Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7439:essili-lavorazione-paglia-ecc-ccnl-10-dicembre-1954&catid=107&Itemid=139
Timestamp: 2019-10-18 19:08:06+00:00
Document Index: 23614029

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 36', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 38', 'art. 15']

Tessili - Lavorazione paglia ecc.: CCNL, 10 dicembre 1954
Data firma: 10 dicembre 1954
Validità: 10.12.1954 - 10.12.1956
Parti: Federazione Italiana Industriali del cappello-Confindustria e Fila-Cgil, Fuila-Cisl
Settori: Tessili, Lavorazione paglia ecc.
Art. 1. - Assunzione - Documenti di lavoro e visita medica.
Art. 5. - Istruzione professionale.
Art. 7. - Donne adibite a mansioni maschili.
Art. 10. - Lavoro straordinario, notturno e festivo. Maggiorazioni.
Art. 11. - Lavori discontinui.
Art. 16. - Permessi di entrata e di uscita.
Art. 17. - Giorni festivi e trattamento economico relativo.
Art. 18. - Retribuzioni.
Art. 19. - Sospensione e interruzione del lavoro.
Art. 27. - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio. Art. 28. - Igiene e sicurezza del lavoro.
Art. 30. - Commissioni interne e Delegati d'impresa.
Art, 31. - Permessi per cariche sindacali.
Art. 33. - Abiti da lavoro.
Art. 34. - Consegna, conservazione e indennità d'uso degli utensili e materiali.
Art. 35. - Visite d'inventario e di controllo.
Art. 39. - Trattenute per risarcimento danni.
Art. 40. - Preavviso in caso di licenziamento e di dimissioni.
Art. 44. - Trapasso, trasformazione, fallimento e cessazione dell'azienda.
Art. 45. - Trattamento per invenzioni.
Art. 47. - Controversie.
Verbale di accordo provvisorio
Contratto collettivo nazionale di lavoro normativo e retributivo per gli operai addetti alle aziende che esercitano la lavorazione delle trecce e dei cappelli di materia prima da intreccio (paglia, truciolo, ecc.) e materie affini, 10 dicembre 1954
In Firenze, presso la sede dell'Associazione degli Industriali della Provincia di Firenze, tra la Federazione Italiana Industriali del cappello […], con l'intervento, in rappresentanza delle aziende industriali e delle Associazioni territoriali industriali […], con l'assistenza della Confederazione Generale della Industria Italiana […] e la Federazione Italiana Lavoratori Abbigliamento (Fila) […] , con l'intervento del […] Silca e, in rappresentanza dei Sindacati Provinciali […] e dei lavoratori […] e con l'assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro […] e la Federazione Unitaria Italiana Lavoratori Abbigliamento (Fuila) […], con l'assistenza della Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori […], è stato stipulato il presente contratto Collettivo Nazionale di lavoro da valere in tutto il territorio nazionale per i lavoratori (operai) addetti alle aziende che esercitano la lavorazione delle trecce e dei cappelli di materia prima da intreccio (paglia, truciolo, ecc.) e materie affini.
Per l'ammissione al lavoro delle donne e dei fanciulli valgono le norme di legge.
Per il lavoro delle donne e dei fanciulli si richiamano le norma della legge 26 aprile 1934, nonché le disposizioni contenute nel R.D. 7 agosto 1936, n. 1720, e successive modifiche.
È considerato «apprendista» chiunque venga assunto fra i 14 ed i 18 anni di età, con lo scopo di acquisire, mediante addestramento e pratico tirocinio, la capacità necessaria per diventare «operaio qualificato».
Al termine del periodo di apprendistato, il lavoratore sarà classificato a tutti gli effetti «operaio qualificato».
Il periodo di apprendistato, effettuato presso altre aziende, purché nelle stesse mansioni, deve essere computato per intero agli effetti del compimento del tirocinio prescritto, e degli scatti semestrali di paga base sempre che, nel passaggio da una azienda all'altra, non sia intercorsa una interruzione di tempo superiore ai 12 mesi.
Per i chiamati alle armi per obblighi di leva, l'interruzione consentita sarà pari alla durata normale del servizio di leva stesso.
Nei limiti di tempo prescritti, e compatibilmente con la necessità di perfezionamento tecnico, le aziende addestreranno l'apprendista nel modo più ampio nelle varie lavorazioni affini al settore, cui l'apprendista stesso viene adibito.
La durata massima del periodo di apprendistato sarà ridotta alla metà per i licenziati dalle scuole tecniche industriali ad indirizzo della categoria, e per coloro che siano in possesso di licenza di scuola secondaria di avviamento professionale ad indirizzo corrispondente alla attività esplicata dall'apprendista.
Durante il periodo di tirocinio, l'apprendista non deve essere adibito a lavori che non siano attinenti alla sua formazione di «operaio qualificato», e sottoposto a sforzo fisico superiore alle sue possibilità.
L'apprendista deve lavorare ad economia: in caso venga adibito a lavori a cottimo, acquisisce il riconoscimento di «operaio qualificato», anche se non ha terminato il periodo di apprendistato, a tutti gli effetti, e gli si applicheranno le tariffe di cottimo. -
Nel libretto di lavoro degli apprendisti devono essere registrati i periodi di servizio prestati […]
Le Organizzazioni contraenti riconoscono l'opportunità a che venga dato impulso alla istruzione professionale intesa ad affinare le capacità tecniche delle maestranze ed a migliorare il loro rendimento nella produzione.
Le Associazioni territoriali cureranno l'attuazione pratica di tale principio addivenendo - quando ve ne sia la possibilità - alla istituzione di corsi professionali di categoria od al potenziamento di quelli eventualmente esistenti.
All'apprendista che frequenti, ai sensi dell'art. 9 del R.D.L. 21 settembre 1938, n. 1906, i corsi istituiti a termine del R.D.L. 21 giugno 1938, n. 1380, saranno accordati, senza alcuna trattenuta sulla retribuzione, i permessi necessari.
Alla donna destinata a compiere funzioni caratteristiche della prestazione di opera maschile compete, a parità di condizioni di lavoro, e di rendimento qualitativo e quantitativo, la retribuzione contrattuale prevista per l'uomo. Nelle lavorazioni a cottimo, la condizione suddetta si intenderà soddisfatta con la adozione delle tariffe previste per la categoria maschile.
La durata normale settimanale dell'orario di lavoro è quella fissata dalla legge, con un massimo di 8 ore giornaliere, salvo le deroghe da essa legge previste o da norme contrattuali.
Per gli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa e custodia, l'orario normale di lavoro è fissato in 60 ore settimanali con un massimo di 10 ore giornaliere, salvo le eccezioni previste dai vigenti accordi interconfederali in materia.
È consentito il recupero negli altri giorni della settimana per le ore eventualmente non lavorate dalle ore 13 del sabato nei limiti di un'ora al giorno, a regime normale, senza maggiorazione di lavoro straordinario.
Al segnale di inizio del lavoro l'operaio deve trovarsi al suo posto ed in condizioni di iniziare la sua attività.
Le infrazioni saranno punite a termini dell'art. 36 (Provvedimenti disciplinari).
Per quanto riguarda la disciplina relativa all'accesso degli operai nello stabilimento, all'inizio ed alla cessazione del lavoro, restano in vigore le consuetudini in atto presso ciascuna azienda.
La pulizia del posto, delle macchine o degli utensili di lavoro, con le modalità indicate dalla direzione dell'azienda, sarà fatta normalmente prima dell'anzidetto segnale di cessazione. Ove venisse compiuta oltre l'orario normale di cui all'art. 8 sarà considerata prestazione straordinaria.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti stabiliti dalla legge e dall'art. 8 del presente contratto.
È considerato lavoro festivo quello effettuato nella domenica oppure nei giorni di riposo compensativo, di cui all'art. 14, e nelle festività e ricorrenze, di cui ai punti b), c) e d) dell'art. 17.
L'operaio in possesso di documenti comprovanti la frequenza di scuole serali o festive deve essere esonerato dal lavoro straordinario o notturno o festivo, in quanto dette prestazioni gli impediscano di frequentare le scuole medesime.
Il tempo impiegato da gruppi di operai avvicendati alla stessa macchina e nelle medesime mansioni, entro le 24 ore, anche se a turni di non eguale durata, è considerato «lavoro a squadre».
L'orario ordinario di lavoro a squadre è di 8 ore per turno, ivi compresa la mezz'ora di riposo.
Le modificazioni dei turni di lavoro dovranno essere comunicate agli operai il giorno precedente, salvo i casi di forza maggiore.
Son fatte salve le deroghe e le disposizioni di legge.
Gli operai che nei casi consentiti dalla legge, lavorino la domenica, godranno il prescritto riposo in altro giorno della settimana, che deve essere prefissato.
Allo scopo di far coincidere, per quanto possibile, il riposo settimanale con la domenica anche per gli operai lavoranti in turni ed affinché i turni abbiano uno svolgimento regolare, si conviene che l'orario di lavoro debba decorrere dal lunedì alla domenica compresa.
In caso di spostamento eccezionale del giorno di riposo prestabilito, l'operaio avrà diritto, per il lavoro prestato nel giorno in cui avrebbe dovuto godere del riposo alla maggiorazione stabilita nell'art. 10 per il lavoro festivo.
Durante il lavoro l'operaio non può assentarsi dallo stabilimento senza giustificato motivo e senza autorizzazione. L'operaio licenziato o sospeso, o fuori turno di lavoro, non potrà entrare nello stabilimento senza il permesso della Direzione.
Il permesso di uscita potrà essere accordato all'operaio sempre che sia stato richiesto nella prima ora di lavoro e per giustificati motivi.
Per motivi di carattere eccezionale il permesso potrà essere richiesto dall'operaio in qualsiasi momento.
È ammesso il recupero, a salario normale, delle ore perdute per causa di forza maggiore o per le eventuali interruzioni di lavoro concordate fra le parti, purché sia contenuto nel limite di una ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni successivi a quello in cui è avvenuta la interruzione.
All'operaio che abbia una anzianità ininterrotta di 12 mesi presso l'azienda in cui è occupato, sarà concesso, ogni anno, un periodo di ferie con la corresponsione della retribuzione giornaliera percepita in servizio in ragione di:
12 giorni lavorativi (ore 96) per gli aventi anzianità da 1 a 8 anni compiuti;
14 giorni lavorativi (ore 112) per gli aventi anzianità superiore agli anni 8.
Non è ammessa la rinuncia né espressa, né tacita delle ferie.
Il trattamento in caso dì gravidanza e puerperio è disciplinato dalla legge 26 agosto 1950, n. 860 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e successive modifiche.
Art. 28. - Igiene e sicurezza del lavoro.
Per tutte le norme che disciplinano l'igiene e la sicurezza del lavoro, si fa riferimento alle disposizioni di legge richiamando particolarmente quelle che dispongono visite sanitarie periodiche.
Le aziende manterranno i locali di lavoro in condizioni che assicurino l'incolumità e la sanità dei lavoratori, l'igiene dell'ambiente, curandone la aerazione, la pulizia, l'illuminazione e, ove occorra, il riscaldamento.
Per i compiti delle Commissioni interne o dei Delegati d'impresa - eletti nelle aziende - si richiama la disciplina interconfederale vigente in materia.
Il lavoratore deve essere provvisto del proprio indumento o abito di lavoro. Se il carattere delle lavorazioni accelera l'usura dell'abito di lavoro o di parte di esso, l'azienda concorrerà in ragione del quaranta per cento alla spesa necessaria per il rinnovamento dell'abito stesso o delle parti logore.
Ove la direzione dell'azienda prescrivesse l'adozione uniforme di un abito da lavoro, dovrà fornirlo gratuitamente la prima volta: successivamente, presentandosi la necessità di rinnovarlo, il lavoratore concorrerà in ragione del quaranta per cento della spesa effettiva.
L'abito da lavoro fornito dall'azienda rimane di proprietà di essa e non potrà essere usato fuori dello stabilimento se non nei casi previsti dal regolamento eventuale o dalle consuetudini.
È preciso obbligo dell'operaio di conservare in buono stato le macchine e gli attrezzi, gli utensili, gli armadietti, i modelli e disegni ed in genere tutto quanto è a lui affidato.
D'altra parte l'operaio deve essere messo in grado di conservare quanto consegnatogli: in caso contrario ha diritto di declinare la propria responsabilità informandone tempestivamente, però, la direzione dell'azienda.
L'operaio risponderà delle perdite e degli eventuali danni agli oggetti in questione, che siano imputabile a sua colpa o negligenza.
L'operaio non può apportare nessuna modifica agli oggetti affidatigli senza averne avuta autorizzazione da chi di dovere. Qualunque variazione da lui fatta arbitrariamente da diritto all'azienda di rivalersi per i danni avuti.
d) licenziamento ai sensi dell'art. 38.
а) che, senza giustificato motivo, non si presenti al lavoro, come previsto all'art. 15;
c) che, ritardi l'inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza preavvertire il superiore diretto o senza giustificato motivo;
e) che, contravvenga al divieto di fumare, espressamente avvertito con apposito cartello, laddove ragioni di sicurezza consiglino tale divieto:
f) che, costruisca entro lo stabilimento oggetti per proprio uso, con lieve danno dell'azienda;
g) che, per disattenzione procuri guasti non gravi o sperpero non grave di materiale dell'azienda; che non avverta subito i superiori diretti di eventuali guasti al macchinario o di eventuali irregolarità
i) che, in qualunque modo trasgredisca alle norme del presente contratto e dei regolamenti interni o che commetta mancanze recanti pregiudizio alla disciplina, alla morale o all'igiene.
1) Con la perdita dell'indennità di preavviso ma non della indennità di anzianità.
Tale provvedimento si applica nei confronti dell'operaio che sia recidivo nelle mancanze di cui all'articolo precedente (multe e sospensioni) o che commette gravi infrazioni alla disciplina od alla diligenza del lavoro.
i) trascuratezza nell'adempimento degli obblighi contrattuali o di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all'articolo precedente (multe e sospensioni).
2) Con la perdita dell'indennità di preavviso e dell'indennità di anzianità.
In tale provvedimento incorre l'operaio che provochi alla azienda grave nocumento morale o materiale; che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
b) […] danneggiamento volontario al materiale della azienda:
e) costruzione entro lo stabilimento di oggetti per uso proprio o per conto di terzi, con grave danno dell'azione stessa;
Le controversie individuali, anche se plurime, che sorgessero circa l'applicazione del presente contratto, qualora non venissero conciliate fra la Direzione dell'azienda ed i lavoratori, assistiti dalla Commissione Interna, verranno sottoposte all'esame delle competenti Organizzazioni degli Industriali e dei lavoratori, fermo restando, in caso di disaccordo, la facoltà di esperire l'azione giudiziaria.
Le controversie collettive per l'applicazione e la interpretazione del presente contratto, che non venissero composte direttamente fra la Direzione aziendale e Commissione Interna o delegato di impresa, saranno esaminate dalle competenti Organizzazioni territoriali, e, in caso di mancato accordo, da quelli nazionali.
Addì 10 dicembre 1954 in Firenze, presso la Delegazione Industriale della Paglia e Trecce meccaniche e materie affini, tra la Federazione Nazionale degli Industriali del Cappello e la Federazione Italiana Lavoratori Abbigliamento (Fila), la Federazione unitaria Italiana Lavoratori Abbigliamento (Fuila) si conviene che, per quanto riguarda la regolamentazione del lavoro a domicilio per il settore trecce e cappelli di paglia e materie affini, la stessa avverrà quanto prima fra le parti competentemente qualificate.
Si conviene altresì che nel frattempo restano in vigore, nei confronti di ehi di spettanza, le relative norme in proposito contemplate dal contratto collettivo nazionale di lavoro 24 novembre 1933.