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Timestamp: 2020-05-31 18:01:27+00:00
Document Index: 126409524

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 378', 'art. 360', 'art. 2935']

Sentenza Cassazione Civile n. 12292 del 15/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12292 del 15/06/2016
Cassazione civile sez. III, 15/06/2016, (ud. 25/02/2016, dep. 15/06/2016), n.12292
sul ricorso 12769/2013 proposto da:
P.R., (OMISSIS), domiciliato ex lege in ROMA,
difeso dall’avvocato PAOLO SPANTINI giusta procura speciale a
M.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEL
COLOSSEO 10/A, presso lo studio dell’avvocato FIORA GIANNI,
rappresentato e difeso dall’avvocato BERNARDO PAOLIERI giusta
avverso la sentenza n. 102/2012 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
25/02/2016 dal Consigliere Dott. CHIARA GRAZIOSI;
udito l’Avvocato PAOLO SPANTINI;
udito l’Avvocato BERNARDO PAOLIERI;
1. La Corte d’appello di Perugia, con sentenza del 19 gennaio – 13 marzo 2012, ha accolto l’appello proposto da M.C. avverso sentenza del 30 marzo 2009 del Tribunale di Perugia che aveva respinto per prescrizione una domanda risarcitoria proposta dal Migliorati nei confronti del suo commercialista, P.R., in relazione a responsabilità per sanzioni tributarie imposte dall’Erario al M. dopo una verifica della Guardia di Finanza, dalla quale aveva il Tribunale fatto decorrere della prescrizione. Il giudice d’appello, invece, facendo decorrere la prescrizione dall’avviso di accertamento conseguente, ha ritenuto responsabile il P. per i danni del M. rappresentati da sanzioni dell’ammontare di Euro 3073, condannandolo pertanto al risarcimento nella suddetta misura, oltre a rivalutazione dalla data di pagamento delle cartelle.
2. Ha presentato ricorso il P., sulla base di un unico motivo.
Denuncia il ricorrente, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e/o erronea applicazione del combinato disposto degli artt. 1218, 2935 e 2946 c.c., per erronea determinazione del dies a quo della prescrizione decennale, prescrizione che avrebbe dovuto decorrere dal fatto – l’inadempimento contrattuale – generante il danno e comunque dalla contestazione della Guardia di Finanza, che ha reso nota la lesione della sfera giuridica del cliente danneggiato.
Si è difeso con controricorso il M., chiedendo che il ricorso sia respinto.
Il ricorrente ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c., insistendo nel suo motivo.
L’unica questione addotta dal ricorrente, come si è visto, riguarda il dies a quo della prescrizione del diritto risarcitorio del M.. Il giudice d’appello lo avrebbe ritenuto non identificabile in un momento anteriore a quello in cui si è prodotto il danno, cioè al “momento in cui fu esercitata l’imposizione erariale relativa ai tributi evasi e all’irrogazione delle sanzioni”:
e quindi, la prescrizione non potrebbe decorrere anteriormente alla notifica del verbale di accertamento. E questo censura il ricorrente ex art. 360, comma 1, n. 3, in riferimento agli artt. 1218, 2935 e 2946 c.c., adducendo in particolare una pretesa erronea applicazione dell’art. 2935 c.c., in considerazione del fatto che la Guardia di Finanza aveva, in data 16 ottobre 1984, redatto il processo verbale di contestazione al M. dal quale poi l’erario avrebbe derivato l’avviso di accertamento notificato al contribuente nel novembre 1985. Ad avviso del ricorrente, la decorrenza dovrebbe prendere le mosse dall’accertamento della Guardia di Finanza “sul quale, infatti, l’avviso dell’Ufficio finanziario integralmente si basa”. E per dimostrare ciò, dotando di autosufficienza al ricorso il ricorrente riporta, tra l’altro, un amplissimo stralcio del verbale di accertamento della Guardia di Finanza in questione.
Il motivo non ha fondamento, essendo – a tacer d’altro – del tutto sufficiente rilevare che la concreta identificazione del dies a quo della prescrizione è un accertamento fattuale, e quindi è riservato al giudice di merito, il quale opera una valutazione sottoposta al sindacato del giudice di legittimità limitatamente alla eventuale sussistenza, qui non denunciata, di un adeguato apparato motivazionale che la esterni (Cass. sez. 3, 3 dicembre 2002 n. 17157;
Cass. sez. 1, 6 giugno 1968 n. 176): e proprio per questa natura fattuale, d’altronde, il ricorrente ha riportato l’esteso stralcio del verbale della Guardia di Finanza, allo scopo di dimostrare (ovvero, di supportare una valutazione fattuale) la coincidenza del contenuto di tale verbale con il contenuto dell’avviso di accertamento dell’Erario, così da far decorrere, in sostanza, proprio dal verbale una sorta di “preconoscenza” da parte del cliente, del danno – consistente nell’imposizione della sanzione tributaria con l’avviso di accertamento – a lui cagionato dall’inadempimento del suo commercialista. E questo prioritario rilievo assorbe ogni ulteriore argomentazione del ricorrente.