Source: https://www.laleggepertutti.it/47675_fiscalita-sconosciute-per-professioni-poco-note-losservatore
Timestamp: 2018-02-21 07:33:02+00:00
Document Index: 32716279

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 51', 'art. 54', 'art. 25', 'art. 54', 'art. 67', 'art. 25']

Fiscalità sconosciute per professioni poco note: … l'osservatore
Le Guide Fiscalità sconosciute per professioni poco note: … l’osservatore
A seconda del contratto stipulato con il talent scout si applicherà la disciplina del lavoratore dipendente o di quello autonomo, con obbligo di ritenuta.
Nel mondo del pallone, oltre ai calciatori, agli allenatori, ai preparatori atletici, ai direttori sportivi, lavorano anche altre figure meno note, ma non meno importanti. Una di queste è appunto l’osservatore.
Alcuni li chiamano impropriamente talent scout del calcio ma non è corretto. Non necessariamente, infatti, l’osservatore deve limitare la propria sfera di competenza all’analisi delle capacità di giovani calciatori.
Talvolta, l’osservatore è chiamato ad approfondire e a valutare le prestazioni tecnico-fisiche anche di atleti maturi che non militano nelle formazioni primavera.
L’osservatore, è un vero e proprio esperto di campioni, più o meno in erba. Molti club infatti, puntano moltissimo sulla valorizzazione degli atleti che successivamente possono essere utilizzati direttamente o venduti ad altre società sia italiane che estere. Si tratta di un vero e proprio lavoro effettuato per conto di terzi, svolto spesso anche al di fuori dei confini nazionali, che garantisce agli osservatori il diritto di percepire un giusto compenso nonché il rimborso di tutte le spese per vitto e alloggio che vengono di fatto sostenute dalla società committente.
I dirigenti dei club, che devono sostenere tali costi, si chiedono quale sia il corretto trattamento fiscale da applicare ai compensi erogati a collaboratori, come appunto gli osservatori, chiamati ad operare su un territorio più o meno vasto come ad esempio all’interno di una provincia italiana o addirittura all’estero su un intero continente.
La tipologia di trattamento fiscale dipende dal contratto che la società stipula con l’osservatore. Se l’osservatore non è titolare di partita IVA e il rapporto con la società è configurato nell’ambito dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa [1], si applicano le medesime disposizioni relative alla determinazione del reddito di lavoro dipendente [2].
Invece, nel caso in cui l’osservatore sia titolare di partita IVA i compensi, comprese le spese rimborsate o prepagate, concorrono alla formazione del reddito di lavoro autonomo [3], con conseguente obbligo di applicazione della ritenuta d’acconto da parte del committente sostituto d’imposta [4].
Il sostenimento da parte della società delle spese di viaggio, vitto e alloggio non modifica tali obblighi, ma può consentire, limitatamente alle spese relative alle prestazioni alberghiere e alle somministrazioni di alimenti e bevande, l’integrale deducibilità da parte del lavoratore autonomo [5].
Se il rapporto con l’osservatore è di lavoro autonomo occasionale [6] la società sportiva è tenuta ad applicare la ritenuta d’acconto [7] sui compensi, comprese le spese rimborsate o prepagate, salva l’eccezione [8] per l’ipotesi di prestazioni di lavoro autonomo occasionale per il cui svolgimento è previsto solamente il rimborso delle spese strettamente necessarie per l’esecuzione della prestazione in questione o l’anticipo delle stesse da parte del committente, previa acquisizione dei titoli certificativi delle spese.
[1] Di cui all’art. 50, comma 1, lett. c-bis), del TUIR.
[2] Di cui al successivo art. 51.
[3] In base all’art. 54, comma 1, del TUIR.
[4] Ai sensi dell’art. 25 del DPR n. 600 / 1973.
[5] Nel rispetto di quanto previsto dall’art. 54, comma 5, secondo comma, del TUIR.
[6] Fiscalmente riconducibile nei redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lett. l), del TUIR.
[7] Prevista dal richiamato art. 25 del DPR n. 600 / 1973.
[8] Oggetto della risoluzione n. 49/E del 2013.