Source: http://www.arcadiaconcilia.it/news/120-tribunale-di-verona-giudice-vaccari-ordinanza-12-maggio-2016-domanda-riconvenzionale-inedita-soggetta-a-mediazione-ai-sensi-dell-art-5-comma-1-bis-d-lgs-28-2010
Timestamp: 2017-11-21 23:16:13+00:00
Document Index: 94001862

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 46', 'art. 11', 'art. 5']

TRIBUNALE DI VERONA- GIUDICE VACCARI-ORDINANZA 12 MAGGIO 2016. Domanda riconvenzionale “inedita” soggetta a mediazione ai sensi dell’art. 5 comma 1 bis d.lgs. 28/2010”. - Arcadia Concilia - Mediazione civile
Nel caso specifico la riconvenzionale è stata avanzata dalla banca verso la parte attrice per un saldo ancora non effettuato da quest’ultima. Il tribunale, una volta rilevato difetto di procedibilità e rinviata l’udienza per depositare istanza di mediazione anche se si era già svolta una seduta precedente (in cui però non si era discusso dell’oggetto addotto dalla banca) ha rilevato che si è in presenza di domanda riconvenzionale “inedita” e come tale “soggetta a mediazione ai sensi dell’art. 5 comma 1 bis d.lgs. 28/2010”.
A favore di tale tesi, tre circostanze:
1) il fatto che la Cassazione (con sentenza n. 830/2006), ha interpretato una norma analoga, ed anzi identica nella sua prima parte all'art. 5 comma 1 bis d.lgs. n. 28/2010 (ossia l'art. 46 l. n. 3/1982, ora art. 11 d. lgs. n. 150/2011 in materia di contratti agrari), "nel senso che l'onere del preventivo esperimento del tentativo di conciliazione sussiste anche nei confronti del convenuto che proponga una riconvenzionale secondo uno dei criteri di collegamento previsti dall'articolo 36 c.p.c.";
2) il termine "convenuto" utilizzato dall'art. comma 1bis del d.lgs. n. 28/2010, "per indicare il soggetto che eccepisce l'improcedibilità della domanda ben può essere riferito all'attore rispetto alla domanda riconvenzionale";
3) escludendo la domanda del convenuto dall'ambito di applicazione dell'art. 5 citato si "provocherebbe un'ingiustificata disparità di trattamento tra attore e convenuto del tutto illegittima".
A parere del giudicante, dunque, lo svolgimento di un secondo procedimento di mediazione dopo l'esito infruttuoso del primo non deve considerarsi "inutile e dispendioso", giacché esso avverrebbe, appunto, "sulla base di una circostanza sopravvenuta costituita dalla domanda di condanna del soggetto convenuto – idonea – a indurre le parti a riconsiderare la possibilità di una definizione transattiva della controversia".
Tempo di esecuzione: 0.045938968658447