Source: http://www.quotidianolegale.it/su-acqua-rifiuti-primi-passi-dellassembla-regionale-siciliana-convincono/
Timestamp: 2017-06-28 17:41:10+00:00
Document Index: 88714482

Matched Legal Cases: ['art. 200', 'art. 117', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 200', 'art. 3', 'art. 25']

Il futuro delle autonomie tra scandali e inchieste sui costi della politica regionale È costituzionalmente illegittimo il rinnovo tacito dell’autorizzazione agli scarichi idrici previsto da una legge regionale Un Comune su tre a rischio default: per i cittadini aumenti consistenti delle tasse, tra questi rifiuti Imu e addizionali. " />
Il futuro delle autonomie tra scandali e inchieste sui costi della politica regionale È costituzionalmente illegittimo il rinnovo tacito dell’autorizzazione agli scarichi idrici previsto da una legge regionale Un Comune su tre a rischio default: per i cittadini aumenti consistenti delle tasse, tra questi rifiuti Imu e addizionali. "/>
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Scritto il: gennaio 03, 2013
In: Diritto Ambientale, Diritto Amministrativo, Dottrina, Enti Locali e P.A., Notizie
di Massimo Greco. La nuova Assemblea Regionale Siciliana, ricostituita in seguito alle elezioni del 28 ottobre dello scorso anno 2012, ha mosso i primi passi all’insegna dell’emergenza. I pochissimi provvedimenti legislativi approvati a fine anno hanno infatti riguardato l’adozione dell’esercizio provvisorio, la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato dei cosiddetti “precari” della Pubblica Amministrazione e la proroga delle autorità d’ambito per la gestione sia delle risorse idriche che del servizio integrato dei rifiuti.
Invero, la gestione sovra comunale dei servizi idrici e dei rifiuti non è venuta meno neanche a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 2, comma 186-bis, della legge n. 191/2009, come introdotto dall’articolo 1, comma 1-quinquies, del d.l. 2/2010, convertito con la legge n. 42/2010. Detta disposizione, infatti, prevede la soppressione delle Autorità di Ambito, ma dispone che, entro un anno, “le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza” In tale modo, “Il legislatore statale non ha voluto senz’altro ripudiare la scelta di gestire il servizio in un ambito sovraccomunale, ma soltanto consentire una ricollocazione delle funzioni (…) secondo le diverse esigenze dei territori e delle collettività regionali, prevedendo comunque (evidentemente, per ragioni di contenimento della spesa) l’eliminazione di un’entificazione autonoma del soggetto titolare delle funzioni”3. A compendio, come affermato anche dalla Corte Costituzionale4, la gestione autonoma del servizio di raccolta dei rifiuti ad opera di un Comune socio di una società d’ambito si pone in manifesto contrasto col principio della unicità della gestione integrata dei rifiuti previsto dall’art. 200, comma primo, lettera a), del d.lgs. n. 152 del 2006, secondo cui la gestione dei rifiuti urbani è organizzata, fra l’altro, sulla base del criterio del superamento della frammentazione delle gestioni attraverso un servizio di gestione integrata dei rifiuti.
La materia dell’organizzazione dei servizi pubblici locali sia idrici che ambientali, al netto delle modalità di affidamento dei relativi servizi più facilmente riconducibile alla materia del mercato e della concorrenza di chiara competenza esclusiva dello Stato8, non trova una collocazione univoca né nell’ambito delle competenze statali né in quelle della Regione Sicilia. La Corte Costituzionale nel delineare i confini della materia “tutela ambientale” ha affermato in più occasioni che la relativa competenza legislativa, pur presentandosi “sovente connessa e intrecciata inestricabilmente con altri interessi e competenze regionali concorrenti”9,, rientra tuttavia nella competenza esclusiva dello Stato ai sensi dell’art. 117, comma 2, lettera s, Cost.) “anche se ciò non esclude il concorso di altre normative regionali, fondate sulle rispettive competenze (quali quelle afferenti alla salute e al governo del territorio), volte al conseguimento di finalità di tutela ambientale” 10. In questo contesto ordinamentale non sembra d’ostacolo una “incerta” competenza in materia presente nello statuto della Regione Sicilia. Si tratta infatti di un’impostazione che è stata ribadita anche con riferimento ad una Regione ad autonomia speciale come la Sardegna che, nel proprio statuto, al pari di quello siciliano, reca alcune competenze che orbitano attorno a quella più propriamente ambientale come l’edilizia e l’urbanistica, il governo del territorio, la salute pubblica e la protezione civile.
Invero, secondo il Giudice delle leggi, “le competenze previste dall’art. 14, lettere f), i) e n) e dall’art. 17, lettera b) dello Statuto riguardano importanti settori che afferiscono all’ambiente, ma non lo esauriscono. Né, al riguardo, più ampie forme di autonomia potrebbero derivare alla Regione dall’applicazione dell’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione)”11. 3. Conclusioni Fatte queste premesse ed esclusa una specifica competenza della Regione Sicilia in materia di organizzazione dei servizi idrici ed ambientali che le deriverebbe dalle disposizioni dello statuto speciale, si può ragionevolmente affermare che la scelta del legislatore siciliano di consentire ai Comuni anche una gestione autonoma di tali servizi, mentre contrasta con il più volte menzionato principio della unicità della gestione integrata dei rifiuti previsto dall’art. 200, comma primo, lettera a), del d.lgs. n. 152 del 2006, risulta manifestamente invasivo della competenza esclusiva dello Stato in materia.
Ad irrobustire questo convincimento basti evidenziare il recentissimo ingresso nell’ordinamento, ai sensi del citato art. 3-bis del decreto legge n. 138/2011, introdotto dall’art. 25, comma 1, della legge n. 27/2012, del nuovo potere sostitutivo riconosciuto allo Stato, per organizzare lo svolgimento dei servizi pubblici locali in ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei, comunque tali da consentire economie di scala e di differenziazione idonee a massimizzare l’efficienza del servizio. 1 Corte Cost. sent. n. 199/2012.
2Gianni Trovati, “Per gli affidamenti in house salta il limite di 200mila euro”, Il Sole 24Ore, 14/12/2012.
3Tar Umbria sent. n. 402/2010.
4Corte Cost. sent. n. 373 del 22/12/2010.
5Tar Catania, sez. I°, sent. n. 1974/2003.
6Tar Campania, Napoli, sez. I, 28/10/2008 n. 18797.
7C.G.A. parere n. 1053/2011.
8Corte Cost. sent. n. 26/2011.
9Corte Cost. sent. n. 32/2006.
10Corte Cost. sent. n. 247/2006.
11Corte Cost. sent. n. 380/2007.
Scritto da: Massimo Greco il 3 gennaio 2013.
Il futuro delle autonomie tra scandali e inchieste sui costi della politica regionale È costituzionalmente illegittimo il rinnovo tacito dell’autorizzazione agli scarichi idrici previsto da una legge regionale Un Comune su tre a rischio default: per i cittadini aumenti consistenti delle tasse, tra questi rifiuti Imu e addizionali. Umbria: Un clic per controlli sulle discariche e gestione rifiuti INCOSTITUZIONALE LA CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA i primi commenti. L’acquisizione al Patrimonio dello Stato dei beni confiscati alla Mafia non lede le prerogative statutarie della Regione Siciliana. Tribunale di Lanciano. Direttiva sugli adempimenti relativi al trasporto abusivo di rifiuti. CREDITI VERSO LA P.A. Appalti – forniture certificazione dell’esigibilità del credito mediante piattaforma elettronica. Inquinamento di falda acquifera: Costituzione parte civile di un singolo cittadino in sostituzione dell’amministrazione comunale. Il caso Tamoil raffineria di Cremona LEGGE REGIONALE Emilia Romagna 18/05/1999, n. 9 DISCIPLINA DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE Testo coordinato: L.R. 20/04/2012 n. 3 Tweet