Source: https://www.fleetmagazine.com/art-116-del-codice-della-strada/
Timestamp: 2019-05-22 19:06:36+00:00
Document Index: 19797253

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 118', 'art. 120', 'art. 121', 'art. 85', 'art.82', 'art. 116', 'art. 128']

Art.116 del Codice della Strada: la discliplina della patente | Fleet Magazine
Cosa dice l’Art. 116 del Codice della Strada?
L'articolo 116 del Codice della Strada disciplina le diverse categorie di patenti per la conduzione di veicoli a motore e i certificati di abilitazione professionali. La normativa. trattando un argomento di estrema importanza, si avvale di articoli con funzione esplicativa, come ad esempio i diversi requisiti essenziali per l'ottenimento della patente o la disciplina dei CAP.
L’Art. 116 del Codice della Strada è inserito nel Titolo IV (Guida dei veicoli e conduzione degli animali) e disciplina la normativa che riguarda il conseguimento della patente di guida e le diverse abilitazioni professionali per la conduzione di veicoli a motore, nonché delle diverse categorie di patenti e delle sanzioni per chiunque violi le disposizioni del Codice della Strada.
ARTICOLO 116 DEL CODICE DELLA STRADA: PATENTE E ABILITAZIONI PROFESSIONALI PER LA GUIDA DEI VEICOLI A MOTORE
Essendo di primaria importanza per la conduzione di qualsiasi veicolo a motore, la normativa sulla patente e le connesse abilitazioni professionali viene trattata non solo nell’art. 116, bensì anche da altre norme presenti nel medesimo Titolo del Codice della strada.
Innanzitutto, l’articolo 116 del CdS sottolinea l’impossibilità di condurre un veicolo a motore (che si tratti di ciclomotore, motociclo, triciclo, quadriciclo e autoveicolo) se non si è in possesso dell’adeguata patente di guida.
La patente in Italia è conforme al modello europeo e viene rilasciata dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici. Inoltre si può essere in possesso di un’unica patente di guida, rilasciata da uno Stato membro dell’UE o dello Spazio economico europeo.
Per il conseguimento della patente di guida è necessario aver raggiunto l’età minima per ogni categoria prevista dalla normativa, essere residente in Italia (ai sensi dell’art. 118-bis del CdS) ed essere in possesso di tutti i requisiti fisici e psichici descritti dall’articolo 119. In tale senso, l’accertamento dei requisiti fisici e psichici viene effettuato da un medico di base del distretto sanitario locale.
Approfondisci: i requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione degli animali
Inoltre, per il conseguimento della patente di guida, è necessario essere in possesso di requisiti morali che escludono quindi: “delinquenti abituali, professionali o per tendenza e coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali” (art. 120 del CdS, modificato dalla legge n. 94 del 15 luglio 2009).
Se in possesso di tutti i requisiti, è possibile presentare la richiesta per il conseguimento della patente di guida al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici. Successivamente si potrà accedere agli esami di idoneità (art. 121 del Codice della Strada) che consistono solitamente in due prove, una di verifica delle capacità e una di controllo delle cognizioni.
Se all’atto della prova di guida pratica questa viene effettuata su un veicolo munito di cambio di velocità automatica (che non presenta quindi il pedale della frizione), la patente di guida varrà solo ed esclusivamente per i veicoli dotati di questo tipo di cambio per le categorie A, A1 e A2.
L’articolo 116 del Codice della Strada distingue le diverse categorie che abilitano alla guida dei veicoli a motore, tenendo conto della tipologia del mezzo e dell’età del conducente.
La patente AM autorizza alla guida di ciclomotori a due ruote e veicoli a tre ruote con una cilindrata inferiore o uguale a 50 cm³, la cui velocità massima è di 45 km/h.
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A questi si aggiungono anche i quadricicli leggeri, che devono avere gli stessi valori dei precedenti veicoli e, in aggiunta, una massa a vuoto inferiore o pari a 350 kg.
Per i motori elettrici dei veicoli appartenenti a questa categoria la potenza continua massima deve essere inferiore o uguale a 4 kW.
L’età minima per la patente AM è di quattordici anni, con il divieto però di trasportare altre persone oltre al conducente, inoltre, la patente rilasciata per una qualsiasi altra categoria è valida per i veicoli della classe AM.
La patente A1 autorizza alla guida di motocicli con una cilindrata massima di 125 cm³ e una potenza massima di 11 kW, inoltre il veicolo non deve superare il rapporto potenza/peso di 0,1 kW/kg. Anche i tricili di potenza non superiore a 15 kW appartengono ai veicoli che si possono condurre con la patente A1.
L’età minima per la patente A1 è fissata a 16 anni, sempre con il divieto di trasporto di altri passeggeri fino al raggiungimento della maggiore età.
La patente A2, che presuppone un’età minima di 18 anni, autorizza alla guida di motocicli con una potenza massima di 35 kW e un rapporto potenza peso non superiore a 0,2 kW/kg, inoltre i veicoli appartenenti a questa categoria non devono derivare da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima.
La patente A2 è valida anche per i veicoli della categoria A1.
La patente A autorizza la guida di veicoli a due ruote con o senza carrozzetta, il cui motore presenta una cilindrata superiore a 50 cm³ e una velocità massima superiore a 45 km/h. Il conducente può ottenere la patente A al compimento dei 20° anno, solo se in possesso della patente A2 da almeno 2 anni.
Inoltre, la patente A abilita alla conduzione di tricicli con potenza superiore a 15 kW, solo se il conducente ha almeno 21 anni ed è valida per tutti i veicoli delle categorie A1 e A2.
È possibile accedere alla patente B1 al compimento del 16° anno di età e quindi si è autorizzati alla guida di quadricicli la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 400 kg (nel caso in cui si tratti di veicoli destinati al trasporto merci, la massa non deve superare i 550 kg), inoltre tali veicoli, catalogati come tricicli, devono avere una potenza netta massima del motore inferiore o uguale a 15 kW.
Le patenti B e BE possono essere rilasciate al raggiungimento del 18° anno di età.
La patente B autorizza alla guida di autoveicoli la cui massa massima non supera i 3.500 kg e consente il trasporto di non oltre 8 persone, escluso il conducente. Ai veicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio, la cui massa massima non deve superare i 750 kg e la combinazione di veicolo/rimorchio non ecceda i 4.250 kg. La patente B autorizza anche la conduzione dei veicoli appartenenti alle categoria B1, A1 e A (solo su suolo nazionale e se il conducente ha più di 21 anni).
Nel caso in cui la combinazione autoveicolo/rimorchio o semirimorchio abbia una massa superiore a 3.500 kg deve essere rilasciata una patente specifica, la BE, che autorizza la conduzione di tali complessi di veicoli. La patente BE viene rilasciata solo se si è già in possesso della patente B
Se il conducente è in possesso delle patenti C1E, CE, D1E o DE è comunque autorizzato alla guida dei veicoli appartenenti alla categoria BE.
Le patenti C1 e C1E prevedono un’età minima di 18 anni e il rilascio della categoria C1 è possibile solo se si è in possesso della patente B.
La patente C1 autorizza la conduzione di autoveicoli progettato per il trasporto di 9 passeggeri, conducente compreso, la cui massa massima autorizzata è compresa tra i 3.500 kg e i 7.500 kg. Ai veicoli appartenenti a questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima non deve superare i 750 kg.
La patente C1E viene rilasciata solo se il conducente è già abilitato alla conduzione dei veicoli della categoria C1. Inoltra, la patente C1E autorizza alla guida dei veicoli della categoria C1 composti da un rimorchio o semirimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg, e dei veicoli appartenenti alla categoria B composti da un rimorchio o semirimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 3.500 kg. In entrambi i casi, però, il complesso motrice/rimorchio o semirimorchio non deve superare una massa massima di 12.000 kg.
Le patenti C e CE possono essere rilasciate se il conducente ha raggiunto l’età minima di 21 anni ed è già in possesso della patente B.
La patente C autorizza alla guida di veicoli con le medesime caratteristiche della categoria C1, la cui massa massima autorizzata è superiore a 3.500 kg. Agli autoveicoli della categoria C possono essere agganciati dei rimorchi, purché la loro massa massima autorizzata non superi i 750 kg. In tal caso è necessario essere in possesso della patente CE.
Le patenti C e CE autorizzano alla guida rispettivamente dei veicoli appartenenti alle categorie C1 e C1E. Inoltre la patente CE è valida anche per i veicoli della categoria DE, solo se il conducente è già in possesso della patente D.
Patente D1 e D1E
Le patenti D1 e D1E prevedono un’età minima di 21 anni.
La patente D1 viene rilasciata solo se in possesso della patente B e autorizza alla guida di autoveicoli progettati per il trasporto di persone fino a 16 passeggeri più il conducente e con una lunghezza massima di 8 metri. Ai veicoli appartenenti a questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non deve superare i 750 kg.
La patente D1E, invece, autorizza alla guida dei veicoli appartenenti alla categoria D1, il cui rimorchio, però, può superare i 750 kg di massa massima.
Le patenti D e DE prevedono un’età minima di 24 anni.
La patente D viene rilasciata solo se in possesso della patente B e autorizza alla guida di autoveicoli progettati per il trasporto di oltre 8 persone, escluso il conducente. Ai veicoli appartenenti a questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non deve superare i 750 kg. Inoltre la patente D autorizza alla guida dei veicoli appartenenti alla categoria D1.
La patente DE, invece, autorizza alla guida dei veicoli appartenenti alla categoria D, il cui rimorchio, però, può superare i 750 kg di massa massima.
L’articolo 116 del Codice della Strada consente il conseguimento delle patenti speciali per le categorie AM, A1, A2, A, B1, B, C1, C, D1, D (anche per i veicoli trainanti un rimorchio) ai conducenti affetti da una o più minoranze fisiche, limitatamente ai veicoli adattati in relazione alle particolari esigenze.
I conducenti in possesso di patente B speciale non possono guidare ambulanze.
Le limitazioni devono comunque essere riportate sulla patente di guida, tramite l’utilizzo di codici comunitari, stabiliti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici.
CAP: CERTIFICATI DI ABILITAZIONE PROFESSIONALE
Il Codice della Strada disciplina il servizio di noleggio con conducente per il trasporto di persone, la cui carta di circolazione (art. 85 del CdS) viene rilasciata sulla base della licenza comunale d’esercizio.
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L’art. 116 del Codice definisce le tipologie di certificati di abilitazione professionale (CAP), i quali si distinguono in:
KA: abilitazione per guidare a carico motocarrozzette la cui massa complessiva non supera le 1,3 tonnellate, in servizio di noleggio con conducente. Tale certificato viene rilasciato solo se si è in possesso della patente A, con un’età minima di 21 anni.
KB: abilitazione per guidare a carico sia motocarrozzette la cui massa complessiva supera le 1,3 tonnellate, in servizio di noleggio con conducente , sia autovetture in servizio di piazza o di noleggio con conducente. Tale certificato viene rilasciato solo se si è in possesso della patente B, con un’età minima di 21 anni. Inoltre il CAP KB è valido anche per i veicoli che necessita di una certificazione di tipo KA.
KC: abilitazione, rilasciata esclusivamente ai minori di 21 anni, per guidare, a vuoto o a carico, autocarri, autoveicoli, autotreni, autoarticolati, autosnodati adibiti al trasporto di cose e il cui peso complessivo a pieno carico supera le 7,5 tonnellate.
KD: abilitazione per guidare a carico autobus, autotreni, autoarticolati, autosnodati adibiti al trasporto di persone, in servizio di linea, di noleggio con conducente e per il trasporto di scolari. Tale abilitazione viene rilasciata solo se in possesso della patente D ed è valida anche per i veicoli che necessitano una certificazione di tipo KB.
Approfondisci: norme più stringenti per il noleggio con conducente
L’articolo 116 del Codice della Strada prevede una regolamentazione decisamente stringente nei confronti di chi non rispetta le norme sottoscritte, a partire da chi guida senza patente.
Infatti, condurre un veicolo senza aver conseguito la patente di guida corrispondente è punito con un’ammenda da 2.275€ a 9.032€. Incorre nella medesima sanzione amministrativa il conducente la cui patente è stata revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti (fisici e psichici).
In caso di recidiva nel biennio è applicabile la sanzione penale con detenzione fino a un anno.
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Alla sanzione amministrativa si aggiunge la pena accessoria di fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi o di confisca amministrativa in caso di recidiva della violazione.
Diversa è invece la sanzione di chi affida un veicolo, o ne consente la guida, a persona priva di patente: da un minimo di 389€ fino a 1.559€.
Guidare senza certificato di abilitazione
Chiunque conduca un veicolo munito di patente di guida ma non di altra certificazione professionale quando necessaria è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 1.600€.
Sanzionati anche i conducenti che, in possesso di tale certificazione, si mettono alla guida di un veicolo non destinato al servizio di noleggio con conducente, con l’ammenda da 168€ a 674€, la forbice si apre a 419-1.628€ nel caso in cui il veicolo sia un autobus.
Guidare un veicolo appartenente a una categoria superiore
Ammenda da 1.000€ a 4.000€, con conseguente sospensione della patente posseduta da quattro a otto mesi, per il titolare di patente A1 che guida un veicolo appartenente alla categoria A2.
La stessa sanzione si applica ai titolari della patente A1 o A2 che conducono veicoli di categoria A e di conseguenza ai titolari della patente B1, C1 o D1 che guidano rispettivamente veicoli di categoria B, C, D.
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Revisione, sospensione e revoca della patente: le differenze
Ai sensi dell’art. 128 del Codice della Strada, gli uffici provinciali della Direzione generale della Motorizzazione Civile (M.C.T.C.) possono avanzare richiesta di revisione della patente di guida, qualora sorgano dei dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici o psichici necessari alla conduzione di veicoli.
La revisione della patente obbliga il soggetto interessato a sottoporsi a visita medica o a esame di idoneità, i cui esiti possono comportare eventuali provvedimenti come la sospensione o la revoca della patente.
Ai conducenti che hanno superato i 65 anni di età è vietata la conduzione di autotreni e autocarri la cui massa a pieno carico è superiore a 20 tonnellate. È possibile ottenere una deroga per continuare a condurre tali categorie di veicoli, rinnovabile ogni anno fino al compimento dei 68 anni.
Allo stesso modo, ai conducenti di oltre 60 anni non è consentita la guida di autobus, autotreni, autoarticolati e autosnodati adibiti al trasporto di persone. Anche in questo caso è possibile ottenere una deroga, rinnovabile ogni anno, fino al compimento dei 68 anni.
La sospensione della patente, disciplinata dall’articolo 129 del CdS, avviene in caso di violazione delle norme di comportamento indicate nel titolo V del Codice, per la durata stabilita dalla sanzione amministrativa accessoria applicata alla violazione. Inoltre, la sospensione può essere a tempo indeterminato nel caso in cui, a seguito di un accertamento sanitario, venga evidenziata la perdita temporanea dei requisiti fisici e psichici indispensabili.
Come decretato dall’articolo 130 del Codice della Strada, la revoca della patente avviene nei seguenti casi:
Il titolare non è più in possesso dei requisiti fisici e psichici in modo permanete
Il titolare, sottoposto alla revisione della patente, risulti non idoneo
Il titolare ottiene la sostituzione della propria patente con un’altra rilasciata da uno Stato estero.
In caso di perdita dei requisiti fisici o psichici, il provvedimento di revoca della patente è atto definitivo, mentre negli altri casi è ammesso il ricorso da parte del titolare presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
1ARTICOLO 116 DEL CODICE DELLA STRADA: PATENTE E ABILITAZIONI PROFESSIONALI PER LA GUIDA DEI VEICOLI A MOTORE
1.1COME OTTENERE LA PATENTE
1.1.1Requisiti
1.1.2Esami di idoneità
1.2CATEGORIE DELLA PATENTE DI GUIDA
1.2.1Patente AM
1.2.2Patente A1
1.2.3Patente A2
1.2.4Patente A
1.2.5Patente B1
1.2.6Patente B e BE
1.2.7Patente C1 e C1E
1.2.8Patente C e CE
1.2.9Patente D1 e D1E
1.2.10Patente D e DE
1.3PATENTI SPECIALI
1.4CAP: CERTIFICATI DI ABILITAZIONE PROFESSIONALE
1.5SANZIONI
1.5.1Guidare senza patente
1.5.2Guidare senza certificato di abilitazione
1.5.3Guidare un veicolo appartenente a una categoria superiore
1.5.4Revisione, sospensione e revoca della patente: le differenze