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Timestamp: 2018-11-13 00:51:55+00:00
Document Index: 173025228

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2']

La Legge Pinto è incostituzionale | ProntoProfessionista.it
La Corte Costituzionale interviene a gamba tesa sulla disciplina relativa al riconoscimento dell'indennità per la irragionevole durata dei processi. La cd Legge Pinto entrata in vigore in Italia nel 2001, venne approvata, di fatto, per impedire che lo Stato italiano venisse puntualmente e sonoramente condannato dalla CEDU per la violazione dell'art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, secondo il quale "Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale".
I termini "ragionevoli" erano indicati entro il periodo di tre anni per il primo grado, biennale per l'appello, e ulteriori due anni per il ricorso di legittimità. Secondo il Giudice delle Leggi:
".....dalla giurisprudenza europea consolidata si evince (sentenza n. 49 del 2015) il principio di diritto, secondo cui lo Stato è tenuto a concludere il procedimento volto all’equa riparazione del danno da ritardo maturato in altro processo in termini più celeri di quelli consentiti nelle procedure ordinarie, che nella maggior parte dei casi sono più complesse, e che, comunque, non sono costruite per rimediare ad una precedente inerzia nell’amministrazione della giustizia (Corte europea dei diritti dell’uomo, sentenza 6 marzo 2012, Gagliano Giorgi contro Italia; sentenza 27 settembre 2011, CE.DI.SA Fortore snc Diagnostica Medica Chirurgica contro Italia; sentenza 21 dicembre 2010, Belperio e Ciarmoli contro Italia).
L’art. 2, comma 2-bis, va perciò dichiarato costituzionalmente illegittimo, nella parte in cui si applica alla durata del processo di primo grado previsto dalla legge n. 89 del 2001."
di Giancarlo P. Pezzuti