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Timestamp: 2017-11-23 11:01:25+00:00
Document Index: 139302495

Matched Legal Cases: ['art. 189', 'art. 189', 'art. 382', 'Cass. Sez. ', 'art. 189', 'art. 6', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 189']

AVVOCATO A BOLOGNA,ASSISTE GRAVI INCIDENTI DELLA STRADA IN TUTTA ITALIA
incidente, incidente stradale,incidente mortale
Precisa la cassazione
Sentenza 6 luglio 2011 – 30 gennaio 2012, n. 3591 Svolgimento del processo – Motivi della decisione
Con ordinanza del 20 novembre 2010 il Tribunale (in composizione monocratica) di Vicenza, nell’ambito del procedimento penale a carico di K.A., indagato per il reato di cui all’art. 189 C.d.S. (mancata ottemperanza all’obbligo di fermarsi per prestare soccorso a persone vittima di incidente stradale cagionato dal predetto indagato) non convalidava l’arresto effettuato dalla P.G. ritenendo insussistente il presupposto della flagranza (o quasi flagranza).
Avverso detto provvedimento propone ricorso il Procuratore della Repubblica deducendo violazione di legge con riferimento al disposto degli artt. 381 e 382 c.p.p. in relazione alla mancata valutazione della stato di quasi flagranza dal momento che l’arresto del K., autore di un sinistro stradale con danni alle persone da lui stesso causato, era avvenuto, a seguito di accertamenti sulla vettura coinvolta nel sinistro, presso l’abitazione del K. frattanto allontanatosi dai luoghi e rifugiatosi nella propria abitazione.
Deduce ancora il P.M. che in base al combinato disposto dell’art. 189 C.d.S., commi 6 e 8 bis, per tale ipotesi di reato è possibile procedere all’arresto anche fuori dei casi di flagranza, qualora il reato risulti, come nella fattispecie, connesso con reato di competenza del Tribunale.
E’ giurisprudenza consolidata di questa Corte che in materia di arresto, la nozione di “quasi flagranza” enunciata nell’art. 382 c.p.p., non debba essere intesa in modo rigido e con esclusivo riferimento al criterio quantitativo del lasso temporale dalla commissione del fatto (in termini Cass. sez. 5A, 2.3. 2005, n. 8039).
Invero la previsione dell’arresto di chi venga “sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima” trova fondamento nell’esigenza di un legame materiale della persona con il fatto.
Deve in altri termini esistere “una stretta connessione temporale tra il reato e la sorpresa con tracce dello stesso”, così che l’azione per raggiungere ed arrestare l’autore dell’episodio criminoso possa ritenersi svolta senza soluzione di continuità, non mancando di rilevare che il concetto di “inseguimento” ad opera della forza pubblica comprende ogni attività di indagine e di ricerca finalizzata alla cattura dell’indiziato, purchè essa non subisca interruzione dopo la commissione del reato ed anche nel caso che si protragga per alcuni giorni (Cass. Sez. 4A, 30.1.2003, n. 4348).
Sotto altro profilo, è stato ripetutamente affermato che nella ipotesi di incidente stradale con danno alle persone, la P.G. può procedere all’arresto facoltativo fuori flagranza del conducente, che non abbia ottemperato all’obbligo di fermarsi, in relazione al reato previsto dal D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 189, comma 6″, purchè tale fattispecie criminosa, la cui cognizione è di regola attribuita al Giudice di pace, debba essere giudicata, per effetto della connessione del D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274, ex art. 6, commi 1 e 2, dal Tribunale (Cass. Sez. 4A 19.12.2006 n. 2574; Cass. Sez. 4A, 22.10.2002, n. 2983).
Ai detti principi, che il Collegio condivide, non si è attenuta l’ordinanza impugnata. E invero la sussistenza dello stato di flagranza è stata negata dal GIP sulla base del rilievo che il prevenuto era stato fermato in luogo diverso (la sua abitazione) da quello in cui si era verificato l’incidente e non nell’immediatezza del fatto.
Trattasi di affermazioni in contrasto con le risultanze processuali che evidenziano come nel corso di un inseguimento del K. da parte dei CC, questi ebbe a cagionare un incidente con feriti, abbandonando l’auto sul posto ed omettendo di fermarsi per prestare soccorso per poi recarsi nella propria abitazione: la P.G. era risalita all’autore del sinistro dopo i primi accertamenti sulla autovettura lasciato dal K. sul luogo dell’incidente, recandosi senza soluzione di continuità.
Peraltro – contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale – la disposizione di cui all’art. 189 C.d.S., comma 8 bis costituisce una deroga alla regola dell’arresto consentito nella situazione di flagranza o quasi flagranza del reato, nel senso che la possibilità di arresto è esclusa laddove il conducente nelle ventiquattro ore successive al fatto-reato di cui al comma 6 si metta a disposizione della P.G., circostanza nel caso in esame, non verificatasi.
Annulla senza rinvio il provvedimento impugnato e dichiara legittimo l’arresto effettuato dalla PG. Così deciso in Roma, il 6 luglio 2011.
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