Source: http://occ.terrediprato.it/it/soggetti-interessati
Timestamp: 2019-06-18 01:50:00+00:00
Document Index: 73136968

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 7']

soggetti-interessati - Terre di Prato - La giustizia dei cittadini
1. Consumatore definito, ai sensi dell’art.6, comma 2, lett. b), della legge n. 3/2012 come il come "debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all'attività imprenditoriale professionale eventualmente svolta";
2. Imprenditori commerciali sotto soglia di fallimento (art 1 comma 2 L. F.): non sono soggetti a fallimento tutti gli imprenditori (a prescindere da qualsiasi forma societaria) che pur esercitando attività commerciale possono dimostrare il possesso congiunto dei seguenti requisiti negli ultimi tre anni :
3. Imprenditore cessato da oltre un anno: l’imprenditore individuale, che si è cancellato dal registro delle imprese da oltre un anno e che ha le dimensioni (parametri) di un soggetto fallibile, può ricorrere alle procedure di sovraindebitamento. Questi infatti non possono essere dichiarati falliti, ex art. 10 l.f.. Tuttavia, non si può escludere che tali debitori vengano successivamente dichiarati falliti, ai sensi dell’art. 10, comma 2, l.f., qualora sia dimostrato che l'effettiva cessazione sia successiva alla cancellazione. In tal caso, secondo l’art. 12, comma 5, legge n. 3/2012, la dichiarazione di fallimento risolve l’accordo con i creditori anche se omologato.
4. Imprenditore agricolo, in quanto soggetto non fallibile, può accedere alla procedura di sovraindebitamento;
5. L'erede dell'imprenditore defunto: l’imprenditore defunto può essere dichiarato fallito fino ad un anno dalla sua morte. Nel caso in cui l’erede abbia accettato l’eredità con beneficio d’inventario, continuando l’attività imprenditoriale del de cuius, non verificandosi la confusione tra i patrimoni del primo e del secondo, l’erede potrà proporre ai creditori dell’eredità una procedura di sovraindebitamento dopo che sia trascorso un anno dalla morte del suo dante causa;
6. I Professionisti, gli artisti e gli altri lavoratori autonomi: sono liberi professionisti coloro che decidono di subordinare la propria attività professionale, intesa come complesso di atti e regole, alla vigilanza di un ente pubblico preposto per legge alla tutela del decoro e della dignità della professione. Tutti gli altri possono, a ragione, ritenersi prestatori d’opera intellettuale e dunque lavoratori autonomi. Tali soggetti, ontologicamente sottratti all’area della fallibilità, potranno accedere alle procedure di sovraindebitamento.
7. Le società tra professionisti: considerato che le società tra professionisti esercitano solo ed esclusivamente un’attività strettamente professionale, si dovrebbe concludere per la non assoggettabilità alle procedure concorsuali e, quindi l'applicabilità della legge n. 3/2012.
8. Le associazioni professionali: possano accedere alla procedure di sovraindebitamento, si rende però necessaria la sottoscrizione congiunta di tutti gli associati professionisti.
9. Gli Enti privati non commerciali: con la definizione di enti privati non commerciali si intendono quegli enti, forniti o meno di personalità giuridica, che esercitano attività senza scopo di lucro e che hanno una rilevanza sociale occupandosi, a titolo esemplificativo, di assistenza sociale, cooperazione e solidarietà anche internazionale, promozione del volontariato, tutela dei diritti. Tali enti però, quando svolgono parzialmente attività commerciale, sono da ritenersi assoggettabili alle procedure concorsuali - e per espressa previsione di legge alla liquidazione coatta amministrativa in particolare - a condizione che ricorrano le condizioni di cui di cui all’art. 2, comma 2, l.f.. Rientrano nella categoria in questione, i seguenti enti:
- Imprese sociali di cui al d.lgs. n. 155 del 24 marzo 2006.
10. Le start-up innovative.
SOGGETTI CHE NON POSSONO ESSERE AMMESSI ALLA PROCEDURA
Non possono essere ammessi i soggetti debitori:
già assoggettati a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dall'art. 7 c. 2 legge 3/2012;
che hanno fatto ricorso nei cinque anni precedenti, ai procedimenti previsti per la composizione della crisi;
che hanno subìto, per cause a loro imputabili, uno dei provvedimenti di cui agli artt. 14 e 14-bis (ovvero l'impugnazione e la risoluzione dell'accordo e la revoca e la cessazione degli effetti dell'omologazione del piano del consumatore);
che hanno fornito documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale.
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