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Timestamp: 2020-03-29 18:01:39+00:00
Document Index: 157843889

Matched Legal Cases: ['art. 644', 'art. 1815', 'art 644', 'art. 1419', 'art. 1339', 'art. 1468', 'art. 1467']

Usura sopravvenuta e principio di proporzionalità
SKU: 7418100180
9788849536393
L’introduzione della legge n. 108 del 1996 ha posto all’attenzione di studiosi ed operatori del diritto il tema relativo alla c.d. usura sopravvenuta, con cui si identificano sia le conseguenze della normativa sui contratti stipulati antecedentemente alla sua entrata in vigore, sia quelle relative al superamento del tasso soglia in corso di esecuzione dei contratti stipulati successivamente ad essa. La questione è stata investigata dalla dottrina e dalla giurisprudenza (ordinaria e dell’ABF), le quali – con diversità di opinioni, volte a sancire la nullità o l’inefficacia sopravvenute della clausola, ovvero a rilevare l’inesigibilità della prestazione per contrarietà a buona fede – hanno individuato la necessità di ridurre la prestazione restitutoria entro il limite legale e, in tal modo, di conservare il rapporto negoziale. Pur valorizzando tali finalità, l’indagine offre una ricostruzione alternativa del fenomeno che trova il proprio fondamento normativo non già nella disciplina del reato di usura, bensì nel principio di proporzionalità in materia contrattuale, prospettando una soluzione di tipo rimediale volta a salvaguardare l’equilibrio dello scambio.
Pierfrancesco Bartolomucci è ricercatore confermato di Diritto privato e professore aggregato del Corso di Regolamentazione del mercato e tutela dei consumatori presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Dipartimento di Studi Economici e Giuridici. È autore di monografie, saggi, articoli, voci enciclopediche, parti di commentari, in materia di contratti, consumatori, diritto bancario e dell’intermediazione finanziaria, arbitrato e procedure di risoluzione alternativa delle controversie.
Capitolo I – L’usura sopravvenuta come fenomeno estraneo alla disciplina di cui alla legge n. 108 del 1996. Ratio legis e principio di proporzionalità nei contratti di finanziamento
1. Premessa metodologica e delimitazione dell’indagine. Le ragioni che giustificano la rilevanza di una ricerca in tema di usura sopravvenuta
2. La ratio sottesa alla disciplina dell’usura di cui alla legge n. 108 del 1996, tra tutela del prenditore e garanzia di efficienza del mercato; impossibilità di ricondurre ad essa il fenomeno dell’usura sopravvenuta
3. I meccanismi di rilevazione del t.e.g.m. e di individuazione del tasso soglia quali espressione di un processo valutativo unitario
4. Introduzione del tasso soglia quale limite all’autonomia privata: i rapporti tra contratto e mercato
5. Equilibrio normativo ed economico e conformità a giustizia del contratto. Cenni
6. Rilevanza del principio di proporzionalità in materia contrattuale
7. Disciplina dell’usura e principio di proporzionalità. Strumentalità del criterio equitativo rappresentato dal tasso soglia, determinato ex lege, per il perseguimento della proporzionalità nei contratti di finanziamento
8. Fattispecie penalmente rilevante e ricadute in termini civilistici: il rapporto tra la disposizione dell’art. 644, comma 1, cod. pen. e l’art. 1815, comma 2, cod. civ. Insussistenza dell’autonomia della dazione degli interessi usurari rispetto alla loro pattuizione originaria. Ambito di rilevanza dell’usura sopravvenuta
9. Contratti di durata, utilitas temporis, maturazione degli interessi corrispettivi; il superamento del tasso soglia in corso di esecuzione del rapporto negoziale quale sopravvenienza perturbativa
10. Usura sopravvenuta e cenni di analisi economica del diritto, con particolare riguardo al mercato dei mutui a tasso fisso
Capitolo II – L’usura sopravvenuta nelle ricostruzioni giurisprudenziali e dottrinarie: jus superveniens e individuazione dei rimedi applicabili. Spunti critici per una ricostruzione del fenomeno come sopravvenienza perturbativa
1. Impossibilità di ricostruire il fenomeno dell’usura sopravvenuta sul precetto di cui all’art 644, comma 1, cod. pen. e necessità di una ricostruzione alternativa
2. L’iter normativo e giurisprudenziale: i tentativi di ricondurre il fenomeno sopravvenuto nell’alveo della disciplina dell’usura
3. Usura sopravvenuta e jus superveniens: insussistenza della questione di diritto intertemporale
4. Successione di leggi nel tempo, applicazione della legge n. 108 del 1996 ai contratti stipulati precedentemente alla sua entrata in vigore e ancora in corso: la nullità (parziale) sopravvenuta. Rilievi critici. Spunti per una diversa configurazione degli effetti civilistici della violazione di una norma penale
5. Inidoneità della legge modificativa ad incidere sulla validità dell’atto: l’inefficacia (parziale) sopravvenuta. Rilievi critici
6. Conseguenze applicative: la sostituzione automatica della clausola nulla o inefficace. I rapporti tra l’art. 1419, comma 2, cod. civ. e l’art. 1339 cod. civ.
7. Emancipazione del concetto di usura sopravvenuta dalla fattispecie di reato usurario; necessità di soluzioni alternative per sostenere la rilevanza giuridica del fenomeno. La buona fede e l’inesigibilità della prestazione
Capitolo III – Usura sopravvenuta ed eccessiva onerosità della prestazione del prenditore. La reductio ad equitatem ex art. 1468 cod. civ. come rimedio manutentivo idoneo a garantire la proporzionalità dello scambio
1. Necessità di individuare strumenti manutentivi in luogo di quelli ablativi per la gestione delle sopravvenienze perturbative dei contratti di lunga durata
2. La gestione delle sopravvenienze quantitative nella disciplina dell’art. 1467 cod. civ.: l’evento eccezionale ed imprevedibile. La fluttuazione dei tassi di interesse quale evento idoneo a determinare l’eccessiva onerosità della prestazione del prenditore di denaro
3. Superamento dell’alea normale nei contratti di finanziamento. In particolare nel mutuo a tasso fisso
4. Sopravvenienze perturbative e revisione del rapporto negoziale: la teoria sulla esistenza di un diritto alla rinegoziazione fondato sulla buona fede. Rilievi critici
5. La disciplina dell’eccessiva onerosità sopravvenuta quale modello di gestione delle sopravvenienze tipiche: unicità del fondamento equitativo. Ratio legis finalizzata al mantenimento della proporzionalità dello scambio (e non dell’equivalenza tra le prestazioni). Lettura funzionale delle norme di cui agli artt. 1467 e 1468 cod. civ. privilegiando la prospettiva del mantenimento del rapporto negoziale. Esperibilità della reductio ad equitatem anche nel caso di contratti a prestazioni corrispettive. Il tasso soglia quale strumento di riconduzione ad equità della prestazione restitutoria degli interessi corrispettivi usurari nel mutuo e nei contratti di finanziamento