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Timestamp: 2018-06-18 09:43:54+00:00
Document Index: 134234775

Matched Legal Cases: ['art.5', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 16', 'art.5', 'art.11', 'art.6']

PIANO TELEMATICO REGIONALE - PDF
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1 PIANO TELEMATICO REGIONALE QUADRO STRATEGICO DI RIFERIMENTO PER LO SVILUPPO DELLA RETE PUBBLICA REGIONALE /55
2 Contenuti 1 INTRODUZIONE LA LEGGE REGIONALE N.31 DEL 23/12/ LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE L'AGENDA DIGITALE EUROPEA E L'AGENDA DIGITALE ITALIANA PER L UMBRIA SMART COMMUNITY INTERAZIONI E RIFERIMENTI AMBITI OPERATIVI ED AZIONI DIFFUSIONE DELLA BANDA LARGA E DIGITAL DIVIDE RUN (REGIONE UMBRIA NETWORK) RAZIONALIZZAZIONE E CONSOLIDAMENTO DEI DATA CENTER SERVIZI DI CONNETTIVITÀ PER LA PA RETI TEMATICHE OFFERTA DI INFRASTRUTTURE PER GLI OPERATORI WIFI PUBBLICO DATA BASE REGIONALE DELLE INFRASTRUTTURE TLC BENEFICI PER GLI STAKEHOLDERS PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CITTADINI SCUOLA / SANITÀ IMPRESE E ATTIVITÀ PRODUTTIVE ATTORI E MODALITÀ ATTUATIVE MODELLO GESTIONALE ATTUAZIONE DEL PIANO TELEMATICO TABELLE DI SINTESI INTERVENTI IN CORSO CON ULTIMAZIONE PREVISTA ENTRO GIUGNO NUOVI INVESTIMENTI /55
3 1 Introduzione 1.1 La Legge regionale n.31 del 23/12/2013 Con l approvazione da parte dell'assemblea legislativa della regione Umbria della Legge n.31 del 23/12/2013 Norme in materia di infrastrutture per le telecomunicazioni, il Piano Telematico regionale ha assunto il rango di strumento di programmazione adottato dalla stessa Assemblea. La Legge umbra, tra le primissime adottate a livello regionale, muove dal riconoscimento del diritto di tutti cittadini di accedere a internet quale fondamentale strumento di sviluppo umano e di crescita economica e sociale e, coerentemente, stabilisce che la Regione promuove lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione al fine di assicurare la partecipazione attiva alla vita della comunità digitale. Il provvedimento persegue, quindi, la finalità di assicurare a tutti, quale nuovo e universale diritto di cittadinanza, la possibilità di accedere ai servizi ed alle reti di comunicazione elettronica in condizioni di parità e neutralità tecnologica, in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, con modalità tecnologicamente adeguate e senza ostacoli di ordine economico e sociale. Inoltre, la norma è finalizzata ad assicurare: un ordinato sviluppo ed una corretta localizzazione delle reti di comunicazione elettronica, salvaguardando l ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico-artistico; lo sviluppo della società dell'informazione, dell inclusione sociale e della trasparenza; la tutela della salute della popolazione dagli effetti della esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Gli obiettivi indicati dalla Legge sono perseguiti attraverso la diffusione e l utilizzo delle infrastrutture di TLC, il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati per le necessarie sinergie, la programmazione e la pianificazione in materia di infrastrutture per le telecomunicazioni, la definizione di linee guida e criteri generali per le procedure autorizzative, la promozione di reti di nuova generazione e lo sviluppo di tecnologie e servizi a supporto della società dell'informazione. In particolare, il Capo II della Legge riguarda la Disciplina in materia di infrastrutture per la banda larga e ultralarga ed esplicita le disposizioni finalizzate alla pianificazione, regolazione, realizzazione, sviluppo e gestione di livelli avanzati di reti e servizi di comunicazione elettronica a banda larga ed ultra larga, al fine di garantire l accesso di cittadini, imprese e altri operatori economici ai servizi e alle reti di comunicazione elettronica anche per colmare il digital divide, garantendo un'adeguata copertura territoriale dei servizi, anche nelle zone territorialmente svantaggiate, intese quali centri abitati isolati o difficilmente accessibili, e la possibilità di accesso ed interconnessione alle infrastrutture e alle reti da parte dei fornitori di servizi a condizioni oggettive, trasparenti, eque e proporzionali. Tali finalità sono perseguite attraverso vari strumenti: il Piano Telematico regionale, la rete pubblica regionale RUN (Regione Umbria Network), la disciplina per un corretto utilizzo del sottosuolo e relative modalità e criteri, gli obblighi riguardanti la realizzazione di opere, infrastrutture e immobili, le agevolazioni per la realizzazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica. In particolare, l'art.5 riguarda il Piano Telematico che viene adottato dalla Giunta Regionale e trasmesso all'assemblea legislativa per l approvazione. Il Piano 3 /55
4 Telematico, che costituisce il quadro di riferimento per lo sviluppo della rete pubblica regionale ed ha validità triennale, definisce, in particolare: le strategie per assicurare la realizzazione e la gestione di una adeguata rete pubblica regionale e di altre infrastrutture tecnologiche per telecomunicazioni a banda larga; gli interventi da realizzare, in coerenza con il documento annuale di programmazione (DAP), con gli altri strumenti di programmazione e pianificazione regionale e con la programmazione europea e statale. Entro 120 giorni dall'approvazione della Legge, la Giunta Regionale approva il Piano Telematico e lo trasmette all'assemblea legislativa per la relativa approvazione. La Giunta, inoltre, approva il programma annuale di attuazione del Piano Telematico regionale relativo ai singoli interventi da realizzare nel corso dell'esercizio finanziario e, in merito entro il e, successivamente, con cadenza annuale trasmette all'assemblea una relazione contenente dati e informazioni sull'attuazione del Piano telematico regionale. 1.2 La programmazione regionale Nel DAP , proposto dalla Giunta Regionale, si pone l'accento sul fatto che Il salto tecnologico e culturale verso gli scambi digitali è un occasione unica per superare l isolamento storico dell Umbria, perché per cogliere nuove opportunità, oggi serve far viaggiare le idee più che le merci e le persone. Con questa convinzione la Regione sta lavorando per il superamento del divario digitale fisico e culturale dell Umbria: un azione che ha il proprio fondamento nell idea di internet come occasione di crescita ma anche come diritto, e che ha come obiettivo quello di assicurare alla comunità regionale pubblica amministrazione, imprese e cittadini una rete efficiente su cui far transitare servizi, informazioni, idee, opportunità. In questa ottica si evidenzia come L Agenda digitale dell Umbria ha individuato cinque missioni fondamentali: il potenziamento delle infrastrutture digitali, lo sviluppo della piena cittadinanza e dei diritti esigibili in digitale, la diffusione di competenze digitali e quindi l'inclusione digitale, l'aumento attraverso l'ict della competitività del sistema delle imprese, la digitalizzazione nei settori della qualità della vita e della salute. Si tratta di indirizzi coerenti con gli orientamenti del Piano digitale regionale triennale (PDTR) per il periodo che intende imprimere una decisa accelerazione al processo d'innovazione dell'umbria puntando a produrre i primi risultati già nel corso del 2014 con progetti che, in particolare, si riferiscono a: programma di consolidamento datacenter/cloud; progetto identità digitale e diffusione servizi infrastrutturali; programma di digitalizzazione dei Comuni; programma di digitalizzazione dell'amministrazione regionale; progetto Umbria Open Data. Nel Piano digitale regionale triennale, previsto dall art. 4 della LR n. 9/2014, sono individuate 5 missioni portanti, tra le quali quella denominata infrastrutture digitali con la finalità di assicurare un'infrastruttura digitale utilizzabile dal sistema pubblico e privato. Le infrastrutture tecnologiche digitali oggetto della missione sono sia le reti di telecomunicazione in banda larga e ultra larga, sia le altre infrastrutture digitali (data center, cloud computing), sia infine i connessi i servizi infrastrutturali come l identità, l interoperabilità e la sicurezza. Tali infrastrutture nel loro complesso costituiscono una 4 /55
5 importante precondizione per la realizzazione di tutte le missioni dell agenda digitale, sia per il ridisegno dei servizi della PA, sia per la crescita dell economia. La Regione Umbria nell ultimo decennio ha investito molte risorse per l infrastrutturazione digitale del proprio territorio ed ora si pone l ambizioso obiettivo di rendere disponibili infrastrutture ampiamente accessibili, intrinsecamente sicure, interoperabili e ad elevata standardizzazione. Nel Piano Digitale si evidenzia la rilevanza strategica di tutte le suddette infrastrutture digitali ponendo in particolare evidenza: la rete pubblica a banda larga e ultra larga denominata RUN ( Regione Umbria Network ), di cui all art. 6 della LR n. 31/2013, determinante per abilitare alcune iniziative pubbliche nel contesto dell amministrazione digitale, tra cui: o integrazione delle grandi basi di dati informative e dei sistemi applicativi, in particolare della sanità; o interconnessione garantita verso il Data Center regionale unitario, in cui concentrare e razionalizzare i sistemi digitali di tutta la pubblica amministrazione allargata del territorio e sviluppare il cloud computing; o realizzazione di soluzioni a supporto della continuità operativa; o integrazione e potenziamento di SPC (Sistema Pubblico di Connettività) nel contesto locale; o diffusione e abilitazione sul territorio di servizi di sorveglianza del territorio ed altri servizi connessi ai processi in ottica smart city. il Data Center regionale unitario (DCRU), di cui all art. 5 della LR n. 9/2014, sul quale è in corso un grande processo di consolidamento per raggiungere economie di scala ed una corretta gestione secondo gli standard internazionali, che rappresenta un ulteriore asset abilitante grazie alle sue infrastrutture tecnologiche costituite da: o i server per il computing, lo storaging ed il networking interno; o la rete SPC; o i servizi infrastrutturali (piattaforme abilitanti) per l identità digitale federata, l interoperabilità e la cooperazione applicativa, il datawarehousing; o gli apparati ed i servizi per la sicurezza informatica; o le soluzioni per la continuità operativa/disaster recovery. Sempre nel Piano digitale regionale triennale, nell ambito della missione Infrastrutture digitali la Regione ha individuato come progetti qualificanti quelli di Consolidamento server del Data Center Regionale Unitario e quello di Razionalizzazione dell infrastruttura digitale dell Umbria al fine di ottenere economie di scala ed un miglioramento di performance/sicurezza con una corretta gestione secondo gli standard internazionali, accentrando i server di tutto il sistema della PA umbra. A questo fine la Regione, con la collaborazione della propria in-house, ha eseguito una verifica (assessment) che ha consentito di formare un quadro conoscitivo di base dello stato dei Data Center oggi disponibili presso la PA regionale (sono stati rilevati complessivamente n.65 Data Center). Dall analisi è risultato che solo il DC dell Amministrazione Regionale ubicato a Terni soddisfa le caratteristiche individuate ed è pertanto qualificato affinché su di esso possano essere consolidati gli altri DC delle PA regionali. 5 /55
6 Con la DGR n.1194 del 28/10/2013, la Regione ha deliberato di individuare come Data Center Regionale Unitario (DCRU) il Data Center di Terni e di proseguire su di esso il processo di consolidamento/migrazione. La LR n. 9/2014 all art. 19, comma 2, stabilisce che la Giunta Regionale adotta con proprio atto, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un Piano di razionalizzazione dell infrastruttura digitale (PRID) per trasferire e consolidare nel DCRU i sistemi server esistenti dei soggetti di cui all art. 5, comma 3, entro diciotto mesi dalla data di adozione del Piano stesso. Il Piano di razionalizzazione, che si articolerà su scala triennale, dovrà essere approvato dalla Giunta Regionale entro il 29/07/2014 [ 1 ] in conformità alle Linee Guida [ 2 ] emanate dall Agenzia per l Italia Digitale in attuazione della normativa vigente in materia [ 3 ]. Il DAP richiamato pone in luce, con grande chiarezza, l'esigenza di invertire la rotta e operare una forte discontinuità delle politiche finora messe in campo per affrontare le sfide inedite proposte dalla più lunga e profonda crisi economica del dopoguerra e incoraggiare i primi timidi segnali di una ripresa che avrà, comunque, carattere selettivo e richiederà non solo alle imprese, ma anche ai sistemi territoriali, una nuova capacità di competere su scala globale. In questo scenario si inscrivono gli investimenti per le reti infrastrutturali, l'impegno per la diffusione di una nuova generazione di servizi digitali quale vettore di innovazione delle pubbliche amministrazioni e la scelta di attuare il riordino dell insieme di società ed organismi che operano nella filiera ICT in Umbria, ovvero in materia di innovazione, informatica e telematica in ambito pubblico. Il riordino si pone obiettivi rilevanti che vanno dalla riduzione dei soggetti operanti nel settore, semplificandone e qualificandone l operatività sulla base delle nuove priorità fissate dall Agenda digitale dell Umbria, alla promozione dello sviluppo del mercato locale del software e dei servizi ICT, favorendo la diffusione di un ecosistema di servizi applicativi/telematici in una logica pubblico-privato ed in collaborazione con le Università ed altri centri di ricerca e di alta formazione, al risparmio rispetto alla spesa di sistema, implementando modelli organizzativi snelli e favorendo efficienza ed economie di scala sui servizi del sistema pubblico[ 4 ]. Il processo di riordino e semplificazione, avviato con le Deliberazioni della GR n.659 del 24/06/2013 Riordino del sistema delle società e degli altri organismi partecipati 1 Al momento attuale è già disponibile una versione preliminare del PTR. 2 Le LLGG prevedono che, nel caso delle PAL, sono le Regioni a garantire, in coerenza con le linee guida nazionali, il coordinamento dei diversi CED pubblici del territorio, sentite le Province e i Comuni, predisponendo, in collaborazione con AGID, un Piano Triennale regionale specifico per ogni Regione. La Regione dovrà quindi emanare gli opportuni provvedimenti a livello normativo e amministrativo nei quali sarà definita la razionalizzazione in oggetto. 3 Si fa riferimento all articolo 33- septies del decreto legge 18 ottobre 2012 n. 179 convertito nella Legge n.221/2012, come modificato dall art. 16 del decreto legge del 21 giugno 2013 n Del resto nel Documento di Programmazione si afferma con nettezza che la riforma istituzionale, da sola, non consente appieno quello scatto verso una maggiore produttività, efficacia ed efficienza dell azione amministrativa pubblica che da più parti viene richiesto ed occorrono anche significativi interventi di semplificazione amministrativa che nei confronti di cittadini ed imprese - producono un impatto positivo altrettanto consistente e, per certi aspetti, anche maggiore. 6 /55
7 dalla Regione operanti nel settore ITC, n.1124 del 15/10/2013 Programma di attività per il riordino del sistema ICT regionale per l'adozione dell'atto di indirizzo del Consiglio Regionale ai sensi dell'art.5 della LR n.8/2007 e n. 392 del 7/4/2014 di adozione del disegno di legge Norme in materia di sviluppo della società dell informazione e riordino della filiera ICT regionale, si è concluso con l approvazione, da parte del Consiglio Regionale, della legge regionale n. 9, promulgata dal Presidente della Giunta Regionale in data 29 aprile 2014 e pubblicata nel BUR n. 21 (suppl. ord. n. 1) del 30 aprile In particolare, la società consortile Umbria Digitale, sarà l unica società ICT partecipata dalla Regione Umbria, nel complesso ad intera partecipazione pubblica e conforme al modello comunitario dell'in-house, e nascerà dal riordino di CentralCom SpA, Webred SpA, Webred Servizi Scarl, Umbria Servizi Innovativi SpA, Hiweb Srl e del Consorzio pubblico SIR Umbria. La l.r. n.9/2014 all art.11, comma 2, prevede che Umbria Digitale eroga, secondo quanto previsto nel PDRT, servizi di interesse generale per lo sviluppo e la gestione della rete pubblica regionale di cui all' articolo 6 della l.r. 31/2013 e dei servizi infrastrutturali della CNUmbria di cui all' articolo 10 della l.r. n. 8/2011, nonché del DCRU di cui all' articolo 5, operando anche mediatamente, in forma non prevalente, per la produzione di beni e la fornitura di servizi strumentali alle attività istituzionali degli enti pubblici partecipanti in ambito informatico, telematico e per la sicurezza dell'informazione, curando per conto e nell'interesse loro e dell'utenza le attività relative alla gestione del SIRU di cui al medesimo articolo 5 ed alla manutenzione delle reti locali e delle postazioni di lavoro dei consorziati, configurandosi come centro servizi territoriali che integra i propri processi con quelli dei consorziati. In particolare, all art.6 comma 6 della stessa, è previsto che Umbria Digitale, nel perseguimento della propria attività di interesse generale, consente agli operatori pubblici e privati l'utilizzo delle proprie infrastrutture attraverso consultazioni pubbliche e forme di partenariato pubblico-privato. La società consortile, nel rispetto dell'autonomia funzionale ed organizzativa dei consorziati, può partecipare alla definizione e sviluppo di servizi o prodotti innovativi mediante appalti precommerciali e come facilitatore di iniziative di trasferimento tecnologico nel settore ICT. Il riordino e la relativa costruzione dei nuovi assetti e modelli societari saranno contestuali, almeno nella prima fase, al dispiegarsi delle azioni del Piano Telematico e del Piano di razionalizzazione; pertanto, i due percorsi sono destinati a integrarsi reciprocamente. In particolare questo riguarda la rete pubblica RUN (Regione Umbria Network), rispetto alla quale occorre evidenziare che si tratta di un progetto che, se pur da completare, rappresenta una connotazione specifica della Regione Umbria che, unitamente a poche altre (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige), ha promosso la realizzazione di reti di nuova generazione cercando di colmare i ritardi italiani in questo campo. Essenziale potrà risultare la valorizzazione delle infrastrutture realizzate quale fattore di competitività, in un contesto che vede crescere costantemente la domanda di connettività da parte dei cittadini e delle imprese e rafforzarsi l esigenza di cooperazione pubblico-privato e di sviluppo di un sistema integrato, sempre più performante, di reti fisse e mobili. In un ottica di coordinamento degli strumenti di programmazione regionale il Piano telematico regionale dovrà quindi raccordarsi al Piano di razionalizzazione e consolidamento dei CED della PA dell Umbria. 7 /55
8 E evidente infatti che il processo di consolidamento e convergenza sull unico DCRU deve necessariamente essere sincronizzato con un corrispondente processo di attivazione di una infrastruttura di connettività regionale (nell ambito della Community Network dell Umbria) che assicuri un accesso performante, affidabile e sicuro al DCRU da parte degli Enti umbri, nonché da parte di cittadini ed imprese, quali utilizzatori finali dei servizi erogati dagli Enti medesimi. Nel complesso, quindi, l elaborazione del Piano Telematico dovrà essere raccordata e consonante rispetto a indirizzi politici, atti di programmazione e progetti di riordino che interessano una pluralità di attori e, soprattutto, sono orientati a una nuova stagione di politiche di innovazione e di sviluppo. 1.3 L'Agenda Digitale Europea e l'agenda Digitale Italiana Nel corso del Forum di Confindustria Digitale, svoltosi a Roma il 21 ottobre 2013, la vice presidente della Commissione Ue e Commissaria per l Agenda Digitale Neelie Kroes, ha sottolineato l urgenza, per l Italia, di puntare su Internet per aumentare la crescita e creare posti di lavoro, evidenziando, tra l'altro, che 10 punti percentuali in più di banda larga spingono la crescita tra l 1 e l 1,5% (internet crea 5 posti di lavoro ogni 2 che se ne perdono). Ha, inoltre, messo in luce che nei prossimi anni al 90% dei lavori saranno richieste competenze digitali. La Commissaria, a proposito dei ritardi italiani, ha ricordato la scarsa coperta della fibra ottica, e sottolineato che il 37% degli italiani adulti non ha mai usato internet. Ma, forse, la nota critica più pungente di Neelie Kroes ha riguardato l'incapacità "di pianificare" gli interventi, così da godere dei vantaggi "dei fondi europei". Un'analisi problematica, anche se attenuata dalla considerazione che esiste una grande opportunità e il paese può mettersi al passo e coglierla e, in questo senso, la commissaria, si è detta soddisfatta del sostegno italiano alle proposte europee per un Continente connesso. 8 /55
9 In effetti gli anni trascorrono e gli obiettivi dell Agenda Digitale Europea, una delle sette iniziative faro individuate nell ambito della Strategia Europa 2020, restano lontani da raggiungere. In particolare l Agenda Digitale Europea fissa come obiettivo per il 2020 la possibilità di offrire l accesso a internet a tutti i cittadini a velocità pari o superiori a 30 Mbps e connessioni a 100 Mbps alla metà delle famiglie. Inoltre l Agenda Digitale Europea prevede azioni che riguardano: la realizzazione di un mercato unico digitale, investimenti nella banda larga e ultralarga, programmi di ricerca e innovazione, sviluppo dell inclusione digitale (nelle scuole, ma anche tra gli anziani), lotta alla pirateria informatica, l impiego delle tecnologie dell informazione nelle sfide che riguardano il cambiamento climatico, l invecchiamento demografico, lo sviluppo di servizi pubblici più efficienti, l integrazione delle persone con disabilità e la digitalizzazione del patrimonio culturale europeo. Una strategia sfidante che punta a imprimere un'accelerazione allo sviluppo delle nuove reti per fare dell'europa un continente digitale, competitivo con Asia e Stati Uniti e capace di promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in grado di salvaguardare lo stile di vita e il modello sociale europeo e attivare un driver per la crescita e il rilancio della competitività continentale. Si tratta, naturalmente, di una visione che coinvolge un complesso di politiche pubbliche, non solo europee, ma anche nazionali e regionali che, con il contributo di investitori e operatori, cittadini e imprese, puntano ad accendere il circuito virtuoso della conoscenza connettiva e a sviluppare l economia digitale. In questa prospettiva assume un carattere decisivo la nuova programmazione comunitaria che, per quanto riguarda l'umbria ha preso avvio con il documento Verso il Quadro Strategico Regionale Nel richiamato documento si evidenzia che la nuova programmazione ha come punto di partenza la strategia Europa 2020 ed attribuisce un ruolo di rilievo alla diffusione della 'cultura del risultato', ovvero alla individuazione, fin nella fase della programmazione, di un legame diretto tra obiettivi (definiti in misura non generica), azioni e impatti. Inoltre si sottolinea che i nuovi Regolamenti richiedono che i programmi vengano costruiti con precisione e corroborati da indicatori e target espliciti, nonché azioni per conseguirli chiare e circostanziate. Ciò richiede un rafforzamento più generalizzato nella capacità di programmare e valutare, oltre che di attuare. Risorse programmate dalle Regioni per la Società dell Informazione Fonte: CISIS /55
10 Nel Quadro Strategico Regionale in relazione agli obiettivi delineati all interno dell Agenda Digitale Europea si evidenziano i molteplici legami con le necessità del contesto regionale umbro che riguardano innanzi tutto una maggiore coerenza generale in materia di interoperabilità e standard comuni a livello europeo (obiettivo 2) anche al fine di facilitare il coordinamento infrastrutturale e informatico tra le amministrazioni del territorio e la diffusione dei dati aperti (open data) sia in ambito pubblico che privato. Inoltre viene stigmatizzata l'esigenza di migliorare l alfabetizzazione, le competenze e l inclusione nel mondo digitale (obiettivo 6) quale fattore determinante per superare barriere culturali ancora molto presenti (divario digitale culturale). Infine si sottolinea come la ricerca e l'innovazione nelle ICT e nel loro utilizzo (obiettivo 5) sono centrali in chiave di sviluppo di una strategia di specializzazione regionale intelligente in ricerca e innovazione tecnologica all interno della prossima programmazione regionale della politica di coesione. E del resto nell ottica della crescita digitale rimane centrale il binomio tra: accesso a internet veloce e superveloce e miglioramento delle competenze digitali, obiettivi complementari che la Regione Umbria porterà avanti anche attraverso l Agenda digitale dell Umbria. In relazione alle politiche finalizzate ad aumentare la competitività del sistema produttivo anche attraverso il potenziamento delle infrastrutture nel documento regionale relativo alla nuova programmazione si mette in luce che dovranno essere a sistema tutti quei servizi materiali e immateriali che potranno rendere più competitiva la dimensione industriale. Si dovranno rafforzare, pertanto, gli interventi di infrastrutturazione digitale, quali la banda larga ed ultra larga, i data center e lo sviluppo del cloud computing (sia in ambito pubblico che privato), nonché tutti quei servizi avanzati dell ITC, finalizzati, nell ottica dell Agenda digitale, sia all innovazione tecnologica che organizzativa e commerciale, in modo da rafforzare le loro capacità di promozione e la loro visibilità sui mercati e garantire nuovi canali commerciali. L Agenda Digitale Italiana, avviata dal Consiglio dei Ministri del 4 ottobre 2012 con l approvazione del provvedimento Crescita 2.0, propone indirizzi coerenti con la strategia europea e punta a rendere liberamente disponibili i dati delle pubbliche 10/55
11 amministrazioni, a incentivare la trasparenza, la responsabilità e l efficienza del settore pubblico, ad alimentare l innovazione e stimolare la crescita economica. Anche in questo caso il 2020 costituisce il termine ultimo entro il quale raggiungere gli obiettivi individuati, tra cui: la realizzazione delle reti di nuova generazione, l uso sociale della tecnologia e l alfabetizzazione digitale, l identità digitale e l introduzione della cultura digitale nella Pubblica Amministrazione, nell istruzione, nella sanità e nella giustizia. Tuttavia la realizzazione dell Agenda Digitale Italiana continua a registrare ritardi e stenta a venire alla luce una pianificazione, progettazione e attuazione strategica capace di impegnare il governo, le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini in azioni nazionali e locali coordinate che sono essenziali per colmare il divario rispetto agli altri Paesi europei. Si tratta semplicemente del percorso necessario per ricostruire, in Italia, le condizioni per l'innovazione e lo sviluppo. Proprio sul finire del 2013 si sono registrati due fatti che sono motivo di preoccupazione e, insieme, di speranza. Il primo riguarda il Rapporto Censis 2013 sulla situazione del Paese che mostra come la nostra società sia immobile, stagnante e senza una chiara direzione di marcia, mentre noi italiani siamo raccontati come sciapi e infelici. Le facce di questo impaludamento che riguardano, in specifico, l era digitale ci raccontano che: la percentuale degli utenti di internet (che ha utilizzato Internet almeno una volta) è cresciuta nell ultimo anno solo dell 1,4%, assestandosi ad un desolante 63,5%; in generale, nell uso di internet la transazione è ancora minoritaria (solo il 24,4% fa acquisti in rete), mentre è altissima la percentuale di coloro che si dichiarano insicuri e non protetti da possibili truffe. Un quadro che richiede un azione di forte discontinuità nella quale, anche secondo il Censis, non si può pensare il futuro dello sviluppo digitale se non lo si vede come progressive connettività (non banalmente connessione tecnica) fra i soggetti implicati nel processo; non si fa e non si può pensare il futuro del nuovo welfare (comunitario, aziendale, associativo, privato che sia) se non lo si vede come progressiva connettività di comportamenti individuali e collettivi; non si può pensare al futuro dei soggetti nuovi della vitalità d impresa se non lo si constata animato da una connettività crescente di comportamenti e culture individuali e collettive. Occorre quindi una visione organica dell Agenda Digitale Italiana e una forte scelta di governance per animare una dinamica di rete, che riconosca come valore essenziale la possibilità di collegare tra loro esperienze, competenze e iniziative sul territorio, puntando a valorizzare lo sviluppo di nuovi modelli di impresa e lavoro, di produzione di servizi pubblici e di formazione, di organizzazione urbana, di libero accesso ai dati e trasferibilità delle eccellenze. Il secondo fatto è, in realtà, l annuncio di progetti e investimenti da dispiegare nel nostro paese da parte di tre colossi dell economia digitale: Google, Facebook e Microsoft. Sono progetti industriali che riguardano l accompagnamento alle opportunità del web, le possibilità di sviluppo delle micro-eccellenze attraverso internet, la valorizzazione delle competenze digitali dei giovani nella modernizzazione dei distretti industriali, l utilizzazione del digitale per la nascita di start up e l innovazione delle PMI, la rilevanza economica del social network, il ruolo di sviluppatori e startupper per la nascita di imprese innovative e la valorizzazione del made in Italy. 11/55
12 Si tratta di strategie imprenditoriali diverse ma tutte dimostrano di credere nell Italia e nelle grandi opportunità che si possono creare sviluppando un ecosistema digitale che metta in relazione le potenzialità dell ICT e il nostro patrimonio culturale, imprenditoriale e professionale. 1.4 Per l Umbria Smart Community Il RUICS (Regione Umbria Innovation e Competitiveness Scoreboard) relativo al 2012 definisce il posizionamento dell Umbria in materia di innovazione e competitività e precisa che si tratta di un analisi fondamentale per impostare e sviluppare le politiche dello sviluppo territoriale anche in funzione propedeutica all elaborazione dei documenti di programmazione delle politiche di coesione finanziate con i fondi dell Unione europea per il periodo e per l elaborazione della Strategia di specializzazione intelligente in ricerca e innovazione. Il rapporto muove dalla constatazione che il posizionamento competitivo in materia di innovazione dell Italia in Europa, secondo i dai EIS (European Innovation Scoreboard) 2013, risulta stabile (al 15 posto) nel gruppo dei paesi innovatori moderati con valori più bassi, ma prossimi, rispetto alla media europea. Anche il posizionamento dell Umbria tra le regioni italiane registra nell insieme degli indicatori una certa stabilità. Infatti nel RUICS 2012 la nostra Regione si colloca al 13 posto, perdendo una posizione e registrando un incremento nell indice sintetico rispetto all anno precedente. In termini dinamici l Umbria si conferma tra le regioni in recupero pur restando rilevante la distanza con le aree leader dell innovazione. In particolare, per quanto attiene l utilizzo delle tecnologie ICT che testimoniano un ambiente favorevole all innovazione, i due indicatori presi in esame (utilizzo internet da parte delle famiglie e diffusione dei siti web delle imprese) evidenziano una crescita, rispetto al 2011, del 5,2 con una collocazione sopra la media italiana. Inferiori rispetto alla media nazionale risultano, invece, la diffusione della banda larga nelle imprese e l indicatore relativo al numero delle imprese attive in IT. In quest'ultimo parametro l Umbria registra un incremento rispetto all anno precedente, continuando però a presentare valori inferiori alla media nazionale. Anche in questo rapporto, come in molte altre analisi, emergono le criticità strutturali che riguardano la debolezza in produttività e valore aggiunto, il basso reddito familiare, il limitato contributo alla creazione di conoscenza e il permanere di uno scarto tra la significativa formazione di risorse professionali qualificate e l effettivo impiego nei settori high tech (l Umbria è sotto la media nazionale in occupazione sia nel manifatturiero ad alta e medio - alta tecnologia, sia per i servizi ad alto contenuto tecnologico e conoscenza intensa ). Proprio all esigenza di migliorare la capacità di innovazione e competitività del nostro sistema territoriale sono legate le politiche regionali volte a rafforzare la dotazione di infrastrutture tecnologiche e a promuovere una nuova generazione di servizi digitali. Relativamente al tema del Digital Divide di primo livello in Umbria, il complesso degli interventi, sia pubblici che degli operatori privati, ha consentito di limitarlo al 3% dalla popolazione, mentre gli interventi programmati con il recente accordo Regione MISE consentiranno, nella sostanza, di eliminare il divario digitale infrastrutturale. Naturalmente, la possibile permanenza di marginali situazioni critiche e, soprattutto, la crescente evoluzione della domanda di connettività inducono a dare continuità alla 12/55