Source: https://www.leggioggi.it/2016/01/26/come-cambia-regime-fiscale-dal-1-gennaio-2016/
Timestamp: 2018-07-20 06:50:41+00:00
Document Index: 180184009

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 53', 'art. 60', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1']

Come cambia il Regime fiscale dal 1° gennaio 2016
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La disciplina del regime fiscale agevolato per reddito d’impresa e di lavoro autonomo di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della L. 23/12/2014, n. 190, è stata modificata con l’art. 1, commi 112 e 113, della L. 28/12/2015, n. 208, allargando le agevolazioni fiscali previste per i contribuenti minori. Il regime fiscale di favore non ha un livello uniforme di ricavi e compensi ma questo è articolato in funzione dei codici ATECO 2007 ed a condizione che siano presenti le condizioni oggettive previste. La norma prescinde dall’età e non ha alcun vincolo di durata massima.
a) livello massimo di ricavi:
– industrie alimentari e delle bevande;
c) costo complessivo dei beni strumentali (al lordo degli ammortamenti) al 31/12 (3)
(2) Le spese si riferiscono al lavoro a progetto o accessorio (artt. 61 e 70 del D. Lgs. 10/9/2003, n. 276), ai dipendenti, ai collaboratori e ai titolari di borse di studio o di addestramento professionale (art. 50, lettere c) e c-bis), del D.P.R. 22/12/1986, n. 917), agli associati in partecipazione con apporto di lavoro (art. 53, comma 2, lettera c), del D.P.R. 22/12/1986, n. 917) e all’imprenditore e ai suoi familiari (art. 60 del D.P.R. 22/12/1986, n. 917).
– per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il c.d. “valore normale” (art. 9 del D.P.R. 22/12/1986, n. 917);
Avvertenza: E’ stata abrogata la norma secondo cui, nel caso di presenza di redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi d’impresa, dell’arte o della professione dovevano essere prevalenti; la verifica della prevalenza non era, comunque, rilevante, se il rapporto di lavoro era cessato o la somma del reddito d’impresa e di lavoro dipendente o assimilato non eccedeva l’importo di € 20.000.
Nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, va considerato il limite di ricavi e compensi più elevato relativo alle diverse attività esercitate.
a) soggetti che applicano regimi speciali ai fini dell’IVA o regimi forfetari di determinazione del reddito;
b) soggetti non residenti, ad eccezione di chi risiede in altro Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, a condizione che nel territorio dello Stato italiano siano prodotti redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivo prodotto;
c) soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni:
– di fabbricati o porzioni di fabbricati, di terreni edificabili di cui all’art. 10, n. 8), del D.P.R. 26/10/1972, n. 633;
– di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53, comma 1, del D.L. 30/8/1993, n. 331;
e) chi, nell’anno precedente, ha percepito redditi di lavoro dipendente e redditi a questi assimilati eccedenti l’importo di € 30.000; la verifica è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato;
f) società di persone e di capitali, studi associati e società semplici fra professionisti ed enti non commerciali.
b) le persone fisiche che presumono di conseguire o hanno conseguito un volume di ricavi o compensi di entità superiore ai limiti indicati;
c) le persone fisiche che rinunciano all’applicazione del regime agevolato.
I contribuenti non esercitano la rivalsa dell’IVA sulle cessioni e sulle prestazioni (e, correlativamente, non può esercitare la detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni).
Non può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti.
a) certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti; resta fermo l’esonero dal rilascio della ricevuta fiscale e dall’emissione dello scontrino fiscale (art. 2 del D.P.R. 21/12/1996, n. 696);
b) numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali;
e) presentazione delle dichiarazioni Intrastat per le operazioni intracomunitarie.
Nel caso inverso, anche se ciò avviene per opzione, va fatta la rettifica per computare in detrazione l’imposta nel primo di applicazione delle regole ordinarie. Nell’ultima liquidazione di applicazione delle regole ordinarie, deve essere computata l’IVA afferente:
La determinazione del reddito prescinde del tutto dal considerare i costi e le spese in quanto sull’ammontare dei ricavi e dei compensi vengono applicati gli specifici coefficiente di redditività del 62%, indicato nell’allegato 4 alla L. 23/12/2014, n. 190.
a) industrie alimentari e bevande
b) commercio:
g) altre attività economiche
Nel caso di un’impresa familiare (art. 5, comma 4, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917) l’imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall’imprenditore.
ricavi o compensi x coefficiente di reddito= reddito d’impresa o di lavoro autonomo –
contributi previdenziali versati in base a
norma di legge_____________________=
Imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile (1) = imposta dovuta
(1) L’aliquota è ridotta ala 5% nel caso di nuove attività, per i primi cinque anni.
I ricavi e i compensi relativi al reddito forfetario non sono assoggettati alla ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta per cui l’interessato deve rilasciare un’apposita dichiarazione al soggetto erogatore.
Sui compensi erogati (ad esempio, a un avvocato) il contribuente non opera la ritenuta d’acconto.
Per favorire l’avvio di nuove attività, per i primi cinque anni di attività (compreso quello di inizio) l’imposta sostitutiva è fissata nella misura del 5% a condizione che:
c) nel caso di prosecuzione di un’attività svolta da altro soggetto (ad es., cessione d’azienda, donazione, ecc.) i ricavi non devono essere superiori ai limiti di soglia già indicati.
I componenti positivi e negativi riferiti al periodo anteriore all’applicazione del regime forfettario, la cui rilevanza impositiva è stata rinviata in base alla normativa, partecipano per le residue quote alla formazione del reddito (e della base imponibile dell’IRAP) dell’esercizio precedente a quelle di efficacia della forfetizzazione. Le perdite fiscali sofferte negli anni precedenti sono deducibili in conformità a quanto è previsto dal D.P.R. 22/12/1986, n. 917.
b) nuova attività (primi cinque anni in presenza delle condizioni indicate al comma 65)
imposta sostitutiva: € 9.920×5% = € 496
b) l’opzione va comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata; ad esempio, nella dichiarazione presentata nell’anno 2017, relativa al 2016;
LA CESSAZIONE DEL REGIME FORFETARIO
I ricavi e i proventi che, ancorché di competenza del periodo in regime forfetario, non sono stati computati nella determinazione del reddito, sono rilevanti nei periodi successivi durante i quali si verificano i presupposti previsti dal regime forfetario. Tali regole si applicano all’inverso, cioè nel passaggio dal regime ordinario a quello forfetario di tassazione.
Le spese sostenute nel sistema forfetario non sono rilevanti negli anni successivi. Se dopo aver adottato il regime ordinario di tassazione sono ceduti beni acquisiti in esercizi precedenti a quello da cui si applica il regime forfettario, la plusvalenza (ovvero la minusvalenza) patrimoniale va determinata considerando come “costo non ammortizzato” quello che risulta alla fine del periodo d’imposta precedente a quello dal quale decorre il regime; se la cessione ha per oggetto beni acquisiti durante il periodo forfettario, il prezzo di acquisto costituisce il “costo non ammortizzato”.
Il regime forfetario cessa a decorrere dall’anno successivo a quello in cui, a seguito di accertamento divenuto definitivo, viene meno una delle condizioni di ammissibilità previste.
LE DETRAZIONI AI FINI DELL’IRPEF
Il reddito determinato in maniera forfetaria va considerato nel computo delle detrazioni per “familiare a carico” ma non legittima l’applicazione di quelle per contribuenti minori di cui all’art. 13 del D.P.R. 22/12/1986, n.917.
Chi esercita un’attività d’impresa può applicare il regime contributivo agevolato, previsto dai commi da 77 a 84 dell’art. 1 della L. 23/12/2014, n. 190.
L’ATTIVITA’ INIZIATA NEL 2015
Chi ha iniziato una nuova attività nel 2015 applicando l’art. 1, commi da 54 a 89, della L. 3/12/2014, n. 190), applica l’imposta sostitutiva con l’aliquota del 5% per gli anni da 2016 a 2019.
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