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Timestamp: 2018-06-19 03:05:24+00:00
Document Index: 48441105

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 182', 'art. 67', 'sentenza ']

IVA: NOTE DI VARIAZIONE PROCEDURE CONCORSUALI | RIPA & PARTNERS - Studio Ripa e Commercialisti Associati
IVA: NOTE DI VARIAZIONE PROCEDURE CONCORSUALI
..:: IVA: NOTE DI VARIAZIONE E PROCEDURE CONCORSUALI.
L’articolo 1, commi 126 e 127 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (cd. ‘Legge di Stabilità 2016’) interviene a modificare l’articolo 26 del D.P.R. n. 633/1972 (cfr. in calce il nuovo testo dell’articolo 26 predetto), che regola le variazioni in aumento o in diminuzione dell’imponibile e dell’IVA, in relazione alla possibilità di recupero dell’IVA nei casi di mancato pagamento dei corrispettivi.
In particolare, le nuove disposizioni introdotte:
i) anticipano alla data di assoggettamento alla procedura concorsuale, il momento in cui il creditore ha la possibilità di recupero dell’IVA nei confronti del debitore, senza attendere l’esito della stessa;
ii) identificano in maniera puntuale il momento in cui le procedure esecutive a carattere individuale possono considerarsi infruttuose e legittimare quindi il recupero dell’IVA addebitata al debitore.
Di seguito analizziamo allora la disciplina attualmente prevista, alla luce delle novità normative introdotte, in tema di variazioni in diminuzione dell’IVA dipendenti dal mancato pagamento del corrispettivo, sia nel caso di procedure concorsuali, che nel caso delle procedure esecutive individuali.
La normativa attualmente in vigore prevede che la variazione in diminuzione tesa al recupero dell’IVA addebitata al cessionario, sia possibile solo “per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose”.
La Legge di Stabilità 2016 anticipa i presupposti che permettono l’emissione delle note di variazione in diminuzione dell’IVA quando i cessionari sono assoggettati a procedure concorsuali.
In particolare, la lettera a), del nuovo quarto comma, dell’articolo 26, del D.P.R. n. 633/1972, dispone che la variazione in diminuzione può essere operata:
“a) a partire dalla data in cui quest’ultimo è assoggettato a una procedura concorsuale o dalla data del decreto che omologa un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, o dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese di un piano attestato ai sensi dell’articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267”.
Come affermato anche nella Circolare n. 5 del 10 febbraio 2016 di Assonime: “il riferimento preciso alla data in cui inizia la procedura porta a ritenere che la possibilità di operare le variazioni in diminuzione prescinda dalla circostanza che il creditore presenti domanda di ammissione al passivo”.
La nuova disciplina non ha immediata operatività, in quanto il comma 127, dell’articolo 1, della Legge di Stabilità, ne differisce l’efficacia ai “casi in cui il cessionario o committente sia assoggettato a una procedura concorsuale successivamente al 31 dicembre 2016”.
Pertanto, le disposizioni richiamate trovano applicazione ai casi in cui la procedura concorsuale inizia successivamente alla data del 1° gennaio 2017.
L’Assonime tuttavia, nella Circolare n. 10 dianzi richiamata, ritiene che sia possibile una diversa lettura della disposizione, che legittimi l’operatività delle nuove disposizioni, successivamente alla data del 31 dicembre 2016, anche per le procedure concorsuali dichiarate anteriormente a tale data.
Tale ultima conclusione appare peraltro condivisibile, anche allo scopo di evitare una evidente disparità di trattamento tra le procedure dichiarate dopo il 1° gennaio 2017 (che altrimenti risulterebbero le uniche ‘avvantaggiate’ dalla novità normativa) e quelle, magari iniziate da molto tempo, che si vedrebbero negata la possibilità di recupero immediato dell’IVA.
Occorrerà al riguardo attendere il pronunciamento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Il momento in cui sorge il diritto alla detrazione per le varie procedure concorsuali, a partire dal prossimo 1° gennaio 2017, viene riepilogato nella Tabella che segue:
Fallimento Dalla data della sentenza dichiarativa di fallimento.
Liquidazione coatta amministrativa Dal provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa.
Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi Dalla data del decreto che dispone la procedura.
Concordato preventivo Dal decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo.
Resta ferma la disciplina in precedenza stabilita per l’accordo di ristrutturazione dei debiti (ex art. 182-bis L.F.) e per il piano attestato (ex art. 67, comma 3, lettera d) L.F.).
Il comma 5, dell’articolo 26, del D.P.R. n. 633/1972 dispone che nel caso di procedure concorsuali, il cessionario o committente assoggettato ad una procedura, non ha più l’obbligo di registrare la variazione nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi), né di computare l’IVA relativa nella liquidazione.
Al contrario, la Circolare n. 12/e anzidetta precisa che gli accordi di ristrutturazione del debito di cui all’art. 182-bis, nonché il piano attestato di cui all’art. 67, comma 3, lettera d) della legge Fallimentare, non vengono però classificati tra le procedure concorsuali. Pertanto, in questi casi, il cessionario o committente è tenuto a registrare la variazione, in rettifica della detrazione originariamente operata. Il cessionario o committente deve quindi ridurre la detrazione originariamente effettuata (registrando la nota di credito ricevuta) e versare la relativa imposta all’erario.
Infine, viene previsto che, nel caso in cui il cedente riceva il pagamento (in tutto od in parte) del corrispettivo, successivamente all’emissione della nota di variazione in diminuzione, lo stesso debba procedere ad emettere una fattura relativamente all’importo effettivamente riscosso. In correlazione, il cessionario sottoposto a procedura, potrà portare in detrazione l’IVA relativa a questa variazione in aumento.
Il nuovo quarto comma, lettera b), del D.P.R. n. 633/1972, prevede che la variazione in diminuzione tesa al recupero dell’IVA addebitata al cessionario, sia possibile solo “a causa di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose”.
La variazione in diminuzione resta perciò subordinata all’infruttuosa conclusione della procedura esecutiva individuale.
La Legge di Stabilità 2016 è intervenuta a modificare l’articolo 26 del D.P.R. n. 633/1972, introducendo il nuovo comma 12 che attua un intervento di natura interpretativa.
Infatti viene precisato il significato della locuzione “procedura esecutiva individuale infruttuosa”, nel modo seguente:
“Ai fini del comma 4, lettera b), una procedura esecutiva individuale si considera in ogni caso infruttuosa:
Trattandosi di norma di interpretazione autentica (come indicato nel comma 127, dell’articolo 1, della Legge 208/2015), la loro efficacia è da considerarsi immediata e trovano applicazione anche per le fattispecie pregresse.
(Informativa pubblicata il 24 giugno 2016).
Testo in vigore dal 1 gennaio 2016
2. Se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione di cui agli articoli 23 e 24, viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce l’ammontare imponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o in conseguenza dell’applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione ai sensi dell’articolo 19 l’imposta corrispondente alla variazione, registrandola a norma dell’articolo 25.
4. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche in caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, da parte del cessionario o committente:
a) a partire dalla data in cui quest’ultimo è assoggettato a una procedura concorsuale o dalla data del decreto che omologa un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, o dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese di un piano attestato ai sensi dell’articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267; (2)
b) a causa di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose.
5. Ove il cedente o prestatore si avvalga della facoltà di cui al comma 2, il cessionario o committente, che abbia già registrato l’operazione ai sensi dell’articolo 25, deve in tal caso registrare la variazione a norma dell’articolo 23 o dell’articolo 24, nei limiti della detrazione operata, salvo il suo diritto alla restituzione dell’importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa. L’obbligo di cui al primo periodo non si applica nel caso di procedure concorsuali di cui al comma 4, lettera a). (2)
6. Nel caso in cui, successivamente agli eventi di cui al comma 4, il corrispettivo sia pagato, in tutto o in parte, si applica la disposizione di cui al comma 1. In tal caso, il cessionario o committente che abbia assolto all’obbligo di cui al comma 5 ha diritto di portare in detrazione ai sensi dell’articolo 19 l’imposta corrispondente alla variazione in aumento.
8. Le variazioni di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 e quelle per errori di registrazione di cui al comma 7 possono essere effettuate dal cedente o prestatore del servizio e dal cessionario o committente anche mediante apposite annotazioni in rettifica rispettivamente sui registri di cui agli articoli 23 e 24 e sul registro di cui all’articolo 25.
11. Ai fini del comma 4, lettera a), il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data della sentenza dichiarativa del fallimento o del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo o del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.
12. Ai fini del comma 4, lettera b), una procedura esecutiva individuale si considera in ogni caso infruttuosa:
c) nell’ipotesi in cui, dopo che per tre volte l’asta per la vendita del bene pignorato sia andata deserta, si decida di interrompere la procedura esecutiva per eccessiva onerosità. (1)