Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/01/cumulo-giuridico-delle-sanzioni-anche-nelle-ipotesi-di-omesso-versamento.html
Timestamp: 2018-10-20 15:48:28+00:00
Document Index: 175552136

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 12']

Cumulo giuridico delle sanzioni anche nelle ipotesi di omesso versamento | Commercialista Telematico
Cumulo giuridico delle sanzioni anche nelle ipotesi di omesso versamento
Con l’importante sentenza n. 21570 del 26 ottobre 2016, la Corte di Cassazione ha espressamente statuito l’applicabilità del cumulo giuridico anche nelle ipotesi di omesso versamento.
Avverso tale atto impositivo la società proponeva tempestivo ricorso nei confronti sia dell’Agenzia delle Entrate che di Equitalia, ed i giudici di primo e di secondo grado accoglievano le doglianze della contribuente riconoscendo, nel caso di specie, il diritto all’applicazione del cumulo giuridico delle sanzioni, irrogate ai sensi dell’art. 12, c. 1, del D. Lgs. n. 472/97.
Nello specifico la CTR aveva modo di affermare che “nella fattispecie in oggetto ricorre l’ipotesi di concorso formale eterogeneo, previsto dall’art. 12, comma 1, prima parte, del D. Lgs. 472/97”, trattandosi di più omissioni relative al pagamento di acconti, cui ha fatto seguito una serie di omessi versamenti dei saldi delle imposte dovute; fattispecie questa considerata compresa nelle previsioni della continuazione, di cui al comma 2 dell’articolo 12, data “la commissione in tempi diversi di più violazioni, che nella loro progressione (prima con gli omessi versamenti degli acconti e poi dei saldi) realizzano l’evasione d’imposta”.
violazione di legge, in particolare dell’art. 12, c. 1, del D.Lgs. n. 472/97, in relazione al cumulo giuridico delle sanzioni in ipotesi di plurime omissioni di versamenti, ritenendo, viceversa, che la fattispecie doveva essere ricondotta alla disciplina di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 471/97;
violazione di legge, in relazione all’art. 12, c. 2, D.Lgs. n. 472/97, poiché in tema di illeciti tributari per le violazioni in materia di riscossione delle imposte trova applicazione l’art. 13 del D.Lgs. 471/97.
In primis, l’art. 12 del D.Lgs. n. 472/97, rubricato “Concorso di violazioni e continuazione”, che, come noto, al primo comma, espressamente prevede: “È punito con la sanzione che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave, aumentata da un quarto al doppio, chi, con una sola azione od omissione, viola diverse disposizioni anche relative a tributi diversi ovvero commette, anche con più azioni od omissioni, diverse violazioni formali della medesima disposizione”; e, come previsto dal secondo comma, soggiace alla stessa sanzione “chi, anche in tempi diversi, commette più violazioni che, nella loro progressione, pregiudicano o tendono a pregiudicare la determinazione dell’imponibile ovvero la liquidazione anche periodica del tributo”.
In secondo luogo, l’art. 13 del D.Lgs. n. 471/97, rubricato “Ritardati od omessi versamenti diretti e altre violazioni in materia di compensazione”, stabilisce che “Chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l’ammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorché non effettuati, è soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato…”.
Una volta richiamati gli articoli sopracitati, i giudici di legittimità hanno sottolineato come la disposizione dell’art. 13 identifica l’entità della sanzione in caso di versamenti periodici in acconto e a saldo, ma non esclude il cumulo delle sanzioni così come disposto dall’art. 12 del D.Lgs. n. 472/97, con conseguente corretta statuizione da parte dei giudici di secondo grado che hanno applicato tale previsione di carattere generale, in attuazione del principio del favor rei, ai sensi del combinato disposto degli artt. 3, c. 3, 25, c. 2 e 29, c. 1, del d.lgs. n. 472 e 16, c. 10, lett. a, del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 (Cass. n. 411 del 14/01/2015).