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Timestamp: 2018-05-24 14:06:54+00:00
Document Index: 1999120

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art.50', 'art. 36', 'art.50', 'art. 15', 'art.50', 'art. 31', 'art.50', 'art. 35', 'art.50', 'art.50', 'art.50', 'art. 6', 'art.50', 'art.50', 'art.50', 'art. 36', 'art.50', 'art.50', 'art.50', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 80', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 28', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 27', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 60', 'art. 4', 'art. 26', 'art. 36', 'art. 96', 'art. 27', 'art. 27', 'art.11', 'art.11', 'art. 28', 'art. 10', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31']

IL SINDACO DOTT. SILVANO PIAZZA - PDF
IL SINDACO DOTT. SILVANO PIAZZA
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1 COMUNE DI SILEA PROVINCIA DI TREVISO NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE P.R.G. AGGIORNAMENTO 2012 IL SINDACO DOTT. SILVANO PIAZZA IL RESPONSABILE DELL AREA 4 GESTIONE TERRITORIO INFRASTRUTTURE E PATRIMONIO GEOM. ANTONIO VEDELAGO PROGETTISTA: Sigma Progetti S.r.l Palazzo Marini Via Canoniche n.6 Treviso SARA MALGARETTO Pianificatore Terr.le Prot.AN Treviso,
2 Il Comune di Silea è dotato di Piano Regolatore Generale adottato con D.C.C. n.124 del 21/08/1989 ed approvato dalla Giunta Regionale del Veneto con Deliberazione n.4494 del 27/07/1990. Successivamente sono intervenute le seguenti Varianti Parziali: - Variante Parziale n. 1 adottata con D.C.C. n.96 del 21/12/1995 e approvata con D.G.R. n del 21/10/1997; - Variante Parziale n. 2 adottata con D.C.C. n. 69 del 19/12/2001 e approvata con D.G.R. n del 25/07/2003 e D.G.R. n.987 del 06/04/2004; - Variante Parziale n. 3 adeguamento al PA del Fiume Sile adottata con D.C.C. n. 10 del 16/04/2004, confermata con D.C.C. n.22 del 19/06/2006 ed approvata con D.C.C. n.50 del 25/09/2007; - Variante Parziale n. 4 edifici in zona agricola non più funzionali all esigenza del fondo, adottata con D.C.C. n.11 del 16/04/2004, decaduta in quanto non confermata e non inviata in Regione entro il 30/06/2006; - Variante Parziale n. 5 adottata con D.C.C. n.44 del 21/10/2004 e approvata con D.G.R. n., 3975 del 16/12/2008; - Variante Parziale n. 6 indivuduazione area cimiteriale in ampliamento dei cimiteri comunali, adottata con D.C.C. n.16 del 28/04/2006 e approvata con D.G.R. n. 39 del 06/09/2006; - Variante Parziale n. 7 adottata con D.C.C. n.29 del 29/06/2006 confermata con D.C.C. n. 57 del 04/12/2006 ed approvata con D.C.C. n., 51 del 25/09/2007; - Variante Parziale n. 8 adottata con D.C.C. n.54 del 21/12/2009 di adeguamento al Piano Ambientale, relativo alle Varianti di Settore D.C.R.V. n. 58/2007 ed alla Variante I Burci D.C.R.V. n. 77/2006, confermata con D.C.C. n. 21 del 18/06/2010, approvata con D.C.C. n.10 del 16/03/2011 e aggiornata con D.C.C. n.32 del 01/08/2011; Sono intervenute inoltre le seguenti Varianti parziali al PRG adottate e approvate ai sensi dela LR 61/85, art. 50, comma 4, redatte dal Responsabile dell Ufficio Tecnico Comunale: A. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Modifica art. 36 Norme Tecniche di Attuazione, approvata con D.C.C. n.21 in data 26/04/2004; A/1 Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Individuazione Grande Struttura di Vendita art. 15 LR 37/1999 approvata con D.C.C. n.7 in data 27/02/2002; B. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Modifica art. 31 Norme Tecniche di Attuazione, ZTO C2/21 approvata con D.C.C. n.7 in data 26/02/2005 C. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Modifica art. 35 Norme Tecniche di Attuazione, ZTO D1/16 e D1/17 approvata con D.C.C. n.8 in data 26/02/2005; D. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Localizzazione delegazione comunale ZTO Fb20 Sede Servizi Tecnici Comunali approvata con D.C.C. n. 22 in data 12/07/2005; E. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Localizzazione opere pubbliche : Rotatoria di Lanzago e incrocio Viale della Libertà, approvata con D.C.C. n. 21 in data 12/07/2005; 25 ottobre 2012 pagina 1 di 94
3 F. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Modifica art. 6 Norme Tecniche di attuazione, approvata con D.C.C. n. 23 in data 12/07/2005; G. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85, Realizzazione opera pubblica della Provincia di Treviso Rotatoria SR 89 Treviso Mare, approvata con D.C.C. n. 50 in data 30/11/2005; H. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Localizzazione opere pubbliche : rotatoria Via Roma, approvata con D.C.C. n. 40 in data 06/09/2006; I. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Modifica art. 36 Norme tecniche di Attuazione, ZTO D2/2, approvata con D.C.C. n. 46 in data 28/09/2006; L. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Individuazione area per attrezzature pubbliche centro scolastico Cendon/Sant Elena, approvata con D.C.C. n. 29 in data 01/07/2009; M. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Reiterazione vincoli scaduti, preordinati all esproprio per la realizzazione di opere pubbliche, approvata con D.C.C. n. 57 in data 21/12/2010; N. Variante Parziale al PRG, 4 comma art.50, LR61/85 Modifica art. 36 delle Norme Tecniche di attuazione ed estensione della Grande Struttura di Vendita ai lotti commerciali della ZTO D2/2, approvata con D.C.C. n. 48 in data 27/10/ Sono intervenute le seguenti Varianti al PRG ai sensi del DPR 447/1998 Sportello Unico Insediamenti produttivi : A. Ditta Faoma Snc D.C.C. n 52 del 30/11/2005 B. Ditta A.A. Castello Sas D.C.C. n 5 del 31/02/ ottobre 2012 pagina 2 di 94
4 INDICE PARTE PRIMA DISPOSIZIONI GENERALI TITOLO I FUNZIONI ED EFFICACIA DEL PIANO REGOLATORE GENERALE... 6 ART. 1 - CONCORSO NORMATIVO...6 Art. 2 - AMBITO APPLICAZIONE DEL P.R.G...6 Art. 3 - ELABORATI COSTITUENTI IL P.R.G...7 Art. 4 - FINALITA' DELLE PRESENTI NORME...7 Art. 5 - DEROGHE ALLE PRESENTI NORME...7 TITOLO II PARAMETRI E MODALITA' DI CONTROLLO Art. 6 - PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI...8 Art. 7 - VINCOLI SULLA SUPERFICIE FONDIARIA...12 Art. 8 - UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI FONDIARI...12 Art. 9 - TRASCRIZIONE IN MAPPA...13 Art REGISTRO FONDIARIO...13 Art DISTANZE DALLE STRADE...13 Art DISTANZE DAI CONFINI DI PROPRIETA' E DI ZONA...14 Art INFRASTRUTTURE PER IL MOVIMENTO...14 Art DISTANZE MINIME DAI CORSI D'ACQUA...15 Art EDIFICI ESISTENTI POSTI A DISTANZE INFERIORI A QUELLE DI CUI AI PRECEDENTI ARTICOLI...16 TITOLO III ATTUAZIONE DEL P.R.G. Art MODI DI ATTUAZIONE...18 Art GLI STRUMENTI DI INTERVENTO EDILIZIO...18 Art GLI STRUMENTI DI INTERVENTO URBANISTICO PREVENTIVO...19 Art INTERVENTO DIRETTO SULL'EDILIZIA ESISTENTE...19 TITOLO IV DOTAZIONE DEGLI SPAZI A SERVIZI Art DOTAZIONE DI SPAZI A SERVIZI PUBBLICI NELLE ZONE SOGGETTE A INTERVENTO EDILIZIO DIRETTO...27 Art. 21- DOTAZIONE DI SPAZI PUBBLICI NELLE ZONE SOGGETTE A INTERVENTO URBANISTICO ATTUATIVO...27 Art MODALITA' PER IL CONSEGUIMENTO DELLE DOTAZIONI DI SPAZI PUBBLICI...28 Art PARCHEGGI...29 PARTE SECONDA DISPOSIZIONI DI ZONA TITOLO I INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE Art ZONIZZAZIONE PER AMBITI TERRITORIALI OMOGENEI...30 TITOLO II ZONE PER LE FUNZIONI RESIDENZIALI Art ZONE RESIDENZIALI: DESTINAZIONE D'USO E AMPLIAMENTO...32 Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA A...33 Art ZONA A : DISPOSIZIONI PARTICOLARI...35 Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA B.1 - B ottobre 2012 pagina 3 di 94
5 Art. 29 ZONA TERRITORIALE OMOGENEA C1: CENTRI RESIDENZIALI DI ESPANSIONE, PARZIALMENTE EDIFICATI...36 Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA C2 OVVERO LC: CENTRI RESIDENZIALI DI ESPANSIONE...37 Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA C.1 - C.1.S - C.2: DISPOSIZIONI PARTICOLARI...38 Art. 32 ZONE AD URBANIZZAZIONE CONTROLLATA C TITOLO III ZONE PER FUNZIONI PRODUTTIVE EXTRAGRICOLE Art ZONE PRODUTTIVE EXTRAGRICOLE...41 Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA D1:ZONA ARTIGIANALE ED INDUSTRIALE...41 Art ZONE TERRITORIALI OMOGENEE D1: DISPOSIZIONI PARTICOLARI 42 Art ZONE TERRITORIALI OMOGENEE D2: ZONE COMMERCIALI, DIREZIONALI E DI SERVIZIO...42 Art. 37- ZONE TERRITORIALI OMOGENEE D Art. 37.bis - ZONE TERRITORIALI OMOGENEE D Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA D5: ZONA PRODUTTIVA DI RICONVERSIONE...46 Art ATTIVITA ASSIMILABILI ALLE Z.T.O. D1-D2-D3-D5. NORME FUORI ZONA...47 Art DEPOSITI DI MATERIALI EDILI...50 TITOLO IV ZONE PRODUTTIVE AGRICOLE Art ZONE PRODUTTIVE AGRICOLE...52 Art DESTINAZIONI D'USO E PARAMETRI URBANISTICI...52 Art SOTTOZONA E Art SOTTOZONA E Art SOTTOZONA E Art SOTTOZONA E Art. 46 bis - ANNESSI RUSTICI ED ALLEVAMENTI...54 Art SOTTOZONA E.A...57 TITOLO V ZONE PER LE FUNZIONI PUBBLICHE DI USO PUBBLICO E INTERESSE COLLETTIVO Art ZONE DESTINATE AD ATTREZZATURE E INFRASTRUTTURE E IMPIANTI PUBBLICI, DI USO PUBBLICO E DI INTERESSE COLLETTIVO...58 Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA Fa: ZONE PER ATTREZZATURE SCOLASTICHE...58 Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA Fb: ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE...58 Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA Fc: AREA A PARCO GIOCO E SPORT...59 Art ZONA TERRITORIALE OMOGENEA Fd: AREE A PARCHEGGIO...60 Art Fr: FASCE DI RISPETTO STRADALE, FERROVIARIO, FLUVIALE, CIMITERIALE, MONUMENTALE, DAGLI ELETTRODOTTI E FUNZIONALE60 Art Fvp: VERDE PRIVATO...62 Art.56 - ZONE: F1 - F2 - F3 - F4 - Fvp - R.no - R.ve, DISPOSIZIONI PARTICOLARI ottobre 2012 pagina 4 di 94
6 PARTE TERZA TITOLO I NORME AMBIENTALI PARCO NATURALE REGIONALE FIUME SILE Art. 57 PIANO AMBIENTALE DEL FIUME SILE...64 ART. 58 SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA, ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE ED AREE AD ALTO RISCHIO...64 Art. 59 ZONE DI RISERVA NATURALE GENERALE ATTIVITÀ EDILIZIE...65 Art. 60 ZONE A RISERVA NATURALE ORIENTATA ( R.no)...66 Art. 61 ZONE DI RIPRISTINO VEGETAZIONALE, FORESTALE E DELLE PRATERIE ( R.ve)...67 Art. 62 ZONE AGRICOLE DI TUTELA PAESAGGISTICA ( E.p)...68 Art. 63 ZONE AGRICOLE AD ORIENTAMENTO COLTURALE ( E.c)...70 Art. 64 ZONE AD URBANIZZAZIONE CONTROLLATA ( Z.u.c.)...72 Art. 65 AMBITI PAESAGGISTICI...73 Art. 66 AREE CON FUNZIONE DI INTERESSE PUBBLICO...73 Art. 67 VIABILITÀ PRIMARIE E SECONDARIE DA VALORIZZARE...75 Art. 68 SENTIERI, PERCORSI, ATTRAVERSAMENTI CICLO- PEDONALE E ALZAIE...76 Art. 69 PUNTI D ACCESSO AL PARCO...78 Art. 70 MULINO E/O MANUFATTO CON TRACCE DELL ATTIVITÀ MOLITORIA 80 Art. 71 PUNTI FOCALI DA SALVAGUARDARE...81 Art. 72 FASCE DI ATTENUAZIONE IMPATTO GRANDE VIABILITÀ...81 Art. 72bis INSEDIAMENTI AD ELEVATO IMPATTO AMBIENTALI E DETRATTORI DEL PAESAGGIO...81 Art. 73 VIABILITÀ E NAVIGABILITÀ...82 Art. 74 TUTELA DELLE AREE DI INTERESSE NATURALISTICO, FLORO- FAUNISTICO E CORRIDOI ECOLOGICI...83 Art. 75 RETI E SERVIZI DI FOGNATURA...84 Art. 76 ALTRI SERVIZI, RETI E IMPIANTI TECNOLOGICI...85 Art. 77 TUTELA GEOMORFOLOGICA LIVELLAMENTI E MOVIMENTI TERRA CAVE E DISCARICHE...86 Art. 78 TUTELA IDROLOGICA E IDROGEOLOGICA...87 PARTEQUARTA DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI TITOLO I DISPOSIZIONI TRANSITORIE Art PIANI URBANISTICI ATTUATIVI VIGENTI ottobre 2012 pagina 5 di 94
7 PARTE PRIMA DISPOSIZIONI GENERALI TITOLO I FUNZIONI ED EFFICACIA DEL PIANO REGOLATORE GENERALE ART. 1 - CONCORSO NORMATIVO Le trasformazioni urbanistiche ed edilizie sono soggette alle leggi dello Stato, alle leggi della Regione Veneto, alle norme degli strumenti di pianificazione sovraordinati alla disciplina del presente Piano Regolatore Generale (P.R.G.) con le presenti Norme di Attuazione e il Regolamento Edilizio e alle disposizioni dei Regolamenti Comunali non in contrasto con esso. Art. 2 - AMBITO APPLICAZIONE DEL P.R.G. Il P.R.G. si applica, a norma dell'articolo 9 della L.R. nr. 61 del Norme per l'assetto e l'uso del territorio " su tutto il territorio comunale secondo le disposizioni di cui alle presenti norme ed agli elaborati grafici di cui al successivo art. 3. La disciplina urbanistica della porzione di territorio comunale comprendenti i centri urbani di Lanzago, Silea, Cendon e Sant'Elena nel prosieguo individuata come "centri" è definita in modo univoco dagli elaborati di cui all art. 3 in scala 1/2000. Disposizioni sia cartografiche che normative riferite a tale porzione di territorio comunale contenute in elaborati diversi (scala 1/5000) da quelli sopra elencati hanno valore indicativo. La disciplina urbanistica della porzione di territorio comunale esterna a quella di cui al precedente secondo comma, è definita in modo univoco dagli elaborati di cui all art. 3 in scala 1/5000. E stato individuato l Ambito del Parco Naturale Regionale Fiume Sile approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale 1 Marzo 2000, n. 22 del Per il territorio comunale compreso entro tale ambito si segue la normativa ambientale descritta nella successiva PARTE TERZA che deriva dall adeguamento normativo alle Varianti di Settore del PA Parco Fiume Sile approvate con DCRV n.58 del e alla Variante al PA denominata I Burci approvata con DCRV n.77 del Tutti gli interventi da effettuare nell ambito del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile sono regolamentati dal combinato disposto di Nta ed elaborati cartografici del PRG e da Nta ed elaborati cartografici del Piano Ambientale del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile. 25 ottobre 2012 pagina 6 di 94
8 Art. 3 - ELABORATI COSTITUENTI IL P.R.G. Gli elaborati relativi al P.R.G. sono i seguenti: - Relazione illustrativa - Norme tecniche di attuazione - Regolamento edilizio - Tav 13.1A e 13.1B Intero territorio comunale aggto 2012(1/5000) - Estratto Tav 13.1A per l ambito denominato I Burci, l ambio Chiari e Forti e Centro storico di Cendon (1/2000) - Zonizzazione Lanzago (1/2000) - Zonizzazione Silea Quadrante Ovest (1/2000) - Zonizzazione Silea Quadrante Est (1/2000) - Zonizzazione Cendon (1/2000) - Zonizzazione Sant'Elena (1/2000) - Zonizzazione Canton ( 1/2000) - n 09 Schede integrative K attività produttive; - n 03 Schede integrative L allevamenti zootecnici; - Valutazione di incidenza ambientale per l ambito interessato al Parco del Sile; - Norme tecniche per la gestione del verde (Allegato D delle norme di attuazione del PA Parco Fiume Sile); - Linee guida per la gestione delle zone agricole e delle zone umide (Allegato G delle norme di attuazione del PA Parco Fiume Sile); Art. 4 - FINALITA' DELLE PRESENTI NORME Le presenti norme, unitamente agli elaborati di cui al precedente articolo 3 definiscono la disciplina delle trasformazioni urbanistiche ed edilizie del territorio, e dettano indicazioni e prescrizioni, volte ad indirizzare gli strumenti di attuazione al conseguimento dell'assetto urbanistico previsto. Art. 5 - DEROGHE ALLE PRESENTI NORME Ai sensi dell'art. 80 della L.R nr. 61 il Sindaco ha facoltà di rilasciare concessioni in deroga alle presenti norme limitatamente al caso di edifici e/o impianti pubblici o di interesse pubblico, purché non comportino la modica delle destinazioni di zona. In tali casi il rilascio della concessione deve essere preceduto da deliberazione favorevole del Consiglio Comunale. 25 ottobre 2012 pagina 7 di 94
9 TITOLO II PARAMETRI E MODALITA' DI CONTROLLO Art. 6 - PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI Le norme che disciplinano l'edificazione e l'urbanizzazione nell'ambito del territorio comunale fanno ricorso ai parametri e indici di seguito definiti: 1) - St = Superficie territoriale misura: ettari (ha) Area a destinazione omogenea di zona, sulla quale il P.R.G. si attua a mezzo di Piano Urbanistico Attuativo; è comprensiva della superficie fondiaria e delle aree per opere di urbanizzazione primaria previste parametricamente dalle presenti norme. E' misurata al netto delle zone destinate a viabilità dal P.R.G. e delle strade pubbliche esistenti perimetralmente all'area d'intervento, al lordo delle strade esistenti o che saranno previste entro l'area d'intervento a servizio della edificazione da realizzarsi. 2) - Sf = Superficie fondiaria misura: metri quadrati (mq.) Area a destinazione omogenea di zona sulla quale il P.R.G. si attua a mezzo d' Intervento Edilizio Diretto; è misurata al netto della superficie per opere di urbanizzazione, delle strade esistenti e previste, destinate al pubblico transito e degli altri spazi pubblici. 3) - S1 = Superficie per opere di urbanizzazione primaria Ai sensi dell'art. 4 della Legge nr. 847 sono opere di urbanizzazione primaria: a) le strade residenziali b) gli spazi di sosta e parcheggio c) le fognature d) la rete idrica e) la rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas f) l'illuminazione pubblica g) gli spazi di verde attrezzato 4) - S2 = Superficie per opere di urbanizzazione secondaria Ai sensi dell'art. 4 della Legge nr. 847 e della Legge nr. 865 sono opere di urbanizzazione secondaria: a) gli asili nido e le scuole materne b) le scuole dell'obbligo c) i mercati di quartiere d) le delegazioni comunali e) le Chiese ed altri edifici per servizi religiosi f) gli impianti sportivi di quartiere g) i centri sociali e le attrezzature culturali e sanitarie h) le aree verdi di quartiere 25 ottobre 2012 pagina 8 di 94
10 5) - Hf = Altezza delle fronti, misura: metro lineare (ml.) E la misura in verticale del paramento esterno del fabbricato, data dalla differenza tra la linea di terra (quota zero), come definita al punto successivo del presente articolo, e l intradosso del solaio di copertura, esclusi i timpani, gli abbaini, i vani tecnici e le torri scala e ascensore emergenti sopra la linea di gronda. 6) - H = Altezza del fabbricato, misura: metro lineare (ml.) E la misura in verticale tra la linea di terra (quota zero) e la quota dell intradosso del soffitto dell ultimo piano praticabile. Qualora il soffitto dell ultimo piano non sia orizzontale, l altezza è misurata al punto medio del suo intradosso. La quota zero corrisponde alla quota del marciapiede esistente o di progetto della viabilità circostante pubblica o di uso pubblico. Quando detta viabilità si trovi ad una quota inferiore a quella del terreno interessato, la quota zero corrisponde alla quota del piano campagna di immediata pertinenza dell intervento. Qualora la quota del terreno di pertinenza dell intervento risulti a quote diverse, la quota zero corrisponderà alla loro quota media. 7) - Ds = Distanza dalle strade, misura: metri lineari (ml.) E' la distanza minima, misurata in proiezione orizzontale, della superficie coperta dal ciglio stradale. Ai sensi dell'art. 2 del D.M nr. 1404, si definisce ciglio della strada la linea di limite della sede o piattaforma stradale comprendente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali, ivi incluse le banchine od altre strutture laterali alle predette sedi quando queste siano transitabili nonchè le strutture di delimitazione non transitabili ( parapetti, arginelle e simili ). 8) - Dc = Distanza dai confini, misura: metro lineare (ml.) E' la distanza minima, misurata in proiezione orizzontale dalla superficie coperta dai confini di proprietà. I confini di zona urbanistica tra aree a destinazione pubblica e aree edificabili sono assimilati ai confini di proprietà. 9) - Df = Distanza tra le fronti dei fabbricati, misura: metro lineare (ml.) E' la distanza minima, misurata perpendicolarmente alle fronti in proiezione orizzontale, tra le superfici coperte dai fabbricati. 10) - De = Distacco tra gli edifici, misura: metro lineare (ml.) E la distanza intercorrente tra le pareti di edifici antistanti misurata in proiezione orizzontale. Si intendono antistanti gli edifici o loro parti che si trovano sulle perpendicolari di pareti esistenti o di progetto. Salve diverse prescrizioni delle presenti norme, valgono per le singole zto le disposizioni contenute nell art. 9 del D.M n Distacchi e distanze particolari: la disciplina relativa ai distacchi e alle distanze, fatti salvi i diritti di terzi e quanto previsto dalla L.R. 21/96, non si applica: 25 ottobre 2012 pagina 9 di 94
11 a) ai manufatti ed impianti tecnologici di modesta entità quali cabine elettriche e telefoniche, di decompressione della rete del gas, ecc.; b) alle strutture di arredo urbano, quali chioschi, gazebo, pensiline bus, opere artistiche, elementi di arredo per giardini; c) ai manufatti completamente interrati o emergenti dal suolo fino a quota +50cm dalla linea di terra; d) alle strutture di sostegno di pergolati. 11) - DH2O= Distanza dai corsi d'acqua demaniali, misura: metro lineare (ml). E' la distanza minima misurata in proiezione orizzontale della superficie coperta dal ciglio a campagna del corso d'acqua. 12) - Sml =Lotto minimo d'intervento, misura: metro quadrato (mq) o ettaro (ha). Superficie fondiaria minima richiesta per ogni intervento edilizio diretto. 13) - V = Volume, misura: metro cubo (Mc) Volume lordo dell edificio: è il volume del solido emergente dal terreno. E dato dalla superficie coperta per l altezza dell edificio definita al precedente punto 6) del presente art. Sono esclusi: a) le logge rientranti con profondità non superiore a ml. 1,50 e i sottostanti porticati; b) i porticati sottostanti a loggiati; c) i porticati di uso pubblico; d) i porticati di edifici, fino a un massimo complessivo di ¼ (un quarto) della superficie coperta; e) le torrette di ascensore ed i volumi tecnici. Sono pertanto da considerare volumi tecnici quelli necessari a contenere serbatoi idrici, autoclave, ascensori, i vasi di espansione degli impianti a termosifone, le canne fumarie e di ventilazione, il vano scala al di sopra della linea di gronda, il locale contatori; f) gli spazi adibiti a parcheggi, ai sensi dell art. 9 della L. n. 122/89, sino ad un massimo di mc. 45 per unità abitativa e quelli a servizio delle attività commerciali LR 15/2004 con vincolo di destinazione d uso perpetuo debitamente registrato e trascritto g) i vespai o solai aerati aventi o posti ad un altezza non superiore a cm. 60, misurati dalla quota zero alla quota di calpestio; h) i locali non abitabili in sottotetto per le parti aventi un'altezza (misurata al punto massimo dell'intradosso) inferiore a ml 1,50. 14) - Sc =Superficie coperta, misura: metro quadrato (Mq) E' la proiezione orizzontale dell edificio su lotto. Sono esclusi dal computo: a) i balconi, gli sporti, le logge, i cornicioni e le gronde con sporgenza e/o profondità complessiva non superiore a ml. 1,50; b) le parti completamente interrate; c) le serre stagionali, le piscine; d) i pergolati, le pompeiane, i gazebo; 25 ottobre 2012 pagina 10 di 94
12 e) gli impianti tecnologici (quali silos, depuratori, etc.) che necessitano di installazioni separate dall edificio principale o che si rendono necessari per adeguamenti a normative speciali e che non abbiano caratteristiche di abitabilità od agibilità; f) le rampe in elevazione, anche carrabili, funzionali al raggiungimento di opere di urbanizzazione di standard primari; 15) - Slp= Superficie lorda di pavimento compresi i muri perimetrali. Non concorrono al calcolo della Slp: a) i balconi, gli sporti, le logge, i cornicioni e le gronde con sporgenza e/o profondità complessiva non superiore a ml. 1,50; b) le parti completamente interrate; c) i portici di uso pubblico; quelli privati per un terzo della superficie coperta; i pergolati. 16) - Sa = Superficie agibile netta, misura: metro quadrato (Mq) Per superficie agibile netta si intende la somma delle superfici di calpestio dei vari piani misurati al netto delle di murature, pilastri, tramezze, vani, porte e finestre. 17) - Lsi = Locali seminterrati Sono i locali il cui estradosso sia ad una quota superiore a ml. 0,60 rispetto la quota media del piano di campagna. 18) - Li = Locali interrati Sono i locali il cui estradosso sia ad una quota inferiore a ml. 0,60 rispetto la quota media del piano di campagna. 19) - Portici= I portici devono avere almeno un lato chiuso dal fabbricato principale. La profondità dei portici viene misurata tra il paramento interno degli elementi di sostegno ed il filo interno del muro di fondo e nel caso di copertura a volte, l altezza sarà verificata nel punto massimo. 20) - Q = Rapporto massimo di copertura misura: rapporto tra metri quadrati (mq/mq.) Definisce in percentuale il rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria. 21) - It = Indice di fabbricabilità territoriale misura: rapporto tra metri cubi e ettari (mc/ha) Definisce il volume massimo, in mc. costruibile per ogni ha. di superficie territoriale. 22) - If =Indice di fabbricabilità fondiaria misura: rapporto tra metri cubi e metri quadrati (mc/mq.) Definisce il volume massimo in mc., costruibili per ogni mq. di superficie fondiaria (Sf). 25 ottobre 2012 pagina 11 di 94
13 23) - Ut =Indici di utilizzazione territoriale misura: rapporto tra metri quadrati ed ettari (mq/ha) Definisce la superficie utile massima, in mq., costruibile per ogni ha. di superficie territoriale (ST). Art. 7 - VINCOLI SULLA SUPERFICIE FONDIARIA Ogni volume edilizio esistente, o da costruire, determina sul territorio un vincolo sulla superficie fondiaria, pertinenziale o fiscale, ad esso corrispondente, costituita da una sola figura geometrica. Per area pertinenziale si intende l'ambito fondiario assoggettato alla costruzione dalla licenza o concessione edilizia. Per area fiscale si intende l'area pertinenziale facente parte integrante dell'immobile così come censito al Catasto. Dall'entrata in vigore delle presenti Norme, l'area pertinenziale dovrà comunque sempre corrispondere all'area fiscale. Per i fabbricati esistenti alla data di adozione del P.R.G., privi di licenza o concessione edilizia, la superficie fondiaria asservita si estende sulle aree di proprietà della ditta intestataria del fabbricato, contigue a quella su cui insiste il fabbricato stesso, fino a raggiungere il valore a questo corrispondente, salvo quanto previsto dalla L.R nr. 24 in materia di aree agricole. Art. 8 - UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI FONDIARI Il lotto minimo d'intervento, (Smf-superficie fondiaria minima d'intervento) fissato dalle presenti norme, può essere costituito, anche da più proprietà costituenti una sola figura geometrica, nel qual caso il rilascio della concessione edilizia sarà subordinato alla contestuale sottoscrizione della domanda edilizia e alla stipula tra i proprietari interessati di apposita convenzione da trascriversi alla Conservatoria dei Registri Immobiliari. L'utilizzazione totale degli indici fondiari - corrispondenti ad una determinata superficie - esclude ogni richiesta successiva di altre concessioni edilizie sulla superficie medesima, salvo il caso di ricostruzione, e ciò indipendentemente da qualsiasi frazionamento o passaggio di proprietà. Qualora un'area a destinazione omogenea, su cui esistono costruzioni che si intendono conservare, venga frazionata allo scopo di costruire nuovi lotti edificabili, il rapporto tra la volumetria delle costruzioni esistenti e la porzione di area che a queste rimane asservita, non deve superare gli indici di zona. Le aree acquistate in data successiva all'adozione del P.R.G. concorrono ad equilibrare il rapporto tra la superficie del lotto e il volume esistente o da realizzarsi. Nella domanda intesa ad ottenere concessione edilizia dovrà risultare da esplicita dichiarazione del proprietario e del progettista che eventuali frazionamenti intervenuti dalla data di adozione del P.R.G. a quella dell'istanza, non hanno sottratto area asservita, in base agli indici di zona, ai fabbricati esistenti. 25 ottobre 2012 pagina 12 di 94
14 Art. 9 - TRASCRIZIONE IN MAPPA Presso l'ufficio Tecnico Comunale è conservata copia delle mappe catastali vigenti, aggiornata a cura di detto ufficio sulla base delle costruzioni realizzate, su cui vengono annotate le aree di pertinenza definite in sede di rilascio delle concessioni edilizie e verificate in sede di rilascio del certificato di abitabilità o agibilità. Art REGISTRO FONDIARIO Ai sensi dell art. 8 della Legge Regionale nr. 24 del 5 marzo 1985 per ogni concessione edilizia rilasciata i dati catastali relativi ai terreni vincolati devono essere iscritti in uno specifico Registro Fondiario, che riporterà pure gli estremi della registrazione e trascrizione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari del vincolo di " non edificazione " accettato dal Comune. Sarà pure conservata una planimetria catastale sulla quale risultino individuati i terreni a cui si applica il vincolo di cui sopra. Il registro e le planimetrie di cui al presente articolo hanno valore per la verifica di edificabilità dei terreni posti in zona agricola. Dovrà pure essere istituito un vincolo di non variazione della destinazione d'uso e della non alienazione ai sensi dell'art. 5 ultimo comma e art. 6 ultimo comma della L.R. nr. 24 da trascrivere nei Registri Immobiliari. Art DISTANZE DALLE STRADE Salvo quanto disposto dall art. 28 del Regolamento del Codice della strada, all'interno delle zone insediative previste dal presente P.R.G., (ZTO- A,B,C,D,F), ricadenti entro il perimetro dei centri edificati abitati ai sensi del Nuovo Codice della strada - D.Lgs 30/04/1992 n 285 -, le distanze minime tra i fabbricati fra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli, con esclusione della viabilità a fondo cieco al servizio dei singoli edifici o insediamenti, debbono corrispondere: altezza del fabbricato più alto con un minimo pari alla larghezza della sede stradale maggiorata di: - ml. 5,00 per lato, per strade di larghezza inferiore ai ml. 7,00; - ml. 7,50 per lato, per strade di larghezza compresa fra i ml. 7,00 e i ml. 15,00; - ml. 10,00 per lato, per strade di larghezza superiore a ml. 15,00. Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di Piani Urbanistici Attuativi con previsioni planivolumetriche. Ai fini dell'applicazione del presente articolo non si considerano i corpi di fabbrica interrati, per i quali è comunque prescritta una distanza minima di ml. 2,50; distanze minori per gli edifici interrati possono venir autorizzati dall Ente gestore della strada. All'interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dal presente P.R.G., (ZTO: A,B,C,D,F), ricadenti fuori dai centri abitati ai sensi dell art. 4 D.Lgs. 30/04/1992 n 285 -, le distanze dal confine stradale per ogni tipo di intervento sono 25 ottobre 2012 pagina 13 di 94
15 quelle fissate dagli artt. 26 e 27 del Regolamento del Codice della Strada 16/12/1992 n. 495 e successive modificazioni. Le fasce di rispetto risultanti dall'applicazione del presente articolo sono talora indicate nella cartografia di Piano, risultando comunque prevalenti le disposizioni qui definite rispetto alle indicazioni grafiche là riportate. Le soluzioni progettuali relative agli interventi interessanti le strade provinciali o in fascia di rispetto dovranno comunque essere concordate con l'ufficio autorizzazioni stradali della Provincia. Le opere in fascia di rispetto stradale dovranno preventivamente essere autorizzate ai sensi del vigente Codice della Strada, fermo restando che il concessionario dovrà assumere l'impegno a rimuovere in tali aree qualsiasi manufatto nel caso in cui insorgessero esigenze di carattere viabilistico. La trasformazione della destinazione urbanistica delle aree prospicienti strade di competenza provinciale dovrà prevedere la sistemazione degli accessi, da valutare preventivamente con l'ufficio Tecnico Provinciale, privilegiando l'accorpamento di più accessi e l'adeguata sistemazione di quelli principali. Art DISTANZE DAI CONFINI DI PROPRIETA' E DI ZONA La distanza dei fabbricati dai confini di proprietà é stabilita dalle specifiche disposizioni riferite alle singole zone. Distanze diverse, ed in particolare inferiori, a quelle di cui al primo comma, possono essere consentite solo nel caso esista un atto di assenso debitamente registrato e trascritto con il quale i proprietari confinanti si impegnino per sé e per i loro aventi causa ad osservare la distanza complementare in tutti i casi di edificazione. Ai fini della determinazione delle distanze tra i fabbricati, i confini delle zone F sono assimilati ai confini di proprietà; il disposto di cui al secondo comma del presente articolo, per quanto attiene le zone F, si applica con il consenso aggiuntivo dell'amministrazione Comunale. Art INFRASTRUTTURE PER IL MOVIMENTO Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dell art. 4 del Codice della Strada, le distanze dal confine stradale da rispettare per ogni tipo di intervento sono quelle fissate dagli artt. 26 e 27 del Regolamento del Codice della Strada 16/12/1992 n. 495 e successive modificazioni. Salvo quelli previsti dalle grafie di PRG, è altresì vietato aprire nuovi accessi lungo tutta l asta viaria della SP 62 dall innesto sulla tangenziale (SS 53) al confine comunale di Silea; è ammessa tuttavia nelle fasce di rispetto stradale la costruzione a titolo precario di impianti per la distribuzione di carburante, previo nulla-osta favorevole dell Ente gestore della strada. In fregio alla viabilità pubblica é tuttavia vietata la costruzione di nuovi impianti di distribuzione carburante e lavaggio autoveicoli nelle zone A, B1, B2, C1, C1.S, C2, C3 e D5. 25 ottobre 2012 pagina 14 di 94
16 Ai sensi del combinato disposto di cui all'undicesimo comma art. 27 L.R. 61/85 e dell'art. 49 del D.P.R. 11/07/1980 n 753, la distanza minima di qualsiasi manufatto dalle ferrovie è fissata in ml. 30, misurata con le modalità del sopra citato art. 49, fatto salvo il caso di diverse minori distanze fissate in vigenti o in sopravvenienti decreti emessi ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 60 della medesima legge. Le fasce di rispetto risultanti dall'applicazione del presente articolo sono talora indicate nella cartografia di Piano, risultando comunque prevalenti le disposizioni qui definite rispetto alle indicazioni grafiche là riportate. Per quanto attiene le nuove infrastrutture, comprese quelle derivanti dall'ammodernamento dell'esistente, le distanze di cui al presente articolo si applicheranno con riferimento alla ubicazione reale dell'opera eseguita. Art DISTANZE MINIME DAI CORSI D'ACQUA Le distanze minime delle nuove costruzioni dai corsi d'acqua sono così stabilite, salvo il caso di diversa specificazione per le singole zone: per i fiumi Sile, Melma, Nerbon, Musestre e per il canale Pentia secondo la grafia di P.R.G. con un minimo di: - ml. 100 al di fuori dei centri abitati di cui al precedente articolo 13, con un minimo di ml. 10 per gli ampliamenti di edifici esistenti, salvo quanto prescritto ai successivi artt. 54 e 56; - ml 10 all'interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dal presente P.R.G., (ZTO- A,B,C,D,F), anche se ricadenti fuori dai centri abitati ai sensi dell art. 4 D.Lgs. 30/04/1992 n 285. Le suddette distanze sono da computarsi a partire dall'unghia esterna degli argini principali, oppure dal ciglio del corso d'acqua in caso di mancanza di arginatura, o comunque a partire dal limite dell'area demaniale qualora più ampia. All'interno delle zone insediative la distanza minima di ml.10 può essere derogata dal Sindaco su motivata e documentata richiesta previo nulla-osta dell'autorità idraulica competente. In tutto il territorio comunale è inderogabile in ogni caso la fascia di rispetto di mt. 7 dai corsi d acqua, approvata con deliberazione del Consorzio di Bonifica Destra Piave 4/53 del 20/09/1996 e con provvedimento della Giunta Regionale Veneta del 15/10/1996, ai sensi del R.D. 368 del Fascia di Rispetto Piano Ambientale Fiume Sile All interno del perimetro del Parco del Sile sono individuate delle fasce di rispetto a protezione del Fiume Sile, differenziate in rapporto alla zonizzazione del parco così definite: 1) I^ fascia di rispetto: individua una superficie compresa in una fascia della larghezza di 5 metri dal limite demaniale o dell acqua del Fiume Sile. Tale fascia di rispetto è considerata area di pregio naturalistico, cui sono applicate le norme di cui al successivo art. 26 delle presenti norme ambientali, nonché l interdizione 25 ottobre 2012 pagina 15 di 94
17 delle operazioni colturali di cui all art. 36 delle norme di attuazione del PA Parco Fiume Sile. In questa fascia è vietato ogni tipo di nuova edificazione e recinzione. Per le strutture precarie o accessorie esistenti, qualora i singoli strumenti urbanistici comunali e le presenti norme lo consentano, è possibile trasferire il volume esistente oltre la I^ fascia di rispetto. 2) II^ fascia di rispetto: individua una superficie compresa in una fascia della larghezza di 15 ml a partire dal limite della I^ fascia; in tale fascia è fatto divieto di nuova edificazione ed ampliamenti ad esclusione delle Z.T.O. A, B, C1, individuate negli strumenti urbanistici comunali e a condizione che non sia possibile realizzare il volume, all interno della III^ fascia di rispetto. Le eventuali nuove edificazioni non possono comunque sopravanzare l allineamento degli edifici esistenti e i relativi ampliamenti dovranno essere realizzati in aderenza agli stessi e senza sopravanzare l esistente verso il fronte da cui ha origine il rispetto. 3) III^ fascia di rispetto: individua una superficie compresa in una fascia della larghezza di 30 ml a partire dal limite della II^ fascia; in tale fascia l altezza massima degli edifici non potrà superare i 7 ml.. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano all esterno delle zone ad urbanizzazione controllata, ad eccezione delle aree con funzioni di interesse pubblico, individuate nella cartografia di PRG. La deroga alle limitazioni contenute nel presente articolo, potrà essere autorizzata all interno di strumenti urbanistici attuativi e programmi integrati di riqualificazione urbanistica edilizia ed ambientale, in accordo con l Ente Parco esclusivamente per motivi di interesse pubblico, per la tutela del paesaggio e degli insediamenti di carattere storico fatto salvo il parere dell autorità idraulica competente. Sono fatte salve le disposizioni degli strumenti urbanistici attuativi ed i progetti approvati alla data del 08/06/2004 (data dell entrata in vigore della LR11/2004). Le fasce di rispetto risultanti dall'applicazione del presente articolo sono talora indicate nella cartografia di Piano, risultando comunque prevalenti le disposizioni qui definite rispetto alle indicazioni grafiche là riportate. Per quanto concerne la distanza minima delle recinzioni, occorre attenersi al disposto dell art. 96 del R.D. 523/1904. Art EDIFICI ESISTENTI POSTI A DISTANZE INFERIORI A QUELLE DI CUI AI PRECEDENTI ARTICOLI Gli edifici esistenti alla data di adozione del presente P.R.G. posti in adiacenza a strade e corsi d'acqua, a distanza inferiore a quella di cui ai precedenti articoli 11, 13 e 14 ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 27 L.R. 61/85, comma XII, possono essere adeguati in base agli indici stabiliti per le varie zone, con l'osservanza del disposto di cui ai commi 13 e 14 del medesimo art. 27. Per gli edifici non soggetti a tutela, ricadenti nelle fasce di rispetto stradale e fluviale, sono ammessi anche gli interventi di demolizione e ricostruzione ai sensi degli artt. 4 e 7 della L.R. 24/85, a condizione che allontanino il sedime di fabbrica dal fronte stradale o fluviale, e comunque alla distanza minima prevista dalla relativa legislazione. 25 ottobre 2012 pagina 16 di 94
18 Gli interventi, di cui ai commi che precedono, sono assentibili a condizione che il permanere o la traslazione dell'edificio e il suo eventuale ampliamento non vengano a determinare a seconda dei casi: - pericolo per la circolazione; - impedimento per la esecuzione della manutenzione delle opere spondali; - precarie condizioni igieniche e/o di sicurezza o loro aggravio. In ogni caso, per tali interventi, vanno sentiti preventivamente i rispettivi Enti gestori. 25 ottobre 2012 pagina 17 di 94
19 TITOLO III ATTUAZIONE DEL P.R.G. Art MODI DI ATTUAZIONE Il P.R.G. si attua a mezzo di: - Interventi Edilizi Diretti ( I.E.D.) consistenti nella realizzazione di opere assentibili a mezzo di concessioni ed autorizzazioni edilizie. - Interventi Edilizi preceduti dalla formazione e approvazione di uno Strumento Urbanistico Attuativo (S.U.A.). Gli strumenti urbanistici attuativi sono da redigersi per le zone espressamente indicate dal presente P.R.G. a mezzo delle prescrizioni grafiche e normative e quando non sia possibile l'intervento singolo ai sensi del combinato disposto degli artt. 109 e 9 penultimo comma L.R. 61/85. Di norma è applicabile il combinato disposto degli artt. 9 e 109 L.R. 61/85 allorquando per un ambito territoriale non superiore a mq = sussistano le seguenti condizioni: - il Comune non adotti un Piano attuativo di ufficio; - il lotto sia servito dalle opere principali di urbanizzazione primaria; - il lotto edificabile sia contiguo a nuclei urbani edificati; - l'edificazione assentibile non pregiudichi la corretta urbanizzazione delle rimanenti aree inedificate. Ai sensi dell'art.11 della L.R. 61/85, così come modificato dalla L.R. 1/09/1993 n 47, gli Strumenti Urbanistici Attuativi rispetto alle previsioni del P.R.G. possono prevedere le variazioni di perimetro con il limite massimo del 10 percento e le trasposizioni di zona conseguenti alla definizione esecutiva delle infrastrutture e attrezzature pubbliche previste in sede di strumento urbanistico generale, purchè nel rispetto della capienza massima consentita. Art GLI STRUMENTI DI INTERVENTO EDILIZIO Ai sensi delle norme della L. R. 61/85, contenute negli articoli che compongono il capo I del titolo IV, gli interventi edilizi si legittimano a mezzo di strumenti rappresentati da: - concessione edilizia; - autorizzazione edilizia. Le opere per la cui realizzazione è necessaria la concessione o l'autorizzazione edilizia, sono individuate in rapporto ai diversi tipi di intervento, dal combinato disposto della L.R. 61/85 e dalle norme statali in materia, contenute nelle Leggi nr. 457/78 e 94/82, nonché dal Regolamento Edilizio. 25 ottobre 2012 pagina 18 di 94
20 Art GLI STRUMENTI DI INTERVENTO URBANISTICO PREVENTIVO Ai sensi dell'art.11 della L.R. 61/85, così come modificato dalla L.R. 47/1993, l'intervento urbanistico preventivo si realizza a mezzo di strumenti urbanistici attuativi, costituiti da: 1) Piani di iniziativa pubblica comprendenti: a) il piano particolareggiato ( P.P.); b) il piano per l'edilizia economica popolare ( P.E.E.P.); c) il piano per gli insediamenti produttivi ( P.I.P.); d) il piano di recupero di iniziativa pubblica (P.Ri.p.u.). 2) Piani di iniziativa privata, comprendenti: a) il piano di lottizzazione ( P.diL.); b) il piano di recupero di iniziativa privata (P.Ri.Pr.). Gli specifici contenuti degli elaborati costitutivi, nonchè le modalità di formazione ed approvazione sono regolati dalle norme della L.R. 61/85. Art INTERVENTO DIRETTO SULL'EDILIZIA ESISTENTE Per la regolamentazione della manutenzione e del recupero del patrimonio edilizio esistente, ed in particolare per la disciplina di tutela dei beni ambientali e architettonici, disposta degli art. 28 L.R. 61/85 e dell'art. 10 L.R. 24/85 e dal Piano Ambientale del Parco del Sile ex L.R. n. 8/1991, mediante I.E.D. su ogni singola unità edilizia sono ammessi gli interventi definiti dall'art. 31 L. nr. 457/78, secondo le specificazioni sotto indicate: A) art. 31 a) Intervento di manutenzione straordinaria: sono interventi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti, sempreché non modifichino l'aspetto architettonico e di facciata; sono sempre ammessi senza concessione o autorizzazione edilizia. B) art. 31 b) Interventi di manutenzione straordinaria: sono le opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche nelle destinazioni d'uso. Sono interventi soggetti ad autorizzazione edilizia e sono sempre ammessi al di là della destinazione specifica d'uso e del rispetto degli indici parametrici o delle distanze fatti salvi gli immobili vincolati ai sensi della L.S. nr. 1089/39 e L.S. nr. 1497/39 e successive modiche ed integrazioni. 1)- art. 31 c1) Interventi di restauro filologico: grado di protezione 1 Gli interventi di restauro filologico consistono in un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio ne consentono la conservazione valorizzandone i caratteri, e rendendone possibile un uso adeguato alle intrinseche caratteristiche spaziali. Il tipo di intervento prevede: a) il restauro degli aspetti architettonici o il ripristino delle parti alterate, e cioè: - il restauro o il ripristino dei fronti esterni ed interni; 25 ottobre 2012 pagina 19 di 94