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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1']

VALUTAZIONE FINALE SCUOLA PRIMARIA - PDF Free Download
VALUTAZIONE FINALE SCUOLA PRIMARIA
1 CIRCOLARE N. 189 Santa Maria di Licodia, 25 Maggio 2015 A Tutti i Docenti Al DSGA Al sito-web VALUTAZIONE FINALE SCUOLA PRIMARIA QUESTA CIRCOLARE E...
Author: Beata Milano
CIRCOLARE N. 189 Santa Maria di Licodia, 25 Maggio 2015 A Tutti i Docenti Al DSGA Al sito-web
VALUTAZIONE FINALE SCUOLA PRIMARIA QUESTA CIRCOLARE E’ VISIONABILE E SCARICABILE COLLEGANDOSI AL SITOWEB DELLA SCUOLA. Il Dirigente Scolastico Luciano Maria Sambataro Firma autografa sostituita a mezzo stampa ai sensi dell’art. 3 comma 2 del decreto legislativo n. 39/1993
Valutazione degli apprendimenti previsti dal P.O.F. Criteri di valutazione comuni Scuola Primaria e Scuola Secondaria di primo grado I voti numerici da 1 a 4 corrispondono a gravi insufficienze Il voto numerico 5 corrisponde al giudizio sintetico non sufficiente Il voto numerico 6 corrisponde al giudizio sintetico sufficiente Il voto numerico 7 corrisponde al giudizio sintetico discreto Il voto numerico 8 corrisponde al giudizio sintetico buono Il voto numerico 9 corrisponde al giudizio sintetico distinto Il voto numerico 10 corrisponde al giudizio sintetico ottimo Parametri •
Voto 1-4 giudizio sintetico non sufficiente in rapporto ai seguenti parametri: l’alunno non ha acquisito i contenuti, non ha capacità di rielaborazione personale, né di trasposizione degli stessi, in contesti diversi. • Voto 5 giudizio sintetico non sufficiente in rapporto ai seguenti parametri: “l’alunno ha acquisito parzialmente i contenuti, non ha la capacità di rielaborazione personale né di trasposizione degli stessi in contesti diversi” • Voto 6 giudizio sintetico sufficiente in rapporto ai seguenti parametri: “l’alunno ha acquisito strumentalmente i contenuti, ma non ha capacità di rielaborazione personale e non riesce a trasferire gli stessi in contesti diversi” • Voto 7 giudizio sintetico discreto in rapporto ai seguenti parametri: “l’alunno ha acquisito i contenuti ed è in grado di rielaborarli personalmente, ma non riesce a trasferire gli stessi in contesti diversi” • Voto 8 giudizio sintetico buono in rapporto ai seguenti parametri: “ l’alunno ha coscienza dei contenuti acquisiti, è in grado di elaborarli personalmente e riesce,non sempre, a trasferirli in contesti diversi” • Voto 9 giudizio sintetico distinto in rapporto ai seguenti parametri: “l’alunno ha coscienza dei contenuti acquisiti, ha raggiunto un buon livello di elaborazione personale e di trasposizione degli stessi in contesti diversi” • Voto 10 giudizio sintetico ottimo in rapporto ai seguenti parametri: “l’alunno ha acquisito pienamente e con coscienza i contenuti, sa elaborarli anche in modo creativo trasponendoli in modo adeguato a contesti diversi”.
Valutazione del comportamento Criteri di valutazione comuni Scuola Primaria e Scuola Secondaria di primo grado Voto in decimi 10
Comportamento conforme alle regole e attivamente partecipe alla vita della scuola
Comportamento prevalentemente conforme alle regole
Comportamento talvolta poco conforme alle regole
Comportamento spesso poco conforme alle regole
Comportamento non conforme alle regole
Comportamento non conforme al Regolamento di Istituto con registrazione di atti che configurano reati contro la persona e danneggiamenti a cose
Parametri di valutazione comuni Scuola Primaria e Scuola Secondaria di primo grado 2
Pieno rispetto delle regole;
L’alunno partecipa attivamente e consapevolmente alle attività dell’Istituto facendo proprie le norme che le regolano e il patto educativo di corresponsabilità,proponendosi positivamente nei confronti del corpo docenti e del gruppo classe
Ruolo altamente propositivo e collaborativi all’interno della classe; Rispetto degli altri,della diversità e dell’istituzione scolastica. Costante adempimento dei doveri scolastici
Equilibrio nei rapporti interpersonali; Rispetto delle norme disciplinari dell’Istituto comprensivo Don Bosco Ruolo positivo e consapevole del gruppo classe Regolare svolgimento dei doveri scolastici;
L’alunno è corretto,responsabile,rispettoso delle norme che regolano la vita dell’istituto e il patto educativo di corresponsabilità ed è pienamente consapevole dei propri doveri.
Interesse e partecipazione regolari. 8
Osservazione non costante delle norme e del regolamento scolastico Comportamento non sempre controllato con frequenti richiami verbali Disturbo dell’attività didattica, pur in assenza di gravi atti di indisciplina; ritardi,anche se giustificati;
L’alunno ha rapporti quasi sempre corretti con tutte le componenti della Scuola. A volte disturba l’attività didattica,pur in assenza di gravi atti di indisciplina. Non è sempre rispettoso del Regolamento di Istituto e del Patto educativo di corresponsabilità
Adempimento non regolare dei doveri scolastici; Interesse e impegno discontinui 7
Rapporti problematici con gli altri: conflittualità verbale, arroganza e aggressività nell’atteggiamento,scarsa accettazione dei richiami; Continuo disturbo dell’attività didattica; Funzione negativa nel gruppo classe: intolleranza,prevaricazione
L’alunno manifesta rapporti problematici con le persone( docenti e personale) e/o i compagni della scuola. Esistono episodi di mancata applicazione del regolamento di disciplina dell’Istituto e di non rispetto del Patto educativo di corresponsabilità. Sussistono sanzioni nel registro di classe.
Impegno alterno e svolgimento saltuario e inadeguato dei compiti 6
Comportamento gravemente scorretto con insegnanti e compagni; Continuo disturbo delle lezioni,tale da compromettere un sereno ambiente di apprendimento; Comportamenti irresponsabili,che possano pregiudicare la sicurezza propria e altrui; Funzione fortemente negativa nel gruppo classe, con gravi atti di intolleranza verbale e/ o episodi di violenza fisica; Scarso rispetto delle norme altrui e atti intenzionali di danneggiamento o sottrazione di materiali,arredi etc. Disinteresse e disimpegno in quasi tutte le discipline
L’alunno non ha rispettato le regole sancite dal regolamento d’Istituto e dal Patto educativo di corresponsabilità. L’alunno manifesta comportamenti di disturbo dell’attività didattica con conseguenti sanzioni: censura verbale o scritta-annotazioni di ammonimento sul registro di classe-convocazione straordinaria dei genitori; sanzioni disciplinari che comportano l’allontanamento dalle attività didattiche( sospensioni con o senza frequenza, per u periodo inferiore a 15 giorni.
L’alunno manifesta atteggiamenti di bullismo, un comportamento conflittuale, aggressivo e talvolta violento nel rapporto con i compagni e Ripetersi di gravissimi atti di l’insegnante con palese disinteresse per le attività bullismo,vandalismo,aggressività fisica e verbale; scolastiche; non rispetta le regole di cui al disciplinare d’Istituto e al patto Ripetersi di intolleranza razziale e religiosa,sanzionati con regolamento i educativo di corresponsabilità.
Atti perseguibili con azioni penali;
massimi provvedimenti previsti dal regolamento di Istituto e sempre tempestivamente segnalati alle famiglie
Per l’insufficienza nella condotta è condizione necessaria che l’alunno abbia avuto sanzioni disciplinari che comportano l’allontanamento delle attività didattiche per un periodo superiore a i quindici giorni e non abbia manifestato comportamenti di ravvedimento .
Criteri per l’ammissione alla classe successiva E’ prevista la sufficienza in tutte le discipline di studio. Qualora gli alunni siano ammessi alla classe successiva, pur in presenza di carenze, sulla base di delibera del consiglio di classe, dovranno essere informate le famiglie, tramite note esplicative nel documento di valutazione di ogni singolo alunno. Inoltre alla famiglia sarà consegnata una nota informativa da parte del coordinatore di classe, affinché la famiglia, consapevole delle carenze possa direttamente intervenire con propri mezzi sul recupero delle carenze ovvero collaborare con la scuola nelle iniziative che questa assume per il recupero dell’insuccesso scolastico. Aspetti da valutare nella formulazione del giudizio globale  Inserimento nella classe  Rapporto con compagni ed adulti  Impegno scolastico (responsabilità, motivazione)  Grado di autonomia personale nello svolgimento del lavoro (organizzazione del lavoro: rispetto delle richieste e dei tempi di consegna del lavoro; applicazione dei procedimenti di lavoro, utilizzo corretto degli strumenti di lavoro)  Grado di raggiungimento delle competenze programmate in base alla situazione di partenza  Sviluppo di pensiero autonomo (capacità di scelte autonome, di soluzioni personali)  Partecipazione alle attività laboratoriali (recupero, consolidamento, potenziamento)  Attitudini ed interessi evidenziati.
Ecco la schermata che compare nel software ARGO per ogni alunno riguardante la compilazione dei giudizi intermedio e finale.
In alto compaiono nove indicatori che sono gli elementi di base che costruiscono insieme il giudizio. La tabella è completamente personalizzabile cioè ciascun docente può decidere quanti indicatori (e quali) indicatori utilizzare per l’elaborazione di qualsiasi giudizio. ECCO I NOVE INDICATORI: FRE FREQUENZA REG RISPETTO DELLE REGOLE SOC SOCIALIZZAZIONE PAR PARTECIPAZIONE INT INTERESSE IMP IMPEGNO AUT AUTONOMIA MET METODO DI STUDIO APP GRADO DI APPRENDIMENTO In ognuno degli indicatori possiamo distinguere tre parti:una prima parte, di introduzione (frase prefissa), prima del giudizio;una parte centrale, variabile, che è il giudizio vero e proprio; una parte conclusiva (frase suffissa) da aggiungere dopo il giudizio. Ad ogni Indicatore di valutazione corrispondono delle frasi opzionali che andranno poi a formare il giudizio di ciascun alunno.
Ogni frase ha un codice numerico.
Il codice numerico che identifica le frasi opzionali verrà inserito dentro il rettangolino bianco corrispondente ad ogni indicatore. Dopo aver digitato i codici numerici, nella parte bianca in basso indicata dal cursore comparirà il giudizio sintetico. Dopo essere stato salvato potrà essere ulteriormente modificato e personalizzato per ciascun alunno.
1. Indicazioni per non ammettere un alunno alla classe successiva Ai fini dell’ammissione alla classe successiva è necessario che l’alunno/a abbia frequentato almeno tre quarti dell’orario annuale; l’articolo nr. 11 del Decreto Legislativo nr. 59 del 19/02/2004 recita infatti: 1. Ai fini della validità dell'anno, per la valutazione degli allievi è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 10. Per casi eccezionali, si rimanda alle motivate deroghe al suddetto limite deliberate dal C.d.D. 2. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente 1 dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso e all'esame conclusivo del ciclo.
L’articolo 2 della C.M. n.49 del 20 maggio 2010 recita così: L’ammissione all’esame degli alunni interni è disposta, previo accertamento della prescritta frequenza ai fini della validità dell’anno scolastico, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, nei confronti dell’alunno che ha conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline (valutate queste con un unico voto) e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. In caso di valutazione negativa, viene espresso un giudizio di non ammissione alla classe successiva. CONDIZIONI PER LA NON AMMISSIONE 1
Con il termine collegialmente si intende “a maggioranza”.
ALLA CLASSE SUCCESSIVA (è sufficiente che una sola condizione sia soddisfatta) L’alunno ha superato il monte ore di assenze consentite e non ha diritto ad una deroga (poiché non rientra tra i casi deliberati dal Collegio dei Docenti o perché le numerose assenze hanno pregiudicato la possibilità di valutarlo). N.B. è necessario che il consiglio di classe abbia comunicato alla
famiglia l’avvenuto superamento del monte ore di assenze consentito ed abbia verbalizzato quanto è stato fatto per evitare tale situazione di “evasione”. Per quanto riguarda l’impossibilità di valutare un alunno a causa delle numerose assenze, è opportuno ricordare che, per procedere con una non ammissione, è necessario che tale circostanza sia stata oggetto di accertamento da parte del Consiglio di Classe e che vi sia traccia di ciò nel registro dei verbali della classe interessata. Il Collegio dei Docenti si è espresso favorevolmente nei confronti di deroghe per: -gravi motivi di salute adeguatamente documentati; -terapie e/o cure programmate; -partecipazioni ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal C.O.N.I.; -adesioni a confessioni religiose per le quali esistono specifiche intese sul giorno di riposo; -motivi di forza maggiore (assenza per motivi di lavoro e/o di salute dei genitori, motivi di famiglia gravi). Il consiglio di classe (a maggioranza) ha attribuito all’alunno un voto di comportamento inferiore a sei decimi. N.B. per l’attribuzione di un voto insufficiente in comportamento
è necessario attenersi alla tabella di valutazione del comportamento votata dal Collegio dei Docenti del 19 maggio 2014. Si può attribuire un voto non sufficiente in comportamento nei casi in cui: L’alunno abbia subito almeno un allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica (per aver gravemente violato i doveri sanciti dal Regolamento Interno di Disciplina) e non abbia, in seguito, dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel suo percorso di crescita e di maturazione. Proposta del C.d.C.
MANCATO RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Si può procedere alla non ammissione alla classe successiva di un alunno con carenze relativamente al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento qualora entrambe le condizioni illustrate sotto siano soddisfatte: 1) i membri del Consiglio di Classe ritengono che la non ammissione dell’alunno in questione rappresenti una possibilità di recupero per quest’ultimo 2) la scheda di valutazione dell’alunno/a presenta almeno quattro valutazioni pari o inferiori a 5 (nel conteggio è esclusa la valutazione di religione cattolica).
Nel caso di ammissione alla classe successiva è opportuno tenere presente che: 9
1. nella scheda di valutazione degli alunni ammessi alla classe successiva non devono essere presenti voti inferiori a 6/10 (la valutazione del comportamento e delle singole discipline deve essere quindi maggiore o uguale a 6/10); 2. nel caso in cui l’ammissione alla classe successiva comunque deliberata in presenza di carenze relativamente al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento, la scuola provvede ad inserire una specifica nota al riguardo nel documento individuale di valutazione e a trasmettere quest’ultimo alla famiglia dell’alunno (la valutazione 6* starà ad indicare che l’alunno non ha raggiunto gli obiettivi minimi di apprendimento nella disciplina a cui si riferisce suddetta valutazione). Nel caso di non ammissione alla classe successiva è opportuno tenere presente che: 1. “in caso di valutazione negativa, viene espresso un giudizio di non ammissione alla classe successiva (C.M. n.49 del 20/05/2010) 2. l’eventuale non ammissione va votata a maggioranza dal Consiglio di Classe; 3. nel verbale dello scrutinio vanno specificate adeguatamente le motivazioni della non ammissione; 4. nel caso di una non ammissione per “mancato raggiungimento degli obiettivi di apprendimento” è necessario che nel verbale dello scrutinio vi siano chiari riferimenti: a. ad interventi di recupero e rinforzo che non hanno raggiunto i risultati programmati, b. al fatto che il discente non abbia raggiunto gli obiettivi minimi previsti per lui (piano di studio personalizzato) in diverse discipline, c. all’impegno e alla partecipazione del discente; 5. le famiglie degli alunni non ammessi alla classe successiva devono venire informate dell’esito negativo degli scrutini prima della pubblicazione all’albo dei risultati di quest’ultimi (di ciò si farà carico il Coordinatore di Classe).
SCHEDA DÌ CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA
Il Dirigente Scolastico Visti gli atti d’ufficio relativi alle valutazioni espresse dagli insegnanti di classe al termine della quinta classe della scuola primaria; tenuto conto del percorso scolastico quinquennale; CERTIFICA che l’alunn … ………………………………………………...…………………………………......., nat … a ………………………………………………….…………….… il………………..………, ha frequentato nell’anno scolastico ..…. / …. la classe .… sez. …, con orario settimanale di ….. ore; ha raggiunto i livelli di competenza di seguito illustrati. Livello
Indicatori esplicativi
L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi complessi, mostrando padronanza nell’uso delle conoscenze e delle abilità; propone e sostiene le proprie opinioni e assume in modo responsabile decisioni consapevoli. L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi in situazioni nuove, compie scelte consapevoli, mostrando di saper utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite. L’alunno/a svolge compiti semplici anche in situazioni nuove, mostrando di possedere conoscenze e abilità fondamentali e di saper applicare basilari regole e procedure apprese. L’alunno/a, se opportunamente guidato/a, svolge compiti semplici in situazioni note.
B – Intermedio C – Base D – Iniziale
Ha una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere enunciati, di raccontare le proprie esperienze e di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni.
Tutte le discipline, con particolare riferimento a: …………………………..
È in grado di esprimersi a livello elementare in lingua inglese e di affrontare una comunicazione essenziale in semplici situazioni di vita quotidiana.
Comunicazione lingue straniere.
Utilizza le sue conoscenze matematiche e scientificotecnologiche per trovare e giustificare soluzioni a problemi reali.
Usa le tecnologie in contesti comunicativi concreti per ricercare dati e informazioni e per interagire con
Tutte le discipline, con particolare riferimento a:
Si orienta nello spazio e nel tempo; osserva, descrive e attribuisce significato ad ambienti, fatti, fenomeni e produzioni artistiche.
Tutte le discipline, con particolare riferimento a: …………………………...
Possiede un patrimonio di conoscenze e nozioni di base ed è in grado di ricercare ed organizzare nuove informazioni.
Utilizza gli strumenti di conoscenza per comprendere se stesso e gli altri, per riconoscere le diverse identità, le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco.
In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si esprime negli ambiti motori, artistici e musicali che gli sono congeniali.
Dimostra originalità e spirito di iniziativa. È in grado di realizzare semplici progetti.
Ha consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti. Si impegna per portare a compimento il lavoro iniziato da solo o insieme ad altri.
Rispetta le regole condivise, collabora con gli altri per la costruzione del bene comune. Si assume le proprie responsabilità, chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede.
Ha cura e rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente come presupposto di un sano e corretto stile di vita.
L’alunno/a ha inoltre mostrato significative competenze nello svolgimento di attività scolastiche e/o extrascolastiche, relativamente a: ………………………………………………………………………………………………………………………... ……………………………………………………………………………………………………………………………………..
Data …………………….. ………………………………………
Il Dirigente Scolastico Luciano Maria Sambataro
2.1. Il documento di certificazione delle competenze 3.1.1. Struttura del documento La scheda di certificazione, proposta a livello sperimentale e in attesa di un modello nazionale definitivo, è coerente con il Profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione delineato nelle Indicazioni nazionali, in quanto esplicita, in relazione più o meno diretta alle discipline del curricolo, la traduzione delle singole competenze chiave fissate dalla Raccomandazione europea del 2006 in esperienza concreta dello studente. La scheda di certificazione, proprio per la sua natura sperimentale, viene sottoposta nell’anno scolastico 2014-15 ad una prima applicazione da parte delle scuole. Al termine dell’anno scolastico sarà possibile raccogliere suggerimenti per giungere ad una stesura definitiva di un modello nazionale che tenga conto delle osservazioni pervenute e che superi eventuali incongruenze o difficoltà operative. La scheda di certificazione è proposta in due versioni: una per la scuola primaria e una per la secondaria di primo grado. Entrambe fanno riferimento alle competenze previste dal Profilo, ma alcune di esse sono state leggermente semplificate per la scuola primaria al fine di renderle più 12
adeguate all’età degli alunni. In entrambi i casi la scheda è articolata in una prima parte (frontespizio), che descrive i dati dell’alunno, la classe frequentata e i livelli da attribuire alle singole competenze, e una seconda parte suddivisa in quattro colonne per la descrizione analitica delle competenze: -
la prima colonna riporta le competenze indicate dal Profilo finale dello studente con lievi modifiche riguardanti l’aspetto meramente linguistico e con lievi aggregazioni e suddivisioni di alcune di esse. Tali modifiche hanno lo scopo di rendere il testo più adeguato ad una scheda di certificazione, di evitare sovrapposizioni di competenze riferibili ad una stessa disciplina (es. Lingua inglese) e di rendere più visibile il riferimento alle discipline coinvolte (es. Arte, Musica, Educazione fisica). La scelta di partire dal Profilo è derivata da quanto in merito affermano le Indicazioni nazionali poiché esso «descrive, in forma essenziale, le competenze riferite alle discipline di insegnamento e al pieno esercizio della cittadinanza che un ragazzo deve mostrare di possedere al termine del primo ciclo di istruzione. Il conseguimento delle competenze delineate nel profilo costituisce l’obiettivo generale del sistema educativo e formativo italiano» (p. 15). Le competenze riportate dal Profilo, pur rimanendo identiche, sono state leggermente semplificate e “alleggerite” nella scheda per la scuola primaria al fine di renderle maggiormente adeguate all’età degli alunni e più comprensibili a loro stessi e ai loro genitori. Uno spazio vuoto (il tredicesimo) consente ai docenti di segnalare eventuali competenze significative che l’alunno ha avuto modo di evidenziare, anche in situazioni di apprendimento non formale e informale;
la seconda colonna mette in relazione le competenze del Profilo con le competenze chiave europee, assumendo le ragioni indicate ancora una volta dalle Indicazioni nazionali: «Il sistema scolastico italiano assume come orizzonte di riferimento verso cui tendere il quadro delle competenze-chiave per l’apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea (Raccomandazione del 18 dicembre 2006)[…]. Queste sono il punto di arrivo odierno di un vasto confronto scientifico e culturale sulle competenze utili per la vita al quale l’Italia ha attivamente partecipato» (pp. 13-15) e costituiscono l’«orizzonte di riferimento verso cui tendere», nel rispetto della «diversità di obiettivi specifici, di contenuti e di metodi di insegnamento» (p. 15) di ogni Paese;
la terza colonna indica le discipline che concorrono a sviluppare e a raggiungere le competenze del Profilo. Per ogni competenza viene utilizzata la dicitura «Tutte le discipline, con particolare riferimento a…», in quanto si vuole rispettare il principio dell’integrazione delle discipline, più volte richiamato dalle Indicazioni nazionali: «Le discipline, così come noi le conosciamo, sono state storicamente separate l’una dall’altra da confini convenzionali che non hanno alcun riscontro con l’unitarietà tipica dei processi di apprendimento. Ogni persona, a scuola come nella vita, impara infatti attingendo liberamente dalla sua esperienza, dalle conoscenze o dalle discipline, elaborandole con un’attività continua e autonoma. Oggi, inoltre, le stesse fondamenta delle discipline sono caratterizzate da un’intrinseca complessità e da vaste aree di connessione che rendono improponibili rigide separazioni» (p. 17). Per ogni competenza, dunque, tutte le discipline sono necessariamente coinvolte, ma dovranno essere indicate dai docenti quelle che maggiormente hanno apportato il loro contributo o perché chiamate in causa dalla preponderanza della specificità disciplinare o perché coinvolte maggiormente nella realizzazione di alcuni progetti formativi realizzati. Le discipline, però, non intervengono in modo generico bensì con i traguardi di sviluppo delle competenze previsti dalle Indicazioni per ciascuna di esse. Non è stato possibile, per ragioni di spazio, riportare in tale colonna tutti i traguardi di competenza, ma ad essi i docenti dovranno fare esplicito riferimento in quanto «essi rappresentano dei riferimenti ineludibili per gli insegnanti, indicano piste culturali e didattiche da percorrere e aiutano a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale dell’allievo. Nella scuola del primo ciclo i traguardi costituiscono criteri per la valutazione delle competenze attese e, nella loro scansione temporale, sono prescrittivi, impegnando così le istituzione scolastiche affinché ogni alunno possa conseguirli, a garanzia dell’unità del sistema nazionale e della qualità del servizio. Le scuole hanno la libertà e la responsabilità di 13
organizzarsi e di scegliere l’itinerario più opportuno per consentire agli studenti il miglior conseguimento dei risultati» (p. 18). -
la quarta colonna riporta infine i livelli da attribuire a ciascuna competenza. La scelta dei tre livelli con l’aggiunta di “livello base non raggiunto”, effettuata per il secondo ciclo dal DM n. 9/2010, non è sembrata pienamente rispondente al primo ciclo e in modo particolare alla scuola primaria. Per tale motivo viene proposta l’opzione di quattro livelli, accogliendo la dimensione promozionale e proattiva che la certificazione assume nel primo ciclo. Per la scuola secondaria di primo grado viene proposta, proprio per la sua natura sperimentale, l’attribuzione del solo livello tralasciando di riportare, come richiesto dal DPR n. 122/09, il voto. I livelli sono descritti nel modo seguente:
L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi complessi, mostrando padronanza nell’uso delle conoscenze e delle abilità; propone e sostiene le proprie opinioni e assume in modo responsabile decisioni consapevoli.
L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi in situazioni nuove, compie scelte consapevoli, mostrando di saper utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite.
L’alunno/a svolge compiti semplici anche in situazioni nuove, mostrando di possedere conoscenze e abilità fondamentali e di saper applicare basilari regole e procedure apprese.
L’alunno/a, se opportunamente guidato/a, svolge compiti semplici in situazioni note.
Per la sola scuola secondaria di primo grado, in calce al documento è prevista l’indicazione del consiglio orientativo proposto dal consiglio di classe, che dovrà essere espresso tenendo conto di quanto osservato rispetto alle caratteristiche degli alunni manifestate nelle diverse situazioni e contesti d’azione che i compiti significativi e i percorsi di apprendimento avranno permesso di rilevare. 2.1.2. Modalità di compilazione del documento Per la scuola primaria il documento di certificazione delle competenze, a firma del dirigente scolastico, è redatto dagli insegnanti a conclusione dello scrutinio finale della classe quinta. Relativamente alla secondaria di primo grado, viene stilato in sede di scrutinio finale solo per gli studenti ammessi all’esame di Stato e consegnato alle famiglie degli alunni che abbiano sostenuto l’esame stesso con esito positivo. Il modello nazionale per gli alunni con disabilità certificata viene compilato per i soli ambiti di competenza coerenti con gli obiettivi previsti dal piano educativo individualizzato (PEI). Per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), dispensati dalle prove scritte in lingua straniera, si fa riferimento alla sola dimensione orale di tali discipline. Per gli alunni con DSA, esonerati dall’insegnamento della lingua straniera, ai sensi del decreto ministeriale 12 luglio 2011, non viene compilata la relativa sezione. 2.1.3. GLOSSARIO Abilità
Capacità di applicare conoscenze e di utilizzare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche, le abilità sono descritte come cognitive (comprendenti l’uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) o pratiche (comprendenti l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti).
Fonte: Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008
Apprendimento che si attua nel sistema di istruzione e formazione e nelle università e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, e che si conclude con il conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica o diploma professionale, conseguiti anche in apprendistato, o di una certificazione riconosciuta, nel rispetto della legislazione vigente in materia di ordinamenti scolastici e universitari. Fonte: DLgs 13/13, art. 2, c. 1
Apprendimento che, anche a prescindere da una scelta intenzionale, si realizza nello svolgimento, da parte di ogni persona, di attività nelle situazioni di vita quotidiana e nelle interazioni che in essa hanno luogo, nell’ambito del contesto di lavoro, familiare e del tempo libero. Fonte: DLgs 13/13, art. 2, c. 1 Apprendimento caratterizzato da una scelta intenzionale della persona, che si realizza al di fuori dei sistemi di apprendimento formale, in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi, anche del volontariato, del servizio civile nazionale e del privato sociale e nelle imprese. Fonte: DLgs 13/13, art. 2, c. 1
Qualsiasi attività intrapresa dalla persona in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva di crescita personale, civica, sociale e occupazionale. Fonte: DLgs 13/13, art. 2, c. 1
Procedura di formale riconoscimento, da parte di un ente titolato, in base alle norme generali, ai livelli essenziali delle prestazioni e agli standard minimi fissati dalla legislazione vigente, delle competenze acquisite dalla persona in contesti formali, anche in caso di interruzione del percorso formativo, o di quelle validate acquisite in contesti non formali e informali. La procedura di certificazione delle competenze si conclude con il rilascio di un certificato conforme agli standard minimi fissati dalla legislazione vigente. Fonte: DLgs 13/13, art. 2, c. 1
Le competenze sono una combinazione di conoscenze, abilità e atteggiamenti appropriati al contesto. Fonte: Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006
Comprovata capacità di utilizzare, in situazioni di lavoro, di studio o nello sviluppo professionale e personale, un insieme strutturato di conoscenze e di abilità acquisite nei contesti di apprendimento formale, non formale o informale. Fonte: DLgs 13/13, art. 2, c. 1
Competenze chiave di cittadinanza Conoscenze
Le competenze chiave sono quelle che consentono la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione. Fonte: Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006
Sono il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relative ad un settore di lavoro o di studio. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche, le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche. Fonte: Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008
Il curricolo d’istituto è espressione della libertà di insegnamento e dell’autonomia scolastica e, al tempo stesso, esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità dell’istituto. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione educativa Ogni scuola predispone il curricolo all’interno del Piano dell’offerta formativa con riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici per ogni disciplina. Fonte: Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 254/12)
Gli obiettivi di apprendimento individuano campi del sapere, conoscenze e abilità ritenuti indispensabili al fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze. Essi sono utilizzati dalle scuole e dai docenti nella loro attività di progettazione didattica, con attenzione alle condizioni di contesto, didattiche e organizzative mirando ad un insegnamento ricco ed efficace. Gli obiettivi sono organizzati in nuclei tematici e definiti in relazione a periodi didattici lunghi. Fonte: Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 254/12)
Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF = European Qualification Framework)
Strumento di classificazione delle qualifiche in funzione di una serie di criteri basati sul raggiungimento di livelli di apprendimento specifici. Esso mira a integrare e coordinare i sottosistemi nazionali delle qualifiche e a migliorare la trasparenza, l’accessibilità, la progressione e la qualità delle qualifiche rispetto al mercato del lavoro e alla società civile.
Risultato formale di un processo di valutazione e convalida, acquisito quando l’autorità competente stabilisce che i risultati dell’apprendimento di una persona corrispondono a standard definiti.
Titolo di istruzione e di formazione, ivi compreso quello di istruzione e formazione professionale, o di qualificazione professionale rilasciato da un ente pubblico titolato nel rispetto delle norme generali, dei livelli essenziali delle prestazioni e degli standard minimi di cui al DLgs 13/13. Fonte: DLgs 13/13, art. 2, c. 1
Descrizione di ciò che un discente conosce, capisce ed è in grado di realizzare al termine di un processo d’apprendimento. I risultati sono definiti in termini di conoscenze, abilità e competenze. Fonte: Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008
Al termine della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, vengono fissati i traguardi per lo sviluppo delle competenze relativi ai campi di esperienza ed alle discipline. Essi rappresentano dei riferimenti ineludibili per gli insegnanti, […] costituiscono criteri per la valutazione delle competenze attese e, nella loro scansione temporale, sono prescrittivi, impegnando così le istituzioni scolastiche affinché ogni alunno possa conseguirli, a garanzia dell’unità del sistema nazionale e della qualità del servizio. Fonte: Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 254/12)
La valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. Ogni alunno ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva […] La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo. Fonte: Dpr 122/09, art. 1, cc. 2-3.
La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo. Fonte: Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 254/12)
Report "VALUTAZIONE FINALE SCUOLA PRIMARIA"