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Timestamp: 2020-08-08 03:27:16+00:00
Document Index: 142577341

Matched Legal Cases: ['DTF ', 'art. 301', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 159', 'sentenza ', 'sentenza ', 'in fine', 'art. 137', 'art. 137', 'art. 114', 'art. 125', 'art. 164', 'sentenza ', 'art. 289', 'art. 286']

figlio Archives | Comunicato importante:
A partire dal 2014, anche in caso di separazione è previsto —di principio —il mantenimento dell’autorità parentale congiunta in seno ad entrambi i genitori. Nel diritto previgente, il diritto di determinare il luogo di residenza del figlio era incluso nel diritto di custodia (cfr. DTF 136 III 353). Pertanto, il genitore al quale erano affidati i figli aveva il diritto di trasferire il loro luogo di dimora anche senza il consenso al trasferimento preventivo dell’altro genitore rispettivamente dell’autorità di protezione o del giudice.
Oggi tale diritto rientra nelle prerogative dell’autorità parentale.
Di conseguenza, la legge prevede adesso che quando i genitori esercitano l’autorità parentale congiuntamente, un genitore può modificare il luogo di dimora del figlio soltanto con il consenso dell’altro genitore oppure per decisione del giudice o dell’autorità di protezione dei minori, qualora il nuovo luogo di dimora si trovi all’estero o qualora la modifica del luogo di dimora abbia ripercussioni rilevanti sull’esercizio dell’autorità parentale da parte dell’altro genitore e sulle relazioni personali (art. 301a cpv. 2, let. a e b CC).
Il Tribunale federale ha poi stabilito che in caso di trasferimento all’interno della Svizzera il consenso dell’altro genitore (o l’autorizzazione del giudice/dell’autorità di protezione) è necessario quando il cambiamento di dimora del figlio abbia ripercussioni rilevanti sull’autorità parentale oppure sulle relazioni personali (a dispetto della congiunzione “e” nel testo legale; DTF 142 III 502, consid. 2.4.2).
Le due condizioni della norma non sono quindi cumulative, bensì alternative: il trasferimento è dunque soggetto a consenso (rispettivamente ad autorizzazione) se lo stesso ha abbia un impatto di una certa rilevanza anche solo sulle relazioni personali, e non necessariamente anche sull’esercizio dell’autorità parentale.
Secondo la giurisprudenza, per giudicare se le ripercussioni del trasferimento sono rilevanti o meno occorre fondarsi sul tipo di organizzazione genitoriale messa in atto sino a quel momento (DTF 142 III 502, consid. 2.3).
Nel caso in cui vi è una custodia alternata ed entrambi i genitori si occupano quotidianamente dei figli (ad esempio andando a prenderli tutti i giorni all’asilo o a scuola), anche un trasferimento di pochi chilometri può avere ripercussioni rilevanti. Per contro, nel caso in cui vi è una ripartizione che prevede l’affidamento esclusivo a un genitore, mentre l’altro beneficia di un “classico” diritto di visita un fine settimana su due, in assenza di circostanze particolari (itinerari difficoltosi, genitore non automunito, condizioni finanziarie estremamente precarie, etc.), anche un trasferimento nell’ordine di un centinaio di chilometri non causa generalmente ripercussioni rilevanti (DTF 142 III 502, consid. 2.3).
autorità parentale congiuntaconsenso al trasferimentofiglio
Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2007 (III. Diritto di famiglia)
17c Art. 132, 177, 291 CCDiffida ai debitori: competenza del giudice svizzeroIn linea di principio il giudice svizzero è competente per emanare una trattenuta di stipendio chiesta da un coniuge domiciliato all’estero nei confronti dell’altro coniuge (o ex coniuge) domiciliato all’estero se il datore di lavoro di quest’ultimo è domiciliato o ha sede in Svizzera.
I CCA 14.9.2006 N. 11.2006.3718c Art. 137 cpv. 2, 123 CC
Riparto della prestazione di libero passaggio – iniquità manifesta in caso di concubinato? – soppressione del contributo alimentare provvisionale in caso di concubinato?
La pretesa di mantenimento provvisionale durante una causa di divorzio cessa al momento in cui il coniuge richiedente tragga dalla relazione con un terzo vantaggi economici analoghi a quelli conseguibili da un matrimonio. Una convivenza qualsiasi non basta. Il concubinato deve risultare una comunione di vita tanto stretta da far apparire il nuovo compagno disposto ad assicurare fedeltà e assistenza, alla stessa stregua di quanto l’art. 159 cpv. 3 CC prescrive trattandosi di un coniuge (conferma della giurisprudenza: consid. 4).
Protezione dell’unione coniugale – metodo per il calcolo dei contributi alimentari – nozione di reddito di un coniuge – condizioni alle quali si può pretendere che un coniuge riprenda o estenda un’attività lucrativa – condizioni alle quali i premi per un’assicurazione sulla vita vanno inseriti nel fabbisogno minimo del coniuge debitore – condizioni alle quali la sentenza di appello configura una reformatio in peius per rapporto alla sentenza del Pretore
Il metodo di calcolo che consiste nel dedurre dal reddito complessivo dei coniugi i fabbisogni loro e dei figli minorenni, suddividendo l’eccedenza a metà, si applica sempre, tranne ove sia reso verosimile che durante la vita in comune i coniugi non destinavano tutti i loro redditi al mantenimento della famiglia, ma ne riservavano alcuni a scopi diversi (come per esempio al risparmio). Inoltre il limite superiore del diritto al mantenimento è costituito – di regola – dal tenore di vita che i coniugi avevano alla cessazione della comunione domestica. Fa stato, eccezionalmente, un livello di vita più alto solo ove sia reso verosimile che i coniugi vivevano in modo particolarmente parsimonioso, al di sotto dei loro mezzi (conferma della giurisprudenza: consid. 4).
Nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale si può pretendere che un coniuge riprenda o estenda un’attività lucrativa a condizione che non sia possibile attingere all’eccedenza mensile o – almeno provvisoriamente – a sostanza accumulata durante la vita in comune, che i mezzi a disposizione (compresi quelli della sostanza) non bastino a finanziare due economie domestiche separate nonostante le restrizioni imposte dalle circostanze e che la ripresa o l’estensione di un’attività lucrativa da parte del coniuge interessato sia compatibile con la situazione personale di lui (età, stato di salute, formazione professionale e così via), come pure con la situazione del mercato del lavoro. Le tre condizioni sono cumulative (riepilogo della giurisprudenza: consid. 6b).
I premi di assicurazioni destinate a coprire rischi riguardanti l’unione coniugale o la comunione domestica (sia pur sospesa), compresi quelli di assicurazioni sulla vita, vanno inseriti nel fabbisogno minimo del coniuge debitore se i mezzi finanziari a disposizione bastano a garantirne il pagamento (consid. 7b).
Una reformatio in peius suscettibile di avvertimento previo da parte della Camera civile di appello si verifica, per quanto riguarda i contributi alimentari nelle protezioni delle unioni coniugali, solo ove il totale dei contributi litigiosi – e non solo un singolo contributo – si riveli più alto di quello stabilito in prima sede (consid. 9 in fine).
Contributi di mantenimento nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale – deroga al metodo di calcolo consistente nel suddividere a metà l’eccedenza mensile
Il metodo della ripartizione dell’eccedenza non deve condurre a una ridistribuzione del patrimonio coniugale o a una liquidazione anticipata del regime dei beni. Esso non si applica ove sia reso verosimile che durante la vita in comune i coniugi non destinavano tutti i loro redditi al mantenimento della famiglia, ma ne riservavano alcuni a scopi diversi, come per esempio al risparmio.
Modifica di misure a tutela dell’unione coniugale da parte del giudice del divorzio?
Il giudice delle misure a tutela dell’unione coniugale rimane competente a statuire sull’assetto della vita separata fino alla litispendenza dell’azione di divorzio, anche se la sua decisione interviene in seguito. Una volta pendente la causa di stato le misure intese a organizzare la vita separata competono solo al giudice del divorzio, unico abilitato a emanare misure provvisionali (art. 137 cpv. 2 CC). Questi può stabilire contributi di mantenimento anche per l’anno che precede la litispendenza (art. 137 cpv. 2 ultima frase CC), ma solo ove la causa di divorzio non sia stata preceduta da una procedura a tutela dell’unione coniugale. In tal caso per far modificare i provvedimenti adottati dal giudice delle misure a tutela dell’unione coniugale occorre rivolgersi a quest’ultimo.
Diritto dell’ente pubblico di contestare un riconoscimento di paternità nel Cantone Ticino.
Presupposto dell’autorizzazione a stare in lite del Municipio ed eccezioni.
Il Municipio del Comune di origine o di domicilio che contesta un riconoscimento di paternità non abbisogna dell’autorizzazione dell’assemblea o del consiglio comunale per stare in lite.
Relazioni personali tra genitori e figli – limitazioni per la condotta di un genitore?
affidamentocontributi di mantenimentodivorziofiglioregime dei beniseparazione
Protezione dell’unione coniugale: omologazione di convenzione sugli effetti della vita separata
Nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale il giudice non è tenuto a imporre un termine di riflessione prima di omologare una convenzione tra coniugi.
Decisione di una cassa malati quale titolo esecutivo – responsabilità solidale dei coniugi per i premi dell’assicurazione obbligatoria
La stipulazione di un contratto d’assicurazione malattia obbligatoria rientra nella categoria dei bisogni correnti della famiglia, di modo che i coniugi rispondono solidalmente per il pagamento dei premi assicurativi indipendentemente dal tipo di regime matrimoniale scelto, ritenuto che tale vincolo di solidarietà sussiste tra i coniugi sin tanto che gli stessi hanno una vita comune.
La banca può solo difendere i suoi propri interessi giuridicamente protetti, eventualmente rappresentare gli interessi di clienti a lei sola noti, ma non tutelare gli interessi della parte in causa, sostituendosi alla diligenza di quest’ultima.
La modifica può decorrere, al più presto, dal giorno in cui è stata introdotta l’istanza; solo gravi e impellenti motivi di equità possono giustificare, a titolo eccezionale, una decorrenza retroattiva.
La procedura intesa alla definizione del contributo alimentare per un coniuge è governata dal principio dispositivo, anche nel quadro di misure a protezione dell’unione coniugale; a tal fine il giudice è vincolato dunque, per principio, alle richieste delle parti.
Contributo di mantenimento – fabbisogno del figlio minorenne in presenza di un fratello o di una sorella maggiorenne
Il fabbisogno in denaro di un figlio minorenne che vive nella medesima economia domestica insieme con un fratello maggiorenne va determinato secondo le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo come quello di un fratello e non come quello di un figlio unico.
Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2005 (III. Diritto di famiglia)
Appellabilità di decisioni pregiudiziali e incidentali prese da autorità amministrative, in particolare di decisioni provvisionali emanate dall’autorità di vigilanza sulle tutele
Decisioni pregiudiziali e incidentali prese da autorità amministrative possono essere impugnate solo ove comportino un danno «non altrimenti riparabile». Trattandosi di una decisione provvisionale, inoltre, essa dev’essere stata adottata «previo contraddittorio» (consid. 1 a 8).
I CCA 12.5.2005 N. 11.2005.48
Dichiarazione di scomparsa in caso di persona «da lungo tempo assente»
La decorrenza di cinque anni dall’ultima notizia non basta, da sé sola, per dichiarare scomparsa una persona «da lungo tempo assente senza che se ne abbiano notizie». A tal fine occorre altresì che nelle circostanze del caso specifico la persona risulti «assai verosimilmente morta» (consid. 2).
I CCA 12.1.2005 N. 11.2005.1
Divorzio: termine di separazione e pretese alimentari di figli che hanno un genitore comune
Il termine biennale di separazione dell’art. 114 CC si applica a tutti i processi di divorzio giudicati da autorità cantonali dopo il 1° giugno 2004 (consid. 3).
I figli che hanno un genitore in comune vantano nei confronti del medesimo un identico diritto alla copertura del fabbisogno in denaro, ragione per cui la disponibilità del genitore va suddivisa tra loro in base alla stessa chiave di riparto (consid. 11).
I CCA 14.2.2005 N. 11.1999.99
Contributo di mantenimento: somma a libera disposizione
L’ammontare di un contributo alimentare dopo il divorzio va commisurato esclusivamente ai criteri posti dall’art. 125 CC e non calcolato secondo il riparto dell’eccedenza mensile una volta dedotto dal reddito familiare il fabbisogno dei coniugi stessi (consid. 3).
Una pretesa ancorata all’art. 164 CC può essere fatta valere anche nell’ambito della liquidazione del regime dei beni, ma solo per l’anno precedente l’istanza e per il futuro, fino alla pronuncia del divorzio (consid. 6).
I CCA 19.5.2005 N. 11.2005.60
Avviso ai debitori
Nell’ambito di una richiesta di trattenuta il debitore può invocare il diritto di conservare il proprio fabbisogno minimo? Questione lasciata irrisolta (consid. 5).
I CCA 8.11.2004 N. 11.2004.113 (Ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale dichiarato inammissibile con sentenza 5P.460/2004 del 28 aprile 2005)
Organizzazione della vita separata: contributo al coniuge non attivo professionalmente
Nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale si può pretendere che un coniuge riprenda o estenda un’attività lucrativa a tre condizioni cumulative: quando non sia possibile attingere all’eccedenza o – almeno provvisoriamente – a sostanza accumulata durante la vita in comune, quando i mezzi a disposizione (compresi quelli della sostanza) non bastino a finanziare due economie domestiche separate nonostante le restrizioni imposte dalle circostanze e quando la ripresa o l’estensione di un’attività lucrativa sia compatibile con la situazione personale del coniuge interessato (età, stato di salute, formazione professionale e così via), oltre che con la situazione del mercato del lavoro (consid. 4).
I CCA 27.5.2005 N. 11.2003.60
Restrizioni del diritto di visita
Dandosi pericolo di sottrazione del figlio da parte del genitore non affidatario, il diritto di visita può essere sottoposto al divieto di lasciare la Svizzera o all’obbligo di depositare i documenti d’identità (consid. 3).
I CCA 15.2.2005 N. 11.2004.138
Diritto di visita del padre biologico al figlio avuto da una donna sposata?
Il padre biologico di un bambino avuto dalla moglie di un terzo non può contestare la paternità del marito, ma può postulare un diritto di visita, sempre che le relazioni personali siano nell’interesse e rispondano al bene del figlio (consid. 8).
I CCA 10.3.2005 N. 11.2005.34
Diffida ai debitori: trattenuta di stipendio
La richiesta di trattenuta può emanare dal figlio o, nel caso dell’art. 289 cpv. 2 CC, dall’ente pubblico. Il genitore che detiene l’autorità parentale può agire in proprio nome, come sostituto processuale del figlio (consid. 1).
La trattenuta può essere revocata dal giudice – in analogia a quanto dispone l’art. 286 cpv. 2 CC – «se le circostanze siano notevolmente mutate», rispettivamente ove vengano meno i presupposti che l’avevano giustificata (consid. 7).
I CCA 28.4.2005 N. 11.2005.45
Autorizzazione al curatore di cedere un credito del curatelato
Una cessione di credito che trascende l’ordinaria amministrazione della sostanza va approvata dal curatelato, se è in grado di valutare adeguatamente il contenuto e la portata dell’atto. Se egli non è in grado, l’autorizzazione va chiesta all’autorità tutoria (consid. 9).
I CCA 21.2.2005 N. 11.2003.20