Source: https://www.pianocasa-sardegna.it/testo-coordinato-lr-23-1985.html
Timestamp: 2019-03-20 00:07:56+00:00
Document Index: 5776435

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art 14', 'art. 7', 'art. 44', 'art. 8', 'art 17', 'art. 17', 'art. 44', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 13', 'art 14', 'art 14', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 7', 'art 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art 16', 'art. 16', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art 17', 'art. 17', 'art. 44', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 80', 'art. 3', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art.6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 34']

Testo Coordinato LR 23/1985 LR 5/2003 LR 8/2015 LR 11/2017 LR 1/2019
Testo Coordinato L.R. 23/1985 con L.R. 12/1987 L.R. 5/2003 L.R. 8/2015 L.R. 11/2017 L.R. 1/2019
Leggi e normativa, Leggi e norme, news
Nota per una corretta lettura: Il testo coordinato della L.R. 23/1985 riporta in corsivo-nero le parti inserite con le L.R. 21/1986, L.R. 56/1986, L.R. 12/1987, L.R. 45/1989, L.R. 6/1992, L.R. 28/1998, L.R. 31/1998, L.R. 5/2003, L.R. 2/2007; in blu-normale le parti inserite con la L.R. 8/2015. Le parti sostituite sono indicate in nero–barrato. Le modifiche inserite con la L.R. 11/2017 in verde-normale. Le modifiche inserite con la L.R. 1/2019 in rosso
0.1 LEGGE REGIONALE 23 del 11 OTTOBRE 1985, testo coordinato con L.R. 21/1986, L.R. 56/1986, L.R. 12/1987, L.R. 45/1989, L.R. 6/1992, L.R. 28/1998, L.R. 31/1998, L.R. 5/2003, L.R. 2/2007, L.R. 8/2015 , L.R. 11/2017, L.R. 1/2019
1 Testo Coordinato Legge Regionale 23/1985
2 Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti ed opere abusive, di snellimento ed accelerazione delle procedure espropriative.
2.0.1 Art.1 – Finalità
2.1 CAPO I (CONTROLLO DELL’ATTIVITA’URBANISTICO – EDILIZIA E SANZIONI AMMINISTRATIVE)
2.1.1 Art.2 – Campo di applicazione
2.1.2 Art.3 – Opere soggette a concessione permesso di costruire
2.1.3 Art. 3 – Opere soggette a permesso di costruire
2.1.4 Art.4 – Opere eseguite in totale difformità dalla concessione permesso di costruire
2.1.5 Art.5 – Variazioni essenziali
2.1.6 Art. 5 – Variazioni essenziali
2.1.7 Art.6 – Sanzioni per le opere eseguite in assenza di concessione, in totale difformità o con variazioni essenziali (Sostituito dall’art. 3 della L.R. 8/2005)
2.1.8 Art. 6 (Sanzioni per interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali)
2.1.9 Art.7 – Opere eseguite in parziale difformità
2.1.10 Art. 7 bis (Tolleranze edilizie)
2.1.11 Art. 7 ter – Varianti in corso d’opera
2.1.12 Art. 7 quater – Agibilità degli immobili (inserito con art 14 c.2 L.R. 1/2019)
2.1.13 Art.8 – Annullamento della concessione permesso di costruire
2.1.14 Art.9 – Opere eseguite sui suoli di proprietà dello Stato, della Regione o di enti pubblici
2.1.15 Art.10 – Interventi di ristrutturazione edilizia
2.1.16 Art. 10 bis (Opere soggette a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA))
2.1.17 Art. 10 bis – Opere soggette a Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
2.1.18 Art.11 – Mutamenti di destinazione d’uso (Sostituito dall’art. 7 della L.R. 8/2005)
2.1.19 Art. 11 (Mutamenti della destinazione d’uso)
2.1.20 Art. 11 – Categorie funzionali urbanisticamente rilevanti e destinazione d’uso
2.1.21 Art.12 – Sanzioni per illegittimo mutamento della destinazione d’uso (Abrogato dall’art. 44 della L.R. 8/2005)
2.1.22 Art.14 – Opere eseguite senza autorizzazione (Sostituito dall’art. 8 della L.R. 8/2005)
2.1.23 Art. 14 (Opere eseguite in assenza di SCIA)
2.1.24 Art. 14 (Opere eseguite in assenza di SCIA o in difformità da essa) (sostituito dall’art 17 della L.R. 1/2019)
2.1.25 Art. 14 – Opere eseguite in assenza di SCIA o in difformità da essa (inserito con l’art. 17 della L.R. 1/2019)
2.1.26 Art.14 bis – Denuncia di inizio attività. (Abrogato dall’art. 44 della L.R. 8/2005)
2.1.27 Art.15 – Opere interne (Sostituito dall’art. 8 della L.R. 8/2005)
2.1.28 Art. 15 (Interventi di edilizia libera)
2.1.29 Art. 15 – Interventi di edilizia libera
2.1.30 Art. 15 bis (Sportello unico per l’edilizia)
2.1.31 Art. 15 ter (Procedura di rilascio, efficacia e durata dei titoli abilitativi)
2.1.32 Art. 15 quater (Parcheggi privati)
2.1.33 Art. 15 quater – Parcheggi privati
2.1.34 Art. 15 quinquies – Disposizioni in materia di aree per la sosta di veicoli (inserito dall’art. 19 c.2 della L.R. 1/2019)
2.1.35 Art.16 – Accertamento di conformità
2.1.36 Art.17 – Lottizzazioni abusive
2.1.37 Art.18 – Sanzioni per le lottizzazioni abusive
2.1.38 Art.19 – Ritardato o omesso versamento del contributo
2.1.39 Art.20 – Vigilanza e controllo sull’attività urbanistico – edilizia (Sostituito dall’art. 13 della L.R. 8/2005)
2.1.40 Art. 20 (Vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia)
2.1.41 Art.21 – Servizio regionale di vigilanza in materia edilizia
2.1.42 Art.22 – Adempimenti regionali (Sostituito dall’art. 13 della L.R. 8/2005)
2.1.43 Art. 22 (Annullamento del permesso di costruire da parte della Regione)
2.2 CAPO II (SNELLIMENTO ED ACCELERAZIONE DELLE PROCEDURE ESPROPRIATIVE)
2.2.1 Art.23 – Delega di funzioni in materia di espropriazioni
2.2.2 Art.24 – Accelerazione delle procedure espropriative
2.2.3 Art.25 – Servizio regionale delle espropriazioni
2.3 CAPO III (PIANI DI RISANAMENTO URBANISTICO E SANATORIA DELLE OPERE ABUSIVE)
2.3.1 Art.26 – Opere abusive ammesse a sanatoria
2.3.2 Art.27 – Opere minori ammesse a sanatoria
2.3.3 Art.28 – Opere abusive escluse dalla sanatoria
2.3.4 Art.29 – Accessi al mare
2.3.5 Art.30 – Opere eseguite sui suoli di proprietà dello Stato, della Regione o di enti pubblici
2.3.6 Art.31 – Complessi produttivi
2.3.7 Art.32 – Piani di risanamento urbanistico
2.3.8 Art.33 – Reperimento aree per l’edilizia economica e popolare
2.3.9 Art.34 – Piani di recupero
2.3.10 Art.35 – Anticipazioni e mutui regionali ai comuni
2.3.11 Art.36 – Contributi ai comuni per l’attuazione della presente legge
2.3.12 Art.37 – Contenuto ed efficacia dei piani di risanamento urbanistico
2.3.13 Art.38 – Termini per l’adozione dei piani di risanamento
2.3.14 Art.39 – Facoltà ed obblighi dei comuni
2.3.15 Art.40 – Domanda e procedimento della concessione permesso di costruire in sanatoria
2.3.16 Art.41 – Certificato di abitabilità e di agibilità
2.3.17 Art.42 – Oneri per il rilascio della concessione permesso di costruire o dell’autorizzazione in sanatoria
2.3.18 Art.43 – Condizioni di sanatoria per i cittadini meno abbienti che abbiano realizzato la prima casa
2.3.19 Art.44 – Riduzioni e maggiorazioni del contributo di concessione permesso di costruire
2.3.20 Art.45 – Fondi da destinare al riequilibrio e al recupero urbanistico
2.3.21 Art.46 – Pagamento dei contributi afferenti la concessione permesso di costruire in sanatoria
2.3.22 Art.47 – Piani di lottizzazione non convenzionati
2.3.23 Art.48 – Sospensione dei procedimenti e mancata presentazione della domanda
2.3.24 Art.49 – Norma finanziaria
2.3.25 Art.50 – Rinvio a norme statali
2.3.26 Art.51 – Entrata in vigore
LEGGE REGIONALE 23 del 11 OTTOBRE 1985, testo coordinato con L.R. 21/1986, L.R. 56/1986, L.R. 12/1987, L.R. 45/1989, L.R. 6/1992, L.R. 28/1998, L.R. 31/1998, L.R. 5/2003, L.R. 2/2007, L.R. 8/2015 , L.R. 11/2017, L.R. 1/2019
Testo Coordinato Legge Regionale 23/1985
controllo dell’attività urbanistico – edilizia;
snellimento ed accelerazione delle procedure espropriative;
risanamento urbanistico e sanatoria delle opere abusive.
(CONTROLLO DELL’ATTIVITA’URBANISTICO – EDILIZIA E SANZIONI AMMINISTRATIVE)
Art.3 – Opere soggette a concessione permesso di costruire
L’esecuzione di opere comportanti trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale è soggetta, salvo quanto previsto negli articoli seguenti, a concessione permesso di costruire da parte del sindaco che la rilascia dietro corresponsione degli oneri ad essa relativi, in base alle vigenti leggi, costituiti da un contributo commisurato all’incidenza delle spese di urbanizzazione nonché al costo di costruzione. (sostituito dall’art. 1 della L.R. 11/2017)
Art. 3 – Opere soggette a permesso di costruire
gli interventi di ristrutturazione edilizia, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia – Testo A), e successive modifiche ed integrazioni;
gli interventi di nuova costruzione, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modifiche ed integrazioni;
gli interventi di ristrutturazione urbanistica, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera f), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modifiche ed integrazioni;
gli interventi di cui all’articolo 2, comma 3, della legge regionale 2 agosto 2013, n. 19 (Norme urgenti in materia di usi civici, di pianificazione urbanistica, di beni paesaggistici e di impianti eolici).
2. Il permesso di costruire comporta la corresponsione degli oneri di urbanizzazione e del contributo di costo di costruzione, il cui calcolo è allegato alla dichiarazione autocertificativa. In caso di formazione del titolo ai sensi dell’articolo 34 della legge regionale 20 ottobre 2016, n. 24 (Norme sulla qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi), il mancato pagamento degli oneri, anche in modalità rateale ove ammessa, comporta la sospensione dell’efficacia del titolo abilitativo. In ogni caso i termini temporali di validità del titolo decorrono dalla data in cui l’intervento può essere iniziato secondo quanto disposto dall’articolo 34, comma 1, della legge regionale n. 24 del 2016. Nelle ipotesi di cui all’articolo 37 della legge regionale n. 24 del 2016, lo Sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia (SUAPE) adotta il provvedimento finale condizionando l’efficacia del titolo alla presentazione della ricevuta di pagamento integrale o rateale degli oneri dovuti. In ogni caso i termini temporali di validità del titolo decorrono dalla data di rilascio del provvedimento.
Art. 3 bis – Incentivazione degli interventi di riuso del patrimonio edilizio dismesso e per l’efficientamento energetico
Art.4 – Opere eseguite in totale difformità dalla concessione permesso di costruire
Sono opere eseguite in totale difformità dalla concessione permesso di costruire quelle che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello soggetto della concessione permesso di costruire stessa, ovvero l’esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile.
Art.5 – Variazioni essenziali
1 . Per variazioni essenziali rispetto al progetto approvato, si intendono quelle che si realizzano quando si verifica almeno una delle seguenti condizioni:
mutamento della destinazione d’uso incompatibile con la destinazione di zona o che implichi variazioni in aumento dei limiti e dei rapporti previsti dal decreto regionale di cui all’articolo 4 della legge regionale 19 maggio 1981, n. 17, salvo che l’interessato non ceda ulteriori aree ad integrazione della quota prevista in rapporto alla mutata destinazione di uso;
aumento superiore al 10 per cento della cubatura prevista dal progetto approvato.
2. Non possono ritenersi, comunque, variazioni essenziali quelle che incidono sull’entità delle cubature accessorie, sui volumi tecnici e sulla distribuzione interna dei singoli immobili. (sostituito dall’art. 3 della L.R. 11/2017)
Art. 5 – Variazioni essenziali
3. Gli interventi di cui al comma 1 effettuati su immobili sottoposti a vincolo storico, artistico, architettonico, archeologico, paesaggistico, ambientale e idrogeologico, e su immobili ricadenti nei parchi o in aree protette nazionali e regionali, sono considerati in totale difformità dal permesso se il titolo abilitativo è stato ottenuto dopo l’apposizione del vincolo. Tutti gli altri interventi sui medesimi immobili, ad eccezione di quanto previsto dal comma 2, sono considerati variazioni essenziali.
Art.6 – Sanzioni per le opere eseguite in assenza di concessione, in totale difformità o con variazioni essenziali (Sostituito dall’art. 3 della L.R. 8/2005)
Le opere realizzate in assenza di concessione, in totale difformità dalla medesima ovvero con variazioni essenziali, sono di diritto acquisite gratuitamente al patrimonio indisponibile del comune, previa diffida a demolire.
La diffida di cui al comma precedente è disposta dal sindaco con apposita ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi o della destinazione di uso originaria da attuarsi entro il termine perentorio di novanta giorni.
Il sindaco, qualora accerti la prosecuzione dei lavori da parte del proprietario dell’opera abusivamente iniziata, nonostante l’ordinanza di sospensione, può disporre d’ufficio la demolizione e il ripristino dei luoghi a spese dei responsabili dell’abuso.
In caso contrario, alla scadenza del termine di cui al secondo comma e con effetto da tale data, ove vi sia stata inottemperanza all’ordinanza predetta, l’opera abusivamente costruita e la relativa area di sedime sono, di diritto, acquisite gratuitamente al patrimonio del comune.
Sono altresì, di diritto, contestualmente acquisite al patrimonio del comune le aree adiacenti di proprietà degli stessi titolari dell’area abusivamente edificata, occorrenti a garantire un funzionale accesso all’area medesima, nonché una pertinenza di superficie pari ad almeno tre volte l’area di sedime e che garantisca attorno alla costruzione una fascia larga metà dell’altezza dell’opera e comunque non inferiore a metri 5.
Qualora la parte residua di area non risulti funzionalmente utilizzabile dal privato, può essere acquisita in tutto, o in parte, dietro corresponsione di una somma pari all’indennità di esproprio, su richiesta del proprietario.
L’accertamento dell’inottemperanza dell’ingiunzione a demolire nei termini indicati nei precedenti commi, costituisce titolo per l’immissione in possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari.
Il sindaco accerta l’avvenuta acquisizione e dispone l’immissione nel possesso degli immobili acquisiti al patrimonio del comune con la contestuale redazione, da parte di tecnici incaricati, dello stato di consistenza degli immobili, previ gli adempimenti e con le modalità di cui all’articolo 3, terzo e quarto comma, della legge 3 gennaio 1978, n. 1.
Il sindaco dispone la pubblicazione del predetto provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna, parte III, lo notifica agli interessati nelle forme previste per gli atti processuali civili e nel chiede la trascrizione nei registri immobiliari, corredandolo del verbale di immissione in possesso e dello stato di consistenza, non appena espletate tali ultime formalità.
Il sindaco richiede, quindi, all’Ufficio tecnico erariale le conseguenti volturazioni catastali.
Il consiglio comunale, qualora le opere acquisite non contrastino con rilevanti interessi urbanistici od ambientali e sussistano prevalenti interessi pubblici alla conservazione ed utilizzazione, ne definisce la destinazione d’uso.
Ove non ricorrano le condizioni di cui al comma precedente, le opere abusive sono demolite a cura e spese dell’amministrazione comunale.
Qualora l’amministrazione comunale non provveda agli adempimenti di cui ai commi settimo e seguenti del presente articolo entro novanta giorni, l’Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica adotta, previa diffida, i necessari provvedimenti sostitutivi.
Per le opere abusivamente eseguite su terreni sottoposti, in base a leggi statali o regionali a vincolo di inedificabilità, l’acquisizione nel caso di inottemperanza all’ingiunzione di demolizione, si verifica di diritto a favore delle amministrazioni cui compete la vigilanza sull’osservanza del vincolo. Tali amministrazioni provvedono alla demolizione delle opere abusive ed al ripristino dello stato dei luoghi. Nella ipotesi di concorso dei vincoli, l’acquisizione si verifica a favore del patrimonio del comune.
E’ abrogato l’articolo 19 della legge regionale 19 maggio 1981, n. 17.
Art. 6 (Sanzioni per interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali)
8. L’opera acquisita è rimossa o demolita e i luoghi sono ripristinati, nel termine di sei mesi dalla scadenza del termine di cui al comma 4, con ordinanza provvedimento del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale a spese dei responsabili dell’abuso, salvo che, entro lo stesso termine, con deliberazione consiliare non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici o ambientali.
1. Le opere eseguite in parziale difformità dalla concessione permesso di costruire, che non costituiscono variazioni essenziali, sono demolite a cura e spese dei responsabili dell’abuso entro il termine fissato dal sindaco con propria ordinanza.
Art. 7 bis (Tolleranze edilizie)
1. Sono considerate tolleranze edilizie, con conseguente inapplicabilità delle disposizioni in materia di parziale difformità, le violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unità immobiliare il 2 per cento delle misure progettuali
1 bis. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche nei casi in cui le previsioni legislative o regolamentari, comprese le disposizioni in materia di distanze e di requisiti igienico-sanitari, individuano misure minime. (inserito con art. 13 della L.r. 1/2019)
Art. 7 ter – Varianti in corso d’opera
d) sono volte al superamento delle eventuali prescrizioni contenute nel progetto approvato, non suscettibili di esecuzione, per motivate ragioni di ordine tecnico e costruttivo
d) prevedono interventi in difformità dalle eventuali prescrizioni contenute nel progetto approvato. (inserito dall’art 14 c.1 della L.R. 1/2019)
8. Le varianti di cui al presente articolo possono essere attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa vigente sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico e dalle altre normative di settore.
Art. 7 quater – Agibilità degli immobili (inserito con art 14 c.2 L.R. 1/2019)
1. Ai fini dell’agibilità sono ammesse, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, deroghe ai requisiti di altezza minima e rapporti aero-illuminanti previsti dal decreto del Ministro della sanità 5 luglio 1975 (Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896 relativamente all’altezza minima ed ai requisiti igienico sanitari principali dei locali d’abitazione), per gli immobili:
a) esistenti alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale 5 luglio 1975 che abbiano mantenuto le caratteristiche originarie, adeguatamente
documentate, e che presentino caratteristiche tipologiche specifiche del luogo meritevoli di conservazione, nei quali siano effettuati interventi
finalizzati al recupero del patrimonio edilizio oppure, ove ammessi dalla disciplina vigente, di ampliamento o di ristrutturazione edilizia;
c) ubicati all’interno della zona urbanistica omogenea A, dei centri di antica e prima formazione, dei centri specializzati del lavoro o dell’insediamento rurale sparso di cui all’articolo 51 delle Norme tecniche
di attuazione del Piano paesaggistico regionale, nei quali siano effettuati interventi, ove ammessi dalla disciplina vigente, di nuova costruzione o di
ristrutturazione edilizia, anche con demolizione e ricostruzione.
2. La deroga relativa alle altezze minime è limitata ai soli casi in cui sia necessario mantenere l’allineamento con gli orizzontamenti contigui e preesistenti oppure sia necessario riproporre le caratteristiche originarie
del fabbricato demolito. La deroga nel caso dei rapporti aero-illuminanti è limitata solo quando non sia possibile modificare le caratteristiche originarie delle bucature o realizzarne di nuove.
3. La deroga è applicabile purché, a giudizio del Servizio sanitario competente, sia dimostrata, in relazione alla destinazione d’uso, al numero degli occupanti e ad ogni altra circostanza, l’esistenza di idonee o equivalenti condizioni igienico-sanitarie dell’immobile, anche mediante l’adozione di misure compensative.
4. Nel caso di locali adibiti a luogo di lavoro sono comunque assicurati i parametri minimi previsti dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro
Art.8 – Annullamento della concessione permesso di costruire
In caso di annullamento della concessione permesso di costruire, qualora non sia possibile la rimozione dei vizi delle procedure amministrative o la restituzione in pristino, il sindaco applica una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite, accertato secondo le disposizioni di cui ai commi terzo e seguenti dell’articolo 7 della presente legge.
1. Qualora soggetti diversi dalle amministrazioni statali abbiano eseguito, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato, della Regione o di enti pubblici, opere in assenza di concessione permesso di costruire, ovvero in totale o parziale difformità della medesima, ovvero con variazioni essenziali, il sindaco, previa diffida non rinnovabile al responsabile dell’abuso, ordina la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi, dandone comunicazione all’ente proprietario del suolo.
Art.10 – Interventi di ristrutturazione edilizia
1. Le opere di ristrutturazione edilizia, come definite dalla lettera d) del primo comma dell’articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457 lettera d) del comma 1 dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modifiche, eseguite in assenza di concessione permesso di costruire o in totale difformità da essa, sono demolite ovvero rimosse e gli edifici sono resi conformi alle prescrizioni degli strumenti urbanistico – edilizi entro il termine stabilito dal sindaco con propria ordinanza, decorso il quale l’ordinanza stessa è eseguita a cura dell’amministrazione comunale e spese dei responsabili dell’abuso.
2. Qualora, sulla base di motivato accertamento dell’ufficio tecnico – comunale, il ripristino dello stato dei luoghi non sia possibile, il sindaco irroga una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento di valore dell’immobile conseguente alla realizzazione delle opere.
4. E’ comunque dovuto il contributo di concessione permesso di costruire di cui agli articoli 3, 5, 6 e 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.
5. Quando le opere vengono eseguite senza concessione permesso di costruire su immobili comunque vincolati da leggi statali e regionali nonché dalle altre norme urbanistiche vigenti, il sindaco, su parere vincolante dell’amministrazione competente a vigilare sull’osservanza del vincolo, ordina la restituzione in pristino a cura e spese del responsabile dell’abuso, indicando criteri e modalità diretti a ricostituire l’originario organismo edilizio e irroga una sanzione pecuniaria da lire un milione a lire dieci milioni oltre a quella di cui al secondo comma del presente articolo.
Art. 10 bis (Opere soggette a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA))
5. Nei casi di cui al comma 1, lettera g), la SCIA è presentata prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori oggetto del permesso di costruire. (sostituito dall’art. 6 della L.R. 11/2017)
Art. 10 bis – Opere soggette a Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
e) tettoie di copertura di superficie non superiore a 30 mq (inserito con art. 15 c.1 L.R. 1/2019), anche dotate di pannelli per la produzione di energia elettrica;
j) installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere che siano utilizzati come ambienti di lavoro, depositi, magazzini e simili amovibili, che siano utilizzati come ambienti di lavoro, depositi, magazzini e simili, di superficie non superiore a 15 mq
(inserito con art. 15 c.1 L.R. 1/2019) ;
j bis) interventi edilizi di qualsiasi natura che prevedano la realizzazione di volumetrie all’interno delle aree cimiteriali (inserito con art. 15 c.1 L.R. 1/2019).
3 bis. La SCIA costituisce titolo per l’esecuzione dei lavori dalla data della presentazione ed è sottoposta a termini di efficacia per l’inizio e la fine dei lavori pari a quelli del permesso di costruire. (inserito con art. 15 c.1 L.R. 1/2019)
6. Salvo sia intervenuta la conclusione del procedimento di irrogazione delle sanzioni, per gli interventi di cui al presente articolo realizzati in data anteriore al 30 aprile 2015 non si applicano le sanzioni precedentemente previste per l’assenza di permesso di costruire o per la difformità delle opere realizzate, ma le sanzioni di cui all’articolo 14.
Art.11 – Mutamenti di destinazione d’uso (Sostituito dall’art. 7 della L.R. 8/2005)
Il mutamento della destinazione d’uso è soggetto ad autorizzazione nel caso di variazione da residenza ad altre destinazioni, ovvero quando riguarda edifici siti in zone vincolate ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, o in quelle altre parti del territorio comunale motivatamente indicate dal consiglio comunale.
Non sono consentiti mutamenti di destinazione d’uso che implichino variazioni in aumento dei limiti e dei rapporti previsti dal decreto regionale di cui all’articolo 4 della legge regionale 19 maggio 1981, n. 17, o che siano in contrasto con la normativa comunale prevista dai regolamenti edilizi e dalle norme di attuazione dei piani urbanistici, salvo che l’interessato non ceda ulteriori aree ad integrazione della quota prevista in rapporto alla mutata destinazione d’uso.
Con autorizzazione del sindaco, previa deliberazione del consiglio comunale, sono comunque possibili i mutamenti di destinazione d’uso che per le loro particolari caratteristiche siano motivatamente giudicati compatibili con le zone in cui si trovano gli edifici interessati; in tal caso il mutamento è subordinato alla corresponsione dell’importo, determinato dall’amministrazione comunale, in misura corrispondente all’eventuale maggiore valore dell’immobile a seguito della variazione.
Nei casi non previsti dai precedenti commi i mutamenti di destinazione possono avvenire con l’invio al sindaco di una relazione predisposta ai sensi del successivo articolo 15.
Art. 11 (Mutamenti della destinazione d’uso)
12. Nel caso di mutamento di destinazione d’uso eseguito in assenza di SCIA si applicano le sanzioni previste all’articolo 14. (sostituito dall’art. 7 della L.R. 11/2017)
Art. 11 – Categorie funzionali urbanisticamente rilevanti e destinazione d’uso
1 bis. La destinazione d’uso di un fabbricato o di una unità immobiliare è quella prevalente in termini di superficie utile. (inserito con art 16 c.1 L.R. 1/2019)
La dotazione minima di servizi strettamente connessi alla residenza da assicurare nella formazione dei piani attuativi è pari al 5 per cento del volume complessivamente previsto dal piano attuativo. (inserito con art. 16 c.1 L.R. 1/2019)
2bis. Nelle zone urbanistiche omogenee A, B e Call’interno dei piani attuativi approvati e, se di iniziativa privata, convenzionati, è consentita la modifica della destinazione delle volumetrie per servizi connessi alla residenza nel rispetto delle previsioni di cui al comma 2 e a condizione che siano state ottemperate tutte le disposizioni convenzionali. La modifica è subordinata alla positiva valutazione del consiglio comunale, da rendersi entro sessanta giorni dalla richiesta con apposita deliberazione, che costituisce variante allo strumento urbanistico generale e al relativo piano attuativo.(inserito con art. 16 c.1 L.R. 1/2019)
5. Il mutamento della destinazione d’uso di cui al comma 3 è sempre ammesso, salvo espresse previsioni dello strumento urbanistico. Nel caso di piani attuativi, il mutamento di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale, che determini una modifica delle percentuali di ripartizione tra le varie destinazioni previste, è consentito previa deliberazione del consiglio comunale, quale variante in forma semplificata dello strumento generale e attuativo da adottarsi entro sessanta giorni dalla data della richiesta, anche mediante superamento dei parametri per le zone A, B e C previsti dall’articolo 4 del decreto assessoriale n. 2266/U del 1983. (sostituito dall’art. 16 c.1 della L.R. 1/2019)
5. Il mutamento della destinazione d’uso di cui al comma 3 è sempre ammesso, salvo espresse previsioni dello strumento urbanistico introdotte successivamente all’entrata in vigore della legge regionale 3 luglio 2017, n. 11 (Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia. Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1985, alla legge regionale n. 45 del 1989, alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n. 28 del 1998, alla legge regionale n. 9 del 2006, alla legge regionale n. 22 del 1984 e alla legge regionale n. 12 del 1994). (inserito con art. 16 c.1 L.R. 1/2019)
11. È consentito, in aggiunta ai casi previsti dal comma 2 bis, 5, 7 e 9, (inserito con l’art 16 c.1 della L.R. 1/2019) il mutamento della destinazione d’uso di edifici che, per le loro particolari caratteristiche e in ragione di interessi meritevoli di tutela siano, con delibera del consiglio comunale, motivatamente giudicati compatibili con la zona urbanistica omogenea in cui si trova l’edificio interessato. In tal caso il mutamento della destinazione d’uso è assoggettato a permesso di costruire ed è subordinato alla corresponsione degli oneri di concessione dovuti in conformità alla normativa vigente, in misura doppia.
13. Nei casi di mutamento di destinazione d’uso eseguito in assenza di SCIA o comunicazione, il dirigente o il responsabile dell’ufficio comunale competente in materia edilizia ordina il ripristino della destinazione d’uso legittimamente autorizzata e irroga una sanzione pecuniaria pari al doppio del contributo di costruzione dovuto e comunque non inferiore a euro 500. In caso di inottemperanza entro novanta giorni, il dirigente o il responsabile dell’ufficio comunale competente ne dispone l’esecuzione d’ufficio e, se questa non sia possibile, irroga una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’incremento del valore dell’immobile conseguente al mutamento della destinazione d’uso, calcolato secondo i valori correnti dell’Agenzia del territorio.
13 bis. Nei casi di mutamento di destinazione d’uso eseguito in assenza di SCIA o comunicazione, fino all’irrogazione della sanzione pecuniaria, può essere ottenuto l’accertamento di conformità, al ricorrere delle condizioni di cui all’articolo 16, comma 1. La sanatoria è subordinata alla presentazione della documentazione progettuale prevista e al pagamento degli oneri di concessione dovuti in conformità alla normativa vigente, in misura doppia, ovvero, in caso di gratuità a norma di legge, in misura pari a quella prevista dall’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), e, comunque, in entrambi i casi, in misura non inferiore a euro 500 (inserito con art. 16 c.1 L.R. 1/2019)
14. È fatta salva l’applicazione delle ulteriori sanzioni previste dagli articoli 6, 7 e 10 bis, relative alle eventuali opere eseguite in assenza o in difformità di permesso di costruire, SCIA, o comunicazione di inizio lavori.
Art.12 – Sanzioni per illegittimo mutamento della destinazione d’uso (Abrogato dall’art. 44 della L.R. 8/2005)
Art.13 – Opere soggette ad autorizzazione (Abrogato dall’art. 44 della L.R. 8/2005)
1. Sono soggette ad autorizzazione del sindaco le opere di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo. (Sostituito dall’art. 1 L.R. 5/2003)
1. Sono soggetti ad autorizzazione comunale i seguenti interventi, previo parere del solo Ufficio tecnico comunale:
g) varianti a concessioni edilizie già rilasciate che non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non cambino la destinazione d’uso e la categoria edilizia e non alterino la sagoma e non violino le eventuali prescrizioni contenute nella concessione permesso di costruire edilizia;
Sono altresì soggette ad autorizzazione le recinzioni di terreni, le opere costituenti pertinenza ai sensi dell’articolo 817 del codice civile, quelle costituenti impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti e quelle occorrenti per la loro installazione, le opere di demolizione, i reinterri e gli scavi finalizzati ad attività edilizia, le occupazioni stabili di suolo a titolo espositivo e di stoccaggio a cielo aperto, l’installazione di palloni pressostatici a carattere stagionale, le vasche di approvvigionamento idrico, ed i pozzi, i forni all’aperto, le opere oggettivamente precarie e temporanee. (Sostituito dall’art. 1 L.R. 5/2003)
2. Le semplici recinzioni ed i barbecue di minime dimensioni sono opere urbanisticamente non rilevanti, qualora realizzate in aree non soggette a vincoli..
Art.14 – Opere eseguite senza autorizzazione (Sostituito dall’art. 8 della L.R. 8/2005)
L’esecuzione di opere in assenza di autorizzazione o in difformità da essa comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione delle opere stesse e, comunque, in misura non inferiore a lire cinquecentomila.
In caso di esecuzione di opere in assenza di autorizzazione, nei casi i cui è prescritta ed avrebbe potuto essere rilasciata, si applica una sanzione amministrativa da lire trecentomila a lire un milione, quando l’autorizzazione è gratuita, o pari al doppio dell’importo dovuto, nei casi di autorizzazione onerosa.
Quando le opere vengono eseguite senza autorizzazione su immobili comunque vincolati da leggi statali e regionali nonché dalle altre norme urbanistiche vigenti, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti, si applica una sanzione pecuniaria da lire un milione a lire venti milioni.
Qualora le opere siano eseguite in assenza di autorizzazione in dipendenza di calamità naturali o di avversità atmosferiche dichiarate di carattere eccezionale la sanzione non è dovuta.
Le sanzioni pecuniarie di cui ai commi precedenti si applicano sempreché le opere eseguite non contrastino con prevalenti interessi pubblici. La valutazione è di competenza dell’amministrazione comunale, su parere vincolante dell’amministrazione competente a vigilare sull’osservanza del vincolo nei casi di cui al precedente terzo comma.
Nel caso in cui le opere eseguite senza autorizzazione, che non riguardino lavori di manutenzione, contrastino con prevalenti interessi pubblici, il sindaco ne ordina la demolizione e rimessa in pristino a cura e spese del responsabile dell’abuso.
L’accertamento del valore di cui al precedente primo comma è effettuato secondo le disposizioni di cui ai commi terzo e seguenti del precedente articolo 7.
Art. 14 (Opere eseguite in assenza di SCIA)
7. L’accertamento del valore di cui al comma 1 è effettuato secondo le disposizioni di cui all’articolo 7, commi 3, 4, 5 e 6. (sostituito dall’art. 8 della L.R. 11/2017)
Art. 14 (Opere eseguite in assenza di SCIA o in difformità da essa) (sostituito dall’art 17 della L.R. 1/2019)
Art. 14 – Opere eseguite in assenza di SCIA o in difformità da essa (inserito con l’art. 17 della L.R. 1/2019)
La realizzazione degli interventi edilizi previsti dall’articolo 10 bis, comma 1, lettere a), b), d), e), j), e k), in assenza di SCIA o in difformità da essa,comporta, salvo quanto previsto al comma 6,l’applicazione di una sanzione pecuniaria di euro 1.000 qualora le opere eseguite siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell’intervento sia al momento dell’accertamento della violazione. La sanatoria è condizionata alla presentazione della documentazione prevista dall’articolo 10 bis, comma 2, al pagamento della sanzione prevista e al pagamento degli oneri di costruzione ove dovuti.
Negli stessi casi di cui al comma 1, prima dell’accertamento dell’esecuzione delle opere in assenza di SCIA o in difformità da essa, può essere trasmessa una comunicazione di mancata SCIA corredata di tutti gli elaborati previsti dall’articolo 10 bis, comma 2; in tal caso la sanatoria è condizionata al pagamento di una sanzione pecuniaria di euro 500 e al pagamento degli oneri di costruzione ove dovuti. Fatta salva l’applicazione dell’articolo 7 ter, comma 6, la SCIA, spontaneamente effettuata quando l’intervento è in corso di esecuzione, comporta l’applicazione di una sanzione di euro 250.
Nel caso di opere eseguite in assenza dei presupposti legittimanti la SCIA o nel caso di opere rientranti nella disciplina della SCIA, ma non conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della realizzazione dell’intervento, si applicano le sole sanzioni previste dagli articoli 6 e 7.
Se le opere sono eseguite in assenza di SCIA o in difformità da essa su immobili comunque vincolati da norme statali e regionali, si applicano le misure sanzionatorie previste dalle vigenti disposizioni che, nel solo caso di sanzioni pecuniarie, si sommano alla sanzione di cui ai commi 1 e 2.
Se le opere sono eseguite in assenza di SCIA o in difformità da essa in dipendenza di calamità naturali o di avversità atmosferiche dichiarate di carattere eccezionale, la sanzione pecuniaria di cui ai commi 1 e 2 non si applica.
Nei casi di SCIA di cui all’articolo 10 bis, comma 1, lettere c), f), g), h) e i), le sanzioni per opere eseguite in assenza e/o in difformità dalla SCIA son quelle previste dalle vigenti disposizioni per le opere eseguite in assenza e/o in difformità dal permesso di costruire.
Art.14 bis – Denuncia di inizio attività. (Abrogato dall’art. 44 della L.R. 8/2005)
L’esecuzione di opere in assenza della denuncia di cui al comma 1, o in difformità da essa, comporta l’applicazione delle sanzioni previste dal comma 1 dell’articolo 14 della presente legge.
La facoltà di procedere con denuncia dì inizio attività non si applica agli immobili assoggettati, con specifico provvedimento amministrativo, dalle competenti autorità ai vincoli di carattere storico – artistico, ambientale e paesaggistico, salvo preventiva acquisizione dell’autorizzazione rilasciata dalle competenti autorità preposte alla tutela del vincolo.
Le norme di cui al presente articolo prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi comunali in materia di procedimento.
Art.15 – Opere interne (Sostituito dall’art. 8 della L.R. 8/2005)
2. Sono opere interne quelle realizzate in costruzioni esistenti che non siano in contrasto con gli strumenti urbanistici adottati o approvati e con i regolamenti edilizi vigenti, non comportino modifiche della sagome nè aumento delle superfici utili e del numero delle unità immobiliari, non modifichino la destinazione d’uso delle costruzioni e delle singole unità immobiliari, non rechino pregiudizio alla statica dell’immobile e, per quanto riguarda gli immobili compresi nelle zone territoriali omogenee classificate “A” dal decreto assessoriale di cui all’articolo 4 della legge regionale 19 maggio 1981, n. 17, rispecchino le originarie caratteristiche costruttive.
3. Nei casi di cui al comma precedente, contestualmente all’inizio dei lavori, il proprietario dell’unità immobiliare deve presentare al sindaco una relazione a firma di un professionista abilitato alla progettazione, che asseveri le opere da compiersi ed il rispetto delle norme di sicurezza, delle norme igienico – sanitarie vigenti e delle prescrizioni di cui al comma precedente.
Art. 15 (Interventi di edilizia libera)
6. Il mancato invio della comunicazione di cui al comma 4 comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a euro 500. (sostituito dall’art. 9 della L.R. 11/2017)
Art. 15 – Interventi di edilizia libera
j bis) interventi edilizi di qualsiasi natura che non prevedano la realizzazione di volumetrie all’interno di elle aree cimiteriali;
j bis) realizzazione di manufatti accessori con volume vuoto per pieno non superiore a 10 mc;
j quater) interventi di demolizione senza ricostruzione;
(modificato con l’articolo 18 c.1 della L.R. 1/2019)
5. Per gli interventi di cui al comma 2, lettere a), b), c) e d), Per gli interventi di cui al comma 2, lettere a), b), c), d) e j quater) (modificato con l’art. 18 c.2 della L.R. 1/2019) la comunicazione di avvio dei lavori è accompagnata da una specifica relazione, a firma di un progettista abilitato, che asseveri che le opere da realizzare sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati e ai regolamenti edilizi vigenti e attesti il rispetto della normativa antisismica, che non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio e indichi i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori. I lavori sono eseguiti sotto la supervisione del direttore dei lavori che entro trenta giorni dalla conclusione degli stessi presenta apposita dichiarazione di fine lavori, attestante il rispetto di tutte le norme e delle previsioni della relazione di asseverazione.
9. Salvo sia intervenuta la conclusione del procedimento di irrogazione delle sanzioni, per gli interventi di cui al presente articolo realizzati in data anteriore al 30 aprile 2015, non si applicano le sanzioni precedentemente previste per l’assenza di titolo edilizio o per la difformità delle opere realizzate, ma le sanzioni di cui ai commi 7 e 8.
Art. 15 bis (Sportello unico per l’edilizia)
Art. 15 ter (Procedura di rilascio, efficacia e durata dei titoli abilitativi)
Art. 15 quater (Parcheggi privati)
6. Nel caso di modifiche di destinazioni d’uso e di frazionamento di unità immobiliari, per i fabbricati esistenti alla data del 7 aprile 1989, qualora sia dimostrata l’impossibilità di reperire spazi idonei da destinare al soddisfacimento dei requisiti previsti dai commi 1 e 2, l’intervento è consentito previo pagamento di una somma equivalente alla monetizzazione delle aree per parcheggi, da determinarsi con deliberazione del consiglio comunale. I relativi introiti costituiscono entrate vincolate per la realizzazione di nuove aree da destinare a parcheggio pubblico, da individuarsi con deliberazione del consiglio comunale. (sostituito dall’art. 10 della L.R. 11/2017)
Art. 15 quater – Parcheggi privati
1 bis. Con apposita direttiva, da approvare secondo le modalità di cui all’articolo 5, comma 8, della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 (Norme per l’uso e la tutela del territorio regionale), la Regione disciplinale dotazioni di parcheggi in funzione delle categorie funzionali urbanisticamente rilevanti di cui all’articolo 11. (inserito con l’art. 19 c.1 della L.R. 1/2019)
1 ter. Nelle more dell’approvazione della direttiva di cui al comma 1 bis, nei cambi di destinazione d’uso anche urbanisticamente rilevanti ai sensi dell’articolo 11 verso la destinazione d’uso turistico-ricettiva, la dotazione minima di aree per parcheggi pubblici o ad uso pubblico è pari ad 1 mq ogni 40 mc di volume urbanistico della costruzione nel caso di unità immobiliari ricadenti all’interno delle zone urbanistiche omogenee A, B e nelle zone urbanistiche omogenee C, D, e G purché attuate, e di 1 mq ogni 15 mc di volume urbanistico della costruzione negli altri casi. Non è richiesta alcuna dotazione ulteriore di parcheggi pubblici o privati quando la nuova destinazione turistico ricettiva, ancorché urbanisticamente rilevante,non comporti variazioni in aumento dei limiti e dei rapporti previsti dal decreto assessoriale n. 2266/U del 1983. Qualora, per gli immobili ricadenti all’interno delle zone urbanistiche omogenee A, B e nelle zone urbanistiche omogenee C, D, e G purché attuate, sia dimostrata l’impossibilità di reperire spazi idonei da destinare al soddisfacimento dei fabbisogni per parcheggi, è consentita, nei cambi di destinazione d’uso di cui al presente comma, la monetizzazione delle aree per parcheggi. (inserito con l’art. 19 c.1 della L.R. 1/2019)
2. Nei frazionamenti di unità immobiliari legittimamente realizzati
legittimamente realizzate senza la dotazione minima di aree per parcheggi privati di 1 metro quadro ogni 10 metri cubi di costruzione, sono riservate, per ogni unità immobiliare ulteriore rispetto all’originaria, apposite aree per parcheggi privati nelle misure minime previste al comma 1. È considerata originaria l’unità immobiliare più grande derivante dal frazionamento, fatto salvo un diverso accordo tra le parti proprietarie. (modificato con l’art. 19 c.1 della L.R. 1/2019)
Art. 15 quinquies – Disposizioni in materia di aree per la sosta di veicoli (inserito dall’art. 19 c.2 della L.R. 1/2019)
La realizzazione, in ambito extraurbano, delle aree ad uso pubblico per la sosta di veicoli, anche temporanee, e di quelle previste dall’articolo 21 della legge regionale 28 luglio 2017, n. 16 (Norme in materia di turismo) e, all’interno della fascia dei 2.000 metri dalla linea di battigia marina, di quelle dirette a soddisfare esigenze non legate all’uso del mare, è subordinata all’adozione di apposita deliberazione consiliare che, ferme le previsioni dell’articolo 22 bis della legge regionale n. 45 del 1989 e nel rispetto delle altre disposizioni vigenti e degli atti di pianificazione sovraordinati, detta i criteri per la loro individuazione e ne regolamenta l’uso. Sono escluse le aree pertinenziali destinate al soddisfacimento dei fabbisogni di aree di sosta delle attività commerciali,turistico-ricettive, direzionali, industriali o artigianali.
Art.16 – Accertamento di conformità
1. Le opere realizzate in assenza di concessione permesso di costruire, in totale o parziale difformità, con variazioni essenziali, in assenza di autorizzazione possono ottenere la concessione permesso di costruire o l’autorizzazione in sanatoria, quando siano conformi agli strumenti urbanistici generali o attuativi approvati e non in contrasto con quelli adottati sia al momento della realizzazione dell’opera che al momento della presentazione della domanda.
2 bis. La domanda di cui al comma 1 può essere accompagnata dal progetto delle opere necessarie a garantire il rispetto delle condizioni di conformità. Tali opere riguardano unicamente gli interventi per l’eliminazione delle parti o degli elementi incongrui e comunque non accertabili, e gli interventi volti alla modifica dell’esistente per ricondurlo alle soluzioni tipologico-architettoniche previste dallo strumento urbanistico vigente al momento della domanda di accertamento di conformità. È fatta salva l’applicazione delle disposizioni vigenti in materia paesaggistica.
3 bis. In esito alle verifiche sulla domanda di cui al comma 2 bis, il responsabile del competente ufficio comunale, emana un permesso di costruire per i lavori necessari al ripristino delle condizioni di conformità, con eventualmente le ulteriori altre prescrizioni necessarie; nel permesso di costruire sono indicati i tempi necessari per l’esecuzione delle opere, che non possono essere superiori a un anno dalla data del rilascio, non prorogabili. L’accertamento di conformità di cui al comma 1 si forma solo a seguito della successiva verifica, con sopralluogo, dell’esecuzione delle opere nei tempi previsti dal permesso di costruire di cui al primo periodo. In caso di esito negativo l’accertamento di conformità oggetto della domanda di cui al comma 1, si intende respinto e il responsabile del competente ufficio comunale avvia immediatamente le procedure sanzionatorie previste dagli articoli 6 o 7.
4. Il rilascio della concessione permesso di costruire in sanatoria è subordinato al pagamento degli oneri di concessione permesso di costruire dovuti in conformità alla normativa vigente, in misura doppia, oppure, in caso di gratuità a norma di legge, in misura pari a quella prevista dall’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modifiche e integrazioni e comunque, in entrambi i casi, in misura non inferiore a euro 500. (inserito dall’art. 20 della L.R. 1/2019)
l’aumento del contributo in misura pari al 20 per cento, qualora il versamento sia effettuato nei successivi centoventi giorni;
l’aumento del contributo in misura pari al 50 per cento, qualora il versamento sia effettuato nei sessanta giorni successivi al termine di cui alla lettera a);
l’aumento del contributo in misura pari al 100 per cento, qualora il versamento sia effettuato nei sessanta giorni successivi al termine di cui alla lettera b).
Art.20 – Vigilanza e controllo sull’attività urbanistico – edilizia (Sostituito dall’art. 13 della L.R. 8/2005)
Il sindaco esercita la vigilanza sull’attività urbanistico – edilizia nel territorio comunale.
L’accertamento delle opere abusive è effettuato da:
funzionari degli uffici tecnici comunali;
L’accertamento di cui sopra può essere effettuato anche dalla Regione attraverso il Servizio regionale di vigilanza in materia edilizia, di cui al successivo articolo 21, in collaborazione con le amministrazioni comunali.
Il verbale di accertamento di opere abusive deve essere inviato al sindaco del comune interessato, all’autorità giudiziaria competente per territorio, all’Intendenza di finanza ed all’Assessorato regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica per i rispettivi provvedimenti di competenza.
Nel verbale di accertamento devono essere indicati il titolare del’immobile l’assuntore dei lavori, il progettista ed il direttore dei lavori.
Gli organi preposti alla vigilanza ed all’accertamento segnalano, inoltre, i nomi del progettista e del direttore dei lavori ai competenti ordini e collegi professionali, ai fini dell’applicazione delle sanzioni disciplinari.
Gli stessi organi di cui al comma precedente segnalano, altresì, le imprese responsabili di costruzione abusiva all’Assessore regionale dei lavori pubblici, che provvede all’assunzione dei provvedimenti sanzionatori di propria competenza.
Qualora sia constatata dai competenti uffici comunali l’inosservanza delle norme di legge e di regolamento, delle prescrizioni degli strumenti urbanistici e delle modalità esecutive fissate nella concessione o nell’autorizzazione, il sindaco ordina l’immediata sospensione dei lavori che ha effetto fino all’adozione dei provvedimenti definitivi, da adottare e notificare entro 45 giorni dall’ordine di sospensione dei lavori.
Nei casi in cui il comune debba provvedere alla demolizione di opere abusive, i relativi lavori sono affidati anche a trattativa privata.
Nel caso di impossibilità di affidamento dei lavori, il sindaco ne dà notizia all’Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica, il quale adotta i necessari provvedimenti sostitutivi.
Il rifiuto ingiustificato di eseguire i lavori da parte di imprese iscritte all’albo regionale degli appaltatori di opere pubbliche comporta la sospensione dall’albo per un anno, ai sensi dell’articolo 10 della legge regionale 27 aprile 1984, n. 13.
Art. 20 (Vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia)
vigilanza sull’attività edilizia e sulla corretta attuazione dei piani urbanistici nonché accertamento e segnalazione dell’insorgere di fenomeni di abusivismo, in collaborazione con l’amministrazione comunale, al fine di prevenire la realizzazione di opere edilizie in contrasto con le norme urbanistiche;
rilevamento, accertamento e censimento delle opere abusive, in collaborazione con i comuni interessati, anche avvalendosi di collaborazioni esterne mediante convenzionamento a tempo determinato;
realizzazione di rilevamenti aereofotogrammetrici con particolare riguardo alle zone costiere, ai centri storici ed alle aree contermini ai centri urbani di maggiore rilevanza;
promozione della conoscenza diffusa delle norme urbanistiche che regolano l’attività edilizia, la disciplina e l’uso del territorio;
attività istruttoria degli atti di competenza regionale relativi alla repressione degli abusi edilizi;
ogni altra attività attinente la prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio;
indirizzo e coordinamento dell’attività di enti ed amministrazioni pubbliche in materia di edilizia ed urbanistica.
Art.22 – Adempimenti regionali (Sostituito dall’art. 13 della L.R. 8/2005)
All’Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica competono gli adempimenti regionali in materia di disciplina e controllo dell’attività urbanistico – edilizia e di applicazione delle relative sanzioni.
Al medesimo Assessore compete altresì l’annullamento delle licenze e concessioni edilizie illegittime ai sensi dell’articolo 27 della legge 17 agosto 1942, n. 1150.
Art. 22 (Annullamento del permesso di costruire da parte della Regione)
Art.25 – Servizio regionale delle espropriazioni
3. Adempie, altresì, alla funzione di consulenza tecnico – giuridica a supporto degli enti ed amministrazioni operanti nella materia delle espropriazioni per pubblica utilità e di divulgazione, a livello locale, della conoscenza delle norme e delle procedure espropriative, con comunicati, circolari interpretative e con ogni altro utile mezzo.
4. Al fine di rendere disponibile un utile strumento di conoscenza della dimensione dell’attività espropriativi in Sardegna e degli oneri economici derivanti dalla stessa in dipendenza dell’applicazione delle norme vigenti in materia, al è, altresì affidato il compito di curare l’acquisizione di dati statistici inerenti agli interventi espropriativi, ai tempi procedurali di definizione degli interventi stessi e delle indennità corrisposte agli interessati, nonché di provvedere alla pubblicazione dei dati medesimi. (Abrogato dall’art. 80 della L.R. 31/1998)
CAPO III (PIANI DI RISANAMENTO URBANISTICO E SANATORIA DELLE OPERE ABUSIVE)
1. Il presente capo definisce le norme per il rilascio della concessione permesso di costruire edilizia o dell’autorizzazione in sanatoria per le opere abusive di cui sia stato completato l’ingombro volumetrico con la realizzazione delle murature perimetrali e della copertura per gli edifici e siano state completate funzionalmente negli altri casi, entro la data del 1º ottobre 1983.
2. La concessione Il permesso di costruire o l’autorizzazione in sanatoria è rilasciata al proprietario dell’opera abusiva, ovvero a coloro che ne hanno titolo ai sensi della normativa vigente nonché ad ogni altro soggetto interessato al conseguimento della sanatoria medesima.
3. Le altre opere intere, così come definite dal primo comma del presente articolo e che, ferma restando la cubatura, non siano conformi alle prescrizioni di cui al precedente comma sono egualmente ammesse a sanatoria, purché non rechino pregiudizio alla statica dell’immobile con l’invio al sindaco entro il 30 giugno 1986 entro il 30 settembre 1986 di una relazione a firma di un professionista abilitato alla progettazione che asseveri il rispetto delle prescrizioni indicate nel presente comma.
4. In tal caso, alla relazione deve essere allegata la prova dell’avvenuto versamento a favore del comune di una somma pari a lire seimila per ogni metro quadrato di superficie a titolo di contributo di concessione permesso di costruire.
5. Sono ammesse alle sanatorie di cui ai precedenti commi le opere minori realizzate prima dell’entrata in vigore della presente legge o in corso di realizzazione alla medesima data. Alle opere interne definite nei precedenti commi è equiparata, ai fini della procedura per la sanatoria, la chiusura di verande, balconi o terrazze con strutture precarie per la quale è ugualmente dovuto il versamento di lire 6.000 per ogni metro quadro realizzato ( Inserito dall’art. 3 della L.R. 21/1986 )
1. Non possono conseguire il rilascio della concessione permesso di costruire o dell’autorizzazione in sanatoria le opere abusive, realizzate dopo l’apposizione del vincolo che si trovino:
2. Non possono altresì conseguire il rilascio della concessione permesso di costruire o dell’autorizzazione in sanatoria le opere relative a manufatti produttivi industriali, commerciali e direzionali e le opere connesse, anche quando siano situate nelle zone agricole, a meno che sia garantita l’autonomia funzionale del complesso, nel rispetto di tutte le norme di legge ed assicurata la compatibilità con la destinazione prevalente del territorio limitrofo.
Qualora soggetti diversi dalle amministrazioni statali abbiano eseguito, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato, della Regione o di enti pubblici, opere in assenza di concessione permesso di costruire, ovvero con variazioni essenziali si applicano le disposizioni previste dall’articolo 9 della presente legge.
1. Qualora un insediamento edilizio sia stato realizzato in tutto o in parte abusivamente, il rilascio della concessione permesso di costruire in sanatoria per le opere in esso comprese è subordinato all’approvazione di un piano di risanamento urbanistico, che può essere adottato anche in variante allo strumento urbanistico generale.
3. La redazione e l’attuazione dei piani di risanamento urbanistico possono essere assegnate in concessione permesso di costruire ad imprese o ad associazioni di imprese o a loro consorzi o ai consorzi dei proprietari di aree libere e fabbricati; tale concessione permesso di costruire è accompagnata da apposita convenzione nella quale sono tra l’altro precisati i contenuti economici e finanziari degli interventi di recupero urbanistico.
4. La norma di cui ai commi precedenti di cui al comma precedente si applica anche ai piani di zona non collegati con piani di risanamento urbanistico.
5. Nei comuni classificati di I e II classe ai sensi dell’articolo 2 del decreto di cui all’articolo 4 della legge regionale 19 maggio 1981, n. 17, i piani attuativi interessanti zone residenziali devono riservare il 40 per cento della volumetria realizzabile a piano per l’edilizia economica e popolare ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167; e successive modifiche. ( Sostituito dall’art. 40 della L.R. 45/1989 )
5. I Comuni della Sardegna, nell’ approvare i piani attuativi interessanti zone residenziali, possono riservare da un minimo del 40 per cento ad un massimo del 70 per cento della volumetria realizzabile ai piani per l’ edilizia economica e popolare ai sensi della legge 18 – 4 – 1962 n. 167 e successive modifiche ( Inserito dall’art. 40 della L.R. 45/1989 )
6.bis Le disposizioni di cui ai precedenti quinto e sesto comma non si applicano ai piani particolareggiati adottati, ed ai piani di lottizzazione formalmente presentati al Comune entro la data del 15 ottobre 1985 ( Inserito dall’art. 6 della L.R. 21/1986 )
entro novanta giorni all’individuazione e perimetrazione degli insediamenti da assoggettare a risanamento urbanistico;
entro nove mesi all’adozione dei piani di risanamento urbanistico.
1. La domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria deve essere presentata entro il termine di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. (Sostituito dall’art. 1 della L.R. 21/1986 )
1. La domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria deve essere presentata entro il termine del 31 marzo 1986 (Inserito dall’art. 1 della L.R. 21/1986 )
2. Per le costruzioni ed altre opere ultimate entro il 1 ottobre 1983, la cui licenza, concessione permesso di costruire od autorizzazione venga annullata, ovvero dichiarata decaduta o inefficace successivamente all’entrata in vigore della presente legge, il termine di presentazione della domanda è fissato in centoventi giorni dalla notificazione o comunicazione alla parte interessata del relativo provvedimento.
5. Le opere di completamento e di adeguamento statico, eventualmente necessarie, di cui alla lettera b) del precedente terzo comma, potranno essere eseguite successivamente al rilascio della concessione o dell’autorizzazione in sanatoria. (Sostituito dall’art. 6 della L.R. 12/1987)
5. Su richiesta dell’interessato, il Sindaco può rilasciare apposita certificazione, della sussistenza dei requisiti necessari per ottenere la concessione o l’autorizzazione in sanatoria. Comunque, il richiedente la concessione permesso di costruire o autorizzazione in sanatoria, dopo il pagamento – come acconto – dei due terzi degli oneri previsti dalle vigenti disposizioni, può completare le opere di cui all’articolo 26, primo comma, relativamente alle case di abitazione e con esclusione delle zone turistiche, non comprese tra quelle indicate al precedente articolo 28 nè ricadenti in zona assoggettata ai piani di risanamento di cui all’articolo 32.
A tal fine l’interessato comunica al comune il proprio intendimento con le procedure previste dall’articolo 15, terzo comma, ed inizia i lavori di completamento funzionale, non prima di trenta giorni dalla data della suddetta comunicazione. I lavori sono effettuati sotto la responsabilità dell’interessato unitamente al tecnico incaricato della direzione dei lavori, e comunque i lavori compiuti non possono costituire in nessun momento pregiudizio alcuno dei diritti e delle ragioni della pubblica amministrazione.
L’avvenuto espletamento delle suddette procedure abilita gli Istituti di credito a concedere mutui fondiari ed edilizia sia per le opere eseguite, sia per quelle di completamento.
I lavori di completamento delle opere eseguite su aree sottoposte a vincolo possono essere eseguiti solo a condizione che siano stati espressi positivamente i necessari pareri ed autorizzazioni delle competenti amministrazioni ( Inserito dall’art.6 della L.R. 12/1987 )
1. A seguito del rilascio della concessione permesso di costruire o autorizzazione in sanatoria, viene altresì rilasciato il certificato di abitabilità o di agibilità anche in carenza degli ulteriori requisiti fissati da norme regolamentari, qualora le opere sanate non contrastino con le disposizioni vigenti in materia di sicurezza statica e di prevenzione degli infortuni.
Art.42 – Oneri per il rilascio della concessione permesso di costruire o dell’autorizzazione in sanatoria
1. Il beneficiario della sanatoria deve corrispondere al comune gli oneri di concessione permesso di costruire secondo le modalità di cui ai successivi commi.
5. Gli oneri di concessione permesso di costruire non sono dovuti:
per le opere realizzate nel periodo antecendente al 1 gennaio 1970 e per le opere che hanno i requisiti per la concessione permesso di costruire gratuita ai sensi dell’articolo 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, semprechè sia stato rispettato l’indice fondiario previsto dallo strumento urbanistico vigente alla data di realizzazione dell’opera;
per le opere realizzate in assenza di autorizzazione o n difformità da essa.
6. Il contributo di concessione di cui al precedente primo comma è ridotto al 50 per cento per le opere realizzate nel periodo dal 1 gennaio 1970 al 29 gennaio 1977. (sostituito dall’art. 7 della L.R. 21/1986 )
6. Per le opere realizzate nel periodo dal 1º gennaio 1970 al 29 gennaio 1977 gli oneri di urbanizzazione sono ridotti al 50 per cento e l’onere relativo al costo di costruzione non è dovuto (inserito dall’art. 7 della L.R. 21/1986 )
7. Le disposizioni di cui ai precedenti quinto e sesto comma non si applicano ai piani particolareggiati adottati, ed ai piani di lottizzazione formalmente presentati al Comune entro la data del 15 ottobre 1985 (inserito dall’art. 6 della L.R. 21/1986 )
1. Il richiedente la sanatoria in possesso dei requisiti per l’assegnazione di un alloggio di edilizia economica e popolare, che abbia realizzato un alloggio convenzionabile ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, e che procede alla stipula della relativa convenzione anche in zona “E”, è tenuto a corrispondere il contributo di concessione permesso di costruire nella misura stabilita dall’amministrazione comunale per le zone classificate “B” ai sensi del decreto di cui all’articolo 4 della legge regionale 19 maggio 1981, n. 17. Tale onere è incrementato degli interessi legali.
Art.44 – Riduzioni e maggiorazioni del contributo di concessione permesso di costruire
coloro che siano in possesso del solo requisito soggettivo per l’assegnazione di un alloggio di edilizia economica e popolare che abbiano realizzato un alloggio di superficie superiore di non oltre il 30 per cento rispetto a quella stabilita come convenzionabile;
coloro che siano in possesso del requisito oggettivo richiesto per l’edilizia convenzionata ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10, ed il cui reddito non superi il limite previsto per l’accesso all’edilizia agevolata.
5. In caso di chiusura di balconi o terrazzi gli oneri sono ridotti del 70 per cento qualora il manufatto sia stato realizzato con elementi lignei o metallici e del 30 per cento negli altri casi. (sostituito dall’art. 8 della L.R. 21/1986)
5. In caso di chiusura di verande, balconi o terrazze con strutture stabili e non con le strutture precarie di cui al precedente articolo 27 sesto quinto comma, il contributo di concessione è ridotto del 30 per cento . (Inserito dall’art. 8 della L.R. 21/1986)
Art.46 – Pagamento dei contributi afferenti la concessione permesso di costruire in sanatoria
1. Entro la data di presentazione della domanda di cui al precedente articolo 40, devono essere versati al comune a titolo di acconto la somma di lire 50.000 per le opere di urbanizzazione primaria e di lire 100.000 per quelle secondarie, semprechè il contributo di concessione permesso di costruire sia dovuto.
2. La restante parte del contributo di concessione permesso di costruire da corrispondere al comune ai sensi della presente legge può essere rateizzata con deliberazione del Consiglio comunale, applicando l’interesse legale.
3. La prima rata deve essere versata al comune all’atto del rilascio della concessione permesso di costruire e non deve comunque essere inferiore al 30 per cento dell’intero importo; le rate rimanenti ed i relativi interessi devono essere corrisposti entro i successivi tre anni, con le modalità e garanzie stabilite dall’amministrazione comunale.
1. Le opere realizzate in assenza di concessione permesso di costruire in conformità a piani di lottizzazione, relativi a zone classificate B, C o D, ai sensi del decreto di cui al l’art. 4 della legge regionale 19 maggio 1981, n. 17, già approvati dal consiglio comunale e muniti di nulla osta regionale ma non convenzionati, possono essere sanate purché la domanda venga presentata e la relativa convenzione stipulata entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge entro il termine del 30 settembre 1986 31 marzo 1987.
2. Il rilascio della concessione permesso di costruire in sanatoria è subordinato al pagamento degli oneri di urbanizzazione in conformità a quanto previsto in convenzione e della quota del costo di costruzione, ove dovuta.
3. Qualora la domanda non venga presentata nei termini previsti dal primo comma, si applicano le sanzioni amministrative previste dal Capo I della presente legge. (Eliminato dall’art. 2 della L.R. 21/1986)
3. E’ comunque consentito presentare la domanda di sanatoria, con gli effetti di cui al precedente secondo comma, anche successivamente il 31 marzo 1986, purchè entro il termine del 30 settembre 1986. In tal caso il contributo di concessione è maggiorato del cinque per cento.
Se nel termine prescritto non viene presentata la domanda di sanatoria per opere abusive realizzate in totale difformità o in assenza della licenza o concessione, ovvero se la domanda presentata, per la rilevanza delle omissioni o delle inesattezze riscontrate, deve ritenersi dolosamente infedele, si applicano le sanzioni amministrative previste dal Capo I della presente legge.
In ogni altra diversa ipotesi di abusivismo, la tardiva presentazione della domanda, comunque non oltre il 31 marzo 1987, comporta il pagamento al comune del contributo di concessione maggiorato del dieci per cento. (Inserito dall’art. 2 della L.R. 21/1986)
Capitolo 12204 –
Capitolo 24110 –
(nuova istituzione) 2.4.1. – Sovvenzioni statali per i controlli periodici dell’attività urbanistica ed edilizia (art. 23, legge 28 febbraio 1985, n. 47)
Capitolo 36214 –
(Nuova istituzione) 3.6.2. – Rimborsi dei comuni in conto delle anticipazioni concesse dalla Regione per la formazione dei piani di risanamento urbanistico (art. 35, terzo comma, della presente legge).
Capitolo 02016 –
Capitolo 04160/01 –
2.1.2.7.4.3.07.27 – Anticipazioni ai comuni per la predisposizione e l’attuazione dei piani di risanamento urbanistico (art. 35, primo comma, della presente legge)
Capitolo 04160/02 –
1.1.1.4.1.2.07.27 – Spese necessarie per il censimento, accertamento e controllo sull’attività urbanistico – edilizia, anche mediante rilievi aerofotogrammetrici, e per la pubblicazione, diffusione conoscitiva della normativa urbanistico – edilizia regionale (artt. 21 e 22 della presente legge)
Capitolo 04160/03 –
2.1.2.3.2.4.07.27 – Concorsi sugli interessi dei mutui contratti dai comuni per l’attuazione dei piani di risanamento urbanistico; contributi ai comuni per il ripiano del disavanzo finanziario derivante dalle riduzioni dei contributi di concessione permesso di costruire (artt. 36, 43 e 44 della presente legge) lire 500.000.000
Capitolo 04160/04 –
2.1.2.4.3.4.07.27 – Concorso sugli interessi dei mutui contratti dai consorzi volontari o dalle cooperative edilizie per l’attuazione anche parziale, dei piani di recupero (art. 34, ottavo comma, della presente legge)
Capitolo 04161 –