Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-6908-del-11-03-2020
Timestamp: 2020-03-30 08:12:54+00:00
Document Index: 23393283

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 35', 'art. 5', 'art. 369', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 9']

Sentenza Cassazione Civile n. 6908 del 11/03/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6908 del 11/03/2020
Cassazione civile sez. I, 11/03/2020, (ud. 03/12/2019, dep. 11/03/2020), n.6908
sul ricorso n. 34762/18 proposto da:
-) S.M., elettivamente domiciliato Giulio Cesare n. 14,
presso lo studio dell’avvocato Alessia Ciprotti, difeso dall’avv.
Roberta Marchesetti in virtù di procura speciale apposta in calce
avverso il decreto del Tribunale di Milano 29.10.2018;
S.M., alias A.S., cittadino pakistano, chiese alla competente commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, di cui al D.Lgs. 25 gennaio 2008, n. 25, art. 4: (a) in via principale, il riconoscimento dello status di rifugiato politico, D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, ex art. 7 e ss.;
(c) in via ulteriormente subordinata, la concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ex art. 5, comma 6, (nel testo applicabile ratione temporis); a fondamento dell’istanza dedusse di avere lasciato il (OMISSIS) in quanto aveva preso in affitto dal capo del villaggio un terreno da coltivare; tuttavia a causa di un’alluvione non solo aveva perduto gli animali da lavoro, ma era anche rimasto ferito. In conseguenza, non potendo pagare l’affitto, se fosse rimasto in (OMISSIS) sarebbe stato costretto a lavorare come schiavo per il capovillaggio; la Commissione Territoriale rigettò l’istanza;
avverso tale provvedimento S.M. propose ricorso dinanzi al Tribunale di Milano ai sensi del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 35, che lo rigettò con decreto 29.10.2018;
(a) il diritto all’asilo non spettava perchè i fatti narrati dal richiedente asilo non apparteneva alla persecuzione per motivi di razza, nazionalità, religione, opinioni politiche;
(b) il diritto alla protezione sussidiaria non spettava, poichè nella regione di provenienza del ricorrente non era in atto una violenza indiscriminata derivante da conflitti armati;
(c) non sussistevano nemmeno i presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ex art. 5, comma 5), perchè il ricorrente aveva fondato tale richiesta sui medesimi fatti dedotti quali fondamento delle domande di protezione “maggiore”, ma non aveva dedotto alcuna circostanza di fatto idonea a ritenere che egli rientrasse in una delle categorie di persone “vulnerabili”;
il decreto è stato impugnato per cassazione da S.M. con ricorso fondato su tre motivi;
è superfluo dar conto del contenuto dei motivi di ricorso, in quanto questo è improcedibile ex art. 369 c.p.c.;
infatti la copia del decreto impugnato, allegata dal ricorrente per i fini di cui all’art. 369 c.p.c., reca in calce una attestazione di conformità all’originale datata “12.11.2018” e sottoscritta dall’avv. Gianluigi Montalto;
la procura speciale a ricorrere per cassazione è datata invece “7.11.2018” (è, dunque, anteriore all’autentica del decreto impugnato), ed è sottoscritta per autentica dall’avv. Roberta Marchesetti;
l’avvocato che ha attestato la conformità all’originale del decreto impugnato è dunque diverso da quello che ha proposto ricorso per cassazione, e ha compiuto l’attestazione quando la procura a ricorrere per cassazione era già stata rilasciata ad altro avvocato;
ricorrendo tale ipotesi, questa Corte ha già stabilito che “nel caso in cui la sentenza impugnata sia stata redatta in formato digitale, l’attestazione di conformità della copia analogica predisposta per la S.C. (…) può essere redatta, della L. n. 53 del 1994, ex art. 9, commi 1-bis e 1-ter dal difensore che ha assistito la parte nel precedente grado di giudizio, i cui poteri processuali e di rappresentanza permangono, anche nel caso in cui allo stesso fosse stata conferita una procura speciale per quel singolo grado, sino a quando il cliente non conferisca il mandato alle liti per il giudizio di legittimità ad un altro difensore (Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 10941 del 08/05/2018, Rv. 648805 – 01); per contro, una volta conferita la procura speciale a ricorrere per cassazione, il precedente difensore non può più ritenersi “munito di .G.N. procura”, e non può di conseguenza attestare la conformità all’originale del provvedimento impugnato;