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Timestamp: 2020-07-16 13:35:32+00:00
Document Index: 114920482

Matched Legal Cases: ['art 186', 'sentenza ', 'art. 131', 'art.186', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 4']

Avvocato Penale (.net) - Altri Reati
Quando c'è la responsabilità penale del medico per errore.
L'errore nella diagnosi ed il risarcimento
La Cassazione stabilisce che la responsabilità penale di ciascun componente di una equipe medica, per danno al paziente durante un intervento chirurgico, non può essere affermata sulla base dell'accertamento di un errore diagnostico genericamente attribuito alla equipe nel suo complesso, ma occorre valutare nel concreto le mansioni di ciascun componente.
La condotta degli imputati deve essere vagliata separatamente, in base ai profili di colpa a ciascuno contestati e secondo l'apporto causale del comportamento del singolo rispetto all'evento lesivo, non potendo ritenere corretta la generica affermazione dei giudici di merito secondo la quale nel lavoro di equipe ogni operatore risponde dell'operato comune dovuto alla condotta altrui.
Dunque, nei casi in cui alla cura del paziente concorrono, con interventi non necessariamente omologabili, più sanitari, l'accertamento del nesso causale rispetto all'evento verificatosi deve essere compiuto con riguardo alla condotta e al ruolo di ciascuno, non potendosi configurare una responsabilità di gruppo in base ad un ragionamento aprioristico.
maggiori informazioni su http://www.lidis.it/diritto_penale
Guida in stato d'ebbrezza non punibile per particolare tenuità del fatto
Cassazione sulla non punibilità dell'art 186 codice della strada
La Suprema Corte di Cassazione, con una sentenza del 31 luglio 2015, ha statuito l'applicabilità dell'esimente della particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131-bis cod. pen., alla fattispecie di reato di cui all'art.186 del Codice della strada.
Cassazione Penale: attività di intermediazione per l'esercizio di scommesse on line
È intermediario chi fornisce indicazioni sulle quote o sui moduli necessari per trasmettere le scommesse on line
Una recente sentenza della Cassazione ha, di fatto, invertito l'orientamento giurisprudenziale della stessa corte, in merito al ruolo di mediatore nell'attività di intermediazione per l'esercizio di scommesse online. Secondo il precedente orientamento della Suprema Corte "laddove il titolare di un centro di postazione internet si limiti a fornire il solo supporto tecnico per l'inoltro dei dati dallo scommettitore al concessionario, il gestore del centro rimane estraneo al rapporto di scommessa" ma con una nuova interpretazione, la Cassazione ha sostenuto il principio secondo il quale "il soggetto che, pur non gestendo direttamente l'attività di scommesse, svolga una attività collaborativa, per esempio, fornendo indicazioni sulle quote o sui moduli necessari per trasmettere le scommesse on line ovvero favorisca in qualunque modo, anche attraverso la fornitura di linee telematiche ovvero attraverso altre modalità, sia la attività di accettazione che la attività di raccolta delle scommesse, risponde del reato di cui all'art. 4 della L. 401/89."
La sentenza di cui parliamo è la n. 41773 del 10 ottobre 2013 che nel pronunciarsi sul reato di cui all’art. 4 della L. 401/89, ne ha modificato i limiti.
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