Source: https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggirm/leggi/visualizza/vig/1671?arc=vig&idl=1671
Timestamp: 2020-06-04 20:40:43+00:00
Document Index: 147836697

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5']

Note: Regolamento regionale di competenza della Giunta regionale, approvato con d.g.r. n. 125 del 07/02/2011.
Art. 5 bis (Deroghe)
e bis) ristrutturazione totale: il completo rifacimento dell’impianto, consistente nella totale sostituzione o nel riposizionamento nella stessa area di tutte le attrezzature petrolifere, effettuato anche in momenti diversi mediante ristrutturazioni parziali eseguite nell’arco di tre anni;
e ter) punto di ricarica elettrica di potenza elevata veloce: il punto di ricarica che consente il trasferimento di elettricità a un veicolo elettrico di potenza superiore a 22 kW e pari o inferiore a 50 kW;
h) aree svantaggiate: il territorio dei Comuni che presentano almeno uno dei seguenti requisiti:
1) presenza di un solo impianto di distribuzione carburanti funzionante;
2) siano situati nelle zone individuate quali aree ammesse agli aiuti di Stato a finalità regionale dalla normativa europea e statale vigente;
Così modificato dall'art. 1, r.r. 16 febbraio 2018, n. 2.
IMPIANTI STRADALI, IMPIANTI PRIVATI E RECIPIENTI MOBILI
2 bis. Per promuovere l’uso di carburanti a basso impatto ambientale nel settore dei trasporti è consentita l’apertura di nuovi impianti di distribuzione monoprodotto a uso pubblico che erogano gas naturale, compreso il biometano, sia in forma compressa (GNC) che in forma liquida (GNL), nonché l’installazione di nuovi punti di ricarica elettrica di potenza elevata almeno veloce.
2 bis 1. Nel caso di autorizzazione alla realizzazione di nuovi impianti o di ristrutturazione totale degli impianti esistenti è fatto obbligo di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica di potenza elevata almeno veloce, nonché di rifornimento di GNC o GNL anche in esclusiva modalità self service.
Così modificato dall'art. 38, r.r. 4 dicembre 2015, n. 8, e dall'art. 2, r.r. 16 febbraio 2018, n. 2.
1. L’obbligo di cui all’articolo 5, comma 2 ter, non si applica agli impianti localizzati nelle aree svantaggiate ovvero in caso di:
a) per il GNL e per il GNC, presenza di accessi e spazi insufficienti per motivi di sicurezza ai sensi della normativa antincendio negli impianti già autorizzati alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257 (Disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/U.E del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi);
b) per il GNC, lunghezza delle tubazioni per l’allacciamento superiore a 1000 metri tra la rete del gas naturale e il punto dì stoccaggio del GNC e pressione della rete del gas naturale inferiore a 3 bar;
c) per il GNL, distanza dal più vicino deposito di approvvigionamento via terra superiore a 1000 chilometri.
2. Il titolare dell’impianto fa valere con apposita richiesta la presenza di una o più delle condizioni di cui al comma 1, che viene verificata e certificata in sede di rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività. La verifica è effettuata disgiuntamente per il GNC e il GNL.
3. La misurazione della lunghezza della tubazione per l’allacciamento del GNC va effettuata sulla condotta più vicina e tenendo conto dell’effettivo percorso più breve della tubazione. Il punto di partenza dal distributore stradale per la misurazione della lunghezza della tubazione va individuato in via prioritaria dal punto di stoccaggio del GNC presso il distributore o, in assenza, dal punto di riconsegna (cabina di misura) posizionato sul punto vendita. Nell’individuazione del percorso più breve si tiene conto sia della distanza lineare tra il distributore stradale e il punto di allacciamento del GNC che dell’esistenza di comprovate limitazioni che obbligano ad allungare la percorrenza della tubazione.
4. La misurazione della distanza chilometrica dal più vicino deposito di approvvigionamento del GNL va calcolata tenendo conto dei percorso stradale più breve sulla viabilità pubblica di scorrimento e nel rispetto delle norme di circolazione e del codice della strada.
Aggiunto dall'art. 3, r.r. 16 febbraio 2018, n. 2.
2 bis. In caso di richiesta di ristrutturazione parziale il titolare dell’impianto deve altresì produrre una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti di non aver effettuato il completo rifacimento dell’impianto, anche in momenti successivi, nell’arco di tre anni.
Così modificato dall'art. 4, r.r. 16 febbraio 2018, n. 2.
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, gli impianti a uso privato gestiti da cooperative o consorzi di autotrasportatori possono essere destinati anche al rifornimento degli automezzi in disponibilità dei soci delle cooperative o dei consorzi medesimi, con esclusione degli automezzi a uso personate.
Cosí modificato dall'art. 1, r.r. 19 marzo 2020, n. 3.
Si riporta il testo, come pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Marche 26 marzo 2020, n. 27, del comma 2 di questo articolo come sostituito dall'art. 1, r.r. 19 marzo 2020, n. 3, ritenendo che le parole: "a uso personate" sono da intendere: "a uso personale".
IMPIANTI SITUATI LUNGO LE AUTOSTRADE E I RACCORDI AUTOSTRADALI
1. La ristrutturazione totale è autorizzata dalla struttura organizzativa regionale competente e sottoposta a collaudo.
Così modificato dall'art. 5, r.r. 16 febbraio 2018, n. 2.