Source: http://fiab-onlus.it/ambie2.htm
Timestamp: 2018-06-23 21:57:55+00:00
Document Index: 16809178

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 13']

Di seguito, a memoria storica, la vecchia pagina di protesta per il mancato riconoscimento.
Eppure, visto che in Italia la bicicletta è sempre stata considerata un "attrezzo sportivo", la FIAB a scanso di equivoci ha sempre dovuto premettere di non essere un'associazione sportiva o per il tempo libero.
La FIAB invece è nata dal federarsi di gruppi locali cosidetti "cicloecologisti", ed è nata subito come associazione ambientalista, per promuovere "l'uso della bicicletta con iniziative per migliorare mobilità e qualità della vita urbana e per la pratica di una forma di escursionismo rispettosa dell'ambiente".
Già da tempo trovate le nostre argomentazioni a riguardo in questo sito.
Forse che associazioni di promozione dell'auto ad idrogeno o di promozione della bicicletta a pedalata assistita avrebbero avuto più probabilità di essere riconosciute?
Serve per forza un motore? Non lo vogliamo nemmeno pensare.
Ci auguriamo che tutto ciò sia dovuto alla frettolosità di qualche funzionario zelante, che di tutt'altro si occupa fuorchè di mobilità sostenibile.
Contro questa incredibile decisione la FIAB sta predisponendo le opportune iniziative legali.
Anche se ci daranno ragione in sede giurisdizionale non sarà comunque abbastanza: nel nostro Paese la bicicletta deve finalmente assumere il ruolo che le spetta e che in molti Paesi europei, da anni, non viene nemmeno messo in discussione.
Chiediamo pertanto anche la vostra solidarietà con questa PETIZIONE ON LINE, per chiedere al Ministero di rivedere questa sua decisione, palesemente, manifestamente contraddittoria con ogni politica di mobilità sostenibile.
VISTA la legge 8 luglio 1986, n. 349, ed in particolare l’art. 13 concernente i requisiti e le procedure di riconoscimento delle Associazioni di protezione ambientale;
VISTA la legge 23 marzo 2001, n. 93, ed in particolare l’art. 17, 3° comma;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 17 giugno 2003, n. 261, recante il “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio”
VISTA l’istanza, tesa ad ottenere l’individuazione quale associazione di protezione ambientale, presentata dalla “FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus” in data 2/3/94 prot. N. 435/SCOC/94 del 4/3/94, nonché la successiva documentazione quivi pervenuta, fra cui la nota del 3/11/03 prot. n. SvS/M2/8001 del 10/11/03;
VISTA la sentenza n. 6651/03 del 10/7/03 con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione II bis, ha accolto il ricorso n. 4940/2003 proposto dalla FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus, teso ad ottenere il provvedimento consequenziale all’istanza citata;
CONSIDERATO che, come si desume dallo statuto dell’Associazione e dalla documentazione sopra menzionata, lo scopo prioritario dell’associazione è la promozione dell’uso della bicicletta, non configurabile - prioritariamente - come finalità di protezione ambientale, secondo quanto richiesto dall’art. 13 della legge n.349/86
Per le motivazioni addotte in premessa, la citata istanza presentata dalla “FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus”, di cui alle premesse, con sede in Milano, Via Borsieri n. 4/E, volta al riconoscimento previsto dall’art. 13 della legge 8 luglio 1986 n. 349, è respinta.
Il presente decreto sarà trasmesso agli organi di controllo per gli adempimenti di competenza, successivamente notificato alla stessa Associazione nonché pubblicato per estratto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ai sensi dell’art. 14 della legge 8 luglio 1986, n. 349.
Roma 4 dicembre 2003 IL MINISTRO
Clicca qui per aderire anche tu a questa petizione
la FIAB ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro il suo decreto del 4 dicembre 2003 con il quale lei ha respinto la nostra richiesta di riconoscimento quale associazione di protezione ambientale, ai sensi dell'art. 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349.
Sconcertante è la motivazione del diniego e precisamente che "lo scopo prioritario dell’associazione è la promozione dell’uso della bicicletta, non configurabile - prioritariamente - come finalità di protezione ambientale".
Ebbene, la bicicletta non è solo un gioco per bambini o un attrezzo sportivo. E' soprattutto un mezzo di trasporto, in assoluto più rispettoso dell'ambiente di ogni altro, comprese l'auto elettrica o ad idrogeno e persino la bicicletta elettrica o a pedalata assistita .
E la FIAB promuove l'uso della bicicletta a propulsione umana proprio per contribuire a migliorare traffico e ambiente a livello urbano e per la pratica del cicloescursionismo (spesso con la formula bici più treno), vale a dire un comparto del turismo di massa che, a differenza di altri, non consuma risorse ambientali.
Del resto, la decisione assunta contraddice indicazioni finora pervenute dal suo Ministero che ha finanziato convegni, studi e pubblicazioni sulla bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile, a partire dalla edizione italiana del quaderno della Commissione Europea, Città per la bicicletta, città dell’avvenire.
Dunque signor Ministro, le chiediamo di sottoporre queste semplici considerazioni di buon senso alla riflessione della struttura del suo Ministero affinchè si possa riconsiderare la decisione assunta.
Anche se ci daranno ragione in sede giurisdizionale, non sarà comunque abbastanza. Mi creda, signor Ministro, nel nostro Paese la bicicletta deve finalmente assumere il ruolo che le spetta e che in molti Paesi europei, da anni, non viene nemmeno messo in discussione.
Per questa ragione, il presente messaggio sarà ora inserito sul sito della FIAB per raccogliere l'opinione delle migliaia di cittadini che settimanalmente sono soliti visitarlo.
La ringrazio per l'attenzione e le invio i migliori saluti.
Hanno firmato in 4.947
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