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Timestamp: 2018-11-16 14:21:21+00:00
Document Index: 136149977

Matched Legal Cases: ['art.2048', 'art.2043', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2048', 'art. 2048', 'art. 2048', 'art. 28', 'art.61', 'art.2048', 'art. 2048', 'art. 1218', 'art. 61', 'art.2048', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ']

DANNO SUBITO DALL'ALUNNO. RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE EX ART. 2048 C.C. SECONDO COMMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. DIFETTO DI LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELL’INSEGNANTE EX ART. 61 LEGGE 11/7/1980 N. 312 | Avvocato Roma - Studio Legale Bagnardi
DANNO SUBITO DALL’ALUNNO. RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE EX ART. 2048 C.C. SECONDO COMMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. DIFETTO DI LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELL’INSEGNANTE EX ART. 61 LEGGE 11/7/1980 N. 312
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Omissis….“Occorre premettere che l’azione di risarcimento danni svolta dagli attori trova titolo, per quanto concerne la posizione dell’Amministrazione statale e dell’insegnante elementare, nella responsabilità dei docenti ed educatori pubblici per omessa osservanza dei doveri di vigilanza sui minori, la quale – secondo il più recente orientamento giurisprudenziale – deve qualificarsi cme responsabilità “ex contractu”: il Tribunale, infatti, intende conformarsi all’assunto della Suprema Corte (Corte Cass. SU 27.6.2002 n.9346, ric.Parmentola c/ RAS s.p.a. ed altri) che, in materia di responsabilità della P.A. in caso di lesioni procurate dall’alunno a se stesso durante il periodo in cui è sottoposto alla vigilanza degli insegnanti scolastici, ha escluso la riconducibilità della fattispecie, sia nello schema dell’illecito dell’art.2048 c.c. – applicabile nel solo caso di danno cagionato dall’alunno a terzi – che nello schema generale dell’art.2043 c.c., affermando, quanto all’Istituto scolastico, che “l’accoglimento della domanda di iscrizione e la conseguente ammissione dell’allievo determina un vincolo negoziale in virtù del quale, nell’ambito delle obbligazioni assunte dall’Istituto deve ritenersi sicuramente inclusa quella di vigilareanche sulla sicurezza e la incolumità dell’allievo…”, e quanto al precettore dipendente dell’Istituto, che “osta alla configurabilità di una responsabilità extracontrattuale il rilievo che tra precettore ed allievo si instaura pur sempre, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell’ambito del quale il precettore assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e di vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri un danno alla persona”.
E’ ben vero che la citata sentenza delle SS.UU. applica la responsabilità “ex contractu” alla ipotesi (che riguardava peraltro lo specifico caso esaminato) del danno arrecato all’alunno a se stesso, ma – come è stato rilevato da attenta dottrina – non sembra che la sentenza abbia inteso porre limiti alla estendibilità del rapporto contrattuale anche alla diversa ipotesi in cui il danno sia stato arrecato all’alunno da un terzo anch’esso sottoposto alla vigilanza dell’insegnante (ipotesi prospettata dall’attore in atto di citazione).
Se infatti l’insegnante è tenuto “per contatto sociale” ad uno specifico obbligo di protezione e vigilanza dell’alunno “onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona”, è altrettanto vero che sul medesimo grava, per lo stesso titolo, anche l’obbligo di mantenere la disciplina ed assicurare che i rapporti tra gli alunni siano improntati a regole di mutuo rispetto, impedendo il verificarsi di litigi ed atteggiamenti violenti e pericolosi per la loro incolumità, con la conseguenza che la violazione di tale obbligo derivante dallo specifico rapporto che si instaura con l’alunno lo espone alla correlativa responsabilità (di natura contrattuale).
La indicata qualificazione del titolo della responsabilità nel caso di danno cagionato da un alunno ad un terzo (nella specie un altro alunno) non esclude, peraltro, la concorrente ipotesi di responsabilità aquiliana disciplinata dall’art. 2048 comma 2 c.c., essendo rimessa alla scelta del danneggiato l’azione da esperire in giudizio (nel caso di specie gli attori hanno inteso fondare la responsabilità dei convenuti sulla fattispecie speciale dell’illecito ex art. 2048 c.c.). Innegabili appaiono, peraltro, le analogie della disciplina sostanziale e processuale dei due tipi di illecito:
a) in entrambe le fattispecie di responsabilità ex contractu ed aquiliana costituisce, infatti, elemento indefettibile la relazionabilità eziologia dell’ ”eventum damni” (danno procurato a se medesimo ovvero al terzo) alla condotta dell’alunno sottoposto a vigilanza (nella specie dell’alunno che avrebbe colpito con la matita il xxx), rimanendo esclusa la responsabilità dell’insegnante e dell’Amministrazione statale le volte in cui tale condotta rivesta i caratteri del fortuito (in quanto imprevedibile ed inevitabile);
b) con riguardo allo specifico aspetto del riparto dell’onere probatorio, deve osservarsi come la tesi “contrattualistica” affermata dalle SS. UU. non abbia introdotto elementi innovativi rispetto alla disciplina dettata dall’art. 2048 c.c., norma che, in tema di danni cagionati a terzi dalla condotta di allievi sottoposti alla vigilanza di insegnanti e precettori, pone a carico di questi ultimi una presunzione “iuris tantum” di responsabilità “se non provano di non aver potuto impedire il fatto e di avere esercitato la vigilanza sugli alunni nella misura dovuta e che, nonostante l’adempimento di tale dovere, il fatto dannoso per la sua repentinità ed imprevedibilità ha impedito un tempestivo efficace intervento” (Corte Cass. III sez. 24.2.1997 n. 1683, in USI Mas. civ. riv. 502649 ; cfr. anche Corte Cass. III sez. 27.10.2004 n. 20814 che individua nello schema normativo una presunzione legale di “colpa” – anziché di responsabilità – con conseguente “inversione dell’onere probatorio” sull’elemento soggettivo della condotta, non essendo necessario fornire – pertanto – la prova liberatoria esclusiva della interruzione del nesso di causalità e dunque del “caso fortuito”).
Tanto premesso la responsabilità – contrattuale ed extracontrattuale – degli insegnanti investe direttamente (art. 28 Cost.) l’Amministrazione statale alla qaule debbono, infatti, imputarsi gli effetti dannosi prodotti dalla condotta colposa dei propri dipendenti (cfr. Corte Cass.III sez. 7.11.2000 n.14484, ric. Nicolais c/ Min. Pubblica Istruzione: “L’amministrazione scolastica è direttamente responsabile, in virtù del rapporto del collegamento organico con essa del personale dipendente, del danno che sia cagionato a minore nel tempo in cui è sottoposto alla vigilanza di detto personale. L’onere probatorio del danneggiato, in tale ipotesi, si esaurisce nella dimostrazione che il fatto si è verificato nel tempo in cui il minore è affidato alla scuola, essendo ciò sufficiente a rendere operante la presunzione di colpa per inosservanza dell’obbligo di sorveglianza, mentre spetta all’amministrazione scolastica la prova liberatoria che è stata esercitata la sorveglianza sugli allievi con una diligenza idonea ad impedire il fatto”).
Innovativo deve ritenersi invece il disposto dell’art.61 legge 11 luglio 1980 n.312 che (superando la presunzione prevista dall’art.2048 c.c. e dettando una disciplina speciale rispetto a quella prevista dagli artt. 22 e 23 DPR 10 gennaio 1957 n.3 per gli impiegati dello stato che abbiano cagionato un danno ingiusto a terzi per dolo o colpa grave), al comma primo, limita la responsabilità del personale scolastico di ogni ordine e grado per il pregiudizio patrimoniale arrecato all’amministrazione in conseguenza del risarcimento dei danni in connessione con comportamenti di alunni sottoposti alla vigilanza dell’autorità scolastica ai soli casi di dolo o colpa grave, ed al secondo comma prevede la “sostituzione” dell’amministrazione nell’obbligazione risarcitoria verso i terzi per i danni prodotti a terzi nell’esercizio delle funzioni di vigilanza degli alunni, con esclusione quindi della legittimazione passiva degli insegnanti (Corte Cass. SU 11.8. 1997 n.7454 ric. Massussi c/ Min. P.I.; conf. Corte Cass. III sez. 16/7/1999 n. 7517 USI Mass. Civ. rv 528681; Corte Cass. III sez. 21/9/2000 n. 12501 ric. Giaume c/ Tumino ed altri).
La norma speciale, come è stato rilevato “si applica non soltanto all’ipotesi in cui il danno sia stato cagionato a terzi da un alunno soggetto a vigilanza, ma anche nell’ipotesi di danno cagionato dall’alunno medesimo a se stesso” (Cass. SU. n.7454/1997 cit.), ed “esclude in radice la possibilità che gli insegnanti statali siano direttamente convenuti da terzi nelle azioni di risarcimento danni da “culpa in vigilando”, quale che sia il titolo – contrattuale od extracontrattuale – dell’azione. Ne deriva, pertanto, che l’insegnante è privo di legittimazione passiva non solo nel caso di azione per danni arrecati da un alunno ad altro alunno (nella quale sia invocata, nell’ambito di un’azione di responsabilità extracontrattuale, la presunzione di cui all’art. 2048, secondo comma, cod. civ.), ma anche nelle ipotesi di danni arrecati dall’allievo a se stesso (ipotesi da far valere secondo i principi della responsabilità contrattuale ex art. 1218 cod. civ)” (Cass.SU. n.9346/2002 cit).
Da tali pemesse discende la inammissibilità della domanda di condanna proposta dagli attori nei confronti della insegnante xxxxx per difetto di legittimazione passiva di quest’ultima ex art. 61 comma 2 legge n.312/1980 (vizio che attiene alle condizioni di ammissibilità dell’azione ed è pertanto rilevabile “ex officio”), dovendo invece ritenersi correttamente instaurato il rapporto processuale con la PA convenuta (in quanto soggetto tenuto ex lege ad assumere la posizione passiva nel rapporto obbligatorio derivante dall’illecito contestato: omessa vigilanza ex art.2048 co2 c.c.)….omissis”.
Tribunale di Roma, Sez.II, sentenza n.18558 del 13/9/2006, Giudice Dr. Stefano Olivieri, inedita.
Sull’argomento, in senso conforme, vedasi Cass. Sez. III, 31/3/2007, n. 8067.
NOTAIO – ERRORE NELL’ISCRIZIONE IPOTECARIA – RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE – MANCATA PROVA SUL NESSO EZIOLOGICO TRA ERRORE E DANNO – RIGETTO DELLA DOMANDA DI RISARCIMENTOLa clausola claims made