Source: https://www.meltingpot.org/La-Corte-di-Giustizia-boccia-il-reato-di-inottemperanza-all.html
Timestamp: 2019-10-20 16:14:13+00:00
Document Index: 55665199

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

La Corte di Giustizia boccia il reato di inottemperanza all’ordine di allontanamento (14, co 5 ter) - Progetto Melting Pot Europa
Secondo la Corte " ... gli stati membri non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all’allontanamento coattivo.... una pena detentiva, come quella prevista dall’art. 14, comma 5 ter del d.lgs 286/98, solo perchè un cittadino di un paese terzo, dopo che gli stato notificato un ordine di lasciare il territorio di uno stato membro e che il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare nel territorio nazionale”. Appare al riguardo particolarmente importante l’affermazione secondo la quale "... se è vero che la legislazione penale e le norme di procedura penale rientrano, in linea di principio, nella competenza degli stati membri, su tale ambito giuridico può nondimeno incidere il diritto dell’Unione" .
In base alla direttiva comunitaria sui rimpatri, che vieta qualunque automatismo nella sanzione penale e nelle misure limitative della libertà personale, indicando la necessità del preventivo esperimento del rimpatrio volontario, salvo casi indicati tassativamente, "... tale privazione della libertà deve avere durata quanto più breve possibile e protrarsi solo per il tempo necessario all’espletamento diligente delle modalità di rimpatrio".
La decisione dei giudici di Lussemburgo ha infatti una portata molto ampia. La Corte ricorda che: "... al giudice del rinvio... spetterà disapplicare ogni disposizione del D.Lgs 286/98 contraria al risultato della direttiva 2008/115, segnatamente l’art. 14, comma 5 ter...". Anche la materia dei trattenimenti nei centri di identificazione ed espulsione, o nelle diverse strutture improprie nelle quali in queste ultime settimane sono stati rinchiusi i migranti che si riteneva di respingere o di espellere, rimane fortemente incisa dalla sentenza emessa ieri.
La sentenza della Corte di Lussemburgo non è una sentenza “buonista” ma tende soltanto a riaffermare principi democratici come la riserva di legge, la necessità di un controllo giurisdizionale, il primato del diritto comunitario, questioni sulle quali in tema di immigrazione l’Italia sta tradendo i principi costituzionali comuni a tutti gli stati dell’Unione Europea. "Ci sono altri Paesi europei che prevedono il reato di clandestinità e non sono stati censurati" ha dichiarato Maroni, continuando a diffondere in malafede la falsa interpretazione secondo la quale la sentenza avrebbe riguardato il reato di clandestinità.
La sentenza dei giudici di Lussemburgo non colpisce -per ora- il reato di clandestinità ma l’abuso della sanzione penale e del carcere nei confronti degli immigrati irregolari. Le dichiarazioni di Maroni costituiscono un tentativo per nascondere il fallimento dell’intera politica dell’immigrazione, ed un richiamo alla logica della paura sulla quale la Lega ha costruito il suo successo elettorale. Secondo il ministro dell’interno "l’eliminazione del reato, accoppiata alla direttiva europea sui rimpatri, rischia di fatto di rendere impossibili le espulsioni, trasformandole solo in intimazione ad abbandonare il territorio nazionale entro sette giorni. Questo rende assolutamente inefficaci le politiche di contrasto all’immigrazione clandestina".
L’”inefficacia” delle politiche di contrasto adottate dall’Italia risiede nel fallimento della politica di “esternalizzazione” dei controlli di frontiera, basata sugli accordi con dittatori del calibro di Ben Alì e Gheddafi, una politica che è costata centinaia di morti a mare e migliaia di vittime di abusi nei paesi di transito, con i respingimenti collettivi in mare per i quali l’Italia andrà presto a giudizio davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.
[ 28 aprile 2011 ]
Carcere, Espulsione, Europa