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Timestamp: 2019-12-07 17:00:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['art 1', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24']

Impianti a regola d’arte | Soluzione Tecnologica
14 febbraio, 2013 Door Mat Distribuzione 2 Comments
La conformità degli impianti a regola d’arte è obbligatoria ed è stata stabilita, per tutti gli apparati e gli impianti tecnici, dall’art 1 della legge n. 186 dell’1/03/1968 (G.U. n. 77 del 23/0103/1968), tuttora in vigore e riconfermata, successivamente, dalla legge n. 46 del 5/03/1990, oggi parzialmente abrogata.
A seguito di alcune modifiche legislative intervenute dopo il 1990, nel settore impiantistico tecnico, il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato il decreto n. 37 del 22 gennaio 2008 “Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11 – quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici” (G.U. n. 61 del 12/03/2008), cui progettisti ed installatori devono, tuttora, attenersi. In questo articolo mi limiterò a trattare esclusivamente gli aspetti normativi relativi agli impianti di sicurezza anticrimine (elettronici di allarme antintrusione antirapina, di videosorveglianza e di controllo accessi), di rivelazione e spegnimento incendio e di evacuazione fumi che rientrano nel campo di applicazione del suddetto decreto.
La progettazione degli impianti a regola d’arte
Il progetto di impianti a regola d’arte di sicurezza devono essere redatti e firmati da un professionista, con specifiche competenze e iscritto all’Albo professionale, nei seguenti casi:
a) quando gli impianti elettronici di sicurezza anticrimine e di videosorveglianza sono connessi ad impianti elettrici di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a) del D.M. 37/2008 per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative, aventi potenza impegnata superiore a 6 Kw o per utenze domestiche di singole unità abitative aventi superficie superiore a 400 m2
b) se gli impianti elettrici dai quali prendono alimentazione diretta i suddetti impianti includono lampade fluorescenti a catodo freddo e in ogni caso, se gli alimentatori erogano una potenza complessiva maggiore di 1200 VA
c) se gli impianti di sicurezza sono installati in immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi e sono collegati a impianti elettrici in grado di erogare una tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 Kw oppure ancora quando la superficie dell’immobile superi i 200 m2
d) quando gli impianti elettrici che alimentano gli impianti di sicurezza sono installati in unità immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI o nel caso di locali adibiti ad uso medico o per i quali sussista pericolo di esplosione oppure definiti a maggior rischio di incendio
d) nel caso non abbia conseguito alcun titolo di studio, il tecnico deve aver svolto almeno attività lavorativa, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione, per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell’apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti.
Mentre, per la scelta dei componenti è consigliabile selezionare apparati certificati dal laboratorio nazionale IMQ, conformi alle norme serie EN 50131. Per la progettazione degli impianti di videosorveglianza, è possibile attenersi alle norme europee serie EN 50132 e, più specificatamente, alla norma EN 50132-7 “linee guida di applicazione”.
Tutte le suddette norme sono pubblicate in Italia dallo stesso CEI. Ai fini antincendi, in particolare, progettisti e installatori devono osservare innanzi tutto le “Regole tecniche di prevenzione incendi”che vengono emanate dal Ministero dell’Interno con appositi decreti e sono specifiche per ciascun settore di attività. Inoltre, allo scopo di rendere maggiormente vincolante il rispetto della regola d’arte, il predetto ministero, ha promulgato il decreto 20/12/2012 “Regola tecnica per la progettazione degli impianti antincendio di protezione attiva nelle attività soggette al controllo del Vigili del Fuoco” (G.U. 4/01/2013).
E’ opportuno precisare che gran parte delle norme antincendio indicate per ciascuna tipologia di impianto sono di emanazione europea ed armonizzate in conformità alla direttiva prodotti da costruzione e pertanto hanno valore cogente in tutti i paesi dell’U.E. Riguardo agli aspetti legati alla manutenzione degli impianti, occorre fare riferimento alle disposizioni contenute in art. 10 del D.M. 37/2008 che forniscono alcune precisazioni in merito alla documentazione che la ditta installatrice deve rilasciare al committente, senza tuttavia definire le modalità di esecuzione della manutenzione.
Per i soggetti che non osservano le prescrizioni del D.M. 37/2008 sono previste severe sanzioni pecuniarie che possono variare da Euro 100,00 ad Euro 10.000,00 (ex art. 15) in funzione dell’entità e della complessità dell’impianto, del grado di pericolosità e di altre circostanze obiettive e soggettive della violazione.
E’ inoltre opportuno richiamare l’attenzione dei lettori sulle implicazioni che sorgono quando gli impianti di sicurezza vengono installati nei luoghi di lavoro. Infatti, il D.Lgs. n. 81 del 9/04/2008 e s.m.i. (S.U. n. 108 alla G.U. n. 101 del 30/04/2008), Testo Unico riguardante la sicurezza e l’igiene sul lavoro, stabilisce che i progettisti (ex art. 22), i fabbricanti ed i fornitori (ex art. 23) e gli installatori (ex art. 24), in caso di violazione delle norme contenute nel decreto medesimo, possono essere soggetti a gravi sanzioni amministrative e perfino all’arresto La legge punisce altre sì il dolo (qualora non venga comunicato al committente che l’impianto è difforme dalla regola d’arte o venga nascosto volontariamente il manifestarsi di potenziali rischi e pericoli ai fini della sicurezza) e la colpa grave (dimenticanza, negligenza, inosservanza della norma di buona tecnica, la mancata o errata manutenzione dell’impianto).
Fonte: Michele Messina
Posted in: Antincendio, Info News, Notizie, Sicurezza Tags: impianti, regola d'arte, sicurezza
2 Responses to Impianti a regola d’arte
Salve, le volevo chiedere, quali requisiti ci vuole per poter installare degli allarmi (wireless fai da te) che vengono venduti anche su internet.? Mi spiego meglio, se io ho un negozio e vendo dei kit antifurto fai da te, e il cliente mi chiede di montar glielo io perché lui non è capace, che requisiti dovrei avere.?. Grazie mille
19 maggio 2013 alle 11:44
se tutti i componenti del sistema d’allarme sono Wireless, non deve rilasciare alcuna certificazione per l’impianto eseguito.