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Timestamp: 2019-01-19 00:14:59+00:00
Document Index: 180882945

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ']

maggio 2012 - Studio Legale Adamo
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Omessa comunicazione preventiva: sanzione per ESSE
Nell’adunanza del 26 aprile 2012 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è pronunciata sull’omessa comunicazione preventiva della concentrazione posta in essere da Enel Green Power & Sharp Solar Energy S.r.l. (di seguito Esse).
L’operazione ha riguardato l’acquisizione da parte di Esse del capitale sociale di Altomonte, società posseduta al 100% da EGP fino al 30 dicembre 2010. Tale operazione, che ha comportato il passaggio dal controllo esclusivo al controllo congiunto di un’impresa, era soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva, di cui all’art. 16 della L. 287/90, ma è stata perfezionata in un momento anteriore rispetto a quello in cui ne è stata data comunicazione. L’Agcm ha ritenuto, quindi, di dover procedere all’irrogazione della sanzione amministrativa di cui all’articolo 19, comma 2, della legge n. 287/90. Pertanto, ha ordinato alla Società Enel Green Power & Sharp Solar Energy S.r.l. di pagare la somma di € 5.000 quale sanzione per la mancata comunicazione preventiva dell’acquisizione di Altomonte FV S.r.l..
Dott.ssa Giorgia Mariani
Di seguito il testo integrale del provvedimento:
p23523.pdf
31 maggio 2012 /0 Commenti/da Studio Legale Adamo
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Quatar Holding acquisisce Smeralda Holding
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata chiamata a pronunciarsi in merito all’acquisizione del controllo esclusivo della Smeralda Holding S.r.l., da parte della Quatar Holding LLC.
L’operazione costituiva una concentrazione soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva, come disciplinato dall’art. 16, comma 1 della L. 287/90. I settori merceologici interessati sono stati quelli dell’attività alberghiera, della gestione delle marine turistiche e della gestione dei campi da golf. L’Autorità ha ritenuto che l’operazione in esame non determinasse la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante, tale da eliminare o ridurre la concorrenza, e pertanto ha deliberato, nella sua adunanza del 26 aprile 2012, di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4 della Legge 287 del 1990.
p23527-quatar.pdf
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Decreto Legge n. 59 del 15 maggio 2012
Avviato il regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati
Il Decreto Legge n. 59, recante “Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile”, ha previsto l’estensione ai rischi derivanti da calamità naturali alle polizze assicurative stipulate contro qualsiasi tipo di danno.
Per il raggiungimento dell’obiettivo sono indicati i seguenti criteri:
estensione della copertura assicurativa del rischio calamità naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati privati contro qualsiasi danno;
esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati;
incentivazioni di natura fiscale, nel rispetto del principio dell’invarianza di gettito, tramite regimi agevolativi all’imposta sul premio di assicurazione ovvero la deducibilità, anche parziale, del premio dalla base imponibile ai fini IRPEF e IRES dell’assicurato;
previsione di un regime transitorio, anche a fini sperimentali ovvero di prima applicazione.
Dott.ssa Francesca Marchetti
Di seguito il testo del Decreto-Legge:
Decreto Legge n. 59, 15 maggio 2012.odt
23 maggio 2012 /0 Commenti/da Studio Legale Adamo
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Parere del Ministero della Giustizia: le nuove disposizioni del decreto Cresci-Italia sulla pratica forense si applicano ai tirocini iniziati a partire dal 24 gennaio 2012
Il Ministero della Giustizia con parere dd. 14 maggio 2012 ha fornito una risposta al quesito posto dal Consiglio nazionale forense circa le modalità applicative dell’art. 9, co. 6, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27, riguardante la durata del tirocinio forense.
Con parere dd. 14 maggio 2012, l’Ufficio legislativo ha chiarito un aspetto non regolamentato da alcuna norma transitoria. È stato affermato che le disposizioni contenute del decreto devono essere applicate ai soli tirocini iniziati dopo il 24 gennaio 2012, data di entrata in vigore Cresci-Italia.
parere dd. 14 maggio 2012.pdf
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AGCM- Sanzionata Vodafone
Con il Provvedimento assunto in data 21 maggio 2012, l’attenzione dell’Autorità ritorna sulla tutela del consumatore nell’ambito delle offerte proposte dai gestori telefonici.
In particolare la Vodafone N.V. è stata condannata al pagamento di una sanzione amministrativa per le modalità con cui ha diffuso l’ offerta “IPad2. Con Vodafone hai di più”. I profili di scorrettezza della pratica commerciale esaminati dal Garante, hanno riguardato la completezza delle informazioni fornite ai consumatori in ordine alle caratteristiche complessive ed ai costi totali dell’offerta. Dall’istruttoria svolta è emerso che nei messaggi diffusi a mezzo stampa non sono state fornite ai consumatori informazioni essenziali in merito alla durata del vincolo contrattuale (pari a trenta mesi) e all’esistenza di costi addebitati al consumatore in caso di recesso anticipato rispetto alla scadenza del vincolo contrattuale ( una penale pari a 120 euro). L’Agcm ha, inoltre, ritenuto che la scorrettezza della comunicazione commerciale risiedesse anche nella mancata chiarezza circa la rateizzazione dell’offerta e la corresponsione delle rate con obbligo di restituzione delle rate residue in caso di recesso prima del termine. Del pari poco chiara risulterebbe la diffusione dell’offerta mediante il sito web www.vodafone.it, in cui viene fatto uso di caratteri di piccole dimensioni e viene omessa l’ informativa relativa all’obbligo del consumatore di corrispondere 120,00 euro in caso di recesso anticipato. Tali rilievi hanno costituito la ragion fondante della irrogazione di una sanzione amministrativa di € 60.000 che la Vodafone dovrà corrispondere entro 30 gg dalla notifica del provvedimento.
Dott. Marialisa Taglienti
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Un sito web per monitorare lo stato di avanzamento dei cantieri italiani
Il Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera, ha presentato solo pochi giorni fa il nuovissimo sito web da dove ogni cittadino potrà monitorare lo stato di avanzamento dei cantieri italiani approvati dal Cipe.“Ogni opera avrà un nome e sarà possibile seguire la sua vita. Per questo abbiamo deciso di creare un meccanismo molto trasparente per il pubblico e per la stampa” ha spiegato Passera, il quale ha anche aggiunto che l’obiettivo del sito è proprio quello di “mettere i cittadini in condizione di capire dove e come i soldi pubblici vengono impegnati”.
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Proposta di modifica del codice ambientale
In data 9 maggio 2012, il Senato ha concluso l’esame in seconda lettura della proposta di modifica del codice ambientale relativamente a “sfalci e potature, miscelazione di rifiuti speciali e oli usati, misure per incrementare la raccolta differenziata”
Dopo il via libera del Senato, il provvedimento passa ora all’esame della Camera dei Deputati. Il testo proposto ha subito modifiche ed integrazioni in ossequio alla normativa europea.
Il relatore, al termine della seduta, ha segnalato “l’equiparazione di sfalci e potature ai residui di agricoltura e silvicoltura destinati alla valorizzazione energetica; la possibilità di riciclare in siti i materiali di scavo; il riconoscimento di un prezzo superiore per il conferimento di rifiuti al riciclo piuttosto che al recupero energetico; la salvaguardia delle realtà locali virtuose nella gestione integrata di compostaggio di prossimità; la previsione che le misure di compensazione ambientale non abbiano esclusivamente natura economica; la determinazione delle tariffe dei servizi idrici e di recupero dei costi ambientali in base al principio che chi inquina paga”.
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Stop ai ritocchi al seno per le minori
É stato approvato all’unaminità dalla Commissione Affari sociali della Camera il disegno di legge sulle protesi
La Commissione Affari sociali della Camera ha approvato il disegno di legge che istituisce i registri regionali e nazionale delle protesi mammarie e che vieta, soprattutto, gli interventi al seno a fini estetici sulle minorenni.
Conseguentemente, il Ministero della Salute entro 6 mesi dovrà emanare il decreto per la regolamentazione della raccolta dei dati da inserire nel registro nazionale, nel quale dovranno essere indicate anche informazioni circa il materiale utilizzato per il riempimento delle protesi, effetti collaterali, ecc.. Sono previste multe fino a 20mila euro e 3 mesi di sospensione dell’attività per i chirurgi che opereranno per ragioni estetiche minori di anni 18. Sono esclusi da tali disposizioni gli interventi sui minori con “gravi malformazioni congenite”.
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Fecondazione eterologa: la Consulta non boccia la Legge n. 40/2004
La Corte Costituzione ha esaminato il divieto di fecondazione eterologa stabilito dalla Legge 40 e ha restituito gli atti ai Tribunali che avevano sollevato la questione, anche alla luce della pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3 novembre 2011
La Consulta, investita sulla questione riguardante il divieto di fecondazione eterologa stabilito dalla Legge n. 40/2004, ha rinviato gli atti ai Tribunali che avevano sollevato la questione (Firenze, Catania e Milano) e gli ha invitati a prendere in considerazione la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3 novembre 2011.
Quest’ultima ha giudicato come legittimo il divieto di fecondazione eterologa nei paesi comunitari, in quanto non sussiste alcuna violazione dell’articolo 8 della Convenzione dei diritti dell’uomo (diritto al rispetto della vita privata e familiare). Pertanto, la Corte Costituzionale non ha bocciando la legge, ma non ha neanche dato via libera alla Legge 40/2004. La stessa pare aver semplicemente rinviato la questione ai Tribunali invitandoli a rivalutare la questione alla luce della indicata sentenza europea.
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Caro-commissioni
Respinta la class action azionata dal Codacons nei confronti della soc. Unicredit S.p.A.
Il 1º gennaio 2010 l’associazione dei consumatori aveva azionato la 1º class action nei confronti della soc. Unicredit S.p.A. contestando la previsione di clausole contrattuali giudicate onerose per i consumatori ed applicate in sostituzione del “massimo scoperto” (abolito per legge).
Il Giudice di primo grado e recentemente anche la Corte di Appello di Roma, ne hanno dichiarato l’inammissibilità in quanto, l’azione sociale, si riferiva a circostanze precedenti all’entrata in vigore della legge con la quale si è avuto l’abolizione del “massimo scoperto”. Uno dei difensori di Unicredit S.p.A, Avv. Nicola Palombi, ha affermato infatti che “la disciplina della class action è inapplicabile ai fatti avvenuti prima del 15 agosto 2009, e il comportamento che la banca ha tenuto trae origine da clausole contrattuali stipulate con i correntisti in precedenza”.
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