Source: https://www.diritto.it/raddoppio-del-contributo-unificato-la-normativa-e-incostituzionale/
Timestamp: 2018-03-22 00:31:43+00:00
Document Index: 128870499

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 348', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ']

Raddoppio del contributo unificato: la normativa è incostituzionale?
Lo ha chiarito la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 120 depositata il 30 maggio 2016.
Ai sensi dell’art. 13, co. 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia – Testo A), introdotto dall’art. 1, comma 17, l. n. 228/2012 (Legge di stabilità 2013) quando l’impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l’ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale, a norma del comma 1-bis.
Secondo il giudice rimettente, tale previsione, applicabile anche nel caso in cui l’appello sia dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 348, comma 2, c.p.c. per mancata comparizione dell’appellante alla prima udienza ed a quella successiva di cui gli sia stata data comunicazione, realizzerebbe un’ingiustificata disparità di trattamento – in violazione dell’art. 3 Cost. – rispetto all’ipotesi di cancellazione della causa dal ruolo e conseguente estinzione del processo ai sensi degli artt. 181 e 309 c.p.c..
Le due situazione processuali sono completamente differenti.
In conclusione, si evidenzia come il raddoppio del contributo unificato sia previsto a parziale ristoro dei costi del vano funzionamento dell’apparato giudiziario o della vana erogazione delle limitate risorse a sua disposizione (Corte di cassazione, sesta sezione civile, sentenza 27 marzo 2015, n. 6280, e ordinanza 13 maggio 2014, n. 10306, nonché Corte di cassazione, terza sezione civile, sentenza 14 marzo 2014, n. 5955) mentre tale inutile dispendio di energie processuali e di correlati costi non caratterizza la fattispecie di cui agli artt. 181 e 309 cod. proc. civ.