Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-22737-del-28-09-2017
Timestamp: 2020-08-03 17:04:45+00:00
Document Index: 95796364

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 53', 'art. 9', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 22737 del 28/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22737 del 28/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/09/2017, (ud. 19/07/2017, dep.28/09/2017), n. 22737
sul ricorso 10804/2014 proposto da:
F.G., elettivamente domiciliato in ROMA, V. GERMANICO
D.F.J., V.C.;
avverso la sentenza n. 31/2014 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,
– con la sentenza impugnata, la Corte di appello di Brescia ha confermato le decisioni del Tribunale di Bergamo che avevano riconosciuto il diritto di F.G., D.F.J. e V.C., docenti assunti con ripetuti contratti a tempo determinato, alla progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato e condannato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a corrispondere ai predetti le differenze stipendiali in ragione dell’anzianità maturata e nei limiti della prescrizione quinquennale;
– la Corte territoriale, richiamato il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, ha svolto le seguenti considerazioni: – le condizioni di impiego, rispetto alle quali sussiste il divieto di discriminazione, comprendono in conformità con quanto chiarito dalla Corte di Giustizia, tutti gli istituti idonei ad incidere sulla quantificazione del trattamento retributivo e, quindi, anche gli scatti di anzianità riconosciuti ai lavoratori a tempo indeterminato, non essendo idonei a giustificare una diversità di trattamento tanto la mera circostanza che un impiego nel settore pubblico sia definito “non di ruolo” quanto la specialità del sistema del reclutamento scolastico; – opinare diversamente significherebbe vanificare le finalità della direttiva; – la violazione del principio di non discriminazione configura una condotta illecita del datore di lavoro che contravviene ad una disposizione imperativa di legge tanto in termini di responsabilità contrattuale quanto in termini di responsabilità extracontrattuale; – trattandosi di credito retributivo deve applicarsi la prescrizione quinquennale;
– F.G. ha resistito con controricorso (tardivo);
– D.F.J. e V.C. sono rimaste intimate;
– F.G. ha depositato memoria (da considerarsi ammissibile nel regime transitorio di cui alla L. n. 197 del 2016, pur a fronte di un controricorso tardivo – si veda Cass. 27 febbraio 2017, n. 4906;;
– con l’unico articolato motivo il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 124 del 1999, art. 4, D.M. Pubblica Istruzione13 giugno 2007, anche in combinato disposto con la L. n. 312 del 1980, art. 53 e nonchè del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, delle clausole 4 e 5 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla direttiva 99/70/CE. Assume che: – i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001; – il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla supplenza e alla stipula di contratti a temine del personale scolastico trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa; – il lavoratore assunto a tempo determinato nel settore scolastico non è comparabile a quello di ruolo, perchè ogni singolo rapporto è distinto ed autonomo rispetto al precedente;