Source: http://www.rivistafamilia.it/2018/03/27/la-cgue-pone-limiti-al-potere-dello-accertare-lorientamento-sessuale-del-richiedente-asilo/
Timestamp: 2019-01-19 18:59:08+00:00
Document Index: 43610370

Matched Legal Cases: ['CGUE ', 'art. 4', 'CGUE ', 'art. 4', 'CGUE ', 'art. 7']

La CGUE pone limiti al potere dello Stato di accertare l’orientamento sessuale del richiedente asilo
Di CLAUDIA BENANTI - 27 marzo 2018
CGUE_25.01.2018
L’art. 4 dir. UE n. 95 del 2011 prevede che la domanda di protezione internazionale venga esaminata dallo Stato richiesto su base individuale, tenendo conto non solo delle dichiarazioni dell’istante, ma anche delle sue condizioni personali.
In applicazione di tale disposizione, l’ufficio immigrazione ungherese aveva disposto una perizia psicologica al fine di accertare l’orientamento sessuale di un cittadino nigeriano, il quale aveva motivato la propria richiesta d’asilo con il timore di essere perseguitato nel Paese di origine a causa della propria omosessualità. Non avendo la perizia confermato l’orientamento sessuale del richiedente, l’Ufficio ne aveva respinto la domanda di asilo.
Il Tribunale ungherese, adito dal cittadino nigeriano che lamentava di essere stato sottoposto a test psicologici lesivi dei propri diritti fondamentali che non erano stati in grado di accertarne l’orientamento sessuale, ha proposto rinvio pregiudiziale alla CGUE affinché la medesima chiarisca in che modo debba essere interpretato l’art. 4 dir. cit., in connessione con i fatti di causa.
La CGUE ha affermato che lo Stato è libero di disporre una perizia psicologica sul richiedente asilo al fine di accertare la condizione sulla quale la domanda si basa (nella specie, l’orientamento sessuale del richiedente), purché la perizia venga condotta con modalità rispettose dei diritti fondamentali della persona e gli esiti della perizia stessa non siano vincolanti per le autorità statali.
Tuttavia, la medesima Corte ha aggiunto che l’utilizzo di una perizia psicologica per accertare l’orientamento sessuale del richiedente viola l’art. 7 Carta UE, che tutela il diritto al rispetto della vita privata e familiare. L’esecuzione della perizia costituisce, secondo la Corte, un’ingerenza nella vita privata del soggetto sproporzionata rispetto all’obiettivo che si vuole raggiungere, dato che la stessa non consente di accertare in modo incontrovertibile l’orientamento sessuale del soggetto che vi si sottopone.