Source: https://altritaliani.net/la-costituzione-in-pericolo-se-lo-e-dobbiamo-difenderla/
Timestamp: 2018-05-26 15:20:51+00:00
Document Index: 1007067

Matched Legal Cases: ['art. 138', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 7', 'art.7', 'art. 7', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 138']

Accueil Idee e società Themi e idee La Costituzione in pericolo? Se lo è dobbiamo difenderla!
Catherine Camus, Conversazione con Andrea Bianchi e Anna Sansa. Micromega n.6 – 2013. Pag. 140.
Generalizzando, la domanda a cui ognuno da una risposta difforme dall’altro, è: “Si può e si deve modificare celermente l’art. 138 della Costituzione Italiana perché ciò permetterebbe un miglior funzionamento della stessa, oppure non lo si può toccare perché questo darebbe la possibilità di una revisione/ sconvolgimento dalla Carta”
Molti intellettuali, anche di sinistra, pensano che la Costituzione abbia perduto, dopo decenni di vita politica, buona parte della sua verità, perché essa è legata alla storia e alle esigenze sociali che mutano nel tempo. Molte di queste persone, dicevo, pensano anche che una volta tolti quelli che essi pensano siano vincoli astorici, il funzionamento della macchina politica riprenderebbe velocità e che questo andrebbe tutto a beneficio dei cittadini. Pensano che tutto sommato la Costituzione così com’è non funzioni più o addirittura che non abbia mai funzionato.
Se le parole, non essendo gusci vuoti, hanno un senso , questo significa che se si attuasse la “procedura in deroga all’art. 138” avverrebbe un vero e proprio, parziale o totale, palinsesto dell’articolo che regola le leggi di revisione della Costituzione. Il che vuol dire aprire le porte e i portoni a tutti coloro che avendone la possibilità e la volontà volessero frantumare pezzo dopo pezzo questo bastione della democrazia. L’art. 138 della Carta Costituzionale è il mezzo per assicurare la sua difesa, la fortezza Bastiani (del Deserto dei Tartari, per dirla con Buzzati), della democrazia, ultimo baluardo contro i tartari invasori.
Questo naturalmente è un punto di vista partigiano che potrebbe essere, da un esperto della retorica politica, abbastanza facilmente ridimensionato, se non addirittura tacciato di scarsa aderenza alla realtà “vera”.
In questo modo non si corre il rischio di fare discorsi astratti o troppo tecnici o dogmatici. La Costituzione non è una legge divina è stata scritta da essere umani e solo altri esseri umani possono cancellarla e/o riscriverla.
E quindi il problema sta certamente nell’intenzionalità di questi esseri umani che stanno togliendo un baluardo della Costituzione per potersi muovere meglio, per farla funzionare meglio, dicono loro. Quando si dice “intenzionalità” non si pretende certo di riuscire ad individuare l’intenzionalità inconscia dei “derogatori”. Sarebbe paranoia. Però il contenuto delle loro intenzioni si possono dedurre dal loro curriculum vitae e dai loro atti ben visibili. E allora con un pizzico di onestà intellettuale ci si deve chiedere chi sono; ci si deve chiedere se è possibile, per chi nel “decreto del fare” ha deciso, di fatto, di escludere dal mondo del lavoro i diplomati, modificare positivamente la costituzione?
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Anonyme 25 septembre 2013 at 20 h 57 min
Caro Giancarlo, concordo con te che la Carta Costituzionale va difesa! E soprattutto quando si tratta della prima parte quella che sancisce i ‘principi’, i ‘valori’ che alcuni, ma non tutti, i Padri Costituenti fissarono. Nota la vicenda dell’art. 7 che in ragione della pacificazione religiosa recepi’ i Patti Lateranensi del ’29 tra Chiesa e Mussolini per cui la prima legittimo’ il fascismo, l’altro elesse la Religione Cattolica a Religione di Stato! Oggi e’ in discussione l’assetto istituzionale (la partitocrazia parlamentare!) ed elettorale (il Porcellum!). E non e’ vero come ha sostenuto la Bonsanti nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione del 12 ottobre che negli anni ’80 – l’allusione sibillina e’ alla Grande Rifoma di Craxi – si tento’ di introdurre la Repubblica Presidenziale vista anche oggi come il maggior pericolo, fugato dalle proposte elaborate dai 40 saggi di diverso orientamento politico su cui il Governo scegliera’ e il parlamento votera’: e c’e’ sempre la possibilita’ del referendum popolare. Tra queste proposte c’e’ il semipresidenzialismo alla francese, che a me piace. E non mi pare che la Francia viva in una dittatura, tutt’altro: gode di un sistema in cui due schieramenti – progressisti e conservatori – si alternano al governo di un Paese ‘laico’ in toto. Non e’ vero quel che dice la Bonsanti: alcuni Padri Costituenti volevano la Repubblica Presidenziale sul modello anglosassone, erano contro l’art.7 e stilarono materialmente la prima parte dei principi e valori: i nomi sono noti Riccardo Lombardi, Piero Calamandrei, Vittorio Foa, Gaetano Salvemini, Ferruccio Parri, Leo Valiani, Ugo La Malfa, Lelio Basso. Concordo con te, Giancarlo, sulla inaffidabilita’ politica del Pd e del Pdl che hanno dato vita al governo delle ‘larghe intese’, simile al governo del Maresciallo fascista Pietro Badoglio del ’44. Ma non mi dica che difensori della Costituzione sono il direttore di Micromega D’Arcais che diresse a suo tempo Soviet, o il Fatto quotidiano diretto dell’ex-fascistello di Travaglio la cui carriera inizio’ al Borghese per proseguire al Giornale o di Padellaro ex-giornalista dell’Espresso o Don Ciotti o il ‘sandinista’ Landini nipotino come Cremaschi e Rinaldini di quel Claudio Sabattini che impose anche al Pci la vertenza dei 35 giorni alla Fiat conclusa con la marcia dei 40 mila e la disfatta della Fiom. Quel capo-popolo ‘rosso’ fini’ in una clinica psichiatrica! E il 12 ottobre, a fianco della gauche fatta dai falliti di Bertinotti, Salvi, Ferrero, Di Pietro, Diliberto, e Vendola, a piazza del Popolo, non ci saro’…
Gian Carlo Zanon 26 septembre 2013 at 21 h 34 min
Caro …. non so, per risponderti, metterei volentieri un po’ da parte la retorica sui Padri Costituenti e il claustrofobico art. 7 della Costituzione. Per l’occasione metterei anche da parte quei grandi nomi da te ricordati – Riccardo Lombardi, Piero Calamandrei, Vittorio Foa, Gaetano Salvemini, Ferruccio Parri, Leo Valiani, Ugo La Malfa, Lelio Basso – che furono grandi uomini … ma furono.
Mi concentrerei sui fatti contingenti. E i fatti dicono che non è affatto vero che per cambiare la legge elettorale si deve necessariamente modificare l’art. 138. Il “porcellum” è stato varato mutando la legge elettorale? La risposta è no !!! E allora per quale strano cortocircuito istituzionale si deve ora – se si vuole eliminare il “porcellum” e farne una come in Germania – mutare l’art. 138?
Forse esiste qualche mistero glorioso che io non conosco. Nel caso rendicelo noto. Per quanto ne so questo è solo pura propaganda invasiva per dire “se volete questo dovete rinunciare a quest’altro”. Ma mi potrei sbagliare.
Dove so di non sbagliarmi è sulla feroce volontà da parte delle segreterie dei partiti, compreso il M5s, di non cambiare la legge elettorale vigente, perché questo non permetterebbe più ai dirigenti dei partiti di scegliere, in maniera grottescamente antidemocratica, coloro che siederanno nei seggi parlamentari.
Come ho scritto se si attuasse la “procedura in deroga all’art. 138” avverrebbe, col tempo, un vero e proprio, smembramento dell’art. 138 che regola le leggi di revisione della Costituzione.
Se questa “riforma”, dio non voglia, venisse portata avanti costerebbe all’Italia ciò che costò la breccia di Porta Pia alla Stato vaticano.
La “spinosa” questione: “al fianco di chi scenderò in piazza” è immediatamente risolta, senza alcun conflitto intrapsichico pensando, “ a fianco di chi cambierei l’art. 138 della costituzione” e quindi il 12 ottobre sarò in piazza con chi considero in ogni caso in assoluto migliore tra i due schieramenti. Se i Partigiani comunisti hanno combattuto al fianco dei Partigiani monarchici contro i nazifascisti, come racconta bene Fenoglio, andare per qualche ora in piazza con D’Arcais, e con Rodotà non mi farà poi così male. O No? E poi c’è Maurizio Landini … come potrei mancare.