna, frutto di grande ricerca ed elaborazione da parte del mondo della scuola.Le "Indicazioni Nazionali" appaiono invece prive di fondamenti pedagogici ed epistemologici, per i contenuti che privilegiano e per la loro distribuzione nel percorso educativo.Per questo già alla loro uscita esse hanno suscitato forti reazioni da parte del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e della comunità scientifica in generale, a partire dall'Accademia dei Lincei. Nel lungo e dettagliato documento del 15 luglio 2004, il CNPI espresse un deciso parere negativo sulle Indicazioni Nazionali in riferimento sia al metodo sia al merito: irregolare ed anomalo venne considerato il metodo utilizzato da parte del Ministero nei confronti delle pertinenze proprie dello stesso CNPI, e vennero rifiutati interventi emendativi sulle stesse per ribadire la grande distanza tra l'impostazione di basso profilo in esse contenuta e lo spessore dei programmi e orientamenti che le stesse pretendevano di sostituire.......................=================================
Diffuso il comunicato stampa unitariohttp://www.leonessa.net/educazione_tecnica-tecnologia/Comunicato_unitario_24-agosto-2006.pdfa cura delle Segreterie nazionali dei sindacati FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, sui temi:• rinnovo contrattuale;• precariato;• politiche di investimento per la scuola.Il rinnovo del contratto viene messo al centro dell'attenzione e con la massima urgenza.Purtroppo il nuovo ministro ha lasciato trascorrere ben tre mesi senza intervenire profondamente anche in altri scottanti ambiti quali: indicazioni nazionali, tutor, portfolio, classi di abilitazione, quadro orario... che restano ancora a generare forti preoccupazioni e persino amarezza tra gli operatori della scuola.
I documenti ufficiali relativi alle cosiddette "Indicazioni Nazionali Piani di studio Scuola..." (sic!), sul sito web del MIUR:http://www.istruzione.it/normativa/2004/dec190204.shtmlsono, al momento in cui scrivo ed ormai da tempo, indisponibili (scomparsi?).Cliccando sui link a fondo pagina di tutti gli otto allegati relativi al DECRETO LEGISLATIVO 19 febbraio 2004, n.59 si produce il messaggio:"ATTENZIONE Spiacenti, la pagina cercata non esiste o al momento non è disponibile. Vi preghiamo di riprovare più tardi."Capisco che sia legittimo provare un po' di vergogna per documenti così sgrammaticati e persino offensivi per la sintassi della lingua italiana e per la didattica in genere... Ma dove sono finiti?Cosa significa, in concreto, questa sparizione?Forse qualcuno al MIUR sta rendendosi conto che l'iter legislativo che comporterebbe la cancellazione dei precedenti programmi non è formalmente perfezionato?Forse qualcuno si è riletto il parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione in cui sta scritto, nero su bianco, che le "indicazioni nazionali" sono talmente scombinate da risultare "inemendabili" ?Insomma.... sarebbe possibile sperare nell'equazione:ALLEGATI NEGATI = ALLEGATI ANNEGATI ?
Presto aperto il nuovo portale di coordinamento per i docenti di EDUCAZIONE TECNICA / TECNOLOGIA.Iscriviti (gratis!) per concorrere allo sviluppo di nuove proposte di riforma, intervenire sui temi di educazione tecnica, didattica della tecnologia e dell'informatica.Fai sentire la tua voce nel forum, formula proposte e prendi iniziative.Proviamo insieme a "correggere gli errori" grammaticali, sintattici e didattici delle "indicazioni nazionali".Se proprio ci dobbiamo rassegnare ad una normativa non condivisa... che almeno sia formulata in italiano corretto e mediamente comprensibile!
Imminente la pubblicazione della direttiva che tanti attendevano prima dell'inizio delle lezioni.Portfolio: la Direttiva ministeriale del 25 luglio non lo cancellaLe prime indiscrezioni sembrano confermare un'ipotesi che mi astengo dal commentare...Avanti tutta con l'attuazione della riforma Moratti nella scuola secondaria di primo grado, un tempo nota come SCUOLA MEDIA.
Con l’articolo immediatamente precedente segnalavo il preoccupato intervento ANIAT, rivolto ad ottenere la pubblicazione di inequivocabili disposizioni di riferimento per i dirigenti scolastici.Sembra infatti che, come purtroppo spesso accade, i Dirigenti di molte scuole abbiano interpretato la normativa in modo piuttosto fantasioso, tornando a riproporre quadri orari che prevedono una sola ora per la materia “TECNOLOGIA” nella scuola attualmente denominata “secondaria di primo grado”.I nocciolo della questione consiste nella convinzione di alcuni ritengono erroneamente che dlg 226/2005 sia stato abrogato, annullando con ciò l’assegnazione di due ore curricolari alla disciplina “TECNOLOGIA”.In concreto è vero che la sperimentazione del 2° ciclo è stata rinviata, non abrogata.Ciò non può significare che la struttura oraria delle materie della scuola ex-media viene nuovamente messa in discussione, tornado a dimezzare lo spazio culturale dedicato alla cultura tecnologia.In realtà il dlg 226/2005 non è stato assolutamente abrogato, ma risulta invece convertito in legge, anche se sono stati adottati provedimenti di rinvio espressamente dettagliati:L'art. 1, comma 6, stabilisce che "è prorogato all'a.s. 2007/08 il regime transitorio concernente l'accesso anticipato alla scuola dell'infanzia ..L'art. 1, comma 7, prevede (modificando il comma 3 dell'art. 14 del dlgs 59/04) che "l'assetto organico delle scuole secondarie di I grado è confermato, secondo i criteri fissati dal dPR 782/82, fino all'a.s. 2008/09".L'art. 1, comma 8 (modificando il comma 4 dell'art. 27 del dlgs 226/05), stabilisce che "l'avvio delle prime classi dei percorsi liceali e il primo anno di quelli di istruzione e formazione professionale" decorrerà "dall'anno scolastico. 2008/09" (proroga di un anno).Nulla quindi che vada a modificare le due ore dedicate a “TECNOLOGIA”.Esattamente al contrario di quanto frainteso da troppi dirigenti scolasitici...Nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 18 luglio è stato pubblicato il Testo Coordinato del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173 con la legge di conversione 12 luglio 2006, n. 228 "Proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare. Ulteriori proroghe per l'esercizio di deleghe legislative e in materia di istruzione".Per essere chiari il dlg 226/2005 risulta convertito in legge (NON ABROGATO!) nei termini citati, nel quadro del cosiddetto “Decreto Milleproroghe”.Qualora risultasse indispensabile un ulteriore intervento di chiarimento presso i dirigenti scolastici, il contenuto non potrebbe essere molto diverso da un invito a leggersi la normativa, evitando interpretazioni arbitrarie.
ANIATAssociazione Nazionale Insegnanti Area TecnologicaCorso Bramante 14 10134 Torino Tel 011.3196737 – Fax 011.3196794Sito web: www.aniat.org – e-mail: aniat@aniat.orgTorino 2006-07-23Prot. N. 1616/2006All'attenzione di:- Direttore Generale Capo DipartimentoDott. Pasquale Capo- Direttore Generale del personaleDott. Giuseppe Cosentino- Direttore Generale degli OrdinamentiDott. Silvio CriscuoliQuest’Associazione si rivolge ai Direttori Generali per un Loro intervento atto ad un’applicazione corretta del decreto legislativo 226/2005 (che porta da una a due le ore di Tecnologia nella ex scuola media), in quanto, esistendo tra i Dirigenti Scolastici una diversa interpretazione della norma, nella categoria interessata si è generata una crisi di identità sia sull’espletamento della propria funzione, sia sulle ore curriculari; se a ciò si aggiunge che l’ autonomia è diventata sinonimo di anarchia, ove tutto è possibile, e le indicazioni nazionali allegato C al dlg 19 febbraio 2004, n. 59, sono divenute (sempre per i dirigenti) verità rivelata dal duo Moratti-Bertagna, il quadro è completo.In virtù di questa situazione – purtroppo – si vengono a verificare applicazioni difformi e incresciose della normativa vigente che portano ad un avvio dell’anno scolastico 2006 – 2007, almeno per tecnologia, poco rassicurante e mancante di quella serenità che ciascun docente abbisogna, dopo quei momenti critici (e sovente drammatici) vissuti in un passato-recente da dimenticare.Le situazioni sino ad oggi denunciate a quest’associazione professionale su come sono state assegnate le due ore curriculari obbligatorie di Tecnologia sono le seguenti:1 ora di tecnologia + 1 ora di Informatica1 ora di tecnologia + 1 ora di compresenza con scienze1 ora di tecnologia + 2 ore di laboratorio facoltativo1 ora di tecnologia + 2 ore a disposizione per le supplenze1 ora di tecnologia + 2 ore di compresenza con le diverse disciplineL’Aniat sostiene che le due ore devono essere dedicate alla sola Tecnologia con una eventuale terza ora di Informatica per l’arricchimento dell’Offerta Formativa.Purtroppo, la maggiore parte dei dirigenti caparbiamente si ostina ad assegnare alla tecnologia un’ora settimanale di lezione, adducendo che il dlg 226/2005, ripetiamo, che ha portato le ore da una a due, non è attuabile in quanto abrogato; insomma, si confonde il decreto che ha abolito la sperimentazione del 2° ciclo (abrogazione necessaria e condivisa da noi tutti) dall’anno scolastico 2006-2007 nella scuola media superiore con il precitato Decreto legislativo 17 ottobre 2005 inerente le “norme generali ed i livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53”.L’Aniat, pertanto, chiede l’applicazione puntuale del più volte citato D. Lgs. 226/2005, la cui circolare del 28 gennaio 2006, n. 10 esplicita bene l’art. 25 e prevede che “l’insegnamento della tecnologia, rientrante nell’area disciplinare “Matematica, scienze e tecnologia”, in applicazione dell’art. 25 del citato D. Lgs. 226/05, nell’anno scolastico 2006/07, passerà da una a due ore settimanali.In relazione a quanto sopra, nell’attuale fase transitoria i docenti di educazione tecnica, ai fini del completamento a tre ore previste per tale insegnamento, potranno essere impiegati, in base alle competenze professionali in possesso, negli insegnamenti e nelle attività facoltative opzionali (ivi comprese quelle d’informatica e quelle laboratoriali).” Inoltre, nell’ambito dell’autonomia scolastica, l’Aniat sottolinea che la riduzione dell’unità oraria di lezione prevista dal DPR 8 marzo 1999, n. 275, deve essere in misura uguale per tutte le discipline e non di 60 minuti solo per tecnologia (se le due ore si riducono a una miserrima ora, è una bella conquista!).In quest’altra situazione, l’Aniat suggerisce che,fermo restando il mote orario complessivo per ciascun curricolo (tecnologia due ore settimanali), la riduzione dell’unità oraria di lezione, ad esempio, a 55 minuti, non deve indurre il dirigente tout court a tagliare un’ora di tecnologia a beneficio delle altre discipline per l’arricchimento dell’offerta formativa, ma agire come la norma prescrive, altrimenti la “persecuzione” che abbiamo superato (da poco) si ripropone in maniera diversa, ma si ripropone nelle scuole a svantaggio della tecnologia.Questo il quadro della situazione, questi i comportamenti dei Dirigenti, questa la richiesta dell’Aniat: una nota ministeriale di chiarimento sulle due ore obbligatorie di Tecnologia e sull’eventuale terza ora di informatica, diretta ai Dirigenti Scolastici della scuola secondaria di I grado (ripristinare il lemma “Scuola Media Statale”)Distinti salutiIl presidente nazionale (prof. Cesare Leone) Pubblicato da