Source: http://kristianfabbri.blogspot.com/2013/04/i-soggetti-certificatori-dpr.html
Timestamp: 2017-08-19 07:23:56+00:00
Document Index: 64484660

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.2', 'art.3', 'art.4', 'art.481', 'art.5', 'art.7']

Kristian Fabbri: I soggetti certificatori - DPR
Il Consiglio dei Ministri n.°69 del 15 febbraio 2013 ha emanato, con sorpresa, il Decreto del Presidente della Repubblica “Regolamento recante disciplina dei criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l'indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192.”
Tale regolamento va definire i requisiti che devono avere i soggetti certificatori, a livello nazionale, tenuto conto del fatto che alcune regioni hanno già legiferato in materia, con proprio elenco dei tecnici. Hanno un proprio elenco: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria, Valle d’Aosta, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano, anche se in questo caso si tratta del protocollo Casaclima.
Il Decreto definisce i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per quanto attiene alla Certificazione Energetica degli edifici su tutto il territorio nazionale, specificando che spetta ad un altro provvedimento la definizione dei requisiti per gli ispettori per l’esercizio, la conduzione etc. degli impianti di climatizzazione.
Possono operare per l’attività di certificazione energetica
- i tecnici abilitati, sia come dipendente di enti pubblici o società private, incluse le società di ingegneria, sia come professionista libero o associato, le situazioni più comuni;
- gli organismi pubblici e privati accreditati presso l’organismo nazionale italiano di accreditamento (ACCREDIA) sulla base della norma UNI CEI NE IS/IEC 107020,
- le Società dei Servizi energetici ESCO, e questo costituisce una novità ed un ampliamento anche rispetto alle legislazioni regionali
Il Decreto individua le Classi di laurea di tali tecnici abilitati, quali architetti ed ingegneri, così da raccordare il titolo di studio con la normativa di settore; i diplomi di istruzione tecnica: indirizzo C1 ‘meccanica, meccatronica ed energia’ articolazione ‘energia’, indirizzo C3 ‘elettronica ed elettrotecnica’ articolazione ‘elettrotecnica’ (DPR 88/2010) cioè perito industriale edile, elettrotecnico, meccanico o termotecnico; i diplomi di istruzione tecnica C9 ‘costruzione, ambiente e territorio’ (DPR 88/2010) cioè il geometra; il diplomi di istruzione tencica C8 ‘agraria, agroalimentare e agroindustria’ cioè diploma di perito agrario o agrotecnico.
L’articolo 2 comma 3 specifica che il tecnico, oltre ad avere i titoli di cui sopra deve essere “iscritto ai relativi ordini e collegi professionali, ove esistenti, e abilitato all’esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente.” e specifica
“Il tecnico abilitato opera quindi all’interno delle proprie competenze”
Qualora si operi al di fuori delle proprie competenze il soggetto può operare esclusivamente in materia di certificazione energetica degli edifici (art.2 comma 4) SE in possesso dei titoli di studio e di un attestato di frequenza a specifico corso di formazione per la certificazione energetica degli edifici. Tale corso di formazione (art.2 comma 5) può essere organizzato da Università, Organismi ed Enti di Ricerca, Consigli Ordini Collegi etc. con i contenuti di cui agli Allegati del DPR ed Attestato di frequenza con superamento di esame finale.
Il DPR sottolinea (nuovamente) il requisito di indipendenza ed imparzialità di giudizio dei soggetti (art.3) ed il fatto che l’Attestato di Certificazione energetica (art.4) “assume valenza di atto pubblico ai sensi dell’art.481 del Codice Penale con responsabilità diretta del tecnico abilitato che sottoscrive il documento”
La questione più complessa riguarda il rapporto tra legislazione nazionale e regionale su tale materia, l’art.5 chiarisce che “Ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo, fermo restando quanto disposto al comma 3 (cio le Regioni che hanno propri regolamenti devono adottare misure atte a favorire un “graduale ravvicinamento dei propri provvedimenti”), le disposizioni del presente decreto si applicano per le regioni e provincie autonome che non abbiano ancora provveduto ad adottare propri provvedimenti”
In ultimo (art.7) prevede che per gli edifici già dotati dell’Attestato di Certificazione Energetica nel caso di adeguamento impiantistico, l’aggiornamento dell’Attestato può essere eseguito dell’impresa di costruzione o installatrice incarica dei predetti adeguamenti.
In sintesi per le Regioni che sono già dotate di propri provvedimenti ed elenchi,ed i relativi iscritti, il DPR non cambia nulla, mentre definisce i requisiti per i soggetti che operano nelle Regioni che non hanno adottato propri provvedimenti.
In particolare alcune professioni, come periti agrari, elettrotecnici, geometri che, nell’ambito delle proprie competenze non esercitano la professioni per la progettazione di edifici e impianti, possono operare solo in qualità di certificatori se in possesso di attestato di partecipazione a corso di formazione.
Il DPR entra in vigore dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, alla data odierna (11 aprile 2013) non è stato pubblicato