Source: https://studiopenta.it/circolare-795/
Timestamp: 2019-01-24 12:19:43+00:00
Document Index: 140998879

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Circolare 795 - Studio Penta
Circolare n. 795
Per contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni di crediti d’imposta, l’Agenzia delle Entrate può sospendere, fino a 30 giorni, l’esecuzione dei versamenti mediante il modello F24 contenenti compensazioni, per verificare se sussistono profili di rischio in relazione all’uti­lizzo dei crediti.
Le nuove disposizioni si applicano dal 29.10.2018
llo scopo di contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni di crediti d’imposta, l’art. 1 c. 990 della L. 27.12.2017 n. 205 prevede che l’Agenzia delle Entrate possa sospendere, fino a 30 giorni, l’esecuzione dei versamenti mediante il modello F24, di cui agli artt. 17 ss. del DLgs. 241/97, contenenti compensazioni, per verificare se sussistono profili di rischio in relazione all’uti­lizzo dei crediti.
Decorrenza: Le disposizioni si applicano a decorrere dal prossimo 29 Ottobre.
Con il provvedimento n. 195385 del 28/8/2018, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che i modelli F24 che presentano profili di rischio, per l’applicazione della procedura di sospensione, sono selezionati in via automatizzata individuando criteri riferiti:
al pagamento di debiti iscritti a ruolo, ai sensi dell’art. 31 c. 1 del D.L. 78/2010.
In risposta ad una interrogazione parlamentare del 27/9/2018, l’Agenzia delle entrate ha precisato che “l’azione……… non sarà rivolta verso la generalità delle compensazioni, bensì solo nei confronti di quelle che presentano evidenti profili di rischio, anche in base all’esperienza maturata nell’attività di controllo. In altri termini, saranno selezionate solo quelle operazioni che, in base ai dati indicati nei modelli F24 e alle altre informazioni in possesso dell’Agenzia, presentano indizi e anomalie meritevoli di approfondimento”.
Il pagamento dei debiti iscritti a ruolo
Allo scopo di controllare tempestivamente l’utilizzo dei crediti in compensazione, a partire dal 29 Ottobre 2018 i modelli F24 contenenti il pagamento di debiti iscritti a ruolo (o derivanti da accertamenti esecutivi), ai sensi del citato art. 31 c. 1 del D.L. 78/2010, dovranno essere presentati esclusiva­mente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto del modello.
Si ricorda che l’art. 31 c. 1 del D.L. 78/2010 stabilisce il divieto di compensazione nel modello F24, in presenza di debiti:
iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, ovvero derivanti da accertamenti ese­­cutivi emessi dall’1.10.2011;
La procedura di sospensione della delega di pagamento
La sospensione della delega di pagamento modello F24 avviene comunque per il suo intero contenuto e viene comunicata al soggetto che ha presentato il modello F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, mediante apposita ricevuta.
La sospensione non si può protrarre per più di 30 giorni rispetto alla data di invio del modello (nella ricevuta viene indicata la data di fine del periodo di sospensione).
inviare all’Agenzia delle Entrate elementi informativi ritenuti necessari per il controllo dell’uti­lizzo del credito compensato;
Lo scarto del Modello F24
Se, in esito alle verifiche effettuate, l’Agenzia delle Entrate rileva che il credito non è stato correttamente utilizzato, comunica lo scarto del modello F24 al soggetto che ha inviato il file telematico tramite apposita ricevuta e indicandone la relativa motivazione.
Sono quindi applicabili le sanzioni per ritardati od omessi versamenti, di cui all’art. 13 del DLgs. 471/97 con applicazione delle riduzioni delle sanzioni previste in caso di ravvedimento operoso, ai sensi dell’art. 13 del DLgs. 472/97.
Al riguardo, sembra potersi affermare che, a titolo prudenziale, è bene evitare di effettuare pagamenti con compensazione a ridosso del termine di scadenza, specie quando potrebbero esserci profili di rischio, oppure quando eventuali scarti non possono essere sanati mediante il ricorso al ravvedimento operoso mettendo così a rischio il perfezionamento di opzioni o definizioni (es. nel caso di accertamento con adesione).
Se la compensazione viene bloccata, con lo scarto del modello F24, non può invece essere irrogata nessuna sanzione da indebita compensazione (di cui all’art. 13 c. 4 e 5 del DLgs. 471/97), anche qualora il credito da compensare fosse stato inesistente, proprio perché la compensazione non è di fatto avvenuta e non è configurabile una punibilità a titolo di “tentativo”.
I criteri selettivi di controllo e la procedura di sospensione dei modelli F24 sono applicati, ove compatibili, anche ai residui casi in cui non è obbligatorio utilizzare i servizi telematici dell’A­gen­zia delle Entrate, ma è consentita la presentazione di deleghe di pagamento contenenti compensazioni attraverso i servizi telematici messi a disposizione da banche, Poste e altri prestatori di servizi di pagamento.
– relativi alle imposte sui redditi (IRPEF e IRES) e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all’IRAP e all’IVA (annuali o trimestrali);
– riguardanti crediti d’imposta agevolativi da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.
– gli investimenti nel Mezzogiorno;
– le zone franche urbane (ZFU);
– l’assunzione di personale altamente qualificato;
– gli investimenti pubblicitari incrementali;
– il settore cinematografico;
– le librerie;
– l’ammodernamento degli impianti calcistici;
– la quotazione delle PMI.