Source: http://confcooperativepescara.blogspot.com/
Timestamp: 2019-07-23 13:08:35+00:00
Document Index: 160874387

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 2511', 'art. 2512', 'art. 223', 'art. 2513', 'art. 2513', 'art. 2514', 'art. 38']

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Sicurezza aziendale: il nuovo Testo Unico
Il “Nuovo Testo Unico”, Decreto Legislativo n°81 del 2008, è l'ultimissimo aggiornamento nel settore della sicurezza sul lavoro, precedentemente regolato dalla Legge 626. Rappresenta una vera e propria rivoluzione che comporta, per tutte le aziende italiane, uno sforzo di aggiornamento immediato.
Le regole e le sanzioni in materia di “sicurezza sul lavoro” sono cambiate. Farsi trovare impreparati è spesso molto dispendioso. Un efficiente e periodico aggiornamento sulle ultime normative riduce drasticamente il fattore di rischio dei lavoratori e la possibilità di sanzioni.
La legge si applica a TUTTI i settori di attività, privati o pubblici, in cui siano impiegati lavoratori subordinati, con la sola esclusione degli addetti ai servizi domestici e familiari.
Ricordiamo che sono considerati lavoratori subordinati anche:
• I soci lavoratori di cooperative e di società anche di fatto.
• Gli utenti dei servizi di orientamento di formazione scolastica, universitaria e professionale, avviati presso datori di lavoro.
• Gli allievi degli istituti di istruzione e universitari, partecipanti a corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi e attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici.
Il nuovo sistema aziendale per la sicurezza
Al datore di lavoro spetta valutare i rischi per la salute e la sicurezza dei suoi dipendenti, in modo da programmare ed effettuare gli interventi necessari. A tale scopo si avvale del servizio di prevenzione e protezione, che può essere interno all'azienda stessa o fornito da un consulente esterno. In taluni casi, è possibile che i compiti di prevenzione siano eseguiti direttamente dallo stesso datore di lavoro. Nella sua attività informa e consulta il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Sceglie i lavoratori che devono occuparsi delle misure antincendio, di pronto soccorso e di evacuazione. Nei casi in cui vige l'obbligo delle visite mediche, si rivolge a un medico specialista in medicina del lavoro.
Le figure previste dal Decreto sono:
• ASPP (Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione)
La documentazione obbligatoria è:
• DVR Autocertificazione o DVR
• Attestati riconosciuti a livello nazionale per le figure sopra citate
• DUVRI, documento di valutazione dei rischi interferenti
AUTOCERTIFICAZIONE: Il D.Lgs. 81/2008 o anche Testo Unico prevede che nelle attività d'ufficio più comuni, con meno di 10 dipendenti, vi sia il rispetto di numerosi obblighi per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori negli ambienti di lavoro. Le problematiche da considerare sono molteplici e comportano un impegno in prima persona da parte del datore di lavoro, sul quale gravano i principali oneri e responsabilità di carattere civile e penale. La comoda e semplice checklist, guida il datore di lavoro nella valutazione obbligatoria dei rischi per ogni punto previsto dal testo unico, generando sia L´AUTOCERTIFICAZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI, che l´eventuale piano di intervento per risultare a norma. In base alle risposte fornite, il sistema automaticamente, provvede alla creazione e alla stampa di tutta la documentazione tenendo conto anche delle revisioni per modifiche o aggiornamento. Tutte le società con meno di 10 lavoratori non hanno l´obbligo del DVR (documento di valutazione dei rischi) ma sono comunque tenute a redigere l'autocertificazione della valutazione dei rischi come riportato nell´art. 29 del Testo Unico e apporvi data certa. Con il Testo Unico ogni datore di lavoro, di qualunque attività, ente pubblico, associazione, anche senza scopo di lucro, che impieghi anche un solo lavoratore deve, in particolare: eseguire la valutazione dei rischi ed elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR); nominare un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione; nominare un Medico Competente, nel caso sia necessario istituire la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischi specifici; nminare la Squadra di gestione delle emergenze, lotta antincendio e primo soccorso; formare e informare i lavoratori sui rischi presenti e sul diritto di eleggere un loro Rappresentante per la sicurezza; vigilare sui posti di lavoro, affinché le attrezzature rispettino i requisiti previsti dalle norme di legge.
http://www.caf730.com
http://www.entratel.com/sicurezza
Oltre ai tradizionali documenti, relativi alla gestione della salute e della sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro, il ´Testo Unico´ del 2008 introduce il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da interferenze, in sigla D.U.V.R.I. Questa nuova documentazione regola ulteriormente il rapporto di lavoro tra aziende, prevedendo che l´azienda committente o commissionaria di un appalto di lavori all´interno della propria struttura a imprese esterne appaltatrici o subappaltatrici, o anche a lavoratori autonomi, debba redigere all´atto della firma del contratto definitivo un´ulteriore relazione, appunto il D.U.V.R.I. legata all´eventuale presenza di interferenze tra le due attività.
• Il D.U.V.R.I. (Documento Unico Valutazione Rischi da Interferenze) è da allegare al contratto di appalto o di opera (art. 26 comma 3 D. Lgs. 81/2008).
Il D.U.V.R.I. pertanto rappresenta lo strumento operativo per guidare le attività lavorative del committente e degli appaltatori negli ambienti e nei reparti dell´azienda ove si possono verificare, anche con discontinuità spaziale e temporale, le eventuali interferenze lavorative tra le due attività.
Pubblicato da Presidente Talucci il 19.11.09 Nessun commento:
Pubblicato da Presidente Talucci il 16.11.09 Nessun commento:
Seminari di Policoro: Lavoro e/è scelta d'impegno nel sociale
Seminari di Policoro.
Mercoledì 18 Novembre alle ore 18.00 presso l' Aula Magna della Facoltà di Economia a Pescara si svolgerà il 2° incontro del ciclo "Il posto del lavoro".
"Lavoro e/è scelta d'impegno nel sociale"
sarà tenuto dal prof. Stefano Zamagni
ordinario di economia politica presso l'Università di Bologna e collaboratore nella stesura dell'ultima enciclica "Caritas in Veritate" di cui farà una breve presentazione durante l'incontro...
E' un occasione davvero unica avere tra noi a Pescara Stefano Zamagni, uno dei padre dell'economia civile italiana e un uomo da tanti anni impegnato nel sociale e nella diffusione del terzo settore.
Pubblicato da Presidente Talucci il 14.11.09 Nessun commento:
Nasce il CAA unificato Confcooperative - SISA: 210 sportelli in tutta Italia
Si è concluso il processo di integrazione tra il CAA di Confcooperative e il CAA SISA che da sempre rappresenta una delle strutture di servizio più efficienti e qualificate operante nel settore.
Da questa integrazione nasce una rete nazionale di assistenza agricola con oltre 210 sportelli già operativi su tutto il territorio nazionale che già ora gestiscono diverse decine di migliaia di fascicoli di produttori e di soci di cooperative.
L’operazione costituisce il primo stadio di un più ampio progetto “servizi agricoli” che Confcooperative/Fedagri intende offrire alle cooperative associate e dei loro soci.
Pubblicato da Presidente Talucci il 12.11.09 Nessun commento:
Il rilancio delle Zone Franche Urbane partirà con una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro: 45 milioni andranno a finanziarie un progetto specifico per l’Abruzzo, il resto diviso tra agevolazioni e sostegno alle imprese
Firmate le convenzioni, ora il rilancio delle Zone Franche Urbane prevede agevolazioni fiscali e contributive per le imprese sin dal prossimo gennaio, per la creazione di nuove attività economiche. Il tutto, con una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro, 45 milioni dei quali destinati a un progetto per l'Abruzzo.
Per quanto riguarda la ripartizione risorse nelle ZFU, la somma più sostanziosa andrà a Catania (7.349.992 euro), seguita da Napoli, con 6.463.854 euro, Taranto (6.197.044 euro) e Gela, con 5.718.855 euro. A Pescara andranno € 4.290.065.
Inoltre, al fine di sostenere la ripresa economica e occupazionale anche nelle aree colpite dal sisma, il decreto Abruzzo ha stanziato 45 milioni di euro, attraverso i quali finanziarie uno specifico progetto di Zona Franca Urbana per l'Abruzzo.
Le agevolazioni saranno operative dal 1° gennaio 2010 ma la procedura per ottenere i benefici è in fase di perfezionamento da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Pubblicato da Presidente Talucci il 2.11.09 Nessun commento:
Dopo averle individuate in 11 regioni d'Italia, il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha dato oggi il via ufficiale alla nascita di 22 Zone Franche Urbane. La firma dei contratti è infatti avvenuta questa mattina, sottoscritti dal Ministro e dai sindaci dei 22 Comuni interessati, alla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
L'iniziativa nasce dalla volontà di rilanciare il Sud e in particolare i quartieri più colpiti da gap socio-economico, stimolando al contempo la nascita di microimprese e Pmi, con la conseguente formazione di posti di lavoro.
Per questo sono previste apposite esenzioni fiscali e previdenziali per diversi anni per le attività d'impresa nei seguenti Comuni:
Cagliari, Iglesias e Quartu Sant ' Elena (Sardegna);
Dette agevolazioni sono rivolte agli imprenditori che manifesteranno la volontà di attivare piccole e microimprese all'interno del perimetro territoriale delle aree svantaggiate individuate dalle varie amministrazioni comunali.
Pubblicato da Presidente Talucci il 12.10.09 Nessun commento:
Antropologia adeguata
Implicazione sociale del mistero trinitario
Libertà di scelta e risorse
Democrazia economica per uno sviluppo integrale
[4]A. Scola, Il dono fa l’economia libera, commento a Caritas in Veritate, IlSole 24Ore, 9 luglio 2009.
Pubblicato da Presidente Talucci il 24.9.09 Nessun commento:
La Legge Sviluppo recentemente approvata in Italia apporta delle rilevanti modifiche alla disciplina civilistica delle società cooperative. Vediamo rapidamente nel dettaglio quali sono le principali novità.
3) Comunicazione dei requisiti di mutualità prevalente. La Cooperativa a mutualità prevalente ha l’obbligo di comunicare, annualmente, il rispetto dei requisiti di prevalenza alla Camera di Commercio; un obbligo che va ad aggiungersi a quello - già presente - di indicazione in nota integrativa da parte degli amministratori. La comunicazione avverrà presumibilmente attraverso un’integrazione del modello C17.
Pubblicato da Presidente Talucci il 10.9.09 Nessun commento:
Confcooperative partner di Matching
Compagnia delle Opere e Confcooperative hanno siglato un accordo in base al quale quest’ultima associazione parteciperà a Matching in qualità di partner della manifestazione.
Matching è l’evento organizzato da Compagnia delle Opere per favorire le relazioni di business tra imprenditori mettendoli in contatto diretto, con appuntamenti mirati e prefissati, in modo da far incontrare gli interessi reciproci, facilitare la ricerca di fornitori, clienti e partner.
La manifestazione, giunta alla quinta edizione, si svolgerà quest’anno dal 23 al 25 novembre presso Fieramilano a Rho (MI) e avrà come titolo “Innovare, Internazionalizzare”.
L’accordo nasce dalla volontà di Confcooperative e di CDO di avviare una collaborazione tesa a sfruttare iniziative come Matching che permettono di offrire nuove opportunità di sviluppo ai propri associati e quindi perseguire più efficacemente i propri scopi.
Gli associati a Confcooperative potranno infatti partecipare alla manifestazione a condizioni economiche agevolate, e avranno così la possibilità di accedere a un marketplace che negli anni scorsi ha ottenuto un crescente successo di iscritti, dai 600 del 2005 ai circa 2.000 dell’edizione 2008.
«Siamo molto soddisfatti di questo accordo con Confcooperative» ha dichiarato Enrico Biscaglia, Direttore Generale di Compagnia delle Opere, «è un’occasione per collaborare fattivamente tra organizzazioni nazionali in modo da generare benefici che avranno ricadute dirette sul territorio e sugli associati. Da Matching può arrivare un aiuto, anche per il mondo delle cooperative, ad affrontare le difficoltà del momento con una particolare attenzione ai temi dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. Ma ci auguriamo che Matching sia l’inizio di un dialogo più ampio con Confcooperative».
Pubblicato da Presidente Talucci il 4.8.09 Nessun commento:
Imprese e incentivi: aiuti de minimis, sale l'appeal: Dalle zone franche al Fondo Kyoto: gli effetti del dpcm del 3 giugno 2009 sulle agevolazioni
La soglia a 500 mila euro rende più allettanti gli incentivi
Agevolazioni per le imprese nelle Zone franche urbane, finanziamenti agevolati a favore di imprese che effettuano investimenti per la tutela ambientale (Fondo Kyoto) e contributi per l'assunzione di personale qualificato di ricerca. Sono queste alcune delle agevolazioni soggette al regime de minimis, ora divenute più appetibili grazie all'innalzamento da 200mila a 500 mila euro della soglia de minimis per il triennio che va dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2010.
Agevolazioni nazionali soggette al regime de minimis:
Benefici fiscali per le piccole e micro imprese ubicate nelle Zone Franche Urbane, ma solo per quelle ivi insediate prima del 1° gennaio 2008.
Finanziamenti a tasso agevolato fino al 70% alle imprese per interventi relativi a fonti rinnovabili, risparmio energetico (Fondo Kyoto)
Contributo di euro 25.882,84 per ogni assunzione di personale qualificato di ricerca, con contratto di durata almeno biennale.
Innalzamento soglia massima degli aiuti de minimis
Il limite di aiuti «de minimis» è stato elevato da 200 mila euro (100 mila euro per il settore dei trasporti) a 500 mila euro, per il triennio che va dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2010. Precedentemente il tetto massimo era già stato incrementato da 100 mila euro a 200 mila euro in un triennio, ad eccezione delle imprese attive nel settore dei trasporti, per le quali il tetto era rimasto invariato a 100 mila euro.
L'importo dell'aiuto, nel limite massimo di 500 mila euro, precisa il dpcm del 3 giugno 2009 (pubblicato nella G.U. del 9 giugno), dovrà essere calcolato al lordo delle imposte dovute.
Saranno escluse dalla concessione degli aiuti de minimis tutte quelle imprese che siano definibili in difficoltà alla data del 1° luglio 2008, in base agli orientamenti comunitari vigenti in materia. (vedi specchietto).
Il dpcm del 3 giugno precisa inoltre che non possono essere concessi aiuti in de minimis alle imprese che operano nel settore della pesca, della produzione primaria di prodotti agricoli. Sono inoltre escluse le imprese della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, limitatamente alle ipotesi in cui: l'importo dell'aiuto è fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate; oppure nel caso in cui l'aiuto è subordinato al fatto di venire parzialmente o interamente trasferito a produttori primari.
Gli aiuti de minimis, infine, non possono essere concessi quando consistono in aiuti all'esportazione o aiuti che favoriscono prodotti e servizi nazionali rispetto a quelli importati.
Benefici fiscali nelle Zone franche Urbane
Potranno accedere ai benefici fiscali, nel rispetto del regime de minimis le piccole e microimprese che hanno avviato la propria attività all'interno delle Zone franche urbane prima del 1° gennaio 2008.
Non saranno invece soggette al regolamento de minimis le agevolazioni concesse alle piccole e microimprese che iniziano l'attività nelle Zone franche urbane tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012. Ma quali sono i benefici fiscali previsti?
1. L'esenzione sull'Ires.
Le imprese potranno ottenere un'esenzione dalle imposte sui redditi (Ires) per i primi cinque periodi di imposta. Per i periodi di imposta successivi, l'esenzione sarà limitata come segue: per i primi cinque al 60%, per il sesto e settimo al 40% e per l'ottavo e nono al 20%. L'esenzione sull'Ires spetterà fino a concorrenza dell'importo di 100 mila euro del reddito derivante dall'attività svolta nella zona franca urbana, maggiorato, a decorrere dal periodo di imposta in corso al primo gennaio 2009 e per ciascun periodo di imposta, di un importo pari a euro 5 mila, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, residente all'interno del sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana.
2. L'esenzione su Irap e Ici.
Oltre alle imposte sui redditi, l'agevolazione riguarda anche Irap e Ici. L'esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive spetterà per i primi cinque periodi di imposta, fino a concorrenza di euro 300 mila, per ciascun periodo di imposta, del valore della produzione netta. L'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili, a decorrere dall'anno 2008 e fino all'anno 2012, sarà valida per i soli immobili siti nelle zone franche urbane dalle stesse imprese posseduti e utilizzati per l'esercizio delle nuove attività economiche.
3. L'esonero dal versamento dei contributi.
L'esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente spetterà per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione che sarà definito con decreto del ministro del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi. Inoltre dovrà essere rispettata la condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana. Per gli anni successivi l'esonero sarà limitato come segue: per i primi cinque al 60%, per il sesto e settimo al 40% e per l'ottavo e nono al 20%. L'esonero spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l'attività all'interno della zona franca urbana.
Per la definizione delle procedure di accesso alle agevolazioni delle Zone franche urbane si attendono i decreti attuativi.
Pubblicato da Presidente Talucci il 22.7.09 Nessun commento:
DDL Sviluppo: cosa cambia per le cooperative
Le "disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" investono notevolmente alcune procedure relative alle cooperative e ai consorzi agrari.
L'impatto su prassi da tempo consolidate nelle cooperative è importante e lo si intuisce subito dal primo comma dell'art. 10 del Ddl: tali società non sono tutte quelle "a capitale variabile con scopo mutualistico" (art. 2511 C.c.), ma, per fregiarsi della qualifica, devono essere iscritte nell'albo delle cooperative citato dall'art. 2512 e costituito a seguito della previsione dell'art. 223-sexiesdecies (che prevede una particolare sezione anche per le cooperative "diverse da quelle a mutualità prevalente").
In tal modo l'articolo del codice civile con cui inizia la trattazione del settore viene considerevolmente "rimpolpato".
Salvo che l'iscrizione ora è automatica, per le nuove costituite, in quanto, la presentazione della comunicazione unica per la nascita di un'impresa - e le cooperative sono tali - determina automaticamente anche l'iscrizione nell'Albo.
Anzi, sarà l'ufficio del registro delle imprese ad assolvere al vincolo di trasmettere tempestivamente detta comunicazione unica, ma anche di fare da trait d'union della notizia della cancellazione dal registro della società cooperativa dal registro o della sua trasformazione in altra società (praticamente trattasi di "trasformazione eterogenea").
Ciò ai fini della cancellazione dall'Albo.
Ma tali società mutualistiche non sono del tutto sgravate dagli obblighi periodici: infatti sono tenute a comunicare ogni anno "le notizie di bilancio all'amministrazione presso la quale è tenuto l'albo", sempre mediante gli strumenti informatici già previsti nel succitato articolo delle disposizioni di attuazione del codice civile.
Se, tuttavia, prima le cooperative erano tenute ad inviare i bilanci, bisogna ora intendersi per cosa si intende per notizie di bilancio.
In quanto la norma fa riferimento ai criteri per la definizione della prevalenza, praticamente basati sui confronti di costi e ricavi (vedasi art. 2513 C.c.) si potrebbe presumere che gli amministratori e i sindaci dovranno attestare il mantenimento o la negazione dei parametri che consentono la qualifica della "prevalenza".
Qualora, poi, la cooperativa non possa più esibire la qualifica di "a mutualità prevalente", in quanto ha sforato i succitati parametri di bilancio di cui all'art. 2513 C.c., in tal caso l'obbligo a) di sentire il parere del revisore esterno (ove presente) e b) degli amministratori di redigere un apposito bilancio - valutato senza rilievi da parte di una società di revisione - da notificare entro 60 giorni al M.a.p. per soppesare esattamente la consistenza dell'attivo patrimoniale da destinare alle riserve indivisibili viene a cadere, a meno che la cooperativa non abbia provveduto a:
1) cancellare dal proprio statuto i tre divieti e l'obbligo previsti dall'art. 2514 C.c., che individua i requisiti delle cooperative a mutualità prevalente;
2) emettere strumenti finanziari.
Se perde la qualifica di cooperativa a mutualità prevalente la società dovrà comunicarlo sollecitamente con i sunnominati strumenti informatici.
Alla stessa procedura dovrà attenersi la società qualora, nell'anno successivo alla perdita della qualifica, riesca a rientrare nei parametri vincolanti per la definizione della prevalenza.
In tali casi l'amministrazione, che gestisce l'Albo, provvederà alle modifiche del caso (spostamento della sezione, da quella a mutualità prevalente all'altra e viceversa).
Se le cooperative non assolveranno alla precedente citata comunicazione "semplificata" e a quest'ultima incorreranno nella sanzione amministrativa di "sospensione semestrale di ogni attività dell'ente, intesa come divieto di assumere nuove eventuali obbligazioni contrattuali".
Penso che il passaggio meriti quantomeno un'esplicitazione! Il Ddl prevede poi che le società cooperative a mutualità prevalente non sono più tenute ad indicare negli atti e nella corrispondenza la loro iscrizione nell'apposita sezione dell'Albo.
Questa previgente comunicazione aveva lo scopo di avvisare i terzi in rapporti con una cooperativa della sua situazione sotto questo profilo; ora la notizia viene cancellata.
Nelle norme volte a regolare e sveltire la liquidazione coatta amministrativa viene inserita la regola che la vidimazione preventiva del registro (tenuto dal curatore) di cui all'art. 38 della "legge fallimentare" venga effettuata in forma semplificata dalla Cciaa competente per territorio.
E’ convocato per il giorno 21 luglio alle ore 18,30, presso la sede di Confcooperative Pescara, via Lago di Como, 6 – S. Teresa di Spoltore, il Consiglio dell’Unione Provinciale Confcooperative Pescara per discutere e deliberare sul Seguente
Rapporto con le nuove amministrazioni del Comune e della Provincia di Pescara: proposte operative per i diversi settori
Comunicazione opportunità e problematiche (accreditamento Servizio Civile, nuove convenzioni Unione Regionale, sicurezza, etc.)
Rapporti con le altre centrali cooperative
Pubblicato da Presidente Talucci il 17.7.09 Nessun commento:
Etichette: consiglio_provinciale
Convocazione Presidenza Confcooperative Pescara
Il giorno 21 luglio 2009 alle ore 18.00 presso la sede di Confcooperative Pescara, a Spoltore via Lago di Como, 6 è convocato Il Consiglio di Presidenza dell’Unione Provinciale di Pescara per discutere e deliberare sul seguente
1) Bilancio 2008
2) Preparazione incontro del Consiglio Provinciale;
Pubblicato da Presidente Talucci il 16.7.09 Nessun commento:
Etichette: presidenza_provinciale
Pubblicato da Presidente Talucci il 10.4.09 Nessun commento:
Pubblicato da Presidente Talucci il 24.12.08 Nessun commento:
RINVIATE LE RIUNIONI DELLA PRESIDENZA E DEL CONSIGLIO DI CONFCOOPERATIVE PESCARA
A causa di sopravvenuti impegni dei dirigenti della Coop. SAFAR, che ospitava le riunioni presso la propria sede, le riunioni della Presidenza e del Consglio di Confcooperative Pescara sono state rinviate a data da destinarsi.
Pubblicato da Presidente Talucci il 19.12.08 Nessun commento:
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CONVOCAZIONE CONSIGLIO PROVINCIALE CONFCOOPERATIVE PESCARA
Il giorno 22 dicembre 2008 alle ore 18.00 presso la sede della Cooperativa SAFAR (Via Raiale 110/2 a Pescara), è convocato il Consiglio Provinciale dell’Unione Provinciale di Pescara per discutere e deliberare sul seguente Ordine del Giorno:
• Situazione a seguito delle elezioni regionali e della crisi nel Comune di Pescara;
• Situazione nella Unione Regionale;
• Conclusione Progetto COPIN e situazione organizzativa dell’Unione;
2) Situazione della Cooperazione Agricola;
3) Presa d’atto dimissioni componente Collegio dei revisori;
Pubblicato da Presidente Talucci il 16.12.08 Nessun commento: