Source: http://www.studiosalvato.eu/2017/06/30/novita-iva/
Timestamp: 2019-12-15 21:48:52+00:00
Document Index: 134295612

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 17', 'art. 17', '§ 2', '§ 2', 'art. 1', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 17', 'art. 395', 'art. 1']

Novità IVA – Studio Salvato Colangelo
 l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA;
 la registrazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali d’importazione.
 sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile;
 può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione IVA annuale
relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto e alle condizioni esistenti al momento della sua nascita.
Il termine previsto per la registrazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali (art. 25 co. 1 del DPR 33/72) è stato modificato per renderlo coerente con il nuovo termine per l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA.
 anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta;
 in ogni caso, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.
È esteso l’ambito di applicazione dello speciale meccanismo di riscossione dell’IVA denominato “split payment” (art. 17-ter del DPR 633/72).
Funzionamento del meccanismo dello “split payment” Il meccanismo dello “split payment” prevede che il cessionario o committente di un’operazione soggetta a IVA sia tenuto a versare direttamente all’Erario l’imposta gravante sull’acquisto di beni effettuato o sulla prestazione di servizi ricevuta.
Il cedente o prestatore emette fattura con addebito dell’IVA, senza ricevere la corresponsione dell’imposta in rivalsa da parte del cessionario o committente.
 le operazioni in reverse charge (art. 17-ter co. 1 del DPR 633/72);
 le operazioni che non prevedono l’evidenza dell’IVA in fattura, come quelle relative al regime del margine per i beni usati, al regime delle agenzie di viaggio, al regime dell’editoria, ecc. (circ. Agenzia delle Entrate 13.4.2015 n.
15, § 2);
 le operazioni non documentate da fattura (circ. Agenzia delle Entrate 9.2.2015 n. 1);
 le operazioni per le quali il cessionario o committente non effettua alcun
pagamento al fornitore, il quale ha già il corrispettivo nella propria disponibilità (circ. Agenzia delle Entrate 13.4.2015 n. 15, § 2).
Sono infatti ricompresi nell’ambito di applicazione dello “split payment”, in qualità di destinatari delle operazioni alle quali si applica il citato meccanismo:
 le amministrazioni pubbliche, come definite dall’art. 1 co. 2 della L. 196/2009;
 le società controllate, mediante controllo “di diritto” (art. 2359 co. 1 n. 1 c.c.) o “di fatto” (art. 2359 co. 1 n. 2 c.c.), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
 le società controllate, mediante controllo “di diritto” (art. 2359 co. 1 n. 1 c.c.), direttamente dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni o unioni di Comuni;
 le società controllate direttamente o indirettamente ex art. 2359 co. 1 n.1) c.c. dalle società di cui ai punti recedenti, ancorché queste ultime rientrino fra le società quotate di cui al punto successivo ovvero nel novero delle amministrazioni pubbliche come sopra definite;
 le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana, ferma restando la possibilità di individuare, con un apposito decreto ministeriale, un indice alternativo di riferimento per il mercato azionario.
Il meccanismo dello “split payment” non si applica agli enti pubblici gestori di demanio collettivo, limitatamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico.
 su richiesta dei cedenti o prestatori, i cessionari o committenti sopra individuati devono rilasciare un documento che attesti la loro riconducibilità ai soggetti ai quali si applica il meccanismo dello “split payment”;
 i cedenti e prestatori in possesso della suddetta attestazione sono tenuti ad applicare il meccanismo dello “split payment”.
Viene inoltre abrogato il co. 2 dell’art. 17-ter del DPR 633/72, in base al quale non era applicabile il meccanismo dello “split payment” ai compensi per le prestazioni di servizi assoggettati a ritenuta alla fonte (es. redditi di
lavoro autonomo).
Ne consegue che, per effetto di tale abrogazione, anche tali prestazioni saranno interessate dallo “split payment” quando sussistono i requisiti di applicazione dello stesso.
 alle operazioni per le quali è emessa fattura a partire dall’1.7.2017;
 sino al termine di scadenza della misura speciale di deroga che dovrà essere rilasciata dal Consiglio dell’Unione europea in applicazione dell’art. 395 della direttiva 2006/112/CE.
È prevista l’emanazione di un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze per stabilire le modalità di attuazione delle nuove disposizioni.
Rideterminazione delle aliquote IVA ridotta e ordinaria
Gli aumenti delle aliquote IVA ridotta e ordinaria, previsti a decorrere dal 2018, vengono rimodulati e, in parte, posticipati agli anni successivi.
L’art. 1 co. 718 della L. 190/2014, anteriormente all’entrata in vigore del DL 50/2017, prevedeva:
 l’aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 22% al 25% con decorrenza dall’1.1.2018 e un ulteriore aumento, fino al 25,9%, dall’1.1.2019;
 l’aumento dell’aliquota IVA ridotta dal 10% al 13% a decorrere dall’1.1.2018.
Tali aumenti, posti a tutela dei saldi di finanza pubblica, sono ora rimodulati e, in parte, posticipati.
Viene previsto un aumento più graduale dell’aliquota IVA ridotta, nelle seguenti misure:
 11,5% dall’1.1.2018;
 12% dall’1.1.2019;
 13% dall’1.1.2020.
L’aumento dell’aliquota IVA ordinaria viene invece rimodulato nelle seguenti misure:
 25% dall’1.1.2018;
 25,4% dall’1.1.2019;
 24,9% dall’1.1.2020;
 25% dall’1.1.2021.
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