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Timestamp: 2020-01-22 11:28:31+00:00
Document Index: 101245604

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 360', 'art. 111', 'art. 14', 'art.1', 'art. 40', 'art. 360', 'art. 546', 'art. 360', 'art. 2709', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 15808 del 23/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15808 del 23/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/06/2017, (ud. 08/06/2017, dep.23/06/2017), n. 15808
sul ricorso 17446-2016 proposto da:
M.P.G.;
avverso la sentenza n. 65/21/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della SICILIA, depositata l’11/01/2016;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, nei confronti di M.P.G., quale socio della Termoidraulica snc di M.P.G. e Ma.Fr., (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia n. 65/21/2016, depositata in data 11/01/2016, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione, da parte del M., nella qualità di socio, al 50%, della Termoidraulica snc di M.P.G. e Ma.Fr., di avviso di accertamento n. “(OMISSIS)”, emesso per maggiore IRPEF dovuta, in relazione all’anno d’imposta 2002, a seguito di recupero a tassazione di un maggior reddito d’impresa correlato a fatture, emesse dalla Termoidraulica nei confronti della terza società Ares srl, nell’ambito di un sub-appalto di lavori edili, appaltati all’imprenditore individuale D.F., ritenute, dall’Ufficio, riconducibili ad operazioni inesistenti ed irregolarmente contabilizzate, e del correlato recupero a tassazione, ex art. 5 TUIR, del maggiore reddito da partecipazione sociale, – è stata confermata la decisione ai primo grado (n. 83/02/2011, adottata dalla C.T.P. di Enna in data 7/04/211), che aveva accolto il ricorso del contribuente (ritenute sussistenti le operazioni contestate, tenuto conto dell’istruttoria svolta nel giudizio penale, a carico del M., amministratore della società, conclusosi con assoluzione piena, essendosi gli accertatori limitati a recepire acriticamente le conclusioni della Guardia di Finanza nel p.v.c.).
In particolare, i giudici d’appello, nel respingere gravame dell’Agenzia delle Entrate, hanno sostenuto che, a fronte delle assoluzioni, in sede penale, dei soggetti imputati a vario titolo per frode fiscale e truffa e della effettiva realizzazione delle operazioni fiscalmente contestate, “il recupero contabile della fittizietà della fatturazione in assenza di altri riscontri oggettivi risulta affidato alla disamina di poste economiche oggettivamente oscure e, tuttavia, prive tra loro di collegamento causale”, in quanto “la pur discutibile opzione contabile di accreditare direttamente l’incasso della fattura olia Ares al conto “Finanziamento soci”, senza farlo transitare per il conto “Cassa” (registrando la riscossione in contanti di un credito che la committente Ares srl, a sua volta subappaltatrice, aveva invece “stralciato” per condono), non costituiva “prova” (per difetto del “connotato di gravità e di convergenza”) di un “artifizio contabile finalizzato alla frode fiscale da parte dell’amministratore e dei soci della Termoidraulica snc”.
1. La ricorrente lamenta: 1) con il primo motivo, la nullità della sentenza, ex art. 360 c.p.c., n. 4, per disapplicazione degli artt. 101 e 102 c.p.c., art. 111 Cost., comma 2 e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, in combinato disposto con il D.Lgs. n. 546 del 1992, art.1, comma 2 e con il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 40, comma 2, avendo la C.T.R. deciso la controversia nel merito, senza integrare il contraddittorio tra società di persone e soci sin dal primo grado;
2) con il secondo motivo, la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 4, dell’art. 546 c.p.p., in materia di effetti dei giudicato penale, di assoluzione dell’imputato, nel giudizio tributario;
3) con il terzo motivo, la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, degli artt. 2697, 2927 e 2929 c.c., in combinato disposto con l’art. 2709 c.c., in relazione al D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 21, 23 e 24, avendo la C.T.R., pur in presenza della riconosciuta inspiegabilità contabile delle divergenze tra le scritture contabili degli imprenditori sottoposti a verifica fiscale (disallineamento delle risultanze delle scritture contabili), ritenuto che l’Amministrazione finanziaria non avesse fornito indizi gravi convergenti e gravi per dimostrare presuntivamente l’inesistenza delle operazioni fatturate.
Le Sezioni Unite con successiva pronuncia (Cass. 10145/2012) hanno anche precisato che, essendo l’IRAP imposta assimilabile all’Ilor ed essendo la stessa imposta imputata per trasparenza ai soci, ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5, sussiste il litisconsorzio necessario dei soci medesimi nel giudizio di accertamento dell’Irap dovuta dalla società.
Inoltre, è stato poi precisato da questa Corte (Cass. 26071/2015; Cass. 21340/2015) che “l’accertamento di maggior imponibile IVA a carico di una società di persone, se autonomamente operato, non determina, in caso d’impugnazione, la necessità d’integrare il contraddittorio nei confronti dei relativi soci”, ma “qualora l’Agenzia abbia contestualmente proceduto, con un unico atto, ad accertamenti ai fini delle imposte dirette, IVA ed IRAP, fondati su elementi comuni, il profilo dell’accertamento impugnato concernente l’imponibile IVA, che non sia suscettibile di autonoma definizione in funzione di aspetti ad esso specifici, non si sottrae al vincolo necessario del “simuitaneus processus” per l’inscindibilità delle due situazioni”.
In particolare (anche ai fini dell’impossibilità di sanare la violazione del litisconsorzio necessario attraverso la riunione, in questa sede, dei distinti ricorsi, in presenza di pronunce riguardanti la società ed i soci adottate dallo stesso collegio in identica composizione, nella medesima circostanza e nel contesto di una trattazione sostanzialmente unitaria, alla luce dei precedenti di questa Corte nn. 3830/2010, 2907/2010), risulta che, mentre le posizioni relative all’amministratore M., al medesimo M. quale socio, all’altro socio Ma., alla società, ma in relazione all’atto di contestazione di sanzioni, sono state trattate separatamente ma contestualmente, in primo grado (dalla C.T.P. di Enna Sez. 2 all’udienza del 7/04/2011) ed in secondo grado (dalla C.T.R. della Sicilia, sez. 21, all’udienza dell’11/01/2016), la posizione relativa alla società, avente ad oggetto l’impugnazione, da parte della stessa, dell’avviso di accertamento inerente IVA ed IRAP dovute per il 2002, è stata trattata distintamente (dalla C.T.P. di Enna, sez. 2, all’udienza del 17/10/2011, come si evince dalla sentenza, e dalla C.T.R. della Sicilia, Sez. 21, all’udienza del 25/01/2016), rispetto a quelle dei due soci ed all’impugnazione dell’atto impositivo inerente le sanzioni.
Stante pertanto l’assenza di un “simultaneus processus” nei gradi di merito, posto che la causa riguardante la pretesa azionata, per IVA ed IRAP, nei confronti della società, è stata decisa in primo grado ed in appello in udienze diverse rispetto a quelle relative all’amministratore, ai soci, alla società, quanto all’atto di contestazione di sanzioni, va dichiarata la nullità dell’intero giudizio, con rinvio alla C.T.P. di Enna per nuovo esame a contraddittorio integro.
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del primo motivo del ricorso, assorbiti i restanti, va cassata la sentenza impugnata con declaratoria della nullità dell’intero giudizio e rinvio alla C.T.P. di Enna in diversa composizione, per nuovo esame a contraddittorio integro con gli altri soci e la società. Sussistono giusti motivi, considerato lo sviluppo processuale della vicenda, per disporre la compensazione delle spese processuali dell’intero giudizio.
La Corte in accoglimento del primo motivo del ricorso, assorbiti i restanti, cassa la sentenza impugnata e dichiara la nullità dell’intero giudizio, con rinvio alla Commissione Tributaria Provinciale di Enna per nuovo esame a contraddittorie integro con soci e società; dichiara integralmente compensate tra 1e parti le spese processuali dell’intero giudizio.