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Timestamp: 2017-03-27 00:34:50+00:00
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Disciplina della responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche, delle societa' e delle associazioni - Pag. 2
231/2001 - Disciplina della responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche, delle societa' e delle associazioni Seguici su Facebook e su G. Plus
Art. 47.Giudice competente e procedimento di applicazione1. Sull'applicazione e sulla revoca delle misure cautelari nonche'sulle modifiche delle loro modalita' esecutive, provvede il giudice che procede. Nel corso delle indagini provvede il giudice per le indagini preliminari. Si applicano altresi' le disposizioni di cui all'articolo 91 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. 2. Se la richiesta di applicazione della misura cautelare e'presentata fuori udienza, il giudice fissa la data dell'udienza e ne fa dare avviso al pubblico ministero, all'ente e ai difensori. L'ente e i difensori sono altresi' avvisati che, presso la cancelleria del giudice, possono esaminare la richiesta dal pubblico ministero e gli elementi sui quali la stessa si fonda. 3. Nell'udienza prevista dal comma 2, si osservano le formedell'articolo 127, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 10, del codice di procedura penale; i termini previsti ai commi 1 e 2 del medesimo articolo sono ridotti rispettivamente a cinque e a tre giorni. Tra il deposito della richiesta e la data dell'udienza non puo' intercorrere un termine superiore a quindici giorni. Art. 48.Adempimenti esecutivi1. L'ordinanza che dispone l'applicazione di una misura cautelaree' notificata all'ente a cura del pubblico ministero.
Art. 49.Sospensione delle misure cautelari1. Le misure cautelari possono essere sospese se l'ente chiede dipoter realizzare gli adempimenti cui la legge condiziona l'esclusione di sanzioni interdittive a norma dell'articolo 17. In tal caso, il giudice, sentito il pubblico ministero, se ritiene di accogliere la richiesta, determina una somma di denaro a titolo di cauzione, dispone la sospensione della misura e indica il termine per la realizzazione delle condotte riparatorie di cui al medesimo articolo 17. 2. La cauzione consiste nel deposito presso la Cassa delle ammendedi una somma di denaro che non puo' comunque essere inferiore alla meta' della sanzione pecuniaria minima prevista per l'illecito per cui si procede. In luogo del deposito, e' ammessa la prestazione di una garanzia mediante ipoteca o fideiussione solidale. 3. Nel caso di mancata, incompleta o inefficace esecuzione delleattivita' nel termine fissato, la misura cautelare viene ripristinata e la somma depositata o per la quale e' stata data garanzia e' devoluta alla Cassa delle ammende. 4. Se si realizzano le condizioni di cui all'articolo 17 il giudicerevoca la misura cautelare e ordina la restituzione della somma depositata o la cancellazione dell'ipoteca; la fideiussione prestata si estingue. Art. 50.Revoca e sostituzione delle misure cautelari1. Le misure cautelari sono revocate anche d'ufficio quandorisultano mancanti, anche per fatti sopravvenuti, le condizioni di applicabilita' previste dall'articolo 45 ovvero quando ricorrono le ipotesi previste dall'articolo 17. 2. Quando le esigenze cautelari risultano attenuate ovvero lamisura applicata non appare piu proporzionata all'entita' del fatto o alla sanzione che si ritiene possa essere applicata in via definitiva, il giudice, su richiesta del pubblico ministero o dell'ente, sostituisce la misura con un'altra meno grave ovvero ne dispone l'applicazione con modalita' meno gravose, anche stabilendo una minore durata. Art. 51.Durata massima delle misure cautelari1. Nel disporre le misure cautelari il giudice ne determina ladurata, che non puo' superare la meta' del termine massimo indicato dall'articolo 13, comma 2. 2. Dopo la sentenza di condanna di primo grado, la durata dellamisura cautelare puo' avere la stessa durata della corrispondente sanzione applicata con la medesima sentenza. In ogni caso, la durata della misura cautelare non puo' superare i due terzi del termine massimo indicato dall'articolo 13, comma 2. 3. Il termine di durata delle misure cautelari decorre dalla datadella notifica dell'ordinanza.4. La durata delle misure cautelari e' computata nella durata dellesanzioni applicate in via definitiva.
Art. 52.Impugnazione dei provvedimenti che applicano le misure cautelari1. Il pubblico ministero e l'ente, per mezzo del suo difensore,possono proporre appello contro tutti i provvedimenti in materia di misure cautelari, indicandone contestualmente i motivi. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 322-bis, commi 1-bis e 2, del codice di procedura penale. 2. Contro il provvedimento emesso a norma del comma 1, il pubblicoministero e l'ente, per mezzo del suo difensore, possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 325 del codice di procedura penale. Art. 53.Sequestro preventivo1. Il giudice puo' disporre il sequestro delle cose di cui e'consentita la confisca a norma dell'articolo 19. Si osservano le disposizioni di cui agli articoli 321, commi 3, 3-bis e 3-ter, 322, 322-bis e 323 del codice di procedura penale, in quanto applicabili. Art. 54.Sequestro conservativo1. Se vi e' fondata ragione di ritenere che manchino o sidisperdano le garanzie per il pagamento della sanzione pecuniaria, delle spese del procedimento e di ogni altra somma dovuta all'erario dello Stato, il pubblico ministero, in ogni stato e grado del processo di merito, chiede il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili dell'ente o delle somme o cose allo stesso dovute. Si osservano le disposizioni di cui agli articoli 316, comma 4, 317, 318, 319 e 320 del codice di procedura penale, in quanto applicabili. SEZIONE VIndagini preliminari e udienza preliminare
Art. 55.Annotazione dell'illecito amministrativo1. Il pubblico ministero che acquisisce la notizia dell'illecitoamministrativo dipendente da reato commesso dall'ente annota immediatamente, nel registro di cui all'articolo 335 del codice di procedura penale, gli elementi identificativi dell'ente unitamente, ove possibile, alle generalita' del suo legale rappresentante nonche' il reato da cui dipende l'illecito. 2. L'annotazione di cui al comma 1 e' comunicata all'ente o al suodifensore che ne faccia richiesta negli stessi limiti in cui e' consentita la comunicazione delle iscrizioni della notizia di reato alla persona alla quale il reato e' attribuito. Art. 56.Termine per l'accertamento dell'illecito amministrativo nelle indagini preliminari 1. Il pubblico ministero procede all'accertamento dell'illecitoamministrativo negli stessi termini previsti per le indagini preliminari relative al reato da cui dipende l'illecito stesso. 2. Il termine per l'accertamento dell'illecito amministrativo acarico dell'ente decorre dalla annotazione prevista dall'articolo 55.
Art. 57.Informazione di garanzia1. L'informazione di garanzia inviata all'ente deve contenerel'invito a dichiarare ovvero eleggere domicilio per le notificazioni nonche' l'avvertimento che per partecipare al procedimento deve depositare la dichiarazione di cui all'articolo 39, comma 2. Art. 58.Archiviazione1. Se non procede alla contestazione dell'illecito amministrativo anorma dell'articolo 59, il pubblico ministero emette decreto motivato di archiviazione degli atti, comunicandolo al procuratore generale presso la corte d'appello. Il procuratore generale puo' svolgere gli accertamenti indispensabili e, qualora ritenga ne ricorrano le condizioni, contesta all'ente le violazioni amministrative conseguenti al reato entro sei mesi dalla comunicazione. Art. 59.Contestazione dell'illecito amministrativo1. Quando non dispone l'archiviazione, il pubblico ministerocontesta all'ente l'illecito amministrativo dipendente dal reato. La contestazione dell'illecito e' contenuta in uno degli atti indicati dall'articolo 405, comma 1, del codice di procedura penale. 2. La contestazione contiene gli elementi identificativi dell'ente,l'enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto che puo' comportare l'applicazione delle sanzioni amministrative, con l'indicazione del reato da cui l'illecito dipende e dei relativi articoli di legge e delle fonti di prova. Art. 60.Decadenza dalla contestazione1. Non puo' procedersi alla contestazione di cui all'articolo 59quando il reato da cui dipende l'illecito amministrativo dell'ente e' estinto per prescrizione. Art. 61.Provvedimenti emessi nell'udienza preliminare1. Il giudice dell'udienza preliminare pronuncia sentenza di nonluogo a procedere nei casi di estinzione o di improcedibilita' della sanzione amministrativa, ovvero quando l'illecito stesso non sussiste o gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere in giudizio la responsabilita' dell'ente. Si applicano le disposizioni dell'articolo 426 del codice di procedura penale. 2. Il decreto che, a seguito dell'udienza preliminare, dispone ilgiudizio nei confronti dell'ente, contiene, a pena di nullita', la contestazione dell'illecito amministrativo dipendente dal reato, con l'enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto che puo' comportare l'applicazione delle sanzioni e l'indicazione del reato da cui l'illecito dipende e dei relativi articoli di legge e delle fonti di prova nonche' gli elementi identificativi dell'ente. SEZIONE VIProcedimenti speciali
Art. 62.Giudizio abbreviato1. Per il giudizio abbreviato si osservano le disposizioni deltitolo I del libro sesto del codice di procedura penale, in quanto applicabili. 2. Se manca l'udienza preliminare, si applicano, secondo i casi, ledisposizioni degli articoli 555, comma 2, 557 e 558, comma 8.3. La riduzione di cui all'articolo 442, comma 2, del codice diprocedura penale e' operata sulla durata della sanzione interdittiva e sull'ammontare della sanzione pecuniaria. 4. In ogni caso, il giudizio abbreviato non e' ammesso quando perl'illecito amministrativo e' prevista l'applicazione di una sanzione interdittiva in via definitiva. Art. 63.Applicazione della sanzione su richiesta1. L'applicazione all'ente della sanzione su richiesta e' ammessase il giudizio nei confronti dell'imputato e' definito ovvero definibile a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale nonche' in tutti i casi in cui per l'illecito amministrativo e' prevista la sola sanzione pecuniaria. Si osservano le disposizioni di cui al titolo II del libro sesto del codice di procedura penale, in quanto applicabili. 2. Nei casi in cui e' applicabile la sanzione su richiesta, lariduzione di cui all'articolo 444, comma 1, del codice di procedura penale e' operata sulla durata della sanzione interdittiva e sull'ammontare della sanzione pecuniaria. 3. Il giudice, se ritiene che debba essere applicata una sanzioneinterdittiva in via definitiva, rigetta la richiesta.
Art. 64.Procedimento per decreto1. Il pubblico ministero, quando ritiene che si debba applicare lasola sanzione pecuniaria, puo' presentare al giudice per le indagini preliminari, entro sei mesi dalla data dell'annotazione dell'illecito amministrativo nel registro di cui all'articolo 55 e previa trasmissione del fascicolo, richiesta motivata di emissione del decreto di applicazione della sanzione pecuniaria, indicandone la misura. 2. Il pubblico ministero puo' chiedere l'applicazione di unasanzione pecuniaria diminuita sino alla meta' rispetto al minimo dell'importo applicabile. 3. Il giudice, quando non accoglie la richiesta, se non devepronunciare sentenza di esclusione della responsabilita' dell'ente, restituisce gli atti al pubblico ministero. 4. Si osservano le disposizioni del titolo V del libro sesto edell'articolo 557 del codice di procedura penale, in quanto compatibili. SEZIONE VIIGiudizio
Art. 65.Termine per provvedere alla riparazione delle conseguenze del reato1. Prima dell'apertura del dibattimento di primo grado, il giudicepuo' disporre la sospensione del processo se l'ente chiede di provvedere alle attivita' di cui all'articolo 17 e dimostra di essere stato nell'impossibilita' di effettuarle prima. In tal caso, il giudice, se ritiene di accogliere la richiesta, determina una somma di denaro a titolo di cauzione. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 49. Art. 66.Sentenza di esclusione della responsabilita' dell'ente1. Se l'illecito amministrativo contestato all'ente non sussiste,il giudice lo dichiara con sentenza, indicandone la causa nel dispositivo. Allo stesso modo procede quando manca, e' insufficiente o e' contraddittoria la prova dell'illecito amministrativo. Art. 67.Sentenza di non doversi procedere1. Il giudice pronuncia sentenza di non doversi procedere nei casiprevisti dall'articolo 60 e quando la sanzione e' estinta per prescrizione. Art. 68.Provvedimenti sulle misure cautelari1. Quando pronuncia una delle sentenza di cui agli articoli 66 e67, il giudice dichiara la cessazione delle misure cautelari eventualmente disposte. Art. 69.Sentenza di condanna1. Se l'ente risulta responsabile dell'illecito amministrativocontestato il giudice applica le sanzioni previste dalla legge e lo condanna al pagamento delle spese processuali. 2. In caso di applicazione delle sanzioni interdittive la sentenzadeve sempre indicare l'attivita' o le strutture oggetto della sanzione. Art. 70.Sentenza in caso di vicende modificative dell'ente1. Nel caso di trasformazione, fusione o scissione dell'enteresponsabile, il giudice da' atto nel dispositivo che la sentenza e' pronunciata nei confronti degli enti risultanti dalla trasformazione o fusione ovvero beneficiari della scissione, indicando l'ente originariamente responsabile. 2. La sentenza pronunciata nei confronti dell'ente originariamenteresponsabile ha comunque effetto anche nei confronti degli enti indicati nel comma 1. SEZIONE VIIIImpugnazioni
Art. 71.Impugnazioni delle sentenze relative alla responsabilita' amministrativa dell'ente 1. Contro la sentenza che applica sanzioni amministrative diverseda quelle interdittive l'ente puo' proporre impugnazione nei casi e nei modi stabiliti per l'imputato del reato dal quale dipende l'illecito amministrativo. 2. Contro la sentenza che applica una o piu' sanzioni interdittive,l'ente puo' sempre proporre appello anche se questo non e' ammesso per l'imputato del reato dal quale dipende l'illecito amministrativo. 3. Contro la sentenza che riguarda l'illecito amministrativo ilpubblico ministero puo' proporre le stesse impugnazioni consentite per il reato da cui l'illecito amministrativo dipende. Art. 72.Estensione delle impugnazioni1. Le impugnazioni proposte dall'imputato del reato da cui dipendel'illecito amministrativo e dall'ente, giovano, rispettivamente, all'ente e all'imputato, purche' non fondate su motivi esclusivamente personali. Art. 73.Revisione delle sentenze1. Alle sentenze pronunciate nei confronti dell'ente si applicano,in quanto compatibili, le disposizioni del titolo IV del libro nono del codice di procedura penale ad eccezione degli articoli 643, 644, 645, 646 e 647. SEZIONE IXEsecuzione
Art. 74.Giudice dell'esecuzione1. Competente a conoscere dell'esecuzione delle sanzioniamministrative dipendenti da reato e' il giudice indicato nell'articolo 665 del codice di procedura penale. 2. Il giudice indicato nel comma 1 e' pure competente per iprovvedimenti relativi:a) alla cessazione dell'esecuzione delle sanzioni nei casiprevisti dall'articolo 3;b) alla cessazione dell'esecuzione nei casi di estinzione delreato per amnistia;c) alla determinazione della sanzione amministrativa applicabilenei casi previsti dall'articolo 21, commi 1 e 2;d) alla confisca e alla restituzione delle cose sequestrate.3. Nel procedimento di esecuzione si osservano le disposizioni dicui all'articolo 666 del codice di procedura penale, in quanto applicabili. Nei casi previsti dal comma 2, lettere b) e d) si osservano le disposizioni di cui all'articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale. 4. Quando e' applicata l'interdizione dall'eserciziodell'attivita', il giudice, su richiesta dell'ente, puo' autorizzare il compimento di atti di gestione ordinaria che non comportino la prosecuzione dell'attivita' interdetta. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale. Art. 75(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 30 MAGGIO 2002, N. 155 ))
Art. 76.Pubblicazione della sentenza applicativa della condanna1. La pubblicazione della sentenza di condanna e' eseguita a spesedell'ente nei cui confronti e' stata applicata la sanzione. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 694, commi 2, 3 e 4, del codice di procedura penale. Art. 77.Esecuzione delle sanzioni interdittive1. L'estratto della sentenza che ha disposto l'applicazione di unasanzione interdittiva e' notificata all'ente a cura del pubblico ministero. 2. Ai fini della decorrenza del termine di durata delle sanzioniinterdittive si ha riguardo alla data della notificazione.
Art. 78.Conversione delle sanzioni interdittive1. L'ente che ha posto in essere tardivamente le condotte di cuiall'articolo 17, entro venti giorni dalla notifica dell'estratto della sentenza, puo' richiedere la conversione della sanzione amministrativa interdittiva in sanzione pecuniaria. 2. La richiesta e' presentata al giudice dell'esecuzione e devecontenere la documentazione attestante l'avvenuta esecuzione degli adempimenti di cui all'articolo 17. 3. Entro dieci giorni dalla presentazione della richiesta, ilgiudice fissa l'udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso alle parti e ai difensori; se la richiesta non appare manifestamente infondata, il giudice puo' sospendere l'esecuzione della sanzione. La sospensione e' disposta con decreto motivato revocabile. 4. Se accoglie la richiesta il giudice, con ordinanza, converte lesanzioni interdittive, determinando l'importo della sanzione pecuniaria in una somma non inferiore a quella gia' applicata in sentenza e non superiore al doppio della stessa. Nel determinare l'importo della somma il giudice tiene conto della gravita' dell'illecito ritenuto in sentenza e delle ragioni che hanno determinato il tardivo adempimento delle condizioni di cui all'articolo 17. Art. 79.Nomina del commissario giudiziale e confisca del profitto1. Quando deve essere eseguita la sentenza che dispone laprosecuzione dell'attivita' dell'ente ai sensi dell'articolo 15, la nomina del commissario giudiziale e' richiesta dal pubblico ministero al giudice dell'esecuzione, il quale vi provvede senza formalita'. 2. Il commissario riferisce ogni tre mesi al giudicedell'esecuzione e al pubblico ministero sull'andamento della gestione e, terminato l'incarico, trasmette al giudice una relazione sull'attivita' svolta nella quale rende conto della gestione, indicando altresi' l'entita' del profitto da sottoporre a confisca e le modalita' con le quali sono stati attuati i modelli organizzativi. 3. Il giudice decide sulla confisca con le forme dell'articolo 667,comma 4, del codice di procedura penale.4. Le spese relative all'attivita' svolta dal commissario e al suocompenso sono a carico dell'ente.
Art. 80(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 14 NOVEMBRE 2002, N. 313 ))
Art. 81(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 14 NOVEMBRE 2002, N. 313 ))
Art. 82(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 14 NOVEMBRE 2002, N. 313 ))
Capo IVDisposizioni di attuazione e di coordinamento
Art. 83.Concorso di sanzioni1. Nei confronti dell'ente si applicano soltanto le sanzioniinterdittive stabilite nel presente decreto legislativo anche quando diverse disposizioni di legge prevedono, in conseguenza della sentenza di condanna per il reato, l'applicazione nei confronti dell'ente di sanzioni amministrative di contenuto identico o analogo. 2. Se, in conseguenza dell'illecito, all'ente e' stata gia'applicata una sanzione amministrativa di contenuto identico o analogo a quella interdittiva prevista dal presente decreto legislativo, la durata della sanzione gia' sofferta e' computata ai fini della determinazione della durata della sanzione amministrativa dipendente da reato. Art. 84.Comunicazioni alle autorita' di controllo o di vigilanza1. Il provvedimento che applica misure cautelari interdittive e lasentenza irrevocabile di condanna sono comunicati, a cura della cancelleria del giudice che li ha emessi, alle autorita' che esercitano il controllo o la vigilanza sull'ente. Art. 85Disposizioni regolamentari1. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 3,della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto legislativo, il Ministro della giustizia adotta le disposizioni regolamentari relative al procedimento di accertamento dell'illecito amministrativo che concernono: a) le modalita' di formazione e tenuta dei fascicoli degli ufficigiudiziari;b) (( LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 14 NOVEMBRE 2002, N. 313 ));c) le altre attivita' necessarie per l'attuazione del presentedecreto legislativo.2. Il parere del Consiglio di Stato sul regolamento previsto dalcomma 1 e' reso entro trenta giorni dalla richiesta.Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi' 8 giugno 2001CIAMPIAmato, Presidente del Consiglio deiMinistriFassino, Ministro della giustiziaLetta, Ministro dell'industria, delcommercio e dell'artigianato e delcommercio con l'esteroMattioli, Ministro per le politichecomunitarieVisco, Ministro del tesoro, delbilancio e della programmazioneeconomicaVisto, il Guardasigilli: Fassino
Fonte normattiva.it i testi non hanno carattere di ufficialità « Pagina Precedente(Raccolta normativa)