Source: http://comitatoisolapulita.blogspot.com/2011/09/acqua-privatizzarla-per-darla-chi-ecco.html
Timestamp: 2017-04-28 04:30:17+00:00
Document Index: 94705958

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 113', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 8']

Isola: Acqua, privatizzarla per darla a chi? Ecco cosa succede in Sicilia
Gli investimenti trentennali (2003-2032) ammontano a 5,8 miliardi, una cifra che fa del settore idrico la torta più appetibile in Sicilia. Da anni non si registrava nell’Isola un flusso così consistente di appalti. La parte del leone la fa l’Ato di Palermo, con oltre 1,261 miliardi, seguito dall’Ato di Catania, con 1,192 miliardi (si veda la tabella a fianco). E una parte rilevante degli investimenti - oltre un miliardo a fondo perduto - arriva dall’Accordo di programma quadro 2000-2006 della Ue. Le società aggiudicatarie del servizio potranno accedere ai finanziamenti pubblici europei solo se investiranno il 30% di risorse proprie.
«Girgenti Acque Spa - denuncia Giovanni Panepinto, combattivo sindaco di Bivona, in provincia di Agrigento - non ha fatto alcun bando per la manutenzione. Lavorano sempre i soli noti». Decine di imprese mafiose o affidate a prestanomi sono pronte a dividersi le risorse, confermano fonti della Dia (Direzione investigativa antimafia), che ha in corso diverse indagini. Ancora più incisivo il sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannòpolo, personaggio di spicco del Partito democratico in Sicilia, che ha guidato l’opposizione dei Comuni palermitani. «A giudicare dal modo in cui si sono svolte le gare - afferma - c’è il sospetto che vi siano state una spartizione e un’intermediazione affaristico-mafiose».
Questo sistema per il momento ha avuto un effetto immediato sulle tasche dei cittadini: l’aumento delle tariffe. «Si rischia un’esplosione sociale», dichiara Antonella Leto, che segue l’intera vicenda per la Cgil siciliana. Con lei concordano altri sindacalisti, molti sindaci, politici di ogni schieramento e il Forum dell’acqua, una rete che organizza la mobilitazione popolare contro i programmi di privatizzazione del servizio idrico. Decine di sindaci non hanno consegnato le reti ai nuovi gestori e migliaia di cittadini, talvolta spalleggiati dagli stessi Comuni, fanno lo “sciopero” delle bollette. È successo per esempio a Cefalù, i cui abitanti hanno visto crescere in modo esponenziale il prezzo dell’acqua dopo l’entrata in funzione del potabilizzatore delle sorgenti di Presidiana realizzato da una società privata.
di Roberto Galullo e Giuseppe Oddo PALERMO. Dai nostri inviati "Antitrust, Autorità sui lavori pubblici e Commissione parlamentare antimafia non bastano a sciogliere, a Palermo,
Quando la torta è così grande, quando manca la trasparenza nelle gare, le procedure sono ambigue, i conflitti d’interesse diffusi si aprono varchi pericolosi che possono consentire a Cosa Nostra d’inserisi nel gioco e tirarne le fila".
Di seguito il pezzo di accompagnamento a quello principale, dal titolo:I PISANTE SBARCANO SULL'ISOLA
Da parte sua Ottavio precisa di non avere più pendenze con la giustizia. A suo avviso, il rischio di infiltrazioni mafiose non c'è, perché l'80% degli appalti acquisiti dagli Ato è realizzato direttamente dalle sue aziende, mentre i subappalti sono subordinati all'approvazione della Regione e degli stessi Ato". La fonte da cui è tratta l'inchiesta
Legge 36 5 gennaio 1994 Legge Galli : ........
1. I servizi idrici sono riorganizzati sulla base di ambiti territoriali ottimali delimitati secondo i
a) rispetto dell'unità del bacino idrografico o del sub-bacino o dei bacini idrografici contigui, tenuto
conto delle previsioni e dei vincoli contenuti nei piani regionali di risanamento delle acque di cui
alla legge 10 maggio 1976, n. 319, e successive modificazioni, e nel piano regolatore generale
degli acquedotti, nonché della localizzazione delle risorse e dei loro vincoli di destinazione, anche
derivanti da consuetudine, in favore dei centri abitati interessati;
c) conseguimento di adeguate dimensioni gestionali, definite sulla base di parametri fisici,
demografici, tecnici e sulla base delle ripartizioni politico-amministrative.
2. Le regioni, sentite le province interessate, nonché le province autonome di Trento e di Bolzano,
nell'ambito delle attività di programmazione e di pianificazione previste dagli articoli 3 e 17 della
legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive modificazioni, entro il termine di sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, provvedono alla delimitazione degli ambiti territoriali ottimali.
Nei bacini idrografici di rilievo nazionale, ai sensi della citata legge n. 183 del 1989 , le regioni,
sentite le province interessate, nonché le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono
alla delimitazione degli ambiti territoriali ottimali dopo aver sottoposto il progetto di delimitazione
all'Autorità di bacino per la determinazione di competenza ai sensi dell'articolo 12, comma 4, della
citata legge n. 183 del 1989.
3. Qualora, nei bacini che non siano di rilievo nazionale, un acquedotto in regime di servizio
pubblico, per concessione assentita o consuetudine, convogli risorse idriche derivate o captate in
territori comunali ricadenti in più regioni, la delimitazione degli ambiti territoriali ottimali di cui al
comma 1 è effettuata d'intesa tra le regioni interessate.
4. Le regioni, sentite le province interessate, nonché le province autonome di Trento e di Bolzano,
d'intesa tra loro o singolarmente, nonché l'Autorità di bacino, nell'ambito delle attività previste dagli
articoli 3 e 17 della citata legge n. 183 del 1989, e successive modificazioni, per le finalità di cui
alla presente legge provvedono nei bacini idrografici di loro competenza all'aggiornamento del
piano regolatore generale degli acquedotti su scala di bacino ed alla programmazione degli
interventi attuativi occorrenti in conformità alle procedure previste dalla medesima legge n. 183 del
5. Le regioni, sentite le province, nonché le province autonome di Trento e di Bolzano, stabiliscono
norme integrative per il controllo degli scarichi degli insediamenti civili e produttivi allacciati alle
pubbliche fognature, per la funzionalità degli impianti di pretrattamento e per il rispetto dei limiti e
delle prescrizioni previsti dalle relative autorizzazioni .
6. Nei bacini di rilievo nazionale sono fatte salve le competenze statali di cui all'articolo 91, numero
4), del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 , esercitate dal Ministro dei lavori pubblici, su proposta
dell'Autorità di bacino.
1. I comuni e le province di ciascun ambito territoriale ottimale di cui all'articolo 8, entro il termine
perentorio di sei mesi dalla delimitazione dell'ambito medesimo, organizzano il servizio idrico
integrato, come definito dall'articolo 4, comma 1, lettera f), al fine di garantirne la gestione secondo
criteri di efficienza, di efficacia e di economicità.
2. I comuni e le province provvedono alla gestione del servizio idrico integrato mediante le forme,
anche obbligatorie, previste dalla legge 8 giugno 1990, n. 142, come integrata dall'articolo 12, L.
23 dicembre 1992, n. 498.
3. Per le finalità di cui al presente articolo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, disciplinano, ai sensi
della L. 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni, le forme ed i modi della cooperazione
tra gli enti locali ricadenti nel medesimo ambito ottimale. Nei casi in cui la forma di cooperazione
sia attuata per gli effetti dell'articolo 24 della L. 8 giugno 1990, n. 142 le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano individuano gli enti locali partecipanti, l'ente locale responsabile
del coordinamento, gli adempimenti e i termini previsti per la stipulazione delle convenzioni di cui
all'articolo 24, comma 1, della L. 8 giugno 1990, n. 142. Dette convenzioni determinano in
particolare le procedure che dovranno essere adottate per l'assegnazione della gestione del
servizio idrico, le forme di vigilanza e di controllo, nonché gli altri elementi indicati all'articolo 24,
comma 2, della legge 8 giugno 1990, n. 142 . Decorso inutilmente il termine fissato dalle regioni e
dalle province autonome, provvedono queste ultime in sostituzione degli enti inadempienti.
4. Al fine di salvaguardare le forme e le capacità gestionali degli organismi esistenti che
rispondono a criteri di efficienza, di efficacia e di economicità, i comuni e le province possono
provvedere alla gestione integrata del servizio idrico anche con una pluralità di soggetti e di forme
tra quelle di cui al comma 2. In tal caso, i comuni e le province individuano il soggetto che svolge il
compito di coordinamento del servizio ed adottano ogni altra misura di organizzazione e di
integrazione delle funzioni fra la pluralità di soggetti gestori.
1. Le aziende speciali, gli enti ed i consorzi pubblici esercenti i servizi, anche in economia, esistenti
alla data di entrata in vigore della presente legge, continuano a gestire i servizi loro affidati fino alla
organizzazione del servizio idrico integrato secondo le modalità di cui all'articolo 9.
2. Le aziende speciali, gli enti e i consorzi pubblici esercenti i servizi, anche in economia, di cui al
comma 1, ove ne sia deliberato lo scioglimento, confluiscono nel soggetto gestore del servizio
idrico integrato, secondo le modalità e le forme stabilite nella convenzione. Il nuovo soggetto
gestore subentra agli enti preesistenti nei termini e con le modalità previste nella convenzione e
nel relativo disciplinare.
3. Le società e le imprese consortili concessionarie di servizi alla data di entrata in vigore della
presente legge ne mantengono la gestione fino alla scadenza della relativa concessione.
4. Alla scadenza delle concessioni di cui al comma 3, i beni e gli impianti delle imprese già
concessionarie sono trasferiti direttamente agli enti locali concedenti nei limiti e nelle forme di
legge, se non diversamente disposto dalla convenzione.
5. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro
dei lavori pubblici, emanato d'intesa con il Ministro del tesoro, sentiti il Ministro dell'ambiente e le
regioni interessate, nonché le competenti Commissioni parlamentari, nel limite degli ordinari
stanziamenti di bilancio, si provvede al riassetto funzionale ed organizzativo degli enti gestori di servizi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera f), sottoposti a vigilanza statale, ridefinendone la natura
giuridica e le competenze territoriali, nel rispetto dei criteri e delle modalità di gestione dei servizi di
6. Gli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione gestiti dai consorzi per le aree ed i nuclei di
sviluppo industriale di cui all'articolo 50 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218 , e successive
modificazioni, e da altri consorzi di diritto pubblico, nel rispetto dell'unità di gestione, entro il 31
dicembre 1995 sono trasferiti al gestore del servizio idrico integrato dell'ambito territoriale ottimale
nel quale ricadono in tutto o per la maggior parte i territori serviti, secondo un piano adottato con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, di
concerto con il Ministro dell'ambiente, sentite le regioni, le province e gli enti interessati.
7. Nel caso in cui le regioni, le province o altri enti pubblici siano titolari di servizi di cui all'articolo
4; comma 1, lettera f), essi ne affidano la gestione nelle forme previste dall'articolo 22, comma 3,
lettere b), c) ed e), della legge 8 giugno 1990, n. 142.
1. La regione adotta una convenzione tipo e relativo disciplinare per regolare i rapporti tra gli enti
locali di cui all'articolo 9 ed i soggetti gestori dei servizi idrici integrati, in conformità ai criteri ed agli
indirizzi di cui all'articolo 4, comma 1, lettere f) e g).
f) il livello di efficienza e di affidabilità del servizio da assicurare all'utenza anche con riferimento
alla manutenzione degli impianti;
g) la facoltà di riscatto da parte degli enti locali secondo i princìpi di cui al titolo I, capo II, del
regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 4 ottobre 1986, n. 902 ;
h) l'obbligo di restituzione delle opere, degli impianti e delle canalizzazioni dei servizi di cui
all'articolo 4, comma 1, lettera f), oggetto dell'esercizio, in condizioni di efficienza ed in buono stato
l) le penali, le sanzioni in caso di inadempimento e le condizioni di risoluzione secondo i princìpi
m) i criteri e le modalità di applicazione delle tariffe determinate dagli enti locali e del loro
aggiornamento, anche con riferimento alle diverse categorie di utenze.
3. Ai fini della definizione dei contenuti della convenzione di cui al comma 2, i comuni e le province
operano la ricognizione delle opere di adduzione, di distribuzione, di fognatura e di depurazione esistenti e definiscono le procedure e le modalità, anche su base pluriennale, per assicurare il
conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente legge. A tal fine predispongono, sulla base dei
criteri e degli indirizzi fissati dalle regioni, un programma degli interventi necessari accompagnato
da un piano finanziario e dal connesso modello gestionale ed organizzativo. Il piano finanziario
indica, in particolare, le risorse disponibili, quelle da reperire nonché i proventi da tariffa, come
definiti all'articolo 13, per il periodo considerato.
1. Le opere, gli impianti e le canalizzazioni relativi ai servizi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera
f),di proprietà degli enti locali o affidati in dotazione o in esercizio ad aziende speciali e a consorzi,
salvo diverse disposizioni della convenzione, sono affidati in concessione al soggetto gestore del
servizio idrico integrato, il quale ne assume i relativi oneri nei termini previsti dalla convenzione e
dal relativo disciplinare.
2. Le immobilizzazioni, le attività e le passività relative ai servizi di cui all'articolo 4, comma 1,
lettera f), ivi compresi gli oneri relativi all'ammortamento dei mutui, sono trasferite al soggetto
gestore del servizio idrico integrato.
3. Le regioni e, compatibilmente con le attribuzioni previste dai rispettivi statuti e dalle relative
norme di attuazione, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano
disciplinano forme e modalità per il trasferimento ai soggetti gestori del servizio idrico integrato del
personale appartenente alle amministrazioni comunali, dei consorzi, delle aziende speciali e di altri
enti pubblici già adibito ai servizi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera f), della presente legge, alla
data del 31 dicembre 1992. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono
con legge al trasferimento del personale ai nuovi gestori del servizio idrico integrato; tale
trasferimento avviene nella posizione giuridica rivestita dal personale stesso presso l'ente di
provenienza. Nel caso di passaggio di dipendenti di enti pubblici e di aziende municipalizzate o
consortili a società private che esercitano le medesime funzioni, si applica, ai sensi dell'articolo 62
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , la disciplina del trasferimento di azienda di cui
all'articolo 2112 del codice civile.
4. Il soggetto gestore del servizio idrico integrato, previo consenso della provincia e del comune
già titolare, può gestire altri servizi pubblici, oltre a quello idrico, ma con questo compatibili, anche
se non estesi all'intero ambito territoriale ottimale.
5. Il servizio elettrico gestito, alla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo
4, numero 5), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643 , e dell'articolo 21 della legge 9 gennaio 1991,
n. 9 , da aziende esercenti anche servizi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera f), della presente
legge può essere trasferito, con autorizzazione del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, previo consenso del comune titolare della concessione di esercizio elettrico, al
soggetto gestore del servizio idrico integrato.
1. La tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico come definito all'articolo 4, comma 1,
2. La tariffa è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle
opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei costi di gestione delle opere, dell'adeguatezza
della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, in
modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio.
3. Il Ministro dei lavori pubblici, di intesa con il Ministro dell'ambiente, su proposta del comitato di
vigilanza di cui all'articolo 21, sentite le Autorità di bacino di rilievo nazionale, nonché la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, elabora un metodo normalizzato per definire le componenti di costo e determinare la
tariffa di riferimento. La tariffa di riferimento è articolata per fasce di utenza e territoriali, anche con
riferimento a particolari situazioni idrogeologiche.
4. La tariffa di riferimento costituisce la base per la determinazione della tariffa nonché per
orientare e graduare nel tempo gli adeguamenti tariffari derivanti dall'applicazione della presente
5. La tariffa è determinata dagli enti locali, anche in relazione al piano finanziario degli interventi
relativi al servizio idrico di cui all'articolo 11, comma 3.
6. La tariffa è applicata dai soggetti gestori, nel rispetto della convenzione e del relativo
7. Nella modulazione della tariffa sono assicurate agevolazioni per i consumi domestici essenziali
nonché per i consumi di determinate categorie secondo prefissati scaglioni di reddito. Per
conseguire obiettivi di equa redistribuzione dei costi sono ammesse maggiorazioni di tariffa per le
residenze secondarie e per gli impianti ricettivi stagionali.
8. Per le successive determinazioni della tariffa si tiene conto degli obiettivi di miglioramento della
produttività e della qualità del servizio fornito e del tasso di inflazione programmato.
9. L'eventuale modulazione della tariffa tra i comuni tiene conto degli investimenti effettuati dai
comuni medesimi che risultino utili ai fini dell'organizzazione del servizio idrico integrato.
1. La quota di tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura e di depurazione è dovuta dagli utenti
anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi
siano temporaneamente inattivi. I relativi proventi affluiscono in un fondo vincolato e sono destinati
esclusivamente alla realizzazione e alla gestione delle opere e degli impianti centralizzati di
2. Gli utenti tenuti all'obbligo di versamento della tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura, di
cui al comma 1, sono esentati dal pagamento di qualsivoglia altra tariffa eventualmente dovuta al
medesimo titolo ad altri enti.
3. Al fine della determinazione della quota tariffaria di cui al presente articolo, il volume dell'acqua
scaricata è determinato in misura pari al volume di acqua fornita, prelevata o comunque
4. Per le utenze industriali la quota tariffaria di cui al presente articolo è determinata sulla base
della qualità e della quantità delle acque reflue scaricate. E' fatta salva la possibilità di determinare
una quota tariffaria ridotta per le utenze che provvedono direttamente alla depurazione e che
utilizzano la pubblica fognatura.
1. In attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 12, comma 5, della legge 23 dicembre 1992, n.
498 , la tariffa è riscossa dal soggetto che gestisce il servizio idrico integrato come definito
all'articolo 4, comma 1, lettera f), della presente legge. 2. Qualora il servizio idrico sia gestito separatamente, per effetto di particolari convenzioni e
concessioni, la relativa tariffa è riscossa dal soggetto che gestisce il servizio di acquedotto, il quale
provvede al successivo riparto tra i diversi gestori entro trenta giorni dalla riscossione.
3. Con apposita convenzione, sottoposta al controllo della regione, sono definiti i rapporti tra i
diversi gestori per il riparto delle spese di riscossione.
1. Ciascun ente locale ha facoltà di realizzare le opere necessarie per provvedere all'adeguamento
del servizio idrico in relazione ai piani urbanistici, previa convenzione con il soggetto gestore del
servizio medesimo, al quale le opere sono affidate in gestione.
I COLOSSI DEGLI APPALTI - LA SUPERCUPOLA N. 716 - Revoca dall'incarico del commissario straordinario per la gestione del Servizio idrico integrato dell'ATO 1 di Palermo. ORDINE DEL GIORNO ACCETTATO COME RACCOMANDAZIONE NELLA SEDUTA N. 368 DEL 24-25 MARZO 2006
(n. 716)
con decreto del Presidente della Regione siciliana n. 1205 del 16 agosto 2005, in sostituzione della Conferenza dei Sindaci della Provincia di Palermo, è stato nominato commissario straordinario il prof. Rosario Mazzola con il compito di provvedere al compimento delle procedure per l'affidamento del Servizio idrico integrato (S.I.I.) nell'ATO 1 di Palermo;
detto incarico è stato prorogato successivamente, con decreti del Presidente della Regione n. 1558 del 14 novembre 2005 e n. 66 del 20 gennaio 2005 sino al 30 giugno 2006;
il commissario, prof. Mazzola, con deliberazione n. 1 del 28 dicembre 2005 e con deliberazione n. 2 del 28 dicembre 2005, ha dato esecuzione all'incarico ricevuto predisponendo anche il bando relativo alla procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento in concessione del Servizio idrico integrato nell'ATO 1, fissando il termine ultimo per la presentazione delle offerte al 28 febbraio 2006;
si è venuti a conoscenza, da notizie di stampa (Giornale di Sicilia e La Repubblica dell'1 marzo 2006), che a detta gara è stata presentata una sola offerta da parte del R.T.I. (Raggruppamento territoriale di imprese)costituito dalle società: Smat di Torino, Genova Acque, Con scoop di Forlì, dallo studio di progettazione SAI di Palermo e
dagli stessi articoli di stampa si è appreso che il prof. Rosario Mazzola, commissario dell'ATO 1 di
Palermo, faceva parte del consiglio di amministrazione della società Genova Acque e che lo stesso si sarebbe dimesso anteriormente alla partecipazione alla gara dallo stesso bandita nelle vesti di commissario;
da verifiche effettuate risulta che il commissario in questione ha effettivamente ricoperto l'incarico di consigliere di amministrazione della società Genova Acque dal 30 aprile 2003 e fino al 14 febbraio 2006, data di presentazione delle dimissioni dall'incarico di che trattasi;
il commissario, prof. Rosario Mazzola, nella vigenza dell'incarico di commissario ATO 1 di Palermo, ha redatto gli atti della gara di appalto e quindi si trovava in una posizione di palese incompatibilità ed evidente conflitto di interessi, in quanto lo stesso ricopriva contemporaneamente l'incarico di amministratore di una società operante nel settore e di partecipante alla gara di che trattasi;
il bando di gara predisposto dal detto commissario risulta illegittimo in quanto prevede l'aggiudicazione del servizio in presenza di una sola offerta, così contravvenendo al dettato dell'art. 5, comma 2, del decreto ministeriale del 22 novembre 2001 (decreto Matteoli), le cui disposizioni sono inderogabili in quanto norme di settore fatte salve espressamente dal comma 1 dell'art. 113 del decreto legislativo n. 267 del 2000, il quale dispone che:'il bando di gara deve specificare che, in caso di ammissione di un solo concorrente, non si procederà all'esperimento della gara. Il soggetto aggiudicatore, in presenza di una sola offerta valida, non può procedere all'aggiudicazione';
il bando di che trattasi, tra le altre cose, prevede la facoltà del concessionario di eseguire direttamente e, dunque, senza il previo espletamento di procedura ad evidenza pubblica, la progettazione e la stessa esecuzione di tutti i lavori inseriti nel piano stralcio finanziati con fondi pubblici dall'APQ inseriti nel P.O.T. 2004-2007;
tale previsione è palesemente lesiva dell'art. 20, commi 2 e 3, della legge n 36 del 1994 secondo il quale i concessionari e gli affidatari del S.I.I. sono obbligati a rispettare la normativa in materia di appalti di lavori pubblici per l'esecuzione e la realizzazione dei lavori;
nella fattispecie va osservato che la Regione siciliana avente, come è noto, competenza legislativa esclusiva in materia di appalti di lavori pubblici, ha disciplinato in senso restrittivo l'affidamento cosiddetto 'in house' dei lavori pubblici, sancendo l'affidamento con gara pubblica (art. 2, comma 5 bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, coordinato con le norme della legge regionale n. 7 del 2002 e della legge regionale n. 7 del 2003): 'I soggetti di cui al comma 2 provvedono all'esecuzione dei lavori di cui alla presente legge mediante contratti di appalto o di concessione di lavori pubblici, ovvero in economia nei limiti di cui all'art. 24. Le medesime disposizioni si applicano anche ai soggetti di cui al decreto legislativo 17.03 n. 158, per l'esecuzione di lavori di qualsiasi importo non rientranti tra quelli individuati ai sensi dell'art. 8, comma 6, del medesimo D.Lgs. nonché tra quelli di cui al comma 2, lettera b), del presente articolo',
a revocare immediatamente, in sostituzione della Conferenza dei Sindaci della Provincia di Palermo, dall'incarico di commissario straordinario il prof. Mario Rosario Mazzola;
a disporre la revoca in autotutela del bando di gara di cui in premessa;
a disporre l'immediata convocazione dell'assemblea dei Sindaci dell'ATO 1 di Palermo, ponendo all'ordine del giorno la scelta del soggetto gestore del S.I.I.
SICILIA: SERVIZIO IDRICO, I SINDACI DI 12 COMUNI: "NO ALLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO" (*az*) Un documento indirizzato a Pierluigi Li Vigna e Francesco Musotto, il primo presidente della Commissione di gara per l’affidamento del servizio idrico integrato e il secondo della Conferenza dei sindaci dell’Ato idrico di Palermo, per invitarli a non procedere in via cautelativa all’aggiudicazione definitiva del Servizio idrico integrato. A firmarlo sono i sindaci di Comuni di Petralia Sottana e Soprana, Caltavuturo, Collesano, Sclafani Bagni, Altofonte, Castelbuono, Gratteri, Bompietro, Geraci Siculo e Scillato. E’ opportuno bloccare tutto - scrivono i dodici sindaci - in attesa della prossima pronuncia del Tar Sicilia ulla sollevata questione vertente il conflitto di interessi del Commissario che ha redatto gli atti di gara per l’affidamento in concessione trentennale del servizio idrico».Una richiesta che arriva alla vigilia della manifestazione regionale in programma oggi a Palermo e a cui prenderà parte anche il ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. L’iniziativa, promossa dalla Fp/Cgil regionale, istituzioni, Legambiente e comitati civici in lotta nelle diverse province siciliane, prevede nella mattinata un sit-in di fronte Palazzo d’Orleans e nel pomeriggio un’assemblea pubblica. Saranno presenti anche Rita Borsellino, padre Alex Zanotelli, Rosario Lembo del Comitato italiano per un contratto mondiale sull'acqua, parlamentari e deputati regionali, e i sindaci che si sono schierati contro la privatizzazione dell’acqua. Antonello Zimbardo
Dal Giornale di Sicilia del 27 ottobre 2006 pag. 29 - edizione della provincia di Palermo - AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, il Ministro delle infrastrutture, il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:la legge 5 gennaio 1994 n. 36 (legge Galli) ha determinato i criteri per la tutela e l'uso delle risorse idriche ed ha introdotto la definizione di servizio idrico integrato (S.I.I.), come l'insieme dei servizi di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione;
in Sicilia la legge Galli è stata recepita con un solo articolo (n. 69) della legge regionale n. 10 del 27 aprile 1999, demandando a successivi decreti regionali la piena attuazione della legge stessa;con decreto del Presidente della Regione Sicilia del 16 maggio 2000 (n. 114/gr. IVS.G) e con Decreto del Presidente della Regione Sicilia n. 16/ser 2 S.G. del 29 gennaio 2002 sono stati individuati gli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) i cui limiti territoriali risultano coincidenti con i territori delle nove Province siciliane;con successivo decreto del Presidente della Regione n. 209 del 7 agosto 2001, sono state definite le modalità di costituzione degli A.T.O.;i Sindaci ed il Presidente della Provincia di Palermo nella conferenza del 2 luglio 2002 hanno sottoscritto la convenzione di cooperazione dell'ATO 1 - Palermo che è rappresento da tutti gli ottantadue comuni della Provincia di Palermo;come prevede la legge Galli, sono state eseguite le ricognizioni delle infrastrutture ed è stato redatto il Piano d'Ambito. La società che ha gestito tutte le operazioni è la Società Gestione Impianti Idrici S.p.A. (Sogesid S.p.A.);l'Assemblea dei Sindaci, in data 16 settembre 2002, ha scelto, a larghissima maggioranza, di andare alla selezione del gestore tramite asta pubblica aperta a tutti (imprese pubbliche, miste e private);il primo bando di gara, del 4 ottobre 2003, prevedeva che, affinché l'asta pubblica fosse valida, ci fossero almeno due offerte valide, nel caso specifico è pervenuta una sola offerta e la gara è stata dichiarata deserta;a questo punto, con gli stessi parametri di gara, si è attivata una procedura negoziata con tutte le imprese che avessero mostrato interesse e in questo caso ci sono state due manifestazioni di interesse ma, essendo pervenuta una sola offerta anche in questo caso la procedura negoziata è stata dichiarata deserta;considerato che le procedure amministrative intraprese non avevano portato all'individuazione del gestore, e verificato l'alto livello di contenzioso che si era ingenerato, il Presidente della Regione Sicilia, nella sua qualità di Commissario straordinario per l'emergenza idrica in Sicilia, con decreto n. 1205 del 16 agosto 2005 ha nominato un commissario ad acta, che ha esautorato i poteri conferiti per legge all'Assemblea dei Sindaci;il Commissario ad acta è stato individuato nella persona del professore ingegner Mario Rosario Mazzola, il quale qualche anno prima era stato Presidente della Sogesid S.p.A. (la società pubblica che aveva definito il Piano d'ambito);il decreto di nomina individua il campo di competenze per il suddetto Commissario ad acta in modo preciso in quanto lo stesso ha il compito di provvedere, in via sostitutiva della Conferenza dei Sindaci e del Presidente della Provincia di Palermo, al compimento delle procedure per l'affidamento del S.I.I. entro i successivi tre mesi;con due decreti seguenti (n. 1588 del 14 novembre 2005 e n. 66 del 20 gennaio 2006) il termine di scadenza del commissariamento viene prorogato al 30 giugno 2006; il Commissario ad acta, professore ingegner Mario Rosario Mazzola, conferma la scelta della concessione a terzi quale forma di affidamento della gestione del S.I.I;il 28 dicembre 2005 è stato pubblicato il nuovo bando di gara, in cui era previsto specificatamente che anche in presenza di una sola offerta, la gara sarebbe stata considerata valida. Il nuovo articolato posto a gara è stato notevolmente modificato dal Commissario Mazzola, sia sotto l'aspetto amministrativo che tecnico-operativo;con delibera n. 1 del 28 dicembre 2005 del Commissario ad acta è stato
definito il contenuto della salvaguardia dell'AMAP S.p.A. per un periodo di cinque anni in relazione alla gestione delle infrastrutture per il servizio alla città di Palermo e delle opere di approvvigionamento esterne strettamente connesse (i contenuti della salvaguardia sono esplicitati nell'articolo 14 della convenzione di gestione, nell'Addendum al Piano d'Ambito e nello schema di contratto di servizio tra A.T.O. ed AMAP S.p.A.);il 27 giugno 2005 la Conferenza dei Sindaci si è confrontata su due proposte:a) procedere alla riapertura dei termini di gara;b) avviare le procedure per la costituzione di una società a capitale interamente pubblico, cui affidare la gestione del servizio;il Comune di Palermo, il cui ruolo è stato sempre determinante, non ha partecipato alla votazione indirizzando, dato il valore della rappresentanza, la decisione verso la gestione del S.I.I. per mezzo di una società privata affossando definitivamente la possibilità dell'affidamento in house alla propria società di gestione del S.I.I. della città, scegliendo di fatto di privatizzare il servizio idrico della città;in data 25 gennaio 2006, sul Giornale di Sicilia, è stato pubblicato l'avviso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE) del 18 gennaio 2006 il bando relativo alla procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento in concessione del servizio Idrico Integrato dell'A.T.O. 1 - Palermo;nel bando di gara è stata fissata al 28 febbraio 2006 la data di scadenza di presentazione delle offerte;in data 8 febbraio 2006 l'AMAP S.p.A. ha chiesto alla struttura commissariale una proroga di sessanta giorni della scadenza di presentazione dell'offerta per potere provvedere alla redazione dei progetti preliminari relativi agli interventi ritenuti prioritari che erano richiesti dal nuovo bando di gara come documenti facenti parte dell'offerta;la proroga richiesta non è stata concessa e la data di scadenza di presentazione delle offerte è stata confermata al 28 febbraio 2006;in data 1o marzo 2006 il Commissario per l'Autorità d'Ambito dell'A.T.O. 1 Palermo, il professore Mario Rosario Mazzola, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico;in data 20 luglio 2006 la Conferenza dei Sindaci ha approvato l'atto d'indirizzo nel quale è prevista la possibilità che il Gestore possa accordare una gestione stralcio e salvaguardata all'AMAP S.p.A;nel periodo di salvaguardia il Gestore detiene il coordinamento della gestione del Servizio Idrico Integrato nella rimanente parte del territorio dell'ATO, mentre mantiene la responsabilità dell'attuazione del programma di interventi, strutturali e di manutenzione, previsti dal Piano d'Ambito su tutto il perimetro dell'ambito;il Comune di Palermo, infatti, ha affidato ad AMAP S.p.A la gestione del servizio idrico integrato sottoscrivendo un contratto di servizio che prevede la sua naturale scadenza al 19 ottobre del 2021;secondo quanto previsto nell'Addendum al Piano d'Ambito, AMAP S.p.A. avrebbe dovuto continuare la gestione del S.I.I. della città per un periodo di cinque anni. In questo periodo avrebbe continuato a gestire gli impianti di approvvigionamento, adduzione e potabilizzazione costituiti dagli schemi idrici di Scillato, Rosamarina est-Imera, Presidiana, Jato-Madonna del Ponte, Scanzano, Rosamarina ovest-Risalaimi, Piana degli Albanesi - Gabriele, gli invasi artificiali continueranno ad essere gestiti da E.S.A. (Rosamarina e Poma), da E.A.S. (Scanzano) e da Enel S.p.A. (Piana degli Albanesi);non va dimenticato che l'AMAP si è occupata non solo della gestione idrica della città di Palermo, ma anche della
consegna di acqua potabile a quasi tutti i comuni costieri che vanno da Balestrate a Cefalù, oltre che a diversi altri comuni dell'entroterra provinciale;nella medesima data la Conferenza dei Sindaci nomina la Commissione di gara per la valutazione dell'unica offerta pervenuta ed indica il dott. Pierluigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia, quale Presidente della stessa;la Commissione di gara riunitasi in tutto tre volte (31 luglio, 30 agosto e 31 agosto) aggiudica provvisoriamente la gara all'ATI che ha presentato l'unica offerta;nella seduta del 4 settembre 2006 la Conferenza dei Sindaci aggiudica provvisoriamente l'affidamento in concessione della gestione del S.I.I. dell'A.T.O. Palermo 1 all'unico soggetto partecipante, l'Associazione Temporanea di Imprese (A.T.I.) con a capo la mandataria Acque Potabili S.p.A. e mandanti la Società Genova Acque S.p.A., la Società Metropolitana Acque Torino S.p.A. (SMAT), la Società Giovanni Putignano e Figli s.r.l. di Noci, la Società Edil Putignano s.r.l. di Noci, la Società Galva S.p.A., di Pomezia, la ConsCoop di Forlì, lo Studio Applicazioni Idrauliche (Studio SAI) di Palermo e la Desa s.r.l. Società di ingegneria di Torino;in data 26 gennaio 2007 la Conferenza dei Sindaci ha ratificato l'affidamento ad Acque Potabili S.P.A. del S.I.I. dell'A.T.O. Palermo 1;in data 26 aprile 2007 l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato con segnalazione parere riferimento n. AS387 del 18 aprile 2007 evidenzia che il bando di gara per l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato (SII) A.T.O. 1 di Palermo ha gravemente violato i più elementari principi in materia di tutela della concorrenza ed efficienza dell'attività amministrativa auspicando che le istituzioni interessate intervengano, anche attraverso il meccanismo dell'autotutela amministrativa, per assicurare che le gare per l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato si svolgano in base a un effettivo confronto concorrenziale, funzionale alla fornitura di servizi sempre migliori per la collettività;in data 7 maggio 2007 la Conferenza dei Sindaci di Palermo aveva espresso la volontà di sospendere le procedure per la sottoscrizione del contratto in autotutela in attesa dei chiarimenti dell'AGCM e dell'udienza del TAR del 17 maggio 2007 per la trattazione del ricorso giurisdizionale;in data 17 maggio 2007 il TAR Sicilia ha rinviato nel merito il ricorso giurisdizionale;in data 14 giugno 2007 è stata sottoscritta la convezione di gestione e conseguentemente affidato il servizio alla società Acque Potabili Siciliane S.p.A. (A.P.S.);per la realizzazione di nuove opere e/o per la manutenzione straordinaria delle opere obsolete sono stati già pianificati dei piani d'investimento per un importo di circa milleduecento milioni di euro, di quali 211 di finanziamenti della Comunità europea e dello Stato Italiano entro il 2008;l'intera vicenda e le procedure adottate presentano, a parere degli interpellanti, aspetti poco trasparenti e non in linea con i principi della libera concorrenza a cominciare dalla scelta di prevedere all'ultimo bando di gara la possibilità che a partecipare fosse anche una sola ditta, provocando in questo modo un danno agli utenti in quanto non si è potuta verificare la possibilità di un miglioramento tariffario per la mancanza di più offerte;tale scelta appare ancora più sconcertante se si tiene conto che il gestore privato, una volta insediatosi, diverrà di fatto monopolista per trenta anni del bene acqua nella Provincia di Palermo;altro aspetto che pone quantomeno un problema di conflitto di interesse è che il professore ingegner Mario Rosario Mazzola, contestualmente all'incarico di Commissario
ad acta per l'attuazione dell'affidamento del S.I.I., ricopriva anche l'incarico di consigliere d'amministrazione nella Società Genova Acque S.p.A., dal quale si è dimesso in data 14 febbraio 2006 e che tale società apparteneva al raggruppamento che ha presentato l'unica offerta;allo stesso tempo alcuni degli atti approvati dal Commissario ad acta, come le delibere n. 1 e 2 del 28 dicembre 2005 in cui si delineava un nuovo Piano d'Ambito, una nuova Convenzione di Gestione ed un nuovo Disciplinare Tecnico, sembrerebbero travalicare i limiti dell'incarico ricevuto che affidava il compito di provvedere, in via sostitutiva della Conferenza dei Sindaci e del Presidente della Provincia di Palermo, al compimento delle procedure per l'affidamento del S.I.I. entro i successivi novanta giorni;tali atti non sono stati sottoposti all'approvazione dei Consigli Comunali dei Comuni della Provincia di Palermo che costituiscono l'A.T.O. 1, contravvenendo, di fatto, all'articolo 16 comma 2 del Decreto del Presidente della Regione Sicilia n. 209 del 7 agosto 2001;il nuovo schema di Convenzione di Gestione fissa nuove regole sul controllo del Gestore, sul trasferimento personale dagli Enti Locali al Gestore, sui tempi di revisione tariffaria, sul canone di concessione, sulle subconcessioni, sull'importo della cauzione, sulla sanzione risolutoria, sulla forza maggiore e sul contenzioso; tale atto è stato approvato in deroga dell'articolo 16 della convenzione di cooperazione già approvata da tutti i Comuni e che prevede espressamente al punto 2 che gli Enti Locali convenzionati si impegnano ad approvare nei rispettivi Consigli Comunali la convenzione per la gestione del servizio idrico integrato;inopportunamente ed in contrapposizione, il Commissario, nel predisporre la Convenzione di Gestione, ha previsto all'articolo 1 di detta convenzione che gli Enti Locali delegassero il Presidente della Provincia ad agire in nome e per conto degli stessi, limitatamente alla stipula della Convenzione, non certamente alla sua approvazione, che invece rimaneva materia dei predetti consigli comunali;stante il principio che l'acqua deve esse considerata un bene comune a forte valenza sociale e non orientato alle logiche di mercato è, necessario che le autorità d'ambito garantiscano una politica di gestione finalizzata alla salvaguardia, sia in termini qualitativi che quantitativi, della risorsa acqua intesa nel suo insieme (ciclo integrale) -:se non si ritenga, in ogni caso, al fine di assicurare la razionalizzazione e la solidarietà nell'uso delle acque che la titolarità delle concessioni di derivazione delle acque debba essere assegnata ad enti pubblici affinché siano rispettati i parametri di salvaguardia del patrimonio idrico e la garanzia di controllo sulla misura delle tariffe, sulla conservazione dell'equilibrio biologico, sul risparmio idrico e l'eliminazione delle dispersioni;se non si ritenga indispensabile, stante la mole degli investimenti, mettere in campo tutte le necessarie accortezze, attraverso un coordinamento operativo tra le varie Istituzioni interessate, affinché sia evitato il rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti prevedendo:a) la comunicazione tempestiva dei dati dei fornitori da parte di ogni soggetto gestore S.I.I.;b) l'immediata comunicazione sulle modifiche intervenute nella lista dei fornitori da parte di ogni gestore del S.I.I.;c) tutte le informazioni necessarie sull'ammontare e sul tipo di lavori affidati, sull'azienda prescelta e la data di apertura dei cantieri;d) la verifica, da parte delle Prefetture, delle aziende inserite nella lista fornitori e la cancellazione immediata di quelle sospettate di colludere con le organizzazioni criminali mafiose;e) il controllo permanente della sicurezza delle condizioni di lavoro nei cantieri;
f) la costituzione di un tavolo permanente, formato dai rappresentanti della Conferenza dei Sindaci, delle forze dell'ordine e dalle organizzazioni sindacali) per il monitoraggio dei lavori e delle condizioni di lavoro.
(2-00668) «Dioguardi, Acerbo, Lomaglio, Piro, Cacciari, Folena, Forgione, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Duranti, Falomi, Daniele Farina, Ferrara, Frias, Giordano, Guadagno detto Vladimir Luxuria, Iacomino, Licandro, Bellillo, Fundarò, Buffo, Grillini, Zanotti, Trupia, Scotto, Pellegrino, Trepiccione, Ferdinando Benito Pignataro, Crapolicchio».
Sarà un’associazione temporanea di imprese guidata da Acque
Potabili s.p.a. a gestire per i prossimi trent’anni il servizio idrico
integrato in provincia di Palermo.
L’offerta prevede 853 milioni di investimenti
La commissione di valutazione dell’Ato 1 Palermo ha dato il via libera all’aggiudicazione dell’appalto per la gestione del servizio idrico integrato
nella provincia di Palermo. La commissione, presieduta da Pierluigi Vigna, ha aggiudicato l’appalto all’associazione temporanea di imprese, guidata da “Acque Potabili s.p.a.” che, rispetto alla base di gara di un miliardo e 187 milioni di euro ha offerto 853 milioni di euro di investimenti. Quella dell’associazione temporanea di imprese era l’unica offerta presentata. La “Acque potabili s.p.a.” è controllata da “Smat s.p.a.” di Torino e “Genova Acqua”, ex municipalizzate per la gestione idrica a Torino e a Genova. Del raggruppamento fanno parte anche la “Cons Coop” di Forlì, la “Galva s.p.a.” di Pomezia, la “Giovanni Putignano e figli, s.r.l.” di Noci (Bari), la “Edil Putignano s.r.l.” di Noci, la “Desa srl” di Torino e lo “Studio applicazioni idrauliche - Sai s.r.l.” di Palermo. “L’acqua è un bene primario – ha dichiarato Pier Luigi Vigna – e la sua gestione, ancora di più in Sicilia, è una questione delicata e di fondamentale importanza.
Una gestione integrata delle risorse può essere un’ottima soluzione per migliorare l’efficienza dei servizi ai cittadini, tenere sotto controllo le tariffe e, visto la mole di opere previste credo che ci saranno anche molte opportunità per nuovi posti di lavoro.
Ringrazio il presidente Musotto e l’assessore Loddo per averci affidato questo incarico e per averci, diciamo così, imposto tempi celeri, un’imposizione che abbiamo accettato di buon grado, visto l’importanza del tema e l’ammontare dei fondi comunitari”.
“Ero certo – ha sottolineato il presidente Francesco Musotto – che una Commissione così autorevole e presieduta da una personalità di garanzia avrebbe svolto un ottimo lavoro.
E’ importante che l’aggiudicazione sia arrivata prima della visita degli ispettori dell’Unione Europea che dovranno fare il punto sulle risorse comunitarie utilizzate. Nel caso dell’Ato idrico si tratta di circa 211 milioni di euro il cui utilizzo è adesso certo”.L’appalto ha durata trentennale e riguarda Palermo e gli altri 81 Comuni della provincia, per un bacino d’utenza pari a un milione e 200 mila abitanti.
L’identikit di Acque Potabili
Società Acque Potabili - prima società del settore idrico in Italia ad essere quotata in Borsa - è controllata da Amga Genova e Smat Torino con una quota paritetica del 43,99% ed è attiva nella gestione del ciclo idrico integrato in oltre 20 province del nord, centro e sud Italia. Amga e Smat operano in Italia nel settore delle risorse idriche su un bacino di circa 5 milioni di abitanti
OPERE GIA’ FINANZIATE
Interventi nel settore fognrio e depurativo con fondi Ue
1° stralcio: opere in corso di realizzazione
Oltre 100 milioni di euro per opere idriche, fognarie e depurative. Il primo stralcio di opere in corso di realizzazione, prevede 15 progetti per opere fognarie e depurative, a vantaggio di 12 comuni, e 60 in campo idrico per 46 comuni.
Un investimento con fondi europei che scaturisce dall’accordo di programma quadro del 23 dicembre 2003. 75 milioni è la somma stanziata per le opere fognarie e depurative con una serie di lavori che vanno dal completamento delle reti fognarie, alla realizzazione e completamento di impianti di depurazione, collettori fognari e di adduzione. 25 milioni sono stati invece stanziati per le opere idriche
con sostituzioni di reti idriche vetuste, rifacimenti delle reti idriche interne, realizzazione di aree di salvaguardia per opere di captazione, completamento di reti idriche e di condotte adduttrici.
Domenica 1 Marzo 2009, nei locali della Parrocchia Maria SS. della Catena di Leonforte è stato formalmente costituito il Forum Siciliano dei Movimenti per l’acqua. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle seguenti associazioni:
- Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine - Cobas di Caltanissetta
- Partito Rifondazione Comunista di Caltanissetta
Sito internet: http://www.acquainsicilia.org
email: forum.acquasicilia@gmail.com
3.3.2009 SICILIA/ACQUA: CROSTA, INVIO COMMISSARI A COMUNI E' ATTO NECESSARIO (ASCA) - Palermo, 3 mar - ''L'invio dei commissari ad acta presso i Comuni che non hanno ancora consegnato gli impianti al gestore del servizio idrico e' stato disposto per utilizzare le risorse finanziarie disponibili e per evitare, al tempo stesso, eventuali richieste risarcitorie per inadempimento contrattuale''. Lo afferma Felice Crosta, presidente dell'Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque, che oggi ha ricevuto una delegazione di sindaci delle province di Agrigento e Catania, che chiedevano una sospensione del provvedimento sostitutivo. ''La mancata consegna, infatti - ha aggiunto Crosta - non permette al gestore di attivare la spesa necessaria per la realizzazione degli interventi nei settori idrici, fognari e depurativi, previsti nei POT (Programma Operativo Triennale), facenti parte del contratto tra Ato e gestore. Per una eventuale modifica della situazione attuale occorre una norma legislativa che presuppone un ragionamento complessivo, da effettuare, comunque, presso un tavolo diverso da quello odierno. Il pronunciamento del Cga - conclude Crosta - sull'affidamento al gestore dell'Ato agrigentino, previsto per il prossimo 11 marzo, fara', inoltre, maggiore chiarezza sul ruolo di questi e sugli sviluppi che potranno derivare''.
dod/res/ss (Asca) http://www.asca.it/regioni-SICILIA_ACQUA__CROSTA__INVIO_COMMISSARI_A_COMUNI_E__ATTO_NECESSARIO-373288--.html http://isoladifuori.blogspot.com
Salvatore La Spisa,Liberacqua,Barbara Grimaudo,Acque Potabili Siciliane,Oddo,Galullo,Pisante,Mafia,Crosta, AMAP,EAS,Ernesto Salafia,Ernesto Burgio,Acqua Bene Comune,Statuto Comunale,Delibera C.C. 48 2.11.01,Isola adesione 3.4.02,Legge 36 5/1/94,S.I.I.,Sogesid S.p.a.,Rosario Mazzola,Associazione Temporanea di Imprese A.T.I.,Acque Potabli S.p.a.,Società Metropolitana Acque Torino S.p.a.,S.M.A.T.,Società Giovanni Putignano e Figli S.r.l. di Noci, Società Edil Putignano S.r.l. di Noci,Società Galva S.p.a. Pomezia, Consorzio Cooperativo di Forlì, ConsCoop, Studio Applicazioni Idrauliche, Studio SAI, di Palermo, DESA S.r.l. Società di Ingnegneria Torino,Cuffaro,Mussoptto,Avanti,Sindaci,Pier Luigi Vigna, Commissione di gara,Caltavuturo,Acque Potabili Siciliane, A.P.S.,Giuseppe Pisanti, Pubblicato da
Acque Potabli S.p.a.,
ConsCoop,
Legge 36 94,
S.I.I.,
S.M.A.T.,
Società Galva S.p.a. Pomezia,
Società Giovanni Putignano e Figli S.r.l. di Noci,