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Timestamp: 2017-12-12 21:54:26+00:00
Document Index: 66931765

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.2', 'art. 27', 'art. 142', 'art. 57', 'art. 146']

COMUNE DI PAGAZZANO PROVINCIA DI BERGAMO - PDF
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1 COMUNE DI PAGAZZANO PROVINCIA DI BERGAMO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO - DOCUMENTO DI PIANO - VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA - SINTESI NON TECNICA - DOTT. ARCH. PIERGIORGIO TOSETTI via G. Paglia 22/a Bergamo tel/fax 035/ Collaboratori: Dott. Arch. Vittorio Pagetti Dott. Urb. Elisabetta Crippa
2 INDICE 0. INTRODUZIONE Quadro normativo di riferimento Il quadro dei soggetti coinvolti nel processo di VAS Definizione dello Schema Operativo Strumenti di pianificazione sovraordinata Scopo e organizzazione del Rapporto Ambientale Il parere motivato RAPPORTO SULLO STATO DELL AMBIENTE, QUADRO CONOSCITIVO: inquadramento dell area e delle matrici ambientali Inquadramento socio-economico e territoriale SUOLO E SOTTOSUOLO: geomorfologia, idrologia e idraulica; difesa del suolo e delle acque Inquadramento geologico-geomorfologico Classi di fattibilità geologica Idrografia e idrogeologia Elementi idografici Assetto idrogeologico e vulnerabilità degli acquiferi Individuazione del Reticolo Idrico Superficiale Le fasce di rispetto Vincoli ambientali Informazioni Naturalistiche e di Paesaggio Beni ambientali vincolati La Rete Ecologica Regionale (R.E.R.) La presenza di radiazioni ionizzanti: il radon QUADRO DELLA PRESSIONE ANTROPICA SULL AMBIENTE Il rumore Elettrosmog Sistema acquedottistico Captazione idrica e rete acquedottistica Rete fognaria La banda larga Rifiuti Cave, discariche e bonifiche
3 2.8. Energia Inquinamento atmosferico Attività economiche con potenziali impatti sull ambiente Industrie a Rischio di Incidente Rilevante (R.I.R.) Impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) Aree dismesse Amianto Mobilità Criticità SINTESI DELLO STATO ATTUALE VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA Individuazione dell ambito di influenza del Documento di Piano Obiettivi generali e specifici del Documento di Piano del PGT Le azioni di Piano I contenuti delle azioni di Piano Verifica di Coerenza La Coerenza Esterna La Coerenza Interna Valutazione sulla impostazione generale del Documento di Piano La sostenibilità degli interventi e delle azioni di Piano La verifica di sostenibilità Le alternative Gli Ambiti di Trasformazione Il Piano di Monitoraggio
4 0. INTRODUZIONE 0.1. Quadro normativo di riferimento Scopo della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è di valutare gli effetti e le ricadute che la formazione e l attuazione di un Piano potrebbe avere sull ambiente, nonché di valutare le possibili alternative alle scelte, alla luce degli obiettivi e della loro incidenza sull ambito territoriale. La VAS è stata introdotta dalla Direttiva Europea 2001/42/CEE ed ha lo scopo di garantire la sostenibilità di Piani e Programmi coniugando la dimensione ambientale con quelle economica e sociale del territorio, attraverso la redazione di un Rapporto Ambientale (RA) che deve dar conto delle modalità di integrazione dell ambiente nel Piano, delle scelte prese in considerazione per pervenire alla scelta finale, nonché fornire la stima dei possibili effetti sull ambiente derivanti dall attuazione del Piano, indicando il sistema di monitoraggio di tali effetti nel percorso della sua attuazione. Il recepimento della Direttiva Europea è stato assunto dall Italia con il D.Lgs n.152 del 03/04/2006 Norme in Materia Ambientale, conosciuto come Testo Unico sull Ambiente. Dopo alcune proroghe, il Consiglio dei Ministri ha approvato il D.Lgs n.4 del 16/01/2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29/01/08) recante Disposizioni Correttive e Integrative del Testo Unico Ambientale in materia di VIA e VAS. La Regione Lombardia, anticipando il recepimento a livello nazionale della Direttiva Europea, ha emanato la Legge Urbanistica Regionale n.12 del 11/03/2005 che disciplina il Governo del Territorio Lombardo, nella quale, in coerenza con la Direttiva U.E., viene stabilito l obbligo di Valutazione Ambientale per determinati Piani e Programmi, tra i quali il Documento di Piano del PGT. In attuazione dell art.4 della L.R. 12/2005 la Regione Lombardia ha elaborato un documento di Indirizzi Generali per la Valutazione Ambientale di Piani e Programmi, approvato con DCR n. VIII/351 del 13/03/2007, contenente lo schema del processo metodologico procedurale integrato di pianificazione e di VAS. Successivamente, con DGR n.6420 del 27/12/2007, la Regione ha successivamente emanato ulteriori Determinazioni in merito alla procedura per la Valutazione Ambientale di Piani e Programmi, precisando il modello metodologico-procedurale ed organizzativo da seguire, dettagliando inoltre le disposizioni in funzione della dimensione del Comune (inferiore o maggiore a abitanti). 3
5 0.2. Il quadro dei soggetti coinvolti nel processo di VAS I soggetti coinvolti nel processo di VAS, secondo le indicazioni della Direttiva e gli indirizzi regionali, sono i seguenti: Autorità Proponente e Procedente (Pubblica Amministrazione che elabora lo strumento di pianificazione e ne attiva le procedure): Amministrazione del Comune di Pagazzano - Giunta Comunale Estensore del Documento di Piano (soggetto incaricato dalla Pubblica Amministrazione proponente di elaborare il PGT, e nella fattispecie il Documento di Piano, oggetto della VAS): Arch. Piergiorgio Tosetti Estensore del Rapporto Ambientale (incaricato dello sviluppo del processo di VAS e della redazione del Rapporto Ambientale): Arch. Piergiorgio Tosetti Autorità Competente per la VAS (Autorità con compiti di tutela e valorizzazione ambientale, individuata dalla Pubblica Amministrazione, che collabora con l autorità procedente/proponente nonché con i soggetti competenti in materia ambientale, al fine di curare l applicazione della Direttiva e degli indirizzi regionali nell ambito del procedimento di valutazione ambientale del Documento di Piano) Geom. Lidia Villa Responsabile Ufficio Tecnico Soggetti competenti in materia ambientale (enti pubblici competenti in materia ambientale e della salute per livello istituzionale): ARPA Lombardia Dipartimento di Bergamo; ASL Bergamo; Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici; Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia. Enti territorialmente interessati da convocare alle Conferenze di Valutazione (enti territorialmente limitrofi o interessati ai potenziali effetti ambientali derivanti dalle scelte di Piano): Regione Lombardia Sede territoriale di Bergamo Struttura Sviluppo del Territorio; Provincia di Bergamo Settore Urbanistica; Comuni confinanti: Brignano Gera d Adda, Morengo, Bariano, Caravaggio; Autorità di bacino del Fiume Po; Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca. 4
6 0.3. Definizione dello Schema Operativo Lo Schema Operativo che è stato adottato per la VAS del Documento di Piano ricalca il Processo Metodologico Procedurale definito dalla Regione Lombardia: individuazione di un percorso metodologico e procedurale, stabilendo le modalità della collaborazione, le forme di consultazione, i soggetti con specifiche competenze ambientali, il pubblico da consultare; definizione dell ambito d influenza del Piano (documento di scoping) e definizione delle caratteristiche delle informazioni che devono essere fornite nel Rapporto Ambientale (RA); articolazione degli obiettivi generali; costruzione dello scenario di riferimento; coerenza esterna degli obiettivi generali del Piano; individuazione delle alternative di Piano; coerenza interna delle relazioni tra obiettivi e linee di azione del Piano; elaborazione del Rapporto Ambientale (RA); indicazione del sistema di monitoraggio. 5
7 0.4. Strumenti di pianificazione sovraordinata I principali strumenti di pianificazione e programmazione di livello regionale e provinciale che sono stati presi in considerazione nell elaborazione del Rapporto Ambientale sono i seguenti: Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) della Lombardia (approvato con DCR n.vii/197 del 06/03/2001); Proposta di Piano Territoriale Regionale (PTR) della Lombardia: con comunicazione di avvio n.159 del la Regione ha dato inizio al percorso di elaborazione del PTR. Gli elaborati ad oggi disponibili del Piano sono: il Documento di Piano (che contiene gli obiettivi e le strategie di sviluppo della Lombardia) e il Rapporto Ambientale. Attualmente è in corso il processo di VAS Piano; Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Bergamo (approvato con DCP n.40 del 22/04/2004); Piano di Tutela ed Uso delle Acque (PTUA) ( approvato con DGR n.2244 del 29/03/2006); Piano Cave della Provincia di Bergamo (approvato con DCR n.viii/619 del ). 6
8 0.5. Scopo e organizzazione del Rapporto Ambientale Il Rapporto Ambientale costituisce il documento principale del processo di consultazione e di partecipazione del pubblico, e riveste un ruolo di garanzia della trasparenza delle decisioni che motivano l intero Processo di Valutazione. Il Rapporto Ambientale è comprensivo della Sintesi non Tecnica che ne illustra i principali contenuti in modo sintetico e con linguaggio non tecnico, finalizzato alla divulgazione. Il Rapporto si articola in due parti: I) Rapporto sullo Stato dell Ambiente che si sviluppa attraverso un quadro conoscitivo ambientale del territorio, costruito sulla conoscenza dei dati disponibili e sull indagine delle pressioni antropiche che agiscono sul territorio. Scopo di questa sezione è di descrivere e analizzare gli elementi che costituiscono una criticità per il territorio e/o una sensibilità ambientale, e che quindi necessitano di considerazione e valutazione nella fase di pianificazione; II) Valutazione Ambientale Strategica delle scelte di Piano. E la fase dedicata all analisi degli effetti sul territorio e sull ambiente del Documento di Piano Il parere motivato Sulla scorta del Rapporto Ambientale e delle considerazioni emerse nella Conferenza di Valutazione, l Autorità Competente esprime un Parere Motivato che costituisce il presupposto alla prosecuzione del procedimento di approvazione del Documento di Piano. 7
9 1. RAPPORTO SULLO STATO DELL AMBIENTE, QUADRO CONOSCITIVO: inquadramento dell area e delle matrici ambientali 1.1. Inquadramento socio-economico e territoriale Il territorio di Pagazzano appartiene alla Provincia di Bergamo ed è inserito nella Gera d Adda. Pagazzano è un Comune della Gera d Adda, sorge ad est di Treviglio e a nord della linea ferroviaria Milano-Venezia. Pagazzano dista circa 20 Km da Bergamo, ha una superficie di 5,1 Kmq, e sorge a quote comprese tra i 118 e i 134 m s.l.m.. Il nome Pagazzano potrebbe derivare dall unione dei due termini di Pagus inteso come gruppi di case, e Anus vecchio, quindi vecchia borgata. Le prime notizie su Pagazzano risalgono ad un documento dell anno 900, quando gli Ungari invasero l Italia Settentrionale. Un secolo più tardi venne costruito un castello, occupato a più riprese dai bergamaschi e dai bresciani durante le lotte di fazione tra guelfi e ghibellini. Centro rurale, legato all agricoltura e all allevamento del bestiame, a partire dagli anni Settanta, ha registrato lo sviluppo di attività artigianali e industriali. Pagazzano dopo essere stato feudo di Alberto Visconti, nel 1798 entrò dapprima a far parte del Distretto di Brignano del Dipartimento dell Adda, quindi del Distretto della Roggia Nuova del Dipartimento del Serio. Dal 1809 al 1816 venne unito a Caravaggio, assieme a Fornovo. [Fonte: Bergamo e il suo territorio. Dizionario Enciclopedico. I personaggi, i comuni, la storia, l ambiente, a cura di Alberto Castoldi] Partendo da Nord e muovendosi in senso orario, il territorio comunale confina con i seguenti Comuni: - Brignano Gera d Adda (Nord-Ovest); - Morengo (Est); - Bariano (Sud-Est); - Caravaggio (Sud-Ovest). La popolazione del Comune di Pagazzano al è pari a unità, con un numero di famiglie pari a 802. Nell anno 1991 gli abitanti erano e le famiglie 535. Dal 1991 al 2011 la popolazione ha registrato un incremento del 27,03% (+447 abitanti; 2,70% annuo), mentre le famiglie hanno registrato un incremento del 49,91% (+267 famiglie; 4,99% annuo). 8
10 Nell anno 2001 gli abitanti erano e le famiglie 658. Negli ultimi dieci anni successivi al censimento del 2001 la popolazione ha avuto un incremento del 13,02 % (+242 abitanti; 1,30% annuo), mentre le famiglie un incremento del 21,88 % (+144 famiglie; 2,19 % annuo). Il Capoluogo e le rilevanze architettoniche Le origini di Pagazzano possono essere ricondotte all epoca romana, come testimonia l andamento ortogonale delle strade che attraversano il territorio e che ancora oggi caratterizza la forma di alcuni isolati del centro storico, in particolare l isolato centrale del nucleo consolidato, di forma quadrata, misura circa un actus quadratus, sottomultiplo di centuria romana, inoltre, nel paese sono stati rinvenuti dei reperti archeologici, alcuni dei quali addirittura di epoca precedente a quella romana. Il centro storico di Pagazzano si rapporta armonicamente con la campagna circostante, grazie ad un tessuto edificato costituito perlopiù da architetture a basso impatto ambientale, che in alcuni casi mantengono inalterati i caratteri tipologici tradizionali, ascrivibili alla cultura costruttiva contadina. Il centro storico si sviluppa tra il castello e la chiesa parrocchiale ed è caratterizzato ancora oggi dalla presenza di grandi corti rustiche, alcune delle quali conservano inalterati i caratteri originari, altre ristrutturate e adeguate agli usi contemporanei dello spazio abitativo. Tra le corti più antiche si segnala il complesso che sorge di fronte al castello, oggi in buona parte ristrutturato, ed il complesso che si trova a fianco del castello, in direzione ovest, che funge da elemento di connessione tra il tessuto urbano consolidato e la campagna circostante, e che conserva inalterato il fascino e la suggestione dell antica atmosfera rurale. In vicolo Mulino sorge un caseggiato realizzato dal Conte Crivelli nel 1887 a beneficio de suoi coloni. Il nome del vicolo deriva dal fatto che qui vi sorgeva un mulino, di cui permane memoria della ruota visibile lungo via Roma. La ruota era alimentata dall acqua della roggia Brambilla, che ancora oggi lambisce in parte il centro storico. [Fonte: Pianura da scoprire. Guida ai 24 comuni dello iat di Treviglio e territorio, a cura di Barbara Oggionni] In ordine alla presenza di beni architettonici e culturali, nel Comune di Pagazzano si segnalano: Beni immobili d interesse artistico e storico (ex D.Lgs.490/99, art.2): Castello Visconteo, l attuale struttura risale all inizio del XIV secolo, quando venne edificata in luogo di una precedente costruzione difensiva che avrebbe dovuto sorgere nei pressi della chiesa dedicata ai santi Nazario e Celso. Era infatti consuetudine che le fortificazioni altomedievali della pianura bergamasca venissero costruite a fianco di edifici sacri, allora al centro della vita popolare. Come gran parte dei castelli di quel periodo, venne abbandonato e riposizionato poco 9
11 distante tra la fine del XIII e l inizio del XIV secolo nella prima area edificabile libera ai margini del centro abitato. La necessità di un castello difensivo era dovuta alla forte instabilità politica nell età medievale del borgo di Pagazzano e di tutta la pianura centrale bergamasca. Dapprima assegnato ai conti di Bergamo nell XI secolo, passò a Milano dopo la pace di Costanza, unitamente agli altri castelli della Gera d'adda. Il dominio nella città milanese venne esercitato prima dai Torriani e, dopo numerose lotte, dai Visconti. Furono proprio questi ultimi ad edificare il nuovo castello durante la reggenza di Giovanni, alla morte del quale (1354) subentrò Bernabò. A quel periodo risale una lapide che, posta all interno del maniero, ricorda un ricevimento (forse il primo nella nuova struttura) in onore di Filippo Borromeo avvenuto nell anno La tradizione vuole inoltre che nelle stanze dell edificio dimorò per qualche tempo il poeta Francesco Petrarca il quale intercesse presso Bernabò al fine di preservare e migliorare la struttura stessa del castello. Nel corso del XV secolo Gian Galeazzo Visconti diede il castello prima a Bertolino Zamboni di Cremona, poi alla famiglia Suardi. Il successivo insediamento di Filippo Maria Visconti portò nuovamente il castello alla famiglia cremonese degli Zamboni, che ne mantennero il possesso fino al 1428, anno in cui i territori vennero acquisiti dalla Repubblica di Venezia. Cominciò un periodo di fortissima instabilità, con la zona contesa da Milano e Venezia, in quegli anni il maniero venne affidato prima a Sagramoro, appartenente al ramo di Brignano dei Visconti, e poi a Francesco de Isacchi di Treviglio. Nel 1447, con l instaurazione a Milano della Repubblica Ambrosiana, la Gera d Adda passò nuovamente alla Serenissima, ed il castello di Pagazzano venne nuovamente assegnato al ramo brignanese dei Visconti. Questa famiglia mantenne il controllo dell edificio anche quando, con la costruzione del Fosso Bergamasco e la definitiva stabilizzazione dei confini, Pagazzano ritornò sotto l influenza di Milano. La stabilità - sancita da un atto notarile che, datato 1465, confermava il pieno possesso dello stabile a Sagramoro II Visconti - portò il castello ad una serie di interventi di ammodernamento, venne ampliato sia il fossato che il perimetro di cinta, la cui parte esterna venne rivestita in laterizio, a cui furono aggiunte quattro torri agli angoli. Nel 1551 il castello di Pagazzano passò a Galeazzo Visconti, arciprete del paese, il quale attuò una serie di modifiche che lo avvicinarono ad una dimora signorile, nel lato sud vennero distrutte le due torri e tutta la merlatura, mentre il lato nord (quello rivolto verso il confine con la Repubblica di Venezia) venne lasciato integro nelle sue funzioni difensive. Nel 1657 morì senza eredi l ultimo dei discendenti del ramo brignanese dei Visconti, dopodiché il castello passò alla famiglia milanese dei Bigli. Questi compirono ulteriori opere di rimodernamento, tra cui la costruzione di un loggiato e di una scalinata a ventaglio, nonché numerose decorazioni. Nel 1828 la marchesa Fulvia Bigli lasciò il castello in eredità al marchese Paolo Crivelli, appartenente al casato del marito, la cui famiglia utilizzò la struttura come azienda agricola, mantenendone la proprietà fino al Da allora vi subentrarono altri proprietari fino a quando, nel 1999, il castello venne acquistato dal Comune di Pagazzano. Il castello presenta una pianta a sezione quadrata 10
12 circondata da un fossato difensivo ancora oggi adacquato, unico esempio in tutta la bergamasca. La cinta muraria, perfettamente conservata, presenta una cortina esterna in laterizio e due torri (delle quattro originali), agli angoli del lato rivolto a nord, che possiedono arciere e fori circolari per le armi di allora, quali bombardelle e colubrine. Svetta inoltre il mastio che, dotato di beccatelli lunghi e stretti e di saracinesca ed argano, è posto a protezione dell ingresso, a cui si accedeva tramite un ponte levatoio principale ed uno pedonale. Se l esterno ha conservato la fisionomia di costruzione difensiva, l interno ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli, trasformandosi prima in dimora signorile poi in villa padronale. Da alcuni anni è in corso il restauro conservativo del castello e dell archivio storico dei 31 Comuni della pianura bergamasca. Chiese/edifici religiosi d interesse storico-artistico: Chiesa parrocchiale SS.Nazario e Celso Martiri, menzionata nei documenti del secolo XIII, quando viene donata da Papa Onorio III al Vescovo di Pavia. La parrocchia è rimasta diocesi di Pavia (unico caso nella Provincia di Bergamo) fino al 1820, quando è passata in diocesi di Bergamo. L attuale edificio risale alla fine del XIX secolo, quando la preesistente chiesa, risalente al XVI secolo viene ampliata con l aggiunta del presbiterio, del coro e delle navate laterali. La facciata, realizzata nel secolo XVIII, è separata in due livelli ed è caratterizzata dalla presenza di lesene in cotto a vista, di un cornicione fortemente aggettante e di un timpano triangolare classicheggiante, affiancato da quinte curvilinee aggiunte durante i lavori ottocenteschi di ampliamento. L interno, a tre navate, è decorato con affreschi di Gerolamo Poloni di Martinengo e decorazioni di Luigi Bergaminelli, eseguite all inizio del XX secolo. Diverse le opere scultoree conservate nella chiesa, tra cui si citano il Cristo morto dipinto da Loverini nel 1893 e i due angeli dorati collocati sull altare maggiore, risalenti al XVII secolo. Tra i dipinti alcune tele del XVII secolo e la pala d altare, raffigurante i Santi Nazario e Celso, opera di Angelo Brigatti da Caravaggio, risalente alla seconda metà del XIX secolo. Accanto al presbiterio si erge il campanile, realizzato nel 1890 su progetto dell arch. Don Antonio Piccinelli di Bergamo, grazie all opera dei parrocchiani e al contributo del marchese Luigi Crivelli. Un primo concerto di cinque campane, venne rifuso nel 1911 dai fratelli Barigozzi di Milano nell attuale concerto in do mg.. Tra gli arredi sacri si distinguono una pianeta broccato rosa-pesco con frascame d argento e fiori, a colori, del 600; calici e un tribolo con navicella d argento sbalzato e cesellato, del ; lampade in rame del 700 e un grande ostensorio d argento fuso, molto ben elaborato dagli orefici Zanchi nel L organo venne realizzato dai Bossi alla fine del 700 e dagli stessi rimodernato nel Ripreso da Bortolo Pansera nel 1895, esso venne in seguito riparato e restaurato dai Piccinelli (1927) e dai Cornolti (1952). 11
13 Chiesa S.Francesco Saverio, sita nella periferia comunale, sulla via per Morengo. Edificio ad aula unica con facciate esterne in cotto a vista. La chiesa, in parte inglobata in edifici realizzati successivamente, è stata realizzata nella seconda metà del XVIII secolo. L interno ospita due tele raffiguranti S.Francesco Saverio e S.Lucio, protettore dei casari, quindi fortemente legato all economia locale, basata sulla produzione del latte e dei prodotti caseari. Cappella di S.Eurosia, piccola cappella campestre sorta accanto al vecchio percorso della strada provinciale che collega Pagazzano con Brignano Gera d Adda e Castel Rozzone. La dedica a Santa Eurosia indica una fede popolare verso una delle antiche protettrici dei campi e della vita agreste. Il tempietto fu recuperato e restaurato negli anni 80 del secolo scorso con il contributo di alcuni volontari pagazzanesi guidati dal Sig.Davide Moriggi. Ultimamente non si sono celebrati riti se si fa eccezione della recita del S.Rosario e la celebrazione della S.Messa in occasione del mese mariano. L interno della cappella è spoglio. Vi è incastonato un piccolo altare sulla cui sede è collocato un quadro in compensato eseguito dall appassionato Giancarlo Defendi che recuperò l immagine originale dalla Chiesa di Cologno al Serio, paese in cui la Santa è venerata con particolare solennità nella prima domenica di maggio. Il nome Eurosia deriva dall antico dorico e significa colei che ha molta grazia. Edicola della Madonna di Caravaggio, posta a circa tre metri sul muro della casa Arrigoni, prospiciente il lato nord-est del Castello Visconteo. Non si conosce la data di realizzazione dell opera ma si può ipotizzarne l edificazione in concomitanza con la costruzione di quelle corti tipiche dell architettura lombarda di inizio 700. Fino a qualche anno fa a causa delle intemperie e un po d incuria, l immagine affrescata sul muro da ignoto artista stava per scomparire quando il parroco Mons. Angelo Longaretti con l intenzione di recuperarne la memoria. Nel 1995 incaricò la professoressa Anastasia Longaretti di Cene di eseguirne una nuova. L opera richiama la precedente che si rifaceva alla solita iconografia della Madonna di Caravaggio con ai piedi la beata in contemplazione. Questa volta l artista operò liberamente riproducendo l affresco sottostante ma aggiungendo nel contempo sul legno mariano in fondo a destra l immagine del castello visconteo di Pagazzano. Palazzi/ville: Palazzetto Visconti (Bigli) Crivelli, del 1553, sito all interno del castello, ubicato nell angolo sud-ovest. In questa occasione viene demolito il fronte meridionale delle cortine murarie, vengono abbattute due torrette angolari e parte degli spalti viene trasformata in un giardino. 12
14 Mulino: Mulino posto sulla diramazione della roggia Brambilla. Torchio: Torchio di Bernabò, del 1736, conservato all interno dei rustici, nella zona nord-ovest del castello, ricavato da un unico pezzo di legno ed ancora perfettamente conservato. Date le dimensioni è probabile che servisse all intera comunità confermando la presenza di una gran quantità di vigneti. Presenze archeologiche: Tomba gallica (in tegolini alla cappuccina), sita in via Giovanni XXIII, n.7. Data di ritrovamento: Modalità di ritrovamento: fortuite per sterri edili; Tombe romaniche e resti di casa romana sotto la piazza Marconi e sotto la Chiesa Parrocchiale: tali rinvenimenti sono avvenuti in occasione dei lavori di restauro conservativo promossi dalla Parrocchia sulla Chiesa dedicata ai Santi Nazario e Celso Martiri. 13
15 1.2. SUOLO E SOTTOSUOLO: geomorfologia, idrologia e idraulica; difesa del suolo e delle acque Inquadramento geologico-geomorfologico Il Comune di Pagazzano è dotato dello Studio geologico a supporto della pianificazione comunale, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella, nell anno 2001 e aggiornato nel febbraio Le Classi di Fattibilità Geologica La distribuzione delle classi di fattibilità geologica, che individuano la maggiore o minore propensione dei suoli alle modificazioni per nuovi insediamenti e nuove infrastrutture sul territorio comunale, rispecchia la localizzazione delle aree di criticità e sono evidenziate nella cartografia di sintesi dello studio relativo alla Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio. Carta di fattibilità delle azioni di Piano [Fonte: Aggiornamento dello studio geologico del territorio comunale relativamente alla componente sismica, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] 14
16 Il territorio di Pagazzano è stato suddiviso in quattro classi di fattibilità, identificate da uno specifico significato geologico e da norme tecniche. In aggiunta sono state identificate con retino differenziato le aree soggette ad amplificazione sismica con normativa nazionale inadeguata a rappresentare gli effetti di sito. Le classi di fattibilità risultano così definite: Classe 1 Fattibilità senza particolari limitazioni (colore bianco): comprende quelle aree che non presentano particolari limitazioni all'utilizzo a scopi edificatori e/o alla modifica della destinazione d'uso e per le quali deve essere direttamente applicato quanto prescritto dal D.M. 14 settembre 2005 "Norme tecniche per le costruzioni". Il territorio di Pagazzano, per la sua conformazione idrologica e per l assetto idrogeologico che lo caratterizza, è sprovvisto di zone in classe 1. Classe 2 Fattibilità con modeste limitazioni (colore giallo): comprende le zone nelle quali sono state riscontrate modeste limitazioni all'utilizzo a scopi edificatori e/o alla modifica della destinazione d'uso, che possono essere superate mediante approfondimenti di indagine e accorgimenti tecnico-costruttivi e senza l'esecuzione di opere di difesa. La quasi totalità del territorio risulta compresa nella classe 2, per la quale nella fattispecie le limitazioni sono riferite alla qualità geotecnica dei terreni ed all assetto geometrico delle acque sotterranee. In sostanza le problematiche geologiche connesse ad interventi costruttivi sono da attribuire alla possibilità di incontrare terreni che, seppure di buona qualità geotecnica, necessitano di approfondimenti geognostici per verificarne la compatibilità con le tensioni indotte dalle strutture in progetto ed all elevata vulnerabilità degli acquiferi. Classe 3 Fattibilità con consistenti limitazioni (colore ocra-arancio): comprende le zone nelle quali sono state riscontrate consistenti limitazioni all'utilizzo a scopi edificatori e/o alla modifica della destinazione d'uso per le condizioni di pericolosità/vulnerabilità individuate, per il superamento delle quali potrebbero rendersi necessari interventi specifici o opere di difesa. Le aree inserite in classe 3, sono le aree di discarica. Classe 4 Fattibilità con gravi limitazioni (colore rosso): l'alta pericolosità/vulnerabilità comporta gravi limitazioni all'utilizzo a scopi edificatori e/o alla modifica della destinazione d'uso. Deve essere esclusa qualsiasi nuova edificazione, se non opere tese al consolidamento o alla sistemazione idrogeologica per la messa in 15
17 sicurezza dei siti. Per gli edifici esistenti sono consentite esclusivamente le opere relative ad interventi di demolizione senza ricostruzione, manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo, come definiti dall'art. 27, comma 1, lettere a), b), e) della l.r. 12/05, senza aumento di superficie o volume e senza aumento del carico insediativo. Sono consentite le innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica. Eventuali infrastrutture pubbliche e d interesse pubblico possono essere realizzate solo se non altrimenti localizzabili; dovranno comunque essere puntualmente e attentamente valutate in funzione della tipologia di dissesto e del grado di rischio che determinano l'ambito di pericolosità/vulnerabilità omogenea. A tal fine, alle istanze per l'approvazione da parte dell'autorità comunale, deve essere allegata apposita relazione geologica e geotecnica che dimostri la compatibilità degli interventi previsti con la situazione di grave rischio idrogeologico. Il territorio di Pagazzano è sprovvisto di aree identificate in classe 4. aree soggette ad amplificazione sismica locale (retino): sono rappresentate, nella Carta di fattibilità, e hanno fattore di amplificazione litologica superiore al valore soglia comunale, definito della Relazione Geologica Generale (Aggiornamento Componente Geologica). In queste aree la normativa nazionale risulta inadeguata a rappresentare gli effetti locali per gli edifici caratterizzati da un periodo di oscillazione compreso nell intervallo s. [Fonte: Aggiornamento dello studio geologico del territorio comunale relativamente alla componente sismica, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] Per ulteriori approfondimenti relativi alle caratteristiche geologico-geomorfologiche, si rimanda al capitolo 2 del Rapporto Ambientale. 16
18 1.3. Idrografia e idrogeologia Elementi idrografici L area di Pagazzano è localizzata nell ambito del settore pianeggiante appartenente al bacino del fiume Serio, anche se geograficamente non si può escludere l influenza esercitata, probabilmente in fasi geologiche particolari, dal fiume Adda, il cui alveo attuale risulta ad una distanza di poco superiore a 10 km. Il sistema idrografico superficiale del territorio è articolato in corsi d acqua naturali ed artificiali, sostanzialmente strutturati per sopperire al fabbisogno idrico delle attività agricole. L acqua che defluisce proviene principalmente da derivazioni di aste fluviali, ma talora anche da fontanili o pozzi impiegati a scopo irriguo. La suddivisione operata nella Carta Geomorfologica ha perseguito la finalità di individuare gli elementi idrografici più significativi e ricchi di acqua, differenziati da quelli di carattere locale, per i quali si registrano scarse ed intermittenti portate idriche. Ad esempio le rogge, cartografate al momento del rilevamento di campagna, possedevano una discreta portata d acqua, mentre i fossi sono risultati quasi tutti asciutti. Ovviamente i deflussi idrici dipendono dal periodo climatico e quindi dalla richiesta di irrigazione dei campi. In ogni caso anche i fossi di maggiori dimensioni non raggiungono sezioni idrauliche confrontabili con quelle delle rogge o dei canali. In alcune zone sono stati rilevati tratti di rogge o fossi obliterati, il cui percorso è stato interrotto e/o modificato per garantire una distribuzione dell acqua più omogenea ed efficace laddove maggiori risultano le richieste ed il fabbisogno idrico. [Fonte: Studio geologico a supporto della pianificazione comunale, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] Assetto idrogeologico e vulnerabilità degli acquiferi Gli elementi idrogeologici e della vulnerabilità degli acquiferi sono stati riportati nella Carta Idrogeologica e della Vulnerabilità. 17
19 Carta Idrogeologica e della Vulnerabilità [Fonte: Studio geologico a supporto della pianificazione comunale, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] 18
20 Legenda Carta Idrogeologica e della Vulnerabilità [Fonte: Studio geologico a supporto della pianificazione comunale, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] 19
21 Individuazione del Reticolo Idrico Superficiale Il Comune di Pagazzano è dotato dell Individuazione del Reticolo Idrico Superficiale, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella, nell anno Il Fosso Bergamasco, che bagna il territorio comunale, è identificato nell elenco del Reticolo Idrico Principale di cui alla D.G.R. n.7/7868 del La gestione di eventuali interventi idraulici del Fosso Bergamasco è affidata alla Regione Lombardia, attraverso il Genio Civile. Ad eccezione del Fosso Bergamasco, tutte le rogge ed i fossi situati sul territorio comunale appartengono al Reticolo Idrico Minore. In particolare, sono da citare: la roggia Brembilla; il cavo Circone; la roggia Pagazzana; la roggia Fossa Marcapane; la fontana via Liteggio; la roggia Molina; il fontanile dei Mori; il fontanile dei Merli; ed il colatore dei Morti. Sono esclusi dalla rete idrica minore i fossi secondari che spesso separano terreni agricoli di differenti proprietà e che svolgono la sola funzione irrigua, derivando acqua da corsi più importanti come estensione areale, portate idriche ed ampiezza dell alveo. Il Reticolo Idrico Minore è gestito dal Consorzio di Bonifica. Di seguito si descrivono nel dettaglio le caratteristiche dei vari elementi idrografici individuati, con particolare riferimento alla valenza idraulica nel contesto territoriale di Pagazzano. 20
22 Le fasce di rispetto Le fasce di rispetto dei corsi d acqua principali e minori sono state determinate sulla base di quanto stabilito dal R.D. 523/1904 ed in riferimento alle risultanze dello studio geologico eseguito ai sensi della Legge 41/1997. Considerata la tipologia idraulica delle aste presenti si è stabilito di applicare le seguenti fasce di rispetto: - 10 metri per il Fosso Bergamasco; - 5 metri per tutte le rogge ed i fossi appartenenti al Reticolo Idrico Minore. Per il tratto della Roggia Brembilla interessato nel passato da eventi di esondazione è stata mantenuta la distanza di 5 m poiché risulta da testimonianze storiche che la fuoriuscita dall alveo è avvenuta per un breve intervallo temporale, creando manifestazioni di allagamento della sede stradale adiacente e di alcuni accessi carrali residenziali; il settore coinvolto dal fenomeno occupava un area di estensione inferiore a 10 m dalla sponda, con una lama d acqua di spessore estremamente ridotto. [Fonte: Individuazione del reticolo idrico superficiale, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] Legenda Carta di sintesi del Reticolo Principale e Minore [Fonte: Individuazione del reticolo idrico superficiale, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] 21
23 Carta di sintesi del Reticolo Principale e Minore [Fonte: Individuazione del reticolo idrico superficiale, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] Per ulteriori approfondimenti relativi alle caratteristiche idrologico-idrogeologiche, si rimanda al capitolo 2 del Rapporto Ambientale. 22
24 1.4. Vincoli ambientali I vincoli ambientali rappresentano nella gestione delle trasformazioni territoriali dei punti di riferimento con i quali i cittadini si devono confrontare per garantire la compatibilità fra l intervento previsto ed il rispetto delle peculiarità paesaggistiche dell area. La tipologia e la localizzazione dei vincoli è stata definita attraverso l esame degli elementi fisiconaturali e delle strutture antropiche esistenti sul territorio di Pagazzano, ricercando negli archivi della Regione Lombardia e dell Ufficio Tecnico Comunale le informazioni necessarie per la corretta delimitazione delle aree tutelate. I vincoli inseriti nella Carta dei Vincoli Ambientali sono i seguenti: Vincolo di polizia idraulica: nell ambito del confine comunale di Pagazzano la gestione della polizia idraulica e le limitazioni d uso del territorio derivanti dall esistenza della rete idrica superficiale sono così strutturate: Area di rispetto e di tutela assoluta delle captazioni ad uso idropotabile: la fascia di rispetto rappresenta una porzione di territorio, posta attorno alla captazione, dotata di raggio pari a 200 m o definita da un perimetro derivante da specifici studi di carattere idrogeologico. I due pozzi comunali attivi possiedono perimetrazioni geometriche circolari parzialmente coalescenti. La zona di tutela assoluta è costituita da un cerchio di 10 m di raggio con centro nel punto di captazione; in questo settore non è ammessa la costruzione di manufatti se non quelli appartenenti alle strutture di servizio. Vincolo paesaggistico: riferito al D.Lgs n. 42, che ha raccolto tutte le normative di tutela ambientale precedenti in un testo unico, istituendo in particolare l ampiezza della fascia di rispetto da applicare ad alcuni ambiti territoriali fra i quali i corsi 23
25 d acqua, i laghi ed i boschi. La D.G.R. 25/07/1986, n. 4/12028, che individua i corsi d acqua pubblici per i quali si applica il vincolo paesaggistico, stabilisce che in territorio di Pagazzano è presente un elemento idrografico vincolato: la Roggia Pagazzana. Pertanto l area soggetta al vincolo ai sensi dell art. 142 comma 1 lettera c riguarda la zona compresa entro la distanza di 150 m dal corso d acqua, per la quale gli interventi edilizi dovranno essere esaminati da apposite commissioni ambientali per il rilascio dell autorizzazione paesistica. Vincolo cimiteriale: istituito attraverso il regolamento di polizia mortuaria contenuto nel D.P.R. 10/09/1990, n All art. 57 viene stabilita una fascia di rispetto che per i Comuni con un numero di abitanti inferiore a è pari a 50 m. Nell ambito del territorio di Pagazzano è presente un unica area cimiteriale la cui superficie complessiva vincolata è pari a circa mq. Legenda Carta dei Vincoli Ambientali [Fonte: Aggiornamento dello studio geologico del territorio comunale relativamente alla componente sismica, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] 24
26 Carta dei Vincoli Ambientali [Fonte: Aggiornamento dello studio geologico del territorio comunale relativamente alla componente sismica, redatto dal Dott. Geol. Alberto Manella] 25
27 1.5. Informazioni naturalistiche e di paesaggio Il PTCP individua il territorio di Pagazzano nell Unità di Paesaggio relativa alla porzione occidentale del territorio bergamasco sul limite col confine territoriale di Milano. L unità di Paesaggio n. 26 appartiene alla Bassa pianura irrigua tra Adda e Serio. La porzione di pianura meridionale risulta compresa da est ad ovest tra il confine di Provincia ed il corso del Fiume Serio, e da nord a sud tra il tracciato della strada Francesca e parte del Fosso Bergamasco ed il confine di Provincia. L ambito poggia sul livello fondamentale della pianura, e risulta percorso in senso nord-sud dai fiumi principali (Adda, Serio) e da una fitta rete di rogge e canali artificiali immissari ed emissari dei primi, che unitamente alla presenza di una ricca maglia di risorgive ed equipaggiamenti arborei che disegnano l articolato sistema ambientale, determinano una significativa matrice connotativa paesistico-ambientale di chiaro valore che detta le linee strutturali di questo paesaggio, il quale, seppure compromesso da uno sviluppo urbano e infrastrutturale slegato dagli originari storici principi ordinatori, ancora presenta situazioni di fatto e potenziali di notevole interesse per l identità del territorio. L ampia pianura presenta sub-ambiti con diverse connotazioni paesistico-ambientali. La pianura gravitante intorno al centro urbano di Treviglio è compresa tra il terrazzo fluviale dell Adda ed il Serio, ed è costituita dal vasto insediamento di Treviglio e dai minori abitati sorti su un impianto radiale con presenze monumentali di alta qualificazione, da una residua maglia di superfici agricole interessate da una attività di tipo intensivo e da aree a più densa connotazione irrigua ed arborea, a valle del terrazzo fluviale dell Adda, intorno a Spirano e Pognano e a sud ed est di Pagazzano fino al Serio, ove si rilevano particolari elementi connotativi dovuti all impianto arboreo ed irriguo, e legati alla appartenenza della fascia dei fontanili. Data l elevata concentrazione di fontanili attivi e potenziali, oggi in disuso per l effetto di scorrette politiche agricole e gestionali delle risorse idriche, questa parte di territorio appartiene quasi interamente alla fascia dei fontanili riconosciuta dagli studi settoriali come area di pregio naturalistico per i sistemi naturalistici endemici appurati e per i sistemi storico culturali ancora leggibili sul territorio (sistema delle cascine e dei nuclei storici rurali, sistema della viabilità storica, sistema delle centuriazioni, sistema delle rogge e dei canali). La pianura compresa tra Adda e Serio risulta connotata da caratteri fondamentali appartenenti al paesaggio della campagna irrigata, con grossi centri urbani distanti l uno dall altro e di antica caratterizzazione. La struttura di tali centri è impostata sul reticolo stradale di tipo stellare, con un consistente nucleo storico che occupa la parte centrale. [Fonte: PTCP Provincia di Bergamo] 26
28 Beni ambientali vincolati I vincoli ambientali rappresentano i punti di riferimento con i quali confrontarsi per garantire la compatibilità tra le trasformazioni del territorio rispetto alle sue peculiarità paesaggistiche. La presenza e la tipologia dei vincoli presenti sul territorio di Pagazzano è stata definita ricercando informazioni nel Sistema Informativo dei Beni Ambientali (SIBA) della Regione Lombardia e confrontando la Tavola dei Vincoli presente nel Sistema Informativo Territoriale (SITER) della Provincia di Bergamo. I vincoli, nello specifico, riguardano: Vincoli relativi al Reticolo Idrico Superficiale. Fiumi, torrenti e corsi d acqua (ex D.Lgs. 490/99, art. 146, lett.c): o Roggia Frera, tratto vincolato: tutto il corso; o Roggia Pegazzana o Fontanile: tratto vincolato: tutto il corso. Aree di salvaguardia delle captazioni ad uso idropotabile. Aree di protezione attorno ai fontanili. All interno del territorio comunale non sono presenti Siti d Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS). Nonostante non siano individuate in territorio di Pagazzano riserve naturali, in ragione dell importanza e della vicinanza al confine comunale è presente il Fontanile Brancaleone (codice SIC IT ), situato nel Comune di Caravaggio. L area del SIC Fontanile Brancaleone è una piccola riserva naturale, localizzata appena oltre la ferrovia Milano-Brescia. Il perimetro si articola a partire dalle numerose teste fino a comprendere l unica asta del fontanile. La superficie è di ha, pari allo 0,03% sul totale delle superfici dei SIC ricadenti nella provincia bergamasca ( ha). Localizzazione sito: Long. E Latit area ha Altezza 117,00 m min/119,00 m max. Regione bio-geografica: continentale. Date di designazione: giugno Data conferma SIC: dicembre Relativamente ai beni di carattere ambientale viene segnalata inoltre la presenza di: Centri o nucleo storici: Centro storico di Pagazzano; Nucleo della Cascina Crivelli; Nucleo della Cascina Gavazzolo di Sopra; Nucleo della Cascina Malcontenta. Cascine: Cascina Asciutta; Cascina Bianca; Cascina Bosco; Cascinetto Carminati; Cascina Crivelli (Cascina Nuova); Cascina Eugenia; Cascina Gavazzolo di Sopra; Cascina Malcontenta; Cascina S. Marta; Cascina S. Michele; La Scopetina (Cascina Scopellina); La Volpina. 27
29 La Rete Ecologica Regionale (R.E.R.) Il territorio di Pagazzano rientra nella R.E.R.(Rete Ecologica Regionale), nel settore n.92 Bassa Pianura Bergamasca, l area di pianura situata tra il fiume Adda (ad ovest) e il fiume Serio (a est). In termini di connettività ecologica, l area di gravitazione del territorio di Pagazzano risulta al centro di un importante sistema di conservazione e diffusione della biodiversità, nel quale, secondo la R.E.R. ricadono: - Elementi di primo livello della RER: o compresi nelle aree prioritarie per la biodiversità: 06 Fiume Adda, 27 Fascia dei Fontanili, 11 Fiume Serio. - Elementi di secondo livello: o aree importanti per la biodiversità esterne alle Aree prioritarie: AR31 Fontanili intorno a Treviglio, MI15 Bassa Pianura Bergamasca, FV Boschi di scarpata del trevigliese. Rete Ecologica Regionale (particolare settore n.92) [Fonte: Regione Lombardia] 28
30 1.6. La presenza di radiazioni ionizzanti: il radon Il radon è un gas nobile, radioattivo, proveniente dal suolo, è molto pesante ed a temperatura e pressione standard si presenta inodore e incolore. Nell atmosfera si diluisce rapidamente e la sua concentrazione in aria è molto bassa, quando penetra negli spazi chiusi tende ad accumularsi, raggiungendo concentrazioni dannose per la salute. La fonte principale d'esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti è quella derivante da radiazioni naturali presenti nell'atmosfera e sulla terra e tra queste le problematiche maggiori sono dati dall esposizione al radon negli ambienti chiusi. Studi risalenti all'ultimo decennio hanno dimostrato che l'inalazione di radon, ad alte concentrazioni, aumenta di molto il rischio di tumore polmonare. La concentrazione di radon negli edifici, oltre che dalla zona geografica e dalle caratteristiche geomorfologiche del sottosuolo, è anche strettamente dipendente dalle caratteristiche costruttive, dai materiali utilizzati, dalle modalità di aerazione / ventilazione e delle abitudini di utilizzo del singolo edificio/unità abitativa. In Italia non esiste ancora una normativa per quanto riguarda il limite massimo di concentrazione di radon all'interno delle abitazioni private. Si può fare riferimento ai valori raccomandati dalla Comunità Europea (raccomandazione 90/143/EURATOM), come obiettivo di qualità per le nuove abitazioni al di sopra dei quali si suggeriscono interventi per la riduzione delle concentrazioni nelle abitazioni già esistenti. Una normativa di riferimento, invece, esiste per gli ambienti di lavoro (D. Lgs. n 241 del 26/05/2000). La Regione Lombardia, negli anni , ha effettuato una campagna di monitoraggio delle concentrazioni medie annuali di radon (radon prone areas), realizzando una rete di monitoraggio per punti di misura. I risultati hanno registrato valori più elevati di concentrazione nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio e Varese. In particolare, nella provincia di Bergamo sono stati indagati 594 punti. Nei Comuni della ex Comunità Montana del Monte Bronzone e del Basso Sebino, è stata condotta da parte del Dipartimento di Bergamo dell ARPA, nel 2008, una specifica campagna di rilevazione delle concentrazioni di radon. Le misurazioni sono state effettuate con l uso di rilevatori a tracce posizionati per circa tre mesi in edifici comunali. Nel territorio comunale di Pagazzano non sono state effettuate indagini mirate sulla tematica radon da parte dell ASL. 29
31 2. QUADRO DELLA PRESSIONE ANTROPICA SULL AMBIENTE 2.1 Rumore L'inquinamento da rumore è oggi uno dei principali problemi che condizionano negativamente il benessere pubblico. Per inquinamento acustico si intende l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Il rumore è quindi un fenomeno che condiziona non solo il benessere umano, ma anche lo stato delle matrici ambientali. La Legge Quadro in materia (L. 447/95) assegna ai Comuni il compito di suddividere il territorio in classi acustiche in funzione della destinazione d'uso delle varie aree (residenziali, industriali, ecc.), stabilendo poi, per ciascuna classe, i limiti delle emissioni sonore tollerabili. Lo strumento di pianificazione che attua tale classificazione è il Piano di Zonizzazione Acustica, che disciplina l'uso del territorio e vincola le modalità di sviluppo delle attività su di esso svolte, al fine di armonizzare le esigenze di protezione dal rumore e gli aspetti riguardanti la pianificazione territoriale e il governo della mobilità. Il Comune di Pagazzano è dotato del Piano di classificazione acustica del territorio comunale, redatto nel 2005 dal Dott. Geol. Alberto Manella, in collaborazione con il Dott. Ing. Gianni Formaggio. Il territorio comunale è diviso in zone omogenee inserite in: classe I: coincide con le aree particolarmente protette, con limite massimo diurno pari a 45 db e notturno pari a 35 db. In questa classe ricade il plesso scolastico comunale di via Roma; classe II: coincide con le aree destinate ad uso prevalentemente residenziale, con limite massimo diurno pari a 50 db e notturno pari a 40 db. In questa classe rientrano: il Castello Visconteo e alcuni quartieri residenziali (quartieri di via Toscanini, di via Fontana/Verdi, di via Brevi, il centro parrocchiale (oratorio Don Bosco); cimitero; scuola elementare-media con palestra e centro sportivo; alcune vie di comunicazione d importanza secondaria; classe III: coincide con le aree di tipo misto, con limite massimo diurno pari a 55 db e notturno pari a 45 db. In questa classe rientrano: aree residenziali che vanno tra le vie della Libertà e Mazzini, in corrispondenza della via Brignano; le aree agricole; le aree di 30