Source: https://www.meltingpot.org/articolo1059.html
Timestamp: 2019-08-23 05:07:52+00:00
Document Index: 70419568

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.16', 'sentenza ', 'art 10', 'art. 4', 'art. 1']

La concessione e l’accertamento della cittadinanza italiana - Progetto Melting Pot Europa
Per residenza, per matrimonio e per i nati in Italia
Chi risiede in Italia regolarmente da almeno 10 anni può chiedere la cittadinanza italiana e lo Stato può concederla (art. 9 lett. f) ). Si tratta, quindi, di un provvedimento discrezionale e non sussiste un obbligo automatico di concederla una volta valutata l’esistenza dei requisiti richiesti, ma vi è semplicemente l’obbligo di valutare l’opportunità, nell’interesse della comunità italiana, di concederla o meno.
Come si richiede e la documentazione necessaria
Per informazioni generali relative alla modalità di inoltro della domanda ed ai documenti da allegare alla stessa, consultare la seguente pagina del sito del Ministero dell’Interno:
Estratto dell’atto di nascita, completo di tutte le generalità (esclusa l’ipotesi di nascita in Italia) Questo documento non scade (per le donne che a seguito di matrimonio hanno acquisito il cognome del coniuge, è necessario che il certificato di nascita contenga sia il cognome da nubile che quello da sposata: altrimenti, è necessario allegare anche il certificato di matrimonio) tradotto e legalizzato dalla Rappresentanza diplomatica o consolare del Paese di origine (o apostillato
per i Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja) ;
Certificato penale del Paese di origine (e degli eventuali Paesi terzi di residenza). Questo certificato scade dopo sei mesi dalla data della legalizzazione – NON necessario se il richiedente era già legalmente residente in Italia prima del compimento dei 14 anni) tradotto e legalizzato dalla Rappresentanza diplomatica o consolare del Paese di origine, o di stabile residenza (o apostillato per i Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja):
Titolo di soggiorno, certificato di riconoscimento dello status di rifugiato o apolide, eventuale attestato di iscrizione anagrafica per i cittadini comunitari;
- data di primo ingresso in Italia
Certificato di residenza di tutti i comuni nei quali la persona è stata residente, per il periodo previsto dalla legge. E’necessario conoscere la data precisa (giorno, mese e anno) di iscrizione e di eventuale trasferimento ad altro comune, bisogna richiederla agli uffici anagrafe dei Comuni in cui il cittadino straniero ha vissuto negli ultimi 10/5/ 4/2-1 anni.
Se il cittadino straniero ha cambiato indirizzo all’interno dello stesso Comune vanno indicate solo le date di trasferimento dal vecchio al nuovo indirizzo.
per gli extracomunitari 10 anni;
per i comunitari 4 anni;
per apolidi o rifugiati politici 5 anni;
per i maggiorenni adottati da cittadini italiani dopo 5 anni successivi all’adozione;
Redditi percepiti negli ultimi tre anni e regolarmente dichiarati ai fini fiscali (CUD, UNICO, 730).I redditi possono essere riferiti all’intero nucleo familiare, non al solo richiedente e verranno riverificati al momento di perfezionamento dell’iter. Se, infatti, il reddito non fosse sufficiente al momento della richiesta ma lo fosse intercorsi i tre anni circa di durata della procedura, sarà preso in considerazione il reddito attuale.
- marca da bollo da 16.00 euro
Certificato di cittadinanza italiana del genitore o dell’ascendente in linea retta fino al II°grado; (art.9,c.1,lett.a);
Sentenza di adozione rilasciata dal Tribunale (art.9, c.1,lett.b);
Documentazione relativa alla prestazione del servizio, anche all’estero, alle dipendenze dello Stato (art.9,c.1,lett.c);
Certificato di riconoscimento dello status di apolide o dello status di rifugiato (art.9 commaa 1, lett.e) - art.9 comma 1 lett.e) - art.16 comma 2);
La legalizzazione dovrà riportare la dicitura “Apostille”.
I documenti legalizzati infine dovranno essere tradotti in lingua italiana presso una delle seguenti autorità:
Autorità diplomatica o consolare italiana presente nello Stato di origine;
Autorità diplomatica o consolare del Paese di origine presente in Italia;
Traduttore ufficiale del Tribunale competente che ne attesti, con le formalità previste, la conformità al testo straniero.
La Prefettura provvede all’istruttoria della domanda inviandola al Ministero dell’Interno, previo rapporto informativo della Questura. Il Ministero procede a richiedere il parere del Consiglio di Stato. Ove questo parere sia favorevole il Ministero provvede ad emanare il decreto di concessione che deve essere firmato dal Presidente della Repubblica. Il decreto viene trasmesso alla Prefettura che provvede a consegnarlo all’interessato tramite il Comune di residenza. Il cittadino straniero al quale è stata concessa la cittadinanza ha 6 mesi di tempo dalla notifica del decreto per prestare giuramento presso il Comune di residenza.
Sebbene la domanda di naturalizzazione non preveda che lo straniero debba dimostrare, indicare, documentare, particolari benemerenze ma semplicemente la buona condotta, e una situazione di autosufficienza di tipo economico, può essere utile produrre dei documenti aggiuntivi. Infatti, pur non essendo previste benemerenze, anche perché eventuali servizi resi allo Stato costituiscono un diverso titolo per l’acquisto della cittadinanza anche in termini più brevi, dal punto di vista pratico gli eventuali interessati alla naturalizzazione hanno comunque un vantaggio nel segnalare particolari benemerenze o particolari circostanze che possono permettere una valutazione più attenta della pratica caso per caso.
Il coniuge straniero/a di cittadino/a italiano/a può acquisire la cittadinanza italiana se convive e risiede in Italia da almeno due anni successivi al matrimonio (tre anni se residente all’estero). I tempi si riducono della metà in presenza di figli, anche adottivi.
In questo caso l’acquisto della cittadinanza italiana è un vero e proprio diritto soggettivo, condizionato unicamente dalla eventuale esistenza di circostanze che permettono di affermare la pericolosità per la sicurezza dello stato o per l’ordine pubblico della persona richiedente.
Il vincolo matrimoniale deve essere esistente al momento del riconoscimento della cittadinanza, pena il rigetto della domanda.
Possono avanzare la richiesta di cittadinanza, non solo il coniuge dello straniero naturalizzato prima della data del matrimonio, ma anche il coniuge di chi abbia acquistato la cittadinanza successivamente a tale data. In questo caso i due anni si dovranno conteggiare dal momento in cui il coniuge è divenuto cittadino italiano.
Il coniuge di cittadino italiano che si sia trasferito in Italia dopo 3 anni di residenza all’estero non dovrà attendere ulteriori due anni ma potrà richiedere la cittadinanza italiana in virtù del requisito di residenza già precedentemente maturato (i tre anni di residenza all’estero).
[ Matrimonio - Tutti i documenti utili ]
Come per la domanda di cittadinanza per residenza anche in questo caso a partire dal 18 giugno 2015 è stato disposto dal Ministero dell’Interno l’invio telematico della domanda di cittadinanza, che rappresenta l’unica modalità per formalizzare tale istanza: non è quindi più possibile presentare la domanda su modelli cartacei.
Estratto dell’atto di nascita, tradotto e legalizzato, completo di tutte le generalità (esclusa l’ipotesi di nascita in Italia) ;
Certificato penale del Paese di origine (e degli ulteriori Paesi di residenza), debitamente tradotto e legalizzato.
Eventuale certificato di riconoscimento dello status di rifugiato o dello status di apolide.
— Copia atto integrale di matrimonio rilasciato dal comune italiano presso cui è stato trascritto;
Potranno essere autocertificati
data del primo ingresso in Italia
data di naturalizzazione del coniuge se non è cittadino italiano dalla nascita (importante perché da tale data si calcolano i 2 anni, necessari per poter presentare istanza, ridotti ad 1 in presenza di figli).;
Stato di famiglia attestante l’eventuale presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
La procedura ed i tempi
L’emanazione del decreto di rigetto dell’istanza è preclusa quando, dalla data di presentazione dell’istanza stessa, corredata della prescritta documentazione, sia decorso il termine di due anni. Trascorso tale termine l’interessato potrà rivolgersi al Tribunale Civile del luogo ove risiede, per chiedere una sentenza che accerti la cittadinanza, essendo l’acquisizione un vero e proprio diritto soggettivo.
In ogni caso l’eventuale rifiuto della concessione o dell’acquisto della cittadinanza italiana dovranno essere anticipati dal preavviso di rigetto ai sensi dell’art 10 bis della legge 241/90. Il mancato preavviso di rigetto comporta il ripristino della possibilità, da parte dell’interessato, di integrare la documentazione mancante o presentare eventuali elementi utili al perfezionamento dell’istanza
La cittadinanza per i nati in Italia al compimento del 18° anno di età
I cittadini stranieri nati in Italia che vi abbiano ininterrottamente risieduto legalmente fino ai 18 anni (art. 4, comma 2), divengono cittadini italiani se dichiarano di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.
La legge riconosce in questo caso un diritto di opzione al cittadino straniero, ovvero di dichiarare o meno di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dal raggiungimento della maggiore età. Ciò, comunque, non pregiudica il mantenimento della cittadinanza del paese di origine a meno che la legge di questo non vieti la doppia cittadinanza.
Recenti circolari ministeriali hanno chiarito che eventuali brevi interruzioni dell’iscrizione anagrafica non possono comportare il rigetto della domanda (dovrà comunque essere dimostrata la presenza sul territorio dello stato - certificati medici, o altra documentazione)
La domanda deve essere presentata all’ Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza
Il decreto semplificazioni del 2011 ha introdotto nuove modalità operative stabilendo che la ricognizione dei documenti al fine di comporre la domanda dovrà essere fatta dagli uffici del comune.
In ogni caso i richiedenti, in sede di presentazione dell’istanza o eventualmente in sede di integrazione della documentazione a seguito di un eventuale preavviso di rigetto dell’istanza (L. 241/90)
Titolo di soggiorno, in caso di periodi di interruzione nel titolo di soggiorno, il/la richiedente potrà presentare documentazione che attesti comunque la presenza in Italia (es. certificazione scolastica, medica e altro);
Certificato storico di residenza, in caso di iscrizione anagrafica tardiva del minore presso un Comune italiano occorre presentare una documentazione che dimostri la permanenza del minore in Italia nel periodo antecedente la regolarizzazione anagrafica (es. attestati di vaccinazione, certificati medici).
L’accertamento della cittadinanza italiana
Diverso è il regime legale applicabile ai soggetti che abbiano origini italiane e siano figli/e di madre o padre italiani. E’ sufficiente che solo uno dei due genitori sia cittadino italiano al momento della nascita del figlio, perchè lo stesso acquisti automaticamente per legge la cittadinanza italiana (art. 1, lett.a)).
Può tuttavia accadere che anche nel caso appena evidenziato, di soggetti nati da un genitore italiano, non sia stata effettuata la verifica relativa al possesso della cittadinanza italiana. Ciò è dovuto alla circostanza che la persona sia nata all’estero, i genitori non abbiano chiesto la trascrizione della nascita nei registri dello stato civile in Italia e, quindi, la stessa risulta ancora straniera.
In questo caso il procedimento da effettuarsi è solo di accertamento, di ricognizione, in quanto si dovrà procedere ad una semplice verifica dell’esistenza delle circostanze che comportano fin dalla nascita il possesso della cittadinanza italiana.
Il procedimento per l’accertamento della cittadinanza italiana può essere promosso:
presso l’ambasciata italiana se il soggetto si trova all’estero;
presso il comune di residenza se il soggetto abita già in Italia.
Per dimostrare tutto questo sono indispensabili dei certificati italiani e, di solito, la ricerca degli stessi è piuttosto faticosa perché spesso si tratta di persone nate e vissute all’estero. Risulta, quindi, necessario, contattare l’ultimo comune di residenza in Italia del genitore/i italiano, ovvero, i distretti militari o le parrocchie. La documentazione raccolta servirà a dimostrare che tra la persona che fa richiesta e i cittadini italiani in questione sussite un rapporto di parentela (madre – padre – figlio).
E’ necessario poi dimostrare la cittadinanza italiana del genitore/i al momento della nascita.
Se l’accertamento può essere fatto solo in Italia, il Ministero ha disposto che, "si debba procedere all’iscrizione nei registri anagrafici dei discendenti dei cittadini italiani per nascita in possesso di un valido permesso di soggiorno, indipendentemente dalla durata dello stesso o dal titolo per il quale viene concesso".
E’ possibile quindi, anche con il solo possesso di un visto turistico, l’iscrizione temporanea ai registri d’anagrafe e l’inoltro della domanda di accertamento dall’Italia.
Si evidenzia che la procedura di verifica può essere abbastanza rapida se gli accertamenti da effettuarsi non presentano particolari difficoltà, ovvero necessitare di alcuni giorni o di settimane.
Informazioni relative all’applicazione della normativa per le istanze di cittadinanza non ancora perfezionate
[ 13 settembre 2009 ]
Modulo x l’autocerticiazione
[ PDF - 60.9 Kb ]