Source: https://nt24.it/2013/04/dpr-16-aprile-2013-n-75-requisiti-impianti-termici/
Timestamp: 2019-08-20 12:04:21+00:00
Document Index: 69127873

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 117', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 4']

DPR 16 Aprile 2013, n. 74 (Requisiti impianti termici) - Impianti elettrici - norme tecnicheImpianti elettrici – norme tecniche
Home Lex DPR 16 Aprile 2013, n. 74 (Requisiti impianti termici)
Visto l’articolo 7, del citato decreto legislativo che disciplina l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva;
Visto l’articolo 9, comma 1, del citato decreto legislativo che, fermo restando il rispetto della clausola di cedevolezza di cui all’articolo 17, assegna alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, l’attuazione delle disposizioni contenute nel medesimo decreto legislativo;
– Si riporta l’art. 4, comma 1, lettere a) e c) del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione
della direttiva 2002/911CE relativa al rendimento
energetico nell’edilizia), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 23 settembre 2005, n. 222, S.O.:
“Art. 4. Adozione di criteri generali, di una
metodologia di calcolo e requisiti della prestazione
1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, con uno o piu’ decreti del
Presidente della Repubblica, sono definiti:
a) i criteri generali, le metodologie di calcolo e i
1, tenendo conto di quanto riportato nell’allegato «B» e
della destinazione d’uso degli edifici. Questi decreti
disciplinano la progettazione, l’installazione,
l’esercizio, la manutenzione e l’ispezione degli impianti
termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli
edifici, per la preparazione dell’acqua calda per usi
igienici sanitari e, limitatamente al settore terziario,
c) i requisiti professionali e i criteri di
accreditamento per assicurare la qualificazione e
l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui
affidare la certificazione energetica degli edifici e
l’ispezione degli impianti di climatizzazione. I requisiti
minimi sono rivisti ogni cinque anni e aggiornati in
funzione dei progressi della tecnica;
2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati su
proposta del Ministro delle attivita’ produttive, di
trasporti e con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio, acquisita l’intesa con la Conferenza
unificata, sentiti il Consiglio nazionale delle ricerche,
di seguito denominato CNR, l’Ente per le nuove tecnologie
l’energia e l’ambiente, di seguito denominato ENEA, il
Consiglio nazionale consumatori e utenti, di seguito
denominato CNCU.”.
– Si riporta l’art. 2, comma 1, del citato decreto
legislativo n. 192 del 2005:
“Art. 2. Definizioni.
a) «edificio» e’ un sistema costituito dalle
strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di
volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono
detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi
tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno; la
superficie esterna che delimita un edificio puo’ confinare
con tutti o alcuni di questi elementi: l’ambiente esterno,
il terreno, altri edifici; il termine puo’ riferirsi a un
intero edificio ovvero a parti di edificio progettate o
ristrutturate per essere utilizzate come unita’ immobiliari
a se’ stanti;
b) «edificio di nuova costruzione» e’ un edificio per
il quale la richiesta di permesso di costruire o denuncia
di inizio attivita’, comunque denominato, sia stata
presentata successivamente alla data di entrata in vigore
c) «prestazione energetica, efficienza energetica
ovvero rendimento di un edificio» e’ la quantita’ annua di
energia effettivamente consumata o che si prevede possa
essere necessaria per soddisfare i vari bisogni connessi ad
un uso standard dell’edificio, compresi la climatizzazione
invernale e estiva, la preparazione dell’acqua calda per
usi igienici sanitari, la ventilazione e l’illuminazione.
Tale quantita’ viene espressa da uno o piu’ descrittori che
tengono conto della coibentazione, delle caratteristiche
tecniche e di installazione, della progettazione e della
posizione in relazione agli aspetti climatici,
dell’esposizione al sole e dell’influenza delle strutture
adiacenti, dell’esistenza di sistemi di trasformazione
propria di energia e degli altri fattori, compreso il clima
degli ambienti interni, che influenzano il fabbisogno
d) «attestato di certificazione energetica o di
rendimento energetico dell’edificio» e’ il documento
redatto nel rispetto delle norme contenute nel presente
decreto, attestante la prestazione energetica ed
eventualmente alcuni parametri energetici caratteristici
e) «cogenerazione» e’ la produzione e l’utilizzo
simultanei di energia meccanica o elettrica e di energia
termica a partire dai combustibili primari, nel rispetto di
determinati criteri qualitativi di efficienza energetica;
f) «sistema di condizionamento d’aria» e’ il
complesso di tutti i componenti necessari per un sistema di
trattamento dell’aria, attraverso il quale la temperatura
e’ controllata o puo’ essere abbassata, eventualmente in
combinazione con il controllo della ventilazione,
dell’umidita’ e della purezza dell’aria;
g) «generatore di calore o caldaia» e’ il complesso
bruciatore-caldaia che permette di trasferire al fluido
termovettore il calore prodotto dalla combustione;”.
4. Gli edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili, ivi compresi quelli adibiti a ricovero o cura di minori o anziani, nonche’ le strutture protette per l’assistenza e il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici, sono esclusi dal rispetto dei commi 1 e 2, limitatamente alle zone riservate alla permanenza e al trattamento medico dei degenti o degli ospiti. Per gli edifici adibiti a piscine, saune e assimilabili, per le sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali non ubicate in stabili condominiali, le autorita’ comunali possono concedere deroghe motivate ai limiti di temperatura dell’aria negli ambienti di cui ai commi 1 e 2, qualora elementi oggettivi o esigenze legati alla specifica destinazione d’uso giustifichino temperature diverse di detti valori.
Limiti di esercizio degli impianti termici per la climatizzazione
a) edifici adibiti a uffici e assimilabili, nonche’ edifici adibiti ad attivita’ commerciali e assimilabili, limitatamente alle parti adibite a servizi senza interruzione giornaliera delle attivita’;
Facolta’ delle Amministrazioni comunali in merito ai limiti di
esercizio degli impianti termici
Criteri generali, requisiti e soggetti responsabili per l’esercizio,
la conduzione, il controllo e la manutenzione degli impianti
termici per la climatizzazione invernale ed estiva.
– Il decreto del Ministro dello sviluppo economico del
22 gennaio 2008, n. 37 (Riordino delle disposizioni in
materia di attivita’ di installazione degli impianti
all’interno degli edifici), e’ stato pubblicato nella
– Il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 (Regolamento di
esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163, recante «Codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle
direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), e’ stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 10 dicembre 2010, n. 288, S.O..
– Il decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115
(Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa
all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi
energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE), e’
stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 luglio 2008, n.
5. Gli impianti termici per la climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria devono essere muniti di un “Libretto di impianto per la climatizzazione”. In caso di trasferimento a qualsiasi titolo dell’immobile o dell’unita’ immobiliare i libretti di impianto devono essere consegnati all’avente causa, debitamente aggiornati, con gli eventuali allegati.
degli impianti termici
5. Al termine delle operazioni di controllo, l’operatore che effettua il controllo provvede a redigere e sottoscrivere uno specifico Rapporto di controllo di efficienza energetica, come indicato nell’Allegato A del presente decreto. Una copia del Rapporto e’ rilasciata al responsabile dell’impianto, che lo conserva e lo allega ai libretti di cui al comma 5 dell’articolo 7; una copia e’ trasmessa a cura del manutentore o terzo responsabile all’indirizzo indicato dalla Regione o Provincia autonoma competente per territorio, con la cadenza indicata all’Allegato A del presente decreto. Al fine di garantire il costante aggiornamento del catasto, la trasmissione alle Regioni o Province autonome deve essere eseguita prioritariamente con strumenti informatici. Restano ferme le sanzioni di cui all’articolo 11 in caso di non ottemperanza da parte dell’operatore che effettua il controllo.
9. Le macchine frigorifere e le pompe di calore per le quali nel corso delle operazioni di controllo sia stato rilevato che i valori dei parametri che caratterizzano l’efficienza energetica siano inferiori del 15 per cento rispetto a quelli misurati in fase di collaudo o primo avviamento riportati sul libretto di impianto, devono essere riportate alla situazione iniziale, con una tolleranza del 5 per cento. Qualora i valori misurati in fase di collaudo o primo avviamento non siano disponibili, si fa riferimento ai valori di targa.
8. Le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano o l’organismo incaricato provvedono all’accertamento dei rapporti di controllo di efficienza energetica pervenuti e, qualora ne rilevino la necessita’, si attivano presso i responsabili degli impianti affinche’ questi ultimi procedano agli adeguamenti eventualmente necessari.
10. Entro il 31 dicembre 2014, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano predispongono e trasmettono al Ministero dello sviluppo economico ed al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare una relazione sulle caratteristiche e sullo stato di efficienza e manutenzione degli impianti termici nel territorio di propria competenza, con particolare riferimento alle risultanze delle ispezioni effettuate nell’ultimo biennio. La relazione e’ aggiornata con frequenza biennale. Convenzionalmente il periodo di riferimento della stagione termica e’ fissato come inizio al primo agosto di ogni anno e termine al 31 luglio dell’anno successivo.
– Si riporta l’art. 9, comma 2, del citato decreto
legislativo n 192 del 2005:
2. Le autorita’ competenti realizzano, con cadenza
periodica, privilegiando accordi tra gli enti locali o
anche attraverso altri organismi pubblici o privati di cui
sia garantita la qualificazione e l’indipendenza, gli
accertamenti e le ispezioni necessarie all’osservanza delle
norme relative al contenimento dei consumi di energia
nell’esercizio e manutenzione degli impianti di
climatizzazione e assicurano che la copertura dei costi
avvenga con una equa ripartizione tra tutti gli utenti
finali e l’integrazione di questa attivita’ nel sistema
delle ispezioni degli impianti all’interno degli edifici
previsto all’art. 1, comma 44, della legge 23 agosto 2004,
n. 239, cosi’ da garantire il minor onere e il minor
impatto possibile a carico dei cittadini; tali attivita’,
le cui metodologie e requisiti degli operatori sono
previsti dai decreti di cui all’art. 4, comma 1, sono
svolte secondo principi di imparzialita’, trasparenza,
pubblicita’, omogeneita’ territoriale e sono finalizzate a:
a) ridurre il consumo di energia e i livelli di
emissioni inquinanti;
d) monitorare l’efficacia delle politiche
pubbliche.”.
– Si riporta l’art. 4 del citato decreto legislativo n.
115 del 2008:
“Art. 4. Funzioni di Agenzia nazionale per l’efficienza
1. L’ENEA svolge le funzioni di cui all’art. 2, comma
1, lettera cc), tramite una struttura, di seguito
denominata: «Unita’ per l’efficienza energetica», senza
nuovi o maggiori oneri, ne’ minori entrate a carico della
finanza pubblica e nell’ambito delle risorse umane,
2. L’Unita’ per l’efficienza energetica opera secondo
un proprio piano di attivita’, approvato congiuntamente a
quelli di cui all’art. 16 del decreto legislativo 3
settembre 2003, n. 257. L’ENEA provvede alla redazione di
tale piano di attivita’ sulla base di specifiche direttive,
emanate dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto
e del mare, d’intesa con la Conferenza permanente per i
Trento e di Bolzano, finalizzate a dare attuazione a quanto
disposto dal presente decreto oltreche’ ad ulteriori
obiettivi e provvedimenti attinenti l’efficienza
3. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, con decreto del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, su
proposta del Consiglio di amministrazione dell’ENEA e
previo parere per i profili di rispettiva competenza del
Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e
del Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite
le modalita’ con cui si procede alla riorganizzazione delle
strutture, utilizzando il solo personale in servizio alla
data di entrata in vigore del presente decreto, al fine di
consentire l’effettivita’ delle funzioni dell’Unita’ per
4. L’Unita’ per l’efficienza energetica svolge le
a) supporta il Ministero dello sviluppo economico e
le regioni ai fini del controllo generale e della
supervisione dell’attuazione del quadro istituito ai sensi
b) provvede alla verifica e al monitoraggio dei
progetti realizzati e delle misure adottate, raccogliendo e
coordinando le informazioni necessarie ai fini delle
specifiche attivita’ di cui all’art. 5;
c) predispone, in conformita’ a quanto previsto dalla
direttiva 2006/32/CE, proposte tecniche per la definizione
dei metodi per la misurazione e la verifica del risparmio
energetico ai fini della verifica del conseguimento degli
obiettivi indicativi nazionali, da approvarsi secondo
quanto previsto dall’art. 3, comma 2. In tale ambito,
definisce altresi’ metodologie specifiche per l’attuazione
del meccanismo dei certificati bianchi, approvate con le
modalita’ di cui all’art. 3, comma 2, con particolare
riguardo allo sviluppo di procedure standardizzate che
consentano la quantificazione dei risparmi senza fare
ricorso a misurazioni dirette;
d) svolge supporto tecnico-scientifico e consulenza
per lo Stato, le regioni e gli enti locali anche ai fini
della predisposizione degli strumenti attuativi necessari
al conseguimento degli obiettivi indicativi nazionali di
risparmio energetico di cui al presente decreto;
e) assicura, anche in coerenza con i programmi di
intervento delle regioni, l’informazione a cittadini, alle
imprese, alla pubblica amministrazione e agli operatori
economici, sugli strumenti per il risparmio energetico,
nonche’ sui meccanismi e sul quadro finanziario e giuridico
predisposto per la diffusione e la promozione
dell’efficienza energetica, provvedendo inoltre a fornire
sistemi di diagnosi energetiche in conformita’ a quanto
previsto dall’art. 18.”.
4. Le Regioni e le Province autonome, in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 9, provvedono a:
– Si riporta l’art. 17 del citato decreto legislativo
n. 192 del 2005:
1. In relazione a quanto disposto dall’art. 117, quinto
comma, della Costituzione, e fatto salvo quanto previsto
dall’art. 16, comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11,
per le norme afferenti a materie di competenza esclusiva
delle regioni e province autonome, le norme del presente
decreto e dei decreti ministeriali applicativi nelle
materie di legislazione concorrente si applicano per le
regioni e province autonome che non abbiano ancora
provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/CE fino
alla data di entrata in vigore della normativa di
attuazione adottata da ciascuna regione e provincia
autonoma. Nel dettare la normativa di attuazione le regioni
e le province autonome sono tenute al rispetto dei vincoli
derivanti dall’ordinamento comunitario e dei principi
fondamentali desumibili dal presente decreto e dalla stessa
direttiva 2002/91/CE.”.
– Si riporta l’art. 9, comma 3, del citato decreto
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, allo scopo di facilitare e omogeneizzare
territorialmente l’impegno degli enti o organismi preposti
agli accertamenti e alle ispezioni sugli edifici e sugli
impianti, nonche’ per adempiere in modo piu’ efficace agli
obblighi previsti al comma 2, possono promuovere la
realizzazione di programmi informatici per la costituzione
dei catasti degli impianti di climatizzazione presso le
autorita’ competenti, senza nuovi o maggiori oneri per gli
enti interessati. In questo caso, stabilendo
contestualmente l’obbligo per i soggetti di cui all’art. 7,
comma 1, di comunicare ai Comuni le principali
caratteristiche del proprio impianto e le successive
modifiche significative e per i soggetti di cui all’art. 17
1999, n. 551, di comunicare le informazioni relative
all’ubicazione e alla titolarita’ degli impianti.”.
– Si riporta l’art. 15, commi 5 e 6, del citato decreto
“Art. 15. Sanzioni.
5. Il proprietario o il conduttore dell’unita’
immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale
terzo che se ne e’ assunta la responsabilita’, che non
ottempera a quanto stabilito dell’art. 7, comma 1, e’
punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500
euro e non superiore a 3000 euro.
6. L’operatore incaricato del controllo e manutenzione,
che non ottempera a quanto stabilito all’art. 7, comma 2,
e’ punito con la sanzione amministrativa non inferiore a
1000 euro e non superiore a 6000 euro. L’autorita’ che
applica la sanzione deve dame comunicazione alla Camera di
commercio, industria, artigianato e agricoltura di
appartenenza per i provvedimenti disciplinari
conseguenti.”.
– Il D.P.R. 2 aprile 2009, n. 59 (Regolamento di
attuazione dell’art. 4, comma 1, lettere a) e b), del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente
attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento
energetico in edilizia), modificato dal presente
regolamento, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10
giugno 2009, n. 132.
– Il D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 (Regolamento recante
norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e
la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai
fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione
dell’art. 4, comma 4, della L. 9 gennaio 1991, n. 10),
modificato dal presente regolamento, e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 14 ottobre 1993, n. 242, S.O.
economico e delle infrastrutture e dei
Registrato alla Corte dei conti il 17 giugno 2013 Ufficio di controllo atti MISE – MIPAAF, registro n. 6, foglio n. 229
Impianti termicilex