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Timestamp: 2018-03-24 23:19:32+00:00
Document Index: 19636088

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 89', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 41', 'art. 5', 'art. 3']

Calcolo persone disabili da assumere obbligatoriamente – Engim Pinerolo
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23 febbraio 2015 Commenti disabilitati su Calcolo persone disabili da assumere obbligatoriamente Normativa admin
Per maggiori informazioni sul calcolo persone disabili da assumere obbligatoriamente, vi segnaliamo le FAQ sulla disciplina del lavoro per il personale disabile, consultabili sul sito: www.cliclavoro.gov.it/Aziende/FAQ/Pagine/Disabili.aspx
1. A quale data il datore di lavoro deve applicare i criteri di computo di cui all’articolo 4, comma 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, così come modificato dall’art. 4, comma 27, lettera a) della L.92/2012?
2. Ai fini della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere, sono computabili i soggetti impegnati in lavori socialmente utili?
3. Come determinano la quota di riserva i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell’assistenza e della riabilitazione
4. I lavoratori che sono divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia possono essere computati nella quota di riserva di cui all’articolo 3 della legge 68/99?
5. Ai fini della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere il datore di lavoro deve includere nella base di computo i lavoratori licenziati per i quali è stato adottato il provvedimento di revoca del licenziamento?
6. Per i datori di lavoro che svolgono attività stagionale come si calcola il periodo di durata del contratto?
7. Come viene computato il lavoratore intermittente?
8. Rientrano nella quota di riserva anche i lavoratori, già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio?
Sì, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.151/2015, il quale ha specificato che tali lavoratori devono avere una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60 per cento oppure superiore al 45 per cento nel caso di disabilità intellettiva e psichica.
9. Ai fini della determinazione del numero dei soggetti disabili da assumere, i lavoratori occupati con contratto di lavoro a tempo determinato come sono computati?
Ai fini del computo dei lavoratori occupati con contratto di lavoro a tempo determinato, il datore di lavoro deve fare riferimento all’arco temporale del periodo di attività previsto dal contratto di lavoro stipulato con ciascun lavoratore.
10. In caso di stipula di un contratto a termine, si ritiene ancora in vigore la interpretazione sostenuta – prima delle modifiche alla legge Fornero (L.92/2012) – nella circolare 18 luglio 2012 n. 18 con riferimento al calcolo dei lavoratori pro quota?
12. I limiti di durata del contratto dei nove o sei mesi – previsti rispettivamente dalla legge n. 68/1999 e dalla legge n. 134/2012 di modifica della L. 92/2012 – continuano ad applicarsi rispettivamente ai contratti stipulati prima della L. 92/2012 e a quelli stipulati dopo l’entrata in vigore della legge n. 134/2012?
13. Come incidono le proroghe del contratto a termine nella computabilità dei lavoratori?
14. I lavoratori assunti con contratto a termine per sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro, devono essere computati?
15. I lavoratori occupati con contratto di somministrazione sono computati dall’agenzia di somministrazione agli effetti della determinazione del numero dei soggetti disabili da assumere?
No, ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 68/99 così come modificato dall’art. 4, comma 27, lettera a) della L. 92/2012, l’agenzia di somministrazione non computa i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore.
16. I lavoratori occupati con contratto di somministrazione sono computati dall’utilizzatore agli effetti della determinazione del numero dei soggetti disabili da assumere?
No, non sono computati dall’utilizzatore per effetto dell’art. 22, comma 5, del decreto legislativo 276/2003, il quale dispone che, in caso di contratto di somministrazione il soggetto somministrato non è computato nell’organico dell’utilizzatore.
17. Agli effetti della determinazione del numero dei soggetti disabili da assumere, come sono computati, nell’organico del datore di lavoro, i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato part-time?
I lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato parziale sono computati per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto che il computo delle unità lavorative fa riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del settore.
Lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero
18. Ai fini della determinazione del numero dei soggetti disabili da assumere, i lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero sono computati nell’organico del datore di lavoro?
No, i lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero non sono computati nell’organico, per la durata di tali attività.
Ulteriori soggetti da non computare
19. Ai fini della determinazione del numero dei soggetti disabili da assumere, gli apprendisti devono essere computati?
No, in quanto l’articolo 7, comma 3, D.Lgs. 14 settembre 2011, n. 167, prevede la loro esclusione dal computo dei limiti numerici previsti da leggi per l’applicazione di particolari normative e istituti, fatte salve specifiche previsioni di legge o di contratto collettivo.
20. Ai fini della determinazione del numero dei soggetti disabili da assumere, i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro devono essere computati?
No, in quanto l’articolo 3, comma 10, D.L. 30 ottobre 1984, n. 726, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, L. 19 dicembre 1984, n. 863, prevede la loro esclusione dal computo dei limiti numerici previsti da leggi per l’applicazione di particolari normative.
21. Ai fini della determinazione del numero dei soggetti disabili da assumere, i lavoratori assunti con contratto di reinserimento devono essere computati?
No, in quanto l’articolo 20, comma 4, della legge 23 luglio 1991, n. 223 prevede la loro esclusione dal computo dei limiti numerici previsti da leggi per l’applicazione di particolari normative.
Esclusione per settori di attività
22. La norma che fa riferimento all’esclusione dalla base di computo del personale “direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere”, è riferita esclusivamente al personale dipendente da imprese edili? Cosa si intende per attività svolta “in cantiere”?
Per “personale di cantiere”, escluso dal computo, si intende, non solo quello operante nelle imprese appartenenti al settore edile ma anche quello direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere, indipendentemente dall’inquadramento previdenziale e quindi indipendentemente dalla circostanza che l’impresa sia classificabile come edile o che applichi un contratto collettivo dell’edilizia. L’esclusione dal computo però opera limitatamente e strettamente al personale direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione “svolte in cantiere”. P er attività svolta “in cantiere” si fa espresso riferimento al concetto di cantiere fatto proprio dall’art. 89 del D.lgs n. 81/2008.
23. Ai sensi dell’art. 5 della legge 68/99, così come modificato dall’art. 4 comma 27, lett. b) della L. 92/2012, il datore di lavoro può escludere dalla base di computo il personale direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere?
Si, in quanto il legislatore ha voluto inserire una nuova ipotesi di esclusione per i datori di lavoro che occupano personale nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione.
24. L’art. 5 comma 2, della legge n. 68/1999 prevede – per effetto di una apposita modifica normativa – l’esclusione dalla base di computo del personale adibito a lavorazioni che comportano l’applicazione di un tasso di rischio ai fini Inail pari o superiore al 60 per cento. Si prevede, inoltre, che il datore di lavoro autocertifichi tale esclusione dalla base di computo.
Poiché la norma fa riferimento ad un tasso palesemente errato ed inesistente, dovendosi fare evidentemente richiamo corretto ad un tasso del 60 per mille (art. 41 DPR n. 1124/1965), può ritenersi tuttora operante la norma, interpretata in questo senso?
Inoltre, il riferimento al “tasso di premio ai fini Inail pari o superiore al 60 per mille” deve essere inteso al tasso medio nazionale individuato dal DM 12 dicembre 2000?
Trattandosi di esclusione dalla base di computo, è correttamente escluso il pagamento di ogni onere e dove è possibile evidenziare nel prospetto informativo queste esclusioni?
L’interpretazione conservativa e teleologica impone di considerare la norma pienamente operante, nella corretta interpretazione riferita ad un tasso di premio ai fini Inail pari o superiore al 60 per mille. Il riferimento al pagamento del tasso di premio pari o superiore al 60 per mille deve intendersi al tasso indicato dal DM 12 dicembre 2000 e non al tasso specifico aziendale, che penalizzerebbe proprio le imprese che registrano andamenti infortunistici positivi o effettuano investimenti in prevenzione.
La norma va interpretata, sia per la collocazione sistematica che per il dato letterale, come una ipotesi di esclusione dalla base di computo, per la quale è espressamente indicato nell’autocertificazione lo strumento sufficiente per l’esonero.
Nel prospetto informativo, l’esclusione di questi lavoratori va indicata nella dicitura “Personale viaggiante/navigante” (L. n. 68/99, art. 5, comma 2).
25. La sospensione degli obblighi di assunzione, di cui all’ art. 3 comma 5 della Legge 68/99, quali effetti produce sulla convenzione precedentemente stipulata dal datore di lavoro privato?
La convenzione precedentemente stipulata è sospesa per il periodo in cui opera la sospensione temporanea dagli obblighi di assunzione.
26. Ai fini della fruizione della sospensione degli obblighi di cui all’articolo 3, comma 5, della legge 12 marzo 1999, n. 68, a quale Ufficio il datore di lavoro privato deve presentare la comunicazione prevista dall’articolo 4, comma 1, del D.P.R. 10 ottobre 2000, n. 333 o la domanda di cui al successivo comma 3?
A seguito dell’entrata in vigore della legge del 4 aprile 2012, n. 35, di conversione in legge, del decreto legge 9 febbraio 2012, n.5, ai fini della fruizione della sospensione degli obblighi di cui all’articolo 3, comma 5, della legge 68/99, il datore di lavoro privato presenta la comunicazione di cui all’articolo 4, comma 1, del D.P.R. 10 ottobre 2000, n. 333 o la domanda di cui all’articolo 4, comma 3 del D.P.R. 10 ottobre 2000, n. 333 “al servizio provinciale per il collocamento mirato competente sul territorio dove si trova la sede legale dell’impresa”.
computo assunzioni