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Timestamp: 2017-03-24 21:51:08+00:00
Document Index: 71675565

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 41', 'art. 6', 'art. 14', 'art.\n46', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 15', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 10', 'art. 62', 'art. 32', 'art. 13', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 29', 'art. 23', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 29', 'art.\n33', 'art.\n46', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 52', 'art.\n44', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 21', 'art. 39', 'art. 6', 'art 34', 'art. 33', 'art. 41', 'art. 60', 'art. 39', 'art. 70', 'art. 81', 'art. 21', 'art. 61', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 30', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12']

Legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4
Giurisprudenza del TAR di Trento
Posizioni organizzative (Uffici)
Sistema di valutazione della prestazione del personale
Linee strategiche e obiettivi
Protocollo informatico (P.I. Tre)
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LEGGE SULLA PROGRAMMAZIONE PROVINCIALE
Nuova disciplina della programmazione di sviluppo e adeguamento delle norme in materia di contabilità e di zone svantaggiate
1.6.4. - Programmazione, statistica e informatica
Originato da:
Disegno di legge n. 33/XI di iniziativa giuntale
Testo originale Permalink
Indice AttoCapo
I - Disposizioni generaliArt.
1 - Finalità e obiettivi della programmazioneArt.
2 - Soggetti della
programmazioneArt.
3 - PartecipazioneArt.
4 - Consultazioni con i
comuniArt.
5 - Strumenti della
6 - InformazioniCapo
II - Programmazione provincialeArt.
7 - Programmazione
provincialeArt.
8 - Contenuti del programma di sviluppo
9 - Durata del programma di sviluppo
10 - Efficacia del programmaArt.
11 - Procedure di formazione del
programmaArt.
11 bis - Attuazione del programma di
sviluppoArt.
12 - omissisArt.
12 bis - Osservatorio permanente per l'economia, il lavoro e per
la valutazione della domanda socialeArt.
12 ter - Patti territorialiArt.
12 quater - Animazione
territorialeArt.
13 - ProgettiArt.
14 - omissisArt.
15 - Requisiti dei progettiArt.
16 - Durata dei progettiArt.
17 - Programmazione
settorialeArt.
18 - omissisArt.
19 - Attività strumentaliArt.
19 bis - Disposizioni per la valutazione e la verifica degli
investimenti pubbliciCapo
III - Riequilibrio
territorialeArt. 20 - Art.
22 - omissisCapo
IV - Procedure per la gestione del programma di sviluppo
23 - Disegni di leggeArt.
24 - Criteri di comportamento
gestionaleArt.
25 - Verifica di conformitàCapo
V - Verifiche successive ed
organiArt.
26 - omissisArt.
27 - omissisArt.
28 - omissisArt.
29 - Commissioni e gruppi di lavoroArt.
30 - omissisCapo
VI - Modificazioni alla legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7
concernente "Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della
Provincia autonoma di Trento"Art.
31 - omissisArt. 32 - Art.
38 - omissisArt.
39 - omissisArt. 40 - Art.
41 - omissisArt.
42 - omissisArt. 43 - Art.
46 - omissisArt.
47 - omissisArt. 48 - Art.
54 - omissisArt. 55 - Art.
56 - omissisArt.
57 - omissisArt.
58 - Art. 60 - omissisArt.
61 - omissisArt.
62 - Abrogazione dell'articolo 4 della legge provinciale 25
febbraio 1985, n. 3Capo
VII - Disposizioni transitorie e
finaliArt.
63 - Abrogazione di norme e disposizioni transitorie in materia
di zone svantaggiateArt.
64 - Abrogazione di norme in materia di programmazione
provinciale e comprensorialeArt.
65 - omissisArt.
65 bis - omissisArt.
66 - omissisArt.
67 - Ufficio per l'analisi delle politiche
pubblicheArt.
68 - Ufficio bilancioArt.
69 - Autorizzazione di spesa.
RinvioArt.
70 - Art. 71 - omissisNOTE
Testo vigente dal 31 dicembre 2016
Legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4 (1)
Nuova disciplina della programmazione di sviluppo e
adeguamento delle norme in materia di contabilità e di zone svantaggiate
(b.u. 16 luglio 1996, n. 32, suppl. ord. n. 3)
Finalità e obiettivi della programmazione
1. La Provincia autonoma di Trento adotta la programmazione
come metodo di governo.
2. La programmazione è finalizzata fra l'altro:
a) al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro e
alla piena occupazione;
b) allo sviluppo delle attività di produzione e di scambio
di beni e servizi;
c) alla tutela e alla valorizzazione dell'ambiente naturale
e delle sue risorse;
d) al superamento degli squilibri economici e sociali
esistenti nelle diverse zone del territorio provinciale e alla valorizzazione
delle rispettive vocazioni territoriali;
e) alla valorizzazione delle risorse umane attraverso la
qualificazione delle attività formative, culturali e di ricerca;
f) alla razionalizzazione dell'impiego delle risorse e alla
salvaguardia di quelle non rinnovabili;
g) alla realizzazione di condizioni di contesto generale
idonee a favorire il miglioramento della capacità competitiva delle imprese;
h) al potenziamento delle infrastrutture economiche e
i) alla diffusione e alla valorizzazione degli strumenti di
partecipazione sociale e di democrazia economica richiamati negli articoli 43,
45 e 46 della Costituzione della Repubblica;
l) al miglioramento della qualità delle funzioni svolte
dalla pubblica amministrazione.
3. La programmazione, in conformità a quanto previsto dal
terzo comma dell'articolo 41 della Costituzione, è
finalizzata a coordinare ed indirizzare l'attività della Provincia, degli enti
pubblici e dei privati per conseguire obiettivi di utilità generale e di
sviluppo economico e sociale.
4. La Provincia concorre altresì, attraverso la propria
programmazione, agli atti di programma di livello sovra-provinciale e ne
realizza gli obiettivi nell'ambito delle competenze proprie e delegate.
Soggetti della programmazione
1. Sono soggetti della programmazione provinciale la Provincia autonoma, i comuni, le comunità montane, la camera di commercio e gli altri enti
pubblici, secondo le attribuzioni loro spettanti in base alla legge.
2. Fino all'attuazione della riforma dell'assetto
istituzionale della provincia di Trento, le disposizioni della presente legge
relative alle comunità montane si intendono riferite agli enti di cui
all'articolo 1 della legge provinciale 7 dicembre 1973, n. 62
concernente "Disciplina dei comprensori nel quadro degli interventi per lo
sviluppo della montagna".
3. Fino a tale data gli enti di cui all'articolo 1 della legge provinciale 7 dicembre 1973, n. 62, per la
programmazione della propria attività utilizzano gli strumenti previsti dalla
legge regionale 23 ottobre 1998, n. 10 (Modifiche alla legge regionale 4
gennaio 1993, n. 1 "Nuovo ordinamento dei comuni della Regione Trentino -
Alto Adige") (2).
1. La Provincia garantisce la partecipazione dei comuni e
delle comunità montane alla formazione degli atti di programma al fine di
corrispondere, in armonia con gli obiettivi di cui all'articolo 1, alle
esigenze delle comunità da essi rappresentate e di valorizzarne le autonome
2. La Provincia promuove consultazioni e accordi con il
sistema delle imprese per l'integrazione dei rispettivi programmi.
3. La Provincia assicura altresì la partecipazione degli
altri enti pubblici e delle rappresentanze sindacali, economiche, sociali e
culturali, alla formazione del programma di sviluppo provinciale.
Consultazioni con i comuni
1. La Giunta provinciale consulta la rappresentanza dei
comuni sulle linee di impostazione dei principali atti di programmazione e dei
bilanci nonché sui disegni di legge relativi a materie di interesse comunale.
Strumenti della programmazione
1. Sono strumenti della programmazione provinciale:
a) il programma di sviluppo provinciale, il documento di economia e finanza provinciale (DEFP) e
la relativa nota di aggiornamento;
b) il piano urbanistico provinciale;
b bis) il piano provinciale per la salute, disciplinato dalla legge provinciale 27 luglio 2007, n. 13 (legge provinciale
sulle politiche sociali 2007);
c) il bilancio pluriennale e annuale della Provincia;
d) i patti territoriali;
e) i piani e programmi previsti dalle leggi provinciali di
settore nonché i programmi di gestione definiti ai sensi dell'articolo 3 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (Revisione dell'ordinamento
del personale della Provincia autonoma di Trento) come modificato dall'articolo
19 della legge provinciale 23 febbraio 1998, n. 3;
f) i progetti.
2. Sono strumenti della programmazione sub-provinciale:
a) gli strumenti di programmazione delle comunità montane;
b) gli strumenti urbanistici dei comuni e delle comunità
montane;
c) i bilanci dei comuni e delle comunità montane;
d) le relazioni previsionali-programmatiche dei comuni;
d bis) i programmi generali delle opere pubbliche dei comuni (3).
1. La Provincia autonoma di Trento e gli organi statali si
forniscono, reciprocamente ed a richiesta, tutti gli elementi utili per
l'esercizio delle rispettive funzioni di programmazione, ai sensi dell'articolo
18 del decreto del Presidente della Repubblica 1
febbraio 1973, n. 49
concernente "Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino -
Alto Adige: organi della regione e delle province di Trento e Bolzano e
funzioni regionali.
2. La Giunta provinciale promuove la collaborazione con gli
enti locali ai fini dello scambio di informazioni e coordina gli strumenti
conoscitivi esistenti con particolare riferimento al sistema informativo
provinciale e alle reti di telecomunicazione.
Programmazione provinciale
1. Il programma di sviluppo provinciale, nell'ambito degli
indirizzi e dei vincoli stabiliti dalla legislazione vigente, determina gli
obiettivi da conseguire per lo sviluppo economico, per il riequilibrio sociale,
per gli assetti territoriali e delinea gli interventi correlati a tali
2. Il programma di sviluppo costituisce inoltre il quadro di
riferimento per la predisposizione dei disegni di legge rappresentanti gli
strumenti di programmazione finanziaria della Provincia previsti dalla legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 (Norme in
materia di bilancio e di contabilità generale della Provincia autonoma di
Trento), come da ultimo modificata dalla legge
provinciale 23 febbraio 1998, n. 3.
3. La Provincia concorre alla programmazione nazionale
attraverso il programma di sviluppo provinciale.
4. Il programma di sviluppo tiene conto degli obiettivi delle
politiche d'intervento dello Stato e dell'Unione europea, nonché delle esigenze
di raccordo con i programmi delle regioni limitrofe (4).
Contenuti del programma di sviluppo provinciale
1. Il programma di sviluppo provinciale:
a) analizza la situazione economica e sociale della
provincia, evidenziando i punti di forza e di debolezza del sistema;
b) descrive il quadro finanziario, con particolare
riferimento alle risorse mobilitabili da parte dei soggetti della
programmazione;
c) stabilisce i principi generali dell'azione provinciale
per gli obiettivi di sviluppo;
d) individua le aree strategiche per lo sviluppo,
definendone obiettivi, priorità di intervento e criteri realizzativi secondo
modalità in grado di assicurare il coordinamento degli interventi della
Provincia con quelli dei comuni e degli altri soggetti della programmazione;
e) individua, ove necessario, le iniziative di carattere
intersettoriale da attuare mediante progetti.
1 bis. Il programma di sviluppo favorisce l'autonoma iniziativa
dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività d'interesse
generale, sulla base del principio di sussidiarietà.
2. Le leggi provinciali possono demandare al programma di
sviluppo la determinazione di specifici indirizzi, criteri ed ordini di
priorità per i rispettivi campi di attività e d'intervento (5).
Durata del programma di sviluppo provinciale
1. Il programma di sviluppo provinciale è formulato
all'inizio di ogni legislatura e ha efficacia temporale per la durata della
2. Il programma di sviluppo può essere aggiornato con effetto
per la rimanente durata della legislatura in presenza di variazioni che
determinano una modifica dell'impostazione generale del programma (6).
Efficacia del programma
1. Il programma di sviluppo provinciale ha efficacia di
indirizzo, di prescrizione e di vincolo per le attività della Provincia e degli
enti dipendenti dalla Provincia e per le funzioni delegate dalla stessa agli
enti locali. Il medesimo programma ha efficacia di indirizzo per gli strumenti
di programmazione delle comunità montane e per le attività degli altri enti
pubblici da essi svolte nell'ambito di materie disciplinate dalla legge
2. I disegni di legge di iniziativa della Giunta provinciale
relativi alla revisione e alle varianti del piano urbanistico provinciale
assumono come riferimento gli obiettivi generali individuati dal programma di
3. Nell'ambito delle materie di competenza provinciale, il
programma di sviluppo costituisce il quadro di riferimento per le attività
proprie delle amministrazioni pubbliche e per l'attività economica privata (7).
Procedure di formazione del programma
1. Per elaborare il programma di sviluppo provinciale la Giunta provinciale, assicurando opportune forme di partecipazione, approva delle linee guida
che, sulla base delle caratteristiche strutturali del contesto economico e
sociale della provincia, definiscono le principali strategie e gli obiettivi
generali di sviluppo per la legislatura. Le linee guida sono pubblicate sul
sito istituzionale della Provincia.
2. Nei trenta giorni successivi alla pubblicazione delle
linee guida le rappresentanze delle istituzioni locali, delle parti
economico-sociali, delle organizzazioni professionali, delle associazioni
portatrici di interessi a carattere economico, sociale, culturale e ambientale
e del volontariato possono far pervenire alla Giunta provinciale proposte e
osservazioni scritte sul documento. Nel medesimo periodo chiunque può presentare
osservazioni, scritte e motivate, nel pubblico interesse.
3. La Giunta provinciale, sulla base delle linee guida e
previo esame delle osservazioni e delle proposte pervenute, elabora la proposta
di programma di sviluppo provinciale e ne cura la trasmissione al Consiglio
provinciale e al Consiglio delle autonomie locali.
4. La Giunta provinciale, acquisiti i pareri della competente
commissione permanente del Consiglio provinciale e del Consiglio delle
autonomie locali, che devono esprimersi entro trenta giorni dalla richiesta,
approva con provvedimento motivato il programma di sviluppo provinciale.
5. La procedura di cui al presente articolo si applica
altresì per gli eventuali aggiornamenti del programma di cui al comma 2
dell'articolo 9.
5 bis. Se non ricorrono i presupposti indicati nell'articolo 9,
comma 2, la Giunta provinciale, assicurando opportune forme di partecipazione e
concertazione, può:
a) integrare e specificare gli elementi e le priorità di
intervento del programma di sviluppo provinciale, in relazione all'evolversi
della situazione economica, sociale, ambientale e territoriale;
b) integrare il programma di sviluppo con approfondimenti su
temi strategici che richiedono specifiche analisi e valutazioni.
5 ter. Le integrazioni e le specificazioni previste nel comma 5
bis sono comunicate al Consiglio provinciale (8).
Art. 11 bis
Attuazione del programma di sviluppo
1. Per dare attuazione agli obiettivi e alle priorità
individuate dal programma di sviluppo provinciale la Giunta provinciale individua ogni anno, nel DEFP e nella relativa nota di aggiornamento, gli
interventi più rilevanti da realizzare, per le diverse aree strategiche, nel
periodo di validità del bilancio di previsione (9).
Osservatorio permanente per l'economia, il lavoro e
per la valutazione della domanda sociale
1. Al fine di favorire il migliore raccordo del momento
informativo, interpretativo e valutativo sulle dinamiche del sistema economico
locale e della domanda sociale è istituito l'osservatorio permanente per
l'economia, il lavoro e per la valutazione della domanda sociale della comunità
trentina, quale modalità di organizzazione permanente della Giunta provinciale,
di assunzione sistematica delle informazioni e di elaborazione di linee guida
per lo sviluppo socio-economico nonché di valutazione delle politiche in atto,
in forma coordinata con le categorie imprenditoriali e della cooperazione, le
organizzazioni sindacali dei lavoratori nonché con le rappresentanze delle
associazioni del volontariato e del privato sociale.
2. L'attività dell'osservatorio è organizzata in due distinte
aree, una riguardante le tematiche dell'economia e del lavoro, l'altra quelle
della valutazione del bisogno sociale, della qualità della vita e delle nuove
3. Con propria deliberazione la Giunta provinciale adotta le disposizioni per la composizione, l'organizzazione e il
funzionamento dell'osservatorio, oltre che delle aree di attività di cui al
comma 2, assicurando anche fasi di operatività integrata tra le aree.
3 bis. Per i fini di cui ai commi 1 e
3, la Provincia può sostenere spese per promuovere con l'Università degli studi
di Trento la costituzione di un consorzio a cui possono partecipare la camera
di commercio e altri enti e soggetti che operano nel campo delle indagini e
delle rilevazioni, in particolare sulle dinamiche del sistema economico-sociale
provinciale. La Provincia assegna, inoltre, nell'ambito dell'accordo di
programma di cui all'articolo 1 bis della legge provinciale 2 novembre 1993, n. 29 (Norme per favorire la collaborazione tra la Provincia e l'Università degli studi di Trento) specifici finanziamenti di carattere
pluriennale per l'attività dell'osservatorio (11).
1. Il patto territoriale è l'accordo promosso da enti locali,
dalla Provincia, da parti sociali, da soggetti pubblici o privati, ivi comprese
società finanziarie e istituti di credito, rivolto ad attuare un programma di
interventi caratterizzato da obiettivi di promozione dello sviluppo locale ed
ecosostenibile, costituente fondamentale espressione del principio del
partenariato sociale. Esso rappresenta il mezzo per attuare un complesso
integrato di interventi, anche di tipo infrastrutturale, finalizzati allo
sviluppo di aree territoriali delimitate a livello subprovinciale, da
realizzare mediante il miglior coordinamento degli interventi nell'ambito degli
strumenti normativi esistenti. Il patto rappresenta inoltre lo strumento di
raccordo fra gli interventi di una pluralità di soggetti pubblici, finalizzati
allo sviluppo integrato e al miglioramento della qualità e della produttività
dei servizi pubblici.
2. Il patto territoriale è altresì uno strumento di
attuazione della riforma istituzionale per il decentramento della pubblica
amministrazione. Nell'istituzione delle priorità di cui al comma 12, sono
privilegiati i patti tra i cui sottoscrittori figurano i soggetti che la legge
provinciale indica come forme istituzionali per la gestione associata delle
funzioni amministrative negli ambiti territoriali per l'esercizio delle
funzioni trasferite o subdelegate ai comuni.
3. Ciascun patto territoriale indica:
a) lo specifico e primario obiettivo di sviluppo locale cui
è finalizzato e il suo raccordo con le linee generali della programmazione
b) i soggetti sottoscrittori;
c) gli impegni e gli obblighi di ciascuno dei soggetti
sottoscrittori per l'attuazione dell'accordo;
d) le attività e gli interventi da realizzare, con
l'indicazione dei soggetti attuatori, dei tempi e delle modalità di attuazione;
e) il piano finanziario, i piani temporali di spesa relativi
a ciascun intervento e le attività da realizzare, con l'indicazione
dell'eventuale concorso dei privati e del sistema creditizio nonché di
eventuali risorse comunitarie e statali;
f) la valutazione economico-finanziaria degli eventuali
4. Il soggetto responsabile del patto è individuato dal
tavolo di concertazione tra i rappresentanti degli enti pubblici o in una
società mista pubblica - privata, promossa dal tavolo. Il soggetto responsabile
provvede alle spese relative alla gestione del patto previste dal comma 10.
4 bis. Il tavolo di concertazione è formato dai soggetti
pubblici e privati rappresentativi degli interessi del territorio pattizio. Per
ogni componente effettivo può essere nominato un componente supplente. Nell'ambito
del tavolo si realizzano il confronto e la concertazione fra le parti pubbliche
e private coinvolte in ordine all'elaborazione della strategia locale di
sviluppo integrato.
5. Il soggetto responsabile, avvalendosi della struttura
individuata dalla Giunta provinciale, provvede tra l'altro a:
a) attivare le risorse finanziarie, tecniche e organizzative
necessarie alla realizzazione del patto;
b) rappresentare in modo unitario gli interessi dei soggetti
sottoscrittori;
c) assicurare il monitoraggio e la verifica dei risultati
fungendo altresì da sportello unico per i soggetti sottoscrittori;
d) verificare la coerenza delle iniziative col patto e il
rispetto degli impegni dei soggetti sottoscrittori, promuovendo, in caso di
ritardi e di inadempimenti, i necessari provvedimenti degli enti pubblici
coinvolti e assumendo direttamente le iniziative e le misure di propria diretta
e) verificare e garantire la coerenza di nuove iniziative
con l'obiettivo di sviluppo locale a cui è finalizzato il patto;
f) promuovere, ove necessario, la convocazione della
conferenza di servizi di cui all'articolo 16 della legge
provinciale 30 novembre 1992, n. 23 (Principi per la democratizzazione, la
semplificazione e la partecipazione all'azione amministrativa provinciale e
norme in materia di procedimento amministrativo), come sostituito dall'articolo
14 della legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13 e quella
prevista dall'articolo 4 della legge
provinciale 8 settembre 1997, n. 13.
g) presentare alla Giunta provinciale una relazione
semestrale sullo stato di attuazione del patto territoriale, indicando i
risultati e le azioni di verifica e di monitoraggio svolte, nonché i progetti
non attivabili o non completabili dei quali è conseguentemente dichiarata la
disponibilità delle risorse non utilizzate, ove derivanti dagli specifici
stanziamenti destinati dalla Provincia ai patti territoriali.
5 bis. Avverso gli atti assunti dal soggetto responsabile del
patto territoriale è ammesso ricorso alla Giunta provinciale. Il termine di
presentazione del ricorso è di trenta giorni decorrenti dall'avvenuta comunicazione
o dalla conoscenza dei relativi atti. Il ricorso è deciso entro il termine di
sessanta giorni.
5 ter. La Provincia può assumere gli oneri necessari per la
copertura assicurativa del responsabile del patto nell'espletamento dei suoi
compiti, secondo criteri e modalità stabilite da un'apposita deliberazione
della Giunta provinciale.
6. Nell'ambito del patto territoriale la Provincia può promuovere, in coerenza con gli obiettivi e i criteri generali fissati dagli
altri strumenti della programmazione provinciale, direttamente o indirettamente
attraverso l'intervento finanziario, la realizzazione di opere di tipo
infrastrutturale, materiale o immateriale, rivolte al miglioramento del
contesto economico-ambientale ai fini del consolidamento, della qualificazione
e dello sviluppo locale.
7. Le opere realizzate ai sensi del comma 6 possono essere
trasferite gratuitamente, con il vincolo di inalienabilità, in proprietà ad
enti locali e ad altri enti pubblici operanti in ambito locale, ivi compresi
quelli camerali. In alternativa possono essere concessi in gestione a soggetti
pubblici e privati, anche associati, a condizione che essi assumano previamente
l'obbligo di sostenere gli oneri derivanti dalla gestione.
8. Per la realizzazione delle opere di cui al comma 6 si
applicano gli articoli da 2 a 9 della legge
provinciale 8 settembre 1997, n. 13 in materia di opere pubbliche comprese in
un piano straordinario.
9. Qualora la realizzazione dei patti territoriali richieda
la modificazione delle previsioni degli strumenti urbanistici subordinati al
piano urbanistico provinciale, fermo restando quanto stabilito dal comma 8,
alle procedure di variante si applicano le disposizioni di cui alla legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22
(Ordinamento urbanistico e tutela del territorio), come da ultimo modificata
dalla legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10, con i
seguenti adattamenti:
a) nel caso di varianti ai piani comprensoriali di
coordinamento, i termini di cui all'articolo 38, comma 1, della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22, entro i
quali la Giunta provinciale approva la variante e la commissione urbanistica
provinciale (CUP) esprime il parere, sono ridotti rispettivamente a centoventi
giorni e a sessanta giorni;
b) nel caso di varianti ai piani regolatori generali, queste
possono essere deliberate prima che trascorrano due anni dalla deliberazione di
adozione del piano o della precedente variante, in deroga a quanto previsto
dall'articolo 42, comma 2, della legge
provinciale 5 settembre 1991, n. 22, come sostituito dall'articolo 40 della legge provinciale 23 febbraio 1998, n. 3. I
termini di cui all'articolo 41, comma 1, della legge
provinciale n. 22 del 1991,
entro i quali la Giunta provinciale approva la variante e la CUP esprime il parere, sono ridotti rispettivamente a centoventi giorni e a sessanta giorni.
9 bis. omissis
10. Per la realizzazione dei patti territoriali la Giunta provinciale può individuare annualmente riserve di risorse finanziarie sulle leggi di
settore e riserve sul fondo di cui all'articolo 16 della legge provinciale 16 novembre 1993, n. 36 (Norme in
materia di finanza locale), come sostituito dall'articolo 13 della legge provinciale 23 febbraio 1998, n. 3. E'
istituito un apposito fondo, da gestire secondo criteri e modalità stabiliti dalla
Giunta provinciale, destinato a finanziamenti per la realizzazione di opere e,
nei limiti della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato, per
l'agevolazione di fattispecie non previste dalla vigente legislazione di
settore. Con il medesimo fondo possono essere finanziate le spese dei progetti
di fattibilità dei patti territoriali, quelle di progettazione, anche
ambientale, delle opere, quelle per studi, analisi e ricerca nonché quelle di
gestione delle attività dei patti, ivi comprese quelle inerenti allo sportello
unico, secondo quanto stabilito con apposita deliberazione della Giunta
provinciale. Per la valutazione economico-finanziaria degli investimenti la Provincia può avvalersi di istituti bancari a tale scopo convenzionati. La Giunta provinciale individua le strutture preposte all'istruttoria degli interventi previsti
dal presente comma.
11. Ai soggetti attuatori è assicurata priorità
nell'istruttoria e nell'ammissione delle istanze presentate ai sensi delle
leggi provinciali per la realizzazione dei patti. La realizzazione degli
interventi e la concessione delle agevolazioni e dei finanziamenti contemplati
dal patto territoriale sono disposti anche prescindendo dalle procedure
previste dagli altri strumenti della programmazione settoriale e anche in
deroga ai criteri e alle modalità di cui all'articolo 17, comma 2, lettera b),
della legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4, come sostituito dall'articolo 10
della legge provinciale 27 agosto 1999, n. 3.
11 bis. La Giunta provinciale è autorizzata a stipulare apposite
convenzioni con istituti bancari per anticipare ai beneficiari le agevolazioni
concesse per l'attuazione degli interventi previsti dai patti territoriali. Le
anticipazioni sono disposte nei limiti stabiliti dalla Giunta provinciale nel
rispetto degli importi previsti per i medesimi interventi dal bilancio
pluriennale della Provincia. Gli oneri connessi alle spese e agli interessi
relativi alle anticipazioni rimangono a carico del bilancio provinciale. Per
l'attuazione dei patti territoriali i provvedimenti di impegno possono essere
assunti in deroga a quanto disposto dall'articolo 55 della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7.
12. Con propria deliberazione, da pubblicare nel Bollettino
ufficiale della regione, la Giunta provinciale stabilisce i criteri, le
modalità e l'ordine di priorità per la predisposizione e per l'attuazione dei
patti territoriali nonché le misure di intensità delle agevolazioni nei limiti
13. Le disposizioni del presente articolo si applicano altresì
per le finalità di valorizzazione di zone montane di cui alla legge provinciale 23 novembre 1998, n. 17, di
sviluppo di ambiti turistici di cui alla legge
provinciale 4 agosto 1986, n. 21 e di promozione del turismo rurale di cui
alla legge provinciale 7 aprile 1992, n. 14. Sono
conseguentemente abrogate le seguenti disposizioni:
a) articolo 3 ter della legge
provinciale 4 agosto 1986, n. 21 (Nuova organizzazione della promozione
turistica della Provincia autonoma di Trento), introdotto dall'articolo 24
della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10;
b) articoli 5 e 6 della legge
provinciale 23 novembre 1998, n. 17 (Interventi per lo sviluppo delle zone
montane e disposizioni urgenti in materia di agricoltura);
13 bis. A decorrere dal 1° luglio 2012 il tavolo di
concertazione è integrato con un componente designato da ciascuna delle
comunità di riferimento (12).
1. Al fine di dare attuazione agli obiettivi di
programmazione contenuti negli strumenti previsti dall'articolo 5, la Provincia, le comunità e, attraverso le comunità, i comuni, anche al fine di favorire lo
sviluppo sostenibile e condiviso dei territori, la valorizzazione delle
specificità territoriali e nuove iniziative imprenditoriali e opportunità
occupazionali, con particolare riguardo ad ambiti innovativi e di vocazione
sociale, possono promuovere, anche per il tramite di altri soggetti pubblici e
privati, lo svolgimento di attività di animazione territoriale, in accordo con
quanto stabilito dall'articolo 24, comma 1 bis, della legge
provinciale 13 dicembre 1999, n. 6 (legge provinciale sugli incentivi alle
imprese).
2. Per animazione territoriale si intende un metodo di lavoro
comprendente attività di ricerca e di azione, di analisi dei contesti e delle
loro potenzialità, di coinvolgimento dei soggetti pubblici e privati nella definizione
e nell'implementazione delle politiche e degli obiettivi di sviluppo, di
sensibilizzazione e di facilitazione verso le opportunità di sviluppo e
imprenditoriali, di animazione socio-economica e imprenditoriale e d'assistenza
tecnica alla concertazione e alla progettazione di piani e progetti di sviluppo
3. Gli obiettivi principali da realizzarsi attraverso
l'attività di animazione territoriale sono:
a) promuovere politiche di sviluppo condivise fondate sul
riconoscimento e la valorizzazione dei valori, delle specificità e delle
vocazionalità territoriali di ogni territorio;
b) supportare le comunità e i comuni nella creazione di reti
tra attori pubblici e privati;
c) supportare le comunità e i comuni nei processi di
pianificazione territoriale e di programmazione dello sviluppo;
d) supportare le comunità e i comuni nell'attuazione delle
strategie di sviluppo e nella promozione di nuove attività e opportunità
imprenditoriali, con particolare riguardo ad ambiti innovativi e di vocazione
sociale e alla gestione e valorizzazione dei beni comuni e del patrimonio
naturale e infrastrutturale;
d bis) supportare la Provincia e gli altri enti in processi di partecipazione connessi, in particolare, alla formazione dei contenuti degli
strumenti di programmazione previsti dalla normativa provinciale vigente.
3 bis. Per i fini di questo articolo i compiti di supporto e di
facilitazione possono essere affidati a personale che abbia superato specifici
percorsi di formazione secondo criteri e modalità previsti con deliberazione
della Giunta provinciale; tale deliberazione prevede anche le modalità di
riconoscimento di un trattamento economico aggiuntivo stabilito dalla
contrattazione collettiva. Fino alla piena attuazione di questo comma i
predetti compiti possono in ogni caso essere affidati anche al personale già
formato ai sensi dei commi 4 bis e 4 ter dell'articolo 147 della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (legge urbanistica
provinciale 2008) e secondo la disciplina ivi prevista, ancorché abrogata (13).
1. Per il conseguimento di obiettivi determinati la Provincia predispone e realizza progetti riguardanti l'attuazione diretta di opere, sistemi
ed azioni nonché il coordinamento o l'incentivazione di iniziative di privati o
di altri enti pubblici.
2. I progetti possono riferirsi a specifiche iniziative o ad
un complesso coordinato di azioni ed interventi, previsti dalla vigente
legislazione o autorizzati con norma apposita.
3. I progetti sono approvati dalla Giunta provinciale.
4. La Giunta provinciale può attribuire priorità ai progetti
la cui realizzazione o gestione preveda il diretto coinvolgimento, anche
finanziario, dei privati o di altri enti, in relazione alle loro specifiche
4 bis. I progetti di cui all'articolo 8, comma 1, lettera e),
hanno l'efficacia prevista dall'articolo 10, comma 1 (14).
omissis (15)
1. I progetti identificano i bisogni o gli squilibri che
motivano l'intervento pubblico, effettuano la ricognizione degli interventi
pregressi e del relativo stato di attuazione, definiscono obiettivi e risultati
che si intendono conseguire.
2. Costituiscono inoltre elementi essenziali dei progetti: le
caratteristiche degli interventi, i soggetti attuatori, la durata, le risorse
da impiegare, le modalità per l'esecuzione nonché per la futura gestione delle
3. I progetti sono formulati secondo criteri di compatibilità
con le risorse disponibili.
4. La previsione nei progetti di singole opere di costo
superiore ai limiti di importo determinati dalla Giunta provinciale è subordinata
all'effettuazione di un'apposita analisi economico-finanziaria, tendente ad
accertarne la redditività e la coerenza con gli altri strumenti di
5. I progetti possono essere articolati in sub-progetti,
anche approvati in tempi successivi, in relazione al grado di definizione degli
elementi di cui al presente articolo (16).
Durata dei progetti
1. I progetti hanno di norma efficacia temporale fino a un
massimo di cinque anni e sono soggetti a verifica annuale. Al loro
aggiornamento si provvede, ove necessario, con effetto per la durata residua
2. I progetti contemplano azioni ed interventi la cui
realizzazione abbia comunque inizio entro il rispettivo periodo di efficacia
3. Gli interventi previsti dai progetti scaduti possono
comunque essere ultimati (17).
Programmazione settoriale
1. La programmazione settoriale degli interventi realizzati
direttamente dalla Provincia e, negli ambiti individuati con la deliberazione
prevista dal comma 6, dalle agenzie e dagli enti strumentali è effettuata in
armonia con il programma di legislatura, il programma di sviluppo provinciale,
il documento di economia e finanza provinciale e la relativa nota di
aggiornamento attraverso il documento di programmazione settoriale. Il
documento è elaborato sulla base dei criteri e delle modalità definiti con la
deliberazione prevista dal comma 6. Sono fatti salvi gli strumenti di
programmazione individuati ai sensi del comma 6, lettera f), i progetti indicati
nell'articolo 13 della presente legge e gli accordi di programma previsti
dall'articolo 6 ter, comma 1, della legge provinciale
di contabilità 1979.
2. Il documento di programmazione settoriale ha una durata
triennale e scade, comunque, al termine dell'ultimo esercizio finanziario della
legislatura; è articolato in apposite sezioni riferite agli ambiti di
competenza della direzione generale e dei dipartimenti della Provincia.
3. Il documento di programmazione settoriale riporta una
breve analisi della situazione attuale del settore di riferimento e delle
eventuali criticità, individua gli obiettivi prioritari e gli interventi da
realizzare specificando costi, tempi e modalità di attuazione. La copertura
finanziaria degli interventi programmati nel documento di programmazione
settoriale dev'essere coerente con quanto stabilito dalle disposizioni in
materia di contabilità. La Giunta provinciale può indicare, dandone separata
evidenza, opere e interventi di rilievo particolarmente strategico da
realizzare subordinatamente all'individuazione delle relative risorse
4. Il documento di programmazione settoriale è articolato
anche per aree territoriali, per i fini dell'articolo 9 della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in
materia di governo dell'autonomia del Trentino), se lo prevede il regolamento
di cui al medesimo articolo; il regolamento può prevedere l'applicazione di
questo comma con riguardo a specifiche tipologie o soglie dimensionali di
5. La Giunta provinciale approva il documento di
programmazione settoriale, di norma, a cadenza annuale, anche separatamente per
singoli stralci. Il documento di programmazione può essere aggiornato con
effetto per la rimanente durata del periodo di riferimento. Ferma restando la
scadenza di fine legislatura, fino all'approvazione del nuovo documento di
programmazione rimane in vigore il precedente, per l'attuazione degli interventi
ivi previsti.
6. La Giunta provinciale definisce con propria deliberazione:
a) gli ambiti d'intervento di competenza di agenzie ed enti
strumentali da programmare mediante il documento di programmazione settoriale;
b) i criteri e le modalità per la predisposizione del
documento di programmazione settoriale e dei progetti, la specificazione dei
contenuti di questi documenti, le modalità per l'aggiornamento e i casi in cui
se ne può prescindere;
c) la soglia finanziaria al di sotto della quale non è necessaria
l'indicazione specifica degli interventi;
d) i casi in cui i capitoli o gli articoli del bilancio
finanziario gestionale possono essere esclusi dalla programmazione;
e) gli ambiti o settori di particolare rilievo programmatico
per i quali la Giunta provinciale approva gli strumenti di programmazione degli
interventi agevolati, fermo restando quanto previsto dalle leggi provinciali
per specifici strumenti di programmazione;
f) gli strumenti di programmazione previsti dalla
legislazione provinciale che sono confermati, nonché gli strumenti esclusi dal
campo di applicazione di quest'articolo;
g) la disciplina transitoria da applicare ai piani
pluriennali per gli investimenti;
h) ogni altro elemento utile per la predisposizione del
documento di programmazione settoriale o di altri strumenti di programmazione
settoriale (18).
omissis (19)
1. La Giunta provinciale predispone strumenti per l'analisi
preventiva e per il controllo dei risultati conseguiti attraverso gli
interventi pubblici.
2. La Giunta provinciale promuove interventi per:
a) l'introduzione dei metodi della qualità totale
nell'amministrazione pubblica;
b) l'introduzione del controllo di gestione;
c) la formazione del personale della Provincia e di altri
enti pubblici impegnato in attività progettuali e di controllo della spesa;
d) lo scambio di esperienze fra i propri funzionari e quelli
di altri enti.
3. L'attività di controllo di cui al comma 1 è diretta a
verificare, anche mediante valutazioni comparative dei costi e dei rendimenti,
la realizzazione degli obiettivi e la corretta ed economica gestione delle
risorse pubbliche impegnate.
Disposizioni per la valutazione e la verifica degli
1. La Giunta provinciale definisce, anche in attuazione delle
finalità e degli obiettivi previsti dalla legge 17 maggio 1999, n. 144 (Misure
in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi
all'occupazione e della normativa che disciplina l'INAIL, nonché disposizioni
per il riordino degli enti previdenziali), specifici criteri, modalità e
strumenti organizzativi per assicurare la valutazione e la verifica degli
investimenti pubblici al fine di qualificare e rendere più efficiente il
processo di programmazione delle politiche di sviluppo (20).
Riequilibrio territoriale
Art. 20 - Art. 22
Procedure per la gestione del programma di sviluppo
1. Qualora per l'attuazione di progetti sia necessario un
provvedimento legislativo, il relativo disegno di legge è accompagnato da uno
schema di massima del progetto.
sono corredati da una relazione tecnica, redatta dalle competenti strutture,
concernente:
1) la quantificazione degli oneri d'investimento e di
gestione recati da ciascuna disposizione e l'indicazione della relativa
copertura finanziaria, con la specificazione per la spesa corrente e per le
minori entrate degli oneri annuali fino alla completa attuazione delle norme e,
per le spese in conto capitale, della modulazione relativa agli anni del
bilancio pluriennale e dell'onere complessivo in relazione agli obiettivi
fisici previsti;
2) la valutazione di impatto organizzativo e procedurale
delle norme, i cui eventuali riflessi finanziari devono essere ricompresi nella
quantificazione di cui alla lettera precedente (22).
Criteri di comportamento gestionale
1. Ai fini dell'approvazione di disegni di legge nonché di
progetti, piani, programmi e norme regolamentari, la Giunta provinciale determina criteri e modalità per il preventivo esame dei medesimi da parte
delle strutture competenti in materia di programmazione e di finanza, rispettivamente
per la conformità agli obiettivi della programmazione e alle disposizioni della
presente legge, nonché per la coerenza con le linee della politica finanziaria
2. La Giunta provinciale e i competenti organi degli enti
dipendenti dalla Provincia definiscono i criteri per l'attuazione del controllo
1. Gli enti e istituti pubblici che svolgono compiti in
materie di competenza della Provincia, trasmettono periodicamente alla Giunta
provinciale, su richiesta della stessa, i propri programmi di attività. La Giunta medesima ne verifica la conformità al programma di sviluppo provinciale, nei modi
previsti dalle leggi vigenti e nei limiti di cui all'articolo 10 e propone le
modificazioni ed integrazioni eventualmente necessarie. Le società a prevalente
partecipazione provinciale trasmettono alla Giunta provinciale i propri
programmi di attività secondo quanto previsto dai rispettivi statuti e con
periodicità da stabilirsi sulla base di specifici accordi.
Verifiche successive ed organi
omissis (23)
omissis (24)
1. Per la predisposizione dei progetti delineati dal
programma di sviluppo provinciale possono essere costituite apposite
commissioni interdisciplinari coordinate da un componente del comitato per la
modernizzazione del sistema pubblico e per lo sviluppo o da un dirigente
2. Allo scopo di coordinare l'attuazione degli interventi
previsti dai progetti delineati dal programma di sviluppo provinciale possono
essere costituiti appositi gruppi di lavoro interdipartimentali ai sensi
dell'articolo 44 della legge provinciale 29 aprile 1983, n. 12
concernente "Nuovo ordinamento dei servizi e del personale della Provincia
autonoma di Trento", come modificato dall'articolo 28 della legge provinciale 23 febbraio 1990, n. 6.
3. Ai componenti ed al segretario della commissione sono
corrisposti i compensi stabiliti dalla normativa provinciale vigente in materia
Modificazioni alla legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7
Provincia autonoma di Trento"
Art. 32 - Art. 38
omissis (30)
Art. 40 - Art. 41
omissis (31)
omissis (32)
Art. 43 - Art. 46
Art. 48 - Art. 54
omissis (35)
Art. 55 - Art. 56
omissis (36)
omissis (37)
58 - Art. 60
omissis (38)
omissis (39)
Abrogazione dell'articolo 4 della legge provinciale 25 febbraio 1985, n. 3
1. L'articolo 4 della legge
provinciale 25 febbraio 1985, n. 3 concernente "Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale della Provincia autonoma di
Trento (legge finanziaria)" è abrogato.
Abrogazione di norme e disposizioni transitorie in
materia di zone svantaggiate
1. È abrogata la legge
provinciale 27 giugno 1983, n. 22 concernente "Interventi per le zone
svantaggiate", ferma restando l'applicazione della medesima ai rapporti
sorti e gli atti conseguenti agli impegni di spesa assunti nel vigore della
3. omissis (40)
Abrogazione di norme in materia di programmazione
provinciale e comprensoriale
a) la legge provinciale 18 agosto 1980, n. 25, ad
eccezione degli articoli 11, 12 e 13;
b) gli articoli 16, 17 della legge
provinciale 7 dicembre 1973, n. 62;
c) l'articolo 47 della legge
provinciale 20 luglio 1981, n. 10;
d) l'articolo 20 della legge
provinciale 16 agosto 1983, n. 26, come da ultimo sostituito dall'articolo 9
della legge provinciale 30 gennaio 1992, n. 6;
e) l'articolo 13 della legge
provinciale 25 febbraio 1985, n. 3, come modificato dall'articolo 39 della legge provinciale 12 settembre 1994, n. 4;
f) l'articolo 3 della legge
provinciale 12 marzo 1990, n. 10, come modificato dall'articolo 49 della legge provinciale 9 luglio 1993, n. 16.
omissis (41)
Ufficio per l'analisi delle politiche pubbliche
1. Per l'attuazione dei compiti previsti dai capi II e V
della presente legge, nell'ambito del servizio programmazione è istituito, in
aggiunta al numero complessivo stabilito dall'articolo 8 della legge provinciale 29 aprile 1983, n. 12, come
modificato da ultimo dall'articolo 27 della legge
provinciale 15 novembre 1993, n. 36, l'ufficio per l'analisi delle politiche
1. Per l'espletamento delle attività connesse alla
predisposizione del bilancio di previsione annuale, dell'assestamento, del
bilancio pluriennale, dei provvedimenti di variazione dei medesimi documenti
contabili, nonché della legge finanziaria, nell'ambito del servizio bilancio e
ragioneria è istituito l'ufficio bilancio, in aggiunta al numero complessivo
stabilito dall'articolo 8 della legge
provinciale 29 aprile 1983, n. 12, come modificato da ultimo dall'articolo 27
della legge provinciale 15 novembre 1993, n. 36.
Autorizzazione di spesa. Rinvio
1. Con successive leggi provinciali si provvederà
all'autorizzazione degli eventuali apporti aggiuntivi al fondo per le zone
svantaggiate di cui all'articolo 22.
2. Le spese di cui all'articolo 19, comma 2, lettera b), sono
incluse tra quelle per la formazione e l'aggiornamento del personale, di cui
all'articolo 37 della legge provinciale 29 aprile 1983, n. 12,
modificato da ultimo dall'articolo 25 della legge
provinciale 23 febbraio 1990, n. 6.
70 - Art. 71
omissis (44)
base all'art. 9 della l.p.
12 settembre 2008, n. 16 questa legge può essere citata usando solo il
titolo breve "legge sulla programmazione provinciale", individuato
dall'allegato A della l.p. n. 16 del 2008. Vedi anche, in materia, l'art. 2 del d.p.p. 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg.
(2) Comma
così sostituito dall'art. 6 della l.p. 19
febbraio 2002, n. 1.
(3) Articolo
così modificato dall'art. 41 della l.p. 13 dicembre
1999, n. 6,
dall'art. 6 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1,
dall’art. 14 della l.p. 2 aprile 2015, n. 6 e dall'art.
46 della l.p. 9 dicembre 2015, n. 18 (per una
disposizione transitoria sull'applicabilità di quest'ultima modificazione vedi
l'art. 38, comma 12 della l.p. n. 18 del 2015).
(4) Articolo
così modificato dall'art. 1 della l.p. 11 settembre 1998, n. 10.
(5) Articolo
così modificato dall'art. 6 della l.p. 19
(6) Articolo
febbraio 2002, n. 1
e dall'art. 13 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2.
(7) Articolo
così sostituito dall'art. 1 della l.p. 11
settembre 1998, n. 10,
e modificato dall'art. 6 della l.p. 19
(8) Articolo
modificato dall'art. 6 della l.p. 19
febbraio 2002, n. 1,
dall'art. 1 della l.p. 23 novembre 2004, n. 9,
dall'art. 29 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19 e
dall'art. 15 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1.
(9) Articolo
aggiunto dall'art. 6 della l.p. 19 febbraio 2002,
modificato dall'art. 1 della l.p. 23
novembre 2004, n. 9,
dall'art. 38 della l.p. 29 dicembre 2005, n. 20,
dall'art. 13 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2,
dall'art. 29 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19,
dall'art. 15 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1 e così
sostituito dall'art. 46 della l.p. 9
dicembre 2015, n. 18
(per una disposizione transitoria sull'applicabilità di quest'ultima
modificazione vedi l'art. 38, comma 12 della l.p. n. 18 del 2015).
(10) Articolo
abrogato dall'art. 6 della l.p. 19 febbraio 2002,
(11) Articolo
aggiunto dall’art. 9 della l.p. 27 agosto 1999, n.
così modificato dall'art. 1 della l.p. 23 novembre 2004, n. 9.
(12) Articolo
aggiunto dall'art. 41 della l.p. 13 dicembre 1999,
così modificato dall'art. 10 della l.p. 22 marzo
2001, n. 3,
dall'art. 62 della l.p. 28 marzo 2003, n. 4,
dall'art. 32 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11,
dall'art. 13 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18, dall'art. 22, comma 1 della l.p.
9 agosto 2013, n. 16 (per una disposizione
connessa a quest'ultima modificazione vedi lo stesso art. 22, comma 2) e
dall'art. 18 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14. Vedi però l'art. 29 della l.p.
10 febbraio 2005, n. 1.
Al comma 11, anziché "della legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4"
leggi, più correttamente, "di questa legge". Per le deliberazioni
della Giunta provinciale previste dai commi 10 e 12 vedi, da ultimo, la
deliberazione 5 agosto 2005, n. 1708 (b.u. 4 ottobre 2005, n. 40), modificata
dalla deliberazione 16 settembre 2005, n. 2000 (b.u. 18 ottobre 2005, n. 42).
(13) Articolo
aggiunto dall'art. 23 della l.p.
27 dicembre 2012, n. 25 e così modificato dall'art. 15 della l.p. 6 maggio 2016, n. 7.
(14) Comma
(15) Articolo
(16) Articolo
(17) Comma
(18) Articolo
già sostituito dall’art. 10 della l.p. 27 agosto
1999, n. 3,
modificato dall'art. 10 della l.p. 22 marzo
dall'art. 29 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art.
33 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, dall'art.
46 della l.p. 9 dicembre 2015, n. 18,
sostituito dall'art. 2 della l.p. 30
dicembre 2015, n. 20
e così sostituito dall'art. 1 della l.p. 29
dicembre 2016, n. 19
(per alcune disposizioni transitorie connesse alla sostituzione vedi lo stesso
art. 1, commi 2, 3 e 4). Per la sua attuazione vedi la deliberazione della
giunta provinciale 16 dicembre 2016, n. 2282 (non pubblicata). Vedi anche
l'art. 52 della l.p. 20 marzo 2000, n. 3 e l'art.
44 decies della legge provinciale sulle foreste e sulla
protezione della natura 2007. (19) Articolo
abrogato dall'art. 2 della l.p. 30 dicembre
2015, n. 20.
(20) Articolo
aggiunto dall'art. 10 della l.p. 22 marzo 2001, n.
(21) Articoli
abrogati dall'art. 21 della l.p. 23 novembre 1998, n. 17.
(22) Vedi
anche l'art. 19, comma 6 della l.p. 27
dicembre 2010, n. 27.
(23) Articolo
abrogato dall'art. 1 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 19.
(24) Articolo
abrogato dall'art.1 della l.p. 11 settembre 1998, n. 10.
(25) Articolo
abrogato dall'art. 1 della l.p. 23 novembre 2004,
(26) Articolo
dall'art. 1 della l.p. 23 novembre 2004, n. 9 e
dall'art. 30 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1.
(27) Articolo abrogato dall'art. 2 del d.p.p.
28 marzo 2014, n. 4-6/Leg, ai sensi dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3. Per una disposizione
transitoria connessa all'abrogazione vedi l'art. 21, comma 1 del d.p.p. n. 4-6/Leg del 2014.
(28) Articolo
abrogato dall'art. 39 della l.p. 9 dicembre 2015,
(29) Articoli
modificativi degli articoli 5, 7, 8, 13, 14, 19 e abrogativi dell'art. 6 della l.p. 14 settembre 1979, n. 7.
(30) Articolo
(31) Articoli
modificativi degli articoli 26 e 27 della l.p.
14 settembre 1979, n. 7.
(32) Articolo
(33) Articoli
modificativi degli articoli 31, 33, abrogativi dell'art 34 e aggiuntivi
dell'art. 33 bis alla l.p. 14 settembre 1979, n. 7.
(34) Articolo
(35) Articoli
sostitutivi dell'art. 41, modificativi degli articoli 55, 56, 59 e 60,
aggiuntivi del capo III bis (con gli articoli 41 bis e 41 ter) e dell'art. 60
bis della l.p. 14 settembre 1979, n. 7.
(36) Articoli
abrogati dall'art. 39 della l.p. 9 dicembre 2015,
(37) Articolo
modificativo dell'art. 70 della l.p. 14 settembre 1979, n. 7.
(38) Articoli
(39) Articolo
modificativo dell'art. 81 della l.p. 14 settembre 1979, n. 7.
(40) Articolo
così modificato dall'art. 21 della l.p. 23 novembre 1998, n. 17.
(41) Articolo
abrogato dall'art. 61 e allegato D, n. 88 della l.p.
29 dicembre 2005, n. 20.
(42) Articolo
aggiunto dall'art. 4 della l.p. 7 luglio 1997, n.
e abrogato dall'art. 10 della l.p. 27 agosto 1999, n. 3.
(43) Articolo
abrogato dall'art. 1 della l.p. 23 novembre 2004, n. 9.
(44) Disposizioni
testo aggiornato al 10 agosto 2016 testo aggiornato al 11 maggio 2016 modificato l'art. 12 quater
testo aggiornato al 31 dicembre 2015 sostituito l'art. 17; abrogato l'art. 18
testo aggiornato al 10 dicembre 2015 modificati gli articoli 5 e 17; sostituito l'art. 11 bis; abrogati gli articoli 31, 39, 42, 47, 55, 56, 58, 59 e 60
testo aggiornato al 22 aprile 2015 modificato l'art. 5
testo aggiornato al 1 gennaio 2015 modificati gli articoli 13 bis e 26
testo aggiornato al 25 aprile 2014 modificati gli articoli 11, 11 bis e 29
testo aggiornato al 2 aprile 2014 abrogato l'art. 30
testo aggiornato al 14 agosto 2013 modificato l'art. 12 ter
testo aggiornato al 28 dicembre 2012 aggiunto l'art. 12 quater
testo aggiornato al 29 dicembre 2011 modificato l'art. 12 ter
testo aggiornato al 12 ottobre 2011 testo aggiornato al 29 dicembre 2010 testo aggiornato al 30 dicembre 2009 testo aggiornato al 31 marzo 2009 testo aggiornato al 17 settembre 2008 testo aggiornato al 3 gennaio 2007 testo aggiornato al 4 gennaio 2006 testo aggiornato al 18 ottobre 2005 testo aggiornato al 4 ottobre 2005 testo aggiornato al 29 aprile 2005 testo aggiornato al 15 marzo 2005 testo aggiornato al 16 febbraio 2005 testo aggiornato al 1 dicembre 2004 testo aggiornato al 23 marzo 2004 testo aggiornato al 1 gennaio 2004 testo aggiornato al 22 luglio 2003 testo aggiornato al 8 luglio 2003 testo aggiornato al 27 novembre 2002 testo aggiornato al 5 novembre 2002 testo aggiornato al 24 aprile 2002 testo aggiornato al 27 febbraio 2002 testo aggiornato al 30 ottobre 2001 testo aggiornato al 26 settembre 2001 testo aggiornato al 12 settembre 2001 testo aggiornato al 28 marzo 2001 testo aggiornato al 15 novembre 2000 testo aggiornato al 5 aprile 2000 testo aggiornato al 29 marzo 2000 testo aggiornato al 5 gennaio 2000 Pagine visitate Legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4
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