Source: http://www.legali.com/spip.php?article1741&lang=it
Timestamp: 2018-02-19 03:57:04+00:00
Document Index: 16348611

Matched Legal Cases: ['art. 258', 'art. 258', 'art. 258', 'art. 258', 'art. 39', 'art. 188', 'art. 188', 'art. 16', 'art. 258', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 258', 'art. 39', 'sentenza ', 'art. 258', 'art. 258', 'art. 35', 'art. 258', 'sentenza ', 'art. 258', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 258']

Discussione fra addetti ai lavori, mentre il Legislatore � resta a guardare:
ancora sull�art. 258 D.Lgs. 152/2006.
Due recentissimi contributi [1] [2] di esperti in materia di rifiuti destano nuovamente il nostro interesse verso la relativa �disciplina sanzionatoria�, ma, nonostante la ricca � e in certi punti assolutamente condivisibile � riflessione che, con tali lavori, viene prospettata, non veniamo indotti a poter aderire a certi presupposti su cui si fondano alcune conclusioni di tali autori, verso le quali continuiamo a non poter convergere. Non escludiamo che � a chi scrive � stia sfuggendo qualcosa, forse � a tutti, ma, soprattutto, al legislatore.
Come poter non condividere (!!) l�asserto introduttivo con cui si apre il secondo dei lavori sopra richiamati: � Il problema � grave e non di poco conto. E riguarda l’esistenza o meno oggi di una sanzione per chi trasporta rifiuti pericolosi senza formulario o con formulario incompleto o con dati inesatti, andando a coinvolgere tutto il settore del trasporto dei rifiuti pericolosi sotto un doppio profilo: da un lato, infatti, si incide in modo significativo sulle attivit� di prevenzione e repressione delle diffuse e perniciose attivit� illegali nel settore (particolarmente delicato proprio perch� si tratta di rifiuti pericolosi), e dall’altro di conseguenza si incide in modo negativo sulla posizione dei trasportatori regolari (che rispettano la legge ed i dispositivi normativi) i quali si trovano a dover di fatto subire una concorrenza sleale da parte di chi le regole non le rispetta e nonostante questo non viene sanzionato... Oltretutto si crea una grande confusione presso gli organi di controllo.� Non solo deve considerarsi grave e vero, ma riguardante pure il trasporto dei rifiuti speciali (se solo si � dei soggetti diversi da coloro che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi e che non aderiscono, su base volontaria, al SISTRI), oltre che incidente sulle violazioni in cui si pu� incorrere nella gestione dei registri di carico e scarico (se solo si � dei soggetti diversi dai produttori di rifiuti pericolosi che non sono inquadrati in un�organizzazione di ente o di impresa, oppure se non si � aderito al SISTRI).
Come cittadino � da ritenere ripugnante l�idea che restino �impuniti� i professionisti dell�illecito: coloro che, intenzionalmente, si dedicano alla gestione illecita dei rifiuti, a tutto discapito degli altri gestori � per fortuna tantissimi � che rispettano la legge ed i dispositivi normativi. Ma � proprio pensando a questi ultimi che trovo altrettanto �ingiustificato� sanzionare le loro �sviste� (quelle che vanno dal formulario incompleto o senza una crocetta, al registro di carico e scarico con un numero errato o con un C.E.R. difforme), quantomeno fintanto che il primo, vero, disattento risulta essere il legislatore italiano; il quale, ancora nell�agosto 2013, nonostante � proprio oggi � sia stata pubblicata in Gazzetta la legge n� 98/2013 di conversione del D.L. 21 giugno 2013 n. 69 �Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia� (contenente anche prescrizioni in materia ambientale), continua a non aver risolto, una volta per tutte, in maniera chiara ed incontrovertibile, il problema dell�art. 258 del D.Lgs. 152/2006, cui abbiamo pi� volte dedicato la nostra attenzione [3] e sul quale gli interpreti del diritto, a quanto pare, continuano a disquisire e discutere, quasi non avessero di meglio da fare.
Come abbiamo detto, il problema non riguarda solo il trasporto dei rifiuti pericolosi, ma un po� tutte le sanzioni che dovrebbero essere previste dal citato art. 258. Quindi � siamo ancora una volta d�accordo con l�autore dell�editoriale inizialmente richiamato �, non c�� proprio niente di risibile nel prendere atto che i giudici della Suprema Corte continuano ad evidenziare che: � c�� qualcosa che non va !!
Le sentenze per� si rispettano e � concordando ancora una volta � si leggono nella loro stesura integrale.
Ci� che proprio non riusciamo a condividere, invece, � che ci si esprima in termini di assurda interpretazione o di (assurda) teoria della (presunta) attuale mancanza totale di sanzioni per chi trasporta rifiuti pericolosi in modo illegale �. (oltre a tutte le altre sanzioni che erano previste dall�art. 258 fino al 24 dicembre 2010).
Non che non sia chiaro quale fosse l�intento che ha mosso gli autori, cui ci permettiamo, rispettosamente, di far riferimento.
Non che non sia chiaro quale fosse l�intento del legislatore, quando � con l�articolo 52 del D.L. 83/2012 � ha cercato maldestramente di porre rimedio alla lacuna, in tal modo �riconosciuta� ma �non risolta�.
Non che non sia chiaro cosa piacerebbe ad ogni onesto cittadino di questo nostro Bel Paese: � vivere secondo discipline o regole chiare, semplici e facilmente comprensibili da tutti.
E �� potremmo continuare all�infinito; ma preferiamo concludere la serie dei �Non che non �� con un univoco e chiaro riferimento a ci� che piacerebbe ad ogni utente SISTRI e ad ogni onesto trasportatore e gestore di rifiuti: �. Poter svolgere il proprio lavoro attuando regole semplici e costanti nel tempo, senza essere sanzionato per delle disattenzioni o delle sviste, ma solo per delle violazioni obiettivamente gravi e intenzionali.
Sappiamo bene che la lista delle ipotesi, dei desiderata, delle illusioni, dei meri intenti e delle buone intenzioni (di cui, si dice, sia lastricata anche la strada dell�inferno) � praticamente infinita, ma chi � e lo abbiamo gi� detto in altre occasioni [4] �, come il legislatore, ha la pretesa di imporre norme che sanzionano aspramente anche le �sviste�, non pu� poi permettersi di essere disattento, se non tradendo il proprio compito primario: quello di � dare per primo il buon esempio. E questo non pu� essere considerata una semplice ipotesi o una buona intenzione: il buon esempio occorre darlo, punto e basta.
Qual � la sanzione in cui incorre il legislatore disattento ?
Ovviamente non si tratta di una sanzione pecuniaria, ma � chiaro che rischia di essere considerato inattendibile !! Sanzione abbastanza grave.
Per�, a ben vedere, una �sanzione� � per un legislatore che abbia a cuore il �Popolo�� potrebbe essere individuata gi� nelle conseguenze derivanti dall�indurre il cittadino a minimizzare e giustificare ogni propria disattenzione, cos� come potrebbe ritrovarsi anche nel solo far pensare all�imprenditore che le proprie sviste possano essere auto-giustificate e �lette� in maniera anche diversa da quanto risulta nella Gazzetta Ufficiale.
E� proprio per questo che ci meraviglia � anche a livello di sola idea � il poter ritenere sufficiente affermare una cosa, perch� questa debba essere ritenuta vera da tutti. Questo vale sia quando si pensa (come anche il legislatore sembra fare) e si afferma che le sviste possano essere �lette� come accadimenti privi di conseguenze (non � vero � le determinano !), sia quando si ha la pretesa � forse non del tutto conscia � di affermare che: �Qui non si tratta di un problema di interpretazione del testo normativo (come in realt� qualche volta avviene nel contesto del decreto legislativo 152/2006), ma semplicemente di leggere le disposizioni vigenti (che sono estremamente chiare) e di applicarle di conseguenza� (non � vero � non sono chiare !). Quindi, in entrambe i casi, si tratta di asserti non corretti!!
In tutta franchezza, � piuttosto evidente come il lodevole intento degli autori in commento sia stato quello di cercare di �sopperire� alle lacune create e mantenute dal legislatore disattento e maldestro. Ciononostante, non riteniamo sia possibile costituire acquiescenza al predetto asserto secondo cui basta semplicemente: ��leggere le disposizioni vigenti (che sono estremamente chiare) e� applicarle di conseguenza�, quando, poi � proprio con la stessa fonte dottrinaria inizialmente citata �, ci si limita a sostenere che le �modifiche/introduzioni� agli/degli articoli 188, 188bis, 188ter, 189, 190 e 193 del D.Lgs. 152/2006 (TUA) �entreranno in vigore� solo con l�operativit� del SISTRI. Si tratta solo di una �mezza� verit�, che non � sufficiente a fornire l�intero quadro della situazione, perch�, � soltanto dopo l�operativit� del SISTRI che tali �modifiche/introduzioni� � proprio per quanto disposto dall�articolo 16, comma 2, del D.Lgs. n� 205/2010 � andranno a collocarsi �nel testo� del TUA (dove, poi, acquisiranno anche il necessario �vigore� ed efficacia): difatti, tali modifiche/introduzioni, ancora oggi (!!!) non esistono e non sono presenti nel corpo del D.Lgs. 152/2006, in quanto l�articolo 16, comma 1, del D.Lgs. 205/2010 non � ancora entrato in vigore e, con esso, non ha acquisito efficacia neppure il previsto inserimento di nuove norme �nel� decreto 152 (TUA) !!
La differenza fra �mancata esistenza� o �mancato inserimento� e �mancata entrata in vigore� � talmente palese da indurci a non dovervi dedicare del tempo.
Riguardo, poi, al fatto che � in forza di quanto stabilito dall�art. 39, comma 1, del D.Lgs. 205/2010 � le sanzioni relative al sistema SISTRI si applicheranno solo quando questo sar� (se mai lo sar�) operativo, si tratta di una grandissima verit� ! Ma, ciononostante, tale oggettivit� non determina l�automatica ed implicita reviviscenza dell�articolo 258 del D.Lgs. 152/2006 nella versione precedente a quella concretamente gi� �introdotta� [5] dal D.Lgs. 205/2010 !!! Piuttosto, eventualmente, aggrava il disvalore della svista del nostro legislatore !! Quindi si tratta di una considerazione vera, ma praticamente ininfluente ai fini dell�argomento in questione.
Analogamente, non si pu� sostenere che l�articolo 39, comma 2bis, del D.Lgs. n. 205/2010, sia una norma leggibile, chiara, ed applicabile di conseguenza, dal momento in cui coloro che � con tale norma � si ha la pretesa di assoggettare alle �sanzioni previste dall’articolo 258 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nella formulazione precedente all’entrata in vigore del presente decreto [dove con ci� si intende il D.Lgs. 205/2010]� sono �i soggetti di cui all’articolo 188-ter, commi 1, 2, 4 e 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152� e quindi sono dei soggetti giuridicamente inesistenti, visto che nel D.Lgs. 152/2006 non esiste alcun articolo 188-ter !!
E� tanto chiaro che cosa si volesse dire, cos� come � tanto chiaro cosa, di fatto, � stato scritto: purtroppo, l�essere ed il voler essere, sono due cose diverse.
Per analogia, potremmo dire di trovarci nella stessa situazione vissuta da quel produttore di rifiuti onesto che, apprestandosi a scrivere un certo CER su di un formulario, distrattamente ne inserisce uno inesistente. In quel caso, il produttore, il trasportatore, ecc� .. commettono una violazione che � senza l�empasse di cui si discorre � sarebbe sanzionabile �.. E, il legislatore ?? Il legislatore� no !!?? Lui pu� permetterselo !!?? Senza conseguenze !!?? Le conseguenze sono quelle che ci vengono ben esposte nei contributi dottrinari cui stiamo facendo riferimento, e sono tragiche.
Siamo assolutamente d�accordo (e l�avevamo scritto gi� a giugno del 2012) sul fatto che circolano dei testi del D.Lgs. 152/2006 in cui sono gi� state apportate le �modifiche/introduzioni� agli/degli articoli 188, 188bis, 188ter, 189, 190 e 193 previste dal DLgs 205/2010 (come se l�articolo 16, comma 1, del D.Lgs. 205/2010 fosse gi� entrato in vigore), e siamo altrettanto d�accordo sul fatto che siano assolutamente sbagliati, perch�, ad esempio, contengono gi� l�art. 188-bis ed anche l�art. 188-ter, i quali, viceversa, non possono ancora considerarsi esistenti nel TUA !!! Forse, il legislatore �del D.L. 83/2012 e della relativa legge di conversione� aveva davanti agli occhi proprio uno di questi testi �galeotti� (Dantescamente parlando).
La conseguenza logica di questa constatazione � che quando, nei contributi inizialmente richiamati, riferendosi alle nuove �versioni/integrazioni� degli articoli 188 - 188bis - 188ter - 189 - 190 - 193 - 258 - 260bis - 260ter (del D.Lgs. 152/2006) previste dal D.Lgs. 205/2010, si ritiene di poter scrivere che: ��tutte queste nuove disposizioni dal 2010 ad oggi non sono mai state in vigore neanche un giorno�, si incorre in una inesattezza, perch�:
a) gli articoli 188, 188bis, 188ter, 189, 190 e 193 (nuove versioni) non sono mai stati neppure �inseriti� nel D.Lgs. 152/2006, tanto da essere �riduttivo� affermare solamente che non sono entrati in vigore (� l�art. 16, comma 1, del D.Lgs. 205/2010 che non � mai entrato in vigore !);
b) l�articolo 258 (nuova versione), viceversa, non solo � stato �inserito� � a partire dal 25.12.2010 � nel corpo del D.Lgs. 152/2006, ma � altres� pienamente vigente, da tale giorno fino ad oggi (infatti l�articolo 35 del D.Lgs. 205/2010 � entrato in vigore il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto e, da tale momento, ha avuto efficacia anche la sostituzione dell�art. 258 �nel� TUA; che non pu� considerarsi bloccata o annullata dal sopravvenuto art. 39, comma 2bis, del D.Lgs. n. 205/2010, il quale, lo ribadiamo, contempla � si ! � delle precise disposizioni, ma le riferisce e le impone a soggetti giuridicamente inesistenti), tant�� che il legislatore � pur sbagliando per due volte consecutive � � dovuto (o meglio, avrebbe voluto) intervenire proprio per porvi rimedio, ma senza riuscirci;
c) gli articoli 260bis, 260ter sono stati �inseriti� dal 25.12.2010 nel D.Lgs. 152/2006, ma non sono entrati in vigore (su questo nulla quaestio).
Questa � una �lettura� conforme al testo effettivo delle normative vigenti: da leggere per come sono scritte, senza alcuna interpretazione (anche se a fin di bene), e non per come vorremmo � anche noi !! � fossero state scritte !!
Ne consegue come sia inutile �meravigliarsi�, con riferimento a recentissime decisioni della Suprema Corte � Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 21-02-2013) 30-07-2013, n. 32942 �, e ritenere incomprensibile come mai il Giudice di Legittimit� non abbia preso in considerazione (in punto di diritto) il fatto che l�art. 39, comma 2bis, del D.Lgs. 205/2010, preveda l�applicabilit� della versione precedente dell�art. 258. La ragione � evidente ed � stata illustrata poco sopra: il testo dell�art. 39, comma 2bis, del D.Lgs. 205/2010, contiene un errore che lo rende inapplicabile ! Pur se con grande dispiacere, la norma deve essere letta per come � scritta, compresi gli errori, e, magari, deve essere corretta velocemente !!! Ma da parte di chi lo pu� fare.
Anche lo sforzo di richiamare la sentenza Rigotti: Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 21-06-2011) 27-07-2011, n. 29973 � attuato dagli autori che ci perdoneranno per questo continuo richiamo �, non consente ugualmente di poter condividere le conclusioni tratte nei lavori citati inizialmente, in quanto la Suprema Corte, proprio in tale occasione, conferma a chiare note che: � �Il testo dell’art. 258, comma 4, attualmente in vigore � si riferisce alle imprese che trasportano i propri rifiuti e comunque non prevede pi� l’applicazione della sanzione penale per chi effettua il trasporto di rifiuti pericolosi senza il prescritto formulario o indica nel formulario dati incompleti o inesatti.� (quindi statuisce che quella attualmente in vigore, e �da applicare�, � la versione dell�art. 258, prevista dall�art. 35 del D.Lgs. 205/2010 e gi� inserita �nel� TUA).
D�altronde, � evidente che, in quella sentenza, soltanto dopo essersi chiaramente ed esaustivamente dedicato � con circa 400 parole su 2.185 che compongono l�intera motivazione � al distinguo esistente fra il vecchio testo ed il nuovo testo dell�art. 258, il Giudice di Legittimit� sente il bisogno di rilevare che: �� in questa sede non � necessario approfondire le questioni derivanti dalla suddetta modifica legislativa e gli eventuali problemi di continuit� normativa, in quanto deve ritenersi che la fattispecie oggetto del giudizio gi� sulla base della disciplina vigente all’epoca del fatto costituiva � in astratto � un illecito amministrativo e non un illecito penale.�, ma solo perch� non serviva andare oltre. Questo, senza che ci� tolga assolutamente niente al livello di approfondimento insito nella sentenza in questione, da ritenere pi� che sufficiente a confermare come l�art. 258, nella nuova versione, sia entrato in vigore il 25 dicembre 2010 e che, in tale veste, continua ad esserlo ancora oggi (quella veste che � come ci ricorda la Cassazione � al proprio quarto comma fa riferimento alle imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi), con tutte le debite e sgradite conseguenze.
Come ultima spiaggia, viene anche chiamata in causa la (di poco) meno recente sentenza Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 24-01-2013) 08-07-2013, n. 28909, che per�, in tutta onest�, rispetto alla precedente (29973), � caratterizzata da una stringatissima motivazione � che complessivamente consta in tutto di sole 322 parole �, di cui, oltretutto, meno della met� risulta essere dedicata alla questione che ci interessa e, per di pi�, � evidentemente generica e discorsiva. La riportiamo qui di seguito, per evitare che si possa pensare si tratti soltanto di una nostra interpretazione: � � A ben vedere la nuova normativa introdotta dal D.Lgs. n. 205 del 2010, ha istituito la scheda SISTRI in sostituzione del precedente formulario: tuttavia la piena operativit� del nuovo sistema di trasporto dei rifiuti � stata postergata ex D.M. 2 dicembre 2010, all’1 giugno 2011 con conseguente rinvio delle sanzioni penali ivi previste che continuano, pertanto, a permanere inalterate rispetto alla disciplina precedente. Di seguito a tale D.M. � intervenuto il D.L. 13 agosto 2011, n. 138, art. 6, che ha ulteriormente differito al 15.12.2011 - 9.2.2012 l’effettiva operativit� della scheda SISTRI. 3. Di conseguenza, anche al fine di evitare un pericoloso vuoto normativo con possibile contrasto con il precetto costituzionale di cui all’art. 3 Cost. (principio di ragionevolezza), la condotta contestata al Q. doveva ritenersi ancora punibile penalmente posto che l’operativit� del sistema SISTRI non era ancora entrata a regime. �
Il testo della motivazione sopra riportata � analizzato con obiettivit� � sembra essere connotato pi� da �sconcerto� che da �certezza�; tanto da risultare prevalentemente indicativo di una grande meraviglia circa il fatto che si sia potuto creare un cos� ampio e �pericoloso vuoto normativo�, per colmare il quale (o per temere di doverne riconoscere l�esistenza: quien sabe) si � optato per una discorsiva deduzione, espressamente e legittimamente fondata sul principio di ragionevolezza ex-art. 3 Costituzione: questa � una interpretazione!! E� una sentenza e, come tale, deve essere rispettata; ma non senza poterne paragonare i contenuti ed il dettaglio rispetto all�altra prima richiamata.
Riteniamo ed auspichiamo che tutto quanto sopra detto non induca qualcuno ad annoverarci fra i �simpatizzanti� di delinquenti � o, peggio ancora, fra i loro sostenitori �, solo perch�, leggendo le norme vigenti per come sono scritte (e non per come si vorrebbe lo fossero state), si � arrivati a conclusioni cui giunge anche la Suprema Corte, chiamandole col nome che meritano: �pericoloso vuoto normativo�.
Ci� premesso, sommessamente ma consapevolmente, vorremmo anche evidenziare come tale vuoto non verr� mai colmato dal legislatore, finch� si continuer� a far credere a quest�ultimo che non esiste alcuna lacuna.
Epperci�, se da un lato � veramente doveroso porsi la domanda: �E� mai possibile che nel nostro seppur disastrato e barcollante sistema giuridico ambientale possa essere stata decriminalizzata ogni forma di micidiale attivit� di trasporto illegale anche dei pi� terribili rifiuti pericolosi ?�, oltretutto senza considerarne la pericolosit� ? Da altro angolo visuale, non possiamo nascondere che sarebbe forse pi� appropriato modulare la domanda in termini di: E� mai possibile che, nel determinarla � non ci si sia resi conto della gravit� di una simile � anche solo astrattamente potenziale � decriminalizzazione [per adeguarsi alla terminologia dell�autore]� ?
Questo non lo sappiamo e ci vogliamo augurare di no; ma, se in ipotesi, �distrattamente� (vogliamo sperarlo), ci� si fosse verificato � come di fatto, secondo noi, si � verificato ! �, riteniamo sia ancor pi� pericoloso il cercare di rassicurare tutti � e con ogni mezzo � circa l�insussistenza di una lacuna che, viceversa, � assolutamente persistente e che deve essere colmata (in quanto � pronta a far caducare ogni buona intenzione di superarla senza averla prima eliminata); se non altro, in quanto si tratta di una �imperfezione� che � gi� stata ben inquadrata (dal 2011 ad oggi) anche da numerose decisioni della Suprema Corte: livello oltre il quale non ci risulta si possa andare !
Concludendo, non vogliamo escludere che si sia trattato, o che si possa trattare, di uno (speriamo) �involontario�: � � regalo inaspettato e fruttuoso a tutti i delinquenti che trasportano rifiuti pericolosi verso smaltimenti inevitabilmente ignoti (leggi: sottoterra, in acqua, nelle cave abbandonate, in inceneritori illegali, in tombamenti di ogni tipo)�, ma � proprio per eliminare anche la minima ombra di tale insensato ed illecito vantaggio, che il legislatore ne deve avere piena consapevolezza, perch� � solo conoscendoli che si possono sconfiggere certi mali, i quali proliferano proprio grazie all�ignoranza (nel senso di non conoscenza) dell�esistenza di un problema. E� la conoscenza che ci aiuta a sconfiggere le peggiori malattie, le quali non possono essere debellate affermando che il malato sta bene e non ha bisogno di cure. Non si fa un buon servizio al degente cui vien detto che sta bene quando non � vero, perch� lui non si cura, e il nostro legislatore ��. non gode di ottima salute; se non altro, ha problemi di vista.
Quindi, per brutta che sia la realt� del nostro ordinamento giuridico � bene averne e �farne avere� piena consapevolezza, in quanto � l�unica strada, giusta, per poter richiamare il legislatore al proprio urgente compito istituzionale.
E� all�attenzione del legislatore che dovrebbero essere sottoposti i vari �giustissimi� esempi che i nostri odierni autori di riferimento hanno utilizzato per rappresentare quale e quanto sia estrema la gravit� delle conseguenze di un vulnus [6] come quello di cui stiamo parlando.
D�altronde, sia chiaro, chi �, fra noi, che vuol dare spunti premiali ai disonesti, oppure che vuol esaudire il ��desiderio storico di ogni delinquente ambientale� ?
Si tratta solo di essere chiari e coerenti, sia con i disonesti che con gli onesti. Mantenendosi ferrei con i primi, ma cercando anche di non indurre i secondi ad imitare i primi; perch� � proprio pensando agli onesti � come abbiamo gi� accennato � che non ci sembra logico che questi vengano assoggettati a sanzioni previste, anche per delle �sviste�, da un legislatore che continua ad essere �disattento� e quindi � involontariamente � benevolo verso i disonesti: santi numi ! Che perlomeno lui, il legislatore, sia attento, no ? L�onesto avr� pure il diritto di sbottare in tal senso.
In fondo, a proposito di ragionevolezza, si pu� mai pensare che il legislatore possa emanare delle norme che contengono spunti premiali ai disonesti, sol perch� si � distratto proprio nel mentre redigeva quelle regole che avrebbero dovuto prevedere ed imporre un elevato livello di accortezza da parte di tutti i cittadini (fra cui gli imprenditori onesti) ? Diciamo che sarebbe evangelicamente necessario che prima il legislatore si togliesse la trave dall�occhio, per poi poter riuscire a togliere � con maggior cura � la pagliuzza dall�occhio dell�onesto �consociato distratto�, senza rischiare di accecarlo.
Proprio per questo, riteniamo ed auspichiamo che il legislatore venga chiamato, perlomeno �lui�, a dare il buon esempio: anche questo non ��potrebbe essere diversamente, secondo anche un criterio di logica ragionevolezza giuridica� � no ?
In ogni caso � certo che qualcosa sta sfuggendo: a chi e che cosa non � stato ancora detto. Speriamo non serva una password speciale quale �. xTAr21D21yra82bi8be5z0nofM1 (di quelle strane che si usano sui computer) oppure una formula magica �. altrimenti saremmo veramente nei guai.
[1] Maurizio Santoloci, � Trasporta rifiuti pericolosi in modo illegale ? prego, si accomodi� nulla da osservare � fonte http://www.dirittoambiente.net/file/news_2992.pdf;
[2] Valentina Vattani e Maurizio Santoloci, � Ma davvero il trasporto illegale dei rifiuti pericolosi � attualmente privo di ogni sanzione ? � fonte http://www.dirittoambiente.net/file/news_2991.pdf;
[3] Ci riferiamo a: ? Di Rosa Silvano, SISTRI e sistema sanzionatorio: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum !, http://www.dirosambiente.it/images/30.pdf ma anche nel sito www.giuristiambientali.it, nel sito www.ambientediritto.it, nel sito www.altalex.com, nel sito www.omniavis.it, nel sito www.lexambiente.it , nel sito www.lexform.it , nel sito www.diritto.it, nel sito www.legali.com, nel sito www.urbanisticaitaliana.it, nel sito www.dirittoegiustizia.it, nel sito www.tuttoambiente.it, nel sito www.dirittonews.com, nel sito www.portalerifiutispeciali.it, in L�Ufficio Tecnico, Maggioli Editore, luglio-agosto 2012, pag. 23;
ed anche a: ? DI ROSA SILVANO, Sanzioni & SISTRI: non c�� due senza tre ! Purtroppo un errore �perfetto�, http://www.dirosambiente.it/images/32.pdf ma anche nel sito www.omniavis.it , nel sito www.urbanisticaitaliana.it, nel sito www.ambientediritto.it, nel sito www.lexambiente.it, nel sito www.portalerifiutispeciali.it, nel sito www.tuttorifiuti.it.
[5] Non staremo a ripetere nuovamente che, con l�entrata in vigore del D.Lgs. 205/2010 (e quindi dal 25 dicembre 2010), � stata direttamente introdotta nel D.Lgs. 152/2006 la nuova versione dell�art. 258, che � e deve considerarsi in vigore dal Natale 2010.