Source: http://www.slideshare.net/centroriccagioia1/etichette-per-il-vino-rossi-2009-07-14reg60709
Timestamp: 2016-07-02 05:01:45+00:00
Document Index: 127958315

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art.118', 'art. 118', 'art. 10', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 56', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 10']

Etichette per il vino - Rossi - 2009 07 14_reg_607_09 Slideshare uses cookies to improve functionality and performance, and to provide you with relevant advertising. If you continue browsing the site, you agree to the use of cookies on this website. See our User Agreement and Privacy Policy.
Etichette per il vino - Rossi - 2009 07 14_reg_607_09
G. u. Ce n. L 193 del 24 luglio 2009
Regolamento della Commissione n. 607/09 del 14 luglio 2009
Recante modalità di applicazione del regolamento n. 479/08
(ora reg. 1234/07) del Consiglio per quanto riguarda le
denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche
protette, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la
presentazione di determinati prodotti vitivinicoli.
Modificato dal reg. n. 401/10; rettifiche G.u. n. L 261 del 5 ottobre 2010, G.u. n. L 248 del 22 settembre 2010,
G.u. n. L 94 del 8 aprile 2011; modificato dai reg. n. 538/11; n. 670/11; rettifica G.u. n. L 75 del 15 marzo 2012;
modificato dai reg. n. 428/12; n. 579/12 e n. 1185/12; modificato dalla decisione n. 190/12; modificato dal reg. n.
753/13.
Il presente regolamento reca le modalità di applicazione del titolo III del regolamento n. 479/08 per quanto riguarda:
a) Vedi reg. 1234/07 art. 118-bis. le disposizioni di cui al capo IV del medesimo titolo, relative alle denominazioni di origine e alle
indicazioni geografiche dei prodotti di cui all’articolo 33, paragrafo 1, del regolamento n. 479/08;
b) le disposizioni di cui al capo V del medesimo titolo, relative alle menzioni tradizionali dei prodotti di cui all’articolo 33,
paragrafo 1, del reg. n. 479/08;
c) le disposizioni di cui al capo VI del medesimo titolo, relative all’etichettatura e alla presentazione di determinati prodotti
1.	Vedi reg. 1234/07 art. 118-sexies. Un singolo produttore può essere un richiedente ai sensi dell’articolo 37, paragrafo 1, del
regolamento n. 479/08 se è dimostrato che:
b) la zona geografica delimitata oggetto della domanda, se è circondata da zone a denominazione di origine o indicazione geografica, possiede caratteristiche sostanzialmente diverse da quelle delle zone delimitate circostanti, oppure
le caratteristiche del prodotto differiscono da quelle dei prodotti ottenuti nelle zone delimitate circostanti.
2.	Uno Stato membro o un paese terzo, o le rispettive autorità competenti, non possono essere un richiedente ai sensi
dell’articolo 37 del reg. n. 479/08.
La domanda di protezione di una denominazione di origine o di un’indicazione geografica è costituita dai documenti previsti
agli articoli 118 quater e 118 quinquies del regolamento n. 1234/07, dal disciplinare di produzione e dal documento unico.
1.	Il nome di cui si chiede la protezione è registrato esclusivamente nella lingua o nelle lingue utilizzate per designare il
prodotto di cui trattasi nella zona geografica delimitata.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-ter. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 34, paragrafo 1, lettera a), punto iii), e lettera b), punto iii),
del regolamento n. 479/08 e del presente articolo, per «produzione» si intendono tutte le operazioni eseguite, dalla vendemmia dell’uva fino al completamento del processo di elaborazione, esclusi i processi successivi alla produzione.
Per i prodotti a indicazione geografica protetta, la percentuale di uva, al massimo del 15%, che in virtù dell’articolo 34,
paragrafo 1, lettera b), punto ii), del regolamento n. 479/08 può provenire da fuori della zona geografica delimitata,
deve provenire dallo Stato membro o dal paese terzo in cui si trova la zona geografica delimitata.
In deroga all’articolo 34, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento n. 479/08, si applica l’allegato III, sezione B,
paragrafo 3, del regolamento n. 606/09 della Commissione relativo alle pratiche enologiche e alle relative restrizioni.
In deroga all’articolo 34, paragrafo 1, lettera a), punto iii), e lettera b), punto iii), del regolamento n. 479/08, e purché
lo preveda il disciplinare di produzione, un prodotto a denominazione di origine protetta o indicazione geografica
protetta può essere vinificato:
c) per le denominazioni di origine o indicazioni geografiche transfrontaliere, oppure se vige un accordo sulle misure
di controllo tra due o più Stati membri o tra uno o più Stati membri e uno o più paesi terzi, un prodotto a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta può essere vinificato in una zona situata nelle immediate
vicinanze della zona geografica delimitata.
In deroga all’articolo 34, paragrafo 1, lettera b), punto iii), del regolamento n. 479/08, e purché lo preveda il disciplinare di produzione, fino al 31 dicembre 2012 i vini a indicazione geografica protetta possono continuare ad essere
vinificati al di là delle immediate vicinanze della zona geografica delimitata.
In deroga all’articolo 34, paragrafo 1, lettera a), punto iii), del regolamento n. 479/08, e purché lo preveda il disciplinare di produzione, i prodotti possono essere vinificati in vini spumanti a denominazione di origine protetta o in vini
frizzanti a denominazione di origine protetta al di là delle immediate vicinanze della zona geografica delimitata se tale
pratica era in uso anteriormente al 1° marzo 1986.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-ter e art.118-quater. Gli
elementi che evidenziano il legame di cui all’articolo 35, paragrafo 2, lettera
g), del regolamento n. 479/08 spiegano in che misura le caratteristiche della zona geografica limitata incidono sul
Se le domande riguardano categorie diverse di prodotti vitivinicoli, gli elementi che dimostrano il legame sono illustra-
ti per ogni categoria di prodotti considerati.
2.	Nel caso di una denominazione di origine, il disciplinare di produzione contiene:
3.	Nel caso di una indicazione geografica, il disciplinare di produzione contiene:
4.	Il disciplinare di un’indicazione geografica precisa se l’indicazione si basa su una specifica qualità o notorietà oppure
su altre caratteristiche del prodotto legate alla sua origine geografica.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-quater. Vedi D.lgs 61/10 art. 10. Qualora il disciplinare di produzione preveda l’obbligo di effettuare il condizionamento all’interno della zona geografica delimitata o in una zona situata nelle immediate vicinanze della zona
delimitata, in conformità a una delle condizioni di cui all’articolo 35, paragrafo 2, lettera h), del regolamento n. 479/08, è
fornita una motivazione di tale obbligo per il prodotto di cui trattasi.
1.	La data di presentazione di una domanda alla Commissione è la data in cui essa perviene alla Commissione.
2.	La Commissione accusa ricevuta della domanda alle autorità competenti dello Stato membro o a quelle del paese
terzo o al richiedente stabilito nel paese terzo di cui trattasi e assegna alla domanda un numero di fascicolo.
In caso di richiesta transfrontaliera relativa a un nome che designa una zona geografica transfrontaliera, può essere
presentata una domanda comune da una o più associazioni di produttori che rappresentano tale zona.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-septies. Se la domanda riguarda solo Stati membri, è espletata la procedura nazionale preliminare
di cui all’articolo 38 del regolamento n. 479/08 in tutti gli Stati membri interessati.
Ai fini dell’applicazione dell’articolo 38, paragrafo 5, del regolamento n. 479/08, la domanda transfrontaliera è presentata alla Commissione da un solo Stato membro a nome degli altri Stati membri, insieme all’autorizzazione ricevuta
da ciascuno di questi Stati membri ad agire in nome e per conto loro.
Una domanda transfrontaliera che riguarda solo paesi terzi è presentata alla Commissione da una sola associazione
richiedente a nome delle altre oppure da uno solo dei paesi terzi a nome degli altri e comprende:
a) Vedi reg. 1234/07 art. 118 ter e quater. gli elementi che dimostrano il soddisfacimento delle condizioni previste agli articoli
34 e 35 del reg. n. 479/08;
Se una domanda transfrontaliera coinvolge almeno uno Stato membro e almeno un paese terzo, la procedura nazionale preliminare di cui all’articolo 38 del regolamento n. 479/08 è espletata in tutti gli Stati membri interessati. La
domanda è presentata alla Commissione da uno solo degli Stati membri o dei paesi terzi oppure da una sola delle
associazioni richiedenti dei paesi terzi e comprende:
a) gli elementi che dimostrano il soddisfacimento delle condizioni previste agli articoli 34 e 35 del reg. n. 479/08;
5.	Gli Stati membri, i paesi terzi o le associazioni di produttori stabilite in paesi terzi che presentano alla Commissione
una domanda transfrontaliera ai sensi dei paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo diventano il destinatario di ogni
comunicazione o decisione della Commissione.
1.	Una domanda è ammissibile se il documento unico è debitamente compilato e corredato dei documenti giustificativi.
Il documento unico è considerato debitamente compilato se sono state compilate tutte le voci obbligatorie, presentate come tali nei sistemi di informazione di cui all’articolo 70 bis.
In tal caso, la domanda è considerata ammissibile alla data in cui essa perviene alla Commissione. Il richiedente ne
viene informato.
2. Se la domanda non è compilata, in tutto o in parte, oppure se i documenti giustificativi di cui al paragrafo 1 non sono
stati presentati contemporaneamente alla domanda, o mancano documenti, la domanda non è ammissibile.
3. In caso di inammissibilità della domanda, le autorità competenti dello Stato membro o quelle del paese terzo o il
richiedente stabilito nel paese terzo di cui trattasi sono informati dei motivi di inammissibilità e viene loro rammentato
che hanno la facoltà di presentare una nuova domanda debitamente compilata.
1.	Se una domanda ritenuta ammissibile non rispetta le condizioni di cui agli articoli 118 ter e 118 quater del regolamento n. 1234/07, la Commissione comunica alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o al richiedente stabilito
nel paese terzo di cui trattasi i motivi del rigetto e fissa un termine non inferiore a due mesi per dar loro modo di ritirare
o modificare la domanda oppure di presentare osservazioni.
2.	Vedi reg. 1234/07 art. 118-octies. Se le autorità dello Stato membro o del paese terzo o il richiedente stabilito nel territorio
del paese terzo non pongono rimedio entro il termine agli ostacoli che impediscono la registrazione, la Commissione
respinge la domanda in applicazione dell’articolo 39, paragrafo 3, del regolamento n. 479/08.
3.	La Commissione adotta una decisione di rigetto della denominazione di origine o dell’indicazione geografica in base
ai documenti e alle informazioni di cui dispone. La decisione in merito al rigetto della domanda è comunicata alle
autorità dello Stato membro o del paese terzo o al richiedente stabilito nel paese terzo.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-septies. Ai fini dell’articolo 38, paragrafo 3, del regolamento n. 479/08, se una domanda transfrontaliera riguarda solo Stati membri o almeno uno Stato membro e almeno un paese terzo, la procedura di opposizione è
espletata in tutti gli Stati membri interessati.
1.	Le opposizioni di cui all’articolo 118 nonies del regolamento n. 1234/07 sono comunicate in conformità all’articolo 70
bis, paragrafo 1, del presente regolamento. La data di presentazione dell’opposizione alla Commissione è la data in
cui essa perviene alla Commissione. Tale data è portata a conoscenza delle autorità e delle persone interessate dal
2.	La Commissione accusa ricevuta dell’opposizione e assegna all’opposizione un numero di fascicolo.
Vedi reg. 1234/07art. 118-nonies. Per determinare se un’opposizione sia ammissibile, ai sensi dell’articolo 40 del regolamento n. 479/08, la Commissione verifica se la stessa indica i diritti anteriori addotti e i motivi dell’opposizione e se sono
rispettati i termini per il suo ricevimento.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-duodecies. L’opposizione basata sulla notorietà e sulla reputazione di un marchio commerciale
preesistente, in conformità all’articolo 43, paragrafo 2, del regolamento n. 479/08, è accompagnata dalla prova della
presentazione, della registrazione o dell’uso del marchio commerciale preesistente, come il certificato di registrazione o la prova del suo uso, nonché dalla prova della sua notorietà e reputazione.
Le opposizioni debitamente motivate contengono informazioni dettagliate sui fatti, sulle prove e sulle osservazioni
presentate a sostegno dell’opposizione, insieme ai pertinenti documenti giustificativi.
Le informazioni e le prove da presentare per dimostrare l’uso di un marchio commerciale preesistente comprendono
dettagli sul luogo, sulla durata, sulla portata e sulla natura dell’uso del marchio preesistente e sulla sua notorietà e
Se le informazioni dettagliate sui diritti anteriori addotti, sui motivi, sui fatti, sulle prove o sulle osservazioni, oppure
i documenti giustificativi di cui ai paragrafi da 1 a 3, non sono presentati contemporaneamente al ricorso in opposizione, o mancano documenti, la Commissione ne informa l’opponente e lo invita a porre rimedio entro due mesi alle
carenze segnalate. Se non è posto rimedio alle carenze entro tale termine, la Commissione respinge l’opposizione in
quanto inammissibile. La decisione in merito all’inammissibilità è comunicata all’opponente e alle autorità dello Stato
membro o del paese terzo o al richiedente stabilito nel paese terzo.
Le opposizioni ritenute ammissibili sono comunicate alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o al richiedente stabilito nel paese terzo.
La Commissione comunica alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o al richiedente stabilito nel paese
terzo l’opposizione che non sia stata respinta a norma dell’articolo 15, paragrafo 4, e li invita a presentare osservazioni entro due mesi dalla data della comunicazione. Le osservazioni ricevute nel termine suddetto di due mesi sono
comunicate all’opponente.
Nel corso dell’esame di un’opposizione la Commissione chiede alle parti di presentare osservazioni, se del caso,
entro due mesi dall’invio della richiesta, in merito alle comunicazioni ricevute dalle altre parti.
Se le autorità dello Stato membro o del paese terzo o il richiedente stabilito nel paese terzo oppure l’opponente non
presentano osservazioni o non rispettano il termine a tal fine previsto, la Commissione adotta una decisione sull’opposizione.
La Commissione adotta una decisione di registrazione o di rigetto della denominazione di origine o dell’indicazione
geografica in base alle prove di cui dispone. La decisione di rigetto è comunicata all’opponente e alle autorità dello
Stato membro o del paese terzo o al richiedente stabilito nel paese terzo.
In caso di opposizioni multiple, dopo un esame preliminare di una o più di tali opposizioni è probabile che la domanda di registrazione non possa essere accolta; in tali casi, la Commissione può sospendere le altre procedure
di opposizione. La Commissione informa gli altri opponenti delle decisioni che li riguardano adottate nel corso della
1.	La Commissione decide di conferire la protezione alle denominazioni di origine o alle indicazioni geografiche richieste per le domande di protezione di denominazioni di origine o indicazioni geografiche che non siano state respinte
in applicazione degli articoli 11, 12, 16 e 28.
2.	Le decisioni sul conferimento della protezione adottate a norma dell’articolo 41 del regolamento n. 479/08 sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
1. A norma dell’articolo 118 quindecies del regolamento n. 1234/07, la Commissione crea e tiene aggiornato un «Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette» (di seguito: «il registro»). Il
registro è creato nella banca dati elettronica «E-Bacchus» sulla base delle decisioni che concedono la protezione
alle denominazioni di cui trattasi.
Per le denominazioni registrate in virtù dell’articolo 118 vicies, paragrafo 1, del regolamento n. 1234/07, la Commissione iscrive nel registro i dati di cui al paragrafo 3 del presente articolo.
1.	La protezione di una denominazione di origine o di un’indicazione geografica vale a decorrere dalla data di iscrizione
2.	Vedi reg. 1234/07 art. 118-quaterdecies. In caso di uso illegale di una denominazione di origine protetta o di un’indicazione
geografica protetta, le autorità competenti degli Stati membri adottano, di propria iniziativa, a norma dell’articolo 45,
paragrafo 4, del regolamento n. 479/08, oppure a richiesta di un soggetto interessato, le misure necessarie per far
cessare l’uso illegale e impedire la commercializzazione o l’esportazione dei prodotti di cui trattasi.
3.	La protezione di una denominazione di origine o di un’indicazione geografica si applica al nome intero, compresi i
suoi elementi costitutivi, purché siano di per sé distintivi. Non sono protetti gli elementi non distintivi o generici di una
denominazione di origine protetta o di un’indicazione geografica protetta.
1. La domanda di approvazione di modifiche del disciplinare di produzione, presentata da un richiedente ai sensi dell’articolo 118 sexies del regolamento n. 1234/07 con riferimento a una denominazione di origine protetta o a un’indicazione geografica protetta, è trasmessa in conformità all’articolo 70 bis, paragrafo 1, del presente regolamento.
2. La domanda di approvazione di modifiche di un disciplinare di produzione a norma dell’articolo 118 octodecies,
paragrafo 1, del regolamento n. 1234/07 è ammissibile se sono state trasmesse alla Commissione le informazioni
previste dall’articolo 118 quater, paragrafo 2, del medesimo regolamento e una domanda debitamente costituita.
3. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 118 octodecies, paragrafo 2, prima frase, del regolamento n. 1234/07 si applicano, mutatis mutandis, gli articoli da 9 a 18 del presente regolamento.
4.	Una modifica è considerata minore se:
5.	Se la domanda di approvazione delle modifiche del disciplinare è presentata da un richiedente diverso dal richiedente iniziale, la Commissione comunica la domanda al richiedente iniziale.
6.	La Commissione, se decide di accettare una modifica del disciplinare di produzione che riguarda o comprende una
modifica delle informazioni iscritte nel registro, procede alla cancellazione dei dati originali dal registro e iscrive i dati
nuovi con efficacia dalla data di decorrenza della relativa decisione.
1.	1. Le richieste di cancellazione presentate a norma dell’articolo 118 novodecies del regolamento n. 1234/07 sono
trasmesse in conformità all’articolo 70 bis, paragrafo 1, del presente regolamento. La data di presentazione della
richiesta di cancellazione alla Commissione è la data in cui essa perviene alla Commissione. Tale data è portata a
conoscenza del pubblico.
3. Il disposto dei paragrafi 1 e 2 non si applica se la cancellazione ha luogo per iniziativa della Commissione..
1.	Vedi reg. 1234/07 art. 118-novodecies. Per determinare l’ammissibilità di una richiesta di cancellazione, a norma dell’articolo
50 del regolamento n. 479/08, la Commissione verifica che la richiesta medesima:
c) faccia riferimento a una dichiarazione dello Stato membro o del paese terzo di residenza o di stabilimento della
sede legale dell’autore della richiesta, che correda la richiesta di cancellazione.
2.	Le richieste di cancellazione contengono informazioni dettagliate sui fatti, sulle prove e sulle osservazioni presentate
a sostegno della cancellazione, insieme ai pertinenti documenti giustificativi.
3.	Se le informazioni dettagliate sui fatti, sulle prove e sulle osservazioni e i documenti giustificativi di cui ai paragrafi 1
e 2 non sono presentati contemporaneamente alla richiesta di cancellazione, la Commissione ne informa l’autore e lo
invita a porre rimedio entro due mesi alle carenze segnalate. Se non è posto rimedio alle carenze entro tale termine,
la Commissione respinge la richiesta in quanto inammissibile. La decisione in merito all’inammissibilità è comunicata
all’autore della richiesta di cancellazione e alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o all’autore della richiesta di cancellazione stabilito nel paese terzo.
4.	Le richieste di cancellazione ritenute ammissibili e le procedure di cancellazione avviate per iniziativa della Commissione sono comunicate alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o ai richiedenti stabiliti nel paese terzo a
cui appartiene la denominazione di origine o l’indicazione geografica oggetto della cancellazione.
5. Le comunicazioni alla Commissione previste al paragrafo 3 sono effettuate a norma dell’articolo 70 bis, paragrafo 1
La Commissione comunica alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o ai produttori interessati stabiliti in tale
paese terzo la richiesta di cancellazione che non sia stata respinta a norma dell’articolo 22, paragrafo 3, e li invita
a presentare osservazioni entro due mesi dalla data di tale comunicazione. Le osservazioni ricevute nel suddetto
periodo di due mesi sono comunicate, se del caso, all’autore della richiesta di cancellazione.
Nel corso dell’esame di una cancellazione la Commissione chiede alle parti di presentare osservazioni, se del caso,
Le comunicazioni alla Commissione previste al primo e al secondo comma sono effettuate a norma dell’articolo 70
bis, paragrafo 1.
Se le autorità dello Stato membro o del paese terzo o il richiedente stabilito nel paese terzo o l’autore della richiesta
di cancellazione non presentano osservazioni o non rispettano il termine a tal fine previsto, la Commissione adotta
una decisione sulla cancellazione.
La Commissione adotta una decisione di cancellazione della denominazione di origine o dell’indicazione geografica
in base alle prove di cui dispone. A tal fine valuta se il rispetto del disciplinare di un prodotto vitivinicolo oggetto di una
denominazione di origine protetta o di un’indicazione geografica protetta non sia più possibile o non possa più essere
garantito, in particolare se le condizioni previste dall’articolo 35 del regolamento n. 479/08 non sono più soddisfatte
o non possano più esserlo nell’immediato futuro.
La decisione di cancellazione è comunicata all’autore della richiesta e alle autorità dello Stato membro o del paese
terzo o al richiedente stabilito nel paese terzo.
In caso di richieste multiple di cancellazione, dopo un esame preliminare di una o più di tali richieste è probabile che
una denominazione di origine o un’indicazione geografica non possa più continuare ad essere protetta: in tal caso la
Commissione può sospendere le altre procedure di cancellazione. In tal caso la Commissione informa gli altri richiedenti delle decisioni che li riguardano adottate nel corso della procedura.
La Commissione cancella il nome dal registro non appena la cancellazione acquista efficacia.
Gli operatori che intendono partecipare in tutto o in parte alla produzione o al condizionamento di un prodotto a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta sono comunicati all’autorità di controllo competente
di cui all’articolo 118 sexdecies del regolamento n. 1234/07.
1.	Vedi reg. 1234/07 art. 118-septdecies. La verifica annuale effettuata dall’autorità di controllo competente di cui all’articolo 48,
paragrafo 1, del regolamento n. 479/08 consiste in:
La verifica annuale è condotta negli Stati membri in cui ha avuto luogo la produzione in conformità al disciplinare
Nel caso dei controlli a campione gli Stati membri si assicurano, mediante il numero, la natura e la frequenza dei controlli, che essi siano rappresentativi dell’intera zona geografica delimitata e adeguati al volume dei prodotti vitivinicoli
commercializzati o detenuti a fini di commercializzazione.
2.	Gli esami di cui al paragrafo 1, primo comma, lettere a) e b), sono realizzati su campioni anonimi, dimostrano che i
prodotti analizzati rispondono alle caratteristiche e alle qualità descritte nel disciplinare di produzione della relativa
denominazione di origine o indicazione geografica e possono essere effettuati in qualsiasi fase del processo di produzione, compresa la fase del condizionamento, o anche successivamente. Ogni campione prelevato è rappresentativo dei vini corrispondenti detenuti dall’operatore.
3.	Ai fini del controllo della conformità al disciplinare di cui al paragrafo 1, primo comma, lettera c), l’autorità di controllo
ispeziona:
a) i locali degli operatori, per accertarsi che questi ultimi siano effettivamente in grado di soddisfare le condizioni
previste dal disciplinare di produzione e
b) i prodotti in qualsiasi fase del processo di produzione, inclusa la fase del condizionamento, in base a un piano di
ispezione redatto in anticipo dall’autorità di controllo e di cui gli operatori sono a conoscenza, comprensivo di tutte
le fasi di produzione del prodotto.
4.	La verifica annuale garantisce che il prodotto non possa fregiarsi di una denominazione di origine protetta o di un’indicazione geografica protetta se non nei seguenti casi:
a) i risultati degli esami di cui al paragrafo 1, primo comma, lettere a) e b), e di cui al paragrafo 2, dimostrano che il
prodotto rispetta le condizioni del disciplinare e possiede tutte le idonee caratteristiche della denominazione di origine o dell’indicazione geografica di cui si tratta;
5.	I prodotti che non rispettano le condizioni previste nel presente articolo possono essere commercializzati senza la
relativa denominazione di origine o indicazione geografica, purché siano rispettate le altre disposizioni applicabili.
6.	Per le denominazioni di origine o indicazioni geografiche transfrontaliere, la verifica può essere effettuata da un’autorità di controllo di uno degli Stati membri interessati dalle medesime denominazioni o indicazioni.
7. Se la verifica annuale è effettuata nella fase del condizionamento del prodotto nel territorio di uno Stato membro che
non è lo Stato membro di produzione, si applica l’articolo 84 del regolamento n. 555/08 della Commissione.
8. I paragrafi da 1 a 7 si applicano ai vini che recano una denominazione di origine o un’indicazione geografica conformi
ai requisiti di cui all’articolo 38, paragrafo 5, del regolamento n. 479/08.
– il titolo alcolometrico totale ed effettivo;
– gli zuccheri totali espressi in fruttosio o glucosio (incluso il saccarosio nel caso dei vini frizzanti e spumanti);
– l’acidità totale;
– l’acidità volatile;
– l’anidride solforosa totale;
– l’anidride carbonica (vini frizzanti e spumanti, sovrappressione in bar a 20°C);
– ogni altra caratteristica prevista dalla legislazione degli Stati membri o dal disciplinare di produzione delle denominazione di origine protette o delle indicazioni geografiche protette di cui trattasi;
Vedi reg. 1234/07 art. 118-septdecies. Per i vini di un paese terzo che beneficiano di una denominazione di origine protetta o di
un’indicazione geografica protetta, il paese terzo interessato invia alla Commissione, su sua richiesta, le informazioni
relative alle autorità competenti di cui all’articolo 48, paragrafo 2, del regolamento n. 479/08 e agli aspetti coperti dal
controllo, insieme alla prova che il vino soddisfa le condizioni previste dalla corrispondente denominazione di origine o
indicazione geografica.
1.	Le autorità di uno Stato membro o di un paese terzo o un richiedente stabilito in un paese terzo possono chiedere la
conversione di una denominazione di origine protetta in un’indicazione geografica protetta se non è più possibile o non
può più essere assicurata la conformità di una denominazione di origine protetta al relativo disciplinare di produzione.
2.	Vedi reg. 1234/07 art. 118-ter e art. 118-quater. Se una domanda di conversione di una denominazione di origine in un’indicazione geografica non rispetta le condizioni di cui agli articoli 34 e 35 del regolamento n. 479/08, la Commissione informa
le autorità dello Stato membro o del paese terzo o il richiedente stabilito nel paese terzo dei motivi del rifiuto e li invita
a ritirare o a modificare la domanda oppure a presentare osservazioni entro due mesi.
3.	Se le autorità dello Stato membro o del paese terzo o il richiedente stabilito nel paese terzo non pongono rimedio entro il periodo di due mesi agli ostacoli che impediscono la conversione in un’indicazione geografica la Commissione
4.	La Commissione adotta una decisione di rigetto della conversione in base ai documenti e alle informazioni di cui
dispone. La decisione in merito al rigetto della domanda è comunicata alle autorità dello Stato membro o del paese
5.	Non si applicano l’articolo 40 né l’articolo 49, paragrafo 1, del regolamento n. 479/08.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-duovicies. Le autorità competenti degli Stati membri o dei paesi terzi o le organizzazioni professionali rappresentative stabilite nei paesi terzi possono presentare alla Commissione una domanda di protezione di
menzioni tradizionali ai sensi dell’articolo 54, paragrafo 1, del regolamento n. 479/08.
2.	Per «organizzazioni professionali rappresentative» si intendono le organizzazioni di produttori o le associazioni di organizzazioni di produttori che hanno adottato le stesse norme e operano in una o più zone viticole a denominazione
di origine o indicazione geografica e che raggruppano almeno due terzi dei produttori della(e) zona(e) a denominazione di origine o indicazione geografica nella quale operano e coprono almeno due terzi della produzione di tale(i)
zona(e). Un’organizzazione professionale rappresentativa può presentare una domanda di protezione solo per i vini
1.	La domanda di protezione di una menzione tradizionale è trasmessa dalle autorità competenti degli Stati membri o
da quelle dei paesi terzi o da organizzazioni professionali rappresentative a norma dell’articolo 70 bis, paragrafo 1.
Essa è corredata della legislazione dello Stato membro o delle norme che si applicano ai produttori di vino dei paesi
terzi per disciplinare l’uso della menzione di cui trattasi nonché il riferimento a tale legislazione o a tali norme
2. Se la domanda è presentata da un’organizzazione professionale rappresentativa stabilita in un paese terzo, il richiedente comunica alla Commissione i dati relativi all’organizzazione professionale rappresentativa e ai suoi membri, a
norma dell’articolo 70 bis, paragrafo 1. La Commissione rende pubbliche tali informazioni.
1.	La menzione da proteggere è espressa:
a) nella lingua o nelle lingue ufficiali, nella lingua regionale o nelle lingue regionali dello Stato membro o del paese
terzo di cui è originaria, oppure
Vedi reg. 1234/07 art. 118-bis. La menzione usata in una determinata lingua si riferisce ai prodotti specifici di cui all’articolo
33, paragrafo 1, del regolamento n. 479/08.
2.	La menzione è registrata nell’ortografia originale.
1.	La definizione delle menzioni tradizionali stabilita all’articolo 118 duovicies, paragrafo 1, del reg n. 1234/07 si applica,
mutatis mutandis, alle menzioni usate tradizionalmente nei paesi terzi per i prodotti vitivinicoli recanti un’indicazione
geografica o una denominazione di origine in forza della normativa degli stessi paesi terzi.
2.	Le indicazioni tradizionali diverse dalle menzioni tradizionali elencate nella banca dati elettronica «E-Bacchus» che
figurano nell’etichettatura dei vini originari di paesi terzi possono essere utilizzate in conformità alle norme ivi applicabili, comprese quelle stabilite dalle organizzazioni professionali rappresentative.
2. La Commissione accusa ricevuta della domanda alle autorità dello Stato membro o a quelle del paese terzo o al
richiedente stabilito nel paese terzo di cui trattasi e assegna alla domanda un numero di fascicolo.
1. Una domanda è ammissibile se il modulo di domanda è debitamente compilato e la domanda è corredata della documentazione necessaria in conformità all’articolo 30. Il modulo di domanda è considerato debitamente compilato se sono
state compilate tutte le voci obbligatorie, presentate come tali nei sistemi di informazione di cui all’articolo 70 bis.
2. Se il modulo di domanda non è compilato, in tutto o in parte, oppure se i documenti di cui al paragrafo 1 non sono
3. In caso di inammissibilità, le autorità dello Stato membro o quelle del paese terzo o il richiedente stabilito nel paese
terzo di cui trattasi sono informati dei motivi di inammissibilità della domanda e viene loro rammentato che hanno la
facoltà di presentare una nuova domanda debitamente compilata.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-duovicies. Il riconoscimento di una menzione tradizionale è accolto se:
a) la menzione risponde alla definizione di cui all’articolo 54, paragrafo 1, lettera a) o lettera b), del regolamento n.
479/08 e alle condizioni di cui all’articolo 31 del presente regolamento;
i) un nome tradizionalmente usato in commercio in un’ampia parte del territorio della Comunità, o del paese terzo
interessato, per distinguere le specifiche Vedi reg. 1234/07 art. 118-bis. categorie di prodotti vitivinicoli di cui all’articolo 33,
paragrafo 1, del regolamento n. 479/08, oppure
ii) Vedi reg. 1234/07 art. 118-bis. un nome notorio, tradizionalmente usato in commercio nel territorio di almeno uno Stato
membro o del paese terzo interessato per distinguere le specifiche categorie di prodotti vitivinicoli di cui all’articolo
33, paragrafo 1, del regolamento n. 479/08;
iii) è soggetta a condizioni d’impiego conformi alle norme applicabili ai produttori di vino del paese terzo di cui trattasi,
comprese quelle stabilite dalle organizzazioni professionali rappresentative.
Ai fini del paragrafo 1, lettera b), per uso tradizionale si intende:
a) una durata di almeno cinque anni nel caso di menzioni espresse in una lingua o in lingue di cui all’articolo 31,
lettera a), del presente regolamento,
b) una durata di almeno 15 anni nel caso di menzioni espresse in una lingua o in lingue di cui all’articolo 31, lettera
b), del presente regolamento.
Ai fini del paragrafo 1, lettera c), punto i), si intende per»generica» la denominazione di una menzione tradizionale
che, pur riferendosi a un metodo di produzione o di invecchiamento specifico, oppure alla qualità, al colore, al tipo
di località o a un particolare connesso alla storia di un prodotto vitivinicolo, è divenuta il nome comune del prodotto
vitivinicolo in questione nella Comunità.
Le condizioni di cui al paragrafo 1, lettera b), del presente articolo non si applicano alle menzioni tradizionali di cui
all’articolo 54, paragrafo 1, lettera a), del regolamento n. 479/08.
1.	Vedi reg. 1234/07 art. 118-duovicies Se una domanda di menzione tradizionale non risponde alla definizione di cui all’articolo
54, paragrafo 1, del regolamento n. 479/08 né alle condizioni di cui agli articoli 31 e 35 del presente regolamento, la
Commissione informa il richiedente dei motivi del rigetto e stabilisce un termine di due mesi dalla data di tale comunicazione per il ritiro o la modifica della domanda o la presentazione di osservazioni.
2.	La Commissione respinge la domanda qualora il richiedente non ponga rimedio agli ostacoli entro il termine di cui al
paragrafo 1. La Commissione adotta una decisione di rigetto della menzione tradizionale in base ai documenti e alle
informazioni di cui dispone. La decisione di rigetto è comunicata al richiedente.
1.	Entro due mesi dalla data di pubblicazione di cui all’articolo 33, primo comma, ogni Stato membro o paese terzo,
oppure ogni persona fisica o giuridica avente un interesse legittimo, può opporsi al riconoscimento proposto presentando un ricorso in opposizione.
2.	L’opposizione è trasmessa a norma dell’articolo 70 bis, paragrafo 1. La data di presentazione dell’opposizione alla
Commissione è la data in cui essa perviene alla Commissione.
b) la data di ricevimento dell’opposizione
Per determinare se un’opposizione sia ammissibile, la Commissione verifica se il ricorso in opposizione indica i diritti
anteriori addotti e i motivi dell’opposizione e se è rispettato il termine per il suo ricevimento da parte della Commissione previsto all’articolo 37, primo comma.
Se l’opposizione si basa sulla notorietà e sulla reputazione di un marchio commerciale preesistente, in conformità
all’articolo 41, paragrafo 2, il ricorso in opposizione è accompagnato dalla prova della presentazione, della registrazione o dell’uso del marchio commerciale preesistente, come il certificato di registrazione, nonché dalla prova della
sua notorietà e reputazione.
I ricorsi in opposizione debitamente motivati contengono informazioni dettagliate sui fatti, sulle prove e sulle osservazioni presentate a sostegno dell’opposizione, insieme ai pertinenti documenti giustificativi.
i documenti giustificativi, di cui ai paragrafi da 1 a 3, non sono presentati contemporaneamente al ricorso in opposizione, o mancano documenti, la Commissione ne informa l’opponente e lo invita a porre rimedio entro due mesi
alle carenze segnalate. Se non è posto rimedio alle carenze entro tale termine, la Commissione respinge il ricorso in
membro o del paese terzo o al rappresentante dell’organizzazione professionale rappresentativa stabilita nel paese
I ricorsi in opposizione ritenuti ammissibili sono comunicati alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o al
rappresentante dell’organizzazione professionale rappresentativa stabilita nel paese terzo.
La Commissione comunica alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o al rappresentante dell’organizzazione professionale rappresentativa stabilita nel paese terzo la richiesta di opposizione che non sia stata respinta a norma dell’articolo 38, paragrafo 4, e li invita a presentare osservazioni entro due mesi dalla data di tale comunicazione.
Le osservazioni ricevute nel termine suddetto di due mesi sono comunicate all’opponente.
Se le autorità dello Stato membro o del paese terzo o il rappresentante dell’organizzazione professionale rappresentativa stabilita nel paese terzo o l’opponente non presentano osservazioni o non rispettano il termine a tal fine
previsto, la Commissione adotta una decisione sull’opposizione.
La Commissione adotta una decisione di rigetto o di riconoscimento della menzione tradizionale in base alla documentazione di cui dispone. Essa valuta se siano soddisfatte le condizioni di cui all’articolo 40, paragrafo 1, o all’articolo 41,
paragrafo 3, oppure all’articolo 42. La decisione di rigetto è comunicata all’opponente e alle autorità dello Stato membro
o del paese terzo o al rappresentante dell’organizzazione professionale rappresentativa stabilita nel paese terzo.
In caso di opposizioni multiple, dopo un esame preliminare di uno o più ricorsi in opposizioni è probabile che la domanda di riconoscimento non possa essere accolta; in tali casi, la Commissione può sospendere le altre procedure
In caso di rigetto del ricorso le procedure di opposizione sospese si considerano archiviate e gli opponenti interessati
ne sono debitamente informati.
1.	Se una menzione tradizionale per la quale è chiesta la protezione soddisfa i requisiti stabiliti dall’articolo 118 duovicies, paragrafo 1, del regolamento n. 1234/07 e dagli articoli 31 e 35 del presente regolamento e se non è respinta
in forza degli articoli 36, 38 e 39 del presente regolamento, detta menzione è riconosciuta e definita nella banca dati
elettronica «E-Bacchus», a norma dell’articolo 118 duovicies, paragrafo 2, del regolamento n. 1234/07, in base alle
informazioni trasmesse alla Commissione a norma dell’articolo 70 bis, paragrafo 1, del presente regolamento, ed è
accompagnata dalle informazioni seguenti:
c) un riferimento alla legislazione nazionale dello Stato membro o del paese terzo in cui è definita e disciplinata la
menzione tradizionale o alle norme che si applicano ai produttori di vino nei paesi terzi, incluse quelle stabilite dalle
organizzazioni professionali rappresentative in assenza di legislazione nazionale in tali paesi;
2.	Le menzioni tradizionali elencate nella banca dati elettronica «E-Bacchus» sono protette esclusivamente nella lingua
e per le categorie di prodotti vitivinicoli figuranti nella relativa domanda:
a) contro qualsiasi usurpazione, anche quando la menzione protetta è accompagnata da espressioni quali «genere»,
«tipo», «metodo», «alla maniera», «imitazione», «gusto», «come» o simili;
b) contro qualsiasi altra indicazione falsa o ingannevole relativa alla natura, alle caratteristiche o alle qualità essenziali del prodotto, usata sulla confezione o sull’imballaggio, nella pubblicità o sui documenti relativi al prodotto di cui
c) contro qualsiasi altra prassi che possa indurre in errore il consumatore e in particolare che lasci supporre che il
vino fruisca della menzione tradizionale protetta.
1.	Se una menzione tradizionale è protetta in virtù del presente regolamento, la registrazione di un marchio il cui uso
violerebbe l’articolo 40, paragrafo 2, è valutata a norma della direttiva 95/08 del Parlamento europeo e del Consiglio
o del reg. n. 207/09 del Consiglio.
I marchi registrati in violazione del primo comma sono dichiarati nulli, su richiesta, in conformità alle procedure applicabili previste dalla direttiva 95/08 o dal reg. n. 207/09.
2.	Uso marchi preesistenti. Vedi reg. 1234/07 art. 118-terdecies e circolare del 26 aprile 2010. Un marchio corrispondente ad una delle situazioni descritte dall’articolo 40 del presente regolamento e che sia stato richiesto, registrato o, nei casi in cui ciò sia
previsto dalla normativa pertinente, acquisito con l’uso sul territorio comunitario anteriormente al 4 maggio 2002 o
anteriormente alla data in cui è stata presentata alla Commissione la domanda di protezione della menzione tradizionale, può continuare ad essere utilizzato e rinnovato nonostante la protezione della menzione tradizionale.
3.	Un nome non è protetto in quanto menzione tradizionale qualora, a causa della notorietà e della reputazione di un
marchio commerciale, la protezione sia suscettibile di indurre in errore il consumatore quanto alla vera identità, alla
natura, alle caratteristiche o alla qualità del vino.
1.	La protezione della menzione per cui è presentata la domanda, omonima o parzialmente omonima di una menzione
tradizionale già protetta ai sensi del presente capo, tiene debitamente conto degli usi locali e tradizionali e dei rischi
Una menzione omonima che induca in errore il consumatore circa la natura, la qualità o la vera origine dei prodotti
non è registrata, nemmeno se è esatta.
L’impiego di una menzione omonima protetta è autorizzato esclusivamente in condizioni pratiche tali da assicurare
che la menzione omonima protetta successivamente sia sufficientemente differenziata da quella elencata nella banca dati elettronica «E-Bacchus», tenuto conto della necessità di garantire un trattamento equo ai produttori interessati e di non indurre in errore il consumatore.
2.	Il paragrafo 1 si applica, mutatis mutandis, alle menzioni tradizionali protette anteriormente al 1° agosto 2009, parzialmente omonime di una denominazione di origine protetta o di un’indicazione geografica protetta o di un nome di
varietà di uve da vino o di suoi sinonimi elencati nell’allegato XV.
Un richiedente ai sensi dell’articolo 29 può chiedere l’approvazione di una modifica di una menzione tradizionale, della
lingua indicata, del vino o dei vini interessati o della sintesi della definizione o delle condizioni d’uso della menzione tradizionale di cui trattasi.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-tervicies. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 55 del regolamento n. 479/08, in caso di uso illegale di
menzioni tradizionali protette, le autorità nazionali competenti adottano, di propria iniziativa o su richiesta di una parte
interessata, le misure necessarie per far cessare la commercializzazione dei prodotti, inclusa l’esportazione.
Vedi reg. 1234/07 art. 118-duovicies. Una menzione tradizionale è cancellata se non risponde più alla definizione stabilita all’articolo 54, paragrafo 1, del regolamento n. 479/08 e non rispetta più le condizioni previste agli articoli 31, 35, articolo 40,
paragrafo 2, articolo 41, paragrafo 3, o all’articolo 42.
1.	Uno Stato membro, un paese terzo oppure ogni persona fisica o giuridica che abbia un interesse legittimo ha la facoltà di presentare alla Commissione una richiesta di cancellazione debitamente motivata, in conformità all’articolo
70 bis, paragrafo 1. La data di presentazione della richiesta alla Commissione è la data in cui essa perviene alla
Commissione. Tale data è portata a conoscenza del pubblico.
1.	Per determinare se sia ammissibile, la Commissione verifica che la richiesta di cancellazione:
sede legale dell’autore della richiesta che spieghi l’interesse legittimo, i motivi e le giustificazioni del richiedente.
all’autore della richiesta di cancellazione e alle autorità allo Stato membro o del paese terzo o all’autore della richiesta di cancellazione stabilito nel paese terzo.
cui appartiene la menzione tradizionale oggetto della cancellazione.
La Commissione comunica alle autorità dello Stato membro o del paese terzo o al richiedente stabilito nel paese terzo la richiesta di cancellazione che non sia stata respinta a norma dell’articolo 46, paragrafo 3, e li invita a presentare
osservazioni entro due mesi dalla data di tale comunicazione. Le osservazioni ricevute nel suddetto termine di due
mesi sono comunicate all’autore della richiesta di cancellazione.
di cancellazione non presentano osservazioni o non rispettano il termine a tal fine stabilito, la Commissione adotta
La Commissione adotta una decisione di cancellazione della menzione tradizionale in base alla documentazione di
cui dispone. Essa verifica se continuano ad essere rispettate le condizioni di cui all’articolo 44.
La decisione di cancellazione è comunicata all’autore della relativa richiesta e alle autorità dello Stato membro o del
una menzione tradizionale non possa più continuare ad essere protetta: in tal caso la Commissione può sospendere
le altre procedure di cancellazione. In tal caso la Commissione informa gli altri richiedenti delle decisioni che li riguardano adottate nel corso della procedura.
La Commissione sopprime la menzione dall’elenco contenuto nella banca dati elettronica «E-Bacchus» non appena
la cancellazione acquista efficacia.
Le menzioni tradizionali protette in virtù degli articoli 24, 28 e 29 del regolamento n. 753/02 sono automaticamente protette in virtù del presente regolamento purché:
a) anteriormente al 1° maggio 2009 sia stato presentato alla Commissione un riepilogo della definizione o delle condizioni d’uso;
b) gli Stati membri o i paesi terzi non abbiano cessato di proteggere
alcune menzioni tradizionali.
Vedi reg. 1234/07; dir 13/00, art. 2 e art., 6 par 3-bis. Salvo
diversa disposizione del presente regolamento, l’etichettatura dei prodotti
di cui ai punti 1-11, 13, 15 e 16 dell’allegato IV del regolamento n. 479/08 (di seguito: «i prodotti»), può essere completata
da indicazioni diverse da quelle previste all’articolo 58 e da quelle disciplinate dall’articolo 59, paragrafo 1 e dall’articolo 60,
paragrafo 1, di tale regolamento, purché soddisfino i requisiti dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 13/00.
1.	stesso campo visivo Le indicazioni obbligatorie di cui all’articolo 58 del regolamento n. 479/08 e quelle elencate all’articolo
59 del medesimo regolamento figurano sul recipiente nello stesso campo visivo in modo da poter essere lette simultaneamente senza dover girare il recipiente.
fuori campo visivo Tuttavia, le indicazioni obbligatorie del numero di lotto e quelle di cui all’art. 51 e all’art. 56, par. 4, del
presente regolamento possono figurare fuori del campo visivo in cui compaiono le altre indicazioni obbligatorie.
2.	Le indicazioni obbligatorie di cui al paragrafo 1 e quelle applicabili in virtù degli atti citati all’articolo 58 del regolamento n. 479/08 sono presentate in caratteri indelebili e chiaramente distinguibili dall’insieme delle altre indicazioni scritte
Articolo 51*
1.	allergeni Ai fini dell’indicazione degli ingredienti di cui all’articolo 6, paragrafo 3 bis, della direttiva 13/2000, i termini
riguardanti i solfiti, il latte e i prodotti a base di latte, le uova e i prodotti a base di uova, che devono essere utilizzati,
sono quelli che figurano nell’allegato X, parte A.
2.	pittogramma I termini di cui al paragrafo 1 possono essere eventualmente accompagnati da uno dei pittogrammi che
figurano nell’allegato X, parte B.
*Esso si applica, per quanto riguarda i termini riguardanti il latte e i prodotti a base di latte, le uova e i prodotti a base di uova di cui all’articolo
51, paragrafo 1, del reg. n. 607/09, quale modificato dal reg. n. 579/12, ai vini di cui all’allegato XI ter del reg. n. 1234/07, ottenuti interamente o
parzialmente da uve della vendemmia degli anni 2012 e successivi ed etichettati successivamente al 30 giugno 2012.
1.	prodotti non conformi I prodotti con un’etichettatura o una presentazione non conformi alle pertinenti disposizioni stabilite
dal presente regolamento non possono essere commercializzati nella Comunità né esportati.
2.	deroga esportazione / Vedi D.m. 13 agosto 2012 art. 2. In deroga ai capi V e VI del regolamento n. 479/08, per i prodotti destinati
all’esportazione gli Stati membri possono autorizzare che nell’etichettatura di determinati vini destinati all’esportazione figurino indicazioni non conformi alle norme di etichettatura previste dalla normativa comunitaria ove tali indicazioni siano previste dalla normativa del paese terzo interessato. Tali indicazioni possono figurare in lingue diverse dalle
lingue ufficiali della Comunità.
Il dispositivo di chiusura dei prodotti di cui all’articolo 49 non può essere rivestito con una capsula o
una lamina contenenti piombo.
divieto capsule piombo.
1. Il titolo alcolometrico volumico effettivo di cui all’articolo 59, paragrafo 1, lettera c), del regolamento n. 479/08 è indicato
per unità o mezze unità di percentuale del volume.
modalità indicazione Il valore del titolo alcolometrico effettivo è seguito dal simbolo «% vol» e può essere preceduto dai
termini «titolo alcolometrico effettivo» o «alcole effettivo» o dall’abbreviazione «alc».
tolleranza Fatte salve le tolleranze previste dal metodo di analisi di riferimento utilizzato, il titolo alcolometrico indicato
non può essere né superiore né inferiore di più di 0,5% vol al titolo determinato dall’analisi. Tuttavia, per i vini a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta immagazzinati in bottiglie per oltre tre anni, i vini
spumanti, i vini spumanti di qualità, i vini spumanti gassificati, i vini frizzanti, i vini frizzanti gassificati, i vini liquorosi e
i vini di uve stramature, fatte salve le tolleranze previste dal metodo di analisi di riferimento utilizzato, il titolo alcolometrico indicato non può essere né superiore né inferiore di oltre 0,8% vol al titolo determinato dall’analisi.
2.	dimensioni caratteri Il titolo alcolometrico volumico effettivo è indicato sull’etichettatura in caratteri dell’altezza minima di 5
millimetri se il volume nominale è superiore a 100 centilitri, di 3 millimetri se è pari o inferiore a 100 centilitri e superiore a 20 centilitri e di 2 millimetri se è pari o inferiore a 20 centilitri.
3.	Nel caso di mosto di uve parzialmente fermentato o di vino nuovo ancora in fermentazione, sull’etichetta figurano
il titolo alcolometrico volumico effettivo e quello totale o uno dei due. Se sull’etichetta figura il titolo alcolometrico
volumico totale, la cifra corrispondente è seguita dalla dicitura «% vol» e può essere preceduta dai termini «titolo
alcolometrico totale» o «alcole totale».
1.	termini provenienza vini senza Dop e Igp L’indicazione della provenienza, di cui all’articolo 59, paragrafo 1, lettera d), del regolamento n. 479/08 è realizzata come segue:
a) per i vini di cui all’allegato IV, punti 1, 2, 3, 7-9, 15 e 16 del regolamento n. 479/08, senza denominazione di origine
protetta o indicazione geografica protetta, è utilizzata una delle seguenti menzioni:
i) i termini «vino di (…)» oppure «prodotto in (…)», oppure «prodotto di (…)», o termini equivalenti completati dal
nome dello Stato membro o del paese terzo nel cui territorio le uve sono state vendemmiate e vinificate;
per i vini transfrontalieri prodotti con determinate varietà di uve da vino ai sensi dell’articolo 60, paragrafo 2, lettera c),
del regolamento n. 479/08, può figurare solo il nome di uno o più Stati membri o del paese terzo o di paesi terzi;
ii) vino della Comunità i termini «vino della Comunità europea» o termini equivalenti, oppure «miscela di vini di diversi
paesi della Comunità europea» nel caso di una miscela di vini originari di diversi Stati membri, oppure
vini Paesi terzi per i vini ottenuti da una miscela di vini originari di più paesi terzi, i termini «miscela di vini di diversi paesi
non appartenenti alla Comunità europea» o «miscela di vini di …» completati dai nomi dei paesi terzi di cui trattasi;
iii) vino della Comunità i termini «vino della Comunità europea» o termini equivalenti, oppure «vino ottenuto in (…) da
uve vendemmiate in …», completato dal nome degli Stati membri in causa, per i vini vinificati in uno Stato membro a
partire da uve vendemmiate in un altro Stato membro, oppure
vini Paesi terzi per i vini vinificati in un paese terzo con uve vendemmiate in un altro paese terzo, il termine «vino ottenuto
in (…) da uve vendemmiate in (…)», con il nome dei paesi terzi di cui trattasi;
b) vini spumanti senza Dop e Igp per i vini di cui all’allegato IV, punti 4, 5 e 6, del regolamento n. 479/08, senza denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta, è utilizzata una delle seguenti menzioni:
i) i termini «vino di (…)» oppure «prodotto in (…)», oppure «prodotto di (…)», oppure «sekt di (…)», o termini equivalenti completati dal nome dello Stato membro o del paese terzo nel cui territorio le uve sono state vendemmiate e
vinificate;
ii) il termine «prodotto in (…)», o termini equivalenti, completato dal nome dello Stato membro in cui avviene la seconda fermentazione;
c) vini Dop e Igp per i vini a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta, i termini «vino di (…)»
oppure «prodotto in (…)», oppure «prodotto di (…)», o termini equivalenti, completati dal nome dello Stato membro
o del paese terzo nel cui territorio le uve sono state vendemmiate e vinificate;
per le denominazioni di origine protette o le indicazioni geografiche protette transfrontaliere è indicato solo il nome di
uno o più Stati membri o paesi terzi.
mosti L’indicazione della provenienza, di cui all’articolo 59, paragrafo 1, lettera d), del regolamento n. 479/08 sulle
etichette del mosto, del mosto in fermentazione, del mosto concentrato o del vino nuovo ancora in fermentazione è
realizzata come segue:
a) «mosto di (…)» oppure «mosto prodotto in (…)» o termini equivalenti, completati dal nome dello Stato membro o
di un territorio che fa parte dello Stato membro in cui il prodotto è ottenuto;
b) «miscela di prodotti ottenuti in due o più paesi della Comunità europea» se si tratta di un taglio di prodotti elaborati
in due o più Stati membri;
c) «mosto ottenuto a (…) da uve raccolte in (…)» per il mosto di uve che non è stato elaborato nello Stato membro
in cui sono state vendemmiate le uve.
3.	Nel caso del Regno Unito, il nome dello Stato membro può essere sostituito dal nome di un territorio che fa parte del
1.	Ai fini dell’applicazione dell’articolo 59, paragrafo 1, lettere e) e f), del regolamento n. 479/08 e del presente articolo
a) imbottigliatore «imbottigliatore», la persona fisica o giuridica, o l’associazione di tali persone, stabilita nell’Unione
europea, che effettua o fa effettuare l’imbottigliamento per proprio conto;
b) imbottigliamento «imbottigliamento», il riempimento, con il prodotto interessato, di recipienti aventi una capienza uguale o inferiore a 60 litri, ai fini della vendita;
c) produttore «produttore», la persona fisica o giuridica, o un’associazione di tali persone, che effettua o fa effettuare
per proprio conto l’elaborazione delle uve, del mosto di uve e del vino in vino spumante, vino spumante gassificato,
vino spumante di qualità o vino spumante di qualità del tipo aromatico;
d) importatore «importatore», la persona fisica o giuridica, o un’associazione di tali persone, stabilita nella Comunità che
si assume la responsabilità dell’immissione in libera pratica di merci non comunitarie ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 8, del regolamento n. 2913/92 del Consiglio;
e) venditore «venditore», la persona fisica o giuridica, o un’associazione di tali persone, che non rientra nella definizione di produttore, che acquista e poi mette in circolazione vini spumanti, vini spumanti gassificati, vini spumanti di
qualità o vini spumanti di qualità del tipo aromatico;
f) sede principale «indirizzo», il nome del comune e dello Stato membro o del paese terzo in cui è situata la sede sociale
dell’imbottigliatore, del produttore, del venditore o dell’importatore.
2.	Il nome e l’indirizzo dell’imbottigliatore sono completati:
a) imbottigliato da dai termini «imbottigliatore» oppure «imbottigliato da (…)», oppure
b) Vedi D.m. 13 agosto 2012, art. 3 da termini le cui condizioni di impiego sono definite dallo Stato membro se l’imbottigliamento di vini a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta avviene:
i) azienda produttore nell’azienda del produttore, oppure
iii) in un’impresa situata nella zona geografica delimitata oppure nelle immediate vicinanze della zona geografica
imbottigliamento conto terzi In caso di imbottigliamento per conto terzi, l’indicazione dell’imbottigliatore è completata dai
termini «imbottigliato per conto di (…)» o, nel caso in cui è indicato anche il nome e l’indirizzo della persona che ha
effettuato l’imbottigliamento per conto terzi, dai termini «imbottigliato da (…) per conto di (…)».
luogo imbottigliamento Se l’imbottigliamento è realizzato in luogo diverso dalla sede dell’imbottigliatore, le indicazioni di cui
al presente paragrafo sono accompagnate da un riferimento al luogo specifico in cui è effettuato l’imbottigliamento
e, se è effettuato in un altro Stato membro, dal nome di tale Stato membro. Queste prescrizioni non si applicano se
l’imbottigliamento è realizzato in un luogo situato nelle immediate vicinanze della sede dell’imbottigliatore
confezionatore Per i recipienti diversi dalle bottiglie, i termini «confezionatore» e «confezionato da» sostituiscono rispettivamente i termini «imbottigliatore» e «imbottigliato da», salvo se la lingua usata non permette di operare tale
3.	produttore (spumante) Il nome e l’indirizzo del produttore o del venditore sono completati dai termini «produttore» o «pro19
dotto da» e «venditore» o «venduto da» o da termini equivalenti
b) di permettere la sostituzione dei termini «produttore» o «prodotto da» con i termini di cui all’allegato X bis del presente regolamento.
4.	importatore Il nome e l’indirizzo dell’importatore sono preceduti dai termini «importatore» o «importato da (…)».
5.	Le indicazioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 4 possono essere raggruppate se riguardano la stessa persona fisica o giuridica.
codice ICQRF / Vedi D.m. 13 agosto 2012, art. 4 Una di tali indicazioni può essere sostituita da un codice stabilito dallo Stato
membro in cui è situata la sede dell’imbottigliatore, del produttore, dell’importatore o del venditore. Il codice è completato da un riferimento allo Stato membro. Sull’etichetta del vino figura anche l’indicazione del nome e dell’indirizzo
di una persona fisica o giuridica intervenuta nel circuito commerciale del prodotto, diversa dall’imbottigliatore, dal
produttore, dall’importatore o dal venditore indicati in codice.
6.	dimensioni caratteri nome e indirizzo / Vedi D.m. 13 agosto 2012, art. 4 Se il nome o l’indirizzo dell’imbottigliatore, del produttore,
dell’importatore o del venditore contiene o è costituito da una denominazione di origine protetta o un’indicazione
geografica protetta, tale nome o indirizzo è indicato sull’etichetta:
a) in caratteri le cui dimensioni non superano la metà dei caratteri utilizzati per la denominazione di origine protetta o
l’indicazione geografica protetta oppure per la designazione della categoria dei prodotti vitivinicoli di cui trattasi, oppure
b) codice comune per mezzo di un codice a norma del paragrafo 5, secondo comma.
1.	Abazia, Castello, ecc. / Vedi D.m. 13 agosto 2012, art. 5 I termini elencati nell’allegato XIII con riferimento all’azienda, diversi
dall’indicazione del nome dell’imbottigliatore, del produttore o del venditore, sono riservati ai vini a denominazione di
origine protetta o a indicazione geografica protetta a condizione che:
c) gli Stati membri disciplinino l’uso dei loro termini rispettivi elencati nell’allegato XIII. I paesi terzi adottano le norme
applicabili all’uso dei loro termini rispettivi elencati nell’allegato XIII, inclusi quelli stabiliti dalle organizzazioni professionali rappresentative.
2.	Solo se l’azienda lo autorizza il suo nome può essere usato anche da altri operatori che partecipano alla commercializzazione del prodotto.
1.	I termini elencati nell’allegato XIV, parte A, del presente regolamento, che indicano il tenore di zucchero, figurano
sull’etichettatura dei prodotti di cui all’articolo 59, paragrafo 1, lettera g), del regolamento n. 479/08.
2.	spumanti indicazioni obbligatorie Se il tenore di zucchero dei prodotti, espresso in fruttosio o glucosio (incluso il saccarosio)
giustifica l’uso di due dei termini elencati nell’allegato XIV, parte A, è indicato solo uno di questi due termini.
3.	tolleranze Fatte salve le condizioni di impiego descritte nell’allegato XIV, parte A, il tenore di zucchero non può differire
di oltre 3 g per litro da quello indicato sull’etichetta del prodotto.
omissione termine Dop In
conformità all’articolo 59, paragrafo 3, lettera b), del regolamento n. 479/08, i termini «denominazione di origine protetta» possono essere omessi per i vini che si fregiano delle seguenti denominazioni di origine protette,
a condizione che questa possibilità sia disciplinata nell’ambito della legislazione dello Stato membro o delle norme applicabili nel paese terzo interessato, incluse quelle stabilite dalle organizzazioni professionali rappresentative:
c) Spagna:	Cava, Jerez, Xérès o Sherry, Manzanilla;
d) Francia: Champagne;
f) Portogallo: Madeira o Madère, Port o Porto.
1.	termine aggiunta CO2 / dimensioni caratteri I termini «vino spumante gassificato» e «vino frizzante gassificato» di cui all’allegato IV del regolamento n. 479/08 sono completati, in caratteri dello stesso tipo e delle stesse dimensioni, dai termini
«ottenuti mediante aggiunta di anidride carbonica», salvo se la lingua utilizzata indica di per sé che è stata aggiunta
I termini «ottenuti mediante aggiunta di anidride carbonica» sono indicati anche in caso di applicazione del disposto
dell’articolo 59, paragrafo 2, del regolamento n. 479/08.
2.	Sekt omissione categoria per spumanti Per i vini spumanti di qualità, il riferimento alla categoria del prodotto vitivinicolo può
essere omesso per i vini sulla cui etichetta figura il termine «Sekt».
A norma dell’articolo 60, paragrafo 1, lettera a), del regolamento n. 479/08, sulle etichette dei prodotti ai sensi
dell’articolo 49 può figurare l’annata a condizione che almeno l’85% delle uve usate per elaborarli siano state vendemmiate in tale annata. Sono esclusi:
b) i quantitativi di prodotti di cui all’allegato IV, sezione 3, lettere e) e f), del regolamento n. 479/08.
2.	Per i prodotti ottenuti tradizionalmente da uve vendemmiate in gennaio o in febbraio, l’annata da indicare nell’etichetta dei vini è l’anno civile precedente.
3.	vini senza Dop e Igp Anche i prodotti senza denominazione di origine o indicazione geografica sono soggetti al rispetto
delle disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo e all’articolo 63.
varietà e sinonimi I nomi delle varietà di uve da vino o dei loro sinonimi, ai sensi dell’articolo 60, paragrafo 1, lettera b),
del regolamento n. 479/08, utilizzate per l’ottenimento dei prodotti ai sensi dell’articolo 49 del presente regolamento,
possono figurare sulle etichette dei prodotti alle condizioni stabilite alle lettere a) e b) del presente articolo.
a) classificazione Per i vini prodotti nella Comunità europea, i nomi delle varietà di uve da vino o i loro sinonimi sono quelli
indicati nella classificazione delle varietà di uve da vino di cui all’articolo 24, paragrafo 1, del regolamento n. 479/08.
Per gli Stati membri esonerati dall’obbligo di classificazione ai sensi dell’articolo 24, paragrafo 2, del regolamento n.
479/08, i nomi delle varietà di uve da vino o i loro sinonimi sono quelli figuranti nell’Elenco internazionale delle varietà
di viti e dei loro sinonimi gestito dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV).
b) Paesi terzi Per i vini originari dei paesi terzi, le condizioni di impiego dei nomi delle varietà di uve da vino o dei loro
sinonimi sono conformi alle norme applicabili ai produttori di vino nei paesi terzi, comprese quelle stabilite dalle organizzazioni professionali rappresentative, e tali nomi o sinonimi figurano in almeno una delle liste seguenti:
c) vini Dop e Igp Per i prodotti a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta o recanti un’indicazione geografica di un paese terzo, i nomi delle varietà di uve da vino o i loro sinonimi possono essere indicati purché:
i) 85% qualora sia nominato solo un vitigno o un suo sinonimo, almeno l’85% del prodotto sia stato ottenuto da uve di
tale varietà, esclusi
– dolcificazione i quantitativi di prodotti usati nella dolcificazione, nello «sciroppo di dosaggio» o nello «sciroppo zuccherino», o
– vini liquorosi i quantitativi di prodotti di cui all’allegato IV, sezione 3, lettere e) e f), del regolamento n. 479/08;
ii) due o più vitigni qualora siano nominati due o più vitigni, o i loro sinonimi, il 100% del prodotto sia stato ottenuto da
uve di tali varietà, esclusi
– vini liquorosi i quantitativi di prodotti di cui all’allegato IV, sezione 3, lettere e) e f), del regolamento n. 479/08.
ordine decrescente Nel caso di cui al punto ii), le varietà di uve da vino devono figurare in ordine decrescente di percentuale e in caratteri delle stesse dimensioni.
d) vini senza Dop e Igp (85% ecc) Per i prodotti senza denominazione di origine o indicazione geografica, i nomi delle varietà
di uve da vino o i loro sinonimi possono essere indicati purché siano rispettate le condizioni di cui al paragrafo 1,
lettera a) o lettera b), e lettera c), e di cui all’articolo 63.
2. sinonimo Pinot Per i vini spumanti e i vini spumanti di qualità, i nomi dei vitigni utilizzati per completare la designazione
del prodotto, ossia «pinot blanc», «pinot noir», «pinot meunier» e «pinot gris» e i nomi equivalenti nelle altre lingue
della Comunità, possono essere sostituiti dal sinonimo «pinot».
3.	deroga vitigni per Paesi terzi In deroga all’articolo 42, paragrafo 3, del regolamento n. 479/08, i nomi di varietà di uve da
vino o i loro sinonimi elencati nell’allegato XV, parte A, del presente regolamento, che contengono o sono costituiti da
una denominazione di origine protetta o da un’indicazione geografica protetta, possono figurare sull’etichetta di un
prodotto a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta o recante un’indicazione geografica
di un paese terzo solo se erano autorizzati in virtù delle norme comunitarie in vigore l’11 maggio 2002, o alla data di
adesione degli Stati membri se posteriore.
4.	varietà riservate I nomi di varietà di uve da vino e i loro sinonimi elencati nell’allegato XV, parte B, del presente regolamento che contengono in parte una denominazione di origine protetta o un’indicazione geografica protetta e si
riferiscono direttamente all’elemento geografico della denominazione di origine protetta o dell’indicazione geografica
protetta, possono figurare esclusivamente sull’etichetta di un prodotto a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta o a indicazione geografica di un paese terzo.
Norme specifiche sulle varietà di uve da vino e sull’annata dei vini
senza denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta
1.	Gli Stati membri designano l’autorità o le autorità competenti responsabili della certificazione prevista dall’articolo 118
septvicies, paragrafo 2, lettera a), del regolamento n. 1234/07, secondo i criteri stabiliti dall’articolo 4 del regolamento
n. 882/04 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Anteriormente al 1° ottobre 2011 ogni Stato membro trasmette alla Commissione le informazioni seguenti e le eventuali modifiche al riguardo, a norma dell’articolo 70 bis, paragrafo 1, del presente regolamento:
a) il nome, l’indirizzo e i punti di contatto, compresi gli indirizzi elettronici, dell’autorità o delle autorità competenti per
l’applicazione del presente articolo;
b) se del caso, il nome, l’indirizzo e i punti di contatto, compresi gli indirizzi elettronici, di tutti gli organismi abilitati da
un’autorità competente per l’applicazione del presente articolo;
c) le disposizioni adottate per l’applicazione del presente articolo, sempre che esse presentino un interesse specifico
ai fini della collaborazione tra gli Stati membri contemplata nel regolamento n. 555/08;
d) le varietà di uve da vino cui si applicano l’articolo 118 septvicies, paragrafo 2, e l’articolo 120 bis del regolamento
In base alle informazioni comunicatele dagli Stati membri, la Commissione redige e tiene aggiornato un elenco dei
nomi e degli indirizzi delle autorità competenti e degli organismi abilitati nonché delle varietà di uve da vino autorizzate. La Commissione rende pubblico tale elenco
2.	certificazioni vino Provvedono alla certificazione del vino, in ogni fase della produzione, compresa la fase del condizionamento:
b) uno o più organismi di controllo ai sensi dell’articolo 2, secondo comma, punto 5, del regolamento n. 882/04 che
operano come organismi di certificazione dei prodotti secondo i criteri fissati nell’articolo 5 di detto regolamento.
Gli organismi di certificazione di cui al primo comma, lettera b), sono conformi alla norma europea EN 45011 o alla
guida ISO/CEI 65 (Requisiti generali relativi agli organismi che gestiscono sistemi di certificazione dei prodotti) e, a
decorrere dal 1° maggio 2010, sono accreditati in conformità di tale norma o guida.
I costi della certificazione sono a carico degli operatori ad essa assoggettati, salvo diversa disposizione degli Stati
controllo documentale La procedura di certificazione di cui all’articolo 60, paragrafo 2, lettera a), del regolamento n. 479/08
garantisce, mediante una documentazione amministrativa probante, la veridicità della o delle varietà di uve da vino
e dell’annata riportate sull’etichetta del vino.
La procedura di certificazione è realizzata dalle autorità competenti o dagli organismi di controllo di cui ai paragrafi 1
e 2 nello Stato membro di produzione.
controlli certificazione La certificazione è effettuata:
I controlli casuali si basano su un piano di controllo prestabilito dall’autorità, che copre le varie fasi della produzione.
Il piano di controllo è noto agli operatori. Gli Stati membri selezionano a caso il numero minimo di operatori da sottoporre a controllo.
Nel caso dei controlli a campione gli Stati membri si assicurano, mediante il numero, la natura e la frequenza dei controlli, che essi siano rappresentativi dell’intero territorio nazionale e corrispondano al volume dei prodotti vitivinicoli
Con riferimento al disposto dell’articolo 60, paragrafo 2, lettera a), del regolamento n. 479/08, gli Stati membri produttori si accertano che i produttori dei vini ivi indicati siano produttori riconosciuti dallo Stato membro di produzione.
Per quanto riguarda il controllo, compresa la tracciabilità, gli Stati membri produttori provvedono a che siano applicati
il titolo V del regolamento n. 555/08 e il regolamento n. 606/09.
Per i vini transfrontalieri di cui all’articolo 60, paragrafo 2, lettera c), del regolamento n. 479/08, la certificazione può
essere eseguita dalle autorità di uno dei due Stati membri interessati.
vino varietale / Vedi D.m. 13 agosto 2012, art. 9 Per i vini prodotti in conformità all’articolo 60, paragrafo 2, del regolamento n.
479/08, gli Stati membri possono decidere di usare il termine «vino varietale» completato dal nome:
Per i vini senza denominazione di origine protetta/indicazione geografica protetta o senza indicazione geografica prodotti
in paesi terzi, che recano sull’etichetta il nome di una o più varietà di uve da vino o l’annata, i paesi terzi possono decidere di utilizzare il termine «vino varietale» completato dal nome o dai nomi del paese terzo o dei paesi terzi interessati.
L’articolo 55 del presente regolamento non si applica qualora sia indicato il nome dello Stato membro o degli Stati
membri oppure del paese terzo o dei paesi terzi.
Nel caso del Regno Unito, il nome dello Stato membro può essere sostituito dal nome di un territorio che fa parte del
I paragrafi da 1 a 6 si applicano ai prodotti ottenuti da uve vendemmiate a partire dal 2009.
zuccheri, indicazione facoltativa Salvo diversa disposizione prevista all’articolo 58 del presente regolamento, il tenore di
zucchero espresso in fruttosio e glucosio, a norma dell’allegato XIV, parte B, del presente regolamento, può figurare
sull’etichettatura dei prodotti di cui all’articolo 60, paragrafo 1, lettera c), del regolamento n. 479/08.
2.	Se il tenore di zucchero dei prodotti giustifica l’uso di due dei termini elencati nell’allegato XIV, parte B, è indicato solo
uno di questi due termini.
3.	tolleranze Fatte salve le condizioni di impiego descritte nell’allegato XIV, parte B, del presente regolamento, il tenore di
zucchero non può differire di oltre 1 g per litro da quello indicato sull’etichetta del prodotto.
4.	Vedi D.m. 13 agosto 2012, art. 10 Il disposto del paragrafo 1 non si applica ai prodotti di cui ai punti 3, 8 e 9 dell’allegato XI
ter del regolamento n. 1234/07, purché le condizioni di impiego dell’indicazione del tenore di zucchero siano disciplinate dagli Stati membri o stabilite in norme applicabili nel paese terzo interessato, incluse, nel caso dei paesi terzi,
le norme emanate da organizzazioni professionali rappresentative.
1.	possibilità uso simboli Dop e Igp I simboli comunitari di cui all’articolo 60, paragrafo 1, lettera e), del regolamento n. 479/08
possono figurare sulle etichette dei vini conformemente all’allegato V del regolamento n. 1898/06 della Commissione. In deroga all’articolo 59, le diciture «DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA» e «INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA» all’interno dei simboli possono essere sostituite da termini equivalenti in un’altra lingua ufficiale
della Comunità, secondo quanto stabilito nell’allegato succitato.
2.	I simboli o le indicazioni di cui all’articolo 60, paragrafo 1, lettera e), del regolamento n. 479/08, qualora figurino
sull’etichetta del prodotto, sono accompagnati dalla corrispondente denominazione di origine protetta o indicazione
metodi di produzione A norma dell’articolo 60, paragrafo 1, lettera f), del regolamento n. 479/08, i vini commercializzati
nella Comunità possono recare indicazioni che si riferiscono a determinati metodi di produzione, in particolare quelle
stabilite ai paragrafi 2, 3, 4, 5 e 6 del presente articolo.
termini invecchiato in contenitore di legno Le indicazioni elencate nell’allegato XVI sono i soli termini che possono essere usati
per designare un vino a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta o a indicazione geografica di un paese terzo che sia fermentato, maturato o invecchiato in un contenitore di legno. Gli Stati membri e i
paesi terzi possono tuttavia stabilire indicazioni equivalenti a quelle previste nell’allegato XVI per tali vini.
L’impiego di una delle indicazioni di cui al primo comma è consentito se il vino è stato invecchiato in un contenitore
di legno in conformità delle vigenti disposizioni nazionali, anche se l’invecchiamento prosegue in un altro tipo di
pezzi di legno di quercia Le indicazioni di cui al primo comma non possono essere utilizzate per designare un vino elaborato usando pezzi di legno di quercia, anche in combinazione con l’impiego di contenitori di legno.
fermentato in bottiglia L’espressione «fermentato in bottiglia» può essere usata solo per designare i vini spumanti a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica di un paese terzo o i vini spumanti di qualità a condizione che:
b) la durata del processo di elaborazione, compreso l’affinamento nell’azienda di produzione, calcolata a decorrere
dall’inizio del processo di fermentazione destinato a rendere spumante la partita (cuvée), non sia inferiore a nove mesi;
c) la durata del processo di fermentazione destinato a rendere spumante la partita (cuvée) e della permanenza della
partita sulle fecce sia di almeno novanta giorni e
metodo tradizionale o classico Le espressioni «fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale» o «metodo tradizionale» o «metodo classico» o «metodo classico tradizionale» possono essere utilizzate solamente per designare
vini spumanti a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica di un paese terzo o vini spumanti di
qualità a condizione che il prodotto:
b) sia rimasto senza interruzione sulle fecce per almeno nove mesi nella stessa azienda a partire dalla costituzione
della partita (cuvée),
Crémant L’espressione
«Crémant» può essere usata soltanto per vini spumanti di qualità bianchi o rosati a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica di un paese terzo a condizione che:
b) il vino sia prodotto con mosto ottenuto dalla pressatura di grappoli interi o diraspati; la quantità di mosto ottenuto
non supera 100 litri per 150 chili di uva;
f) fatto salvo l’articolo 67, il termine «Crémant» sia indicato sull’etichetta dei vini spumanti di qualità insieme al nome
dell’unità geografica che è alla base della zona delimitata di produzione della denominazione di origine protetta o
dell’indicazione geografica del paese terzo di cui trattasi.
Il disposto delle lettere a) e f) non si applica ai produttori titolari di marchi commerciali che contengono il termine
«Crémant» registrati anteriormente al 1° marzo 1986.
6.	produzione biologica I riferimenti alla produzione biologica dell’uva sono disciplinati dal regolamento n. 834/07 del Consiglio.
Nome di un’unità geografica più piccola o più ampia della zona che è alla base della denominazione di origine
o dell’indicazione geografica e riferimenti alla zona geografica
1.	Per quanto riguarda il disposto dell’articolo 60, paragrafo 1, lettera g), del regolamento n. 479/08 e fermi restando gli
articoli 55 e 56 del presente regolamento, il nome di un’unità geografica e i riferimenti a una zona geografica possono figurare soltanto sulle etichette dei vini a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta o
indicazione geografica di un paese terzo.
2.	unità geografica più piccola Per l’impiego del nome di un’unità geografica più piccola della zona che è alla base della denominazione di origine o dell’indicazione geografica, la zona dell’unità geografica in questione è delimitata con precisione. Gli Stati membri hanno la facoltà di adottare norme sull’uso di queste unità geografiche. Almeno l’85% delle
uve da cui il vino è stato ottenuto proviene dall’unità geografica più piccola. Sono esclusi:
b) i quantitativi di prodotti di cui all’allegato XI ter, sezione 3, lettere e) e f), del regolamento n. 1234/07.
Il rimanente 15% dell’uva proviene dalla zona geografica delimitata della denominazione di origine o dell’indicazione
geografica corrispondenti.
deroghe per marchi commericali Gli Stati membri possono decidere, per i marchi commerciali registrati o acquisiti con l’uso
anteriormente all’11 maggio 2002, che contengono o sono costituiti dal nome di un’unità geografica più piccola della
zona che è alla base della denominazione di origine o dell’indicazione geografica e dei riferimenti alla zona geografica dello Stato membro interessato, di non applicare le condizioni di cui al primo comma, terza e quarta frase.
3.	Il nome di un’unità geografica più piccola o più ampia della zona che è alla base della denominazione di origine o
dell’indicazione geografica e un riferimento alla zona geografica sono costituiti dal nome di:
Norme relative a determinati tipi di bottiglia e a determinati dispositivi di chiusura e
disposizioni complementari stabilite dallo Stato membro produttore
tipi bottiglie Per figurare nell’elenco di determinati tipi di bottiglia di cui all’allegato XVII, la bottiglia di un tipo determinato