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Timestamp: 2020-02-29 13:47:59+00:00
Document Index: 129422012

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2359', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 2359', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 25']

“Decreto dignità” - Novità in materia fiscale - Lexology
1. Misure per il contrasto alla delocalizzazione
1.1 Limiti alla delocalizzazione per le imprese beneficiarie di aiuti (art. 5)
Nell’ambito delle misure per il contrasto alla delocalizzazione della produzione, il Decreto prevede controlli e sanzioni per chi beneficia di
aiuti di Stato e delocalizza la produzione nei cinque anni successivi.
Nello specifico, fatti salvi i vincoli derivanti dai trattati internazionali, le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale, che abbiano beneficiato di aiuti di Stato che prevedono l’effettuazione di investimenti produttivi ai fini dell’attribuzione del beneficio, decadono dal beneficio medesimo qualora l’attività economica interessata – o una sua parte – venga delocalizzata in Stati non appartenenti all’Unione Europea (ad eccezione degli Stati aderenti allo Spazio economico europeo) entro cinque anni dalla data
di conclusione dell’iniziativa agevolata.
La delocalizzazione è da intendersi come il trasferimento, da parte dell’impresa beneficiaria dell’aiuto o di altra impresa con la quale vi sia un rapporto di controllo o collegamento ai sensi dell’art. 2359 c.c., dell’attività economica - o di una sua parte - dal sito produttivo incentivato ad un altro sito.
La decadenza dal beneficio, nelle ipotesi di aiuti di Stato erogati a fronte della realizzazione di investimenti produttivi specificatamente localizzati, opera anche se la delocalizzazione avviene nell’ambito del territorio nazionale, comunitario o appartenente a Stati aderenti allo SEE, nel termine di cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa o del completamento dell’investimento agevolato.
Il limite, secondo quanto chiarito dalla relazione illustrativa al Decreto, trova applicazione indipendentemente dalla forma dell’aiuto o
agevolazione ricevuta (contributo, finanziamento agevolato, garanzia, aiuti fiscali, ecc.) e dalle modalità di erogazione.
La decadenza dal beneficio comporta l’obbligo di restituzione del beneficio percepito maggiorato di un tasso di interesse pari al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di erogazione o fruizione dell’aiuto, maggiorato del 5%.
Si applica, altresì, una sanzione amministrativa pecuniaria di ammontare da due a quattro volte l’importo dell’aiuto fruito nell’ipotesi di delocalizzazione in Paesi “extra UE”.
Per i benefici già concessi o banditi, nonché per gli investimenti agevolati già avviati, anteriormente alla data di entrata in vigore del Decreto, resta ferma l’applicazione della disciplina vigente anteriormente alla medesima data1.
1.2 Mantenimento del livello occupazione nelle imprese incentivate (Art. 6)
Per gli aiuti che prevedono la valutazione dell’impatto occupazionale, concessi successivamente all’entrata in vigore del Decreto ad imprese italiane o estere, è prevista la
decadenza dal beneficio nell’ipotesi in cui vi sia, nei cinque anni successivi alla data di completamento dell’investimento, una riduzione del livello occupazionale superiore al 10%, ad eccezione dei casi che risultino riconducibili ad un giustificato motivo oggettivo. La decadenza dal beneficio è disposta in misura proporzionale alla riduzione del livello occupazionale ed è comunque totale in caso di riduzione superiore al 50%. Tali previsioni si applicano ai benefici concessi o banditi, nonché
agli investimenti agevolati avviati, successivamente alla data di entrata in vigore del Decreto.
Per la restituzione dei benefici si applicano le disposizioni previste all’articolo 5 del Decreto (cfr. precedente paragrafo).
1. Inclusa, nei casi ivi previsti, la decadenza dai benefici di cui all’articolo 1, comma 60, della Legge 27 dicembre 2013, n.
1.3 Recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di cessione o delocalizzazione degli investimenti oggetto di agevolazione (art. 7)
L’articolo 7 del Decreto interviene nell’ambito della disciplina dell’iper ammortamento2 introducendo una stretta su due fronti:
a) Requisito della territorialità
Viene introdotta una limitazione territoriale in quanto il Decreto prevede che il beneficio spetti a condizione che i beni agevolabili siano destinati a strutture produttive situate nel territorio nazionale (in precedenza, invece, non erano previsti vincoli di territorialità).
b) Vincolo temporale di mantenimento
È introdotto un vincolo temporale di mantenimento del bene agevolabile stabilendo che, se nel corso del periodo di fruizione del beneficio i beni agevolati vengono ceduti a titolo oneroso o destinati a strutture produttive situate all’estero (anche se appartenenti alla stessa impresa), si procede al recupero dell’iper ammortamento.
Il recupero avviene attraverso una variazione in aumento del reddito imponibile del periodo d’imposta in cui si verifica la cessione a titolo oneroso o la delocalizzazione degli investimenti agevolati, per un importo pari alle maggiorazioni delle quote di ammortamento complessivamente dedotte nei precedenti periodi d’imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi3.
Le nuove disposizioni si applicano agli investimenti effettuati successivamente al 14 luglio 2018 (data di entrata in vigore del Decreto). Per gli investimenti effettuati anteriormente a tale data,
dunque, non si renderà dovuta alcuna variazione in aumento in quanto le quote di ammortamento già fruite non saranno soggette a restituzione.
1.4 Applicazione del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo ai costi di acquisto da fonti esterne di beni immateriali (art. 8)
Non sono più considerati ammissibili, ai fini del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo (di cui al D.L. 145/2013 convertito dalla Legge n. 9/2014)4, i costi sostenuti per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei beni riconducibili a competenze tecniche e privative industriali relative
a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel caso in cui derivino da operazioni intercorse con imprese appartenenti al medesimo gruppo. Si considerano appartenenti al medesimo gruppo le imprese controllate da un medesimo soggetto, controllanti o collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., inclusi i soggetti diversi dalle società di capitali. Nel caso di persone fisiche si tiene conto anche di partecipazioni, titoli o diritti
posseduti dai familiari dell’imprenditore, individuati ai sensi dell’art. 5, comma 5, del TUIR.
Derogando a quanto previsto dall’art. 3 dello Statuto del contribuente, le regole di cui sopra si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del Decreto (vale a dire dal 2018, per i soggetti “solari”), anche in relazione al calcolo dei costi ammissibili imputabili
ai periodi d’imposta rilevanti per la determinazione della media di raffronto.
Per gli acquisti derivanti da operazioni infragruppo intervenute nel corso dei periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto, resta comunque ferma l’esclusione dai costi ammissibili della parte del costo di acquisto corrispondente ai costi già attributi in precedenza all’impresa italiana in ragione della partecipazione ai progetti di ricerca e sviluppo relativi ai beni oggetto di acquisto.
2. Cfr. Art. 1, comma 9 della Legge n° 232/2016 e nostra
Newsletter del 30.01.2018.
3. Tale meccanismo di “recapture” non si applica in caso di
sostituzione dei beni alle condizioni previste dall’art. 1, commi
35 e 36, della L. 205/2017.
4. Cfr. Nostra Newsletter del 10/02/2015.
2. Proroga del termine per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (Art.
L’art. 11 del Decreto prevede che i dati delle fatture emesse e ricevute (“spesometro”), di cui all’art. 21 del D.L. 78/2010, relativi al terzo trimestre 2018 potranno essere trasmessi entro il 28 febbraio
2019. I termini di invio della medesima comunicazione per i soggetti che si sono avvalsi della facoltà di effettuare la trasmissione dei dati del 2018 con cadenza semestrale, sono fissati rispettivamente al 30 settembre per quella relativa al primo semestre e al 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo semestre. Alla luce di quanto precede, gli obblighi di trasmissione dello “spesometro” possono essere così riepilogati:
2.1 Termini di invio della comunicazione
“trimestrale”
Per i soggetti che hanno optato per lo “spesometro” trimestrale, i termini per la trasmissione della comunicazione relativa alle fatture emesse e ricevute nel 2018 sono i seguenti:
∙ 31 maggio 2018, per il primo trimestre;
∙ 30 settembre 2018, per il secondo trimestre (termine differito al 1° ottobre 2018, in quanto il 30 settembre 2018 cade di domenica);
∙ 28 febbraio 2019, sia per il terzo che per il quarto trimestre 2018.
2.2 Termini di invio della comunicazione
“semestrale”
Per i soggetti che effettuano l’invio con cadenza semestrale, i termini di trasmissione sono i seguenti:
∙ 30 settembre 2018, per i dati del primo semestre 2018 (termine differito al 1° ottobre
2018, in quanto il 30 settembre 2018 cade di domenica);
∙ 28 febbraio 2019, per i dati del secondo semestre 2018.
2.3 Abolizione dell’obbligo comunicativo dal 2019
Si ricorda che, a partire dall’anno 2019, in ragione dell’introduzione dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute è abolita (art. 1, comma 916, della L. 205/2017).
3. Novità in materia di scissione dei pagamenti (Art. 12)
L’art. 12 del Decreto prevede la non applicabilità
dal meccanismo della scissione dei pagamenti (split payment) alle prestazioni di servizi i cui compensi sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero a ritenuta a titolo di acconto di cui all’art. 25 del DPR 600/73 (rubricato “ritenuta sui redditi di lavoro autonomo e altri redditi”). Il regime, pertanto, non si applica per le prestazioni rese, ad esempio, da professionisti quali avvocati, notai e commercialisti, i quali riscuoteranno e liquideranno l’IVA dal committente con le modalità ordinarie.
La nuova disposizione si applica alle operazioni per le quali è emessa fattura a decorrere dal 15 luglio
2018 (giorno successivo alla data di entrata in vigore del Decreto)
CMS Italy - Guido Zavadini and Simona Garofolo
Agevolazioni e crediti d’imposta nella Legge di stabilità 2015 *