Source: https://www.diritto.it/l-intervento-di-equitalia-in-un-procedimento-di-espropriazione-immobiliare-alla-luce-del-novellato-d-p-r-6021973/
Timestamp: 2017-09-20 07:35:29+00:00
Document Index: 61861113

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 52', 'art.53', 'art. 52', 'art. 80', 'art.54', 'art. 499', 'art.55', 'art.64', 'art.56', 'art. 87', 'art. 6', 'art. 76', 'art. 81', 'art. 76']

Casaleno Alberto, 12 maggio 2016
Qui la sentenza: Tribunale di Cosenza, Ordinanze nn. 40 del 28/1/2016
Sommario: 1. Premessa. – 2. Il contesto normativo. – 3. Considerazioni.
–art. 51 D.P.R. 602/1973, “la procedura speciale tributaria può essere avviata anche nei confronti di un debitore che sta subendo una procedura ordinaria iniziata da un creditore privato e,in tali ipotesi, l’agente della riscossione si può surrogato al creditore procedente instaurando l’esecuzione speciale in luogo di quella ordinaria che dunque si estingue”;
–art. 52 D.P.R. 602/1973 ,“la vendita dei beni espropriati avviene sempre mediante incanto e a differenza della procedura ordinaria non deve essere autorizzata dal giudice”;
– art.53 D.P.R. 602/1973, (come da ultimo modificato dall’art. 52, co. 1, lett. c), d.l. 21.6.2013, n.69, convertito dalla l. 9.8.2013, n.98; peraltro, sono previsti termini di efficacia diversi nei casi previsti dagli artt. 62, co. 1 bis e art. 80, co. 1, lett. l), n.3) d.l. n.69/2013,convertito, con modificazioni, dalla l.n. 98/2013), “Il pignoramento perde efficacia se, decorsi duecento giorni dalla sua esecuzione, non sia stato effettuato il primo incanto”
–art.54 D.P.R. 602/1973 “i creditori privati possono intervenire nella procedura speciale, con istanza redatta ai sensi dell’art. 499 c.p.c., indirizzata al l’agente della riscossione”;
–art.55 D.P.R. 602/1973 “l’agente della riscossione non può mai chiedere l’assegnazione dei beni pignorati”
–art.64 D.P.R. 602/1973 “né può essere custode”
–art.56 D.P.R. 602/1973 “il primo contatto con il giudice dell’esecuzione si ha entro dieci giorni dalla vendita, termine entro il quale l’agente della riscossione deve depositare in cancelleria gli atti ed il prezzo, per essere autorizzato dal giudice a trattenere l’ammontare corrispondente al credito per cui si procede”;
3. Alla luce delle normative e della giurisprudenza di supporto sin qui elencata, si può tranquillamente affermare che il legislatore tributario ha attribuito direttamente (ope legis) al concessionario, il diritto di procedere, nell’interesse del rappresentato alla espropriazione dei beni del debitore nel rispetto delle norme previste nel D.P.R. 602/1973, sempre che la riscossione coattiva sia attuata mediante lo speciale procedimento esattoriale. Le disposizioni che riguardano il procedimento esecutivo esattoriale (artt. 10 – 72), rappresentate dal punto di vista lessicale con espressioni quali “il concessionario può…”, “l’agente della riscossione procede…” etc., finalizzate ad individuare l’agente della riscossione quale soggetto (inteso quale persona che compie l’azione), presentano delle analogie con quelle riguardanti la procedura concorsuale. L’art. 87 del D.P.R. 602/1973,infatti, testualmente, stabilisce: “il concessionario può per conto dell’agenzia delle entrate, presentare il ricorso di cui all’art. 6 del R.D. 16.3.1942 n.267”. Di contro l’art. 76 è stato strutturato senza indicare quale sia il soggetto agente, ovvero se il legittimato a proporre l’intervento sia il concessionario o il creditore. Fatte queste premesse, si può affermare che, per quanto concerne le ipotesi di riscossione coattiva diverse dal modulo procedimentale della esecuzione esattoriale, il legislatore da una parte, ha attribuito,con un’apposita norma, il potere di agire al concessionario, ovvero gli ha,espressamente, riconosciuto la rappresentanza processuale nell’interesse del titolare del diritto di credito (art. 81 c.p.c.). Dall’altro, invece, ha, implicitamente,escluso che fuori dalle ipotesi della esecuzione esattoriale, possa sussistere la possibilità per il concessionario, di agire per conto dell’Agenzia delle Entrate o per conto degli altri soggetti della pubblica amministrazione titolari del credito.
Sulla base delle considerazioni che precedono svolte,sorge spontaneo domandarsi quali norme applicare nel caso in cui il concessionario non proceda alla esecuzione esattoriale, ma si limiti a di spiegare intervento nel procedimento esecutivo ordinario promosso da altri,nella pendenza del quale il creditore pignoratizio sia stato soddisfatto ed abbia rinunciato all’esecuzione?
Non c’è dubbio che,sulla base delle argomentazioni sin qui svolte, si perviene a risolvere il quesito in senso favorevole al debitore, e quindi ad affermare che l’intervento nel procedimento esecutivo debba essere effettuato, direttamente dal creditore, in quanto non opera la speciale rappresentanza che,ope legis, è conferita al concessionario per i soli casi tassativamente previsti dal D.P.R. 602/1973, ossia esecuzione esattoriale e procedure concorsuali.
Per quanto concerne il novellato art. 76 del D.P.R. 602/1973, avallando la tesi del riconoscimento al concessionario del diritto di intervento, ci si chiede se siffatta norma possa avere efficacia sanante in relazione al dato temporale, nei confronti di un procedimento iniziato prima della sua entrata in vigore. Nonostante la prassi giurisprudenziale oggi tenda (in generale) a propendere per l’efficacia sanante delle novelle normative, in assenza di norme transitorie dovrebbe trovare applicazione il classico principio del “tempus regit actum”,in base al quale, come noto, deve essere applicata la normativa vigente al momento dell’inizio del procedimento.