Source: https://www.laleggepertutti.it/137705_processo-tributario-la-costituzione-delle-parti-in-giudizio
Timestamp: 2018-02-20 09:55:26+00:00
Document Index: 87036679

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 27', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 17']

Processo tributario: la costituzione delle parti in giudizio
Professionisti Processo tributario: la costituzione delle parti in giudizio
Professionisti Pubblicato il 28 ottobre 2016
> Professionisti Pubblicato il 28 ottobre 2016
La costituzione in giudizio del contribuente e dell’amministrazione, la disciplina delle spese di giudizio.
Con la circolare n. 1/E del 14 febbraio 2014, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che «Il comma 9 del previgente art. 17bis del d.lgs. 546/1992 stabiliva che Decorsi novanta giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso. I termini di cui agli articoli 22 e 23 decorrono dalla predetta data.
Se l’Agenzia delle Entrate respinge il reclamo in data antecedente, i predetti termini decorrono dal ricevimento del diniego. In caso di accoglimento parziale del reclamo, i predetti termini decorrono dalla notificazione dell’atto di accoglimento parziale» (Come già anticipato, il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente, contemplato dall’art. 22 del d.lgs. 546/1992, iniziava a decorrere dal giorno successivo a quello di compimento dei novanta giorni dal ricevimento dell’istanza da parte della Direzione, qualora non fosse stato notificato il provvedimento di accoglimento della stessa ovvero non fosse stato formalizzato l’accordo di mediazione; a quello di notificazione del provvedimento con il quale l’Ufficio avesse respinto l’istanza prima del decorso dei predetti novanta giorni; a quello di notificazione del provvedimento con il quale l’Ufficio, prima del decorso di novanta giorni, avesse accolto parzialmente l’istanza).
L’amministrazione finanziaria ha precisato, sempre nella stessa circolare, che «L’art. 1, comma 611, della legge n. 147 del 2013 [1], ha eliminato i successivi periodi, in base ai quali, «Se l’Agenzia delle entrate respinge il reclamo in data antecedente, i predetti termini decorrono dal ricevi- mento del diniego. In caso di accoglimento parziale del reclamo, i predetti termini decorrono dalla notificazione dell’atto di accoglimento parziale», ed ha aggiunto il seguente «Ai fini del computo del termine di novanta giorni, si applicano le disposizioni sui termini processuali».
Per le istanze presentate avverso gli atti notificati a decorrere dal 2 marzo 2014, qualora il procedimento di mediazione non si sia concluso con un accoglimento o con la formalizzazione di un accordo, i termini per la costituzione in giudizio delle parti di cui agli articoli 22 e 23 del d.lgs. 546/1992 decorrono, in ogni caso, dal compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ufficio.
In altri termini, a seguito dell’entrata in vigore della L. 147/2013, diversamente da quanto stabilito dalla previgente disciplina, la notifica del provvedimento dell’Ufficio che respinge o accoglie parzialmente l’istanza non rileva ai fini della decorrenza dei termini per la costituzione in giudizio delle parti. Inoltre, per espressa previsione normativa, il termine di 90 giorni deve essere computato applicando le disposizioni sui termini processuali e quindi, diversamente da quanto previsto dalla previgente disciplina, tenendo conto anche della sospensione feriale dei termini processuali dal 1° agosto al 15 settembre (dall’anno 2015, dal 1° agosto al 31 dello stesso mese), di cui alla legge 742/1969. Trovano, inoltre, applicazione tutte le disposizioni relative alla sospensione o interruzione dei termini processuali.
Con riferimento, invece, alle istanze presentate avverso gli atti notificati prima del 2 marzo 2014, cui continua ad applicarsi la previgente disciplina, si intendono confermate le indicazioni relative alle modalità di predisposizione e notifica dei provvedimenti di diniego e accoglimento parziale contenute nella circolare n. 9/E del 2012. I termini per la costituzione in giudizio del ricorrente e del resistente iniziano a decorrere:
— dal compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ufficio, qualora non sia stato notificato il provvedimento di accoglimento della stessa ovvero non sia stato formalizzato l’accordo di mediazione;
— dalla notificazione, prima del decorso dei predetti 90 giorni, del provvedimento con il quale l’Ufficio respinge o accoglie parzialmente l’istanza.
Sempre con riferimento alla disciplina previgente, nel caso in cui il contribuente impugni un atto emesso dall’Agente della riscossione e sollevi eccezioni concernenti sia l’attività dell’Agenzia delle entrate sia quella dell’Agente della riscossione [2], deve attendere il decorso dei 90 giorni per la costituzione in giudizio. Ne consegue che per le istanze presentate avverso gli atti notificati a decorrere dal 2 marzo 2014, il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente e quello per la costituzione in giudizio del resistente (compreso l’Agente della riscossione) decorrono dal compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ufficio. Per le istanze presentate avverso gli atti notificati prima del 2 marzo 2014, i termini per la costituzione in giudizio decorrono dalla scadenza dei predetti 90 giorni ovvero dalla notifica, prima del decorso dei 90 giorni, del provvedimento di rigetto o accoglimento parziale dell’istanza.
La novella legislativa del 2015, come già anticipato, ha confermato quanto previsto dalla circolare riportata, statuendo, ai commi 2 e 3, che «2. Il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di cui al presente articolo. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale. 3. Il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente decorre dalla scadenza del termine di cui al comma 2. Se la Commissione rileva che la costituzione è avvenuta in data anteriore rinvia la trattazione della causa per consentire l’esame del reclamo».
Il deposito del ricorso presso la Segreteria della Commissione tributaria provinciale (con cui il contribuente si costituisce in giudizio, non avendo ottenuto un provvedimento di accoglimento né avendo concluso la mediazione nei novanta giorni), a sua volta, deve avvenire entro il termine perentorio di trenta giorni stabilito dall’art. 22, comma 1, del d.lgs. 546/1992, cui si applica la richiamata sospensione feriale trattandosi di termine relativo a un atto processuale, qual è l’atto di costituzione in giudizio.
1 Inammissibilità del ricorso
2 La costituzione in giudizio dell’Ufficio
3 Svolgimento successivo della controversia e la disciplina delle spese di giudizio
Il ricorso depositato presso la Segreteria della Commissione tributaria provinciale deve essere conforme a quello consegnato o spedito con l’istanza di reclamo-mediazione. Se l’atto depositato presso la segreteria del Giudice non è conforme a quello consegnato o spedito alla controparte, il ricorso è inammissibile. Resta, ovviamente, ferma la possibilità per il ricorrente di depositare, successivamente alla costituzione in giudizio, documenti e me- morie, anche integrative, ai sensi degli articoli 24 e 32 del d.lgs. 546/1992. Peraltro, la costituzione in giudizio del contribuente realizza il presupposto per il versamento del contributo unificato.
La costituzione in giudizio dell’Ufficio
Verificata la costituzione in giudizio del contribuente, l’Ufficio procede a sua volta a costituirsi in giudizio, richiamando il contenuto dell’atto di diniego. A seguito delle modifiche introdotte prima dalla legge di stabilità del 2014 e poi dal d.lgs. 156/2015, il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 23 del D.Lgs. 546/1992 per la costituzione in giudizio del resistente, decorre dal giorno successivo alla scadenza di novanta giorni dal ricevimento del ricorso con istanza di reclamo-mediazione. Trattandosi di adempimento processuale, anche il termine (ordinatorio e non perentorio) per la costituzione in giudizio del resistente è soggetto alla sospensione feriale contemplata dalla legge n. 742 del 1969. Pertanto, se il termine di novanta giorni previsto dal comma 9 dell’art. 17bis del d.lgs. 546/1992 scade nel periodo tra il 1° ed il 31 agosto, il termine di sessanta giorni per la costituzione in giudizio dell’Ufficio ricomincia a decorrere dal 1° settembre.
Svolgimento successivo della controversia e la disciplina delle spese di giudizio
Successivamente alla costituzione in giudizio delle parti, la Commissione tributaria provinciale procede all’esame della controversia secondo le disposizioni del D.Lgs. 546/1992, tenendo conto, ovviamente, del procedimento di mediazione e delle vicende che l’hanno caratterizzato.
A mero titolo esemplificativo, si segnala che per le controversie rientranti nell’ambito di applicazione dell’art. 17bis del d.lgs. 546/1992, il Presidente della Commissione tributaria, nell’effettuare l’esame preliminare del ricorso di cui all’art. 27 del medesimo d.lgs. 546/1992, ovviamente terrà conto, ai fini della tempestività del ricorso stesso, della data di notifica dell’istanza. La speciale disciplina della condanna della parte soccombente alle spese del giudizio e della mediazione, di cui al novellato art. 15, comma 2septies del d.lgs. 546/1992, (le spese del giudizio sono maggiorate del 50% a titolo di rimborso delle maggiori spese del procedimento di reclamo) costituisce un efficace deterrente per sottovalutare la funzione deflativa del contenzioso assolta dal procedimento di mediazione.
Ne consegue che, in sede di pronuncia della sentenza conclusiva del giudizio, la Commissione tributaria provinciale:
— condanna la parte soccombente a versare all’altra parte una somma a titolo di rimborso delle spese del procedimento di mediazione, normativamente fissata nel cinquanta per cento delle spese di giudizio. Dal momento che il comma 10 dell’art. 17bis precisa che tale somma è «in aggiunta alle spese di giudizio», la condanna al rimborso non trova applicazione nei casi di compensazione delle spese di lite;
— fuori dei casi di soccombenza reciproca, i Giudici possono compensare, parzialmente o per intero, le spese di lite solo se ricorrono giusti motivi, da indicare esplicitamente nella motivazione della sentenza.
I «giusti motivi» vanno, peraltro, individuati nelle ragioni che hanno indotto l’Ufficio a rigettare l’istanza di mediazione del contribuente.
[1] Cfr. Legge di Stabilità per il 2014.
[2] Dal 1° gennaio 2016 la questione affrontata non si pone, atteso che a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs.156/2015, come visto, sono soggetti alla procedura di reclamo-mediazione anche gli atti emessi dall’Agente per la riscossione (oltre agli altri enti impositori) e impugnati per vizi che attengono, esclusivamente, all’attività dell’Agente stesso.