Source: http://www.studiospallino.it/interventi/mancata_approvazione_pgt.htm
Timestamp: 2018-01-16 07:32:30+00:00
Document Index: 32128125

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 26', 'art. 39', 'art. 86', 'art. 96', 'art. 98']

Data: 14.11.2011 [aggiornato il 17.7.2012]
oppure deve ritenersi applicabile in via analogica l'articolo 9 del TU degli Espropri (nota 1), il cui articolo 9 rinvia al corrispondente articolo 9 del TU dell'Edilizia (nota 2) per l'ipotesi di previsioni espropriative decadute per decorso del quinquennio.
L'articolo 9 del TU Espropri ha consentito di superare il dilemma che si affacciava anteriormente ad esso in ordine alla sorte urbanistica dei comparti soggetti a vincoli espropriativi, sposando la tesi che parificava l'evento della decadenza del vincolo alla assenza di previsione urbanistica. La tesi della reviviscenza di uno strumento urbanistico superato era assai criticata in dottrina, che riteneva preferibile, sotto un profilo di coerenza di impianto, la più rigida ipotesi delle così dette ^zone bianche^, prive cioè di regolamentazione urbanistica, come tali necessitanti di nuova regolamentazione e nelle more sfruttabili nel rispetto dell'allora art. 4, u.c., L. 10/1977, disciplinante gli interventi da realizzarsi nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici generali (nota 3).
Per la D.G. Territorio della Regione Lombardia, dunque, l'opzione corretta é quella della assenza di piano e in tale direzione si é anche speso il relatore della legge 12, consigliere Giovanni Bordoni, in un'intervista rilasciata nel luglio/agosto 2008 (nota 4).
Il testo della delibera 29 marzo 2012 è disponibile sul blog dello studio a questo indirizzo: http://studiospallino.blogspot.it/2012/04/approvazione-dei-pgt-in-lombardia.html
Considerando che la legge 12 non contempla poteri sostitutivi per l'ipotesi di mancato rispetto del termine del 31 dicembre 2012 (nota 5) e che nell'ipotesi di annullamento, giurisdizionale o in autotutela, del PGT pur approvato in termini si avrebbe comunque la violazione del termine e la perdita di efficacia dello strumento previgente, un intervento di sistema - ossia legislativo e nel corpo della legge 12 - appare necessario nel senso di chiarire l'espressione in questione.
DPR 327/2001, art. 9. Vincoli derivanti da piani urbanistici
Un bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità.
Il vincolo preordinato all'esproprio ha la durata di cinque anni. Entro tale termine, può essere emanato il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.
Se non è tempestivamente dichiarata la pubblica utilità dell'opera, il vincolo preordinato all'esproprio decade e trova applicazione la disciplina dettata dall'articolo 9 del testo unico in materia edilizia approvato con d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. (comma così modificato dal d.lgs. n. 302 del 2002)
DPR 380/2001, art. 9 - Attività edilizia in assenza di pianificazione urbanistica
Salvi i più restrittivi limiti fissati dalle leggi regionali e nel rispetto delle norme previste dal decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490(ora decreto legislativo n. 42 del 2004 - n.d.r.), nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici sono consentiti:
Nelle aree nelle quali non siano stati approvati gli strumenti urbanistici attuativi previsti dagli strumenti urbanistici generali come presupposto per l’edificazione, oltre agli interventi indicati al comma 1, lettera a), sono consentiti gli interventi di cui alla lettera d) del primo comma dell'articolo 3 del presente testo unico che riguardino singole unità immobiliari o parti di esse. Tali ultimi interventi sono consentiti anche se riguardino globalmente uno o più edifici e modifichino fino al 25 per cento delle destinazioni preesistenti, purché il titolare del permesso si impegni, con atto trascritto a favore del comune e a cura e spese dell'interessato, a praticare, limitatamente alla percentuale mantenuta ad uso residenziale, prezzi di vendita e canoni di locazione concordati con il comune ed a concorrere negli oneri di urbanizzazione di cui alla sezione II del capo II del presente titolo.
L. 10/1977, art. 4 - Caratteristiche della concessione (abrogato dall'articolo 136 del d.P.R. n. 380 del 2001)
A decorrere dal 1° gennaio 1979, salva l'applicazione dell'articolo 4 della legge 1 giugno 1971, n. 219, nei comuni sprovvisti degli strumenti urbanistici generali e in mancanza di norme regionali e fino all'entrata in vigore di queste, la concessione deve osservare i seguenti limiti:
«La legge 12 prevede che, in caso di inerzia, i comuni con la scadenza del marzo 2009 si troverebbero nella situazione di assenza di strumento urbanistico, con tutte le conseguenze del caso. Quindi anche il vecchio PRG non varrebbe più e questo comporterebbe delle situazioni di sostanziale paralisi della attività edilizia. Non si potrebbero fare più Piani Integrati, non si potrebbe fare più niente».
Le uniche ipotesi sono infatti le seguenti:
art. 14 - adozione di piani attuativi;
art. 26 - avvio del procedimento di approvazione del PGT;
art. 39 - rilascio dei permessi di costruire;
art. 86 - rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche (comma 1) ed irrogazione delle sanzioni amministrative in materia paesaggistica (comma 6);
art. 96 - adeguamento degli strumenti urbanistici alle curve di isolivello del rumore del piano territoriale d’area Malpensa;
art. 98 - adozione o approvazione varianti agli atti di PGT o rilascio permessi di costruire per la realizzazione di opere pubbliche dirette a garantire la sicurezza dei cittadini.