Source: https://www.ordinemedici.al.it/index.php/108-notizie/notizie/1872-06-2020-stralcio-delle-piu-recenti-novita-sul-bonus-enpam-e-sull-indennizzo-governativo-tratte-dall-articolo-enpam-e-coronavirus
Timestamp: 2020-07-09 04:01:40+00:00
Document Index: 9576101

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 3', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 98', 'art. 2', 'art. 84', 'art. 2', 'art. 84', 'art. 2', 'art. 84', 'art. 2', 'art. 84']

06/2020 STRALCIO DELLE PIU' RECENTI NOVITA' SUL BONUS ENPAM+ E SULL'INDENNIZZO GOVERNATIVO (TRATTE DALL'ARTICOLO "ENPAM E CORONAVIRUS" SOTTORIPORTATO)
BONUS ENPAM+ (aggiornamento del 30.04.2020 e del 25.06.2020)
Il Consiglio di Amministrazione dell'ENPAM in data 23 aprile 2020 ha deliberato un'ulteriore previdenza indirizzata a tutti i medici e gli odontoiatri, rimasti esclusi dalla prima misura adottata riguardante il bonus di 1.000 euro, che sarà però operativa quando i Ministeri vigilanti avranno espresso la loro approvazione.
I Ministeri vigilanti in questi giorni hanno dato il proprio benestare e dal 25 giugno l'ENPAM, ottenuta tale ratifica, ha inserito nell'Area Riservata agli iscritti il nuovo modulo per la domanda riferita al Bonus ENPAM+ che sarà erogato anch’esso per un massimo di tre mesi.
L’ordine cronologico di presentazione delle domande non avrà rilevanza perché l’Ente liquiderà il beneficio a tutti gli aventi diritto.
Tale beneficio è stato esteso a coloro che nella prima decisione dell'Ente, erano stati esclusi:
gli iscritti liberi professionisti in ritardo con il pagamento dei contributi all'Ente che non hanno pagato tutti i contributi previdenziali ma che si attivano per regolarizzare le morosità o che iniziano un piano di rientro;
i pensionati che ancora esercitano la libera professione, versando quindi il contributo della Quota B. In questo caso è previsto un limite di reddito complessivo (75mila euro annui) e il bonus mensile sarà metà di quello spettante ai contribuenti non pensionati;
coloro che hanno iniziato l’attività libero professionale nel 2019 e che dunque dichiareranno il relativo reddito di Quota B nel 2020, nonché a chi aveva ripreso l'attività nel 2019, se l'anno precedente l'aveva sospesa a causa di una gravidanza, di una malattia o di un infortunio.
In ogni caso per tutti vale il requisito generale di aver registrato un calo del fatturato superiore al 33% (un terzo) rispetto all'ultimo trimestre dello scorso anno.
Aventi diritto al Bonus ENPAM+
Potranno fare richiesta i pensionati contribuenti della Quota B che:
hanno registrato un calo del fatturato (-33%);
sono in regola con il versamento dei contributi;
hanno avuto nel 2018 un reddito complessivo (pensione + reddito professionale + altri redditi, al lordo delle deduzioni) non superiore a 75mila euro;
per coloro che hanno ottenuto la pensione nel corso del 2019 l’importo del Bonus sarà proporzionale all’aliquota contributiva sui redditi prodotti nello stesso anno.
(La scelta dell'aliquota intera o ridotta al 50% andrà indicata sul modulo di domanda del Bonus ENPAM+).
l'importo del Bonus ENPAM+ sarà proporzionale all'aliquota contributiva versata sul reddito libero professionale del 2018:
- 500 euro mensili (aliquota intera);
- 250 euro mensili (aliquota ridotta al 50%).
Potranno fare richiesta i liberi professionisti diventati assoggettati alla Quota B dal 2019 che:
hanno avuto nel 2019 un reddito imponibile presso la Gestione Quota B superiore al limite già coperto dalla Quota A (tale reddito andrà poi dichiarato nel Modello D 2020);
hanno registrato un calo del fatturato (un terzo);
Potranno fare richiesta i liberi professionisti non in regola con i versamenti relativi al 2018 che:
vogliono regolarizzare la propria posizione, ma il Bonus potrà essere chiesto dopo la regolarizzazione dei pagamenti;
avendo saltato la Quota B relativa al reddito 2018 (Modello D 2019), regolarizzano il pagamento prima della presentazione della domanda per il Bonus ENPAM+;
sono in regola con il pagamento delle rate;
pur avendo ricevuto uno (o più) provvedimenti per il pagamento delle morosità, non sono tuttora in regola con i versamenti, purché paghino prima di presentare la domanda del Bonus ENPAM+;
pur non essendo in regola con i contributi per un'annualità, regolarizzano il debito prima della richiesta;
avendo già segnalato per iscritto all’Ente di non essere in regola con i pagamenti per più anni e non avendo ancora ricevuto il provvedimento di regolarizzazione, possono chiedere ora all'ENPAM di saldare il loro debito e potranno quindi presentare la domanda per il Bonus ENPAM+ solo dopo aver pagato almeno la prima rata del suddetto provvedimento;
essendo evasori per tutti gli anni in cui non hanno presentato la dichiarazione reddituale corretta, lo segnalino per iscritto all'ENPAM.
Entità del Bonus ENPAM+
Per gli iscritti che nel 2020 (redditi 2019), verseranno i contributi di Quota B sulla base dell'aliquota intera, l'indennizzo sarà di 1.000 euro mensili.
Per coloro che verseranno il contributo con l'aliquota ridotta, l'importo dell'indennizzo sarà rideterminato tenendo conto del rapporto fra l'aliquota ridotta e l'aliquota contributiva ordinaria in vigore nello stesso anno.
Iscrizione nell’Area Riservata
Ricordo che per iscriversi nell’Area Riservata è necessario entrare nel sito dell’ENPAM, nella Home Page, andare sulla striscia in alto a destra e cliccare su Aree Riservate – Iscritti e familiari.
Gli iscritti in attività, i pensionati, i familiari titolari di pensione ENPAM possono registrarsi in qualunque momento al sito della Fondazione per attivare la propria Area Riservata.
La procedura di registrazione tradizionale è stata semplificata e si svolge interamente online.
Per registrarsi all'area riservata occorre compilare un apposito modulo online.
Nel modulo occorre inserire il codice fiscale e in automatico escono precompilati:
i dati personali (nome, cognome, data di nascita);
nome utente (coinciderà con il codice fiscale).
Successivamente occorre inserire:
un indirizzo pec (se in possesso);
domanda segreta e risposta segreta.
A questo punto si riceve subito per email la prima metà della password di accesso.
Seconda parte della password
La seconda metà della password verrà inviata per pec o per email.
Se l'indirizzo pec o email erano già presenti negli archivi ENPAM la seconda metà della password verrà inviata direttamente senza ulteriori formalità.
Se invece non corrispondono agli indirizzi in possesso dell’Ente, perverrà un’email in cui verrà chiesto di inviare la scansione di un documento d’identità. Dopo aver inviato il documento perverrà sempre con email la seconda metà della password.
Una volta ricevuta la seconda metà della password è possibile accedere all’area riservata direttamente.
NUOVA SCADENZA 8 LUGLIO 2020
(aggiornamento del 10.06.2020)
Riporto le normative per l’indennizzo statale di 600 euro, di cui al D.L. “Cura Italia” n. 18/17.03.2020, Decreto Interministeriale 28.03.2020, attuativo dell’art. 4 del D.L. 18/2020 e Decreto Legge “Liquidità” n. 23/08.04.2020 e s.m.
RISPETTO ALLA PRIMA STESURA DELLA NORMA SONO STATE EFFETTUATE DAL GOVERNO IMPORTANTI VARIAZIONI. TRASCRIVO IN ROSSO TUTTI I REQUISITI ANCORA OGGI VALIDI NONCHE’ QUELLI NUOVI.
OCCORRE VERIFICARE PERO’ DI ESSERE IN POSSESSO DEI REQUISITI RICHIESTI DALLE NORME CHE SI SONO SUSSEGUITE E, IN CASO POSITIVO, PRESENTARE DOMANDA TRAMITE L’AREA RISERVATA DEL SITO ENPAM DALL’8 GIUGNO ALL’8 LUGLIO.
Riassunto norme precedenti
Con il D.L. “Cura Italia” 18/17.03.2020 ed il successivo Decreto Interministeriale del 28.03.2020, era stato stabilito che i medici e gli odontoiatri potevano chiedere all’Enpam l’indennizzo statale di 600 euro destinato ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli Enti di previdenza privati.
La domanda poteva essere presentata a un solo Ente di previdenza obbligatoria. L’indennità era cumulabile con il bonus Enpam di 1000 euro per Covid-19.
L’indennizzo statale non era previsto per i titolari di pensione, ad esclusione di coloro che erano titolari soltanto di una pensione di reversibilità.
All’art. 3 era inoltre previsto:
L’indennità doveva essere richiesta ad un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria.
L’istanza, doveva essere presentata secondo lo schema predisposto dai singoli enti previdenziali e doveva essere corredata dalla dichiarazione del lavoratore interessato, rilasciata ai sensi del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, sotto la propria responsabilità:
di non essere già percettore delle indennità previste dagli articoli 19,20,21,22,27,28,29,30,38 e 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, né del reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.
di aver percepito nell’anno di imposta 2018 un reddito non superiore agli importi di cui all’articolo 1, comma 2 lettere a) e b).
di aver chiuso la partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020 ovvero di aver subito una riduzione di almeno il 33 per cento del reddito relativo al primo trimestre 2020 rispetto al reddito del primo trimestre 2019, ovvero per i titolari di redditi inferiori a 35.000 euro, di essere nelle condizioni di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a).
All’istanza doveva essere allegata copia fotostatica del documento d’identità in corso di validità e del codice fiscale nonché le coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’importo relativo al beneficio.
L’importo era di 600 euro (esente fiscalmente). Tale sussidio era previsto solo per il mese di marzo e sarebbe stato pagato secondo l’ordine cronologico delle domande presentate entro il 30 aprile 2020.
E’ ora possibile presentare tramite l’area riservata dell’Enpam la domanda per ottenere l’indennizzo di 600 euro (esente IRPEF) che il Governo ha previsto per il mese di aprile a favore dei liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza private (nel nostro caso Enpam).
TUTTI I MEDICI E GLI ODONTOIATRI CHE HANNO GIÀ BENEFICIATO DEL BONUS PER IL MESE DI MARZO E CHE SONO IN POSSESSO DEI REQUISITI PREVISTI, NON DOVRANNO PRESENTARE PIÙ UNA NUOVA DOMANDA, MA RICEVERANNO L’INDENNIZZO IN AUTOMATICO DALL’ENPAM.
Invece tutti coloro che, in mancanza dei requisiti richiesti, erano rimasti esclusi dal beneficio dell’indennizzo governativo di marzo dovranno presentare la nuova domanda. Questo significa ad esempio che anche i medici e gli odontoiatri che, oltre che all’Enpam, versano contributi anche ad altri istituti previdenziali, ora potranno presentare domanda per l’indennizzo, a differenza di quanto accaduto a marzo.
La novità riguarda anche coloro che hanno iniziato l’attività professionale medica o odontoiatrica solo di recente: il bonus di aprile potrà infatti essere richiesto anche da chi è iscritto all’Ordine ed all’Enpam entro il 23 febbraio 2020.
CONTINUANO INVECE, AL MOMENTO, AD ESSERE ESCLUSI DALL’INDENNIZZO STATALE DI 600,00 EURO DI APRILE I SOGGETTI ASSUNTI CON UN CONTRATTO SUBORDINATO A TEMPO INDETERMINATO OPPURE CHE SONO PERCETTORI DI UNA PENSIONE DIRETTA.
Scadenza all’8 luglio 2020
Dall’8 giugno, come dicevo, fino all’8 luglio è possibile fare domanda per l’indennizzo di aprile. Gli iscritti che lo hanno già chiesto a marzo, e sono in possesso dei requisiti previsti, non dovranno rifare domanda perché riceveranno l’indennizzo in automatico.
Possono beneficiare dell’aiuto statale anche i medici e gli odontoiatri iscritti ad altri enti di previdenza obbligatoria oltre all’Enpam (come ad esempio gli specializzandi che sono contemporaneamente iscritti alla Gestione separata INPS). Per poter fare domanda però non devono avere un contratto di lavoro dipendente (subordinato) a tempo indeterminato.
L’indennità è cumulabile con il bonus Enpam per Covid-19, mentre il Decreto Legge ha purtroppo confermato il diniego per tutti coloro che percepiscono una pensione.
Per l’indennizzo di aprile i Ministeri hanno stabilito che chi fa richiesta deve autocertificare di essere:
non titolare di pensione diretta;
di rientrare nei limiti di reddito previsti e di aver subito limitazioni dell’attività o riduzioni del reddito;
di non percepire o aver richiesto prestazioni incompatibili con quest’indennità.
Limiti di reddito validi per gli iscritti all’Enpam fino al 31 dicembre 2018
Occorre aver percepito un reddito professionale (riferito al 2018 e individuato come differenza tra ricavi e compensi percepiti e spese sostenute nell’esercizio dell’attività):
non superiore a 35.000 euro per gli iscritti che dichiarano di aver subito una limitazione dell’attività a causa dei provvedimenti restrittivi emanati per l’emergenza epidemiologica da Covid-19;
tra 35.000 e 50.000 euro per gli iscritti che dichiarano di aver subito nel primo trimestre 2020 una riduzione del reddito di almeno il 33 per cento rispetto al reddito del primo trimestre 2019;
tra 35.000 e 50.000 euro per gli iscritti che hanno chiuso la partita Iva nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020.
Limiti di reddito validi per gli iscritti all’Enpam dall’1 gennaio 2019 e fino al 23 febbraio 2020
Occorre aver percepito un reddito professionale (individuato come differenza tra ricavi e compensi percepiti e spese sostenute nell’esercizio dell’attività):
non superiore a 35.000 euro per gli iscritti che dichiarano di aver subito una limitazione dell’attività a causa dei provvedimenti restrittivi emanati per l’emergenza epidemiologica da Covid-19
tra 35.000 e 50.000 euro per gli iscritti che hanno chiuso la partita Iva nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 o che hanno dovuto ridurre o sospendere l’attività a causa dei provvedimenti restrittivi emanati per l’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Chi non è sicuro di rientrare sotto la soglia dei 35mila euro o dei 50mila euro annui tenga conto che questi importi si riferiscono all’anno di imposta 2018.
Per quanto riguarda la riduzione del 33% del reddito, i Ministeri hanno specificato che occorre confrontare quanto si è ricavato o percepito come compenso nel primo trimestre 2020, al netto delle spese sostenute nell’esercizio dell’attività, con quanto si è ricavato o percepito nel primo trimestre 2019, sempre al netto delle spese sostenute nell’esercizio dell’attività. Si applica il principio di cassa.
Ogni volta che si parla di reddito complessivo, occorre includere anche gli eventuali canoni di locazione soggetti a cedolare secca.
I Ministeri hanno specificato che si deve autocertificare anche di non percepire il reddito di cittadinanza (Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4) o le indennità indicate del Decreto Legge n. 18/2020 (articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 96).
Quindi NON si può chiedere l’indennizzo statale di 600 euro se si percepiscono:
il trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario (articolo 19) [riguarda i lavoratori dipendenti];
il trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria (articolo 20) [riguarda i lavoratori dipendenti];
il trattamento di assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno in corso l’assegno di solidarietà (articolo 21) [riguarda i datori di lavoro iscritti al Fondo integrazione salariale Inps];
il trattamento di Cassa integrazione salariale in deroga (articolo 22) [riguarda i lavoratori dipendenti];
l’indennità liberi professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa iscritti a Gestione separata Inps (articolo 27 D.L. 18/2020 e art. 84 D.L. 34/2020) [quest’indennità in ogni caso non può essere richiesta dagli iscritti all’Enpam];
l’indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (articolo 28 D.L. 18/2020 e art. 84 D.L. 34/2020) [quest’indennità in ogni caso non può essere richiesta dagli iscritti all’Enpam];
l’indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (articolo 29 D.L. 18/2020 e art. 84 D.L. 34/2020) [riguarda i lavoratori dipendenti];
indennità lavoratori del settore agricolo (articolo 30 D.L. 18/2020 e art. 84 D.L. 34/2020) [riguarda operai agricoli];
l’indennità lavoratori dello spettacolo (articolo 38 D.L. 18/2020 e art. 84 D.L. 34/2020);
l’indennità collaboratori sportivi (articolo 96 D.L. 18/2020 e art. 98 D.L. 34/2020);
l’indennità per i lavoratori domestici (articolo 85 D.L. 34/2020);
l’indennità lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali (art. 2 D.L. 30.04.2020 e art. 84 D.L. 34/2020);
l’indennità lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (art. 2 D.L. 30.04.2020 e art. 84 D.L. 34/2020);
l’indennità lavoratori autonomi, privi di partita Iva, titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 c.c. già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata Inps (art. 2 D.L. 30.04.2020 e art. 84 D.L. 34/2020;
l’indennità incaricati alle vendite a domicilio (art. 2 D.L. 30.04.2020 e art. 84 D.L. 34/2020);
Per i nuovi richiedenti il sussidio previsto per il mese di aprile verrà pagato secondo l’ordine cronologico delle domande presentate e accolte.
IMPORTANTE: IL MINISTERO DEL LAVORO HA PRECISATO CHE CHI AVEVA INIZIATO L’ATTIVITA’ NEL 2019 O NEL 2020 POTEVA COMUNQUE RICEVERE L’INDENNIZZO STATALE, ANCHE SE NEL 2018 NON AVEVA ANCORA UN REDDITO PROFESSIONALE.
Per compilare la richiesta anche per i nuovi aventi diritto il termine è fissato all’8 luglio 2020.
La domanda, per i medici in possesso dei requisiti, deve essere inviata dall’area riservata dell’ENPAM. Una volta entrati nell’area, cliccare su Domande e dichiarazioni online e poi su Richiesta indennizzo statale Covid-19.
il Codice Iban del c/c per l’accredito del bonifico, allegando un file con la copia fronte/retro di un documento d’identità e un altro con la copia del codice fiscale.
Sono disponibile via e-mail o telefonicamente (ESSENDO SOSPESI GLI APPUNTAMENTI IN SEDE) sempre compatibilmente con la situazione esistente, per indirizzare i Colleghi alla corretta apertura delle pratiche.
TERMINI PAGAMENTO CONTRIBUTI ENPAM
I termini per il pagamento di tutti i contributi previdenziali ENPAM sono stati prorogati, e più precisamente:
QUOTA A FONDO GENERALE
Nuovi termini scadenza
la prima rata della Quota A anno 2020:
le rate successive della Quota A anno 2020:
31 ottobre 2020;
30 novembre 2020;
QUOTA B FONDO GENERALE
quarta rata della Quota B anno 2019:
quinta e ultima rata Quota B anno 2019:
I contributi dovuti per sanzioni o versamenti omessi sono prorogati.
Possibilità di chiedere la proroga per le rate di riscatti e di ricongiunzioni.
Rinvio anche per il contributo del 2% dovuto da parte delle Società accreditate con il SSN.
Sospensione delle rate dei mutui.