Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_fallimentare/104-ter
Timestamp: 2020-06-06 03:46:57+00:00
Document Index: 98317702

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 104']

I. Entro sessanta giorni dalla redazione dell'inventario e in ogni caso non oltre centottanta giorni dalla sentenza dichiarativa di fallimento, (1) il curatore predispone un programma di liquidazione da sottoporre all’approvazione del comitato dei creditori. Il mancato rispetto del termine di centottanta giorni di cui al primo periodo senza giustificato motivo e' giusta causa di revoca del curatore. (2)
f) il termine entro il quale sara' completata la liquidazione dell'attivo. (3)
III. Il termine di cui alla lettera f) del precedente comma non puo' eccedere due anni dal deposito della sentenza di fallimento. Nel caso in cui, limitatamente a determinati cespiti dell'attivo, il curatore ritenga necessario un termine maggiore, egli e' tenuto a motivare specificamente in ordine alle ragioni che giustificano tale maggior termine. (4)
IV. Il curatore, fermo restando quanto disposto dall'articolo 107,(5) può essere autorizzato dal giudice delegato ad affidare ad altri professionisti o societa' specializzate (6) alcune incombenze della procedura di liquidazione dell’attivo.
X. Il mancato rispetto dei termini previsti dal programma di liquidazione senza giustificato motivo e' giusta causa di revoca del curatore. E' altresi' giusta causa di revoca, in presenza di somme disponibili per la ripartizione, il mancato rispetto dell'obbligo di cui all'articolo 110 primo comma. (7) (8)
(1) L'art. 6, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132 , ha aggiunto le parole "e in ogni caso non oltre centottanta giorni dalla sentenza dichiarativa di fallimento,".
(2) Periodo aggiunto dall'art. 6, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(3) La lettera f) è stata aggiunta dall'art. 6, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(4) Comma aggiunto dall'art. 6, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(5) L'art. 6, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132 ha aggiunto le parole ", fermo restando quanto disposto dall'articolo 107,".
(6) L'art. 6, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132, ha aggiunto le parole "o societa' specializzate".
(7) Comma aggiunto dall'art. 6, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(8) L'ultimo periodo è stato aggiunto dal D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla L. 30 giugno 2016, n. 119. La modifica è entrata in vigore il 4 maggio 2016.
(*) Le modifiche di cui alle note 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 si applicano ai fallimenti dichiarati successivamente alla data del 27 giugno 2015 di entrata in vigore del citato decreto legge.
Fallimento – Rinuncia alla acquisizione all’attivo di beni – Reclamo – Ricorso per cassazione avverso la decisione del tribunale – Natura – Inammissibilità.
Non è pertanto impugnabile per cassazione il provvedimento adottato dal tribunale a seguito di reclamo proposto avverso il decreto del giudice delegato di autorizzazione alla derelizione di un compendio aziendale, comprensivo di sito di discarica e connessi impianti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 Luglio 2019, n. 17835. Segue...
Fallimento - Liquidazione dell’attivo - Derelizione crediti.
La nozione di “beni” che possono essere oggetto di rinuncia ai sensi dell’articolo 104-ter, comma 8, legge fall. deve essere interpretata estensivamente, in maniera tale da ricomprendervi ogni posta attiva del fallimento e, quindi, anche eventuali crediti.
Ne consegue che nei casi in cui la pretesa creditoria vantata dal fallimento risulti di dubbia fondatezza, di difficile esigibilità e/o di difficile alienabilità, il curatore fallimentare può farsi autorizzare dal comitato dei creditori a rilasciare il credito che pertanto rientrerà nella giuridica disponibilità della società dichiarata fallita. (Andrea Maria Minerva) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 12 Giugno 2017. Segue...
Fallimento - Programma di liquidazione - Disciplina introdotta dal d. lgs. 169/2007 - Poteri del giudice delegato e del comitato dei creditori - Controllo di legalità e di conformità degli atti di attuazione - Valutazione di merito del giudice - Esclusione..
A seguito della modificazione introdotta dal d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, il programma di liquidazione di cui all’art. 104 ter legge fallimentare non è più atto sottoposto all’approvazione del giudice delegato previo parere favorevole del comitato dei creditori, ma atto sottoposto alla approvazione esclusiva del comitato, mentre spettano al giudice la verifica della legalità della fattispecie ed il controllo di conformità dei singoli atti da attuarsi rispetto a quelli previsti nel programma di liquidazione, restando esclusa ogni valutazione da parte sua circa il merito del contenuto del programma. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 28 Aprile 2009, n. 0. Segue...
Fallimento - Programma di liquidazione - Approvazione parziale da parte del comitato dei creditori - Inammissibilità..
Deve ritenersi che la legge non preveda la possibilità di una approvazione parziale del programma da parte del comitato dei creditori atteso che la ragione fondante l’istituto va rinvenuta nella esigenza di pianificazione dell’attività di recupero e di liquidazione onde sottrarla alla improvvisazione e alla occasionalità che, nel tempo, ne hanno compromesso tempestività e risultati, questione, questa, che investe il controllo di legalità della fattispecie rimesso al giudice. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 28 Aprile 2009, n. 0. Segue...