Source: https://www.studio-franchi.com/2017/10/03/societa-in-nome-collettivo/
Timestamp: 2020-07-05 07:45:01+00:00
Document Index: 172517765

Matched Legal Cases: ['art. 2251', 'art. 2296', 'art. 2295', 'art. 2295', 'art. 2303', 'art. 2252', 'art.2263', 'art. 2303']

Società in nome collettivo (Snc) – elementi essenziali dell’atto costitutivo – Studio Franchi
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Con la scheda di oggi approfondiamo gli elementi essenziali dell’atto costitutivo che caratterizzano la società in nome collettivo.
Innanzitutto la SNC è una società di persone atta a svolgere una attività commerciale. Può essere utilizzata anche per attività non commerciali, ma ciò deve risultare dalla volontà dei soci.
è dotata di soggettività giuridica (non personalità giuridica) e di autonomia patrimoniale imperfetta, visto che costituisce un centro di imputazione di rapporti giuridici distinto rispetto ai soci;
responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci per le obbligazioni sociali
Il contratto in generale, come per tutte le società di persone, non è soggetto a formalità particolari, salve le forme richieste dalla natura dei beni conferiti (art. 2251 c.c.), come ad es. beni immobili.
Ai fini dell’iscrizione nel Registro delle Imprese (art. 2296 c.c.), è necessario che il contratto sociale sia redatto per:
– atto pubblico;
e deve entro 30 giorni essere depositato a cura degli amministratori.
deve indicare ai sensi dell’art. 2295 c.c. tutta una serie di elementi principali.
L’atto costitutivo della società deve indicare:
3) i soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società;
5) l’oggetto sociale;
I soci devono essere almeno due; possono rivestire la qualità di socio le persone fisiche, le società (di persona o di capitali), o gli enti (quali associazioni o fondazioni).
La ragione sociale è la denominazione sotto la quale essa opera (art. 2295, n.2 c.c.) ed è composta da ALMENO il cognome e nome di uno dei soci, il nome può essere abbreviato con la sola iniziale. Inoltre deve essere chiaro ai terzi l’esistenza del rapporto sociale con l’indicazione “&Co”, oppure “& soci” o “e C.”. La mancata osservanza della disposizione determina l’irregolarità della ragione sociale, impendendo l’iscrizione nel Registro delle Imprese. Può essere mantenuto nella ragione sociale il nome del socio defunto, purchè gli eredi acconsentano.
I soci che hanno la l’amministrazione e la rappresentanza devono essere indicati nell’atto costitutivo. Salvo diversa volontà, l’amministrazione e la rappresentanza spetta a ciascun socio disgiuntamente dagli altri, e non vi è distinzione tra atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.
L’atto costitutivo prevede che sia indicata la sede della società e le eventuali sedi secondarie. Per sede si intende il luogo in cui viene svolta l’attività aziendale in senso amministrativo e di direzione. Può coincidere o meno con il luogo dello stabilimento e dove è svolta l’attività materiale diretta alla produzione, cd. sede effettiva. Le sedi secondarie sono unità distinte seppure non giuridicamente autonome.
L’oggetto sociale è in sostanza l’attività economica che i soci intendono esercitare in comune. Deve essere POSSIBILE, LECITO, DETERMINATO O DETERMINABILE. E’ necessario specificare l’attività prescelta se di tipo commerciale o industriale o agraria, ad esempio, e gli eventuali settori merceologici inerenti. E’ possibile integrare con altre attività eterogenee per ampliare il perimetro dell’oggetto sociale. ATTENZIONE: un oggetto sociale di ampiezza tale da risultare in concreto indeterminato è illegittimo.
I conferimenti devono essere precisati per ciascun socio, nel valore e nel modo di valutazione. Il conferimento è un obbligo essenziale per assumere la qualità di socio. Può accadere che non venga determinato ed allora si presume che i soci siano obbligati a conferire in parti uguali tra loro e che i conferimenti siano in denaro. Assume rilievo il concetto di capitale sociale con i limiti alla distribuzione degli utili (art. 2303 c.c.) e con la riduzione nominale o per perdite (art. 2252 e 2300 c.c.).
Per le prestazioni dei soci d’opera è prevista una specifica previsione. Particolare trattamento al riguardo della partecipazione agli utili conseguiti e alle perdite subite (art.2263, co.2, c.c.); e alla possibilità di essere escluso dalla società per la sopravvenuta inidoneità a svolgere la prestazione conferita; alla ripartizione dell’attivo in sede di liquidazione della società. Attenzione il socio d’opera non è un lavoratore subordinato.
L’atto costitutivo prevede le norme secondo cui gli utili e le perdite devono essere ripartite e la quota di ciascun socio negli utili e perdite. Di norma si presumono proporzionali ai conferimenti, si presumono nella stessa misura anche nella partecipazione alle perdite. Gli utili ripartiti devono essere realmente conseguiti (art. 2303 c.c.). I soci possono prevedere una ripartizione convenzionale, attribuendo a ciascun socio una partecipazione ai risultati della società non proporzionale. Resta fermo il DIVIETO DEL PATTO LEONINO, infatti è nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite (Art. 2265 c.c.).
Infine arriviamo alla durata della società. Si discute di questa previsione e solitamente si indica un termine per non incorrere alla non iscrizione al Registro delle Imprese.
Abbiamo terminato la nostra panoramica. Segui i prossimi articoli, tratteremo temi e problematiche sempre interessanti!
By Studio Franchi|2020-05-09T15:33:12+00:00October 3rd, 2017|Uncategorized|2 Comments