Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26693-del-22-12-2016
Timestamp: 2020-08-13 18:23:29+00:00
Document Index: 23753054

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 21', 'art. 218', 'sentenza ', 'art. 318', 'art. 218', 'art. 21', 'art. 160', 'art. 2', 'art. 160', 'art. 219']

Sentenza Cassazione Civile n. 26693 del 22/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26693 del 22/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 22/12/2016, (ud. 22/09/2016, dep.22/12/2016), n. 26693
sul ricorso 5066-2012 proposto da:
COMUNE DI ROMANO D’EZZELINO in persona del Sindaco pro tempore,
avverso la sentenza n. 5/2011 della COMM.TRIB.REG. di VENEZIA,
Il Comune di Romano d’Ezzelino impugnava l’avviso di accertamento di violazione ed irrogazione di sanzioni in materia di tassa di concessione governativa di cui all’art. 21 della tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641 relativamente agli anni dal 2004 e 2005, da versare tramite il gestore di telefonia mobile in qualità di sostituto d’imposta, per ogni singola utenza telefonica delle quali era stato titolare, affermandone l’avvenuta abrogazione implicita ad opera del nuovo codice delle comunicazioni elettroniche D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259, art. 218.
Avverso il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate il Comune contribuente ricorse davanti la Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza la quale accolse il ricorso e dispose il rimborso della somma richiesta con sentenza confermata, su appello dell’Ufficio, dalla Commissione Tributaria Regionale del Veneto.
Inoltre la stessa Sez. U, Sentenza n. 9560 del 02/05/2014 ha affermato che “In tema di radiofonia mobile, l’abrogazione dell’art. 318 del D.P.R. 28 marzo 1973, n. 156, ad opera del D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259, art. 218 non ha fatto venire meno l’assoggettabilità dell’uso del “telefono cellulare” alla tassa governativa di cui all’art. 21 della tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, in quanto la relativa previsione è riprodotta nel D.Lgs. n. 259 cit., art. 160. Va, infatti, esclusa – come anche desumibile dalla norma interpretativa introdotta con il D.L. 24 gennaio 2014, n. 4, art. 2, comma 4, conv. con modif. in L. 28 marzo 2014, n. 50, che ha inteso la nozione di stazioni radioelettriche come inclusiva del servizio radiomobile terrestre di comunicazione una differenziazione di regolamentazione tra “telefoni cellulari” e “radiotrasmittenti”, risultando entrambi soggetti, quanto alle condizioni di accesso, al D.Lgs. 259 cit. (attuativo, in particolare, della direttiva 2002/20/CE, cosiddetta direttiva autorizzazioni), e, quanto ai requisiti tecnici per la messa in commercio, al D.Lgs. 5 settembre 2001, n. 269 (attuativo della direttiva 1999/5/CE), sicchè il rinvio, di carattere non recettizio, operato dalla regola tariffaria deve intendersi riferito attualmente all’art. 160 nuova normativa, tanto più che, ai sensi dell’art. 219 medesimo D.Lgs., dalla liberalizzazione del sistema delle comunicazioni non possono derivare “nuovi o maggiori oneri per lo Stato”, e, dunque, neppure una riduzione degli introiti anteriormente percepiti. Nè, in ogni caso, l’applicabilità di siffatta tassa si pone in contrasto con la disciplina comunitaria attesa l’esplicita esclusione di ogni incompatibilità affermata dalla Corte di giustizia (CGCE, 12 dicembre 2013 in C-335/2013).”.