Source: https://ascomprocida.wordpress.com/2007/12/27/quesito-ancora-sul-regime-dei-contribuenti-minimi-e-marginali-nella-finanziaria-2008/
Timestamp: 2017-11-18 10:10:06+00:00
Document Index: 87914870

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 116', 'art.15', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 116', 'art.12', 'art.12']

Quesito: Ancora sul regime dei Contribuenti Minimi e Marginali nella finanziaria 2008 – Ascom Confcommercio Isola di Procida
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160 thoughts on “Quesito: Ancora sul regime dei Contribuenti Minimi e Marginali nella finanziaria 2008”
William | 2 gennaio 2008 alle 01:01
Piero | 2 gennaio 2008 alle 12:17
Anch’io rientro nel nuovo regime e stavo proprio facendo alcuni approfondimenti. Premetto che sono un lavoratore dipendente con anche una posizione libero professionale iscritto alla cassa obbligatoria.
anche a me è venuto il dubbio se la ritenuta d’acconto deve essere ancora applicata come in passato. Se così fosse considerato che la ritenuta corrisponde alla nuova imposta sostitutiva io sarei sempre a credito verso l’erario (basti pensare alla deduzione dal reddito dei contributi previdenziali obbligatori). ritengo che debba uscire un chiarimento in merito. per il resto nel mio caso i vantaggi sono consistenti derivanti soprattutto dal fatto che il reddito professionale non farà più cumulo con quello da lavoro dipendente o infine mi libero finalmente anche dell’Irap…!
Giorgio Di Dio | 2 gennaio 2008 alle 13:59
RISPONDO A WILLIAM
I soggetti che effettuano cessiioni all’esportazione non possono aderire al regime dei contribuenti minimi e marginali. Le cessioni all’esportazione sono quelle di cui agli artt. 8, 8 bis, 9, 71 e 72 del D.P.R. 633/72. Se si superano i 30.000 euro si esce dal regime a decorrere dall’anno successivo. Se si superano i 45.000 euro si esce dal regime dallo stesso anno in cui si sono superati. i lavoratore occasionali non essendo dipendenti, nè lavoratori a progetto nè cocopro non dovrebbere costituire causa di decadenza.
Giorgio Di Dio | 2 gennaio 2008 alle 14:06
Sono d’accordo sul fatto che sulla ritenuta d’acconto debba uscire un chiarimento. Io penso che non si applichi, ma non essendovi una esplicita esclusione, non si può mai sapere. Sono d’accordo anche sulla sicura convenienza del nuovo regime per chi è anche dipendente. Con il cumulo dei due redditi si può arrivare ad un’aliquota elevata e non ci vuole molto per capire che il 20% secco conviene ( a parte IRAP e studi di settore).
Maurizio Caligari | 2 gennaio 2008 alle 16:52
William | 2 gennaio 2008 alle 18:28
Enrico | 2 gennaio 2008 alle 19:29
paolo | 3 gennaio 2008 alle 05:47
annamaria | 3 gennaio 2008 alle 12:39
Giorgio Di Dio | 3 gennaio 2008 alle 18:43
I quesiti sono troppi e io ogni tanto devo pur lavorare. Cercherò di raccoglierli in un articolo unico. Nel frattempo è stato chiarito il mistero delle ritenute di acconto. Nel D.M. del Ministero dell’Economia di ( si spera) prossima pubblicazione sarà stabilito che LE RITENUTE DI ACCONTO VANNO APPLICATE E CHE POTRANNO ESSERE SCOMPUTATE DALL’IMPOSTA SOSTITUTIVA E, PER L’ACCEDENZA, UTILIZZATAE IN COMPENSAZIONE.
Giorgio Di Dio | 4 gennaio 2008 alle 13:20
PER: MAURIZIO CALIGARI, WILLIAM, ENRICO, PAOLO,ANNAMARIA.
LE RISPOSTE AI QUSITI SONO IN UN ARTICOLO DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE.
Graziano | 5 gennaio 2008 alle 18:22
Buongiorno. desideravo ricevere conferma se il fatto di non poter emettere fatture con l’IVA comporti per il soggetto che abbia pagato il compenso la possibilità di porre in compensazione l’IVA.
Giorgio Di Dio | 6 gennaio 2008 alle 13:48
RISPONDO A GRAZIANO.
Non so se ho capito la domanda, ma provo a rispondere. Il soggetto che sceglie il nuovo regime dei contribuenti minimi emette fattura senza iva. Quindi chi paga il compenso, cioè chi “riceve” la fattura si trova in possesso di una fattura senza IVA. Di conseguenza il soggetto che paga il compenso non paga l’IVA sulla fattura che ha ricevuto e, ovviamenete, non la detrae. Se non ho capito riformula la domanda.
Dario | 6 gennaio 2008 alle 15:50
I servizi di traduzione fatturati in Paesi europei e extraeuropei sono da considerare “cessioni all’esportazione di cui agli artt. 8, 8 bis, 9, 71 e 72 del D.P.R. 633/72” oppure no?
daniela | 7 gennaio 2008 alle 10:44
sono socia di una società s.r.l. ( socia non lavoratrice non percepisco utile ed inoltre sono Amministratore Unico senza compenso) , che svolge attività di gestione bowling, che è l’unica attività data in affitto, quindi tale società gestisce esclusivamente l’attivita’ di locazione e basta.
inoltre io come persona fisica sono iscritta all’ordine dottori commercialisti e svolgo attivitaà di dottore commercialista e rientro nell’aapplicazione del nuovo regime minimi . Possono usufruirne ?
io ritengo Si , ma vorrei il vostro parere in merito.
Giorgio Di Dio | 7 gennaio 2008 alle 12:44
RISPONDO A DARIO
Le traduzioni si considerano effettuate in Italia se il prestatore è soggetto Iva italiano indipendentemente dal committente (R.M. 30.4.1997, n. 96/E). Rientrano nell’ art. 7, terzo comma del D.P.R. n. 633 del 1972,.
Giorgio Di Dio | 7 gennaio 2008 alle 13:36
Se la S.r.L. non è in regime di trasparenza ex art. 116 TUIR, puoi usufruirne.
Agnese | 7 gennaio 2008 alle 17:50
se i contributi inps obbliagatori (es. contributi versati alla gestione separata inps) sono da togliere direttamente al reddito di impresa o lavoratore autonomo, la base su cui calcolare detti contributi, qual’è? è quella al lordo dei contributi?
Riccardo | 8 gennaio 2008 alle 12:15
Ho lo stesso dubbio di Agnese, e si, credo che la risposta sia calcolare i contributi sull’imponibile prima di fare la deduzione.
All’agenzia dell’entrate locale non riescono a capire la mia domanda e all’INPS mi rispondono che “l’aliquota si applica sulla base imponibile fiscale” e che il resto non e’ loro competenza !
Giorgio Di Dio | 8 gennaio 2008 alle 13:12
RISPONDO A D AGNESE E RICCARDO
Sulla domanda attualmente non ci sono riferimenti. In effetti, però, prima i contributi inps venivano trattati come un onere deducibile dal reddito complessivo e la base di calcolo non teneva conto dei contributi versati. Adesso vengono dedotti direttamente dal reddito di impresa o professionale. In pratica diventano un costo e riducono la base imponibile per il calcolo deggli stessi contributi. Un’applicazione letterale della norma dovrebbe far concludere che l’importo su cui calcolare i contributi sia al netto dei contributi versati, ma la logica non i convince. Secondo me di questa cosa non si sono accorti e porranno rimedio. Capisco che la soluzione del problema incide anche sulla scelta del regime, ma io i calcoli di convenienza li farei al lordo e, se poi, sono al netto, tanto di guadagnato.
Sergio | 9 gennaio 2008 alle 08:21
il mio dubbio è relativo ai beni strumentali ed al limite di 15000€.
Io apro adesso la partita IVA optando per il “minimo”.
Acquisto la macchina che costa + di 15.000€.
1) Se considerò il fatto che come libero rofessionista l’auto ha un uso promiscuo, viene considerato solo il 50 % del valore ?
(dalla circ.73: …si ritiene che i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimano un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi)
2) La circ.73 fa riferimento al triennio precedente: ma io che sto iniziando adesso l’attività ?
3) Il principio di cassa, sta a significare che io dedurrò in base all’anticipo e alle rate del finanziamento che durante l’anno pago ?
4) Se maturo un reddito negativo, posso riportarlo all’anno successivo ?
Forse 4 domande sono troppe… ringrazio anticipatamente.
lucia | 9 gennaio 2008 alle 11:32
sono una traduttrice di testi in inglese; ho fatturato all’estero, le traduzioni non rientrano nella categoria “cessioni all’esportazione”?
Giorgio Di Dio | 9 gennaio 2008 alle 16:31
RISPONDO A SERGIO
1) Le cause di esclusione che si verificano durante la vigenza del regime diventano cause di decadenza. Su questo putno vediti la circolare, è abbastanza chiara.
2) Il principio di cassa significache detrai quello che paghi.
3) Il reddito negativo lo puoi riportare con le consuete regole.
Scusa la sinteticità, mai quesiti sonotroppi.
danilo | 9 gennaio 2008 alle 18:20
sono un lavoratore autonomo,e non ho capito alcune cose del nuovo regime fiscale semplificato…se io ora fatturo 1664 euro ogni mese iva compresa, col nuovo sistema non dovrò più conteggiare l’iva..ma la ritenuta di acconto?se dovessi toglire a 1664 la ritenuta di acconto diventerebbero 1332 euro ai quali poi bisogna togliere il 20 per cento sostitutivo dell’irap iva e irpef….e ci andrei a smenare….quindi se può farmi un pò di chiarezza con un linguaggio elementare gliene sarei davvero grato….distinti saluti
de carlo cosimo danilo
Michelangelo | 9 gennaio 2008 alle 22:26
1)Calcolo valori beni ammortizzabili acquistati nel triennio precedente a quello di entrata nel regime agevolato. Limite di 15.00 euro.
Devono essere considerati anche i beni già dismessi (ad esempio auto acquistata nel 2005 e venduta nel 2007)
2)Costo non ammortizzato (valore risultante alla fine dell’esercizio precedente a quello dal quale decorre il regime ossia 2007) di beni ammortizzabili.
Dalla circolare n. 73/e mi sembra di aver capito che il costo non ammortizzato non può essere dedotto nel regime agevolato e potrà essere considerato nel calcolo della minusvalenza o plusvalenza quando verrà venduto.
Questo per chi ha acquistato un auto nel 2007 non favorisce l’entrata nel nuovo regime agevolato.
Per ovviare al problema si può nel 2008 vendere l’auto a se stesso come privato e riacquistarla ovviamente allo stesso prezzo. E prendendo come prezzo il costo non ammortizzato in modo da non avere ne plusvalenze ne minusvalenze.
raffaele | 9 gennaio 2008 alle 23:03
Nel 2006 ho stipulato un contratto di leasing di un’auto del valore di € 30.600 (iva compresa). Tenendo conto dell’uso promiscuo (50 %), avrei acquistato beni strumentali per € 15.300 e non rientrerei nel regime dei contribuenti minimi. Il costo dell’auto al netto di iva è, però, pari a circa € 25.000 e, in questo caso, non avrei superato il tetto dei 15.000 €.
Quesito: come va inteso il tetto degli acquisti non superiori a 15.000 €? al netto o al lordo di iva? grazie
danilo | 10 gennaio 2008 alle 16:39
LE RITENUTE DI ACCONTO VANNO APPLICATE E CHE POTRANNO ESSERE SCOMPUTATE DALL’IMPOSTA SOSTITUTIVA E, PER L’ACCEDENZA, UTILIZZATAE IN COMPENSAZIONE.
scusami forse sono ignorante io…ma con questa definizione non ci ho capito propio niente…potresti spiegarlo in maniera più elementare.
William | 11 gennaio 2008 alle 00:35
volevo chiederLe una informazione in merito al regime fiscale dei contribuenti minimi.
Mi hanno detto che con questo regime si perdono anche le detrazioni derivanti da redditi di lavoro autonomo; è vero ?
Inoltre, siccome io collaboro stabilmente con un altro professionista (siamo due partite IVA diverse) se lui dovesse scegliere di rimanere nel regime ordinario, visto che noi ci dividiamo al 50% i compensi, il fatto che lui applicherebbe l’ IVA (che per me è un costo) può comportare degli svantaggi per me ?
Oppure avrei più costi e quindi meno reddito professionale e tassazione ?
In sostanza, l’ applicazione tra me e lui di regimi fiscali diversi può comportare dei problemi ?
Giorgio Di Dio | 11 gennaio 2008 alle 13:00
RISPONDO A MICHELANGELO
1) Io ritengo, ma la circolare non chiarisce niente, che debbano essere considerati tutti gli acquist perchè altrimenti la dizione dovrebbe essere diversa.
2) Il costo non ammortizzato sembra che non si possa detrarre. Puoi anche fare come dici tu, considerando, però, che sulla vendita del bene si genera una plusvalenza calcolata come dice la circolare. E poi, u’operazione dl genere potrebbe anche esere elusiva.
Giorgio Di Dio | 11 gennaio 2008 alle 13:06
RISPONDO A RAFFAELE
L’acquisto va considerato senza IVA, ma il problema non è questo.La circolare dice che i beni utilizzzati solo in parte nell’attività vanno computati al 50%. La dizione, però, è scomparsa nell’ultima versione ( non ancora ufficiale) del decreto ministeriale, per cui in questo momento nessuno può essere sicura di come rilevano i beni ad uso promiscuo.
Giorgio Di Dio | 11 gennaio 2008 alle 13:08
RISPONDO A DANILO
Se devi pagare un’imposta sostitutiva di 1.000 e hai ritenute di acconto per 1.200, detrai 1.000 dall’imposta sostitutiva e, quindi, no paghi niente e 200 da altre imposte che devi pagare se hai altri redditi.- Se non hai altri redditi i 200 li chiedi a rimborso.
Giorgio Di Dio | 11 gennaio 2008 alle 13:13
con il nuovo regime si perdono tutte le detrazioni. Per il resto non ho capito se tu fatturi al professionista e lui fattura ai clienti, oppure ognuno fattura ai propri clienti. Dovresti spiegarlo meglio.
Ignazio | 14 gennaio 2008 alle 18:14
Premessa: scusate l’ ignoranza.
Facciamo un esempio su contributi inps (gestione separata) trattati come un onere deducibile dal reddito complessivo?
Totale anno: 12.000,00 euro
Spese 2.000,00 euro
G.S. Inps 23.72% 2.846,40 euro
Irpef 20% 1.430,72 euro
Quindi: l’ Inps la calcolo sui 12.000, mentre l’ Irpef la calcolo su 7.153,60 (derivante da 12.000 – 2000 spese – 2.846,40 Inps) ?
Se ho scritto qualche cavolata, non vi arrabbiate!
Giorgio Di Dio | 15 gennaio 2008 alle 10:52
RISPONDO A IGNAZIO
Non hai scritto cavolate, anzi hai posto un problema molto attuale. Per semplicità mettiamo che inizi l’attività nel 2008 e hai ricavi per 12.000 e spese per 2.000. Nel 2009 paghi l’imposta sostitutiva del 20% su 10.000 e l’inps su 10.000 ( 23,72% su 10.000 =2.372) nel 2009 hai ricavi per 12.000, costi, 2000 e inps 2.372.L’imposta sostitutiva la paghi su 7.628 (12.000-2000-2372), ma essendo l’Inps un costo che riduce il reddito anche l’INPS si dobvrebbe calcolare su 7.628. ( se l’Agenzia non interpreta, invace, che ai fini contributivi l’INPS versata non rileva come costo).
max | 15 gennaio 2008 alle 15:25
ho aperto un’attivita’ di lavoro autonomo come tributarista ed avevo il dubbio se emettendo parcelle relative a certificati camerali o redazione documento sulla sicurezza dovevo operare la ritenuta d’acconto anche se non svolgo in queste operazioni consulenze ma semplice redazione?
Ignazio | 15 gennaio 2008 alle 15:39
Mi permetta un sintetico riepilogo (speriamo chiarificatore):
12.000 ricavi – 2.000 spese = 10.000 netto
2009 (pagare per ricavi 2008):
2.000 Irpef (20% su 10.000)
2.372 Inps (23.72% su 10.000)
24.000 ricavi – 4.000 spese = 20.000 – 2.372 Inps versata per anno precedente = 17.628 netto
2010 si pagare per i ricavi del 2009: l’ Irpef la pago su 17.628, mentre Inps la devo pagare su 20.000 ?
Lei scrive “si dovrebbe …”, quindi per l’ Agenzia l’ Inps pagato non è un costo?
Giorgio Di Dio | 16 gennaio 2008 alle 10:40
RISPONDA A MAX
La ritenuta di acconto va emessa per ogni compenso, quindi, anche nei casi da te citati. Oviamente non va calcolata sulle spese anticipate in nome e per conto.
Giorgio Di Dio | 16 gennaio 2008 alle 10:52
Nel 2010 paghi IRPEF su 17.628 e anche l’INPS su 17.628. Il ” dovrebbe” è riferito non all’IRPEF ma solo all’INPS ( infatti tu stesso ritieni che vada calcolata su 20.000) e, semplicemente perchè mi pare strano che il legislatore abbia concesso questa ulteriore agevolazione.
Fabio | 16 gennaio 2008 alle 11:07
Salve, sono un giovane architetto. Aprendo partita IVA quest’anno e considerando che considerando che fatturerò sicuramente meno di 30.000,00 € quest’anno, rientrerei nel regime dei minimi. Il mio dubbio è se il regime dei minimi è più conveniente del regime aggevolato presente già dallo scorso anno, (quello dove l’irpef era del 10%). E inoltre se posso segliere a quale regime aggevolato aderire.
Non essendo molto pretico di quest’argomento, spero di essere stato chiaro. Ringrazio in anticipo.
ale | 19 gennaio 2008 alle 11:17
Salve, sono un lavoratore dipendente e sto pensando di aprire anche la partita IVA come contribuente minimo. Vorrei sapere se il l’INPS la dovrò dedurre sull’imponibile da lavoratore dipendente o da quello di professionista.
daniela | 22 gennaio 2008 alle 19:24
CORTESEMENTE VORREMMO PORLE UN QUESITO CHE SI STA AFFRONTANDO MA ANCORA CON POCA CHIAREZZA: UN PROFESSIONISTA (CONSULENTE AZIENDALE-FISCALE) CHE RIENTRA NEL REGIME NUOVO DEI CONTRIBUENTI MINIMI, SE E’ SOCIO IN UNA SNC O SAS PER UN’ALTRA ATTIVITA’ (ES.RISTORAZIONE) PUO’ RIENTRARE SEMPRE NELL’APPLICAZIONE DI QUESTO NUOVO REGIME?
DANIELA E DANIELA
Giorgio Di Dio | 23 gennaio 2008 alle 12:12
RISPONDOA DANIELA
Non può aderire. Circolare 73/E punto 2.2
ANGELA MARIA P | 23 gennaio 2008 alle 15:30
il nuovo regime dei minimi è applicabile se pago per il
locale sede della mia attività un canone di locazione
pari a Euro 6.000,00 annui (18.000,00 nel triennio 2005/2007)?
ANTONIO | 23 gennaio 2008 alle 19:16
rientra nel regime dei minimi un subagente assicurativo che emette fatture per provvigioni senza applicazione iva e con ritenuta del 23% sul 50%.
se nel 2007 le provvigioni fatturate sono inferiori a 30.000. L’iva su fatture di acquisti è già indeducibile
Cosa devo fare per aderire
Giorgio Di Dio | 24 gennaio 2008 alle 13:14
RISPONDO AD ANGELA MARIA P
E’ applicabile se ci sono tutte le altra condizioni per accedere al detto regime
christian | 24 gennaio 2008 alle 18:10
Salve io sono un lavoratore Co.co.pro a cui l’azienda ha imposto di aprire la partita iva .
Vorrei sapere se io prima (co.co.pro) costavo all’azienda 25000 annui, ora dovendomi aprire la partita iva quali sarebbero i miei costi. Ho capito bene:
25000-20% = 5000 (costo forfettone)
25000-23,75 = 5937,5 (inps.. etc)
netto: 14062,5
P.s. scusate l’ingnoranza ma non sono commercialista sono un precario disperato.
Giorgio Di Dio | 25 gennaio 2008 alle 13:54
non devi far riferimento al fatturato ma ai ricavi . Se i ricavi non superano i 30.000 euro( e possiedi anche gli altri requisiti) sei già nel nuovo , e non devi fare niente ma semplcemente applicarlo.
Elisa | 25 gennaio 2008 alle 14:49
1. quindi se io, come libera professionista, devo applicare una ritenuta del 20%, e a fine anno dovrei pagare una imposta sostitutiva del 20%, alla fine se non sbaglio dovrei andare a pari? cioè non pagare nulla a fine anno?
2. sto avviando l’attività, ho già un’auto intestata a me, come faccio a “conferirla” all’attività, per poter scaricare, sempre se possibile, acquisto carburante, bollo e assicurazione come spese?
Raffaele | 26 gennaio 2008 alle 01:18
Gent.mo Giorgio Di Dio,
nell’anno 2007 ho effettuato come artigiano una sola vendita ad un privato negli USA di circa 350€, vengo escluso dal nuovo regime per questa piccola operazione?
Giorgio Di Dio | 26 gennaio 2008 alle 17:49
RISPONDO A CRISTIAN
Non è paragonabile il regime dei co.co.pro al nuovo regime dei contribuenti minimi perchè hanno strutture completamente diverse. In ogni caso, considerando che tu hai 25.000 euro di ricavi, senza alcun costo, paghi 5.937 di inps e 5.000 di imposta sostitutiva. Dal secondo anno, però, i 5.937 di inps diventano un costo deducibile e, quindi, paghi 5.937 di inps e 3.813 di imposta sostitutiva ( per semplicità non ho considerato la rivalsa del 4%).
Giorgio Di Dio | 28 gennaio 2008 alle 13:36
1) probabilmente, visto che la ritenuta di acconto va appliicata sui compensi, mentre il 20% di imposta si calcola sull’utile, andrai a credito.
2)Normalmente Il passaggio di un’ auto dalla sfera personale a quella professionale deve avvenire mediante l’iscrizione del bene nel libro dei cespiti, se esistente (in mancanza l’annotazione va eseguita nel registro degli acquisti tenuto ai fini Iva). Nel nuovo regime dei minimi, però, una tale fattispecie non è stata ancora considerata.
barbara | 28 gennaio 2008 alle 14:43
buongiorno, ho letto i quesiti e le risposte ma non ho ben chiaro questo, in caso di applicazione del nuovo regime agevolato in cui rientro, quali detrazioni si perdono? perchè il mio commercialista mi ha detto che ovviamenter l’IVA non la posso più detrarre in quanto non la riceverei più, ma mi ha detto che potrei comunque continuare a detrarre le spese mediche, di vitto e alloggio in trasferta e i contributi pagati alla cassa di previdenza professionale (nel mio caso EPAP sono geologa) invece lei dice che si perdono tutte le detrazioni? il mio commercialista sbalgia? può spiegarmi meglio? grazie mille della disponibilità
Giorgio Di Dio | 28 gennaio 2008 alle 19:03
Devi distinguere tra i costi della’attività professionale e gli oneri deducibili dal reddito complessivo. Di quelli che hai citato vitto, alloggio, trasferte, cassa previdenza sono costi professionali e li puoi dedurre, mentre le spese mediche, che invece, sono oneri deducibili dal reddito complessivo, li puoi dedurre solo da eventuali altri redditi. Per avere un’idea di quali sono gli oneri deducibili e detraibili leggiti l’articolo:https://ascomprocida.wordpress.com/2007/04/26/dichiarazione-dei-redditi-come-pagare-meno-tasse/.
Di quelli elencati solo gli oneri previdenziali sono deducibili direttamente come costi nel nuovo regime dei minimi.
Christian | 28 gennaio 2008 alle 19:17
Grazie per la risposta , vorrei chiedere se anche aprendo la partita iva con il nuovo regime agevolato 2008 (il forfettone) con un ricavo di 25000 andrei a pagare sempre 5000 di imposta +5937 di inps.
Giorgio Di Dio | 28 gennaio 2008 alle 20:09
L’inps non viene influenzata dal regime contabile scelto.
Christian | 29 gennaio 2008 alle 00:56
Allora mi scusi conviene più aprire la precedente agevolazione cioè sempre per tre anni al 10% dell’imposta sostitutiva che questa nuova del 2008?
Grazie e mi scusi l’ennesima domanda
ANGELA MARIA P | 29 gennaio 2008 alle 12:18
CHIEDO A GIORGIO DI DIO SE HA LETTO L’ULTIMA CIRCOLARE CON LA QUALE SI SPECIFICA CHE LE LOCAZIONI DEGLI IMMOBILI NEI QUALI SI SVOLGE L’ATTIVITA’ (BENE STRUMENTALE) CONCORRONO AL CONTEGGIO DEI 15.000,00 EURO NEL TRIENNIO PER ACQUISTO DEI BENI STRUMENTALI
NON POSSO QUINDI RIENTRARE NEL REGIME DEI MINIMI
Elisa | 29 gennaio 2008 alle 15:39
Gent.mo Giorgio, ti ringrazio molto per la risposta, anche se mi stupisco che non sia stata considerata tale fattispecie, considerando che la maggior parte delle persone che inizia la nuova attività solitamente possiede già un’auto ad uso personale… Certo che se non è possibile conferirla si perdono un bel po’ di possibili deduzioni! Peccato!
Secondo te, quindi, a conti fatti, è veramente conveniente tale regime?
manuela | 29 gennaio 2008 alle 19:02
Gent.mo Giorgio, Le volevo cortesemente chiedere un chiarimento sul regime dei contribuenti minimi:se decido di aderirvi perdo anche la detrazione degli interessi sul mutuo prima casa?Grazie della Sua disponibilità e cortesia
Giorgio Di Dio | 31 gennaio 2008 alle 17:35
In diversi casi conviene ancora il regime per le nuove inziative (forfettino). Per una risposta precisa, però, occorrerebbe un dettaglio dei ricavi, dei costi , degli oneri deducibili e detraibili e degli eventuali familiari a carico.
Giorgio Di Dio | 1 febbraio 2008 alle 10:57
RISPONDO AD ANGELA MARIA P.
Cara Angela, purtroppo, questa cosa assurda, tra l’altro confermata nel telefisco, l’ho letta. Come te, molti che erano convinti di poter aderire al regime dei minimi, adesso si trovano fuori.
Giorgio Di Dio | 1 febbraio 2008 alle 11:07
RISPONDO AD ELISA.
Potresti sempre vendere l’auto e comprarne un’altra nel nuovo regime detraendoti per cassa il relativo costo. La convenienza del nuovo regime non sempre è accertata. Una della maggiorni opportunità, però, è il non essere soggetti agli studi di settore.
Elisa | 1 febbraio 2008 alle 12:14
Scusami Giorgio se ti disturbo ancora, ma mi è venuta questa curiosità.
E’ possibile che io come privata venda la mia auto a me come professionista? Se possibile, in quel caso rientrebbe nelle spese?
max | 1 febbraio 2008 alle 14:18
circolare 7/e
nel caso di parcella emessa per un certificato camerale dove l’onorario è €. 50 ed i diritti sono €. 150
considerato il limite di €. 77.47 nel mio caso il limite è relativo solo all’onorario o al totale parcella(€. 250,00)?
è dovuta l’imposta di bollo?
Ucf | 3 febbraio 2008 alle 21:18
Ho un contratto Co.Co.Co di 26000 lordi.
per l’INPS pago circa l’8% e le altri 16% sono a carico del mio datore di lavoro. Vorrei sapere se scelgo questo nuovo regime dei contribuenti minimi, il mio datore di lavore è tenuto a pagare questi 16% all’inps o no (nel contratto è specificato 2/3 dell’inps è carico suo)?
Giorgio Di Dio | 4 febbraio 2008 alle 18:59
RISPONDO A MANUELA
Gli interessi passivi su mutui non sono deducibili dal regime dei minimi, ma solo dal reddito complessivo,per cui, se non hai altri redditi oltre a quello dei minimi, li perdi.
Giorgio Di Dio | 4 febbraio 2008 alle 19:17
Non penso sia una strada percorribile, però potresti adottare una diversa procedura. In primo luogo devi effettuare il passaggio dell’auto dalla sfera privata a quella professionale. Questo passaggio avviene mediante l’iscrizione del bene nel libro dei cespiti, se esistente (in mancanza l’annotazione va eseguita nel registro degli acquisti tenuto ai fini Iva). Ovviamente nel regime dei minimi non sei tenuta ad avere alcun registro, ma non è neanche vietato, per cui potresti decidere di tenere i registri iva per annotarvi il passaggio di cui sopra. Ovviamante nel nuovo regime non puoi effettuare alcun ammortamento, ma l’acquisizione dell’auto alla sfera professionale, ti consentirebbe, poi, di poter dedurre le spese (carburante ecc.), secondo le norme relative ai minimi.
Ciao Giorgio Di Dio
Giorgio Di Dio | 4 febbraio 2008 alle 19:52
Nel caso in esame ritengo che 150 siano somme anticipate in nome e per conto( escluse art.15). In tal caso, a mio avviso, ci troviamo di fronte ad una fattura composta da importi di natura diversa, tutti, però, non soggetti ad iva, per cui ritengo sia dovuta l’imposta d bollo.
Giorgio Di Dio | 4 febbraio 2008 alle 19:56
RISPONDO A UCF
Se scegli il regime dei contribuenti minimi non avrai più un datore di lavoro.Se la tua nuova figura sarà quella di un professionsta iscritto alla gestione separata inps, potrai apllicare su ogni fattura la rivalsa inps del 4%.
Federico | 7 febbraio 2008 alle 18:45
Salve, sono un ragazzo di 22 anni e vorrei aprire una partita iva per un’attività di consulenza informatica. Premetto che quest’ attività sarebbe marginale rispetto la mia attività di studente universitario, quindi i miei compensi sono stimati ottimisticamente sui 500 Euro al mese, quindi redditi molto bassi. Premetto un’altra cosa: per la mia attività non ho spese di acquisto di beni strumentali. Tutto ciò che mi serve è un pc, una connessione internet. L’unica spesa che potrei avere è il costo di un dominio dove porre il mio sito internet che mi pubblicizza.
Vorrei qualche chairimento: mi conviene il regime dei contribuenti minimi o quello per le nuove iniziative imprenditoriali? Ho guardato il materiale dell’agenzia delle entrate e ho parlato anche con 2 consulenti…uno mi ha detto del regime dei minimi, l’altro del regime per le nuove iniziative imprenditoriali. Sono totalmente confuso…
Pasquale | 11 febbraio 2008 alle 12:27
da quanto ho capito il regime del margine è inibito a coloro che hanno acquistato nel triennio precedente beni strumentali per un importo superiore a 15.000 euro. La mia domanda allora è questa: può un soggetto rientrare nel regime del margine se, prima di aprire partita IVA, acquista beni strumentali, come privato per un valore superiore a 15.000 euro e soltanto dopo apre partita IVA utilizzando i suddetti beni caricandoli sul registro BA ?
In pratica la regola dei 15.000 euro di beni strumentali vale soltanto per chi è già in attività, per coloro che invece decidono di aprire partita IVA nel 2008 la regola scatterebbe dal momento in cui si inizia l’attività. E’ corretta la mia interpretazione o sono brillo prima ancora di sedermi a tavola?
Giorgio Di Dio | 11 febbraio 2008 alle 14:19
a questi livelli economicamente ti conviene di più il regime delle nuove iniziarive. L’unico vantaggio del mregime dei contribuenti minimi sarebbe quello di non essere soggettoagli studi di settore.
Tatiana | 12 febbraio 2008 alle 00:15
Sono un lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata INPS.
PS – ormai le ho scritto ovunque questo messaggio (anche tramite il suo sito). Mi deve scusare ma ci tengo troppo ad una sua risposta in quanto la trovo chiaro ed esaustivo. Nuovamente grazie.
Giorgio Di Dio | 12 febbraio 2008 alle 12:07
RISPONDO A PASQUALE
I requisiti per poter accedere al regime dei minimi, diventano, in corso di attività, causa di esclusione, per cui se aderisci al regime dei minimi dichiarando di possedere i requisiti e, nel corso dell’anno, acquisti beni superiori a 15.000 euro, dall’anno successivi sei escluso dal regime.
Giorgio Di Dio | 12 febbraio 2008 alle 12:12
RISPONDO A TATIANA
Effettivamente nel regime dei minimi perdi le detrazioni, a meno che tu non abbia altri redditi per utilizzarle. Probabilmente, quindi, è vero che non ti conviene. Per l’inps non cambia niente, versi circa il 24% qualunque sia il regime.
Pasquale | 12 febbraio 2008 alle 20:19
Intanto ti ringrazio per la cortese e celere risposta.
Infatti io volevo prima acquistare i beni come privato e poi aprire partita IVA.
Es: Acquisto un immobile di cat A/10 per 100.000 euro e un auto per 40.000 euro, come soggetto privato, e poi apro partita IVA utilizzando l’immobile come studio e l’auto nell’attività. Posso rientrare nel regime visto che il monitoraggio del triennio parte dall’apertura della partita IVA e non prima?
Giorgio Di Dio | 13 febbraio 2008 alle 13:16
Secondo me la norma va interpretata nel senso che nell’anno in cui acquisti beni ammortizzabili che sommati a qualli dei due anni precedenti superano i 15.000 euro si verifica una causa di esclusione. Quindi se nel 2008 immetti nell’attività beni supeiori a 15.000 euro, dal 2009 sei fuori dal regime.
Pasquale | 13 febbraio 2008 alle 20:15
Intanto grazie di nuovo per la risposta.
La norma riguarda “l’acquisto” o la “locazione” ma non mi sembra che riguardi anche il “valore” dei beni impiegati nell’attività.
Jacopo | 15 febbraio 2008 alle 12:28
E’ la prima volta che scrivo, per cui mi presento.
Mi chiamo Jacopo, scrivo da Venezia e mi sto affacciando per la prima volta al mondo del lavoro (ho finito gli studi poco fa).
Premetto che in materia fiscale e tributaria ne so poco o nulla, quindi non scandalizzatevi se le mie domande vi possono apparire delle ovvietà. Ho provato a documentarmi in rete, ma per un profano anche le spiegazioni sono complicate, purtroppo!
Presto aprirò una p. iva col regime dei minimi contribuenti. Supponiamo che a fine mese io riesca a “portare a casa” 1500 euro (per comodità di calcolo) e le spese per “poter lavorare” sono state:
–	100€ di gasolio
–	100€ per mangiare
–	50€ di autostrada
–	50€ di telefonino
Come dovrebbe essere fatto il calcolo?
Allora so che per il carburante esistono le schede carburante, ma come si procede per la deduzione? Sì deducono tutti i 100€ oppure si deduce al 50%? Ed ancora la deduzione si calcola iva compresa (e cioè si fa il calcolo sui 100€) oppure esclusa (si calcola su 80€)?
Stessa cosa per il mangiare (classico panino preso al bar): basta lo scontrino fiscale?
Da quello che ho capito non basta il tagliandino che lascia il casellante come “documento” ma bisognerebbe chiedere la fattura alle autostrade…se pago con il bancomat, la stampa del conto corrente che identifica la spesa per l’autostrada vale come fattura? In alternativa, l’acquisto di una viacard prepagata presso un puntoblu è deducibile? (e soprattutto, come per le domande precedenti “come” si deduce?)
Per quanto riguarda il telefonino, ho una sim prepagata: quale metodo di ricarica devo adottare per poter dedurre i costi del telefonino (e anche qui “come” si deducono)?
In generale, quando acquisto qualcosa per il lavoro, basta il semplice scontrino fiscale per poter dedurre (sto pensando ad esempio all’acquisto di una stampante presso un centro commerciale, o il semplice pranzo al bar) oppure bisogna richiedere una fattura o altro?
Più semplicemente, non c’è una tabella o qualcosa del genere dove venga detto chiaramente cosa e, soprattutto, come possono dedurre i contribuenti minimi?
Giorgio Di Dio | 19 febbraio 2008 alle 10:47
RISPONDO A JACOPO
E’ troppo complicato spiegare la cotabilità in poche righe. Il regime dei minimi funziona così: dai ricavi si deducono le spese ( principio di cassa), che devono avere attinenza con l’attività esercitata. Le spese ad uso promiscuo si deducono al 50%. Tutte le spese devono essere giustificate con fatture. Sulla diferenza tra entrate e spese ( utile) si paga l’imposta forfetaria del 20%.
Laura | 22 febbraio 2008 alle 13:21
Alla luce della nuova finanziaria “Contribuenti minimi”
Cambia qualcosa per le collaborazioni occasionali
sotto i 5000 euro.
Documento escluso da IVA ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. 633/72
Giorgio Di Dio | 22 febbraio 2008 alle 13:51
Sono due cose completamente diverse. Non cambia niente.
Leda | 25 febbraio 2008 alle 14:10
Ciao sono Leda Pascale e da pochissimo sono finalmente avvocato.
Per iscrivermi all’albo, a gennaio ho dovuto aprire la partita IVA come
professionista, e su consigliodi un collega ho optato per il nuovo regime
contribuenti minimi previsto dalla finanziaria 2008 (ho barrato nella
dichiarazione per l’IVA nel QUADRO B l’opzione “CONTRIBUENTI MINORI”).Non ho
ancora emesso fatture dall’apertura di partita IVa. Ora ho un dubbio:
-possiedo solo il 50% di un immobile ad Assemini in comproprietà con ilmio compagno
-dal 1/1/08 ho iniziato a pagare il mutuo per l’acquisto della predetta
prima casa (mutuo di 80.000 euro di capitale) di cui vorrei magari recuperare
qualcosina sugli interessi
-emetterò fatture principalmente ad imprese con partita iva (e raramente a
-raggiungerò (spero) un reddito non superiore ai 13-14.000 euro per
-non ho grosse spese da scaricare perchè lavoro a percentuale come
collaboratrice nello studio di un altro avvocato
Considerando tutte queste informazioni secondo Voi mi conviene optare per il
regime dei contribuenti minimi previsto dalla finanziaria o per un altro
regime, sfruttando cioè quel periodo di tassazione agevolata (se non erro 3
anni)successivo all’apertura IVA?
Ovviamente penso di poter ancora modificare la mia opzione già espressa…
Io ho le idee molto confuse anche perchè mi affaccio adesso su questo nuovo
mondo a me totalmente ignoto!!!
In attesa di risposte, ringrazio tutti anticipatamente per l’attenzione.
Giorgio Di Dio | 26 febbraio 2008 alle 13:02
RISPONDO A LEDA
Effettivamente potrebbe essere più conveniente il regime per le nuove iniziative o, addiruttura, il regime ordinario per la presenza di interessi passivi sul mutuo. Conviene fare un’analisi approfondita, con dati precisi, magari con l’aiuto di un professionista. Per modificare l’opzione espresse dovresti fare subito una variazione IVA considerando la prima un errore.
Antonio | 27 febbraio 2008 alle 10:48
Salve, io ho da poco aperto una partita iva come consulente informatico e potevo scegliere quella per contribuenti minimi o quella con l’irpef al 10% per i primi 3 anni. un commercialista mi ha consigliato quella col regime dei minimi, ma ancora non riesco a capire i vantaggi di quest’ultima, visto che l’inposta è maggiore e non scarico l’iva. grazie e buona giornata!
Mario | 28 febbraio 2008 alle 21:00
Se si opta per il regime dei minimi si perdono le detrazioni per carichi di famiglia di cui all’art. 12 del T.U.I.R.?
Se cos’ì è il nuovo regime non conviene mai al contribuente che ha persone fiscalmente a carico! E’ sarebbe una grossa falla di incostituzionalità in quanto a parità di reddito sono trattati allo stesso modo chi non ha persone a carico e chi ha invece una o più persone a carico.
Giorgio Di Dio | 29 febbraio 2008 alle 14:22
Per fare un calcolo preciso della convenienza di un regime rispetto ad un altro occorono tutti i dati( ricavi o compensi, costi con iva, costi senza iva, oneri deducibili e detraibili, familiari a carico). Sena questi dati l’unca cosa sicura a favore del nuovo regime per i contribuenti minimi e marginali è che chi lo sceglie non sarà soggetto agli studi di settore, oltre ad altre agevolazioni di carattere formale.
Giorgio Di Dio | 29 febbraio 2008 alle 20:14
le detrazioni si perdono se si opta per il regime dei minimi e non si hanno altri redditi. E’ una grossa ingiustizia, ma, purtroppo è così. In alcuni casi, difatti, conviene non aderire al nuovo regime.
Francesco | 4 marzo 2008 alle 10:54
Ciao, io sono un consulente informatico e vorrei fare un esempio x sapere come si calcolano le imposte.io sto col regime dei minimi, se per esempio prendo 100euro al giorno,al mese saranno 100×18=1800, da questo devo togliere eventuali costi ma facendo che non ci sono calcolo 1800-20%=1440 poi il 24,72 dell’inps va calcolato su 1800 o su 1440?poi sul caso iva, si dovrebbe detrarre come costo,quindi detraggo su 1000euro sia il 20% dell’iva che il 20%sul restante 80% come aliquota, quindi in totale 360euro?sulle cose da scaricare mi hanno detto gli alimenti al 100% fino al 2%dello stipendio,100%materiale informatico,50%telefonia e la benzina e l’auto al 25%o al 50%? grazie mille per la disponibilità.
Giorgio Di Dio | 6 marzo 2008 alle 11:33
Ai 1800 euro di compensi va aggiunta la rivalsa inps del 4% e dal totale vanno detratti i costi e l’iva sui costi. Sul reddito che ne deriva si calcola sia il 20% di imposta sostitututiva sia l’inps.
salvatore | 6 marzo 2008 alle 13:04
sono dipendente e faccio prestazioni occasionali, ora le 5.000 Euro annue mi stanno strette e vorrei aprire la P.IVA:
1) ho un’auto usata che posso comprare con fattura, la posso scaricare al 50% ?
2) quando vado al distributore devo compilare la scheda carburante o basta lo scontrino ?
3) visto che comprero’ l’auto usata, a maggio faro’ l’UNICO, non cumulando i redditi come dipendente, ma visto che andro’ sicuramente a credito, come mi avvantaggiero’ del credito ? In che modo lo posso usare se nelle fatture devo sempre mettere il 20% di ritenuta ? Oppure per le prime fatture dell’anno seguente metto una ritenuta inferiore ?
Antonio | 7 marzo 2008 alle 09:59
sono un consulente informatico,ho aperto la p.iva col regime dei minimi da poco e ho appena ricevuto la prima fattura e vorrei qualche spiegazione.Sulla fattura le voci sono: onorario: 1278,85; rivalsa INPS 4%: 51,15; imponibile: 1330; ritenuta d’acconto 20%: 266; totale fattura= 1064. le domade sono queste:
1)la ritenuta d’acconto sarebbe l’imposta unica al 20%?
2)l’imposta unica non va calcolata a fine anno al netto dei costi?se è così perchè me la trattengono ora?chi mi ha fatto la fattura mi ha detto che poi ci penseranno loro a pagarla allo stato, ma così non mi trattengono più del dovuto?
Giorgio Di Dio | 7 marzo 2008 alle 12:12
La ritenuta di acconto è solo un acconto sulle imposte da pagare. L’imposta del 20% verrà calcolata sul reddito ( ricavi meno costi) e da questa verrà detratta la ritenuta di acconto.
Antonio | 7 marzo 2008 alle 12:27
quindi stanno sbagliando a togliermi come ritenuta d’acconto tutto il 20%? e a fine anno dovrei andare in credito con chi mi sta pagando?
Giorgio Di Dio | 9 marzo 2008 alle 17:43
la ritenuta applicata è corretta. A fine anno, eventualmente, andrai a credito, non con chi ti sta pagando, ma con l’erario.
Angelo | 11 marzo 2008 alle 01:10
Il tetto di 15000 euro per i costi in 3 anni riguarda solo quelli affrontati per i beni strumentali (auto, pc, canone locazione) oppure comprende tutti i costi in genere (comprese bollette telefoniche, telepass, carburante,etc…)?
nmonte | 18 marzo 2008 alle 13:06
Sono pensionato inps. Ho aperto PIva dal 15/02/2008
come procacciatore d’affari aderendo al nuovo regime dei minimi, ufficio in casa, sto utilizzando la mia auto personale. Quali le spese da poter dedurre ed in quale percentuale?? nei confronti inps come mi devo comportare, ero già iscritto alla gestione separata ho le idee confuse devo pagare i contributi sul reddito netto a fine anno e quando??
MENARITA | 18 marzo 2008 alle 19:38
SALVE VORREI UNA DELUCIDAZIONE SUI MINIMI SONO UN ARCHITETTO CHE HA UNA PARTECIPAZIONE CON UNA DITTA INDIVIDUALE PER SOLO LAVORO PER IL 5% DEGLI UTILI POSSO ADERIRE AI MINIMI O RIENTRO TRA GLI ESCUSI SECONDO IL COMMA 96 LETT. A N. 3 CHE RIGUARDA SOLO GLI ASSOCIANTI E NON GLI ASSOCIATI. GRAZIE
francesco | 19 marzo 2008 alle 19:36
sono un fioterapista in possesso di partita iva ed ho da poco aperto un centro di terapia fisica.
Di detrazioni non ne capisco un tubo e per questo volevo sapere cosa ed in che modo posso scaricarmi.
Ad esempio dovrei acquistare un felefonino con un correlativo abbonamento, dovrei attivarmi l’adsl flat, il carburante per l’auto in quanto effettuo delle visite a domicilio, l’autostrada, ecc…
Aspetto una vostra risposta e vi ringrazio anticipatamente
Giorgio Di Dio | 20 marzo 2008 alle 13:12
Riguarda solo i beni strumentali
carmelo | 21 marzo 2008 alle 19:38
Un collaboratore a progetto può stipulare con lo stesso committente un contratto occasionale, anche se il contratto a progetto non è concluso?
Giorgio Di Dio | 22 marzo 2008 alle 08:38
RISPONDO A MENARITA
Non capisco cosa significa ” partecipazione in una ditta indivuduale” Cos’è, unassociazione in partecipazione?, uno studio associato? Devi chiarire meglio il quesito
menarita | 23 marzo 2008 alle 16:43
si è un’associazione in partecipazione del 5 % io come architetto che apporta lavoro (certificazioni ) in una ditta individuale non partecipo con denaro ma solo con lavoro il commercialista della ditta dice che non rientro tra le esclusioni poichè rientrano solo art. 5 tuir quindi posso aderire al forfettone io non ne sono sicura vole vo un suo parere. spero di essere stata chiara. grazie
Ciro | 11 aprile 2008 alle 22:15
sono un collaboratore a progetto ( gli incarichi figurano come prestazioni occasionali presso il committente, il quale a fine anno mi rilascia il cud )provvedo personalmente alla dichiarazione dei redditi unico pf.
Ora ho avuto un nuovo incarico da altro committente, che mi ha richiesto la partita iva. Intendo aprirla partita iva con il sistema deicontribuenti minimi, ma ho un dubbio…
Aprendo la partita iva, devo fatturare obbligatoriamente anche al vecchio committente? Posso mantenere il mio status di lavoratore parasubordinato, beneficiando di detrazioni in base ai giorni lavorati (CUD) e carichi familiari per la parte del vecchio committente? e assoggettare alla ritenuta del 20% i ricavi del nuovo committente? il tutto sarà come sempre riportato nel modello unico?
Stefano Sconci | 17 aprile 2008 alle 10:54
Sono un pensionato ENPDAP che a settembre 2007 ha aperto una galleria d’arte.
Poichè la mia è un’attività integrativa che svolgo poche ore a settimana vorrei rientrare nella normativa dei contribuenti minimi.
Col 1 gennaio 2008 ho deciso di rinunciare al regime del margine (tipico delle gallerie d’arte in quanto più conveniente) entrando, conseguentemente,in quello ordinario dell’ IVA. A questo punto posiedo tutti i requisiti dei contribuenti minimi. Funziona?
Angelo | 20 aprile 2008 alle 22:37
mi è stato riferito dell’obligo dell’applicazione del bollo di € 1,81 sulle fatture in esenzione di IVA.
Vi chiedo; è a carico di chi riceve la fattura e conseguentemente deve essere aggiunto all’importo fatturato? Oppure è un costo a carico di chi fattura e non deve essere caricato in fattura?
francesco | 22 maggio 2008 alle 11:34
non ho ancora ben capito se l’imposta del 20% va calcolata sull’imponibile o al netto dell’inps. cioè si calcola:
imponibile – 24,72% di inps e sul risultato caalcolo il 20% oppure il 20% va calcolato direttamente sull’imponibile?
roberto | 3 giugno 2008 alle 10:46
Sono un disegnatore ed una ditta olandese mi ha commissinoato lo sviluppo di determinati progetti che elaborerò nel mio studio in Italia. Questo tipo di attività è incompatibile con il nuovo regime per i contribuenti minimi? Grazie in anticipo e ciao.
Giorgio Di Dio | 10 giugno 2008 alle 20:17
Sono esclusi dal regime dei minimi gli esercenti attività d’impresa o arti e professioni in forma individuale che contestualmente partecipano a società di persone o associazioni di cui all’art. 5 del TUIR, o a S.r.l. di cui all’art. 116 del medesimo testo unico. Quindi l’associato d’opera non costituisce causa di esclusione
Giorgio Di Dio | 10 giugno 2008 alle 20:23
RISPONDO A CIRO
Non si capisce se il rapporto con il primo committente è un contratto di lavoro a progetto o sono, invece, prestazioni occasionali. In ogni caso ritengo che il lavoro a progetto sia compatibile con l’apertura della partita IVA. Il regime dei minimi, probabilmente, confluirà nell’unico, ma senza alcun cumulo con gli altri redditi.
mirco | 11 giugno 2008 alle 17:53
PER RICAVI O COMPENSI NON SUPERIORE A 30 MILA EURO COSA SIGNIFICA???
FACENDO SOLO LA SOMMA DELLE MIE FATTURE DI VENDITA NON DEVO SUPERARE I 30 MILA EURO??
FABIO | 24 giugno 2008 alle 23:18
per i contribuenti minimi qual’e’ il quadro dell’Unico 2008 da compilare?
Giorgio Di Dio | 30 giugno 2008 alle 18:59
RISPONDO A MIRCO
Si. la somma delle fatture di vendita non deve superare i 30.000 euro (ovviamente senza considerare l’IVA).
Giorgio Di Dio | 30 giugno 2008 alle 19:11
Cosa intendi per contribuenti minimi? Se ti riferisci al nuovo regime dei minimi,per il 2008 non esiste alcun quadro perchè il primo anno si dichiara nel 2009.
MENARITA | 2 luglio 2008 alle 18:15
VORREI SAPERE SE CHI HA ADERITO AL FORFETTONE E’ SOGGETTO A PAGARE GLI ACCONTI IRPEF IRAP ADDIZIONALE ETC IN UNICO 2008 E SE E’ SOGGETTO PER IL 2007 STUDI SETTORE GRAZIE E BUON LAVORO
Gianni | 31 luglio 2008 alle 16:33
Salve, volevo chiederle, apro un sito web in italia e vendo il servizio anche in Germania, ma fatturo in italia. Vendendo in germania non posso rientrae nei contribuenti minimi?
marta | 4 agosto 2008 alle 22:08
Salve, oggi ho aperto la P.IVA per un laboratorio di restauro e ho scelto(forse sbagliando)il regime dei minimi. Sempre oggi alla stipula del contratto di locazione è venuto fuori che dovrei pagare anche l’iva oltre al canone perchè l’affittuario è una società che mi rilascerà fattura. Dato che non posso scaricare l’IVA, vorrei sapere in che parte posso detrarre il canone. Non so se a questo punto mi conviene prendere questo locale con il regime dei minimi o cambiare il regime fiscale,sempre se si può.
Giorgio Di Dio | 15 agosto 2008 alle 19:11
Le prestazioni nella UE sono fattispecie diverse da quella della cessione all’esportazione (articoli 8, 8 bis e 9 Dpr 633/72) che invece impediscono la scelta del regime dei minimi, come chiarito dalla circolare 13/E del 26 febbraio 2008, risposta 1.12. Ritengo, quindi, che sia possibile l’accesso al regime dei minimi.
Giorgio Di Dio | 15 agosto 2008 alle 19:19
RISPONDO A MARTA.
il canone di locazione si detrae per intero. L’IVA sul canone, essendo indetraibile, si detrae come costo. In pratica il canone di locazione si detrae iva compresa.
Aldo | 15 settembre 2008 alle 17:25
E’ deducibile dal reddito l’eventuale costo riferibile ad un contratto di noleggio di un auto sottoscritto con partita iva in regime di contribuente minimo? In tal caso sono deducibili anche i relativi costi di carburante? Grazie
Susy | 17 settembre 2008 alle 12:47
io devo aprire adesso la P.Iva, quindi non ho nessun acquisto di beni materiali nel triennio precedente. Credo di aver capito, che la soglia dei 15.000 euro non deve essere superata, ma qual è il periodo di riferimento? Annualmente? Ogni 3 anni? O assoluto? Ringrazio anticipatamente
antonino | 21 settembre 2008 alle 18:46
1000 compenso
niente costi per semplicità
170 inps (G.S. 17%)
200 irpef su 1000
166 irpef su 830 (dedotti 170 di inps)
David | 23 settembre 2008 alle 12:37
Buongiorno, sono lavoratore dipendente con funzione di quadro presso una multinazionale.
Grazie a mie precedenti esperienze lavorative, fornisco prestazioni professionali occasionali ad alcune aziende della mia zona. Poiché il tetto di fatturazione dei 5.000€ è ormai stretto, pur rimanendo tale reddito di entità scrsamente rilevante in rapporto a quello da lavoro dipendente, volevo sapere se, aderendo al regime dei minimi, oltre al 20% di imposta dovrò corrispondere contributi all’INPS e, se si, in quale misura.
sabrina | 25 settembre 2008 alle 03:26
salve, spero che mi potrà rispondere, ho bisogno di alcune delucidazioni…sono un’ortottista,assistente oculistica, non iscritta ad albo poiche non esiste..mi hanno prposto un lavoro ma solo se mi apro partita iva.! fatturerò 800 euro al mese: fino al 2007 ho lavorato ocme dipendente pressso un ottico privato, sempre come ortottista…non rientro nelle agevolezionix inizio attivita vero? quindi la domanda è: con uno stipendio di 800 euro e dovendo x forza aprire la P.I mi consiglia i nuovo regimi minimi o quello ordinario! eccoil mio quadro
800 euro di fatturato
200 euro di spese x alloggio( o albergo o B&b o affitto di camera)
100 /150euro di viaggio in treno ,
150(una v all anno) assicurazione professionale
in piu’ devo pagare l INPS ( in quel apercentuale mi scusi)?
Alla base di questi costi che le ho porspettato, meglio il nuovo regime o l ordinario? e poi x l inps meglio la gestione separata o meglio sempre i minimi..
ULTIMO: ma le spese di albergo ho letto che sono deducibili solo entro i 2% dei compensi..il 2 di 800 euro è 16 euro..e nella citta dove vado io non esite struttura ch emi faccia spendere cosi poko x dormire 3 notti…se prendessi UNA STANZA IN AFFITTO potrei detrarmi la spesa dell’affitto se si in queae percentuale?grazie infinite!
sabrina | 25 settembre 2008 alle 03:37
e poi avrei un’altra domanda….lavoro con il mio collega ch emi ha proposto il lavoro e vuole che mi apra la partita iva: l onorarioa prestazione è di 70 euro…lui applical iva nella fattura io no…cosa comporta questo? la stessa prestazione dovrebbe costare lo stesso tanto,specie nello stesso ambulatorio onde evitare che alcuni paghino di piu e altri paghino meno..io posso comunque chiedere 70 euro o no?
e il paziente, potra detrarre i suoi 70 euro o no?questo i preoccupa molto, forse non ho capito niente..scus l ignoranza
sabrina | 25 settembre 2008 alle 03:41
800 euro al mese di fatturato
200 euro al mese di spese x alloggio( o albergo o B&b o affitto di camera)
denise | 14 ottobre 2008 alle 21:13
Salve, avrei un’altra domanda da farle, mi sono iscritta ed ho preso P.I. come produttore assicurativo un mese fa circa.
Ho un’auto in comproprietà e vorrei sapere se posso scaricare comunque il carburante o se ho bisogno di un comodato d’uso o qualcosa di simile. Grazie
Laura | 24 novembre 2008 alle 15:43
sono un giovane avvocato che fino al 2008 si avvale del regime fiscale agevolato per nuove iniziative.
stavo riflettendo se optare per il regime dei minimi dal 2009 ma ho delle perplessità.
per i redditi del 2008 (ancora sotto RFA) sono sicuramente sotto i 30.000, ma da gennaio 2009 il mio compenso mensile sale a 2500 + cpa (2%).
ho poche spese, solo le mediche ed i contributi previdenziali di cassa.
ora, mi chiedo 2 cose:
-se questo compenso rientra o meno nei limiti di ricavo previsti dalla legge per il nuovo regime;
– se il credito che si formerà per la detrazione dei contributi previdenziali rendo non conveniente il nuovo regime in un caso come il mio.
ilaria | 30 novembre 2008 alle 12:07
SONO POSSIBILI COLLABORAZIONI PROFESSIONALI ANCHE IN REGIME DI CONTRIBUENTI MINIMI?
ho una domanda: sono un avvocato ed ho aperto da poco la P.Iva con il regime dei contribuenti minimi perchè non ho un grandissimo fatturato…però ogni tanto faccio docenze per corsi di formazione.
Volevo sapere, posto che ho raggiunto il limite delle collaborazioni occasionali e che la collaborazione a progetto non mi conviene visto che più o meno in busta paga mi trovo una detrazione quasi del 50%, in quanto professionista posso optare per le collaborazioni professionali oppure no, visto che in questo regime l’iva non mi spetta?
Pepé | 2 dicembre 2008 alle 19:07
se io ho due macchine intestate e non supero il reddito di 14mila euro mi tocca il bonus famiglia
nunny | 9 dicembre 2008 alle 13:15
se io sono un professionista in regime di contribuente minimo e faccio una fattura nel 2009 relativa ad un lavoro eseguito nel 2008 ai fini del reddito mi vale il criterio di cassa o di competenza?
cristina l. | 15 dicembre 2008 alle 14:13
buongiorno avrei bisogno di una risposta urgente. rientro a pieno titolo nel regime di fatturazione minima per quanto attiene al fatturato e agli altri requisiti, ma il mio commercialista mi dice che non vi posso rientrare in quanto usufruisco di un immobile (dove ho lo studio fotografico) in comodato gratuito (è intestato ai miei genitori). E’ vero ciò che mi dice?
Giorgio Di Dio | 16 dicembre 2008 alle 14:51
Il bene detenuto in regime di comodato gratuito non rileva ai fini del limite di 15.000 euro fissato per accedere al regime dei minimi. La risposta al quesito ècontenuta nel paragrafo 2.8 della circolare 7 del 28 gennaio 2008.
Giorgio Di Dio | 16 dicembre 2008 alle 14:52
Rispondo a nunny
Per i minimi vale sempre il regime di cassa.
Giorgio Di Dio | 16 dicembre 2008 alle 14:56
RISPONDO A ILARIA
Non si capisce bene la domanda. In ogni caso nel regime dei minimi puoi fatturare le prestazioni professionali senza IVA. Quindi quello che facevi con i contratti a progetto lo puoi fare come professionista emettendo le fatture.
maria pia | 7 gennaio 2009 alle 13:17
alve avrei bisogno di un chiarimento in merito al regime dei contribuenti minimi ed in particolare sulla detrazione dall’imposta sostitutiva delle detrazioni di cui all’art.12 del TUIR, in quanto le informazioni che trovo sono discordanti.
Vorrei dal 2009 optare per il regime dei minimi ma ho tre figli a carico e mi è stato detto che in questo regime, non avendo altri redditi, perdo le detrazioni per i figli di cui all’art.12.
Siccome a conti fatti non mi conviene entrare in tale regime, vorrei sapere se la notizia è vera.
Davide | 18 gennaio 2009 alle 20:30
Sono un ingegnere dipendente ma ho in parallelo aperto p.i. con la modalità dei contribuenti minimi.
1a domanda: chi versa l’imposta sostitutiva?
Nella fatturazione devo farmi pagare anche il 20% di imposta sostitutiva e poi pagarla io con l’unico 2009 (l’anno prossimo)?
oppure devo inserire la ritenuta d’acconto e farla quindi pagare al committente (che è una azienda metalmeccanica srl)?
2a domanda: dato che ho già posizione INPS come dipendente, quanto devo pagare per il reddito da p.i?
Devo inserire il 2% (Inarcassa) + 4% (Rivalsa INPS gest.separata) e poi versare io il 17% ? E’ giusto?
Quindi ad esempio: per 1000 Euro netti la fattura dovrebbe essere (nel caso sia io a pagare con l’unico 2009 nel 2010 l’imposta sostitutiva)
1250 lordi (che diventano 1000 netti con l’imposta al 20%)
e poi devo aggiungere i 25 euro (2%inarcassa) e i 50€ (4% rivalsa INPS) –>1325 €
Dovrei quindi indicare in fattura (e farmi pagare) solo il totale di 1325 €+1.81€ di bollo con la dicitura “operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge finanziaria per il 2008”.? E’ corretto? Con la ritenuta d’acconto come dovrei invcece indicare?
il restante 13% di INPS quando andrebbe saldato?
Antonio | 3 febbraio 2009 alle 16:25
Salve. Sono in procinto di aprire la partita Iva. Mi occupo di consulenza informatica agli enti pubblici (assistenza sui software, siti web,ecc) e di formazione , quest’ultima soprattutto fatta nelle scuole dove mi viene fatto un contratto a 80 euro lorde a ora. Negli altri anni con le scuole ho lavorato con un contratto a prestazione ma ora richiedono la partita iva. Tra breve dovrò iniziare alcuni corsi da 50 ore per cui per ogni corso avrò un compenso lordo di 50X80 = 4.000 euro. Vorrei chiedervi, visto che ho intenzione di aderire al regime dei minimi, come devo fare l fattura? L’inps come lo devo conteggiare?
Gianni | 6 febbraio 2009 alle 19:27
Buongiorno, ho un dubbio relativo ai contribuenti minimi: sono libero professionista e penso che nell’anno 2009 il mio reddito sarà inferiore alle spese (affitto, carburante, telefono e spese varie). Come dovrò comportarmi?
Alessandro | 9 febbraio 2009 alle 23:12
Salve. Ho un dubbio… Ho fatturato a dicembre 2008 per 13.000 euro ma il committente (Comune) mi pagherà a fine gennaio 2009.
Essendo in regime di contribuente mimimo, per stare sotto i 30.000 euro, nell’anno 2009 non potrò fare fatture per più di 17.000 euro ? Il principio di cassa, quindi, mi farà “ricadere” l’importo fatturato nel 2008 nel computo dei 30.000 del 2009?
Se così fosse, nella dichiarazione redditi da fare a giugno 2009 (redditi 2008) NON dovrò contabilizzare i 13.000 euro?
gianni | 18 febbraio 2009 alle 13:41
nel 2008 non avevo i requisiti per accedere al regime dei minimi (nel triennio precedente avevo fatto acquisti per + di 15000 euro), sono in regime ordinario dal 2007 con durata quindi fino al 2010; la circolare 73E/2007 chiarisce che nel 2009, in deroga, chi è in regime ordinario può accedere al regime dei minimi; chiedo: la deroga vale per tutti quelli che sono in regime ordinario o solo per quelli che nel 2008 avevano i requisiti per i minimi?
monica | 20 febbraio 2009 alle 13:04
Mi occupo di docenze rientro per il 2^ anno nei minimi. Vorrei rimanerci ma mi hanno proposto un lavoro sempre di formazione per il quale sforerei nel corso dell’anno i 30000. e se mi facessero un contratto a progetto? è possibile?
Agostino | 26 febbraio 2009 alle 14:53
Salve a tutti e complimenti per questo forum . veramente interessante e decisamente istruttivo
A ire il vero avrei compreso abbastanza per il mio caso specifico ma adesso che ci penso avrei una domanda da porre.
Essendoprocacciatore d’affari e aderendo al nuovo regime fiscale dei contribuenti minimi , la RT del 20%
è sul totale o sul 50% come accadeva prima.
Personalmente mi viene trattenuto il 23% sul 50% dell’importo. Con il nuovo regime la RT del 20% sarà sul totale? Grazie
Enrico | 26 febbraio 2009 alle 19:20
Vorrei sapere cosa succede se chi è obbligato a versare la r.a. non la versa. Ho scoperto infatti che il professionista a cui ho fatto fatture negli ultimi 6 mesi non ha versato la r.a. C’è responsabilità solidale oppure il primo responsabile è colui che doveva versarla?Grazie
elisa | 2 aprile 2009 alle 10:10
Ho reddito di collaboratore ad una società di persone artigiana; ho appena avuto una figlia, posso utilizzare la detrazione per la figlia al 100% essendo mio marito artigiano in regime dei minimi e non potendone usufruire?
Giorgio Di Dio | 2 aprile 2009 alle 19:24
Ai genitori spettano le detrazioni per figlio a carico, che sono ripartite nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, attribuite al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato.
Teresa | 3 aprile 2009 alle 15:29
Buongiorno mi chiamo Teresa,
a novembre 2005 io e altri 2 soci abbiamo costituito una sas consigliati da un commercialista per la costruzione di un capannone in quanto ci aveva detto che in questo modo scaricavamo tutta l’IVA e gli interessi sul mutuo. Il capannone in seguito l’avremmo affittato e lui era a conoscenza di ciò. In seguito ci ha detto che eravamo una società di comodo e a maggio 2007 ci siamo trasformati in Società Semplice sfruttando la possibilità di una trasformazione agevolata. Ora questa società percepisce l’affitto di 2 parti del capannone. Noi soci paghiamo l’IRPEF in base alle nostre quote sulla nostra dichiarazione dei redditi personaleIo. In questo momento mi trovo a dover aprire partita IVA vorrei sapere se posso faderire al regime dei minimi.
Domenico | 26 aprile 2009 alle 15:50
sono un avvocato che non supera i 30.000 euro annui, ma al contempo svolgo l’attività giornalistica retribuito con un contratto a progetto. Insomma, ho i CUD: rientro nel “forfettone” o no?
corrado | 3 maggio 2009 alle 11:18
Ormai “libero dal lavoro” dal 2004 (con pensione Inps e reddito da fabbricati), ho per diletto impostato un sito web di promozione per una località montana.
L’ottima frequentazione ha prodotto una richiesta di banner pubblicitari da parte degli operatori locali.
Come devo comportarmi con gli eventuali corrispettivi per essere in regola con il fisco e quale regime conviene adottare, considerato che gli incassi prevedibili graviteranno tra 1000/3000 euro e i costi vivi non superano i 500 euro annui?
Approfitto anche per chiedere lumi sulla ricaduta di tali ricavi nei confronti del trattamento pensionistico:
verrà ridotto in proporzione o verrà considerato il principio di occasionalità e quindi irrilevante sull’importo fin qui erogato?
Ringrazio anche a nome dei tanti che, in posizioni simili alla mia, si ingegnano in qualche modo per arrotondare la già scarsa pensione.
sonia | 5 maggio 2009 alle 16:29
Salve! Ho partita Iva (regime dei minimi) e un contratto a progetto come insegnante.
Dovendo presentare l’Unico, mi chiedevo alcune cose
– per quanto riguarda la partita iva devo versare alla gestione separata INPS l’aliquota del 17% del reditto 2008 attraverso l’F24, giusto?
– per quanto riguarda invece il mio contratto a progetto dovrebbero essere i miei datori di lavoro a versarmi l’IRPEF giusto? (anche perchè ogni mese il mio stipendio viene “alleggerito” appunto dalla voce IRPEF). In questo caso cosa devo indicare sull’Unico?
– Essendo anche iscritta all’INPGI (istituto previdenziale per i giornalisti) devo indicarlo sull’Unico? Se sì in quale quadro?
– Se il mio reddito 2008 non superasse un tot posso ritenermi esonerata dai versamenti e/o dichiarazione redditi?
Vi ringrazio per l’aiuto che potete darmi. Sonia
Roberto Buccio | 30 maggio 2009 alle 11:30
Sono un muratore in pensione e vorrei svolgere ancora lavoro saltuario certamente inferiore a € 30.000/anno. Intendendo scegliere il regime fiscale per contribuenti minimi vorrei conoscerne le spese per:
-apertura/chiusura partita IVA
-contributi INPS-INAIL
-IRPEF per cumulo con pensione di circa € 22.000/anno
-commercialista per tenuta contabilità
paola | 24 febbraio 2010 alle 20:27
Salve è la prima volta che leggo questo forum.mi sembra interessante e ben fatto. Provo a porre una domanda: un soggetto che decide di intraprendere per la prima volta una attività libero professionale nell’ambito della quale intende utilizzare l’autovettura già di sua proprietà (quindi acquistata prima di attivare la partita iva) come deve fare per dedurre fiscalmente i costi (ammortamento e spese di gestione e manutenzione dell’autoveicolo) dell’autovettura stessa? immagino debba iscrivere l’autoveicolo nel libro cespiti. Il dubbio è il seguente: a che valore iscrive il bene nel libro cespiti??non credo al costo di acquisto. forse al valore corrente di mercato?
Musetti Angela | 18 marzo 2010 alle 22:53
Stiamo facendo dei lavori nell’agriturismo con assegnazione di contributo tramite il P.S.Rurale della toscana. Due artigiani ci faranno fattura dei lavori da loro svolti senza iva (de minimis). Ci sono per noi problemi? Siamo obbligati ad avere fatture con iva esposta?
Eleonora | 12 giugno 2010 alle 09:58
Sono fisioterapista dipendente a tempo indeterminato presso una clinica privata, previo accordo con l’azienda, lavoro anche in uno studio al di fuori dell’ospedale.
Ho già raggiunto la soglia dei 5000 come collaborazione occasionale e dovrei apripre p.i.
Per calcolare il mio IRPEF e capire se rientro nei contribuenti minimi (<30000)devo sommare tutti i miei redditi lordi (ospedale 5000 di collaborazione quello che fatturerò) o il salario annuo dell'ospedale, su cui pago già le tasse, non conta? Grazie. Eleonora
Andrea | 6 luglio 2010 alle 23:18
Salve, esercito con il regime dei minimi la libera professione. Nel 2004 ho acquistato un’auto usata ricevendo fattura per inserirla nei cespiti da poter mettere a detrazione, oggi 2010 ho cambiato l’auto acquistandone una nuova dal concessionario godendo di uno sconto “rottamazione”, a distanza di alcuni giorni mi viene data copia del certificato di proprietà con la dicitura: annotata cessazione della circolazione per esportazione il 13/04/2010. Cerificazione sostitutiva del certificato di proprietà Art. 8 D.M. 514/92. Prima presentazione del 13/04/2010.
Secondo quanto previsto dalla normativa per il regime dei minimi non è consentito l’export, secondo il mio commercialista è come se io avessi venduto un bene ell’estero e per questo non potrei usufruire per il prossimo anno della agevolazione regime dei minimi. l’auto data al concessionario x rottamazione e da loro poi esportata potrebbe realmente impedirmi di continuare l’attività in regime dei minimi?
federico | 4 ottobre 2010 alle 18:22
Buon giorno, ho intenzione di aprire la p.iva e di iniziare l’attività di installatore di pareti scorrevoli,lavoro un pò particolare e per questo dovrò viaggiare molto circa 25000 KM anno, per questo visto che ho un’auto un po’ vecchietta vorrei comperare una monovolume per lavoro e vita privata, è ancora possibile scaricarne il costo? In che percentuale? Le spese di autostrada, gasolio manutenzioni,bollo e assicuraz. si possono scaricare e in che percentuale?Ho problemi a circolare la domenica con la famiglia?Vi chiedo questo perchè preferisco spendere un po’ di più ma fare una spesa sola con un buon veicolo.
Saluti e grazie, Federico.
dario | 22 maggio 2011 alle 02:36
Salve, sapreste dirmi se posso scricare gli interessi passivi di un mutuo prima casa stipulato prima di diventare una ditta individuale? GRAZIE!!!
maria antonietta masciulli | 26 maggio 2011 alle 02:09
Sono una docente di Scuola Primaria da 20 anni e sono laureata in Pedagogia (2009). Posso svolger, volendo qualche ora di collaborazione, consulenza pedagogica in uno studio?
bobo | 25 ottobre 2011 alle 17:39
qualcuno sa dirmi per cortesia se pagando l’inps relativo agli anni antecedenti l’entrata in vigore del regime forfettario a rate è deducibile lo stesso? grazie
antonio | 29 dicembre 2011 alle 13:14
egregio dott.di dio volevo porgli un quesito :
un architetto con un associazione in partecipazione apporto solo lavoro (aprile 2010) non avendo ricevuto ancora nessun compenso , dovendo aprire la p.iva nel 2011 , puo’ usufruire del regime agevolato “minimi” ???
da quello che ho capito l’associato non avendo percepito alcun compenso potrebbe usufruire di tale regime.
sarei lieto di una sua delucidazione al riguardo.