Source: http://docplayer.it/60691803-Fiscal-news-la-circolare-di-aggiornamento-professionale.html
Timestamp: 2018-12-11 07:56:01+00:00
Document Index: 151545807

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 36', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 15']

1 Fiscal News La Circolare di aggiornamento professionale N Compensazione crediti inesistenti: novità sanzioni Categoria: Versamenti Sottocategoria: Compensazioni A cura di Pasquale Pirone Il Legislatore introduce finalmente una definizione precisa di credito inesistente che consente di delineare il corretto campo di applicazione delle sanzioni previste per l indebito utilizzo in compensazione, a differenza di quanto, invece, avveniva in precedenza, quando la misura della sanzione, più che essere collegata al tipo di credito indebitamente utilizzato, era legata al tipo di attività di controllo con cui l Agenzia delle Entrate procedeva alla contestazione. Premessa Prima del D.Lgs. n. 158/2015, il sistema sanzionatorio previsto per l indebita compensazione di crediti ( esistenti e inesistenti ), era quello sancito dall art. 27 comma 18 del DL 185/2008, per la cui applicazione, si faceva riferimento a quanto chiarito dall Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 18/E/2011. Con il D.Lgs. n. 158/2015 (il quale modifica l art. 13 del D.Lgs. 471/1997), è abrogato il predetto art. 27 e viene introdotto al riguardo un sistema sanzionatorio chiaro e preciso. In particolare, il comma 18 del citato articolo 27 prevedeva che l utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per il pagamento delle somme dovute era punito con la sanzione dal 100% al 200% della misura dei crediti stessi; la sanzione era elevata al 200% se l ammontare dei crediti inesistenti utilizzati fosse stata superiore a euro per ciascun anno solare. 1
2 Il comma 16 (non abrogato) dello stesso articolo 27 stabilisce che la riscossione dei crediti inesistenti utilizzati in compensazione è effettuata mediante l apposito atto di recupero (o avviso di recupero ) di cui all articolo 1, comma 421, della Legge n. 311 del Tale atto di recupero è emesso ferme restando le attribuzioni e i poteri previsti dagli articoli 31 e seguenti del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, nonché quelli previsti dagli articoli 51 e seguenti del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. Tra le attribuzioni ed i poteri sopra richiamati rientrano anche quelli disciplinati dagli articoli 36-bis del D.P.R. n. 600 del 1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633 del1972, per effetto dei quali l Amministrazione Finanziaria, avvalendosi di procedure automatizzate, procede annualmente alla liquidazione dei tributi dovuti in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti (liquidazione e controllo formale delle dichiarazioni). In forza di questa previsione l Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni e di quelli in possesso dell'anagrafe tributaria, provvede a: correggere gli errori materiali e di calcolo commessi nella determinazione degli imponibili, nella determinazione delle imposte, nel riporto delle eccedenze di imposta risultanti dalle precedenti dichiarazioni; ridurre le deduzioni, le detrazioni ed i crediti d'imposta esposti in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalla dichiarazione; controllare la tempestività e la rispondenza con la dichiarazione dei versamenti dovuti in base alla dichiarazione stessa. Nell ambito di questa specifica attività di controllo, l Agenzia delle Entrate verifica anche che l ammontare delle compensazioni effettuate per ciascuna imposta non sia superiore a quanto dichiarato dal contribuente, sia in termini di disponibilità del credito che in termini di effettivo utilizzo dello stesso e ne procedere all eventuale recupero tramite avviso bonario. Nella Circolare n. 18/E/2008, l Amministrazione Finanziaria dopo aver fatto queste precisazioni, forniva dei chiarimenti in merito al sistema sanzionatorio. In particolare, secondo l Agenzia, dal punto di vista sanzionatorio: poiché l articolo 2, comma 1, del Decreto Legislativo n. 462 del 1997 prevede che alle somme dovute a titolo di imposta o di minor credito, emerse a seguito dei controlli effettuati ai sensi degli articoli 36-bis del D.P.R. n. 600 del 1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633 del 1972, si applica la 2
3 sanzione per ritardato od omesso versamento stabilita dall articolo 13 del Decreto Legislativo n. 471 del 1997; poiché tale disposizione prevede l applicazione di una sanzione amministrativa nella misura del 30% di ogni importo non versato o versato in ritardo, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile ; poiché la stessa norma precisa ulteriormente che la sanzione in argomento si applica nei casi di liquidazione della maggior imposta ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter Del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e ai sensi dell'articolo 54-bis del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ne conseguiva che l unica sanzione applicabile alle violazioni rilevate in sede di controllo automatizzato delle dichiarazioni effettuato ai sensi degli articoli 36- bis del D.P.R. n. 600 del 1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633 del 1972, ancorché riferibili all utilizzo in compensazione di crediti per un ammontare superiore a quanto dichiarato, è quella, è quella prevista dall articolo 13 del Decreto Legislativo n. 471 del 1997 per i ritardati od omessi versamenti diretti ovvero il 30%. Sulla base della predetta interpretazione, l Amministrazione Finanziaria veniva a creare un evidente disparità di trattamento, poiché legava il sistema sanzionatorio per l utilizzo di credito inesistente, alla modalità con cui era recuperato. Infatti, stava significando che l indebito utilizzo di un credito che poteva essere rilevato sia in sede di controllo delle dichiarazione sia al di fuori della predetta attività di controllo: se recuperato tramite avviso di recupero (quindi non in sede di liquidazione e controllo formale della dichiarazione) era applicata la sanzione più grave (dal 100% al 200%) con l eventuale aggravante (200%) se il credito indebitamente utilizzato fosse stato superiore ai euro; se recuperato tramite avviso bonario (quindi da controllo formale della dichiarazione) era applicata la sanzione del 30%. La società Alfa S.r.l. utilizzava in compensazione (riportandolo in dichiarazione) il credito d imposta riconosciuto dal D.Lgs. n. 191/2014 per investimenti in beni strumentali nuovi. Tuttavia, l Alfa S.r.l. operava in un settore di attività che non prevedeva il riconoscimento di tale credito. 3
4 L indebito utilizzo di tale credito, pertanto, poteva essere rilevato sia in sede di liquidazione e controllo formale delle dichiarazioni (l Agenzia rileva la non corrispondenza del Codice ATECO riportato in dichiarazione con il credito che la società si era indebitamente attribuito), oppure non in sede di liquidazione ma con atto di recupero. Conseguenza di ciò era che: nella prima ipotesi (violazione contestata in seguito al controllo formale e quindi con avviso bonario), l Agenzia avrebbe applicato la sanzione del 30%; nella seconda ipotesi (violazione contestata non in sede di liquidazione della dichiarazione, ma per il tramite di atto di recupero ai sensi del comma 16 art. comma 27 DL 185/2008) sarebbe stata irrogata la sanzione più grave dal 100% al 200%. Come si nota, lo stesso credito utilizzato indebitamente in compensazione, subiva un sistema sanzionatorio diverso a seconda del tipo di controllo posto in essere dall Amministrazione Finanziaria. Prima del D.Lgs. 158/2015 Uno stesso credito indebitamente utilizzato in compensazione Se il recupero avveniva in seguito ad attività di liquidazione e controllo formale della dichiarazione (art. 36 bis e 36-ter Se il recupero avveniva con atto di recupero (articolo 1, comma 421, della Legge n. 311 del 2004) Sanzione 30% Sanzione dal 100% al 200% con l aggravante della sanzione al 200% se l ammontare dei crediti inesistenti utilizzati in compensazione fosse stato superiore a euro per anno solare 4
5 Il D.Lgs. n. 158/2015 e la distinzione Con il D.Lgs. n. 158/2015, il Legislatore individua in modo chiaro e specifico il campo di applicazione del sistema sanzionatorio ovvero quando deve essere applicata la sanzione del 30% e quando quella più grave dal 100% al 200%. È, infatti, fornita la definizione di credito inesistente. Credito inesistente (D.Lgs. n. 158/2015) Credito in relazione al quale manca, in tutto o in parte, il presupposto costitutivo e la cui inesistenza non sia riscontrabile mediante la liquidazione automatica della dichiarazione. Dunque, il Legislatore fa distinzione tra: credito esistente cioè quel credito per il quale il presupposto costitutivo esiste ma che è utilizzato in compensazione in misura maggiore rispetto a quella spettante; credito inesistente credito per il quale manca il presupposto che lo avrebbe fatto sorgere. Così, ad esempio può essere considerato inesistente il credito per incremento occupazionale, fruito da un contribuente che non ha assunto dipendenti. Mentre è esistente, il credito IRPEF che scaturisce dalla dichiarazione ma utilizzato in compensazione in misura maggiore rispetto a quello spettante e la cui violazione è riscontrata in sede di liquidazione della dichiarazione (es. l Agenzia si accorge che il contribuente ha indicato una detrazione per familiari a carico non spettante). Con la definizione, il Legislatore, pertanto delinea il campo di applicazione delle sanzioni, ovvero: sanzione dal 100% al 200% per i crediti inesistenti (come definiti dal D.Lgs. 158/2015) non riscontrabile in sede di controllo di dichiarazione; 30% solo per quelli riscontrabili in sede di liquidazione della dichiarazione. Quindi ad esempio, l utilizzo di un credito per incremento occupazionale a fronte di nessun dipendente assunto, non essendo riscontrabile in sede di dichiarazione dei redditi è sanzionato con la sanzione che va dal 100% al 200%; mentre l indebito utilizzo del credito per investimenti in beni strumentali nuovi (come da esempio fatto in premessa) è sanzionabile con il 30% (essendo inesistente ma riscontrabile anche in sede di dichiarazione). Così come continua ad essere sanzionabile al 30% qualsiasi indebito utilizzo riscontrabile in dichiarazione (es. utilizzo di un credito IRPEF in misura maggiore rispetto a quanto spettante). 5
6 Rispetto a quanto previsto dall art. 27 co. 18 del DL 185/2008 è altresì eliminato l aumento della sanzione al 200% quando l importo del credito inesistente supera i ,00 euro per anno solare. Novità Tipologia Sanzione Credito inesistente non riscontrabile in sede di liquidazione della dichiarazione Sanzione dal 100% al 200% Indebito utilizzo riscontrabile in dichiarazione Sanzione 30% Non sono stati abrogati i commi 16 e 19 dell art. 27, per cui le somme derivanti dal recupero dei crediti indicati potranno essere richieste entro il 31 dicembre dell ottavo anno successivo a quello di utilizzo del credito stesso, e potranno, in caso di mancato pagamento, essere iscritte nei ruoli straordinari ex art. 15-bis del D.P.R. 602/73, con integrale riscossione anche in caso di ricorso. Inoltre, trova applicazione il principio del favor rei (per i recuperi non conclusi, l Agenzia deve ridurre la sanzione al 30% qualora l indebito utilizzo del credito inesistente era riscontrabile in sede di liquidazione della dichiarazione). Riproduzione riservata - 6