Source: http://www.sdanganelli.it/tag/clamor-fori/
Timestamp: 2018-04-20 14:24:35+00:00
Document Index: 100624796

Matched Legal Cases: ['art. 1226', 'art. 2697', 'art. 1226', 'art. 2697', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1226', 'art. 2697', 'art. 1226', 'art. 2697']

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Pubblicato il 14 febbraio 2018 da uxs04548
Ai fini della configurabilità del danno all’immagine della P.A., la diffusione della notizia dei reati commessi dai funzionari (clamor fori) costituisce il modo attraverso il quale viene realizzato il nocumento alla reputazione e alla onorabilità dell’ente pubblico, per effetto dell’illecito perpetrato dal proprio dipendente, oggetto di ampia propalazione mediatica per la loro gravità e durata, come da rassegna stampa in atti prodotta dal pubblico attore. Da essa emerge l’ampia risonanza che la vicenda ha avuto, occupando parecchi spazi sui principali organi di informazione che hanno ripetutamente descritto le condotte delittuose commesse dai convenuti, emblematico di un formidabile disprezzo dei valori fondanti il rapporto di impiego pubblico, mettendone in evidenza gli aspetti più gravi e disdicevoli (tangenti), tali da ingenerare ricadute negative sulla valutazione dell’opinione pubblica in ordine all’affidabilità del settore strategico degli appalti pubblici curati dall’Amministrazione di appartenenza( Presidenza del Consiglio dei Ministri, Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, Provveditorato alle Opere Pubbliche). Il danno all’immagine deve ritenersi evidente ove un soggetto, legato da rapporto di servizio, ponga in essere una pluralità di comportamenti criminosi (corruzione) da sottoporre, ai fini probatori, ad una lettura complessiva e non atomistica, di quei comportamenti del privato e dei pubblici ufficiali costituenti il prezzo della funzione amministrativa compromessa. La lesione dell’immagine pubblica, benchè non comporti una diminuzione patrimoniale diretta, è tuttavia suscettibile di una valutazione patrimoniale, da effettuarsi equitativamente, ex art. 1226 c.c., sulla base dei parametri soggettivo, oggettivo e sociale, come peraltro prospettato dal Procuratore regionale,cui incombe, ai sensi dell’art. 2697 c.c., l’onere di fornire congrui parametri per la quantificazione del danno.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato affidabilità, amministrativa, amministrazione, appalti, appartenenza, art. 1226 c.c., art. 2697 c.c., atomistica, clamor fori, complessiva, comportamenti, compromessa, congrui, Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, corruzione, corte dei conti, criminosi, danno, danno all’immagine, diffusione, diminuzione, dipendente, diretta, disprezzo, ente pubblico, equitativamente, fini, fondanti, fornire, funzionari, funzione, illecito, immagine, impiego pubblico, informazione, lesione, lettura, nocumento, notizia, oggettivo, onere, onorabilità, opinione pubblica, organi, P.A., parametri, patrimoniale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, probatori, Procuratore regionale, Provveditorato alle Opere Pubbliche, pubblica, pubblici, quantificazione, rapporto, rassegna stampa, reati, reputazione, risonanza, sdanganelli, settore, sociale, soggettivo, strategico, tangenti, valori, valutazione
Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale del Veneto, sentenza 28 febbraio 2017 n.29
Pubblicato il 5 marzo 2017 da uxs04548
Risponde di responsabilità erariale per aver procurato un grave danno all’immagine della pubblica amministrazione il funzionario che con la sua condotta corruttiva oggetto di sentenza di patteggiamento, abbia arrecato una lesione del decoro e del prestigio della pubblica amministrazione, determinando perdita di credibilità ed affidabilità presso i cittadini, e pregiudicando valori primari di rilievo costituzionale, quali la legalità dell’azione amministrativa, il buon andamento e l’imparzialità della amministrazione. Trattandosi di danno-evento e non danno-conseguenza, per la risarcibilità del pregiudizio all’immagine pubblica va colto l’aspetto di lesione ideale, e non è necessario provare i costi effettivamente sostenuti per il ripristino di beni immateriali lesi, essendo sufficiente provare la sussistenza di un fatto intrinsecamente dannoso in quanto confliggente con interessi primari protetti in modo immediato dall’ordinamento giuridico. La prova della propalazione mediatica della notizia (clamor fori) delle condotte delittuose commesse dal funzionario, mettendone in evidenza gli aspetti più gravi e disdicevoli, tali da ingenerare ricadute negative sulla valutazione dell’opinione pubblica in ordine all’affidabilità dall’Amministrazione da lui diretta e alla onorabilità dell’ente pubblico, ricade sull’attore pubblico (nel caso concreto la prova è stata raggiunta dalla rassegna stampa prodotta in giudizio). Il danno all’immagine deve ritenersi evidente ogniqualvolta un soggetto, legato da rapporto di servizio, ponga in essere un comportamento criminoso e sfrutti la posizione ricoperta per il perseguimento di scopi personali utilitaristici e non per il raggiungimento di interessi pubblici generali, così minando la fiducia dei cittadini nella correttezza dell’azione amministrativa, con ricadute negative nell’organizzazione amministrativa e nella gestione dei servizi in favore della collettività. Il danno da disservizio consiste nel pregiudizio che la condotta illecita del dipendente arreca al corretto funzionamento dell’apparato pubblico, determinando, attraverso l’espletamento di un servizio al di sotto delle caratteristiche di qualità e quantità richieste, il mancato conseguimento degli obiettivi di legalità, di efficienza, di efficacia, di economicità e di produttività dell’azione pubblica. La quantificazione delle due voci di danno,anche se non comportano una diminuzione patrimoniale diretta per la P.A., sono suscettibili di una valutazione patrimoniale, da effettuarsi equitativamente, ex art. 1226 c.c., sulla base dei parametri soggettivo, oggettivo e sociale che la parte pubblica, ai sensi dell’ art. 2697 c.c., ha l’onere di fornire
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato affidabilità, al di sotto, amministrazione, apparato, art. 1226 c.c., art. 2697 c.c., attore pubblico, azione amministrativa, azione pubblica, beni, buon andamento, caratteristiche, cittadini, clamor fori, collettività, comportamento, condotta, condotta corruzione, condotte delittuose, conseguimento, correttezza, corretto, corte dei conti, costi, costituzionale, credibilità, criminoso, danno, danno da disservizio, danno evento danno conseguenza, dannoso, decoro, delitto, diminuzione, dipendente, diretta, economicità, efficacia, efficienza, ente pubblico, equità, equitativamente, fatto, fiducia, funzionamento, funzionario, generali, gestione, giudizio, grave, ideale, illecita, immagine, immateriali, imparzialità, inchiesta mose, interessi, intrinsecamente, legalità, lesione, mancato, mediatica, minare, Mose, negative, non comportano, notizia, obiettivi, oggettivo, onere, onorabilità, opinione, ordinamento giuridico, organizzazione amministrativa, P.A., parametri, parte pubblica, patrimoniale, patteggiamento, perdita, perseguimento, personali, posizione, pregiudizio, prestigio, primari, prodotta, produttività, propalazione, prova, pubblica, pubblica amministrazione, pubblici, pubblico, qualità, quantificazione, quantità, raggiungimento, rapporto, rassegna stampa, responsabilità erariale, ricadute, richieste, ricoperta, rilievo, ripristino, risarcibilità, scopi, sentenza, servizi, servizio, sfruttare, sociale, soggettivo, suscettibili, sussistenza, utilitaristici, valori, valutazione, Venezia