Source: http://parma-comunica-stampa-parma.blogautore.repubblica.it/2017/10/17/trasporto-pubblico-a-parma-accolto-ricorso-tep-le-reazioni/
Timestamp: 2018-12-11 05:54:06+00:00
Document Index: 125391515

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Trasporto pubblico a Parma, accolto ricorso Tep: le reazioni - Parma Comunica - Blog - Parma - Repubblica.it
Smtp - Relativamente alla recente sentenza del TAR di Parma sull’appalto del servizio di trasporto pubblico locale riteniamo opportuno precisare quanto segue: come stazione appaltante riteniamo opportuno non entrare nel merito della sentenza poiché le questioni giuridiche si discutono nei Tribunali, nei vari gradi di giudizio e non sui giornali.
Ciò affermiamo per riguardo sia al TAR che al Consiglio di Stato che potrebbe essere investito della questione per l’ipotesi di appello della sentenza del TAR; il bando di gara è stato elaborato sulla base delle indicazioni tecniche e giuridiche dei diversi consulenti che SMTP, nel rispetto delle norme di legge, ha scelto non su base fiduciaria bensì all’esito di selezione pubblica;
3) eventuali situazioni di conflitto di interesse (se sussistenti) di taluno dei consulenti (poi divenuto Dirigente di una società che ha partecipato alla gara) al più si sarebbero verificate dopo la pubblicazione del bando e l’invito alle diverse ditte e, pertanto, non sono in alcun modo riconducibili a SMTP che, in ipotesi, sarebbe vittima di tale comportamento. E’ evidente a tutti che SMTP non può di certo interferire e condizionare le successive scelte di vita dei suoi ex consulenti;
sarebbe bene che qualche commentatore, prima di formulare “sconsiderate considerazioni”, parlando di “bando costruito ad hoc”, leggesse le carte con più attenzione ed attendesse le definitive valutazioni dell’Autorità Giudiziaria. Quantomeno per rispetto della Magistratura e del buon senso.
Meetup Parma 5 Stelle - Il Meetup Parma 5 Stelle esprime la propria soddisfazione per la decisione del Tar di annullare la gara indetta dalla partecipata di Comune e Provincia Smtp, che aveva assegnato a Busitalia il servizio di trasporto pubblico a Parma e provincia. La storica azienda pubblica parmigiana Tep, che continuerà nel frattempo a essere erogatrice del servizio, segna così un punto importante a proprio favore e può concretamente sperare di ottenere di nuovo l’assegnazione del servizio.
Gruppo consigliare Pd - La Tep è un pezzo di storia di Parma: un'azienda pubblica totalmente locale (del Comune e della Provincia, a metà), ultima superstite delle gloriose municipalizzate di Parma: le altre sono finite in Iren e quindi, per la maggior parte, alienate a copertura di impegni finanziari. La natura di azienda territoriale rende Tep lo strumento migliore per rispondere alle esigenze della mobilità locale, sempre più difficili da soddisfare ma sempre più essenziali anche sotto il profilo della sostenibilità ambientale.
Chi meglio del Comune conosce le esigenze di programmazione e progettazione del trasporto pubblico? Se in linea teorica l'instaurazione di rapporti con un soggetto terzo, non localmente controllato, viene motivato con la volontà di individuare l'offerta migliore, non sempre tale meccanismo soddisfa pienamente le esigenze pubbliche; del resto Tep ha prodotto utili d’esercizio realizzando nel 2016 il proprio miglior risultato economico.
Non entriamo nel merito della sentenza, che comunque evidenzia aspetti allarmanti, perché si dovrà attendere che essa diventi definitiva non potendosi escludere l’impugnazione al Consiglio di Stato. Resta la preoccupazione per l’erogazione di un servizio essenziale e per le sorti dell’azienda e ci aspettiamo che le decisioni da assumersi in futuro siano portate in Consiglio Comunale.
In questo senso, ricordiamo che alcune realtà italiane hanno recentemente scelto di non bandire la gara, ma di ricorrere allo strumento dell’ affidamento c.d. “in House providing“ ossia della procedura di assegnazione del servizio “fuori dalla gara d’appalto”. Le amministrazioni pubbliche devono utilizzare il bando di gara per garantire l’imparzialità del risultato, tuttavia l’affidamento in house è possibile se l’azienda è completamente pubblica e si occupa di servizio pubblico. Una soluzione che se applicata al caso nostro (il che è comunque stato argomento marginale di discussione) garantirebbe continuità aziendale e che stante la natura dell’azienda, completamente pubblica, e del servizio, di trasporto pubblico potrebbe configurarsi anche nel caso di Tep.
Se la gara venisse annullata o la decisione confermata dal Consiglio di Stato, la vera vittoria per Tep passerebbe da inevitabili nuove scelte strategiche che i soci dovrebbero, in quel caso, assicurare, perseguendo obiettivi di sempre maggiore qualità ed efficacia del servizio.
Parma Protagonista Bruno Agnetti, Pier Paolo Eramo, Paolo Scarpa - La vicenda Tep è un pasticcio parmigiano, a cui la sentenza del Tribunale Amministrativo pone un provvisorio stop, in attesa di eventuali pronunciamenti del Consiglio di Stato. Stiamo assistendo a una paradossale disputa giudiziaria tra due Società, entrambe di proprietà esclusiva di Comune e Provincia di Parma, l’una contro l’altra, a cui si aggiungono ora risvolti penali, che pongono un’ombra sull’operato del Comune e della Provincia, le cui responsabilità ci attendiamo possano essere chiarite al più presto.
Tep è sempre stata un’azienda sana che produce persino utile. Nel 2015, per decisione dei due soci Comune e Provincia, si decise di mettere a gara il servizio pubblico locale. Una scelta che poteva e doveva essere evitata, perché, ai sensi del Codice nazionale degli Appalti e da Direttive UE del 2014 in materia di concessioni e appalti dei settori ordinari e speciali, sussistono i requisiti per un affidamento diretto a Tep (“in house providing”), ovvero il controllo pubblico dell’azienda, la prevalenza dell’attività all’interno dei compiti affidati dall’ente (il trasporto pubblico locale, appunto) e la prevalenza dell’azionariato pubblico (al 100% nel caso di Tep).
Invece Comune e Provincia, perseguendo nei fatti una linea di dismissione sistematica degli asset strategici pubblici, decisero altrimenti, esponendo Tep al rischio di perdere la gara, la qual cosa è di fatto avvenuta, salvo i ricorsi che ne sono succeduti.
Dopo la sentenza del Tar di Parma, la Filt Cgil, qualora anche il Consiglio di Stato dovesse confermare il giudizio del Tribunale amministrativo, chiede una fase di riflessione: “Dopo due gare a doppio oggetto andate deserte - afferma Paolo Chiacchio, segretario della Filt - e una terza con questi presupposti, credo che tutti debbano riflettere su cosa è meglio per il trasporto pubblico a Parma.” “Se il Consiglio di Stato - continua - dovesse confermare la sentenza del Tar, si potrebbe concedere una proroga lunga a Tep, anche in considerazione del fatto che fino al 2019 non ci sono particolari vincoli. Utilizziamo bene questo tempo, senza correre ed evitando d’andare a costruire subito un’altra gara”.
Intanto nei prossimi giorni in prefettura vi sarà un incontro con l’azienda, visto lo stato di agitazione dei lavoratori per il blocco degli investimenti da parte di Tep. Uno situazione determinata in parte dallo stallo legato all’assegnazione del servizio.
Fabrizio Pezzuto - Parma Unita Centristi - La notizia che Tep continuerà a gestire il servizio di trasporto pubblico locale ancora per qualche tempo è certamente buona. Come Parma Unita Centristi abbiamo sempre ritenuto di vitale importanza che il servizio rimanesse nelle mani dell'azienda che, non solo ha sempre avuto conti in ordine, ma essendo di proprietà pubblica rappresenta di fatto un irrinunciabile asset strategico per il territorio.
Abbiamo sempre sostenuto questo pur in presenza di un management di cui da tempo non condividiamo scelte e modalità di gestione, nella convinzione che il tema del trasporto pubblico debba rimanere direttamente nelle mani di Comune e Provincia per garantire che non venga snaturato un servizio che nel tempo si è confermato essere una formidabile leva di sviluppo per il nostro territorio.
Tag: Cgil, parma protagonista, parma Unita, Pd
Rosanna Spadini 19 ottobre 2017 alle 10:19
Le colpe di SMTP (Fritelli-Pizzarotti) sono soprattutto politiche, perché la sostituzione di Tep con BusItalia sarebbe stata comunque un pessimo affare per Parma, perché favoriva il privato a danno del pubblico. Prima di tutto bisogna risalire al fatto che il Gruppo Fs ha avviato una privatizzazione del 40%, che impedisce di definire il gruppo un'azienda pubblica al 100%. Il Gruppo Fs, di proprietà del Tesoro, è il protagonista italiano dello shopping delle aziende partecipate del trasporto pubblico locale. Un tassello importante, dal valore di 1 miliardo di fatturato annuo, che permetterebbe a Fs di mettere a segno un colpo decisivo nella scalata al trasporto pubblico locale e di diventare un colosso internazionale di mobilità integrata senza nulla da invidiare alle concorrenti europee: treni locali, alta velocità, autobus, funivie, traghetti, car sharing.
Uno dei primi annunci del governo Renzi fu proprio la privatizzazione di Fs da realizzarsi a passo di carica, sullo stesso modello di quella delle Poste: collocamento in Borsa del 40% delle azioni per portare a casa circa 4 miliardi sull’unghia. Il business complessivo del Gruppo Fs di 8 miliardi di fatturato l'anno, un business alimentato soprattutto da fondi e contributi pubblici, oltre che dai ricavi dei biglietti, non poteva restare indifferente a lungo alle mire espansionistiche dei privati. Per il trasporto pubblico locale su ferro e su gomma il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stanzia 4,8 miliardi l’anno e li distribuisce alle Regioni. Una cifra sufficiente a riempire le casse delle aziende pubbliche e private. Per questo il trasporto pubblico locale ha iniziato a fare gola alle aziende private, al Gruppo Fs in primis (che pur essendo di proprietà del Tesoro agisce, di fatto, come un'impresa privata, perché lo è per il 40%) ma anche ai colossi internazionali. Insomma un classico esempio di pratica neoliberista, che privatizza i beni pubblici.
Per di più il servizio di Busitalia si è rivelato un mezzo disastro nei territori di Firenze, Padova, Umbria, dove ci sono state linee ridimensionate, corse tagliate e studenti lasciati senza mezzi per andare a scuola.
Sembra molto strano che il sindaco Pizzarotti non conoscesse queste premesse, o non se ne sia accorto. Dovranno essere i cittadini a ricordargliele?
Conforti Emilio 18 ottobre 2017 alle 14:07
Carissimi consiglieri comunali, nel condividere le vostre analisi critiche sulla situazione assurda che si è creata e si aggraverà nel futuro del trasporto pubblico di Parma e Provincia, vi consiglierei di conoscere meglio le condizioni pietose del parco automezzi in dotazione agli autisti di Tep. Lucidissima l'analisi dell' Ing. Scarpa che dovrebbe chiedere ai Sindacati ulteriori informazioni sui mezzi, che spesso escono dal parcheggio mentre dovrebbero essere condotti in officina. Pare infatti vi siano documenti della Motorizzazione che consiglierebbero il secondo percorso.