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Timestamp: 2019-10-17 04:11:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 91', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 91', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 15', 'art 56', 'art 25', 'art. 15', 'art. 52', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 63']

Pubblico impiego | Avvocato Daniele Majori
Il C.G.A. – aderendo ad un orientamento per così dire intermedio – ritiene che la scelta circa la necessità di sostituire o no una commissione di concorso a posti di pubblico impiego dopo l’annullamento del procedimento non si fonda sull’applicazione necessaria di un preciso comando legislativo, ma comporta la valutazione discrezionale delle circostanze che hanno portato all’annullamento degli atti, atteso che in tale ipotesi occorre valutare se le stesse evidenzino problemi tali da diminuire l’autorevolezza dell’organo, e quindi dell’Amministrazione alla quale vengono imputati i suoi atti, sotto i differenti profili dell’imparzialità manifestata e della correttezza delle scelte tecniche adottate (nella fattispecie, il C.G.A. ha ritenuto che, in concreto, fosse giuridicamente impraticabile la via di richiedere allo stesso organo di scegliere il più meritevole tra i candidati, poiché la commissione esaminatrice aveva già formulato una valutazione finale di positiva equivalenza tra i due candidati ritenuti meritevoli dell’idoneità, sicché il medesimo organo non poteva in sostanza rinnegare tale valutazione di parità e formulare invece nuovi giudizi individuali in modo da far prevalere uno dei due candidati).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 16 marzo 2015 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 27 febbraio 2015, n. 165) «Con il primo e centrale motivo di impugnazione [l’appellante] deduce che ha errato il TAR nel disporre in sostanza l’annullamento del solo segmento finale della procedura, affidandone la riedizione alla medesima commissione esaminatrice, risultando tale scelta contraria ai principi di imparzialità e … Continua a leggere →
(Consiglio di Stato, sez. VI, 4 novembre 2014, n. 5419) «E’ oggetto di controversia il reclamato risarcimento danni da preteso “mobbing” e da asserito “demansionamento”, in virtù di affermate plurime azioni vessatorie e discriminatorie [delle Amministrazioni appellate], che si sarebbero snodate nel largo arco temporale dal 1982 al 2007 a danno dell’appellante […]. Al riguardo, … Continua a leggere →
Se i posti messi a concorso non sono preesistenti, bensì di nuova istituzione, per la loro copertura non si applica la preferenza per lo scorrimento della graduatoria di cui all’art. 91, comma 4 T.U.E.L. e al principio di diritto enunciato dalla sentenza dell’Adunanza plenaria n. 14/2011 (peraltro, nella fattispecie erano inapplicabili – ratione temporis – anche le più recenti modifiche a favore dello scorrimento delle graduatorie di precedenti concorsi, introdotte con le disposizioni di cui all’art. 4, commi 3, 3-bis, 3-ter e 3-quater, D.L. n. 101/2013, conv. in l. n. 125/2013, trattandosi di un concorso la cui graduatoria è stata approvata prima dell’entrata in vigore di tali nuove disposizioni).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 2 settembre 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. III, 29 agosto 2014, n. 4438) «La questione determinante per la definizione della controversia non è se la graduatoria sia valida ed efficace, ma quella se i posti messi concorso con il principale provvedimento impugnato siano preesistenti o di nuova istituzione con specifico riferimento alla applicazione della disposizione dell’art. 91, comma … Continua a leggere →
La qualità di “vittima del dovere” non consegue automaticamente al riconoscimento della ricorrenza di causa di servizio, ma, al contrario, presenta, rispetto ad essa, caratteristiche speciali: mentre per quest’ultima è necessario e sufficiente provare il nesso causale fra lo svolgimento del servizio (in qualunque forma in concreto realizzatosi) e l’insorgenza dell’infermità, l’attribuzione della qualità di “vittima del dovere” richiede, altresì, una peculiare conformazione del fattore causante l’infermità, rappresentato da uno specifico, concreto e ben individuato episodio.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 11 luglio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 26 giugno 2014, n. 1656) «Con ricorso notificato in data 21.09.2012 e depositato in data 09.10.2012, il ricorrente espone: di avere prestato servizio operativo come Vigile del Fuoco dal 04.01.1982 al 25.06.1996; di essere, poi, transitato nei ruoli amministrativi; di essere, quindi, stato dispensato dal servizio per permanente inidoneità fisica … Continua a leggere →
Risarcimento dei danni da ritardata assunzione: profili di giurisdizione e criteri di quantificazione.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 21 Mag 2014 ⋅ 1 Commento
(Tar Sicilia, Palermo, sez. III, 9 maggio 2014, n. 1195) «La controversia ha ad oggetto la richiesta di risarcimento dei danni da ritardata assunzione subiti dal ricorrente, il quale è stato escluso da una procedura concorsuale con provvedimento annullato in sede giurisdizionale ed ha ottenuto dalla Amministrazione la retrodatazione a fini esclusivamente giuridici. Si chiede, … Continua a leggere →
La disciplina sul rapporto di impiego del personale del comparto sanitario rimette all’esclusiva valutazione del datore di lavoro l’accertamento della sussistenza delle condizioni che integrano la violazione del divieto di svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo e non prevede l’intervento in funzione consultiva obbligatoria di enti diversi dall’Amministrazione con la quale è costituito il rapporto di impiego.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 15 gennaio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. III, 24 dicembre 2013, n. 6225) «[I]l primo giudice ha correttamente escluso l’obbligo della A.U.S.L. di acquisire il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica in ordine alla sussistenza degli estremi per l’adozione della determinazione risolutiva del rapporto di lavoro. La disciplina sul rapporto di impiego del personale del comparto sanitario (art. … Continua a leggere →
Ogni qualvolta una norma faccia riferimento specifico, ai fini della delimitazione del suo àmbito di applicazione, all’art. 1, co. 2, d.lgs. n. 165/2001, tale rinvio dev’essere inteso, sul piano letterale, come un riferimento a tutte le Amministrazioni dello Stato e, in assenza di ulteriori specificazioni (come appunto accade nella fattispecie, in cui viene in rilievo l’art. 42-bis d.lgs. n. 151/2001, rubricato “Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazioni pubbliche”), a tutti i titolari di un rapporto di lavoro di dipendenza da una di dette Amministrazioni (e, quindi, anche al personale militare delle forze di polizia).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 30 dicembre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. III, 16 dicembre 2013, n. 6016) «Venendo ora alla motivazione del provvedimento oggetto del giudizio e cioè l’inapplicabilità al personale delle forze di polizia dell’art. 42-bis, comma 1, del D. Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (norma – introdotta dall’art. 3, comma 105, della legge n. 350 del 2003 – che … Continua a leggere →
Ancorché vengano in questione atti presupposti, anche di natura organizzativa, relativi alla determinazione (ovvero alla trasformazione) delle piante organiche, sussiste la giurisdizione del Giudice ordinario, che – con gli strumenti conferitigli dall’ordinamento (anche in funzione dell’accertamento di eventuali responsabilità individuali) – è in grado di apprestare piena ed effettiva tutela alle posizioni giuridiche sostanziali, riconosciute dalle norme legali o contrattuali, per la cui tutela si adisce la sua giurisdizione, coinvolgendo anche l’atto amministrativo presupposto di cui sia applicativo l’atto di gestione del rapporto di lavoro ed accentrando avanti a sé il controllo che, in tal guisa, è esteso in via incidentale anche all’atto amministrativo, senza effetti di giudicato di annullamento.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 24 dicembre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Campania, Napoli, sez. V, 5 dicembre 2013, n. 5597) «In via preliminare la Sezione ritiene di confermare il proprio orientamento (1.12.2011, n.5632; 29.3.2011, nn.1829 e 1828; 4.3.2010, n.1303) secondo cui il Tribunale adito difetta di giurisdizione a conoscere della pretesa azionata. 2.1 In particolare – preso atto che con il presente ricorso e con … Continua a leggere →
Nel pubblico impiego, il diritto alla retribuzione corrispondente alle mansioni superiori effettivamente svolte è stato introdotto, con carattere di generalità, dall’art. 15 d.lgs. n. 387/1998, a decorrere dalla sua entrata in vigore (22 novembre 1998), con norma avente natura innovativa e non ricognitiva o retroattiva. Sicché – prima del 22 novembre 1998 – quando non vi fosse una specifica normativa speciale che disponesse altrimenti, lo svolgimento da parte del pubblico dipendente di mansioni superiori rispetto a quelle dovute sulla base del provvedimento di nomina o di inquadramento costituiva circostanza irrilevante, oltre che ai fini della progressione in carriera, anche ai fini economici.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 25 ottobre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. V, 17 ottobre 2013, n. 5047) «Il gravame richiama l’art 56 del decreto legislativo n. 29 del 1993, nel testo sostituito dal citato art 25 del decreto legislativo n. 80 del 1998 nonché dalle modifiche apportate dai pure citati art. 15 del decreto legislativo n. 387 del 1998 e art. 52 … Continua a leggere →
In tema di “ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità” che consentono la deroga all’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 12 luglio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. III, 5 luglio 2013, n. 3581) «Fondato è il motivo di appello con cui il Ministero lamenta la violazione degli artt. 7 e ss. della l. 241/1990. Ad avviso del Collegio, correttamente l’Amministrazione non ha comunicato l’avvio del procedimento, come consente l’art. 7 della l. 241/90 in presenza di “ragioni di … Continua a leggere →
Le selezioni finalizzate alla gestione della cd. progressione verticale nel lavoro pubblico rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario e le procedure di svolgimento delle stesse non appaiono idonee ad attrarle nella sfera pubblicistica ed autoritativa in quanto, nel rapporto di lavoro privatizzato, l’amministrazione adotta comunque le misure inerenti alla gestione del rapporto lavorativo con le capacità e i poteri del privato datore di lavoro.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 10 aprile 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lazio, Latina, sez. I, 5 febbraio 2013, n. 121) «Con ricorso notificato il 4.11.2009, tempestivamente depositato, la [ricorrente] ha impugnato gli atti in epigrafe indicati a mezzo dei quali l’Amministrazione intimata ha approvato la graduatoria dei candidati idonei, in relazione al corso “selezione interna per progressione verticale per titolo e colloquio per n. 11 … Continua a leggere →
Sulla quantificazione per equivalente del danno in ipotesi di omessa o ritardata assunzione.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 7 gennaio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 3 dicembre 2012, n. 1058) «[V]a condivisa la censura dell’Avvocatura dello Stato secondo cui il T.A.R. non ha dato alcuna rilevanza al fatto che il danneggiato, pur non svolgendo alcuna attività lavorativa, ha ottenuto gli stessi benefici economici di chi presta servizio. Come costantemente osservato dalla giurisprudenza … Continua a leggere →
(Consiglio di Stato, sez. V, 4 dicembre 2012, n. 6178) «[L’]art. 18 del D.L. 25 giugno 2008 n. 112 convertito con legge 6 agosto 2008 n. 133 dispone: – al comma 1 che: “A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, le società che … Continua a leggere →
Il pubblico dipendente può impugnare dinnanzi al giudice amministrativo gli atti di macro-organizzazione solo allorché tali provvedimenti non costituiscano il presupposto di un atto di gestione del rapporto di lavoro, che in quanto tale va ad incidere direttamente sugli interessi connessi alla posizione lavorativa del dipendente.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 8 ottobre 2012 ⋅ Lascia un commento
(Tar Piemonte, sez. II, 27 settembre 2012, n. 1006) «La norma-chiave per ricostruire la problematica sulla giurisdizione è l’art. 63, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001 la quale così dispone: “Sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche … Continua a leggere →
Nei concorsi per l’assunzione a pubblici impieghi, non sussiste per i candidati alcun onere di dichiarare i titoli di precedenza o di riserva, a pena di inammissibilità, già nella domanda di partecipazione.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 24 settembre 2012 ⋅ Lascia un commento
(Tar Valle d’Aosta, 19 settembre 2012, n. 82) «Premesso che la ricorrente, risultata idonea in un concorso pubblico, si duole della mancata valutazione in suo favore dei titoli di precedenza vantati (figlio minore a carico e residenza ultradecennale in regione), perché non dichiarati nella domanda di partecipazione; Rilevato che, nei concorsi per l’assunzione a pubblici … Continua a leggere →
Sulle inderogabili regole del procedimento disciplinare previste dagli artt. 107 ss. del D.P.R. n. 3 del 1957.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 3 settembre 2012 ⋅ Lascia un commento
(Tar Campania, Napoli, sez. V, 27 giugno 2012, n. 3074) «Le censure seconda, terza e quarta, inerendo tutte alla violazione delle regole relative al procedimento disciplinare sancite dagli artt. 107, 110 (seconda censura), 111, 112 (terza censura) e 120 (quarta censura) prescritte dal D.L. vo 10 gennaio 1997, n. 3 possono trattarsi congiuntamente e sono … Continua a leggere →
Il Tar Lombardia, nel solco di quanto affermato dall’Adunanza Plenaria n. 14 del 2011, sottolinea l’onere di motivazione che grava sull’Amministrazione che intenda non avvalersi dello scorrimento della graduatoria concorsuale ancora vigente.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 15 marzo 2012
(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 2 marzo 2012, n. 345) «[D]eve essere premesso che l’articolo 3, comma 87, della legge 24 dicembre 2007 n. 244, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)”, ha aggiunto, all’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il comma 5 … Continua a leggere →
Il Consiglio di Stato ribadisce quali sono i presupposti imprescindibili per la configurabilità dell’esercizio delle mansioni superiori e della rilevanza dello stesso ai fini retributivi.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 18 gennaio 2012 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. IV, 22 dicembre 2011, n. 6792) «Il riconoscimento della retribuzione correlata all’esercizio di mansioni di qualifica superiori, è oggettivamente precluso ove le mansioni esercitate (in assenza di alcun ordine di servizio, o in presenza di questo) risultino corrispondenti a quelle proprie della qualifica formale posseduta ed al mansionario; tale corrispondenza ha … Continua a leggere →