Source: https://italiascuola.it/pvw/app/1PWITS02/pvw_sito.php?sede_codice=1PWITS02&page=quesito&id=41726
Timestamp: 2020-07-12 10:42:09+00:00
Document Index: 144465473

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 147', 'art. 119', 'art. 118', 'art. 2048', 'art. 3', 'art. 1218', 'art. 2048', 'art. 2048', 'art. 2047', 'art. 2048', 'art. 148', 'art. 24', 'art. 2087', 'art. 2087', 'art. 1218', 'art. 1218', 'art. 2087', 'art. 34', 'art. 337', 'art. 3', 'art.7', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 17', 'art. 19']

Casi&Pareri - I genitori esonerano la figlia dalle lezioni di educazione fisica per una presunta pericolosità della palestra...
I genitori esonerano la figlia dalle lezioni di educazione fisica per una presunta pericolosità della palestra...
#pbb #palestra #infortunio #spigolo #pallone #figlia #sicurezza #muro #genitore #allieva #finestrone
A seguito di infortunio in palestra di alunno di classe prima scuola secondaria di primo grado, ricevo comunicazione da parte di mamma di altra alunna, sempre di classe prima ma di altra sezione, la quale "comunica" che esonera sua figlia dalle attività di educazione fisica fino a quando non riceva comunicazione scritta dalla scuola che la struttura rispetta tutte le norme di sicurezza (compresa la protezione di tutti gli spigoli ad esempio di panche o altro) e quelle igienico sanitarie.
Preciso: l'infortunio è avvenuto in palestra che è abbondantemente fornita di protezioni per varie fonti di pericolo; su richiesta del sottoscritto sono state applicate dall'amministrazione comunale protezioni ai pali di sostegno della rete di pallavolo, all'argano della stessa, alle maniglie di comando dei sistemi di apertura a distanza dei finestroni, cioè alle principali fonti di rischio presenti.
Stessa lettera è stata inviata all'assessorato ........... e pubblicata su...........
L'infortunio è avvenuto nel seguente modo: .................................................................................................
Verificato che neppure le protezioni esistenti e attività correttamente e attentamente svolte dai docenti sono valse ad evitare un pur piccolo danno (3 punti di sutura) e un grandissimo spavento per l'alunno e per la famiglia, si è provveduto immediatamente a richiedere ulteriori protezioni anche per quelle poche parti della palestra rimaste non imbottite.
Tralasciando ogni considerazione sulla necessità di una riflessione didattica rispetto al riconoscimento del pericolo e al grado di autonomia dei nostri ragazzi, aggiungo:
io (e non il genitore) dovrei concedere solo in determinati casi l'esonero dalle attività pratiche di ed. fisica, specificatamente per certificati motivi di salute; del resto non so come valutare la legittimità della richiesta della mamma rispetto a una dichiarazione scritta sul rispetto delle norme di sicurezza ed igienico sanitarie (la palestra è pulitissima, ma immagino che qui ci si riferisca anche ad altri parametri); la mia risposta non può che essere positiva visto che le attività si svolgono da tempo in questo modo e che l'infortunio in questione è avvenuto in modo del tutto occasionale e difficilmente ripetibile.
Le ulteriori protezioni verranno istallate solo tra qualche mese (per motivi di bilancio comunale) e il genitore in questione continua a protestare per il fatto che le lezioni proseguono con la non partecipazione di sua figlia che si è autodichiarata esonerata all'insegnante.
Quale linea di condotta mi suggerite? Io ho pensato di non rispondere e proseguire, in attesa degli adeguamenti, prendendo atto della non volontà della famiglie e della bambina di partecipare alle attività pratiche. E' chiaro che questo comporta vari problemi, compreso quello della valutazione delle attività, almeno fin quando non siano effettuati i lavori di completa neutralizzazione dell'ambiente circostante al lavoro dei nostri allievi. Sorvolo sul fatto che dovrei porre almeno un paio di ulteriori quesiti riferiti allo stesso soggetto, fatto che però può far comprendere come il problema posto sopra non possa risolversi in base a un costruttivo senso di collaborazione.
La situazione descritta è senza dubbio anomala.
Tralasciando ogni considerazione circa il corrosivo clima di sfiducia che progressivamente erode le relazioni scuola famiglia, la redazione è ben consapevole del fatto che, a rigore, la scuola non dovrebbe farsi carico di garantire per iscritto, a ciascun genitore, la sicurezza della palestra e di ogni altro locale dove viene praticata l’attività didattica.
Tuttavia, l’unilaterale e allarmista determinazione genitoriale rischia di creare un rischioso precedente per almeno due ordini di considerazioni:
- ingenera il convincimento secondo cui i genitori abbiano facoltà di interferire pesantemente sull’ordinario svolgimento delle attività didattiche, arbitrariamente esentando i figlie dalla frequenza di una materie obbligatoria (l’esonero è chiesto dai genitori e disposto dalla scuola, in specie dal dirigente scolastico);
- diffonde, specie se non adeguatamente riscontrata, un senso di allarme e sfiducia circa la sicurezza di un locale dell’edificio scolastico: invero, ignorare l’accaduto potrebbe essere maliziosamente interpretato quale implicito atto di ammissione dell’inadeguatezza della palestra, indebolendo la posizione dell’amministrazione laddove, malauguratamente, dovesse verificarsi un ulteriore infortunio. Del resto, come insegna la consolidata giurisprudenza in tema di violazione delle norme di prevenzione degli infortuni, delle due l’una: il locale è a norma e può ospitare le attività; oppure non lo è, con l’obbligo di renderlo immediatamente inaccessibile ai minori fino alla data in cui l’ente locale lo avrà messo in sicurezza.
Alla luce di quanto precede, si suggerisce di scrivere agli esercenti la responsabilità genitoriale una nota modellata nei seguenti termini.
Ai genitori dell’allieva …
Questo istituto ha riscontrato che l’allieva …, iscritta presso la classe … della sez. … ha smesso di frequentare le lezioni di educazione fisica e ciò sulla base di un esonero unilateralmente rilasciato dalle S.V. motivato con riferimento alla presunta pericolosità della palestra.
Corre pertanto l’obbligo di significare alle S.V. che i locali della palestra sono conformi a tutti i parametri di sicurezza previsti dall’ordinamento, non potendosi certo inferire il contrario da un recente infortunio che, per quanto spiacevole, rappresenta un inevitabile caso fortuito.
Il fatto che si sia provveduto a programmare ulteriori interventi di protezione degli arredi risponde pertanto a un estremo scrupolo dell’amministrazione scolastica e non legittima affatto giudizi frettolosi quanto ingiustificati.
Alla luce di quanto precede, si significa alle Signorie Vostre che le assenze dell’allieva, preannunciate unilaterlamente con lettera di data …, in quanto non motivate con riferimento a documentate condizioni fisiche e/o psicofisiche tali da rendere l’interessata inidonea totalmente o parzialmente, in via transitoria o permanente, a svolgere determinate prestazioni motorie, non potranno che essere considerate ingiustificate, con tutte le inevitabili conseguenze del caso.
Se lo studente commette gravi atti vandalici è legittima la mancata ammissione all'esame di Stato - T.A.R. SARDEGNA - Sezione Prima Sentenza 02/11/2016 n° 800
Le valutazioni del Consiglio di classe relativamente alla promozione di un alunno costituiscono espressione di un giudizio di discrezionalità tecnica che spetta in via esclusiva a tale organo collegiale. Tale giudizio non è sindacabile in sede giurisdizionale dal giudice amministrativo se non nei ristretti limiti del difetto di motivazione, della carenza d’istruttoria e dell’illogicità manifesta. Ciò può accadere nelle ipotesi limite caratterizzate da situazioni di fatto controverse e contraddittorie oppure da circostanze del tutto peculiari. (Nel caso esaminato dalla sentenza la situazione di fatto è stata ritenuta “già di per sé esplicativa”, essendo i fatti chiari. Precisamente un alunno minore frequentante la III classe di un Istituto Comprensivo non è stato ammesso a sostenere l’esame di Stato avendo ottenuto il voto di 5 in “comportamento” nel secondo quadrimestre, per aver commesso atti vandalici cagionando danni ingenti alla scuola al di fuori dell’orario delle lezioni. Precisamente, erano stati asportati oggetti e materiali didattici e i locali della scuola erano stati resi inagibili, con spargimento del liquido contenuto negli estintori sui pavimenti e sugli arredi. I Giudici hanno ritenuto che nel caso il voto di condotta fosse pienamente giustificato e che non fosse necessaria alcuna particolare motivazione a sostengo dei provvedimenti assunti dalla scuola. Infatti, è vero che la determinazione del giudizio complessivo circa la condotta dello studente è soggetta ad una valutazione che deve tenere conto della personalità complessiva dell’alunno e del suo generale modo di rapportarsi ad insegnanti e compagni per trarne conclusioni ben ponderate sulla maturità complessiva della persona e sulla sua capacità di interazione con l’ambiente circostante; ma è altrettanto vero che l’assoluta gravità di singoli episodi può condizionare il giudizio negativamente, come nel caso in esame).
#istruzione secondaria di primo grado#organi collegiali#studenti: valutazione degli apprendimenti ed esami#studenti: valutazione del comportamento#liquido #spargimento #stabilito #vicepreside #spargere
Selezione del RSPP: il personale interno ad altra scuola ha la precedenza sugli esperti esterni - T.A.R. CAMPANIA - NAPOLI - Sezione Quarta Sentenza 15/01/2018 n° 334
Il comma 8 dell'art. 32 del D.Lgs. n. 81/2008 dispone che negli istituti di istruzione il datore di lavoro (dirigente scolastico), che non abbia optato per lo svolgimento diretto dei compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, designa l'RSPP individuandolo tra le due seguenti categorie: a) personale interno all'unità scolastica, in possesso dei requisiti specifici di cui al medesimo articolo 32, che si dichiari disponibile; b) personale interno ad una unità scolastica in possesso dei medesimi requisiti che si dichiari disponibile ad operare in una pluralità di istituti. Solo in assenza del predetto personale, il comma 9 dell’art. 32 consente che gruppi di istituti possano avvalersi in maniera comune dell'opera di un unico esperto esterno, tramite stipula di apposita convenzione, in via prioritaria con gli enti locali proprietari degli edifici scolastici e, in via subordinata, con enti o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altro esperto esterno libero professionista. Pertanto, il suddetto comma 8 disegna una posizione di favore per gli incaricati interni alla sicurezza, con la conseguenza che, nella selezione dell'RSPP, il personale interno ad altra unità scolastica, ha titolo di precedenza nell'assegnazione dell' incarico rispetto ad un esperto esterno all'Amministrazione
#sicurezza sul lavoro: rspp#esperto #incarico #personale #unità #istituto #selezione #amministrazione #professionista #ricorrente #requisito
Tribunale TERAMO Sentenza 16/01/2012 n° 18
I genitori di un minore naturalmente capace possono andare esenti da culpa in educando per i fatti illeciti commessi dal proprio figlio dimostrando di avere adempiuto all’onere educativo loro imposto dall’art. 147 c.c., che consiste non soltanto nella indicazione di regole, conoscenze, moduli di comportamento consoni alle proprie condizioni economico-sociali, ma anche nell’avere effettivamente e concretamente esercitato una attività di controllo per accertare che tutte le regole di educazione impartite siano state assimilate dal minore. Nel caso di specie, l’aver posto in essere da parte del minore, nei confronti di una coetanea, una condotta diffamatoria persistente e continuata per giorni attraverso la creazione di un gruppo sul social network Facebook contenente messaggi offensivi, dimostra l’inadempimento da parte dei genitori al dovere di verifica dell’effettiva assimilazione dell’educazione impartita e al dovere di controllo della corrispondenza concreta tra i principi inculcati ed i comportamenti posti in essere dal minore.
#genitori: responsabilità genitoriale#responsabilità civile#studenti: bullismo e cyberbullismo#rissa #amica #inculcare #nrr #assimilazione #esondazione #approssimare #tagging #persistenza #baruffa
T.A.R. SICILIA - PALERMO - Sezione Prima Sentenza 13/04/2010 n° 4958
E' nullo, perchè emesso da un'autorità amministrativa priva già in astratto di competenza, il provvedimento con cui il Comune ha ordinato di mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole e negli uffici pubblici del Comune, prevedendo una sanzione amminsitrativa nei confronti dei trasgressori, consdierato che l'art. 119 (e tabella C allegata) R.d. 26 aprile 1928, n. 1297 (Approvazione del regolamento generale sui servizi dell'istruzione elementare), e l'art. 118 R.d. 30 aprile 1924, n. 965 (Ordinamento interno delle Giunte e dei Regi istituti di istruzione media), si limitano ad includere il Crocifisso tra gli arredi delle aule scolastiche, la cui fornitura è carico del Comune, con un connesso onere di natura finanziaria, ma senza che tali disposizioni attribuiscano , a tale amministrazione, un potere di organizzazione delle istituzioni scolastiche, o di disciplina dei locali ove le stesse risultano allocate. Nè tale potere è attribuito dal decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, (convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125), recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica" o dalla legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", che attribuiscono ai Sindaci poteri relativi all'organizzazione ed alla gestione delle istituzioni statali ricadenti sul territorio comunale, che vanno causalmente sussunti nell'ambito della finalità di protezione della sicurezza urbana, o dal Decreto del Ministro dell'Interno 5 agosto 2008, recante "Incolumità pubblica e sicurezza urbana. Interventi del sindaco", atto amministrativo recante direttive ai sindaci in materia di politiche di sicurezza urbana, nell'ambito delle competenze agli stessi già attribuite da leggi vigenti.
#edilizia e arredi scolastici#tipizzare #disputa #collimare
Tribunale BOLOGNA - Sezione Terza Sentenza 01/04/2016 n° 867
L’Istituzione scolastica autonoma, pur dotata di personalità giuridica, è priva di legittimazione passiva in ordine alla domanda risarcitoria riferita ad attività del personale dipendente dallo Stato nell’esercizio del servizio pubblico dell’istruzione facente capo allo Stato (fattispecie relativa a domanda di risarcimento del danno relativo a un infortunio subito da un alunno a scuola e ascritto a omessa vigilanza del personale scolastico, c.d. infortunio scolasatico). Ai fini della configurabilità di una responsabilità dell'amministrazione scolastica per un infortunio incorso a uno studente durante lo svolgimento di attività fisica a scuola, ai sensi dell'art. 2048 c.c., è necessario che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente, (quindi che lo studente infortunato abbia subito il danno perché fatto segno di una azione colposa da parte di altro studente impegnato nella partita), e inoltre che non siano state predisposte tutte le misure atte a consentire che l'insegnante, sotto la cui guida si svolgeva il gioco, fosse stato posto in grado di evitare il fatto. Ne segue che non è da considerare illecita la condotta di gioco di un alunno che ha provocato il danno ad altro alunno, se è stata tenuta in una fase di gioco quale normalmente si presenta nel corso della partita, si è tradotta in un comportamento normalmente praticato per risolverla e è non stata, in concreto, connotata da un grado di violenza e irruenza incompatibili col contesto ambientale e con l'età e la struttura fisica delle persone partecipanti al gioco, quando, cioè, non è stat riscontrata particolare animosità o violenza di gioco, svolto tra ragazzi coetanei e dopo che l'insegnante aveva loro raccomandato il rispetto delle regole , di giocare piano e di essere corretti (fattispecie relativa a infortunio subito per un colpo ricevuto durante uno scontro di gioco connaturato alla partita e non per effetto di un’azione autonoma del compagno che lo ha colpito, non essendo stato, comunque, provato che l’azione sia stata concretamente caratterizzata da un grado di violenza ed irruenza incompatibili col contesto ambientale e con le persone che vi partecipavano). Il dovere di sorveglianza degli insegnanti nei confronti degli alunni deve essere adeguato all’età e al normale grado di valutazione dei minori loro affidati, in relazione alle circostanze del caso concreto: è, infatti, evidente che il grado di sorveglianza è inversamente proporzionale all’avvicinarsi della maggiore età, e, dunque, al crescere della capacità di discernimento, anche in relazione alla acquisita maggiore autonomia e indipendenza. Ne segue che, in presenza di un contesto di gioco organizzato, e svolto secondo le regole, l’insegnante, se ne ha raccomandato il rispetto, e ha invitato a giocare piano ed essere corretti, nulla può fare per impedire il contrasto della singola azione di gioco, indubbiamente caratterizzato da repentinità, posto che il gioco del calcio comporta rapidità di movimenti, contrasti e concentrazione di più giocatori nella stessa parte del campo.
#infortunio scolastico#responsabilità civile#questioni processuali: legittimazione delle scuole e degli altri organi#irruenza #infortunare #raccomandato #calcetto #pollicoro #sud #collaterale #gamba
La scuola on demand: se i genitori vogliono che il figlio ripeta l’anno.... - T.A.R. MARCHE - Sezione Prima Sentenza 19/10/2017 n° 792
E’ legittimo il verbale dello scrutinio di un Istituto scolastico, nella parte in cui si è deliberata l’ammissione un’alunna alla classe successiva (nella specie, alla seconda elementare), a nulla rilevando che i genitori abbiano chiesto la sua bocciatura sulla base di alcuni pareri di professionisti privati, che avevano in osservazione la bambina da non più di due mesi. Infatti la scuola, in presenza di alunni della scuola primaria con livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione, attiva, di regola, specifiche strategie di miglioramento nell’ambito dell’autonomia didattica ed organizzativa riconosciutale, e solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, i docenti, con decisione presa all’unanimità, possono decidere di non ammettere l’alunno alla classe successiva. (Nel caso in esame, pur in assenza di una certificazione medica proveniente da centri specialistici pubblici o accreditati -che la famiglia aveva ottenuto soltanto al termine delle lezioni e dopo il giudizio di ammissione- la scuola, a fronte delle difficoltà della bambina riscontrate nel corso dell’anno, ha individuato quest’ultima come alunna con bisogni educativi speciali (BES), redigendo un Piano didattico personalizzato (PDP) concordato con la famiglia, in cui sono state individuate misure dispensative e compensative volte a favorire l’apprendimento e il raggiungimento degli obiettivi programmati, conformemente a quanto stabilito dalla normativa di riferimento (in particolare, DPR n. 275 del 1999, legge n. 244 del 2010 e d.lgs. n. 62 del 2017). Il legislatore, quindi, da un lato, sottolinea la natura discrezionale delle scelte e delle valutazioni operate dalla scuola, anche in merito alle strategie da approntare, dall’altro, evidenzia la mera eventualità, peraltro giustificata dall’eccezionalità del caso e da comprovati motivi, della decisione di non ammissione. Nella fattispecie concreta, si è pertanto affermato che la scuola non è comunque tenuta ad uniformarsi al consiglio degli specialisti, essendo piuttosto vincolata alle strategie e agli obiettivi fissati nel PDP, come peraltro stabilito dall’art. 3 del d.lgs. n. 62 del 2017; né può dirsi che nella specie il giudizio di ammissione non fosse stato motivato, essendo la motivazione contenuta nel documento di valutazione relativo all’alunna - in cui si fa riferimento al parziale raggiungimento degli obiettivi programmati (ossia non quelli generali, bensì quelli personali specificamente individuati) e al legame costruito dalla minore con alcuni compagni e con le insegnanti - oltre che desumibile per relationem dai diversi atti adottati nel corso dell’intero anno scolastico e riguardanti l’alunna in parola (verbali, relazioni, piani, ecc.).
#istruzione primaria#studenti: valutazione degli apprendimenti ed esami#alunna #strategia #bambina #marca #scuola #specialista #pdp #ammissione #datare #piano
Corte di Cassazione - Sezione Terza Sentenza 15/05/2013 n° 11751
In caso di infortunio scolastico occorso ad alunno maggiore d’età, permane la responsabilità della scuola, ma trova applicazione la disposizione di cui all’art. 1218 cod. civ. sulla responsabilità contrattuale per inadempimento e non quella di cui all’art. 2048 cod. civ. sulla responsabilità extracontrattuale dei precettori, applicabile soltanto all’ipotesi di alunni minori d’età. Infatti, la domanda e l'accoglimento di iscrizione alla frequenza di una scuola - nella specie statale - fondano un vincolo giuridico tra l'allievo e l'istituto. Da tale vincolo scaturisce, a carico dei dipendenti dell'istituto, appartenenti all'apparato organizzativo dello Stato, accanto all'obbligo principale di istruire ed educare, quello accessorio di proteggere e vigilare sull'incolumità fisica e sulla sicurezza degli allievi, sia per fatto proprio, adottando tutte le precauzioni del caso, che di terzi, fornendo le relative indicazioni ed impartendo le conseguenti prescrizioni. Questi obblighi sono da adempiere, per il tempo in cui gli allievi fruiscono della prestazione scolastica, con la diligenza esigibile dallo status professionale rivestito, sulla cui competenza e conseguente prudenza costoro hanno fatto affidamento, anche quali educatori e precettori del comportamento civile e della solidarietà sociale, valori costituzionalmente protetti, e da inculcare senza il limite del raggiungimento della maggiore età dell'allievo. (Nella fattispecie concreta, una studentessa maggiorenne subiva gravi danni da ustione in occasione di una recita scolastica a causa delle fiamme derivate da un incendio appiccato da un compagno al vestito della compagna vicina, che la prima ha cercato di soccorrere rimanendo ustionata nel tentativo di spegnere le fiamme. La scuola è stata ritenuta responsabile non avendo dimostrato di aver adottato tutti i provvedimenti organizzativi, informativi e disciplinari idonei a garantire la sicurezza nella scuola, a fronte di un evento che la Corte ha ritenuto non imprevedibile “stante la pericolosità del costume elevatamente infiammabile”. Era infatti risultato accertato che gli abiti utilizzati nella recita erano infiammabili, che mancavano gli estintori nei luoghi adiacenti e che era mancato il primo intervento da parte degli ausiliari).
#infortunio scolastico#responsabilità civile#fiamma #appiccare #assitalia #infermeria #atrio #incendiare #ustionare #accendino #allertare #propagare
Corte di Cassazione - Sezione Terza Sentenza 10/10/1996 n° 2606/97
In caso di infortunio cagionato da minore capace di intendere e di volere, si applica la disciplina di cui all’art. 2048 cod. civ., e non quella prevista dall’art. 2047 cod. civ., dettata per le ipotesi in cui il minore sia incapace di intendere e di volere. Ciò premesso, ai sensi dell’art. 2048 cod. civ., sussiste la responsabilità dei genitori per “culpa in educando” qualora essi non riescano a fornire la prova liberatoria, consistente nel dimostrare di aver impartito al proprio figlio minore una educazione e una istruzione consona alle proprie condizioni sociali e familiari e idonee ad avviarlo ad una corretta vita di relazione. Nel caso di specie, è stata ritenuta la responsabilità civile per “culpa in educando” dei genitori di una quattordicenne la quale, alla guida di un’automobile, aveva cagionato un sinistro dai quali erano derivati danni all’amico trasportato in auto.
#infortunio scolastico#responsabilità civile#vettura #educando #quattordicenne #lit #supero #automobile #fiat #attendare #colloquiare #iato
T.A.R. PUGLIA - BARI - Sezione Prima Sentenza 25/01/2006 n° 325
Il titolo a prendere visione ed estrarre copia degli atti reddituali si ravvisa in capo al padre separato ed onerato del mantenimento rispetto al figlio maggiorenne. E’ noto, infatti, che anche in caso di separazione personale tra coniugi e di successivo scioglimento del matrimonio ovvero cessazione degli effetti civili del matrimonio, l’obbligo dei genitori di concorrere tra loro, secondo le regole di cui all’art. 148 c.c., al mantenimento dei figli, non cessa automaticamente col raggiungimento da parte di questi della maggiore età, ma perdura immutato finché il genitore interessato alla declaratoria della cessazione dell’obbligo stesso non dia la prova che il figlio ha raggiunto la indipendenza economica ovvero che il mancato svolgimento di una attività economica dipende da un suo atteggiamento di inerzia (ex multis Cass. Civ. Sez. I, 7 maggio 1998 n. 4616; 30 agosto 1999, n. 9109; 3 aprile 2002, n. 4765).
#accesso agli atti amministrativi#atto e documento amministrativo#genitori: adozione, separazione, divorzio#accentuazione #acclarandosi #ricollegabile
T.A.R. VENETO - Sezione Terza Sentenza 25/02/2009 n° 375
La violazione delle disposizioni sulla sicurezza in materia di evacuazione degli edifici scolastici in caso di emergenza va verificata in concreto con riguardo a ciascun edificio scolastico, alle sue vie d’uscita e all’affollamento reale delle sue classi, una volta che il procedimento amministrativo per la loro formazione sia stato completato. (Il Giudice Amministrativo, nel riconoscere preliminarmente la legittimazione ad agire dell’associazione sindacale di insegnanti affinchè siano correttamente applicate le norme per la sicurezza antincendio nelle scuole, ne rigetta il ricorso interpretando la normativa di riferimento alla luce della distinzione tra classi previste e classi effettivamente costituite e, dunque, tra organico di diritto e organico di fatto. Solo al termine della determinazione dell’organico di fatto le classi vengono effettivamente formate e collocate nei relativi edifici esistenti, con la conseguenza che solo allora potrà valutarsi l’esistenza di una violazione della normativa in questione, nella considerazione, tuttavia, che il limite di 26 persone/aule fissato dal d.m. 26/8/1992 rappresenta un parametro tecnico per il corretto svolgimento degli interventi di sicurezza, ma non una prescrizione organizzativa che si impone in modo immediato e diretto ai Dirigenti e agli Uffici Scolastici, ed è pertanto derogabile in presenza di specifiche situazioni concrete, delle quali deve darsi conto con dichiarazione del responsabile delle attività al termine del procedimento. Sentenza confermata da Consiglio di Stato, Sez. VI, sent. 7648/2010##436L)
#edilizia e arredi scolastici#enti locali#organici#sicurezza sul lavoro (in generale)#sicurezza sul lavoro: prevenzione incendi#affollamento #evacuazione #fuoco #larghezza #gabbricci #acerboni #cos #deflusso #esodo #incendio
Carriera scolastica: i genitori, anche separati, hanno diritto di accesso ai relativi atti - T.A.R. LAZIO - ROMA - Sezione Terza Bis Sentenza 19/06/2018 n° 6849
Va affermato il diritto dei genitori, ancorché separati, di conseguire visione e copia dei documenti di scrutinio dei figli, sia ove ineriscano a compiti in classe che ad attestazioni ufficiali tratte dai registri di classe, che ai documenti valutativi di sintesi (c.d. pagelle). Va altresì affermato il diritto del genitore separato, quantunque in ipotesi non affidatario dei figli, di prendere visione ed estrare copia degli atti concernenti il percorso scolastico dei figli, senza che la spettanza di tale diritto sia subordinata ad autorizzazione o altro atto di assenso del Tribunale ordinario competente in sede id adozione di provvedimenti riguardanti i figli. Non ricorre nel caso la fattispecie di esclusione al diritto di accesso prevista dall'art. 24 L. n. 241/1990 relativa ai “procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psicoattitudinali relativi a terzi”, considerando che gli scrutini degli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado non hanno carattere e natura selettivi, non consistendo in una selezione a merito comparativo, ma in un vaglio della loro preparazione in senso assoluto, ovverosia senza il confronto con altre posizioni. Né alla richiesta può essere opposta la norma generale in ossequio alla quale “non sono ammissibili istanza di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni”, posto che detta norma esclude che l’azione di accesso possa rivestire i connotati della actio popularis, disancorata al radicamento di un interesse personale e qualificato dell’istante, avendo il ricorrente domandato l’accesso dei compiti e delle relative annotazioni riguardanti il figlia minore. (Afferma in particolare il T.A.R.: "Non va al riguardo obliterato che la pretesa di un genitore di ottenere copia dei compiti svolti dal figlio e delle relative annotazioni valutative operate dai docenti, è funzionale all’obiettivo educativo di prendere contezza delle carenze nell’apprendimento e nel processo cognitivo del figlio, constatare quali possano essere le lacune culturali onde predisporre eventuali percorsi privati di sostegno e recupero scolastico. More solito gli stessi docenti privati di recupero domandano di poter visionare i compiti svolti dall’allievo al fine di appurare quali siano le faglie nella preparazione relativa alle singole materie di studio. [....]. Si è invero condivisibilmente affermato che “La qualità di genitore, anche se non affidatario del figlio in seguito alla separazione con l'altro coniuge, conferisce il diritto ad accedere alle informazioni relative alla frequenza del proprio figlio nella scuola (riguardanti, nella specie, il numero ed i motivi delle assenze, il numero dei pasti consumati e l'avvenuta - o meno - preiscrizione all'anno scolastico successivo); tale diritto non è condizionato ad un'eventuale autorizzazione da parte del tribunale, dal momento che la stessa veste di genitore legittima ad esercitare il diritto-dovere di vigilanza sull'educazione, sull'istruzione e sulle condizioni di vita del figlio anche attraverso la verifica delle concrete modalità d'inserimento nella scuola dallo stesso frequentata (T.A.R. Lazio – Latina, 9.7.2002 n. 753).”)
#accesso agli atti amministrativi#studenti: valutazione degli apprendimenti ed esami#accesso #annotazione #diritto #copia #compito #visione #separare #domandare #figlia #scrutinio
L'evento imprevedibile esclude la responsabilità del datore di lavoro - Corte di Cassazione - Lavoro Sentenza 15/01/2018 n° 749
La responsabilità del datore di lavoro per la sicurezza del lavoratore ai sensi dell'art. 2087 cod. civ. opera soltanto in caso di aggravamento del rischio insito nell'attività lavorativa prestata dal dipendente, ma non nel caso di evento abnorme e imprevedibile. Nella fattispecie concreta, un'insegnante era stata colpita ad un occhio dal tappo di una bottiglia di spumante aperta da un alunno dell'ultimo anno di un liceo Classico, mentre durante l'orario di lezione veniva celebrato il centesimo giorno prima dell'esame di maturità. In tema di responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 cod. civ. (ai fini del superamento della presunzione di cui all'art. 1218 cod. civ.), grava sul datore di lavoro l'onere di dimostrare di aver rispettato le norme specificamente stabilite in relazione all'attività svolta, e di aver adottato tutte le misure che, in considerazione della peculiarità dell'attività e tenuto conto dello stato della tecnica, siano necessarie per tutelare l'integrità del lavoratore, vigilando altresì sulla loro osservanza. A sua volta, il lavoratore che agisca nei confronti del datore di lavoro per il risarcimento integrale del danno patito a seguito di infortunio sul lavoro, ha l'onere di provare il fatto costituente l'inadempimento ed il nesso di causalità materiale tra l'inadempimento ed il danno, ma non anche la colpa della controparte, nei cui confronti opera la suddetta presunzione ex art. 1218 cod. civ. Ciò significa che l'art. 2087 cod. civ. non configura una forma di responsabilità oggettiva a carico del datore di lavoro, non potendosi automaticamente desumere dal mero verificarsi del danno l'inadeguatezza delle misure di protezione adottate: la responsabilità datoriale va infatti collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle migliori conoscenze sperimentali o tecniche del momento al fine di prevenire infortuni sul lavoro e di assicurare la salubrità e, in senso lato, la sicurezza in correlazione all'ambiente in cui l'attività lavorativa viene prestata, onde in tanto può essere affermata in quanto la lesione del bene tutelato derivi causalmente dalla violazione di determinati obblighi di comportamento imposti dalla legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche in relazione al lavoro svolto. (Nel caso deciso dalla Corte di Cassazione, i Giudici hanno ritenuto la condotta dell'alunno, avvicinatosi a breve distanza dall'insegnante recando in mano ed agitando la bottiglia di spumante, abnorme e imprevedibile e pertanto tale da non consentire di ravvisare una serie causale prevedibile e adeguata rispetto alla permessa organizzazione del festeggiamento durante l'ordinario orario di lezione scolastiche).
#responsabilità civile#civ #cod #lavoro #datore #responsabilità #bottiglia #spumante #danno #infortunio
I genitori hanno diritto di optare per il pasto domestico a scuola - Corte di Appello TORINO - Sezione Prima Sentenza 21/06/2016 n° 1049
I genitori hanno diritto di scegliere per i propri figli, iscritti a scuole comunali elementari e medie, tra la refezione scolastica ed il pasto domestico da consumarsi nell’ambito delle singole scuole e nell’orario destinato alla refezione; in particolare sussiste il diritto per gli alunni di consumare il pasto domestico all’interno dei locali adibiti a mensa della scuola durante l’orario destinato alla refezione. Ciò in quanto, il concetto di diritto all’istruzione obbligatoria, per almeno otto anni e gratuita, riconosciuto dall’art. 34 della Costituzione si è modificato nel corso degli anni, partendo da una originaria concezione di “istruzione” , nel senso “dell’insegnamento inteso quale attività del docente diretta ad impartire cognizioni” che si è poi evoluta al di là di tale ristretto ambito. Tale evoluzione si coglie chiaramente dalle indicazioni e dall’interpretazione contenute nella Circolare del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 29 del 5 marzo 2004, nella quale si parla infatti di “tempo scuola”, che non comprende soltanto le attività strettamente didattiche. Da tale premessa, discende che il diritto all’istruzione primaria non corrisponde più al solo diritto di ricevere cognizioni, ma in modo più ampio al diritto di partecipare al complessivo progetto educativo e formativo che il servizio scolastico deve fornire nell’ambito del “tempo scuola” in tutte le sue componenti e non soltanto a quelle di tipo strettamente didattico. Avuto, in particolare, riguardo alla funzione del “tempo mensa” deve, dunque, ritenersi che il permanere presso la scuola nell’orario della mensa costituisca un diritto soggettivo perfetto proprio perché costituisce esercizio del diritto all’istruzione nel significato appena delineato. Se, quindi, la permanenza a scuola in tale segmento orario risponde ad un diritto soggettivo, se la refezione scolastica non può diventare obbligatoria e se deve comunque aver luogo il consumo di un pasto, ne consegue necessariamente che ciò debba avvenire presso la scuola, seppure al di fuori della refezione scolastica. Del resto, se venisse imposto al genitore di scegliere tra l’usufruire del servizio mensa e il prelevare il minore e riaccompagnarlo successivamente, verrebbe ad essere leso il diritto di partecipare al “tempo mensa” quale segmento del complessivo progetto educativo ovvero – fruendo della refezione scolastica per necessità ed in assenza di alternativa - si trasformerebbe, illegittimamente, il relativo servizio in servizio obbligatorio. La Corte di Appello ha pertanto riconosciuto il diritto a consumare il pasto domestico all’interno dei locali scolastici adibiti a mensa e nell’orario destinato alla refezione. (È pendente ricorso per Cassazione avverso la sentenza)
#enti locali#genitori: responsabilità genitoriale#refezione #mensa #pasto #servizio #scuola #diritto #consumare #tempo #appellante #appello
Il genitore che pubblica sui social network le foto del figlio minore viola il suo diritto all'immagine e alla riservatezza dei dati personali - Tribunale MANTOVA - Sezione Prima Decreto 20/09/2017
L’inserimento sui social network di foto del proprio figlio minorenne da parte di un genitore, in violazione degli accordi assunti in giudizio con l'altro genitore, lede il diritto all’immagine e alla riservatezza dei dati personali del minore, integrando la diffusione di tale materiale una interferenza nella vita privata dello stesso, in violazione degli artt. 10 c.c., 4, 7, 8 e 145 d.lgs. 196/2003, 1 e 16 della Convenzione di New York del 20/11/1989 ed 8 del Reg UE 679/2016. Inoltre, tale comportamento può rivelarsi potenzialmente pericoloso nella misura in cui la (incontrollabile) diffusione del materiale on line può raggiungere anche destinatari sconosciuti, interessati ad acquisire le immagini per finalità pedopornografiche. (Nel caso di specie la madre, nell'accordo concluso con l'altro genitore per la regolamentazione dei loro rapporti economici e personali con la prole, si era obbligata a non pubblicare più foto dei figli minori sui social network e a rimuovere quelle già inserite. A fronte della reiterata pubblicazione di immagini dei figli, il padre, ex art. 337-quinquies c.c., ottiene dal giudice l'ordine rivolto alla madre di cancellazione immediata delle immagini pubblicate e di non inserirne di altre. Il Tribunale, sulla base anche di ulteriori elementi, ha disposto inoltre una verifica sulla capacità genitoriale dei genitori).
#genitori: responsabilità genitoriale#genitori: adozione, separazione, divorzio#privacy e trattamento dei dati personali#foto #immagine #network #figlio #madre #genitore #minore #interferenza #diffusione #riservatezza
T.A.R. PUGLIA - LECCE - Sezione Seconda Sentenza 12/03/2003 n° 967
Il Piano dell’offerta formativa è elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal Consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie, degli studenti (art. 3 comma 3 del D.P.R. n.275 del 1999). Il Piano dell’offerta formativa, sulla base della programmazione dell’azione educativa attribuita alla competenza del Collegio dei docenti dall’art.7 comma 2 del D.Lgs. n.297 del 1994, determina la quota del curricolo attribuita alla specifica istituzione scolastica, quota che integra la quota nazionale del curricolo obbligatorio e comprende le discipline e le attività liberamente scelte dalla specifica scuola. Nell’ambito dei curricoli, cioè della quota nazionale del curricolo, ogni istituzione scolastica può riorganizzare, in sede di elaborazione del piano dell’offerta formativa, i propri percorsi didattici, secondo modalità fondate su obiettivi formativi specifici di apprendimento; la determinazione del curricolo deve tener conto delle diverse esigenze formative degli alunni concretamente rilevate, della necessità di garantire efficaci azioni di continuità e di orientamento, delle esigenze e delle attese espresse dalle famiglie, dagli enti locali, dai contesti sociali, culturali ed economici del territorio; il piano dell’offerta formativa, infine, è adottato dal Consiglio di circolo o d’istituto. Il coinvolgimento dei genitori degli alunni nella formazione del Piano dell’Offerta Formativa è idoneamente realizzato attraverso l’invito rivolto agli stessi a partecipare ad una riunione per discutere “proposte e suggerimenti da inserire eventualmente nel POF”. La decisione di consegnare alle famiglie il documento contenente il POF al momento dell’iscrizione degli alunni è qualificabile come forma di collaborazione tra la scuola e le famiglie e non certo come un obbligo giuridico corredato da sanzione, ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. n. 275/1999).
#atto e documento amministrativo#organi collegiali#procedimento amministrativo#stilo #progressività #continuum
Azzerato il piano di investimento per realizzare scuole innovative, manca l'intesa con Regioni e autonomie locali - Corte Costituzionale Sentenza 07/03/2018 n° 71
Il Giudice delle leggi dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, commi 85 e 627 della legge 232/2016, nella parte in cui non prevedono l’intesa con gli organi rappresentativi di Regioni e autonomie locali (intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano). Sulla eccezione della Regione ricorrente di violazione degli artt. 117, c. 3, Cost., 5 e 120 Cost., in relazione al principio di leale collaborazione, non avendo il Governo previsto le necessarie procedure di coinvolgimento delle Regioni, la Corte Costituzionale richiama la propria giurisprudenza (sentt. 62/2013, 284/2016) e chiarisce che la disciplina della edilizia scolastica interseca diverse materie «quali il “governo del territorio”, “l’energia” e la “protezione civile”, tutte rientranti nella competenza concorrente Stato-Regioni di cui al terzo comma dell’art. 117 Cost.». La necessità di coinvolgere le Regioni nella procedura in esame ha rilevanza costituzionale poiché di tutte le materie sulla quali ricade la disciplina oggetto del giudizio non si trova una sola materia di esclusiva competenza statale. Specificamente, il comma 85 della legge interessa unicamente materie di competenza regionale concorrente. Per la Corte, questa condizione richiede il più ampio coinvolgimento possibile delle Regioni, «coinvolgimento da realizzare mediante lo strumento dell’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano». Il comma in esame infatti è affetto da illegittimità costituzionale giacché il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri indica altresì i criteri di selezione dei progetti, senza che vi sia una previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni. «La particolare rilevanza sociale del servizio scolastico e, più specificamente, della realizzazione di nuove scuole che rispondano ai requisiti della sicurezza strutturale e antisismica, e l’inerenza dello stesso a diritti fondamentali dei suoi destinatari, impongono, peraltro, che sia garantita continuità nell’erogazione delle risorse finanziarie […]». Per quanto riguarda il comma 627, esso istituisce il Fondo statale per la rievocazione storica. Tale finanziamento, destinato a Regioni e Comuni e a soggetti privati, è ascrivibile alla categoria della promozione di eventi, feste e attività ex art. 117, c. 3, Cost. Il mancato rispetto del principio di leale collaborazione da parte del Governo in materie di legislazione concorrente determina la illegittimità costituzionale della deposizione in esame.
#stato e regione: competenza legislativa#edilizia e arredi scolastici#regione #fondo #rievocazione #ministro #coinvolgimento #risorsa #cost #collaborazione #criterio #finanziamento
Vaccini: legittimo il divieto di accesso del minore alla frequenza della scuola dell'infanzia - T.A.R. ABRUZZO - PESCARA - Sezione Prima Decreto 20/04/2018 n° 55
La domanda cautelare, proposta avverso il provvedimento di sospensione del minore dalla frequenza scolastica della scuola dell’infanzia a seguito della mancata presentazione, da parte dei genitori, della documentazione attestante le avvenute vaccinazioni, va rigettata poiché non sussistono le esigenze cautelari, in considerazione del non obbligo della scuola dell’infanzia, e poiché il pregiudizio rappresentato appare recessivo rispetto al superiore interesse pubblico perseguito con il provvedimento impugnato e con la normativa di riferimento e consistente nell’assicurare il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica. Si aggiunga che la Corte Costituzionale, nel ritenere legittima la normativa sulle vaccinazioni, ha precisato che le disposizioni in materia di iscrizione e di “adempimenti” scolastici mirano a garantire che la frequenza scolastica avvenga in condizioni di sicurezza per la salute di ciascun alunno e, per quanto riguarda i servizi educativi per l’infanzia, “che non avvenga affatto” in assenza della prescritta documentazione, in quanto la profilassi vaccinale di cui al d.l. n.73/2017 riveste maggiore cogenza e criticità rispetto agli alunni della scuola dell’infanzia, in ragione della maggiore vulnerabilità ed esposizione a rischio di contagio della popolazione infantile ed è quindi doveroso preservare lo stato di salute individuale e collettivo, e dei bambini i cui genitori non adempiono ai loro compiti di cura.
#istruzione dell’infanzia#scuola e salute#infanzia #frequenza #salute #vaccinazione #omissis #avvenire #documentazione #sicurezza #vaccinare #prot
T.A.R. SICILIA - PALERMO - Sezione Seconda Sentenza 09/11/2016 n° 2571
L’incompleta, carente od omessa attivazione dei corsi di recupero da parte della scuola non incide sulla legittimità del giudizio di non ammissione dello studente agli esami di stato o alla classe successiva, in quanto il giudizio di non ammissione si fonda esclusivamente sul mancato raggiungimento da parte dell’alunno di un sufficiente livello di preparazione e di maturità. (Ad ulteriore supporto della infondatezza del ricorso il Tar Sicilia, richiamando l’ampia motivazione del giudizio di non ammissione, non smentita in punto di fatto, sottolinea che lo studente aveva riportato numerose insufficienze, di cui alcune estremamente gravi, si era sottratto alle verifiche programmate durante l’anno ed aveva dimostrato scarsa attenzione nelle attività didattiche proposte.)
#istruzione secondaria di secondo grado#studenti: valutazione degli apprendimenti ed esami#lege
Validità degli studi degli alunni delle classi e scuole sperimentali - Decreto legislativo 16/04/1994 n° 297 n° 279
[1. (1)]
(1) Articolo abrogato per effetto dell'art. 17, comma 1, D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, a decorrere dal 1° settembre 2000.
#validità
Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza - Decreto legislativo 09/04/2008 n° 81 n° 50
2. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell'incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l'esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli, anche tramite l'accesso ai dati, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera r), contenuti in applicazioni informatiche. Non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali.
6. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi e nel documento di valutazione dei rischi di cui all'articolo 26, comma 3, nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle funzioni.
#sicurezza sul lavoro (in generale)#riconosciutegli #pregiudizio #integrità #tutelare
Ammissione alla classe successiva nella scuola secondaria di primo grado ed all'esame conclusivo del primo ciclo - Decreto legislativo 13/04/2017 n° 62 n° 6
1. Le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva e all'esame conclusivo del primo ciclo, salvo quanto previsto dall'articolo 4, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249 e dal comma 2 del presente articolo.
2. Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all'esame conclusivo del primo ciclo.
3. Nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali delle alunne e degli alunni indichino carenze nell'acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, l'istituzione scolastica, nell'ambito dell'autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento.
4. Nella deliberazione di cui al comma 2, il voto dell'insegnante di religione cattolica, per le alunne e gli alunni che si sono avvalsi dell'insegnamento della religione cattolica, è espresso secondo quanto previsto dal punto 2.7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1985, n. 751; il voto espresso dal docente per le attività alternative, per le alunne e gli alunni che si sono avvalsi di detto insegnamento, se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale.
5. Il voto di ammissione all'esame conclusivo del primo ciclo è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall'alunna o dall'alunno.
#alunna #apprendimento #religione #insegnamento #decimo
Ruoli del personale degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte - Decreto legislativo 16/04/1994 n° 297 n° 398
1. I ruoli del personale direttivo e ispettivo sono nazionali.
2. I ruoli del personale docente sono provinciali. Sono, altresì, provinciali i ruoli del personale educativo, al quale si applicano le disposizioni concernenti lo stato giuridico ed il trattamento economico dei docenti elementari.
3. I ruoli nazionali e provinciali sono rispettivamente amministrati dal Ministero della pubblica istruzione e dagli uffici scolastici provinciali.
#dirigente scolastico: incarico#istruzione primaria#istruzione secondaria di primo grado#istruzione secondaria di secondo grado#organici#personale docente#liceo #amministrare
Obblighi del datore di lavoro e del dirigente - Decreto legislativo 09/04/2008 n° 81 n° 18
g-bis) nei casi di sorveglianza sanitaria di cui all’ articolo 41, comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro;
o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche su supporto informatico come previsto dall'articolo 53, comma 5, nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r). Il documento è consultato esclusivamente in azienda;
p) elaborare il documento di cui all'articolo 26, comma 3 anche su supporto informatico come previsto dall’ articolo 53, comma 5, e, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il documento è consultato esclusivamente in azienda;
r) comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’ articolo 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni. L’obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all’ articolo 53 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
aa) comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’ articolo 8, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; in fase di prima applicazione l’obbligo di cui alla presente lettera riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati;
1-bis. L’obbligo di cui alla lettera r) del comma 1, relativo alla comunicazione a fini statistici e informativi dei dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento, decorre dalla scadenza del termine di dodici mesi dall’adozione del decreto di cui all’ articolo 8, comma 4.
#sicurezza sul lavoro: datore di lavoro#ipsema #inail #perdurare #fotografia #tessera #lotta #denuncia #adempiere #ricezione
Definizioni - Decreto legislativo 09/04/2008 n° 81 n° 2
a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell'ente stesso; l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente applicato alle strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni;
#sicurezza sul lavoro (in generale)#sicurezza sul lavoro: datore di lavoro#sicurezza sul lavoro: rspp#apprendere #inail #allievo #sedare #normalizzazione #volontario #preoccupazione #validare #cooperativa #sovrintendere
Informazione ai lavoratori - Decreto legislativo 09/04/2008 n° 81 n° 36
d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente.
a) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;
b) sui pericoli connessi all'uso delle sostanze e delle miscele pericolose sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;
#sicurezza sul lavoro: formazione#lotta #generale #percorso
Misure di prevenzione specifiche - Decreto legislativo 09/04/2008 n° 81 n° 286-sexies
1. Qualora la valutazione dei rischi di cui all'articolo 286-quinquies evidenzi il rischio di ferite da taglio o da punta e di infezione, il datore di lavoro deve adottare le misure di seguito indicate:
a) definizione e attuazione di procedure di utilizzo e di eliminazione in sicurezza di dispositivi medici taglienti e di rifiuti contaminati con sangue e materiali biologici a rischio, garantendo l'installazione di contenitori debitamente segnalati e tecnicamente sicuri per la manipolazione e lo smaltimento di dispositivi medici taglienti e di materiale da iniezione usa e getta, posti quanto più vicino possibile alle zone in cui sono utilizzati o depositati oggetti taglienti o acuminati; le procedure devono essere periodicamente sottoposte a processo di valutazione per testarne l'efficacia e costituiscono parte integrante dei programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
g) informazione per mezzo di specifiche attività di sensibilizzazione, anche in collaborazione con le associazioni sindacali di categoria o con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, attraverso la diffusione di materiale promozionale riguardante: programmi di sostegno da porre in essere a seguito di infortuni, differenti rischi associati all'esposizione al sangue ed ai liquidi organici e derivanti dall'utilizzazione di dispositivi medici taglienti o acuminati, norme di precauzione da adottare per lavorare in condizioni di sicurezza, corrette procedure di uso e smaltimento dei dispositivi medici utilizzati, importanza, in caso di infortunio, della segnalazione da parte del lavoratore di informazioni pertinenti a completare nel dettaglio le modalità di accadimento, importanza dell'immunizzazione, vantaggi e inconvenienti della vaccinazione o della mancata vaccinazione, sia essa preventiva o in caso di esposizione ad agenti biologici per i quali esistono vaccini efficaci; tali vaccini devono essere dispensati gratuitamente a tutti i lavoratori ed agli studenti che prestano assistenza sanitaria ed attività ad essa correlate nel luogo di lavoro;
2) assicurare la corretta notifica e il successivo monitoraggio per l'individuazione di adeguate misure di prevenzione, da attuare attraverso la registrazione e l'analisi delle cause, delle modalità e circostanze che hanno comportato il verificarsi di infortuni derivanti da punture o ferite e i successivi esiti, garantendo la riservatezza per il lavoratore.
#sicurezza sul lavoro: datore di lavoro#puntura #medico #ferita #lavoratore #sicurezza #infortunio #rischio #procedura #attuare #sangue
Definizioni - Regolamento UE 27/04/2016 n° 679 n° 4
a) per quanto riguarda un titolare del trattamento con stabilimenti in più di uno Stato membro, il luogo della sua amministrazione centrale nell'Unione, salvo che le decisioni sulle finalità e i mezzi del trattamento di dati personali siano adottate in un altro stabilimento del titolare del trattamento nell'Unione e che quest'ultimo stabilimento abbia facoltà di ordinare l'esecuzione di tali decisioni, nel qual caso lo stabilimento che ha adottato siffatte decisioni è considerato essere lo stabilimento principale;
b) con riferimento a un responsabile del trattamento con stabilimenti in più di uno Stato membro, il luogo in cui ha sede la sua amministrazione centrale nell'Unione o, se il responsabile del trattamento non ha un'amministrazione centrale nell'Unione, lo stabilimento del responsabile del trattamento nell'Unione in cui sono condotte le principali attività di trattamento nel contesto delle attività di uno stabilimento del responsabile del trattamento nella misura in cui tale responsabile è soggetto a obblighi specifici ai sensi del presente regolamento;
b) gli interessati che risiedono nello Stato membro dell'autorità di controllo sono o sono probabilmente influenzati in modo sostanziale dal trattamento; oppure
b) trattamento di dati personali che ha luogo nell'ambito delle attività di un unico stabilimento di un titolare del trattamento o responsabile del trattamento nell'Unione, ma che incide o probabilmente incide in modo sostanziale su interessati in più di uno Stato membro;
25) «servizio della società dell'informazione»: il servizio definito all'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), della direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio;
#trattamento #dato #stabilimento #persona #responsabile #titolare #autorità #unione #membro #interessato
Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - Decreto legislativo 09/04/2008 n° 81 n° 9
1. L'ISPESL, l'INAIL e l'IPSEMA sono enti pubblici nazionali con competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro che esercitano le proprie attività, anche di consulenza, in una logica di sistema con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
3. L'attività di consulenza di cui alla lettera c) del comma 2, non può essere svolta dai funzionari degli istituti di cui al presente articolo che svolgono attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. I soggetti che prestano tale attività non possono, per un periodo di tre anni dalla cessazione dell'incarico, esercitare attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Nell'esercizio dell'attività di consulenza non vi è l'obbligo di denuncia di cui all'articolo 331 del codice di procedura penale o di comunicazione ad altre Autorità competenti delle contravvenzioni rilevate ove si riscontrino violazioni alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro; in ogni caso, l'esercizio dell'attività di consulenza non esclude o limita la possibilità per l'ente di svolgere l'attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Con successivo decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della salute per la parte concernente i funzionari dell'ISPESL, è disciplinato lo svolgimento dell'attività di consulenza e dei relativi proventi, fermo restando che i compensi percepiti per lo svolgimento dell'attività di consulenza sono devoluti in ragione della metà all'ente di appartenenza e nel resto al Fondo di cui all'articolo 52, comma 1.
d) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, le prestazioni del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2007. Le somme eventualmente riversate all’entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nell’esercizio finanziario sono riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;
d-bis) può erogare prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera, previo accordo quadro stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentito l’INAIL, che definisca le modalità di erogazione delle prestazioni da parte dell’INAIL, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
e) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, le prestazioni del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con riferimento agli infortuni del settore marittimo. In sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2007. Le somme eventualmente riversate all’entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nell’esercizio finanziario sono riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
#sicurezza sul lavoro (in generale)#inail #ipsema #fenomeno #riversare #raccordare #network #logica #percorso #rischiosità #suggerimento
Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi - Decreto legislativo 09/04/2008 n° 81 n° 29
5. Fermo restando quanto previsto al comma 6-ter, i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g).
6-bis. Le procedure standardizzate di cui al comma 6, anche con riferimento alle aziende che rientrano nel campo di applicazione del titolo IV, sono adottate nel rispetto delle disposizioni di cui all’ articolo 28.
6-ter. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare, sulla base delle indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, sulla base di criteri e parametri oggettivi, desunti dagli indici infortunistici dell'INAIL e relativi alle malattie professionali di settore e specifiche della singola azienda. Il decreto di cui al primo periodo reca in allegato il modello con il quale, fermi restando i relativi obblighi, i datori di lavoro delle aziende che operano nei settori di attività a basso rischio infortunistico possono dimostrare di aver effettuato la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17 e 28 e al presente articolo. Resta ferma la facoltà delle aziende di utilizzare le procedure standardizzate previste dai commi 5 e 6 del presente articolo.
6-quater. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi previo parere della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, sono individuati strumenti di supporto per la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17 e 28 e al presente articolo, tra i quali gli strumenti informatizzati secondo il prototipo europeo OIRA (Online Interactive Risk Assessment).
[c) (1)]
(1) Lettera soppressa per effetto dell'art. 19, comma 1, lett.c), D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 a decorrere dal 20 agosto 2009.
#sicurezza sul lavoro: documento di valutazione dei rischi (dvr)#sicurezza sul lavoro: datore di lavoro#rielaborare #rielaborazione #occupare #cancerogeno #causale #desumere
Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti - Decreto legislativo 09/04/2008 n° 81 n° 37
7-bis. La formazione di cui al comma 7 può essere effettuata anche presso gli organismi paritetici di cui all’ articolo 51 o le scuole edili, ove esistenti, o presso le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori.
11. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi: a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori di rischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normativi dell'attività di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell'obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.
14-bis. In tutti i casi di formazione ed aggiornamento, previsti dal presente decreto legislativo per dirigenti, preposti, lavoratori e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, è riconosciuto il credito formativo per la durata e per i contenuti della formazione e dell'aggiornamento corrispondenti erogati. Le modalità di riconoscimento del credito formativo e i modelli per mezzo dei quali è documentata l'avvenuta formazione sono individuati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentita la Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 6. Gli istituti di istruzione e universitari provvedono a rilasciare agli allievi equiparati ai lavoratori, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), e dell'articolo 37, comma 1, lettere a) e b), del presente decreto, gli attestati di avvenuta formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro.
#sicurezza sul lavoro: formazione#percorso #libretto #occupare #credito #sovrapporre #insorgenza #nozione #universitario #lotta #allievo
Modelli di organizzazione e di gestione - Decreto legislativo 09/04/2008 n° 81 n° 30
#sicurezza sul lavoro (in generale)#esimere #riesame
Valutazione d'impatto sulla protezione dei dati - Regolamento UE 27/04/2016 n° 679 n° 35
b) il trattamento, su larga scala, di categorie particolari di dati personali di cui all'articolo 9, paragrafo 1, o di dati relativi a condanne penali e a reati di cui all'articolo 10; o
a) una descrizione sistematica dei trattamenti previsti e delle finalità del trattamento, compreso, ove applicabile, l'interesse legittimo perseguito dal titolare del trattamento;
#trattamento #impatto #valutazione #dato #protezione #paragrafo #elenco #titolare #effettuare #autorità
Insegnamento dell'educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado. Avvio dall'A.S. 2020/2021
Comunicazione MIUR inerente l'introduzione dell'insegnamento di educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado.
L’insegnamento dell’educazione civica è istituto a partire dall’A.S. 2020/2021.
#insegnamento #educazione #ordine #grado #scuola #sperimentazione #settembre #avviare #parere #avvio
Indicazioni operative sul conferimento delle supplenze al personale docente, educativo e ATA per l’A.S. 2019/2020
Nota 28 agosto 2019, n. 38095 - Nota 29 agosto 2019, n. 2135
#supplenza #graduatoria #posto #convocazione #aspirante #personale #esaurimento #comma #istituto #fascia
Indicazioni sul finanziamento delle attività di recupero e sui compensi relativi alla valorizzazione dei docenti
Orientamenti Applicativi luglio 2019
#contrattazione #criterio #comma #ccnl #compenso #bonus #fondo #personale #docente #finalità
Indicazioni sugli obblighi di pubblicazione per i Dirigenti
Delibera 26 giugno 2019, n. 586
#delibera #incarico #dirigente #dlgs #corte #trasparenza #amministrazione #titolare #dato #pubblicazione
Indicazioni sulla procedura per il rimborso delle tasse scolastiche non dovute
Nota 14 luglio 2019, n. 16721
#rimborso #agenzia #tassa #entrata #automatizzare #coordinata #imposta #contribuente #riscuotere #pagamento
Nota 9 ottobre 2019, n. 44321 - D.D. 9 ottobre 2019, n. 1458
#graduatoria #fascia #decreto #inserimento #elenco #ottobre #sostegno #ministro #università #titolo
Novità editoriali Gruppo Spaggiari Parma - "Il diritto per il Dirigente Scolastico"
Comunicazione inerente l'uscita del manuale “Il diritto per il Dirigente Scolastico”.
Segnaliamo l’uscita del manuale “Il diritto per il Dirigente Scolastico” – Guida teorico-pratica per supportare le quotidiane avversità giuridiche dei DS
#scuola #responsabilità #diritto #legge #dirigente #avversità #modifica #valutazione #intersecare #concretezza
Comunicazione dei dati relativi agli esami di Stato per le scuole secondarie di primo grado
Ulteriori informazioni MIUR riguardo gli esami di Stato delle scuole secondarie di primo grado.
Con nota n. 2839 del 13 giugno 2012 il MIUR ha comunicato che la funzione per la comunicazione dei dati relativi agli esami di Stato per le scuole secondarie di primo grado sarà attiva dal 13 giugno al 21 luglio p.v.
#salvare #stampare #risultato #annotare #lode #prospettare #colloquio #idoneità #facilitare #scrutinio
Ulteriori proroghe mobilità personale docente della scuola secondaria di I grado e II grado - A.S. 2014/15
Comunicazione MIUR riguardante le date concernenti i termini di acquisizione delle disponibilità e, conseguentemente, di pubblicazione dei movimenti relativi al personale docente della scuola secondaria di I grado.
Il MIUR, con la Nota del 5 giugno 2014 n. 5795, ha comunicato che le date concernenti i termini di acquisizione delle disponibilità e, conseguentemente, di pubblicazione dei movimenti relativi al personale docente della scuola secondaria di I grado
#carattere #news #grado #mobilità
Ulteriori precisazioni sulle iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2013/2014
Ulteriori indicazioni MIUR inerenti le iscrizioni scolastiche.
Il MIUR ha fornito ulteriori precisazioni in merito alle iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2013/2014
#carattere #iscrizione #scuola #line #news
Gite scolastiche e viaggi di istruzione (C.M. n. 214 del 13/7/1982 - D.M. 21/4/1984 - C.M....
#questura #ren #itinerario #tachigrafo #cronotachigrafo #voucher #auricolare #prenotare #visitare #cqc
Attività di alternanza Scuola - Lavoro: guida operativa per la scuola
Comunicazione MIUR inerente l'invio alle scuole di una guida operativa sulle attività di alternanza scuola-lavoro.
Il MIUR ha trasmesso alle scuole il primo "manuale" per la progettazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro
#addentrare #ripercorrere
La responsabilità dei pubblici dipendenti
LA RESPONSABILITÀ DEI PUBBLICI DIPENDENTI I dipendenti pubblici possono incorrere in responsabilit...
#responsabilità #danno #vigilanza #allievo #alunno #minore #fatto #colpa #culpa #sez
Vigilanza degli alunni minorenni all’uscita da scuola: indicazioni alla luce delle recenti novità giurisprudenziali e normative
U.S.R. per l’Emilia Romagna - Nota 13 febbraio 2018, n. 2499
#responsabilità #vigilanza #cass #sez #civ #alunno #minore #scuola #danno #allievo