Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1365-codice-civile-indicazioni-esemplificative
Timestamp: 2016-12-02 19:46:34+00:00
Document Index: 173392035

Matched Legal Cases: ['art. 1370', 'art. 1362', 'art. 1363', 'art. 1368', 'art. 1368', 'art. 1367', 'art. 1362']

Art. 1365 codice civile: Indicazioni esemplificative
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Quando in un contratto si è espresso un caso al fine di spiegare un patto, non si presumono esclusi i casi non espressi, ai quali, secondo ragione, può estendersi lo stesso patto (1).
(1) Questa norma consente di ampliare la portata (interpretazione estensiva) di clausole contrattuali che contengono alcuni esempi esplicativi di una disposizione del contratto, ove questi non esauriscono tutti i casi che rientrano nella previsione contrattuale.
Giurisprudenza annotataObbligazioni e contratti.
Le regole legali di ermeneutica contrattuale sono governate da un principio di gerarchia, in forza del quale i criteri degli artt. 1362 e 1363 c.c. prevalgono su quelli integrativi degli artt. 1365 - 1371 c.c., posto che la determinazione oggettiva del significato da attribuire alla dichiarazione non ha ragion d'essere quando la ricerca soggettiva conduca ad un utile risultato ovvero escluda da sola che le parti abbiano posto in essere un determinato rapporto giuridico; ne consegue che l'adozione dei predetti criteri integrativi non può portare alla dilatazione del contenuto negoziale mediante l'individuazione di diritti ed obblighi diversi da quelli contemplati nel contratto o mediante l'eterointegrazione dell'assetto negoziale previsto dai contraenti, neppure se tale adeguamento si presenti, in astratto, idoneo a ben contemperare il loro interessi (nella specie, relativa all'interpretazione di un contratto di compravendita di immobili, nel quale l'acquirente si era obbligata a impiantare a cura e spese proprie e senza oneri ed obblighi a carico della parte venditrice, un ascensore fino a raggiungere il piano ove erano ubicate le unità abitative compravendute, a condizione che tale realizzazione fosse compatibile alla tecnica e pratica eseguibilità dell'opera, la Corte ha confermato la decisione dei giudici del merito, i quali avevano evidenziato che l'acquirente non avrebbe potuto realizzare l'ascensore senza acquisire superfici di proprietà di terzi e non avendo essa alcun obbligo di acquisirle , siccome non esplicitato nel contratto né desumibile diversamente, l'esecuzione dell'ascensore si sarebbe dovuta qualificare come incompatibile con la tecnica e pratica eseguibilità dell'opera nella situazione data, donde, di conseguenza, la predetta acquirente si sarebbe dovuta ritenere esonerata dall'obbligo di realizzare l'ascensore, per una impossibilità oggettiva di adempimento della prestazione concordata).
Cassazione civile sez. II 08 novembre 2013 n. 25243 Le clausole di una polizza che delimitano il rischio assicurato, ove inserite in condizioni generali sul modulo predisposto dall'assicuratore, sono soggette al criterio ermeneutico posto dall'art. 1370 c.c., di talché, nel dubbio, devono essere intese in senso sfavorevole all'assicuratore medesimo, e non all'assicurato, contraente debole. Tale criterio opera congiuntamente con gli altri, contenuti negli art. 1362-1370, e soprattutto con quello della cd. "interpretazione complessiva" di cui all'art. 1363 c.c.
Tribunale Padova 14 maggio 2012 In tema di interpretazione del contratto, gli "usi interpretativi", di cui all'art. 1368 c.c., costituiscono un criterio ermeneutico di carattere oggettivo e, sussidiario, il quale presuppone, secondo l'espresso tenore letterale della stessa disposizione (che riferisce l'applicabilità di tale criterio alle "clausole ambigue"), una persistente incertezza in ordine all'identificazione dell'effettiva volontà delle parti, rimanendo, pertanto, escluso allorché questa risulti determinata o determinabile, senza margini di dubbio, attraverso l'adozione di prioritari criteri legali di ermeneutica, come quelli (art. da 1362 a 1365 c.c.) che regolano l'interpretazione soggettiva (o storica) del contratto. Avendo, inoltre, dette pratiche interpretative carattere negoziale e non normativo, è onere della parte dedurre l'esistenza, il contenuto e la non corretta applicazione di determinati usi, che siano stati oggetto di specifica allegazione nel giudizio di merito.
Cassazione civile sez. II 30 aprile 2012 n. 6601 Gli usi interpretativi costituiscono un criterio ermeneutico di carattere oggettivo e, quindi sussidiario, che presuppone - secondo l'espresso tenore letterale dell'art. 1368 c.c. (che riferisce l'applicabilità di tale criterio alla clausole ambigue) - una persistente incertezza in ordine alle identificazioni della effettiva volontà delle parti ed è - pertanto - escluso allorché questa risulti determinata o determinabile, senza margini di dubbio, attraverso l'adozione di prioritari criteri legali di ermeneutica come quelli che regolano la interpretazione soggettiva (o storica) del contratto.
Cassazione civile sez. II 30 aprile 2012 n. 6601 In tema di interpretazione del contratto, il criterio ermeneutico contenuto nell'art. 1367 c.c. — secondo il quale, nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno — va inteso non già nel senso che è sufficiente il conseguimento di qualsiasi effetto utile per una clausola, per legittimarne una qualsivoglia interpretazione pur contraria alle locuzioni impiegate dai contraenti, ma che, nei casi dubbi, tra possibili interpretazioni, deve tenersi conto degli inconvenienti cui può portare una (o più) di esse e perciò evitando di adottare una soluzione che la renda improduttiva di effetti. Ne consegue che detto criterio — sussidiario rispetto al principale criterio di cui all'art. 1362, comma 1, c.c. — condivide il limite comune agli altri criteri sussidiari, secondo cui la conservazione del contratto, cui esso è rivolto, non può essere autorizzata attraverso una interpretazione sostitutiva della volontà delle parti, dovendo in tal caso il giudice evitarla e dichiarare, ove ne ricorrano gli estremi, la nullità del contratto.
Cassazione civile sez. II 22 dicembre 2011 n. 28357 Vendita
Cassazione civile sez. II 09 gennaio 2013 n. 314 Art. precedente
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