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Timestamp: 2019-05-19 07:08:58+00:00
Document Index: 56056685

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 409', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 26', 'art. 38', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 409', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 36', 'art. 9', 'art. 409', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 2', 'art 3']

Competenza sezioni distaccate e sezioni specializzate agrarie
Giurisdizione delle sezioni distaccate e delle sezioni specializzate agrarie
GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> SEZIONI DISTACCATE
Sintesi: In tema di ripartizione delle controversie tra tribunali amministrativi regionali e sezioni staccate se una parte, diversa dal ricorrente, ritiene che il ricorso debba essere deciso dal tribunale amministrativo regionale con sede nel capoluogo anziché dalla sezione staccata, o viceversa, deve eccepirlo nell'atto di costituzione o, comunque, con atto depositato non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine per la costituzione in giudizio (che deve avvenire entro sessanta giorni dal perfezionamento nei propri confronti della notificazione del ricorso).
Estratto: «1.- Va preliminarmente affrontata l'istanza di trasmissione del fascicolo al Tar Campania, sede di Napoli, formulata dalla difesa della Regione, secondo cui, nel caso di specie, la nota prot. 402561/2011, con la quale la giunta regionale della Campania ha comunicato alla società ricorrente l'impossibilità di procedere alla fase di negoziazione per il dissenso espresso dall'amministrazione comunale, costituisce atto emesso dall'A.G.C. Governo del Territorio Campania con sede in Napoli e, pertanto, fuori dell'ambito della circoscrizione della sede distaccata adita; di conseguenza ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rsia spetterebbe alla cognizione del Tribunale amministrativo regionale del capoluogo.L'istanza tuttavia non può essere presa in considerazione.In tema di ripartizione delle controversie tra tribunali amministrativi regionali e sezioni staccate, l'art. 47, comma 2, cod. proc. amm. stabilisce che, se una parte, diversa dal ricorrente, ritiene che il ricorso debba essere deciso dal tribunale amministrativo regionale con sede nel capoluogo anziché dalla sezione staccata, o viceversa, deve eccepirlo nell'atto di costituzione o, comunque, con atto depositato non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine di cui all'articolo 46, comma 1.Quest'ultima disposizione chiarisce che, nel termine di sessanta giorni dal perfezionamento nei propri confronti della notificazione del ricorso, le parti intimate possono costituirsi, presentare memorie, fare istanze, indicare i mezzi di prova di cui intendono valersi e produrre documenti.Orbene il terzo ricorso con motivi aggiunti, a fronte del quale la Regione ha presentato istanza di trasmissione al Tar capoluogo, è stato a quest'ultima notificato a mezzo posta l'8 luglio 2011 ed è pervenuto il 13 luglio 2011. Pertanto, anche a volere considerare la sospensione feriale del decorso dei termini processuali, la richiest... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...tardiva perché formulata oltre il termine massimo di sessanta giorni dal perfezionamento della notificazione del ricorso per motivi aggiunti.»
GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> SEZIONI SPECIALIZZATE AGRARIE
Sintesi: Prima della legge 29/1990, le controversie in materia di contratti agrari erano devolute alle sezioni specializzate agrarie solo quando attenevano alla proroga legale, rientrando, ove avessero diverso oggetto, nella competenza del giudice delle controversie individuali di lavoro, ai sensi dell'art. 409 c.p.c., n. 2; solo per effetto della legge 29/1990 sono divenute, indiscriminatamente, di competenza della sezione specializzata agraria tutte le controversie in materia di contratti agrari.
Sintesi: La sezione specializzata agraria è competente a conoscere delle controversie in materia di contratti agrari e non delle controversie che, comunque, riguardino gli imprenditori agricoli e la concessione, in godimento, di acque demaniali per lo svolgimento di attività ittica, che non integra un contratto agrario.
Estratto: «4. Il ricorrente censura la riassunta pronunzia denunziando violazione della L. n. 29 del 1990, art. 9, comma 2, in combinazione con... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...03 del 1982, art. 41 e la L. n. 11 del 1971, art. 26, Violazione dell'art. 38 c.p.c.. Violazione della L. n. 203 del 1982, art. 22 e dell'art. 21, assumendo che alla luce della evoluzione fattuale e legislativa del concetto di attività agricola - che oggi può dirsi dissociata dalla coltivazione della terra e in ogni caso comprensiva anche delle ipotesi di coltivazione delle acque, nel senso della cura e del mantenimento della popolazione ittica - e alla luce della circostanza che in tanto pare potersi parlare di affitto di fondo rustico ex Lege n. 203 del 1982 in quanto questo abbia a oggetto una cosa produttiva nell'accezione lata del termine, e non solo di un terreno, deve concludersi nel senso che la nozione di fondo rustico comprende qualsiasi immobile suscettibile di coltivazione agricola e quindi anche un cd. fondo acqueo.5. Non pare che il ricorso possa trovare accoglimento, dovendosi dichiarare la competenza del tribunale ordinario di Bolzano a conoscere della controversia.Alla luce delle considerazioni che seguono.5.1. Giusta la testuale previsione della L. 11 febbraio 1971, n. 11, art. 26, comma 1, tutte le controversie relative all'attuazione della presente legge e delle altre leggi o norme sull'affitto sono di esclusiva competenza delle sezioni speciali... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ie di cui alla L. 2 marzo 1963, n. 320.Contemporaneamente, per effetto dell'art. 409 c.p.c., n. 2, nel testo come sostituito dalla L. 11 agosto 1973, n. 533, art. 1, si osservano le disposizioni del presente capo primo del titolo quarto del libro secondo del codice di rito nelle controversie relative a ...2) rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonché rapporti derivanti da altri contratti agrari, salva la competenza della sezione specializzata agraria.La L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 47, comma 1, - ancora - dispone che ferme restando le disposizioni della L. 11 febbraio 1971, n. 11, art. 36 in tutte le controversie agrarie si osservano le disposizioni dettate dal capo primo del titolo quarto del libro secondo del codice di procedura civile.La L. 14 febbraio 1990, n. 29, art. 9 comma 1, - infine - dispone che tutte le controversie in materia di contratti agrari o conseguenti alla conversione dei contratti associativi in affitto sono di competenza delle sezioni specializzate agrarie di cui alla L. 2 marzo 1963, n. 320 ed assoggettate al rito di cui agli artt. 409 e segg. c.p.c..5.2. Come noto, la pacifica giurisprudenza di questa corte anteriormente alla L. n. 29 del 1990, ha sempre interpretato le dis... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...opra ricordate nel senso che le controversie in materia di contratti agrari fossero devolute alle sezioni specializzate agrarie solo quando attenevano alla proroga legale, rientrando, ove avessero diverso oggetto, nella competenza del giudice delle controversie individuali di lavoro, ai sensi dell'art. 409 c.p.c., n. 2 (in questo senso, ad esempio, tra le tantissime, Cass. 24 marzo 1981, n. 1696; Cass. 2 giugno 1982, n. 3361; Cass. 24 luglio 1987, n. 6452; Cass. 7 aprile 1988, n. 2741).Solo per effetto della legge n. 29 del 1990 sono divenute, indiscriminatamente, di competenza della sezione specializzata agraria tutte le controversie in materia di contratti agrari (cfr., tra le tantissime, Cass. 15 aprile 1992, n. 4554; Cass. 16 aprile 1992, n. 4685; Cass. 17 marzo 1993, n. 3196; Cass. 29 novembre 1993, n. 11825).5.3. Non controverso quanto precede è palese che in tanto può affermarsi la competenza della sezione specializzata agraria a conoscere della controversia ora in esame in quanto si ritenga che il rapporto inter partes avente a oggetto la coltivazione e il godimento della pesca esclusiva di diritto privato Braunsberg, Val d'Ultimo, tratti di gestione dal n. 263 al n. 267 e 270, integra un contratto agrario, e, in particolare, come assume la difesa di parte ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... di un contratto di affitto agrario.La circostanza deve decisamente escludersi, attesa quella che è la disciplina dei contratti di affitto di fondi rustici e dei contratti di affitto a coltivatore diretto contenuta sia nel codice civile (artt. 1628 - 1654) sia nelle leggi speciali succedutesi nel tempo (in particolare, da ultimo, L. 15 settembre 1964, n. 756; L. 22 luglio 1966, n. 606; L. 11 febbraio 1971, n. 11; L. 3 maggio 1982, n. 203), assolutamente incompatibile, logicamente prima ancora che giuridicamente, con l'eventualità oggetto del contratto sia non un terreno ma uno specchio d'acqua.Pertanto - come del resto assolutamente pacifico presso una giurisprudenza più che consolidata di questa Corte regolatrice - deve ribadirsi, ulteriormente, che riferendosi le norme della legge 3 maggio 1982, n. 203 solo ai contratti di affitto (art. 1) o che hanno per oggetto il godimento di un fondo rustico (art. 27), intendendosi per tale quello destinato alla coltivazione per il suo sfruttamento agricolo, le stesse non sono applicabili a contratti aventi un oggetto diverso, anche se, in senso lato connesso con l'attività agricola di cui all'art. 2135 c.c. (Cfr. Cass. 28 luglio 2005, n. 15804; Cass. 5 giugno 1886,m n. 5261; Cass. 4 ottobre 1994, n. 8078, tra l... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...e).Certa la inapplicabilità delle norme di cui alla L. 3 maggio 1982, n. 203 (e di tutte le altre disposizioni in tema di affitto di fondi rustici) al rapporto in discussione ne deriva che lo stesso non può qualificarsi contratto agrario e non è - di conseguenza -soggetto alla competenza della sezione specializzata agraria.5.4. A prescindere, da ultimo, dal considerare che in pratica l'odierno ricorrente si limita a gestire un impianto di pesca sportiva, si osserva che anche nella eventualità si interpreti in senso lato la L. 5 febbraio 1992, n. 102, art. 1,, e si ritenga, pertanto, che la previsione faccia riferimento anche a quanti provvedano come nella specie l'odierno ricorrente alla gestione impianti di pesca sportiva, è assolutamente irrilevante, al fine di pervenire a una diversa conclusione, la circostanza che l'attività di acquacoltura è considerata a tutti gli effetti attività imprenditoriale agricola quando i redditi che ne derivano sono prevalenti rispetto a quelli di altre attività economiche non agricole svolte dallo stesso soggetto (L. 5 febbraio 1992, n. 102, art. 2, comma 1), atteso - come anticipato - che la sezione specializzata agraria è competente a conoscere delle controversie in materia ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...i agrari e non - come suppone l'odierno ricorrente - delle controversie che, comunque, riguardino gli imprenditori agricoli e la concessione, in godimento, di acque demaniali per lo svolgimento di attività ittica non integra un contratto agrario".Il collegio condivide i motivi in fatto e diritto esposti nella relazione, in margine alla quale unicamente il resistente ha presentato memoria, concludendo perché sia rigetto il ricorso avversario.»
Sintesi: E' devoluta alla competenza della sezione specializzata agraria ogni controversia, anche di natura indennitaria o risarcitoria, insorta tra le parti in sede di esecuzione di un contratto agrario.
Estratto: «Pregiudizialmente deve rilevarsi che il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Sul punto il D.P.R. 8.6.2001, n. 327, all'art 3 - come sostituito dall'articolo 1 del D.L. vo del 27 dicembre 2002, n. 302 - dopo avere definito alla lettera a) quale "espropriato" "il soggetto, pubblico o privato, titolarte del diritto espropriato", ai numeri 2 e 3, precisa che: «2. Tutti gli atti della procedura espropriativa, ivi incluse le comunicazioni ed il decreto di esproprio, sono disposti nei confronti del soggetto che ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...prietario secondo i registri catastali, salvo che l'autorità espropriante non abbia tempestiva notizia dell'eventuale diverso proprietario effettivo. Nel caso in cui abbia avuto notizia della pendenza della procedura espropriativa dopo la comunicazione dell'indennità provvisoria al soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali, il proprietario effettivo può, nei trenta giorni successivi, concordare l'indennità ai sensi dell' articolo 45 , comma 2. 3. Colui che risulta proprietario secondo i registri catastali e riceva la notificazione o comunicazione di atti del procedimento espropriativo, ove non sia più proprietario è tenuto di comunicarlo all'amministrazione procedente entro trenta giorni dalla prima notificazione, indicando altresì, ove ne sia a conoscenza, il nuovo proprietario, o comunque fornendo copia degli atti in suo possesso utili a ricostruire le vicende dell'immobile.».Pertanto, risultando soggetto passivo della procedura espropriativa unicamente il «soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali», ovvero l'«eventuale diverso proprietario effettivo», la normativa sopra riferita non è tale da fondare eventuali diritti di terzi che, in occasione di un... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... espropriativa, si assumano lesi per la perdita della possibilità di utilizzare il fondo altrui oggetto di un procedimento di esproprio.Conseguentemente i diritti, reali o personali, reclamati da soggetti diversi dal proprietario espropriato non possono farsi valere nei confronti dell'espropriante ma, non possono che trovare il loro fondamento nell'esistenza di un eventuale titolo negoziale (mezzadria, colonia, affitto a coltivatore diretto o altro contratto agrario) intercorso con il proprietario concedente, successivamente espropriato, ed in forza del quale era stata loro conferita la facoltà di utilizzazione del fondo oggetto di procedura ablativa.In tale situazione ogni pretesa patrimoniale, di carattere indennitario o risarcitoria, rivendicate da questi soggetti non potrà che essere fatte valere nei confronti dell'espropriante, né portate in detrazione alla somma spettante al proprietario espropriato a titolo di indennità di esproprio ma saranno dovute unicamente nei confronti del proprietario espropriato in forza del rapporto privatistico intercorrente con quest'ultimo.Nel caso del ricorrente i diritti da lui rivendicati in qualità di conduttore di fondo oggetto di una procedura espropriativa conclusasi con un contratto di cessione... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...l bene intercorso tra il proprietario ed il Comune di Villa Literno, quale soggetto espropriante, traggono fondamento da un contratto agrario stipulato con l'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Aversa e regolarmente registrato all'ufficio dell'Entrate di Aversa il 21.2.2000 al n. 2071, come confermato anche dalla resistente difesa. Secondo la giurisprudenza «Ha natura agraria ed è, per l'effetto, devoluta alla competenza della sezione specializzata agraria, la controversia con la quale si chiede l'accertamento dell'esistenza, della validità o dell'efficacia di un contratto agrario» (Cass. Civile, sez. III, 18 gennaio 2005, n. 898). In tale situazione ogni controversia, anche di natura indennitaria o risarcitoria, insorta tra le parti in sede di esecuzione di contratti del tipo in esame non possono che rientrare nella giurisdizione del giudice ordinario.»