Source: https://www.dirittodautore.it/leggi/protocollo-relativo-ai-paesi-in-via-di-sviluppo/
Timestamp: 2019-08-18 01:52:52+00:00
Document Index: 167886502

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 1']

Protocollo relativo ai paesi in via di sviluppo - Dirittodautore.it
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Ratificato con legge 28 aprile 1976, n. 424
(in Suppl ordinario alla Gazz. Uff. n. 160, del 19 giugno 1976)
Ogni Paese considerato, secondo la prassi dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, quale Paese in via di sviluppo, il quale ratifichi l’Atto della presente Convenzione, di cui il presente Protocollo è parte integrante, o vi aderisca pur non ritenendosi in grado, a causa della sua situazione economica o dei suoi bisogni sociali o culturali, di prendere, nel prossimo avvenire, i provvedimenti atti ad assicurare la protezione dei diritti previsti in detto Atto, può, mediante notificazione al Direttore generale contemporanea alla ratifica o all’adesione comprendente l’art. 21 dell’Atto, dichiarare che, durante i primi dieci anni di appartenenza al medesimo, si prevarrà di una qualunque o di tutte le riserve seguenti:
a) sostituirà al termine di cinquant’anni, previsto negli alinea 1, 2 e 3 dell’articolo 7 della presente Convenzione, un altro termine, non inferiore a venticinque anni, e al termine di venticinque anni, previsto nell’alinea 4 del predetto articolo, un altro termine, non inferiore a dieci anni;
b) sostituirà all’art. 8 della presente Convenzione le disposizioni seguenti:
i) gli autori di opere letterarie e artistiche protette dalla presente Convenzione godono, nei Paesi diversi da quello di origine delle loro opere, del diritto esclusivo di farne o autorizzarne la traduzione per tutta la durata della protezione dei loro diritti sulle opere originali. Tuttavia, il diritto esclusivo di traduzione cessa di esistere qualora l’autore non ne abbia fatto uso nei dieci anni successivi alla prima pubblicazione in originale, pubblicando o facendo pubblicare, in uno dei Paesi dell’Unione, una traduzione nella lingua per la quale la protezione sarà reclamata;
ii) quando alla scadenza di un periodo di tre anni dalla prima pubblicazione di un’opera letteraria o artistica o di un periodo più lungo stabilito dalla legislazione nazionale del Paese in via di sviluppo interessato, la traduzione non sia stata, dal titolare del diritto di traduzione o con l’autorizzazione del medesimo, pubblicata in questo Paese nella o in una delle sue lingue nazionali, ufficiali o regionali, qualsiasi persona appartenente al predetto Paese potrà ottenere dall’autorità competente una licenza non esclusiva per tradurre l’opera e pubblicare l’opera in tal modo tradotta in una delle lingue nazionali, ufficiali o regionali nella quale non è stata pubblicata. La licenza potrà essere concessa soltanto se il richiedente, in conformità alle disposizioni vigenti nel Paese dove la domanda è presentata dimostra di aver domandato al titolare del diritto di traduzione l’autorizzazione a tradurre e a pubblicare la traduzione e, nonostante la massima diligenza, di non aver potuto raggiungere il titolare del diritto di autore o ottenere la sua autorizzazione. La licenza potrà essere concessa, alle medesime condizioni, se le edizioni di una traduzione già pubblicata in tale lingua e Paese sono esaurite;
iii) se il titolare del diritto di traduzione non è potuto essere raggiunto dal richiedente, questo deve indirizzare copie della sua domanda all’editore il cui nome figura sull’opera e, se la nazionalità del titolare del diritto di traduzione è nota, al rappresentante diplomatico o consolare del Paese cui detto titolare appartiene, oppure all’organismo eventualmente designato dal Governo di questo Paese. La licenza non potrà essere concessa prima della scadenza di un termine di due mesi a decorrere dall’invio delle copie della domanda;
iv) la legislazione nazionale adotterà le disposizioni atte ad assicurare al titolare del diritto di traduzione un equo compenso, nonché il pagamento e il trasferimento del medesimo, con riserva delle disposizioni nazionali in materia di divise, e a garantire una traduzione corretta dell’opera;
v) il titolo e il nome dell’opera originale devono essere stampati su tutti gli esemplari della traduzione pubblicata. La licenza sarà valida soltanto per l’edizione all’interno del territorio del Paese dell’Unione in cui essa è richiesta.
L’importazione e la vendita di esemplari in un altro Paese dell’Unione sono possibili se una delle lingue nazionali, ufficiali o regionali di quest’altro Paese è la medesima di quella nella quale l’opera originale è stata tradotta, se la legge nazionale ammette la licenza e se nessuna delle disposizioni in vigore in questo Paese si oppone all’importazione e alla vendita; l’importazione e la vendita nel territorio di qualsiasi Paese dell’Unione, ove le condizioni precedenti non sussistano, sono regolate dalla legislazione di questo Paese e dagli accordi da esso conclusi. La licenza non è cedibile;
vi) la licenza non può essere concessa qualora l’autore abbia ritirato dalla circolazione gli esemplari dell’opera;
vii) tuttavia se l’autore si avvale del diritto conferito in conformità al numero i) nel termine di dieci anni dalla data della prima pubblicazione, la licenza scadrà alla data in cui l’autore pubblica o fa pubblicare la sua traduzione nel Paese dove la licenza è stata concessa; resta inteso, però, che gli esemplari della traduzione già approntati prima della data di scadenza della licenza potranno ancora essere venduti;
viii) se l’autore non si avvale del diritto conferito in conformità al numero i) nel termine di dieci anni, il compenso previsto per la licenza non esclusiva di cui sopra cessa di essere dovuto per ogni utilizzazione posteriore alla scadenza di questo termine;
ix) se l’autore gode del diritto esclusivo di traduzione in un Paese per avervi pubblicato o fatto pubblicare una traduzione della sua opera entro dieci anni dalla prima pubblicazione, ma se, posteriormente e durante l’esistenza del proprio diritto sull’opera, tutte le edizioni di tale traduzione ivi autorizzata si esauriscono, una licenza non esclusiva di traduzione dell’opera potrà essere ottenuta presso l’autorità competente nel medesimo modo e nelle stesse condizioni che la licenza non esclusiva contemplata nei numeri ii) a vi), con riserva però delle disposizioni del numero vii);
c) applicherà le disposizioni dell’art. 9.1 della presente Convenzione, riservatele disposizioni seguenti:
i) quando, alla scadenza di un periodo di tre anni dalla prima pubblicazione di un’opera letteraria o artistica o di un periodo più lungo stabilito dalla legislazione nazionale del Paese in via di sviluppo interessato, quest’opera non sia stata, dal titolare del diritto di riproduzione o con l’autorizzazione del medesimo, pubblicata in questo Paese nella forma originale nella quale è stata creata, qualsiasi persona appartenente al predetto Paese potrà ottenere dall’autorità competente una licenza non esclusiva per riprodurre e pubblicare l’opera a scopo educativo o culturale. La licenza potrà essere concessa soltanto se il richiedente, in conformità alle disposizioni vigenti nel Paese dove la domanda è presentata, dimostra di aver domandato al titolare del diritto l’autorizzazione di riprodurre e pubblicare l’opera a scopo educativo o culturale e, nonostante la massima diligenza, di non aver potuto raggiungere il titolare del diritto o ottenere la sua autorizzazione.
La licenza potrà essere concessa, alle medesime condizioni, se le edizioni di quest’opera nella forma originale, già pubblicate in tale Paese sono esaurite;
ii) se il titolare del diritto di riproduzione non è potuto essere raggiunto dal richiedente, questo deve indirizzare copie della sua domanda all’editore il cui nome figura sull’opera e, se la nazionalità del titolare del diritto di riproduzione è nota, al rappresentante diplomatico o consolare del Paese cui detto titolare appartiene, oppure all’organismo eventualmente designato dal Governo di questo Paese. La licenza non potrà essere concessa prima della scadenza di un termine di due mesi a decorrere dall’invio delle copie della domanda;
iii) la legislazione nazionale adotterà le disposizioni atte ad assicurare al titolare del diritto di riproduzione un equo compenso, nonché il pagamento e il trasferimento del medesimo, con riserva delle disposizioni nazionali in materia di divise, e a garantire una riproduzione corretta dell’opera;
iv) il titolo originale e il nome dell’autore dell’opera devono essere stampati su tutti gli esemplari della riproduzione pubblicata.
La licenza sarà valida soltanto per l’edizione all’interno del territorio del Paese dell’Unione in cui essa è richiesta.
L’importazione e la vendita di esemplari in un altro Paese dell’Unione, a scopo educativo o culturale, sono possibili se la legge nazionale ammette la licenza e se nessuna delle disposizioni in vigore in questo Paese si oppone all’importazione e alla vendita; l’importazione e la vendita nel territorio di qualsiasi Paese dell’Unione, ove le condizioni precedenti non sussistano, sono regolate dalla legislazione di questo Paese e dagli accordi da esso conclusi. La licenza non è cedibile;
v) la licenza non può essere concessa qualora l’autore abbia ritirato dalla circolazione gli esemplari dell’opera;
vi) tuttavia se l’autore si avvale del diritto di riprodurre l’opera, la licenza scadrà alla data in cui l’autore pubblica o fa pubblicare la sua opera in forma originale nel Paese dove la licenza è stata concessa; resta inteso, però, che gli esemplari dell’opera già approntati prima della data di scadenza della licenza potranno ancora essere venduti;
vii) se l’autore pubblica o fa pubblicare la sua opera nella forma originale in un Paese, ma se, posteriormente e durante l’esistenza del proprio diritto sull’opera, tutte le edizioni autorizzate in detta forma originale si esauriscono in questo Paese, una licenza non esclusiva di riproduzione e di pubblicazione dell’opera potrà essere ottenuta presso l’autorità competente nel medesimo modo e nelle stesse condizioni che la licenza non esclusiva contemplata nei numerii) a v), con riserva però delle disposizioni del numero vi);
d) sostituirà agli alinea 1 e 2 dell’art. 11-bis della presente Convenzione le disposizioni seguenti:
i) gli autori di opere letterarie ed artistiche hanno il diritto esclusivo di autorizzare la radiodiffusione delle loro opere e la comunicazione al pubblico delle opere radiodiffuse qualora questa comunicazione sia fatta a scopo di lucro;
ii) spetta alle legislazioni nazionali dei Paesi dell’Unione di determinare le condizioni per l’esercizio del diritto previsto nel precedente numero, ma tali condizioni hanno effetto strettamente limitato al Paese che le abbia stabilite. In nessun caso esse possono ledere il diritto morale dell’autore né il diritto del medesimo ad un equo compenso che in mancanza di amichevole accordo, sarà fissato dall’autorità competente;
e) si riserverà il diritto, esclusivamente a scopo d’insegnamento, di studio e di ricerca in tutti i settori dell’educazione, di limitare la protezione delle opere letterarie ed artistiche purché la legislazione nazionale adotti disposizioni atte ad assicurare all’autore un compenso conforme alle norme di pagamento applicabili agli autori nazionali; il pagamento e il trasferimento del compenso saranno assoggettati alle disposizioni nazionali in materia di divise. Gli esemplari di un’opera pubblicata in applicazione delle riserve fatte in forza del presente alinea possono essere importati e venduti in un altro Paese dell’Unione per gli scopi succitati, purché questo Paese non si sia prevalso delle predette riserve e non vieti l’importazione e la vendita. Se le suddette condizioni non sono adempiute, l’importazione e la vendita di questi esemplari in un Paese dell’Unione che non beneficia del presente Protocollo sono vietate ove manchi l’accordo dell’autore o dei suoi aventi causa.
Ogni Paese che non abbia più la necessità di mantenere in vigore una qualsiasi o tutte le riserve fatte in conformità dell’art. 1 del presente Protocollo, la o le ritirerà mediante notificazione indirizzata al Direttore generale.
Ogni Paese che abbia fatto delle riserve secondo l’art. 1 del presente Protocollo e che, trascorso il previsto periodo di dieci anni, ancora non si ritenga in grado, a causa della sua situazione economica e dei suoi bisogni sociali o culturali, di ritirare le dette riserve, può mantenerle in tutto o in parte fino al momento in cui ratificherà l’Atto adottato dalla prossima conferenza di revisione della presente Convenzione o vi aderirà.
1. Ogni Paese dell’Unione può dichiarare, dal momento della firma della presente Convenzione e prima di essere vincolato dagli articoli 1 a 21 di detta Convenzione e dal presente Protocollo,
a) che, se è un Paese contemplato dall’art. 1 del presente Protocollo, intende applicarne le disposizioni alle opere il cui Paese di origine è un Paese della Unione che accetta l’applicazione delle riserve del presente Protocollo, o
b) che ammette l’applicazione delle disposizioni del Protocollo alle opere dellequali esso è Paese di origine, da parte dei Paesi che, nel vincolarsi agli articoli 1 a 21 della presente Convenzione e al presente Protocollo o nel rilasciare una dichiarazione di applicazione del presente Protocollo in forza della disposizione del comma a), hanno fatto le riserve autorizzate dal Protocollo stesso.
2. La dichiarazione deve essere fatta per iscritto e depositata presso il Direttore generale. Essa prende effetto alla data del deposito.
Ogni Paese, vincolato dalle disposizioni del presente Protocollo, che abbia fatto una dichiarazione o una notificazione ai sensi dell’art. 31.1. della presente Convenzione relativamente ai territori che, alla data della firma della presente Convenzione, non curano in proprio le relazioni con l’estero e si trovano in una situazione analoga a quella dei Paesi contemplati nell’art. 1 del presente Protocollo, può notificare al Direttore generale che le disposizioni del presente Protocollo saranno applicate a tutti o a parte dei detti territori, eventualmente dichiarando in questa notificazione che un tale territorio si prevarrà di una qualsiasi o di tutte le riserve autorizzate dal presente Protocollo.
In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tale scopo, hanno firmato il presente Atto.
Fatto a Stoccolma il 14 luglio 1967