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Timestamp: 2016-12-09 05:48:28+00:00
Document Index: 154721165

Matched Legal Cases: ['art 98', 'art. 98', 'art. 98', 'art. 98', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 44 del 30.03.2006
Istanza di interpello. Art. 11, legge 27-7-2000, n. 212. Alfa Italia. Art.
98 del Tuir
dell'art 98 del D.P.R n. 917 del 1986,
Il soggetto istante, la alfa italiana (di seguito Alfa I
Branch) è la stabile organizzazione di una società statunitense, la Alfa & Company
(di seguito casa madre) leader mondiale nella produzione di macchine ed
La casa madre statunitense è una "public company", ossia una
società caratterizzata dalla presenza di una compagine sociale che non
comprende alcun socio con una partecipazione superiore al 5 per cento.
Alcune delle risorse finanziarie necessarie all'espletamento
dell'attività, vengono erogate dalla stabile organizzazione in Italia di
una società finanziaria, la Alfa Finance ... di diritto lussemburghese, facente parte del gruppo Alfa & Company. In particolare, la casa madre
dell'istante ha assunto un finanziamento fruttifero nella forma del factoring finanziario dalla stabile organizzazione in Italia della
finanziaria (di seguito Alfa F. Branch); le somme corrisposte a titolo di
finanziamento sono inerenti l'attività esercitata in Italia mediante la
Ciò premesso, la società istante chiede quale sia il trattamento
fiscale applicabile ai fini IRES agli interessi relativi al suddetto finanziamento,
nonché a quelli relativi ai finanziamenti erogati dalla casa
madre ed ai finanziamenti erogati o garantiti dai soci della stessa.
La stabile organizzazione istante ritiene non applicabile al caso di
specie la normativa tributaria in tema di contrasto alla
sottocapitalizzazione per quanto riguarda gli eventuali finanziamenti
erogati o garantiti dai soci della casa madre, atteso che in capo ad essi,
in quanto soci di una "public company", non risultano soddisfatte le condizioni di cui all'art. 98, comma 3, lettera c) per l'applicazione della
predetta disciplina.
Analogamente, ritiene non applicabile la predetta disciplina con
riferimento ai finanziamenti erogati dalla Alfa F Branch mediante operazioni
di factoring finanziario. Anche le eventuali somme che la Alfa I Branch
istante riceve dalla casa madre e che, ai soli fini delle imposte dirette
avranno natura di finanziamenti, non saranno valutati ai fini della thin
E ciò in quanto, per quel che riguarda le stabili organizzazioni di
società non residenti, l'istante ritiene che la predetta disciplina sia
applicabile esclusivamente ai finanziamenti erogati da soci qualificati, o
loro parti correlate, alla società estera debitrice, per la parte
imputabile alla stabile organizzazione nel territorio dello Stato.
L'art. 98 del TUIR nella sua definitiva formulazione - come affermato
nella relazione di accompagnamento al decreto legislativo n. 344 del 2003 -
si caratterizza come norma finalizzata non solo ad evitare la trasformazione
di dividendi in interessi attivi, ma anche come strumento di contrasto alla
sottocapitalizzazione delle imprese, quando essa è finalizzata ad ottenere
A tali fini, la norma ha introdotto un limite alla
degli oneri finanziari relativi a finanziamenti erogati o garantiti da soci
qualificati. In estrema sintesi, qualora il rapporto tra finanziamenti e
patrimonio netto riferibili al singolo socio finanziatore, sia superiore a
quello di quattro ad uno, gli oneri finanziari relativi ai finanziamenti
eccedenti il predetto rapporto sono indeducibili.
Come chiarito nella circolare n. 11 del 2005, per l'applicazione
della thin capitalization rule alle stabili organizzazioni occorre far
riferimento ai finanziamenti erogati o garantiti dai soci qualificati della
società estera o da loro parti correlate, per la parte di tali
finanziamenti imputabile alla stabile organizzazione; mentre il patrimonio netto deve essere identificato con il fondo di dotazione appartenente alla
stabile organizzazione stessa.
In riferimento alla fattispecie prospettata, in cui l'istante
stabile organizzazione di una società estera statunitense costituita nella
forma di public company, nel concordare con quanto affermato nell'istanza,
si ritiene che la norma in esame non risulti applicabile, atteso che nessuno
dei soci, che dovesse eventualmente erogare o garantire i finanziamenti
imputabili alla stabile organizzazione, possiede una partecipazione
superiore al 5% del capitale sociale.
Con riferimento alla fattispecie prospettata, tuttavia, prescindendo
dalla concreta applicabilità dell'art. 98 del TUIR, la scrivente ritiene di
dover formulare ulteriori e più generali considerazioni in ordine alla
deducibilità degli oneri finanziari dal reddito della stabile
In particolare la scrivente, anche a chiarimento di quanto affermato
nella circolare n. 32 del 1980 in materia di prezzi di trasferimento,
ritiene che sia necessario valutare preliminarmente se e in che misura le
risorse che la casa madre mette a disposizione, direttamente o
indirettamente, della propria stabile organizzazione nel territorio di un
altro Stato, possano essere considerate finanziamenti produttivi di
interessi passivi deducibili dal reddito della stabile organizzazione stessa.
La questione si pone innanzitutto quando la casa madre attribuisce
alla stabile organizzazione risorse proprie e/o parte dei finanziamenti da
essa contratti e per i quali sostiene interessi passivi, ma anche nelle
ipotesi in cui il contratto di finanziamento sia stipulato direttamente
dalla stabile organizzazione.
Occorre considerare, infatti, che sotto il profilo giuridico la
stabile organizzazione non è un'entità autonoma e distinta rispetto alla
casa madre della quale costituisce una mera diramazione amministrativa, ma
dal punto di vista fiscale è considerata un'entità separata, sia
dall'ordinamento nazionale, sia, in sede OCSE, dall'art. 7 del Modello di
Convenzione (il cui contenuto è riprodotto anche nella vigente Convenzione
contro le doppie imposizioni stipulata con gli Stati Uniti). Tale diverso
approccio, a ben vedere, è finalizzato a consentire allo Stato in cui la
stabile organizzazione è localizzata di esercitare i propri diritti
impositivi sul reddito prodotto nel proprio territorio.
Sotto tale profilo, è evidente l'interesse dello Stato in cui si
trova la stabile organizzazione a valutare il rapporto esistente tra
l'indebitamento ed i mezzi propri ad essa attribuiti. L'insufficienza dei
mezzi propri rispetto alla struttura patrimoniale ed alla attività
esercitata, infatti, può determinare un eccessivo indebitamento della
stabile organizzazione e, in definitiva, un trasferimento di reddito a
beneficio dello Stato di residenza della casa madre.
Come precisato dal Commentario OCSE all'art. 7 del Modello di
Convenzione (cfr. paragrafo 18.3), è necessario che la stabile
organizzazione sia dotata "di una struttura patrimoniale appropriata sia per
l'impresa sia per le funzioni che esercita. Per tali ragioni, il divieto di
dedurre le spese connesse ai finanziamenti interni - ossia quelli che
costituiscono mera attribuzione di risorse proprie della casa madre -
dovrebbe continuare ad applicarsi in via generale".
In definitiva, come qualsiasi impresa indipendente, la stabile
organizzazione di una impresa non residente deve avere un proprio fondo di dotazione che, ai fini fiscali,
può essere anche "figurativo". In altre parole, qualora non risulti dal suo bilancio, il fondo di dotazione deve
essere determinato ai soli fini fiscali per stabilire se gli eventuali
interessi passivi dedotti sono determinati correttamente così come avviene
per le imprese indipendenti.
In tale ottica, potranno essere considerati deducibili, in quanto
corrispondenti agli interessi passivi che un'impresa indipendente avrebbe
sostenuto, solo quelli derivanti da finanziamenti che sarebbero stati accesi
se la stabile organizzazione avesse potuto disporre di un fondo di dotazione
Nell'istanza di interpello si afferma, invece, che esiste a livello
di gruppo una strategia finalizzata alla "massimizzazione del valore degli
azionisti, tramite la minimizzazione dell'attivo investito nelle attività
commerciali e industriali e la concentrazione del capitale investito in enti
finanziari appartenenti al gruppo, maggiormente indebitabili...". In altre
parole, nell'ambito di una precisa strategia gestionale di gruppo a livello
internazionale, si favorisce l'indebitamento delle società operative - tra
cui la stabile organizzazione istante - nei confronti di altre società cui è riservata la funzione finanziaria.
In definitiva, preme ricordare in questa sede che la determinazione
del fondo di dotazione della stabile organizzazione che possa ritenersi
congruo dal punto di vista fiscale è questione di fatto che richiede
un'analisi dettagliata delle singole fattispecie e che deve essere
affrontata tenendo conto di principi condivisi in sede internazionale. La
dotazione patrimoniale della stabile organizzazione può essere determinata,
tenuto conto del grado di capitalizzazione della società nel suo complesso,
in funzione, ad esempio, delle attività esercitate dalla stabile
organizzazione, degli asset materiali e immateriali di cui dispone per le
proprie funzioni e dei rischi da essa assunti.
Si fa presente che, al fine di determinare correttamente e
definitivamente gli interessi deducibili dal reddito della stabile
organizzazione, il contribuente potrà presentare istanza di interpello come
previsto dall'art. 8 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003 n. 326 (c.d.
ruling internazionale).
interpello presentata alla Direzione Regionale ...., viene resa dalla