Source: https://www.ambientediritto.it/sentenze/2011/Corte_Cost/C.C._2011_n.227.htm
Timestamp: 2018-01-21 06:57:12+00:00
Document Index: 48135752

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 113', 'art. 11', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 117', 'art. 23', 'art. 115', 'art. 23', 'art. 145', 'art. 12']

CORTE COSTITUZIONALE - 22 luglio 2011, n. 227
VIA - VAS - Distinzione. La VIA è istituto che si differenzia dalla VAS non solo normativamente, ma anche concettualmente, avendo ad oggetto, la prima, la valutazione degli impatti generati da opere specifiche, la seconda, gli effetti indotti sull’ambiente dall’attuazione delle previsioni contenute in determinati strumenti di pianificazione e programmazione. Pres. Quaranta, Est. Tesauro - Presidente del Consiglio dei Ministri c. Regione Friuli Venezia Giulia - CORTE COSTITUZIONALE - 22 luglio 2011, n. 227
VIA - Art. 113 l.r. Friuli Venezia Giulia - Difformità rispetto all’art. 23, c. 2, d.lgs. n. 152/2006 - Illegittimità costituzionale. L’art. 113 della legge regionale del Friuli Venezia Giulia n. 17 del 2010 prevede che il soggetto proponente presenti alla struttura regionale competente in materia di VIA il progetto definitivo e lo studio di impatto ambientale redatto conformemente all’art. 11, senza tuttavia prevedere, come imposto dall’art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 152 del 2006, che all’istanza sia «altresì allegato l’elenco delle autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta e assensi comunque denominati, già acquisiti o da acquisire ai fini della realizzazione e dell’esercizio dell’opera o intervento».In proposito la Corte ha precisato più volte che la normativa sulla valutazione d’impatto ambientale attiene a procedure che accertano in concreto e preventivamente la «sostenibilità ambientale» e rientrano nella materia della tutela dell’ambiente, sicchè, «seppure possono essere presenti ambiti materiali di spettanza regionale […] deve ritenersi prevalente, in ragione della precipua funzione cui assolve il procedimento in esame, il citato titolo di legittimazione statale» (sentenza n. 186 del 2010, n. 234 del 2009). Le Regioni sono dunque tenute, per un verso, a rispettare i livelli uniformi di tutela apprestati in materia; per l’altro, a mantenere la propria legislazione negli ambiti di competenza fissati dal c.d. codice dell’ambiente di cui al d.lgs. n. 152 del 2006, nella specie, quanto al procedimento di VIA, con riferimento al citato art. 23, comma 2. Conseguentemente la disposizione censurata risulta adottata in violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. e dello Statuto speciale. Pres. Quaranta, Est. Tesauro - Presidente del Consiglio dei Ministri c. Regione Friuli Venezia Giulia - CORTE COSTITUZIONALE - 22 luglio 2011, n. 227
VIA - Art. 115, cc. 1, 2 e 3 l.r. Friuli Venezia Giulia - Disciplina difforme rispetto all’art. 23, c. 1, d.lgs. n. 152/2006 - Illegittimità costituzionale. L’art. 115, commi 1, 2 e 3 della leg. reg. Friuli Venezia Giulia n. 17 del 2010 dispone che il proponente del progetto e dello studio di impatto ambientale «entro cinque giorni dal ricevimento della comunicazione di cui all’articolo 10, comma 2, ….fa[ccia] pubblicare sul quotidiano locale maggiormente diffuso nell’ambito provinciale interessato, l’annuncio dell’avvenuta presentazione …»; dia «notizia dell’avvenuta pubblicazione ai sensi del comma 1 alla struttura regionale competente e alle autorità interessate » e che «contestualmente alla pubblicazione di cui al comma 1, la documentazione presentata [sia] messa a disposizione del pubblico, anche mediante pubblicazione nel sito web della Regione …, per un periodo di sessanta giorni, affinché chiunque ne possa prendere visione». Una simile disciplina è difforme da quella stabilita dall’art. 23, comma 1, del d.lgs. n. 152 del 2006, il quale impone, invece, che all’istanza presentata sia allegata copia dell’avviso a mezzo stampa. Tale difformità, non determinando una miglior tutela ambientale, ed anzi ritardando la pubblica conoscenza del procedimento iniziato, è suscettibile di ritardare per ciò stesso la possibilità di partecipazione e decisione informata del procedimento medesimo e, quindi, di tutelare con minore efficacia il bene dell’ecosistema, a presidio del quale il legislatore statale, nell’ambito della propria competenza, ha dettato la menzionata disciplina. Pres. Quaranta, Est. Tesauro - Presidente del Consiglio dei Ministri c. Regione Friuli Venezia Giulia - CORTE COSTITUZIONALE - 22 luglio 2011, n. 227
CACCIA - Tesserino venatorio - Annotazione - Art. 145, c. 11, lett. c), l.r. Friuli Venezia Giulia n. 17/2010 - Questione di legittimità costituzionale - Infondatezza. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 145, comma 11, lettera c), della leg. reg. Friuli Venezia Giulia n. 17 del 2010: la necessità che a fine giornata il cacciatore debba indicare il numero di capi abbattuti non può essere ritenuta previsione che impedisca, da un lato, il rispetto del limite dei capi da abbattere, dall’altro, lo svolgimento di efficaci controlli. il legislatore statale si è limitato ad indicare all’art. 12, comma 12, della legge n. 157 del 1992, la necessità, ai fini dell’esercizio dell’attività venatoria, del possesso di un apposito tesserino rilasciato dalla Regione di residenza, nel quale sono indicate le specifiche norme inerenti al calendario regionale, nonché le forme e gli ambiti territoriali di caccia ove è consentita l’attività venatoria, senza dettare alcuna prescrizione sulle modalità dell’annotazione del capo abbattuto (sent. Corte Cost. n. 332/2006). La norma regionale, pertanto, si limita «a disciplinare aspetti strettamente attinenti all’attività venatoria, espressione della potestà legislativa residuale della regione. Pres. Quaranta, Est. Tesauro - Presidente del Consiglio dei Ministri c. Regione Friuli Venezia Giulia - CORTE COSTITUZIONALE - 22 luglio 2011, n. 227