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Timestamp: 2018-04-20 12:45:43+00:00
Document Index: 172708866

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.21', 'art.21', 'art. 230', 'art. 299', 'art.21', 'art.3', 'art.3', 'art.3']

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Procura e ASL di Torino: il decreto 81/2008 si applica in modo differenziato
Una considerazione non banale emerge dalla lettura del verbale della riunione tenuta il 13 settembre 2010 tra i tecnici ASL e i magistrati della Procura, su temi relativi alla sicurezza del lavoro.
Il caso, solo apparentemente lontano dal mondo condominiale, è quello di un’azienda agricola a conduzione familiare, ai cui componenti il d.lgs. 81/2008 sulla sicurezza nel lavoro si applica – in forza dell’art.3, commi 4 e 12 – solo per il contenuto dell’art.21 che, in estrema sintesi, prevede per la sicurezza dei lavoratori di un’impresa familiare solo ed esclusivamente gli obblighi di utilizzo di attrezzature di lavoro e di dispositivi di protezione individuale conformi al decreto.
Presso l’azienda agricola in questione sono presenti piani di lavoro (soppalchi) privi di parapetto, ma ai componenti dell’azienda non sono applicabili gli obblighi di cui all’allegato IV del decreto, sui requisiti dei luoghi di lavoro, perché per questa tipologia di lavoratore, come si è detto, vige solo l’art.21. L’assenza di parapetti in questo caso è da ritenersi una delle tipiche “situazioni di rischio per le quali non è possibile impartire prescrizioni o diffida”, come recita il verbale, da cui la domanda: “Esistono strumenti normativi che consentano di far cessare le condizioni di rischio?”
In altre parole: manca l’obbligo giuridico di installazione di parapetti, il che non riduce ovviamente il rischio di caduta, però esclude la possibilità di imporre un intervento: come fare quindi per tutelare i lavoratori?
La risposta alla domanda non viene indicata nel verbale; ci si limita, in attesa di approfondimenti, a considerare che “esiste una certa difficoltà ad immaginare i componenti dell’impresa familiare su un piano paritario. E’ evidente che laddove l’organizzazione dell’impresa familiare non corrisponda, anche nei fatti, al dettato dell’art. 230-bis del cod. civ., sarà individuabile un datore di lavoro di fatto (art. 299 DLgs 81/08) sul quale graveranno gli obblighi tipici previsti dal DLgs 81/08. Quindi soprattutto in caso di indagini per infortunio sarà necessario vagliare l’effettivo ruolo dei componenti l’impresa familiare.“
Lo scrupolo e la delicatezza delle considerazioni di esperti del settore così qualificati inducono a ritornare alla base del ragionamento iniziale: ai componenti dell’impresa familiare si applica solo l’art.21, perché questo è quanto espressamente previsto dal comma 12 dell’art.3 (campo di applicazione), a sua volta “autorizzato” dal comma 4 dello stesso articolo, comma che modula l’applicazione dell’intero decreto nei termini che i commi successivi – dal comma 5 in avanti – indicheranno.
Ed ecco perché interessano molto al condominio le considerazioni dei PM e delle ASL torinesi: la ribadita valenza del comma 4 dell’art.3 è una ulteriore conferma del fatto che nei confronti dei dipendenti di condominio si applica solo ed esclusivamente quanto previsto nell’art.3 comma 9, come peraltro era stato ribadito anche nel verbale di riunione del 18 novembre 2009.
Sottovoce aggiungiamo che le stesse considerazioni (inapplicabilità sostanziale dell’allegato IV e quindi mancanza di obbligo di installare parapetti per esempio su un lastrico solare comune che ne sia privo) sono valide – ahinoi – anche per un condominio, con o senza dipendenti: l’amministratore sa bene cosa fare nei confronti di un dipendente (vietare l’accesso ai luoghi non sicuri), mentre per quanto riguarda l’accessibilità di condòmini e appaltatori la questione si complica notevolmente, per l’intricata miscela di diritti e di doveri che rende il mestiere di amministrazione di immobili qualcosa di molto più complesso della somma di tante diverse specializzazioni e, forse, anche di più affascinante.
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