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Timestamp: 2017-08-22 09:16:58+00:00
Document Index: 159487939

Matched Legal Cases: ['art. 202', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 10']

Rassegna di giurisprudenza in materia di Internet del mese di gennaio 2012 | Elena Falletti
January 21, 2012 by Elena Falletti
Rassegna di giurisprudenza in materia di Internet del mese di gennaio 2012
pubblicata sul Quotidiano Giuridico del 16 gennaio 2012
Il commercio elettronico su eBay di oggetti irregolarmente pervenuti nell’Unione Europea e le obbligazioni doganali
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, causa C‑454/10
La causa che ha dato origine alla questione pregiudiziale risolta dai giudici di Lussemburgo concerneva articoli originari dalla Cina messi all’asta su eBay dove il venditore gestiva due negozi online. Egli agiva in qualità di intermediario nella conclusione dei contratti di vendita di tali merci e ne incassava il corrispettivo. Alla fissazione dei prezzi e alla fornitura di dette merci provvedeva il fornitore cinese. È quest’ultimo, infatti, che le inviava per via postale direttamente agli acquirenti residenti in Germania. Le merci di cui trattasi nella causa principale venivano consegnate a tali acquirenti senza essere state presentate alla dogana e senza il prelievo dei dazi all’importazione, apparentemente a causa di errate indicazioni comunicate da tale fornitore con riferimento al contenuto e al valore della spedizione. A questo proposito, la Corte di Giustizia ha deciso che “l’art. 202, n. 3, secondo trattino, del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario, deve essere interpretato nel senso che va considerato debitore dell’obbligazione doganale sorta per effetto dell’introduzione irregolare di merci nel territorio doganale dell’Unione europea colui che, pur senza concorrere direttamente all’introduzione, vi abbia partecipato come intermediario ai fini della conclusione di contratti di compravendita relativi alle merci medesime, qualora sapesse o dovesse secondo ragione sapere che tale introduzione sarebbe stata irregolare, circostanza che spetta al giudice del rinvio acclarare”.
La responsabilità dell’editore del periodico online di fronte alla Corte costituzionale
Corte costituzionale, ordinanza, 12 dicembre 2011, n. 337
La questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Alessandria riguardava la violazione all’articolo 3, primo comma, della Costituzione, della legittimità costituzionale dell’art. 11 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa), nella parte in cui esclude dalla responsabilità civile ivi prevista il proprietario ed editore del sito web, sul quale sono diffusi giornali telematici. Di fronte alla sollevata questione, il Giudice delle leggi ha statuito che: “la dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma censurata dovrebbe condurre a qualificare come illecita la condotta di soggetti (il proprietario e l’editore del sito web, sul quale vengono diffusi giornali telematici recanti notizie ritenute diffamatorie) non compresi nella previsione di detta norma nel momento in cui la condotta stessa fu realizzata”. Perciò “l’eventuale accoglimento della questione non potrebbe condurre ad una pronuncia di condanna al risarcimento del danno del presunto responsabile civile (…) perché (…) «una sentenza di questa Corte non può avere l’effetto di rendere antigiuridico un comportamento che tale non era nel momento in cui è stato posto in essere».
Conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato e valore informativo dell’e-mail ministeriale
Corte costituzionale, sentenza, 22 dicembre 2011, n. 340
La questione concerne il conflitto di attribuzione proposto dalla Provincia autonoma di Bolzano nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione all’e-mail del Ministero dell’economia e delle finanze ‒ Dipartimento del tesoro datata 1° giugno 2010, registrata dal Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano in data 3 giugno 2010 sub prot. n. 2254 ed inviata dal Consorzio stesso alla Provincia autonoma di Bolzano con lettera datata 4 giugno 2010, prot. n. 2256, relativa all’obbligo di comunicazione dei dati sul patrimonio di cui all’art. 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ¿ legge finanziaria 2010). La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il sollevato conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato poiché “l’e-mail impugnato ha (…) una portata puramente informativa, essendo stata adottata dal supporto informatico appositamente istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze al solo scopo di rispondere al quesito proposto proprio dal Consorzio dei Comuni siti nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano, sull’ambito di applicazione dell’art. 2, comma 222, della legge n. 191 del 2009, risolvendosi in un mero parere tecnico, non vincolante. Essa, conseguentemente, non ha alcuna portata vincolante nei confronti delle amministrazioni alle quali è indirizzata, non contenendo alcuna manifestazione di volontà, che sia peraltro riconducibile ad un organo dell’amministrazione legittimato a rappresentare lo Stato e ad esprimerne appunto la volontà all’esterno, che si risolva nell’affermazione di una competenza propria dello Stato nell’ambito indicato”.
Il blogger investigativo non è protetto dalla “media shield law” in caso di diffamazione
United States District Court for the District of Oregon, Portland Division, Obsidian Finance Group, LLC v. Cox, 30.11.11.
Il blogger che effettui inchieste investigative e che venga citato in giudizio per diffamazione non può avvalersi della legge che garantisce al giornalista di mantenere riservate le proprie fonti. Il giudice distrettuale ha addotto all’uopo due ragioni: 1) il blogger non è riuscito a dimostrare di essere affiliato con mezzi di comunicazione come giornali, riviste, periodici, libri, pamphlet, agenzie di stampa, notiziari, sistemi di trasmissione radiofonica, televisiva o via cavo; 2) la legge invocata dal blogger esplicitamente esclude il suo scudo protettivo nei confronti di allegazioni di diffamazione in cause civili di risarcimento del danno.
Trasmissione via televisione e Internet della presunta ricostruzione dell’assassinio di Alexander Litvinenko e diffamazione
[2011] EWCA Civ 1534, Terluk v. Berezovsky, 15.12.11
L’interesse di questa decisione riguarda l’asserito contenuto diffamatorio della ricostruzione dell’omicidio di Alexander Litvinenko in un programma trasmesso da una televisione russa visibile in Inghilterra, nonché la sua diffusione via Internet. I giudici si soffermano sul concetto di “defamatory” in diritto inglese anche alla luce dell’art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Prima applicazione dei principi di irresponsabilità del provider statuiti dalla Corte di Giustizia nel caso SABAM
Trib. Roma, Mediaset v. Google, 2.12.11.
Il giudice romano ha applicato nei confronti di Google, e quindi contro le richieste dell’istante Mediaset, i principi giuridici stabiliti lo scorso 24 novembre 2011 della Corte di Giustizia sull’irresponsabilità del content provider. Nello specifico, la vertenza riguardava la presunta responsabilità del motore di ricerca per l’accesso a contenuti illeciti predisposti dal portale “calciolink”.
Contraffazione e contraddittorio processuale
Tribunal Grande Instance de Paris, 8.11.11
Il provvedimento in esame, una ordonnance de référé rétractation, si occupa di analizzare il corretto svolgersi del contraddittorio processuale in una causa per contraffazione di marchio e falsificazione di sito web su Internet.
Anteprima Postilla: La Grecia, i creditori e la Corte europea dei diritti umani
Anteprima Postilla: Elezioni amministrative e diversità linguistica