Source: http://legislazionetecnica.it/5262757/prd/punto-della-giurisprudenza/il-contratto-appalto-la-realizzazione-intervento-edilizio
Timestamp: 2019-02-15 21:23:06+00:00
Document Index: 36976261

Matched Legal Cases: ['art. 2041', 'art. 1423', 'art. 31', 'art. 7', 'art. 34', 'art. 12', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 1423', 'art. 1671', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 146', 'art. 151', 'art. 7', 'art. 1423', 'art. 31', 'art. 7', 'art. 34', 'art. 12', 'art. 1423', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 1423', 'e contrario', 'art. 1343', 'art. 2035']

Il contratto di appalto per la realizzazione di un intervento edilizio illecito | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1591
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APPALTO TRA PRIVATI E NORME URBANISTICO-EDILIZIE
Affinché un intervento edilizio possa considerarsi “lecito” occorre che esso sia realizzato nel rispetto delle norme edilizie e delle relative procedure, nonché - a seconda dei casi - di una serie di altre normative “di settore” suscettibili di incidere sulle potestà edificatorie del privato (si
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NULLITà DEL CONTRATTO DI APPALTO E CONSEGUENZE
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Nullità del contratto per realizzazione di opera edilizia abusiva
Su questo primo basilare punto, la giurisprudenza della Suprema Corte è granitica nell’affermare che il contratto di appalto per la costruzione di un immobile in assenza del titolo abilitativo edilizio (comunque denominato) è nullo, ai sensi degli artt. 1346 e 1418 del Codice civile, avendo un oggetto illecito per violazione di norme imperative.
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Conseguenze della nullità nel rapporto tra committente e appaltatore
La nullità del contratto così stipulato, e la sua conseguente “inesistenza” fin dall’origine (il contratto in questi casi è come se non fosse mai esistito), producono rilevanti conseguenze nel rapporto privatistico tra committente e appaltatore.
La nullità impedisce come detto sin dall’origine al contratto di produrre gli effetti suoi propri, e ne rende inammissibile anche la convalida ai sensi dell’
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Appaltatore non a conoscenza dell’illiceità dell’opera - Irrilevanza
A tale proposito è del tutto irrilevante l’ignoranza del mancato rilascio delle prescritte autorizzazioni, che non può ritenersi scusabile a causa della grave colpa dell’appaltatore il quale, con l’ordinaria diligenza, ben avrebbe potuto avere conoscenza della reale situazione (tra le tante: Cass. civ. 27/11/2018, n. 30703;
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Impegno di una parte di richiedere i permessi - Irrilevanza
Parimenti è irrilevante la comune intenzione delle parti, anche se manifestata nel contratto, di porre a carico dell’appaltatore l’obbligo di richiedere il provvedimento autorizzavo, in quanto, anche in tal caso.
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Altri rimedi - Irrilevanza
Nel giudizio instaurato dall’appaltatore contro l’appaltante per la risoluzione del contratto, rimasto ineseguito, e il risarcimento del danno conseguente, è irrilevante l’accertamento dell’eventuale responsabilità dell’appaltante in o
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Indebito arricchimento del committente
Resta dunque come unico rimedio a favore dell’appaltatore l’azione di indebito arricchimento a carico dell’altra parte, ai sensi dell’art. 2041 del Codic
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Sanatoria successiva dell’intervento
Il contratto è nullo ancorché sopraggiunga ad esso condono edilizio, in quanto la nullità, una volta verificatasi, anche se non ancora dichiarata, impedisce sin dall’origine al contratto di produrre gli effetti suoi propri e ne rende inammissibile anche la convalida ai se
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Opere eseguite in difformità dai permessi
La nullità si verifica anche ove il contratto abbia ad oggetto immobili da costruire o costruiti in modo difforme al titolo abilitativo edilizio: se la difformità è totale (cioè ove si intenda realizzare un edificio radicalmente diverso per caratteristiche tipologiche e volumetriche rispetto a quello assentito), l’opera difforme è equiparata a quella priva di titolo.
In pratica, in tema di contratti di appalto aventi ad oggetto la costruzione di immobili eseg
1. Il contratto di appalto per la costruzione di un immobile senza titolo abilitativo edilizio è nullo, ai sensi degli artt. 1346 e 1418 del Codice civile, avendo un oggetto illecito per violazione di norme imperative in materia urbanistica, con la conseguenza che tale nullità, una volta verificatasi, impedisce sin dall'origine al contratto di produrre gli effetti suoi propri e ne impedisce anche la convalida ai sensi dell'art. 1423 del Codice civile. Tale nullità si verifica anche ove il contratto abbia ad oggetto immobili da costruire o costruiti in modo difforme al titolo abilitativo edilizio: se la difformità è totale (cioè ove si intenda realizzare un edificio radicalmente diverso per caratteristiche tipologiche e volumetriche rispetto a quello assentito), l'opera difforme è equiparata a quella priva di titolo. Peraltro, in tema di contratti di appalto aventi ad oggetto la costruzione di immobili eseguiti in difformità rispetto al titolo abilitativo edilizio, occorre distinguere a seconda che tale difformità sia totale o parziale: nel primo caso (art. 31 del D.P.R. 380/2001, in precedenza riferito all'art. 7 della L. 47/1985) - che si verifica quando è stato realizzato un edificio radicalmente diverso per caratteristiche tipologiche e volumetrie - l'opera è da equiparare a quella costruita in assenza di concessione, con la conseguenza che il relativo contratto di appalto è nullo per illiceità dell'oggetto e violazione delle norme imperative in materia urbanistica. Detta nullità, invece, non sussiste nel secondo caso (art. 34 del D.P.R. 380/2001, in precedenza riferito all'art. 12 della L. 47/1985), che si verifica quando la modifica concerne parti non essenziali del progetto.
2. Incombe al costruttore - oltre che al titolare del permesso di costruire e al committente - l'obbligo giuridico del rispetto della normativa in materia di permessi edilizi, ai sensi dell'art. 29 del D.P.R. 380/2001 (in precedenza riferito all’art. 6 della L. 47/1985). Ne consegue che il costruttore è tenuto a verificare che l'opera contrattualmente prevista sia conforme alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano, alle previsioni del permesso edilizio e alle sue modalità esecutive.
Il contratto di appalto per la costruzione di un'opera che comporti l'abusiva occupazione di spazio demaniale è nullo, ai sensi degli artt. 1346 e 1418 del Codice civile, avendo un oggetto illecito per violazione di norme imperative del codice della navigazione, sicché, non producendo "ab origine" gli effetti suoi propri, né essendo suscettibile di convalida ai sensi dell'art. 1423 del Codice civile, l'appaltatore non può pretendere il pagamento del corrispettivo pattuito, né dell'indennizzo ex art. 1671 del Codice civile, irrilevante rivelandosi, altresì, l'ignoranza di tale abusiva occupazione atteso che, nei reati contravvenzionali, la buona fede dell'agente idonea ad escludere l'elemento soggettivo va ricercata in un fattore positivo esterno, che abbia indotto il soggetto in errore incolpevole, e non può essere determinata dalla mera non conoscenza della legge.
1. Edilizia e urbanistica - Appalti di lavori privati - Contratto nullo per illiceità della causa - Nullità per illiceità della causa - Fondamento - Concorso di rimedi amministrativi, tipicità della causa contrattuale e buona fede dei contraenti - Rilevanza - Esclusione - Mancata esecuzione degli obblighi da esso derivanti - Inadempimento imputabile - Esclusione - Fondamento. 2. Edilizia e urbanistica - Convenzioni, lottizzazioni e piani - Lottizzazione abusiva - Confisca dei terreni ex art. 44 del D.P.R. 380/2001 - Natura penale della misura - Configurabilità - Conseguenze - Riscontro dell'elemento soggettivo del reato - Necessità - Domanda di restituzione del terreno confiscato da parte di soggetto rimasto estraneo al relativo procedimento - Incidente di esecuzione dinanzi al giudice penale - Esperibilità.
1. Il contratto di permuta di cosa presente (nella specie, la proprietà di un terreno) con cosa futura (nella specie, la proprietà di alcune unità immobiliari da costruire sul terreno medesimo), avente come obiettivo l'utilizzazione a fini edificatori di un'area compresa nella fascia di trecento metri dalla linea di battigia, vietata dalla legge, è nullo, ai sensi degli artt. 1343 e 1418 del Codice civile, per illiceità della causa, comportando un'inaccettabile compressione dell'interesse, pubblico ed essenziale, assicurato dalle norme imperative in materia urbanistico-ambientale, in quanto volto, nel suo contenuto intrinseco, a un risultato pratico contrario alle disposizioni preposte alla tutela di situazioni indisponibili, senza che abbiano rilievo, allo scopo di escludere tale invalidità, la possibilità di ricorrere eventualmente a rimedi di carattere amministrativo, quale la confisca dei beni, né la tipicità della schema negoziale utilizzato o la buona fede soggettiva dei contraenti in ordine all'antigiuridicità dell'operazione economica compiuta. Allorché un contratto sia nullo per illiceità della causa, e perciò improduttivo di qualsiasi effetto, non è configurabile un inadempimento imputabile in relazione alla mancata esecuzione degli obblighi da esso nascenti.
2. La confisca di terreni in ipotesi di lottizzazione abusiva, ex art. 44 del D.P.R. 380/2001 (in precedenza art. 19 della L. 47/1985), alla luce di quanto affermato nella sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 20/01/2009, ha natura sostanzialmente penale, imponendosi, pertanto, per l'applicazione della stessa, altresì il riscontro dell'elemento soggettivo del reato nella condotta del soggetto sul cui patrimonio tale misura vada ad incidere. Ne consegue ulteriormente che colui che deduca l'illegittimità della confisca disposta nei suoi confronti, per essere rimasto estraneo al relativo procedimento penale, può chiedere la restituzione del bene appreso non promuovendo una controversia sulla proprietà dinanzi al giudice civile, ma esperendo incidente di esecuzione, ai sensi degli artt. 665 e 676 del Codice di procedura penale, dinanzi al giudice penale, il quale potrà in tale sede, ed ai soli fini concernenti la confisca stessa, valutare l'implicazione quanto meno colposa nella lottizzazione abusiva del soggetto istante.
1. Edilizia e urbanistica - Appalti di lavori privati - Criterio distintivo dell'appalto rispetto alla vendita - Prevalenza del lavoro sulla materia - Conseguenze - Contratto per l'edificazione di un capannone di grandi dimensioni con elementi prefabbricati forniti dall'esecutore - Qualificazione come appalto. 2. Edilizia e urbanistica - Appalti di lavori privati - Appalto per opera priva di concessione edilizia - Nullità - Fondamento - Conseguenze - Ignoranza delle parti circa la mancanza di concessione - Rilevanza - Esclusione - Giudizio di risoluzione contrattuale promosso dall'appaltatore - Accertamento di responsabilità dell'appaltante per la mancanza di concessione - Irrilevanza.
1. Si ha contratto di appalto, e non contratto di vendita, quando, secondo la volontà dei contraenti, la prestazione della materia è un semplice mezzo per la produzione dell'opera, il lavoro essendo prevalente rispetto alla materia, sicché è corretta la qualificazione come appalto del contratto avente ad oggetto la costruzione di un capannone di grandi dimensioni (ottomila metri cubi), trattandosi necessariamente di un'opera da realizzare “su misura” rispetto alle specifiche esigenze del committente, con prevalenza, quindi, dell'obbligazione di "facere" rispetto alla pattuita fornitura di elementi prefabbricati da parte dell'appaltatore.
2. Il contratto di appalto avente ad oggetto la costruzione di un'opera senza la prescritta concessione edilizia è nullo per illiceità dell'oggetto e la nullità impedisce al contratto di produrre i suoi effetti sin dall'origine, senza che rilevi l'eventuale ignoranza delle parti circa il mancato rilascio della concessione, ignoranza comunque inescusabile, attesa la grave colpa di ciascun contraente, che avrebbe potuto verificare, con l'ordinaria diligenza, la reale situazione del bene dal punto di vista amministrativo. Pertanto nel giudizio instaurato dall'appaltatore contro l'appaltante per la risoluzione del contratto, rimasto ineseguito, e il risarcimento del danno conseguente, è irrilevante l'accertamento dell'eventuale responsabilità dell'appaltante in ordine al mancato rilascio della concessione edilizia dell'opera appaltata (nella specie, capannone industriale).
Edilizia e urbanistica - Appalti di lavori privati - Costruzione di immobile - Assenza di autorizzazione paesaggistica - Nullo.
Il contratto di appalto per la costruzione di un'opera senza l'autorizzazione paesaggistica all'uopo necessaria (in base all'art. 146 del D. Leg.vo 42/2004, e prima ancora in base all'art. 151 del D. Leg.vo 490/1999, e prima ancora in base all'art. 7 della L. 1497/1939) è nullo, ai sensi degli artt. 1346 e 1418 del Codice civile, avendo un oggetto illecito per violazione delle norme imperative in materia urbanistico-ambientale, con la conseguenza che tale nullità, una volta verificatasi, impedisce sin dall'origine al contratto di produrre gli effetti suoi propri e ne impedisce anche la convalida ai sensi dell'art. 1423 del Codice civile, onde l'appaltatore non può pretendere, in forza del contratto nullo, il corrispettivo pattuito. Non rileva, pertanto, l'ignoranza del mancato rilascio della prescritta autorizzazione che non può ritenersi scusabile per la grave colpa dei contraenti, i quali, con l'ordinaria diligenza, ben avrebbero potuto avere conoscenza della reale situazione, ed è parimenti irrilevante la comune intenzione delle parti, manifestata nel contratto, di porre a carico dell'appaltatore l'obbligo di richiedere il provvedimento autorizzavo, in quanto, anche in tal caso, l'opera dedotta in contratto non è lecita sol perché sia prevista la richiesta del provvedimento urbanistico, ma resta un'opera contrastante con norma imperativa, senza possibilità alcuna di considerare l'illecito amministrativo e penale, conseguente a tale attività, come operante in una sfera diversa ed estranea al rapporto contrattuale tra committente ed appaltatore.
In tema di contratti di appalto aventi ad oggetto la costruzione di immobili eseguiti in difformità rispetto alla concessione edilizia, occorre distinguere a seconda che tale difformità sia totale o parziale: nel primo caso (art. 31 del D.P.R. 380/2001, in precedenza riferito all'art. 7 della L. 47/1985) - che si verifica quando è stato realizzato un edificio radicalmente diverso per caratteristiche tipologiche e volumetrie - l'opera è da equiparare a quella costruita in assenza di concessione, con la conseguenza che il relativo contratto di appalto è nullo per illiceità dell'oggetto e violazione delle norme imperative in materia urbanistica; detta nullità, invece, non sussiste nel secondo caso (art. 34 del D.P.R. 380/2001, in precedenza riferito all'art. 12 della L. 47/1985), che si verifica quando la modifica concerne parti non essenziali del progetto.
Edilizia e urbanistica - Appalti di lavori privati - Contratto - Per costruzione di immobile abusivo (per mancanza di concessione edilizia) - Nullità - Conseguenze.
Il contratto di appalto per la costruzione di un immobile senza concessione edilizia è nullo, ai sensi degli artt. 1346 e 1418 del Codice civile, avendo un oggetto illecito per violazione delle norme imperative in materia urbanistica, con la conseguenza che tale nullità, una volta verificatasi, impedisce sin dall'origine al contratto di produrre gli effetti suoi propri e ne impedisce anche la convalida ai sensi dell'art. 1423 del Codice civile, onde l'appaltatore non può pretendere, in forza del contratto nullo, il corrispettivo dovuto, senza che rilevi l'ignoranza del mancato rilascio della concessione edilizia, che non può ritenersi scusabile per la grave colpa del contraente, il quale, con l'ordinaria diligenza, ben avrebbe potuto avere conoscenza della reale situazione, incombendo anche sul costruttore, ai sensi dell'art. 6 della L. 28/02/1985, n. 47, l'obbligo giuridico del rispetto della normativa sulle concessioni. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha cassato l'impugnata sentenza che non aveva rilevato la richiamata nullità per l'illiceità dell'oggetto contrattuale e, decidendo la causa nel merito, ha rigettato la domanda del costruttore-appaltatore diretta all'ottenimento del prezzo dovuto per la realizzazione dell'immobile abusivo).
1. Il contratto di appalto per la costruzione di un immobile senza concessione edilizia è nullo, ex artt. 1346 e 1418 del Codice civile, avendo un oggetto illecito per violazione delle norme imperative contenute negli artt. 31 e 41 della L. 17/08/1942, n. 1150, nonché altresì contenute negli artt. 10 e 13 della L. 06/08/1967, n. 765, ancorché sopraggiunga ad esso condono edilizio, in quanto la nullità, una volta verificatasi, anche se non ancora dichiarata, impedisce sin dall'origine al contratto di produrre gli effetti suoi propri e ne rende inammissibile anche la convalida ai sensi dell'art. 1423 del Codice civile, con la conseguenza che l'appaltatore non può pretendere, in forza del contratto nullo, il corrispettivo pattuito, senza che rilevi l'ignoranza del mancato rilascio della concessione edilizia, che non può ritenersi scusabile per la grave colpa del contraente, il quale, con l'ordinaria diligenza, ben avrebbe potuto avere conoscenza della reale situazione.
2. Nel caso di azione di indebito arricchimento proposta dall'appaltatore che, a causa della nullità del contratto di appalto - in quanto avente ad oggetto la realizzazione di un'opera senza la prescritta concessione edilizia e contrario, quindi, a norme imperative, non abbia ricevuto, in tutto o in parte, il corrispettivo pattuito, la locupletazione del committente non può essere esclusa in ragione della precarietà del suo diritto dominicale sull'immobile abusivamente costruito, cioè della possibilità di provvedimenti autoritativi di demolizione dello stesso, dovendosi comunque tener conto dell'impiego che egli ne abbia eventualmente fatto nonostante quella precarietà e delle utilità economiche così ricavatene.
1. Il contratto d'appalto diretto alla costruzione di un'opera edilizia senza la prescritta licenza o concessione è nullo e privo di effetti per illiceità dell'oggetto, derivante dalla violazione delle norme imperative delle leggi urbanistiche che impongono il previo rilascio della licenza o della concessione come condizione di legittimità dell'opera. Dalla nullità discende l'inesistenza del diritto dell'appaltatore al corrispettivo pattuito, alla stregua degli effetti della nullità ex artt. 1346 e 1418 del Codice civile.
1. Appalto - Contratto - Per costruzione di immobili senza concessione edilizia - Nullità del contratto - Compenso dell'appaltatore - Non è dovuto - Mancata conoscenza dell'assenza di concessione - Irrilevanza.
1. Il contratto di appalto diretto alla costruzione di un'opera edilizia, senza la prescritta licenza, è nullo e privo di effetti, in quanto ha un oggetto illecito per violazione delle norme imperative di cui agli artt. 31 e 41 L. 17/08/1942 n. 1150, nonché delle norme imperative di cui agli artt. 10 e 13 L. 06/08/1967 n. 765, cosicché l'appaltatore non può pretendere in forza del contratto nullo il pagamento del corrispettivo pattuito, senza che possa rilevare l'ignoranza del mancato rilascio della concessione edilizia, che non può ritenersi scusabile per la grave colpa del contraente, il quale con l'ordinaria diligenza avrebbe potuto avere conoscenza della reale situazione; ne consegue che, essendo dedotta in contratto un'opera contrastante con norme imperative e penalmente punita con previsione di responsabilità a carico del committente e dell'assuntore dei lavori, è irrilevante l'accertamento della comune intenzione delle parti di fare a meno della concessione o autorizzazione.
1. Appalto - Contratto - Per costruzione di opera edile - Mancanza della concessione edilizia - Nullità del contratto ex artt. 1346 e 1418 C.c. - Conseguenze.
Il contratto di appalto diretto alla costruzione di un immobile senza concessione edilizia è nullo e privo di effetti, in quanto ha un oggetto illecito, per violazione delle norme imperative di cui agli artt. 31 e 41 L. 17 agosto 1942, n. 1150 ed artt. 10 e 13 L. 6 agosto 1967 n. 765, per cui l'appaltatore non può pretendere in forza del contratto nullo ai sensi degli artt. 1346 e 1418 Cod. civ. il pagamento del corrispettivo pattuito, senza che possa rilevare l'ignoranza del mancato rilascio della concessione edilizia, che non può ritenersi scusabile per la grave colpa del contraente, il quale, con l'ordinaria diligenza, avrebbe potuto avere conoscenza della reale situazione attraverso un'indagine conoscitiva presso gli uffici del locale Comune.
1. Appalto - Contratto - Per costruzione di opera edile - Mancanza della licenza o concessione - Nullità del contratto ex artt. 1418 e 1343 Cc. - Conseguenze.
1. Il contratto di appalto diretto alla costruzione di un'opera edilizia senza la prescritta licenza o concessione è nullo ab origine per illiceità della causa ai sensi dell'ari. 1418 del Codice civile, in relazione all'art. 1343 del Codice civile; pertanto l'appaltatore non può pretendere, in forza di detto contratto, il pagamento del pattuito corrispettivo, né il committente l'esatto adempimento dello stesso contratto od il risarcimento del danno per il relativo inadempimento.
1. Appalti - Contratto di opera edile - Nullo, senza licenza edilizia - Obbligo dell'appaltatore di restituzione acconti ricevuti
1. Il contratto di appalto diretto alla costruzione di un'opera edilizia senza la prescritta licenza o concessione è nullo ab origine per illiceità dell'oggetto, derivante dal contrasto con norme imperative, cioè con gli artt. 31 e 41 della legge urbanistica 17 agosto 1942 n. 1150 (anche nel testo modificato con L. 6 agosto 1967 n. 765, artt. 10 e 13). Pertanto, l'appaltatore non può pretendere, in forza di detto contratto, il pagamento del pattuito corrispettivo e deve restituire al committente gli acconti versati, senza che il divieto sancito dall'art. 2035 C.c. di ripetere quanto pagato in esecuzione di una prestazione contraria al buon costume possa essere esteso, stante il carattere eccezionale di detta norma, al detto negozio semplicemente illegale, ossia in contrasto con norma imperativa.
Sent. C. Cass. civ. 28/06/1986, n. 4317
1. Appalto - Costruzione di edificio su suolo inedificabile - Contratto nullo per illiceità dell'oggetto - Conseguenze.
1. Il contratto di appalto che abbia ad oggetto la costruzione di un edificio su suolo inedificabile è nullo per illiceità dell'oggetto, con la conseguenza che l'eventuale acconto sul prezzo versato all'appaltatore, essendo privo di causa (indebito oggettivo), deve essere da quest'ultimo restituito al committente.
Bari 07/03/2019
Bologna 12/06/2019