Source: https://www.orizzontescuola.it/graduatorie-cds-si-arrende-alla-cassazione-sulla-giurisdizione/
Timestamp: 2018-06-21 20:01:01+00:00
Document Index: 4329207

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 133', 'art.59', 'art.59', 'art. 5', 'art. 63']

Graduatorie: CdS si arrende alla Cassazione sulla giurisdizione - Orizzonte Scuola
ANIEF – Anief annuncia una pioggia di ricorsi al giudice del lavoro sul Miur per ottenere nuove 9.000 immissioni in ruolo agli aventi diritto dalle illegittime graduatorie di coda del 2009-2011. Riaperti i termini per ricorrere al GdL avverso il D.M. 44/2011 e precedenti. Alcuna influenza rilevante sul contenzioso in atto al tribunale amministrativo.
Anief ha atteso con ansia la pubblicazione di tale ordinanza di cui non condivide l’assunto, al pari dell’avvocatura dello Stato, ma di cui deve prendere atto, al pari del Miur. Continuiamo a ritenere, infatti, che il reclutamento dalle graduatorie permanenti, ancorché trasformate ad esaurimento, avvenga attraverso una procedura concorsuale a monte di accesso alle stesse su rapporti di lavoro non a priori instaurati, che l’amministrazione non ha, pertanto, i poteri del datore di lavoro privato mentre valuta attraverso un bando con discrezionalità i titoli dei candidati pubblicandone gli atti attraverso gli ambiti territoriali, la cui scelta dei criteri è proprio contestata in giudizio.
Alla luce delle considerazioni appena esposte, è evidente che, nel frattempo, riporteremo all’esame delle sezioni unite della Cassazione la questione nelle prossime udienze utili in autunno, tuttavia, sic stantibus rebus, come annunciato nei precedenti comunicati, in assenza di un’interpretazione autentica del legislatore – a nostro avviso, necessaria, visto anche il parere contrario della Consulta alla maturazione di diritti soggettivi in capo al personale inserito nelle graduatorie essendo il reclutamento nella P. A. regolato da graduatorie di natura concorsuale, la cui natura è negata dalle SS. UU.,
Anief può dare avvio al contenzioso seriale al giudice del lavoro per l’individuazione e la stipula dei contratti a tempo determinato e indeterminato ai più dei 9.000 aventi diritto che dovrebbero essere assunti dalle graduatorie ad esaurimento rettificate a pettine o da rettificare per il 2009/2010 e per il 2010/2011. I docenti aventi diritto interessati, che non hanno mai ricorso o che hanno ricorso al tribunale amministrativo privatamente o con altre organizzazioni, devono scrivere a [email protected] .
Ma vi è di più: poiché la prescrizione adesso è quinquennale, Anief riapre i termini per rivendicare assunzioni, supplenze e stipendi anche per l’erronea valutazione dei titoli avvenuta tra il 2006-2007 e il 2010-2011 alla luce del giudicato formatosi, a partire ovviamente dalla riapertura dei 17 ricorsi annunciati avverso il D. M. 44/2011 di aggiornamento delle nuove graduatorie. I docenti interessati, iscritti all’Anief, devono scrivere una mail a [email protected] .
I vecchi ricorrenti al Tar o PdR 2009-2010 sul pettine, avvantaggiati dal fatto di aver intrapreso illo tempore un’azione giudiziaria che ha portato alla cancellazione della norma di legge vietante il trasferimento e in alcuni casi alla rideterminazione delle proprie posizioni nelle graduatorie secondo il punteggio legittimamente posseduto, possono sempre appellarsi all’elusione del giudicato per mantenere le ordinanze cautelari ottenute e chiedere senza alcuna nuova spesa legale anticipata, al di fuori del pagamento obbligatorio del contributo unificato introdotto dalla nuova finanziaria, al giudice del lavoro l’immissione in ruolo, il mancato stipendio e punteggio, in assenza di un provvedimento in autotutela dell’amministrazione, se aventi diritto con una procedura rapida garantita anche dall’avanzata fase istruttoria di raccolta della documentazione utile per il processo (v. istanza di accesso agli atti richiesta al Miur, utile per l’elaborazione della scheda dati che è stata elaborata per individuare con un potenziale maggiore di certezza lo status di avente diritto al di fuori di coloro che si trovano o si troverebbero primi nelle graduatorie di coda, scheda che è in corso di invio agli stessi ricorrenti pettine). Le due schede, corredate da un comunicato dei legali dell’Anief saranno inviate in data odierna per poste elettronica ai diretti interessati. In caso di mancata ricezione i ricorrenti pettine 2009-2010 dovranno inviare una mail a [email protected].
L’Adunanza Plenaria, tuttavia, nonostante l’Avvocatura dello Stato – con la memoria depositata in vista dell’udienza del 05 Luglio – si sia espressa a favore della giurisdizione amministrativa, ha cambiato orientamento rispetto alla decisione del 2007 ed ha aderito alla tesi delle Sezioni Unite della Cassazione favorevole alla giurisdizione ordinaria in subiecta materia.
Tale contenzioso non subisce alcuna influenza per effetto della decisione dell’Adunanza Plenaria, in quanto la sentenza del TAR Lazio che ha sancito il diritto al trasferimento provinciale “a pettine” ha acquisito l’autorità del giudicato in seguito alla sentenza definitiva del Consiglio di Stato n. 2486 del 27 aprile 2011, con conseguente impossibilità per il Ministero resistente o per eventuali controinteressati di impugnare tale decisione innanzi qualsivoglia ulteriore organo giudiziario.
I ricorrenti, in ogni caso, anche se il TAR non intendesse pronunciarsi con sentenza definitiva in tale materia, hanno titolo per l’inserimento a pettine nelle tre graduatorie opzionali in forza di una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 41/2011, la cui efficacia non è stata per neppure scalfita dalla decisione sulla giurisdizione.
I ricorrenti, in ogni caso, e quindi del tutto indipendentemente dalla decisione dell’Adunanza Plenaria sopra citata, se collocati in pozione utile – in virtù dell’inserimento a pettine nelle graduatorie del 2009-2011 – per rivendicare l’immissione in ruolo o il risarcimento dei danni per mancata stipula di contratto annuale, potrebbero ottenere tale risultato soltanto attraverso due vie:
Occorre distinuere:
relativamente al ricorso 4630/07, il contenzioso pendente al TAR non subisce alcuna influenza per effetto decisione dell’Adunanza Plenaria, e ciò in quanto la relativa sentenza ha ormai acquisito l’autorità del giudicato con conseguente impossibilità per il Ministero resistente o per eventuali controinteressati di impugnare tale decisione innanzi qualsivoglia ulteriore organo giudiziario.
relativamente ai ricorsi 5053-5054-5055/2009, occorre precisare che le relative sentenze non hanno acquisito l’autorità del giudicato in quanto il MIUR, nell’ultimo giorno utile, ha proposto atto d’appello in Consiglio di Stato. Ciò nondimeno L’ANIEF, tenterà di porre in esecuzione tali decisioni – con nomina di un commissario ad acta- sul presupposto che il decreto ministeriale del 2009, nella parte in cui ha negato i sei punti aggiuntivi ai ricorrenti, ha violato il giudicato formatosi sulla sentenza resa sul ricorso 4630/2007 con conseguente applicazione dell’art. 133 del nuovo codice di procedura amministrativa ai sensi del quale le questioni inerenti alla nullità dei provvedimenti amministrativi in violazione o elusione del giudicato sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo
CONTENZIOSO RELATIVO ALLA VALUTAZIONE DEL PUNTEGGIO DEL SERVIZIO MILITARE
L’ANIEF, tenterà di ottenere la pronuncia del TAR sul presupposto che i decreti ministeriali del 2009 e del 2011, nella parte in cui hanno negato la valutazione del punteggio del servizio militare ai ricorrenti, hanno violato il giudicato formatosi sulla sentenza n. 6421/2008 DEL TAR LAZIO, SEZIONE III QUATER, con conseguente applicazione dell’art. 133 del nuovo codice di procedura amministrativa ai sensi del quale le questioni inerenti alla nullità dei provvedimenti amministrativi in violazione o elusione del giudicato sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo
Il legislatore, infatti, con l’art.59 della L.69/2009, ha previsto che gli effetti sostanziali e processuali, prodotti dalla domanda proposta innanzi giudice dichiarato privo di giurisdizione, si conservano nel processo proseguito davanti al giudice munito di giurisdizione. Più precisamente, “Se, entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia sulla giurisdizione, la domanda è riproposta al giudice ivi indicato, sono fatti salvi gli effetti sostanziali e processuali che la domanda avrebbe prodotto se il giudice di cui è stata dichiarata la giurisdizione fosse stato adito fin dall’instaurazione del primo giudizio”.
Con l’istituto della translatio iudicii, previsto dall’ art.59 della L.69/2009, si consente, dunque, al processo, iniziato davanti ad un giudice che non ha la giurisdizione, di poter continuare davanti al giudice effettivamente dotato di giurisdizione, onde dar luogo ad una pronuncia di merito che conclude la controversia, realizzando in modo più sollecito ed efficiente il servizio giustizia, costituzionalmente rilevante.
Occorre osservare che, se confermata, la pronuncia delle Sezioni Unite sulla giurisdizione del Giudice del Lavoro renderà più devastante l’impatto del contenzioso per il Ministero della Pubblica Istruzione, perché l’impugnazione innanzi al G.O. soggiace, infatti, al termine di prescrizione quinquennale e non a quello decadenziale di 60 giorni previsto invece in via ordinaria per la proposizione del ricorso innanzi al G.A., con l’ulteriore effetto di mettere in discussione, a distanza di anni, provvedimenti che hanno avuto nel frattempo una notevole incidenza nell’organizzazione della pubblica amministrazione che ha proceduto alla nomina dei vincitori (assegnazioni supplenze, punteggi in graduatoria, immissioni in ruolo).
Potrebbero ricorrere con l’Anief coloro che gioverebbero dei suoi ricorsi vinti e che, pur non avendo agito nel termine dei 60 giorni, potranno rivolgersi all’Anief per ricorrere al Giudice Ordinario per rivendicare assunzioni in ruolo, punteggio nelle graduatorie ad esaurimento e risarcimento dei danni nell’ arco temporale di 5 anni.
Con riguardo alla natura della attività esercitata e alla posizione soggettiva attiva azionata – come ha ripetutamente affermato nel suo iter argomentativo la Cassazione a Sezioni Unite, quale giudice regolatore della giurisdizione: decisioni 10 novembre 2010, n.22805; 16 giugno 2010, n.14496; 3 aprile 2010, n.10510 – nella fattispecie della giusta posizione o collocazione nella graduatoria permanente o ad esaurimento degli insegnanti, vengono in considerazione atti che non possono che restare ricompresi tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato ai sensi dell’art. 5, comma 2 d.lgs. n.165 del 2001, di fronte ai quali sussistono soltanto diritti soggettivi, poiché la pretesa consiste (solo) nella conformità o difformità a legge degli atti inerenti al rapporto già instaurato; e quindi di gestione della graduatoria utile per l’eventuale assunzione;.
Le graduatorie degli insegnanti, secondo la menzionata pronuncia della Corte di Cassazione, non sono state stilate a conclusione di una procedura concorsuale di diritto pubblico (contraddistinta dalle tipiche fasi di pubblicazione di un bando di concorso, valutazione, graduatoria finale), bensì a seguito della formazione di un elenco nel quale sono utilmente collocati soggetti già in regolare possesso del c.d. "titolo abilitante” per l’insegnamento ed in attesa soltanto dell’immissione in ruolo.
Consegue da ciò che la situazione giuridica soggettiva, vantata dagli iscritti nelle graduatorie in discorso, è definita di "diritto soggettivo” e non di "interesse legittimo”: l’insegnante iscritto nella graduatoria vanta una vera e propria pretesa ad ottenere il posto di lavoro con il regolare scorrimento della graduatoria stessa.
L’affermazione della residuale giurisdizione amministrativa sulle controversie inerenti a procedure concorsuali per l’assunzione, contemplata dal d.lgs. n.165 del 2001, art. 63, comma 4, deve essere limitata quindi a quelle procedure che iniziano con l’emanazione di un bando e sono caratterizzate dalla valutazione comparativa dei candidati e dalla compilazione finale di una graduatoria, la cui approvazione, individuando i "vincitori", rappresenta l’atto terminale del procedimento.
14 luglio 2011 - 9:27 - redazione