Source: http://www.pensionatiesasperati.com/author/ferraretto/
Timestamp: 2020-01-26 01:56:20+00:00
Document Index: 175192006

Matched Legal Cases: ['art.21', 'art.8', 'art.30', 'art. 44', 'art.1', 'art.52', 'sentenza ', 'art. 52', 'sentenza ']

Segreteria – APS-LEONIDA – Pensionati Esasperati
Leggi l’allegato: Nota Pres. Treu 23012020
Chi sostiene che il CNEL non serva a nulla, non conosce evidentemente l’attività del recente passato e del presente.
Mentre il Parlamento e l’informazione “pazzeggiano” sulle vicende delle “sardine” e dei 5S…. al CNEL si sta discutendo di pensioni: quelle passate, quelle presenti e quelle future.
Le proposte che scaturiranno dal tavolo verranno poi passate ai politici di turno. Se non saranno prese in considerazione non sarà colpa del CNEL ma della classe politica attuale, che evita con accuratezza tutti i problemi concreti, ad eccezione di quelli sollevati dal gretinismo.
Cari PENSIONATI, COSA FA L’INPS? GIOCA O PRENDE PER I FONDELLI?
Perché questa domanda? Perché un nostro iscritto altoatesino (ovvero un iscritto all’APS LEONIDA), il Dr. A.J. (non ne citiamo il cognome intero sia per riservatezza ma anche perché trattasi di cognome difficilissimo) ha ricevuto dall’INPS locale nei giorni scorsi, l’invito a SALDARE UN DEBITO CON l’INPS di euro 22.413, per “pensione indebitamente percepita” ossia per effetto di un loro (di quelli dell’INPS) erroneo/errato calcolo sull’entità della pensione assegnata al Dr. A.J.
Il Dr. in questione è andato in pensione, dopo 40 anni di contributi, con decorrenza 1/1/2016 (n°…427; atto …..30357) con pensione annua di euro 181.552,75.
Possediamo altri dettagli che, per privacy, evitiamo di scrivere. Nell’atto in questione era precisato che “…la presente liquidazione è da considerarsi provvisoria..”.
In data 14/09/18 (Prot. INPS locale n°…2788) la pensione veniva ricalcolata in 187.737,88 euro. Nell’atto era specificato che “la presente annulla e sostituisce l’atto precedente BZ..(…30357). Erano allegati i dettagli del nuovo calcolo.
In data 24/12/19 il Collega riceveva nuova lettera INPS locale (Prot. INPS…2458) in cui veniva trasmesso atto BZ ….14711 “con cui è stata conferita pensione ordinaria diretta di anzianità, liquidata con il sistema retributivo, a far data dall’1/1/2016. Il settore pagamento provvederà al calcolo dell’importo indicato, confrontandolo con quanto già erogato e potrà determinare un conguaglio a suo favore….Avverso il presente atto Ella potrà presentare ricorso amministrativo al Comitato di vigilanza della gestione di competenza…”
In sintesi, la pensione veniva ridefinita in 181.702,44 euro (n°….5427). QUESTO ATTO ANNULLA l’atto Bz n°….4188 (dell’8/6/17).
TUTTO FINITO, dopo anni? NO !
Infatti, il giorno 2/1/2020, il buon Dr. A.J. riceveva dall’INPS una sollecitazione perentoria a pagare…” UN INDEBITO PENSIONISTICO di euro 22.413,35 (pens. n° …5427)….”
Quali le motivazioni? Almeno 8 tra leggi e regolamenti vari:
– Legge 214/2011 (art.21,c.1)…soppressione dell’INPDAP;
– TU pensioni ( 274/91 e s.m.i.)
– DPR 538/86, art.8,c.2….rifusione delle somme…
– Legge 131/1983 (art.30, c.4)….responsabilità del datore di lavoro
– TU 1092/1973—>Art.30, legge 177/1976
– DPR 429/1986, (art. 44,c.3) ..il pensionato deve comunicare all’INPDAP ogni fatto che causi riduzione della pensione o riduzione degli assegni accessori…
– Art. 2033 c.c…..obbligo di restituzione delle somme pagate e non dovute…
– legge 190/2014 (art.1,c.707).
Ovviamente, seguiva una serie di tabelle di ricalcolo…
Impaurito, il nostro iscritto si rivolgeva a Noi per spiegazioni.
CONSIDERAZIONI di APS-LEONIDA
A Noi, che abbiamo fatto i medici per una vita ma che comunque abbiamo avuto a che fare con amministrazioni pubbliche di diversa tacca (scadente, discreta, buona), la cosa è parsa sia strana che assurda .
Innanzitutto che questo balletto di cifre sia durato anni: almeno 3, ma non è finito…il balletto. Anzi il ballo scatenato….relativo a cifre instabili…
Ci è poi venuto in mente che, sul tema pensionistico, esiste un principio detto “IRREPETIBILITÀ delle PENSIONI”, garantito dall’art.52 della legge n° 88/1989. E, guarda caso, questa legge non è stata citata dall’INPS altoatesino, né tanto meno, è stata applicata una sentenza della Cassazione (482/2016).
Ne ricordiamo, in sintesi, la sostanza. Il principio è quello della
IRRIPETIBILITÀ delle PENSIONI
Le somme di pensione percepite in buona fede non possono essere ripetute.
Le pensioni possono essere in ogni momento rettificate dagli enti erogatori in caso di errore di qualsiasi natura commesso in sede di attribuzione o di erogazione della stessa,ma ciò non comporta il recupero delle somme così corrisposte, a meno che la prestazione indebita sia conseguenza di un comportamento doloso posto in essere dall’interessato (principio generale dell’irripetibilità delle pensioni ex art. 52 L. n. 88/89).
A) Legge n. 88 del 1989, Articolo 52 – prestazioni indebite.
1. Le pensioni a carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, delle gestioni obbligatorie sostitutive o, comunque, integrative della medesima, della gestione speciale minatori, delle gestioni speciali per i commercianti, gli artigiani, i coltivatori diretti, mezzadri e coloni nonché la pensione sociale, di cui all’articolo 26 della legge 30 aprile 1969, n. 153 possono essere in ogni momento rettificate dagli enti o fondi erogatori, in caso di errore di qualsiasi natura commesso in sede di attribuzione, erogazione o riliquidazione della prestazione 2. Nel caso in cui, in conseguenza del provvedimento modificato, siano state riscosse rate di pensione risultanti non dovute, non si fa luogo a recupero delle somme corrisposte, salvo che l’indebita percezione sia dovuta a dolo dell’interessato. Il mancato recupero delle somme predette può essere addebitato al funzionario responsabile soltanto in caso di dolo o colpa grave.
B) Corte di Cassazione Civile sez. Lavoro – sentenza n. 482 del 8 marzo 2016, pubbl. 11.01.2017
“… le pensioni possono essere in ogni momento rettificate dagli enti erogatori in caso di «errore di qualsiasi natura» commesso in sede di attribuzione o di erogazione della pensione, ma non si fa luogo al recupero delle somme corrisposte, salvo che l’indebita prestazione sia dovuta a dolo dell’interessato (ipotesi, quest’ultima, che nella specie, non sussiste).”
Questa è l’Italia di Oggi. Perfino l’INPS dell’Alto Adige perde colpi e dimostra di non conoscere le norme pensionistiche “essenziali”.
Ignoranza o tentativo di prevaricazione ? Al lettore la scelta.
Noi dell’APS diciamo che storie come queste dimostrano la validità della nascita e dello sviluppo della nostra Associazione a tutela dei pensionati. Associazione libera, autonoma, vigile e attiva, anche in casi come questo.
Ci sarà pure un GIUDICE, a Berlino !
Stefano Biasioli,
Segretario APS-Leonida
Ce lo aspettavamo e infatti, dopo 8 ore di sofferta discussione la Corte Costituzionale ha ieri bocciato il Referendum di modifica elettorale (favorevole al maggioritario) proposto da 8 Governatori Regionali a guida leghista.
I soliti «spifferi» di corridoio ci dicono che Mario Bertolissi (cattedra di Diritto Costituzionale – Università di Padova) abbia messo in estrema difficoltà i Giudici della Corte, come risulta anche dallo scarno comunicato emesso ieri sera.
La sostanza è che, a questo punto, la Corte Costituzionale spinge evidentemente per un ritorno al sistema proporzionale, attualmente sostenuto dai M5s e da quel PD che fino all’altro giorno sosteneva invece il maggioritario.
Tornare al proporzionale significa tornare all’instabilità governativa della prima repubblica ed ai «maxi inciuci» dopo le elezioni.
Significa inoltre che il governo giallo-rosso punta a fare eleggere un suo uomo alla presidenza della repubblica nel 2022.
Poiché siamo amici di Mario Bertolissi da una vita, gli diciamo di non abbattersi per la sconfitta, perché non è colpa Sua se la maggioranza dei giudici ha grandi amori per le “ideologie sinistre” !
Se la logica della Corte Costituzionale è questa, quale sarà il destino dei Nostri ricorsi ?????
Prof. Dott. Michele Poerio – Presidente Nazionale FEDER.S.P.eV.
e Dott. Carlo Sizia – Comitato Nazionale Direttivo FEDER.S.P.eV.
All’alba del 24/12/2019, con voto di fiducia ed a “scatola chiusa”, la Camera ha approvato definitivamente la legge di bilancio 2020 (legge 160/2019), che pesa circa 32 mld., per quasi la metà in deficit grazie alle “concessioni” dell’Ue in tema di “flessibilità” per aver l’Italia “de-salvinizzato” il Governo. Ma non si tratta di regali veri perché il deficit aggiuntivo andrà ripagato e così le clausole di salvaguardia da disinnescare, già dal biennio 2021-2022, peseranno per 47 mld. circa (44,2 mld. sul fronte aumento IVA e 2,9 mld sul fronte aumento accise sui carburanti), zavorra che l’improntitudine dei nostri governanti ha caricato, ed in modo crescente, sulle spalle delle future generazioni dal 2012 in poi.
La legge 160/2019, mostro di un solo articolo con 884 commi, non avrà percorso facile infatti: dovrà sottostare a verifiche (ad aprile e giugno prossimi con il Def e con il Ddl di assestamento di bilancio); il Governo dovrà poi decidere se utilizzare la clausola “taglia-spese” da un mld. inserita in manovra a garanzia del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica negoziati con Bruxelles; la Ue ricontrollerà in primavera l’andamento dei nostri conti (approvati solo provvisoriamente a dicembre); alla piena operatività della legge in esame infine mancano 134 misure attuative tra Dpcm, decreti ministeriali, provvedimenti delle Agenzie fiscali, delibere degli Enti locali, Circolari INPS, ecc…. continua a leggere → Manovra 2020_11_01_20
È iniziato il 2020 («anno bisesto – anno funesto») ma nulla sembra cambiato.
Il governo giallorosso o rossogiallo è sempre più allo sbando e continua a ricevere discredito dalla comunità internazionale, europea ed extraeuropea.
Il suo destino appare legato non tanto alle pesanti vicende internazionali quanto al risultato delle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria.
Il fenomeno delle sardine sembra già in esaurimento mentre vanno segnalati due fatti importanti:
l’aumento degli immigrati attraverso le bucate frontiere ad est dell’Italia;
la “innocente” dichiarazione del Presidente INPS Tridico che…. “…il reddito di cittadinanza è una misura esclusivamente assistenziale che non ha prodotto lavoro perché…. il mondo del lavoro non crea nuovi posti lavorativi…“…. !!! Si tratta ovviamente di un ossimoro che testimonia ancora una volta la necessità di separare il bilancio INPS previdenziale da quello INPS assistenziale.
Noi dei Leonida lo diciamo fin dalla nascita dell’Associazione, ahimè…. invano.
A Tutti i Leonida.
Vi aggiorniamo sullo stato attuale dei ricorsi suddivisi per regione:
VENETO – gli ultimi ricorsi sono stati depositati in data 19 e 25 novembre 2019;
FRIULI V.G. – ricorso depositato in data 12 dicembre 2019;
BOLZANO – ricorso depositato il 16 dicembre;
TRENTO – ricorso depositato il 18 dicembre;
LOMBARDIA (Brescia e dintorni) – UDIENZA FISSATA nelle date del 15 e 22 aprile 2020.
… e non finisce qui, perché a questi, seguiranno altri ricorsi riguardanti i soggetti che hanno inviato in ritardo le indispensabili diffide all’Inps.
Per Tutti costoro il ricorso sarà depositato entro gennaio 2020.
A Tutti gli Amici e gli aderenti all’APS-Leonida.
Abbiamo detto e ridetto che un commento alla Legge Finanziaria per il 2020 e ai Decreti collegati sarebbe stato da Noi fatto solo dopo la pubblicazione di tutto il materiale in Gazzetta Ufficiale.
Nel frattempo, per evitare inutili sollecitazioni, pubblichiamo sul sito 3 analisi sulla Legge, scritte da tre illustri economisti: Giuseppe Pennisi, Natale Forlani e Mario Baldassarri.
Cliccando sul testo evidenziato in azzurro nell’articolo di Pennisi, avrete l’accesso immediato agli altri testi.
Per ora ci limitiamo a dire che anche questa manovra aumenta il debito pubblico e carica il cittadino di tasse e “tassette” frutto di scelte ultracriticabili, perché prive di una finalizzazione chiara.
MANOVRA-Gli effetti dannosi di una legge senza qualità
Anche per ridurre il numero delle telefonate “curiose” alla nostra Segreteria, Vi riassumiamo la situazione relativa ai nostri ricorsi Triveneti.
Lo Studio del Professore Angiolini completerà il deposito dei ricorsi presso le Corti dei Conti di Venezia, Trieste, Trento, Bolzano e Brescia-Milano entro la settimana che precede il Natale.
La grande massa dei ricorrenti era già stata inclusa nei depositi precedenti; con questi atti si concluderà invece il percorso relativo agli ultimi mandati, ossia ai mandati di quei soggetti che hanno provveduto solo in ritardo ad inviare la documentazione completa, compresa la copia della “Diffida” all’INPS.
In definitiva, siamo alla fine della prima parte del percorso Costituzionale. Quanto durerà la seconda fase? Probabilmente non meno di 2 anni. Nel frattempo cambieranno almeno tre Presidenti della Consulta e verranno sostituiti almeno sei o otto Giudici Costituzionali.
L’augurio è che i tempi possano essere più brevi del previsto, garantendo – finalmente – al 99,8% dei Nostri Ricorrenti la “gioia” legata ad una conclusione positiva della Nostra azione legale.
Con l’occasione, Tutto il Direttivo e la Segreteria Leonida formulano i migliori AUGURI per un Buon Natale e per un Felice Anno Nuovo.
….. peggio del 2019 non poteva esserci…. ma…. l’anno prossimo è bisesto….