Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quinto/titolo-v/capo-x/sezione-ii/art2505bis.html
Timestamp: 2020-05-27 09:20:07+00:00
Document Index: 135699817

Matched Legal Cases: ['art. 2505', 'art. 1', 'art. 2505', 'art. 2501', 'art. 2437', 'art. 2505', 'art. 2505', 'art. 300', 'sentenza ']

Art. 2505 bis codice civile - Incorporazione di società possedute al novanta per cento - Brocardi.it
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Articolo 2505 bis Codice civile
Incorporazione di società possedute al novanta per cento
Dispositivo dell'art. 2505 bis Codice civile
Alla fusione per incorporazione di una o più società in un'altra che possiede almeno il novanta per cento delle loro azioni o quote non si applicano le disposizioni degli articoli 2501 quater, 2501 quinquies, 2501 sexies e 2501 septies(1), qualora venga concesso agli altri soci della società incorporata il diritto di far acquistare le loro azioni o quote dalla società incorporante per un corrispettivo determinato alla stregua dei criteri previsti per il recesso.
L'atto costitutivo o lo statuto possono prevedere che la fusione per incorporazione di una o più società in un'altra che possiede almeno il novanta per cento delle loro azioni o quote sia decisa, quanto alla società incorporante, dal suo organo amministrativo, con deliberazione risultante da atto pubblico, sempre che siano rispettate le disposizioni dell'articolo 2501 septies, e che l'iscrizione o la pubblicazione prevista dall'articolo 2501 ter, terzo comma, sia fatta, per la società incorporante, almeno trenta giorni prima della data fissata per la decisione di fusione da parte della società incorporata(1).
Si applica la disposizione di cui al terzo comma dell'articolo 2505.
(1) Comma sostituito dall'art. 1 D. Lgs. 22 giugno 2012, n. 123.
Nella norma in commento la scelta del procedimento semplificato risiede nel limitato peso che i soci di minoranza hanno nel capitale della società destinata alla incorporazione.
Spiegazione dell'art. 2505 bis Codice civile
Ai sensi dell'articolo in commento, la fusione tra società non determina, nell'ipotesi di fusione per incorporazione, l'estinzione della società incorporata, né crea un nuovo soggetto nell'ipotesi di fusione paritaria, ma si attua un'unificazione mediante integrazione reciproca delle società partecipanti alla fusione, con evoluzione dello stesso soggetto giuridico.
Almeno il 90% delle azioni o quote deve essere posseduto al momento dell'atto di fusione e non necessariamente al momento della delibera.
Si può derogare alla relazione degli esperti purché sia previsto il correttivo del recesso.
La semplificazione riguarda solo la relazione degli esperti, mentre resta ferma l'assegnazione di azioni o quote e la determinazione del rapporto di cambio ex art. 2501 bis, nonché la relazione degli amministratori (2501 quinquies).
Nel caso di incorporazione di s.p.a. i soci avranno diritto di conoscere la determinazione del prezzo nei quindici giorni precedenti la data fissata per l'assemblea, in applicazione dell'art. 2437 ter, 5° comma, c.c. (Consiglio Notarile di Milano - massima n. 58).
L'atto costitutivo o lo statuto dell'incorporante possono prevedere che la fusione sia deliberata dagli organi amministrativi delle due società, purché risulti da atto pubblico. La decisione che può essere demandata all'organo amministrativo è solo quella dell'incorporante e non pure dell'incorporata, perché in quest'ultima società vi è il 10% dei soci di minoranza (per cui la decisione di fusione deve essere inderogabilmente assunta dall'assemblea).
Massime relative all'art. 2505 bis Codice civile
Cass. civ. n. 2637/2006
Ai sensi del nuovo art. 2505 bis c.c., conseguente alla riforma del diritto societario (D.L.vo 17 gennaio 2003, n. 6), la fusione tra società non determina, nelle ipotesi di fusione per incorporazione, l'estinzione della società incorporata, né crea un nuovo soggetto di diritto nell'ipotesi di fusione paritaria, ma attua l'unificazione mediante l'integrazione reciproca delle società partecipanti alla fusione, risolvendosi in una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto giuridico, che conserva la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo. Deve pertanto escludersi che la fusione per incorporazione determini l'interruzione del processo ai sensi dell'art. 300 c.p.c.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 2637 del 8 febbraio 2006)