Source: https://www.leggioggi.it/allegati/legge-7-agosto-1990-n-241-procedimento-amministrativo/
Timestamp: 2018-04-22 12:30:47+00:00
Document Index: 144578499

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 31', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 8', 'art.17', 'art. 4']

Legge 7 agosto 1990, n.241 - Procedimento amministrativo
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Legge 7 agosto 1990, n.241 – Procedimento amministrativo
Articolo 1 – Principi generali dell’attivita’ amministrativa (3)
Articolo 2 bis – Conseguenze per il ritardo dell’amministrazione nella conclusione del procedimento
Articolo 3 – Motivazione del provvedimento (1)
Articolo 3bis – Uso della telematica
Articolo 4 – Unita’ organizzativa responsabile del procedimento (1)
Articolo 5 – Responsabile del procedimento (1)
Articolo 6 – Compiti del responsabile del procedimento (2)
Articolo 7 – Comunicazione di avvio del procedimento (1)
Articolo 8 – Modalita’ e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento (2)
Articolo 9 – Intervento nel procedimento (1)
Articolo 10 – Diritti dei partecipanti al procedimento (1)
Articolo 10 bis – Comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza
Articolo 11 – Accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento (4)
Articolo 12 – Provvedimenti attributivi di vantaggi economici (1)
Articolo 13 – Ambito di applicazione delle norme sulla partecipazione (2)
Articolo 14 – Conferenza di servizi (4)
Articolo 14 bis – Conferenza di servizi preliminare (4)
Articolo 14 ter – Lavori della conferenza di servizi (5)
Articolo 14 quater – Effetti del dissenso espresso nella conferenza di servizi (5)
3. Al di fuori dei casi di cui all’articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, e delle infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale, di cui alla parte seconda, titolo terzo, capo quarto del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, nonche’ dei casi di localizzazione delle opere di interesse statale, ove venga espresso motivato dissenso da parte di un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumita’, la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell’articolo 120 della Costituzione, e’ rimessa dall’amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate, in caso di dissenso tra un’amministrazione statale e una regionale o tra piu’ amministrazioni regionali, ovvero previa intesa con la Regione e gli enti locali interessati, in caso di dissenso tra un’amministrazione statale o regionale e un ente locale o tra piu’ enti locali. Se l’intesa non e’ raggiunta entro trenta giorni, la deliberazione del Consiglio dei Ministri puo’ essere comunque adottata. Se il motivato dissenso e’ espresso da una Regione o da una Provincia autonoma in una delle materie di propria competenza, il Consiglio dei Ministri delibera in esercizio del proprio potere sostitutivo con la partecipazione dei Presidenti delle Regioni o delle Province autonome interessate. (7) (8)
(8) Comma modificato dall’art. 5, DL13/5/2011, n. 70, convertito, con modificazioni dalla L. 12/7/2011, n. 106.
Articolo 15 – Accordi fra pubbliche amministrazioni (1)
Articolo 16 – Attivita’ consultiva (2)
Articolo 17 – Valutazioni tecniche (1)
Articolo 18 – Autocertificazione (1)
Articolo 19 – Segnalazione certificata di inizio attività – Scia.
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attivita’ imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, e’ sostituito da una segnalazione dell’interessato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonche’ di quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di quelli imposti dalla normativa comunitaria. La segnalazione e’ corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorieta’ per quanto riguarda tutti gli stati, le qualita’ personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nonche’ dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformita’ da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’ articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione. Nei casi in cui la legge prevede l’acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero l’esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti.
La segnalazione, corredata delle dichiarazioni, attestazioni e asseverazioni nonche’ dei relativi elaborati tecnici, puo’ essere presentata mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento, ad eccezione dei procedimenti per cui e’ previsto l’utilizzo esclusivo della modalita’ telematica; in tal caso la segnalazione si considera presentata al momento della ricezione da parte dell’amministrazione. (4)
6-bis. Nei casi di Scia in materia edilizia, il termine di sessanta giorni di cui al primo periodo del comma 3 e’ ridotto a trenta giorni. Fatta salva l’applicazione delle disposizioni di cui al comma 4 e
al comma 6, restano altresi’ ferme le disposizioni relative alla vigilanza sull’attivita’ urbanistico-edilizia, alle responsabilita’ e alle sanzioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.380, e dalle leggi regionali. (5)
6-ter. La segnalazione certificata di inizio attivita’, la denuncia e la dichiarazione di inizio attivita’ non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l’esercizio delle verifiche spettanti all’amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l’azione di cui all’art. 31, commi 1, 2 e 3 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.” (7)
(4) Comma modificato dall’art. 5, DL13/5/2011, n. 7, convertito, con modificazioni dalla L. 12/7/2011, n. 106.
(5) Comma aggiunto dall’art. 5, DL13/5/2011, n. 70, convertito, con modificazioni dalla L. 12/7/2011, n. 106 e successivamente modificato dall’art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138.
(6) Comma modificato dall’art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni dalla legge 14/9/2011, n. 148.
(7) Comma aggiunto dall’art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni dalla legge 14/9/2011, n. 148.
Articolo 20 – Silenzio assenso (1)
Articolo 21 – Disposizioni sanzionatorie
Articolo 21 bis – Efficacia del provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati
1. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso effettuata anche nelle forme stabilite per la notifica agli irreperibili nei casi previsti dal codice di procedura civile. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l’amministrazione provvede mediante forme di pubblicita’ idonee di volta in volta stabilite dall’amministrazione medesima. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati non avente carattere sanzionatorio puo’ contenere
una motivata clausola di immediata efficacia. I provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei privati aventi carattere cautelare ed urgente sono immediatamente efficaci. (1)
Articolo 21 ter – Esecutorietà
1. Nei casi e con le modalita’ stabiliti dalla legge, le pubbliche amministrazioni possono imporre coattivamente l’adempimento degli obblighi nei loro confronti.
Il provvedimento costitutivo di obblighi indica il termine e le modalita’ dell’esecuzione da parte del soggetto obbligato. Qualora l’interessato non ottemperi, le pubbliche amministrazioni, previa diffida, possono provvedere all’esecuzione coattiva nelle ipotesi e secondo le modalita’ previste dalla legge.
Articolo 21 quater – Efficacia ed esecutivita’ del provvedimento
Articolo 21 quinquies – Revoca del provvedimento
1 bis. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l’indennizzo liquidato dall’amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell’eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell’atto amministrativo oggetto di revoca all’ interesse pubblico, sia dell’eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all’erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l’ interesse pubblico. (2)
1-ter. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l’indennizzo liquidato dall’amministrazione agli interessati e’ parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell’eventuale conoscenza o conoscibilita’ da parte dei contraenti della contrarieta’ dell’atto amministrativo oggetto di revoca all’interesse pubblico, sia dell’eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all’erronea valutazione della compatibilita’ di tale atto con l’interesse pubblico.(3)
(2) Comma aggiunto aggiunto dall’art. 13, comma 8-duodevicies, D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla L. 2 aprile 2007, n. 40 .
(3) Comma aggiunto dall’art. 13, DL 25/6/2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6/8/2008, n. 133.
(4) Periodo abrogato dall’art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.
Articolo 21 sexies – Recesso dai contratti
Articolo 21 septies – Nullita’ del provvedimento
Articolo 21 octies – Annullabilita’ del provvedimento
Articolo 21 novies – Annullamento d’ufficio
Articolo 22 – Definizioni e principi in materia di accesso
(1) Articolo sostituito dall’art. 15, L. 11/2/2005, n. 15.
(2) Comma sostituito dall’art. 10, comma 1 lettera a), L 18/6/2009, n. 69.
Articolo 23 – Ambito di applicazione del diritto di accesso (2)
5. I documenti contenenti informazioni connesse agli interessi di cui al comma 1 sono considerati segreti solo nell’ambito e nei limiti di tale connessione.
A tale fine le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di documenti, anche l’eventuale periodo di tempo per il quale essi sono sottratti all’accesso.
Articolo 25 – Modalita’ di esercizio del diritto di accesso e ricorsi
4. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta, questa si intende respinta. In caso di diniego dell’accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso ai sensi dell’articolo 24, comma 4, il richiedente puo’ presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale ai sensi del comma 5, ovvero chiedere, nello stesso termine e nei confronti degli atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito, che sia riesaminata la suddetta determinazione. Qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza e’ attribuita al difensore civico competente per l’ambito territoriale immediatamente superiore. Nei confronti degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta e’ inoltrata presso la Commissione per l’accesso di cui all’articolo 27, nonché presso l’amministrazione resistente.
Il difensore civico o la Commissione per l’accesso si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore civico o la Commissione per l’accesso ritengono illegittimo il diniego o il differimento, ne informano il richiedente e lo comunicano all’autorita’ disponente. Se questa non emana il provvedimento confermativo motivato entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico o della Commissione, l’accesso e’ consentito. Qualora il richiedente l’accesso si sia rivolto al difensore civico o alla Commissione, il termine di cui al comma 5 decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell’esito della sua istanza al difensore civico o alla Commissione stessa. Se l’accesso e’ negato o differito per motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a soggetti terzi, la Commissione provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un procedimento di cui alla sezione III del capo I del titolo I della parte III del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al trattamento pubblico di dati personali da parte di una pubblica amministrazione, interessi l’accesso ai documenti amministrativi, il Garante per la protezione dei dati personali chiede il parere, obbligatorio e non vincolante, della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi. La richiesta di parere sospende il termine per la pronuncia del Garante sino all’acquisizione del parere, e comunque per non oltre quindici giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Garante adotta la propria decisione. (1)
[5-bis. Nei giudizi in materia di accesso, le parti possono stare in giudizio personalmente senza l’assistenza del difensore. L’amministrazione puo’ essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente, purche’ in possesso della qualifica di dirigente, autorizzato dal rappresentante legale dell’ente. Le controversie relative all’accesso ai documenti amministrativi sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.] (3) (5) (6)
[6. Il giudice amministrativo, sussistendone i presupposti, ordina l’esibizione dei documenti richiesti.] (4) (6)
(1) Comma dapprima sostituito dall’art. 15, L. 24/11/00, n. 340 e successivamente dall’art. 17, L. 11/2/2005, n. 15; poi modificato dall’art. 8, comma 1 lettera b), L 18/6/2009, n. 69.
(2) Comma modificato dall’art.17, L. 11/2/2005, n. 15 e succesivamente sostituito dall’articolo 3 dell’allegato 4 al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16/9/2010.
(6) Comma abrogato dall’art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.
Articolo 26 – Obbligo di pubblicazione (1)
Articolo 27 – Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi
5. La Commissione adotta le determinazioni previste dall’articolo 25, comma 4; vigila affinche’ sia attuato il principio di piena conoscibilita’ dell’attivita’ della pubblica amministrazione con il rispetto dei limiti fissati dalla presente legge; redige una relazione annuale sulla trasparenza dell’attivita’ della pubblica amministrazione, che comunica alle Camere e al Presidente del Consiglio dei Ministri; propone al Governo modifiche dei testi legislativi e regolamentari che siano utili a realizzare la piu’ ampia garanzia del diritto di accesso di cui all’articolo 22.
Articolo 28 – Modifica dell’articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, in materia di segreto di ufficio (1)
Articolo 29 – Ambito di applicazione della legge
Articolo 30 – Atti di notorietà (1)
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