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Timestamp: 2017-11-21 11:54:29+00:00
Document Index: 57623196

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'art. 61', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 92', 'art. 92', 'art. 61', 'art. 61']

Incentivi per il personale degli uffici tecnici
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Ufficio Tecnico 6/2009 - Documento senza titolo
La l. 133/2008, art. 61, comma 8 e ss.mm.ii ha previsto la riduzione degli incentivi fissati dal d.lgs. 163/2006 per la progettazione interna svolta dal personale degli uffici tecnici degli enti locali, fissando allo 0,50% la percentuale da prevedere in luogo del 2% previsto prima di tale nuova disposizione. Si vuole conoscere se di concerto con la riduzione degli incentivi applicata alla sfera della progettazione delle opere pubbliche si deve intendere anche la prestazione urbanistica svolta all’interno degli uffici per attività di progettazione di pianificazione urbanistica generale o attuativa, posto che la previgente normativa alla l. 133/2008 fissa nella misura del 30 %, calcolato a base di tariffa professionale, l’incentivo per la progettazione urbanistica. Si chiede inoltre di conoscere se l’applicazione di tale riduzione di incentivi è da intendersi retroattiva oppure no.
Per quanto concerne il primo quesito, occorre precisare che il comma 8 dell’art. 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) è stato abrogato dall’art. 1, comma 10-quater della legge n. 201/2008 (di conversione del d.l. n. 162/2008). Tuttavia l’art. 18, comma 4-sexies della legge n. 2/2009 (conversione in legge del d.l. n. 185/2008) ha stabilito l’introduzione nel medesimo articolo 61 di un nuovo comma 7-bis, incidente sulla disciplina per la corresponsione dell’incentivo per la progettazione interna che, riproponendo in termini quasi identici la disposizione contenuta nell’abrogato comma 8, così stabilisce: «A decorrere dal 1° gennaio 2009, la percentuale prevista dall’articolo 92, comma 5, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, è destinata nella misura dello 0,5 per cento alle finalità di cui alla medesima disposizione e, nella misura dell’1,5 per cento, è versata ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato per essere destinata al fondo di cui al comma 17 del presente articolo».
Il nuovo comma 7-bis dunque conferma la riduzione agli incentivi per la progettazione interna specificando che il risparmio ottenuto viene destinato al Fondo previsto e disciplinato dal successivo comma 17 del medesimo articolo 61.
Per quanto riguarda l’ambito di applicazione della detta riduzione, la norma espressamente fa riferimento agli incentivi previsti dall’art. 92, comma 5 della citata legge n. 133 e dunque agli incentivi relativi alla redazione del progetto, del piano della sicurezza nonché alle attività di direzione dei lavori e di collaudo.
La chiarezza del dettato normativo a tal riguardo sembrerebbe far ritenere che tale riduzione non riguardi i diversi incentivi previsti dal comma 6 del medesimo art. 92 nel quale viene stabilito che: “Il trenta per cento della tariffa professionale relativa alla redazione di un atto di pianificazione comunque denominato è ripartito, con le modalità e i criteri previsti nel regolamento di cui al comma 5, tra i dipendenti dell’amministrazione aggiudicatrice che lo abbiano redatto.”
In tal senso, infatti, il richiamo al comma 5 si potrebbe ritenere riferito esclusivamente alle modalità ed ai criteri di ripartizione dell’incentivo e non alla quantificazione dello stesso che rimane differenziata a seconda del tipo di attività e, dunque, per le attività di pianificazione resterebbe determinata dal comma 6 nella misura del 30% della tariffa professionale.
Per quanto riguarda la retroattività della riduzione, occorre osservare che la disposizione in esame dispone che tale riduzione debba essere applicata a decorrere dalla data del 1° gennaio 2009. Il problema resta dunque quello di definire se, per la decorrenza, debba farsi riferimento ad un criterio di competenza ovvero ad un criterio di cassa. Nel primo caso dovrebbero essere ridotti tutti gli incentivi relativi ad attività progettuali non concluse alla data del primo gennaio; nel secondo caso, al contrario, la riduzione dovrebbe interessare anche gli incentivi relativi ad attività già concluse qualora gli stessi non siano stati ancora liquidati alla medesima data.
A tal riguardo, la circolare n. 36 del 23.12.2008 del Ministero dell’economia e delle finanze ritiene che la riduzione del compenso incentivante debba trovare applicazione a tutti i compensi comunque erogati a decorrere dalla predetta data, con riferimento dunque a tutta l’attività progettuale non ancora remunerata, anche in presenza di contratti integrativi definiti secondo la previgente disciplina.
La norma dunque sarebbe efficace anche per le progettazioni già ultimate ed approvate al 1° gennaio 2008 ove i compensi incentivanti non fossero ancora stati materialmente erogati.
Va peraltro evidenziato che tale circolare si riferisce formalmente ad una disposizione abrogata, avendo ad oggetto il comma 8 dell’articolo 61, successivamente abrogato dalla l. 201/2008. Pur avendo il medesimo contenuto, il comma 7-bis dell’art. 61 è entrato in vigore solo il 29 gennaio 2009 ed è dunque successivo all’emissione della circolare ministeriale.
Va altresì rilevato che si rinvengono opinioni diverse circa l’applicazione temporale della norma di che trattasi.
La Circolare Anci del 12 novembre 2008, infatti, riteneva che la decurtazione dell’incentivo potesse essere applicata solo alle attività poste in essere successivamente al 31 dicembre 2008 e non anche alle attività non ancora liquidate ma già concluse a tale data. A tal fine, nella stessa circolare si consigliava agli Enti di approvare entro l’anno i progetti esecutivi delle opere pubbliche previste nel piano annuale delle opere.
In effetti, il dato precettivo della retroattività, pur astrattamente possibile nella materia di che trattasi, dovrebbe essere chiaramente espresso e definito nel dettato normativo che lo dispone. A tal proposito, è utile rilevare che il medesimo art. 61, al comma 9 relativo alla decurtazione del compenso spettante al dipendente pubblico per l’attività di componente o di segretario del collegio arbitrale nonché per le attività di collaudo, dispone chiaramente che: “Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ai corrispettivi non ancora riscossi relativi ai procedimenti arbitrali ed ai collaudi in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.
Si potrebbe quindi propendere per l’applicazione di un criterio di competenza nella applicazione delle decurtazioni di cui al comma 7-bis del medesimo articolo 61, ritenendo che ove il legislatore avesse voluto disporre, anche in tale fattispecie, la retroattività della decurtazione degli incentivi
secondo un criterio di cassa – e dunque applicarla anche alle attività già concluse al 31 dicembre – lo avrebbe espressamente disposto come ha fatto al successivo comma 9 per le diverse attività ivi disciplinate.