Source: http://san-vincenzo-livorno.blogspot.com/2011/11/rimigliano-consiglio-comunale-del-3_04.html
Timestamp: 2018-08-20 03:44:36+00:00
Document Index: 4569849

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art 3', 'art. 3', 'art 4', 'art 5', 'art 6', 'art 5', 'art 16', 'art 16', 'art. 16', 'art 16', 'art. 3', 'art 3', 'art. 7', 'art. 5']

San Vincenzo lavori in corso: RIMIGLIANO - Consiglio Comunale del 3 ottobre 2011 - Controdeduzioni alle osservazioni
ALLEGATO "A" ALLA DELIBERA DI C.C. del 03 Ottobre 2011
Variante al Regolamento Urbanistico per la Tenuta di Rimigliano.Approvazione
Determinazioni sulle osservazioni presentate
1 - OSSERVAZIONE della RIMIGLIANO srl allo schema di convenzione.
Prot. 09.12.2010 n° 30385
Contenuto dell’osservazione:
L’osservazione chiede di chiarire meglio, all’art.3 della convenzione attuativa, la possibilità di alienare, congiuntamente alle unità immobiliari, i terreni pertinenziali alle stesse.
Controdeduzioni:
L’osservazione è pertinente anche se, la risposta ovviamente è implicita nella definizione di terreni pertinenziali che, per legge non possono essere alienati separatamente dagli immobili a cui è riferito il vincolo di pertinenzialità. Tale aspetto è chiaramente obbligatorio ad esempio, per le aree a parcheggio ex L. 122/89.
Comunque al fine di una maggiore chiarezza, si precisa che il comma c dell’Articolo 3 adottato è riferito a tutti i terreni esterni ai Nuclei Poderali e si propone di integrarlo come proposto:
“…. e dei terreni pertinenziali e condominiali delle stesse compresi all’interno dei Nuclei Poderali così come definiti dal Regolamento Urbanistico.”
L’OSSERVAZIONE DELLA RIMIGLIANO SRL È ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTE INTEGRAZIONE, IN CALCE AL COMMA C DELL’ARTICOLO 3 DELLA CONVENZIONA ADOTTATA DEL PERIODO SOPRA ELENCATO.
DICHIARAZIONE DI VOTO CONSIGLIERE NICOLA BERTINI
Con questa osservazione voi sancite che di fatto la pianificazione urbanistica di quest’area è diversa tra l’azienda agricola e i suoi pertinenziali nuclei poderali e con questa possibilità, cioè di dare ad ogni appartamento (inc.) che è del tutto coerente con la vostra pianificazione urbanistica, saltano tutti quei criteri per cui non si devono avere dei frazionamenti visibili con siepi, cose varie, perché sennò il nucleo poderale è snaturato, perché è del tutto evidente che ciascun proprietario dovrà in qualche modo confinare e recintare il proprio giardino rispetto a quello di quegli altri; per cui è evidentemente che questo qui vi pone un problema di coerenza con quanto avete scritto nello stesso regolamento urbanistico, già nel piano strutturale, sul suolo dei nuclei poderali, per cui non è un problema di quanto noi siamo favorevoli o contrari, in questo caso contrari, sull’accoglimento di questa osservazione, è il problema che siete in un ginepraio, non ne uscite così.
DICHIARAZIONE DI VOTO CONSIGLIERE LERA DAVIDE
Posto che noi non possiamo essere favorevoli alle controdichiarazioni, ma per il motivo originario che abbiamo spiegato stamattina, però su questo punto ci asteniamo, perché è logico pensare che siano inseriti i terreni pertinenziali alle unità immobiliari, altrimenti non sarebbe logico escluderle, quindi... però non possiamo votare a favore, ma ci asteniamo su questo punto per i motivi detti.
SINDACO BIAGI MICHELE
Quindi, alla controdeduzione alla osservazione numero 1.
Contrari? Il Forum. Astenuti? San Vincenzo per tutti. Favorevoli? Per San Vincenzo.
Consiglieri assenti n. 3 Catino- Morandini – Angelici , Consiglieri presenti n.14 Votanti n° 13
Voti favorevoli……..n° __11
Voti contrari………..n° __2 ___ ( Bertini ,Viliani )
Astenuti…………….n° __1___ ( Lera)
L’Osservazione n° 1 della Rimigliano srl è ACCOLTA come da controdeduzione
2 - CONTRIBUTO/OSSERVAZIONE della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
Prot. 15.12.2010 n° 30618
Più che una vera e propria osservazione al Regolamento Urbanistico adottato, la Soprintendenza raccomanda l’effettuazione di saggi di accertamento archeologico prima della esecuzione delle opere che comportino scavi di qualsiasi genere, da trasmettere alla stessa Soprintendenza al fine di ottenere il nulla osta alla esecuzione delle opere.
L’Amministrazione comunale ritiene opportuno tutelare eventuali emergenze archeologiche e pertanto si propone di inserire tale obbligo nella Disciplina del R.U. in calce al punto 16 come segue:
“ Il permesso di Costruire dovrà essere preceduto dal Nulla Osta della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana”.
L’OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTE INTEGRAZIONE, DI UN ULTERIORE COMMA, IN CALCE ALL’ARTICOLO 16 DELLA DISCIPLINA ADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO.
Favorevoli? Forum per San Vincenzo, Per San Vincenzo. Astenuti? San Vincenzo per tutti.
Voti favorevoli……..n° __13___
Voti contrari………..n° __0___
Astenuti…………….n° ___1__ Lera
L’Osservazione n° 2 della Soprintendenza per i Beni Archeologici è ACCOLTA come da controdeduzione
3 – OSSERVAZIONI del Gruppo Consiliare del FORUM del Centro Sinistra – Nicola Bertini – Chiara Bersotti.
Prot. 29.12.2010 n° 32217
Contenuto dell’Osservazione N° 1:
Si richiede l’annullamento della delibera e una nuova elaborazione del Regolamento Urbanistico che risulta poggiato su un’analisi (quella del PS) non più attuale del contesto economico e sociale da cui derivano risultanze per niente rispondenti agli interessi collettivi.
Tale osservazione non è condivisibile a causa dell’infondatezza delle motivazioni addotte:
• Il RU non prevede la realizzazione del Parco di Rimigliano, come parco pubblico, al pari di quello esistente, ma ne prevede il suo ampliamento con le aree a monte della via della principessa acquisite alla proprietà pubblica, e, chiaramente, prevede l’obbligo dell’inserimento, delle aree della Tenuta di Rimigliano, nelle ANPIL, non come momento successivo, ma propedeutico agli interventi edilizi, con la preventiva stipula della convenzione attuativa.
• Convenzione, che costituisce parte integrante della Variante al R.U., che prevede un preciso impegno sulla fruibilità della Tenuta dal parte dei cittadini, ovviamente regolamentata con apposito atto da redigersi da parte della Società Parchi Val di Cornia;
• È bene ricordare che non è possibile programmare e pianificare l’agricoltura a mezzo degli strumenti urbanistici, non si possono nemmeno pianificare gli interventi edilizi funzionali alla stessa ai sensi di quanto stabilito dal Titolo IV capo III della L.R.T. 1/2005, che prevede che con il PAMAA si stabiliscano quanti e quali volumi destinare all’attività agricola. Nella Variante al R.U. l’Amministrazione Comunale, ha di fatto stabilito che tutte le attività connesse ai nuovi insediamenti residenziali siano svolti unitariamente dall’Azienda agricola, che continua ad esserci, si sviluppa con nuove colture di pregio e soprattutto si mantiene unita e non frazionabile.
• Nel RU si dettagliano gli interventi edilizi, facendo attenzione al mantenimento di una identità tipica delle nostre campagne tutelando e salvaguardandone gli elementi caratteristici e tipici.
SE NE PROPONE PERTANTO IL NON ACCOGLIMENTO
Sarò molto breve, perché l’avevo già in parte trattata. Io rilevo che nella discussione precedente, in cui c’era la possibilità di rispondere a quanto avevo affermato, non è stato risposto niente sulle quattro contraddizioni che contengono questi 4 punti della controdeduzione. Io non le ripeto, ma è del tutto evidente che se voi mi votate questa, poi non mi votate quelle successive, perché se qui dite che gli interventi edilizi devono avvenire dopo l’ANPIL, perché l’istituzione dell’area naturale sarebbe propedeutica agli interventi edilizi, poi non potete dire dopo che gli interventi edilizi sono svincolati dall’ANPIL, per esempio, ma sono le 4 contraddizioni che avevo prima elencato e su cui non siete... non avete potuto dare risposta. Come d’altronde sul funzionamento del rapporto tra il regolamento urbanistico e PAMA, o come il problema del parco pubblico, che poi è stato anche ripetuto più volte, quello è privato, quell’altro è pubblico, non c’entra niente, non c’entra niente per l’accessibilità, non c’entra niente per l’ANPIL, voi ripetete questa cosa, ma non capisco con quali fondamenti di diritto, con quali fondamenti giuridici voi facciate questa mescolanza tra diritto di proprietà e uso del territorio e previsione urbanistica del territorio. Anche questo poi vi pone delle contraddizioni con quanto dite successivamente. Per cui è evidente... voi mi avete bocciato questa osservazione, va bene, però quando si bocciano le osservazioni ci vogliono delle motivazioni, delle argomentazioni che non si riscontrano; è privo dei criteri di logica e di coerenza. Per cui, anche da questo punto di vista, la controdeduzione non dovrebbe essere votata, anche perché la controdeduzione dovrebbe essere tecnica, poi il Consiglio comunale se ne assume la responsabilità politica e la fa propria. Io mi guarderei bene, ecco.
Io ovviamente sono in difficoltà su questo presupposto, che l’annullamento della delibera e l’elaborazione del regolamento urbanistico, ovviamente mi trovano d’accordo. Non d’accordo su quelle che sono state le esposizioni, cioè le scelte sostanzialmente che dovrebbero essere dettate per una nuova elaborazione del regolamento urbanistico, su questo non siamo, diciamo, non siamo d’accordo, cioè non sono gli stessi presupposti per i quali questa osservazione ci vede in senso generale d’accordo, perché siamo in disaccordo su quella che è l’attuale elaborazione del regolamento urbanistico, su questo sì. Quindi io propongo, ovviamente il mio voto è quello dell’accoglimento della osservazione, ma ovviamente dettato da esigenze diverse, quindi con i distinguo che però in questa dichiarazione devo fare, per quello che riguarda una nuova eventuale elaborazione del regolamento urbanistico. È una votazione difficile per me, perché non è... diciamo, non risponde a quelle che sono, né dall’una, né dall’altra parte, le esigenze di questo gruppo, ma anche quello che è venuto fuori dalle nostre considerazioni, però dobbiamo... cioè ci sentiamo di votare a favore quindi della osservazione, quindi contro le controdeduzioni, perché l’intento è quello di sottolineare come non siamo d’accordo su questa variante al regolamento urbanistico.
DICHIARAZIONE DI VOTO CONSIGLIERE CORZANI
Provo a dare un’interpretazione diversa dai colleghi, perché leggendo anche la controdeduzione dell’ufficio, si parte da un presupposto diverso, perché il fatto di essere propedeutico agli interventi edilizi si dice “con la preventiva stipula della convenzione attuativa”, per cui l’interpretazione che si dà è per il fatto che precedentemente all’ampliamento si debba tener conto della stipula di questa convenzione, per cui mi sembra... se lo leggi...
Tante volte... quindi okay, noi diamo un’interpretazione diversa, allora per non fare perdere tempo a nessun altro, confermo la nostra contrarietà.
Quindi a favore della controdeduzione...
È un gioco di parole. Va bene, allora contrari alla controdeduzione, se non sbaglio, dalle dichiarazioni di voto... Forum e San Vincenzo per tutti. Favorevoli, Per San Vincenzo.
Consiglieri assenti n. 3 Catino- Morandini – Angelici , Consiglieri presenti n.14 Votanti n° 14Voti favorevoli……..n° __11___
Voti contrari………..n° __3___ ( Bertini – Viliani –Lera )
Astenuti…………….n° __ 0__
L’Osservazione n° 1 del Forum del Centro Sinistra è RESPINTA
Contenuto dell’Osservazione N° 2:
TESTO MODIFICATO: “Inserire nell’elenco delle Aree Protette della Regione Toscana, quantomeno in regime di ANPIL, Tutta la Tenuta di Rimigliano (senza esclusione di manufatti edilizi o resedi) prima di qualsiasi intervento edilizio diverso dall’ordinaria e straordinaria manutenzione – restauro conservativo.”
Contenuto dell’Osservazione N° 3:
Inserire nel testo dell’ultimo comma dell’art 3, dopo la parola “Tenuta”, la precisazione “prima del rilascio di qualsiasi permesso a costruire”.
Contenuto dell’Osservazione N° 4:
Inserire come ultimo comma: “Il Regolamento dovrà rispondere a criteri di pubblica utilità prevedendo tra l’altro:
• L’accesso libero, incondizionato e gratuito a residenti e turisti ai territori della Tenuta di Rimigliano attraverso i percorsi esistenti, sia a piedi che in bicicletta;
• La creazione immediata di una rete escursionistica così come riconosciuta dalla LR 17/98;
• Il divieto di precludere ai visitatori porzioni specifiche di territorio;
• Il divieto di conversione dei terreni agricoli ad attività diverse quali impianti sportivi di vario genere nonché, giardini o altro;
• La creazione di una rete escursionistica collegata con il Masseto, e il sistema dei parchi della val di Cornia;
• L’impossibilità di procedere a sostituzioni edilizie nell’area dovendo salvaguardare il linguaggio architettonico dei nuclei poderali; ogni intervento dovrà pertanto adeguarsi ai manufatti edilizi esistenti, senza modificarne, dopo la ristrutturazione, ingombro planivolumetrico né linee architettoniche;
• La realizzazione della pista ciclabile di collegamento da San Vincenzo a Baratti, attraverso soluzioni innovative, all’interno della Tenuta in modo da eliminare un fattore di pericolosità e di scarsa qualità lungo la Via della Principessa.”
Contenuto dell’Osservazione N° 5:
TESTO MODIFICATO: “La certificazione dell’avvenuto inserimento di tutta la superficie della Tenuta di Rimigliano, ivi compresi i nuclei poderali, in apposita ANPIL conformemente con quanto previsto dal PS.”
Contenuto dell’Osservazione N° 6:
Abrogazione del Capitolo 2.5 perché contraddittorio e privo di consistenza soprattutto in considerazione del fatto che la disciplina non attua nessun obiettivo relativo al Parco Naturale previsto dal PS.
Le precedenti osservazioni 2,3,4,5 e 6 sembrano finalizzate ad un solo scopo, quello di regolamentare gli interventi edilizi con l’attuazione dell’ANPIL, mentre è volontà precisa dell’Amministrazione Comunale di costituire sì, in breve tempo, l’Area protetta, approvando lo specifico regolamento e prevedendo una gestione accurata e consona al sistema dei Parchi della Val di Cornia, attivando da subito la procedura di inserimento nel Programma Triennale per le Aree Protette (che per inciso scade nel 2011 e che sarà possibile richiedere l’inserimento solo in quello successivo), ma nel contempo pianificare gli interventi edilizi con il giusto strumento e cioè con il Regolamento Urbanistico.
Ed il regolamento della nuova ANPIL non è certo materia di pianificazione urbanistica.
Anche in considerazione della procedura di inserimento nel Programma triennale della Regione Toscana non si reputa opportuno subordinare, alla costituzione dell’ANPIL, gli interventi edilizi in considerazione anche delle garanzie, previste dalla Convenzione attuativa, che la Proprietà dovrà sottoscrivere prima di attuarli.
Relativamente alla disquisizione sull’espressione contenuta nella relazione “Il Parco di Rimigliano, istituito nel 1973, e più recentemente assoggettato alle disposizioni regionali con la perimetrazione comunale dell’ANPIL, è uno dei risultati più tangibili di tali politiche amministrative.” ed alle critiche e richieste di modifica è bene ricordare che l’Amministrazione Comunale di San Vincenzo ha, da sempre, operato per la completa attuazione di quello che storicamente è stato, per gli abitanti di San Vincenzo ed i turisti, “ il Parco di Rimigliano” mettendo a disposizione della completa acquisizione notevoli risorse economiche (anche le recenti definitive acquisizioni del tratto sud), ha poi, forse in modo incompleto, “ istituito” con atto formale (Giunta Comunale 24 febbraio 2005, n. 35), così come previsto dalla L.R. 49/95, la prima ANPIL per vari motivi mai inserita nel Programma triennale delle aree Protette. Ma il non inserimento non sminuisce il valore che l’A.C. ha sempre dato a tale area, che di fatto esiste ed è “un risultato tangibile”. I migliaia di cittadini e di turisti che, da decenni, fruiscono del Parco di Rimigliano e della sua spiaggia, non sentono la mancanza di un “formale” inserimento nel programma regionale.
PER I SOPRA ESPOSTI MOTIVI NON SI RITENGONO ACCOGLIBILI LE OSSERVAZIONI n° 2,3,4,5 e 6.
DICHIARAZIONE DI VOTO CONSIGLIERE BERTINI NICOLA
Allora, la controdeduzione che date in questo caso è in contraddizione con la realtà amministrativa, nel senso che l’ANPIL non esiste, non si può assolutamente in una controdeduzione e in un documento ufficiale scrivere che l’ANPIL non esiste, non è stato formalmente istituito, come affermate voi, ma che in realtà i cittadini non se ne sono accorti perché non cambia nulla all’atto pratico. Questo è assolutamente inaccettabile, denota una scorrettezza istituzionale e un pressappochismo. Ma come si fa a dire: “Formalmente non l’abbiamo fatto, ma in realtà è uguale”? Allora, non fate le delibere e formalmente non le avete approvate ma poi, insomma, qualcuno ci penserà. Cosa vuol dire? A parte che è anche scritta così e così, ma insomma lasciamo stare quello. Allora, il problema dell’ANPlL che era presente anche nella precedente controdeduzione e che qui viene a sintesi, è che l’ANPIL non esiste, pertanto voi dovreste eliminare tutte le parti della variante in cui date per esistente l’ANPIL, perché in tutte quelle parti voi mentite. Organizzatevi, prendete le forbici e tagliate. Qui per esempio noi si proponeva l’eliminazione del capitolo 2.5 della relazione che è allegata alla variante e in quella relazione al 2.5 voi parlate dell’ampliamento dell’ANPIL, perché il Parco di Rimigliano istituito nel ’73, più recentemente assoggettato alle disposizioni regionali, con la perimetrazione comunale dell’ANPIL è uno dei risultati tangibili. Ma dove? Questa è una relazione in cui il Comune scrive delle cose non vere, non si può accettare! Pertanto è evidente che queste controdeduzioni che tra l’altro, appunto, correggerebbero in modo così sostanziale, perché mentire è una cosa sostanziale, ma farebbero delle correzioni soprattutto alle relazioni, non è nemmeno roba normativa, dovrebbero essere accolte e non respinte come fate, perché è un elemento di minima, minima correttezza istituzionale e amministrativa.
Io purtroppo devo sempre specificare la mia posizione perché votando in questo modo, appunto, diventa difficile non farlo. Tra l’altro qui sono state accorpate alcune osservazioni che mi trovano parzialmente d’accordo. Vado a votare quindi l’osservazione, quindi ad essere contro la controdeduzione per il concetto generale, cioè il fatto di dover rispondere a criteri di pubblica utilità. Ecco, questo è quello che noi abbiamo inteso anche questa mattina mettere in risalto, cioè la rispondenza a criteri di pubblica utilità. Poi alcune specificazioni che sono state date nelle osservazioni, tipo l’accesso libero, incondizionato e gratuito, questo a noi francamente... bisognerebbe riparlarne molto, ma neanche che mi convincano ai fini anche proprio del rispetto e di quello che è il mantenimento della Tenuta di Rimigliano. Altre, tipo la realizzazione della pista ciclabile, invece all’interno della Tenuta è uno dei fatti per i quali sono intervenuto positivamente anche questa mattina, però ecco il nostro voto è in considerazione proprio di sottolineare che vi dovrebbero essere criteri di pubblica utilità per il regolamento e per la gestione del territorio.
Quindi si va in votazione.
Favorevoli alla controdeduzione, Per San Vincenzo. Contrari: Forum e San Vincenzo per tutti.
Consiglieri assenti n. 3 Catino- Morandini – Angelini , Consiglieri presenti n.14 Votanti n° 14
Voti favorevoli……..n° __11___
Voti contrari………..n° __3___ ( Bertini – Viliani - Lera)
Astenuti…………….n° __0___
Le Osservazioni del Forum del Centro Sinistra n° 2,3,4,5 e 6 sono RESPINTE
Contenuto dell’Osservazione N° 7:
Come ricordato dal RU adottato, il PS individua come invarianti nell’area di Rimigliano i seguenti elementi paesaggistici:
I suoli a residua vegetazione palustre e i canali della bonifica.
Le componenti dell’organizzazione territoriale
I percorsi della maglia insediativa ed agraria;
I nuclei poderali e i relativi suoli pertinenziali;
L’unitarietà fondiaria e la conduzione agricola unitaria della Tenuta;
I viali alberati, le formazione vegetazionali lineari e gli alberi camporili.
Le tipologie edilizie e l’aspetto esteriore formale delle case coloniche.
Le aree boscate di ogni genere e tipo, e comunque quelle rispondenti alla definizione di bosco dettata dall’art. 3 della L.R.T. 21 marzo 2000 n. 39 e dal relativo Regolamento di attuazione.
Perché la pianificazione urbanistica risulti coerente, occorre che gli oggetti della pianificazione rientranti nella definizione di “invariante” siano sottoposti a rigida tutela. Per ribadire l’ovvio, il legislatore, scegliendo la definizione di invariante voleva sottolineare che tale categoria doveva ricomprendere quei manufatti o quegli elementi caratterizzanti del territorio che non dovevano variare, pena lo snaturamento del linguaggio paesaggistico dell’ambito d’intervento. Gli art 4,5 e 6 della Legge Regionale n 1/2005 sono a tal riguardo inequivocabili.
L’Amministrazione sembra consapevole del significato di tale definizione tant’è che, in un passaggio della disciplina afferma, a proposito di una delle invarianti, la rete viaria interna alla tenuta:
“La viabilità poderale interna alla Tenuta non è in alcun modo modificabile, ne nella dimensione che nell’andamento del tracciato”
Diciamo inoltre che nella precedente versione delle NTA si affermava ancor più chiaramente:
La viabilità interna della tenuta è considerata dal Piano Strutturale una invariante strutturale e pertanto non è modificabile. Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e ripristino delle pavimentazioni esistenti esclusivamente con materiale lapideo o terra battuta
Se tale affermazione vale per le strade interne alla Tenuta, deve necessariamente valere anche per i suoli pertinenziali degli ambiti poderali e per quest’ultimi a maggior ragione. Pertanto si può definire una norma precisa che disciplini gli ambiti poderali o nuclei poderali che dir si voglia, così come segue:
TESTO DA INSERIRE: “Gli ambiti poderali all’interno della Tenuta sono considerati, dal Piano Strutturale vigente, invarianti strutturali e pertanto non sono modificabili. Sono ammessi all’interno degli stessi sono interventi di manutenzione ordinaria e strordinaria nonché il ripristino delle strutture edilizie precarie che necessitino di ristrutturazione con materiali conformi agli originali e nelle stesse linee e tipologie edilizie ed architettoniche delle strutture preesistenti.”
Contenuto dell’Osservazione N° 8:
Tale testo, evidentemente conforme e del tutto attinente alle linee e agli indirizzi che la stessa A C sancisce nel PS vigente, dovrebbe diventare il primo comma dell’art 5 della disciplina.
Si sottolinea, onde evitare critiche sciocche ed infondate, che tali limitazioni non possono arrecare pregiudizio per l’Ente né possono generare ricorsi o azioni legali giacché sempre all’art 6 della LRT 1/2005 leggiamo:
“L’individuazione, nell’ambito dello statuto, delle invarianti strutturali, costituisce accertamento delle caratteristiche intrinseche e connaturali dei beni immobili in esso ricompresi. Le conseguenti limitazioni alle facoltà di godimento dei beni immobili, individuati sulla base dei principi stabiliti dalla legge statale, contenute nello statuto medesimo, non danno luogo ad alcun indennizzo.”
La contraddizione evidente ed insanabile tra la definizione di invariante strutturale e la possibilità di prevedere tra gli interventi ammessi la demolizione e ricostruzione in altro luogo e sotto altre forme di una quantità imprecisata di volumetrie, è stridente e tale da inficiare la legittimità dell’operato amministrativo che non risponde ai criteri minimi di ragionevolezza e coerenza intrinseca che devono costituire la basi di ogni determinazione pubblica.
Per le stesse ragioni sopra esposte, appare evidente che alla definizione de “le tipologie edilizie e l’aspetto esteriore formale delle case coloniche” come invariante strutturale, deve seguire una serie di modalità di intervento all’interno dei nuclei poderali che sia conseguente con quanto affermato in premessa. Per garantire e tutelare l’aspetto esteriore formale delle case coloniche, non si può evidentemente prescindere dalla conservazione degli immobili attualmente presenti attorno ad esse. Appare in netta contraddizione la possibilità di demolire e ricostruire in altre forme ed in altri luoghi i manufatti edilizi attualmente presenti attorno ai corpi di fabbrica principali.
Se l’obiettivo del Piano Strutturale è davvero quello di salvaguardare l’aspetto esteriore formale dei nuclei poderali occorre prendere atto di un dato incontrovertibile. L’essenza paesaggistica di Rimigliano, data anche dai nuclei poderali, richiede che sia considerato non solo il valore architettonico dei singoli manufatti edili ma il grande valore aggiunto che la disposizione attuale dà alla Tenuta prescindendo anche dal pregio del singolo immobile o annesso. Con un simile obiettivo non può coesistere la sostituzione edilizia quale modalità d’intervento ammesso nella tenuta. Men che meno a tale indirizzo si confà la nuova edificazione.
Pertanto si propone la seguente osservazione:
Abrogazione del punto 3 dell’art 5
Contenuto dell’Osservazione N° 9:
Sostituzione dei punti 1 e 2 dell’Art 5 con quanto segue: “Interventi di ristrutturazione edilizia con scrupoloso mantenimento delle caratteristiche formali e relazionali degli immobili presenti nella tenuta siano essi destinati ad attività agricole o ad attività residenziali.”
Contenuto dell’Osservazione N° 10:
Aggiornamento della cartografia del R U secondo le modifiche sopra apportate.
Contenuto dell’Osservazione N° 11:
Abrogazione del comma terzo dell’Art 7
Gli interventi previsti nel Nucleo poderale Poggettino Contessa Lea per la realizzazione della struttura alberghiera sono ammessi per una quantità massima di 6.000 mq di S.L.P., compreso l’eventuale riutilizzo del patrimonio edilizio esistente con valore storico, testimoniale localizzato nel Nucleo medesimo.
Contenuto dell’Osservazione N° 12:
Abrogazione dell’Art 9
Contenuto dell’Osservazione N° 13:
Abrogazione dell’Art 10
Contenuto dell’Osservazione N° 14:
In aggiunta a quanto sopra esposto, è inconcepibile e priva di giustificazione razionale, l’affermazione contenuta al comma primo dell’Art 9 della disciplina secondo cui nella Tenuta esisterebbero:
“strutture e i manufatti che non presentano alcun valore storico testimoniale formale”
Questa affermazione è sconcertante. Evidentemente il valore paesaggistico, urbanistico e testimoniale è costituito proprio dall’alternarsi dei poderi e degli annessi agricoli, la scansione e la disposizione di stalle e annessi attorno ai poderi è l’essenza di un nucleo poderale. Persa questo equilibrio architettonico, non ha più nessun senso parlare di nuclei poderali ma semplicemente di piccoli e grandi quartieri residenziali.
Che poi la presenza delle testimonianze del lavoro svolto nella tenuta dalla bonifica Leopoldina ai nostri giorni non costituisca “valore testimoniale” è una affermazione talmente offensiva nei confronti di generazioni di uomini e donne che nella Tenuta hanno trascorso l’intera esistenza e che hanno contribuito a consegnare a noi il paesaggio per come oggi appare, che una Amministrazione, di qualsiasi colore politico e di qualsiasi livello culturale, dovrebbe provvedere senza il nostro suggerimento a correggere il comma in questione.
Certo un simile errore la dice lunga sul livello di consapevolezza con cui l’Amministrazione pianifica l’area forse di maggior pregio dell’intero territorio sanvincenzino. Si propone pertanto in subordine all’accoglimento dell’osservazione n°12
Abrogazione dell’Art 9 comma primo in quanto in netto e palese contrasto con gli obiettivi del PS e con le invarianti strutturali nonché perché privo di coerenza intrinseca.
Contenuto dell’Osservazione N° 15:
Altri elementi che contraddicono palesemente gli indirizzi e gli obiettivi del PS approvato dall’Amministrazione, in particolare nella parte relativa alle invarianti da tutelare, e sempre con riferimento ai nuclei poderali, sono ad esempio le possibilità concesse dal RU di realizzare piscine in grande quantità nella tenuta. Tali strutture sono previste all’interno dei nuclei poderali, senza nessun vincolo particolare riguardo il numero e la capacità (Art 11 comma secondo ultimo punto).
L’Amministrazione pare così sottovalutare l’impatto derivante dagli elementi architettonici diversi dagli edifici, che tuttavia possono snaturare completamente la fisionomia di un territorio. Non sfuggirà che la presenza di poderi variamente ristrutturati con attorno una o più piscine con la diffusione prevista nella Tenuta di Rimigliano è in grado di trasformare la Tenuta in una enorme area lottizzata diffusa. Questo da un punto di vista urbanistico, architettonicamente parlando inoltre, la concezione del paesaggio che ne deriverebbe sarebbe un grave cedimento a quella omologazione che Rimigliano può combattere e alla quale San Vincenzo ha già sacrificato grandi spaccati di territorio peculiari e di pregio quali quelli del centro urbano e delle colline.
È inoltre necessario ragionare a proposito del risparmio idrico e del contenimento dei consumi energetici nonché dei prodotti chimici. Da tutte queste considerazioni si possono trarre due ordini di conseguenze. La prima è quella che il Forum del centrosinistra propone con forza e predilige. Per mantenere le caratteristiche peculiari del luogo, per selezionare l’offerta turistica garantendo un ambiente unico e non omologato alle altre numerose realtà presenti anche in Toscana, è necessario vietare la realizzazione di piscine nella Tenuta agricola di Rimigliano. La seconda, che riteniamo meno efficace ed interessante della precedente ma che rappresenterebbe tuttavia un miglioramento del piano così come adottato dal Consiglio Comunale, è quella di limitare a tre il numero massimo di piscine da costruirsi in tutta la tenuta. La proposta del Forum è la prima, qualora non fosse recepita dall’Amministrazione, chiediamo in subordine, l’accoglimento della seconda.
Si osservi peraltro che la dimostrazione di non attingere dall’acquedotto idropotabile non dà alcun beneficio circa i consumi idrici sia perché l’acqua viene tutta dalle falde, sia quella dell’acquedotto, sia quella dei pozzi privati, sia perché un maggior prelievo localizzato in prossimità al mare favorisce il cuneo salino.
(Disciplina) Art 11 comma secondo ultimo punto, si propone la sostituzione con tale enunciato: “a tutela degli elementi caratterizzanti dei nuclei poderali, a salvaguardia della risorsa idrica e ritenendo maggiormente utile alla caratterizzazione dell’area come meta di un turismo diverso rispetto a quello praticato un po’ in tutta la Toscana, è vietata la realizzazione di piscine in tutta la Tenuta.”
Contenuto dell’Osservazione N° 16:
(Disciplina) Art 11 comma secondo ultimo punto, si propone la sostituzione con tale enunciato: “a tutela degli elementi caratterizzanti dei nuclei poderali, a salvaguardia della risorsa idrica e ritenendo maggiormente utile alla caratterizzazione dell’area come meta di un turismo diverso rispetto a quello praticato un po’ in tutta la Toscana, è consentita la realizzazione di un massimo di 2 (due) piscine in tutta l’area della Tenuta. Ciascuna piscina non potrà avere una superficie superiore ai 120 mq né una capacità superiore ai 150 mc d’acqua. La scelta della localizzazione e la necessità di questi impianti dovrà essere motivata e adeguatamente documentata in sede di presentazione dei progetti relativi agli interventi edilizi. Tali realizzazioni sono subordinati alla verifica da parte del Comune e dell’ASA della compatibilità rispetto alla disponibilità idrica residua di questo territorio.”
È curioso come, l’estensore delle sopra elencate osservazioni si affanni a cercare eventuali incongruenze degli interventi previsti dal Regolamento Urbanistico rispetto al dettato del punto 2 ” Lo Statuto del Territorio e le invarianti strutturali” del Piano Strutturale senza tenere di conto del restante articolato dello stesso.
Gli interventi di sostituzione edilizia (demolizione e ricostruzione), ma anche quelli di nuova edificazione sono chiaramente contemplati dal Piano strutturale stesso all’articolo 3 che regola gli interventi sul patrimonio edilizio esistente e, ancor più all’articolo 4 ove si prevede la realizzazione dell’albergo.
Inoltre, in tema di patrimonio edilizio, sono chiaramente indicati al 4° capoverso del citato articolo 2, quali sono le invarianti: le tipologie edilizie delle case coloniche e queste, nel R.U. sono state tutte indicate quali oggetto di ristrutturazione edilizia.
È chiaro, e non confutabile, che i “nuclei poderali” che costituiscono invariante sono da considerarsi gli ambiti perimetrati dal P.S. dei 7 nuclei poderali esistenti, tanto è che sono indicati nelle “componenti dell’organizzazione territoriale” e non tra “le emergenze storiche ed architettoniche” ove invece vengono indicate le strutture edilizie che debbono essere tutelate.
Ad ulteriore riprova di quanto affermato si riporta il punto 3 dell’articolo 3 delle Norme del Piano Strutturale:
“Gli interventi di nuova costruzione, ovvero di ricostruzione di edifici e manufatti precedentemente demoliti dovrà avvenire senza alcuna riduzione della superficie dei suoli agricoli coltivabili, e con l’uso di tipologie rispondenti alle regole costruttive e formali riconducibili a quelle presenti negli edifici di interesse storico. All’interno della Tenuta di Rimiglianotale genere di interventi potrà avvenire solo all’interno delle pertinenze dei nuclei poderali esistenti.”
Ritenuto che tutte le norme del Piano Strutturale abbiano uguale valenza, si ritiene che la lettura data, dalle osservazioni sopra elencate, alle stesse sia quantomeno superficiale e finalizzata a trovare incongruenze con le previsioni del R.U., cosa questa non vera per le motivazioni sopra riportate, peraltro confermate anche dall’osservazione regionale, la quale non ha sollevato nessuna eccezione di congruità con il Piano Strutturale.
Il riferimento all’articolo 6 della L.R. 1/2005 non è pertinente: non siamo nel caso di immobili “ricompresi” all’interno di una invariante strutturale per i quali lo statuto non ha fornito le “ regole relative all’uso” ma in presenza di una specifica definizione di quali immobili costituiscano invariante strutturale. La considerazione tesa a ”…evitare critiche sciocche ed infondate, che tali limitazioni non possono arrecare pregiudizio per l’Ente né possono generare ricorsi o azioni legali …” è facilmente contro deducibile ricordando che non siamo in presenza di un semplice, NUOVA, previsione che individua come Invariante strutturale un’ambito non pianificato, ma in presenza di una Variante al Piano Strutturale esistente che conteneva, per l’ambito in oggetto, previsioni edificatorie consolidate dall’approvazione di un apposito piano attuativo di iniziativa Pubblica, valido sino alla introduzione delle norme di salvaguardia.
In riferimento alle osservazioni agli articoli 5 – 7 – 9 – 10 e 11, tutte conseguenti alla presunzione di non conformità al Piano Strutturale, si rimanda alle motivazioni suesposte.
In merito alle osservazioni 15 e 16 si contro deduce analizzando il probabile consumo idrico aggiuntivo introdotto dalla previsione di n° 10 piscine delle dimensioni di ml 12 x 6 x 1,5 di profondità
12x6x1,5 = 108 mc x 10 = 1080 mc
se si considera che con i nuovi sistemi di filtrazione l’acqua delle piscine viene completamente sostituita una volta ogni 4/5 anni e che il consumo per evaporazione è stimato dalla letteratura tecnica nel 10/15% all’anno avremo che il consumo annuale sarà:
sostituzione ogni 5 anni = 1080/4 = 216 mc/anno
perdite annuali x evaporazione =1080 x 15% = 162 mc/anno
totale = 378 mc/anno
Il consumo idrico procapite è stimato in 250/300 litri x abitante x giorno che corrispondono a 100 mc. anno e quindi il consumo delle piscine è inferiore a quello di 4 abitanti.
Considerato che il carico urbanistico è calcolato in 1 abitante ogni 25 mq di SLP se ne deduce che nella SLP esistente si possono insediare oltre 600 abitanti. I consumi legati alla presenza di piscine sono quindi ininfluenti.
LE OSSERVAZIONI n° 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16 NON SONO PERTANTO ACCOGLIBILI.
Quindi, voi avete votato che gli interventi devono essere preliminari rispetto all’ANPIL, che gli interventi devono essere successivi rispetto all’ANPIL. Avete votato che la tenuta non sarà libera e accessibile alla cittadinanza e va bene, andiamo avanti. Allora, le osservazioni di quest’altro gruppo, dalla 7 alla 16, parlavano degli ambiti poderali invarianti e quindi del fatto che se nel piano strutturale l’ambito poderale è invariante ed è da tutelare ed è vero ed è giusto, perché il nucleo poderale determina in modo sostanziale il linguaggio architettonico di quel paesaggio, quindi se lo si snatura come voi proponete si crea un vulnus alla pianificazione del piano strutturale che d’altronde inserisce nella invariante il nucleo poderale; potete anche avere sbagliato a farlo, capisco che nel piano strutturale ci sia scritto da una parte che i nuclei poderali sono invarianti e dall’altra che c’è la nuova edificazione e però, se il nucleo poderale è invariante di piano strutturale, non può essere stravolto in questo modo. E allora che aver avuto una contraddizione all’interno del piano strutturale legittima e autorizza un’amministrazione ad essere contraddittoria nel regolamento urbanistico? Se c’è contraddizione nel piano strutturale, si riserva una contraddizione del piano strutturale, non si va avanti a pianificare così, a briglia sciolta. Inoltre, contrastano con le invarianti strutturali, queste disposizioni con quanto espressamente disposto dalla Legge regionale, quando appunto parla delle invarianti strutturali e dice che quelli sono i luoghi che per loro caratteristiche non devono subire modificazioni nel tempo, pena lo snaturamento dei caratteri essenziali dell’area. Poi è stata accorpata a questa, non è molto logico, però è stata accorpata a queste osservazioni anche quella sugli impatti, sul consumo idrico della realizzazione in oggetto e qui, veramente, se si va a parlare di dieci piscine, ci si inventa un numero di piscine, ci si inventa una dimensione di piscine, perché non c’è nessuna prescrizione, perfetto, pertanto queste qui sono invenzioni, ci si inventa un fattore di evaporazione, si dice che ci si tiene l’acqua 5 anni e si conclude che il consumo è ininfluente. Ma questi sono dati assolutamente vacui.
Ovviamente la risposta è sempre la solita, è la destinazione che non ci convince di queste ristrutturazioni o risanamenti o restauro che dir si voglia delle unità poderali. Ovviamente anche qui sono, essendo state accorpate alcune osservazioni, per esempio devo dire che sulla osservazione numero 16 anche io non sono d’accordo, perché il fatto che si preveda delle limitazioni di piscine, o comunque limitazioni in un ambito dove invece si deve fare e rispettare della qualità, cioè io sono il primo a dire: “Le piscine fatecele”, perché è un elemento comunque di pregio, di prestigio, anche di qualità di quello che ci viene costruito. È logico che il mio voto però è contrario alle controdeduzioni, proprio perché individua che comunque la destinazione che noi andiamo a criticare, così come invece è venuta fuori nella variante e nella... è per quello che è stato respinto come controdeduzione.
SINDACO BIAGI MICHELEAllora, quindi, contrari alla controdeduzione? Forum e San Vincenzo per tutti. Favorevoli? Per San Vincenzo.
Consiglieri assenti n. 2 Catino-Angelini – Consiglieri presenti n.15 Votanti n. 15
Voti favorevoli……..n° ___11__
Voti contrari………..n° ___4__ (Bertini –Viliani-Lera -Morandini)
Astenuti…………….n° ___0__
Le Osservazioni del Forum del Centro Sinistra 7,8,9,10,11,12,13,14,15 e 16 sono RESPINTE
Contenuto dell’Osservazione N° 17:
È inoltre del tutto evidente che qualsiasi proposito di tutela dei nuclei poderali residui della tenuta di Rimigliano – è infatti corretto ricordare come uno dei principali nuclei, Cason di Tavole, sia ormai snaturato nelle sue linee e nelle sue funzioni – sarebbe inficiato dall’art 16 delle discipline così come adottate dal Consiglio Comunale di San Vincenzo.
Al primo comma infatti l’art 16 recita: “Gli interventi ammissibili dalla presente disciplina si attuano tramite il rilascio di permessi a costruire riferiti ed unitari ad almeno ogni singolo Nucleo poderale.”
Questa scelta appare profondamente errata per diversi ordini di motivazioni. Innanzi tutto sappiamo come la procedura per stralci determini una incapacità previsionale da parte dell’Amministrazione pubblica di ciò che verrà realizzato. Insomma, nonostante gli impegni e le promesse, procedendo per stralci si sa quando e da cosa si comincia ma non si sa dove e come si arriva. Ecco che in un’area del pregio di Rimigliano permettere al privato di procedere per stralci è un’idea ridicola che non merita ulteriori commenti.
Certo, qualora le caratteristiche del piano fossero quelle proposte dal forum, ovvero un recupero e solo un recupero delle volumetrie esistenti nelle forme e caratteristiche attuali, i rischi derivanti dall’art. 16 sarebbero certamente meno pesanti. Tuttavia individuiamo un errore di fondo che smaschera l’incapacità dell’Amministrazione a cogliere il significato della pianificazione urbanistica in un’area di tale pregio e l’assenza di una dimensione di piano pubblico articolato per l’intera Tenuta.
L’Amministrazione rinuncia a scandire le tappe della pianificazione di Rimigliano sia da un punto di vista temporale sia da un punto di vista urbanistico. Il privato potrà decidere da quale nucleo cominciare a demolire, potrà decidere quanto demolire e dove, quanto nonché come ricostruire. Quest’arbitrio pressoché assoluto concesso in quello che negli anni Settanta era stato pensato come parco naturale, lascia assolutamente basiti. È del tutto evidente che non esiste un piano pubblico, non esiste una fotografia, un’immagine di quello che, secondo l’Amministrazione, dovrebbe essere Rimigliano dopo gli interventi previsti. Esiste, c’è da scommetterci, una fotografia del privato che avrà ben orientato le proprie scelte sulla base della convenienza economica e non della tutela del bene collettivo, ma il pubblico abdica senza avere nessuna contropartita.
La contraddizione intrinseca in cui cade poi l’Amministrazione è quella di cedere ad una parcellizzazione della pianificazione urbanistica che inficia lo stesso significato del RU e del PS. Nonostante sia già molto grave la decisione di pianificare la sola Tenuta escludendo dal RU la “fascia a mare”, accettare di pianificare, mediante il piano del privato che per gli spazi di arbitrio che gli sono concessi assume i connotati di un piccolo RU, ogni singolo nucleo poderale svincolandolo dagli altri e quindi considerandolo un elemento a sé, staccato dalla Tenuta e dal Sottosistema ambientale di cui fa parte, è assolutamente ridicolo.
I nuclei poderali debbono essere pianificati tutti insieme perché qualsiasi progetto sull’area deve sempre porre al centro dell’attenzione l’unicità e l’indivisibilità della Tenuta di Rimigliano. L’Amministrazione invece impone – non si capisce bene poggiando su quali principi di diritto – l’indivisibilità della proprietà privata della Tenuta ma è pronta a parcellizzarne la pianificazione. Avrebbe avuto senso l’operazione contraria. In questo senso l’art 16 della disciplina corrobora la nostra convinzione che tale piano sia null’altro che una lottizzazione diffusa, un piano che creerà una decina di quartieri di seconde case più e meno grandi.
In ogni caso, la proposta del Forum è la seguente:
Sostituire il primo comma dell’Art.16 con quanto segue: “Gli interventi si attuano tramite la presentazione di un progetto unitario esteso a tutti i nuclei poderali della tenuta che dettagli ogni singolo intervento e fissi un crono programma delle opere.”
Considerato che la definizione di una progettazione unitaria della Tenuta, comporta sicuramente una migliore valutazione degli interventi previsti e che l’Amministrazione Comunale, anche in riferimento a quanto contro dedotto al punto n° 6 dell’osservazione della Regione Toscana (N° 8 – pag. 64), ha integrato, il R.U. adottato, con nuove schede normative contenenti, in sostituzione degli Ambiti Insediativi (che consentivano invece libertà progettuale al loro interno), schemi plani volumetrici dettagliati ed ha specificato per ciascun Nucleo Poderale le quantità esistenti, quelle ammesse al recupero/ristrutturazione e quelle oggetto di demolizione e ricostruzione L’organizzazione dell’insediamento composto dagli edifici soggetti al restauro conservativo e dalla previsione plano volumetrica delle superfici scaturite dagli interventi di sostituzione edilizia è stato concepito nel rispetto ed in coerenza alle regole insediative tradizionali. Sia per ciò che riguarda i caratteri architettonici e formali dei singoli manufatti richiamanti i connotati tipologici dell’edilizia rurale del luogo e sia per l’assetto complessivo, organizzato intorno agli insediamenti dei nuclei poderali esistenti e la cui consistenza risulta rapportata ad essi e alla necessità di non costituire elemento invasivo o di ostacolo agli scorci paesaggistici verso la campagna e le aree boscate.
L’articolazione plani volumetrica e la morfologia architettonica riportata nelle schede normative di ciascun Nucleo Poderale è da ritenersi prescrittiva anche se, in sede di progettazione esecutiva saranno ammesse variazioni non sostanziali di carattere dimensionale, in conseguenza di una più esatta articolazione distributiva delle unità abitative.
PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE E’ PARZIALMENTE ACCOGLIBILE CON L’INTRODUZIONE DELLE INTEGRAZIONI E MODIFICHE SOPRA SPECIFICATE.
Sì, la controdeduzione è parzialmente accoglibile rispetto all’osservazione. Però devo dire che nella sostanza in realtà noi chiedevamo una cosa un tantino diversa, cioè il richiedere di presentare un progetto unitario, esteso a tutti i nuclei poderali della tenuta che dettagli ogni singolo intervento e fissi un cronoprogramma delle opere, significa per il Comune avere una precisa, precisa nozione di quello che deve avvenire e delle scadenze che si concedono a chi può attuare un intervento, delle scadenze temporali appunto che si concedono a chi può attuare l’intervento. In realtà questo non è stato inserito e mi si dice che l’osservazione è parzialmente accoglibile e si introducono delle schede normative più dettagliate, e di questo ve ne do perfettamente atto, ma nulla c’entra con la mia richiesta, per esempio, di avere un progetto assolutamente esteso a tutti, a tutti gli ambiti poderali, che permette anche in quel momento di verificare, per esempio, che quei 3000 metri quadri che non devono essere recuperati con finalità di civile abitazione effettivamente, quando si va a fare il totale dei vari nuclei poderali, non sono recuperati con destinazione di civile abitazione. Senza il progetto unitario io queste cose... quindi progetto unitario... sarebbe un po' un’attuativa, l’ho chiamato progetto unitario così, per scherzare... come avete fatto voi con i lecci. Appunto, avere un piano attuativo che normi l’insieme dei nuclei poderali è altra cosa, pertanto io, guardate, la voto con voi se voi invece di scriverci che è parzialmente accoglibile, ci scrivete che non è accolta, perché ora va bene tutto, ma se io chiedo A e voi fate B, vi posso ringraziare perché c’è un clima nuovo, non è che da Rimigliano si facilitano i rapporti, se tu la vuoi spuntare nella lite per diventare prossimo Sindaco tra Bandini e Cecchini, io lo scarto non te lo do, nel senso che non è che con Rimigliano si facilitano i rapporti, ecco, questo anzi... questo allontana. Pertanto siamo almeno sincero e si dica: “Questo non è (inc.)”.
Si va in votazione.
Contrario, Forum.
Astenuti, San Vincenzo per tutti.
Favorevoli, Per San Vincenzo.
Consiglieri assenti n. 2 Catino-Angelini – Consiglieri presenti n.15 Votanti n. 13
Voti contrari………..n° __2___ ( Bertini -Viliani)
Astenuti…………….n° ___2__ ( Lera –Morandini)
L’Osservazione Forum del Centro Sinistra n° 17 è parzialmente ACCOLTA come da controdeduzione
Contenuto dell’Osservazione N° 18:
Ultimo, non certo per importanza, il fatto che le volumetrie demolite nei nuclei poderali possano essere aggiunte in altre resedi a piacimento della proprietà. Riteniamo una simile impostazione la negazione semplice e pura degli stessi principi della “pianificazione” del territorio. Simili criteri non solo non si confanno ad un parco naturale, sarebbero eccessivamente arbitrari e rischiosi per la conservazione dei luoghi in una qualsiasi area agricola o persino in una periferia urbana.
La pianificazione dovrebbe determinare le previsioni anche di natura edilizia in un’area, redigere un RU in cui si afferma che i volumi possono vagare in un’ area di 560 ettari senza un criterio di interesse pubblico o equilibrio ambientale è irresponsabile.
Ovviamente questo rischio esiste perché l’Amministrazione non ha voluto tutelare in modo netto il tessuto edilizio oltreché quello ambientale di Rimigliano imponendo la conservazione dei luoghi per come appaiono senza alterazioni nelle strutture come proposto dal Forum. Al contrario è da rilevare come manchi persino una stima dei mq che secondo l’Amministrazione possono essere demoliti e ricostruiti dove capita, in barba ai propositi di conservazione territoriale, e delle superfici che, al contrario, devono essere solo ristrutturate. Ovviamente dunque l’osservazione che segue è da intendersi come proposta utile in caso di mancato accoglimento delle osservazioni n° 1 e 6.
Di fronte ad una simile attività edilizia occorre che ci siano almeno delle norme più precise che garantiscano la Tenuta. Si propone pertanto:
Inserimento del seguente comma all’interno dell’Art 10: “All’interno di ogni nucleo poderale, dopo gli interventi previsti dal RU, le superfici edificate non potranno essere più di quelle lì presenti originariamente.”
L’osservazione non è accoglibile per il solo fatto che sono esistenti edifici esterni ai nuclei poderali, che costituiscono parte della edificabilità complessiva, quali la teleferica e le stalle sparse, di scarsissimo valore storico ed architettonico, la cui demolizione è auspicabile e la cui SLP esistente deve trovare allocazione all’interno dei Nuclei Poderali esistenti, liberando così ulteriori aree oggi edificate.
Inoltre la scelta voluta dall’Amministrazione di non andare ad impegnare nuovo territorio per la realizzazione della struttura alberghiera, ma prevederne la realizzazione all’interno del Podere Poggettino – Contessa Lea, comporta obbligatoriamente la necessità che la SLP degli edifici ivi esistenti possa essere recuperata nei restanti Nuclei Poderali.
PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE
Niente, si va in votazione. Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari, Forum e San Vincenzo per tutti
Voti contrari………..n° __4___ ( Bertini -Viliani Lera –Morandini)
Astenuti…………….n° ___0_
L’Osservazione n° 18 del Forum del Centro Sinistra è RESPINTA
Contenuto dell’Osservazione N° 19:
Che cosa sappiamo della Tenuta di Rimigliano? Se ci fermiamo alla prima impressione, dopo aver letto che gli annessi di una tenuta agricola con quelle caratteristiche non costituiscono un valore testimoniale, verrebbe da dire che, sulla tenuta di Rimigliano, e su molte altre cose ancora, l’Amministrazione sa piuttosto poco. Tuttavia c’è qualcosa di molto più preoccupante nel RU adottato. Cominciamo a parlare delle cosiddette “volumetrie esistenti”. Dietro questa definizione si nasconde un grave equivoco che l’Amministrazione non ha chiarito e che vuole pervicacemente mantenere nel mistero garantendo alla controparte privata un margine di discrezionalità molto preoccupante.
Il Forum del Centrosinistra in fase di discussione della variante al PS sulla pianura costiera, sollevò molte obiezioni a proposito dell’assenza di cifre precise che delimitassero senza alcuna ombra di dubbio la quantità edificabile, e di conseguenza la ricettività, prevista nella Tenuta. Fermo restando che la posizione del Forum del Centrosinistra è e rimane semplice e semplicemente sintetizzabile nel motto in un parco naturale non si costruiscono nuovi edifici, vogliamo oggi con maggior forza protestare per l’assenza di precisi limiti volumetrici ed insediativi anche nel RU.
Infatti alla richiesta più volte formulata di precisare quanti fossero i metri quadri da demolire e quanti quelli da ristrutturare in base ai sopralluoghi e agli studi effettuati, il Comune ha sempre risposto negativamente. Ecco che il Consiglio Comunale si è preso la libertà di adottare un piano per Rimigliano privo della quantità di mq di SLP da ristrutturare e della quantità da poter “sostituire”.
Paradossalmente l’unica previsione in questo senso la possiamo trovare nel Pamaa presentato dalla proprietà. Inutile sottolineare come la proprietà abbia tutto l’interesse a sostituire piuttosto che a restaurare eppure, senza un sopralluogo preciso e allegato al Regolamento Urbanistico da parte del Comune, è impossibile determinare il grado di accuratezza e di esattezza dei dati riportanti nel Pamaa (che non è documento deputato a stabilire massimi edificabili).
È del tutto evidente che restaurando tutte le strutture, e quindi adattando le esigenze del privato al patrimonio edilizio e paesaggistico piuttosto che viceversa, si ovvierebbe ad un simile problema e tuttavia una amministrazione che non controlla quanti metri quadri di SLP di annessi e quanti di residenza ci sono nella tenuta non sarebbe neppure in quel caso (tantomeno lo è con l’attuale RU) credibile. Pertanto:
Osservazione n°19
Inserimento all’interno del RU di un dettagliato elenco, distinto per singoli nuclei poderali, di quanti metri quadri possono essere demoliti e ricostruiti e di quanti devono essere semplicemente restaurati
Si rimanda a quanto motivato per il punto n° 6 dell’Osservazione della Regione Toscana (N° 8 – pag. 55) con l’inserimento di una apposta Tabella nella Disciplina del R.U. (4) che dettaglia quanto richiesto, e nella conseguente modifica del primo comma del punto 7 della Disciplina come segue:
“Gli interventi di trasformazione edilizia ammessi, di cui all’alinea 1 e all’alinea 2 del precedente punto 5 sono riferiti alle superfici esistenti, che sono meglio definite negli elaborati allegati alla presente Variante:
1. Abaco degli immobili esistenti - Documentazione fotografica degli immobili esistenti -Tabelle di calcolo della SLP ammessa al recupero calcolata secondo i dettami delle Norme sopra citate;
e riportate nella tabella A, allegata alle presenti Norme, ammontano complessivamente a mq.16.608,89 di S.L.P.stimate in mq 17.000,00 di S.L.P. determinata secondo le disposizioni comunali vigenti con la redazione del primo Regolamento Urbanistico e, certificata dagli uffici comunali competenti.
Ogni istanza di titolo abilitativo, alla realizzazione dell’intervento, dovrà chiaramente indicare la S.L.P. oggetto di demolizione, sia che essa sia ricompresa nel Nucleo Poderale oggetto dell’intervento, che al di fuori di esso.”
L’OSSERVAZIONE E’ ACCOGLIBILE
Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari, Forum. Astenuto, San Vincenzo per tutti.
L’Osservazione n° 19 del Forum del Centro Sinistra è ACCOLTA come da controdeduzione
Contenuto dell’Osservazione N° 20:
La maglia insediativa e quella agraria, secondo quanto riportato all’art. 3 comma 4 della disciplina dovrebbe essere soggetto ad interventi di “salvaguardia”. Come possa la nuova edificazione essere ricompresa tra gli interventi di salvaguardia che valorizzino un parco naturale è mistero insondabile, soprattutto non è affatto spiegato all’interno del Piano.
Considerato quanto contenuto nelle invarianti strutturali e quanto disposto dall’art 3 comma 4 si richiede l’abrogazione del comma successivo che fa riferimento all’albergo da realizzarsi all’interno della Tenuta perché le due disposizioni entrano in una contraddizione insanabile.
Il comma citato non recita quanto riportato nell’Osservazione, ma pone tra gli obiettivi del R.U.: la “Valorizzazione del sistema insediativo “ dove con il termine valorizzazione si vuol rappresentare qualsiasi intervento che possa dare maggior valore dell’attuale, attraverso il recupero, il riuso, l’ammodernamento, l’implementazione ed il trasferimento, in tale sede, di quanto è invece fuori dal sistema insediativo. Tali interventi devono però essere tesi alla salvaguardia “ della maglia agraria originaria e delle strutture edilizie individuate di valore storico, testimoniale, tipologico ed architettonico “. Questo ha fatto il Regolamento Urbanistico, riducendo ulteriormente, Rispetto al P.S. le aree non agricole, mantenendo però l’impianto della maglia agraria ottocentesca ed individuando gli edifici da salvaguardare.
DICHIARAZIONE DI VOTO CONSIGLIERE BERTINI
Dunque, si solleva anche in questo caso la contraddizione evidente tra il principio di salvaguardia che voi propagandate nel piano strutturale e la previsione del nuovo albergo, che è un intervento di un grande impatto. La controdeduzione mi dice che c’è la valorizzazione del sistema insediativo, dove con il termine “valorizzazione” si vuol rappresentare qualsiasi intervento che possa dare maggior valore all’attuale. Questo qui è un vostro criterio per intervenire su Rimigliano, qualsiasi intervento che possa dar maggior valore dell’attuale, attraverso recupero, riuso, ammodernamento, implementazione, trasferimento in tale sede di quanto è invece fuori dal sistema insediativo. Tali interventi devono però essere tesi alla salvaguardia della... (inc.), naturalmente le due cose non stanno insieme, ma non è importante. Io vi invito ad una profonda riflessione su che cosa significhi dare maggior valore rispetto all’attuale, in un sistema come quello di Rimigliano, perché se il maggior valore sono le seconde case, devo dire che avete un concetto di valore esclusivamente legato... non so, neanche un concetto monetario, perché in realtà siamo in un momento nero per determinati interventi, però avete un concetto speculativo, ma non di speculazione filosofica, che degrada il nostro territorio e lo omologa terribilmente al resto della costa, anche un po' sul modello delle speculazioni, nemmeno adriatiche, albanesi direi.
Noi ci asteniamo su questo punto. L’unica considerazione e precisazione che volevo fare è che comunque nella previsione dell’albergo... a parte che io la questione concessione della spiaggia non l’avrei detta, non l’avrei eliminata così, come è stato fatto perentoriamente, che poi non mi ricordo chi ha detto che è stato comunque sfruttato un ambito poderale. È vero, questo è tutto vero, ma è vero anche che c’è il recupero di quei poderi in altre parti, cioè non è che viene buttato via o destinato quelle superfici all’albergo. Quelle superfici poi vengono recuperate da altre parti, questo era solo per chiarire l’iter.
A questa votazione favorevoli per San Vincenzo. Contrari, Forum. Astenuti, San Vincenzo per tutti.
Consiglieri assenti 2 : Catino – Angelini – Presenti n.15 votanti n. 13
Voti contrari………..n° ___2__ (Bertini Viliani)
Astenuti…………….n° __2___ ( Lera Morandini)
L’Osservazione n° 20 del Forum del Centro Sinistra è RESPINTA
Contenuto dell’Osservazione N° 21:
Insomma, il Regolamento Urbanistico richiede di mantenere le vie tal quali sono ma permette di sconvolgere i nuclei poderali, i luoghi a cui le vie conducono.
Oltre alla maglia insediativa, il PS individua come invariante la conduzione agricola (unitaria) della Tenuta. L’agricoltura, secondo quanto disposto dal PS dovrebbe essere centrale nella pianificazione di questo territorio. In aperta e palese contraddizione con questo proposito, il RU concede al privato la possibilità di scegliere quanti mq destinare all’attività agricola e quanti de ruralizzare. Sappiamo, ed è tenuta a saperlo anche l’Amministrazione, che il Pamaa presentato dalla proprietà, affida a 650mq di annessi (tutti localizzati in un unico punto a nord della tenuta) la conduzione agricola dell’intera tenuta, suscitando a tal riguardo le perplessità degli Uffici competenti della Provincia che tuttavia hanno dato l’assenso al Pamaa.
L’inverosimiglianza di tale previsione è riconducibile alle motivazioni di ricerca del maggior (e più immediato) profitto da parte della proprietà come sopra accennato ma la responsabilità di un simile abbandono dell’attività agricola va attribuita in toto all’Amministrazione. Infatti lo Strumento Urbanistico non può consentire il cambio di destinazione d’uso da rurale a residenziale per tutte le volumetrie che la proprietà ritiene allettanti da un punto di vista economico e pretendere il mantenimento dell’attività agricola.
Con il doppio binario usato sinora proponiamo a riguardo in prima battuta (osservazione n° 21) ciò che si dovrebbe fare per tutelare davvero e seriamente la tenuta e in seconda battuta (osservazione n 22) un emendamento che limiti il danno.
Osservazione n°21
Gli immobili attualmente adibiti a civile abitazione possono essere recuperati con la medesima destinazione d’uso per un massimo di Xmq ovvero con destinazione d’uso turistico ricettiva. Per gli annessi agricoli, stalle ed altri manufatti, si prevede la ristrutturazione nelle forme attuali e la riconversione funzionale per scopi comunque legati alla conduzione agricola della tenuta.
Contenuto dell’Osservazione N° 22:
All’interno dei 17.000 mq di SLP esistente potranno essere de-ruralizzati e usati a scopi di ricettività ovvero di residenza non più di mq 12.500 mentre gli altri 4.500 mq dovranno essere mantenuti con destinazione agricola ai fini della conduzione della Tenuta. Ciascun nucleo poderale dovrà mantenere un minimo di 200 mq di annessi agricoli per garantire la corretta e razionale distribuzione di quanto necessario alle attività agricole nelle varie aree della Tenuta.
Contenuto dell’Osservazione N° 23:
Tutta la parte del piano riguardante l’attività agricola, è viziata da un errore temporale e da un errore concettuale. In primo luogo, un’Amministrazione che pervicacemente dichiara, per bocca dell’Arch. incaricato, che l’agricoltura non è un’attività produttiva e che per attività agricole da salvaguardare nella Tenuta di Rimigliano si devono intendere quelle tese al mantenimento del reticolo idrografico e quelle relative alla potatura degli alberi, è evidentemente inadatta a pianificare una simile area.
È inoltre un’Amministrazione che cade in contraddizione, quella che rinnega gli obiettivi di valorizzazione agricola della tenuta enunciati nel PS. In assenza dell’attuazione puntuale dell’obiettivo pubblico si lascia ampio margine di discrezionalità al privato che infatti riempie il pamaa di parti relative al recupero edilizio a fini residenziali e turistico ricettivi, modifica in modo sostanziali le parti relative all’albergo, individua aree per servizi sportivi a detrimento dell’attività agricola, lascia alla conduzione della tenuta un numero di metri quadri assolutamente inadeguato al fabbisogno, dimentica di esaminare la verosimiglianza delle previsioni agronomiche proposte e non elabora nessun piano economico pluriennale relativo alla conduzione agricola dei suoli.
Sarà perché l’agricoltura non è produttiva?
Il Pamaa
Una tenuta senza agricoltura
Il Piano aziendale di miglioramento agricolo ambientale, è parte essenziale della variante in oggetto. Nel dettaglio l’Amministrazione attribuisce a tale documento, che il privato redige e che il Comune fa proprio, se vuole, delle prerogative assolutamente eccessive tali da configurare il Pamaa come una sorta di Regolamento Urbanistico parallelo.
Al Pamaa spetta infatti il compito di stabilire quanti metri quadri sono da destinarsi per lo svolgimento dell’attività agricola (si noti che l’Amministrazione non pone nessun limite minimo) e, di conseguenza, quante volumetrie sarà possibile convertire a fini residenziali. Il Pamaa dovrebbe precisare modalità e prospettive della costituzione dell’ANPIL di Rimigliano, dovrebbe precisare l’accessibilità alla tenuta da parte della cittadinanza.
È opinione del Gruppo scrivente che, un’Amministrazione nel pianificare il territorio deve aver ben chiari gli indirizzi e gli obiettivi e non deve e non può e non deve voler lasciare una simile discrezionalità alla proprietà. Quest’affermazione, valida in linea di massima per ogni area, è corroborata dal grande valore del Parco naturale di Rimigliano.
Dunque se anche l’Amministrazione è disposta a riconoscere margini d’autonomia vasti alla proprietà, che almeno ci si prenda la briga di acquisire tali volontà e di far diventare tali previsioni parte integrante del Regolamento Urbanistico.
Osservazione n°23
Il Pamaa, essendo di fatto parte integrante della pianificazione territoriale, in funzione della grande rilevanza dell’attività agricola nella Tenuta, deve essere ricompreso nei documenti del Regolamento Urbanistico in modo che possa essere perfettamente in linea con le previsioni vigenti e coerente con gli Strumenti Urbanistici.
Contenuto dell’Osservazione N° 24:
Con il Regolamento Urbanistico presentato, viceversa non è possibile garantire il minimo di correttezza amministrativa che sta nella coerenza degli atti che riguardano il territorio. Ecco che infatti si possono individuare molti “assurdi” nel Pamaa presentato alla Provincia tra i quali citiamo:
• Diversa collocazione dell’albergo rispetto a quanto previsto dal Regolamento Urbanistico adottato
• Diversa perimetrazione dei nuclei poderali rispetto a quanto previsto dal Piano Strutturale e recepito dal Regolamento Urbanistico adottato
• Impossibilità della proposta di realizzazione del nuovo frantoio visto l’esaurimento delle volumetrie disponibili, a meno che non si pensi già oggi ad una variante al Regolamento Urbanistico alla scadenza delle previsioni del Pamaa
Dunque è necessario che il Pamaa si uniformi alla pianificazione urbanistica perché non è assolutamente sufficiente a garantire un corretto sviluppo dell’attività agricola la considerazione che, in ordine agli interventi edilizi sono sovraordinate le disposizioni del RU. La discordanza tra i due documenti potrà essere assunta a pretesto per non realizzare le previsioni agricole e comunque, un’adeguata gestione aziendale si basa sulla correttezza delle previsioni e sull’esatta interpretazione del contesto in cui si opera.
Dovrebbe essere pleonastico aggiungere che una corretta pratica amministrativa dovrebbe escludere l’avallo o l’approvazione di documenti contenenti indicazioni contraddittorie o ambigue.
Ecco che, qualora non si intenda, come sarebbe logico e doveroso, inserire il Pamaa all’interno del Regolamento Urbanistico come allegato sostanziale della pianificazione, occorre almeno precisare quali siano i requisiti perché lo stesso documento possa essere preso in considerazione dal Comune e possa uniformarsi agli Strumenti Urbanistici.
Osservazione n°24
Il Pamaa dovrà avere una validità di venticinque anni dalla data di approvazione da parte della Provincia e dovrà contenere un allegato in cui si descrivano gli interventi di miglioria agricola nell’arco di tempo con cadenza annuale. Gli Enti potranno controllare l’effettiva realizzazione, secondo il crono programma, degli interventi e dovranno sanzionare eventuali mancanze ingiustificate.
Contenuto dell’Osservazione N° 25:
Il Pamaa dovrà contenere un dettagliato piano economico pluriennale e una precisa rendicontazione dell’azienda agricola oggi presente ed operante nella tenuta. Per ciascun intervento agronomico previsto dovranno essere forniti dati di dettaglio sui costi previsti e sugli introiti che tali attività permetteranno presumibilmente di ottenere.
Contenuto dell’Osservazione N° 26:
Il Pamaa dovrà specificare nel dettaglio le condizioni agronomiche – verificate puntualmente sul campo – che motivano le previsioni colturali.
Contenuto dell’Osservazione N° 27:
Il Pamaa dovrà essere perfettamente conforme agli strumenti urbanistici perché le previsioni in esso contenute non siano considerabili prive di fondamento. Non potranno esserci difformità di sorta nell’individuazione degli ambiti poderali, della localizzazione degli interventi edilizi o di quant’altro sia stato pianificato dal PS del Comune di San Vincenzo o dal successivo Regolamento Urbanistico.
Le osservazioni 21,22,23,24,25,26 e 27sono specificatamente attinenti ai contenuti del PAMAA che non è contenuto nella Variante adottata e che attiene a specifiche normative, procedure e competenze di Enti diversi dall’Amministrazione Comunale e pertanto quanto osservato non è pertinente all’oggetto della Variante al Regolamento Urbanistico adottata.
PERTANTO LE OSSERVAZIONI 21,22, 23,24,25,26 E 27 NON SONO PERTINENTI E QUINDI NON ACCOGLIBILI PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE,.
Guardate, qui è successa una cosa interessante, perché il problema della determinazione dei volumi è venuta dopo la presentazione delle osservazioni e temo anche dopo una parte della redazione delle controdeduzioni. Pertanto noi chiedevamo, per esempio, di destinare un tot di metri quadri alle attività rurali, cioè si diceva che gli immobili attualmente adibiti a civile abitazione possono essere recuperati con la medesima destinazione d’uso per un massimo di x, con destinazione d’uso turistica ricettiva, con destinazione d’uso residenziale; per gli annessi agricoli, eccetera, si prevede la ristrutturazione delle forme attuali e riconversione per funzioni di scopi legati a quelli della tenuta. In realtà è molto simile a quello che dite di aver fatto voi con le (inc.). All’osservazione successiva si dice, perché erano in subordine, o la prima o la seconda, perché la prima era un po' forte, la seconda si diceva: “All’interno dei 17 mila metri quadri che si credeva fossero esistenti - d’altronde queste qui sono datate gennaio – potranno essere deruralizzati o usati a scopo di ricettività, ovvero residenza, non più di 12.500”. Quindi bisognava lasciare un tot alla rilettura(?). Ci eravamo... ha picchiato anche i vicini, perché invece di 12.500, ne avete presi 13.190. Cosa è successo? È successo che voi queste osservazioni le avete respinte e poi avete fatto la stessa cosa e le avete respinte con questa motivazione: non sono pertinenti. E perché? Perché sono specificatamente attinenti a contenuti del PAMA. Quando lo propone il Forum di destinare, di non permettere la deruralizzazione di alcuni metri quadri, non è pertinente perché è roba del PAMA, se poi invece (inc.) il regolamento urbanistico (inc.). Qui la contraddizione... sono tutte contraddittorie, non c’è problema, ma qui la contraddizione veramente... ragazzi! Mettiamoci un attimino nel capo che alcune cose non si possono scrivere, perché poi un minimo di logica ancora a questo mondo esiste, se rovescio un bicchiere d’acqua, l’acqua va in giù e... Forze di gravità si hanno; va bene, ora esistono i neutrini, però...
DICHIARAZIONE DI VOTO CONSIGLIERE LERA
Noi votiamo contro le controdeduzioni, per il motivo di quello che ci preme, cioè che avevamo inteso una salvaguardia dell’area, quindi della Tenuta di Rimigliano, come anche salvaguardia della identità rurale. Andando ovviamente contro le osservazioni, si nota come l’amministrazione comunale voglia, al di là poi dei numeri, dei quali francamente ci interessa poco entrare nello specifico, ma anche qui purtroppo l’aver unito le varie osservazioni non mi facilita, però il senso dell’aver sottovalutato proprio quello che è il rispetto della identità rurale che emerge dal fatto di non aver accettato queste osservazioni. Quindi, anche il nostro voto è contrario.
Favorevoli alla controdeduzione, Per San Vincenzo. Contrari, San Vincenzo per tutti e Forum.
Le Osservazioni n° 21,22,23,24,25,26 e 27 del Forum del Centro Sinistra sono RESPINTE
Contenuto dell’Osservazione N° 28:
Tali osservazioni si rendono necessarie perché il Pamaa presentato dalla proprietà non rispetta nessuna delle condizioni sopra riportate. Non c’è un quadro economico neppure approssimativo in cui vengano giustificati gli interventi, non esiste alcuna previsione sui costi e benefici attesi dalla conduzione agricola, non esistono tempi certi per la realizzazione del pescheto e dell’oliveta in previsione, non esiste neppure la certezza che tali colture siano poste in essere.
Si afferma infatti che la verifica della possibilità di realizzare tali impianti sarà successiva quando il Pamaa è proprio il documento in cui si dovrebbero giustificare con studi agronomici le scelte aziendali per gli anni successivi.
Richiamata l’insufficienza poi della previsione di utilizzo delle volumetrie per l’agricoltura, occorre chiarire che la presente formulazione del Pamaa genera un altro tipo di problema urbanistico. Si afferma infatti che la proprietà vuol valutare se realizzare un frantoio per la molitura delle olive prodotte. Impossibile. Infatti il Regolamento urbanistico ribadisce più volte che non sarà ammissibile il superamento del limite dei 17.000 mq di edificazione.
La formulazione di tale limite è ipocrita giacché grazie alla scelta del nuovo albergo di 6.000 mq le superfici sul territorio della Tenuta saranno di 23.000, giusto per fare i conti della serva. Tuttavia non ci sono gli spazi per realizzare un frantoio a meno che la proprietà, in vista di una improbabile riuscita dell’operazione olivicola, non voglia oggi sacrificare un 1.000 mq di residenza che possono avere un valore sul mercato di circa 5 milioni di euro.
Questo passaggio dimostra palesemente come l’intero piano sia contro l’agricoltura, infatti il limite dei metri quadri anziché tutelare l’attività agricola, è posto a tutela della riconversione turistica della Tenuta.
Dunque, preso atto dell’intenzione della proprietà di prendere in considerazione l’ipotesi di realizzare un frantoio, si predisponga un apposito articolo nella disciplina in cui si precisi che tali volumetrie non possono essere recuperate a fini residenziali e devono essere lasciate a disposizione della eventuale realizzazione di un frantoio di qualsivoglia altra struttura di potenziamento dell’attività agricola.
Osservazione n°28
Art 16 bis della disciplina: “I limiti edificatori determinati da questa disciplina devono tenere conto della necessità di potenziamento futuro dell’attività agricola così come auspicato dagli obiettivi del Piano Strutturale. Pertanto dal totale di 17.000mq di superfici destinabili sia all’agricoltura che alla residenza, dovranno essere detratti mq 2.000 per rendere possibili interventi di potenziamento dell’attività agricola nel prossimo futuro.
Tali superfici, da cumularsi a quelle immediatamente riconosciute come necessarie all’attività agricola dal Pamaa, non possono pertanto essere recuperate se non in seguito a comprovate esigenze produttive o gestionali per l’attività agricola.
Una parte di dette superfici dovrà ospitare le stalle per realizzare l’indirizzo di realizzazione concreta di una ippovia che possa valorizzare l’intero territorio a partire dalla Tenuta di Rimigliano.”
Contenuto dell’Osservazione N° 29:
Occorre infatti evidenziare che nonostante la possibilità di realizzazione di una ippovia sia a più riprese sostenuta nel Regolamento Urbanistico, non esiste alcuna previsione di superficie atte alla cura degli animali. Tale incongruenza deve essere positivamente risolta e la realizzazione di questo obiettivo non può essere lasciato alla discrezionalità della proprietà.
Incredibile poi che il Pamaa attualmente presentato non preveda volumetrie per gli addetti allo svolgimento dell’attività agricola nonostante il cumulo di ore annue di lavoro venga decuplicato nelle intenzioni della proprietà. Ci sono solo due possibili spiegazioni a tale contraddizione. La prima è che il Pamaa è fatto tanto per fare ma che le previsioni in esso contenute non sono che carta straccia, fumo da gettare negli occhi ai più crapuloni. La seconda è che il Pamaa individua come sviluppo agricolo una azione che sfrutti solo manodopera stagionale o comunque saltuaria che sarebbe inevitabilmente sottopagata e sfruttata come ben testimoniano i troppi esempi in zona.
È evidente che una simile prospettiva non solo non offre nessuna possibilità aggiuntiva di lavoro a questo territorio ma soprattutto dissipa un’occasione insostituibile per promuovere una seria valorizzazione del territorio e del paesaggio a partire da una filiera produttiva biologica che costituirebbe valore aggiunto e opportunità di lavoro per molti, non solo nel nostro comune.
Osservazione n°29
Art 16 ter della disciplina: “All’interno dei 17.000mq totali che tale disciplina impone quale limite massimo edificatorio, dovranno essere detratti 240 mq da recuperare a fini residenziali ma da non de ruralizzare. Tali superfici, da prevedersi in aggiunta a quelle già considerate necessarie alla conduzione dell’azienda agricola nel Pamaa presentato, dovranno ospitare i lavoratori impiegati nell’azienda.”
Le Osservazioni 28 – 29 pur affrontando aspetti comunque collegati al PAMAA introducono però un elemento meritevole di considerazione e cioè quello di un probabile sviluppo dell’attività Agricola che potrebbe richiedere nuove disponibilità di edifici ad essa asserviti. Essendo intendimento dell’Amministrazione Comunale, da sempre dichiarato, di valorizzare e tutelare l’Agricoltura della Tenuta si ritiene opportuno che tutte le volumetrie esistenti non siano ammesse al recupero ma, che una quantità rilevante, sia disponibile per un ipotetico ma probabile sviluppo agricolo. Si ritiene pertanto opportuno proporre l’accoglimento di tale osservazione con l’individuazione di una quantità di SLP esistente da mantenere finalizzata alla conduzione agricola della tenuta. A tali fine risultano congrue nella quantità e corrette nella loro attuale destinazione, le così dette Stalle Sparse e gli altri edifici esterni ai Nuclei Poderali, che complessivamente costituiscono un patrimonio di 3.417,60 mq di SLP, che resterà con la attuale destinazione d’uso agricola. Non si ritiene opportuno però che tali volumetrie siano vincolate per norma, ne tantomeno a funzioni prestabilite, perché così l’Amministrazione si sostituirebbe alla proprietà introducendo prescrizioni che non sono proprie della Pianificazione Urbanistica, ritenendo invece che possano essere fissate regole alle quali i Programmi Aziendali di cui al Titolo V della L.R. 1/2005 debbano attenersi.
Per quanto sopra si ritiene pertinente e corretta l’Osservazione 28 ed in conseguenza parzialmente accoglibile, di fatto, la 29, con l’inserimento di un ulteriore paragrafo in calce al secondo comma all’Articolo 7 della Disciplina così articolato:
“Il primo Piano Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale, ferme restando le procedure e le prescrizioni dell’articolo 42 della L.R. n. 1/2005dovrà comunque prevedere il mantenimento dell’uso ai fini agricoli delle superfici oggi esterne ai Nuclei Poderali consolidati, meglio definite e quantificate nella Tabella allegata alla presente Variante come Stalle sparse e Teleferica per complessivi mq. 3.417,60, quale garanzia sulle potenzialità gestionali dell’attività agricola. Tali quantità, sono comunque, soggette alle revisioni ed agli aggiornamenti con le forme previste dalla legislazione regionale vigente, e fermo restando il limite massimo insediativo delle superfici del patrimonio edilizio esistente”.(6)
PER QUANTO SOPRA LE OSSERVAZIONI SONO’ ACCOGLIBILI CON IL CONSEGUENTE INSERIMENTO DI UN ULTERIORE COMMA ALL’ARTICOLO 7 DELLA DISCIPLINA ADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO.
Si va in votazione. Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari? Astenuti, San Vincenzo per tutti e Forum.
Consiglieri assenti n. 2 Catino-Angelini – Consiglieri presenti n.15 Votanti n. 11
Astenuti…………….n° ___4___ ( Bertini -Viliani Lera –Morandini )
Le Osservazioni n° 28 e 29 del Forum del Centro Sinistra sono ACCOLTE come da controdeduzione
Contenuto dell’Osservazione N° 30:
Se l’Amministrazione sceglierà di non accogliere neanche una delle osservazioni sopra riportate circa i contenuto del Pamaa e il rapporto tra Pamaa e RU, sarà a tutti evidente che l’agricoltura sarà dismessa in breve tempo e la Tenuta di Rimigliano potrà, a buon diritto essere ribattezzata “Rimigliano village”.
Quale tipo di agricoltura? Il ritorno alla monocoltura turistica.
Uno dei più gravi problemi ambientali dei paesi che hanno conosciuto il processo di industrializzazione e meccanizzazione dell’agricoltura, è che essa è divenuta in breve tempo uno strumento di conversione in alimento dei combustibili fossili. La sfida di una Amministrazione che davvero voglia fare di Rimigliano un modello da esportare in tutt’Italia, è quella di affermare, a partire proprio dagli strumenti urbanistici, che alcune scelte colturali non sono compatibili col territorio a causa del loro enorme costo ambientale.
Ecco che sfugge la logica con la quale non si rinvenga nel Regolamento Urbanistico una previsione di massima dei costi ambientali che l’agricoltura potrebbe riversare sulla Tenuta. Se infatti allo stato attuale Rimigliano ospita un’azienda agricola, occorre per il futuro valutare fabbisogni idrici e eventuali cedimenti ad altre logiche di conduzione colturale.
È pertanto dovere dell’Amministrazione capire le intenzioni della proprietà in proposito e tutelare l’ambiente della bonifica leopoldina. Nel pamaa esistono vari riferimenti all’agricoltura biologia pertanto si ritiene che l’impegno della proprietà, qualora voglia davvero proseguire l’attività agricola nella tenuta, sia da considerarsi a tal fine votata. Tuttavia il mancato approfondimento sulla fattibilità degli interventi pone pesanti domande sull’attendibilità del documento. In particolare si fa presente che lungo la Costa, tra Cecina e San Vincenzo, negli ecosistemi derivanti da bonifica comparabili in qualche modo alla Tenuta di Rimigliano, non esistono impianti di olivete. L’olivo compare solo sulle pianure o sui rilievi immediatamente retrostanti. Tale coltura infatti non ama i ristagni idrici che invece sono elemento non raro nella tenuta. L’eccessiva umidità rende pertanto molto strana la previsione del Pamaa. L’altra previsione, il pescheto, è forse più adatta al territorio in oggetto ma rimangono dubbi profondi sulle modalità di individuazione delle aree in cui di può inserire tale coltura e sulle “fasi” previste per una evantuale sua espansione.
Per entrambe queste piantagioni poi l’Amministrazione dovrebbe valutare la ragione economica dei progetti. Una grande azienda agricola, quale utile può avere dalla progettazione di un ettaro di pescheto, forse estendibile a 5 ha? Le modeste dimensioni paiono rendere questo intervento velleitario e inspiegabile. Altrettanto dicasi dell’olivo che occuperebbe, forse, 11 ha. Per il resto la tenuta rimarrebbe condotta a seminativi una parte dei quali destinati all’alimentazione della fauna selvatica.
Quali garanzie il Regolamento Urbanistico richiede sui consumi idrici? Quali obiettivi il Regolamento Urbanistico richiede sul cuneo salino? Quali garanzie il Regolamento Urbanistico richiede sui livelli di inquinamento delle falde acquifere. Nessuno. Eppure sarebbe il momento di iniziare a richiederne.
L’agricoltura può essere la più grande alleata o la prima nemica nella risoluzione dei problemi sopra citati. Occorre tuttavia che il Comune in prima battuta, pretenda garanzie puntuali e sia disposto a verificare il rispetto degli impegni presi. Un simile comportamento delle istituzioni garantisce sia l’interesse pubblico che quello del proprietario.
Osservazione n°30
Si propone di inserire un apposito articolo relativo alla possibilità di dichiarare, in convenzione, precisi impegni da parte della proprietà sui valori da raggiungere sia per quanto riguarda i livelli di inquinamento, si per quanto riguarda i consumi idrici relativi alla conduzione agricola della tenuta.
Si richiamano le controdeduzioni apportate alle precedenti osservazioni 21,22,23,24,25,26 e 27 e alle osservazioni 2, 3 e 4 del Comitato di Campiglia ( N° 7) .
l’osservazione NON E’ PERTINENTE E QUINDI NON ACCOGLIBILE per le motivazioni sopra riportate.
Vado avanti. Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari, Forum. Astenuto, San Vincenzo per tutti
Consiglieri assenti 2 : Catino Angelini. Presenti n. 15 ,Votanti n. 13
Voti contrari………..n° __2___ (Bertini - Viliani)
Astenuti…………….n° __2___ (Lera ,Morandini)
L’Osservazione n° 30 del Forum del Centro Sinistra è RESPINTA
Contenuto dell’Osservazione N° 31:
È vero che una percentuale compresa tra il 70 e in 90 dell’acqua usata in agricoltura torna in falda e che è pertanto più preoccupante per il mantenimento degli equilibri ambientali di quello che dovrebbe essere un parco naturale, il consumo idrico domestico e l’inquinamento generato dalle automobili e dalle attività umane diverse dall’agricoltura.
Osservazione n°31
Si propone pertanto che il RU preveda un livello massimo di consumi idrici relativi al fabbisogno domestico da non superare. L’individuazione di tale livello dovrà essere dettagliatamente giustificata con dati relativi al crescente consumo idrico che si registra nel nostro Comune.
L’osservazione è da considerare pertinente e mirata al miglioramento del regolamento Urbanistico adottato con particolare riferimento alla riduzione dei fattori di impatto. Come contro dedotto al Punto 8 dell’osservazione regionale (N° 8), lettere E ed F, con la conseguente modifica dell’Articolo 12 della Disciplina, si introduce l’obbligo del raggiungimento dei targets stabiliti nel Rapporto Ambientale in materia di
PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE E’ ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTE INTEGRAZIONE E MODIFICA DELL’ARTICOLO 12 DELLA DISCIPLINA ADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO.
Sì, molto brevemente. Qui si chiedeva, nell’osservazione 31, di poter... di prevedere un livello massimo da non superare di consumi idrici per tutta l’operazione edilizia e agricola di cui si sta parlando. Si fa riferimento, è una osservazione che ha presentato anche la Regione, avete modificato l’Articolo 12 della disciplina, introducendo l’obbligo del raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel rapporto ambientale, in materia di... ora qui manca la parola nella delibera, comunque in materia di “risparmio idrico”, sarà. Ora non era però questo il nostro auspicio, cioè i target individuati sono tarati sulla previsione urbanistica in questione, cioè si dice: cosa si fa nella tenuta? Questo. Quando si consumerà? Più o meno questo, quindi i limiti sono questi. Questa è una constatazione di quello che avverrà, non è certamente un impegno per consumare poco. Comunque va bene, ha poco valore anche questo mio intervento. L’avete accolta, noi non ci sentiamo certamente soddisfatti da questo, perché si mirava ad altro, ecco.
Quindi si va in votazione alla 31, vero, se non sbaglio? Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari, Forum.
Voti contrari………..n° __2__ ( Bertini Viliani)
Astenuti…………….n° __2__ (Lera Morandini)
L’Osservazione n° 31 del Forum del Centro Sinistra è ACCOLTA come da controdeduzione
Contenuto dell’Osservazione N° 32:
Ricordiamo che vagheggiamenti sulla copertura del fabbisogno senza attingere all’acquedotto idropotabile sono inutili.
Non esiste nulla, neppure un auspicio, a proposito della possibilità che si crei una filiera di lavorazione dei prodotti agricoli e anzi, tale ipotesi, è ostacolata dall’impostazione del RU che permette di riconvertire da subito tutte le superfici esistenti nella tenuta in residenze. La previsione di non favorire le attività produttive non collegate direttamente alla sfera turistica è un grave impoverimento per il nostro territorio che con questo Regolamento si vota una volta per tutte alla monocoltura turistica.
Osservazione n°32
Inserire in Convenzione un percorso di verifica biennale dello sviluppo dell’attività agricola nella Tenuta; si propone che il mancato potenziamento dell’attività agricola possa essere sanzionabile in modo severo, finanche con la decadenza della convenzione e sua risoluzione a danno della proprietà.
Si richiamano le controdeduzioni apportate alle precedenti osservazioni 21,22,23,24,25,26,27 e 30 ed alle osservazioni 2, 3 e 4 del Comitato di Campiglia (N° 7) .
Qui si prevedeva, l’avevo accennato, una necessità di verifica biennale di quanto dichiarato dalla proprietà nel PAMA, cioè si ritiene che l’agricoltura sia fondamentale per la Tenuta, si dice di sì. Chiediamoci: si ritiene di dover far presentare un piano di miglioramento agricolo aziendale al proprietario per (inc.)? Sì, benissimo. Vogliamo verificare, visto che nel PAMA ci si può scrivere di tutto, che questo venga fatto oppure no? Ci sono gli strumenti per poterlo verificare, si può implementare nella convenzione, insomma non è un problema, tecnicamente è più che fattibile. Serviva a far sì che non si potesse dichiarare qualsiasi cosa e, tra l’altro, anche a migliorare un rapporto sinergico che si poteva instaurare in un lontanissimo mondo dei sogni, per carità di Dio, però sinergico, che si potesse attuare tra le attività produttive all’interno della tenuta, che in questo caso sicuramente non ci saranno, però siamo nel mondo dei sogni, vi ripeto, e le attività di pianificazione, programmazione e controllo, anche economico, che l’amministrazione è tenuta a svolgere; per cui non capisco perché mi si debba ritenere non pertinente e non accoglibile una proposta di, appunto, vedere ogni (inc.) che cosa succede rispetto ai programmi presentati.
Altre dichiarazioni? Quindi si va in votazione. Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari, Forum.
L’Osservazione n° 32 del Forum del Centro Sinistra è RESPINTA
Contenuto dell’Osservazione N° 33:
La proposta del Forum del Centrosinistra per San Vincenzo sulla Tenuta di Rimigliano era chiara e permetteva di evitare il mare di contraddizioni sopra riportate, a beneficio della correttezza amministrativa ma soprattutto della conservazione del bene economico fondamentale di una comunità: il territorio. La distanza tra la nostra proposta e il presente Regolamento Urbanistico è siderale e qualora non ci siano radicali cambiamenti in fase di osservazioni, l’Amministrazione potrà passare alla storia come quella che ha distrutto Rimigliano.
Ribadita l’unitarietà evidente e non negabile di Rimigliano, il Forum del Centrosinistra per San Vincenzo, proponeva un serio progetto di parco naturale che potesse legare e far coesistere, senza danno per l’ambiente e per il territorio, agricoltura, turismo e conservazione del patrimonio naturale.
Si sarebbe trattato di permettere il recupero dei manufatti edilizi così come sono, senza sostituzione edilizia e demolizioni, in modo da conservare davvero la struttura poderale dell’area e di creare un nuovo polo sul modello agrituristico. La coesistenza all’interno di ciascun podere di volumi destinati all’agricoltura e volumi destinati alle attività ricettive, avrebbe consentito di perseguire davvero quel rilancio dell’agricoltura come attività economica e produttiva che con questo piano è negato. Ogni podere sarebbe stato presidio ambientale, polo agricolo e struttura turistica. Volendo mantenere la celeberrima “unitarietà” sarebbe stato possibile far gestire le strutture secondo la prassi dell’albergo diffuso, viceversa ricordiamo che con questo piano abbiamo pagato sull’altare dell’unitarietà (che chissà come verrà mantenuta) un prezzo salatissimo ovvero la sostituzione edilizia per i tre quarti delle strutture presenti nella tenuta e altri 6.000mq di albergo di nuova costruzione.
Con la nostra proposta ci sarebbe stato davvero un recupero “filologico” di Rimigliano con il rispetto non solo delle linee architettoniche sedetiam delle funzioni delle varie pertinenze.
Il modello di turismo così prefigurato avrebbe certamente inciso meno sul territorio e non avrebbe neppur fatto pensare a centri sportivi, piscine a manciate o privatizzazioni delle spiagge, tutte cose già chieste o prossimamente messe sul piatto dalla proprietà. Sarebbe stata possibile e molto interessante la realizzazione dell’ippovia e magari di un sistema di maneggi e di allevamento dei cavalli che molto successo, anche economico, ha avuto a Bolgheri.
L’agricoltura avrebbe così avuto gli spazi necessari e sufficienti a svilupparsi, collegandosi al Parco naturale di Rimigliano attraverso un marchio che promuovesse i prodotti della catena agroalimentare. La possibilità di valorizzare ulteriormente i prodotti tipici poteva essere garantita da apposite iniziative che avrebbero portato ad una ulteriore destagionalizzazione del turismo (si pensi all’operazione palamita ma incentrata sulla ricchezza della nostra agricoltura). In più il recupero di antiche varietà di ortaggi e di alberi da frutto avrebbe potuto fare di San Vincenzo un centro per la conservazione della biodiversità e, di conseguenza, un importante polo di attrazione per gli studi di massimo livello relativi all’agronomia e alla botanica.
La possibilità di destinare una porzione anche importante del territorio meridionale della tenuta a parco per l’avifauna e per lo sviluppo del turismo naturalistico, avrebbe completato l’operazione di destagionalizzazione turistica e diversificazione economica di cui questo territorio avrebbe bisogno. Il ritorno per la collettività sarebbe stato altissimo. In primo luogo un’occupazione più stabile, non precaria e di qualità. In secondo luogo una conservazione delle risorse territoriali e paesaggistiche che costituiscono il valore maggiore a nostra disposizione per l’avvenire. Infine la creazione di un tessuto economico sociale molto più resistente al susseguirsi delle crisi economiche che investono l’intero pianeta.
Che ci guadagna la collettività?
Con il Regolamento Urbanistico adottato invece la collettività non ottiene un bel nulla dalla Tenuta di Rimigliano. Persino le aree che vengono cedute come standard sono certamente una sciocchezza in confronto al beneficio che la proprietà ricava dall’affare e rappresentano anzi, se valutate da un punto di vista meramente mercantile, un onere in termini di manutenzione più che una risorsa per il Comune. Come al solito il Comune si fa cedere un’area che sarebbe stata comunque al riparo da sconvolgimenti ambientali perché sottoposta a vincolo e lascia al privato le parti più vulenerabili.
La lingua di bosco che costeggia alla Principessa rappresenterà in più la scusa grazie alla quale l’Amministrazione, sottomessa agli interessi particolari, non richiederà alla proprietà l’apertura al pubblico dell’intera tenuta di Rimigliano.
Contro tutto questo il Forum si oppone con decisione e determinazione e chiede che in Convenzione e in tutti gli atti in cui si fa riferimento a alle aree da cedere, sia sostituita l’attuale previsione con quanto segue:
Osservazione n°33
La proprietà si impegna a garantire il libero accesso dei cittadini all’interno dei territorio della tenuta lungo i sentieri esistenti ed eventuali sentieri individuati in accordo con il Comune.
Contenuto dell’Osservazione N° 34:
La proprietà si impegna ad individuare, nel reticolo viario esistente una rete ciclabile collegata con la Via della Principessa e con la fascia a mare di Rimigliano.
Contenuto dell’Osservazione N° 35:
La proprietà si impegna a finanziare la messa in sicurezza della pista ciclabile nel tratto compreso tra Largo Berlese e il Fosso di Botro ai marmi.
Contenuto dell’Osservazione N° 36:
La proprietà si impegna a finanziare l’esproprio e la ristrutturazione del Nido dell’aquila che diverrà il centro del nuovo Parco Naturale di Rimigliano per quanto riguarda il sistema costiero.
Contenuto dell’Osservazione N° 37:
Ricordiamo infatti che l’altrettanto sciagurato progetto Parmalat prevedeva la realizzazione di un pala congressi costoso e inutile e la depurazione delle acque del Botro ai Marmi. Possibile che la contropartita per le massicce e dannosissime edificazioni concesse all’attuale proprietà non comportino una adeguata contropartita?
Infine, per garantire la piena e libera fruizione del grandissimo patrimonio della Tenuta, se non si vuol applicare quanto dispone la Legge Regionale 17/98 a proposito della rete escursionistica, che permetterebbe di far accedere i cittadini nella Tenuta senza nessun onere per il Comune, si abbia l’accortezza di far cedere dalla proprietà al Comune in forma gratuita la viabilità interna alla Tenuta. In tal modo il Comune si assumerebbe certamente una importante manutenzione (cosa evitabile applicando la 17/98) ma avrebbe un saldo controllo non solo dei flussi veicolari e del mantenimento degli impegni presi a proposito della conservazione delle vie sterrate, ma anche a proposito degli interventi edilizi che diventerebbero visibili e controllabili in qualsiasi momento.
Non c’è bisogno di spiegare peraltro il grande valore che il Comune di San Vincenzo si troverebbe attraverso l’acquisizione al pubblico della Via dei Cavalleggeri, un autentico monumento. Ricordiamo che in tal modo sarebbe anche molto semplice e immediato per il Comune riprogettare la viabilità ciclistica dandole nuova dignità nella progettazione e una completa autonomia dai flussi veicolari della Via della Principessa.
La pista ciclabile interna alla Tenuta anziché ritagliata nella Via della Principessa determina una maggior fruibilità e sicurezza sia per i turisti che per i cittadini e ribalta un concetto che ha impedito sinora un armonioso sviluppo dei percorsi per la mobilità alternativa: non è più la pista ciclabile a dipendere dalla strada, la pista ciclabile ha la sua autonomia.
Riflettere sui benefici in termini di vivibilità e qualità dell’immagine del nostro territorio sarebbe necessario.
Osservazione 37
La proprietà si impegna a cedere a titolo assolutamente gratuito interna alla Tenuta di Rimigliano ivi compresi i percorsi pedonali esistenti all’interno del Pinetone.
Contenuto dell’Osservazione N° 38:
Si propone in subordine che
Osservazione 38
VENGA SOSTITUITA LA CESSIONE DELLA FASCIA BOSCATA A EST DELLA PRINCIPESSA CON LA CESSIONE DELLA MAGLIA DI STRADE INTERNE ALLA TENUTA.
Le osservazioni 33, 34, 37 e 38 sono mirate principalmente all’ottenimento della liberazione dell’accesso alla tenuta. Fermo restando l’impegno dell’Amministrazione a perseguire nella costituzione dell’ANPIL anche nei terreni della Tenuta, ed alla conseguente regolamentazione dell’ accesso alla stessa da parte dei cittadini di San Vincenzo ma in modo controllato e regolamentato. Non si devono infatti dimenticare due aspetti importanti:
Se poi si volesse sostenere l’applicabilità della Legge sugli Usi Civici si ricorda che, sulla Tenuta di Rimigliano, non risulta che siano mai stati esercitati i diritti di cui alla Legge 1766/27 anche perché la stessa è applicabile ai così detti “beni collettivi” di proprietà cioè della collettività, dei comuni, di associazioni agricole ecc. ma non proprietà private. Come si evince dagli articoli 2 e 3 della legge per esercitare tali diritti si sarebbe dovuta attivare una apposita richiesta dimostrando che l’esercizio di un precedente diritto non fosse cessato anteriormente al 1800. Cosa questa estremamente difficile considerato che la famiglia dei Della Gherardesca / Alliata ne era proprietaria dal Medioevo.
LE OSSERVAZIONI 33,34,37 E 38 NON SONO ACCOGLIBILI PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.
Allora, queste osservazioni riguardavano il tornaconto al pubblico, cioè cosa ci guadagna la collettività, quindi si proponeva di precisare nella convenzione alcuni obblighi per la proprietà, che avrebbero sicuramente permesso alla cittadinanza un miglior e maggior accesso, una miglior godibilità del proprio territorio. Faccio un esempio, l’osservazione 33: “La proprietà si impegna a garantire il libero accesso ai cittadini all’interno dei territori della Tenuta, lungo sentieri esistenti, eventuali sentieri individuati in accordo col Comune”; è un po' formulata sulla proposta della maglia di Adria(?), no? “Si impegna ad individuare nel reticolo viario esistente una rete ciclabile collegata con via Della Principessa”, visto che, lo dico per inciso, è un’emergenza, che poi dal prossimo Consiglio comunale l’amministrazione prenda atto della pericolosità di quella struttura e ci ponga immediatamente mano, perché non si può arrivare all’estate prossima con via Della Principessa nelle condizioni in cui versa adesso. Ecco, erano tutte osservazioni che proponevano un reale impegno attraverso l’inserimento della rete escursionistica toscana, eccetera, per aprire i cancelli della Tenuta e per far godere ai cittadini di questo bene. Naturalmente le osservazioni da noi formulate sono state ritenute non accoglibili. Va bene, per carità di Dio, perché voi avete un determinato progetto che non prevede la percorribilità della Tenuta, ma solamente una passeggiata, nella fascia di rispetto stradale lato monte Della Principessa. Però credo che tra l’altro anche le motivazioni sulle controdeduzioni vengono espresse, siano gravemente insufficienti.
Qui io avrei preferito che ci fossero due diverse votazioni, perché la 33 e la 34... vado dietro a quello che è stato detto fino ad ora, che ho detto anche precedentemente, riguardo la questione della rete ciclabile e del... di un accesso comunque regolamentato alla tenuta. Le altre osservazioni, francamente, mi paiono meno giustificate e comunque motivate. Quindi io... noi ci asteniamo, pur avendo voluto votare contro per la 33 e la 34 e non anche per la 37 e 38.
Quindi qui i favorevoli sono Per San Vincenzo. I contrari, Forum. Astenuti, San Vincenzo per tutti.
Consiglieri Assenti 2 :Catino Angelini –Presenti n.15 votanti n. 13
Voti contrari………..n° _2___ Bertini Viliani
Astenuti…………….n° __2 ___ Lera -Morandini
Le Osservazioni n° 33,34,37 e 38 del Forum del Centro Sinistra sono RESPINTE
In merito alle Osservazioni 35 e 36, le richieste non sono di interesse dell’Amministrazione che ritiene più utile per la collettività, l’acquisizione dei 260.000 mq di aree a monte della Via della Principessa edella ex Scuola di Rimigliano che sono acquisite senza nessun onere (per inciso si ricorda che nel c.d. progetto Parmalat c’era si, la realizzazione del Centro Congressi, ma a scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria e quindi a carico dell’Amministrazione Comunale)
Relativamente all’edificio di Nido dell’Aquila si rimanda alla controdeduzione dell’osservazione n° 9 del COMITATO PER CAMPIGLIA (N° 7)
LE OSSERVAZIONI 35 E 36 NON SONO ACCOGLIBILI PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.
Ci sono dichiarazioni? Vado avanti. Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari, Forum. Astenuti, San Vincenzo per tutti
Le Osservazioni n° 35 e 36 del Forum del Centro Sinistra sono RESPINTE
Contenuto dell’Osservazione N° 39:
Ribadendo che tutto dovrebbe essere riscritto mantenendo immutato il numero dei metri quadri, la disposizione, dimensione e forma degli edifici e possibilmente la loro destinazione d’uso, è molto utile dar conto di alcune questioni di fondo che devono trovare una risoluzione ed è necessario modificare immediatamente nel testo del Regolamento Urbanistico.
Come può essere chiamato un intervento edilizio di realizzazione ex novo, su suolo vergine, di un edificio destinato a residenza? Per il gruppo scrivente non ci sono dubbi e, dato bizzarro, la proprietà privata della Tenuta di Rimigliano concorda pienamente con noi, come dimostrato dallo schema riassuntivo delle volumetrie contenuto nella relazione del Pamaa. Il Forum ritiene che debba essere chiamata NUOVA EDIFICAZIONE (nuova costruzione per la proprietà).
L’Amministrazione la chiama invece SOSTITUZIONE EDILIZIA. Non si ritiene ammissibile tale definizione, si tratta infatti di volumi che vagano da un nucleo poderale all’altro e vengono costruiti nelle aie e nelle pertinenze dei poderi. Dal casolare più a nord a quello posto più a meridione della Tenuta di Rimigliano, ci sono quasi quattro chilometri in linea d’aria. È incredibile applicare la definizione di sostituzione edilizia su una scala di simili proporzioni.
Osservazione n° 39
Si richiede che gli interventi attualmente definiti di “sostituzione edilizia” vengano rinominati come “nuova edificazione”. Se necessario per distinguerla dalla nuova edificazione dell’albergo, la si definisca “nuova edificazione residenziale derivante da demolizione di annessi agricoli”.
La questione è tutt’altro che di lana caprina. Per quanto disposto dalla LRT 1/2005 gli oneri d’urbanizzazione dovuti ai Comuni variano in base alla tipologia dell’intervento. Questo significa che definendo in modo inesatto gli interventi edilizi ammessi nella disciplina, il Comune di San Vincenzo opera uno sconto consistente alla proprietà sugli oneri da versare.
Si evince anche che, quando l’Amministrazione afferma di non avere un quadro preciso di quanti metri quadri si dovranno ristrutturare e quanti si dovranno “sostituire” si sbaglia. Avendo conteggiato gli oneri d’urbanizzazione deve aver necessariamente calcolato i metri quadri da ristrutturare e quelli da sostituire. Se non avesse calcolato l’ammontare degli oneri dovuti, come potrebbe il Comune asserire che con la cessione e ristrutturazione degli ex asili e con la cessione del bosco sopra la Principessa, si considerano esauriti gli oneri?
La legge regionale impone di applicare gli oneri di urbanizzazione ai tipi di intervento previsti dalla stessa e non è possibile quindi applicare gli stessi a discrezione dell’Amministrazione Comunale.
Nella fattispecie saranno applicati gli oneri dovuti previsti dall’ “ALLEGATO N. 3 TABELLA PER GLI INTERVENTI DI CUI AL TITOLO IV, CAPO III DELLA L.R.T. N. 1/2005 – SOTTOSISTEMI AMBIENTALI” a come segue:
1. la tariffa di cui al punto 1) INTERVENTI DI RESTAURO E RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA per gli interventi di cui al punto 5.1 della Disciplina;
2. la tariffa di cui al punto 2) INTERVENTI DI SOSTITUZIONE EDILIZIA per gli interventi di demolizione e ricostruzione, di cui al punto 5.2 della Disciplina, realizzati all’interno del nucleo poderale;
3. la tariffa di cui al punto 3) INTERVENTI DI NUOVA EDIFICAZIONE E RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA per gli interventi di nuova edificazione della struttura alberghiera, di cui al punto 5.3 della Disciplina;
4. la tariffa di cui al punto 3) INTERVENTI DI NUOVA EDIFICAZIONE E RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA per gli interventi di demolizione e ricostruzione, di cui al punto 5.2 della Disciplina, relativi a edifici esistenti esterni al nucleo poderale ove vengono ricostruiti.
Si precisa comunque che le tariffe relative alla sostituzione edilizia da applicare agli interventi di cui al precedente punto 2 non differisce di molto da quella per la Nuova edificazione ( 37,29 €/mc invece di 46,63 €/mc) e se si considera che sarà applicata ad una parte minore degli interventi, tale differenza incide per circa il 5% sull’importo complessivo degli oneri dovuti ( stimato in oltre 2 milioni di euro al netto del costo di costruzione)
L’amministrazione Comunale ha, ed ha sempre avuto il quadro preciso delle volumetrie esistenti, di quelle che saranno oggetto di ristrutturazione e di quelle che saranno oggetto di demolizione e ricostruzione, ed a dimostrazione di ciò si rimanda a quanto risposto per i punti 2 e 6 dell’Osservazione della Regione Toscana ed all’Osservazione 19 del Forum per il CentroSinistra.
L’osservazione conclude con un evidente errore di interpretazione delle norme adottate quando sostiene “….come potrebbe il Comune asserire che con la cessione e ristrutturazione degli ex asili e con la cessione del bosco sopra la Principessa, si considerano esauriti gli oneri?”: infatti, l’articolo 13 della disciplina ripreso ed integrato dall’articolo 5 della Convenzione adottata non parlano assolutamente di oneri (oneri di urbanizzazione primaria, secondaria e costo di costruzione) ma di standards urbanistici che, con gli stessi nulla hanno a che vedere, e che, invece, si riferiscono alla cessione di aree previste per la realizzazione di servizi pubblici ai sensi del D.M. 1444/68.
L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE
Ecco, noi abbiamo constatato che anche grazie all’incredibile piano strutturale vigente in questo Comune si può definire intervento di restauro e risanamento conservativo un intervento che prevede la demolizione completa dell’edificio e la ricostruzione senza la fedele ricostruzione, quindi senza nemmeno ricostruirli uguali, per l’Articolo 8 della NTA. E vediamo che in tutto il piano viene definita la sostituzione edilizia come un intervento di ristrutturazione, invece è un intervento di nuova edificazione, perché se io butto giù il canile e da un’altra parte ci faccio una casa, sarà il caso che questo canile non spacci per sostituzione edilizia, per restauro conservativo degli interventi che poi non sono né di restauro conservativo, perché si butta giù la casa, né di sostituzione edilizia, perché non si sostituisce un canile con un canile, si sostituisce un canile con una casa e la faccenda è piuttosto diversa. Voi avete controdedotto che non è accoglibile l’osservazione perché è tutto normale così, nel senso che le norme si... giustificano questa terminologia; poi avete parlato delle tariffe per gli interventi di restauro e ristrutturazione edilizia, interventi di sostituzione edilizia e di nuove dichiarazioni, anche perché ricordiamo che c’è una diversa corresponsione tra l’onere di urbanizzazione per la ristrutturazione e l’onere di urbanizzazione per la nuova edificazione, quindi chiamare in modo improprio le varie operazioni immobiliari ha un effetto sulle casse comunali.
Dichiarazione di Lera? No. Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari, Forum e San Vincenzo per tutti.
Consiglieri Assenti 2 :Catino Angelini –Presenti n.15 votanti n. 15
Voti contrari………..n° __4___ Bertini Viliani Lera Morandini
Astenuti…………….n° 0
L’Osservazione n° 39 del Forum del Centro Sinistra è RESPINTA
Contenuto dell’ Osservazione n°40
Altrettanto discutibile appare poi l’ipotesi progettuale dell’albergo. Si afferma che l’intenzione è quella di permettere la realizzazione di una struttura di altissimo livello qualitativo, di 150 posti letto per 6000 mq, visto quanto disposto congiuntamente da PS e RU. Innanzitutto non si capisce da dove sia scaturito (nell’ottica dell’interesse pubblico, ça va sans dire) il quantitativo di 150 posti letto, in secondo luogo non v’è traccia di una giustificazione della volumetria disponibile per ogni posto letto. Pur considerando le strutture a servizio, si nota come 40 mq per posto letto siano veramente molti.
Si propone pertanto, in subordine all’accoglimento dell’osservazione 13:
Osservazione n°40
Si propone di ridimensionare la struttura alberghiera permettendo la realizzazione di un massimo di 60 posti letto.
L’osservazione non considera il fatto che, il Piano Strutturale, nella Variante per il Sottosistema della Pianura Costiera ha previsto e giustificato tale previsione. Per il dimensionamento della SLP massima (non minima!) utilizzabile per la realizzazione della struttura alberghiera si precisa che il dimensionamento medio per le strutture alberghiere è (nozione tecnica comune) di 50 mq/ camera che nel caso in esame comporterebbe 3.750 mq. Considerando che l’Amministrazione comunale ha auspicato la realizzazione di una struttura di categoria elevata tale parametro è sicuramente da integrare per servizi quali SPA, ristorante sale comuni ecc. La consapevolezza che un imprenditore non realizza ciò che non gli serve, perché costruire costa molto, e che quindi sarà utilizzata la quantità necessaria ed indispensabile. L’A.C. non riteneva e non ritiene giusto limitare a priori una disponibilità edificatoria che potrebbe essere determinante per la realizzazione di una struttura di qualità, foriera di notevoli ritorni economici ed occupazionali per San Vincenzo.
L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.
Si va avanti. Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari, Forum. Astenuti, San Vincenzo per tutti
Voti contrari………..n° __2___ Bertini Viliani
Astenuti…………….n° __2__ Lera Morandini
L’Osservazione n° 40 del Forum del Centro Sinistra è RESPINTA
Contenuto dell’ Osservazione n°41
Ricordiamo che una distribuzione delle camere nei vari poderi, oltre a creare un intervento di maggior qualità, garantirebbe un più consistente ritorno occupazionale e un impatto sul territorio meno visibile. L’ideale sarebbe una struttura diffusa che sfruttasse l’imponente patrimonio edilizio esistente, ma ci pare che questa ipotesi sia stata più volte scartata.
Ribadiamo inoltre che l’Amministrazione deve assumersi le responsabilità delle proprie scelte e deve motivare in modo comprensibile ed esplicito la ragione delle norme redatte. Non solo si sarebbe dovuto esprimere in modo dettagliato nel PS quali studi hanno portato alla previsione dei 150 posti letto, nella fase di redazione del RU occorre a maggior ragione precisare perché oggi, nell’attuale contesto economico e sociale, l’Amministrazione abbia inteso attuare l’intera previsione alberghiera resa possibile dal PS.
Mancando queste motivazioni politiche, l’unica ipotesi è che si sia proceduto ad una contrattazione con il privato, un esempio di urbanistica contrattata della peggior specie, così priva di giustificazione che non si riesce neppure a trovare degli argomenti che nascondano la desolante operazione.
A prescindere da ciò sarebbe il caso di chiarire quanti siano i metri quadri che nel Regolamento Urbanistico adottato possono essere realizzato nella Tenuta. Da un lato si afferma che il patrimonio edilizio esistente è pari a 17000mq ma poco dopo si afferma che la realizzazione dell’albergo dovrà essere pari a 6000 mq compreso le volumetrie esistenti all’interno del podere Contessa Lea.
Se insomma si possono costruire 17000 mq di residenza e 6000 di albergo il massimo edificabile è di 23000 ma se i 6000 d’albergo comprendono anche le volumetrie di Contessa Lea, la quantità di SLP per residenza si abbassa a 16000 mq circa o forse meno ancora.
Osservazione n° 41
Si precisi in modo dettagliato il limite massimo di SLP disponibile per Residenza, il limite massimo di SLP tra residenza e alberghiero.
L’osservazione riprende le considerazioni fatte dalla Regione Toscana al punto 6 della sua osservazione e quindi per i motivi riportati nella controdeduzione ad essa, e per rispondere adeguatamente alla presente osservazione si propone l’accoglimento.
IN TAL SENSO, LA PRESENTE OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE CON L’INTEGRAZIONE DI SPECIFICHE SCHEDE NORMATIVE E DI UNA TABELLA RIEPILOGATIVA, CHE SPECIFICHINO, PER OGNI NUCLEO PODERALE, LA SLP ESISTENTE OGGETTO DI RISTRUTTURAZIONE, LA SLP ESISTENTE OGGETTO DI DEMOLIZIONE E LA SLP OGGETTO DI RICOSTRUZIONE.
SI PROPONE INFINE DI MODIFICARE LA DISCIPLINA DEL R.U. CON L’ELIMINAZIONE DEI RIFERIMENTI AGLI AMBITI INSEDIATIVI E L’INSERIMENTO DELLE PRESCRIZIONI DI RISPETTO DELLA CONFIGURAZIONE DEL MODELLO INSEDIATIVO E DELLA ARTICOLAZIONE PLANI VOLUMETRICA RIPORTATI NELLE SCHEDE NORMATIVE.
Questo immagino più per la pressione che mette un’osservazione di questo tipo, formulata dalla Regione Toscana, piuttosto che per la nostra osservazione, però io sono decisamente contento che almeno si sia sentita la necessità di precisare il limite massimo di SLP disponibile per residenza e alberghiero, devo dire in ciascun nucleo poderale. Il problema è che se voi mantenete questa tabella con all’interno possibilità (inc.) per civile abitazione anche quei metri quadri che non sono destinati a civile abitazione, salta anche questo impegno che avete sancito con noi o con la Regione, a proposito del dimensionamento in ciascun nucleo poderale, perché voi date semplicemente un massimo per ogni nucleo poderale. Cioè dite: ma a podere Chiusaccio(?) quanta residenza ci si potrà costruire? Boh, al massimo 1820. Podere Guccione(?)? Boh, al massimo 2200. Ma noi si parlava di limite massimo in modo dettagliato, il limite massimo di SLP disponibile per residenza, eccetera, eccetera, quindi la cosa è un po' diversa da quello che avevamo chiesto noi, per cui anche in questo caso si dica che è al limite parzialmente accoglibile, ma certamente non accoglibile perché ancora una volta, visto che l’amministrazione dovrebbe avere ben chiaro quello che avviene sul suo territorio, dovrebbe avere una progettualità che gli permetta di individuare con precisione e in anticipo le volumetrie da destinarsi e le superfici da destinarsi alle varie funzioni, nei vari nuclei poderali, è evidente che in questo modo l’amministrazione comunque abdica rispetto alle sue funzioni.
Favorevoli, Per San Vincenzo. Astenuti, San Vincenzo per tutti e Forum
Consiglieri Assenti 2 :Catino-Angelini .Presenti 15 Votanti 11
Astenuti…………….n° __4___ Bertini Viliani Lera Morandini
L’Osservazione n° 41 del Forum del Centro Sinistra è ACCOLTA come da controdeduzione
Contenuto dell’ Osservazione n°42
Ulteriore questione di principio che intendiamo sollevare è relativa alla parte della Relazione dedicata all’agricoltura. L’assenza di una prospettiva economica per tale attività permette una riconversione delle attività economiche. In un sol colpo si passerà dall’agricoltura alla rendita immobiliare. Troviamo purtroppo una conferma nella grande confusione con la quale l’Amministrazione esprime i propri obiettivi nella Relazione.
Schematizzando si parte affermando che l’agricoltura è il cardine, è la cosa centrale, più importante. Si afferma subito dopo che non ha prospettive economiche ed è quindi in decadenza (siamo allora sicuri che un’attività senza futuro possa essere il cardine del piano di Rimigliano?). Si prosegue indicando che non si è in grado di invertire tale tendenza tanto che si citano gli agro combustibili. Infine, non si sa seguendo quale ragionamento logico, si conclude dicendo che l’agricoltura dev’essere valorizzata.
Come? Per non correre rischi non si dice nulla. Spazio all’immaginazione dunque, o più verosimilmente, spazio ad un piano che è fatto di cemento, per il cemento e attorno al cemento. L’agricoltura è un incomodo che l’Amministrazione non ha il coraggio politico di valorizzare seriamente sganciandola dal mercato internazionale, dall’omologazione dei prodotti, dai capricci delle fluttuazioni dovute alla speculazione. La prospettiva di legare l’agricoltura alla cultura dei luoghi, all’identità del territorio e delle comunità e al mantenimento degli equilibri ambientali è talmente lontana dal Regolamento Urbanistico adottato che non vale neppure la pena di formulare una osservazione in tal senso.
Ci limitiamo a valutare farsesco il paragrafo sull’agricoltura contenuto nella Relazione del Regolamento Urbanistico:
Osservazione n° 42
Abrogazione del capitolo relativo all’agricoltura della Relazione
L’osservazione non introduce nessun elemento teso a migliorare o correggere il R.U. adottato. Le considerazioni “politiche” sull’agricoltura sono comunque estranee alla pianificazione urbanistica come detto in risposta ad altre osservazioni. L’abrogazione di un capitolo della relazione del piano non porta comunque vantaggi allo stesso.
Favorevoli, Per San Vincenzo. Contrari, San Vincenzo per tutti e Forum.
Consiglieri Assenti 2 Catino Angelini. Presenti 15 votanti 15
Voti contrari………..n° ___4 __ Bertini Viliani Lera Morandini
L’Osservazione n° 42 del Forum del Centro Sinistra è RESPINTA
Contenuto dell’ Osservazione n°43
Quali principi di interesse pubblico e tutela del paesaggio hanno determinato gli ambiti di ricostruzione disegnati attorno ad ogni podere della Tenuta? Le aree in cui si potranno realizzare fabbricati sembrano ricalcare schemi che hanno più elementi in comune con le recenti lottizzazioni con cui si realizzano villini e villette (sull’esempio di Villa Biserno) piuttosto che con i principi di occupazione di suolo dell’appoderamento. Il caso più eclatante è quello di Contessa Lea ma assolutamente stravaganti sono anche i Poderi Le Guardie, Walfredo, Uguccione e Chiusacce.
Sempre qualora non si vogliano accogliere le precedenti osservazioni, si propone almeno di ridefinire i perimetri delle aree di ricostruzione delle volumetrie demolite individuando nel dettaglio i perimetri degli edifici in modo che vi sia una giustificazione urbanistica cogente e puntuale.
Viceversa, i perimetri del Regolamento Urbanistico adottato, paiono essere dettati da una contrattazione condotta dall’Amministrazione con il privato e non da una pianificazione dell’area. Troviamo all’interno dei nuclei poderali, ambiti di ristrutturazione (che dovrebbero essere altrimenti chiamati) dilatati e di difficile interpretazione.
Osservazione n° 43
Riformulare gli ambiti di ristrutturazione delle schede normative dopo aver adeguatamente motivato le scelte, riducendo comunque i margini di discrezionalità nella scelta dei luoghi in cui poter costruire.
L’osservazione è complementare della precedente n° 41 e si ritiene che anch’essa possa essere accoglibile con le stesse motivazioni:
Favorevoli, per San Vincenzo. Contrari, Forum. Astenuti, San Vincenzo per tutti.
Consiglieri assenti Catino Angelini – Presenti 15 votanti 13
Voti contrari………..n° __2 ___ Bertini Viliani
Astenuti…………….n° __2 ___ Lera Morandini
L’Osservazione n° 43 del Forum del Centro Sinistra è ACCOLTA come da controduzione
Contenuto dell’ Osservazione n°44
Anche la perimetrazione dei nuclei poderali è in talune occasioni strampalata. Nel Podere le Chiusacce c’è una inspiegabile lingua che si protrae a nord lungo il viale alberato ed una strana scelta di includere alcune aree boscate nelle aree pertinenziali. Inoltre non si dà testimonianza sulla carta di un bosco di pini a nord ovest del podere.
Osservazione n° 44
Riformulazione della scheda normativa del Podere Le Chiusacce con l’aggiunta del bosco a nord ovest del podere, con l’eliminazione della propaggine a nord del nucleo poderale e con un ridimensionamento dell’ambito di ristrutturazione.
Contenuto dell’ Osservazione n°45
Nella scheda del Podere Uguccione l’ambito di ristrutturazione si spinge nel bel mezzo della vegetazione e può portare a forti impatti sulla flora. Non è spiegabile la perimetrazione del nucleo poderale che ingloba grandi parti di bosco ed è errato persino il disegno in cui un ambito di ristrutturazione “sfora” all’esterno del nucleo poderale.
Osservazione n° 45
Riformulare la scheda normativa del Podere Uguccione restringendo di molto sia il nucleo poderale, sia l’ambito di ristrutturazione e dando conto in modo più fedele della vegetazione attualmente esistente in loco.
Contenuto dell’ Osservazione n°46
Podere Walfredo. È forse la scheda meno logica. Si palesa come si ricerchi una lottizzazione di bassa lega anziché un recupero filologico come sarebbe doveroso. Innanzi tutto la scheda non dà conto di una serie di manufatti edilizi che costituiscono la caratteristica del paesaggio di quel nucleo poderale, che rientrano dentro gli ambiti di ristrutturazione e saranno pertanto soggetti a demolizioni. Appare assolutamente inspiegabile la demolizione del grosso corpo di fabbrica ad est. Non c’è alcuna giustificazione per creare una cesura attraverso una nuova alberatura che circondi il perimetro artificiosamente inventato dell’ambito poderale.
Osservazione n° 46
Riformulare la scheda normativa del Podere Walfredo eliminando la possibilità di demolire il grande edificio a est, dando puntuale testimonianza di tutti i manufatti edilizi presenti e eliminando la nuova alberatura di progetto.
Contenuto dell’ Osservazione n°47
Podere delle guardie.
Osservazione n° 47
Ridimensionare il perimetro del nucleo poderale Podere casa delle guardie ad ovest. Arbitraria ed immotivabile la scelta di considerare da demolire un terzo di un edificio mantenendo da ristrutturare gli altri due terzi, si faccia sì che l’intero edificio venga ristrutturato.
Contenuto dell’ Osservazione n°48
Podere Contessa Lea. Il nucleo poderale è eccessivamente esteso, andrebbe fortemente ridotto sia a nord che a sud. La progettazione delle nuove alberature tradisce, per come sono disposte, la reale consapevolezza dell’Amministrazione che ciò che verrà realizzato sarà qualcosa da nascondere, schermare, per non degradare e svalutare l’intera area.
Osservazione n° 48
Ridimensionare il perimetro del nucleo poderale Contessa Lea sia nella propaggine sud sia nella propaggine nord. Eliminare il verde di progetto, ridimensionare l’ambito di ristrutturazione riducendo la previsione alberghiera entro le strutture esistenti.
Contenuto dell’ Osservazione n°49
Podere Sveva Manfredi. Anche per questo podere rimane misterioso il motivo che induce l’Amministrazione a determinare in due grandi quadrati a nord est e a nord ovest della struttura, gli ambiti di ristrutturazione che, inoltre, appaiono sovradimensionati. Il verde di progetto è altrettanto privo di motivazione e di logica paesaggistica. Sulle nuove alberature entreremo più avanti nel dettaglio. In questa sede sarà sufficiente ricordare che è una mistificazione degli equilibri paesaggistici usare le alberature per “nascondere” gli interventi edilizi. I filari di pini che ci hanno lasciato in dote le bonifiche Leopoldine avevano essenzialmente lo scopo di consolidare la bonifica. Se da un lato dunque si prevedono nuove alberature, anche nel caso di Sveva Manfredi, la scheda normativa del Regolamento Urbanistico “dimentica” di segnalare puntualmente le piante presenti.
Osservazione n° 49
Ridimensionare il perimetro poderale e l’ambito di ristrutturazione nel podere Sveva Manfredi. Eliminare le previsioni di nuove alberature, in particolare appaiono estranee alla tradizionale pratica di messa a dimora gli alberi previsti ad ovest della struttura. Aggiornare la carta introducendo segnalazione per gli alberi presenti attualmente nel nucleo poderale.
Contenuto dell’ Osservazione n°50
Per il podere Fossa Calda, vale l’osservazione precedente in ordine all’ambito di ristrutturazione, al verde presente e di progetto e alle mancanza di giustificazioni tecniche o politiche per la scelta dei perimetri e degli ambiti di ristrutturazione. Esiste tuttavia una aggravante rilevabile confrontando la cartografia con una qualsiasi immagine satellitare. Il Podere infatti è circondato da una folta vegetazione e, subito attorno cominciano i terreni coltivati. Per come è stato concepito il nucleo la sottrazione di terreni all’attività agricola è considerevole in questo caso e non c’è motivazione alcuna per mantenere tale previsione.
Inoltre le carte del RU non danno conto di due annessi situati a nord del corpo di fabbrica principale né di un terzo posto a sud. Impossibile in questo modo stabilire se siano da tutelare o meno. La forma dell’ambito di ristrutturazione favorirà una modifica profonda dei caratteri del podere e dei suoli circostanti.
Osservazione n°50
Ridurre drasticamente, entro i termini dei reali suoli pertinenziali del podere senza occupazione di suoli agricoli, il nucleo poderale Fossa Calda. Ridurre gli ambiti di ristrutturazione e risagomarli in modo da renderli maggiormente rispondenti all’attuale conformazione dei luoghi. Eliminare verde di progetto e tutelare manufatti edilizi ed alberature esistenti.
Le osservazioni 44,45,46,47,48,49 e 50 sono superate dall’accoglimento del punto 6 dell’osservazione della Regione Toscana e delle precedenti osservazioni 41 e 43.
L’eliminazione degli Ambiti Insediativi e la definizione planivolumetrica degli interventi rende ininfluenti molti aspetti delle osservazioni in oggetto.
LE OSSERVAZIONI 44,45,46,47,48,49 e 50 NON SONO ACCOGLIBILI
Consiglieri assenti 2 :Catino Angelini – Presenti 15 votanti 13
Le Osservazione n° 44,45,46,47,48,49 e 50 del Forum del Centro Sinistra sono
Contenuto dell’ Osservazione n°51
Mancando di fatto una seria analisi sugli equilibri tra flora e fauna, si rimane perplessi nel constatare come molto spesso sia stato inserito il “verde di progetto” negli interventi relativi ai Poderi. Ad una prima analisi pare evidente come questi interventi rispondano ad una logica necessità di camuffare le dilaganti edificazioni interne ai nuclei poderali.
Il significato delle alberature poste durante la bonifica leopoldina era tuttavia molto diverso e tale differente funzione determina una profonda caratterizzazione territoriale e conferisce al risultante progetto un’immagine di falso storico. Questo anche se si procedesse ad alberature della medesima essenza dominante per i viali (pinuspinea), in realtà tale obbligo inoltre non esiste per la proprietà cui è vietata la messa a dimora di essenze non autoctone. Incredibilmente con tale definizione il pino domestico sopra citato, quello da pinoli, viene proprio ad essere escluso giacché non è autoctono: i Romani lo importarono dal Medio Oriente.
Nuove alberature di progetto avrebbero potuto non solo essere tollerate nel RU ma essere addirittura utili qualora esistesse un complessivo progetto di miglioramento ambientale. Insomma prima l’Amministrazione avrebbe dovuto chiarire gli obiettivi che, ancora una volta nell’interesse pubblico ci si poneva nell’andare a progettare una nuova piantumazione di alberi, avrebbe dovuto studiare le essenze adatte allo scopo e avrebbe infine dovuto pianificarne l’uso e attuarne la previsione.
Nulla di tutto ciò è stato fatto. Non sappiamo se saranno sorbi, roverelle, ornielli o lecci, non sappiamo a quale scopo verranno posti a dimora, frangivento, per limitare l’impatto della salsedine nell’entroterra, a scopo di mantenere umidità nel terreno, allo scopo di ombreggiare porzioni di suolo … Non sappiamo assolutamente nulla.
Si è parlato apertamente della volontà di non modificare la “visuale” da lontano per quanto riguarda i poderi. Sarebbe a dire che vengono realizzati degli accrocchi attorno ai poderi e arbusti ed alberi li celeranno agli sguardi. Ancora una volta la natura viene piegata alle esigenze del mattone, del desiderio di riservatezza dei possessori di seconda case, ai capricci della struttura alberghiera. Altro che parco naturale, altro che agricoltura e rispetto per l’ecosistema.
Osservazione n°51
Se non si desidera eliminare il verde di progetto, si imponga puntualmente alla proprietà quali essenze piantare e dove, specificandone le ragioni e gli obiettivi di consolidamento dell’ecosistema che ci si pone con tali interventi.
L’osservazione, disquisisce sul termine autoctono erroneamente seguito dalla congiunzione e prima delle parole “ non tipiche della campagna toscana” al punto 11 della Disciplina.
Per chiarezza, avendo, l’estensore delle norme, inteso consentire che, piante come il Pinus Pinea, potessero sicuramente essere messi a dimora nella Tenuta di Rimigliano, si propone di sostituire la congiunzione e con la parola oppure
Non si reputa invece opportuno imporre “puntualmente” quali piante mettere a dimora. La norma adottata, con la opportuna correzione è quanto di più puntuale possa essere definito in uno strumento urbanistico. Oltre non si può che ricadere nella fase progettuale degli interventi che non sono di competenza dell’Amministrazione Comunale, della quale è invece, competenza il controllo e la verifica, con i propri uffici, con l’apposita Commissione Integrata, con gli Enti preposti quali la Soprintendenza, dei progetti presentati dai privati.
IN TAL SENSO, LA PRESENTE OSSERVAZIONE È PARZIALMENTE ACCOGLIBILE CON LA CORREZIONE SUDDETTA DEL PUNTO 11 DELLA DISCIPLINA
Favorevoli, per San Vincenzo. Contrari, nessuno. Astenuti, San Vincenzo per tutti e Forum
Consiglieri Assenti 2 Catino Angelini. Presenti 15 votanti 11
Voti contrari………..n° ___0__
L’Osservazione n° 51 del Forum del Centro Sinistra è ACCOLTA come da controdeduzione
Contenuto dell’ Osservazione n°52
La Pianura costiera di Rimigliano è collegata con Baratti – Populonia ed è stata luogo in passato di rinvenimenti archeologici di grande interesse persino del periodo neolitico. Non esiste alcuno studio di dettaglio del contesto archeologico, degli impatti che le realizzazioni possono avere in termini di scavi (impianti, regimazioni, realizzazioni di condotte) e di nuove edificazioni.
Non risulta agli atti neppure un parere della Sovrintendenza per i beni archeologici che valuti quanto sopra.
Contenuto dell’Osservazione n° 52
L’Amministrazione acquisisca il parere della Sovrintendenza per i beni archeologici di Firenze prima di autorizzare qualsiasi realizzazione edilizia o infrastrutturale nell’area.
Evidentemente anche la tutela dei beni archeologici passa attraverso il divieto di demolire e ricostruire e, soprattutto di edificare ex novo nella Tenuta. Senza nuove edificazioni non ci sono scavi e si riducono al minimo gli allacci fognari e i movimenti terra conseguenti all’attività edilizia.
Vedi quanto risposto all’osservazione n° 2 della stessa Soprintendenza
PERTANTO L’OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTE INTEGRAZIONE, DI UN ULTERIORE COMMA, IN CALCE ALL’ARTICOLO 16 DELLA DISCIPLINA ADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO.
Favorevoli, per San Vincenzo. Astenuti, Forum e San Vincenzo per tutti.
L’Osservazione n° 52 del Forum del Centro Sinistra è ACCOLTA
come da controdeduzione.
4 - OSSERVAZIONE della RIMIGLIANO srl.
Prot. 29.12.2010 n° 32255
L’osservazione chiede l’eliminazione degli “Ambiti insediativi” previsti nel R.U. adottato motivando l’eccessiva concentrazione dell’edificato su aree ridotte e rimandando quindi, il controllo alla fase della progettazione esecutiva degli interventi.
L’osservazione è, finalizzata all’ottenimento di una “liberalizzazione” degli interventi edilizi all’interno dei Nuclei Poderali. Tale aspetto non può essere accettato dall’Amministrazione Comunale perché gli interventi nella Tenuta rivestono importanza sostanziale per una buona qualità finale delle previsioni. L’Amministrazione Comunale ritiene infatti che la progettazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio debbano, invece, essere attentamente guidati dall’Amministrazione Comunale che non vuole lasciare “mano libera” alla proprietà ed in tal senso si richiama l’accoglimento del punto 6 dell’Osservazione Regionale ed la conseguente modifica della Disciplina e delle Schede Normative dei Nuclei Poderali con la definizione delle quantità ammissibili di ristrutturazione e di demolizione e ricostruzione per ogni Nucleo Poderale, e con l’integrazione delle schede normative con la definizione del modello insediativo e della articolazione plani volumetrica prescrittiva degli interventi. Tale decisione, che consente di ottenere un dettaglio delle previsioni insediative all’interno dei Nuclei Poderali tale da sostenere la non necessità di un apposito Piano Attuativo, si contrappone alla richiesta di una eliminazione degli Ambiti Insediativi, previsti nella Variante adottata, ed al rimando alla sola fase progettuale. Anche se la progettazione plani volumetrica degli interventi ha, di fatto, eliminato tali Ambiti Insediativi, l’Amministrazione Comunale ritiene che l’impostazione progettuale, sia nello schema planivolumetrico, che nella definizione delle quantità ammissibili in ogni Nucleo Poderale, degli interventi nella Tenuta, per la grande importanza che essa ha, debba essere prevista all’interno del Regolamento Urbanistico.
PERTANTO L’OSSERVAZIONE DELLA RIMIGLIANO SRL NON È ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.
Sì, ci si astiene per il motivo che avevamo detto questa mattina, cioè che praticamente questa variante ha voluto, onde evitare proprio il piano attuativo, come diceva il dirigente Filippi, è una variante che ha detto molto, quindi sotto questo profilo forse ha detto troppo, cioè per quanto riguarda proprio i gangli progettuali, come diceva stamattina, che forse non solo limitano, ma non si sa se rendono addirittura di un qualche vantaggio... che siano di qualche vantaggio alle esigenze pubbliche e neanche a quelle private, perché mettere dei controlli così stretti al progetto, potrebbe non renderlo appetibile e questo però diciamo che è stato solo un tentativo di evitare altre cose che forse, e dico forse, potrebbe produrre invece degli svantaggi superiori ai vantaggi. Comunque su questo ci asteniamo per questo motivo.
In effetti, la richiesta della Rimigliano S.r.l. è interessante, perché si chiede di eliminare gli ambiti insediativi, perché erano di ridotte dimensioni, motivando l’eccessiva concentrazione dell’edificato su aree ridotte, rimandando quindi il controllo a una fase successiva. Questo è accaduto, e anche noi ci asteniamo su questo, perché il Comune doveva dimostrare di aver liberato tante aree, perché questo discorso che si sente fare, per cui hanno liberato tot ettari all’agricoltura è un disegno su una cartina, per cui più restringevano questi nuclei poderali e più bravi erano, perché fondamentalmente mentre con l’amministrazione Roventini c’era... a me viene sempre in mente una citazione di Hemingway, si può dire “i coones(?)”, perché c’erano i coones(?), almeno dicevano: “Sì, questa è una sterpaia incolta e ci si fa la speculazione edilizia”. Qui invece, sarà che sono cambiati i tempi, sarà che in Regione ci sono sensibilità diverse, allora bisogna cercare di dimostrare che tutto sommato si è limitata l’area di edificazione. Ma l’essenza che qui si può cogliere e che in effetti è un’essenza condivisibile, è che l’approccio non è meglio di una edificazione razionale, per cui anche la distribuzione planimetrica talvolta è importante e se gli ambiti poderali avevano un certo peso, certo l’accrocchio(?) sicuramente non ne facilita la conservazione paesaggistica.
Quindi, nella votazione si prevede i favorevoli, Per San Vincenzo. Astenuti, San Vincenzo per tutti e Forum.
Consiglieri assenti 1 Catino Presenti 16 votanti 12
Voti favorevoli……..n° __12___
L’Osservazione n° 4 della Rimigliano srl è RESPINTA
5 - OSSERVAZIONE del Comune di San Vincenzo. Area Servizi per il territorio.
Prot. 30.12.2010 n° 32360
L’osservazione propone una modifica all’articolo 8 della Convenzione adottata, nel quale è previsto che al momento della stipula sia stabilito l’importo delle opere di urbanizzazione primaria, da realizzare direttamente da parte della Rimigliano srl.,
La convenzione così articolata, presupponeva lo scomputo degli oneri di urbanizzazione primaria, subordinando sì il progetto all’approvazione dell’Amministrazione Comunale, ma stabilendo da subito la possibilità dello scomputo.
Si reputa invece opportuno che l’Amministrazione Comunale autorizzi o meno lo scomputo in relazione alle proprie esigenze e che lo stesso avvenga a seguito di un apposito atto autorizzativo proponendo quindi la modifica dei primi due punti dell’articolo 8 come segue:
1. Le opere di urbanizzazione, di importo inferiore alla soglia comunitaria, potranno realizzarsi a scomputo totale o parziale degli oneri di urbanizzazione primaria di cui al successivo art. 7, dovuti per legge secondo i parametri adottati dalla amministrazione al momento del rilascio del permesso di costruire, sulla base delle prescrizioni impartite dall’amministrazione comunale, con apposito atto dalla Giunta Comunale,riguardante la sistemazione ambientale delle aree a margine di via della Principessa cedute all’Amministrazione Comunalecome da progetto approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. … in data ...................... 2. Tali opere ammontano a €. _________________ come da perizia giurata del progettista …………………………, iscritto all'ordine dei ………………al n. ……… , salvo conguaglio in fase di progettazione esecutiva delle opere. Le opere sopra elencate potranno essere realizzate, previa preventiva autorizzazione dell'Amministrazione Comunale alla redazione di un progetto di sistemazione ambientale delle aree e approvazione di progetto di Opera Pubblica da parte della Giunta Comunale, sull’area di proprietà dell’Amminstrazione Comunale di cui al precedente art. 5 lettera a).
3. PERTANTO L’OSSERVAZIONE D’UFFICIO È ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE, CON LA CONSEGUENTE MODIFICA DEI COMMA 1 E 2 DELL’ARTICOLO 7 DELLA CONVENZIONA ADOTTATA COME SOPRA ELENCATO.
Dichiarazioni? Favorevoli, Per San Vincenzo. Astenuti, San Vincenzo per tutti. Contrari, Forum.
Consiglieri assenti 1 Catino Presenti 16 votanti 14
Astenuti…………….n° __2___ Lera Morandini
L’Osservazione n° 5 dell’Area Servizi per il Territorio è ACCOLTA come da controdeduzione
Pubblicato da Rimigliano a 23:48
RIMIGLIANO - Consiglio Comunale del 3 ottobre 2011...