Source: https://www.brocardi.it/legge-diritto-autore/titolo-iii/capo-iii/sezione-ii/art171ter.html
Timestamp: 2019-07-22 20:37:12+00:00
Document Index: 5147630

Matched Legal Cases: ['art. 171', 'art. 102', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 2577', 'art. 2577', 'art. 12', 'art. 18', 'art. 2577', 'art. 20', 'art. 24', 'sentenza ']

Art. 171 ter legge sulla protezione del diritto d'autore - Brocardi.it
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Articolo 171 ter Legge sulla protezione del diritto d'autore
Dispositivo dell'art. 171 ter Legge sulla protezione del diritto d'autore
f-bis) fabbrica, importa, distribuisce, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, pubblicizza per la vendita o il noleggio, o detiene per scopi commerciali, attrezzature, prodotti o componenti ovvero presta servizi che abbiano la prevalente finalità o l'uso commerciale di eludere efficaci misure tecnologiche di cui all'art. 102 quater ovvero siano principalmente progettati, prodotti, adattati o realizzati con la finalità di rendere possibile o facilitare l'elusione di predette misure. Fra le misure tecnologiche sono comprese quelle applicate, o che residuano, a seguito della rimozione delle misure medesime conseguentemente a iniziativa volontaria dei titolari dei diritti o ad accordi tra questi ultimi e i beneficiari di eccezioni, ovvero a seguito di esecuzione di provvedimenti dell'autorità amministrativa o giurisdizionale;
b) esercitando in forma imprenditoriale attività di riproduzione, distribuzione, vendita o commercializzazione, importazione di opere tutelate dal diritto d'autore e da diritti connessi, si rende colpevole dei fatti previsti dal comma l;
a) l'applicazione delle pene accessorie di cui agli articoli 30 e 32 bis del codice penale;
b) la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'articolo 36 del codice penale;
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relative all'articolo 171 ter Legge sulla protezione del diritto d'autore
Norma di riferimento: Articolo 171 ter Legge diritto autore - | Quesito Q201922721
Aldo L. chiede
Sunday 03/02/2019 - Calabria
“Ho un sito come utilizzatore privato senza fini di lucro dedicato alla divulgazione di contenuti storici. Vorrei pubblicare dei brai, brevi, citati da romanzi e accompagnati da un sottofondo musicale. Il file lettura più sottofondo sarà disponibile solo all’ascolto (streaming) libero e non potrà essere scaricato. Per non incorrere in sanzione ho pagato i diritti SIAE per la pubblicazione, ma mi sono accorto che dei tre brani utilizzati (musica classica antica eseguita da famose orchestre e performer) solo uno è registrato con SIAE consultando la relativa banca dati. Gli altri non ci sono. Posso avere problemi? Devo fare un’ulteriore comunicazione o pagamento tenendo conto che tutti e tre i brani sono coperti da copyright.”
Per dare una risposta al quesito si rende necessario innanzitutto precisare come si ottiene un copyright su un brano musicale o qualunque altra opera.
Chiunque produce un brano ne acquisisce il copyright automaticamente nel momento stesso in cui lo compone, pur in assenza di alcuna registrazione.
Tuttavia, il primo problema che si pone è quello di riuscire ad avere una prova che quel determinato brano appartiene a chi lo ha prodotto (dandogli così la paternità), ed a tale scopo ci sono molti modi, tra cui rivolgersi a siti che offrono questo tipo servizio a pagamento, avvalersi del ministero di un notaio, ovvero rivolgersi agli uffici statali a ciò deputati, ossia gli uffici SIAE.
Quest’ultimo in effetti ha da sempre costituito il metodo più sicuro e più diffuso, ma, come si può ben capire, non è detto che tutti decidano di ricorrervi, potendosi scegliere di avvalersi di uno degli altri sistemi cui si è prima accennato.
Il deposito presso la SIAE è indubbiamente il sistema che meglio riesce a garantire di poter ottenere i compensi dai diritti di diffusione, in quanto in qualunque parte del mondo dovesse essere utilizzato un brano depositato, la SIAE attraverso le associazioni di quel paese sarebbe in condizione di recuperare il denaro che spetta all’autore per depositarlo nel conto SIAE di quest’ultimo.
Ciò posto, passando adesso ad analizzare la disciplina specifica del diritto di autore, va detto che questa si rinviene in una lettura coordinata degli artt. 12,20 e art. 25 della legge d. autore, nonché nell’art. 2577 del c.c..
Tale normativa disciplina l’opera dell’ingegno sia sotto il profilo patrimoniale che morale.
Il diritto patrimoniale trova il suo riconoscimento nel primo comma dell’art. 2577 c.c. e consiste nel diritto di godere dell’utilizzazione economica dell’opera o di cederla ad altri; esso si esplica attraverso una serie di facoltà e diritti previsti dagli articoli che vanno dall'art. 12 all'art. 18 della legge d. autore, dura per tutta la vita del suo autore e si estingue 70 anni dopo la sua morte.
Il diritto morale, invece, trova il suo riconoscimento nel secondo comma dell’art. 2577 c.c., ed è disciplinato dagli articoli che vanno dall'art. 20 all'art. 24 della legge d. autore; consiste nel diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a qualunque modificazione di essa.
Ebbene, nel caso di specie viene detto che i brani da utilizzare sono costituiti da musica classica antica eseguita da famose orchestre e performer, cioè si tratterrebbe di opere altrui già rielaborate da terzi.
Ciò lascia intendere che non si può sicuramente più parlare di un diritto patrimoniale sull’opera dell’ingegno originaria (il brano di musica classica) né tantomeno di un diritto morale di autore, non potendovi essere più alcuno che possa rivendicare la paternità dell’opera (saranno trascorsi parecchi anni dall’ideazione del brano originario).
Gli unici che potrebbero vantare dei diritti sono i titolari della casa discografica che ha eseguito e prodotto la registrazione del brano (c.d. produttore fonografico, reperibile nei crediti del disco originale alla voce “P”), i quali, a questo punto, dovrebbero essere contattati per ottenere la necessaria autorizzazione.
Qualora, tuttavia, risulti impossibile o comunque estremamente difficoltoso eseguire una ricerca di tale tipo, ciò che si consiglia è intanto di regolarizzare la propria posizione con la SIAE, prendendo contatti diretti con i suoi uffici (esiste anche un Ufficio Relazioni con i pubblico), a cui richiedere di quale tipo di licenza ci si dovrebbe munire.
Ad esempio, andando sul sito della SIAE e tenuto conto del progetto che, almeno per quanto sembra di capire, si intende realizzare, si ritiene che una licenza che possa ben adattarsi al caso in esame sia la c.d. licenza AWR (Web Radio monocanali), la quale, stante quanto si legge su siti internet specifici, consente di utilizzare brani musicali altrui in modalità webcasting audio, per solo uso privato e personale, senza che sia possibile effettuare una selezione dei brani da parte dell’utente o il downloading.
Per quanto concerne i brani coperti da copyright ma non registrati SIAE, dei quali non si è riuscito a reperire il produttore fonografico, non potendosi per essi parlare più, con molta probabilità, di diritto patrimoniale o morale di autore (per le ragioni sopra spiegate), non resta altra soluzione che quella di rivolgersi alla Società Consorzio fonografici, ossia il soggetto giuridico che nel nostro Paese ha il compito di gestire il servizio di raccolta e distribuzione dei compensi spettanti ad artisti e produttori discografici a seguito dell’utilizzo in pubblico di musica registrata (si tratta di compensi che si aggiungono a quelli connessi al diritto di autore di cui si occupa la SIAE).
Di quest’ultimo soggetto giuridico e dei compensi che lo stesso ha diritto di raccogliere si è di recente occupata la Suprema Corte di Cassazione, Sezione Terza Penale, sentenza n. 1652/2019, in cui si legge, comunque, che tali compensi non vanno versati qualora non sia ravvisabile uno scopo di lucro nella diffusione di opere coperte da copyright (nel caso specifico preso in esame dalla Cassazione, l’assenza di tale scopo è stata ravvisata nel fatto che la radio accusata si limitava a trasmettere a titolo gratuito messaggi pubblicitari di organizzazioni non governative e si sosteneva soltanto con donazioni).
Pertanto, sulla scorta proprio di questa statuizione giurisprudenziale, ciò che si consiglia, nel prendere contatti con la Società consorzio fonografici, è di far presente che il proprio sito non ha finalità lucrative e che si ha diritto ad ottenere in esenzione la relativa autorizzazione (della cui richiesta, comunque, è opportuno conservare traccia).