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Timestamp: 2017-03-24 12:09:05+00:00
Document Index: 104858090

Matched Legal Cases: ['art. 226', 'art. 226', 'art. 178', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 10']

La detrazione IVA è ammessa se gli obblighi sostanziali sono rispettati - Redazione Fiscale
> La detrazione IVA è ammessa se gli obblighi sostanziali sono rispettati
Pubblicato il 18-12-2016 alle 23:00
La detrazione IVA è ammessa se gli obblighi sostanziali sono rispettati
Con la sentenze relative alle cause C-516/14 depositata il 15/09/2016, la Corte UE si è occupata del diritto alla detrazione IVA in relazione ai requisiti “formali” della fattura.
LE FATTURE “GENERICHE” E LA DETRAZIONE IVA
Nella causa C-516/14 viene affermato che una descrizione “generica” di entità e natura dei servizi:
non è conforme ai requisiti richiesti dalla norma (art. 226 punti 6 e 7 della direttiva 2006/112/CE)
potrebbe limitare il diritto alla detrazione dell’IVA, a meno che le autorità fiscali dispongano delle informazioni necessarie ad accertare i requisiti sostanziali relativi all’esercizio del diritto.
IL CASO: una società portoghese riteneva detraibile l’IVA addebitata su servizi giuridici forniti da uno studio legale, anche se, come rilevato dall’amministrazione finanziaria, le relative fatture, a dispetto dei requisiti “formali” richiesti dalla norma nazionale, si limitavano alla generica indicazione “servizi giuridici forniti sino ad oggi” (fornendo dunque la sola natura dei servizi, ma non anche la loro qualità e quantità).
RICHIESTE GIUDICE RINVIO: considerato che la questione in esame riguarda l’interpretazione degli artt. 226 e 178 della direttiva 2006/112/CE, la società richiedeva: - se le fatture che presentano solo le indicazioni generiche dei servizi siano conformi ai requisiti
- se le Autorità tributarie nazionali possano rifiutare il diritto alla detrazione dell’IVA solo perché il soggetto passivo esibisce una fattura che non soddisfa i requisiti di cui all’art. 226 della direttiva.
CONCLUSIONI DELLA CORTE UE (CAUSA C-516/14)
Richiamando precedenti chiarimenti (causa C-385/09), ribadisce che il principio di neutralità dell’IVA esige che (in applicazione dell’art. 178 Dir. 2006/112/CE, che si ricorda essere direttamente applicabile nella normativa italiana, per quanto non espressamente recepito nell’art. 19 Dpr 633/72):
la sua detraibilità “a monte” sia accordata se gli obblighi sostanziali sono soddisfatti
anche qualora alcuni obblighi “formali” siano stati omessi.
N.B.: nel caso di specie il requisito sostanziale va ricondotto alla corretta individuazione della natura del servizio (legale, nel caso di specie), che permette di garantire il controllo nel calcolo dell’imposta.
Solo se la normativa del paese UE avesse previsto un’aliquota ridotta per determinati servizi giuridici la formulazione utilizzata non avrebbe soddisfatto i requisiti di cui all’artt. 226 della Direttiva citata.
Si noti, a tal fine, che:
non è sufficiente che in fattura sia applicata l’aliquota ordinaria; infatti nel caso in cui sia stata applicata una aliquota superiore a quella spettante, la differenza d’imposta non è detraibile
dunque la fattura deve poter fornire indicazioni chiare non solo sull’aliquota Iva applicabile, ma anche sull’eventuale regime di non imponibilità (art. 8, 8-bis, ecc.), esenzione o esclusione da Iva (art. 7-ter, ecc.)
dal 2013 non vi è più l’obbligo di indicare l’articolo della normativa Iva di riferimento (per un servizio medico l’esenzione Iva non è subordinata all’indicazione dell’art. 10 Dpr 633/72).
Esempio: un commercialista può emettere una fattura di contenuto formale laddove l’individuazione di natura, qualità e quantità dei servizi prestati risulti da un adeguato supporto contrattuale (es: lettera d’incarico rilasciata al commercialista), che si consiglia di allegare alla fattura annotata sui registri Iva.
La giurisprudenza italiana - La Cassazione in caso di fattura contenente una formula generica, quale “consulenza come da contratto” (sent. n. 8847/2014), ha riconosciuto la legittimità della detrazione IVA in quanto:
l’esistenza del contratto era idonea a dimostrare l’esistenza delle prestazioni rese
e il contratto di consulenza non era finalizzato a scopi elusivi.
Analogo concetto è stato applicato nel caso di fattura avente ad oggetto “servizi professionali, magazzinaggio, trasporto, tenuta contabile, marketing e promozione vendite” (Cass. n. 21980/2015).
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