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Timestamp: 2017-04-24 09:37:07+00:00
Document Index: 6775852

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 97', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 2']

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Regolamento elettorale forense sospeso dal Consiglio di Stato: elezioni nel caos	Giovedì 19 Febbraio 2015 16:46	Scritto da Carmen Langellotto	Precipitano nel caos le elezioni per il rinnovo dei consigli dell'ordine forense. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso n. 552 del 2015 proposto dall'Associazione nazionale avvocati italiani, stabilendo la sospensione del regolamento elettorale. Nella motivazione del provvedimento il Consiglio di Stato ha affermato che il limite di voti (due terzi) di cui all'art. 28 comma 3 della legge n. 247/2012 sia da considerarsi invalicabile, fermo restando la possibilità di prevedere, entro l'evocato confine (dei due terzi), modi di espressione delle preferenze ulteriori tese a salvaguardare la maggioranza di genere. È, quindi, evidente che le maggioranze di genere (già tutelate dalla legge) possono essere rafforzate solo nell'ambito della votazione limitata ai due terzi. Quindi nell'attesa che decida il TAR Lazio gli Ordini forensi possono proseguire nelle elezioni limitando ai due terzi il voto da esprimere dagli iscritti. Di seguito il testo del provvedimento: REPUBBLICA ITALIANA
Ministero della giustizia, in persona del ministro legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, e presso la stessa domiciliato ex lege in Roma, via dei Portoghesi n.12;
dell' ordinanza cautelare del T.A.R. del Lazio, sezione prima, n. 151/2015, resa tra le parti e concernente il regolamento sulle modalità di elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi
Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 febbraio 2015 il Cons. Diego Sabatino e uditi per le parti gli avvocati Prosperetti, Stoppani Sbrana, Lipani, per delega dell'avvocato Mazzoncini, Papa e l'avvocato dello Stato Verdiana Fedeli;
Considerato che, nei limiti della sommaria cognizione cautelare, appaiono condivisibili le censure che evidenziano il contrasto tra la disciplina dettata dalla legge n. 247 del 31 dicembre 2012 e il regolamento impugnato in merito alla tutela delle minoranze che, in un ente pubblico di carattere associativo, ben rifluiscono sui temi dell'imparzialità dell'amministrazione, di cui all'art. 97 comma 2 della Costituzione;
Considerato che, proprio ai fini della tutela dei detti principi, pare praticabile un'interpretazione in cui il limite di voti di cui all'art. 28 comma 3 della citata legge sia da considerarsi insuperabile, ferma restando la possibilità di prevedere, entro l'evocato confine, modi di espressione delle preferenze ulteriori tese a salvaguardare le differenze di genere, come nel sistema già vagliato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 4 del 14 gennaio 2010;
Considerato che le esigenze cautelari vantate dalle parti appellanti ben possono essere tutelate, anche in considerazione del diverso sviluppo delle fasi procedimentali nelle diverse sedi e delle già avvenute elezioni, sollecitando la decisione nel merito, a norma dell'art. 55 comma 10 del c.p.a.;
Accoglie l'appello (Ricorso numero: 552/2015) e, per l'effetto, in riforma dell'ordinanza impugnata, accoglie l'istanza cautelare in primo grado ai fini della sollecita fissazione dell'udienza di merito.
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