Source: http://www.studiocentroservizi.it/RegimiContabili.html
Timestamp: 2019-05-27 14:06:55+00:00
Document Index: 56810048

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.23', 'art. 23', 'art.634', 'art. 2214', 'art 8', 'art. 2710', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 53']

Il Regimi CONTABILI
A seguito della legge finanziaria 2007 i professionisti dovranno incassare i propri compensi rispettando
i seguenti limiti per i compensi da incassare in contante sono i seguenti:
Attenzione la norma riguarda solo i professionisti e solo per gli incassi, sono esclusi altri lavoratori stando almeno
alle interpretazioni attuali.
Gli assegni incassati dovranno obbligatoriamente essere versati su un c/c intestato al professionista, anche se
non di studio (quindi anche personale).
Il dubbio sorge sulla effettiva validità del provvedimento, cosa fare per i clienti protestati oppure per quelli che
solitamente girano assegni di terzi?
Nascono problemi non indifferenti in una situazione di liquidità già allo sfascio, la conseguenza potrebbe essere
una sola: maggiore evasione fiscale.
Elenco Clienti e fornitori obbligatori già dal 2006 la trasmissione dovrà avvenire per via telematica
entro il 29/04/2007
Elenco clienti e fornitori obbligatori già dal 2006, entro il 29/04/2007 bisognerà trasmettere i dati di tutti i propri
clienti e fornitori relativi al 2006, sono esclusi i dati dei
privati. Snellite le procedure per la presentazione dei nuovi elenchi clienti e fornitori non e' necessario riportare
anche il loro codice fiscale, come previsto dalla legge.
1. VIDIMAZIONE REGISTRI
2. I TEMPI PER LA STAMPA
3. REGIMI CONTABILI CLASSICI
4. REGIME ORDINARIO
5. REGIME SEMPLIFICATO (CONTRIBUENTI MINORI)
6. REGIME FORFETTARIO (CONTRIBUENTI MINIMI)
7. REGIME AGEVOLATO (MARGINALI)
8. LA SCELTA DEL REGIME PER COMPORTAMENTI CONCLUDENTI
9. BILANCIO CEE ABBREVIATO
10. CONTABILITA' DI MAGAZZINO
11. TONNAGE TAX
La nuova legge sopprime anche la vidimazione iniziale di tutti i registri fiscali sia ai fini iva sia ai fini delle imposte dirette, tenendo però fermo l’obbligo di vidimazione iniziale presso un notaio o pubblico registro delle imprese dei soli libri sociali (libro assemblee, soci…).
Per tutti i registri per i quali e’ stata soppressa la vidimazione iniziale rimane solo l’obbligo di numerazione progressiva non necessariamente preventiva (che può essere annuale circ. min. ind. 3407/c 9/1/97 e non progressiva per tutta la vita dell’impresa) e del pagamento dell’imposta di bollo pari a lire 40.000 (€ 20,66) ogni cento fogli ridotta a lire 20.000 (€ 10,33) solo per le società di capitali che continuano a pagare la tassa di concessione di lire 600.000 (€309,87) oppure 1.000.000 (€516,46) se il capitale sociale supera 1 miliardo, da pagare annualmente con modello f24 codice tributo 7085. (introdotta dalla finanziaria 1996 art. 3 comma 142 modificando l’art.23 del dpr 642/72).
Viene soppressa anche la tassa di concessione di lire 100.000 prevista dall’art. 23 del dpr 642/72 nota1, da pagare su libro giornale e inventari per ogni 500 fogli per le ditte individuali e le società di persone.
La soppressione dell’obbligo di vidimazione annuale si applica anche per il passato, ovviamente se non ci sono stati accertamenti definitivi, applicando così la regola del favor rei, che sana tutte le irregolarità commesse.
Resta inteso, che e’ sempre possibile vidimare i registri contabili, anche se non e’ più obbligatorio, in tal caso si applicano le vecchie disposizioni (anche il pagamento della tassa di concessione lire 100.000 per le ditte individuali e società di persone)
Restano esclusi i registri imposti da disposizioni speciali, che vanno sempre vidimati come il registro dei rifiuti speciali.
(1) Si ricorda che le società di capitali versano la tassa di concessione governativa annuale obbligatoria, che
comporta 1 sola marca da bollo ordinaria per ogni 100 fogli, mentre per le società di persone e le ditte individuali le
marche da bollo da applicare ogni 100 fogli sono 2, vista l'esenzione da qualsiasi tassa di CCGG
La finanziaria del 2000, ha introdotto un importante disposizione in virtù della quale i registri contabili devono essere
stampati su supporto cartaceo entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi, pertanto gli obblighi di
registrazione (es. 60gg per il libro giornale) si riferiscono alle registrazioni al computer, la Guardia di Finanza o gli
ispettori degli uffici fiscali in sede di verifica possono chiedere la stampa delle operazioni contabili.
Risulta chiaro che tale disposizione si applica solo alla tenuta della contabilità con elaboratori e non per la tenuta manuale.
DOPO L’ABOLIZIONE DELLA VIDIMAZIONE DEI REGISTRI CONTABILI I PROBLEMI PER I DECRETI INGIUNTIVI
il rifiuto dei Notai agli estratti autenticati dei registri non vidimati.
I notai rifacendosi all'art.634 cpc e all'art. 2214 cc, che impongono ai notai l'autentica dei solo registri bollati e vidimati,
Tsi rifiutano di procedere all'autentica degli estratti. tale interpretazione e' stata però considerata restrittiva, in quanto
l'art 8 della legge 383/2002 ha di fatto abrogato implicitamente le disposizione dell'art. 2710 del cc e 634 del cpc. Il
consiglio nazionale dei notai con risposta al quesito 3982 ha stabilito, che il notaio può rilasciare comunque l'estratto
anche se a loro parere non idoneo come documento probatorio.
Quindi dopo la semplificazione sono in molti a trovare problemi, in quanto quando il cliente non paga, l’Avvocato richiede
l’estratto notarile delle scritture contabili, in genere la pagina del registro delle fatture emesse dove sono annotate le
fatture non pagate, documento necessario ad ottenere il decreto ingiuntivo, e il Notaio si rifiuta di rilasciare l’estratto.
Alla semplificazione fiscale, non ha avuto seguito purtroppo una semplificazione civilistica, non resta pertanto, che
appellarsi al buon senso dei notai, pur essendo necessario a mio parere un intervento legislativo, che ponga fine
alle diverse interpretazioni e semplifichi definitivamente la materia.
Per verificare se ci si trova in regime ordinario o semplificato, che costituiscono i regimi contabili classici, bisogna
tener presente quanto segue:
N.B. Il limite va ragguagliato ad anno (per attività iniziata il primo luglio il limite passa da 600 milioni a 300)
Se non si e’ superato il limite ci si trova in contabilità semplificata, se invece si e’ superato il limite l’azienda o il
professionista e’ obbligato alla contabilità ordinaria.
N.B. Le società di capitali (srl, spa, sapa) sono sempre in contabilità ordinaria, visto che devono presentare il
bilancio annuale, quindi non e’ prevista per questi soggetti la semplificata.
Oltre ai regimi classici ordinario e semplificato (minori), ci sono altri due regimi il forfetario (minimi) ed il
Il regime di contabilità ordinaria è obbligatorio per le società di capitali e per gli altri soggetti che hanno
conseguito ricavi superiori a:
Per i soggetti obbligati a tale regime non sono previste semplificazioni di nessuna natura e, pertanto, devono
essere tenuti tutti i libri e registri previsti dalla legislazione fiscale e civilistica:
1. E’ applicabile qualora non si realizzi un volume d’affari superiore a 600.000.000 pari a 309.874,14 € per le
prestazioni di servizi ed esercenti arti e professioni e 1 miliardo 516.456,90€ per le cessioni di beni e altre attività
o per coloro che esercitano sia prestazione di servizi sia cessioni di beni.
2. Agevolazioni contabili: esonero dalla tenuta del libro giornale ed inventari.
3. I contribuenti ammessi a tale regime possono:
- annotare, entro il 16 del mese successivo, l'ammontare delle operazioni IVA e di quelle escluse dal campo di
applicazione della stessa imposta effettuate in ciascun mese;
- conservare la documentazione relativa agli altri costi non IVA per i quali si intende portare in deduzione dal reddito
Le menzionate annotazioni possono essere effettuate nei registri IVA o nell'apposito prospetto conforme al modello
di cui al D.M. 12 febbraio 1997.
Sono definiti contribuenti minimi, per il periodo d'imposta 2003, le persone fisiche esercenti attività 'impresa o arti e
professioni per le quali nell’anno precedente sussistevano congiuntamente le seguenti condizioni (comma 171 dell'art. 3
della L. n. 662/1996):
2) non hanno utilizzato beni strumentali di costo complessivo, al netto degli ammortamenti, superiore ad euro
10.329,14 (20 milioni di lire).
3) non hanno corrisposto, a dipendenti o altri collaboratori stabili, compensi complessivi, tenendo conto anche dei
contributi previdenziali e assistenziali, superiori al 70 per cento del volume d'affari di cui al punto 1
Il contribuente può fruire del regime agevolato di cui all'articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, Finanziaria Per il 2001,
se, in base al suo comportamento concludente, pur non avendo esercitato alcuna opzione, ha applicato il regime sostitutivo,
cosiddetto forfettino. Una conferma in questo senso è nella circolare 50/E del 12 giugno 2002. Per chiarezza, si riportano la domanda
e la risposta contenute nel paragrafo 20 della circolare 50/E del 12 giugno 2002.
Le persone fisiche esercenti attività per le quali risultano applicabili gli studi di settore possono avvalersi del regime disciplinato
nel presente articolo a condizione che i ricavi e i compensi del periodo d'imposta precedente risultino di ammontare non superiore al
limite individuato con appositi decreti ministeriali
L'agevolazione si sostanzia in una semplificazione dell'assolvimento degli obblighi fiscali mediante:
1) applicazione di una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi pari al 15 per cento dei ricavi e dei compensi minimi calcolati mediante
la procedura informatica GE.RI.CO.;
2) riduzione degli adempimenti contabili mediante l'esonero dalla:
b) liquidazione e versamento periodico dell'Iva, presentazione della dichiarazione periodica dell'Iva nonché versamento dell'acconto
annuale dell'Iva;
2) vengono conseguiti ricavi o compensi inferiori al limite fissato da appositi provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle Entrate
(sulla base delle dimensioni medie degli operatori del settore), in misura differente rispetto a ciascuno studio di settore, ma , comunque,
mai superiore ad euro 25.825, pari a 50 milioni di lire. Il limite viene verificato utilizzando una apposita versione di GERI.CO., detta
"GE.RI.CO marginali". Si tratta di uno specifico software messo a disposizione dall'Agenzia, dalla duplice funzione:
Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto a condizione che: a) il contribuente non abbia esercitato negli ultimi tre anni
attività artistica o professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare; b) l'attività da esercitare non costituisca, in
nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il
caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;
c) sia realizzato un ammontare di compensi di lavoro autonomo non superiore a lire 60 milioni o un ammontare di ricavi non
superiore a lire 60 milioni pari a € 30.987,41per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi ovvero a lire 120 milioni
pari a € 61.974,82 per le imprese aventi per oggetto altre attività; d) qualora venga proseguita un'attività d'impresa svolta in
precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento
del predetto beneficio, non sia superiore a lire 60 milioni per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi ovvero a lire 120
milioni per le imprese aventi per oggetto altre attività; e) siano regolarmente adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi e amministrativi.
relativi al reddito oggetto del  regime agevolato non sono assoggettati a ritenuta d'acconto da parte del
L'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, stabilisce che l'opzione o la revoca dei regimi di
determinazione dell'imposta o dei regimi contabili si desumono da comportamenti concludenti del contribuente o dalle modalità di
9.BILANCIO CEE ABBREVIATO
Più precisamente, la redazione  del  bilancio  in  forma  abbreviata  è
possibile dal 1/1/2005 se nel primo esercizio di vita, oppure -  successivamente  -  per
due esercizi consecutivi, l'impresa  non  abbia  superato  due  dei  limiti seguenti:
10.CONTABILITA’ DI MAGAZZINO
I limiti per essere assoggettati all'obbligo della contabilità di magazzino sono fissati dall'art. 1, comma 1, del D.P.R. 695
del 9 dicembre 1996, che prevede che "le scritture ausiliarie di magazzino di cui alla lett. d) dell'art. 14, primo comma,
del D.P.R. 600 del 29 settembre 1973, devono essere tenute a partire dal secondo periodo d'imposta successivo a quello
in cui per la seconda volta consecutivamente l'ammontare dei ricavi di cui all'art. 53 del D.P.R. 917 del 22 dicembre 1986
e il valore complessivo delle rimanenze di cui agli artt. 59 e 60 dello stesso decreto sono superiori rispettivamente a
dieci miliardi (pari a euro 5.164.568,99) e a due miliardi di lire" (pari a euro 1.032.913,80). In quanto alla durata
dell'obbligo, la normativa prosegue stabilendo che "l'obbligo cessa a partire dal primo periodo di imposta successivo
a quello in cui per la seconda volta consecutivamente l'ammontare dei ricavi o il valore delle rimanenze è inferiore a tale
limite".Questo significa che, attualmente, affinché insorga l'obbligo fiscale devono sussistere le seguenti condizioni:
- ricavi superiori a 10 miliardi e rimanenze finali  superiori  a  2 miliardi;
Con il D.Lgs. n. 344/2003 l’Italia ha recepito la «tonnage tax». Si tratta di un regime opzionale già noto in altri Paesi europei, in
base al quale il reddito delle imprese marittime è determinato in via forfetaria e concorre alla formazione dell’imponibile
complessivo con gli altri redditi che restano determinati in via analitica.
In attesa del decreto ministeriale, che dovrà definirne le modalità applicative.