Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2015/12/page/2/
Timestamp: 2019-07-16 00:31:10+00:00
Document Index: 72293090

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art. 2359', 'art. 107', 'art. 1', 'art. 2082', 'art. 2082', 'art. 2082', 'art. 2082', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 33', 'art. 5', 'art. 47', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2359', 'art. 4', 'art. 2359', 'art. 4', 'art.1', 'art.15', 'art.1', 'art.15', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.3', 'art.1', 'art.46', 'art. 46', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 7']

dicembre | 2015 | Francesco Colaci's BLOG | Pagina 2
PERIODO:DAL 16 AL 23 DICEMBRE 2015
Denominazione azienda: At Security
Unità di: TERAMO Prov: TE
Settore: Servizi di vigilanza privata
Decreto del: 16/12/2015 N. 93650
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/09/2015 al 31/08/2016
Denominazione azienda: G.Ro.Mar.
Con sede in: SAN MARTINO SULLA MARRUCINA Prov: CH
Unità di: SAN MARTINO SULLA MARRUCINA Prov: CH
Settore: Segagione e lavorazione delle pietre e del marmo
Decreto del: 22/12/2015 N. 93720
Denominazione azienda: Go Kids
Con sede in: NOLA Prov: NA
Unità di: CHIETI Prov: CH
Settore: Commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati
Decreto del: 22/12/2015 N. 93700
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 29/09/2015 al 29/12/2015
Causale di Intervento: Contratti di solidarietà
Comunicato del: 16/12/2015 N. 93658
Comunicazione integrativa al decreto n. 89756 del 05/05/2015
——————————————————————-Denominazione azienda: L’ALTRACARNE
Con sede in: CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO Prov: TE
Unità di: CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO Prov: TE
Settore: Produzione di carne di volatili e prodotti della loro macellazione (attività dei mattatoi)
Decreto del: 22/12/2015 N. 93727
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 10/08/2015 al 09/08/2016
Denominazione azienda: OFFICINE ORTOPEDICHE RIZZOLI
Causale di Intervento: Contratti di solidarieta’
Settore: Fabbricazione di protesi ortopediche, altre protesi ed ausili (inclusa riparazione)
Decreto del: 16/12/2015 N. 93619
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 19/08/2015 al 18/08/2016
MLPS:RISPOSTE ULTIMI INTERPELLI
Di seguito ,s segnalano le risposte datate 22.12.2015 che il MLPS ha fornito a tre interpelli formulati ex art.9 dec.legvo n.124/04
• 22/12/2015 – n. 33/2015
• 22/12/2015 – n. 32/2015
• 22/12/2015 – n. 31/2015
MLPS:PRIME INDICAZIONI OPERATIVE DECRETO LEGVO POLITICHE ATTIVE
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la circolare n. 34 del 23 dicembre 2015, con il quale fornisce i primi chiarimenti e indicazioni operative, relativamente al decreto legislativo n. 150/2015, con particolare riferimento allo stato di disoccupazione, alla condizione di non occupazione e all’applicazione delle norme del Capo II del suddetto decreto legislativo “Principi generali e comuni in materia di politiche attive del lavoro”, al collocamento dei disabili di cui alla legge n. 68/1999.
LEGGE STABILITA’ 2016 :DISCIPLINA “INVECCHIAMENTO ATTIVO”
Il comma 284 della legge di stabilita’ dell’anno prossimo ,in vigore dall’ 1.1.2016 , regolamenta il c. d “invecchiamento attivo” ,i cui aspetti si espongono di seguito.
Si tratta di un’ agevolazione per il prepensionamento dei lavoratori/lavoratrici del settore privato , sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima ,sono titolari di contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato ,maturano entro il 31 dicembre 2018 il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia ,disponendo di almeno vent’anni di contribuzione e conseguendo il requisito dell ’età per la pensione di vecchiaia, (66 anni e 7 mesi ), di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni
Si rimarca che i predetti lavoratori : ,
b) ricevono mensilmente dal datore di lavoro una somma corrispondente alla contribuzione previdenziale ai fini pensionistici a carico del medesimo datore di lavoro , corispondente alla prestazione lavorativa non effettuata, che non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettata a contribuzione previdenziale.
c) per i periodi di riduzione della prestazione lavorativa ai suddetti dipendenti è riconosciuta la contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata. con l’applicazione dell’articolo 41, comma 6, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.che recita :
” Ai fini dell’individuazione della retribuzione da assumere quale base di calcolo per la determinazione delle quote retributive della pensione dei lavoratori che abbiano prestato lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 5, e’ neutralizzato il numero delle settimane di lavoro prestate a tempo parziale, ove cio’ comporti un trattamento pensionistico piu’ favorevole”
d)il datore si lavoro che desidera ,d’intesa con un proprio dipendente a tempo indeterminato , accedere alla facoltà di ricorso al part time , deve dare comunicazione all’INPS e alla Direzione Territoriale del Lavoro della stipulazione del contratto a tempo parziale e della relativa cessazione ,conformandosi alle modalità stabilite dal decreto ,che il MLPS ,di concerto con il MEF ,deve emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilita’
e) l’’INPS, qualora ricorrano i necessari presupposti e requisiti, nei limiti delle risorse disponibili ,riconosce il beneficio previsto dalla norma , secondo le modalità stabilite dal decreto interministeriale di cui alla precedente lettera
f) l’INPS , altresì, provvede al monitoraggio delle domande di accesso al beneficio rimesse c dalle imprese. ,fermo restando che , qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite delle risorse disponibili ,anche in via prospettica, l’Istituto non prenderà in esame ulteriori domande finalizzate all’accesso al beneficio in esame.
LEGGE STABILITA’ 2016:SETTIMA SALVAGUARDIA ESODATI
La legge di stabilita’ dell’anno prossimo ,in vigore dall’1.1.2016 contiene nei commi da 265 a 270 dell’articolo unico la regolamentazione della settima salvaguardia per gli esodati ,che riguardera’ nel 2016 complessivi 26.300 soggetti,impegnando risorse nel limite massimo di 213 milioni di euro per l’anno2016,387 milioni di euro per l’anno 2017 336 milioni di euro per l’anno 2018, 258 milioni di euro per l’anno 2019, 171 milioni di euro per l’anno 2020, 107 milioni di euro per l’anno 2021, 41 milioni di euro per l’anno 2022 e 3 milioni di euro per l’anno 2023.
Si stabilisce che la disciplina della c.d. settima salvaguardia, in relazione alla quale le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, continuano ad applicarsi ai seguenti soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 :
(*)lett.b sono i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e’ risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attivita’ non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
(**)lett.c) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e’ risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivita’ non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
(***)d) i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attivita’ non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
Peraltro, si prevede che per i lavoratori che siano già stati autorizzati ai versamenti volontari in data antecedente all’1.1.2016 e per i quali siano decorsi i termini di pagamento,gli stessi sono riaperti a domanda sino ai dodici mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità.
Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuare entro il terminedi decadenza di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dellas legge di stabilita’ ,si applicanoper ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedentiprovvedimenti in materia di salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011,n. 201,convertito,con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, da ultimo stabilite con decretodelMinistro del lavoro 14.2.2014 ,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89/14
L’INPS provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate
dai lavoratori di cui ai commi da 265 a 270 che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, e provvede a pubblicare nel proprio sito internet , in forma aggregata al fine di rispettare le vigenti disposizioni in materia di tutela dei dati personali, i dati raccolti a seguito dell’attività di monitoraggio, avendo cura di evidenziare le domande accolte,quelle respinte e le relative motivazioni.
Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico delle domande di pensione e dei limiti di spesa anche in via prospettica determinati ai sensi dei commi 265 e 270,primo periodo, l’INPS non prende in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefìci previsti dai commi da 265 a 267.
LEGGE STABILITA’ 2016: ESONERO CONTRIBUTIVO INPS ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO
Di seguito, si evidenziano gli aspetti rilevanti dell’esonero contributivo di cui al titolo ,tenendo conto delle disposizioni contenute nei commi dal 178 al 181 dell’articolo unico della legge di stabilita’ n.208/15 , in vigore dall’1.1.2016
2) Finalità perseguite
3)Datori di lavoro destinatari
4)Cause esclusione esonero
5)Misura, assunzioni rientranti ,durata e modalità per usufruire esonero
6)Natura esonero contributivo
7) Datori di lavoro ammessi ed esclusi esonero contributivo
8)Rapporti di lavoro incentivati.
9) Per lavoro intermittente esonero contributivo escluso
10) Condizioni per il diritto all’esonero contributivo.
11) Contratto di somministrazione ed esonero contributivo
12) Datori di lavoro agricoli ed esonero contributivo
13) Esonero contributivo e subentro contratto appalto
Rapporto tra esonero contributivo ed altre forme di incentivo all’occupazione
Si fa riferimento alle seguenti fonti articolo unico , commi da 179 a 181, della legge stabilita’ anno 2016,in vigore dall’1.1.2016
Promuovere forme di occupazione stabile, attraverso l’esonero dal versamento del 40 per cento
dei complessivi contributi previ-denziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti al-l’INAIL, nel limite
massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua per un periodo massimo di 24 per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato realizzate nel corso del 2016.
Ad eccezione dei titolari di rapporti di apprendistato e lavoro domestico,l’esonero contributivo inps trova applicazione a tutti i datori di lavoro privati ,compresi quelli agricoli , sia pure con misure, condizioni e modalità di finanziamento specifiche ,nonche’ agli enti pubblici non economici ,precisando che il beneficio in questione spetta anche ai datori lavoro non imprenditori
4) Cause esclusione esonero
L’esonero non spetta se:
a)nei sei mesi precedenti l’assunzione, il lavoratore sia stato occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, con contratto a tempo indeterminato (anche di apprendistato ,lavoro domestico ed in somministrazione ;
b) nell’arco dei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2015, il lavoratore assunto abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato (anche di apprendistato ,lavoro domestico, ed in somministrazione) ,con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con società da questi controllate o a questi collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., nonché facenti capo, ancorché per interposta persona, al datore di lavoro medesimo;
c) non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio di cui al comma ovvero di cui all’articolo 1, comma 118, della legge n.190/2014 ,sia già stato usufruito dal datore di lavoro in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato con il medesimo lavoratore
d) per il settore agricolo, le cause di esclusione sono precisate al par. 12 della presente esposizione , cui si rinvia
Ai datori di lavoro spetta l’esonero dal versamento del 40 per cento
massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua per un periodo massimo di 24 per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato realizzate nel corso del 2016,
Per le modalita’, si rinvia all’ apposita circolare, con cui l’Inps ,richiamando le disposizioni del 2015, emanerà le istruzioni per la fruizione della misura di legge in oggetto, con particolare riguardo alle modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro.
Posto che la norma sull’esonero non risulta idonea a determinare un vantaggio a favore di talune imprese o settori produttivi o aree geografiche del territorio nazionale,essa non risulta inquadrabile tra quelle disciplinate dall’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (aiuti concesso dallo Stato ovvero mediante risorse statali). Pertanto , alle relative assunzioni non va applicato né il de minimis né la verifica dell’incremento occupazionale netto.
Come già evidenziato, l’incentivo è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore, ivi compresi i datori di lavoro del settore agricolo e gli enti pubblici economici ,evidenziando che l’esonero contributivo in questione non si applica nei confronti delle pubbliche amministrazioni,come individuabili assumendo a riferimento la nozione e l’elencazione di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001.
Pertanto, il beneficio in oggetto si applica ai seguenti datori di lavoro
a) datori di lavoro imprenditori. ex art. 2082 del codice civile ed ex Cass. SS.UU. 11 aprile 1994, n. 3353.
b)rientrano tra i datori di lavoro destinatari dell’esonero ,come prima accennato , anche gli enti pubblici economici (EPE), tenuto conto che gli stessi, pur essendo dotati di personalità giuridica di diritto pubblico, svolgono in via principale o esclusiva un’attività economica ex art. 2082 cod. civ., in regime di concorrenza con gli altri imprenditori privati che operano nel medesimo settore. Per una disamina sugli enti pubblici economici definibili imprese ai sensi dell’art. 2082 del cod. civ. si rinvia alla circolare n. 40 del 20 febbraio 1996.
c)sono altresì da ricomprendersi tra i datori di lavoro che possono beneficiare dell’incentivo pure gli organismi pubblici che sono stati interessati da processi di privatizzazione (trasformazione in società di capitali), indipendentemente dalla proprietà pubblica o privata del capitale
d) datori di lavoro privati non imprenditori. ,ossia che non svolgono attività imprenditoriale ex art. 2082 cod. civ., quali, ad esempio, associazioni culturali, politiche o sindacali, associazioni di volontariato, studi professionali, ecc..
Sono incentivati i seguenti rapporti di lavoro:
a)ancorché in regime di part-time,tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, compresi quelli con i dirigenti, con l’eccezione di rapporti di apprendistato e di lavoro domestico
b) i rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro ai sensi della legge n. 142/2001.
c)le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, sulla base delle modalità indicate al par .11di questa esposizione
9) Per lavoro intermittente non spetta esonero contributivo
In relazione alla ratio della legge di stabilita’ 2016, che è quella di incentivare l’adozione, nella regolazione dei rapporti di lavoro, della tipologia contrattuale per sua natura caratterizzata da requisiti fondanti di stabilità – il contratto a tempo indeterminato – si ritiene che non possa rientrare fra le tipologie incentivate l’assunzione con contratto di lavoro intermittente o a chiamata, di cui agli articoli 33-40 del d.lgs. n. 276/2003, ancorché stipulato a tempo indeterminato. Al riguardo, si osserva come il lavoro intermittente, anche laddove preveda la corresponsione di un compenso continuativo in termini di indennità di disponibilità (la cui misura è peraltro rimessa alla pattuizione fra le parti), costituisca pur sempre una forma contrattuale strutturalmente concepita allo scopo di far fronte ad attività lavorative di natura discontinua (“svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente … ovvero per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno”, art. 34, comma 1, d.lgs. n. 276/2003), tant’è che, sul piano generale, la durata della prestazione lavorativa è soggetta a limitazioni di legge (“con l’eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il contratto di lavoro intermittente è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore alle quattrocento giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari”, art. 34, comma 3, d.lgs. n. 276/2003). Infine, l’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa, nell’an e nel quantum, è soggetto alla totale discrezionalità delle esigenze produttive del datore di lavoro (“il lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa”, art. 33, comma 1, d.lgs. n. 276/2003).
Insomma , le caratteristiche strutturali del lavoro intermittente, ancorché a tempo indeterminato, risultano decisamente incoerenti con le motivazioni che sorreggono le finalità dell’esonero contributivo , individuate nell’espansione di forme di occupazione basate sulla stabilità della prestazione lavorativa. .
Il diritto all’esonero contributivo risulta subordinato al rispetto dei principi fissati da ultimo dalla legge n. 92 del 2012 (cfr. circ.inps n. 137/2012),così che l’esonero contributivo di cui si tratta non spetta ove ricorra una delle seguenti condizioni
a) l’assunzione viola il diritto di precedenza, fissato dalla legge o dal contratto collettivo di lavoro, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato nell’ambito di un rapporto a tempo indeterminato ovvero cessato da un rapporto a termine. Considerato che la fruizione all’esonero contributivo della legge di stabiulita’ 2016 si può ritenere operante, ferme le altre condizioni, anche laddove il lavoratore venga utilizzato mediante contratto di somministrazione (v. par 11 ), la violazione del predetto diritto di precedenza sussiste anche nel caso di utilizzazione con contratto di somministrazione senza la preventiva offerta di riassunzione al lavoratore licenziato in relazione ad un rapporto a tempo indeterminato ovvero cessato da un rapporto a termine
b) il datore di lavoro ovvero l’utilizzatore con contratto di somministrazione sia interessato da sospensioni dal lavoro con interventi di integrazione salariale straordinaria e/o in deroga, fatti salvi i casi in cui l’assunzione o la somministrazione siano finalizzate all’acquisizione di professionalità diverse rispetto a quelle in possesso dei lavoratori interessati dai predetti provvedimenti. Al riguardo, si ricorda che il rispetto della presente condizione interessa esclusivamente le assunzioni riferite all’unità produttiva interessata dai sopra citati interventi di integrazione salariale
c) l’assunzione riguarda lavoratori licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume, sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari ovvero della sussistenza di rapporti di controllo o collegamento. Detta condizione di esclusione si applica anche all’utilizzatore del lavoratore somministrato. Pertanto, nel caso in cui il lavoratore somministrato, nell’arco dei sei mesi precedenti la decorrenza della somministrazione, abbia avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ovvero una precedente somministrazione con l’utilizzatore, per la nuova assunzione il datore di lavoro (agenzia di somministrazione) non può fruire dell’esonero contributivo triennale. Anche in questo caso, la nozione di datore di lavoro va intesa tenendo in considerazione gli elementi di relazione, controllo e collegamento sopra illustrati, che vanno opportunamente riferiti al datore di lavoro effettivo, coincidente con l’utilizzatoreù
d) l’inoltro della comunicazione telematica obbligatoria di cui al d.m. 30.10.2007 (Unilav, Unisomm, ecc.) inerente l’assunzione risulta effettuata decorsi i termini di legge ,ma , in tal caso, la perdita dell’esonero attiene al periodo compreso fra la data di decorrenza del rapporto di lavoro agevolato e quella dell’inoltro tardivo della comunicazione obbligatoria.
Tuttavia occorre tener presente che in riferimento alla legge n.190/2014,l’ Inps ha sottolineato che,essendo la finalita’ massima ,perseguita attraverso l’esonero contributivo ,quella di consentire un’idonea espansione dell’occupazione a tempo indeterminato ,e’ da notare che sussistono situazioni in presenza delle quali è da ritenere che le assunzioni in parola operate nel rispetto delle complessive condizioni di legge , peraltro illustrate nella circolare n.17/2015 , fruiscono dell’esonero contributivo, a prescindere dalla circostanza che costituiscano attuazione di un obbligo stabilito da norme di legge o di contratto collettivo di lavoro.
Infatti la circolare citata afferma ,a titolo meramente esemplificativo, che potesse fruire dell’esonero contributivo previsto dalla Legge di stabilità 2015 il datore di lavoro che:
1 ) in attuazione dell’obbligo previsto dall’art. 5, comma 4-quater, del d.lgs. n. 368/2001, assuma a tempo indeterminato il lavoratore con il quale, nel corso dei dodici mesi precedenti, ha avuto uno o più rapporti di lavoro a termine per un periodo complessivo di attività lavorativa superiore a sei mesi;
2 ) trasforma un rapporto di lavoro a termine in corso in un rapporto a tempo indeterminato,senza soluzione di continuita’ ,(peraltro avendo titolo al rimborso del contributo per il restante periodo di lavoro a termine non prestato dal lavoratore a seguito della trassformazione a tempo indeterminato)
3) nella sua qualità di acquirente o affittuario di azienda o di ramo aziendale, in attuazione dell’obbligo previsto dall’art. 47, comma 6, della legge n. 428/1990, entro un anno dalla data del trasferimento aziendale(ovvero nel termine piu’ ampio stabilito nell’accordo previsto dalla regolamentazione sul trasferimento d’aziendas), assuma a tempo indeterminato lavoratori a termine che non siano passati alla sue dipendenze.
4) procede all’assunzione dei lavoratori disabili ai sensi dell’art. 3, della legge n. 68/1999 (cfr. circ. n. 137/2012, par. 1.1.1), per cui, nei limiti delle condizioni fissate dallo specifico quadro normativo che riguarda dette assunzioni, l’esonero contributivo della Legge di stabilità 2015 può ritenersi valido anche in queste fattispecie.
Inoltre , la fruizione dell’esonero contributivo in esame per il 2016 ,di cui si tratta, è subordinata al rispetto da parte del datore di lavoro che assume delle condizioni fissate dall’art. 1, commi 1175 e 1176, della legge n. 296/2006, che vengono di seguito elencate:
a) regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza delle violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro. Al riguardo, si tratta delle condizioni alle quali è subordinato il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC), per la cui trattazione si rinvia alle disposizioni adottate in materia dall’Istituto
Infine, la fruizione del diritto all’esonero contributivo triennale è subordinata alla sussistenza, alla data dell’assunzione, delle seguenti condizioni
a) il lavoratore, nel corso dei sei mesi precedenti l’assunzione, non risulti occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, in forza di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ,compreso quello stipulato ex art. 1, comma 118, secondo periodo, legge n. 190/2014 . Al riguardo, si ricorda che, ancorché escluso dall’applicazione dell’esonero contributivo in oggetto, il contratto di apprendistato, seppur soggetto a disciplina speciale, costituisce un rapporto a tempo indeterminato . Pertanto, qualora il lavoratore assunto abbia avuto, nel corso dei sei mesi precedenti l’assunzione un rapporto di lavoro regolato sulla base del contratto di apprendistato, il datore di lavoro non può fruire del presente esonero contributivo triennale. Analoghe considerazioni valgono nel caso in cui il lavoratore assunto abbia avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a scopo di somministrazione ovvero un rapporto di lavoro domestico a tempo indeterminato. Con riferimento, infine, al lavoro intermittente, si osserva come, ferme le indicazioni fornite nell’ambito del par.9 , la circolare Inps n.17/2015 prevede che la sussistenza di un rapporto di lavoro intermittente a tempo indeterminato nell’arco dei sei mesi precedenti la data di assunzione non costituisce condizione ostativa per il diritto all’esonero contributivo triennale recato dalla norma in esame
b) il lavoratore, nel corso dei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2015 (1.10.2015-31.12.2015), non abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con società da questi controllate o a questi collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., nonché facenti capo, ancorché per interposta persona, al datore di lavoro medesimo
Si tratta di una condizione introdotta all’evidente scopo di prevenire comportamenti elusivi della finalità della norma posti in essere nel corso del suo periodo di gestazione al solo scopo di conseguire illegittime riduzioni del costo del lavoro. Per quanto concerne la nozione volta a delimitare il novero dei datori di lavoro assunti a riferimento ai fini dell’applicazione della presente condizione ostativa, si osserva come si tratti di una nozione che presenta profili di sostanziale coincidenza con quella introdotta dall’art. 4, comma 12, lettera d), della legge n. 92/2014 ,sopra riportato. Difatti, il campo di osservazione attiene:
– alle società controllate o collegate, ai sensi dell’art. 2359 c.c., dal/al datore di lavoro che assume;
– a soggetti comunque “facenti capo” al datore di lavoro che assume, condizione che si riscontra nel caso di etero direzione attraverso persona fisica ovvero per via di assetti proprietari coincidenti sotto il profilo sostanziale
c) il lavoratore non deve avere avuto un precedente rapporto di lavoro agevolato, ai sensi della Legge di stabilità 2016 e della legge 190/14 con lo stesso datore di lavoro che assume. Difatti, la legge in esame recita : “L’esonero di cui al presente comma e del comma n.118 della legge 190-14 … non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio … sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato”.
,L’esonero contributivo di cui alla norma qui analizzata spetta anche alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, nell’accezione illustrata nell’ambito della presente circolare, a scopo di somministrazione, ancorché la somministrazione sia resa verso l’utilizzatore nella forma a tempo determinato. In applicazione del principio di cumulo stabilito dall’art. 4, comma 13, della legge n. 92/2012, l’esonero contributivo in oggetto opera in forma unitaria nei periodi in cui il lavoratore abbia prestato l’attività in favore dello stesso soggetto a titolo di lavoro subordinato a tempo indeterminato o somministrato, purché i relativi rapporti di lavoro siano instaurati nel rispetto dei requisiti fissati dal quadro normativo introdotto dalla Legge di stabilità 2016, primo fra i tutti la condizione di assenza di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’arco dei sei mesi precedenti l’assunzione.
– il somministratore Alfa assume a tempo indeterminato, con decorrenza 1° febbraio 2016, il lavoratore per somministrarlo, con la medesima decorrenza, presso l’azienda Beta, fruendo dell’esonero contributivo;
– il predetto rapporto di lavoro si risolve il 31 marzo 2016 (durata dell’esonero contributivo pari a 2 mesi);
– qualora l’azienda Beta assuma a tempo indeterminato il lavoratore potrà fruire dell’esonero contributivo, per la durata residua del periodo massimo di fruizione (pari a 22 mesi, corrispondenti alla differenza fra 24 mesi e i 2 mesi già fruiti per effetto dell’utilizzo indiretto in regime di somministrazione), a condizione che l’assunzione decorra dopo almeno 6 mesi dalla cessazione della somministrazione e che nel corso di questi 6 mesi il lavoratore non abbia avuto rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro.
La legge di stabilita’ 2016 prevede che a decorrere dal primo gennaio 2016, l’esonero contributivo in oggetto si applica anche alle assunzioni a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato, relativi ai lavoratori agricoli che si trovino in una delle seguenti condizioni:
a) che non risultino occupati nel corso dell’anno 2015, in forza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, presso qualsiasi datore di lavoro agricolo. Al riguardo, si precisa che, ancorché escluso dall’applicazione dell’esonero contributivo in oggetto, il contratto di apprendistato costituisce un rapporto a tempo indeterminato, pertanto, qualora il lavoratore assunto abbia avuto nel corso del 2015 un rapporto di lavoro agricolo regolato sulla base del contratto di apprendistato, il datore di lavoro non può fruire del presente esonero contributivo. Analoghe considerazioni valgono nel caso in cui il lavoratore assunto abbia avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a scopo di somministrazione. Viceversa, la sussistenza di un rapporto di lavoro intermittente a tempo indeterminato nel corso dell’anno 2015 non costituisce condizione ostativa per il diritto all’esonero contributivo in esame (cfr. par 9 presente esposizione )
b) che non risultino iscritti negli elenchi nominativi dell’anno 2015 per un numero di giornate di lavoro pari o superiore a 250 giornate, in qualità di lavoratori a tempo determinato presso qualsiasi datore di lavoro agricolo.
– del quadro ordinamentale previsto dalla legge n. 92/2012, nei limiti e sulla base delle istruzioni fornite nell’ambito del par. 10 ;
– della regolamentazione dettata dalla legge n. 296/2006 (possesso del DURC, rispetto dei contratti collettivi di lavoro).
L’esonero contributivo è riconosciuto nel limite delle risorse indicate dalla Legge di stabilità 2015, pari a:
a) nel limite di 1,1 milioni di euro per l’anno 2016, 2,8 milioni di euro per l’anno 2017, 1,8 milioni di euro per l’anno 2018, 0,1 milioni di
euro per l’anno 2019 per i la-voratori con qualifica di impiegati e diri-
b) nel limite di 1,6 milioni di euro per l’anno 2016, 8,8 milioni di euro per l’anno 2017, 7,2 milioni di euro per l’anno 2018, 0,8 milioni e di euro per l’anno 2019,
con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato, decorrenti dal 1º gennaio 2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2016,
Il riconoscimento del diritto alla fruizione dell’esonero contributivo per il settore agricolo è regolato sulla base dell’ordine cronologico di presentazione delle relative istanze. Nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’incentivo, l’Istituto non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione.anche tramite internet
L’ente previdenziale provvede al monitoraggio delle minori entrate valutate con riferimento alla durata dell’incentivo,inviando relazioni mensili al Ministero del la-voro ,al Ministero politiche agricole ed al Mef
13) Esonero contributivo e subentro contratto appalto.
Il datore di lavoro cvhe subentra nell’appalto di servizi e che assume,ancorché in attuazione di un obbligo preesi-stente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante,anche agricolo, fruisce dell’esonero contributivo di cui ai commi dell’art.1 legge stabilita’ 2016 preserva il diritto alla fruizione dell’esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.
LEGGE STABILITA’ CONFERMA DIS-COLL PER ANNO 2016
La conferma dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL) è è prevista dal comma 310 dell’art.unico della legge di stabilita’,in vigore dall’1.1.2016 .
Prima di riportare quanto stabilisce il predetto comma,si ritiene confacente ricordare di seguitole caratteristiche del trattamento previdenziale in parola secondo la disciplina dell’art.15 del dec.legvo n.22/15
1.Periodo di operativita’
La previsione iniziale disponeva che tale indennita’ doveva trovare applicazione ,in via sperimentale , ai nuovi eventi di disoccupazione intervenuti dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015,
Collaboratori coordinati e continuativi ,con esclusione degli amministratori e dei sindaci, iscritti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.
3.Requisiti destinatari
La DIS-COLL e’ riconosciuta ai soggetti di cui al n.2 che
disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del
che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di
c) possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento
e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla meta’
dell’importo che da’ diritto all’accredito di un mese di
4.Calcolo e misura indennita’
La DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati, derivante da rapporti di collaborazione , relativo all’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi.
La DIS-COLL, rapportata al reddito medio mensile è pari al 75 per cento dello stesso reddito nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1195 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Nei casi in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra il reddito medio mensile e il predetto importo. L’indennità mensile non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di euro 1300 nel 2015, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.
A partire dal primo giorno del quinto mese di fruizione ,l’indennità si riduce progressivamente nella misura del 3 per cento al mese.
La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento. Ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. La DIS-COLL non può in ogni caso superare la durata massima di sei mesi.
La richiesta della DIS COLL è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro e spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della richiesta e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.
7.Condizione per ottenere indennita’
. L’erogazione della DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’art.1 comma 2 lett. g) del decreto legislativo 21 aprile 2000 n.181 e successive modificazioni.
8. Prestazioni lavoro dipendente e autonomo
In caso di nuova occupazione del lavoratore con contratto di lavoro subordinato, la DIS-COLL è sospesa d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di cinque giorni; al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a cinque giorni l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa. Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento nell’ambito dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego
Il beneficiario di DIS-COLL che intraprenda un’attività lavorativa autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La DIS-COLL è ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma.
Premesso quanto sopra,si richiama l’attenzione sulle disposizioni in materia di DIS-COLL previste dal comma 310 della Legge di Stabilita’ 2016,secondo cui:
a)l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa(DIS-COLL), è riconosciuta ,nei limiti di 54 milioni di euro ,anche per l’anno 2016, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016.
b)) risulta confermato pure per l’anno 2016,ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della DIS-COLL.
c)per gli episodi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, non si applica la disposizione di cui all’articolo 15, comma 2, lettera c), del citato decreto legislativo n.22 del 2015 secondo cui:”L’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa(DIS-COLL), è riconosciuta ai soggetti che possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’eventodi cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapportodi collaborazione di durata pari almeno ad un mesee che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla meta’dell’importo che da’ diritto all’accredito di un mese di
contribuzione. ”
d)Ai fini dell’applicazione dell’articolo 15 del citato decreto legislativo n. 22 del 2015, comntenenbte la disciplina della DIS-COLL e disposizioni che hanno a riferimento l’anno solare( individuato in un periodo di 365 giorni, che può decorrere da un qualsiasi giorno del calendario ) ,sono da interpretarsi( con effetto retroattivo) come riferite all’anno civile( periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre di un singolo anno )
La suddetta interpretazione,che ,peraltro , consente il superamento della querelle di rappresentanti aziendale e professionisti nei riguardi degli organi istituzionali competenti in materia ,trova applicazione alle seguenti disposizione dell’art.15 sopra richiamato :
Comma 2) Lettera b) Possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;
Comma 2) Lettera c) possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di cui al comma 1 di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione;
Comma 3) La DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati, derivante da rapporti di collaborazione di cui al comma 1, relativo all’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi.
Comma 6) La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento. Ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. La DIS-COLL non può in ogni caso superare la durata massima di sei mesi.
e)la DIS-COLL èriconosciuta, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016,nel limite di 54milioni di euro perl’anno 2016 salvo quanto stabilito dall’ultimo periodo del presente comma.
f)lNPS riconosce il beneficio in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande;
g)nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata della prestazione, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande,fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet;
h)le risorse finanziate dall’articolo 19,comma 1,del decreto-legge 29 novembre 2008,n.185, convertito,con modificazioni, dalla legge 28gennaio 2009, n.2,sono destinate al finanziamento degli interventi previsti dal presente comma nella misura di 54 milioni di euro per l’anno 2016 e di 24milioni di euro perl’anno 2017.
i)Il limite di cui al quinto periodo del presente comma può essere incrementato in misura pari alle risorse residue destinate nell’anno 2016 al finanziamento della DIS-COLL riconosciuta per eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015 e non utilizzate, come accertate con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, da concludersi entro il 31 maggio 2016,computando le presta-zioni in corso al 30 aprile 2016, ai fini del predetto procedimento accertativo, per la loro intera durata teorica, calcolata ai sensi dell’articolo 15, comma 6, del citato decreto legislativo n. 22 del 2015.,che recita:
“6. La DIS-COLL e’ corrisposta mensilmente per un numero di mesi
pari alla meta’ dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che
va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di
sono computati i periodi contributivi che hanno gia’ dato luogo ad
erogazione della prestazione. La DIS-COLL non puo’ in ogni caso
superare la durata massima di sei mesi”
A PROPOSITO ESCLUSIONE REQUISITO 90 GIORNI ANZIANITA ‘AZIENDALE CIGO PER EVENTI OGGETTIVAMENTE NON EVITABILI
Qualche settimana fa il blog ritenne di evidenziare ,che , mentre il MLPS aveva fornito con la circolare n.24/15 primi chiarimenti di competenza sulla disciplina delle integrazioni salariali contenuta nel dec.legvo n.148/15 ,con particolare riferimento agli aspetti della cigs , mancavano le istruzioni da parte dell’Inps ,il che determinava difficolta’ alle aziende ed ai professionisti ,che si trovavano a dover porre in essere gli adempimenti in materia d’integrazione salariale ordinaria senza le istruzioni d’uso su varii aspetti , rimarcando , ad esempio, l’incertezza derivante dall’art.1,comma 2,del dec.levo n.148/15 , che , in caso di eventi oggettivamente non evitabili (es.intemperie stagionali) ,mentre esclude per le imprese del settore industriale il requisito dell’anzianità di effettivo lavoro pari ad almeno 90 giorni , nulla dispone in merito per le imprese artigiane edili e del settore lapideo.
Poiche’ nel frattempo è risultata pubblicata la circolare Inps n.197/15 sulla cigo , si e’ ritenuto consono verificare se e come la stessa avesse chiarito l’aspetto sopra evidenziato.
Sul punto la circolare inps sopra richiamata ha dichiarato :
a)” Altra importante novità riguarda il requisito soggettivo dell’anzianità di effettivo lavoro previsto dall’art. 1 comma 2, cioè l’anzianità di almeno novanta giorni alla data di presentazione della domanda presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento”;
b).” Nello stesso comma 2 dell’art. 1 si prevede un’eccezione a questo principio generale: infatti, per le sole domande relative a trattamenti di cassa integrazione ordinaria per eventi oggettivamente non evitabili nel settore industriale, comprese anche le imprese industriali dell’edilizia e affini e le imprese industriali di escavazione e lavorazione di materiali lapidei, viene esclusa la verifica del requisito dei 90 giorni di anzianità.”
Stante il silenzio anche dell’Inps in proposito ,la conclusione ,malgrado l’ evidente disparita’ di trattamento , è stata di dover ritenere ob torto collo che in caso di ricorso alla cigo da parte delle imprese artigiane dell’edilizia ed affini ,nonche’ di quelle artigiane di escavazione e lavorazione di materiali lapidei , i relativi dipendenti devono possedere l’anzianità di almeno novanta giorni alla data di presentazione della domanda presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.
In seguito all’ approvazione della legge di stabilita’ 2016 pero’ la situazione è mutata , nel senso che si è stabilito il superamento di quella che veniva ritenuta un’ingiustificata disparita’ di trattamento, posto che il comma 308 dell’articolo unico del provvedimento afferma:”All’articolo 1 ,comma 2,secondo periodo,del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le parole: «nel settore industriale» sono soppresse”
Pertanto, si prevede che il rispetto del requisito dell’anzianità lavorativa effettiva di almeno 90 giorni (richiesto per la concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale) è escluso per eventi oggettivamente non evitabili in tutti i settori, non più solo nel settore industriale, come attualmente previsto dall’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 148/2015 .
LEGGE STABILITA’ 2016:NORME RELATIVE AMMORTIZZATORI SOCIALI
Oltre alle disposizioni contenute nel comma 310 dell’articolo unico, riguardanti la DIS-COLL , cui il blog ha dedicato apposito post ,la legge di stabilita’,che attende di essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore dall’1.1.2016, contiene altre quattro norme destinate agli ammortizzatori sociali , con inserite inserite rispettivamente nei commi 304, 305, 307 e 309 dell’articolo unico ,i cui aspetti si espongono di seguito
1)Il comma 304,prevede che,al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro,ai sensi del decreto legislativo 148/15,vengono stanziati per il 2016 250 milioni di euro per essere destinati a finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente
Pertanto, fermo restando quanto disposto dal decreto del Ministro del lavoro
n. 83473/2014 ,nel periodo gennaio-dicembre puo’ essere concessa , per un periodo non superiore a tre mesi, la cig in deroga ,mentre a parziale rettifica di quanto stabilito dall’art.3 del predetto decreto del mlps ,l’indennita’ di mobilita’ in deroga ,nel periodo gennaio-dicembre2016 ,non puo’ essere riconosciuta ai lavoratori che, alla data di decorrenza della stesa, ne abbiano gia ‘beneficiato per almeno tre anni ,anche non continuativi.
Le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano possono disporre la conces- sione dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anchein deroga ai criteri di cui agli articoli 2 e 3 del citato decreto MLPS in misura non superiore al 5 % dellec risorse ad esse attribuite ovvero in misura supet riore imputando gli oneri eccedenti alle fionanze regionali e provinciali nei piani e programmi coerenti con la specifica destinazione,ai sensi dell’art.1. comma 253, della legge n.228/12 e smi.
2) Il comma 305,fa riferimento all’art.46,comma 3 del dec,.legvo 148/2015 ,secondo cui :
." A decorrere dal 1° luglio 2016  e'  abrogato  l'articolo  5  del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.",che concerne i contratti di solidarieta' di secondo tipo ,osia senza l''intervento della cig ,ma del comtributo economico del Mlps pari al 50% della retribuzione persa per la riduzione dell'orario di lavoro,da ripartire in misura pari tra azienda e dipendente.
Con il comma sopra richiamato ,si precisa l’ambito di applicazione della disposizione (art. 46, co. 3, D.Lgs. 148/2015) che prevede l’abrogazione, dal 1° luglio 2016, delle disposizioni concernenti i contratti di solidarietà stipulati dalle imprese che non rientrano nel campo di applicazione dell’art. 1 del D.L. n. 726/1984 (imprese industriali, aziende appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, aziende esercenti attività commerciale, giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti dipendenti da imprese editrici di giornali quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa e, a determinate condizioni, imprese artigiane non rientranti nel campo di applicazione del trattamento straordinario d’integrazione salariale.
Vale a dire che le disposizioni di cui all’articolo 5, commi 5e 8, del dec. legge 148/ 93 ,convertito in legge n.236/93 e smi trovano applicazione perl’intera durata stabilita nei contratti collettiviaziendali, qualora detti contratti siano stati stipulati in data antecedente al 15 ottobre 2015, e, negli altri casi, esclusivamente sinoal 31 dicembre 2016, nel limite massimo di 60 milioni di euro per l’anno 2016.
-3) Il comma 307 prevede l’assegnazione di 18 milioni di euro per la cigs in deroga per il lavoratori del settore pesca nell’anno 2016
4)Il comma 309 precisa per via normativa l’ambito soggettivo di applicazione della nuova disciplina in materia di trattamenti di integrazione salariale, come delineata dal D.Lgs. 148/2015, specificando che rimangono escluse dall’applicazione di tale normativa determinate imprese elencate dall’art. 3 del D.Lgs. C.P.S. 869/1947, che torna dunque in vigore,prevedendo che
" Sono  escluse dalla applicazione delle norme sulla integrazione dei
guadagni degli operai dell'industria:
-  le    imprese    armatoriali    di   navigazione   o   ausiliarie
dell'armamento;  le  imprese ferroviarie, tramviarie e di navigazione
interna;  le  imprese di spettacoli; gli esercenti la piccola pesca e
le imprese per la pesa industriale; le industrie boschive e forestali
e del tabacco;
- le  imprese  artigiane  ritenute  tali agli effetti degli assegni
familiari;  le  cooperative,  i  gruppi,  le compagnie e carovane dei
facchini,  portabagagli,  birocciai  e simili; le imprese industriali
degli enti pubblici, anche se municipalizzate, e dello Stato.
Su  richiesta  delle  Amministrazioni  interessate, con decreto del
Ministro  per  il lavoro e la previdenza sociale, sentito il Comitato
di  cui all'art. 7 del decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre
1945,  n.  788,  le  imprese  industriali degli enti pubblici possono
essere  assoggetate  all'applicazione  delle norme sulla integrazione
dei guadagni degli operai dell'industria"
LEGGE STABILITA’:DETASSAZIONE PREMI RISULTATO E PRODUTTIVITA’ ANNO 2016
La Legge di stabilità ,in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e di entrare in vigore dal primo gennaio prossimo , disciplina nei commi da 182 a 188 dell’articolo unico , il ripristino nel 2016 della detassazione dei premi produttività, per cui risultano stanziati 430 milioni di euro per il 2016 e 589 milioni di euro per gli anni successivi. Inoltre ,la predetta Legge ha previsto anche l’ampliamento della platea di beneficiari, ammettendo all’incentivo i redditi fino a 50mila euro lordi annui ,mentre prima il tetto massimo si era aggirato tra i 30mila ed i 40mila euro, escludendo così i quadri che invece ora possono godere dell’agevolazione fiscale.
Il limite massimo di importo che potrà essere assoggettato a tassazione agevolata del 10%, se legato al raggiungimento di obiettivi di produttività e redditività aziendali, è stato fissato a 2.500 euro (2.000 euro lordi per le aziende che non coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro). Stesso limite e stessa aliquota agevolata (imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%) per gli utili distribuiti dalle aziende ai dipendenti.
La Legge di Stabilità 2016 ha infine stabilito che:
Come in passato, i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione nonché le modalità attuative della nuova disposizione, compresi gli strumenti e le modalità di partecipazione all’organizzazione del lavoro saranno stabiliti con un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Si conclude la presente esposizione ,rimarcando che ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui sopra , le somme e i valori di cui ai commi 87 e 88 devono essere erogati in esecuzione dei contratti aziendali o territoriali di cui all’articolo 51 del decreto legislativo n.81-2015 ,secondo cui: “1. Salvo diversa previsione, ai fini del presente decreto, percontratti collettivi si intendono icontratti collettivi nazionali,territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacalicomparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale e icontratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria.
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