Source: https://linklav.it/140-uncategorised/11591-pens.html
Timestamp: 2019-01-19 20:52:59+00:00
Document Index: 25572551

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 27', 'art. 3', 'art.2', 'art. 26', 'art. 32']

Disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione anticipata con almeno 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi (c.d. "quota 100")
( "Pensione quota 100" e altre disposizioni pensionistiche)
1. In via sperimentale, per il triennio 2019-2021 , gli iscritti all' assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall'INPS, nonché alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un'età anagrafica di almeno 62 anni e di un'anzianità contributiva minima di 38 anni, di seguito definita "pensione quota 100". Il requisito di età anagrafica di cui al presente comma è successivamente adeguato agli incrementi alla speranza di vita di cui all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni.
2. Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione quota 100, gli iscritti a due o più gestioni previdenziali di cui al comma 1, che non siano già titolari di trattamento pensionistico a carico di una delle predette gestioni, hanno facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti nelle stesse gestioni amministrate dall'INPS, in base alle disposizioni di cui all'articolo l, commi 243, 245 e 246, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
3. La pensione quota 100 non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l'accesso alla pensione di vecchiaia con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, attualmente, nel limite di complessivi 5.000 euro lordi annui.
4. Gli iscritti alle gestioni pensionistiche di cui al comma 1 che maturano entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti al medesimo comma, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 10 aprile 2019.
5. Gli iscritti alle gestioni pensionistiche di cui al comma 1 che maturano dal 10 gennaio 2019 i requisiti previsti al medesimo comma, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi.
6. Tenuto conto della specificità del rapporto di impiego nella pubblica amministrazione e dell 'esigenza di garantire la continuità ed il buon andamento dell ' azione amministrativa e fermo restando quanto previsto dal comma 7, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1 , comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a decorrere dal 10 aprile 2019, nel rispetto della seguente disciplina:
a) i dipendenti pubblici che maturano entro il 31 marzo 2019 i requisiti previsti dal comma 1, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 10 luglio 2019;
b) in deroga al comma 5, i dipendenti pubblici che maturano dal 10 aprile 2019 i requisiti previsti dal comma 1, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi;
d) limitatamente al diritto alla pensione quota 100, non si applica l'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.
7. Per il personale del comparto scuola ed AFAM si applicano le disposizioni di cui all'articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
8. Ai fini della decorrenza della pensione anticipata di cui al comma 1 trova applicazione le disposizioni previste per la gestione pensionistica di ultima iscrizione.
9. Sono fatte salve le disposizioni che prevedono requisiti più favorevoli in materia di accesso al pensionamento.
10. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai lavoratori con prestazioni in essere o erogate ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2, della legge 28 giugno 2012, n.92 oppure ai sensi dell'art. 26, comma 9, lettera b), e all'art. 27, comma 5, Iett. f), del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, e ai lavoratori le cui aziende hanno sottoscritto un accordo ai sensi delle medesime disposizioni.
(Riduzione anzianità contributiva per accesso al pensionamento anticipato indipendente dall 'età anagrafica. Decorrenza con finestre trimestrali)
1. L'articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è sostituito dal seguente: " 10 A decorrere dal 10 gennaio 2019 e con riferimento ai soggetti la cui pensione è liquidata a carico dell'AGO e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, I 'accesso alla pensione anticipata è consentito se risulta maturata un'anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. ". All'articolo 24, comma 12, del decreto-legge 6 dicembre2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le parole:'nonché al requisito contributivo di cui al comma 10, " sono soppresse. I soggetti che maturano i requisiti di cui al presente comma conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti. In sede di prima applicazione i soggetti che hanno maturato i requisiti dal 1 gennaio 2019 alla data di entrata invigore del presente decreto conseguono il diritto al trattamento pensionistico dal 1 aprile 2019.
1. Il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180, è riconosciuto nei confronti delle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1959, e delle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1958 le quali abbiano maturato un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni.
1. L'articolo 1, comma 200, della legge 1 1 dicembre 2016, n. 232, e l'articolo 1, comma 149, della 27 dicembre 2017, n. 205, sono abrogati. A decorrere dal 10 gennaio 2019, i soggetti che maturano i requisiti di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi.
(Norma speculare a quella della legge 232 del 2016 che introduceva la misura in via sperimentale)
Dal 1 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2019, agli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che si trovano in una delle condizioni di cui alle lettere da a) a d) del presente comma, al compimento del requisito anagrafico dei 63 anni, e' riconosciuta, alle condizioni di cui ai commi 185 e 186 della legge Il dicembre 2016 n.232, un'indennita' per una durata non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il conseguimento dell'eta' anagrafica prevista per l'accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia di cui all'articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214: a) si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, ovvero per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato a condizione che abbiano avuto, nei trentasei mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno diciotto mesi hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e sono in possesso di un'anzianita' contributiva di almeno 30 anni; b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravita' abbiano compiuto i settanta anni di eta' oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e sono in possesso di un'anzianita' contributiva di almeno 30 anni; c) hanno una riduzione della capacita' lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidita' civile, superiore o uguale al 74 per cento e sono in possesso di un'anzianita' contributiva di almeno 30 anni; d) sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza dell'indennita' di cui al comma 181 della legge 11 dicembre 2016 n.232, all'interno delle professioni indicate nell'allegato C della medesima legge, che svolgono da almeno sette anni negli ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette attivita' lavorative per le quali et richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e sono in possesso di un'anzianita' contributiva di almeno 36 anni. Ai fini del riconoscimento dell'indennita' di cui al presente comma, i requisiti contributivi richiesti alle lettere da a) a d) sono ridotti, per le donne, di dodici mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni.
(Termine di prescrizione dei contributi di previdenza e di assistenza sociale per le
All'art. 3 della legge 8 agosto 1995, n.335, dopo il comma 10 è aggiunto il seguente:" 10-bis. Per i rapporti di lavoro subordinato con le amministrazioni pubbliche di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, i termini di prescrizione dei commi 9 e 10, riferiti agli obblighi relativi alle contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria afferenti ai periodi di competenza fino al 31 dicembre 2014 non si applicano fino al 31 dicembre 2021, fatti salvi gli effetti di provvedimenti giurisdizionali passati in giudicato.".
1. In via sperimentale, per il triennio 2019-2021, gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, ed alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione hanno facoltà di riscattare in tutto o in parte i periodi, tra la data di prima iscrizione e quello dell'ultimo contributo comunque accreditato nelle suddette forme assicurative, per i quali non sussista obbligo contributivo e che non siano già coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata, presso forme di previdenza obbligatoria.
2. Detta facoltà di riscatto è esercitabile per un periodo comunque non superiore a cinque anni, anche non continuativi. L'eventuale successiva acquisizione di anzianità assicurativa antecedente al 1 gennaio 1996 determina l'annullamento d'ufficio del riscatto già effettuato ai sensi del presente articolo, con conseguente restituzione dei contributi.
3. La facoltà di cui al comma 17 è esercitata a domanda dell'assicurato o dei suoi superstiti o deisuoi parenti ed affini entro il secondo grado e l'onere è determinato in base ai criteri fissati dalcomma 5 dell'art.2 del decreto legislativo 30 aprile 1997 n. 184. L'onere così determinato è detraibile dall'imposta lorda nella misura del 50% con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento e in quelli successivi.
4, L'onere per il riscatto di cui al comma 17 può essere sostenuto dal datore di lavoro dell'assicurato destinando, a tal fine, i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso. Le relative somme sono deducibili dal reddito di impresa.
5. Il versamento dell 'onere può essere effettuato ai regimi previdenziali di appartenenza in unicasoluzione ovvero in massimo 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a € 30,00, senza applicazione di interessi per la rateizzazione. La rateizzazione dell'onere non può essereconcessa nei casi in cui i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per la immediata liquidazione della pensione diretta o indiretta o nel caso in cui gli stessi siano determinanti perl'accoglimento di una domanda di autorizzazione ai versamenti volontari; qualora ciò avvenga nel corso della dilazione già concessa, la somma ancora dovuta sarà versata in unica soluzione.
6. Restano ferme le facoltà di riscatto previste da specifiche disposizioni di legge.
In deroga al secondo periodo del comma 18 dell'articolo 2 della legge 18 agosto 1995, n.335, i lavoratori delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che prestano servizio in settori in cui non risultano attivate forme pensionistiche complementari compartecipate dal datore di lavoro e che siano iscritti a far data dal 10 gennaio 1996 a forme pensionistiche obbligatorie possono, su domanda, essere esclusi dal meccanismo del massimale contributivo di cui al medesimo comma 18. La domanda di cui al precedente periodo deve essere proposta entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione o dalla datadi assunzione.
1 Fermo restando quanto previsto al comma 10, e in attesa della riforma dei Fondi di solidarietà bilaterali di settore con l'obiettivo di risolvere esigenze di innovazione delle organizzazioni aziendali e favorire percorsi di ricambio generazionale, anche mediante l'erogazione di prestazioni previdenziali integrative finanziate con i fondi interprofessionali, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, i fondi di cui al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, oltre le finalità previste dall'art. 26, comma 9, possono altresì erogare un assegno straordinario per il sostegno al reddito a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per l'eventuale opzione per l'accesso alla pensione quota 100 di cui alla presente legge, nei successivi tre anni.
2. L'assegno di cui al comma precedente può essere erogato solo in presenza di accordi collettivi di livello aziendale o territoriale sottoscritti con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nei quali è stabilito il numero di lavoratori da assumere in sostituzione dei lavoratori che accedono a tale prestazione nel rispetto dei limiti occupazionali.
3. Nell'ambito delle ulteriori prestazioni di cui all'art. 32 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, i Fondi di solidarietà provvedono, a loro carico e previo il versamento agli stessi Fondi della relativa provvista finanziaria da parte dei datori di lavoro, anche al versamento della contribuzione correlata a periodi, utili per il conseguimento di qualunque diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia, riscattabili o ricongiungibili precedenti all'accesso ai Fondi di solidarietà. Le disposizioni del presente comma si applicano ai lavoratori che si trovino a maturare i requisiti per fruire della prestazione straordinaria senza ricorrere ad operazioni di riscatto o ricongiunzione, ovvero a coloro che raggiungano i requisiti di accesso alla prestazione straordinaria per effetto del riscatto o della ricongiunzione. Gli oneri di finanziamento sono versati ai Fondi dal datore di lavoro interessato e costituiscono specifica fonte di finanziamento riservata alle finalità di cui al presente comma. Gli oneri sostenuti dal datore di lavoro per il versamento della provvista sono deducibili dal reddito.
1. Ai lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché per il personale degli enti pubblici di ricerca, cui è liquidata la "pensione quota 100" oppure il trattamento pensionistico anticipato indipendente dall'età anagrafica ai sensi del comma 11, l'indennità di fine servizio comunque denominata è corrisposta al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione della stessa secondo le disposizioni di cui all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, previgenti all'entrata in vigore della presente legge e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione dell'indennità di fine servizio comunque denominata.
2. Le pubbliche amministrazioni stipulano apposite convenzioni con gli Istituti di credito per l'erogazione anticipata dell'indennità al fine servizio nelle quali siano preventivamente fissati i limiti dei tassi di interesse che potranno essere applicati dagli Istituti di credito medesimi.
Senza comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica le disposizioni contenute all'articolo 7, comma 7, lettere a), b), c), d), e), f), g) e comma 8, del decreto legge78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono abrogate.
Il Consiglio di amministrazione di INPS e INAIL ,è ripristinato nelle funzioni di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479 e s.m.i., ed è composto da cinque componenti, ivi compreso il Presidente.
La lettera h) del comma 7 dell'articolo 7 del decreto legge n. 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è sostituita, senza comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica dalla seguente: "h) Gli emolumenti omnicomprensivi di Presidente e componente del Consiglio di amministrazione di INPS e INAIL, sono definiti con Decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze. Il costo complessivo degli emolumenti e degli oneri riflessi è compensato con una riduzione di pari importo delle spese di funzionamento degli Enti".
All'articolo 2, della legge 28 giugno 2012, a 92, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 47, le parole: "10 gennaio 2019" sono sostituite dalle seguenti: 10 gennaio 2020"; b) al comma 48, le parole: "31 dicembre 2018" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2019".
Al ristoro della diminuzione delle entrate derivante all'INPS dal comma 1 pari a Euro XXX per l'anno 2019 si provvede mediante XXXX. Sono abrogati i commi 5 e 6 dell'articolo 13-ter del decreto legge 24 giugno 2016, n.113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160.
(Assunzioni di personale presso I 'INPS)
Al fine di dare piena attuazione alle disposizioni contenute nel presente decreto, è autorizzata una spesa di 50 milioni di euro per l'assunzione di personale da assegnare alle strutture dell'INPS a valere sulle risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma 255 della legge 30 dicembre 2018, n. 145.
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nellaGazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversionein legge.
Clicca qui e leggi il testo della bozza di Decreto in pdf