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Timestamp: 2018-05-26 00:42:07+00:00
Document Index: 29328996

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 133', 'art. 129', 'art. 77', 'art. 129', 'art. 123', 'art. 124', 'art. 133', 'art. 5']

D.M.22_11_2007
Ministero della Salute. Piano di attivita' e utilizzo delle risorse finanziarie di cui all'articolo 5-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n. 46, riguardante gli adempimenti previsti dal regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH).
(GU n. 12 del 15-1-2008)
Visto l'art. 5-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n. 46 recante: «Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali» ed in particolare i commi 3 e 5 ove si prevede che con decreto del Ministro della salute, da adottarsi di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie, deve essere approvato il piano di attivita' riguardante i compiti previsti nel citato regolamento (CE) n. 1907/2006 e l'utilizzo delle relative risorse;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre 1982, n. 904 e successive modificazioni recante «Attuazione della direttiva n. 76/769 (CEE) relativa alla immissione sul mercato ed all'uso di talune sostanze e preparati pericolosi»;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52 recante «Attuazione della direttiva n. 92/32/CEE concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose», e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65 e successive modificazioni recante «Attuazione delle direttive n. 1999/45/CE e n. 2001/60/CE relative alla classificazione, all'imballaggio e l'etichettatura dei preparati pericolosi»;
Piano di attivita' e utilizzo delle risorse finanziarie
1. E' approvato il piano di attivita' e utilizzo delle relative risorse di cui all'allegato I, parte integrante del presente decreto, per l'attuazione degli adempimenti di cui all'art. 5-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n. 46.
2. Gli organismi di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 6, utilizzano, per gli adempimenti previsti dal presente decreto, le risorse indicate nell'art. 5-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n. 46 nei limiti rispettivamente indicati nella tabella 1 dell'allegato I.
1. L'Autorita' competente di cui all'art. 5-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n. 46 ha sede presso il Ministero della salute e fa capo alla Direzione generale della prevenzione sanitaria.
2. Le attivita' dell'Autorita' competente sono quelle individuate nel punto 1.2 dell'allegato I.
1. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare svolge le attivita' previste dal punto 1.3 dell'allegato I.
1. Il Ministero dello sviluppo economico svolge le attivita' previste dal punto 1.4 dell'allegato I.
Centro nazionale delle sostanze chimiche - CSC
1. Il Centro nazionale sostanze chimiche (CSC), istituito presso l'Istituto superiore di sanita' (ISS), in collaborazione con l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), svolge le attivita' previste dal punto 1.5 dell'allegato I.
Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici - APAT
1. L'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), in collaborazione con il Centro nazionale sostanze chimiche (CSC), svolge le attivita' previste dal punto 1.6 dell'allegato I.
1. E' istituito presso il Ministero della salute il Comitato tecnico di coordinamento, che svolge le attivita' previste dal punto 1.7 dell'allegato I. I componenti del Comitato tecnico di coordinamento sono nominati con decreto del Ministro della salute, durano in carica tre anni e possono essere riconfermati. Per ogni componente titolare e' nominato un supplente.
2. Il Comitato tecnico di coordinamento e' composto da:
e) un membro designato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento delle politiche comunitarie;
5. Le attivita' di segreteria sono assicurate dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria.
6. Ai componenti del Comitato di cui al presente articolo non e' corrisposto alcun emolumento, indennita', o rimborso spese.
1. Le risorse di cui all'art. 1, comma 2 sono destinate ad appositi capitoli di bilancio dello stato di previsione dei Ministeri della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico.
Registrato alla Corte dei conti il 10 dicembre 2007 Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 7, foglio n. 137
1. Attuazione degli adempimenti previsti dal regolamento REACH e attivita' di interfaccia con l'Agenzia europea per le sostanze chimiche.
1.1. Generalita'.
L'Autorita' competente a livello nazionale e' stata individuata nel Ministero della salute, che opera d'intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico e il Dipartimento per le politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinandosi con le regioni e province autonome.
L'intesa tra le amministrazioni responsabili dell'attuazione del regolamento REACH e il coordinamento tra i soggetti istituzionali coinvolti sono assicurati nell'ambito del Comitato tecnico di coordinamento che opera secondo le modalita' indicate al successivo paragrafo 1.7.
Per gli aspetti tecnico-scientifici l'Autorita' competente si avvale principalmente di due organi tecnici, l'Istituto superiore di sanita' (ISS), presso il quale viene istituito il Centro nazionale delle sostanze chimiche (CSC), e l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT).
1.2. Compiti dell'Autorita' competente.
Il Ministero della salute, designato quale Autorita' competente, svolge i seguenti compiti:
2). formula le proposte di inserimento delle sostanze prioritarie nel «Piano d'azione a rotazione»;
3) partecipa alle attivita' del Forum dell'Agenzia europea per lo scambio delle informazioni tra le autorita' nazionali;
8) indica, d'intesa con i Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico e con il Dipartimento delle politiche comunitarie, sentiti il CSC e l'APAT, i nominativi dei rappresentanti nazionali per le attivita' dei comitati e degli organi dell'Agenzia europea (Comitato degli Stati membri, Comitato per la valutazione dei rischi, Comitato per la valutazione socio-economica, Forum per lo scambio delle informazioni, Comitato di cui all'art. 133 del regolamento). Tali rappresentanti potranno essere accompagnati dagli esperti;
9) promuove le attivita' di controllo e vigilanza sul territorio nazionale, al fine di garantire la corretta applicazione del regolamento;
10) adotta, anche su proposta del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, iniziative di carattere urgente ai sensi dell'art. 129 del regolamento per tutelare la salute umana o l'ambiente;
11) partecipa all'attivita' di Help desk centrale svolta dal Ministero dello sviluppo economico, fornendo il proprio supporto;
12) formula, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, proposte per favorire l'attuazione di programmi di formazione rivolti alle imprese, da realizzare in accordo con le associazioni industriali di categoria, le autorita' locali ed altri soggetti pubblici e privati in possesso di competenze specifiche (centri di eccellenza, centri di ricerca, universita', etc.);
13) formula, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, un piano di iniziative per soddisfare le esigenze formative prioritarie del sistema pubblico, da realizzare con il contributo attivo di tutti i livelli istituzionali coinvolti e dei soggetti in possesso di specifiche competenze al riguardo (centri di eccellenza, centri di ricerca, universita', Formez, etc.);
14) formula, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, un piano per favorire l'adeguamento dei percorsi formativi delle universita' italiane e per soddisfare il fabbisogno di alta formazione, in relazione ai compiti di carattere tecnico-scientifico previsti dal regolamento REACH;
15) formula, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, proposte al Ministero dello sviluppo economico per favorire l'utilizzo nazionale dei fondi dei programmi operativi nazionali (Programma Quadro per la competitivita' e l'innovazione 2007-2013 e Programma Operativo Nazionale «Ricerca e Competitivita' 2007/2013») e degli strumenti offerti dal sistema legislativo nazionale in vigore (legge n. 46/1982 e legge n. 488/1992), allo scopo di:
stimolare e promuovere lo sviluppo delle attivita' dei laboratori nazionali che effettuano i saggi sperimentali previsti dal regolamento;
16) formula, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, un piano per promuovere attivita' di ricerca e sviluppo finalizzate alla sostituzione delle sostanze «estremamente preoccupanti», favorendo l'utilizzo nazionale dei fondi resi disponibili attraverso la programmazione 2007-2013, con particolare riferimento al VII Programma quadro per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e le attivita' dimostrative per il periodo 2007-2013, al Programma quadro per la competitivita' e l'innovazione 2007-2013, al Programma operativo nazionale «Ricerca e competitivita' 2007/2013» e agli strumenti offerti dal sistema legislativo nazionale in vigore (legge n. 46/1982 e legge n. 488/1992) o in corso di predisposizione;
17) definisce, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, proposte per la promozione di attivita' di ricerca finalizzate alla messa a punto di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali;
19) comunica all'Agenzia, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, i nominativi di esperti di comprovata esperienza nell'espletamento dei compiti previsti dal comma 3 art. 77 del regolamento REACH.
2) la partecipazione, con il supporto dell'APAT e del CSC, ai lavori comunitari concernenti la revisione degli allegati al regolamento e, in particolare, degli allegati I, IV e V nonche' dell'allegato XIII sulle sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche;
4) la definizione, in accordo con il Ministero della salute, di iniziative di carattere urgente ai sensi dell'art. 129 del regolamento per tutelare la salute umana o l'ambiente;
5) lo sviluppo di attivita' di ricerca, con il supporto dell'APAT e del CSC, volte ad aumentare le conoscenze sulle correlazioni tra esposizione ambientale ad agenti chimici ed effetti nocivi sulla salute umana e sull'ambiente nonche' di iniziative volte ad integrare le conoscenze sui rischi delle sostanze con i programmi nazionali di sorveglianza ambientale e della salute umana;
6) lo sviluppo, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, di attivita' di informazione sui rischi delle sostanze chimiche, ai sensi dell'art. 123 del regolamento, anche con il coinvolgimento di associazioni di consumatori e ambientaliste;
7) la promozione, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, di iniziative di formazione e per l'adeguamento dell'offerta formativa delle universita' italiane;
8) assicura la partecipazione all'attivita' di Help desk centrale svolta dal Ministero dello sviluppo economico, fornendo il proprio supporto;
9) la promozione, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, di attivita' per garantire l'accesso del pubblico alle informazioni sulle sostanze chimiche, anche attraverso la costituzione di banche dati che consentano un accesso facilitato alle informazioni sulle proprieta' pericolose delle sostanze, tenendo conto di basi e banche dati gia' esistenti.
1) l'istituzione e il funzionamento, avvalendosi del supporto tecnico-scientifico del CSC e dell'APAT, di un servizio nazionale di informazione e assistenza tecnica, ai sensi dell'art. 124 del regolamento, per fornire ai fabbricanti, agli importatori e agli utilizzatori a valle di sostanze chimiche adeguate informazioni sugli obblighi e sulle responsabilita' che competono loro, in particolare in relazione alle procedure di registrazione;
2) la partecipazione ai lavori del Comitato per l'analisi socio-economica dell'Agenzia europea, con particolare riferimento alle sostanze candidate o da candidare ai processi di autorizzazione (titolo VII) e restrizione (titolo VIII): a questo scopo, il Ministero dello sviluppo economico sviluppa le competenze specialistiche necessarie avvalendosi del supporto di enti di ricerca o universita' o di altri organismi pubblici e privati;
4) la promozione, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, di iniziative di formazione e informazione nonche' per l'adeguamento dell'offerta formativa delle universita' italiane;
L'ISS segue istituzionalmente gli aspetti tecnico scientifici della regolamentazione comunitaria attualmente in vigore sulle sostanze chimiche, ed ha al proprio interno le competenze necessarie per lo svolgimento delle attivita' previste.
L'ISS, attraverso l'istituzione del CSC, consolida le proprie competenze in materia di tossicologia, ecotossicologia, stima dell'esposizione umana diretta e indiretta e di caratterizzazione del rischio, organizzando una struttura tecnica adeguata ai compiti relativi alle attivita' di valutazione delle sostanze chimiche nonche' ai compiti relativi alle procedure di restrizione,
autorizzazione e classificazione armonizzata delle sostanze.
La struttura tecnica del CSC assicura altresi' l'espletamento di tutte le funzioni tecnico-scientifiche previste dalle norme in vigore in materia di sostanze chimiche, fino alla loro abrogazione.
L'ISS, attraverso il CSC, concorre inoltre a supportare le attivita' di controllo e vigilanza, in accordo con l'Autorita' competente e le regioni e province autonome.
1) partecipa alla formulazione delle proposte di inserimento delle sostanze prioritarie nel «Piano d'azione a rotazione»;
5) istituisce e gestisce, in accordo con l'Autorita' competente e le regioni e province autonome, un sistema informativo integrato per la gestione dei dati, agendo da interfaccia con l'Agenzia europea;
6) scambia con l'Agenzia europea, in accordo con l'autorita' competente, le informazioni sulle sostanze prodotte o importate nel territorio nazionale;
11) puo' partecipare con propri esperti ai Comitati tecnici dell'Agenzia europea;
12) assicura il supporto tecnico-scientifico per la partecipazione dei rappresentanti nazionali alle attivita' dei suddetti Comitati e organi dell'Agenzia europea;
13) stabilisce, d'intesa con l'autorita' competente, rapporti diretti e operativi con l'Agenzia europea;
14) partecipa con propri esperti alle attivita' nazionali di informazione e formazione;
15) partecipa all'attivita' di Help desk centrale svolta dal Ministero dello sviluppo economico, fornendo il proprio supporto tecnico-scientifico;
16) fornisce supporto tecnico-scientifico per le attivita' di controllo e vigilanza, per le attivita' di sviluppo dei laboratori di saggio e per le attivita' di ricerca finalizzate all'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'uso di animali.
9) puo' partecipare con propri esperti ai Comitati tecnici dell'Agenzia europea;
10) assicura il supporto tecnico-scientifico per la partecipazione dei rappresentanti nazionali alle attivita' dei suddetti comitati e organi dell'Agenzia europea;
11) partecipa con propri esperti alle attivita' nazionali di informazione e formazione;
12) partecipa all'attivita' di Help desk centrale svolta dal Ministero dello sviluppo economico, fornendo il proprio supporto tecnico-scientifico;
13) fornisce supporto tecnico-scientifico per le attivita' di controllo e vigilanza, per le attivita' di sviluppo dei laboratori di saggio e per le attivita' di ricerca finalizzate all'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'uso di animali;
14) concorre, in collaborazione con l'Autorita' competente, a promuovere le attivita' di controllo e vigilanza sul territorio nazionale.
Per il necessario coordinamento delle citate amministrazioni e delle attivita' connesse ai compiti delle stesse e' istituito presso il Ministero della salute un Comitato tecnico di coordinamento.
La nomina dei rappresentanti del Comitato tecnico di coordinamento puo' essere rinnovata. Ai componenti del Comitato non spetta alcun compenso o gettone di presenza.
Il Comitato tecnico di coordinamento svolge un'attivita' di raccordo operativo per gli aspetti connessi all'attuazione del regolamento REACH tra le amministrazioni centrali, gli organismi tecnici di supporto e le regioni e province autonome.
I componenti designati a far parte del Comitato tecnico di coordinamento assicurano la loro presenza e partecipazione alle attivita' del Comitato in modo assiduo e continuativo.
Per quanto riguarda le sostanze da candidare all'inserimento nel «Piano d'azione a rotazione» nonche' per le sostanze da valutare, le proposte sono presentate dal CSC e dall'APAT al Comitato di coordinamento, che ha il compito di esaminare la fattibilita' del programma proposto e approvarlo.
Per quanto riguarda le attivita' che richiedono la compilazione di un fascicolo tecnico ai sensi dell'allegato XV, il Comitato tecnico di coordinamento tiene conto per le proprie decisioni dei pareri forniti dal CSC e dall'APAT, oltre che delle proposte avanzate dai rappresentanti dei citati Ministeri e dal rappresentante delle regioni, in particolare nei seguenti casi:
Per le decisioni da adottare in relazione alle procedure comunitarie («procedure di comitato» e pareri dei comitati dell'Agenzia europea) inerenti alla valutazione, autorizzazione, restrizione e classificazione delle sostanze, il Comitato tecnico di coordinamento tiene conto dei pareri forniti dal CSC e dall'APAT nonche' delle proposte avanzate dai rappresentanti dei citati Ministeri e dal rappresentante delle regioni e province autonome.
Il Comitato tecnico di coordinamento assicura altresi' lo svolgimento delle funzioni indicate ai successivi paragrafi 2 e 3, concernenti l'informazione e l'assistenza tecnica alle imprese e le attivita' di ispezione e vigilanza.
Il piano annuale di attivita', predisposto da ciascuna delle amministrazioni di cui ai paragrafi 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, e 1.6 entro il 31 gennaio di ciascun anno, viene discusso dal Comitato tecnico di coordinamento, che formula e trasmette all'Autorita' competente e alle altre amministrazioni rappresentate, osservazioni e proposte ai fini della ottimizzazione della complessiva programmazione delle azioni da porre in essere.
Entro la stessa data, a partire dal 2009, ciascuna delle amministrazioni predette presenta un rapporto sulle attivita' svolte nell'anno precedente al Comitato medesimo, il quale ne effettua una valutazione e presenta all'Autorita' competente una relazione sui risultati conseguiti, anche ai fini della riprogrammazione delle attivita' e della eventuale ridefinizione delle attribuzioni di risorse.
2. Rete nazionale di sportelli per l'informazione e l'assistenza tecnica alle imprese.
L'attivita' di assistenza tecnica erogata dal settore pubblico puo' favorire l'adeguamento del sistema produttivo alle disposizioni previste dal regolamento e, se presente sul territorio, puo' costituire un «sensore» privilegiato della domanda relativa alle attivita' di supporto necessarie (formazione, supporti informativi, assistenza e attivita' di ricerca e sviluppo).
La realizzazione di un Help desk nazionale e' una delle priorita' nell'ambito delle attivita' di implementazione del regolamento REACH. L'Help desk nazionale assicura il funzionamento del servizio di assistenza attraverso:
Un funzionario del Ministero dello sviluppo economico e' stato accreditato come «Correspondent» per l'Italia e cura i rapporti a livello comunitario con il relativo network (REHCORN) in corso di organizzazione da parte della Commissione europea.
Il REHCORN, composto dai punti di contatto degli Help desks nazionali e dell'Agenzia europea, e' l'organismo che avra' in carico il controllo del REACH Help-net e dovra' assicurare che gli obiettivi del network siano realizzati.
2) una ricognizione sul territorio nazionale, in collaborazione con le autorita' locali e le con le associazioni industriali nazionali, per l'individuazione delle strutture che possono costituire la base per la creazione degli sportelli a livello locale. L'attuazione a livello territoriale del servizio potra' essere realizzata attraverso accordi di partenariato con autorita' locali, organismi pubblici e privati gia' presenti sul territorio (regioni, sistema delle agenzie ambientali, sistema camerale, stazioni sperimentali che fanno capo al Ministero dello sviluppo economico, Agenzie o organismi che fanno capo alle regioni, associazioni industriali di categoria).
I termini in cui il servizio sara' esercitato dalla rete nazionale di sportelli dovra' tener conto dell'esigenza di mantenere uno stretto rapporto con l'Help desk nazionale al fine di garantire la coerenza e l'armonizzazione dei pareri resi alle parti interessate.
3. Rete nazionale per le attivita' di ispezione e vigilanza, in stretto raccordo con le Regioni e gli organismi tecnici operanti sul territorio.
L'Autorita' competente avvia il sistema dei controlli ufficiali previsto dal regolamento REACH, assicurando che sia intrapresa un'appropriata attivita' di vigilanza e controllo al fine di verificare la completa attuazione delle prescrizioni da parte di tutti i soggetti della catena di distribuzione delle sostanze, dalla produzione/importazione, all'uso, all'immissione sul mercato delle sostanze, come tali o contenute nei preparati o negli articoli.
Al fine di permettere il coerente adeguamento del sistema di vigilanza, nel rispetto del decreto legislativo n. 52/1997 e del decreto legislativo n. 65/2003, lo Stato e le regioni e province autonome definiscono in un apposito atto di accordo, da stipularsi entro il 30 giugno 2008, le modalita' per concorrere all'attuazione del regolamento (CE) n. 1907/2006.
L'attivita' di vigilanza riguarda la verifica:
la verifica dei dati contenuti nella valutazione della sicurezza chimica in conformita' alle condizioni di produzione, importazione, uso e immissione sul mercato della sostanza, della preparazione o degli articoli;
Il Comitato tecnico di coordinamento effettua una ricognizione preliminare al fine di individuare le peculiarita' delle strutture regionali e periferiche attualmente impegnate nelle attivita' di vigilanza, per valorizzare le risorse esistenti e potenziarle laddove necessario.
Il Comitato tecnico di coordinamento, individua le modalita' per consentire i necessari apporti tecnico scientifici degli operatori della rete interregionale dei dipartimenti di prevenzione delle ASL, delle Agenzie regionali per la protezione ambientale, delle Agenzia delle dogane e dell'ISPESL.
Il Comitato tecnico di coordinamento propone annualmente all'Autorita' competente un piano di attivita' ispettive secondo la seguente articolazione:
ispezioni da effettuare (numero di ispezioni, distribuzione sul territorio, tipologia in base alle classi di utilizzo dei prodotti, soggetti che svolgeranno l'attivita' ispettiva);
predisposizione di programmi di visite congiunte tra due o piu' paesi dell'Unione europea al fine di armonizzare i sistemi ispettivi;
Entro il 1° luglio di ogni anno, come previsto dal regolamento, l'Autorita' competente presenta all'Agenzia una relazione sui risultati dei controlli ufficiali. Il primo rapporto e' presentato due anni dopo l'entrata in vigore del regolamento, ovvero entro il 1° giugno 2009.
I problemi comuni sono discussi nell'ambito del Forum per lo scambio delle informazioni tra le autorita' nazionali (che svolgera' le funzioni attualmente garantite dal programma del Chemical Legislation European Enforcement Network (CLEEN), cui prende parte un rappresentante dell'Autorita' competente.
Allo scopo di potenziare la rete nazionale per le attivita' di ispezione e vigilanza, l'Autorita' competente, su proposta del Comitato tecnico di coordinamento, tenendo conto anche delle posizioni espresse dall'Agenzia europea, emana linee guida concernenti le attivita' ispettive da realizzare per garantire il controllo sull'applicazione del regolamento REACH nel territorio nazionale, anche con il coinvolgimento di altre strutture, quali l'Agenzia delle dogane.
Tali linee guida individuano anche le modalita' di attuazione delle attivita' di vigilanza, per tenere conto dell'entrata in vigore graduale degli obblighi previsti dal Regolamento.
L'Autorita' competente attiva, con il supporto di CSC e APAT, una rete nazionale per lo scambio delle esperienze e delle informazioni; a tale scopo prevede la costituzione di un sito interattivo in cui sia possibile mantenere aggiornate le informazioni relative alle attivita' di vigilanza e controllo.
4. Adempimenti a breve e medio termine (2007-2009).
l'organizzazione delle strutture dell'Autorita' competente, dei Ministeri che operano d'intesa con il Ministero della salute nonche' degli organi tecnici di supporto (APAT e CSC);
4.1.1. Autorita' competente.
Il Ministero della salute, designato quale Autorita' competente:
1) definisce, entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, l'organizzazione della struttura tecnica dell'Autorita' stessa e definisce la consistenza delle risorse umane ad essa dedicate;
3) istituisce una segreteria tecnica per le attivita' e il funzionamento del Comitato tecnico di coordinamento;
4) adotta, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del presente un piano relativo alle attivita' di controllo e vigilanza sul territorio nazionale, al fine di garantire la corretta applicazione del regolamento;
7) effettua tramite il CSC e l'APAT, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, un censimento delle strutture pubbliche e private impegnate nelle attivita' di ricerca per l'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali;
4.1.2. Centro nazionale Sostanze Chimiche (CSC) L'Istituto superiore di sanita' definisce, non oltre trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto la struttura organizzativa e la consistenza delle risorse umane del CSC.
2) organizza le proprie attivita' per assicurare l'espletamento delle funzioni tecnico-scientifiche previste dalle norme in vigore in materia di sostanze chimiche, fino alla loro abrogazione;
3) fornisce supporto tecnico-scientifico all'Autorita' competente per la definizione del piano relativo alle attivita' di controllo e vigilanza sul territorio nazionale;
4) fornisce supporto tecnico-scientifico al Ministero dello sviluppo economico per le attivita' dell'Help desk centrale;
5) istituisce e gestisce, in accordo con l'Autorita' competente, un sistema informativo integrato per lo scambio dei dati con l'Agenzia europea e cura il collegamento in rete dei soggetti istituzionali che partecipano al Comitato tecnico di coordinamento nonche' di altri soggetti, eventualmente coinvolti su proposta del Comitato stesso;
6) definisce in accordo con l'Autorita' competente, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, un programma di armonizzazione delle schede di sicurezza sul territorio nazionale;
8) effettua, in collaborazione con l'APAT, sulla base delle indicazioni dell'Autorita' competente, il censimento dei laboratori di saggio operanti in ambito nazionale;
9) effettua, in collaborazione con l'APAT e sulla base delle indicazioni dell'Autorita' competente, il censimento delle strutture pubbliche e private impegnate nelle attivita' di ricerca per l'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali;
11) stabilisce, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, le attivita' di formazione necessarie per dotare la struttura del CSC di risorse umane adeguate e organizza al proprio interno corsi di formazione e/o aggiornamento.
L'APAT definisce, entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, l'organizzazione della struttura tecnica per le attivita' di supporto all'attuazione del Regolamento REACH e definisce la consistenza delle risorse umane ad essa dedicate.
2) fornisce supporto tecnico-scientifico all'Autorita' competente per la definizione del piano relativo alle attivita' di controllo e vigilanza sul territorio nazionale;
3) fornisce supporto tecnico-scientifico al Ministero dello sviluppo economico per le attivita' dell'Help desk centrale;
5) effettua in collaborazione con il CSC un censimento delle strutture pubbliche e private impegnate nelle attivita' di ricerca per l'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali;
6) effettua, in collaborazione con il CSC, sulla base delle indicazioni dell'Autorita' competente, il censimento dei laboratori di saggio operanti in ambito nazionale;
8) stabilisce, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, le attivita' di formazione necessarie per dotare la struttura tecnica dell'APAT di risorse umane adeguate e organizza al proprio interno corsi di formazione e/o aggiornamento.
2) definisce, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, attivita' di ricerca volte ad aumentare le conoscenze sulle correlazioni tra l'esposizione ambientale ad agenti chimici e gli effetti sulla salute umana e sull'ambiente;
4) collabora con l'Autorita' competente alla definizione del piano di iniziative per soddisfare le esigenze formative prioritarie del sistema pubblico;
6) collabora con l'Autorita' competente alla definizione del piano di iniziative di informazione e alla loro realizzazione, ivi incluso il convegno per la presentazione del Piano nazionale per l'attuazione del regolamento REACH.
5) definisce, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, un piano per l'articolazione territoriale della rete nazionale di Help desk in collaborazione con le Autorita' locali e le associazioni industriali nazionali;
4.1.6 Ministero dell'economia e delle finanze e Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le politiche comunitarie. Analogamente alle amministrazioni gia' indicate, il Ministero dell'economia e delle finanze e la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le politiche comunitarie designano, entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, il proprio rappresentante nel Comitato tecnico di coordinamento di cui al precedente paragrafo 1.7.
Entro il 31 gennaio 2008, il Comitato tecnico di coordinamento acquisisce e valuta le proposte relative ai programmi annuali di attivita' da parte del CSC e dell'APAT nonche' le proposte dei rappresentanti del Comitato medesimo e presenta all'Autorita' competente un piano annuale di attivita' e di utilizzo delle risorse finanziarie.
Sulla base del piano approvato, l'Autorita' competente adotta i provvedimenti conseguenti.
4.2.1. Autorita' competente.
Nel 2008, l'Autorita' competente:
1) indica, d'intesa con i Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico e con il Dipartimento delle politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i nominativi dei rappresentanti e degli esperti nazionali per le attivita' dei comitati e degli organi dell'Agenzia europea (Comitato degli Stati membri, Comitato per la valutazione dei rischi, Comitato per la valutazione socio-economica, Forum per lo scambio delle informazioni, Comitato di cui all'art. 133 del regolamento);
2) definisce, entro il 30 giugno 2008, linee guida per armonizzare le attivita' di controllo e vigilanza sul territorio nazionale;
4) partecipa con propri rappresentanti ed esperti alle attivita' del Forum dell'Agenzia europea per lo scambio delle informazioni tra le autorita' nazionali competenti;
5) definisce, entro il 30 giugno 2008, un piano generale per favorire l'attuazione di programmi di formazione rivolti alle imprese, da realizzare in accordo con le associazioni industriali di categoria e le autorita' locali;
7) definisce, entro il 30 giugno 2008, un piano per favorire l'adeguamento dei percorsi formativi delle universita' italiane volto a soddisfare il fabbisogno di alta formazione, in relazione ai compiti di carattere tecnico-scientifico previsti dal Regolamento REACH;
9) definisce, entro il 30 giugno 2008, sulla base del censimento effettuato, un piano per promuovere le attivita' di ricerca volte all'individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono l'utilizzo di animali vertebrati;
10) definisce, entro il 30 giugno 2008, un piano per promuovere le attivita' di ricerca e sviluppo finalizzate alla sostituzione delle sostanze «estremamente preoccupanti»;
Nel 2008, il CSC consolida la propria struttura tecnica, per assicurare l'espletamento delle funzioni tecnico-scientifiche di cui al precedente paragrafo 4.1.2, punto 1, nonche' per fornire il supporto tecnico-scientifico di cui al precedente paragrafo 4.1.2, punti 2, 3, 4 e 5 (norme in vigore, attivita' di controllo e vigilanza, attivita' dell'Help desk centrale, sistema di gestione dei dati).
Il CSC presenta al Comitato tecnico di coordinamento, entro il 15 gennaio 2008, il proprio programma di attivita' per la definizione da parte del Comitato medesimo della proposta relativa al piano annuale di attivita' e di utilizzo delle risorse finanziarie.
2) alla definizione di linee guida per l'armonizzazione delle attivita' di controllo e vigilanza, di cui al precedente paragrafo 4.2.1, punto 2;
3) all'aggiornamento del piano di iniziative per soddisfare le esigenze formative prioritarie del sistema pubblico, di cui al
precedente paragrafo 4.2.1, punto 6, proseguendo le proprie attivita' di formazione interna per dotare la struttura del CSC di risorse umane adeguate;
4) alla definizione dei piani di cui al precedente paragrafo 4.2.1, punti 5, 7, 8, 9, 10 e 11 (programmi di formazione rivolti alle imprese, adeguamento percorsi formativi delle universita' italiane, ampliamento e insediamento di laboratori di saggio, attivita' di ricerca per l'individuazione di metodi di prova alternativi, attivita' di ricerca per la sostituzione delle sostanze «estremamente preoccupanti», iniziative di informazione).
Nel 2008, l'APAT consolida la propria struttura tecnica, per assicurare il supporto tecnico-scientifico di cui al precedente paragrafo 4.1.3, punti 1 e 2 (attivita' di controllo e vigilanza, attivita' dell'Help desk centrale).
L'APAT presenta al Comitato tecnico di coordinamento, entro il 15 gennaio 2008, il proprio programma di attivita' per la definizione da parte del Comitato medesimo della proposta relativa al piano annuale di attivita' e di utilizzo delle risorse finanziarie.
3) all'aggiornamento del piano di iniziative per soddisfare le esigenze formative prioritarie del sistema pubblico, di cui al precedente paragrafo 4.2.1, punto 6, proseguendo le proprie attivita' di formazione interna per dotare la struttura dell'APAT di risorse umane adeguate;
1) partecipa alle attivita' del Comitato per la valutazione dei rischi dell'Agenzia europea nonche', per gli aspetti di competenza, ai lavori degli altri comitati e organi tecnici;
3) aggiorna, entro il 31 dicembre 2008, il programma delle attivita' di ricerca di cui al precedente paragrafo 4.1.4, punto 2 e promuove, se del caso, studi volti a migliorare le metodologie di valutazione del rischio ambientale;
5) collabora con l'Autorita' competente all'aggiornamento del piano di iniziative per soddisfare le esigenze formative prioritarie del sistema pubblico, di cui al precedente paragrafo 4.1.1, punto 5;.
7) promuove, in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento, attivita' di informazione sui rischi delle sostanze, secondo quanto indicato al precedente paragrafo 1.3.6;
8) collabora con l'Autorita' competente all'aggiornamento dei piani di cui al paragrafo 4.2.1, punti 5, 7, 8, 9, 10 e 11 (programmi di formazione rivolti alle imprese, adeguamento percorsi formativi delle universita' italiane, ampliamento e insediamento di laboratori di saggio, attivita' di ricerca per l'individuazione di metodi di prova alternativi, attivita' di ricerca per la sostituzione delle sostanze «estremamente preoccupanti», iniziative di informazione) e contribuisce alla loro attuazione;
1) partecipa alle attivita' del Comitato per l'analisi socio-economica dell'Agenzia europea nonche', per gli aspetti di competenza, ai lavori degli altri comitati e organi;
3) promuove, in collaborazione con istituti specializzati e universita', lo studio e la messa a punto di metodologie e strumenti di valutazione per effettuare l'analisi socio-economica;
4) collabora con l'Autorita' competente all'aggiornamento dei piani di cui al paragrafo 4.2.1, punti 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11 (programmi di formazione rivolti alle imprese, esigenze formative del sistema pubblico, adeguamento dei percorsi formativi delle universita' italiane, ampliamento e insediamento di laboratori di saggio, attivita' di ricerca per l'individuazione di metodi di prova alternativi, attivita' di ricerca per la sostituzione delle sostanze «estremamente preoccupanti», iniziative di informazione) e contribuisce alla loro attuazione.
Nel 2009, il regolamento REACH entra in vigore in tutte le sue parti e l'Agenzia europea inizia l'attivita' per l'identificazione delle sostanze da includere nell'allegato XIV («sostanze soggette all'obbligo di autorizzazione») nonche' per l'individuazione delle prime sostanze da includere nel «Piano d'azione a rotazione» per la valutazione da parte degli Stati membri.
Entro il 31 gennaio 2009, il Comitato tecnico di coordinamento acquisisce e valuta le proposte relative ai programmi annuali di
attivita' da parte del CSC e dell'APAT nonche' le proposte dei rappresentanti del Comitato medesimo e presenta all'Autorita' competente un piano annuale di attivita' e di utilizzo delle risorse finanziarie.
In relazione all'esperienza maturata, procede altresi' ad una verifica del piano di attivita' di cui al presente decreto e, se del caso, propone una modifica del presente decreto. A tale scopo, l'Autorita' competente, acquisito il parere del Comitato tecnico di coordinamento entro il 31 ottobre 2009, presenta una proposta al Ministro della salute entro il 31 dicembre 2009.
4.3.1. Autorita' competente.
Nel 2009, l'Autorita' competente, oltre ad espletare le funzioni di cui al precedente paragrafo 4.2.1:
1) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, le linee guida per armonizzare le attivita' di controllo e vigilanza, di cui al precedente paragrafo 4.2.1, punto 2);
4) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano per favorire l'adeguamento dei percorsi formativi delle universita' italiane, di cui al precedente paragrafo 4.2.1, punto 7;
6) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano per promuovere le attivita' di ricerca volte all'individuazione di metodi di prova alternativi, di cui al paragrafo 4.2.1, punto 9;
7) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano per promuovere le attivita' di ricerca e sviluppo finalizzate alla sostituzione delle sostanze «estremamente preoccupanti», di cui al precedente paragrafo 4.2.1, punto 10;
Il CSC presenta al Comitato tecnico di coordinamento, entro il 15 gennaio 2009, il proprio programma di attivita' per la definizione da parte del Comitato medesimo della proposta relativa al piano annuale di attivita' e di utilizzo delle risorse finanziarie.
4.3.3. Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT)
Nel 2009, l'APAT completa la propria struttura tecnica, per assicurare l'espletamento delle funzioni di supporto tecnico-scientifico previste.
L'APAT presenta al Comitato tecnico di coordinamento, entro il 15 gennaio 2009, il proprio programma di attivita' per la definizione da parte del Comitato medesimo della proposta relativa al piano annuale di attivita' e di utilizzo delle risorse finanziarie.
Collabora con l'Autorita' competente all'aggiornamento dei piani indicati al precedente paragrafo 4.3.1, contribuendo alla loro attuazione.
Nel 2009, il Ministero dello sviluppo economico assicura l'espletamento delle funzioni indicate al precedente paragrafo 4.2.5 e provvede, se del caso, ad aggiornare le iniziative intraprese. Collabora con l'Autorita' competente all'aggiornamento dei piani indicati al precedente paragrafo 4.3.1, contribuendo alla loro attuazione.
5. Utilizzo delle risorse finanziarie.
Per gli adempimenti previsti dal Regolamento REACH, come specificati nel paragrafi precedenti, le amministrazioni e gli organismi coinvolti utilizzano le risorse di cui all'art. 5-bis della legge 6 aprile 2007 n. 46 nei limiti degli importi rispettivamente attribuiti, come indicato nella tabella 1.
UTILIZZO DELLE RISORSE FINANZIARIE DI CUI ALL'ART 5-BIS LEGGE 6 APRILE 2007, N. 46