Source: http://www.avvocatosasso.it/news/rifiuti-ordinanza-di-rimozione-e-competenza/
Timestamp: 2014-08-28 15:06:12+00:00
Document Index: 72434701

Matched Legal Cases: ['art.192', 'art.107', 'art.192', 'art. 192', 'art. 107', 'art.107', 'art.192']

Avvocato Sasso » Rifiuti. ordinanza di rimozione e competenza
TAR Campania (NA) Sez.V n.730, 10 febbraio 2012
Con ricorso notificato in data 20 gennaio 2011 e depositato il 7 febbraio successivo la Cooperativa Sociale San Marco Service a r. l. adiva questo Tribunale, per il tramite del proprio rappresentante legale, chiedendo l’annullamento dei provvedimenti indicati in epigrafe.
- lo scopo della Cooperativa il recupero sociale di soggetti disagiati ma essa svolge anche servizi ambientali quali la raccolta e lo smaltimento di RSU;
- per conto del comune di San Giuseppe Vesuviano ha svolto il servizio di igiene urbana fino al 5 marzo 2009 data in cui stata disposta la revoca del contratto di affidamento del servizio;
- dal marzo 2009 ha cessato ogni rapporto con il comune;
- ciò nonostante in data 13 dicembre 2010 l’ente locale ha notificato l’ordinanza meglio in epigrafe indicata con la quale ha ordinato la rimozione ad horas dei rifiuti solidi urbani presenti alla via Vasca al Pianillo area dell’ex-deposito- cantiere dei rifiuti solidi urbani;
- tale area, di proprietà della società PTFMR Immobiliare s.r.l. era stata sottoposta a sequestro giudiziario dei N.O.E. a causa di un incendio ivi verificatosi.
Tanto premesso, deduceva le seguenti illegittimità avverso il provvedimento impugnato: violazione dell’art.192 comma 3 d. lgs.152/2006; eccesso di potere per sviamento e travisamento dei presupposti; incompetenza.
I Il ricorso infondato essendo il provvedimento impugnato immune dai vizi dedotti dall’attore.
Il provvedimento innanzitutto stato emesso all’esito di una verifica istruttoria, come si desume dal suo contenuto, ma anche dalla memoria della resistente.
Da tali evidenze si comprende pervero che la presenza di rifiuti e pià¹ in generale di materiale abbandonato all’interno del sito in oggetto imputabile alla attività della cooperativa ricorrente, risalendo quelle giacenze al tempo di vigenza del rapporto contrattuale, poi rescisso, con l’ente locale. Il deposito, dopo la revoca dell’affidamento del servizio e fino all’incendio del 27 agosto 2010 non stato, evidentemente, pià¹ utilizzato da alcuno, tanto meno quale sito temporaneo di stoccaggio dei rifiuti o di altri materiali in disuso.
II A confutazione dell’eccezione di carenza di legittimazione passiva si deve di poi osservare che il responsabile della cooperativa era stato nominato, in quanto tale, custode giudiziario del sito sottoposto a sequestro penale. Egli era quindi a tutti gli effetti possessore dell’area, con tutto ciò che ne consegue in termini di imputazione giuridica e di responsabilità della sua gestione.
III Quanto al dedotto vizio di incompetenza la Sezione non ritiene di doversi discostare dal proprio orientamento, peraltro maturato nel vigore della precedente legislazione (l. 22/97) a norma del quale in tale fattispecie deve trovare applicazione comunque il principio generale espresso dall’art.107 del T.U.E.L. \”“ che integra, in questo senso, l’art.192 del codice ambiente- in base al quale spettano al Dirigente dell’Ente locale le competenze in materia di attività gestionali riferibili a quest\’ultimo.
In questo senso, T.A.R. Cagliari Sardegna sez. II 4 novembre 2009 n. 1598Â \”Deve ritenersi che la competenza ad adottare ordinanze di rimozione di rifiuti abbandonati in base all’art. 192, comma 3, d.lg. 3 aprile 2006 n. 152 spetti al dirigente e non al sindaco, in virtà¹ del principio della separazione tra funzioni di indirizzo politico e funzioni gestionali, di cui all’art. 107 t.u. leggi sull’ordinamento degli enti locali, d.lg. 18 agosto 2000 n. 267.\”
Del resto non può dubitarsi che la materia amministrativa nella quale si realizzato il presupposto della impugnata ordinanza, fosse di competenza del Dirigente del settore ambientale e che dunque sotto questo aspetto, l’art.107 del T.U.E.L: e l’art.192 del d. lgs.152/2006 debbano reciprocamente integrarsi.
Neppure risulta fondato il dedotto vizio procedimentale atteso che l’urgenza giustificava l’omesso invio della comunicazione di avvio del procedimento.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 1 dicembre 2011 con l’intervento dei magistrati: