Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dpcm9401.html
Timestamp: 2017-11-23 03:35:56+00:00
Document Index: 45722369

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 21', 'art. 1']

Decreto Presidente Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001
(in GU 17 maggio 2001, n. 113)
Programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2001
Visto in particolare, l'art. 3, comma 4, relativo alla definizione annuale delle quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato, per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, e per lavoro autonomo, tenuto conto dei ricongiungimenti famigliari e delle misure di protezione temporanea eventualmente disposte a norma dell'art. 20 del suddetto decreto legislativo;
Visto il documento programmatico 2001-2003 relativo alla politica dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato, a norma dell'art. 3 della legge 6 marzo 1998, n. 40, emanato con decreto del Presidente della Repubblica in data 30 marzo 2001 e pubblicato in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2001;
Considerato che la programmazione annuale dei flussi migratori deve tener conto del fabbisogno di manodopera, stimato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale nel documento programmatico per il triennio 2001-2003 e dell'andamento dell'occupazione e dei tassi di disoccupazione a livello nazionale e regionale, nonché sul numero
Tenuto conto delle caratteristiche della mobilità all'interno dei confini nazionali di lavoratori italiani e stranieri disoccupati;
Tenuto conto altresì, delle previsioni di inserimento di lavoratori autonomi, anche per lo svolgimento di attività professionali, verificate d'intesa con il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato e con il Ministro della giustizia;
Considerati i ricongiungimenti famigliari verificatesi nel corso dell'anno 2000 con conseguente possibilità di accesso immediato al lavoro;
1. Nell'ambito della quota massima di cui all'art. 1, comma 1, e' consentito l'ingresso in Italia per lavoro subordinato non stagionale e autonomo di 20.000 lavoratori così ripartiti:
a) 12.000 lavoratori per lavoro subordinato, a tempo indeterminato o determinato a carattere non stagionale, chiamati ed autorizzati nominativamente e provenienti da qualsiasi Paese non comunitario, con esclusione dei Paesi di cui all'art. 3;
b) 3.000 lavoratori per lavoro autonomo, anche per lo svolgimento di attività professionali, provenienti da qualsiasi Paese non comunitario, con esclusione dei Paesi di cui all'art. 3;
c) 2.000 lavoratori per lavoro subordinato o autonomo, quali infermieri professionali che hanno conseguito il titolo in Italia ovvero ai quali il Ministero della sanità ha riconosciuto il titolo conseguito all'estero;
2. Con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell'industria, e d'intesa con il Ministero degli esteri se si vorrà valutare la provenienza, da emanare entro novanta giorni dalla pubblicazione del seguente decreto, sono stabiliti i profili professionali degli operatori del settore della tecnologia dell'informazione e della comunicazione ricompresi nella quota di cui alla parte d) del comma l del presente articolo.
1. Nell'ambito della quota massima di cui all'art. l, tenuto conto della cooperazione in materia migratoria, e' consentito l'ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato o autonomo o per l'inserimento nel mercato del lavoro ad una quota di 6.000 cittadini albanesi; 3.000 cittadini tunisini; 1.500 cittadini marocchini; 4.000 cittadini di altri Paesi, non appartenenti all'Unione europea che sottoscrivano specifici accordi di cooperazione in materia migratoria anche riguardanti, per gli accordi in materia di lavoro, progetti sperimentali di formazione all'estero, a carico dei privati proponenti e nell'ambito e nei limiti delle risorse destinate allo scopo, da sviluppare su proposta dei Ministri interessati, di concerto con il Ministero del lavoro se non proponente, e in collaborazione con le organizzazioni rappresentative degli imprenditori e dei datori di lavoro.
2. Tenuto conto della particolare situazione politico-sociale della Somalia, e' consentito l'ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato o autonomo o per l'inserimento nel mercato del lavoro di una quota di 500 cittadini somali.
1. Nell'ambito della quota massima di cui all'art. l e conformemente alle modalità individuate dal regolamento di attuazione del testo unico 25 luglio 1998, n. 286, e' consentito l'ingresso fino ad un numero massimo di 15.000 persone, provenienti da qualsiasi Paese extracomunitario, ai sensi dell'art. 23, commi 1, 2 e 3 del predetto testo unico.
2. Ove le domande presentate ai sensi del comma precedente entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto ed accolte ai sensi dell'art. 35, comma 2, del regolamento di attuazione, nei successivi sessanta giorni, non siano sufficienti a coprire per intero la predetta quota di l5.000 unita, per la residua parte, possono essere rilasciati i permessi di soggiorno ai sensi dell'art. 23, comma 4, del predetto testo unico.
3. Nei casi di cui al comma 2, in fase di prima applicazione e in conformità all'art. 35 del regolamento di attuazione, i visti di ingresso possono essere rilasciati ai lavoratori stranieri, residenti all'estero, iscritti nelle liste presso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane nei Paesi con i quali siano state concluse le intese previste dall'art. 21 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.
1. Qualora, trascorsi novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si verifichino significativi residui delle quote di cui ai presenti articoli 2, 3 e 4, con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con i Ministri interessati e ferma restando la quota massima di cui all'art. 1 del presente decreto, si provvederà, sulla base dell'andamento delle effettive richieste, a rideterminare le ripartizioni numeriche stabilite.