Source: http://www.graziottore.com/gp/ShowNews.aspx?id=80
Timestamp: 2019-06-16 07:11:22+00:00
Document Index: 18105355

Matched Legal Cases: ['art. 2932', 'art. 2932', 'art. 2320', 'art. 2320', 'art. 2320', 'art. 2323', 'art. 1392', 'art. 2286']

Società in accomandita semplice e ingerenza del socio accomandante nella gestione
La Cassazione (Sentenza 22666/2015) riafferma i confini del principio di affidamento per gli atti compiuti dal socio accomandante che si intromette nella gestione di una sas senza valida procura.
Il caso riguardava un preliminare di compravendita di un immobile di proprietà della sas: nella stipula del preliminare, il socio accomandante si era qualificato come amministratore e legale rappresentante.
Visto che la società non si era presentata al rogito fissato (equiparato dalla giurisprudenza all'offerta nei modi di legge richiesta dall'art. 2932 c.c.), i promissari acquirenti avevano richiesto l'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c., ma il Tribunale non la aveva accolta, pur condannando il socio accomandante alla restituzione degli acconti versati e al risarcimento dei danni.
La domanda di esecuzione in forma specifica era fondata sul principio di apparenza e sulla tesi che essendosi il socio accomandante ingerito nell'amministrazione della società, questa si sarebbe trasformata in una snc irregolare, e pertanto il preliminare era da assumersi valido in quanto nella sns l'amministrazione spetta a tutti i soci.
Tesi non condivisibile, perché l'art. 2320 c.c. dispone che «I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, nè trattare o concludere affari in nome della società, se non in forza di procura speciale per singoli affari. Il socio accomandante che contravviene a tale divieto assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali...».
La questione, dopo analoga decisione della Corte di Appello, approda in Cassazione, la quale rigetta il ricorso osservando quanto segue: - Il contratto de quo era stato concluso dagli attori non con il socio accomandatario e legale rappresentante della società promittente ma con il socio accomandante, che sia nel contratto sia nelle ricevute e nelle fatture del saldo prezzo aveva indicato la mera qualità di socio;
l'art. 2320 c.c. non introduce deroghe alla disciplina generale in tema di rappresentanza della società per il contratto stipulato dal falso procuratore salvo ratifica, che deve rivestire la stessa forma prescritta per il contratto concluso dal falso procuratore e ha carattere recettizio;
in tema di rappresentanza delle persone giuridiche il principio dell'apparenza del diritto non può trovare applicazione;
nella specie, non si versava in ipotesi di obbligazione sociale o riferibile alla società, per cui si ribadiva l'inapplicabilità dell'art. 2320 cod. civ.
nella società in accomandita semplice, in caso di sopravvenuta mancanza di tutti i soci accomandatari, l'art. 2323 cod. civ., nel prevedere la sostituzione dei soci venuti meno e la nomina in via provvisoria di un amministratore per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione, esclude implicitamente la possibilità di riconoscere al socio accomandante, ancorché unico superstite, la qualità di rappresentante della società per il solo fatto di aver assunto in concreto la gestione sociale.
La Cassazione ha rilevato come il preliminare sia stato concluso con il «falsus procurator», e non sia intervenuta alcuna ratifica successiva della società nella stessa forma prescritta per il contratto concluso (in questo caso, necessariamente la forma scritta ai sensi degli artt. 1350 e 1351 c.c.).
La Corte non entra nel merito di un altro importante aspetto (proprio perché non ricorre nella fattispecie): quello della forma della procura prescritto dall'art. 1392 c.c., il quale dispone che « La procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere.».
Pertanto, stante l'originario vizio di forma della procura, nessuna ratifica successiva avrebbe potuto farsi da parte della società: il preliminare oggetto della controversia è stato stipulto da un «falsus procurator» e non produce alcun effetto giuridico in capo alla società.
REGIO DECRETO 16 marzo 1942, n. 262 Approvazione del testo del Codice civile
Vigente al: 29-11-2015
I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, nè trattare o concludere affari in nome della società, se non in forza di procura speciale per singoli affari. Il socio accomandante che contravviene a tale divieto assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali e può essere escluso a norma dell'art. 2286.