Source: https://www.exeo.it/free/indennita-espropriazione-maggiorazioni-indennita-aggiuntive
Timestamp: 2019-05-20 05:10:07+00:00
Document Index: 160048768

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 45', 'art. 12', 'art. 37', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 45', 'art. 40', 'art. 45', 'art. 5', 'art. 2697', 'art. 42', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1638', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 2697', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 2043', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 57', 'art. 2', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 2', 'art. 37', 'art. 97', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 27', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 40', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 17', 'art.12', 'art. 37', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 2135', 'art. 17', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 45', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 45', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 35', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 37', 'art. 2']

Il riconoscimento dell'una indennità aggiuntiva è incompatibile logicamente, prima ancora che giuridicamente, con l'attribuzione dell'altra, non essendo concepibile che lo stesso fondo agricolo possa essere direttamente coltivato, anche in forma imprenditoriale, da parte del proprietario ed al contempo esser ceduto, in base ai contratti agrari indicati, a terzi per trarne i propri mezzi di sussistenza dalla relativa conduzione.
Ai fini della maggiorazione del 10% prevista dall'art. 37 comma 2 DPR 327/2001, deve essere assunto a base della valutazione del divario di 8/10 l'indennità prov... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...orché in pendenza di procedimento sia entrata in vigore la disciplina di cui alla L. n. 244 del 2007, imposta dalla necessità di colmare la lacuna aperta dalla sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale.
Il riferimento allo jus superveniens, di cui al D.P.R. 24 dicembre 2001, n. 327, art. 37 emendato dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, non consente operazioni riduttive rispetto al parametro liquidativo complessivamente entrato in vigore, distinguendo tra il D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 1 (applicabile) ed il comma 2 (inapplicabile).
Pur essendo stata l'irrisorietà dell'indennità offerta, quale ragione per incrementare l'indennità da riconoscere, storicamente correlata alla scelta di non applicare la decurtazione del 40% ai sensi della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, e quindi criteri... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...le solo per gli espropri delle aree edificabili, nondimeno è sostenibile che anche la quota di maggiorazione ex art. 12 L. n. 865/71 debba essere concessa tutte le volte in cui la cessione volontaria, che di essa è condizione, sia stata impedita dall'irrisorietà della base di calcolo della indennità offerta.
Nell'ambito di applicazione della L. n. 865 del 1971, art. 12, la previsione di maggiorazione del 50% per la cessione volontaria non è beneficio spettante automaticamente al cedente, e pertanto suscettibile di applicazione figurativa qualora l'espropriato provi l'irrisorietà della somma offerta, ma è solo oggetto di una scelta concordata tra le parti, che possono fissare maggiorazione di percentuale inferiore.
La misura del cinquanta per cento dell'aumento dell'indennità in caso di cessione volontaria è previsto dall'art. 12 L. n. 865/71 quale limite massimo, con conseguente possibilità delle parti di concordare, entro suddetto limite, una diversa percentuale; viceversa la nuova previsione del corrispettivo della cessione volontaria contenuta nel D.P.R. n. 327 del 2001, art. 45, comma 2, lett. c, appare insuperabilmente eloquente della scelta di un aumento in percentuale fissa... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...pettivo dell'atto di cessione.
All'espropriato che deduca e provi l'irrisorietà della somma offerta in sede di determinazione della indennità provvisoria spetta soltanto il diritto ad invocare ed ottenere un equivalente della maggiorazione perduta il cui ammontare sia comunque contenuto nell'ambito della massima percentuale della maggiorazione previsto dall'art. 12 L. n. 865/71, e che, lungi dall'individuarsi con automaticità nell'importo massimo, sarà affidato alla determinazione perequativa del giudice.
L'indenn... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...di esproprio va aumentata delle somme pagate dall'espropriato per qualsiasi imposta, relativa all'ultimo trasferimento dell'immobile: imposta di registro, imposte ipotecarie e catastali, INVIM, IVA, etc.
Va riconosciuta la maggiorazione del 10% di cui di cui all'art. 37 comma 2 DPR 327/2001, considerato il rapporto tra la somma offerta (nel caso di specie Lire 208.437.770, pari a Euro 8.624,83) e quella definitivamente accertata (nel caso di specie Lire 1.672.110.000... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...o 863.572,74).
Con la L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2 il legislatore, esercitando una scelta discrezionale dettata da ragionevoli esigenze di natura sociale, ha inteso tutelare la situazione di ben individuate categorie di soggetti, in relazione alla conduzione dei terreni agrari; non invocabile pertanto la violazione del principio di uguaglianza per non riferirsi la norma anche all'imprenditore agricolo, ponendosi a confronto situazioni fra loro affatto diverse, come l'esercizio di attività imprenditoriale e lo svolgimento di attività agricole come specificamente disciplinate nella L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2.
L'indennità di esproprio è autonoma rispetto all'indennit&agr... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...tiva in favore di coltivatore diretto, che va sempre determinata con riferimento al valore agricolo medio (VAM). Attesa infatti la diversa natura e disciplina dell'indennità aggiuntiva, deve ritenersi che non possano estendersi alla stessa i principi affermati dalla Corte Costituzionale relativamente alla determinazione dell'indennità di esproprio dei terreni agricoli, in assenza di espressa dichiarazione d'incostituzionalità dell'art. 17,L. n. 865 del 1971, nella parte in cui disciplina il computo dell'indennità aggiuntiva.
Non può ritenersi che l'ente espropriante possa abdicare al suo precipuo compito di procedere alla quantificazione dell'indennità dovuta verificando la spettanza delle singole voci che la costituiscono, trasferendolo in capo all'espropriato, e accontentandosi della sua dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà circa la debenza delle somme.
Il sistema premiale di aumento o di tripl... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ll'indennità di cui all'art. 45, comma 2, lett. c) e d) fondato espressamente sull'incostituzionale parametro di cui dell'art. 40, precedente comma 3, deve ritenersi abrogato per incompatibilità con il nuovo assetto normativo: essendo venuto meno il criterio legale (riduttivo) di commisurazione dell'indennizzo espropriativo costituito dal valore agricolo tabellare (VAM), l'art. 45 è stato privato del parametro cui faceva specificamente rinvio fisso, parametro che non è surrogabile con quello del valore venale del fondo succeduto al primo.
La maggiorazione del 50% prevista per il caso di cessione volontaria ex L. n. 865/71 era volta ad incentivare la cessione volontaria nell'ambito del riduttivo sistema indennitario dei VAM, sicché la stessa non può essere utilmente invocata quando il proprietario abbia ottenuto il pieno valore venale dei beni espropriati, che l'indennità non può travalicare.
La somma effettivamente corrisposta a titolo di indennità di espropriazione, ove decurtata dell'importo spettante agli affittuari a titolo di inden... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... aggiuntiva, verrebbe ad essere inferiore a quel valore venale cui deve l'indennità di espropriazione deve tendenzialmente corrispondere nell'attuale quadro normativo, delineatosi in conformità ai principi e alla giurisprudenza Cedu, soprattutto a seguito dell'abrogazione della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, per effetto delle note decisioni della Corte costituzionale nn. 348 e 349 del 2007.
In ragione del carattere autonomo dell'indennità aggiuntiva per il fittavolo, che trova fondamento nella diretta attività di prestazione d'opera sul terreno espropriato, la sua determinazione è svincolata dalla corresponsione dell'indennità di esproprio ed è pertanto corrisposta a favore di un soggetto diverso dal proprietario del fondo, da porsi a carico esclusivo dell'espropriante. Pertanto tale pretesa deve esser fatta valere dall'affittuario solo direttamente nei confronti dell'ente espropriante e non del proprietario del fondo espropriato, destinatario della sola indennità di esproprio.
In ragione della autonomia dell'indennità aggiuntiva per il fittavolo rispett... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...di esproprio, occorre tenere nettamente distinte le due categorie rappresentate, da un lato dal proprietario-coltivatore e, dall'altro, dai soggetti che, pur non essendo titolari del terreno, coltivano il terreno. Ai primi spetta sia l'indennità di esproprio che quella aggiuntiva, in ragione del fatto che l'indennità corrisposta in conseguenza dell'esproprio assolve ad una funzione compensativa del sacrificio sopportato dall'avente diritto e che si estrinseca sia in relazione al diritto di proprietà che in relazione al diritto al lavoro. Di contro, coloro che compongono la seconda categoria possono avanzare le loro richieste indennitarie limitatamente al sacrificio subito che, in quanto attinente alle prestazioni lavorative rese, non può in alcun modo cumularsi con quelle spettanti al titolare del cespite.
L'erogazione concreta dell'indennità aggiuntiva in favore dei fittavoli, mezzadri e coloni è condizionata dalla effettiva utilizzazione diretta agraria del terreno, ravvisabile in tutte quelle ipotesi in cui la coltivazione del fondo da parte del titolare avviene con prevalenza del lavoro proprio e di persone della sua famiglia, nonché dall'esistenza di uno dei rapporti agrari tipici, la cui prova deve essere forn... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...da esso intenda trarre conseguenze favorevoli, atteso il disposto dell'art. 2697 c.c.. (Nella fattispecie non è stata ritenuta idonea a soddisfare il detto requisito della prova, costituendo al più elementi presuntivi, la seguente documentazione: contratto di fitto non registrato, certificato di iscrizione S.C.A.U., dichiarazioni aziendali di conduzione di impresa diretto-coltivatrice, denuncia cumulativa di affitto di fondo rustico, certificato INPS).
In favore dei terzi la disposizione di cui all'art. 42 del D.P.R. n. 327 prevede l'erogazione dell'indennità aggiuntiva (riferita a quella dovuta al proprietario, id est commisurata al valore agricolo medio) non a qualsiasi coltivatore (anche di fatto) del fondo espropriato, ma a chi lo coltivava all'epoca del procedimento espropriativo, traendo i propri mezzi di sussistenza dall'utilizzazione agraria del terreno, sulla base di uno dei rapporti giuridici espressamente elencati dalla detta norma.
L'affittuario che eserciti attività diverse dalla coltivazione e produzione agricola, resta escluso dal novero di quelli aventi diritto al beneficio di cui all'art. 17 L. n. 865/71, senza che tale esclusione possa ritenersi in contrasto con il principio di uguaglianza sancito dallo ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...., avuto riguardo alla differenza oggettivamente esistente tra tale soggetto e quelli espressamente menzionati dal cit. art. 17.
I conduttori del fondo diversi dai fittavoli non hanno diritto ad un autonomo indennizzo, ma possono pretendere dal proprietario indennizzato la parte dell'indennità loro spettante, come previsto anche dall'art. 1638 c.c., nonché il diritto, in via alternativa, ex artt. da 52 a 56 L. 2359/1865, di agire in opposizione alla stima, qualora ritengano che l'indennità del proprietario non comprenda l'intero ammontare dovuto, ovvero di intervenire nell'analogo giudizio promosso dal proprietario espropriato
L'indennità "aggiuntiva" contemplata dalla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, caratterizzata da una funzione compensativa del sacrificio sopportato dai soggetti ivi indicati a causa della defini... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a del terreno su cui esercitavano l'attività agricola, è autonoma rispetto all'indennità di espropriazione, pur trovando titolo diretto nel provvedimento ablatorio.
L'indennità aggiuntiva spettante al fittavolo deve essere sempre commisurata al valore agricolo medio, non ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...redicare, stante la destinazione edificatoria eventualmente assunta dal terreno, una somma uguale a quella liquidata - o comunque spettante - al proprietario, pari al valore edificatorio di mercato del fondo, spettando al coltivatore del fondo diverso dal proprietario la mera compensazione del sacrificio sopportato a causa della definitiva perdita del terreno in ragione dell'utilizzo che ne faceva e che non è più possibile a causa dell'esproprio. Sicché il danno derivante da un esproprio di un fondo al fittavolo, al mezzadro o al compartecipante non può essere commisurato ad un uso edificatorio dello stesso ma deve restare ancorato alla mancata utilizzazione agricola del fondo.
Una parte della giurisprudenza ha ritenuto che la natura edificatoria dell'area sottoposta a procedura espropriativa sia ostativa al riconoscimento dell'indennità aggiuntiva di cui all'art. 17, 2° comma, della l. n. 865/1971. Ma anche la giurisprudenza favorevole al riconoscimento di suddetta indennità aggiuntiva ha comunque ritenuto che detto riconoscimento era possibile solo nel caso in cui la stima dell'indennità di espropriazione del terreno edificabile fosse effettuata con il criterio riduttivo della l. n. 359 del 1992, art. 5 bis, c... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... ossia solo nei casi in cui il cumulo con l'indennità aggiuntiva non raggiungeva comunque il valore venale pieno dell'immobile.
In merito al riconoscimento dell'indennità aggiuntiva L. n. 865, ex art. 17, comma 2 a favore degli affittuari e delle altre categorie previste dalla norma anche nell'ipotesi di terreni edificatori, la soluzione non è stata univoca neppure nella giurisprudenza, pur in prevalenza favorevole al riconoscimento; sennonché tutte le decisioni che hanno recepito siffatto orientamento hanno avvertito che il riconoscimento era possibile perc... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a stima dell'indennità di espropriazione del terreno edificabile veniva compiuta con il criterio riduttivo della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, commi 1 e 2 comportante che il cumulo con l'indennità aggiuntiva non raggiungeva comunque il valore venale pieno dell'immobile.
L'affittuario coltivatore diretto, la cui posizione è contemplata nella L. n. 865 del 1971, art. 17, non ha il diritto di essere indennizzato per la perdita del valore edificatorio dell'area da lui colti... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ritto dell'affittuario infatti ha ad oggetto esclusivamente le potenzialità agricole del fondo, per cui l'edificabilità del medesimo non potrebbe in nessun caso venire in considerazione, dovendo viceversa trovare applicazione il vam.
La funzione dell'indennità è quella di compensare il fittavolo, colono, mezzadro o compartecipe del sacrificio sopportato per la definitiva perdita del terreno sul quale esercitava l'attività agricola. Infatti, per ragioni di equità si è ritenuto dal legislatore di dover indennizzare il sacrificio del diritto, che altrimenti non avrebbe trovato tutela, perché la legittimità dell'atto impedisce l'ordinaria azione di risarcimento dei danni.
L'indennità aggiuntiva del fittavolo è autonoma rispetto all'indennità di espropriazione e trova fondamento nella diretta attività di prestazione d'opera sul terreno espro... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...lla situazione privilegiata che gli artt. 35 e ss. Cost. assicurano alla posizione del lavoratore. Essa va riconosciuta anche nel caso in cui l'espropriazione abbia riguardato solo una parte del fondo e non abbia comportato l'abbandono dell'intero terreno oggetto del rapporto agrario, ed in tal caso va liquidata in base ai valori agricoli medi della minore superficie in concreto occupata ed abbandonata.
L'erogazione concreta dell'indennità aggiuntiva in favore dei fittavoli, mezzadri e coloni, è condizionata dalla utilizzazione diretta agraria del terreno, ravvisabile in tutte quelle ipotesi in cui la coltivazione del fondo da parte del titolare avviene con prevalenza del lavoro proprio e di persone della sua famiglia, con adeguata rispondenza nella documentazione previdenziale, nonché dall'esistenza di uno dei rapporti agrari tipici, la cui prova deve essere fornita da chi da esso intenda trarre conseguenze favorevoli, atteso il disposto dell'art. 2697 c.c..
Perché possa farsi luogo al riconoscimento dell'indennità aggiuntiva di cui all'art. 17, co. 2, l. n. 865/... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nque, ove trattasi di occupazione cd. acquisitiva, ai fini del risarcimento del danno), occorre che la qualità di "fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante" risulti da contratto valido ed efficace, non potendo rilevare mere situazioni di fatto, consistenti in occupazioni sine titulo del fondo da parte del privato, ovvero in "proroghe di fatto" di precedenti rapporti contrattuali del cui momento genetico non si fornisca prova certa.
Nell'ipotesi di area espropriata condotta da fittavolo, ove alla data di registrazione del contratto sia già noto l'assoggettamento delle aree a futura espropriazione (avendo ad esempio il Comune apportato la variante urbanistica in vista della realizzazione dell'opera), non si configurano le condizioni per il riconoscimento dell'indennità aggiuntiva.
La sopravvivenza della pattuizione relativa agli interessi convenzionali sull'indennità del colono si fonda su una supposta autonomia della relativa pattuizione rispetto al contratto di cessione volontaria che è smentita dalla considerazione che il credito di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17, in favore di coloro i quali traggono i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del suolo, trova anch'esso la sua fonte nell'espropriaz... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ne, nella specie sostituita con il contratto di cessione volontaria, che è stato risolto.
L'indennità aggiuntiva non spetta a qualsiasi coltivatore (anche di fatto) del fondo espropriato, ma a chi sulla base di uno dei rapporti giuridici espressamente elencati dalla detta norma lo coltivava all'epoca del procedimento espropriativo.
In nessun caso può essere richiesta indennità (o risarcimento del danno) per parti ulteriori del fondo coltivato dal fittavolo, mezzadro o colono, ma non oggetto di occupazione e poi di espropriazione, non essendovi fatti interruttivi della coltivazione.
Dato il tenore letterale della disposizione di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2 che, devolve all'inter... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ividuazione delle cause suscettibili di indurre il contemplato effetto abbandonico, deve ritenersi in via esegetica ed in coerenza con la ratio legis e col contenuto della tutela cui l'indennità aggiuntiva è preordinata, che la costrizione prevista dalla norma sia ravvisabile non solo nella sopravvenuta perdita materiale del terreno da parte del coltivatore, ma anche e più in generale nell'eventuale, seppure inusuale, situazione oggettiva, legittimamente e direttamente indotta dalla specifico scopo pubblicistico cui l'esproprio è finalizzato, la quale in sé implichi la perdita dell'attitudine del suolo alla specifica utilizzazione agricola convenzionalmente consentita e costituente essenziale prerogativa del rapporto agrario.
Ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 17, comma 2, il requisito della costrizione all'abbandono del terreno, previsto ai fini del riconoscimento dell'indennità aggiuntiva, sussiste anche nel caso in cui ricorra un'oggettiva incompatibilità tra le forme di legale utilizzo agro-silvo-pastorale, già praticate dall'affittuario del terreno espropriato, e le finalità pubbliche proprie della procedura espropriativa, quali integrate dalla destinazione a riserva naturale del suol... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...he in sé ed a prescindere dalla materiale trasformazione e/o dismissione del bene, comportino la perdita della relativa attitudine allo sfruttamento agricolo consentito dal disciolto rapporto agrario.
La L. n. 865 del 1971, art. 17 prevede un'indennità a favore dei coltivatori diretti del fondo espropriato, che nel disegno originario del legislatore (nel quadro di una disciplina che non contemplava l'indennità dei suoi agricoli in base al loro effettivo valore venale), si sommava a quella dovuta al proprietario, costituendo un'aggiunta premiale in considerazione del valore costituzionale del lavoro, fermo restando che l'indennità complessivamente dovuta dall'espropriante per il medesimo fondo doveva essere in ogni caso contenuta nel rispetto del limite del valore venale del fondo.
Quando il procedimento espropriativo non si conclude ritualmente, non può spettare l'indennità aggiuntiva prevista dall'art. ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...971, mancando il presupposto che è alla base dell'indennità, cioè la legittimità dell'espropriazione; non ravvisandosi in tale ipotesi il sacrificio legittimamente imposto, ma solo quella del fatto illecito produttivo di danni, soccorre la norma dell'art. 2043 c.c., che consente al coltivatore di chiedere il risarcimento dei danni, consistenti anche nel non aver potuto percepire l'indennità aggiuntiva ex art. 17, che gli sarebbe spettata ove l'espropriazione fosse stata ritualmente compiuta.
Il diritto all'indennità (espropriativa) aggiuntiva, previsto dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 17 in favore dell'affittuario costretto ad abbandonare il terreno da lui coltivato per effetto dell'espropriazione, presuppone l'esistenza di un valido provvedimento espropriativo, con la conseguenza che, in difetto di tale provvedimento, o nel caso di suo annullamento, l'affittuario (al pari del proprietario), ha diritto non alla detta indennità, ma al risarcimento del danno cagionatogli dall'illegittima costruzione dell'opera pubblica.
Il diritto dell'affittuario alla coltivazione del fondo resta sospeso durante il periodo di occupazione legittima e si estingue solo per effetto dell'emissione del decreto di espro... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ve; infatti il provvedimento di ablazione che costringe (legittimamente) il colono al definitivo abbandono del terreno, ed è solo in presenza di tale provvedimento che al medesimo spetta l'indennità, che costituisce il giusto ristoro per il sacrificio correlato alla perdita del suo diritto.
L'eventuale accordo intervenuto in ordine all'ammontare della indennità non determina l'immediata perdita del diritto del fittavolo alla coltivazione del fondo e non costituisce causa di anticipata estinzione del rapporto contrattuale fra questi e il concedente; la sua definitiva efficacia è infatti subordinata all'effettiva emissione del decreto di esproprio.
La L. n. 865 del 1971, art. 17, nel riconoscere il diritto all'indennità aggiuntiva in favore dei soggetti che traggono i propri mezzi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...amento dalla coltivazione del suolo, ne condiziona l'erogazione (oltre che alla titolarità di uno dei rapporti agrari tipici) all'utilizzazione agraria del terreno, ravvisabile in tutte quelle ipotesi in cui la coltivazione del fondo da parte dell'istante avviene con prevalenza del lavoro proprio e di persone della sua famiglia. Il requisito della prevalenza della componente lavorativa vale a distinguere il coltivatore diretto dall'imprenditore agricolo, il quale esercita l'attività di coltivazione e produzione agricola con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro, e con impegno prevalente di manodopera subordinata. Tale soggetto resta pertanto escluso dal novero di quelli aventi diritto al beneficio, al pari dell'affittuario che eserciti attività diverse dalla coltivazione e produzione agricola.
L'imprenditore agricolo, il quale esercita l'attività di coltivazione e produzione agricola con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro, e con impegno prevalente di manodopera subordinata, resta escluso dal novero di quelli aventi diritto al beneficio di cui all'art. 17 L. n. 865/71, senza che tale esclusione possa ritenersi in contrasto con il principio di uguaglianza sancito dallo art. 3 Cost., avuto riguardo alla differe... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...vamente esistente tra tale soggetto e quelli espressamente menzionati dal cit. art. 17.
La L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 17 che prevede un'indennità a favore dei coltivatori diretti del fondo espropriato, si applica anche alle cooperative a essi equiparate, secondo la previsione della L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 7 vale a dire alle cooperative costituite dai lavoratori agricoli e i gruppi di coltivatori diretti, riuniti in forme associate, che si propongono e attuano la coltivazione diretta dei fondi, sempre che il contratto sia in corso alla data del decreto di espropriazi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...grave; non essendo di ostacolo la circostanza che il contratto sia stato stipulato in data anteriore all'entrata in vigore della L. n. 203 del 1982.
La L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 17, nel riconoscere il diritto alla cosiddetta indennità aggiuntiva in favore dei soggetti che traggono i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del suolo, condiziona la concreta erogazione del beneficio all'utilizzazione diretta agraria del terreno, con conseguente esclusione, dal novero dei soggetti aventi diritto, dell'imprenditore agricolo (di colui che eserciti, cioè, la coltivazione e produzione agricola con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro e con impegno prevalente di manodopera subordinata), tanto individuale quanto costituito sotto... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ocietà commerciale (di capitali o di persone).
L'art. 17 L. 865/71 nel riconoscere il diritto alla cosiddetta indennità aggiuntiva in favore dei soggetti che traggono i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del suolo (fittavolo, mezzadro, colono, compartecipante, proprietario coltivatore diretto), condiziona la concreta erogazione del beneficio alla utilizzazione diretta agraria del terreno, con conseguente esclusione, dal novero dei soggetti aventi diritto, dell'imprenditore agricolo (di colui che eserciti, cioè, la coltivazione e produzione agricola con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro e con impegno prevalente di manodopera subordinata), tanto individuale quanto costituito sotto forma di società commerciale (di capitali o di persone).
La L. n. 865/1971, art. 17, nel riconoscere il diritto all'indennità aggiuntiva in favore dei soggetti che traggono i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del suolo (fittavolo, mezzadro, colono, compartecipante, proprietario coltivatore diretto), condiziona l'erogazione del beneficio all'utilizzazione diretta agraria del terreno, con conseguente esclusione, dal novero dei soggetti aventi diritto, dell'imprenditore agricolo (di colui che eserciti,... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...;, la coltivazione e produzione agricola con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro e con impegno prevalente di manodopera subordinata), tanto individuale quanto costituito sotto forma di società commerciale (di capitali o di persone).
La maggiorazione del dieci per cento, in favore dell'espropriato al quale sia stata offerta un'indennità provvisoria che, attualizzata, risulti inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, è applicabile soltanto alle procedure espropriative soggette al D.P.R. n. 327 del 2001, cioè a quelle in cui la dichiarazione di pubblica utilità sia intervenuta dopo la sua entrata in vigore (30 giugno 2003) ex art. 57. Nè potrebbe invocarsi della L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 90, il quale pr... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...troattività della nuova disciplina di determinazione dell'indennità espropriativa solo per i procedimenti espropriativi in corso, e non anche per i giudizi in corso.
Quando la somma offerta risulti inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, l'aumento del 10% deve essere applicato automaticamente dal giudice nella costanza dei presupposti indicati dalla norma, che è volta a promuovere la rapida definizione delle procedure espropriative mediante la stipulazione dell'accordo di cessione, in funzione sanzionatoria della condotta dell'espropriante tenuto a cooperare a tal fine.
La disposizione del D.P.R. n. 327, art. 37, comma 2, che prevede la maggiorazione nella misura del 10 per cento nel caso in cui sia stata offerta un'indennità provvisoria che, attualizzata, risulti inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, mira ad incentivare la definizione del procedimento espropriativo in via consensuale e non giudiziale, a sanzionare l'ingiustificata attesa della sua conclusione, ed a stimolare comportamenti virtuosi della P.A., senza spostare l'epoca di rifermento dell'indennità (dal tempo dell'espropriazione a quello della determinazione dell'indennità definitiva), ma... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... valutare la congruità dell'offerta provvisoria, rendendola temporalmente omogenea a quella della determinazione definitiva, ciò in quanto la pronuncia del decreto di esproprio segue di regola la sola offerta dell'indennità provvisoria, e precede logicamente la determinazione dell'indennità definitiva.
L'aumento dell'indennità di espropriazione di un'area edificabile, previsto, del D.P.R. n. 327 del 2001, ex art. 37, comma 2 (nel testo risultante dalle modifiche apportategli dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 89,), nella misura del 10 per cento, trova applicazione indipendentemente dalla riduzione - prevista dal comma 1 - dell'indennità del 25 per cento prevista per le ipotesi in cui l'espropriazione sia finalizzata ad attuare interventi di riforma economico-sociale, e va riconosciuto in via automatica dal giudice, anche ove ciò comporti il superamento del tetto del valore di mercato nella quantificazione dell'indennizzo, allorché emerga dagli atti la presenza di uno dei presupposti previsti dalla norma.
L'aumento dell'indennità in misura del 10 per cento, previsto dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 2, è una misura, prevista esclusivamente per le aree edificabili, vol... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...tivare la definizione del procedimento espropriativo in via consensuale (mediante la conclusione dell'accordo di cessione) ed a stimolare, nell'ottica del buon andamento dell'attività amministrativa (art. 97 Cost., comma 2), comportamenti virtuosi delle pubbliche amministrazioni, le quali possono evitare di pagare l'indennità maggiorata semplicemente offrendo, in via provvisoria, una somma non inferiore agli otto decimi del valore venale del bene ablato.
Il 10% premiante riguarda solo le aree edificabili.
L'aumento del 10 per cento non è consentito soltanto nel caso in cui sia contestualmente applicata la riduzione del 25 per cento, in presenza di interventi di riforma economico-sociale, ma anche nel caso in cui la predetta riduzione non si applichi e l'indennità sia riconosciuta al valore venale del bene. L'aumento dell'indennità in misura del 10 per cento, infatti, è previsto in casi tassativi che prescindono del tutto dall'operatività della riduzione del 25 per cento. Si deve quindi ritenere che l'aumento dell'indennità di espropriazione per le aree edificabili o edificate, nella misura del 10 per cento, trovi applicazione indipendentemente dalla riduzione dell'indennità prevista per ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ui l'espropriazione sia finalizzata ad attuare interventi di riforma economico-sociale.
L'aumento del 10 per cento dell'indennità dev'essere applicato dalla Corte d'appello in via automatica, allorché emerga dagli atti la presenza di uno dei presupposti previsti dalla norma, come nel caso in cui l'amministrazione abbia offerto un'indennità che, attualizzata, risulti inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, in tal modo impedendo, per una valutazione legale di tipo presuntivo, la conclusione dell'accordo di cessione.
L'indennità aggiuntiva spettante ex art. 17 L. n. 865/71 (applicabile ratione temporis) al coltivatore diretto è onnicomprensiva e, pertanto, nulla può essere liquidato a titolo di risarcimento del danno ad ulteriore e diverso titolo (nel caso di specie danno per la perdita del pozzo).
L'art. 17 L. n. 865/1971 (applicabile ratione temporis), prevede che l'indennità aggi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... essere corrisposta direttamente dall'ente espropriante ai soggetti legittimati, nei termini previsti per il pagamento dell'indennità di esproprio e non prevede in alcun caso il diritto del colono a ottenere l'indennità dal proprietario (com'era previsto dall'art. 27, L. n. 2359 del 1865), nemmeno nel caso in cui quest'ultimo abbia ricevuto la maggiorazione prevista per il proprietario coltivatore diretto sull'erroneo presupposto dell'assenza di mezzadri o coloni o per l'omessa detrazione dell'importo dell'indennità colonica.
Il mancato deposito della documentazione necessaria al trasferimento della proprietà, pur costringendo l'ente espropriante all'acquisizione mediante decreto d'esproprio, non può determinare l'arbitraria decurtazione della maggiorazione dell'indennità per la coltivazione del fondo, che rimane comunque dovuta se i presupposti sussistono in concreto.
Essendo evidente che la norma contenuta nella L. n. 244 del 2007, art. 2, commi 89 e 90, laddove impone il raffronto fra l'indennità offerta e quella definitiva si riferisce, quanto a quest'ultima, all... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...grave; risultante dal giudizio di opposizione alla stima, che si sostituisce di diritto a quella opposta e, per l'appunto, caducata a seguito della proposta opposizione, ne consegue che la spettanza dell'incremento del dieci per cento è subordinata alla concreta determinazione, all'esito del giudizio di rinvio, dell'indennità definitiva.
E' il proprietario che, non condividendo la misura dell'indennità provvisoria offerta dall'amministrazione, impedisce la maturazione dei presupposti per il riconoscimento dei benefici economici di cui all'art. 20 d.P.R. 327/2001. Non è pertanto la mancata attivazione del procedimento determinativo di cui all'art. 21 d.P.R. n. 327/2001, a precludere detti benefici, presupponendo tale procedimento proprio il mancato accordo sulla quantificazione dell'indennità di espropriazione.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> MAGGIORAZIONI E IN... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ve; AGGIUNTIVE --> PROPRIETARIO COLTIVATORE DIRETTO
Per stabilire se al titolare di un'attività agrituristica spetti o meno la speciale indennità prevista dall'articolo 40.4 del TUEs, che non annovera tra gli aventi diritto... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... che esercitano attività diverse da quella agricola, occorre accertare se essa abbia natura sostanzialmente agricola e non para/alberghiera. A tal fine, la verifica della sua connessione con l'attività agricola non può esaurirsi nell'accertamento dell'utilizzo prevalente di materie prime ottenute dalla coltivazione del fondo, ma va piuttosto compiuta avuto riguardo all'uso, nel suo esercizio, di attrezzature e di ulteriori risorse dell'azienda che sono normalmente impiegate nell'attività agricola.
L'indennità aggiuntiva è riconosciuta dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 40, comma 4, (come, in sostanza, prevedeva già la L. n. 865 del 1971, art. 15) in favore del proprietario imprenditore agricolo espropriato ed è commisurata al valore agricolo medio corrispondente alle colture effettivamente praticate, e non può essere giammai rapportata ai profitti non realizzati.
In tema di determinazione dell'indennità di espropriazione, al proprietario coltivatore diretto del fondo espropriato spetta un'indennità aggiuntiva, ex art. 17 della L. 22 ottobre 1971, n. 865, autonoma rispetto all'indennità di espropriazione, caratterizzata da una funzione compensativa del sacrificio soppor... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a della definitiva perdita del terreno su cui egli ha esercitato l'attività agricola.
Sono invocabili le maggiorazioni ex art. 17 L. n. 865/71 solo nei casi di cessione volontaria, ai sensi dell'art.12 della medesima norma, degli immobili in espropriazione, e di accettazione della indennità provvisoria offerta. La mancanza di cessione volontaria e del relativo accordo tra la volontà degli espropriandi e quella dell'autorità espropriante, esclude la possibilità di accoglimento della domanda.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> MAGG... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> PROPRIETARIO COLTIVATORE DIRETTO --> AREE EDIFICABILI
Nel modificare con la L. n. 244 del 2007, l'art. 37 del D.P.R. n. 327 del 2001, nel senso di prevedere la determinazione dell'indennità di espropriazione in misura pari al valore venale del bene, il legislatore ha lasciato inalterato il comma 9, il cui tenore letterale ("spetta anche un'indennità pari al valore agricolo medio"), non consente dubbi sulla natura "aggiuntiva" dell'indennità in esame da porsi a carico dell'espropriante.
L'indennità aggiuntiva per il proprietario coltivatore dirett... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...un limite temporale per la sua richiesta nel termine di decadenza di cui della menzionata L. n. 865 del 1971, art. 19.
Anche nell'ipotesi in cui non venga raggiunto alcun accordo con l'espropriante, al proprietario coltivatore diretto, così come agli altri soggetti indicati della L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, spetta comunque, l'indennità aggiuntiva per la perdita del terreno su cui egli esercitava la propria attività lavorativa agricola, in conformità, del resto, alla funzione della predetta indennità, compensativa del sacrificio sopportato dall'avente diritto, e all'autonomia della stessa, per la quale essa prescinde dalle modalità con cui il proprietario ha perduto la titolarità del fondo.
La domanda avente ad oggetto l'indennità aggiuntiva di cui della L. n. 865 del 1971, art. 17, da parte del proprietario coltivatore del fondo, diversamente da quanto accade o può accadere per tutti gli altri soggetti che hanno titolo a richiedere quell'emolumento, non può essere richiesta separatamente da quella relativa alla perdita del bene, risolvendosi essa - in tali casi - in una modalità di calcolo della somma complessivamente dovuta dall'espropriante a colui che venga pri... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...o diritto reale in uno con l'attività di coltivatore del fondo, somma che perciò deve essere calcolata accrescendo l'ammontare della perdita del cespite di base con l'indennità aggiuntiva del coltivatore, a ristoro della perdita complessiva, in un unico e non frazionabile giudizio di stima.
L'indennità aggiuntiva per il proprietario coltivatore diretto ha una funzione riparatrice autonoma rispetto all'indennità di esproprio posta a tutela di diritti costituzionali, quale quello al lavoro, diversi da quello di proprietà.
L'indennità aggiuntiva spetta anche alla società di capitale che sia imprenditore agricolo a titolo principale. Infatti l'imprenditore agricolo a titolo principale può essere anche una società di capitali, purché lo statuto preveda quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricole (... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ....c.) e almeno un amministratore sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale (il quale è definito dall'art. 2135 c.c. come "chi, in possesso di conoscenze e competenze professionali, dedica alle attività agricole direttamente o come socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e ricava dalle attività medesime almeno il 50% del proprio reddito globale di lavoro").
L'indennità aggiuntiva per il coltivatore diretto non spetta a qualsiasi coltivatore (anche di fatto) del fondo espropriato, ma a chi, sulla base di uno dei rapporti giuridici espressamente elencati dalla detta norma, lo coltivava all'epoca del procedimento espropriativo.
L'indennità aggiuntiva diretta a remunerare la perdita del lavoro (relativo al "terreno" dovuto abbandonare a causa del trasferimento coattivo, si deve calcolare sempre e comunque in base alla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 3. L'indennità aggiuntiva dovuta al proprietario coltivatore diretto per l'ipotesi di cessione volontaria del f... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... parla il 1 comma dell'art. 17 l. n. 865/71, non può pertanto essere diversa, quanto al parametro da moltiplicare, da quella dei commi 2 e 3 (che si riferisce anche al comma 1) anche perché assolve alla medesima autonoma funzione;quindi triplicazione del valore agricolo tabellare e non dell'indennità comunque determinata.
Fermo restando che il criterio indennitario e risarcitorio applicabile, in caso di occupazione di suoli privati per pubblico interesse, è quello del valore di mercato, il ricorso alla triplicazione del valore agricolo medio determinato annualmente dalla Commissione provinciale espropri, ormai non più conforme al sistema dopo l'abbandono del criterio indennitario a seguito della sentenza della Consulta ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...on può essere contestato in sé, per la sua atipicità, bensì per la sua non corrispondenza con il criterio del valore venale pieno. Il ricorso alla triplicazione del valore agricolo medio risulta collimante con la necessità di addivenire ad una quantificazione del danno sofferto coerente con il criterio del valore venale del fondo, in assenza di riscontri oggettivi che denotino nel caso in esame un significativo scostamento da tale necessario parametro di riferimento.
Una volta accertato il valore di mercato dei suoli espropriati e rideterminato l'ammontare delle indennità di esproprio e di occupazione in concreto spettanti, occorre valutare se le somme offerte dall'espropriante abbiano posto il proprietario coltivatore diretto in grado di operare la scelta fra accettazione della cessione volontaria o contestazione dell'indennità offerta; ove l'offerta sia ritenuta incongrua, l'indennità aggiuntiva, che spetta al proprietario solo in ragione della sua qualità di coltivatore diretto del terreno e che dunque lo compensa di una perdita ricollegata alla specifica destinazione agricola del bene, andrà calcolata sulla base del VAM, secondo quanto previsto dal citata L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 3... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...r /> A seguito della nota sentenza n. 181 del 2011 della Corte costituzionale, il sistema premiale di triplicazione dell'indennità di esproprio, di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 1 (così come di quello previsto dall'art. 45, comma 2, lett. c) e d)), deve ritenersi abrogato per incompatibilità con il nuovo assetto normativo essendo stato privato l'art. 17, comma 1, del parametro legale di riferimento per la triplicazione dell'indennità aggiuntiva in favore del proprietario diretto coltivatore, parametro legale che non è surrogabile con quello del valore venale del fondo succeduto al primo. Quest'incompatibilità ovviamente ed a maggior ragione si estende ai sistemi di calcolo dell'indennizzo espropriativo relativo alle espropriazioni parziali.
A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, con riguardo alle espropriazioni non soggette ratione temporis al D.P.R. n. 327 del 2001, devono ritenersi ancora vigenti i commi 2, 3 e 4 della L. n. 865 del 1971, art. 17 nonché il comma 1 del medesimo art. 17 con limitazione dell'indennizzo aggiuntivo al VAM, senza applicazione della triplicazione.In ipotesi di espropriazione parziale l'indennità di esproprio e l'indennità aggiuntiva vanno cal... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...to alla prima applicando al terreno espropriato il valore pieno di mercato (oltre la valutazione del deprezzamento subito dalla residua porzione immobiliare) e quanto alla seconda determinandone l'importo in base al criterio dei VAM.
La disciplina della triplicazione ex art. 45 comma 2 lett. d del D.P.R. n. 327 del 2001, nell'ipotesi di cessione volontaria, fa rinvio ricettizio all'art. 40 comma 3, norma, quest'ultima, colpita da declaratoria d'incostituzionalità a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2011; da ciò discende che non è percorribile un'ardita opzione ermeneutica che si risolverebbe nell'applicazione del beneficio della triplicazione ad un calcolo incentrato su un parametro (quello del valore di mercato) del tutto diverso da quello (vam) tenuto presente dal citato art. 40 comma 3. La tesi prospettata creerebbe le condizioni per una ingiusta locupletazione.
L'indennità di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17 non spetta al proprietario coltivatore diretto del fondo solo in caso di cession... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a. In contrario, va rilevato che tale indennità è dovuta, in applicazione dei principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di espropriazione delle aree edificabili, ogni qual volta l'offerta provvisoria, per la sua incongruità, non abbia, in concreto, consentito all'espropriando di esercitare la sua facoltà di scelta fra accettazione della cessione volontaria o contestazione dell'indennità offerta.
La triplicazione dell'indennità, dovuta al proprietario coltivatore diretto ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 1, per l'ipotesi di cessione volontaria del fondo, è comunque dovuta ove l'offerta provvisoria non abbia reso possibile, per la sua incongruità, la facoltà di scelta dell'espropriando per la cessione volontaria o per la contestazione dell'indennità offerta, secondo l'apprezzamento motivato del giudice di merito, che deve valutare la conformità dell'offerta non solo al parametro posto dall'art. 16, ma anche a quello dell'incidenza dell'espropriazione parziale sull'esercizio dell'azienda agraria, posto dal precedente art. 15.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> RAPPORTO CON IL VA... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...br />
All'affittuario coltivatore diretto del fondo espropriato spetta un'indennità aggiuntiva autonoma rispetto all'indennità di espropriazione, che trova fondamento nella diretta attività di prestazione d'opera sul terreno espro... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...lla situazione privilegiata che gli artt. 35 Cost. e segg., assicurano alla posizione del lavoratore. Proprio in ragione della natura aggiuntiva di tale indennità, la stessa non va detratta da quella di espropriazione, non potendo escludersi, anche in base alla giurisprudenza della CEDU, che, in presenza della necessità di tener conto della particolare posizione del coltivatore espropriato, l'espropriante possa andare incontro ad esborsi - preventivamente valutabili - complessivamente superiori al valore di mercato del bene ablato, senza che ciò costituisca violazione del limite previsto dall'art. 42 Cost.
La possibilità che, applicando la maggiorazione del 10 per cento, sia superato il tetto del valore di mercato nella quantificazione dell'indennizzo, è un'ipotesi che il legislatore non ha inteso evitare (e, quindi, ha implicitamente consentito). Questa possibilità, inoltre, è stata ammessa in caso di attribuzione all'affittuario coltivatore diretto del fondo espropriato di un'indennità aggiuntiva ed autonoma rispetto all'indennità di espropriazione, non potendo escludersi che l'espropriante possa andare incontro ad esborsi - preventivamente valutabili - complessivamente superiori al valore di mercato... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...blato, senza che ciò costituisca violazione dell'art. 42 Cost..E neppure si può trascurare il fatto che l'indennità subisce la falcidia dell'imposizione fiscale, incidendo negativamente sull'obiettivo dell'indifferenza economica che il procedimento espropriativo dovrebbe perseguire per gli espropriati.
Non è ipotizzabile una maggiorazione che conduca l'indennizzo al di là del valore venale, nel caso di cessione volontaria, non solo perché lo impedisce l'art. 42 Cost., comma 3, ma anche perché viene a mancare un interesse del proprietario, costituzionalmente rilevante.
Alla luce della decisione in data 11 aprile 1992 Lellement c. Francia della Corte Europea dei diritti dell'uomo, secondo cui è ammissibile un indennizzo superiore al valore venale del bene, in presenza della necessità di tener conto della particolare posizione del coltivatore espropriato, non può escludersi che l'espropriante, in determinate ipotesi, possa andare incontro ad esborsi - preventivamente valutabili - che complessivamente superino il valore di mercato del bene ablato, soprattutto ove si consideri che in tali casi la procedura espropriativa incide su diritti del tutto autonomi rispetto al diritto di propri... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...
L'eventuale corresponsione di un indennizzo complessivamente superiore al valore del bene, non può ritenersi corrisposto in violazione del limite individuato nell'art. 42 Cost. (valore venale del bene), allorquando detto limite sia superato non dall'indennità di espropriazione, bensì al fine di corrispondere un'indennità, non a caso definita "aggiuntiva", destinata a ristorare un pregiudizio ulteriore, ritenuto dallo stesso legislatore meritevole di tutela, che - potendo per altro riguardare anche soggetti diversi dal proprietario - è comunque da annoverare fra le conseguenze del procedimento ablativo.
In tema di determinazione dell'indennità di espropriazione, all'affittuario coltivatore diretto dei fondo espropriato spetta un'indennità aggiuntiva autonoma rispetto all'indennità di espropriazione, che trova fondamento nella diretta attività di prestazione d'opera sul terreno espropriato e nella situazione privilegiata che l'art. 35 Cost. e ss., assicurano alla posizione del lavoratore. Proprio in ragione dell... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...giuntiva di tale indennità, la stessa non va detratta da quella di espropriazione, non potendo escludersi, anche in base alla giurisprudenza della CEDU, che, in presenza della necessità di tener conto della particolare posizione del coltivatore espropriato, l'espropriante possa andare incontro ad esborsi complessivamente superiori al valore di mercato del bene ablato, senza che ciò costituisca violazione del limite previsto dall'art. 42 Cost..
La ratio sottesa all'indennità aggiuntiva a favore dei soggetti che traggono i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del fondo è da individuarsi nel riconoscimento, come meritevole di tutela, della condizione di chi abbia impiegato il proprio lavoro nella coltivazione di un fondo e sia costretto ad abbandonarlo a seguito dell'espropriazione. Con l'indennità in questione, pertanto, si intende fornire "un'aggiunta" premiale al valore costituzionale del lavoro, fornendo tutela, con la corresponsione in questione, anche a diritti distinti (quale quello costituzionalmente garantito dall'art. 42 Cost.) rispetto a quello di proprietà del soggetto espropriato.
La decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, in data 11 aprile 1992, nella causa ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] .... Francia, ha riconosciuto - nel procedimento ablatorio - la necessità di tenere conto della particolare posizione del coltivatore espropriato, si è riconosciuto carattere autonomo alla suddetta indennità "aggiuntiva" in quanto destinata a ristorare un pregiudizio distinto ed ulteriore rispetto a quello tutelato con l'indennità di esproprio che può riguardare, come normativamente prescritto, anche soggetti diversi dal proprietario.
L'incremento perequativo del 10% previsto dall'art. 37 DPR 327/2001 riscritto dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 89, non trova applicazione in ipotesi di corrispondenza del valore reale unitario liquidato al valore reale stimato e per la mera attualizzazione di quei prezzi della stima al di dell'esproprio. Difetta, in tale ipotesi, la stessa ragione "perequativa" di applicazione, neanche potendosi valorizzare una finalità "premiale" (tipica della definizione bonaria) ad una vicenda che ha visto conseguire una liquidazione a valore "reale" non dissimile da quello in valuta offerto a suo tempo e comunque con un incre... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ale non addebitabile altro che al lievitare dei prezzi con il passare del tempo.