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Timestamp: 2019-09-19 15:50:14+00:00
Document Index: 87540811

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 117', 'art. 2']

Corte Costituzionale - sentenza n. 251/2016
Corte Costituzionale - sentenza n. 215/2016
Incostituzionale la nomina dei componenti ministeriali nel Cceps
Dichiarato illegittimo un articolo del d.lgs. del 1946 che prevedeva la nomina di due componenti del Ministero della Salute nella Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, l’organo che decide sulle impugnazioni proposte avverso le decisioni assunte in primo grado dagli organi professionali. “Indipendenza e imparzialità devono colorare l’azione giurisdizionale”. Ricordiamo che il Ministero della Salute è l’Ente vigilante di ordini e albi delle professioni sanitarie.
Corte Costituzionale - sentenza n. 214/2016
Corte Costituzionale - sentenza n. 213/2016
Permessi 104: per la Corte Costituzionale ne ha diritto anche il convivente della persona con handicap
La Corte costituzionale interviene con sentenza 23 settembre 2016, n. 213 sui permessi della legge 104/1992 relativi all’assistenza alle persone disabili con una decisione che permette la cessazione della discriminazione in relazione allo status di persona non sposata. L’art. 33, comma 3, legge 104 limitava, infatti, la fruizione dei detti permessi mensili ai coniugi, parenti o affini entro il secondo grado “ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti”.
Corte Costituzionale - sentenza n. 173/2016
Con la sentenza n. 173 del 2016, la Corte costituzionale ha preso in esame le censure formulate da varie Sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti, relative al cosiddetto «contributo di solidarietà» (dal 6 al 18 per cento) introdotto nel triennio 2014-2016 sulle pensioni di importo più elevato, e cioè superiore da 14 a oltre 30 volte al trattamento annuo minimo INPS. Si tratta delle disposizioni di cui all'art. 1, comma 486 della legge n. 147 del 2013. La Corte ha dichiarato non fondate tutte le questioni sollevate.
Corte Costituzionale - sentenza n. 161/2016
Norme della Regione Abruzzo - Disciplina della fase transitoria dell'accreditamento delle strutture socio sanitarie
Previsione che le strutture di cui all'art. 35 della legge regionale 30 aprile 2009, n. 6, come modificata dalla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 3, nonché quelle che fino all'anno 2014 hanno erogato prestazioni socio sanitarie in esecuzione di "Progetti Obiettivo" approvati ai sensi dell'art. 1, commi 34 e 34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, possono continuare ad erogare le stesse prestazioni fino al 31 dicembre 2015, in attesa della puntuale ridefinizione della normativa regionale di conclusione della fase di accreditamento delle medesime, fermo restando l'obbligo del possesso dei requisiti strutturali ed organizzativi.
Corte Costituzionale - sentenza n. 95/2016
Ferie: non esiste un divieto assoluto di monetizzazione
Corte Costituzionale - sentenza n. 37/2016
Stabilizzazioni, via libera per i precari della Regione Puglia ma la Consulta boccia l'estensione ad agenzie e partecipate
È incostituzionale l’art. 4 della legge della Regione Puglia n. 47/2014 che estende «alle agenzie regionali, agli enti, all’Autorità di bacino e alle società in house della Regione Puglia» le norme sulla stabilizzazione del personale precario dell’ente regionale che la disciplina statale «di principio ha, invece, esclusivamente riferito all’apparato amministrativo delle Regioni ed al relativo personale». L’articolo viola l’art. 117 della Costituzione che regola la potestà legislativa dello Stato e delle Regioni.
La Corte Costituzionale ha invece respinto «per carenza di motivazione» il ricorso di Palazzo Chigi con il quale si chiedeva di dichiarare incostituzionale anche l’art. 2 della stessa legge pugliese che introduce disposizioni in materia di stabilizzazione del personale regionale non dirigenziale in possesso dei requisiti di legge per l’assunzione a tempo indeterminato.