Source: http://www.sicet.it/pages/normativa/leggi/leggi_nazionali/legge_10-91.htm
Timestamp: 2016-10-26 21:03:44+00:00
Document Index: 90340341

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 33', 'art. 1339', 'art. 34', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 30', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 37']

La presente Legge � stata modificata dal Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 13, del 16 gennaio 1991
Finalit� ed ambito di applicazione
Al fine di migliorare i processi di trasformazione dell’energia, di ridurre i consumi di energia e di migliorare le condizioni di compatibilit� ambientale dell’utilizzo dell’energia a parit� di servizio reso e di qualit� della vita, le norme del presente titolo favoriscono ed incentivano, in accordo con la politica energetica della Comunit� economica europea, l’uso razionale dell’energia, il contenimento dei consumi di energia nella produzione e nell’utilizzo di manufatti, l’utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia, la riduzione dei consumi specifici di energia nei processi produttivi, una pi� rapida sostituzione degli impianti in particolare nei settori a pi� elevata intensit� energetica, anche attraverso il coordinamento tra le fasi di ricerca applicata, di sviluppo dimostrativo e di produzione industriale.
Ai fini della presente legge sono considerate fonti rinnovabili di energia o assimilate: il sole, il vento, l’energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici o di prodotti vegetali. Sono considerate altres� fonti di energia assimilate alle fonti rinnovabili di energia: la cogenerazione, intesa come produzione combinata di energia elettrica o meccanica e di calore, il calore recuperabile nei fumi di scarico e da impianti termici, da impianti elettrici e da processi industriali, nonch� le altre forme di energia recuperabile in processi, in impianti e in prodotti ivi compresi i risparmi di energia conseguibili nella climatizzazione e nell’illuminazione degli edifici con interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti. Per i rifiuti organici ed inorganici resta ferma la vigente disciplina ed in particolare la normativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915 e successive modificazioni ed integrazioni, al decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441, e al decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397, convertito con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475.
L’utilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 � considerata di pubblico interesse e di pubblica utilit� e le opere relative sono equiparate alle opere dichiarate indifferibili e urgenti ai fini dell’applicazione delle leggi sulle opere pubbliche.
Per la coordinata attuazione del piano energetico nazionale e al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’art. 1, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, il Ministro dell’universit� e della ricerca scientifica e tecnologica, il Ministro dei lavori pubblici, il Ministro dei trasporti, il Ministro dell’ambiente, il Ministro delle partecipazioni statali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza almeno triennale, direttive per il coordinato impiego degli strumenti pubblici di intervento e di incentivazione della promozione, della ricerca, dello sviluppo tecnologico, nei settori della produzione, del recupero e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e del contenimento dei consumi energetici. CFR DM 15.02.1991 CFR DM 07.10.1991 Art 1 MOD DPR 09.05.1994 n. 608 All 2 CFR DELIB 01.12.1994 Art Unico L 09/01/1991 Num. 10.
Per lo sviluppo di attivit� aventi le finalit� di cui all’art. 1, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede a stipulare con l’ENEA un accordo di programma, con validit� triennale, ove sono stabiliti gli obiettivi, i tempi di attuazione e le previsioni di spesa dei progetti relativi al programma medesimo per un ammontare complessivo non superiore al 10 per cento degli stanziamenti previsti dalla presente legge.
Norme attuative e sulle tipologie tecnico-costruttive
Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), l’ENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono emanate norme che, anche nel quadro delle indicazioni e delle priorit� della legge 5 agosto 1978, n. 457 e successive modificazioni ed integrazioni, definiscono i criteri generali tecnico-costruttivi e le tipologie per l’edilizia sovvenzionata e convenzionata nonch� per l’edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti, che facilitino il raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 1 e al titolo II. Tali norme sono aggiornate, secondo la medesima procedura, ogni due anni.
Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in relazione agli obiettivi di cui all’art. 1, emana con decreto la normativa tecnica al cui rispetto � condizionato il rilascio delle autorizzazioni e la concessione e l’erogazione di finanziamenti e contributi per la realizzazione di opere pubbliche.
Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’agricoltura e delle foreste, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il CNR, l’ENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono emanate norme per definire i criteri generali per la costruzione o la ristrutturazione degli impianti di interesse agricolo, zootecnico e forestale che facilitino il raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 1.
Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il CNR, gli enti energetici, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonch� le associazioni di categoria interessate e le associazioni di istituti nazionali operanti per l’uso razionale dell’energia, sono emanate le norme per il contenimento dei consumi di energia, riguardanti in particolare progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici, e i seguenti aspetti: determinazione delle zone climatiche; durata giornaliera di attivazione nonch� periodi di accensione degli impianti termici; temperatura massima dell’aria negli ambienti degli edifici durante il funzionamento degli impianti termici; rete di distribuzione e adeguamento delle infrastrutture di trasporto, di ricezione e di stoccaggio delle fonti di energia al fine di favorirne l’utilizzazione da parte degli operatori pubblici e privati per le finalit� di cui all’art. 1.
Per le finalit� di cui all’art. 1, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, d’intesa con il Ministro dei trasporti, sono emanate norme per il contenimento dei consumi energetici in materia di reti e di infrastrutture relative ai trasporti nonch� ai mezzi di trasporto terrestre ed aereo pubblico e privato.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti i Ministri interessati, pu� emanare norme specifiche, efficaci anche solo per periodi limitati, dirette ad assicurare il contenimento dei consumi energetici.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono emanate norme idonee a rendere apprezzabile il conseguimento dell’obiettivo dell’uso razionale dell’energia e dell’utilizzo di fonti rinnovabili di energia nei criteri di aggiudicazione delle gare di appalto economicamente rilevanti per la fornitura di beni o servizi per conto della pubblica amministrazione, degli enti territoriali e delle relative aziende, degli istituti di previdenza e di assicurazione. Tale normativa � inserita di diritto nella normativa che disciplina le gare d’appalto e nei capitoli relativi.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d’intesa con l’ENEA, individuano i bacini che in relazione alle caratteristiche, alle dimensioni, alle esigenze di utenza, alle disponibilit� di fonti rinnovabili di energia, al risparmio energetico realizzabile e alla preesistenza di altri vettori energetici, costituiscono le aree pi� idonee ai fini della fattibilit� degli interventi di uso razionale dell’energia e di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.
D’intesa con gli enti locali e le loro aziende inseriti nei bacini di cui al comma 1 ed in coordinamento con l’ENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, predispongono rispettivamente un piano regionale o provinciale relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia.
il bilancio energetico regionale o provinciale;
l’individuazione dei bacini energetici territoriali;
la localizzazione e la realizzazione degli impianti di teleriscaldamento;
l’individuazione delle risorse finanziarie da destinare alla realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia;
la destinazione delle risorse finanziarie, secondo un ordine di priorit� relativo alla quantit� percentuale e assoluta di energia risparmiata, per gli interventi di risparmio energetico;
la formulazione di obiettivi secondo priorit� di intervento;
le procedure per l’individuazione e la localizzazione di impianti per la produzione di energia fino a dieci megawatt elettrici per impianti installati al servizio dei settori industriale, agricolo, terziario, civile e residenziale, nonch� per gli impianti idroelettrici.
In caso di inadempimento delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano a quanto previsto nei commi 1, 2 e 3 nei termini individuati, ad esse si sostituisce il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che provvede con proprio decreto su proposta dell’ENEA, sentiti gli enti locali interessati.
I piani regolatori generali di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modificazioni e integrazioni, dei comuni con popolazione superiore a cinquantamila abitanti, devono prevedere uno specifico piano a livello comunale relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, individuano le aree che risultano idonee alla realizzazione di impianti e di reti di teleriscaldamento nonch� i limiti ed i criteri nel cui ambito le amministrazioni dello Stato, le aziende autonome, gli enti pubblici nazionali o locali, gli istituti di previdenza e di assicurazione, devono privilegiare il ricorso all’allaccio a reti di teleriscaldamento qualora propri immobili rientrino in tali aree.
Norme per le imprese elettriche minori
Il limite stabilito dall’art. 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall’art. 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, non si applica alle imprese produttrici e distributrici a condizione che l’energia elettrica prodotta venga distribuita entro i confini territoriali dei comuni gi� serviti dalle medesime imprese produttrici e distributrici alla data di entrata in vigore della presente legge.
La produzione di energia elettrica delle medesime imprese produttrici e distributrici mediante le fonti rinnovabili di energia di cui all’art. 1, comma 3, resta disciplinata dalle disposizioni legislative vigenti per i relativi impianti.
Il CIP pu� modificare l’acconto per l’anno in corso rispetto al bilancio dell’anno precedente delle imprese produttrici e distributrici di cui al comma 1 qualora intervengano variazioni nei costi dei combustibili e/o del personale che modifichino in modo significativo i costi di esercizio per l’anno in corso delle medesime imprese produttrici e distributrici.
Contributi in conto capitale a sostegno delle fonti rinnovabili di energia nell’edilizia
Al fine di incentivare la realizzazione di iniziative volte a ridurre il consumo specifico di energia, il miglioramento dell’efficienza energetica, l’utilizzo delle fonti di energia di cui all’art. 1, nella climatizzazione e nella illuminazione degli ambienti, anche adibiti ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico, sportivo ed agricolo, nell’illuminazione stradale, nonch� nella produzione di energia elettrica e di acqua calda sanitaria nelle abitazioni adibite ad uso civile e ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico, sportivo ed agricolo, possono essere concessi contributi in conto capitale nella misura minima del 20 per cento e nella misura massima del 40 per cento della spesa di investimento ammissibile documentata per ciascuno dei seguenti interventi:
coibentazione negli edifici esistenti che consenta un risparmio di energia non inferiore al 20 per cento ed effettuata secondo le regole tecniche di cui all’allegata tabella A;
installazione di nuovi generatori di calore ad alto rendimento, che in condizioni di regime presentino un rendimento, misurato con metodo diretto, non inferiore al 90 per cento, sia negli edifici di nuova costruzione sia in quelli esistenti;
installazione di pompe di calore per riscaldamento ambiente o acqua sanitaria o di impianti per l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia che consentano la copertura almeno del 30 per cento del fabbisogno termico dell’impianto in cui � attuato l’intervento nell’ambito delle disposizioni del titolo II;
installazione di apparecchiature per la produzione combinata di energia elettrica e di calore;
installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica; per tali interventi il contributo pu� essere elevato fino all’80 per cento;
installazione di sistemi di controllo integrati e di contabilizzazione differenziata dei consumi di calore nonch� di calore e acqua sanitaria di ogni singola unit� immobiliare, di sistemi telematici per il controllo e la conduzione degli impianti di climatizzazione nonch� trasformazione di impianti centralizzati o autonomi per conseguire gli obiettivi di cui all’art. 1;
trasformazione di impianti centralizzati di riscaldamento in impianti unifamiliari a gas per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria dotati di sistema automatico di regolazione della temperatura, inseriti in edifici composti da pi� unit� immobiliari, con determinazione dei consumi per le singole unit� immobiliari, escluse quelle situate nelle aree individuate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell’art. 6 ove siano presenti reti di teleriscaldamento;
installazione di sistemi di illuminazione ad alto rendimento anche nelle aree esterne.
Nel caso di effettuazione da parte del locatore di immobili urbani di interventi compresi tra quelli di cui al comma 1 si applica l’art. 23 della legge 27 luglio 1978, n. 392. Art Unico
Competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano
La concessione e la erogazione dei contributi previsti dagli articoli 8, 10 e 13 � delegata alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentito il Ministro del tesoro, emana, con proprio decreto, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le direttive per uniformare i criteri di valutazione delle domande, le procedure e le modalit� di concessione e di erogazione dei contributi da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tengono conto nell’istruttoria di propria competenza dei tempi di realizzazione delle singole iniziative, dei consumi di energia preesistenti, dei benefici energetici attesi, della quantit� di energia primaria risparmiata per unit� di capitale investito, nonch�: per gli interventi di cui all’art. 8, della tipologia degli edifici e dei soggetti beneficiari dei contributi con priorit� per gli interventi integrati; per gli interventi di cui all’art. 10, dell’obsolescenza degli impianti e dell’utilizzo energetico dei rifiuti; per gli interventi di cui all’art. 13, della tipologia delle unit� produttive e delle potenziali risorse energetiche del territorio.
I fondi assegnati alle singole regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano sono improrogabilmente impegnati mediante appositi atti di concessione dei contributi entro centoventi giorni dalla ripartizione dei fondi. I fondi residui, per i quali le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non hanno fornito la documentazione relativa agli atti di impegno entro i trenta giorni successivi, vengono destinati dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato con proprio provvedimento ad iniziative inevase dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano sulla base delle percentuali di ripartizione gi� adottate dal CIPE ai sensi del comma 4.
Per il primo anno di applicazione della presente legge il termine di cui al comma 3 � fissato al novantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della stessa e la nuova ripartizione dei fondi residui di cui al comma 5 riguarda anche eventuali fondi residui trasferiti alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano per le medesime finalit� sulla base della normativa previgente la presente legge e non impegnati entro il termine di centoventi giorni di cui al medesimo comma 5.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, avvalendosi anche dell’ENEA ai sensi dell’art. 16, comma 3, provvedono ad accertare l’effettivo conseguimento del risparmio energetico, attraverso idonei strumenti di verifica con metodo a campione e/o secondo criteri di priorit�. In caso di esito negativo delle verifiche le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ne danno informazione immediata al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e provvedono all’immediata revoca totale o parziale dei contributi concessi ed al recupero degli importi gi� erogati, maggiorati di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell’ordinativo di pagamento, con le modalit� di cui all’art. 2 del testo unico delle disposizioni di legge relative alla procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di pubblici servizi e delle tasse sugli affari, approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. Le somme recuperate sono annualmente ripartite tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con le modalit� di cui al comma 4.
Per i pareri delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dalla presente legge, decorso il termine per l’emanazione dell’atto cui il parere � preordinato, l’autorit� competente pu� provvedere anche in assenza dello stesso. CFR DM 15.02.1991
Contributi per il contenimento dei consumi energetici nei settori industriale, artigianale e terziario
Al fine di conseguire gli obiettivi di cui all’art. 1 nei settori industriale, artigianale e terziario e nella movimentazione dei prodotti possono essere concessi contributi in conto capitale fino al 30 per cento della spesa ammissibile preventivata, per realizzare o modificare impianti fissi, sistemi o componenti, nonch� mezzi per il trasporto fluviale di merci.
Norme per il risparmio di energia e l’utilizzazione di fonti rinnovabili di energia o assimilate
Alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano, alle province ed ai comuni e loro consorzi e associazioni, sia direttamente sia tramite loro aziende e societ�, nonch� alle imprese di cui all’art. 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall’art. 18 della
legge 29 maggio 1982, n. 308, ad imprese e a consorzi tra imprese costituiti ai sensi degli articoli 2602 e seguenti del codice civile, a consorzi costituiti tra imprese ed Ente nazionale per l’energia elettrica (ENEL) e/o altri enti pubblici, possono essere concessi contributi in conto capitale per studi di fattibilit� tecnico-economica per progetti esecutivi di impianti civili, industriali o misti di produzione, di recupero, di trasporto e di distribuzione dell’energia derivante dalla cogenerazione, nonch� per iniziative aventi le finalit� di cui all’art. 1 e le caratteristiche di cui ai commi 2 o 3 del presente articolo, escluse le iniziative di cui agli articoli 12 e 14.
Il contributo di cui al comma 1 � concesso con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti i Ministri dell’ambiente, per le aree urbane e dei trasporti, nel limite massimo del 50 per cento della spesa ammissibile prevista sino ad un massimo di lire cinquanta milioni per gli studi di fattibilit� tecnico-economica e di lire trecento milioni per i progetti esecutivi purch� lo studio sia effettuato secondo le prescrizioni del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e l’impianto abbia le seguenti caratteristiche minime:
potenza superiore a dieci megawatt termici o a tre megawatt elettrici;
potenza elettrica installata per la cogenerazione pari ad almeno il 10 per cento della potenza termica erogata all’utenza.
Ai soggetti di cui al comma 1 possono altres� essere concessi contributi in conto capitale per la realizzazione o la modifica di impianti con potenza uguale o superiore a dieci megawatt termici o a tre megawatt elettrici relativi a servizi generali e/o al ciclo produttivo che conseguano risparmio di energia attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia e/o un migliore rendimento di macchine e apparecchiature e/o la sostituzione di idrocarburi con altri combustibili. Il limite suddetto non si applica nel caso di realizzazione di nuovi impianti, quando ci� deriva da progetti di intervento unitari e coordinati a livello di polo industriale, di consorzi e forme associative di impresa.
Il contributo di cui al comma 3 � concesso e liquidato con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato nel limite massimo del 30 per cento della spesa totale ammessa al contributo preventiva e documentata elevabile al 40 per cento nel caso di impianti di cogenerazione e per gli impianti di cui all’art. 6.
L’ENEL, salvo documentate ragioni di carattere tecnico ed economico che ostino, deve includere nei progetti per la costruzione di nuove centrali elettriche e nelle centrali esistenti sistemi per la cessione, il trasporto e la vendita del calore prodotto anche al di fuori dell’area dell’impianto fino al punto di collegamento con la rete di distribuzione del calore.
La realizzazione degli impianti di teleriscaldamento, ammissibili ai sensi dell’art. 6, da parte di aziende municipalizzate, di enti pubblici, di consorzi tra enti pubblici, tra enti pubblici ed imprese private ovvero tra imprese private che utilizzano il calore dei cicli di produzione di energia delle centrali termoelettriche nonch� il calore recuperabile da processi industriali possono usufruire di contributi in conto capitale fino al 50 per cento del relativo costo. L’ENEL � tenuto a fornire la necessaria assistenza per la realizzazione degli impianti ammessi ai contributi con diritto di rimborso degli oneri sostenuti.
I contributi di cui al comma 7 sono erogati dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Alle aziende pubbliche e private e loro consorzi, ed a consorzi di imprese ed enti pubblici possono essere concessi contributi in conto capitale per la progettazione e la realizzazione di impianti con caratteristiche innovative per aspetti tecnici e/o gestionali e/o organizzativi, che utilizzino fonti rinnovabili di energia e/o combustibili non tradizionali ovvero sviluppino prototipi a basso consumo specifico ovvero nuove tecnologie di combustione, di gassificazione, di liquefazione del carbone e di smaltimento delle ceneri, nonch� iniziative utilizzanti combustibili non fossili la cui tecnologia non abbia raggiunto la maturit� commerciale e di esercizio. Sono ammessi altres� ai contributi sistemi utilizzanti le fonti rinnovabili di energia di origine solare finalizzati a migliorare la qualit� dell’ambiente e, in particolare, la potabilizzazione dell’acqua.
Il contributo di cui al comma 1 � concesso, nel limite del 50 per cento della spesa ammissibile preventivata, con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, su delibera del CIPE.
Incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili di energia nel settore agricolo
Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’art. 1 nel settore agricolo, possono essere concessi alle imprese agricole singole o associate, a consorzi di imprese agricole, ovvero a societ� che offrono e gestiscono il servizio-calore, che prevedano la partecipazione dell’ENEL e/o di aziende municipalizzate e/o di altri enti pubblici, contributi in conto capitale per la realizzazione di impianti con potenza fino a dieci megawatt termici o fino a tre megawatt elettrici per la produzione o il recupero di energia termica, elettrica e meccanica da fonti rinnovabili di energia, nella misura massima del 55 per cento della spesa ammessa, elevabile al 65 per cento per le cooperative.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano promuovono con le associazioni di categoria degli imprenditori agricoli e dei coltivatori accordi tesi all’individuazione di soggetti e strumenti per la realizzazione di interventi di uso razionale dell’energia nel settore agricolo.
I contributi di cui agli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 sono concessi anche per iniziative oggetto di locazione finanziaria, effettuate da societ� iscritte nell’albo istituito presso il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, ai sensi dell’art. 1 del decreto del Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno del 12 novembre 1986, in attuazione dell’art. 9, comma 13, della legge I marzo 1986, n. 64.
Le procedure e le modalit� di concessione ed erogazione dei contributi di cui al comma 1, nonch� le modalit� di controllo del regolare esercizio degli impianti incentivati, saranno determinate in apposita convenzione da stipularsi tra il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e le societ� di cui al comma 1.
Le regioni emanano, ai sensi dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione, norme per l’attuazione della presente legge.
Resta ferma la potest� delle province autonome di Trento e di Bolzano di emanare norme legislative sul contenimento dei consumi energetici e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia nell’ambito delle materie di loro competenza, escluse le prescrizioni tecniche rispondenti ad esigenze di carattere nazionale contenute nella presente legge e nelle direttive del CIPE.
Su richiesta delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano l’ENEL, l’Ente nazionale idrocarburi (ENI), l’ENEA, il CNR e le universit� degli studi, in base ad apposite convenzioni e nell’ambito dei rispettivi compiti istituzionali, assistono le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nell’attuazione della presente legge. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e i comuni, singoli o associati, possono dotarsi di appositi servizi per l’attuazione degli adempimenti di loro competenza previsti dalla presente legge.
Cumulo di contributi e casi di revoca
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di intesa con il Ministro del tesoro pu� promuovere, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, apposite convenzioni con istituti di credito, istituti e societ� finanziari al fine di facilitare l’accesso al credito per la realizzazione delle iniziative agevolate ai sensi della presente legge.
Nell’ambito delle proprie competenze e su richiesta del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, l’ENEA effettua verifiche a campione e/o secondo criteri di priorit�, circa l’effettiva e completa realizzazione delle iniziative di risparmio energetico agevolate ai sensi degli articoli 11, 12 e 14. In caso di esito negativo delle verifiche l’ENEA d� immediata comunicazione al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato che provvede alla revoca parziale o totale dei contributi ed al recupero degli importi gi� erogati, maggiorati di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell’ordinativo di pagamento, con le modalit� di cui all’art. 2 del testo unico delle disposizioni di legge relative alla procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di pubblici servizi e delle tasse sugli affari, approvato dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
Modalit� di concessione ed erogazione dei contributi
Per i contributi di cui agli articoli 11, 12 e 14 le modalit� di concessione ed erogazione, le prescrizioni tecniche richieste per la stesura degli studi di fattibilit� e dei progetti esecutivi, le prescrizioni circa le garanzie di regolare esercizio e di corretta manutenzione degli impianti incentivati, nonch� i criteri di valutazione delle domande di finanziamento sono fissati con apposito decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Ai fini dell’acquisizione dei contributi di cui al comma 1, le spese sostenute possono essere documentate nelle forme previste dall’art. 18, quinto comma, della legge 26 aprile 1983, n. 130. Agli adempimenti necessari per consentire l’utilizzo di tali facolt�, si provvede in conformit� a quanto disposto dall’art. 18, sesto comma, della legge 26 aprile 1983, n. 130, a cura del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Su tutti i contributi previsti dalla presente legge possono essere concesse anticipazioni in corso d’opera garantite da polizze fidejussorie bancarie ed assicurative emesse da istituti all’uopo autorizzati, con le modalit� ed entro i limiti fissati con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro del tesoro, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Entro il 30 aprile di ogni anno i soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell’anno precedente hanno avuto un consumo di energia rispettivamente superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il settore industriale ovvero a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio per tutti gli altri settori, debbono comunicare al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato il nominativo del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia.
Nell’ambito delle proprie competenze l’ENEA provvede sulla base di apposite convenzioni con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano a realizzare idonee campagne promozionali sulle finalit� della presente legge, all’aggiornamento dei tecnici di cui al comma 1 e a realizzare direttamente ed indirettamente programmi di diagnosi energetica.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro il 30 aprile di ogni anno, riferisce al Parlamento sullo stato di attuazione della presente legge, tenendo conto delle relazioni che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano debbono inviare al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato entro il mese di febbraio del medesimo anno, sugli adempimenti di rispettiva competenza, in modo particolare con riferimento agli obiettivi e ai programmi contenuti nei rispettivi piani energetici.
Un apposito capitolo della relazione di cui al comma 1 illustra i risultati conseguiti e i programmi predisposti dall’ENEA per l’attuazione dell’art. 3.
Alla possibilit� di fruire delle agevolazioni previste dalla presente legge sono ammesse anche le istanze presentate ai sensi della
legge 29 maggio 1982, n. 308 e successive modificazioni, e del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, per iniziative rientranti fra quelle previste dagli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 che non siano ancora state oggetto di apposito provvedimento di accoglimento o di rigetto.
Per le istanze di finanziamento di cui al comma 1 la concessione delle agevolazioni resta di competenza dell’amministrazione cui sono state presentate ai sensi della
legge 29 maggio 1982, n. 308 e successive modificazioni, e del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445.
Riorganizzazione della Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base
Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve esprimersi entro trenta giorni dalla richiesta, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro per la funzione pubblica, si provvede alla ristrutturazione ed al potenziamento della Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Si applicano, salvo quanto espressamente previsto dalla presente disposizione, le norme di cui all’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche per le successive modifiche dell’ordinamento della medesima Direzione generale. A tal fine le relative dotazioni organiche sono aumentate, per quanto riguarda le qualifiche dirigenziali di non pi� di undici unit� con specifica professionalit� tecnica nel settore energetico, e per il restante personale di non pi� di novanta unit�, secondo la seguente articolazione: a) n. 1 posto di dirigente superiore di cui alla tabella XIV, quadro C, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748; b) n. 10 posti di primo dirigente di cui alla tabella XIV, quadro C, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748; c) n. 10 posti di VIII livello; d) n. 20 posti di VII livello; e) n. 20 posti di VI livello; f) n. 10 posti di V livello; g) n. 10 posti di IV livello; h) n. 10 posti di III livello; i) n. 10 posti di II livello.
Con il decreto di cui al comma 1 pu� essere altres� prevista presso la Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base la costituzione di un’apposita segreteria tecnico-operativa, costituita da non pi� di dieci esperti con incarico quinquennale rinnovabile per non pi� di una volta scelti fra docenti universitari, ricercatori e tecnici di societ� di capitale – con esclusione delle imprese private – specificamente operanti nel settore energetico, di enti pubblici e di pubbliche amministrazioni, con esclusione del personale del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Il trattamento economico degli esperti di cui al presente comma � determinato con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di intesa con il Ministro del tesoro, in misura non inferiore a quello spettante presso l’ente o l’amministrazione o l’impresa di appartenenza. I dipendenti pubblici sono collocati fuori ruolo per l’intera durata dell’incarico o nell’analoga posizione prevista dai rispettivi ordinamenti.
Limitatamente al personale delle qualifiche non dirigenziali, alle assunzioni conseguenti all’aumento delle dotazioni organiche di cui al comma 1 pu� procedersi a decorrere dal I gennaio 1991, e solo dopo aver attuato le procedure di mobilit� di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1988, n. 325 e successive modificazioni, ed alla legge 29 dicembre 1988, n. 554 e successive modificazioni e integrazioni, o comunque dopo novanta giorni dall’avvio di dette procedure. Nel biennio 1991-1992 pu� procedersi a tali assunzioni esclusivamente nel limite annuo del 25 per cento e complessivo del 33 per cento dei relativi posti, restando comunque i posti residui riservati per l’intero biennio alla copertura mediante le predette procedure di mobilit�.
All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in lire 200 milioni per l’anno 1990, in lire 1.000 milioni per l’anno 1991 e in lire 1.800 milioni pr l’anno 1992, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto ai fini del bilancio triennale 1990-1992 al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1990, all’uopo parzialmente utilizzando quanto a lire 400 milioni per ciascuno degli anni 1991 e 1992 le proiezioni dell’accantonamento “Riordinamento del Ministero ed incentivazioni al personale” e, quanto a lire 200 milioni per l’anno 1990, a lire 600 milioni per l’anno 1991 e a lire 1.400 milioni per l’anno 1992, l’accantonamento “Automazione del Ministero dell’industria”.
Abrogazione espressa di norme e utilizzazione di fondi residui
Gli articoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 22, 24 e 26 della legge 29 maggio 1982, n. 308, sono abrogati.
Le somme destinate ad incentivare gli interventi di cui alla
legge 29 maggio 1982, n. 308 e successive modificazioni, ivi comprese quelle di cui al decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, nonch� quelle di cui all’art. 15, comma 37, della legge 11 marzo 1988, n. 67 e successive modificazioni, che alla data di entrata in vigore della presente legge non sono state ancora trasferite alle regioni o alle province autonome di Trento e di Bolzano o non sono state ancora formalmente impegnate dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato per gli interventi di propria competenza, possono essere utilizzate rispettivamente per le finalit� di cui agli articoli 8, 10 e 13 e per quelle di cui agli articoli 11, 12 e 14.
Alla ripartizione delle somme di cui al comma 2 spettanti alle regioni o alle province autonome di Trento e di Bolzano si provvede con le procedure e le modalit� di cui all’art. 9. Alla ripartizione delle restanti somme fra i vari interventi si provvede, tenendo conto delle proporzioni fissate al comma 2 dell’art. 38, con le modalit� di cui ai commi 6 e 7 del medesimo art. 38.
Disposizioni concernenti la metanizzazione
Il contributo previsto a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la realizzazione dei progetti indicati nel programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno approvato dal CIPE con deliberazione dell’11 febbraio 1988 � sostituito o integrato per la percentuale soppressa o ridotta per effetto dei regolamenti del Consiglio delle Comunit� europee n. 2052 del 24 giugno 1988, n. 4253 del 19 dicembre 1988 e n. 4254 del 19 dicembre 1988 con un contributo dello Stato a carico degli stanziamenti di cui al comma 3 pari alla differenza tra il 50 per cento della spesa ammessa per ogni singola iniziativa alle agevolazioni di cui all’art. 11 della legge 28 novembre 1980, n. 784 e successive modificazioni e integrazioni, e il contributo concesso a carico del FESR. Il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, d’intesa con il Ministro del tesoro nonch� con la Cassa depositi e prestiti per la concessione ed erogazione dei finanziamenti, provvede a disciplinare con decreto la procedura per l’applicazione delle agevolazioni nazionali e comunitarie agli interventi di cui al comma 1.
All’avvio del programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno relativo al primo triennio, approvato dal CIPE con deliberazione dell’11 febbraio 1988, si fa fronte con lo stanziamento di lire 50 miliardi autorizzato dall’art. 19 della legge 26 aprile 1983, n. 130, e con lo stanziamento di lire 730 miliardi autorizzato dal decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, integrato di lire 300 miliardi con l’art. 15, comma 36, della legge 11 marzo 1988, n. 67 e successive modificazioni.
A parziale modifica dell’art. 4 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, il CIPE, definendo il programma per la metanizzazione del territorio della Sardegna, provvede ad individuare anche il sistema di approvvigionamento del gas metano.
Previa deliberazione del programma per la metanizzazione del territorio della Sardegna di cui all’art. 4 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, nonch� del sistema di approvvigionamento del gas metano di cui al comma 5, il CIPE stabilisce una prima fase stralcio in conformit� al programma deliberato, per la realizzazione di reti di distribuzione che potranno essere provvisoriamente esercitate mediante gas diversi dal metano, nelle more della esecuzione delle opere necessarie per l’approvvigionamento del gas metano.
Sono regolati dalle norme del presente titolo i consumi di energia negli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia la destinazione d’uso, nonch�, mediante il disposto dell’art. 31, l’esercizio e la manutenzione degli impianti esistenti.
Nei casi di recupero del patrimonio edilizio esistente, l’applicazione del presente titolo � graduata in relazione al tipo di intervento, secondo la tipologia individuata dall’art. 31 della L. 5 agosto 1978, n. 457.
Ai nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia, si applicano le disposizioni di cui all’art. 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela artistico-storica e ambientale. Gli interventi di utilizzo delle fonti di energia di cui all’art. 1 in edifici ed impianti industriali non sono soggetti ad autorizzazione specifica e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria di cui agli articoli 31 e 48 della legge 5 agosto 1978, n. 457. L’installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi, � considerata estensione dell’impianto idrico-sanitario gi� in opera.
2. Per gli interventi in parti comuni di edifici, volti al contenimento del consumo energetico degli edifici stessi ed all’utilizzazione delle fonti di energia di cui all’art. 1, ivi compresi quelli di cui all’art. 8, sono valide le relative decisioni prese a maggioranza delle quote millesimali.
Ai fini di cui al comma 3 e secondo quanto previsto dal comma 1 dell’art. 4, sono regolate, con riguardo ai momenti della progettazione, della messa in opera e dell’esercizio, le caratteristiche energetiche degli edifici e degli impianti non di processo ad essi associati, nonch� dei componenti degli edifici e degli impianti.
Gli impianti di riscaldamento al servizio di edifici di nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo la data di entrata in vigore della presente legge, devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unit� immobiliare.
Negli edifici di propriet� pubblica o adibiti ad uso pubblico � fatto obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli stessi favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia o assimilate salvo impedimenti di natura tecnica od economica.
La progettazione di nuovi edifici pubblici deve prevedere la realizzazione di ogni impianto, opera ed installazione utili alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia. CFR Art. 27
I consumi di energia termica ed elettrica ammessi per gli edifici sono limitati secondo quanto previsto dai decreti di cui all’art. 4, in particolare in relazione alla destinazione d’uso degli edifici stessi, agli impianti di cui sono dotati e alla zona climatica di appartenenza.
Nel caso in cui la denuncia e la documentazione di cui al comma 1 non sono state presentate al comune prima dell’inizio dei lavori, il sindaco, fatta salva la sanzione amministrativa di cui all’art. 34, ordina la sospensione dei lavori sino al compimento del suddetto adempimento.
La documentazione di cui al comma 1 deve essere compilata secondo le modalit� stabilite con proprio decreto dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Una copia della documentazione di cui al comma 1 � conservata dal comune ai fini dei controlli e delle verifiche di cui all’art. 33.
La seconda copia della documentazione di cui al comma 1, restituita dal comune con l’attestazione dell’avvenuto deposito, deve essere consegnata a cura del proprietario dell’edificio, o di chi ne ha titolo, al direttore dei lavori ovvero, nel caso l’esistenza di questi non sia prevista dalla legislazione vigente, all’esecutore dei lavori. Il direttore ovvero l’esecutore dei lavori sono responsabili della conservazione di tale documentazione in cantiere. CF
Per la certificazione e il collaudo delle opere previste dalla presente legge si applica la L. 5 marzo 1990, n. 46.
Nei casi di compravendita o di locazione il certificato di collaudo e la certificazione energetica devono essere portati a conoscenza dell’acquirente o del locatario dell’intero immobile o della singola unit� immobiliare.
Il proprietario o il locatario possono richiedere al comune ove � ubicato l’edificio la certificazione energetica dell’intero immobile o della singola unit� immobiliare. Le spese relative di certificazione sono a carico del soggetto che ne fa richiesta.
L’attestato relativo alla certificazione energetica ha una validit� temporale di cinque anni a partire dal momento del suo rilascio.
Durante l’esercizio degli impianti il proprietario, o per esso un terzo, che se ne assume la responsabilit�, deve adottare misure necessarie per contenere i consumi di energia, entro i limiti di rendimento previsti dalla normativa vigente in materia.
Il proprietario, o per esso un terzo, che se ne assume la responsabilit�, � tenuto a condurre gli impianti e a disporre tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria secondo le prescrizioni della vigente normativa UNI e CEI.
I comuni con pi� di quarantamila abitanti e le province per la restante parte del territorio effettuano i controlli necessari e verificano con cadenza almeno biennale l’osservanza delle norme relative al rendimento di combustione, anche avvalendosi di organismi esterni aventi specifica competenza tecnica, con onere a carico degli utenti.
I contratti relativi alla fornitura di energia e alla conduzione degli impianti di cui alla presente legge, contenenti clausole in contrasto con essa, sono nulli. Ai contratti che contengono clausole difformi si applica l’art. 1339 del codice civile.
Ai fini della commercializzazione, le caratteristiche e le prestazioni energetiche dei componenti degli edifici e degli impianti devono essere certificate secondo le modalit� stabilite con proprio decreto dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
La verifica pu� essere effettuata in qualunque momento anche su richiesta e a spese del committente, dell’acquirente dell’immobile, del conduttore, ovvero dell’esercente gli impianti.
In caso di accertamento di difformit� in corso d’opera, il sindaco ordina la sospensione dei lavori.
In caso di accertamento di difformit� su opere terminate il sindaco ordina, a carico del proprietario, le modifiche necessarie per adeguare l’edificio alle caratteristiche previste dalla presente legge.
Nei casi previsti dai commi 3 e 4 il sindaco informa il prefetto per l’irrogazione delle sanzioni di cui all’art. 34.
L’inosservanza dell’obbligo di cui al comma 1 dell’art. 28 � punita con la sanzione amministrativa non inferiore a lire un milione e non superiore a lire cinque milioni.
Il proprietario dell’edificio nel quale sono eseguite opere difformi dalla documentazione depositata ai sensi dell’art. 28 e che non osserva le disposizioni degli articoli 26 e 27 � punito con la sanzione amministrativa in misura non inferiore al 5 per cento e non superiore al 25 per cento del valore delle opere.
Il costruttore e il direttore dei lavori che omettono la certificazione di cui all’art. 29, ovvero che rilasciano una certificazione non veritiera nonch� il progettista che rilascia la relazione di cui al comma 1 dell’art. 28 non veritiera, sono puniti in solido con la sanzione amministrativa non inferiore all’1 per cento e non superiore al 5 per cento del valore delle opere, fatti salvi i casi di responsabilit� penale.
Il collaudatore che non ottempera a quanto stabilito dall’art. 29 � punito con la sanzione amministrativa pari al 50 per cento della parcella calcolata secondo la vigente tariffa professionale.
Il proprietario o l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne � assunta la responsabilit�, che non ottempera a quanto stabilito dall’art. 31, commi 1 e 2, � punito con la sanzione amministrativa non inferiore a lire un milione e non superiore a lire cinque milioni. Nel caso in cui venga sottoscritto un contratto nullo ai sensi del comma 4 del medesimo art. 31, le parti sono punite ognuna con la sanzione amministrativa pari a un terzo dell’importo del contratto sottoscritto, fatta salva la nullit� dello stesso.
L’inosservanza delle prescrizioni di cui all’art. 32 � punita con la sanzione amministrativa non inferiore a lire cinque milioni e non superiore a lire cinquanta milioni, fatti salvi i casi di responsabilit� penale.
Qualora soggetto della sanzione amministrativa sia un professionista, l’autorit� che applica la sanzione deve darne comunicazione all’ordine professionale di appartenenza per i provvedimenti disciplinari conseguenti.
L’inosservanza della disposizione che impone la nomina, ai sensi dell’art. 19, del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, � punita con la sanzione amministrativa non inferiore a lire dieci milioni e non superiore a lire cento milioni.
Il sindaco, con il provvedimento mediante il quale ordina la sospensione dei lavori, ovvero le modifiche necessarie per l’adeguamento dell’edificio, deve fissare il termine per la regolarizzazione. L’inosservanza del termine comporta la comunicazione al prefetto, l’ulteriore irrogazione della sanzione amministrativa e l’esecuzione forzata delle opere con spese a carico del proprietario.
Irregolarit� rilevate dall’acquirente o dal conduttore
Qualora l’acquirente o il conduttore dell’immobile riscontra difformit� dalle norme della presente legge, anche non emerse da eventuali precedenti verifiche, deve farne denuncia al comune entro un anno dalla constatazione, a pena di decadenza dal diritto di risarcimento del danno da parte del committente o del proprietario.
Entrata in vigore delle norme del titolo II e dei relativi decreti ministeriali
La legge 30 aprile 1976, n. 373, e la legge 18 novembre 1983, n. 645, sono abrogate. Il decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1977, n. 1052, si applica, in quanto compatibile con la presente legge, fino all’adozione dei decreti di cui ai commi 1, 2 e 4 dell’art. 4, al comma 1 dell’art. 30 e al comma 1 dell’art. 32.
Ripartizione fondi e copertura finanziaria
Per le finalit� della presente legge � autorizzata la spesa di lire 427 miliardi per il 1991, 992 miliardi per il 1992 e 1.192 miliardi per il 1993. Il dieci per cento delle suddette somme � destinato alle finalit� di cui all’art. 3 della presente legge.
Per le finalit� di cui agli articoli 11, 12 e 14 � autorizzata la spesa di lire 267, 5 miliardi per il 1991, di lire 621,6 miliardi per il 1992 e di lire 746,4 miliardi per il 1993, secondo la seguente ripartizione: a) per l’art. 11, lire 220 miliardi per il 1991, lire 510 miliardi per il 1992 e lire 614 miliardi per il 1993; b) per l’art. 12, lire 33 miliardi per il 1991, lire 75 miliardi per il 1992 e lire 92 miliardi per il 1993; c) per l’art. 14, lire 14,5 miliardi per il 1991, lire 36,6 miliardi per il 1992 e lire 40,4 miliardi per il 1993.
All’onere derivante dall’attuazione dei commi 1, secondo periodo, e 2 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando le proiezioni dell’accantonamento “Rifinanziamento della legge n. 308 del 1982 in materia di fonti rinnovabili di energia e di risparmio dei consumi energetici, nonch� dell’art. 17, comma 16, della legge n. 67 del 1988”.
Per le finalit� di cui agli articoli 8, 10 e 13 � autorizzata la spesa di lire 116,8 miliardi per il 1991, di lire 271,2 miliardi per il 1992 e di lire 326,4 miliardi per il 1993.
All’onere derivante dall’attuazione del comma 4 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando le proiezioni dell’accantonamento “Rifinanziamento della legge n. 308 del 1982 in materia di fonti rinnovabili di energia e di risparmio dei consumi energetici, nonch� dell’art. 17, comma 16, della legge n. 67 del 1988”.
Alle ripartizioni degli stanziamenti di cui al comma 2 del presente articolo, lettera a) tra gli interventi previsti dall’art. 11 della presente legge si provvede con decreti del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato. 8. Il Ministro del tesoro � autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge entra in vigore, salvo quanto previsto dall’art. 37, il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.