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Timestamp: 2019-04-23 02:09:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 701', 'art. 701', 'art. 701', 'art. 543', 'art. 547', 'art. 701']

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L’impianto elettrico per il bagno: sicurezza e protezione
8 gennaio 2015 Daniela	Lascia un commento
Nella progettazione degli impianti elettrici per le nuove abitazioni, da tempo si sono affermate due linee guida: una attenzione alle soluzioni che privilegiano la qualità della vita ed un impegno sempre più accentuato per la sicurezza.
La stanza da bagno si presta molto bene ad esemplificare questo concetto: dispositivi come le prese interbloccate ed i rivelatori fughe gas (qualora lo scaldabagno sia installato nel locale) rientrano ormai nella norma delle soluzioni adottate dai progettisti.
Questo significa che le installazioni elettriche risultano più complesse ed articolate. Questo fatto rende quindi più difficile il compito del progettista e dell’installatore, che debbono operare nel rispetto delle normative vigenti e di quelle che presto entreranno in vigore (46/90).
Regole di installazione secondo le zone
E’ importante conoscere preventivamente la posizione della doccia (CEI 64-8/7 art. 701.32) e/o della vasca per definire con precisione le zone di pericolosità, in base alle quali sono definite le regole di installazione.
Le zone non si estendono all’esterno del locale attraverso le aperture munite di serramenti: ciò vuol dire che l’interruttore posto fuori dalla porta del bagno è ammissibile, anche se dista meno di 60 cm dal bordo della vasca.
Le tabelle degli specialisti in materia di elettricità riassumono le regole di installazione e dividono le aree in zone 1, 2 e 3. (CEI 64-8/7 art. 701.5). Nella zona 3 sono ammessi dispositivi di comando e prese purché protetti da interruttori differenziali con I (dn) ≤30 mA, mentre nella zona zero è proibito qualsiasi componente elettrico.
Collegamenti elettrici supplementari: come gestirli
In fase di allestimento del locale da bagno, occorre effettuare i collegamenti (CEI 64-8/7 art. 701.413) equipotenziali supplementari sulle tubazioni metalliche all’ingresso (o uscita) del locale.
Non sono necessari altri collegamenti a valle. La vasca da bagno non è in genere in contatto con i ferri del cemento armato: non è quindi una massa estranea e non è necessario collegarla all’insieme equipotenziale.
I collegamenti equipotenziali supplementari vanno effettuati con conduttori (CEI 64-8/5 art. 543.1.3 -art. 547.1.2) di sezione 2,5 mm (2) se protetti con tubo, oppure 4 mm (2) se installati direttamente sotto intonaco o sotto pavimento.
Tali collegamenti vanno eseguiti con “collari” di materiale tale da evitare fenomeni corrosivi: ad esempio, in ottone nichelato per tubazioni in rame; in acciaio inox per tubazioni di acciaio zincato.
I conduttori equipotenziali sono da collegare al conduttore di protezione nella cassetta di giunzione più vicina. I collegamenti equipotenziali supplementari non sono richiesti in assenza della vasca da bagno o della doccia (locale servizi igienici).
L’installazione della vasca per idromassaggio non comporta particolari accorgimenti impiantistici; valgono le stesse regole e zone indicate precedentemente. (CEI 64-8/7 art. 701.55) La vasca per idromassaggio deve essere conforme alle relative norme ed essere protetta con interruttore differenziale con I∆n ≤30 mA. (CEI 61-33).
E’ sufficiente allo scopo la protezione differenziale del quadro di appartamento. Per maggiore sicurezza si può prevedere un apposito interruttore differenziale I∆n = 10 mA.
Un’idea in più: la presa interbloccata
Un marchio che si interessa di produrre componenti elettrici con sensori salvavita al fine di mettere in sicurezza la vostra casa è l’azienda VIMAR.
Nella gamma dei duecento apparecchi Idea VIMAR tra i quali figurano tutti quelli in grado di coprire le funzioni elettriche per il locale bagno, le prese interbloccate risultano di particolare rilevanza sul versante della sicurezza.
Il dispositivo di interblocco, infatti, stabilisce un collegamento funzionale, che accresce la sicurezza, tra i due apparecchi che concorrono a formare la presa interbloccata: una presa di corrente SICURY 10A o 16° tipo Bpresa e un interruttore automatico magnetotermico o magnetotermico differenziale.
Il dispositivo impedisce l’inserimento della spina in presenza di corrente nella presa e l’azionamento dell’interruttore in mancanza di una spina inserita a fondo nella presa.
Ciò significa due cose importanti: non ci può mai essere corrente nella presa durante l’inserimento della spina e fintantoché non viene azionata la leva dell’interruttore; in fase d’estrazione della spina, il dispositivo d’interblocco fa scattare automaticamente l’interruttore prima del totale disinserimento.
In tal modo l’eventualità che l’utente venga in contatto con parti in tensione è nulla, anche nell’ipotesi che la presenza d’acqua od umidità sulle dita ne aumenti la conducibilità elettrica e quindi il rischio di ellettrocuzione.
Non è di minor valore il fatto che, oltre alla sicurezza offerta dal dispositivo d’interblocco, è presente in queste speciali prese la protezione contro le sovracorrenti ed i cortocircuiti dell’impianto conferita dall’interruttore automatico magnetotermico e, nei tipi nei quali è presente anche la funzione differenziale, la protezione dell’utente contro le tensioni di contatto.
Le prese interbloccate sono disponibili nella stessa gamma e con le stesse caratteristiche anche nella serie 8000 VIMAR.
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