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Timestamp: 2018-05-25 18:51:46+00:00
Document Index: 30165903

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 30', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ', 'sentenza ']

Patteggiamento. Dichiarata la nullità della pena su richiesta quali strumenti ha il giudice dell’esecuzione? (Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 28 maggio – 3 settembre 2015, n. 35934). – Noi Radiomobile™
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Patteggiamento. Dichiarata la nullità della pena su richiesta quali strumenti ha il giudice dell’esecuzione? (Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 28 maggio – 3 settembre 2015, n. 35934).
In particolare, le Sezioni Unite ric. Gatto hanno così individuato il limite di rilevanza della pronunzia di incostituzionalità rispetto al giudicato: .. l’aspetto decisivo, che segna invece il limite non discutibile di impermeabilità e insensibilità del giudicato anche alla situazione di sopravvenuta declaratoria di illegittimità costituzionale della norma applicata è costituito dalla non reversibilità degli effetti, giacché il citato art. 30 impone di rimuovere tutti gli effetti pregiudizievoli del giudicato non divenuti nel frattempo irreversibili perché già consumati, come nel caso di condannato che abbia già scontato la pena…; l’esecuzione della pena implica infatti l’esistenza di un rapporto esecutivo che nasce dal giudicato e si esaurisce soltanto con la consumazione o l’estinzione della pena.
Sino a quando l’esecuzione della pena è in atto il rapporto esecutivo non può dirsi esaurito e gli effetti della norma dichiarata costituzionalmente illegittima sono ancora perduranti e dunque possono e devono essere rimossi.
Infatti, l’illegittimità della pena costituisce un ostacolo al perseguimento di tali obiettivi rieducativi, perché sarà avvertita come ingiusta da chi la sta subendo, per essere stata non già determinata dal giudice nell’esercizio dei suoi ordinari e legittimi poteri, ma imposta da un legislatore che ha violato la costituzione.
A tutto questo occorreva aggiungere, secondo affermato nello stesso arresto giurisprudenziale, che “il diritto fondamentale alla libertà personale deve prevalere sul valore dell’intangibilità del giudicato, sicché devono essere rimossi gli effetti ancora perduranti della violazione conseguente all’applicazione di tale norma incidente sulla determinazione della sanzione, dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale dopo la sentenza irrevocabile”.
“successivamente a una sentenza irrevocabile di condanna, la dichiarazione d’illegittimità costituzionale di una norma penale diversa dalla norma incriminatrice, idonea a mitigare il trattamento sanzionatorio, comporta la rideterminazione della pena, che non sia stata interamente espiata, da parte del giudice dell’esecuzione”; “per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n.251 del 2012.. il giudice dell’esecuzione potrà affermare la prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 73 co.5 dPR n. 309 del 1990 sempreché una simile valutazione non sia stata esclusa nel merito dal giudice della cognizione, secondo quanto risulta dal testo della sentenza irrevocabile”.
Dette indicazioni, data la loro estrema chiarezza, consentono di adottare la presente decisione – pur in attesa del deposito della motivazione delle due sentenze – trattandosi del logico sviluppo, al settore qui considerato, delle opzioni interpretative già espresse da questa I Sezione della Corte (tra cui Sez. I n. 53019 del 4.12.2014 e Sez. I n. 2492 del 2015) in ipotesi di titolo esecutivo derivante da decisione diversa da quella ex art. 444 c.p.p..
È pertanto del tutto evidente che le Sezioni Unite, condividendo detta impostazione teorica, hanno esclusivamente precisato che in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti il giudice dell’esecuzione dovrà verificare in primis la fattibilità di un nuovo accordo tra le parti (data la nullità del precedente “patto”, nel cui ambito era stata determinata la pena nell’ambito di una cornice edittale prevista da norma dichiarata incostituzionale) e soltanto ove non si addivenga a tale accordo sarà funzionalmente competente a rideterminare la sanzione in via autonoma ed in applicazione dei criteri generali di cui agli artt. 132 e 133 cod.pen..
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