Source: http://www.agraria.org/estimo%20economia/notizielegali/prelazionedelconfinante.htm?q=001
Timestamp: 2019-04-21 10:43:41+00:00
Document Index: 60414933

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'sentenza ', 'art. 230', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 230']

Notizie legali-fiscali: Prelazione del confinante
Prelazione del confinante - Prelazione e pluralita' di confinanti
Sulla prelazione del confinante (Il Contadino agosto 1999)
L'art. 8 della legge 590/65, come modificata con la legge 817/71, stabilisce, tra l'altro, che il diritto di prelazione spetta anche al coltivatore diretto, proprietario di terreni confinanti con i fondi offerti in vendita, purché sugli stessi non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti ed enfiteuti coltivatori diretti. Ai fini della prelazione sono considerati coltivatori diretti coloro che direttamente ed abitualmente si dedicano alla coltivazione dei fondi ed all'allevamento od al governo del bestiame sempreché la complessiva forza lavorativa del nucleo familiare non sia inferiore ad un terzo di quella occorrente per la normale necessità della coltivazione del fondo e per l'allevamento ed il governo del bestiame. Altrettanto importante è definire il concetto di proprietà del confinante e capire se il diritto è estensibile ai familiari. La Cassazione, con sentenza del 26 marzo 1999 n. 2896, interviene ancora in materia agraria, escludendo che i diritti di prelazione e di riscatto possano essere riconosciuti a coloro che coadiuvano il soggetto titolare degli stessi nella coltivazione del fondo, sul presupposto che, anche qualora fosse configurabile un'impresa familiare ai sensi dell'art. 230 bis del codice civile, questa avrebbe comunque rilevanza puramente interna. Ne consegue che l'esercizio del diritto di prelazione del proprietario confinante non sarebbe estensibile ai componenti dell'impresa familiare coltivatrice; non risultando applicabile l'art. 48 della legge sui contratti agrari (che riguarda l'impresa familiare coltivatrice) al caso in esame alla Suprema Corte, "mancando un rapporto agrario tra il promittente alienante e il prelazionante. Infatti la disciplina dell'impresa familiare coltivatrice si riferirebbe, sotto il profilo oggettivo, ai soli rapporti di colonia parziaria, di affitto ed in generale ad ogni rapporto agrario intercorrente tra il concedente del fondo e la famiglia coltivatrice. La conseguenza è che, unicamente nei casi in cui sussiste un rapporto agrario tra concedente e famiglia coltivatrice, ciascun componente (nel caso in cui non vi sia stata la nomina di un rappresentante) può agire per l'esercizio della prelazione agraria. Pertanto solo l'art. 48 della legge 203/82 avrebbe dato rilevanza esterna alla famiglia coltivatrice, nell'ambito di un rapporto agrario, mentre uguale rilevanza esterna non potrebbe invece essere riconosciuta, per la prevalente dottrina e giurisprudenza, all'impresa familiare di cui all'art. 230 bis, nella quale andrebbero distinti un aspetto interno (costruito dal rapporto associativo del gruppo familiare quanto alla regolamentazione dei vantaggi economici di ciascun partecipante), ed un aspetto esterno (nel quale ha rilevanza la figura del familiare imprenditore, effettivo gestore dell'impresa). Nella fattispecie, quindi, l'unico soggetto titolare del diritto di prelazione era il proprietario - coltivatore e non i propri familiari, anche nell'eventualità sussistesse una impresa familiare, in quanto lo stesso titolare non è legittimato a trasferire il diritto di prelazione a questi altri soggetti familiari, i quali, rispetto all'istituto della prelazione, rimangono terzi. Perciò tenendo presente le finalità della prelazione del proprietario coltivatore confinante (vale a dire di aumentare le dimensioni dell'impresa agricola esistente già su un fondo di proprietà), nell'ipotesi in cui il fondo in questione venga trasferito ad un terzo (anche con il consenso del prelazionante) si verifica il venir meno del suddetto specifico interesse, privilegiato dal legislatore, con la conseguente nullità del contratto di acquisto, avendo le norme sulla prelazione e sul riscatto carattere di ordine pubblico, poste a tutela degli scopi sociali e di politica agraria ed economica perseguite dal legislatore.
Prelazione e pluralita' di confinanti (ll Contadino dicembre 1998 - dott. M. Gianpiccolo)