Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/167/R*167-9
Timestamp: 2020-08-03 12:23:08+00:00
Document Index: 87814333

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 173', 'art. 173', 'art. 161', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 173', 'art. 167', 'art. 173', 'art. 167', 'art. 173', 'art. 167', 'art. 161', 'art. 167', 'art. 161', 'art. 167', 'sentenza ', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 167', 'art. 163']

COVID-19 e Amministrazione dei beni durante la procedura ∙ Ratio ∙ Amministrazione dei beni ceduti ai creditori ∙ Gestione dell'impresa durante la procedura e attività funzionali alla realizzazione del piano ∙ Effetti sulla fattibilità giuridica della proposta ∙ Obblighi informativi ∙ Ruolo degli organi della procedura ∙ Collaborazione con gli organi della procedura ∙
Atti di ordinaria amministrazione ∙ Atti di straordinaria amministrazione ∙ Atti o pagamenti non autorizzati ∙ Esonero dall'autorizzazione ∙ Prova dell'assenza di pregiudizio per i creditori ∙ Inefficacia ∙ Accesso alla cassa integrazione ∙ Attività di liquidazione precedente l'omologa ∙ Pagamenti di crediti anteriori al concordato ∙
Concordato preventivo – Pagamenti e atti di straordinaria amministrazione – Difetto di autorizzazione del giudice delegato – Revoca dell’ammissione al concordato – Funzionalità dell’atto non autorizzato alla migliore soddisfazione dei creditori – Onere della prova
In tema di concordato preventivo, i pagamenti eseguiti dall'imprenditore ammesso alla procedura ovvero gli atti di straordinaria amministrazione di cui alla L. Fall., art. 167, compiuti in difetto di autorizzazione del giudice delegato, comportano, ai sensi della L. Fall., art. 173, comma 3, la revoca della suddetta ammissione, salvo che l'imprenditore ammesso alla procedura negoziale dimostri, nel conseguente giudizio di revoca L. Fall., ex art. 173, che tali atti (non assentiti giudizialmente) non siano pregiudizievoli per gli interessi dei creditori, essendo ispirati, al contrario, al criterio della migliore soddisfazione dei creditori, ovvero non siano diretti a frodare le ragioni di questi ultimi, così non pregiudicando le possibilità di adempimento della proposta formulata con la domanda di concordato. Tale dimostrazione probatoria potrà essere fornita positivamente tramite l'allegazione e la prova da parte del debitore ammesso alla procedura concorsuale di elementi fattuali per l'apprezzamento positivo dell'atto non autorizzato, accertamento quest'ultimo da compiersi ad opera del giudice di merito. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 Giugno 2019, n. 16808. Segue...
Concordato preventivo - Atti legalmente compiuti dall'imprenditore dopo la presentazione di una domanda di concordato - Distinzione tra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione - Idoneità dell'atto a incidere negativamente sul patrimonio del debitore
La nozione di atti legalmente compiuti, di cui alla L. Fall., art. 161, comma 7, è legata innanzi tutto al significato della distinzione tra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione, la quale va intesa secondo la L. Fall., art. 167; sicché resta incentrata sul requisito della idoneità dell'atto a incidere negativamente sul patrimonio del debitore, pregiudicandone la consistenza o compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori, perché in grado di determinarne la riduzione ovvero di gravarlo di vincoli e di pesi cui non corrisponde l'acquisizione di utilità reali prevalenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 29 Maggio 2019, n. 14713. Segue...
Concordato preventivo – Atti compiuti nella fase di preconcordato (c.d. “concordato in bianco” o “concordato con riserva”) – Carattere di ordinaria o di straordinaria amministrazione – Valutazione – Onere di fornire informazioni sul tipo di proposta
(Conformi: Cass. civ., Sez. I, 29 maggio 2019, nn. 14713/19, 14714/19, 14715/19, 14716/19, 14717/19, 14718/19, 14719/19, 14720/19, 14721/19, 14722/19, 14723/19, 14724/19, 14725/19, 14726/19, 14727/19, 14728/19, 14729/19, 14730/19, 14731/19, 14732/19, 14733/19) Cassazione civile, sez. I, 29 Maggio 2019, n. 14713. Segue...
Concordato preventivo - Continuità aziendale - Affitto del ramo di azienda - Atto di ordinaria amministrazione - Fattispecie
L'affitto del ramo di azienda rientra tra gli atti di ordinaria amministrazione a meno che, a causa della sua durata non comprometta l'interesse dei creditori ovvero sia idoneo ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore pregiudicandone la consistenza e compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori in quanto ne determina la riduzione ovvero lo grava di vincoli e pesi cui non corrisponde l'acquisizione di utilità reali su di essi prevalenti. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto compatibile con il piano concordatario l'affitto del ramo d'azienda finalizzato alla conservazione di valori immateriali quali le certificazioni SOA). (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 17 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Concordato cd. "con riserva" - Pagamento non autorizzato di debito scaduto eseguito dopo il deposito della domanda - Inammissibilità della proposta - Automaticità - Esclusione - Accertamento della natura straordinaria, o meno, dell'atto e della frode alle ragioni dei creditori - Necessità
Il pagamento non autorizzato di un debito scaduto eseguito in data successiva al deposito della domanda di concordato con riserva, non comporta, in via automatica, l'inammissibilità della proposta, dovendosi pur sempre valutare se detto pagamento costituisca, o meno, atto di straordinaria amministrazione ed, in ogni caso, se la violazione della regola della "par condicio" sia diretta a frodare le ragioni dei creditori, pregiudicando le possibilità di adempimento della proposta negoziale formulata con la domanda di concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Aprile 2016, n. 7066. Segue...
Concordato preventivo – Vendita di bene compiuta dopo l’ammissione alla procedura senza autorizzazione ex art. 167 l. fall. – Prezzo congruo posto a disposizione degli organi della procedura – Qualificazione come atto in frode ex art. 173 l. fall. – Esclusione – Revoca dell’ammissione al concordato – Non sussiste
La vendita di un bene senza preventiva autorizzazione del giudice delegato ai sensi dell’art. 167 l. fall., a prezzo congruo ed acquisibile dagli organi della procedura, non integra gli estremi dell’atto in frode ex art. 173 l. fall. e non comporta quindi la revoca dell’ammissione alla procedura di concordato preventivo (cfr. Corte di Appello di Torino 15 luglio 2009, Fall., 2010, 248).
(Fattispecie in cui il Commissario Giudiziale, dopo l’ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo, riscontrava l’avvenuta vendita di un autocarro senza preventiva autorizzazione ex art. 167 l. fall., a prezzo superiore alla stima indicata nella proposta e nel piano, con il ricavato mantenuto a disposizione della procedura). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 17 Luglio 2015. Segue...
Concordato preventivo - Anticipazione dell'attività liquidatoria prima della approvazione dei creditori - Urgenza - Procedura competitiva - Necessità
Nell'ambito del concordato preventivo, lo svolgimento di attività liquidatoria prima che la proposta di concordato sia approvata dai creditori non può prescindere dal requisito dell'urgenza e dall'esperimento di una procedura competitiva, in assenza della quale non può configurarsi la migliore tutela dell'interesse dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 08 Gennaio 2015. Segue...
Concordato preventivo - Atti di straordinaria amministrazione - Definizione - Atti idonei ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore ai quali non corrisponde l’acquisizione di utilità prevalenti
Ai fini dell’autorizzazione di cui all’articolo 161, comma 7, sono da considerarsi atti di straordinaria amministrazione quelli idonei ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore pregiudicandone la consistenza e compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori in quanto ne determinano la riduzione ovvero lo aggravano di vincoli e di pesi cui non corrisponde l’acquisizione di utilità reali prevalenti su questi ultimi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Crotone, 17 Luglio 2014. Segue...
Concordato preventivo - Affitto di azienda - Atto di straordinaria amministrazione
L’affitto di azienda non rientra nella comune gestione dell’impresa e può, quindi, senza dubbio definirsi come atto di straordinaria amministrazione che, in quanto tale, deve essere autorizzato dal tribunale ai sensi dell’articolo 161, comma 7, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Crotone, 17 Luglio 2014. Segue...
Concordato preventivo - Fase di pre-concordato - Atti di straordinaria amministrazione non autorizzati - Sanzione - Dichiarazione di improcedibilità del pre-concordato
Il Tribunale, una volta informato del compimento di un atto di straordinaria amministrazione non autorizzato, può disporre la convocazione del debitore ed adottare un decreto di arresto del procedimento di pre-concordato, similmente a ciò che è previsto dall'art. 173 l.fall. per il caso di revoca del decreto di ammissione al concordato: infatti, come il compimento di un atto di straordinaria amministrazione privo di autorizzaazione ex art. 167 l.fall. conduce alla revoca del concordato, così il compimento di un atto di straordinaria amministrazione privo di autorizzazione ex art. 161, co. 6, l.fall. conduce alla dichiarazione di improcedibilità del pre-concordato. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 29 Maggio 2014. Segue...
Concordato preventivo - Atti di straordinaria amministrazione nel periodo di pre-concordato - Individuazione al di là dell'elenco di cui all'art. 167 l.fall. - Oggettiva indoneità dell'atto ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore - Dichiarazione di inammissibilità del concordato e pedissequa dichiarazione di fallimento - Revoca
L'individuazione degli atti di straordinaria amministrazione che, qualora posti in essere non autorizzati nella pendenza del termine ex art. 161, co. 6, l.fall., determinano l'improcedibilità del pre-concordato, al di là dell'elenco esemplificativo e non tassativo dell'art. 167, co. 2, l.fall., va effettuata tenendo conto che essi debbono, in genere, essere idonei a produrre effetti simili a quelli che producono gli atti espressamente elencati. Di modo che la concreta riconducibilità dell'atto in discussione alla categoria - generale ma residuale - degli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione viene a dipendere dalla oggettiva idoneità dell'atto ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore, pregiudicandone la consistenza o compromettendone comunque la capacità di soddisfare le ragioni dei creditori, alla cui tutela la misura della preventiva autorizzazione è predisposta. Va pertanto revocata la sentenza dichiarativa di fallimento ed il precedente decreto con cui sia stata dichiarata l'inammissibilità del pre-concordato, con rimessione degli atti al Tribunale per il prosieguo, là dove risulti che la debitrice non ha posto in essere un atto di straordinaria amministrazione non autorizzato, bensì un atto di ordinaria amministrazione inidoneo ad incidere negativamente sul patrimonio della stessa. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 29 Maggio 2014. Segue...
La vendita di beni immobili costituisce atto di straordinaria amministrazione soggetto ad autorizzazione ai sensi dell’articolo 167, comma 2, L.F. qualora, in ragione del considerevole valore dei beni, l’atto sia idoneo ad incidere negativamente sul patrimonio sociale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Marzo 2014. Segue...
La vendita di beni immobili con accollo esterno liberatorio ex articolo 1273, comma 2, c.c. delle rate non ancora scadute dei relativi contratti di mutuo comporta l’aggravio, per la società in concordato preventivo, del debito relativo alle rate scadute e insolute alla data di presentazione della domanda di concordato, debito, questo, che, essendo anteriore al concordato, potrà gravare sul debitore esclusivamente ove ricorrano i presupposti di cui all’articolo 182-quinquies, comma 4, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Marzo 2014. Segue...
Concordato preventivo - Divieto di pagamento di crediti anteriori - Pagamento di dipendenti non trasferiti all'affittuario dell'azienda - Esclusione.
Il divieto di pagamento di crediti anteriori nel concordato risulta rafforzato e ribadito dalla introduzione della norma di cui all’art. 182 quinquies l.f., che disciplina in modo specifico i pagamenti dei crediti anteriori e limitatamente all’ipotesi di concordato in continuità, con ciò dimostrando che il legislatore considera tali pagamenti quali atti di straordinaria amministrazione, potenzialmente idonei a danneggiare, per la loro incidenza, il patrimonio del debitore, destinato a soddisfare i creditori concorsuali e che esigono quindi non solo l’autorizzazione del tribunale, ma anche la sussistenza di una serie di requisiti, indicati per l’appunto dall’art. 182 quinquies l.f. e che devono essere attestati nella loro sussistenza dal professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, comma 3, lett. d. (Nel caso di specie, il tribunale ha negato l'autorizzazione al pagamento di retribuzioni di dipendenti che non trasferiti a società alle quali era stato concesso in affitto il ramo di azienda). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Maggio 2013. Segue...
Concordato preventivo - Attività del professionista nel periodo successivo all'apertura del concordato - Miglioramento del patrimonio e mantenimento dei presupposti della procedura - Atto di straordinaria amministrazione - Autorizzazione del giudice delegato - Esclusione.
L'attività svolta dal professionista nel periodo successivo alla apertura della procedura di concordato preventivo, consistente nella conservazione e nel miglioramento del patrimonio dell'impresa per il mantenimento dei presupposti della procedura (nella specie anche attraverso colloqui con i creditori), non è atto di straordinaria amministrazione e non necessita, pertanto, dell'autorizzazione del giudice delegato prevista dall'articolo 167, comma 2, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 26 Aprile 2013. Segue...
Concordato preventivo - Atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione - Incarico conferito ad avvocato dall'imprenditore in concordato - Criteri discretivi - Ratio dell'intervento autorizzatorio del giudice - Autorizzabilità degli atti non dannosi ma utili a prescindere dal costo dell'opera professionale.
Ai fini della opponibilità alla massa del credito del professionista, l'incarico conferito ad avvocato dall'imprenditore in concordato preventivo non è da annoverare automaticamente nella categoria degli atti di straordinaria amministrazione e dunque da autorizzarsi dal giudice delegato, ma vanno applicati i seguenti principi: a) escluso che criterio discretivo utile sia quello del rapporto proporzionale tra spese e condizioni dell'impresa, viene in evidenza il solo criterio per cui è atto di ordinaria amministrazione quello connotato dalla pertinenza e idoneità dell'incarico stesso - anche se di costo elevato - allo scopo di conservare e/o risanare l'impresa; b) il criterio di proporzionalità, che pertanto non va ridotto al vaglio della crisi aziendale (che, anzi, a grave crisi ben può correlarsi, come necessario, un radicale intervento disegnato da elevata competenza tecnico-legale), deve invece riferirsi al merito della prestazione, in termini di rapporto di adeguatezza funzionale (o non eccedenza) della stessa alle necessità risanatorie dell'azienda e con giudizio da formulare ex ante; c) si deve escludere comunque l'ammissione tra le passività concorsuali le volte in cui l'incarico sia conferito per esigenze personali e dilatorie dell'impresa (auspicante il mero allontanamento della dichiarazione di fallimento). Pertanto, in ipotesi di credito da conferimento di incarico professionale in corso di procedura, la ratio dell'intervento autorizzatorio del giudice sugli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, è quella di far si che degli atti potenzialmente lesivi dell'integrità del patrimonio del debitore siano posti in essere con efficacia nei confronti dei creditori solo quelli non dannosi per i medesimi, posto che la situazione di crisi e il rischio di un'evoluzione infausta della stessa impongono cautele particolari a tutela della loro garanzia e così di verificare se, prescindendo dal costo dell'opera professionale, questa si presenti come certamente utile al fine della preservazione del patrimonio e della concreta possibilità dell'utile gestione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 28 Dicembre 2012. Segue...
Amministrazione straordinaria - Compimento di atti non autorizzati - Inefficacia nei confronti della massa - Obbligo restitutorio - Sussistenza - Ritenuta d'acconto - Richiesta di ripetizione all'amministrazione finanziaria - Onere del soggetto obbligato alla restituzione.
Qualora all’importo oggetto di restituzione, in quanto inefficace nei confronti della massa, sia stata operata la ritenuta d’acconto tale versamento – ancorché effettuato ex lege nelle mani dell’amministrazione finanziaria – poggia su una causale altrettanto inefficace per cui sarà eventualmente onere del soggetto obbligato alla restituzione ripetere tale importo direttamente dall’amministrazione finanziaria, stante il venir meno della materia imponibile a suo carico. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Torino, 17 Dicembre 2012. Segue...
Concordato preventivo - Disciplina dei rapporti pendenti - Effetti - Definizione di atti di straordinaria amministrazione - Atti nuovi sorti nel corso della procedura - Prosecuzione di rapporto pendente - Autorizzazione degli organi della procedura - Non necessità.
Dalla mancata previsione, nel concordato preventivo, della sospensione dei rapporti pendenti - prevista, invece, dall'articolo 72, legge fallimentare - nonché dalla previsione che nel concordato il debitore conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa, è possibile dedurre che gli atti di straordinaria amministrazione per i quali è necessaria l'autorizzazione del giudice delegato siano soltanto quelli nuovi, quelli cioè sorti nel corso della procedura, e non anche i contratti ed i rapporti giuridici pendenti. Sulla base delle considerazioni che precedono è inoltre possibile dedurre che la prosecuzione di un contratto pendente non possa considerarsi atto eccedente l'ordinaria amministrazione, trattandosi di comportamento dovuto per l'imprenditore, il quale è comunque tenuto ad onorare gli impegni presi. Per la prosecuzione del rapporto concernente un contratto perdente non è, pertanto, necessaria l'autorizzazione del giudice delegato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 14 Giugno 2012. Segue...
Concordato preventivo – Partecipazione al voto sulla proposta di concordato preventivo di un’altra società – Atto di straordinaria amministrazione – Autorizzazione del Giudice Delegato – Necessità. (21/04/2010)
Qualora il legale rappresentante della società in concordato preventivo debba esprimere il voto nei confronti della proposta di c.p. di un’altra società occorre l’autorizzazione del Giudice Delegato, poiché si tratta di un atto che, implicando una parziale rinuncia ad un credito, che viene accettato nella percentuale concordataria offerta nella proposta, rientra nella straordinaria amministrazione. (gl) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 26 Febbraio 2009. Segue...
Concordato preventivo – Poteri del tribunale fallimentare – Atti di straordinaria amministrazione – Potere di sottrarne l’autorizzazione al giudice delegato – Sussistenza.
Benchè l’art. 167, comma 2 legge fall. faccia espresso riferimento al giudice delegato, dal terzo comma di tale norma, in base al quale “con il decreto previsto dall’art. 163 o con successivo decreto, il tribunale può stabilire il limite di valore al di sotto del quale non è dovuta l’autorizzazione di cui al secondo comma”, si ricava che il tribunale mantiene l’investitura dell’intera procedura di concordato preventivo e può quindi sottrarre al giudice delegato l’autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione. (Nel caso di specie il tribunale ha autorizzato l’affitto del ramo d’azienda, la sua cessione ed il trasferimento di beni immobili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 05 Dicembre 2007, n. 0. Segue...