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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 19', 'art. 47', 'art. 43', 'art. 50', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 1']

Redazione, Author at Guida turistica informale di Varese e dintorni - Varese Tourist Guide - Pagina 158 di 169
Legge sul turismo – Regione Lombardia -16 luglio 2007 , n. 15
gennaio 14, 2015 Redazione
Legge Regionale 16 luglio 2007 , n. 15
Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo
(BURL n. 29, 2° suppl. ord. del 19 Luglio 2007 )
OGGETTO DEL TESTO UNICO
1. Il presente testo unico, redatto ai sensi della legge regionale 9 marzo 2006, n. 7 (Riordino e semplificazione della normativa regionale mediante testi unici) riunisce le disposizioni di legge regionali in materia di turismo riguardanti:
a) organizzazione turistica regionale;
b) attività ricettiva alberghiera;
c) attività ricettiva non alberghiera;
d) attività ricettive all’aria aperta;
e) professioni turistiche;
f) agenzie di viaggio e turismo.
SISTEMA TURISTICO REGIONALE
1. La Regione, in attuazione dell’articolo 117 della Costituzione, nel rispetto del principio di sussidiarietà e con lo strumento del partenariato:
a) riconosce il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico, per la crescita culturale e sociale della persona e della collettività e per favorire continue e positive relazioni tra popoli e culture diverse;
b) favorisce la crescita competitiva del sistema turistico regionale e locale per il miglioramento della qualità dell’organizzazione, delle strutture e dei servizi;
c) sostiene il ruolo delle imprese turistiche, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, sostenendo prioritariamente le attività ed i servizi rivolti ai turisti in arrivo nella Regione Lombardia;
d) promuove la ricerca, i sistemi informativi e di monitoraggio, la documentazione e la conoscenza dell’economia e delle attività turistiche;
e) valorizza il ruolo delle autonomie locali e funzionali e delle diverse, autonome ed originali espressioni culturali ed associative delle comunità locali;
f) promuove l’immagine turistica regionale sui mercati mondiali, valorizzando le risorse e le caratteristiche dei diversi ambiti territoriali;
g) incentiva il sistema delle autonomie locali e il sistema delle imprese ad assumere iniziative di sviluppo turistico, in relazione alla diffusa presenza di risorse e del crescente ruolo dell’economia turistica;
h) assicura il coordinamento delle politiche intersettoriali ed infrastrutturali necessarie alla qualificazione dell’offerta turistica, nonché alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico e del prodotto enogastronomico.
2. La Regione definisce il quadro istituzionale e del rapporto tra gli enti pubblici, in relazione all’esercizio delle attività di promozione, sviluppo e qualificazione delle risorse turistiche lombarde.
Per la lettura del testo integrale della Legge regionale Lombardia sul turismo (L.R. 16 luglio 2007 , n. 15, aggiornata a gennaio 2015) puoi scaricare questo pdf.
guida turisticaleggeregione lombardiaturismo
Codice dei beni culturali e del paesaggio – D. Lgs. 42/2004
gennaio 12, 2015 Redazione
“Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004 – Supplemento Ordinario n. 28
Scarica il testo integrale del Codice dei beni culturali e del paesaggio in pdf
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modifiche e integrazioni;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352;
Visto l’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 settembre 2003;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 gennaio 2004;
1. E’ approvato l’unito codice dei beni culturali e del paesaggio, composto di 184 articoli e dell’allegato A, vistato dal Ministro proponente.
1. In attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice.
2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.
3. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.
4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale.
5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione.
6. Le attività concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformità alla normativa di tutela.
codice deli beni culturali e del paesaggioDecreto legislativo 42/2004Pdftesto integrale
I beni architettonici vincolati della città di Varese
Sul sito della Regione Lombardia è presente una preziosa banca dati chiamata IDRA (Banca dati dichiarazione d’interesse culturale) nella quale confluiscono tutte le pratiche di vincolo, dal 2001 in poi: il database viene progressivamente aggiornato con i nuovi decreti.
Grazie a questo strumento riusciamo dunque a valutare quanti e quali beni culturali, artistici o architettonici, esistono in ogni Comune lombardo, e dunque in ogni Comune della provincia di Varese.
Si ricorda che i beni culturali, secondo la definizione data dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo 42/2004), sono “le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonche’ ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico”. Per essere considerati tali devono possedere la “dichiarazione di interesse culturale” rilasciata dal Soprintendente. Tutti i beni culturali devono essere protetti e conservati; l’obbligo di conservazione esiste anche per i proprietari privati.
Il patrimonio vincolato, in provincia di Varese, comprende migliaia di beni culturali, mobili ed immobili, esiste dunque sul territorio un patrimonio storico esteso e spesso ancora da studiare e valorizzare.
Oggi riportiamo l’elenco, dal database IDRA, di un centinaio di beni architettonici vincolati, relativi alla sola città di Varese, con relative fotografie quando disponibili.
beni culturalicittàVaresevincolati
Il 18 maggio 2015 è la Giornata internazionale del museo, dedicata alla sostenibilità
gennaio 11, 2015 Redazione
Ogni anno la ICOM (International Councyl Museums) propone la Giornata Internazionale del Museo per avvicinare il museo ad un numero sempre maggiore di persone.
Il tema scelto per il 2015 si intitola: Musei per una società sostenibile. La sfida dei prossimi anni è infatti quella di adeguare gli stili di vita e lo sviluppo sociale alle possibilità limitate della natura. Questo cambiamento impone nuovi modi di pensare e di agire. I musei possono svolgere un ruolo chiave in questo processo, accogliendo e promuovendo le “buone pratiche” nel maggiore rispetto dei sistemi di vita, oppure accrescendo la consapevolezza nelle persone delle conseguenze negative che ci saranno se non si procede ad un’inversione di rotta.
Scarica qui il poster in tre lingue (inglese, francese, spagnolo) relativo all’iniziativa, in pdf: giornata_internazionale_museo.pdf
giornata internazionaleicomuseo
Carta d’identità del museo
Il sito internet del MIBACT riporta:
La ricerca presentata in questa pubblicazione (La carta d’identità del museo. Il regolamento, Roma 2009, ndr) risponde all’esigenza di definire compiutamente, dal punto di vista giuridico-istituzionale e organizzativo, l’identità del museo: una realtà culturale che ha assunto negli ultimi anni un rilievo crescente sotto il profilo sociale ed economico e ha ricevuto una precisa definizione dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, senza conseguire, tuttavia, un effettivo adeguamento gestionale e organizzativo.
L’agile gruppo di lavoro coordinato dall’Ufficio Studi, composto da alcuni dirigenti e da direttori di musei statali, con l’ausilio di due esperti, i professori Girolamo Sciullo e Pierpaolo Forte, ha elaborato una proposta di “regolamento” del museo statale, che ne indichi missione, compiti, funzioni e ruoli.
Il documento – la cui validità e possibilità di applicazione è stata discussa e sperimentata in tredici istituti statali – è stato concepito come un modello di riferimento applicabile anche in assenza di sostanziali innovazioni normative che attribuiscano al museo piena autonomia amministrativa e finanziaria.
D’altra parte la sua adozione – che potrebbe essere decisa anche dal singolo soprintendente – porrebbe fine all’incertezza sul profilo del museo (troppo spesso privo di un atto costitutivo e di qualsiasi dichiarazione programmatica), sulle responsabilità del direttore, figura ritenuta ormai indispensabile, sulle professionalità e le risorse disponibili.
Insieme con altri atti vivamente consigliati (carta dei servizi, organigramma, relazione annuale), il “regolamento” concorrerebbe in definitiva a delineare una struttura vitale ed efficiente, in grado di programmare attività e servizi e dar conto dei risultati conseguiti.
Scarica la carta identita museo in pdf.
cartaleggeMIBACTmuseiregolamento
Codice del Turismo – D. Lgs. 79/2011
Testo di commento pubblicato sul sito internet della Camera dei Deputati.
Scarica il Codice del Turismo in pdf.
Il Codice del turismo, varato definitivamente con il decreto legislativo 79/2011, per promuovere il mercato del turismo e rafforzare la tutela del consumatore, avrebbe dovuto intervenire nella materia fissando punti di riferimento univoci al fine di un coordinamento tra Stato e Regioni, nell’ambito delle rispettive competenze. Inoltre avrebbe dovuto operare un riordino e una razionalizzazione complessiva delle disposizioni vigenti nella materia. La sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2012, accogliendo i ricorsi presentati dalle Regioni sotto il profilo del mancato rispetto da parte del d.lgs. dei limiti della delega legislativa, la cui vigenza è oggi limitata alle sole parti inerenti il “diritto privato del turismo”, perdendo così definitivamente ogni carattere di sistematicità ed organicità.
Il decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (G.U. n. 129 del 6 giugno 2011), emanato dopo l’espressione dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari sullo schema di decreto iniziale (atto n. 327 ), conteneva due distinti interventi normativi:
il secondo recepisce la direttiva 2008/122/CE relativa ai contratti di multiproprietà, ai contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine e ai contratti di rivendita e di scambio in attuazione della delega contenuta nella legge comunitaria 2009 (legge 96/2010).
Il Codice del turismo (allegato 1 del decreto legislativo 79/2011) era finalizzato a promuovere e tutelare il mercato del turismo tramite il coordinamento sistematico delle disposizioni normative vigenti nel settore, nel rispetto della competenza legislativa regionale e dell’ordinamento dell’Unione europea.
Numerosi concetti e definizioni contenuti nella disciplina previgente (in particolare la legge 135/2001) sono stati ripresi e talvolta integrati e innovati, come nel caso della definizione di impresa turistica: imprese che esercitano attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell’offerta turistica. (articolo 4 del Codice). Tale norma non è stata dichiara incostituzionale come le norme sulle professioni turistiche (articoli 6 e 7). In relazione a queste ultime, il Codice ha dettato una nuova norma sui “percorsi formativi” per l’inserimento nel mercato del lavoro turistico, dedicando un’attenzione particolare alla creazione di collegamenti con il mondo della formazione, tramite la stipula di accordi o convenzioni con istituti di istruzione, anche universitaria, con altri enti di formazione e con gli ordini professionali per lo svolgimento di corsi orientati alla preparazione dei giovani operatori.
La disciplina dello svolgimento dell’attività ricettiva, già contenuta in norme diverse di varie leggi, tra cui la citata legge 135/2001, e riunita organicamente nel Titolo III del nuovo Codice del turismo è stata dichiarata incostituzionale Anche la disciplina in tema di inizio attività e, in genere, quella sugli adempimenti amministrativi cui sono soggette le strutture turistico-ricettive disciplinata nell’articolo 16 del Codice, è stata dichiarata in costituzionale. Tale disposizione intendeva semplificare gli adempimenti amministrativi delle strutture turistiche, assoggettando a segnalazione certificata di inizio attività – SCIA (di cui all’art. 19 della legge 241/1990) l’avvio e l’esercizio delle strutture ricettive, che comunque sarebbero rimasti assoggettati al rispetto delle norme in materia ambientale, edilizia, urbanistica, igienico sanitaria, prevenzione incendi e sicurezza nei luoghi di lavoro.
In materia di classificazione e standards delle strutture ricettive il Codice aveva dettato un regime organico (articoli da 8 a 15), distinguendo fra strutture alberghiere/paralberghiere, extralberghiere, strutture ricettive all’aperto e strutture ricettive di mero supporto e dettando, per ciascuna di queste categorie, una serie di specifiche prescrizioni. Tali disposizioni sono state dichiarate incostituzionali.
Sono ancora in vigore le norme che disciplinano in modo organico (articoli da 32 a 51) i pacchetti turistici e la tutela del consumatore turista, che hanno assorbito le normative preesistenti contenute nel Codice del Consumo ed integrandole con nuove disposizioni. Alla tutela del consumatore turista, sotto il profilo della qualità del servizio e della soluzione delle controversie, il nuovo Codice del Turismo aveva dedicato anche altre norme che sono state pero dichiarate incostituzionali come la norma di principio sul turismo accessibile (articolo 3) e quella sulla promozione del turismo con animali domestici al seguito (articolo 30). Rimangono vigenti invece gli articoli 66 e 67 rispettivamente concernenti la “Carta dei servizi turistici pubblici” e la composizione (mediazione) delle controversie in materia di turismo.
Una delle novità più significative del provvedimento consiste nell’esplicita affermazione della risarcibilità del “danno da vacanza rovinata” (art. 47) finora elaborazione giurisprudenziale (peraltro di difforme applicazione) finalizzata alla risarcibilità dello specifico danno non patrimoniale consistente nello stress e nel disagio subito per non aver potuto godere della vacanza immaginata. Il danno da vacanza rovinata viene definito come il danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta. Si tratta quindi di un pregiudizio di natura non patrimoniale e contrattuale, risarcito come conseguenza dell’inadempimento o dell’inesatta esecuzione delle prestazioni oggetto del pacchetto turistico. Di rilievo appare, inoltre, la definizione della nozione di “inesatto adempimento” delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico (art. 43), oltre che la disciplina degli obblighi assicurativi a carico dell’organizzatore e dell’intermediario (art. 50).
Infine, un altro profilo di novità del Codice del turismo riguarda la promozione di circuiti turistici tematici e di eccellenza, al fine di superare la frammentazione dell’offerta turistica e di promuovere un’offerta tematica di dimensione nazionale. In questa prospettiva si inseriscono le norme del titolo V che prevedono, fra l’altro, la definizione di circuiti turistici di eccellenza ripartiti tra 13 grandi aree tematiche (dal turismo della montagna a quello del mare, dal turismo religioso a quello congressuale, dal turismo culturale a quello giovanile, ecc.), cui sono dedicate poi specifiche disposizioni. Nella stessa logica si muovono le nuove disposizioni, inserite nel Capo II del titolo VII del Codice (articoli da 59 a 65), che disciplinano la promozione dell’eccellenza turistica italiana mediante il rilascio di specifiche attestazioni e la attribuzione di riconoscimenti e premi per le imprese e gli imprenditori che si sono distinti nel settore.
Altro rilevante intervento del decreto – in attuazione della direttiva 2008/122/CE – riguarda le modifiche alla disciplina della multiproprietà (art. 2) contenuta nel Codice del consumo (D.Lgs. n. 206 del 2005). E’ stato, in particolare, esteso l’ambito di applicazione di tale disciplina , da un lato ampliando la stessa definizione di “contratto di multiproprietà”, dall’altro estendendo detta disciplina a tipologie contrattuali ulteriori. A tutela del contraente consumatore vanno, poi, segnalate le nuove disposizioni sulla completezza delle informazioni precontrattuali, sul contenuto minimo del contratto nonché sull’ampliamento del diritto di recesso che – ove correttamente esercitato – diversamente dalla disciplina previgente, non comporta alcuna spesa per il consumatore.
Con sentenza n. 80 del 2 aprile 2012, pronunciata nel giudizio promosso dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, nella parte in cui dispone l’approvazione dell’allegato 1 (Codice del turismo) ed in particolare dell’art. 1 dell’allegato stesso nella parte in cui prevede le disposizioni del Codice quali «necessarie all’esercizio unitario delle funzioni amministrative» e «ed altre norme in materia», nonché degli artt. 2, 3, 8, 9, 10, 11, comma 1, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, comma 2, 21, 23, commi 1 e 2, 30, comma 1, 68 e 69 dell’allegato 1 del D.Lgs. n. 79 del 2011, attribuendo competenze statali in materia di turismo in violazione delle disposizioni previste nella legge delega 28 novembre 2005, n. 246.
In sintesi le motivazioni alla base della incostituzionalità possono esser ricondotte in generale all’eccesso di delega in quanto la stessa aveva come finalità quella di realizzare una generale semplificazione del sistema normativo statale, mediante abrogazione di leggi ormai superate, raggruppamento di quelle superstiti per settori omogenei, con armonizzazione delle stesse e non comprendeva il riassetto generale dei rapporti tra Stato e regioni in materie non di competenza esclusiva statale, ai sensi dell’articolo 117, comma 2 della Costituzione.
codice del turismoleggiturismo
Una giornata a Luino e dintorni
gennaio 7, 2015 Redazione
Una passeggiata verso il Porto Nuovo è caldamente consigliata
Le bancarelle per trovare l’affare sono tante, c’è solo l’imbarazzo della scelta
Lungolago di Luino – foto di Alessandro Bordin
Chiesa del Carmine vista dal Parco a Lago
Panorama sulla cittadina di Colmegna
C’è più di un buon motivo per andare a Luino.
Innanzitutto c’è il lago, bello in qualsiasi stagione. Poi c’è vicino la Svizzera, dove fare il pieno di benzina a prezzi più convenienti rispetto a quelli italiani.
Luino ha una bella passeggiata sul lungolago, recentemente sistemato. Sul lungolago c’è la bellissima chiesetta del Carmine, con affreschi del Quattrocento e un organo imponente del Seicento. Non manca una spiaggia alla fine della passeggiata, quella delle Serenelle, che offre sdraio e ombrelloni a chi desidera un po’ di relax.
Altra spiaggia poco distante è quella a Colmegna, dietro le gallerie.
Ogni mercoledì si tiene lo storico mercato settimanale con bancarelle per tutti i gusti e tutte le tasche.
I più sportivi possono contare su una bella pista ciclabile che si snoda lungo il Margorabbia (a questo link la mappa di tutte le piste ciclabili in provincia di Varese), su una piscina coperta e una all’aperto.
Luinolungolagomercato di Luinopista ciclabile
Una giornata sul Lago Maggiore a Laveno
Torbiera di Mombello
Spiaggia di Cerro a Laveno Mombello
Chi sceglie Laveno Mombello per la classica gita domenicale fuoriporta può fermarsi in centro per fare una passeggiata sul lungolago oppure, se è una bella giornata, può prendere la funivia per godere dall’alto del Sasso del Ferro di splendidi panorami. Se è estate e fa caldo nei dintorni ci sono molte spiagge più o meno attrezzate e adatte ai bambini (qui una descrizione) mentre in inverno si può optare per un giro al vicino Museo della Ceramica di Cerro apprezzando il bel borgo di pescatori.
Gli amanti dei boschi possono contare sulla vicina Torbiera di Mombello, tappa di uno dei tanti sentieri presenti nella zona. Laveno dispone di una bella pista ciclabile che arriva fino a Cittiglio.
Se c’è tempo, si può prendere il battello dall’Imbarcadero e fare un giro sulle Isole Borromee o fermarsi a Intra, che si trova dalla parte opposta del lago.
CerrofunivialavenoLaveno Mombellolungolago
La Bruschera, un’oasi baciata dal sole
gennaio 6, 2015 Redazione	Lascia un commento
Questo sito si trova ad Angera e puoi raggiungerlo a piedi o in bicicletta facendo una facile passeggiata nel bosco. Se hai un cannocchiale, portalo con te!
Continua la lettura di La Bruschera, un’oasi baciata dal sole →
alessandro voltaangerabruscherafloraguida turistica naturalisticahabitatInsubriaisolino partegoraNaturaparchiphotogalleryProvincia di Varesesant'arialdoSICVareseVaresottozone protette
dicembre 10, 2014 Redazione	Lascia un commento
Sapevate che dopo S. Martino, l’11 novembre, nel Malcantone le castagne le possiamo raccogliere tutti? Sì perchè se prima la raccolta è riservata ai proprietari delle piante, dopo è aperta a tutti e non ci sono problemi. Dunque, via libera alle passeggiate in tardo autunno alla ricerca di questo bel frutto nutriente e saporito.
Il castagno è un albero molto diffuso in Insubria anche perché in passato era una risorsa alimentare molto importante al punto da essere chiamato albero del pane: le castagne, una volta essiccate, durano tutto l’inverno e con esse si possono preparare piatti buonissimi della tradizione popolare.
Nell’Alto Mancantone, tra i villaggi di Arosio, Mugena, Vezio, Fescoggia e Breno, si snoda il sentiero del Castagno dove sono indicate selve, alberi e punti didattici grazie ai quali apprendere molte curiosità sulla pianta e sul suo utilizzo presso le famiglie contadine.
Il sentiero può essere percorso in tutte le stagioni e, pur durando in totale 4-5 ore, si può scegliere di partire da tappe intermedie per abbreviare il tragitto.
Il castagno è la pianta tipica del sud delle Alpi, tra i 200 e i 1000 m di quota.
Può arrivare a 25-30 m di altezza e vivere per oltre mille anni!
Le infiorescenze maschili sono più lunghe e di colore giallo, mentre quelle femminili sono più piccole: sono loro che si trasformeranno in frutti all’interno dei ricci.
La corteccia è liscia e verde in un albero giovane, rugosa e grigia in un esemplare più vecchio. Le radici si attaccano molto saldamente al terreno permettendo alla pianta di resistere bene alle avversità meteorologiche. Il legno di castagno è usato come combustibile ma anche come materiale da costruzione.
Il castagno ama i terreni fertili, umidi e piuttosto caldi, e più avanza negli anni e maggiore bisogno ha della luce del sole. Negli anni ’50 ha fatto la sua comparsa il cancro del castagno, un fungo che fa avvizzire le foglie, e la gente nel timore di vedere scomparire le piante, ha effettuato diversi rimboschimenti artificiali. Oggi, che si è visto che la pianta è riuscita a combattere la malattia diventando più forte, il castagno torna a fare comparsa sulle nostre colline in splendida forma.
Arosio, Mugena, Vezio, Fescoggia e Breno
Tempo di percorrenza: 4 ore e mezzo (ma si può abbreviare il percorso)
Si consigliano scarpe da escursione
castagnomalcantonesentieri
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Oroscopo di Luna Sibilla della settimana corta dal 12 al 16 marzo 2018
Offerte per un Weekend sul Lago Maggiore
I film al cinema in provincia di Varese (dal 15 al 21 marzo)
Cinema Multisala Impero a Varese (fino al 21 marzo 2018)
Cinema Metropolis di Castelletto Ticino (fino al 21/3)
Cinema Cinelandia di Gallarate (fino al 21/3)
Cinema Sociale di Luino (fino al 18/3)
Cinema Garden a Gavirate (fino al 18/3)
Cinema Starplex di Tradate (fino al 21/3)
Cinema Electric (fino al 21/3) al Centro Commerciale di Gavirate
Cinema Sala Ratti a Legnano (fino al 18/3)
Cinema Nuovo a Varese (fino al 21/3)
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