Source: http://www.altosannio.it/la-piattaforma-dell-almosava/
Timestamp: 2019-01-18 02:42:26+00:00
Document Index: 53265082

Matched Legal Cases: ['art 14', 'art. 21', 'art 32', 'art 16', 'art 32', 'art 14', 'art. 21']

La PIATTAFORMA dell’ ALMOSAVA | Altosannio magazine
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Nel vuoto prodotto dalla eliminazione delle Provincie e dei Piccoli Comuni, chiediamo che i Comuni dell’ALMOSAVA possano associarsi tra loro fino a determinare una VASTA AEREA A FISCALITA’ AGEVOLATA E A BUROCRAZIA ZERO. Pertanto, la piattaforma dell’Almosava si basa su 2 punti qualificanti:
AGGREGAZIONE DEI 63 COMUNI DELL’ALMOSAVA
Le Regioni, i Partiti, i Sindacati, le Associazioni devono contribuire all’applicazione delle Leggi 122/2010 e 148/2011, riportate più avanti, per una aggregazione efficiente dei 63 Comuni dell’ALMOSAVA e, quindi, contribuire con deroghe o disposizioni di legge, a rendere possibile l’aggregazione anche dei Comuni di Regioni diverse.
RICONOSCIMENTO DI ZONA A FISCALITÀ AGEVOLATA E A BUROCRAZIA ZERO,
Lo Stato e le Regioni, sulla base degli impegni assunti dall’Italia nei confronti della Banca Centrale Italiana (vedere in fondo), deve riconoscere all’ALMOSAVA questo status di zona a fiscalità agevolata e a burocrazia zero, accompagto, a risarcimento di un disastro demografico, patrimoniale, economico e sociale unico nel suo genere, da un programma di azioni concrete tese al mantenimento e allo sviluppo delle seguenti opere:
I Cantieri Stradali per una viabilità veloce tra Trivento – Castel di Sangro – Colledimezzo
La Ferrovia “Transiberiana Italiana”, Sulmona – Carpinone.
Il territorio dell’ALMOSAVA (Alto Molise Sangro Vastese)
fu terra d’origine della Gente Sannita,
fu terra di formazione della Diocesi di Trivento,
diede natali a San Francesco Caracciolo, Benedetto Croce filosofo, Teofilo Patini pittore, Libero Serafini letterato, Nino Caffè pittore, Eldo Di Lazzaro musicista e tantissimi altri illustri personaggi;
Grazie alla politica della Provvidenza degli anni 70-90 del secolo scorso che creò, dal nulla e senza fondamento economico, Regioni (tra cui il Molise), salvò e incrementò Provincie (tra cui Isernia), istituì un troppo generoso sistema sanitario nazionale fonte di sprechi inimmaginabili, concesse pensioni che non avevano un supporto finanziario adeguato ma rinviavano alle prestazioni delle future generazioni (fregate), istituì pensioni di invalidità “economiche” e non “infortunistiche”, attivò appalti spesso inutili e costosi, Il territorio dell’ALMOSAVA (Alto Molise Sangro Vastese)
fu smembrato e sottoposto a 2 Regioni e 4 Provincie e,
da terra orgogliosamente autonoma e fortemente produttiva diventò, pian piano, terra assistita e soggetta, quindi, alle difficoltà dello Stato Italiano e alle bufere finanziarie nazionali e internazionali.
Per effetto di quella politica, di cui è inutile cercare di appurare se fu adottata in buona o mala fede, perché parlarne divide, Il territorio dell’ALMOSAVA (Alto Molise Sangro Vastese) ha subìto conseguenze pesantissime, sconosciute ai più:
Spopolamento: si è passati da 161.000 residenti degli anni 40-50, agli attuali 61.000. Differenza 100.000 abitanti, per la maggior parte giovani, con conseguente innalzamento dell’indice di vecchiaia (terra di vecchi).
Svalutazione del patrimonio immobiliare e fondiario: stanno andando in fumo, a valore di costruzione, 14 miliardi di euro che, a valore normale di mercato, diventano 28 miliardi di euro.
Disastro urbanistico: oggi ben 47 comuni sui 63 del territorio hanno meno di 1000 abitanti, solo 2 ne hanno poco più di 5.000, gli altri 14 ne hanno poco più di 1.000.
Disastro morale: i vecchi si sentono soli e abbandonati e le mamme, contro natura, si augurano che i propri figli lascino questo territorio.
Fregatura economica: pur pagando le stesse imposte e le stesse tasse degli italiani, i cittadini almosaviani si trovano ad essere: Cornuti: meno servizi (viabilità, assistenza sanitaria, edilizia scolastica, ecc…) e Mazziati: più spese (riscaldamento, scolarizzazione, assistenza, ecc…)
In democrazia vincono i numeri. Ciascun comune, da solo, precipita verso il fallimento patrimoniale economico e sociale. Aggregazioni parziali sono solo palliativi ad uso e consumo di piccole lotte di potere o povere considerazioni campanilistiche, o, peggio ancora, miserrimi interessi personali, falsamente produttivi a breve, certamente nefasti a lungo termine.
TUTTI UNITI SI PUÒ LOTTARE PER OTTENERE UN RISARCIMENTO DEI SUDDETTI DISASTRI DEMOGRAFICI, PATRIMONIALI, ECONOMICI E SOCIALI.
I 63 comuni dell’ ALMOSAVA (Alto Molise Sangro Vastese)
I comuni dell’ Alto Sangro in Provincia di Chieti
Bomba, Borrello, Civitaluparella, Colledimezzo, Fallo, Gamberale, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Quadri, Roio del Sangro, Rosello, Villasantamaria
I comuni dell’ Alto Vastese in Provincia di Chieti
Castiglione Messer Marino, Carunchio, Castelguidone, Celenza sul Trigno, Fraine, Roccaspinalveti, San Giovanni Lipioni, Palmoli, Schiavi di Abruzzo, Torrebruna,
Lettera dell’Italia alla BCE – punto B.e.
Il Governo incentiva la costituzione di “zone a burocrazia zero” in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013,
verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all’avvio e alla svolgimento dell’attività d’impresa.
Leggi 122/2010 e 148/2011 in sintesi
Con la legge 122/2010 si dà una sostanziale scossa all’Istituzione Piccolo Comune. Nello specifico l’art 14 obbliga i piccoli comuni ad associare 6 funzioni fondamentali – come da art. 21 comma 3 della legge 5 maggio 2009
e) funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché’ per il servizio idrico integrato;
Scossa ancora più forte e non definitiva arriva con la cosiddetta manovra di “ferragosto”2011, di cui al decreto legge 138 /2011 , convertito in legge 148/2011.
Per prima cosa, la legge differenzia i piccoli comuni in base alla popolazione: i piccoli comuni che hanno una popolazione da 1001 fino a 5.000 abitanti, ed i piccolissimi comuni che hanno una popolazione residente fino a 1.000 abitanti.
Questa iniziale suddivisione dei piccoli comuni, fino a 1.000 abitanti e fino a 5.000 abitanti, prevede due differenti approcci alla gestione associata delle funzioni, dei servizi, del personale ecc.
Approccio dei piccolissimi comuni (fino a 1000 abitanti)
Nei piccolissimi comuni (fino a 1.000 abitanti) è fatto obbligo perentorio di gestione associata delle funzioni fondamentali, dei servizi e del personale.
Ci sono due strumenti concessi dalla norma per realizzare l’associazione di tutte le funzioni, personale e servizi: le convenzioni ( art . 30 del 267/2000) e le unioni di comuni (art 32 del 267/2000, ma con tre commi in deroga).
Questo modello gestionale è ampiamente utilizzato, nei piccoli comuni, da molti anni, in vari settori, dalla condivisione del segretario, al responsabile dell’area finanziaria, alla polizia municipale … … in alcune zone anche le scuole cominciano ad essere costruite e gestite in forma associata; ma non basterà associarsi solo in alcuni servizi o funzioni, bisognerà associare tutte le funzioni, tutti i servizi ed il personale .
Questo modello di gestione che esonera dall’obbligo di unione è sicuramente percorribile ma difficile, in quanto i comuni, che volessero adottarlo, dovranno riuscire a dimostrare che c’è stato un risparmio di spesa, secondo le disposizioni dell’art 16 della legge 148/2011.
La seconda strada, quella che segue lo spirito della riforma, e che presumibilmente sceglieranno tutti, è quella delle nuove unioni di comuni – cosi come stabilito dall’art 32 del codice delle autonomie locali 267/2000, ma in deroga ai commi 2, 3 e 5, secondo periodo,….>> Ma bisogna ben aver in mente che ci sarà un passaggio integrale delle competenze di ogni ordine e grado dai piccoli comuni alle nuove unioni di comuni , con pochissimi compiti residuali degli organi politici dei piccoli comuni , per lo più in capo al sindaco. Di fatto i piccoli comuni fino a mille abitanti diventeranno delle municipalità facente capo alla unione di comuni.
Approccio dei piccoli comuni (fino a 5000 abitanti)
Diversa invece è la situazione per i Comuni con popolazione tra 1001 e 5.000 abitanti. , Per questi vale la cosiddetta legge del federalismo fiscale, la 122/2010, l’art 14, con la quale si obbligano i piccoli comuni ad associare le 6 funzioni fondamentali – come da art. 21 comma 3 della legge 5 maggio 2009 – più sopra riportate
Nota Bene: i termini delle leggi 122 e 148 sono stati prorogati di 9 mesi
L’Organizzazione di ALMOSAVA
Il Gruppo di Pressione Almosava, Movimento, fondato da Enzo C. Delli Quadri e composto da Cittadini ed Associazioni, svolge l’attività di diffusione delle motivazioni e dell’ importanza della aggregazione dei Comuni del Territorio Almosaviano, attraverso la comunicazione e il confronto con forze politiche, imprenditoriali e sindacali, utilizzando, per i suoi compiti, i siti facebook, twitter e il sito www.altosannio.it.
Il Coordinamento dei 63 Comuni, Organo di Indirizzo, composto da Sindaci e/o loro delegati e/o consiglieri comunali di maggioranza e/o opposizione, formula proposte politiche di indirizzo e ne controlla l’attuazione. E’ attualmente composto dai soggetti di cui alla tabella; potrà allargarsi a tutti i nuovi richiedenti, dietro vaglio del Gruppo di Pressione di concerto con il Gruppo di Gestione del Coordinamento.
Il Gruppo di Gestione del Coordinamento, Organo di Esecuzione dell’Indirizzo, composto esclusivamente da Sindaci o loro delegati o consiglieri comunali di maggioranza e/o opposizione, attua le politiche definite a livello di Coordinamento. In questa fase, persegue gli obiettivi di base della Piattaforma ALMOSAVA, attraverso il dialogo e il confronto con Organi Istituzionali, Politici e Sindacali.. E’ composto dai soggetti di cui alla tabella; potrà allargarsi a nuovi soggetti, dietro vaglio del Gruppo di Pressione, di concerto con il Gruppo di gestione in carica. All’ing. Venosini è affidato l’incarico di Coordinatore del Gruppo.
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