Source: https://danielemajori.com/2015/01/29/ordinanze-contingibili-e-urgenti-ai-sensi-dellart-9-della-legge-n-4471995-legge-quadro-sullinquinamento-acustico/
Timestamp: 2020-07-12 09:17:52+00:00
Document Index: 165303513

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 71', 'sentenza ', 'art. 42']

L’adozione di ordinanze contingibili e urgenti ai sensi dell’art. 9 della legge n. 447/1995 (Legge quadro sull’inquinamento acustico) è consentita solo per impedire il propagarsi delle emissioni sonore moleste mediante provvedimenti immediati a carattere provvisorio (mentre, nel caso di specie, il Sindaco aveva imposto misure prive del carattere della temporaneità e provvisorietà, essendo stata ordinata l’adozione di misure di mitigazione e di un piano di bonifica acustica, per di più senza effettuare correttamente le necessarie misurazioni del rumore ambientale). | Avvocato Daniele Majori
Ambiente, Inquinamento acustico, Rumore
L’adozione di ordinanze contingibili e urgenti ai sensi dell’art. 9 della legge n. 447/1995 (Legge quadro sull’inquinamento acustico) è consentita solo per impedire il propagarsi delle emissioni sonore moleste mediante provvedimenti immediati a carattere provvisorio (mentre, nel caso di specie, il Sindaco aveva imposto misure prive del carattere della temporaneità e provvisorietà, essendo stata ordinata l’adozione di misure di mitigazione e di un piano di bonifica acustica, per di più senza effettuare correttamente le necessarie misurazioni del rumore ambientale).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 29 gennaio 2015 ⋅ Lascia un commento
Archiviato in 3db, art. 9 legge n. 447/1995, con provvedimento motivato, decibel, definitività, eccezionali ed urgenti necessita' di tutela della salute pubblica o dell'ambiente, legge quadro sull'inquinamento acustico, Ministro dell'ambiente, misura superiore ai limiti di legge, misurazioni, misure di mitigazione, nell'ambito delle rispettive competenze, ordinanze contingibili e urgenti, piano di bonifica acustica, prefetto, Presidente del Consiglio dei ministri, presidente della giunta regionale, presidente della provincia, provvisorietà, ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, rilevazioni, rumore, sindaco
(Tar Veneto, sez. III, 27 gennaio 2015, n. 105)
«[V]a osservato che la previsione normativa di cui all’art. 9 della legge 447/95 è caratterizzata dal prevedere l’emissione di misure temporanee e provvisorie al fine di porre immediato rimedio ad emissioni sonore nocive, in quanto risultate in misura superiore ai limiti di legge (3DB).
Orbene, va innanzitutto evidenziato che le indagini non sono state effettuate correttamente, atteso che le rilevazioni del livello di rumore ambientale e di quello residuo sono state effettuate in giornate diverse, nelle quali diversa è la frequentazione del locale da parte degli avventori e la stessa programmazione delle attività all’interno della struttura.
Invero, le misurazioni del rumore ambientale sono state effettuate nella notte tra sabato e domenica 9 e 10 agosto, mentre le rilevazioni del rumore residuo sono state effettuate nella notte di mercoledì 13 agosto.
Ciò rende quindi inattendibile sotto il profilo tecnico il risultato delle rilevazioni effettuate, che diversamente avrebbero dovuto tenere conto del livello di emissioni sonore nello stesso contesto temporale (senza contare, altresì, l’incidenza derivante dalla circostante antropizzazione e dalla presenza della strada a intenso scorrimento veicolare posta anch’essa nelle immediate vicinanze della struttura e delle abitazioni considerate).
Come sostenuto in fattispecie analoga, “Le due misurazioni e, quindi, la rilevazione del limite differenziale, sarebbero dovute avvenire nello stesso momento o, quantomeno, alle stesse condizioni di rumorosità dell’ambiente circostante residuo. Sarebbe bastato, allo scopo, misurare il rumore ambientale immediatamente prima dell’apertura della discoteca, oppure attendere la chiusura del locale della ricorrente, ma nello stesso sabato notte, ed effettuare in quel momento la misurazione del rumore ambientale residuo” (cfr. T.A.R. Lombardia, Milano, IV, n. 243/2014).
A tali profili si aggiungono le ulteriori considerazioni derivanti dalla natura stessa dell’ordinanza impugnata e delle misure con essa imposte.
Invero, se, come appare pacificamente dal dettato normativo, è possibile il ricorso a tale strumento ogni qual volta sia necessario assumere provvedimenti immediati a carattere provvisorio per impedire il propagarsi delle emissioni sonore moleste, è altrettanto evidente che nel caso di specie, per quanto riguarda i punti 2 e 3 dell’ordinanza, il Sindaco ha imposto misure prive del carattere della temporaneità e provvisorietà, essendo stata ordinata l’adozione di misure di mitigazione e di un piano di bonifica acustica.
Considerato che nella specie nessuna considerazione è stata svolta circa l’attuale sistema predisposto dalla società per contenere le emissioni sonore, soprattutto in ordine all’inadeguatezza dello stesso in ragione delle rilevazioni effettuate, è comunque evidente che dette misure contrastano ed esorbitano dai presupposti e dalla ratio in base alla quale è possibile per il Sindaco assumere l’ordinanza contingibile ed urgente di cui al richiamato art. 9.
Conseguentemente, per le suddette ragioni, fermo restando quanto statuito al punto 1 dell’ordinanza circa il dovere della società di rispettare i limiti di legge per quel che riguarda le emissioni sonore e fatto salvo in ogni caso – persistendo i disturbi – il potere dell’amministrazione di procedere nuovamente alle rilevazioni secondo modalità e tempistiche corrette, il ricorso è meritevole di accoglimento con riguardo ai successivi punti 2 (fermo restando il dovere del ricorrente di attivare e rendere efficaci i sistemi esistenti e già operativi di contenimento delle emissioni) e 3 dell’ordinanza, nella parte in cui impongono ulteriori misure di contenimento delle emissioni a carattere definitivo e la predisposizione di un piano di bonifica acustica entro il termine ivi assegnato».
« Requisiti di accesso e di esercizio delle attività commerciali ai sensi dell’art. 71 d.lgs. n. 59/2010: il novero delle situazioni penalmente rilevanti a tal fine è tassativamente circoscritto alle sole ipotesi previste dalla norma in argomento e, quanto alle condanne, all’intervenuta condanna con sentenza passata in giudicato per una serie specifica di gravi reati, quali anzitutto i delitti non colposi puniti con pena non inferiore nel minimo a tre anni (nella fattispecie, pertanto, il Tar ha ritenuto non ostativo, ai fini del rilascio di un’autorizzazione commerciale per l’esercizio delle attività di somministrazione di vendita, un decreto penale di condanna, peraltro non definitivo, per il reato fiscale di omesso versamento dell’IVA, posto in essere nel periodo in cui la società di cui il ricorrente era rappresentante legale si trovava in amministrazione giudiziaria).
Dimostrazione del possesso dei requisiti di capacità tecnica negli appalti di servizi e forniture: mentre nella fase di presentazione delle domande di partecipazione e delle offerte è consentito, per ragioni di speditezza del procedimento, il ricorso alle autocertificazioni (giusta l’art. 42, co. 4, del Codice dei contratti pubblici), nella fase di verifica del possesso dei requisiti è invece necessario che i concorrenti forniscano la documentazione probatoria vera e propria, proveniente da enti pubblici e privati, non essendo più sufficiente la semplice autocertificazione. »