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Timestamp: 2018-08-17 11:01:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 72', 'art.99', 'art.117', 'art 117', 'art:114', 'art.117', 'art.117']

Guida al Referendum Costituzionale 2016
Pubblicato: Lunedì, 07 Novembre 2016 08:31
Testo Integrale Riforma Costituzionale 2016
Analisi Open Polis sulle leggi navetta
Oggi inauguriamo la sezione “Altri argomenti”. Una sezione in cui analizzeremo alcune tematiche di carattere generale e non per forza strettamente connesse all’ambito condominiale.
La prima di queste analisi si soffermerà sul Referendum del Dicembre 2016.
Il 12 Aprile 2016 viene approvata definitivamente la legge di riforma della Costituzione. Il testo di legge è molto lungo e tocca molteplici ambiti.
Questa analisi non vuole essere troppo approfondita, proprio perché sarebbero necessarie più analisi specifiche sui singoli settori che la riforma tocca.
Qui vogliamo dare una visione d’insieme e dare qualche spunto di riflessione, nulla più....
Dunque andiamo a vedere il testo che gli elettori si troveranno di fronte al momento di decidere:
Approvate il testo della legge Costituzionale concernente ”disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n:88 del 15 Aprile 2016?
Il primo punto da analizzare è l’Art.1, 4° comma dell’art. 55 sez.I del Titolo I, concernente il ruolo dell’ipotetico futuro Senato:
Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea.
Valuta le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori.
Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato
Il primo elemento da andare a valutare è quindi la competenza del Senato, che a causa dei termini troppo generici (clausole generali) non consente una sua precisa definizione.
Infatti, la concorrenza del Senato si ha sia nell’ambito della legislazione normale, che in quello della legislazione Europea.
Da ricordare che questo secondo aspetto, di fatto, comporta che non verrà tolta nessuna competenza al Senato poiché l’articolo stesso prevede la sua partecipazione all’attuazione delle politiche europee. Infatti, l’Unione Europea gode di competenza esclusiva su determinate materie (es: unione doganale e politca monetaria) e di una competenza concorrente (es: trasporti, energia, sicurezza e giustizia, sanità pubblica, agricoltura, ambiente, mercato interno, protezione consumatori ecc..). Poi vi è anche la competenza di sostegno (es: turismo, cultura industria ecc..).
I settori in cui, dunque, l’UE incide nella politica interna sono tanti e trasversali. Si lascia dunque al senato una competenza che non è così residuale come si vuole far credere.
La genericità del testo di legge Costituzionale, potrebbe dar luogo a diversi conflitti nel momento in cui il Senato riterrà di poter/dover decidere sul merito. Il rischio è dunque una maggiore litigiosità ed un blocco del processo normativo.
L’abolizione delle navette tra Camera e Senato
Uno dei punti su cui spinge il Governo a sostegno della riforma è che essa è necessaria per velocizzare i tempi di approvazione delle leggi. Per evitare quello che accade oggi con il “bicameralismo paritario”:
Il bicameralismo perfetto comporta che al momento di presentazione di un testo di legge da approvare, quale che sia il procedimento interno seguito (commissioni o assemblea), il medesimo testo dovrà essere approvato sia dalla camera che dal Senato.
Questo significa che se anche viene cambiata una singola parola, esso dovrà ritornare all’altro ramo del parlamento per essere nuovamente approvato. Come si vede, dunque, in teoria questo sistema potrebbe portare a lungaggini infinite. La riforma Costituzionale dando maggiori poteri alla Camera vuole evitare tutto ciò.
Ma è davvero così? Davvero il procedimento è così lento oggi? Tralasciando la valutazione fatta in merito alle future competenze del Senato, che non saranno cosi tanto residuali (poche) ma che potrebbero portare a grandi conflitti andiamo a vedere oggi com’è la situazione.
Da una inchiesta di SkyTg24 e dalla fotografia di Open Polis si evidenzia come dall’insediamento del Governo Renzi a metà ottobre, siano state approvate 252 leggi. Di queste, 203 leggi sono state di iniziativa governativa (80%), il restante di iniziativa Parlamentare. Ricordiamo che la nostra forma di Governo, tripartisce il potere in esecutivo (Governo), legislativo (Parlamento), giudiziario (Magistratura). Questo dato evidenzia già una forte anomalia in senso accentuativo del potere nelle mani del solo Governo. Ma concentriamoci sul problema navette, cioè la spola da un ramo all’altro con conseguente perdita di tempo.Elemento che la riforma costituzionale mette al primo posto.
Nell’attuale legislatura, con la vecchia Costituzione, di quelle 252 leggi approvate fino ad ottobre, solo 50 di esse sono state oggetto di modifiche e quindi rinviate all’altro ramo del Parlamento, solo il 20% dunque. Di queste 50 leggi “navette” , 43 sono state approvate con 3 letture (solo 1 in più rispetto all’iter ordinario), le altre con qualche passaggio in più. La massima estensione si è avuta con la legge sul reato di omicidio stradale (5 votazioni) e con la riforma Renzi-Boschi della Costituzione che ha necessitato 6 approvazioni. Si ricorda, però, che in quest’ultimo caso essendo legge Costituzionale, il procedimento è già di per sé rafforzato prevedendo un minimo di 4 approvazioni!
Da questa analisi, dunque, si evidenzia come in realtà il problema della velocità delle leggi non sia tanto di impostazione normativa (e quindi di norme costituzionali che regolano l’attività di approvazione delle leggi), quanto di volontà politica.
Interessante sarà poi capire, vista la già forza del Governo, oggi, con la vecchia Costituzione, l'incidenza che avrà l’applicazione di un'altra clausola inserita nell’art. 72 :
Esclusi i casi di cui all’articolo 70 […] Il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione.
Contenimento costi politica, CNEL e numero senatori e loro elezione
Prima di tutto andiamo a capire cosa è il CNEL:
Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, è un organo di consulenza del Governo e del Parlamento previsto da art.99 Cost.. Formato un tempo da più di 100 soggetti, a partire dal 2012 questo numero si è ridotto a 64 consiglieri.
L’organo ha funzioni di promozione legislativa, nei 50 anni in cui ha operato, però, ha presentato solo 14 progetti di legge di cui nessuno è stato approvato. I costi si aggirano intorno ai 15-20 milioni che sono stati ridotti negli ultimi anni, riducendosi a meno di 10 milioni dall'ultimo bilancio..
A prescindere comunque dai reali costi, è sicuramente una nota positiva la sua eliminazione, volta ad un miglioramento generale dei costi della politica. Certo il risparmio sarebbe esiguo, tenuto conto che i costi attualmente sono suddivisi tra personale per il 70% e gestioner dell'immobile per il restante 30%, essendo state già eliminate tutte le forme di agevolazione un tempo previsto per dirigenti ecc..
Questo significa che il personale sarà dirottato verso un altro ente, probabilmente la Corte dei Conti ed il costo quindi sostenuto da esso, mentre la sede dovrebbe essere destinata al CSM. Bisogna quindi valutare in conclusione quale sarà l'effettivo risparmio..
Infine, più che una eliminazione del ruolo del CNEL, forse sarebbe stato necessario, visto che alla fine il risparmio sarà veramente esiguo, potenziarne il funzionamento. In ottica anche del ruolo che effettivamente potrebbe avere a livello legislativo. Un esempio si ha con la conferma da parte delle istituzioni europee dell'organo che a livello europeo esercita le medesime funzioni del CNEL, cioè il CESE, il Comitato economico e sociale europeo.
Ma il solo taglio di questo ente non porta a nulla. Il risparmio di una decina di milioni è nulla in confronto al costo della Camera dei Deputati che si aggira intorno ai 980 milioni di euro nell’ultimo anno ed al costo del Senato che si aggira intorno ai 500 milioni di euro. Parlavamo di risparmio ed effettivamente il taglio dei Senatori porterà ad un risparmio dei costi del senato di circa 40-50 milioni di euro.
Ma facciamo attenzione, perché i costi dei futuri Senatori non saranno più a carico dello Stato centrale ma dei Consigli Regionali. Quindi questo risparmio è effettivo? Oppure è solo una voce di spesa che si sposta dallo Stato alle Regioni?
Infatti, bisogna tenere a mente che gli ipotetici futuri Senatori saranno scelti dai Consigli Regionali (e quindi il popolo non avrà voce nella loro scelta). Bisogna quindi domandarsi, cosa accadrà se i Consigli Regionali approveranno le indennità di trasferta?
L'indennità di trasferta è una indennità che oggi esiste per coloro che per motivi istituzionali devo partecipare ad attività esterne alla sede di appartenenza. Con il nuovo Senato, infatti, la carica di Senatore non sarà più un incarico unico ma un secondo incarico, un secondo lavoro, che si affiancherà al principale.
Il consigliere regionale oltre a fare il consigliere farà pure il Senatore. Il Sindaco oltre a fare il sindaco, se nominato dal consiglio regionale, farà anche il Senatore. Siamo sicuri che le trasferte, i costi alloggio ecc… non saranno nuove voci di spesa a carico di tutti i cittadini della "regione"?
E come opererà il consigliere o il sindaco che dovrà dividersi tra questi 2 incarichi? Riuscirà a farli entrambi egregiamente?
Revisione Titolo V e nuove competenze
A conclusione di questa mini-guida al Referendum bisogna analizzare la riforma del Titolo V. Questa parte della Costituzione si concentra sulla ripartizione delle competenze in varie materie tra Stato e Regioni. Era già stata modificata nel 2001 ed aveva suddiviso la competenza in materia esclusive dello Stato, materie esclusive delle Regioni e materie concorrenti.
Tale riforma prevede:
- Competenza esclusiva Stato su moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari e assicurativi; tutela e promozione della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile , difesa ecc…
- Competenza Regioni per rappresentanza delle minoranze linguistiche, di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno, di dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della formazione professionale ecc..
L’elenco completo all’art.117 nelle varie lettere dalla A alla Z.
Da notare che nella competenza esclusiva dello Stato si distingue tra una competenza totale (deciderà tutto lo Stato) ed una competenza marginale, tali materie si individuano dalla dicitura iniziale “disposizioni generali e comuni”. Anche in questo caso bisognerà verificare quali sono i reali confini all’operato dello Stato e se la genericità del testo normativo non porterà a contrasti tra Stato e Regioni su materie che alla Regione interessa disciplinare.
Competenza Stato: lettera (n) disposizioni generali e comuni sull’istruzione; ordinamento scolastico;
Competenza Regioni: in materia di servizi scolastici, di promozione del diritto allo studio, anche universitario;
Infine, importante sottolineare la clausola di chiusura inserita all’interno dell’art 117:
Le province scompaiono davvero?
Entrando nello specifico andiamo ad analizzare l'art:114 della Costituzione
La Repubblica è costituita dai Comuni,dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
Il nuovo articolo come novellato dalla riforma è identico, manca solo la parola "Province". Con questa modifica di fatto questo livello dell'assetto governativo viene eliminato.
Ma è davvero così? Per capirlo bisogna andare a spulciare l'art.117 dove troviamo:
p) ordinamento, legislazione elettorale,organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni e Città metropolitane; disposizioni di principio sulle forme associative dei comuni;
Siamo nell'ambito dell'art.117 dove nella prima parte vengono elencati le materie di esclusiva competenza dello Stato.
Cerchiamo di capire cosa si intende per: " disposizioni di principio sulle forme associative dei comuni;"
Le forme associative dei Comuni non sono altro che la risposta che è stata data all'eliminazione delle province. I comuni non riuscendo a gestire la macchina delle ex province, hanno deciso di riunirsi insieme ad altri Comuni, instaurando un modello organizzativo ed amministrativo che ricalca perfettamente le funzioni delle province.
Questo significa che le province non sono scomparse, la loro eliminazione è solo "formale" perchè di fatto la struttura continuerà ad esistere solo con altro nome.
Ad esempio: "Libero consorzio comunale" oppure "Ente territoriale di aria vasta"
Le conseguenze varieranno da regione a regione:
a) In quelle dove sono stati istituti i consorzi di fatto si avrà un organismo che ricalca le funzioni della provincia ma senza un elezione diretta e sotto il controllo gestionale degli organi politici.
b) In quelli dove le competenze sono state estese alle città metropolitane (tipo Roma) di fatto non cambierà nulla a livello di costi, perchè le funzioni saranno assorbite dall'organizzazione esistente ma essa non potrà far fronte al nuovo territorio da gestire se non tramite un "Ente territoriale di area vasta". Questo nuovo ente sarà di fatto costituito dalla macchina amministrativa delle ex province e dell'impianto dei numerosi dipendenti necessari a rispondere alle esigenze di tutto il territorio.
c) Stesso discorso per quanto riguarda quelle residuali materie eventualmente attribuite all'ente Regione.
Di fatto, dunque bisogna evidenziare che l'eventuale risparmio si potrà avere solo su una parte della spesa delle province e che non inciderà in maniera determinante sui costi totali dello Stato, in quanto le funzioni attribuite alle province dovranno essere comunque svolte da altri organi. La criticità più grande si avrebbe poi in fase democratica, in quanto un livello in precedenza eletto dal popolo sarebbe di fatto spartito tra coloro che non sono mai stati eletti, proprio perchè il Consorzio verrà gestito da regole interne o statali che però non imporranno mai un elezione diretta, e nel caso ad esempio di Roma, le competenze saranno attribuite alla città metropolitana che si appoggerà sugli ex impianti amministrativi della Provincia.
Rischi economici relativi al voto?
In merito poi al rischio di livello economici, a mio parere non bisogna preoccuparsene più di tanto. Non tanto perchè non possano esservi squilibri di qualche tipo, ma semplicemente per il fatto che la finanza mondiale gioca ad un livello molto più elevato della mera politica italiana.
Infatti, gli investitori muovono mari ed oceani di soldi e li muovono solo nel loro interesse, non certo nell'interesse dell'Italia. Questo significa che cosi com'è avvenuto con la Brexit e con l'elezione di Trump, le borse faranno il loro giochino scendere per poi risalire. Per il semplice fatto che un momento di crisi consenti operazioni di svendita per alcuni e di acquisto/guadagno per altri.
Alla fine oggi un eventuale crisi non può essere paragonata alla crisci del 2012 e quindi semmai ci fosse sarebbe lieve come quella avvenuta per le elezioni di novembre negli USA, che non è durata nemmeno 24 ore.
Come votare al Referendum 2016?
Questa guida non ha intenzione di dirvi come votare. Sarete voi a decidere se preservare la Costituzione dei nostri padri fondatori o di volerne una nuova.
In questa guida non si è andati nello specifico dei singoli provvedimenti, ma solo su alcune voci, diciamo le più rilevanti.
Consiglio quindi di andarsi a leggere il testo della Riforma.
Ad ogni modo, pongo una semplice domanda al futuro elettore:
Il problema dell’Italia è la velocità dell’approvazione delle leggi? È il costo della politica?
Oppure la vera piaga che non consente a questo Paese di crescere è il fatto che le leggi che già esistono non vengono applicate? Quante volte abbiamo visto che il “Controllore” di fatto non “controllava” e non operava nel far rispettare la legge?
Cosa ce ne facciamo di un Governo che in un ipotetico futuro approverà le leggi in meno di 100 giorni se poi queste ultime non saranno osservate?
Il problema dell'Italia è la mancanza di leggi oppure l’assenza totale del rispetto di esse e della sanzione prevista?
Questo mi chiedo e vi chiedo di valutare prima di decidere per cosa votare.
Infine, si ricorda che l'appuntamento referendario è fissato per il 4 Dicembre e non è previsto alcun quorum obbligatorio da raggiungere per la sua validità.
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0 #5 Amm.Fiasconaro Nicolas 2016-12-05 08:22
Abbiamo vinto. Complimenti! Non è stato un voto contro il progresso ma per la tutela dei nostri diritti. In questi anni abbiamo visto un attacco continuo ai nostri diritti, dalle pensioni, alle tutele nel lavoro; dalle leggi ad personam, alle leggi pro banche; Non è così che si cambiano le cose, non serve modificare articoli su articoli della Costituzione. L'Italia non ha bisogno di leggi e leggine, ha bisogno di una nuova moralità. In tanti si vantano di essere onesti, ma quanti effettivamente lo sono? Quanti nel loro piccolo scendono a compromessi o chiudono non uno ma entrambi gli occhi. Ecco da dove bisogna ripartire!
Una volta che saranno stati formati uomini e donne rigorosamente oneste, tutto sarà più semplice.
0 #4 Saretta 2016-12-01 12:09
Alcune cose non le sapevo, ora voterò con più consapevolezza.
0 #3 Raffaella Scorza 2016-11-22 18:31
Grazie, finalmente una spiegazione molta chiara.
+1 #2 Davide 2016-11-21 18:45
Evidente sito che è per il no... Tutto va bene nlle nostre istituzioni quindi?
0 #1 Tommi 2016-11-18 09:19
Grazie utilissima guida.