Source: https://www.exeo.it/free/trasferimento-e-acquisto-dei-diritti-reali-titolo-usucapione-condizioni-possesso
Timestamp: 2019-03-21 00:49:11+00:00
Document Index: 182232575

Matched Legal Cases: ['art. 1163', 'art. 1163', 'art. 1146', 'art. 1146', 'art. 1146', 'art. 1141', 'art. 1141', 'art. 1141', 'art. 1141', 'art. 1141', 'art. 1141', 'art. 1141', 'art. 1141', 'art.934', 'art. 586', 'art. 1163', 'art. 1', 'art. 1141', 'art. 1141']

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> POSSESSO
Il codice civile identifica nell'art. 1163 c.c. le peculiari caratteristiche che deve presentare il c.d. possesso ad usucapionem, il quale deve essere acquisito in forma pacifica, pubblica e stabile (nec vi, nec clam, nec precario), oltre che esser connotato dall'elemento "psicologico" di tener la cosa come propria, ovverosia esercitare facoltà tipiche del diritto di proprietà (animus rem sibi habendi).
Lo sconfinamento delle "alette di fondazione" nell'altrui sottosuolo non è sufficiente ad integrare il possesso ad usucapionem anche del suolo sovrastante, in quanto non basta ad integrare una protratta, palese e piena signoria di fatto sulla corrispondente superficie esterna del terreno.
La conoscenza dell'occupazione e la corrispondente diversa direzione degli atti di signoria di fatto dell'usucapiente hanno rilievo solo nell'ipotesi in cui il corpus possessionis si esplichi nei confronti di altri compossessori o contitolari del medesimo diritto, atteso che solo in questo caso il possesso deve essere oppositivo rispetto al pari diritto del contitolare e come tale deve esser da quest'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...epito, al fine della usucapione.
L'istanza di legittimazione del possesso di un bene gravato da uso civico non comporta il riconoscimento di un diritto o di un possesso altrui sul bene ed il correlativo declassamento del possesso dell'istante in un possesso nomine alieno, bensì costituisce solo un presupposto della procedura diretta a superare il divieto ex lege dell'effetto acquisitivo del possesso sui beni demaniali, così che non ha alcuna influenza sulla natura del possesso in atto e sullo stato di fatto del bene e di conseguenza non ha l'efficacia di escludere il possesso ad usucapionem vantato dall'istante.
Per la configurabilità del possesso ad usucapionem, è necessaria la sussistenza di un comportamento continuo, e non interrotto, inteso inequivocabilmente ad esercitare sulla cosa, per tutto il tempo all'uopo previsto dalla legge, un potere di fatto corrispondente a quello del proprietario o del titolare di uno ius in re aliena, manifestato con il compimento puntuale di atti di possesso conformi alla qualità e alla destinazione della cosa e tali da rilevare, anche esternamente, una indiscussa e piena signoria sulla cosa stessa contrapposta all'inerzia del titolare del diritto.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si dell'art. 1163 cod. civ., il possesso è acquistato in modo violento - e perciò non giova all'usucapione se non dal momento in cui la violenza è cessata - se l'impossessamento è avvenuto mediante l'esercizio di un'effettiva violenza, fisica o morale, sicché la pacificità o legittimità del possesso non è esclusa dal fatto che l'inizio dell'esercizio dello ius possessionis non tragga origine da una consegna proveniente dal titolare del diritto o dal possessore o che l'impossessamento dell'agente sia avvenuto in contrasto con la volontà del proprietario o del possessore precedente.
Il riconoscimento dell'altruità del bene comporta la mancanza del presupposto principale dell'usucapione ossia il possesso pacifico e protratto per un certo periodo di tempo e, ancor più a monte, l'animus possidendi, da intendersi quest'ultimo quale intenzione di riservare a sé il bene.
In tema di possesso "ad usucapionem", non è censurabile in sede di legittimità - ove congruamente motivato ed immune da vizi giuridici - l'apprezzamento del giudice del merito in ordine alla validità degli eventi dedotti dalla parte al fine di accertare se, nella ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttispecie, ricorrano o meno gli estremi del possesso idoneo ad usucapire.
L'acquisto del diritto di servitù per usucapione richiede l'esercizio pacifico, non clandestino e continuato per almeno vent'anni, del possesso corrispondente al diritto reale.
Il requisito della pacificità del possesso ad usucapionem, non può essere escluso per la circostanza che il preteso titolare del diritto manifesti una volontà contraria all'altrui possesso, trattandosi di elemento rilevante al diverso fine di evidenziare la mala fede del possessore, con la conseguente applicabilità del termine ventennale.
Solo il possesso violento o clandestino non è utile all'usucapione ma utile, invece, all'usucapione è il possesso esercitato, non per tolleranza, ma contro la volontà del proprietario.
Un'opera astrattamente idonea a consentire il passaggio da un fondo ad un altro non può essere posta a fondamento di una servitù di passaggio per usucapione se tale passaggio non viene concretamente esercitato.
E' legittimo ritenere che le domande di licenze edilizie e la licenza di abitabilità non siano significative di un possesso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sucapionem".
Il possesso consiste nell'intenzione di comportarsi come titolare del diritto reale cui il potere corrisponde, rilevabile attraverso circostanze esterne e univoci comportamenti.
Colui che, ottenuta la disponibilità del suolo previo pagamento del canone, compia una complessa attività, anche di tipo edilizio, ha il possesso ad usucapionem.
La non clandestinità del possesso va riferita al fatto che questo sia stato acquistato ed esercitato pubblicamente, cioè in modo visibile e non occulto, così da palesare l'animo del possessore di volere assoggettare la cosa al proprio potere, e senza che sia necessaria l'effettiva conoscenza da parte del preteso danneggiato.
Poichè l'uso prolungato nel tempo di un bene non è normalmente compatibile con la mera tolleranza, essendo quest'ultima configurabile, di regola, nei casi di transitorietà ed occasionalità, in presenza di un esercizio sistematico e reiterato di un potere di fatto sulla cosa, spetta a chi lo abbia subito l'onere di dimostrare che lo stesso è stato dovuto a mera tolleranza.
L'atto con cui il soggetto che occupa il terreno appartenente al patrimonio disponibile... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... si dichiara disponibile al pagamento del canone di concessione o all'acquisto a titolo derivativo della proprietà del fondo comporta il riconoscimento che il godimento del bene trae origine dalla tolleranza della P.A. proprietaria e esclude in radice l'animus possidendi uti dominus necessario per usucapire.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> POSSESSO --> ACCESSIONE
In tema di accessione nel possesso, di cui all'art. 1146 c.c., comma 2, affinché operi il trapasso del possesso dall'uno all'altro dei successivi possessori e il successore a titolo particolare possa unire al proprio il possesso del dante causa, è necessario che il trasferimento trovi la propria giustificazione in un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà o altro diritto reale sul bene; ne consegue, stante la tipicità dei negozi traslativi reali, che l'oggetto del trasferimento non può essere costituito dal mero potere di fatto sulla cosa.
L'accessione del possesso della servitù, ai sensi dell'art. 1146 cod. civ., comma 2, si verifica, a favore del successore a titolo particolare nella proprietà del fondo dominante, anche in difetto di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nzione della servitù nel titolo traslativo della proprietà del fondo.
L'istituto dell'accessione nel possesso (1146, II co., c.c.) postula, oltre al possesso della cosa, anche l'esistenza di un titolo astrattamente idoneo per il trasferimento della proprietà o di altro diritto oggetto del possesso.
In tema di accessione del possesso, di cui all'art. 1146 c.c., comma 2, affinché operi il trapasso del possesso dall'uno all'altro dei successivi possessori e il successore a titolo particolare possa unire al proprio il possesso del dante causa, è necessario che il trasferimento trovi la propria giustificazione in un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà o altro diritto reale sul bene; ne consegue, stante la tipicità dei negozi traslativi reali, che l'oggetto del trasferimento non può essere costituito dal mero potere di fatto sulla cosa.
Non è possibile ricorrere all'accessione nel possesso per usucapire degli immobili diversi da quelli che il precedente possessore aveva acquistato in forza di titolo astrattamente idoneo.
L'accessione del possesso presuppone il possesso del successore a titolo particolare.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO D... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> POSSESSO --> ANIMUS POSSIDENDI
La proposizione di un giudizio di opposizione alla stima, quanto, soprattutto, la domanda di retrocessione dei beni già espropriati, costituiscono atti comportanti il riconoscimento del diritto del proprietario del bene, e, quindi, sono incompatibili con un possesso ad usucapionem.
L'animus possidendi, necessario all'acquisto della proprietà per usucapione da parte di chi esercita il potere di fatto sulla cosa, non consiste nella convinzione di essere proprietario (o titolare di altro diritto reale sulla cosa), bensì nell'intenzione di comportarsi come tale, esercitando corrispondenti facoltà, mentre la buona fede non è requisito del possesso utile ai fini dell'usucapione.
La censura sull'inidoneità del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione del fondo ad integrare un possesso utile all'usucapione è del tutto infondata in quanto la coltivazione di un fondo configura un'attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà e da questa attività è desumibile, in via presuntiva l'animus possidendi.
Tra gli elementi dell'usucapione quale fattispecie acquisitiva vi è il c.d. animus possidendi, ossia l'intento di tenere la cosa come propria mediante l'attività corrispondente all'esercizio della proprietà (o altro diritto reale), e ciò indipendentemente dall'effettiva esistenza del relativo diritto o della conoscenza del diritto altrui.
L'animus possidendi non è escluso dalla consapevolezza nel possessore di non avere alcun valido titolo che legittimi il potere, posto che l'animus possidendi consiste unicamente nell'intento di tenere la cosa come propria mediante l'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o altro diritto reale, indipendentemente dall'effettiva esistenza del relativo diritto o della conoscenza del diritto altrui.
Accanto all'elemento oggettivo del possesso (ed. corpus), è richiesto l'animus possidendi, il quale consiste nell'intento di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cosa come propria, mediante l'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale, indipendentemente dall'effettiva esistenza del relativo diritto o della conoscenza del diritto altrui.
L'elemento soggettivo che deve caratterizzare il possesso utile ad usucapionem non consiste nella convinzione di essere proprietario ma nell'intenzione di comportarsi come tale, essendo a tal fine irrilevante nel possessore la consapevolezza dell'altrui possesso anche nel caso in cui abbia posto in essere atti diretti ad ottenere il trasferimento della proprietà del bene posseduto.
Chi agisce in giudizio per essere dichiarato proprietario di un bene, affermando di averlo usucapito, deve dare la prova di tutti gli elementi costitutivi della dedotta fattispecie acquisitiva e, quindi, non solo del corpus, ma anche dell'animus; quest'ultimo elemento, tuttavia, può eventualmente essere desunto in via presuntiva dal primo, se vi è stato svolgimento di attività corrispondenti all'esercizio del diritto di proprietà, sicché è allora il convenuto a dover dimostrare il contrario, provando che la disponibilità del bene è stata conseguita dall'attore mediante un titolo che gli ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n diritto di carattere soltanto personale.
L'animus possidendi che, ai sensi dell'art. 1141 c.c. si presume in colui che esercita il potere di fatto sulla cosa corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà o altro diritto reale, non è escluso dalla consapevolezza nel possessore di non avere alcun valido titolo che legittimi il potere, posto che l'animus possidendi consiste unicamente nell'intento di tenere la cosa come propria mediante l'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o altro diritto reale, indipendentemente dall'effettiva esistenza del relativo diritto o della conoscenza del diritto altrui.
Ai fini dell'usucapione, l'animus rem sibi habendi non deve necessariamente consistere nella convinzione di esercitare un potere di fatto in quanto titolare del relativo diritto, essendo sufficiente che tale potere venga esercitato come se si fosse titolari del corrispondente diritto, indipendentemente dalla consapevolezza che invece questo appartiene ad altri.
È irrilevante, ai fini dell'usucapione, il fatto per cui il possessore abbia ritenuto erroneamente di non poter usucapire il bene in quanto di proprietà demaniale.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> POSSESSO --> BUONA FEDE
L'usucapione non può essere invocata da chi, in caso di acquisto a non domino, è in colpa grave sull'altruità della cosa: pertanto l'ente che deteneva un bene di proprietà del Fondo Edifici di Culto in base ad un rapporto di concessione con quest'ultimo non può invocare come titolo l'atto di acquisto del bene stipulato col Ministero dell'Interno, potendosi ben pretendere che un ente ecclesiastico sia a conoscenza della specifica normativa in tema di beni ecclesiastici.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> POSSESSO --> DA CONTRATTO PRELIMINARE
In linea generale, va configurata come detenzione qualificata e non come possesso la condizione del promissario acquirente che esercita un potere di fatto sull'immobile che ha ottenuto in consegna alla stipula del preliminare di compravendita.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> POSSESSO --> INTERVERSIONE
Ai fini dell'interversio possessionis, è necessaria "la manifestazione del dominio esclusivo su... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a parte dell'interessato attraverso una attività apertamente contrastante ed inoppugnabilmente incompatibile con il possesso altrui, gravando l'onere della relativa prova su colui che invochi l'avvenuta usucapione del bene".
L'usucapione non può realizzarsi se il godimento del terreno ha avuto inizio a titolo detentivo di concessione in precario e non risulta essersi trasformato in vero e proprio possesso per effetto di un atto di interversione.
L'esistenza di atti confessori di una poziore situazione soggettiva di terzi esclude l'usucapione dei beni occupati.
La Cassazione ritiene l'usucapione invocabile anche in favore del privato, pur essendo pendente innanzi alle Sezioni Unite (Cassazione sez II, ordinanza 28 novembre 2012, n.21121), la questione concernente l'individuazione, anche in tal caso, della interversione del possesso in ipotesi di possesso continuativo da parte del privato sia in epoca anteriore che posteriore all'emanazione del decreto di esproprio, essendo in particolare dubbia l'idoneità o meno del decreto a determinare la perdita dell'"animus possidendi".
La presunzione di possesso prevista dall'art. 1141, co. 1, c.c., va riferita al momento iniziale del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del potere di fatto sulla cosa; sicché, una volta che colui che contesta il possesso abbia dimostrato che il rapporto con il bene ha avuto inizio come detenzione, il medesimo non è tenuto altresì a provare che detto esercizio sia anche proseguito come detenzione. In tal caso, al contrario, poiché, ai sensi dell'art. 1141 co. 2 c.c. la detenzione non può tramutarsi in possesso se non mediante una interversio possessionis, spetta a colui che invoca un siffatto mutamento fornire la relativa dimostrazione.
L'interversione nel possesso non può aver luogo mediante un semplice atto di volizione interna, ma deve estrinsecarsi in una manifestazione esteriore, dalla quale sia consentito desumere che il detentore abbia cessato di esercitare il potere di fatto sulla cosa in nome altrui e abbia iniziato ad esercitarlo esclusivamente in nome proprio, con correlata sostituzione al precedente «animus detinendi» dell'«animus rem si hi habendi». Tale manifestazione deve essere rivolta specificamente contro il possessore, in maniera che questi sia posto in grado di rendersi conto dell'avvenuto mutamento, e quindi tradursi in atti ai quali possa riconoscersi il carattere di una concreta opposizione all'esercizio del p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...parte sua.
L'interversione della detenzione in possesso può avvenire anche attraverso il compimento di sole attività materiali, se esse manifestano in modo inequivocabile e riconoscibile dall'avente diritto l'intenzione del detentore di esercitare il potere sulla cosa esclusivamente nomine proprio, vantando per sé il diritto corrispondente al possesso in contrapposizione con quello del titolare della cosa.
La costruzione di un organismo edilizio nuovo, realizzato dal detentore di un terreno su propria iniziativa, senza il consenso, quanto meno tacito, dei proprietari, i soli legittimati al compimento di attività edificatorie sul fondo, costituisce un comportamento suscettibile di manifestare pretese dominicali sul bene, trascendenti i limiti della detenzione, sia pur qualificata, incompatibili con il possesso del titolare del diritto reale, come tali idonee ad integrare gli estremi di un atto d'interversione ai sensi dell'art. 1141, co. 2 c.c..
L'inerzia dei proprietari nel richiedere la restituzione della cosa, la mera esternazione - fatta a persone diverse dal possessore - del considerarsi proprietario del bene, sono circostanze inidonee tanto ad escludere l'operatività della norma dell'art. 1141, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... (in base alla quale chi ha cominciato ad avere la detenzione, non può acquistare il possesso finché il titolo non sia mutato per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta contro il possessore), quanto a configurare un'opposizione al possessore.
Il fatto che, a seguito di richiesta di rilascio del bene conseguente all'emanazione di decreto di esproprio, l'Amministrazione non abbia ritenuto di dare esecuzione alla stessa, è circostanza inidonea ad escludere l'operatività della norma di cui all'art. 1141, 2 comma c.c., non configurando ciò un'opposizione fatta al possessore, qualora il detentore non abbia manifestato alcun rifiuto esplicito al rilascio, così da potersi desumere il mutamento della detenzione in possesso.
L'opposizione al possessore quale tecnica d'interversione del possesso, presuppone una detenzione di partenza fondata su di un titolo che deriva dallo stesso possessore, titolo la cui contestazione vale ad esternare il mutamento dell'animus e con esso a determinare il passaggio dalla detenzione al possesso.
Deve escludersi che il semplice fatto della mancata restituzione del bene oggetto di contratto di comodato sia in grado di integrare l'opposizione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re nei confronti del possessore e pertanto di integrare gli eventi indicati dall'art. art. 1141, 2° comma, cod.civ.
Non può considerarsi atto di esercizio di poteri dominicali l'avere costruito sull'area pubblica: pertanto, se prima era stato chiesto e quindi ritenuto necessario un provvedimento che ne avesse consentito da parte del Comune l'utilizzazione, ai fini dell'usucapione è necessaria la univoca ed esteriore manifestazione dell'intervenuto mutamento dell'animus da parte del detentore, idoneo a consentire al proprietario di rendersi conto dell'opposizione al suo possesso.
La interversione idonea a trasformare la detenzione in possesso non può avvenire mediante un semplice atto di volizione interna, ma deve estrinsecarsi in uno o più atti esterni, sebbene non riconducibili a tipi determinati, dai quali sia consentito desumere la modificata relazione di fatto con la cosa detenuta in opposizione al possessore.
La interversione del possesso, richiede sempre, ove il mutamento del titolo in base al quale il soggetto detiene non derivi da causa proveniente da un terzo, che l'opposizione risulti inconfondibilmente rivolta "contro il possessore" e cioè contro colui per conto del quale la co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nuta, in guisa da rendere esteriormente riconoscibile all'avente diritto che il detentore ha cessato di possedere nomine alieno e che intende sostituire al preesistente proposito di subordinare il proprio potere a quello altrui, l'animus di vantare per sé il diritto esercitato, convertendo così in possesso la detenzione, anche soltanto precaria, precedentemente esercitata.
L'accorpamento materiale al giardino della propria abitazione di un'area concessa in comodato non costituisce interversione del possesso.
L'interversione del possesso richiede il compimento di uno o più atti estrinseci, dai quali sia possibile desumere la modificata relazione di fatto con la cosa detenuta, attraverso la negazione dell'altrui possesso e l'affermazione del proprio.
E' corretto negare che si sia verificata l'interversione del possesso fino a che il detentore continui a versare un canone per l'occupazione del suolo.
Il pagamento di un canone al proprietario della cosa, implicando che la relazione con la cosa si instauri a titolo di detenzione, comporta non solo la consapevolezza dell'altrui diritto ma il riconoscimento che la relazione instaurata con la cosa è subordinata al e dipende dal poziore diritto esiste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...osa del proprietario: il che di conseguenza esclude una situazione qualificabile come possesso che presuppone un comportamento uti dominus ovvero l'esercizio di poteri in opposizione e in contrasto con quelli del proprietario, occorrendo, pertanto, in tal caso l'interversione della detenzione nel possesso.
Ai fini del mutamento della detenzione in possesso, chi abbia iniziato il godimento del bene a titolo di detenzione non può acquistarne il possesso finché il titolo non venga mutato per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta nei confronti del possessore.
L'interversione idonea a trasformare la detenzione, derivante dal potere esercitato sul bene in forza di provvedimento di occupazione, in possesso, non può avvenire mediante un semplice atto di volizione interna, ma deve estrinsecarsi in un uno o più atti esterni, sebbene non riconducibili a tipi determinati, dai quali sia consentito desumere la modificata relazione di fatto con la cosa detenuta in opposizione al possessore.
Ai fini di una valida interversio possessionis devono ritenersi insufficienti i meri atti di esercizio del possesso, quali la realizzazione dell'opera pubblica in quanto atti non specificamente rivolti "c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssessore" (art. 1141 comma 2 c.c.), giacché, secondo i principi generali, tutto ciò che viene edificato sul suolo accede di diritto alla proprietà di esso; tali attività concretano dunque un'ipotesi di abuso della situazione di vantaggio determinata dalla mera detenzione materiale del bene in forza del decreto di occupazione di urgenza.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> POSSESSO --> INTERVERSIONE --> REALIZZAZIONE DELL'OPERA
Ai fini di una valida "interversio possessionis", devono ritenersi insufficienti i meri atti di esercizio del possesso, quali l'apprensione materiale di un terreno, l'inizio e finanche il compimento di un'attività edificatoria e ciò in quanto tali atti non sono specificamente rivolti contro il proprietario, giacché, secondo i principi generali, tutto ciò che viene edificato sul suolo accede di diritto alla proprietà di esso (art.934 c.c.).
Non par dubbio che, in via generale ed astratta, l'edificazione di un fabbricato su un terreno ricevuto in detenzione possa manifestare la volontà di comportarsi come proprietario, costituendo l'estrinsecazione di una facoltà tipic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to dominicale.
La costruzione di un fabbricato da parte del conduttore, ove sia stata espressamente autorizzata dal proprietario del suolo, non costituisce un'attività posta in essere «contro» il possessore, e non può, conseguentemente, essere invocata dal detentore quale atto di «opposizione» idoneo a mutare il titolo del rapporto con la cosa in possesso.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> POSSESSO --> NON CLANDESTINO
Nel caso di beni immobili acquistati dallo Stato, ex art. 586 cod. civ., a titolo di eredità, la mancata conoscenza da parte dell'Amministrazione dell'intervenuto acquisto non impe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ensi dell'art. 1163 cod. civ., nel testo anteriore alla modifica di cui all'art. 1, comma 260, della legge n. 296 del 2006, il decorso del termine utile per l'usucapione del diritto da parte del terzo, dovendo escludersi in tal caso la natura clandestina del possesso continuato per venti anni ed esercitato pubblicamente e pacificamente.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> POSSESSO --> PROVA
Posto che ai fini della prova del possesso di un fondo, utile per l'usucapione, la sua coltivazione è, di per sé, manifestazione di un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà e che si presume, ai sensi dell'art. 1141 c.c., il possesso in colui che esercita il potere di fatto sulla cosa, incombe su chi contesta tale possesso provare che il terreno è coltivato in base ad un titolo diverso dal diritto di proprietà o per mera tolleranza del proprietario.
E' corretto il richiamo alla presunzione dell'art. 1141 cod. civ. se risulta provata la occupazione dell'immobile come abitazione sin da una certa epoca, in presenza di un elemento contrario ricavabile da uno scritto non riferibile ad una persona determinata, pur se a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e portavoce della famiglia.
L'acquisto per usucapione di immobili, già appartenenti allo Stato, occupati dai c.d."senza tetto" per gli eventi bellici, può essere dimostrato con testimonianza sui continui possessi esercitati dai privati, ma anche con le risultanze anagrafiche, specificamente riscontranti la signoria di fatto degli occupanti.
E' legittimo ritenere che le denunce di successione non provino il possesso ad usucapionem.
Ai fini della prova del possesso ad usucapionem è irrilevante la generica dichiarazione di un terzo, seppure dante causa, di avere posseduto da tempo immemorabile, quando neppure si conosce se egli abbia mai abitato l'immobile.
L'intestazione catastale, come non è di per sé idonea a fornire la prova della proprietà immobiliare, cosi è priva di valore probatorio superiore a quello indiziario ai fini della dimostrazione del possesso, avendo l'istituto del catasto il solo scopo di accertare il reddito fondiario, mediante attribuzione ad ogni fondo del valore contributivo a seconda della superficie, qualità o classe delle sue particelle.
Per accertare se una data persona possieda in modo esclusivo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mobile, occorre soltanto accertare se quella persona eserciti, nei riguardi dell'immobile, ed in via esclusiva, un'attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà, ed è invece del tutto irrilevante stabilire a chi l'immobile sia intestato in catasto.
Sussistono i presupposti fattuali per accogliere la domanda di usucapione laddove risulti che, da diversi decenni, una parte del fondo catastalmente intestato ad un soggetto è certamente coltivata dal vicino.