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Timestamp: 2017-11-21 13:27:48+00:00
Document Index: 40147351

Matched Legal Cases: ['art.\n13', 'art.   38', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 27', 'art.  7', 'art.  5']

Articolo 5 (D.M. 279/01) | Co.Ge.Ma.R
Diagnosi della malattia e
riconoscimento del diritto all’esenzione
1. L’assistito per il quale sia stato formulato da un medico
specialista del Servizio sanitario nazionale il sospetto diagnostico
di una malattia rara inclusa nell’allegato 1 e’ indirizzato dallo
stesso medico, in base alle informazioni del competente Centro
interregionale di riferimento, ai presidi della Rete in grado di
garantire la diagnosi della specifica malattia o del gruppo di
2. I presidi della Rete assicurano l’erogazione in regime di
esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni finalizzate
alla diagnosi e, qualora necessarie ai fini della diagnosi di
malattia rara di origine ereditaria, le indagini genetiche sui
familiari dell’assistito. I relativi oneri sono a totale carico
dell’azienda unita’ sanitaria locale di residenza dell’assistito.
3. I presidi della Rete comunicano ogni nuovo caso di malattia rara
accertato al Centro di riferimento competente, secondo le modalita’
stabilite in appositi disciplinari tecnici predisposti dall’Istituto
superiore di sanita’.
4. L’assistito cui sia stata accertata da un presidio della Rete
una malattia rara inclusa nell’allegato 1 puo’ chiedere il
riconoscimento del diritto all’esenzione all’azienda unita’ sanitaria
locale di residenza, allegando la certificazione rilasciata dal
5. Al momento del rilascio dell’attestato di esenzione l’azienda
unita’ sanitaria locale fornisce all’interessato l’informativa ai
sensi degli articoli 10 e 23 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e
successive modificazioni, e acquisisce il consenso scritto al
trattamento dei dati da parte di soggetti erogatori di prestazioni,
pubblici, convenzionati o accreditati dal Servizio sanitario
nazionale, con riguardo alla prescrizione ed erogazione delle
prestazioni sanitarie in regime di esenzione.
6. La raccolta e il trattamento dei dati, consistente nelle
operazioni di registrazione, validazione, aggiornamento,
rettificazione, integrazione ed eventuale cancellazione, sono
effettuati secondo la normativa vigente in materia di protezione dei
7. L’accesso ed il trattamento dei dati sono consentiti agli
operatori delle aziende unita’ sanitarie locali appositamente
autorizzati, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di
tutela di dati personali e con l’adozione delle misure di sicurezza
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n.
318, per il riconoscimento del diritto all’esenzione ed il controllo
delle esenzioni rilasciate, per finalita’ amministrativo-contabili,
per il controllo della relativa spesa a carico del Servizio sanitario
nazionale nonche’ della qualita’ e appropriatezza dell’assistenza
8. I dati sanitari sono conservati in archivi cartacei e
informatizzati separatamente da ogni altro dato personale e sono
trattati con tecniche di cifratura o codici identificativi che
consentano di identificare gli interessati solo in caso di
9. La comunicazione e la diffusione dei dati di cui al presente
articolo e’ effettuata nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo
27 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni.
-  Si  riporta  il  testo  degli articoli 10 e 23 della
citata legge 31 dicembre 1996, n. 675.
-  1.  L'interessato  o  la  persona  presso  la quale sono
raccolti   i   dati  personali  devono  essere  previamente
informati oralmente o per iscritto circa: a) le finalita' e
le  modalita' del trattamento cui sono destinati i dati; b)
la  natura  obbligatoria o facoltativa del conferimento dei
dati;   c) le   conseguenze  di  un  eventuale  rifiuto  di
rispondere;  d)  i  soggetti  o le categorie di soggetti ai
quali  i  dati  possono  essere  comunicati  e  l'ambito di
diffusione  dei dati medesimi; e) i diritti di cui all'art.
13;  f) il nome, la denominazione o la ragione sociale e il
domicilio,  la  residenza  o  la  sede  del  titolare e, se
designato, del responsabile.
2. L'informativa di cui al comma 1 puo' non comprendere
gli  elementi  gia' noti alla persona che fornisce i dati o
la   cui   conoscenza  puo'  ostacolare  l'espletamento  di
funzioni  pubbliche ispettive o di controllo, svolte per il
perseguimento delle finalita' di cui agli articoli 4, comma
1, lettera e), e 14, comma 1, lettera d).
3.  Quando  i  dati  personali non sono raccolti presso
l'interessato,  l'informativa  di cui al comma 1 e' data al
medesimo  interessato all'atto della registrazione dei dati
o, qualora sia prevista la loro comunicazione, non oltre la
prima comunicazione.
4.  La  disposizione  di  cui al comma 3 non si applica
quando l'informativa all'interessato comporta un impiego di
mezzi che il Garante dichiari manifestamente sproporzionati
rispetto  al diritto tutelato, ovvero si rivela, a giudizio
del  Garante,  impossibile,  ovvero  nel caso in cui i dati
sono  trattati  in base ad un obbligo previsto dalla legge,
da   un  regolamento  o  dalla  normativa  comunitaria.  La
medesima  disposizione  non  si applica, altresi', quando i
dati   sono   trattati  ai  fini  dello  svolgimento  delle
investigazioni   di   cui   all'art.   38  delle  norme  di
attuazione,  di  coordinamento  e transitorie del codice di
procedura   penale,   approvate   con  decreto  legislativo
28 luglio  1989,  n.  271,  e  successive modificazioni, o,
comunque,  per  far  valere  o difendere un diritto in sede
giudiziaria,    sempre    che   i   dati   siano   trattati
esclusivamente   per   tali  finalita'  e  per  il  periodo
strettamente necessario al loro perseguimento."
"Art.   23  (Dati  inerenti  alla  salute).  -  1.  Gli
esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari
pubblici possono, anche senza l'autorizzazione del Garante,
trattare  i  dati  personali  idonei a rivelare lo stato di
salute,   limitatamente   ai   dati   e   alle   operazioni
indispensabili  per il perseguimento di finalita' di tutela
dell'incolumita' fisica e della salute dell'interessato. Se
le   medesime   finalita'   riguardano   un   terzo   o  la
collettivita',  in  mancanza del consenso dell'interessato,
il  trattamento  puo'  avvenire  previa  autorizzazione del
1-bis.  Con decreto del Ministro della sanita' adottato
n. 400, sentiti la conferenza permanente per i rapporti tra
Bolzano   e   il   Garante,   sono   individuate  modalita'
semplificate per le informative di cui all'art. 10 e per la
prestazione   del   consenso  nei  confronti  di  organismi
sanitari  pubblici, di organismi sanitari e di esercenti le
professioni   sanitarie  convenzionati  o  accreditati  dal
servizio  sanitario  nazionale,  nonche' per il trattamento
dei  dati  da  parte  dei medesimi soggetti, sulla base dei
seguenti  criteri:  a) previsione di informative effettuate
da un unico soggetto, in particolare da parte del medico di
medicina  generale  scelto  dall'interessato,  per conto di
piu'  titolari  di trattamento; b) validita', nei confronti
di  piu'  titolari di trattamento, del consenso prestato ai
sensi  dell'art. 11, comma 3, per conto di piu' titolari di
trattamento,   anche   con   riguardo   alla  richiesta  di
prestazioni  specialistiche,  alla prescrizione di farmaci,
alla  raccolta  di  dati  da  parte  del medico di medicina
generale  detenuti  da altri titolari, e alla pluralita' di
prestazioni  mediche  effettuate da un medesimo titolare di
trattamento;  c)  identificazione  dei  casi di urgenza nei
quali,  anche  per  effetto  delle  situazioni indicate nel
comma   1-ter,   l'informativa   e   il   consenso  possono
intervenire    successivamente    alla    richiesta   della
prestazione; d) previsione di modalita' di applicazione del
comma  2  del  presente  art.  ai  professionisti sanitari,
diversi  dai medici, che intrattengono rapporti diretti con
i pazienti; e) previsione di misure volte ad assicurare che
nell'organizzazione  dei  servizi  e  delle prestazioni sia
garantito il rispetto dei diritti di cui all'art. 1.
1-ter.  Il  decreto  di cui al comma 1 disciplina anche
quanto previsto dall'art. 22, comma 3-bis, della legge.
1-quater.  In  caso  di incapacita' di agire, ovvero di
impossibilita'  fisica  o  di incapacita' di intendere o di
volere,  il  consenso  al  trattamento  dei  dati  idonei a
rivelare  lo stato di salute e' validamente manifestato nei
confronti  di  esercenti  le  professioni  sanitarie  e  di
organismi   sanitari,   rispettivamente,  da  chi  esercita
legalmente  la  potesta'  ovvero  da  un  familiare,  da un
prossimo  congiunto,  da un convivente, o, in loro assenza,
dal responsabile della struttura presso cui dimori.
2.  I  dati  personali  idonei  a  rivelare lo stato di
salute  possono  essere  resi  noti  all'interessato  o  ai
soggetti  di  cui  al comma 1-ter solo per il tramite di un
medico designato dall'interessato o dal titolare.
3.  L'autorizzazione  di  cui al comma 1 e' rilasciata,
salvi  i  casi di particolare urgenza, sentito il consiglio
superiore  di sanita'. E' vietata la comunicazione dei dati
ottenuti oltre i limiti fissati con l'autorizzazione.
4. La diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di
salute e' vietata, salvo nel caso in cui sia necessaria per
finalita'  di  prevenzione,  accertamento o repressione dei
reati,   con  l'osservanza  delle  norme  che  regolano  la
-  Per  il  titolo  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica  28 luglio  1999,  n.  318 si veda nella nota al
-  Si  riporta il testo dell'art. 27 della ditata legge
"Art. 27 (Trattamento da parte di soggetti pubblici). -
1. Salvo quanto previsto al comma 2, il trattamento di dati
personali  da  parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti
pubblici   economici,   e'   consentito   soltanto  per  lo
svolgimento   delle   funzioni  istituzionali,  nei  limiti
2.   La   comunicazione  e  la  diffusione  a  soggetti
pubblici,  esclusi  gli  enti  pubblici economici, dei dati
trattati  sono  ammesse  quando  siano previste da norme di
legge o di regolamento, o risultino comunque necessarie per
lo svolgimento delle funzioni istituzionali. In tale ultimo
caso deve esserne data previa comunicazione nei modi di cui
all'art.  7,  commi  2  e  3  al  Garante  che  vieta,  con
provvedimento motivato, la comunicazione o la diffusione se
risultano  violate le disposizioni della presente legge. 3.
La  comunicazione  e  la  diffusione  dei dati personali da
parte  di  soggetti  pubblici  a  privati o a enti pubblici
economici sono ammesse solo se previste da norme di legge o
di regolamento.
4.  I  criteri  di organizzazione delle amministrazioni
pubbliche   di  cui  all'art.  5  del  decreto  legislativo
3 febbraio  1993,  n.  29,  sono attuati nel pieno rispetto
delle disposizioni della presente legge.