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Timestamp: 2018-02-25 03:41:52+00:00
Document Index: 98827032

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art 444', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 129', 'sentenza ']

Per le Sezioni Unite della Cassazioni sussiste Incompatibilità del Giudice che ha applicato un patteggimaneto nei confronti di coimputati | Worldlawbook "); // return $("
Per le Sezioni Unite della Cassazioni sussiste Incompatibilità del Giudice che ...
Le Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 36847 depositata il 3 settembre 2014, nel dirimere un contrasto giurisprudenziale sorto a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 371 del 1996, hanno stabilito che non può partecipare al giudizio nei confronti di un imputato il giudice che ha applicato una pena concordata tra le part ex art 444 c.p.p. (patteggiamento) nei confronti di più imputati, in concorso necessario, per lo stesso reato.
E' noto come la Corte Costituzionale nel 1996 aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 34 comma 2 c.p.p., per la parte in cui si non escludeva che potesse partecipare al giudizio nei confronti di un imputato «il giudice che abbia pronunciato o concorso a pronunciare una precedente sentenza nei confronti di altri soggetti, nella quale la posizione di quello stesso imputato in ordine alla sua responsabilità penale sia stata comunque valutata».
Orbene la giurisprudenza di legittimità si era confrontata, con soluzioni diverse, sulla portata dell'obbligo di astensione nei casi in cui il "precedente" riguardasse un patteggiamento.
In sintesi tre erano state le ricostruzioni giurisprudenziali:
1) Secondo il primo orientamento la pronuncia della Corte costituzionale 371/1996 non doveva applicarsi nel caso di pena su richiesta delle parti in quanto la natura particolare della predetta sentenza non richiede la dimostrazione dell'accertamento della responsabilità dell'imputato, ma solo una valutazione circa l'assenza di cause di non punibilità ex art 129 c.p.p..
2) Secondo un altro indirizzo giurisprudenziale, pur non ritenendo esistente un obbligo perentorio di astenersi, l'astensione sarebbe ritenuto necessario se il giudice, nel vagliare le altre posizioni, effettua anche una «concreta delibazione dell'accusa concernente l'imputato rimasto estraneo alla richiesta di patteggiamento».
3) Il terzo orientamento allarga l'ambito di incompatibilità affermata dalla Consulta anche al patteggiamento; il giudice, nell'applicare la pena su richiesta delle parti, anche se non esprime un giudizio di colpevolezza pieno e incondizionato, arriva comunque a una conclusione in grado di pregiudicare la sua imparzialità nel giudizio successivo.
La suprema Corte di Cassazione a sezioni unite accolgono quest'ultimo orientamento, stabilendo l'incompatibilità del giudice anche quando la prima sentenza è un patteggiamento: anche in tal caso, sarà, infatti, necessario stabilire se esiste la condizione minima del concorso di tre persone nel reato associativo. Ed è dunque evidente che esisterà un pregiudizio, sia pure limitato alle cause di non punibilità, per il «concorrente necessario» non coinvolto nel patteggiamento che dovrà essere successivamente giudicato.