Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-32751-del-18-12-2018
Timestamp: 2020-08-05 20:16:42+00:00
Document Index: 768218

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 860', 'art. 10', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 2909', 'art. 112', 'art. 132', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 112', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 32751 del 18/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32751 del 18/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 18/12/2018, (ud. 11/10/2018, dep. 18/12/2018), n.32751
sul ricorso 15736-2017 proposto da:
SIDERLAMINA SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato ROCCO BALDASSINI;
CONSORZIO DI BONIFICA n. 8 CONCA DI SORA, in persona del Commissario
Straordinario Regionale pro tempore, elettivamente domiciliato in
ROMA, VIALE BRUNO BUOZZI 32, presso lo studio dell’avvocato MICHELE
ROSARIO LUCA LIOI, che lo rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 8404/18/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
13/12/2016;
partecipata dell’11/10/2018 dal Consigliere Dott. LUCIO NAPOLITANO.
La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1-bis, comma 1, lett. e), del convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016; osserva quanto segue:
Con sentenza n. 8404/18/2016, depositata il 13 dicembre 2016, non notificata, la CTR del Lazio – sezione staccata di Latina – respinse l’appello proposto da Siderlamina S.r.l. (di seguito, società), in persona del legale rappresentante pro-tempore, nei confronti del Consorzio di Bonifica n. 8 Conca di Sora, avverso la sentenza della CTP di Frosinone, che aveva rigettato il ricorso proposto dalla società avverso avviso d’intimazione di pagamento di contributi consortili dovuti per l’anno 2011.
Avverso la sentenza della CTR la società ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, cui resiste il Consorzio con controricorso, ulteriormente illustrato da memoria.
1. Con il primo motivo la ricorrente denuncia “violazione dell’art. 860 c.c. e R.D. n. 215 del 1993, art. 10” (rette 1933), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la sentenza impugnata ha ritenuto sussistente l’obbligazione di pagamento del contributo consortile unicamente in virtù della circostanza relativa all’essere il terreno ed il fabbricato industriale della società, destinati alla lavorazione di materiale ferrosi, compresi nel perimetro di contribuenza e relativo piano di classifica, pur in mancanza della prova ad opera del Consorzio del beneficio diretto e specifico prodotto agli stessi dall’espletamento dell’attività di bonifica.
2. Con il secondo motivo la ricorrente lamenta violazione dell’art. 2909 c.c., art. 112 c.p.c. e art. 132 c.p.c., n. 4, per avere il giudice di appello deciso il caso specifico in difformità a precedente sentenza passata in giudicato relativa all’anno 2010, senza avere pronunciato sulla relativa eccezione e senza avere fornito alcuna motivazione.
3. Il primo motivo è inammissibile, ex art. 360 bis c.p.c., (cfr. Cass. sez. unite 21 marzo 2017, n. 7155), avendo la sentenza impugnata giudicato in conformità al principio di diritto costantemente affermato in materia dalla giurisprudenza di questa Corte, secondo cui “In tema di contributi di bonifica, ove i fondi siano compresi nel perimetro consortile, in difetto di specifica contestazione del piano di classifica e ripartizione da parte del contribuente, grava sullo stesso l’onere di superare, mediante prova contraria, la presunzione del beneficio diretto e specifico derivante dalle opere realizzate dal consorzio” (cfr., tra le molte, Cass. sez. 5, ord. 18 aprile 2018, n. 9511; Cass. sez. 6-5, ord. 22 giugno 2017, n. 15587; Cass. sez. 6-5, ord. nn. 25448 e 25449 depositate il 12 dicembre 2016; Cass. sez. 5, 31 ottobre 2014, n. 23223; Cass. sez. 5, nn. 656 e 657 depositate il 18 gennaio 2012; Cass. sez. unite 14 maggio 2010, n. 11722; Cass. sez. unite 30 ottobre 2009, n. 26009).
3.1. Nè parte ricorrente ha addotto elementi nuovi per determinare un mutamento del succitato indirizzo interpretativo.
4. Viceversa è manifestamente fondato il secondo motivo, nella parte in cui la società ricorrente si duole dell’omessa pronuncia sull’eccezione relativa all’applicabilità, nel caso di specie, del giudicato esterno, secondo la ricorrente ravvisabile nella sentenza della CTP di Frosinone n. 954/02/2014, resa tra le medesime parti, con riferimento all’obbligazione di pagamento del contributo consortile per l’anno 2010, favorevole alla contribuente e divenuta irrevocabile per difetto d’impugnazione nei termini.
4.1. Nel caso di specie, infatti, non è ravvisabile neppure una pronuncia implicita di rigetto dell’eccezione, ripresa come motivo d’appello avverso la sentenza di primo grado sfavorevole alla contribuente, atteso che nella stessa parte relativa allo svolgimento del processo la pronuncia impugnata omette di dar conto finanche della formulazione di detto motivo come facente parte di quanto devoluto alla cognizione della CTR del Lazio – sezione staccata di Latina – con il ricorso in appello.
4.2. Va ribadito, pertanto, che l’omessa pronuncia su alcuni dei motivi di appello integra un difetto di attività del giudice di secondo grado, fatto valere correttamente dalla ricorrente, quale error in procedendo, attraverso la denuncia di violazione dell’art. 112 c.p.c. (cfr. Cass. sez. 65, ord. 26 settembre 2018, n. 22387; Cass. sez. 6-5, ord. 28 maggio 2011, n. 11142; Cass. sez. 1, 19 aprile 20V6, n. 11844).
4.3. Peraltro, anche laddove si faccia riferimento al ritenuto, da parte della decisione impugnata, assorbimento di “ogni altra questione, domanda e/o eccezione prospettata dalle parti e/o rilevabile d’ufficio”, la palese erroneità di tale assunto (nell’ordine delle questioni l’eccezione di giudicato esterno avrebbe dovuto essere esaminata prioritariamente) comporterebbe comunque la cassazione della sentenza sotto il profilo del difetto assoluto di motivazione (cfr. Cass. sez. 1, 27 dicembre 2013, n. 28663, pur richiamata in memoria dal Consorzio), ugualmente dedotto dalla ricorrente.
La sentenza impugnata va dunque cassata, in accoglimento del secondo motivo, dovendo la CTR del Lazio sezione staccata di Latina-in diversa composizione valutare, alla stregua dei principi espressi da Cass. sez. unite 16 giugno 2006, n. 13916 e successiva giurisprudenza conforme, se effettivamente la pronuncia invocata dalla contribuente quale giudicato esterno, resa tra le stesse parti in relazione all’anno 2010, possa avere efficacia preclusiva relativamente a nuovo accertamento di fatto per l’anno 2011 oggetto del presente giudizio, circa resistenza di beneficio diretto e specifico agli immobili della contribuente ubicati nel perimetro di contribuenza.
4.4. E’ appena il caso di rilevare, infine, come l’applicabilità del giudicato esterno presupponga la sua formazione tra le stesse parti del giudizio (o i loro eredi e aventi causa), sicchè l’ulteriore pronuncia indicata come preteso giudicato dalla ricorrente con memoria nel giudizio di appello (la n. 1179/2/2014 della CTP di Frosinone) riferita alla Caschera Profilati S.r.l., soggetto di diritto diverso rispetto all’odierna ricorrente, non possa comunque essere assunta come tale.
5. Il giudice di rinvio provvederà, infine, anche sulla disciplina delle spese del presente giudizio di legittimità.
Accoglie il ricorso in relazione al secondo motivo, dichiarato inammissibile il primo.
Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio-sezione staccata di Latina-in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.