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Timestamp: 2019-12-12 15:51:59+00:00
Document Index: 44041439

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 7', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 35']

Archiviazione digitale dei documenti contabili e fiscali | GAMACONSULTING
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Archiviazione digitale dei documenti contabili e fiscali
Il decreto del ministero dell'economia del 17 giugno 2014 ridefinisce le modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici, in armonia con il codice dell’amministrazione digitale di cui al dlgs n. 82/2005 e con le nuove disposizioni Iva in materia di fatturazione elettronica. Il provvedimento, pubblicato sulla G. U n. 146, è in vigore dal 27 giugno 2014 e sostituisce il decreto 23 gennaio 2004, che resta applicabile relativamente ai documenti conservati fino alla data odierna. Secondo l’art. 3 del decreto, il processo di conservazione dei documenti informatici termina con l’apposizione di un riferimento temporale opponibile a terzi sul pacchetto di archiviazione ed è effettuato entro il termine di cui all’art. 7, comma 4-ter, del dl n. 357/94, ossia entro tre mesi dalla scadenza del termine per la presentazione delle dichiarazioni annuali. Nella precedente disciplina, la frequenza dell’esecuzione del processo era quindicinale per le fatture. E' stato soppresso l’obbligo di comunicazione alle agenzie fiscali dell’impronta dell’archivio informatico, con relativa sottoscrizione elettronica e marca temporale.
La conservazione elettronica di documenti e scritture analogici avviene secondo le disposizioni dell’art. 22, comma 3, del Dlgs n. 82/2005 e termina con l’apposizione della firma elettronica qualificata, della firma digitale o della firma elettronica basata sui certificati rilasciati dalle agenzie fiscali, con le modalità fissate dall’art. 3 del decreto. Per i documenti analogici originali unici, la conformità delle copie digitali deve essere autenticata, come prima, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato, e la loro distruzione, se trattasi di documenti la cui conservazione è obbligatoria, è consentita solo dopo il completamento della procedura.
L’art. 5 del decreto introduce poi l’obbligo, per il contribuente che effettua la conservazione elettronica dei documenti rilevanti ai fini tributari, di darne comunicazione nella dichiarazione dei redditi relativa al corrispondente periodo di imposta. In caso di verifiche, controlli o ispezioni, i documenti informatici devono essere resi leggibili e, se richiesto dagli organi procedenti, disponibili su supporto cartaceo o informatico presso la sede del contribuente o presso il luogo di conservazione delle scritture dichiarato ai sensi dell’art. 35 del dpr 633/72. Sarà possibile l’esibizione telematica dei documenti, secondo le modalità che saranno fissate con provvedimenti delle agenzie fiscali.
Per quanto riguarda l’imposta di bollo sui documenti informatici fiscalmente rilevanti questa sarà corrisposta con il modello F24 (non più con il modello F23), esclusivamente con modalità telematica. Per le fatture, gli atti e i documenti e registri emessi o utilizzati durante l’anno, il pagamento dovrà effettuarsi in unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Non sono più previste comunicazioni preventive e consuntive.
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