Source: http://riccardochiaberge.blog.ilsole24ore.com/2010/06/12/la-costituzione-un-messaggio-per-il-futuro-chi-lha-detto/
Timestamp: 2018-08-18 01:25:49+00:00
Document Index: 147044615

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 52', 'art. 8', 'art. 27', 'art. 115', 'art. 3']

Proprio così: la Costituzione è vecchia, puzza di cattocomunismo, governare con queste regole è un inferno. E pensare che siamo solo nel 1955, la Carta ha sette anni di vita. Sentite cosa dice uno che se ne intende abbastanza: «Può darsi che questo stato di perplessità costituzionale sia soltanto transitorio. La democrazia italiana è dinanzi a un bivio; ma la scelta è ancora aperta. Più che la carenza delle leggi sembra pericolosa la carenza delle coscienze, la insensibilità democratica della classe dirigente, che rimpiange lo spirito autoritario del fascismo… Fatto più grave, si è accentuato il discredito per la legge. Si è avvezzato il popolo italiano a considerare questa, anche nella forma costituzionale, cosa di poco momento, a cui si può passare sopra e che comunque deve cedere il passo di fronte ad altre esigenze considerate più importanti…Che cosa sia la Costituzione per molti di coloro che siedono in Italia ai posti di comando è stato espresso in frasi che meritano di passare alla storia: una "faccenduola", una "trappola". Quello che conta, per certa gente, è rimanere al governo, è conservare i loro privilegi…
La Costituzione conserva intatto il suo valore di messaggio. Dai suoi articoli parlano a noi le voci familiari, auguste e venerande, del nostro Risorgimento. La Repubblica dell’art. 1, la Repubblica pacifica dell’art. 11 che "ripudia la guerra", è Giuseppe Mazzini; lo "spirito democratico" che secondo l’art. 52 deve presiedere alla ricostruzione dell’esercito, è Giuseppe Garibaldi. Nell’art. 8 che proclama tutte le confessioni religiose "ugualmente libere davanti alla legge", par di riconoscere la voce di Cavour; dall’art. 27 che abolisce la pena di morte, parla Cesare Beccaria; dall’art. 115, che riconosce l’autonomia regionale, riecheggia il monito di Carlo Cattaneo: "bisogna che le regioni si sveglino alla vita pubblica"… Nell’art. 3, che pone la giustizia sociale come condizione della libertà politica e dell’uguaglianza giuridica, rivive Carlo Rosselli».
Chi è l’autorevole personaggio che ha scritto queste parole così profetiche, così attuali? Provate a indovinarlo voi, care lettrici e lettori. E mandate le risposte a questo blog.
antonio console	| 18 giugno 2010 alle 17:12
testo della mia mail
P.s. effettivamente le risposte sono tante, la cosa lascia ben sperare.
enrico venturoli	| 18 giugno 2010 alle 11:06
un “similgelli”
Remo Cirilli	| 16 giugno 2010 alle 14:26
Piero Calamandrei: gia dopo pochi anni riteneva che la costituzione non fosse sufficientemente conosciuta e si propose di farla conoscere, specie ai giovani.
parmi	| 15 giugno 2010 alle 17:59
Calamandrei…leggere Calamandrei, Gramsci…bicchiere mezzo pieno: sono talmente grandi che sono sempre attuali…bicchiere mezzo vuoto: l’Italia non supera mai gli ostacoli…si volta dall’altra parte…e inevitabilmente se li ritrova prima o poi sul proprio cammino
Emma	| 15 giugno 2010 alle 14:14
Mi piace pensare a LUIGI EINAUDI, anche per il suo accenno al grande nostro Carlo Cattaneo