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Timestamp: 2018-09-25 16:28:26+00:00
Document Index: 52106031

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 52', 'art. 27', 'art. 34']

Presidente del Consiglio - PDF
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1 Presidente del Consiglio Consiglio provinciale 31 maggio 2007 Costituzione Italiana Cari ospiti e cari colleghi, per questo Consiglio monotematico sulla Costituzione Italiana, credo sia opportuno effettuare una pur breve ricognizione storica del percorso che ha compiuto la nostra Carta Costituzionale, per capire la volontà dei Padri Fondatori ed il valore che noi oggi dobbiamo attribuirle. Il 19 luglio 1946 fu affidato ad un apposita Commissione, formata da 75 membri, il compito di redigere il testo base della nostra Costituzione, da sottoporre all intera Assemblea. La Commissione si divise in tre Sottocommissioni: la prima si sarebbe occupata della parte del progetto relativa ai diritti e doveri dei cittadini, (Dossetti, Lazzati, Moro, Fanfani), i così detti professorini ; la seconda sottocommissione dell ordinamento costituzionale della repubblica e la terza dei diritti e doveri economico-sociali. Al termine dei lavori delle Sottocommissioni, fu affidato il compito di coordinarne i risultati ad un Comitato di redazione, in buona parte giuristi. La Commissione dei 75 recepì gran parte del lavoro compiuto dal Comitato di redazione e presentò al plenum dell Assemblea un progetto definitivo il 31 gennaio Palazzo Ducale, Cortile degli Svizzeri Lucca Tel Fax
2 L approvazione finale del testo definitivo avvenne il 22 dicembre 1947; il 27 la Carta fu promulgata dal Capo provvisorio dello Stato ed il 1 gennaio 1948 entrò in vigore, come espressamente stabilito dalla XVIII disposizione transitoria. A questo punto, ospiti e colleghi, mi fa piacere ricordare una parte del messaggio che Pietro Calamandrei scrisse ai giovani nel 1955: "Voi giovani dovete dare alla Costituzione il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto che nessuno di noi nel mondo è solo, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell'italia e del mondo. In questa Costituzione c'è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli si sentono delle voci lontane... Quando leggo nell'art. 2: "l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale"; o quando leggo nell'art. 11: "L'Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli", la patria italiana in mezzo alle altre patrie... ma questa è la voce di Mazzini! Quando leggo nell'art. 8:"Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge", ma questa è la voce di Cavour! Quando leggo nell'art. 5: "La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali", ma questa è la voce di Cattaneo! 2
3 Quando nell'art. 52 leggo, a proposito delle forze armate: "l'ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica", esercito di popoli, questa è la voce di Garibaldi! Oppure leggo nell'art. 27: "Non è ammessa la pena di morte", questa è la voce di Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani... Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un prezioso lascito. Vorrei ricordare le due modifiche alla nostra Carta Costituzionale, la prima sulla riforma del Titolo V voluta dal centrosinistra e la seconda modifica di quasi tutta la Parte II voluta dal centro destra. Due modifiche che hanno dimostrato l incapacità della classe politica ad agire secondo lo spirito dei Padri Costituenti. Oggi è imprescindibile che quando andiamo a modificare la Costituzione, che le modifiche siano concertate e condivise da tutti, ma soprattutto non perdano di vista i valori della parte prima della Carta Costituzionale. È vero che l istituzione delle Regioni ha rappresentato un passaggio importante, ma altrettanto importante è dare a questi Enti precise competenze, che abbiano come obiettivo l avvicinamento delle istituzioni al cittadino, sia per la tutela dei diritti, si per l ambiente e lo sviluppo economico. Oggi noi dobbiamo affrontare quelle che possono essere nel futuro le competenze delle Regioni, delle Province, dei Comuni e delle Città Metropolitane, attraverso un percorso 3
4 condiviso ed attento all obiettivo di sburocratizzare e di rendere più efficiente lo stato democratico. Ritengo fondamentale che rientrino nel cuore di tutti gli uomini i valori di libertà, giustizia ed uguaglianza e che si consenta alle nuove generazioni di aprire una nuova finestra che, oltre a far beneficiare tutti delle cose materiali, riesca a creare quello spirito d amore che è alla base di un nuovo mondo, diverso dall attuale che poggia sul egoismo. Saranno i tecnici ad addossarsi l onere di far sintesi di questo nuovo modo di attribuire valori e competenze nell ambito delle istituzioni, affinché il popolo si senta sempre più parte integrante di questa Nazione e dell Europa e dei singoli che l Italia e l Europa rappresentano. A voi giovani che oggi ascoltate queste mie riflessioni il compito di contribuire a ridare giovinezza a questo spirito costituzionale e concretezza all azione politica che dia a tutti un futuro tra uguali e migliori. Vorrei concludere affermando che le diversità sono una ricchezza per la nostra democrazia e se, unite attraverso i valori, possono renderci parte di un tutto. Mi piacerebbe che oggi i vostri interventi fossero in linea con il nuovo spirito di accostarsi a parlare di ciò che può essere modificato in meglio della nostra Carta Costituzionale. I grandi di quell epoca ce lo hanno insegnato: allora, cari colleghi, perché non ricercare di modificare la nostra Carta Costituzionale, i n s i e m e, per renderla ricca di quella storia, ma anche adeguata ai tempi nostri, in un concetto di democrazia dinamica in cui libertà e giustizia, camminano di pari passo e fanno di questa Repubblica non quella di qualcuno, ma la Repubblica di tutti gli Italiani. 4
Piero Calamandrei Discorso sulla Costituzione Milano, 26 gennaio 1955 L art. 34 dice: «I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi piú alti degli studi». Eh!
PIERO CALAMANDREI, UNA LEZIONE Domandiamoci che cosa è per i giovani la Costituzione. Che cosa si può fare perché i giovani sentano la Costituzione come una cosa loro, perché sentano che nel difendere,