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Timestamp: 2019-05-25 22:39:30+00:00
Document Index: 45187266

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 21', 'in fine', 'in fine', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 113', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 44', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ']

medicinali per uso umano e indennizzi - GrNet.it
medicinali per uso umano e indennizzi
Messaggio da panorama » sab mag 27, 2017 10:43 am
soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della micromelia.
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 31, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 27 febbraio 2009, n. 14, promosso dal Tribunale ordinario di Livorno, nel procedimento vertente tra G. R. e il Ministero della salute, con ordinanza del 28 giugno 2016, iscritta al n. 221 del registro ordinanze 2016 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 44, prima serie speciale, dell’anno 2016.
Udito nella camera di consiglio del 12 aprile 2017 il Giudice relatore Giulio Prosperetti.
Ritenuto che il giudice del lavoro del Tribunale ordinario di Livorno, con ordinanza del 28 giugno 2016, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 31, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti), nella parte in cui limita il riconoscimento dell’indennizzo di cui all’art. 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)», spettante ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della micromelia, ai nati negli anni dal 1959 al 1965;
che il giudizio a quo ha ad oggetto la richiesta di riconoscimento dei benefici di cui alla legge n. 244 del 2007, avanzata da un soggetto affetto dalla nascita da «focomelia con aplocia degli arti inferiori, entrambe le mani, distrofia muscolare gamba sinistra e aplocia avampiede sinistro»;
che, secondo quanto riferito dal giudice rimettente, nel corso dell’istruttoria giudiziale sarebbe stato dimostrato che la patologia, sotto forma di focomelia, sarebbe stata determinata dall’assunzione di talidomide durante i primi mesi di gestazione, da parte della madre del ricorrente;
che, ad avviso del rimettente, osterebbe all’accoglimento della domanda l’età anagrafica del ricorrente, nato nel 1973, poiché la norma censurata circoscrive espressamente l’erogabilità dell’indennizzo ai soggetti nati tra il 1959 ed il 1965;
che, secondo il giudice a quo, tale limitazione sarebbe in contrasto con gli artt. 3 e 38 Cost., poiché la natura assistenziale del beneficio, che sarebbe espressione del dovere di solidarietà sociale e, quindi, riconducibile agli artt. 2 e 32 Cost., ne imporrebbe il riconoscimento a fronte dell’identità delle situazioni di bisogno e degli eventi generatori di esse e a prescindere dalla data di nascita del beneficiario;
che, secondo il rimettente, la previsione dell’arco temporale contenuta nella norma censurata non sarebbe supportata neppure dalla considerazione della data del ritiro dal commercio della sostanza dannosa, astrattamente idonea ad elidere il nesso di causalità tra assunzione del farmaco e malformazione, poiché il Ministero della salute, convenuto in giudizio, non ha offerto alcuna prova in tal senso, mentre dai lavori preparatori della XII Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato, relativi all’esame degli emendamenti al disegno di legge n. 2016 (volto ad estendere la platea dei beneficiari dell’indennizzo) si evincerebbe il contrario, ovvero che non potrebbe escludersi la commercializzazione di medicinali a base di talidomide anche dopo il 1964;
che, pertanto, ad avviso del giudice a quo, la discriminazione determinata dal mero dato anagrafico, non trovando alcuna giustificazione oggettiva e ragionevole, integrerebbe un’ingiustificata ed arbitraria disparità di trattamento.
Considerato che, successivamente all’ordinanza di rimessione, l’art. 21-ter del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113 (Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2016, n. 160, ha previsto che l’indennizzo di cui all’art. 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)», è riconosciuto anche ai nati nell’anno 1958 e nell’anno 1966, nonché ai soggetti che, ancorché nati al di fuori del periodo ivi previsto, presentino malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide;
che la normativa sopravvenuta incide in maniera significativa sulla possibilità di conseguimento dell’indennizzo, consentendone l’erogazione, qualora si dimostri il nesso di causalità tra la malformazione e l’assunzione del farmaco da parte della gestante, a prescindere dalla data di nascita del richiedente;
che l’indicata disposizione ha modificato il quadro normativo di riferimento, incidendo sul relativo arco temporale, a cui era collegata l’erogabilità dell’indennizzo, e, quindi, sul contenuto delle censure;
che, pertanto, si impone la restituzione degli atti al giudice a quo, a cui compete valutare la ricaduta nel giudizio principale della norma sopravvenuta.
Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953 n. 87 e 9, comma 1, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.
ordina la restituzione degli atti al giudice del lavoro del Tribunale ordinario di Livorno.
Re: medicinali per uso umano e indennizzi
Messaggio da panorama » mar set 05, 2017 7:34 pm
indennizzo a soggetti affetti da sindrome da talidomide
PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE C ,numero provv.: 201701938 - Public 2017-09-04 -
Numero 01938/2017 e data 04/09/2017 Spedizione
NUMERO AFFARE 01504/2017
Schema di regolamento concernente l'indennizzo a soggetti affetti da sindrome da talidomide, in attuazione dell'articolo 21-ter del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160.
Vista la nota di trasmissione della relazione in data 3 agosto 2017, con la quale il Ministero della salute ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
1.) Con nota, prot. n. 25739-P, del 3 agosto 2017, a firma del Direttore generale della Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza sulle cure, il Ministero della salute ha trasmesso a questo Consiglio lo schema di regolamento in oggetto, accompagnato, tra l’altro, dalla relazione ministeriale e da due pareri dal Consiglio superiore di sanità, resi rispettivamente nelle sedute del 17 gennaio 2017 e del 13 giugno 2017.
2.) Nella citata relazione si riferisce che l'art. 21-ter, rubricato “Nuove disposizioni in materia di indennizzo a favore delle persone affette da sindrome da talidomide”, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113 (Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio), convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, ha integrato la disciplina in materia di indennizzo a favore delle persone affette da sindrome da talidomide. Tale disciplina è essenzialmente rinvenibile nelle seguenti fonti:
- l’articolo 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008), con il quale l'indennizzo di cui all'articolo 1 della legge 29 ottobre 2005, n. 229 (Disposizioni in materia di indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie) è stato riconosciuto anche in favore dei soggetti affetti da sindrome da talidomide, determinata dalla somministrazione dell'omonimo farmaco, nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della macromelia;
- l’articolo 31, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti), convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, con cui si è disposto che “l'indennizzo di cui all'articolo 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si intende riconosciuto ai soggetti affetti da sindrome da talidomide, nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della micromelia nati negli anni dal 1959 al 1965”;
- il decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 2 ottobre 2009, n. 163, recante il "Regolamento di esecuzione dell'articolo 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che riconosce un indennizzo ai soggetti affetti da sindrome da talidomide, determinata dalla somministrazione dell'omonimo farmaco".
3.) Tanto premesso, va osservato che il sunnominato articolo 21-ter del decreto-legge n. 113/2016 ha integrato la predetta normativa prevedendo:
- al comma 1, che "L'indennizzo di cui all'articolo 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, riconosciuto, ai sensi del comma 1-bis dell'articolo 31 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della micromelia nati negli anni dal 1959 al 1965, è riconosciuto anche ai nati nell'anno 1958 e nell'anno 1966, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto";
- al comma 2, che "L'indennizzo di cui al comma 1 è riconosciuto, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, anche ai soggetti che, ancorché nati al di fuori del periodo ivi previsto, presentano malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide. Al fine dell'accertamento del nesso causale tra l'assunzione del farmaco talidomide in gravidanza e le lesioni o l'infermità da cui è derivata la menomazione permanente nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della micromelia, i predetti soggetti possono chiedere di essere sottoposti al giudizio sanitario ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 2 ottobre 2009, n. 163";
- al comma 4, che "Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con proprio regolamento il Ministro della salute apporta le necessarie modifiche, facendo salvi gli indennizzi già erogati e le procedure in corso, al regolamento di cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 2 ottobre 2009, n. 163";
- al comma 3, che "Con il regolamento di cui al citato comma 4 si provvede altresì a definire i criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo per i soggetti di cui al comma 2, tenendo conto degli studi medico-scientifici maggiormente accreditati nel campo delle malformazioni specifiche da talidomide".
4.) Lo schema di regolamento sottoposto all’esame della Sezione ha il seguente contenuto.
Articolo 1 (Destinatari): si disciplina il procedimento per il riconoscimento e la corresponsione dell’indennizzo ai soggetti affetti dalla sindrome da talidomide nelle forme della dismelia (Limb reduction defect – LRD), quand’anche nati in anni diversi da quelli compresi tra il 1959 e il 1966; si stabilisce l’entità dell’indennizzo e la sua decorrenza, nonché una disciplina unica in caso di morte o assenza dei congiunti.
Articolo 2 (Istanza, istruttoria e accertamenti sanitari): si indicano i termini per la presentazione delle istanze, il contenuto di queste ultime e la documentazione di corredo; si individua l’autorità ministeriale alla quale far pervenire le istanze, competente per l’istruttoria; si prevede che l’istruttoria consista nell’acquisizione dei giudizi (rispettivamente, quello medico-legale sul nesso causale e quello di classificazione delle connesse lesioni e delle infermità), espressi dalla Commissione medico-ospedaliera interforze di cui all’articolo 193 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66; si contempla la possibilità di un riesame del giudizio reso dalla predetta Commissione.
Articolo 3 (Aggravamento): si prevede che, nel caso di aggravamento, l’interessato possa presentare una domanda di revisione entro 6 mesi dalla data di stabilizzazione della conseguente menomazione permanente aggravata.
Articolo 4 (Norme finali): si indicano le coperture del decreto; si abroga inoltre il decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 2 ottobre 2009, n. 163 e si stabilisce, al contempo, che esso continui ad applicarsi alle sole procedure relative ai nati dall'anno 1958 all'anno 1966 in corso alla data in vigore del nuovo regolamento, ossia il quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Il regolamento è completato da un Allegato A - che riproduce anche il contenuto di una circolare del 5 novembre 2009, n. 31 - composto da una “Premessa” (che richiama la base legislativa del regolamento e i pareri resi dal Consiglio superiore di sanità) e da quattro ulteriori paragrafi, rispettivamente dedicati ai “Criteri ricorrenti di inclusione e di esclusione”, alla “Documentazione sanitaria”, al “Giudizio delle commissioni mediche” e alla “Notifica del giudizio medico-legale”.
5.) In merito allo schema sottoposto al vaglio della Sezione possono svolgersi due considerazioni di carattere generale.
6.) Nessun dubbio sussiste in ordine alla qualificazione del provvedimento in esame, atteso che esso viene definito come “regolamento” direttamente dalla fonte di rango primario.
I commi 3 e 4 dell’articolo 21-ter del d.l. n. 113/2016 stabiliscono anche l’esatto contenuto del regolamento: a.) in primo luogo (comma 4), esso deve recare le modifiche al precedente regolamento di cui al d.m. 2 ottobre 2009, n. 163, rese necessarie dalle nuove disposizioni legislative; b.) inoltre, deve definire i criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell’accertamento del diritto all’indennizzo per i soggetti i quali, ancorché nati al di fuori del periodo compreso tra il 1958 e il 1966, presentino malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide (comma 3).
A fronte di tale chiara volontà legislativa il Ministero riferente ha compiuto una scelta regolatoria differente, consistita nella riscrittura integrale del regolamento e nella conseguente abrogazione del d.m. 2 ottobre 2009, n. 163. Pur comprendendo le esigenze di semplificazione che hanno ispirato tale scelta, la Sezione non può astenersi dal rilevare che la descritta opzione confligge con il disposto legislativo, dal quale si traggono plurime indicazioni dell’espressa volontà di conservare il d.m. 2 ottobre 2009, n. 163. In tal senso depongono: a.) il chiaro tenore del riferito comma 4 dell’articolo 21-ter; b.) il comma 2 dello stesso articolo 21-ter che menziona l’articolo 2 del sunnominato decreto ministeriale (disposizione quest’ultima che, nonostante i necessari adeguamenti alle riferite sopravvenienze legislative, permane quale riferimento esecutivo del comma 2 dell’articolo 21-ter).
Da ciò si trae la conclusione che il Ministero, sulla base dell’autorizzazione ricevuta dal Legislatore, in luogo di riscrivere il regolamento vigente (con l’intenzione di abrogarlo), avrebbe dovuto piuttosto interpolarne le disposizioni con il metodo della novellazione onde adeguarne il contenuto alle nuove previsioni di rango primario.
Stante la rilevanza del tema, le considerazioni appena esposte assumono necessariamente il valore di condizione per il prosieguo dell’iter.
7.) Altra condizione riguarda il ripristino, negli articoli 1, comma 1, e 2, commi 6 e 7, della esatta denominazione legislativa delle forme della sindrome da talidomide determinata dalla somministrazione dell’omonimo farmaco. Invero, sia nell’articolo 2, comma 363, della l. n. 244/2007, sia nell’articolo 31, comma 1-bis, della l. n. 207/2008 (incidenter, il comma 1-ter di tale articolo costituisce la base legislativa del d.m. 2 ottobre 2009, n. 163) sia lo stesso articolo 21-ter, commi 1 e 2, del d.l. n. 113/2016, stabiliscono che l’indennizzo spetta unicamente ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della micromelia. Posto che la riconoscibilità di tali morfologie patologiche integra il presupposto stesso per l’attribuzione e l’erogazione dell’ausilio pubblico il Ministero, a livello secondario e in assenza di un’autorizzazione legislativa, non è autorizzato a modificare tale presupposto facendo invece riferimento alle forme della dismelia (Limb Reduction Defect – LRD). Tale operazione, preclusa sul piano giuridico, potrebbe essere foriera di contenzioso e di ulteriori costi per l’erario. Il Collegio è ben consapevole che la differente denominazione della patologia è stata raccomandata in ben due occasioni dal Consiglio superiore di sanità (nei pareri del 17 gennaio 2017 e del 13 giugno 2017), secondo cui la riferita terminologia utilizzata dal Legislatore deriverebbe da una classificazione puramente morfologica risalente al XIX secolo e che essa attualmente potrebbe dar luogo ad ambiguità. Sennonché la Sezione, pur prendendo atto degli autorevoli pareri resi dal Consiglio superiore di sanità, non può tuttavia esimersi dall’osservare che l’Organo tecnico ha, in sostanza, segnalato un difetto di istruttoria che rimonta direttamente al procedimento legislativo e al quale non può però porsi rimedio in sede regolamentare, senza invalidare la fonte secondaria. Sicché si impone il ripristino della terminologia legislativa; al contempo, la circostanza dell’improprietà terminologica della fonte di rango primario viene segnalata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (DAGL) ai fini di un’eventuale, futura, ortopedica iniziativa legislativa del Governo.
8.) Si osserva, invece, con riferimento al confezionamento del testo, che il Ministero ha scelto di distribuire il materiale normativo tra un articolato e un allegato (A). Tale opzione non è preclusa dalla fonte primaria; sennonché il Ministero non ha chiarito quale sia la natura di tale allegato o, meglio, solo nel punto 4) di esso, al secondo rigo, ha affermato che l’allegato è parte integrante del regolamento. Il Collegio condivide tale affermazione, posto che l’allegato contiene la definizione dei sopra ricordati criteri di inclusione e di esclusione e, quindi, ha ad oggetto un ambito che il comma 3 dell’articolo 21-ter ha riservato espressamente alla fonte regolamentare: l’allegato A, pertanto, deve necessariamente costituire parte integrante del regolamento (condividendone la natura e il relativo regime giuridico) e tale profilo, tuttavia, deve essere reso esplicito nel corpo dell’articolato.
9.) Passando alle osservazioni relative allo schema nel suo complesso e ai singoli articoli, la Sezione rileva che il provvedimento non è stato accompagnato dalle relazioni ATN (analisi tecnica normativa) e AIR (analisi di impatto della regolamentazione). In particolare, la Sezione ha potuto apprendere il dettaglio dell’istruttoria compiuta dal Ministero soltanto attraverso la lettura del parere del 13 giugno 2017, reso dal Consiglio superiore di sanità, in cui si dà conto dell’avvenuta costituzione, in data 22 marzo 2017, di un gruppo di lavoro al quale avrebbero preso parte anche rappresentanti del Ministero della difesa.
10.) Con riferimento al preambolo, non è chiaro quale sia stato il criterio seguito per enunciare, nell’ordine seguito, le basi normative ivi indicate. Inoltre, il richiamo dell’articolo 17 della legge n. 400 del 1988 va collocato in fine ai riferimenti normativi e il riferimento al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, può essere circoscritto, in particolare, al solo articolo 193.
11.) In relazione all’articolo 1 si richiama quanto sopra osservato in via generale sull’uso improprio della locuzione “forme della dismelia”.
In aggiunta, si segnala che i commi 7 e 8 della medesima disposizione recano una disciplina difforme da quella dettata dall’articolo 1, commi 5, 6 e 7, del d.m. n. 163/2009: sfuggono le ragioni che hanno suggerito tale modifica e nemmeno si comprende in qual modo tale differente regolamentazione sia stata resa necessaria dall’entrata in vigore dell’articolo 21-ter del d.l. n. 113/2016 (stante il vincolo contenutistico imposto al regolatore dal comma 4 del suddetto articolo 21-ter). In ogni caso, qualora il Ministero intenda conservare tali commi nella formulazione attuale, allora, nel comma 8, in fine, dopo la parola “danneggiato”, dovranno essere aggiunte le seguenti: “o, in caso di incapacità, al suo legale rappresentante”.
Infine, nel comma 5, sono superflue le parole poste dopo la data “21 agosto 2016” e possono essere espunte.
12.) All’articolo 3, al comma 1, si stabilisce che la domanda di revisione debba essere presentata al “Ministero della salute”; onde agevolare gli adempimenti da parte degli interessati sarebbe opportuno sostituire il riferimento al Ministero con l’indicazione “Direzione generale”, in conformità a quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, dello schema (invero, il richiamo all’articolo 2, contenuto nel comma 2 dell’articolo 3, concerne esclusivamente la “procedura”).
13.) All’articolo 4, il comma 2 è superfluo e deve essere espunto. Il comma 5 costituisce la clausola finale di inserimento ed è pertanto estranea alla numerazione dei commi dell’articolo 4 medesimo. Sull’abrogazione del d.m. n. 163/2009, disposta dal comma 3, si fa rinvio a quanto detto in termini generali sul mandato legislativo. Al comma 4 occorre salvaguardare anche gli indennizzi erogati, non solo le procedure in corso.
14.) Il punto 3) dell’allegato reca l’indicazione della documentazione sanitaria da allegare alla domanda di indennizzo. Sennonché risulta indicata documentazione sanitaria risalente ad alcune decine di anni fa. Il Collegio ritiene che sia molto difficile per chiunque acquisire la disponibilità di atti e documenti così risalenti nel tempo. In considerazione di tale obiettive difficoltà, nel corpo dell’allegato, occorre precisare che l’omesso reperimento della documentazione indicata nel punto 3) non è in ogni caso condizione preclusiva dell’accertamento sanitario.
15.) Infine, l’attuazione del regolamento comporterà comunque oneri aggiuntivi che trovano copertura nei mezzi predisposti dalla legge. In relazione a siffatto specifico profilo si raccomanda, pertanto, al Ministero di sottoporre lo schema anche al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, ai fini delle necessarie verifiche.
Con le condizioni e le osservazioni di cui in motivazione è il parere favorevole della Sezione.
Dispone che copia del presente parere sia inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (DAGL) per i fini di cui al §. 7.) della suestesa motivazione.
Messaggio da panorama » mer gen 03, 2018 12:55 pm
MINISTERO SALUTE – Decreto ministeriale 17 ottobre 2017, n. 166
Regolamento concernente l’indennizzo a soggetti affetti da sindrome da talidomide, in attuazione dell’articolo 21-ter del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160
Il decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 2 ottobre 2009, n. 163, citato in premessa è modificato secondo le disposizioni del presente decreto.
Modifiche all’articolo 1 del decreto ministeriale 2 ottobre 2009, n. 163
All’articolo 1 del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 2 ottobre 2009, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:
c) al comma 3, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: «Per i soggetti nati al di fuori del periodo dal 1959 al 1965, l’indennizzo decorre dal 21 agosto 2016.»;
Modifiche all’articolo 2 del decreto ministeriale 2 ottobre 2009, n. 163
All’articolo 2 del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 2 ottobre 2009, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:
d) al comma 7, dopo le parole «come sostituita dalla tabella A allegata» sono inserite le seguenti«e relativi criteri applicativi,»;
Modifiche all’articolo 3 del decreto ministeriale 2 ottobre 2009, n. 163
All’articolo 3 del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 2 ottobre 2009, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:
Le disposizioni del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 2 ottobre 2009, n. 163, anteriori alle modifiche apportate con il presente decreto continuano ad applicarsi agli indennizzi erogati e alle procedure relative ai nati dall’anno 1958 all’anno 1966 in corso alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
La legge 24 dicembre 2007, n. 244, come integrata dal decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e l’articolo 21-ter del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, prevedono l’erogazione, da parte dello Stato, dell’indennizzo di cui all’articolo 1 della legge 25 ottobre 2005, n. 229, di seguito «indennizzo», a favore dei soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e micromelia nati dal 1958 al 1966, nonché a favore dei soggetti nati al di fuori del predetto periodo ove presentino malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide.
costante compromissione dei cingoli scapolare e pelvico (la compromissione dello sviluppo degli arti è associata all’ipoplasia del cingolo scapolare o pelvico).
Le domande corredate della documentazione amministrativa di cui all’articolo 2, commi 2 e 3 del regolamento di cui il presente allegato è parte integrante (di seguito denominato regolamento), nonché della documentazione sanitaria di cui al punto 3 del presente allegato vengono trasmesse dalla Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure alle competenti Commissioni mediche, di cui all’articolo 193 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, per il giudizio medico legale sul nesso causale e di classificazione delle lesioni e/o dell’infermità, ai sensi dell’articolo 2, commi 6 e 7 del regolamento.
L’ascrivibilità a categoria delle lesioni o dell’infermità è espressa con riferimento alla tabella A e relativi criteri applicativi, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive modifiche e integrazioni.
Nei soli casi di accertamenti richiesti ai fini della revisione per aggravamento delle lesioni o infermità di cui all’articolo 3 del regolamento, la Commissione medica esprime anche il giudizio sulla data di stabilizzazione della conseguente menomazione permanente dell’integrità fisica, ascrivibile a categoria superiore e, conseguentemente, quello sulla tempestività della domanda.
Messaggio da panorama » mer gen 03, 2018 12:56 pm
quanto sopra per i soggetti affetti da sindrome da talidomide.
Messaggio da panorama » mer gen 03, 2018 1:01 pm
notizia del 16 febbraio 2017 sempre sull'argomento suindicato.
Così le deputate dem Ileana Piazzoni, Margherita Miotto e Stefania Covello, firmatarie di un’interrogazione sulla questione, discussa oggi durante il question time in commissione Affari Sociali della Camera, hanno commentato l'impegno preso dal sottosegretario alla Salute. "Auspichiamo che il percorso delineato dal ministero possa portare alla conclusione dell’iter in tempi rapidi".
16 FEB - “L’impegno del Ministero della Salute, espresso dal Sottosegretario Faraone, per adottare nel più breve tempo possibile il regolamento attuativo delle nuove norme in materia di indennizzi alle persone affette da sindrome da talidomide, ci rassicura sulla prossima piena operatività delle modifiche normative introdotte”. Lo dichiarano in una nota le deputate del Partito Democratico Ileana Piazzoni, Margherita Miotto e Stefania Covello, firmatarie di un’interrogazione sulla questione, discussa oggi durante il question time in commissione Affari Sociali della Camera.
“La legge 160/2016 - proseguono le deputate - ha infatti introdotto nuove disposizioni in materia di indennizzo a favore delle persone affette dalla sindrome da talidomide, prevedendone l'estensione anche per i nati negli anni 1958 e 1966 (dal ‘59 al ‘65 la legge riconosce già l’indennizzo), nonché per i soggetti nati al di fuori di questo arco temporale che presentino malformazioni compatibili con la sindrome citata, in presenza di nesso causale tra l’assunzione del farmaco e le suddette malformazioni".
"Tale disciplina – spiegano le deputate – ha portato a compimento un lungo percorso normativo, recependo il contenuto di diverse proposte di legge, che aveva visto la commissione Affari Sociali deliberare il 15 luglio 2015 un testo in sede legislativa. L'operatività delle norme introdotte è tuttavia legata all'adozione di un regolamento attuativo del ministero della Salute volto a modificare le procedure vigenti e a definire i criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni dei richiedenti, ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo. L’avvicinarsi della scadenza dell’arco temporale indicato dalla legge per l’introduzione del regolamento aveva allarmato le associazioni dei soggetti che da anni attendono il riconoscimento del diritto all'indennizzo".
"Per questo motivo abbiamo interpellato il ministero della Salute, che, tramite il Sottosegretario Faraone, ha chiarito come il Consiglio Superiore di Sanità abbia reso in data 17 gennaio apposito parere circa le modifiche regolamentari da apportare, e come si stia provvedendo all'istituzione di un gruppo di lavoro congiunto con il ministero della Difesa per definire la redazione del nuovo regolamento. Auspichiamo che il percorso delineato dal ministero – concludono le deputate – possa portare alla conclusione dell’iter in tempi rapidi, in modo da rendere effettivo il diritto all'indennizzo per tutte le persone affette da sindrome da talidomide”.
Messaggio da panorama » mer gen 03, 2018 1:06 pm
allego in PDF il regolamento del Ministero della Salute, decreto n. 166/2017 su talidomide.
Messaggio da panorama » mer gen 03, 2018 1:09 pm
Regolamento concernente l'indennizzo a soggetti affetti da sindrome da talidomide, in attuazione dell'articolo 21-ter del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160. (17G00179) (GU Serie Generale n.272 del 21-11-2017)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/12/2017
Messaggio da panorama » mer gen 03, 2018 1:18 pm
allego un Parere dell'Istituto Superiore di Sanità del 01/07/2010, relativo alla legge 244/2007 sulla talidomide.
Messaggio da panorama » mer gen 03, 2018 1:23 pm
Interrogazione a risposta in commissione 5-12419 presentato da PIAZZONI Ileana Cathiatesto di Mercoledì 11 ottobre 2017, seduta n. 868
PIAZZONI, AMATO, PAOLA BOLDRINI, CAPONE, CARNEVALI, D'INCECCO e MIOTTO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
il decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio, ha introdotto all'articolo 21-ter nuove disposizioni in materia di indennizzo a favore delle persone affette da sindrome da talidomide;
l'articolo 21-ter citato prevede l'estensione dell'indennizzo in favore dei soggetti affetti da sindrome da talidomide ai nati negli anni 1958 e 1966, nonché ai soggetti nati al di fuori di questo arco temporale che presentino malformazioni compatibili con la sindrome citata, in presenza di nesso causale tra l'assunzione del farmaco talidomide e le lesioni o l'infermità da cui è derivata una menomazione permanente nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della micromelia;
in quest'ultimo caso, come precisato dal Sottosegretario Davide Faraone rispondendo ad interrogazione a risposta immediata in Commissione n. 5-10612 presentata dalla prima firmataria del presente atto ai fini dell'accertamento dell'indennizzo, le sezioni congiunte II e V del Consiglio superiore di sanità hanno reso, in data 17 gennaio 2017, parere allo scopo di apportare le necessarie modifiche al regolamento di cui al decreto ministeriale n. 163/2009;
in data 4 ottobre 2016 il signor M. C., nato nel 1958 e residente in provincia di Rieti ha presentato richiesta di indennizzo per danni da sindrome da talidomide ai sensi della normativa vigente. In data 31 marzo 2017, il Ministero della salute, accertata la regolarità della certificazione inviata, ha trasmesso la documentazione al dipartimento militare di medicina legale di Roma per gli adempimenti di competenza della Commissione medica ospedaliera. Oltre alla documentazione citata, il richiedente inviava al Ministero della salute e consegnava in originale alla Commissione medica ospedaliera, cartelle cliniche attestanti che la malformazione da cui è affetto, focomelia, non è presente nella prole, secondo le indicazioni della circolare del Ministero della difesa n. 0541 del 24 settembre 2010;
la Commissione medica ospedaliera, per quanto di competenza, esprimeva il proprio giudizio, oltre che sulla base della normativa vigente, anche in base alla circolare del Ministero della difesa citata;
in data 26 settembre, il Ministero della salute ha chiesto alla Commissione medica ospedaliera di rivedere il giudizio medico legale espresso in quanto non rispondente al parere reso dal Consiglio superiore di sanità — sezioni congiunte II e V — nella seduta del 17 gennaio 2017;
tale procedura tuttavia, come sopra citato e come affermato dal Sottosegretario Faraone, riguarderebbe esclusivamente la definizione dei criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo, per i soggetti nati al di fuori dell'arco temporale 1958-1966. In caso contrario, si desumerebbe richiamo a nuova visita per tutti i soggetti nati tra il 1959 e 1965 e già visitati dal 2009 in base alle norme e circolari più volte citate, e le cui pratiche di rimborso sono state definite da anni –:
di quali notizie disponga il Ministro interrogato in merito ai fatti esposti in premessa e se non ritenga opportuno chiarire il perimetro di applicazione del parere reso dal Consiglio superiore di sanità, anche al fine di una positiva definizione della vicenda descritta.
(5-12419)
Messaggio da panorama » mer gen 03, 2018 1:31 pm
Il costante impegno dei danneggiati italiani dalla talidomide, il fondamentale sostegno dei rappresentanti politici, ha portato all'approvazione dalla legge n. 160 del 2016
SENATO: Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 881 del 21/09/2017
D'ADDA, PUPPATO, ORELLANA, LANIECE, FRAVEZZI, MANASSERO, BIGNAMI, CANTINI, GRANAIOLA, FORNARO, CONTE, MASTRANGELI - Al Ministro della salute - Premesso che:
il talidomide è un farmaco ipnotico-sedativo che, negli anni '60, veniva somministrato alle donne come anti-nausea. In seguito alla comparsa di malformazioni, generalmente focomeliche, in bambini nati da madri che lo avevano assunto nel periodo di gravidanza, ne è stato dimostrato l'elevato effetto teratogeno ed il suo impiego è stato vietato;
la legge 24 dicembre 2007, n. 244, (legge finanziaria per il 2008), articolo 2, comma 363, ha previsto un indennizzo a favore dei soggetti affetti da sindrome derivante dal suddetto farmaco;
l'articolo 31, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, ha previsto, inoltre, che il predetto indennizzo sia riconosciuto ai soli soggetti affetti dalle patologie sopra indicate "nati negli anni dal 1959 al 1965";
inoltre, l'articolo 2 del decreto ministeriale 2 ottobre 2009, n. 163 ha disposto che per ottenere il citato beneficio è necessario presentare la domanda "entro il termine di dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244";
rilevato che a quanto risulta all'interrogante:
il Tribunale ordinario di Livorno ha sollevato, con ordinanza del 28 giugno 2016, n. 221, in riferimento agli articoli 3 e 38 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'articolo 31, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, nella parte in cui limita il riconoscimento dell'indennizzo, di cui all'articolo 2, comma 363, della legge n. 244 del 2007, spettante ai soggetti affetti da sindrome da talidomide, ai nati negli anni dal 1959 al 1965;
il decreto-legge n. 113 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 160 del 2016, ha pertanto introdotto nuove disposizioni in materia, prevedendo, in particolare, all'articolo 21-ter l'estensione anche per i nati nel 1958 e nel 1966, nonché ai soggetti che, in presenza di nesso causale tra l'assunzione del farmaco e le suddette malformazioni, presentino malformazioni compatibili con la sindrome citata;
il predetto articolo specifica che la tutela decorre dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 113 del 2016, giorno successivo a quello della pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20 agosto 2016;
per poter accedere all'indennizzo, tali ultimi soggetti dovranno attendere l'emanazione del regolamento attuativo da parte del Ministero della salute, con cui verranno definiti i criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo;
il Consiglio superiore di sanità ha reso in data 17 gennaio 2017 apposito parere sulle modifiche regolamentari da apportare ed è stato istituito un gruppo di lavoro congiunto con il Ministero della difesa per definire la redazione del nuovo regolamento;
il regolamento avrebbe dovuto essere approvato entro il 21 febbraio 2017;
a tutt'oggi detto regolamento non risulta ancora adottato, con grave pregiudizio per i soggetti beneficiari dell'indennizzo;
il 28 dicembre 2017 scadranno i termini utili per la presentazione della domanda di indennizzo da parte dei soggetti, di cui l'articolo 31, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 richiamato in premessa,
Messaggio da panorama » mer gen 03, 2018 5:47 pm
SENTENZA ,sede di FIRENZE ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201700595, - Public 2017-04-24 -
N. 00595/2017 REG.PROV.COLL.
N. 00181/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 181 del 2017, proposto da:
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avvocato Peppino Mariano, domiciliato ex art. 25 cpa presso Segreteria T.A.R. in Firenze, via Ricasoli 40;
alle sentenze 25 marzo 2015 n. 124 del Giudice del lavoro di Pisa e 24 maggio 2016 n. 495 della Corte d’Appello di Firenze, Sezione lavoro.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 12 aprile 2017 il dott. Luigi Viola e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con sentenza 25 marzo 2015 n. 124, il Giudice del Lavoro di Pisa dichiarava che la patologia arto superiore sinistro da cui è affetto il ricorrente è ascrivibile alla seconda categoria della Tabella A allegata al d.P.R. 834 del 1981 e sussiste nesso causale tra la predetta patologia e l’assunzione di talidomide da parte della madre in gravidanza, condannando altresì il Ministero della Salute convenuto a corrispondere allo stesso l’indennizzo previsto dall’art. 1 della l. 29 ottobre 2005, n. 229 e dall’art. 2, 363° comma della l. 24 dicembre 2007, n. 244, oltre ai ratei arretrati a decorrere dal 9 settembre 2010, alle spese di lite, liquidate in complessivi € 2.200, oltre a IVA, CPA e rimborso spese generali ed alle spese di C.T.U. definitivamente poste a carico del convenuto.
La sentenza costituiva oggetto di ricorso in appello e la Corte d’Appello di Firenze, Sezione lavoro, con la sentenza 24 maggio 2016 n. 495, ne disponeva la parziale riforma per quello che riguarda la decorrenza del diritto all’indennizzo, individuata nel 1° gennaio 2008 e non nel 9 settembre 2010, con accessori dal 120° giorno successivo alla domanda amministrativa del 14 dicembre 2009.
Le sentenze erano notificate all’Amministrazione intimata in forma esecutiva in data 9 ottobre 2015 e 26 settembre 2016 e passavano in giudicato (come da attestazione 8 settembre 2016 del Cancelliere della Sezione lavoro della Corte d’Appello di Firenze); l’Amministrazione non eseguiva però il giudicato, determinando la necessità della proposizione del ricorso per ottemperanza.
Con il presente ricorso, il ricorrente chiede pertanto alla Sezione di ordinare al Ministero della Salute di conformarsi al giudicato di cui alle sentenze sopra; chiede altresì la nomina di un Commissario ad acta, per l’ipotesi di perdurante in esecuzione da parte dell’Amministrazione delle sentenze del Giudice del Lavoro.
Nel caso di specie, le sentenze di cui si chiede l'adempimento sono regolarmente passate in giudicato (come da attestazione 8 settembre 2016 del Cancelliere della Sezione lavoro della Corte d’Appello di Firenze).
Sussiste poi la competenza del T.A.R. adito, ai sensi della previsione dell’art. 113, 2° comma c.p.a. che, nel caso di ricorsi per ottemperanza a provvedimenti dell’A.G.O., attribuisce la competenza territoriale <<al tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede il giudice che ha emesso la sentenza di cui è chiesta l’ottemperanza>>.
Le sentenze sono poi state notificate in forma esecutiva Ministero della salute in data 9 ottobre 2015 e 26 settembre 2016 ed è pertanto ormai ampiamente decorso il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, 1° comma del d.l. 31 dicembre 1996 n. 669 (conv. in l. 28 febbraio 1997, n. 30 e modificato dall’art. 44, 3° comma del d.l. 30 settembre 2003 n. 269, conv. in l. 24 novembre 2003, n. 326).
Non sono poi presenti ulteriori preclusioni processuali, avendo il ricorrente rinunciato ad un precedente giudizio di ottemperanza proposto avanti alla Sezione e definito con sentenza 13 gennaio 2017 n. 29.
Il ricorso per ottemperanza deve pertanto essere accolto e deve essere dichiarato l’obbligo del Ministero della Salute di dare esecuzione a quanto stabilito dal Giudice del lavoro di Pisa, con la sentenza 25 marzo 2015 n. 124 e dalla Corte d’Appello di Firenze, Sezione lavoro, con la sentenza 24 maggio 2016 n. 495, corrispondendo al ricorrente l’indennizzo previsto dall’art. 1 della l. 29 ottobre 2005, n. 229 e dall’art. 2.363° comma della l. 24 dicembre 2007, n. 244, oltre ai ratei arretrati a decorrere dal 1° gennaio 2008, con accessori dal 120° giorno successivo alla domanda amministrativa del 14 dicembre 2009, oltre alle spese del giudizio di primo grado, liquidate in complessivi € 2.200, oltre a IVA, CPA e rimborso spese generali ed alle spese di C.T.U. di primo grado, definitivamente poste a carico del convenuto.
Al Ministero della Salute va assegnato il termine di giorni 30 (trenta) dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione della presente decisione per provvedere alla corresponsione alla ricorrente della somma sopra indicata.
Al tempo stesso, il Collegio nomina il Prefetto di Firenze (o un suo sostituto) affinché ove l'indicato termine di 30 (trenta) giorni decorra infruttuosamente, provveda, in qualità di Commissario ad acta, a tutti gli adempimenti occorrenti per l'ottemperanza alla presente decisione nel successivo termine di 60 (sessanta) giorni.
Le spese di giudizio seguono la soccombenza e devono essere liquidate, in mancanza di nota spese, in € 1.000,00 (mille/00), oltre ad IVA e CAP.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda), accoglie il ricorso per ottemperanza presentato, in data 11 febbraio 2017 dal ricorrente e, per l’effetto:
a) ordina al Ministero della salute di dare esecuzione, entro 30 (trenta) giorni dalla comunicazione o dalla notificazione della presente sentenza, a quanto stabilito dal Giudice del lavoro di Pisa, con la sentenza 25 marzo 2015 n. 124 e dalla Corte d’Appello di Firenze, Sezione lavoro, con la sentenza 24 maggio 2016 n. 495, corrispondendo al ricorrente l’indennizzo previsto dall’art. 1 della l. 29 ottobre 2005, n. 229 e dall’art. 2.363° comma della l. 24 dicembre 2007, n. 244, oltre ai ratei arretrati a decorrere dal 1° gennaio 2008, con accessori dal 120° giorno successivo alla domanda amministrativa del 14 dicembre 2009, oltre alle spese del giudizio di primo grado, liquidate in complessivi € 2.200, oltre a IVA, CPA e rimborso spese generali ed alle spese di C.T.U. di primo grado, definitivamente poste a carico del convenuto;
b) dispone che, in difetto di adempimento da parte del Ministero della Salute, alla liquidazione e corresponsione di quanto dovuto proceda, entro i successivi 60 (sessanta) giorni, il Commissario ad acta individuato nel Prefetto di Firenze (o in un suo sostituto).
Condanna il Ministero della Salute alla corresponsione al ricorrente della somma di € 1.000,00 (mille/00), oltre ad IVA e CAP, a titolo di spese di giudizio.
Manda alla Segreteria della Sezione di trasmettere copia autentica della presente sentenza all’Amministrazione intimata ed al Commissario ad acta.
Rinvia ad un successivo provvedimento la liquidazione del compenso eventualmente spettante al Commissario ad acta per l’opera prestata.
Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 12 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati:
Luigi Viola	Saverio Romano
Messaggio da panorama » mer mar 20, 2019 8:25 pm