Source: http://www.stec.it/urbanistica-scia.html
Timestamp: 2017-10-23 08:05:11+00:00
Document Index: 63159336

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 27', 'art. 33', 'art. 65', 'art. 41', 'art. 33', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 3']

Urbanistica-SCIA - Studio Tecnico E Catastale - Arch.Borsani e Geom.Colombo
Interventi edilizi minori consistenti in opere di:
•manutenzione straordinaria ai sensi dell’art. 27.1 lett. b) L.R. 12/05;
•restauro e risanamento conservativo ai sensi dell’art. 27.1 lett. c) L.R. 12/05;
•eliminazione delle barriere architettoniche con l’esclusione di quelle opere ricomprese nell’art. 33.2 lett. b) della L.R. 12/05;
•realizzazione di recinzioni e cancellate;
•realizzazione di aree destinate ad attività sportive senza creazione di volumetria;
•realizzazione di impianti tecnologici di servizio;
•costruzione di parcheggi pertinenziali;
•esecuzione di scavi che non riguardino cave o torbiere;
•arredo urbano;
•istallazione di manufatti provvisori su suolo privato.
In caso sia prevista l’esecuzione di opere in cemento armato va presentata denuncia (ai sensi dall’art. 65 del DPR 380/01) redatta da un tecnico abilitato.
•nuova edificazione;
•ampliamento;
•ristrutturazione;
•recupero abitativo di sottotetto.
Per questi tipi di intervento occorre presentare denuncia di inizio attività (ex regime concessorio) art. 41 LR 12/05 (c.d. DIA onerosa o SuperDIA) o richiedere permesso di costruire (ex concessione edilizia) art. 33 LR 12/05.
Entrata in vigore del nuovo articolo 6 del D.P.R. 380/2001 (26/05/2010), modificato dall’art. 5 della L. 73/2010.
Tale normativa amplia l’elenco delle opere e degli interventi che non necessitano di permesso di costruire o denuncia di inizio attività:
Il nuovo Articolo 6 del D.P.R. 380/2001, come modificato dall’art. 5 della L. 73/2010 (entrata in vigore dal 26/05/2010), amplia l’elenco delle opere e degli interventi classificati come attività edilizia libera, che non necessitano di Permesso di costruire o Denuncia di Inizio Attività.
Tre sono le fattispecie di "attività edilizia libera" che vengono a configurarsi ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. 380/2001:
1) interventi che possono essere eseguiti senza formalità alcuna ( comma 1, lettere a, b, c, d, e );
2) interventi di manutenzione straordinaria di cui all’ art. 3, comma 1, lettera b, D.P.R. 380/01 (*) ivi compresa l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unita' immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici.
Per i suddetti interventi è necessaria una comunicazione di inizio dei lavori da parte dell’interessato, la quale deve altresì comprendere: - i dati identificativi dell’impresa che esegue i lavori; - una relazione tecnica di asseverazione datata e firmata dal tecnico incaricato che dichiari, sotto la propria responsabilità: - preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente; - che i lavori siano conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non preveda il rilascio di un titolo abilitativo; - elaborati grafici descrittivi dell’intervento (stato di fatto, sovrapposto, stato di progetto) debitamente firmati dal tecnico incaricato (comma 2, lettera a)
Sono considerati interventi di "manutenzione straordinaria": le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.
3) interventi per i quali è necessaria la comunicazione di inizio dei lavori da parte dell’i nteressato, integrata dalle autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore ( comma 2, lettere b,c, d, e).
L'AVVENTO DELLA: SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività
Il proprietario di un immobile, che intenda eseguire dei lavori di ristrutturazione edilizia, prima di dare l'avvio alle opere, deve presentare al Comune una Scia – Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La Scia è stata introdotta dalla legge 122/2010, entrata in vigore il 31 luglio 2010.
Si può ricorrere alla Scia anche quando sono presenti dei vincoli - ambientali, paesaggistici, culturali o altri specifici - ma in questo caso, prima di avviare i lavori, è necessario aver ottenuto l'autorizzazione specifica.
La Scia deve essere corredata dalle attestazioni ed asseverazioni di tecnici abilitati, relative alla sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge, accompagnate da tutti gli elaborati tecnici, per consentire agli enti preposti di effettuare le dovute verifiche. L'amministrazione ha poi 60 giorni di tempo per adottare provvedimenti di divieto o rimozione.
lavori leciti previa "comunicazione";
Per un elenco completo dei vari tipi di intervento, con le relative procedure, si veda l'approfondimento in pdf.
La Scia va presentata al Comune dove si trova l'immobile oggetto dei lavori, dal proprietario dell'immobile o altra persona avente titolo per farlo, attraverso i tecnici abilitati alla progettazione: ingegneri, architetti o geometri (ma solo per opere di modeste dimensioni).
La segnalazione al Comune va corredata da tutta la documentazione necessaria all'Amministrazione comunale a verificare che sussistano i presupposti necessari, ovvero:
dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorietà;
elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione.
I lavori possono cominciare dalla data di presentazione della Scia. Se sono presenti dei vincoli, bisogna invece aspettare che arrivi l'autorizzazione dell'ente competente alla tutela del vincolo (Soprintendenza, Regione, Provincia, Comune, Parco, ecc.).
Il Comune ha 60 giorni a disposizione. Se, in quell'arco di tempo, l'Ente accerta la mancanza di conformità alla legge o ai regolamenti, adotta "motivati" provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività, oltre che di rimozione dei suoi eventuali effetti dannosi.
Passati 60 giorni dalla presentazione della Scia, il Comune può intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l'ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale.