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Timestamp: 2017-04-26 12:20:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 14', 'art.3', 'art. 183']

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Modulo n. 1 La presentazione della riforma
PubblicatoRosalba Romeo
Presentazione sul tema: "Modulo n. 1 La presentazione della riforma"— Transcript della presentazione:
Modulo n. 1 La presentazione della riformaL’ARMONIZZAZIONE CONTABILE DEGLI ENTI TERRITORIALI Corso di formazione istituzionale Modulo n. 1 La presentazione della riforma
STRUTTURA DELLA PRESENTAZIONE:1) IL QUADRO NORMATIVO 2) I SISTEMI CONTABILI ARMONIZZATI 3) STRUMENTI DELL’ARMONIZZAZIONE 3.1 Il piano dei conti integrato 3.2 Gli schemi di bilancio 3.3 I principi contabili generale e applicati 3.4 Il bilancio consolidato
1) IL QUADRO NORMATIVO LA LEGGE 196/2009 HA AVVIATO UN PROCESSO DI RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI CONTABILI PUBBLICI, DENOMINATO ARMONIZZAZIONE CONTABILE, DIRETTO A RENDERE I BILANCI DI TUTTE LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI OMOGENEI, CONFRONTABILI E AGGREGABILI
- sistemi contabili diversi, - schemi di bilancio differenti, 1) IL QUADRO NORMATIVO LA VIGENTE CONTABILITA’ PUBBLICA NON SVOLGE CORRETTAMENTE LA FUNZIONE CONOSCITIVA CHE LA CARATTERIZZA IN QUANTO: CONSENTE L’ADOZIONE DI: - sistemi contabili diversi, - schemi di bilancio differenti, - principi contabili non uniformi. NON E’ IN GRADO DI MISURARE I DEBITI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A DISCAPITO DELL’AFFIDABILITA’ DEI CONTI PUBBLICI E DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO
della legge per l’attuazione del federalismo fiscale n. 42 del 20091) IL QUADRO NORMATIVO L’ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE COSTITUISCE IL CARDINE IRRINUNCIABILE: della riforma della contabilità pubblica disposta dalla legge n. 196 del 2009 della legge per l’attuazione del federalismo fiscale n. 42 del 2009
2) GLI ENTI TERRITORIALI :1) IL QUADRO NORMATIVO I PERCORSI DELL’ARMONIZZAZIONE CONTABILE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI 1)STATO: LEGGE N. 196 DEL 2009 – TITOLO VI; 2) GLI ENTI TERRITORIALI : LEGGE N. 42 DEL 2009, art. 2, TITOLO I D. Lgs. N. 118 DEL 2011, DPCM 28 dicembre sperimentazione; 3) LA SANITA’ TITOLO II D. Lgs. N. 118 DEL 2011; DM 17 settembre 2012 Linee guida per la certificabilità DM 1° marzo 2013 Percorso attuativo di certificabilità DM 20 marzo 2013 Nuovi schemi di bilancio degli enti del SSN 4) LE UNIVERSITA’ L 240 DEL 2010, D.Lgs 27 gennaio 2012, n. 18
5) LE ALTRE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE LEGGE N. 196 DEL 2009, art. 2, 1) IL QUADRO NORMATIVO 5) LE ALTRE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE LEGGE N. 196 DEL 2009, art. 2, D. Lgs. N. 91 DEL 2011, DPCM 18 settembre 2012 – Linee guida per sistema indicatori DPCM 12/12/2012 Linee guida per missioni e programmi DM 27 /3/2013 -PA in contabilità civilistica, DM 1 /10/013 – sperimentazione, DPR 4/10/2013 – piano dei conti integrato.
IL DECRETO LEGISLATIVO N. 118 DEL 2011: 1) IL QUADRO NORMATIVO IL DECRETO LEGISLATIVO N. 118 DEL 2011: DEFINISCE I PRINCIPI GENERALI DELLA RIFORMA DEGLI ENTI TERRITORIALI NEL TITOLO PRIMO, CHE ENTRA IN VIGORE NEL 2015; RINVIA L’INDIVIDUAZIONE DEI CONTENUTI SPECIFICI DELLA RIFORMA AD UN SUCCESSIVO DECRETO LEGISLATIVO INTEGRATIVO
1) IL QUADRO NORMATIVO IL DECRETO INTEGRATIVO E CORRETTIVO DEL D. LGS 118/2011, PREDISPOSTO IN CONSIDERAZIONE DEI RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE, E’ IN CORSO DI EMANAZIONE, A SEGUITO: DELL’ADOZIONE PRELIMINARE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (31 GENNAIO 2014); DELL’INTESA IN CONFERENZA UNIFICATA , DEL 3 APRILE 2014; DEL PARERE FAVOREVOLE DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI COMPETENTI. LO SCHEMA DEL DECRETO E’ STATO TRASMESSO AL CONSIGLIO DEI MINISTRI PER LA DEFINITIVA ADOZIONE.
DEFINISCE L’ORDINAMENTO CONTABILE DELLE REGIONI, ADEGUA IL TUEL.1) IL QUADRO NORMATIVO LO SCHEMA DEL DECRETO INTEGRATIVO E CORRETTIVO DEL D. LGS 118/2011 E’ UN COMPLESSO E CORPOSO INSIEME COORDINATO DI NORME ED ALLEGATI , CHE: INTEGRA IL D.LGS 118/2011 (schemi di bilancio, piano dei conti e principi contabili), DEFINISCE L’ORDINAMENTO CONTABILE DELLE REGIONI, ADEGUA IL TUEL.
2) I NUOVI SISTEMI CONTABILIL’ARMONIZZAZIONE CONSERVA LA DISTINZIONE TRA GLI ENTI : IN CONTABILITA’ FINANZIARIA, che devono adottare la contabilità economico-patrimoniale, garantendo la rilevazione unitaria dei fatti gestionali; IN CONTABILITA’ ECON-PATRIMONIALE, cui è richiesta una riclassificazione dei propri incassi e pagamenti secondo regole uniformi a quelle degli enti in contabilità finanziaria (tassonomia attraverso SIOPE e classificazione per missioni e programmi)
2) I NUOVI SISTEMI CONTABILILa CONTABILITA’ FINANZIARIA costituisce il sistema contabile principale e fondamentale per fini autorizzatori e di rendicontazione della gestione; E’ prevista l’adozione del bilancio finanziario autorizzatorio almeno triennale, di competenza e di cassa (le previsioni di cassa solo per il primo anno).
2) I NUOVI SISTEMI CONTABILILACONTABILITA’ ECONOMICO-PATRIMONIALE ha il fine di: rappresentare l’equilibrio economico tra le risorse economiche acquisite e quelle utilizzate; garantire l’aggiornamento del conto del patrimonio; consentire l’elaborazione del bilancio consolidato di ciascun ente con i propri enti, aziende e società.
2) I NUOVI SISTEMI CONTABILILe rilevazioni della contabilità finanziaria costituiscono la misura finanziaria dei fatti gestionali rilevati dalla contabilità economico-patrimoniale: I ricavi sono rilevati unitamente all’accertamento delle entrate dei primi tre titoli di bilancio e dei contributi agli investimenti e dei trasferimenti in c/capitale; i costi sono rilevati al momento della liquidazione delle spese del primo titolo di bilancio, salvo che per i trasferimenti correnti, in c/capitale e i contributi agli investimenti, per i quali si fa riferimento all’impegno;
2) I NUOVI SISTEMI CONTABILIL’accertamento delle entrate del: Titolo 5 - Entrate da riduzione di attività finanziaria, Titolo 6 - Accensione di prestiti, Titolo 7 - Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro, determina nella contabilità economico patrimoniale solo la rilevazione di crediti finanziari
2) I NUOVI SISTEMI CONTABILIL’impegno delle spese del: Titolo 3 - Spese per incremento attività finanziarie, Titolo 4 - Rimborso Prestiti, Titolo 5 - Chiusura Anticipazioni ricevute da istituto tesoriere/cassiere, Titolo 7 - Uscite per conto terzi e partite di giro, determina nella contabilità economico patrimoniale solo di debiti finanziari
2) I NUOVI SISTEMI CONTABILILa contabilità economico patrimoniale è integrata, e non derivata, alla contabilità finanziaria. Le scritture di assestamento economico-patrimoniale di fine anno (di rettifica, integrazione e ammortamento dei costi rilevati nel corso dell’esercizio) sono autonome rispetto alla contabilità finanziaria.
3) GLI STRUMENTI DELL’ARMONIZZAZIONEGli strumenti dell’armonizzazione dei sistemi contabili previsti decreto legislativo n. 118/2011 sono: 3.1 Piano dei conti integrato, 3.2 Schemi di bilancio comuni, 3.3 Regole contabili uniformi, 3.4 Bilancio consolidato
3.1 IL PIANO DEI CONTI INTEGRATOprevisto solo per le amministrazioni in contabilità finanziaria; costituito dall’elenco delle voci del bilancio gestionale finanziario e dei conti economici e patrimoniali, definito in modo da consentire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali; Unico e obbligatorio per tutte le amministrazioni pubbliche, con i necessari adattamenti in considerazione delle caratteristiche peculiari dei singoli comparti; Elaborato anche in funzione delle esigenze del monitoraggio della finanza pubblica.
3.2 COMUNI SCHEMI DI BILANCIOL’art. 15 del decreto prevede che le entrate del bilancio finanziario sono articolate in: TITOLI , secondo la fonte di provenienza delle entrate; TIPOLOGIE, in base alla natura dell’entrata, ai fini dell’approvazione in termini di unità di voto; CATEGORIE, secondo l’oggetto delle entrate (in allegato); Ai fini della gestione, le categorie sono ripartite in capitoli, che possono essere articolati in articoli. I capitoli e gli articoli si raccordano al quarto livello del piano dei conti integrato.
3.2 COMUNI SCHEMI DI BILANCIOL’art. 14 del decreto prevede che le spese sono articolate in: 1.MISSIONI: individuano le funzioni e gli obiettivi strategici della spesa e consentono il collegamento tra flussi finanziari e le politiche pubbliche settoriali . Sono definite in relazione al riparto delle competenze di cui agli articolo 117 e 118 Cost. e tenendo conto di quelle del Bilancio dello Stato; 2.PROGRAMMI: individuano aggregati omogenei di attività diretti al conseguimento degli obiettivi strategici. Il programma è raccordato alla codifica COFOG di secondo livello. Costituiscono l’unità di voto minima;
3.2 COMUNI SCHEMI DI BILANCIOMACROAGGREGATI: secondo la natura economica della spesa. Sono rappresentati in appositi allegati e costituiscono il primo raccordo tra la classificazione funzionale del bilancio decisionale ed il piano dei conti integrato (in allegato). Ai fini della gestione, i macroaggregati sono ripartiti in capitoli, che possono essere articolati in articoli. I capitoli e gli articoli si raccordano al quarto livello del piano dei conti integrato.
3.3 REGOLE CONTABILI UNIFORMIIl decreto legislativo n. 118 del 2011 prevede che le amministrazioni pubbliche territoriali e i loro enti strumentali devono adeguarsi a regole contabili uniformi (art.3) definite attraverso principi contabili, : 1. principi contabili generali, intesi come enunciati molto sintetici (competenza, annualità, di universalità, integrità, specificazione, ecc.), che lasciano agli operatori il compito di individuarne le modalità di applicazione .
3.3 REGOLE CONTABILI UNIFORMI2. principi applicati, costituite da norme tecniche di dettaglio, di specificazione ed interpretazione delle norme contabili e dei principi generali , che svolgano una funzione di completamento del sistema generale e favoriscano comportamenti uniformi e corretti. La definizione di tali principi è stata rinviata al decreto correttivo e integrativo. I principi applicati individuati riguardano: la programmazione la contabilità finanziaria la contabilità economico patrimoniale il bilancio consolidato
3.3 REGOLE CONTABILI UNIFORMILa competenza finanziaria vigente: il principio della competenza finanziaria, costituisce il criterio di imputazione agli esercizi finanziari delle obbligazioni giuridicamente perfezionate attive e passive (accertamenti e impegni). Attualmente, nei bilanci degli enti locali, le obbligazioni sono imputate all’esercizio finanziario in cui le obbligazioni sorgono, salvo deroghe ed eccezioni che rendono incerta l’applicazione del principio. L’applicazione della vigente configurazione della competenza finanziaria comporta che i residui passivi non rappresentano debiti effettivi dell’ente.
3.3 REGOLE CONTABILI UNIFORMIIl principio contabile generale n. 16 della competenza finanziaria, cd. potenziata, prevede che le obbligazioni siano registrate quando l’obbligazione sorge, con imputazione alle scritture contabili degli esercizi in cui l’obbligazione è esigibile.
3.3 REGOLE CONTABILI UNIFORMILe obbligazioni sono registrate solo se formalmente costituite (le delibere di spesa o il bando di gara non costituiscono obbligazioni formalmente costituite - si prenotano ma non si impegnano); Gli impegni tecnici (art. 183, comma 5, vecchio TUEL) sono vietati; L’accertamento e l’impegno si imputano alle scritture di un esercizio sulla base della scadenza dell’obbligazione che costituisce un elemento necessario dell’obbligazione giuridica; Gli impegni pluriennali sono imputati agli esercizi sulla base del cronoprogramma e confermati, in occasione del riaccertamento ordinario, sulla base dei SAL.
3.3 REGOLE CONTABILI UNIFORMILa competenza finanziaria potenziata prevede che: I residui sono costituiti solo da obbligazioni giuridicamente perfezionate esigibili; le obbligazioni giuridicamente perfezionate non esigibili sono accertate e impegnate con imputazione agli esercizi in cui sono esigibili; le entrate vincolate e gli accantonamenti contabili costituiscono una componente del risultato di amministrazione (non devono essere impegnati).
3.4 IL BILANCIO CONSOLIDATOLa disomogeneità dei bilanci è determinata anche dal fenomeno delle esternalizzazioni, ossia dal trasferimento, attraverso contratti o convenzioni, dello svolgimento di funzioni, servizi e attività strumentali di propria competenza ad altri soggetti; A causa dell’esternalizzazione i bilanci dei singoli enti possono fornire informazioni incomplete, non rappresentative delle attività e delle funzioni complessivamente svolte e, a parità di servizi resi alla collettività, presentano situazioni del tutto differenti
3.4 IL BILANCIO CONSOLIDATOLa riforma contabile degli enti territoriali: attribuisce al bilancio consolidato l’obiettivo di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta da un ente attraverso le proprie articolazioni organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e partecipate; fa riferimento alla definizione di controllo di “diritto”, di “fatto” e “contrattuale” (la cd. influenza dominante).
3.4 IL BILANCIO CONSOLIDATOIL GRUPPO AMMINISTRAZIONE PUBB. è costituito dai suoi: ORGANISMI STRUMENTALI (le istituzioni); ENTI STRUMENTALI CONTROLLATI, enti, fondazioni e aziende controllate; ENTI STRUMENTALI PARTECIPATI, enti, fondazioni e aziende partecipate ma non controllate SOCIETA’ CONTROLLATE (definizione corrispondente a quella civilistica); SOCIETA’ PARTECIPATE, (in sperimentazione e in fase di avvio della riforma) società a totale partecipazione pubblica affidatarie dirette di servizi pubblici locali della capo gruppo, indipendentemente dalla quota di partecipazione.
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