Source: https://www.esameavvocatoroma.it/falsita-ideologica-commessa-dal-privato-atto-pubblico-modello-f24-contraffatto/
Timestamp: 2020-02-27 22:55:05+00:00
Document Index: 181902590

Matched Legal Cases: ['art. 483', 'art. 483', 'art. 485', 'art. 478', 'art. 483', 'sentenza ']

Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico per il Modello F24 - Alta Istruzione Forense
Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico per il Modello F24 contraffatto
Configura il reato di cui all’art. 483 c.p. la condotta di colui che abbia falsamente attestato, in un modello di pagamento unificato delle imposte (F24), di essere stato autorizzato da un terzo a portare in compensazione alcuni crediti fiscali da quest’ultimo vantati con i propri debiti fiscali per imposte non versate.
Corte di Cassazione, Sez. V, 02/05/2018, n. 18803
Al G. veniva contestato, ai sensi dell’art. 483 c.p., di avere falsamente attestato, in due modelli di pagamento unificato delle imposte (denominati F24), di essere stato autorizzato dal B. a portare in compensazione dei crediti fiscali da questi vantati, a titolo di IVA, con i propri debiti fiscali per imposte non versate, nell’anno 2004 per Euro 6.873,00 (modello F24 del 28 febbraio 2007) e, nell’anno 2005, per Euro 7.426,88 (modello F24 del 22 maggio 2008). Il Tribunale di Alessandria, ritenendo corretta la qualificazione della condotta, decideva di prosciogliere l’imputato per il modello presentato nel 2007, per l’intervenuta prescrizione del reato, e lo riteneva responsabile per il fatto compiuto nel 2008.
La Corte d’Appello di Torino riqualificava il fatto del 2008 come falso in scrittura privata e, in considerazione dell’intervenuta depenalizzazione della condotta, assolveva il G. dalle imputazioni ascrittegli ai sensi dell’art. 485 c.p., perché il fatto non era più previsto dalla legge come reato, revocando le statuizioni civili già disposte a favore di B.R.D., il quale proponeva ricorso in cassazione.
L’orientamento prevalente di questa Corte è nel senso che i modelli F24, di versamento di somme a titolo di imposta presso gli sportelli delle banche delegate a tale incasso, costituiscano degli atti pubblici.
Il motivo di tale conclusione risiede nella constatazione che “il modello F24, compilato dal privato e completato dagli addetti agli istituti di credito delegati per la riscossione delle imposte, funge, per la normativa di settore, da attestazione del pagamento delle stesse, avvenuto alla presenza del dipendente della banca delegata, e costituisce la prova documentale dell’adempimento dell’obbligazione tributaria, con efficacia pienamente liberatoria del contribuente”.
Non possono pertanto essere condivise le diverse conclusioni a cui sono pervenute alcune, isolate, pronunce di questa Corte circa il fatto che il modello F24 costituisca o solo un attestato del contenuto di altri atti (e sia, quindi, punibile ai sensi dell’art. 478 c.p.) o solo una scrittura privata, poiché, in quest’ultimo caso, l’atto consisterebbe nella sola dichiarazione di volontà del contribuente di versare le imposte dovute.
Se, dunque, il modello F24 è un atto pubblico, ne deriva che l’attestazione fatta a chi partecipa alla sua redazione – il dipendente della banca delegato all’incasso della somma versata a titolo di imposta – nel caso di specie consistita nell’essere stato, il contribuente G.C., autorizzato a dedurre dal proprio debito fiscale il corrispettivo credito di altro soggetto, configura proprio il delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, previsto e punito dall’art. 483 c.p.
La Corte di Cassazione, pertanto, ha considerato errata la riqualificazione della condotta operata dalla Corte d’Appello di Torino, di conseguenza ha annullato la sentenza impugnata solo in riferimento alle sanzioni civili, non essendovi stata impugnazione da parte della pubblica accusa, tenendo conto dell’estinzione del reato per prescrizione.
PreviousPrevious post:Cicatrice da rimozione del tatuaggio: niente colpa medica se il paziente viene informato anche sugli esiti cicatriziali – Alta Istruzione ForenseNextNext post:Tenuità del fatto per l’automobilista che non si ferma in caso di mancato contatto tra veicoli – Alta Istruzione Forense