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Timestamp: 2019-03-26 22:29:29+00:00
Document Index: 144441013

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 299', 'art. 382', 'art. 305', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 28', 'art. 665', 'art. 30', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 29', 'art. 28']

Armando Macrillò - Fulvio Filocamo - Guido Mussini - Debora Tripiccione
8891623850 / 9788891623850
Il volume, aggiornato alla L. 23 giugno 2017, n. 103 (Riforma della giustizia penale), è uno strumento di supporto per quanti chiamati a gestire le criticità legate al processo penale minorile.
Con giurisprudenza e formulario, l’opera esamina infatti in maniera ragionata e compiuta l’intero procedimento penale minorile, partendo dai principi generali che lo regolano e dalle principali convenzioni internazionali, passando per la fase delle indagini preliminari fino al dibattimento, alle impugnazioni e all’esecuzione.
Ciascun capitolo è completato con una rassegna di quesiti aventi come risposta le interpretazioni giurisprudenziali sull’argomento trattato.
Notevole attenzione è dedicata innanzitutto ai soggetti: dal giudice al pubblico ministero, dall’imputato ai servizi minorili e agli esercenti la responsabilità genitoriale sino alla disamina della difesa e dell’assistenza tecnica del minore. La trattazione prosegue con l’analisi delle misure precautelari e cautelari, con ampio spazio dedicato alla scelta delle cautele da attuare e alla loro tipologia e durata. Apposita sezione è dedicata al tema, di grande attualità, dell’ascolto del minore e all’incidente probatorio, il cui utilizzo è stato rafforzato sin dalla ratifica della Convenzione di Lanzarote del 2012.
Al volume sono collegate utili risorse on line: al sito www.approfondimenti.maggioli.it è possibile accedere alla raccolta della giurisprudenza, alla normativa di riferimento e al formulario compilabile e stampabile.
Debora Tripiccione, Magistrato dal 1996. Giudice del Tribunale per i minorenni di Roma con funzioni di giudice per le indagini preliminari e per l’udienza preliminare fino al 2015. Attualmente in servizio presso l’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte Suprema di Cassazione.
Armando Macrillò, Avvocato e dottore di ricerca in procedura penale, è titolare di contratto integrativo di insegnamento in Diritto dell’esecuzione penale presso la LUISS Guido Carli di Roma, ove è altresì docente di Diritto processuale penale presso la School of Law. Dirige la Scuola di alta formazione dell’Avvocato penalista presso la Camera Penale di Roma.
Guido Mussini, Avvocato del foro di Roma dal 1994 con esperienza professionale principale in diritto penale della famiglia, reati di violenza sessuale e reati di sfruttamento sessuale del minore e procedimento penale minorile. Curatore speciale del minore nei procedimenti civili avanti le autorità giudiziarie competenti.
Fulvio Filocamo, Magistrato in servizio quale sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per Minorenni di Roma, già addetto all’esecuzione penale.
Capitolo I – I princìpi del processo penale minorile
1. Le fonti sovranazionali. L’elaborazione dei princìpi generali della giustizia minorile
2. Il recepimento dei princìpi. Dalla legge delega del 1987 all’emanazione del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448
3. L’incompiuta autonomia del procedimento penale a carico di imputati minorenni
4. La giurisprudenza costituzionale sul processo minorile
4.1. Segue: sotto la vigenza del codice “Rocco”
4.2. Segue: dopo l’entrata in vigore del d.P.R. 448/1988
5. Il “giusto processo” minorile
6. Le prospettive del processo minorile: la mediazione penale
7. Il processo penale minorile europeo. La Direttiva 2016/800/UE
8. Questioni giurisprudenziali (rinvio)
1. I titolari delle funzioni giurisdizionali
2. Il pubblico ministero
3. La polizia giudiziaria
4. L’imputato
4.1. Segue: l’imputabilità
4.2. I rapporti fra procedimenti a carico di imputati maggiorenni ed il rito minorile. La procedura di accertamento dell’età dell’imputato
5. Gli esercenti la responsabilità genitoriale
6. I servizi minorili
6.1. Segue: i servizi minorili giudiziari
6.2. Segue: i servizi minorili locali
7. Il difensore e l’assistenza tecnica del minore
7.1. Segue: la retribuzione del difensore
8. L’inammissibilità dell’azione civile
9. Le prerogative dell’offeso dal reato. Il decreto legislativo 15 dicembre 2015, n. 212
1) Ai fini dell’anticipazione dei compensi al difensore d’ufficio dell’imputato minorenne rileva che quest’ultimo abbia raggiunto la maggiore età nelle more del procedimento e che l’attività difensionale sia stata svolta, in tutto o in parte, successivamente al compimento del diciottesimo anno?
2) Compete al giudice minorile o al giudice ordinario l’accertamento sull’età dell’imputato all’esito del quale occorre valutare la questione di competenza?
3) L’esonero dall’onere di previa escussione dell’indagato o imputato minore di età al quale sia stato nominato un difensore d’ufficio cessa con il raggiungimento della maggiore età ovvero permane anche per le prestazioni svolte successivamente a questo raggiungimento?
4) Sulla base di quali parametri il giudice deve effettuare il giudizio sulla maturità dei minori imputati di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni?
5) Quali conseguenze processuali si verificano nel caso in cui sia omessa la notificazione di atti in favore delle persone esercenti la potestà di genitore indicate all’art. 7 d.P.R. 22 settembre 1998, n. 448?
Capitolo III – Le misure precautelari
1. I provvedimenti sulla libertà personale: generalità
2. L’arresto in flagranza ed il fermo di indiziato di delitto
3. L’accompagnamento a seguito di flagranza
4. Le cautele nell’esecuzione delle misure precautelari
5. L’udienza di convalida
6. Questioni giurisprudenziali (rinvio)
Capitolo IV – Le misure cautelari
1. Il sistema cautelare minorile
2. Le condizioni di applicabilità delle misure cautelari personali
3. I criteri di scelta delle misure
4. Le tipologie delle misure e la loro durata
4.1. Le prescrizioni
4.2. La permanenza in casa
4.3. Il collocamento in comunità
4.4. La custodia cautelare
4.5. Le misure cautelari reali
5. Il procedimento applicativo ed il regime dei controlli
6. Le vicende modificative ed estintive delle misure cautelari personali
7. Questioni giurisprudenziali
1) Stante il principio di tassatività ed inderogabilità delle forme stabilite dalla legge per la presentazione delle impugnazioni è ammissibile la presentazione via PEC del ricorso avverso l’ordinanza di conferma del provvedimento applicativo della misura cautelare emesso dal GIP?
2) In caso di violazione da parte del minore degli obblighi previsti dalla misura cautelare, è applicabile l’art. 299 c.p.p.?
3) In tema di avviso al difensore per l’udienza di convalida, una volta accertata l’adeguatezza del mezzo usato, con riguardo al tempo disponibile e all’insussistenza di strumenti di comunicazione alternativi, ha rilievo la circostanza della mancata conoscenza, da parte del difensore, dell’avviso medesimo?
4) Il giudice della convalida dell’arresto facoltativo in flagranza di reato deve limitarsi alla verifica della sussistenza dei presupposti legali per l’arresto e dell’uso ragionevole dei poteri discrezionali, oppure può valutare l’idoneità o meno degli indizi a configurare il reato ipotizzato?
5) Nella determinazione della pena ai fini dell’applicazione della misura cautelare, è applicabile il giudizio di bilanciamento tra le circostanze attenuanti, quale la minore età, e le circostanze aggravanti?
6) In caso di arresto in flagranza rileva, ai sensi dell’art. 382 c.p.p., la circostanza che il verbale sia stato redatto alcune ore dopo l’arresto e rechi un orario diverso da quello dell’intervento della polizia?
7) È applicabile l’art. 305 c.p.p. che consente la proroga dei termini massimi di custodia cautelare in caso di perizia sullo stato di mente dell’imputato minorenne?
Capitolo V – L’incidente probatorio e l’esame del minore
1. I casi di incidente probatorio
3. L’esame del minore testimone o vittima di reato
4. La valutazione delle dichiarazioni rese dal minore nella giurisprudenza della Corte di Cassazione
5. Questioni giurisprudenziali (rinvio)
Capitolo VI – Le definizioni alternative del procedimento e l’udienza preliminare
1. L’esercizio dell’azione penale ed i riti alternativi nel processo minorile
2. Il proscioglimento dell’infraquattordicenne
3. La sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto
4. L’udienza preliminare
5. Il consenso all’utilizzo degli atti
6. La sospensione del processo e la messa alla prova dell’imputato
7. L’esito dell’udienza preliminare
7.1. Segue: il proscioglimento dell’imputato
7.2. Segue: il perdono giudiziale
7.3. Segue: il decreto che dispone il giudizio
7.4. Segue: la sentenza di condanna a pena pecuniaria o ad una sanzione sostitutiva
7.5. Segue: i provvedimenti amministrativi
8. L’opposizione, la revoca e l’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere
1) Nel rito minorile la competenza alla celebrazione del giudizio abbreviato, sia esso instaurato nell’udienza preliminare o a seguito di giudizio immediato, spetta al giudice nella composizione collegiale prevista dall’art. 50-bis, comma 2, ord. giud., o al giudice delle indagini preliminari?
2) In tema di sospensione del processo e messa alla prova dell’imputato minorenne, è legittimo il provvedimento con cui il giudice, senza la consultazione delle parti e del servizio minorile competente, imponga prescrizioni ulteriori rispetto a quelle stabilite nel progetto di intervento?
3) È necessario il consenso dell’imputato per l’emissione della sentenza di condanna a sanzione sostitutiva? Chi è legittimato a prestare tale consenso?
4) Con riferimento al minore infraquattordicenne, in caso di richiesta ex art. 26, d.P.R. 448/1988, il giudice è obbligato ad instaurare il contraddittorio mediante fissazione dell’udienza? L’accertamento del giudice si limita alla sola imputabilità o può accedere al merito dell’imputazione?
5) Ai fini dell’emissione della sentenza ex art. 27, d.P.R. n. 448/1988, cosa deve intendersi per occasionalità della condotta?
6) La persona offesa dal reato è legittimata ad impugnare la sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto?
Capitolo VII – Il dibattimento
1. Le caratteristiche del dibattimento minorile: la residualità del giudizio
2. Il divieto di pubblicità tra tutela della privacy ed esigenze educative
3. Lo svolgimento dell’udienza: il rinvio di cui all’art. 33 d.P.R. 448/1988
4. L’esame dell’imputato: peculiarità
5. Gli epiloghi dell’udienza dibattimentale
1) È legittima la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale per i minorenni nei confronti di maggiorenne quando le risultanze non offrono la certezza che l’imputato avesse raggiunto la maggiore età all’epoca del fatto?
Capitolo VIII – Le impugnazioni
1. I princìpi generali delle impugnazioni nel rito minorile
2. L’appello: peculiarità del relativo giudizio, svolgimento e questioni problematiche
3. L’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere
4. L’opposizione ex art. 32 d.P.R. 448/1988
5. Il ricorso per Cassazione
6. L’impugnazione straordinaria: la revisione
7. Il conflitto tra impugnazioni e l’integrazione dei mezzi di gravame
1) Ai fini della valida instaurazione del contraddittorio, il decreto di fissazione dell’udienza d’appello deve essere notificato all’esercente la potestà genitoriale, nel caso in cui l’imputato, minorenne al tempo della commissione del reato, sia divenuto maggiorenne prima della celebrazione del giudizio d’appello?
2) Nel processo minorile possono essere acquisiti verbali di prove di altro procedimento penale, assunte nell’incidente probatorio o nel dibattimento cui abbia partecipato il difensore, svoltosi a carico dell’imputato medesimo per fatti commessi dopo il raggiungimento della maggiore età?
3) Nel giudizio di appello può essere formulata per la prima volta la richiesta di sospensione del processo per la valutazione della personalità del minorenne, secondo quanto disposto dall’art. 28, d.P.R. n. 448 del 1988?
Capitolo IX – L’esecuzione e le misure di sicurezza
1. L’esecuzione penale minorile. Aspetti peculiari
2. I procedimenti di esecuzione e di sorveglianza
3. Misure alternative alla detenzione e benefici penitenziari
4. Disposizioni particolari per i minorenni: la riabilitazione speciale e la liberazione condizionale
5. Il casellario giudiziale per i minorenni
6. Le misure di sicurezza. Profili processuali sull’applicazione
1) In tema di esecuzione, il disposto dell’art. 665, comma 4, c.p.p. secondo cui, allorquando i provvedimenti da eseguire siano stati emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto esecutivo per ultimo, opera anche nel caso in cui il giudice diverso sia il tribunale per i minorenni?
2) Sino a quando permane la competenza del tribunale per i minorenni in materia di sorveglianza?
3) Da quando decorre il dies a quo per il computo del termine minimo di dieci anni di pena espiata (art. 30-ter, legge 26 luglio 1975, n. 354) per la concessione di permessi premi, nel caso di cumulo di pene inflitte per reati diversi?
4) Il divieto di reiterazione dei benefici penitenziari per un periodo di tre anni, previsto dall’art. 58-quater, commi 2 e 3 ord. pen. per i casi di precedente revoca, opera anche con riferimento al condannato già ammesso alla misura alternativa per reati commessi in età minore?
1) Verbale di interrogatorio di persona sottoposta ad indagini
2) Avviso della conclusione delle indagini preliminari
3) Decreto di archiviazione per infondatezza della notizia di reato
4) Decreto di archiviazione per reato commesso da ignoti
5) Decreto di archiviazione per estinzione del reato
6) Decreto di sequestro
7) Decreto di perquisizione personale e locale
8) Richiesta di sentenza ex art. 27 d.P.R. 448/1988
9) Richiesta di archiviazione
10) Richiesta di archiviazione contro ignoti
11) Richiesta di sentenza ex art. 26 d.P.R. 448/1988
12) Sentenza di non luogo a procedure per difetto di imputabilità
13) Sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto
14) Richiesta di convalida dell’arresto
15) Ordinanza di collocamento in comunità
16) Ordinanza di custodia cautelare in carcere
17) Ordinanza di permanenza in casa
18) Ordinanza di prescrizioni
19) Richiesta di revoca e/o sostituzione di misura cautelare
20) Richiesta di emissione di misura cautelare
21) Sentenza ex art. 29 d.P.R. 448/1988
22) Decreto che dispone il giudizio
23) Formazione del fascicolo per il dibattimento
24) Ordinanza di sospensione del processo ex art. 28 d.P.R. 448/1988
25) Richiesta di rinvio a giudizio e decreto di fissazione udienza preliminare
26) Sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto
27) Sentenza di non luogo a procedere per concessione del perdono giudiziale