Source: http://www.valutazioneazienda.it/1/art_161_l_f_domanda_di_concordato_11532598.html
Timestamp: 2018-10-19 03:27:04+00:00
Document Index: 177926275

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 33', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 152', 'art. 161', 'art. 184', 'art. 168', 'art. 161', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 111', 'art. 11', 'art. 163']

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[2] Lettera aggiunta dall'art. 33, comma 1, lett. b), n. 1), D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134; per l'applicazione di tale disposizione, vedi l'art. 33, comma 3 del medesimo D.L. 83/2012. Successivamente la presente lettera è stata così modificata dall’ art. 4, comma 1, lett. b), n. 1), D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132; per l’applicazione di tale ultima disposizione vedi l’art. 23, comma 1 del medesimo D.L. n. 83/2015.
MASSIME DELLA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ E DI MERITO (ART. 161 L.F.)
Cassazione Civile, Sez. I, 18 gennaio 2018, n. 1180 -Pres. A.- Didone - Est.M. Ferro - Fall. Nuova D. R. diM. S.a.s. c. Nuova R. D. R. di M. S.a.s. ed altro. Concordato preventivo - Ammissione - Proposta - Domanda con riserva - Sottoscrizione del debitore - Necessità - Esclusione (Legge fallimentare art. 161)
Ai fini della presentazione della domanda di concordato con riserva di cui all’art. 161, comma 6, l.fall., è sufficiente che il ricorso sia sottoscritto dal difensore munito di procura, non occorrendo che sia personalmente sottoscritto anche dal debitore (massima non ufficiale). Il dibattito inerente alla necessità che la domanda di concordato con riserva ex art. 161, comma 6, l.fall. sia sottoscritta anche dal debitore è stato risolto in termini negativi da Cass. 12 gennaio 2017, n. 598, che ha enunciato un principio conforme a quello enunciato nella massima. Non constano precedenti di legittimità in senso contrario.
Cassazione Civile, Sez. I, 31 agosto 2017, n. 20618 - Pres. A. Didone - Est. F. Terrusi - Fall. Tecnogest S.r.l. in liquidazione c. Recknogest S.r.l. in liquidazione ed altri Concordato preventivo - Ammissione - Proposta - Deliberazione societaria - Atto organizzativo interno (Legge fallimentare art. 161)
La delibera di scioglimento della società è un atto organizzativo interno e non costituisce atto di straordinaria amministrazione soggetto, nel concordato preventivo con riserva, all’autorizzazione del tribunale (massima non ufficiale). Non constano precedenti in termini.
Cassazione Civile, Sez. I, 31 luglio 2017, n. 19009 - Pres. A. Didone - Est. G. Fichera - Fall. P.B. Costruzioni S.r.l. c. P.B. Costruzioni S.r.l. Concordato preventivo - Ammissione - Proposta - Deliberazione societaria (Legge fallimentare artt. 152, 161)
Nel concordato preventivo di una società di capitali la decisione di presentare la domanda di ammissione, salvo diversa previsione dello statuto, spetta all’organo amministrativo che delibera con verbale notarile da iscriversi nel registro delle imprese; sicché la domanda di concordato è inammissibile quando la relativa delibera sia stata assunta dagli amministratori in modo irrituale senza la verbalizzazione di un notaio, salvo che, prima della decisione del tribunale, l’assemblea dei soci aderisca alla domanda adottando una delibera con le forme prescritte dall’art. 152, comma 3, l.fall., trattandosi del medesimo organo da cui promanano i poteri degli amministratori). Non constano precedenti in termini.
Tribunale di Grosseto 14 marzo 2017, decr. - Giud. Delegato Frosini Concordato preventivo - Ammissione - Domanda - Divieto di acquisire diritti di prelazione (Legge fallimentare artt. 161, 168) [INEFFICACIA DELLE IPOTECHE GIUDIZIALI ISCRITTE NEI NOVANTA GIORNI ANTECEDENTI LA PUBBLICAZIONE DEL RICORSO]
Ai fini della declaratoria di inefficacia delle ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese, quest’ultima deve ritenersi avvenuta nel giorno in cui il cancelliere ne ha curato l’adempimento ai sensi dell’art. 161, comma 5, l.fall. e non in quella successiva in cui essa è effettivamente avvenuta. Il provvedimento del Giudice Delegato del Tribunale di Grosseto, seppur apprezzabile per l’ovvio tentativo di rimediare al pregiudizio, assai frequente nella prassi, derivante dal ritardo (spesso significativo) con cui avviene la pubblicazione nel registro delle imprese della domanda di concordato preventivo, non appare pienamente condivisibile. Il principio affermato, infatti, non sembra trovare adeguato conforto nel dato letterale delle relative disposizioni normative né, tantomeno, nella loro ratio. Com’è noto, con il D. L. 22 giugno 2012, n. 83, conv. con L. 7 agosto 2012, n. 134 (c.d. Decreto Sviluppo), il Legislatore ha inteso risolvere “il difetto di coordinamento tra l’articolo 168 e l’articolo 184 della legge fallimentare in materia di estensione soggettiva degli effetti del concordato. Il contrasto è (stato) risolto prevedendo, al quinto comma dell’articolo 161, la pubblicazione obbligatoria ed ex officio della domanda per concordato preventivo, ivi compresa quella anticipata, e individuando nel momento della suddetta pubblicazione il confine tra creditori concorsuali e no” (cfr. Disegno di legge, 26 giugno 2012, n. 5312, in www.parlamento.it). In particolare, l’art. 184 l.fall., che nell’impianto originario della l.fall., stabiliva che soggetti al concordato omologato fossero i creditori per titolo o causa anteriore al “decreto di ammissione alla procedura”, a seguito delle modifiche apportate, prevede oggi che il concordato vincoli coloro che sono divenuti creditori per titolo o causa anteriore “alla pubblicazione nel registro delle imprese” del ricorso per l’ammissione alla procedura. Parimenti, l’art. 168 l.fall., che nella sua originaria formulazione, faceva scattare il divieto di azioni esecutive e di acquisto di diritti di prelazione sul patrimonio del debitore dalla “presentazione del ricorso”, stabilisce oggi che il divieto operi dalla “pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese”. Il novellato l’art. 161, comma 5, l.fall. stabilisce, quindi, che il cancelliere deve curare la pubblicazione nel registro delle imprese della domanda di concordato preventivo “entro il giorno successivo al deposito in cancelleria”. In tale contesto è stato anche aggiunto l’ultimo periodo all’art. 168, comma 3, l.fall. il quale prescrive che le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data della pubblicazione del ricorso sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato. Ed ancora è stato legato alla pubblicazione del ricorso il decorso dei termini di cui agli artt. 64, 65, 67, commi 1 e 2, e 69 l.fall. per il caso in cui alla domanda di concordato preventivo segua la dichiarazione di fallimento. Sebbene una parte della dottrina ritenga, ancora oggi, poco chiaro il significato della decorrenza dei citati effetti dalla pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese (v. G. Lo Cascio, Il concordato preventivo e le altre procedure di crisi, Milano, 2017, 359), altra parte della dottrina ha salutato con favore dette novità per avere esse reso più coerente ed omogeno il sistema (v. F. Lamanna, La legge fallimentare dopo il “Decreto sviluppo”, in Il Civilista, Milano, 2012, 40) determinando il superamento di quella sfasatura temporale per cui, fissando nel momento della presentazione del ricorso il divieto di azioni esecutive, si finiva per interessare non soltanto coloro che già, a quella data, risultassero creditori ma anche coloro che tali divenissero in un successivo momento, sino al deposito in cancelleria del decreto di ammissione oggetto della predetta domanda (così M. Montanari, La protezione del patrimonio del concordato preventivo, in Dir. fall., 2013, 662). In tale modo, inoltre, è stata legata la decorrenza di determinati effetti ad un evento obiettivo (cfr. U. Apice - G. Mancinelli, Diritto fallimentare, Torino, 2012, 471-472) e percepibile all’esterno (v. M. Fabiani, Nuovi incentivi per la regolazione concordata della crisi d’impresa, in Il corriere giuridico, 2012, 1272). A carico del cancelliere è posto solo un adempimento funzionale all’attivazione del meccanismo pubblicitario, cui non è collegato alcun effetto, ed il termine fissato per il suo compimento appare di natura meramente sollecitatoria, ipotizzandosi da parte di alcuni anche la possibilità in capo al debitore istante di provvedere direttamente surrogandosi in caso di omissione o ritardo dell’ufficio (v M. Montanari, La protezione del patrimonio del concordato preventivo, cit., 662). A fronte del testo normativo ritenuto ormai assai chiaro sul punto e della individuazione da parte del legislatore di un evento ben preciso (la pubblicazione), cui ricollegare il verificarsi di determinati effetti, avente l’innegabile prerogativa di garantire la astratta conoscibilità da parte dei terzi del momento da cui conseguono i ricordati effetti (cfr. F. S. Filocamo, sub art. 168, in La legge fallimentare, commentario teorico-pratico, (a cura di) M. Ferro, Padova, 2014, 2258) non appare, quindi, agevole predicare la retrodatazione della data di pubblicazione del ricorso ad un diverso momento, quale può essere il giorno della richiesta di pubblicazione da parte del cancelliere, che non è peraltro conoscibile ai terzi.
Trib. Bergamo 23 dicembre 2015, decr. - Pres. Vitiello - Est. Golinelli
In caso di concordato con riserva ex art. 161, comma 6, l.fall., qualora vi sia necessità di salvaguardare l’integrità e il valore del ramo aziendale al fine della migliore soddisfazione dei creditori, il Tribunale può autorizzare in via d’urgenza l’affitto del ramo di azienda e differire ad un momento successivo l’esperimento di una procedura competitiva per l’individuazione di altro soggetto affittuario, ferma restando in ogni caso la necessità di esperire procedure competitive al momento della vendita dell’azienda (nel caso di specie, il Tribunale ha autorizzato la stipula dell’affitto di azienda con assunzione a carico dell’affittuario degli oneri per la manutenzione straordinaria necessari per la prosecuzione dell’attività produttiva che altrimenti sarebbe stata compromessa).
Cassazione Civile, sez. VI - 1, 18 dicembre 2015, n. 25589 - V. Ragonesi - Est. G. Mercolino - Z.C. c. Fallimento della Orange s.r.l.
Il credito relativo al compenso per prestazioni professionali rese anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell’imprenditore e riguardanti l’attività difensiva inerente ad una domanda di concordato preventivo ex art. 161, comma 6, l.fall. dichiarata inammissibile per mancato deposito della proposta, del piano e della relativa documentazione non è prededucibile ai sensi dell’art. 111, comma 2, l.fall., sia perché, non arrecando alla procedura concorsuale alcun beneficio in termini di accrescimento dell’attivo o salvaguardia della sua integrità, non può dirsi collegato occasionalmente o funzionalmente con la stessa, sia perché la prededucibilità è espressamente esclusa dall’art. 11, comma 3quater, del d.l. n. 145 del 2013, conv. con modif. dalla l. n. 9 del 2014, di natura interpretativa, per il quale i crediti relativi alle procedure di concordato sono prededucibili nel successivo fallimento alla duplice condizione che il deposito della proposta, del piano e della documentazione sia avvenuto nel termine fissato dal tribunale e che sia stato pronunciato senza soluzione di continuità il decreto di apertura di cui all’art. 163 l.fall.