Source: http://www.onb.it/2013/09/11/decreto-2-aprile-2002-n-60/
Timestamp: 2019-06-24 15:37:29+00:00
Document Index: 31099894

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 15', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 39', 'art. 1']

Decreto 2 aprile 2002, n. 60 - Ordine Nazionale dei Biologi
Home Ambiente Suolo Decreto 2 aprile 2002, n. 60
Visto il decreto legislativo del 4 agosto 1999, n. 351, di recepimento della direttiva 96/62/CE del Consiglio in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 1999, n. 241, ed, in particolare, l’articolo 4 e l’articolo 8, comma 5;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge del 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina delle attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 1988, n. 214;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983 sui limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e di esposizione relativi ad inquinanti dell’aria nell’ambiente esterno, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 1983, n. 145;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, di attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell’aria ambiente, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell’articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183, pubblicato nel supplemento ordinario n. 53 alla Gazzetta Ufficiale del 16 giugno 1988, n. 140, ed, in particolare, gli articoli 20, 21, 22, e 23 e gli allegati I, II, III, e IV;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente del 20 maggio 1991 concernente i criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità dell’aria ambiente, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 1991, n. 126;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1992 recante atto di indirizzo e coordinamento in materia di sistemi di rilevazione dell’inquinamento urbano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 gennaio 1992, n. 7;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente 15 aprile 1994 concernente le norme tecniche in materia di livelli e di stati di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane, ai sensi degli articoli 3 e 4, del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, e dell’articolo 9, del decreto del Ministro dell’ambiente 20 maggio 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 maggio 1994, n. 107;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente 25 novembre 1994 sull’aggiornamento delle norme tecniche in materia di limiti di concentrazione e di livelli di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane e disposizioni per la misura di alcuni inquinanti di cui al decreto del Ministro dell’ambiente del
15 aprile 1994, pubblicato nel supplemento ordinario n. 159 alla Gazzetta Ufficiale del 13 dicembre 1994, n. 290;
Vista la legge 21 gennaio 1994, n. 61, recante disposizioni urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 1994, n. 21;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 4 giugno 1997, n. 335, recante il regolamento concernente la disciplina delle modalità di organizzazione dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente in strutture operative, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 ottobre 1997, n. 233;
Vista la legge 4 novembre 1997, n. 413, sulle misure urgenti per la prevenzione dell’inquinamento atmosferico da benzene, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 3 dicembre 1997, n. 282;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente 21 aprile 1999, n. 163, recante norme per l’individuazione dei criteri ambientali e sanitari in base ai quali i sindaci adottano le misure di limitazione della circolazione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno 1999, n. 135;
Vista la direttiva 99/30/CE del Consiglio del 22 aprile 1999 relativa ai valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo, come modificata con decisione 2001/744/CE del 17 ottobre 2001;
Vista la direttiva 2000/69/CE del Consiglio del 16 novembre 2000 relativa ai valori limite di qualità dell’aria ambiente per il benzene ed il monossido di carbonio;
Vista la decisione 97/101/CE del 27 gennaio 1997 che instaura uno scambio reciproco di informazioni e di dati provenienti dalle reti e dalle singole stazioni di misurazione dell’inquinamento atmosferico negli Stati membri, come modificata con decisione 2001/752/CE del 17 ottobre 2001;
Vista la decisione 2001/744/CE del 17 ottobre 2001 che modifica l’allegato V della direttiva 99/30/CE del Consiglio concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo;
Considerato che nelle more dell’emanazione del decreto di cui all’articolo 8, comma 5, del citato decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, è opportuno indicare, in applicazione della citata direttiva 99/30/CE, i casi in cui l’adozione di piani o programmi per il raggiungimento dei valori limite non è richiesta;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi dell’adunanza dell’11 marzo 2002;
—-> vedere articoli da 7 a 21 del S.O. <—-
Registrato alla Corte dei conti il 12 aprile 2002 Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle infrastrutture ed assetto del territorio, registro n. 1, foglio n. 210
– L’art. 4 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, recante "Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 ottobre 1999, n. 241, è il seguente:
"Art. 4 (Valori limite, soglie di allarme e valori obiettivo).
1. Con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità, sentita la
Conferenza unificata istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in applicazione delle disposizioni adottate dal Consiglio dell’Unione europea, ai sensi dell’art. 4, comma 5, della direttiva 96/62/CE, sono recepiti:
b) valori limite e soglie d’allarme per inquinanti diversi da quelli elencati nell’allegato I, individuati sulla base dei criteri di cui all’allegato III;
3. Con le modalità di cui al comma 1 sono stabiliti per ciascun inquinante per il quale sono previsti un valore
limite e una soglia d’allarme:
c) la soglia di valutazione superiore, la soglia di valutazione inferiore ed i criteri di verifica della classificazione delle zone e degli agglomerati al fine dell’applicazione dell’art. 6, commi 2, 3, 4 e 5;
4. Qualora vengano adottati valori limite, valori obiettivo e soglie di allarme ai sensi del comma 2 il
Ministero dell’ambiente informa la Commissione europea".
– L’art. 8, comma 5, del citato decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è il seguente:
"5. Con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità, sentita la Conferenza unificata, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti i criteri per l’elaborazione dei piani e dei programmi di cui al comma 3".
– L’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 1988, n. 214, è il seguente:
– L’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, concernente norme in materia di qualità dell’aria ambiente, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali ai sensi dell’art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183, pubblicato nel supplemento ordinario n. 53 alla Gazzetta Ufficiale del 16 giugno 1988, n. 140, è il seguente:
1. La tabella A dell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 28 marzo 1983, è modificata, per quanto riguarda il biossido di zolfo ed il biossido di azoto, dalla tabella di cui all’allegato I, che si applica su tutto il territorio nazionale".
– L’art. 21 del citato decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, è il seguente:
1. Per i fini indicati nel presente decreto, sono fissati i valori guida di qualità dell’aria per il biossido di zolfo, le particelle sospese ed il biossido di azoto riportati nell’allegato II.
– L’art. 22 del citato decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, è il seguente:
1. I metodi di prelievo ed analisi degli inquinanti dell’aria contenuti nell’allegato II al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 28 marzo 1983, relativi alla determinazione delle concentrazioni del biossido di zolfo, appendice 3, e del biossido di azoto, appendice 4, sono, rispettivamente, sostituiti dai metodi riportati nelle appendici 3 e 4 dell’allegato III.
3. I metodi di prelievo ed analisi degli inquinanti dell’aria contenuti nell’allegato II al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 28 marzo 1983, relativi alla determinazione del materiale particellare in sospensione nell’aria, appendice 2, ed alla determinazione del piombo, appendice 5, sono modificati ed integrati dall’allegato IV".
– L’art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, è il seguente:
1. Ai fini di verificare la corrispondenza di dati rilevati con il metodo gravimetrico e con il metodo dei fumi neri per la determinazione delle concentrazioni di particelle sospese nell’aria, le regioni devono effettuare, in una serie di stazioni rappresentative, misurazioni parallele con i due metodi e trasmettere i risultati, ogni sei mesi, ai Ministeri dell’ambiente e della sanità".
– L’art. 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, è il seguente:
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri della sanità e dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sono fissati ed aggiornati i valori limite ed i valori guida di qualità dell’aria, validi su tutto il territorio nazionale.
2. Con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri della sanità e dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita la conferenza dei presidenti delle giunte regionali, sono fissati ed aggiornati:
a) le linee guida per il contenimento delle emissioni, nonchè i valori minimi e massimi di emissione;
c) i criteri per l’utilizzazione delle migliori tecnologie disponibili;
d) a predisporre i criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità dell’aria, da effettuare con i sistemi di rilevamento regionali, nonchè una relazione annuale sullo stato della qualità dell’aria formulata sulla base delle relazioni e dei dati forniti dalle regioni;
e) a predispone i criteri per l’inventario nazionale delle fonti di emissione e al suo periodico aggiornamento sulla base dei dati forniti dalle regioni".
e) la fissazione per zone particolarmente inquinate o per specifiche esigenze di tutela ambientale, nell’ambito dei piani di cui al punto a), di valori limite delle emissioni più restrittivi dei valori minimi di emissione definiti nelle linee guida, nonchè per talune categorie di impianti la determinazione di particolari condizioni di costruzione o di esercizio;
f) l’indirizzo ed il coordinamento dei sistemi di controllo e di rilevazione degli inquinanti atmosferici l’organizzazione dell’inventario regionale delle emissioni;
g) la predisposizione di relazioni annuali sulla qualità dell’aria da trasmettere ai Ministeri dell’ambiente e della sanità, per i fini indicati all’art. 3, comma 4, lettera d)".
– L’art. 8, comma 5, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, recante attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 ottobre 1999, n. 241 è il seguente:
– Il testo dell’art. 4 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nelle note alle premesse.
– L’art. 6 del decreto legislativo 1 agosto 1999, n. 351 è il seguente:
"Art. 6 (Valutazione della qualità dell’aria ambiente).
1. Le regioni effettuano la valutazione della qualità dell’aria ambiente secondo quanto stabilito dal presente articolo.
9. Con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità, sentita la Conferenza unificata istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabilite le modalità e le norme tecniche per l’approvazione dei dispositivi di misurazione quali metodi, apparecchi, reti e laboratori.
– L’art. 2 del citato decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è il seguente:
a) aria ambiente: l’aria esterna presente nella troposfera, ad esclusione di quella presente nei luoghi di lavoro;
b) inquinante: qualsiasi sostanza immessa direttamente o indirettamente dall’uomo nell’aria ambiente che può avere effetti dannosi sulla salute umana o sull’ambiente nel suo complesso;
c) livello: concentrazione nell’aria ambiente di un inquinante o deposito di questo su una superficie in un dato periodo di tempo;
d) valutazione: impiego di metodologie per misurare, calcolare, prevedere o stimare il livello di un inquinante nell’aria ambiente;
e) valore limite: livello fissato in base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana o per l’ambiente nel suo complesso, tale livello deve essere raggiunto entro un dato termine e in seguito non superato;
f) valore obiettivo: livello fissato al fine di evitare, a lungo termine, ulteriori effetti dannosi per la salute umana o per l’ambiente nel suo complesso; tale livello deve essere raggiunto per quanto possibile nel corso di un dato periodo;
l) agglomerato: zona con una popolazione superiore a 250.000 abitanti o, se la popolazione è pari o inferiore a 250.000 abitanti, con una densità di popolazione per km (elevato a) 2 tale da rendere necessaria la valutazione e la gestione della qualità dell’aria ambiente a giudizio dell’autorità competente;
m) soglia di valutazione superiore: un livello al di sotto del quale le misurazioni possono essere combinate con le tecniche di modellizzazione al fine di valutare la qualità dell’aria ambiente;
n) soglia di valutazione inferiore: un livello al di sotto del quale è consentito ricorrere soltanto alle tecniche di modellizzazione o di stima oggettiva al fine di valutare la qualità dell’aria ambiente".
– La lettera b) comma 3, dell’art. 4 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nelle note alle premesse.
– I commi 2, 3, 4 e 5 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 sono riportati nelle note alle premesse.
– L’art. 5 del citato decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è il seguente:
"Art. 5 (Valutazione preliminare della qualità dell’aria ambiente). – 1. Entro dodici mesi dalla data di emanazione del decreto di cui all’art. 4, comma 1, in continuità con l’attività di elaborazione dei piani di risanamento e tutela della qualità dell’aria di cui all’art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, ove non siano disponibili misure rappresentative, dei livelli degli inquinanti di cui all’allegato 1 per tutte le zone e gli agglomerati, le regioni e le province autonome provvedono ad effettuare misure rappresentative, utilizzando i dispositivi di misurazione previsti dalla normativa vigente, nonchè indagini o stime, al fine di valutare preliminarmente la qualità dell’aria ambiente ed individuare, in prima applicazione, le zone di cui agli articoli 7, 8 e 9, tenendo conto delle direttive tecniche emanate con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità, sentita la Conferenza unificata, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.".
– L’art. 12 del citato decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è il seguente:
"Art. 12 (Trasmissione delle informazioni). – 1. Le regioni trasmettono al Ministero ell’ambiente e al Ministero della sanità, per il tramite dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA), secondo il formato stabilito ai sensi dell’art. 4, comma 3, lettera e):
a) per le zone di cui all’art. 8, comma 1:
1) entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, il rilevamento di livelli che superano i valori limite oltre il margine di tolleranza, le date o i periodi in cui il superamento si è verificato, nonchè i valori registrati.
3) entro diciotto mesi dalla fine dell’anno durante il quale sono stati registrati i livelli di cui al numero 1), i piani e i programmi di cui all’art. 8, comma 3;
4) ogni tre anni a decorrere dalla prima comunicazione di cui al numero 3), l’andamento del piano o del programma in corso di attuazione;
b) entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, l’elenco delle zone e degli agglomerati di cui all’art. 8, commi 1 e 2, e all’art. 9.
L’ANPA trasmette tali informazioni al Ministero dell’ambiente e al Ministero della sanità.
2. Il Ministero dell’ambiente comunica alla Commissione europea:
a) entro nove mesi dalla fine di ciascun anno le informazioni di cui al comma 1, lettera a), numeri 1) e 2),
e lettera b);
b) entro due anni dalla fine dell’anno in cui si sono registrati i livelli di cui al comma 1, lettera a), numero
1), i piani e i programmi di cui al comma 1, lettera a), numero 3);
c) ogni tre anni dalla prima comunicazione l’andamento del piano o programma in corso di attuazione;
d) ogni tre anni e non oltre nove mesi dalla fine di ciascun triennio, le informazioni che sintetizzano i livelli rilevati o valutati, a seconda dei casi, nelle zone e negli agglomerati di cui agli articoli 8 e 9, nel quadro della relazione settoriale di cui all’art. 4 della direttiva 91/692/CEE del Consiglio del 23 dicembre 1991, per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni relative all’attuazione di talune direttive concernenti l’ambiente;
e) i metodi utilizzati per la valutazione della qualità dell’aria ambiente di cui all’art. 5.
3. Il Ministero dell’ambiente, di intesa con il Ministero della sanità, comunica alla Commissione europea i laboratori e gli organismi incaricati di:
b) garantire la qualità delle misurazioni effettuate dai dispositivi di misurazione, accertando il rispetto di tale qualità, in particolare mediante controlli effettuati nel rispetto, tra l’altro, dei requisiti delle norme europee in materia di garanzia della qualità;
c) effettuare l’analisi dei metodi di valutazione;
Tali informazioni devono essere rese accessibili al pubblico".
– L’art. 9 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nelle note all’art. 2.
– L’art. 8 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è il seguente:
7. Qualora le zone di cui ai commi 1 e 2 interessino più regioni, la loro estensione viene individuata d’intesa fra le regioni interessate che coordinano i rispettivi piani.".
– L’art. 11 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è il seguente:
"Art. 11 (Informazione al pubblico). – 1. Lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti locali garantiscono, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, che informazioni aggiornate sulla qualità dell’aria ambiente relativamente agli inquinanti normati ai sensi dell’art. 4, commi 1 e 2, siano messe regolarmente a disposizione del pubblico, nonchè degli organismi interessati.
– L’art. 10 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è il seguente:
"Art. 10 (Misure applicabili in caso di superamento delle soglie d’allarme). – 1. Qualora le soglie d’allarme vengano superate, le autorità individuate dalle regioni ai sensi dell’art. 7 garantiscono che siano prese le misure necessarie per informare la popolazione secondo i criteri stabiliti ai sensi dell’art. 4, comma 3, lettera d).
Inoltre trasmettono immediatamente a titolo provvisorio, i dati relativi ai livelli registrati e alla durata degli episodi di inquinamento al Ministero dell’ambiente che provvede a trasmetterli alla Commissione europea entro tre mesi dal rilevamento e al Ministero della sanità.".
– L’art. 6 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nelle note all’art. 2.
– L’art. 11 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nelle note all’art. 11.
– L’art. 10 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nelle note all’art. 11.
– L’art. 6 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nella nota all’art. 2.
– L’art. 8 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nella nota all’art. 10.
– Il comma 3, dell’art. 8 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nella nota all’art. 10.
– L’art. 12 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è riportato nelle note all’art. 5.
– L’art. 11 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n.351 è riportato nelle note all’art. 11.
– L’art. 14 del citato decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 è il seguente:
"Art. 14 (Disposizioni transitorie).
1. Fino al termine stabilito ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera
c), restano in vigore i valori limite fissati nel decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203.
2. Fino alla data di entrata in vigore dei pertinenti decreti di cui all’art. 4, comma 1, restano in vigore i valori guida, i livelli di attenzione e di allarme, gli obiettivi di qualità, i livelli per la protezione della salute e della vegetazione, nonchè le disposizioni sull’informazione della popolazione stabiliti:
a) dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983 concernente i limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e di esposizione relativi ad inquinanti dell’aria nell’ambiente esterno, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 145 del 28 maggio 1983;
b) dal decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, concernente norme in materia di qualità dell’aria relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, e suoi decreti attuativi;
c) dal decreto del Ministro dell’ambiente 15 aprile 1994 recante "Norme tecniche in materia di livelli e di stati di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane, ai sensi degli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, e dell’art. 9 del decreto del Ministro dell’ambiente 20 maggio 1991", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1994;
d) dal decreto del Ministro dell’ambiente 16 maggio 1996 sull’attivazione di un sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 163 del 13 luglio 1996;
e) dal decreto del Ministro dell’ambiente 25 novembre 1994 recante "l’aggiornamento delle norme tecniche in materia di limiti di concentrazione e di livelli di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane e disposizioni per la misura di alcuni inquinanti di cui al decreto ministeriale 15 aprile 1994, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 290 del 13 dicembre 1994.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e per il periodo transitorio individuato dal comma 1, le regioni, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, trasmettono al Ministero dell’ambiente e al Ministero della sanità, per il tramite dell’ANPA, le informazioni indicate in allegato VI relative agli inquinanti per i quali sono fissati valori limite di qualità dell’aria dal decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203".
– L’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203 è riportato nelle note alle premesse.
– L’art. 7 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, è il seguente:
"Art. 7 (Piani d’azione).
1. Le regioni provvedono, sulla base della valutazione preliminare di cui all’art. 5, in prima applicazione, e, successivamente, sulla base della valutazione di cui all’art. 6, ad individuare le zone del proprio territorio nelle quali i livelli di uno o più inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme e individuano l’autorità competente alla gestione di tali situazioni di rischio.
– L’art. 8 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, è riportato nella nota all’art. 10.
– L’art. 9 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, è il seguente:
1. Le regioni provvedono,sulla base della valutazione preliminare di cui all’art. 5, in prima applicazione, e, successivamente, sulla base dell’art. 6, alla definizione delle zone e degli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti sono inferiori ai valori limite e tali da non comportare il rischio di superamento degli stessi.
– L’art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, è riportato nelle note alle premesse.
– L’art. 9 del decreto del Ministro dell’ambiente in data 20 maggio 1991, recante "Criteri per l’elaborazione dei piani regionali per il risanamento e la tutela della qualità dell’aria", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 126 del 31 maggio 1991, è il seguente:
"Art. 9 (Commissione tecnico-scientifica piani di risanamento e tutela della qualità dell’aria).
1. Per l’aggiornamento dei criteri per i piani di risanamento e tutela della qualità dell’aria è istituita con decreto del Ministro dell’ambiente un’apposita commissione tecnico-scientifica composta da rappresentanti del Ministero dell’ambiente, del Ministero della sanità e delle regioni.
2. La commissione è presieduta dal direttore generale per la prevenzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico del Ministero dell’ambiente".
– L’art. 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 aprile 1998, n. 92 (supplemento ordinario), è il seguente:
"Art. 5 (Poteri sostitutivi).
1. Con riferimento alle funzioni e ai compiti spettanti alle regioni e agli enti
locali, in caso di accertata inattività che comporti inadempimento agli obblighi derivanti dall’appartenenza alla Unione europea o pericolo di grave pregiudizio agli interessi nazionali, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente per materia, assegna all’ente inadempiente un congruo termine per provvedere.
3. In casi di assoluta urgenza, non si applica la procedura di cui al comma 1 e il Consiglio dei Ministripuò adottare il provvedimento di cui al comma 2, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro competente. Il provvedimento in tal modo adottato ha immediata esecuzione ed è immediatamente comunicato rispettivamente alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di seguito denominata "Conferenza Stato-regioni" e alla Conferenza Stato-città e autonomie locali allargata ai rappresentanti delle comunità montane, che ne possono chiedere il riesame, nei termini e con gli effetti previsti dall’art. 8, comma 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59.
4. Restano ferme le disposizioni in materia di poterisostitutivi previste dalla legislazione vigente".
Nota all’art. 39:
– L’art. 1 del decreto del Ministro dell’ambiente 21 aprile 1999, n. 163, recante "Regolamento recante norme per l’individuazione dei criteri ambientali e sanitari in base ai quali i sindaci adottano le misure di limitazione della circolazione", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 135 dell’11 giugno 1999, come modificato dal decreto che qui si
pubblica, è il seguente:
22 27 32 37 42 47 52 57 62 67 72
23 28 33 38 43 48 53 58 63 68
24 29 34 39 44 49 54 59 64 69
26 31 36 41 46 51 56 61 66 71