Source: http://porfesr.lazio.it/PORFESR/glossario.html
Timestamp: 2018-01-23 09:53:15+00:00
Document Index: 50901168

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 87', '§ 2', 'art. 63', 'art. 39', 'art. 2']

Accordo promosso tra Amministrazione Centrale, Regionale o delle Province autonome in attuazione di un'Intesa istituzionale di programma con gli Enti locali e gli altri soggetti pubblici e privati, per la definizione di un programma esecutivo di interventi comuni o funzionalmente collegati.
L’art. 87 n. 1 del Trattato CE stabilisce che gli aiuti di Stato sono incompatibili col mercato comune e con la libera concorrenza. Tuttavia, i n. 2 e 3 prevedono deroghe alla regola generale, previo accordo della Commissione. Lo Stato Membro ha tuttavia l'obbligo di notificare alla Commissione l'aiuto che intende erogare. In caso di mancata notifica, la Commissione apre una procedura d'infrazione, dalla quale scaturisce una decisione sull'ammissibilità dell'aiuto in questione. Gli aiuti di Stato previsti nel Programma Operativo sono concessi in conformità alle rispettive decisioni di autorizzazione (nel caso di aiuti notificati) nonché alle condizioni previste dai regolamenti di esenzione (nel caso di aiuti esentati dall’obbligo di notificazione) e comunque, in ogni caso, nel rispetto della vigente normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato applicabile al momento della concessione dell'aiuto.
Delimitazioni territoriali individuati sulla base delle connessioni esistenti tra sistema produttivo, infrastrutture, centri urbani e territorio. Al fine di potenziare la capacità innovativa in ambiti territoriali caratterizzati da specifici settori produttivi e filiere della fornitura e subfornitura quali i Distretti Industriali ed i Sistemi Produttivi Locali, il Por prevede la promozione di “poli d’innovazione”.
Nell'ambito dei Fondi strutturali, l'espressione "aree depresse" viene utilizzata per indicare le zone che, a causa della loro particolare situazione economico-sociale, possono beneficiare di aiuti di Stato alle imprese in deroga al generale principio di incompatibilità degli aiuti con il mercato comune (art. 87 § 2 e 3 del Trattato CE).
Ciascuna delle priorità della strategia contenuta in un programma operativo comprendente un gruppo di operazioni connesse tra loro e aventi obiettivi specifici misurabili. Il POR FESR Lazio 2007-2013 si articola in quattro Assi: Ricerca, innovazione e rafforzamento della base produttiva (Asse I); Ambiente e prevenzione dei rischi (Asse II); Accessibilità (Asse III); Assistenza tecnica (Asse IV).
Attività previste nell’Asse IV del POR FESR Lazio 2007-2013, funzionali a consentire un’implementazione efficace ed efficiente ed il perseguimento degli obiettivi generali e specifici del Programma. Le attività saranno indirizzate al supporto all’Autorità di gestione attraverso tutte le fasi del processo attuativo del Programma - dalla programmazione fino alla rendicontazione finale degli interventi – in conformità con le disposizioni previste dal regolamento attuativo.
Luoghi di eccellenza di riconosciuto rilievo nazionale ed internazionale dal punto di vista archeologico, architettonico o paesistico sui quali la Regione ha deciso di concentrare i propri sforzi e che necessitano di modelli innovativi di gestione e promozione per poter migliorare l’attrattività e valorizzare in un’ottica integrata i territori.
L’Autorità Ambientale assolve la funzione di garantire l’integrazione ambientale e di rafforzare l’orientamento allo sviluppo sostenibile in tutte le fasi di predisposizione, attuazione e sorveglianza del programma operativo regionale, assicurando efficacia e continuità al processo di valutazione ambientale strategica, anche attraverso il monitoraggio e la gestione di eventuali meccanismi di retroazione sul programma. Struttura competente: Direzione Ambiente e Cooperazione tra i popoli
L’Autorità di Audit è responsabile della verifica dell’efficace funzionamento del sistema di gestione e di controllo. Struttura competente: Dipartimento Istituzionale - Area di Staff
L’Autorità di Certificazione è responsabile della corretta certificazione delle spese erogate a valere sui fondi comunitari, statali e regionali per l’attuazione del programma operativo. Struttura competente: Direzione Bilancio e Tributi.
L’Autorità di Gestione è responsabile della gestione e attuazione del Programma Operativo conformemente al principio di buona e sana gestione amministrativa e finanziaria. I rapporti tra l’Autorità di Gestione e le altre strutture dell’Amministrazione regionale coinvolte nella gestione del Programma Operativo saranno regolati da atti e procedure interne. Struttura competente: Direzione Programmazione Economica.
Un operatore, organismo o impresa, pubblico o privato, responsabile dell'avvio o dell'avvio e dell'attuazione delle operazioni; nel quadro del regime di aiuti di cui all'articolo 87 del Trattato CE, i beneficiari sono imprese pubbliche o private che realizzano un singolo progetto e ricevono l'aiuto pubblico.
Tutte le entrate e le spese dell'Unione formano oggetto di previsioni annuali, e sono iscritte nel bilancio comunitario. Il Bilancio generale dell'UE è finanziato da entrate che le spettano di diritto, e che pertanto sono definite "risorse proprie" (dazi doganali, prelievi agricoli, risorse provenienti dall'IVA, risorse sul Prodotto nazionale lordo). Le spese vengono ripartite su periodi pluriennali ("prospettive finanziarie"), derivanti da un accordo tra le istituzioni europee.
Dall'inglese, approccio dal basso verso l'alto. Modalità di programmazione che privilegia iniziative che partono dal livello locale, coinvolgendo nella progettazione, nella realizzazione e nella valutazione dei progetti gli attori dello sviluppo territoriale (enti ed istituzioni locali, parti economiche e sociali, associazioni del volontariato, agenzie di sviluppo locale e privati).
Il Comitato di sorveglianza ha la funzione di accertare l’efficacia e la qualità dell’attuazione del programma operativo. Il Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo, istituito in conformità dell'art. 63 del Reg. (CE) 1083/2006, è presieduto dall’Assessore al Bilancio, Programmazione Economico-Finanziaria e Partecipazione e si compone di rappresentanti della Regione e dello Stato centrale.
Controlli a campione demandati all’Autorità di Audit, coerentemente alle funzioni attribuite a tale Autorità, tesi a verificare l’efficace funzionamento dei sistemi di gestione e di controllo, la loro idoneità a fornire informazioni circa la correttezza delle dichiarazioni di spesa presentate alla Commissione e circa la legittimità delle relative transazioni economiche. Tali controlli sono inoltre finalizzati alla redazione di rapporti annuali e di un rapporto finale di controllo da presentare alla Commissione, nonché al rilascio di una dichiarazione di chiusura che attesti la validità della domanda di pagamento del saldo e la legittimità delle relative transazioni economiche e, qualora si tratti di chiusura parziale, la legittimità e regolarità delle spesa in questione. Nelle attività di controllo di II livello l’AdA può avvalersi anche dell’ausilio di soggetti esterni che dispongano della necessaria indipendenza funzionale dall’AdG e dall’AdC del POR.
Disimpegno automatico risorse (regola dell’N+2)
La quota di un impegno che non è stata liquidata mediante acconto, o per la quale non è stata presentata alla Commissione una domanda di pagamento ammissibile alla scadenza del secondo anno successivo a quello dell'impegno o, eventualmente e per gli importi in questione, alla data di una successiva decisione della Commissione necessaria per autorizzare una misura o un'operazione, o alla scadenza del termine di presentazione del rapporto finale, è disimpegnata automaticamente dalla Commissione; la partecipazione dei Fondi all'intervento in questione viene ridotta in misura corrispondente. La Commissione informa in tempo utile lo Stato membro e l’autorità di pagamento ogniqualvolta sussista il rischio di applicazione del disimpegno automatico.
Acronimo di Fondo per le Aree Sottoutilizzate. Esso mette in campo risorse nazionali per la politica regionale, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico in aree sottoutilizzate. Istituito in sostituzione dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno, con l’unificazione di tutte le risorse aggiuntive nazionali, il FAS è costituito da due Fondi intercomunicanti per le aree sottoutilizzate (15% per le aree del Centro-Nord e per l’85% per le aree del Mezzogiorno).
Acronimo di Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. È il principale strumento di attuazione della politica di coesione economica e sociale comunitaria. Istituito nel 1975, il FESR ha lo scopo di promuovere lo sviluppo armonioso e la coesione economica e sociale delle diverse Regioni comunitarie, attraverso la correzione dei principali squilibri e l’adeguamento strutturale delle Regioni in ritardo. Gli interventi del Fondo, che si attuano mediante sovvenzioni, sono rivolti principalmente al finanziamento di: - investimenti produttivi che permettono di creare o di mantenere posti di lavoro durevoli; - investimenti produttivi, creazione o ammodernamento di infrastrutture; - sviluppo del potenziale delle regioni attraverso misure di sostegno delle iniziative locali e, in particolar modo, delle attività delle piccole e medie imprese. Per queste ultime il Fondo stanzia finanziamenti soprattutto nei settori della gestione, degli studi, delle ricerche di mercato, del trasferimento di tecnologie, della realizzazione di infrastrutture di ridotte dimensioni etc.; - investimenti nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico.
Acronimo di Fondo Sociale Europeo. Istituito nel 1958, esso fornisce il proprio sostegno a misure volte a prevenire e a combattere la disoccupazione, nonché a sviluppare le risorse umane e l’integrazione sociale nel mercato del lavoro al fine di promuovere un livello elevato di occupazione, la parità tra uomini e donne, uno sviluppo duraturo e la coesione economica e sociale. In particolare, il Fondo contribuisce alle azioni intraprese nell’ambito della strategia europea per l’occupazione e degli orientamenti annuali sull’occupazione.
Nell'ambito di un programma operativo, il FESR e il Fondo di coesione possono finanziare spese connesse a “grandi progetti” (come definiti ai sensi dell’art. 39 del Reg. 1083/06), vale a dire una serie di lavori, attività o servizi in sé intesa a realizzare un'azione indivisibile di precisa natura tecnica o economica, che ha finalità chiaramente identificate e il cui costo complessivo supera i 25 milioni di euro nel caso dell'ambiente e i 50 milioni di euro negli altri settori.
Acronimo di Ispettorato Generale per i Rapporti finanziari con l'Unione Europea, Dipartimento Generale della Ragioneria dello Stato - Ministero dell'Economia e delle Finanze. E’ l’organismo abilitato a ricevere i pagamenti della Commissione per conto della Regione.
Gli impegni di bilancio comunitari sono assunti sulla base della decisione relativa alla partecipazione dei Fondi. Gli impegni per gli interventi di durata pari o superiore a due anni sono assunti annualmente. Il primo impegno è assunto quando la Commissione adotta la decisione di approvazione dell'intervento. Gli impegni successivi sono assunti, di norma, entro il 30 aprile di ogni anno.
L’Autorità di gestione e il Comitato di sorveglianza si avvalgono di indicatori fisici e finanzari che precisano, per gli interventi in questione: a) gli obiettivi specifici (quantificati se si prestano a quantificazione) delle misure e degli assi prioritari, e la loro coerenza; b) lo stato di avanzamento dell'intervento in termini di realizzazioni fisiche, di risultato e, non appena possibile, di impatto al livello appropriato (asse prioritario o misura); c) lo stato di avanzamento del piano di finanziamento.
Accordo tra Amministrazione Centrale, Regionale o delle Province autonome, con il quale tali soggetti s'impegnano a collaborare sulla base di una ricognizione programmatica delle risorse finanziarie disponibili, dei soggetti interessati e delle procedure amministrative occorrenti per la realizzazione di un piano pluriennale di interventi, d'interesse comune o funzionalmente collegati. Lo strumento di attuazione di un'Intesa istituzionale di programma è l'Accordo di Programma Quadro.
L’Autorità di Gestione garantisce l’attivazione ed il corretto funzionamento del sistema informatizzato di monitoraggio. Il sistema prevede: • la corretta e puntuale identificazione dei progetti del Programma Operativo; • un esauriente corredo informativo, per le varie classi di dati (finanziario, fisico e procedurale), secondo i sistemi di classificazione previsti nei regolamenti comunitari e gli standard definiti nel Quadro Strategico Nazionale; • la verifica della qualità e della esaustività dei dati ai differenti livelli di dettaglio. L’Autorità di Gestione adotta le misure opportune affinché i dati forniti dagli organismi intermedi e/o dai beneficiari, siano sottoposti ad un adeguato processo di verifica e controllo tale da garantire la correttezza, l’affidabilità e la congruenza delle informazioni monitorate. Struttura competente: Direzione Programmazione Economica - Centro di Rilevazione dei Dati di Monitoraggio
Qualsiasi organismo o servizio pubblico o privato che agisce sotto la responsabilità di un'autorità di gestione o di certificazione o che svolge mansioni per conto di questa autorità nei confronti dei beneficiari che attuano le operazioni. La Regione Lazio può designare un organismo o un servizio pubblico o privato per svolgere una parte o la totalità dei compiti dell’Autorità di Gestione o dell’Autorità di Certificazione, sotto la responsabilità di dette Autorità, o per svolgere mansioni per conto di dette Autorità nei confronti dei beneficiari che attuano le operazioni.
Il Partenariato regionale consultato per la definizione del POR è costituito dalle componenti, emanazione della complessa articolazione istituzionale e socioeconomica del sistema laziale, che svolgono una funzione chiave di connessione con le tutte le diverse articolazioni del sistema: mondo imprenditoriale, sindacale, ambientalista, del credito, della cooperazione, dell’economia sociale e del volontariato, degli enti locali e delle pari opportunità.
Nel rispetto di quanto stabilito dal Regolamento (CE) del Consiglio 1828/2006, la Regione Lazio ha predisposto un piano di comunicazione delle attività del POR FESR Lazio 2007-2013. Le azioni previste nell’ambito degli interventi pubblicitari e informativi saranno focalizzate sui seguenti aspetti: trasparenza; diffusione dei risultati e valorizzazione dei progetti particolarmente significativi; ruolo dell’Ue nelle politiche di coesione e di sviluppo.
Acronimo di Piccola e media impresa. I parametri dimensionali delle imprese sono definiti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato a favore delle piccole e medie imprese (Raccomandazione 2003/361/CE del 6/5/2003 della Commissione Europea, entrata in vigore l'1/1/2005). E' definita piccola l'impresa con meno di 50 dipendenti, un fatturato inferiore a 10 milioni di euro e con un valore totale dello stato patrimoniale inferiore a 10 milioni di euro. La media impresa ha meno di 250 dipendenti, un fatturato inferiore a 50 milioni di euro e un valore totale dello stato patrimoniale inferiore a 43 milioni. La microimpresa, infine, ha meno di 10 dipendenti, un fatturato inferiore a 2 milioni e un valore totale dello stato patrimoniale inferiore a 2 milioni. I dati sul fatturato e sul totale dello Stato Patrimoniale sono quelli del bilancio, anche se non ancora depositato, dell'ultimo esercizio contabile chiuso. Il fatturato e il totale dello stato patrimoniale sono requisiti alternativi: in altre parole, è sufficiente che sussista solo uno dei due. La Pmi deve inoltre essere autonoma: è autonoma qualsiasi impresa non qualificabile come partner, cioè controllata per più del 25% del capitale sociale o dei diritti di voto da un'altra impresa e non qualificabile come "collegata", vale a dire controllata per più del 50% dei diritti di voto da un'altra impresa, anche mediante un patto con gli azionisti o i soci della prima, o in cui un'altra impresa possa nominare o revocare la maggioranza degli amministratori o, comunque, esercitare un'influenza dominante. Al fine di evitare incertezze d'interpretazione, accelerare le procedure e ridurre gli oneri amministrativi, l'impresa può dichiarare il proprio status di autonoma, partner o collegata tramite la compilazione di un modello di autocertificazione.
Ai sensi dell'art. 2 Regolamento (CE) n. 1083/2006, è il documento presentato da uno Stato membro e adottato dalla Commissione che fissa una strategia di sviluppo con una serie coerente di priorità da realizzare con il contributo di un Fondo o, nel caso dell'obiettivo «Convergenza», con il contributo del Fondo di coesione e del FESR. Nel PO sono indicati in dettaglio i programmi da finanziare e per i quali si richiede alla Commissione l’erogazione di fondi comunitari.
Il sistema di gestione e controllo (SIGECO) del POR FESR Lazio 2007-2013 coinvolge complessivamente 3 Dipartimenti, 11 Direzioni, 17 Aree e 3 Organismi Intermedi. Il sistema di gestione è strutturato come segue: l’Autorità di Gestione, per garantire l’efficacia e la regolarità della gestione e dell’attuazione del Programma, delle quali è responsabile, opera attraverso le competenti strutture regionali interessate e coinvolte nella gestione del POR sulla base delle rispettive competenze e responsabilità per materia. La gestione del Programma coinvolge direttamente 3 Dipartimenti regionali, 10 Direzioni Regionali delle quali 9 con funzioni di Responsabili di gestione dell’Attività (RGA) per le 15 Attività previste dagli Assi I, II, III e IV e prevede il coinvolgimento di 16 Aree e 3 Organismi Intermedi.
Il principio stabilisce che l'Unione Europea interviene nelle materie che non sono di sua diretta competenza soltanto se la propria azione può essere più efficace di un'azione intrapresa a livello nazionale, regionale o locale. In questo modo s'intende garantire che le decisioni prese siano quanto più possibile vicine al cittadino, verificando costantemente che l'azione da intraprendere a livello comunitario sia giustificata rispetto alle possibilità offerte a livello nazionale, regionale o locale. E' strettamente correlato coi principi di proporzionalità e di necessità, secondo i quali l'azione dell'Unione non può andare al di là di quanto è necessario per il conseguimento degli obiettivi del Trattato CE.
Parallelamente all’elaborazione del POR “Competitività e occupazione” per il periodo 2007-13, la Regione Lazio – in applicazione della Direttiva 2001/42/CE (“Direttiva VAS”) – ha impostato e sviluppato il processo per la “Valutazione ambientale strategica” (VAS) del Programma, applicato nell’ambito di una stretta integrazione tra programmatore e valutatore ambientale. La VAS è costituita dall’insieme delle seguenti attività: redazione del Rapporto ambientale riferito ai contenuti del POR, consultazione delle autorità aventi specifiche competenze ambientali e del pubblico, integrazione delle risultanze del Rapporto ambientale e delle consultazioni nel POR, monitoraggio degli effetti ambientali connessi all’attuazione di quest’ultimo.
In coincidenza con le prime fasi di elaborazione del Programma Operativo, sono state avviate le attività di valutazione secondo un approccio partecipativo che ha incluso confronti (riunioni, consultazioni, tavoli tecnici, documentazione) con i referenti della programmazione e con l’incaricato della valutazione ambientale strategica. Le interazioni valutatore-programmatore hanno permesso di migliorare progressivamente sia la definizione dell’impianto strategico-attuativo sia la esplicitazione della sequenza logica priorità-obiettivi-attività e i nessi con le strategie e gli indirizzi europei. La Valutazione ex ante del Programma Operativo Competitività 2007-2013 della Regione Lazio è stata effettuata dal Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici della Regione Lazio.