Source: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_7_1.page?contentId=SCA1306708&previsiousPage=mg_1_7
Timestamp: 2019-10-22 14:43:48+00:00
Document Index: 14627057

Matched Legal Cases: ['art. 550', 'art. 464', 'art. 168', 'art. 168', 'art.54', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 3']

Ministero della giustizia - Convenzione per lo svolgimento di lavoro di pubblica utilità tra il Tribunale e il comune di PIACENZA - 18 gennaio 2017
che la legge 28 aprile 2014 n. 67, pubblicata sulla G.U. n. 100 in data 2 maggio 2014 ed entrata in vigore il 17 maggio 2014 ha introdotto l’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova. Il nuovo istituto consente all’imputato di reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore a quattro anni di reclusione – nonché per i delitti specificamente individuati nell’art. 550 co.2 c.p.p. – di richiedere la messa alla prova che consiste – anche – nello svolgimento del lavoro di pubblica utilità. A norma dell’art. 464 quater c.p.p. il Giudice dispone, su richiesta dell’imputato e con il programma di trattamento predisposto dal U.E.P.E. competente per territorio, la messa alla prova con sospensione del processo. Tale istituto prevede condotte riparatorie risarcitorie e l’affidamento del richiedente al servizio sociale ma soprattutto lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità (art. 168 bis co. 3 c.p.)
che è stato manifestato interesse alla stipula della convenzione da parte del Comune di Piacenza il quale rientra tra quelli indicati nell’art. 168 bis c.p. e nell’art.54 del citato decreto legislativo;
tra il Ministero della Giustizia che interviene al presente atto nella persona del Dr.Italo M.Ghitti, Presidente del Tribunale di Piacenza, con sede in Piacenza, Via del Consiglio n.12, CF: 80013550332, giusta la delega di cui in premessa e il Comune di Piacenza C.F. 002280338 sopra indicato, nella persona del legale rappresentante pro-tempore dott. Paolo Dosi domiciliato per l'incarico presso il Palazzo Comunale sito in Piazza Cavalli n. 2 a Piacenza,
Il Comune di Piacenza consente che annualmente prestino presso di sé l'attività non retribuita in favore della collettività come di seguito:
n. 10 persone messe alla prova ai sensi dell’art. 168 bis c.p.
n. 40 condannati alla pena del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell’articolo 54 del decreto legislativo citato in premessa come richiesto dalla normativa vigente.
Il Comune di Piacenza specifica che presso le sue strutture l’attività non retribuita in favore della collettività, in conformità con quanto previsto dall’articolo 1 del decreto ministeriale citato in premessa, ha ad oggetto le seguenti prestazioni:
in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale
tutela del patrimonio ambientale, ecologia/verde pubblico
tutela dei beni culturali, museali, turismo, biblioteca
tutela dei beni comunali
attività relative a servizi alla persona e al cittadino.
Il Comune di Piacenza garantisce lo svolgimento dell’attività non retribuita in favore della collettività nei seguenti giorni della settimana:
il lunedì e il giovedì dalle ore 15:00 alle ore 18:00
fatte salve le particolari esigenze organizzative delle singole strutture.
Potrà essere svolta l'attività anche nella giornata di sabato mattina, in relazione alla disponibilità limitata dei servizi che includono nel proprio orario anche detta giornata, compatibilmente con le esigenze del servizio e le attitudini dell'imputato.
La richiesta preventiva di disponibilità formulata dal Legale rappresentante dell'interessato al Comune di Piacenza è finalizzata alla formulazione di richiesta di pena sostitutiva al Giudice e non costituisce vincolo per l'amministrazione, qualora nel rispetto dell'ordine di arrivo dei provvedimenti di esecuzione, si esaurisca la disponibilità, in relazione al numero di inserimenti definiti dalla presente Convenzione, per l'anno di riferimento.
La prestazione lavorativa gratuita dovrà tenere conto anche delle specifiche professionalità ed attitudini lavorative dell’imputato che l'Ente avrà modo di verificare nel preventivo colloquio conoscitivo/informativo che avverrà successivamente alla richiesta di disponibilità da parte del legale rappresentante e compatibilmente con gli orari di servizio di collocazione individuata in relazione alla professionalità e attitudine lavorative dell'imputato.
Il Comune di Piacenza che consente alla prestazione dell’attività non retribuita, attraverso il ruolo di coordinamento del servizio preposto alla gestione delle Risorse Umane, individua nei responsabili delle sotto elencate strutture i soggetti responsabili dell'affidamento della prestazione lavorativa dei condannati e relative istruzioni:
Direzione Operativa Riqualificazione e Sviluppo del Territorio
Il Comune di Piacenza si impegna a comunicare tempestivamente al Presidente del Tribunale eventuali integrazioni o modifiche inerenti le strutture organizzative sopra richiamate.
Durante lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il Comune di Piacenza s’impegna ad assicurare il rispetto delle norme e la predisposizione delle misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei condannati, curando altresì che l’attività prestata sia conforme a quanto previsto dalla convenzione.
L’imputato impegnato in attività che richiedono l’uso di dispositivi di sicurezza e/o protezione individuale, è tenuto a dotarsene secondo le istruzioni fornite dal Comune di Piacenza, che provvederà a riscontrarne la conformità a quanto previsto dalla normativa vigente.
Il Comune di Piacenza si impegna altresì a che i condannati possano fruire del trattamento terapeutico e delle misure profilattiche e di pronto soccorso alle stesse condizioni praticate per il personale alle proprie dipendenze, ove tali servizi già predisposti.
E’ fatto divieto al Comune di Piacenza di corrispondere ai condannati una retribuzione, in qualsiasi forma, per l’attività da essi svolta.
E’ obbligatoria ed è a carico del Comune di Piacenza l’assicurazione dei condannati contro gli infortuni e le malattie professionali nonché riguardo alla responsabilità civile verso i terzi.
Il Comune di Piacenza ha l’obbligo di comunicare quanto prima al U.E.P.E e/o agli altri organi competenti le eventuali violazioni degli obblighi inerenti la prestazione lavorativa dell’imputato (ad esempio se egli, senza giustificato motivo non si reca nel luogo dove svolgere il lavoro di pubblica utilità o lo abbandona o si rifiuta di prestare le attività di cui è incaricato ecc.) e che possono comportare la revoca della messa alla prova ex art. 168 quater c.p..
I soggetti incaricati, ai sensi dell'art. 3 della presente convenzione, di coordinare le prestazioni lavorative dei condannati e di impartire a costoro le relative istruzioni dovranno redigere, terminata l'esecuzione della pena, una relazione che documenti l'assolvimento degli obblighi inerenti il lavoro svolto dal condannato.
Qualsiasi variazione o inosservanza delle condizioni stabilite dalla presente convenzione potrà comportare la risoluzione della stessa da parte del Ministero della Giustizia o del Presidente del Tribunale di Piacenza da esso delegato, salve le eventuali responsabilità, a termini di legge, delle persone preposte, secondo il relativo ordinamento, al funzionamento dell’Ente.
La presente convenzione avrà la durata di tre anni a decorrere dalla data della sottoscrizione.
Rappresentante del COMUNE di PIACENZA