Source: http://www.appclaspezia.it/Ita/Articolo/173/Condominio-RIFORMA-DEL-CONDOMINIO/
Timestamp: 2017-09-25 13:10:12+00:00
Document Index: 115449545

Matched Legal Cases: ['art.1112', 'art.1120', 'art.1102', 'art.1122', 'art.1122', 'art.1122']

RIFORMA DEL CONDOMINIO | Condominio | Associazione Piccoli Proprietari Case La Spezia
Sei in: Categorie > Condominio > RIFORMA DEL CONDOMINIO 25/09/2017 15:10:12
LE OPERE SU PARTI DI PROPRIETÁ O DI USO INDIVIDUALE
NEL CONDOMINIO (ART. 1122 c.c. – L.220/12)
Affinché possa ritenersi esistente un condominio, oltre alle parti di proprietà esclusiva - per le quali potrà esserci anche il solo diritto a godimento periodico (multiproprietà) – è, dunque, necessario che vi siano parti comuni, legate alle prime da rapporto di funzionalità necessaria e, pertanto, pertinenze o accessori delle stesse.
Secondo Cassazione civile, sez. II, 11/02/2005, n.2743, in tema di condominio, dovevano infatti considerarsi vietate, ai sensi dell’art.1112 c.c., le opere realizzate dal condomino nella proprietà esclusiva che avessero comportato una lesione del decoro architettonico dell’edificio, non trovando al riguardo applicazione la norma dettata dall’art.1120 c.c. in tema d’innovazione delle parti comuni. (Nella specie, sono state ritenute illegittime le tettoie, che – pur essendo state realizzate nella proprietà esclusiva del condomino - comportavano un danno estetico alla facciata dell’edificio condominiale).
La materia delle opere sulle porzioni comuni fatte dal condomino non avente l’uso esclusivo e non costituenti innovazioni era ed è regolata solo dall’art.1102.
La fattispecie relativa alle opere eseguite dal condomino sulla porzione comune di cui ha l’uso esclusivo o la proprietà è regolata invece dall’art.1122 con i diversi limiti stabiliti dalla disposizione speciale.
Non è chiaro, pertanto, se dalla norma in esame derivi un preciso obbligo per l’amministratore di convocare l’assemblea – straordinaria – al solo fine di effettuare tale comunicazione o se la locuzione “ne riferisce all’assemblea” di cui all’ultimo comma dell’art.1122 c.c. consenta di rinviare la comunicazione stessa alla prima assemblea utile.
In tal caso, applicando la norma per quanto la stessa stabilisce, in occasione delle assemblee periodiche, il più delle volte a distanza di tempo e a lavori già avviati o addirittura ultimati, l’amministratore comunicherà all’assemblea se e quali condomini hanno effettuato all’interno delle proprie unità immobiliari determinate opere, dando indicazioni circa la loro natura. Con quale concreta utilità è da verificare.
La riduzione in pristino, nel caso di opere illegittime, scaturirebbe dalla loro potenzialità a recare pregiudizio alla stabilità e sicurezza del fabbricato o ad alterare il decoro architettonico.
Si pensi al condomino che decida di soppalcare il proprio appartamento e che, per fare ciò, si appoggi ai muri perimetrali (che sono di proprietà comune) creando sovraccarico e quindi pericolo per la stabilità degli stessi.
Con riferimento invece alla lesione del decoro architettonico, altro caso ricorrente è quello dei condizionatori per la parte d’impianto da collocare all’esterno (sul balcone o direttamente sulla facciata dello stabile).
In questi casi il condominio potrà chiedere bonariamente e poi, eventualmente, per via giudiziale, la rimessione in pristino dei luoghi.
Spetta a chi agisce in giudizio indicare il pregiudizio o quanto meno lasciar intendere quale sia il danno che l’opera potrebbe causare.
Va da sé che, allorché si voglia contestare la legittimità degli interventi ai sensi dell’art.1122 c.c., prima di agire in giudizio e per evitare inutili contenziosi dagli esiti negativi, si abbiano fondati motivi per ritenere di avere ragione in corso di causa. Non basterà, invero, denunciare l’apertura su un muro portante se, detta apertura, magari per le sue dimensioni, possa essere ritenuta non rilevante ai fini della stabilità e sicurezza dell’edificio o del suo decoro architettonico.