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Timestamp: 2020-08-06 07:12:48+00:00
Document Index: 66100998

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 370', 'art. 2909', 'art. 324', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 145']

Sentenza Cassazione Civile n. 23671 del 24/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23671 del 24/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 24/09/2019, (ud. 07/03/2019, dep. 24/09/2019), n.23671
sul ricorso 19924-2014 proposto da:
avverso la sentenza n. 655/2013 della COMM.TRIB.REG. di ROMA,
07/03/2019 dal Consigliere Dott.ssa D’OVIDIO PAOLA;
1. F.P. impugnava dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Roma un avviso di accertamento, notificatogli in data 3/8/2008 dalla concessionaria della gestione entrate tributarie e patrimoniali del Comune di Pomezia, con il quale gli veniva richiesto il pagamento dell’imposta ICI per la annualità 2006 in relazione ad un terreno sito nel territorio comunale, del quale il ricorrente era comproprietario unitamente al fratello, sulla base della presupposta natura edificabile di detto terreno.
2. La Commissione adita, con sentenza n. 513/61/11, accoglieva il ricorso rilevando che, sebbene in linea generale un terreno inserito nel PRG assurge alla qualifica di area edificabile indipendentemente dall’assoggettamento a strumenti urbanistici che ne limitino lo sfruttamento, tuttavia nel caso specifico il terreno in oggetto risultava rientrare in un’area soggetta ad un vincolo assoluto di inedificabilità stabilito dalla Regione Lazio.
4. Con sentenza n. 655/14/13, depositata il 27/11/2013 e non notificata, la CTR di Roma accoglieva l’appello, compensando le spese di lite.
1. Osserva preliminarmente la Corte che il controricorso è inammissibile in quanto notificato oltre il termine previsto dall’art. 370 c.p.c.: infatti, il ricorso è stato notificato al Comune di Pomezia in data 8.8.2014 ed il controricorso risulta essere stato inviato a mezzo posta dal difensore dell’intimato il 2 gennaio 2015, ben oltre, dunque, il termine.fissato dalla norma citata, scadente il 25 ottobre 2014.
3. Con il secondo motivo di ricorso è denunciata la “violazione dell’art. 2909 c.c. e art. 324 c.p.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”.
Con riferimento in particolare al terzo motivo, osserva il Collegio che fermo restando il principio espresso dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 25506 del 2006, richiamata dalla sentenza impugnata, – secondo il quale la edificabilità dell’area ai fini Ici discende dalla sua inclusione come tale nel PRG, indipendentemente dalla adozione di strumenti attuativi, salva la rilevanza dei vincoli di destinazione in sede di commisurazione del valore venale del terreno e, dunque, della base imponibile (Cass. SU, 30/11/2006, n. 25506, Rv. 593375 – 01) – questa Corte ha in altre occasioni anche precisato che da tale affermazione “non discende l’irrilevanza delle disposizioni contenute negli atti di pianificazione territoriale diversi dal piano regolatore comunale”.
Come precisato dai precedenti citati, il principale riferimento normativo a sostegno di questo indirizzo va individuato nel Codice dei beni culturali e dell’ambiente di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 145 citato stabilisce (comma 3): “Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli artt. 143 e 156 non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi quelli degli enti gestori delle aree naturali protette”.