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Timestamp: 2019-07-19 07:32:00+00:00
Document Index: 57783994

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 653', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 444', 'art. 552', 'art. 5', 'art. 444', 'art. 5', 'art. 444', 'art. 444']

Art. 444 codice penale: Commercio di sostanze alimentari nocive | La Legge per tutti
Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo (1) sostanze destinate all’alimentazione, non contraffatte né adulterate, ma pericolose alla salute pubblica (2), è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 51 (3) (4).
Commercio: [v. 441]; Reclusione: [v. 23]; Sostanze destinate all’alimentazione: [v. 439].
(1) Ai fini della configurazione del reato non è necessario che gli alimenti siano stati effettivamente venduti, ma è sufficiente che essi siano stati destinati alla vendita o, comunque, messi in circolazione.
Si osserva, infatti, che lo scopo della norma è quello di punire la semplice determinazione di una situazione di pericolo per la salute pubblica (rispetto alla quale l’effettiva vendita del prodotto è irrilevante).
(2) Il giudice deve verificare la pericolosità delle sostanze effettuando una valutazione in concreto. La sussistenza del pericolo per la salute pubblica può essere desunta da qualsiasi indice che il giudice reputi rilevante, senza che egli debba avvalersi necessariamente della consulenza tecnica espletata da un perito. È importante precisare che la violazione di regole legislative inerenti alla produzione di alimenti non può essere ritenuta di per sé un indice inequivocabile della pericolosità del prodotto per la salute pubblica. La giurisprudenza, infatti, ha affermato che l’accertamento dell’esistenza del pericolo per la salute pubblica deve essere effettuato sempre in relazione alla situazione creatasi in concreto, senza desumerlo sulla base di indici presuntivi (es.: la distribuzione di carni macellate fuori dei locali pubblici imposti dalla legge non costituisce di per sé una situazione di pericolo per la salute pubblica, poiché resta la possibilità che la macellazione sia comunque avvenuta in modo tale da garantire l’igiene e la sicurezza del prodotto). La giurisprudenza ha inoltre precisato che, trattandosi di reato di pericolo, è sufficiente la probabilità che la sostanza destinata all’alimentazione risulti dannosa per la salute, e tale è stata ritenuta una sostanza alimentare in stato di decomposizione.
(4) La giurisprudenza ha ritenuto sussistere il delitto in esame nelle ipotesi di vendita di molluschi conservati con modalità non regolari o di commercio di carni di animali abbattuti o morti per malattia, per trauma o per altra causa.
L'integrazione della fattispecie criminosa di commercio di sostanze alimentari nocive richiede che le sostanze destinate all'alimentazione siano già potenzialmente e concretamente nocive al momento della vendita o della detenzione per la vendita, a nulla rilevando, invece, che lo diventino in un secondo momento per cause successive ed estranee alla volontà del reo. (Nella specie si trattava di carne di agnello posta in vendita nei banchi di un supermercato, debitamente confezionata con cellophane, la prova del cui ammaloramento all'atto della vendita era incerta). Annulla con rinvio, App. Napoli, 30 aprile 2009
Cassazione penale sez. III 22 dicembre 2010 n. 11500
Per i patteggiamenti intervenuti in data anteriore all'introduzione - con legge 27 marzo 2001, n. 97, art. 1, lett. c) - dell'art. 653, 1 bis c.p.p. occorre salvaguardare l'affidamento di coloro che si siano avvalsi delle norme agevolative, di cui all'art. 444 c.p., prima che la legge n. 97 del 2001 equiparasse tale forma di applicazione della pena ad una sentenza di condanna. Pertanto, in tali casi l'Amministrazione deve operare una approfondita valutazione della pericolosità sociale dell'interessato al fine di adottare un diniego di rinnovo di permesso di soggiorno. (Conferma Tar Toscana, 24 febbraio 2003 n. 691).
Consiglio di Stato sez. VI 19 giugno 2009 n. 4094
Tra le sostanze alimentari nocive di cui l'art. 444 cod. pen. vieta la messa in circolazione rientrano i cosiddetti integratori alimentari, mentre sono escluse da tale nozione le sostanze medicinali. Rigetta, Gip Trib. Genova, 5 Aprile 2007
Cassazione penale sez. III 07 maggio 2008 n. 26518
In tema di commercio e somministrazione di sostanze alimentari nocive, nel caso in cui sussista il delitto previsto dall'art. 444 c.p. (anche nell'ipotesi colposa di cui all'art. 552 c.p.), deve ritenersi assorbita la contravvenzione di cui all'art. 5 della legge n. 283 del 1962, attinente alla disciplina igienica e alla composizione nutritiva delle sostanze alimentari.
Cassazione penale sez. IV 02 ottobre 2007 n. 44779
L'ipotesi criminosa di cui all'art. 444 c.p. (commercio di sostanze alimentari nocive), configura un reato di pericolo per la cui sussistenza è necessario che le sostanze di cui si vuole fare commercio abbiano attitudine ad arrecare nocumento alla salute pubblica, attitudine che non può consistere in un pericolo meramente ipotetico, occorrendo invece un pericolo concreto, che deve risultare da elementi oggettivamente apprezzabili.
Tribunale Bologna 26 gennaio 2007 n. 104
Il reato di commercio di sostanze alimentari nocive è reato di pericolo per la cui sussistenza è necessario che gli alimenti abbiano la capacità di arrecare danno alla salute: tale capacità, che deve sussistere in concreto, non richiede ai fini della prova che vengano necessariamente svolte indagini peritali. (Nella fattispecie, relativa alla vendita di calamari scongelati e dunque potenzialmente nocivi, la Corte ha escluso che la prova di tale nocività potesse essere raggiunta attraverso il fatto stesso che la merce era esposta sul bancone di vendita). (Annulla senza rinvio, App. Catania, 16 novembre 2005)
Cassazione penale sez. I 17 gennaio 2007 n. 3532
Cassazione penale sez. I 16 maggio 2006 n. 19107
In tema di commercio e somministrazione di sostanze alimentari nocive, allorché nella condotta tenuta siano ritenuti sussistenti gli estremi della pericolosità per la salute pubblica (da intendere ovviamente non con riferimento all'intera collettività, ma in incertam personam, con riferimento cioè a quanti possano usufruire di quel tipo bene o di servizio), è esclusa l'applicabilità degli artt. 5 e 6 l. 30 aprile 1962, n. 283, restando le relative contravvenzioni assorbite nel delitto previsto e punito dagli artt. 444 e 452 c.p. (Fattispecie nella quale correttamente, secondo la Corte, era stata ravvisata la violazione degli artt. 444 e 452 c.p. nella condotta dell'imputato, che, quale titolare di un ristorante-pizzeria, utilizzando strumenti non igienicamente idonei nella elaborazione e conservazione dei cibi, aveva somministrato cibi pericolosi per la salute pubblica, per la presenza di un batterio in un arrosto di manzo che la scolaresca di una scuola aveva consumato nel suo locale, così da avere causato ai componenti della scolaresca intossicazione alimentare con crampi e diarrea).
Cassazione penale sez. IV 07 giugno 2005 n. 36345
In tema di commercio e somministrazione di sostanze alimentari nocive, allorché nella condotta tenuta siano ritenuti sussistenti gli estremi della pericolosità per la salute pubblica (da intendere ovviamente non con riferimento all'intera collettività, ma in "incertam personam", con riferimento cioè a quanti possano usufruire di quel tipo di bene o di servizio), è esclusa l'applicabilità degli art. 5 e 6 l. 30 aprile 1962 n. 283, restando le relative contravvenzioni assorbite nel delitto previsto e punito dagli art. 444 e 452 c.p. (Fattispecie nella quale correttamente, secondo la Corte, era stata ravvisata la violazione degli art. 444 e 452 c.p. nella condotta dell'imputato, che, quale titolare di un ristorante-pizzeria, utilizzando strumenti non igienicamente idonei nella elaborazione e conservazione dei cibi, aveva somministrato cibi pericolosi per la salute pubblica, per la presenza di un batterio in un arrosto di manzo che la scolaresca di una scuola aveva consumato nel suo locale, così da avere causato ai componenti della scolaresca intossicazione alimentare con crampi e diarrea).