Source: https://www.orizzontescuola.it/guida/bambino-in-educazione-parentale-da-certificare-per-ritardo-puo-ritardare-ingresso-alla-primaria/
Timestamp: 2020-05-31 03:10:46+00:00
Document Index: 175822080

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 16']

Bambino in educazione parentale da certificare, può ritardare ingresso alla primaria? - Orizzonte Scuola
Bambino in educazione parentale da certificare, può ritardare ingresso alla primaria?
Un bambino da certificare per ritardo, è in età per la primaria, tuttavia la famiglia vorrebbe rimandare di un anno l’ingresso. Lo stesso non ha frequentato la scuola pubblica né quella privata, ma è stato seguito dalla famiglia. Nell’ipotesi ove venga richiesta, da parte dei genitori, l’istruzione parentale, il bimbo potrà accedere in seguito alla seconda classe? Se sì, dovrà affrontare un esame?
Nessuna norma del nostro ordinamento giuridico regolamenta la specifica questione sottoposta, e neppure alcun caso giudiziario, neppure similare, risulta essere stato affrontato sui banchi della giustizia. Pertanto, nella finalità di rispondere al quesito, sarà necessario dare un preliminare inquadramento normativo al caso di specie, per in seguito svolgere alcune considerazioni di massima.
L’istruzione parentale
Il D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 62, titolato “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107”, all’articolo 23 disciplina nello specifico l’ “istruzione parentale”: “In caso di istruzione parentale, i genitori dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente, ovvero coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza. Tali alunni o studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione”.
L’iscrizione alla primaria
La Circolare Miur del 13.11.2019, avente ad oggetto le “Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2020/2021”, chiarisce che, al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale che intendono avvalersi dell’istruzione parentale, devono presentare una comunicazione preventiva direttamente alla scuola primaria del territorio di residenza, dimostrando di possedere le competenze tecniche e i mezzi materiali per provvedere all’istruzione dell’alunno. Sulla base di tale dichiarazione, il dirigente dell’istituzione scolastica prende atto che l’assolvimento dell’obbligo di istruzione viene svolto mediante l’istruzione parentale, comunicando altresì ai genitori e agli esercenti la responsabilità genitoriale che, annualmente, l’alunno dovrà sostenere il prescritto esame di idoneità entro il 30 giugno (ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. n. 62 del 2017). Le domande di iscrizione all’esame di idoneità dovranno pervenire alle istituzioni scolastiche entro il 30 aprile dell’anno di riferimento.
L’iscrizione degli alunni con disabilità o DSA
La stessa circolare del 2019, pur non facendo specifico riferimento all’istruzione parentale degli alunni certificati, al paragrafo 9, titolato “Accoglienza e inclusione” si occupa degli “Alunni/studenti con disabilità” (9.1), come pure degli “Alunni/studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA)” (9.2). Per entrambe le categorie la Circolare specifica che le iscrizioni di tali alunni/studenti con disabilità effettuate nella modalità on line sono perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta:
per la prima categoria, della certificazione rilasciata dalla A.S.L. di competenza, comprensiva della diagnosi funzionale: il profilo di funzionamento (di cui all’art. 5, c. III, D.Lgs. n. 66/2017, come modificato dal D.Lgs. n. 96/2019) sarà trasmesso alla scuola dalla famiglia subito dopo la sua predisposizione. Sulla base di tale documentazione, la scuola procede alla richiesta di personale docente di sostegno e di eventuali assistenti educativi a carico dell’Ente locale, nonché alla successiva stesura del piano educativo individualizzato, in stretta relazione con la famiglia e gli specialisti dell’ A.S.L.;
per la seconda categoria (DSA), della relativa diagnosi, rilasciata ai sensi della legge n. 170 del 2010 e secondo quanto previsto dall’ Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 sul rilascio delle certificazioni.
Da quanto emerge dalla Circolare, e in piena attuazione del principio di “inclusione”, nonostante la modalità di iscrizione sia on line, il relativo perfezionamento è subordinato all’assolvimento, ad opera dei genitori, dell’onere di consegna della documentazione dalla quale emerga la situazione personale del bambino, di modo che la scuola, edotta della peculiare situazione, possa attivarsi per garantire l’effettivo adempimento del dovere di istruzione nei confronti del bambino che, ovviamente, necessita di essere assistito secondo la reale situazione.
Il D.Lgs. n. 66/2017 “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”, non tratta specificamente dell’istruzione parentale, bensì, all’art. 16, corredato di ulteriori due commi (2 bis e 2 ter) ad opera del recente D.Lgs. n. 96/2019, disciplina la cd. “Istruzione domiciliare”:
2. Alle attività di cui al comma I si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
2-bis. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le modalità di svolgimento del servizio dei docenti per il sostegno didattico impegnati in attività di istruzione domiciliare.
2-ter. Dall’attuazione delle modalità di svolgimento del servizio dei docenti impegnati nell’istruzione domiciliare, di cui ai commi 1 e 2-bis non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Orbene, dalla formulazione del quesito non emerge la gravità (così come richiesta dal comma I dell’ultimo articolo citato) della patologia, bensì un semplice “ritardo” che, presumibilmente, verrà certificato ex legge n. 104 del 1992, articolo 3 comma I, e non comma III (situazioni di gravità).
Diritto all’istruzione per i disabili
La L. n. 104/1992, all’art. 12 sul “Diritto all’educazione e all’istruzione per i minori handicappati”, limitatamente a ciò che interessa al caso in esame, garantisce il diritto all’educazione e all’istruzione della persona certificata nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dove l’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona diversamente abile nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione. Inoltre, si statuisce che l’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap.
L’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica
Lo stesso articolo precisa che, contestualmente all’accertamento previsto dall’articolo 4 (L. n. 104) per le bambine e i bambini, le alunne e gli alunni, le studentesse e gli studenti, le commissioni mediche (di cui alla L. n. 295/1990), effettuano, ove richiesto dai genitori dello studente certificati ai sensi del citato articolo 4, o da chi esercita la responsabilità genitoriale, l’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica. Tale accertamento è propedeutico alla redazione del profilo di funzionamento, predisposto secondo i criteri del modello bio-psico-sociale della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) dell’Organizzazione mondiale della sanità, ai fini della formulazione del Piano educativo individualizzato (PEI) facente parte del progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328.
Coloro che sono temporaneamente impediti di frequentare la scuola
Ai minori diversamente abili soggetti all’obbligo scolastico, temporaneamente impediti per motivi di salute a frequentare la scuola, sono comunque garantite l’educazione e l’istruzione scolastica. A tal fine il provveditore agli studi, d’intesa con le unità sanitarie locali e i centri di recupero e di riabilitazione, pubblici e privati, convenzionati con i Ministeri della sanità e del lavoro e della previdenza sociale, provvede alla istituzione, per i minori ricoverati, di classi ordinarie quali sezioni staccate della scuola statale. A tali classi possono essere ammessi anche i minori ricoverati nei centri di degenza, che non versino in situazioni di handicap e per i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza della scuola dell’obbligo per un periodo non inferiore a trenta giorni di lezione. La frequenza di tali classi, attestata dall’autorità scolastica mediante una relazione sulle attività svolte dai docenti in servizio presso il centro di degenza, è equiparata ad ogni effetto alla frequenza delle classi alle quali i minori sono iscritti.
Dal caso in esame, tuttavia, risulta esclusa l’operatività di quest’ultima disciplina, poiché il bambino non risulta impossibilitato a frequentare la scuola, bensì l’istruzione parentale rappresenta una libera scelta dei genitori.
Responso di massima
Da quanto sopra, pertanto, emerge quanto segue: il bambino presenta un ritardo ed è intenzione dei genitori sia richiedere la certificazione ex L. 104 che optare per l’istruzione parentale. Discende che, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione, i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale che intendono avvalersi dell’istruzione parentale, sono onerati dalla presentazione di una comunicazione preventiva, direttamente alla scuola primaria del territorio di residenza, dimostrando di possedere:
le competenze tecniche,
i mezzi materiali, per provvedere all’istruzione dell’alunno.
In tale sede, per analogia con quanto prescritto per l’iscrizione ordinaria degli alunni certificati, e sempreché l’alunno sia certificato prima della succitata comunicazione alla scuola, sarà necessario depositare:
la documentazione che attesta la situazione personale (certificazione L. 104) del bambino,
la documentazione che attesta la sussistenza delle competenze tecniche, e quindi di essere in grado di poter gestire l’istruzione di un bambino certificato.
Inoltre, il bambino, per poter accedere al secondo anno della primaria, dovrà obbligatoriamente sostenere l’esame di idoneità (entro il 30 giugno) ove, sulla base della normativa, specificata anche da numerose circolari operative del Miur, le prove d’esame:
devono essere adattate alla situazione del singolo alunno disabile,
tener conto del livello di partenza,
tener conto delle possibilità del bambino.
Più in dettaglio, nella scuola dell’obbligo sono predisposte, sulla base degli elementi conoscitivi di cui all’art. 16, c. I della L. n. 104, prove d’esame corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonee a valutare il progresso dell’allievo in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali (art. 16, comma II, Legge n. 104 del 1992).
Tenendo conto dell’interesse del bambino, e del principio di inclusione, i genitori potranno più efficacemente assolvere l’obbligo di istruzione parentale (sempreché abbiano comunque dimostrato di possedere le competenze tecniche ed i mezzi materiali necessari per impartire l’istruzione parentale di un bambino certificato) richiedendo alle commissioni mediche, contestualmente all’accertamento previsto dall’articolo 4 (L. n. 104), di effettuare l’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica. Tale accertamento, come esplicitato dalla legge, risulta propedeutico alla redazione del profilo di funzionamento, predisposto secondo i criteri del modello bio-psico-sociale della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) dell’Organizzazione mondiale della sanità, ai fini della formulazione del Piano educativo individualizzato (PEI) facente parte del progetto individuale di cui all’articolo 14 della L. n. 328/2000.
Sentenza Tar Puglia
30 Gen 2020 - 7:52 - Laura Biarella