Source: http://www.comune.villaguardia.co.it/servizi/servizi-alle-imprese/aprire-nuova-attivita/distributori-carburante/distributori-stradali-privati.html
Timestamp: 2018-01-24 01:21:51+00:00
Document Index: 26041123

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2250', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1']

Distributori stradali privati
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Quando si vuol installare un impianto di distribuzione carburanti ad uso pubblico e/o ad uso privato è necessario richiedere l'autorizzazione al Comune.
L'installazione di un nuovo impianto per la distribuzione di carburanti ad uso pubblico potrà avvenire in una delle aree destinate a tale uso dal P.R.G.- Piano Carburanti.
Nel caso di impianti destinati ad uso privato l'installazione potrà avvenire all'interno di stabilimenti, cantieri magazzini e simili. Sono esclusi dalle competenze comunali gli impianti utilizzati esclusivamente per autoveicoli di proprietà di amministrazioni pubbliche (art. 3 comma 1 D.P.C.M. 11.09.1989).
PRECONDIZIONE: occorre che esista la disponibilità del parametro numerico, la compatibilità urbanistica e le distanze previste dalla normativa nazionale, regionale e comunale.
L'installazione di un nuovo impianto di distribuzione carburanti comporta l'attivazione di almeno 3 tipologie di procedimenti:
quelli relativi agli aspetti costruttivi (concessione edilizia, esame progetto VVF, eventuale autorizzazione paesaggistica, vincolo idrogeologico ecc...)
quelli relativi all'autorizzazione "amministrativa" (in gergo licenza petrolifera)
quelli relativi ad adempimenti connessi all'attivazione di attività accessorie quali l'autolavaggio, la riparazione di veicoli, esercizi commerciali e pubblici esercizi ovvero relativi alla realizzazione del passo carrabile, l'installazione dell'insegna ecc.....
Una volta ottenuta l'autorizzazione potranno essere realizzati i lavori conformemente a quanto autorizzato e potrà essere richiesta l'agibilità della struttura mediante l'autocollaudo.
Oltre a quelli indicati, si dovranno adempiere obblighi fiscali, tributari e camerali.
La domanda di autorizzazione deve essere presentata al Comune dove si intende realizzare l’i mpianto e deve indicare con dichiarazione sostitutiva – autocertificazione – ai sensi della L.127/97:
le generalità, il domicilio ed il codice fiscale del richiedente, o nel caso di società del legale rappresentante unitamente ai dati di cui all’art. 2250, commi 1 e 2 del codice civile;
la dettagliata composizione del nuovo impianto e degli eventuali impianti da chiudere (ivi comprese le apparecchiature self-service pre-pagamento);
dichiarazione delle distanze di effettiva percorrenza da altri impianti esistenti, nonché dell’e sistenza dei requisiti qualitativi previsti all’art. 4, solo per i nuovi impianti o per la modifica di impianti carburanti esistenti con il prodotto G.P.L. o metano o per la modifica di p.v. G.P.L.-metano esistenti con l’aggiunta di altri carburanti;
dichiarazione dell’avvenuta presentazione del progetto al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per gli adempimenti di cui all’art. 2 del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37;
dichiarazione della presenza dei requisiti richiesti nel caso di impianti dotati di dispositivi self service con pagamento posticipato.
la perizia giurata redatta da un ingegnere o altro tecnico competente per la sottoscrizione del progetto presentato, iscritto al relativo albo professionale; la perizia deve assicurare anche la conformità del progetto ai requisiti ed alle caratteristiche delle nuove aree, individuate in attuazione dell’art. 2 del D.Lgs. 32/98 e successive modifiche;
attestazione della disponibilità dell’area con sottoscrizione autenticata del proprietario;
copie delle concessioni – autorizzazioni degli impianti oggetto di trasferimento e concentrazione;
Nel caso di impianti da realizzarsi su strade statali o provinciali, l’interessato dovrà inoltre provvedere ad inoltrare, l’ulteriore documentazione indicata ai sotto elencati punti:
rilievo aero-fotogrammetrico in scala 1:5000 della zona interessata all’impianto;
rilievo in scala 1:2000 dello stato di fatto in cui siano evidenziati, entro i limiti di 700 metri a cavallo dell’impianto per la viabilità ordinaria e di 900 metri per le strade a quattro corsie: incroci, biforcazioni, diramazioni, accessi privati, dossi, gallerie, piazzole di sosta e fermate di autolinee;
rilievo come il precedente con inserito lo stato di progetto;
una planimetria in scala 1:200 con tabella di calcolo dove sia evidenziata la superficie del terreno demaniale oggetto di occupazione.
L'interessato dovrà presentare unitamente alla domanda attestazione di versamento di € 30,00 - Diritti di Istruttoria.
A decorrere dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 32/98 l’autorizzazione per l’i nstallazione e per l’esercizio di nuovi impianti a uso privato per la distribuzione di carburanti a uso esclusivo di imprese produttive e di servizi, è rilasciata dal Comune alle medesime condizioni e nel rispetto della medesima disciplina applicabile per gli impianti di distribuzione. Gli impianti regolarmente in esercizio alla predetta data devono essere conformi a quanto previsto entro il 31 dicembre 1998.
Il richiedente trasmette al Comune, unitamente alla domanda di autorizzazione, un’analitica autocertificazione corredata della documentazione prescritta dalla legge (progetto e relazione tecnica-illustrativa dello stesso) e di una “perizia giurata”, redatta da un ingegnere o altro tecnico competente per la sottoscrizione del progetto presentato, iscritto al relativo albo professionale, attestanti il rispetto delle prescrizioni fiscali della sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, alle disposizioni per la tutela dei beni storici ed artistici nonché alle norme di indirizzo programmatico delle Regioni e dei criteri, individuati dai Comuni, comprese le caratteristiche e i requisiti delle aree sulle quali possono essere installati gli impianti, anche in difformità dai vigenti strumenti urbanistici; in quest’ultimo caso la deliberazione comunale costituisce adozione di variante.
Fatta salva l’autonomia del Comune in ordine al procedimento, la domanda di autorizzazione deve essere presentata al Comune dove si intende realizzare l’impianto e deve indicare con dichiarazione sostitutiva – autocertificazione – ai sensi della L. 127/97.
Copia della domanda, corredata di tutta la documentazione richiesta, con timbro e data di ricevimento o dell’avviso di ricevimento da parte del Comune, deve essere trasmessa, a cura dell’i nteressato alla Regione, la quale provvederà a emettere il parere di conformità al piano e ad individuare le priorità cronologiche delle domande pervenute, in relazione alle norme di indirizzo programmatico regionale come previsto dal D.Lgs. 32/98.
Nel caso di impianti da realizzarsi in fregio a strade statali o provinciali, l’interessato dovrà inoltre provvedere ad inoltrare, all’ente proprietario della strada (ANAS, ufficio licenze e concessioni o amministrazione provinciale), con l’evidenziazione che trattasi di nuovo impianto stradale, copia della domanda recante il timbro di ricevuta del Comune e corredata della documentazione prevista, nonché della ulteriore documentazione indicata ai sotto elencati punti:
L’ente proprietario provvederà a comunicare al Comune e per conoscenza alla Regione ed al richiedente il proprio parere di conformità entro il termine di 60 giorni dal ricevimento dell’i stanza stessa.
La domanda dovrà essere corredata della documentazione prevista, pena l’inammissibilità della domanda stessa.
Nel caso in cui il Comune ravvisi la necessità di acquisire altra eventuale documentazione ad integrazione della domanda, ne dà tempestiva comunicazione al richiedente, con invito a provvedere entro il termine di 20 giorni, dal ricevimento della stessa. Tale richiesta sospende il termine di cui all’art. 1 comma 3 del D.Lgs. 32/98, che inizierà a decorrere nuovamente dalla data di ricevimento, da parte dell’amministrazione competente, degli elementi richiesti, ovvero, se antecedente, dalla data indicata come termine per l’adempimento.
In caso di mancata integrazione, il Comune decide in base alla documentazione in atti. Il termine non sarà interrotto da eventuali richieste di nuovi elementi integrativi, successive alla prima.
Gli enti coinvolti nella procedura, devono trasmettere i pareri di competenza, entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta del Comune; la copia del parere dovrà essere trasmessa anche alla Regione ed al richiedente.
Trascorsi 90 giorni dalla data risultante dal protocollo del Comune, la domanda si considera accolta se non è comunicato al richiedente il diniego. Contestualmente all’autorizzazione petrolifera, il Comune rilascia la concessione edilizia ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. 32/98.
Laddove il dirigente (circolare Min. Interni 2 del 27 gennaio 2000) non emani l’a utorizzazione o non comunichi un provvedimento di diniego nel termine previsto di 90 giorni dal ricevimento della domanda si intende formato il “silenzio assenso”. Il dirigente, sussistendo ragioni di pubblico interesse, può annullare l’assenso illegittimamente formatosi, salvo che l’i nteressato provveda a sanare i vizi entro il termine fissato dal Comune stesso.
La procedura sopra delineata si applica non solo ai casi di installazione degli
impianti di distribuzione stradale di carburanti ma anche ai casi di potenziamento o
€ 30,00 - Diritti di Istruttoria.