Source: http://comune.cavriana.mn.it/index.php?option=com_content&view=article&id=443:stato-civile&catid=104&Itemid=463
Timestamp: 2019-06-26 12:55:22+00:00
Document Index: 147141265

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.8', 'art.30', 'art.5', 'art.1', 'art.9', 'art.12', 'art.3', 'art.12', 'art.12', 'art.12']

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La dichiarazione di nascita può essere resa indistintamente da uno dei genitori e secondo una delle seguenti modalità:
entro 3 giorni dalla nascita presso la Direzione Sanitaria dell'Ospedale o casa di cura dove è avvenuto il parto (se esistente);
entro 10 giorni dalla nascita presso il Comune dove è avvenuto il parto;
entro 10 giorni presso il Comune di residenza dei genitori. Nel caso in cui i genitori non siano residenti nello stesso Comune, salvo diverso accordo tra gli stessi, la denuncia deve essere presentata nel Comune di residenza della madre.
L'iscrizione nell'Anagrafe del Comune di residenza del nato avviene d'ufficio a seguito di comunicazione da parte dell'Ufficiale di Stato Civile che ha redatto l'atto di nascita.
L'UFFICIO ANAGRAFE DEL COMUNE DI CAVRIANA RILASCIA DIRETTAMENTE IL CODICE FISCALE AI NUOVI NATI.
Attestazione di nascita rilasciata dall'ospedale o casa di cura dove è avvenuto il parto;
Autocertificazione per i non residenti.
Se i genitori non sono tra loro coniugati, per la denuncia di nascita è richiesta la presenza di entrambi.
La sentenza della Corte Costituzionale n.286 del 21/12/2016, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.52 del 28/12/2016, ha accolto la questione di legittimità secondo cui “la norma che impone l’attribuzione automatica ed esclusiva del solo cognome paterno … sarebbe lesiva sia dei principi che garantiscono la tutela del diritto al nome, sia di quelli in tema di eguaglianza e di non discriminazione tra uomo e donna nella trasmissione del cognome al figlio, sia esso legittimo che naturale”.
Dunque è ora consentito ai genitori del nuovo nato – tra loro coniugati o meno – di attribuire, di comune accordo, il doppio cognome, paterno e materno, al momento della nascita.
Il Ministero dell’Interno, alla luce della citata Sentenza ed in attesa di un adeguamento della normativa vigente al pronunciamento della Corte Costituzionale, ha fornito le seguenti modalità operative agli Ufficiali di Stato Civile:
1) Considerato che la pronuncia ha riguardo alla trasmissione “anche” del cognome materno, deve ritenersi che le relative novità ordina mentali riguardino esclusivamente la posposizione di questo al cognome paterno, e non l’anteposizione;
2) L’attribuzione “anche” del cognome materno al nuovo nato, ove prescelta, non può non riguardare tutti gli elementi onomastici di cui detto cognome sia composto;
3) In tema di adozione, ambito pure attinto dalla declaratoria di incostituzionalità, l’attribuzione “anche” del cognome materno all’adottato, che risulti dal pertinente provvedimento giudiziario, va esattamente riportata in sede di trascrizione dello stesso;
4) L’attribuzione “anche” del cognome materno, ove risultante dagli atti di nascita formati dalle autorità indicate nell’art.8, D.P.R. n.396/2000, va esattamente riportata in sede di trascrizione degli stessi;
5) La volontà della madre di non essere nominata nella dichiarazione di nascita (art.30, comma 1, D.P.R. n.396/2000) deve ritenersi incompatibile con la presunzione di accordo tra i genitori – coniugati o meno – sull’attribuzione del cognome materno;
6) Sul piano del diritto internazionale privato, anche gli atti di nascita, formati all’estero, di figli di genitori entrambi esclusivamente italiani, recanti il cognome materno seguito a quello materno, sono ora ricevibili ai fini della trascrizione;
7) Le novità in esame trovano applicazione per gli atti di nascita che si formano dal giorno successivo alla pubblicazione della Sentenza (avvenuta nella G.U. n.52 del 28/12/2016), fermo restando che, dopo la chiusura dell’atto di nascita, ogni modifica del cognome rientra nella disciplina autorizzato ria di cui agli artt.89 e seguenti del D.P.R. n.396/2000.
La disciplina dell’attribuzione del nome al nuovo nato – nella quale è da sempre escluso qualsivoglia automatismo – fa perno sull’accordo dei genitori presunto e non da provare davanti all’Ufficiale, in quanto elemento presupposto nella dichiarazione di nascita, ancorché resa da uno solo dei genitori.
Stato civile libero;
Maggiore età (per i minorenni autorizzazione del Tribunale per i Minorenni competente per territorio);
Residenza nel Comune per almeno uno dei nubendi.
Richiesta di pubblicazione del Parroco (matrimonio concordatario) o del Ministro di un culto riconosciuto dallo Stato Italiano (matrimonio religioso non cattolico).
Per i cittadini stranieri: estratto dell'atto di nascita, tradotto e legalizzato, e nulla osta al matrimonio rilasciato dalla competente autorità consolare.
Tutti gli altri documenti sono richiesti d'ufficio dall'Ufficiale di Stato Civile.
SCADENZA: il certificato di eseguita pubblicazione ha validità di SEI MESI. Decorso tale termine senza che il matrimonio sia stato celebrato, la pubblicazione deve essere ripetuta.
La pubblicazione deve essere effettuata per otto giorni nel Comune di residenza di entrambi gli sposi.
E' opportuno che i nubendi si presentino per la richiesta con almeno due mesi di anticipo sulla data fissata per la celebrazione del matrimonio.
Il matrimonio religioso, celebrato dinanzi al Parroco o ad un Ministro di Culto riconosciuto, è valido agli effetti civili se trascritto nei registri dello Stato Civile. La trascrizione viene richiesta direttamente dal celebrante. Nell'atto è possibile inserire la dichiarazione della scelta del regime patrimoniale e l'eventuale dichiarazione di riconoscimento di figli naturali.
Per la celebrazione del matrimonio civile è necessario ACCORDARSI CON CONGRUO ANTICIPO con il Sindaco, o con altro Ufficiale di Stato Civile autorizzato, sulla data e sul luogo della celebrazione del matrimonio. Al momento della celebrazione è necessaria la presenza di due testimoni maggiorenni. Se uno degli sposi sia straniero e non conosca la lingua italiana è necessaria la presenza di un interprete.
CONVENZIONI PATRIMONIALI TRA I CONIUGI
La scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni può essere dichiarata nell'atto di matrimonio (sia civile che religioso) al momento della celebrazione, oppure successivamente mediante atto notarile. In assenza di dichiarazione, varrà il regime patrimoniale della "comunione dei beni".
- art.5 Legge 5/2/1992, n.91: essere coniugati con cittadino/a italiano/ e risiedere legalmente da almeno due anni in Italia (art.1 - comma 11 - Legge 15/07/2009,n.94);
- art.9, lett.f), Legge 5/2/1992, n.91: essere legalmente residenti in Italia da almeno 10 anni.
Varia secondo la casistica. L'ufficio di Stato Civile fornisce informazioni, mentre l'istruttoria vera e propria compete all'Ufficio Cittadinanza della Prefettura.
SEPARAZIONE CONSENSUALE, CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI O SCIOGLIMENTO DEL MATRIMONIO, MODIFICA DELLE CONDIZIONI DI SEPARAZIONE O DI DIVORZIO INNANZI ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE
Con l’entrata in vigore della Legge 10/11/2014, n.162 di conversione, con modificazioni, del D.L. 12/09/2014, n.132, a decorrere dal 11/12/2014 è stato introdotto il nuovo istituto dell’accordo di separazione o di divorzio dinanzi all’Ufficiale dello Stato Civile.
In particolare il comma 1 dell’art.12 del suddetto D.L. prevede che i coniugi possano concludere un accordo di separazione personale, ovvero di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonché di modifica delle condizioni di separazione o divorzio innanzi al Sindaco quale Ufficiale dello Stato Civile, con l’assistenza facoltativa di un avvocato. Il legislatore ha previsto che la competenza sia del Comune di residenza di uno degli interessati o del Comune presso il quale è iscritto o trascritto l’atto di matrimonio.
Da tale possibilità sono escluse le coppie che abbiano figli minori, ovvero maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave ai sensi dell’art.3, comma 3, della Legge 05/02/1992, n.104, o economicamente non autosufficienti (art.12 comma 2 del D.L. 132/2014).
I due coniugi devono presentarsi congiuntamente innanzi all’Ufficiale dello Stato Civile: ciascuno deve rilasciare una dichiarazione di volersi separare (o divorziare) e di non trovarsi nelle condizioni di cui al comma 2 del D.L. 132/2014. L’Ufficiale dello Stato Civile, ricevute le dichiarazioni, provvede alla stesura di un atto, sottoscritto congiuntamente da entrambi i coniugi, contenente l’accordo.
L’avvocato (o gli avvocati) presenti all’atto possono solo assistere i dichiaranti, stante il carattere personale delle dichiarazioni, E NON POSSONO SOSTITUIRE DAVANTI ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE LA PARTE ASSISTITA.
Una volta ricevute le dichiarazioni e steso l’atto, l’Ufficiale dello Stato Civile invita i coniugi a ripresentarsi non prima di 30 giorni per la conferma dell’accordo (art.12, comma 3, D.L. 132/2014). La mancata comparizione nel giorno fissato comporta la nullità dell’accordo già sottoscritto.
La separazione personale o il divorzio decorrono dalla data del primo atto e non dalla data di ripresentazione per la conferma.
L’accordo per la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio non può riguardare clausole di carattere patrimoniale (art.12, comma 3, D.L. 132/2014).
Per tutte le sopra elencate attività è da versare al Comune un diritto fisso di importo non superiore all’imposta di bollo vigente (attualmente €. 16,00). Il Comune di Cavriana, con deliberazione della Giunta Comunale n.134 del 01/12/2014, ha fissato questo diritto nell’importo di €. 16.00.