Source: https://cespim.fasi.biz/it/notizie/novita/16555-fesr-sicilia-fondi-europei-per-sviluppo-tecnologico.html
Timestamp: 2019-12-09 02:41:00+00:00
Document Index: 20565374

Matched Legal Cases: ['art. 2424', 'art 2424', 'art. 3', 'art. 42', 'art.70', 'art.71']

FESR Sicilia - fondi europei per sviluppo tecnologico - CESPIM
Chiara Teofili | 26 Giugno 2017 | Novità
Aggiornato: 12 Settembre 2017
E' stato prorogato fino al 28 settembre 2017 il bando della Regione Sicilia in attuazione dell'Azione 1.1.5 del POR FESR 2014-2020, che finanzia progetti di investimento per l'avanzamento tecnologico delle imprese attraverso azioni di validazione di prodotti su larga scala.
Sono ammissibili, in particolare, progetti che prevedano lo sviluppo di prototipi e l’applicazione a livello industriale di una o più tecnologie abilitanti chiave (Key Enabling Technologies, KET), negli ambiti tematici di rilevanza strategica individuati nella Strategia di Specializzazione Intelligente (S3):
> PON Imprese – avviso per interventi su rete alta e altissima tensione al Sud
La dotazione finanziaria del bando è di 56.062.268,80 euro, di cui:
10 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2017;
10 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2018;
6 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2019,
15 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2020;
15.062.268,80 euro per l'esercizio finanziario 2021.
Gli aiuti sono concessi nella forma del contributo in conto capitale con un'intensità massima variabile in base al tipo di progetto:
50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale,
L'intervento è rivolto alle imprese di tutte le dimensioni, in forma singola o associata in ATS, ATI, Reti di imprese con personalità giuridica (Rete-Soggetto), Reti di imprese senza personalità giuridica, in partenariato con università, centri od organismi di ricerca pubblici e privati o, in alternativa, distretti tecnologici regionali.
Estratto dall'avviso: Requisiti di ammissibilità
a) essere in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori o essere in possesso della certificazione che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti della Regione Siciliana di importo pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte del medesimo soggetto (DURC). Il soggetto richiedente che, al momento della presentazione della domanda, non abbia sede o unità operativa in Sicilia, ma in altro Stato dell’UE è tenuto a produrre la documentazione equipollente al DURC, secondo la legislazione del Paese di appartenenza;
c) possedere la capacità economico-finanziaria in relazione al progetto da realizzare, che dovrà essere dimostrata da un indice pari ad almeno 0,2 calcolato come rapporto tra patrimonio netto (PN) e costo del progetto (CP) al netto dell’aiuto (C). Si precisa che per PN si intende il patrimonio netto (passivo lettera A dell’art. 2424 del Codice civile, al netto dei crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, delle azioni proprie e dei crediti verso soci per prelevamenti a titolo di anticipo sugli utili) quale risulta dall'ultimo bilancio approvato maggiorato degli eventuali aumenti di capitale sociale deliberati alla data di domanda e comunque versati entro la data di richiesta della prima erogazione. Le imprese non obbligate alla redazione del bilancio possono desumere il PN sulla base di un bilancio redatto ai sensi dell'art 2424 e 2425 del c.c. da professionista abilitato o sulla base dei parametri d'impresa indicati nello specifico modello allegato quale parte integrante al modello UNICO e coerente con i quadri RE, RF e RG dello stesso.
d) possedere la capacità operativa ed amministrativa in relazione al progetto da realizzare; 1 Reti d’impresa di cui all’art. 3, commi 4-ter e 4-quater D.L. n. 5/2009, convertito con L. n. 33/2009, modificato dall'art. 42 D.L. n. 78/2010, convertito con L. n. 122/2010 e s.m.i
f) avere sede o unità produttiva locale destinataria dell’intervento nel territorio regionale. Per le imprese prive di sede o unità operativa in Sicilia al momento della domanda, detto requisito deve sussistere al momento del primo pagamento dell’aiuto concesso a titolo di anticipo o pagamento intermedio o saldo. Nel rispetto di quanto stabilito dall’art.70 del Reg. (UE)n.10303/2013 del 17 dicembre 2013, la sede o l’unità operativa devono comprovare l’effettiva ubicazione dell’operazione sostenuta dai fondi SIE nel territorio. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’art.71 del Regolamento citato;
- nei casi previsti dalla legge, nel registro delle imprese della CCIAA territorialmente competente;
- nel caso di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato, al Registro delle persone giuridiche istituito presso le prefetture o presso le Regioni se le attività dell’ente è esercitata in una sola Regione;
- nel caso di esercenti tutte le attività economiche e professionali la cui denuncia alla Camera di Commercio sia prevista dalle norme vigenti (purché non obbligati all’iscrizione in albi tenuti da ordini o collegi professionali), al REA – Repertorio delle Notizie Economiche e Amministrative presso le CCIAA;
- nel caso di associazioni riconosciute a livello regionale, nell’elenco regionale delle associazioni o fondazioni riconosciute; • nel caso di associazioni o fondazioni riconosciute a livello nazionale, nell’elenco della Prefettura delle associazioni o fondazioni riconosciute;
- nel caso di professionisti non obbligati all’iscrizione in albi tenuti da ordini o collegi professionali, iscrizione IVA ed alla Gestione Separata INPS2 ;
j) non trovarsi in una delle condizioni di difficoltà così come le stesse sono definite all’Art. 2, punto 18 lett. da a) ad e) del Reg. 651/2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 187 del 26 giugno 2014 [];
k) non risultare associato o collegato con altra impresa richiedente l’aiuto all’interno dell’aggregazione, secondo la definizione che di associazione e collegamento è disposta in Allegato 1 al Reg. 651/2014;
l) non essere stato destinatario, nei 3 anni precedenti alla data di pubblicazione dell’Avviso, di procedimenti amministrativi connessi ad atti di revoca di agevolazioni pubbliche, ad eccezione di quelli derivanti da rinunce, per violazione del divieto di distrazione dei beni, 2 In relazione all’assimilazione dei liberi professionisti (senza alcuna distinzione tra la loro iscrizione ad un albo o meno) a micro-imprese si mette in evidenza che tale ammissibilità è da ricondurre a quanto stabilito all’Art. 1 comma 821 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, ove i liberi professionisti sono, appunto, equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attività economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, ai sensi di quanto al titolo I dell’allegato alla raccomandazione 2013/361/ CE della Commissione, del 6 maggio 2013, e dall’articolo 2, punto 28), del regolamento (UE) n. 1303/ 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, ed espressamente individuati, dalle Linee d’azione per le libere professioni del Piano d’azione imprenditorialità 2020 (Comunicazione della Commissione COM(2012) 795 del 9/1/2013). Si veda anche la nota 8321 del 10/10/2016 dell’ACT avente ad oggetto “Accesso dei liberi professionisti ai Fondi Strutturali e di Investimento Europei indicazioni operative per la corretta predisposizione dei bandi per l'assegnazione dei Fondi da parte delle Autorità di Gestione dei Programmi operativi”. di mantenimento dell’unità produttiva localizzata in Sicilia, per accertata grave negligenza nella realizzazione dell’investimento e/o nel mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’iniziativa, per carenza dei requisiti essenziali, per irregolarità della documentazione prodotta, comunque imputabile al soggetto beneficiario, e non sanabile, oltre che nel caso di indebita percezione, accertata con provvedimento giudiziale, e, in caso di aiuti rimborsabili, per mancato rispetto del piano di rientro;
o) osservare gli obblighi dei contratti collettivi di lavoro e rispettare la normativa in materia di: i) prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro e delle malattie professionali; ii) salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; iii) inserimento dei disabili; iv) pari opportunità; v) contrasto del lavoro irregolare e riposo giornaliero e settimanale; vi) tutela dell’ambiente.