Source: http://www.riscotel.it/www/2014/12/23/tari-definizione/
Timestamp: 2020-04-03 19:43:35+00:00
Document Index: 161121655

Matched Legal Cases: ['art. 1117', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 19']

TARI - Riscotel
Tari è l’acronimo di TAssa RIfiuti, la nuova imposta comunale istituita con la legge di stabilità 2014. Essa in pratica prende il posto della vecchiaTares.
ESCLUSIONI (Legge 27 dicembre 2013 comma 641)
locali e aree non suscettibili di produrre rifiuti:
per NATURA (luoghi impraticabili, in abbandono, stabilmente muniti di attrezzature tali da escludere la produzione di rifiuti);
per l’USO a cui sono destinati (locali non presidiati, locali con sporadica presenza dell’uomo, locali con produzione a ciclo chiuso, depositi di materiali alla rinfusa o in disuso, ecc.);
per le OBIETTIVE CONDIZIONI DI NON UTILIZZABILITA’ (locali privi di arredo, privi di allacci alle utenze, ecc.)
aree scoperte, non operative, pertinenziali o accessorie a locali tassati
aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva (tetti, scale, portici, cortili, alloggio del portiere se non occupato, lavanderia, riscaldamento centrale, ecc.);
SOGGETTI PASSIVI (commi 642-644):
chiunque possiede o detiene, a qualsiasi titolo, i locali o le aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani
in caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria
in caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare, il tributo è dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie
nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati, il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardanti i locali e le aree in uso esclusivo;
BASE IMPONIBILE (commi 645-649):
unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano (sono a destinazione ordinaria i gruppi catastali “A”, “B” e “C”):
fino all’attuazione delle disposizioni di cui al comma 647 (interscambio dei dati tra Agenzia delle entrate e Comuni), la base imponibile è costituita dalla superficie calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati;
le procedure di interscambio tra i Comuni e l’Agenzia delle entrate dei dati relativi alla superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria sono quelle stabilite con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 marzo 2013;
PERIODICITA’ (comma 650):
il tributo è corrisposto in base ad una tariffa commisurata ad anno solare coincidente con una autonoma obbligazione tributaria;
TARIFFA (commi 651-654):
determinazione della tariffa:
tenendo conto dei criteri determinati con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158
in alternativa ai predetti criteri e nel rispetto del principio “chi inquina paga”, sancito dall’articolo 14 della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti, il Comune può commisurare la tariffa alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti:
le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal Comune moltiplicando il costo del servizio per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l’anno successivo, per uno o più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti
Decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68
Art. 2, comma 1, lettera e-bis)
Aggiunge al comma 652 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 un ultimo periodo che dispone che:
nelle more della revisione del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158, al fine di semplificare l’individuazione dei coefficienti relativi alla graduazione delle tariffe il comune può prevedere per gli anni 2014 e 2015 l’adozione dei coefficienti di cui all’allegato 1, tabelle 2, 3a, 3b, 4a e 4b, del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999, inferiori ai minimi o superiori ai massimi ivi indicati del 50 per cento e può altresì non considerare i coefficienti di cui alle tabelle 1a e 1b del medesimo allegato 1
La norma prevede che per gli anni 2014 e 2015:
si può non considerare il coefficiente Ka (parte fissa delle utenze domestiche);
i limiti minimi e massimi dei coefficienti Kb (parte variabile delle utenze domestiche), Kc (parte fissa delle utenze non domestiche) e Kd (parte variabile delle utenze non domestiche) possono essere derogati nella misura del 50%
ISTITUZIONI SCOLASTICHE (comma 655):
resta ferma la disciplina del tributo dovuto per il servizio di gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche, di cui all’art. 33-bis, del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31
il costo relativo alla gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche è sottratto dal costo che deve essere coperto con il tributo
RIDUZIONI TARIFFARIE ED ESENZIONI (commi 649, 656-659 e 661):
mancato svolgimento del servizio:
il tributo è dovuto nella misura massima del 20% della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente;
zone non servite:
nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, il tributo è dovuto in misura non superiore al 40% della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita;
raccolta differenziata utenze domestiche:
nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche;
riduzioni ed esenzioni facoltative nel caso di:
abitazioni con unico occupante
abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo
locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente
abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero
rifiuti assimilati avviati al recupero:
Con la legge 2 maggio 2014, n. 68, di conversione del decreto legge 6 marzo 2014, n. 16
Si sostituisce la lettera e) del comma 1 dell’art. 2 del decreto legge n. 16 del 2014 stabilendo che:
per i produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani, nella determinazione della TARI, il comune disciplina con proprio regolamento riduzioni della quota variabile del tributo proporzionali alle quantità di rifiuti speciali assimilati che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo, direttamente o tramite soggetti autorizzati
Si introduce la lettera e-quater con la quale si abroga il comma 661 dell’art. 1 della legge n. 147 del 2013
AGEVOLAZIONI (comma 660):
il Consiglio Comunale, con regolamento, può deliberare ulteriori riduzioni ed esenzioni;
la relativa copertura può essere disposta attraverso apposite autorizzazioni di spesa che non possono eccedere il limite del 7% del costo complessivo del servizio. In questo caso, la copertura deve essere assicurata attraverso il ricorso a risorse derivanti dalla fiscalità generale del Comune stesso; Il Decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68 elimina il suddetto limite del 7% per il finanziamento dell’agevolazione con risorse diverse dalla TARI;
TARIFFA GIORNALIERA (commi 662-665):
per il servizio di gestione dei rifiuti assimilati prodotti da soggetti che occupano o detengono temporaneamente, con o senza autorizzazione, locali od aree pubbliche o di uso pubblico, i Comuni stabiliscono con regolamento le modalità di applicazione del tributo in base a tariffa giornaliera;
per uso temporaneo si intende l’uso inferiore a 183 giorni in un anno solare;
la misura tariffaria è determinata in base alla tariffa annuale del tributo, rapportata a giorno, maggiorata di un importo percentuale non superiore al 100%;
l’obbligo della presentazione della dichiarazione è assolto con il pagamento del tributo da effettuarsi con le modalità e nei tempi previsti per la TOSAP temporanea ovvero per l’imposta municipale secondaria, a partire dalla data di entrata in vigore della stessa;
per tutto quanto non previsto si applicano in quanto compatibili le disposizioni relative al tributo annuale;
TRIBUTO PROVINCIALE (comma 666):
è fatta salva l’applicazione del tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene ambientale di cui all’art. 19 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504;
il tributo provinciale, commisurato alla superficie dei locali e delle aree assoggettabili al tributo, è applicato nella misura percentuale deliberata dalla Provincia sull’intero importo del tributo;
TARIFFA CORRISPETTIVA ALTERNATIVA AL TRIBUTO (commi 667-668):
con regolamento ministeriale da emanarsi entro 6 mesi dall’entrata in vigore della presente disposizione, sono stabiliti criteri per la realizzazione da parte dei Comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati, svolto nelle forme ammesse dal diritto dell’Unione europe;
i Comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento, prevedere l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva in luogo del tributo;
il Comune nella commisurazione della tariffa può tenere conto (nella TARES era obbligatorio) dei criteri determinati con il regolamento di cui al DPR n. 158 del 1999;
la tariffa corrispettiva è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani