Source: http://orizzonti.vazia.com/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=74&mode=thread&order=0&thold=0
Timestamp: 2017-08-20 23:04:23+00:00
Document Index: 30375904

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art.25', 'art. 2946', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 36', 'art. 25', 'sentenza ', 'art.1', 'art. 36', 'art. 36']

FISCO e CONTRIBUENTE :: Orizzonti ieri, oggi e domani :: Il giornale dell'Amministrazione Beni Civici di Vazia
21 Ago 2017 01:04
Inviato da : admin Venerdì, 05 Gennaio 2007 - 12:43
Norme di carattere generale relative all’accertamento, rettifica, iscrizione a ruolo e riscossione tributi
L'eterno contrasto tra Fisco e Contribuente ci offre l’opportunità di trattare, anche se in modo sommario, il delicato tema riguardante le procedure volte al controllo, accertamento, rettifica, iscrizione a ruolo e riscossione dei tributi dovuti dal contribuente a favore del Fisco.
Considerato che la macchina burocratica dello Stato, e dell’Amministrazione finanziaria in particolare, s’inceppa con una certa frequenza, ciò fa nascere contenziosi complessi e annosi che non fanno amare lo Stato e danno luogo a scarsa fiducia e affidabilità nei suoi confronti da parte dei contribuenti.
In merito si sottolinea peraltro che, contrariamente a quanto si pensa, la vigente legislazione offre al contribuente, fonte debole del processo tributario, diverse leggi a sua tutela al fine di contrastare l’Amministrazione Finanziaria nei contenziosi instauratisi nei suoi confronti. Si precisa che la valenza di dette leggi, tutelanti i cittadini-contribuenti, è efficace e valida perché in moltissimi casi, che quotidianamente si registrano, il Fisco è parte soccombente di fronte al Giudice Tributario.
La questione è certamente molto più complessa, ma offre sicuramente lo spunto per fornire in maniera succinta qualche elemento di valutazione in ordine a uno dei profili di detta problematica che più interessa il cittadino-contribuente: quello dei termini di notifica della così detta «Cartella di pagamento» che viene utilizzata per richiedere il versamento di tributi riferiti, in non pochi casi, a periodi di imposta anche molto lontani nel tempo.
Allo scopo di meglio inquadrare la tematica in esame si rende conveniente ricostruire l’evoluzione del quadro normativo di riferimento evidenziando, peraltro, la netta distinzione esistente tra il momento dell’iscrizione a ruolo (formazione del ruolo da parte dell’Ufficio accertatore e consegna dello stesso al Concessionario territorialmente competente) e quello della notifica vera e propria della cartella esattoriale.
Il primo era regolato dall’art. 17 del D.P.R. n. 602/1973 il quale, al primo comma, disponeva in modo in equivoco il termine perentorio (a pena di nullità) riferito esclusivamente alla formazione e consegna del ruolo dall’Ufficio al Concessionario. Il secondo termine, quello della notifica della cartella al contribuente da parte dell’Esattore, ex più volte citato art.25, è stato oggetto di diverse variazioni. Dapprima previsto «… non oltre il giorno cinque del mese successivo a quello nel corso del quale il ruolo gli è stato consegnato», in seguito venne modificato nel «…entro l’ultimo giorno del quarto mese successivo a quello di consegna del ruolo…). Questo termine tuttavia non è mai stato pronunciato con carattere di perentorietà, finché, a decorrere dal 9 giugno 2001, è stato addirittura soppresso. In tale contesto, per evitare una soggezione irragionevolmente lunga del contribuente alla possibilità esattiva del Fisco, il termine di notifica della cartella era stato forzatamente ricondotto alla prescrizione ordinaria di cui all’art. 2946 del codice civile (decennale).
Il tentativo di sanare tale anomalia venne poi effettuato con l’introduzione, nell’art. 25 del D.P.R. n. 602/1973, di un termine decadenziale («ultimo giorno del dodicesimo mese successivo a quello di consegna del ruolo») ad opera della Legge Finanziaria 2005, a valere per i ruoli resi esecutivi dal 1° luglio 2005, basato però su un dies a quo (primo giorno per il computo del termine) non facilmente conoscibile da parte del contribuente: quello della data di consegna del ruolo al Concessionario della riscossione.
Nel prosieguo è sopravvenuta la pronuncia della Corte costituzionale n.280 del luglio 2005, nella quale è stata affermata: «…l’illegittimità costituzionale dell’art. 25 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602…, come modificato dal D. Lgs. 27 aprile 2001, n.193…, nella parte in cui non prevede un termine, fissato a pena di decadenza, entro il quale il concessionario delle imposte liquidate ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600…». Nella stessa sentenza, il giudice delle leggi, facendo inoltre riferimento anche al testo dell’art. 25, così come sostituito dalla predetta legge n. 311, dove pure, per la prima volta, era stato introdotto un termine per la notifica delle cartelle, esplicitamente a pena di decadenza, ha rilevato però come la sua decorrenza dipenda da un dies a quo assolutamente incerto qual è, infatti, quello della consegna del ruolo dall’Ufficio al Concessionario della riscossione.
Dopo l’appena citata sentenza della Corte Costituzione, il Legislatore è corso ai ripari cercando di colmare l’evidenziata lacuna e con il D.L. 17 giugno 2005 n.106, ha stabilito (art.1, comma 5 bis), in via generale («a regime»), che la cartella di pagamento - per tutte le entrate assoggettate a liquidazione della dichiarazione - deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del:
- terzo anno successivo a quello di presentazione (dal 1° gennaio 2004) delle dichiarazioni relative ai redditi del 2003 e successivi;
- quarto anno successivo a quello di presentazione (2002 e 2003) delle dichiarazioni relative ai redditi 2001 e 2002;
- quinto anno successivo a quello di presentazione (fino al 31 dicembre 2001) delle dichiarazioni relative ai redditi 2000 e precedenti.
Con specifico riferimento, poi, alla disciplina delle Imposte Dirette e dell’Imposte sul Valore Aggiunto, il successivo comma 5 ter ha apportato alcune modifiche alla previdente disciplina sancendo che il Concessionario – a decorrere dal 10 agosto 2005 – deve notificare la cartella al debitore, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del:
- terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione e (in caso di liquidazione automatica ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973);
- quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (per l’attività di controllo di cui all’art. 36 ter del D.P.R. n. 600 del 1973);
- secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo (in caso di accertamento da parte degli Uffici).
È stato introdotto inoltre uno specifico regime transitorio in relazione alle dichiarazioni presentate fino al 2003, in base al quale viene stabilito che la cartella di pagamento è notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione delle dichiarazioni relative ai redditi degli anni 2001 e 2002 e 31 dicembre del quinto anno successivo per le dichiarazioni relative ai redditi 2000 e precedenti.
Concludendo, traspare, in maniera abbastanza evidente, come il tentativo di colmare la descritta lacuna normativa non sembra affatto riuscito.
Effettivamente, per i ritardi dell’ufficio, i cittadini possono approfittare delle eventuali decadenze in cui incorre ed ottenere di non pagare le tasse od imposte richieste dal fisco.
La delegazione dell’Adusbef di Rieti mette a disposizione dei suoi iscritti esperti in campo fiscale per l’esame della posizione nei confronti del fisco e del servizio riscossione tributi, per il che possono rivolgersi alla segreteria chiamando il seguente numero: 3387445004, o direttamente in sede, sita in via Duprè Theseider, 13, Rieti.