Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7761-del-27-03-2017
Timestamp: 2020-06-04 21:37:42+00:00
Document Index: 143504536

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 564', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 442', 'art. 2']

Sentenza Cassazione Civile n. 7761 del 27/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7761 del 27/03/2017
Cassazione civile, sez. un., 27/03/2017, (ud. 07/03/2017, dep.27/03/2017), n. 7761
sul ricorso 1789/2016 proposto da:
D.M., elettivamente domiciliato in ROMA, presso la
avverso la sentenza del TRIBUNALE di FIRENZE depositata in data
4/11/2014 e contro l’ordinanza della CORTE D’APPELLO DI FIRENZE
depositata in data 19/11/2015;
La Corte ha aggiunto di condividere la sentenza di primo grado anche con riguardo alla indicazione dell’ammontare dell’assegno vitalizio da corrispondere pari ad Euro 500,00 mensili anzichè ad Euro 258,23 (corrispondenti a Lire 500.000), avendo il Tribunale sul punto motivato per relationem alla sentenza del Consiglio di Stato n. 6156 del 2013 – condivisa pure dalla Corte d’appello – le cui argomentazioni non sono state contestate dai Ministeri appellanti.
1.3. Con il terzo motivo – proposto in subordine – si denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione della L. 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 563, lett. d), e art. 564, nonchè del D.P.R. n. 243 del 2006, per erronea attribuzione da parte dei Giudici del merito al D. dello status di vittima del dovere o comunque di soggetto equiparato, visto che, nella specie, l’evento lesivo è stato causato da un errore (sorpasso stradale effettuato in assenza di condizioni di sicurezza) del conducente del veicolo dei Vigili del Fuoco sul quale viaggiava l’interessato e quindi non può considerarsi dovuto ad una condizione ambientale od operativa attinente al servizio di spegnimento di incendio boschivo da svolgere.
1.4.- Con il quarto motivo – proposto in ulteriore subordine – si denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione della L. n. 266 del 2005, art. 1, commi 562, e del D.P.R. n. 243 del 2006, art. 4, contestandosi la decisione del giudice di primo grado, avallata dalla Corte d’appello, di determinare in Euro 500,00 (anzichè in Euro 258,23, corrispondenti a lire 500.000) l’entità dell’assegno vitalizio mensile da corrispondere al D..
Come di recente affermato da queste Sezioni Unite – in continuità con un indirizzo ermeneutico relativo ad analoghe situazioni (vedi, per tutte: Cass. SU 18 dicembre 2007, n. 26626, relativa alle controversie in materia delle speciali elargizioni previste per legge in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata) – in relazione ai benefici di cui alla L. n. 266 del 2005, art. 1, comma 565, in favore delle vittime del dovere, il legislatore ha configurato un diritto soggettivo, e non un interesse legittimo, in quanto, sussistendo i requisiti previsti, i soggetti di cui all’art. 1, comma 563, di quella legge, o i loro familiari superstiti, hanno una posizione giuridica soggettiva nei confronti di una P.A. priva di discrezionalità, sia in ordine alla decisione di erogare, o meno, le provvidenze che alla misura di esse. Tale diritto non rientra nell’ambito di quelli inerenti il rapporto di lavoro subordinato dei dipendenti pubblici, potendo esso riguardare anche coloro che non abbiano con l’Amministrazione un siffatto rapporto, ma abbiano in qualsiasi modo svolto un servizio, ed ha, inoltre, natura prevalentemente assistenziale, sicchè la competenza a conoscerne è regolata dall’art. 442 c.p.c., e la giurisdizione è del giudice ordinario, quale giudice del lavoro e dell’assistenza sociale (Cass. SU 16 novembre 2016, n. 23300).
e) la successiva giurisprudenza amministrativa e ordinaria si è uniformata a tale indirizzo – assurto ormai al rango di “diritto vivente” – tanto più che la L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 105 e ss., ha previsto l’attribuzione ai figli maggiorenni delle vittime del dovere di un assegno vitalizio mensile di ammontare pari ad Euro 500,00, sicchè, a questo punto, può dirsi implicitamente confermata anche da parte del legislatore la suddetta equiparazione, altrimenti producendosi una ulteriore irragionevole disparità di trattamento tra figli maggiorenni delle vittime del dovere e vittime del dovere stesse.