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Matched Legal Cases: ['art. 138', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 1', 'art.138', 'art.81']

RANIERO LA VALLE - Art. 138, appello ai senatori: "Non tradite la Costituzione" » LA PAGINA DEI BLOG - MicroMega
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Questa settimana è fissata la discussione del disegno di legge Costituzionale n. 813, recante "Istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali", che giunge in aula, dopo essere stato esaminato con procedura d'urgenza dalla Commissione Affari costituzionali, che, per accelerare i tempi lo ha licenziato in seduta notturna. Tanta fretta non è sintomo di efficienza e non è giustificata dalla materia trattata, che ha per oggetto l'instaurazione di una procedura straordinaria per la revisione costituzionale, in deroga all'art. 138 Cost., allo scopo di agevolare una revisione profonda della Costituzione che investe i titoli I, II, III e V della Parte seconda, ma può estendersi anche alle garanzie giurisdizionali e costituzionali (titolo IV e VI) ed alla prima Parte. La Costituzione non è una questione che possa essere trattata con somma urgenza come avviene per le leggi finanziarie, le cui correzioni possono essere imposte da situazioni contingenti e di mercato. Le Costituzioni non sono un puro atto di diritto positivo imposto comunque da un legislatore: esse nascono da un processo storico, sono memoria e progetto e, come tali, definiscono l'identità di un popolo, di una comunità politica organizzata in Stato. La nostra Costituzione porta dentro di sé la memoria di 100 anni di storia italiana, nel bene e nel male; contempla le ferite del fascismo, il suo ripudio attraverso la lotta di liberazione e realizza le garanzie perchè il fascismo non venga più riprodotto, attraverso una tecnica di equilibrio dei poteri che impedisce ogni forma di dittatura. La Costituzione italiana è stata forgiata in quel “crogiolo ardente” rappresentato dall'evento globale costituito dalla seconda guerra mondiale e porta l'impronta di uno spirito universale.
Per queste ragioni ti chiediamo di votare contro questo disegno di legge, perché integra un vero e proprio illecito costituzionale: siamo infatti convinti che la fedeltà alla Costituzione debba prevalere sulla disciplina di partito e su ogni altra considerazione di opportunità politica e ti preghiamo di rivendicare la procedura normale dell'art. 138 per le pur opportune modifiche costituzionali. Raniero La Valle e Domenico Gallo
Scritto lunedì, 8 luglio, 2013 alle 16:08	nella categoria Raniero La Valle.
Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. I commenti e i pings sono disabilitati.	20 commenti a “RANIERO LA VALLE - Art. 138, appello ai senatori: "Non tradite la Costituzione"” Ugo Agnoletto scrive:	8 luglio 2013 alle 18:33
saranno in grado i senatori di capire?
giannifelici scrive:	9 luglio 2013 alle 09:59
Che la Costituzione Italiana possa aver bisogno di qualche ritocco, nella seconda parte, può anche essere.
Che a farlo sia una classe politica che dei padri costituenti non hanno nè la statura politica nè, tantomeno, quella morale è estremamente pericoloso.
Una classe politica che da una parte si è preoccupata di garantire l'impero di B. piuttosto che impedirne l'elezione in base ad una legge del 1957, che con la scusa di cartolarizzare una parte dei beni immobili dello Stato si è garantita l'aquisizione di appartamenti e super attici al prezzo da loro stessi stabilito e non di mercato.
La stessa classe politica che si è inventata la legge Gasparri, la Cirielli, il lodo Schifani e poi il lodo Alfano in disprezzo, questi, della Costituzione stessa.
Una classe politica che ha trasformato nella nipote di Mubarak una prostituta marocchina, per cui si spiega come mai le nipoti di tutti i capi di Stato non vengono a passare le loro vacanze in Italia, hai visto mai dovessero avere lo stesso trattamento di riguardo.
Una classe politica che va a protestare davanti ai tribunali che sta giudicando UNO di essi, cercando di delegittimare un potere dello Stato che è a garanzia di tutti.
Questi non possono mettere mano alla Costituzione Italiana.
E' come se per restaurare la Gioconda chiamassimo un imbianchino.
No, grazie, abbiamo già dato!
GIAMPAOLO PEZZINI scrive:	9 luglio 2013 alle 10:16
Credo sarà necessario avviare una raccolta di firme, subito, senza uìindugi e consegnarle aisenatori del Pd. Attivatela immediatamente
Mario Sacchi scrive:	9 luglio 2013 alle 13:25
Bene l'appello ai Senatori anche se penso non avrà grande effetto.Piuttosto mi chiedo quanti cittadini sappiano di quanto sta succedendo. Purtroppo tanti hanno ben altre preoccupazioni e di questo stanno approfittando i soliti allergici ad ogni regola per dare un grave colpo alla Costituzione in combutta con finti democratici, mentre i "giornaloni" annacquano tutto nel mare delle "riforme" senza dettagli, per non parlare delle TV che sappiamo di chi sono.
E' necessario riprendere una mobilitazione come ante referendum del 2006 sapendo che questa volta il fronte a difesa della Costituzione è arretrato e non di poco al di qua della barriera del vecchio centrosinistra.
arianna scrive:	9 luglio 2013 alle 15:43
Non credo che le nostre firme saranno prese in considerazione anche se saranno moltissime perchè gli attuali governanti e/o i precedenti non hanno neppure tenuto in considerazione i vari referendum non ultimi quelli dei beni comuni.
Alex scrive:	9 luglio 2013 alle 20:05
Non spiega però quali siano le modifiche proposte. Mi può dare delucidazioni in merito?
Alberto Zennaro scrive:	11 luglio 2013 alle 08:38
Quando leggo:" La Costituzione non si tocca", mi fà intristire. Con questa Costituzione la casta ha dominato a suo piacere e la sovranità popolare è stata calpestata impunemente.
Io chiedo che si copi la Costituzione svizzera ed il popolo possa sia presentare leggi normali sia presentare una riforma completa o parziale della Costituzione. Oltre alle modifiche della Costituzione in base all'art. 138, chiedo che la Costituzione possa essere modificata su iniziativa popolare. a) Iniziativa popolare per la revisione totale della Costituzione: 100.000 aventi diritto di voto possono proporre la revisione totale della Costituzione. Tale proposta va sottoposta al Popolo per approvazione entro 18 mesi dalla pubblicazione ufficiale della iniziativa.
b) Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione: 100.000 cittadini aventi diritto di voto possono chiedere la revisione parziale della Costituzione. Tale proposta se è già elaborata in articoli chiari e completi deve essere sottoposta al Popolo per l'approvazione entro 18 mesi dalla pubblicazione ufficiale della relativa iniziativa.
e) Se il Parlamento respinge l’iniziativa, la sottopone obbligatoriamente al Popolo entro 18 mesi dalla pubblicazione. Se il Popolo approva l’iniziativa, il Parlamento elabora il progetto proposto nell'iniziativa.
Alberto Zennaro Via Gino Piva 68
tel 042533544
Paolo Barbieri scrive:	11 luglio 2013 alle 12:12
Caro Alberto Z.,
è chiaro che i nostri parlamenti non faranno mai nulla che porti a dare maggior importanza alla volontà popolare a discapito della propria.
E' altrettanto chiaro che se il Popolo (a me piace più la Cittadinanza) vuole "imporre" qualunque riforma o modifica sia costituzionale che non, deve realizzare concretamente la propria sovranità sancita all'art. 1, finora sempre richiamata e declamata, ma sempre astratta e sospesa.
Quel giorno che ciò avverrà, allora la Cittadinanza potrà realizzare l'alto potenziale rivoluzionario che la Carta contiene, le riforme attese da decenni, blindarLa da interventi impropri, segare l'arroganza del potere e delle lobby. Personalmente lo vado suggerendo da anni, anche con avalli prestigiosi, ma la "cosa" non decolla. Temo che in giro ci sia molta paura di volare.
Ciò che oggi se ne teme, non sono gli opportuni aggiornamenti, ma lo stravolgimento da parte di una classe politica assolutamente mediocre e non affidabile, indegna di manomettere una Costituzione elaborata da persone di ben più alto lignaggio.
angelica scrive:	11 luglio 2013 alle 14:34
Bisogna mobilitarci in maniera seria in difesa della Costituzione.Gli attuali parlamentari, sebbene non eletti ma designati dalle segreterie dei partiti, pur di mantenere i loro privilegi, salvo qualche rara eccezione, sono capaci di stravolgere ogni principio costituzionale.
Proprio ieri abbiamo potuto constatare che il Pd si è piegato ai voleri del Pdl. IL Parlamento si deve occupare dei problemi del popolo italiano, non dei processi di Berlusconi. Ma in quale paese viviamo!?
Alex scrive:	11 luglio 2013 alle 15:24
Non capisco come possano esserci due Alex. Quello che ha scritto prima non sono io Non potreste correggere il disguido? Grazie.
Marco M. scrive:	11 luglio 2013 alle 17:16
E' tanto che "lor signori" ( i vari potentati economico-finanziari e la cricca dei politicanti di professione) vogliono modificare la Costituzione. Io non credo che la ns. carta costituzionale sia perfetta. O che non occorra qualche ritocco nelle disposizioni che regolano la vita politica, la formazione dei governi, la consistenza numerica delle camere, etc. Ma sono altrettanto convinto che i principi fondamentali espressi dalla Costituzione siano sacri (laicamente) e difficilmente migliorabili. Soprattutto da una classe politica che spesso non riesce a scrivere in un italiano decente neppure una legge di 10 righe!! E che non riesce a rinunciare od a diminuire neppure uno, uno solo, dei suoi innumerevoli privilegi. Quindi... NO, NO e ANCORA NO a qualsiasi modifica costituzionale. Che, sono sicuro, verrebbe pensata e attuata a vantaggio di qualcuno già avvezzo da anni a far varare leggi a suo esclusivo uso e consumo.
Paolo Barbieri scrive:	11 luglio 2013 alle 19:50
ESSERE COSTITUZIONALISTI: AGGIORNARLA non STRAVOLGERLA
C’è un solo modo per essere COSTITUZIONALISTI e DIFENSORI della COSTITUZIONE: “brandirLa ed esercitarLa attivamente” rilanciandone autorità e autorevolezza per blindarLa contro attacchi indegni.
BrandirLa ed esercitarLa per concretizzare quella Sovranità Popolare sempre richiamata, ma sempre astratta ed aggirata, esercitando in modo esteso ed estremo, congiunto e sinergico gli articoli 1-71-50-40 per una tornata di Democrazia Diretta, ma soprattutto concreta, per ottenerci riforme attese da decenni, sempre promesse e sempre disattese dalla cattiva politica e per tagliare le unghie all'arroganza della casta e di ogni altra lobby.
E’ maturo il tempo in cui l’indignazione generale si esprima in una sacrosanta ribellione nel nome della CARTA COSTITUZIONALE e del suo esercizio reale. Non di parole afone per una politica sorda, non di ennesimi discorsi e proclami e appelli dei quali da lustri risuonano giornali e piazze, ma di cui non arrivano neppure gli echi in un Parlamento di mediocri nominati, che continua imperterrito la sua opera subdola di corrosione e demolizione.
Il tempo stringe e diventa sempre più urgente e necessario l’impegno concreto di ogni sincero “Amico della Carta”, persona o entità collettiva, di Pace, Rodotà, Onida, Zagrebelsky, Ainis, Settis, Libertà & Giustizia e tutti gli altri, per attivare quel percorso virtuoso e sicuramente di successo.
NON SOLO ONORI E RICONOSCIMENTI FORMALI, MA ESERCIZIO REALE PER RESTITUIRE ALLA COSTITUZIONE AUTOREVOLEZZA E AUTORITA’ E BLINDARLA CONTRO OGNI ATTACCO LESIVO DEL SUO SPIRITO ORIGINALE.
Agite, agiamo subito!
brunotonolo scrive:	11 luglio 2013 alle 20:43
il suo articolo che condividiamo in pieno sarà pubblicato sul sito
anpi. mirano e la ringraziamo molto
sperando che altre Anpi la seguano e ci seguano in questa lotta
Tondolo Vincenzo scrive:	12 luglio 2013 alle 00:15
Gran brutta giornata: il Senato approva il DDL costituzionale. Via libera quindi al comitato dei 42 (20 deputati e 20 senatori, più i presidenti delle commissioni Affari Costituzionali di Senato e Camera), che nei 18 mesi dalla
sua formazione dovrebbe riscrivere un bel pezzo della Carta: i titoli I, II, III e V della seconda parte (dal Parlamento al Presidente della Repubblica, sino alle parti su Governo e Regioni, Province e Comuni) più le norme “strettamente connesse” a quelle modificate. Sì anche alla deroga all’articolo 138, che dimezza da tre mesi a 45 giorni l’intervallo tra una lettura e l’altra in Parlamento del futuro ddl di revisione costituzionale. Uno strappo alla norma che per molti costitu-zionalisti rappresenta “la valvola di sicurezza della Carta”. Confermato, infine, anche un punto fondamentale per il Pdl: una nuova legge elettorale potrà essere scritta solo dopo la riforma. Il governo Letta sopravviverà.
Domenico Santagati scrive:	12 luglio 2013 alle 17:20
Mi permetto, sull'argomento, di sottoporre la presente mozione :
Non passa giorno che qualcuno proponga di cambiare la Costituzione Italiana.
Che si tratti del Parlamento, dei poteri del Governo, del Presidente della Repubblica, della Corte Costituzionale, della Magistratura, delle Regioni, o di altro, negli ultimi tempi, è tutto un susseguirsi di proposte per cancellare e riscrivere buona parte della nostra Costituzione.
La formula più usata e quella della “necessità delle riforme istituzionali”.
Concordiamo pienamente con l'affermazione che la nostra vita pubblica abbia bisogno di un rinnovamento profondo, davvero profondo.
Sostenere che, per attuare questo rinnovamento, sia necessario partire dal cambiamento della Costituzione, ci lascia, invece, un po' perplessi.
Ci permettiamo di dubitare che gli ostacoli più consistenti al rinnovamento e al miglioramento siano derivati dalla nostra Costituzione.
Ci permettiamo di dubitare che gli episodi di inefficienza e di corruzione siano stati facilitati dalle attuali norme costituzionali.
Ci permettiamo di dubitare che l'incapacità di mettere al centro gli interessi del paese, curando invece affari clientelari o interessi corporativi, sia stata favorita dai meccanismi della nostra Costituzione.
Ci risulta, invece, che gli episodi peggiori della vita pubblica, siano avvenuti proprio in aperto contrasto con i principi, con lo spirito, e col corretto funzionamento degli istituti previsti dalla Costituzione Italiana.
Non vogliamo entrare nel merito delle singole proposte di modifica costituzionale, né assumere un atteggiamento rigidamente conservatore, di assoluta intangibilità di qualsiasi articolo della Costituzione.
Vogliamo solo evitare che cambiamenti e stravolgimenti possano accadere sulla testa di cittadini inconsapevoli, o addirittura contrari.
Per cambiare la Costituzione, oggi, è necessario il consenso della maggioranza assoluta (cioè il 50% più uno) dei membri di ciascuna camera del Parlamento. Lo prevede l'art.138 della stessa Costituzione. Quando questa norma fu scritta, però, per avere la maggioranza assoluta in Parlamento era necessario avere la maggioranza assoluta dei consensi espressi dai cittadini nelle elezioni politiche. Oggi, invece, grazie alle leggi elettorali degli ultimi decenni, uno schieramento di minoranza (basta che abbia più voti delle altre minoranze) può ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Ad esempio, con le ultime elezioni, la minoranza più consistente, con poco più del 30% dei voti, ha ottenuto il 55% dei seggi alla Camera dei Deputati.
In questo modo un gruppo di parlamentari, pur non avendo avuto il consenso della maggioranza dei cittadini, può cambiare la Costituzione di tutti gli italiani.
In questo caso sarebbe, però, possibile chiedere un referendum, col quale i cittadini potrebbero esprimere, con un SI od un NO, il loro consenso o dissenso al cambiamento della Costituzione.
Il referendum non è possibile, però, se la modifica ha ottenuto almeno i 2/3 (circa il 67%) dei voti in Parlamento.
Va osservato che, con la legge elettorale attuale, si può arrivare al 67% dei voti in Parlamento senza aver raggiunto nemmeno la metà dei voti degli elettori, e quindi, ancora una volta, una minoranza può imporre una scelta così delicata come il cambiamento della Costituzione, non solo senza aver avuto il consenso della maggioranza dei cittadini, ma anche senza nessuna possibilità di consultarli con un referendum.
Così, è successo, ad aprile dello scorso anno (2012), che un articolo importantissimo della Costituzione, quello che si occupa del Bilancio dello Stato (l'art.81) sia stato profondamente cambiato, insieme ad altri, senza che la quasi totalità dei cittadini se ne sia nemmeno accorta (anche perché televisione e stampa hanno quasi ignorato la notizia).
Nessuna minoranza deve più imporre alla maggioranza dei cittadini il cambiamento di norme fondamentali come la Costituzione.
Nessun cambiamento della Costituzione deve poter avvenire all'insaputa dei cittadini.
Ogni modifica della Costituzione deve avvenire col consenso espresso dei cittadini.
Proponiamo, per questo, che nel nostro ordinamento giuridico sia introdotto l'obbligo del referendum per qualsiasi modifica della Costituzione, valido solo col raggiungimento del quorum della maggioranza degli aventi diritto al voto.
Enrico Giovannetti scrive:	19 luglio 2013 alle 23:13
Ci vuole un grande cambiamento! E' vero. Ma nella politica, nella società, nella testa della gente: abbiamo visto un dipendente di un Ente pubblico succhiare la benzina dal serbatoio della macchina dell'Ente. E' urgente una vera rivoluzione dei costumi, dei modi di pensare altro che Costituzione. Non è questo straordinario strumento che non funziona. E' il malcostume, il ladrocinio, l'abbandono totale di ideali, la lealtà che non esiste più, la parola data che è roba da vecchi rincoglioniti. In parlamento ci sono i rappresentanti di questo diffuso malcostume. Dunque non è possibile che questa classe politica così piccola, priva di cultura, senza scrupoli possa mettere mano alla nostra Carta Costituzionale. Se dovesse accadere, Napolitano sarebbe il maggiore responsabile da Presidente piccolo-piccolo che si è dimostrato
Enrico Giovannetti scrive:	19 luglio 2013 alle 23:16
Ci vuole un grande cambiamento! E' vero. Ma nella politica, nella società, nella testa della gente: abbiamo visto un dipendente di un Ente pubblico succhiare la benzina dal serbatoio della macchina dell'Ente. E' urgente una vera rivoluzione dei costumi, dei modi di pensare altro che Costituzione. Non è questo straordinario strumento che non funziona. E' il malcostume, il ladrocinio, l'abbandono totale di ideali, la lealtà che non esiste più, la parola data che è roba da vecchi rincoglioniti. In parlamento ci sono i rappresentanti di questo diffuso malcostume. Dunque non è possibile che questa classe politica così piccola, priva di cultura, senza scrupoli possa mettere mano alla nostra Carta Costituzionale. Se dovesse accadere, Napolitano sarebbe il maggiore responsabile da Presidente piccolo-piccolo quale si è dimostrato
Alberto Zennaro scrive:	24 luglio 2013 alle 22:35
Voglio una costituzione modello SVIZZERA: 200.000 CITTADINI POSSONO PRESENTARE UN PROGETTO DI UNA NUOVA COSTITUZIONE! FIRMATE!
Alberto Zennaro scrive:	24 luglio 2013 alle 22:39
PERCHE' LASCIARE CHE SIANO LE CASTE A MODIFICARE LA COSTITUZIONE?
Sarebbe ora di fare un passo importante avanti verso la vera sovranità popolare: chiedo che 200.000 cittadini possano presentare un progetto di una nuova Costituzione e che il PARLAMENTO O L'APPROVA O LA SOTTOPONE OBBLIGATORIAMENTE A REFERENDUM ENTRO 18 MESI DALLA PUBBLICAZIONE DEL PROGETTO!
Angelo Branciamore scrive:	23 ottobre 2013 alle 16:16
Con quest'ultima proposta abbiamo veramente toccato il fondo! All'ignoranza e alla presunzione non c'è limite!