Source: http://biblus.acca.it/cassazione-risarcimento-danni-calamita-naturali-e-immobile-abusivo/
Timestamp: 2020-04-05 20:10:37+00:00
Document Index: 80859500

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2051', 'art. 1227', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Immobili abusivi e risarcimento danni per calamità naturali | BibLus-net
In base a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione nella recente sentenza n. 20312/2019 in materia di risarcimento danni calamità naturali, la Pubblica Amministrazione non è tenuta a risarcire i danni da esondazione subiti dal proprietario di una costruzione realizzata senza titolo edilizio.
Il caso in esame riguarda la controversia sorta tra un professionista, proprietario dei locali utilizzati per l’esercizio della sua attività, danneggiati a causa di un’esondazione, e il Comune.
Il Comune tuttavia veniva condannato al risarcimento dei danni e si giungeva, quindi, in Appello.
La Corte d’Appello confermava la condanna del Comune a dover risarcire ai proprietari una quota parte dei danni subiti; aveva riconosciuto la responsabilità del Comune nella misura del 66% per i danni arrecati dall’esondazione di acque meteoriche al locale abusivo sito al primo piano della costruzione e nella misura del 34% per i danni arrecati all’altro locale.
Ciò in ragione di un accertato concorso di colpa del proprietario e del Comune (art. 2051 c.c. e dell’art. 1227 c.c.) nella determinazione dell’evento:
il proprietario dei locali aveva costruito detti immobili in ampliamento della propria proprietà preesistente, abusivamente e senza attenersi alle regole dell’arte, posizionandoli in adiacenza della strada comunale;
il Comune aveva tenuto una negligente manutenzione dei condotti fognari della strada comunale che risultava, appunto, in cattive condizioni di manutenzione.
Di qui il ricorso del Comune in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello.
L’amministrazione evidenzia che l’esondazione non sarebbe stata causa del danno: “essendosi il danno prodotto su immobili edificati senza titolo e in spregio delle regole di costruzione”. Infatti, prosegue il Comune, l’unica parte dell’immobile investito dall’esondazione è quella abusiva, costruita in ampliamento della costruzione preesistente.
La Cassazione ribalta la sentenza della Corte d’Appello e accoglie, quindi, il ricorso avanzato dal Comune.
Gli ermellini hanno chiarito che l’amministrazione comunale è tenuta alla manutenzione degli impianti e all’adozione di accorgimenti per evitare che il deflusso anomalo delle acque possa causare danni ingiusti ai cittadini; tuttavia, la presenza di un abuso edilizio mette in discussione le responsabilità dei soggetti coinvolti.
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Tags: Cassazione, Newsletter 633, Praticus-TA, risarcimento danni
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