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Timestamp: 2020-03-29 14:01:24+00:00
Document Index: 46490615

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 17', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 49']

Numero 12 23 marzo 2016
NOVITA' IN TEMA DI RISCOSSIONE
Agevolazioni, bilancio, locazioni, Iva e minimi
Modello Unico 2016 PF: principali novità
Con il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate 29.1.2016, prot. n. 2016/16065 è stato approvato , con le relative istruzioni, il Mod. Unico 2016 PF , che le persone fisiche devono presentare nell'anno 2016 , per il periodo d'imposta 2015, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva. Il modello è costituito dal « Fascicolo 1 », contenente il frontespizio, il prospetto dei familiari a carico e i Quadri RA , RB , RC , CR , RP , RN , RV , CS , RX ; dal « Fascicolo 2» , riservato ai contribuenti non obbligati alla tenuta delle scritture contabili , contenente i Quadri RH , RL , RM , RT , il Quadro RW , concernente il monitoraggio per gli investimenti all'estero e il calcolo delle relative imposte, il Quadro RR , concernente la determinazione dei contributi previdenziali, il Quadro AC , relativo alla comunicazione degli amministratori dei condomini, e la guida alla compilazione del Mod. «Unico 2016 PF» per i soggetti non residenti; e dal « Fascicolo 3» , riservato ai contribuenti obbligati alla tenuta delle scritture contabili , contenente i Quadri RE , RF , RG , LM , RD , RS , RQ , RU , FC , CE , e, infine, il Quadro TR concernente il trasferimento all'estero della residenza. Si evidenziano di seguito alcune delle principali novità contenute nel nuovo Mod. Unico 2016 PF .
Acquisti intra-Ue degli enti non commerciali
L’art. 30-bis, D.P.R. 633/1972 [CFF230a] disciplina gli adempimenti che gli enti non commerciali sono tenuti ad osservare, in qualità di soggetti passivi d’imposta, a seguito dell’applicazione del meccanismo del reverse charge previsto dall’art. 17 co. 2, D.P.R. 633/1972 [CFF217] . Ci si riferisce, nello specifico, agli acquisti intracomunitari di beni e di prestazioni di servizi « generici » rese da soggetti esteri. La norma fornisce una specifica disciplina per i soli enti che operano nella veste istituzionale . Infatti, qualora le predette operazioni siano effettuate nell’ambito di un’eventuale attività commerciale , trova applicazione la disciplina ordinaria contenuta all’art. 47, co. 1, D.L. 331/1993 [CFF1268] . In sede di trattazione, devono conseguentemente essere tenuti distinti gli adempimenti riferiti agli enti non commerciali che svolgano esclusivamente un’attività istituzionale ( enti non commerciali « puri ») rispetto a quelli che esercitino, sia pure in modo marginale, anche un’ attività di natura commerciale ( enti non commerciali « misti »).
Opzione per il regime di tassazione delle Siiq e Siinq
Con L. 27.12.2006, n. 296 (Legge di Stabilità 2007), ai sensi dell’art. 1, co. da 119 a 141-bis [CFF6145] , è stato istituito un regime speciale , sia civilistico che fiscale, per le Società per azioni di investimento immobiliare sia quotate che non (Siiq e Siinq). L’accesso a tale regime è possibile solo in presenza di determinati requisiti così come individuati al co. 119 dell’art. 1 della norma sopracitata. Il regime in oggetto, che è esercitabile su opzione , è stato parzialmente modificato ed integrato dal D.L. 12.9.2014, n. 133 (Decreto «Sblocca Italia»). Il Decreto «Sblocca Italia» ha in parte rivisto le caratteristiche ed i requisiti per l’esercitabilità di tale opzione , ed ha inoltre demandato ad apposito Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate l’aggiornamento del modello di comunicazione all’Ufficio, già in vigore dal 2007, ai fini di un più preciso adeguamento dei dati richiesti e necessari per accedere al regime agevolativo . Con la corposa C.M. 19.9.2015, n. 32 sono state esaminate le principali novità introdotte dal D.L. 133/2014 e con successivo Provv. 18.12.2015, n. 161900 l’Ufficio ha recepito le modifiche normative intervenute ed ha pubblicato il nuovo modello di comunicazione .
In attuazione della L. 11.3.2014, n. 23, contenente la cd. delega fiscale, è stato emanato il D.Lgs. 24.9.2015, n. 156 (in vigore dall’1.1.2016) che modifica la disciplina del processo tributario . Con la C.M. 29.12.2015, n. 38/E, l’Agenzia delle Entrate ha illustrato le novità e alcuni principi e criteri della riforma del processo tributario, tra i quali l’ innalzamento della soglia di valore dei giudizi all’interno della quale il contribuente può stare in giudizio anche personalmente ; l’ ampliamento dell’utilizzo della posta elettronica certificata per le comunicazioni e le notificazioni; l’ immediata esecutorietà , estesa a tutte le parti in causa, delle sentenze delle commissioni tributarie con possibilità di chiedere la sospensione .
Reverse charge: chiarimenti della C.M. 37/E/2015
Con la C.M. 22.12.2015, n. 37/E , l’Amministrazione finanziaria è nuovamente intervenuta sull’applicazione del reverse charge per le « prestazioni di servizi di pulizia , di demolizione , di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici » ex art. 17, co. 6, lett. a-ter), D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF217] . L’estensione del reverse charge, avvenuta ad opera della L. 23.12.2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), era già stata oggetto di chiarimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria nella C.M. 27.3.2015, n. 14/E , con la quale erano state risolte alcune questioni dubbie , tra tutte quella relativa all’individuazione delle prestazioni assoggettabili al nuovo reverse charge . Ora la C.M. 37/E/2015 interviene nuovamente sulla definizione di « edificio » a cui far riferimento, sulla possibile applicazione del reverse charge agli interventi relativi all’ installazione/manutenzione effettuati sugli impianti situati in parte all’interno del fabbricato e in parte all’esterno, nonché sulla possibilità di escludere la scomposizione delle prestazioni nei casi di manutenzione straordinaria.
Sanzioni tributarie amministrative
La riforma delle sanzioni amministrative , contenuta nel Titolo II del D.Lgs. 24.9.2015, n. 158 , è intervenuta apportando numerose modifiche sulla misura delle sanzioni stesse e sulle relative modalità di applicazione. Si osserva in primo luogo che la decorrenza delle nuove disposizioni normative, incidenti tra l’altro sui D.Lgs. 18.12.1997, nn. 471 e 472, è stata fissata all’ 1.1.2016 . Questo per effetto della Legge di Stabilità ( art. 1, co. 133, L. 28.12.2015, n. 208 ), che intervenendo sull’art. 32, D.Lgs. 158/2015 ha anticipato di un anno il termine iniziale originariamente previsto. Nel nuovo contesto normativo: le sanzioni per tardivo versamento si riducono alla metà (cioè al 15%) se il ritardo non supera i 90 giorni; le sanzioni ordinarie per la dichiarazione infedele, già fissate al 100% (minimo) e al 200% (massimo) dell’imposta, si riducono al 90% (minimo) e al 180% (massimo); gli errori sulla competenza fiscale, se non c'è stato danno per l'erario, sono puniti con una sanzione fissa di € 250; per effetto del « favor rei », le nuove norme, se favorevoli, trovano applicazione nei procedimenti in corso anche se relativi alle violazioni commesse in precedenza, salvo l'atto di contestazione sia definitivo.
La Corte di Cassazione è tornata ad esprimersi sull’annosa questione dell’assoggettamento dei professionisti all’ Irap , con Sentenza 3.12.2015, n. 24670 . In tale sentenza ha riaffermato il principio secondo cui, in materia di Irap, il requisito dell’ autonoma organizzazione , di cui all’ art. 49, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF5149] , è riscontrabile allorquando il contribuente, che eserciti attività di lavoro autonomo, sia il responsabile dell’ organizzazione e nel contempo impieghi beni strumentali eccedenti , per quantità o valore, il minimo ritenuto indispensabile per l’esercizio dell’attività o si avvalga, in modo non occasionale, del lavoro altrui . In particolare, nel caso di specie, ha sancito che la rilevazione della pura e semplice « componente capitalistica », desunta dal costo elevato delle attrezzature tecniche e delle locazioni finanziarie , senza opportuno raffronto con i compensi dichiarati e senza analisi del valore minimo di ciò che è normalmente ritenuto indispensabile per l’esercizio della specifica attività presa in considerazione, non è di per sé idonea a provare l’ esistenza della autonoma organizzazione .