Source: http://www.consulentieassociati.it/circolare-fiscale-settembre-2017/
Timestamp: 2019-04-19 06:28:44+00:00
Document Index: 86070947

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 110', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 50']

CIRCOLARE FISCALE SETTEMBRE 2017 | Consulenti E Associati
CIRCOLARE FISCALE SETTEMBRE 2017
da Consulenti & Associati | 13/09/17 | Circolari, Senza categoria
CREDITO D’IMPOSTA PER L’ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO – CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
SANZIONI PER OMESSA O TARDIVA PRESENTAZIONE DEL MODELLO F24 A ZERO
PROROGATI I TERMINI DI PRESENTAZIONE DEI MODELLI REDDITI, IRAP E 770 2017
LOCAZIONI BREVI: IL DECRETO ATTUATIVO
CHIARIMENTI SULL’INVIO TELEMATICO DELLE FATTURE, PROROGATO AL 28 SETTEMBRE
INTEGRAZIONI E CORREZIONI DELLE DICHIARAZIONI POSSIBILI ENTRO IL 31 OTTOBRE 2017
ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS EX L. 335/95 – AUMENTO CONTRIBUTIVO
1. VISTO DI CONFORMITÀ IMPOSTE DIRETTE
L’apposizione del visto di conformità si rende necessaria per coloro che intendono utilizzare (o che hanno utilizzato) crediti Irpef, Ires, Irap, da ritenute versate in eccesso e da imposte sostitutive e addizionali per importi superiori a 5.000 euro, formatisi nel periodo di imposta 2016. Pertanto, la semplice esistenza del credito sopra soglia (se non utilizzato in compensazione o utilizzato per importi non eccedenti i 5.000 euro) non è di per sé elemento che obbliga all’apposizione del visto.
2.IPER AMMORTAMENTI Maggiorazione del 150% del costo dei beni strumentali nuovi prorogato fino al 30 settembre 2018
3. CREDITO D’IMPOSTA PER L’ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO – CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Con la circ. 27.4.2017 n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle novità introdotte dall’art. 1 co. 15 della L. 11.12.2016 n. 232 (legge di bilancio 2017) alla disciplina del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo di cui all’art. 3 del DL 145/2013.
Con la suddetta circolare, l’Agenzia delle Entrate fornisce, altresì, ulteriori indicazioni con riferimento alla disciplina del credito d’imposta in esame rispetto a quanto già chiarito con la precedente circ. 16.3.2016 n.5.
Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, dal regime contabile adottato e dalle dimensioni.
Il credito d’imposta spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati inclusi nella c.d. “white list” di cui al DM 4.9.96.
È stato esteso di un anno il periodo di tempo entro il quale i soggetti interessati possono effettuare gli investimenti ammissibili all’agevolazione.
Pertanto, i soggetti “solari” possono avvalersi dell’agevolazione, oltre che per gli investimenti effettuati nei periodi d’imposta 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019, anche per quelli effettuati nel periodo d’imposta 2020.
Coesistono due modalità di calcolo del credito d’imposta in esame.
La prima modalità di calcolo va applicata agli investimenti ammissibili effettuati nei periodi d’imposta 2015 e 2016, in base alla quale la determinazione dell’agevolazione avviene in funzione della diversa aliquota del credito d’imposta (25% o 50% a seconda della tipologia di costo ammissibile); in tal caso, il credito d’imposta spetta a ciascun beneficiario fino all’importo massimo annuale di 5 milioni di euro.
La seconda modalità di calcolo, c.d. “semplificata”, va applicata agli investimenti che saranno effettuati nei periodi d’imposta 2017, 2018, 2019 e 2020, e consiste nella determinazione dell’agevolazione in funzione di un’unica aliquota del credito d’imposta pari al 50% per tutte le tipologie di costi ammissibili; in tal caso, il credito d’imposta spetta a ciascun beneficiario nella misura massima annuale di 20 milioni di euro. L’aliquota unica del 50% si applica alla differenza tra:
l’ammontare complessivo delle spese per investimenti in ricerca e sviluppo per il quale si intende accedere al beneficio;
la media aritmetica delle medesime spese realizzate nei tre periodi d’imposta precedenti a quello di prima applicazione dell’agevolazione (2012, 2013 e 2014).
Pertanto, non sarà più necessario ripartire l’eccedenza tra i gruppi di spese individuati in ragione della diversa aliquota del credito d’imposta e stabilirne incrementi e decrementi rispetto alla media degli investimenti pregressi riferibile al singolo gruppo di spese.
Con riferimento all’ambito oggettivo dell’agevolazione, viene precisato che:
nella retribuzione lorda da considerare ai fini dell’individuazione del costo agevolabile con riferimento al personale (sia altamente qualificato che non) rilevano tutte le componenti del costo del lavoro, compresa la quota di TFR maturata;
l’ammontare minimo, pari a 2.000,00 euro, su cui calcolare le quote di ammortamento per strumenti e attrezzature di laboratorio, va riferito al costo unitario di acquisizione del bene, determinato ai sensi dell’art. 110 del TUIR;
con riferimento ai costi per i software, i software coperti da copyright possono rientrare tra le competenze tecniche, mentre i casi residuali di programmi coperti dal brevetto per invenzione industriale rientrano invece tra le privative industriali;
nella categoria delle privative industriali, ai fini dell’agevolazione, rientrano i modelli di utilità, mentre ne sono esclusi disegni e modelli, nonché i marchi.
4. DEFINIZIONE AGEVOLATA DELLE LITI FISCALI PENDENTI
L’art. 11 del DL 24.4.2017 n. 50, conv. L. 21.6.2017 n. 96, ha previsto una definizione delle liti fiscali pendenti in cui è controparte l’Agenzia delle Entrate, circoscritta a quelle il cui ricorso introduttivo sia stato notificato entro il 24.4.2017.
Rientrano nella definizione solo le liti fiscali in cui è controparte formale l’Agenzia delle Entrate: pertanto se il ricorso, a prescindere dalla tipologia di vizio sollevato, è stato notificato solo ad Agenzia delle EntrateRiscossione (ex Equitalia), la lite non è definibile.
Per fruire della definizione delle suddette liti fiscali pendenti, occorre, entro il termine perentorio del 2.10.2017: effettuare il versamento del totale delle somme dovute per la definizione o della prima rata; trasmettere all’Agenzia delle Entrate la domanda di definizione, redatta sull’apposito modello (approvato con il provv. Agenzia delle Entrate 21.7.2017 n. 140316), nel quale occorre indicare gli estremi del suddetto versamento.
direttamente dal contribuente (se in possesso delle credenziali per Entratel o Fisconline); oppure rivolgendosi ad un intermediario abilitato; oppure recandosi presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate (non necessariamente presso la Direzione provinciale che è parte del contenzioso che si vuole definire).
5. FABBRICATI RURALI In arrivo gli avvisi bonari per i fabbricati rurali non ancora dichiarati al Catasto Edilizio Urbano
L’Agenzia delle entrate prosegue l’attività di accertamento dei fabbricati rurali che risultano censiti ancora al Catasto Terreni, avviando una campagna di sensibilizzazione per permettere agli intestatari catastali di questi immobili di regolarizzare la propria posizione. Per promuovere la regolarizzazione spontanea delle singole posizioni l’Agenzia delle entrate ha inviato tramite il servizio postale avvisi bonari ai proprietari dei circa 800.000 fabbricati rurali, o loro porzioni, censiti al Catasto Terreni e da dichiarare al Catasto Edilizio Urbano. L’avviso bonario consentirà a ciascun soggetto di conoscere la propria posizione e verificare quali immobili sono soggetti all’obbligo di dichiarazione. In assenza della dichiarazione di aggiornamento catastale, le Direzioni Provinciali/Uffici Provinciali – Territorio dell’Agenzia delle entrate procederanno all’irrogazione delle sanzioni e all’accertamento in sostituzione del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso.
Possibile la notifica via Pec anche per le persone fisiche ed i soggetti non obbligati a munirsi di Pec
I soggetti non tenuti per obbligo all’adozione di un indirizzo di Posta elettronica certificata possono richiedere che la notifica delle cartelle di pagamento e degli atti della procedura di riscossione coattiva mediante ruolo possa avvenire all’indirizzo Pec dichiarato all’atto della richiesta. Il servizio telematico per la comunicazione dei dati consente di trasmettere la comunicazione dell’indirizzo Pec: l’Agenzia delle entrate invia un messaggio contenente un codice di validazione per verificarne l’esistenza e l’effettiva disponibilità per il richiedente e l’indirizzo Pec ha validità a decorrere dal quinto giorno libero successivo a quello in cui l’ufficio attesta l’avvenuta ricezione.
7. SPLIT PAYMENT Ripubblicati gli elenchi definitivi dei soggetti tenuti all’applicazione dello split payment
Sono stati ripubblicati gli elenchi definitivi delle società controllate o quotate soggette alla disciplina dello split payment. Alla luce delle ulteriori segnalazioni pervenute successivamente alla pubblicazione del 26 luglio 2017, relativa agli elenchi definitivi dei soggetti tenuti nell’anno 2017 all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti, il Dipartimento delle Finanze ha provveduto a escludere dai medesimi elenchi 7 società per le quali è stato accertato, sulla base della documentazione pervenuta, la mancanza dei requisiti per l’applicazione della normativa sulla scissione dei pagamenti e ad includere 12 società per le quali è stata invece accertata la sussistenza di detti requisiti. Gli elenchi definitivi rettificati sono disponibili al link http://www.finanze.gov.it/opencms/it/fiscalita–nazionale/Manovra–di–Bilancio–2017/Scissione–deiPagamenti–d.l.–n.–50_2017–Rettifica–elenchi–definitivi–/.
La presentazione di modello F24 “a zero” e cioè con perfetta compensazione orizzontale tra crediti e debiti evidenziati nel modello di pagamento unificato, è un fenomeno piuttosto ricorrente tra i contribuenti che, in tal modo, possono accelerare i tempi di “recupero” dei crediti fiscali che in altro modo dovrebbero seguire la più lunga via del rimborso.
L’obbligo di presentare il modello F24, quando questo è di importo finale pari a zero, è sancito dall’articolo 19, comma 3, D.L. 241/1997, il quale dispone che il modello F24 vada presentato anche “nell’ipotesi in cui le somme dovute risultano totalmente compensate”. Peraltro, la necessità di presentare all’agenzia delle entrate detto modello a zero risponde anche alla finalità di consentire all’Amministrazione finanziaria la verifica del superamento del limite massimo di crediti d’imposta compensabili per ciascun anno solare, attualmente stabilito in 700.000 euro.
La mancata presentazione del modello F24 a zero è da sempre sanzionata con regole autonome e differenti rispetto a quelle previste per gli omessi o ritardati versamenti.
A partire dal 1° gennaio 2016, per effetto delle novità introdotte con il D.L. 158/2015 (che ha riformato il sistema sanzionatorio amministrativo-tributario) la sanzione prevista per l’omessa presentazione del modello F24 a zero è contenuta nell’articolo 15 comma 2-bis, D.Lgs. 471/1997 e prevede:
“una sanzione di euro 100, ridotta a euro 50 se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi”.
9. LA RESPONSABILITÀ SOLIDALE NEGLI APPALTI RITORNA AL PASSATO
Con il D.L. 25 del 17 marzo 2017, in vigore dallo stesso giorno, vengono modificate le disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti contenute nell’articolo 29, D.Lgs. 276/2003 (cosiddetta Riforma Biagi).
Il principio della responsabilità solidale
Quando un soggetto (committente) affida ad un altro soggetto (appaltatore) il compito di erogare un servizio mediante contratto di appalto, la disposizione contenuta nell’articolo 29 del d.lgs. 276/03 riconosce particolari forme di tutela dei lavoratori coinvolti in base alle quali sono tenuti a pagare i crediti da lavoro maturati dal personale pagato nell’appalto (comprese le obbligazioni contributive) sia il committente sia l’appaltatore.
È in particolare l’articolo 2, D.L. 25/2017 che modifica il comma 2 del citato articolo 29 stabilendo che:
al primo periodo, le parole: “Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti,” sono soppresse;
il secondo, il terzo e il quarto periodo sono soppressi.
Gli effetti delle citate abrogazioni sono così riassumibili:
viene eliminata la facoltà in precedenza concessa alle parti sociali di modificare le regole della solidarietà passiva (facoltà che ha avuto, per la verità, un utilizzo molto limitato);
viene cancellato il beneficio, introdotto nel 2012, della preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori, che il committente, nella sua prima difesa o nella memoria di costituzione in giudizio, poteva richiedere (con il beneficio della preventiva escussione quindi l’azione esecutiva del lavoratore poteva essere promossa nei confronti del datore di lavoro solo dopo aver tentato senza alcun risultato l’escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori).
Con l’abrogazione descritta, quindi, tanto il committente quanto l’appaltatore potranno essere “aggrediti” per la soddisfazione dei crediti vantati dai lavoratori impiegati nell’appalto, ferma restando ovviamente, in caso di pagamento da parte del committente, la facoltà dello stesso di agire in via di regresso nei confronti dell’appaltatore per quanto da lui corrisposto.
10. PROROGATI I TERMINI DI PRESENTAZIONE DEI MODELLI REDDITI, IRAP E 770 2017
Sono stati prorogati, con pubblicazione di apposito decreto in G.U. n. 175 del 28/7/2017, i termini per la presentazione dei modelli Redditi 2017, Irap 2017 e 770/2017. Per effetto della proroga il nuovo termine di scadenza della presentazione dei modelli citati è fissata al 31 ottobre 2017.
Il differimento vale per i modelli da qualsiasi soggetto presentati, quindi anche per i soggetti Ires che già potevano contare su altra proroga al 16 ottobre da considerarsi ormai superata.
Lo scadenziario per la presentazione dei modelli appare quindi essere come segue:
Considerato che il termine ordinario per la presentazione dei modelli Redditi e Irap ante proroga aveva inizio in data 1° luglio e terminava al 30 settembre (ora 31 ottobre) il differimento vale anche per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare il cui termine di presentazione delle dichiarazioni scade nel suddetto periodo (9° mese successivo alla chiusura dell’esercizio).
Il nuovo termine ha effetto sul:
regolarizzazione della omessa presentazione dei modelli 2016,
stampa e conservazione elettronica dei registri contabili 2016.
11. LOCAZIONI BREVI: IL DECRETO ATTUATIVO
Con il D.L. 50/2017 entra in vigore la nuova disciplina fiscale delle locazioni brevi, ossia i contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali.
Per i redditi derivanti da tali contratti, stipulati a decorrere dal 1° giugno 2017, è consentita l’applicazione della cedolare secca, ossia una tassazione sostitutiva dell’imposta sui redditi la cui aliquota è confermata nella misura del 21%; tale facoltà è riconosciuta anche per i redditi derivanti da contratti di sub locazione o di concessione in godimento oneroso dell’immobile da parte del comodatario che, in quanto riconducibili ai redditi diversi sarebbero stati esclusi, in mancanza di una specifica disposizione, dalla possibilità di applicare il regime della cedolare secca previsto solo per i redditi fondiari.
L’applicazione della cedolare è prevista quando il locatore sia persona fisica che agisce al di fuori dell’esercizio d’impresa; il contratto può essere stipulato anche grazie all’intervento di intermediari immobiliari ovvero tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone alla ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.
È peraltro previsto che, con apposito regolamento ministeriale (a oggi non ancora emanato), saranno definiti i criteri in base ai quali l’attività di locazione soggetta alla disciplina in esame si presume svolta in forma imprenditoriale, in coerenza con le disposizioni del codice civile e di quelle fiscali, con riguardo anche al numero delle unità immobiliari locate e alla durata delle locazioni nell’anno solare.
12.CHIARIMENTI SULL’INVIO TELEMATICO DELLE FATTURE, PROROGATO AL 28 SETTEMBRE
Con la circolare n. 87/E del 5 luglio 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti riguardanti l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nelle fatture.
Per il solo periodo d’imposta 2017 è transitoriamente prevista una cadenza semestrale: le fatture del primo semestre dovranno quindi essere trasmesse telematicamente entro il prossimo 28 settembre 2017 (in luogo della precedente scadenza del 16 settembre).
1° trimestre (gennaio/febbraio/marzo) 31 maggio Cumulativamente al 28 settembre 2017
Per quanto riguarda le regole di inserimento dei dati nella comunicazione, l’Agenzia delle entrate ha emanato diverse circolari esplicative.
Nessuna proroga per la comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva
Va segnalato che, al contrario non è prevista alcuna proroga per la scadenza di presentazione della comunicazione riguardante le liquidazioni periodiche Iva, che continua a seguire la periodicità trimestrale (anche per i contribuenti che liquidano l’Iva mensilmente).
Quindi, entro il prossimo 18 settembre (il 16, scadenza naturale, cade infatti di sabato), dovranno essere inviate le comunicazioni relative al secondo trimestre 2017.
Trimestre di riferimento Scadenza
2° Trimestre (aprile/maggio/giugno) 18 settembre
13. INTEGRAZIONI E CORREZIONI DELLE DICHIARAZIONI POSSIBILI ENTRO IL 31 OTTOBRE 2017
Per effetto del disposto del D.P.C.M. 26 luglio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28 luglio scorso, per il periodo d’imposta 2016 l’invio telematico delle relative dichiarazioni è posticipato al prossimo 31 ottobre 2017.
In particolare il citato D.P.C.M. ha differito al 31 ottobre 2017 i seguenti adempimenti telematici:  presentazione delle dichiarazioni REDDITI2017 e IRAP2017, relative al periodo d’imposta 2016;  presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta relativa all’anno 2016, modello 770.
La scadenza del 31 ottobre 2017 rappresenta quindi, dall’anno in corso, il termine per provvedere all’invio telematico delle dichiarazioni dei redditi e Irap relative al periodo di imposta 2016. Entro tale data lo Studio provvederà, in qualità di intermediario abilitato, a trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2016 già predisposte negli scorsi mesi.
Si ricorda, inoltre, che sempre entro il prossimo 31 ottobre 2017 sarà possibile integrare anche le dichiarazioni relative a periodi d’imposta precedenti. Ad esempio con riferimento al caso della integrazione a favore, qualora il contribuente recuperi un onere deducibile o detraibile pagato nel 2015, potrà presentare il modello Unico 2016 integrativo e indicare in esso il credito da riportare nella successiva dichiarazione Redditi 2017 al fine di poter così recuperare lo stesso in compensazione tramite modello F24.
14. ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS EX L. 335/95 – AUMENTO CONTRIBUTIVO
L’art. 7 della L. 22.5.2017 n. 81 (c.d. “Jobs Act dei lavoratori autonomi”) ha integrato l’art. 15 del DLgs.
4.3.2015 n. 22, in materia di indennità di disoccupazione per i collaboratori (DIS-COLL), disponendo, a decorrere dall’1.7.2017:
l’incremento dello 0,51% dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla Gestione separata INPS ex L. 335/95, giustificato dalla necessità di adeguare la dotazione finanziaria all’avvenuta stabilizzazione della DIS-COLL. Con la circ. 28.7.2017 n. 122, l’INPS ha fornito le necessarie indicazioni per gestire il suddetto aumento contributivo.
Sono interessati dal suddetto aumento dell’aliquota contributiva i soggetti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria, non pensionati e non titolari di partita IVA e i cui compensi derivano da:
uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica (ai sensi dell’art. 50 co. 1 lett. c-bis del TUIR);
collaborazioni coordinate e continuative, anche a progetto, incluse le collaborazione occasionali;
dottorato di ricerca, assegno o borsa di studio.
Sono invece esclusi dall’aumento dell’aliquota contributiva i compensi corrisposti come:
componenti di collegi o commissioni;
amministratori di enti locali (ex DM 25.5.2001);
venditori porta a porta (ex 19 del DLgs. 114/98);
rapporti occasionali autonomi (ex 44 del DL 269/2003, conv. L. 326/2003);
medici in formazione specialistica (ex 1 co. 300 della L. 266/2005).
Decorrenza dell’aumento
Nei confronti dei soggetti rientranti nell’ambito applicativo dell’aumento, la precedente aliquota del 32,72% si incrementa quindi:
al 33,23% (32,72% + 0,51%);
a decorrere dai compensi corrisposti dall’1.7.2017.
Ripartizione dell’onere
L’INPS chiarisce che, anche in relazione alla nuova aliquota del 33,23%, si applica la regola generale della ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente nella misura rispettivamente di un terzo e di due terzi.
Regime transitorio per il versamento dei contributi
In via transitoria, l’INPS stabilisce però che il versamento dei contributi sui compensi corrisposti a luglio, agosto e settembre 2017 potrà essere effettuato:
entro il 16.10.2017;
senza aggravio di somme aggiuntive, a titolo di sanzioni civili.