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Timestamp: 2020-07-13 06:08:57+00:00
Document Index: 166904840

Matched Legal Cases: ['art. 282', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 282', 'art. 280', 'art. 275', 'art. 282', 'sentenza ', 'art. 282', 'sentenza ']

Art. 282 bis codice di procedura penale - Allontanamento dalla casa familiare - Brocardi.it
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Articolo 282 bis Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 282 bis Codice di procedura penale
(1)1. Con il provvedimento che dispone l'allontanamento il giudice prescrive all'imputato di lasciare immediatamente la casa familiare, ovvero di non farvi rientro, e di non accedervi senza l'autorizzazione del giudice che procede. L'eventuale autorizzazione può prescrivere determinate modalità di visita.
6. Qualora si proceda per uno dei delitti previsti dagli articoli 570, 571, 572, 582, limitatamente alle ipotesi procedibili d'ufficio o comunque aggravate, 600, 600 bis, 600 ter, 600 quater, 600 septies 1, 600 septies 2, 601, 602, 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 quinquies e 609 octies e 612, secondo comma, 612 bis del codice penale, commesso in danno dei prossimi congiunti o del convivente, la misura può essere disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall'articolo 280, anche con le modalità di controllo previste all'articolo 275 bis(2) .
(1) Il presente articolo è stato inserito dall’art. 1, comma 2, della l. 4 aprile 2001, n. 154.
(2) L'ultimo comma è stato modificato dall’art. 5, comma 1, lett. b), della l. 1 ottobre 2012, n. 172 e, successivamente, dall’art. 2, comma 1, lett. a), del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito dalla l. 15 ottobre 2013, n. 119.
Tale comma è stato ulteriormente modificato dall'art. 16 comma 1 del D.L. 4 ottobre 2018 n. 113, convertito con modificazioni dalla L. 1 dicembre 2018, n. 132.
Il legislatore ha predisposto tale misura cautelare al fine di garantire una maggiore tutela contro il fenomeno dell violenza nelle relazioni familiari.
Spiegazione dell'art. 282 bis Codice di procedura penale
La norma in commento disciplina l'allontanamento dalla casa familiare, misura destinata soprattutto a tutelare i conviventi dell'imputato nei casi di condotte violente.
Tale tutela è disposta ad ampio raggio e ciò si evince sia dal fatto che l'allontanamento è disposto immediatamente in seguito al provvedimento, sia dal atto che con il medesimo provvedimento il giudice può altresì impedire che l'imputato si avvicini a determinati luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese, a meno che la non sussistano precise esigenze lavorative dell'imputato.
Nonostante la scissione dal nucleo familiare, il giudice può comunque imporre all'imputato di pagare periodicamente un assegno, al fine di sopperire ad eventuali inadeguatezze economiche della famiglia da cui ci si allontana. Per assicurare la corresponsione di tali somme il giudice può altresì ordinare che l'assegno sia versato direttamente dal datore di lavoro.
L'ordine di pagamento rappresenta inoltre titolo esecutivo, per cui il beneficiario può andare in esecuzione e quindi provvedere al pignoramento delle somme necessarie.
Il provvedimento di assegnazione segue inoltre la disciplina civilistica, per cui può essere modificato o revocato a seconda dell'evolversi della situazione familiare.
In generale, l'applicazione delle misure qui contemplate deve seguire i limiti di cui all'art. 280. Tuttavia, per i particolari e gravi delitti elencati dal comma 6, la misura può essere disposta anche al di fuori dei limiti tracciati, e quindi anche nei casi in cui il delitto non preveda l'ergastolo o la reclusione superiore nel massimo a tre anni. Il controllo del rispetto delle prescrizioni può essere attuato anche con il braccialetto elettronico di cui all'art. 275 bis.
Massime relative all'art. 282 bis Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 13897/2010
È inidonea ed inadeguata la misura cautelare che impone l'allontanamento dall'ambiente familiare del genitore che assuma un atteggiamento nei confronti dei figlio minore scarsamente apprezzabile come strumento educativo, e tuttavia generalmente ricorrente nei rapporti familiari, quale quello di rivolgergli epiteti ingiuriosi (nella specie quello di “deficiente”), senza che tenga in debito conto delle ripercussioni che possono derivare sull'assetto affettivo e organizzativo della stessa famiglia.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 13897 del 12 aprile 2010)
Cass. pen. n. 20496/2007
La misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare, prevista dall'art. 282 bis c.p.p., non rientrando tra quelle espressamente previste dagli artt. 19 e ss. del D.P.R. 22 settembre 1988 n. 448, non può trovare applicazione nei confronti di soggetto minorenne.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 20496 del 25 maggio 2007)
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