Source: http://www.quagliarella.com/tef7.html
Timestamp: 2013-05-23 04:41:35+00:00
Document Index: 89958119

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 5', 'sentenza ']

Tariffa Igiene Ambientale: la competenza per le liti.
Alcune recenti pronunzie della Corte di Cassazione hanno ingenerato confusione in ordine allo stabilire quale sia il giudice competente in materia di impugnazione dei provvedimenti con i quali si procede alla riscossione del Tributo (TARSU) o della Tariffa (TIA) relativa ai rifiuti dei Comuni, se questo sia il Giudice ordinario o le commissioni tributarie. Lo schema di decreto legislativo, che d� attuazione alla nuova delega ambientale, prevede la cancellazione del decreto legislativo n. 22/1997 (c.d. Ronchi), che istituiva la Tia (Tariffa di Igiene Ambientale), confermando la Tarsu (Tassa Rifiuti Solidi Urbani: Dlgs 507/1993) con delle modifiche. Gi� l�art. 49 commi 1-bis e 16 del Dlgs 22/1997 e l�art. 11 del DPR 158/1999 hanno consentito il passaggio dalla Tarsu alla Tia e diversi Comuni hanno provveduto al passaggio, affrontando molti problemi nella sua applicazione, dei quali diamo atto in altro articolo per il caso scuola. Il nuovo provvedimento normativo confermer�, come per la TIA, la natura privatistica e non tributaria di questo costo che verr� suddiviso in una quota fissa, rappresentativa degli investimenti fissi eseguiti, e di una parte variabile, commisurata al grado di fruizione del servizio da parte dell�utente. Il metodo di calcolo viene semplificato mutuandolo dalla TARSU e verr� tenuto in considerazione l�elemento reddituale, per quanto poco condivisibile in relazione ai principi comunitari. La questione della competenza si � evidenziata dopo la notoriet� data all�ordinanza della Cassazione a Sezioni Unite del 15 febbraio 2006, n. 3274, che attribuiva la competenza alla sede del tribunale ordinario la soluzione delle questioni, laddove la sentenza sempre delle Sezioni Unite del 8 marzo 2006, n. 4895/06 afferma quella delle Commissioni Tributarie. I provvedimenti in concreto applicativi della tariffa o della tassa dovrebbero peraltro indicare l�autorit� competente in caso di controversia e non � quindi ozioso risolvere il punto, che va in concreto indicato nel provvedimento.
Da un primo esame dei provvedimenti richiamati emerge una prima singolarit�: nel concreto questi confermano la competenza di quel giudice che in quella procedura era stato adito. Bisogna esaminare completamente i provvedimenti per capirne le ragioni. Per l�ordinanza resta la competenza del giudice ordinario in quanto va esclusa la natura tributaria della tariffa, mentre la sentenza arriva alla diversa conclusione fondandosi su altra recente disposizione, l�art. 3 bis della Legge n. 248/2005, che ha attribuito alle commissioni tributarie alcuni prelievi locali, tra i quali la tariffa dei rifiuti. Nel primo caso di risposta della Cassazione si � affermato il permanere della competenza del giudice ordinario in quanto per l�art. 5 cod. proc. civ. resta ferma la competenza del giudice che sia gi� stato investito della questione risolvendo il tema con la sola considerazione della natura del prelievo.
Con la sentenza invece la Corte ha fatto applicazione della nuova disposizione in quanto � questa divenuta una competenza esclusiva e ha ritenuto che vada immediatamente applicata anche ai giudizi in corso prima dell�entrata in vigore. Per quanto attiene invece i giudizi gi� introdotti prima dell�entrata in vigore della L. 248/05, restano al giudice ordinario i giudizi introdotti in tale sede in forza della natura privatistica che giustifica la situazione precedente la disposizione, mentre restano alle Commissioni quelli introdotte avanti a queste prima della introduzione della competenza esclusiva in quanto le norme processuali hanno immediata operativit�. (redatto in data 2 Marzo 2006)