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Timestamp: 2017-12-12 02:39:50+00:00
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Matched Legal Cases: ['art 35', 'art. 35', 'art. 22', 'art.20', 'art.1', 'art.8', 'art. 23', 'art. 7']

SEMPLIFICAZIONI: Le novità per le operazioni con l'Estero dal 2015 | Mignolo & Partners
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Il decreto Semplificazioni e la legge di Stabilità hanno introdotto alcune significative modifiche in tema di VIES, dichiarazioni di intento e elenchi INTRASTAT, che hanno un notevole impatto sui soggetti che operano con l'estero.
ARCHIVIO VIES (VAT Information Exchange System) per le Operazioni Intracomunitarie
Il VIES (Vat Information Exchange System) è un sistema elettronico di scambio di dati sull'Iva, attivato delle autorità fiscali per verificare una serie di informazioni fiscali relative agli operatori comunitari: questa banca dati permette quindi di verificare la validità di una partita Iva, rilasciata in un determinato Paese Ue, nel momento in cui viene utilizzata per scambi commerciali con un altro Paese membro. L'Italia ha semplificato le modalità di iscrizione e inserimento nella banca dati dei contribuenti italiani interessati a operare in campo IntraUe.
Con Il nuovo comma 7 bis (dell'art 35 DPR 633/1972), modificato dal DECRETO LEGISLATIVO 21 novembre 2014, n. 175, sono previsti:
l'immediato inserimento nella banca dati VIES: la precedente formulazione del comma 7-bis dell'art. 35 del DPR 633/72 prevedeva che, dal momento della richiesta di inclusione nell'archivio VIES, dovessero decorrere trenta giorni di silenzio-assenso, entro i quali l'Agenzia delle Entrate avrebbe potuto emettere un provvedimento di diniego dell'autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie, con la diretta conseguenza che il soggetto passivo richiedente era obbligato ad attendere il decorso dei trenta giorni senza poter effettuare cessioni e acquisti intra-Ue di beni e servizi (per mancanza dello status di soggetto passivo Iva ai fini degli scambi intracomunitari). Ora con le novità introdotte dall'art. 22 del D.lgs. sulle Semplificazioni fiscali, viene quindi cancellato il periodo di "sospensione" di trenta giorni prevedendo l'inclusione automatica nella banca dati VIES, laddove il soggetto passivo segnali la propria intenzione di effettuare operazioni intracomunitarie.
la presunzione che il contribuente non intenda più effettuare operazioni intracomunitarie: nel caso in cui il contribuente non presenti alcun elenco riepilogativo Intrastat per quattro trimestri consecutivi, successivi alla data di iscrizione al VIES, è lecito presumere che egli intenda porre fine all'effettuazione di operazioni intracomunitarie, con conseguente esclusione della partita Iva dalla banca dati VIES ad opera degli Uffici dell'Agenzia, previo invio di apposita comunicazione.
L'Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 9 gennaio, ha precisato che l'inclusione nell'archivio VIES è gratuita. Alla luce di segnalazioni relative a società che offrono i servizio a pagamento, l'Ufficio sottolinea che nessuna somma viene richiesta per accedere in banca dati né per ottenere la pubblicazione del numero di partita Iva. Viene ricordato inoltre che l'opzione con le nuove regole introdotte dal Decreto Semplificazioni determina l'inclusione automatica nell'archivio e può essere espressa nella dichiarazione di inizio attività oppure in qualsiasi momento successivo, in via telematica, direttamente o tramite soggetti incaricati.
Allo stesso modo, l'Agenzia delle Entrate procede all'esclusione dalla banca dati dei soggetti passivi che risultano non aver presentato alcun elenco riepilogativo per quattro trimestri consecutivi, successivamente alla data di entrata in vigore del Decreto legislativo n. 175 del 21 novembre 2014 (comma 7 bis). Se a seguito dei controlli dell'Agenzia risulta che i dati forniti da soggetti per la loro identificazione ai fini dell'IVA sono completi ed esatti. In caso di esito negativo, l'Ufficio emana provvedimento di cessazione della partiva IVA e provvede all'esclusione della stessa dalla banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie (comma 15 bis). L'esclusione dalla banca dati è effettuata a cura della Direzione provinciale competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente, previo invio di un'apposita comunicazione, e ha effetto dal sessantesimo giorno successivo alla data della comunicazione. L'Agenzia delle Entrate procederà alla cancellazione dalla Banca dati VIES dei soggetti iscritti a partire dall'anno successivo all'entrata in vigore del decreto, inviando, a tal fine, un'apposita comunicazione per assicurare al contribuente un'adeguata informazione e consentire gli adempimenti conseguenti. Per le medesime finalità, l'esclusione avrà effetto a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di spedizione della comunicazione da parte dell'Ufficio competente.
DICHIARAZIONI DI INTENTO per le operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi con l'Estero
I soggetti IVA aventi lo status di esportatore abituale, ovvero che nell'anno solare precedente o negli ultimi 12 mesi hanno registrato esportazioni o operazioni assimilate per un ammontare superiore al 10% del volume di affari conseguito nello stesso periodo, possono acquistare senza applicazione dell'IVA beni e servizi per un ammontare (detto plafond) pari alla somma di esportazioni, cessioni intracomunitarie e operazioni assimilate registrate nell'anno solare precedente o nei 12 mesi precedenti. L'acquirente-esportatore deve manifestare al fornitore l'intento di usufruire della non imponibilità dei propri acquisti tramite apposita dichiarazione di intento.
L'art.20 del D.Lgs. Semplificazioni ha apportato alcune modifiche all'art.1, comma 1, lettera c) del Decreto legge 746/1983, in materia di presentazione delle lettere d'intento da parte dell'esportatore abituale, di cui all'art.8 primo comma, lettera c) del DPR 633/1972.
La novità consiste nell'inversione della titolarità dell'obbligo di presentazione della dichiarazione d'intento; fino al 31 dicembre 2014 essa ricadeva sul fornitore o prestatore di servizi che intendeva fatturare senza applicazione dell'IVA al proprio cliente esportatore abituale, mentre per le operazioni da porre in essere a partire dal 1 gennaio 2015 sarà l'esportatore abituale a dover trasmettere la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate, per poi trasmetterne copia (corredata di ricevuta di avvenuta trasmissione) al proprio fornitore che, dopo aver riscontrato sul sito dell'Agenzia l'avvenuta presentazione del modello, procederà quindi alla fatturazione.
L'obbligo di informare il fisco, dunque, viene ribaltato sull'esportatore abituale che intende acquistare beni e servizi in sospensione d'imposta; al fornitore o prestatore di servizi rimangono due obblighi da ottemperare:
controllare che il committente abbia trasmesso all'Agenzia la lettera d'intento tramite riscontro telematico (la ricezione della ricevuta non basta per liberarlo da eventuali sanzioni)
riepilogare nella Dichiarazione IVA annuale i dati contenuti nelle dichiarazioni d'intento ricevute
INTRASTAT semplificato per le Prestazioni di Servizi
Dal 1 gennaio 1993 i soggetti IVA che realizzano acquisti e cessioni di beni o effettuano e ricevono prestazioni di servizi con soggetti IVA di altri paesi UE devono compilare e presentare obbligatoriamente in via telematica gli elenchi riepilogativi (modelli Intrastat) delle cessioni intracomunitarie di beni e dei servizi resi e degli acquisti intracomunitari di beni e dei servizi ricevuti. Ciascun elenco riepilogativo è presentato con periodicità trimestrale, dai contribuenti che hanno effettuato operazioni, nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, per un ammontare totale trimestrale non superiore a 50mila euro o con periodicità mensile, dai contribuenti che hanno effettuato operazioni, nel trimestre di riferimento e/o in uno dei 4 trimestri precedenti, per un ammontare superiore a 50mila euro.
L'art. 23 del D.Lgs sulle semplificazioni fiscali ha snellito il contenuto informativo degli elenchi riepilogativi Intrastat riguardanti le prestazioni intracomunitarie di servizi cosiddette generiche, disciplinate dall'art. 7 ter del DPR 633/72.
I modelli riepilogativi relativi ai servizi ricevuti dai soggetti passivi intracomunitari e, a questi ultimi resi, accoglieranno le sole informazioni concernenti:
Numero di identificazione IVA della controparte
Valore totale delle transazioni avvenute nel periodo;
Codice identificativo del tipo di prestazione resa o ricevuta
Paese di pagamento
L'Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 31/E del 30 dicembre 2014 ha inoltre precisato che, al fine di adeguare la normativa interna agli standard degli altri Paesi Europei, viene disposta l'abrogazione dell'obbligo di fornire le altre informazioni, quali il numero e la data della fattura, le modalità di incasso o pagamento dei corrispettivi e di erogazione del servizio, non essendo le stesse essenziali ai fini di un'analisi del rischio.
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