Source: http://www.consultantiusura.it/component/content/article/1-ultime-notizie/282-mercoledi-24-giugno-audizione-del-presidente-della-consulta-nazionale-antiusura-mons-alberto-durso-alla-commissione-parlamentare-antimafia.html
Timestamp: 2020-07-08 03:37:37+00:00
Document Index: 182723591

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 15']

MERCOLEDI' 24 GIUGNO AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELLA CONSULTA NAZIONALE ANTIUSURA, MONS. ALBERTO D'URSO, ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA
Mercoledì 24 giugno alle ore 15,00, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, il Presidente della Consulta Nazionale Antiusura, mons. Alberto D'Urso, è stato audito dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. L’usura quale piaga che affligge non solo le imprese ma anche le famiglie, l’educazione alla denuncia, la prevenzione dell’usura, il funzionamento dei fondi statali di prevenzione e solidarietà per le vittime di usura e racket, le procedure esecutive immobiliari, il dialogo con le istituzioni. Sono trai i temi della relazione che mons. D’Urso ha tenuto nell’audizione alla Commissione parlamentare Antimafia. L’azzardo sarà oggetto prossimamente di un’altra audizione del Presidente della Consulta Antiusura. In coda all'articolo pubblichiamo la registrazione audio-video dell'audizione, tratta dalla Web TV della Camera dei Deputati.
“Siamo in campo nella lotta contro l’usura da oltre venticinque anni. La Chiesa tramite le Fondazioni Antiusura ha offerto questo modello di apostolato rivolto ad assistere le famiglie finite nella morsa di questa diffusa piaga sociale. La prima Fondazione fu istituita a Napoli nel 1992 da padre Massimo Rastrelli, che in qualità di Parroco del Gesù Nuovo, denunciò che nonostante la modernizzazione del Paese, l’usura continuava ad insidiare e a coinvolgere le famiglie italiane. Oggi si contano trentadue Fondazioni Antiusura distribuite sul territorio nazionale che sono intervenute durante le due grandi crisi economiche (1992 e 2008). Gli effetti di queste crisi si sono trascinati sino ai primi mesi del 2020, e ad esse si sono aggiunte le ferite economiche della pandemia da Covid 19, di cui ancora si contano e si conteranno i danni e gli effetti. Secondo le previsioni economiche della Commissione Europa aggiornate a maggio c.a., il PIL Italia attesterà un calo di -9,5% nel 2020. Nei primi mesi di lockdown la Consulta Nazionale Antiusura è stata tra i primi a lanciare l’allarme usura, quale pandemia nella pandemia. Una marea di gente a rischio usura che di colpo si è trovata senza il minimo per vivere, tentata a mettere in discussione lo stesso scopo della vita”. “Nelle persistenti e stringenti crisi economiche e finanziarie molte imprese e famiglie sono attratte dal circuito illegale del credito. La criminalità organizzata si infila offrendo prestiti a condizioni competitive alle persone. In pratica, l’usura è una modalità tipica per il crimine organizzato per impadronirsi di imprese anche di dimensioni rilevanti. È un fenomeno, inoltre, strettamente correlato ad una altra specifica attività criminale, quella del riciclaggio di denaro. Attraverso i prestiti riescono a collocare nel mercato legale ingenti quantità di denaro rivenienti da attività illecite. Le vittime di usura sono sottoposte a continue intimidazioni, le quali sono indotte a una comune ritrosia a denunciare, per paura di subire ulteriori danni alla propria incolumità fisica e all’integrità dei propri beni, in particolare di incorrere nella perdita dei propri beni o delle proprie imprese. Le vessazioni cominciano con piccoli danneggiamenti, nel recapito di lettere anonime minatorie, in furti , incendi di beni strumentali delle imprese, sino a spezzare gambe e braccia alle persone. Questi atti di violenza spingono le vittime a cercare contatti con il tessuto criminale, per chiedere protezione. Nella maggioranza dei casi, l’esposizione debitoria si accentua fino a quando l’usura si trasforma in estorsione”.
“La pandemia da Covid 19 ha dato all’usura sicuramente nuovo vigore e slancio. Sono in fase di elaborazione i dati del 2020, ma in via generale possiamo affermare che l’incremento riguarda almeno altri tre elementi: le famiglie in condizione di povertà "tradizionale"; le famiglie (consumatrici e produttrici) che presentano uno stato di sovraindebitamento; le piccole e medie imprese che precipitano verso il fallimento per la progressiva caduta della domanda di loro prodotti o servizi. Fonti della Consulta Nazionale Antiusura "Giovanni Paolo II" hanno registrato nel 2019 circa 2 milioni di famiglie in stato di sostanziale fallimento economico. Nel periodo tra 1 gennaio 2007 e il 1 gennaio 2017 si rileva che ben 682 mila famiglie (più 53,5%) sono andate ad aggiungersi al milione e 276 mila che già versavano in condizione di gravissima difficoltà di bilancio, alla vigilia della crisi finanziaria determinata dal fallimento della Lehman Brothers”. Sono n. 7.708 le persone che si sono rivolte nell’anno 2018 alle Fondazioni Antiusura e n. 849 sono le pratiche finanziate con fondi pubblici per Euro 19.643.417. La relazione annuale delle attività 2019 del Comitato Nazionale Antiracket e Antiusura riporta n. 2.179 posizioni esaminate di cui 721 per estorsioni e 1.453 per usura per un totale nazionale deliberato di 17.904.235,84 di euro. “Un altro fenomeno che stiamo osservando con seria preoccupazione è quello delle procedure esecutive immobiliari – spesso in danno di famiglie indebitate che rischiano di perdere questo unico bene fondamentale per la vita della famiglia stessa – vendite alle quali sono interessate le organizzazioni criminali con finalità di riciclaggio di patrimoni finanziari illeciti. Abbiamo anche denunciato l’atteggiamento aggressivo di finanziarie e di società di recupero crediti nei confronti dei soggetti gravemente indebitati”. Mons. D’ Urso su invito della Commissione si è soffermato su tema della denuncia. “Le Fondazioni sostengono le vittime anzitutto promuovendo la indispensabilità e convenienza della denuncia al fine di spezzare la soggezione sia psicologica che economica della vittima all’usuraio. Ma, in tale opera, le Fondazioni non usufruiscono, a differenza di quanto avviene per la prevenzione all’usura, di aiuti pubblici destinati anche ai soggetti – famiglie non esercenti attività economiche. Le Fondazioni, in ogni caso, collaborano intensamente con le istituzioni anche prestando assistenza alimentare e legale alle vittime nella presentazione delle istanze di accesso al Fondo di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura ex lege 108/96 e 44/99 e assicurando ogni possibile sostegno economico a coloro che, dopo aver denunciato pericolosi criminali per gravi fatti di usura ed estorsione, usufruiscono del programma di protezione per i testimoni di giustizia” .Per quanto concerne i fondi statali a beneficio delle vittime, il Presidente della Consulta Nazionale Antiusura ha sollevato il tema di incostituzionalità della normativa italiana “non posso esimermi dal rilevare la contraddizione interna al sistema: lo Stato sostiene le famiglie e le imprese (ex art. 15 legge 108/96) nella prevenzione all’usura, ma esclude le prime dalla solidarietà (ex art. 14 legge 108/96) ingenerando una evidente disparità di trattamento che non può non sollevare dubbi di costituzionalità sull’art. 14 della legge 108/96”.
Per tali ragioni, ha fatto presente che, nelle varie fasi della pandemia, la Consulta Nazionale Antiusura ha chiesto al Presidente del Consiglio Conte di modificare i criteri di accesso al Fondo di Solidarietà per le vittime di usura, di cui all’art. 14 della legge 108/1996, estendendolo anche alle famiglie, a tutte le persone fisiche vittime dell’odioso reato dell’usura; inoltre, sia previsto che i residui annuali non utilizzati dal Fondo per interventi di solidarietà alle vittime dell’usura, di cui all’art. 14, siano destinati nella misura del 50% al Fondo di prevenzione dell’usura di cui all’art. 15.
“Auspico che questa Commissione, - ha concluso mons. Alberto D’Urso- nell’ambito delle Sue competenze e finalità, possa farsi portavoce presso il Governo e il Parlamento delle istanze ancora oggi rappresentate e di vederle realizzate anche in quanto condivise da altri soggetti che operano a fianco a noi e con noi in questa triste materia”.
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