Source: http://www.coopsocialeilgiardino.it/index2.html?idcat=142
Timestamp: 2020-04-07 16:49:24+00:00
Document Index: 157909099

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 3', 'art. 2530', 'art. 2', 'art. 26', 'art.15', 'art. 2372', 'art. 2383', 'art. 11']

Giardino - il nostro statuto
COOPERATIVA SOCIALE A RESPONSABILITA’ LIMITATA
E’ costituita, con sede in nel Comune di Noceto (Pr) Via Leopardi, 3 la società cooperativa di solidarietà sociale “IL GIARDINO cooperativa sociale a responsabilità limitata” - ONLUS - a norma della legge n. 381 del 1991 e successive modifiche e della legge Regione Emilia Romagna n. 7 del 1994 e successive modifiche. La società ha la durata seguente: dal giorno della costituzione fino al 31 dicembre 2050 e potrà essere prorogata con deliberazione dell’Assemblea straordinaria salvo diritto di recesso per i soci dissenzienti. Essa aderisce alla Confederazione Cooperative Italiane tramite l’Unione Provinciale Cooperative di Parma.
Alla cooperativa, per quanto previsto dal libro V, titolo VI del codice civile e dalle leggi speciali sulla cooperazione, si applicano, in quanto compatibili, le norme sulle società a responsabilità limitata.
La cooperativa ha lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e alla integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione dei servizi sociali orientati in via prioritaria, ma non esclusiva, alla risposta ai bisogni di persone handicappate disabili e con ritardi di apprendimento. La società che non ha finalità speculative, intende promuovere la realizzazione di attività capaci di offrire risposte ai bisogni di persone socialmente deboli quali i portatori di handicap. Intende produrre quindi un progetto unico ed armonico che, senza separazioni tra informazione, formazione e riabilitazione, offra alla persona handicappata disabili l’opportunità di realizzarsi, arricchendo con la sua presenza attiva la famiglia e la comunità di cui fa parte. Nel rispetto della persona e della sua dignità la cooperativa intende adeguare il suo intervento alle esigenze affettive, psicologiche, familiari, relazionali e sociali della persona stessa, superando anche i tradizionali interventi di istituzionalizzazione. In particolare la cooperativa si propone di:
- garantire aiuti e favorire le condizioni per la permanenza e l’integrazione nell’ambiente familiare e sociale di appartenenza;
- garantire risposte idonee ai cittadini con mancanza di autonomia psicofisica mediante appropriate attività e presidi tutelari;
- realizzare un programma di attività che, coerentemente alle finalità della stessa, tenda a concretizzare gli obiettivi perseguiti seguendo l’evoluzione della realtà e dei problemi;
- curare che la comunità venga periodicamente informata sul cammino della cooperativa;
- contrastare e contribuire a rimuovere i processi di emarginazione.
La cooperativa intende promuovere tutte quelle iniziative utili alla socializzazione e promozione umana che potranno concretizzarsi in:
- studio della situazione nel territorio;
- sensibilizzazione ed attivazione del territorio sulla presa di coscienza del problema;
- gestione di servizi riabilitativi, di animazione e di assistenza nelle forme e nei modi ritenuti utili al raggiungimento dello scopo sociale;
- promozione e gestione di corsi di formazione volti alla qualificazione umana, culturale e professionale degli operatori e soci;
- impulso a forme nuove e concrete di solidarietà e di responsabilizzazione sociale, quali l’esperienza di famiglie aperte all’accoglienza, il servizio civile sia maschile che femminile;
- promozione di occasioni di confronto e di collaborazione solidale con tutte le realtà operanti a livello del territorio, si del volontariato che dei servizi pubblici: ambiti privilegiati sono individuati per ora nella scuola, nelle associazioni educative, nelle A.U.S.L. e nell’Amministrazione comunale.
In relazione a ciò la cooperativa può gestire stabilmente o temporaneamente, in conto proprio o per conto terzi:
- attività di sensibilizzazione ed animazione della comunità locale al fine di renderla più consapevole e disponibile all'attenzione ed all'accoglienza delle persone in stato di bisogno;
- attività Equestre per persone disabili e non (Riabilitazione Equestre, Rieducazione Equestre, Equitazione Ricreativa e Sportiva);
- pet-Therapy;
- organizzazione e gestione di attività di sostegno extrascolastiche per favorire l’integrazione dei soggetti più deboli;
- organizzazione gestione di percorsi di integrazione scolastica per bambini disabili e/o con disagio sociale tramite esperienze educative utilizzando gli animali ed il loro ambiente;
- realizzazione di attività formative, ricreative e ludiche per la valorizzazione del tempo libero delle persone di ogni età;
- organizzazione e gestione di attività per l’integrazione sportiva, ove possibile, dei disabili;
Per il raggiungimento degli scopi indicati la cooperativa è altresì impegnata ad integrare, in modo permanente o secondo contingenti opportunità, la propria attività con quella di altri enti cooperativi, promuovendo ed aderendo a consorzi e ad altre organizzazioni frutto dell’associazionismo cooperativo. La società potrà compiere tutte le operazioni finanziarie, commerciali, mobiliari ed immobiliari ritenute necessarie al conseguimento degli scopi sociali e comunque a questi annesse beneficiando delle provvidenze messe a disposizione dalle leggi vigenti. La cooperativa potrà promuovere l’autofinanziamento stimolando lo spirito di previdenza e risparmio dei soci e raccogliendo prestiti da essi esclusivamente ai fini del conseguimento dell’oggetto sociale. La cooperativa in particolare potrà stipulare convenzioni con enti pubblici e privati, finalizzate alla realizzazione degli scopi sociali. La cooperativa, sempre ai fini del conseguimento degli scopi sociali potrà assumere per deliberazione del consiglio di amministrazione interessenze e partecipazioni sotto qualsiasi forma in società cooperative, per azioni, a responsabilità limitata e partecipare alle loro attività, dare adesioni ad enti ed organismi i cui scopi siano affini o complementari a quelli della cooperativa. La società può inoltre costituire fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione ed il potenziamento aziendale, nonché adottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo o all’ammodernamento aziendale, ai sensi della legge 31.01.92 n° 59 ed eventuali norme modificative ed integrative.
La cooperativa potrà, altresì, fornire occasioni di lavoro in favore dei propri soci, al fine di migliorare ed elevare le loro condizioni economiche e sociali.
La cooperativa potrà svolgere la propria attività anche a favore di non soci ed avvalendosi pure delle prestazioni lavorative di soggetti diversi dai soci.
Il numero dei soci è illimitato e non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge..
ü concorrono alla gestione dell’impresa partecipando alla formazione degli organi sociali e alla definizione della struttura di direzione e conduzione dell’impresa;
ü partecipano all’elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni concernenti le scelte strategiche nonché alla realizzazione dei processi produttivi dell’azienda;
ü contribuiscono alla formazione del capitale sociale e partecipano al rischio di impresa.
Possono essere soci coloro che, non avendo interessi contrastanti con quelli della cooperativa, intendono perseguire gli scopi partecipando alle attività sociali. Di preferenza i soci dovranno risiedere e svolgere la propria attività nel territorio interessato dalla attività della cooperativa. La responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali è limitata all’ammontare delle quote sottoscritte. Possono essere soci persone fisiche appartenenti alle seguenti categorie:
a) soci prestatori lavoratori– che prestano la loro attività ricevendo un compenso di qualsiasi natura o entità;
b) soci fruitori – che godono a vario titolo, direttamente o indirettamente, dei servizi prestati dalla cooperativa;
c) soci volontari – che prestano la loro attività gratuitamente.
Possono altresì essere socie persone giuridiche pubbliche o private nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo delle attività delle cooperative sociali. Possono infine essere ammessi alla cooperativa, a norma dell’art. 4 della legge 31.01.92 n° 59 e successive modifiche ed integrazioni, e comunque nel rispetto della normativa vigente in materia di cooperazione sociale, anche soci, denominati soci sovventori, che non si avvalgono delle prestazioni istituzionali di questa ma partecipano alla costituzione dei fondi di cui all’articolo precedente. Ogni socio è iscritto in un’apposita sezione del libro soci in base all’appartenenza a ciascuna delle categorie suindicate. E’ socio di diritto il parroco di Noceto pro-tempore, attualmente nella persona del reverendo Mazza don Corrado.
a) nome, cognome, dati di nascita e domicilio;
b) l’attività svolta e le caratteristiche, eventualmente documentate, in relazione ai requisiti prescritti dall’articolo precedente;
c) i motivi della richiesta e la categoria di soci a cui chiede di essere iscritto;
d) l’ammontare della quota che si propone di sottoscrivere;
e) l’incondizionata accettazione dello statuto e dei regolamenti e delle deliberazioni regolarmente assunte;
f) ogni altra notizia richiesta dal Consiglio di Amministrazione.
Se la richiesta è fatta da persona giuridica la domanda deve essere corredata da copia della deliberazione dell’organo competente, dell’atto costitutivo e della indicazione della persona delegata alla rappresentanza. I soci sovventori dovranno esplicitare altresì nella loro domanda il periodo minimo di permanenza nella società prima del quale non è ammesso il recesso. Il richiedente, sia persona fisica o giuridica, è responsabile per tutto quanto ha dichiarato nella domanda di ammissione, non essendo il consiglio di amministrazione obbligato a verificare la rispondenza al vero di dette dichiarazioni. Sull’accoglimento della domanda decide insindacabilmente il consiglio di amministrazione secondo criteri non discriminatori e coerenti con lo scopo mutualistico e l’attività economica svolta.
La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all’interessato e annotata a cura degli amministratori nel libro soci.
Il Consiglio di Amministrazione deve, entro sessanta giorni, motivare la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati.
Qualora la domanda non sia accolta dagli amministratori, chi l’ha proposta può, entro sessanta giorni dalla comunicazione di diniego, chiedere che su l’istanza si pronunci l’assemblea. Nel caso di deliberazione difforme da quella dell’organo amministrativo, quest’ultimo è tenuto ad uniformarsi, disponendo l’ammissione entro i successivi sessanta giorni.
a) al versamento della quota sottoscritta;
b) ad osservare lo statuto e le delibere assunte dagli organi sociali;
c) a contribuire al perseguimento degli scopi sociali partecipando alle attività nelle forme e nei modi stabiliti dallo statuto e dalle delibere assunte dagli organi sociali.
Se il nuovo socio non versa la quota sociale sottoscritta nei tempi determinati dal consiglio di amministrazione, la sua accettazione si intende come non avvenuta. I soci sovventori sono obbligati al versamento delle azioni sottoscritte e ad attenersi a quanto disposto dalle lettere b) e c) limitatamente alle disposizioni ad esse applicabili.
1. per morte, recesso ed esclusione se il socio è persona fisica;
Oltre che nei casi previsti dalla legge può recedere il socio:
a) che abbia perduto i requisiti per l’ammissione indicati nell’art. 3;
Spetta però al consiglio di amministrazione constatare se ricorrono i motivi che, a norma della legge e del presente statuto, legittimino il recesso ed a provvedere in conseguenza nell’interesse della società.
Oltre che nei casi previsti dalla legge può dal consiglio di amministrazione essere escluso il socio:
a) che non sia più in grado di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali;
b) che non osservi le disposizioni dell’atto costitutivo, dello statuto sociale e del regolamento interno, oppure le deliberazioni legalmente prese dagli organi sociali competenti;
c) che, senza giustificati motivi, non adempia puntualmente agli obblighi assunti a qualunque titolo verso la società; nei casi indicati alle lettere b) e c) il socio inadempiente dovrà essere invitato a mezzo lettera raccomandata a mettersi in regola e l’esclusione potrà avere luogo solo trascorso un mese da detto invito e semprechè perduri l’inadempienza;
d) che in qualunque modo danneggi moralmente o materialmente la società o fomenti dissidi o disordini fra i soci.
Nei casi indicati nelle lettere b) e c) il socio inadempiente dovrà essere invitato, a mezzo lettera raccomandata, a mettersi in regola e l’esclusione potrà avere luogo solo trascorso un mese da detto invito e sempre che perduri l’inadempienza.
Il socio potrà, infine, essere escluso qualora il rapporto di lavoro venga a cessare per qualsiasi ragione o causa nel caso in cui il rapporto mutualistico si concretizzi con la sola prestazione lavorativa.
Contro le deliberazioni prese dal consiglio di amministrazione o dall’assemblea a norma degli artt. 5, 6, e 7, gli interessati possono ricorrere soltanto al collegio dei probiviri che decide inappellabilmente. Il ricorso, a pena di decadenza, deve essere presentato non oltre trenta giorni dal ricevimento della comunicazione della deliberazione. Il ricorso non ha effetto sospensivo e l’accoglimento di esso non dà diritto a risarcimento di danni.
Agli eredi o legatari del socio defunto, al socio receduto o escluso, La liquidazione della quota sociale sarà fatta sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale il rapporto sociale si scioglie, limitatamente al socio, ma in misura mai superiore all’ammontare versato. Il pagamento deve essere fatto entro sei mesi dall’approvazione del bilancio di detto esercizio, salvo il diritto di ritenzione spettante alla cooperativa fino alla concorrenza di ogni proprio eventuale credito liquido. Al socio receduto o escluso, agli eredi o legatari del socio defunto, per quanto concerne la liquidazione della remunerazione di eventuali conferimenti ed il rimborso dei prestiti, viene riservato lo stesso trattamento previsto per i soci che permangono nella cooperativa in base a precedenti appositi regolamenti, usi o deliberazioni degli organi sociali competenti. In ogni caso il socio receduto od escluso e gli eredi del socio defunto rispondono verso i terzi a norma dell’art. 2530 2536 cod. civ.
I soci receduti od esclusi e gli eredi del socio deceduto dovranno richiedere il rimborso della quota loro spettante entro i 5 anni dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.
a) dal capitale sociale che è variabile ed è formato da un numero illimitato di quote sociali del valore nominale ciascuna non inferiore a Lit. cinquantamila € 25,82 né superiore al limite stabilito dalla legge;
d) dal capitale sociale dei soci sovventori, rappresentato da azioni nominative ciascuna del valore nominale di Lit. 500.000 € 258,20, destinato allo sviluppo tecnologico o alla ristrutturazione o al potenziamento aziendale di cui all’art. 2 del presente statuto.
Le riserve non possono essere distribuite ai soci durante l’esistenza della società, né in occasione dello scioglimento della cooperativa.
Ad ogni nuovo socio, oltre all’importo della quota sociale sottoscritta, potrà essere richiesto di versare una somma a titolo di soprapprezzo di questa, da determinarsi dal consiglio di amministrazione, in proporzione dell’ammontare della detta quota tenuto conto delle riserve patrimoniali risultanti dall’ultimo bilancio approvato. Detto soprapprezzo è dovuto anche dai soci che sottoscrivono aumenti della quota sociale nel corso dell’esistenza della società, in proporzione degli aumenti stessi.
La quota sociale sottoscritta potrà essere versata a rate e precisamente:
a) almeno un quarto all’atto della sottoscrizione;
b) il rimanente a rate entro i termini da stabilirsi dal consiglio di amministrazione.
Le quote sociali sottoscritte dovranno essere versate nei tempi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
La suddetta disposizione si applica anche agli aumenti della quota sociale sottoscritta dai soci durante l’esistenza della società. Le quote sociali non possono essere sottoposte a pegno, o a vincolo, o cedute a terzi od altri soci, con effetto verso la società, senza l’autorizzazione del consiglio di amministrazione. La trasferibilità delle azioni nominative dei soci sovventori è subordinata al gradimento del consiglio di amministrazione.
Alla fine di ogni esercizio il consiglio di amministrazione provvede alla redazione del bilancio sociale, previo esatto inventario e relazione.
La relazione degli amministratori deve illustrare l’andamento della cooperativa anche nei suoi risvolti sociali, con particolare riguardo ai benefici prodotti a vantaggio dei soci, di persone non socie e della comunità tutta. La relazione deve inoltre esprimere una fondata valutazione sulla pertinenza dell’attività svolta dalla cooperativa rispetto alle finalità enunciate statutariamente. Nessun utile può essere distribuito ai soci; l’eventuale eccedenza attiva del bilancio deve essere così destinata:
I residui attivi del bilancio saranno così destinati:
a) non meno del 20% 30% al fondo di riserva ordinaria;
c) l’eventuale rimanenza alle riserve straordinarie.
Considerata la particolare natura dell’oggetto sociale, nel massimo ossequio al primo requisito mutualistico di cui alla lettera a) dell’art. 26 D.L.C.P.S. 14.12.1947 n. 1577 e successive modificazioni nessun dividendo potrà essere destinato ai soci come remunerazione, sotto qualsiasi forma, del capitale sociale effettivamente versato e non si potrà procedere alla rivalutazione delle quote sociali. L’assemblea può sempre deliberare che, in deroga alle disposizioni di cui al punto c), la totalità dei residui attivi di bilancio venga devoluta al fondo di riserva ordinaria detratta la quota di cui al punto b). E’ fatta salva l’applicazione di eventuali nuove disposizioni legislative in materia di cooperative sociali in regola con i requisiti mutualistici ai fini tributari.
Il Consiglio di Amministrazione che redige il progetto di bilancio può appostare somme al conto economico a titolo di ristorno, qualora lo consentano le risultanze dell’attività mutualistica.
L’assemblea dei soci, in sede di approvazione del bilancio, delibera sulla destinazione del ristorno che potrà essere attribuito mediante una o più delle seguenti forme:
ü erogazione diretta;
ü aumento del numero delle quote detenute da ciascun socio;
ü emissione di quote di sovvenzione.
La ripartizione del ristorno ai singoli soci, dovrà essere effettuata considerando la quantità e la qualità degli scambi mutualistici intercorrenti tra la cooperativa ed il socio stesso secondo quanto previsto in apposito regolamento.
L’assemblea è ordinaria e straordinaria e può essere convocata anche fuori dalla sede sociale.
I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dalla legge, dal presente atto costitutivo, nonché sugli argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentano almeno un terzo dei voti spettanti a tutti i soci sottopongono alla loro attenzione.
b) la nomina del Consiglio di Amministrazione
c) la nomina, ove prevista, del Collegio Sindacale
d) l’approvazione dei regolamenti interni ivi compreso quello adottato a norma della legge n.142/01
e) le modificazione dell’atto costitutivo
f) la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale o una rilevante modificazione dei diritti dei soci;
g) l’eventuale definizione di un piano di crisi aziendale e le misure per farvi fronte secondo quanto previsto dalla legge n.142/01.
Tutte le deliberazioni sono adottate mediante deliberazione assembleare nel rispetto del metodo collegiale.
L’assemblea ordinaria è convocata presso la sede sociale o anche altrove, purchè in Italia, dal consiglio di amministrazione almeno una volta all’anno entro quattro mesi 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale o entro 180 giorni quando particolari esigenze lo richiedano, per trattare l’approvazione dei bilanci e l’eventuale nomina degli amministratori.
Inoltre l’assemblea ordinaria e quella straordinaria può essere convocata quante volte il consiglio di amministrazione lo ritenga utile alla società, nonché per la trattazione di argomenti che la legge attribuisce alla competenza dell’una o dell’altra, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un numero di soci che rappresentino un quinto un terzo dei voti spettanti a tutti i soci che hanno diritto di voto in assemblea, oppure dal collegio sindacale, se nominato, con l’indicazione degli oggetti da trattare. In questi casi l’assemblea deve essere convocata senza ritardo non oltre trenta giorni dalla richiesta.
La convocazione dell’assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, sarà fatta a mezzo di avviso da esporre presso la sede sociale insieme all’ordine del giorno e mediante avviso scritto spedito ai soci, recapitato a mano mediante rilascio di ricevuta al domicilio dei soci o con altro mezzo idoneo a garantire la prova dell’avvenuta ricezione individuato dal Consiglio di Amministrazione, almeno otto giorni prima dell’adunanza, nel domicilio risultante dal libro soci.
Nell’avviso suddetto può essere indicata la data dell’eventuale seconda convocazione che non potrà aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima.
Le assemblee, in sede tanto ordinaria che straordinaria, sono valide qualunque sia l’oggetto da trattare: in prima convocazione quando sono presenti la maggioranza dei voti di tutti i soci; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei voti dei soci presenti o rappresentati.
In ogni caso le assemblee saranno ugualmente valide senza l’espletamento preventivo delle formalità di convocazione di cui all’articolo precedente qualora siano presenti o rappresentati tutti i soci, l’intero consiglio di amministrazione ed il collegio sindacale, se nominato. Tuttavia, in tale ipotesi, ciascuno degli intervenuti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti dei soci presenti o rappresentati alle adunanze.
Quando si tratta di deliberazione sullo scioglimento anticipato, sulla proroga della durata, sul cambiamento dell’oggetto, sulla fusione della società, tanto in prima quanto in seconda convocazione le deliberazioni devono essere prese con voto favorevole di almeno tre quinti dei voti di tutti i soci:
Quando di tratta di deliberare sulle materie previste dai punti e) ed f) dell’art.15 del presente statuto, tanto in prima quanto in seconda convocazione, le deliberazioni devono essere prese col voto favorevole della maggioranza dei voti attribuibili a tutti i soci; i soci dissenzienti hanno diritto di recedere dalla società. La dichiarazione di recesso deve essere comunicata con lettera raccomandata dai soci intervenuti all’assemblea non oltre tre giorni dalla chiusura di questa e da quelli non intervenuti non oltre quindici giorni dalla data della pubblicazione della deliberazione. Tale dichiarazione deve essere annotata nel libro dei soci a cura degli amministratori. E’ vietata ogni modificazione statutaria che tenda a trasformare e/o mutare la natura di cooperativa sociale: qualsiasi delibera in tale senso comporta l’automatica messa in liquidazione.
La modalità delle votazioni saranno stabilite dall’assemblea. Le elezioni delle cariche sociali saranno fatte a maggioranza con votazione segreta.
Ciascun socio ha un voto qualunque sia l’ammontare della quota sottoscritta; il diritto di voto potrà essere esercitato da coloro che risultino iscritti da almeno tre mesi 90giorni nel libro soci.
I voti attribuiti ai soci sovventori, determinati dal regolamento approvato dall’Assemblea dei soci, non devono in ogni caso superare un terzo dei voti spettanti a tutti i soci e non possono comunque superare il numero di cinque per ogni socio sovventore.
I soci che non possono comunque intervenire personalmente all’assemblea, hanno la facoltà di farsi rappresentare soltanto da altri soci, che non siano amministratori o sindaci o dipendenti della cooperativa, mediante delega scritta che dovrà essere conservata dalla cooperativa e menzionata nel corso del processo verbale; ciascun socio non può rappresentare più di un due soci.
Per il conferimento della rappresentanza valgono inoltre tutti gli altri limiti disposti dall’art. 2372 cod. civ.
L’assemblea è presieduta dal presidente del consiglio di amministrazione ed in sua assenza dal vice-presidente ed in mancanza anche di questi dalla persona eletta dall’assemblea. La nomina del segretario sarà fatta dal presidente dell’assemblea, salvo che questa non deliberi diversamente. Il segretario può essere un non socio.
Le deliberazioni devono constare da verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario o da un notaio ove previsto dalla legge. Il verbale delle assemblee straordinarie deve essere redatto da un notaio.
Il consiglio di amministrazione è composto da tre a undici membri eletti fra i soci dall’assemblea tra i quali sarà membro di diritto il parroco pro-tempore di Noceto.
La maggioranza degli amministratori deve essere scelta fra i soci cooperatori.
Gli amministratori durano in carica tre anni e possono ottenere fino a tre mandati consecutivi dopodiché per essere rieletti sono necessari i tre quinti dei voti dell’assemblea.
Gli amministratori sono dispensati dal prestare cauzione e non hanno diritto a retribuzione salvo che non lo deliberi l’assemblea. I consiglieri eleggono tra loro un presidente e un vice-presidente ed eventualmente un segretario tesoriere; nominano anche, per la redazione dei verbali, un segretario che può essere anche un estraneo al consiglio.
Il consiglio di amministrazione è convocato dal presidente o da chi lo sostituisce tutte le volte che egli lo riterrà utile oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo dei consiglieri. La convocazione è fatta a mezzo lettera, fax o posta elettronica da spedirsi non meno di cinque giorni prima dell’adunanza, e nei casi d’urgenza a mezzo di telegramma, in modo che consiglieri e sindaci effettivi ne siano informati almeno un giorno libero prima della riunione. Le adunanze sono valide quando vi intervenga almeno la maggioranza degli amministratori in carica.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti; le votazioni sono normalmente palesi; sono invece segrete quando ciò sia richiesto anche da un solo consigliere oppure quando si tratti di affari nei quali siano interessati sindaci o amministratori o l’eventuale direttore, oppure loro parenti o affini fino al terzo grado.
A parità di voti, nelle votazioni palesi prevale il voto del presidente e nelle segrete la parità importa reiezione della proposta.
L’amministratore che venga a trovarsi in una situazione di conflitto di interessi è tenuto ad assentarsi dal consiglio al momento della deliberazione.
Il consiglio di amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione della società. Esso può compiere pertanto tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione che comunque rientrino nell’oggetto sociale, fatta eccezione per quelli che la legge riserva alla esclusiva competenza dell’assemblea. Può deliberare l’adesione della cooperativa a consorzi di cooperative o ad organismi federativi e consortili, la cui azione possa tornare utile alla cooperativa stessa ed ai suoi soci. Gli amministratori sono sempre revocabili, da parte dell’assemblea, previa approvazione di una mozione di sfiducia motivata. In deroga a quanto stabilito dall’art. 2383 terzo comma cod. civ. all’amministratore revocato non compete alcun diritto al risarcimento del danno.
La firma e la rappresentanza sociale spettano al presidente del consiglio di amministrazione ed in caso di sua assenza o impedimento al vice-presidente e, nell’assenza anche di questo, ad un consigliere designato dal consiglio. Il presidente potrà delegare la firma sociale anche ad altro consigliere oppure con speciale procura e per determinati atti ad impiegati della società o ad estranei.
Il collegio sindacale, nominato solo se obbligatorio per legge o se comunque nominato dall’Assemblea, si compone di tre membri effettivi e di due supplenti, eletti dall’assemblea anche tra non soci.
Ai sindaci, stante la finalità sociale, non viene corrisposto alcun stipendio.
La retribuzione annuale dei sindaci è determinata dall’assemblea all’atto di nomina, per l’intera durata del loro incarico.
I sindaci durano in carica tre anni, scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica, e sono sempre rieleggibili. La cessazione dei sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il collegio è stato ricostituito.
Il collegio sindacale controlla l’amministrazione della società, vigila sull’osservanza delle leggi e dell’atto costitutivo ed accerta la regolare tenuta della contabilità sociale e la corrispondenza del bilancio e del conto profitti e perdite alla risultanza dei libri e delle scritture a norma di legge. I sindaci possono in ogni momento procedere anche individualmente ad atti di ispezione e controllo.
I sindaci hanno infine tutti gli obblighi ed i doveri stabiliti dalla legge.
Il collegio dei probiviri è costituito da tre membri nominati fra non soci dalla assemblea. Essi durano in carica tre anni, sono sempre rieleggibili e non hanno diritto a retribuzione. La società e i soci sono obbligati a rimettere alla decisione del collegio dei probiviri la risoluzione di tutte le controversie che comunque riguardino l’interpretazione o l’applicazione delle disposizioni statutarie o derivanti da deliberazioni prese legalmente dagli organi sociali competenti fatta eccezione delle questioni che non possono formare oggetto di compromesso. I probiviri decidono quali arbitri amichevoli compositori inappellabilmente e con dispensa di ogni formalità di procedura.
In qualunque caso di scioglimento della società, l’assemblea con la maggioranza stabilita negli artt. 16, 17, 18, nominerà uno o più liquidatori, preferibilmente tra soci, stabilendone i poteri. Il patrimonio sociale netto risultante dal bilancio di liquidazione – dedotti soltanto il capitale versato – sarà devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all’art. 11 della legge n. 59 del 31.01.1992.
Il funzionamento tecnico e amministrativo della società potrà essere disciplinato da un regolamento interno, da compilarsi a cura del consiglio di amministrazione e da approvarsi dall’assemblea. Nello stesso regolamento potranno essere stabiliti i poteri del direttore e del comitato esecutivo se saranno nominati, l’ordinamento e le mansioni dei comitati tecnici se verranno costituiti,
La tipologia del rapporto di lavoro che si intende attuare con i soci lavoratori deve essere disciplinata da un apposito regolamento interno da compilarsi dal Consiglio di Amministrazione e da approvarsi dall’Assemblea.
nonché le mansioni ed il trattamento economico dei dipendenti della società, nel rispetto dei contratti collettivi di lavoro e della normativa inerente a contributi previdenziali e imposte.
Per tutto quanto non è regolato dal presente statuto, valgono le disposizioni legislative sulle società cooperative a responsabilità limitata, rette con i principi della mutualità agli effetti tributari, nonché le disposizioni legislative sulle società cooperative sociali. In particolare, le norme del presente statuto in materia di socio sovventore sono da considerarsi comunque soggette alle eventuali limitazioni derivanti dalla normativa in tema di cooperazione sociale, e, di conseguenza, in tutto o in parte inefficaci qualora con essa incompatibili.
Le clausole mutualistiche del presente atto sono inderogabili e debbono essere di fatto osservate.