Source: http://nobiomassepontinia.blogspot.com/2012/05/processo-turbogas-molise.html
Timestamp: 2017-11-25 03:53:22+00:00
Document Index: 49060156

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NO CENTRALE BIOMASSE PONTINIA: Processo Turbogas Molise
E' di sabato 26 maggio la notizia dell'assoluzione. Processo Turbogas tutti assolti.
Processo Turbogas, "il fatto non sussiste". Assolti Iorio, Vitagliano e i quattro dirigenti
Quasi due ore di camera di consiglio al termine della lunga giornata in Tribunale, poi la lettura del dispositivo a mezzanotte e 5 minuti: assolti con formula piena, il fatto non sussiste. Il collegio non ha differenziato le posizioni tra i sei imputati. Il pm aveva chiesto la condanna per abusi e falso del Governatore Iorio, dell’assessore Vitagliano, del dirigente regionale Giordano e dei due alti dirigenti di Sorgenia Massimo Orlandi e Francesco Dini. L’Assessore Vitagliano: «Verità e giustizia hanno vinto assieme».
Il fatto non sussiste: assolti tutti. Finisce così il processo sull’installazione della centrale termoelettrica di Termoli. Il primo grado dà ragione alla difesa e torto all’accusa.
Prescrizione sì, prescrizione no: gli ultimi minuti prima del ritorno in aula della Corte si consumano tutti in un gioco a risolvere il rebus sui tempi dei reati. E invece niente: la prescrizione non è nemmeno contemplata, in un senso o nell’altro. Per i giudici del Tribunale di Campobasso il reato non è stato proprio commesso. A mezzanotte e cinque minuti del 26 maggio, dopo quasi due ore di camera di consiglio, la sentenza di assoluzione con formula piena per tutti i sei imputati per la vicenda turbogas. «Il fatto non sussiste», così legge il presidente del collegio Michele Russo, affiancato dai giudici Cardona Albini e Scarlato.
La difesa aveva chiesto l’assoluzione, e questa volta ha avuto i giudici dalla sua. Il governatore Michele Iorio, l’assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano, l’amministratore delegato di Sorgenia Massimo Orlandi, il direttore dell’impianto Francesco Dini – e i due dirigenti pubblici della Regione Molise Giancarlo Giordano e Francesco Fimiani, rispettivamente responsabile della sezione tutela e igiene ambientale e responsabile del Servizio di Opere Idrauliche e Marittime, sono stati assolti. Ad eccezione di Fimiani per il quale anche l’accusa aveva chiesto l’assoluzione, il pm aveva chiesto la condanna di un anno e sei mesi per l’assessore Vitagliano e il funzionario Giordano, 8 mesi per il governatore Iorio e due anni per i manager della Sorgenia.
Il verdetto annulla tutto questo. La pubblica accusa si gela: il pm Fabio Papa ha un gesto di stizza mentre ascolta la lettura del dispositivo. La sentenza non gli piace e infatti già pensa all’appello.
Impassibile invece Gianfranco Vitagliano: dal suo viso non traspare ora nessuna emozione. In tribunale per tutta la giornata, l’assessore vive con molta partecipazione la fatidica ultima udienza, lanciando aggiornamenti continui sul socialmedia (Vitagliano scrive su Twitter e Facebook in presa diretta la condanna che ha chiesto per lui l’accusa) e adesso nel momento per lui liberatorio è come pietrificato. Seduto al banco in prima fila del Tribunale di Campobasso, Vitagliano non stringe nemmeno la mano al suo avvocato Di Michele. Incassato il verdetto più che favorevole, l’ingegnere di Termoli si fa spazio tra telecamere e microfoni: «Non ho nulla da dire». Mentre si avvicina all’uscita parla al telefono. «Tutti assolti», si limita a dire e chiude la conversazione.
Non passano nemmeno venti minuti e l’assessore ritorna sulla Rete: da Twitter fa sentire la sua gioia. «Verità e giustizia hanno vinto insieme. Notte a tutti». La frase rimbalza anche su Facebook e incassa una serie di "mi piace", tra cui Carlo e Andrea, i suoi due figli.
Un commento, ancorché laconico, al contrario, lo rilascia alla stampa il magistrato deluso. Preferirebbe non dire nulla, ma i giornalisti lo incalzano: «Ovviamente non sono d’accordo - taglia corto Papa -. Poi vedremo che tipo di valutazione hanno fatto i giudici». Ci sarà l’appello, l’accusa andrà avanti: «Certamente sì».
Il processo sulle autorizzazioni della centrale era iniziato due anni e mezzo fa, ad oggi erano rimasti in piedi i reati di falso ideologico e materiale e l’abuso di ufficio. Reati che però secondo la decisione del giudici di Campobasso non sarebbero stati commessi.
La difesa esulta, gli avvocati abbracciano i loro assistiti. Quelli che ci sono, perché l’avvocato Arturo Messere e Michele Iorio sono assenti. Il governatore stavolta non s’è presentato all’udienza, il suo legale invece lascia il tribunale subito dopo l’arringa.
Ma c’è ancora l’avvocato Di Michele, difensore di Vitagliano: «E’ andata benissimo: è la sentenza che aspettavamo - si lascia andare il legale -. Io l’ho sempre detto: questa indagine era un’indagine che non poteva che portare a una sentenza di assoluzione. I fatti contestati era chiaro che non fossero stati commessi, addirittura non sussistevano». Per l’avvocato adesso è importante che «per l’assessore è venuto meno un incubo perché rimanere sotto processo per più anni, sentire chiedere nei suoi confronti una condanna pesante a un anno e sei mesi è una cosa che non può lasciare indifferenti. Come avete visto si è allontanato e non ha voluto proferire parole. Evidemente è voluto rimanere con se stesso». Soddisfatto anche l’avvocato Maria Alicia Fritsch, legale dei funzionari Sorgenia: «Voglio dare riconoscimento di un corretto operato in questo processo. Nei confronti dei nostri assistiti non c’era assolutamente nessun tipo di contestazione solida. La procedura seguita per l’apertura della centrale si è rivelata legittima davanti a tutti gli organi giurisdizionali che l’hanno sottoposta a vaglio».
Per capire i motivi del processo riporto il contenuto del link qui di seguito:
da: http://www.infiltrato.it/notizie/molise/processo-turbogas-il-pm-condannate-iorio-e-vitagliano
Assoluzione per il reato di falso, m condanna a due anni di reclusione per gli altri capi d'imputazione per Fimiani Orlando e Dini. Un anno e sei mesi per Vitagliano e Giordano in qualità di tecnici e otto mesi di reclusione per il presidente della Regione Michele Iorio.
L'accusa ha immediatamente sottolineato che non si sarebbe trattato di stabilire se la centrale fosse dannosa per il territorio, ma se fossero state rispettate le regole per l'iter di realizzazione. "Il collegio ha ben chiare le questioni -ha sottolineato Papa - non mi dilungherò molto. Qui non si parla di bontà tecnica, ma di corretta applicazione della legge. Che non doveva essere solo formale ma sostanziale. Al di la di irregolarità contestata l'iter é comunque andato avanti. Si dirà che non ci sono firme riconducibili a singoli soggetti. In questo processo abbiamo ascoltato diversi testimoni e abbiamo le intercettazioni di telefonate avvenute tra i vari imputati. Ci sono prove che altrimenti non si possono ottenere diversamente. Compiti di società private o pubbliche. La procedura poteva essere interrotta in qualsiasi momento ma così non é stato".
Non solo. Secondo il pm Papa si sarebbe esagerato nel parlare dell'alluvione. A dimostrazione di ciò, ha snocciolato l'iter delle delibere che hanno portato alla realizzazione della centrale. "Ci siamo interessati negli anni 99 e 2000 all'iter della Turbogas - ha continuato Papa- quando i politici di riferimento erano Di Stasi e Di Bartolomeo. Non abbiamo avuto nessuna preferenza su Di Stasi e Iorio. Semplicemente nei confronti di Di Stasi non abbiamo nulla o quasi di penale. La giunta di centrosinistra non aveva mai fatto partire l'iter. Cosa che é avvenuta il primo giorno del governo Iorio scambiando una determina per una delibera. La turbogas su un territorio a rischio idrogeologico non era una cosa buona. Di Stasi ce lo aveva detto. Nonostante questo, Orlando e Dini risulta che abbiano gestito l’affare turbogas Molise. L'approvazione della delibera non é un atto tecnico ma politico. In quella zona si poteva puntare sul turismo, anche perchè già c'erano le chimiche”.
L'illegalità più grave secondo Papa si sarebbe verificata quando l'iter é passato, nonostante il consiglio regionale e la provincia avessero espresso parere contrario. "Il consiglio, organo autorevole a livello regionale - evidenzia Papa - ci fa la figura dell'amministratore di condominio. L'avviso per la realizzazione é poi uscito ad agosto sperando in una bassa attenzione da parte dei media. E d’altronde chiunque abbia tentato di ostacolare questa procedura, è stato fatto fuori. Il primo é stato Alberto Montano: sono state espresse perplessità per iscritto, ma la procedura é andata lo stesso avanti, non tenendo conto di pareri e opposizioni. Poco importava del no del sindaco di Larino e di Rifondazione Comunista”. E ancora: “La società Sorgenia quando si è mossa, si è mossa bene anche tramite pubblicità e sponsorizzazioni all'emittenza locale. L'obiettivo era mettere in sordina tutto per far passare atti viziati per atti corretti basati su omissioni di parere. Non si é tenuto conto di complessi pareri tecnici e di studi attentissimi". Il ministero, per giunta, aveva chiesto a Michele Iorio informazioni precise, ma il presidente della Regione non ha saputo fornirle perchè non sapeva dove la centrale fosse stata costruita.
Il processo non é stato seguito dal presidente Iorio, ma c'era l'assessore Gianfranco Vitagliano. Poche parole con tutti e sorriso tirato. Segno che teme il giudizio dei magistrati, ma non lo vuole dare a vedere. La sentenza è prevista in nottata o al massimo domani mattina.