Source: https://www.rivistadeldirittocommerciale.com/fascicoli/1915-numero-1/
Timestamp: 2019-05-22 09:17:03+00:00
Document Index: 1076366

Matched Legal Cases: ['art. 1128', 'sentenza ', 'art. 1996', 'art. 158', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 44', 'art. 163']

Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 260
LO STATO CONTRAENTE E LO STATO LEGISLATORE (PIETRO BONFANTE)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 437
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 521
SULLA CONCORRENZA SLEALE
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 765
Brevi note sul decreto 12 ottobre 1915 portante modificazioni alle tasse sugli affari
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 852
LA FERMATA VOLONTARIA DELLA NAVE E L’ABBANDONO DEL CARICO. (ANGELO SRAFFA)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 613
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 672
LE PROROGHE NELLE STANZE DI COMPENSAZIONE (ANGELO SRAFFA)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 965
LE ASSOCIAZIONI DI FATTO NEL DIRITTO PRIVATO (BIAGIO BRUGI)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 870
RIFIUTO DEL PAGAMENTO PER ONORE DA PARTE DEL POSSESSORE CAMBIARIO (FRANCESCO CARNELUTTI)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 933
CENNI SUGLI EFFETTI DELLA DECADENZA DAL TERMINE DISPOSTA DALL'ART. 1176 COD. CIV. (VITTORIO POLACCO)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 93
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 237
APPUNTI SULLE OBBLIGAZIONI (FRANCESCO CARNELUTTI)
II. Distinzione tra colpa contrattuale e colpa extracontrattuale. 1. Impostazione del problema. — 2. Identità di trattamento della colpa contrattuale ed extracontrattuale sul tema della graduabilità della diligenza ; — 3. sul tema dell'onere della prova ; — 4. sul tema dell'estensione del risarcimento.
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 617
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 683
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 861
QUESTIONI SULL'INTERVENTO CAMBIARIO. (CESARE VIVANTE)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 1
Sulla discussione avvenuta in parlamento della legge 1 aprile 1915
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 814
DEI VIZI OCCULTI NELLA VENDITA DI VALI MOBILIARI (GIOVANNI CARTA)
A. WAHL, De la garantie dans la tente des valeurs mobiliers (Revue trimestriellm de droit civil, 1914, n. 1).
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 177
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 338
SULLA LEGISLAZIONE COMMERCIALE DELLA GUERRA (BORTOLO BELOTTI)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 570
Limiti del rilievo dell' error in indicando in Corte di Cassazione (FRANCESCO CARNELUTTI)
1. L'error in iudicando come errore di percezione o errore di deduzione. 2. Limiti pratici del controllo dell'error in iudicando da parte del giudice d'appello. — 3. Limiti giuridici del controllo stesso da parte della Corte di cassazione. — 4. Distinzione delle tre sedi dell'error in iudicando: errore nella posizione della norma, nella posizione del fatto, nell' applicazione della norma al fatto. — 5. Errore nella posizione della norma giuridica. — 6. Errore nella posizione di una regola di esperienza richiamata da una norma giuridica. — 7. Errore nell'applicazione della norma giuridica al fatto. — 8. Errore nella definizione giuridica del fatto. — 9. Errore nella definizione tecnica o volgare. — 10. Errore nella definizione dovuto a falsa percezione del fatto. — Il. Errore nella posizione del fatto dipendente da falsa percezione. — 12. Posizione del fatto mediante il sillogismo probatorio; controllo della esattezza di questo sotto forma di sindacato sulla esistenza della motivazione. 13. Errore nella illazione del sillogismo probatorio; controllo sotto forma di sindacato sulla esistenza della motivazione. — 14. Errore nella posizione della regola dl esperienza, che costituisce la premessa del sillogismo probatorio. — 15. Errore nella posizione o nell' applicazione della regola giuridica, che costituisce la premessa del sillogismo probatorio. — 16. Conclusione. — 17. Insufficienza della distinzione tra attività percettiva e deduttiva e tra i varii membri della sentenza.
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 798
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 1026
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 166
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 246
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 319
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 758
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 954
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 82
SUL SIGNIFICATO DELLA PAROLA “CONDIZIONE” DELL’ART. 1128 CAP., COD. CIV. (ACHILLE GIOVENE)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 200
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 611
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 856
GENOVA NELLA STORIA DEL DIRITTO CAMBIARIO ITALIANO (ALESSANDRO LATTES)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 185
La funzione giuridica della dichiarazione del terzo, secondo l'art. 1128 cod. civ. (ACHILLE GIOVENE)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 295
La "licenza d’uso“ dell’attestato di privativa. Dei “terzi” e degli “aventi causa”.
1. Posizione della questione: al concessionario della licenza di uso di nn attestato di privativa, si può opporre la sentenza di annullamento ottenuta nel giudizio contro il solo concedente ? — 2. Lo stato giuridico del conduttore. È egli terzo? — 3. Ricerca sugli stati di terzo e di avente causa. — 4. Quale riferimento vi ha la condizione dell’avente causa contro il quale la legge (cod. civ., art. 1996, 2006) impone sia effettuata l'iscrizione e la rinnovazione dell'ipoteca ? La giurisprudenza recente al riguardo. — 5. Continuazione di tale indagine. Risultati. — 6. Si riprende l'analisi dello stato giuridico di terzo e di avente causa. La condizione del conduttore in confronto dell' acquirente della cosa locata. È terzo? — 7. L' indagine su questa figura dà modo di esaminare certi atteggiamenti speciali che il rapporto di obbligazione ha in confronto al diritto reale : conseguenze che si possono trarre per la nozione dello stato di terzo e di avente causa. — 8. Si può trarre tale nozione anche dal concetto stesso di obbligazione ? — 9. Ancora sulla condizione del conduttore in confronto dell'acquirente della cosa locata: conseguenza per la costruzione generale dello stato giuridico di terzo. — 10. Risultati sulla struttura di tale stato secondo la natura dei varii rapporti. — 11-12. Applicazione al caso speciale che determinò la ricerca: conclusione.
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 970
LA LUNGA STORIA DI UNA BREVE LEGGE (ANTONIO SCIALOJA)
(Modificazioni agli art. 158, 172 del cod. di comm.) 1. Il disegno di legge del Governo e quello della Commissione. — 2. La discussione alla Camera. — 3. Ipotesi finanziarie, divagazioni economiche e teorie giuridiche dell' on. Alessio. — 4. Essenza e funzione delle società anonime. — 5. Maggioranza e minoranza nelle società. I controlli sociali. — 6. I presupposti del diritto di recesso. — 7. Il recesso per l' aumento del capitale. — 8. Il recesso e la teoria del diritto acquisito. — 9. La retroattività delle leggi e il diritto di recesso. — 10. L' art. I della legge secondo il testo approvato. — 11. Le difficoltà di applicazione dell' art. 2. — .12. La questione delle azioni privilegiate. — 13. Conclusione.
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 302
LE MORATORIE IN ITALIA E ALL'ESTERO
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 241
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 325
Leggi eccezionali contro il nemico in materia patrimoniale (ARRIGO SOLMI)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 410
Il fallimento dell' editore e il contratto di edizione (ROBERTO MONTESSORI)
1. Il fallimento dell'editore non è per sé causa di risoluzione del rapporto di edizione. — 2. Se il curatore possa surrogare l'ente fallimento al fallito nella esecuzione del rapporto. — 3. Il diritto dell'autore di rifiutare la prestazione, ove il curatore non faccia proprio del fallimento il contratto. — 4. Il curatore che vuole subentrare nel rapporto, non è tenuto a dare cauzione. — 5. Autorizzazioni necessarie al curatore. — 6. Effetto della surrogazione. — 7. La rinuncia del curatore a dare corso al contratto. — 8. Quale sia il diritto dell'autore che abbia adempiute le proprie obbligazioni prima del fallimento dell'editore.
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 134
I CONTRATTI DIFFERENZIALI NEI RAPPORTI INTERNAZIONALI E LA NUOVA LEGGE ITALIANA SULLE BORSE (GIULIO DIENA)
I. Osservazioni preliminari. — IL Se la validità dei contratti differenziali sia generalmente ammessa dalla legge italiana sulle borse del 20 marzo 1913. — III. L'articolo 43 della legge sulle borse e la legislazione applicabile per determinare la validità dei contratti differenziali conclusi in paese straniero. — IV. Luogo dove si perfeziona un contratto differenziale concluso fra persone lontane. Legge della quale si deve tener conto per determinarlo. — V. Il diritto di sconto ammesso dall'art. 15 della legge italiana sulle borse e i rapporti internazionali. — VI. Se l'esecuzione coattiva ammessa dagli art. 44 e seg. della legge italiana sulle borse, possa aver luogo anche rispetto ai contratti differenziali conclusi in paese straniero. — VII. Legge che determina la natura commerciale o civile dei contratti differenziali e la qualità di commerciante di chi li compie abitualmente.
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 207
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 162
L' inefficacia della deliberazione dell' assemblea nelle società per azioni (LORENZO MOSSA)
1. Compito del lavoro. — 2. Deliberazione e negozio giuridico. — 3. La dottrina dell’invalidità del negozio e la deliberazione. — 4. Deliberazioni nulle. 5. Deliberazioni annullabili. — 6. L' inefficacia statuita dall'art. 163 cod. di comm. 7. La nullità e l'inesistenza verso i terzi. — 8. La pubblicità della deliberazione e il principio dell'apparenza giuridica. — 9. La nullità e l’ inesistenza verso la società. — 10. L' impugnativa della deliberazione verso i terzi. Effetti della sentenza. — 11. Verso la società.
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 441
L'estinzione dell'obbligazione cambiaria e dell'obbligazione causale nella loro connessione reciproca (ISIDORO LA LUMIA)
1. L'estinzione dell'obbligazione cambiaria e dell'obbligazione causale nella loro connessione reciproca in generale : criterio direttivo e limiti della indagine. 2. I singoli modi di estinzione delle obbligazioni: a) Pagamento. In genere il pagamento cambiario estingue contemporaneamente l'obbligazione causale, e viceversa il pagamento ex causa estingue l'obbligazione cambiaria. — 3. L'influenza estintiva del pagamento del giratario, sotto forma di rimessa della valuta al girante all' atto della girata, nei rapporti fra traente od emittente e prenditore girante. — 4. L' influenza estintiva del pagamento cambiario eseguito dal trattario o dal traente sull'obbligazione causale nei rapporti fra essi [trattario e traente]. — 5. L' obbligo della restituzione del titolo cambiario da parte del creditore che agisca ex causa. — 6. b) Novazione. In particolare, l'annotazione in conto corrente del credito cambiario o del credito causale. — 7. c) Rimessione. La rimessione come rinunzia al contenuto economico delle due azioni concorrenti (azione cambiaria ed azione causale) e come rinunzia ad una di tali azioni quale mezzo di realizzazione del contenuto economico stesso. — 8. d) Compensazione. In particolare l'autonomia del debito cambiario e del debito causale nei riguardi della compensazione legale. — 9. e) Confusione. — 10. f) Perdita della cosa dovuta. — 11. g) Annullamento e rescissione. — 12. h) Condizione risolutiva. — 13. i) Prescrizione. a) La prescrizione dell'azione cambiaria non importa l'estinzione de:l’ azione causale — 14. b) e reciprocamente la prescrizione dell'azione causale non importa la prescrizione dell' azione cambiaria. — 15. k) Fallimento del debitore. — 16. l) Cosa giudicata. Il problema dell' influenza della cosa giudicata sull'azione cambiaria e sull'azione causale come azioni concorrenti alla realizzazione di un medesimo intento economico in generale : suoi confini e suo presupposto. — 17. La soluzione del problema nei diversi casi pratici: a) Cumulo dell'azione cambiaria e dell'azione causale in unico giudizio. — 18. b) Esercizio della sola azione cambiaria: c) Rigetto dell'azione cambiaria: l'influenza delle eccezioni causali del convenuto. — 19. Esclusivamente il c. d. mutamento della domanda opera, nei limiti oggettivi della cosa giudicata, la preclusione all'esercizio dell'azione causale in forza della cosa giudicata stessa. — 20. (d) Accoglimento dell'azione cambiaria: il mancato esperimento di eccezioni causali da parte del contenuto non gli vieta di tornare sulla controversia per la via dell'azione causale. — 21. e) Esercizio della sola azione causale: f) Rigetto dell'azione causale: l'influenza pratica di tale rigetto sul posteriore esperimento dell' azione cambiaria. — 22. g) Accoglimento dell' azione causale
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 693
LE OBBLIGAZIONI NATURALI E IL DEBITO DI GIUOCO (PIETRO BONFANTE)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 97
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 424
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 48
SULLA STRUTTURA DEL CONTRATTO DI NOLEGGIO (ANTONIO BRUNETTI)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 919
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 1006
LA COMMISSIONE NELLA PRATICA MERCANTILE E NELLA DOTTRINA GIURIDICA DEL MEDIO EVO. (GEROLAMO BISCARO)
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 8
Annata 1915 •et; Fascicolo 1 •et; Pagina 228