Source: http://movimentoperlagiustizia.org/argomenti/magistratura-onoraria/486-onorari-cottimisti.html
Timestamp: 2017-04-27 20:39:52+00:00
Document Index: 9014217

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 101', 'art. 111']

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Cottimo e giudicidi Mario PISCITELLO (Giudice di Pace a MIlano)
Dalla scelta del ricorrente, infatti, dipendono i compensi del giudice il quale può essere (o apparire) positivamente o negativamente “condizionato” a seconda del vantaggio che riceve o che non riceve, anche se non può escludersi che qualche singolo giudice, per non apparire condizionato, possa emettere sentenza di rigetto per chi presenta tanti ricorsi e di accoglimento per chi presenta un solo ricorso “cumulativo”. In entrambi i casi, però, la sentenza è “viziata” perchè il giudice non è obiettivo. D) Ed il fenomeno può assumere (ed ha assunto) dimensioni clamorose. Recentemente una Società che opera nel settore della locazione finanziaria ha presentato ad una stessa Commissione tributaria provinciale 1.095 (ripeto 1.095) ricorsi, sostanzialmente identici, contro altrettanti avvisi di accertamento concernenti tasse automobilistiche relative agli anni 2000, 2001 e 2002.
E) La norma di cui all’art. 11, comma 2, della L. n. 374/91 (concernente i giudici di pace) e la norma di cui all’art. 13, comma 2, del D.L.vo n. 545/92 (concernente i giudici tributari), nella parte in cui prevedono il “cottimo”, un certo compenso per ogni procedimento, sono di dubbia legittimità in relazione ad alcuni principi costituzionali (art. 101, comma 2, “I giudici sono soggetti soltanto alla legge”; art. 111, comma 2, “Ogni processo si svolge ...davanti a giudice terzo e imparziale.”). Su una delle anzidette norme in passato è stata già investita la Corte costituzionale, la quale, però, non ha mai emesso una pronuncia di merito. E’ auspicabile comunque, a mio parere, che alla Corte costituzionale venga offerta qualche altra occasione perchè la stessa possa emettere una pronuncia coerente con la sua stessa esortazione per la quale «deve esigersi che la legge garantisca l'assenza (nel giudice) di qualsiasi aspettativa di vantaggi... preordinando gli strumenti atti a tutelare l'obiettività' della decisione» (Sent. n. 60/1969). F) A completamento di queste brevi osservazioni nelle quali non si è neanche “dubitato” del corretto comportamento dei giudici di pace (o dei giudici tributari), non si può e non si deve ignorare l’allarme lanciato qualche anno fa da alcuni membri dello stesso Consiglio superiore della Magistratura che in relazione al cottimo hanno scritto: “Gli effetti anomali del sistema di retribuzione (prevalentemente “a cottimo”) dei giudici di pace costituiscono costante e prevalente causale dei rilevi deontologici che interessano i magistrati onorari, di cui il plenum è giudice disciplinare. Nonostante il limite previsto di recente per le indennità dei giudici di pace (72.000 euro annui), continuano a pervenire segnalazioni di condotte finalizzate ad incrementare l’utile economico attraverso autentiche distorsioni della giurisdizione. Si tratta di condotte che...imporrebbero una seria revisione normativa delle modalità di compenso delle attività della magistratura di pace.”.