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Timestamp: 2017-03-27 13:13:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 134', 'art. 2424', 'art.19', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 1']

ANALISI DEL DISEQUILIBRIO FINANZIARIO E PIANO DI RIENTRO DI ROMA CAPITALE - PDF
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1 ANALISI DEL DISEQUILIBRIO FINANZIARIO E PIANO DI RIENTRO DI ROMA CAPITALE 3 luglio 20142 3 Sommario Premessa... 5 Sintesi dei risultati e conclusioni... 6 I risultati principali... 7 Conclusioni Il quadro della finanza locale L analisi delle entrate del Comune di Roma Capitale Le entrate strutturali del Comune di Roma Capitale Le entrate correnti Le entrate in conto capitale I rapporti finanziari di Roma Capitale con la Regione Lazio L analisi della spesa del Comune di Roma Capitale La spesa corrente strutturale L analisi della spesa corrente standard Il confronto con i fabbisogni standard Gli elementi della spending review Spending review locale Le società partecipate Numero e compensi degli amministratori Il disequilibrio strutturale e gli ambiti di intervento del Piano di rientro Gli interventi di spending review Gli interventi sulle società partecipate Riduzione e riorganizzazione degli organismi partecipati di primo e secondo livello Razionalizzazione della spesa Piani di efficientamento per le società ATAC e AMA Gli interventi di manutenzione e potenziamento delle entrate Le leve per la politica delle entrate L organizzazione delle entrate comunali Le entrate patrimoniali Il riconoscimento degli extra-costi di Roma Capitale Metodologia Polizia locale Territorio e ambiente Viabilità e trasporti4 Servizio Sanitario Regionale (SSR) Appendice Il rilancio degli investimenti L impatto del piano di riequilibrio sul bilancio vigente5 Premessa La presente relazione è stata redatta in ossequio a quanto disposto dall articolo 16, comma 1, del decreto legge 6 marzo 2014, n.16, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014, n.68. Così come sancito dalla norma richiamata, l obiettivo di questo rapporto è quello di identificare le cause che hanno determinato la formazione di un disavanzo strutturale di parte corrente negli anni precedenti, nonché l entità e la natura della massa debitoria eventualmente da trasferire alla gestione commissariale di cui al comma 196 bis dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n Prima di illustrare gli elementi dell analisi condotta e i principali risultati acquisiti, è opportuno premettere alcune considerazioni di ordine metodologico. Innanzitutto, occorre specificare che, rispetto al contenuto letterale della citata norma, che fa riferimento ad un concetto meramente contabile di disavanzo di parte corrente, la cui sopravvenienza e gestione sono regolati dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267 (testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali), il rapporto si concentra sull individuazione dell eventuale disavanzo strutturale di parte corrente, ovvero quello che si determinerebbe in assenza di correttivi di tipo straordinario o con effetti meramente contabili consentiti dalla normativa vigente. In sostanza, l analisi condotta si è soffermata sulla valutazione delle effettive esigenze di spesa corrente, così come traspaiono da una verifica economico-statistica dei bilanci relativi al periodo , e delle concrete disponibilità di risorse correnti che affluiscono al bilancio del Comune di Roma Capitale. Il saldo tra queste due grandezze definisce il disavanzo corrente strutturale, ovvero il gap finanziario strutturale di parte corrente che dovrà costituire l oggetto di intervento previsto dai restanti commi dell articolo 16 del decreto legge 6 marzo 2014, n.16, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014, n.68. In secondo luogo, si è operata una valutazione della spesa corrente standard o obiettivo, per verificare, a prescindere dalle risorse disponibili, quali fossero le dimensioni di un possibile contenimento della spesa corrente per allineare Roma Capitale al percorso di sostituzione della spesa storica con l introduzione dei fabbisogni standard. Pertanto, per valutare l eventuale stato di disequilibrio strutturale del Comune è stata condotta un analisi della spesa corrente, al fine di determinare il livello effettivamente raggiunto e gli scarti da una dimensione ideale o standard. La distanza tra queste due grandezze definisce l ambito di applicazione degli interventi correttivi previsti dall articolo 16, comma 1, del decreto legge 6 marzo 2014, n.16, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014, n.68, nonché l oggetto dell analisi condotta in questo rapporto, in cui si riferisce delle possibili cause che hanno dato origine a tale gap di spesa. Infine, le quantificazioni proposte nel presente rapporto poggiano la loro base di calcolo sulle risultanze di bilancio del periodo , ma sono attualizzate su valori medi applicabili al periodo di programmazione Questo consente di ottenere misurazioni di tipo strutturale, non influenzabili da fattori contingenti e, quindi, in grado di orientare scelte di bilancio di medio periodo. 56 Sintesi dei risultati e conclusioni Il piano identifica le cause che hanno determinato la formazione di un disavanzo strutturale di parte corrente negli anni precedenti, calcolando l eventuale stato di disequilibrio strutturale del Comune come distanza tra la spesa corrente storica e sia il livello delle entrate strutturali di parte corrente, sia una dimensione ideale o standard della medesima. La distanza tra queste grandezze definisce l ambito di applicazione degli interventi correttivi previsti dall articolo 16, comma 1, del decreto legge 6 marzo 2014, n.16, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014, n.68. L analisi si è soffermata sulla valutazione delle effettive esigenze di spesa corrente, così come traspaiono da una verifica economico-statistica dei bilanci relativi al periodo , facendo riferimento ad un livello di spesa strutturalmente sostenuta dal Comune, al netto delle erraticità presenti nel bilancio dovute o ad effetti contabili di aggiustamento (window dressing) per assecondare le esigenze imposte dai vincoli della finanza pubblica, o all alternarsi di interventi discrezionali e non permanenti. La valutazione della spesa corrente di Roma Capitale ha interessato anche tutta la galassia delle società partecipate, al fine di verificare gli effettivi oneri o vantaggi che queste determinano sulle finanze capitoline. L analisi della spesa corrente standard o obiettivo ha fatto riferimento ai valori di fabbisogno standard approvati in sede COPAFF che, nel caso del TPL e dei rifiuti, possono essere applicati anche alle più importanti società partecipate. Per le altre, si è fatto riferimento ad una valutazione dei costi sostenuti, valutando i possibili margini di efficientamento. Nel calcolo dei fabbisogni standard di Roma Capitale si è cercato anche di applicare la medesima metodologia per desumere gli eventuali extra-costi standard che Roma sostiene in quanto capitale d Italia, fornendo una prima valutazione del contributo finanziario che dovrebbe essere riconosciuto all Amministrazione comunale per far fronte agli oneri di parte corrente della capitale. Nel calcolo dei fabbisogni finanziari di Roma Capitale vengono valutati anche gli ambiti di intervento della Regione, laddove è previsto un ruolo non solo di indirizzo ma anche di sostegno finanziario, la cui instabilità in passato ha generato distorsioni nei risultati di bilancio conseguiti dal Comune. Nel calcolo delle entrate strutturali di parte corrente si è tenuto conto della effettiva disponibilità delle risorse, al netto di quelle entrate di dubbia esigibilità o di natura non ricorrente. Il piano si completa e integra con un inquadramento delle finanze capitoline all interno del più generale scenario della finanza locale e con la prospettazione degli interventi di sviluppo che potranno concretizzarsi e al contempo favorire il piano di riequilibrio finanziario di Roma Capitale. Infine, viene definito un timing di applicazione del Piano a partire dal 2014, mettendo in evidenza gli elementi critici della transizione in termini di spazio di Patto di Stabilità interno e disponibilità delle risorse che dovranno essere garantiti per il periodo7 I risultati principali La spesa strutturale corrente di Roma Capitale, alla fine del 2013, si attesta su un livello di poco superiore ai 2,8 miliardi di euro, al netto dei costi sostenuti per i contratti di servizio AMA e ATAC, ed è rimasta sostanzialmente invariata attorno a tale valore per tutto il periodo Quasi tutte le principali voci di spesa hanno un andamento stazionario, con scarsissime oscillazioni nei passaggi d anno, denotando una sostanziale resilienza della spesa nelle sue componenti storiche ai mutamenti di regime finanziario. Nello stesso periodo, la spesa del Comune di Milano si è ridotta di circa 200 milioni di euro, pari ad oltre il 12% della spesa registrata nel In termini pro capite, la spesa strutturale del Comune si colloca intorno ai 1100 euro, un valore leggermente inferiore a quanto riscontrato per il Comune di Milano per la stessa tipologia di spesa. Soffermandosi sui costi di smaltimento rifiuti e trasporto pubblico locale, per Roma Capitale questi possono essere quantificati, rispettivamente, in 750 e 560 milioni di euro, ovvero 285 e 212 euro per abitante. A Milano il costo dello smaltimento rifiuti si colloca intorno ai 340 milioni di euro, pari a 250 euro per abitante, mentre la spesa per trasporto pubblico locale ammonta a circa 670 milioni di euro, pari ad oltre 490 euro per abitante. Nel caso di Roma Capitale, gli apparenti risparmi che si scorgono nel biennio sono frutto di effetti contabili che recuperano la loro consistenza negli anni successivi, sia sotto forma di debiti fuori bilancio, sia con rivitalizzazione dei capitoli. Complessivamente, si rinviene una sottostima della spesa strutturale corrente nei bilancio di Roma Capitale che, sulla base di una valutazione di tipo statistico, coordinata con una valutazione puntuale dei residui passivi, delle perdite delle società partecipate e dei debiti fuori bilancio emersi nel corso del periodo analizzato può essere quantificata in circa 320 milioni di euro l anno, comprensivi dei circa 160 milioni che riguardano il TPL. Meritano una particolare attenzione i costi per fitti passivi che, oltre a collocarsi su un livello non riscontrato in altre amministrazioni locali, registrano una dinamica crescente nonostante la flessione dei prezzi degli affitti rilevata nel biennio Alla fine del 2013, il 4,5% della spesa corrente strutturale di Roma Capitale era assorbita da oneri per fitti passivi, contro l 1% rilevato nel Comune di Milano. Tra le cause sottostanti l inerzia verso il basso della spesa si possono segnalare almeno tre ordini di criticità: a) L eccessiva frammentarietà del bilancio, con dispersione dei centri di costo e difficoltà nel controllo delle procedure di spesa che, se da un lato garantisce una maggiore capacità di controllo dei singoli drivers della spesa, dall altro espone l Amministrazione alle pressioni politiche che, ancorché non direttamente, partecipano alla formazione della spesa con un approccio del tipo bottom-up. Concorre alla parcellizzazione della spesa la struttura per municipi, che registra una sostanziale eterogeneità sia nei livelli che nelle dinamiche delle uscite, indotta probabilmente dai differenti pesi politici più che da effettivi fabbisogni di spesa.; b) Crescente ricorso al meccanismo del deliberato e dell impegnato vincolato all entrata anche nella parte corrente, sintomo dell incertezza dell entrata, che dovrà trovare sistemazione con le nuove regole contabili che entreranno in vigore il prossimo anno. Nel 2013 sono stati impegnati 1650 milioni di euro con il vincolo dell entrata e ne sono stati pagati 1100 milioni, con la formazione di residui passivi di parte corrente per 550 milioni. Nel periodo considerato, mediamente si sono formati con questo canale residui passivi per circa 560 milioni di euro l anno. c) Alcune importanti voci di spesa subiscono nella fase finale del periodo considerato improvvisi decalage che potrebbero sottendere una sottovalutazione dell effettiva esigenza di spesa indotta 78 dalla scarsità di risorse disponibili, che di conseguenza possono generare l emersione nel periodo successivo di debiti fuori bilancio. In conclusione, l analisi della spesa corrente del comune di Roma Capitale evidenzia una struttura della spesa che, al netto delle erraticità di bilancio, si colloca su un livello pari a 4460 milioni di euro, derivanti dalla somma di 2,680 miliardi di euro di spesa corrente strutturale, cui si aggiungono 160 milioni di sottostima nelle poste di bilancio, 150 milioni di euro di spesa con natura occasionale ma ricorrente (circa il 50% della spesa media occasionale del Comune) e 1310 milioni di euro per rifiuti e tpl, e, infine, 160 milioni di sottostima dei costi ATAC. Le entrate strutturali di Roma Capitale, invece, possono essere valutate in circa 4020 milioni di euro, determinando un gap strutturale di circa 440 milioni. L analisi dei fabbisogni standard, invece, restituisce un valore di spesa standard di circa 3910, evidenziando un disavanzo strutturale di circa 550 milioni di euro. Ne consegue che, per riallineare la spesa corrente di Roma a valori standard e, quindi, sostenibili all interno del sistema di allocazione delle risorse che governerà la finanza locale a partire dal 2015, occorre ridurre l attuale livello di spesa per il succitato importo. Il gap da assorbire risulta essere più basso per la presenza all interno della spesa di Roma di elementi di costo dovuti al fatto che nella città di Roma si svolgono funzioni dovute al ruolo di capitale d Italia. Dalle valutazioni emerge un extra costo standard di almeno 110 milioni di euro, ovvero si può ritenere che una parte del gap tra spesa corrente di Roma e fabbisogno standard sia assorbibile dal riconoscimento di questi extra costi, ai sensi del decreto legislativo che istituisce Roma Capitale. Se si tiene conto di tali considerazioni, l operazione di riequilibrio strutturale sul versante della spesa corrente ammonta a circa 440 milioni di euro, articolato in un piano dettagliato di revisione della spesa corrente nell arco del triennio di programmazione e sintetizzato nella seguente tabella. SINTESI PIANO DI RIEQUILIBRIO Risparmio previsto nel triennio - euro Risparmio previsto nel triennio - % Voce Spesa strutturale storica (2013) Spesa strutturale obiettivo (2016) Società partecipate ,0% - AMA ,4% - ATAC TPL ,7% Acquisto beni e servizi ,5% - Settore Sociale ,1% - Istruzione e asili ,6% - Utenze ,0% - Fitti passivi ,0% - Pulizia di bilancio (interventi minori e spese non strutturali) ,5% - Debiti fuori bilancio ,0% - Contratti di servizio ,7% - Altro ,2% Componente fissa salari ,1% Componente variabile salari ,2% Dirigenza ,0% Oneri finanziari ,0% TOTALE PIANO ,3% Maggiori oneri AMA Altro TOTALE SPESA CORRENTE STRUTTURALE ,8% 89 Le misure e le azioni individuate nel "piano", per la portata strategica che rivestono, richiedono un complessivo e costante coordinamento "unitario" per assicurare l'attuazione delle stesse ed il conseguimento degli obiettivi individuati, finalizzati alla razionalizzazione dei costi di erogazione e funzionamento dei servizi in linea con i livelli standard delle grandi città. Il piano, pertanto, per la sua attuazione deve prevedere un necessario presidio "unitario", collocato in posizione trasversale nel sistema organizzativo, competente ad emanare anche le più opportune direttive tecnicoamministrative rispetto alle scelte operate dal "piano" e a verificare costantemente il rispetto di tali scelte e dei correlati obiettivi. Gli ambiti di intervento riguardano essenzialmente la riduzione della spesa per fitti passivi, illuminazione pubblica, energia elettrica, riscaldamento, utenze idriche e telefoniche, assicurazioni, informatica, cancelleria, contributi a enti e istituzioni, interventi minori. Nell ambito delle società partecipate, si sostiene il mantenimento delle partecipazioni in essere solo in quei casi in cui si rinvengono i cosiddetti fallimenti di mercato, ovvero la presenza dei privati non è in grado di garantire l erogazione di beni pubblici. È questo il caso sostanzialmente dei servizi pubblici locali (trasporto, rifiuti) e dei servizi a rete (luce, acqua, gas). In particolare, sia dal punto di vista teorico che normativo, tutte le società partecipate che non svolgono attività strumentale a quella del Comune, ma rientrano nell ambito di attività di mercato dovrebbero essere dismesse perché lesive della concorrenza. Nel Piano vengono elencate questo tipo di società e, eventualmente, segnalate le criticità connesse alla loro dismissione (in genere la presenza di personale), ridimensionando la portata del ruolo strategico assegnato a tali strutture e proponendo il mantenimento della partecipazione solo nei casi in cui non siano acclamate palesi violazioni della concorrenza e siano in corso processi di transizione verso una successiva dismissione. Per quanto riguarda, invece, le società strumentali del Comune, il ragionamento viene spostato sulla convenienza economica ad adottare un simile modello organizzativo rispetto a quello dipartimentale. Le società, quindi, che grazie alla loro maggiore flessibilità dovrebbero garantire una maggiore efficienza ed efficacia nel perseguimento degli obiettivi dell ente, sono analizzate sulla base degli eventuali costi eccessivi del personale, delle perdite e del ricorso al debito, prevedendo nel caso l applicazione di tutte le misure di contenimento della spesa previste dall ordinamento vigente. Per garantire l effettiva economicità di tali strutture, si propone l adozione di provvedimenti volti a garantire un costante monitoraggio delle linee di azione che orientano l esercizio del controllo analogo, anche attraverso la costituzione di apposite unità di controllo. In tutte queste società viene avviata una due diligence che consenta di pervenire sia ad un effettiva valutazione in merito alla coerenza tra le finalità perseguite dal Comune e la mission di tali strutture, che nel corso degli anni hanno anche sensibilmente modificato la loro sfera di azione, sia ad un attenta valutazione dei fabbisogni finanziari e di personale indispensabili per il perseguimento degli obiettivi, che saranno riassegnati a seguito di tale due diligence. Nelle more del completamento di tale attività di tipo strutturale, che dovrà completarsi entro 120 giorni dall approvazione del Piano, diverse misure di contenimento della spesa e di ottimizzazione delle risorse saranno adottate e incorporate nei contratti di servizio, ivi comprese il riallineamento dei profili retributivi a quelli vigenti all interno dell Amministrazione comunale e l assegnazione di compiti attualmente svolti da soggetti esterni. Il mantenimento delle suddette partecipazioni dovrà infatti avvenire ad un costo ridotto del 20% rispetto ai valori storici. 910 Conclusioni Il disequilibrio strutturale di parte corrente di Roma Capitale ammonta a circa 550 milioni di euro Il Comune si impegna ad assorbire nel triennio un importo pari a 440 milioni di euro di tale disavanzo attraverso risparmi strutturali di spesa e riduzione consistente del numero delle società partecipate, nonché predisporre strumenti che garantiscano la piena efficacia del controllo analogo nel perseguire gli obiettivi generali di contenimento della spesa per le società che rimangono in essere I restanti 110 milioni sono posti a carico del Governo quale contributo per il riconoscimento degli extra costi di parte corrente sostenuti dal Comune in qualità di Capitale d Italia Il piano prevede peraltro il riconoscimento di uno stabile finanziamento del trasporto pubblico locale da parte della Regione per un importo pari a 240 milioni di euro l anno che, insieme all efficientamento portato avanti da ATAC consentirebbe il raggiungimento dell equilibrio dei conti del TPL Il piano pur prevedendo un esigenza di contenimento dei costi da parte di AMA di circa 90 milioni, rileva come una parte di essi sia connessa alla carenza infrastrutturale sul versante dello smaltimento Nell analisi degli oneri correnti, si rinvengono extra costi dovuti al sottofinanziamento della spesa in conto capitale, per il quale si ritiene opportuno soddisfare il fabbisogno infrastrutturale di Roma in quanto Capitale d Italia Poiché il piano si dispiega nel corso del triennio, occorrono misure di sostegno in termini di spazi di Patto di stabilità interno e di risorse nel corso degli anni 2014 e 2015, per un importo non inferiore complessivamente ai 300 milioni di euro. Per il 2016 le esigenze dovranno essere valutate in coerenza con l entrata in vigore della nuova normativa sul pareggio di bilancio. 1011 Il quadro della finanza locale Il contesto finanziario sperimentato dal comparto comunale negli ultimi cinque anni è stato caratterizzato da un deciso incremento della manovra di risanamento dei saldi di finanza pubblica del Paese, che ha avuto riflessi sia sulla dotazione di risorse degli Enti sia sulla capacità di spesa in conto capitale. Da parte dei Governi che si sono succeduti, nei tre anni dal 2011 al 2013, il contributo richiesto ai Comuni è stato superiore ai 10 miliardi di euro, per mezzo di un complesso di misure articolate in una decurtazione dei trasferimenti erariali per 6,2 miliardi di euro e in un inasprimento del Patto di Stabilità Interno per 3,9 miliardi di euro. Più nel dettaglio la riduzione dei trasferimenti erariali è stata disposta per 2,5 miliardi di euro attraverso il decreto legge n.78 del 2010, con un taglio in proporzione all entità dei trasferimenti erariali, per 1,45 miliardi di euro attraverso il decreto legge n. 201 del 2011, con un taglio in proporzione all entità dell IMU, e per 2,25 miliardi di euro attraverso il decreto legge n. 95 del 2012, con la c.d. spending review calibrata sul valore della spesa per consumi intermedi. Per quanto riguarda il Patto di Stabilità Interno, l incremento della manovra per 3,9 miliardi di euro è stato accompagnato da misure una tantum che ne hanno attenuato l impatto, quali ad esempio i c.d. Patti regionali verticali ordinario ed incentivato, che nel 2013 hanno ridotto l obiettivo di 1,3 miliardi di euro, o il decreto c.d. Sblocca pagamenti della PA (decreto legge n.35 del 2013), che ha liberato pagamenti di parte capitale nel 2013 per oltre 3 miliardi di euro. È importante evidenziare come questi fattori di alleggerimento della manovra, pur rappresentando un beneficio diffuso, non abbiano operato in modo omogeneo sul territorio poiché subordinati al contesto finanziario della Regione, per quanto riguarda i Patti regionali verticali, e alle necessità di smaltimento di debiti pregressi degli Enti, per quanto attiene al decreto legge n. 35 del Valori in milioni di euro Totale Cumulato Manovra di cui: inasprimento Patto di Stabilità Interno taglio D.L. 78/ taglio D.L. 201/ taglio D.L. 95/2012 (spending review) Fonte: Elaborazioni su dati Ministero dell'interno e MEF * Comuni R.S.O., Sicilia e Sardegna Gli effetti più evidenti di questa stretta finanziaria si rilevano nell andamento della spesa per investimenti del comparto, caratterizzata da maggiore flessibilità rispetto alla spesa corrente, che registra dal 2007 al 2012 una riduzione del 28% (ultimo dato ISTAT disponibile). 1112 Concentrandosi sulla contrazione delle risorse erariali, la tabella seguente mostra la distribuzione tra i Comuni con maggiore popolazione della misure sopra descritte. Roma Capitale presenta una riduzione di risorse nel triennio pari a 610 milioni di euro, contribuendo per circa il 10% alla decurtazione complessiva dei trasferimenti erariali del comparto. Il taglio per abitante di Roma Capitale si assesta sui 231,2 euro, valore pari a oltre il doppio della media nazionale, che si ferma a 108,2 euro per abitante. Nel confronto con gli altri grandi Comuni la Capitale presenta la decurtazione di trasferimenti erariali più alta sia in termini assoluti, con valore doppio rispetto a Milano e triplo rispetto a Napoli, sia in termini pro capite, seguita da Milano con 230,8 euro pro capite e da Napoli con 199,4 euro. Riduzione trasferimenti erariali anni Valori in migliaia di euro ed euro per abitante Comune DL 78/2010 (a) DL 201/2011 (b) DL 95/2012 (c) Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell Interno e MEF TOTALE riduzione risorse (d)=(a+b+c) euro pro capite ROMA ,2 MILANO ,8 NAPOLI ,4 TORINO ,3 PALERMO ,6 GENOVA ,2 BOLOGNA ,6 FIRENZE ,6 BARI ,9 VENEZIA ,1 MESSINA ,8 R. CALABRIA ,9 CAGLIARI ,9 ITALIA ,2 1213 Per quanto riguarda la spesa per investimenti 1 il Comune di Roma Capitale si caratterizza per la notevole variabilità registrata negli anni analizzati, che non pare in linea con l andamento del comparto dove si rileva invece, come dimostrato dal grafico precedente, una progressiva contrazione delle spese di parte capitale. Come si osserva, alla fine del periodo analizzato la spesa di parte capitale si assesta al di sopra dei valori 2007 e 2008 segnando però una notevole flessione rispetto al 2012, anno in cui la serie raggiunge il valore massimo. Questo risultato è sicuramente influenzato dal regime straordinario del Patto di Stabilità Interno di cui ha beneficiato Roma Capitale a seguito dell istituzione della gestione commissariale nell aprile Per gli anni dal 2008 al 2010 il Comune di Roma Capitale non è stato infatti soggetto ai vincoli del Patto di Stabilità Interno, mentre per gli anni dal 2011 al 2013, in forza della disposizione contenuta nella Legge di Stabilità 2011, articolo 1 comma 112, ha potuto concordare con il Ministro dell'economia e delle finanze le modalità e l'entità del proprio concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica. I grandi Comuni - Roma Capitale nell anno 2012 presenta un livello di entrate correnti di circa 5 miliardi di euro, corrispondenti a 1.892,6 euro per abitante, valore inferiore a quello registrato da Milano, le cui entrate correnti per abitante raggiungono i 2.681,8 euro, e da Venezia, che si assesta sui euro per abitante. Gli altri grandi Comuni presentano un livello di entrate correnti, sempre in rapporto alla popolazione residente, inferiore, con valori che vanno dai 1.721,4 euro di Firenze ai 962,9 euro di Messina. La spesa corrente di Roma Capitale registra un valore di 4,9 miliardi di euro, pari a 1.854,4 euro per abitante, facendo osservare anche in questo caso un livello per abitante inferiore a quello di Milano, pari a euro, e Venezia, pari a 1.912,3 euro, che dimostrano però un margine tra entrate e spese correnti largamente superiore rispetto a quello della Capitale. Gli altri Comuni analizzati fanno registrare tutti livelli inferiori di spesa corrente, con i valori estremi rappresentati ancora da Firenze, 1.569,5 euro per abitante, e Messina, con 910,3 euro. Passando ad analizzare la parte capitale del bilancio, rilevata per cassa, si osserva per Roma Capitale un livello di entrate in conto capitale di 1,1 miliardi di euro, corrispondenti a un valore pro capite di 425,9 euro, dato secondo solo a quello fatto registrare da Venezia, con 466,6 euro pro capite, e superiore di oltre 100 euro rispetto agli altri Comuni analizzati. La spesa in conto capitale è invece di poco inferiore a 1,5 miliardi di euro, corrispondenti a 533,8 euro per abitante, dato inferiore a quello del Comune di Milano che supera questa quota di oltre 90 euro, assestandosi sui 646 euro pro capite, grazie ai maggiori margini 1 La spesa per investimenti è rilevata come cassa in conto competenza e in conto residui dei primi 5 interventi della spesa in conto capitale. 1314 ricavati nella parte corrente del bilancio. Ad eccezione di Venezia, con 522,9 euro per abitante, gli altri Comuni analizzati presentano tutti una quota di spesa in conto capitale per abitante largamente inferiore a quella di Roma Capitale. In sintesi Roma Capitale, se confrontata con i grandi Comuni, dimostra un livello di entrata e di spesa elevato, senza tuttavia rappresentare mai il Comune con il valore più alto, primato che spetta invece a Milano e Venezia; a differenza degli altri Comuni con maggiori risorse per abitante, Roma Capitale presenta margini nella parte corrente abbastanza ridotti. L analisi delle entrate del Comune di Roma Capitale L analisi delle entrate di Roma Capitale nel periodo deve essere realizzata tenendo conto sia della specificità di alcune poste di bilancio che hanno interessato la Capitale sia dell erraticità dell imposizione immobiliare e dei trasferimenti erariali del comparto comunale, con cambiamenti in ciascun anno dal 2011 al La tavola seguente illustra il quadro delle entrate (accertamenti) che emerge dai rendiconti, senza operare alcuna riclassificazione. Dall analisi si evidenzia una crescita delle entrate correnti dal 2009 al 2013 di poco superiore ai 900 milioni di euro e delle entrate complessive (escludendo le partite di giro) di 510 milioni di euro. Oltre all incremento in termini assoluti, si rileva una forte ricomposizione tra i titoli delle entrate correnti, con il titolo I e III che raddoppiano ed il titolo II che invece si riduce di oltre la metà. ANALISI DELLE ENTRATE - COMUNE DI ROMA CAPITALE. Anni (accertamenti). Valori in euro Titolo I Titolo II Titolo III Titolo IV Titolo V Entrate correnti (Titoli I+II+III) Totale entrate (Titoli I+II+III+IV+V) Una rappresentazione più accurata degli aggregati delle entrate per gli anni può essere realizzata confrontando grandezze omogenee, attraverso un analisi di tipo cross-section che consenta di tenere conto e sterilizzare opportunamente i seguenti aspetti: a) le entrate riferite ai rapporti finanziari tra Roma Capitale la gestione commissariale, conseguenti alla separazione della contabilità nell aprile Tali entrate comprendono i trasferimenti statali da versare alla gestione commissariale che transitano per il bilancio di Roma Capitale (al titolo II), le partite debitorie dalla gestione commissariale nei confronti di Roma Capitale (al titolo III) e le entrate speciali che Roma Capitale ha attivato per finanziare il piano di rientro, consistenti nell incremento dello 0,4% dell Addizionale Irpef e nell Addizionale commissariale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili (al titolo I); 1415 b) la ricomposizione tra il titolo I e il titolo II delle entrate che ha interessato tutto il comparto comunale a partire dal In particolare nel 2011 una larga parte dei trasferimenti erariali, pur mantenendo tale natura, è erogata come Fondo sperimentale di riequilibrio e Compartecipazione IVA, e conseguentemente contabilizzata al titolo I e non più al titolo II; nel 2012 con l introduzione dell IMU sperimentale il gettito tributario di molti Comuni aumenta, ma per effetto della misura compensativa del gettito IMU comunale ad aliquota base, finalizzata a rendere di fatto le risorse disponibili per ciascun Comune pari al gettito della vecchia ICI, le risorse restano invariate, poiché contestualmente opera una riduzione dei trasferimenti erariali. Nel 2013, con l attribuzione ai Comuni di tutto il gettito IMU, ad eccezione di quello derivante dagli immobili produttivi (cat. D), si attiva un analogo meccanismo finalizzato a garantire invarianza di risorse rispetto all anno precedente, che ai fini della ricomposizione delle entrate non determina problemi poiché circoscritto al titolo I. Sempre nel 2013, con l abolizione dell IMU sulla prima casa, i Comuni introitano un trasferimento compensativo da parte dello Stato al titolo II; c) le entrate per la gestione dello smaltimento rifiuti, i Fondi per il trasporto pubblico locale e il Contributo di soggiorno. Le entrate per la gestione dello smaltimento rifiuti fino al 2010 sono introitate direttamente da AMA e nel 2011, rientrando nel bilancio di Roma Capitale, danno luogo a una variazione rilevante del titolo I. I Fondi per il trasporto pubblico locale, prevalentemente regionali, presentano una variabilità nel periodo considerato che si ritiene opportuno isolare. Il Contributo di soggiorno, essendo stato introdotto nel 2011, non è presente in tutta la serie e necessita quindi di essere esposto separatamente. Considerando le specificità sopra evidenziate e, al fine di superare il riassetto tra i titoli derivante da ragioni meramente contabili, concentrando l analisi sul complesso delle entrate correnti il quadro che emerge è significativamente differente. Le entrate correnti, al netto delle poste finanziare riferite alla gestione commissariale, ai servizi di smaltimento rifiuti e TPL e all imposta di soggiorno, si assestano su un valore prossimo a quello del Osservando il solo 2013 le entrate correnti accertate, al netto delle partite riferite alla gestione commissariale, si quantificano in milioni; se si considerano separatamente anche le entrate per lo smaltimento rifiuti, per il TPL e per il Contributo di soggiorno le entrate correnti si assestano sui milioni di euro. 1516 ANALISI DELLE ENTRATE CORRENTI - COMUNE DI ROMA CAPITALE. Anni (accertamenti). Valori in euro Entrate Correnti (A) di cui Entrate gestione commissariale (B) di cui entrate statali da riversare alla gestione commissariale (titolo II) entrate dalla gestione commissariale (titolo III) addizionale IRPEF per piano rientro (titolo I) addizionale diritti imbarco per piano rientro(titolo I) Entrate smaltimento rifiuti (C) Fondi TPL*(D) Contributo di Soggiorno (E) Entrate Correnti al netto della gestione commissariale (F)=(A-B) Entrate Correnti al netto della gestione commissariale e delle entrate per smaltimento rifiuti, Fondi regionali TPL e Contributo Soggiorno (G)=(F-C-D-E) *comprende rimborso IVA dallo Stato Le entrate strutturali del Comune di Roma Capitale Le entrate correnti Individuato un livello di entrate correnti omogeneo, che si può definire a perimetro costante, per quantificare il valore delle risorse effettivamente disponibili per il Comune particolare rilievo assume la realizzabilità in termini di cassa delle stesse e la loro stabilità nel tempo, anche alla luce dell introduzione dei nuovi sistemi contabili a regime dal A questo scopo si propone un analisi delle principali voci di entrata 2013 che assumono valori superiori a 1 milione di euro dei titoli I e III (l unità osservata è la Risorsa), calcolando un indicatore di riscossione per gli ultimi tre anni, definito come incidenza delle reversali in conto competenza ed in conto residui sugli accertamenti. Si può assumere che un valore dell indicatore costantemente inferiore a una soglia del 75% segnali una possibile sofferenza nell effettiva disponibilità di un entrata; tale analisi, corroborata anche dalle risultanze degli anni 2010 e 2009 (non riportate in tabella), è collegata ad una disamina della variabilità degli accertamenti, con lo scopo di sterilizzare eventuali poste che presentano valori particolarmente lontani dalla media del quinquennio osservato. L entità delle entrate straordinarie o difficilmente realizzabili, ossia le voci che registrano una ridotta capacità di riscossione o che presentino grande variabilità, è stimata come differenza tra il valore accertato della risorsa e il valore incassato, ridotto del 10% per garantire un margine tra la competenza e la cassa. 1617 INDICE DI RISCOSSIONE DELLE ENTRATE TIT I - COMUNE DI ROMA CAPITALE. Anni Risorse superiori 1 mln di euro. Valori in euro e percentuali TITOLO I indice di riscossione Reversali Accertato 2013 Descrizione Risorsa Totali IMU % 97% n.d. TRIBUTO COMUNALE SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI* % 59% 62% ADDIZIONALE I.R.PE.F % 98% 69% CONTRIBUTO DI SOGGIORNO % 105% 73% IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI ADDIZIONALE SUI DIRITTI D'IMBARCO DI PASSEGGERI SUGLI AEROMOBILI CANONI PER L'INSTALLAZIONE DI MEZZI PUBBLICITARI % 65% 99% % 106% 69% % n.d. n.d. INFRAZIONI ALLE NORME SULLE IMPOSTE % 35% 39% ADDIZIONALE SUL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA % 3306% 57% Totale complessivo % 87% 83% *nel Tributo comunale sui rifiuti e servizi è compreso anche la cassa per i residui smaltimento rifiuti La tabella relativa al titolo I mostra una capacità di riscossione mediamente superiore all 85%, con valori crescenti nel triennio. La principale entrata per la quale si rileva un indicatore stabilmente sotto la soglia del 75% è il Tributo comunale sui rifiuti, che nel 2013 assume un valore del 68%, evidenziando un divario tra la cassa (in conto competenza e residui) e l accertamento di circa 240 milioni di euro. Valori prossimi alla soglia sono assunti dagli incassi degli arretrati ICI, la cui dimensione nel bilancio 2013 è di circa 31,5 milioni di euro, mentre le Entrate per infrazioni alle norme sulle imposte, voce di poco superiore agli 8 milioni nel 2013, mostra una quota di incassi nell ultimo rendiconto del 51%, recuperando margini rispetto al biennio precedente prevalentemente attraverso una riduzione degli accertamenti (valore non indicato nella tabella). DETTAGLIO VOCI TITOLO I - ACCERTAMENTI anni Valori in euro TITOLO I Descrizione Risorsa 2011 accertamenti TRIBUTO COMUNALE SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI INFRAZIONI ALLE NORME SULLE IMPOSTE Le stesse voci sopra evidenziate presentano anche una variabilità considerevole negli accertamenti associata al peggioramento della capacità di riscossione. 1718 INDICE DI RISCOSSIONE DELLE ENTRATE TIT III - COMUNE DI ROMA CAPITALE. Anni Risorse superiori 1 mln di euro. Valori in euro e percentuali TITOLO III Reversali indice di riscossione Accertato 2013 Descrizione Risorsa Totali ALTRI CONCORSI, RIMBORSI, RECUPERI % 1218% 683% PROVENTI DEI SERVIZI PUBBLICI RELATIVI AL SETTORE TRASPORTO E VIABILITA' % 56% 59% PROVENTI DEI BENI RELATIVI AL SETTORE ECONOMICO % 89% 93% CANONI OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO % 95% 94% DIVIDENDI DI SOCIETA' % 97% 103% PROVENTI DEI SERVIZI PUBBLICI RELATIVI AL SETTORE ISTRUZIONE, CULTURA, SPORT E % 92% 95% TURISMO PROVENTI DEI SERVIZI PUBBLICI RELATIVI AL SETTORE ECONOMICO % 35% 50% PROVENTI DEI BENI RELATIVI AL SETTORE DELLE ABITAZIONI % 48% 48% ALTRI PROVENTI DEI SERVIZI PUBBLICI % 100% 100% PROVENTI DEI SERVIZI PUBBLICI RELATIVI AL SETTORE SOCIALE % 64% 98% CONCORSI, RIMBORSI, RECUPERI RELATIVI AL SETTORE DELLE ABITAZIONI % 74% 79% INTERESSI SU ANTICIPAZIONI E CREDITI DIVERSI % 86% 64% INTERESSI SUI DEPOSITI BANCARI, POSTALI E DI TESORERIA PROVINCIALE % 81% 120% CONCORSI, RIMBORSI, RECUPERI RELATIVI AL SETTORE ECONOMICO % 94% 93% CONCORSI, RIMBORSI, RECUPERI RELATIVI AL SETTORE ISTRUZIONE, CULTURA, SPORT E % 94% 200% TURISMO PROVENTI DEI SERVIZI PUBBLICI RELATIVI AL SETTORE DEL TERRITORIO E % 86% 65% DELL'AMBIENTE ALTRI PROVENTI DEI BENI COMUNALI % 90% 99% PROVENTI DEI SERVIZI PUBBLICI RELATIVI AL SETTORE DELLE ABITAZIONI % 100% 100% PROVENTI DEI BENI RELATIVI AL SETTORE ISTRUZIONE, CULTURA, SPORT E TURISMO % 158% 50% Totale complessivo % 147% 137% Totale complessivo netto ALTRI CONCORSI, RIMBORSI, RECUPERI % 73% 78% L analisi del titolo III ha necessariamente comportato la sterilizzazione della posta Altri concorsi, rimborsi, recuperi, Risorsa dove sono regolate le partite finanziarie tra la gestione commissariale e il Comune di Roma Capitale, in particolare per quanto riguarda la cassa in conto residui di un consistente accertamento del Al netto di tale operazione la capacità di riscossione del titolo III si dimostra inferiore alla soglia del 75%, in modo più accentuato nel 2013 e più lieve nel I Proventi dei servizi pubblici relativi al settore trasporto e viabilità, dove sono contabilizzate anche le Sanzioni per violazione al codice della strada, mostrano un sensibile scostamento tra la cassa e la competenza, in particolare nel 2013 dove l indicatore assume un valore del 39%. Al riguardo si evidenzia la presenza nel 2013 di una rilevante quota di accertamenti di arretrati, prossima ai 310 milioni di euro contro 1819 i 150 milioni circa mediamente registrati, la cui percentuale di incasso diverge in modo importante da quella delle sanzioni in conto competenza, determinando il salto che si osserva nella serie. Nel progetto di bilancio 2014 gli accertamenti da sanzioni stradali tornano ad un livello prossimo ai valori normalmente registrati da Roma Capitale, con un valore pari a circa 300 milioni di euro. Le altre due Risorse che presentano valori sotto la soglia sono i Proventi dei servizi pubblici relativi al settore economico, pari a 24 milioni di euro nel 2013 e con un indicatore del 23%, prevalentemente arretrati di sanzioni amministrative, e i Proventi dei beni relativi al settore delle abitazioni, pari a 24 milioni di euro nel 2013 e con un indicatore del 62%. In quest ultima Risorsa sono comprese le entrate da Fitti attivi, che pur ottenendo un margine di miglioramento rispetto al 2012 e 2011, registrano uno scostamento tra incassato ed accertato vicino ai 10 milioni di euro. Le stesse voci sopra evidenziate mostrano anche una variabilità considerevole negli accertamenti associata a un peggioramento della capacità di riscossione. Sempre riguardo alla variabilità degli accertamenti, si rileva anche la Risorsa Proventi dei beni relativi al settore economico, che nel 2012 presenta una variazione molto consistente, determinata dall accertamento di un canone per 90 milioni di euro, che seppure assistita da cassa è stata sterilizzata poiché non ricorrente. DETTAGLIO VOCI TITOLO III - ACCERTAMENTI. Anni Valori in euro TITOLO III Descrizione Risorsa 2011 accertamenti PROVENTI DEI SERVIZI PUBBLICI RELATIVI AL SETTORE TRASPORTO E VIABILITA' PROVENTI DEI SERVIZI PUBBLICI RELATIVI AL SETTORE ECONOMICO PROVENTI DEI BENI RELATIVI AL SETTORE DELLE ABITAZIONI Applicando i criteri di valutazione delle entrate esposti in precedenza e senza considerare le entrate per rifiuti, TPL e Contributo di soggiorno, si può stimare per il 2013 un valore delle risorse afflitto da difficile realizzabilità ed erraticità pari a 265 milioni di euro, che determina un livello di entrate stabili pari a milioni di euro. A tali risorse devono essere aggiunte le entrate per il servizio rifiuti, per 744 milioni di euro e di cui si sono evidenziate sopra le difficoltà di incasso, 240 milioni di euro di finanziamento per il trasporto pubblico locale (per coerenza si conteggiano i trasferimenti ritenuti indispensabili per garantire l equilibrio di ATAC) e i 59 milioni di euro del Contributo di soggiorno, che determinano un valore delle entrate correnti di 4016 milioni di euro. 1920 ANALISI DELLE ENTRATE CORRENTI AL NETTO DELLE ERRATICITA' - COMUNE DI ROMA CAPITALE. Anni (accertamenti). Valori in euro Entrate Correnti (A) di cui Entrate gestione commissariale (B) di cui entrate statali da riversare alla gestione commissariale (titolo II) entrate dalla gestione commissariale (titolo III) addizionale IRPEF per piano rientro (titolo I) addizionale diritti imbarco per piano rientro (titolo I) Entrate smaltimento rifiuti (C) Fondi TPL* (D) Contributo di Soggiorno (E) Entrate Correnti al netto della gestione commissariale (F)=(A-B) Entrate Correnti al netto della gestione commissariale e delle entrate per smaltimento rifiuti, Fondi regionali TPL e Contributo Soggiorno (G)=(F-C-D-E) Entrate Correnti di difficile realizzazione (H) Entrate correnti al netto delle erraticità (I)=(G)-(H) *comprende rimborso IVA dallo Stato 20 Vedere altro
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