Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/20110713.htm
Timestamp: 2018-04-20 00:58:46+00:00
Document Index: 143393881

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art 13', 'art. 543', 'art. 547', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 16', 'art 18', 'art 12']

Il Trust interno autodichiarato a scopo puramente liquidatorio - Tidona e Associati
Non vi è dubbio che in quest’ultimo decennio, in un contesto di economia globalizzata, con lo sviluppo internazionale dei mercati finanziari e conseguentemente delle regole che lo disciplinano, e con la rinascita di una rinnovata lex mercatoria, la figura giuridica del trust, quale strumento di autonomia privata, può essere la soluzione alle problematiche di una moltitudine di soggetti ai quali l’ordinamento giuridico italiano non riesce a dare risposte soddisfacenti in campo commerciale (come ad esempio nel diritto societario al fine dell'esercizio del diritto di voto, patti di sindacato, nella gestione di partecipazioni azionarie), finanziario, nonché nella vita sociale e familiare.
Si definisce invece un trust interno quando i suoi elementi oggettivi e soggettivi sono radicati in Italia e assoggettati ad una legge straniera, unico elemento di estraneità dell’istituto; in pratica laddove venga istituito un trust in Italia da soggetti ivi residenti, su beni localizzati in Italia, a favore di beneficiari residenti in Italia ed in cui il trustee sia anch'esso residente in Italia e ivi amministri i beni oggetto di trust
La querelle sembra ormai superata stante l’indirizzo ermeneutico maggioritario delle pronunce giurisprudenziali e di parte della dottrina [12]. A tal riguardo uno studio del Consiglio Nazionale del Notariato del 10 febbraio 2006 “Il trust: diritto interno e Convenzione de L'Aja. Ruolo e responsabilità del notaio” ha sancito l’ammissibilità dei trusts interni riconoscendo la portata dell’art. 13 come “norma di chiusura” consentendo “ al giudice di non riconoscere il trust regolato da legge straniera nel caso in cui, pur non trovando applicazione le norme di salvaguardia previste agli articoli 15, 16, 18 della Convenzione stessa, il giudice ritenga ugualmente il trust non meritevole di riconoscimento in quanto realizzi un "abuso di diritto", venga utilizzato "in frode alla legge", o comunque realizzi effetti valutati dal giudice ripugnanti all'ordinamento in cui dovrebbe essere riconosciuto[13] .
Si ritiene dunque che il problema posto dall’art 13 della Convenzione de L’Aja riguardi “ in particolare, (…) la meritevolezza e non contrarietà ai principi dell'ordinamento della "causa" del trust. Infatti con la ratifica della Convenzione si è espressamente riconosciuta la "causa astratta" di tale istituto, mentre invece è necessario che il giudice valuti quella concreta in relazione alla meritevolezza degli interessi del singolo negozio posto di volta in volta al suo esame”[15].
Un creditore munito di titolo esecutivo (decreto ingiunitivo) < Sempronio> agiva nei confronti di una impresa <Alfa> per recuperare il suo credito attraverso un pignoramento presso terzi ex art. 543 c.p.c. notificato in data 22/12/2010.
Il debitor debitoris, la società s.r.l. <Beta>, resa la dichiarazione ex art. 547 c.p.c. precisava altresì che la società sua creditrice risultava cancellata dal R.I. e che aveva ricevuto richiesta di pagamento da parte del trustee del trust Alfa. Il trustee del trust Alfa (Tizio) dunque faceva ricorso di opposizione all’esecuzione con istanza di sospensione cautelare, contestando il diritto del creditore Sempronio di procedere all’esecuzione forzata sostenendo di subire un pregiudizio, posto che la procedura esecutiva avrebbe colpito un credito “asseritamente” trasferito al trustee il 02/08/2011, dunque anteriormente alla data della notifica del pignoramento.
Si rileva dall’atto istitutivo che il liquidatore della Alfa s.r.l. ha alienato l’intero patrimonio con i precipui scopi di destinare l’intero patrimonio al soddisfacimento dei creditori sociali (clausola 1.1. lett. a dell’atto istitutivo); di evitare la dispersione dei beni (clausola 1.1. lett. b); di assicurare la par condicio creditorum prevenendo la costituzione di diritti di prelazione… (clausola 1.1. lett. c); di agevolare l'eventuale commercializzazione del patrimonio, prevenendo eventuali azioni revocatorie concorsuali (clausola 1.1 lett. d); di agevolare il raggiungimento di eventuali accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti e/o il risanamento dell’esposizione debitoria (clausola 1.1. lett. e); di agevolare l’intervento di un terso finanziatore (clausola 1.1 lett. f).
Declinare in altri termini la causa concreta del negozio istitutivo di trust, in realtà configura a parere del giudice, una pedissequa riproposizione dei fondamentali obiettivi primari che informano i criteri di svolgimento della liquidazione e dei principali poteri e doveri dei liquidatori previsti dagli artt. 2487 ss. c.c.; gli atti necessari per la conservazione del valore dell'impresa, ivi compreso il suo esercizio provvisorio, anche di singoli rami, in funzione del migliore realizzo, nonché il divieto imposto al liquidatore dalla legge di dissipare il patrimonio sociale, così come l’alienazione di beni o diritti sono infatti doveri specifici dell’attività posta in essere da un liquidatore.
Dunque, il trust "liquidatorio" va condannato sempre e comunque? A mio parere, il programma negoziale di un trust avente fini liquidatori è strumento che può ben esistere entro un alveo nel quale può essere considerato efficiente ed efficace, nonché meritevole di tutela e non fraudolento.
A tal proposito il tribunale ambrosiano ha recentemente applicato tale norma ad un trust istituito da un imprenditore insolvente statuendo che è illecito sin dall'origine e quindi nullo, in quanto strumento per eludere l'applicazione delle norme imperative che presiedono alla liquidazione concorsuale, in violazione in particolare degli artt. 13 e 15, lett. e) della Convenzione.
[5] L'Italia è stato il secondo paese a ratificare la Convenzione dopo il Regno Unito
[10] In tal senso ( a favore vedi) LUPOI, Il Trust, Milano 2001; Luzzatto , "Legge applicabile" e "riconoscimento" di trusts secondo la Convenzione dell'Aja , cit., spec. p. 16 Contra RESCIGNO, Notazioni a chiusura di un seminario sul trust, in Europa e dir. Priv., 1998, pag. 447; Castronovo, Il trust e “sostiene Lupoi”, in Europa e Dir. Priv. 1998, pag. 451; dello stesso autore, Trust e diritto civile italiano, in Vita notarile, 1998, pag.1323; GAZZONI Tentativo dell’impossibile (Osservazioni di un giurista “non vivente” su trust e trascrizione), in Rivista del notariato 2001il quale ha manifestato la sua contrarietà ai trusts interni posto che privi del carattere di internazionalità e conseguentemente la clausola del trust interno che prevede l'applicazione della legge straniera dovrebbe essere ritenuta nulla per impossibilità dell'oggetto ed applicarsi invece la legge italiana quale lex fori ; GAZZONI, Il cammello, il leone, il fanciullo e la trascrizione del trust, in Rivista del Notariato, 2002, I, pag. 1107; A.GAMBARO, Un argomento a due gobbe in tema di trascrizioni del trustee in base alla XV Convenzione dell’Aja, in Rivista di Diritto Civile, 2002, II, pag. 919
[12] BUSANI, “ I notai ammettono il trust interno” Il sole 24 ore 23/02/2006; M. Lupoi , Introduzione ai trusts , Milano, 1994, p. 148 ss. Lo stesso autore osservava che l'art. 13 della Convenzione può essere applicato dal giudice quando, ad esempio, la particolare configurazione di uno specifico trust renda non esperibile l'azione revocatoria per la difficoltà di individuare il giusto convenuto: M. Lupoi, Lettera a un notaio conoscitore dei trusts , in RN , 2001; Ex multis Trib. Bologna, 1 ottobre 2003, in Trusts e Attività Fiduciarie, 2004, pag.67, statuisce che non può essere ritenuto invalido ex se per carenza di elementi di estraneità..., né per il suo contrasto con norme inderogabili o di applicazione necessaria o dì ordine pubblico..., l'unica possibile e ragionevole soluzione ermeneutica ...è quella, appunto, di considerare la disposizione come una "norma di chiusura della Convenzione”;; Trib. Brescia, 12 ottobre 2004, n. 4185, cit.: "(il riconoscimento) dovrà essere negato solo in mancanza di qualsiasi ragionevole e legittima giustificazione del ricorso all'istituto "; Corte di Cassazione, IV sez penale, 18 dicembre 2004, n. 48708 in www.il-trust-in-italia.it, Tribunale di Trento – Sezione distaccata di Cavalese, decreto 20/7/2004, in Trusts e Attività Fiduciarie, 2004, pag. 574; Tribunale di Reggio Emilia 14 maggio 2007 – Est. G. Fanticini, in www.ilcaso.it.
[13] Il capitolo IV della Convenzione de L’Aja rubricato - Disposizioni generali dispone all’art. 15 che “La Convenzione non costituisce ostacolo all’applicazione delle disposizioni della legge designata dalle norme del foro sul conflitto di leggi quando con un atto volontario non si possa derogare ad esse, in particolare nelle seguenti materie:a) protezione dei minori e degli incapaci;b) effetti personali e patrimoniali del matrimonio; c) testamenti e devoluzione ereditaria, in particolare la successione necessaria; trasferimento della proprietà e le garanzie reali; c) protezione dei creditori in caso di insolvenza; d) protezione dei terzi in buona fede. Qualora le disposizioni del precedente paragrafo siano di ostacolo al riconoscimento del trust, il giudice cercherà di attuare gli scopi del trust in altro modo”; al successivo art. 16 “La Convenzione non pregiudica l’applicazione di quelle norme della legge del foro la cui applicazione si impone anche alle situazioni internazionali qualunque sia la legge designata dalle norme di conflitto. In via eccezionale si può attribuire efficacia alle norme di un altro Stato il quale presenti un collegamento sufficientemente stretto con l’oggetto della controversia. Ogni Stato contraente potrà dichiarare, con riserva, di non voler applicare la disposizione del secondo comma del presente articolo”. Per l’art 18 vd nota 8.
Giova ricordare a proposito dell’ammissibilità della trascrizione oltre alla giurisprudenza già citata favorevole al trust interno e autodichiarato ai sensi anche dell’artt. 2645 ter c.c. e 2647 c.c (richiamando in questo caso l’analogia con il fondo patrimoniale), anche l’art 12 della Convenzione de L’Aja che legittima il trustee a richiedere la trascrizione. La norma infatti recita : “ Il trustee che desidera registrare beni mobili o immobili o i titoli relativi a tali beni, sarà abilitato a richiedere l'iscrizione nella sua qualità di trustee o in qualsiasi altro modo che riveli l'esistenza del trust, a meno che ciò sia vietato dalla legge dello Stato nella quale la registrazione deve aver luogo ovvero incompatibile con essa la trascrizione”.Ex multis: Tribunale di Cagliari del 4 agosto 2008, CORAPI, Sul trust interno auto dichiarato, Banca Borsa e titoli di Credito, 6, 2010
[21] Art. 73, co.1 .T.U.I.R –Soggetti passivi- Sono soggetti all'imposta sul reddito delle società': a) le società per azioni e in accomandita per azioni, le società' a responsabilità' limitata, le società' cooperative e le società' di mutua assicurazione, nonché le società europee di cui al regolamento (CE) n. 2157/2001 e le società' cooperative europee di cui al regolamento (CE) n.1435/2003 residenti nel territorio dello Stato; b) gli enti pubblici e privati diversi dalle società', nonché' i trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali; c) gli enti pubblici e privati diversi dalle società', nonché' i trust, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività' commerciali; d) le società' e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato. Il successivo comma 2 recita tra l’altro….Nei casi in cui i beneficiari del trust siano individuati, i redditi conseguiti dal trust sono imputati in ogni caso ai beneficiari in proporzione alla quota di partecipazione individuata nell'atto di costituzione del trust o in altri documenti successivi ovvero, in mancanza, in parti uguali.
[23] Tribunale di Trieste - decreto del 23 settembre 2005, in Guida al Diritto, 2005, n. 41, pag. 57. La causa del negozio istitutivo di trust è il programma della segregazione di una o più posizioni soggettive o di un complesso di posizioni soggettive unitariamente considerato (beni in trust) affidate al trustee per la tutela di interessi che l’ordinamento ritiene meritevoli di tutela (scopo del trust), Lupoi, Trusts, Giuffré, 2000, 615; sempre in materia di scopo dell’atto istitutivo cfr.: De Nova, Trust: negozio istitutivo e negozi dispositivi in Trusts ed Attività fiduciarie,2000,162.
[32] Tribunale di Milano - ordinanza del 16 giugno 2009, in Trusts e Attività Fiduciarie, 2009, pag.533. A tale provvedimento seguiranno ulteriori provvedimenti pronunciati in sede cautelare: Tribunale di Milano - decreto del 17 luglio 2009, in Trusts e Attività Fiduciarie, 2009, pag. 649; Tribunale di Milano - ordinanza del 17 luglio 2009, in Trusts e Attività Fiduciarie, 2009, pag. 628; Tribunale di Milano - ordinanza di reclamo del 30 luglio 2009, in Trusts e Attività Fiduciarie, 2010, pag. 80 (conferma Tribunale di Milano - ordinanza del 16 giugno 2009)Tribunale di Milano - ordinanza di reclamo del 22 ottobre 2009, in Trusts e Attività Fiduciarie, 2010, pag. 77 (conferma Tribunale di Milano - ordinanza del 17 luglio 2009