Source: http://noviolenzadonne.blogspot.com/2011/01/il-caso-ritter-colombo-ecco-i-fatti.html
Timestamp: 2017-07-25 00:33:38+00:00
Document Index: 108401474

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 3', 'art 3', 'sentenza ']

Stop Violence against Men and Women: Il caso Ritter - Colombo. Ecco i fatti ricostruiti dal tribunale dei minori di Milano
Il caso Ritter - Colombo. Ecco i fatti ricostruiti dal tribunale dei minori di Milano
Riportiamo uno stralcio del decreto emesso dal tribunale dei minori di Milano lo scorso 10 Dicembre 2010 relativamente alla vicenda che vede coinvolti i due bambini di Tobias Ritter e Marinella Colombo, i quali attualmente pare stiano effettuando un tentativo di conciliazione. In attesa di novità, e sopratutto in attesa di assistere al rientro dei due figli (occultati dalla madre da quasi un anno) dalla forzata clandestinità, questa minuziosa ricostruzione fa un pò di chiarezza sulla vicenda, e attribuirebbe precise responsabilità in capo alla signora Colombo. Il decreto si conclude con l'ordine di rimpatrio dei due minori in Germania, presso il padre, e le sue disposizioni sono indubbiamente generose nei confronti della madre, in quanto dispongono che "...gli stessi (i bambini) siano collocati – in attesa dell’esecuzione del rientro in Germania, in idonea comunità educativa, il cui indirizzo dovrà essere mantenuto riservato, attivando un immediato sostegno psicologico per i due minori, ed una regolamentazione paritaria del diritto di visita dei due genitori...". In pratica, i giudici Zevola, Villa, Maggi e Deliberto hanno predisposto una sentenza "propedeutica" ad una salvaguardia del ruolo materno, prevedendo una fase di transizione che, formalmente utile ai bambini per riprendere la relazione affettiva con il padre, nei fatti consentirà anche una presenza effettiva e duratura della madre in suolo italiano. Sappiamo bene infatti, che queste attività di recupero della genitorialità possono durare anche degli anni. Difficilmente, pertanto, i minori faranno ritorno in Germania, almeno non nell'immediato futuro.
Per quanto riguarda le motivazioni della sentenza, rinviamo al testo integrale del decreto. Ecco i passaggi della vicenda, così come descritti nel provvedimento: d) I fatti oggetti del provvedimento - (...) Si ritiene necessario ricostruire, alla luce della documentazione offerta dalle parti e dell’istruttoria svolta nell’udienza di rinvio, le vicende in esame seguendone l’ordine cronologico. 1. i genitori dei minori si sono sposati il 17.6.1997 e la convivenza si è protratta fino al febbraio 2007 quando prendevano un accordo libero relativamente all’esercizio del diritto di visita (con fine settimana alternati con pernottamento anche presso l’abitazione del padre). In realtà ben presto si sono manifestate delle difficoltà ed il 23.5.20074 doveva intervenire una prima pronuncia del Tribunale di Monaco di Baviera su ricorso del padre che disciplinava il diritto di visita per le vacanze di Pentecoste (26- 29 maggio 2007) prevedendo che in tali giorni i due minori stessero con il padre pernottando a casa sua. Nella motivazione si dà atto che la madre aveva tentato, con una lettera, di «accorciare di un giorno la durata della visita rispetto a quanto concordato». Si riferisce che la madre sosteneva che L. non voleva dormire dal padre ma il tribunale riteneva che ciò dipendesse dall’interruzione dei rapporti avvenuta per un mese consecutivo. Quanto a N. lo stesso pareva (dalle indagini dei servizi sociali) influenzato dal fratello. Si dava atto dell’importanza della frequentazione del padre, del desiderio del padre di trascorrere con i figli la “prima comunione di L.” evidenziando come per l’ordinamento tedesco (si cita una sentenza della Corte Costituzionale) l’esclusione dei pernottamenti per bambini che hanno più di tre anni, costituisca una limitazione della potestà e che era necessario procedere all’ascolto dei minori dopo aver consentito una regolare frequentazione («i bambini devono essere nuovamente ascoltati durante il contatto con il padre»). Il 21.5.2007 il Tribunale di Monaco disponeva invece che il padre fornisse le informazioni necessarie circa i propri redditi relativi agli ultimi 3 anni;
2. con decreto 30 maggio 2007 il Tribunale di Monaco limitava la potestà di entrambi i genitori nominando un curatore speciale che regolamentasse il diritto di visita, dava una prima disciplina (con pernottamento), vietava alla madre di avvicinarsi a meno di 100 metri dall’appartamento del padre durante il periodo di visita (si fa riferimento ad un episodio avvenuto il 26.5.2007), disponeva una perizia psicologico famigliare. Nella motivazione si dava atto del “fallimento” del precedente decreto e di come entrambi i genitori non fossero in grado di esercitare in maniera responsabile i loro doveri anche per le discussioni che avvenivano in presenza dei bambini. Poco dopo il curatore speciale stilava un calendario (dal 30.6.1007 al 19.12.2008) nel quale fissava le visite dei minori al padre: 57 visite, comprensive sia di fine settimana (tendenzialmente alternati e con pernottamento) sia di visite infrasettimanali e di periodi di vacanza (dal 10 al 28 agosto 2007, dal 1 all’8 settembre 2007 nonchè in altri periodi quali Natale e Pasqua, vacanze di pentecoste). Quanto all’estate del 2008 si prevedeva che i minori stessero con il padre dal 23 agosto al 14 settembre 2008 dopo essere stati con la madre dal 23 luglio al 23 agosto;
3. il 25.6.2007 la Pretura di Monaco deliberava che il R. era obbligato a pagare, da aprile 2007 gli alimenti per i minori (rispettivamente 257 e 199 euro) non ritenendo esaustiva la dichiarazione del padre di aver soddisfatto in precedenza tali obblighi versando le somme sul conto comune. 4. Il 27.11.2007 il «Kreisjugendamt» (corrispondenti ai nostri servizi sociali ma, parrebbe, non dipendente dall’ente locale e quindi maggiormente somigliante all’USSM che dipende dal nostro dipartimento per la giustizia minorile) rilasciava un primo parere socialpedagogico8 con il quale si concordava con il parere del perito. Si riteneva adeguato un regime che prevedesse fine settimana alternati con pernottamento per entrambi e una visita infrasettimanale solo per L.. Sia i servizi, che il perito ritenevano che entrambi i minori avessero un buon rapporto con il padre e che «il padre abbia buone capacità educative e di sviluppo». Vi era però un permanente conflitto tra i genitori ed il Tribunale riteneva necessario supportare i genitori con una consulenza; 5. il 21.1.2008 la madre depositava istanza per consentire di trasferire con provvedimento d’urgenza l’esclusivo diritto di determinare la dimora per entrambi i figli e tale istanza è stata rigettata con decreto 19.6.2008. La difesa R. ha allegato anche il verbale di udienza durante la quale i giudici tedeschi hanno proceduto all’ascolto dei minori. Nel decreto si ribadisce che la potestà genitoriale era “congiunta”, che la madre si voleva trasferire perché «le sarebbe stato offerto un posto di lavoro a Milano a partire dal giugno 2008 con uno stipendio lordo annuale di € 100.000», che il R. non le pagava il mantenimento. Il padre era contrario evidenziando che la madre parla 6 lingue e avrebbe trovato facilmente un nuovo lavoro e che i bambini sarebbero stati sradicati dal loro contesto di vita. Il Tribunale ha rigettato l’istanza della madre richiamando (sul punto si ritornerà in seguito) le dichiarazioni dei minori e le valutazioni del perito che consigliava di «rimandare il trasloco di un anno e di rendere più intenso il contatto con il padre». Evidenziava il tribunale come la madre non avesse documentato né la ricerca infruttuosa di un lavoro in Germania e di come il trasferimento in Italia avrebbe potuto pregiudicare il consolidamento del rapporto che si stava faticosamente costruendo con il padre (nella traduzione si riferisce che ancora non si era potuto «instaurare un buon rapporto»); 6. anche nel successivo processo d’appello avverso la citata decisione venivano sentiti all’udienza del 4.8.2008 i minori e i genitori (in tale occasione al madre dichiarava che se si fosse trasferita a Milano avrebbe portato i figli a Monaco 1 volta al mese), mentre il 2.9.200815 venivano sentiti dapprima i genitori, poi il perito. Con decreto 3-5.9.200816 il reclamo della madre veniva respinto. La corte d’appello evidenziava come la dichiarazione relativa al licenziamento ed ai motivi professionali che dettavano la necessità del trasferimento non fossero convincenti; 7. tra il 14.9.2008 e il 15.9.2008, al termine delle vacanze estive, la madre portava entrambi i bambini in luogo sconosciuto ed in seguito in Italia ove li iscriveva alla scuola elementare 8. il 16.9.2008 il padre avanzava istanza di rimpatrio; 9. il 17.9.201018 la Pretura di Monaco, in via d’urgenza, trasferiva in capo al padre il diritto di determinare la dimora di entrambi i figli vietando alla madre di asportare abbigliamento, oggetti personali e oggetti personali del bambini dalla casa di Taufekirchen e di portarli in Italia; In effetti nel verbale di udienza 2.9.2010 la C. era stata molto confusa e imprecisa e non risulta dalla lettura del verbale e del decreto (che sottolinea tale aspetto) che sia stato depositato alcun documento sull’intimato licenziamento o su una non meglio precisata causa di lavoro. Nel fascicolo odierno è stata invece depositato una copia del contratto di assunzione tra la madre e la SML 4.2.2008 (cfr doc 2 fasc C.) senza allegata traduzione giurata (sono state tradotte solo alcune righe a pagina 2 relativamente alla necessità di un trasferimento ad altra sede entro il giugno 2008). Anche nella presente causa – nonostante quanto affermato a pagina 4 del ricorso per riassunzione 14.9.2010, non è stato depositato alcun atto di licenziamento. 10. il 24.9.2008 veniva emesso un mandato d’arresto europeo per la sottrazione dei minori. La madre veniva arrestata a Milano il 27.10.201020 e la Corte d’appello, il giorno stesso, convalidava l’arresto applicando la misura dell’obbligo di presentazione 11. nel settembre 2008 la C. iscriveva i figli a scuola a Milano 12. il 12.11.2008 il PM presso il Tribunale per i Minorenni di Milano depositava ricorso ex art 7 l. 64/94; 13. il 20.11.2008 la Pretura di Monaco, su ricorso della madre, rigettava l’istanza di modifica dell’ordinanza 17.9.2008 con la quale si riteneva che per i minori l’unica soluzione trasferire in capo al padre la scelta della dimora; 14. il 10.12.2008 il tribunale per i Minorenni di Milano ha accolto l’istanza di rimpatrio dei minori; 15. il 19.12.2008 la Corte d’appello di Monaco rigettava il reclamo proposto dalla C. avverso il decreto 20.11.2088 della Pretura di Monaco, confermando il trasferimento in capo al padre del diritto di determinare la dimora di entrambi i figli. Nella sentenza si riserva alla fase di merito una decisione circa la concreta futura residenza dei bambini «solo dopo un chiarimento scrupoloso e coscienzioso» di tutte le circostanza connesse al diritto di affidamento, evidenziando che fino ad allora i Tribunali «non possono tollerare che una delle parti arbitrariamente forzi le decisioni a suo favore». Alla decisione è allegata relazione del Kreisjugendamt 19.12.2008 nella quale si sottolineava nelle conclusioni la necessità per i minori di mantenere comunque i rapporti con la madre anche se vi era la fondata ragione di temere un nuovo rapimento non parendo la madre disposta a accettare le altrui decisioni; 16. il 16.2.200930 con provvedimento di urgenza la Pretura di Monaco di Baviera trasferiva l’affidamento del diritto di determinare la residenza i minori in favore del padre. Si sottolineava nel provvedimento che la madre stava tenendo nascosti i figli dopo che in Italia era stato emesso il provvedimento da parte del TM e ciò «contrasta in maniera grave con il bene dei figli» ed anche se i figli fossero tornati a breve in Germania «attualmente non è possibile l’esercizio congiunto» e quindi si doveva trasferire al padre la potestà genitoriale; 17. nel marzo 2009 si sviluppano delle trattative tra le parti per definire stragiudizialmente la vicenda ma senza esito se non che il padre si rendeva disponibile a ritirare le querele e la madre a agevolare le visite 18. l’8.5.2009 i minori venivano prelevati dalla scuola e condotti in Germania; 19. il 19.5.2009 la Corte di Cassazione accoglieva con rinvio il ricorso proposto dalla madre; 20. il 19.6.2009 il Tribunale di Monaco emetteva un ordine di protezione che vietava alla madre di avvicinarsi a meno di 200 metri dai luoghi abitualmente frequentati dai minori 21. il 15.2.201033 la madre veniva obbligata a contribuire al mantenimento dei minori (334 e 272 euro). Per tale provvedimento è stato emesso anche il relativo certificato previsto dal regolamento CE 44/200134 22. il 19.2.2010 la madre si recava in Germania e sottraeva una seconda volta i minori prelevandoli all’esterno di una biblioteca e portandoli in località tuttora ignota (all’udienza odierna ha riferito di averli condotti in Polonia); 23. il 6.5.2010 il Pretore di Monaco emetteva sentenza definitiva relativamente alla responsabilità genitoriale che veniva affidata al padre. Si dà atto in tale sentenza che «dopo il rientro in Germania dei bambini si riambientavano bene presso il padre. N. frequentava la prima elementare e nonostante l’anno scolastico fosse già iniziato, riusciva a passare in seconda, L., che si trovava nel primo anno di ginnasio, dopo il cambio dell’anno scolastico ripeteva la quinta. Durante il periodo in cui i bambini abitavano con il padre, avevano regolari contatti telefonici con la madre. Alla madre non era possibile recarsi in Germania per il diritto di visita, in quanto pendeva un ordine di arresto nei suoi confronti. Da parte del padre dei bambini venivano però fatte diverse proposte di incontro all’estero, che non avevano però luogo. Dopo che agli inizi di febbraio 2010 l’ordine di arresto contro la madre veniva revocato, la madre dei bambini si recava in Germania e rapiva nuovamente i bambini il 19.2.2010». Tali comportamenti vengono severamente censurati e per tali ragioni la potestà veniva affidata esclusivamente al padre; 24. il 6.5.201037 il Pretore di Monaco emetteva altresì una “sentenza parziale, contumaciale e definitiva” con la quale è stato sciolto il matrimonio con conseguente assunzione di decisioni di natura patrimoniale (aspettative pensionistiche e regime patrimoniale). Anche tale decisione è munita del certificato CE 2201/2003 25. il 23.7.201039 la Pretura di Monaco di Baviera ha dichiarato l’illiceità del trasferimento dei minori effettuato il 19.2.2010, ai sensi dell’art 3 della Convenzione Aja 25.10.1980; 26. il 7.10.201040 la Pretura di Monaco di Baviera ha dichiarato l’illiceità del trasferimento dei minori effettuato il 14/15.9.2008, ai sensi dell’art 3 della Convenzione Aja 25.10.1980; Fonte: adiantum.it - fonte decreto: http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?tribunale-per-minorenni-di-milano-sottrazione-internazionale-di-minori-ed-effettivita-dell-esercizio-dell-affidamento-e3af6f2a5697c758f68ab8c2e7f56b2c
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