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Timestamp: 2017-10-21 10:32:38+00:00
Document Index: 6280122

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 119', 'art.  119', 'art.  119', 'art.  1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 2', 'art.  10', 'art.  30', 'art. 1', 'art.  11', 'art. 1', 'art. 3', 'art.  30', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 16', 'art.\n119', 'art. 2', 'art.  119', 'art. 119', 'art.  119', 'art.  1', 'art.  11', 'art. 13', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 1', 'art.  3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art.  1', 'art.  6', 'art. 60', 'art. 60', 'art.\n41', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 125', 'art.  163', 'art. 13', 'art.  6', 'art.  10', 'art. 1', 'art. 10', 'art.  14', 'art. 7', 'art.  44', 'art.  4', 'art. 5', 'art.  15', 'art. 163', 'art.\n175', 'art.  11', 'art. 10', 'art. 183', 'art.\n9', 'art. 9', 'art. 15', 'art.\n166', 'art.  38', 'art. 13']

DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011, n. 229 - Attuazione dell'articolo 30, comma 9, lettere e), f) e g), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica dell'utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del Fondo opere e del Fondo progetti. (12G0016) - (GU n. 30 del 6-2-2012 | Agrinews.info
<MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 19 gennaio 2012
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011, n. 230 – Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, recante attuazione della direttiva 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE e che abroga la direttiva 97/5/CE. (12G0014) – (GU n. 31 del 7-2-2012>
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011, n. 229 – Attuazione dell’articolo 30, comma 9, lettere e), f) e g), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica dell’utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del Fondo opere e del Fondo progetti. (12G0016) – (GU n. 30 del 6-2-2012
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011, n. 229 - Attuazione dell'articolo 30, comma 9, lettere e), f) e g), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica dell'utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del Fondo opere e del Fondo progetti. (12G0016) - (GU n. 30 del 6-2-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/02/2012
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011 , n. 229
Attuazione dell’articolo 30, comma 9, lettere  e),  f)  e  g),  della
verifica  dell’utilizzo  dei  finanziamenti  nei  tempi  previsti   e
costituzione del Fondo opere e del Fondo progetti. (12G0016)
Visto l’articolo 22 della legge  5  maggio  2009,  n.  42,  recante
delega al Governo in materia di federalismo  fiscale,  in  attuazione
dell’articolo 119 della Costituzione, che prevede la  predisposizione
di una ricognizione degli interventi infrastrutturali ai  fini  della
Vista la legge 31 dicembre 2009, n. 196, recante norme  in  materia
di contabilita’ e finanza pubblica, ed in particolare  l’articolo  13
che  istituisce  la  banca  dati   unitaria   delle   amministrazioni
degli andamenti della finanza pubblica,  nonche’  per  acquisire  gli
elementi informativi necessari per  dare  attuazione  al  federalismo
Visto l’articolo 30, comma 9, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
con particolare riguardo alla valutazione ex ante ed  ex  post  degli
interventi infrastrutturali, nonche’ alle procedure di  monitoraggio,
anche con strumenti informatici,  sullo  stato  di  attuazione  delle
opere e ad un sistema di verifica per  l’utilizzo  dei  finanziamenti
erogati anche in parte a carico del bilancio dello  Stato  nei  tempi
Visto l’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, che dispone,
tra l’altro, che a decorrere  dal  1°  gennaio  2003,  ogni  progetto
d’investimento pubblico, nuovo o in corso di attuazione,  sia  dotato
del Codice unico di progetto – CUP, istituito dalla legge  17  maggio
l’articolo 3, comma 8;
Vista la  legge  13  agosto  2010,  n.  136,  come  modificata  dal
decreto-legge  del  12  novembre  2010,  n.  187,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2010, n. 217, con  particolare
riferimento alle procedure ivi previste in materia di  tracciabilita’
dei pagamenti, anche in relazione  all’attuazione  dell’articolo  30,
commi 8 e 9, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonche’ in  ordine
all’obbligo di richiesta del Codice identificativo gare (CIG), per le
Visto l’articolo 3, comma 5, del  decreto  legislativo  5  dicembre
1997, n. 430, che istituisce  il  Nucleo  tecnico  di  valutazione  e
per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello  sviluppo
economico, articolato in due unita’ operative, rispettivamente per la
disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi  speciali
per  la  rimozione  di  squilibri  economici  e  sociali,   a   norma
dell’articolo 16 della legge 5 maggio 2009, n. 42;
Vista la determinazione dell’Autorita’ di vigilanza  sui  contratti
pubblici del 18 novembre  2010,  n.  8,  che  chiarisce  l’ambito  di
applicazione e le modalita’ attuative della citata  legge  13  agosto
2010,  n.  136,  e  fornisce  spiegazioni  in  relazione  al   Codice
identificativo di gara (CIG) ed al Codice unico  di  progetto  (CUP),
nonche’ sulla gestione dei movimenti finanziari e sulle comunicazioni
Sulla proposta del  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  di
concerto  con  il  Ministro  dello   sviluppo   economico   e   delle
1. Le Amministrazioni pubbliche di cui  all’articolo  1,  comma  2,
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e  i  soggetti  destinatari  di
finanziamenti a carico del  bilancio  dello  Stato  finalizzati  alla
realizzazione di opere pubbliche, nell’ambito della propria attivita’
a) detenere ed  alimentare  un  sistema  gestionale  informatizzato
contenente  le  informazioni  anagrafiche,  finanziarie,  fisiche   e
e dei relativi interventi, nonche’ all’affidamento ed allo  stato  di
attuazione di tali opere ed interventi, a partire dallo  stanziamento
iscritto  in  bilancio   fino   ai   dati   dei   costi   complessivi
b)  detenere   ed   alimentare   un   sistema   informatizzato   di
registrazione e conservazione dei dati contabili relativi a  ciascuna
transazione posta in essere  per  la  realizzazione  delle  opere  ed
interventi,   idoneo   ad   assicurare   la   relativa   evidenza   e
tracciabilita’;
c)  prevedere  specifici  vincoli,  anche  sulla  base  di   quanto
specificato nell’ambito  del  decreto  di  cui  all’articolo  5,  per
assicurare la raccolta e la comunicazione dei dati  finanziari  e  di
e degli enti aggiudicatori, come previsto dal presente decreto e  dal
decreto  legislativo  12  aprile   2006,   n.   163,   e   successive
modificazioni, ai fini dell’inoltro all’Autorita’  per  la  vigilanza
sui contratti pubblici di lavori, servizi e  forniture,  subordinando
l’erogazione dei  finanziamenti  pubblici  all’effettivo  adempimento
d) garantire che,  nell’ambito  dei  sistemi  di  cui  al  presente
articolo,  l’opera  sia  corredata,  ai  fini  dell’ottenimento   dei
relativi finanziamenti pubblici, del Codice unico di  progetto  (CUP)
che deve figurare gia’ nella fase di presentazione  ed  in  tutte  le
136. Il Codice identificativo di  gara  non  puo’  essere  rilasciato
dall’Autorita’ per la vigilanza sui  contratti  pubblici  di  lavori,
servizi e forniture  nei  confronti  di  contratti  finalizzati  alla
realizzazione di  progetti  d’investimento  pubblico  sprovvisti  del
Codice unico di progetto obbligatorio ai sensi dell’articolo 11 della
2. Resta fermo quanto previsto dal decreto  legislativo  31  maggio
– Si riporta il testo degli articoli  76  e  117  della
«Art. 76. – L’esercizio della funzione legislativa  non
puo’ essere delegato al Governo se non  con  determinazione
di principi  e  criteri  direttivi  e  soltanto  per  tempo
«Art. 117. –  La  potesta’  legislativa  e’  esercitata
dallo  Stato   e   dalle   Regioni   nel   rispetto   della
– Si riporta il testo dell’art. 22 della legge 5 maggio
2009, n. 42 (Delega al Governo in  materia  di  federalismo
fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione):
«Art. 22 (Perequazione infrastrutturale). – 1. In  sede
di prima applicazione, il Ministro  dell’economia  e  delle
finanze, d’intesa con il Ministro per  le  riforme  per  il
federalismo, il Ministro per la semplificazione  normativa,
il Ministro per i rapporti  con  le  regioni  e  gli  altri
Ministri   competenti   per   materia,    predispone    una
ricognizione degli interventi infrastrutturali, sulla  base
delle norme vigenti, riguardanti  le  strutture  sanitarie,
assistenziali,  scolastiche  nonche’  la   rete   stradale,
autostradale e  ferroviaria,  la  rete  fognaria,  la  rete
idrica, elettrica e di trasporto e distribuzione  del  gas,
le strutture portuali ed aeroportuali. La  ricognizione  e’
effettuata tenendo  conto,  in  particolare,  dei  seguenti
a) estensione delle superfici territoriali;
b)  valutazione  della  rete  viaria  con   particolare
riferimento a quella del Mezzogiorno;
c) deficit infrastrutturale e deficit di sviluppo;
d) densita’ della popolazione e densita’  delle  unita’
e) particolari requisiti delle zone di montagna;
f) carenze della dotazione  infrastrutturale  esistente
in ciascun territorio;
g) specificita’ insulare con definizione  di  parametri
oggettivi   relativi   alla   misurazione   degli   effetti
conseguenti al  divario  di  sviluppo  economico  derivante
dall’insularita’,  anche  con  riguardo  all’entita’  delle
risorse per gli interventi speciali di  cui  all’art.  119,
quinto comma, della Costituzione.
2. Nella fase transitoria di cui agli articoli 20 e 21,
al fine del  recupero  del  deficit  infrastrutturale,  ivi
compreso quello riguardante il trasporto pubblico locale  e
i collegamenti con le isole, sono individuati,  sulla  base
della ricognizione di cui al comma 1 del presente articolo,
interventi finalizzati agli obiettivi di cui all’art.  119,
quinto comma, della Costituzione, che tengano  conto  anche
della virtuosita’ degli enti nell’adeguamento  al  processo
di convergenza ai  costi  o  al  fabbisogno  standard.  Gli
interventi di cui al presente  comma  da  effettuare  nelle
aree sottoutilizzate  sono  individuati  nel  programma  da
inserire     nel      documento      di      programmazione
economico-finanziaria ai  sensi  dell’art.  1,  commi  1  e
1-bis, della legge 21 dicembre 2001, n. 443.».
–  La  legge  31  dicembre  2009,  n.  196  (Legge   di
contabilita’  e  finanza  pubblica),  e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 2009,  n.  303,  supplemento
– Si riporta il testo dell’art. 13 della  citata  legge
n. 196 del 2009:
«Art. 13 (Banca dati delle amministrazioni  pubbliche).
–  1.  Al  fine  di  assicurare  un  efficace  controllo  e
monitoraggio  degli  andamenti  della   finanza   pubblica,
nonche’ per acquisire gli  elementi  informativi  necessari
alla ricognizione di cui all’art. 1, comma 3,  e  per  dare
attuazione  e  stabilita’  al   federalismo   fiscale,   le
amministrazioni pubbliche  provvedono  a  inserire  in  una
banca  dati  unitaria   istituita   presso   il   Ministero
dell’economia e delle finanze, accessibile all’ISTAT e alle
stesse  amministrazioni  pubbliche  secondo  modalita’   da
stabilire con appositi decreti del Ministro dell’economia e
delle finanze, sentiti  la  Conferenza  permanente  per  il
coordinamento della finanza pubblica, l’ISTAT e  il  Centro
nazionale per l’informatica nella pubblica  amministrazione
(CNIPA), i dati concernenti i  bilanci  di  previsione,  le
relative variazioni, i conti  consuntivi,  quelli  relativi
alle operazioni gestionali, nonche’ tutte  le  informazioni
necessarie  all’attuazione  della   presente   legge.   Con
apposita intesa in sede di  Conferenza  permanente  per  il
coordinamento  della  finanza  pubblica  sono  definite  le
modalita’ di accesso degli  enti  territoriali  alla  banca
dati.  Con  decreto  del  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze  e’   individuata   la   struttura   dipartimentale
responsabile della suddetta banca dati.
2. In apposita sezione della banca dati di cui al comma
1 sono contenuti tutti i dati necessari a  dare  attuazione
al  federalismo   fiscale.   Tali   dati   sono   messi   a
disposizione,  anche  mediante   accesso   diretto,   della
Commissione  tecnica  paritetica   per   l’attuazione   del
federalismo fiscale e della Conferenza  permanente  per  il
coordinamento della  finanza  pubblica  per  l’espletamento
delle attivita’ di cui agli articoli 4 e 5  della  legge  5
maggio 2009, n. 42, come modificata dall’art. 2,  comma  6,
3.  L’acquisizione  dei  dati  avviene  sulla  base  di
schemi, tempi e modalita’ definiti con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, sentiti l’ISTAT, il CNIPA  e
la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza
pubblica    relativamente    agli    enti     territoriali.
L’acquisizione dei  dati  potra’  essere  effettuata  anche
attraverso l’interscambio di flussi informativi  con  altre
amministrazioni pubbliche. Anche la Banca d’Italia provvede
ad inviare per via telematica al Ministero dell’economia  e
delle finanze le informazioni necessarie al monitoraggio  e
al consolidamento dei conti pubblici.
4. Agli oneri derivanti  dall’attuazione  del  presente
articolo, pari complessivamente a 10 milioni  di  euro  per
l’anno 2010, 11 milioni di euro per l’anno 2011 e 5 milioni
di euro a decorrere dall’anno 2012,  si  provvede  mediante
corrispondente  riduzione  dell’autorizzazione   di   spesa
prevista  dall’art.  10,  comma  5,  del  decreto-legge  29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 dicembre 2004,  n.  307,  relativa  al  Fondo  per
interventi  strutturali  di  politica  economica.  Con   il
medesimo decreto di cui al comma 3 possono essere stabilite
le  modalita’  di  ripartizione  delle   risorse   tra   le
amministrazioni preposte  alla  realizzazione  della  banca
dati.».
– Si riporta il testo  dell’art.  30,  comma  9,  della
citata legge n. 196 del 2009:
«9. I decreti  legislativi  di  cui  al  comma  8  sono
emanati  nel  rispetto  dei  seguenti  principi  e  criteri
a)  introduzione  della  valutazione  nella   fase   di
pianificazione delle opere al fine di consentire  procedure
di confronto e selezione dei progetti e  definizione  delle
priorita’,   in   coerenza,   per   quanto   riguarda    le
infrastrutture strategiche, con i  criteri  adottati  nella
definizione del programma di cui all’art. 1, comma 1, della
legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni;
b) predisposizione da parte del Ministero competente di
linee  guida   obbligatorie   e   standardizzate   per   la
c) garanzia  di  indipendenza  e  professionalita’  dei
valutatori  anche  attraverso  l’utilizzo   di   competenze
interne agli organismi di  valutazione  esistenti,  con  il
ricorso a competenze esterne solo qualora manchino adeguate
professionalita’   e   per   valutazioni    particolarmente
d) potenziamento e sistematicita’ della valutazione  ex
post  sull’efficacia  e  sull’utilita’   degli   interventi
infrastrutturali,   rendendo   pubblici   gli   scostamenti
rispetto alle valutazioni ex ante;
e) separazione del finanziamento dei progetti da quello
delle opere attraverso  la  costituzione  di  due  appositi
fondi. Al “fondo progetti” si accede a  seguito  dell’esito
positivo della procedura di  valutazione  tecnico-economica
degli studi di fattibilita’; al  “fondo  opere”  si  accede
solo dopo il completamento della progettazione definitiva;
f) adozione di regole trasparenti per  le  informazioni
relative  al  finanziamento  e  ai   costi   delle   opere;
previsione  dell’invio  di  relazioni  annuali  in  formato
telematico alle Camere e procedure  di  monitoraggio  sullo
stato di attuazione delle opere e  dei  singoli  interventi
con particolare riferimento ai costi complessivi  sostenuti
e ai risultati ottenuti relativamente  all’effettivo  stato
di realizzazione delle opere;
g) previsione di un sistema di verifica per  l’utilizzo
dei  finanziamenti  nei  tempi  previsti   con   automatico
definanziamento in caso di mancato avvio delle opere  entro
i termini stabiliti.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  11  della  legge  16
gennaio 2003, n. 3 (Disposizioni ordinamentali  in  materia
di pubblica amministrazione):
«Art. 11 (Codice unico di progetto  degli  investimenti
pubblici). – 1. A decorrere dal 1°  gennaio  2003,  per  le
finalita’ di cui all’art. 1, commi 5 e 6,  della  legge  17
maggio 1999, n. 144, e in particolare per la  funzionalita’
della rete di  monitoraggio  degli  investimenti  pubblici,
ogni nuovo progetto di investimento pubblico, nonche’  ogni
progetto in corso di  attuazione  alla  predetta  data,  e’
dotato di un “Codice unico di progetto”, che le  competenti
amministrazioni o i soggetti  aggiudicatori  richiedono  in
via telematica secondo la procedura definita dal CIPE.
2. Entro il 30 settembre 2002, il  CIPE,  acquisito  il
parere  della  Conferenza  unificata  di  cui  al   decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, disciplina le modalita’
e le procedure necessarie per l’attuazione del comma 1.».
– La legge 17 maggio 1999, n. 144 (Misure in materia di
investimenti, delega  al  Governo  per  il  riordino  degli
incentivi all’occupazione e della normativa che  disciplina
l’INAIL, nonche’ disposizioni per il  riordino  degli  enti
previdenziali), e’ pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  22
maggio 1999, n. 118, supplemento ordinario.
– Il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice
dei  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,  servizi   e
2004/18/CE),  e’  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  2
maggio 2006, n. 100, supplemento ordinario.
– Si riporta il testo dell’art. 3, comma 8, del  citato
decreto legislativo n. 163 del 2006:
«8. I “lavori” di cui  all’allegato  I  comprendono  le
attivita’   di    costruzione,    demolizione,    recupero,
ristrutturazione, restauro,  manutenzione,  di  opere.  Per
“opera” si intende il risultato di un  insieme  di  lavori,
che di per se’ esplichi una funzione economica  o  tecnica.
Le opere comprendono sia quelle che sono il risultato di un
insieme di lavori edilizi o di genio civile, sia quelle  di
presidio   e   difesa   ambientale    e    di    ingegneria
naturalistica.».
– La legge 13 agosto 2010, n. 136 (Piano  straordinario
contro le mafie, nonche’ delega al Governo  in  materia  di
normativa antimafia), come modificata dal decreto-legge  12
novembre 2010, n. 187, convertito, con modificazioni, dalla
legge  17  dicembre  2010,  n.  217,  e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 23 agosto 2010, n. 196.
– Si riporta il testo  dell’art.  30,  comma  8,  della
«8.  Il  Governo  e’  delegato   ad   adottare,   entro
presente legge, uno o piu’ decreti legislativi al  fine  di
garantire    la    razionalizzazione,    la    trasparenza,
l’efficienza  e  l’efficacia  delle  procedure   di   spesa
relative ai finanziamenti in conto capitale destinati  alla
realizzazione di opere pubbliche.».
– Si riporta il testo dell’art. 3, comma 5, del decreto
legislativo 5  dicembre  1997,  n.  430  (Unificazione  dei
Ministeri del tesoro e del bilancio e della  programmazione
economica e riordino delle competenze  del  CIPE,  a  norma
dell’art. 7 della legge n. 3 aprile 1997, n. 94):
«5. E’ istituito il Nucleo  tecnico  di  valutazione  e
verifica degli investimenti pubblici, mediante accorpamento
in un’unica  struttura  del  Nucleo  di  valutazione  degli
investimenti  pubblici  e  del  Nucleo  ispettivo  per   la
verifica degli investimenti pubblici, gia’ operanti  presso
il Ministero del bilancio e della programmazione economica,
che sono soppressi a decorrere dalla  data  di  entrata  in
vigore del regolamento previsto dal comma 3. Il  Nucleo  e’
articolato in due unita’ operative, rispettivamente per  la
valutazione e per la verifica degli investimenti  pubblici.
Ai componenti  del  Nucleo  e’  attribuito  il  trattamento
economico stabilito con decreto del Ministro,  di  concerto
con il Ministro  per  la  funzione  pubblica.  Il  Ministro
trasmette   annualmente   al   Parlamento   una   relazione
riguardante l’attivita’ della pubblica  amministrazione  in
materia di investimenti pubblici per lo sviluppo  economico
territoriale e settoriale, sulla base dell’attivita’ svolta
dal Nucleo.».
–  Il  decreto  legislativo  31  maggio  2011,  n.   88
(Disposizioni  in  materia   di   risorse   aggiuntive   ed
interventi speciali per la rimozione di squilibri economici
e sociali, a norma dell’art. 16 della legge 5 maggio  2009,
n. 42), e’ pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  22  giugno
2011, n. 143.
– Si riporta il testo dell’art. 16 della  citata  legge
n. 42 del 2009:
«Art. 16 (Interventi di cui al quinto  comma  dell’art.
119 della Costituzione). – 1. I decreti legislativi di  cui
all’art. 2, con riferimento all’attuazione  dell’art.  119,
quinto comma, della Costituzione, sono adottati  secondo  i
a) definizione delle modalita’ in base alle  quali  gli
interventi finalizzati agli  obiettivi  di  cui  al  quinto
comma dell’art. 119 della Costituzione sono finanziati  con
contributi  speciali  dal  bilancio  dello  Stato,  con   i
finanziamenti dell’Unione europea e con  i  cofinanziamenti
nazionali,   secondo   il   metodo   della   programmazione
pluriennale.  I  finanziamenti  dell’Unione   europea   non
possono essere sostitutivi dei  contributi  speciali  dello
b) confluenza  dei  contributi  speciali  dal  bilancio
dello  Stato,  mantenendo  le  proprie  finalizzazioni,  in
appositi  fondi  a  destinazione  vincolata  attribuiti  ai
comuni, alle province, alle  citta’  metropolitane  e  alle
c)    considerazione    delle    specifiche     realta’
territoriali,  con  particolare   riguardo   alla   realta’
socio-economica, al deficit  infrastrutturale,  ai  diritti
della persona, alla  collocazione  geografica  degli  enti,
alla loro prossimita’ al confine  con  altri  Stati  o  con
regioni a statuto speciale, ai  territori  montani  e  alle
isole minori, all’esigenza di tutela del patrimonio storico
e  artistico  ai  fini  della  promozione  dello   sviluppo
economico e sociale;
d) individuazione di interventi diretti a promuovere lo
sviluppo economico, la coesione delle aree  sottoutilizzate
del Paese  e  la  solidarieta’  sociale,  a  rimuovere  gli
squilibri economici e  sociali  e  a  favorire  l’effettivo
esercizio  dei  diritti  della  persona;  l’azione  per  la
rimozione degli squilibri strutturali di natura economica e
sociale a sostegno  delle  aree  sottoutilizzate  si  attua
attraverso  interventi  speciali   organizzati   in   piani
organici  finanziati  con  risorse  pluriennali,  vincolate
nella destinazione;
e) definizione delle modalita’ per cui gli obiettivi  e
i criteri di utilizzazione delle  risorse  stanziate  dallo
Stato ai sensi del presente articolo sono oggetto di intesa
in sede  di  Conferenza  unificata  e  disciplinati  con  i
provvedimenti   annuali   che   determinano   la    manovra
finanziaria. L’entita’ delle  risorse  e’  determinata  dai
medesimi provvedimenti.
1-bis. Gli interventi di cui al comma 1 sono riferiti a
tutti  gli  enti  territoriali  per  i  quali  ricorrano  i
requisiti  di  cui  all’art.  119,  quinto   comma,   della
Costituzione.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  1,  comma  2,  della
«2. Ai fini della presente legge,  per  amministrazioni
pubbliche si intendono gli enti e gli  altri  soggetti  che
costituiscono    il     settore     istituzionale     delle
amministrazioni   pubbliche    individuati    dall’Istituto
nazionale  di   statistica   (ISTAT)   sulla   base   delle
definizioni di cui agli specifici regolamenti comunitari.».
– Per il riferimento al decreto legislativo  12  aprile
2006, n. 163, si veda nelle note alle premesse.
– Per il riferimento alla legge 13 agosto 2010, n. 136,
– Per il testo dell’art.  11  della  legge  16  gennaio
2003, n. 3, si veda nelle note alle premesse.
– Per il riferimento al decreto legislativo  31  maggio
2011, n. 88, si veda nelle note alle premesse.
1. I dati anagrafici, finanziari,  fisici  e  procedurali  relativi
alle opere pubbliche rilevati mediante i  sistemi  informatizzati  di
cui all’articolo 1, a decorrere dalla data prevista  dal  decreto  di
cui all’articolo 5, sono resi disponibili  dai  soggetti  di  cui  al
cadenze previste nella fattispecie di cui all’articolo  6,  comma  3,
alla banca dati istituita presso il Ministero dell’economia  e  delle
finanze – Ragioneria Generale dello Stato, ai sensi dell’articolo  13
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e di seguito denominata  «banca
– Per il testo dell’art. 13  della  legge  31  dicembre
2009, n. 196, si veda nelle note alle premesse.
1. Le informazioni di cui all’articolo 2 sono coerenti  con  quanto
stabilito  per  il  sistema  nazionale  di  monitoraggio  del  Quadro
strategico  nazionale  2007/2013  istituito   presso   il   Ministero
dell’economia e delle finanze – Ragioneria Generale dello Stato.
Definanziamento per mancato avvio dell’opera
1. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, adottato previo parere del  CIPE
pubblica, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze,  di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  e  del
Ministro dello sviluppo economico, per quanto di  competenza  con  il
Ministro delegato per la  coesione  territoriale,  sono  stabiliti  i
criteri per la definizione di un sistema  di  verifica  dell’utilizzo
dei finanziamenti per la realizzazione di opere pubbliche  nei  tempi
previsti.  Fermo  restando  quanto  previsto  dall’articolo  32   del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15  luglio
2011, n. 111, con il  medesimo  decreto  si  provvede  altresi’  alla
definizione delle procedure e modalita’ di definanziamento automatico
delle opere in caso di mancato avvio,  considerando  anche  parametri
temporali di riferimento distinti per livello progettuale,  tipologia
di  aggiudicazione,  classificazione  di  opere,  costo  complessivo,
procedura di spesa sin dall’impegno contabile,  volti  a  incentivare
una maggiore tempestivita’  delle  procedure  di  spesa  relative  ai
finanziamenti di opere pubbliche. Il  definanziamento  automatico  si
applica esclusivamente alle  quote  di  finanziamento  a  carico  del
2. Le Amministrazioni interessate  hanno  l’obbligo  di  provvedere
alla verifica dell’utilizzo dei finanziamenti per la realizzazione di
della banca  dati  delle  amministrazioni  pubbliche  e  dei  criteri
indicati dal decreto di cui al  comma  1,  comunicandone  l’esito  al
Ministero dell’economia e delle  finanze  entro  il  31  dicembre  di
ciascun anno, tenendo conto delle procedure in materia gia’  previste
3. Con modalita’ disciplinate dal sistema di  verifica  di  cui  al
comma 1, sono accertate l’efficace organizzazione ed esecuzione delle
verifiche di cui al comma 2, incluse le verifiche in loco di  singole
opere,  nonche’  la  congruenza   dei   dati   trasmessi   ai   sensi
dell’articolo 6.
– Si riporta il testo dell’art. 32 del decreto-legge  6
luglio  2011,  n.   98   (Disposizioni   urgenti   per   la
stabilizzazione finanziaria),  convertito  dalla  legge  15
luglio 2011, n. 111:
«Art. 32 (Disposizioni in materia  di  finanziamento  e
potenziamento delle infrastrutture). – 1.  Nello  stato  di
previsione  del  Ministero  delle  infrastrutture   e   dei
trasporti   e’   istituito   il    “Fondo    infrastrutture
ferroviarie, stradali  e  relativo  a  opere  di  interesse
strategico” con una dotazione di  930  milioni  per  l’anno
2012 e 1.000 milioni di euro per ciascuno  degli  anni  dal
2013 al 2016. Le risorse del Fondo sono assegnate dal CIPE,
su  proposta  del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti, di concerto  con  il  Ministro  dell’economia  e
delle finanze, e sono destinate prioritariamente alle opere
ferroviarie da realizzare ai sensi dell’art. 2, commi  232,
233 e 234, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nonche’ ai
contratti di programma con RFI SpA e ANAS SpA.
2. Sono revocati i  finanziamenti  assegnati  dal  CIPE
entro il 31 dicembre 2008 per la realizzazione delle  opere
ricomprese nel Programma delle  infrastrutture  strategiche
di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, per  le  quali,
alla data di entrata in vigore del  presente  decreto,  non
sia stato emanato  il  decreto  interministeriale  previsto
dall’art. 1, comma 512, della legge n. 296 del 2006  e  non
sia stato pubblicato il relativo bando di gara. Il presente
comma non si applica  a  finanziamenti  approvati  mediante
decreto interministeriale ai sensi dell’art.  3,  comma  2,
del decreto-legge 22 marzo 2004,  n.  72,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 21 maggio 2004, n. 128.
3. Sono altresi’ revocati i finanziamenti assegnati dal
CIPE  per  la  realizzazione  delle  opere  ricomprese  nel
Programma delle infrastrutture  strategiche,  di  cui  alla
legge 21 dicembre 2001, n. 443, i cui soggetti beneficiari,
autorizzati alla data del 31 dicembre 2008 all’utilizzo dei
limiti di impegno  e  dei  contributi  pluriennali  con  il
decreto interministeriale previsto dall’art. 1, comma  512,
della legge n. 296 del 2006, alla data di entrata in vigore
del  presente  decreto  non  abbiano  assunto  obbligazioni
giuridicamente vincolanti, non abbiano bandito la gara  per
l’aggiudicazione del relativo contratto di mutuo ovvero, in
caso di loro  utilizzo  mediante  erogazione  diretta,  non
abbiano chiesto il pagamento delle relative  quote  annuali
al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e non sia
stato pubblicato il relativo bando di gara.
4. Sono  revocati  i  finanziamenti  assegnati  per  la
progettazione delle opere ricomprese  nel  Programma  delle
infrastrutture strategiche di cui alla  legge  21  dicembre
2001, n. 443 per i quali, alla data di  entrata  in  vigore
del presente  decreto  legge,  non  sia  stato  emanato  il
della  legge  n.  296  del  2006,  ovvero  i  cui  soggetti
beneficiari, autorizzati alla data  del  31  dicembre  2008
all’utilizzo  dei  limiti  di  impegno  e  dei   contributi
pluriennali  con  il  decreto  interministeriale   previsto
dall’art. 1, comma 512, della legge n. 296 del  2006,  alla
data di entrata in vigore del presente decreto non  abbiano
assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti, non abbiano
bandito la gara per l’aggiudicazione del relativo contratto
di  mutuo  ovvero,  in  caso  di  loro  utilizzo   mediante
erogazione diretta, non hanno chiesto  il  pagamento  delle
relative quote annuali al Ministero delle infrastrutture  e
dei trasporti.
5.  Con  decreti,  di  natura  non  regolamentare,  del
con  il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,   sono
individuati i finanziamenti revocati ai sensi dei commi  2,
6. Le  quote  annuali  dei  limiti  di  impegno  e  dei
contributi revocati e iscritte in  bilancio  ai  sensi  dei
commi  2,  3  e  4,  affluiscono  al  Fondo   appositamente
istituito nello stato di  previsione  del  Ministero  delle
7. Il Comitato interministeriale per la  programmazione
economica, su proposta del Ministro delle infrastrutture  e
delle  finanze,   stabilisce,   fatta   eccezione   per   i
finanziamenti  delle  opere  gia’  deliberati   dal   detto
Comitato ove confermati dal Ministro delle infrastrutture e
dei  trasporti,   la   destinazione   delle   risorse   che
affluiscono al fondo di cui al comma 6 per la realizzazione
del programma delle infrastrutture strategiche di cui  alla
legge 21 dicembre 2001, n. 443.
8. Per il potenziamento e il funzionamento del  sistema
informativo  del  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti, per l’anno 2011 e’ autorizzata la spesa di  euro
16.700.000,00.
9.  Per  la  prosecuzione  del   servizio   intermodale
dell’autostrada ferroviaria alpina attraverso il valico del
Frejus per l’anno 2011 e’  autorizzata  la  spesa  di  euro
6.300.000,00.
10. Per le finalita’ dei commi 8, e 9,  le  risorse  di
cui all’art. 1, comma  11,  del  decreto-legge  23  ottobre
2008, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2008, n.  201,  iscritte,  in  conto  residui  sul
capitolo 7192 dello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e  dei  trasporti,  resesi  disponibili  per
pagamenti non  piu’  dovuti,  sono  mantenute  in  bilancio
nell’esercizio 2011 nel limite di euro 23 milioni di  euro,
per essere versate al bilancio dello Stato.
11. All’onere derivante dai commi 8, 9 e 10, in termini
di indebitamento netto, si provvede mediante corrispondente
utilizzo, per euro 23.000.000 per l’anno 2011,  in  termini
di sola cassa, del fondo di cui all’art. 6,  comma  2,  del
decreto-legge 7  ottobre  2008,  n.  154,  convertito,  con
12. All’art.  1,  comma  10-ter  del  decreto-legge  23
ottobre 2008, n. 162, convertito, con modificazioni,  dalla
legge 22 dicembre 2008, n. 201, e’ aggiunto,  in  fine,  il
seguente  periodo:  “La  condizione  prevista  dal  periodo
precedente deve  intendersi  non  realizzata  nel  caso  di
contribuzione obbligatoria  prevista  per  legge  a  carico
degli iscritti delle associazioni o fondazioni.”.
13.  Al  fine  di  monitorare  l’utilizzo   dei   fondi
strutturali e del Fondo per lo sviluppo e la  coesione,  la
regioni e le province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
svolge,  con  cadenza  almeno  semestrale,   una   apposita
sessione  per   la   coesione   territoriale   alla   quale
partecipano le parti sociali.
14. Per le finalita’ di cui al comma  13,  la  sessione
per la  coesione  territoriale  monitora  la  realizzazione
degli  interventi  strategici  nonche’  propone   ulteriori
procedure  e  modalita’  necessarie   per   assicurare   la
qualita’, la rapidita’  e  l’efficacia  della  spesa;  alla
sessione per la coesione territoriale  i  presidenti  delle
regioni del Sud  presentano  una  relazione  sui  risultati
conseguiti con particolare riferimento  a  quanto  previsto
dai contratti istituzionali di sviluppo di cui  all’art.  6
del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88.
15. Lo svolgimento dei lavori  della  sessione  per  la
coesione territoriale e’ disciplinato  con  delibera  della
regioni e le province autonome, anche prevedendo compiti di
supporto tecnico a cura del Dipartimento per lo sviluppo  e
la coesione economica.
16. Dall’anno 2012, una quota parte, fino  al  tre  per
cento, delle risorse del  Fondo  di  cui  al  comma  1,  e’
assegnata compatibilmente  con  gli  equilibri  di  finanza
pubblica con delibera del CIPE, alla spesa per la tutela  e
gli interventi a favore dei beni e le attivita’  culturali.
L’assegnazione della predetta quota e’ disposta  dal  CIPE,
su  proposta  del  Ministro  per  i  beni  e  le  attivita’
culturali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti e con il  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze. Il Ministro per i beni e  le  attivita’  culturali
presenta al CIPE  una  relazione  annuale  sullo  stato  di
attuazione  degli  interventi  finanziati  a  valere  sulle
risorse gia’  destinate  per  le  suddette  finalita’.  Per
l’anno  2011  non  si  applicano  le  disposizioni  di  cui
all’art. 60, comma 4, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
Dall’anno 2012 il 3 per cento degli  stanziamenti  previsti
per le infrastrutture, di cui all’art. 60, comma  4,  della
legge 27 dicembre 2002, n. 289, e’ definito  esclusivamente
nei termini di cui al presente comma.
17. Con riferimento alle opere  di  preparazione  e  di
realizzazione del Sito di cui all’allegato 1 al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri in  data  22  ottobre
2008, e successive modificazioni, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 277 del 2008,  le  distanze  di  cui  all’art.
41-septies della legge 17 agosto 1942, n. 1150, all’art. 4,
decreto ministeriale  1°  aprile  1968,  n.  1404,  nonche’
all’art. 28 del decreto del Presidente della Repubblica  16
dicembre  1992,  n.  495,  possono   essere   ridotte   per
determinati   tratti   ove   particolari   circostanze   lo
richiedano,   con   provvedimento   del   Ministro    delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,   su   richiesta   degli
interessati, e sentito l’A.N.A.S.
18. Al fine di assicurare la  tempestiva  realizzazione
dell’EXPO Milano 2015, nonche’ di  garantire  l’adempimento
delle obbligazioni internazionali assunte dal Governo della
Repubblica italiana nei confronti del Bureau  International
des Expositions, si  applicano  alle  opere  individuate  e
definite essenziali in base al decreto del  Presidente  del
Consiglio  dei  Ministri  in  data  22  ottobre   2008,   e
successive modificazioni, le  disposizioni  processuali  di
cui all’art. 125 del decreto legislativo 2 luglio 2010,  n.
104.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  163,  comma  2,  del
citato decreto legislativo n. 163 del 2006:
«2. Ai fini di cui al comma 1, il Ministero:
a) promuove e riceve le proposte degli altri  Ministeri
e delle regioni o province autonome, formulando la proposta
di programma da approvare con le modalita’  previste  dalla
legge 21 dicembre 2001, n. 443; promuove e  propone  intese
quadro tra Governo e singole regioni o  province  autonome,
al fine del congiunto coordinamento e  realizzazione  delle
b)   promuove   la   redazione   dei   progetti   delle
infrastrutture da parte dei soggetti  aggiudicatori,  anche
attraverso   eventuali   opportune   intese    o    accordi
procedimentali tra i soggetti comunque interessati;
c) promuove e  acquisisce  il  parere  istruttorio  dei
progetti preliminari e definitivi  da  parte  dei  soggetti
competenti a norma del presente  capo  e,  sulla  base  dei
pareri predetti, cura a sua  volta  l’istruttoria  ai  fini
delle deliberazioni del CIPE,  proponendo  allo  stesso  le
eventuali prescrizioni per l’approvazione del progetto. Per
le opere di competenza dello Stato il parere del  Consiglio
superiore  dei  lavori  pubblici,  o  di  altri  organi   o
commissioni consultive, ove richiesto dalle norme  vigenti,
e’ acquisito sul progetto preliminare;
d) provvede, eventualmente  in  collaborazione  con  le
regioni, le province autonome e gli altri enti  interessati
con oneri a proprio carico, alle attivita’ di  supporto  al
CIPE per la vigilanza delle  attivita’  di  affidamento  da
parte  dei  soggetti  aggiudicatori  e   della   successiva
realizzazione delle infrastrutture;
e)  ove  necessario,  collabora  alle   attivita’   dei
soggetti  aggiudicatori  o  degli  enti  interessati   alle
attivita’ istruttorie con azioni di indirizzo e supporto, a
mezzo delle proprie strutture ovvero a mezzo dei commissari
straordinari di cui al comma 5;
f) assegna ai  soggetti  aggiudicatori,  a  carico  dei
fondi, le risorse finanziarie integrative  necessarie  alle
attivita’ progettuali; propone, d’intesa con  il  Ministero
dell’economia e delle finanze, al  CIPE  l’assegnazione  ai
soggetti aggiudicatori, a carico dei fondi,  delle  risorse
finanziarie integrative necessarie alla realizzazione delle
infrastrutture,   previa    approvazione    del    progetto
preliminare e nei limiti delle risorse disponibili. Per  le
infrastrutture e gli insediamenti produttivi strategici  di
competenza del Ministero  delle  attivita’  produttive,  le
attivita’ di cui al presente comma sono svolte d’intesa con
il Ministero delle attivita’ produttive;
f-bis)   cura   le   istruttorie   per    l’avanzamento
procedurale e fisico dei progetti, formula le  proposte  ed
assicura il supporto necessario per l’attivita’  del  CIPE,
avvalendosi anche della eventuale collaborazione  richiesta
all’Unita’ tecnica  finanza  di  progetto,  ovvero  offerta
dalle regioni o province autonome interessate con  oneri  a
loro carico;
f-ter)  verifica   l’avanzamento   dei   lavori   anche
attraverso  sopralluoghi  tecnico-amministrativi  presso  i
cantieri interessati, previo accesso  agli  stessi;  a  tal
fine  puo’  avvalersi,  ove  necessario,  del  Corpo  della
Guardia di finanza, mediante la sottoscrizione di  appositi
protocolli di intesa.».
1. Con decreto  del  Ministero  dell’economia  e  delle  finanze  –
il coordinamento della finanza pubblica da adottarsi entro 90  giorni
il  dettaglio  delle  informazioni  previsto  all’articolo   2,   che
costituisce il  contenuto  informativo  minimo  dei  sistemi  di  cui
all’articolo 1. Tali informazioni, per  quanto  riguarda  la  singola
opera, includono in ogni caso: data  di  avvio  della  realizzazione,
localizzazione, scelta  dell’offerente,  soggetti  correlati,  quadro
economico, spesa  e  varie  fasi  procedurali  di  attivazione  della
stessa, valori fisici di realizzazione previsti e  realizzati,  stato
certificato di collaudo provvisorio e relativa approvazione da  parte
della Stazione appaltante, il codice unico di progetto  e  il  codice
Modalita’ e regole di trasmissione dei dati
1. Con il decreto di cui all’articolo 5  sono  altresi’  stabilite,
sentiti la Conferenza permanente per il coordinamento  della  finanza
pubblica, l’ISTAT e  DigitPA,  le  modalita’  di  trasmissione  delle
informazioni  di  cui  all’articolo   2   alla   banca   dati   delle
amministrazioni pubbliche ed ogni elemento necessario  ad  assicurare
la corretta ed efficace attivazione del processo  di  rilevazione  di
2. Tale trasmissione si considera  assolta  se  effettuata  con  le
informazioni minime di cui all’articolo 5  verso  altre  banche  dati
gestite da amministrazioni dello Stato i  cui  dati,  secondo  quanto
specificato all’articolo  7,  confluiscono  nella  banca  dati  delle
amministrazioni pubbliche. Nei  casi  di  cui  ai  commi  3,  4  e  5
l’obbligo di trasmissione si intende assolto qualora siano  trasmesse
le informazioni minime di cui all’articolo 5.
3. Per i dati gia’ trasmessi ai sensi del  decreto  legislativo  12
aprile 2006, n. 163, e successive  modificazioni,  l’obbligo  di  cui
all’articolo 2 si intende adempiuto con la trasmissione all’Autorita’
per  la  vigilanza  sui  contratti  pubblici  di  lavori,  servizi  e
forniture; la medesima Autorita’ rende disponibili  detti  dati  alla
4. E’ fatto salvo  quanto  previsto  dall’articolo  163,  comma  2,
lettera d), del medesimo decreto legislativo n. 163 del 2006 per  cui
l’obbligo si intende  adempiuto  con  la  trasmissione  al  CIPE  che
provvede a condividere le  informazioni  ai  fini  dell’alimentazione
5.  L’obbligo   di   trasmissione   delle   informazioni   previsto
all’articolo 2, se riguardante  opere  gia’  oggetto  di  rilevazione
nell’ambito  del  sistema  nazionale  di  monitoraggio   del   Quadro
dell’economia e delle finanze – Ragioneria Generale  dello  Stato  si
intende assolto con la validazione dei dati nell’ambito del  predetto
sistema  che  li  rende  disponibili  per   la   banca   dati   delle
Titolari di banche dati gia’ esistenti
1. I titolari di banche dati  previste  ai  sensi  dalla  normativa
vigente e contenenti gli elementi informativi di  cui  alla  presente
norma, condividono le informazioni ai fini  dell’alimentazione  della
banca dati delle amministrazioni pubbliche  sulla  base  di  appositi
protocolli tecnici tra il Ministero dell’economia e delle  finanze  –
Disponibilita’ dei dati
pubbliche sono rese disponibili alle  Amministrazioni  pubbliche  che
concorrono  all’alimentazione  della  medesima  banca  dati,  nonche’
all’ANCI, all’UPI ed al CIPE  secondo  protocolli  convenuti  con  il
Ministero dell’economia e delle finanze – Ragioneria  Generale  dello
Stato, in conformita’ alle  modalita’  di  accesso  definite  con  il
decreto di cui all’articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n.  196.
Alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica  e’  consentito
l’accesso  alle  informazioni  confluite  nella  banca   dati   delle
amministrazioni pubbliche secondo le modalita’ di cui all’articolo 6,
2. Gli elementi contenuti nella banca  dati  delle  amministrazioni
pubbliche costituiscono la  base  di  riferimento  ufficiale  per  la
pubbliche,  per  le  attivita’  di  valutazione  degli   investimenti
pubblici previste dalla normativa vigente, nonche’ per l’elaborazione
dei documenti di contabilita’ e finanza pubblica,  dall’articolo  10,
comma 8, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
3. La relazione sullo stato di attuazione delle  leggi  pluriennali
di spesa di cui all’articolo 10-bis, comma 3, della legge 31 dicembre
2009, n. 196, e’ redatta sulla base degli  elementi  confluiti  nella
banca dati delle  amministrazioni  pubbliche  ed  e’  trasmessa  alle
Camere anche in formato elettronico elaborabile.
– Per il testo dell’art. 13 della citata legge  n.  196
del 2009, si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il  testo  dell’art.  6,  comma  1,  della
«Art. 6 (Accesso alle  banche  dati  e  pubblicita’  di
elementi  informativi).  –  1.  Ai   fini   del   controllo
parlamentare sulla finanza pubblica, anche di  settore,  la
Camera dei deputati e  il  Senato  della  Repubblica  hanno
accesso, sulla base di apposite intese,  alle  banche  dati
delle amministrazioni  pubbliche  e  ad  ogni  altra  fonte
informativa gestita da soggetti pubblici rilevante ai  fini
del controllo della finanza pubblica.».
– Si riporta il testo  dell’art.  10,  comma  8,  della
«8. In allegato  al  DEF  e’  presentato  il  programma
predisposto ai sensi dell’art. 1, comma 1, della  legge  21
dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni,  nonche’
lo stato di avanzamento  del  medesimo  programma  relativo
all’anno  precedente,  predisposto   dal   Ministro   delle
– Si riporta il testo dell’art. 10-bis, comma 3,  della
«3. La Nota di aggiornamento  di  cui  al  comma  1  e’
corredata delle relazioni  programmatiche  sulle  spese  di
investimento per ciascuna missione di  spesa  del  bilancio
dello Stato e delle relazioni  sullo  stato  di  attuazione
delle  relative  leggi  pluriennali.  Per  ciascuna   legge
pluriennale di spesa in scadenza,  il  Ministro  competente
valuta se permangono le ragioni che a suo tempo ne  avevano
giustificato  l’adozione,  tenuto  anche  conto  dei  nuovi
programmi da avviare.».
Trasmissione dei dati di partenariato pubblico-privato
1.  Le  informazioni  e  i  dati  relativi   alle   operazioni   di
partenariato pubblico-privato che  interessano  la  realizzazione  di
opere pubbliche sono acquisite secondo le modalita’  individuate  nel
presente decreto, nonche’ da quanto disposto dall’articolo 14,  comma
2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
– Si riporta il testo  dell’art.  14,  comma  2,  della
«2. Ai  fini  dell’attuazione  del  comma  1,  l’Unita’
tecnica finanza di progetto di cui all’art. 7  della  legge
17  maggio   1999,   n.   144,   trasmette   al   Ministero
Ragioneria generale dello Stato e all’ISTAT le informazioni
e i dati di base relativi alle operazioni  di  partenariato
pubblico-privato raccolte  ai  sensi  dell’art.  44,  comma
1-bis,  del  decreto-legge  31  dicembre  2007,   n.   248,
convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  28  febbraio
2008, n. 31. L’acquisizione dei dati avviene sulla base  di
dell’economia e delle finanze.».
Fondo progetti e Fondo opere
1. Con decreto del Ministro competente, di concerto con il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro  dell’economia
e delle finanze, sono individuate le autorizzazioni di spesa relative
al finanziamento di opere pubbliche che, ai fini della  gestione,  in
sede di predisposizione  del  disegno  di  legge  di  bilancio,  sono
ripartite, in relazione alla loro  destinazione,  tra  spese  per  la
progettazione e spese per la  realizzazione  mediante  iscrizione  su
appositi articoli dei pertinenti capitoli di bilancio.
2. Ai fini della gestione, per ciascuna Amministrazione, le risorse
destinate, rispettivamente, alla progettazione ed alla  realizzazione
delle opere pubbliche, sono unitariamente  considerate  come  facenti
parte di  due  fondi  distinti,  rispettivamente,  denominati  «Fondo
progetti» e «Fondo opere». Tra gli stessi, con decreti  del  Ministro
dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro  interessato,
previo parere  delle  competenti  Commissioni  parlamentari,  possono
essere disposte variazioni compensative di bilancio.
3. In apposito allegato al  disegno  di  legge  di  bilancio  e  al
Rendiconto generale dello Stato e’ indicato l’ammontare delle risorse
afferenti rispettivamente al «Fondo progetti»  e  al  «Fondo  opere»,
distintamente per ciascun Ministero.
4. L’opera  pubblica,  previa  assegnazione  del  Codice  unico  di
Progetto previsto dall’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3,
e’ ammessa al finanziamento a valere  sul  «Fondo  progetti»  per  la
relativa  quota  a  carico  del  bilancio  dello  Stato,  a   seguito
dell’esito positivo della procedura di valutazione  tecnico-economica
degli studi di fattibilita’ di cui all’articolo  4,  comma  1,  della
legge 17 maggio 1999, n. 144, ove prevista, ovvero  dell’approvazione
del progetto  preliminare  redatto  ai  sensi  dell’articolo  93  del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ovvero  dell’approvazione
del progetto preliminare ai  sensi  dell’articolo  165  del  medesimo
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
5. Le opere pubbliche vengono ammesse al finanziamento a valere sul
«Fondo opere» dopo il completamento e l’approvazione  della  relativa
– Si riporta il  testo  dell’art.  4,  comma  1,  della
citata legge n. 144 del 1999:
«Art. 4 (Studi di  fattibilita’  delle  amministrazioni
pubbliche e progettazione preliminare delle amministrazioni
regionali e locali). – 1. Lo  studio  di  fattibilita’  per
opere di costo complessivo superiore a lire 20 miliardi  e’
lo strumento ordinario preliminare ai fini  dell’assunzione
delle   decisioni   di   investimento   da   parte    delle
amministrazioni pubbliche.».
– Si riporta il testo  degli  articoli  93  e  165  del
«Art. 93 (Livelli della progettazione per gli appalti e
per le concessioni di lavori). –  1.  La  progettazione  in
materia di lavori pubblici si articola,  nel  rispetto  dei
vincoli  esistenti,  preventivamente   accertati,   laddove
possibile fin dal documento preliminare, e  dei  limiti  di
spesa  prestabiliti,  secondo  tre  livelli  di  successivi
approfondimenti  tecnici,  in  preliminare,  definitiva  ed
esecutiva, in modo da assicurare:
a)  la  qualita’  dell’opera  e  la  rispondenza   alle
finalita’ relative;
b) la conformita’ alle norme ambientali e urbanistiche;
c)  il  soddisfacimento   dei   requisiti   essenziali,
definiti dal quadro normativo nazionale e comunitario.
2. Le prescrizioni relative agli elaborati  descrittivi
e grafici contenute nei commi  3,  4  e  5  sono  di  norma
necessarie   per   ritenere   i   progetti    adeguatamente
sviluppati. Il responsabile del procedimento nella fase  di
progettazione qualora, in rapporto alla specifica tipologia
e alla dimensione dei  lavori  da  progettare,  ritenga  le
prescrizioni di cui ai commi  3,  4  e  5  insufficienti  o
eccessive, provvede a integrarle ovvero a modificarle.
3. Il progetto preliminare definisce le caratteristiche
qualitative  e  funzionali  dei  lavori,  il  quadro  delle
esigenze da soddisfare e delle  specifiche  prestazioni  da
fornire e consiste  in  una  relazione  illustrativa  delle
ragioni della scelta della soluzione  prospettata  in  base
alla valutazione delle eventuali soluzioni possibili, anche
con riferimento ai profili ambientali  e  all’utilizzo  dei
materiali  provenienti   dalle   attivita’   di   riuso   e
riciclaggio,  della  sua  fattibilita’   amministrativa   e
tecnica, accertata attraverso le indispensabili indagini di
prima  approssimazione,  dei  costi,  da   determinare   in
relazione ai benefici previsti, nonche’ in  schemi  grafici
per l’individuazione  delle  caratteristiche  dimensionali,
volumetriche, tipologiche, funzionali  e  tecnologiche  dei
lavori  da  realizzare;  il  progetto  preliminare   dovra’
inoltre consentire l’avvio della procedura espropriativa.
4. Il progetto  definitivo  individua  compiutamente  i
lavori da realizzare,  nel  rispetto  delle  esigenze,  dei
criteri, dei vincoli, degli indirizzi e  delle  indicazioni
stabiliti nel progetto preliminare  e  contiene  tutti  gli
elementi necessari ai fini del  rilascio  delle  prescritte
autorizzazioni  e  approvazioni.  Esso  consiste   in   una
relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le  scelte
progettuali, nonche’ delle  caratteristiche  dei  materiali
prescelti e dell’inserimento delle  opere  sul  territorio;
nello studio di impatto ambientale ove previsto; in disegni
generali nelle opportune scale descrittivi delle principali
caratteristiche   delle   opere,    e    delle    soluzioni
architettoniche,  delle   superfici   e   dei   volumi   da
realizzare, compresi quelli per l’individuazione  del  tipo
di  fondazione;  negli   studi   e   indagini   preliminari
occorrenti con riguardo alla natura e alle  caratteristiche
dell’opera; nei calcoli preliminari delle strutture e degli
impianti; in un  disciplinare  descrittivo  degli  elementi
prestazionali, tecnici ed economici  previsti  in  progetto
nonche’ in un computo metrico estimativo. Gli  studi  e  le
indagini occorrenti,  quali  quelli  di  tipo  geognostico,
idrologico,  sismico,  agronomico,  biologico,  chimico,  i
rilievi e i sondaggi, sono condotti fino ad un livello tale
da consentire i calcoli preliminari delle strutture e degli
impianti e lo sviluppo del computo metrico estimativo.
5. Il progetto esecutivo,  redatto  in  conformita’  al
progetto definitivo, determina in ogni dettaglio  i  lavori
da realizzare e il relativo costo previsto  e  deve  essere
sviluppato ad un livello di definizione tale da  consentire
che ogni elemento sia identificabile in  forma,  tipologia,
qualita’, dimensione e prezzo. In particolare  il  progetto
e’ costituito dall’insieme  delle  relazioni,  dei  calcoli
esecutivi  delle  strutture  e  degli  impianti   e   degli
elaborati  grafici  nelle  scale  adeguate,  compresi   gli
eventuali particolari costruttivi, dal capitolato  speciale
di  appalto,  prestazionale  o  descrittivo,  dal   computo
metrico estimativo e dall’elenco dei prezzi  unitari.  Esso
e’ redatto sulla base degli studi e delle indagini compiuti
nelle fasi precedenti e degli eventuali ulteriori  studi  e
indagini,  di  dettaglio  o  di  verifica   delle   ipotesi
progettuali,  che  risultino  necessari  e  sulla  base  di
rilievi planoaltimetrici, di misurazioni e  picchettazioni,
di rilievi  della  rete  dei  servizi  del  sottosuolo.  Il
progetto  esecutivo  deve  essere  altresi’  corredato   da
apposito piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti
da redigersi nei termini, con le modalita’, i contenuti,  i
tempi e la gradualita’ stabiliti  dal  regolamento  di  cui
all’art. 5.
6. In relazione alle caratteristiche  e  all’importanza
dell’opera, il regolamento, con riferimento alle  categorie
di lavori e alle tipologie di intervento e tenendo presenti
le esigenze  di  gestione  e  di  manutenzione,  stabilisce
criteri, contenuti e momenti di verifica tecnica  dei  vari
livelli di progettazione.
7.  Gli  oneri  inerenti   alla   progettazione,   alla
direzione dei lavori, alla vigilanza e ai collaudi, nonche’
agli studi e alle ricerche  connessi,  gli  oneri  relativi
alla  progettazione   dei   piani   di   sicurezza   e   di
coordinamento e dei  piani  generali  di  sicurezza  quando
previsti ai sensi del decreto legislativo 14  agosto  1996,
n. 494, gli oneri relativi alle prestazioni professionali e
specialistiche atte a definire  gli  elementi  necessari  a
fornire il progetto esecutivo completo in  ogni  dettaglio,
ivi  compresi  i  rilievi  e  i  costi  riguardanti  prove,
sondaggi, analisi, collaudo di strutture e di impianti  per
gli  edifici  esistenti,  fanno  carico  agli  stanziamenti
previsti per la  realizzazione  dei  singoli  lavori  negli
stati  di  previsione  della  spesa  o  nei  bilanci  delle
stazioni appaltanti.
8. I progetti sono redatti in  modo  da  assicurare  il
coordinamento dell’esecuzione dei lavori, tenendo conto del
contesto in cui si inseriscono, con particolare attenzione,
nel  caso  di  interventi   urbani,   ai   problemi   della
accessibilita’ e della manutenzione degli  impianti  e  dei
servizi a rete.
9. L’accesso per l’espletamento delle indagini e  delle
ricerche  necessarie  all’attivita’  di  progettazione   e’
autorizzato  ai  sensi  dell’art.  15   del   decreto   del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.».
«Art.   165   (Progetto   preliminare.   Procedura   di
valutazione di impatto ambientale e localizzazione). – 1. I
soggetti aggiudicatori trasmettono al Ministero,  entro  il
termine di sei mesi  dall’approvazione  del  programma,  il
progetto preliminare delle  infrastrutture  di  competenza.
Ove sia necessario l’espletamento di procedure di gara,  il
termine e’ elevato a  nove  mesi.  Le  risorse  finanziarie
occorrenti per la redazione  del  progetto  preliminare  ed
eventualmente non  gia’  disponibili,  sono  assegnate  dal
Ministro delle infrastrutture, di concerto con il  Ministro
dell’economia e delle finanze, su  richiesta  del  soggetto
aggiudicatore, a valere sulla  quota  dei  fondi  destinata
alle  attivita’  progettuali,  nei  limiti  delle   risorse
disponibili, anche a  rimborso  di  somme  gia’  anticipate
dalle regioni ai sensi dell’art. 163, comma 1.
2. Ove il soggetto aggiudicatore  intenda  sollecitare,
per la redazione del progetto preliminare, la  proposta  di
un promotore, ne da’ immediata comunicazione al  Ministero,
ai fini della pubblicazione della  lista  di  cui  all’art.
175, comma 1.
3. Il progetto preliminare delle infrastrutture,  oltre
a quanto previsto nell’allegato tecnico di cui all’allegato
XXI  deve  evidenziare,  con  apposito  adeguato  elaborato
cartografico, le  aree  impegnate,  le  relative  eventuali
fasce di rispetto e le occorrenti misure  di  salvaguardia;
deve   inoltre   indicare   ed   evidenziare    anche    le
caratteristiche prestazionali, le specifiche funzionali e i
limiti di  spesa  dell’infrastruttura  da  realizzare,  ivi
compreso il limite di spesa, comunque non superiore al  due
per cento dell’intero costo dell’opera,  per  le  eventuali
opere e misure  compensative  dell’impatto  territoriale  e
sociale   strettamente   correlate    alla    funzionalita’
dell’opera. Nella  percentuale  indicata  devono  rientrare
anche  gli  oneri  di  mitigazione  di  impatto  ambientale
individuati nell’ambito della procedura di VIA, fatte salve
le eventuali ulteriori misure da adottare nel  rispetto  di
specifici  obblighi  comunitari.  Ove,   ai   sensi   delle
disposizioni nazionali o  regionali  vigenti,  l’opera  sia
soggetta a valutazione di impatto ambientale,  il  progetto
preliminare  e’  corredato  anche  da  studio  di   impatto
ambientale e reso pubblico secondo  le  procedure  previste
dalla legge nazionale  o  regionale  applicabile.  Ai  fini
dell’approvazione del progetto preliminare non e’ richiesta
la   comunicazione   agli   interessati   alle    attivita’
espropriative,  di  cui  all’art.  11   del   decreto   del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001,  n.  327  ovvero
altra  comunicazione  diversa  da  quella  effettuata   per
l’eventuale  procedura  di  VIA,  ai  sensi  del   presente
articolo; ove non sia prevista  la  procedura  di  VIA,  il
progetto  preliminare  e’  comunque  depositato  presso  il
competente ufficio della regione interessata, ai fini della
consultazione da parte del pubblico, e del deposito si  da’
avviso sul sito  internet  della  regione  e  del  soggetto
aggiudicatore.
4.  I  soggetti  aggiudicatori  rimettono  il  progetto
preliminare al Ministero e, ove  competenti,  al  Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,  al
Ministero dello sviluppo economico e  al  Ministero  per  i
beni e le  attivita’  culturali,  nonche’  alle  regioni  o
province autonome competenti per  territorio.  Il  medesimo
progetto  e’  altresi’  rimesso  agli  enti  gestori  delle
interferenze e a ciascuna delle amministrazioni interessate
dal progetto rappresentate nel CIPE e a tutte le  ulteriori
amministrazioni  competenti   a   rilasciare   permessi   e
autorizzazioni di ogni genere e  tipo,  nonche’,  nei  casi
previsti, al Consiglio superiore dei lavori pubblici  o  ad
altra commissione  consultiva  competente.  Le  valutazioni
delle amministrazioni  interessate  e  degli  enti  gestori
delle  interferenze,  riguardanti  eventuali   proposte   e
richieste, sono acquisite dal Ministero a mezzo di apposita
conferenza di servizi, convocata non prima di trenta giorni
dal  ricevimento  del  progetto  da  parte   dei   soggetti
interessati e conclusa non oltre sessanta giorni dalla data
del predetto  ricevimento.  La  conferenza  di  servizi  ha
finalita’  istruttoria  e  ad  essa  non  si  applicano  le
disposizioni degli articoli 14 e  seguenti  della  legge  7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, in materia
di conferenza di servizi. Nei  sessanta  giorni  successivi
alla conclusione della conferenza di servizi  il  Ministero
valuta le proposte e le  richieste  pervenute  in  sede  di
conferenza   di   servizi   da   parte   delle    pubbliche
amministrazioni  competenti  e   dei   gestori   di   opere
interferenti, ivi incluso, nei casi previsti, il parere del
Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici  o   di   altra
commissione consultiva competente,  e  formula  la  propria
proposta al CIPE che, nei trenta giorni successivi, approva
il progetto preliminare.
5.  Il  progetto  preliminare,  istruito   secondo   le
previsioni del presente articolo, e’ approvato dal CIPE. Il
CIPE decide a maggioranza, con il consenso, ai  fini  della
intesa sulla localizzazione, dei presidenti delle regioni e
province autonome interessate, che si pronunciano,  sentiti
i  comuni  nel  cui  territorio  si  realizza  l’opera.  La
pronuncia deve intervenire nei termini di cui al comma  che
precede, anche nel caso in cui i comuni interessati non  si
siano tempestivamente espressi.
5-bis.  Il   soggetto   aggiudicatore   provvede   alla
pubblicazione del bando di gara non  oltre  novanta  giorni
dalla  pubblicazione   nella   Gazzetta   Ufficiale   della
Repubblica italiana della delibera CIPE di approvazione del
progetto preliminare, ove questo sia posto a base di  gara.
In caso di mancato adempimento il  CIPE,  su  proposta  del
Ministero, puo’ disporre  la  revoca  del  finanziamento  a
carico dello Stato.
6.  In  caso  di  motivato  dissenso  delle  regioni  o
province autonome interessate si procede come segue:
a) per le infrastrutture di carattere interregionale  o
internazionale, il progetto preliminare e’ sottoposto  alla
valutazione del Consiglio superiore  dei  lavori  pubblici,
alla cui attivita’ istruttoria partecipano i rappresentanti
della regione o provincia autonoma interessata. A tale fine
il progetto e’ rimesso a cura del  Ministero  al  Consiglio
superiore  dei  lavori  pubblici  che,  nei  quarantacinque
giorni dalla ricezione, valuta  i  motivi  del  dissenso  e
l’eventuale proposta alternativa che,  nel  rispetto  delle
funzionalita’ dell’opera, la regione o  provincia  autonoma
dissenziente avesse formulato  all’atto  del  dissenso.  Il
parere del  Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici  e’
rimesso  dal  Ministro  al  CIPE,  che  assume  le  proprie
motivate  definitive  determinazioni  entro  i   successivi
trenta  giorni.  Ove  anche  in  questa  sede  permanga  il
dissenso  della  regione   o   provincia   autonoma,   alla
approvazione del progetto  preliminare  si  provvede  entro
sessanta  giorni   con   decreto   del   Presidente   della
Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture, e,
per le infrastrutture di competenza di altri Ministeri,  di
concerto con il Ministro delle attivita’ produttive o altro
Ministro competente per  materia,  sentita  la  commissione
parlamentare per le questioni regionali;
b)  per  le   altre   infrastrutture   e   insediamenti
produttivi, in caso di dissenso delle  regioni  o  province
autonome interessate, si provvede, entro i  successivi  sei
mesi e a mezzo di un collegio tecnico  costituito  d’intesa
tra  il  Ministero  e  la  regione  o  provincia   autonoma
interessata,  ad  una  nuova   valutazione   del   progetto
preliminare e della eventuale proposta alternativa che, nel
rispetto  delle  funzionalita’  dell’opera,  la  regione  o
provincia autonoma dissenziente avesse  formulato  all’atto
del  dissenso.  Ove  permanga  il  dissenso  sul   progetto
preliminare, il Ministro delle  infrastrutture  propone  al
CIPE,  d’intesa  con  la  regione  o   provincia   autonoma
interessata,  la   sospensione   della   infrastruttura   o
insediamento produttivo, in attesa di nuova valutazione  in
sede di aggiornamento del programma, ovvero  l’avvio  della
procedura prevista in caso di dissenso sulle infrastrutture
o insediamenti produttivi  di  carattere  interregionale  o
7. L’approvazione determina, ove  necessario  ai  sensi
delle vigenti norme,  l’accertamento  della  compatibilita’
ambientale  dell’opera   e   perfeziona,   ad   ogni   fine
urbanistico ed edilizio, l’intesa Stato – regione sulla sua
localizzazione, comportando l’automatica  variazione  degli
strumenti urbanistici vigenti e adottati; gli  immobili  su
cui e’ localizzata l’opera  sono  assoggettati  al  vincolo
preordinato all’esproprio ai sensi dell’art. 10  del  testo
unico delle disposizioni  legislative  e  regolamentari  in
materia di espropriazione per pubblica utilita’, di cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno  2001,  n.
327; il vincolo si intende apposto  anche  in  mancanza  di
espressa  menzione;  gli  enti   locali   provvedono   alle
occorrenti misure di salvaguardia delle  aree  impegnate  e
delle relative eventuali fasce di rispetto  e  non  possono
rilasciare, in assenza dell’attestazione di  compatibilita’
tecnica da parte del soggetto  aggiudicatore,  permessi  di
costruire, ne’ altri  titoli  abilitativi  nell’ambito  del
corridoio individuato con l’approvazione  del  progetto  ai
fini  urbanistici  e  delle  aree  comunque  impegnate  dal
progetto stesso. A tale scopo, l’approvazione del  progetto
preliminare e’ resa  pubblica  mediante  pubblicazione  nel
Bollettino  ufficiale  della  regione  (o  nella   Gazzetta
Ufficiale) ed e’ comunicata agli enti locali interessati  a
cura del soggetto aggiudicatore.  Ai  fini  ambientali,  si
applica l’art. 183, comma 6.
7-bis. Per le  infrastrutture  il  vincolo  preordinato
all’esproprio ha durata di  sette  anni,  decorrenti  dalla
data in cui diventa  efficace  la  delibera  del  CIPE  che
approva il  progetto  preliminare  dell’opera.  Entro  tale
termine, puo’ essere approvato il progetto  definitivo  che
comporta la dichiarazione di pubblica utilita’  dell’opera.
In caso di mancata approvazione del progetto definitivo nel
predetto  termine,  il  vincolo  preordinato  all’esproprio
decade e trova applicazione la disciplina dettata dall’art.
9 del testo unico in materia edilizia approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.  Ove
sia   necessario   reiterare   il    vincolo    preordinato
all’esproprio, la proposta e’ formulata al  CIPE  da  parte
del Ministero, su istanza del  soggetto  aggiudicatore.  La
reiterazione del  vincolo  e’  disposta  con  deliberazione
motivata del CIPE secondo  quanto  previsto  dal  comma  5,
terzo e quarto periodo. La disposizione del presente  comma
deroga alle disposizioni dell’art. 9, commi 2, 3 e  4,  del
8. Per tutte le infrastrutture, l’autorizzazione di cui
all’art. 15 del decreto del Presidente della  Repubblica  8
giugno 2001, n. 327, puo’ essere estesa  al  compimento  di
ricerche  archeologiche,  bonifica  di   ordigni   bellici,
bonifica dei siti inquinati e puo’ essere rilasciata  dalla
autorita’ espropriante ovvero dal  concessionario  delegato
alle attivita’ espropriative, ai soggetti o  alle  societa’
incaricate  della  predetta  attivita’  anche  prima  della
redazione   del   progetto   preliminare.    Le    ricerche
archeologiche  sono  compiute  sotto  la  vigilanza   delle
competenti  soprintendenze,  che   curano   la   tempestiva
programmazione delle ricerche e il rispetto della medesima,
allo scopo di evitare ogni ritardo all’avvio delle opere.
9.   Ove,   ai   fini   della    progettazione    delle
infrastrutture, sia necessaria  l’escavazione  di  cunicoli
esplorativi, l’autorizzazione alle attivita’ relative,  ivi
inclusa l’installazione dei cantieri e l’individuazione dei
siti  di  deposito,  e’  rilasciata  dal   Ministro   delle
infrastrutture, d’intesa con il presidente della regione  o
provincia autonoma interessata, ed ha gli effetti dell’art.
166, comma 5. In caso di mancata intesa nei  trenta  giorni
dalla richiesta l’autorizzazione e’ rimessa al CIPE, che si
pronuncia nei successivi trenta giorni, con le modalita’ di
cui ai commi 5 e 6. I risultati dell’attivita’ esplorativa,
significativi   a   livello   ambientale,   sono   altresi’
comunicati al Ministero dell’ambiente e  della  tutela  del
territorio  ai  fini  della  procedura  di  valutazione  di
10. Prima dell’approvazione del  progetto  preliminare,
si segue la procedura di verifica preventiva dell’interesse
archeologico nei casi previsti  dagli  articoli  95  e  96,
salvo quanto disposto dall’art.  38  dell’allegato  tecnico
XXI.».
Funzionamento dei sistemi
1. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Ragioneria Generale
dello Stato d’intesa  con  le  amministrazioni  interessate  provvede
all’applicazione della presente disciplina  e  fornisce  il  supporto
tecnico  necessario  ad  assicurare  il  funzionamento  dei   sistemi
informativi di cui al presente decreto.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, il Ministero dell’economia e
delle finanze – Ragioneria Generale dello Stato puo’ prevedere  forme
di certificazione dei sistemi e delle banche dati di cui al  presente
provvedimento per assicurare accuratezza, consistenza, completezza  e
tempestivita’ delle relative informazioni.
1. All’attuazione degli interventi di cui agli articoli 2 e 11  del
presente  decreto  si  provvede  nell’ambito  delle  risorse  di  cui
all’articolo 13, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
economico e  delle  infrastrutture  e
– Per il testo dell’art. 13, comma 4,  della  legge  31
dicembre 2009, n. 196, si veda nelle note alle premesse.
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011, n. 229 – Attuazione dell’articolo 30, comma 9, lettere e), f) e g), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica dell’utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del Fondo opere e del Fondo progetti. (12G0016) – (GU n. 30 del 6-2-2012 redazione redazione 2015-05-19T08:14:48+00:00