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Timestamp: 2018-12-15 03:31:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 96', 'art. 1', 'art. 96', 'art. 115', 'art. 41', 'art. 94', 'art. 134', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DELL 8 SETTEMBRE 2010, N. - PDF
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1 CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DELL 8 SETTEMBRE 2010, N Fattispecie relativa ad attività di modifica e deviazione degli argini di fontanili, di copertura dei corsi d acqua e di tombinatura contra legem: il divieto di copertura di qualunque corso d acqua ex art. 96 R.D. n. 523/1904. La responsabilità civile della pubblica Amministrazione, nei confronti dei privati, per l adozione di provvedimenti illegittimi. Il diritto al risarcimento del danno anche non patrimoniale per le associazioni di protezione ambientale e per i privati costituitisi parti civili. «la qualificazione di tutte le acque come appartenenti al demanio pubblico, salvo limitatissime eccezioni, ribadita dal D.P.R. 18 febbraio 1999, n. 238, art. 1, è stata da ultimo confermata dal D.Lgs. 3 aprile 2006, n art Ne consegue che anche alle aste fontanili resta ancora applicabile il R.D. 25 luglio 1904, n. 523, art. 96, non abrogato dal D.Lgs. n. 152 del 2006, che anzi lo richiama espressamente all art. 115, sostanzialmente riproducente il D.Lgs. n. 152 del 1999, art. 41 e che prevede comunque il divieto di copertura di qualunque corso d acqua che non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumità. Né è possibile trarre argomento decisivo contro tale conclusione dal fatto della depenalizzazione della fattispecie penale relativa alle acque potabili di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 94, ad opera dell art. 134 del medesimo decreto, che renderebbe incompatibile la persistenza del reato in esame relativamente a quelle non potabili, in considerazione comunque del particolare rilievo economico delle aste fontanili soprattutto nelle regioni del nord, che porta ad escluderne l inclusione in categorie a tutela minore.». «va ricordato che le Sezioni Unite civili di questa Corte Suprema - con la sentenza 22 luglio 1999, n hanno qualificato la responsabilità della pubblica Amministrazione, nei confronti dei privati, per l adozione di provvedimenti illegittimi, come responsabilità aquiliana (extracontrattuale da fatto illecito), affermando che, allorquando - in assenza di una causa di giustificazione venga arrecato un danno ad una posizione soggettiva riconosciuta dall ordinamento meritevole di tutela, indipendentemente dalla qualificazione della stessa in termini di diritto soggettivo o di mero interesse legittimo, il danneggiato può invocare in suo favore l applicazione dell art cod. civ. Le Sezioni Unite hanno quindi precisato che, ai fini della responsabilità risarcitoria, non è sufficiente il mero dato oggettivo dell illegittimità del provvedimento, ma deve sussistere altresì la colpa, non del funzionario agente, bensì dell Amministrazione come apparato, da intendersi come violazione delle regole di imparzialità, di correttezza e di buona amministrazione, alle quali l esercizio della funzione amministrativa deve ispirarsi e che si pongono come limiti esterni alla discrezionalità. L onere della prova incombe, al riguardo, sul privato che si pretende danneggiato.».
2 «In tale ottica il privato danneggiato, ancorché onerato della dimostrazione della colpa dell amministrazione, risulta agevolato dalla possibilità di offrire al giudice elementi indiziari, quali la gravità della violazione, il carattere vincolato dell azione amministrativa e l univocità della normativa di riferimento. Così che, acquisiti gli indici rivelatori della colpa, spetta all amministrazione l allegazione degli elementi ascrivibili allo schema dell errore scusabile e al giudice apprezzarne e liberamente valutarne l idoneità ad attestare o a escludere la colpevolezza (vedi, ex multis, C. Stato, sez. IV, 10 agosto 2004, n. 5500).». «È stato altresì affermato che ferma restando la permanente difficoltà di individuare un quid pluris rispetto alla stessa illegittimità dell atto, la colpa dell Amministrazione deve essere valutata tenendo conto dei vizi che inficiano il provvedimento, della gravità delle violazioni imputabili all Amministrazione, anche alla luce del potere discrezionale concretamente esercitato, delle condizioni concrete, dell apporto eventualmente dato dai privati al procedimento (vedi C. Stato, sez. IV: 12 gennaio 2005, n. 43; 1l ottobre 2006, n. 6059).». «va evidenziato che l ambiente naturale costituisce un bene pubblico di rango costituzionale, la cui lesione fa sorgere il diritto al risarcimento del derivato danno anche non patrimoniale pure per le associazioni di protezione ambientale riconosciute ai sensi della legge , n. 349, sia come titolari di un diritto della personalità connesso al perseguimento delle loro finalità statutarie, sia come enti esponenziali del diritto assoluto dell ambiente (vedi Cass. pen., sez. III, , n ). Ai privati costituitisi parti civili, invece, il diritto al risarcimento risulta riconosciuto per la situazione di stabile collegamento con la zona interessata dalla autorizzata edificazione e per la lesione dei valori urbanistici della stessa»
Idoneità ad attestare o ad escludere la colpevolezza dell amministrazione dimostrando l errore scusabile: esclusa la correttezza di ogni riferimento, pure in astratto invocabile, al livello culturale ed
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