Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/01/novita-fiscali-del-30-gennaio-2008-ulteriori-chiarimenti-al-regime-dei-minimi.html
Timestamp: 2019-03-25 01:53:01+00:00
Document Index: 30041671

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 5', 'art. 116', 'art. 58', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 102', 'art. 66', 'art. 8', 'art. 20']

Novità fiscali del 30 gennaio 2008: ulteriori chiarimenti al regime dei minimi | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 30 gennaio 2008: ulteriori chiarimenti al regime dei minimi
Novità fiscali del 30 gennaio 2008<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
1) Regime dei minimi: Ulteriori chiarimenti fiscali
2) Estensione del procedimento semplificato di cancellazione dell’ipoteca per i mutui immobiliari alle cosiddette ipoteche frazionate e cambiarie
3) Istituzione di un codice tributo per il recupero, tramite modello di versamento F23, delle spese di notifica relative alle sanzioni emesse dall’INAIL
4) Determinazione base imponibile – imposte ipotecarie e catastali – riscatto immobile strumentale concesso in leasing
L’Agenzia delle Entrate, con la
circolare n. 7/E del 28/1/2008 ha fornito, sotto forma di risposta a numerosi quesiti formulati dalle associazioni di categoria, ulteriori chiarimenti in merito al regime dei contribuenti minimi.
L’esercizio di una delle attività escluse, perché soggette ad un regime speciale ai fini dell’IVA, comporta che il contribuente non si può avvalere del regime dei minimi neppure per le ulteriori attività di impresa o di lavoro autonomo eventualmente esercitate.
In altri termini, l’esercizio di un’attività soggetta a regime speciale IVA, espressiva ai fini IRPEF di un reddito d’impresa, impedisce di avvalersi del regime dei minimi anche per le ulteriori attività di impresa, arte o professione.
Ad es., l’esercente una rivendita di tabacchi, soggetta al regime speciale IVA di cui all’art. 74, comma 1, del D.P.R. n. 633/72, non può avvalersi del regime dei minimi per la stessa attività di rivendita tabacchi né per la connessa gestione del bar, a nulla rilevando che l’ammontare complessivo dei corrispettivi, riferito ad entrambe le attività, non superi i 30.000 euro.
I produttori agricoli si possono avvalere del regime dei contribuenti minimi per le altre attività di impresa arte e professioni eventualmente svolte.
Ad es., il soggetto che, in aggiunta all’attività agricola, esercita anche attività di riparazione autoveicoli, si può avvalere per tale ultima attività del regime dei contribuenti minimi, qualora ne ricorrano i presupposti.
Naturalmente, ciò non vale nell’eventualità che l’attività agricola venga trattata, ai fini IVA, secondo le disposizioni proprie del regime ordinario (mediante l’opzione).
L’avere applicato nell’anno 2007 un regime speciale IVA non è di ostacolo ad avvalersi, a decorrere dal 1 gennaio 2008, del regime dei contribuenti minimi sempre che per l’anno solare 2008 il contribuente legittimamente non applica alcun regime speciale IVA.
Partecipazione in società di persone o S.r.l. trasparenti
Per espressa previsione normativa sono esclusi dal regime coloro che partecipano, “contestualmente”, a società di persone o associazioni di cui all’art. 5 del TUIR o a società a responsabilità limitata trasparenti di cui all’art. 116 del TUIR. Il riferimento alla contestualità per la verifica della causa ostativa impedisce di accedere al regime a coloro che detengono partecipazioni in costanza di applicazione del regime.
Pertanto, é possibile accedere al regime nelle ipotesi in cui la partecipazione sia stata ceduta prima del 31 dicembre 2007.
Infatti, i requisiti per accedere al regime dei contribuenti minimi devono essere posseduti alla data del 1 gennaio 2008.
Per la verifica del limite dei 30.000 euro di ricavi si deve tenere conto dei ricavi fatturati nel 2008 di competenza del 2007 ?
A tale domanda, l’Agenzia delle Entrate ha, prima risposto, che per accedere al regime dei contribuenti minimi, i soggetti interessati devono avere conseguito nell’anno solare precedente ricavi in misura non superiore a 30.000 euro.
Poi ha precisato che i ricavi di competenza dell’anno solare 2007, calcolati secondo le disposizioni proprie del regime ordinario di determinazione del reddito d’impresa, rilevano anche se eventualmente incassati nel corso dell’anno 2008.
Chi si avvale di un associato in partecipazione di solo lavoro, al quale non siano stati distribuiti utili giacché nel 2007 l’attività ha chiuso in perdita, può accedere al regime dei contribuenti minimi.
Parimenti, ci si può avvalere del medesimo regime in presenza di associati in partecipazione che non apportano solo lavoro.
Azienda donata nel 2006: Per il limite dei 15.000 euro di beni strumentali occorre tenere conto anche degli acquisti posti in essere dal donante nel 2005 e parte del 2006 ?
Nell’ipotesi di donazione d’azienda con prosecuzione dell’attività in regime di continuità dei valori fiscali ai sensi dell’art. 58 del TUIR, il donatario continua a svolgere senza soluzione di continuità la stessa attività del donante.
Pertanto, ai fini della verifica delle condizioni di accesso al regime, rilevano gli acquisti effettuati dal donante nel triennio precedente a quello di entrata nel regime da parte del donatario.
Ai fini della verifica dei requisiti di accesso al regime i beni strumentali ad uso promiscuo rilevano per il 50% del costo sostenuto, a prescindere da eventuali diverse percentuali di deducibilità contenute nel TUIR (ad la deduzione all’80% per gli agenti di commercio).
Al riguardo si presumono comunque ad uso promiscuo tutti i beni a deducibilità limitata indicati negli articoli 164 e 102, comma 9, del TUIR (ad esempio autovetture, autocaravan, ciclomotori, motocicli, e telefonia).
I beni strumentali ad uso promiscuo (autovetture e telefonini) rilevano ai fini della determinazione del valore complessivo degli acquisti di beni strumentali (15.000 euro) in misura pari al 50% (e non, quindi, in misura del 80%) dei relativi corrispettivi, al netto dell’eventuale Iva indetraibile.
Nel caso di bene strumentale acquisito mediante un contratto di locazione finanziaria l’importo massimo di euro 15.000 va individuato in base al costo sostenuto dal concedente ?
In caso di utilizzo di un bene strumentale mediante un contratto di leasing, concorrono gli importi dei canoni di leasing pagati nel triennio solare precedente.
E’ possibile dedurre i canoni di leasing corrisposti nei periodi di imposta in cui il contribuente é assoggettato al regime dei minimi a prescindere dalla durata del contratto poiché non trovano applicazione in tale regime le regole del TUIR.
Ai fini dell’applicazione del nuovo regime si considerano contribuenti minimi le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, tra l’altro, “nel triennio solare precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali anche mediante contratti di appalto e di locazione, pure finanziaria, per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro”. Ai fini della determinazione del valore del bene strumentale, rilevano anche i canoni di locazione o noleggio corrisposti eventualmente anche a soggetti non titolari di partita Iva dal contribuente per acquisire la disponibilità del bene medesimo.
L’ammontare degli acquisti di beni strumentali nel triennio precedente non può essere conteggiato al netto delle vendite dello stesso periodo
Ai fini dell’applicazione del nuovo regime si considerano contribuenti minimi le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, tra l’altro, “nel triennio solare precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro.
Il valore dei beni strumentali cui fare riferimento é costituito dall’ammontare dei corrispettivi relativi all’acquisto dei beni medesimi. A tal fine non rileva, pertanto, l’eventuale cessione del bene strumentale.
Beni utilizzati in comodato
I beni utilizzati dal contribuente minimo in comodato d’uso gratuito non possono considerarsi beni strumentali per la cui acquisizione sia dovuto un corrispettivo.
Pertanto, gli stessi non rilevano, pertanto, ai fini della determinazione del valore complessivo dei beni strumentali.
Ai fini del limite dei 15.000 euro per i beni strumentali non rileva l’eventuale prezzo corrisposto per l’avviamento.
Acquisti provenienti dalle c.d. strutture polifunzionali
Al fine della verifica dei requisiti di accesso al regime dei contribuenti minimi i soggetti che si avvalgono di strutture polifunzionali devono individuare, secondo criteri oggettivi, i costi sostenuti per acquisire la disponibilità di beni strumentali, da quelli sostenuti per godere di servizi connessi allo svolgimento dell’attività.
Il criterio oggettivo determinante é la qualificazione delle prestazioni effettuata dalle parti in sede contrattuale; in particolare, qualora fosse pattuito un corrispettivo unico, al fine della verifica del requisito previsto per l’accesso al regime dei minimi, occorre considerare l’intero costo sostenuto nel triennio precedente. Diversamente rileva il solo costo sostenuto a titolo di locazione o di noleggio qualora dal contratto sia possibile una sua distinta quantificazione.
Nel caso in cui più professionisti si dividano un unico appartamento, ma il contratto di locazione e quelli relativi alle utenze siano stipulati da uno solo di essi, il quale riaddebita detti costi agli altri professionisti, come va misurato il parametro del valore dei beni strumentali, che, riferito al triennio precedente, non deve essere superiore a 15.000 euro?
Nel caso di specie occorre fare riferimento al costo che risulta effettivamente sostenuto da ciascun soggetto.
Dunque, per il professionista che risulta intestatario del contratto di locazione rileva il canone corrisposto al locatore al netto del canone riaddebitato ai professionisti subconduttori.
Per i subconduttori, rileva la quota corrisposta al sublocatore a titolo di riaddebito dei costi.
Passaggio al regime dei minimi: Beni non ancora entrati in funzione, rettifica IVA
La rettifica dell’Iva va eseguita anche con riferimento ai beni strumentali, di importo inferiore a 516,46 euro e ai beni il cui coefficiente di ammortamento stabilito ai fini delle imposte sul reddito é superiore al 25%, non ancora entrati in funzione al momento del passaggio al regime dei contribuenti minimi, ossia per i quali non sono state ancora eseguite le deduzioni integrali o delle relative quote di ammortamento.
Attività iniziate da meno di 3 anni
Il limite, di non avere effettuato acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione, pure finanziaria, per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro, va riferito all’intero triennio precedente e non va ragguagliato ad anno.
All’importo di 15.000 euro occorre fare riferimento, pertanto, anche nell’eventualità che l’attività sia iniziata da meno di tre anni.
Allo stesso modo, un contribuente che inizia l’attività il 1 aprile 2008 ed effettua in data 5 luglio 2008 acquisti di beni strumentali per un importo di 10.000 euro può permanere nel regime, a condizione che gli acquisti di beni strumentali effettuati successivamente e fino al 31 dicembre 2010 non eccedano la residua quota di 5.000 euro.
Diversamente, con riguardo al limite dei ricavi (30.000 euro), invece, si prevede espressamente che gli stessi siano ragguagliati all’anno.
Ricavi di competenza 2007 percepiti e fatturati nel 2008
Gli agenti di commercio, ai fini delle imposte sul reddito, sono titolari di reddito d’impresa che, in applicazione del regime ordinario, si determina in base al principio di competenza economica; ciò comporta che le provvigioni relative ad affari conclusi nel corso del 2007 partecipano alla formazione del reddito imponibile in relazione a tale periodo d’imposta.
Per converso, ai fini dell’IVA le prestazioni di servizio effettuate dagli agenti di commercio si considerano effettuate “all’atto del pagamento del corrispettivo”.
Tale differente criterio temporale di imputazione può comportare che – in base ai criteri ordinari di determinazione del reddito – per alcune prestazioni gli agenti di commercio devono fare concorrere alla determinazione del reddito imponibile corrispettivi per i quali non vi è stato ancora pagamento né emissione della fattura.
Ai fini della verifica dei requisiti per l’accesso al regime dei contribuenti minimi occorre fare riferimento ai ricavi conseguiti nell’anno precedente. Pertanto, il limite di ricavi va verificato anche con riferimento alle operazioni per le quali non vi è stata manifestazione finanziaria, ma che, in virtù del principio di competenza, hanno già concorso alla formazione del reddito imponibile.
Una volta verificata la ricorrenza dei presupposti per accedere al regime dei contribuenti minimi e l’assenza di fattispecie di esclusione, il contribuente può avvalersi di detto regime e, dunque, emettere le fatture nel corso dell’anno 2008 senza addebito d’imposta.
E’ opportuno che i corrispettivi delle fatture relative a operazioni concluse nel corso del 2007 abbiano già concorso alla formazione del reddito d’impresa per il periodo d’imposta 2007 e, dunque non devono concorrere nuovamente alla formazione del reddito imponibile anche per l’anno 2008, da determinare secondo le regole previste dal regime dei contribuenti minimi con il criterio di cassa.
I partecipanti all’impresa familiare che contemporaneamente svolgono attività di impresa, arte o professione non sono esclusi dal regime dei minimi per i redditi prodotti al di fuori dell’impresa familiare.
Ai fini dell’applicazione del regime dei contribuenti minimi, il contribuente, tra l’altro, non deve avere effettuato – nell’anno sola precedente – cessioni all’esportazione oppure operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione di cui agli artt. 8, 8-bis, 9, 71 e 72 del D.P.R. n. 633/1972.
L’avere sostenuto spese per prestazioni di natura occasionale non preclude l’accesso al regime dei contribuenti minimi trattandosi di spese diverse da quelle per lavoro dipendente o per rapporti di collaborazione.
L’ambulante, che continuando ad esercitare l’attività, cede in affitto d’azienda alcuni altri posteggi può accedere al regime dei contribuenti minimi ?
Si, anche i canoni d’affitto concorrono alla determinazione del limite dei 30.000 euro di ricavi.
Lavoratori extracomunitari esercenti attività d’impresa per alcuni mesi all’anno
Per l’individuazione del concetto di residenza ai fini dell’applicazione del regime dei contribuenti minimi occorre fare riferimento ai criteri generali enunciati all’art. 2, comma 2, del TUIR secondo cui “ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggiore parte del periodo d’imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile”.
Le persone fisiche che intraprendono l’esercizio di imprese, arti o professioni possono avvalersi del regime dei contribuenti minimi comunicando, nella dichiarazione di inizio di attività di presumere la sussistenza dei requisiti.
Quindi, i contribuenti che iniziano l’attività devono comunicare il possesso dei requisiti per il regime dei contribuenti minimi tramite il modello AA9.
Al riguardo con la circolare n. 73/E del 2007 l’Agenzia ha chiarito che “Fino all’approvazione del nuovo modello AA9 e delle relative procedure informatizzate che ne consentono l’acquisizione e la gestione, e fino al rilascio delle nuove applicazioni, i soggetti che iniziano l’attività e intendono aderire al regime dei contribuenti minimi, dovranno utilizzare l’attuale modello AA9/8, barrando nel “quadro B” la casella denominata
“Contribuenti minori”. Tale formalità, assolta con la compilazione dei modelli AA9/8 presentati a partire dal 1 gennaio 2008, consente di accedere immediatamente al regime dei minimi.
Tuttavia, qualora i contribuenti non abbiano provveduto a barrare l’indicata casella del quadro B, pur volendo applicare fin dall’inizio dell’attività il regime dei contribuenti minimi, possono nei successivi trenta giorni rettificare l’originaria dichiarazione recandosi direttamente presso l’ufficio competente.
In ogni caso, ai fini della determinazione del regime applicabile vale il principio del comportamento concludente.
Infine, se il contribuente non ha provveduto a comunicare l’opzione per il regime dei minimi con la dichiarazione di inizio attività o con la successiva rettifica viene assoggettato alla sanzione, prevista dall’art. 5, comma 6, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 471 (da € 516,46 a € 2.065,83).
Poiché i contribuenti minimi non devono applicare l’IVA alle operazioni effettuate e di conseguenza non possono esercitare il diritto di rivalsa, quindi, il continuare ad indicare l’addebito di IVA può essere considerato espressivo della volontà di applicare il regime ordinario di determinazione delle imposte sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto ?
L’emissione di fattura con addebito dell’imposta al cessionario o committente potrebbe essere stata causata dalle incertezze applicative inevitabilmente connesse alle rilevanti novità introdotte e, dunque, non sia di per sé sola espressiva della volontà di non avvalersi del regime dei contribuenti minimi.
Al riguardo i contribuenti che intendono applicare il nuovo regime possono effettuare le opportune rettifiche dei documenti emessi con addebito dell’imposta; più in particolare il cedente o prestatore può emettere nota di variazione (da conservare, ma senza obbligo di registrazione ai fini Iva) per correggere gli errori commessi con la fattura ed il cessionario o committente, che abbia registrato la fattura, é tenuto a registrare la nota di variazione, salvo il suo diritto alla restituzione dell’importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa.
Per converso, il comportamento può essere considerato inequivocabilmente espressivo dell’opzione per il regime ordinario soltanto se oltre all’emissione della fattura con addebito dell’imposta, il contribuente abbia poi esercitato il diritto alla detrazione e proceduto alle liquidazioni periodiche del tributo.
Emissione dello scontrino o della ricevuta
Per lo scontrino e la ricevuta fiscali non si pongono problemi poiché dai dati contenuti non é possibile ricostruire se vi sia stato o meno da parte del cedente o prestatore esercizio del diritto di rivalsa e, dunque, un comportamento concludente.
Per converso la ricevuta fiscale-fattura é, ai fini della certificazione dei corrispettivi, del tutto assimilata alla fattura, per cui, in caso di emissione di ricevuta-fattura, con indicazione dell’imponibile e dell’imposta, da parte di un contribuente che intende avvalersi del regime fiscale dei minimi é necessario seguire le procedure descritte con riferimento alla fattura (emissione della nota di variazione che annulla tale documento).
L’istituzione e la tenuta dei registri IVA non contengono gli estremi del comportamento concludente.
La circostanza, che i contribuenti minimi siano esonerati dagli obblighi di tenuta dei registri IVA, non esclude che gli stessi possano, per scelta dettata da finalità amministrative proprie ed ulteriori rispetto all’adempimento degli obblighi fiscali, decidere di tenere comunque i registri IVA previsti dagli artt. 23, 24 e 25 del D.P.R. n. 633/1972, ovvero il giornale di fondo del misuratore fiscale distinto per aliquote.
Tra l’altro, tale scelta, così come la sommatoria dei compensi e dei ricavi indicati nei documenti emessi, può essere adottata al fine di monitorare il rispetto del limite di ricavi o compensi per essere considerato contribuente minimo, fissato in 30.000 euro.
L’istituzione e la tenuta dei registro delle fatture e dei corrispettivi potrebbe, dunque, rivelarsi utile anche al fine dello scorporo dell’IVA sulle operazioni effettuate nella frazione d’anno antecedente il superamento del limite fissato dalla norma, così come l’istituzione del registro degli acquisti può rivelarsi utile per la determinazione dell’imposta detraibile.
Posticipazione della registrazione delle operazioni attive, per gli esercenti attività di autotrasporto
Gli autotrasportatori di cose per conto terzi iscritti nell’apposito albo per le prestazioni di servizi effettuati nei confronti del medesimo committente possono emettere una sola fattura per più operazioni di ciascun trimestre; inoltre, le fatture emesse possono essere annotate entro il trimestre solare successivo a quello di emissione.
Ciò comporta che i soggetti che applicano tale particolare modalità di emissione ed annotazione delle fatture potrebbero trovarsi ad emettere fatture con addebito dell’imposta e registrarle nell’anno in cui avviene il passaggio al regime dei minimi, anche se avendo optato per tale regime sarebbero esonerati dagli obblighi contabili e documentali previsti in
materia di imposta sul valore aggiunto e non potrebbero esercitare il diritto di rivalsa.
In proposito, in assenza di una disciplina transitoria specifica, trova applicazione analogica il principio contenuto nel comma 102 secondo cui nella dichiarazione relativa all’ultimo anno in cui é applicata l’IVA nei modi ordinari si tiene conto anche dell’imposta relativa alle operazioni indicate nell’ultimo comma dell’art. 6 del DPR n. 633/72.
Dal momento che, a partire dal 2008, i contribuenti che si avvalgono del regime dei minimi sono esonerati dagli obblighi di tenuta e conservazione dei registri IVA, nonchè della presentazione della relativa dichiarazione, gli autotrasportatori per conto terzi, rientranti nel regime dei minimi, devono, quindi, emettere ed annotare nei registri IVA tutte le fatture relative alle prestazioni rese nel 2007, entro il 31 dicembre 2007 e versare l’imposta risultante dalla liquidazione entro il 16 febbraio 2008.
Revoca dell’opzione per il regime delle nuove attività imprenditoriali o di lavoro autonomo
I soggetti che hanno optato per il regime agevolato delle nuove iniziative imprenditoriali o di lavoro autonomo di cui all’art. 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, possono scegliere di applicare il regime dei contribuenti minimi anche se non é ancora decorso il triennio previsto.
Con quali modalità detti soggetti devono effettuare l’opzione per il regime dei contribuenti minimi ?
Tali contribuenti hanno l’onere di comunicare all’Amministrazione finanziaria la revoca dell’opzione per il regime agevolato dandone comunicazione ad un ufficio locale dell’Agenzia delle entrate” tramite il modello AA9; in tal senso dispone il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 22 marzo 2001 (punto 2.2) adottato in attuazione del comma 9 del citato art. 13 della legge n. 388/2000.
Tuttavia, i medesimi soggetti, qualora intendano accedere al regime dei contribuenti minimi possono farlo esclusivamente tramite “comportamento concludente”, non essendo tenuti ad effettuare alcuna comunicazione.
Pertanto, fino all’approvazione del nuovo modello AA9 e delle relative procedure informatizzate che ne consentono l’acquisizione e la gestione, e fino al rilascio delle nuove applicazioni, i soggetti che intendono transitare dal regime delle nuove iniziative imprenditoriali o di lavoro autonomo (art. 13, L. n. 388/2000) al regime dei contribuenti minimi, devono utilizzare l’attuale modello AA9/8, barrando nel “quadro B” solo la casella relativa alla revoca del regime.
Qualora detti soggetti avessero scelto il regime ordinario per l’anno 2008 non saranno tenuti a permanervi per almeno un triennio, ma possono scegliere per il 2009 di passare nel regime dei contribuenti minimi, ove ne ricorrano i presupposti.
Opzione per il regime delle nuove attività imprenditoriali o di lavoro autonomo
Non é possibile che il regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo venga scelto a seguito della fuoriuscita dal regime dei minimi.
Quindi, iniziando l’attività occorre fare una scelta: O preferire il regime delle nuove iniziative oppure il regime dei minimi.
Si prevede che i contribuenti in possesso dei requisiti previsti mantengono la soggettività passiva ai fini dell’imposta sulle attività produttive, essendosi il legislatore limitato a stabilire un’esenzione dall’imposta per coloro che applicano il regime dei contribuenti minimi.
L’esenzione costituisce, dunque, una delle caratteristiche di questo regime, volto alla semplificazione degli adempimenti fiscali. L’esenzione da IRAP non opera, pertanto, quando i contribuenti optano per il regime ordinario ai fini dell’IVA e delle imposte sul reddito, con la conseguenza che gli stessi, qualora in ragione delle caratteristiche dell’attività svolta, verificabili di volta in volta dagli organi preposti al controllo, siano soggetti passivi IRAP, saranno tenuti ai relativi adempimenti.
Con riferimento al versamento dell’IVA, nell’ipotesi del superamento n corso d’anno dei 45.000 euro di ricavi, occorre scorporare l’IVA dei corrispettivi e quindi procedere al versamento come un contribuente non minimo?
Si, in tal caso il contribuente deve procedere allo scorporo dell’IVA ed al conseguente versamento secondo le ordinarie regole.
Nel caso di uscita dal regime dei minimi e ritorno al regime ordinario come si valutano le rimanenze ?
In linea generale le rimanenze di merci il cui costo é stato sostenuto e quindi dedotto nel corso dell’applicazione delle regole del regime non devono assumere rilevanza come esistenze iniziali al momento della fuoriuscita dal regime dei minimi in deroga alle ordinarie regole di competenza previste dal TUIR.
Viceversa, qualora per le merci in rimanenza non sia stato effettuato il relativo pagamento le stesse rilevano come esistenze iniziali e si applicano le ordinarie regole di competenza previste dal TUIR.
A prescindere dalle disposizioni del TUIR che prevedono uno specifico limite di deducibilità per le spese di acquisto delle autovetture e dei telefonini, trattandosi di beni ad uso promiscuo, tali spese rilevano, in ogni caso, nella misura del 50% del relativo corrispettivo. La stessa limitazione si applica anche ai canoni di leasing nell’ipotesi in cui i menzionati beni siano ad uso promiscuo ed acquisiti mediante un contratto di leasing finanziario.
Spese in relazione alle quali le norme del TUIR prevedono un limite di deducibilità nel periodo d’imposta, con rinvio dell’eccedenza non dedotta agli esercizi successivi (ad esempio spese di manutenzione)
L’ingresso nel regime dei minimi comporta l’applicazione del principio di cassa ai componenti positivi e negativi di reddito che rilevano ai fini della imputazione al periodo d’imposta al momento della loro percezione e del loro sostenimento ai sensi del comma 104. Si tratta di un regime semplificato applicabile a contribuenti di piccole dimensioni all’interno del quale non possono trovare applicazione, in linea generale, il principio di competenza ordinariamente previsto dalle norme del TUIR in sede di determinazione del reddito d’impresa ed, in particolare, tutte le disposizioni che prevedono una specifica disciplina ai fini della determinazione del reddito (ad esempio rateizzazione delle plusvalenze, deduzioni in più periodi d’imposta sulla base di una ripartizione forfetaria). Pertanto, nel regime dei minimi, le spese di manutenzione e riparazione non sono soggette alla disciplina dell’art. 102, comma 6, del TUIR e sono deducibili nell’esercizio di sostenimento per l’intero importo effettivamente pagato.
Nome previste per gli altri contribuenti in merito ai costi indeducibili/parzialmente indeducibili, e cosi via
Tenendo conto della particolarità del regime dei minimi che prevede una modalità semplificata di determinazione del reddito ai sensi del comma 104, non possono trovare applicazione le norme del TUIR che prevedono una specifica limitazione nella deducibilità dei costi.
Le spese relative a beni ad uso promiscuo e, quindi, parzialmente inerenti, nonchè le spese relative a tutti i beni a deducibilità limitata indicati negli articoli 164 e 102, comma 9, del TUIR (ad esempio autovetture, autocaravan, ciclomotori, motocicli, e telefonia) rilevano nella misura del 50% dell’importo corrisposto comprensivo dell’Iva per la quale non può essere esercitato il diritto alla detrazione.
Le deduzioni forfetarie per spese non documentate previste per gli autotrasportatori in base al principio di cassa per il regime dei minimi possono essere dedotte ?
La deduzione forfetaria per spese non documentate prevista per gli autotrasportatori dall’art. 66, comma 5, del TUIR non si applica nell’ambito del regime dei contribuenti minimi. Tale regime che si fonda sul principio di cassa, dettato dal comma 104, prevede, infatti, la rilevanza delle sole spese sostenute.
In attesa del decreto ministeriale che chiarisce i requisiti di inerenza, possiamo considerare deducibili oltre alle spese per omaggi di valore unitario inferiore a 50 euro anche quelle per cene e alberghi di ammontare non superiore al predetto importo ?
Tenendo conto della particolarità del regime dei minimi che prevede una modalità semplificata di determinazione del reddito ai sensi del comma 104, non si applicano le specifiche norme del TUIR che limitano la deducibilità di taluni costi.
Per conseguenza, nel regime dei minimi, anche le spese per omaggi, vitto e alloggio potranno essere portate in deduzione per l’intero importo pagato semprechè la stretta inerenza delle stesse all’esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo sia dimostrabile sulla base di criteri oggettivi.
La deducibilità dei costi e delle spese sostenute ai fini della determinazione del reddito dei soggetti minimi, infatti, è comunque subordinata alla circostanza che gli stessi siano inerenti all’attività esercitata.
Le perdite fiscali possono essere riportate negli anni successivi senza tenere conto della modifica avvenuta in Finanziaria con riferimento alla contabilità semplificata ?
Pertanto, le modifiche apportate dalla legge finanziaria 2008 all’art. 8 del TUIR, con riguardo alla limitazione al riporto delle perdite dei contribuenti semplificati e dei titolari di reddito di lavoro autonomo, non rilevano per le perdite che il contribuente genera nel corso del regime dei contribuenti minimi, all’interno del quale trova applicazione la disciplina sul riporto dettata dal comma 108 della finanziaria 2008.
Con riferimento alle perdite derivante dall’esercizio di imprese minori, nonchè dall’esercizio di arti e professioni, possono essere computate in diminuzione solo le perdite realizzate nei periodi d’imposta 2006 e 2007 considerato che per questi soggetti la possibilità del riporto delle perdite é stata introdotta dal D.L. 4 luglio 2006, n. 223, e ha trovato applicazione nei periodi d’imposta 2006 e 2007.
I contribuenti minimi che emettono fattura soggetta al meccanismo del reverse charge (ad esempio per i rottami), per correttezza, devono comunicare implicitamente all’acquirente, mediante indicazione sulla fattura emessa della nuova norma sui minimi, che non deve essere più applicata l’IVA secondo il meccanismo del riverse charge
E’ possibile effettuare il versamento dell’IVA (l’unica rata o la prima di cinque) scaturente dalla rettifica della detrazione entro il termine dei versamenti a saldo scaturenti dal modello di dichiarazione Unico 2008, maggiorando l’importo dovuto dello 0,4% per mese o frazione di mese ?
La stessa può essere rateizzata ai sensi dell’art. 20 del D.lgs. n. 241/1997?