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Timestamp: 2020-05-26 18:15:53+00:00
Document Index: 30593200

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 giugno 2014, n. 12375. Tutte le notificazioni al procuratore costituito, che eserciti il proprio ufficio fuori della circoscrizione del Tribunale al quale è assegnato senza eleggere domicilio nel luogo in cui ha sede il giudice adito, vanno eseguite presso la cancelleria di questo stesso giudice, ove si intende eletto il domicilio ai sensi dell'art. 82 del r.d. 22 gennaio 1934 n. 37. - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 giugno 2014, n. 12375. Tutte le notificazioni al procuratore costituito, che eserciti il proprio ufficio fuori della circoscrizione del Tribunale al quale è assegnato senza eleggere domicilio nel luogo in cui ha sede il giudice adito, vanno eseguite presso la cancelleria di questo stesso giudice, ove si intende eletto il domicilio ai sensi dell'art. 82 del r.d. 22 gennaio 1934 n. 37.
sentenza 3 giugno 2014, n. 12375
– in data 7.1.2006, su istanza dell’appellato, la sentenza di primo grado era stata notificata presso la Cancelleria civile del Tribunale di Ancona, in base al disposto dell’art. 82 co. 2 R.D. n. 37/1934, al B.P. che aveva proposto appello con citazione notificata il 18.2.2006 e, pertanto, oltre il termine di cui all’art. 325 co. 1 c.p.c.;
– l’appellante aveva sostenuto l’inefficacia della notifica della sentenza di primo grado, essendo a suo parere nella specie inapplicabile il citato art. 82 co. 2, secondo cui i procuratori i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio in corso fuori dalla circoscrizione del Tribunale al quale erano assegnati dovevano, all’atto della costituzione in giudizio, eleggere domicilio nel luogo ove aveva sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio era in corso. In caso contrario il domicilio si intendeva eletto presso la Cancelleria della stessa autorità giudiziaria;
– in particolare secondo l’appellante non ricorrevano i due presupposti indicati dalla suddetta norma per consentire la notificazione nei suoi confronti della sentenza di primo grado presso la Cancelleria del Tribunale di Ancona che l’aveva pronunciata, in quanto: a) non vi sarebbe stata prova che il suo difensore Avv.to Luigi Matteo fosse procuratore extra districtum ed in quanto b) la prescrizione secondo cui l’elezione di domicilio da parte dello stesso difensore doveva avvenire nel luogo ove aveva sede l’autorità giudiziaria, era da intendersi nel senso che tale luogo doveva essere situato non entro il Comune di Ancona ma entro il circondario del Tribunale, prescrizione questa che era stata da lui puntualmente osservata, essendo stato il suo domicilio eletto (presso stabilimento API) in Falconara, ossia in Comune compreso nel circondario del Tribunale di Ancona;
– la tesi sostenuta dal B.P. non era fondata, sia perché il fatto che l’Avv. Luigi Matteo non fosse iscritto all’Albo degli Avvocati presso il Foro di Ancona emergeva provato in modo incontrovertibile e sia perché l’esegesi del citato art. 82 dallo stesso propugnata non era condivisibile e quand’anche seguita sarebbe stata irrilevante nel caso in esame, ciò in quanto, a ben vedere, nessuna rituale elezione di domicilio risultava essere stata effettuata dall’appellante nel pur più ampio territorio del circondario del Tribunale di Ancona.
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 6 giugno 2014, n....