Source: http://www.creditofinanzanews.it/2016/11/24/limiti-agli-investimenti-organismi-investimento-collettivo-del-risparmio-alternativi-fia-risposta-covip-quesito/
Timestamp: 2020-01-22 06:20:52+00:00
Document Index: 23788391

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﻿ Limiti agli investimenti in organismi di investimento collettivo del risparmio alternativi (FIA): risposta Covip a quesito - Credito Finanza News
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Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione – Nota ottobre 2016 – Risposta a quesito in materia di limiti agli investimenti in organismi di investimento collettivo del risparmio alternativi (FIA)
Con la nota in commento, Covip ha fornito alcuni chiarimenti in materia di limiti agli investimenti in organismi di investimento collettivo del risparmio alternativi (FIA).
Nello specifico, un’Associazione ha chiesto chiarimenti in ordine all’applicazione dei limiti di cui all’art. 5, comma 1, secondo periodo, del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 2 settembre 2014, n. 166, agli organismi di investimento collettivo del risparmio alternativi (c.d. FIA) che siano negoziati in un mercato regolamentato.
Il citato art. 5, al comma 1, secondo periodo prevede che: “L’investimento in strumenti finanziari non negoziati nei mercati regolamentati e in OICR alternativi (FIA) è mantenuto a livelli prudenziali, è complessivamente contenuto entro il limite del 30 per cento delle disponibilità complessive del fondo pensione ed è adeguatamente motivato dal fondo pensione in relazione alle proprie caratteristiche e a quelle della politica di investimento che intende adottare”.
Inoltre, ai sensi dell’art. 5, comma 4, lettera f) del medesimo decreto, “l’investimento in FIA è contenuto entro il limite del 20 per cento delle disponibilità complessive del fondo pensione e del 25 per cento del valore del FIA”.
Ad avviso dell’Associazione il limite quantitativo del 30 per cento, previsto dall’art. 5, comma 1, del D.M. n. 166/2014, non dovrebbe applicarsi ai FIA negoziati nei mercati regolamentati, mentre non è messa in dubbio l’applicazione del limite del 20 per cento delle disponibilità complessive del fondo pensione, previsto dal successivo art. 5, comma 4, lettera f).
Secondo la Covip, la previsione di cui al secondo periodo dell’art. 5, comma 1, va letta non solo come integrazione e specificazione di quella di cui al primo periodo, ma va intesa anche, con riferimento a tutti i FIA, come derogatoria alla regola di carattere generale di cui al primo periodo, giacché i FIA vengono complessivamente in essa attratti, a prescindere dalla loro negoziazione o meno in un mercato regolamentato, in un’ottica di complessiva limitazione dell’esposizione complessiva del fondo al rischio.
Consulta il testo integrale -> Covip – Nota ottobre 2016
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