Source: https://www.professioneverniciatore.it/impianti-fuorilegge-parte-ii/
Timestamp: 2019-07-20 01:46:46+00:00
Document Index: 44506251

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art.70', 'art. 69', 'art. 80', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 87']

Impianti fuorilegge (parte II) - Professione Verniciatore
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Presentiamo un altro caso, frutto di una serie di ispezioni effettuate da una ASL lombarda, che hanno dimostrato che la marcatura CE per molti costruttori “disinvolti” è una semplice etichetta appiccicata all’impianto, progettato senza tener conto delle norme sulla prevenzione dei rischi
La quasi totale assenza di controllo del territorio da parte degli organi di vigilanza, frutto di decenni di continue riduzione degli stanziamento pubblici per le risorse umane e finanziarie delle ASL, ha consentito l’enorme proliferazione di costruttori di cabine e impianti di verniciatura nel nostro Paese (ne abbiamo censito oltre 200!), che puntano sui bassi costi costruttivi, a scapito della sicurezza. La marcatura CE per molti costruttori “disinvolti” è una semplice etichetta
appiccicata all’impianto, progettato senza tener conto delle normative tecniche sulla prevenzione dei rischi.
Si tratta di un atteggiamento criminale (il reato è penale!) che, oltre a mettere a rischio la salute dei lavoratori, danneggia pesantemente i costruttori corretti, vittime di una diffusa concorrenza sleale. Nei mesi scorsi in Lombardia per la
prima volta sono stati effettuati dai tecnici ASL dei controlli sugli impianti di verniciatura installati presso alcune aziende, dai quali sono emerse numerose non conformità alle norme di sicurezza e siamo certi che se i controlli venissero allargati ad altre regioni si troverebbero altissime percentuali di inadempienza alla legge. Quando gli organi di vigilanza accertano che un’attrezzatura di lavoro risulta non rispondente a uno o più requisiti essenziali di sicurezza, ne informano immediatamente l’autorità nazionale di sorveglianza del mercato (Ministero dello sviluppo economico e Ministero del Lavoro e Politiche Sociali) per le verifiche tecniche: nei casi lombardi i Ministeri competenti hanno già confermato la
Ricordiamo che, trattandosi di un reato, l’autorità giudiziaria può sequestrare le macchine pericolose su tutto il territorio nazionale.
IL VERBALE DELL’ASL
Avevamo già pubblicato il caso di una cabina a velo d’acqua, riportando il testo quasi integrale della relazione di accertamento di non conformità ai requisiti essenziali di sicurezza ai sensi dell.art. 6, comma 3, del D.Lgs. 27/01/2010, n. 17.
Stavolta pubblichiamo l’esito di un’ispezione effettuata su una cabina di verniciatura a secco, utilizzata per l’applicazione di prodotti vernicianti liquidi. Anche in questo caso non si tratta di una vecchia cabina, sulla quale sarebbe stato comprensibile (ma non giustificato, in quanto la legge impone agli imprenditori di rivalutare i rischi dovuti all’uso delle attrezzature in uso ai lavoratori, anche di quelle costruite prima dell’entrata in vigore delle norme sulla marcatura CE),
trovare qualche non conformità, bensì una cabina di recentissima costruzione (2008).
La cabina di verniciatura ha le seguenti dimensioni: mm 5000 x 4000 x 3000. E’ dotata di n. 2 ventilatori centrifughi della portata dichiarata di 15.000 metri cubi/h ciascuno, montati sul tetto della cabina; la zona di aspirazione è racchiusa
da pannelli di lamiera, mentre il tetto è costituito da pannelli pre-compressi coibentati, la cui parte centrale è aperta per il passaggio di un carroponte.
La cabina è del tipo con apertura frontale e con direzione orizzontale della ventilazione. La spruzzatura del prodotto verniciante avviene con sistema pneumatico. Per effetto della depressione che si crea nella cabina, l’overspray della vernice spruzzata con l’aerografo viene captata da un flusso d’aria disposto in senso ortogonale alla posizione dell’operatore, e fatta passare attraverso filtri a cartone pieghettato/forato e poi attraverso celle filtranti contenenti un materassino in fibre di vetro, distribuite con densità progressiva nel senso del flusso d’aria. Successivamente l’aria filtrata viene fatta passare attraverso gruppi di abbattimento a carboni attivi. L’intasamento dei filtri viene segnalato con apposito dispositivo con allarme luminoso.
Alla spia luminosa inserita nel circuito del pressostato segnalante un calo di rendimento dell’impianto di ventilazione, non è stato anche associato un dispositivo di allarme acustico indicante tale deficienza; tale anomalia risulta anche dallo schema elettrico riportato nel libretto di istruzione ed uso della macchina. La cabina di verniciatura non è dotata di dispositivo di arresto di emergenza che consenta di evitare imminenti situazioni di pericolo. L’intervento del pressostato, segnalante guasti o cali di rendimento dell’impianto di ventilazione, oltre quelli consentiti per evitare la formazione di concentrazione pericolosa di vapori infiammabili, non interblocca il processo di verniciatura; anche dallo schema elettrico del circuito dove è inserito il pressostato non si evince tale possibilità. La rimessa in marcia dell’impianto di ventilazione, dopo un qualsiasi suo arresto, non avviene con azione volontaria di un operatore; per esempio con impianto in esercizio l’apertura degli interruttori al quadretto a monte di quello della cabina provoca l’arresto della ventilazione, ma la successiva chiusura di questi ultimi provoca la messa in esercizio della cabina senza intervento dell’operatore.
Dalla dichiarazione di conformità del costruttore, rilasciata in data 24.04.2008, non emerge che sia stata rispettata la norma di tipo C UNI EN 12215 versione italiana del 07.2005 specifica per tale tipo di cabina. La macchina non è conforme ai seguenti requisiti essenziali di sicurezza previsti dall’allegato I del D.P.R. 459/’96.
Allegato I punto 1.2.3–1.2.4
Il quadro di comando della macchina non prevede un pulsante di marcia e arresto congegnato in maniera tale che una rimessa in marcia dell’impianto di ventilazione dopo un qualsiasi suo arresto avvenga sempre con azione volontaria di un operatore; il quadro di comando della cabina non prevede un interruttore di arresto per emergenza.
Non sono state messe in atto tutte le misure preventive per evitare una concentrazione pericolosa di vapori infiammabili ed impedire il loro innesco; infatti la cabina non è dotata di dispositivo che interblocca, con conseguente segnale acustico, le operazioni di verniciatura quando il pressostato differenziale segnala una deficienza all’impianto di aspirazione (al disotto di quella calcolata per evitare una formazione pericolosa di prodotti infiammabili). Non risultano
altresì che siano stati previsti contatti disponibili (puliti) nel circuito del pressostato dove l’utilizzatore avrebbe potuto intercettare l’alimentazione elettrica del sistema pneumatico di spruzzatura, in quanto tale ultimo accorgimento doveva
essere segnalato anche nel libretto d’uso e manutenzione della macchina; sono state altresì installate nel volume della cabina due sorgenti luminose xxxxx IP 66 non rispondente al DPR 126/’98 e quindi non idonee per aree con pericolo di esplosione; esse non esercitano nessuna protezione per gas e vapori ma solo per solidi e liquidi.
Nella marcatura della macchina non sono state previste le seguenti ulteriori informazioni, compatibili con la buona tecnica, che possono essere indispensabili alla sicurezza in esercizio della macchina compatibili con le norme di buona tecnica:
a) quantità max di solvente infiammabile contenuto nel prodotto verniciante applicato in un’ora e relativa indicazione del LEL;
b) portata d’aria (in metri cubi/h);
c) potenza installata (KW);
d) dimensione massima dei pezzi da verniciare;
e) velocità dell’aria (m/s).
a) i posti di lavoro che possono essere occupati dagli operatori;
b) le modalità di trasporto e massa della cabina;
c) tipi e quantità massima di solventi infiammabili contenuti nel prodotto verniciante applicato in un’ora;
d) condizioni di utilizzazioni previste (contrariamente a quanto indicato nel libretto di istruzione d’uso si tratta di cabina aperta con direzione orizzontale della ventilazione e non di cabina chiusa con ventilazione verticale).
Prescrizione di reato adottate nei confronti dell’utilizzatore
Prescrizione alla violazione dell’art.70 comma 1 del DLgs 81/08. E’ stata messa a disposizione dei lavoratori un’attrezzatura consistente in una cabina di verniciatura a secco per l’applicazione manuale di prodotti vernicianti liquidi ed operatore all’interno, non conforme alle disposizioni legislative e regolamentari di recepimento della relativa direttiva comunitaria di prodotto in quanto:
a) l’avviamento del suo impianto di ventilazione può avvenire anche senza un’azione volontaria su un dispositivo di comando, infatti la chiusura dell’interruttore generale, a monte del quadretto di alimentazione cabina, dopo una sua apertura, provoca la messa in esercizio involontaria di tale impianto;
b) la cabina di verniciatura non è dotata di dispositivo di arresto di emergenza che consenta di evitare imminenti situazioni di pericolo;
c) non sono state messe in atto tutte le misure preventive per evitare una concentrazione pericolosa di vapori infiammabili ed impedire il loro innesco, infatti la cabina non è dotata di dispositivo che interblocca le operazioni di verniciatura quando il pressostato differenziale segnala una deficienza all’impianto di aspirazione;
d) le due sorgenti luminose installate nel volume della cabina dove durante le operazioni di verniciatura si possono formare zone con pericolo di esplosione, non sono idonee per tali zone in quanto esse avendo un grado di protezione IP66 non esercitano nessuna protezione per gas o vapori ma solo per solidi e liquidi.
Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008 – Supplemento Ordinario n. 108
Art. 70 – Requisiti di sicurezza
4. Qualora gli organi di vigilanza, nell’espletamento delle loro funzioni ispettive, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, accertino che un’attrezzatura di lavoro messa a disposizione dei lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio ai sensi della direttiva di prodotto, in tutto o in parte, risulta non rispondente a uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 2, ne informano immediatamente l’autorità nazionale di sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto.
In tale caso le procedure previste dagli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, vengono espletate:
L’applicazione del D.Lgs. 81/2008, che sostituisce il D.Lgs. 626/94 in materia di sicurezza sul lavoro, pone gli imprenditori nella condizione di dover rivalutare i rischi dovuti all’uso delle attrezzature in uso ai lavoratori (artt. 70 e 71).
Come “attrezzatura di lavoro” si considera “qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro” (art. 69 c.1 lettera a) e quindi anche gli impianti elettrici e le apparecchiature elettriche in genere.
E’ necessario che queste attrezzature siano progettate, costruite, installate, utilizzate e manutenute in modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica (art. 80). Il datore di lavoro ha il dovere di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti di cui all’articolo 70, idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi (art. 71 c.1), di sottoporle ad idonea manutenzione al fine di garantirne nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza e verificare che siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione. Qualora dall’analisi del rischio effettuata sulle attrezzature si evidenzino carenze in tal senso, le
attrezzature devono essere assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza (art. 71 c.4). La periodicità delle verifiche è stabilita dallo stesso datore di lavoro, sulla base della valutazione del rischio recedentemente
citata, in relazione alla tipologia dell’attrezzatura, del suo stato d’uso, dei rischi specifici e delle indicazioni del fabbricante riportate nel manuale d’uso, nonché a titolo consultivo, da guide degli Enti normativi che suggeriscono periodicità
annuali/biennali. La non osservanza di tali obblighi comporta l’applicazione delle sanzioni previste all’art. 87 che vanno dall’arresto da due a sei mesi o dall’ammenda da 1.000 a 10.000 euro per ogni violazione accertata.
La norma si applica alle cabine di verniciatura per l’applicazione di prodotti vernicianti liquidi organici e tratta tutti i pericoli significativi, pertinenti le cabine stesse, quando utilizzate secondo l’uso proprio e nelle condizioni previste dal fabbricante.
Una cabina di verniciatura è un insieme costituito da differenti componenti tra loro collegati e riuniti all’interno di una struttura parzialmente o totalmente chiusa (delimitata da pareti, definita spazio): ventilazione forzata per mezzo di una o più ventole; filtro a secco o sistemi di lavaggio ad umido; dispositivi di misurazione e di comando; impianto di riscaldamento dell’aria di ventilazione; dispositivi automatici antincendio; dispositivi di allarme; apparecchiature elettriche.
– le aree di spruzzatura (spazi per l’applicazione di prodotti vernicianti liquidi organici che sono limitati soltanto da una parete laterale utilizzata per l’estrazione dell’aria di scarico).
– le cabine di verniciatura combinate (norma EN 13355).
– le pareti che delimitano le cabine di verniciatura, se parti integranti dell’edificio;
– la stanza di lavoro o l’edificio utilizzato per la verniciatura a spruzzo di articoli di grandi dimensioni (per esempio: aerei);
– le apparecchiature di spruzzatura utilizzate nelle cabine di verniciatura trattate nelle norme EN 1953, EN 50050 e EN 50176.
– le cabine di verniciatura che sono parte di installazioni complesse.
La norma contiene:
l’elenco dei pericoli significativi che necessitano di un’azione volta ad eliminare o ridurre il rischio; i requisiti e/o le misure di sicurezza; le modalità di verifica di tali requisiti e/o misure di sicurezza; le prescrizioni
relative alle informazioni per l’uso che il costruttore deve fornire contestualmente all’impianto.
Pericoli di natura elettrica
Pericoli di natura termica
Pericoli provocati dal rumore
Pericoli derivanti da sostanze pericolose
Le cabine chiuse devono essere progettate in modo che in caso di emergenza l’operatore possa trovare l’uscita in un tempo minimo senza ostacoli od ostruzioni sul suo cammino. Sono previste specifiche prescrizioni per il numero, la conformazione e la dislocazione delle porte.
Le tubazioni del fluido e i sistemi pressurizzati devono essere conformi ai requisiti della EN 982 ed EN 983. Gli apparecchi di spruzzatura devono essere conformi alle specifiche stabilite dalla EN 1953.
Scale a pioli, passerelle e passamano in dotazione alle cabine di verniciatura devono essere conformi alle norme EN ISO 14122-2, EN ISO 14122-3 ed EN ISO 14122-4.
L’isolamento degli apparecchi elettrici deve essere resistente ai solventi e agli altri fluidi. Gli apparecchi elettrici devono essere protetti contro l’influenza meccanica esterna. Tutte le parti meccaniche conduttive devono essere collegate alla messa a terra.
L’accesso alle zone pericolose in cui è ubicata l’apparecchiatura automatica elettrostatica deve essere impedito durante il funzionamento. Tutti i sistemi e gli apparecchi rilevanti per la sicurezza devono essere realizzati in modo tale
da non poter essere influenzati dall’interazione con i campi elettromagnetici.
La EN ISO 11688-1 fornisce le informazioni tecniche generali sui regolamenti tecnici e i mezzi per la progettazione di macchinari a basso rumore.
La EN ISO 11688-2 fornisce utili informazioni sui meccanismi di generazione del rumore nel macchinario.
Per quanto riguarda le emissioni acustiche dei compressori d’aria e degli apparecchi di verniciatura fare riferimento alla EN 1012-1 ed EN 1953.
Nelle cabine di spruzzatura per l’applicazione manuale, la prevenzione dell’inalazione di nebulizzazioni e vapori di solventi deve essere eseguita riducendo la concentrazione nella zona di lavoro dell’operatore al di sotto dei limiti di esposizione previsti dalla vigente normativa.
Nelle cabine di verniciatura senza operatore i pericoli di inalazione sussistono soltanto quando l’operatore deve entrare all’interno della cabina di verniciatura per scopi di regolazione, comando o manutenzione.
Si devono evitare le fuoriuscite di aria contenente vapori di solventi in quantita’ o concentrazioni pericolose dalla cabina di verniciatura all’ambiente di lavoro circostante.
Nelle cabine per l’applicazione manuale, il flusso d’aria deve essere omogeneo e diretto per assicurare che l’operatore non possa inalare aria contaminata da prodotti vernicianti liquidi organici a livelli pericolosi. Nelle cabine ventilate verticalmente, il flusso d’aria deve essere diretto verso il basso. Nelle cabine per l’applicazione manuale la velocità dell’aria (a cabina vuota) deve avere i seguenti valori: cabina chiusa o aperta in alto, almeno 0,3 m/s; cabina aperta frontalmente, almeno 0,5 m/s; cabina ventilata verticalmente con pozzo di lavoro, almeno 0,3 m/s. velocità dell’aria inferiori a quelle sopra riportate dovrebbero essere accettate in ogni caso quando è stato dimostrato che la tutela della
salute dell’operatore è garantita (ad esempio, se il prodotto verniciante utilizzato non contiene alcuna sostanza tossica o se le velocità elevate dell’aria sono in contraddizione con i requisiti del processo tecnico di applicazione; in quest’ultimo caso potrebbe essere necessario l’uso di dispositivi di protezione della respirazione. I sistemi di comando elettronico, monitoraggio e misurazione utilizzati nelle funzioni relative alla sicurezza per evitare la formazione di gas
e vapori pericolosi e atmosfere esplosive, devono soddisfare i requisiti della EN 954-1 categoria 3 e della EN 1088. Quando si utilizzano computer o PLC per le funzioni relative alla sicurezza, tutti i malfunzionamenti devono essere
rilevati e produrre un’esclusione di corrente che lasci la cabina di verniciatura in condizioni di sicurezza. Le cabine di verniciatura devono essere dotate di un dispositivo per rilevare eventuali deterioramenti nel rendimento dell’impianto di ventilazione, per esempio: interruttore della pressione differenziale. Il dispositivo dotato di allarme acustico e visivo deve indicare eventuali perdite di prestazione (come quelle causate dall’intasamento dei filtri) al disotto della velocità
specificata per la ventilazione forzata. Il calo di rendimento non deve superare il 10%. La cabina di verniciatura deve essere provvista di un dispositivo che interblocchi la ventilazione forzata e le operazioni di riscaldamento e verniciatura. Il dispositivo di interblocco non deve impedire il funzionamento della ventilazione forzata dopo la normale verniciatura, finchè l’atmosfera interna sia sicura. I dispositivi di riscaldamento che utilizzano sostanze combustibili devono essere conformi alle norme specifiche EN 746-1, EN 746-2 ed EN 525.
Alcuni esempi di requisiti di sicurezza e misure contro l’incendio e l’esplosione
Tutte le cabine di verniciatura che processano sostanze organiche infiammabili devono essere equipaggiate con un sistema antincendio manuale o automatico. Tutte le cabine di verniciatura automatica devono
essere equipaggiate con un dispositivo automatico di segnalazione incendi. In caso di incendio la ventilazione forzata deve essere arrestata automaticamente, l’alimentazione di prodotto verniciante liquido deve essere interrotta, e dove applicabile, le serrande antincendio devono essere chiuse. Le cabine di verniciatura automatica in cui si esegue la verniciatura elettrostatica devono essere equipaggiate con un dispositivo antincendio automatico (vedere EN 50176).
Per impedire una rapida propagazione dell’incendio, tutti gli elementi della struttura della cabina di verniciatura e l’equipaggiamento devono essere conformi ai requisiti di prevenzione incendio e di protezione delle macchine descritti nella EN 13478.
Le misure per prevenire il rischio di esplosione devono essere tali da mantenere la concentrazione di sostanze infiammabili al di sotto del LEL per mezzo della ventilazione forzata e di eliminare o ridurre le sorgenti di accensione. Nelle cabine di verniciatura con operatore la concentrazione di sostanze infiammabili deve essere limitata ad un valore del 25 % LEL massimo; Nelle cabine di verniciatura senza operatore la concentrazione di sostanze infiammabili deve
essere limitata ad un valore del 50 % LEL massimo; cio’ si applica agli impianti di ricircolo dell’aria.
La classificazione in zone pericolose è una parte integrante del concetto di sicurezza per la prevenzione dell’esplosione.
Nel caso di valori della concentrazione di sostanze infiammabili al di sotto del 25 % del LEL il volume interno della cabina di verniciatura, incluse le condotte per il ricircolo e lo scarico dell’aria e i volumi esterni entro una distanza di 1 m dalle aperture permanenti, è classificato come zona 2.
Nel caso di valori della concentrazione di sostanze infiammabili compresi tra il 25 % e il 50 % del LEL, il volume interno della cabina di verniciatura, incluse le condotte per il ricircolo e lo scarico dell’aria, è classificato come zona 1;
Nel caso di valori della concentrazione di sostanze infiammabili compresi tra il 25 % e il 50 % del LEL, i volumi esterni entro una distanza di 1 m dalle aperture permanenti sono classificati
come zona 2.
Se la concentrazione calcolata dei solventi infiammabili è uguale o superiore al 25 % del LEL, la cabina di verniciatura deve essere equipaggiata o con dispositivi di sfogo per l’esplosione, oppure con un dispositivo di misurazione della concentrazione che arresta l’alimentazione di sostanze infiammabili se la concentrazione è uguale o superiore al 50 % del LEL.
L’equipaggiamento elettrico installato e situato in zona 1 deve rientrare almeno nella categoria 2 ed essere conforme alle norme EN 60079- 0, EN 50015, EN 50016, EN 50017, EN 60079- 1, EN 60079-7, EN 50020, EN 60079-18 ed EN
60079-25 nel modo appropriato.
L’equipaggiamento elettrico installato e situato in zona 2 deve rientrare almeno nella categoria 3 ed essere conforme alle norme EN 60079- 0 e EN 60079-15.
Tutti gli equipaggiamenti non elettrici e i componenti installati e situati in atmosfere potenzialmente esplosive devono essere progettati e realizzati in conformità alla buona pratica di progettazione tecnica e devono essere sottoposti
ad una valutazione del pericolo di accensione in conformità a quanto previsto in 5.2 della EN 13463-1:2001 per assicurare la protezione richiesta. L’equipaggiamento deve soddisfare i requisiti della EN 13463-1 e della EN 13463-5.
La predisposizione e l’efficienza dei dispositivi di protezione, in conformità alle norme e alle specifiche relative a questo tipo di cabina di verniciatura per l’applicazione di prodotti vernicianti liquidi organici saranno eseguite verificandone
la presenza e il funzionamento.
La conformità ai requisiti della EN 60204-1 e della EN 50050 deve essere verificata. Accertarsi che i ripari siano installati al fine d’impedire l’accesso alle zone pericolose e che i dispositivi di interblocco siano funzionanti. Controllare che le parti elettriche ed elettroniche siano installate in conformità alle specifiche del fabbricante.
La verifica delle velocità dell’aria richieste deve essere eseguita in conformità all’appendice D.
La presenza della funzione e l’etichettatura del dispositivo di sicurezza devono essere verificate mediante esame visivo.
Il fabbricante dei generatori d’aria a gas a fiamma diretta deve fornire una dichiarazione di conformità con le prove richieste nella EN 746- 2 per il bruciatore. L’esame visivo e le prove devono essere eseguite per garantire che sia installato un interblocco effettivo tra la ventilazione forzata e l’ingresso del gas nel bruciatore. Il corretto funzionamento del sistema d’allarme deve essere verificato per assicurare che sia disponibile il tempo sufficiente per permettere all’operatore di uscire dalla cabina di verniciatura prima dell’attivazione del sistema automatico antincendio, se esistente.
Nelle cabine di verniciatura senza operatore la concentrazione di solventi infiammabili espressi in percentuale del LEL (CLEL) deve essere calcolata in conformità all’appendice B. In base al valore calcolato di CLEL si devono eseguire le
seguenti misurazioni della concentrazione:
se il 10 % < CLEL calcolato = 25%: la/le misurazione(i) deve/devono essere eseguita (e) nel condotto di scarico dell’aria;
se il 25 % < CLEL calcolato = 50%: si deve eseguire la misurazione: all’interno della cabina di verniciatura nei punti definiti per la misurazione della velocità dell’aria (vedere appendice D ); nel/nei condotto/i di scarico dell’aria.
Le misurazioni devono essere eseguite utilizzando un esplosimetro nelle condizioni d’uso (temperatura, pressione, umidità…) specificate dal fabbricante dell’apparecchio.
Le misurazioni non devono essere eseguite tra la pistola di spruzzatura e il pezzo o in sua prossimita’.
La conformità dell’equipaggiamento elettrico e non elettrico alle categorie richieste per la protezione contro l’accensione deve essere verificata prima della messa in servizio.
esporre un cartello “Vietato fumare” su tutte le porte d’entrata della cabina di verniciatura, all’interno e all’esterno, oppure sulle pareti esterne della cabina aperta frontalmente;
raccomandare l’uso di personale qualificato ed autorizzato per eseguire le regolazioni relative alla cabina di verniciatura, per le condizioni d’esercizio conformi alle specifiche del fabbricante;
situare la posizione di lavoro dell’operatore in atmosfera non contaminata (nel caso di cabine di verniciatura con ventilazione orizzontale);
utilizzare dispositivi di posizionamento per i pezzi, al fine di mantenere l’operatore in un’atmosfera salubre, se necessario;
Il manuale d’uso deve indicare all’utilizzatore che:
la ventilazione forzata deve essere mantenuta finché la concentrazione di sostanze pericolose è al di sotto dei limiti di esposizione, prima di entrare nella cabina di verniciatura automatica per eventuali operazioni di regolazione, riparazione
controllare ad intervalli regolari la messa a terra della cabina di verniciatura e dei pezzi;
applicare le precauzioni di sicurezza da adottare nelle fasi non operative se una fiamma libera, un oggetto incandescente, un apparecchio o un articolo in grado di generare scintille viene portato nella cabina di verniciatura per un lavoro di manutenzione, (per esempio la pulizia completa della cabina di verniciatura per rimuovere i depositi di vernice);
seguire le istruzioni precise per la manutenzione dei dispositivi di riscaldamento e particolarmente la periodicita’ della manutenzione;
attenersi alle indicazioni sugli intervalli per la sostituzione dei filtri e la pulizia dei condotti di scarico;
Nome e indirizzo del fabbricante.
Tipo di cabina di verniciatura
Metodo di applicazione della vernice per il quale
è progettata la cabina di verniciatura (per esempio:
aria compressa, elettrostatica, ecc.; si deve
indicare se di tipo automatico o manuale).
Portata del flusso d’aria ……… m3/h
Elettrica……………… (kVA)
Quantità massima di solvente infiammabile,
contenuto nel prodotto verniciante, applicabile
in un’ora, con indicazione del LEL come definito
in appendice B.
Impianti fuorilegge (parte II) – 03/02/2012
Presentiamo un altro caso, frutto di una serie di ispezioni effettuate da una ASL lombarda, che hanno dimostrato che la marcatura CE per molti costruttori ”disinvolti” è una semplice etichetta appiccicata all’impianto, progettato senza tener conto delle norme sulla prevenzione dei rischi
CLP: parte l’etichettatura globale e iniziano i trucchi commerciali