Source: https://www.ceremiliaromagna.it/2018/11/08/nuove-pmpf-2018/
Timestamp: 2020-02-23 04:04:47+00:00
Document Index: 101880656

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.38', 'art.38', 'art. 81', 'art.61', 'art. 62', 'art. 81', 'art.61', 'art. 62']

Nuove PMPF 2018 - CER Emilia-Romagna
8 Novembre 2018	5	Di Luca Enei
Cioè si possono percorrere tutte le strade se non espressamente vietate dall’ente proprietario della strada con apposita ordinanza motivata e con l’apposizione della relativa segnaletica stradale conforme al CDS ( PROPRIETA’PRIVATA DIVIETO DI TRANSITO ) ai sensi dell’art.6 del CDS.
( sono vietate catene o cavi di qualsiasi natura ) cioè il divieto e’ reso noto al pubblico mediante cartelli e sbarre come detto poc’anzi.
E’parimenti vietato parcheggiare qualsiasi tipo di veicolo a motore nei terreni di cui detto sopra anche se laterali alla viabilità di transito.
1 ) La STRADA è l’area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni dei veicoli e degli animali.
È il proprietario della strada ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dal codice civile.
Nella strada privata si può chiedere l’autorizzazione al COMUNE a istallare la segnaletica stradale come previsto dal CDS.
Quindi secondo quanto previsto dall’art.38 del CDS gli organi di Polizia potrà elevare multe ai sensi del CDS nelle strade di proprietà privata lasciate aperte all’uso pubblico e i cittadini sono tenuti a rispettare i segnali stradali se posti in base a quanto indicato all’art.38 del codice stesso.
L’articolo appena citato mette in evidenza anche una differenza che si rileva palese per motivi pratici.
Il campo d’azione degli organi di Polizia si limita alle Strade private ad uso pubblico ma non può estendersi alle STRADE PRIVATE DI USO PRIVATO semplicemente perché la strada privata è chiusa da sbarra o cancello che ne delimitano la circolazione al pubblico cioè che l’organo di Polizia non potrà fisicamente accedervi per controllare che vi siano irregolarità.
Il parere del Ministero specifica anche che nelle strade private ad uso privato la segnaletica se presente deve essere conforme a quella prevista dal codice e non può essere di FANTASIA la Polizia non potranno entrare ed elevare multe ma la segnaletica stradale deve essere a norma di legge come già ripetuto poc’anzi.
Tagpmpf
Ancora filo spinato contro gli enduristi
Festa CER 30/09/2018 Nibbiano
11 Maggio 2019 @ 11:38 pm
Ci sono gravi inesattezze su quanto scritto sopra: il CDS definisce strada l’area ad uso PUBBLICO destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. Ciò che ne consegue è che il CDS non si applica in nessun modo alle strade o aree private, in quanto se la strada privata è priva di sbarra non è detto che sia ad uso pubblico, in quanto le strade private si distinguono in private vicinali ad uso pubblico (riportate su mappa nell’elenco comunale delle strade pubbliche o ad uso pubblico) e vicinali private ad uso privato (interpoderali, poderali) non necessariamente con apposizione di sbarra o cartellonistica. Ciò che ne deriva è che il CDS come appunto si evince dalla definizione di strada, non vige mai nelle strade private ad uso esclusivamente privato, ma si applica la legge regionale vigente in materia che comunque vieta il transito sulle strade ad uso esclusivo privato. Il segnale di sbarramento da parte del proprietario è un elemento in più per rendere noto al pubblico il divieto di passaggio, ma non è obbligatorio in nessun caso ai fini della tutela della proprietà.
Patrizio Fiorini ha detto:
12 Maggio 2019 @ 2:34 pm
Giuste osservazioni, ad un testo forse incompleto. Aggiungerei solo che le nuove PMPF hanno fatto più chiarezza sui metodi di divieto di transito. Se gli ex art. 81 e 82 erano molto vaghi e aperti a svariate interpretazioni, le nuove PMPF riportano all’art.61 una totale restrizione per il transito su qualsiasi sentieri, mulattiera, carrareccia ecc.. ma all’art. 62, possiamo apprezzare i metodi di attuazione dei divieti. Ai punti 2 e 3 abbiamo le seguenti indicazioni che fugano qualsiasi dubbio:
2. Per la viabilità ad uso pubblico ricadente nelle tipologie elencate nel comma 1 gli enti proprietari
delle strade sono tenuti ad emettere le apposite ordinanze e ad apporre specifica segnaletica ai sensi
3. nella viabilità ad uso privato ricadente nelle tipologie elencate nel comma 1 il divieto è reso noto
al pubblico mediante l’affissione di appositi cartelli da parte dei proprietari o dalle aziende interessate
che possono altresì impedire l’accesso ai non aventi diritto attraverso l’installazione di apposite
Per esperienza, è sempre bene esaminare ogni singolo caso, prima di stabilire se si tratta di strada con diritto di passaggio o diritto di chiusura da parte de proprietari. Da parte nostra, del CER, quello che possiamo consigliare è circolare sempre in regola e in luoghi conosciuti, con accompagnatori locali che conoscono le varie situazioni dove transitare o meno anche dove ci sarebbe il diritto ma il buon senso sconsiglia.
12 Maggio 2019 @ 1:22 am
Sono riportate una serie di inesattezze qui sopra. La definizione di strada data dal CDS è l’area ad uso PUBBLICO destinata alla circolazione di pedoni, veicoli ed animali. È palesemente ovvio che il presente codice non vige nelle strade private. Non basta la mancata apposizione di un cartello o di una sbarra per considerare una strada pubblica, la strada è pubblica o ad uso.pubblico solo se iscritta nell’elenco delle strade comunali o vicinali in carico al comune di appartenenza. Ciò che ne deriva è che il transito su strade private è sempre vietato senza obbligo di apposizione di sbarre o cartelli, il proprietario ha la facoltà di rendere noto al pubblico con cartelli o sbarre il fatto che la strada sia privata, ma non è obbligato ai fini del divieto di percorrenza della stessa. Quanto scritto in questo sito è ingannevole poiché il rischio di incorrere in sanzioni è reale.
12 Maggio 2019 @ 2:35 pm
Giuste osservazioni, ad un testo forse incompleto, non certo ingannevole (per favore). Aggiungerei solo che le nuove PMPF hanno fatto più chiarezza sui metodi di divieto di transito. Se gli ex art. 81 e 82 erano molto vaghi e aperti a svariate interpretazioni, le nuove PMPF riportano all’art.61 una totale restrizione per il transito su qualsiasi sentieri, mulattiera, carrareccia ecc.. ma all’art. 62, possiamo apprezzare i metodi di attuazione dei divieti. Ai punti 2 e 3 abbiamo le seguenti indicazioni che fugano qualsiasi dubbio:
13 Maggio 2019 @ 6:11 pm
Ingannevole nel senso che non valendo il CDS sulle strade private, oltre a prendere la sanzione dagli organi competenti, indipendentemente se ci sono sbarramenti o cartelli di divieto in quanto non obbligatori ai fini del divieto di transito, si rischia pure di essere querelati dal proprietario per invasione di strade o terreni privati. Se poi si lasciano segni sul suolo col passaggio e la strada privata è danneggiata, come già è successo si rischia anche la querela per danneggiamento.
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