Source: https://www.cacciando.com/armi/le-armi/itemlist/user/1041-cacciandocom.html
Timestamp: 2020-03-31 09:58:18+00:00
Document Index: 104686242

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 59', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 73', 'art. 89']

cinghiali fauna selvaticaSospese in Emilia-Romagna la caccia di selezione - metodo di controllo della fauna selvatica per conservare e rendere equilibrati il numero dei capi in una data area - e le operazioni di censimento della fauna. Sono le principali misure di contenimento per far fronte all’emergenza Coronavirus, che la Regione ha diffuso con una circolare dell’assessorato all’Agricoltura, dove si chiariscono gli effetti dei decreti ministeriali sulle attività faunistico venatorie e le misure a cui attenersi.
La Regione Toscana ha provveduto a posticipare le principali scadenze riguardanti l'attività venatoria questo il contenuto della delibera:
I) Dare atto che la licenza di porto d'armi per uso di caccia di cui all'articolo 23 della legge 157/1992 e abilitazione all'esercizio venatorio di cui all'articolo 28 della l.r. 3/1994 rientrano nel campo di applicazione di cui all’articolo 103, comma 2 del DL 18/2020 e conseguentemente se in scadenza nel periodo intercorrente dal 31 gennaio 2020 al 15 aprile 2020 restano valide fino al 15 giugno 2020; pertanto è posticipata a tale data anche il pagamento della tassa di concessione
governativa per licenza di porto d’armi per uso di caccia di cui all’articolo 23 della l. 157/1992 e della tassa di concessione regionale per l’abilitazione all’esercizio venatorio di cui all’articolo 1 della l.r. 86/2016;
2) di prorogare, per le motivazioni espresse in premessa, le seguenti scadenze in conseguenza dell'attuale emergenza COVID-19, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 103, comma 2 del DL 18/2020:
• iscrizione all'ATC di residenza vcnatoria o ad ulteriore ATC (art. 5 comma 3 e art. 6 comma 4 DPGR 48/02017): dal 15 maggio 2020 al 15 giugno 2020. II cacciatore abilitato al prelievo selettivo non potrà effettuare tale attività per la stagione venatoria 20/21 senza aver prima provveduto all'iscrizione;
• iscrizione ad un ATC di residenza venatoria diverso da quello dell'anno precede. (art. 7 comma 2 DPGR 48/r 2017): dal 31 marzo al 15 giugno 2020. Il cacciatore abilitato al prelievo selettivo non potrà effettuare tale attività per la stagione venatoria 20/21 senza aver prima provveduto all'iscrizione;
• richieste di nuove autorizzazioni appostamenti fissi (art. 59 comma 3 DPGR 48/r/2017): dal 31 mar. 2020 al 15 giugno 2020. Conseguenti comunicazioni a carico della struttura competente della Giunta regionale dal 30 giugno 2020 al 31 luglio 2020;
• conferma annuale dell'appostamento tramite pagamento della tassa di concessione regionale da parte del titolare dell'autorizzazione (art. 60 comma 1 DPGR 48/r/2017): dal 28 febbraio 2020 al 31 maggio 2020. Per il 2020 non si applica la sanzione amministrativa di cui all'articolo 58, comma 1, lettera q) della l.r. 3/1994 prevista dall'art. 60 comma 2 DPGR 48/r 2017);
• iscrizione al registro delle squadre di caccia al cinghiale (art. 73 comma 7 DPGR 48/r 2017): dal 31 maggio 2020 al 15 giugno 2020;
• inizio di almeno una sessione di esame per l'abilitazione all'esercizio venatorio (art. 89 comma 5 DPGR 48/r/2017): dal 30 aprile 2020 al 15 giugno;
Abbiamo più volte evidenziato l’abissale differenza che esiste tra noi, portatori della Cultura rurale, ed i rappresentanti del variegato arcipelago animal ambientalista, sia dal punto di vista numerico, che economico, che occupazionale, che sociale, che culturale.
Una ennesima dimostrazione la possiamo riscontrare in questi momenti drammatici legati alla diffusione del Coronavirus.
Mentre i rappresentanti delle varie associazioni portatrici della Cultura rurale si stanno prodigando in meritorie iniziative per raccogliere fondi da devolvere agli enti preposti alla salute pubblica ed ai vari servizi di pubblica utilita’, le associazioni animal ambientaliste chiedono soldi allo Stato per poter mantenere In ottima salute le proprie organizzazioni.
Cacciatori, pescatori, agricoltori, allevatori e molti altri rappresentanti della Cultura rurale hanno già donato e continuano a donare, in base alle proprie disponibilità, quantità considerevoli di risorse finanziarie per l’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale da donare al personale medico ospedaliero ed extraospedaliero, alle forze di polizia, a chiunque eserciti funzioni di pubblica utilita’, devolvendo le somme rimanenti agli ospedali in difficoltà.
Non abbiamo ancora avuto notizia, ad oggi, di iniziative altrettanto lodevoli da parte di qualche organizzazione animal ambientalista.
Eppure abbiamo tutti consapevolezza degli svariati milioni di euro che le organizzazioni animal ambientaliste introitano ogni anno, sia come finanziamenti pubblici che tramite la destinazione del cinque per mille Dell’IRPEF.
Abbiamo letto di scandali che hanno travolto alcune di queste organizzazioni che parrebbero aver utilizzato gran parte dei propri introiti non certo a favore del benessere degli animali o per azioni di pubblica utilità, ma per spregiudicate azioni di speculazione finanziaria in riva al Mar Rosso, nell’isola di Malta, oppure in sperduti paradisi fiscali.
Mentre il nostro Paese è martoriato da un’epidemia che sta decimando una parte della nostra popolazione umana, soprattutto la più anziana e quella affetta da gravi patologie pregresse, le organizzazioni animal ambientaliste non trovano di meglio che chiedere soldi all’Ente pubblico anziché mettere a disposizione una parte delle proprie ricchezze accumulate negli anni.
Ci auguriamo che una volta passata l’emergenza Coronavirus, perché prima o poi passerà anche questa emergenza, gli Enti pubblici e la pubblica opinione tengano conto del lodevole comportamento dimostrato, ancora una volta, dai portatori della Cultura rurale ma anche di quella vegognosamente dimostrata, ancora una volta, dai rappresentanti del frastagliato arcipelago animal-ambientalista.
Presidente nazionale Associazione per la difesa e la promozione della Cultura Rurale
Vicenza, li 22 marzo 2020
Così si è espresso il presidente nazionale di Federcaccia Massimo Buconi commentando la scandalosa e disumana intervista a un rappresentante del movimento animalista andata in onda durante la popolare trasmissione radiofonica “La Zanzara”.
“Non è il tempo delle polemiche e ritengo comunque che a nulla servono le parole a chi raggiunge tali livelli di indegnità. Ho chiesto ai nostri legali di valutare ogni utile strategia giuridica, sia penale che civilistica, a tutela di tutti noi cacciatori. La reazione giusta da dare a questi inqualificabili personaggi è, fuori da questo, l’assoluta indifferenza continuando a fare con orgoglio la nostra parte per tutti i nostri connazionali” ha concluso il presidente Buconi.