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Timestamp: 2020-06-02 13:31:24+00:00
Document Index: 100731795

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 26', 'art.9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 62', 'sentenza ']

Consiglio di Stato, sezione sesta, sentenza del 20 aprile 2009, n. 2342
Visto l’art 26, ultimo comma, della legge n. 1034/1971, come sostituito dall’art.9, comma I della l. n. 205/2000;
Alla Camera di consiglio del 3 marzo 2009 relatore il Consigliere Fabio Taormina, nessuno è comparso per le parti;
L’odierno appellante ha proposto una articolata critica alla sentenza in epigrafe, sotto tutti i versanti motivazionali suindicati ribadendo le censure già esposte in primo grado e chiedendo la riforma dell’appellata decisione.
Ha rievocato il pregiudizio penale dal quale era stato attinto (sentenza del Tribunale di Roma del 27.11.2003, divenuta irrevocabile nel 2005, concernente fatti verificatisi nel 2001), facendo presente che gli erano state concesse le circostanze attenuanti generiche di cui all’art. 62 bis cp: peraltro, i fatti contestatigli (artt. 171 bis e ter della legge n. 633/1941, e ricettazione, concernenti violazioni alle disposizioni in materia di diritto d’autore) non erano dimostrativi di pericolosità sociale.
L’Amministrazione aveva acriticamente citato il precedente penale in oggetto, ed omesso ogni effettiva indagine sulla pericolosità sociale dell’appellante e sul grado di inserimento del medesimo in Italia: la sentenza impugnata mutuava tali vizi e, in quanto erronea, meritava di essere annullata.
L’appellata Amministrazione, costituitasi nell’odierno giudizio d’appello ha depositato una articolata memoria chiedendo di respingersi l’appello in considerazione della condanna subìta dall’appellante ed al conseguente giudizio di pericolosità che ne è disceso.
Ciò perché, avuto riguardo alla sede ove si rinviene la disposizione medesima, e nella considerazione che analoga disciplina non è stata dettata con riguardo alla posizione del richiedente un permesso di lavoro subordinato, ciò che appare impossibile è da essa farne discendere una preclusione assoluta ad ottenere il titolo abilitativo (per lavoro subordinato), in carenza di alcuna valutazione in ordine alla pericolosità del medesimo.
E’ indubbio che il legislatore, mercè la disposizione in oggetto, abbia espresso un penetrante disfavor verso la commissione di simili reati; ed altresì incontestabile appare che abbia voluto dettare una disciplina preclusiva automatica per lo straniero richiedente un permesso di lavoro autonomo.
La particolarità delle questioni esaminate trattate consente di disporre l’integrale compensazione delle spese sostenute dalle parti per entrambi i gradi di giudizio.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione VI, accoglie il ricorso in appello e, per l’effetto, in riforma dell’appellata decisione, accoglie il ricorso di primo grado ed annulla il provvedimento reiettivo impugnato.
Così deciso in Roma, il 3 marzo 2009, dal Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale - Sez.VI – nella Camera di Consiglio, con l'intervento dei Signori:
FABIO TAORMINA ANDREA SABATINI