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Timestamp: 2019-08-24 09:12:18+00:00
Document Index: 40839870

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 46', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 46', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 59', 'art. 2', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 2']

GESTIONE SEPARATA - ALIQUOTE - MASSIMALI E MINMALI
1. FEBBRAIO 2018 - GESTIONE SEPARATA - Le aliquote di contribuzione per il 2019 - Aliquote immutate rispetto al 2018 - Istruzioni dall’INPS
L’INPS, con la circolare n. 19 del 6 febbraio 2019, comunica le aliquote, il valore minimale e il valore massimale del reddito erogato per il calcolo dei contributi dovuti da tutti i soggetti iscritti alla Gestione Separata per l’anno 2019. Immutate le aliquote contributive per i soggetti iscritti alla Gestione separata INPS, di cui all’art. 2, comma 26, della L. n. 335/1995.
L’articolo 2, comma 57, della legge 28 giugno 2012, n. 92, ha, infatti, disposto che per i collaboratori e le figure assimilate, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, l’aliquota contributiva e di computo è dall’anno 2018 pari al 33%.
Pertanto, anche per l’anno 2019, la percentuale resta ferma al 33%.
- 0,50%, per il finanziamento dell’onere derivante dalla estensione della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare e alla malattia;
- Z0,22%, disposta dall’art. 7 del D.M. 12 luglio 2007, in attuazione di quanto previsto dall’art. 1, comma 791 della L. n. 296/2006;
- 0,51%, per il finanziamento dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL.
A. Per quanto riguarda le aliquote contributive e di computo, l’INPS distingue le seguenti tipologie:
Ai collaboratori iscritti alla Gestione separata INPS si applica., anche per l’anno 2019 un’aliquota del:
- 34,23% (33% + 0,72% + 0,51% aliquote aggiuntive), se si tratta di soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL;
- 33,72% (33% + 0,72% aliquote aggiuntive), se si tratta invece di soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL.
A2. Liberi professionisti:
Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata e che non risultano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l'aliquota contributiva è stabilita in misura pari al 25%.
B. Per quanto riguarda la ripartizione dell’onere contributivo:
B2. Liberi professionisti L’onere contributivo è a carico degli stessi ed il versamento deve essere eseguito, tramite modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (saldo 2017, primo e secondo acconto 2018).
C. Massimale e Minimale
C1. Per l’anno 2019 il massimale di reddito previsto dall’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/95 è pari a euro 102.543,00.
C2. Per l’anno 2019 il minimale di reddito previsto dall’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990 è pari a euro 15.878,00.
Conseguentemente, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di euro 3.810,72, mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari ai seguenti importi:
- euro 4.083,82 (di cui euro 3.969,5 ai fini pensionistici) per i liberi professionisti che applicano l’aliquota del 25,72%;
- euro 5.354,06 (di cui euro 5.239,74 ai fini pensionistici) per i collaboratori e figure assimilate che applicano l’aliquota al 33,72%;
- euro 5.435,04 (di cui euro 5.239,74 ai fini pensionistici) per i collaboratori e figure assimilate che applicano l’aliquota al 34,23%.
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1. GENNAIO 2018 - GESTIONE SEPARATA - Circolare INPS
A1. Collaboratori e figure assimilate. L’articolo 2, comma 57, della legge 28 giugno 2012, n. 92 ha disposto che per i collaboratori e figure assimilate, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/95, l’aliquota contributiva e di computo è elevata per l’anno 2018 al 33 per cento.
La legge 22 maggio 2017, n. 81 (recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato”) ha previsto che, a decorrere dal 1 luglio 2017, per i collaboratori, gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, i titolari degli uffici di amministrazione, i sindaci e revisori, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, non pensionati e privi di partita IVA, è dovuta un’aliquota contributiva aggiuntiva pari allo 0,51 per cento. Tale aliquota si aggiunge a quelle attualmente in vigore pari a:
A2. Professionisti. L’articolo 1, comma 165, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, ha disposto che a decorrere dall’anno 2017, per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata INPS e che non risultano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l'aliquota contributiva (di cui all'articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni), è stabilita in misura pari al 25 per cento.
A3. Soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie. Per i soggetti di cui ai punti precedenti, già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, l’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), al comma 491 ha modificato quanto già stabilito in base al combinato disposto dell’articolo 2, comma 57, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e dell’articolo 46-bis, comma 1, lett. g), del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134; conseguentemente, l’aliquota per il 2018, è confermata al 24 per cento per entrambe le categorie (Collaboratori e figure assimilate e Liberi professionisti).
A3. Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria: 24%.
B. Per quanto riguarda la ripartizione dell’onere contributivo: B1. Aziende committenti.
L’obbligo del versamento dei contributi è in capo all’azienda committente, che deve eseguire il pagamento entro il 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso, tramite il modello F24 telematico per i datori privati e modello F24 EP per le Amministrazioni Pubbliche. B2. Liberi professionisti.
C. Per l’anno 2018 il massimale di reddito è pari a euro 101.427,00, mentre il minimale è pari a euro 15.710,00.
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ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER L’ANNO 2017
1. DICEMBRE 2016 - LEGGE DI BILANCIO 2017 - GESTIONE SEPARATA - Previsto per il 2017 un abbassamento dell’aliquota dal 27% al 25%
L’art. 1, comma 165, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) ha disposto che a decorrere dall’anno 2017, per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata INPS e che non risultano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria ne' pensionati, l'aliquota contributiva di cui all'articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni, è stabilita in misura pari al 25 per cento.
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2. GENNAIO 2017 - GESTIONE SEPARATA - Circolare INPS
A. Per quanto riguarda le aliquote contributive e di computo, l’INPS precisa:
1) per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata INPS e che non risultano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria ne' pensionati, l'aliquota contributiva, di cui all'articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni, è stabilita in misura pari al25 per cento;
A1. Liberi professionisti:
A2. Collaboratori e figure assimilate:
B. Per quanto riguarda la ripartizione dell’onere contributivo.
Per le Amministrazioni pubbliche - quali, ad esempio. le amministrazioni centrali dello Stato che continuano a versare tramite mandato di tesoreria – si deve far riferimento a quanto illustrato nella circolare n. 23 del 8 febbraio 2013 e nel messaggio n. 8460/2013.
L’onere contributivo è a carico degli stessi ed il versamento deve essere eseguito, tramite modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (saldo 2016, primo e secondo acconto 2017).
C. Per l’anno 2017 il massimale di reddito è pari a euro 100.324,00, mentre il minimale è pari a euro 15.548,00.
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ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER L’ANNO 2016
1. L. 208/2015 - LEGGE DI STABILITA’ 2016 - GESTIONE SEPARATA - Confermata l’aliquota del 27% anche per il 2016
Ricordiamo, infatti, che il citato articolo 10-bis del D.L. n. 142/2014, convertito dalla L. n. 11/2015 ha sostituito il primo periodo dell’art. 1, comma 744, della legge n. 147/2013 e variato quanto già previsto dall’art. 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, prevedendo che per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge n. 335/1995, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l'aliquota contributiva, di cui all'art. 1, comma 79 della legge n. 247/2007, e successive modificazioni, “è del 27 per cento per gli anni 2014 e 2015, del 28 per cento per l'anno 2016 e del 29 per cento per l'anno 2017”.
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2. APRILE 2016 - D.M. 24 Febbraio 2016 - Attribuzione dell’indennità di maternità alle lavoratrici iscritte alla gestione separata
E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 79 del 5 aprile 2016, il decreto del 24 febbraio 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, recante la modifica del decreto 4 aprile 2002 in materia di attribuzione dell'indennità di maternità alle lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995.
In particolare il decreto stabilisce che in caso di adozione, nazionale o internazionale, e di affidamento preadottivo di un minore, le lavoratrici iscritte alla gestione separata hanno diritto all'indennità di maternità per un periodo di cinque mesi, secondo le modalità previste dall'art. 26, commi 2, 3 e 5 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.
Sarà l'Ente autorizzato, che ha ricevuto l'incarico di curare la procedura di adozione internazionale, a certificare la data di ingresso del minore e l'avvio presso il tribunale italiano delle procedure di conferma della validità dell'adozione o di riconoscimento dell'affidamento preadottivo.
. DECRETO 24 febbraio 2016: Modifica del decreto 4 aprile 2002 in materia di attribuzione dell'indennità di maternità alle lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995. .
ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER L’ANNO 2015
1. Le indicazioni fornite dall'INPS con la circolare n. 27/2015
L’INPS, con laCircolare n. 27 del 5 febbraio 2015, fissa le aliquote contributive, massimale e minimale di reddito per l’anno 2015; aliquote di computo.
1.1. Aliquote contributive e di computo
L’art. 2, comma 57, della legge 28 giugno 2012, n. 92 ha disposto che, per i soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995, l’aliquota contributiva e di computo è elevata per l’anno 2015 al 30 per cento.
Per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, l’art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), al comma 491, ha modificato quanto già disposto in base al combinato dell’art. 2, comma 57 della legge 28 giugno 2012, n. 92 e dell’art. 46 bis, comma 1, lett. g), del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134; conseguentemente, per le citate categorie, l’aliquota per il 2015, è stabilita al 23,50 per cento.
- Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie: 30,72% (30,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva);
- Soggetti titolari di pensione (diretta e indiretta) o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie: 23,50%.
1.2. Massimale annuo di reddito
Le predette aliquote, del 30,72 e 23,50 per cento, sono applicabili, con i criteri sopra esposti, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione Separata fino al raggiungimento del massimale di reddito previsto dall’art. 2, comma 18, della legge 335/95, che, l’anno 2015, è di € 100.324,00.
1.3. Minimale – Accredito contributivo
Conseguentemente, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 23,50 per cento, avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di euro 3.653,78, mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota del 30,72 per cento avranno l’accredito con un contributo annuale pari a euro 4.776,35 (di cui euro 4.664,40 ai fini pensionistici).
2. Le modifiche introdotte dalla L. n. 11/2015
Successivamente, l'art. 10-bis della L. n. 11/2015, di conversione del D.L. n. 192/2014 (c.d. "Milleproroghe") ha provveduto a sostituire il primo periodo dell'articolo 1, comma 744, della L. n. 147/2013, stabilendo che «Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria ne' pensionati, l'aliquota contributiva, di cui all'articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni, e' del 27 per cento per gli anni 2014 e 2015, del 28 per cento per l'anno 2016 e del 29 per cento per l'anno 2017».
Dunque: per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata INPS che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria ne' pensionati, l'aliquota contributiva, sarà:
- del 27% per gli anni 2014 e 2015,
- del 28% per l'anno 2016 e
- del 29% per l'anno 2017.
- Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie: 27,72% (27,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva);
. Se vuoi approfondire i contenuti e scaricare il testo della L. n. 11/2015, di conversione del D.L. n. 192/2014, clicca QUI.
3. Le indicazioni fornite dall'INPS con la circolare n. 58/2015
Dopo le modifiche introdotte dall'art. 10-bis del D.L. n. 142/2014, convertito dalla L. n. 11/2015 (c.d. “Milleproroghe”), l'INPS ha emanato una nuova circolare, la n. 58 dell'11 marzo 2015, con la quale, a modifica di quanto illustrato con la precedente circolare n. 27, ha puntualizzato che per i soggetti iscritti alla Gestione Separata, i contributi dovuti per l’anno 2015 sono calcolati applicando le aliquote così come di seguito specificato.
- 27,72% (27,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva) - per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie;
- 23,50% - per i soggetti titolari di pensione (diretta e indiretta) o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie.
- 30,72% (30,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva) - per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie;
- 23,50% - per o soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria.
. Se vuoi scaricare il testo della due circolari n. 27/2015 e n. 58/2015, clicca QUI.
4. 18 NOVEMBRE 2015 - L’INPS fornisce un riepilogo organico delle istruzioni e nuovi chiarimenti
L’INPS, con la circolare n. 184 del 18 novembre 2015, ha fornito un riepilogo organico delle istruzioni, nonché ulteriori chiarimenti sulla facoltà di computo nella gestione separata, prevista dall’articolo 3 del D.M. 2 maggio 1996, n. 282.
Il documento riguarda, in particolare:
1) Ambito di applicazione. Destinatari della norma e gestioni interessate;
2) Modalità di esercizio della facoltà di computo;
3) Condizioni per l’esercizio della facoltà di computo 4) Periodi di contribuzione computabili;
5) Prestazioni conseguibili con il computo e relativo regime normativo;
6) Sistema di calcolo e misura del trattamento;
7) Valorizzazione dei periodi contributivi successivi alla decorrenza del trattamento pensionistico conseguito in gestione separata col computo;
8) Istruzioni operative – aggiornamento delle procedure di prima liquidazione.
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ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER L’ANNO 2014
L’INPS, con laCircolare n. 18 del 4 febbraio 2014, fa il punto su aliquote contributive, aliquote di computo, massimale e minimale per l’anno 2014 relativamente alla Gestione separata, a seguito delle novità introdotte dalla legge di Stabilità 2014.
L’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di stabilità 2014), ai commi 491 e 744, ha modificato le aliquote contributive per la gestione separata già previste per il 2014. Nel dettaglio:
- per i soggetti iscritti alla gestione separata, già assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie o titolari di pensione, l’aliquota contributiva e di computo per l’anno 2014 è elevata al 22 per cento (comma 491);
- per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (liberi professionisti), iscritti in via esclusiva alla gestione separata, per l’anno 2014 l’aliquota contributiva rimane fissata al 27 per cento (comma 744).
Per tutti gli altri soggetti iscritti in via esclusiva alla gestione separata - tutti gli iscritti alla gestione separata diversi dai liberi professionisti e per i quali l’obbligo contributivo è in capo ad un soggetto terzo (associati in partecipazione, venditori porta a porta, borsisti, etc.), rimane, invece, immodificata la disposizione che ha previsto che l’aliquota contributiva e di computo venga elevata al 28 per cento.
Rimane confermata per gli iscritti che non siano pensionati o che non risultino già assicurati ad altra forma previdenziale obbligatoria l’ulteriore aliquota contributiva, istituita dall’articolo 59, comma 16, della legge n. 449/1997, per il finanziamento dell’onere derivante dall’estensione agli stessi della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia ed al congedo parentale. La predetta aliquota contributiva aggiuntiva, inizialmente stabilita nella misura dello 0,50 per cento, a far data dal 7 novembre 2007 è pari allo 0,72 per cento.
. Se vuoi scaricare il testo della circolare n. 18/2014, clicca QUI.
ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER L’ANNO 2013
Con la Circolare n. 27 del 12 febbraio 2013, l'INPS ha fissato la misura delle aliquote contributive, aliquote di computo, massimale e minimale per l'anno 2012 per la gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
A seguito delle modifiche introdotte dall’articolo 2, comma 57, della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Riforma del lavoro), come modificato dall’art. 46 bis, comma 1, lett. g) della Legge 7 agosto 2012, n. 134, di conversione del D.L. n. 83/2012, per i soggetti iscritti alla Gestione separata, assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie o titolari di pensione, l’aliquota contributiva e di computo per l’anno 2013 è elevata al 20 per cento, mentre quella per i soggetti privi di altra tutela previdenziale obbligatoria rimane ferma al 27 per cento.
Pertanto le aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione separata nell’anno 2013 e le relative aliquote di computo sono complessivamente fissate come segue:
2) soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria: 20%.
Per i professionisti iscritti alla Gestione separata l’onere contributivo è tutto a carico dei soggetti stessi ed il versamento dei contributi deve essere eseguito, tramite il modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (saldo 2012, primo acconto 2013 e secondo acconto 2013).
. Se vuoi scaricare il testo della circolare n. 27/2013, clicca QUI.
ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER L’ANNO 2012
Con la Circolare n. 16 del 3 febbraio 2012, l'INPS ha fissato la misura delle aliquote contributive, aliquote di computo, massimale e minimale per l'anno 2012 per la gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
L’articolo 22, comma 1 della legge di stabilità (L n. 183 del 12 novembre 2011) ha previsto che dal 1 gennaio 2012 l’aliquota contributiva pensionistica per gli iscritti alla Gestione separata, di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche sono aumentate di un punto percentuale.
La predetta aliquota contributiva aggiuntiva, inizialmente stabilita nella misura dello 0,50 per cento, a far data dal 7 novembre 2007 è pari allo 0,72 per cento.
2) soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria: 18%.
. Se vuoi scaricare il testo della circolare n. 16/2012, clicca QUI.
ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER L’ANNO 2011
L'INPS ha emanato la Circolare n. 30 del 9 febbraio 2011, con la quale ha comunicato la misura delle aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione separata nell’anno 2011.
Come negli anni precedenti, per gli iscritti che non risultino già assicurati ad altra forma previdenziale è dovuta l’ulteriore aliquota contributiva, istituita dall’articolo 59, comma 16, della legge n. 449/1997, per il finanziamento dell’onere derivante dall’estensione agli stessi della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera e, per determinate categorie, alla malattia.
In conseguenza di quanto sopra, le aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione separata nell’anno 2011 sono complessivamente fissate come segue:
•	soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie: 26,72% (26,00% IVS + 0,72% aliquota aggiuntiva);
•	soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria: 17,00%.
. Se vuoi scaricare il testo della circolare n. 30/2011, clicca QUI.
1. DICEMBRE 2018 - GESTIONE SEPARATA INPS - Contribuzione dovuta anche dai professionisti che non versano il contributo soggettivo - Nuovo intervento della Corte di Cassazione
Stiamo parlando, delle categorie degli ingegneri, architetti, avvocati e dottori commercialisti che, nell’esercitare la propria attività professionale, versano alle rispettive casse previdenziali, senza obbligo di iscrizione, esclusivamente un contributo integrativo in quanto iscritti agli albi, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio (con il pagamento di un contributo soggettivo
Ciò ha prodotto negli ultimi anni numerose controversie tra l’INPS e le varie categorie di professionisti. Ultimo intervento della giurisprudenza, che sembra chiarire definitivamente la posizione tra la pubblica amministrazione ed i professionisti, sono le sentenze della Corte di Cassazione:
- n. 32167/2018, depositata il 12 dicembre 2018;
- n. 32506/2018 e n. 32508/2018, entrambe depositate il 14 dicembre 2018.
La prima relativa agli avvocati non iscritti alla Cassa di previdenza forense, la seconda e la terza i dottori commercialisti, iscritti all’Albo professionale ma non alla Cassa dei dottori commercialisti.
Per risolvere una diatriba che dura da decenni i Giudici della Suprema Corte – nella sentenza n. 32508/2018 - prendono il via dalle motivazioni per cui è nata la Gestione Separata INPS, e lo fanno richiamando la sentenza 3240/2010 a Sezioni Unite, che in materia continua ad esprimere principi del tutto condivisibili.
a) La mera percezione di un reddito. La caratteristica della norma, che si evince dal testo, è l'aver assoggettato ad assicurazione non più determinate categorie di lavoratori ma due tipi di reddito da lavoro autonomo: quelli di cui all'art. 49, comma 1, del TUIR che derivano dall'esercizio, abituale ancorché non esclusivo, di arti e professioni, e quelli di cui al secondo comma dello stesso articolo, derivanti dagli uffici di amministratore e sindaco di società e da altri rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.
b) La compatibilità dell’iscrizione di un lavoratore a due gestioni previdenziali. Infatti, l’art. 59, comma 16, della L. n. 449/1997 prevede un’aliquota specifica della Gestione separata per chi è già iscritto ad altra forma di previdenza obbligatoria.
L'obbligo (ex art. 2, comma 26, L. n. 335 del 1995) di iscrizione alla gestione separata è genericamente rivolto a chiunque percepisca un reddito derivante dall'esercizio abituale (anche se non esclusivo), ma anche occasionale (entro il limite monetario indicato nell'art. 44, comma 2, del D,L. n. 269 del 2003) di un'attività professionale per la quale è prevista l'iscrizione ad un albo o ad un elenco, anche se il medesimo soggetto svolge anche altra diverse attività per cui risulta già iscritto ad altra gestione.
La Gestione separata nasce con la L. n. 335/1995 (c.d. “Riforma Dini”), avente l’obiettivo di assicurare una tutela previdenziale a tutte quelle categorie di lavoratori fino ad allora escluse, scoperte dal punto di vista previdenziale, e dunque con il rischio di non percepire alcun trattamento previdenziale alla pensione. In particolare, l’art. 2, comma 26 della legge n. 335 del 1995 dispone - a decorrere dal 1° gennaio 1996 - l’iscrizione alla Gestione Separata:
Dopo aver esaminato la portata dell'art. 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, è necessario – secondo la Corte – esaminare anche il disposto dell’art. 18, comma 12, del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011, convertito dalla legge n. 111 del 15 luglio del 2011, che, esplicitando l’intento di voler chiarire quali liberi professionisti siano tenuti alla iscrizione alla gestione separata, dispone che il comma 26 del citato art. 2 della legge n. 335 del 1995 va inteso nel senso che “i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato alla iscrizione ad appositi albi professionali ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11 in base ai rispettivi ordinamenti, con esclusione dei soggetti di cui al comma 11”.
La congiunzione “ovvero” – precisa la Corte - può avere sia funzione meramente esplicativa, per cui sarebbero tenuti alla iscrizione i soggetti che esercitano una attività professionale per il cui esercizio non è richiesta l’iscrizione agli albi professionali e che dunque non sono tenuti al versamento di alcuna contribuzione alle casse professionali, sia funzione disgiuntiva, per cui sarebbero tenuti alla iscrizione i soggetti che esercitano una attività professionale per il cui esercizio non è richiesta l’iscrizione agli albi professionali ed altresì coloro che, pur iscritti agli albi, non sono tenuti al versamento di alcuna contribuzione alle casse professionali.
- Si riporta il testo delle tre sentenza:
. CORTE DI CASSAZIONE - Sezione Civile - Sentenza del 12 dicembre 2018, n. 32167 Avvocato non iscritto obbligatoriamente alla Cassa di previdenza forense alla quale hanno versato esclusivamente un contributo integrativo in quanto iscritti agli albi - Iscrizione dovuta presso la Gestione separata.
. CORTE DI CASSAZIONE - Sezione Civile - Sentenza del 14 dicembre 2018, n. 32506 - Dottore commercialista – Contestuale attività di lavoro dipendente – Iscrizione all’Albo professionale ma non alla Cassa dei dottori commercialisti – Iscrizione d’ufficio disposta dall’INPS presso la Gestione separata – Legittimità.
. CORTE DI CASSAZIONE - Sezione Civile - Sentenza del 14 dicembre 2018, n. 32508.
Pubblicato su: 2015-02-05 (1633 letture)