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Timestamp: 2018-09-22 11:22:16+00:00
Document Index: 27390630

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 60', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ']

Mediazione: sulle motivazioni della Suprema Corte
di: Dottor Luca Bertolini
Dopo circa 6 settimane dall’ordinanza del 24.10.2012, ecco le motivazioni della sentenza n°272/2012 della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale, appunto, l’obbligatorietà della mediazione ex D.lgs 28/2010.
Da una prima lettura, due appaiono i punti cardine della decisione, per sé stessi già chiari dalla lettura della Sentenza:
In primo luogo, la Corte afferma che ”dai richiamati atti dell’Unione europea non si desume alcuna esplicita o implicita opzione a favore del carattere obbligatorio dell’istituto della mediazione. Fermo il favor dimostrato verso detto istituto, in quanto ritenuto idoneo a fornire una risoluzione extragiudiziale conveniente e rapida delle controversie in materia civile e commerciale, il diritto dell’Unione disciplina le modalità con le quali il procedimento può essere strutturato («può essere avviato dalle parti, suggerito od ordinato da un organo giurisdizionale o prescritto dal diritto di uno Stato membro», ai sensi dell’art. 3, lettera a, della direttiva 2008/52/CE del 21 maggio 2008), ma non impone e nemmeno consiglia l’adozione del modello obbligatorio, limitandosi a stabilire che resta impregiudicata la legislazione nazionale che rende il ricorso alla mediazione obbligatorio (art. 5, comma 2, della direttiva citata“.
“Pertanto, la disciplina dell’UE si rivela neutrale in ordine alla scelta del modello di mediazione da adottare, la quale resta demandata ai singoli Stati membri, purché sia garantito il diritto di adire i giudici competenti per la definizione giudiziaria delle controversie.
Ne deriva che l’opzione a favore del modello di mediazione obbligatoria, operata dalla normativa censurata, non può trovare fondamento nella citata disciplina“.
In secondo luogo, per quanto riguarda in noto motivo per cui è stata cassata l’obbligatorietà della mediazione, ovvero il c.d. “eccesso di delega”, la Corte sottolinea come la legge delega non esplicita in alcun modo la previsione del carattere obbligatorio della mediazione finalizzata alla conciliazione. “Sul punto l’art. 60 della legge n. 69 del 2009, che per altri aspetti dell’istituto si rivela abbastanza dettagliato, risulta del tutto silente“, affermano i giudici costituzionali.
“Il denunciato eccesso di delega, dunque, sussiste, in relazione al carattere obbligatorio dell’istituto di conciliazione e alla conseguente strutturazione della relativa procedura come condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle controversie di cui all’art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 28 del 2010“.
“In definitiva, alla stregua delle considerazioni fin qui esposte, deve essere dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 28 del 2010, per violazione degli artt. 76 e 77 Cost. La declaratoria deve essere estesa all’intero comma 1, perché gli ultimi tre periodi sono strettamente collegati a quelli precedenti (oggetto delle censure), sicché resterebbero privi di significato a seguito della caducazione di questi“.
Ora non si deve far altro che aspettare se le parole spese dal Ministro Severino il 21 novembre scorso, in merito alla bontà dell’istituto, che stava iniziando a funzionare, troveranno riscontro.
Roma, 21 nov. (TMNews) - la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato per eccesso di delega l'obbligatorietà dell'azione civile servirà da guida al governo nella ridefinizione della norma specifica.
Lo ha spiegato il ministro della Giustizia Paola Severino, prendendo parte a un convegno su questo tema organizzato dall'università Luiss. "La sentenza della Consulta - ha spiegato la Guardasigilli - nel dispositivo dichiara illegittima la mediazione obbligatoria per eccesso di delega, ma le sentenze vanno sempre lette per intero".
"Leggeremo le motivazioni - ha proseguito - da queste potrebbero giungere elementi di aiuto a costruire la norma in maniera diversa o a reiterare la normazione evitando l'eccesso di delega. Il legislatore potrebbe reintrodurre l'istituto nelle forme indicate dalla Consulta, quindi - ha concluso Severino - è opportuno aspettare".