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Timestamp: 2020-07-13 01:49:25+00:00
Document Index: 11088103

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Avvocato Lorenzo Tornielli, studio legale in Melegnano (Milano): MODIFICHE AL CODICE PENALE E AL CODICE DI PROCEDURA PENALE IN MATERIA DI FORMAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PROVA IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE COSTITUZIONALE DI RIFORMA DELL'ARTICOLO 111 DELLA COSTITUZIONE.
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IL TESTO DELLA LEGGE 63/2001
AL VIA DAL 6 APRILE 2001 IL NUOVO REGIME DELLA PROVA
Legge 1° marzo 2001 n. 63
1. All'articolo 12, comma 1, lettera c), del codice di procedura penale[1], le parole da: "o in occasione" fino alla fine sono soppresse.
2. All'articolo 17, comma 1, alinea, del codice di procedura penale le parole: "quando non pregiudichi la rapida definizione degli stessi" sono sostituite dalle seguenti: "quando non determini un ritardo nella definizione degli stessi".
3. All'articolo 17, comma 1, del codice di procedura penale, le lettere c) e d) sono sostituite dalla seguente:
"c) nei casi previsti dall'articolo 371, comma 2, lettera b)".
4. All'articolo 371, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, le parole da: "ovvero" fino alla fine sono soppresse.
5. All'articolo 371, comma 2, del codice di procedura penale, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
"b) se si tratta di reati dei quali gli uni sono stati commessi in occasione degli altri, o per conseguirne o assicurarne al colpevole o ad altri il profitto, il prezzo, il prodotto o l'impunità, o che sono stati commessi da più persone in danno reciproco le une delle altre, ovvero se la prova di un reato o di una sua circostanza influisce sulla prova di un altro reato o di un'altra circostanza".
1. All'articolo 64 del codice di procedura penale, il comma 3 è sostituito dai seguenti:
"3. Prima che abbia inizio l'interrogatorio, la persona deve essere avvertita che:
b) salvo quanto disposto dall'articolo 66, comma 1[2], ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, ma comunque il procedimento seguirà il suo corso;
3-bis. L'inosservanza delle disposizioni di cui al comma 3, lettere a) e b), rende inutilizzabili le dichiarazioni rese dalla persona interrogata. In mancanza dell'avvertimento di cui al comma 3, lettera c), le dichiarazioni eventualmente rese dalla persona interrogata su fatti che concernono la responsabilità di altri non sono utilizzabili nei loro confronti e la persona interrogata non potrà assumere, in ordine a detti fatti, l'ufficio di testimone".
1. All'articolo 190-bis del codice di procedura penale, il comma 1 è sostituito dal seguente:
"1. Nei procedimenti per taluno dei delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis[3], quando è richiesto l'esame di un testimone o di una delle persone indicate nell'articolo 210 e queste hanno già reso dichiarazioni in sede di incidente probatorio o in dibattimento nel contraddittorio con la persona nei cui confronti le dichiarazioni medesime saranno utilizzate ovvero dichiarazioni i cui verbali sono stati acquisiti a norma dell'articolo 238, l'esame è ammesso solo se riguarda fatti o circostanze diversi da quelli oggetto delle precedenti dichiarazioni ovvero se il giudice o taluna delle parti lo ritengono necessario sulla base di specifiche esigenze".
1. All'articolo 195 del codice di procedura penale, il comma 4 è sostituito dal seguente:
"4. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria non possono deporre sul contenuto delle dichiarazioni acquisite da testimoni con le modalità di cui agli articoli 351 e 357, comma 2, lettere a) e b)[4]. Negli altri casi si applicano le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 del presente articolo".
1. All'articolo 197, comma 1, del codice di procedura penale, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti:
"a) i coimputati del medesimo reato o le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12, comma 1, lettera a), salvo che nei loro confronti sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444[5];
b) salvo quanto previsto dall'articolo 64, comma 3, lettera c), le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12, comma 1, lettera c), o di un reato collegato a norma dell'articolo 371, comma 2, lettera b), prima che nei loro confronti sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444[6]".
1. Dopo l'articolo 197 del codice di procedura penale è inserito il seguente:
"Art. 197-bis. - (Persone imputate o giudicate in un procedimento connesso o per reato collegato che assumono l'ufficio di testimone). - 1. L'imputato in un procedimento connesso ai sensi dell'articolo 12 o di un reato collegato a norma dell'articolo 371, comma 2, lettera b), può essere sempre sentito come testimone quando nei suoi confronti è stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444.
6. Alle dichiarazioni rese dalle persone che assumono l'ufficio di testimone ai sensi del presente articolo si applica la disposizione di cui all'articolo 192, comma 3[7]".
1. All'articolo 203 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1-bis. L'inutilizzabilità opera anche nelle fasi diverse dal dibattimento, se gli informatori non sono stati interrogati né assunti a sommarie informazioni".
1. All'articolo 210 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel comma 1, dopo le parole: "a norma dell'articolo 12," sono inserite le seguenti: "comma 1, lettera a)," e dopo la parola: "separatamente" sono inserite le seguenti: "e che non possono assumere l'ufficio di testimone";
b) nel comma 5, le parole: "194[8], 195, 499 e 503" sono sostituite dalle seguenti: "194, 195, 498, 499 e 500";
"6. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche alle persone imputate in un procedimento connesso ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera c), o di un reato collegato a norma dell'articolo 371, comma 2, lettera b), che non hanno reso in precedenza dichiarazioni concernenti la responsabilità dell'imputato. Tuttavia a tali persone è dato l'avvertimento previsto dall'articolo 64, comma 3, lettera c), e, se esse non si avvalgono della facoltà di non rispondere, assumono l'ufficio di testimone. Al loro esame si applicano, in tal caso, oltre alle disposizioni richiamate dal comma 5, anche quelle previste dagli articoli 197-bis e 497[9]".
2. All'articolo 363, comma 1, del codice di procedura penale le parole: "3 e 4" sono sostituite dalle seguenti: "3, 4 e 6".
"2-bis. Nei casi previsti dai commi 1 e 2 i verbali di dichiarazioni possono essere utilizzati contro l'imputato soltanto se il suo difensore ha partecipato all'assunzione della prova o se nei suoi confronti fa stato la sentenza civile.";
"3. È comunque ammessa l'acquisizione della documentazione di atti che non sono ripetibili. Se la ripetizione dell'atto è divenuta impossibile per fatti o circostanze sopravvenuti, l'acquisizione è ammessa se si tratta di fatti o circostanze imprevedibili.";
"4. Al di fuori dei casi previsti dai commi 1, 2, 2-bis e 3, i verbali di dichiarazioni possono essere utilizzati nel dibattimento soltanto nei confronti dell'imputato che vi consenta; in mancanza di consenso, detti verbali possono essere utilizzati per le contestazioni previste dagli articoli 500 e 503".
1. All'articolo 267 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
"1-bis. Nella valutazione dei gravi indizi di reato si applica l'articolo 203".
1. All'articolo 273 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
"1-bis. Nella valutazione dei gravi indizi di colpevolezza si applicano le disposizioni degli articoli 192, commi 3 e 4, 195, comma 7, 203 e 271, comma 1[10]".
1. All'articolo 294 del codice di procedura penale, il comma 4 è sostituito dal seguente:
"4. Ai fini di quanto previsto dal comma 3, l'interrogatorio è condotto dal giudice con le modalità indicate negli articoli 64 e 65[11]. Al pubblico ministero e al difensore, che ha obbligo di intervenire, è dato tempestivo avviso del compimento dell'atto".
1. All'articolo 351 del codice di procedura penale, al comma 1, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: "Si applicano le disposizioni del secondo e terzo periodo del comma 1 dell'articolo 362".
2. All'articolo 362 del codice di procedura penale, al comma 1, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: "Si applicano le disposizioni degli articoli 197, 197-bis, 198, 199, 200, 201, 202 e 203[12]".
1. All'articolo 456, comma 3, del codice di procedura penale, la parola: "venti" è sostituita dalla seguente: "trenta".
2. All'articolo 458, comma 1, del codice di procedura penale, le parole: "entro sette giorni" sono sostituite dalle seguenti: "entro quindici giorni".
1. All'articolo 499 del codice di procedura penale, il comma 6 è sostituito dal seguente:
"6. Durante l'esame, il presidente, anche di ufficio, interviene per assicurare la pertinenza delle domande, la genuinità delle risposte, la lealtà dell'esame e la correttezza delle contestazioni, ordinando, se occorre, l'esibizione del verbale nella parte in cui le dichiarazioni sono state utilizzate per le contestazioni".
1. L'articolo 500 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:
"Art. 500. - (Contestazioni nell'esame testimoniale). - 1. Fermi i divieti di lettura e di allegazione, le parti, per contestare in tutto o in parte il contenuto della deposizione, possono servirsi delle dichiarazioni precedentemente rese dal testimone e contenute nel fascicolo del pubblico ministero. Tale facoltà può essere esercitata solo se sui fatti o sulle circostanze da contestare il testimone abbia già deposto.
6. A richiesta di parte, le dichiarazioni assunte dal giudice a norma dell'articolo 422[13] sono acquisite al fascicolo del dibattimento e sono valutate ai fini della prova nei confronti delle parti che hanno partecipato alla loro assunzione, se sono state utilizzate per le contestazioni previste dal presente articolo. Fuori dal caso previsto dal periodo precedente, si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 4 e 5.
7. Fuori dai casi di cui al comma 4, su accordo delle parti le dichiarazioni contenute nel fascicolo del pubblico ministero precedentemente rese dal testimone sono acquisite al fascicolo del dibattimento".
1. All'articolo 503, comma 4, del codice di procedura penale, le parole: "dell'articolo 500, comma 3" sono sostituite dalle seguenti: "dell'articolo 500, comma 2".
1. All'articolo 513 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "salvo che ricorrano i presupposti di cui all'articolo 500, comma 4";
b) nel comma 2, dopo la parola: "210" sono inserite le seguenti parole: ", comma 1".
1. All'articolo 526 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1-bis. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'esame da parte dell'imputato o del suo difensore".
1. Dopo l'articolo 377 del codice penale è inserito il seguente:
"Art. 377-bis. - (Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria). - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con violenza o minaccia, o con offerta o promessa di denaro o di altra utilità, induce a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci la persona chiamata a rendere davanti alla autorità giudiziaria dichiarazioni utilizzabili in un procedimento penale, quando questa ha la facoltà di non rispondere, è punito con la reclusione da due a sei anni".
1. All'articolo 384, secondo comma, del codice penale[14], la parola: "ovvero" è sostituita dalle seguenti: "ovvero non avrebbe potuto essere obbligato a deporre o comunque a rispondere o".
1. All'articolo 32 delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni, approvate con decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448[15], il comma 1 è sostituito dal seguente:
"1. Nell'udienza preliminare, prima dell'inizio della discussione, il giudice chiede all'imputato se consente alla definizione del processo in quella stessa fase, salvo che il consenso sia stato validamente prestato in precedenza. Se il consenso è prestato, il giudice, al termine della discussione, pronuncia sentenza di non luogo a procedere nei casi previsti dall'articolo 425 del codice di procedura penale o per concessione del perdono giudiziale o per irrilevanza del fatto".
1. All'articolo 13, comma 1, del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203[16], dopo il primo periodo è inserito il seguente: "Nella valutazione dei sufficienti indizi si applica l'articolo 203 del codice di procedura penale".
1. All'articolo 7-bis dell'ordinamento giudiziario approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni[17], al comma 2-bis, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le funzioni di giudice dell'udienza preliminare sono equiparate a quelle di giudice del dibattimento".
1. Ai fini della determinazione della competenza per materia e per territorio le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1, si applicano solo per i reati commessi successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Quando le dichiarazioni di cui al comma 3 sono state rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'esame dell'imputato o del difensore, si applica la disposizione del comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2000, n. 35[18], soltanto se esse siano state acquisite al fascicolo per il dibattimento anteriormente alla data del 25 febbraio 2000.Se sono state acquisite successivamente, si applica il comma 1-bis dell'articolo 526 del codice di procedura penale, come introdotto dall'articolo 19 della presente legge.
Senato della Repubblica (atto n. 1502):
Presentato dal sen. Fassone ed altri il 17 ottobre 1996.
Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sede referente, il 28 ottobre 1996 con parere della commissione I.
Esaminato dalla II commissione, in sede referente, il 23, 25 marzo; 14, 27 luglio; 23, 29 settembre; 5, 27 ottobre; 4, 9 e 10 novembre 1999.
Assegnato nuovamente alla II commissione, in sede deliberante, il 10 novembre 1999.
Esaminato dalla II commissione, in sede deliberante, il 10 novembre 1999 e approvato l'11 novembre 1999 in un Testo Unificato con atti numeri 2681 (La Loggia ed altri), 2705 (Occhipinti ed altri), 2734 (Salvato ed altri), 2736 (Fassone ed altri), 3227 (Di Pietro ed altri), 3317 (Calvi ed altri), 3664 (Senese ed altri), 3734 (Follieri), 3793 (Fassone ed altri) e 3810 (Centaro).
Camera dei deputati (atto n. 6590):
Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sede referente, il 25 novembre 1999 con parere della commissione I.
Esaminato dalla II commissione il 10, 15, 17 dicembre 1999; 12 gennaio; 20, 29 giugno; 12 luglio; 12, 13, 21, 26, 27 settembre; 3, 4, 5 e 12 ottobre 2000.
Esaminato in aula il 16, 26 ottobre 2000 e approvato, con modificazioni, il 6 novembre 2000 in un testo unificato con gli atti numeri 463 (Simone); 1863-ter (Armosino ed altri), 1870-ter (Carmelo Carrara ed altri); 3463 (Pisanu ed altri); 4425 (Olivieri ed altri); 5360 (Pecorella ed altri); 5391 (Pisapia); 5433 (Siniscalchi ed altri); 5523 (Contento e Trantino); 5545 (Pisapia); 5702 (Pecorella); 5752 (Pecorella ed altri); 6339 (Carotti) e 6631 (Biondi e Costa).
Senato della Repubblica (atto n. 1502-2681-2705-2734-2736-3227-3317-3664-3734-3793-3810-B):
Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sede deliberante, il 13 novembre 2000 con parere della commissione I.
Esaminato dalla II commissione il 22 novembre; 5 e 14 dicembre 2000 e approvato, con modificazioni, il 20 dicembre 2000.
Camera dei deputati (atto n. 463-1863-ter-1870-ter-3463-4425-5360-5391-5433-5523-5545-5702-5752-6339-6590-6631-B):
Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sede referente, il 10 gennaio 2001 con parere della commissione I.
Esaminato dalla II commissione, in sede referente, il 25 gennaio; 1° e 6 febbraio 2001.
Assegnato nuovamente alla II commissione, in sede legislativa, il 14 febbraio 2001.
Esaminato dalla II commissione, in sede legislativa, e approvato il 14 febbraio 2001.
[1]Per tutte le modifiche al codice di procedura penale si veda l'appendice.
[2]L'articolo 66 del codice di procedura penale è il seguente:
(Verifica dell'identità personale dell'imputato)
[3]L'articolo 51 del codice di procedura penale è il seguente:
(Uffici del pubblico ministero. Attribuzioni del procuratore della Repubblica distrettuale)
3-bis. Quando si tratta dei procedimenti per i delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416-bis e 630 del codice penale, per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché per i delitti previsti dall'articolo 74 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, le funzioni indicate nel comma 1 lettera a) sono attribuite all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente.
[4]Per l'articolo 351 del codice di procedura penale si veda l'appendice.
L'articolo 357 del codice di procedura penale è il seguente:
(Documentazione dell'attività di polizia giudiziaria)
[5]L'articolo 444 del codice di procedura penale è il seguente:
(Applicazione della pena su richiesta)
[6]Si veda la nota 5.
[7]L'articolo 192 del codice di procedura penale è il seguente:
[8]Per gli articoli 195, 499 e 503 del codice di procedura penale si veda l'appendice.
L'articolo 194 del codice di procedura penale è il seguente:
(Oggetto e limiti della testimonianza)
[9]L'articolo 497 del codice di procedura penale è il seguente:
(Atti preliminari all'esame dei testimoni)
2. Prima che l'esame abbia inizio, il presidente avverte il testimone dell'obbligo di dire la verità. Salvo che si tratti di persona minore degli anni quattordici, il presidente avverte altresì il testimone delle responsabilità previste dalla legge penale per i testimoni falsi o reticenti e lo invita a rendere la seguente dichiarazione: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza". Lo invita quindi a fornire le proprie generalità.
[10]Per l'articolo 192 del codice di procedura penale si veda la nota 7.
L'articolo 271 del codice di procedura penale è il seguente:
[11]L'articolo 65 del codice di procedura penale è il seguente:
(Interrogatorio nel merito)
[12]L'articolo 198 del codice di procedura penale è il seguente:
(Obblighi del testimone)
L'articolo 199 del codice di procedura penale è il seguente:
(Facoltà di astensione dei prossimi congiunti)
L'articolo 200 del codice di procedura penale è il seguente:
L'articolo 201 del codice di procedura penale è il seguente:
L'articolo 202 del codice di procedura penale è il seguente:
[13]L'articolo 422 del codice di procedura penale è il seguente:
(Attività di integrazione probatoria del giudice)
[14]L'articolo 384 del codice penale, come modificato dal presente provvedimento, è il seguente:
(Casi di non punibilità)
Nei casi previsti dagli articoli 361, 362, 363, 364, 365, 366, 369, 371-bis, 371-ter, 372, 373, 374 e 378, non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé medesimo o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell'onore.
[15]L'articolo 32 del Dpr 448/1988 (Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), come modificato dal presente provvedimento, è il seguente:
1. Nell'udienza preliminare, prima dell'inizio della discussione, il giudice chiede all'imputato se consente alla definizione del processo in quella stessa fase, salvo che il consenso sia stato validamente prestato in precedenza. Se il consenso è prestato, il giudice, al termine della discussione, pronuncia sentenza di non luogo a procedere nei casi previsti dall'articolo 425 del codice di procedura penale o per concessione del perdono giudiziale o per irrilevanza del fatto.
3. Contro la sentenza prevista dal comma 2 l'imputato e il difensore munito di procura speciale possono proporre opposizione, con atto depositato nella cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza, entro cinque giorni dalla pronuncia o, quando l'imputato non è comparso, dalla notificazione dell'estratto. La sentenza è irrevocabile quando è inutilmente decorso il termine per proporre opposizione o quello per impugnare l'ordinanza che la dichiara inammissibile.
3-bis. L'esecuzione della sentenza di condanna pronunciata a carico di più minorenni imputati dello stesso reato rimane sospesa nei confronti di coloro che non hanno proposto opposizione fino a quando il giudizio conseguente all'opposizione non sia definito con pronuncia irrevocabile.
[16]L'articolo 13 del Dl 152/1991 (Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon andamento dell'attività amministrativa), come modificato dal presente provvedimento, è il seguente:
1. In deroga a quanto disposto dall'articolo 267 del codice di procedura penale, l'autorizzazione a disporre le operazioni previste dall'articolo 266 dello stesso codice è data, con decreto motivato, quando l'intercettazione è necessaria per lo svolgimento delle indagini in relazione ad un delitto di criminalità organizzata o di minaccia col mezzo del telefono in ordine ai quali sussistano sufficienti indizi. Nella valutazione dei sufficienti indizi si applica l'articolo 203 del codice di procedura penale. Quando si tratta di intercettazione di comunicazioni tra presenti disposta in un procedimento relativo a un delitto di criminalità organizzata e che avvenga nei luoghi indicati dall'articolo 614 del codice penale, l'intercettazione è consentita anche se non vi è motivo di ritenere che nei luoghi predetti si stia svolgendo l'attività criminosa.
2. Nei casi di cui al comma 1, la durata delle operazioni non può superare i quaranta giorni, ma può essere prorogata dal giudice con decreto motivato per periodi successivi di venti giorni, qualora permangano i presupposti indicati nel comma 1. Nei casi di urgenza, alla proroga provvede direttamente il pubblico ministero; in tal caso si osservano le disposizioni del comma 2 dell'articolo 267 del codice di procedura penale.
3. Negli stessi casi di cui al comma 1 il pubblico ministero e l'ufficiale di polizia giudiziaria possono farsi coadiuvare da agenti di polizia giudiziaria.
[17]L'articolo 7-bis del Rd 12/1941 (Ordinamento giudiziario), come modificato dal presente provvedimento, è il seguente:
(Tabelle degli uffici giudicanti)
1. La ripartizione degli uffici giudiziari di cui all'articolo 1 in sezioni, la destinazione dei singoli magistrati alle sezioni e alle corti di assise, l'assegnazione alle sezioni dei presidenti, la designazione dei magistrati che hanno la direzione di sezioni a norma dell'articolo 47-bis, secondo comma, l'attribuzione degli incarichi di cui agli articoli 47-ter, terzo comma, 47-quater, secondo comma, e 50-bis, il conferimento delle specifiche attribuzioni processuali individuate dalla legge e la formazione dei collegi giudicanti sono stabiliti ogni biennio con decreto del Ministro di grazia e giustizia in conformità delle deliberazioni del Consiglio superiore della magistratura assunte sulle proposte dei presidenti delle corti di appello, sentiti i consigli giudiziari. Decorso il biennio, l'efficacia del decreto è prorogata fino a che non sopravvenga un altro decreto.
2. Le deliberazioni di cui al comma 1 sono adottate dal Consiglio superiore della magistratura, valutate le eventuali osservazioni formulate dal Ministro di grazia e giustizia ai sensi dell'articolo 11 della legge 24 marzo 1958, n. 195, e possono essere variate nel corso del biennio per sopravvenute esigenze degli uffici giudiziari, sulle proposte dei presidenti delle corti di appello, sentiti i consigli giudiziari. I provvedimenti in via di urgenza, concernenti le tabelle, adottati dai dirigenti degli uffici sulla assegnazione dei magistrati, sono immediatamente esecutivi, salva la deliberazione del Consiglio superiore della magistratura per la relativa variazione tabellare.
2-bis. Possono svolgere le funzioni di giudice incaricato dei provvedimenti previsti per la fase delle indagini preliminari nonché di giudice dell'udienza preliminare solamente i magistrati che hanno svolto per almeno due anni funzioni di giudice del dibattimento. Le funzioni di giudice dell'udienza preliminare sono equiparate a quelle di giudice del dibattimento.
[18]Il comma 2 dell'articolo 1 del Dl 2/2000 (Disposizioni urgenti per l'attuazione dell'articolo 2 della L. Cost. 23 novembre 1999, n. 2, in materia di giusto processo) è il seguente: