Source: https://renatodisa.com/2015/12/02/corte-di-cassazione-sezione-ii-sentenza-26-novembre-2015-n-24151-atteso-il-carattere-personale-e-intrasmissibile-del-diritto-di-prelazione-previsto-dallart-732-cod-civ-nellambito-della-dis/
Timestamp: 2018-11-17 02:40:10+00:00
Document Index: 164279685

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 732', 'art. 110', 'art. 732', 'sentenza ', 'art. 732', 'art. 110', 'art. 732', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 26 novembre 2015, n. 24151. Atteso il carattere personale e intrasmissibile del diritto di prelazione previsto dall'art. 732 cod. civ. nell'ambito della disciplina della divisione ereditaria, il soggetto che succede al coerede retraente può proseguire il giudizio già introdotto dal o nei confronti del retraente, ai sensi dell'art. 110 cod. proc. civ., al fine di accertare l'avvenuto riscatto. La ratio dell'istituto previsto dall'art. 732 cod. civ., e della limitazione alla libertà negoziale che da esso discende, risiede nell'esigenza di assicurare la persistenza e l'eventuale concentrazione della titolarità dei beni comuni in capo ai primi successori, facilitando la formazione delle porzioni ed impedendo che nei rapporti tra coeredi si inseriscano estranei, tali dovendosi ritenere quelli che non sono compartecipi della comunione ereditaria in qualità di eredi del de cuius - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze, Successioni/Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 26 novembre 2015, n. 24151. Atteso il carattere personale e intrasmissibile del diritto di prelazione previsto dall’art. 732 cod. civ. nell’ambito della disciplina della divisione ereditaria, il soggetto che succede al coerede retraente può proseguire il giudizio già introdotto dal o nei confronti del retraente, ai sensi dell’art. 110 cod. proc. civ., al fine di accertare l’avvenuto riscatto. La ratio dell’istituto previsto dall’art. 732 cod. civ., e della limitazione alla libertà negoziale che da esso discende, risiede nell’esigenza di assicurare la persistenza e l’eventuale concentrazione della titolarità dei beni comuni in capo ai primi successori, facilitando la formazione delle porzioni ed impedendo che nei rapporti tra coeredi si inseriscano estranei, tali dovendosi ritenere quelli che non sono compartecipi della comunione ereditaria in qualità di eredi del de cuius
Il retratto successorio | Avvocato Renato D'Isa 2 dicembre 2015 at 14:00 - Reply
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