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Timestamp: 2018-06-20 04:08:25+00:00
Document Index: 183731615

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 33', 'sentenza ']

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, (Quinta Sezione) ha pronunciato la seguente DECISIONE - PDF
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Dorotea Rossetti
1 N. 1814/09 REG.DEC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, (Quinta Sezione) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 8962/03 Reg. Gen., proposto dalla signora Carla CIMASCHI, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Stefano Baciga e Antonio Liuzzi, elettivamente domiciliata presso il secondo in Roma, via Dardanelli n. 13; CONTRO il Comune di Bardolino, in persona del Sindaco in carica, non costituito in giudizio; la Regione Veneto, in persona del Presidente in carica della Giunta regionale, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Ezio Zanon, Franca Caprioglio, Luisa Londei e Luigi Manzi, elettivamente domiciliata presso quest ultimo in Roma, via F. Confalonieri n. 5; per la riforma della sentenza 8 aprile 2003 n del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, Sez. II, resa tra le parti. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l atto di costituzione in giudizio della Regione appellata; 1
2 Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 25 novembre 2008, relatore il consigliere Angelica Dell Utri Costagliola, udito l Avv. Andrea Manzi su delega dell Avv. Luigi Manzi; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: F A T T O E D I R I T T O Con atto notificato in date 25 luglio e 7 agosto 2003, depositato il 7 ottobre seguente, la signora Carla Cimaschi ha appellato la sentenza 8 aprile 2003 n del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, con la quale è stato respinto il suo ricorso per l annullamento del provvedimento 1 ottobre 1987 n del Sindaco di Bardolino, di diniego di concessione edilizia in sanatoria ai sensi dell art. 31 della legge n. 47 del 1985 per la costruzione di un vano interrato annesso alla sua abitazione, e del provvedimento 29 marzo 1986 n dell Ufficio del genio civile di Verona, recante parere negativo al rilascio di concessione ai sensi dell art. 96 del testo unico sulle opere idrauliche approvato con r.d. 25 luglio 1904 n. 523, in considerazione della prossimità dell opera realizzata ad un corso d acqua. A sostegno dell appello ha dedotto l erronea interpretazione ed applicazione da parte del TAR del cit. art. 96, senza tener conto dell evoluzione giurisprudenziale in materia, richiedente la valutazione in concreto dell importanza e della rilevanza pubblica attuale del corso d acqua e non del suo mero inserimento nell elenco delle acque pubbliche. Nella specie, infatti, il fosso di scolo esistente a ridosso della proprietà dell appellante non ha più la sua originaria funzione, essendo da tempo costantemente privo d acqua, sicché sussiste il dedotto vizio di eccesso di potere per 2
3 difetto di motivazione ed errore nei presupposti del parere su cui si basa il provvedimento di diniego di sanatoria. Solo la Regione Veneto si è costituita in giudizio ed ha svolto controdeduzioni. All odierna udienza pubblica l appello è stato introitato in decisione. Ciò posto, la Sezione ricorda come il divieto di costruzione ad una certa distanza dagli argini dei corsi d acqua demaniali (c.d. fascia di servitù idraulica), contenuto nell art. 96, lett. f), del r.d. 25 luglio 1904 n. 523, abbia carattere assoluto ed inderogabile; pertanto, nell ipotesi di costruzione abusiva realizzata in contrasto con tale divieto trova applicazione l art. 33 della legge 28 febbraio 1985 n. 47 sul condono edilizio, il quale contempla i "vincoli di inedificabilità", includendo in tale ambito appunto i casi in cui le norme vietino in modo assoluto di edificare in determinate aree. Tanto premesso, nella specie è pacifico tra le parti che il manufatto di cui è stato denegato il condono è stato realizzato senza osservare il vincolo predetto rispetto all argine del "progno San Severo" e che quest ultimo è incluso negli elenchi delle acque pubbliche. Ne consegue che legittimamente con gli atti impugnati in primo grado la Regione Veneto ha reso parere negativo sulla richiesta di condono ed il Sindaco del Comune di Bardolino ha respinto la medesima richiesta. Né può fondatamente sostenersi l insussistenza del vincolo in parola a seguito del venir meno del carattere di demanialità del corso d acqua in questione, per effetto della perdita da parte dello stesso corso d acqua della sua originaria funzione connessa alla circostanza che esso sia ormai privo d acqua. Sta di fatto che l inclusione del "progno San Severo" negli elenchi delle acque pubbliche ne comporta la demanialità, intesa quale attitudine dell acqua ad usi di 3
4 generale interesse pubblico o funzione pubblicistica dell alveo; inclusione la quale, se è vero che ha natura meramente accertativa di un regime giuridico direttamente discendente, ex lege, dalla sussistenza dei previsti requisiti, non di meno comprova appunto che tale accertamento è a suo tempo avvenuto, e con esito positivo, sicché il prospettato mutamento delle caratteristiche del corso d acqua avrebbe, se mai, dovuto indurre l istante a promuoverne la revisione. Ne deriva che, in assenza di un provvedimento di sdemanializzazione, la Regione ed il Comune altro non avrebbero potuto disporre che la reiezione della domanda di condono in applicazione delle norme sopra ricordate, con la conseguenza che i rispettivi atti devono ritenersi esaustivamente motivati attraverso la sola indicazione della presenza del vincolo. Conclusivamente, la sentenza appellata merita conferma e, dunque, l appello dev essere respinto. Tuttavia, appare equo disporre la compensazione tra le parti presenti delle spese del grado. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, respinge l appello in epigrafe. Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 25 novembre 2008 con l intervento dei magistrati: Stefano Baccarini Presidente 4
5 Vito Poli Consigliere Nicola Russo Consigliere Adolfo Metro Consigliere Angelica Dell Utri Costagliola Consigliere, estensore L ESTENSORE IL PRESIDENTE f.to Angelica Dell Utri Costagliola f.to Stefano Baccarini DEPOSITATA IN SEGRETERIA il 26/03/09 5
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