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Timestamp: 2019-02-21 14:14:41+00:00
Document Index: 88220491

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Dell'opposizione di terzo
Casi di opposizione di terzo (1)
I. Un terzo può fare opposizione contro la sentenza passata in giudicato o comunque esecutiva pronunciata tra altre persone quando pregiudica i suoi diritti (2).
II. Gli aventi causa e i creditori di una delle parti possono fare opposizione alla sentenza, quando è l'effetto di dolo o collusione a loro danno.
(1) La Corte cost., con sentenza 7 giugno 1984, n. 167, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di sfratto per finita locazione, emanata per la mancata comparizione dell'intimato o per la mancata opposizione dell'intimato pur comparso. Successivamente la Corte cost., con sentenza 22 ottobre 1985, n. 237 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di sfratto per morosità. Infine la Corte cost., con sentenza 20 dicembre 1988, n. 1105, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza con la quale il pretore dispone l'affrancazione del fondo ex art. 4 l. 22 luglio 1966, n. 607.
(2) La Corte cost., con sentenza 26 maggio 1995, n. 192, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di licenza per finita locazione.
Opposizione di terzo cd. revocatoria – Avverso sentenza ex art. 2932 c.c. – Decorrenza del termine impugnatorio – Dalla data di esecutività della sentenza – Affermazione – Rilevanza del mancato intervento del terzo nel giudizio ex art.2932 c.c. – Esclusione – Effetti della sentenza – Necessità di pronuncia interamente caducatoria – Non sussiste.
Essendo l’opposizione di terzo revocatoria un mezzo di impugnazione straordinaria, essa è proponibile solo avverso le sentenze passate in giudicato o comunque avverso le sentenze esecutive, per cui il termine impugnatorio di trenta giorni non può iniziare a decorrere dalla data di pubblicazione di una sentenza non immediatamente esecutiva, quale la pronuncia costitutiva ex art.2932 c.c.
Nel giudizio instaurato dal promissario acquirente per l’adempimento dell’obbligo di concludere un contratto definitivo di compravendita, il creditore del promissario venditore, al fine di paralizzare gli effetti depauperativi dell’emananda pronuncia, è legittimato a svolgere intervento ma non è obbligato a intervenire, potendo sempre agire, dopo l’emanazione della sentenza, ex art.404, comma 2, c.p.c.
Gli effetti dell’opposizione di terzo devono essere parametrati in ragione del perseguimento dell’obiettivo di evitare che il terzo subisca un danno ingiusto dalla sentenza: se per evitare il pregiudizio è sufficiente che la sentenza venga dichiarata inefficace nei suoi confronti sarà questa la pronuncia che dovrà essere emessa in accoglimento dell’opposizione, dovendosi, invece, procedere ad una pronuncia interamente caducatoria solo ove il terzo non sarebbe garantito dalla mera dichiarazione di inefficacia della sentenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 12 Aprile 2018. Segue...
Esecuzione forzata – Litisconsorte necessario pretermesso – Titolo esecutivo giudiziale – Esecuzione – Tutela Esperibile – Opposizione ex art. 404 c.p.c. – Sussiste.
Il litisconsorte necessario pretermesso (come anche il terzo titolare di diritto autonomo ed incompatibile, il titolare di status incompatibile con quello accertato inter alios e il falsamente rappresentato), avverso l’esecuzione che sia stata promossa sulla base del titolo giudiziale opponibile ai sensi dell’art. 404, primo comma, cod. proc. civ., non può, al fine di incidere sull’efficacia del titolo, proporre opposizione ex art. 615 cod. proc. civ. (né ai sensi dell’art. 619 cod. proc. civ.) neppure se sia detentore materiale del bene, ma può far valere la sua situazione per bloccare l’esecuzione (od esecutività del titolo) esclusivamente con l’opposizione ordinaria, nel cui ambito, ai sensi dell’art. 407 cod. proc. civ., ottenere la sospensione dell’esecutività della sentenza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2015, n. 1238. Segue...