Source: https://www.lexconsult.it/documenti.xhtml?cat=13&scat=70
Timestamp: 2019-07-23 04:10:32+00:00
Document Index: 73141343

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1477', 'art. 1477', 'art. 2', 'art. 1477', 'art. 14', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 32', 'sentenza ']

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PARERE N°817: CANONE RAI. UNA ATTIVITA' ...
QUESITO N. 8: Se il venditore di un appa...
PARERE N°803: SE L'OBBLIGO DI CONSEGNARE...
QUESITO N. 502 : La prelazione agraria. ...
QUESITO N. 088: Se è valido un atto sot...
QUESITO N. 275: Se successivamente alla...
QUESITO N. 230: Se è soggetta a tassazio...
QUESITO N. 240: Se è possibile disporre ...
PARERE N°795: IN QUALI RESPONSABILITÀ IN...
QUESITO N. 216: Se l’obbligo di prestare...
QUESITO N. 010: Se in caso di difformità...
QUESITO N. 83: Se l'assegnatario in loc...
QUESITO N. 252 : Se è possibile acquist...
QUESITO N. 289 : Se il lavabo è un compl...
QUESITO N. 380: Lottizzazione abusiva e ...
Quesito n. 340: Se la mancanza del cert...
QUESITO N. 330: Se i vincoli relativi a...
QUESITO N. 314: Se è possibile vendere ...
Nº 4753
QUESITO N. 502 : La prelazione agraria. Contenuto e termini dell'invito alla prelazione. Se l’omissione dell’indicazione del terzo acquirente è causa di invalidità della denuntiatio.
Nº 4683
QUESITO N. 484: Qual è la distanza da rispettare tra edifici e strada provinciale, laddove l’edificio da ristrutturare è un piccolo borgo medioevale, posto fuori dal centro abitato , circondato da un piccolo canale e protetto dalle belle arti.
Nº 4579
QUESITO N. 453: Se nella ricostruzione di un immobile caduto in seguito al terremoto del 62 è necessario rispettare le distanze legali dagli edifici costruiti successivamente sui terreni vicini.
Nº 4561
Data 30/11/2012
QUESITO N. 445: Quali conseguenze per il patrimonio dell’unico erede di soggetto fallito e quali soluzioni per evitare eventuali pregiudizi.
Nº 4218
Data 06/07/2011
QUESITO N. 384: Se l’Agenzia del Territorio può attribuire la categoria catastale A/2 al vano di un immobile che non sia giuridicamente abitabile, secondo l’autorizzazione amministrativa rilasciata dal Comune.-
Nº 4216
QUESITO N. 382: Se uno dei comproprietari di una corte comune può creare un accesso dalla sua proprietà esclusiva apponendo manufatti nella stessa corte prescindendo dal consenso degli altri aventi diritto?
Nº 4196
Data 07/06/2011
QUESITO N. 380: Lottizzazione abusiva e responsabilità del notaio rogante.-
Nº 4112
Data 10/02/2011
QUESITO N. 369: Se il diritto di sciorinare il bucato è qualificabile quale diritto personale o diritto reale. Se la morte del soggetto a favore del quale tale diritto è stato costituito estingue il diritto o se lo stesso è trasmissibile per successione
Nº 3662
QUESITO N. 343: Se nell’ordinanza con cui viene disposta la vendita dell’immobile, il giudice dell’esecuzione è tenuto a pubblicizzare anche la totale abusività del cespite oggetto della procedura e quali conseguenze derivino dalla mancanza di tali
Nº 3605
QUESITO N. 342: Se un soggetto può riacquistare un immobile utilizzando i soldi della vendita di un immobile a lui donato al fine di non far rientrare il coniuge, con cui è in corso causa di separazione, nella proprietà del suddetto.-
Nº 3560
Data 06/10/2009
Quesito n. 340: Se la mancanza del certificato dei Vigili del Fuoco ( c.d. certificato prevenzione incendi) può comportare la risoluzione del contratto di compravendita.-
Il C.p.i.,Certificato prevenzione incendi, è un documento che attesta il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi (l. 26 luglio 1965 n. 966) e la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. Il certificato di prevenzione incendi è rilasciato dal competente Comando provinciale dei vigili del fuoco. Se nell’esame della pratica emerge la mancanza dei requisiti previsti dalle norme, il Comando non rilascia il certificato, e ne dà comunicazione all’interessato, al sindaco, al prefetto e alle altre autorità competenti. Inoltre, il comma 6 dello stesso articolo stabilisce che l’obbligo di richiedere un nuovo certificato ricorre quando vi sono modifiche di lavorazione o di strutture, nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi e ogni qualvolta sopraggiunga una modifica delle condizioni di sicurezza.- Per le autorimesse che non sono in edifici adibiti esclusivamente a tale uso, la legge detta numerose prescrizioni di sicurezza. In particolare: - autorimesse a box, ciascuno con accesso diretto, o autorimesse con capacità fino a 9 automobili: 1) altezza del locale non inferiore a 2 metri; 2) comunicazione con altri locali con porte metalliche piene a chiusura automatica; 3) aerazione naturale attraverso aperture non inferiori a 1/30 della pianta del locale; 4) eventuali box aerati con due aperture, in alto e in basso, non inferiori a 1/100 della pianta; - altre autorimesse: 1) altezza dei locali non inferiore a 2,4 metri (2 metri sotto trave); l’altezza minima per gli autosilo scende a 1,8 metri; 2) spazio di parcheggio di perlomeno 20 metri quadrati, che scendono a 10 solo per le autorimesse sorvegliate e gli autosilo; 3) corsie di manovra di ampiezza non inferiore a 4,5 metri (5 metri per i box); 4) ingressi da spazi a cielo aperto; 5) rampe a senso unico di larghezza perlomeno di 3 metri o a doppio senso di perlomeno 4,5 metri; con pendenza fino a 20°; 6) ventilazione naturale con aperture di superficie complessiva non inferiore a 1/25 della pianta.- Il Certificato Prevenzione Incendi è un documento richiesto in particolare quando la caldaia ha una potenza superiore a 116 Kw (100 mila kilocalorie/ora) e per i garage condominiali con più di 9 posti macchina o box. Vale 6 anni: alla scadenza è compito dell’amministratore condominiale chiedere il rinnovo.- Insieme al Cpi i Vigili del Fuoco rilasciano anche il certificato di conformità alle norme anti-smog. E’ possibile che un impianto non possieda un certificato prevenzione incendi ma che in compenso i Vigili del Fuoco abbiano rilasciato un nulla osta provvisorio. Non è del tutto chiaro però se competa al condominio, nella persona del suo rappresentante (l’amministratore) richiedere e ottenere il Cpi o se invece sia obbligo dei Vigili del Fuoco stessi fare un’ispezione e rilasciare il certificato (legge 818/84, art. 2, comma 8).- Venendo al caso di specie, è da sottolineare che la consegna all’acquirente del certificato prevenzione incendi non rientra tra gli obblighi del venditore previsti dal Codice civile in quanto non è tra i documenti previsti dall’art. 1477 3° comma, cioè tra i documenti necessari ai fini del perfezionamento del contratto di compravendita in mancanza dei quali si avrà risoluzione per inadempimento. Tra i documenti che devono essere consegnati rientrano, infatti, non solo quelli utili in ordine all’avvenuto acquisto del diritto, ma anche quelli utili in ordine alla mera disponibilità della cosa, sia di fronte ai privati che alla Pubblica Amministrazione. A tal proposito la Corte Suprema di Cassazione (Cassazione civile , sez. II, 18 giugno 1991, n. 6882) ha specificato che non può ritenersi necessario per l'uso della res venduta e non rientra, quindi, fra i documenti da consegnare all'acquirente a norma dell'art. 1477 ultimo comma, il certificato di prevenzione incendi di cui alla l. 26 luglio 1965 n. 966. La Corte ha poi sottolineato che solo nel caso di vendita di una azienda, è necessario che non sia mancata la richiesta del detto certificato, che ai termini degli art. 2 e 4 della legge citata e del d.m. 27 settembre 1975 condiziona l'esercizio dell'attività commerciale. P.Q.M. La mancata esibizione del certificato prevenzione incendi da parte del venditore non comporta la risoluzione contrattuale (art. 1477 3° comma). Inoltre secondo la normativa di prevenzione incendi (l. 26 luglio 1965 n. 966) tale certificato è obbligatorio quando la caldaia ha una potenza superiore a 116 Kw (100 mila kilocalorie/ora) e per i garage condominiali con più di 9 posti macchina o box. Si chiarisce che le autorimesse miste o isolate (a box affacciantesi su spazio a cielo libero) ed i parcheggi all'aperto o su terrazze non sono soggetti ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco. Le disposizioni contenute rispettivamente ai punti 2, 3 e 7 del D.M. 1 febbraio 1986 devono comunque essere osservate sotto la responsabilità dei titolari delle attività, fatta salva la possibilità dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco di effettuare sopralluoghi di controllo come previsto all'art. 14 del D.P.R. 29 luglio 1982, n° 577.-
Nº 3558
Data 05/10/2009
Quesito n. 339 : Se su un terreno a destinazione agricola è possibile la costruzione di un campo di calcetto con spogliatoi in prefabbricato amovibili, considerando che poi verrà costituita associazione sportiva senza scopo di lucro per la gestione.-
I terreni a destinazione agricola sono aree del territorio urbano sottratte all’edilizia residenziale e destinate sia alla salvaguardia degli interessi dell’agricoltura che alla tutela del paesaggio in genere poiché tendono ad evitare l’edificazione di ulteriori insediamenti edilizi che possano risultare pregiudizievoli per il più conveniente equilibrio di vivibilità della popolazione (C.d.S., sez II, n. 2536/94 e sez. V, n. 968/1993).- Sono i P.R.G., disciplinati dalla legge urbanistica 1150/1942, a regolamentare l’assetto dell’incremento edilizio e lo sviluppo generale del territorio comunale, indicando altresì la divisione in zone del territorio comunale con la precisazione delle zone destinate all’espansione dell’aggregato urbano e determinando i vincoli ed i caratteri da osservare in ciascuna zona (la cd. zonizzazione).- Nella divisione in zone del territorio urbano, il P.R.G. si preoccupa di individuare le destinazioni d’uso e di zona di ogni lotto. Mentre le destinazioni d’uso sono attinenti alla previsione, concernente singoli immobili o categorie di unità immobiliari, di ubicazione di determinati insediamenti, le seconde attengono alla previsione di destinazione di determinate zone. Tra queste possiamo distinguere le zone destinate al verde agricolo, all’espansione residenziale, al commercio, all’industria, etc, a seconda della vocazione particolare della zona e delle esigenze urbanistiche del territorio.- I P.R.G. sono predisposti da tecnici e adottati dall’organo comunale che provvede alla relativa pubblicazione del progetto di piano generale (art. 9 l. 1150/1942), onde consentire eventuali osservazioni degli interessati. Sulle osservazioni avanzate il Comune deve, eventualmente, provvedere alle relative modifiche. Superata la suddetta fase, il P.R.G. è soggetto all’approvazione della Regione, cui spetta di valutarne la compatibilità con gli interessi di sua competenza.- Dopo queste precisazioni, ai fini della soluzione del quesito, è necessario individuare innanzitutto se vi sia la possibilità di costruire un campo da calcetto con relativo prefabbricato amovibile in un terreno a destinazione agricola e, successivamente, indicare l’opportuno iter burocratico da seguire per edificare sul terreno in questione.- Da numerose sentenze, sia del Consiglio di Stato che dei T.A.R., appare pacifico che “la destinazione a zona agricola di una determinata area non presuppone necessariamente che essa sia utilizzata per culture tipiche o possegga le caratteristiche per una simile utilizzazione, trattandosi di una scelta, tipicamente e ampiamente discrezionale, con la quale l'amministrazione comunale ben può aver interesse a tutelare e salvaguardare il paesaggio o a conservare valori naturalistici ovvero a decongestionare o contenere l'espansione dell'aggregato urbano”(C.d.S., sez. IV, n. 6600/2008). Dello stesso parere il T.A.R. Toscana Firenze, sez. I, con sentenza n. 1892/2004: “Nella pianificazione urbanistica il vincolo a verde agricolo è preordinato non tanto alla mera salvaguardia degli interessi dell'agricoltura, quanto piuttosto alla realizzazione di un migliore equilibrio tra aree edificate ed aree libere, ovvero a preservare una determinata area da un'eccessiva espansione edilizia che ne comprometta i valori ambientali e, dunque, anche a consentire la realizzazione di manufatti nei limiti delle previsioni di Prg ad essa relative. Tali manufatti ben possono avere destinazione commerciale o industriale e non agricola, dovendosi avere riguardo esclusivamente al collegamento economico e funzionale con la zona interessata”, il T.A.R. Campania Salerno, sez. II che con sent. n. 885/2003 afferma che: “Allorquando le norme di attuazione di un Prg destinano la zona E esclusivamente all'attività agricola ed attività connesse, e stabiliscono che gli interventi ammessi sono quelli strettamente attinenti alla predetta utilizzazione ed alle necessità abitative dei conduttori dei fondi, la disposizione deve intendersi correttamente - con riferimento alla "ratio" ad essa sottesa - nel senso che nella zona non è ammissibile l'edificazione volta alla espansione abitativa non connessa alla attività agricola, ma viceversa è ammissibile la realizzazione di infrastrutture di interesse generale, le quali non appaiano incompatibili con la destinazione di zona e per le quali la strumentazione urbanistica comunale non preveda una specifica ed esclusiva localizzazione in siti normativamente determinati”, e il T.A.R. Veneto Venezia, sez. III, n.1108/2002: “La destinazione a zona agricola di un'area, salva la previsione di particolari vincoli ambientali o paesistici, non impone un obbligo specifico di utilizzazione specifica in tal senso, avendo solo lo scopo di evitare insediamenti residenziali: essa, pertanto, non costituisce ostacolo alla installazione di opere che non riguardino l'edilizia residenziale e che, per contro, si rivelino incompatibili con zone abitate e quindi necessariamente da realizzare in aperta campagna”.- Sembra, dunque, possibile costruire un campo da calcetto su un terreno a destinazione agricola, poiché trattasi non di insediamento residenziale, ma addirittura di un’infrastruttura a potenziale interesse generale che neanche compromette i valori ambientali.- Così come è possibile costruire un campo di calcio su un terreno a destinazione agricola, appare possibile altresì la costruzione degli spogliatoi in prefabbricato amovibili poiché rappresentano una struttura pertinenziale all’impianto sportivo, affermazione che trova riscontro in una sentenza del T.A.R. Piemonte Torino, sez. I, sent. 508/2007 che così statuisce: “Se di regola non è censurabile il diniego del titolo abilitativo a costruire in zona agricola allorché l'attività prevista non sia ascrivibile a quelle strettamente agricole, appare tuttavia contraddittorio il comportamento dell'amministrazione che, poco tempo dopo aver rilasciato il permesso per realizzare in detta zona un campo da golf, preclude la costruzione di un manufatto pertinenziale di modeste dimensioni e non esorbitante rispetto alle modalità di utilizzo, connesse alla gestione dell'impianto sportivo”.- Sia per la costruzione del campo di calcetto che per gli spogliatoi in prefabbricato amovibili, sembra necessario munirsi del relativo permesso di costruire, essendo, sia il campo da calcetto che gli spogliatoi, seppur amovibili, a norma dell’art. 10 del D.P.R. 380/2001 un intervento di nuova costruzione (ove per interventi di nuova costruzione si intendano quelli di “trasformazione edilizia e urbanistica del territorio”, considerandosi tali anche “l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere [...], che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee” e la “ realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato”, ex art. 3, lett. e, D.P.R. 381/2001). Il rilascio del permesso di costruire comporterebbe la corresponsione di un contributo commisurato, in questo caso, all’incidenza dell’opera di urbanizzazione nonchè di una quota non superiore al 10 per cento del costo documentato di costruzione da stabilirsi (art. 19, co. 2, D.P.R. 381/2001).- Tuttavia, data la costituzione delle parti nella forma si associazione sportiva senza scopo di lucro, per poter costruire il campo da calcetto ed il relativo prefabbricato, non bisogna, necessariamente, ricorrere al permesso di costruire, essendo sufficiente la semplice denuncia di inizio attività, questo perchè, in base all’art. 32, co. 4, della l. n. 383/2000, “la sede delle associazioni di promozione sociale ed i locali nei quali si svolgono le relative attività sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal decreto del Ministero per i lavori pubblici 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazz. Uff. n. 97, 16 aprile 1968, indipendentemente dalla destinazione urbanistica”. Con la denuncia di inizio attività sarebbe possibile non solo evitare la corresponsione del contributo, ma evitare altresì le lungaggini sottese alla concessione del permesso di costruire.- P.Q.M. Appare plausibile che non vi sia nessun impedimento alla costruzione di un campo da calcetto con spogliatoi in prefabbricato amovibili pertinenziali alla struttura. Inoltre, è possibile costruire anche e solo con denuncia di inizio attività se si costituisse un’associazione sportiva senza scopo di lucro, avente evidente scopo di promozione sociale.-
Nº 3454
Data 29/07/2009
QUESITO N. 336: Se la Soprintendenza può chiedere ed ottenere l’abbattimento del balcone e del corpo esterno di un immobile dotato di “Licenza di abitabilità dal ‘52 e costruito negli anni ’30, antecedente quindi al D.M. del 1976( c.d. Ville Vesuviane)
Nº 3397
Data 09/07/2009
QUESITO N. 330: Se i vincoli relativi al prezzo da dichiarare in una compravendita avente ad oggetto alloggi edificati con la sottoscrizione della c.d. convenzione Bucalossi (artt. 7 ed 8 L. n. 10/1977), imposti alla cooperativa,
Nº 3296
Data 09/06/2009
QUESITO N. 329: Se con la morte del coltivatore di un terreno, ossia un colono, il rapporto di locazione del terreno agricolo nonché del fabbricato, si estingue o subentrano gli eredi.-
Nº 3211
Data 06/05/2009
QUESITO N. 327: Se la servitù di passaggio su fondo intercluso debba limitarsi al solo passaggio pedonale oppure possa ricomprendere anche il passaggio di veicoli a trazione meccanica.-
Data 20/04/2009
QUESITO N. 324: Se un immobile costruito in assenza di concessione edilizia con domanda in sanatoria non ancora definita e con il pagamento della sola prima rata di oblazione, è soggetto all’abbattimento.-
Nº 2920
Data 08/04/2009
QUESITO N. 322: Se per un immobile acquistato all’asta è possibile riaprire i termini di condono.-
Nº 2866
Data 17/03/2009
QUESITO N. 321: Se la società utilizzatrice di un immobile commerciale, in virtù di apposito contratto di leasing, è legittimata, a seguito dell’esercizio del diritto di riscatto a chiederne a terzi l’intestazione dell’immobile o parte dello stesso.-
Nº 2864
Data 16/03/2009
QUESITO N. 320: Cosa accade all’assicurazione che copre il mutuo concesso dalla prima banca nel caso di surroga del mutuo presso un’altra banca.-
Nº 2785
Data 10/02/2009
QUESITO N. 314: Se è possibile vendere un immobile abusivo, costruito prima degli anni ’80, in attesa di sanatoria e se, inoltre, è possibile frazionarlo vendendo le due unità separatamente.-
Data 04/11/2008
QUESITO N. 306: Se, nell’ambito della Regione Campania, il limite di inalienabilità per gli immobili di c.d. edilizia residenziale pubblica, imposto in anni dieci dalla legge 560/93 può essere ridotto a cinque anni.-
Nº 2631
Data 29/10/2008
QUESITO N. 304 : Se l’acquirente di un appartamento, con doppio ingresso dal cortile condominiale, di cui uno è stato chiuso dall’inquilino, da circa 20 anni e senza alcuna autorizzazione da parte del proprietario, può ripristinare tale apertura.-
Nº 3160
Data 02/09/2008
QUESITO N. 300 : Se e quali rimedi esperibili dal proprietario di un immobile costruito in mancanza di debito permesso di costruire
Data 11/07/2008
QUESITO N. 296 : Se un alloggio di edilizia residenziale pubblica, di proprietà dell’Agenzia del Demanio, sottoposto al vigore della L. n. 560 del 1993, acquistato nel luglio del 2003, può essere venduto dal proprietario prima dei dieci anni
Nº 3147
Data 15/06/2008
QUESITO N. 293: A chi spetta il pagamento delle spese in un condominio se si procede alla rimozione di uno sciame di vespe che avevano formato un nido sul balcone di uno dei condomini ma che invadeva tutto l’atrio condominiale.-
Nº 3161
Data 27/05/2008
QUESITO N. 290: Se può essere trascritta la scrittura privata non registrata con la quale si è proceduto all’alienazione di un immobile rendendola così opponibile agli aventi causa del venditore e se in alternativa può essere fatto valere l’usucapione
Nº 2440
Data 20/05/2008
QUESITO N. 289 : Se il lavabo è un complemento d’arredo o è parte integrante dell’immobile.-
Nº 2660
Data 15/05/2008
QUESITO N. 288: Se esiste una legge che permette ai figli di persone ultra ottantenni di poter tutelare i beni mobili ed immobili da badanti che li assistono.-
Nº 3112
Data 14/05/2008
QUESITO N. 287: Se può essere realizzata la surroga di un mutuo di credito fondiario per il quale la banca abbia concesso un piano di rientro
Nº 2424
QUESITO N. 286:Se per ottenere dalla banca creditrice la cd. “restrizione di garanzia” per liberare un appartamento inserito in un complesso edilizio condizionato da un’ipoteca volontaria può essere utilizzata la sentenza del Tribunale
Nº 2422
Data 11/04/2008
QUESITO N. 284: Se il decreto di trasferimento purga i debiti pregressi relativi a spese condominiali.-
Nº 2358
Data 20/03/2008
QUESITO N. 280 : Se una scrittura privata non registrata, avente ad oggetto la concessione del diritto alla praticabilità sulla terrazza, realizzata dal proprietario dell’immobile sottostante, a copertura di un ballatoio abusivo, sia opponibile a terzi.-
Nº 2331
Data 14/03/2008
QUESITO N. 278: Se la ricevuta fiscale attestante la proprietà di beni mobili, esibita dalla moglie del debitore esecutato, può paralizzare un pignoramento mobiliare e se tale documentazione.
Nº 2542
Data 05/03/2008
QUESITO N. 275: Se successivamente alla vendita di un immobile da parte di soggetti che soffrono insoluti nei confronti dell'ETR, quest'ultimo possa rivalersi sull'immobile e/o sull'acquirente dello stesso.-
Nº 3164
Data 02/03/2008
QUESITO N. 272 : Se è consentito, nel caso di vendita di un terreno con destinazione “area verde al pubblico” l’esercizio del diritto di prelazione nei confronti del confinante.-
Nº 3163
Data 01/03/2008
QUESITO N. 271: Se è possibile vendere un appartamento che fa parte di una costruzione che insiste su un suolo oggetto di dichiarazione di pubblica utilità ma per il quale non vi è stata l’emissione successiva del decreto definitivo di esproprio.-