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Timestamp: 2017-11-25 05:47:30+00:00
Document Index: 98354256

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 11']

Le novità del fisco del 30 maggio 2008: acconti imposte dirette; finanziamento fruttifero dei soci; opzione IRAP: scadenza rinviata al 31 ottobre 2008; presentazione UNICO prorogata al 30 settembre
in IRAP, Modello Redditi - Unico, Unico 2008
Più tempo ai contribuenti per comunicare l’opzione Irap: scadenza rinviata al 31 ottobre 2008
Prorogati i termini per comunicare l’opzione Irap: c’e’ tempo fino al 31 ottobre prossimo.
Le società in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle equiparate, nonché le persone fisiche esercenti attività commerciali avranno più tempo per l’invio telematico della comunicazione dell’opzione per la determinazione del valore della produzione netta prevista dall’art. 5-bis del D.Lgs. n. 446/1997.
E’ stato pubblicato oggi un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che proroga al 31 ottobre 2008 il termine per l’invio telematico del modello per la comunicazione dell’opzione Irap.
La scadenza per la consegna è stata rinviata per agevolare l’esercizio dell’opzione da parte di coloro che intendono procedere alla determinazione del valore della produzione netta secondo le regole dettate dalla norma, considerata la prossimità del termine inizialmente fissato al 30 maggio 2008.
L’Agenzia delle Entrate ha poi precisato che la proroga di quest’anno costituisce comunque un fatto eccezionale e che a decorrere dall’anno prossimo resta ferma la scadenza fissata nel termine di sessanta giorni dall’inizio del periodo d’imposta per il quale si esercita l’opzione o la revoca, così come stabilito nelle istruzioni al modello per la comunicazione dell’opzione approvato con provvedimento del 31 marzo 2008.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 29/05/2008)
PROROGA UNICO 2008 A SETTEMBRE
ieri pomeriggio il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Daniele Molgora, ha confermato la proroga del termine di presentazione del modello 770 semplificato a luglio e la proroga di UNICO 2008 al 30 settembre
1) ICI: E’ ufficiale il Decreto Legge fiscale – Lavoro e mutui prima casa
2) Finanziamento fruttifero dei soci: compilazione del Mod. 770
3) Entrate: Nel 2007 incassi da controlli record
4) Accisa: Aliquota da applicare al gas naturale
5) Nasce Registroimprese.it
6) Acconti di imposte dirette
1) E’ ufficiale il Decreto Legge fiscale
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale 28 maggio 2008, n. 124, il Decreto Legge 27 maggio 2008, n. 93, contenente le “Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie”, tra cui, in ambito fiscale, il taglio dell’ICI sull’abitazione principale.
Si veda, a tal fine, il nostro speciale dedicato all’argomento, pubblicato il 29/05/2008 su questo Sito (Novità fiscali del 29 maggio 2008).
E’ stata, inoltre, disposta, a titolo sperimentale, dal 1° luglio al 31 dicembre 2008 (tranne che il datore di lavoro non rinunci per iscritto) una tassazione agevolata (mediante una imposta sostitutiva) sulle somme:
b) per prestazioni di lavoro supplementare o per prestazioni rese in funzione di clausole elastiche effettuate nel periodo indicato e con esclusivo riferimento a contratti di lavoro a tempo parziale stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto legge fiscale:
c) correlate ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi concordati tra le parti che hanno come obiettivo un incremento di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa.
L’imposta sostitutiva del 10% si applica al settore privato, entro il limite di importo complessivo di 3.000,00 euro, solo ai titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore ai 30.000,00 euro nel 2007.
Con apposita convenzione ABI-Ministero dell’Economia e delle finanze, sono definite le modalità e i criteri di rinegoziazione dei mutui a tasso variabile stipulati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale prima del 29 maggio 2008.
La rinegoziazione assicura la riduzione dell’importo delle rate del mutuo ad un ammontare pari a quello della rata che si ottiene applicando all’importo originario del mutuo il tasso di interesse come risultante dalla media aritmetica dei tassi applicati nell’anno 2006.
L’importo della rata così calcolato rimane fisso per tutta la durata del mutuo.
Le banche e gli intermediari finanziari che aderiscono alla convenzione formulano ai clienti interessati la proposta di rinegoziazione entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legge.
L’accettazione della proposta è comunicata dal mutuatario alla banca o all’intermediario finanziario entro 3 mesi dalla comunicazione della proposta.
La rinegoziazione del mutuo esplica i suoi effetti a decorrere dalla prima rata in scadenza successivamente al 1° gennaio 2009.
(D.L. 27/05/2008, n. 93, G.U. 28/05/2008, n. 124)
2) Finanziamento fruttifero dei soci: Applicazione della ritenuta sugli interessi e compilazione del Mod. 770
Le somme versate dai soci alle società commerciali (ed agli enti commerciali) si considerano date a mutuo se dai bilanci o dai rendiconti di tali soggetti non risulta che il versamento è stato fatto ad altro titolo.
In modo analogo, si considerano date a mutuo le somme versate alle associazioni e ai consorzi dai loro associati o partecipanti (art. 26 D.P.R. 600/1973).
In pratica, le somme versate dai soci non destinate in conto capitale, devono essere intese come finanziamenti che si presumono fruttiferi d’interessi.
A tal fine è opportuno che il versamento in conto capitale risulti da apposite delibere.
È comunque possibile effettuare versamenti in conto finanziamento infruttifero purché tale situazione risulti in modo inequivocabile da accordi scritti tra le parti.
Un aspetto particolare dell’applicazione delle ritenute sugli interessi derivanti dai finanziamenti dei soci riguarda il momento in cui il sostituto d’imposta è obbligato ad operare le ritenute.
Generalmente la ritenuta deve essere operata all’atto del pagamento delle somme soggette al prelievo.
Sul punto, però, la giurisprudenza ha fornito interpretazioni contrastanti.
In particolare a volte si è sostenuto che la ritenuta deve essere applicata al momento dell’effettiva erogazione degli interessi (Cass. 4 aprile 1996, n. 3155), altre volte si è sostenuto che le ritenute devono essere operate indipendentemente dalla materiale erogazione degli stessi (Cass. 20 novembre 2001, n. 14573; Cass. 4 maggio 2001, n. 6257).
Sintetizzando, qualora il versamento dei soci sia considerato in conto finanziamento fruttifero, sugli interessi deve essere operata la ritenuta prevista dal comma 5 dell’art. 26 del D.P.R. 600/1973.
Pertanto sugli interessi sarà applicata la ritenuta del:
– 12,50% a titolo di acconto se chi li percepisce è un soggetto residente;
– 12,50% a titolo d’imposta se il soggetto che li percepisce è un soggetto non residente. In questo caso la ritenuta va applicata anche se gli interessi sono conseguiti nell’esercizio d’impresa;
– 27% a titolo d’imposta se il percettore risiede in uno dei Paesi a fiscalità privilegiata.
La corresponsione dei predetti redditi di capitale con conseguente effettuazione della ritenuta, obbliga la società-sostituto d’imposta a presentare il Modello 770 Ordinario.
In particolare, con riferimento al caso contenuto nel quesito, la società deve compilare il quadro SF del modello 770-2008 Ordinario, indicando, tra l’altro, al rigo 13 il codice “A” che si riferisce ai redditi di capitale corrisposti a soggetti residenti non esercenti attività d’impresa commerciale, assoggettati alla ritenuta a titolo d’acconto di cui all’art. 26, ultimo comma, del D.P.R. n. 600/1973.
(Saverio Cinieri, in Ipsoa del 29/05/2008)
Per gli amanti delle statistiche ecco di seguito tutti i dati comunicati il 29/05/2008 dall’Agenzia delle Entrate sui controlli fiscali per il 2007:
“Un 2007 da record per il contrasto all’evasione. L’anno si chiude con incassi a seguito di attività di controllo pari a 6,37 miliardi di euro, in crescita del 46% rispetto ai 4,36 miliardi del 2006. Poco più della metà (3,22 mld) arrivano da versamenti diretti (+22%) e gli altri 3,15 mld da ruoli (+82%). Un buon andamento che si conferma nei primi quattro mesi del 2008 con gli incassi a quota 800 milioni, in crescita del 24% rispetto ai 645 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Dati, quelli sulle somme incassate, accompagnati da una serie di indicatori dell’attività dell’Agenzia delle Entrate nel 2007 particolarmente positivi: l’evasione accertata ammonta a 14,5 miliardi di euro contro i 13,1 del 2006, il numero degli accertamenti cresce del 17,7% (+ 74.514) rispetto all’anno precedente, mentre gli accertamenti chiusi con adesione e acquiescenza crescono del 47% per una maggiore imposta pari a 927 milioni di euro contro i 648 del 2006.
“Si tratta – afferma Villiam Rossi, Direttore centrale Accertamento dell’Agenzia – di risultati molto buoni, ottenuti grazie all’impegno e alla professionalità del personale addetto e al contributo fattivo della Guardia di Finanza. Nel 2007 siamo riusciti a soddisfare la duplice esigenza di aumentare il numero dei controlli eseguiti e di migliorarne la qualità e la proficuità, con risultati positivi in termini sia di incassi diretti che di effetto deterrenza. In particolare, è stata sviluppata una efficace azione di contrasto a vari fenomeni di evasione, di elusione o di frode significativi per la loro diffusione o rilevanza economica. Sintomatico della validità dei controlli svolti è anche il consistente aumento (che continua a registrarsi nei primi mesi del 2008) dei contribuenti che scelgono di definire in via amministrativa la loro posizione rinunciando al contenzioso”.
Tornando ai dati 2007, spiccano quelli relativi ai soggetti di grandi dimensioni, cioè con volume d’affari superiore a 25,8 milioni di euro, nei confronti dei quali sono stati eseguiti oltre mille controlli (+ 75,5% rispetto al 2006), con una crescita del maggiore imponibile contestato nell’ambito delle imposte dirette, che è passato da 1 a 4,3 miliardi di euro (+314%). Impennata anche sul versante Irap, dove il maggiore imponibile passa da 776 milioni a 2,5 miliardi, segnando un incremento del 222%.
Ottime performance, poi, nel campo della compravendita e intermediazione immobiliare, in cui la maggiore imposta accertata cresce del 217% e quella definita del
93%. Forte impulso, infine, per gli accertamenti tramite indagini finanziarie, il cui numero è passato da 1.875 nel 2006 a 5.135 nel 2007, con un incremento del 174%. Di questi, gli accertamenti con esito positivo sono stati 4.738 (+185%) con una crescita della maggiore imposta accertata pari al 124%.
Nel complesso il numero degli accertamenti è passato da 419.924 a 494.438 con una maggior imposta accertata pari a 14,5 miliardi di euro (erano 13,1 nel 2006). Nel 2007 sono stati effettuati 10.630 accertamenti nei confronti di contribuenti che dichiaravano un risultato negativo con un recupero di circa 3 miliardi di perdite.
Bene anche sul fronte delle verifiche a soggetti con volume d’affari fino a 25,8 milioni di euro, che sono state oltre 10mila, con un maggiore imponibile Irap in crescita del 27,2% e imposte dirette del 19,7%. In controtendenza invece il dato relativo alla maggiore imposta constatata Iva, che scende da 1,8 miliardi di euro a 541 milioni, con una flessione percentuale del 76,8%. Va precisato che il dato non tiene conto di un’operazione a seguito della quale sono stati verbalizzati oltre 31,4 miliardi di credito Iva non spettante e 157,2 miliardi di fatture inesistenti. E sempre a proposito di Iva, ammontano a circa 2,4 miliardi di euro, fra minori crediti accertati e maggiore imposta contestata, le somme recuperate mediante controlli nei confronti di soggetti con crediti Iva esposti in dichiarazione.
L’indice di definizione relativo ai controlli sostanziali imposte dirette, Iva e Irap sale del 47%. Nel dettaglio, gli accertamenti definiti passano da 170.555 nel 2006 a 251.150 nel 2007.
In particolare nel campo immobiliare, nel solo settore della compravendita e intermediazione, l’indice di definizione è salito del 34%, con una crescita della maggiore imposta definita per adesione e acquiescenza pari al 93%. Quest’ultima è aumentata dell’80% nell’intero settore delle costruzioni edili.
Buoni anche i risultati dei controlli eseguiti nei confronti di soggetti con ricavi inferiori a 5,1 milioni di euro per i quali è in vigore uno studio di settore. Nello scorso anno, il numero degli accertamenti ha superato gli 84mila, per una maggiore imposta accertata pari a 2 miliardi di euro. Ma sono gli accertamenti con l’ausilio delle indagini finanziarie a far registrare le migliori performance: da 1.875 sono passati a 5.135, con un incremento percentuale del 174%. Di questi, quelli con esito positivo sono 4.738, pari al 92,3%, per una maggiore imposta accertata pari a 503 milioni di euro.
Andamento generalmente positivo anche per l’attività di accertamento relativa al primo quadrimestre 2008. Già incassati 800 milioni di euro, di cui 610 da versamenti diretti e 190 da ruoli (+ 24%). Oltre 3.500 le verifiche e 23.480 gli accessi per il controllo degli obblighi fiscali. Verifiche su soggetti di grandi dimensioni anch’esse in crescita rispetto al dato del primo quadrimestre 2007: 253 contro 185, per una maggiore Iva constatata pari a 45 milioni di euro e un maggior imponibile, tra imposte dirette e Irap, pari a 1,6 miliardi. E se da un lato è in leggero calo la maggiore imposta complessivamente accertata, supera quota 300 milioni di euro la maggiore imposta definita con adesione e acquiescenza.”
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 29 maggio 2008)
4) Aliquota di accisa applicabile al gas naturale utilizzato nelle centrali di rigenerazione
Con una istanza di interpello una Società ha comunicato di avere in programma l’attivazione di una centrale di “trigenerazione” alimentata a gas naturale, per la produzione combinata di energia elettrica, termica e refrigerante.
Tale struttura sarà costituita da:
– n. 3 gruppi di cogenerazione, per la produzione di energia elettrica e calore;
– n. 2 caldaie d’integrazione ubicate nella stessa centrale e destinate a fornire calore alle stesse utenze servite dai cogeneratori.
L’energia termica prodotta dai cogeneratori e dalle caldaie ad integrazione verrà utilizzata:
– per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria in locali di soggetti terzi
ai quali verrà fornita mediante una linea di teleriscaldamento;
– per alimentare un gruppo di assorbimento per la produzione di acqua refrigerata al servizio di alcuni locali di soggetti terzi da inviare mediante una rete di teleraffrescamento.
Tale società ha evidenziato l’incertezza delle norme in merito alla tassazione applicabile al gas naturale utilizzato, manifestando perplessità, in particolare sulla tassazione applicabile alla quota parte di gas naturale da utilizzare nella rigenerazione, cioè per quella parte del calore che viene convertita e utilizzata per produrre acqua refrigerata da inviare, tramite una rete di teleraffrescamento, agli utilizzatori finali.
Per la risoluzione della questione la stessa società ha poi proposto di assoggettare all’aliquota agevolata prevista per gli usi industriali tutta la quota di gas naturale utilizzato nella centrale, dedotta quella parte necessaria alla produzione di energia elettrica.
Assodata l’applicazione dell’aliquota prevista per la produzione di energia elettrica, per quella parte di gas naturale utilizzata a tale scopo, la proposta della società di applicare l’aliquota per uso industriale a tutta la parte restante, non si può verificare, giacché nel caso di specie esistono tre diverse finalità d’impiego del gas naturale, ciascuna con una propria aliquota impositiva.
Infatti il gas naturale utilizzato per la produzione di energia elettrica è assoggettato ad un’aliquota agevolata specifica, individuata al punto 11 della tabella A allegata al TUA (produzione, diretta ed indiretta di energia elettrica), e la quantità da assoggettare a tale trattamento, in attesa dell’emanazione del Decreto Ministeriale specifico di applicazione, viene al momento ancora determinata sulla base del consumo specifico per kWh prodotto, stabilito con la nota fax prot. n.2768/7/VII/P.C. del 05.06.1998, che tiene conto della Deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il gas dell’11.03.1998, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 82 dell’08.04.1998.
L’art. 26, comma 3 del TUA, approvato con D. Lgs.26.101995, n. 504, inoltre, recita testualmente: “ sono considerati compresi negli usi industriali, gli impieghi di gas naturale destinato alla combustione………nel teleriscaldamento alimentato da impianti di cogenerazione che abbiano le caratteristiche tecniche indicate nella lettera b) comma 2 dell’art. 11 della legge 09.01.1991, n. 10, anche se forniscono utenze civili.”
Tale condizione si concretizza nel fatto che: “La potenza elettrica installata per la cogenerazione deve essere pari ad almeno il 10% della potenza termica erogata all’utenza.”
Nel caso di specie tale condizione è risultata rispettata.
Tuttavia, analoga agevolazione (aliquota agevolata usi industriali) non può essere riconosciuta anche a quella quota di gas naturale che, anche se origina calore, va ad alimentare l’impianto di conversione per la produzione di acqua refrigerata che alimenta la rete di “teleraffrescamento”, poiché in questo caso si concretizza la condizione di fornitura di freddo ad utenze civili, mentre il trattamento favorevole viene riconosciuto soltanto nel caso che a tali utenze venga fornito calore tramite rete di teleriscaldamento.
Questa terza tipologia di utilizzo si colloca tra quelle individuate “per altri usi civili” che hanno una propria aliquota impositiva (1).
La suddivisione dei consumi del gas naturale verrà infine determinata dall’Ufficio delle Dogane tenendo conto:
– dei consumi specifici di gas naturale riconosciuti per la produzione di energia elettrica negli impianti di cogenerazione (produzione energia elettrica);
– del potere calorifico del gas naturale e della lettura del contatore di calore che misura la quota parte destinata all’impianto che da origine al teleraffrescamento delle utenze civili (altri usi civili).
La quota di gas metano da assoggettare all’imposizione prevista per gli usi industriali verrà infine calcolata tenendo anche conto che la quantità complessivamente fatturata sarà rappresentata dai metri cubi di gas misurati dal contatore della società fornitrice.
(1) Tenuto conto che l’impianto progettato dovrebbe dare origine alle tre tipologie d’uso sopra descritte, nella necessità di suddividere il consumo totale quantificato dal contatore del gas naturale fornito della società erogatrice, é comunque possibile predisporre una procedura che consenta la necessaria suddivisione, tenendo conto degli strumenti di misura installati nell’impianto, individuati sugli atti prodotti.
L’impianto, infatti, è parso dotato oltre che del citato contatore del gas naturale, anche di contatori dell’energia elettrica prodotta e di contatori di misura del calore che andranno ad alimentare le tre linee in uscita per le utenze civili, le due di teleriscaldamento e quella di teleraffrescamento.
Premesso che gli strumenti installati dovranno comunque avere caratteristiche specifiche per assolvere alle funzioni di imposizione fiscale, individuate dal D.Lgs. 02.02.2007 n. 22, che dà attuazione alla Direttiva Europea n. 2004/22/CE del 31.03.2004, relativa agli strumenti di misura, nel caso di pluralità di consumi (industriali e non), come quello di cui trattasi, la determinazione delle quote afferenti le diverse tipologie di utilizzo del gas naturale, è demandata all’Ufficio delle Dogane competente per territorio.
La Società, quindi, dovrà pertanto interessare la società fornitrice del gas affinché rivolga al citato Ufficio un’apposita richiesta, come previsto dalla circolare n. 48/D del 26.07.2002.
Conseguentemente, l’Ufficio doganale, oltre a verificare l’esistenza di tutte le condizioni previste dalle specifiche norme impositive in materia, provvederà anche ai controlli di propria competenza sui misuratori installati, adempiendo alle altre incombenze disposte dalla circolare n. 21/D del 25 luglio 2007.
(Agenzia delle Dogane, documento del 28/05/2008)
Il nuovo sito, realizzato da InfoCamere con l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti gli utenti l’intero patrimonio informativo contenuto nelle principali banche dati delle Camere di Commercio, permette di inviare pratiche telematiche verso le stesse Camere, tra cui la nuova Comunicazione Unica, ora in sperimentazione, per la nascita d’impresa, valida anche per Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e Albo Artigiani.
Dal sito è possibile navigare alla ricerca delle informazioni di base su tutte le imprese attive presenti sul territorio italiano.
(Sito web del Consiglio dei Ministri: Nota del 29/05/2008)
I contribuenti, nel corso dell’anno 2008, devono versare gli acconti sul debito d’imposta che dovrà essere dichiarato nella dichiarazione del prossimo anno.
In particolare, per i redditi 2008 l’acconto può essere calcolato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente, oppure sull’imposta stimata per l’anno in corso.
L’acconto Irpef per l’anno 2008 è dovuto nella misura del 99%, mentre l’acconto Ires è fissato nella misura del 100%.
Irpef – importo del rigo “differenza” (RN30)(2) – Mod. UNICO 2008 Persone fisiche
Fino a € 51,00
Non è dovuto alcun acconto
Dai € 52,00
• Acconto nella misura del 99%
• Versamento in unica rata entro il mese di novembre
(01/12/2008).
→ Entro il 16.06.2008 (1), senza maggiorazione
→ Nella misura del 39,60% (40% del 99%)
→ Entro il mese di novembre
→ Nella misura del 59,40% (60% del 99%)
(1) La 1a rata di acconto dell’Irpef può essere versata entro il 16 07 2008 con una maggiorazione dello 0,40%, oppure ratealmente, a condizione che il pagamento sia completato entro il mese di novembre
(2) Se si fruisce della detrazione del 20% per l’acquisto di un apparecchio televisivo digitale e, pertanto, si è compilata la colonna 2 del rigo RP43, per stabilire se è dovuto o meno l’acconto Irpef si deve sommare all’ammontare indicato nel rigo RN30 il 20% dell’importo indicato nella citata colonna 2 del rigo RP43
Ires – importo del rigo “differenza” (RN17) – Mod. UNICO 2008 Società di capitali
a € 257,00
• Acconto nella misura del 100%
• Versamento in unica soluzione nell’11° mese dell’esercizio.
→ Entro il giorno 16 del 6° mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta (1), senza maggiorazione
→ Nella misura del 40% (40% del 100%)
• Nell’11° mese dell’esercizio
• Nella misura del 60% (60% del 100%)
• I soggetti Ires effettuano il versamento entro il giorno 16 del 6° mese successivo a quello di chiusura del periodo di imposta
Nel caso in cui si avvalgano di un maggior termine concesso dalla legge per l’approvazione del bilancio, possono versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione o a quello del termine ultimo entro cui il bilancio avrebbe