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Timestamp: 2016-10-27 01:23:26+00:00
Document Index: 142509803

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 28', 'art. 28', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 41', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 41', 'art. 88', 'art. 41', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ']

I 276/01 (01.03.2002)
I 276/01 Go
Sentenza del 1� marzo 2002
P.________, 1952, ricorrente,
A.- P.________, cittadino italiano nato nel 1954, gi� impiegato quale carrellista presso un grande magazzino, per decisione del 5 ottobre 1995 dell'Ufficio AI del Canton Basilea-Campagna � stato posto, a far tempo dal 1� giugno 1994, al beneficio di una rendita intera d'invalidit�, oltre alle completive per la moglie e il figlio, stante un grado d'invalidit� del 100%, a dipendenza di un'inabilit� addebitabile a sindrome lombovertebrale recidivante dopo operazione per ernia del disco bilaterale, spondilartrosi cervicale e lombare, sarcoidosi polmonare asintomatica e incipiente compromissione del nervo ulnare, poi operata.
In seguito al rientro dell'assicurato nel proprio paese e al susseguente avvio di una procedura di revisione del grado di invalidit�, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI), esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso ed esaminata la documentazione prodotta dall'interessato, con decisione 1� settembre 1998, dopo avere tolto a un eventuale ricorso l'effetto sospensivo, ha sostituito la rendita intera con una mezza prestazione dal 1� novembre successivo.
Deferito - sulla scorta di nuova documentazione sanitaria - il provvedimento amministrativo alla Commissione federale di ricorso in materia d'AVS/AI per le persone residenti all'estero, i primi giudici, preso atto della proposta formulata dall'UAI di annullare la decisione querelata e di retrocedere gli atti per ulteriori accertamenti specialistici, con pronunzia 5 febbraio 1999 hanno annullato l'atto impugnato e retrocesso l'inserto di causa all'amministrazione per completamento degli esami.
Reso l'esame completivo a cura di un collegio peritale presieduto dal prof. T.________, e sentito il parere del proprio servizio medico come pure dell'esperto del mercato del lavoro, l'amministrazione, evidenziando un sostanziale miglioramento delle condizioni di salute dell'assicurato, con provvedimento 14 febbraio 2000, ha confermato la sostituzione della rendita intera con una mezza rendita a decorrere dal 1� novembre 1998 e stabilito altres� la soppressione della mezza rendita dal 1� aprile 2000.
B.- Ulteriormente aditi dall'interessato, che, sulla base di atti sanitari in parte gi� noti, postulava il ripristino della rendita intera d'invalidit�, i giudici commissionali, dopo avere preannunciato all'insorgente la possibilit� di modificare l'atto querelato a suo sfavore e avergli dato occasione di ritirare il ricorso, con pronunzia 23 marzo 2001 hanno respinto il gravame e, riformando in peius la decisione querelata, hanno stabilito la soppressione di ogni prestazione dal 1� novembre 1998 ritenendo che il richiedente gi� a partire dal 9 novembre 1996, data della perizia medica disposta dall'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS), non presentasse un'incapacit� di guadagno pensionabile.
C.- P.________ interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, con il quale chiede l'annullamento della decisione di primo grado e il conseguente ripristino del diritto alla rendita intera.
L'UAI, allegando il parere espresso da un proprio consulente medico, propone di respingere il ricorso, mentre l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha rinunciato a determinarsi.
1.- a) Nei considerandi dell'impugnato giudizio, i giudici di prime cure hanno gi� correttamente esposto i presupposti che un cittadino italiano residente in Italia deve adempiere per avere diritto a una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidit�, nonch� le norme che definiscono l'invalidit�, il livello pensionabile della stessa e l'insorgere del diritto a prestazioni. A detta esposizione pu� essere fatto riferimento e prestata adesione.
b) E' comunque opportuno ribadire per chiarezza che, secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI, l'invalidit� � l'incapacit� di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermit� congenita, malattia o infortunio e che, a norma dell'art. 28 cpv. 1 LAI, l'assicurato ha diritto a una rendita intera se � invalido almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se � invalido almeno al 50% o a un quarto di rendita se � invalido almeno al 40%. Tuttavia, secondo l'art. 28 cpv. 1ter LAI, le rendite per un grado d'invalidit� inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera.
In altre parole, l'invalidit�, nell'ambito delle assicurazioni sociali svizzere, � un concetto di carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a), i dati economici essendo determinanti.
Tuttavia, qualora essi difettino per l'inattivit� dell'assicurato, ci si fonder� sui fatti di natura medica, purch� permettano di valutare l'incapacit� lavorativa dell'interessato nell'attivit� da lui ragionevolmente esigibile (DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c, 105 V 158 consid. 1).
c) In una recente sentenza pubblicata in DTF 126 V 75 segg. , questo Tribunale ha ribadito che di principio il reddito da invalido va determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione per� che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacit� lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attivit� effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale. Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perch� l'assicurato non ha intrapreso una attivit� lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidit�, pu� essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, che si riferiscono agli stipendi medi nelle diverse categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b; Omlin, Die Invalidit�t in der obligatorischen Unfallversicherung, tesi Friborgo 1995, pag. 215).
Per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, et�, nazionalit� e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione, ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacit� residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, pu� arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc). Tale deduzione non � automatica, ma deve essere valutata tenendo conto di tutte le circostanze del singolo caso. E' in ogni caso compito dell'amministrazione e, in caso di ricorso, del giudice del merito motivare l'entit� della deduzione. Quest'ultimo non potr� scostarsi dalla valutazione dell'amministrazione senza fondati motivi (DTF 126 V 80, consid. 5 b/dd e 6).
d) Giusta l'art. 41 LAI se il grado di invalidit� del beneficiario di una rendita subisce una modificazione che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sar�, per il futuro, aumentata o diminuita in misura corrispondente oppure soppressa. Costituisce motivo di revisione ogni modificazione rilevante nelle circostanze di fatto suscettibili di influire sul grado di invalidit�. Al fine di accertare l'esistenza di una simile modificazione si deve confrontare la situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della rendita con quella vigente all'epoca del provvedimento litigioso (DTF 125 V 369 consid. 2 con riferimento; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 39O consid. 1b).
2.- a) Come rilevato dai primi giudici, quando l'assicurato era stato posto al beneficio di una rendita intera con effetto dal 1� giugno 1994, egli era portatore di diverse affezioni che a quell'epoca compromettevano completamente la sua capacit� lavorativa e di riflesso la sua capacit� di guadagno. Oltre ad essere affetto dalla sarcoidosi polmonare che lo aveva colpito a met� degli anni ottanta e che era nettamente migliorata grazie alla terapia cortisonica instaurata dai medici, P.________ era stato sottoposto nel settembre del 1993 a un intervento per ernia discale L4-L5 destra e il successivo tentativo di riprendere il lavoro si era rivelato impossibile a causa di una sindrome lombovertebrale recidivante, che, salvo una breve parentesi di parziale capacit� lavorativa (dall'8 novembre 1993 al 25 gennaio 1994), lo aveva reso totalmente inabile al lavoro. Inoltre, nella primavera del 1995 si era manifestata una compromissione del nervo ulnare che aveva dovuto essere operata, impedendo cos� sul nascere il tentativo di reinserimento professionale che era stato messo in atto nei primi mesi del 1995.
� pertanto indubbio che al momento della nascita del diritto alla rendita (giugno 1994) l'assicurato si trovasse ancora in fase acuta e non superata della affezioni appena ricordate.
b) Altrettanto innegabile � il miglioramento intervenuto successivamente. Gi� la relazione 9 novembre 1996 del dott. D.________ dell'INPS attestava un importante incremento della capacit� lavorativa, fissata dallo stesso al 50% in relazione all'ultima attivit� svolta.
Tale tendenza � poi stata confermata appieno dal collegio peritale presieduto dal prof. T.________, il cui referto del 19 luglio 1999 evidenzia un miglioramento generale a partire dal 1995 dopo l'intervento chirurgico che ha consentito di allontanare con successo i linfonodi che comprimevano il nervo ulnare e rileva un'evoluzione positiva in relazione alla patologia osteoarticolare, concludendo per un grado di capacit� lavorativa del 45% nell'attivit� precedente di carrellista, aumentato al 70% in occupazioni generiche (del tipo: amministratore o impiegato di piccole imprese, come pure cassiere, magazziniere, impiegato generico) confacenti al livello di formazione e alle attitudini personali.
Queste conclusioni, complete e convincenti, dalle quali non sussiste serio motivo di scostarsi (DTF 125 V 353 consid. 3b/aa) sono state condivise anche dalla dottoressa E.________, consulente medica dell'UAI, la quale, anche dopo aver preso visione della documentazione medica prodotta dal ricorrente, ha ribadito che, rispetto alla situazione del 1994, sia la sarcoidosi, sia la compressione del nervo ulnare sono nettamente migliorate, mentre i disturbi alla colonna vertebrale, pur persistendo ed essendo destinati a peggiorare con il tempo, al momento dell'esame peritale obiettivavano soltanto lievi limitazioni funzionali, come emerge chiaramente dal rapporto dello specialista in ortopedia e traumatologia, dott. P.________.
� quindi manifestamente a torto che l'interessato nega che si sia verificato un miglioramento rispetto alla situazione esistente al momento d'insorgenza del diritto alla rendita.
c) Resta pertanto da esaminare quali siano le ripercussioni dell'attuale inabilit� lavorativa sul piano della capacit� di guadagno. Il Servizio amministrativo preposto alla valutazione del grado d'invalidit� ha potuto stabilire sulla scorta del raffronto dei redditi che, anche applicando una decurtazione del 10% sul salario da invalido per tenere conto di eventuali difficolt� d'adattamento dovute all'et� (cfr. consid. 1c), la perdita di guadagno dal luglio del 1999 si attesterebbe al 45%.
Questa valutazione non � criticabile, non appena si pensi che il ricorrente possiede un diploma di ragioniere e prima di emigrare in Svizzera aveva svolto questa attivit� per alcuni anni alle dipendenze di una ditta di prodotti caseari.
3.- Il ricorrente, nel suo gravame, solleva numerose censure, alle quali si � gi� in parte risposto, quanto meno implicitamente.
a) Di nessun rilievo sono comunque i rimproveri mossi al rapporto dell'INPS. Lo stesso ha infatti sostanzialmente fornito unicamente lo spunto che ha indotto i primi giudici ad ordinare un accertamento peritale, il cui esito sta in sostanza alla base della decisione di soppressione della rendita.
Certo, tra le attestazioni dei medici curanti del ricorrente e la perizia del prof. T.________ sussistono discrepanze, non tanto a livello diagnostico - astrazion fatta dalla possibile evoluzione delle affezioni ortopediche, irrilevante ai fini del presente giudizio, che deve tenere conto della situazione esistente al momento di emissione della decisione impugnata (DTF 121 V 366 consid. 1b) -, quanto piuttosto in merito alla valutazione della capacit� lavorativa. Non sussistono tuttavia motivi validi per non attenersi agli accertamenti del perito, preferendogli invece quelle dei medici pi� vicini al ricorrente. N� si pu� dedurre un'incapacit� lavorativa superiore a quella ammessa dal perito per il semplice fatto che il ricorrente debba sottoporsi periodicamente a cicli di fisioterapia di 10/12 sedute e debba assumere medicamenti antinfiammatori, non appena si consideri, come gi� si � detto sopra, che le limitazioni funzionali riscontrate sono invero modeste.
b) Il ricorrente non pu� neppure essere seguito laddove imputa al prof. T.________ di aver sconfinato nel campo economico indicando delle attivit� di riferimento. � invece vero il contrario. Il perito, attenendosi al suo compito, si � infatti limitato a indicare settori d'attivit� in cui il ricorrente avrebbe ancora potuto mettere a fruttola sua residua capacit� lavorativa e a quantificare dal profilo medico l'entit� dell'incapacit� lavorativa. La questione delle ripercussioni sul piano economico � invece correttamente stata demandata all'apposito Servizio dell'UAI.
Gi� si � detto che il raffronto dei redditi effettuato da questo Servizio non � sfavorevole all'insorgente, non appena si pensi che a seguito del rientro in patria avrebbe di nuovo la possibilit� di sfruttare la sua residua capacit� lavorativa del 70% nell'ambito della ragioneria, in qualit� di indipendente o quale salariato, essendo venuti a cadere quegli ostacoli, prevalentemente d'ordine linguistico, che lo avevano indotto a lavorare in Svizzera quale carrellista. Proprio per questa ragione la deduzione del 10% sul reddito da invalido non appare ingenerosa, se paragonata ad altri casi, in cui ad assicurati prossimi alla sessantina, che non disponevano di alcuna formazione professionale e avevano esercitato sempre e soltanto lavori pesanti non qualificati, si richiedeva di occuparsi in attivit� pi� leggere comportanti un minimo di abilit� manuale e di conoscenze.
c) Va infine ricordato a questo proposito che l'assenza di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee a un danno alla salute, quali per esempio le particolari condizioni del mercato del lavoro in una determinata regione, l'et� o una formazione insufficiente, non giustifica il riconoscimento di una rendita, l'incapacit� di lavoro che ne dovesse risultare non essendo dovuta a una causa per la quale la legge impone all'assicurazione per l'invalidit� di prestare alcunch� (DTF 107 V 21 consid. 2c; VSI 1999 pag. 247 consid. 1).
4.- Posto quanto sopra, se ne conclude che il ricorrente non ha pi� diritto a una rendita. In questo senso la pronunzia commissionale va confermata. Resta invece ancora da stabilire a partire da quale momento intervenga la soppressione della prestazione d'invalidit�, considerato che i primi giudici, mediante una reformatio in peius, propongono di fare decorrere questo momento dal 1� novembre 1998, negando quindi il diritto, per un certo periodo, a una mezza rendita, mentre invece la decisione amministrativa querelata indica come data determinante il 1� aprile 2000.
a) Come gi� evidenziato, l'art. 41 LAI stabilisce che se il grado d'invalidit� subisce una modifica rilevante, questa sar�, per il futuro, aumentata o diminuita in misura corrispondente oppure soppressa. A norma dell'art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI la riduzione o la soppressione della rendita o dell'assegno per grandi invalidi � messa in atto, il pi� presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
Secondo giurisprudenza, i combinati disposti di cui agli art. 41 LAI e 88bis cpv. 2 OAI sono applicabili per analogia anche nel caso in cui un'autorit� giudiziaria decide di operare una reformatio in peius e sopprime una rendita che l'autorit� amministrativa, in via di revisione, aveva soltanto ridotto da intera alla met� (DTF 107 V 22 consid. 3b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 264). In tale evenienza, il giudizio riformatore, per gli esposti principi legali applicabili, esplica effetto soltanto per il futuro, nel senso che la soppressione interviene solo a partire dal primo giorno del secondo mese che segue la notifica della pronunzia (DTF 107 V 17 segg. ; VSI 2000 pag. 310 segg.).
b) Nel caso concreto, si giustifica di riprendere i principi giurisprudenziali appena illustrati nella fattispecie che qui ci occupa, l'autorit� giudiziaria intendendo in entrambi i casi procedere a una reformatio in peius dopo che l'amministrazione, in via di revisione e statuendo una seconda volta in seguito alla retrocessione degli atti per complemento d'istruttoria, si era pronunciata sul diritto alla rendita dell'assicurato. Va tuttavia rilevato che, trasponendo eo ipso alla presente vertenza i menzionati enunciati, la pronunzia commissionale potrebbe esplicare i propri effetti solo a partire dal 1� maggio 2001, primo giorno del secondo mese che segue il giudizio querelato.
Ci� che ovviamente sarebbe privo di senso, gli effetti della reformatio in peius voluta dalla prima Corte - che � libera, entro determinati limiti materiali, di decidere se pronunciare un simile giudizio riformatore (DTF 119 V 249 consid. 5 e riferimenti ivi citati; RJJ 1997 pag. 213) - traducendosi in un tal caso in una indesiderata reformatio in melius, alla quale i primi giudici avrebbero di certo rinunciato.
Ne consegue che in concreto, sulla base della citata prassi, non potendosi realizzare un'effettiva reformatio in peius, la pronunzia commissionale avrebbe dovuto limitarsi a confermare il provvedimento querelato dell'UAI, che conferma la riduzione della prestazione a partire dal 1� novembre 1998 e stabilisce la soppressione della stessa a partire dal 1� aprile 2000, ossia dal primo giorno del secondo mese che segue l'atto impugnato. In questa misura, il ricorso di diritto amministrativo merita parziale accoglimento e il giudizio di primo grado deve essere di conseguenza modificato.
I.In parziale accoglimento del ricorso di diritto amministrativo,
il giudizio querelato 23 marzo 2001 � modificato
nel senso che al ricorrente � riconosciuto il
diritto a una mezza rendita di invalidit� per il periodo
dal 1� novembre 1998 al 31 marzo 2000.
Lucerna, 1� marzo 2002