Source: http://www.gildavenezia.it/normativa/schede/occupazione_scuola.htm
Timestamp: 2014-07-23 18:03:26+00:00
Document Index: 23004530

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 331', 'sentenza ', 'sentenza ']

Gli alunni “occupano” la scuola
Gli alunni “occupano” la scuola.
Corte di Cassazione – Sentenza n. 10735/2008.
di Anna Teresa Paciotti da Studio Legale LAW dell'11.3.2008
Commentiamo in questa sezione la Sentenza n. 10735/2008, bench� la questione ivi posta riguardi marginalmente il diritto scolastico. Si tratta infatti di una caso che riguarda il reato di diffamazione a mezzo stampa, tuttavia nella sentenza si fa cenno ai diritti di un dirigente scolastico. Il caso in esame riguarda, infatti, un giornalista condannato dal Tribunale di Roma per diffamazione aggravata dall'uso del mezzo della stampa per avere, nella sua veste di direttore responsabile del quotidiano "Leggo", consentito la pubblicazione di articolo redazionale in cui si affermava, peraltro contrariamente al vero, che il Preside di un Liceo di Roma aveva assicurato agli alunni che avevano occupato i locali scolastici che non avrebbe chiesto lo sgombero con l’intervento delle forze dell'ordine. La Corte d'Appello confermava la condanna. Avverso la sentenza di appello il giornalista ha promosso ricorso per Cassazione lamentando sia il mancato riconoscimento del diritto di cronaca, sia l'assenza di nota diffamatoria nell'affermazione di stampa obiettivamente non offensiva della reputazione del preposto all'istituto scolastico, poich� l'assicurazione di evitare lo sgombero coattivo da parte delle forse dell'ordine non si qualifica come illecito penale, potendosi qualificare anche come una mossa di buon senso protesa alla pacificazione degli animi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e cassato senza rinvio la sentenza impugnata. Infatti, la Corte, pur dichiarando che, nel caso di specie, non ricorre l'esimente dell'esercizio del diritto di cronaca, la quale richiede, alla luce di un costante orientamento della giurisprudenza di legittimit�, l'inderogabile necessit� di un assoluto rispetto del limite interno della verit� oggettiva, limite violato poich� la notizia riportata dal pezzo redazionale � risultata infedele. Tuttavia, ha aggiunto la Corte, l'inattendibilit� dell'informazione non costituisce in s� offesa all'altrui reputazione, occorrendo che essa necessariamente si connoti di un portato lesivo delle qualit� morali, intellettuali o professionali di una persona, valutato non gi� secondo la considerazione della stessa, ma in conformit� all'opinione del gruppo sociale, secondo il particolare contesto storico. Ora, l'accusa rivolta al responsabile di un istituto scolastico di volersi attivare per impedire un possibile sgombero coattivo dell'occupazione studentesca in atto da parte della forza pubblica non � in alcun modo lesiva della sua dignit� professionale, in quanto attinente a una sfera di autonomia decisionale connessa alla funzione amministrativa del Dirigente Scolastico, assunta nell'interesse pubblico e volta a sopire pericolose provocazioni, evitando il rischio di maggiori guai per le persone e per le cose, nella prospettiva di liberare il pi� presto l'edificio dallo stato di paralisi e riprendere il corso scolastico. N�, d'altra parte, al Preside � attribuita un'attivit� di illecita inerzia, quale una omissione penalmente rilevante, n� una illecita solidariet� con i giovani studenti. Con ci�, ha concluso la Corte, l'assenza dell'elemento oggettivo del reato determina l'inesistenza dell'illecito contestato al ricorrente, pertanto la sentenza viene annullata senza rinvio perch� il fatto non sussiste. Corte di Cassazione – Sentenza n. 10735/2008
Cassazione - Sezione quinta – sentenza 7 febbraio – 10 marzo 2008, n. 10735 Presidente Nardi – Relatore Sandrelli Pm Mura – parzialmente conforme – Ricorrente R.
Fatto Giuseppe R. � stato condannato con sentenza 21.6.2005 del Tribunale di Roma per diffamazione aggravata dall'uso del mezzo della stampa per avere - nella sua veste di direttore responsabile del quotidiano "Leggo" - consentito la pubblicazione di articolo redazionale in cui si affermava - contrariamente al vero - che il Preside del liceo "Tasso" di Roma aveva assicurato "ai ragazzi che non chieder� lo sgombero delle forse dell'ordine". La Corte d'Appello della Capitale confermava il 5.2.2007 la condanna.
Ricorre la difesa del R. dolendosi sia del mancato riconoscimento del diritto di cronaca, sia dell'assenza di nota diffamatoria nell'affermazione di stampa obiettivamente non offensiva la reputazione del preposto all'istituto scolastico, poich� l'assicurazione di evitare lo sgombero coattivo da parte delle forse dell'ordine non si qualifica come illecito penale e, segnatamente, come violazione dell'art. 331 c.p. e potendosi qualificare anche come una mossa di buon senso protesa alla pacificazione degli animi.
Non ricorre l'esimente dell'esercizio del diritto di cronaca, la quale pretende - secondo costantissimo orientamento di questa Corte - l'inderogabile necessit� di un assoluto rispetto del limite interno della verit� oggettiva, limite violato poich� la notizia riportata dal pezzo redazionale � risultata infedele (n�, al riguardo, il ricorrente esprime diversa opinione). Peraltro, l'inattendibilit� dell'informazione non costituisce in s� offesa all'altrui reputazione, occorrendo che essa necessariamente si connoti di un portato lesivo delle qualit� morali, intellettuali o professionali di una persona, valutato non gi� secondo la considerazione della stessa, ma in conformit� all'opinione del gruppo sociale, secondo il particolare contesto storico. Orbene, l'accusa rivolta al responsabile di un istituto scolastico di volersi attivare per impedire un possibile sgombero coattivo dell'occupazione studentesca in atto da parte della forza pubblica non � in alcun modo lesiva della sua dignit� professionale. Essa attiene ad una sfera di autonomia decisionale connessa alla sua funzione amministrativa, assunta nell'interesse pubblico, volta a sopire pericolose provocazioni ed ad allontanare il rischio di maggiori guai per le persone e per le cose, nella prospettiva di liberare il pi� presto l'edificio dallo stato di paralisi e riprendere il corso scolastico. N�, d'altra parte, al Preside � attribuita un'attivit� di illecita inerzia (quale una omissione penalmente rilevante) n� una illecita solidariet� con i giovani studenti, non si apprezza offesa di rilievo penale: l'assenza dell'elemento oggettivo del reato determina l'inesistenza dell'illecito contestato al ricorrente: pertanto la sentenza viene annullata senza rinvio perch� il fatto non sussiste. P.Q.M. annulla senza rinvio la sentenza impugnata perch� il fatto non sussiste.