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Timestamp: 2018-07-22 00:48:42+00:00
Document Index: 33726735

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 40', 'art. 48', 'art. 1', 'art. 56', 'art. 1', 'art. 57', 'art. 2', 'art. 57', 'art. 60', 'art. 3', 'art. 68', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 75', 'art. 79', 'art. 88', 'art. 96', 'art. 1', 'art. 107', 'art. 111', 'art. 2', 'art. 116', 'art. 16', 'art. 121', 'art. 122', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 122', 'art. 123', 'art. 3', 'art. 123', 'art. 126', 'art. 4', 'art. 126', 'art. 131', 'art. 1', 'art. 57', 'art. 132', 'art. 134', 'art. 2', 'art. 135', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 135', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 135', 'art. 4', 'art. 135', 'art. 136', 'art. 137', 'art. 137', 'art. 138', 'art. 7', 'art. 131', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3']

L'talia e' una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Non puo' in alcun caso essere ammessa per reati politici.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societa' naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio e' ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unita' familiare.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore eta'.
La legge stabilisce requisiti e modalita' per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettivita'. A tale fine e' istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camera, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il numero dei deputati e' di seicentotrenta.
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per seicentotrenta e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei piu' alti resti.
Il Senato della Repubblica e' eletto a base regionale.
Il numero dei senatori elettivi e' di trecentoquindici.
Nessuna Regione puo' avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei piu' alti resti.
Puo' altresi' stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge e' rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicita' dei lavori delle commissioni.
Il Presidente della Repubblica e' eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio e' sufficiente la maggioranza assoluta.
L'ufficio di Presidente della Repubblica e' incompatibile con qualsiasi altra carica.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parita', davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.1
Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel piu' breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facolta', davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.1
Il processo penale e' regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non puo' essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si e' sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore.1
La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilita' di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.1
La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreche' le norme stesse non siano in contrasto con l'interesse nazionale e con quello di altre Regioni:
Lo Stato puo' con legge delegare alla Regione l'esercizio di altre funzioni amministrative.
La Regione ha un proprio demanio e patrimonio, secondo le modalita' stabilite con legge della Repubblica.
La Regione non puo' istituire dazi d'importazione o esportazione o transito fra le Regioni.
Non puo' adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose fra le Regioni.
Non puo' limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la loro professione, impiego o lavoro.
Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilita' e di incompatibilita' del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonche' dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princi'pi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.
Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i princi'pi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Il controllo di legittimita' sugli atti amministrativi della Regione e' esercitato, in forma decentrata, da un organo dello Stato, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica. La legge puo' in determinati casi ammettere il controllo di merito, al solo effetto di promuovere, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione da parte del Consiglio regionale.
Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresi' essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto e' adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.
L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonche' la rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio.
Ogni legge approvata dal Consiglio regionale e' comunicata al Commissario che, salvo il caso di opposizione da parte del Governo, deve vistarla nel termine di trenta giorni dalla comunicazione.
La legge e' promulgata nei dieci giorni dalla apposizione del visto ed entra in vigore non prima di quindici giorni dalla sua pubblicazione. Se una legge e' dichiarata urgente dal Consiglio regionale, e il Governo della Repubblica lo consente, la promulgazione e l'entrata in vigore non sono subordinate ai termini indicati.
Ove il Consiglio regionale la approvi di nuovo a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il Governo della Repubblica puo', nei quindici giorni dalla comunicazione, promuovere la questione di legittimita' davanti alla Corte costituzionale, o quella di merito per contrasto di interessi davanti alle Camere. In caso di dubbio, la Corte decide di chi sia la competenza.
Un organo della Regione, costituito nei modi stabiliti da legge della Repubblica, esercita, anche in forma decentrata, il controllo di legittimita' sugli atti delle Provincie, dei Comuni e degli altri enti locali.
In casi determinati dalla legge puo' essere esercitato il controllo di merito, nella forma di richiesta motivata agli enti deliberanti di riesaminare la loro deliberazione.
Si puo', con referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra.
Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica, intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilita' a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalita' stabilite per la nomina dei giudici ordinari.
La presente Costituzione e' promulgata dal Capo provvisorio dello Stato entro cinque giorni dalla sua approvazione da parte dell'Assemblea Costituente, ed entra in vigore il 1ø gennaio 1948.
Data a Roma, addi' 27 dicembre 1947.
(Nota all'art. 7, secondo comma).
(Nota all'art. 8, secondo comma).
A regolare tali rapporti sono intervenute le leggi 11 agosto 1984, n. 449, 22 novembre 1988, n. 516, 22 novembre 1988, n. 517 e 8 marzo 1989, n. 101 (G.U. 13 agosto 1984, n. 222; 2 dicembre 1988, n. 283; 23 marzo 1989, n. 69), emesse sulla base di previe " intese" intercorse, rispettivamente, con la Tavola valdese, le Chiese cristiane avventiste, le Assemblee di Dio e le Comunita' ebraiche, e piu' di recente le leggi 5 ottobre 1993, n. 409 (G.U. 11 ottobre 1993, n. 239), 12 aprile 1995, n. 116 (G.U. 22 aprile 1995, n. 94), 29 novembre 1995, n. 520 (G.U. 7 dicembre 1995, n. 286), 20 dicembre 1996, nn. 637 e 638 (G.U. 21 dicembre 1996, n. 299), per la regolamentazione dei rapporti con altre confessioni o per la modifica delle precedenti intese.
(Nota all'art. 10, quarto comma).
A norma dell'articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 (G.U. 3 luglio 1967, n. 164), " l'ultimo comma dell'art. 10 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio" .
(Nota all'art. 26, secondo comma).
A norma dell'articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 " l'ultimo comma dell'art. 26 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio" . Cfr. art. 10.
(Nota all'art. 27, quarto comma).
Cfr. Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali - "Protocollo n. 6 sull'abolizione della pena di morte" (adottato a Strasburgo il 28 aprile 1983), reso esecutivo con legge 2 gennaio 1989, n. 8 (G.U. 16 gennaio 1989, n. 12, suppl. ord.), nonche' legge 13 ottobre 1994, n. 589 sull'"Abolizione della pena di morte nel codice penale militare di guerra" (G.U. 25 ottobre 1994, n. 250).
(Nota all'art. 40).
(Nota all'art. 48)
Comma terzo inserito con l'art. 1 della legge cost. 17 gennaio 2000, n. 1 (G.U. 20 gennaio 2000, n. 15)
(Nota all'art. 56).
Articolo cosi' sostituito con l'art. 1 della legge cost. 9 febbraio 1963, n. 2, recante " Modificazioni agli artt. 56, 57 e 60 della Costituzione" (G.U. 12 febbraio 1963, n. 40).
Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di eta'".
(Nota all'art. 57).
Articolo cosi' sostituito con l'art. 2 della legge cost. 9 febbraio 1963, n. 2, e, successivamente, modificato nel terzo comma dalla legge cost. 27 dicembre 1963, n. 3, istitutiva della Regione Molise (G.U. 4 gennaio 1964, n. 3). V., altresi', legge cost. 9 marzo 1961, n. 1 per l'assegnazione in via transitoria di seggi alla Regione Friuli-Venezia Giulia (G.U. 1ø aprile 1961, n. 82).
Il testo dell'art. 57, nella formulazione anteriore alle leggi costituzionali del 1963, disponeva:
"Il Senato della Repubblica e' eletto a base regionale.
A ciascuna Regione e' attribuito un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila.
Nessuna Regione puo' avere un numero di senatori inferiore a sei. La Valle d'Aosta ha un solo senatore".
Nessuna Regione puo' avere un numero di senatori inferiore a sette. La Valle d'Aosta ha un solo senatore.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei piu' alti resti".
(Nota all'art. 60, primo comma).
Comma cosi' sostituito con l'art. 3 della legge cost. 9 febbraio 1963, n. 2, recante " Modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione" .
"La Camera dei deputati e' eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per sei.
La durata di ciascuna Camera non puo' essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra".
(Nota all'art. 68).
Articolo cosi' sostituito con la legge cost. 29 ottobre 1993, n. 3 (G.U. 30 ottobre 1993, n. 256).
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento puo' essere sottoposto a procedimento penale; ne' puo' essere arrestato, o altrimenti privato della liberta' personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale e' obbligatorio il mandato o l'ordine di cattura.
Eguale autorizzazione e' richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile".
Per l'immunita' dei giudici della Corte costituzionale, cfr. art. 3 della legge cost. 9 febbraio 1948, n. 1.
(Nota all'art. 75, quinto comma).
(Nota all'art. 79).
Articolo cosi' sostituito con la legge cost. 6 marzo 1992, n. 1 (G.U. 9 marzo 1992, n. 57).
(Nota all'art. 88, secondo comma).
Comma cosi' sostituito con la legge cost. 4 novembre 1991, n. 1 (G.U. 8 novembre 1991, n. 262).
" Non puo' esercitare tale facolta' negli ultimi sei mesi del suo mandato" .
(Nota all'art. 96).
Articolo cosi' sostituito con l'art. 1 della legge cost. 16 gennaio 1989, n. 1. V., altresi', legge 5 giugno 1989, n. 219.
" Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d'accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni" .
(Nota all'art. 107, primo comma).
(Nota all'art. 111).
All'art. 2, la stessa legge costituzionale cosi' dispone:
"1. La legge regola l'applicazione dei princi'pi contenuti nella presente legge costituzionale ai procedimenti penali in corso alla data della sua entrata in vigore".
(Nota all'art. 116).
V. legge cost. 26 febbraio 1948, n. 2 (per lo Statuto siciliano), legge cost. 26 febbraio 1948, n. 3 (per lo Statuto della Sardegna), legge cost. 26 febbraio 1948, n. 4 (per lo Statuto della Valle d'Aosta), legge cost. 26 febbraio 1948, n. 5 e d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (per lo Statuto del Trentino-Alto Adige), legge cost. 31 gennaio 1963, n. 1 (per lo Statuto del Friuli-Venezia Giulia). V., anche, legge cost. 9 maggio 1986, n. 1, concernente modifica dell'art. 16 dello Statuto della Sardegna (G.U. 15 maggio 1986, n. 111), legge cost. 12 aprile 1989, n. 3, recante modifiche ed integrazioni alla legge cost. 23 febbraio 1972, n. 1, concernente la durata in carica dell'Assemblea regionale siciliana e dei consigli regionali delle regioni a statuto speciale (G.U. 14 aprile 1989, n. 87), nonche' legge cost. 23 settembre 1993, n. 2, recante modifiche e integrazioni agli statuti speciali per la Valle d'Aosta, per la Sardegna, per il Friuli-Venezia Giulia e per il Trentino-Alto Adige (G.U. 25 settembre 1993, n. 226).
(Nota all'art. 121, secondo e quarto comma).
Articolo cosi' modificato, nel secondo e quarto comma, con legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
"Il Consiglio regionale esercita le potesta' legislative e regolamentari attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Puo' fare proposte di legge alle Camere".
(Nota all'art. 122).
Articolo cosi' sostituito con l'art. 2 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
All'art. 5, recante "disposizioni transitorie", la stessa legge costituzionale ha cosi' disposto:
"1. Fino alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti regionali e delle nuove leggi elettorali ai sensi del primo comma dell'articolo 122 della Costituzione, come sostituito dall'articolo 2 della presente legge costituzionale, l'elezione del Presidente della Giunta regionale e' contestuale al rinnovo dei rispettivi Consigli regionali e si effettua con le modalita' previste dalle disposizioni di legge ordinaria vigenti in materia di elezione dei Consigli regionali. Sono candidati alla Presidenza della Giunta regionale i capilista delle liste regionali. E' proclamato eletto Presidente della Giunta regionale il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale. Il Presidente della Giunta regionale fa parte del Consiglio regionale. E' eletto alla carica di consigliere il candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente. L'Ufficio centrale regionale riserva, a tal fine, l'ultimo dei seggi eventualmente spettanti alle liste circoscrizionali collegate con il capolista della lista regionale proclamato alla carica di consigliere, nell'ipotesi prevista al numero 3) del tredicesimo comma dell'articolo 15 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, introdotto dal comma 2 dell'articolo 3 della legge 23 febbraio 1995, n. 43; o, altrimenti, il seggio attribuito con il resto o con la cifra elettorale minore, tra quelli delle stesse liste, in sede di collegio unico regionale per la ripartizione dei seggi circoscrizionali residui. Qualora tutti i seggi spettanti alle liste collegate siano stati assegnati con quoziente intero in sede circoscrizionale, l'Ufficio centrale regionale procede all'attribuzione di un seggio aggiuntivo, del quale si deve tenere conto per la determinazione della conseguente quota percentuale di seggi spettanti alle liste di maggioranza in seno al Consiglio regionale.
a) entro dieci giorni dalla proclamazione, il Presidente della Giunta regionale nomina i componenti della Giunta, fra i quali un Vicepresidente, e puo' successivamente revocarli;
Nella formulazione originaria, l'art. 122 cosi' recitava:
"Il sistema d'elezione, il numero e i casi di ineleggibilita' e di incompatibilita' dei consiglieri regionali sono stabiliti con legge della Repubblica.
Nessuno puo' appartenere contemporaneamente a un Consiglio regionale e ad una delle Camere del Parlamento o ad un altro Consiglio regionale.
(Nota all'art. 123).
Articolo cosi' sostituito con l'art. 3 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
Nella precedente formulazione, l'art. 123 recitava:
Lo statuto e' deliberato dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ed e' approvato con legge della Repubblica".
Ai sensi dello stesso articolo, secondo comma, gli statuti regionali sono stati approvati con leggi della Repubblica del 22 maggio 1971 (nn. 338, 339, 340, 341, 342, 343, 344, 345, 346, 347, 348, 349, 350), del 22 luglio 1971 (n. 480) e del 28 luglio 1971 (n. 519) (pubblicate in G.U. 14 giugno 1971, n. 148, suppl.; 28 luglio 1971, n. 190, suppl.; 3 agosto 1971, n. 195) e, successivamente, modificati con leggi 9 novembre 1990, n. 336 (G.U. 21 novembre 1990, n. 272, suppl. ord.), 31 maggio 1991, n. 180 (G.U. 18 giugno 1991, n. 141), 23 gennaio 1992, n. 44 (G.U. 1ø febbraio 1992, n. 26, suppl. ord.).
(Nota all'art. 126).
Articolo cosi' sostituito con l'art. 4 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
Nella formulazione originaria, l'art. 126 cosi' recitava:
"Il Consiglio regionale puo' essere sciolto, quando compia atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge, o non corrisponda all'invito del Governo di sostituire la Giunta o il Presidente, che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.
Puo' essere sciolto quando, per dimissioni o per impossibilita' di formare una maggioranza, non sia in grado di funzionare.
Puo' essere altresi' sciolto per ragioni di sicurezza nazionale.
Lo scioglimento e' disposto con decreto motivato del Presidente della Repubblica, sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.
Col decreto di scioglimento e' nominata una Commissione di tre cittadini eleggibili al Consiglio regionale, che indice le elezioni entro tre mesi e provvede all'ordinaria amministrazione di competenza della Giunta e agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio".
(Nota all'art. 131).
Cosi' modificato con l'art. 1 della legge cost. 27 dicembre 1963, n. 3, che ha istituito la Regione "Molise". Cfr. art. 57 e XI delle disposizioni transitorie e finali.
(Nota all'art. 132, secondo comma).
(Nota all'art. 134).
L'ultimo capoverso e' stato cosi' modificato con l'art. 2 della legge cost. 16 gennaio 1989, n. 1. Il testo originario di tale capoverso recitava:
" sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica ed i Ministri, a norma della Costituzione" .
(Nota all'art. 135).
Articolo cosi' sostituito con l'art. 1 della legge cost. 22 novembre 1967, n. 2, e successivamente modificato, nell'ultimo cpv., dalla legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
V. l'art. 10 della legge cost. 11 marzo 1953, n. 1 (abrogato dalla legge n. 2 del 1967).
" La Corte costituzionale e' composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.
L'ufficio di giudice della Corte e' incompatibile con quello di membro del Parlamento o d'un Consiglio regionale, con l'esercizio della professione d'avvocato, e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.
Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica e contro i Ministri intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri eletti, all'inizio di ogni legislatura, dal Parlamento in seduta comune tra i cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilita' a senatore" .
(Nota all'art. 135, quinto comma).
V., altresi', art. 6 della legge 11 marzo 1953, n. 87, e art. 7 del regolamento generale della Corte costituzionale.
(Nota all'art. 135, sesto comma).
Per l'incompatibilita' con la carica di consigliere regionale v. art. 4 della legge 23 aprile 1982, n. 154. L'articolo 11 della legge 11 aprile 1990, n. 74 stabilisce per i componenti del Consiglio superiore della magistratura l'incompatibilita' con l'ufficio di Giudice costituzionale.
(Nota all'art. 135, settimo comma).
(Nota all'art. 136, secondo comma).
(Nota all'art. 137, primo comma).
(Nota all'art. 137, secondo comma).
(Nota all'art. 138).
(Nota alla IV delle disposizioni transitorie e finali).
(Nota alla VII delle disposizioni transitorie e finali).
Il terzo comma di questa disposizione e' stato abrogato con l'art. 7 della legge cost. 22 novembre 1967, n. 2. Esso disponeva:
(Nota alla XI delle disposizioni transitorie e finali).
Il termine, previsto in questo articolo, e' stato prorogato al 31 dicembre 1963, con legge costituzionale 18 marzo 1958, n. 1 (G.U. 1ø aprile 1958, n. 79), ed entro lo stesso termine e' stata istituita la Regione Molise (cfr. art. 131).
(Nota alla XV delle disposizioni transitorie e finali).
Il decreto, emanato come " decreto legge luogotenenziale" , del 25 giugno 1944, n. 151 intitolato " Assemblea per la nuova Costituzione dello Stato, giuramento dei membri del Governo e facolta' del Governo di emanare norme giuridiche" (G.U. 8 luglio 1944, n. 39, serie speciale), conteneva le seguenti disposizioni:
Art. 1 - " Dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano che a tal fine eleggera', a suffragio universale diretto e segreto, una Assemblea Costituente per deliberare la nuova costituzione dello Stato.
Art. 2 - " E' abrogata la disposizione concernente la elezione di una nuova Camera dei Deputati e la sua convocazione entro quattro mesi dalla cessazione dell'attuale stato di guerra, contenuta nel comma terzo dell'articolo unico del R. decreto-legge 2 agosto 1943, n. 175, con cui venne dichiarata chiusa la sessione parlamentare e sciolta la Camera dei fasci e delle corporazioni" .
Art. 3 - " I Ministri e Sottosegretari di Stato giurano sul loro onore di esercitare la loro funzione nell'interesse supremo della Nazione e di non compiere, fino alla convocazione dell'Assemblea Costituente, atti che comunque pregiudichino la soluzione della questione istituzionale" .
Art. 4 - " Finche' non sara' entrato in funzione il nuovo Parlamento, i provvedimenti aventi forza di legge sono deliberati dal Consiglio dei Ministri.
" Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri;
" Sulla proposta di ...
" Abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: ..." .
Art. 5 - " Fino a quando resta in vigore la disposizione dell'art. 2, comma primo, del R. decreto-legge 30 ottobre 1943, n. 2/B, i decreti relativi alle materie indicate nell'art. 1 della legge 31 gennaio 1926, n. 100, sono emanati dal Luogotenente Generale del Regno con la formula:
" Sentito il Consiglio dei Ministri;
" Abbiamo decretato e decretiamo..." .
Art. 6 - " Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno - serie speciale - e sara' presentato alle Assemblee legislative per la conversione in legge.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, proponente, e' autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.
Ordiniamo, a chiunque spetti, di osservare il presente decreto e di farlo osservare come legge dello Stato" .
(Nota alla XVII delle disposizioni transitorie e finali).
Il testo del decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98, recante " Integrazioni e modifiche al decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, relativo all'Assemblea per la nuova costituzione dello Stato, al giuramento dei membri del Governo ed alla facolta' del Governo di emanare norme giuridiche" (G. U. 23 marzo 1946, n. 69), conteneva le seguenti disposizioni:
Art. 1 - " Contemporaneamente alle elezioni per l'Assemblea Costituente il popolo sara' chiamato a decidere mediante referendum sulla forma istituzionale dello Stato (Repubblica o Monarchia)".
Art. 2 - " Qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci in favore della Repubblica, l'Assemblea, dopo la sua costituzione, come suo primo atto, eleggera' il Capo provvisorio dello Stato, che esercitera' le sue funzioni, fino a quando sara' nominato il Capo dello Stato a norma della Costituzione deliberata dall'Assemblea.
Per l'elezione del Capo provvisorio dello Stato e' richiesta la maggioranza dei tre quinti dei membri dell'Assemblea. Se al terzo scrutinio non sara' raggiunta tale maggioranza, bastera' la maggioranza assoluta.
Avvenuta l'elezione del Capo provvisorio dello Stato il Governo in carica gli presentera' le sue dimissioni e il Capo provvisorio dello Stato dara' l'incarico per la formazione del nuovo Governo.
Qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci in favore della Monarchia, continuera' l'attuale regime Luogotenenziale fino alla entrata in vigore delle deliberazioni dell'Assemblea sulla nuova Costituzione e sul Capo dello Stato" .
Art. 3 - " Durante il periodo della Costituente e fino alla convocazione del Parlamento a norma della nuova Costituzione il potere legislativo resta delegato, salva la materia costituzionale, al Governo, ad eccezione delle leggi elettorali e delle leggi di approvazione dei trattati internazionali, le quali saranno deliberate dall'Assemblea.
Il Governo potra' sottoporre all'esame dell'Assemblea qualunque altro argomento per il quale ritenga opportuna la deliberazione di essa.
Il Governo e' responsabile verso l'Assemblea Costituente.
Il rigetto di una proposta governativa da parte dell'Assemblea non porta come conseguenza le dimissioni del Governo. Queste sono obbligatorie soltanto in seguito alla votazione di un'apposita mozione di sfiducia, intervenuta non prima di due giorni dalla sua presentazione e adottata a maggioranza assoluta dei Membri dell'Assemblea".
Art. 4 - " L'Assemblea Costituente terra' la sua prima riunione in Roma, nel Palazzo di Montecitorio, il ventiduesimo giorno successivo a quello in cui si saranno svolte le elezioni.
L'Assemblea e' sciolta di diritto il giorno dell'entrata in vigore della nuova Costituzione e comunque non oltre l'ottavo mese dalla sua prima riunione. Essa puo' prorogare questo termine per non piu' di quattro mesi.
Finche' non avra' deliberato il proprio regolamento interno l'Assemblea Costituente applichera' il regolamento interno della Camera dei deputati in data 1ø luglio 1900 e successive modificazioni fino al 1922".
Art. 5 - " Fino a quando non sia entrata in funzione la nuova Costituzione le attribuzioni del Capo dello Stato sono regolate dalle norme finora vigenti, in quanto applicabili" .
Art. 6 - " I provvedimenti legislativi che non siano di competenza dell'Assemblea Costituente ai sensi del primo comma dell'art. 3, deliberati nel periodo ivi indicato, devono essere sottoposti a ratifica del nuovo Parlamento entro un anno dalla sua entrata in funzione" .
Art. 7 - " Entro il termine di trenta giorni dalla data del decreto Luogotenenziale che indice le elezioni dell'Assemblea Costituente i dipendenti civili e militari dello Stato devono impegnarsi, sul loro onore, a rispettare e far rispettare nell'adempimento dei doveri del loro stato il risultato del referendum istituzionale e le relative decisioni dell'Assemblea Costituente.
Nessuno degli impegni da essi precedentemente assunti, anche con giuramento, limita la liberta' di opinione e di voto dei dipendenti civili e militari dello Stato" .
Art. 8 - " Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dei Ministri, saranno emanate le norme relative allo svolgimento del referendum, alla proclamazione dei risultati di esso e al giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste ed i reclami relativi alle operazioni del referendum, con facolta' di variare e integrare, a tali fini, le disposizioni del decreto legislativo Luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74, per l'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente e di disporre che alla scheda di Stato, prevista dal decreto anzidetto, siano apportate le modificazioni eventualmente necessarie.
Per la risposta al referendum dovranno essere indicati due distinti contrassegni" .
Art. 9 - " Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato" .