Source: http://www.conticiani.it/Classe_5/Lezioni%20classe%20V/Revisione/controllo_contabile.htm
Timestamp: 2020-01-23 08:16:26+00:00
Document Index: 31753654

Matched Legal Cases: ['art. 2435', 'art. 2400', 'art. 2399', 'art. 2409', 'art. 2403', 'art. 2409', 'art. 2409', 'art. 2409', 'art. 2409', 'art. 2409', 'art. 2409', 'art. 2409', 'art.155']

Controllo di gestione e contabile
Sistemi di governo societario
Le società di capitali possono scegliere tra tre diversi sistemi di governo:
1 - Sistema tradizionale
Nel sistema tradizionale gli organi cui è affidata la società sono:
Assemblea dei Soci a cui spettano le decisioni sui supremi atti di governo della società, secondo quanto previsto dalla legge e dallo Statuto;
Consiglio di Amministrazione incaricato di gestire l’impresa sociale,
Collegio Sindacale chiamato a vigilare sull’osservanza della legge e dello Statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, oltre che a controllare l’adeguatezza della struttura organizzativa, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo contabile della società;
Il Collegio Sindacale è un organo di controllo della gestione riservato alle sole società di capitali ed alle cooperative. Nelle società a responsabilità limitata (Srl), è obbligatorio solo se il sociale supera il minimo previsto per la società per azioni (120.000 euro) o se la società non può redigere il bilancio in forma abbreviata perché supera i limiti previsti dall'art. 2435 bis del codice civile. Negli altri casi per le srl, il collegio sindacale è facoltativo e può essere previsto nello statuto.
Composizione e durata del collegio
Il collegio sindacale si compone di 3 o 5 membri effettivi più 1 o 2 supplenti tutti eletti dall'assemblea in sede ordinaria. Possono essere revocati solo per giusta causa e previa approvazione con decreto del tribunale (art. 2400 c.c.).
Requisiti dei sindaci
Il controllo del collegio sindacale è un controllo di legalità perché i sindaci verificano il rispetto della legge e dello statuto e possono impugnare dinanzi al tribunale le delibere non conformi alla legge e allo statuto. Inoltre essi verificano l'adeguatezza dell'organizzazione amministrativa e contabile e la corretta amministrazione della società segnalando all'assemblea eventuali fatti rilevanti.
2 - Sistema monistico (Società per Azioni)
Il sistema "Monistico" (di ispirazione anglosassone) è un sistema alternativo di amministrazione e controllo della S.P.A. (utilizzabile anche nelle Società Cooperative e nelle Società Europee), può essere adottato dalla società solo con un'espressa previsione statutaria (o con successiva modifica), in assenza della quale si applica la disciplina del modello "Tradizionale".
Nel modello monistico:
- l’Amministrazione della società è affidata ad un Consiglio di Amministrazione
- la funzione di Controllo sulla Gestione è invece di competenza di un "comitato per il controllo sulla gestione", eletto nell’ambito del consiglio di amministrazione;
- il Controllo Contabile è (*senza eccezioni*) affidato ad un organo esterno, Revisore contabile o Società di revisione.
All’Assemblea è attribuito in particolare il potere di nominare il consiglio di amministrazione.
Il Sistema Monistico prevede un consiglio di amministrazione, cui spetta la gestione dell’impresa, che nomina al suo interno un comitato di controllo che esercita il controllo sul corretto esercizio dell’amministrazione. A differenza del modello tradizionale (in cui l’assemblea elegge separatamente gli organi di amministrazione e di controllo) nel modello monistico i controllori sono emanazione degli stessi soggetti controllati.
Il C.d.A. deve essere composto per almeno un terzo da membri che rispettino i requisiti di indipendenza dei sindaci (art. 2399 c.c.). È permessa la delega di funzioni e la costituzione del comitato esecutivo.
Comitato interno per il controllo sulla gestione
Il comitato interno per il controllo sulla gestione viene nominato e revocato (anche senza giusta causa) dal C.d.A., ed è composto da amministratori (ossia membri del C.d.A.) in possesso dei requisiti di onorabilità previsti e che non ricoprano alcuna funzione amministrativa. La funzione svolta è quella propria dell'organo di controllo.
3 - Sistema dualistico
Il sistema di amministrazione e controllo della S.p.A. noto come "Dualistico" è caratterizzato da una struttura che prevede l'elezione da parte dell'assemblea di un organo denominato consiglio di sorveglianza, il quale elegge a sua volta un consiglio di gestione. Il sistema dualistico introduce nel diritto societario italiano la pratica della cogestione, nata e particolarmente diffusa in Germania.
 Competenze dell'organo di controllo
 l'art. 2409 terdecies, lett. c, rinvia all'art. 2403 contenente i doveri del collegio sindacale (vigilanza sul rispetto da parte degli amministratori di legge e statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione) e la lett. e consente l'esperibilità della denuncia di gravi irregolarità al tribunale ex art. 2409. Inoltre gli artt. 2380 e 223 septies (sopra cit.) estendono, ove compatibili, le norme dettate per il modello tradizionale in materia di collegio sindacale.
Il consiglio di gestione ha l’esclusiva responsabilità della gestione e direzione dell’impresa e compie tutte le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale (art. 2409 novies c. 1 c.c.).
Il consiglio di gestione è composto da almeno 2 membri, anche non soci (art. 2409 novies c. 2 c.c.). Non può assumere la carica chi è membro del consiglio di sorveglianza (art. 2409 novies c. 4 c.c.). I primi componenti del consiglio di gestione vengono nominati nell’atto costitutivo. Durante la vita della società, invece, i consiglieri sono nominati (art. 2409 novies c. 3 c.c.):
dallo Stato o da un ente pubblico, nei casi previsti dalla legge o dall’atto costitutivo.
I consiglieri di gestione restano in carica per un periodo non superiore a 3 esercizi, con scadenza alla data della riunione del consiglio di sorveglianza convocato per l’approvazione del bilancio del terzo esercizio (art. 2409 novies c. 4 c.c.). Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più componenti del consiglio di gestione, il consiglio di sorveglianza provvede senza indugio alla loro sostituzione (art. 2409 novies c. 6 c.c.).
I componenti del consiglio di gestione sono revocabili in qualunque tempo con delibera del consiglio di sorveglianza, anche se nominati nell’atto costitutivo. I componenti nominati dallo Stato o da enti pubblici sono invece revocabili solo dagli enti che li hanno nominati. In assenza di una giusta causa di revoca, spetta al consigliere revocato il risarcimento del danno. In presenza di una giusta causa, invece, il consiglio di sorveglianza può promuovere l’azione sociale di responsabilità per il risarcimento dei danni prodotti.
Il controllo sulla gestione
Il controllo sulla gestione deve vigilare:
Per quanto all’organo che deve effettuare il controllo della gestione, varia come sopra visto con il tipo di governance.
Il controllo contabile consiste:
Tipologia di controllo contabile (auditing)
auditing interno, effettuato da personale interno all’azienda è motivato da esigenze organizzative; mira a garantire una maggiore affidabilità delle procedure, evidenziare disfunzioni dell’organizzazione amministrativo-contabile, assicurare maggiore esattezza dei dati utilizzati dalla direzione per l’elaborazione delle proprie strategie.
auditing esterno, viene condotto da personale esterno all’azienda in piena autonomia al fine di garantirei terzi e in particolare gli stakeolders sul corretto operato degli amministratori
Soggetti deputati ad effettuare il controllo contabile
I soggetti chiamati ad esprimere il controllo contabile devono essere:
per società le quotate nei mercati regolamentati, società di revisione contabile, regolarmente iscritte in uno specifico Albo come previsto dall'art.155 del TUIF;
per le società non quotate il controllo può essere affidato al revisore persona fisica oppure alla società di revisione.
La normativa di riferimento per il revisore chiamato ad esprimere un giudizio professionale sull'attendibilità di un bilancio è rappresentata dal Codice Civile per le società non quotate, dal TUIF per le quotate nonché dai principi di revisione e dai principi contabili nazionali emanati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e Ragionieri.
La revisione contabile si conclude con apposita relazione contenente il Giudizio dei revisori sul Bilancio la cosidetta Certificazione di bilancio che rappresenta l’atto formale con il quale i revisori comunicano a terzi la propria opinione in merito alla regolarità formale e sostanziale del bilancio di esercizio.
Certificazione del Bilancio di esercizio
La relazione che deve evidenziare i controlli eseguiti, le persone che li hanno effettuati e chi li ha diretti, i loro compensi, conclude con un giudizio sul bilancio che è differenziato a seconda della sua attendibilità.
Tale giudizio può essere:
positivo senza rilievi
positivo con alcuni rilievi
avverso (non viene rilasciata certificazione)
impossibilità di esprimere un giudizio a causa di mancanza di elementi idonei (non viene rilasciata certificazione)
Alla base della revisione contabile stanno i principi di revisione che possono essere raggruppati in tre macroaree che sono:
i principi etico-professionali del revisore. indicano i requisiti, le competenze, la deontologia, che deve avere chi effettua la revisione (diligenza, segreto professionale ed indipendenza)
i principi di svolgimento delle attività di revisione indicano le fasi e le modalità con cui deve essere svolta la revisione
i principi di stesura della relazione, indicano come e cosa indicare nella relazione di certificazione.