Source: http://aedon.mulino.it/archivio/2009/2/osservatorio_costituzionale/132.htm
Timestamp: 2020-06-05 18:59:25+00:00
Document Index: 184238066

Matched Legal Cases: ['art. 107', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 36', 'art. 107', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 107', 'art. 70']

Aedon 2/2009 - Sentenza 4-6 maggio 2009, n. 132
1. Il Tribunale di Bolzano ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 265 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in ordine all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di musica di Bolzano), nella parte in cui prevede che il personale docente con funzioni di bibliotecario del conservatorio di Bolzano presti l'orario di servizio previsto per il personale amministrativo del conservatorio, con riferimento agli articoli 3, 36, 70 e seguenti della Costituzione, nonché all'art. 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige).
2. Il giudice a quo ritiene che la questione di legittimità costituzionale della norma censurata sia rilevante e non manifestamente infondata.
Innanzitutto, essa violerebbe l'art. 3 Cost., introducendo una evidente disparità di trattamento, in materia di orario di lavoro, fra i docenti bibliotecari del conservatorio di Bolzano, soggetti allo stesso orario di servizio del personale amministrativo, e i docenti bibliotecari che prestano servizio negli altri conservatorii nazionali, soggetti all'orario di 12 ore settimanali per 27 settimane l'anno, previsto dall'art. 15 del r.d. n. 1945 del 1930. Risulterebbe leso, in secondo luogo, l'art. 36 Cost., avendo la norma impugnata elevato l'orario di lavoro dei docenti bibliotecari del conservatorio di Bolzano senza introdurre un corrispondente incremento della loro retribuzione, che, di conseguenza, non potrebbe ritenersi proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato, considerato anche che, per la stessa retribuzione, i docenti bibliotecari degli altri conservatorii svolgono attività qualitativamente identica ma quantitativamente inferiore. La disposizione censurata si porrebbe in contrasto, inoltre, con la disciplina sulla formazione delle leggi, di cui agli artt. 70 e seguenti Cost., essendo stata adottata secondo il procedimento previsto per l'attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige senza che il suo oggetto effettivamente attenga all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di Bolzano o a "qualsiasi altro ambito dello statuto che necessiti di attuazione". Vi sarebbe violazione, infine, anche dell'art. 107 del d.P.R. n. 670 del 1972, in base alla cui procedura di attuazione dello statuto è stata adottata la norma impugnata, il cui oggetto è tuttavia estraneo all'esigenza di assicurare, in attuazione del medesimo, l'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di Bolzano.
1. Il Tribunale di Bolzano ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 265 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in ordine all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di musica di Bolzano), nella parte in cui prevede che il personale docente con funzioni di bibliotecario del conservatorio di Bolzano presti l'orario di servizio previsto per il personale amministrativo del conservatorio.
Non sussiste, innanzitutto, l'asserita violazione dell'art. 3 Cost., perché la norma invocata dal giudice a quo, cioè l'art. 15 del r.d. n. 1945 del 1930, prescindendo dalla sua disapplicazione ad opera della contrattazione collettiva, non rappresenta comunque un idoneo tertium comparationis. Tale disposizione, infatti, nell'indicare il numero di 12 ore settimanali per gli insegnamenti delle varie scuole e corsi dei conservatori, non definisce il complessivo orario di servizio, cioè l'intero monte di ore lavorative necessarie per assolvere tutti gli obblighi dei docenti di conservatorio, i quali sono ora indicati dalla contrattazione collettiva. Sia la disciplina contrattuale del comparto scuola, riguardante i docenti di conservatorio fino al 2005, sia la disciplina contrattuale ad essi attualmente applicabile, riferita allo specifico comparto delle Istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale, prevedono, accanto alle attività di insegnamento, anche quelle funzionali all'insegnamento. Queste ultime - che comprendono, ad esempio, attività di produzione, ricerca, documentazione, aggiornamento, programmazione, partecipazione ai lavori degli organi collegiali - concorrono con le prime a comporre l'elenco complessivo degli obblighi di servizio del docente di conservatorio. In tale contesto, il limite di 12 ore, indicato dall'art. 15 del r.d. n. 1945 del 1930, deve intendersi riferito alle sole attività di insegnamento, cioè a quelle didattiche in senso stretto. Di conseguenza, tale norma non può costituire un idoneo tertium comparationis al fine di valutare la legittimità costituzionale della disposizione censurata, la quale stabilisce, invece, l'orario di servizio complessivo dei docenti bibliotecari del conservatorio di Bolzano.
Non sussistono, infine, le asserite violazioni degli artt. 70 e seguenti Cost. e dell'art. 107 del d.P.R. n. 670 del 1972, entrambe riconducibili, ad avviso del rimettente, al particolare procedimento di approvazione della disposizione censurata. A prescindere dalla individuazione in termini generici del primo parametro da parte del giudice rimettente, che non ha specificato quali delle disposizioni successive all'art. 70 Cost. sarebbero state lese dalla norma impugnata, questa Corte ha costantemente affermato che le norme di attuazione degli statuti regionali ad autonomia speciale, dotate di forza prevalente su quella delle leggi ordinarie, possono anche avere un contenuto praeter legem, "nel senso di integrare le norme statutarie, anche aggiungendo ad esse qualche cosa che le medesime non contenevano", con il "limite della corrispondenza delle norme alla finalità di attuazione dello Statuto" (sentenze n. 341 del 2001, n. 212 del 1984 e n. 20 del 1956). Quest'ultimo limite non è stato superato dalla disposizione censurata, la quale risponde alla finalità di attuare lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige e, in particolare, gli artt. 89 e 100 dello statuto stesso, che riguardano la riserva e la ripartizione proporzionale fra i gruppi linguistici dei posti degli uffici statali nella provincia di Bolzano, nonché il diritto dei cittadini di lingua tedesca della provincia di Bolzano di usare la loro lingua nei rapporti con gli uffici della pubblica amministrazione situati nella provincia stessa. La norma impugnata, nel prevedere che nel conservatorio di Bolzano vi siano due docenti bibliotecari, di madre lingua diversa, ha appunto la finalità di garantire il diritto dei cittadini dei vari gruppi linguistici di comunicare nella propria lingua, in attuazione delle predette norme statutarie.