Source: http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.com/2014/01/perizia-proced-9916-2011-anza.html
Timestamp: 2017-07-26 06:32:09+00:00
Document Index: 85363633

Matched Legal Cases: ['§\n1', '§ 1', '§ 1', '§ 1', '§ 1', '§ 2', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6', '§ 6']

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: PERIZIA PROCED. 9916 2011 ANZA CIAMPOLILLO CTU D'AGOSTINO FABIO
Perizia proced. 9916 2011 anza ciampolillo ctu d'agostino fabio from Isola Pulita ISOLA DELLE FEMMINE STRISCIA LA NOTIZIA VENTO... ASSESSORE Lo Bello "è assolutamente vero che risulta un'azione di copia ed incolla in cui sono stati trasferiti dati siciliani..." 26 SETTEMBRE 2013 AUDIZIONE IN COMMISSIONE di isolapulita Il Piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della
Regione Siciliana: aspetti generali, di merito e quantitativi circa la
copiatura dal Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria della Regione Veneto
(anno 2000) e da altre fonti documentali Alcuni
aspetti generali e di merito
Il Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell’aria
ambiente della Regione Siciliana, approvato con il D.A. n. 176/GAB del 9 agosto
2007 e che costituisce “piano di settore
del Piano regionale di tutela e risanamento ambientale”, risulta frutto di un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente
trascritti (rectius, copiati) da
pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni.
Non sarebbe neppure il caso di ricordare che nella redazione di un
qualsiasi documento pubblico, quando si riportano testualmente frasi o brani di
altro autore, è regola generale, non solo per ovvi motivi di correttezza
deontologica e professionale, l’uso di forme di evidenziazione, quali la
virgolettatura, il carattere corsivo, ecc., accompagnate dalla citazione in
maniera puntuale e precisa della fonte originale da cui si è attinto.
Nel caso in oggetto gli autori hanno presentato il Piano nella forma di
un documento originale, corredato sì della consueta sezione di riferimenti
bibliografici, ma come se il contenuto fosse il frutto ex novo del proprio personale contributo elaborativo, quando
invece si è in presenza di un mero “assemblaggio”, operato con un “copia e
incolla”, di porzioni di documenti di varia estrazione e provenienza, alcuni
dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche temporalmente
superati. Gli autori hanno utilizzato come “mirror” il Piano Regionale di Tutela e
Risanamento della Regione Veneto, datato anno 2000 e cioè “vecchio” di 7 anni,
con ovvie e disastrose conseguenze derivanti
principalmente dal divario temporale tra i due documenti, dalle differenti
caratteristiche ambientali e dal diverso assetto amministrativo delle due
Regioni, nonché dalla non conoscenza, giusto il caso, che il Piano del Veneto
era stato già bocciato dalla Comunità Europea (vedasi, ALLEGATO 1,
l’interrogazione presentata il 2 maggio 2006 al Consiglio Regionale del Veneto
dal consigliere regionale verde Gianfranco Bettin). Del tutto inconsistente appare la pretesa giustificazione della parte
accusante secondo cui la “comunanza” di porzioni di testo – a dire il vero di
notevole entità, come si dimostrerà appresso – tra il documento “siciliano” e
quello “veneto” consistente nell’identicità della sequenza e dei titoli dei capitoli
e dei paragrafi è stata una scelta obbligata dal dover rispettare lo schema
riportato nel DM n. 261 dell’ottobre 2002, per almeno due evidenti motivi:
1) lo schema del citato DM si rivela solo una traccia esemplificativa
per la redazione dei Piani e non certamente un obbligo da rispettare, in quanto,
altrimenti, ci sarebbe stato un espresso richiamo; in ogni caso, per fugare
ogni possibile dubbio è sufficiente rifarsi alla lettura degli indici dei Piani
redatti dalle altre Regioni, laddove la traccia ministeriale è stata sviluppata
in vari casi in modo autonomo ed originale nella strutturazione dei documenti,
ma, soprattutto, laddove non si riscontrano anomale “comunanze” tra Piani
2) quel che emerge in tutta e preoccupante evidenza non è tanto
che i titoli dei capitoli e dei paragrafi del Piano siciliano e del Piano
veneto risultano uguali, quanto, piuttosto, che ad essere identici sono in
porzioni più o meno estese i loro contenuti.
In particolare, per rendere più
facile la lettura comparativa dei due testi riguardo alle parti in comune alla
lettera si è provveduto a fornire copia degli stessi in cui :
Ø Le parti che si sono evidenziate in giallo risultano testualmente identiche
nei due Piani, laddove gli “autori” siciliani si sono limitati alla semplice
sostituzione di parole del tipo “Veneto” ,
“ARPAV” , ecc., con “Sicilia”, “ARPA”, ecc.; Ø Le parti che si sono evidenziate in rosso, oltre ad essere in comune, segnalano anche
macroscopiche incongruenze determinatesi con la trasposizione testuale dal
Piano Veneto a quello Siciliano. Per brevità, qui di seguito si citano solo
alcune tra le più eclatanti, mentre per le altre si rimanda alla lettura del
testo: a) parecchie Direttive
Comunitarie e normative nazionali, all’epoca della redazione del Piano Veneto
(anno 2000) riportate in via di
emanazione o vigenti, sono riferite come tali pure al 2007, nonostante
esse siano state nel frattempo emanate,
recepite e persino abrogate da altre successivamente intervenute; b) documenti (p.e. il
bollettino COP, il DOCUP, ecc.) che si riferiscono a strutture, attività ed
atti di programmazione della Regione Veneto sono inseriti come se in realtà
fossero e facessero parte del contesto siciliano; c) caratteristiche e
condizioni ambientali proprie del Veneto, (p.e. “il bacino aerologico padano”, ”limitazione degli orari di riscaldamento degli impianti termici civili”, “l’intero territorio pianeggiante”, le “comunità montane”, queste ultime, per inciso, abolite in
Sicilia da quasi 20 anni, ecc.)
figurano nella descrizione di quelle siciliane; d) tra le misure da adottare
per il decongestionamento del traffico urbano da e verso i centri storici è
prevista la realizzazione di “percorsi ciclabili protetti…utilizzando
gli argini di fiumi e canali” (salvo a creare – ci si
permetta la battuta - prima i fiumi ed i canali da immettere nei centri storici
dei Comuni siciliani !); e) l’assetto amministrativo di
regione a statuto ordinario del Veneto appare avere sostituito le prerogative
dello statuto speciale della Regione Siciliana (p.e. si fa riferimento al
Consiglio Regionale al posto dell’Assemblea Regionale, a competenze della
Giunta Regionale al posto di quelle dell’Assessore al ramo, ecc.);
Ø Gli “autori” non si sono astenuti neppure dal
copiare la “Bibliografia” (presa pressoché per intero dall’Annuario Arpa del
2005) ed il “Glossario”, tanto che in quest’ultimo vengono riportati acronimi e
sigle di organismi, strutture e documenti inesistenti
in Sicilia (CIS-Comitato di Indirizzo e Sorveglianza, DOCUP- Documento Unico di
Programmazione 2000-2006 della Regione Veneto, SFMR-Sistema Ferroviario
Metropolitano Regionale, TTZ-Tavoli Tecnici Zonali) e, di contro,
non vengono inclusi acronimi e sigle citati nel testo siciliano (TOFP-Tropospheric
Ozone Forming Potentials, PGTL-Piano Generale dei Trasporti e della Logistica,
ecc.); Ø Alla luce di quanto sopra, appare evidente che
le parti suddette non siano state neppure riviste dagli “autori”, anche
considerato che risultano presenti gli stessi refusi del documento del Veneto
e, soprattutto, perché al cap. 1, §
1.6, sotto § 1.6.1, pag. 26, dopo l’ultimo capoverso che recita “Per una trattazione di maggiore dettaglio
sulla normativa inerente la qualità dell’aria e le emissioni in atmosfera si rimanda al Cap. 4” è stato “dimenticato” il link http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm,
che è giusto il collegamento (interno) web al cap. 4 del Piano del Veneto. Per
accedere dall’esterno al capitolo basta anteporre www.
all’indirizzo sopra riportato <servizigenerali.org/…. >; Ø Le parti che sono state riquadrate in vari bordi colorati. risultano “prelevate”
integralmente, con lo stesso sistema del “copia ed incolla”, da varie
pubblicazioni (ALLEGATO n. 3) quali, per citarne alcune, : a) Annuari ARPA,
capitolo “Atmosfera” (2004, 2005, 2006, ecc.), b) Relazione sullo stato
dell’ambiente della città di Palermo (2006, Agenda 21), c) Carta climatica ed
atlante climatologico della Sicilia, ecc., che gli “autori” riportano tra le
fonti bibliografiche o i documenti di riferimento. Come già detto, tuttavia,
non si è in presenza di spunti o di citazioni bibliografiche, ma di un vero e proprio copiato di
interi brani e capitoli. Altre parti, ancora, risultano “prelevate” persino da
tesi di laurea di Istituti Universitari non siciliani come anche da siti web di
facile reperimento, che però non figurano tra le fonti indicate. Ø Alcuni Progetti da attuarsi in regime di
convenzione, elaborati già negli anni passati da Istituti Universitari e
proposti all’Assessorato Territorio e Ambiente al fine di fornire “Attività di supporto tecnico-scientifico” per
del Piano, risultano inseriti, pur rimasti del tutto invariati i soggetti
proponenti ed il contenuto della proposta, non già per le finalità originarie,
bensì per la “revisione” e l’attuazione del Piano stesso. I soggetti
proponenti, che figurano tra gli “autori” del Piano, si sono limitati a
ritoccare il titolo del Progetto, sostituendo la
parola “redazione” con “revisione”
(ALLEGATI n. 4-6). Per qualche altro
Progetto non si è persino ritenuto di cambiare il titolo. Inoltre, fanno parte
dell’elenco dei Progetti - non si comprende a quale titolo e finalità - un Progetto della Regione Lombardia,
corredato di tanto di stralcio di Decreto di approvazione del 2004 e di
citazione di varie Delibere della Giunta lombarda, un Progetto messo sulla
carta dal Comune di Palermo nel 2006 ed abortito già all’epoca ed un presunto
Progetto “Analisi della Climatologia Urbana e Qualità del Clima”, presunto nel
senso che non è dato a comprendere di cosa effettivamente si tratti, dato che
si limita ad una sintetica spiegazione delle modalità e dei criteri per
classificare i climi della terra. Insomma, brani inseriti integralmente, tout court, e nulla più.
Ø Se c’è un capitolo che più di altri lascia
esterrefatti per via del livello di copiatura pedissequa ed acritica mostrato
dagli autori questo è probabilmente il sesto. Il capitolo, trasposto tal quale,
parola per parola, da quello del Piano del Veneto, riporta “Le azioni del Piano”, ossia gli
interventi e le misure da adottare per contenere e contrastare i fenomeni di
inquinamento sul territorio siciliano ed avviare le opere di risanamento. Il
risultato è che ne scaturisce un pot-pourri di dati siciliani e soluzioni
venete. Ø Tra le innumerevoli perplessità, a chi legge non
può non sorgere una ovvia domanda: dove sono, nel Piano, gli impianti
industriali della Regione ? Dove sono i Petrolchimici, le Centrali
Termoelettriche, i Cementifici, la Distilleria più grande d’Europa, ecc. per finire
Orbene, all’esame dei fatti, il Piano Regionale di Coordinamento per la
tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana possiede tutti
i connotati antitetici per essere definito tale, tanto meno
quello di avere una qualche attinenza con i prerequisiti di un documento di programmazione
e pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria,
ed argini dei fiumi che si immettono nei loro centri storici). Ma – ci sarebbe
da chiedersi e da chiedere - il Bilancio regionale e, soprattutto, quello dei
Comuni ne erano a conoscenza?
l’Assessore pro tempore del Territorio e dell’Ambiente emanava il D.A. n.
43/GAB (ALLEGATO n. 7) con il quale si apportavano correzioni ad alcune di
quelle parti del Piano definite “refusi”
e frutto di “errori materiali non
sostanziali”. Ben prima, ma senza alcun atto formale o correzione ufficiale,
era stato fatto sparire alla chetichella dal testo del Piano pubblicato nel
sito dell’Assessorato il link al Piano della Regione Veneto http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, maldestramente dimenticato al § 1.6.1, pag. 26. In realtà, per quanto riguarda i cosiddetti “refusi” si tratta di quei
refusi irrilevanti citati nella conferenza stampa di Legambiente del 21
novembre del 2007 al solo scopo di evidenziare che dal “copia e incolla” del
Piano veneto non si erano salvati neppure gli errori di battitura… del testo
veneto; per quanto riguarda i cosiddetti “errori
arrivare a definire tali i riferimenti al “sistema aerologico padano”,
alle “piste ciclabili sugli argini di fiumi e canali”, alle limitazioni temporali di accensione del
riscaldamento domestico e ad altre risibilità del genere nel contesto
siciliano, frutto anch’essi del “copia e incolla” cieco ed indiscriminato. Peraltro, le correzioni riguardano solo una piccola parte delle
strafalcionerie messe sinteticamente in evidenza nella citata conferenza stampa
di Legambiente, non risultando prese in considerazione tante altre parti di cui
non era stata fatta esplicita menzione. In definitiva, nel copia e incolla, i
refusi da “refusi veneti” sono diventati “refusi siciliani” e gli
autori siciliani, con il citato D.A. n. 43, dopo
7 mesi li hanno corretti facendoli comparire come propri errori di stampa.
Su questo aspetto specifico si rimanda al paragrafo “L’italiano stravolto dal Piano di coordinamento per la tutela della
qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliano”
Un’ultima chiosa : soltanto il
29/04/2009, il Capo di Gabinetto dell’Assessore pro tempore era costretto a comunicare
(ALLEGATO n. 8), con malcelato imbarazzo, che la Commissione ispettiva assessoriale, appositamente costituita
per far luce sui fatti “non aveva reso alcuna relazione conclusiva”.
Un’affermazione criptica per cercare di
stendere il velo su una vicenda insostenibile ed indifendibile. Rassegna stampa di copiature di rilievo nazionale ed
evidentemente, come dimostra la presente causa, la realtà è abbastanza diversa.
precedenza – fonte sempre La Repubblica del 18 febbraio 2011 - una vicenda simile
aveva interessato un altro ministro tedesco, Karl Theodor zu Guttenberg,
Ed effettivamente,
in tema di copiature o presunte ispirazioni o improbabili riferimenti casuali,
ciò che in passato era possibile che emergesse soltanto nel caso di una
conoscenza diretta della fonte originaria, al giorno d’oggi, grazie alla rete
ed ai motori di ricerca, da un termine particolare o da un breve passo di un
testo è possibile scoprire la più o meno “originalità” o “autenticità” dello
stesso. Ormai, visto il
nelle frasi o è ricorso a particolari artifizi.
Da ultimo, si
che era successo nella redazione del Piano siciliano l’hanno lasciata, come un’autoconfessione,
gli stessi autori, i quali, senza neppure curarsi di rileggere il testo da loro
“assemblato”, hanno dimenticato al cap.
1, § 1.6, sotto § 1.6.1, pag. 26, dopo l’ultimo capoverso che recita “Per una trattazione di maggiore dettaglio
sulla normativa inerente la qualità dell’aria e le emissioni in atmosfera si rimanda al Cap. 4” il link http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm,
allora, alla luce di evidenze oggettive e documentate, ci porta a ribadire alcune
semplici considerazioni : • ammesso (e non concesso) che le Regioni italiane
inquinanti atmosferici, delle nozioni sui fattori meteoclimatici, delle
procedure per la zonizzazione del territorio, gli interventi e le azioni da
porre in esecuzione, ecc., nessuna Regione si è sentita necessitata a rifarsi
in modo non corretto del lavoro intellettivo altrui. L’italiano stravolto
dal Piano di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della
Regione Siciliano
del Piano di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della
Regione Siciliano si è assistito ad un uso disinvolto di termini della lingua
italiana, in particolare “refuso” e “copiare”, del tutto snaturati dal loro
effettivo significato etimologico.
evidenziare che il primo dei due termini, “refuso”, è stato utilizzato per
tentare di giustificare la presenza di talune macroscopiche abnormità riportate
nel Piano “siciliano”, semplici parole o anche intere frasi, che, all’evidenza
oggettiva, non hanno alcun collegamento, né linguistico, nè logico, con la
singola parola o la frase di cui sarebbero un “refuso”.
stravolgimento si è registrato per i termini “copiare” o “copiato”; in questo
caso, però, il tentativo è stato quello di negare che interi capitoli o paragrafi
o sottoparagrafi o brani più o meno estesi, riportati pedissequamente da altre
fonti nel Piano “siciliano” senza rispetto delle regole canoniche di
riproduzione della fonte originale, possano essere definiti “copiatura”. La notorietà ed il diffuso utilizzo di detti
termini nell’accezione comune dovrebbero rendere persino banale la questione
etimologica sul loro effettivo significato.
Purtroppo, il
motivo per cui è causa impone, invece, di richiamare per dovuta chiarezza le
definizioni che il dizionario della lingua italiana “Devoto e Oli” fornisce per
i termini “refuso” e “copiare”: Refuso : errore
di stampa dovuto a uno scambio o a uno spostamento di caratteri
Copiare : riprodurre
uno scritto da un modello in modo pedissequo anche fraudolento La semplice
lettura comparativa del Piano “siciliano” e del Piano “veneto”, nella forma
documentale fornita da questa difesa al fine di un immediato e migliore esame
visivo, con le parti evidenziate in giallo che stanno ad indicare le righe
pedissequamente “traslate” con copia ed incolla dal modello elaborato in originale
del Veneto all’assemblato siciliano, non lascia margini di dubbio o di equivoco
sul quel che è avvenuto riguardo al significato del termine “copiare”, come
sopra ricordato dal dizionario Devoto e Oli.
meramente quantitativo del conteggio delle righe “traslate” si è già
evidenziato trattarsi del 47,26%, che è una percentuale che non necessita di
alcun commento.
Come si è anche sottolineato,
estendendo il conteggio comparativo alle altre 27 fonti documentali da cui gli
autori siciliani hanno attinto pedissequamente, la percentuale schizza soltre
Ma è sotto
l’aspetto della giustificazione della presunta presenza dei c.d. “refusi” che
la vicenda ha assunto livelli persino parossistici.
Per brevità di
esposizione si prenderà come modello di riferimento il D.A. dell’Assessore pro
tempore dell’Assessorato Territorio e Ambiente n. 43/GAB del 12 marzo 2008
(ALLEGATO n. 7), emanato proprio “per la
correzione di alcuni refusi presenti nel testo [del Piano]” e si forniranno
una serie di esempi esplicativi (N.B. termini e/o frasi sono “traslati” assieme
al contesto):
• pag. 91, cap. 2, riga 25, cassare “comunità
montane” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag. 70,
cap. 2, § 2.2.1;
• pag. 205, cap. 6, riga 35, cassare “protetti
(zone off-road) da e verso i centri storici, utilizzando ad esempio gli argini
di fiumi e canali ” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano
veneto, pag. 191, § 6.1.1;
• pag. 206, cap. 6, riga 21, sostituire la parola
“incenti
” con “incentivi “ [refuso vero, ma copiato tal quale dal testo
veneto]; fonte originaria Piano veneto, pag. 192, § 6.1.2;
• pag. 207, cap. 6, § 6.1.3 riga 18, cassare “regionale
e di bacino aerologico padano ” [refuso di che cosa?]; fonte originaria
Piano veneto, pag. 193, § 6.1.3;
• pag. 208, cap. 6, § 6.1.4, riga 31, sostituire
la frase “sull’intero territorio pianeggiante della regione ” con “prevalentemente
sulle zone pianeggianti della regione” [refuso di che cosa?]; fonte
originaria Piano veneto, pag. 195, § 6.1.4;
• pag. 212, cap. 6, § 6.2.1, riga 1, sostituire la
frase “la revisione, l’aggiornamento e l’integrazione dei provvedimenti per la
mobilità sostenibile, per il raggiungimento degli obiettivi fissati, saranno stabiliti
con Deliberazione della Giunta Regionale” con “La revisione, l’aggiornamento e
l’integrazione dei provvedimenti per la mobilità sostenibile, per il
raggiungimento degli obiettivi fissati, saranno stabiliti seguendo le procedure vigenti nella Regione
Siciliana ed in linea con quanto previsto in merito alla normativa nazionale e
della U.E ” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag.
199, § 6.2.1;
• pag. 212, cap. 6, § 6.2.1.1, riga 12, sostituire
la frase “Le Province attivano entro il 1.7.2005 degli Osservatori di…”
Province attivano entro il 1.7.2008” [possibile refuso se la frase non
fosse estratta assieme al contesto della fonte veneta]; fonte originaria Piano
veneto, pag. 199, § 6.2.1.1;
• pag. 212, cap. 6, § 6.2.1.1, riga 30, sostituire
la frase “20% nel 2007; 30% nel 2009” con “20% nel 2009; 30% nel 2010”
[possibile refuso se il passo non fosse estratto assieme al contesto della
• sostituire il § 6.4 del cap. 6 con il seguente:
successivi aggiornamenti del Piano regionale di coordinamento per la tutela
della qualità dell’aria ambiente ed i piani ed i programmi attuativi saranno
adottati anche per quanto riguarda l’informazione al
pubblico, seguendo le procedure vigenti nella Regione Siciliana ed in linea con
quanto previsto in merito alla normativa nazionale e della U.E.”
[refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag. 219, § 6.4;
• sostituire il § 6.7 del cap. 6 con il seguente:
fase di avviamento del piano con la prima revisione saranno introdotti i
risultati di alcune attività in corso di completamento (inventario delle
emissioni, mappatura delle zone A, B e C, analisi dei trend, simulazioni con
modelli, ecc.). La prima revisione del piano sarà eseguita nel 2008, e
successivamente ogni tre anni. Gli aggiornamenti del Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente ed i piani ed i
programmi attuativi saranno adottati seguendo le procedure vigenti nella
Regione Siciliana, anche per quanto riguarda l’informazione al
pubblico, in linea con quanto previsto in merito alla normativa nazionale e
della U.E.” [refuso di che cosa?]; fonte originaria Piano veneto, pag.
222, § 6.7.
Alla luce di quanto esaustivamente
si è esposto, non sembra possano sussistere dubbi riguardo alla pacifica
evidenza dei fatti, alla loro quantificazione percentuale, persino agli aspetti
semantici, tutti concordi nel comprovare l’opera di copiatura e di assemblaggio
con cui è stato maldestramente costruito ciò che in modo improprio viene
etichettato come Piano di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria
ambiente della Regione Siciliano. Pubblicato da