Source: https://onanotiziarioamianto.it/assistenza-gratuita-vittime-amianto/assistenza-legale-ona/fondo-vittime-amianto-indennizzo/
Timestamp: 2020-05-26 20:48:30+00:00
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Fondo Vittime Amianto: cos'è e come richiedere l'indennizzo
Vittime amianto: assistenza gratuita
Fondo Vittime Amianto: cos’è...
Il fondo vittime amianto è lo strumento tecnico giuridico di indennizzo dei danni di amianto. E’ costituito da una prestazione aggiuntiva sulla rendita INAIL. Nel 2020, sarà erogata la prestazione del fondo del 2019, in favore di coloro che sono titolari d rendita INAIL per il riconoscimento di patologie asbesto correlate. Con il decreto interministeriale del 29.01.2020, avente ad oggetto la determinazione della misura della prestazione aggiuntiva per il 2019, l’entità, in aggiunta, è pari al 20% (determinazione INAIL del 02.12.2019).
Grazie all’assistenza legale gratuita dell’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus (un’associazione di utilità sociale che si occupa di assistenza legale, psicologica e sanitaria ai cittadini e ai lavoratori esposti ad amianto e ad altri cancerogeni) si possono richiedere gli indennizzi del Fondo Vittime Amianto.
L’associazione di vittime amianto (ONA), assiste gratuitamente tutti i cittadini, i pazienti ed i loro famigliari. L’assistenza legale gratuita è fornita dall’Avv. Ezio Bonanni con una più che ventennale esperienza nella difesa delle vittime dell’amianto, insieme al suo staff di avvocati online, gratuita. Grazie ad ONA i cittadini esposti all’asbesto possono ottenere l’indennizzo del Fondo Vittime Amianto, nei casi di patologie asbesto correlate.
Che cos’è il Fondo Vittime Amianto? Il Fondo Vittime Amianto (FVA), istituito con l’art. 1 commi 241/246 L. 244/2007, è un indennizzo che si aggiunge alla rendita INAIL. Viene corrisposto con due acconti ed un conguaglio. Il primo acconto INAIL è corrisposto dall’INAIL contestualmente alla rendita mensile (rateo INAIL). Il secondo acconto INAIL è invece corrisposto in una unica soluzione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento.
Il contributo aggiuntivo del Fondo Vittime Amianto è stabilito in percentuale sulla rendita INAIL, in base ai fondi disponibili, considerata l’entità del primo acconto ottenuto (conguaglio INAIL). Di solito si attesta nella misura del 20%.
Il Decreto ministeriale 29 gennaio 2020 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha stabilito la prestazione aggiuntiva del Fondo per le vittime dell’amianto, relativa all’anno 2019, nella misura complessiva pari al 20% della rendita INAIL percepita.
Il Fondo per le vittime dell’amianto, istituito presso l’INAIL dall’art. 1, commi 241-246, della legge n. 244/2007, eroga la prestazione ai titolari di rendita INAIL affetti da patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto e alla fibra “fiberfrax” e, in caso di premorte, in favore degli eredi.
l’Entità del Fondo Vittime Amianto
L’art. 1, comma 189, L. 205/2017, ha stabilito un incremento del Fondo Vittime Amianto dell’importo di € 27.000.000, per ciascuno degli anni dal 2018 al 2020. L’erogazione di questa prestazione aggiuntiva non ha oneri per i datori di lavoro che hanno utilizzato asbesto a titolo di addizionali sui premi assicurativi. L’art. 1, comma 116 L. 190/2014, ha ampliato la platea dei beneficiari del Fondo Vittime amianto, in favore delle vittime di mesotelioma (della pleura, del peritoneo, della tunica vaginale del testicolo, del pericardio) per esposizione famigliare e ambientale, con indennizzo una tantum.
Con due decreti del 9 agosto 2018, il governo ha stabilito che questa prestazione previdenziale, per gli anni 2016 e 2017, è pari al 14,7% della rendita INAIL, con un conguaglio in favore dei beneficiari. Tale indennizzo spetta a tutti coloro che abbiano contratto la patologia per motivi non legati all’esposizione lavorativa a partire dal 2015.
Come ottenere le prestazioni del Fondo Vittime Amianto?
Tutti i titolari di rendita INAIL, ovvero chi ha ottenuto l’indennizzo INAIL in seguito a riconoscimento di patologie asbesto correlate, hanno diritto alla prestazione aggiuntiva Fondo Vittime Amianto e quindi ad un contributo aggiuntivo alla rendita INAIL, stimato nel 10%.
Sono esclusi coloro che non hanno ottenuto la liquidazione della rendita, ovvero il cui grado invalidante è inferiore al 16%. Le vittime ambientali, ovvero coloro che abbiano contratto la patologia per motivi non legati all’esposizione lavorativa a partire dal 2015, hanno diritto ad un una tantum.
Come funziona il Fondo Vittime Amianto?
Gli stanziamenti a favore del FVA provengono per tre quarti dal Bilancio dello Stato e per un quarto dai contributi di aziende i cui lavoratori abbiano ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali previsti dalla normativa amianto.
Il Fondo Vittime Amianto è gestito da un Comitato Amministratore composto da rappresentanti di tutte le istituzioni e le figure coinvolte nella problematica dell’amianto:
imprese; associazioni delle vittime dell’amianto.
Chi ha diritto al Fondo Vittime Amianto?
Hanno diritto alla prestazione aggiuntiva Fondo Vittime Amianto i titolari di rendita INAIL, per il riconoscimento di malattia professionale correlata all’amianto. I famigliari dei lavoratori e gli esposti ambientali che hanno contratto il mesotelioma hanno diritto al FVA una tantum.
L’ONA offre tutela legale gratuita per ottenere il certificato di esposizione ad amianto che ha causato la malattia, utile per il riconoscimento INAIL della malattia professionale e successivo indennizzo. In caso di decesso, la rendita INAIL reversibile è liquidata al coniuge ed agli orfani.
Come si ottiene il riconoscimento malattia professionale?
Come si ottiene il riconoscimento di malattia professionale da parte dell’INAIL? L’assicurazione INAIL è un obbligo per i datori di lavoro che abbiano personale dipendente che svolga le proprie funzioni nell’ambito di lavorazioni rischiose. L’iscrizione all’assicurazione non esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli eventuali danni subiti dai propri dipendenti. Infatti, oltre all’indennizzo INAIL, e in caso di rendita anche la prestazione aggiuntiva del fondo vittime amianto, la vittima ha diritto al risarcimento di tutti i danni. Quelli differenziali (danno biologico e patrimoniale per diminuite capacità di lavoro) e complementari
L’INAIL, Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, considera malattia professionale (o “tecnopatia”) la “patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita e non causa violenta e concentrata nel tempo)”. La malattia professionale è quindi una patologia, con una causa diretta ed efficiente (cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente), contratta nell’esercizio e/o insorta a causa delle lavorazioni rischiose.
Ai fini del riconoscimento di malattia professionale è necessario che esista un nesso causale diretto fra la malattia contratta e l’esercizio di lavorazioni rischiose. I requisiti di una malattia per essere classificata come professionale sono:
Essere causata dall’esposizione a determinati rischi correlati al tipo di lavoro (quantificazione danno biologico INAIL), come il contatto con polveri e sostanze nocive, rumore, vibrazioni, radiazioni, o misure organizzative che agiscono negativamente sulla salute;
il rischio deve agire in modo prolungato nel tempo e quindi la causa deve essere lenta.
Approfondisci: riconoscimento INAIL malattie professionali asbesto correlate
Esposizione all’amianto in Italia
Le polveri e fibre di asbesto, respirate ed ingerite, causano infiammazione e cancro. Gli organi colpiti sono, prima di tutto, quelli dell’apparato respiratorio e poi quelli gastrointestinali.
I minerali di amianto infatti hanno la capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre sempre più sottili, che vengono inalate e, attraverso gli alveoli polmonari provocano prima di tutto le cosiddette malattie infiammatorie da asbesto (asbestosi, ispessimenti pleurici e placche pleuriche) e in seguito possono provocare tumore del polmone, mesotelioma (pleurico, ma anche cancro del pericardio, del peritoneo e della tunica vaginale del testicolo) cancro della laringe, della faringe, dell’esofago, dello stomaco, del colon e delle ovaie, nonché altri tipi di neoplasie.
Altri minerali asbestiformi non rientrano nelle classificazioni dell’asbesto ma, avendo una capacità lesiva identica a quella dell’amianto propriamente detto, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni si battono perché tutti i danni da minerali asbestiformi debbano essere risarciti.
In questo video girato durante la conferenza “Amianto e mesotelioma” (Regione Lazio del 07.07.2017 ) l’Avv. Ezio Bonanni parla di siti in Italia ancora a rischio (scuole, ospedali, treni, navi, aerei e tutti gli stabilimenti produttivi) e di come sia necessario evitare le esposizioni ad amianto per evitare le patologie asbesto correlate. Si parla del reale rischio anche per i famigliari dei lavoratori esposti ad amianto e di quanto la prevenzione primaria e secondaria siano tuttora insufficienti.
Qui sotto trovate l’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, al convegno “Amianto, Stato dell’arte a 25 anni dalla legge 257/92” del 2017, presso Palazzo Montecitorio, in cui si fa il punto sulla situazione attuale sulla fibra killer in Italia.
Trovate i dati effettivi delle vittime dell’amianto, i siti amianto in Italia, la possibilità per i cittadini di segnalare casi e siti presso il REPAC dell’ONA, la necessità di rispettare il principio di precauzione. L’intervento si chiude con la proposizione dell’ONA di lavorare congiuntamente con le istituzioni (per coniugare la bonifica con l’ammodernamento delle infrastrutture ed industriali, utilizzare i fondi strutturali europei, la leva fiscale, risolvendo il conflitto di interesse dell’INAIL come ente accettatore e pagatore) per risolvere il problema impellente dell’asbesto in Italia non con i procedimenti penali e civili ma in un lavoro congiunto e propositivo.
Epidemiologia del mesotelioma: 1900 casi nel 2019
Il numeri dei casi di mesotelioma è in continuo aumento. L’avv. Ezio Bonanni è l’autore della pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia”, ed è intervenuto anche presso la Camera dei Deputati il 27.03.2017, nel convegno organizzato sulla tematica amianto.
Patologie asbesto correlate nelle liste dell’inail
L’INAIL ha ricompreso alcune malattie da amianto di origine professionale in 3 Liste (lista malattia professionale INAIL). Nella lista I sono contemplate le malattie asbesto correlate la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità“.
Queste malattie si presumono di origine professionale e quindi l’INAIL deve fornire l’indennizzo danno biologico ed erogare la rendita in quanto è sufficiente la prova della presenza dell’asbesto nell’ambiente lavorativo per ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali, senza dover superare alcune valore limite o alcuna soglia.
Per approfondire: Patologie asbesto correlate riconosciute dall’INAIL
Malattie da asbesto nella Lista I dell’INAIL
Qui trovate tutte le patologie amianto correlate che rientrano nella Lista I dell’INAIL, ovvero tutte quelle patologie che danno diritto alla rendita INAIL senza che il lavoratore della provarne il nesso.
Cancro alle ovaie, (I.6.03).
Tumore al polmone (I.4.03);
Malattie da asbesto nella Lista II dell’INAIL
Nella Lista II sono comprese le malattie da amianto la cui origine lavorativa è di limitata probabilità. Per le malattie professionali amianto della Lista II la vittima deve dimostrare il nesso causale per poter ottenere le prestazioni INAIL (rendita e/o indennizzo, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%). Qui di seguito trovate l’elenco delle malattie asbesto correlate comprese nella lista II dell’INAIL:
Tumore alla faringe (c10-c13)
Cancro gastrointestinale (c16)
La lista III comprende solo il Tumore all’esofago la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.
Fondo Vittime Amianto per le vittime ambientali
Con l’art. 1, comma 116, della Legge 190/2014, il Fondo Vittime Amianto è stato esteso anche alle vittime ambientali. Il Ministero del Lavoro ha disposto in via sperimentale nel 2015 che l’INAIL eroghi ai malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia per esposizione familiare (famigliari di lavoratori impiegati nella lavorazione dell’asbesto che hanno contaminato l’ambiente domestico con polveri e fibre di amianto) o per esposizione ambientale comprovata, una prestazione assistenziale d’importo fisso pari a € 5.600,00 una tantum su richiesta dell’interessato, e ciò per gli anni dal 2015 al 2017, attingendo dall’ordinario FVA (decreto del 04.09.2015, ratificato dal Ministero dell’Economia e Finanze in data 29.09.2015). Per approfondimenti: E. Bonanni e G. Ugazio, “Patologie Ambientali e Lavorative”, Ed. Minerva Medica, Torino, 2011.
Con la legge finanziaria per il 2018 (Bilancio 2018, approvata dal Senato della Repubblica 23 dicembre 2017) sono state pubblicate norme finalizzate a coprire l’erogazione del Fondo Vittime Amianto anche per gli anni 2018 – 2019 e 2020, per l’importo di €5.600,00 in favore di ogni singola vittima di mesotelioma per esposizione ad amianto di origine ambientale.
L’art. 1, comma 186 della Finanziaria 2018, ha stabilito il rifinanziamento del Fondo Vittime Amianto per l’erogazione dell’importo di €5.600 in favore delle vittime di mesotelioma per esposizione di origine ambientale. L’art. 1, comma 186 della Finanziaria 2018, ha stabilito che “la prestazione una tantum a favore dei malati di mesotelioma prevista dall’articolo 1, comma 116, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come disciplinata dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 4 settembre 2015, è erogata anche con riferimento agli anni 2018, 2019 e 2020, avvalendosi delle disponibilità residue di cui al predetto decreto. La prestazione è erogata anche in favore degli eredi, ripartita tra gli stessi. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare su proposta dell’INAIL entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite la misura, non superiore a quella indicata dal decreto di cui al primo periodo, e le modalità di erogazione della prestazione di cui al presente comma per garantirne la tempestività“.
La battaglia di ONA per elevare l’entità del FVA
L’Osservatorio Nazionale Amianto, con l’avv. Ezio Bonanni, aveva chiesto di elevare l’importo di €5.600 e di riconoscerlo a tutte le vittime dell’asbesto e non soltanto a quelle di mesotelioma. Il Governo non ha approvato questa richiesta.
L’accredito dell’importo una tantum di €5.600 nasconde in sé una insidia, ovvero la rinuncia a tutti gli altri diritti, a partire dalla rendita INAIL e al risarcimento dei danni subiti. Per questo motivo l’ONA, con l’Avv. Ezio Bonanni, offre consulenza legale gratuita e ha predisposto un modello scaricabile gratuitamente per chiedere all’Inail l’accredito dell’importo una tantum senza rinunciare agli altri diritti previsti per le vittime.
La prestazione dal Fondo è partita con un incremento del 20% dell’indennità INAIL nel 2008 e nel 2009, poi ridotta al 13,8% nel 2015. Questa riduzione si giustifica per il fatto che le erogazioni dal FVA rimangono costanti per l’importo di 22 milioni di euro a carico dello Stato e 7,3 milioni a carico delle imprese che hanno utilizzato amianto, ma il numero degli aventi diritto è in aumento perché ci sono sempre nuovi casi e perché, per coloro che vengono a mancare, le prestazioni vano erogate agli eredi.
L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno sollecitato un adeguamento degli importi di cui al finanziamento del Fondo che tenga conto dell’aumentato numero dei prossimi malati di patologie asbesto correlate e loro congiunti titolari di prestazioni di reversibilità, al fine di evitare una eccessiva riduzione degli importi erogati.
Nel caso in cui l’avente diritto contesti l’entità, ovvero ritenga che ci sia un errore di calcolo, si potrà impugnare il provvedimento prima in sede amministrativa e poi giudiziaria usufruendo dell’assistenza legale dell’Avv. Bonanni e di ONA.
Il Ministero del Lavoro, lo scorso 9 agosto 2018, ha emesso i decreti per la rivalutazione della prestazione aggiuntiva Fondo Vittime Amianto Inail:
decreto n. 3068/2018 (misura prestazione aggiuntiva e conguaglio anno 2016);
decreto n. 3069/2018 (misura prestazione aggiuntiva e conguaglio anno 2017).
L’atto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali è stato impugnato presso il TAR del Lazio dall’Avv. Ezio Bonanni e successivamente le prestazioni sono state estese alle vittime di mesotelioma per esposizione ambientale (all’art. 1, comma 116, della Legge 190/2014, come era nell’originaria formulazione, che faceva espresso riferimento a “tutte le vittime di patologie asbesto correlate”).
Consulenza legale di ONA per l’accesso al FVA
Gli avvocati dell’assistenza legale ONA forniscono un primo consulto legale online ai cittadini, ai pazienti ed i lavoratori e ia loro famigliari che nel corso della loro vita e/o della loro professione sono stati esposti ad amianto attraverso una consulenza medico legale gratuita.
In seguito ad una prima consulenza ONA vi assisterà nella richiesta di riconoscimento della malattia professionale da parte dell’INAIL, nella richiesta di risarcimento danni e nell’ottenimento dell’indennizzo del Fondo Vittime Amianto.
Tutte le tutele legali per gli esposti amianto
In cosa consiste il risarcimento danni da amianto? I soggetti esposti ad amianto che hanno contratto una delle malattie asbesto correlate durante l’attività lavorativa hanno diritto a:
indennizzo INAIL (risarcimento INAIL);
alle prestazioni del Fondo Vittime Amianto;
risarcimento dei danni differenziali e complementari da parte del datore di lavoro;
riconoscimento della causa di servizio (equo indennizzo) e riconoscimento di vittima del dovere (nel caso dei lavoratori pubblici);
prepensionamento amianto.
Le vittime di danni per esposizione ad amianto negli ambienti lavorativi e di vita, hanno diritto al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali (biologici, morali ed esistenziali). In questo caso è indispensabile l’accertamento medico legale per il riconoscimento della rendita INAIL, o della qualità di vittima del dovere, con il risarcimento dei danni complementari, differenziali e/o all’integrale risarcimento dei danni al netto delle prestazioni previdenziali già ricevute.
La Cassazione SS.UU. sentenza 15350 del 22 luglio 2015, ribadisce il principio di diritto della risarcibilità di tutti i danni sofferti anche dai famigliari, sia per le “perdite di natura patrimoniale o non patrimoniale che dalla morte possono derivare ai congiunti della vittima, in quanto tali e non in quanto eredi ” (sulla base delle norme di cui agli artt. 29, 30 e 31 Cost. – Sentenze n. 8827 ed 8828 del 2003 , ribadito da SS.UU., Sentenza 6572/2006 e SS.UU. Sentenza 26972/2008).
APPROFONDIMENTO: Danni amianto - nuove Tabelle per la liquidazione del danno biologico
Leggi di seguito per conoscere tutti gli approfondimenti sulle tutele risarcitorie per i danni da amianto e le nuove tabelle.
Per richiedere l’assistenza medico legale dell’ONA è possibile chiamare il numero verde 800 034 294, contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il form che trovate qui sotto o rivolgersi agli uffici delle sedi territoriali ONA.
Per maggiori informazioni consultate la pagina dei servizi gratuiti ONA.