Source: http://www.anafri.it/?p=471
Timestamp: 2020-08-03 17:16:22+00:00
Document Index: 121910807

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 3', 'art. 69', 'art. 3', 'art. 69', 'art. 3', 'art. 69', 'art. 69']

Al Presidente della Corte Costituzionale Roma
Oggetto: abrogazione art. 69 della Costituzione in contrasto con l’art. 3 della stessa.
I cittadini sottoscritti chiedono la cancellazione dell’art. 69 , chiaramente in contrasto con quanto sancito dall’art. 3 della costituzione, che è uno dei principi fondamentali della democrazia.
Il disposto dell’art. 69 recita che i membri del parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge.
La formulazione appare neutra ma equivale alla seguente stesura perversa esplicita:
“ I parlamentari stabiliscono la propria indennità economica mensile seguendo la procedura per a formazione della legge”.
In altre parole non è la legge ( in quanto figura immateriale ) a stabilire l’indennità ma sono le persone abilitate alla formazione della norma giuridica , cioè deputati e senatori , a fissarsi l’entità della stessa e, quindi il proprio onorario, retribuzione o stipendio.
Da quanto premesso scaturisce che i parlamentari sono l’unica categoria di persone che svolgono funzioni onorarie elettive ad avere il privilegio di fissare la propria remunerazione mensile o indennità, per caso molto al di sopra degli stipendi medi di tutti gli altri lavoratori, senza obbligo di mandato e con la possibilità di continuare a svolgere l’attività lavorativa precedente.
E’ evidente la violazione del principio di uguaglianza sancito dell’art. 3 della costituzione e l’incompatibilità nella stessa carta costituzionale dell’art. 69.
Iniziando dalla revoca dell’art. 69 i cittadini auspicano una politica economica orientata all’eliminazione della miriade di privilegi e ad una più equa distribuzione della ricchezza sia in sede di retribuzione del lavoro sia nella determinazione degli assegni pensionistici.
E’ urgente intervenire con legge per individuare dei limiti minimi per la sopravvivenza e dei limiti massimi che non offendano la stragrande maggioranza della popolazione e porre termine alla giungla retributiva e pensionistica immorale, ingiustificata e oscena.