Source: http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/AreaPrevidenza/prevComplementare/Pages/default.aspx
Timestamp: 2019-01-23 01:06:14+00:00
Document Index: 119003156

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 31']

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Destinatari (art. 2 D.Lgs. n. 252/2005)
I destinatari dei fondi pensione sono:
i lavoratori dipendenti, privati e pubblici;
i soci lavoratori e i lavoratori dipendenti di società cooperative di produzione e lavoro;
i lavoratori autonomi e i liberi professionisti;
i fondi chiusi (art. 3 D.Lgs. 252/2005) di origine "negoziale", sono forme pensionistiche complementari istituite dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale;
i fondi aperti (art. 12 D.Lgs. 252/2005) sono forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazioni, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM);
i Piani pensionistici individuali (Pip) (art. 13 D.Lgs. 252/2005), rappresentano i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale. Le regole che li disciplinano non dipendono solo dalla polizza assicurativa ma anche da un regolamento basato sulle direttive della COVIP. Lo scopo è garantire all’utente gli stessi diritti e prerogative analoghi alle forme pensionistiche complementari;
i fondi pensione preesistenti. Si tratta dei fondi pensione già esistenti al 15 novembre 1992, ovvero prima della Legge 124/93, che ha istituito la previdenza complementare. Questi fondi hanno caratteristiche proprie che li distinguono dai fondi istituiti successivamente. Possono, ad esempio, gestire direttamente le risorse senza ricorrere a intermediari specializzati. Si tratta di Fondi collettivi per i quali l’adesione dipende da accordi o contratti aziendali o interaziendali.
La gestione degli investimenti (art. 6 D.Lgs. 252/2005)
Le forme pensionistiche complementari, nella gestione degli investimenti, sono tenute al rigoroso rispetto di regole di prudenza, definite per legge. Tali regole devono tener conto della finalità previdenziale e non speculativa dell’investimento stesso. Inoltre tutti gli investimenti devono essere adeguatamente diversificati ed effettuati tenendo conto dei limiti indicati dalla normativa in vigore.
Il finanziamento delle forme pensionistiche complementari è a carico del lavoratore destinatario della prestazione e, in caso di rapporto di lavoro dipendente, in parte anche a carico del datore di lavoro. Inoltre, i lavoratori dipendenti possono decidere di integrare i versamenti contributivi anche mediante il conferimento del trattamento di fine rapporto (TFR).
Modalità di conferimento del TFR ai Fondi pensione
L’adesione alla previdenza complementare è libera e volontaria (art. 1, comma 2, del D.Lgs. 252/05).
Il lavoratore dipendente entro sei mesi dall’assunzione può decidere di:
non decidere nulla. In questo caso il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, salvo accordi aziendali diversi. Nel caso di presenza di più forme pensionistiche, il TFR è trasferito, salvo diverso accordo aziendale, al fondo pensione al quale ha aderito il maggior numero di dipendenti. In assenza di forme pensionistiche integrative collettive di riferimento, il datore di lavoro deve trasferire il TFR maturando alla forma pensionistica complementare istituita appositamente presso l’INPS (FONDINPS) (art. 9 del D.Lgs. 252/2005);
destinare il TFR futuro alla previdenza complementare anche in un secondo momento. Il TFR maturato resta accantonato presso il datore di lavoro e sarà liquidato al momento della risoluzione del rapporto di lavoro.
Prestazioni (art. 11 D.Lgs. 252/2005)
Il diritto alla prestazione pensionistica si acquisisce al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza, con almeno cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.
Le fonti costitutive possono prevedere la facoltà da parte dell'assicurato di chiedere la liquidazione della prestazione pensionistica in capitale entro il limite del 50% del montante finale accumulato.
Agli iscritti al fondo è data la possibilità di chiedere, nei limiti previsti dalle fonti costitutive, una anticipazione delle prestazioni per eventuali spese sanitarie, per l'acquisto della prima casa per sé o per i figli e per la realizzazione degli interventi di cui all'art. 31 della Legge n. 457/78, documentati secondo le disposizioni della Legge n. 449/97. L'anticipazione può, inoltre, essere richiesta per altre cause nel limite del 30% della posizione maturata. Dopo due anni di adesione ad un fondo è possibile chiedere il trasferimento della posizione maturata presso altro fondo pensionistico complementare.
Per quanto riguarda il pubblico impiego la normativa di riferimento è il D.Lgs 124/93.
I fondi negoziali dei dipendenti pubblici sono:
Espero: rivolto ai dipendenti della scuola;
Perseo: destinato ai dipendenti del settore sanitario e degli enti locali;
Sirio: per i lavoratori dei Ministeri, Enti Pubblici non Economici, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell'Enac e del Cnel.
Accanto a questi fondi operano, per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche locali, anche i fondi pensione territoriali come Laborfondis, della Regione Trentino Alto Adige e Fopadiva della Regione Valle d'Aosta.
Per ulteriori approfondimenti sulla previdenza complementare consultare il sito della Covip www.covip.it