Source: http://www.comune.viagrande.ct.it/cosa_fare/Unioni_civili.aspx
Timestamp: 2019-04-18 21:00:00+00:00
Document Index: 48397536

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8']

Le unioni civili fra persone dello stesso sesso sono regolate dalla legge 20 maggio 2016, n.76, in vigore il 5 giugno 2016.
In attesa dei decreti delegati previsti dall’art. 1, c. 28, della legge, da emanarsi entro il prossimo 5 dicembre 2016, sulla G.U. n. 175 del 28/07/2016 è stato pubblicato il DPCM n. 144 del 23/07/2016, che detta le disposizioni transitorie per la disciplina delle Unioni Civili.
Nella stessa data del 28 luglio è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Interno con il quale sono state approvate le formule per la redazione dei relativi atti di stato civile.
Entrambi i provvedimenti si applicano dal 29 luglio 2016, fino all’entrata in vigore dei citati decreti delegati.
Sotto il profilo operativo, il regolamento “transitorio”, disciplina in sequenza le varie fasi procedurali: richiesta di costituzione dell’unione, verifiche, costituzione dell’unione e registrazione.
Le parti possono scegliere liberamente il comune ove costituire l’unione ed il primo adempimento dell’ufficiale dello stato civile è la redazione del processo verbale della richiesta. La parti devono dichiarare di non trovarsi in alcuna delle condizioni di cui all’art.1, comma 4, della legge 76/2016. Non sono necessari testimoni.
Per le richieste da presentare presso il comune di Viagrande, anche in considerazione che in questa fase di prima applicazione della nuova normativa non appare agevole ricevere in forma immediata la richiesta, questo ufficio ha ritenuto opportuno prevedere una istanza di prenotazione, utilizzando preferibilmente il modulo allegato.
Al momento della richiesta l’ufficiale dello stato civile inviterà le parti a ripresentarsi, per la dichiarazione di costituzione dell’unione, in una data, indicata dalle parti stesse, successiva al periodo di quindici giorni, durante il quale sarà svolta l’attività istruttoria di verifica delle dichiarazioni rese.
Nella data fissata, l’unione si costituisce mediante dichiarazione congiunta delle parti di fronte all’ufficiale dello stato civile, di cui è redatto processo verbale sottoscritto dallo stesso ufficiale unitamente alle parti ed a due testimoni.
Dopo la dichiarazione seguono l’iscrizione e l’annotazione, rispettivamente, nel registro provvisorio delle unioni civili, negli atti di nascita e nella scheda anagrafica degli interessati.
Impedimento a recarsi nella casa comunale. Ai sensi dell’art. 1, comma 4, del DPCM, se una delle parti, per infermità o altro comprovato motivo, è nell’impossibilità di recarsi alla casa comunale l’Ufficiale dello Stato Civile si trasferisce nel luogo in cui si trova il dichiarante e riceve la richiesta di costituzione dell’unione civile presentata congiuntamente da entrambe le parti. Con le stesse modalità, dopo aver effettuato i controlli richiesti dalla legge, l’Ufficiale dello Stato Civile si recherà nuovamente nel luogo ove si trova il dichiarante impossibilitato a muoversi al fine di ricevere la dichiarazione di costituzione dell’unione, alla presenza di due testimoni, con i documenti di identità (art. 3, comma 6, del DPCM). L’impedimento a recarsi nella casa comunale deve risultare da idonea certificazione.
Imminente pericolo di vita. Ai sensi dell’art. 3, comma 7 del DPCM, nel caso di imminente pericolo di vita di una delle parti, l’Ufficiale dello Stato Civile riceve la dichiarazione costitutiva dell’Unione anche in assenza di precedente richiesta, previo giuramento delle parti stesse sulla sussistenza dei presupposti per la costituzione dell’unione e sull’assenza di cause impeditive. L’imminente pericolo di vita deve essere comprovato da idonea certificazione medica.
Scelta del cognome. In relazione all’eventuale scelta del cognome comune – ai sensi dell’art. 1, c. 10, della legge, richiamato dall’art. 4 del decreto - l’ufficiale dello stato civile procederà ai conseguenti adempimenti per l’annotazione nell’atto di nascita e per l’aggiornamento della scheda anagrafica della parte il cui cognome non è stato assunto come cognome comune. La stessa parte può dichiarare di voler anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome.
Il cambiamento del cognome comporta la necessità di sostituzione dei documenti personali e del codice fiscale.
Rettificazione di sesso. Il decreto, in attuazione dell’art. 1, comma 27, della legge, disciplina inoltre la costituzione dell’unione civile nell’ipotesi in cui, a seguito della rettificazione di sesso di uno dei coniugi, gli stessi abbiano espresso la volontà di proseguire in altra forma giuridica – quella dell’unione civile – il rapporto di coppia preesistente. In tal caso è prevista una apposita dichiarazione congiunta davanti all’ufficiale dello stato civile del comune nel quale fu iscritto o trascritto l’atto di matrimonio (art. 5).
Scioglimento dell’unione. Quanto poi alle ipotesi di scioglimento, la legge prevede che l’unione si sciolga quando le parti, o anche una sola di esse, abbiano manifestato la volontà di sciogliere il vincolo davanti all’ufficiale dello stato civile. Decorsi tre mesi potrà essere proposta domanda di scioglimento da entrambi le parti. A tale proposito, fermo restando il compito dell’ufficiale dello stato civile di redigere il processo verbale della volontà di scioglimento, l’art. 6 del decreto richiama le già sperimentate procedure semplificate di cui agli artt. 6 e 12 del DL n. 132/2014, convertito dalla L. n. 162/2014 (negoziazione assistita davanti a due avvocati e davanti all’ufficiale dello stato civile) .
Certificazione. L'ufficiale dello stato civile rilascia il documento attestante la costituzione dell'unione, recante i dati anagrafici delle parti, l'indicazione del regime patrimoniale e della residenza, oltre ai dati anagrafici ed alla residenza dei testimoni ai sensi dell'articolo 1, comma 9, della legge. Nei documenti e atti in cui è prevista l'indicazione dello stato civile, per le parti dell'unione civile sono riportate, a richiesta degli interessati, le seguenti formule: «unito civilmente» o «unita civilmente».
Cittadini non italiani. Con riguardo al nulla osta necessario per i cittadini non italiani e, in particolare, al riferimento alla dichiarazione dell’autorità competente del proprio Paese dalla quale risulti che, giusta le leggi cui è sottoposto, nulla osta all’unione civile, contenuto nel comma 2, il Consiglio di Stato ha sottolineato che tale disposizione non va interpretata nel senso di includere nelle leggi cui è sottoposto lo straniero medesimo anche quelle eventuali disposizioni dell’ordinamento dello Stato di appartenenza che vietino le unioni civili tra persone dello stesso. Ha precisato, inoltre, che il diritto di costituire un’unione civile tra persone dello stesso sesso, in forza dell’entrata in vigore della legge, è divenuto una norma di ordine pubblico e dunque prevale, secondo l’articolo 16 della legge 31 maggio 1995, n. 218, sulle eventuali differenti previsioni di ordinamenti diversi.
Trascrizione di matrimoni e/o unioni civili contratte all’estero. L’art. 8, comma 3, del DPCM stabilisce che gli atti di matrimonio e gli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso, contratti all’estero secondo le norme vigenti nel paese di formazione dell’atto, possono essere trascritti su richiesta degli interessati nel Registro delle Unioni Civili. Ai fini della trascrizione l’atto potrà essere inoltrato all’Ufficiale di Stato Civile del comune di residenza dell’interessato tramite l’Autorità Diplomatica Italiana nel paese di formazione dell’atto oppure consegnato direttamente dall’interessato stesso. L’atto dovrà essere tradotto e legalizzato secondo la normativa e le convenzioni internazionali vigenti. Per chi ha già contratto all’estero un' unione civile o un matrimonio tra persone dello stesso sesso non è possibile ripetere il procedimento di costituzione dell’Unione Civile in Italia. Non sono trascrivibili nel Registro le
unioni civili, contratte all’estero, tra persone di sesso diverso.
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