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Timestamp: 2018-08-20 18:30:37+00:00
Document Index: 98865133

Matched Legal Cases: ['art.18', 'art.19', 'art.20', 'art.20', 'art.20', 'art.20', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

Circolare n.157/2014
Circolare n. 157/2014
Oggetto: Tributi – Bonus beni strumentali – Regime ACE – Legge 11.8.2014, n.116, di conversione del D.L. n.91/2014, su S.O. alla G.U. n.192 del 20.8.2014.
Di seguito si riepilogano le disposizioni di natura tributaria contenute nel decreto legge Competitività, così come convertito dalla legge indicata in oggetto.
Bonus beni strumentali (art.18) – Sono state confermate le disposizioni sul credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi. Si tratta di un bonus pari al 15 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali realizzata negli ultimi 5 periodi d’imposta. L’agevolazione riguarda gli investimenti di importo superiore a 10 mila euro effettuati dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015. Il credito potrà essere utilizzato in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione dell’investimento. I beni agevolabili sono i macchinari e le attrezzature rientranti nella divisione 28 della tabella Ateco 2007, tra cui alcune apparecchiature speciali per il trasporto merci entro strutture delimitate, quali gru, carrelli elevatori e altre macchine per sollevamento e movimentazione interna delle merci.
ACE – Aiuto alla Crescita Economica (art.19) – Sono divenute definitive le disposizioni per favorire la patrimonializzazione delle imprese attraverso la deducibilità dal reddito d’impresa di una percentuale dell’incremento del capitale netto (cd. regime ACE). A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2014, in alternativa alla maggiore deducibilità, le imprese possono usufruire di un credito d’imposta da scomputare dall’Irap in cinque quote annuali costanti. Per le società quotate in borsa è prevista un’ulteriore agevolazione: viene infatti aumentato del 40% l’incremento del capitale netto da utilizzare ai fini della determinazione del credito d’imposta. Quest’ultima disposizione, peraltro, necessita di essere autorizzata dalla Commissione Europea.
Società quotate (art.20) – Sono state confermate le misure di semplificazione a favore della quotazione delle imprese.
Riduzione del capitale minimo delle Spa (art.20) – Il capitale sociale minimo delle società per azioni è stato ridotto da 120 mila a 50 mila euro.
Registro Imprese (art.20) – Le Camere di Commercio devono iscrivere immediatamente nel Registro Imprese gli atti costitutivi e modificativi delle società, ad eccezione delle società per azioni. La verifica dei relativi atti notarili, dovrà essere successiva.
Sindaci delle srl (art.20) – Per le srl non c’è più obbligo di nominare il collegio sindacale o il revisore nelle srl, se non nel caso in cui la società perda i requisiti per la presentazione del bilancio in forma semplificata (ovvero quando per due anni consecutivi supera i limiti dimensionali previsti dall’articolo 2435bis C.C.).
Facilitazioni per l’accesso al credito (artt.21 e 22) – Confermate le misure per facilitare il ricorso al credito extrabancario da parte delle imprese. In particolare, è stata soppressa la ritenuta d’acconto sugli interessi delle obbligazioni delle imprese non quotate collocate presso investitori qualificati; è stata inoltre prevista la possibilità per assicurazioni, fondi pensione, fondi di credito e società di cartolarizzazione di concedere finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma (e non solo attraverso investimenti in crediti).
S.O. n. 72 G.U. n. 192 del 20.8.2014
2014, n. 91, recante disposizioni urgenti per il settore agricolo, la
tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia
scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese,
il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche'
Disposizioni urgenti in materia di controlli sulle imprese agricole,
istituzione del registro unico dei controlli sulle imprese agricole
e potenziamento dell'istituto della diffida nel settore
1. Al fine di assicurare l'esercizio unitario dell'attivita'
ispettiva nei confronti delle imprese agricole e l'uniformita' di
comportamento degli organi di vigilanza, nonche' di garantire il
regolare esercizio dell'attivita' imprenditoriale, i controlli
ispettivi nei confronti delle imprese agricole sono effettuati dagli
organi di vigilanza in modo coordinato, tenuto conto del piano
nazionale integrato di cui all'articolo 41 del regolamento (CE) n.
882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004,
e delle Linee guida adottate ai sensi dell'articolo 14, comma 5, del
dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, evitando sovrapposizioni e
duplicazioni, garantendo l'accesso all'informazione sui controlli. I
controlli sono predisposti anche utilizzando i dati contenuti nel
registro di cui al comma 2. I controlli ispettivi esperiti nei
confronti delle imprese agricole sono riportati in appositi verbali,
da notificare anche nei casi di constatata regolarita'. Nei casi di
attestata regolarita', ovvero di regolarizzazione conseguente al
controllo ispettivo eseguito, gli adempimenti relativi alle
annualita' sulle quali sono stati effettuati i controlli non possono
essere oggetto di contestazioni in successive ispezioni relative alle
stesse annualita' e tipologie di controllo, salvo quelle determinate
da comportamenti omissivi o irregolari dell'imprenditore, ovvero nel
caso emergano atti, fatti o elementi non conosciuti al momento
dell'ispezione. La presente disposizione si applica agli atti e
documenti esaminati dagli ispettori ed indicati nel verbale del
2. Al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni nei
procedimenti di controllo e di recare il minore intralcio
all'esercizio dell'attivita' d'impresa e' istituito, con decreto di
natura non regolamentare del Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'interno,
presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
il registro unico dei controlli ispettivi di cui al comma 1 sulle
imprese agricole. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui
al comma 1, del coordinamento dell'attivita' di controllo e
dell'inclusione dei dati nel registro di cui al primo periodo, i dati
concernenti i controlli effettuati da parte di organi di polizia e
dai competenti organi di vigilanza e di controllo , nonche' da
organismi privati autorizzati allo svolgimento di compiti di
controllo dalle vigenti disposizioni, a carico delle imprese
agricole sono resi disponibili tempestivamente in via telematica e
rendicontati annualmente, anche ai fini della successiva
riprogrammazione ai sensi dell'articolo 42 del regolamento (CE) n.
882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004,
alle altre pubbliche amministrazioni secondo le modalita' definite
con Accordo tra le amministrazioni interessate sancito in sede di
agosto 1997, n. 281, entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto. All'attuazione delle disposizioni di cui
al comma 1 e al presente comma si provvede nell'ambito delle risorse
pubblica, secondo le modalita' e i termini previsti con il medesimo
3. Per le violazioni alle norme in materia agroalimentare, per
le quali e' prevista l'applicazione della sola sanzione
amministrativa pecuniaria, l'organo di controllo incaricato, nel caso
in cui accerta per la prima volta l'esistenza di violazioni sanabili,
diffida l'interessato ad adempiere alle prescrizioni violate entro il
termine di venti giorni dalla data di ricezione dell'atto di diffida
e ad elidere le conseguenze dannose o pericolose dell'illecito
amministrativo. Per violazioni sanabili si intendono errori e
omissioni formali che comportano una mera operazione di
regolarizzazione ovvero violazioni le cui conseguenze dannose o
pericolose sono eliminabili. In caso di mancata ottemperanza alle
prescrizioni contenute nella diffida di cui al presente comma, entro
il termine indicato, l'organo di controllo procede ad effettuare la
contestazione, ai sensi dell'articolo 14 della legge 24 novembre
1981, n. 689. In tale ipotesi e' esclusa l'applicazione dell'articolo
16 della citata legge n. 689 del 1981.
3-bis. L'articolo 7 del decreto legislativo 30 settembre 2005, n.
225, e il comma 4 dell'articolo 12 del decreto legislativo 29 aprile
2010, n. 75, sono abrogati.
4. Per le violazioni alle norme in materia agroalimentare per le
quali e' prevista l'applicazione della sola sanzione amministrativa
pecuniaria, se gia' consentito il pagamento in misura ridotta, la
somma, determinata ai sensi dell'articolo 16, primo comma, della
citata legge n. 689 del 1981, e' ridotta del trenta per cento se il
pagamento e' effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o
dalla notificazione. La disposizione di cui al primo periodo si
applica anche alle violazioni contestate anteriormente alla data di
entrata in vigore del presente decreto, purche' l'interessato
effettui il pagamento e trasmetta la relativa quietanza entro trenta
presente decreto all'autorita' competente, di cui all'articolo 17
della citata legge n. 689 del 1981 e all'organo che ha accertato la
1. Ai fini dell'applicazione della disciplina dei procedimenti
relativi alla prevenzione degli incendi, gli imprenditori agricoli
che utilizzano depositi di prodotti petroliferi di capienza non
superiore a 6 metri cubi, anche muniti di erogatore, ai sensi
dell'articolo 14, commi 13-bis e 13-ter, del decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 99, non sono tenuti agli adempimenti previsti dal
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1º
agosto 2011, n. 151.
2. L'obbligo di registrazione di cui all'articolo 6 del regolamento
(CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29
aprile 2004, si considera assolto dalle imprese agricole in possesso
di autorizzazione o nulla osta sanitario, di registrazione, di
comunicazione o segnalazione certificata di inizio attivita' prevista
3. Per le imprese agricole, definite come piccole e medie ai sensi
del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto
2008, nei contratti di rete, di cui all'articolo 3, comma 4-ter, del
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, formati
da imprese agricole singole ed associate, la produzione agricola
derivante dall'esercizio in comune delle attivita', secondo il
programma comune di rete, puo' essere divisa fra i contraenti in
natura con l'attribuzione a ciascuno, a titolo originario, della
quota di prodotto convenuta nel contratto di rete.
4. L'articolo 6 della legge 23 dicembre 1956, n. 1526, e' abrogato.
5. In attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 38,
paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 436/2009 della
Commissione, del 26 maggio 2009, i registri dei prodotti vitivinicoli
sono dematerializzati e realizzati nell'ambito del Sistema
informativo agricolo nazionale (SIAN). In sede di attuazione delle
disposizioni di cui al presente comma si prevedono modalita'
ulteriormente semplificate di compilazione dei registri
dematerializzati, compresa la concessione di termini piu' favorevoli,
per le aziende vitivinicole che producono meno di mille ettolitri di
vino l'anno, prevalentemente con uve di produzione aziendale.
6. Il registro di carico e scarico di cui all'articolo 12, comma 3,
del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9
febbraio 2001, n. 187, e' dematerializzato e realizzato nell'ambito
del SIAN.
7. Il registro di carico e scarico di cui all'articolo 1, sesto
comma, della legge 23 dicembre 1956, n. 1526, e' dematerializzato e
realizzato nell'ambito del SIAN. All'articolo 1 della legge 23
dicembre 1956, n. 1526, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al sesto comma, le parole: «presso ogni stabilimento, un
registro di carico e scarico sul quale devono essere indicate
giornalmente» sono sostituite dalle seguenti: «per ogni stabilimento,
un registro di carico e scarico sul quale devono essere indicate»;
b) il settimo comma e' abrogato.
8. Il registro di carico e scarico di cui al comma 1 dell'articolo
28 della legge 20 febbraio 2006, n. 82, e' dematerializzato e
realizzato nell'ambito del SIAN.
9. Gli articoli 2 e 3 della legge 11 aprile 1974, n. 138, sono
«Art. 2. - 1. Le informazioni relative all'introduzione sul
territorio nazionale di latte in polvere registrate nei sistemi
informativi utilizzati dal Ministero della salute sono messe a
disposizione del Ministero delle politiche agricole alimentari e
qualita' e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari.
Art. 3. - 1. I produttori, gli importatori, i grossisti e gli
utilizzatori di latte in polvere o di altri latti comunque conservati
devono tenere aggiornato un registro di carico e scarico. Il registro
di cui al primo periodo e' dematerializzato ed e' realizzato
nell'ambito del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN)».
10. All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 5 a 9 si
provvede con decreti di natura non regolamentare del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali da adottare entro novanta
presente decreto, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Fino all'entrata in
vigore dei decreti di cui al presente comma, continuano ad applicarsi
le disposizioni previgenti.
11. L'articolo 59-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83,
12. Con riferimento ai terreni agricoli contraddistinti da
particelle fondiarie di estensione inferiore a 5.000 metri quadrati,
site in comuni montani, ricompresi nell'elenco delle zone
svantaggiate di montagna delimitate ai sensi dell'articolo 32 del
regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 17 dicembre 2013, i soggetti iscritti all'anagrafe delle aziende
agricole di cui all'articolo 1 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 1° dicembre 1999, n. 503, non sono tenuti
a disporre del relativo titolo di conduzione ai fini della
costituzione del fascicolo aziendale di cui all'articolo 9 del citato
decreto del Presidente della Repubblica n. 503 del 1999.
13. Alla sezione 6 dell'Allegato A al decreto legislativo 19
novembre 2008, n. 194, le parole: «depositi alimentari» si
interpretano nel senso che non sono considerati tali, ai fini di cui
al citato decreto, gli stabilimenti utilizzati dalle cooperative di
cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001,
n. 228, e dai consorzi agrari per la fornitura di servizi agli
14. Le organizzazioni professionali agricole ed agromeccaniche
comprese quelle di rappresentanza delle cooperative agricole,
maggiormente rappresentative a livello nazionale, nell'esercizio
dell'attivita' di consulenza per la circolazione delle macchine
agricole ai sensi dell'articolo 14, comma 13, del decreto legislativo
29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni, possono attivare le
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai fini
dell'immatricolazione e della gestione delle situazioni giuridiche
inerenti alla proprieta' delle predette macchine. Con decreto del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da emanare
conversione del presente decreto, sono stabilite le modalita'
tecniche di collegamento con il Centro elaborazione dati del
Ministero stesso e le relative modalita' di gestione.
15. Al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, sono apportate
a) all'articolo 19, comma 1, lettera g), la parola: «applicano» e'
sostituita dalle seguenti: «commercializzano imballaggi con»;
b) all'articolo 54, comma 11, la parola: «apponga» e' sostituita
dalle seguenti: «commercializzi imballaggi con».
16. L'articolo 11, comma 1, lettera c), della legge 6 giugno 1986,
n. 251, come modificato dall'articolo 26, comma 2-bis, del
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, si interpreta nel
senso che sono anche di competenza degli iscritti nell'albo degli
agrotecnici le attivita' di progettazione e direzione delle opere di
trasformazione e miglioramento fondiario, sia agrario che forestale.
1. E' istituito il sistema di consulenza aziendale in agricoltura
in conformita' al titolo III del regolamento (UE) n. 1306/2013 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, e secondo
le disposizioni quadro definite a livello nazionale dal presente
2. Il sistema di consulenza contempla almeno gli ambiti di cui
all'articolo 12, paragrafi 2 e 3, del citato regolamento (UE) n.
1306/2013 e gli aspetti relativi alla competitivita' dell'azienda
agricola, zootecnica e forestale inclusi il benessere e la
biodiversita' animale nonche' i profili sanitari delle pratiche
3. Lo svolgimento dell'attivita' di consulenza deve essere
chiaramente separato dallo svolgimento dell'attivita' di controllo
dei procedimenti amministrativi e tecnici per l'erogazione di
finanziamenti pubblici all'agricoltura.
4. I consulenti che operano nel sistema di cui al comma 1 devono
possedere qualifiche adeguate o ricevere una adeguata formazione di
base e di aggiornamento, in relazione agli ambiti di cui al comma 2.
5. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro della salute, d'intesa con la
province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro sessanta
presente decreto, sono definiti i criteri che garantiscono il
rispetto del principio di separatezza di cui al comma 3, le procedure
omogenee per la realizzazione delle attivita' di formazione e
aggiornamento di cui al comma 4, le modalita' di accesso al sistema
di consulenza aziendale che tengano conto delle caratteristiche
specifiche di tutti i comparti produttivi del settore agricolo,
zootecnico e forestale, nonche' l'istituzione del registro unico
nazionale degli organismi di consulenza e del sistema di
certificazione di qualita' nazionale sull'efficacia ed efficienza
dell'attivita' di consulenza svolta, presso il Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, nell'ambito delle risorse
6. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
selezionano gli organismi di consulenza secondo quanto disposto
dall'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1305/2013 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, e con
propri provvedimenti definiscono, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del decreto di cui al comma 5, le disposizioni
attuative a livello regionale del sistema di consulenza aziendale.
7. All'articolo 3-bis, comma 1, del decreto legislativo 27 maggio
1999, n. 165, dopo la lettera c) e' aggiunta la seguente:
«c-bis) accertare ed attestare, a prescindere dalla suddetta
convenzione, nell'ambito delle competenze loro assegnate dalla legge,
fatti o circostanze di ordine meramente tecnico concernenti
situazioni o dati certi relativi all'esercizio dell'attivita' di
impresa».
Disposizioni urgenti per il rilancio del settore vitivinicolo
1. Alla legge 20 febbraio 2006, n. 82, sono apportate le seguenti
a) all'articolo 3, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. E'
altresi' ammessa, la produzione di mosto cotto, denominato anche
saba, sapa o similari, previa comunicazione al competente Ufficio
territoriale dell'Ispettorato centrale della tutela della qualita' e
della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, da eseguirsi
secondo le modalita' stabilite nell'articolo 5, comma 1, della
presente legge.»;
1) il primo periodo e' sostituito dal seguente: «La
preparazione di mosti di uve fresche mutizzati con alcol, di vini
liquorosi, di vini aromatizzati, di bevande aromatizzate a base di
vino, di cocktail aromatizzati di prodotti vitivinicoli e di
spumanti, nonche' la preparazione delle bevande spiritose, di cui
all'articolo 2, paragrafo 1, lettera d), punto i), terzo trattino, e
punto ii) del regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 15 gennaio 2008 relativo alla definizione, alla
designazione, alla presentazione, all'etichettatura e alla protezione
delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose e che abroga il
regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio, puo' essere eseguita
anche in stabilimenti dai quali si estraggono mosti o vini nella cui
preparazione non e' ammesso l'impiego di saccarosio, dell'acquavite
di vino, dell'alcol e di tutti i prodotti consentiti dal regolamento
(UE) n. 251/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26
febbraio 2014, e successive modificazioni, a condizione che le
lavorazioni siano preventivamente comunicate, entro il quinto giorno
antecedente alla lavorazione, al competente ufficio territoriale
frodi dei prodotti agroalimentari.»;
2) al secondo periodo le parole: «(CEE) n. 1601/91» sono
sostituite dalle seguenti: «(UE) n. 251/2014»;
«3-bis. Nei locali di un'impresa agricola che produce mosti o
vini, e' consentita anche la detenzione dei prodotti di cui al
comma 1, lettere da a) a d), se ottenuti esclusivamente
dall'attivita' di coltivazione, silvicoltura e di allevamento svolte
dall'impresa oppure impiegati nella preparazione di alimenti
costituiti prevalentemente da prodotti agricoli ottenuti dalle
medesime attivita'. In tali casi la detenzione e' soggetta ad una
preventiva comunicazione da inviare anche in via telematica al
competente ufficio dell'Ispettorato centrale della tutela della
qualita' e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari.»;
1) al comma 3, primo periodo, le parole: «autorizzazione,
valida per una campagna vitivinicola, rilasciata dal competente
ufficio periferico dell'Ispettorato centrale repressione frodi, al
quale deve essere presentata domanda in carta da bollo con
specificazione della sede e dell'ubicazione dei locali interessati,
nonche' del quantitativo presunto di sottoprodotti oggetto di
richiesta.» sono sostituite dalle seguenti: «comunicazione, da
inviarsi al competente ufficio dell'Ispettorato centrale della tutela
della qualita' e della repressione frodi dei prodotti
agroalimentari.»;
2) al comma 4, secondo periodo, le parole: «almeno entro il
quinto giorno antecedente» sono sostituite dalla seguente:
«antecedentemente»;
d-bis) all'articolo 16, dopo il comma 3 e' inserito il seguente:
3-bis. In deroga al comma 3, per gli aceti di vino preparati con
metodo artigianale, a lunga maturazione, il limite dell'1,5 per cento
in volume e' elevato al 4 per cento in volume;
1) al comma 1, le parole: «, che rispondono ai requisiti e alle
caratteristiche anche di purezza determinati con decreto del Ministro
delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro
della salute, da emanare entro un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge» sono soppresse;
f) l'articolo 26 e' abrogato;
1) al comma 1 le parole da: «, con fogli progressivamente
numerati e vidimati prima dell'uso dal comune competente in base al
luogo di detenzione, e annotarvi tutte le introduzioni e le
estrazioni all'atto in cui si verificano» sono soppresse;
1) il comma 11 e' sostituito dal seguente: «11. Salvo che il
fatto costituisca reato, chiunque viola le disposizioni di cui
all'articolo 25 e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria
da 1.500 euro a 15.000 euro.»;
2) il comma 12 e' abrogato;
i) l'articolo 43 e' abrogato.
1-bis. Per i titolari di stabilimenti enologici di capacita'
complessiva inferiore a 50 ettolitri con annesse attivita' di vendita
diretta o ristorazione, l'obbligo di tenuta di registri ai sensi
dell'articolo 36 del regolamento (CE) n. 436/2009 della Commissione,
del 26 maggio 2009, si considera assolto con la presentazione della
dichiarazione di produzione e la dichiarazione di giacenza.
1-ter. All'articolo 8 del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61,
«6. L'uso delle DOCG e DOC non e' consentito per i vini ottenuti
sia totalmente che parzialmente da vitigni che non siano stati
classificati fra gli idonei alla coltivazione o che derivino da
o asiatiche. Per i vini ad IGT e' consentito l'uso delle varieta' di
vite iscritte nel Registro nazionale delle varieta' di vite da vino,
nonche' delle varieta' in osservazione».
Interventi per il sostegno del Made in Italy
1. Alle imprese che producono prodotti agricoli, della pesca e
dell'acquacoltura di cui all'Allegato I del Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea, nonche' alle piccole e medie
imprese, come definite dal regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione, del 6 agosto 2008, che producono prodotti
agroalimentari, della pesca e dell'acquacoltura non ricompresi
nel predetto Allegato I, anche se costituite in forma cooperativa o
riunite in consorzi, e' riconosciuto, nel limite di spesa di cui al
comma 5, lettera a), un credito d'imposta nella misura del 40 per
cento delle spese per nuovi investimenti sostenuti, e comunque non
superiore a 50.000 euro, nel periodo d'imposta in corso al 31
dicembre 2014 e nei due successivi, per la realizzazione e
l'ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al
2. Il credito d'imposta di cui al comma 1 va indicato nella
dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta per il quale
e' concesso ed e' utilizzabile esclusivamente in compensazione ai
e successive modificazioni. Esso non concorre alla formazione del
reddito e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale
sulle attivita' produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui
dicembre 1986, n. 917. Con decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali, di concerto con i Ministri dello
sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, da adottare entro
sono stabilite le condizioni, i termini e le modalita' di
applicazione del comma 1 e del presente comma anche con riguardo alla
fruizione del credito d'imposta al fine del rispetto del previsto
limite di spesa e al relativo monitoraggio.
3. Al fine di incentivare la creazione di nuove reti di imprese
ovvero lo svolgimento di nuove attivita' da parte di reti di imprese
gia' esistenti, alle imprese che producono prodotti agricoli,
della pesca e dell'acquacoltura di cui all'Allegato I del Trattato
sul funzionamento dell'Unione europea, nonche' alle piccole e medie
nel predetto Allegato I, anche se costituite in forma cooperativa
o riunite in consorzi e' riconosciuto, nel limite di spesa di cui
al comma 5, lettera b), un credito d'imposta nella misura del 40 per
cento delle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo
di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonche' per la
cooperazione di filiera, e comunque non superiore a 400.000 euro, nel
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi.
4. Il credito d'imposta di cui al comma 3 va indicato nella
applicazione del comma 3 e del presente comma anche con riguardo alla
4-bis. Le disposizioni dei commi 1 e 3 per le imprese diverse
dalle piccole e medie imprese come definite dal regolamento (CE) n.
800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, si applicano nei
limiti previsti dai regolamenti (UE) nn. 1407/2013 e 1408/2013 della
Commissione, del 18 dicembre 2013, e dal regolamento (UE) n. 717/2014
della Commissione, del 27 giugno 2014, relativi all'applicazione
europea agli aiuti de minimis;
5. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui
ai commi 1 e 3, si provvede ai sensi dell'articolo 8, comma 2:
a) nel limite di 500.000 euro per l'anno 2014, di 2 milioni di
euro per l'anno 2015 e di 1 milione di euro per l'anno 2016, per
l'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1;
b) nel limite di 4,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 12
milioni di euro per l'anno 2015 e di 9 milioni di euro per l'anno
2016, per l'attuazione delle disposizioni di cui al comma 3.
6. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
effettua gli adempimenti conseguenti ai regolamenti dell'Unione
europea in materia di aiuti compatibili con il mercato interno.
7. All'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011, n. 4, sono apportate
a) al comma 3, il secondo periodo e' soppresso;
b) dopo il comma 4, e' inserito il seguente:
«4-bis. Ai fini di cui al comma 3 ed ai sensi degli articoli
26, paragrafo 2, lettera a), e 39 del regolamento (UE) 25 ottobre
2011, n. 1169/2011, il Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali svolge, attraverso il proprio sito istituzionale, una
consultazione pubblica tra i consumatori per valutare in quale
misura, nelle informazioni relative ai prodotti alimentari, venga
percepita come significativa l'indicazione relativa al luogo di
origine o di provenienza dei prodotti alimentari e della materia
prima agricola utilizzata nella preparazione o nella produzione degli
stessi e quando l'omissione delle medesime indicazioni sia ritenuta
ingannevole. Ai sensi dell'articolo 39, paragrafo 2, del citato
regolamento (UE) n. 1169/2011, il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, in collaborazione con il Centro di ricerca
per gli alimenti e la nutrizione, svolge studi diretti a individuare,
su scala territoriale, i legami tra talune qualita' dei prodotti
alimentari e la loro origine o provenienza. I risultati delle
consultazioni effettuate e degli studi eseguiti sono resi pubblici e
trasmessi alla Commissione europea. All'attuazione delle disposizioni
di cui al presente comma si provvede con le risorse umane,
8. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
svolge la consultazione pubblica tra i consumatori di cui
all'articolo 4, comma 4-bis, della legge 3 febbraio 2011, n. 4, come
introdotto dal comma 7, lettera b), entro trenta giorni dalla data di
9. I decreti di cui all'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011, n.
4, comma 3, sono adottati entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto con le modalita' di cui al medesimo comma
10. All'articolo 58 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, al
comma 1, primo periodo, dopo le parole: «E' istituito presso
l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura un fondo» sono inserite le
seguenti: «per l'efficientamento della filiera della produzione e
dell'erogazione e».
Misure per la sicurezza alimentare e la produzione della Mozzarella
1. La produzione della «Mozzarella di Bufala campana» DOP,
registrata come denominazione di origine protetta (DOP) ai sensi del
regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione del 12 giugno 1996,
deve avvenire in uno spazio in cui e' lavorato esclusivamente latte
DOP Mozzarella di Bufala Campana. In tale spazio puo' avvenire anche
la produzione di semilavorati e di altri prodotti purche' realizzati
esclusivamente con latte proveniente da allevamenti inseriti nel
sistema di controllo della DOP Mozzarella di Bufala Campana. La
produzione di prodotti realizzati anche o esclusivamente con latte
differente da quello da allevamenti inseriti nel sistema di controllo
della DOP Mozzarella di Bufala Campana deve essere effettuata in uno
spazio differente, secondo le disposizioni del decreto di cui al
2. Al fine di assicurare la piu' ampia tutela degli interessi dei
consumatori e di garantire la concorrenza e la trasparenza del
mercato del latte di bufala, gli allevatori bufalini, i trasformatori
e gli intermediari di latte di bufala sono obbligati ad adottare,
nelle rispettive attivita', secondo le disposizioni del decreto di
cui al comma 3, sistemi idonei a garantire la rilevazione e la
tracciabilita' del latte prodotto quotidianamente, dei quantitativi
di latte di bufala trasformato e delle quantita' di prodotto
derivante dalla trasformazione del latte di bufala utilizzato.
3. Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro della salute, da adottare
decreto, sono definite le modalita' per l'attuazione delle
disposizioni di cui ai commi 1, terzo periodo, e 2, prevedendo che
la separazione spaziale delle produzioni di cui al comma 1, ultimo
periodo, impedisca ogni contatto, anche accidentale, tra latte
Mozzarella di Bufala Campana DOP e altro latte, nonche' tra la
Mozzarella di Bufala Campana DOP e prodotti ottenuti con altro latte
in tutte le fasi della lavorazione e del confezionamento.
4. Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque viola
le disposizioni di cui al comma 1 e' soggetto alla sanzione
euro 13.000 e alla sanzione accessoria della chiusura dello
stabilimento nel quale si e' verificata la violazione per un periodo
da un minimo di dieci ad un massimo di trenta giorni e della
pubblicazione dell'ordinanza di ingiunzione, a cura e spese
dell'interessato, su due quotidiani a diffusione nazionale. Si
applica altresi' la sanzione accessoria della sospensione del diritto
di utilizzare la denominazione protetta dalla data dell'accertamento
della violazione fino a quando l'organo di controllo non abbia
verificato la rimozione della causa che ha dato origine alla sanzione
e l'avvenuta pubblicita' a norma del periodo seguente. Della sanzione
della sospensione del diritto di utilizzare la denominazione protetta
e' data tempestiva pubblicita' attraverso la pubblicazione, a cura e
spese dell'interessato, su due quotidiani a diffusione nazionale.
Nel caso di accertamento di reiterazione delle violazioni di cui al
comma 1, nei sei mesi successivi all'adozione del provvedimento
esecutivo , la chiusura dello stabilimento e' disposta per un
periodo da un minimo di trenta ad un massimo di novanta giorni e gli
importi delle sanzioni amministrative pecuniarie previste al presente
comma sono raddoppiati. La sanzione della chiusura dello stabilimento
nel quale si e' verificata la violazione e' altresi' disposta a
carico di coloro che utilizzano latte o cagliata diversi da quelli
della Mozzarella di Bufala Campana DOP nella produzione di Mozzarella
di Bufala Campana DOP. In tali casi la chiusura dello stabilimento
e' disposta per un periodo da un minimo di dieci giorni a un massimo
di trenta giorni, ovvero da un minimo di trenta ad un massimo di
novanta giorni in caso di reiterazione di tale comportamento
accertata nei sei mesi successivi all'adozione del provvedimento
esecutivo. La procedura prevista dall'articolo 19 della legge 24
novembre 1981, n. 689, si applica anche all'opposizione
all'inibizione all'uso della denominazione protetta.
5. Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque viola
le disposizioni di cui al comma 2 e' soggetto alla sanzione
amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 750 ad
euro 4.500. Qualora la violazione riguarda prodotti inseriti nel
sistema di controllo delle denominazioni protette di cui al
regolamento (UE) n. 1151/2012, si applica la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro 2.000 a euro 13.000.
5-bis. Per le violazioni delle disposizioni di cui ai commi 1 e
2 si applicano esclusivamente le disposizioni sanzionatorie previste
dai commi 4 e 5.
6. Il Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della
qualita' e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e'
designato quale autorita' competente all'applicazione delle sanzioni
di cui ai commi 4 e 5.
7. L'articolo 4-quinquiesdecies del decreto-legge 3 novembre 2008,
n. 205, e' abrogato. L'articolo 7 della legge 3 febbraio 2011, n. 4,
e' abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto
8. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque viola
i divieti di coltivazione introdotti con atti adottati, anche in via
cautelare, ai sensi degli articoli 53 e 54 del regolamento (CE) n.
178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002,
e' punito con la multa da euro 25.000 a euro 50.000. L'autore
del delitto di cui al presente comma e' tenuto altresi' a rimuovere,
a propria cura e spese, secondo le prescrizioni del competente organo
di vigilanza, nell'esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria,
le coltivazioni di sementi vietate ed alla realizzazione delle misure
di riparazione primaria e compensativa nei termini e con le modalita'
definiti dalla regione competente per territorio.
Disposizioni per l'incentivo all'assunzione di giovani lavoratori
agricoli e la riduzione del costo del lavoro in agricoltura
1. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile in
agricoltura di giovani di eta' compresa tra i 18 e i 35 anni e in
attesa dell'adozione di ulteriori misure da realizzare anche
attraverso il ricorso alle risorse della nuova programmazione
comunitaria 2014-2020, e' istituito, nel limite delle risorse del
fondo istituito ai sensi del comma 2, un incentivo per i datori di
lavoro che hanno i requisiti di cui all'articolo 2135 del codice
civile e che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato
o con contratto di lavoro a tempo determinato che presenta i
requisiti di cui al comma 3, lavoratori che si trovano nelle
condizioni di cui al comma 4.
2. Ai fini dell'erogazione degli incentivi di cui al comma 1, e'
istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali il fondo per gli incentivi
all'assunzione dei giovani lavoratori agricoli, con una dotazione
pari a 9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.
3. Ai fini della concessione dell'incentivo di cui al presente
articolo, il contratto di lavoro a tempo determinato deve:
b) garantire al lavoratore un periodo di occupazione minima di
102 giornate all'anno;
4. Le assunzioni di cui al comma 1 devono riguardare lavoratori di
eta' compresa tra i 18 ed i 35 anni, che si trovano in una delle
a) essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei
b) essere privi di un diploma di istruzione secondaria di secondo
5. Le assunzioni di cui al presente articolo devono essere
effettuate tra il 1° luglio 2014 e il 30 giugno 2015 e devono
comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base
della differenza tra il numero di giornate lavorate nei singoli anni
successivi all'assunzione e il numero di giornate lavorate nell'anno
precedente l'assunzione. I lavoratori dipendenti con contratto di
lavoro a tempo parziale sono computati in base al rapporto tra le ore
pattuite e l'orario normale di lavoro dei lavoratori a tempo pieno.
L'incremento della base occupazionale va considerato al netto delle
diminuzioni occupazionali verificatesi in societa' controllate o
collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile o facenti
6. L'incentivo di cui al presente articolo e' pari a un terzo della
retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali, per un periodo
complessivo di 18 mesi, riconosciuto al datore di lavoro unicamente
mediante compensazione dei contributi dovuti e con le modalita' di
seguito illustrate:
1) 6 mensilita' a decorrere dal completamento del primo anno di
2) 6 mensilita' a decorrere dal completamento del secondo anno
3) 6 mensilita' a decorrere dal completamento del terzo anno di
b) per le assunzioni a tempo indeterminato: 18 mensilita' a
decorrere dal completamento del diciottesimo mese dal momento
6-bis. Il valore annuale dell'incentivo non puo' comunque
superare, per ciascun lavoratore assunto ai sensi del presente
articolo, l'importo di:
7. All'incentivo di cui al presente articolo si applicano le
8. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, l'Inps adegua, senza nuovi o maggiori oneri per la
di consentire la fruizione dell'incentivo stesso, comunicando sul
proprio sito internet istituzionale la data a decorrere dalla quale
e' possibile presentare le domande di ammissione all'incentivo. Entro
il medesimo termine l'Inps, con propria circolare, disciplina le
modalita' attuative dell'incentivo di cui al comma 1, nonche' le
modalita' di controllo per il rispetto da parte dei datori di lavoro
degli impegni assunti nei contratti per i quali e' previsto
l'incentivo ai sensi del presente articolo e per la verifica
dell'incremento occupazionale.
9. L'incentivo di cui al presente articolo e' riconosciuto
domande e, nel caso di insufficienza delle risorse indicate, valutata
anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell'incentivo,
10. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali effettua la
comunicazione di cui all'articolo 9 del regolamento (CE) n. 800/2008.
11. In relazione alla prossima scadenza del citato regolamento (CE)
n. 800/2008, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
verifica la compatibilita' delle disposizioni di cui al presente
articolo rispetto alle nuove disposizioni europee di esenzione dalla
notifica in corso di adozione e propone le misure necessarie
all'eventuale adeguamento.
12. A decorrere dalla data in cui e' possibile presentare le
domande di ammissione all'incentivo di cui al presente articolo, per
le assunzioni di lavoratori agricoli a tempo indeterminato non trova
piu' applicazione l'incentivo di cui all'articolo 1 del decreto-legge
agosto 2013, n. 99. Restano salve le domande di ammissione
all'incentivo di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 giugno 2013,
n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.
99, presentate fino a tale data.
13. All'articolo 11 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.
446, dopo il comma 1, e' inserito il seguente: «1.1. Le deduzioni di
cui al comma 1, lettera a), numeri 2), 3) e 4), per i produttori
agricoli di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), e per le
societa' agricole di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 99, si applicano, nella misura del 50 per cento
degli importi ivi previsti, anche per ogni lavoratore agricolo
dipendente a tempo determinato impiegato nel periodo di imposta
purche' abbia lavorato almeno 150 giornate e il contratto abbia
almeno una durata triennale.».
14. La disposizione del comma 13 si applica, previa autorizzazione
della Commissione europea richiesta a cura del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, a decorrere dal periodo
d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013. Della
medesima disposizione non si tiene conto ai fini della determinazione
dell'acconto relativo al periodo d'imposta successivo a quello in
corso al 31 dicembre 2013, secondo il criterio previsionale, di cui
all'articolo 4 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154.
Rete del lavoro agricolo di qualita'
1. E' istituita presso l'INPS la Rete del lavoro agricolo di
qualita' alla quale possono partecipare le imprese agricole di cui
all'articolo 2135 del codice civile in possesso dei seguenti
a) non avere riportato condanne penali per violazioni della
normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di
b) non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di
sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui alla
c) essere in regola con il versamento dei contributi
previdenziali e dei premi assicurativi.
2. Alla Rete del lavoro agricolo di qualita' sovraintende una
cabina di regia composta da un rappresentante del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, del Ministero dell'economia e
delle finanze, dell'INPS e della Conferenza delle regioni e delle
province autonome di Trento e di Bolzano designati entro 30 giorni
dall'entrata in vigore del presente decreto. Fanno parte della cabina
di regia anche tre rappresentanti dei lavoratori subordinati e tre
rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi
dell'agricoltura nominati con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali, entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, su designazione delle
organizzazioni sindacali a carattere nazionale maggiormente
rappresentative. La cabina di regia e' presieduta dal rappresentante
3. Ai fini della partecipazione alla Rete del lavoro agricolo di
qualita', le imprese di cui al comma 1 presentano istanza in via
telematica. Entro trenta giorni dall'insediamento la cabina di regia
definisce con apposita determinazione gli elementi essenziali
a) delibera sulle istanze di partecipazione alla Rete del lavoro
agricolo di qualita' entro 30 giorni dalla presentazione;
b) esclude dalla Rete del lavoro agricolo di qualita' le imprese
agricole che perdono i requisiti di cui al comma 1;
c) redige e aggiorna l'elenco delle imprese agricole che
partecipano alla Rete del lavoro agricolo di qualita' e ne cura la
pubblicazione sul sito internet dell'INPS;
d) formula proposte al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e al Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali in materia di lavoro e di legislazione sociale nel
5. La partecipazione alla cabina di regia e' a titolo gratuito e ai
componenti non sono corrisposti gettoni, compensi, rimborsi di spese
o altri emolumenti comunque denominati. La cabina di regia si avvale
per il suo funzionamento delle risorse umane e strumentali messe a
disposizione dall'INPS, nel rispetto delle disposizioni di cui al
6. Al fine di realizzare un piu' efficace utilizzo delle risorse
ispettive disponibili, il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e l'INPS, fermi restando gli ordinari controlli in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, orientano
l'attivita' di vigilanza nei confronti delle imprese non appartenenti
alla Rete del lavoro agricolo di qualita' salvi i casi di richiesta
di intervento proveniente dal lavoratore, dalle organizzazioni
sindacali, dall'Autorita' giudiziaria o da autorita' amministrative
e salvi i casi di imprese che abbiano procedimenti penali in corso
per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione
sociale, di contratti collettivi, di sicurezza sui luoghi di lavoro e
in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto.
7. E' fatta salva comunque la possibilita' per le amministrazioni
di cui al comma 6 di effettuare controlli sulla veridicita' delle
dichiarazioni in base alla disciplina vigente.
8. Per le attivita' di cui al presente articolo l'INPS provvede con
Disposizioni per i contratti di rete
1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, dopo il
comma 361, e' inserito il seguente:
«361.1. Le risorse di cui al comma 354 sono destinate anche al
finanziamento agevolato di investimenti in ricerca e innovazione
tecnologica, effettuati da imprese agricole, forestali e
agroalimentari, che partecipano ad un contratto di rete di cui
all'articolo 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n.
successive modificazioni, per le finalita' proprie del medesimo
contratto di rete».
2. Fatti salvi i limiti previsti dall'ordinamento europeo, le
imprese agricole, forestali e agroalimentari organizzate con il
contratto di rete di cui all'articolo 3, comma 4-ter, del
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, per le
finalita' proprie del medesimo contratto di rete, a parita' delle
altre condizioni stabilite da ciascun documento di programmazione,
acquisiscono priorita' nell'accesso ai finanziamenti previsti dalle
misure dei programmi di sviluppo rurale regionali e nazionali
relativi alla programmazione 2014-2020.
Detrazioni per l'affitto di terreni agricoli ai giovani e misure di
carattere fiscale
1. All'articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 22
a) dopo il comma 1-quinquies, e' inserito il seguente:
«1-quinquies.1. Ai coltivatori diretti e agli imprenditori
agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola di eta'
inferiore ai trentacinque anni, spetta, nel rispetto della regola de
minimis di cui al regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione,
minimis» nel settore agricolo, una detrazione del 19 per cento delle
spese sostenute per i canoni di affitto dei terreni agricoli,
diversi da quelli di proprieta' dei genitori entro il limite di
euro 80 per ciascun ettaro preso in affitto e fino a un massimo di
euro 1.200 annui. A tal fine, il contratto di affitto deve essere
redatto in forma scritta »;
b) al comma 1-sexies, dopo le parole: «la detrazione spettante»
sono inserite le seguenti: «ai sensi del presente articolo».
2. La disposizione del comma 1 si applica a decorrere dal periodo
d'imposta 2014, per il medesimo periodo d'imposta l'acconto relativo
all'imposta sul reddito delle persone fisiche e' calcolato senza
tenere conto delle disposizioni di cui allo stesso comma 1.
3. All'articolo 31 del testo unico delle imposte sui redditi di cui
e successive modificazioni, il comma 1 e' abrogato.
4. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, il comma
512 e' sostituito dal seguente:
«512. Ai soli fini della determinazione delle imposte sui
redditi, per i periodi d'imposta 2013, 2014 e 2015, nonche' a
decorrere dal periodo di imposta 2016, i redditi dominicale e agrario
sono rivalutati rispettivamente del 15 per cento per i periodi di
imposta 2013 e 2014 e del 30 per cento per il periodo di imposta
2015, nonche' del 7 per cento a decorrere dal periodo di imposta
2016. Per i terreni agricoli, nonche' per quelli non coltivati,
agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, la
rivalutazione e' pari al 5 per cento per i periodi di imposta 2013 e
2014 e al 10 per cento per il periodo di imposta 2015. L'incremento
si applica sull'importo risultante dalla rivalutazione operata ai
sensi dell'articolo 3, comma 50, della legge 23 dicembre 1996, n.
662. Ai fini della determinazione dell'acconto delle imposte sui
redditi dovute per gli anni 2013, 2015 e 2016, si tiene conto delle
disposizioni di cui al presente comma.».
Interventi a sostegno delle imprese agricole condotte da giovani
a) il capo III del titolo I e' sostituito dal seguente:
MISURE IN FAVORE DELLO SVILUPPO DELL'IMPRENDITORIALITA' IN
AGRICOLTURA E DEL RICAMBIO GENERAZIONALE
Art. 9. - (Principi generali). - 1. Le disposizioni del presente
capo sono dirette a sostenere in tutto il territorio nazionale le
imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile, a
favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a sostenerne lo
sviluppo attraverso migliori condizioni per l'accesso al credito.
2. La concessione delle misure di cui al presente capo e'
subordinata all'autorizzazione della Commissione europea ai sensi
Art. 10. - (Benefici). - 1. Ai soggetti ammessi alle agevolazioni
di cui al presente capo possono essere concessi mutui agevolati per
gli investimenti, a un tasso pari a zero, della durata massima di
dieci anni comprensiva del periodo di preammortamento, e di importo
non superiore al 75 per cento della spesa ammissibile. Per le
iniziative nel settore della produzione agricola il mutuo agevolato
ha una durata, comprensiva del periodo di preammortamento, non
superiore a quindici anni.
2. Alle agevolazioni di cui al comma 1 si applicano i massimali
previsti dalla normativa europea e le agevolazioni medesime sono
concesse nel rispetto di quanto previsto in materia di aiuti di Stato
per il settore agricolo e per quello della trasformazione e
3. I mutui di cui al comma 1 sono assistiti dalle garanzie di cui
all'articolo 44 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385,
Art. 10-bis. - (Soggetti beneficiari). - 1. Possono beneficiare
delle agevolazioni di cui al presente capo le imprese, in qualsiasi
forma costituite, che subentrino nella conduzione di un'intera
azienda agricola, esercitante esclusivamente l'attivita' agricola ai
sensi dell'articolo 2135 del codice civile da almeno due anni alla
data di presentazione della domanda di agevolazione, e presentino
progetti per lo sviluppo o il consolidamento dell'azienda agricola
attraverso iniziative nel settore agricolo e in quello della
2. Le imprese subentranti devono essere in possesso dei seguenti
a) siano costituite da non piu' di sei mesi alla data di
b) esercitino esclusivamente l'attivita' agricola ai sensi
dell'articolo 2135 del codice civile;
c) siano amministrate e condotte da un giovane imprenditore
agricolo di eta' compresa tra i 18 ed i 40 anni ovvero, nel caso di
societa', siano composte, per oltre la meta' numerica dei soci e
delle quote di partecipazione, da giovani imprenditori agricoli di
eta' compresa tra i 18 ed i 40 anni.
3. Possono altresi' beneficiare delle agevolazioni di cui al
presente capo le imprese che presentino progetti per lo sviluppo o il
consolidamento di iniziative nei settori della produzione e della
trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, attive da
almeno due anni alla data di presentazione della domanda di
agevolazione. Tali imprese devono essere in possesso dei requisiti di
cui al comma 2, lettere b) e c).
Art. 10-ter. - (Progetti finanziabili). - 1. Possono essere
finanziate, nei limiti delle risorse di cui all'articolo 10-quater,
secondo i criteri e le modalita' stabiliti con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto
con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da
presente disposizione, e nei limiti stabiliti dall'Unione europea, le
iniziative che prevedano investimenti non superiori a euro 1.500.000,
nei settori della produzione e della trasformazione e
Art. 10-quater. - (Risorse finanziarie disponibili). - 1. La
concessione delle agevolazioni di cui al presente capo e' disposta,
con le modalita' previste dal decreto di cui all'articolo 10-ter,
comma 1, a valere sulle risorse di cui al punto 2 della delibera del
Comitato interministeriale per la programmazione economica n. 62/2002
del 2 agosto 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 261 del 7
novembre 2002. Le predette disponibilita' possono essere incrementate
da eventuali ulteriori risorse derivanti dalla programmazione
nazionale ed europea»;
b) all'articolo 24, comma 1, il secondo periodo e' soppresso.
2. Alle domande per l'accesso alle agevolazioni di cui al capo III
del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185,
presentate prima della data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto continua ad applicarsi la disciplina
Esercizio del diritto di prelazione o di riscatto agrari
1. L'esercizio del diritto di prelazione o di riscatto di cui
all'articolo 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, e successive
modificazioni, e all'articolo 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817,
spetta anche alle societa' cooperative di cui all'articolo 1, comma
2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, qualora almeno la
meta' degli amministratori e dei soci sia in possesso della qualifica
di coltivatore diretto come risultante dall'iscrizione nella sezione
speciale del registro delle imprese di cui agli articoli 2188 e
1. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui
e' incrementato di 800.000 euro a decorrere dall'anno 2018. .
2. Agli oneri derivanti dagli articoli 3, commi 1 e 3, 5, commi 2 e
13, 7, commi 1 e 2, e dal comma 1 del presente articolo, pari a 5
milioni di euro per l'anno 2014, a 65,9 milioni di euro per l'anno
2015, a 47,6 milioni di euro per l'anno 2016, a 37,6 milioni di euro
per l'anno 2017, a 38,4 milioni di euro per l'anno 2018 e a 29,4
milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, si provvede:
a) quanto a 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017
e a 4,5 milioni per l'anno 2018, mediante corrispondente riduzione
delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte
corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016,
dell'economia e delle finanze per l'anno 2014, allo scopo
b) quanto a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015
all'articolo 4 della legge 23 dicembre 1999, n. 499, come da ultimo
rifinanziata ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera e), della
c) quanto a 11,3 milioni di euro per l'anno 2015, a 5,6
milioni di euro per l'anno 2016, a 2,2 milioni di euro per l'anno
2017 e a 4,5 milioni di euro per l'anno 2018, mediante
d) quanto a 13,3 milioni di euro per l'anno 2015 e 7,6 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2016 mediante utilizzo delle maggiori
entrate di cui all'articolo 7, comma 3, del presente decreto;
e) quanto a 36,3 milioni di euro per l'anno 2015, 28,4 milioni di
euro per l'anno 2016 e 21,8 milioni di euro a decorrere dall'anno
2017 mediante utilizzo delle maggiori entrate di cui all'articolo 7,
comma 4, del presente decreto;
Contributo per il recupero di pneumatici fuori uso
All'articolo 228, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Detto
contributo, parte integrante del corrispettivo di vendita, e'
assoggettato ad IVA ed e' riportato nelle fatture in modo chiaro e
distinto. Il produttore o l'importatore applicano il rispettivo
contributo vigente alla data della immissione del pneumatico nel
mercato nazionale del ricambio. Il contributo rimane invariato in
tutte le successive fasi di commercializzazione del pneumatico con
l'obbligo, per ciascun rivenditore, di indicare in modo chiaro e
distinto in fattura il contributo pagato all'atto dell'acquisto dello
Interventi urgenti per l'efficientamento energetico degli edifici
scolastici e universitari pubblici e della segnaletica luminosa
1. A valere sul Fondo di cui all'articolo 1, comma 1110, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, nel limite di trecentocinquanta
milioni di euro, possono essere concessi finanziamenti a tasso
agevolato ai soggetti pubblici competenti ai sensi della normativa
vigente in materia di immobili di proprieta' pubblica adibiti
all'istruzione scolastica e all'istruzione universitaria, nonche' di
edifici dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM),
al fine di realizzare interventi di incremento dell'efficienza
energetica degli edifici scolastici, ivi inclusi gli asili nido,
e universitari negli usi finali dell'energia, avvalendosi della
Cassa depositi e prestiti S.p.A. quale soggetto gestore del predetto
fondo. La Cassa depositi e prestiti S.p.A. eroga i finanziamenti
tenuto conto di quanto stabilito dal decreto di cui comma 8 del
presente articolo, seguendo l'ordine cronologico di presentazione
2. I finanziamenti a tasso agevolato di cui al comma 1 sono
concessi in deroga all'articolo 204 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, e successive modificazioni.
3. Ai finanziamenti a tasso agevolato di cui al comma 1 si applica
la riduzione del cinquanta per cento del tasso di interesse di cui al
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 17 novembre
4. Per interventi sul patrimonio immobiliare pubblico per
l'efficienza energetica dell'edilizia scolastica, ivi inclusi gli
asili nido, e universitaria, il fondo di cui al comma 1, nel limite
delle risorse ivi previste, puo' altresi' concedere finanziamenti a
tasso agevolato che prevedano la selezione dei progetti di
investimento presentati dai fondi immobiliari chiusi costituiti ai
sensi dell'articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e
successive modificazioni, unitamente ai soggetti privati a cui
attribuire specifici compiti operativi connessi alla realizzazione
dell'intervento di incremento dell'efficienza energetica. I progetti
di investimento, selezionati a seguito di procedura ad evidenza
pubblica da parte dell'ente proprietario, sono presentati da fondi
immobiliari e da soggetti incaricati della loro realizzazione e
devono dimostrare la convenienza economica e l'efficacia nei settori
5. L'accesso ai finanziamenti a tasso agevolato di cui ai commi 1 e
4 avviene sulla base di diagnosi energetica comprensiva di
certificazione energetica, ai sensi della normativa vigente.
6. Gli interventi di cui al presente articolo devono conseguire un
miglioramento del parametro di efficienza energetica dell'edificio di
almeno due classi in un periodo massimo di tre anni. Tale
miglioramento e' oggetto di certificazione da parte di un
professionista competente abilitato, che non sia stato coinvolto
nelle fasi antecedenti di progettazione, direzione lavori e collaudo
dell'intervento realizzato. La mancata produzione di idonea
certificazione attestante la riduzione del consumo energetico
determina la revoca del finanziamento a tasso agevolato.
7. La durata dei finanziamenti a tasso agevolato di cui al presente
articolo non potra' essere superiore a venti anni. Per gli
interventi di efficienza energetica relativi esclusivamente ad
analisi, monitoraggio, audit e diagnosi, la durata massima del
finanziamento e' fissata in dieci anni e l'importo del finanziamento
non puo' essere superiore a trentamila euro per singolo edificio.
L'importo di ciascun intervento, comprensivo di progettazione e
certificazione, non puo' essere superiore a un milione di euro per
interventi relativi esclusivamente agli impianti, e a due milioni di
euro per interventi relativi agli impianti e alla qualificazione
energetica a pieno edificio, comprensivo dell'involucro.
8. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, anche al fine del raggiungimento entro il 2020
degli obiettivi stabiliti in sede europea dal pacchetto
clima-energia, con decreto del Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare e del Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto col Ministro dello sviluppo economico e con il
individuati i criteri e le modalita' di concessione, di erogazione e
di rimborso dei finanziamenti a tasso agevolato di cui al presente
articolo, nonche' le caratteristiche di strutturazione dei fondi e
dei progetti di investimento che si intendono realizzare ai sensi
del comma 4 al fine della compatibilita' delle stesse con gli
equilibri di finanza pubblica.
e maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
10. Il coordinamento di tutti gli interventi in materia di edilizia
scolastica pubblica, inclusi quelli di cui al presente articolo, e'
assicurato, in raccordo con i Ministeri competenti, dalla Presidenza
del Consiglio dei Ministri anche mediante apposita struttura di
missione, alle cui attivita' si fa fronte con le risorse umane,
Misure straordinarie per accelerare l'utilizzo delle risorse e
l'esecuzione degli interventi urgenti e prioritari per la
mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio nazionale e
per lo svolgimento delle indagini sui terreni della Regione
Campania destinati all'agricoltura
1. A decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, i
Presidenti della regioni subentrano relativamente al territorio di
competenza nelle funzioni dei commissari straordinari delegati per il
sollecito espletamento delle procedure relative alla realizzazione
degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico individuati
negli accordi di programma sottoscritti tra il Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e le regioni
ai sensi dell'articolo 2, comma 240, della legge 23 dicembre 2009, n.
191, e nella titolarita' delle relative contabilita' speciali. I
commissari straordinari attualmente in carica completano le
operazioni finalizzate al subentro dei Presidenti delle regioni entro
quindici giorni dall'entrata in vigore del presente decreto.
2. Al Presidente della regione non e' dovuto alcun compenso per lo
svolgimento delle funzioni attribuite ai sensi del presente articolo.
In caso di dimissioni o di impedimento del Presidente della regione
il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, nomina un commissario ad acta, al
quale spettano i poteri indicati nel presente articolo fino
all'insediamento del nuovo Presidente della regione o alla cessazione
della causa di impedimento.
2-bis. Fermo restando quanto disposto dal comma 2, in tutti i
casi di cessazione anticipata, per qualsiasi causa, dalla carica di
Presidente della regione, questi cessa anche dalle funzioni
commissariali eventualmente conferitegli con specifici provvedimenti
legislativi. Qualora normative di settore o lo statuto della regione
non prevedano apposite modalita' di sostituzione, con decreto del
competente, e' nominato un commissario che subentra nell'esercizio
delle funzioni commissariali fino all'insediamento del nuovo
Presidente. Le disposizioni del presente comma si applicano anche
agli incarichi commissariali, conferiti ai sensi di specifici
provvedimenti legislativi, per i quali e' gia' intervenuta
l'anticipata cessazione dalla carica di Presidente della regione.
2-ter. Per l'espletamento delle attivita' previste nel presente
articolo, il Presidente della regione puo' delegare apposito soggetto
attuatore il quale opera sulla base di specifiche indicazioni
ricevute dal Presidente della regione e senza alcun onere aggiuntivo
per la finanza pubblica. Il soggetto attuatore, se dipendente di
societa' a totale capitale pubblico o di societa' dalle stesse
controllate, anche in deroga ai contratti collettivi nazionali di
lavoro delle societa' di appartenenza, e' collocato in aspettativa
senza assegni, con riconoscimento dell'anzianita' di servizio dalla
data del provvedimento di conferimento dell'incarico e per tutto il
periodo di svolgimento dello stesso. Dall'attuazione della presente
3. Gli adempimenti di cui all'articolo 1, comma 111, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, per i quali e' fissato il termine finale del
30 aprile 2014, sono ultimati entro trenta giorni dall'effettivo
4. Per le attivita' di progettazione degli interventi, per le
procedure di affidamento dei lavori, per le attivita' di direzione
dei lavori e di collaudo, nonche' per ogni altra attivita' di
carattere tecnico-amministrativo connessa alla progettazione,
all'affidamento e all'esecuzione dei lavori, ivi inclusi servizi e
forniture, il Presidente della regione puo' avvalersi, oltre che
delle strutture e degli uffici regionali, degli uffici tecnici e
amministrativi dei comuni, dei provveditorati interregionali alle
opere pubbliche, nonche' della societa' ANAS S.p.A., dei consorzi di
bonifica e delle autorita' di distretto, nonche' delle strutture
commissariali gia' esistenti, non oltre il 30 giugno 2015, e delle
societa' a totale capitale pubblico o delle societa' dalle stesse
controllate. Le relative spese sono ricomprese nell'ambito degli
incentivi per la progettazione di cui all'articolo 92, comma 5, del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e dell'articolo 16 del
decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.
5. Nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, il Presidente
della regione e' titolare dei procedimenti di approvazione e
autorizzazione dei progetti e si avvale dei poteri di sostituzione e
di deroga di cui all'articolo 17 del decreto-legge 30 dicembre 2009,
n. 26. A tal fine emana gli atti e i provvedimenti e cura tutte le
attivita' di competenza delle amministrazioni pubbliche, necessari
alla realizzazione degli interventi, nel rispetto degli obblighi
internazionali e di quelli derivanti dall'appartenenza all'Unione
6. L'autorizzazione rilasciata ai sensi del comma 5 sostituisce
tutti i visti, i pareri, le autorizzazioni, i nulla osta e ogni altro
provvedimento abilitativo necessario per l'esecuzione
dell'intervento, comporta dichiarazione di pubblica utilita' e
costituisce, ove occorra, variante agli strumenti di pianificazione
urbanistica e territoriale, fatti salvi i pareri e gli atti di
assenso comunque denominati, di competenza del Ministero dei beni e
delle attivita' culturali e del turismo previsti dal codice dei beni
culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42, da rilasciarsi entro il termine di trenta giorni dalla
richiesta, decorso inutilmente il quale l'autorita' procedente
provvede comunque alla conclusione del procedimento, limitatamente
agli interventi individuati negli accordi di programma di cui al
comma 1. Per le occupazioni di urgenza e per le eventuali
espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione delle opere e
degli interventi, i termini di legge previsti dal testo unico di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e
successive modificazioni, sono ridotti alla meta'.
7. Ai fini delle attivita' di coordinamento delle fasi relative
alla programmazione e alla realizzazione degli interventi di cui al
comma 1, fermo restando il numero degli uffici dirigenziali di
livello generale e non generale vigenti, l'Ispettorato di cui
all'articolo 17, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195,
e' trasformato in una direzione generale individuata dai regolamenti
di organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare e, pertanto, l'Ispettorato e' soppresso.
Conseguentemente, al citato articolo 17, comma 2, del decreto-legge
n. 195 del 2009 le parole da: «le proprie strutture anche vigilate»
a: «decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto 2009, n. 140»
sono sostituite dalle seguenti: «una direzione generale individuata
dai regolamenti di organizzazione del Ministero nel rispetto della
dotazione organica vigente che subentra nelle funzioni gia'
esercitate dall'Ispettorato generale».
7-bis. I comuni possono rivolgersi ai soggetti conduttori di
aziende agricole con fondi al di sopra di 1.000 metri di altitudine
per l'esecuzione di opere minori di pubblica utilita' nelle aree
attigue al fondo, come piccole manutenzioni stradali, servizi di
spalatura della neve o regimazione delle acque superficiali, previa
apposita convenzione per ciascun intervento da pubblicare nell'albo
pretorio comunale e a condizione che siano utilizzate le attrezzature
private per l'esecuzione dei lavori.
8. Al fine di conseguire un risparmio di spesa, all'articolo 17,
comma 35-octies, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, al primo
periodo, dopo le parole: «due supplenti» sono aggiunte le seguenti:
«con comprovata esperienza in materia contabile amministrativa» e
l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «Uno dei componenti
effettivi e' designato dal Ministro dell'economia e delle finanze tra
i dirigenti del medesimo Ministero».
8-bis. Entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto sono nominati i nuovi
componenti del collegio dei revisori dei conti dell'Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ai sensi
della disciplina di cui al comma 8.
9. Fermo restando il termine del 31 dicembre 2014, stabilito
dall'articolo 1, comma 111, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, gli
interventi per i quali sono trasferite le relative risorse statali o
regionali entro il 30 giugno 2014 sono completati entro il 31
dicembre 2015. I Presidenti delle regioni provvedono, con cadenza
almeno trimestrale, ad aggiornare i dati relativi allo stato di
avanzamento degli interventi secondo modalita' di inserimento in un
sistema on line specificate dal Ministero dell'ambiente e della
10. Al primo periodo del comma 1-bis dell'articolo 9 del decreto
legislativo 23 febbraio 2010, n. 49, dopo le parole: «di cui
all'articolo 7» sono inserite le seguenti: «comma 3, lettera a)».
11. I criteri, le modalita' e l'entita' delle risorse destinate al
idrogeologico sono definiti con decreto del Presidente del Consiglio
del territorio e del mare, di concerto, per quanto di competenza, con
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. A tal fine la
Presidenza del Consiglio dei Ministri puo' avvalersi di apposita
struttura di missione, alle cui attivita' si fara' fronte con le
vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
11-bis. All'articolo 7, comma 8, del decreto legislativo 23
febbraio 2010, n. 49, le parole: «entro il 22 giugno 2015» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 22 dicembre 2015».
12. Al decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, sono apportate le
a) all'articolo 1, comma 6, le parole: «da svolgere entro i
novanta giorni successivi all'emanazione del decreto medesimo» sono
sostituite dalle seguenti: «da svolgere, secondo l'ordine di
priorita' definito nei medesimi decreti, entro i centoventi giorni
successivi alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei
predetti decreti per i terreni classificati, sulla base delle
indagini, nelle classi di rischio piu' elevate, e entro i
successivi duecentodieci per i restanti terreni. Con i medesimi
decreti, puo' essere disposto, nelle more dello svolgimento delle
indagini dirette, il divieto di commercializzazione dei prodotti
derivanti dai terreni rientranti nelle classi di rischio piu'
elevato, ai sensi del principio di precauzione di cui all'articolo 7
del regolamento (CE) n. 178/2002 del 28 gennaio 2002, del Parlamento
europeo e del Consiglio che stabilisce i principi e i requisiti
generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorita'
europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della
sicurezza alimentare.»;
b) all'articolo 1, dopo il comma 6, e' inserito il seguente:
«6.1. Le indagini di cui al presente articolo possono essere estese,
nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente, con
direttiva dei Ministri delle politiche agricole alimentari e
forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e
della salute, d'intesa con il Presidente della Regione Campania, ai
terreni agricoli che non sono stati oggetto di indagine ai sensi del
comma 5, in quanto coperti da segreto giudiziario, ovvero oggetto di
sversamenti resi noti successivamente alla chiusura delle indagini di
cui al comma 5. Nelle direttive di cui al presente comma sono
indicati i termini per lo svolgimento delle indagini sui terreni di
cui al primo periodo e la presentazione delle relative relazioni.
Entro i quindici giorni dalla presentazione delle relazioni sono
emanati i decreti di cui al comma 6.»;
c) all'articolo 2, dopo il comma 5-bis, e' inserito il seguente:
«5-ter. Fatto salvo quanto stabilito dalla direttiva del Parlamento
europeo e del Consiglio 2000/60/CE del 23 ottobre 2000 che istituisce
un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, nella
concessione di contributi e finanziamenti previsti dai programmi
comunitari finanziati con fondi strutturali, e' attribuita priorita'
assoluta agli investimenti in infrastrutture irrigue e di bonifica
finalizzati a privilegiare l'uso collettivo della risorsa idrica, in
sostituzione del prelievo privato di acque da falde superficiali e
profonde nelle province di Napoli e Caserta.»
12-bis. All'articolo 1 del decreto-legge 10 dicembre 2013, n.
136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n.
61, dopo il comma 6-sexies e' aggiunto il seguente:
6-septies. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione, con decreto del Ministro dell'ambiente e
delle politiche agricole alimentari e forestali, senza nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, e' disciplinata
l'interconnessione da parte del Corpo forestale dello Stato al
SISTRI, al fine di intensificarne l'azione di contrasto alle
attivita' illecite di gestione dei rifiuti, con particolare
riferimento al territorio campano.
13-bis. All'articolo 1, comma 347, lettera b), della legge 27
dicembre 2013, n. 147, le parole: «, Genova e La Spezia» sono
soppresse e le parole: «20 milioni di euro» sono sostituite dalle
seguenti: «14 milioni di euro».
13-ter. Per gli interventi di ricostruzione conseguenti agli
eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni dal 20 al 24
ottobre 2013, dal 25 al 26 dicembre 2013, dal 4 al 5 e dal 16 al 20
gennaio 2014, nel territorio della regione Liguria, e' autorizzata la
spesa di 6 milioni di euro per l'anno 2014.
13-quater. Ai maggiori oneri di cui al comma 13-ter, pari a 6
milioni di euro per l'anno 2014, si provvede a valere sui risparmi di
spesa di cui al comma 13-bis.
Misure urgenti per la protezione di specie animali, il controllo
delle specie alloctone e la difesa del mare, l'operativita' del
Parco nazionale delle Cinque Terre, la riduzione dell'inquinamento
da sostanze ozono lesive contenute nei sistemi di protezione ad uso
antincendio e da onde elettromagnetiche, nonche' parametri di
verifica per gli impianti termici civili
1. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare promuove intese e accordi con i Ministri competenti, con le
regioni e con altri soggetti pubblici e privati titolati, per lo
sviluppo e l'attuazione di piani d'azione per la conservazione di
specie di particolare interesse a rischio di estinzione, anche per
adempiere tempestivamente alle direttive ed atti d'indirizzo
dell'Unione europea, alle regolazioni nazionali vigenti nonche' alla
Strategia Nazionale per la Biodiversita', adottata in base
all'articolo 6 della Convenzione Internazionale sulla Diversita'
Biologica, ratificata con legge 14 febbraio 1994, n. 124.
1-bis. Il comma 3 dell'articolo 2 della legge 8 febbraio 2006,
n. 61, e' sostituito dal seguente:
«3. Alle attivita' di pesca si applica quanto previsto dal
dell'11 dicembre 2013».
2. All'articolo 12, comma 23, secondo periodo, del decreto-legge 6
agosto 2012, n. 135, dopo le parole: «e rimborsi spese», sono
aggiunte le seguenti: «, fatti salvi gli oneri di missione. Agli
oneri derivanti dall'applicazione del precedente periodo,
quantificati in euro ventimila annui, si provvede mediante
corrispondente riduzione, a decorrere dall'entrata in vigore della
presente disposizione, dell'autorizzazione di spesa recata
dall'articolo 6, comma 1, della legge 31 luglio 2002, n. 179».
2-bis. All'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 25 gennaio
2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,
n. 28, le parole: «A decorrere dal sessantesimo giorno
dall'emanazione dei decreti di natura non regolamentare di cui al
comma 2» sono soppresse.
3. All'articolo 12 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, e'
aggiunto, in fine, il seguente comma: «Nei casi in cui
l'amministrazione fa eseguire le misure necessarie ai sensi del
secondo e terzo comma, le spese sostenute sono recuperate, nei limiti
del valore del carico anche nei confronti del proprietario del carico
stesso quando, in relazione all'evento, si dimostri il dolo o la
colpa del medesimo.».
4. Al fine di conseguire con immediatezza i necessari livelli di
operativita' e consentire lo svolgimento stabile delle primarie
funzioni attribuite al Parco nazionale delle Cinque Terre in tema di
salvaguardia degli ecosistemi naturali e di promozione della
sostenibilita', nella specifica cornice di vulnerabilita'
territoriale messa a rischio da ricorrenti eventi alluvionali, il
proprio decreto da adottare entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente disposizione, ne nomina il
direttore, scegliendolo in una terna motivatamente proposta dal
Presidente dell'Ente all'esito di una procedura pubblica di selezione
effettuata avuto riguardo alle attitudini, alle competenze e alle
capacita' professionali necessarie per l'attribuzione dello specifico
incarico. Alla selezione possono partecipare dirigenti pubblici,
funzionari pubblici con almeno dieci anni di anzianita' nella
qualifica nonche' esperti anche tra coloro che abbiano gia' svolto
funzioni di direttore di parchi nazionali o regionali per almeno due
anni. Il presidente dell'ente parco stipula col direttore cosi'
nominato un contratto di diritto privato di durata non superiore a
cinque anni. Il direttore, se dipendente pubblico, e' posto in
aspettativa senz'assegni dall'amministrazione di appartenenza per
5. Al decreto legislativo 13 settembre 2013, n. 108, sono apportate
a) e' aggiunto, in fine, l'Allegato I di cui all'allegato 1 al
b) all'articolo 5, dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente
«2-bis. Il termine di sei mesi di cui al comma precedente e'
differito di ulteriori nove mesi per i detentori di sistemi
antincendio contenenti sostanze controllate, di cui all'articolo 3,
punto 4), del regolamento, che ne danno comunicazione, entro il 30
settembre 2014, ai Ministeri dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare e dello sviluppo economico, indicando
l'ubicazione dell'impianto, la natura e la quantita' della sostanza
secondo il formato di cui all'allegato I al presente decreto.».
6. All'articolo 14, comma 8, lettera d), del decreto-legge 18
dicembre 2012, n. 221, il penultimo periodo e' sostituito dal
seguente: "L'ISPRA e le ARPA/APPA provvedono, in attuazione del
presente decreto, all'elaborazione di linee guida, che sono approvate
con uno o piu' decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, sentite le competenti Commissioni
parlamentari";
6-bis. I decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare previsti dal citato articolo 14, comma 8,
lettera d), del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito,
con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, come
modificato dal comma 6 del presente articolo, sono adottati entro
7. Agli adempimenti relativi all'integrazione dei libretto di
centrale per gli impianti termici civili previsti dall'articolo 284,
comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modificazioni, si procede, ove non espletati in precedenza, entro sei
8. In armonia con le finalita' e i principi dell'ordinamento
giuridico nazionale in materia di aree protette, nonche' con la
disciplina comunitaria relativa alla Rete Natura 2000, le funzioni
statali concernenti la parte lombarda del Parco nazionale dello
Stelvio sono attribuite alla regione Lombardia che, conseguentemente,
partecipa all'intesa relativa al predetto Parco, di cui all'articolo
1, comma 515, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Per
l'attribuzione alle province autonome di Trento e di Bolzano delle
funzioni statali concernenti la parte del Parco nazionale dello
Stelvio situata nella regione Trentino-Alto Adige/Südtirol si
provvede con norma di attuazione dello Statuto della regione medesima
ai sensi dell'articolo 107 del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670. Fino alla
sottoscrizione della predetta intesa e comunque non oltre centottanta
presente decreto, le funzioni demandate agli organi centrali del
consorzio, ad eccezione di quelle dei revisori dei conti, sono svolte
dal direttore del Parco in carica e dal presidente in carica o
operante in regime di prorogatio; i mandati relativi sono prorogati
fino alla predetta data. In caso di mancato raggiungimento
dell'intesa di cui all'articolo 1, comma 515, della legge 27 dicembre
2013, n. 147, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
Consiglio dei ministri, entro i successivi trenta giorni, nomina un
Comitato paritetico composto da un rappresentante del Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da un
rappresentante di ciascuna delle province autonome di Trento e di
Bolzano e da un rappresentante della regione Lombardia. Ove non si
riesca a costituire il Comitato paritetico, ovvero non si pervenga
ancora alla definizione dell'intesa entro i trenta giorni successivi
alla costituzione del Comitato, si provvede con decreto del
ministri, integrato con la partecipazione dei Presidenti delle
province autonome di Trento e di Bolzano e del Presidente della
regione Lombardia. Ai componenti del Comitato paritetico non spetta
alcun compenso, indennita', gettone di presenza, rimborso spese o
emolumento comunque denominato. Dall'attuazione della presente
9. L'articolo 285 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e'
«Art. 285. - (Caratteristiche tecniche). - 1. Gli impianti
termici civili di potenza termica nominale superiore al valore di
soglia devono rispettare le caratteristiche tecniche previste dalla
parte II dell'allegato IX alla presente parte pertinenti al tipo di
combustibile utilizzato. I piani e i programmi di qualita' dell'aria
previsti dalla vigente normativa possono imporre ulteriori
caratteristiche tecniche, ove necessarie al conseguimento e al
rispetto dei valori e degli obiettivi di qualita' dell'aria.».
10. Gli impianti termici civili che, prima dell'entrata in vigore
della presente disposizione, sono stati autorizzati ai sensi del
titolo I della parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, e che, a partire da tale data, ricadono nel successivo titolo
II, devono essere adeguati alle disposizioni del titolo II entro il
1° settembre 2017 purche' sui singoli terminali, siano e vengano
dotati di elementi utili al risparmio energetico, quali valvole
termostatiche e/o ripartitori di calore e/o generatori con celle a
combustibile con efficienza elettrica superiore al 48 per cento.
Il titolare dell'autorizzazione produce, quali atti autonomi, le
dichiarazioni previste dall'articolo 284, comma 1, della stessa parte
quinta nei novanta giorni successivi all'adeguamento ed effettua le
comunicazioni previste da tale articolo nei tempi ivi stabiliti. Il
titolare dell'autorizzazione e' equiparato all'installatore ai fini
dell'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 288.
11. All'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n.
5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35,
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Restano altresi' fermi
gli obblighi di comunicazione previsti dall'articolo 284 del decreto
12. All'articolo 2 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, dopo il
comma 2 e' inserito il seguente: «2-bis. Nel caso delle specie
alloctone, con esclusione delle specie da individuare con decreto del
forestali, sentito l'Istituto superiore per la protezione e la
ricerca ambientale (ISPRA), la gestione di cui all'articolo 1, comma
3, e' finalizzata all'eradicazione o comunque al controllo delle
popolazioni.».
12-bis. All'articolo 2, comma 2, della legge 11 febbraio 1992,
n. 157, dopo le parole: «propriamente detti,» sono inserite le
seguenti: «alle nutrie,».
12-ter. Nell'allegato II alla parte quinta del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, nella parte II, sezione 4, alla lettera B-bis,
le parole: «CCGT usate per trasmissioni meccaniche» sono sostituite
dalle seguenti: «Turbine a gas per trasmissione meccanica (comprese
le CCGT)».
Misure urgenti per garantire l'alta qualificazione e la trasparenza
degli organi di verifica ambientale e per accelerare la spesa per
la programmazione unitaria 2007/2013
1. All'articolo 7, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123,
a) al comma 1, il primo periodo e' sostituito dal seguente: «Ai
fini del contenimento della spesa pubblica e dell'incremento
dell'efficienza procedimentale, il numero dei commissari che
compongono la Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale
di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 14
maggio 2007, n. 90, e' ridotto da cinquanta a quaranta, inclusi il
presidente e il segretario, scelti fra soggetti provvisti del diploma
di laurea, non triennale, con adeguata esperienza professionale,
all'atto della nomina, di almeno cinque anni.»;
b) al comma 1, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «Il
procede, con proprio decreto, a ripartire le quaranta unita' per
profili di competenze ed esperienze, stabilendo i relativi criteri.».
2. Il decreto di cui al comma 1, lettera b), e' adottato entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. I
componenti della Commissione tecnica di verifica dell'impatto
ambientale, che sono in carica alla data di entrata in vigore del
presente decreto, cessano dalle loro funzioni al momento del subentro
dei nuovi componenti nominati, con successivo decreto, secondo i
criteri stabiliti dal decreto di cui al medesimo comma 1, lettera b).
3. Resta in ogni caso fermo, per i componenti della Commissione di
cui al presente articolo, quanto stabilito dall'articolo 6-bis della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e dal decreto legislativo 8 aprile 2013,
n. 39. In caso di accertata violazione delle prescrizioni del decreto
legislativo n. 39 del 2013, fermo restando ogni altro profilo di
responsabilita', il componente responsabile decade dall'incarico con
effetto dalla data dell'accertamento. Il Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare segnala la violazione
all'ordine professionale di appartenenza per le conseguenti
4. Al fine di consentire l'immediato ed efficiente utilizzo delle
risorse finanziarie, ai soggetti pubblici gia' titolari di interventi
finanziati, in tutto o in parte, con risorse dell'Unione europea
nell'ambito del Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) 2007/2013 e
destinate dai Programmi nazionali, interregionali e regionali alla
riqualificazione e messa in sicurezza di edifici pubblici, compresi
gli interventi di efficientamento energetico degli stessi, sono
attribuiti, fino al 31 dicembre 2015, i poteri derogatori previsti
dal decreto del Presidente del Consiglio del 22 gennaio 2014 ai sensi
dell'articolo 18, comma 8-ter, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.
4-bis. Ai fini dell'accelerazione della spesa e della
semplificazione delle procedure, le autorita' ambientali componenti
la rete nazionale cooperano sistematicamente con i soggetti
responsabili delle politiche di coesione per il rispetto dei principi
di sostenibilita' ambientale nella programmazione, realizzazione e
Soppressione della Commissione prevista dal regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1998, n. 459,
in materia di inquinamento acustico derivante da traffico
1. E' soppressa la Commissione prevista agli articoli 4, comma 6, e
5, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 18 novembre 1998, n. 459, in materia di inquinamento
acustico derivante da traffico ferroviario, istituita con decreto del
Ministro dell'ambiente 24 aprile 2001, per la valutazione degli
interventi diretti sui ricettori di cui agli articoli 4, comma 5, e
5, comma 3, dello stesso regolamento.
2. I compiti di valutazione della Commissione sono trasferiti al
nell'ambito delle competenze relative all'approvazione dei piani
degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore prodotto
nell'esercizio delle infrastrutture dei trasporti, per le
infrastrutture esistenti, ed alla Commissione tecnica di verifica
dell'impatto ambientale VIA e VAS, per le infrastrutture di nuova
realizzazione. Dall'attuazione della presente disposizione non devono
Procedure semplificate per le operazioni di bonifica e di messa in
sicurezza, per la caratterizzazione dei materiali di riporto e per
il recupero di rifiuti anche radioattivi. Norme urgenti per la
gestione dei rifiuti militari e per la bonifica delle aree
demaniali destinate ad uso esclusivo delle forze armate. Norme
urgenti per gli scarichi in mare
1. Dopo l'articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, sono inseriti i seguenti:
«Art. 242-bis. - (Procedura semplificata per le operazioni di
bonifica ). - 1. L'operatore interessato a effettuare, a proprie
spese, interventi di bonifica del suolo con riduzione della
contaminazione ad un livello uguale o inferiore ai valori di
concentrazione soglia di contaminazione, puo' presentare
all'amministrazione di cui agli articoli 242 o 252 uno specifico
progetto completo degli interventi programmati sulla base dei dati
dello stato di contaminazione del sito, nonche' del cronoprogramma di
svolgimento dei lavori. L'operatore e' responsabile della veridicita'
dei dati e delle informazioni forniti, ai sensi e per gli effetti
dell'articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. Per il rilascio degli atti di assenso necessari alla
realizzazione e all'esercizio degli impianti e attivita' previsti dal
progetto di bonifica l'interessato presenta gli elaborati tecnici
esecutivi di tali impianti e attivita' alla regione nel cui
territorio ricade la maggior parte degli impianti e delle attivita',
che, entro i successivi trenta giorni, convoca apposita conferenza di
servizi, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, o delle
discipline regionali applicabili in materia. Entro novanta giorni
dalla convocazione, la regione adotta la determinazione conclusiva
che sostituisce a tutti gli effetti ogni autorizzazione, concessione,
nulla osta o atto di assenso comunque denominato. Non oltre trenta
giorni dalla comunicazione dell'atto di assenso, il soggetto
interessato comunica all'amministrazione titolare del procedimento di
cui agli articoli 242 o 252 e all'ARPA territorialmente
competente, la data di avvio dell'esecuzione della bonifica che si
deve concludere nei successivi diciotto mesi, salva eventuale
proroga non superiore a sei mesi; decorso tale termine, salvo
motivata sospensione, deve essere avviato il procedimento ordinario
ai sensi degli articoli 242 o 252.
2-bis. Nella selezione della strategia di intervento dovranno
essere privilegiate modalita' tecniche che minimizzino il ricorso
allo smaltimento in discarica. In particolare, nel rispetto dei
principi di cui alla parte IV del presente decreto legislativo,
dovra' essere privilegiato il riutilizzo in situ dei materiali
3. Ultimati gli interventi di bonifica, l'interessato presenta il
piano di caratterizzazione all'autorita' di cui agli articoli 242 o
252 al fine di verificare il conseguimento dei valori di
concentrazione soglia di contaminazione della matrice suolo per la
specifica destinazione d'uso. Il piano e' approvato nei successivi
quarantacinque giorni. In via sperimentale, per i procedimenti
avviati entro il 31 dicembre 2017, decorso inutilmente il termine di
cui al periodo precedente, il piano di caratterizzazione si intende
approvato. L'esecuzione di tale piano e' effettuata in
contraddittorio con l'ARPA territorialmente competente, che procede
alla validazione dei relativi dati e ne da' comunicazione
all'autorita' titolare del procedimento di bonifica entro
4. La validazione dei risultati del piano di campionamento di
collaudo finale da parte dell'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente territorialmente competente, che conferma il
conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione
nei suoli, costituisce certificazione dell'avvenuta bonifica del
suolo. I costi dei controlli sul piano di campionamento finale e
della relativa validazione sono a carico del soggetto di cui al comma
1. Ove i risultati del campionamento di collaudo finale dimostrino
che non sono stati conseguiti i valori di concentrazione soglia di
contaminazione nella matrice suolo, l'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente territorialmente competente comunica le
difformita' riscontrate all'autorita' titolare del procedimento di
bonifica e al soggetto di cui al comma 1, il quale deve presentare,
entro i successivi quarantacinque giorni, le necessarie integrazioni
al progetto di bonifica che e' istruito nel rispetto delle procedure
ordinarie ai sensi degli articoli 242 o 252 del presente decreto.
5. Resta fermo l'obbligo di adottare le misure di prevenzione,
messa in sicurezza e bonifica delle acque di falda, se necessarie,
secondo le procedure di cui agli articoli 242 o 252.
6. Conseguiti i valori di concentrazione soglia di contaminazione
del suolo, il sito puo' essere utilizzato in conformita' alla
destinazione d'uso prevista secondo gli strumenti urbanistici
vigenti, salva la valutazione di eventuali rischi sanitari per i
fruitori del sito derivanti dai contaminanti volatili presenti nelle
acque di falda.».
2. L'articolo 242-bis si applica anche ai procedimenti di cui agli
articoli 242 o 252 in corso alla data di entrata in vigore del
3. I procedimenti di approvazione degli interventi di bonifica e
messa in sicurezza avviati prima dell'entrata in vigore del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n 152, la cui istruttoria non sia conclusa
alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definiti
secondo le procedure e i criteri di cui alla parte IV del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n 152.
3-bis Alla tabella 1 dell'allegato 5 al titolo V della parte
quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, al punto 13, la
parola: «Stagno» e' sostituita dalle seguenti: «Composti
organo-stannici».
3-ter s. All'articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«13-bis. Per la rete di distribuzione carburanti si applicano le
procedure semplificate di cui all'articolo 252, comma 4».
4. All'articolo 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
e successive modificazioni, dopo il comma 8-ter sono aggiunti i
«8-quater. Le attivita' di trattamento disciplinate dai regolamenti
di cui all'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 2008/98/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, che fissano
i criteri che determinano quando specifici tipi di rifiuti cessano di
essere considerati rifiuti, sono sottoposte alle procedure
semplificate disciplinate dall'articolo 214 del presente decreto e
dal presente articolo a condizione che siano rispettati tutti i
requisiti, i criteri e le prescrizioni soggettive e oggettive
previsti dai predetti regolamenti, con particolare riferimento:
a) alla qualita' e alle caratteristiche dei rifiuti da trattare;
b) alle condizioni specifiche che devono essere rispettate nello
svolgimento delle attivita';
c) alle prescrizioni necessarie per assicurare che i rifiuti siano
trattati senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare
procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente,
con specifico riferimento agli obblighi minimi di monitoraggio;
d) alla destinazione dei rifiuti che cessano di essere considerati
rifiuti agli utilizzi individuati.
8-quinquies. L'operazione di recupero puo' consistere nel mero
controllo sui materiali di rifiuto per verificare se soddisfino i
criteri elaborati affinche' gli stessi cessino di essere considerati
rifiuti nel rispetto delle condizioni previste. Questa e' sottoposta,
al pari delle altre, alle procedure semplificate disciplinate
dall'articolo 214 del presente decreto e dal presente articolo a
condizione che siano rispettati tutti i requisiti, i criteri e le
prescrizioni soggettive e oggettive previsti dai predetti regolamenti
8-sexies. Gli enti e le imprese che effettuano, ai sensi delle
disposizioni del decreto del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998,
pubblicato nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n.
88 del 16 aprile 1998, dei regolamenti di cui ai decreti del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio 12 giugno 2002, n. 161, e
17 novembre 2005, n. 269, e dell'articolo 9-bis del decreto-legge 6
novembre 2008, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
dicembre 2008, n. 210, operazioni di recupero di materia prima
secondaria da specifiche tipologie di rifiuti alle quali sono
applicabili i regolamenti di cui al comma 8-quater del presente
articolo, adeguano le proprie attivita' alle disposizioni di cui al
medesimo comma 8-quater o all'articolo 208 del presente decreto,
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dei predetti
regolamenti di cui al comma 8-quater. Fino alla scadenza di tale
termine e' autorizzata la continuazione dell'attivita' in essere nel
rispetto delle citate disposizioni del decreto del Ministro
dell'ambiente 5 febbraio 1998, dei regolamenti di cui ai decreti del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio n. 161 del 2002
e n. 269 del 2005 e dell'articolo 9-bis del decreto-legge n. 172 del
2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 210 del 2008.
Restano in ogni caso ferme le quantita' massime stabilite dalle norme
di cui al secondo periodo.
8-septies. Al fine di un uso piu' efficiente delle risorse e di
un'economia circolare che promuova ambiente e occupazione, i rifiuti
individuati nella lista verde di cui al regolamento (CE) n. 1013/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006, possono
essere utilizzati negli impianti industriali autorizzati ai sensi
della disciplina dell'autorizzazione integrata ambientale di cui agli
articoli 29-sexies e seguenti del presente decreto, nel rispetto del
relativo BAT References, previa comunicazione da inoltrare
quarantacinque giorni prima dell'avvio dell'attivita' all'autorita'
ambientale competente. In tal caso i rifiuti saranno assoggettati al
rispetto alle norme riguardanti esclusivamente il trasporto dei
rifiuti e il formulario di identificazione ».
4-bis. All'articolo 10 del decreto legislativo 14 marzo 2014, n.
49, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«L'adesione ai sistemi collettivi e' libera e parimenti non puo'
essere ostacolata la fuoriuscita dei produttori da un consorzio per
l'adesione ad un altro, nel rispetto del principio di libera
concorrenza»;
b) al comma 4 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «I
contratti stipulati dai sistemi collettivi inerenti la gestione dei
RAEE sono stipulati in forma scritta a pena di nullita'»;
«4-bis. Ciascun sistema collettivo deve, prima dell'inizio
dell'attivita' o entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione in caso di sistemi collettivi esistenti,
dimostrare al Comitato di vigilanza e controllo una capacita'
finanziaria minima proporzionata alla quantita' di RAEE da gestire»;
«5-bis. Lo statuto-tipo assicura che i sistemi collettivi siano
dotati di adeguati organi di controllo, quali il collegio sindacale,
l'organismo di vigilanza ai sensi del decreto legislativo 8 giugno
2001, n. 231, ed una societa' di revisione indipendente, al fine di
verificare periodicamente la regolarita' contabile e fiscale»;
e) al comma 9 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «Ogni
anno ciascun sistema collettivo inoltra al Comitato di vigilanza e
controllo un'autocertificazione attestante la regolarita' fiscale e
contributiva. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare e il Comitato di vigilanza e controllo
assicurano la trasparenza e la pubblicita' dei dati raccolti ai sensi
del presente comma»;
«10-bis. Ciascun sistema collettivo deve rappresentare una quota di
mercato di AEE, immessa complessivamente sul mercato nell'anno solare
precedente dai produttori che lo costituiscono, almeno superiore al 3
per cento, in almeno un raggruppamento.
10-ter. I sistemi collettivi esistenti alla data di entrata in
vigore della presente disposizione si adeguano alla disposizione di
cui al comma 10-bis entro il 31 dicembre dell'anno solare successivo
a quello dell'approvazione dello statuto-tipo. Qualora un sistema
collettivo scenda, per la prima volta dopo la costituzione dello
stesso, sotto la quota di mercato di cui al comma 10-bis, lo comunica
senza indugio al Comitato di vigilanza e controllo, e puo' proseguire
le attivita' di gestione dei RAEE fino al 31 dicembre dell'anno
solare successivo. Fermo restando l'obbligo di comunicazione di cui
al precedente periodo, i successivi casi di mancato raggiungimento,
da parte del medesimo sistema collettivo, della quota di mercato di
cui al comma 10-bis, sono valutati dal Comitato di vigilanza e
controllo in conformita' all'articolo 35».
4-ter. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 5, comma 1,
lettera c), del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43 convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, in attesa
dell'attuazione dell'articolo 184-ter, comma 2, del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per le opere che riguardano
recuperi ambientali, rilevati e sottofondi stradali, ferroviari e
aeroportuali, nonche' piazzali, e' consentito l'utilizzo delle
materie prime secondarie, di cui al punto