Source: http://www.carabinieri.it/cittadino/servizi/come-fare-per/autoveicoli-e-ciclomotori
Timestamp: 2019-05-23 16:52:40+00:00
Document Index: 92966809

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 85', 'art. 86', 'art. 171', 'art. 172', 'art. 172', 'art. 72', 'art. 178', 'art. 174', 'art. 178', 'art. 179', 'art. 193', 'art. 1901', 'art. 196', 'art. 203', 'art. 203', 'art. 204', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 213', 'art. 213', 'art. 214', 'art. 203']

Furto di autoveicoli
Denuncia di reato su carta semplice, da presentare presso Comando dell’Arma od Ufficio della Polizia di Stato.
Documentazione da presentare per il risarcimento assicurativo
Copia in carta semplice della denuncia di furto;
denuncia dell’assicurazione;
estratto cronologico del P.R.A. con annotazione della perdita del possesso;
carta di circolazione (se ancora posseduta);
autorizzazione dell’istituto vincolante in caso di ipoteca o leasing;
procura a vendere (eventuale);
·nel caso in cui il veicolo sia gravato da ipoteca, occorre la preventiva cancellazione per ottenere la liquidazione del danno.
Documentazione da presentare al P.R.A. per la trascrizione di "Perdita di possesso" dell’autoveicolo, per evitare il pagamento della tassa di proprieta’ (c.d. bollo auto).
Richiesta di trascrizione di perdita di possesso al P.R.A. mediante semplice presentazione agli uffici del P.R.A. della copia della denuncia di furto e del certificato di proprietà (nel caso in cui il certificato non fosse disponibile va compilata una specifica dichiarazione i cui moduli sono distribuiti presso il P.R.A.);
la trascrizione della perdita di possesso si può richiedere anche nel caso in cui un veicolo sia stato sequestrato oppure venduto o ceduto negli anni precedenti, senza il relativo passaggio di proprietà.
Attenzione: l’annotazione di perdita di possesso deve essere richiesta entro il periodo per il quale si è pagata l’imposta di bollo. Anche un solo giorno di ritardo, oltre tale periodo, comporta l’obbligo di pagare l’imposta per l’intero periodo successivo.
Nel caso in cui il veicolo venga ritrovato o dissequestrato, è necessario effettuare l’operazione opposta, bisogna cioè richiedere la trascrizione al P.R.A. del riacquisto del possesso; da quel momento sussiste nuovamente l’obbligo di pagare la tassa di circolazione.
Furto di parti di autoveicoli
Copia della denuncia presentata all’assicurazione;
copia in carta semplice della denuncia di furto.
Rimozione di autoveicolo e relativo svincolo
Dopo aver accertato che il veicolo sia stato trainato presso la depositeria di zona, occorre recarsi presso l’Ufficio contravvenzioni del Comune per le operazioni di svincolo ed il pagamento della contravvenzione relativa all’infrazione. Solo dopo sarà possibile recarsi presso la depositeria per il ritiro del veicolo e, previo il pagamento delle spese relative alla rimozione ed alla durata della permanenza, si otterranno le relative ricevute.
Contestualmente al ritiro della vettura, il titolare dovrà controllare che questa non abbia subito danni dovuti al trasporto. Nel caso, occorrerà far accertare l’esistenza dei danni dal custode del deposito, mentre l’organo di Polizia, che ha disposto la rimozione, controllerà lo stato del veicolo al momento della verbalizzazione. Se il danno è causato dalle operazioni di prelievo, si potrà avanzare domanda di risarcimento.
- Art. 9 c.d.s. -
Le suddette autorizzazioni devono essere richieste dai promotori almeno quindici giorni prima della manifestazione per quelle di competenza del sindaco e almeno trenta giorni prima per le altre e possono essere concesse previo nulla osta dell'ente proprietario della strada.
L'autorizzazione per l'effettuazione delle competizioni previste dal programma di cui al comma 3 deve essere richiesta, almeno trenta giorni prima della data fissata per la competizione, ed è subordinata al rispetto delle norme tecnico-sportive e di sicurezza vigenti e all'esito favorevole del collaudo del percorso di gara e delle attrezzature relative, effettuato da un tecnico dell'ente proprietario della strada, assistito dai rappresentanti dei Ministeri dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti, unitamente ai rappresentanti degli organi sportivi competenti e dei promotori. Tale collaudo può essere omesso quando, anziché di gare di velocità, si tratti di gare di regolarità per le quali non sia ammessa una velocità media eccedente 50 km/h sulle tratte da svolgersi sulle strade aperte al traffico e 80 km/h sulle tratte da svolgersi sulle strade chiuse al traffico; il collaudo stesso è sempre necessario per le tratte in cui siano consentite velocità superiori ai detti limiti.
Fermo restando quanto disposto dall'articolo 193 del C.d.S., i veicoli che partecipano alle competizioni motoristiche sportive di cui al presente articolo possono circolare, limitatamente agli spostamenti all'interno del percorso della competizione e per il tempo strettamente necessario per gli stessi, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 78 del C.d.S..
Competizioni non autorizzate in velocità
- Art. 9 bis e 9 ter c.d.s. -
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza, promuove , dirige o comunque agevola una competizione sportiva in velocità con veicoli a motore senza esserne autorizzato ai sensi dell’art. 9 C.d.S. è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da euro 25.000 a euro 100.000. La stessa pena si applica a chiunque prende parte alla competizione.
Le predette pene sono aumentate fino ad un anno se le manifestazioni sono organizzate a fine di lucro o al fine di esercitare o di consentire scommesse clandestine, ovvero se alla competizione partecipano minori di anni diciotto.
Chiunque effettua scommesse sulle gare non autorizzate è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000.
Fuori dei predetti casi chiunque gareggia in velocità con veicoli a motore è punito con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da euro 5.000 a euro 20.000. Per tale particolare caso, se dallo svolgimento della competizione deriva, comunque, la morte di una o più persone, si applica la pena della reclusione da sei a dieci anni; se ne deriva una lesione personale la pena è della reclusione da due a cinque anni.
Casi di sospensione e revoca della patente e confisca dei veicoli
Nei confronti di coloro che hanno preso parte alla competizione, all’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni. La patente è sempre revocata se dallo svolgimento della competizione sono derivate lesioni personali gravi o gravissime o la morte di una o più persone.
Con la sentenza di condanna è sempre disposta la confisca dei veicoli dei partecipanti, salvo che appartengano a persona estranea al reato, e che questa non li abbia affidati a questo scopo.
Attivita’ di parcheggiatore abusivo (art. 7 comma 15 bis c.d.s.)
Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare abusivamente l'attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 771 a euro 3101. Se nell'attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite.
Servizio abusivo di noleggio con conducente per trasporto persone (art. 85 commi 4 e 4 bis c.d.s.)
Chiunque adibisce a noleggio con conducente un veicolo non destinato a tale uso ovvero, pur essendo munito di autorizzazione, guida un'autovettura adibita al servizio di noleggio con conducente senza ottemperare alle norme in vigore, ovvero alle condizioni di cui all'autorizzazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 169 a euro 771, se si tratta di autobus, da euro 422 a euro 1695. La violazione medesima importa la sanzione amministrativa della sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a otto mesi.
Chiunque, pur essendo munito di autorizzazione, guida un veicolo, destinato ad effettuare servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone, senza ottemperare alle norme in vigore ovvero alle condizioni di cui all'autorizzazione medesima è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 81 a euro 322. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione e dell'autorizzazione.
Abusivo servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi (art. 86 commi 2 e 3 c.d.s.)
Chiunque, senza avere ottenuto la licenza prevista dall'articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, adibisce un veicolo a servizio di piazza con conducente o a taxi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1775 a euro 7101. Dalla violazione conseguono le sanzioni amministrative accessorie della confisca del veicolo e della sospensione della patente di guida da quattro a dodici mesi. Quando lo stesso soggetto è incorso, in un periodo di tre anni, in tale violazione per almeno due volte, all'ultima di esse consegue la sanzione accessoria della revoca della patente. Le stesse sanzioni si applicano a coloro ai quali è stata sospesa o revocata la licenza.
Chiunque, pur essendo munito di licenza, guida un taxi senza ottemperare alle norme in vigore ovvero alle condizioni di cui alla licenza è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 322.
Casco di protezione -cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta per i bambini nei veicoli
Casco di protezione (art. 171 c.d.s.)
Durante la marcia, ai conducenti e agli eventuali passeggeri di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme ai tipi omologati, in conformità con i regolamenti emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite - Commissione economica per l'Europa e con la normativa comunitaria.
Sono esenti dall’obbligo di indossare il casco di protezione i conducenti ed i passeggeri:
di ciclomotori e motocicli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di sistemi di ritenuta e di dispositivi atti a garantire l'utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento.
La violazione dell’obbligo di indossare e tenere regolarmente allacciato il casco comporta la sanzione pecuniaria amministrativa da euro 81,00 a euro 326,00. Quando il mancato uso del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente.
Alla sanzione pecuniaria amministrativa consegue il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni. Quando, nel corso di un biennio, con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per almeno due volte, si viola tale obbligo, il fermo del veicolo è disposto per novanta giorni. La custodia del veicolo è affidata al proprietario dello stesso.
Obblighi di uso delle cinture per categorie di veicoli (art. 172 c.d.s.)
Il conducente e i passeggeri dei veicoli della categoria L6e, dotati di carrozzeria chiusa, di cui all'articolo 1, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, e dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3, di cui all'articolo 47, comma 2, del presente codice, muniti di cintura di sicurezza, hanno l'obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia. I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie. Sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 ed N3 sprovvisti di sistemi di ritenuta:
I bambini di statura non superiore a 1,50 m, quando viaggiano negli autoveicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza o negli autoveicoli adibiti al noleggio con conducente, possono non essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici. I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all'indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l'airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata. Tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, dei veicoli in circolazione delle categorie M2 ed M3 devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti. I bambini devono essere assicurati con sistemi di ritenuta per bambini, eventualmente presenti sui veicoli delle categorie M2 ed M3, solo se di tipo omologato secondo quanto previsto al comma 1. I passeggeri dei veicoli delle categorie M2 ed M3 devono essere informati dell'obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza, quando sono seduti ed il veicolo è in movimento, mediante cartelli o pittogrammi, conformi al modello figurante nell'allegato alla direttiva 2003/20/CE, apposti in modo ben visibile su ogni sedile. Inoltre, la suddetta informazione può essere fornita dal conducente, dal bigliettaio, dalla persona designata come capogruppo o mediante sistemi audiovisivi quale il video.
Cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta per i bambini nei veicoli
esenzioni dall’obbligo (art. 172, comma 8 c.d.s.)
Sono esentati dall'obbligo di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini:
i conducenti dei veicoli con allestimenti specifici per la raccolta e per il trasporto di rifiuti e dei veicoli ad uso speciale, quando sono impiegati in attività di igiene ambientale nell'ambito dei centri abitati, comprese le zone industriali e artigianali;
gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati regolarmente riconosciuti che effettuano scorte;
gli istruttori di guida quando esplicano le funzioni previste dall'articolo 122, comma 2 del C.d.S.;
le persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro delle Comunità europee, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all'uso dei dispositivi di ritenuta. Tale certificazione deve indicare la durata di validità, deve recare il simbolo previsto nell'articolo 5 della direttiva 91/671/CEE e deve essere esibita su richiesta degli organi di polizia di cui all'articolo 12;
le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all'uso delle cinture di sicurezza;
i passeggeri dei veicoli M2 ed M3 autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi ed adibiti al trasporto locale e che circolano in zona urbana;
gli appartenenti alle forze armate nell'espletamento di attività istituzionali nelle situazioni di emergenza
Equipaggiamento per aumentare la sicurezza (art. 72 c.d.s. commi 2 bis e 2 ter)
Durante la circolazione, gli autoveicoli, i rimorchi ed i semirimorchi adibiti al trasporto di cose, nonché classificati per uso speciale o per trasporti speciali o per trasporti specifici, immatricolati in Italia con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t., devono altresì essere equipaggiati con strisce posteriori e laterali retroriflettenti. Le caratteristiche tecniche delle strisce retroriflettenti sono definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in ottemperanza a quanto previsto dal regolamento internazionale ONU/ECE 104. I veicoli di nuova immatricolazione devono essere equipaggiati con i dispositivi del presente comma dal 1° aprile 2005 ed i veicoli in circolazione entro il 30 giugno 2006.
Gli autoveicoli, i rimorchi ed i semirimorchi, abilitati al trasporto di cose, di massa complessiva a pieno carico superiore a 7,5 t, sono equipaggiati con dispositivi, di tipo omologato, atti a ridurre la nebulizzazione dell'acqua in caso di precipitazioni. La prescrizione si applica ai veicoli nuovi immatricolati in Italia a decorrere dal 1° gennaio 2007. Le caratteristiche tecniche di tali dispositivi sono definite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Casi ritiro immediato di carta di circolazione e patente di guida(art. 178 comma 11 e art. 174 comma 11 del c.d.s.)
Nei casi previsti dai commi 4, 5, 6 e 7 dell’art. 178 del C.d.S. si applicano le disposizioni di cui al comma 11 dell'articolo 174 del C.d.S.. In particolare l'organo accertatore, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, provvede al ritiro temporaneo dei documenti di guida, intima al conducente del veicolo di non proseguire il viaggio se non dopo aver effettuato i prescritti periodi di interruzione o di riposo e dispone che, con le cautele necessarie, il veicolo sia condotto in un luogo idoneo per la sosta, ove deve permanere per il periodo necessario; del ritiro dei documenti di guida e dell'intimazione è fatta menzione nel verbale di contestazione. Nel verbale è indicato anche il comando o l'ufficio da cui dipende l'organo accertatore, presso il quale, completati le interruzioni o i riposi prescritti, il conducente è autorizzato a recarsi per ottenere la restituzione dei documenti in precedenza ritirati; a tale fine il conducente deve seguire il percorso stradale espressamente indicato nel medesimo verbale. Il comando o l'ufficio restituiscono la patente e la carta di circolazione del veicolo dopo avere constatato che il viaggio può essere ripreso nel rispetto delle condizioni prescritte dal presente articolo. Chiunque circola durante il periodo in cui gli è stato intimato di non proseguire il viaggio è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.880 a euro 7520, nonché con il ritiro immediato della patente di guida.
Procedura di verifica per i veicoli muniti di cronotachigrafo e di limitatore di velocità (art. 179 c.d.s. commi 6 bis e 9)
Quando si abbia fondato motivo di ritenere che il cronotachigrafo o il limitatore di velocità siano alterati, manomessi ovvero comunque non funzionanti, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12 del C.d.S., anche scortando il veicolo o facendolo trainare in condizioni di sicurezza presso la più vicina officina autorizzata per l'installazione o riparazione, possono disporre che sia effettuato l'accertamento della funzionalità dei dispositivi stessi. Le spese per l'accertamento ed il ripristino della funzionalità del limitatore di velocità o del cronotachigrafo sono in ogni caso a carico del proprietario del veicolo o del titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto di cose o di persone in solido.
Nel caso di alterazione del limitatore di velocità, oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, è prevista anche la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente.
Nuove norme di semplificazione in materia di sequestro del veicolo non coperto da assicurazione
- Art. 193 c.d.s. -
Facilitazioni ai trasgressori per ridurre gli oneri a carico dello stato
Per ridurre i rilevanti oneri a carico dello Stato per le spese di custodia e gestione a fronte della frequente infruttuosità degli esperimenti di vendita sono consentite facilitazioni ai trasgressori che decidono di rottamare il veicolo oggetto del contestato illecito, quando, in ragione del suo ridotto valore economico, non è conveniente provvedere al pagamento della sanzione ed alla stipulazione di una polizza assicurativa.
La sanzione amministrativa prevista dall’art. 193 comma 2 C.d.S. (pagamento di una somma da euro 848 a euro 3.393):
è ridotta ad un quarto quando l'assicurazione del veicolo per la responsabilità verso i terzi sia comunque resa operante nei quindici giorni successivi al termine di cui all'art. 1901, secondo comma, del codice civile;
è altresì ridotta ad un quarto quando l'interessato entro trenta giorni dalla contestazione della violazione, previa autorizzazione dell'organo accertatore, esprime la volontà e provvede alla demolizione e alle formalità di radiazione del veicolo. In tale caso l'interessato ha la disponibilità del veicolo e dei documenti relativi esclusivamente per le operazioni di demolizione e di radiazione del veicolo previo versamento presso l'organo accertatore di una cauzione pari all'importo della sanzione minima edittale previsto dal comma 2. Ad avvenuta demolizione certificata a norma di legge, l'organo accertatore restituisce la cauzione, decurtata dell'importo previsto a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria
Inoltre l’organo di polizia che abbia accertato l’avvenuta circolazione del veicolo senza la copertura assicurativa, ordina che la circolazione sulla strada del veicolo sia fatta immediatamente cessare e che il veicolo stesso sia in ogni caso prelevato, trasportato e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio, individuato in via ordinaria dall'organo accertatore o, in caso di particolari condizioni, concordato con il trasgressore. Quando l'interessato effettua il pagamento della sanzione in misura ridotta ai sensi dell'articolo 202 del C.d.S., corrisponde il premio di assicurazione per almeno sei mesi e garantisce il pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia del veicolo sottoposto a sequestro, l'organo di polizia che ha accertato la violazione dispone la restituzione del veicolo all'avente diritto, dandone comunicazione al prefetto. Quando nei termini previsti non è stato proposto ricorso e non è avvenuto il pagamento in misura ridotta, l'ufficio o comando da cui dipende l'organo accertatore invia il verbale al prefetto. Il verbale stesso costituisce titolo esecutivo e il veicolo è confiscato.
Salvo che debba essere disposta confisca ai sensi dell’articolo 240 del codice penale, è sempre disposta la confisca amministrativa del veicolo intestato al conducente sprovvisto di copertura assicurativa quando sia fatto circolare con documenti assicurativi falsi o contraffatti. Nei confronti di colui che abbia falsificato o contraffatto i documenti assicurativi di cui al precedente periodo è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un anno. Si applicano le disposizioni dell’articolo 213 del C.d.S.
Procedimento di notifica e accertamento delle violazioni
- Art. 201 c.d.s. -
Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell'art. 196 del C.d.S., quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento. Se si tratta di ciclomotore la notificazione deve essere fatta all'intestatario del contrassegno di identificazione. Nel caso di accertamento della violazione nei confronti dell'intestatario del veicolo che abbia dichiarato il domicilio legale ai sensi dell'articolo 134, comma 1-bis del C.d.S., la notificazione del verbale è validamente eseguita quando sia stata effettuata presso il medesimo domicilio legale dichiarato dall'interessato. Qualora l'effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione la notificazione può essere effettuata agli stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell'archivio nazionale dei veicoli l'intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere alla loro identificazione. Quando la violazione sia stata contestata immediatamente al trasgressore, il verbale deve essere notificato ad uno dei soggetti individuati ai sensi dell'articolo 196 summenzionato entro cento giorni dall'accertamento della violazione. Per i residenti all'estero la notifica deve essere effettuata entro trecentosessanta giorni dall'accertamento.
Casi in cui non e’ necessaria la contestazione immediata
Non è necessaria la contestazione immediata della violazione nei casi di:
rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree pedonali, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate attraverso i dispositivi previsti dall'articolo 17, comma 133-bis, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
h) accertamento delle violazioni di cui agli articoli 141, 143, commi 11 e 12, 146, 170, 171, 213 e 214 del C.d.S., per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento.
Nei casi diversi da quelli sopraindicati, nei quali non è avvenuta la contestazione immediata, il verbale notificato agli interessati deve contenere anche l'indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.
Non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale nei casi in cui l'accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico.
- Artt. 248 - 249 reg. c.d.s. -
Caratteristiche prescritte
La targa per i ciclomotori prevista dall'articolo 97 del codice della strada è composta da sei caratteri alfanumerici, nonchè dal marchio ufficiale della Repubblica italiana. Il fondo della targa è bianco. Il colore dei caratteri e del marchio ufficiale della Repubblica italiana è nero.
Non può essere prodotta ed utilizzata una targa che rechi un codice alfanumerico già assegnato ad altra targa.
La targa è strettamente legata al titolare, che la applica solo al veicolo identificato nel certificato di circolazione di cui risulta intestatario. Quindi chi ha più mezzi deve munirsi di un corrispondente numero di certificati di circolazione e di targhe.
Utilizzazione della targa in caso di trasferimento di proprietà dei ciclomotori
In caso di trasferimento di proprietà, o di costituzione di usufrutto o di locazione con facoltà di acquisto del ciclomotore, o di patto di riservato dominio del ciclomotore, la targa rimane in possesso del titolare che può riutilizzarla per una successiva richiesta di certificato di circolazione dopo averne dato comunicazione, con le modalità stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ad un ufficio motorizzazione civile del Dipartimento per i trasporti terrestri od anche ai soggetti che svolgono attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.
L'annotazione nell'Archivio nazionale dei veicoli dei dati relativi alla proprietà non muta la natura giuridica di bene mobile non registrato del ciclomotore ed è effettuata, ai fini di sola notizia, per l'individuazione del responsabile della circolazione.
Il titolare che non intenda riutilizzare la targa assegnatagli provvede alla sua distruzione e ne dà comunicazione ad un ufficio motorizzazione civile del Dipartimento per i trasporti terrestri, ovvero ad uno dei soggetti di cui all'articolo 251, con le modalità stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai fini dell'aggiornamento della sezione «ciclomotori» dell'Archivio nazionale dei veicoli.
Destinatari dell’obbligo di munirsi della targa
Dovranno munirsi della nuova targa solo i possessori dei ciclomotori che verranno immessi in circolazione dopo la prima metà di luglio 2006.
Smarrimento furto o distruzione certificato di circolazione e/o targa dei ciclomotori
- Art. 252 reg. c.d.s. -
In caso di smarrimento, distruzione o sottrazione del certificato di circolazione e/o della targa del ciclomotore, il relativo intestatario, entro quarantotto ore, ne fa denuncia agli organi di Polizia e chiede il duplicato ad un ufficio motorizzazione civile del Dipartimento per i trasporti terrestri o ad uno dei soggetti che esercitano attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto di cui alla legge 264/1991, che provvede a rilasciarlo contestualmente alla domanda, con le modalità prescritte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Analogamente procede in caso di deterioramento del certificato di circolazione e/o della targa, previa consegna del documento deteriorato o distruzione della targa stessa.
Obblighi in caso ritrovamento
Il titolare che, successivamente alla richiesta di duplicato, rientra in possesso del certificato di circolazione o della targa smarriti o sottratti, provvede alla loro distruzione.
Veicoli intestati a soggetti pubblici istituzionali
- Art. 201 comma 5 bis c.d.s. -
Procedura prevista per particolari casi di accertamento di violazione al c.d.s.
Nel caso di accertamento di violazione per divieto di fermata e di sosta ovvero di violazione del divieto di accesso o transito nelle zone a traffico limitato, nelle aree pedonali o in zone interdette alla circolazione, mediante apparecchi di rilevamento a distanza, quando dal pubblico registro automobilistico o dal registro della motorizzazione il veicolo risulta intestato a soggetto pubblico istituzionale, individuato con decreto del Ministro dell’interno, il comando o l’ufficio che procede interrompe la procedura sanzionatoria per comunicare al soggetto intestatario del veicolo l’inizio del procedimento al fine di conoscere, tramite il responsabile dell’ufficio da cui dipende il conducente del veicolo, se lo stesso, in occasione della commessa violazione, si trovava in una delle condizioni previste dall’articolo 4 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Adempimenti del comando o ufficio procedente
In caso di sussistenza dell’esclusione della responsabilità, il comando o l’ufficio procedente trasmette gli atti al prefetto ai sensi dell’articolo 203 per l’archiviazione.
In caso contrario, si procede alla notifica del verbale al soggetto interessato ai sensi dell’articolo 196, comma 1; dall’interruzione della procedura fino alla risposta del soggetto intestatario del veicolo rimangono sospesi i termini per la notifica.
- Art. 203 c.d.s. -
La persona alla quale è stato notificato un verbale di contestazione di infrazione al C.d.S., qualora ritenga che sussistano errori o irregolarità formali, può proporre ricorso al Prefetto ai sensi dell’art. 203 del C.d.S.
Il ricorso va presentato, personalmente o a mezzo di lettera raccomandata, entro 60 giorni dalla notifica del verbale di contestazione, presso il Comando dell’Arma o Ufficio di Polizia che ha proceduto.
Il responsabile dell’Ufficio o del Comando cui appartiene l’organo accertatore, è tenuto a trasmettere gli atti al Prefetto nel termine di sessanta giorni:
dal deposito o dal ricevimento del ricorso;
dal ricevimento degli atti da parte del Prefetto, quando il ricorso sia stato a Questi presentato.
Gli atti, corredati dalla prova della avvenuta contestazione o notificazione, devono essere altresì corredati dalle deduzioni tecniche dell’organo accertatore utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso.
Attenzione: per poter proporre il ricorso è necessario non pagare la sanzione amministrativa comminata.
Non si può presentare ricorso avverso l'avviso di violazione che viene lasciato sul veicolo. In questo caso è necessario attendere la rituale notifica del verbale di contestazione.
Va sottoscritto da soggetto che risulti destinatario della contestazione immediata o notificazione del verbale a pena inammissibilità del ricorso
modulo disponibile sul sito istituzionale al link http://www.carabinieri.it/files/1470.pdf
Decisione del prefetto in merito al ricorso
- Art. 204 c.d.s. -
Il Prefetto, esaminati il verbale e gli atti prodotti dall'Ufficio o Comando accertatore, nonché il ricorso e i documenti allegati, sentiti gli interessati che ne abbiano fatta richiesta, se ritiene fondato l'accertamento, adotta, entro centoventi giorni decorrenti dalla data di ricezione degli atti da parte dell’ufficio accertatore, secondo quanto stabilito al comma 2 dell’articolo 203, ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una somma determinata, nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione, secondo i criteri dell'articolo 195, comma 2.
L'ingiunzione comprende anche le spese ed è notificata all'autore della violazione ed alle altre persone che sono tenute al pagamento ai sensi del presente titolo. Ove, invece, non ritenga fondato l'accertamento, il Prefetto, nello stesso termine, emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti, comunicandola integralmente all'Ufficio o Comando cui appartiene l'organo accertatore, il quale ne dà notizia ai ricorrenti.
I termini previsti dall’art. 203 C.d.S. commi 1 bis e 2 per l’istruzione del ricorso sono perentori e si cumulano tra loro ai fini della considerazione di tempestività dell’adozione dell’ordinanza-ingiunzione. Decorsi detti termini senza che sia stata adottata l’ordinanza del Prefetto, il ricorso si intende accolto.
Quando il ricorrente ha fatto richiesta di audizione personale, il termine di centoventi giorni, previsto per la decisione, si interrompe con la notifica dell’invito al ricorrente per la presentazione all’audizione. Detto termine resta sospeso fino alla data di espletamento dell’audizione o, in caso di mancata presentazione del ricorrente, comunque fino alla data fissata per l’audizione stessa. Se il ricorrente non si presenta alla data fissata per l’audizione, senza allegare giustificazione della sua assenza, il Prefetto decide sul ricorso, senza ulteriori formalità.
L’ordinanza-ingiunzione di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria deve essere notificata, nel termine di centocinquanta giorni dalla sua adozione, nelle forme previste dall’articolo 201. Il pagamento della somma ingiunta e delle relative spese deve essere effettuato, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione, all'ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nella stessa ingiunzione. L'ufficio del registro che ha ricevuto il pagamento, entro trenta giorni dalla sua effettuazione, ne dà comunicazione al prefetto e all'ufficio o comando accertatore.
- art. 204 bis -
Condizioni per la proposizione del ricorso
Alternativamente alla proposizione del ricorso al Prefetto di cui all’articolo 203, il trasgressore o gli altri soggetti obbligati, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al Giudice di pace competente per il territorio del luogo in cui è stata commessa la violazione, nel termine di sessanta giorni dalla data di contestazione o di notificazione.
Il ricorso è, del pari, inammissibile qualora sia stato previamente presentato il ricorso al Prefetto di cui all’articolo 203.
Il ricorso è redatto in carta semplice e va depositato o inviato alla cancelleria del Giudice di pace, allegando il verbale di contestazione o la copia dell'ordinanza-ingiunzione
Gli atti del processo sono soggetti al pagamento del contributo unificato, nonché delle spese forfetizzate secondo l'importo fissato all'articolo 30 del D.P.R. 30/05/2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A). Pubblicato nella Gazz. Uff. 15 giugno 2002, n. 139, S.O.).
Ai fini della notificazione degli atti relativi al procedimento innescato con il ricorso, qualora il ricorrente non si avvalga dell’assistenza di un legale o di un procuratore, occorre la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio nel territorio di competenza del Giudice.
Il Giudice di Pace può accogliere il ricorso (totalmente o in parte) oppure respingerlo rigettandolo.
In caso di rigetto del ricorso, il giudice di pace determina l'importo della sanzione e impone il pagamento della somma con sentenza immediatamente eseguibile. Il pagamento della somma deve avvenire entro i trenta giorni successivi alla notificazione della sentenza e deve essere effettuato a vantaggio dell'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore, con le modalità di pagamento da questa determinate.
La sentenza con cui viene rigettato il ricorso costituisce titolo esecutivo per la riscossione coatta delle somme inflitte dal giudice di pace. (pagamento della sanzione + spese processuali).
La sentenza con cui è accolto o rigettato il ricorso è trasmessa, entro trenta giorni dal deposito, a cura della cancelleria del giudice, all'ufficio o comando da cui dipende l'organo accertatore.
Sequestro e confisca dei veicoli
- Nuovo art. 213 c.d.s. -
Adempimenti connessi al sequestro
Nelle ipotesi in cui il Codice della Strada prevede la sanzione accessoria della confisca amministrativa, l’organo che accerta la violazione provvede al sequestro del veicolo facendone menzione nel verbale.
Quando si procede al sequestro il proprietario ovvero, in caso di sua assenza, il conducente del veicolo o altro soggetto obbligato in solido, e' nominato custode con l'obbligo di depositare il veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità o di custodirlo, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio, provvedendo al trasporto in condizioni di sicurezza per la circolazione stradale.
Il documento di circolazione e' trattenuto presso l'ufficio di appartenenza dell'organo di polizia che ha accertato la violazione.
Il veicolo deve recare segnalazione visibile dello stato di sequestro con le modalità stabilite nel regolamento.
Quando oggetto della sanzione accessoria del sequestro amministrativo del veicolo è un ciclomotore o un motociclo, l'organo di polizia che procede dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto, secondo le modalità previste dal regolamento, in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi dell'articolo 214-bis del codice della strada (cioè secondo criteri oggettivi riferibili al luogo o alla data di esecuzione del sequestro o del fermo, nell'ambito dei soggetti che hanno stipulato apposita convenzione con il Ministero dell'interno e con l'Agenzia del demanio), dove è custodito per trenta giorni. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Decorsi trenta giorni dal momento in cui il veicolo è fatto trasportare nel luogo di custodia, il proprietario del veicolo può chiederne l'affidamento in custodia secondo le disposizioni sopra indicate.
Esecuzione della confisca
Il provvedimento di confisca diviene definitivo alla data in cui sono esauriti i ricorsi anche giurisdizionali proposti dall'interessato ovvero sono decorsi inutilmente i termini per la loro proposizione. Entro trenta giorni da tale data, il custode del veicolo trasferisce il mezzo, a proprie spese e in condizioni di sicurezza per la circolazione stradale, presso il luogo individuato dal Prefetto ai sensi delle disposizioni dell'articolo 214-bis. Decorso inutilmente il suddetto termine, il trasferimento del veicolo e' effettuato a cura dell'organo accertatore e a spese del custode, fatta salva l'eventuale denuncia di quest'ultimo all'autorità giudiziaria qualora si configurino a suo carico estremi di reato. Le cose confiscate sono contrassegnate dal sigillo dell'ufficio cui appartiene il pubblico ufficiale che ha proceduto al sequestro. È sempre disposta la confisca del veicolo in tutti i casi in cui un ciclomotore o un motoveicolo sia stato adoperato per commettere un reato, sia che il reato sia stato commesso da un conducente maggiorenne, sia che sia stato commesso da un conducente minorenne.
Sanzioni nei casi di rifiuto
All'autore della violazione o ad uno dei soggetti con il medesimo solidalmente obbligati che rifiutino di trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo, le prescrizioni fornite dall'organo di polizia, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.833 a euro 7334, nonche' la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. In questo caso l'organo di polizia indica nel verbale di sequestro i motivi che non hanno consentito l'affidamento in custodia del veicolo e ne dispone la rimozione ed il trasporto in un apposito luogo di custodia individuato ai sensi delle disposizioni dell'articolo 214-bis. Altri particolari adempimenti in caso di rifiuto di trasporto o custodia sono previsti dal comma 2 quater dell’art. 213 del C.d.S.
- nuovo art. 214 c.d.s. -
Adempimenti in caso di fermo amministrativo
Nelle ipotesi in cui il codice della strada prevede che all'accertamento della violazione consegna l'applicazione della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo, il proprietario, nominato custode, o, in sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido deve:
far cessare la circolazione;
provvedere alla collocazione del veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità ovvero custodirlo, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio.
Sul veicolo deve essere collocato un sigillo, secondo le modalità e con le caratteristiche fissate con decreto del Ministero dell'interno, che, decorso il periodo di fermo amministrativo, e' rimosso a cura dell'ufficio da cui dipende l'organo di polizia che ha accertato la violazione ovvero di uno degli organi di polizia stradale. Il documento di circolazione e' trattenuto presso l'organo di polizia, con menzione nel verbale di contestazione.
Quando oggetto della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo è un ciclomotore o un motociclo, l'organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi dell'articolo 214-bis (cioè secondo criteri oggettivi riferibili al luogo o alla data di esecuzione del sequestro o del fermo, nell'ambito dei soggetti che hanno stipulato apposita convenzione con il Ministero dell'interno e con l'Agenzia del demanio), secondo le modalità previste dal regolamento. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Il documento di circolazione è trattenuto presso l'organo di polizia, con menzione nel verbale di contestazione. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni sul sequestro dei veicoli, e quelle per il pagamento delle spese di custodia.
Sanzioni in caso di rifiuto di trasporto o custodia
All'autore della violazione o ad uno dei soggetti con il medesimo solidalmente obbligato che rifiuti di trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le prescrizioni fornite dall'organo di polizia, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 776 a euro 3111, nonche' la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.
In tale caso, l'organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi delle disposizioni dell'articolo 214-bis C.d.S., secondo le modalità previste dal regolamento. Di ciò e' fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sul sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all'articolo 213, comma 2-quater C.d.S. e quelle per il pagamento ed il recupero delle spese di custodia..
Avverso il provvedimento di fermo amministrativo del veicolo è ammesso ricorso al Prefetto a norma dell'art. 203 C.d.S.. Quando il ricorso sia accolto e dichiarato infondato l'accertamento della violazione, l'ordinanza estingue la sanzione accessoria ed importa la restituzione del veicolo.
Conseguenze della circolazione con veicolo sottoposto a fermo amm.vo
Chiunque circola con un veicolo sottoposto al fermo amministrativo, salva l’applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 776 a euro 3111. È disposta, inoltre, la custodia del veicolo in un deposito autorizzato.
Minimoto con motore a combustione
Possibile utilizzo delle cc.dd. minimoto
Le minimoto in questione non sono considerate giocattoli dalla normativa vigente come previsto nell’allegato I, 15 del D. Lgs. 313/1991 e non possono circolare su strada o spazi pubblici. Esse infatti non sono soggette alla omologazione dei veicoli a motore.
Ai sensi del Codice della Strada la loro circolazione è vietata sia sulla strada (quindi carreggiata e aree pedonali) che sulle piste ciclabili.
Sono veicoli il cui utilizzo è possibile esclusivamente in aree private.
Pericoli connessi alla diffusione delle minimoto
A differenza delle minimoto giocattolo con motore elettrico a batteria che hanno specifiche dimensionali assai diverse e hanno limiti massimi di velocità,(per i bambini al di sotto di 3 anni non possono superare la velocità massima di 8 km h.
Le minimoto con motore a scoppio, invece, possono superare anche i 50 km h e hanno pertanto un reale indice di pericolosità.
Per tali motivi la Commissione Europea ha raccomandato agli Stati membri di vietarne l’uso ai minori di 14 anni;
il divieto di utilizzo per i minori di 14 anni deve essere riportato nei libretti di istruzioni o nelle avvertenze al consumatore.
Va inoltre raccomandato l’uso del casco poiché ciò rientra nelle informazioni di utilizzo e prevenzione dei rischi.