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Timestamp: 2020-08-03 11:42:48+00:00
Document Index: 2028801

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 2']

Sentenza Cassazione Civile n. 17509 del 01/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17509 del 01/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 01/09/2016, (ud. 06/07/2016, dep. 01/09/2016), n.17509
sul ricorso 2963-2013 proposto da:
C.F., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA BAIAMONTI 4,
presso lo studio dell’avvocato ROSARIA INTERNULLO, che la
procura in calce dal controricorso;
avverso la sentenza n. 187/29/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO del 23/05/2012, depositata il 03/09/2012;
06/07/2016 dal Consigliere Dott. GIULIA IOFRIDA;
udito l’Avvocato Paolo Mandati per delega verbale dell’Avvocato Luisa
Fonti. difensore della controricorrente, che insiste per il rigetto
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di C.F. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione “Tributaria Regionale del Lazio n. 187/29/2012, depositata in data 3/09/2012, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione del silenzio-rifiuto opposto dall’Amministrazione finanziaria ad istanza del contribuente (medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale) di rimborso dell’IRAP versata negli anni dal 2004 al 2007 è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso della contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, nell’accogliere il gravame della contribuente, hanno sostenuto che nella specie, trattandosi di medico di medicina generale convenzionato con il SSN, implicante necessariamente per il professionista la disponibilità di uno studio dotato delle attrezzature prescritte dall’art. 22 dell’Accordo collettivo nazionale reso esecutivo con D.P.R. n. 270 del 2000, non era emerso il requisito dell’autonoma organizzazione, presupposto per l’applicazione dell’IRAP, non essendo sufficiente “nè la presenta di ridotto personale” (“semplice ausilio di portieraggio”, secondo quanto allegato dalla appellante), nè la sussistenza di compensi a terzi, dovendo il medico del SSN obbligatoriamente “provvedere alla sostituzione nel periodo finale a proprie spese”; non erano peraltro emersi nè “eventuali introiti diversi da quelli convenzionali”, nè prestazioni di terzi diverse da quella di sostituzione”.
1. L’Agenzia delle Entrate ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3 e art. 2697 c.c., in quanto la C.T.R. non si sarebbe conformata ai principi stabiliti dall’evoluzione giurisprudenziale in materia di IRAP, avendo ritenuto che i compensi “corrisposti ad un solo dipendente” fossero insufficienti ad integrare il requisito dell’autonoma organizzazione.
Questa Corte a Sezioni Unite (Cass. n. 9451/2016) ha affermato il seguente principio di diritto “Con riguardo al presupposto dell’IRAP, il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n 446, art. 2 -, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente, a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”. Secondo la Corte “lo stesso limite segnato in relazione ai beni strumentali – eccedenti, secondo l’id quod plerumque aceidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione” – non piò che valere, armonicamente, per il fattore lavoro, la cui soglia minimale si investa all’impiego di un collaboratore”, il cui apporto, “mediato o generico”, all’attività svolta dal contribuente si concreti nell’espletamento di mansioni di segreteria o generiche o meramente esecutive.
Nella specie, l’Agenzia incentra il motivo proprio sulla non corretta valutazione da parte della C.T.R. dell’apporto dato al professionista dall’unico dipendente, “un inserviente addetto alla porta”, con mansioni sostanzialmente esecutive. Nel corpo del morivo si fa altresì riferimento alle spese per compensi a terzi, ma non si inficia quanto statuito dai giudici della C.T.R. in ordine al fatto che risulterebbe trattarsi di compensi corrisposti a colleghi per sostituzioni, secondo quanto prescritto per i medici di medicina generale convenzionati con il SSN.
3. Per tutto quanto sopra esposto, va respinto il ricorso. Ricorrono giusti motivi, tenuto conto del recente intervento delle Sezioni Unite di questa Corte, per compensare integralmente tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità.