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Timestamp: 2017-04-29 19:35:36+00:00
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Caprie | www.centrocasalis.it
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Area storicaBassa Valsusa. Vedi mappa 1. Vedi mappa 2.
Abitanti1752 (ISTAT 1991).
Estensione1635 ha (ISTAT 1991); 1609 ha (SITA).
ConfiniA nord e a ovest Condove, a est Rubiana e Villar Dora, a sud Sant’Ambrogio e Chiusa S. Michele.
FrazioniNovaretto (Vedi mappa), Celle, Camparnaido, numerose altre borgate e case sparse. (Vedi mappa).
Toponimo storico«Caurum» (1001, diploma imperiale a favore di Olderico Manfredi); «Curtis Cavriae» (1147, donazione di Amedeo III); «Vicus Cabrius» (Chronicon Novalicense), «Caurie», «Chaurie», «Cavria», «Chiavrie» (fino al periodo fascista, quando il toponimo viene «italianizzato» nell’attuale Caprie: ASPT, D.1.35); (Novaretto) «Ocelum».
DiocesiNei primi secoli del Cristianesimo il Piemonte apparteneva, con tutta la valla di Susa e la Moriana, alla diocesi di Torino. L’occupazione longobarda e quindi la formazione del confine fra Longobardi e Franchi alle «Chiuse», fra i monti Caprasio e Pirchiriano, condusse all’erezione (forse nel 579) della diocesi autonoma di Moriana, che comprendeva anche la valle di Susa fino al ponte Volonia nei pressi di Avigliana. Nel corso del secolo IX la valle di Susa, distaccata dalla Moriana e assegnata al Regno italico, tornò alla diocesi torinese. I tentativi dei vescovi di Moriana di rientrare in possesso della valle portarono a una situazione di ostilità fra le due diocesi che scoppiarono in modo aperto nella prima metà del secolo XII, con interventi oscillanti del papato a favore dell’una o dell’altra diocesi, ma la valle fu confermata ai vescovi di Torino (Casiraghi 1979, pp. 24-25 e 46-53). Dal 1772 fa parte della neoeretta diocesi di Susa (Bartolomasi, Savi, Villa 1972).
PieveNell’alto medioevo la zona di Caprie era sottoposta alla pieve di S. Maria di Susa, che aveva giurisdizione dal Moncenisio al ponte Volonia nei pressi di Avigliana. Nella seconda metà del secolo X la pieve venne in possesso dei marchesi di Torino, che verosimilmente ne scorporarono una parte, comprendente anche parte del territorio di Caprie, per donarla a S. Michele della Chiusa, da cui dipendeva il priorato di Celle (Casiraghi 1967, p. 55). Anche il monastero di S. Giusto di Susa, dotato di ampi beni in Caprie, sfruttò l’esenzione monastica per assumere funzioni plebane, esercitate dall’importante prepositura dipendente di S. Pancrazio di Caprie. Alcune attestazioni, nei secoli XIII-XIV, di un «plebanus» a S. Pancrazio (Casiraghi 1979; Patria 1992), non significano l’esistenza di una plebania autonoma, ma sottolineano le funzioni assolte dal rettore di S. Pancrazio all’interno dell’organizzazione ecclesiastica del monastero segusino.
Altre Presenze EcclesiasticheDal secolo XI l’abbazia benedettina di S. Giusto di Susa, dichiarata dai fondatori Olderico Manfredi e Alrico vescovo di Asti immune dall’autorità diocesana, è dotata di numerosi beni nella zona, fra cui la curtis di Caprie (conferma del 1147: Cipolla 1896, doc. VII). Fin dai primi anni dalla fondazione (fine secolo X) S. Michele della Chiusa possiede Celle; l’imperatore Federico I conferma nel 1162 la signoria ai monaci clusini; anche S. Maria di Novaretto, soggetta ecclesiasticamente a Celle, appartiene a S. Michele (Cancian, Casiraghi 1993, pp. 49, 56)
Assetto InsediativoTerritorio. Vedi mappa 1. Vedi mappa 2. Vedi mappa 3.
Luoghi Scomparsi«Ocelum».
Comunità, origine, funzionamentoIndicano l’esistenza di una comunità organizzata i seguenti atti: - nel 1379 compartimento delle taglie, focaggi e altri carichi nella castellata di Chiavrie, nella quale si comprendono Mocchie, Frassinere, Condove, Chiavrie (AC Condove, cat. V, scritture antiche); - nel 1446 atto di appellazione fra terre circonvicine (Mocchie, Frassinere, Condove, Chiavrie, Villaralmese, S. Mauro, Rubiana) contro il pedaggio di Avigliana per la leida (AC Condove, cat. V, scritture antiche); - nel 1450 transazione fra l’abate di S. Michele, Condove e Caprie sulle decime (AC Condove, cat. V. scritture antiche), - nel 1756 ricorso di particolari del cantone di Caprie per la separazione di quel cantone da quello di Celle e Novaretto a causa di «gravi pregiudizi» sulle imposizioni. Gli uomini di Caprie sottolineano il fatto che sono in funzione due parrocchie: una per Caprie, l’altra per Celle e Novaretto (AST, Camera dei Conti, I Archiviazione, Provincia di Susa, m. 1).
StatutiNell’archivio comunale di Condove e nell’Archivio di Stato di Torino sono conservati numerosi Statuti. Si segnalano anche l’affrancamento dalla successione per uomini e comunità di Mocchie, Frassinere, Condove e castellata di Caprie (AC Condove, Pergamene, n. 6 [26 ottobre 1412]); la conferma delle franchigie delle comunità di Caprie, Condove, Mocchie e Frassinere con nuovi capitoli sulla successione di Giacomo Provana abate di S. Giusto nel 1431 (AC Condove, Pergamene, n. 10); le conferme e i nuovi capitoli concessi dall’abate S. Giusto alle comunità Condove e Caprie all’inizio del Cinquecento (AC Condove, Pergamene, nn. 14/2, 15, 25); nel 1557 Melchiorre Guerillo, cancelliere del re di Francia, conferma statuti, capitoli e privilegi concessi dall’abate di S. Giusto agli uomini della castellata di Caprie (AC Condove, Pergamene, n. 17); nel 1561 capitoli emanati dal duca Emanuele Filiberto nei confronti della comunità di Chiavrie (AST, Corte, Paesi per A e B, m. 56, Caprie); nel 1611 la conferma del Senato ducale dei privilegi del 1505 (AC Condove, Pergamene, n. 20).
CatastiNel locale archivio comunale sono conservati Catasti (1702); Bandi campestri (1696, 1844) [A.C.C.].
OrdinatiNel locale archivio comunale sono conservati Ordinati (dal 1651) [A.C.C.].
Dipendenze nel MedioevoIl territorio di Caprie è all’interno dei comitato carolingio di Torino. Fra IX e X secolo è compreso nella vasta marca di Ivrea; quando questa è smembrata in marche di dimensioni inferiori, a metà del secolo X, entra a far parte della marca di Torino, governata ereditariamente dagli Arduinici. Il marchese Olderico Manfredi ebbe dall’imperatore Ottone III la concessione dell’immunità sulle ricchezze fondiarie della famiglia, che si estendevano anche sul territorio di Caprie, e che usò per dotare il monastero di S. Giusto di Susa, fra gli altri beni, di una curtis. Tenuta saldamente in mano dall’arduinica Adelaide fino alla morte, dal 1091 la marca si disgregò e la zona fra S. Ambrogio e Torino fu teatro di contese fra il vescovo torinese – che mirava alla costruzione di un principato vescovile, di cui Rivoli, saldamente in mano all’episcopio torinese, era l’avamposto verso la valle di Susa – e gli Umbertini conti di Moriana-Savoia, che controllavano il valico del Moncenisio e la media valle di Susa fino a S. Ambrogio. Il monastero di S. Giusto di Susa, «monastero di famiglia» dei conti, con i villaggi da esso controllati, rappresentò una delle pedine più importanti giocate dai conti di Savoia per il consolidamento della propria presenza nella valle di Susa e per la penetrazione nel Torinese. Nel secolo XII la zona fino ad Avigliana fu via via più saldamente sotto il controllo dei conti sabaudi, diventando il centro propulsore della loro espansione verso la pianura, attuata anche attraverso un’attenta politica stradale. Nella seconda metà del secolo XIII, dopo l’acquisizione del controllo di Rivoli nel 1247, il potere sabaudo si estende fino a Torino, e ad Avigliana è stabilmente operante una delle castellanie – di cui fa parte anche il territorio di Caprie – in cui si articola localmente il potere dei conti, e poi duchi, sabaudi. Forte del rapporto privilegiato con i conti sabaudi, S. Giusto di Susa edifica in Caprie una signoria territoriale, dal secolo XIII con organizzazione amministrativa esemplata sulle castellanie sabaude, che prende il nome di «castellata», con sede a Caprie per il territorio di Caprie, Mocchie, Frassinere, Condove. I poteri bannali sono quindi gestiti dall’abbazia di S. Giusto (l’abbazia gode dal 1147 del «receptum comitale»: Cipolla 1896, p. 107), salvo il riconoscimento dei superiori poteri del conte di Savoia, che si esplica in particolare nella cavalcata e nel sostegno militare da parte degli uomini dell’abbazia (diploma di Tommaso I del 1212: Cipolla 1896, doc. 5, pp. 111-115) (Sergi 1961; Patria 1982; Patria 1993). Anche l’abbazia di S. Michele della Chiusa costruisce nel territorio di Caprie una propria signoria territoriale, confermata da Federico I, nel 1162, esente da ogni giurisdizione, tranne la soggezione diretta all’impero (MGH, Diplomata, doc. 360, pp. 206-210; Sergi 1961, p. 106).
FeudoDal secolo XI dipende dall’abbazia di S. Giusto di Susa. Nel 1676 il feudo è acquistato dal Regio patrimonio con permute ed esborso di lire 2196. Nel 1767 è infeudato a Ignazio Somis, medico del re, con il titolo di contea.
Mutamenti di distrettuazioneDalla sua istituzione nel 1621 Caprie fa parte della Provincia di Susa. In anni recenti ha aderito alla Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone.
Mutamenti TerritorialiTranne piccoli aggiustamenti con le comunità vicine (cfr. il lemma ‘Liti territoriali’), il territorio di Caprie non subisce mutamenti da quando (secolo XVI) sono unite le comunità di Celle, Caprie e Novaretto.
ComunanzeVerso il 1731 i lavori seguiti alla Perequazione portano a controversie per l’attribuzione di porzioni di territorio fra Caprie e Villar Dora (4 giornate di beni comuni attribuiti a Villar Dora); fra Celle, Caprie e Novaretto, da una parte, e Mocchie dall’altra (27 giornate di prato attribuite a Celle, Caprie e Novaretto), fra Caprie e Mocchie (233, 320 e 262 giornate attribuite a Mocchie) (AST, Camera dei Conti, II Archiviazione, capo 21, n. 101). Nel locale archivio comunale sono conservati i Consegnamenti di boschi comuni (1771). Il Commissariato per la liquidazione degli usi civici non censisce usi civici (CLUC, Provincia di Torino, Caprie).
Liti TerritorialiNel 1322 Filippo di Savoia sentenzia come arbitro nella vertenza fra l’abate di S. Giusto e quello di S. Michele per la giurisdizione sulla montagna fra Celle e il rio Cessa; fra l’abate di S. Giusto per sé, il monastero e gli uomini di Mocchie da una parte e l’abate di S. Michele per sé, il monastero e gli uomini di Celle dall’altra per la determinazione dei confini di Mocchie e di Celle (Cancian, Casiraghi 1993, pp. 204-213). Nel 1674 la lite, non ancora terminata nel 1717, fra Caprie, Celle e Novaretto da una parte e Mocchie dall’altra per un bosco in regione Colmenano (AST, Camera dei Conti, I archiviazione, Provincia di Susa, m. 1). Nel 1751 misura e allibramento dei beni nel catasto di Villar Dora caduti nella linea divisionale fra Villar Dora, Caprie, Celle, Novaretto (AC Villar Dora, 21, 7; AST, Corte, Paesi per A e B, Caprie, Condove; AST, Camera dei Conti, II archiviazione, Perequazione del Piemonte, capo 21; art. 706; Carte topografiche per A e B, Susa; BRT, ms. Storia patria, Relazioni degli intendenti, secolo XVIII; CLUC, Provincia di Torino, Caprie).
FontiA.C.C. (Archivio Storico del Comune di Caprie).
A.C.CO. (Archivio Storico del Comune di Condove). Vedi inventario.
A.C.CO.. cat. V, scritture antiche.
A.C.CO, Pergamene, nn. 6 [26 ottobre 1412]; 10; 14/2, 15, 17, 21, 25.
A.C.V. (Archivio Storico del Comune di Villar Dora).
A.C.V., , 21, 7.
A.P.C. (Archivio Parrocchiale di Caprie). Vedi inventario.
A.P.N. (Archivio Parrocchiale di Novaretto. Vedi inventario.
A.P.T. (Archivio Storico della Provincia di Torino)
A.P.T., , D.1.35.
A.S.T. (Archivio di Stato di Torino). Vedi inventario
A.S.T., Camera dei Conti, I Archiviazione, Provincia di Susa, Mazzo 1.
A.S.T., Camera dei Conti, II archiviazione, Perequazione del Piemonte, capo 21; n. 101; art. 706;
A.S.T., Carte topografiche e disegni, Carte topografiche per A e per B, Mazzo 3, Susa, Tavola di riunione della carta della Valle di Susa in 9 parti. Carta topografica della Valle di Susa e di quelle di Cesana e Bardonecchia; divisa in 9 parti; senza data e senza sottoscrizione, sulla Scala di 1/9576. Parte 1a Che comprende il Monte Tabor, le Alpi del Comune di Melezet, con una delle sorgenti della Dora, come anche i colli che discendono tanto in Francia come in Savoja (Quadro d'unione sul verso). Parte 2a Che comprende i luoghi di Melezet, di Arnauds e di Bardonecchia. Parte 3a Che comprende i luoghi di Desertes; di Beaulard, di Millaures, di Savoulx e di Rochemolles. Parte 4a Che comprende i luoghi di Thures, Bousson, Sauze di Cesana, Champlas du Col, Cesana, Fenils, Mollieres, Solomiac, Oulx, Sauze d'Oulx, Salbertrand, Exilles e le Ferrere. Parte 5a Che comprende i luoghi di Chaumont [Chiomonte], Gravere, Meana, la Città di Susa, Giaglione, Venaus, Mompantero e Novalesa. Parte 6a che comprende i luoghi di Mathie [Mattie], Bussoleno, S. Giorio, Foresto, Chianoc, Bruzolo e S. Didero. Parte 7a che comprende i Luoghi di Villarfocchiardo, S. Antonino, Vayes, Borgone, Frassinere, Condove e Mocchie. Parte 8a Che comprende i luoghi di Coazze, Giaveno, Valgioie, La Chiusa, S. Ambrogio, Avigliana, Chiavrie [Caprie], Villar d'Almese, Almese, Rubiana e S. Moro. Parte 9a Che comprende i luoghi di Trana, Sangano, Bruino, Reano, Villar di Basse [Villarbasse], Buttigliera, Rosta, Rivoli, Caselette, Alpignano e parte di Pianezza, s.d. Vedi mappa.
A.S.T., Carte topografiche e disegni, Camerale Piemonte,Tipi articolo 663, Mazzo 67, Rubiana, Carta topografica di una parte de' Territori di Mocchie, Chiavrie, Cella e Novaretto, lemie e Col S.Giovanni ...infeudazione di Rubiana... (Data: 29/02/1778) [Note: Regie Patenti 17 gennaio 1777]. Vedi mappa.
A.S.T., Carte topografiche e disegni, Carte topografiche per A e per B, Mazzo 1, Chiavrie, Carta del territorio di Chiavrie (ora Caprie). Parte I. Carta in due parti del territorio di Chiavrie stata levata per Ordine del Governo dei 12 Brumajo Anno XI (3 novembre 1802) sulla Scala di 1/5000. Vedi mappa.
A.S.T., Carte topografiche e disegni, Carte topografiche per A e per B, Mazzo 1, Chiavrie, Carta del territorio di Chiavrie (ora Caprie). Parte II. Carta in due parti del territorio di Chiavrie stata levata per Ordine del Governo dei 12 Brumajo Anno XI (3 novembre 1802) sulla Scala di 1/5000. Vedi mappa. A.S.T., Carte topografiche per A e B, Susa; Corte, Paesi per A e B, Caprie, Condove.
C.U.C. (Commissariato per la Liquidazione degli Usi Civici, Torno)
C.U.C., Provincia di Torino, Caprie.
Cancian P., Casiraghi G., Vicende, dipendenze e documenti dell’abbazia di S. Michele della Chiusa, Torino 1993 (BSS 210).
Casiraghi G., L’organizzazione ecclesiastica di S. Michele della chiusa nella diocesi di Torino (sec. XI-XIV), in «BSBS» 85 (1987), pp. 57-135.
MGH, Diplomata regum et imperatorum Germaniae, X, 2, a cura di H. Appelt, Hannover 1979.
Mollo E., Le chiuse: realtà e rappresentazioni mentali del confine alpino nel medioevo, in «BSBS», 84 (1986), pp. 333-390.
Patria L., Prima del Laietto: chiese, oratori e cappelle cimiteriali su terra monastica di S. Giusto di Susa (secc. XI -XV), in San Bernardo a Laietto. Chiese, cappelle e oratori trescati nella valle di Susa tardogotica, Borgone 1992, pp. 9-59.
Sacchetti F., Memorie della chiesa di Susa, Torino 1667.
Salomone M., Tabusso F., Ricerche nel territorio del comune di Caprie, in « Ad Quintum: archeologia del nord-ovest», 2 (1971).
Segre Montel C., Un ciclo medievale inedito in valle di Susa; gli affreschi della cripta parrocchiale di Celle, in «BSBS», 79 (1981), pp. 67-106.
Caprie L’importanza strategica della zona di Caprie-Novaretto (Vedi mappa 1. Vedi mappa 2 Vedi mappa 3.) è nota sin dall’antichità: corrisponde all’oppidum di «Ocelum» (recentemente proposta una identificazione con la località. «Açolium»-«Ocolium» citata in carte del XIII e del XIV secolo: Patria 1993, p. 17), che rappresentava il confine orientale delle terre del Regno coziano prima della romanizzazione della valle di Susa (ritrovamenti romani a Caprie: Crosetto, Donzelli, Wataghin 1961, p. 392). Il confine non subì spostamenti né in età augustea né in quella dioclezianea e costituì ancora il limite fra l’area longobarda e quella franca fino al secolo VIII, quando i Longobardi furono sconfitti da Carlo Magno proprio nella zona fra Caprie-Condove e Chiusa S. Michele (Mollo 1986, p. 346). Anche dopo la sconfitta dei Longobardi e l’inserimento della valle di Susa nel Regno italico, la zona mantenne caratteristiche difensive e di confine, non più esclusivamente militare, ma doganale. Nei secoli centrali del medioevo la valle di Susa fino alle “chiuse” fu l’area di sicuro possesso degli Umbertini conti di Moriana-Savoia, dalla quale mossero per la penetrazione nella pianura padana, raggiunta nella seconda metà del secolo XIII. Appare del tutto evidente, allora, il significato della dotazione a S. Giusto di Susa, «monastero di famiglia» della dinastia e suo naturale alleato, nell’area di Caprie, di possessi su cui il monastero segusino costruisce una signoria territoriale, non sottoposta all’autorità diocesana e di importanza fondamentale nell’opposizione dei conti al vescovo torinese (Sergi 1961). La presenza di un’altra abbazia, S. Michele della Chiusa, nel territorio dell’attuale comune di Caprie, risalente al secolo X e probabile evoluzione di una colonia eremitica insediatasi a Celle, fa dell’area di Caprie un territorio pesantemente influenzato, nella sua formazione e nella tipologia del suo insediamento, dalla presenza del monachesimo esente. L’attuale organizzazione ecclesiastica del territorio di Caprie riflette in modo chiaro le caratteristiche storiche dell’insediamento. Vi sono tre parrocchie: S. Pancrazio, il priorato di S. Maria Assunta, S. Rocco, rispettivamente nel capoluogo di Caprie, a Celle e a Novaretto. Vi sono numerose cappelle nel territorio del capoluogo: Madonna delle Grazie (regione Breri), Madonna della Neve, S. Lorenzo (regione Peroldrado), SS. Rosso e Sebastiano (capoluogo); nel territorio parrocchiale di Celle: Turris Eburnea (Cima Rocca Sella), S. Carlo (regione Campabalardo), S. Giovanni Vincenzo (grotta del santo a Celle); nel territorio di Novaretto: S. Grato (regione Sala), S. Anna (regione Buffa). I tre centri principali del comune erano sottoposti l’uno, Celle, a S. Michele della Chiusa, gli altri due, Caprie e Novaretto, a S. Giusto. Fra i due monasteri i contrasti sono frequenti, sia in età medievale sia in età moderna. Uno dei motivi di contrasto riguarda la determinazione dei diritti parrocchiali su S. Pietro «de Açolio» (Novaretto, in età barocca in rovina) rivendicati sia dal priore clusino di Celle sia dal «plebanus» di Caprie nella prima metà del secolo XIV (Patria 1992). Fra gli abitanti dei tre centri principali del comune, nella seconda metà del secolo XVIII, si verificano tendenze alla separazione: gli abitanti di Caprie chiedono di staccarsi da Celle e da Novaretto a causa del diverso peso delle imposizioni fiscali e sostengono la loro richiesta sottolineando che appartengono a parrocchia diversa da quella degli uomini di Celle e Novaretto (AC Caprie). Pochi anni dopo, è Novaretto a chiedere il distacco: la sensazione di appartenere a una comunità diversa è certamente viva negli abitanti di questa frazione, se la richiesta di separazione è ripetuta ancora nel 1906 (AC Caprie). Nel confronto con le altre comunità valligiane, gli uomini delle diverse borgate si muovono spesso d’accordo con i loro signori: si tratti, nel 1448, dell’opposizione dei sudditi dell’abbazia di S. Giusto sia di Caprie sia delle altre terre monastiche alla pretesa imposizione di una tassa da parte di Avigliana, o si tratti, nel 1450, della determinazione delle decime spettanti a S. Michele e a S. Giusto. Analogo è l’atteggiamento nei conflitti per la determinazione dei territori con le comunità confinanti: l’esempio più chiaro è il documento del 1322, nel quale, di fronte all’arbitro Filippo di Savoia, l’abate di S. Michele dichiara di agire «nomine nostra et dicti nostri monasterii et conventus et homines nostros de Cella» e analogamente quello di S. Giusto si presenta «nomine suo et dicti monasteri et homines Mochiarum» (Cancian, Casiraghi 1993, p. 207). Mentre in pianura le tensioni si manifestano nei tentativi di separazione dei diversi «cantoni», la zona dove avvengono i maggiori contrasti di confine con le comunità vicine è quella di montagna: riguardano (1322, 1731) la zona alta del vallone del Sessi, dove i territori di Caprie (frazione Celle) confinano con quelli di Condove (frazione Mocchie). Non bisogna dimenticare che in età medievale la zona più popolata del comune di Caprie era quella montana (si vedano a proposito le considerazioni sul rapporto-popolazione del fondo valle-popolazione delle zone montane nel finitimo territorio di Condove, sul medesimo versante montano nella scheda dedicata a Condove): ne è conferma il diritto di popolamento e di edificazione concesso ancora alla fine del secolo XIV (1392) dal conte di Savoia in Molare Piano Sartore, all’interno del territorio della parrocchia di Caprie (Claretta 1870, p. 129). All’interno del controllo esercitato dalla signoria monastica, la comunità dimostra una certa capacità di contrattazione, di cui è espressione la lunga serie di statuti e privilegi accordati dall’abate di S. Giusto, che però partono soltanto dall’inizio dei secolo XV e non, come invece per Almese e S. Mauro, anch’essi sottoposti alla signoria dell’abate segusino, dall’inizio del secolo XIV (si veda la scheda dedicata ad Almese). Ciò è probabilmente imputabile, se non è conseguenza di casuali perdite documentarie, al più tardo impianto in Caprie della castellania abbaziale; va in questo senso, in ogni caso, la prima menzione nota dei castello abbaziale di Caprie, risalente soltanto al 1270 (Patria E., Patria L. 1983). Importanti, dal punto di vista della capacità di contrattazione della comunità nei confronti dei loro signori ecclesiastici, gli statuti dei 1412 e del 1431, che affrancano i sudditi di S. Giusto dalle tasse successorie. Versione stampabile