Source: https://temi.camera.it/leg18/temi/tl18_il_ciclo_di_bilancio.html
Timestamp: 2020-02-18 08:21:34+00:00
Document Index: 34769432

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.10', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art.10', 'art. 9']

Studi Camera - Bilancio Politica economica e finanza pubblica Il ciclo di bilancio
La tempistica e i contenuti del ciclo della programmazione di bilancio nazionale sono definiti anche in riferimento alle regole di Governance economica adottate al livello europeo, tese a favorire un più intenso coordinamento ex ante delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri della UE ed una più stretta sorveglianza in campo fiscale e macro-economico. Il ciclo di bilancio è stato oggetto di alcune modifiche ad opera della legge n.163 del 2016 (consulta qui il dossier) che ha disegnato la nuova legge di bilancio, ricomprendendo in un unico provvedimento la legge di stabilità e la legge di bilancio.
La tempistica e i contenuti del ciclo della programmazione di bilancio nazionale sono fortemente influenzati e definiti dalle regole di Governance economica adottate al livello europeo, tese a favorire un più intenso coordinamento ex ante delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri della UE ed una più stretta sorveglianza in campo fiscale e macro-economico.
La procedura del c.d. Semestre europeo è stata introdotta nel 2011 ed è volta a garantire la coerenza delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri, che vengono approvate dal Stati nella seconda metà dell'anno, con le raccomandazioni approvate dalle istituzioni dell'UE nella prima metà dell'anno. L'obiettivo del semestre è sostanzialmente quello di sottoporre alla valutazione delle Istituzioni comunitarie, la Commissione europea in primis, i documenti programmatici di finanza pubblica, prima ancora che essi siano resi definitivi a livello nazionale. La procedura si articola a livello europeo nelle seguenti fasi temporali:
gennaio: presentazione da parte della Commissione dell'indagine annuale sulla crescita, negli ultimi anni anticipata al mese di novembre;
Il suddetto quadro di riferimento è stato rafforzato, a dicembre 2011, con l'approvazione di sei provvedimenti legislativi comunitari, noto come "Six pack", con i quali si è proceduto ad un riforma sia della parte preventiva sia di quella correttiva del Patto di stabilità e crescita (PSC).
Nell'ambito di tale pacchetto, la Direttiva 2011/85/UE ha inoltre specificamente fissato regole minime comuni per i quadri di bilancio nazionali, finalizzate a renderli più trasparenti, confrontabili e il più possibile completi e veritieri, con un medesimo orizzonte temporale pluriennale programmatorio (minimo tre anni).
Nel 2013, il processo di programmazione nazionale sopra delineato è stato integrato sulla base di un ulteriore pacchetto di interventi c.d."Two pack" (Regolamento n. 472/2013 e Regolamento n. 473/2013). Tali regolamenti, entrati in vigore il 30 maggio 2013 ed immediatamente efficaci negli ordinamenti contabili nazionali, hanno rafforzato le procedure di sorveglianza multilaterale contenute nel Six pack, al fine di renderle più efficaci.
In particolare, il regolamento n. 473/2013 conferisce alla Commissione nuove competenze che le consentono di valutare i progetti di bilancio nazionali e, ove necessario, richiederne la revisione al fine di assicurare la correzione dei disavanzi eccessivi. Il regolamento fissa un "calendario comune di bilancio", finalizzato ad una migliore sincronizzazione delle principali fasi di elaborazione dei bilanci nazionali proprio per garantire l'efficacia del Patto di stabilità e crescita e dei relativi obiettivi programmatici in esso assunti. Il calendario aggiunge alla tempistica già fissata con il semestre europeo la presentazione alla Commissione e all'Eurogruppo entro il 15 ottobre – termine di poco precedente la presentazione alle Camere, il 20 di ottobre, del disegno di legge di bilancio – di un Progetto di documento programmatico di bilancio (DPB) per l'anno successivo, riassuntivo dei contenuti della manovra predisposta per il triennio di riferimento con il disegno di legge di bilancio.
Tale documento, che va anche trasmesso alle Camere nel medesimo termine del 15 ottobre, deve essere coerente con le raccomandazioni delle Istituzioni europee formulate nel contesto del Patto di stabilità e crescita e con le raccomandazioni formulate nel contesto del ciclo annuale di sorveglianza, anche per quanto concerne la procedura sugli squilibri macroeconomici.
Gli Stati membri sono invitati a tener conto del parere della Commissione. La misura in cui tale parere è tenuto in considerazione nella legge di bilancio di uno Stato membro viene valutato dalla Commissione in sede di decisione circa l'esistenza di un disavanzo eccessivo nello Stato membro interessato. Il mancato seguito alle indicazioni impartite in via preliminare dalla Commissione dovrebbe essere considerato una circostanza aggravante.
Infine, il bilancio dello Stato membro deve essere adottato ogni anno entro il 31 dicembre – come peraltro già previsto nell'ordinamento italiano - insieme ai principali parametri di bilancio aggiornati degli altri sottosettori delle amministrazioni pubbliche.
La legge di contabilità nazionale (legge n. 196/2009), come modificata dalla legge n. 163/2016, si allinea al nuovo calendario stabilito in sede europea, fissando al 10 aprile la data di presentazione alle Camere, per le conseguenti deliberazioni parlamentari, del principale strumento di programmazione economica e finanziaria nazionale, il Documento di Economia e Finanza (DEF), al cui interno è contenuto il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma (PNR) (prima e terza sezione).
Anche sulla base delle eventuali raccomandazioni formulate dalle autorità europee nel mese di giugno-luglio, nonché al fine di tener conto di variazioni degli andamenti macroeconomici e di finanza pubblica rispetto alle previsioni del DEF, è prevista la presentazione, entro il 27 settembre di ciascun anno, di una Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. La Nota tiene conto di informazioni e dati più dettagliati rispetto a quelli disponibili nel mese di aprile e consente di procedere all'eventuale aggiornamento degli obiettivi programmatici fissati dal DEF, anche al fine di prevedere una loro diversa ripartizione tra i diversi sottosettori del conto economico della pubblica amministrazione e lo Stato, nonché di recepire le raccomandazioni approvate dal Consiglio europeo nel corso del primo semestre dell'anno.
La fase di attuazione degli obiettivi programmatici contenuti nel DEF (o nella Nota di aggiornamento) dovrà essere realizzata in autunno, attraverso la presentazione alle Camere, entro il 20 ottobre di ciascun anno, del disegno di legge di bilancio, che costituisce il provvedimento che reca la manovra triennale di finanza pubblica. Tale termine segue il 15 ottobre, termine per la presentazione in sede europea del Documento programmatico di bilancio (vedi paragrafo precedente).
Entro il mese di gennaio il Governo presenta alle Camere gli eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica approvata lo scorso dicembre (art. 7, co. 2, lett. f, L. n. 196/2009).
Entro il 15 febbraio, sulla base dei dati forniti dall'Istat, il Ministro dell'economia e delle finanze presenta alle Camere, per la trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari, una Relazione sull'andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile, sulla base degli effetti determinati dalla legge di bilancio per l'anno in corso (art.10, co.10- ter, L.n.196/2009).
Entro il 10 aprile il Ministro dell'economia presenta alle Camere il Documento di economia e finanza (DEF) (art. art. 7, co. 2, lett. a) e art. 10, L. n. 196/2009). Il documento è inoltre inviato, entro il termine sopra indicato, per il relativo parere alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, la quale si esprime in tempo utile per le deliberazioni parlamentari.
Il DEF è composto da tre sezioni (art. 10, L. n. 196/2009):
la prima sezione reca lo schema del Programma di stabilità, che contiene gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica almeno per il triennio successivo; le previsioni macroeconomiche, per ciascun anno del periodo di riferimento, con evidenziazione dei contributi alla crescita dei diversi fattori, dell'evoluzione dei prezzi, del mercato del lavoro e dell'andamento dei conti con l'estero; gli obiettivi programmatici per l'indebitamento netto, per il saldo di cassa e per il debito delle PA, articolati per i sottosettori della PA; l'articolazione della manovra necessaria per il conseguimento degli obiettivi (co. 2);
la seconda sezione contiene l'analisi del conto economico e del conto di cassa delle PA nell'anno precedente e degli eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi programmatici indicati nel DEF e nella Nota di aggiornamento; le previsioni tendenziali a legislazione vigente per i principali aggregati del conto economico delle amministrazioni pubbliche riferite almeno al triennio successivo e del saldo di cassa del settore statale, oltre all'indicazione della pressione fiscale; cono inoltre indicate le previsioni relative al debito pubblico (co. 3). In apposita nota metodologica, allegata alla seconda sezione del DEF, sono esposti analiticamente i criteri di formulazione delle suddette previsioni tendenziali (co. 4, L. n. 196/2009);
l'allegato sull'andamento, nell'ultimo triennio, degli indicatori di benessere equo e sostenibile selezionati e definiti dal Comitato per gli indicatori di benessere equo e sostenibile, istituito presso l'ISTAT, nonché le previsioni sull'evoluzione degli stessi nel periodo di riferimento, anche sulla base delle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica (art. 10, co. 10-bis);
la relazione sui risparmi di spesa conseguiti mediante le convenzioni Consip (art .2, co.576 L.244/2007);
Entro il 31 maggio, il Ministro dell'economia presenta alle Camere la Relazione sul conto consolidato di cassa riferito alle amministrazioni pubbliche ( I trimestre) (art. 14, co. 4, L. n. 196/2009).
Entro il 27 settembre il Governo presenta alle Camere, per le conseguenti deliberazioni parlamentari, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (DEF) (art. 7, co. 2, lett. b), e art. 10- bis, L. n. 196/2009 ). La Nota contiene (art. 10- bis):
La Nota di aggiornamento del DEF è corredata dalla nota illustrativa sulle leggi pluriennali di spesa di carattere non permanente, con indicazione, in apposita sezione, di quelle che rivestono carattere di contributi pluriennali. Entro il 31 luglio i Ministeri competenti comunicano al Ministero dell'economia e delle finanze tutti i dati necessari alla predisposizione della nota illustrativa (art. 10-bis, co. 3).
La Nota di aggiornamento è corredata altresì da un rapporto programmatico nel quale sono indicati gli interventi volti a ridurre, eliminare o riformare le spese fiscali in tutto o in parte ingiustificate o superate alla luce delle mutate esigenze sociali o economiche ovvero che si sovrappongono a programmi di spesa aventi le stesse finalità, che il Governo intende attuare con la manovra di finanza pubblica (art. 10-bis, co. 5-bis).
In allegato alla Nota sono indicati gli eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica (co. 7).
Contestualmente alla Nota, è inoltre presentato il Rapporto sui risultati conseguiti nel contrasto all'evasione fiscale (art.10-bis1, co.1, L.n.196/2009)
In prossimità del termine del 30 settembre l'ISTAT aggiorna le stime – già rilasciate nel mese di marzo - del Pil e dell' indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche dell'anno precedente.
Entro il 15 ottobre il Governo presenta alla Commissione europea e all'Eurogruppo , e contestualmente trasmette alle Camere (art. 9 legge n.196/2009), il progetto di documento programmatico di bilancio (DPB) per l'anno successivo, riassuntivo dei contenuti della manovra predisposta con il disegno legge di bilancio. Il progetto di documento reca in particolare l' obiettivo di saldo di bilancio per le amministrazioni pubbliche e le proiezioni delle entrate e della spesa a politiche invariate per le amministrazioni stesse, unitamente agli obiettivi di entrate e di spesa tenendo conto delle condizioni e criteri per definire il percorso di aumento della spesa pubblica (ed al netto di misure discrezionali sul fronte delle entrate). Riporta inoltre: - le informazioni riguardanti le spese per funzione (inclusi istruzione, sanità e impiego), nonché, ove possibile, le indicazioni sull'effetto distributivo previsto delle principali misure del progetto di bilancio; - le principali ipotesi riguardanti le previsioni macroeconomiche e gli sviluppi economici rilevanti per la realizzazione degli obiettivi di bilancio; - un allegato contenente la metodologia alla base delle previsioni di bilancio e l'impatto stimato delle misure aggregate sulla crescita economica; - infine, indicazioni sulle modalità con cui le riforme e le misure contenute nel progetto di DPB (in particolare gli investimenti pubblici) danno seguito alle raccomandazioni rivolte allo Stato membro dalle Istituzioni europee (articolo 6 del Reg. 473/2013/UE).
Entro il 20 ottobre il Governo presenta alle Camere il disegno di legge di bilancio, che costituisce il provvedimento che reca la manovra di finanza pubblica (si ricorda al riguardo che, a seguito delle modifiche operate sulla legge di contabilità dalla legge n.163 del 2016, la legge di bilancio e la legge di stabilità sono state ricomprese in un unico provvedimento, costituito appunto dalla attuale legge di bilancio), che è riferita ad un periodo triennale ed articolata in due sezioni, secondo quanto dispone ora l'articolo 21 della legge di contabilità, consistentemente modificato:la prima sezione, dedicata esclusivamente alle misure volte a realizzare gli obiettivi programmatici di finanza pubblica, svolge sostanzialmente le funzioni dell'ex disegno di legge di stabilità; la seconda sezione, dedicata, invece, alle previsioni di entrata e di spesa formate sulla base della legislazione vigente, assolve le funzione del disegno di legge di bilancio.
Pur ricalcando il contenuto del vecchio bilancio di previsione, la seconda sezione viene tuttavia ad assumere un contenuto sostanziale, potendo ora incidere direttamente attraverso rimodulazioni ovvero rifinanziamenti, definanziamenti o riprogrammazioni - sugli stanziamenti sia di parte corrente che di parte capitale previsti a legislazione vigente.