Source: https://studiorebecca.it/2018/art-bonus-oggi/Print.html
Timestamp: 2020-01-19 20:36:57+00:00
Document Index: 70418093

Matched Legal Cases: ['art. 101', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 100', 'art. 1', 'art. 14']

Art bonus, oggi | 2018 | Articoli
Art bonus, oggi
Il Commercialista Veneto, N. 245
L’Art Bonus, il meccanismo che concede il beneficio fiscale per la erogazione effettuata per il restauro o la conservazione di beni architettonici pubblici sta piano piano decollando.
Lo scorso anno il Ministro Franceschini aveva quantificato gli investimenti realizzati con l’art bonus in 180 milioni di euro, di cui oltre 7 milioni da persone fisiche e oltre 88 milioni da imprese. Più recentemente , Federculture (Associazione di enti e imprese culturali), ha quantificato i dati riferiti a luglio 2018 in 265 milioni complessivi, per lo più concentrati al nord (81% circa) con maglia nera le regioni della Val d’Aosta e del Molise (pressoché zero).
Si ricorda che la norma era stata introdotta in via sperimentale (per un triennio dal 2014, ed in modo graduale), poi resa permanente, con aliquota fissa ed estesa alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai beni ecclesiastici nelle zone colpite dal terremoto.
Lo scorso anno il Ministro Franceschini, aveva anche anticipato che probabilmente i beneficiari avrebbero potuto essere estesi, il che però non è poi avvenuto.
L’agevolazione consiste in un credito d’imposta (e non di detrazione), e consente sensibili risparmi ai privati ed alle imprese.
Per poter beneficiare del credito d’imposta, le erogazioni liberali devono essere effettuate esclusivamente in denaro, essere tracciabili e devono riguardare:
- il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica; la C.M. 24/E/2014 ha specificato che si tratta di musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, come definiti dall’art. 101, D.Lgs. 22.1.2004, n. 42 (“Codice dei beni culturali e del paesaggio”);
Il credito di imposta è riconosciuto anche nel caso in cui le erogazioni siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto degli interventi sopra specificati (c. 2 dell’art. 1, D.L. 83/2014, inserito in sede di conversione in legge).
Il credito di imposta, il 65% di quanto speso, è utilizzabile in 3 quote annuali di uguale importo.
In buona sostanza su una erogazione di 100 euro, per via del riconosciuto credito fiscale, si ha un costo effettivo di 35, per privati e imprese.
L’”Art-bonus” è riconosciuto con due limitazioni:
- e ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.
Per evitare eventuali duplicazioni di benefici fiscali, sono state dichiarate inapplicabili le agevolazioni per le persone fisiche (art. 15, comma 1, lett. h) e per le imprese (art. 100, comma 2, lett f) e g) del TUIR, salvo per i casi non espressamente contemplati nell’art. 1 del DL 83/2014. Dovrebbe, invece, essere applicabile l’agevolazione di cui all’art. 14 della L. 35/2005, e quindi sarà deducibile quanto versato nel limite del 10% del reddito dichiarato, comunque nella misura massima di 70.000 euro annui.
Si segnala il sito www.artbonus.gov.it dove sono riepilogati tutti gli interventi ammessi al beneficio.
Sono anche riportati i nominativi dei mecenati che risultano, ad ottobre 2018, essere 9.293, in tutta Italia.
Il sito propone anche una illustrazione dei benefici.
L’art bonus è un istituto decisamente interessante, emanato in un momento non del tutto favorevole.
Potrà dare dei buoni risultati, ma ha necessità di promozione, a tutti i livelli, anche localmente.
Si confida che l’applicazione dell’agevolazione venga estesa anche alle proprietà private di beni culturali, e in effetti non pare per nulla logico sfavorire il privato in questa ricerca di sostegno per il bello e della nostra storia.
Si ricorda che l’agevolazione riguarda anche i giardini storici, per il momento solo pubblico.
- per manutenzione e restauto beni culturali pubblici;
Credito di imposta 65%