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Timestamp: 2017-04-26 17:28:56+00:00
Document Index: 9821452

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 56', 'art. 26', 'art. 29', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 306', 'art. 11', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 9', 'art. 7']

Le novità in materia di salute e sicurezza sul lavoro: dal “Decreto del Fare” al “Pacchetto Lavoro”… che, per l’ANMIL, lasciano non poche perplessità.
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di Maria Giovannone, Direttore Scientifico ANMIL Sicurezza
Le novità introdotte dai due recenti testi normativi, ovvero il dl n. 69 del 21 giugno 2013 contenente “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” e il dl n. 76 del 28 giugno 2013 contenente “Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti” introducono alcune novità, per la verità non molto consistenti – commenta l’ANMIL - in materia di salute e sicurezza sul lavoro ma meritano, tuttavia, qualche breve riflessione critica. Tra i temi di intervento nel primo provvedimento vi sono: DUVRI, formazione alla sicurezza, procedure standardizzate, inizio attività, comunicazioni e denunce di infortunio, certificazioni sanitarie, prestazioni di breve durata e prevenzione incendi. Nel pacchetto lavoro, invece, si rilevano alcune novità in materia di: sanzioni, smaltimento dell’amianto e somministrazione di manodopera.
Rispetto agli interventi del Decreto del Fare appare discutibile l’individuazione di un “incaricato” in alternativa all’obbligo del DUVRI per le attività a basso rischio infortunistico. Ciò soprattutto in relazione all’individuazione dei settori a basso rischio che verranno desunti solo dagli indici infortunistici di settore dell’INAIL. Non si tiene conto né delle malattie professionali, né dei dati infortunistici pregressi delle singole aziende in cui si applicherebbe la norma.
Risulta positiva, nell’ottica dell’emersione migliore degli infortuni, l’abrogazione dell’art. 54 del D.p.R. n. 1124/1965 che disponeva l’obbligo a carico del datore di lavoro di denunciare all’autorità locale di pubblica sicurezza ogni infortunio sul lavoro che abbia per conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni. Altresì positiva è la modifica all’art. 56 dello stesso decreto, la quale stabilisce che i dati relativi alle denunce di infortunio sul lavoro mortali e quelle con prognosi superiore a 30 giorni saranno acquisite dall’INAIL mediante accesso telematico.
Poco efficaci appaiono le semplificazioni in materia di formazione, in quanto è già prevista la formazione non ripetitiva sui rischi aziendali (se si tratta degli stessi rischi); piuttosto sarebbe stata necessaria la contestuale approvazione del “libretto formativo” del lavoratore.
Valide le misure di semplificazione in merito alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro nei cantieri temporanei ed anche la riduzione del termine da 60 a 45 giorni per la prima verifica da parte dell’INAIL.
Invece, riguardo al Pacchetto lavoro, merita qualche riflessione, innanzitutto, il rinnovato meccanismo di rivalutazione delle sanzioni che, oltre a confermare l’opportunità della rivalutazione agli indici ISTAT delle sanzioni pecuniarie - principio già affermato dal Testo Unico Sicurezza affinché le stesse siano effettivamente efficaci e incisive verso i responsabili degli illeciti – validamente prevede che le maggiorazioni derivanti da tale meccanismo vengano devolute al potenziamento delle iniziative di vigilanza, di prevenzione e promozione in materia di salute e sicurezza del lavoro effettuate dalle Direzioni territoriali del lavoro.
L’auspicio è che tali fondi possano effettivamente servire a rafforzare i controlli sul territorio nazionale in modo più strategico e strutturato. Parallelamente, però, non può sottacersi una nostra convinzione: che le sanzioni non riescono da sole a garantire l’effettiva ed efficace tutela dei lavoratori, specie se il sistema ispettivo e di vigilanza funziona a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Invero la sfida per ambienti di lavoro più sani e sicuri, è quella volta alla prevenzione primaria e alla diffusione di una cultura del lavoro e della prevenzione moderna.
Non pare invece particolarmente innovativa la previsione relativa alla tutela dei lavoratori in somministrazione che, per la verità, sembra semplicemente ribadire quanto già affermato a chiare lettere dal Testo Unico Sicurezza, ovvero che tutti i lavoratori sono destinatari delle norme di tutela e prevenzione a prescindere dalla tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione lavorativa.
In definitiva, continuano a restare “lettera morta”, anche dopo il dl n. 69/2013 e il dl n. 76/2013 quella ventina di provvedimenti attuativi del Testo Unico Sicurezza che, ormai da alcuni anni, attendono di essere emanati, su temi anche molto delicati. Si pensi al caso emblematico della patente a punti in edilizia.
Certo non è quella del varo emergenziale di decreti per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, l’occasione più idonea per colmare questo vuoto, ma lo stesso è senza dubbio un buon motivo per rilanciare sulla necessità che si intervenga quanto prima su quei punti del d.lgs. n. 81/2008 che ancora stentano ad essere compiutamente regolamentati.
Insomma, che non cali il silenzio sulla salute e la sicurezza dei lavoratori in senso sostanziale!
Cosa prevede il “DL Fare”
Il cosiddetto Decreto del Fare prevede semplificazioni con riferimento alla documentazione concernente il documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI), disciplinato dall’art. 26 del d.lgs. n. 81/2008. Limitatamente alle attività a basso rischio infortunistico (da individuarsi con un successivo decreto ministeriale, sulla base di parametri e criteri oggettivi, desunti dagli indici infortunistici di settore dell’INAIL con apposito decreto ministeriale) è prevista, quale valida alternativa al DUVRI, la possibilità che il committente individui un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenze professionali, tipiche di un preposto, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per sovraintendere alla cooperazione e coordinamento. Del nominativo di tale incaricato va fatta menzione nel contratto d’appalto o d’opera. E’ inoltre previsto l’esonero dall’obbligo di redigere il DUVRI o dalla misura alternativa di cui si è appena detto, non solo nei casi di servizi di natura intellettuale, mere forniture di materiali o attrezzature, bensì anche nelle ipotesi di lavori o servizi la cui durata non sia superiore a 10 uomini-giorno (sempre che essi non comportino rischi dovuti a presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o rischi particolari) con riguardo alla somma delle giornate di lavoro necessarie, con riferimento all'arco temporale di un anno dall'inizio dei lavori (servizi o forniture).
Il Decreto evita poi la duplicazione di corsi di formazione e aggiornamento rispettivamente per i responsabili ed addetti al servizio di prevenzione e protezione (Rspp-Aspp) e per i dirigenti, preposti, lavoratori e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), prevedendo che nelle ipotesi in cui vi sia sovrapposizione, in tutto o in parte, tra i contenuti di corsi differenti, sia riconosciuto un credito formativo per il contenuto e la durata della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti già erogati.
In materia di notifica di inizio di attività produttiva, per chi intenda procedere alla costruzione o realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché nei casi di ampliamenti e ristrutturazione di quelli esistenti, ove si presume l’impiego di più di tre lavoratori, viene introdotto l’obbligo di comunicazione allo sportello unico per le attività produttive, in sostituzione della notifica obbligatoria all'organo di vigilanza competente per territorio. La modulistica a ciò necessaria verrà definita con decreto dei Ministri del Lavoro e delle Politiche sociali e per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, sentita la Conferenza Stato-Regioni.
Sempre in materia di comunicazioni e notifiche, in merito alla denuncia degli infortuni sul lavoro da parte del datore di lavoro, viene abrogato l’articolo 54 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, che dispone l’obbligo a carico del datore di lavoro di denunciare all’autorità locale di pubblica sicurezza ogni infortunio sul lavoro che abbia per conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni, ed è modificato l’articolo 56 del medesimo decreto, stabilendo che le autorità di pubblica sicurezza, le autorità portuali e consolari e le direzione territoriali del lavoro acquisiscano dall’INAIL, mediante accesso telematico, i dati relativi alle denunce di infortuni sul lavoro mortali e di quelli con prognosi superiore ai trenta giorni. Analogamente, i servizi ispettivi della direzione territoriale del lavoro competente prendono visione dei dati relativi alle denunce di infortuni mediante accesso alla banca dati INAIL. Alcune comunicazioni telematiche potranno essere effettuate anche per mezzo di organismi paritetici o organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.
Le nuove procedure standardizzate (di cui all’art. 29, co. 5 del d.lgs. n. 81/2008 entrate in vigore dal 1 giugno 2013) obbligatorie per le micro imprese (datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori) subiscono una modifica con il ritorno alla possibilità di ricorrere all’autocertificazione. La novità riguarda solo le aziende che operano nei settori a basso rischio infortunistico che saranno individuate con lo stesso decreto ministeriale su citato.
Il D.L. n. 69/2013 introduce anche disposizioni in materia di verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro al fine di agevolare lo svolgimento delle stesse da parte delle imprese. I termini per la prima verifica di competenza dell’INAIL passano da 60 a 45 giorni. Viene, inoltre, previsto l’obbligo per i soggetti pubblici tenuti alle verifiche (INAIL, ASL, ARPA) di comunicare al datore di lavoro - entro quindici giorni dalla richiesta- l’eventuale impossibilità a effettuare le verifiche di propria competenza, fornendo adeguata motivazione; in tal caso il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati alle verifiche. Per l’effettuazione di quest’ultime L’INAIL, le ASL o l’ARP possono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. Le spese sono poste a carico del datore di lavoro.
Sono previste, anche, una serie di semplificazioni degli adempimenti nei cantieri. In particolare, si dispone l’esclusione dei piccoli lavori, la cui durata presunta non è superiore ai dieci uomini giorno, finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi, dall'applicazione delle disposizioni del decreto legislativo n. 81 del 2008 previste per i cantieri temporanei e mobili.
Per le prestazioni di breve durata, l’articolo 35 del Decreto Fare prevede l'individuazione di procedure semplificate che consentano l'effettivo adempimento degli obblighi di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria anche quando la permanenza del lavoratore in azienda non sia superiore alle 50 giornate di lavoro nel corso dell'anno solare, in maniera tale da tenere conto degli obblighi assolti da uno o più datori di lavoro nei confronti dello medesimo lavoratore nel corso dell'anno.
Per quanto riguarda la prevenzione incendi, il Decreto interviene sulle imprese che rientrano nel campo di applicazione della norma di cui all'articolo 11, comma 4, del DPR n. 151 del 2011 (regolamento di semplificazione in materia di prevenzione incendi) che, operanti alla data di pubblicazione di tale regolamento, sono state assoggettate agli obblighi di prevenzione incendi di cui all'Allegato I del DPR n. 151/2011. Viene introdotta una semplificazione/specificazione degli adempimenti amministrativi in materia di prevenzione incendi, consentendo agli enti e privati di cui all'articolo 11, comma 4, del citato regolamento di essere esentati dall'obbligo di cui all'articolo 3 qualora siano in possesso di titoli abilitativi riguardanti la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio.
Sono soppressi infine alcuni obblighi in materia di certificazioni sanitarie, nello specifico: limitatamente alle lavorazioni non a rischio (ovvero non soggette a sorveglianza sanitaria da parte del medico competente), viene abrogato l’obbligo del certificato di idoneità sanitaria in caso di assunzione di un minorenne ex art. 8 L. 977/1967 e l’obbligo di attestare l'idoneità psico-fisica per l’abilitazione all'impiego di gas tossici ex R.D. 147/1927.
Cosa prevede il “Pacchetto Lavoro”
Con l’art. 9, comma 2, si prevede la sostituzione del comma 4-bis, dell’art. 306 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 con il nuovo comma 4-bis.
In sostanza, fermo restando che le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene salute e sicurezza sul lavoro e le sanzioni amministrative pecuniarie siano rivalutate ogni cinque anni e che detta rivalutazione debba avvenire in misura pari all’indice ISTAT dei prezzi al consumo previo arrotondamento delle cifre al decimale superiore, sono introdotte alcune novità.
Si stabilisce infatti che:
La rivalutazione venga fissata ogni cinque anni con decreto del direttore generale della Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
La rivalutazione avvenga in sede di prima applicazione, a decorrere dal 1° luglio 2013, nella misura del 9,6%.
Il 50% dell’ammontare delle maggiorazioni sia destinato al finanziamento di iniziative di vigilanza nonché di prevenzione e promozione in materia di salute e sicurezza del lavoro effettuate dalle Direzioni territoriali del lavoro.
A tal fine è autorizzata la costituzione di apposito capitolo di bilancio presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Diversamente con l’art. 11, co. 10 si disciplinano le attività da porre in essere per la rimozione delle macerie a terra miste ad amianto nelle aree colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, nonché in quelle colpite dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013, prevedendo che i gestori dei servizi pubblici provvedano a identificare e quantificare la presenza di macerie a terra miste ad amianto e pianificare le attività di rimozione delle stesse. Sulla base di tale attività, il Presidente della Regione Emilia Romagna in qualità di Commissario delegato, provvede quindi, allo svolgimento delle procedure di gara per l’aggiudicazione dei contratti aventi ad oggetto l’elaborazione del piano di lavoro e lo smaltimento delle macerie miste ad amianto.
Si introducono sul punto alcune novità rispetto alla disciplina dell’art. 256 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in tema di lavori di demolizione o rimozione dell’amianto.
Nel dettaglio si prevede infatti che:
il Presidente della Regione Emilia Romagna, in qualità di Commissionario delegato, assuma la competenza per attivare le procedure di gara relative alla rimozione e smaltimento dell’amianto nei manufatti e macerie relativamente agli ultimi eventi sismici dell’Emilia Romagna;
La competenza delle gestione delle procedure e degli obblighi previsti dall’art. 256 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, venga centralizzata, data la peculiarità ed urgenza degli eventi stessi, in capo al Presidente della Regione Emilia Romagna.
Si segnala, da ultimo, l’emendamento introdotto dall’art. 9, co. 6 del Pacchetto Lavoro che ribadisce l’importanza della tutela delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, indipendentemente dalla tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione lavorativa ed integra così l’art. 7, co. 1, lett. a) del d.lgs. n. 24/2012. Il riferimento viene fatto in particolare ai lavoratori in somministrazione ai quali deve essere pertanto garantita, nello svolgimento della loro attività presso l’utilizzatore, “l’integrale applicabilità delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.