Source: https://www.exeo.it/free/ordine-ripristino-per-violazione-disciplina-edilizia
Timestamp: 2019-05-20 11:30:12+00:00
Document Index: 174359691

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 107', 'art. 107', 'art. 34', 'art. 27', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 167', 'art. 27', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 39', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 52', 'art.107']

Ordine di ripristino per violazione disciplina edilizia
L’ordine di ripristino in caso di violazione della disciplina edilizia
In caso di violazione della disciplina edilizia l’ordine di ripristino è legittimamente adottato dal dirigente comunale, che può assumere anche provvedimenti repressivi dell'abuso edilizio (demolizione).
TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> COMPETENZA
I provvedimenti sanzionatori in materia edilizia spettano alla competenza dei dirigenti e non del sindaco.
Nel sistema delineato dall'art. 27 del D.P.R. 380/2001 il legislatore ha previsto una competenza alternativa tra il Comune e l`Autorità preposta al vincolo in materia di repressione degli abusi perpetrati in zona vincolata, dandosi al contempo carico di evitare la sovrapposizione del concreto esercizio del potere demandato alle due Amministrazioni competenti mediante la prescrizione della previa comunicazione all`Autorità che deve salvaguardare il vincolo, la quale può eventualmente intervenire, ai fini della demolizione, anche di propria iniziativa.
L'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive rientra nella competenza del dirigente comunale, ovvero, nei comuni sprovvisti di detta qualifica, dei responsabili degli uffici e dei servizi e non del sindaco, trattandosi di tipico potere gestionale.
L'art. 41 del dpr 380/2001 attribuisce al Prefetto soltanto una funzione sostitutiva tutte le volte che il Comune sia nell'impossibilità di procedere all'affidamento dei lavori per la demolizione, ma non rende illegittimo... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...imento comunale che dispone la demolizione coattiva delle opere abusivamente eseguite.
Nell'arco temporale tra la data di entrata in vigore della legge n. 142/1990 e l'entrata in vigore della legge n. 191/1998 (cd. Bassanini ter) l'ambito delle attribuzioni dirigenziali, quanto alle attività gestionali di rilevanza esterna non espressamente emergenti dal dato normativo e in specie nella materia delle sanzioni edilizie, necessitava della mediazione statutaria.
Le sanzioni edilizie rientrano direttamente e senza l'intermediazione di fonti regolamentari nella sfera di competenza del dirigente comunale.
La competenza ad emettere i provvedimenti in materia edilizia spetta al dirigente del comune cui sono affidati i relativi compiti.
I poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative per la prevenzione e la repressione dell'abusivismo edilizio sono di competenza dei dirigenti.
L'adozione di misure sanzionatorie in materia edilizia rientra nella sfera di competenza dei dirigenti.
L'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive rientra nella competenza del dirigente comunale, ovvero, nei comuni sprovvisti di detta qualifica, dei responsabili degli uffici e dei... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... non del sindaco, trattandosi di tipico potere gestionale.
La competenza all'emanazione di sanzioni demolitorie rese sino all'anno 1998 deve reputarsi appartenente (ancora) al Sindaco e non all'organo dirigenziale essendo stata la stessa trasferita espressamente ai dirigenti solo ai sensi dell'art. 2, comma 12, l. 16 giugno 1998, n. 191 che ha modificato l'art. 6 della l. n. 127 del 1997 introducendo la lettera f bis che assegna alla competenza dei dirigenti "tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori, abbattimento e riduzione in pristino di competenza comunale, nonché i poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previsti dalla vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio e paesaggistico-ambientale".
La competenza ad adottare i provvedimenti di riduzione in pristino e di irrogazione di sanzioni repressive dell'abusivismo edilizio è del dirigente.
I provvedimenti repressivi degli abusi edilizi sono di competenza dei dirigenti dell'ente locale.
I provvedimenti repressivi degli abusi edilizi sono di competenza dei dirigenti comunali.
Il passaggio ai dirigenti, nell'ambito dei provvedimenti repress... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...busi edilizi, delle competenze originariamente attribuite al Sindaco, disciplinata da ultimo dall'art. 107, comma 2, del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267, risponde ad una tendenza irretrattabile di organizzazione dei poteri pubblici secondo l'apicale esigenza di distinzione fra livello politico e livello burocratico di gestione amministrativa, volta a far rientrare i suddetti provvedimenti, direttamente e senza l'intermediazione di fonti regolamentari, nella sfera di competenza del dirigente.
il provvedimento con cui si esercita il potere di vigilanza in materia edilizia con finalità di prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio appartiene alla competenza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale.
Il potere sanzionatorio di ingiunzione di demolizione di opere abusive, trattandosi di un tipico potere gestionale, rientra nelle competenze del dirigente comunale ovvero, nei Comuni privi di detta qualifica, dei responsabili degli Uffici e dei Servizi.
I provvedimenti sanzionatori in materia edilizia e di tutela del territorio, tra i quali l'ordinanza di demolizione di opere abusive, rientrano nella competenza del dirigente comunale, e non del Sindaco, in quanto atti di gestione.
In caso di v... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ella disciplina edilizia l'ordine di ripristino è legittimamente adottato dal dirigente.
E' attribuita ai dirigenti la competenza ad emanare atti in materia edilizia, tra cui anche i provvedimenti repressivi degli abusi edilizi.
Sono di competenza dei dirigenti i provvedimenti, anche sanzionatori, in materia di prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio e paesaggistico-ambientale.
La competenza in ordine alle sanzioni edilizie e alle ordinanze di sospensione e demolizione di lavori abusivi è attribuita ai dirigenti direttamente dall'art. 107 del d.lgs. n. 267/2000, senza che possa essere compressa dagli statuti o dai regolamenti, ai quali il legislatore commette unicamente il compito di disciplinare le modalità di esercizio del potere, ma non la sua attribuzione.
Secondo l'art. 34, DPR n. 380/2001, è di pertinenza del dirigente e non del tecnico comunale valutare la necessità di un provvedimento di rimozione-demolizione delle parti realizzate in difformità dal titolo abilitativo.
La competenza all'emanazione dell'ordine di demolizione ex art. 27 D.P.R. 380/2001 spetta al dirigente dell'ufficio tecnico.
E' legittima la sanzione edilizia sotto... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...un dirigente diverso da quello del settore tecnico, atteso che il riparto delle funzioni tra gli uffici rileva solo ai fini dell'organizzazione interna dell'ente locale e non ai fini della competenza esterna.
In applicazione del principio della separazione delle funzioni tra gli organi di governo e quelli di gestione, possono rientrare nella competenza del Sindaco l'adozione dei provvedimenti sanzionatori, nei piccoli comuni in cui la densità è inferiore a cinquemila abitanti e sforniti di pianta organica di personale dirigenziale.
A fronte di un vincolo di natura urbanistica, alcun potere sospensivo o repressivo può riconoscersi all'autorità statale.
Solo al Comune compete valutare se le opere realizzate sulla base di un titolo edilizio siano o meno conformi ad esso.
Ai sensi dell'art. 6 comma 2, l. 15 maggio 1997 n. 127, modificato dall'art. 2, l. 16 giugno 1998 n 191, l'adozione di provvedimenti repressivi di abusi edilizi rientra nella competenza del dirigente o del funzionario con qualifica apicale.
Nell'arco temporale tra la data di entrata in vigore del T.U. di riforma dell'ordinamento degli enti locali del 1990 e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della legge 16 ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... n. 191 (cd. Bassanini ter) l'ambito delle attribuzioni dirigenziali, quanto alle attività gestionali di rilevanza esterna non espressamente emergenti dal dato normativo, come nella materia delle sanzioni edilizie, necessitava della mediazione statutaria.
L'art. 27 D.P.R. 380/2001 non esclude la competenza del dirigente per ipotesi di abuso edilizio realizzato su immobili vincolati, limitando la competenza della Soprintendenza ai beni culturali solo sugli immobili dichiarati monumento nazionale; né la competenza del dirigente può ritenersi esclusa dall'art. 167 D. Lgs. 42/2004 ove si sancisce che «l'autorità amministrativa preposta alla tutela paesaggistica provvede d'ufficio per mezzo del Prefetto», atteso che il tramite di altro organo per l'esecuzione materiale non elide il regime della competenza stabilito in via generale dall'art. 27 D.P.R. cit..
Ogni competenza del Sindaco, in merito ai provvedimenti ascrivibili alla mera attività di gestione amministrativa in materia edilizia, deve essere ritenuta abrogata in virtù delle disposizioni legislative che hanno inteso separare, anche negli enti locali, la funzione di indirizzo politico da quella, appunto, di gestione amministrativa.
[Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...07, co. 3, lett. g), del d. lgs. 267/2000, che demanda ai dirigenti i compiti relativi, fra l'altro, alla vigilanza edilizia e all'irrogazione delle sanzioni per gli abusi edilizi, rinvia agli statuti e ai regolamenti solo per quel che riguarda eventuali modalità di esercizio del potere che l'ente ritenesse di regolare autonomamente, attribuendo, però, il potere medesimo ai dirigenti in via diretta e immediata.
Con la legge 16 giugno 1998, n. 191 è stata implicitamente abrogata ogni previsione della L. n. 47/1985 relativa alla competenza del Sindaco, dal momento che tutti i provvedimenti di gestione amministrativa in materia edilizia ed urbanistica, già a decorrere dalla data di entrata in vigore della l. 8 giugno 1990, n. 142, rientrano nella sfera di competenza del dirigente ed esulano dalla sfera di attribuzioni politiche proprie del sindaco, trattandosi di tipico potere gestionale.
Prima dell'entrata in vigore dell'art. 6 legge 127/1997, nel testo integrato dall'art. 2 legge 191/1998, l'adozione di provvedimenti sanzionatori in materia edilizia era consentita al Sindaco.
Sin dall'entrata in vigore della l. n. 142/1990 la competenza ad adottare atti sanzionatori in materia edilizia spetta ai dirigenti.[Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...> La competenza del dirigente o del responsabile dell'ufficio o del servizio, quanto ai provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, è stata introdotta con l'art. 2 comma 12 L. 16 giugno 1998 n. 191 e costituisce applicazione insuperabile dell'apicale principio della separazione fra livello politico e livello amministrativo–dirigenziale.
L'irrogazione di sanzioni edilizie rientra nelle attribuzioni dirigenziali, per cui nel caso in cui sia il sindaco a sottoscrivere detti provvedimenti, è da ritenere che essi siano viziati da incompetenza.
Alla Regione è attribuito soltanto l'esercizio del potere sostitutivo di cui all'art. 39 D.P.R. 380/2001, mentre l'esercizio del potere repressivo degli abusi spetta esclusivamente al Comune: pertanto, è infondato il ricorso con cui il soggetto che ha segnalato l'abuso si duole del silenzio serbato dall'ente regionale sulla sua denuncia.
La competenza ad adottare le sanzioni edilizie è stata attribuita agli organi di livello dirigenziale soltanto in virtù dell'entrata in vigore dell'art. 2 legge 191/1998 (5 luglio 1998). Per gli atti adottati anteriormente tale spostamento (già stabilito dall'art. 6 legge 127/1997) non è automatico, m... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...necessario andare a verificare se l'ente abbia adottato le modifiche statutarie e regolamentari idonee a determinare le modalità relative a detto spostamento.
L'art. 52 L.R. Toscana 52/1999, che attribuisce al Sindaco la potestà di ingiungere la demolizione di opere abusive, deve essere interpretato, in base all'art.107, co. 5, d.lgs. n.267/2000, in modo tale da tenere ferma la competenza del dirigente nell'adozione degli atti di gestione, comprendenti l'ordinanza demolitoria.