Source: https://www.exeo.it/free/demanio-e-patrimonio-abusi-dei-privati-sanzioni-commerciali-legge-94-2009_9247
Timestamp: 2018-05-28 05:24:18+00:00
Document Index: 1622226

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 54', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 633', 'art. 20', 'art. 633', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 6']

DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> SANZIONI COMMERCIALI
La facoltà di "regolarizzare" l'occupazione abusiva non implica che sia interdetto all'Ufficio di irrogare la sanzione della chiusura temporanea del locale per tre giorni, posto che i due provvedimenti (quello ampliativo e quello sanzionatorio) dipendono da presupposti diversi e presiedono ad interessi non omogenei (nel primo caso, quello alla migliore fruibilità del servizio ed all'ampliamento dell'offerta dello stesso e nel secondo caso, quello di adottare le prescrizioni normative e presiedere al rispetto delle necessarie procedure amministrative).
Il provvedimento di chiusura per cinque giorni dell'esercizio commerciale persegue evidentemente una duplice e concorrente funzione, l'una di tipo preventivo (poiché intende dissuadere gli esercenti dall'occupazione abusiva, rendendo di fatto antieconomico occupare il suolo pubblico senza le prescritte autorizzazioni e le presupposte verifiche della PA), l'altra (anche) di sollecito alla reintegrazione dell'interesse pubblico leso. In questo senso, è proprio la soglia minima della sanzione (che prescinde dall'avvenuta tempestiva rimozione dell'occupazione) ad assolvere essenzialmente al primo dei due s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... considerati che il legislatore intende perseguire.
DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> SANZIONI COMMERCIALI --> LEGGE 94/2009
Il combinato disposto delle norme previste dall'art. 20 del Codice della strada e dall'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 intende sanzionare tutti i casi di occupazione di suolo pubblico totalmente "abusiva" (in assenza di titolo) per fini di commercio e non solo le ipotesi di occupazione che comportano aumento di cubatura.
Nei casi in cui venga accertata l'abusività di una sola parte dell'immobile destinato ad attività commerciale, non appare conforme al principio comunitario di proporzionalità, sanzionare siffatta irregolarità con la chiusura totale dell'esercizio.
Il potere attribuito al sindaco sulle le strade urbane ai sensi dell'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009 ha natura discrezionale e può essere esercitato dall'autorità in via generale e preventiva mediante ordinanza che impartisca ai dirigenti il potere vincolato di irrogare le sanzioni previste dal Codice della Strada in caso di occupazione totalmente abusiva di suolo pubblico per fini di commercio.
Il potere attribuito al Sindaco per le strade ur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si dell'art. 3, co. 16, legge 94/2009, è indubbiamente un potere discrezionale e tale potere può essere esercitato via generale e preventiva, impartendo con ordinanza specifiche indicazioni ai dirigenti dei competenti uffici per l'esercizio della potestà sanzionatoria.
Nel territorio di Roma Capitale, nei casi di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva effettuata, per fini di commercio, su strade urbane, delimitato dal perimetro del sito Unesco, devono applicarsi le disposizioni previste dall'art. 20 del codice della strada e all'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009, con decorrenza dell'esecutività del provvedimento di chiusura dal settimo giorno successivo a quello della notifica.
Appare chiaro dalla lettera dell'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 che il presupposto unico per l'esercizio del potere di disporre l'immediato ripristino dello stato dei luoghi e la (contestuale) chiusura dell'esercizio commerciale, quando si tratta di occupazione a fine di commercio, è costituito dalla indebita occupazione di suolo pubblico. Nel senso che le due misure (ripristino e chiusura) scontano, in questo caso, il medesimo, identico ed unico presupposto: l'occupazione abusiva del suolo pubblico a fronte della q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inistrazione è tenuta ad applicare, in ogni caso, la sanzione della chiusura anche in caso di effettuazione del ripristino, spontanea o meno.
La misura consistente nella chiusura temporanea del locale è una sanzione aggiuntiva destinata a rafforzare la prescrizione del divieto dell'uso indebito di beni demaniali di particolare rilevanza storica, culturale e architettonica.
La misura interdittiva consistente nella chiusura temporanea di un locale è legittimamente applicabile a fronte di un'occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva ravvisabile nella totale assenza di titolo concessorio.
L'art. 3, co. 16, legge 94/2009 attribuisce al Sindaco un potere di natura discrezionale e non impedisce al Sindaco di emanare un provvedimento che disciplini in via generale l'esercizio del potere e demandi ai dirigenti l'adozione degli opportuni atti applicativi aventi carattere vincolato.
L'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 ha attribuito al Sindaco uno specifico potere sanzionatorio, di natura dissuasiva, in via ordinaria e a prescindere da situazioni contingibili ed urgenti, per le quali soccorre la previsione di cui all'art. 54 d.lgs. n. 267/2000.
Il potere di chiusura dell'eserciz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne dell'occupazione abusiva di suolo pubblico, ai sensi dell'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009, è delegabile ai dirigenti e, dunque, da quest'ultimi legittimamente esercitabile nel rispetto delle direttive all'uopo impartite.
Ai sensi dell'art. 20 D. Lgs. 285/1992 e dell'art. 3, co. 16, legge 94/2009 può essere comminata la sanzione della chiusura dell'esercizio fino all'adempimento dell'ordine di ripristino dello status quo ante e comunque per un periodo non inferiore a cinque giorni per i casi di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva, ossia in assenza di titolo concessorio.
Il potere attribuito dall'art. 3, co. 16, l. n. 94/2009 al sindaco sulle strade urbane ha natura discrezionale ed è esercitabile dall'autorità in via generale e preventiva mediante ordinanza che impartisce specifiche indicazioni ai dirigenti dei competenti uffici.
Nei casi di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva effettuata, per fini di commercio, su strade urbane trovano applicazione le sanzioni di cui al combinato disposto degli art. 20 del codice della strada e 3, co. 16, della l. n. 94 del 2009, con decorrenza dell'esecutività del provvedimento di chiusura dal settimo giorno successivo a quel... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tifica della contestazione.
Il potere attribuito dal sindaco ai dirigenti competenti per sanzionare le occupazioni totalmente abusive di suolo pubblico è un potere vincolato sicché il soggetto che adotta il provvedimento non compie alcuna ulteriore attività discrezionale.
Dal combinato disposto degli articoli 20 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 28 e 3, comma 16, della legge 15 luglio 2009, n. 94 discende la legittimità della sanzione della chiusura dell'esercizio commerciale per il caso di occupazione totalmente abusiva di suolo pubblico.
L'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 attribuisce ai sindaci uno specifico potere sanzionatorio, di natura dissuasiva, esercitabile in via ordinaria ed a prescindere da situazioni contingibili ed urgenti.
Legittima l'ordinanza con cui un sindaco esercita in via generale il potere sanzionatorio attribuitogli, sulle strade urbane, dall'art. 3, co. 16, L. n. 94/2009 individuando le specifiche condizioni per il suo esercizio e impartendo specifiche indicazioni ai dirigenti dei competenti uffici dell'amministrazione per l'adozione dei conseguenti provvedimenti.
Dal combinato disposto degli articoli 20 del D. Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 e 3, co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la legge 15 luglio 2009 n. 94 discende che la sanzione della chiusura dell'esercizio commerciale fino all'adempimento dell'ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a giorni cinque deve essere comminata per i casi di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva.
È legittima la sanzione della chiusura dell'esercizio commerciale fino all'adempimento dell'ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a cinque giorni in caso di occupazione totalmente abusiva di suolo pubblico.
La combinata lettura del quadro normativo primario di riferimento (art. 20 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 – Codice della Strada; art. 3, comma 16, della legge 15 luglio 2009, n. 94), impone di ribadire come possa essere comminata la sanzione della chiusura dell'esercizio (fino all'adempimento dell'ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a giorni cinque) a fronte delle violazioni consumate dall'occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva (in assenza di titolo).
Nonostante il fatto che tutta la disciplina concernente l'occupazione del suolo pubblico sia posta certamente anche a presidio della sicurezza pubblica, sia sotto il profilo della circolazione pedonale che veicolare, ta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; vero che la rubrica dell'art. 3, della legge n. 94 del 2009 è appunto "Sicurezza pubblica", tuttavia la lettera del comma 16 dell'art. 3 della stessa legge non consente di ritenere che una valutazione in concreto circa la sussistenza di pericoli per la sicurezza pubblica debba essere effettuata ogni qualvolta la condotta di occupazione di suolo pubblico abusiva venga sanzionata o che essa costituisca il presupposto per l'esercizio di volta in volta del potere sanzionatorio.
Può essere comminata la sanzione della chiusura dell'esercizio fino all'adempimento dell'ordine ripristinatorio e comunque per un periodo non inferiore a giorni cinque per i casi di indebita occupazione di suolo pubblico previsti dall'art. 28 D. Lgs. 285/1992.
Le occupazioni di suolo pubblico totalmente abusive sono sanzionate con la chiusura temporanea dell'attività.
L'ordinanza sindacale che sanzione l'abusiva occupazione di suolo pubblico con la chiusura dell'esercizio commerciale per durata minima di cinque giorni non viola il principio di proporzionalità dell'azione amministrativa ancorché per infrazioni più gravi l'amministrazione abbia applicato la medesima sanzione.
È legittima la sanzione ac... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla chiusura dell'attività commerciale nei casi in cui venga accertata l'occupazione abusiva di suolo pubblico.
Legittima la sanzione accessoria della chiusura dell'attività commerciale applicata nella misura minima (cinque giorni) non rilevando che in presenza di infrazioni più gravi l'amministrazione applichi la medesima sanzione.
La combinata lettura dell'art. 20 del D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 – Codice della Strada e dell'art. 3, comma 16, della legge 15 luglio 2009 n. 94 impone di ribadire come possa essere comminata la sanzione della chiusura dell'esercizio (fino all'adempimento dell'ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a giorni cinque) per i casi di indebita occupazione di suolo pubblico previsti dal suddetto art. 20 del Codice della Strada.
L'art. 3, comma 16, della Legge n. 94 del 2009 attribuisce al Sindaco uno specifico potere sanzionatorio delle occupazioni abusive di suolo pubblico, di natura dissuasiva, da esercitare in via ordinaria e a prescindere da situazioni contingibili ed urgenti.
Il potere attribuito al Sindaco per le strade urbane ai sensi dell'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009 è indubbiamente un potere discrezionale e tale potere &e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o esercitato dall'Autorità in via generale e preventiva, disponendo con l'ordinanza n. 258 specifiche indicazioni, impartite ai Dirigenti dei competenti Uffici dell'Amministrazione capitolina, in ragione delle quali, nei casi di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva effettuata, per fini di commercio, su strade urbane ricadenti nel territorio capitolino, delimitato dal perimetro del sito Unesco, devono applicarsi le disposizioni previste dall'art. 20 del codice della strada e all'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009, con decorrenza dell'esecutività del provvedimento di chiusura dal settimo giorno successivo a quello della notifica.
L'ordinanza di chiusura per giorni cinque di una attività di somministrazione di alimenti e bevande è da ritenersi adottata nell'esercizio di un potere conferito dall'art. 20 del Codice della Strada, che già prevedeva l'obbligo della rimozione delle opere, nonché del potere previsto dall'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009, che sanziona le "occupazioni totalmente abusive" di suolo pubblico, per fini di commercio.
L'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 ha portata vincolante, garantendo nel contempo un mimino di effettività per contrastare ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te il deprecabile fenomeno dell'abusivismo nel settore delle occupazioni di suolo pubblico per fini di commercio.
Il riferimento alle "occupazioni totalmente abusive" nell'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 è interpretabile nel senso che, per dar luogo alla sanzione più estrema della chiusura temporanea dell'esercizio, l'occupazione debba essere completamente sfornita di titolo, sia in senso soggettivo che in senso oggettivo.
La durata massima della chiusura dell'esercizio commerciale, ai sensi della legge 94/2009, dipende dall'esercente, il quale, se ottempera volontariamente al pieno ripristino dello stato dei luoghi, può riaprire l'esercizio dopo cinque giorni; se allo scadere dei cinque giorni l'occupazione permane, l'esercizio rimarrà chiuso fino all'adempimento dell'ordine di ripristino.
In caso di ordine di rimozione d'ufficio dell'occupazione abusiva di suolo pubblico, la riapertura dell'esercizio commerciale sanzionato ai sensi della legge 94/2009 potrà avvenire non prima di cinque giorni e, comunque, solo dopo il pagamento delle spese sostenute dall'Amministrazione per la rimozione o la prestazione di idonea garanzia.
Con la legge n. 94-2009 il legislatore... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tto un'ulteriore sanzione rispetto a quella pecuniaria e ripristinatoria previste nel Codice della Strada per le occupazioni abusive di suolo pubblico poste in essere a fini di commercio, ovvero la chiusura dell'esercizio commerciale, aggiuntiva rispetto a quelle disposte all'art. 20 CdS e che non è stata introdotta dal legislatore per motivi di sicurezza pubblica, bensì per contrastare, come detto, l'abusivismo.
Il combinato disposto dell'art. 20 Codice della Strada e dell'art. 3, comma 16, della legge 15 luglio 2009 n. 94, che impone la sanzione della chiusura dell'esercizio (fino all'adempimento dell'ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a giorni cinque) per i casi di indebita occupazione di suolo pubblico, è suscettibile di legittima applicazione a fronte delle violazioni consumate dall'occupazione di suolo pubblico in assenza di titolo, ancorché l'occupazione sia stata rimossa spontaneamente in epoca successiva all'accertamento dell'infrazione ed ancor prima che venisse adottata la misura interdittiva.
Il fatto che nell'esercizio il cui titolare è responsabile di una violazione accertata di occupazione di spazio pubblico senza titolo, insista una diversa attività e questa rise... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ffetti negativi della sanzione comminata alla violazione accertata, non è causa di illegittimità dell'atto sanzionatorio, ma una mera conseguenza di esso (ovvero, l'ordinanza impugnata è antefatto storico e non causa del pregiudizio).
Nei casi di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva effettuata, per fini di commercio, su strade urbane ricadenti nel territorio di Roma Capitale, delimitato dal perimetro del sito Unesco, devono applicarsi le disposizioni previste dall'art. 20 del codice della strada e all'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009, con decorrenza dell'esecutività del provvedimento di chiusura dal settimo giorno successivo a quello della notifica.
Il potere attribuito al Sindaco per le strade urbane ai sensi dell'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 (che consente, nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico previsti dall'art. 633 c.p.p. e dall'art. 20 d.lgs. n. 285 del 1992, di ordinare la temporanea chiusura dell'esercizio) è indubbiamente un potere discrezionale, il quale, se esercitato impartendo indicazioni operative ai dirigenti, lascia a questi ultimi un tipico potere vincolato.
Nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico previsti dall'art. 633 c.p.p. e da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d.lgs. n. 285 del 1992, l'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009 ha inteso sanzionare tutti i casi di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva per fini di commercio e non solo le ipotesi di occupazione che comportano aumento di cubatura.
Nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico, l'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009, diversamente dall'art. 20, comma 4, del codice della strada, attribuisce una facoltà discrezionale all'autorità amministrativa.
Laddove l'abusività dell'occupazione di suolo pubblico abbia carattere soggettivo ma non anche oggettivo (nella specie, essendo la concessione osp intestata ad altro soggetto, dante causa dell'attuale esercente, ma strumentale al medesimo esercizio destinato ad attività di somministrazione) l'amministrazione è tenuta ad ordinare la rimozione dell'occupazione abusiva e ad irrogare la sanzione pecuniaria, ma non anche ad applicare la sanzione della temporanea chiusura dell'esercizio prevista da una normativa che (come quella di Roma Capitale) richiede la sussistenza di una occupazione totalmente abusiva, vale a dire sia soggettiva che oggettiva.
Nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico da parte di pubblico esercizio, il riferiment... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...upazioni totalmente abusive" di cui all'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009, è interpretabile nel senso che, per dar luogo alla sanzione più estrema della chiusura temporanea dell'esercizio, l'occupazione debba essere completamente sfornita di titolo, sia in senso soggettivo che in senso oggettivo, per cui l'ipotesi di occupazione soggettivamente ma non oggettivamente abusiva è fonte delle sanzioni di cui all'art. 20 del codice della strada (rimozione delle opere), mentre non è applicabile la sanzione della chiusura temporanea dell'esercizio.
In caso di indebita occupazione di suolo pubblico da parte di un esercizio commerciale, la sanzione della temporanea chiusura, per la sua particolare incisività, va ragionevolmente indirizzata alle sole ipotesi in cui l'occupazione di un determinato spazio del suolo pubblico non è per nulla assentita ovvero è assentita ma è strumentale ad una diversa attività di somministrazione di alimenti e bevande.
DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> SANZIONI COMMERCIALI --> RECIDIVA
Il disposto dell'art. 6 della legge n. 77/97, che in caso di recidiva nella utilizzazione di mezzi pubblicitari e nella occupazione di suo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in violazione delle norme di legge e del regolamento comunale dispone, previa diffida, la sospensione dell'attività per un periodo non superiore a tre giorni, non si lega alla definizione di recidiva in ambito penale, essendo invece l'espressione riferita, più ampiamente, al comportamento privo di titolo perpetrato in più occasioni, né per individuare la reiterazione occorre che il comportamento si protragga in tempi dilungati e in occasioni non connesse tra loro, collegandosi la sanzione della sospensione dell'attività alla condotta ripetuta anche in un breve lasso di tempo, tendendo ad indurre il soggetto alla regolarizzazione.
La condotta relativa all'occupazione di uno spazio maggiore rispetto a quello originariamente assentito, comportante violazione della disciplina generale in materia di occupazione di suolo pubblico, riveste natura omogenea alla violazione della disciplina particolare imponente specifiche prescrizioni in merito alla modalità di utilizzo, di arredo e di apposizione di attrezzature nell'area concessa, configurandosi pertanto più condotte illecite della stessa indole che danno luogo a vera e propria recidiva.
La misura della sanzione ex art. 6 della legge n. 77 del 1997 (nella s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sura per un periodo di tre giorni) è espressione della lata discrezionalità che l'ordinamento di settore attribuisce in parte qua all'Amministrazione comunale.