Source: https://www.exeo.it/free/mutamento-destinazione-uso-ristrutturazione-edilizia
Timestamp: 2018-02-23 14:03:58+00:00
Document Index: 24450665

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 42', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 10']

Ristrutturazione con mutamento di destinazione d'uso: titoli
Nell'ipotesi in cui si intenda mutare l'uso di un fabbricato già ultimato, occorre tener conto delle seguenti coordinate ricostruttive:
Quanto al titolo edilizio necessario, queste ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...siteranno del permesso di costruire ogni qual volta comportino mutamento di destinazione d'uso tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico e, qualora debbano essere realizzati nei centri storici, anche nel caso in cui comportino mutamento di destinazione d'uso all'interno di una categoria omogenea. Da ciò deriva che, fuori dai centri storici, il permesso di costruire non sarà invece necessario, e sarà sufficiente la s.c.i.a. nel caso in cui il mutamento di destinazione d'uso intervenga tra categorie omogenee quanto a parametri urbanistici.
Secondo questa dottrina, occorrerebbe leggere rigorosamente l'art. 10, co. 1, lett. c), T.U., che prevede il permesso di costruire unicamente nell'ipotesi di mutamenti di destinazione d'uso di immobili in centri storici, lasciando intendere che, per i manufatti ubicati in altre zone, sia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e la s.c.i.a. se non viene alterata la volumetria complessiva dell'edificio o il prospetto o, negli immobili vincolati ai sensi del D. Lgs. n. 42/2004, la sagoma.
Nella motivazione delle pronunce si rileva che la conclusione per cui fuori dalle zone A la ristrutturazione edilizia [purché non comporti aumento degli altri parametri considerati dall'art. 10, co. 1, lett. c), T.U.] sarebbe sottratta al regime del permesso di costruire e realizzabile mediante s.c.i.a. anche se si accompagni alla mo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a destinazione d'uso «si porrebbe in contrasto con l'assoggettamento al permesso di costruire, anche fuori dei centri storici, delle opere di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo (interventi di minore portata rispetto alla ristrutturazione edilizia) qualora comportino modifiche della destinazione d'uso».
Concludendo, gli interventi ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...urazione edilizia, al pari di quelli di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo:
L'impostazione muove dall'art. 22, co. 2, T.U., norma che, escludendo che si possa attuare tramite s.c.i.a. (in passato: d.i.a. c.d. «semplice») una variante in corso d'opera quando comporti un mutamento di destinazione d'uso, sottende la necessità che un intervento del genere sia assentito con permesso d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...: ebbene, se questo vale per l'intervento in variante, allo stesso modo si deve procedere quando si tratti del rilascio del titolo edilizio originario.
In questo caso, tenuto conto di quanto disposto dall'art. 10 T.U., l'interven... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... soggetto a s.c.i.a. purché non interessi un edificio ricadente in zona A e non sia subordinato dalla legge regionale al rilascio del permesso di costruire.
Piuttosto, è corretto ritenere che il mutamento di destinazione d'uso tra categorie non omogenee sia soggetto a s.c.i.a. perché l'art. 22, co. 1, T.U. sottopone a tale regime semplificato t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...terventi edilizi che non sono soggetti né al regime dell'attività edilizia libera né al permesso di costruire, e il mutamento di destinazione d'uso con opere realizzato su immobili non ricadenti in centro storico è uno di questi.
Vi è, infine, chi, a seguito dell'introduzione dell'art. 23-ter T.U., ritiene che il regime dei titoli abilitativi in caso di mutamento di destinazione d'uso con opere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re così ricostruito:
a) se l'intervento comporta il passaggio da una categoria funzionale all'altra: permesso di costruire se le opere sono riconducibili alla ristrutturazione edilizia c.d. «pesante», s.c.i.a. se le opere rientrano nella ristrutturazione c.d. «leggera»;
Passando al mutamento di destinazione d'uso senza opere, gli unici dati sicuri, fino alla recente riforma operata dal d.l. n.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sembravano essere la necessaria sottoposizione a permesso di costruire ex art. 10, co. 1, lett. c), T.U. del mutamento di destinazione d'uso, anche senza opere, di immobili ubicati in zona A, che si configura come ristrutturazione c.d. «pesante» e la possibilità di intraprendere con comunicazione di inizio attività asseverata gli interventi di mutamento di destinazione d'uso dei locali adibiti ad esercizio dell'attività di impresa [art. 6, co. 2, lett. e-bis), T.U., introdotta dall'art. 13-bis, co. 1, lett. a), del d.l. n. 83/2012].
Non sempre, infatti, il mutamento funzionale non crea trasformazione del territorio e non comporta nuovo carico urbanistico, così in alcune decisioni si ribadisce ch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ener conto delle destinazioni di zona o di quelle considerate compatibili dalla giurisprudenza e che non può ritenersi libero qualora contrasti con i vigenti assetti urbanistici di zona, altre volte si è affermato che occorre aver riguardo all'eventuale rilevanza urbanistica dell'intervento modificativo (cioè alla diversa configurazione dei rapporti stabiliti dalla disciplina urbanistica o al differente carico urbanistico indotto dall'avvenuta variazione), mentre in altre sentenze si afferma, assai genericamente, che non sia necessario il permesso di costruire soltanto qualora «non sconvolga l'assetto dell'area in cui l'intervento edilizio ricade».
D'altronde – si è rilevato – l'assunto per cui il mutamento funzionale non possa essere considerato attività edilizia libera per la sola mancanza della disciplina regionale, occorrendo piuttosto una valutazione caso per caso, trova sostegno anche nel dato normativo, visto che l'art. 10, co. 2, T.U. ammette espressamente la possibilità che esso possa essere subordinato dalla normativa regionale non solo a s.c.i.a. ma persino a permesso di costruire, in ragione della notevole rilevanza che potrebbero assumere sul piano urbanistico i cambiamenti che possono ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alla utilizzazione degli immobili. Inoltre, sostenere il contrario rischierebbe di portare alla vanificazione di ogni previsione urbanistica che disciplini l'uso del territorio nel singolo comune.
Merita, dunque, di essere confermato anche nell'attuale contesto normativo il principio fattosi largo in giurisprudenza per cui «il mutamento di destinazione d'uso di un immobile deve essere autorizzato mediante rilascio del permesso di costruire, qualora sia effettuato mediante opere o qualora comporti un mutamento tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee, in tali casi integrando una modificazione edilizi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e sul carico urbanistico».
Conformemente a tale principio, il mutamento di destinazione d'uso funzionale che, comportando il passaggio tra categorie urbanistiche tra loro eterogenee, determini l'incremento dei parametri urbanistico-edilizi, deve ritenersi sempre sottoposto a permesso di costruire, mentre è sufficiente la s.c.i.a. qualora si resti nell'ambito della stessa categoria edilizia; resta salvo il peculiare regime previsto per i centri storici, in cui il mutamento d'uso senza opere è sempre sottoposto a permesso di costruire, anche se interviene tra categorie omogenee.
Si è osservato, infatti, che, diversamente opinando, risulterebbero vulnerate le regole generali finalizzate ad a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l corretto ed ordinato assetto del territorio e vi sarebbe il rischio concreto di compromettere gli equilibri dalla strumentazione urbanistica; inoltre, potrebbe risultare pregiudicato anche l'interesse patrimoniale della P.A., perché gli interessati potrebbero essere indotti a chiedere il rilascio dei titoli edilizi contro il pagamento di un minor contributo per il basso carico urbanistico, per poi mutare liberamente e gratuitamente la destinazione originaria senza corrispondere i maggiori oneri che derivano dall'aumento del carico urbanistico.
Si segnala poi un diverso orientamento, che, pur ritenendo necessario un atto di controllo da parte della P.A. come la tesi da ultimo esposta, da essa si discosta, affermando che il cambio di destinazione d'uso senza opere va necessariamente assoggettato a s.c.i.a., dovendosi privilegiare, in un'ottica di celerità e di semplificazione amministrativa, la procedura più dinamica e meno penalizzante per l'istante e potendosi comunque argomentare in tal senso a partire dalla sottoposizione a s.c.i.a. – ex art. 22, co. 1, T.U. – di tutti gli interventi che non siano né attività edilizia libera né compresi nell'elenco delle opere per cui è necessario il rilascio del per... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...struire. Si è preferito distinguere questa impostazione dalla precedente in quanto le pronunce non sembrano distinguere tra il mutamento funzionale che comporti il passaggio tra categorie eterogenee e quello che invece avvenga tra categorie tra loro omogenee, assoggettando entrambi a s.c.i.a..
In altre parole, lo ius utendi, in base ad una lettura costituzionalmente orientata (art. 42 Cost.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tispecie del mutamento di destinazione d'uso, può incontrare delle limitazioni soltanto quando il cambio d'uso appaia rilevante sotto il profilo urbanistico e vada qualificato come vero e proprio mutamento di destinazione d'uso, determinando il passaggio tra gli usi che, essendo collegati a categorie edilizie tra loro autonome, siano stati predeterminati dal legislatore come urbanisticamente rilevanti.
Successivamente all'introduzione dell'art. 23-ter T.U... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tamento dottrinale sembra aver sposato questa ricostruzione, ritenendo che il regime dei titoli edilizi necessari per il mutamento di destinazione d'uso meramente funzionale debba essere così ricostruito:
L'unica via per salvare la previsione dell'art. 10, co. 2, T... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; quella di ritenere applicabile anche al mutamento di destinazione d'uso quanto previsto dal comma successivo, ossia l'irrilevanza sul piano penale delle scelte della legislazione regionale in ordine alla tipologia di titolo edilizio. Operazione che tuttavia non è così semplice, poiché nel terzo comma dell'art. 10 T.U. manca ogni riferimento alle previsioni del secondo comma e si parla di interventi «ulteriori» e perciò «diversi» da quelli sottoposti a permesso di costruire dal primo e dal secondo comma.