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Timestamp: 2020-04-04 19:18:49+00:00
Document Index: 159769043

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 391', 'art. 378', 'art. 391', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 11564 del 11/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11564 del 11/05/2017
Cassazione civile, sez. lav., 11/05/2017, (ud. 30/01/2017, dep.11/05/2017), n. 11564
sul ricorso 23594-2015 proposto da:
V.M., vedova B., elettivamente domiciliata in ROMA,
avverso la sentenza n. 4348/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 03/06/2015 r.g.n. 6256/2012;
L’Inps ha proposto ricorso in cassazione avverso la sentenza della Corte d’appello di Roma di conferma della sentenza del Tribunale con cui era stata accolta la domanda proposta da V.M. volta ad ottenere la pensione di reversibilità del marito, titolare di pensione di vecchiaia in convenzione internazionale liquidata in forza dell’accordo tra l’Italia e la repubblica Iugoslava, non potendosi riflettere su tale trattamento la modifica delle condizioni derivanti dall’entrata della Slovenia nell’Unione Europea.
Con decreto emesso ai sensi dell’art. 391 c.p.c. del 18/10/2016 il Presidente della sesta sezione civile lavoro ha dichiarato estinto il giudizio compensando le spese di causa.
La V. ha chiesto, con istanza del 18/10/2016, fissarsi l’udienza pubblica insistendo per la condanna dell’Inps a pagare le spese processuali ed ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..
L’oggetto del giudizio, già dichiarato estinto con decreto del Presidente della sesta sezione civile lavoro del 10/10/2016, è limitato alla richiesta della V. di liquidazione delle spese processuali a seguito della rinuncia al ricorso in cassazione notificato dall’Inps, del quale la V. ha preso atto, insistendo per la liquidazione delle spese processuali.
A riguardo l’art. 391 c.p.c., dopo aver previsto che sulla rinuncia e nei casi di estinzione del giudizio disposta per legge la Corte provvede con decreto, stabilisce, altresì, che avverso detto decreto la parte può chiedere la fissazione dell’udienza. Tale ipotesi si è verificata nella fattispecie in quanto la V. si duole dell’avvenuta compensazione delle spese in assenza di motivazione, pur avendo essa insistito per la loro liquidazione e non ravvisandosi i presupposti di legge per la compensazione.
Le doglianze della V. vanno accolte. Premesso che le ragioni posta a base del ricorso per cassazione dell’Inps sono state ampiamente contraddette da precedenti di questa Corte (cfr Cass. n. 23841/2015 specifico, ma anche Cass. 17514/2015, n. 21545/2008) e che il ricorso della V. risulta depositato in primo grado nel 2010, deve ritenersi che,in applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. nella versione applicabile ratione temporis (introdotta dalla L. n. 69 del 2009), non sussistono le ragioni per compensare le spese di causa in assenza sia di “reciproca soccombenza”, sia del “concorso di gravi ed eccezionali ragioni” da indicarsi in motivazione, come previste dalla normativa citata.
Per le considerazioni che precedono le spese del presente giudizio devono essere poste a carico del rinunciante e vanno liquidate come in dispositivo tenuto conto del valore della causa e dell’attività difensiva svolta. Non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato da parte del ricorrente ai sensi ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo risultante dalla L. n. 228 del 2012.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, non sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.