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Timestamp: 2013-05-24 06:15:50+00:00
Document Index: 43389018

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 118']

AT21: Ma vi sembra vita questa? E siamo nel 2012...altro che Madonna del Mantegna!
Ma vi sembra vita questa? E siamo nel 2012...altro che Madonna del Mantegna!
In rispota ad un fatto molto, ma molto grave, ecco il nostro "nuovo" Comunicato Stampa...
alla prossima, tanto ci siamo abituati!
Comunicato Stampa Roma, 10 aprile 2012
La Corte Costituzionale cancella l’art. 3 del Codice del Turismo che prevedeva il diritto delle persone disabili di usufruire in piena libertà delle proposte turistiche.
Le sentenza, pur non entrando nel merito, evidenzia che tali previsioni spettano in via ordinaria alle Regioni e non allo Stato e quindi dichiara fondata la questione di legittimità costituzionale di molte norme del codice promossa da quattro regioni. Il Veneto unica regione a mettere esplicitamente in discussione l’articolo 3.
Il CoorDown - Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down aveva avviato lo scorso anno con i Ministeri competenti (Pari Opportunità, Turismo, e Welfare) un’importante azione affinché la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con legge n. 18/2009, trovasse una prima applicazione e legittimità nell’attuazione del Codice del Turismo. La previsione contenuta nell’art. 3, riguardante l’accessibilità alle strutture turistiche e ricettive, tendeva a “garantire che le persone con disabilità (motorie, sensoriali e intellettive) possano fruire dell’offerta turistica, a parità di qualità e senza aggravio di costi rispetto agli altri fruitori” e per la prima volta recepiva in norma di legge quanto già contemplato nella Convenzione ONU. La previsione normativa era stata accolta da tutte le organizzazioni nazionali di rappresentanza delle persone con disabilità come un importante risultato nel cammino verso il pieno riconoscimento dei loro diritti.
La Corte Costituzionale, con sentenza 80/2012 del 2 aprile 2012, ne ha purtroppo dichiarato l'incostituzionalità:
6.3.— L’art. 3 contiene «princìpi in tema di turismo accessibile». Si deve rilevare che tale disposizione accentra in capo allo Stato compiti e funzioni che l’art. 1 dell’«accordo tra lo Stato e le regioni e province autonome sui princìpi per l’armonizzazione, la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico, ai fini dell’adozione del provvedimento attuativo dell’art. 2, comma 4, della legge 29 marzo 2001, n. 135» – recepito come allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 settembre 2002 – aveva attribuito alle Regioni e alle Province autonome.Indipendentemente da ogni considerazione di merito su tale disposizione, si deve rilevare che essa attiene, con evidenza, ai rapporti tra Stato e Regioni in materia di turismo e realizza un accentramento di funzioni, che, sulla base della natura residuale della competenza legislativa regionale, spettano in via ordinaria alle Regioni, salvo che lo Stato non operi l’avocazione delle stesse, con l’osservanza dei limiti e delle modalità precisati dalla giurisprudenza di questa Corte.La questione di legittimità costituzionale promossa è, pertanto, ammissibile e fondata, per violazione degli artt. 76 e 77, primo comma, Cost., in relazione agli artt. 117, quarto comma, e 118, primo comma, Cost.
Sono state le regioni Puglia, Toscana, Umbria e Veneto a sollevare la questione di costituzionalità di molte norme del Codice del Turismo. Solo la Regione Veneto, tuttavia, ha messo esplicitamente in discussione la validità dell'art. 3 (che è stato cancellato, come gli altri articoli, dalla sentenza) secondo gli argomenti al punto 4.2 della sentenza:
La Regione Veneto impugna altresì singole disposizioni del cosiddetto codice del turismo... Omissis ... Allo stesso modo, il successivo art. 3 del cosiddetto codice del turismo, il quale impone allo Stato il compito di garantire che le persone con disabilità (motorie, sensoriali e intellettive) possano fruire dell’offerta turistica, a parità di qualità e senza aggravio di costi rispetto agli altri fruitori, determina l’avocazione di funzioni amministrative generiche in assenza di comprovata inadeguatezza delle Regioni allo svolgimento di tali funzioni. Ne deriverebbe la violazione dell’art. 118, primo comma, Cost.
Alla luce delle modifiche apportate dalla Corte Costituzionale, ci aspettiamo che la Regione Veneto, così come tutte le altre regioni d’Italia, in ottemperanza alle proprie prerogative, legiferino in materia nel più breve tempo possibile, visto anche l’approssimarsi della stagione turistica 2012 ormai alle porte.
CoorDown testo integrale