Source: https://canestrinilex.com/risorse/buca-sul-marciapiede-se-ben-visibile-nessun-risarcimento-cass-1790319/
Timestamp: 2020-01-20 15:57:47+00:00
Document Index: 50320883

Matched Legal Cases: ['art. 2051', 'art. 2043', 'sentenza ', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 2051', 'art. 360', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 2051']

4 Luglio 2019, Cassazione civile
L'ente proprietario d'una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell'art. 2051 cod. civ., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l'utente danneggiato di percepire o prevedere con l'ordinaria diligenza la situazione di pericolo.
Nel compiere tale ultima valutazione, si dovrà tener conto che, quanto più questo è suscettibile di essere previsto e superato attraverso l'adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all'ente e l'evento dannoso.
sez. III Civile, ordinanza 12 febbraio – 4 luglio 2019, n. 17903
La signora Ol. Sa. convenne in giudizio davanti al Giudice di Pace di Caulonia, il Comune della stessa città per sentirlo condannare al risarcimento dei danni patiti a seguito di una caduta avvenuta in Caulonia alle ore 11 del 28/10/2002, allorquando non avvedendosi di una buca presente sul marciapiedi, cadde, riportando danni. Nel contraddittorio con il Comune fu acquisita una CTU ed escussa una prova testimoniale, all'esito delle quali il Giudice di Pace qualificò la fattispecie nel quadro dell'art. 2043 c.c., accertò la responsabilità dell'ente per aver omesso di svolgere la manutenzione della strada e per non aver segnalato la buca e condannò il Comune a risarcire la danneggiata dell'importo di Euro 3.891,97, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria.
Il Tribunale di Locri, adito in appello dal Comune di Caulonia, ha con sentenza n. 973 del 22/10/2016, accolto l'appello ritenendo che la buca fosse ben visibile e che il comportamento disattento della danneggiata costituisse scriminante la responsabilità della P.A. ai sensi dell'art. 2051 c.c..
Il Tribunale di Locri ha dunque, in accoglimento dell'appello, rigettato la domanda risarcitoria avanzata dalla Sa., e condannato la medesima alle spese di entrambi i gradi del giudizio.
Avverso la sentenza Ol. Sa. propone ricorso per cassazione affidato a due motivi. Resiste il Comune di Caulonia con controricorso.
Infatti, da un lato ritiene che il giudice si sia contraddetto nel ritenere non raggiunta la prova del fortuito; dall'altro che abbia erroneamente ritenuto la presunta distrazione della vittima.
Entrambe le censure fuoriescono dal vizio di sussunzione ed impingono nel merito essendo volte a sollecitare la Corte ad un riesame dei fatti e delle prove. Secondo la giurisprudenza consolidata di questa Corte, infatti, è estranea al vizio di sussunzione, desumibile ai sensi dell'art. 360, co. 1 n. 3 c.p.c. quale vizio di riconduzione della fattispecie concreta ad una norma che non le si addice, ogni critica che investa la ricostruzione del fatto materiale, esclusivamente riservata al giudice del merito (Cass., 3, n. 6035 del 13/3/2018; Cass., 3, n. 10320 del 30/4/2018; Cass., 3, n. 13747 del 31/5/2018).
La sentenza impugnata è immune da tutte le pretese censure sollevate perché ha correttamente applicato l'art. 2051 c.c., nel solco della giurisprudenza consolidata di questa Corte.
I motivi si palesano dunque inammissibili anche ai sensi dell'art. 360 bis, n. 1 c.p.c. per assenza di argomenti che possano portare ad un ripensamento della suddetta consolidata giurisprudenza.
Il giudice, sussunta correttamente la fattispecie sotto l'art. 2051 c.c., ha ritenuto che il Comune custode della strada abbia fornito la prova del caso fortuito, integrato dal comportamento della danneggiata che, in presenza di una cosa potenzialmente pericolosa, non ha posto in essere tutte le cautele che sarebbero state esigibili in relazione alle condizioni di luogo, di tempo e di visibilità dei luoghi, con ciò interrompendo il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all'ente e l'evento dannoso. La sentenza si pone in continuità con la giurisprudenza consolidata di questa Corte, secondo la quale l'ente proprietario d'una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell'art. 2051 cod. civ., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l'utente danneggiato di percepire o prevedere con l'ordinaria diligenza la situazione di pericolo. Nel compiere tale ultima valutazione, si dovrà tener conto che, quanto più questo è suscettibile di essere previsto e superato attraverso l'adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all'ente e l'evento dannoso (Cass., 3, n. 23919 del 22/10/2013; Cass., 3, n. 287 del 13/1/2015; Cass., 3, n. 9546 del 22/4/2010; Cass., 3, n. 15375 del 13/7/2011; Cass., 3, n. 16542 del 28/9/2012).