Source: https://renatodisa.com/corte-di-cassazione-sezione-ii-sentenza-11-luglio-2012-n-11757-quando-oggetto-dellimpugnazione-non-e-la-tabella-millesimale-ma-la-delibera-che-modifica-la-tabella-medesima-non-sussiste-la-nec/
Timestamp: 2019-02-23 22:53:19+00:00
Document Index: 132314687

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1130']

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 11 luglio 2012, n. 11757. Quando oggetto dell'impugnazione non è la tabella millesimale, ma la delibera che modifica la tabella medesima, non sussiste la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i partecipanti, essendo l'amministratore del condominio legittimato a resistere contro l'impugnazione delle delibere assembleari - Renato D'Isa
Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2012 Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 11 luglio 2012, n. 11757. Quando...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 11 luglio 2012, n. 11757. Quando oggetto dell’impugnazione non è la tabella millesimale, ma la delibera che modifica la tabella medesima, non sussiste la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i partecipanti, essendo l’amministratore del condominio legittimato a resistere contro l’impugnazione delle delibere assembleari
Quando oggetto dell’impugnazione non è la tabella millesimale, ma la delibera che modifica la tabella medesima, non sussiste la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i partecipanti, essendo l’amministratore del condominio legittimato a resistere contro l’impugnazione delle delibere assembleari
Sentenza 11 luglio 2012, n. 11757
1. – Con atto di citazione notificato il 2 marzo 1999, F.D. in D. convenne in giudizio dinanzi al Tribunale di Bari il Condominio di via (omissis), in persona dell’amministratore pro tempore, impugnando la delibera assembleare dell’11 gennaio 1999, della quale chiedeva la declaratoria di nullità (o l’annullamento) nella parte in cui recava l’approvazione di nuove tabelle millesimali.
1. – Il primo motivo denuncia nullità della sentenza per vizio di extrapetizione e per violazione degli artt. 350 e 183 cod. proc. civ., perché la Corte d’appello avrebbe attribuito alla domanda avanzata dall’attrice una natura giuridica del tutto differente da quella effettiva. Si sostiene che l’attrice non ha chiesto l’accertamento dell’invalidità ed inefficacia della tabella millesimale approvata dal condominio, ma ha impugnato la deliberazione assembleare con cui i condomini, a maggioranza semplice e senza il suo consenso, hanno approvato una nuova tabella millesimale. La domanda giudiziale concernente l’impugnazione della tabella millesimale sarebbe azione diversa da quella diretta ad impugnare la delibera assembleare che modifica la tabella medesima.
Con il secondo mezzo (nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione degli artt. 1131 cod. civ., 112, 102 e 354 cod. proc. civ., nonché erronea, insufficiente e contraddittoria motivazione sui punti decisivi) si sostiene che avrebbe errato la Corte d’appello a non considerare che la legittimazione passiva sulle domande proposte contro il condominio spetta all’amministratore, anche fuori dei limiti delle attribuzioni che gli sono proprie a norma dell’art. 1130 cod. civ., la rappresentanza del condominio in qualità di convenuto riguardando ogni lite che abbia ad oggetto un interesse comune dei condomini. Nell’ambito del potere rappresentativo dell’amministratore rientrerebbe la legittimazione passiva in ordine alle controversie aventi ad oggetto l’impugnazione delle delibere assembleari, quand’anche vertenti sulla modificazione delle tabelle millesimali.
È bensì vero che la domanda giudiziale di un condomino volta all’accertamento della invalidità o della inefficacia della tabella millesimale deve essere necessariamente proposta nei confronti di tutti gli altri condomini, senza che possa ritenersi passivamente legittimato l’amministratore del condominio, la cui rappresentanza processuale passiva è sempre limitata alle azioni relative alle parti comuni dell’edificio, ossia ai rapporti giuridici scaturenti dall’esistenza di parti comuni, e non anche estensibile alle questioni che, in quanto attinenti all’accertamento dei valori millesimali delle quote di proprietà singola, incidono su obblighi esclusivi dei singoli condomini.
Come già affermato da questa Corte (Sez. II, 15 aprile 1994, n. 3542), l’impugnazione della delibera che modifica la tabella va infatti proposta contro l’amministratore del condominio, perché questi è sempre legittimato a resistere contro l’impugnazione delle deliberazioni assunte dall’assemblea.