Source: https://aieci.eu/cariche-e-statuto/
Timestamp: 2020-07-13 10:24:13+00:00
Document Index: 25771025

Matched Legal Cases: ['art 19', 'art.2', 'art. 21', 'art.20', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4']

Cariche e Statuto - AIECI
Cariche e Statutoinfo@aieci.eu2020-06-04T07:55:08+00:00
Gli organi sociali AIECI
Andrea Mytkowicz
D.ssa Chiara Mariti
Sezione Reg. Piemonte
Sezione Reg. Lombardia
Sezione Reg. Toscana
Sezione Reg. Lazio/Campania
Nella Pellegrino
Sezione Reg. Emilia Romagna
Claire Pauline Chiaruzzi
Sezione Reg. Veneto/FVG/Trentino
Rita Gullotti
È costituita l’Associazione denominata ” A.I.E.C.I. – Associazione Istruttori Educatori Cinofili Italiani” associazione professionale apartitica senza finalità di lucro , con sede a Padova Via Trieste, 32.
L’Associazione ” A.I.E.C.I. – Associazione Istruttori Educatori Cinofili Italiani ” persegue i seguenti scopi:
1. Promuovere e coordinare iniziative per il riconoscimento del ruolo professionale dell’educatore e istruttore cinofilo, per la tutela e la certificazione di tale professionalità sia in ambito nazionale che internazionale.
2. Costituire, gestire e pubblicare il Registro Nazionale suddiviso in Registri Regionali degli associati che esercitano la professione di Educatore e Istruttore Cinofilo. I Registri Regionali e Nazionale totalmente autonomi ed indipendenti da scuole, federazioni ed altre associazioni di settore, raccolgono, coordinano e rappresentano l’identità professionale di coloro che svolgono attività inerenti l’Educazione e l’Istruzione Cinofila. I registri Regionali e Nazionali comprenderanno la sezione :
2.1. Educatore Cinofilo: possiede specifiche competenze che gli permettono di operare nell’ambito dell’educazione. La sua attività sarà orientata al perseguimento del migliore sviluppo e orientamento, nell’ambito del binomio uomo-cane, delle caratteristiche individuali di ogni singolo soggetto animale, tenuto conto anche delle sue caratteristiche genetiche; l’educatore cinofilo cura la formazione di abilità e capacità necessarie per una corretta gestione del cane e per un suo armonico inserimento nel contesto familiare e sociale, favorendo in tutti i modi una corretta relazione con l’animale. Per pervenire a tali risultati, l’educatore cinofilo, è in grado di trasmettere e far apprendere al proprietario, quanto più possibile, una corretta visione dell’alterità animale e un approccio al cane eticamente ed etologicamente compatibile; è in grado di trasmettere, attraverso specifici programmi pedagogici, gli insegnamenti per lo sviluppo di tutti i comportamenti e le capacità che permettono e favoriscono l’inserimento sociale del cane, prevenendo i comportamenti potenzialmente pericolosi.
2.2. Istruttore Cinofilo: oltre alle competenze dell’Educatore Cinofilo, possiede le più ampie competenze per lo svolgimento di una o più delle seguenti attività: rieducative; di utilità sociale; cinosportive; cinotecniche. Possiede, inoltre, una specifica formazione che gli permette di operare in progetti di istruzione di abilità specifiche. L’istruttore cinofilo è in grado di elaborare percorsi riabilitativi, in caso di alterazioni o problematiche relazionali e comportamentali del cane, favorendo la cooperazione con il medico veterinario esperto in comportamento animale; l’istruttore cinofilo, in caso di accertata patologia comportamentale da parte del medico veterinario, coopererà strettamente con quest’ultimo per il perseguimento della risoluzione o il miglioramento delle condizioni della patologia comportamentale accertata.
3. Costituire e gestire l’Elenco nazionale degli operatori cinofili con finalità sociale.
4. Assistere e agevolare i Soci nell’esercizio della professione di Istruttore Cinofilo ed Educatore Cinofilo così come nelle attività riguardanti gli operatori cinofili con finalità sociale, nei loro diversi ambiti e competenze secondo quanto specificato dai Regolamenti che l’Associazione adotterà.
5. Qualificare e accrescere la professionalità e l’esperienza dei propri Soci attraverso l’individuazione di criteri, protocolli e pratiche professionali che contribuiscano a una formazione specializzata e aggiornata delle differenti figure professionali.
6. Promuovere e diffondere la cultura cinofila e la specifica professionalità dei soci all’interno della società attraverso ogni azione e strumento atto al perseguimento di tale scopo.
7. Promuovere la condivisione delle conoscenze nel campo dell’educazione e istruzione cinofila attraverso l’organizzazione di convegni, seminari, workshop in sede nazionale e internazionale.
8. Istituire e gestire gruppi di lavoro, corsi di aggiornamento culturale e professionale, di formazione continua e specializzazione anche in collaborazione con Enti pubblici o privati, nazionali e internazionali.
9. Promuovere l’aggregazione tra i Soci e le altre realtà legate alla cinofilia in ambito nazionale e internazionale.
10. Favorire una cultura di eccellenza di settore anche al fine di creare costante innovazione.
11. Promuovere la professionalizzazione dell’educazione e istruzione cinofila attraverso l’obbligatorietà della formazione continua dei soci.
12. Promuovere ogni forma di studio e ricerca nell’ambito della cinofilia, della zooantropologia, dell’etologia, della cinotecnica, ideare e avviare iniziative editoriali e multimediali.
13. Fornire ogni connesso servizio ad Enti pubblici e privati che intendano realizzare e gestire iniziative nel settore cinofilo, formative e ricreative
14. Rappresentare i propri iscritti presso Enti e Istituzioni pubbliche e private, presso altre Associazioni professionali nazionali o estere, anche allo scopo di favorire la riconoscibilità professionale degli Educatori e Istruttori cinofili.
15. Promuovere la costituzione e l’attività di organismi autonomi di certificazione per il riconoscimento dell’eccellenza dell’attività professionale dell’educatore e istruttore cinofilo.
16. Tutelare gli utenti e l’alterità animale vigilando sulla correttezza professionale delle prestazioni erogate dagli associati in riferimento al Codice Deontologico dell’Associazione.
17. Assicurare il rispetto del Codice deontologico dell’Associazione e la corretta applicazione dei principi di esercizio della professione in esso contenuti.
Per quanto precede e non in senso limitativo, A.I.E.C.I. potrà svolgere le seguenti attività:
– Ideare, progettare e promuovere iniziative per diffondere la cultura cinofila nei diversi ambiti possibili;
– Ideare, progettare e promuovere attività o iniziative in ambito sociale e socio-assistenziale;
– Promuovere attività quali: convegni, conferenze, dibattiti, seminari, incontri divulgativi ecc.;
– Realizzare studi, promuovere ricerche e attività scientifiche inerenti i diversi ambiti legati alla cinofilia, in collaborazione con Enti e Istituzioni pubbliche o private nazionali e internazionali quali Università, Centri di Ricerca, ecc.;
– Promuovere attività di formazione permanente in particolare per i propri associati: corsi di aggiornamento teorico/pratici per educatori, istruttori delle varie discipline cinofile e cinosportive, corsi di perfezionamento;
– Realizzare attività editoriali: pubblicazione di un bollettino, pubblicazione di atti di convegni, di seminari, nonché degli studi e delle ricerche compiute;
– Promuovere e gestire attività di formazione e divulgazione avvalendosi anche di supporti informatici e tecnologici;
– Promuovere e gestire attività di promozione dell’Associazione stessa e dei Soci;
– Svolgere attività di servizio tecnico ed amministrativo in riferimento all’oggetto sociale.;
L’ Associazione, inoltre, potrà svolgere ogni attività connessa ed affine a quelle sopra elencate.
L’ Associazione, nel pieno rispetto della normativa vigente e del presente Statuto, potrà compiere tutte le operazioni necessarie o utili alla realizzazione delle proprie finalità e potrà avvalersi di contributi e provvidenze ai sensi delle leggi in vigore e di quelle che venissero in seguito emanate.
Art.4-Comitato Scientifico
Al fine di perseguire la qualificazione e l’aggiornamento professionale, l’Associazione potrà avvalersi di un Comitato Scientifico che svolgerà funzioni consultive e di indirizzo scientifico per gli organismi statutari.
L’ Associazione ” A.I.E.C.I. – Associazione Istruttori Educatori Cinofili Italiani ” è aperta a tutti coloro che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividano lo spirito e gli ideali. L’Associazione prevede:
1) soci attivi (fondatori e ordinari) in possesso dei requisiti professionali di seguito specificati;
Soddisfatti i requisiti sopra descritti, possono far parte dell’Associazione tutte le persone di ambo i sessi, maggiorenni, che verseranno, all’atto dell’ammissione, la quota di Associazione che verrà annualmente stabilita dal Consiglio Direttivo.
1) Soci attivi:
A) soci fondatori: persone che hanno dato origine alla costituzione dell’Associazione;
B) soci ordinari: coloro che in possesso di
i. diploma o attestato di partecipazione del Master di Primo Livello in Istruzione Cinofila dell’Università di
ii. titoli equivalenti oppure comprovata esperienza oppure adeguata formazione in qualità di istruttore e/o educatore cinofilo, secondo i criteri di idoneità descritti dall’art 19 formazione e dettagliato da apposito Regolamento interno presentata la domanda di ammissione al Consiglio Direttivo Nazionale, in possesso dei requisiti specifici, vengano ritenuti idonei alla qualifica di Educatori Cinofili o di Istruttori Cinofili , secondo le modalità di verifica previste da apposito Regolamento Interno ; sono soci ordinari di diritto con la qualifica di Istruttori Cinofili tutti i Diplomati del Master di I Livello in Istruzione Cinofila dell’Università di Pisa e coloro che ottengano l’Attestato di Partecipazione al Master di I Livello in Istruzione Cinofila dell’Università di Pisa;
2) Soci onorari: enti o istituzioni e persone che abbiano contribuito in maniera determinante, con la loro opera o il loro sostegno ideale ovvero economico alla costituzione e alla vita dell’ Associazione o che a seguito del loro operato abbiano contribuito tangibilmente al raggiungimento degli obiettivi e/o che abbiano acquisito pubblica e riconosciuta fama in discipline attinenti il settore cinofilo o comunque di interesse. Indicati formalmente all’Assemblea nazionale dal Consiglio Direttivo Nazionale, saranno nominati con la maggioranza dei 2/3 dei presenti.
3) Soci sostenitori: enti o istituzioni o persone che pur non avendo i requisiti professionali, sono interessati alle finalità associative, intendono comunque contribuire, anche in forma economica, alla affermazione e allo sviluppo delle attività dell’Associazione. Essi possono proporsi autonomamente o venire nominati dal Consiglio Direttivo Nazionale, verificata la disponibilità.
I Soci hanno il diritto di partecipare a tutte le attività dell’Associazione, solo i Soci attivi possono essere eletti negli organi direttivi e sono tenuti a partecipare alle assemblee e alle riunioni indette dal Consiglio Direttivo; solo i soci attivi hanno diritto di voto in sede assembleare.
Art.6 Cessazione del vincolo sociale
I Soci perderanno tale qualifica per decesso, dimissioni, morosità o radiazione.
Le dimissioni vanno inoltrate all’associazione mediante raccomandata AR e hanno effetto con la chiusura dell’esercizio in corso se presentate almeno un mese prima e in caso contrario con la chiusura dell’esercizio successivo.
Il socio che non abbia versato la quota associativa secondo quanto definito dal regolamento decadrà per morosità: la morosità verrà dichiarata dal Consiglio. La radiazione verrà sancita dall’Assemblea dei Soci, in attesa il Socio verrà sospeso.
Art. 7 Obblighi morali e deontologici
Ogni socio si impegna a contribuire al perseguimento degli scopi dell’art.2 dello Statuto e ad attenersi alle norme morali e deontologiche previste dal Codice Deontologico.
Art. 8. Registri Regionali degli Educatori e Istruttori cinofili
L’idoneità di ammissione del socio ordinario da diritto alla contemporanea iscrizione ai Registri Regionali. Per ogni Regione verrà costituito il Registro Regionale degli Educatori e degli Istruttori Cinofili. Gli Educatori e gli Istruttori iscritti in un Registro Regionale esercitano l’attività in tutto l’ambito nazionale. L’iscrizione avviene in un solo Registro Regionale. I Registri Regionali formeranno il Registro Nazionale degli Educatori e Istruttori cinofili. I Registri prevedono l’automatica iscrizione dei soci secondo l’idoneità di qualifica. I soci non più iscritti all’Associazione per dimissioni o decadenza saranno automaticamente derubricati dai Registri Regionali.
Art. 9. – Risorse economiche
I contributi dei soci sono costituiti dalle quote di associazione annuali, stabilite dal Consiglio direttivo e da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’assemblea, che ne determina l’ammontare.
Le elargizioni in denaro, le donazioni e i lasciti, sono accettate dall’assemblea, che delibera sulla utilizzazione di esse, in armonia con finalità statutarie dell’organizzazione.
Art. 10. – Anno finanziario
Il bilancio preventivo e consuntivo dev’ essere approvato dall’Assemblea ordinaria ogni anno entro il giorno 30 del mese di aprile. Esso deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro i 15 giorni precedenti la seduta per poter essere consultato da ogni associato.
Art. 11 – Sezioni regionali
Sono costituite le sezioni regionali che prevedono i seguenti organi :
• l’Assemblea Regionale,
• Il Coordinatore Regionale.
• Assemblea regionale: Ogni qualvolta in una Regione si raggiunga il numero di tre associati entro un anno il Direttivo indirà l’assemblea degli iscritti al Registro della Regione per la nomina degli organi previsti dallo Statuto.
Successivamente la convocazione degli iscritti nel Registro della Regione verrà indetta dal Coordinatore e dal Consiglio regionale almeno una volta l’anno. L’Assemblea regionale elegge il Consiglio Regionale la cui nomina è ratificata dal Consiglio Direttivo. L’Assemblea approva le linee di coordinamento e sviluppo proposte dal Consiglio Regionale che verranno poi sottoposte al Consiglio Direttivo, fornisce al Consiglio Direttivo indicazioni e proposte ed evidenzia tutte le problematiche che i soci a livello locale individuano nell’esercizio della loro professione.
• Consiglio Regionale e Coordinatore regionale: composto da 3 a 5 membri, dura in carica 3 anni. Elegge tra i propri membri il Coordinatore Regionale, il Vicecoordinatore e il Segretario .
• Il Consiglio Regionale:
– Redige e aggiorna il Registro Regionale, si occupa su precisa indicazione del Consiglio Direttivo delle attività relative alle iscrizioni, sospensioni e cancellazioni.
– delibera unitamente al Coordinatore la convocazione dell’assemblea regionale,
– tutela gli iscritti a livello Regionale e svolge ogni attività per rappresentare gli iscritti a livello delle Istituzioni e organizzazioni locali.
– elabora proposte in materia di organizzazione e di attività di coordinamento degli Iscritti, individuando le esigenze professionali a livello territoriale e le iniziative che possono essere di stimolo al potenziamento dell’organizzazione associativa locale sottoponendole all’assemblea regionale.
– controlla il corretto svolgimento della professione da parte degli iscritti e propone al Consiglio Direttivo eventuali provvedimenti disciplinari.
Il Consiglio Regionale è convocato dal Coordinatore o quando sia fatta richiesta dalla maggioranza dei componenti secondo le esigenze che emergono a livello locale, comunque una volta ogni sei mesi.
I consiglieri che per tre volte di seguito non partecipano alle riunioni del Consiglio, decadono (fatti salvi i gravi e comprovati impedimenti).
Le deliberazioni del Consiglio sono prese a maggioranza dei presenti; la validità della riunione consigliare prevede la presenza della maggioranza dei componenti del consiglio se il consiglio è composta da 3 persone e di almeno un terzo per il Consiglio con 5 membri.
Lo scioglimento del Consiglio in caso di inattività o irregolarità e determinato dal Consiglio Direttivo che in caso di scioglimento o di mancata costituzione affida le funzioni a un Delegato Straordinario. Entro il termine massimo di 90 giorni il Consiglio Direttivo convoca l’assemblea Regionale per la nomina del nuovo Consiglio.
• Coordinatore regionale: attua il collegamento tra la base regionale e gli organi nazionali, partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale, senza diritto di voto. Esercita la funzione di rappresentanza dell’organizzazione nell’ambito regionale.
Art. 12 Organi Nazionali dell’Associazione
L’ Assemblea dei soci è il momento fondamentale di confronto, atto ad assicurare una corretta gestione dell’Associazione ed è composta da tutti i soci attivi, regolarmente iscritti all’Associazione ognuno dei quali ha diritto ad un voto. Essa è convocata almeno una volta all’anno in via ordinaria – per l’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo – ed in via straordinaria quando sia necessaria o sia richiesta dal Consiglio direttivo o da almeno un quinto degli associati.
La convocazione dell’Assemblea è fatta dal Consiglio Direttivo e dal Presidente mediante comunicazione inviata all’indirizzo di posta elettronica di tutti i soci attivi comunicato all’Associazione da parte del socio, contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data e l’orario della prima e della seconda convocazione. almeno 15 giorni prima di quello fissato per l’adunanza.
In prima convocazione l’ Assemblea è valida se è presente la maggioranza dei soci, e delibera validamente con la maggioranza dei presenti; in seconda convocazione la validità prescinde dal numero dei presenti. L’Assemblea è validamente costituita e delibera con le maggioranze previste dall’art. 21 C.C.
L’Assemblea straordinaria è valida in prima convocazione se sono presenti i 3/4 dei soci iscritti e in seconda convocazione qualsiasi sia il numero dei soci presenti o rappresentati.
Il verbale delle Assemblee è tenuto a disposizione di qualunque socio faccia richiesta di consultazione o copia.
L’Assemblea ha, tra gli altri, i seguenti compiti:
elegge la Commissione Tecnica
approva i regolamenti interni e il codice deontologico;
All’apertura di ogni seduta l’assemblea elegge un presidente ed un segretario che dovranno sottoscrivere il verbale finale, che verrà conservato agli atti e di esso sarà data lettura prima dell’inizio della successiva adunanza.
Ogni socio ha diritto ad un voto e sono ammesse deleghe, da rilasciarsi solo ad altri soci e non più di una, ovvero ogni socio non può essere latore di più di una delega.
Le votazioni si fanno per alzata di mano, oppure per appello nominale, o a scrutinio segreto quando ne facciano domanda almeno la metà dei soci presenti.
L’assemblea straordinaria può essere convocata dal Consiglio Direttivo oppure mediante richiesta formale sottoscritta da almeno un quarto dei soci iscritti.
Art. 14 – Il Consiglio Direttivo Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione, è composto da 5 a 7 membri, eletti dall’Assemblea fra i soci attivi.
Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando sono presenti 3 consiglieri. I membri del Consiglio direttivo svolgono la loro attività gratuitamente e durano in carica 3 anni.
Il Consiglio Direttivo si può riunire anche in forma virtuale tramite piattaforme multimediali.
Il Consiglio Direttivo può essere revocato dall’Assemblea con la maggioranza di 2/3 dei soci, con possibilità di rinnovo.
Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno due volte l’anno ed è convocato da: il Presidente; da almeno il 30% dei soci, su richiesta motivata; da almeno 3 consiglieri.
La convocazione avviene tramite email di norma 15 giorni prima della data stabilita, che si riducono a 5 in caso di urgenza. Il Consiglio nomina nel proprio seno un Presidente, un Vicepresidente e un Segretario, ove a tali nomine non abbia provveduto l’Assemblea dei Soci.
Le riunioni del Consiglio sono presiedute dal Presidente o dal Vicepresidente e sono valide se è presente la maggioranza dei Consiglieri e per la validità delle deliberazioni occorre il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
I Consiglieri eletti che per tre volte consecutive siano assenti ingiustificati alle riunioni del Consiglio Direttivo, decadono automaticamente dalla carica.
Il Consiglio Direttivo ha il compito di coordinare, stimolare e promuovere tutte le forze che intendono fare capo all’Associazione e promuovere eventuali modifiche dello statuto per una migliore funzionalità ed agibilità dell’Associazione.
Il Consiglio si riunisce ordinariamente ogni qualvolta viene riscontrata la necessità da parte del Presidente o da parte della maggioranza dei Consiglieri.
Esso procede pure alla compilazione dei bilanci preventivi e consuntivi e alla loro presentazione all’Assemblea e compila il Regolamento per il finanziamento dell’Associazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutti i Soci.
• predisporre gli atti ed i regolamenti nonché le modifiche anche riguardanti le norme del codice deontologico da sottoporre all’ Assemblea
• elaborare il bilancio consuntivo che deve contenere le singole voci di spesa e di entrata relative al periodo di un anno
• elaborare il bilancio preventivo che deve contenere, suddivise in singole voci, le previsioni delle spese e delle entrate relative all’esercizio annuale successivo
• stabilisce annualmente l’ammontare delle quote associative
• istituisce le pratiche di ammissione di nuovi soci ai sensi del regolamento e dello statuto
• ratifica le nomine dei Coordinatori Regionali
• promuove e coordina le manifestazioni scientifiche e divulgative
• approva le manifestazioni e le attività di settore proposte dai Consigli Regionali e se necessario vi collabora
• promuove e coordina ogni qualsivoglia attività per garantire la formazione professionale dei propri iscritti
Egli convoca e presiede il Consiglio direttivo, sottoscrive tutti gli atti amministrativi compiuti dall’Associazione; può aprire e chiudere conti correnti bancari e postali e procedere agli incassi e al pagamento delle spese.
Il Presidente può delegare per attività soggette ad autorizzazioni persone anche non soci ai soli fini dell’intestazione delle autorizzazioni necessarie e delle pratiche amministrative relative.
Il Vicepresidente coadiuva e sostituisce il Presidente in caso di assenza o d’ impedimento.
Il Collegio dei Probiviri è costituito da tre Soci effettivi eletti dall’Assemblea e dura in carica tre anni: il Collegio nomina al suo interno il Presidente. I singoli probiviri possono essere riconfermati ma non oltre il terzo mandato consecutivo. Il Collegio dei Probiviri ha il compito di esaminare gli atti contabili dell’associazione e la situazione di Cassa e di riferire all’Assemblea sul bilancio delle entrate e delle uscite.
Il Collegio decide, sull’adozione , di diritto o dopo apertura di procedimento disciplinare sanzioni nei riguardi degli iscritti
AIECI come disposto nell’art.20 e 21 Procedimenti disciplinari e sanzioni, decide inoltre in merito alle impugnazioni dei rifiuti di iscrizione nonché sulle controversie tra i soci ed i reclami da essi presentati.
Art. 17 – Commissione Tecnica
La Commissione Tecnica è composta da 3 a 5 soci attivi, eletti in seno all’Assemblea ordinaria annuale, di comprovata professionalità e che esercitino attività di formazione professionale nel campo della cinofilia. La Commissione tecnica dura in carica tre anni e il titolo di Commissario tecnico è rinnovabile.
La Commissione Tecnica, verifica la corrispondenza dei requisiti dell’aspirante e sulla verifica riguardante l’abilitazione professionale del socio ordinario secondo quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento.
Il parere della Commissione Tecnica, la quale si riunisce almeno due volte all’anno (qualora si renda necessario), alla presenza di almeno 2/3 in caso di 3 componenti e 1/3 in caso di 5 componenti, viene espresso a maggioranza semplice. La carica di Commissario Tecnico è incompatibile con la carica di consigliere regionale o consigliere del Consiglio Direttivo.
Art. 18. – Gratuità delle cariche elettive
Ai soci compete solo il rimborso delle spese sostenute per conto dell’Associazione, autorizzate dal Consiglio Direttivo e dal Presidente, regolarmente documentate.
Art. 19 – Formazione
La formazione dell’educatore e dell’istruttore cinofilo e in generale di chi opera nei diversi contesti legati alle attività e interventi assistiti dagli animali deve rispondere alle necessità e ai bisogni specifici che riguardano l’esercizio della sua professione. In particolare l’Educatore e l’istruttore cinofilo professionisti possiedono una formazione teorico-pratica, costantemente aggiornata, che permette loro di esercitare la propria attività con competenza e professionalità; sono in grado di garantire ai propri fruitori e agli altri professionisti di settore, con cui dovessero collaborare, elevati livelli qualitativi e la più stretta aderenza ai principi previsti dal Codice Deontologico.
1Il percorso formativo dell’educatore e istruttore cinofilo si articola nel modo più esaustivo possibile, per poter comprendere l’acquisizione di conoscenze e competenze relativamente alle aree etologica, delle scienze del comportamento, della zoologia e zootecnia, dell’educazione e gestione del cane, delle procedure di training e delle discipline sportive, delle problematiche comportamentali e le relative procedure di riabilitazione, della deontologia professionale e del rispetto delle normative vigenti. Il professionista dell’educazione e istruzione cinofila possiede, quindi, una preparazione multidisciplinare che permette di trasmettere sapere, conoscenza e tecniche ai proprietari dei cani, oltre che ai cani stessi, considerando il proprio intervento sempre finalizzato al perseguimento del benessere del binomio uomo-cane, attraverso un approccio etologicamente negoziato. Tale modalità di intervento, in ogni area di attività sia privata che sociale, costituisce la premessa indispensabile sia per un completo inserimento sociale dell’animale volto ad evitare comportamenti pericolosi, sia per un corretto apporto relazionale da parte del cane nelle diverse attività che lo vedono coinvolto.
La tutela della formazione degli associati e della loro idoneità alla qualifica professionale, viene realizzata attraverso la verifica formale delle competenze e abilità professionali nonché dell’aggiornamento continuo e specializzazione come specificato dal Regolamento interno.
Art.20 –Sanzioni disciplinari
• Richiamo: contestazione della mancanza o dell’abuso e richiamo dell’interessato ai doveri e alla dignità professionale, comminata per infrazioni modeste. Il Richiamo viene ratificato dal Consiglio Direttivo e comunicato per lettera all’interessato. Entro dieci giorni successivi all’ avvenuta comunicazione l’interessato può richiedere di essere sottoposto a procedimento disciplinare.
• Censura: contestazione o biasimo formale per la mancanza o l’abuso commesso; consiste in una dichiarazione formale dell’accertamento di una mancanza non lieve, ma non lesiva del decoro e della dignità professionale e del conseguente biasimo; la dichiarazione può avere carattere pubblico o riservato, su decisione del Collegio e viene ratificata dal Consiglio direttivo.
• Sospensione: comportano sospensione, per una durata massima di un anno, mancanze gravi e abusi che ledono il decoro e la dignità professionale, su decisione del Collegio dei Probiviri e ratificata dal Consiglio direttivo.
• Radiazione: pronunciata quando l’iscritto ha compromesso gravemente la propria reputazione e dignità professionale, dichiarata dal Collegio dei Probiviri è sancita dall’Assemblea dei soci.
Art. 21 – Procedimenti disciplinari
Quando al Consiglio Direttivo o direttamente al Collegio dei Probiviri pervengano esposti avverso un iscritto, assunti in piena responsabilità dal denunziante e/o circostanziati nei fatti, riguardo atti e condotte che possono avere rilevanza deontologica e formare oggetto di provvedimento disciplinare. Viene valutata dal Presidente dei Probiviri, con l’assenso del Consiglio Direttivo la necessità di un’istruttoria che verrà svolta dal Collegio dei Probiviri entro trenta giorni. A seguito dei dati emersi dall’istruttoria il collegio dei Probiviri delibera l’apertura del procedimento disciplinare del quale viene data notizia all’interessato a mezzo lettera raccomandata che riporterà la data del dibattimento, momento in cui l’interessato potrà essere assistito da un difensore e chiedere la presenza di testimoni. Il dibattimento viene tenuto in seduta giudicante dal Collegio dei Probiviri che redigeranno il verbale con i relativi provvedimenti e motivazioni.
Entro trenta giorni verrà notificato all’interessato il provvedimento assunto. Il provvedimento può essere impugnato entro trenta giorni e per iscritto al Collegio dei probiviri. Un riesame da parte dei membri del Collegio dei Probiviri e dei membri del Consiglio Direttivo può annullare i provvedimenti disciplinari sia per motivi di illegittimità che per motivi di merito.
Art. 23 – Regolamento
Per l’ordinamento e il funzionamento dell’Associazione, nonché per la specificazione di alcune norme particolari più suscettibili di modificazioni, lo Statuto AIECI è integrato da apposito Regolamento interno.
Art. 24 – Codice Deontologico
L’etica professionale dell’educatore e istruttore cinofilo iscritto all’Associazione e quindi le norme di condotta pubblica o privata a cui attenersi, sono richiamate nel Codice Deontologico
Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’assemblea. In caso di scioglimento dell’Associazione o comunque di cessazione per qualsiasi causa il patrimonio residuo sarà devoluto ad associazione con finalità analoghe o per fini di pubblica utilità, escluso comunque qualsiasi rimborso ai soci, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23.12.96, n. 662.
Art. 26 -Modifiche dello Statuto
Lo Statuto può essere modificato solo su approvazione da parte di due terzi dei soci presenti ad una Assemblea straordinaria in prima convocazione e in seconda convocazione quando sia presente o rappresentato almeno un terzo dei soci.
Art. 27- Controversie e reclami
Ogni controversia o reclamo deve essere presentato direttamente al Consiglio dei Probiviri il quale prende i provvedimenti a suo insindacabile giudizio.
Per quanto non espressamente previsto dalle norme di questo statuto, si applicano le norme di legge in materia di Associazioni di volontariato senza scopo di lucro.
Art. 1. In deroga all’ art. 4 del presente statuto, sino alla data di chiusura del 1° Master in Istruzione Cinofila della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Pisa (anno 2006/7) ed in attesa del conseguimento dei relativi titoli (e comunque entro ilmese di febbraio 2009) che confermeranno l’iscrizione, i frequentatori del medesimo possono essere iscritti all’AIECI con le stesse modalità previste per i soci ordinari di diritto.
Art.2. In deroga all’art. 4 del Presente Statuto non potranno essere ammesse nell’Associazione persone che abbiano riportato condanne definitive per maltrattamento o abbandono di animali. Tali condanne comportano altresì l’immediata espulsione dall’Associazione per i soci che le abbiano riportate.
Il presente Statuto è aggiornato alla data del 26.04.2015