Source: https://lexscripta.it/codici/codice-procedura-civile/articolo-391
Timestamp: 2019-10-21 04:17:59+00:00
Document Index: 183782437

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 391', 'art. 395', 'art. 334', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 390', 'art 391']

Art 391 cpc | Codice di Procedura Civile | Pronuncia sulla rinuncia. | Lexscripta
Art. 391 c.p.c. Pronuncia sulla rinuncia.
Sulla rinuncia e nei casi di estinzione del processo disposta per legge la Corte provvede con ordinanza in camera di consiglio, salvo che debba decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento fissati per la pubblica udienza. Provvede il presidente, con decreto, se non è stata ancora fissata la data della decisione. Il decreto, l'ordinanza o la sentenza che dichiara l'estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese. Il decreto ha efficacia di titolo esecutivo se nessuna delle parti chiede la fissazione dell'udienza nel termine di dieci giorni dalla comunicazione. La condanna non è pronunciata, se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2017
chevron_left Art. 390
Art. 391-bis chevron_right
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 13 mag 2013, n. 11348
È inammissibile l'istanza di correzione degli errori materiali proposta avverso un'ordinanza pronunciata dalla Corte di cassazione la quale, dopo aver dichiarato in motivazione che il ricorrente, in ragione della sua totale soccombenza, era tenuto al rimborso delle spese in favore delle parti vittoriose, abbia nel dispositivo compensato per intero le stesse tra le parti, atteso che la composizione del contrasto logico esistente tra motivazione e dispositivo presuppone un'attività di interpretazione dell'effettivo "decisum" non consentita in sede di correzione.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 11 apr 2012, n. 5709
Non è ammissibile il ricorso per revocazione della sentenza della Corte di cassazione, motivato con la pregressa abrogazione, non considerato nella sentenza, della norma applicata, atteso che stabilire se una disposizione normativa sia stata abrogata costituisce una tipica questione di diritto, in nessun modo riconducibile nel paradigma dell'errore di fatto, contemplatodall'art. 391-bis cod. proc. civ.mediante rinvioall'art. 395, n. 4, cod. proc. civ.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 apr 2011, n. 8925
In tema di ricorso per cassazione, la normadell'art. 334, secondo comma, cod. proc. civ.- secondo cui, ove l'impugnazione principale sia dichiarata inammissibile, l'impugnazione incidentale tardiva perde efficacia - non trova applicazione nell'ipotesi di rinuncia all'impugnazione principale; poiché, infatti, la parte destinataria della rinuncia non ha alcun potere di opporsi all'iniziativa dell'avversario, l'ipotetica assimilazione di tale ipotesi a quelle dell'inammissibilità e dell'improcedibilità dell'impugnazione principale finirebbe per rimettere l'esito dell'impugnazione incidentale tardiva all'esclusiva volontà dell'impugnante principale.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 06 set 2010, n. 19051
Il ricorso scrutinato ai sensi dell'art. 360 bis, n. 1 cod. proc. civ. deve essere rigettato per manifesta infondatezza e non dichiarato inammissibile, se la sentenza impugnata si presenta conforme alla giurisprudenza di legittimità e non vengono prospettati argomenti per modificarla, posto che anche in mancanza, nel ricorso, di argomenti idonei a superare la ragione di diritto cui si è attenuto il giudice del merito, il ricorso potrebbe trovare accoglimento ove, al momento della decisione della Corte, con riguardo alla quale deve essere verificata la corrispondenza tra la decisione impugnata e la giurisprudenza di legittimità, la prima risultasse non più conforme alla seconda nel frattempo mutata.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 feb 2010, n. 3876
A normadell'art. 390, ultimo comma, cod. proc. civ., l'atto di rinuncia al ricorso per cassazione deve essere notificato alle parti costituite o comunicato agli avvocati delle stesse, che vi appongono il visto; ne consegue che, in difetto di tali requisiti, l'atto di rinuncia non è idoneo a determinare l'estinzione del processo, ma, poiché è indicativo del venir meno dell'interesse al ricorso, ne determina comunque l'inammissibilità.
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