Source: https://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202016/circ095.htm
Timestamp: 2018-08-18 09:06:06+00:00
Document Index: 8896959

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3']

Circolare n.95/2016
Oggetto: Previdenza – Ammortizzatori sociali – Proroga della CIGS per cessazione di attività – D.M. 25.3.2016, su G.U. n. 120 del 24.5.2016.
Come è noto, l’ultima riforma degli ammortizzatori sociali (d.lgvo n. 148/2015) ha posto un freno all’utilizzo della CIGS (cassa integrazione straordinaria) da parte delle aziende quando non ricorrono prospettive di ripresa. Da quest’anno, infatti, le aziende non possono più ricorrere alla cassa nei casi di cessazione dell’attività produttiva. Peraltro lo stesso decreto ha previsto, in via transitoria per il triennio 2016-2018 e nei limiti di spesa di 50 milioni di euro per ciascun anno, la possibilità di concedere deroghe a tale divieto in presenza di determinate condizioni; la proroga della CIGS potrà essere concessa per un massimo di 12, 9 e 6 mesi, rispettivamente, per cessazioni intervenute nel 2016, 2017 e 2018.
Il Ministero del Lavoro ha subordinato la concessione della proroga alla ricorrenza delle quattro seguenti condizioni che devono verificarsi congiuntamente:
· il trattamento di CIGS deve essere stato inizialmente autorizzato su presentazione di un programma di crisi aziendale al cui esito, vista la criticità della situazione, l’azienda decida di cessare l’attività e di cederla;
· l’azienda deve stipulare uno specifico accordo con il Ministero del Lavoro e con il Ministero dello Sviluppo economico nel quale devono essere documentate le prospettive di rapida cessione e di continuazione dell’attività da parte dell’azienda subentrante; nell’accordo dovrà inoltre essere indicato l’onere finanziario necessario a coprire l’intervento di CIGS;
· l’azienda deve presentare un piano di sospensioni dei lavoratori coinvolti;
· l’azienda deve presentare un piano per il riassorbimento occupazionale in capo al cessionario da effettuarsi d’intesa col subentrante nell’ambito della procedura per il trasferimento d’azienda prevista dall’art. 47 della legge n. 428/1990.
G.U. n. 120 del 24.5.2016
Definizione dei criteri per l'accesso ad un ulteriore periodo di
di un programma di crisi aziendale, l'impresa cessi l'attivita'
produttiva e proponga concrete prospettive di rapida cessione
dell'azienda stessa e il conseguente riassorbimento del personale.
"Disposizioni per il riordino della normativa in materia di
ammortizzatori sociali, in costanza di rapporto di lavoro, in
Visto, in particolare, l'art. 21, comma 4, del decreto legislativo
n. 148 del 2015, il quale dispone che «In deroga agli articoli 4,
comma 1, e 22, comma 2, entro il limite di spesa di 50 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, puo' essere
e sei mesi e previo accordo stipulato in sede governativa al
Ministero dello sviluppo economico, un ulteriore intervento di
integrazione salariale straordinaria qualora all'esito del programma
di crisi aziendale di cui al comma 3, l'impresa cessi l'attivita'
produttiva e sussistano concrete prospettive di rapida cessione
dell'azienda e di un conseguente riassorbimento occupazionale. A tal
fine il Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'art.
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e'
incrementato dell'importo di cui al primo periodo per ciascuno degli
al Ministero dell'economia e delle finanze. Con decreto del Ministro
Considerato che l'art. 21, comma 4, del decreto legislativo n. 148
del 2015 e' finalizzato ad agevolare la gestione delle crisi e dei
processi di riorganizzazione aziendale attraverso la conservazione
del patrimonio delle competenze professionali acquisite dai
lavoratori, cosi' da evitare rilevanti ricadute occupazionali e
Considerato, altresi', che ai sensi dell'art. 21, comma 4, del
di crisi aziendale l'impresa cessi l'attivita' e si ravvisino
prospettive di cessione dell'impresa sia opportuno favorire la
Ritenuta la necessita' di individuare i criteri per autorizzare un
ulteriore intervento di integrazione salariale per un limite massimo
di dodici mesi nell'anno 2016, nove mesi nell'anno 2017 e sei mesi
nell'anno 2018, in deroga ai termini di cui all'art. 4, comma 1, e
1. Il trattamento di integrazione salariale straordinaria puo'
essere prorogato, ai sensi dell'art. 21, comma 4, del decreto
legislativo n. 148 del 2015 e in deroga all'art. 4, comma 1, e
all'art. 22, comma 2, del medesimo decreto legislativo, sino ad un
limite massimo complessivo di dodici mesi per le cessazioni di
attivita' intervenute nell'anno 2016, di nove mesi per le cessazioni
di attivita' intervenute nell'anno 2017 e di sei mesi per quelle
intervenute nell'anno 2018, secondo i criteri definiti dal presente
1. La proroga del trattamento di integrazione salariale
straordinaria di cui all'art. 1 puo' essere autorizzata quando
a) il trattamento di integrazione salariale straordinario sia
al cui esito, per l'aggravarsi delle iniziali difficolta' e per
l'impossibilita' di portare a termine il piano di risanamento
originariamente predisposto, l'impresa si determini a cessare
l'attivita' produttiva e, contestualmente, si evidenzino concrete e
e delle politiche sociali con la presenza del Ministero dello
c) sia presentato un piano di sospensioni dei lavoratori
ricollegabili nell'entita' e nei tempi alla cessione aziendale e ai
capo al cessionario garantito mediante l'espletamento tra le parti
della procedura di cui all'art. 47 della legge 29 dicembre 1990, n.
del trattamento di integrazione salariale di cui all'art. 1, deve
stipulare, prima del termine del programma di cui all'art. 2, comma
1, lettera a), lo specifico accordo governativo di cui all'art. 2,
comma 1, lettera b), dando conto nello stesso delle concrete
prospettive di rapida cessione dell'azienda con finalita' di
continuazione dell'attivita' ovvero di ripresa della stessa ed
esibendo, al fine, idonea documentazione comprovante l'esistenza di
2. In sede di accordo il Ministero dello sviluppo economico puo'
rilevare l'azienda cedente, anche con accordo di riservatezza,
specificando le azioni da intraprendere ivi comprese azioni
programmate per la salvaguardia dei livelli occupazionali e il
3. Al fine di cui al comma 2, prima della stipula dell'accordo
governativo di cui art. 2, comma 1, lettera b), deve essere
verificata la sostenibilita' finanziaria dell'intervento di
4. In sede di accordo deve essere indicato l'onere finanziario
necessario a coprire l'intervento di integrazione salariale
5. Il Ministero dello sviluppo economico assicura un costante
6. A seguito della stipula dell'accordo governativo, l'impresa
presenta istanza di integrazione salariale al Ministero del lavoro e
delle politiche sociali, corredata del programma di cui all'art. 2,
7. Al fine di garantire, sia la stabilita' del sostegno al reddito
dei lavoratori coinvolti nell'operazione di cessione di cui al comma
2, sia la continuita' aziendale, alle domande per l'autorizzazione
del trattamento di integrazione salariale straordinaria non si
1. Il trattamento di integrazione salariale straordinario puo'
2. Per le finalita' di cui al presente decreto il relativo onere
finanziario grava sul Fondo sociale per occupazione e formazione, di
cui all'art. 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre
2009, n. 2, nel limite di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni
1. Ai fini del rispetto del limite di spesa di cui all'art. 4,
l'Istituto nazionale della previdenza sociale monitora mensilmente i
flussi di spesa afferenti all'avvenuta erogazione delle prestazioni
all'art. 4, effettuato anche in via prospettica e non soltanto sulla
base delle relazioni mensili di cui al comma 1, in relazione agli
di quanto previsto dall'art. 3, commi 3 e 4, indichi che e' stato
raggiunto o che sara' raggiunto prima del termine dell'anno di
riferimento il limite dei 50 milioni di euro annui assegnati, non