Source: http://ilprocessocivile.it/articoli/focus/il-nuovo-rito-civile-emergenziale-di-cui-allart-83-comma-7-lett-h-del-dl-17-marzo
Timestamp: 2020-06-06 17:59:34+00:00
Document Index: 19907936

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 128', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 189', 'art. 281', 'art. 288', 'art. 180', 'art. 83', 'art. 180', 'art. 170', 'art. 83', 'art. 309', 'art. 170', 'art. 83', 'art. 183', 'art. 2']

﻿ Il nuovo rito civile emergenziale di cui all'art. 83, comma 7, lett. h), del d.l. 17 marzo 2020, n. 18: una prima lettura | ilprocessocivile.it
30 Marzo 2020 | Roberto Masoni Trattazione della causa
La giustizia in mezzo al contagio | Le misure organizzative previste per la fase II | Udienza cartolare ed ambito applicativo | Le attività delle parti | Attività del giudice | Conclusione | Guida all'approfondimento |
la limitazione dell'accesso del pubblico agli uffici giudiziari (lett. a);
la limitazione dell'orario di apertura al pubblico degli uffici (lett. b);
disporre che la «convocazione degli utenti sia scaglionata per orari fissi» (lett. c), evitando così che tutte le cause di un ruolo siano chiamate alla stessa ora (ad es. alle ore 9 e seguenti);
la celebrazione a porte chiuse di tutte le udienze civili pubbliche ex art. 128 c.p.c. (lett. e);
la celebrazione delle udienze da remoto (lett. f);
ed infine «la previsione dello svolgimento delle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti mediante lo scambio e il deposito in telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni e la successiva adozione fuori udienza del provvedimento del giudice» (lett. h).
di prima comparizione delle parti (art. 183, comma 1, c.p.c.)
di decisione sui mezzi istruttori, susseguenti alla scadenza dei termini di deposito delle memorie ex art. 183, comma 6, c.p.c.;
di precisazione delle conclusioni (art. 189 c.p.c.);
chiamate per discussione e decisione della causa (art. 281-sexiesc.p.c.);
di correzione di omissioni ed errori materiali presenti nelle sentenze (art. 288, comma 2, c.p.c.).
Ebbene, lo sviluppo dell'iter procedurale risulta assai semplice.
Derogando al generale principio dell'oralità della trattazione consacrato nell'art. 180 c.p.c., il legislatore dell'emergenza ha recuperato, seppur innovandolo ed innervandolo con lo strumento telematico, il contraddittorio scritto ben conosciuto dalla prassi ed ancora presente nel codice di rito riformato, laddove letto in filigrana.
Ci riferiamo alla possibilità che il g.i. aveva (ed a tutt'oggi in realtà conserva) di «autorizzare la trattazione scritta della causa» (art. 83-bis disp. att. c.p.c., art. 180, comma 1, c.p.c., abrogato) mediante scambio autorizzato di comparse e memorie (art. 170, comma 4, c.p.c.).
Valendosi del disposto (non abrogato) affidato all'art. 83-bis disp. att. c.p.c., il g.i. potrebbe stabilire termini sfalsati per l'esplicazione del contraddittorio scritto e per il deposito delle “note”.
In realtà, il deposito della nota scritta con modalità telematica parrebbe di per sé idonea a soddisfare l'esigenza di contraddittorio che la norma suppone. In quanto il deposito telematico di un documento ha il duplice effetto processuale di perfezionare la sua acquisizione agli atti del fascicolo telematico processuale e al contempo consentirne la ricezione nella sfera di conoscenza di controparte, che può agilmente prenderne visione.
Da parte dei primi commentatori è stata poi suggerito di ritenere applicabile l'art. 309 c.p.c., laddove nessuna delle parti, a fronte dell'autorizzazione giudiziale, provveda allo scambio e deposito delle note scritte, con ciò intendendo manifestare disinteresse alla trattazione telematica ed alla prosecuzione del giudizio.
Se le parole hanno un senso, questo significa garantire una trattazione scritta assai stringata nella forma e soprattutto nel contenuto, con ciò ponendo al bando lunghe narrazioni.
Non viene autorizzato il deposito di “comparse e memorie” come dispone l'art. 170, comma 4 c.p.c. (e pure l'art. 83-bis disp. att. c.p.c.), che sono atti processuali tipici e formalizzati (in quanto aventi preciso contenuto, significato e valore processuale), ma delle “note” di replica, che garantiscono un contraddittorio succinto. E questa scelta legislativa appare logica, dato che tali note sostituiscono unicamente l'interlocuzione d'udienza, non certo gli atti processuali, quali quelli ex artt. 183, comma 6 e 190 c.p.c., assumendo il significato delle cd. note d'udienza.
La risposta ci pare dipenda dallo stato in cui si trova il processo.
Se la fictio d'udienza è individuabile in quella di cui al primo comma dell'art. 183 c.p.c. (prima udienza di comparizione e trattazione) la produzione documentale sembra ammissibile. Non lo sarà quando l'udienza sia quella di decisione sulle istanze istruttorie e men che meno quella di precisazione delle conclusioni, dato che si sono ormai formate le preclusioni istruttorie legate alla singola fase processuale.
L'evolversi della legislazione resta legata al decorso ed alle remissione della pandemia, che necessariamente influenzerà non solo la durata del periodo di sospensione delle attività processuali, ma anche le decisioni parlamentari sul contenuto del d.l. quando lo stesso sarà discusso e convertito in legge.
Caroleo, Ionta, L'udienza civile ai tempi del coronavirus. Comparizione figurata e trattazione scritta (art. 2, comma 2, lettera h, decreto legge 8 marzo 2020, n. 11), in Giustizia Insieme;
De Stefano, L'emergenza sanitaria rimodula i tempi della Giustizia: i provvedimenti sul civile (note a primissima lettura del d.l. n. 11 del 2020), ivi.