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Timestamp: 2018-10-18 16:09:21+00:00
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Posted on 26 ottobre 2015 by Avv. Giuseppe Tripodi
Con la sentenza che di seguito si riporta, la Corte di Cassazione esaminando il caso di un uomo, condannato per il reato di furto aggravato all’interno della profumeria, ha colto l’occasione per fare un po’ di chiarimento in materia di impugnazioni penali.
Il ricorso presentato dal difensore dell’imputato, dopo che la Corte d’Appello de L’Aquila aveva confermato la sentenza emessa dal giudice di primo grado, lamentava la violazione di legge, perché la Corte territoriale avrebbe errato nel ritenere tardivi, ai sensi dell’art. 585 comma 4 cod. proc. pen., i motivi nuovi presentati dal difensore di fiducia a sostegno dell’impugnazione principale, proposta da un difensore d’ufficio poichè il ricorrente rappresentava di aver inviato i suddetti motivi sia a mezzo fax che con lettera raccomandata (di cui la documentazione era stata allegata al ricorso) entro il termine previsto normativamente. Evidenziava, quindi, che la Corte territoriale, per quanto riguarda la trasmissione a mezzo fax, oltre a ritenere inammissibile tale modalità di trasmissione, ha sostenuto erroneamente che la stessa non sarebbe provata dalla documentazione in atti.
Si legge in sentenza: “Corte ha errato nel non vagliare i motivi nuovi presentati dal difensore di fiducia dell’imputato, trasmessi anche a mezzo raccomandata che è stata sì ricevuta dalla cancelleria il 17 ottobre 2013 (e quindi oltre il termine di giorni 15 prima della udienza), ma è stata spedita il 14 ottobre 2013 e quindi deve ritenersi tempestiva.
A norma dell’art. 582, comma 1, cod. proc. pen. “… l’atto di impugnazione è presentato personalmente o a mezzo incaricato nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato”.
L’art. 585, comma 4, riferito in generale ai “termini per l’impugnazione”, prevede che “fino a quindici giorni prima dell’udienza possono essere presentati nella cancelleria del giudice della impugnazione motivi nuovi nel numero di copie necessarie per tutte le parti”. Tale termine finale per la presentazione dei motivi nuovi, che si identifica per l’impugnante nel quindicesimo giorno anteriore alla data dell’udienza, e ribadito dall’art. 611 cod. proc. pen., relativo al procedimento in camera di consiglio dinanzi a questa Corte ed inteso da costante giurisprudenza come riferibile, a maggior ragione, ai ricorsi da trattare in udienza pubblica (tra le altre, Sez. 5, n. 2628 del 01/12/1992, dep. 19/03/1993, PM in proc. Boero, Rv. 194321; Sez. 1, n. 853 del 27/11/1995, dep. 27/01/1996, Coppolaro, Rv. 203500; Sez. 1, n. 17308 del 11/03/2004, dep. 14/04/2004, Madonia, Rv. 228646; Sez. 6, n. 18453 del 28/02/2012, dep. 15/05/2012, Cataldo e altri, Rv. 252711), avuto riguardo alla necessità per il giudice di conoscere tempestivamente le varie questioni prospettate e alla regola della pienezza e della effettività del contraddittorio cui si ispira il codice di rito, da salvaguardare sia nell’uno, sia nell’altro tipo di procedimento, ed è specificamente cadenzato, rispetto alla data della udienza, in correlazione alla disciplina degli adempimenti dell’ufficio e delle facoltà delle parti di presentare “fino a cinque giorni prima (dell’udienza)… memorie di replica“.
1. Con sentenza del 30 ottobre 2013 la Corte d’Appello di L’Aquila ha confermato la pronunzia di primo grado emessa dal Tribunale di Teramo, Sezione distaccata di Atri, con la quale B.F. era stato condannato per il reato di furto aggravato all’interno della profumeria di D.T.E. .
2. Con atto sottoscritto dal suo difensore, l’imputato ha proposto ricorso che è stato affidato a tre motivi.