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Timestamp: 2020-06-06 16:54:20+00:00
Document Index: 106588437

Matched Legal Cases: ['art.41', 'art 2087', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 2']

Rischio | Life81
Documenti di valutazione dei rischi: quali sono le carenze rilevate?
Gennaio 8, 2020 /0 Commenti/in Puntosicuro, Rischio /da Life 81
Autore: Redazione Puntosicuro
Categoria: Valutazione dei rischi08/01/2020: Un intervento si sofferma sulle carenze rilevate in sede di controllo riguardo alla valutazione dei rischi. L’evoluzione della normativa, i dati sui controlli effettuati e alcuni esempi di documenti di valutazione lacunosi.
Milano, 8 Gen – Se la valutazione dei rischi dovrebbe essere una delle colonne portanti dell’intero sistema di prevenzione, in grado di orientarlo e promuoverlo nei luoghi di lavoro, spesso si assiste, nella prassi, a documenti di valutazione dei rischi (DVR) che non rispondono a queste funzioni. Tanto che “ormai si trovano sul web società che confezionano DVR senza fare sopralluoghi a prezzi stracciati”.
A ricordarlo è stato l’incontro “Documenti di valutazione del rischio e prevenzione: criticità e opportunità” che, organizzato dalla Fondazione IRCCS Cà Granda, si è tenuto a Milano il 5 aprile 2019. Incontro in cui è stato possibile anche evidenziare le carenze e le difficoltà che incontrano le imprese nel processo di valutazione, con riferimento ai risultati delle attività di controllo e l’auspicio di idonei strumenti di supporto.
Per parlarne ci soffermiamo oggi sull’intervento “Dati dall’osservazione delle ATS”, a cura di Graziella Zanoni (TdP – ATS Città Metropolitana di Milano).
La valutazione dei rischi e l’alba della prevenzione
I dati sui controlli in materia di valutazione
Le carenze rilevate durante i controlli
Nell’intervento si racconta innanzitutto la cosiddetta “alba della prevenzione” sia con riferimento all’avvicendamento di “denominazioni istituzionali e conseguente riconfigurazione delle strutture deputate alla ‘governance’ del settore della Prevenzione a partire dal 1882”, sia con riferimento all’evoluzione delle norme di tutela sanitaria dei lavoratori con riferimento specifico alla valutazione dei rischi.
Si ricorda a questo proposito che procedure inerenti la valutazione dei rischi erano già previste indirettamente dall’art.41 della Costituzione che stabilisce che “l’iniziativa economica è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo di recar danno alla sicurezza”. Fatto questo “che impone, conseguentemente, la valutazione proprio di quali siano le condizioni ipotetiche di pericolo con le lavorazioni”.
Poi interviene ancor più chiaramente, l’ art 2087 del cc il quale prevede che “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Obblighi piuttosto generici e verificati “solo in caso di infortuni o tecnopatie”.
Si ricordano poi le norme di sicurezza, “innovate con i DPR 547/55 e DPR 303/56, con una serie di disposizioni più organiche e che resteranno poi in vigore per 50 anni divenendo il ‘nucleo’ di tutta la legislazione prevenzionistica di fine secolo”. Norme che “non sono servite a limitare sensibilmente l’effetto di alcuni rischi e della carenza di sicurezza nei luoghi di lavoro”. Le norme ribadivano che i dirigenti e preposti, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, “avrebbero dovuto rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui erano esposti”. Ma come?
Si accenna poi alla legge 833/1978, la Riforma Sanitaria, che ha previsto lo svolgimento da parte delle Unità Sanitarie Locali di varie attività di prevenzione, al D.Lgs 277/91 e ancor più al successivo D.Lgs 626/94 che permette di passare “ad una sorta di ‘autocontrollo’ di prevenzione”.
Ora il termine “valutazione” ricorre in diversi articoli e commi del decreto 626 “a testimonianza dell’interesse del Legislatore per questa innovativa procedura. Interesse poi dimostrato solo dopo diversi anni a partire dal 1997 anche con la creazione di una nuova professione sanitaria, quella dei Tecnici della Prevenzione dell’ambiente e dei luoghi di lavoro, con l’emanazione di norme sulle loro specifiche competenze”.
Si arriva poi al Decreto Legislativo 81/2008 dove l’art. 2 del definisce la “valutazione dei rischi”, come una “valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza”.
E si conclude ricordando la Legge Regionale n.23 del 2015 con cui sono state istituite in Lombardia le Agenzie di Tutela della Salute (ATS) che “mantengono le funzioni di Prevenzione e controllo della salute negli ambienti di vita e di lavoro, compreso il controllo periodico impiantistico e tecnologico”.
L’intervento fornisce poi molti dati sui controlli della tutela della salute nei luoghi di lavoro.
Riguardo poi agli esiti dei controlli e delle violazioni in merito alla valutazione dei rischi e al Titolo I, Titolo IV e gli altri Titoli del D.Lgs. 81/2008, riprendiamo una slide dell’intervento:
Rimandiamo alla lettura integrale delle slide dell’intervento che riportano molti altri dati relativi ai controlli effettuati.
La relatrice riporta poi alcuni utili esempi di carenze ed errori con riferimento a quanto indicato e richiesto dal D.Lgs. 81/2008.
In un caso si indica, ad esempio, che la documentazione acquisita e redatta dal datore di lavoro “non risponde in modo esaustivo all’individuazione di tutti i rischi a cui i lavoratori sono esposti durante l”esercizio delle proprie attività di ed in particolare la movimentazione manuale di carichi nelle fasi di magazzinaggio e controllo qualità/maturazione, i movimenti ripetitivi nelle fasi di confezionamento. Inoltre il documento redatto dal Datore di Lavoro non riporta:
l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione individuate, per la sicurezza e la salute dei lavoratori stessi
le procedure per l”attuazione delle misure da realizzare, nonché i ruoli dell”organizzazione aziendale che vi debbono provvedere
il nominativo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio
i nominativi degli addetti alla gestione emergenze-primo soccorso”.
In un altro caso si indica che la valutazione dei rischi redatta dal datore di lavoro “non risulta esaustiva di tutte le informazioni utili a definire, il processo destinato all’esercizio dell’attività lavorativa, costituendo così un documento insufficiente nella individuazione dei rischi per la sicurezza e la salute a cui tutti i lavoratori, facenti parte dell’organizzazione aziendale e potenzialmente esposti, ed in particolare:
rischio biologico: Tenuto conto di tutte le informazioni relative alle caratteristiche dell’agente biologico che presentano o possono presentare un rischio per la salute di tutti i lavoratori, nell’ambito della propria mansione, non ha provveduto a valutare in modo congruo:
fasi di procedimento lavorativo che comportano il rischio di esposizione;
i metodi e le procedure lavorative da adottare, nonché le misure di prevenzione e protettive da applicare;
rischio chimico: Determinata la presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro ed in particolare di quanto accertato in sede di sopralluogo (azoto liquido), il datore di lavoro non ha provveduto a valutare in modo congruo i rischi per la sicurezza e la salute derivanti dalla presenza di tali agenti ed in particolare:
le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabile dell”immissione sul mercato tramite la relativa scheda di sicurezza;
il livello, il modo e la durata della esposizione;
le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti tenuto conto della quantità delle sostanze e dei preparati che li contengono o li possono generare;
se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese”.
In conclusione l’intervento in relazione alla prosecuzione delle attività di controllo dei DVR sottolinea che non bisogna dimenticare l’obiettivo di “promuovere e orientare l’evoluzione del sistema prevenzionistico”. E fa riferimento all’implementazione delle “attività di promozione di un approccio di tipo proattivo, orientato al supporto al mondo del lavoro attraverso i Piani Mirati di Prevenzione” e all’ausilio di “strumenti operativi per la lettura dei DVR”.
https://life81.it/wp-content/uploads/2019/04/Antincendio-.jpg 1080 1920 Life 81 https://life81.it/wp-content/uploads/2019/10/Logo-life-81.png Life 812020-01-08 09:47:302020-01-08 09:47:35Documenti di valutazione dei rischi: quali sono le carenze rilevate?
Guida al GDPR: i diritti degli interessati
Ottobre 30, 2019 /0 Commenti/in GDPR, Prevenzione, Puntosicuro, Rischio /da Life 81
MODALITÀ PER L‘ESERCIZIO DEI DIRITTI
E’ opportuno che i titolari di trattamento adottino le misure tecniche e organizzative eventualmente necessarie per favorire l’esercizio dei diritti e il riscontro alle richieste presentate dagli interessati, che – a differenza di quanto attualmente previsto – dovrà avere per impostazione predefinita forma scritta (anche elettronica). Potranno risultare utili le indicazioni fornite dal Garante nel corso degli anni con riguardo all’intelligibilità del riscontro fornito agli interessati e alla completezza del riscontro stesso [si vedano varie decisioni relative a ricorsi contenute nel Bollettino dell’Autorità pubblicato qui: doc. web n. 766652, e più recentemente, fra molti, doc. web n. 1449401 in materia di dati sanitari, ovvero doc. web n. 1290018 in materia di dati telematici].
Quanto alla definizione eventuale di un contributo spese da parte degli interessati, che il regolamento rimette al titolare del trattamento, l’Autorità intende valutare l’opportunità di definire linee-guida specifiche (anche sul fondamento delle determinazioni assunte sul punto nel corso degli anni: si veda in particolare la Deliberazione n. 14 del 23 dicembre 2004), di concerto con le altre autorità Ue, alla luce di quanto prevede l’Art. 70 del regolamento con riguardo ai compiti del Boar
Il Gruppo “Articolo 29” ha pubblicato recentemente linee-guida specifiche dove sono illustrati e spiegati i requisiti e le caratteristiche del diritto alla portabilità con particolare riguardo ai diritti di terzi interessati i cui dati siano potenzialmente compresi fra quelli “relativi all’interessato” di cui quest’ultimo chiede la portabilità (versione italiana con le relative FAQ disponibile qui: www.garanteprivacy.it/regolamentoue/portabilita).
Al riguardo, si ricordano i numerosi provvedimenti con cui l’Autorità ha indicato criteri per il bilanciamento fra i diritti e le libertà fondamentali di terzi e quelli degli interessati esercitanti i diritti di cui all’ art. 7 del Codice (si vedano, fra molti, doc. web n. 3251012 e, con riguardo all’attività bancaria in generale, doc. web n. 1457247).
https://life81.it/wp-content/uploads/2019/03/Servizi-life81-bis.jpg 1325 1920 Life 81 https://life81.it/wp-content/uploads/2019/10/Logo-life-81.png Life 812019-10-30 11:03:082019-10-30 11:03:08Guida al GDPR: i diritti degli interessati
Maggio 7, 2019 /0 Commenti/in Prevenzione, Puntosicuro, Rischio /da Life 81
07/05/2019: Il processo di valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro. Focus sugli obiettivi della valutazione e sugli operatori da coinvolgere. L’approccio metodologico: dall’identificazione dei pericoli alla valutazione del rischio residuo.
Viareggio, 7 Mag – Quando può essere necessario fare una valutazione dei rischi? Quale può essere un approccio metodologico corretto? Come affrontare la riduzione del rischio?
Ancora oggi, benché la valutazione sia un momento rilevante di ogni strategia di prevenzione di infortuni e malattie professionali, è bene ricordare alcuni punti di fermi del processo di valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro, al di là dei mutamenti normativi avvenuti in questi ultimi anni (ad esempio riguardo ai termini, scaduti nel 2013, per l’ autocertificazione nelle piccole aziende fino a 10 lavoratori).
Proprio per riportare qualche utile indicazione per le aziende, riprendiamo la presentazione del documento “La valutazione del rischio”, a cura di Maria Rosaria Libone (Azienda USL 12 Viareggio, ora Azienda USL Toscana Nord Ovest), un documento che fornisce varie informazioni introduttive al processo di identificazione, valutazione e riduzione dei rischi.
Gli obiettivi della valutazione dei rischi
L’approccio metodologico per la valutazione
La riduzione e valutazione del rischio finale
Nel documento si segnala che la riduzione del rischio può avvenire mediante adozione di:
misure di prevenzione, dove la prevenzione è il “complesso delle misure e delle disposizioni volte ad annullare o ridurre la frequenza di accadimento di eventi dannosi (può essere individuale o collettiva)”;
misure di protezione, dove la protezione è il “complesso delle misure e delle disposizioni volte a ridurre la magnitudo di un evento dannoso (può essere individuale o collettiva)”.
Si può poi avere:
prevenzione primaria: eliminare o ridurre i rischi alla fonte
prevenzione secondaria: contenere i rischi intervenendo sulle vie di propagazione o sull’ambiente (collettive)
prevenzione terziaria: contenere i rischi intervenendo sulla persona esposta.
Dopo aver ricordato l’obbligatorietà della valutazione in tutti i luoghi di lavoro dove vi sia almeno un lavoratore, Maria Rosaria Libone chiarisce quando è necessario fare la valutazione dei rischi e i suoi obiettivi.
Questi gli obiettivi della valutazione dei rischi:
“Identificare nel modo più completo fonti di rischio
Eliminarne alcune
Valutare rischio residuo
Attuare misure correttive per eliminare o ridurre il rischio
Stabilire priorità delle azioni
Dimostrare a organi di controllo e lavoratori che le misure attuate sono sufficienti a salvaguardare integrità lavoratori”.
E al processo di valutazione deve concorrere:
“Il datore di lavoro che deve, comunque, dare l’avvallo
Linea aziendale rappresentata da dirigenti e preposti (depositari di conoscenze e titolari di obblighi);
Personale con competenze tecniche specialistiche (eventualmente per settore) coinvolgendo le funzioni tecniche della azienda (come supporto);
Servizio di prevenzione (RSPP, MC);
RLS (punto di riferimento e collettore di conoscenze dei lavoratori)”.
Dopo aver parlato di analisi dei rischi e di pianificazione della valutazione, nel documento viene anche presentato un approccio metodologico che viene riassunto in una slide:
Si ricorda che il processo gestionale di valutazione del rischio può essere suddiviso in varie fasi:
“pianificazione della valutazione in collaborazione con il personale;
individuazione delle persone a rischio, delle possibili situazioni di rischio e dei luoghi;
valutazione del livello di rischio e decisione in merito all’adozione di misure preventive;
adozione di misure preventive volte all’eliminazione o alla riduzione dei rischi;
controllo e adeguamento delle misure adottate”.
E per identificare i rischi:
“Esaminare l’attività svolta
Esaminare le macchine, i materiali, le attrezzature e le sostanze chimiche utilizzate
Valutare le condizioni di lavoro quanto a tutte le situazioni potenzialmente pericolose, tenendo conto che anche i visitatori possono essere vittime degli stessi rischi che minacciano il personale”.
Questi i “possibili approcci all’identificazione dei rischi:
“Esame per aree logistiche (es. officina meccanica, falegnameria, magazzino, uffici…);
Esame per genere di rischio (es. meccanico, fisico, chimico, biologico, organizzativo);
Esame in base alle funzioni del personale (es. operativo, amministrativo,…);
Esame in base all’organizzazione aziendale (es. turni, pianificazione del lavoro);
Analisi degli incidenti verificatisi in passato (es. consultazione registro infortuni, audit…) per identificare i problemi;
Indagine tra il personale e le persone interessate”.
Dopo aver individuato le persone a rischio (“considerare tutti coloro che possono essere vittime di incidenti. Non solo il personale fisso, ma anche il personale a contratto, i dipendenti di cooperative, i visitatori) è necessario “valutare il livello del rischio:
Valutare le probabilità che il rischio sfoci in incidente reale e la gravità dei danni potenziali.
Esaminare le misure attualmente in atto e la loro adeguatezza”.
E riguardo all’individuazione di rischi bisogna chiedersi:
“È possibile rimuovere completamente la causa del pericolo?
È possibile ridurre o controllare il pericolo (es. sostituendo taluni elementi con altri meno pericolosi)?
È possibile prendere misure per proteggere tutto il personale interessato?
Sono necessarie attrezzature protettive per il personale quando le misure collettive non garantiscono una tutela sufficiente?”.
Rimandiamo alla lettura integrale del documento che riporta indicazioni anche sulla consultazione del personale e che ricorda quanto sia importante la decisione sull’intervento che “prevede di stabilire prima quale sia il livello di rischio accettabile in base al quale verranno giudicati prioritari gli interventi da attuare”.
Riguardo alla parte seconda del procedimento indicato nell’approccio metodologico, si riportano indicazioni riguardo alla modalità di adottare misure:
“Dopo avere svolto la valutazione dei rischi, elencare le misure necessarie in ordine di priorità, quindi passare all’azione coinvolgendo nel processo i lavoratori ed i loro rappresentanti.
Affrontare i problemi alla radice è il metodo economicamente più efficace ai fini della gestione del rischio.
Gli interventi dovrebbero essere concordati con il personale o l’amministrazione tenuta alla fornitura e manutenzione degli immobili
Le soluzioni elaborate vanno attuate, monitorate e valutate con cura
Le informazioni desunte dall’indagine sulla valutazione del rischio devono essere condivise con le persone competenti”.
Riguardo poi al controllo e riesame si indica che:
“La valutazione dell’efficacia delle misure di controllo garantisce che i rischi sono stati adeguatamente ridotti, senza tuttavia creare nuove fonti di pericolo.
Quando avviene un cambiamento, assicurarsi che non ci siano nuovi pericoli da prendere in considerazione.
Ripetere la valutazione del rischio se necessario.
È importante eseguire una valutazione per individuare gli aspetti degli interventi attuati con successo o meno, per elaborare un sistema ottimale adatto”.
Si ricorda poi che possono essere necessarie specifiche valutazioni del rischio:
“Determinate mansioni lavorative possono creare rischi diversi che richiedono specifiche valutazioni.
La valutazione del rischio e la sua gestione non devono trascurare i pericoli per la salute e la sicurezza a cui sono esposti gruppi specifici del personale (es. …, personale esterno che deve eseguire lavori in appalto presso l’azienda)”.
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Marzo 7, 2019 /0 Commenti/in Puntosicuro, Rischio /da Life 81
07/03/2019: Il rischio è un concetto probabilistico, è la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone.
• Qualunque conseguenza negativa derivante dal verificarsi dell’evento (UNI 11230 – Gestione del rischio)
•Lesione fisica o danno alla salute (UNI EN ISO 12100-1)
•Gravità delle conseguenze che si verificano al concretizzarsi del pericolo
Definizione di Pericolo art. 2, lettera r, D.Lgs. 81/08: Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danno
Il pericolo è una proprietà intrinseca (della situazione, oggetto, sostanza, ecc.) non legata a fattori esterni; è una situazione, oggetto, sostanza, etc. che per le sue proprietà o caratteristiche ha la capacità di causare un danno alle persone
Definizione di Rischio art. 2, lettera s, D.Lgs. 81/08: Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione
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Come prevenire gli incendi negli impianti di trattamento dei rifiuti
Febbraio 12, 2019 /0 Commenti/in Prevenzione Incendi, Puntosicuro, Rischio /da Life 81
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Gennaio 22, 2019 /0 Commenti/in Inail, Prevenzione Incendi, Rischio /da Life 81
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Gennaio 22, 2019 /0 Commenti/in Inail, Rischio /da Life 81
https://life81.it/wp-content/uploads/2019/01/Prevenzione-del-rischio-life81.jpg 1280 1920 Life 81 https://life81.it/wp-content/uploads/2019/10/Logo-life-81.png Life 812019-01-22 09:53:302019-03-17 13:41:24Conoscere il Rischio