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Document Index: 164905783

Matched Legal Cases: ['arte 2016', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 76', 'art. 2', 'art. 2']

Legge recupero reperti ww veneto - File PDF .it
25 Marte 2016
Legge recupero reperti ww veneto .pdf
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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 49 del 26 giugno 2012
Approvazione dei criteri e delle modalità per il rilascio dell’autorizzazione regionale per la raccolta sul territorio del
Veneto di reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale ai sensi della legge regionale 12 agosto 2011, n. 17 (“Disciplina
dell’attività di raccolta dei cimeli e reperti mobili della grande guerra”). Conferma DGR n. 22/CR del 17 aprile 2012.
[Cultura e beni culturali]
Con il presente provvedimento si approvano i criteri e le modalità per il rilascio dell’autorizzazione regionale per la raccolta
sul territorio del Veneto di reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale
Con deliberazione n. 22/CR del 17 aprile 2012 la Giunta regionale ha approvato i criteri e le modalità per il rilascio dell’autorizzazione regionale per la raccolta sul territorio del Veneto di reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale ai sensi della
legge regionale 12 agosto 2011, n. 17 (“Disciplina dell’attività di raccolta dei cimeli e reperti della grande guerra”). Nella seduta
del 9 maggio 2012, la Sesta Commissione del Consiglio regionale ha espresso in merito parere favorevole, ai sensi del comma 2
dell’art. 2 della legge regionale 12 agosto 2011, n. 17 proponendo alcune integrazioni. Si tratta ora di recepire le modifiche proposte
e di confermare i contenuti di seguito riportati.
“Con la legge regionale 12 agosto 2011, n. 17 (“Disciplina dell’attività di raccolta dei cimeli e reperti mobili della grande guerra”),
la Regione del Veneto ha concluso un lungo percorso, avviato dalla legge 7.3.2001 n. 78, che prescriveva l’onere per le Regioni di
dare disciplina, con proprie leggi regionali, all’attività della raccolta di reperti mobili della Grande Guerra.
Il territorio del Veneto, particolarmente nelle zone montane che furono teatro delle vicende belliche, è di grande interesse per il
cd. “recuperante”, che sovente fa di questa attività una vera e propria passione. Si tratta di un fenomeno che non conosce flessioni,
ma che si sta diffondendo anche tra i più giovani.
La ricerca dei reperti, finora svolta senza regolamentazione regionale, viene quindi regolata attraverso il meccanismo dell’autorizzazione, in modo da rispettare sia le esigenze di protezione e controllo sia per evitare di disperdere le informazioni raccolte
sul patrimonio culturale e storico nei luoghi della Grande Guerra e dei ritrovati cimeli aventi diretta relazione con le operazioni
Il provvedimento rappresenta l’occasione per poter offrire uno strumento di stimolo a tutto il territorio, al fine di recuperare
e studiare, là dove la sensibilità locale lo ritenesse opportuno, le testimonianze di una vicenda storica ancora viva e presente nel
ricordo delle genti venete.
Anche nella prospettiva delle grandi celebrazioni che saranno attuate per il centenario della fine dell’evento bellico, è quindi
significativo che la nostra Regione abbia voluto dare attuazione ad una disposizione generalmente disattesa, con una visione di
intervento estesa nel territorio e concepita in modo tale da favorire l’interesse per le testimonianze storiche relative alla Grande
Guerra nel Veneto.
La Regione si sta preparando da tempo, con varie iniziative, a dare viva testimonianza dei valori umani e civili espressi nella
memoria del conflitto. Con la L.R. 17/11 fornisce nuovo stimolo al coinvolgimento di tutti, allo scopo di rendere onore a quanti
hanno patito le tristezze e le sofferenze della guerra, mediante il ricordo e il coinvolgimento di coloro saranno richiamati in quei
luoghi non per un superficiale approccio turistico o di mero collezionismo, ma per una “passione” densa di emozioni e di significati,
in grado di arricchire e migliorare lo spirito di giovani e meno giovani.
Lo stupefacente scenario montano e pedemontano che maggiormente ha interessato le vicende belliche è ancora oggi fortemente
intriso di testimonianze della Grande Guerra, che si manifesta in segni tangibili del territorio, quali forti, trincee, camminamenti,
postazioni, strade e sentieri, cippi, cimiteri di guerra e monumenti, con un forte potere evocativo e di connotazione dell’ambiente,
a cui si aggiungono i segni “nascosti” dei numerosi cimeli, costantemente ritrovati dai molti recuperanti. Si respira ancora, dopo
un secolo, la forte simbiosi fra natura e storia: la guerra ha fortemente connotato l’ambiente, pur attraverso tutti i cambiamenti
dell’ultimo secolo, rappresentando, con la sua memoria, un tessuto di forme e di opere ancora straordinariamente leggibili che, una
volta riscoperte e valorizzate, forniscono un’importante chiave di lettura delle vicende della storia del nostro tempo.
La legge si rivolge quindi a quanti, con profondo rispetto della memoria e dei luoghi che ospitano le vestigia belliche, intendono
studiare e preservare i ricordi, attraverso frammenti di quel doloroso passato.
La Grande Guerra è stata un evento “mondiale”: un secolo denso di vicende e trasformazioni è trascorso, ma esso ha fortemente
connotato il Veneto e la sua popolazione, ed è ancora robusto il legame tra quel passato e il nostro presente, per cui è tanto più doveroso renderne maggiormente percepibili i valori e le ricchezze della sua conoscenza.
Immediato segno di questa volontà di diffusione della conoscenza, attraverso una forma congeniale ai giovani e in grado di
fornire una veicolazione utile dai più anziani ed esperti conoscitori ed anche l’aggregazione nelle associazioni, è la possibilità di
agire sul territorio a quanti vogliano, con consapevolezza, accostarsi a questi valori.
Il rilascio dell’autorizzazione regionale richiede a chi ne fa domanda questo spirito: colui che viene autorizzato deve essere
consapevole di esercitare un’attività che necessita di molta attenzione, cura, conoscenza e rispetto.
Le formalità di richiesta e rilascio sono state volutamente ridotte al minimo, considerando che le numerose associazioni di
cultori di questa “passione” saranno le prime custodi della legge e, più ancora delle sanzioni, sarà il coinvolgimento nel medesimo
interesse la miglior garanzia che territorio, persone e memoria abbiano il rispetto che meritano.”
Nella citata deliberazione sono stati inoltre definiti i criteri e le modalità per la procedura di rilascio nonché uno schema di
domanda, così come dettagliati rispettivamente in Allegato A e Allegato B.
Con il citato parere n. 228 del 9 maggio 2012 la Sesta Commissione ha ritenuto opportuno apportare alcune modifiche che
vengono recepite nel presente atto:
1) previsione dell’obbligo di esibizione dell’autorizzazione di cui all’art. 2, comma 1, Allegato A;
2) predisposizione di uno schema della relazione di cui all’art. 3, comma 4, dell’Allegato A. Lo schema di relazione è contenuto
nell’Allegato C.
Lo schema viene suggerito al fine di fornire una traccia che faciliti la redazione della relazione, in forma flessibile, che ciascuno
può adattare alle proprie esigenze.
1) indicazione della legge 7.3.2001, n. 78 in sostituzione del decreto legislativo 15.03.2010, n. 66, che ha ripreso vigore in base al
Dlgs. 24/02/2012, n. 20;
2) previsione del termine di 30 giorni, anziché di 60, di cui all’art. 5, comma 1, Allegato A;
3) indicazione del comma 3 dell’art. 2 della legge regionale 17/2011, in sostituzione del comma 2, in precedenza erroneamente
indicato, nel secondo riquadro dedicato alle associazioni, di cui all’Allegato B.
- Udito il relatore, incaricato dell’istruzione dell’argomento in questione ai sensi dell’articolo 53, 4° comma, dello Statuto, il
quale dà atto che la Struttura competente ha attestato l’avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità
con la vigente legislazione statale e regionale;
- Vista la Dgr n. 22/CR del 17/04/2012;
1. di approvare i criteri e le modalità per il rilascio dell’ autorizzazione al recupero di cimeli e reperti della prima guerra
mondiale, ai sensi della legge regionale 17/2011, in conformità a quanto dettagliato in Allegato A e in Allegato B, che costituiscono
2. di approvare, come proposto dalla Sesta Commissione Consiliare, lo schema di relazione annuale di cui all’Allegato C, che
costituisce parte integrante della presente deliberazione;
3. di incaricare la Direzione Beni Culturali di dare esecuzione al presente provvedimento;
ALLEGATOA alla Dgr n. 952 del 05 giugno 2012
CRITERI E MODALITÀ PER IL RILASCIO DELL’AUTORIZZAZIONE REGIONALE
ALL’ATTIVITÀ DI RACCOLTA DEI CIMELI E REPERTI MOBILI DELLA GRANDE GUERRA.
L.R. 12 agosto 2011 n. 17, articolo 2.
Ai sensi della legge regionale 12 agosto 2011, n.17 (“Disciplina dell’attività di raccolta dei cimeli e reperti
mobili della grande guerra”), si definiscono di seguito i criteri e le modalità per il rilascio dell’autorizzazione
regionale per la raccolta sul territorio Veneto di reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale.
Obiettivo della regolamentazione è consentire, a quanti ne abbiano interesse, di effettuare il rispettoso
recupero di taluni beni mobili afferenti le vicende belliche, salvaguardando le esigenze della sicurezza, del
territorio e della conservazione del patrimonio storico, culturale e ambientale attinente agli eventi della prima
1. Chiunque, purché nei limiti dell’ordinamento statale e regionale ed alle condizioni di cui ai
presenti articoli, può esercitare attività di raccolta di reperti mobili e cimeli che si trovino in stato
di abbandono e giacenti sul territorio Veneto storicamente interessato dalla Grande Guerra.
2. L’attività di raccolta, salvo il caso di cui all’articolo 2 c.5 della L.R. 17/2011, è subordinata ad
autorizzazione regionale, da rilasciarsi in base alla legge regionale ed alle presenti prescrizioni, ed
è intesa come insieme di operazioni comportanti la materiale raccolta di beni mobili collegati agli
eventi bellici della prima guerra mondiale, rinvenuti a seguito di indagine e/o ricerca e costituenti
traccia o memoria di quell’avvenimento storico, ad esclusione di resti umani o pertinenza.
3. I reperti mobili e i cimeli di guerra devono essere individuati a vista o comunque essere affioranti
dal suolo: devono essere recuperati con l’uso delle mani o con mere movimentazioni di superficie,
intese come azioni di rimozione del fogliame, sassi o altro materiale di deposito che copra il
reperto affiorante dal terreno, anche con l’utilizzo di utensili ed attrezzature utili per localizzare,
individuare e rimuovere in sicurezza gli oggetti rinvenuti, con l’esclusione assoluta di operazioni
di scavo. Chiunque effettui attività di raccolta di reperti mobili o cimeli in difformità da quanto
esposto dall’articolo 3, comma 1, della legge regionale 17/11 è punito con la sanzione
amministrativa da euro 100,00 a euro 1.000,00.
L’autorizzazione non consente alcun distacco di stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli
nonché alcuna rimozione di cippi e monumenti.
4. L’uso dell’attrezzatura è da intendersi quale supporto per meglio distinguere la natura dell’oggetto
e per agevolare il recupero in sicurezza, fermo restando il dovere di non alterare significativamente
lo stato dei luoghi (vedasi successivo art. 3 comma 3).
5. Chiunque, nell’esercizio delle attività di raccolta dei reperti mobili e cimeli od anche casualmente,
rinvenga resti umani o di incerta attribuzione è tenuto a sospendere ogni eventuale attività di
recupero e dare immediata segnalazione al Comune in cui si trova, il quale provvede a darne
tempestiva comunicazione all’autorità giudiziaria, a quella di pubblica sicurezza e all’azienda
ULSS. Fatte salve le sanzioni penali di cui al Capo II del Titolo IV del Libro II del Codice Penale,
chiunque, a seguito del rinvenimento di resti umani o di incerta attribuzione, non sospenda ogni
attività di recupero e non dia immediata segnalazione al Comune, è punito con la sanzione
amministrativa da euro 500,00 a euro 5.000,00. Inoltre viene applicata la revoca definitiva della
autorizzazione o il diniego del suo rilascio.
6. L’attività di raccolta non può essere esercitata nelle aree archeologiche e nei cimiteri di guerra.
L’autorizzazione non riconosce alcun titolo di accesso a fondi né agisce su divieti ed obblighi
discendenti da altra legge. In ogni caso è esclusa l’attività laddove la presenza di manufatti e
sostanze che ne rendano comunque non sicuro l’esercizio.
7. Chiunque, pur in possesso di autorizzazione, effettui attività di raccolta di reperti mobili o cimeli
nelle aree archeologiche e/o nei cimiteri di guerra, è punito con la sanzione amministrativa da euro
500,00 a euro 5.000,00.
8. In ogni caso trova applicazione l’articolo 90 del codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto
Legislativo 22 gennaio 2004, n.42); in particolare colui che scopre fortuitamente cose immobili o
mobili costituenti “beni culturali” ai sensi dell’ articolo 10 del medesimo codice, ne deve fare
denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all’autorità di pubblica
sicurezza e deve provvedere alla conservazione temporanea delle cose rinvenute, lasciandole nelle
condizioni e nel luogo di ritrovamento.
9. L’attività di ricerca, intesa come studio, indagine ed ispezione di luoghi su cui si intende accedere
per esercitare l’attività di raccolta, non è specifico oggetto di regolamentazione della L.R. 17/2011,
e quindi delle presenti modalità applicative, salvo l’obbligo di informazione disposto dall’articolo
5 della legge.
1. L’autorizzazione è nominativa; essa non costituisce documento di riconoscimento e va tenuta
visibile e, a richiesta dell’autorità di vigilanza, va esibita unitamente a un documento di identità.
Requisiti personali per l’ottenimento dell’autorizzazione alla raccolta sono:
a) aver raggiunto il sedicesimo anno di età: la domanda presentata da minorenne dovrà essere
firmata anche da chi ne esercita la patria potestà, che ne assume la responsabilità.
Coloro che, pur autorizzati, sono di età compresa tra il sedicesimo ed il diciottesimo anno,
potranno esercitare l’attività di raccolta se accompagnati da persona maggiorenne, anch’essa in
possesso di regolare autorizzazione.
b) essere in possesso di idonei requisiti di conoscenza dei luoghi eletti per l’attività di recupero ai
fini delle procedure di sicurezza e di salvaguardia dell’incolumità pubblica;
c) essere in possesso di idonea conoscenza della disciplina sulle armi;
d) essere in possesso di idonea conoscenza della disciplina della tutela dei beni culturali.
2. L’attività di raccolta dei reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale esercitata nei fondi dai
rispettivi proprietari, o da titolari di altri diritti reali di godimento, dai conduttori e loro familiari e
dagli aventi diritto di uso civico, non è soggetta ad autorizzazione ma a semplice comunicazione a
mezzo raccomandata A.R. alla Direzione Beni culturali della Regione del Veneto, corredata da
autocertificazione in ordine ai titoli di disponibilità dei fondi. Copia della comunicazione,
unitamente all’avviso di ricevimento della sua spedizione, dovrà essere esibita, su richiesta, ai
competenti organi di vigilanza.
3. Chiunque effettui attività di raccolta di reperti mobili o cimeli senza essere in possesso della
autorizzazione, ovvero senza averne dato la comunicazione ai sensi dell’articolo 2 comma 5 della
legge, è punito con la sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 5.000,00.
1. L’autorizzazione ha validità quinquennale dal momento del rilascio e viene revocata definitivamente
in caso di danneggiamento dei manufatti di cui alle lettere a), b) e c), del comma 2, dell’articolo 1
della Legge 7.3.2001, n. 78. Viene altresì revocata allorché cessi la condizione di iscritto alle
associazioni di cui al comma 3 dell’art. 2 della legge 17/2011. In tale caso dovrà essere formulata
nuova istanza di autorizzazione, che potrà essere rilasciata –con applicazione del relativo costodopo aver valutato la motivazione della perdita della qualità di iscritto.
2. L’esercizio della attività autorizzata è sotto la diretta ed esclusiva responsabilità di chi la esercita e la
Regione non può in alcun modo essere ritenuta responsabile per le eventuali dichiarazioni mendaci,
per l’abuso o la violazione di norme, regionali o statali, né può essere ritenuta responsabile per danni
a persone o cose derivanti dall’attività di ricerca e raccolta.
3. Il recupero di reperti e cimeli deve sempre avvenire con la massima prudenza ed in sicurezza,
evitando qualsiasi azione possa danneggiare la propria o l’altrui persona.
L’autorizzazione non esime in alcun modo dalle responsabilità derivanti dal possesso/detenzione di
ordigni e cartucce carichi o armi.
Il possesso di autorizzazione non fornisce alcun titolo di esenzione da responsabilità conseguente ad
eventuali interventi di restauro, recupero strutturale o ripristino funzionale, od anche pulizia che
ripristini i movimenti dell’arma.
L’autorizzazione regionale non abilita al recupero di oggetti la cui raccolta sia vietata dalla
normativa statale.
4. Il titolare dell’autorizzazione alla raccolta dei reperti mobili e cimeli è tenuto a trasmettere
annualmente alla Direzione Beni Culturali della Regione una sintetica relazione dei luoghi visitati,
con segnalazione dei siti giudicati di particolare interesse per il ritrovamento di reperti mobili o
cimeli della prima guerra mondiale, mentre deve subito segnalare, con l’indicazione di coordinate
geografiche e con eventuali altri mezzi di individuazione, i ritrovamenti di manufatti quali quelli
illustrati alla lettera c), dell’art. 1 della Legge 7.3.2001, n. 78
5. Il ritrovamento di oggetti di notevole valore storico che possono contribuire alla ricerca storica, al
riconoscimento di caduti in guerra ovvero alla loro attribuzione, richiede una particolare diligenza
nella individuazione del luogo di ritrovamento, nella descrizione - anche fotografica – del reperto,
nella conservazione e informazione; in particolare si ricorda che chiunque rinvenga cimeli di
notevole valore storico deve darne comunicazione al sindaco entro 60 giorni, così com’è disposto
all’articolo 9 della Legge 7.3.2001, n.78
6. È dovere di chiunque eserciti l’attività di recupero avere la massima cura e rispetto dei luoghi,
evitando alterazioni del territorio, abbandono di oggetti, danni ai pascoli e, in ogni caso, qualsiasi
comportamento o incauta azione che possa risultare rischiosa per sé e/o per l’incolumità pubblica.
1. La richiesta di autorizzazione deve essere rivolta alla Regione del Veneto esclusivamente secondo il
modello predisposto in Allegato, da firmare per esteso in modo leggibile e in regola con l’imposta di
bollo vigente al momento di presentazione (apposizione di contrassegno telematico attualmente di
euro 14,62). Nella domanda il richiedente, consapevole delle conseguenze penali che, ai sensi
dell’articolo 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, possono
derivare da falsità in atti e da dichiarazioni mendaci, deve attestare:
- l’indicazione della cittadinanza posseduta;
- la residenza, ed eventualmente il domicilio, al quale dovranno essere fatte le comunicazioni,
completi di codice di avviamento postale, e, ove possibile, il numero telefonico e l’indirizzo di posta
elettronica, con l’impegno di informare tempestivamente la Regione di eventuali variazioni;
- l’eventuale iscrizione ad associazioni storico – culturali, combattentistiche e d’arma;
- di conoscere adeguatamente i luoghi per l’attività di recupero a fini di sicurezza ed incolumità
- di avere conoscenza delle normative in tema di armi, dando spiegazione della propria esperienza;
- di essere informato delle caratteristiche dei beni oggetto di recupero e di avere sufficiente
cognizione della tutela dei beni culturali, attestando la conoscenza della normativa;
- di avere piena conoscenza della L.R. 17/2011 e delle presenti prescrizioni, con impegno ad
adempiervi;
- di prestare il proprio consenso al trattamento dei dati contenuti nella domanda, ai sensi delle
disposizioni del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196.
2. Alla richiesta in bollo si devono allegare:
la ricevuta del versamento di Euro 150,00 (non necessaria nel caso in cui la domanda sia validata
dall’associazione di appartenenza, che attesti la regolare iscrizione del richiedente, ai sensi del
comma 3 dell’art. 2 della legge).
- Oltre al contrassegno telematico (marca da bollo) da incollare sulla domanda, occorre unire un
ulteriore contrassegno telematico, sempre alla vigente tariffa (attualmente euro 14,62), che sarà poi
incollato sull’autorizzazione che sarà rilasciata. Occorre avere cura che il contrassegno libero sia
opportunamente unito per il successivo utilizzo.
UNICREDIT SPA IBAN IT41V0200802017000100537110, indicando la causale “L.R. n. 17/2011 –
versamento per autorizzazione” ovvero tramite bollettino postale sul C/C n. 10264307 intestato a
- copia di un documento di identità in corso di validità del richiedente (e di colui che esercita la patria
potestà nel caso di domanda presentata da soggetto minorenne).
3. La domanda va consegnata a mano o inoltrata a mezzo raccomandata A.R., indirizzata a Regione del
Veneto – Giunta Regionale, Direzione Beni Culturali, Palazzo Sceriman, Cannaregio 168 – 30121
Venezia, ovvero presentata a mano presso gli uffici relazioni per il pubblico della Regione, presenti
in ogni capoluogo.
4. Nella domanda l’associazione storico – culturale, combattentistica e d’arma, a cui eventualmente
appartenga il richiedente, ha la facoltà di apporre la validazione richiesta dalla legge e le attestazioni
utili a comprovare le conoscenze richieste dalla legge.
È onere dell’associazione validante la domanda di comunicare alla Regione, senza indugio, la perdita
del requisito di iscritto, qualora si verifichi tale circostanza.
L’Amministrazione regionale non assume alcuna responsabilità per l’eventuale dispersione di
comunicazioni dipendente da incompleta o inesatta indicazione di recapito né per eventuali disguidi
postali o altre cause non imputabili all’Amministrazione.
1. Il rilascio dell’autorizzazione avviene, entro 90 giorni dalla presentazione della richiesta alla
direzione Beni Culturali della Regione, salvo comunicazione di proroga di ulteriori 30 giorni per
l’effettuazione di ulteriori accertamenti.
2. La Regione ha facoltà di non rilasciare ovvero revocare l’autorizzazione qualora – con atto motivato
- ritenga non sussistano le condizioni previste.
1. Ai sensi degli articoli 11 e 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, i dati personali forniti
saranno raccolti presso la Regione del Veneto – Direzione Beni Culturali, per le finalità di gestione e
controllo relative al rilascio dell’autorizzazione e potranno essere trattati anche informaticamente.
2. La comunicazione di tali dati è obbligatoria ai fini del rilascio dell’autorizzazione; le medesime
informazioni potranno anche essere comunicate ad altre amministrazioni pubbliche.
3. L’interessato gode dei diritti di cui all’articolo 7 del citato decreto legislativo, tra i quali il diritto di
accesso ai dati che lo riguardano, il diritto di rettificare, aggiornare, completare o cancellare i dati
erronei, incompleti o raccolti in termini non conformi alla legge, nonché il diritto di opporsi al loro
trattamento per motivi legittimi. Tali diritti potranno essere fatti valere nei confronti del titolare del
4. Il responsabile del trattamento è il dirigente regionale della Direzione regionale Beni culturali.
1. All’esercizio delle funzioni di vigilanza e alla irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie
provvedono i Comuni nei rispettivi ambiti territoriali e il Corpo Forestale dello Stato, che ne tengono
informata la Regione.
2. La Regione si riserva in ogni momento di modificare o integrare le presenti condizioni e modalità di
rilascio. Eventuali modifiche ed integrazioni dei modelli di domanda sono disposte con decreto del
Dirigente regionale competente, da pubblicare nel Bollettino Ufficiale della Regione.
3. Per quanto non espressamente previsto nelle presenti prescrizioni trovano applicazione le norme
della legge regionale 17/2011, del codice civile, penale e dei beni culturali e del paesaggio, del
T.U.L.P.S. Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, della Legge 7.3.2001, n. 78: il possesso
dell’autorizzazione regionale non esime dagli obblighi e dalle sanzioni di cui agli artt. 9 e 10 di tale
ALLEGATOB alla Dgr n. 952 del 05 giugno 2012
SCHEMA DI DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE
nell’importo di
Oggetto: Richiesta di autorizzazione ai sensi della L.R. 17/2011
Il sottoscritto …….……….……………………………………..……………………….…………………
nato a……….………………………………………il………..…………………………….……………….
codice fiscale…………………………………………. avente cittadinanza ………………………….…..
residente a……………………………… provincia di ………………. In via……………………….……
n ………… . telefono(*) ……………….………….. e-mail (*) …………………………………………..
recapito………………………………….……………………………………………………………………
Il rilascio dell’autorizzazione all’attività di recupero di reperti mobili e cimeli della Grande Guerra ai sensi
dell’articolo 2 della L.R. 17/2011 e dei criteri applicativi di cui alla DGR___________
Il sottoscritto, consapevole delle conseguenze penali previste dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 in caso di
dichiarazioni mendaci, ai sensi e per gli effetti delle disposizioni contenute nel D.P.R. 445/2000,
Le proprie generalità e il recapito, come sopra rappresentate, con l’impegno a informare tempestivamente di
di essere iscritto dal___________con tessera n._______________ alla seguente associazione storico –
culturale, combattentistica e d’arma: ____________________________________ avente sede a
_____________________________________ P.IVA___________________________________;
di conoscere adeguatamente i luoghi eletti per l’attività di recupero, a fini di sicurezza ed incolumità
di avere conoscenza delle normative in tema di armi, in quanto____________________________________
di essere a conoscenza delle caratteristiche dei beni potenzialmente oggetto di recupero e di avere adeguata
cognizione della normativa a tutela dei beni culturali, attestando di essere informato delle prescrizioni in
materia del codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 42/2004), e di avere anche preso visione
dell’informativa sintetica in calce alla presente domanda;
di avere piena conoscenza della L.R. 17/2011 e delle prescrizioni di rilascio dell’autorizzazione,
impegnandosi a rispettarle unitamente alla normativa statale vigente;
di aver preso atto dell’informativa sul trattamento dei dati personali di cui al D.Lgs. 196/2003, riportata nelle
condizioni di rilascio, e di prestare quindi il proprio consenso al trattamento dei dati contenuti nella domanda.
1. copia fotostatica fronte/retro di un valido documento d’identità
2. ricevuta del versamento di euro 150,00 (non necessaria nel caso in cui la domanda sia validata
dall’associazione di appartenenza, che attesti la regolare iscrizione del richiedente, ai sensi del comma 3
dell’art. 2 della legge).
Spazio riservato alle associazioni:
sig.__________________________________________________________________presidente
dell’associazione _____________________________, avente come principale vocazione la ricerca e lo
studio di testimonianze storiche e/o dei territori riguardanti la Prima Guerra Mondiale, ai sensi e per gli
effetti dell’articolo 2, comma 2, della L.R. 17/2011, attesta che il sig.________________________ è
regolarmente iscritto all’associazione dal__________, con tessera n.______.
Inoltre: (indicare le eventuali attività, le esperienze, la formazione, l’addestramento etc., che possono
risultare significativi a dimostrare le competenze richieste dalla L.R. 17/2011 art. 2 c. 2)
u richiesta dell’interessato, il sottoscritto sig._______________________________________ presidente
storico–culturale/combattentistica
_______________________________________, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2, comma , della
L.R. 17/2011, attesta la regolare iscrizione del socio ___________________________, validando
pertanto la presente domanda ai fini dell’esenzione dal versamento degli oneri di rilascio
Si impegna a dare tempestiva comunicazione alla Regione, qualora venga meno tale requisito.
Il richiedente fornisce inoltre le seguenti informazioni attinenti l’oggetto della richiesta:
di possedere il seguente titolo di studio________________________________________________________;
di esercitare la professione di_______________________________________________________________;
□ di aver effettuato il servizio militare (nel periodo_______________)
(in caso negativo barrare la seguente casella: □ servizio militare non effettuato)
con esperienza di:
□ servizio militare prestato come artificiere, antisabotatore, guastatore, minatore o pioniere;
□ servizio militare prestato come alpino;
□ servizio militare prestato come_____________________________________;
□ di essere iscritto con tessera n.__________ con scadenza il _________ alla seguente associazione di
volontariato di soccorso alpino o altra associazione che richiede una approfondita conoscenza di ambienti
montani, marini etc.
Associazione______________________________________ avente sede a ________________________
P.IVA__________________
che il sottoscritto ha esperienza di:
□ guida alpina;
□ volontariato attivo di soccorso alpino;
□ istruttore di sci;
□ vigile del fuoco;
□ operatore di Pubblica sicurezza
(eventualmente specificare ruolo e grado)
□ Polizia di Stato______________________________;
□ Arma dei Carabinieri__________________________;
□ Guardia di finanza____________________________;
□ Polizia Penitenziaria__________________________;
□ Corpo Forestale dello Stato_____________________;
□ operatore di polizia locale;
□ operatore di polizia provinciale;
□ possesso di licenza di porto d’armi ___________________;
□ di avere effettuato un corso in __________________________________________________ tenuto da
____________il_____-_______della durata di ________________________ formativo per le attività da
autorizzare;
□ altro______________________________________________________;
Indicazioni sul corretto esercizio dell’attività di raccolta di cimeli e reperti:
non si possono raccogliere ordigni bellici, di qualsiasi fattezza, che risultino chiusi, non ispezionabili e
quindi presumibilmente o solo potenzialmente carichi d’esplosivo.
non si possono raccogliere cartucce cariche per armi leggere n sl possono raccogliere armi, salvo che
queste non si trovino in uno stato di degrado tale da essere considerati meri simulacri completamente
inadatti all’offesa.
possibile raccogliere invece simulacri di ordigni/armi, quali possono essere gusci di granate, di
bombe a mano e cos via, se sono completamente vuoti, privi di esplosivo, inneschi e, soprattutto,
risultino facilmente ispezionabili.
altres si possono raccogliere bossoli di cartucce per armi portatili, anche in presenza della capsula di
innesco purché siano, anche questi, privi di polvere ed ispezionabili.
moschetti, pistole, ed armi in genere, possono essere raccolti solamente se si trovano in uno stato tale da
essere considerate veri simulacri, cio oggetti che la ruggine o la corrosione del tempo deve aver
degradato in ogni parte in modo tale da rendere impossibile il funzionamento dell’arma originale,
privandoli quindi di ogni connotato offensivo.
In linea generale, il recupero di reperti e cimeli deve sempre avvenire con la massima prudenza, e quindi
sempre in condizioni di sicurezza. In particolare anche gli oggetti di incerta o innocua apparenza (ad esempio
tubi metallici chiusi o cilindretti di ottone, ma anche scatole o casse, altri oggetti che possono in realtà essere
bombe auto costruite con materiali di scarto come lattine e scatolette) richiedono molta precauzione prima
di essere toccati o spostati: seppur arrugginiti e danneggiati, essi possono contenere materiale esplosivo o
chimico che pu aver mantenuto intatte le sue proprietà. La presenza di ruggine e corrosione all’esterno non
significativa delle condizioni interne dell’oggetto, il cui contenuto pu anzi essere diventato instabile.
L’eventuale individuazione di materiale inesploso, di armi, munizioni, di contenitori di sostanze chimiche
andrà subito denunciato ai carabinieri od altra autorità di P. . e il luogo opportunamente segnalato per
ccorre inoltre ricordare che il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 odice dei beni culturali e del
paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 1 7 , disciplina la materia dei beni culturali
e in particolare si ricordano le seguenti disposizioni:
articolo 2. ono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano
interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose
individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.
articolo 10. ono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo tato, alle regioni, agli altri enti
pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di
lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
articolo 11 … sono beni culturali, ….i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del
patrimonio storico della Prima guerra mondiale, di cui all’articolo 50, comma 2.
articolo 20 I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il
loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione.
articolo 50 vietato, senza l’autorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di stemmi,
graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli nonch la rimozione di cippi e monumenti, costituenti vestigia della
Prima guerra mondiale ai sensi della normativa in materia.
articolo 1 Le cose indicate nell’articolo 10, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui
fondali marini, appartengono allo tato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o
del patrimonio indisponibile, ai sensi degli articoli 22 e 26 del codice civile.
articolo 1 1 La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali
manifestazioni identitarie percepibili.
1. punito con l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da euro 10 a euro .0 :
a) chiunque esegue ricerche archeologiche o, in genere, opere per il ritrovamento di cose indicate all’articolo
10 senza concessione, ovvero non osserva le prescrizioni date dall’amministrazione;
b) chiunque, essendovi tenuto, non denuncia nel termine prescritto dall’articolo 0, comma 1, le cose
indicate nell’articolo 10 rinvenute fortuitamente o non provvede alla loro conservazione temporanea.
hiunque si impossessa di beni culturali indicati nell’articolo 10 appartenenti allo tato ai sensi dell’articolo
1 punito con la reclusione e con una multa.
ALLEGATOC alla Dgr n. 952 del 05 giugno 2012
(da compilare con i dati di cui si è in possesso)
Palazzo Sceriman, 168
L.R. 12 agosto 2011, n. 17: Disciplina dell’attività di raccolta di cimeli e reperti mobili della grande
guerra. Art. 5 c.1 lett. a). Relazione annuale dei luoghi visitati.
Il sottoscritto____________________________________________________ titolare della tessera di
autorizzazione n._________________ rilasciata in data__________________con scadenza il
di aver visitato nel corso dell’anno_______________, per l’attività di raccolta di cimeli e reperti della Prima
Guerra Mondiale, i luoghi sotto riportati con le segnalazioni che di seguito mi accingo a indicare:
Data______________località________________________________________________________
interesse del sito__________________________________________________________________
Data______________località________________________________________________________ interesse
del sito__________________________________________________________________
Documento PDF Legge recupero reperti ww veneto.pdf
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