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Timestamp: 2017-01-23 08:49:35+00:00
Document Index: 56991274

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 2135', 'art. 22', 'art. 7', 'art. 25', 'art. 11', 'art. 27', 'art. 37', 'arte 910', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15']

⭐Studio Rosina e Associati DOTTORI COMMERCIALISTI
Gemma Orsini
1 FULVIO ROSINA ( ) DANIELA ROSINA ANT ANTONIO ROSINA GIOVANNI TRAVERSO MAURIZIO CIVARDI FRANCESCO PITTIGLIO SIMONETTA MANFREDINI STEFANO LUPINI MASSIMO SCOTTON MARCO SANGUINETI SIMONE PAZZAGLIA PAOLA BROVERO ELISA ROGGERO CARLO DEGL INNOCENTI LUCIA TACCHINO ADOLFO RONCO VANESSA DI BARBARO FIORELLA CARLOMAGNO CLARA GRIGNASCHI EMANUELA PARINI FRANCESCO ISOTTA Consulente esterno: FRANCESCO MATTARELLI Avvocato Dottore commercialista iniziale A TUTTI I CLIENTI L O R O S E D I Genova, 9 Maggio 2014 Circolare n. 13/2014 Oggetto: D.L n c.d. Decreto Renzi - Alcune disposizioni E stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del n. 95 il D.L n. 66 recante Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Con la presente ci pregiamo sintetizzare le principali disposizioni contenute nel c.d. Decreto Renzi. Bonus in busta paga per i lavoratori dipendenti e assimilati con reddito complessivo IRPEF non superiore a ,00 Euro Il D.L n. 66 ha previsto, per il 2014, un credito (c.d. bonus) destinato ai lavoratori dipendenti e ai titolari di alcuni redditi assimilati, con un reddito complessivo IRPEF non superiore a ,00 euro, che va ad incrementare la retribuzione netta, con l obiettivo di favorire i consumi e la crescita economica attraverso la riduzione del c.d. cuneo fiscale. Con la circolare n. 8 (allegata alla presente), l Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti sul nuovo bonus. 12 Vi rimandiamo pertanto al contenuto della circolare stessa, con la quale vengono esaminati i disposti dell art. 1 del decreto suddetto, evidenziandone le seguenti tematiche: 1. i soggetti beneficiari; 2. i sostituti d imposta tenuti al riconoscimento del credito; 3. le modalità di determinazione del credito; 4. gli adempimenti dei sostituti d imposta; 5. i contribuenti senza sostituto d imposta; 6. il credito non spettante; 7. la rilevanza del credito. L Agenzia delle Entrate - con la risoluzione n. 48/E del ha inoltre istituito il codice tributo 1655, al fine di consentire ai sostituti d imposta il recupero delle somme erogate ai sensi dell art. 1 del D.L n. 66 mediante l istituto della compensazione (di cui all art. 17 del D.Lgs n. 241). Si precisa che il bonus NON concorre alla formazione del reddito e, pertanto, le somme incassate a tale titolo non sono imponibili ai fini IRPEF, comprese le relative addizionali. La non imponibilità ai fini IRPEF comporta anche la non imponibilità ai fini contributivi. I bonus riconosciuti dai sostituti d imposta non incidono sul calcolo dell IRAP dovuta dai soggetti eroganti. Riduzione delle aliquote IRAP Il D.L n. 66 diminuisce del 10% circa le aliquote IRAP: applicabili ai diversi soggetti passivi del tributo (fatta eccezione per le Amministrazioni Pubbliche); a partire dal periodo d imposta successivo a quello in corso al (si tratta del 2014, per i soggetti solari ). Il quadro che ne risulta è il seguente: 23 Tipologia di soggetto Aliquota IRAP Fino al 2013 Dal 2014 Banche e altri enti e società finanziari 4,65% 4,2% Imprese di assicurazione 5,9% 5,3% Imprese concessionarie per la gestione di servizi e opere pubbliche (diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori) 4,2% 3,8% Soggetti operanti nel settore agricolo e cooperative di piccola pesca e loro consorzi 1,9% 1,7% Amministrazioni Pubbliche 8,5% 8,5% Altri soggetti 3,9% 3,5% Rideterminazione delle aliquote già variate dalle Regioni Le Regioni potranno variare le aliquote suddette fino ad un massimo di 0,92 punti percentuali. Le aliquote IRAP vigenti al , qualora siano state variate dalle Regioni avvalendosi dei poteri loro attribuiti, sono rideterminate applicando le variazioni adottate alle nuove aliquote. Effetti ai fini del calcolo degli acconti Ai fini della determinazione dell acconto relativo al periodo d imposta successivo a quello in corso al secondo il metodo previsionale - in luogo delle aliquote precedenti applicabili al periodo d imposta successivo a quello in corso al l IRAP dovrà essere calcolata non già sulla base delle nuove aliquote, bensì tenendo conto di specifiche aliquote transitorie, intermedie tra quelle vecchie e quelle nuove, di seguito riportate. Tipologia di soggetto Aliquota per acconto previsionale 2014 Banche e altri enti e società finanziari 4,50% Imprese di assicurazione 5,70% Imprese concessionarie per la gestione di servizi e opere pubbliche (diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori) 4,00% Soggetti operanti nel settore agricolo e cooperative di piccola pesca e loro consorzi 1,80% Altri soggetti 3,75% 34 Non viene, invece, prodotto alcun effetto sulla determinazione dell acconto con il metodo storico. Infatti, in questo caso, l acconto è determinato assumendo, come base di riferimento, il rigo IR21 della dichiarazione IRAP 2014 (salvi obblighi di ricalcolo), riportante l imposta dovuta per il 2013 e ancora calcolata sulla base delle aliquote Aumento dal 20% al 26% del prelievo sulle rendite finanziarie Con il D.L n. 66 è stato previsto l aumento dal 20% al 26% del prelievo sulle rendite finanziarie (interessi sui titoli e sulle obbligazioni, interessi sui conti correnti e sui depositi, proventi derivanti dalla cessione di quote e azioni, quotate o non quotate, dividendi, ecc.), con effetto dall Per i proventi che derivano dalla partecipazione in società, la riforma riguarda le sole partecipazioni non qualificate (quindi, di fatto, le partecipazioni che eccedono il 20% per le società di capitali - 2% se la società è quotata - o il 25% per le società di persone), mentre l imposizione sui proventi che derivano dal possesso di partecipazioni qualificate rimane invariato. Per le ritenute, l aumento al 26% riguarda sia quelle operate a titolo d acconto (es. ritenuta sugli interessi di un prestito obbligazionario emesso da una società non quotata percepiti da un altra società, di persone o di capitali), sia quelle operate a titolo d imposta (es. ritenuta sugli interessi del medesimo prestito obbligazionario percepiti da una persona fisica non imprenditore). Proventi che subiscono la maggiore tassazione e proventi che mantengono l attuale regime impositivo Per espressa disposizione, il passaggio al 26% dell aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive riguarda sia i redditi di capitale (proventi che derivano dal possesso del titolo), sia i redditi diversi di natura finanziaria (proventi che derivano dal realizzo del titolo stesso). Ad esempio, con riferimento al possesso di partecipazioni, subiscono l aumento dell aliquota al 26% sia i dividendi (redditi di capitale), sia le plusvalenze che derivano dalla vendita delle azioni o quote. Sono però state previste apposite eccezioni, al fine di mantenere inalterato l attuale regime impositivo nei confronti di fattispecie ritenute particolarmente meritevoli. Tra queste, la principale è rappresentata dai titoli di Stato, italiani o esteri (purché non siano emessi da Stati con i quali l Italia non ha accordi per lo scambio di informazioni), i quali 45 mantengono il prelievo nella misura del 12,50% (prelievo che, pertanto, già oggi rappresenta una deroga rispetto alla misura ordinaria del 20%). Altre deroghe (sempre finalizzate a mantenere l attuale regime impositivo anche successivamente al ) riguardano: i titoli di risparmio per l economia meridionale; taluni interessi corrisposti a società del gruppo non residenti; taluni dividendi corrisposti a società del gruppo non residenti; il risultato netto delle forme di previdenza complementare. Decorrenza Per i redditi di capitale, il principio generale, fatte salve le deroghe sotto indicate, è quello che l aumento dell aliquota al 26% riguarda i proventi esigibili dall (per i titoli con cedola, ad esempio, occorre avere riguardo alla scadenza della cedola stessa, per cui se questa è prevista alla data dell tutto l interesse sconta l imposta nella misura del 26%, anche se maturato antecedentemente). Sono, peraltro, previste alcune eccezioni, tra le quali le più rilevanti sono le seguenti: dividendi e proventi assimilati, assoggettati a prelievo del 26% se percepiti a decorrere dall (quindi, se la società ne ha deliberato la distribuzione prima dell ma li ha messi in pagamento a partire da tale data, il socio sconta l imposta nella nuova e più gravosa misura); interessi dei titoli obbligazionari (sia quelli emessi dalle società non quotate, sia quelli emessi dai c.d. grandi emittenti, ovvero banche e società quotate), assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva del 26% se maturati a decorrere dall (quindi, la cedola che scade in data è ancora integralmente tassata nella misura del 20%, essendo l interesse maturato in data anteriore a quella del cambio di regime); interessi dei conti correnti e dei depositi bancari o postali, assoggettati alla ritenuta del 26% se maturati a decorrere dall (ad esempio, gli interessi sul c/c bancario riferiti al secondo trimestre 2014 sono ancora integralmente tassati nella misura del 20%, ancorché materialmente accreditati successivamente). Per le plusvalenze, la nuova aliquota del 26% si applica a quelle realizzate a decorrere dall Facendo riferimento al caso della cessione delle partecipazioni, occorre quindi avere riguardo alla data in cui viene effettuata la cessione. Ad esempio, se il soggetto A cede al soggetto B le 56 proprie partecipazioni in una società realizzando una plusvalenza, questa è assoggettata a tassazione: nella misura del 20%, se la cessione viene effettuata entro il , anche se il corrispettivo viene incassato successivamente; nella misura del 26%, se la cessione viene effettuata a decorrere dall (anche eventuali acconti incassati prima dell sono assoggettati all imposta del 26%). Abrogazione della ritenuta d acconto del 20% sui redditi di capitale e sui redditi diversi di fonte estera Il D.L n. 66 ha abrogato la ritenuta in ingresso nella misura del 20%, a titolo d acconto, sui redditi di capitale e sui redditi diversi, derivanti da investimenti all estero e da attività estere di natura finanziaria, che concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente. Tale ritenuta doveva essere operata dagli intermediari finanziari ai quali le attività risultavano affidate in gestione, custodia o amministrazione o nei casi in cui i medesimi fossero intervenuti nella riscossione dei relativi flussi finanziari e dei redditi. In merito, si ricorda che: la ritenuta d acconto si applicava ai soggetti tenuti agli adempimenti in materia di monitoraggio fiscale, ossia alle persone fisiche, alle società semplici e agli enti non commerciali; in origine, essa doveva operare dall , ma l Agenzia delle Entrate ne aveva rinviato l applicazione all con il provvedimento n In sostanza, la ritenuta d acconto del 20% è risultata operativa per pochi giorni, ossia dall al Pagamento in un unica soluzione dell imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei beni d impresa Il D.L n. 66 ha abrogato la disposizione che prevedeva la possibilità di pagare in n. 3 rate l imposta sostitutiva sulla rivalutazione. Viene, pertanto, previsto l obbligo di pagamento in un unica soluzione, entro il termine per il versamento delle imposte dovute in base a UNICO 2014 ( , ovvero con la maggiorazione dello 0,40%), dell imposta sostitutiva dovuta per la rivalutazione dei beni d impresa. E confermata la possibilità di compensare gli importi da versare. 67 Utilizzo dei servizi telematici per i versamenti L art n. 2 - del D.L n. 66 stabilisce che - a decorrere dall i versamenti mediante modello F24 devono essere eseguiti esclusivamente mediante: i servizi telematici messi a disposizione dall Agenzia delle Entrate, nel caso in cui, per effetto delle compensazioni effettuate, il saldo finale sia di importo pari a zero; i servizi telematici messi a disposizione dall Agenzia delle Entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa (banche, Poste Italiane o agenti della riscossione), nel caso in cui siano effettuate delle compensazioni e il saldo finale sia di importo positivo; i servizi telematici messi a disposizione dall Agenzia delle Entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui il saldo finale sia di importo superiore ad Euro 1.000,00. Le disposizioni si applicano a tutti i soggetti, indipendentemente dal possesso di partita IVA; i soggetti privati, pertanto, potranno ancora presentare il modello F24 in forma cartacea (presso banche, Poste Italiane, Equitalia) solo qualora il saldo finale sia inferiore ad Euro 1.000,00. In tutti gli altri casi è necessario utilizzare i servizi telematici dell Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline) o delle banche/poste (Home banking o Cbi). Questi ultimi sono esclusi nel caso in cui il modello presenti un saldo a zero per effetto di compensazioni. L utilizzatore dei servizi telematici messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l Agenzia delle Entrate (professionisti, società di servizi, CAF) può inviare la delega di versamento (mod. F24) anche di un soggetto terzo (Cliente) mediante addebito su propri strumenti di pagamento (proprio conto corrente), previo rilascio all intermediario di apposita autorizzazione, anche cumulativa, ad operare in tal senso, da parte dell intestatario effettivo della delega, che resta comunque responsabile ad ogni effetto. In sostanza il Cliente, per consentire l addebito del proprio modello F24 sul conto corrente del professionista, della società di servizi e/o del CAF, dovrà predisporre un autorizzazione alla banca; in caso di mancato pagamento del modello, rimane responsabile il Cliente, che potrà rivalersi sui soggetti di cui sopra. Produzione e cessione di energia da fonti rinnovabili La produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche, nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo e di prodotti chimici derivanti da prodotti agricoli provenienti prevalentemente dal fondo effettuate dagli imprenditori agricoli, costituiscono attività 78 agricole connesse ai sensi dell art. 2135, c. 3 C.C. Il reddito è determinato applicando all ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione agli effetti dell IVA il coefficiente di redditività del 25%, fatta salva l opzione per la determinazione del reddito nei modi ordinari, previa comunicazione. La disposizione si applica a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al e di essa si tiene conto ai fini della determinazione dell acconto delle imposte sui redditi dovute per il predetto periodo d imposta. Esenzione IMU su terreni montani In base all art. 22 c. 2 - del D.L. 66/2014, con decreto di natura non regolamentare del MEF (di concerto con i Ministri delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dell Interno) saranno individuati i Comuni nei quali, a decorrere dall anno di imposta 2014, si applica l esenzione IMU di cui all art. 7, c. 1, lett. h) D.Lgs. 504/1992, sulla base dell altitudine riportata nell elenco dei Comuni italiani predisposto dall Istat, diversificando eventualmente tra terreni posseduti da coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola e gli altri - ed in maniera tale da ottenere un maggior gettito. Fattura elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione Al fine di accelerare il completamento del percorso di adeguamento all utilizzo della fatturazione elettronica nei rapporti economici tra Pubblica Amministrazione e fornitori, l art. 25 del D.L. 66/2014 stabilisce che il termine per l utilizzo obbligatorio di tale strumento decorre dal nei confronti dei Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Nazionali di Previdenza e Assistenza. Per le altre Amministrazioni Pubbliche, la decorrenza dell obbligo è stato anticipato dal al , comprese le amministrazioni locali. Al fine di assicurare l effettiva tracciabilità dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni, le fatture elettroniche emesse verso le stesse Pubbliche Amministrazioni riportano: il codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di esclusione dall obbligo di tracciabilità; il codice unico di progetto (CUP), in caso di fatture relative ad opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell art. 11, L. 3/9 Le Pubbliche Amministrazioni non possono procedere al pagamento delle fatture elettroniche che non riportano i codici CIG e CUP. Monitoraggio dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni Allo scopo di assicurare la trasparenza al processo di formazione ed estinzione dei debiti (art. 27 del D.L. 66/2014), i titolari di crediti per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali nei confronti delle amministrazioni pubbliche possono comunicare, mediante la piattaforma elettronica i dati riferiti alle fatture o richieste equivalenti di pagamento emesse a partire dal , riportando, ove previsto, il relativo codice identificativo di gara (CIG). Utilizzando la medesima piattaforma elettronica, le Amministrazioni Pubbliche comunicano le informazioni inerenti alla ricezione e alla rilevazione sui propri sistemi contabili delle fatture o richieste equivalenti di pagamento relativi a debiti per somministrazioni, forniture e appalti e obbligazioni relative a prestazioni professionali, emesse a partire dal Nel caso di fatture elettroniche trasmesse alle Pubbliche Amministrazioni attraverso il sistema di interscambio, i dati delle fatture comprensivi delle informazioni di invio e ricezione sono acquisiti dalla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni in modalità automatica. Le Amministrazioni Pubbliche comunicano, mediante la medesima piattaforma elettronica, entro il 15 di ciascun mese, i dati relativi ai debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture e appalti e obbligazioni relative a prestazioni professionali, per i quali, nel mese precedente, sia stato superato il termine di decorrenza degli interessi moratori. La certificazione dei crediti deve indicare obbligatoriamente la data prevista di pagamento. Le certificazioni già rilasciate senza data devono essere integrate a cura dell amministrazione con l apposizione della data prevista per il pagamento. Strumenti per favorire la cessione dei crediti certificati Al fine di assicurare il completo e immediato pagamento di tutti i debiti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture ed appalti e per prestazioni professionali, i debiti delle Pubbliche Amministrazioni, maturati al e certificati alla data del , sono assistiti dalla garanzia dello Stato dal momento dell effettuazione delle operazioni di cessione ovvero di ridefinizione (art. 37 del D.L. 66/2014). Sono altresì assistiti dalla medesima garanzia dello Stato, sempre dal momento dell effettuazione delle operazioni di cessione ovvero di ridefinizione, i debiti di parte 910 corrente certi, liquidi ed esigibili delle Pubbliche Amministrazioni non ancora certificati alla data del , comunque maturati al , a condizione che: i soggetti creditori presentino istanza di certificazione improrogabilmente entro 60 giorni dal , utilizzando la piattaforma elettronica; i crediti siano oggetto di certificazione, tramite la piattaforma elettronica, da parte delle Pubbliche Amministrazioni debitrici. La certificazione deve avvenire entro 30 giorni dalla data di ricezione dell istanza. Il diniego, anche parziale, della certificazione, sempre entro il suddetto termine, deve essere puntualmente motivato. I soggetti creditori possono cedere pro-soluto il credito certificato ed assistito dalla garanzia dello Stato a una banca o a un intermediario finanziario, anche sulla base di apposite convenzioni quadro. Le cessioni dei crediti certificati mediante la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni possono essere stipulate mediante scrittura privata e possono essere effettuate esclusivamente a favore di banche o intermediari finanziari autorizzati, ovvero da questi ultimi alla Cassa Depositi e Prestiti Spa. Compensazione crediti P.A. con istituti deflattivi e somme a ruolo Come previsto dagli artt. 39 e 40 del D.L. 66/2014, ai fini della compensazione ai sensi dell art. 17 D.Lgs. n. 241/1997, è stato eliminato il vincolo secondo cui i crediti dovevano essere maturati al 31/12/2012. Pertanto tutti i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli enti locali e degli enti del SSN per somministrazioni, forniture e appalti, possono essere compensati, su specifica richiesta del creditore, con le somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflattivi del contenzioso tributario. E stato differito dal 31/12/2012 al 30/9/2013 il termine di notifica delle iscrizioni a ruolo delle somme con cui i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati. *** Cordiali saluti. Studio Rosina e Associati Allegato: Circolare Agenzia delle Entrate n. 8/E del 28 Aprile Documenti analoghi
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