Source: https://renatodisa.com/2017/09/15/consiglio-di-stato-sezione-iii-sentenza-5-settembre-2017-n-4192/
Timestamp: 2017-12-16 13:01:57+00:00
Document Index: 51165645

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 50', 'art. 120', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 101', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 57', 'sentenza ']

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Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 5 settembre 2017, n. 4192
By Avv. Renato D'Isa on 15 settembre 2017 • ( Lascia un commento )
Per le clausole di esclusione di cui alla lettera c), comma 5, dell’art. 50 del D.Lgs. n. 50/2016, vige la regola secondo la quale la gravità dell’evento è ponderata dalla stazione appaltante, sicché l’operatore economico è tenuto a dichiarare situazioni ed eventi potenzialmente rilevanti ai fini del possesso dei requisiti di ordine generale di partecipazione alle procedure concorsuali, non essendo configurabile in capo all’impresa alcun filtro valutativo o facoltà di scegliere i fatti da dichiarare, sussistendo l’obbligo della onnicomprensività della dichiarazione, in modo da permettere alla Stazione appaltante di espletare, con piena cognizione di causa, le valutazioni di sua competenza.
Sentenza 5 settembre 2017, n. 4192
St. S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Ma. Al. Sa., Gi. Ro., Al. Bo. Ca., con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Al. Bo. Ca. in Roma, via (…);
Azienda Ulss 3 Serenissima, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Al. Bi., Ga. Pa., con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Ga. Pa. in Roma, viale (…);
Ad. S.p.A., Hc – Ho. Co. S.r.l. non costituiti in giudizio;
Se. Os. S.p.A. in proprio ed in qualità di capogruppo della costituenda A.T.I. con Se. It. S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Ga. Di Gi., En. Ma. Ac., con domicilio eletto presso il loro studio in Roma, Via (…);
So. S.p.A., in proprio ed in qualità di capogruppo della costituenda A.T.I. con Pl. S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato An. Za., con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, Corso (…);
St. S.p.A., in proprio ed in qualità di capogruppo della costituenda A.T.I. Za. Se. Lo. S.p.A., persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Fi. Ma., Da. Mo., con domicilio eletto presso lo studio Ma. &P. in Roma, corso (…);
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Azienda Ulss 3 Serenissima e di altri;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 27 giugno 2017 il Cons. Stefania Santoleri e uditi per le parti gli avvocati Gi. Ro., Ma. Al. Sa., Al. Bi., Ga. Pa., Da. Mo., Or. Si. su delega di En. Ma. Ac. e di Ga. Di Gi. e Lu. Ma. su delega di An. Za.;
1. – La ULSS n. 3 Serenissima ha indetto la gara per l’affidamento del servizio di sterilizzazione, e gli ulteriori servizi indicati nel CSA, da svolgersi presso la Centrale dell’O. di Me., per un importo a base d’asta di € 10.000.000,00 e la durata di tre anni.
2. – Con il ricorso proposto ex art. 120, comma 2 bis c.p.a., la società St. S.p.A. ha impugnato la decisione della stazione appaltante di ammettere al prosieguo della gara i concorrenti che avevano partecipato in raggruppamento di tipo verticale, nonché la decisione che aveva “sospeso” il giudizio di ammissione della ricorrente stessa, per la mancata indicazione della “terna di subappaltatori” in relazione al servizio di “Logistica”;
3. – Con ricorso incidentale, Se. Os. S.p.A. ha gravato la lex specialis di gara – qualora fosse interpretata nel senso di precludere la partecipazione ai raggruppamenti di tipo verticale, e sempre che fosse in tale modo qualificato il proprio costituendo raggruppamento con la società Se. It. -, rilevando l’illegittimità della preclusione.
4. – A sua volta, SO. S.p.A. ha proposto ricorso incidentale per ottenere l’esclusione della ricorrente principale St. S.p.A. dalla gara, deducendo che tale società, sotto la precedente denominazione di Bi., sarebbe stata condannata dal Tribunale Penale di Pescara, con sentenza n. 1903, depositata il 30 novembre 2015, ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs. n. 231/2000, al divieto di contrattare per un anno con la pubblica amministrazione, perché, avendo omesso di adottare e attuare modelli di gestione ed organizzazione idonei a prevenire la commissione dei reati di truffa nell’esercizio dell’attività di sterilizzazione di presidi medico chirurgici, non avrebbe impedito l’esecuzione dei reati di truffa continuata ai danni di Aziende sanitarie ad opera del legale rappresentante ed amministratore unico della società e degli altri soggetti, con funzioni di direzione e gestione dei diversi settori della società.
5. – Nella seduta del 21.12.2016, l’Autorità di gara ha poi confermato l’ammissione alla procedura del costituendo A.T.I. tra Se. Os. S.p.A. e Se. It. S.p.A., oltre che degli altri raggruppamenti partecipanti, escludendo la loro natura verticale; ha, invece, escluso St. S.p.A. dalla gara.
5.2 – Tali determinazioni sono state impugnata da St. con motivi aggiunti.
7. – Avverso tale decisione la società St. ha proposto appello, chiedendone l’integrale riforma.
Si sono costituiti nel giudizio di secondo grado l’Azienda ULSS n. 3 Serenissima e le società controinteressate che hanno chiesto il rigetto dell’impugnativa. La società Se. Os. ha riproposto con memoria, ex art. 101, comma 2, c.p.a., le censure dedotte con il ricorso incidentale sulle quali il primo giudice non si è pronunciato.
In tale verbale la Commissione, nel disporre l’esclusione della società St. dalla gara, ha rilevato che:
– dalla sentenza non definitiva del Tribunale Penale di Pescara n. 1903 del 30 novembre 2015, resa nota a seguito del ricorso incidentale proposto dalla società So., emerge una frode nell’esecuzione dei contratti conclusi con numerose Aziende sanitarie;
13.1 – Innanzitutto è opportuno rilevare che la condanna comminata dal Tribunale Penale di Pescara riguarda reati commessi in concorso da parte dei vertici della società Bi., riconducibili all’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di delitti contro la salute pubblica, la fede pubblica, la frode in pubbliche forniture, la truffa ai danni di strutture sanitarie pubbliche e private attraverso la sistematica violazione, nell’ambito dell’attività della società, degli obblighi derivanti dai contratti stipulati dal legale rappresentante della Bi. spa per la sterilizzazione di dispositivi medico e presidi medico -chirurgici e per il rilascio di certificati di analisi all’esito del ciclo di sterilizzazione (cfr. pag. n. 7 della sentenza 1903/2015).
All’esito del processo di primo grado – nel quale contrariamente a quanto sostenuto nella memoria di replica della società appellante – vi è stata la costituzione di parte civile di ben 6 parti civili (e precisamente ASL Pescara e altri), sono stati condannati non soltanto i dirigenti e tecnici della società (imputati nel procedimento penale per gli specifici capi di imputazione ai quali si è fatto cenno), ma la società stessa, ai sensi del D.Lgs. 231/2001, per il reato di truffa, al pagamento della sanzione pecuniaria di € 387.342,50; alla società sono state applicate la sanzioni interdittive per la durata di un anno di divieto di contrattare con la P.A., salvo che per ottenere prestazioni di pubblico servizio, di ottenere agevolazioni, sovvenzioni e sussidi, ed il divieto di pubblicizzazione di beni e servizi.
La vicenda penale che è poi sfociata nella condanna del Tribunale di Pescara riguarda una serie di illeciti penali commessi dalla società Bi. negli anni 2007-2008 a danno di ben 10 Aziende sanitarie o ospedaliere di varie zone di Italia, in relazione alla propria attività professionale di sterilizzazione, la stessa oggetto della gara di appalto indetta dalla Azienda ULSS Serenissima.
Ciò nonostante, in sede di partecipazione alla presente gara, la società St. ha omesso di dichiarare tale precedente penale, del quale la stazione appaltante ha preso cognizione solo a seguito del ricorso incidentale proposto dalla società So..
iii) la sanzione del divieto di contrattare non si applica alle prestazioni di pubblico servizio, (quali sono quelle di cui si occupa la società St.), come disposto nella sentenza stessa.
Nel caso di specie, dalla lettura della sentenza del Tribunale di Pescara, ricorrono sicuramente i presupposti per porre in dubbio l’integrità ed affidabilità del concorrente: ricorrono, infatti, le “significative carenze” nell’esecuzione di una serie di precedenti contratti di appalto, tali da assumere rilevanza penale, integranti, quindi, ben più di un semplice inadempimento contrattuale; tali carenze hanno comportato, tra l’altro, la condanna al risarcimento del danno – liquidato in sede penale con una provvisionale immediatamente esecutiva – oltre che la comminatoria di “altre sanzioni”, quali quella penale a carico della stessa società Bi., ai sensi del D.Lgs. n. 321/01, e a carico dei dirigenti della società per reati di notevole spessore criminoso, quali l’associazione a delinquere, la frode in pubbliche forniture, la truffa a danno delle aziende sanitarie.
Aggiunge, inoltre, che a seguito delle misure di self-cleaning, sarebbe mutata la compagine sociale, e sarebbero stati sostituiti i vertici amministrativi della società, tanto che la nuova società – denominata St., subentrata alla vecchia Bi. – avrebbe connotazioni del tutto diverse rispetto a quella precedente. Ci sarebbe, quindi, una chiara cesura tra le vicende che hanno interessate la vecchia società e l’attuale condizione societaria e di gestione amministrativa della nuova società che ha partecipato alla gara.
Appare, infatti, condivisibile la tesi della appellata So., secondo cui il testo dell’art. 57, par. 7 della direttiva 2014/24/UE non implica affatto che per “data del fatto” debba intendersi la data di commissione del reato, in quanto in questo modo verrebbero meno i principio di effettività e di giustizia sostanziale.
Infine, correttamente la difesa della società So. ha rilevato che il termine generico di “data del fatto” utilizzata dal legislatore sovranazionale discende dalla natura variegata dei fatti escludenti di cui al paragrafo 4, tra le quali sono ricomprese anche le sentenze non passate in giudicato.
(Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, in parte lo respinge ed in parte lo dichiara improcedibile.
Con tag:Affidamento servizio di sterilizzazione,d.lgs. n. 50/2016,esclusione dalla gara pubblica,gara pubblica
Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 4 settembre 2017, n. 40260