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Timestamp: 2019-08-24 06:47:05+00:00
Document Index: 11791895

Matched Legal Cases: ['art. 192', 'art. 192', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 35', 'art. 19', 'art. 97', 'art. 35', 'art. 35']

Galatro, l'opposizione non vota per la Costituzione della società a responsabilità limitata TERME DI GALATRO s.r.l. a totale partecipazione pubblica - pianainforma.it
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Galatro, l’opposizione non vota per la Costituzione della società a responsabilità limitata TERME DI GALATRO s.r.l. a totale partecipazione pubblica
Redazione Pianainforma.it 17 aprile, 2019 Galatro, News 0 Comment
OSSERVAZIONI /DICHIARAZIONI DI VOTO
SU PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE ( SEDUTA DEL 16/04/2019)
Costituzione della società a responsabilità limitata TERME DI GALATRO s.r.l. a totale partecipazione pubblica e in house providing per la gestione del complesso termale ed alberghiero di proprietà del Comune di Galatro
In tale atto si rileva che il fondamento della scelta di costituire una società “in house” sta nell’intervento giurisprudenziale che ha sottoposto al vaglio della Corte Costituzionale l’articolo 192 del codice dei contratti, nella parte in cui prevede che le stazioni appaltanti diano conto, nella motivazione del provvedimento di affidamento in house, delle ragioni del mancato ricorso al mercato e dall’altro ha proposto una questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europa, ovvero se il diritto dell’Unione Europea osti a una normativa nazionale (come quella dell’articolo 192, comma 2, del Codice dei contratti pubblici, decreto legislativo n. 50 del 2016) il quale colloca gli affidamenti in house su un piano subordinato ed eccezionale rispetto agli affidamenti tramite gara di appalto, consentendo tali affidamenti soltanto in caso di dimostrato fallimento del mercato rilevante, nonché imponendo comunque all’amministrazione che intenda operare un affidamento in regime di delegazione interorganica di fornire una specifica motivazione circa i benefici per la collettività connessi a tale forma di affidamento.
Sintetizzando, la delibera di Giunta si basa sull’assunto che c’è un ricorso alla Corte Costituzionale per verificare la costituzionalità di una parte dell’art. 192 del D.Lgs 50/2016 e un quesito alla Corte di Giustizia dell’Unione Europa, praticamente sulle stesse motivazioni del ricorso alla Corte Costituzionale. Considerato che, al momento, sull’argomento, non si sono pronunciati né la Corte Costituzionale né la Corte di Giustizia dell’Unione Europa, la Giunta Comunale di Galatro si dovrebbe attenere alle norme tutt’ora in vigore. Il problema, quindi, non è solo l’art. 192 ma anche l’art. 5 del D.Lgs 50/2016. L’istituto dell’in house providing viene per la prima volta delineato dalla Corte di Giustizia UE nella sentenza del 18 novembre 1999, causa C-107/98, relativa al caso Teckal: si sostiene, infatti, che l’avvio di una procedura ad evidenza pubblica per la scelta del contraente non fosse necessario ogni qualvolta, da una parte, l’Ente pubblico aggiudicatore esercitasse sull’aggiudicatario quello che viene definito come un “controllo analogo” a quello esercitato sui propri servizi e, dall’altra, contestualmente l’aggiudicatario svolgesse la parte più importante della propria attività a favore dell’Ente locale che lo controlla. Relativamente alla nozione di “controllo analogo”, i giudici comunitari hanno dapprima sostenuto che, affinché sussistesse tale controllo, fosse sufficiente una partecipazione totalitaria dell’Amministrazione di riferimento , salvo integrare in un secondo momento tale principio affermando la necessità che l’Amministrazione, socio al 100%, avesse l’effettiva possibilità di influenzarne sia le decisioni importanti sia, di conseguenza, gli obiettivi strategici della società controllata . Con riferimento al requisito dello svolgimento dell’attività della società prevalentemente a favore dell’Ente pubblico controllante i giudici di Strasburgo hanno invece chiarito che con il concetto di attività prevalente o più importante si debba far riferimento alla necessità che le prestazioni della società siano destinate in via principale all’Amministrazione e che, viceversa, ogni altra attività di impresa abbia solo un mero carattere marginale, promuovendo così una valutazione in concreto di tutte le circostanze, sia qualitative che quantitative. Il legislatore italiano recependo, quindi, le Direttive n. 2014/23/UE, n. 2014/24/UE e n. 2014/25/UE, disciplina nel D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, tra l’altro, anche l’istituto dell’in house providing. Conseguentemente, in conformità con gli artt. 12 e 13 della Dir. 2014/24/UE, art. 28 della Dir. 2015/25/UE e art. 17 della Dir. 2015/23/UE è stato incluso, nell’ordinamento italiano, l’art. 5 del D.Lgs 50/2016. In tale articolo sono previsti una serie di “criteri” che escludono alcuni contratti dall’ambito di applicazione del Codice degli Appalti. In sostanza, l’art. 5 stabilisce le condizioni perché si possa dare luogo all’in house. Tale articolo pretende la simultanea ricorrenza di tre condizioni: 1) l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore esercita sulla persona giuridica di cui trattasi un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi; 2) oltre l’80% delle attività della persona giuridica controllata è effettuata nello svolgimento dei compiti ad essa affidati dall’amministrazione aggiudicatrice controllante; 3) nella persona giuridica controllata non vi è alcuna partecipazione diretta di capitali privati, ad eccezione di forme di partecipazione di capitali privati le quali non comportano controllo o potere di veto previste dalla legislazione nazionale, in conformità dei trattati, che non esercitano un’influenza determinante sulla persona giuridica controllata. Per quanto riguarda il 1° e 3° dei requisiti previsti dall’art. 5 del D.Lgs 50/2016, non appaiono elementi contrastanti al dettato normativo. In ciò confortati anche dalla V Sezione del Consiglio di Stato con la Sentenza (ud. 15-06-2017) 18-08-2017, n. 4030, viene meno il secondo requisito Teckal. L’attività prevalente di attività che la società deve esercitare a favore dell’ente pubblico di controllo (Comune di Galatro) dev’essere dell’80%. In base alla giurisprudenza della Corte di Giustizia, qualsiasi attività dell’ente affidatario che sia rivolta a persone diverse da quelle che lo controllano (a persone che non hanno alcuna relazione di controllo con tale ente), va considerata come svolta in favore di terzi.
La fattibilità della Società va verificata nei suoi presupposti oggettivi giuridici in relazione al verificarsi degli altri presupposti a cui il servizio è subordinato; la sostenibilità dell’operazione necessita dunque di una programmazione previsionale e di una rendicontazione economico finanziaria che non espongano l’avvio delle attività ad un default. Il bunsiness plan è completamente carente di tale premessa ed analisi di contesto esterno ed interno, risulta,pertanto, fuorviante nelle conclusioni a cui perviene.
Emergono delle evidenti ipotesi di violazioni delle norme in materia di reclutamento del personale da parte di società controllate dalla PA che deve avvenire – in forza dell’espresso rimando all’art. 35, comma 3, D.Lgs. n. 165/2001, operato dall’art. 19, comma 2, D.Lgs. n. 175/2016 – mediante procedure selettive a evidenza pubblica; non ugualmente precettivo, però, è lo svolgimento di un concorso pubblico di cui all’art. 97, comma 3, Cost., in quanto riservato come modalità di accesso agli impieghi nei ranghi dei soli Enti pubblici. Si tratta, infatti, di procedure a evidenza pubblica stabilite dalla stessa società in controllo pubblico secondo il principio di autodeterminazione, e declinate in appositi regolamenti che comunque debbono essere conformi alle citate previsioni dell’art. 35, D.Lgs. n. 165/2001 e la cui adozione è obbligatoria, a pena di nullità delle assunzioni stesse; in caso di inottemperanza e, quindi, di mancata adozione di appositi regolamenti interni, trovano tuttavia applicazione diretta i principi contenuti nel medesimo art. 35. Ciò significa, tra l’altro, che l’obbligo di esperire selezioni a evidenza pubblica permane indipendentemente dal ricorso, o meno, a strumenti di autoregolamentazione aziendale.
Galatro li 16/04/2019
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