Source: https://www.laleggepertutti.it/107570_cose-un-precetto-su-sentenza
Timestamp: 2018-11-13 01:32:39+00:00
Document Index: 174613675

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Cos'è un precetto su sentenza?
Cos’è un precetto su sentenza?
Il postino mi ha notificato una busta verde contenente un precetto su sentenza: di che si tratta?
Il precetto ha una natura unitaria: non possiamo parlare di precetto su sentenza diverso, per esempio, da quello su decreto ingiuntivo, su cambiale o assegno. Si tratta sempre dello stesso tipo di atto che serve a dare, al debitore, un ulteriore termine di 10 giorni per adempiere, scaduto il quale il creditore potrà procedere al pignoramento. Ma procediamo con ordine e vediamo come si inserisce questa particolare procedura di intimazione.
1 La notifica della sentenza
2 Il precetto
3 Il precetto su sentenza
4 Quando scade il precetto
5 Che fare in questi casi?
6 ESEMPIO DI ATTO DI PRECETTO SU SENTENZA
Quando una parte vince una causa e ottiene una sentenza che accoglie la sua domanda giudiziale, è suo onere notificare detta sentenza alla controparte e al suo avvocato. Difatti, la notifica della sentenza ha una duplice funzione:
– la sentenza notificata alla parte serve per poter, successivamente, avviare l’esecuzione forzata e il pignoramento;
– la sentenza, invece, notificata al difensore della parte serve per far decorrere il termine breve per impugnare (30 giorni per l’appello, 60 per il ricorso in cassazione).
La sentenza, prima della notifica, deve essere munita della cosiddetta formula esecutiva: essa, in pratica, consiste in un’attestazione, da parte dell’ufficio del giudice, con cui si dichiara che detto documento (chiamato anche titolo esecutivo) consente di agire in esecuzione forzata contro il soggetto che, eventualmente, continui ad essere inadempiente nonostante l’ordine del giudice.
Chiameremo, per semplificare, colui che notifica creditore (non necessariamente di una somma di denaro, ma anche di un’attività concreta come la restituzione di un bene, di un ordine di demolizione di un’opera, ecc.), e colui che riceve la notifica debitore.
Unito alla sentenza o, anche, con una successiva notifica, il creditore notifica anche il precetto. L’atto di precetto è un atto autonomo del creditore che consiste nell’intimazione di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo entro un termine non inferiore a 10 giorni (salva l’autorizzazione all’esecuzione immediata in caso di pericolo nel ritardo) con l’avvertimento che, nel caso in cui tale adempimento non avvenga, si procederà ad esecuzione forzata.
Il creditore deve indicare nel precetto il termine entro il quale il debitore deve adempiere, che (salvo casi particolari) non può essere inferiore a 10 giorni, o a 120 giorni in caso di precetto nei confronti di una Pubblica Amministrazione.
L’indicazione di un termine più breve o la mancata indicazione del termine non costituisce causa di nullità del precetto, ma, in ogni caso il debitore deve adempiere entro e non oltre 10 giorni.
Se il creditore inizia l’esecuzione forzata prima del decorso dei 10 giorni dalla notificazione del precetto, l’esecuzione forzata è nulla ed è soggetta a opposizione agli atti esecutivi.
Se ricorrono ragioni di urgenza o il pericolo di una ritardata esecuzione, il creditore può fare istanza al presidente del tribunale competente per l’esecuzione che valuta se autorizzare l’esecuzione immediata, con o senza cauzione.
Il precetto su sentenza
Il creditore deve sempre indicare, a pena di nullità, all’interno del precetto quale sia il titolo esecutivo del quale chiede l’adempimento. Ecco quindi che, nel caso in cui il titolo esecutivo sia costituito da una sentenza, essa andrà citata nell’atto di precetto, insieme alla data in cui la stessa è stata munita della formula esecutiva. Allo stesso modo, nel caso in cui il precetto sia costituito da un decreto ingiuntivo, nel precetto dovranno figurare gli estremi.
Se il titolo è un assegno o una cambiale, essi dovranno essere “trascritti”: il creditore, cioè, dovrà indicare tutto il testo contenuto nell’assegno o nella cambiale, quasi come se stesse facendo una sorta di fotocopia.
Quando scade il precetto
Il precetto scade dopo 90 giorni dal momento in cui il debitore lo ha ricevuto. Questo non significa che il creditore perde il credito, ma solo che, per poter avviare l’esecuzione forzata, dovrà notificare un nuovo precetto. Il tutto salvo, ovviamente, la prescrizione del titolo ossia della sentenza che, come per tutti gli atti giudiziari, è di 10 anni.
Di norma, si notifica il precetto quando la sentenza è stata emessa, anche se ancora esistono i termini per appellare. Il debitore ha quindi due possibilità per difendersi:
– proporre appello contro la sentenza e chiedere, al giudice di secondo grado, di sospendere l’efficacia esecutiva del titolo. Alla prima udienza – che però potrebbe essere fissata dopo numerosi mesi – il magistrato decide sull’istanza. Prima di tale momento, però, la sentenza continua ad essere esecutiva e giustifica il pignoramento;
– proporre opposizione all’esecuzione forzata, per un vizio dell’atto di precetto.
ESEMPIO DI ATTO DI PRECETTO SU SENTENZA
– con sentenza n. …. dell’anno …. munita di formula esecutiva in data ….. il tribunale di ….. condannava il sig…… al pagamento della somma di euro n…… R.G. per €……., oltre interessi legali e spese di giudizio;
– in data…. il sig….. (creditore) provvedeva a notificare la sentenza;
– il sig….. (creditore) intende agire esecutivamente nei confronti del sig….. (debitore) per il recupero delle somme come da condanna contenuta nella citata sentenza;
– Euro…. per il credito liquidata nella sentenza, oltre a Euro…. per interessi maturati fino ad oggi;