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Timestamp: 2019-01-21 02:47:29+00:00
Document Index: 149547086

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 74', 'art. 17', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 57', 'art. 135', 'art. 81', 'sentenza ', 'art. 157', 'art. 407', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 23', 'art. 55', 'art. 51', 'art. 18', 'art. 52', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 18', 'art. 32', 'art. 18', 'art. 23', 'art. 52', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 114', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 140', 'art. 16', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 75', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 63', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 58', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 38', 'art. 72', 'art. 8', 'art. 68', 'art. 74', 'art. 24', 'art. 74', 'art. 25']

Reati tributari: il D.Lgs. che sostituisce dal 15 aprile 2000 la legge 516/82 manette agli evasori - PDF
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Severino Pasini
1 Pag n. 15/ /04/2000 Reati tributari: il D.Lgs. che sostituisce dal 15 aprile 2000 la legge 516/82 manette agli evasori Decreto Legislativo (DLG) n. 74 del 10 marzo 2000, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31/03/2000 SOMMARIO Pag. TITOLO I DEFINIZIONI 2054 Art. 1 - Definizioni 2054 TITOLO II DELITTI 2055 CAPO I - Delitti in materia di dichiarazione 2055 Art. 2 Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti 2055 Art. 3 Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici 2055 Art. 4 Dichiarazione infedele 2055 Art. 5 Omessa dichiarazione 2056 Art. 6 Tentativo 2056 Art. 7 Rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio 2056 Capo II - Delitti in materia di documenti e pagamento di imposte 2056 Art. 8 Emissione di fatture o altri Art. 9 documenti per operazioni inesistenti 2056 Concorso di persone nei casi di emissione o utilizzazione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti 2056 Art. 10 Occultamento o distruzione di documenti contabili 2057 Art. 11 Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte 2057 TITOLO III DISPOSIZIONI COMUNI 2057 Art. 12 Pene accessorie 2057 Art. 13 Circostanza attenuante. Pagamento del debito tributario 2057 Pag. Art. 14 Circostanza attenuante. Riparazione dell offesa nel caso di estinzione per prescrizione del debito tributario 2058 Art. 15 Violazioni dipendenti da interpretazione delle norme tributarie 2058 Art. 16 Adeguamento al parere del Comitato per l applicazione delle norme antielusive 2059 Art. 17 Interruzione della prescrizione 2059 Art. 18 Competenza per territorio 2059 TITOLO IV RAPPORTI CON IL SISTEMA SANZIONATORIO AMMINISTRATIVO E FRA PROCEDIMENTI 2060 Art. 19 Principio di specialità 2060 Art. 20 Rapporti tra procedimento penale e processo tributario 2060 Art. 21 Sanzioni amministrative per le violazioni ritenute penalmente rilevanti 2060 TITOLO V DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO E FINALI 2061 Art. 22 Modalità di documentazione dell avvenuta estinzione dei debiti tributari 2061 Art. 23 Modifiche in tema di utilizzazione di documenti da parte della Guardia di finanza 2061 Art. 24 Modifica dell articolo 2 della legge 26 gennaio 1983, n Art. 25 Abrogazioni 2064
2 15/04/2000 n. 15/2000 Pag Decreto Legislativo (DLG) n. 74 del 10 marzo 2000, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31/03/2000 Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74 Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205 (1), che delega il Governo ad emanare, entro otto mesi dall entrata in vigore della stessa legge, un decreto legislativo recante la nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto in conformità dei principi e dei criteri direttivi stabiliti dal medesimo articolo, procedendo all abrogazione del titolo I del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n. 516, e delle altre norme vigenti incompatibili con la nuova disciplina; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 gennaio 2000; Acquisito il parere delle competenti commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, previsto dall articolo 17 della predetta legge n. 205 del 1999 (2); Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 marzo 2000; Sulla proposta del Ministro delle finanze e del Ministro della giustizia; Nota (1) L 25 giugno 1999, n. 205 Delega al Governo per la depenalizzazione dei reati minori e modifiche al sistema penale e tributario Art. 9 Reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto 1. Il Governo è delegato ad emanare, entro otto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante la nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, procedendo all abrogazione del titolo I del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n. 516 (1), e delle altre norme vigenti incompatibili con la nuova disciplina. 2. Il decreto legislativo sarà informato ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) prevedere un ristretto numero di fattispecie, di natura esclusivamente delittuosa, punite con pena detentiva compresa tra sei mesi e sei anni con esclusione del ricorso a circostanze aggravanti ad effetto speciale, caratterizzate da rilevante offensività per gli interessi dell erario e dal fine di evasione o di conseguimento di indebiti rimborsi di imposta, aventi ad oggetto: 1) le dichiarazioni annuali fraudolente fondate su documentazione falsa ovvero su altri artifici idonei a fornire una falsa rappresentazione contabile; 2) l emissione di documenti falsi diretti a consentire a terzi la realizzazione dei fatti indicati nel numero 1); 3) l omessa presentazione delle dichiarazioni annuali e le dichiarazioni annuali infedeli; 4) la sottrazione al pagamento o alla riscossione coattiva delle imposte mediante compimento di atti fraudolenti sui propri beni o altre condotte fraudolente; 5) l occultamento o la distruzione di documenti contabili; b) prevedere, salvo che per le fattispecie concernenti l emissione o l utilizzazione di documentazione falsa e l occultamento o la distruzione di documenti contabili, soglie di punibilità idonee a limitare l intervento penale ai soli illeciti economicamente significativi; c) prevedere che le soglie di cui alla lettera b) siano articolate in modo da: 1) escludere l intervento penale al di sotto di una determinata entità di evasione, indipendentemente dai valori dichiarati; 2) comportare l intervento penale soltanto quando il rapporto tra l entità dei componenti reddituali o del volume di affari evasi e l entità dei componenti reddituali o del volume di affari dichiarati sia superiore ad un determinato valore; 3) comportare, in ogni caso, l intervento penale quando l entità dei componenti reddituali o del volume di affari evasi raggiunga, indipendentemente dal superamento della soglia proporzionale, un determinato ammontare in termini assoluti; 4) prevedere nelle ipotesi di omessa dichiarazione una soglia minima di punibilità inferiore a quella prevista per i casi di infedeltà; d) prevedere sanzioni accessorie adeguate e proporzionate alla gravità delle diverse fattispecie, desunta in particolare dalle caratteristiche della condotta e della sua offensività per gli interessi dell erario; e) prevedere meccanismi premiali idonei a favorire il risarcimento del danno; f) prevedere la non punibilità di chi si sia uniformato al parere del comitato consultivo per l applicazione delle norme antielusive, istituito ai sensi dell articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 (2); g) uniformare la disciplina della prescrizione dei reati a quella generale, salvo le deroghe rese opportune dalla particolarità della materia penale tributaria;
3 Pag n. 15/ /04/2000 h) individuare la competenza territoriale sulla base del luogo in cui il reato è stato commesso, ovvero, ove ciò non fosse possibile, del luogo in cui il reato è stato accertato; i) prevedere l applicazione della sola disposizione speciale quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa; l) coordinare le nuove disposizioni con il sistema sanzionatorio amministrativo, in modo da assicurare risposte punitive coerenti e concretamente dissuasive. (1) Il titolo I del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, conv., con mod., dalla legge 7 agosto 1982, n. 516 reca: «Norme per la repressione della evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto e per agevolare la definizione delle pendenze in materia tributaria» (interamente riportato a pag. 2067). (2) Si riporta il testo dell art. 21 della L 30 dicembre 1991, n. 413 recante: «Disposizioni per ampliare le basi imponibili, per razionalizzare, facilitare e potenziare l attività di accertamento; disposizioni per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobili delle imprese, nonché per riformare il contenzioso e per la definizione agevolata dei rapporti tributari pendenti; delega al Presidente della Repubblica per la concessione di amnistia per reati tributari; istituzioni dei centri di assistenza fiscale e del conto fiscale»: Art È istituito, alle dirette dipendenze del Ministro delle finanze, il comitato consultivo per l applicazione delle norme antielusive, cui è demandato il compito di emettere pareri su richiesta dei contribuenti. 2. La richiesta di parere deve riguardare l applicazione, ai casi concreti rappresentati dal contribuente, delle disposizioni contenute negli articoli 37, comma terzo e 37-bis del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. La richiesta di parere può altresì riguardare, ai fini dell applicazione dell art. 74, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, la qualificazione di determinate spese, sostenute dal contribuente, tra quelle di pubblicità e di propaganda ovvero tra quelle di rappresentanza (1). 3. Il parere reso dal comitato ha efficacia esclusivamente ai fini e nell ambito del rapporto tributario. Nella eventuale fase contenziosa l onere della prova viene posto a carico della parte che non si è uniformata al parere del comitato. 4. Il comitato consultivo per l applicazione delle norme antielusive, nominato con decreto del Ministro delle finanze, è composto dai seguenti membri: a) i direttori generali della direzione generale delle imposte dirette e della direzione generale delle tasse e imposte indirette sugli affari e il direttore dell ufficio centrale per gli studi di diritto tributario comparato e per le relazioni internazionali; b) il comandante generale della Guardia di finanza; c) il direttore del servizio centrale degli ispettori tributari; d) il direttore dell ufficio del coordinamento legislativo; e) due componenti del Consiglio superiore delle finanze, non appartenenti all amministrazione finanziaria, designati dal Consiglio stesso; f) tre esperti in materia tributaria designati dal Ministro delle finanze. 5. I membri del comitato possono farsi rappresentare da funzionari, di grado non inferiore a primo dirigente, e da ufficiali superiori; possono altresì farsi assistere da personale delle qualifiche e grado indicati che partecipano, in tal caso, alle sedute senza diritto di voto. Il comitato si avvale degli stessi poteri istruttori attribuiti agli uffici finanziari. 6. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanare di concerto con il Ministro del tesoro, ai sensi dell art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabiliti l organizzazione interna, il funzionamento e le dotazioni finanziarie del comitato (2). 7. Il presidente del comitato è nominato dal Ministro delle finanze, con proprio decreto, tra i membri del comitato stesso. 8. Le indennità da corrispondere ai membri del comitato non appartenenti all amministrazione finanziaria verranno stabilite ogni triennio con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro. 9. Il contribuente, anche prima della conclusione di un contratto, di una convenzione o di un atto che possa dar luogo all applicazione delle disposizioni richiamate nel comma 2, può richiedere il preventivo parere alla competente direzione generale del Ministero delle finanze fornendole tutti gli elementi conoscitivi utili ai fini della corretta qualificazione tributaria della fattispecie prospettata. 10. In caso di mancata risposta da parte della direzione generale, trascorsi sessanta giorni dalla richiesta del contribuente, ovvero qualora alla risposta fornita il contribuente non intenda uniformarsi, lo stesso potrà richiedere il parere in ordine alla fattispecie medesima al comitato consultivo per l applicazione delle norme antielusive. La mancata risposta da parte del comitato consultivo entro sessanta giorni dalla richiesta del contribuente, e dopo ulteriori sessanta giorni da una formale diffida ad adempiere da parte del contribuente stesso, equivale a silenzio-assenso. 11. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabiliti i termini e le modalità da osservare per l invio delle richieste di parere alla competente direzione generale e per la comunicazione dei pareri stessi al contribuente (2). 12. All onere derivante dal comma 8, stimato in lire 150 milioni annui, si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate recate dalla presente legge. (1) Si riporta l articolo 11, comma 13 della L 30/12/1991, n. 413: 13. Fermo restando il potere dell Amministrazione di controllare l effettiva esecuzione dell operazione, le prove di cui al comma 7 ter dell articolo 76 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, non devono essere fornite qualora il contribuente abbia preventivamente richiesto, secondo le disposizioni di cui all articolo 21 della presente legge, di conoscere l avviso dell Amministrazione finanziaria in merito alla natura ed al relativo trattamento tributario dell operazione che intende porre in essere e l abbia realizzata nei termini proposti tenendo conto delle eventuali prescrizioni dell Amministrazione. (2) Cfr. il DM 13/06/1997, n. 194 e DM 13/06/1997, n Nota (2) L 25 giugno 1999, n. 205 Delega al Governo per la depenalizzazione dei reati minori e modifiche al sistema penale e tributario Art. 17 Esercizio delle deleghe 1. Gli schemi dei decreti legislativi di cui agli articoli 1, 9 e 10 sono trasmessi alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica almeno sessanta giorni prima della scadenza prevista per l esercizio delle deleghe. Decorsi trenta giorni dalla data di trasmissione senza che le competenti Commissioni permanenti abbiano espresso il loro parere, i decreti possono essere adottati. EMANA il seguente decreto legislativo: TITOLO I DEFINIZIONI Art. 1 Definizioni 1. Ai fini del presente decreto legislativo: a) per «fatture o altri documenti per operazioni inesistenti» si intendono le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l operazione a soggetti diversi da quelli effettivi;
4 15/04/2000 n. 15/2000 Pag b) per «elementi attivi o passivi» si intendono le componenti, espresse in cifra, che concorrono, in senso positivo o negativo, alla determinazione del reddito o delle basi imponibili rilevanti ai fini dell applicazione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto; c) per «dichiarazioni» si intendono anche le dichiarazioni presentate in qualità di amministratore, liquidatore o rappresentante di società, enti o persone fisiche; d) il «fine di evadere le imposte» e il «fine di consentire a terzi l evasione» si intendono comprensivi, rispettivamente, anche del fine di conseguire un indebito rimborso o il riconoscimento di un inesistente credito d imposta, e del fine di consentirli a terzi; e) riguardo ai fatti commessi da chi agisce in qualità di amministratore, liquidatore o rappresentante di società, enti o persone fisiche, il «fine di evadere le imposte» ed il «fine di sottrarsi al pagamento» si intendono riferiti alla società, all ente o alla persona fisica per conto della quale si agisce; f) per «imposta evasa» si intende la differenza tra l imposta effettivamente dovuta e quella indicata nella dichiarazione, ovvero l intera imposta dovuta nel caso di omessa dichiarazione, al netto delle somme versate dal contribuente o da terzi a titolo di acconto, di ritenuta o comunque in pagamento di detta imposta prima della presentazione della dichiarazione o della scadenza del relativo termine; g) le soglie di punibilità riferite all imposta evasa si intendono estese anche all ammontare dell indebito rimborso richiesto o dell inesistente credito di imposta esposto nella dichiarazione. TITOLO II DELITTI CAPO I Delitti in materia di dichiarazione Art. 2 Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti 1. È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi passivi fittizi. 2. Il fatto si considera commesso avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando tali fatture o documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie, o sono detenuti a fine di prova nei confronti dell amministrazione finanziaria. 3. Se l ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a lire trecento milioni, si applica la reclusione da sei mesi a due anni. Art. 3 Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici 1. Fuori dei casi previsti dall articolo 2, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, sulla base di una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie e avvalendosi di mezzi fraudolenti idonei ad ostacolarne l accertamento, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi, quando, congiuntamente: a) l imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a lire centocinquanta milioni; b) l ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al cinque per cento dell ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a lire tre miliardi. Art. 4 Dichiarazione infedele 1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 2 e 3, è punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi, quando, congiuntamente: a) l imposta evasa è superiore, con riferimen-
5 Pag n. 15/ /04/2000 to a taluna delle singole imposte, a lire duecento milioni; b) l ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al dieci per cento dell ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a lire quattro miliardi. Art. 5 Omessa dichiarazione 1. È punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte, quando l imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte a lire centocinquanta milioni. 2. Ai fini della disposizione prevista dal comma 1 non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto. Art. 6 Tentativo 1. I delitti previsti dagli articoli 2, 3 e 4 non sono comunque punibili a titolo di tentativo. Art. 7 Rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio 1. Non danno luogo a fatti punibili a norma degli articoli 3 e 4 le rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio eseguite in violazione dei criteri di determinazione dell esercizio di competenza ma sulla base di metodi costanti di impostazione contabile, nonché le rilevazioni e le valutazioni estimative rispetto alle quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio. 2. In ogni caso, non danno luogo a fatti punibili a norma degli articoli 3 e 4 le valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura inferiore al dieci per cento da quelle corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste nel comma 1, lettere a) e b), dei medesimi articoli. CAPO II Delitti in materia di documenti e pagamento di imposte Art. 8 Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti 1. È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di consentire a terzi l evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. 2. Ai fini dell applicazione della disposizione prevista dal comma 1, l emissione o il rilascio di più fatture o documenti per operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si considera come un solo reato. 3. Se l importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti è inferiore a lire trecento milioni per periodo di imposta, si applica la reclusione da sei mesi a due anni. Art. 9 Concorso di persone nei casi di emissione o utilizzazione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti 1. In deroga all articolo 110 del codice penale (1): a) l emittente di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo non è punibile a titolo di concorso nel reato previsto dall articolo 2; b) chi si avvale di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo non è punibile a titolo di concorso nel reato previsto dall articolo 8. Nota (1) Codice Penale Art. 110 Pena per coloro che concorrono nel reato [1] Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascu-
6 15/04/2000 n. 15/2000 Pag na di esse soggiace alla pena per questo stabilita, salve le disposizioni degli articoli seguenti. Art. 10 Occultamento o distruzione di documenti contabili 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari. Art. 11 Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore a lire cento milioni, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. e) la pubblicazione della sentenza a norma dell articolo 36 del codice penale (1). 2. La condanna per taluno dei delitti previsti dagli articoli 2, 3 e 8 importa altresì l interdizione dai pubblici uffici per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni, salvo che ricorrano le circostanze previste dagli articoli 2, comma 3, e 8, comma 3. Nota (1) Codice Penale Art. 36 Pubblicazione della sentenza penale di condanna [1] La sentenza di condanna alla pena di morte (1) o all ergastolo è pubblicata mediante affissione nel comune ove è stata pronunciata, in quello ove il delitto fu commesso, e in quello ove il condannato aveva l ultima residenza. [2] La sentenza di condanna è inoltre pubblicata, per una sola volta, in uno o più giornali designati dal giudice. [3] La pubblicazione è fatta per estratto, salvo che il giudice disponga la pubblicazione per intero; essa è eseguita d ufficio e a spese del condannato. [4] La legge determina gli altri casi nei quali la sentenza di condanna deve essere pubblicata. In tali casi la pubblicazione ha luogo nei modi stabiliti nei due capoversi precedenti. (1) La pena di morte per i delitti previsti nel codice penale, è stata soppressa e sostituita con l ergastolo dal D.Lgs. Luogotenenziale del 10/08/1944, n. 244 TITOLO III DISPOSIZIONI COMUNI Art. 12 Pene accessorie 1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente decreto importa: a) l interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a tre anni; b) l incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni; c) l interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a cinque anni; d) l interdizione perpetua dall ufficio di componente di commissione tributaria; Art. 13 Circostanza attenuante. Pagamento del debito tributario 1. Le pene previste per i delitti di cui al presente decreto sono diminuite fino alla metà e non si applicano le pene accessorie indicate nell articolo 12 se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti medesimi sono stati estinti mediante pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all accertamento previste dalle norme tributarie. 2. A tale fine, il pagamento deve riguardare anche le sanzioni amministrative previste per la violazione delle norme tributarie, sebbene non applicabili all imputato a norma dell articolo 19, comma Della diminuzione di pena prevista dal comma 1 non si tiene conto ai fini della sostituzione
7 Pag n. 15/ /04/2000 della pena detentiva inflitta con la pena pecuniaria a norma dell articolo 53 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (1). Nota (1) Modifiche al sistema penale L 24 novembre 1981, n. 689 Art. 53 Sostituzione di pene detentive brevi [1] Il giudice, nel pronunciare sentenza di condanna, quando ritiene di dover determinare la durata della pena detentiva entro il limite di un anno può sostituire tale pena con la semidetenzione; quando ritiene di doverla determinare entro il limite di sei mesi può sostituirla anche con la libertà controllata; quando ritiene di doverla determinare entro il limite di tre mesi può sostituirla altresì con la pena pecuniaria della specie corrispondente. [2] La sostituzione della pena detentiva ha luogo secondo i criteri indicati dall art. 57 della presente legge e dall art. 135 del codice penale. Alla sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria si applicano altresì gli articoli 133-bis, secondo comma, e 133- ter del codice penale. [3] Le norme del codice di procedura penale relative al giudizio per decreto si applicano anche quando il pretore, nei procedimenti per i reati perseguibili d ufficio, ritiene di dover infliggere la multa o l ammenda in sostituzione di una pena detentiva. Nel decreto devono essere indicati i motivi che determinano la sostituzione. [4] Nei casi previsti dall art. 81 del codice penale, quando per ciascun reato è consentita la sostituzione della pena detentiva, si tiene conto dei limiti indicati nel primo comma soltanto per la pena che dovrebbe infliggersi per il reato più grave. Quando la sostituzione della pena detentiva è ammissibile soltanto per alcuni reati, il giudice, se ritiene di doverla disporre, determina, al solo fine della sostituzione, la parte di pena per i reati per i quali opera la sostituzione. Art. 14 Circostanza attenuante. Riparazione dell offesa nel caso di estinzione per prescrizione del debito tributario 1. Se i debiti indicati nell articolo 13 risultano estinti per prescrizione o per decadenza, l imputato di taluno dei delitti previsti dal presente decreto può chiedere di essere anmesso a pagare, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, una somma, da lui indicata, a titolo di equa riparazione dell offesa recata all interesse pubblico tutelato dalla norma violata. 2. La somma, commisurata alla gravità dell offesa, non può essere comunque inferiore a quella risultante dal ragguaglio a norma dell articolo 135 del codice penale (1) della pena minima prevista per il delitto contestato. 3. Il giudice, sentito il pubblico ministero, se ritiene congrua la somma, fissa con ordinanza un termine non superiore a dieci giorni per il pagamento. 4. Se il pagamento è eseguito nel termine, la pena è diminuita fino alla metà e non si applicano le pene accessorie indicate nell articolo 12. Si osserva la disposizione prevista dal comma 3 dell articolo Nel caso di assoluzione o di proscioglimento la somma pagata è restituita. Nota (1) Codice Penale Art. 135 Ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive [1] Quando, per qualsiasi effetto giuridico, si deve eseguire un ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, il computo ha luogo calcolando settantacinquemila lire, o frazione di settantacinquemila lire, di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva. Art. 15 Violazioni dipendenti da interpretazione delle norme tributarie 1. Al di fuori dei casi in cui la punibilità è esclusa a norma dell articolo 47, terzo comma, del codice penale (1), non danno luogo a fatti punibili ai sensi del presente decreto le violazioni di norme tributarie dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione. Nota (1) Codice Penale Art. 47 Errore di fatto [1] L errore sul fatto che costituisce il reato esclude la punibilità dell agente. Nondimeno, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo. [2] L errore sul fatto che costituisce un determinato reato non esclude la punibilità per un reato diverso. [3] L errore su una legge diversa dalla legge penale esclude la punibilità, quando ha cagionato un errore sul fatto che costituisce il reato.
8 15/04/2000 n. 15/2000 Pag Art. 16 Adeguamento al parere del Comitato per l applicazione delle norme antielusive 1. Non dà luogo a fatto punibile a norma del presente decreto la condotta di chi, avvalendosi della procedura stabilita dall articolo 21, commi 9 e 10, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 (vedi pag. 2054), si è uniformato ai pareri del Ministero delle finanze o del Comitato consultivo per l applicazione delle norme antielusive previsti dalle medesime disposizioni, ovvero ha compiuto le operazioni esposte nell istanza sulla quale si è formato il silenzioassenso. Art. 17 Interruzione della prescrizione 1. Il corso della prescrizione per i delitti previsti dal presente decreto è interrotto, oltre che dagli atti indicati nell articolo 160 del codice penale (1), dal verbale di constatazione o dall atto di accertamento delle relative violazioni. Nota (1) Codice Penale Art. 160 Interruzione del corso della prescrizione [1] Il corso della prescrizione è interrotto dalla sentenza di condanna o dal decreto di condanna. [2] Interrompono pure la prescrizione l ordinanza che applica le misure cautelari personali e quella di convalida del fermo o dell arresto, l interrogatorio reso davanti al pubblico ministero o al giudice, l invito a presentarsi al pubblico ministero per rendere l interrogatorio, il provvedimento del giudice di fissazione dell udienza in camera di consiglio per la decisione sulla richiesta di archiviazione, la richiesta di rinvio a giudizio, il decreto di fissazione della udienza preliminare, l ordinanza che dispone il giudizio abbreviato, il decreto di fissazione della udienza per la decisione sulla richiesta di applicazione della pena, la presentazione o la citazione per il giudizio direttissimo, il decreto che dispone il giudizio immediato, il decreto che dispone il giudizio e il decreto di citazione a giudizio. [3] La prescrizione interrotta comincia nuovamente a decorrere dal giorno della interruzione. Se più sono gli atti interruttivi, la prescrizione decorre dall ultimo di essi; ma in nessun caso i termini stabiliti nell art. 157 possono essere prolungati oltre la metà. Art. 18 Competenza per territorio 1. Salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, se la competenza per territorio per i delitti previsti dal presente decreto non può essere determinata a norma dell articolo 8 del codice di procedura penale (1), è competente il giudice del luogo di accertamento del reato. 2. Per i delitti previsti dal capo I del titolo II il reato si considera consumato nel luogo in cui il contribuente ha il domicilio fiscale. Se il domicilio fiscale è all estero è competente il giudice del luogo di accertamento del reato. 3. Nel caso previsto dal comma 2 dell articolo 8, se le fatture o gli altri documenti per operazioni inesistenti sono stati emessi o rilasciati in luoghi rientranti in diversi circondari, è competente il giudice di uno di tali luoghi in cui ha sede l ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall articolo 335 del codice di procedura penale (2). Nota (1) Codice di procedura penale Art. 8 Regole generali 1. La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato. 2. Se si tratta di fatto dal quale è derivata la morte di una o più persone, è competente il giudice del luogo in cui è avvenuta l azione o l omissione. 3. Se si tratta di reato permanente, è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione, anche se dal fatto è derivata la morte di una o più persone. 4. Se si tratta di delitto tentato, è competente il giudice del luogo in cui è stato compiuto l ultimo atto diretto a commettere il delitto. Nota (2) Codice di procedura penale Art. 335 Registro delle notizie di reato 1. Il pubblico ministero iscrive immediatamente, nell apposito registro custodito presso l ufficio, ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa nonché, contestualmente o dal momento in cui risulta, il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito. 2. Se nel corso delle indagini preliminari muta la qualificazione
9 Pag n. 15/ /04/2000 giuridica del fatto ovvero questo risulta diversamente circostanziato, il pubblico ministero cura l aggiornamento delle iscrizioni previste dal comma l senza procedere a nuove iscrizioni. 3. Ad esclusione dei casi in cui si procede per uno dei delitti di cui all art. 407, comma 2, lettera a), le iscrizioni previste ai commi l e 2 sono comunicate alla persona alla quale il reato è attribuito, alla persona offesa e ai rispettivi difensori, ove ne facciano richiesta. 3-bis. Se sussistono specifiche esigenze attinenti all attività di indagine, il pubblico ministero, nel decidere sulla richiesta, può disporre, con decreto motivato, il segreto sulle iscrizioni per un periodo non superiore a tre mesi e non rinnovabile. TITOLO IV RAPPORTI CON IL SISTEMA SANZIONATARIO AMMINISTRATIVO E FRA PROCEDIMENTI Art. 19 Principio di specialità 1. Quando uno stesso fatto è punito da una delle disposizioni del titolo II e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, si applica la disposizione speciale. 2. Permane, in ogni caso, la responsabilità per la sanzione amministrativa dei soggetti indicati nell articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (1), che non siano persone fisiche concorrenti nel reato. Nota (1) D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell articolo 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 Art. 11 Responsabili per la sanzione amministrativa 1. Nei casi in cui una violazione che abbia inciso sulla determinazione o sul pagamento del tributo è commessa dal dipendente o dal rappresentante legale o negoziale di una persona fisica nell adempimento del suo ufficio o del suo mandato ovvero dal dipendente o dal rappresentante o dall amministratore, anche di fatto, di società, associazione od ente, con o senza personalità giuridica, nell esercizio delle sue funzioni o incombenze, la persona fisica, la società, l associazione o l ente nell interesse dei quali ha agito l autore della violazione sono obbligati solidalmente al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata, salvo il diritto di regresso secondo le disposizioni vigenti. (La parola «solidalmente» è stata inserita dall art. 2, comma 1, lett. d) del D.Lgs. 05/06/1998, n. 203). 2. Fino a prova contraria, si presume autore della violazione chi ha sottoscritto ovvero compiuto gli atti illegittimi. 3. Quando la violazione è commessa in concorso da due o più persone, alle quali sono state irrogate sanzioni diverse, la persona fisica, la società, l associazione o l ente indicati nel comma 1 sono obbligati al pagamento di una somma pari alla sanzione più grave. 4. Il pagamento della sanzione da parte dell autore della violazione e, nel caso in cui siano state irrogate sanzioni diverse, il pagamento di quella più grave estingue l obbligazione indicata nel comma Quando la violazione non è commessa con dolo o colpa grave, il pagamento della sanzione e, nel caso in cui siano state irrogate sanzioni diverse, il pagamento di quella più grave, da chiunque eseguito, estingue tutte le obbligazioni. Qualora il pagamento sia stato eseguito dall autore della violazione, nel limite previsto dall articolo 5, comma 2, la responsabilità della persona fisica, della società, dell associazione o dell ente indicati nel comma 1 è limitata all eventuale eccedenza. 6. Per i casi di violazioni commesse senza dolo o colpa grave, la persona fisica, la società, l associazione o l ente indicati nel comma l possono assumere il debito dell autore della violazione. 7. La morte della persona fisica autrice della violazione, ancorché avvenuta prima della irrogazione della sanzione amministrativa, non estingue la responsabilità della persona fisica, della società o dell ente indicati nel comma 1. Art. 20 Rapporti tra procedimento penale e processo tributario 1. Il procedimento amministrativo di accertamento ed il processo tributario non possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente ad oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento comunque dipende la relativa definizione. Art. 21 Sanzioni amministrative per le violazioni ritenute penalmente rilevanti 1. L ufficio competente irroga comunque le sanzioni amministrative relative alle violazioni tributarie fatte oggetto di notizia di reato. 2. Tali sanzioni non sono eseguibili nei confronti dei soggetti diversi da quelli indicati dall articolo 19, comma 2, salvo che il procedimento penale sia definito con provvedimento di archiviazione o sentenza irrevocabile di assoluzione o di proscioglimento con formula che esclude la rilevanza penale del fatto. In quest ultimo caso, i termini per la riscossione decorrono dalla data in cui il provvedimento di archiviazione o la sentenza sono comunicati all ufficio competente; alla comunicazione provvede la cancelleria del giudice che li ha emessi.
10 15/04/2000 n. 15/2000 Pag Nei casi di irrogazione di un unica sanzione amministrativa per più violazioni tributarie in concorso o continuazione fra loro, a norma dell articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (1), alcune delle quali soltanto penalmente rilevanti, la disposizione del comma 2 del presente articolo opera solo per la parte della sanzione eccedente quella che sarebbe stata applicabile in relazione alle violazioni non penalmente rilevanti. Nota (1) D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell articolo 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 Art. 12 Concorso di violazioni e continuazione (1) 1. È punito con la sanzione che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave, aumentata da un quarto al doppio, chi, con una sola azione od omissione, viola diverse disposizioni anche relative a tributi diversi ovvero commette, anche con più azioni od omissioni, diverse violazioni formali della medesima disposizione. 2. Alla stessa sanzione soggiace chi, anche in tempi diversi, commette più violazioni che, nella loro progressione, pregiudicano o tendono a pregiudicare la determinazione dell imponibile ovvero la liquidazione anche periodica del tributo. 3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, se le violazioni rilevano ai fini di più tributi, si considera quale sanzione base cui riferire l aumento, quella più grave aumentata di un quinto. 4. Le previsioni dei commi 1, 2 e 3 si applicano separatamente rispetto ai tributi erariali e ai tributi di ciascun altro ente impositore. 5. Se le violazioni riguardano periodi d imposta diversi la sanzione base è aumentata dalla metà al triplo. 6. Il concorso e la continuazione sono interrotti dalla constatazione della violazione. 7. Nei casi previsti del presente articolo la sanzione non può essere comunque superiore a quella risultante dal cumulo delle sanzioni previste per le singole violazioni. 8. Nei casi di accertamento con adesione, in deroga ai commi 3 e 5, le disposizioni sulla determinazione di una sanzione unica in caso di progressione si applicano separatamente per ciascun tributo e per ciascun periodo d imposta. La sanzione conseguente alla rinuncia, all impugnazione dell avviso di accertamento, alla conciliazione giudiziale e alla definizione agevolata ai sensi degli articoli 16 e 17 del presente decreto non può stabilirsi in progressione con violazioni non indicate nell atto di contestazione o di irrogazione delle sanzioni. (1) Articolo interamente sostituito dall art. 2, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 05/06/1998, n Il presente articolo verrà modificato a seguito dell entrata in vigore di un D.Lgs. approvato il TITOLO V DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO E FINALI Art. 22 Modalità di documentazione dell avvenuta estinzione dei debiti tributari 1. Con decreto del Ministero delle finanze, emanato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, sono stabilite le modalità di documentazione dell avvenuta estinzione dei debiti tributari indicati nell articolo 13 e di versamento delle somme indicate nell articolo 14, comma 3. Art. 23 Modifiche in tema di utilizzazione di documenti da parte della Guardia di finanza 1. Nell articolo 63, primo comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (1), e nell articolo 33, terzo comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (2), le parole: «previa autorizzazione dell autorità giudiziaria in relazione alle norme che disciplinano il segreto» sono sostituite dalle seguenti: «previa autorizzazione dell autorità giudiziaria, che può essere concessa anche in deroga all articolo 329 del codice di procedura penale (3)». Nota (1) DPR 26 ottobre 1972, n. 633 Istituzione e disciplina dell imposta sul valore aggiunto Art. 63 Collaborazione della Guardia di finanza (1) [1] La Guardia di finanza coopera con gli Uffici dell imposta sul valore aggiunto per l acquisizione e il reperimento degli elementi utili ai fini dell accertamento dell imposta e per la repressione delle violazioni del presente decreto, procedendo di propria iniziativa o su richiesta degli Uffici, secondo le norme e con le facoltà di cui agli artt. 51 e 52, (2) alle operazioni ivi indicate e trasmettendo agli Uffici stessi i relativi verbali e rapporti. Essa inoltre, previa autorizzazione dell autorità giudiziaria, che può essere concessa anche in deroga all articolo 329 del codice di procedura penale, utilizza e trasmette agli Uffici documenti, dati e notizie acquisiti, direttamente o riferiti ed ottenuti dalle altre Forze di polizia, nell esercizio dei poteri di polizia giudiziaria (comma modificato
11 Pag n. 15/ /04/2000 dall art. 18, comma 2, lettera l), legge 30/12/1991, n. 413, con decorrenza Nel secondo periodo le parole da «previa» fino a «procedura penale» sono state così sostituite alle precedenti «previa autorizzazione dell autorità giudiziaria in relazione alle norme che disciplinano il segreto» dall art. 23 del D.Lgs. 10/03/ 2000, n. 74 a decorrere dal ). [2] Ai fini del necessario coordinamento dell azione della Guardia di finanza con quella degli Uffici finanziari saranno presi accordi, periodicamente e nei casi in cui si debba procedere ad indagini sistematiche, tra la Direzione generale delle tasse e delle imposte indirette sugli affari e il Comando generale della Guardia di finanza e, nell ambito delle singole circoscrizioni, fra i capi degli Ispettorati e degli uffici e i comandi territoriali. [3] Gli Uffici finanziari e i Comandi della Guardia di finanza, per evitare la reiterazione di accessi presso gli stessi contribuenti, devono darsi reciprocamente tempestiva comunicazione delle ispezioni e verifiche intraprese. L Ufficio o il comando che riceve la comunicazione può richiedere all organo che sta eseguendo l ispezione o la verifica l esecuzione di determinati controlli e l acquisizione di determinati elementi utili ai fini dell accertamento. (1) In ambito comunitario, per la collaborazione con le Amministrazioni degli Stati CEE, cfr.art. 55, DL 30/08/1993, n. 331, conv. con mod. dalla L. 427/93. (2) Il riferimento all art. 51-bis è stato soppresso dall art. 18, comma 2, lettera l) della L. 30/12/1991, n Nota (2) DPR 29 settembre 1973, n. 600 Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi Art. 33 (1) (2) Accessi, ispezioni e verifiche [1] Per l esecuzione di accessi, ispezioni e verifiche si applicano le disposizioni dell art. 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n [2] Gli uffici delle imposte hanno facoltà di disporre l accesso di propri impiegati muniti di apposita autorizzazione presso le pubbliche amministrazioni e gli enti indicati al n. 5) dell art. 32 allo scopo di rilevare direttamente i dati e le notizie ivi previste e [, nei casi e con le modalità di cui all art. 35,] presso le aziende e istituti di credito e l Amministrazione postale allo scopo di rilevare direttamente i dati e le notizie relative ai conti la cui copia sia stata richiesta a norma del n. 7) dello stesso art. 32 e non trasmessa entro il termine previsto nell ultimo comma di tale articolo o allo scopo di rilevare direttamente la completezza o l esattezza, allorché l ufficio abbia fondati sospetti che le pongano in dubbio, dei dati e notizie contenuti nella copia di conti trasmessa, rispetto a tutti i rapporti intrattenuti dal contribuente con l azienda o istituto di credito o l Amministrazione postale (Nel secondo comma dell articolo 33 le parole «, nei casi e con le modalità di cui all art. 35,» sono state soppresse dalla lett. e) dell'art. 18 della L. 413/91). [3] La Guardia di finanza coopera con gli uffici delle imposte per l acquisizione e il reperimento degli elementi utili ai fini dell accertamento dei redditi e per la repressione delle violazioni delle leggi sulle imposte dirette procedendo di propria iniziativa o su richiesta degli uffici secondo le norme e con le facoltà di cui all art. 32 e al precedente comma. Essa inoltre, previa autorizzazione dell autorità giudiziaria, che può essere concessa anche in deroga all articolo 329 del codice di procedura penale, utilizza e trasmette agli uffici delle imposte documenti, dati e notizie acquisiti [nei confronti dell imputato], direttamente o riferiti ed ottenuti dalle altre Forze di polizia, nell esercizio dei poteri di polizia giudiziaria [anche al di fuori dei casi di deroga previsti dall articolo 35]. (Nel secondo periodo, come modificato dall articolo 5, comma 15, del D.L. 3/05/ 1991, n. 143, conv., con mod., dalla L. 5/07/1991, n. 197, le parole, «nei confronti dell imputato» e «anche al di fuori dei casi di deroga previsti dall articolo 35» sono state soppresse dalla lett. f) dell'art. 18 della L. 413/91; nello stesso secondo periodo le parole da «previa» fino a «procedura penale» sono state così sostituite alle precedenti «previa autorizzazione dell autorità giudiziaria in relazione alle norme che disciplinano il segreto» dall art. 23 del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74 a decorrere dal ) [4] Ai fini del necessario coordinamento dell azione della Guardia di finanza con quella degli uffici finanziari saranno presi accordi, periodicamente e nei casi in cui si debba procedere ad indagini sistematiche, tra la direzione generale delle imposte dirette e il comando generale della Guardia di finanza e, nell ambito delle singole circoscrizioni, fra i capi degli ispettorati e degli uffici e i comandi territoriali. [5] Gli uffici finanziari e i comandi della Guardia di finanza, per evitare la reiterazione di accessi, si devono dare immediata comunicazione dell inizio delle ispezioni e verifiche intraprese. L ufficio o il comando che riceve la comunicazione può richiedere all organo che sta eseguendo l ispezione o la verifica l esecuzione di specifici controlli e l acquisizione di specifici elementi e deve trasmettere i risultati dei controlli eventualmente già eseguiti o gli elementi eventualmente già acquisiti, utili ai fini dell accertamento. Al termine delle ispezioni e delle verifiche l ufficio o il comando che li ha eseguiti deve comunicare gli elementi acquisiti agli organi richiedenti. [6] Gli accessi presso le aziende e istituti di credito e l Amministrazione postale debbono essere eseguiti, previa autorizzazione dell ispettore compartimentale delle imposte dirette ovvero, per la Guardia di finanza, del Comandante di zona, da funzionari dell Amministrazione finanziaria con qualifica non inferiore a quella di funzionario tributario e da ufficiali della Guardia di finanza di grado non inferiore a capitano; le ispezioni e le rilevazioni debbono essere eseguite alla presenza del responsabile della sede o dell ufficio presso cui avvengono o di un suo delegato e di esse è data immediata notizia a cura del predetto responsabile al soggetto interessato. Coloro che eseguono le ispezioni e le rilevazioni o vengono in possesso dei dati raccolti devono assumere direttamente le cautele necessarie alla riservatezza dei dati acquisiti (3). Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, sono determinate le modalità di esecuzione degli accessi con particolare riferimento al numero massimo dei funzionari e degli ufficiali da impegnare per ogni accesso; al rilascio e alle caratteristiche dei documenti di riconoscimento e di autorizzazione; alle condizioni di tempo, che non devono coincidere con gli orari di sportello aperto al pubblico, in cui gli accessi possono essere espletati e alla redazione dei processi verbali. [7] Nell art. 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono aggiunti i seguenti commi: (omissis) (1) Ai fini della responsabilità dei verificatori cfr. i commi 4 e 5 dell'art. 18 della L. 413/91, che si riportano: «4. I soggetti che rilasciano le autorizzazioni previste dalle norme di cui al presente articolo, per le richieste e per gli accessi, devono impartire le opportune disposizioni per l utilizzo riservato e corretto dei dati e delle notizie raccolti e rilevanti ai fini dell accertamento dell imposta sul valore aggiunto o delle imposte sui redditi. 5. Chiunque, senza giusta causa, rivela tali dati o notizie, ovvero li impiega a profitto altrui o ad altrui danno, è punito, fatta salva l azione disciplinare, con la sanzione amministrativa da lire a lire , da irrogare con decreto del Ministro delle finanze, salvo che il fatto costituisca reato ai sensi dell articolo 326 del codice penale.».
12 15/04/2000 n. 15/2000 Pag (2) Per gli effetti dell'accertamento con adesione del contribuente per gli anni pregressi cfr. l'art. 8, comma 2 del DPR 13/04/1995, n. 177, in Finanza & Fisco n. 22/95, pag Nota (1) (3) Nel sesto comma i primi due periodi sono stati così sostituiti, al precedente primo periodo, dalla lett. g) dell'art. 18 della L. 413/91). Nota (3) Codice di procedura penale Art. 329 Obbligo del segreto 1. Gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria sono coperti dal segreto fino a quando l imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari. 2. Quando è necessario per la prosecuzione delle indagini, il pubblico ministero può, in deroga a quanto previsto dall art. 114, consentire, con decreto motivato, la pubblicazione di singoli atti o di parti di essi. In tal caso, gli atti pubblicati sono depositati presso la segreteria del pubblico ministero. 3. Anche quando gli atti non sono più coperti dal segreto a norma del comma 1, il pubblico ministero, in caso di necessità per la prosecuzione delle indagini, può disporre con decreto motivato: a) l obbligo del segreto per singoli atti, quando l imputato lo consente o quando la conoscenza dell atto può ostacolare le indagini riguardanti altre persone; b) il divieto di pubblicare il contenuto di singoli atti o notizie specifiche relative a determinate operazioni. Art. 24 Modifica dell articolo 2 della legge 26 gennaio 1983, n L ottavo comma dell articolo 2 della legge 26 gennaio 1983, n. 18 (1), è sostituito dal seguente: «Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque manomette o comunque altera gli apparecchi misuratori previsti nell articolo 1 o fa uso di essi allorché siano stati manomessi o alterati o consente che altri ne faccia uso al fine di eludere le disposizioni della presente legge è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire due milioni a lire quindici milioni. Con la stessa sanzione è punito, salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, allo stesso fine, forma in tutto o in parte stampati, documenti o registri prescritti dai decreti indicati nell articolo 1 o li altera e ne fa uso o consente che altri ne faccia uso; nonché chiunque, senza avere concorso nella falsificazione, fa uso degli stessi stampati, documenti o registri.». L 26 gennaio 1983, n. 18 Obbligo da parte di determinate categorie di contribuenti dell imposta sul valore aggiunto di rilasciare uno scontrino fiscale mediante l uso di speciali registratori di cassa Art. 2 (1) [[1] In caso di mancata emissione dello scontrino fiscale o di emissione del documento stesso con indicazione del corrispettivo in misura inferiore a quella reale si applica la pena pecuniaria da lire quattrocentomila (2) a lire unmilioneottocentomila (2). La pena è ridotta ad un quarto se lo scontrino, pur essendo stato emesso, non è consegnato al destinatario.] (3) [[2] Per ogni altra violazione delle disposizioni contenute nei decreti previsti nell art. 1, si applica la pena pecuniaria da lire quarantamila (2) a lire quattrocentomila (2).] (3) [[3] Al destinatario dello scontrino fiscale che, a richiesta degli organi accertatori nel luogo della operazione o nelle immediate adiacenze, non è in grado di esibire lo scontrino o lo esibisce con l indicazione del corrispettivo inferiore a quello reale, si applica la pena pecuniaria da lire a lire (comma aggiunto dall art. 12, comma 12, legge 30/12/1991, n. 413).] (3) [[4] Per le violazioni previste nel primo e secondo comma, è consentito al trasgressore di pagare all Ufficio dell imposta sul valore aggiunto competente una somma rispettivamente pari ad un sesto e ad un terzo del massimo, mediante versamento entro i quindici giorni ovvero dal sedicesimo al sessantesimo giorno successivo alla data di notifica del relativo verbale di constatazione. Il pagamento estingue l obbligazione relativa alla pena pecuniaria nascente dalla violazione.] (3) [[5] Qualora siano state accertate definitivamente, a seguito di constatazioni avvenute in tempi diversi, tre distinte violazioni dell obbligo di emettere lo scontrino fiscale, commesse in giorni diversi nel corso di un quinquennio, l Autorità amministrativa competente dispone, conformemente alla proposta dell Ufficio dell imposta sul valore aggiunto, la sospensione per un periodo non inferiore a tre giorni e non superiore ad un mese della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività svolta (4) (5).] (3) [[6] Agli effetti del precedente comma si tiene conto anche delle violazioni per le quali è intervenuto il procedimento di cui al terzo comma.] (3) [7] All accertamento delle violazioni provvedono la Guardia di finanza e gli Uffici dell imposta sul valore aggiunto. Le relative sanzioni sono applicate dall Ufficio dell imposta sul valore aggiunto nella cui circoscrizione si trova il domicilio fiscale del contribuente tenuto ad emettere lo scontrino fiscale. [8] Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque manomette o comunque altera gli apparecchi misuratori previsti nell articolo 1 o fa uso di essi allorchè siano stati manomessi o alterati o consente che altri ne faccia uso al fine di eludere le disposizioni della presente legge è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire due milioni a lire quindici milioni. Con la stessa sanzione è punito, salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, allo stesso fine, forma in tutto o in parte stampati, documenti o registri prescritti dai decreti indicati nell articolo 1 o li altera e ne fa uso o consente che altri ne faccia uso; nonchè chiunque, senza avere concorso nella falsificazione, fa uso degli stessi stampati, documenti o registri. (Comma così sostituito dall art. 24 del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74, a decorrere dal , al precedente che si riporta: [8] Chiunque manomette o comunque altera gli apparecchi misuratori pre-
13 Pag n. 15/ /04/2000 visti nell art. 1 o fa uso di essi allorché siano stati manomessi o alterati o consente che altri ne faccia uso al fine di eludere le disposizioni della presente legge è punito con la reclusione dai sei mesi a tre anni. Con la stessa pena è punito chiunque, allo stesso fine, forma in tutto o in parte stampati, documenti o registri prescritti dai decreti indicati nell art. 1 o li altera e ne fa uso o consente che altri ne faccia uso; nonché chiunque, senza avere concorso nella falsificazione, fa uso degli stessi stampati, documenti o registri.) [[9] Per coloro i quali, pur essendo obbligati, non installano nei locali in cui sono eseguite le operazioni di cui all art. 1 gli apparecchi misuratori ivi prescritti, è disposta dall Autorità amministrativa competente la sospensione della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività nei suddetti locali per un periodo non inferiore a 15 e non superiore a 60 giorni (4).] (3) [10] La disposizione del precedente comma si applica anche se nei locali ivi indicati sono in uso apparecchi misuratori diversi da quelli prescritti.] (3) (1) Per la sanatoria per le irregolarità nelle dichiarazioni IVA vedi art. 19-bis del D.L. 41/95, conv. con mod. dalla L. 85/95. (2) Importo così elevato dall art. 8, comma 1, DL 30/09/1989,n. 332, conv. con mod. dalla L 384/89. (3) Comma abrogato dall art. 16, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 18/12/1997, n. 471 a decorrere dal (4) Art. 2 della L 13/07/1985, n. 354: «1. Nelle ipotesi di cui all ottavo comma dell art. 8 della legge 10/05/1976, n. 249, quale modificato dalla legge 13/03/1980, n. 71, e di cui al quarto e al penultimo comma dell art. 2 della legge 26/01/1983, n. 18, l Autorità amministrativa competente a disporre la chiusura dell esercizio ovvero la sospensione della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività svolta è l intendente di finanza nella cui circoscrizione la violazione è stata accertata». (5) Art. 75, comma 2, del DPR 27/03/1992, n. 287: «2. Alla data di attivazione delle direzioni regionali delle entrate e delle direzioni compartimentali del territorio, le intendenze di finanza, gli ispettorati compartimentali delle imposte dirette e gli ispettorati compartimentali delle tasse ed imposte indirette sugli affari, nonché il servizio permanente di controllo contabile amministrativo delle riscossioni eseguite per conto dello Stato dall Automobile Club d Italia (A.C.I.) e dalla Società Italiana Autori ed Editori (S.I.A.E.), sono soppressi e le relative competenze sono attribuite secondo le previsioni del presente regolamento». Art. 25 Abrogazioni 1. Sono abrogati: a) l articolo 97, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (1); b) l articolo 8, undicesimo comma, della legge 10 maggio 1976, n. 249 (2); c) l articolo 7, settimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n. 627 (3); d) il titolo I del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n. 516 (4); e) l articolo 3, quarto comma, della legge 25 novembre 1983, n. 649 (5); f) l articolo 2, quarto comma, del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, nella legge 27 gennaio 1984, n. 17 (6); g) l articolo 1, quarto comma, secondo periodo, del decreto-legge 28 novembre 1984, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 gennaio 1985, n. 60 (7); h) l articolo 2 (8), commi 27 e 28, e l articolo 3 (9), comma 14, del decreto-legge 19 dicembre 1984, n. 853, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1985, n. 17; i) l articolo 12, comma 13, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 (10); l) l articolo 54, comma 8, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427 (11); m) l articolo 6, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30 (12). 2. È abrogata ogni altra disposizione incompatibile con il presente decreto. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Nota (1) DPR 29 settembre 1973, n. 602 Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito Art. 97 Morosità nel pagamento di imposte riscosse mediante ruoli [[1] Per il mancato pagamento di tutte o dell unica rata di un medesimo ruolo quando il relativo ammontare è superiore alle lire si applica la pena pecuniaria da lire a lire ] (1) [[2] Del mancato pagamento l esattore deve dare comunicazione all ufficio delle imposte entro sessanta giorni dalla scadenza della rata dalla quale si è verificata la morosità.] (1) [[3] Se il mancato pagamento è posto in essere da soggetti esercenti imprese commerciali l intendente di finanza promuove la dichiarazione di fallimento, ferma restando l applicazione della pena pecuniaria di cui al primo comma.] (1) [[4] La dichiarazione di fallimento può essere promossa anche nei confronti dei responsabili solidali di cui all art. 34 purché si trovino nelle condizioni previste dal comma precedente.] (1) [[5] Non si fa luogo all applicazione della pena pecuniaria se il contribuente prova che il mancato pagamento è stato determinato da impossibilità economica.] (1) [[6] Il contribuente che, al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte, interessi, soprattasse e pene pecuniarie dovuti, ha compiuto, dopo che sono iniziati accessi, ispezioni e verifiche o sono stati notificati gli inviti e le richieste previsti dalle singole leggi di imposta ovvero sono stati notificati atti di accertamento o
14 15/04/2000 n. 15/2000 Pag iscrizioni a ruolo, atti fraudolenti sui propri o su altrui beni che hanno reso in tutto o in parte inefficace la relativa esecuzione esattoriale, è punito con la reclusione fino a tre anni. La disposizione non si applica se l ammontare delle somme non corrisposte non è superiore a lire 10 milioni.] (2) [[7] La condanna per il reato di cui al precedente comma importa, per un periodo di tre anni, le interdizioni previste negli articoli 28 e 30 del codice penale e l incapacità prevista nell art del codice civile nonché la cancellazione, per lo stesso periodo, dall albo nazionale dei costruttori e dagli albi o elenchi dei fornitori delle pubbliche amministrazioni. Le stesse pene accessorie possono essere applicate provvisoriamente durante l istruzione o il giudizio a norma dell art. 140 del codice penale.] (1) (1) Comma abrogato dall art. 16, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 18/12/1997, n. 471 a decorrere dal (2) Comma abrogato dall art. 25, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74, a decorrere dal Nota (2) L 10 maggio 1976, n. 249, di conversione del DL 18 marzo 1976, n. 46 Misure urgenti in materia tributaria Art. 8 (1) [1] Con decreti del Ministro per le finanze (2) può essere stabilito nei confronti di determinate categorie di contribuenti dell imposta sul valore aggiunto l obbligo di rilasciare apposita ricevuta fiscale per ogni operazione per la quale non è obbligatoria la emissione della fattura. L obbligo può essere imposto anche per limitati periodi di tempo in relazione alle esigenze di controllo dell applicazione del tributo (3). [2] Con i medesimi decreti (2) sono determinate le caratteristiche della ricevuta fiscale e le modalità per il rilascio nonché tutti gli altri adempimenti atti ad assicurare l osservanza dell obbligo di cui al precedente comma. [3] I decreti non potranno entrare in vigore prima di tre mesi dalla pubblicazione di essi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. [[4] In caso di mancata emissione della ricevuta o di emissione del documento stesso con indicazione del corrispettivo in misura inferiore a quella reale, quando tale indicazione è prescritta, si applica la pena pecuniaria da lire a lire (4). La pena è ridotta ad un quarto se la ricevuta, pur essendo stata emessa, non è consegnata al destinatario (comma sostituito dall art. 1, legge 13/03/1980, n. 71)] (5). [[5] Al destinatario della ricevuta fiscale che, a richiesta degli organi accertatori nel luogo della prestazione o nelle immediate adiacenze, non è in grado di esibire la ricevuta o la esibisce con l indicazione del corrispettivo inferiore a quello reale, quando tale indicazione è prescritta, si applica la pena pecuniaria da lire (6) a lire (6) (comma aggiunto dall art. 1, legge 13/03/1980, n. 71)] (5). [[6] Per ogni altra violazione delle disposizioni contenute nei decreti di cui al secondo comma, si applica le pena pecuniaria da lire (4) a lire (4) (comma aggiunto dall art. 1, L. 13/03/1980, n. 71)] (5). [[7] Per le violazioni previste nel quarto, quinto e sesto comma, è consentito al trasgressore di pagare all Ufficio dell imposta sul valore aggiunto competente una somma rispettivamente pari ad un sesto e ad un terzo del massimo, mediante versamento entro i quindici giorni ovvero dal sedicesimo al sessantesimo giorno successivo alla data di notifica del relativo verbale di constatazione. Il pagamento estingue l obbligazione relativa alla pena pecuniaria nascente dalla violazione (comma aggiunto dall art. 1, L 13/03/1980, n. 71)] (5). [[8] Qualora siano state accertate definitivamente, a seguito di constatazioni avvenute in tempi diversi, tre distinte violazioni dell obbligo di emettere la ricevuta fiscale, commesse in giorni diversi nel corso di un quinquennio, l Autorità amministrativa competente (7) (8) dispone, per un periodo non inferiore a tre giorni e non superiore ad un mese, conformemente alla proposta dell Ufficio dell imposta sul valore aggiunto (9), la sospensione della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività svolta (10) (comma aggiunto dall art. 1, L 13/03/1980, n. 71)] (5). [[9] Agli effetti del precedente comma si tiene conto anche delle violazioni per le quali è intervenuto il procedimento di cui al settimo comma (comma aggiunto dall art. 1, L 13/03/1980, n. 71).] (5) [10] All accertamento delle violazioni provvedono la Guardia di finanza e gli Uffici dell imposta sul valore aggiunto. Le relative sanzioni sono applicate dall Ufficio dell imposta sul valore aggiunto nella cui circoscrizione si trova il domicilio fiscale del contribuente tenuto ad emettere la ricevuta fiscale (comma aggiunto dall art. 1, L 13/03/1980, n. 71). [[11] Chiunque forma, in tutto o in parte o altera stampati, documenti o registri previsti nei decreti di cui al secondo comma e ne fa uso, o consente che altri ne facciano uso, al fine di eludere le disposizioni della presente legge nonché quelle degli stessi decreti, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Alla medesima pena soggiace chi, senza aver concorso nella falsificazione dei documenti, ne fa uso agli stessi fini (Comma aggiunto dall art. 1, L 13/ 03/1980, n. 71)] (Comma abrogato dall art. 25, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74, a decorrere dal ). [12] Qualora sia stato notificato avviso di irrogazione di pena pecuniaria in dipendenza di violazione dell obbligo di emissione della ricevuta fiscale o di emissione del documento stesso con indicazione del corrispettivo in misura inferiore a quella reale, può essere ordinata dall intendente di finanza (8), su proposta dell Ufficio della imposta sul valore aggiunto, sentito l interessato, senza pregiudizio dell applicazione delle sanzioni previste dalla presente legge, la chiusura dell esercizio ovvero la sospensione della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività svolta, per un periodo non inferiore a tre giorni e non superiore ad un mese (10) (11) (Comma aggiunto dall art. 6, terzo comma, DL 01/10/1982, n. 697, conv. con mod. dalla L. 29/11/1982, n. 887). (1) Per l esenzione dal bollo per la ricevuta fiscale vedi l art. 13 della L 29/02/1980, n. 31, in Gazzetta Ufficiale n. 59/80 che si riporta: La ricevuta fiscale di cui all art. 8 della L 10/05/1976, n, 249, è esente dall imposta di bollo. Per la sanatoria per le irregolarità nelle dichiarazioni IVA vedi art. 19-bis del DL 41/95, conv. con mod. dalla L 85/95. (2) Cfr. DM 13/10/1979, DM 02/07/1980 e DM 28/01/1983. (3) Cfr. art. 12 della legge 30/12/1991, n (4) Importo così aumentato dall art. 8, primo comma, DL 30/09/1989, n. 332, conv. con mod. dalla L. 384/89. (5) Comma abrogato dall art. 16, comma 1, lett. d) del D.Lgs. 18/12/1997, n. 471 a decorrere dal (6) Importo fissato dall art. 12, comma 11, della L 30/12/1991, n. 413 (7) Si riporta il testo dell art. 2, della L 13/07/1985, n. 354, recante: «Deroga alla legge 26 gennaio 1983, n. 18, in materia di sanzioni pecuniarie per l'inosservanza dell'impiego di registratori di cassa» Art Nelle ipotesi di cui all ottavo comma dell art. 8 della legge 10/05/1976, n. 249, quale modificato dalla L 13/03/1980, n. 71, e di cui al quarto e al penultimo comma dell art. 2 della L 26/01/1983, n. 18, l Autorità amministrativa competente a disporre la chiusura dell esercizio ovvero la sospensione della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività svolta è l intendente di finanza nella cui circoscrizione la violazione è stata accertata.
15 Pag n. 15/ /04/2000 (8) Si riporta il testo dell art. 75, comma 2, del DPR 27/03/1992, n. 287, recante: «Regolamento degli uffici e del personale del ministero delle finanze» Art. 75, comma 2 2. Alla data di attivazione delle direzioni regionali delle entrate e delle direzioni compartimentali del territorio, le intendenze di finanza, gli ispettorati compartimentali delle imposte dirette e gli ispettorati compartimentali delle tasse ed imposte indirette sugli affari, nonché il servizio permanente di controllo contabile amministrativo delle riscossioni, eseguite per conto dello Stato dall Automobile Club d Italia (A.C.I.) e dalla Società Italiana Autori ed Editori (S.I.A.E.), sono soppressi e le relative competenze sono attribuite secondo le previsioni del presente regolamento. (9) Si riporta il testo dell art. 41, del DPR 27/03/1992, n. 287, recante: «Regolamento degli uffici e del personale del ministero delle finanze» Art Gli uffici delle entrate, da istituire in numero non superiore a mille, svolgono funzioni operative per l applicazione dei tributi di competenza del dipartimento delle entrate. 2. L attività di accertamento è svolta sulla base di programmi annuali di controllo. 3. Gli uffici delle entrate hanno competenza a decidere sui ricorsi in materia di finanza locale ed esercitano altresì le seguenti attribuzioni: da a) ad n) (omissis); o) sospensione della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività di cui al quarto comma dell articolo 2 della legge 26/01/1983, n. 18, e all ottavo comma dell articolo 8 della legge 10/05/1976, n. 249; p) (omissis). (10) Si riporta uno stralcio della circolare n. 88 E del 28/03/1995, per la parte che riguarda l applicazione della chiusura delle liti fiscali pendenti (art. 2- quinquies del DL 564/94, conv. con mod. dalla L 656/94), alle violazioni dell obbligo di emettere scontrini e ricevute fiscali. 4) Casi particolari (sospensione della licenza): a) ai sensi dell articolo 8, comma ottavo, della legge 10 maggio 1976, n. 249, e successive modificazioni, e dell articolo 2, comma quarto, della legge 26 gennaio 1983, n. 18, qualora siano state accertate definitivamente tre distinte violazioni dell obbligo di emettere, rispettivamente, la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale, viene, come noto, disposta la sospensione della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività svolta. La definizione delle liti fiscali insorte per violazione degli obblighi di rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale, non costituendo un accertamento definitivo di detta infrazione, non rileva ai fini dell applicazione delle sanzioni di cui sopra. Qualora, poi, sia stata comminata la sospensione discrezionale della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività ai sensi dell articolo 8, dodicesimo comma, della sopracitata legge n. 249 del 1976 o dell articolo 2, ottavo e nono comma della legge n. 18 del 1983 di cui sopra, e sia tuttora pendente la lite relativa, la definizione della controversia principale comporta anche l estinzione della lite concernente la sanzione accessoria. (11) Per le violazioni continuate e la riduzione delle sanzioni nel regime previgente alla riforma operata dal D.Lgs. 472/97 cfr. DL 01/10/1982 n. 697, conv. con mod. dalla L 29/11/1982, n. 887, in Gazzetta Ufficiale 273/82. Nota (3) DPR 6 ottobre 1978, n. 627 Norme integrative e correttive del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, concernente istituzione e disciplina dell imposta sul valore aggiunto, in attuazione della delega prevista dall art. 7 della legge 10 maggio 1976, n. 249, riguardante l introduzione dell obbligo di emissione del documento di accompagnamento dei beni viaggianti Art. 7 Violazioni e sanzioni (1-2) [1] Il mittente è responsabile della mancata o inesatta compilazione dei documenti di cui ai precedenti artt. 1, 2, 3 e 4, ultimo comma; se non compila detti documenti, o indica su di essi beni diversi da quelli trasportati o consegnati, o li indica in quantità diversa, ovvero li compila in modo da non consentire comunque la identificazione delle parti, è soggetto alla pena pecuniaria da lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/89, conv. con mod. dalla L. 384/89) (3) a lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/89, conv. con mod. dalla L. 384/ 89) (3). Alla stessa pena soggiace chiunque fa uso di tali documenti al fine di eludere le prescrizioni del presente decreto. [2] Se nei documenti indicati nel comma precedente risultano mancanti o inesatte alcune delle altre indicazioni previste dagli artt. 1, 2, 3 e 4, ultimo comma, del presente decreto, si applica al soggetto tenuto ad annotare tali indicazioni la pena pecuniaria da lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/89, conv. con mod. dalla L. 384/89) (3) a lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/89, conv. con mod. dalla L. 384/ 89) (3). Al vettore che non sottoscrive per ricevuta gli esemplari del documento di cui all art. 1 o li sottoscrive pur se in esso siano riportate indicazioni incomplete o inesatte, limitatamente a quanto previsto dall ultima parte del terzo comma dell art. 1, si applica la pena pecuniaria da lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/89, conv. con mod. dalla L. 384/89) (3) a lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/89, conv. con mod. dalla L. 384/89) (3) (comma sostituito dall art. 8, primo comma, legge 04/08/1984, n. 467). (4) [3] Il conducente del veicolo che, durante l esecuzione del trasporto, non è in grado di esibire gli esemplari dei documenti che debbono accompagnare il trasporto è soggetto alla pena pecuniaria da lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/ 89, conv. con mod. dalla L. 384/89) (3) a lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/89, conv. con mod. dalla L. 384/89) (3). La stessa pena si applica se il documento di trasporto non risulta sottoscritto ai sensi del terzo e del nono comma del precedente art. 1 (comma sostituito dall art. 8, primo comma, legge 04/08/1984, n. 467). (4) [4] Ogni violazione diversa da quelle previste nei primi due commi del presente articolo è punita con la pena pecuniaria da lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/89, conv. con mod. dalla L. 384/89) (3) a lire (ora elevata a dall art. 8 del D.L. 332/89, conv. con mod. dalla L. 384/89) (3) (4). [5] (Comma soppresso dall art. 6, quarto comma, legge 22/12/ 1980, n. 882). [6] Per le violazioni punite con una pena pecuniaria è consentito al trasgressore di pagare all Ufficio dell imposta sul valore aggiunto competente una somma rispettivamente pari ad un sesto e ad un terzo del massimo, mediante versamento entro i quindici giorni ovvero dal sedicesimo al sessantesimo giorno successivi alla consegna o alla notifica del verbale di constatazione. Il pagamento estingue l obbligazione relativa alla pena pecuniaria nascente dalla violazione (5). [[7] Chiunque forma in tutto o in parte, o altera, stampati, documenti o registri previsti dal presente decreto o dal decreto ministeriale di cui al precedente art. 5, e ne fa uso, o consente che altri ne faccia uso, al fine di eludere le disposizioni del presente decreto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Alla stessa pena soggiace chi, senza essere concorso nella falsificazione, fa uso, agli stessi fini, dei documenti di cui al presente comma] (6). (Comma abrogato dall art. 25, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74, a decorrere dal ). (1) Per l attenuazione delle sanzioni e il ravvedimento cfr. D.Lgs. 472/97. (2) Si riporta il testo dell art. 6, commi 1 e 2, del D.L. 01/10/1982, n. 697, convertito, con modificazioni, nella legge 29/11/1982, n. 887, recante: «Di-
16 15/04/2000 n. 15/2000 Pag sposizioni in materia di I.V.A., di regime fiscale delle manifestazioni sportive e cinematografiche e di riordinamento della distribuzione commerciale» Art. 6, commi 1 e 2 [1] Le disposizioni del secondo e terzo comma dell art. 8 della legge 07/01/1929, n. 4, e del DM 01/09/1931, emanato in esecuzione dell art. 63 della stessa legge, non operano per le seguenti violazioni: a) mancata compilazione dei documenti di accompagnamento dei beni viaggianti di cui al DPR , n. 627 e successive modificazioni; b) indicazione, sui documenti di cui al precedente punto a), di beni diversi da quelli trasportati o consegnati, o indicazione degli stessi beni in quantità diversa ovvero compilazione dei documenti in modo da non consentire comunque la identificazione delle parti; c) (Omissis). [2] Tuttavia, nel caso di più violazioni di ciascuna delle disposizioni richiamate nelle lettere di cui al precedente comma, commesse anche in tempi diversi in esecuzione della medesima risoluzione, la sanzione può essere applicata, tenuto conto delle circostanze dei fatti e della personalità dell autore delle violazioni, in misura corrispondente ad un terzo del massimo stabilito dalla legge per una sola violazione, aumentata del quindici per cento per ogni violazione successiva alla prima. (3) Si riporta il testo dell art. 8, commi 1 e 2, del D.L. 30/09/1989, n. 332, conv., con mod. dalla legge 27/11/1989, n. 384, recante: «Misure fiscali urgenti» Art. 8, commi 1 e 2 1. Le pene pecuniarie, diverse da quelle determinate al comma quarto stabilite in misura fissa per le violazioni in materia tributaria sono sestuplicate se i relativi importi risultano determinati con provvedimenti normativi emanati fino al 31/12/1975, quadruplicate se determinati con provvedimenti normativi emanati dal 01/01/1976 al 31/12/1979 e raddoppiate se determinati con provvedimenti normativi emanati dal 01/01/1980 al 31/12/ Per le pene pecuniarie in misura fissa per le quali è previsto solamente l importo massimo edittale, fermo rimanendo l adeguamento di quest ultimo ai sensi del comma 1, è stabilito un importo minimo di lire cinquantamila. (4) Vedi art. 19-bis, comma 4, lett. f), del D.L. 41/95, conv. con mod. dalla L. 85/95 concernente la sanatoria per le irregolarità nelle dichiarazioni dei redditi e nelle dichiarazioni IVA. (5) Si riporta il testo dell art. 7, comma 3, del DL 10/06/1994, n. 357, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 489, recante: «Disposizioni tributarie urgenti per accelerare la ripresa dell'economia e dell'occupazione, nonché per ridurre gli adempimenti a carico del contribuente» Art. 7, comma 3 3. In caso di irregolarità nella compilazione dei documenti di accompagnamento dei beni viaggianti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n. 627, la pena pecuniaria non si applica se il trasgressore versa all ufficio dell imposta sul valore aggiunto competente una somma pari ad un centesimo del massimo della suddetta pena entro sessanta giorni successivi alla data della consegna o della notifica del verbale di constatazione. (6) Si riporta il testo dell art. 3, del D.L. 10 luglio 1982, n. 429, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n. 516, recante: «Norme per la repressione dell'evasione in materia di imposte sui redditi e sull'iva e per agevolare la definizione delle pendenze in materia tributaria» Art. 3 [1] È punito con la reclusione da sei mesi a tre anni: a) chiunque, in mancanza delle prescritte autorizzazioni, stampa o fornisce stampati per la compilazione dei documenti di accompagnamento dei beni viaggianti o delle ricevute fiscali; b) chiunque acquista, detiene o utilizza gli stampati di cui alla lettera a) forniti da tipografie o rivenditori non autorizzati o privi della prescritta numerazione. [2] È punito con l arresto fino a sei mesi o con l ammenda fino a lire due milioni chi stampa, fornisce, acquista o detiene stampati per la compilazione dei documenti di accompagnamento dei beni viaggianti o delle ricevute fiscali senza provvedere alle prescritte annotazioni. Nota (4) DL 10 luglio 1982, n. 429, conv., con mod., dalla L 7 agosto 1982, n. 516 Norme per la repressione della evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto e per agevolare la definizione delle pendenze in materia tributaria TITOLO I Norme per la repressione della evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto (1) (Il Titolo I è stato abrogato dall art. 25, comma 1, lett. d), del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74, a decorrere dal ) Art. 1 [1. Chi omette di presentare una delle dichiarazioni che è obbligato a presentare ai fini delle imposte sui redditi o ai fini dell imposta sul valore aggiunto è punito, se l ammontare dei redditi fondiari, corrispettivi, ricavi, compensi o altri proventi non dichiarati è superiore a cento milioni di lire, con la pena dell arresto da tre mesi a due anni e dell ammenda da lire dieci milioni a lire venti milioni; se l ammontare predetto è superiore a cinquanta milioni ma non a cento milioni di lire, si applica la pena dell arresto fino a due anni o dell ammenda fino a lire cinque milioni. Ai fini del presente comma non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine prescritto o presentata ad un ufficio incompetente o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto. 2. È punito con la pena dell arresto da tre mesi a due anni e dell ammenda da lire dieci milioni a lire venti milioni chiunque: a) avendo effettuato cessioni di beni o prestazioni di servizi, ne omette l annotazione nelle scritture contabili obbligatorie ai fini delle imposte sui redditi o annota i relativi corrispettivi in misura inferiore a quella reale, se l ammontare dei corrispettivi non annotati nelle scritture del relativo periodo di imposta è superiore a centocinquanta milioni di lire e allo 0,25 per cento dell ammontare complessivo dei corrispettivi risultante dall ultima dichiarazione presentata, al netto di quelli imputati ai redditi di immobili o di capitale di cui alla lettera c), o comunque, è superiore a cinquecento milioni di lire; b) avendo effettuato cessioni di beni o prestazioni di servizi, ne omette la fatturazione o l annotazione nelle scritture contabili obbligatorie ai fini dell imposta sul valore aggiunto ovvero indica nelle fatture o nelle annotazioni i relativi corrispettivi in misura inferiore a quella reale, se l ammontare dei corrispettivi non fatturati o non annotati nelle scritture contabili del relativo periodo di imposta è superiore a centocinquanta milioni di lire e allo 0,25 per cento dell ammontare complessivo dei corrispettivi risultante dall ultima dichiarazione presentata, o, comunque, è superiore a cinquecento milioni di lire; c) nella dichiarazione annuale indica redditi fondiari o di capitale o altri redditi, in relazione ai quali non era obbligato ad annotazioni in scritture contabili, per un ammontare complessivo inferiore a quello effettivo di oltre cento milioni di lire; se l ammontare dei redditi indicati è inferiore a quello effettivo di oltre un quarto di quest ultimo e di oltre cinquanta milioni di lire, ma non di cento milioni di lire, si applica la pena dell arresto fino a due anni o dell ammenda fino a lire quattro milioni. Per i terreni ed i fabbricati si considera effettivo il reddito determinato ai fini delle
17 Pag n. 15/ /04/2000 imposte sui redditi. Si tiene conto dei redditi fondiari o di capitale anche se concorrono a formare il reddito di impresa, purché non derivanti da cessioni di beni o prestazioni di servizi. 3. Nei casi di cui alle lettere a) e b) del comma 2, se l ammontare dei corrispettivi non fatturati o non annotati è superiore a cinquanta milioni di lire e al 2 per cento dell ammontare complessivo dei corrispettivi risultante dall ultima dichiarazione presentata o comunque è superiore a cento milioni di lire, si applica la pena dell arresto fino a due anni o dell ammenda fino a lire quattro milioni. 4. Nei casi di cui alle lettere a) e b) del comma 2 e in quelli previsti nel comma 3 non si considerano omesse le annotazioni e le fatturazioni di corrispettivi, purché ricorra almeno una delle seguenti condizioni: a) le annotazioni siano state effettuate in taluna delle scritture contabili indicate nel comma 6 o i dati delle operazioni risultino da documenti la cui emissione e conservazione è obbligatoria a norma di legge, e i corrispettivi non annotati o non fatturati risultino altresì compresi nella relativa dichiarazione annuale e sia versata l imposta globalmente dovuta. Le annotazioni devono essere effettuate o i documenti devono essere emessi prima che la violazione sia stata constatata e che siano iniziate ispezioni o verifiche; b) fuori dai casi di cui alla lettera a) del presente comma, i corrispettivi non annotati o non fatturati risultino compresi nella relativa dichiarazione annuale e sia versata l imposta globalmente dovuta sempre che la violazione non sia stata constatata e che non siano iniziate ispezioni o verifiche; c) si tratti di operazioni che non danno luogo all applicazione delle relative imposte; d) le annotazioni effettuate in violazione dei criteri di cui al comma 1 dell articolo 75 del Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dall articolo 1 del DPR 4 febbraio 1988, n. 42, risultino dalle scritture contabili obbligatorie del periodo di imposta precedente o successivo a quello di competenza e derivino dall adozione di metodi costanti di impostazione contabile, essendosi tenuto conto dei relativi corrispettivi nella dichiarazione del periodo in cui l annotazione è stata eseguita. 5. Ai fini delle contravvenzioni di omessa o di infedele dichiarazione non si tiene conto dei redditi non dichiarati qualora si tratti di somme costituenti reddito di lavoro dipendente o redditi assimilati purché assoggettate a ritenuta alla fonte e purché il reddito complessivo sia costituito per almeno due terzi da redditi di lavoro dipendente o assimilati. 6. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con l arresto fino a due anni o con l ammenda fino a lire quattro milioni chi, essendovi obbligato, non tiene o non conserva per il periodo stabilito dal secondo comma dell articolo 22 del DPR 29 settembre 1973, n. 600, come sostituito dall articolo 10-quinquies del DL 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla L 27 aprile 1989, n. 154, taluna delle seguenti scritture contabili: libro giornale; libro degli inventari; registro delle fatture; registro dei corrispettivi; registro degli acquisti. Si considerano non tenute le scritture contabili non bollate [e non vidimate per almeno due anni consecutivi], nonché quelle inattendibili nel loro complesso a causa di irregolarità gravi, numerose e ripetute. È punita con l ammenda da lire a un milione l irregolare tenuta delle scritture contabili quando la bollatura di cui all articolo 2215 del codice civile non è stata apposta su ciascun volume. (Le parole «e non vidimate per almeno due anni consecutivi» sono state soppresse dall articolo 7-bis, comma 8, lett. a), del D.L. 357/ 94, conv., con mod., dalla L. 489/94. Le parole «ovvero la vidimazione è stata effettuata oltre i termini previsti dagli articoli 2216 e 2217 del codice civile» sono state soppresse dall articolo 7-bis, comma 8, lett. b), del D.L. 357/94, conv., con mod., dalla L. 489/94.) Art Chiunque, essendovi obbligato, omette di presentare la dichiarazione annuale di sostituto d imposta, se l ammontare delle somme pagate e non dichiarate è superiore a lire cinquanta milioni per il periodo d imposta, è punito con l arresto fino a due anni o con l ammenda fino a lire cinque milioni. Ai fini del presente comma non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine prescritto o presentata ad un ufficio incompetente o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto. 2. È punito con l arresto fino a tre anni o con l ammenda fino a lire sei milioni chiunque, in qualità di sostituto d imposta, al di fuori del caso di cui al comma 3, non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale ritenute alle quali è obbligato per legge relativamente a somme pagate, per un ammontare complessivo per ciascun periodo d imposta superiore a lire cinquanta milioni. Non si tiene conto delle ritenute non versate che, in relazione al singolo percipiente, risultano inferiori al 5 per cento delle ritenute ad esso relative. 3. Chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti, per un ammontare complessivo superiore a lire venticinque milioni per ciascun periodo d imposta, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da lire tre milioni a lire cinque milioni; se il predetto ammontare complessivo è superiore a dieci milioni di lire ma non a venticinque milioni di lire per ciascun periodo d imposta si applica la pena dell arresto fino a tre anni o dell ammenda fino a lire sei milioni. 4. Se coesistono i reati di mancata presentazione della dichiarazione annuale di sostituto d imposta e di mancato versamento delle ritenute di cui, rispettivamente, ai commi 1 e 2, si applicano le sole pene previste al comma 2. Art. 3 [1] È punito con la reclusione da sei mesi a tre anni: a) chiunque, in mancanza delle prescritte autorizzazioni, stampa o fornisce stampati per la compilazione dei documenti di accompagnamento dei beni viaggianti o delle ricevute fiscali; b) chiunque acquista, detiene o utilizza gli stampati di cui alla lettera a) forniti da tipografie o rivenditori non autorizzati o privi della prescritta numerazione. [2] È punito con l arresto fino a sei mesi o con l ammenda fino a lire due milioni chi stampa, fornisce, acquista o detiene stampati per la compilazione dei documenti di accompagnamento dei beni viaggianti o delle ricevute fiscali senza provvedere alle prescritte annotazioni. Art È punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da cinque a dieci milioni di lire chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o l imposta sul valore aggiunto o di conseguire un indebito rimborso ovvero di consentire l evasione o indebito rimborso a terzi: a) allega alla dichiarazione annuale dei redditi, dell imposta sul valore aggiunto o di sostituto di imposta o esibisce agli uffici finanziari o agli ufficiali ed agenti della polizia tributaria, o, comunque, rilascia o utilizza documenti contraffatti o alterati; b) distrugge od occulta in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione in modo da non consentire la ricostruzione del volume di affari o dei redditi; c) negli elenchi nominativi allegati alla dichiarazione annuale
18 15/04/2000 n. 15/2000 Pag o nella dichiarazione annuale presentata in qualità di sostituto di imposta indica nomi immaginari o comunque diversi da quelli veri in modo che ne risulti impedita l identificazione dei soggetti cui si riferiscono; d) emette o utilizza fatture o altri documenti per operazioni in tutto o in parte inesistenti o recanti l indicazione dei corrispettivi o dell imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale; ovvero emette o utilizza fatture o altri documenti recanti l indicazione di nomi diversi da quelli veri in modo che ne risulti impedita l identificazione dei soggetti cui si riferiscono; e) nei certificati rilasciati ai soggetti ai quali ha corrisposto compensi o altre somme soggetti a ritenute alla fonte a titolo di acconto indica somme, al lordo delle ritenute, diverse da quelle effettivamente corrisposte e chi fa uso di essi; f) indica nella dichiarazione dei redditi ovvero nel bilancio o rendiconto ad essa allegato, al di fuori dei casi previsti dall articolo 1, ricavi, proventi od altri componenti positivi di reddito, ovvero spese od altri componenti negativi di reddito in misura diversa da quella effettiva utilizzando documenti attestanti fatti materiali non corrispondenti al vero, ovvero ponendo in essere altri comportamenti fraudolenti idonei ad ostacolare l accertamento di fatti materiali. 2. Se i fatti previsti nelle lettere a), c), d), e) ed f) del comma 1 sono di lieve entità si applica la pena di reclusione fino a sei mesi o della multa fino a lire cinque milioni. I fatti non si considerano in ogni caso di lieve entità quando i relativi importi complessivi sono superiori a lire cinquanta milioni. Art. 5 Articolo soppresso dall articolo 1 della L. 07/08/1982, n. 516 (legge di conversione) Art. 6 [1] La condanna per uno dei delitti previsti nel presente decreto importa: 1) l interdizione perpetua dall ufficio di componente di commissioni tributarie; 2) l interdizione dai pubblici uffici, di cui all articolo 28 codice penale e dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per un periodo non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni; 3) l interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni; 4) l incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre; 5) l esclusione dalla borsa, per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni, degli agenti di cambio e dei commissionari di borsa; 6) la pubblicazione della sentenza a norma dell articolo 36 codice penale. [2] In caso di assoluzione, la sentenza deve essere parimenti pubblicata, con le stesse modalità previste dall articolo 36 codice penale, sempre che l interessato ne faccia richiesta. Art. 7 [1] La condanna per una delle contravvenzioni previste del presente decreto importa l interdizione per tre anni dall ufficio di componente delle commissioni tributarie. [2] La condanna all arresto importa inoltre la pubblicazione della sentenza a norma dell articolo 36 codice penale, la sospensione dall esercizio delle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per un periodo non inferiore a due mesi e non superiore a un anno; l applicazione per la stessa durata della pena accessoria di cui al n. 4) dell articolo precedente. Art. 8 [1] L errore sulle norme che disciplinano le imposte sui redditi e sul valore aggiunto esclude la punibilità quando ha cagionato un errore sui fatti che costituiscono reato a norma del presente decreto. Art. 9 [1] Il reato previsto nel primo comma dell articolo 1 si prescrive in sette anni. Gli altri reati previsti nello stesso articolo e i reati previsti negli articoli 2 e 4 si prescrivono in sei anni. Il corso della prescrizione è interrotto dalla constatazione di dette violazioni. Art. 10 [1] L applicazione delle pene previste nel presente decreto non esclude l applicazione delle pene pecuniarie previste dalle disposizioni vigenti in materia d imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Art. 11 [1] La cognizione dei reati previsti nel presente decreto appartiene al tribunale. [2] La competenza per territorio è determinata dal luogo dell accertamento del reato. Art. 12 [1] In deroga a quanto disposto dall articolo 3 codice di procedura penale il processo tributario non può essere sospeso; tuttavia la sentenza irrevocabile di condanna o di proscioglimento pronunciata in seguito a giudizio relativa a reati previsti in materia d imposte sui redditi e d imposta sul valore aggiunto ha autorità di cosa giudicata nel processo tributario per quanto concerne i fatti materiali che sono stati oggetto del giudizio penale. [2] In base ai fatti di cui al comma precedente gli uffici delle imposte sui redditi e gli uffici dell imposta sul valore aggiunto, se non è scaduto il termine per l accertamento, procedono ad accertamenti e possono integrare, modificare o revocare gli accertamenti già notificati nonché irrogare o revocare le pene pecuniarie previste per i fatti stessi dalle disposizioni in materia d imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Art. 13 [1] Sono abrogati il comma 2 dell articolo 1, l ultimo comma dell articolo 21 e l articolo 23 della L. 7 gennaio 1929, n. 4, l articolo 50 e l ultimo comma dell articolo 58 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, l articolo 56 e i primi tre commi dell articolo 57 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, il terzo comma dell articolo 92 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, e ogni altra disposizione incompatibile con il presente titolo. [2] Per i reati previsti dagli articoli indicati nel comma precedente continuano ad applicarsi le norme, anche processuali, vigenti alla data del 31 dicembre [3] Le disposizioni dell articolo 22 della L. 7 gennaio 1929, n. 4, non si applicano in materia d imposte sui redditi e d imposta sul valore aggiunto relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi.] (1) Il Titolo I è stato abrogato dall art. 25, comma 1, lett. d), del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74, a decorrere dal
19 Pag n. 15/ /04/2000 Nota (5) L 25 novembre 1983, n. 649 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 1983, n. 512, recante disposizioni relative ad alcune ritenute alla fonte sugli interessi ed altri proventi di capitale Art. 3, comma 4 [[4] Chiunque, per fruire indebitamente di detrazioni per carichi di famiglia o per consentire l indebita fruizione, indica falsamente nella dichiarazione annuale l esistenza di persone di cui ai numeri 2 e 3 dell art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597, ovvero rilascia o utilizza attestazioni di cui al quarto comma dello stesso articolo non rispondenti al vero è soggetto alle pene previste nell art. 4 del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito, con modificazioni, nella legge 7 agosto 1982, n. 516]. (Comma abrogato dall art. 25, comma 1, lett. e), del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74, a decorrere dal ) Nota (6) DL 29 dicembre 1983, n. 746, conv., con mod., dalla L 27 febbraio 1984, n. 17 Disposizioni urgenti in materia di imposta sul valore aggiunto Art I soggetti che effettuano le operazioni senza pagamento dell imposta in mancanza della dichiarazione di cui alla lettera c) del primo comma dell art. 1 sono soggetti al pagamento della pena pecuniaria da due a sei volte l imposta che risulta non applicata, oltre a quello dell imposta stessa; qualora sia stata rilasciata la dichiarazione, dell omesso pagamento dell imposta rispondono soltanto i cessionari, i committenti e gli importatori che hanno rilasciato la dichiarazione stessa. 2. I contribuenti che omettono di numerare, annotare o conservare le dichiarazioni rese o ricevute a norma della lettera c) del primo comma dell art. 1 sono puniti con la pena pecuniaria da lire a lire ; la stessa pena si applica ai contribuenti che entro i termini stabiliti non hanno eseguito le annotazioni o non hanno inviato o allegato il prospetto di cui al terzo comma dello stesso art Per l omissione o la incompletezza dell elenco dei fornitori o dei clienti si applica la sanzione di cui all art. 45, ultimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni; l accertamento delle violazioni comporta, per l anno successivo a quello in cui l accertamento è divenuto definitivo, la decadenza per i cessionari o committenti della facoltà di acquistare beni e servizi senza pagamento della imposta e i cedenti o i prestatori di servizi non possono effettuare per lo stesso periodo operazioni senza pagamento della imposta. [4. Chiunque attesta falsamente all altra parte contraente ovvero in dogana di trovarsi nelle condizioni richieste dalla legge per acquistare o importare beni o servizi senza pagamento dell imposta sul valore aggiunto è punito, oltreché con le sanzioni previste nel terzo comma dell art. 46 del decreto indicato nel comma precedente, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 5 a 10 milioni di lire. Se la falsa attestazione ha effetti di lieve entità si applica la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a L ] (Comma abrogato dall art. 25, comma 1, lett. f), del D.Lgs. 10/03/ 2000, n. 74, a decorrere dal ). Nota (7) DL 28 novembre 1984, n. 791 conv., con mod., dalla L 25 gennaio 1985, n. 6 Indeducibilità degli interessi passivi derivanti da debiti contratti per l acquisto di obbligazioni pubbliche esenti da imposta da parte di persone giuridiche e di imprese Art. 1 [1] Nella determinazione del reddito delle società ed enti indicati nell art. 2, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 598, del reddito di impresa degli altri soggetti, gli interessi passivi non sono ammessi in deduzione sino a concorrenza dell ammontare degli interessi e degli altri proventi esenti da imposta delle obbligazioni pubbliche di cui all art. 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e delle altre obbligazioni esenti sottoscritte, acquistate o ricevute in pegno o in usufrutto a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Anche gli interessi conseguiti mediante cedole acquistate separatamente dai titoli si comprendono nel suddetto ammontare se l acquisto è avvenuto a decorrere da tale data. [2] Gli interessi passivi che eccedono l ammontare degli interessi e degli altri proventi di cui al precedente comma 1, come pure i costi e gli oneri non suscettibili di imputazione specifica, sono deducibili a norma del primo comma dell art. 58 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597, ma senza tenere conto, ai fini del rapporto ivi previsto, dell ammontare degli interessi e dei proventi corrispondente all ammontare degli interessi non ammessi in deduzione ai sensi del precedente comma 1. [3] Alla dichiarazione dei redditi dei soggetti, di cui al precedente 1 comma, che hanno conseguito proventi di obbligazioni pubbliche esenti da imposta, deve essere allegato un prospetto, redatto in conformità ad apposito modello approvato con decreto del Ministro delle finanze e con le specificazioni ivi richieste, recante l indicazione delle obbligazioni pubbliche possedute nel periodo d imposta, di quelle acquisite prima della data di entrata in vigore del presente decreto e delle cedole staccate di obbligazioni pubbliche possedute nel periodo d imposta, di quelle acquisite prima di tale data, nonché dei relativi proventi. [4] Nei casi di omessa allegazione del prospetto alla dichiarazione o di omessa presentazione di questa, tutte le obbligazioni pubbliche possedute e tutte le cedole si considerano acquisite dopo la data di entrata in vigore del presente decreto. [In caso di falsità delle indicazioni contenute nel prospetto si applicano le pene previste nell art. 4 del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito, con modificazioni, nella legge 7 agosto 1982, n. 516] (Il secondo periodo è stato abrogato dall art. 25, comma 1, lett. g), del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74, a decorrere dal )
20 15/04/2000 n. 15/2000 Pag Nota (8) DL 19 dicembre 1984, n. 853, conv., con mod., dalla L 17 febbraio 1985, n. 17 Disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto e di imposte sul reddito e disposizioni relative all amministrazione finanziaria Art Per ciascuno degli anni 1985, 1986 e 1987 l imposta sul valore aggiunto dovuta dagli esercenti imprese commerciali, esclusi gli enti non commerciali di cui all art. 2, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 598, che nell anno 1984 hanno tenuto la contabilità semplificata di cui all art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e quella dovuta dagli esercenti arti e professioni, sono determinate riducendo l imposta relativa alle operazioni imponibili delle percentuali stabilite nell allegata tabella A, a titolo di detrazione forfettaria dell imposta afferente gli acquisti e le importazioni. Resta ferma, in quanto spettante, la detrazione nei modi ordinari: a) dell imposta afferente gli acquisti e le importazioni di beni ammortizzabili in più di tre anni; b) dell imposta afferente le locazioni finanziarie e i noleggi di tali beni, purché la durata dei relativi contratti non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento; c) dell imposta afferente l eventuale affitto dell azienda; d) dell imposta afferente le lavorazioni relative a beni formanti oggetto dell attività propria dell impresa, eseguite da terzi senza alcun impiego di materiali o impiegando esclusivamente materiali forniti dal committente, limitatamente al 73 per cento dell imposta stessa; e) dell imposta afferente le prestazioni ricevute in dipendenza di rapporti di agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari relativi all attività propria della impresa, limitatamente all 82 o al 91 per cento dell imposta stessa secondo che le prestazioni siano rese da intermediari con o senza deposito; f) dell imposta afferente le prestazioni di opera intellettuale relative all attività propria dell arte o professione esercitata, limitatamente al 94 o all 85 per cento dell imposta stessa secondo che le prestazioni siano rese dai soggetti di cui al n. 38 o da quelli di cui al n. 39 della tabella A. Le stesse disposizioni, salvo quanto stabilito nel successivo comma 18, si applicano agli esercenti imprese commerciali che nell anno 1984, pur avendo tenuto la contabilità ordinaria, non hanno conseguito ricavi per un ammontare superiore a settecentottanta milioni di lire. 2. La riduzione a titolo di detrazione forfettaria di cui al precedente comma non si applica sull imposta relativa alle cessioni di beni ammortizzabili in più di tre anni per i quali l imposta afferente o l acquisto o l importazione sia stata o avrebbe potuto essere detratta nei modi ordinari. 3. Ai contribuenti che effettuano operazioni di cui al primo comma dell art. 8, lettere a) e b), al primo comma dell art. 8-bis, al primo comma dell art. 9, all art. 38-quater e all art. 72 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, compete, in aggiunta a quella prevista nel comma 1, la detrazione forfettaria di un importo calcolato mediante l applicazione delle percentuali indicate nella tabella sull imposta che sarebbe applicabile per analoghe operazioni effettuate nel territorio dello Stato. Questa disposizione si applica a condizione che le operazioni siano annotate distintamente, anche per aliquota, nei registri di cui agli articoli 23 e 24 del predetto decreto, e non si applica ai cessionari e ai commissionari per le esportazioni di beni acquisiti senza applicazione dell imposta a norma dello stesso primo comma, lettera a), dell art Le disposizioni del primo comma, lettera c), e del secondo comma dell art. 8, del secondo comma degli articoli 8-bis e 9 e dell art. 68, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, relative alla facoltà di acquistare o importare beni o servizi senza applicazione dell imposta, non si applicano ai contribuenti che fruiscono della detrazione forfettaria. Le imprese manufatturiere fruenti della detrazione forfettaria che acquistano rottami o altri beni di cui al sesto comma dell art. 74 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal presente decreto, sono tenute al pagamento della relativa imposta e devono a tal fine tenerne distintamente conto nella liquidazione relativa al periodo in cui sono state annotate le fatture ricevute o emesse. 5. Le disposizioni dei precedenti commi del presente articolo valgono anche agli effetti della dichiarazione annuale, delle liquidazioni periodiche, dei versamenti e dei rimborsi di cui agli articoli 27, 28, 30 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n Per ciascuno degli anni 1985, 1986 e 1987 gli esercenti imprese commerciali indicati nel comma 1 che nell anno precedente abbiano realizzato un volume di affari non superiore a diciotto milioni di lire: a) sono esonerati dall obbligo di emissione della fattura e devono annotare le operazioni effettuate a norma dell art. 24 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, fermi restando gli obblighi di emissione delle ricevute fiscali e delle bolle di accompagnamento e salvo quanto stabilito nell ultimo comma dell art. 74 dello stesso decreto; b) sono esonerati dall obbligo di registrazione degli acquisti e delle importazioni di cui all art. 25 dello stesso decreto, fermo restando l obbligo di numerazione progressiva e conservazione delle fatture e delle bollette doganali ricevute; c) possono eseguire le liquidazioni periodiche e i versamenti tenendo conto, in detrazione, dell imposta afferente gli acquisti e le importazioni di beni ammortizzabili in più di tre anni e di quella afferente le locazioni finanziarie e i noleggi di tali beni purché la durata dei relativi contratti non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento, in base alle fatture o bollette doganali ricevute nel periodo di riferimento, a condizione che queste siano allegate in originale o in copia fotostatica alla dichiarazione annuale. Le imprese autorizzate all esercizio del commercio al minuto che effettuano promiscuamente cessioni di beni soggetti ad aliquote diverse possono determinare l imposta da versare applicando un aliquota media pari al rapporto fra l ammontare complessivo dell imposta afferente gli acquisti e le importazioni dei beni destinati alla rivendita e il complessivo ammontare imponibile degli stessi e diminuendo i corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate di una percentuale pari all aliquota media; ma a tal fine devono tenere il registro degli acquisti e annotarvi le fatture e le bollette doganali relative agli acquisti e alla importazione dei beni destinati alla rivendita con la sola indicazione del numero progressivo ad esse attribuito, dell ammontare imponibile e della relativa imposta. 7. Nella determinazione dell imposta sul valore aggiunto dovuta per l anno 1984 dai contribuenti indicati nel comma 1 del presente articolo l imposta afferente gli acquisti di beni diversi da quelli strumentali ammortizzabili in più di tre anni, risultanti da fatture registrate nel mese di dicembre, è ammessa in detrazione a condizione che i beni siano stati consegnati entro il mese stesso; l imposta afferente gli acquisti di servizi risultanti da fatture registrate nel mese di dicembre è ammessa in detrazione a condizione che i corrispettivi siano stati pagati entro il mese stesso. 8. Resta in ogni caso ferma per la determinazione dell imposta sul valore aggiunto relativa alle attività di cui agli articoli 34, 74 e 74-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, la disciplina applicabile a norma di tali articoli, salvo quan-