Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-11047-del-05-05-2017
Timestamp: 2020-08-07 13:14:44+00:00
Document Index: 63495663

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 40', 'art. 23', 'art. 45', 'art. 49', 'art. 3', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 49', 'art. 1322', 'art. 2077']

Sentenza Cassazione Civile n. 11047 del 05/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11047 del 05/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/05/2017, (ud. 23/03/2017, dep.05/05/2017), n. 11047
sul ricorso 12198-2015 proposto da:
REGIONALE RISORSE AGRICOLE ED ALIMENTARI SICILIA (quale successore
ex lege dell’ASSESSORATO REGIONALE FORESTE DI PALERMO) in persona
I.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
dall’avvocato FILIPPO VITRANO giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 1017/2014 del TRIBUNALE di PALERMO, depositata
– la Corte di appello di Palesino, con ordinanza depositata l’11/3/2015, dichiarava inammissibile ex art. 348 bis c.p.c., per mancanza di ragionevole probabilità di accoglimento, il gravame proposto dall’Assessorato Regionale delle risorse agricole ed alimentari della Regione Sicilia avverso la sentenza del Tribunale di Palermo che aveva accolto la domanda proposta da I.G. e condannato l’Assessorato resistente al pagamento in favore del ricorrente, lavoratore a tempo determinato come forestale, di differenze retributive dovute in forza del c.c.n.l. di categoria. La questione riguardava l’applicabilità dei benefici economici previsti dalla contrattazione nazionale, la quale, secondo la tesi dell’Assessorato, non poteva avere efficacia diretta nel territorio isolano, in assenza di una disposizione di recepimento ad hoc. Il Tribunale, invece, fondava la sua decisione sul rilievo che sussistesse un obbligo dell’Amministrazione regionale di recepire la contrattazione collettiva nazionale, richiamando a tal fine, la L.R. n. 14 del 2006, art. 49 ed escludendo che l’efficacia della delibera di Giunta potesse estendersi al di là dell’individuazione del momento iniziale dell’efficacia del contratto sul territorio siciliano e così derogare in peius alle previsioni del c.c.n.l.;
– entrambe le parti hanno depositato memorie;
– tanto premesso le amministrazioni ricorrenti deducono violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 40; della L.R. sic. 15 maggio 2000, n. 10, art. 23, comma 5; della L.R. sic. 6 aprile 1996, n. 16, art. 45 ter; della L.R. sic. 14 aprile 2006, n. 14, art. 49, L.R. sic. 10 aprile 1978, n. 2, art. 3, u.c.. Rilevano l’erroneità della decisione del Tribunale che si è limitato ad affermare la sussistenza di un obbligo di recepimento della normativa nazionale a seguito della modifica della L.R. sic. n. 16 del 1996, art. 45 ter ad opera della L.R. sic. n. 14 del 2006, art. 45 ter (recepimento da attuarsi con il meccanismo previsto dalla medesima L. n. 14 del 2016, art. 49) ed a trasporre il medesimo principio ai rapporti tra contrattazioni collettive;
– il motivo è manifestamente fondato ((v. Cass. 13 gennaio 2016, n. 356; Cass. 23 dicembre 2016, nn. 26973, 26974, 26975; Cass. 29 dicembre 2016, nn. 27396, 27397, 27398);
– il suddetto enunciato costituisce applicazione, nel contesto dell’impiego pubblico privatizzato, del principio, consolidato nella giurisprudenza di legittimità, in materia di regolamentazione del contrasto tra contrattazione collettiva relativa a rapporti di lavoro privatistici, risolto, in conformità alla valorizzazione dell’autonomia negoziale, “non in base a principi di gerarchia e di specialità proprie delle fonti legislative, ma sulla base della effettiva volontà delle parti sociali, da desumersi attraverso il coordinamento delle varie disposizioni della contrattazione collettiva, aventi tutte pari dignità e forza vincolante, sicchè anche i contratti territoriali possono, in virtù del principio dell’autonomia negoziale di cui all’art. 1322 c.c., prorogare l’efficacia dei contratti nazionali e derogarli, anche in peius senza che osti il disposto di cui all’art. 2077 c.c., fatta salva solamente la salvaguardia dei diritti già definitivamente acquisiti nel patrimonio dei lavoratori, che non possono ricevere un trattamento deteriore in ragione della posteriore normativa di eguale o diverso livello” (Cass. 18 maggio 2010, n. 12098);