Source: http://www.phronesis-cf.com/statuto/
Timestamp: 2017-04-26 19:28:11+00:00
Document Index: 90830559

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 4', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 2532']

Statuto dell'associazione Phronesis
Art. 1: Costituzione – Art. 2: Durata dell’Associazione – Art. 3: Carattere dell’Associazione – Art. 4: Scopi dell’Associazione – Art. 5: Requisiti dei soci – Art. 6: Criteri di ammissione dei soci – Art. 7: Doveri dei soci e perdita della qualifica di socio – Art. 8: Patrimonio sociale – Art. 9: Organi dell’Associazione – Art. 10: Assemblea – Art. 11: Collegio dei Consulenti Filosofici – Art. 12: Consiglio Direttivo – Art. 13: Presidente – Art. 14: Consiglio dei Probiviri – Art. 15: Sezioni locali – Art. 16: Scioglimento dell’Associazione – Art. 17: Norme generali finali Art. 1 – Costituzione
Phronesis è un organismo associativo costituito ai sensi dell’art. 14 e seguenti del Codice Civile con sede in Roma. È retto dal presente Statuto e dalle vigenti norme in materia.
Art. 4 – Oggetto e scopi
Oggetto dell’Associazione sono le varie forme di consulenza filosofica, attività che si propone di fornire a chi lo richieda (individui, gruppi, organizzazioni), sulla base di un approccio filosofico, supporto, aiuto e orientamento nell’ambito dei processi intellettuali, esistenziali, decisionali o relazionali, senza avere finalità terapeutiche. L’Associazione si propone di:
promuovere la ricerca, lo studio e la definizione della consulenza filosofica e delle discipline a essa afferenti;
favorire il progressivo riconoscimento sociale e istituzionale della consulenza filosofica come professione;
promuovere ogni altra iniziativa, autonoma o in collaborazione, atta a realizzare gli scopi dell’Associazione;
erogare formazione all’esercizio filosoficamente consapevole di attività professionali, con particolare riguardo alle seguenti professioni: docenti ed educatori di ogni ordine e grado di scuola; operatori negli ambiti sociale, sanitario, assistenziale, ambientale; dirigenti, funzionari e impiegati pubblici e privati.
Vengono definiti soci tutti coloro che abbiano soddisfatto i criteri di ammissione all’Associazione. La qualifica di socio comporta la possibilità di partecipare alle attività dell’Associazione. I soci si distinguono nelle seguenti categorie: 1. consulenti filosofici; 2. cultori della materia; 3. onorari; 4. sostenitori.
L’ammissione alla qualifica di socio avviene su presentazione di domanda scritta, corredata da curriculum personale, al Presidente. Il conferimento della qualifica spetta al Consiglio Direttivo, cui compete la valutazione dei titoli presentati a supporto dell’iscrizione, in occasione della prima riunione utile dopo la presentazione della domanda. L’eventuale diniego è inappellabile.
La qualifica di socio diviene effettiva, una volta conferita dal Consiglio Direttivo, solo a fronte del versamento, da parte del nuovo socio, della tassa d’iscrizione.
Per essere ammesso come socio si deve essere in possesso di uno dei seguenti titoli:
una laurea quadriennale vecchio ordinamento in filosofia;
un dottorato di ricerca il cui oggetto di studio venga ritenuto dal direttivo strettamente afferente all’ambito di ricerca della filosofia;
una laurea conseguita in paesi esteri che venga ritenuta dal direttivo equipollente al titolo di studio italiano;
una laurea triennale appartenente alla classe di laurea in Filosofia,(L-5)* seguita da una laurea magistrale appartenente alle classi di laurea magistrale in Scienze filosofiche (LM-78)*, ovvero un corso di studi universitario almeno quinquennale che assicuri il medesimo numero di crediti afferenti a discipline filosofiche delle lauree sopracitate.
[* classi di laurea istituite con il decreto ministeriale 270 del 2004]
Il Consiglio Direttivo può derogare alle suddette condizioni in via eccezionale, laddove chi richiede l’ammissione a socio ordinario sia esperto in filosofia o presenti riconosciuti meriti nel campo della consulenza filosofica. In questo caso la domanda d’iscrizione verrà considerata accolta solo se approvata dal Consiglio Direttivo all’unanimità, in caso contrario la decisione spetterà all’Assemblea.
Il socio ammesso secondo questa procedura è definito cultore della materia.
I soci consulenti filosofici sono i soci in possesso del titolo di “Consulente Filosofico di Phronesis“. Tale titolo è attribuito e viene confermato secondo le modalità previste dai regolamenti interni sulla base delle capacità professionali e di ricerca dimostrate dai soggetti interessati. Il socio consulente filosofico di Phronesis è un socio ricercatore.
Possono essere ammessi come soci sostenitori persone giuridiche interessate agli scopi dell’Associazione e che intendano contribuire finanziariamente all’attività dell’Associazione in misura non minore alla quota stabilita dal Consiglio Direttivo.
Il conferimento della qualifica di socio onorario spetta all’Assemblea dei soci, su proposta del Consiglio Direttivo. Cultori della materia, consulenti filosofici e sostenitori sono tenuti al pagamento di una tassa d’iscrizione e di un contributo annuale, differenziati per categoria di soci e fissati di anno in anno dal Consiglio Direttivo.
Art. 7 – Doveri dei soci e perdita della qualifica di socio L’appartenenza all’Associazione ha carattere libero e volontario e impegna gli aderenti al rispetto del presente Statuto e delle risoluzioni prese dai suoi organi amministrativi. La qualifica di socio, indipendentemente dalla categoria di appartenenza, decade d’ufficio in caso di:
mancato pagamento della quota associativa, da pagari entro la data fissata annualmente dal Consiglio Direttivo.
La revoca della qualifica di socio, indipendentemente dalla categoria di appartenenza, può inoltre essere deliberata dal Consiglio Direttivo nei seguenti casi:
mancato rispetto da parte del socio delle disposizioni del presente statuto, dei regolamenti interni o delle delibere prese dagli organi sociali;
quando vengano arrecati in qualunque modo danni morali o materiali all’Associazione;
quando il socio svolga attività o abbia comportamenti contrastanti con gli interessi e le finalità dell’Associazione.
La revoca della qualifica di socio consulente filosofico comporta il divieto di fare uso del titolo di “Consulente Filosofico di Phronesis“. Ulteriori modalità per la decadenza, revoca, sospensione e reintegrazione dalle qualifiche di socio consulente filosofico, socio cultore della materia, socio sostenitore, socio onorario possono essere indicate nei regolamenti interni.
Il socio escluso a qualsiasi titolo può presentare appello scritto al Consiglio dei Probiviri. Il socio escluso non potrà pretendere la restituzione delle quote versate, né avrà alcun diritto sul patrimonio sociale.
Ove non diversamente disposto da regolamenti interni, solo la qualifica di socio consulente filosofico può essere utilizzata nell’esercizio e nella promozione della professione di consulente filosofico.
Il patrimonio sociale viene utilizzato per lo svolgimento delle attività dell’Associazione ed è costituito attraverso le seguenti entrate:
1. le quote d’iscrizione versate annualmente dai soci, nella misura stabilita dal Consiglio Direttivo;
2. versamenti volontari degli associati;
3. contributi di Pubbliche Amministrazioni, Istituti di Credito ed Enti in genere;
4. lasciti, erogazioni e donazioni di associati o di terzi;
5. proventi realizzabili nello svolgimento di attività dell’Associazione finalizzate agli scopi di cui all’art. 4;
6. raccolte occasionali di fondi al fine di reperire risorse finanziarie;
7. attività produttive, accessorie e strumentali ai fini istituzionali, nei limiti consentiti dal D.Lgs. 460/1997.
I soci non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione, essendo prevista la destinazione del patrimonio a finalità di utilità generale. In caso di cessazione per qualsiasi motivo della qualifica di socio, e così pure in qualsiasi caso di cessazione e scioglimento dell’Associazione, il socio non avrà diritto alcuno a restituzioni, rimborsi, ripartizioni o qualsiasi tipo di attribuzione sul patrimonio dell’Associazione.
In base al disposto dell’art. 111, comma 4-quinquies lettere a) e b) del D.P.R. 917/1986 vige il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Viene fatto obbligo di devolvere il patrimonio netto dell’ente, in caso di scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione o fondazione analoga o a fini di pubblica utilità e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
il Collegio dei Consulenti Filosofici;
Hanno diritto a partecipare all’Assemblea tutti i soci con pari diritti, quale che sia la categoria di appartenenza. Ai sensi dell’art. 111 del D.P.R. 917/1986 in seguito alle modifiche introdotte dal D.Lgs. 460/1997, volte a garantire la disciplina uniforme del rapporto e delle modalità associative, si statuisce che:
1. si garantisce l’effettività del rapporto medesimo (comma 4-quinquies lettera c);
2. viene espressamente esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa (comma 4-quinquies lettera c);
3. è previsto per gli associati il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione;
4. la quota o contributo associativo è intrasmissibile e non rivalutabile (comma 4-quinquies lettera f).
L’Assemblea può essere convocata tanto in sede ordinaria che in sede straordinaria per decisione del Consiglio Direttivo o su richiesta da parte di un terzo dei soci, indirizzata al Presidente. L’Assemblea deve essere convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno, per l’approvazione del bilancio consuntivo dell’anno precedente e del bilancio preventivo dell’anno in corso e per il rinnovo delle cariche sociali, quando necessario e per il rinnovo delle cariche sociali, quando necessario. La convocazione, a cura del Consiglio Direttivo, deve avvenire per iscritto, per mezzo postale, telefax o posta elettronica, a tutti i membri aventi diritto, con un anticipo di almeno trenta giorni e con modalità tali da favorire la massima partecipazione di tutti i soci. Nel caso di richiesta da parte di almeno un terzo dei soci, questa vincola interamente il Presidente e il Consiglio Direttivo, che sono tenuti a effettuare la convocazione nei termini indicati, pena un loro decadimento dalle cariche. In caso di inadempienza, la convocazione sarà effettuata a cura del Decano dell’Associazione.
L’Assemblea si riunisce anche fuori dalla sede dell’Associazione.
In tutte le sue forme, l’Assemblea ha per compiti e potere, mediante delibere a maggioranza semplice:
l’approvazione del bilancio consuntivo dell’anno precedente;
l’approvazione del bilancio preventivo dell’anno in corso;
la rielezione delle cariche sociali, quando necessario;
il conferimento della qualifica di socio onorario alle persone proposte dal Consiglio Direttivo;
la ratifica dei regolamenti, approvati dal Consiglio Direttivo, salvo quelli la cui ratifica spetta al Collegio dei Consulenti Filosofici;
la discussione e l’approvazione della relazione sulle attività svolte e sul programma delle attività future del Consiglio Direttivo;
l’approvazione di specifiche direttive assembleari, salvo quelle di pertinenza esclusiva del Collegio dei Consulenti Filosofici;
la discussione e l’approvazione della relazione sull’attività di ricerca presentata dal Collegio dei Consulenti Filosofici;
mediante delibere con maggioranza della metà più uno dei soci regolarmente iscritti:
la deliberazione su cambiamenti di statuto;
mediante delibere con maggioranza dei due terzi dei soci regolarmente iscritti:
la deliberazione sullo scioglimento dell’Associazione.
L’Assemblea, ordinaria e straordinaria, è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno della totalità dei soci. In seconda convocazione essa è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti.
È ammesso l’intervento per delega scritta. Nessun socio può rappresentare più di tre soci.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in caso di sua assenza, dal Vicepresidente ovvero dal Consigliere presente più anziano di iscrizione al libro dei soci.
L’Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza di almeno i due terzi dei voti espressi. In caso di parità di voti, l’Assemblea deve essere chiamata subito a votare una seconda volta. Le deliberazioni prese in conformità allo Statuto obbligano tutti i soci anche se assenti, dissenzienti o astenuti dal voto. Le deliberazioni dovranno risultare da verbale, redatto e reso in tempi brevi pubblico a cura del Segretario.
L’Assemblea vota normalmente per alzata di mano. Su decisione del Presidente e per argomenti di particolare importanza la votazione può essere effettuata a scrutinio segreto; il Presidente dell’Associazione può, inoltre, in questo caso, scegliere due scrutatori tra i presenti.
Art. 11– Collegio dei Consulenti Filosofici
Hanno diritto a partecipare al Collegio dei Consulenti Filosofici tutti i soci consulenti filosofici. Il Collegio può essere convocato tanto in sede ordinaria che in sede straordinaria per decisione del Consiglio Direttivo o su richiesta da parte di un terzo dei consulenti filosofici, indirizzata al Presidente.
Il Collegio deve essere convocato in via ordinaria almeno una volta all’anno, per deliberare nelle materie di competenza. La convocazione, a cura del Consiglio Direttivo, deve avvenire per iscritto, per mezzo postale, telefax o posta elettronica, a tutti i membri aventi diritto, con un anticipo di almeno trenta giorni e con modalità tali da favorire la massima partecipazione di tutti i soci consulenti filosofici.
La convocazione del Collegio dei Consulenti Filosofici può anche essere contestuale alla convocazione dell’Assemblea di cui i consulenti filosofici sono membri. Nel caso di richiesta da parte di almeno un terzo dei soci consulenti filosofici, questa vincola interamente il Presidente e il Consiglio Direttivo, che sono tenuti a effettuare la convocazione nei termini indicati, pena un loro decadimento dalle cariche. In caso di inadempienza, la convocazione sarà effettuata a cura del Decano dell’Associazione. Il Collegio si riunisce anche fuori dalla sede dell’Associazione.
In tutte le sue forme, il Collegio ha per compiti e potere, mediante delibere a maggioranza semplice:
la promozione della ricerca, dello studio e della definizione della consulenza filosofica e delle discipline a essa afferenti, la tutela della qualità di tale ricerca e la presentazione all’Assemblea di una relazione annuale sull’attività svolta in questo campo;
la definizione dei criteri per l’assegnazione, la conservazione e la perdita del titolo di “Consulente Filosofico di Phronesis” e per l’iscrizione nel Registro dei Consulenti Filosofici;
la definizione, la modifica, l’aggiornamento e l’integrazione dell’ordinamento per la formazione e il riconoscimento dei “Consulenti Filosofici di Phronesis“;
la definizione, la modifica, l’aggiornamento e l’integrazione del codice deontologico del “Consulente Filosofico di Phronesis“;
la ratifica dei regolamenti, approvati dal Consiglio Direttivo, riguardanti le materie che precedono
l’approvazione di specifiche direttive collegiali riguardanti le materie che precedono.
Il Collegio, ordinario e straordinario, è regolarmente costituito in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno della totalità dei soci consulenti filosofici.
In seconda convocazione essa è validamente costituito qualunque sia il numero dei soci consulenti filosofici presenti. È ammesso l’intervento per delega scritta.
Nessun socio consulente filosofico può rappresentare più di tre soci consulenti filosofici. Il Collegio è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in caso di sua assenza, dal Vicepresidente ovvero dal Consigliere presente più anziano di iscrizione al libro dei soci. Il Collegio ordinario delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza minima della metà più uno dei voti espressi. Il Collegio straordinario delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza di almeno i due terzi dei voti espressi. In caso di parità di voti, il Collegio deve essere chiamata subito a votare una seconda volta. Le deliberazioni prese in conformità allo Statuto obbligano tutti i soci, non solo i consulenti filosofici, anche se assenti, dissenzienti o astenuti dal voto. Le deliberazioni dovranno risultare da verbale, redatto e reso in tempi brevi pubblico a cura del Segretario. Il Collegio vota normalmente per alzata di mano. Su decisione del Presidente e per argomenti di particolare importanza la votazione può essere effettuata a scrutinio segreto; il Presidente dell’Associazione può, inoltre, in questo caso, scegliere due scrutatori tra i presenti. Top
L’Associazione è retta da un Consiglio Direttivo eletto dall’Assemblea e la cui carica ha durata biennale. È composto da almeno cinque membri, scelti esclusivamente tra i soci consulenti filosofici. Tale numero può essere variato, a seguito di motivata richiesta e con delibera approvata dall’Assemblea, prima di ogni successiva rielezione. I membri del Consiglio Direttivo non sono immediatamente rieleggibili dopo aver ricoperto la carica per tre mandati consecutivi completi. Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno un Presidente (ove non vi abbia già provveduto l’Assemblea) e può assegnare altre cariche funzionali e di rappresentanza: un Vicepresidente con funzioni vicarie, un Segretario con funzioni di verbalizzazione, un Tesoriere con funzioni amministrative, o altre eventualmente definite. ll Consiglio Direttivo può anche nominare Commissioni con deleghe specifiche. Ogni membro e Commissione cui siano conferite facoltà e funzioni deve risultare, con la descrizione dei relativi poteri, dal libro dei verbali del Consiglio Direttivo, che fa fede ai fini della rappresentanza dell’Associazione anche nei rapporti con terzi.
la gestione ordinaria dell’Associazione, per l’attuazione delle sue finalità e secondo le indicazioni dell’Assemblea;
la predisposizione dei bilanci annuali consuntivo e preventivo, nonché la definizione dell’ammontare delle tasse di iscrizione e annuali;
la valutazione dei titoli presentati nelle richieste di adesione all’Associazione e l’accettazione delle medesime;
l’elaborazione e l’approvazione di regolamenti interni;
l’indicazione all’Assemblea dei soci dei possibili soci onorari;
l’approvazione dell’istituzione di sezioni locali;
l’autorizzazione di iniziative pubbliche svolte a nome dell’Associazione;
l’assunzione di ogni altra deliberazione utile al perseguimento dei fini dell’Associazione, purché assunta in coerenza con le direttive assembleari e collegiali e nel rispetto dello Statuto.
Al Consiglio Direttivo competono pieni poteri. Esso deve in ogni caso rendere conto all’Assemblea al termine dell’anno di attività. Il membro del Consiglio Direttivo che sia risultato fisicamente assente ingiustificato per tre volte consecutive alle riunioni, decade. In caso di decadenza o di dimissioni di un membro del Consiglio Direttivo gli subentra, fino all’Assemblea dei soci in cui verranno indette elezioni suppletive, il primo dei non eletti.
Viene espressamente statuito in base alle previsioni dell’art. 111, comma 4-quinquies del D.P.R. 917/1986, quanto in esso previsto alla lettera e):
1. l’eleggibilità libera degli organi amministrativi;
2. il principio del voto singolo di cui all’art. 2532, comma 2 del Codice Civile;
3. la sovranità dell’Assemblea dei soci.
I membri del Consiglio non ricevono alcuna remunerazione in dipendenza della loro carica. Sono ammessi rimborsi per le spese sostenute e per l’attività svolta, se giustificate.
Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno una volta all’anno, anche fuori dalla sede dell’Associazione, ed è convocato dal Presidente. L’Assemblea e il Collegio dei Consulenti Filosofici possono richiedere una convocazione straordinaria del Consiglio con modalità analoghe alla convocazione straordinaria rispettivamente dell’Assemblea e del Collegio. Tale richiesta vincola in modo inderogabile il Presidente.
Il Consiglio Direttivo è validamente riunito con la presenza della metà più uno dei suoi membri. Previo accordo di tutti i suoi membri, il Consiglio Direttivo può riunirsi anche con modalità diverse dalla presenza fisica (riunioni telematiche). Anche in tali casi devono essere redatti verbali. Le delibere del Consiglio Direttivo sono prese a maggioranza semplice. In caso di parità, decide il voto del Presidente. Delle riunioni e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo viene redatto verbale in apposito libro. Il verbale deve essere sottoscritto dal Presidente o da chi ne fa le veci e dal Segretario.
Art. 13– Presidente
Il Presidente, che deve essere un consulente filosofico, dirige l’Associazione assieme al Consiglio Direttivo e la rappresenta legalmente, di fronte a terzi e in giudizio.
A lui spetta la firma di ogni atto ufficiale dell’Associazione, sia nei confronti dei soci che di terzi. Il Presidente sovrintende alle deliberazioni dell’Assemblea, del Collegio dei Consulenti Filosofici e del Consiglio Direttivo, sia per il compimento di singoli atti, sia per quanto concerne l’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Associazione.
Egli ha, in particolare, il compito di dirimere ogni eventuale controversia riguardante l’organo di volta in volta competente a deliberare su qualche materia, salvo ricorso ai probiviri entro 30 giorni dalle sue determinazioni. Egli può delegare parte dei suoi compiti, inclusa la firma degli atti amministrativi, a consiglieri o soci, in via transitoria o permanente, dopo approvazione del Consiglio Direttivo.
Tali deleghe devono risultare dal libro dei verbali del Consiglio Direttivo. Il Presidente dura in carica due anni. Non è rieleggibile per più di due mandati consecutivi. In caso di vacanza straordinaria del Presidente gli subentra, fino all’Assemblea dei Soci in cui verranno indette elezioni suppletive, il Vicepresidente.
Art. 14– Consiglio dei Probiviri
Il Consiglio dei Probiviri è composto da tre membri, eletti dall’Assemblea anche tra non soci e dura in carica tre anni. I suoi membri non possono ricoprire altre cariche sociali. I membri del Consiglio dei Probiviri non sono immediatamente rieleggibili dopo aver ricoperto la carica per due mandati consecutivi completi. Il Consiglio dei Probiviri ha per compito di arbitrare ogni genere di conflitto che possa generarsi tra gli organi dell’Associazione e tra i soci. A esso possono rivolgersi i singoli soci per segnalare irregolarità nella conduzione dell’Associazione o comportamenti eticamente scorretti e per appellarsi a seguito di sospensione della qualifica di socio operata dal Consiglio Direttivo.
Art.15– Sezioni locali
Le sezioni locali dell’Associazione, la cui istituzione deve essere approvata dal Consiglio Direttivo, sono dotate di autonomia di iniziativa e di gestione di spesa in merito alle iniziative intraprese. Le sezioni locali agiscono nel pieno rispetto delle linee generali indicate dagli organi dell’Associazione e riportate nei regolamenti interni. Esse devono rispettare comportamenti deontologici non lesivi dello statuto associativo. In caso di conflitto, le delibere degli organi associativi hanno potere vincolante sulle sezioni locali.
Art. 16– Scioglimento dell’Associazione
Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea dei soci che deciderà anche in ordine alla devoluzione del patrimonio.
Art. 17– Norme generali finali
Funzionamento e organizzazione dell’Associazione sono oggetto di regolamenti, redatti e approvati dal Consiglio Direttivo. Questi regolamenti, immediatamente esecutivi, devono comunque essere ratificati, alla prima riunione utile, dall’Assemblea dei soci ovvero dal Consiglio dei Consulenti Filosofici quando concernono le materie di sua competenza. In caso di dubbi sull’organo competente alla ratifica, questo è indicato dal Presidente, salvo ricorso ai Probiviri entro 30 giorni dalla ratifica medesima.
L’anno di gestione dell’Associazione è l’anno di calendario, con scadenza il 31 dicembre.
In caso di scioglimento per qualsiasi motivo dell’Associazione, il Consiglio Direttivo assume le funzioni di organo di liquidazione e provvede quindi alle operazioni necessarie, con competenza a deliberare sulla destinazione dell’eventuale residuo attivo ad altra associazione, ente o fondazione analoga o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Per tutto quanto non previsto dal presente Statuto si fa riferimento alle norme di legge e ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.