Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150303
Timestamp: 2018-12-11 09:25:54+00:00
Document Index: 144602382

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Resoconto della seduta n.303 del 19/06/2018
Seduta n.303 del 19/06/2018
CCCIII Seduta
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 5 giugno 2018 (299), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mariano Contu, Antonio Gaia, Cesare Moriconi, Giorgio Oppi, Luca Pizzuto ed Edoardo Tocco hanno chiesto congedo per la seduta del 19 giugno 2018.
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 521.
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1337, 1406, 1467 (Risposte scritte pervenute il 13 giugno 2018); numero 1479, 1501, 1511 (Risposte scritte pervenute il 15 giugno 2018); numero 1427, 1469 (Risposte scritte pervenute il 18 giugno 2018).
FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1532, 1533, 1534, 1535, 1536, 1537, 1538, 1539.
FORMA DANIELA, Segretaria. È stata presentata l'interpellanza numero 355.
FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 429, 430, 431.
Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato: "Disciplina della politica linguistica regionale". (36-167-228/A)
Abbiamo già concluso la discussione sull'articolo 1, siamo alla fase di votazione degli emendamenti.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1, uguale al numero 163, al numero 202 e al numero 322, con parere favorevole del relatore e della Giunta.
Gli emendamenti numero 371 e 373 sono decaduti.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Solo per precisare che il non voto della minoranza, di questi banchi, era ovviamente per una questione politica.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 69, sul quale c'è un invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere di Emilio Usula. Ne ha facoltà.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). Solo per capire perché c'è l'invito al ritiro. Voglio sentire il parere che mi da il relatore o l'Assessore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda, relatore.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere di Emilio Usula. Ne ha facoltà.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 69 è ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 70, primo firmatario onorevole Usula, c'è un invito al ritiro anche per questo. Ritirato l'emendamento numero 70.
Metto in votazione l'emendamento numero 9 uguale al 105 uguale 192 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9 uguale al 105 uguale al 192.
Metto in votazione l'emendamento numero 168, c'è un invito al ritiro onorevole Meloni, non è ritirato l'emendamento, pagina 12.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 168.
Passiamo all'emendamento numero 129, Fuoco e più parere contrario della Commissione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 129.
Passiamo all'emendamento numero 326, era previsto un emendamento all'emendamento mi pare… no?! C'è il parere favorevole della Commissione, era stato annunciato in fase di espressione del parere un emendamento all'emendamento, però non è stato presentato, quindi… parere… il parere era favorevole; emendamento numero 326 Congiu e più.
PINNA ROSSELLA (PD). Semplicemente per specificare che c'era un invito al ritiro, perché il contenuto di questo emendamento è spostato all'articolo 2.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). A me non risulta nessuno spostamento però se lo vedessimo, sospendessimo un attimo la seduta potremmo verificarlo al volo. Io non ho nessun tipo di spostamento dell'articolo 2, non ho cognizione di questo.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 47, viene ripresa alle ore 16 e 50.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Chiedo un chiarimento al relatore sul parere sull'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Conforme.
PRESIDENTE. Conforme il parere della Giunta.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Io mi permetto di osservare che la terminologia che abbiamo utilizzato, e cioè il sistema sardo-corso, è l'etimologia ufficiale di un sistema linguistico che, a livello scientifico, racchiude in sé il gallurese, il sassarese, il castellanese, e il maddalenino, si chiama così, si chiama in questo modo, sistema linguistico sardo-corso. Quindi abbiamo utilizzato fedelmente una sussunzione scientifica riconosciuta dagli studiosi in materia, tutto qua. Non lo ritiro.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è mantenuto. Metto in votazione l'emendamento numero 326.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 326.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 54, viene ripresa alle ore 17 e 28.)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati degli emendamenti.
Definizioni e ambiti di tutela
a) per "lingue delle minoranze storiche" s'intendono: la lingua sarda e il catalano di Alghero alle quali si applicano le norme di tutela previste dalla legge 15 dicembre 1999, n. 482 (Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche), dal decreto legislativo 13 gennaio 2016, n. 16 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della regione Sardegna per il trasferimento delle funzioni in materia di tutela della lingua e della cultura delle minoranze linguistiche storiche nella Regione) e le misure di promozione e valorizzazione previste dalla presente legge;
b) per "varianti storiche e locali della lingua sarda" s'intendono: le macrovarianti letterarie logudorese e campidanese e le parlate diffuse nelle singole comunità locali;
c) per "varietà linguistiche alloglotte" della Sardegna, s'intendono: il gallurese anche nelle varianti castellanese e corso-maddalenino, il sassarese e il tabarchino alle quali si applicano le misure di promozione e valorizzazione previste dalla presente legge;
d) per "norma ortografica di riferimento" s'intende: l'insieme di regole generali, convenzionalmente definite, di rappresentazione ortografica dei suoni della lingua sarda;
e) per "norma linguistica di riferimento" s'intende: l'insieme di regole sintattiche, morfologiche e lessicali che definiscono lo standard della lingua sarda.).
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Zedda, relatore.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Sull'emendamento numero 2 a pagina 16 c'è un invito al ritiro, per l'emendamento numero 203 a pagina 17 c'è un invito al ritiro, ugualmente, se no parere contrario, così per il numero 325 e 375, per il numero 2 bis, 203, 324, 372 e 374 c'è un invito al ritiro, se no parere contrario, per l'emendamento numero 123 c'è un invito al ritiro, se no un parere contrario, per il numero 293 c'è un invito al ritiro, per il numero 71 c'è un invito al ritiro, per il numero 124 c'è un invito al ritiro, per il numero 164 un invito al ritiro, per il numero 294 un invito al ritiro, per il numero 328 c'è un parere favorevole.
PRESIDENTE. C'è l'emendamento sostitutivo totale numero 384.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Per il quale c'è un parere favorevole. Con l'emendamento all'emendamento decadono gli emendamenti, gli ultimi cinque per i quali ho dato il parere di invito al ritiro. Per il numero 329 c'è un invito al ritiro, ma c'è un parere favorevole all'emendamento all'emendamento numero 385. Per il numero 10, a pagina 33, e il numero 188, a pagina 34, c'è un invito al ritiro, per il numero 295, a pagina 35, per l'emendamento numero 327, a pagina 36, invito al ritiro oppure parere contrario, per il numero 85 invito al ritiro o parere contrario, per il numero 330 invito al ritiro o parere contrario, per il numero 72 invito al ritiro o parere contrario, per il numero 130 c'è un parere contrario, per il numero 331 c'è un parere contrario.
È aperta la discussione sull'articolo 2 e sugli emendamenti presentati.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2 uguale al numero 203, uguale al numero 325, uguale al numero 375. Invito al ritiro con parere contrario.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Siccome nessuno prende la parola, e siccome stiamo continuando come se niente fosse accaduto, io vorrei capire se gli articoli del giornale rispondono a verità o dicono fandonie, o qualunque cosa possa esserci. Ma sembrerebbe che la maggioranza abbia cucinato all'interno dei propri partiti che la compongono un accordo su come gestire questa legge sulla lingua sarda. Se quello che si evidenzia fosse il risultato, direi che peggiore non potrebbe essercene, nel senso che non si parla di lingua sarda ma di lingue sarde, siccome non credo si possa parlare di lingue, plurale, ma di lingua sarda, perché stiamo trattando questo argomento, volevo proprio chiedere quali sono le dichiarazioni che la maggioranza pone al riguardo, perché veramente è assurdo, è un gioco fantasmagorico, che solo in certe circostanze in cui si parla di norme di riforma, e questa dovrebbe essere una norma di riforma, francamente la riforma è una "reformatio in peius", casomai, non ho capito che cosa avesse da riformare sulla legge regionale numero 26, ma se i dati sono quelli che si appalesano, indubbiamente non si sta per nulla innovando, non si sta facendo un bene per la Sardegna, perché le divisioni si ripercuoteranno nella popolazione, e voi state dando ancora, anche in termini politici, un'immagine di Sardegna divisa che si dividerà anche nei voti a secondo di chi sarà premiato o meno. Me ne sarei guardato bene prima dall'andare anche senza scientificità, come è questa norma, a cercare cose che non debbono essere cercate. Direi, se mi passa il termine, avrei piuttosto indagato se la Giunta fa il proprio dovere nel tutelare gli interessi della Sardegna anche nei trasporti. Io non mi accontento delle dichiarazioni di qualcuno fatte in Commissione e fatte magari in accordo…
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Onorevole Dedoni, io leggo i giornali con molta attenzione e ho seguito il dibattito di questi giorni e non solo, anche di questi mesi, di questi anni, e capisco le preoccupazioni di chi guarda a questa possibilità come una prospettiva sul futuro per la quale vale la pena stare molto attenti a non commettere dei passi falsi, ciò Nonostante le posso assicurare che sia nel testo della legge che nell'emendamento, per il quale la Commissione ha dato parere favorevole, si parla di lingua sarda e non di lingue sarde, pur intendendo che la lingua sarda è costituita da un complesso di parlate locali, di variabili e di costumi letterali, però assolutamente il concetto di lingua sarda non viene intaccato e, anzi, condiviso da tutti, da me in primo luogo. Per quanto riguarda la numero 26 sappiamo che ci sono dei problemi procedurali, è una lingua concepita più di vent'anni fa quando il sistema normativo, anche sovraordinato, era completamente diverso, e noi dobbiamo tener conto delle norme che sono cambiate nel tempo e delle norme di attuazione che siamo andati ad approvare l'anno scorso, quindi dalle nuove competenze che sono transitate dallo Stato in capo alla Regione Sardegna, che devono necessariamente essere normate perché divengano effettive e possano essere recepite e messe in funzione.
COINU STEFANO (FI). Grazie, Presidente, per ribadire velocemente un concetto.
(Parte di intervento in lingua sarda)
…Adesso parlo in italiano, perché ci tengo ad essere capito. Sostanzialmente ribadisco il fatto che il periodo, questo periodo, non è un periodo per fare leggi che devono unire e non dividere, siamo in un momento in cui la capacità di ognuno di noi, e mi ci metto dentro anch'io, nel valutare ciò che è bene per tutti, è un pochettino influenzata, io credo umanamente, da quello che deve avvenire fra cinque o sei mesi, in particolar modo se parliamo di lingue e di lingua. Volevo anche aggiungere questo, che nessuno pone in dubbio il buon intento di chi vuole legiferare in materia, è chiaro però che ci dividiamo sul metodo, perché la politica si divide sui metodi non sugli intenti, tutti quanti abbiamo l'intenzione seria e ferma che è quella di creare le condizioni affinché finalmente in Sardegna si crei una lingua unitaria, però se noi partiamo nel voler creare qualcosa di unitario partendo con definizioni che invece parlano di più lingue, perché di questo si tratta, poi le alchimie che stiamo trovando e cercando di trovare in Consiglio con emendamenti agli emendamenti, sono la dimostrazione che questa non è la sede adatta per fare una norma che poi valga e possa valere nel tempo, quindi, come dire, qualunque cosa io direi che va nella direzione di una prosecuzione, che chiaramente a questo punto dovrà essere, porterà inevitabilmente a un prodotto che non va nella giusta direzione, non porta i suoi buoni frutti. Posso aggiungere che probabilmente faremo molto meglio a rivedere e a rimandare questa norma in qualche modo, a vedere di rifarla e di rifarla in circostanze diverse, e non per perdere tempo, perché, badate bene, rinviare in certi momenti esattamente corrisponde a fare meglio le cose, lo sapete bene tutti. E voglio dire a chi ha lavorato tanto per questa norma, e so che ha lavorato tanto, che non è una resa, non è una sconfitta, a volte diciamo che rinunciare a un qualche cosa in un certo momento significa poi fare dei grandi passi avanti dopo, che la Sardegna merita un ragionamento sulla lingua diverso, in tempi diversi, e sappiate che anche chi ci guarda e ci ascolta, molti di chi ci…
PINNA ROSSELLA (PD). Grazie, Presidente. Io credo invece che in questi giorni il Consiglio regionale stia discutendo di un tema alto, di un tema che, è vero, tocca le corde più profonde della nostra identità e della nostra sardità. Le posizioni presenti in Consiglio, talvolta anche contrapposte, riflettono il fermento che attraversa la Sardegna, e non solo tra i cultori della materia; la lingua è l'anima di un popolo, la lingua ne traccia la cultura, è un patrimonio da proteggere, da tutelare, perché se la lingua scompare, scompare il popolo, la lingua non si conserva nelle teche dei musei, si conserva trasmettendola alle giovani generazioni, cioè utilizzandola, se perdiamo la lingua perdiamo l'identità, perdiamo il contatto con le nostre radici, con il nostro passato, ma anche con la prospettiva del nostro futuro. Regolamentare quindi la disciplina della politica linguistica non è un'impresa facile, è un'impresa molto ardua. Qui non si tratta di dare lezioni a nessuno né di dare patenti di competenza o di incompetenza, l'unificazione linguistica non è l'obiettivo di questa proposta di legge, ma esattamente il contrario, è il principio del rispetto delle specificità linguistiche che connotano le comunità e i territori. Quindi, il nostro proposito non è pensare a un appiattimento, a un'unificazione, ma alla valorizzazione delle peculiarità linguistiche, e quindi dobbiamo muoverci con la delicatezza di un chirurgo che usa il bisturi. Noi questa delicatezza la dobbiamo utilizzare con le parole, per rendere i concetti chiari nel rispetto delle differenze espressive, linguistiche, senza prevaricazione da parte di nessuno. Ecco perché, per rispondere al collega Dedoni, io credo che il lavoro non solo della Commissione, ma anche il lavoro di queste ore, di questi minuti, di trovare un'intesa sia del tutto naturale, del tutto normale se si vuole fare della legge della politica linguistica una buona legge che non solo non scontenti nessuno, ma che possa essere davvero un riferimento per tutti i sardi e non soltanto per una parte di essi.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, prima di entrare nel merito ritengo doveroso muovere una critica a questa maggioranza in riferimento all'accelerazione che è stata impressa ai lavori della Commissione consiliare prima e del Consiglio poi, al fine di addivenire alla rapida approvazione del testo normativo. Sono infatti certo che tutti, nessuno escluso, converrete con me sull'innegabile priorità ed urgenza di altri temi e di altre problematiche: il lavoro, i trasporti, la sanità, i problemi economici e la disoccupazione, solo per citarne alcuni che tutti i giorni trovano spazio nelle testate giornalistiche locali, dove si denunciano i disagi e i malumori dei cittadini sardi. La situazione di profonda crisi economica in cui versa la popolazione avrebbe dovuto suggerire all'attuale maggioranza di Governo un diverso ordine di importanza degli argomenti da trattare e da affrontare con immediatezza e serietà in questo ultimo stralcio di legislatura.
Superando le critiche che sono ovviamente aspre e tornando al tema che ci occupa, certo è lodevole e condivisibile l'obiettivo di fondo che anima il testo di legge, volto a disciplinare la politica linguistica della Regione Sardegna nel tentativo di salvaguardare il nostro idioma nelle sue varianti storiche e locali, quali manifestazioni essenziali della cultura. Questo non vuol dire che dobbiamo approvare a tutti i costi una legge nel giro di una settimana. Dobbiamo trovare una legge che sia in qualche modo un motivo di unione tra i sardi e non di divisione, una legge che sia semplice, una legge che soprattutto sia praticabile. Il tema della lingua sarda è un tema complesso che rischia in qualche modo di creare fratture all'interno della stessa maggioranza, come fratture all'interno della popolazione sarda. Per questo condivido il pensiero che è bene fermarci su questa legge, è una legge che probabilmente non è matura, che andrebbe ancora rivista, discussa, che in qualche modo va condivisa con le popolazioni e con i sindaci.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 2, 203, 325, 375, uguali.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 2 bis, 203 bis, 324, 372, 374, uguali.
Metto in votazione l'emendamento numero 123. C'è un invito al ritiro.
PINNA ROSSELLA (PD). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 293. C'è un invito al ritiro.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). L'emendamento
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 71. C'è un invito al ritiro.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 124. C'è un invito al ritiro.
RUGGERI LUIGI (PD). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 164. C'è un invito al ritiro.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 294. C'è un invito al ritiro.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 328, con l'emendamento sostitutivo totale, emendamento all'emendamento numero 384.
DERIU ROBERTO (PD). Per presentare un emendamento sostitutivo totale, oralmente, all'emendamento all'emendamento. Il testo è: "Per lingua sarda si intendono le parlate diffuse nelle comunità linguistiche locali, le macrovarietà storiche e letterarie campidanese e logudorese e il sistema delle norme ortografiche e linguistiche".
PRESIDENTE. Chiedo se ci sono obiezioni all'accoglimento di questo emendamento orale.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Contrarissimo.
PRESIDENTE. Quindi non è accolto l'emendamento orale.
Ritorniamo all'emendamento sostitutivo totale numero 384, su cui c'è il parere favorevole della Commissione e della Giunta.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Io voterò contro l'emendamento numero 384 e valorizzo invece le ragioni che mi hanno portato a compendiare nell'emendamento numero 328 la definizione di lingua sarda. Lingua sarda per quanto ci riguarda, e con questo veramente faremo giustizia di un dibattito culturale che ha prodotto dei risultati negli ultimi trent'anni, per lingua sarda noi intendiamo le norme ortografiche e linguistiche di riferimento - mi pare che su questo non ci sia nulla da dire - le macrovarianti letterarie del logudorese e del campidanese e soprattutto le parlate diffuse nelle comunità linguistiche locali. Con questo sistema noi abbiamo veramente creato una norma inclusiva, onorevole Dedoni, inclusiva, non escludiamo nessuno e facciamo veramente tesoro e patrimonio di un qualcosa che ci appartiene, un sistema di plurilinguismo regionale, compendiato in una definizione omogenea e unitaria. Per noi questo rappresenta la sintesi migliore di che cos'è oggi il patrimonio linguistico della Sardegna.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Scusate, noi avevamo raggiunto un accordo per l'emendamento orale all'emendamento, quindi siccome la situazione è cambiata, io chiedo all'onorevole Pinna di ritirare il suo emendamento, se è d'accordo, e di tornare al testo base della legge e votare il testo base.
PINNA ROSSELLA (PD). Questo emendamento è il risultato dell'emendamento che l'Aula ha approvato relativamente all'articolo 1, comma 2. Cioè nel momento in cui abbiamo eliminato dal testo del comma 2, articolo 1, "nelle sue varianti storiche e locali" accanto alle parole "la lingua sarda" e abbiamo tolto le parole "nelle sue varianti accanto al gallurese", è necessario ed è indispensabile precisare che cosa si intende per lingua sarda, perché il termine "varianti storiche e locali della lingua sarda" non lo troviamo più. Semplicemente per questo. Quindi non ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 384.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 328.
Metto in votazione l'emendamento numero 329.
COCCO PIETRO (PD). Per chiederle 15 minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 57, viene ripresa alle ore 18 e 11.)
ZEDDA ALESSANDRA (FI).Preso atto della situazione che si è venuta a creare in Aula, questa minoranza, e glielo chiedo a nome di tutti i Gruppi di minoranza, ha necessità a questo punto di dieci minuti di sospensione per capire come dobbiamo proseguire i lavori.
PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 12, viene ripresa alle ore 18 e 38.)
PRESIDENTE. Siamo arrivati all'emendamento numero 329, c'era un invito al ritiro, onorevole Congiu? Ritirato l'emendamento numero 329.
Passiamo all'emendamento numero 10, uguale al 188, c'è anche qui un invito al ritiro. Rimane l'emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10, uguale al 188.
Passiamo all'emendamento numero 295, Zanchetta e Meloni, c'è un invito al ritiro. Onorevole Zanchetta? E' mantenuto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 295.
1. La presente legge disciplina le competenze della Regione in materia di politica linguistica. In particolare, essa contiene:
c) la disciplina dell'insegnamento, anche in italiano, della storia, della letteratura e di altre discipline riferite alla Sardegna.
3. La presente legge è approvata:
a) nel rispetto della Costituzione, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna) e della legge n. 482 del 1999;
b) in attuazione del decreto legislativo n. 16 del 2016;
4. L'ambito di applicazione delle misure previste dalla presente legge a favore delle lingue delle minoranze storiche è individuato attraverso la delimitazione territoriale operata secondo le modalità previste dall'articolo 3 della legge n. 482 del 1999.
5. Tutti gli interventi previsti dalla presente legge a favore della lingua sarda si applicano, con riferimento al territorio delimitato ai sensi del comma 4, anche al catalano di Alghero.).
PRESIDENTE. L'emendamento numero 11 è ritirato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Zedda, relatore.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Sull'emendamento numero 237 c'è un parere favorevole; sull'emendamento numero 296 c'è un invito al ritiro o in alternativa parere contrario, sull'emendamento numero 332 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, sull'emendamento numero 297 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, sul 73 aggiuntivo c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario.
PRESIDENTE. Per il esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Parere conforme.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). Io chiedo solo un minuto di attenzione, io credo che il percorso di questa legge in Commissione e in Aula, che è datata oltre un anno, sta diventando estremamente contraddittorio, anche estremamente incoerente. Io sfido chiunque a capire e a dirmi esattamente il contenuto di quanto abbiamo approvato finora, io non ci sto capendo più nulla e, come me, a detta così a microfoni spenti, lo dicono anche gli altri consiglieri. Adesso votiamo l'intero articolo 2 che contiene le definizioni stesse e l'ambito di tutela dove si vuole applicare questa legge, lo boccia la maggioranza, lo boccia la minoranza e pretendiamo di passare all'articolo 3. Io chiedo davvero, e magari si metta anche al voto, la sospensione dei lavori, non per cinque, dieci o quindici minuti, come ha detto il Capogruppo del PD, ma cinque, dieci o quindici giorni e riportiamo il testo interamente in Commissione, perché davvero sta diventando lesivo della dignità degli stessi consiglieri e del nostro ruolo di legislatori.
PRESIDENTE. Onorevole Usula, in base all'articolo 86 deve essere richiesto da un Capogruppo il rinvio in Commissione, oppure da cinque consiglieri. Anche nell'esame degli articoli purché l'esame del provvedimento riprenda entro la tornata. Allora, la questione della sospensiva su richiesta della Giunta di cinque Consiglieri o di un Presidente del Gruppo può essere proposta anche nel corso dell'esame degli articoli purché l'esame del provvedimento riprenda entro la tornata. Questo è quello che dice l'articolo 86.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, condivido in pieno le parole espresse dal collega e chiedo quindi, a nome del nostro Gruppo, ma credo di molti consiglieri regionali, di riportare in Commissione questa legge, di rivederla, perché è veramente imbarazzante, è imbarazzante per l'intero Consiglio regionale, è imbarazzante per la maggioranza, è imbarazzante per la minoranza, è impensabile che si voglia trattare un argomento così serio e delicato senza avere le definizioni della legge stessa, è una situazione che crea del disagio e mette tutti noi nel ridicolo perché stiamo qui a discutere tutta la sera senza riuscire a concludere un bel nulla su una legge che peraltro non era tra le priorità della Sardegna, è una legge che non è priorità tra le priorità della politica. Quindi continuare ad insistere su una legge che non porterà assolutamente a nulla, che non è condivisa né dalla maggioranza né minoranza credo che sia veramente deleterio per tutti. Fermiamoci qui, fermiamo i lavori, siamo responsabili, persone serie, tutti insieme, maggioranza e minoranza, cerchiamo di trovare la soluzione per trovare un punto d'incontro su una legge che indubbiamente, dal punto di vista culturale e dal punto di vista storico ha la sua importanza, per quanto non prioritaria.
PRESIDENTE. Sull'argomento è possibile intervenire con un intervento per ciascun Gruppo.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, io mi associo alle considerazioni dell'onorevole Rubiu e dico anche di più, che oggi ho avuto un confronto con il collega relatore, che stimo e che ha fatto un lavoro importantissimo su questa legge, che mi ha anche rassicurata su le determinazioni della Commissione. Allora, io dico, se noi arriviamo in aula e la maggioranza per prima incomincia a porre degli emendamenti, addirittura si va con emendamenti orali su un argomento così importante, sinceramente noi non siamo disposti, ed è questo anche il motivo della nostra sospensione, a proseguire i lavori in maniera schizofrenica. È un elemento conduttore di tutte le vostre leggi, poi quando le andiamo ad applicare ci scontriamo con la realtà, questo argomento sulla lingua sarda doveva essere uno sforzo corale di tutta l'Aula per dare ai sardi qualcosa che li unisse, li rappresentasse, li identificasse. Invece stiamo riuscendo a fare solamente una cosa: grandi differenze al ribasso, stiamo uccidendo i territori, le loro identità, e io a questo non ci sto, parlo ovviamente a nome di tutto il Gruppo, ma credo che la minoranza abbia dato dei segnali precisi in questo senso. Quindi, Presidente, la invito veramente a volerci far soprassedere a questo modo di lavorare, ritornare in Commissione e uscire con una proposta che può essere almeno discussa. E ognuno di noi deve avere la dignità di capire e di dare il proprio contributo. Non possiamo continuare ad analizzare una legge a pezzi e addirittura con emendamenti che nascono all'ultimo minuto per i mal di pancia o per i desiderata dell'ultima ora in quest'Aula, non esiste Presidente, non è un modo di lavorare, noi non ci prestiamo, sappia che qualsiasi cosa succeda con queste versioni, noi non siamo più disponibili a stare in aula, quindi si trovi la soluzione che mette tutti d'accordo per portare una legge che possa essere votata, approvata, ma conosciuta prima di tutto da chi in quest'Aula prende la decisione.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, è indubbio che se si continua sull'articolo 3, che è nettamente contrario a tutto quello a cui unanimemente il Consiglio ha votato contro, e attraverso altri emendamenti bocciati nella identificazione dell'articolo 2, da tutto il Consiglio, io credo che non è andare in maniera schizofrenica, è proprio non andare e non si può operare in un modo per cui non si sa quello che ne viene fuori da una norma raffazzonata, messa una sull'altra come parole ma non avendo un concetto base su cui poter poi esprimere un giudizio. L'articolo 3 di per sé è cassato nello stesso momento in cui, e gli emendamenti stessi, nel momento in cui è stato cassato l'articolo 2. Quando non si coglie questo vuol dire non fare attività legislativa. Io vorrei invitare la maggioranza ad avere sensibilità, ad avere l'accortezza, anche politica, di ritirare questo provvedimento, perché se questo non si fa stiamo dando in pasto a forze politiche eversive l'utilizzo di una cosa che è divisiva del popolo sardo, una cosa che può soltanto portare nocumento a quelle che sono anche le possibilità di riscatto di questo popolo, e ancora una volta dimostreremo che non ci sono veramente operatori che vogliono dare il proprio contributo con serietà all'interno di questo Consesso. Io vi chiederei di riportarla tranquillamente in Commissione, sono più che disponibile a dare tutto quello che è la mia piccola possibilità di conoscenza per poter offrire una parte di me stesso, per poter far sì che la lingua sarda abbia un destino migliore di quello che le stiamo disegnando con questa proposta di legge, perché è vergognosa, è contraddittoria, non ci dà alcuna possibilità di poterla emendare. Io vi invito, se avete un attimo di costanza, di leggere quelli che sono gli emendamenti all'articolo 3 e la bocciatura sonora unanime del Consiglio regionale sull'articolo 2, se è possibile poter continuare, non è modo di legiferare, non si può legiferare così, bisogna avere la cultura non solo del Governo ma dei buoni legislatori che offrono il meglio a coloro i quali aspettano da noi che ci siano leggi buone che valgano per tutti, che diano prospettiva, che aiutino questo popolo sardo e la nazione sarda. Perché non si può andare avanti così, non si può, io credo che ci sia giustamente la necessità di chiudere questa partita riaprirla quando sarà possibile riaprirla e, d'altronde, sino ad oggi c'era una legislazione già in vita, in vigore che continui quella, in attesa di poter vedere che cosa si riesce a fare come legislatori nostri noi all'interno della Commissione e all'interno di questo Consiglio. Ma è auspicabile, auspicabile, che la maggioranza stessa prenda coscienza del fatto che non c'è alternativa, non c'è alternativa. Perché la norma ortografica, la normativa che si vuole dare a una lingua non può essere fatta qui su due piedi in Consiglio, deve essere fatta con scientificità, con capacità, con comprensibilità di quello che si va a fare. Tutto il resto è gazzosino che certamente non fa bene né alle forze politiche, qui rappresentate, e ancor di meno al popolo sardo che poi giudica tra un paio di mesi.
COCCO PIETRO (PD). Rinuncio.
LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Grazie Presidente, esordisco con… nell'intervento che avevo fatto precedentemente in quest'Aula, in discussione generale, avevo detto chiaramente che esistono tanti dialetti, ma esiste una sola lingua sarda, la lingua sarda è unica: la lingua della nazione sarda. Tanti dialetti, come ho detto precedentemente, ci siamo resi conto, andando avanti nei lavori, che, come ha detto qualcuno che mi ha preceduto, che non c'è alternativa, contraddittorio e cose varie, condivido pienamente, ci siamo resi conto soprattutto oggi che non c'è condivisione, e parliamo della legge della lingua sarda non stiamo parlando di una di una piccola cavolata. Quindi, sono d'accordo con i colleghi e sono disposto anche a lavorarci io e il mio Gruppo consiliare affinché ritorni in Commissione come ho in chiusura di intervento in discussione generale, che il testo torni in Commissione e si faccia una proposta condivisa. E ribadisco questo: che vada in questa direzione. Grazie.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Presidente grazie, io vorrei dire che invito tutti ad avere uno spirito collaborativo diverso da quello che abbiamo osservato finora, sul quale io continuo a contare, nonostante tutto. Voglio sottolineare il fatto che l'articolo 2 è un articolo che tratta di definizioni: alla lettera a) riprende una norma che è già contenuta nella legge 482 che è una legge sovraordinata, e quindi non ha un valore sostanziale; alla lettera b) parla delle varietà storiche locali della lingua sarda, anche qui si tratta di una definizione che serve a puntualizzare meglio, ma non ha un valore sostanziale; la lettera c) era già stata proposta la eliminazione, perché parlava di varietà linguistiche alloglotte sulla quale definizione non c'era un accordo; le lettere d) ed e) erano state proposte per la soppressione ugualmente per altri motivi legati alla, diciamo, ridefinizione dell'articolo 9. Ciò che voglio dire è che questo, quindi, non inficia assolutamente la validità della legge, si tratta soltanto di norme che servivano a definire meglio nel dettaglio alcune delle dizioni che erano presenti nel seguito della legge, ma che non entrano nella sostanza. Chiedo, quindi, di continuare e insomma di cercare di collaborare in senso positivo. Io davvero penso che per la lingua sarda non ci sia possibilità di proroga, non per la legge sulla lingua sarda, per la lingua e che non abbiamo dei tempi ulteriori nei quali possiamo programmare una politica che serva al sostegno reale e al contrasto e alla decadenza, che è gravissima.
PRESIDENTE. Metto in votazione, per alzata di mano, il ritorno in Commissione della legge.
Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato: "Disciplina della politica linguistica regionale". (36-167-228/A).
PRESIDENTE. Procediamo con l'articolo 3.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 237.
Metto in votazione l'emendamento 296, c'è un invito al ritiro. Onorevole Zanchetta?
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Lo mantengo.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Per chiedere di apporre anche la mia firma a questo emendamento, grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 296.
Metto in votazione l'emendamento 332 c'è un invito al ritiro, onorevole Congiu? Ritirato l'emendamento. È decaduto l'emendamento 297.
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 73, c'è un invito al ritiro. Onorevole Usula? L'emendamento rimane.
Passiamo all'esame dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti.
b) realizza il monitoraggio periodico e la valutazione dei risultati conseguiti e degli effetti prodotti dalla politica linguistica sulla società sarda;
c) promuove e partecipa ad un sistema stabile di relazioni istituzionali e culturali con le altre minoranze linguistiche o espressioni artistiche in ambito nazionale ed internazionale.
3. La Regione adotta, per la lingua sarda, una norma ortografica di riferimento e una norma linguistica di riferimento.).
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Per l'emendamento 125 c'è un parere favorevole. Per l'emendamento numero 3, uguale al 204, uguale al 323 e uguale al 376 c'è un invito al ritiro. Per l'emendamento 131 c'è un parere contrario. Per l'emendamento 298 c'è un invito al ritiro. L'emendamento 171 è stato ritirato. Per l'emendamento 218 c'è un parere favorevole. L'emendamento numero 12 è stato ritirato.
DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
Metto in votazione l'emendamento numero 125.
Decadono gli emendamenti numero 3, 204, 323 e 376, nonché gli emendamenti numero 131 e 298.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, il testo dell'articolo 4.
L'emendamento 161 è stato ritirato, passiamo all'emendamento numero 218.
Passiamo all'esame dell'articolo 5, al quale sono stati presentati gli emendamenti: numero 333, con l'emendamento all'emendamento numero 386; numero 299; numero 13, ritirato, e numero 262.
1. Le autonomie locali concorrono al perseguimento delle finalità previste dalla presente legge e all'attuazione, secondo le modalità previste dal capo III, degli articoli 9 e 15 della legge n. 482 del 1999.
2. Le autonomie locali possono attivare collaborazioni con altre pubbliche amministrazioni presenti nel proprio territorio e con gli organismi privati di cui all'articolo 33, al fine di diffondere l'utilizzo della lingua sarda, in ambito pubblico e privato.
3. Le autonomie locali adeguano i propri statuti e regolamenti ai principi contenuti nella legge n. 482 del 1999 e alla presente legge.).
PRESIDENTE. Per esprimere parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Zedda, relatore.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Sull'emendamento 333 c'è un invito al ritiro ma sull'emendamento all'emendamento 386 c'è un parere favorevole. Sull'emendamento 299 c'è un invito al ritiro. L'emendamento 13 è stato ritirato. Sull'emendamento 262 c'è un parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo totale numero 386, emendamento all'emendamento numero 333.
Metto in votazione l'emendamento numero 299 sul quale c'è un invito al ritiro.
L'onorevole Zanchetta mantiene l'emendamento.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per mettere in evidenza ciò che è avvenuto poc'anzi, nel senso che, caduto l'articolo 2, dove tra l'altro c'erano delle specifiche in un emendamento orale che ho sentito in quest'Aula anche di chiarimento, anche quello che abbiamo appena approvato per quanto mi riguarda mi falsa il voto, perché comunque io non riesco più a identificare… si parla delle minoranze, in questo caso, ma non c'è più una definizione di lingua, o di lingue se stiamo alle scuole di pensiero di quest'Aula. Quindi sinceramente io le chiedo anche un attimo di rallentare, anche quando proponiamo i voti e gli emendamenti, perché sinceramente è una legge già troppo confusa, figuriamoci cosa ne pensano gli enti locali.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 5.
Metto in votazione l'emendamento numero 262, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, volevo capire che ruolo possono avere le Istituzioni pubbliche internazionali sulla lingua sarda.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Le Istituzioni internazionali hanno un valore sulle lingue della Sardegna specialmente in riferimento al Gallurese che è una lingua che fa parte del sistema sardo-corso e quindi le attività di studio possono essere promosse dalle università della Corsica, com'è già avvenuto, e per le varietà del catalano di Alghero che fanno parte di un sistema linguistico la cui insomma controparte è insediata nella penisola iberica e quindi si possono avere dei rapporti legati alla ricerca, alla promozione di attività anche culturali e che sono, diciamo, contemplano, l'Unione della componente sarda e di quella catalana.
ZANCHETTA PIETRO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente, mi corre l'obbligo dopo l'intervento dell'onorevole Zedda di fare una precisazione, perché è giusto il riferimento alla portata internazionale e al legame della Sardegna, il catalano con la Spagna, con la Catalunya, la Corsica. Però io credo di aver forse non esplicitato in maniera completa il mio ragionamento della scorsa settimana nella discussione generale quando ho sostenuto, come sostengono moderni studiosi, e ho citato non a caso Emilio Aresu che prosegue la tradizione di studiosi galluresi che gallurese non è una lingua sarda-corsa è una lingua che ha una sua identità ben precisa ed è una lingua antica della Sardegna. Lei stesso però nel suo intervento onorevole Zedda ha citato la lingua gallurese, poi non ce la ritroviamo riconosciuta nell'articolato di legge. Questa mi pare una contraddizione che potremmo avere il tempo di risolvere nel prosieguo, io mi auguro che si possa trovare un'intesa che accolga anche queste importanti parlate, ma lingue della Sardegna, grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 262.
Passiamo alla discussione dell'articolo 6, al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 235, 334, 302 234, 301, 335, 14, 86, il 14 e l'86 sono ritirati, il 106 è ritirato, quindi rimane 219 con l'emendamento aggiuntivo numero 387.
1. La Giunta regionale, nell'ambito delle strategie e degli obiettivi generali delineati dal Programma regionale di sviluppo (PRS), approva, per la durata della legislatura, il piano di politica linguistica regionale che contiene le misure di tutela, valorizzazione, promozione e diffusione della lingua sarda e delle varietà linguistiche alloglotte e delle produzioni ed espressioni veicolate attraverso di esse.
4. Al fine di conseguire una maggiore coerenza programmatica, tutti gli interventi per i quali la presente legge prevede dei finanziamenti a carico del bilancio regionale sono ricompresi nel programma annuale di cui al comma 3.
5. Gli atti di programmazione di cui al presente articolo sono approvati secondo le modalità previste dall'articolo 35; essi tengono conto della consistenza numerica e della situazione sociolinguistica della lingua sarda e delle varietà linguistiche alloglotte della Sardegna. A tal fine, la Regione, promuove, con cadenza biennale, apposita indagine sociolinguistica.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. L'emendamento numero 235 c'è un parere favorevole, per il 334 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 300 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per 234 c'è un parere favorevole, per il 301 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, 335 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, il 14 è stato ritirato, e chiedo conferma, per l'86 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, il 170 anche a me risulta che sia stato ritirato, conferma, per 219 c'è un parere favorevole, per l'emendamento all'emendamento numero 387 c'è un parere favorevole.
MELONI GIUSEPPE (PD). Per annunciare il mio voto contrario all'emendamento numero 235, invece favorevole all'emendamento numero 300. Spiego velocemente per quale motivo, coerentemente con le votazioni già espresse perché seppur viene superato il termine "varietà linguistiche alloglotte", io ritengo che sia un errore, sia stato già un errore nell'articolato, laddove è previsto, distinguere il termine lingua sarda dal sassarese e dal gallurese nello specifico, può valere, può essere utile per il catalano di Alghero, può essere utile per il tabarchino la distinzione, non la ritengo utile per quanto riguarda il sassarese e il gallurese nel caso specifico, perché ritengo meritino entrambe la definizione di lingua sarda, sono delle lingue sarde perché sono lingue che sono nate in Sardegna, vengono parlate in Sardegna. Quindi per questo motivo non inganni il fatto che anche se vi è un richiamo al gallurese il mio voto sarà assolutamente contrario, perché viene distinto impropriamente, a mio modo di vedere, dalla lingua sarda, grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 235.
Decadono gli emendamenti numero 334 e 300.
Passiamo all'emendamento numero 234, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 234.
Decadono gli emendamenti numero 301 e 335.
Metto in votazione l'emendamento 387 aggiuntivo, c'è un emendamento l'emendamento numero 387 parere favorevole della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 387.
COCCO PIETRO (PD). Prima di votare l'emendamento numero 219, chiederei un minuto di sospensione per cortesia.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 30, viene ripresa alle ore 19 e 31.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 219, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
Va votato il numero 219, abbiamo votato l'emendamento all'emendamento.
Se ritira l'emendamento, decade anche l'emendamento all'emendamento che abbiamo appena approvato perché è un aggiuntivo. Il numero 387 non esiste più.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 31, viene ripresa alle ore 19 e 32.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. È ritirato quindi l'emendamento numero 219, decade il numero 387.
2. A tale fine organizza, ogni anno, una conferenza aperta (Cunferentzia aberta) sulla lingua sarda e le varietà linguistiche alloglotte, quale strumento di impulso, iniziativa e partecipazione alla definizione delle linee di indirizzo e alla valutazione dei risultati conseguiti.
4. L'organizzazione è curata dall'Agenzia sarda per le lingue (Agentzia Sarda pro is Limbas) (ASaL), di cui all'articolo 11, che svolge i compiti di segreteria e provvede alla pubblicazione e divulgazione delle risultanze dei lavori, che sono trasmesse, per conoscenza, anche al Consiglio regionale.
5. La Giunta regionale può deliberare di sottoporre a consultazione pubblica le proposte di atti normativi e amministrativi in materia di tutela, valorizzazione, promozione e diffusione della lingua sarda e delle varietà linguistiche alloglotte. La partecipazione dei soggetti interessati alla formulazione di osservazioni è assicurata per via telematica.
6. La Regione, può, inoltre, prevedere l'utilizzo di strumenti demoscopici per acquisire l'opinione dei cittadini in merito a proposte o argomenti di particolare rilievo in materia di politica linguistica.).
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Sul numero 132 c'è un parere contrario, sul numero 263 c'è un parere favorevole, sul numero 336 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, sul numero 302 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, il numero 172 è stato ritirato, sul numero 220 c'è un parere positivo, sul numero 264 c'è un parere positivo, sul numero 337 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere negativo, sul numero 303 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere negativo, l'emendamento numero 15 è stato ritirato.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 132, parere contrario della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 132.
Metto in votazione l'emendamento numero 263, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 263.
Decadono gli emendamenti numero 336 e 302.
Metto in votazione l'emendamento numero 220, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 264. Parere favorevole della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 264.
Metto in votazione il testo dell'articolo 7. Sono decaduti gli emendamenti numero 337 e 303.
2. A tal fine, provvede alla conclusione di accordi, anche di carattere transnazionale, per la collaborazione e il conseguimento di obiettivi comuni, lo scambio e la condivisione delle conoscenze ed esperienze maturate nell'attuazione delle politiche a favore della tutela delle comunità linguistiche.
PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo 8. All'articolo 8 non sono stati presentati emendamenti.
Poiché non ho iscritti a parlare, lo metto in votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Flavio Zedda. Ne ha facoltà.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Sottopongo alla Presidenza l'eventualità, in sede di coordinamento del testo, di valutare lo spostamento del comma 2 dell'articolo 1 nella nuova formulazione del testo, al comma 1 dell'articolo 3 per questioni di coerenza. Vi chiedo di valutare questa possibilità.
PRESIDENTE. Va bene, sarà valutato dagli Uffici. Convoco la Conferenza dei Capigruppo, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 39, viene ripresa alle ore 19 e 44.)
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso che il Consiglio è convocato per martedì alle ore 16, in prosecuzione poi mercoledì mattina e pomeriggio. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 19 e 44.