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Timestamp: 2018-11-18 11:13:48+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 4', 'art. 90', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 120', 'art. 81', 'art. 16', 'art. 127', 'art. 117', 'art. 121', 'art. 122', 'art. 123', 'art. 120', 'art. 127', 'art. 121', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 90', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 130', 'art. 137', 'art. 153', 'art. 117', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 136', 'art. 136', 'art. 137', 'art. 117', 'art. 137', 'art. 138', 'art. 15', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 130', 'art. 146', 'art. 152', 'art. 150', 'art. 153', 'art. 32', 'art. 130', 'art. 35', 'art. 30', 'art. 32', 'art. 36', 'art. 8', 'art. 34']

Circolare 2008/40 Assicurazione sulla vita. Assicurazione sulla vita. Destinatari LBCR LSA LBVM LICol LRD Altri - PDF
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1 Banche Gruppi e congl. finanziari Altri intermediari Assicuratori Gruppi e congl. assicurativi Intermediari assicurativi Borse e operatori Commercianti di val. mobiliari Direzioni di fondi SICAV Società in accomandita per ICC SICAF Banche depositarie Gestori patrimoniali di ICC Distributori Rappresentanti di ICC esteri Altri intermediari OAD IFDS Assoggettati OAD Società di audit Agenzie di rating Circolare 2008/40 Assicurazione sulla vita Assicurazione sulla vita Riferimento: Data: 20 novembre 2008 Entrata in vigore: 1 gennaio 2009 Ultima modifica: Circ. FINMA 08/40 «Assicurazione sulla vita» 28 agosto 2013 [le modifiche sono contrassegnate con un * ed elencate alla fine del documento] Concordanza: sostituisce la Direttiva UFAP 1/2008 «Assicurazione sulla vita» del 3 ottobre 2008 Basi legali: LFINMA art. 7 cpv. 1 lett. b, 29 Allegato 1: Allegato 2: LSA art. 4, 16, 25 cpv. 2, 36, 37 OS art , 117, , 130, , LCA art. 90, 91 La questione del rischio biometrico minimo nell assicurazione sulla vita Spiegazioni sulla formula per il calcolo dei valori di liquidazione Destinatari LBCR LSA LBVM LICol LRD Altri X Einsteinstrasse 2, 3003 Berna Tel. +41 (0) , fax +41 (0)
2 Indice I. Introduzione nm. 1-5 II. III. Tariffazione dei contratti di assicurazione sulla vita al di fuori della previdenza professionale Calcolo dei valori di liquidazione in caso di trasformazione e di riscatto di contratti di assicurazione sulla vita al di fuori della previdenza professionale nm nm A. Disposizioni generali nm B. Valore di liquidazione nm C. Trasformazione del contratto di assicurazione nm D. Riscatto del contratto di assicurazione nm IV. Partecipazione alle eccedenze nell assicurazione sulla vita nm A. Disposizioni generali nm B. Partecipazione alle eccedenze al di fuori della previdenza professionale nm C. Partecipazione alle eccedenze nella previdenza professionale nm V. Disposizioni finali nm /29
3 I. Introduzione Considerate le prescrizioni legali vigenti nel settore assicurativo, la presente circolare illustra la prassi seguita dalla FINMA per quanto riguarda: 1 la tariffazione dei contratti di assicurazione sulla vita al di fuori della previdenza professionale; il calcolo dei valori di liquidazione in caso di trasformazione e di riscatto di contratti di assicurazione sulla vita; 2 3 partecipazione alle eccedenze nell assicurazione sulla vita. 4 Le spiegazioni sono riportate in corsivo. 5 II. Tariffazione dei contratti di assicurazione sulla vita al di fuori della previdenza professionale A. Art. 1 Scopo 1 Gli art. 1-9 della presente circolare hanno come scopo l attuazione, in particolare, degli art dell Ordinanza sulla sorveglianza (OS; RS ). 2 Essi definiscono i requisiti minimi per la tariffazione dei contratti di assicurazione sulla vita e i principi da adottare. 6 7 B. Art. 2 Campo di applicazione Gli art. 1-9 della presente circolare si applicano a: 8 a. assicurazioni sulla vita vincolate a partecipazioni (ramo assicurativo A2), altre assicurazioni sulla vita (ramo assicurativo A3) come pure operazioni di capitalizzazione (ramo assicurativo A6) e operazioni tontinarie (ramo assicurativo A7); 9 b. assicurazioni per l invalidità gestite nel quadro dell assicurazione sulla vita. 10 Gli art. 1-9 della presente circolare non si applicano all assicurazione collettiva sulla vita nel quadro della previdenza professionale (ramo assicurativo A1). Le relative disposizioni sono contenute nella Circ. FINMA 08/13 «Tariffazione assicurazione di rischio previdenza professionale». I suddetti art. 1-9 non si applicano nemmeno all assicurazione contro gli infortuni (ramo assicurativo A4) né all assicurazione contro le malattie (ramo assicurativo A5). I suddetti art. 1-9 si applicano soprattutto alla previdenza privata vincolata (pilastro 3a) e libera (pilastro 3b) C. Art. 3 Principi (art. 120 OS) 1 Affinché un prodotto di assicurazione sulla vita possa rientrare nei rami assicurativi A2 e A3 è 14 3/29
4 necessario che sia assicurato un rischio biometrico minimo; ciò significa che una parte minima della prestazione assicurativa deve dipendere dal rischio di incapacità di guadagno, di invalidità, di decesso o di vita oppure da altri rischi biometrici della persona assicurata. 2 La parte minima della prestazione assicurativa che dipende dal rischio biometrico (sinteticamente «parte minima») ammonta, prima del 60esimo anno di età della persona assicurata, all'1% della provvisione matematica lorda, mentre nelle assicurazioni vincolate a partecipazioni all 1% del valore delle partecipazioni. Dai 60 anni in poi, la parte minima diminuisce in modo lineare fino a diventare pari a zero a 80 anni. Inoltre, la parte minima non può superare un tetto massimo assoluto di CHF Per i nuovi prodotti, i valori definiti possono al massimo essere inferiori del 25% ai due valori medi riportati nell allegato 1 per il calcolo di base del rischio biometrico dai 25 ai 60 anni e per durate di assicurazione dai 10 ai 30 anni. La condizione relativa al rischio biometrico espressa nella prima frase di questo paragrafo è ritenuta soddisfatta qualora venga rispettato uno dei due valori medi. 3 L'impresa di assicurazione attribuisce le assicurazioni sulla vita con quota di risparmio, nell'ambito delle quali lo stipulante assume il rischio di investimento del capitale, in capo all assicurazione vincolata a partecipazioni (ramo assicurativo A2). 4 Nel quadro dell assicurazione sulla vita legata a quote di fondi (rami assicurativi A2.1, A2.2 e A2.3) occorre sottolineare che, ai sensi dell art. 81 cpv. 1 OS, il patrimonio vincolato per la quota di risparmio dei contratti assicurativi dei rami assicurativi A2.1, A2.2 e A2.3 può essere costituito solo con quote di investimenti collettivi di capitale aperti che rientrano nella legge federale del 23 giugno 2006 sugli investimenti collettivi di capitale (LICol; RS ). 5 Un operazione di capitalizzazione (ramo assicurativo A6) è un accordo scritto fra l impresa di assicurazione sulla vita e lo stipulante concernente l assunzione dei valori patrimoniali e la loro gestione secondo un metodo matematico. Tale operazione termina alla data convenuta o al decesso della persona assicurata. 6 Per poter attribuire un prodotto di assicurazione sulla vita al ramo assicurativo A7 (operazioni tontinarie), occorre allestire un piano che preveda la capitalizzazione comune dei contributi versati nell ambito dei contratti di assicurazione e che regoli la distribuzione del capitale costituito ai superstiti o ai successori legali delle persone decedute. 7 L impresa di assicurazione attribuisce alle operazioni di capitalizzazione (ramo assicurativo A6) i contratti che assicurano in modo insufficiente il rischio biometrico ai sensi del cpv. 2. Le operazioni di capitalizzazione non possono essere ritenute assicurazioni. 8 L impresa di assicurazione utilizza esclusivamente basi e modelli tariffari riconosciuti in ambito attuariale. 9 Nel quadro della tariffazione, l impresa di assicurazione tiene debito conto della compensazione dei rischi nella comunità di assicurati e nel tempo. 10 I modelli di tariffazione definiti dall'impresa di assicurazione devono rispettare illimitatamente le seguenti disposizioni: a. regolamentazioni sulle provvisioni tecniche nell assicurazione sulla vita ai sensi dell art. 16 della Legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA; RS ) e degli art OS; b. regolamentazioni sui valori di liquidazione ai sensi dell art. 127 OS, menzionate agli art della presente circolare; /29
5 c. regolamentazioni sulla partecipazione alle eccedenze ai sensi degli art OS, menzionate agli art della presente circolare; 26 Nota relativa agli abusi 27 Nell ambito dei contratti di assicurazione sulla vita sono consentite strutture tariffarie individuali nel quadro dell art. 117 cpv. 2 OS. 28 Nota relativa alle garanzie in caso di vita 29 Lo scopo della prescrizione di cui al cpv. 3 è garantire che, all atto del conferimento del denaro da collocare nella quota di risparmio di un assicurazione sulla vita, l impresa di assicurazione sulla vita accordi una garanzia in caso di vita o conceda allo stipulante un diritto di scelta per quanto riguarda l investimento del denaro. Per i prodotti contrattualmente vincolati a portafogli di investimento interni o prodotti legati a fondi con un unico fondo disponibile, la decisione del cliente a favore del prodotto stesso è già considerata come esercizio del diritto di scelta Aspetti fiscali 32 L attribuzione di un prodotto all assicurazione sulla vita in senso stretto non comporta automaticamente agevolazioni o esenzioni fiscali sugli accrediti di interessi (interesse tecnico e quote di eccedenze). Le questioni fiscali competono all Amministrazione federale delle contribuzioni. 33 Nota relativa al rischio biometrico minimo (cpv. 2) 34 In allegato alla presente circolare sono illustrati due metodi per la misurazione del rischio biometrico che consentono di confrontare approssimativamente i diversi modelli di assicurazione sulla vita più frequentemente usati per quanto riguarda l incidenza del rischio biometrico. 35 D. Art. 4 Basi per la tariffazione determinate dal mercato al di fuori della previdenza professionale (art. 121 OS) 1 Il tasso massimo di interesse tecnico deve essere rispettato. La FINMA definisce mensilmente il massimale del tasso di interesse tecnico consentito e lo pubblica sul suo sito Internet ( 2 Nel caso in cui la FINMA riduca il massimale, l adeguamento del tasso di interesse tecnico per i contratti di nuova stipula deve avvenire entro i sei mesi successivi. 3 Se il 60% della media mobile decennale del tasso di interesse di riferimento si situa per tre mesi consecutivi al di sopra o al di sotto di ¼% del tasso di interesse tecnico massimo in vigore, la FINMA può adeguare il massimale. 4 Il tasso di riferimento è il tasso di interesse di cassa definito dalla Banca nazionale svizzera per le obbligazioni della Confederazione svizzera di una durata di 10 anni /29
6 Osservazione 40 È possibile allestire offerte con un tasso di interesse tecnico superiore al tasso di interesse tecnico massimo ridotto solo qualora la data di inizio dell assicurazione rientri nel termine di adeguamento di sei mesi comunicato dalla FINMA. 5 Previa richiesta motivata dell impresa di assicurazione, la FINMA può autorizzare tassi di interesse tecnici più elevati per singoli prodotti o per durate contrattuali prestabilite. La FINMA concede queste eccezioni in particolare nei seguenti casi: a. contratti a versamento unico con una durata per la quale sono disponibili investimenti di capitale congruenti in termini temporali, effettivamente acquistati e detenuti per la rispettiva durata contrattuale; b. offerte speciali che comportano perdite iniziali finanziate tramite fondi liberi dell impresa di assicurazione; occorre osservare le regolamentazioni sulle provvisioni tecniche nell assicurazione sulla vita e le basi applicabili per il calcolo del fabbisogno di provvisioni; c. contratti con garanzie che prevedono una formula chiara e verificabile per lo stipulante per quanto riguarda il tasso di interesse tecnico, in cui il tasso di interesse tecnico segue, nell arco della durata contrattuale, l andamento della curva degli interessi o del tasso del portafoglio di investimento alla base del contratto E. Art. 5 Tavole di mortalità e altre basi biometriche e statistiche (art. 122 OS) 1 Sono considerate basi statistiche utilizzabili quelle riconosciute dalla FINMA relative a mortalità, invalidità e altri rischi biometrici misurati. L impresa di assicurazione è autorizzata a impiegare anche dati statistici rilevati dall effettivo degli assicurati come pure dati statistici segmentati. 2 I dati rilevati dall effettivo degli assicurati devono essere confrontati con le basi statistiche riconosciute dalla FINMA e, se necessario, adeguati mediante una procedura statistica autorizzata dalla FINMA stessa. Le basi così ottenute devono essere prudenti e tenere conto, in particolare, di eventuali tendenze registrate e di imprecisioni nella misurazione In caso di segmentazione dei dati statistici utilizzati occorre informare la FINMA al riguardo L attuario responsabile accerta che le basi biometriche utilizzate vengano verificate periodicamente e, se necessario, sostituite con dati aggiornati al più tardi dopo 10 anni. 49 F. Art. 6 Classi tariffarie e tariffazione empirica (art. 123 e 124 OS) È consentito l'utilizzo di classi tariffarie e di una tariffazione empirica. Quest ultima è ammessa sulla base dell andamento dei sinistri dei singoli contratti nell'ambito dell'assicurazione collettiva. La tariffazione empirica (conto delle entrate e delle uscite, formula relativa agli utili, sistema bonus/malus) deve tener conto della struttura contrattuale, delle prestazioni assicurate, del numero di assicurati, dell andamento dei sinistri credibilizzato e dell andamento dei costi. L andamento dei sinistri del singolo contratto nell assicurazione individuale sulla vita non può essere considerato. 50 6/29
7 G. Art. 7 Verifica annuale delle basi tariffarie Secondo l art. 120 cpv. 2 OS le imprese di assicurazione sono tenute ad esaminare annualmente, tramite analisi statistiche, l adeguatezza delle basi per la tariffazione. 51 Nota 52 La FINMA verifica puntualmente il rispetto di questa disposizione. 53 H. Art. 8 Esempi di calcolo per le assicurazioni sulla vita vincolate a partecipazioni 1 Se, nell ambito delle assicurazioni vincolate a partecipazioni, prima della stipulazione l impresa di assicurazione informa lo stipulante circa il possibile andamento futuro del valore delle partecipazioni, è tenuta a fornirgli più esempi di calcolo di possibile evoluzione futura delle partecipazioni, considerando i prelievi attuariali previsti dal contratto e vari rendimenti. Uno di questi scenari deve basarsi su una stima giustificata dello sviluppo dei mercati. Gli altri scenari devono illustrare, con un ventaglio equilibrato di casi più o meno favorevoli, la variabilità del possibile andamento futuro del valore. Vanno inoltre specificate le ipotesi assunte per determinare il rendimento degli investimenti di capitale sottostanti. 2 L impresa di assicurazione deve comunicare esplicitamente allo stipulante che gli esempi di calcolo si basano su ipotesi non garantite e che l'andamento dei valori nel passato non è indicativo per lo sviluppo futuro. È inoltre tenuta a precisare che dagli esempi di calcolo non scaturiscono obblighi contrattuali di alcun tipo. 3 Se, nell ambito delle assicurazioni sulla vita vincolate a partecipazioni, le prestazioni di rischio assicurate e i premi di rischio dipendono dall andamento effettivo del valore delle partecipazioni, lo stipulante deve essere debitamente informato in merito alle eventuali ripercussioni negative I. Art. 9 Obblighi di informazione supplementari nell ambito di assicurazioni sulla vita vincolate a partecipazioni (rami assicurativi A2.1, A2.2 e A2.3) Prima della conclusione del contratto di assicurazione, l impresa di assicurazione deve informare lo stipulante seguendo le prescrizioni contenute negli art LICol, valide per le informazioni che la direzione del fondo o la SICAV devono trasmettere a coloro che effettuano investimenti collettivi di capitale aperti. Devono essere tenute in debito conto le disposizioni di esecuzione corrispondenti, in particolare gli art e nonché gli allegati 1 3 alla OICol 1. 57* 1 Ordinanza del 22 novembre 2006 sugli investimenti collettivi di capitale (Ordinanza sugli investimenti collettivi, OICol; RS ) 7/29
8 III. Calcolo dei valori di liquidazione in caso di trasformazione e di riscatto di contratti di assicurazione sulla vita al di fuori della previdenza professionale A. Disposizioni generali a) Art. 10 Scopo 1 Le disposizioni di cui agli art della presente circolare hanno per obiettivo la concretizzazione dei requisiti in materia di vigilanza ai fini dell approvazione dei valori di liquidazione. 2 Esse non si applicano ai valori di liquidazione concessi volontariamente dall impresa di assicurazione (cfr. art. 127 cpv. 1 seconda frase OS). 3 Per richiedere l approvazione dei valori di liquidazione occorre trasmettere alla FINMA i documenti necessari per la valutazione, cioè i tariffari e le condizioni generali di assicurazione. 4 I valori di liquidazione approvati dovranno essere sottoposti nuovamente all approvazione da parte della FINMA esclusivamente nel caso in cui viene modificata la definizione di valori di liquidazione b) Art. 11 Campo di applicazione Le disposizioni di cui agli art della presente circolare si applicano alle assicurazioni sulla vita vincolate a partecipazioni (ramo assicurativo A2), alle altre assicurazioni sulla vita (ramo assicurativo A3), ad eccezione dell assicurazione per l invalidità, come pure alle operazioni di capitalizzazione (ramo assicurativo A6) e alle operazioni tontinarie (ramo assicurativo A7). 62 Spiegazioni 63 Le assicurazioni di rischio, finanziate con premi periodici, che prevedono aspettative di prestazioni in caso di decesso non possono essere riscattate, ma possono essere esonerate dai premi. In questo contesto si applicano pertanto gli art e per le disposizioni generali e gli art per la trasformazione. Se i premi sono già stati pagati per il resto della durata dell assicurazione, la copertura assicurativa deve essere necessariamente accordata fino al termine del contratto. Le assicurazioni contro gli infortuni (ramo A4) e le assicurazioni contro le malattie (ramo A5) non sottostanno agli art della presente circolare. L assicurazione collettiva sulla vita nel quadro della previdenza professionale (ramo A1) è soggetta a una regolamentazione particolare. Al momento dell entrata in vigore della presente circolare, si tratta della Circ. FINMA 08/12 «Principio della porta girevole previdenza professionale» B. Valore di liquidazione a) Art. 12 Definizione 1 Il calcolo del valore di liquidazione si fonda sulla provvisione matematica di inventario, 67 8/29
9 determinata secondo le basi tecniche utilizzate per il calcolo dei premi del rispettivo contratto. 2 In caso di trasformazione del contratto di assicurazione sulla vita, il valore di liquidazione corrisponde alla provvisione matematica di inventario, con eventuale deduzione delle spese di acquisizione non ammortizzate (valore di liquidazione in caso di trasformazione). 3 In caso di riscatto del contratto di assicurazione sulla vita, il valore di liquidazione corrisponde alla provvisione matematica di inventario, con eventuale deduzione delle spese di acquisizione non ammortizzate e di un importo per il rischio di tasso (valore di liquidazione in caso di riscatto) b) Art. 13 Principi, basi e metodi di calcolo 1 Il valore di liquidazione è equo quando vi è un equilibrio tra gli interessi della comunità degli stipulanti restanti e gli interessi dello stipulante a cui si riferisce la liquidazione. 2 Nel calcolo, l impresa di assicurazione tiene conto di tutte le componenti del contratto di assicurazione, ad eccezione di quelle delle assicurazioni invalidità, incapacità di guadagno, infortuni e malattie incluse nel contratto. Queste ultime possono consistere, per esempio, in rendite di invalidità differite o in indennità giornaliere in caso di malattia, infortunio o degenza ospedaliera. 3 L impresa di assicurazione può impiegare basi tecniche e metodi diversi da quelli utilizzati per il calcolo del premio per il contratto di assicurazione, a condizione che portino in ogni caso a risultati almeno equivalenti. L impresa di assicurazione è tenuta a motivare tale scelta nei confronti della FINMA. 4 In caso di trasformazione o di riscatto parziale, un eventuale rendita di invalidità in corso continua a restare valida, a meno che il contratto di assicurazione non preveda una liquidazione in capitale della rendita. In caso di riscatto totale, nel calcolo del valore di liquidazione è necessario tenere debito conto di un eventuale rendita di invalidità in corso, a meno che il contratto di assicurazione non preveda la continuazione del pagamento di tale rendita c) Art. 14 Deduzione per spese di acquisizione non ammortizzate 1 In caso di trasformazione o di riscatto, l impresa di assicurazione è autorizzata a effettuare una deduzione per le spese di acquisizione non ammortizzate. 2 Il tasso di zillmerizzazione, alla base della deduzione delle spese di acquisizione non ammortizzate, si riferisce al valore attuale dei premi lordi. Esso non deve superare il tasso delle spese di acquisizione compreso nella tariffa e restare comunque entro il 5%. Il tetto massimo del 5% riguarda unicamente le assicurazioni a capitalizzazione, con modalità di pagamento del premio a scelta. 3 Il calcolo del valore attuale dei premi lordi avviene secondo le stesse basi tecniche utilizzate nel calcolo del premio per il rispettivo contratto. Per le assicurazioni senza tasso di interesse tecnico definito, il tasso di sconto corrisponde al tasso di interesse massimo consentito alla stipulazione del contratto secondo l'art. 121 OS. 4 Per l applicazione della deduzione di zillmerizzazione massima di cui al cpv. 2 viene determinata una provvisione matematica lorda calcolata sulla base delle spese di acquisizione e di amministrazione modificate. In questo calcolo, le spese di acquisizione modificate /29
10 ammontano al massimo al 5% del valore attuale dei premi lordi. La parte residua della somma delle spese di acquisizione e delle spese di amministrazione modificate è definita come importo annuale costante per l'intera durata contrattuale e il suo valore attuale corrisponde al valore attuale delle spese complessive, dedotto il valore attuale delle spese di acquisizione modificate. Questa regolamentazione si applica a prescindere dalla modalità di pagamento del premio. Il metodo di calcolo della provvisione matematica lorda modificata è illustrato nell allegato 2. 5 La provvisione matematica lorda modificata deve considerare la limitazione delle spese di acquisizione deducibili secondo il cpv. 4 per la deduzione della parte non ammortizzata anche nel caso in cui l onere dei costi non venga ripartito in modo uniforme sull intera durata. 6 Qualora l applicazione di quanto previsto al cpv. 5 porti a risultati manifestamente inaccettabili dovuti alle caratteristiche specifiche di un prodotto, in casi eccezionali motivati la FINMA può autorizzare una deroga a tale disposizione, a condizione che sia garantita una liquidazione altrettanto adeguata. 7 In caso di trasformazione o di riscatto parziale, la deduzione è ammessa soltanto sulla parte del contratto effettivamente trasformata o riscattata d) Art. 15 Deduzione per il rischio di tasso di interesse 1 In caso di riscatto l impresa di assicurazione, oltre alla deduzione secondo l art. 14 cpv. 1 della presente circolare, può effettuare una deduzione per il rischio di tasso di interesse, a prescindere dalla modalità di finanziamento del contratto di assicurazione (premi periodici o versamento unico). La deduzione per il rischio di tasso di interesse consente all impresa di assicurazione di compensare, in caso di riscatto, eventuali perdite dovute a un rialzo dei tassi di interesse subite in occasione della vendita di attivi. Tale deduzione non è consentita in caso di riscatto di contratti di assicurazioni vincolati a partecipazioni senza garanzia del capitale alla scadenza. 2 La deduzione è determinata in base alla provvisione matematica di inventario. Per il calcolo, l impresa di assicurazione deve tenere conto soprattutto di: a. tassi di interesse di 2 grado attuali e storici, propri dell impresa; 83 oppure b. tassi di interesse attuali e storici del mercato dei capitali; 84 e, in entrambi i casi, c. durata residua del contratto Agli aventi diritto devono essere forniti, su richiesta, tutti gli elementi necessari affinché la deduzione per il rischio di tasso risulti comprensibile a un esperto in materia. 86 e) Art. 16 Garanzia Qualora, nel quadro di un contratto di assicurazione sulla vita vincolato a partecipazioni, l impresa di assicurazione accordi garanzie finanziarie e queste vengono considerate ai fini della tariffazione, queste garanzie devono essere incluse in modo adeguato anche nel calcolo dei valori di liquidazione /29
11 f) Art. 17 Quote di eccedenze assegnate 1 Il valore di liquidazione di quote di eccedenze assegnate, integrate nella provvisione matematica dell assicurazione originaria, viene calcolato in modo analogo al valore di liquidazione dell assicurazione originaria. 2 Se, in caso di accumulo con interessi delle quote di eccedenze assegnate, per la remunerazione si applica un tasso di interesse garantito almeno uguale al tasso di interesse tecnico del contratto di assicurazione, nel calcolo del valore di liquidazione deve essere considerato il valore delle quote di eccedenze assegnate più gli interessi maturati fino alla data del calcolo, meno l'eventuale deduzione per il rischio di tasso di cui all art. 15. Se sulle quote di eccedenze assegnate non viene corrisposta alcuna garanzia di interesse o se la garanzia è inferiore al tasso di interesse tecnico, non è possibile procedere alla deduzione per il rischio di tasso di interesse g) Art. 18 Premi non utilizzati 1 Il valore di liquidazione della parte del premio relativa al periodo successivo alla data di trasformazione o di riscatto è uguale alla rispettiva parte di premio, a meno che quest ultima abbia contribuito alla costituzione della provvisione matematica di inventario. 2 Se la parte di premio è confluita nella provvisione matematica di inventario, il suo valore di liquidazione corrisponde alla parte del premio di costo e di rischio dopo la data di trasformazione o di riscatto h) Art. 19 Obbligo di informazione precontrattuale 1 Prima della conclusione del contratto di assicurazione, l impresa di assicurazione deve informare lo stipulante per iscritto sui seguenti punti: 92 a. le modalità di trasformazione e di riscatto nonché le relative conseguenze a livello giuridico; 93 b. la definizione delle basi biometriche, il tasso di interesse tecnico e le regole per la determinazione del valore di liquidazione in caso di trasformazione e di riscatto; 94 c. il metodo di calcolo della deduzione per il rischio di tasso di cui all'art. 15; 95 d. la presentazione dell andamento dei valori di trasformazione e di riscatto prima della deduzione per il rischio di tasso e prima delle deduzioni e spese di terzi; nell ambito delle assicurazioni vincolate a partecipazioni occorre allestire un calcolo dell'andamento in cui figuri lo sviluppo futuro dei valori e la relativa motivazione; e. genere delle deduzioni e spese di terzi, generate nell ambito del riscatto, e indicazioni sulla loro entità Spiegazioni 98 La definizione delle basi biometriche di cui alla lettera b deve essere strutturata in maniera da illustrare chiaramente la comunità di assicurati alla base del rilevamento dei dati e il periodo di misurazione /29
12 Alla lettera e si intende il genere di deduzioni e spese di terzi e non l ammontare effettivo, poiché le deduzioni e le spese di terzi non sono prevedibili nel corso della durata. 100 i) Art. 20 Obblighi di informazione 1 Su richiesta, l impresa di assicurazione comunica all'avente diritto il valore di trasformazione o di riscatto. Se l avente diritto richiede ulteriori dati per il calcolo del valore di trasformazione o di riscatto, l'impresa di assicurazione è tenuta a trasmettergli le seguenti informazioni: 101 a. provvisione matematica di inventario; 102 b. deduzione per spese di acquisizione non ammortizzate; 103 c. deduzione per il rischio di tasso; 104 d. eventuali averi di eccedenze accumulati; 105 e. importo pro rata della quota di eccedenza per l anno di assicurazione in corso; 106 f. premio non ancora utilizzato Tali dati devono essere comunicati in modo da risultare comprensibili a un esperto in materia. 108 C. Trasformazione del contratto di assicurazione a) Art. 21 Valore di trasformazione 1 In caso di cessazione del pagamento dei premi, il valore di trasformazione corrisponde alla prestazione assicurativa residua esente da premi. Per il calcolo del valore di trasformazione, il valore di liquidazione al momento della trasformazione (art. 12 cpv. 2) viene diminuito dell importo dei premi ancora dovuti e utilizzato come versamento unico di inventario a favore della prestazione assicurativa esente da premi. 2 Il valore di liquidazione in caso di trasformazione e il versamento unico di inventario vengono calcolati secondo le stesse basi tecniche utilizzate per il calcolo dei premi del contratto precedente. 3 Se il contratto di assicurazione lo prevede, la trasformazione può essere effettuata in un'assicurazione di altro tipo. In questo caso, il versamento unico di inventario per la prestazione assicurativa esente da premi può avvenire secondo le basi deroganti definite nelle condizioni generali del contratto oggetto di trasformazione b) Art. 22 Assicurazione trasformata L assicurazione trasformata deve essere dello stesso tipo dell'assicurazione sulla vita originaria. Eventuali eccezioni sono consentite soltanto se: 112 a. la differenza viene tecnicamente motivata nei confronti della FINMA; e 113 b. se tale differenza è contemplata nelle condizioni generali di assicurazione /29
13 Nota 115 Le condizioni generali di assicurazione applicabili al contratto trasformato corrispondono a quelle del contratto precedente. 116 c) Art. 23 Sostituzione della trasformazione tramite riscatto Ai sensi dell'art. 90 cpv. 1 della Legge sul contratto di assicurazione (LCA; RS ) è obbligatorio accordare il diritto alla trasformazione se i premi sono stati pagati per almeno tre anni. Se la provvisione matematica disponibile è positiva, l impresa di assicurazione deve concedere un valore di trasformazione calcolato con l aiuto dell art. 21. L impresa di assicurazione può offrire allo stipulante il riscatto del valore di trasformazione. Se lo stipulante accetta il riscatto, l impresa di assicurazione può effettuare una deduzione per il rischio di tasso in conformità all art. 15, a condizione che ciò sia stato menzionato nell offerta D. Riscatto del contratto di assicurazione a) Art. 24 Principio 1 L importo erogato corrisponde al valore di liquidazione in caso di riscatto, dedotti i premi ancora dovuti. Per evitare l antiselezione, il valore di liquidazione in caso di riscatto ammonta tuttavia al massimo alla somma delle prestazioni per gli eventi la cui insorgenza è certa. 2 La parte del valore di liquidazione in caso di riscatto che non può essere versata come indicato al cpv. 1, deve essere trasformata. A questa parte si applicano le disposizioni relative alla trasformazione del contratto di assicurazione. 3 La deduzione per il rischio di tasso è consentita unicamente sulla parte versata del valore di liquidazione. 4 In deroga a quanto previsto al cpv. 2, la FINMA può approvare un importo massimo fino al quale è possibile procedere al versamento anziché alla trasformazione b) Art. 25 Riscatto parziale del contratto di assicurazione 1 In caso di riscatto parziale del contratto di assicurazione con riduzione dei premi convenuti alla stipulazione del contratto si applica per analogia l'art. 24. I premi ridotti non devono comprendere le spese di acquisizione già ammortizzate con il riscatto parziale. 2 In caso di riscatto parziale del contratto di assicurazione senza riduzione dei premi convenuti alla stipulazione del contratto, le spese di acquisizione già ammortizzate con il riscatto parziale devono essere considerate nel calcolo della nuova prestazione assicurativa c) Art. 26 Liquidazione della quota di eccedenze finale In caso di trasformazione o di riscatto del contratto di assicurazione di capitalizzazione, trascorsa almeno la metà della durata contrattuale pattuita, l'impresa di assicurazione è tenuta ad accreditare allo stipulante almeno il 50% della provvisione per la quota di eccedenze finale. Tale quota aumenta in modo costante fino al termine della durata contrattuale pattuita arrivando al 100% /29
14 IV. Partecipazione alle eccedenze nell assicurazione sulla vita A. Disposizioni generali a) Art. 27 Scopo Gli art della presente circolare hanno come scopo l applicazione delle prescrizioni in materia di vigilanza sulla partecipazione alle eccedenze (art. 130, e OS). 126 b) Art. 28 Campo di applicazione 1 Gli art della presente circolare si applicano ai rami A1, A2 e A3 ai sensi dell allegato 1 OS. 2 Ai sensi della presente circolare, per partecipazione alle eccedenze si intendono unicamente quelle in cui l impresa di assicurazione può influenzare l ammontare delle quote assegnate agli stipulanti Principi basilari 129 Nell'ambito di un contratto di assicurazione sulla vita è possibile concordare una partecipazione alle eccedenze dipendente dai risultati. Lo scopo della partecipazione alle eccedenze è consentire allo stipulante di beneficiare delle eccedenze conseguite. La partecipazione alle eccedenze viene prelevata dal fondo delle eccedenze dell impresa di assicurazione e assegnata ai contratti di assicurazione aventi diritto alle eccedenze. Il fondo delle eccedenze serve a perequare, nel corso degli anni, i prelievi per la partecipazione alle eccedenze, in modo da evitare oscillazioni così forti come quelle dei risultati di esercizio. A determinate condizioni può fungere da ammortizzatore dei rischi c) Art. 29 Piano delle eccedenze (art. 137 cpv. 1 e art. 153 cpv. 1 OS) 1 L assegnazione delle quote di eccedenze agli stipulanti deve avvenire secondo un piano delle eccedenze. 2 A tale scopo l impresa di assicurazione suddivide il suo portafoglio di contratti di assicurazione sulla vita aventi diritto alle eccedenze in sottoportafogli, ciascuno dei quali con coperture simili. Tale suddivisione può avvenire anche per tassi di interesse tecnico, diversi generi di rischio, vincoli a investimenti o in base ad altri criteri. Ad ogni sottoportafoglio deve essere assegnata, secondo metodi attuariali riconosciuti, una parte della partecipazione complessiva alle eccedenze, tenendo conto del contributo al risultato di ogni singolo sottoportafoglio. 3 L assegnazione ai singoli contratti di assicurazione all interno di un sottoportafoglio non deve comportare disparità sostanziali di trattamento, non giustificabili sotto il profilo giuridico o attuariale (art. 117 cpv. 2 OS) d) Art. 30 Rapporti alla FINMA (art. 25 LSA) Nell ambito del rapporto di sorveglianza annuo (art. 25 cpv. 2 LSA), l impresa di assicurazione redige un rapporto dettagliato relativo alle eccedenze che contiene, in particolare, informazioni sulla suddivisione del portafoglio in sottoportafogli, sul sistema di ripartizione delle eccedenze /29
15 ai vari sottoportafogli e all interno di essi, sulla scelta dei parametri per le eccedenze e sull'ammontare delle eccedenze assegnate ai singoli sottoportafogli. Occorre inoltre effettuare una stima delle fonti di utili e di perdite, che può avvenire sulla base di una segmentazione più approssimativa. B. Partecipazione alle eccedenze al di fuori della previdenza professionale a) Art. 31 Fondo delle eccedenze (art. 136 OS) 1 Ogni anno viene destinato al fondo delle eccedenze un importo che può essere anche pari a zero. 2 In seguito all attribuzione di tale importo, dal fondo delle eccedenze deve essere prelevato ogni anno almeno il 20% da assegnare ai contratti di assicurazione aventi diritto alle eccedenze al più tardi nell anno successivo. 3 L impresa di assicurazione può effettuare prelievi dal fondo delle eccedenze esclusivamente nel quadro dell assegnazione delle eccedenze o per compensare importi mancanti ai sensi dell art. 136 cpv. 5 OS. Il prelievo annuo rispecchia quindi solo in parte l andamento degli affari nell esercizio in questione. Gli esercizi più positivi e quelli meno positivi vengono perequati. 4 Non vengono gestiti tramite il fondo delle eccedenze gli importi assegnati a contratti di assicurazione aventi diritto alle eccedenze il cui ammontare non può essere stabilito dall impresa di assicurazione b) Art. 32 Assegnazione delle quote di eccedenze (art. 137 OS) 1 L assegnazione delle eccedenze ai sottoportafogli deve avvenire in base a metodi attuariali riconosciuti. Sono ammesse le seguenti procedure: a. la classificazione gerarchica dei sottoportafogli e la distribuzione delle eccedenze a partire dal livello gerarchico più alto a quello più basso in base al contributo al risultato di ogni singolo sottoportafoglio; b. la definizione dei parametri di eccedenza (tassi di eccedenza per interesse, rischio o spese) per ogni sottoportafoglio, in base alle sue caratteristiche specifiche, come l andamento dei sinistri o altri fattori che incidono sul risultato; le differenze fra i vari sottoportafogli o rispetto all assegnazione complessiva devono essere giustificabili sotto il profilo attuariale; c. altri metodi o varianti, a condizione che siano giustificabili sotto il profilo attuariale La partecipazione alle eccedenze è formata da componenti di interesse, rischio e spese che devono essere determinate per ogni sottoportafoglio nel quadro dell assegnazione delle eccedenze. Le componenti delle eccedenze possono risultare negative ed essere compensate reciprocamente. Tuttavia, per ogni sottoportafoglio e per ogni contratto, la somma delle componenti delle eccedenze come pure la quota della partecipazione alle eccedenze correnti e la quota finale di eccedenze devono essere pari o superiori a zero /29
16 3 All interno dei sottoportafogli l assegnazione delle eccedenze ai singoli contratti deve avvenire, in linea di massima, in modo proporzionale rispetto ai parametri di riferimento premio di rischio per decesso e invalidità, premio di costo e provvisione matematica. 4 Per motivi particolari, segnatamente motivi tecnici (p. es. sistema di gestione) o sistematici (p. es. rendite da eccedenze), è possibile procedere secondo metodi diversi dai principi sopra menzionati (p. es. metodi meccanici). Deve essere comunque garantito che nell assegnazione ai contratti all interno dei sottoportafogli non si verifichino disparità sostanziali di trattamento non giustificabili sotto il profilo giuridico o attuariale (art. 117 cpv. 2 OS). 5 Eventuali modifiche delle modalità di assegnazione (p. es. sostituzione della quota corrente di eccedenze con quella finale oppure cambiamento del tipo di utilizzo) sono considerate, fra l'altro, modifiche del sistema ai sensi dell art. 137 cpv. 3 OS c) Art. 33 Eccedenza finale (art. 138 OS) 1 Per l eccedenza finale prevista alla scadenza del contratto viene costituita una provvisione individuale relativa al contratto stesso mediante prelievo dal fondo delle eccedenze. 2 Il diritto al termine dell intera durata dell assicurazione è pari alla provvisione individuale per la quota di eccedenze finale al momento della scadenza del contratto. Nel periodo antecedente alla scadenza del contratto, la provvisione individuale non può essere ridotta. 3 La provvisione per la quota finale di eccedenze è un impegno che rientra nell importo legale del patrimonio vincolato e non può entrare in linea di conto per la copertura del margine di solvibilità. 4 La provvisione per la quota finale di eccedenze liberatasi in seguito a decesso, trasformazione o riscatto va a confluire nel fondo delle eccedenze, sempre che non sia stata accreditata allo stipulante. L operazione non deve avvenire per ogni singolo contratto, ma può essere effettuata nel quadro dell'attribuzione annua al fondo delle eccedenze. La liquidazione del diritto all eccedenza finale in caso di riscatto e conversione è disciplinata dall art d) Art. 34 Prescrizioni varie 1 Nell ambito dell'assegnazione delle eccedenze, l'impresa di assicurazione può considerare la concordanza specifica per il singolo prodotto tra gli impegni assicurativi e i valori patrimoniali afferenti (ALM) 2, specialmente in caso di versamenti unici e premi periodici. L impresa di assicurazione può inoltre quantificare e computare anche eventuali differenze nelle spese di garanzia, per esempio per impegni elevati o esigui relativi agli interessi oppure per contratti con o senza deduzione per il rischio di tasso in caso di riscatto (art. 15). 2 Se prima della stipulazione di un contratto di assicurazione di capitalizzazione l'impresa di assicurazione informa lo stipulante circa l'ammontare delle eventuali future partecipazioni alle eccedenze, è tenuta a fornirgli più esempi di calcolo al riguardo con diversi tassi di interesse. Uno degli scenari deve basarsi su parametri aggiornati. Gli altri scenari devono illustrare, con un ventaglio equilibrato di casi più o meno favorevoli, la variabilità del possibile andamento futuro del valore. I tassi di interesse utilizzati devono essere indicati ALM: asset liability management o gestione di attivi/passivi. 16/29
17 Esempi di calcolo unilateralmente favorevoli o irrealistici in quanto esageratamente positivi ingannano lo stipulante per quanto riguarda le effettive opportunità offerte dalla prestazione complessiva del contratto. Sono quindi ritenuti abusi ai sensi dell art. 117 cpv. 1 lett. a OS. 3 L impresa di assicurazione è tenuta a comunicare esplicitamente allo stipulante che gli esempi di calcolo si basano su ipotesi non garantite e che i rendimenti conseguiti in passato non sono indicativi per lo sviluppo futuro. È tenuta inoltre a precisare che dagli esempi di calcolo non scaturiscono obblighi contrattuali di alcun tipo. 4 L attribuzione di eccedenze più elevate rispetto ad altri stipulanti, nell ottica di conformarsi a esempi di calcolo emessi precedentemente, si traduce in una sostanziale disparità di trattamento non giustificabile ai sensi dell art. 117 cpv. 2 OS. Questa regola non si applica alla partecipazione alle eccedenze di rendite in corso. 5 In caso di versamenti unici, le partecipazioni alle eccedenze per rischio e spese si basano in genere sui premi di rischio e sulle spese annuali calcolati. Sono ammesse approssimazioni con riserva del divieto di abuso. 6 Una partecipazione anticipata alle eccedenze è ammessa a condizione che si basi su valori relativamente stabili. La partecipazione alle eccedenze anticipata deve fare riferimento a un solo anno e va definita analogamente alla partecipazione alle eccedenze posticipata. La partecipazione alle eccedenze anticipata è possibile, per esempio, in caso di assicurazioni di decesso pure a premio annuo. La partecipazione alle eccedenze anticipata può essere conteggiata con il premio annuo e) Art. 35 Informazione nelle basi contrattuali 1 Nell ambito delle basi contrattuali, l impresa di assicurazione fornisce allo stipulante, in modo chiaro e comprensibile, le informazioni ai sensi dell art. 130 OS. 2 Le informazioni relative all assegnazione delle eccedenze includono in particolare la descrizione dei principi per l assegnazione della partecipazione alle eccedenze prelevata dal fondo delle eccedenze. Devono inoltre essere descritte le modalità di distribuzione della quota di eccedenze finale in caso di riscatto e decesso f) Art. 36 Informazione annuale degli stipulanti L impresa di assicurazione deve consegnare ogni anno agli stipulanti un conteggio verificabile della partecipazione alle eccedenze che deve contenere in particolare le seguenti indicazioni: a. basi aggiornate per il calcolo della partecipazione alle eccedenze e principi per la relativa assegnazione; b. ammontare della partecipazione alle eccedenze; 166 c. per contratti con eccedenza finale: situazione del diritto minimo alla quota di eccedenza finale alla scadenza dell intera durata contrattuale e situazione della quota della provvisione per l eccedenza finale garantita in caso di riscatto; d. per contratti con accumulo con interessi delle quote di eccedenze: situazione del conto eccedenze e del tasso di interesse di accumulo aggiornato; /29
18 e. per contratti con quota di risparmio: distinzione almeno tra le componenti eccedenti di interesse e le altre come pure indicazione del tasso di remunerazione totale della provvisione matematica. Laddove possibile e opportuno, si raccomanda di operare, per tutti i contratti, una distinzione della partecipazione alle eccedenze in base alle componenti interesse, rischio e spese C. Partecipazione alle eccedenze nella previdenza professionale a) Art. 37 Partner contrattuali nella previdenza professionale Le disposizioni che seguono disciplinano l assegnazione delle eccedenze ai partner contrattuali diretti dell'impresa di assicurazione (stipulante). 171 Vi rientrano in particolare gli istituti di previdenza e i titolari di polizze di libero passaggio. 172 b) Art. 38 Fondo delle eccedenze (art OS) 1 Per i contratti stipulati nell'ambito della previdenza professionale, il fondo delle eccedenze è suddiviso in due parti: una parte è destinata ai contratti con quota minima obbligatoria, l'altra a casi particolari ai sensi dell'art. 146 OS. 2 L assegnazione degli importi accreditati al fondo delle eccedenze agli stipulanti secondo l art. 152 cpv. 2 OS deve essere presentato alla FINMA in forma adeguata, per esempio mediante un conteggio per tranche. L accredito al fondo delle eccedenze per i contratti con quota minima obbligatoria e il prelievo straordinario per coprire un eventuale saldo negativo ai sensi dell art. 150 OS sono disciplinati nella Circ. FINMA 08/36 «Contabilità previdenza professionale» c) Art. 39 Assegnazione delle quote di eccedenze (art. 153 OS) 1 L assegnazione agli istituti di previdenza deve avvenire secondo un metodo applicabile in modo coerente anche ai contratti affiliati e alle relative polizze degli assicurati. 2 In linea di massima, l assegnazione delle eccedenze avviene analogamente alle prescrizioni dell'art. 32 relative ai contratti al di fuori della previdenza professionale. 3 Nell'ambito dell assegnazione delle eccedenze è possibile tenere conto dell andamento dei sinistri credibilizzato in funzione dell entità e della durata di osservazione dall ottica collettiva come pure dell esperienza relativa ai costi. In ambito collettivo le componenti di eccedenza negative possono essere compensate con quelle positive. Le disposizioni di questo capoverso non regolano la distribuzione della partecipazione alle eccedenze assegnata a un istituto di previdenza su contratti affiliati d) Art. 40 Informazione nelle basi contrattuali 1 Nell ambito delle basi contrattuali, l impresa di assicurazione fornisce allo stipulante, in modo chiaro e comprensibile, le informazioni ai sensi dell art. 130 OS /29
19 2 Le informazioni relative all assegnazione delle eccedenze includono in particolare la descrizione dei principi per l assegnazione della partecipazione alle eccedenze prelevata dal fondo delle eccedenze. 181 e) Art. 41 Informazione annuale degli stipulanti L impresa di assicurazione deve consegnare ogni anno agli stipulanti un conteggio verificabile relativo alla partecipazione alle eccedenze che deve contenere in particolare le seguenti indicazioni: a. le basi aggiornate per il calcolo della partecipazione alle eccedenze e i principi per la relativa distribuzione; b. l ammontare della partecipazione alle eccedenze; 184 c. per i contratti con quota di risparmio: distinzione almeno tra le componenti eccedenti di interesse e le altre come pure indicazione del tasso di remunerazione totale della provvisione matematica. Si raccomanda di operare per tutti i contratti una distinzione della partecipazione alle eccedenze in base alle componenti interesse, rischio e spese. L informazione degli stipulanti in merito al conto di esercizio è disciplinata nella Circ. FINMA 08/36 «Contabilità previdenza professionale» V. Disposizioni finali Art. 42 Entrata in vigore e disposizioni transitorie 1 La presente circolare entra in vigore il 1 gennaio Sostituisce tutte le direttive dell ex UFAP relative al tasso di interesse tecnico nell assicurazione individuale sulla vita, in particolare quella dell 11 giugno Si applica ai contratti di assicurazione stipulati per nuovi prodotti lanciati sul mercato a partire dal 1 luglio 2009, a condizione che i capoversi seguenti non contengano disposizioni divergenti. 4 Per i contratti di assicurazione relativi a prodotti esistenti già al 1 gennaio 2009 si applicano le prescrizioni di cui agli art sulle stipulazioni effettuate dal 1 gennaio Le prescrizioni sulla partecipazione alle eccedenze nell assicurazione sulla vita valgono anche per i contratti già in essere dal 1 gennaio 2010, con riserva dei cpv. 6, 7 e 8 seguenti. 6 Le norme relative all informazione degli stipulanti sulla partecipazione alle eccedenze secondo gli art. 35, 36, 40 e 41 vanno adottate, per contratti nuovi e contratti esistenti, entro il 1 gennaio Le informazioni sulla suddivisione del portafoglio in sottoportafogli, sul sistema di ripartizione delle eccedenze ai vari sottoportafogli e all'interno di essi, sui parametri scelti per le eccedenze e sull ammontare delle eccedenze assegnate ai singoli sottoportafogli, come pure sulla stima /29
20 delle fonti di utili e di perdite devono essere fornite alla FINMA per la prima volta nel quadro del rapporto sulle eccedenze dettagliato (cfr. art. 30) per l anno 2008 nel 2 semestre Se tale rapporto non può essere trasmesso entro i termini previsti, occorre inoltrare alla FINMA una domanda che propone un altra procedura motivata. 8 La distinzione delle componenti di eccedenza tra eccedenza di interesse e altra eccedenza nel calcolo dell assegnazione delle eccedenze a livello di contratto (cfr. art. 32) e nell'ambito dell'informazione annua degli stipulanti (cfr. art. 36) non è necessaria, in deroga al cpv. 6, per i contratti stipulati prima del 1 gennaio 2011 con sistemi di eccedenza meccanici. 9 Le regole per gli esempi di calcolo relativi alle assicurazioni sulla vita vincolate a partecipazioni secondo l art. 8 e per gli esempi di calcolo relativi alle possibili partecipazioni alle eccedenze future secondo l art. 34 devono essere attuate entro il 1 gennaio 2011 per i contratti di nuova stipula. 10 Nell ambito dei contratti in essere con eccedenze finali, le imprese di assicurazione costituiscono provvisioni per la quota di eccedenze finale. L accumulo può avvenire in modo graduale sull arco di diversi anni. Le imprese di assicurazione devono inoltrare alla FINMA entro il 30 giugno 2009 un piano che illustri come vengono alimentate tali provvisioni /29
1) Premessa. 2) Indicazioni di carattere generale
CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI ATTUARI 00187 Roma - Via Sicilia, 57 tel. 06 3236373 CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI ATTUARI 00186 Roma Via del Corea, 3 tel. 06 3210350 REGOLE APPLICATIVE DEI PRINCIPI ATTUARIALI