Source: https://forum.grnet.it/notizie-sanitarie-da-sapere-trovate-su-internet-2931
Timestamp: 2020-08-03 15:04:02+00:00
Document Index: 82771085

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 406', 'art. 612', 'art. 155', 'art. 156', 'art. 6', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 433', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'sentenza ', 'art 583', 'Cass. Sez. ']

Notizie Sanitarie da sapere trovate su Internet - GrNet.it
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 8:50 pm
Tratto da http://www.medicinaqualita.it" onclick="window.open(this.href);return false;
Si parla di "morte clinica" quando cuore e polmoni si arrestano per qualche minuto, ma è ancora possibile riattivare il sistema cardiocircolatorio prima che i tessuti degenerino (le cellule nervose muoiono già dopo due minuti).
Si parla di "morte biologica" quando in una prima fase cessano di funzionare cuore, polmoni e sistema nervoso, mentre dopo 24-48 ore muore ogni singola cellula (morte assoluta).
Ora mi rivolgo a coloro che volessero donare gli organi: è tra queste due fasi che si può procedere all'espianto.
Il Presidente dell’Associazione internazionale di Bioetica, Peter Singer, al congresso di Cuba (1996), in merito alla riluttanza a donare organi, ha affermato: “La gente ha abbastanza buon senso da capire che i "morti cerebrali" non sono veramente morti...la morte cerebrale non è altro che una comoda finzione. Fu proposta e accettata perché rendeva possibile il procacciamento di organi”.
- quello della persona che in vita cosciente abbia documentato l’opposizione, per es. con CARTA VITA/DICHIARAZIONE AUTOGRAFA.
- quello dei parenti che presentino opposizione scritta entro i tempi del falso accertamento di morte cerebrale, tranne i casi in cui sia documentato che il malato è un donatore e non abbia cambiato idea con successiva dichiarazione autografa.
È illegale donare un altro. E' illegale e criminale che certi medici procedano a false autopsie a cuore battente per espiantare organi vivi da un non-donatore: vanno denunciati.
Tratto da http://www.medicinaqualita.it/centrale/legaorgani2.htm" onclick="window.open(this.href);return false;
Per altre informazioni sull'argomento espianto organi: http://www.antipredazione.org" onclick="window.open(this.href);return false;
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 8:53 pm
Domanda molto importante, perché è giusto sapere cosa farebbero i medici oncologi - quelli che usano ogni giorno i chemioterapici su altre persone - se avessero loro un tumore.
Nel marzo del 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney (1).
Attualmente sappiamo esserci in Italia 1,7 milioni di ammalati [3] e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno (in America ogni anno i nuovi malati di cancro sono 1.372.910 (4).
Il suo calvario è iniziato con due interventi chirurgici (biopsia più operazione alla vescica) e una degenza di 22 giorni, per un totale di 30.000 euro [5]
Il primo ciclo di chemio è costato 9.000 euro e 1.500 euro spesi per ogni TAC effettuata [6] (ne ha fatte oltre 20).
«Un ciclo completo di cocktail chemioterapici partiva da alcune migliaia di euro per arrivare anche a 50 mila euro al mese per ogni paziente». [7]
«Durante la chemioterapia, che, com’è noto, fa abbassare i globuli bianchi e quelli rossi (tralasciando la quantità impressionante di medicinali di sostegno per lo stomaco, l’intestino, la fatica, la nausea, il vomito e via cantando), occorre sottoporsi a cure ormonali che aiutino la crescita dei globuli bianchi. Di solito si fanno tre o quattro iniezioni che costano una 1.500 euro, le altre 150 euro ognuna. Arriva poi l’Epo, l’ormone diventato famoso come doping dei ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000 euro a iniezione. Di queste bombe ne avrò fatte, fino a oggi, una quarantina». [8]
Moltiplicate questa cifra per il numero dei malati vecchi e nuovi, e capirete dal risultato che forse per qualcuno - e dico forse - non c’è convenienza nel trovare la soluzione definitiva ad una patologia che sviluppa centinaia di miliardi di euro ogni anno in Italia.
Ogni anno la “lobbies del cancro” - solamente con i nuovi ammalati (270.000 persone), e supponendo che tutti entrino nei percorsi terapeutici - movimenta una cifra superiore a 54.000.000.000 di euro.
I costi per un servizio funebre privato (pagato dalle famiglie) vanno da un minimo di 2.155 euro (Roma) a un massimo di 3.575 euro (Milano) [9] a persona. Facendo una media più che ragionevole di 3000 euro…il ‘lutto per cancro’ (funerale, epigrafi, fiori, trasporto, organizzazione) sottrae alla società 486.000.000 di euro. Tutti gli anni inesorabilmente.
[1] “Inchiesta sui servizi e nelle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St Leonards di Sydney. http://www.aph.gov.au/Senate/committee/ ... /sub15.pdf" onclick="window.open(this.href);return false;. Parliament of Australia , http://www.aph.gov.au" onclick="window.open(this.href);return false;
[9] “Vivere o morire…Cosa costa di più?” - Help Consumatori http://www.helpconsumatori.it/data/docs ... nerali.pdf" onclick="window.open(this.href);return false;
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 8:56 pm
Il male non è soltanto di chi lo fa:
è anche di chi, potendo impedire
che lo si faccia, non lo impedisce.
Art. 54 Costituzione: tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
Leggi, spesso dimenticate, che tutelano i diritti dei malati.
- Il decreto legge 248 del 31 - 12- 2007 all'art. 46 prevede che l'attività lavorativa svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili, .... presso le cooperative sociali .... non preclude l'erogazione della pensione di reversibilità.
Amministratore di sostegno- Legge 9 gennaio 2004, n. 6 - I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, laddove a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, saranno tenuti a proporre al giudice tutelare il ricorso di cui all’articolo 407 o a fornirne comunque notizia al pubblico ministero (così l’art. 406 c.c., ult.co.);
Per nominare l'amministratore di sostegno non occorre il difensore tecnico.
Dimissioni senza scrupoli
Non si può dimettere da un ospedale o da una casa di cura una persona malata grave senza prima aver trovato una soluzione idonea. Non si possono minacciare o intimorire i familiari del malato grave dicendo di chiamare i carabinieri. A tal proposito chi minaccia incorre nell'art. 612. del c.p. che recita:
"Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a cinquantuno euro. Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d’ufficio"
Regio decreto 18 giugno 1931 nr. 773
Art. 154. (art. 155 T.U. 1926) SEMPRE VALIDO
Inabili al lavoro e poveri
Le persone riconosciute dall'autorità locale di pubblica sicurezza inabili a qualsiasi proficuo lavoro e che non abbiano mezzi di sussistenza né parenti tenuti per legge agli alimenti e in condizione di poterli prestare sono proposte dal Prefetto, quando non sia possibile provvedere con la pubblica beneficenza, al Ministro dell'interno per il ricovero in un istituto di assistenza o beneficenza del luogo o di altro comune.
Il Ministro può autorizzare il Prefetto a disporre il ricovero dell'inabile in un istituto di assistenza o beneficenza.
155. (art. 156 T.U. 1926). - I congiunti di un mendicante inabile al lavoro e privo di mezzi di sussistenza, tenuti per legge agli alimenti e in condizione di poterli prestare, sono diffidati dall'autorità locale di pubblica sicurezza ad adempiere al loro obbligo.
Decorso il termine all'uopo stabilito nella diffida, l'inabile al lavoro è ammesso di diritto al beneficio del gratuito patrocinio per promuovere il giudizio per gli alimenti.
Procedura per l’attuazione degli articoli 154 e 155 del regio decreto 773/1931
Qualora i Comuni non intendano predisporre gli interventi occorrenti per i minori,
per i soggetti con handicap, gli anziani in difficoltà privi dei mezzi necessari per vivere, comprese le prestazioni legate al “dopo di noi”, si può mettere in atto la procedura prevista dai regi decreti n. 773/1931, articoli 154 e 155, e n. 635/1940, articolo 278, procedura la cui inottemperanza da parte degli enti pubblici preposti dà luogo a responsabilità penali:
1. segnalazione (da parte di chiunque), da effettuare con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, all’autorità di pubblica sicurezza (Carabinieri o Polizia) che l’inabile al lavoro (minore, soggetto con handicap, anziano) signor ............ abitante in ......via............. n...., sprovvisto dei mezzi necessari per vivere, necessita di assistenza, precisando l’intervento richiesto;
2. l’autorità di pubblica sicurezza deve, in base alle norme vigenti, diffidare i parenti tenuti agli alimenti affinché intervengano sul piano economico. I parenti possono ignorare la diffida senza subire conseguenze di qualsiasi genere;
3. l’autorità di pubblica sicurezza chiede all’Asl di attestare la condizione di inabilità del soggetto interessato. L’attestazione deve, di norma, essere redatta nel termine di cinque giorni;
4. l’autorità di pubblica sicurezza segnala la situazione al Sindaco del luogo in cui il soggetto si trova;
5. il Sindaco è obbligato a provvedere direttamente (ad esempio mediante il ricovero in una struttura disponibile) oppure tramite i servizi socio-assistenziali comunali o consortili;
6. la procedura suddetta può essere attivata anche quando l’inabile al lavoro può sostenere parzialmente le spese per il suo mantenimento.
Fonte: http://www.fondazionepromozionesociale.it" onclick="window.open(this.href);return false;
Ai sensi dell’art. 6 comma 2 della legge 80/2006 i soggetti riconosciuti invalidi civili con indennità di accompagnamento sono da intendersi esonerati dalla visita di accertamento dell’handicap grave ai sensi sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92.
Corte di cassazione civile, sez. L, sentenza n. 00667 del 22 gennaio 2002 (massima)
Ai fini dell’attribuzione dell’indennità di accompagnamento, la nozione di "incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita " comprende chiunque il quale, pur potendo spostarsi nell’ambito domestico o fuori, non sia per la natura della malattia in grado di provvedere alla propria persona o ai bisogni della vita quotidiana, ossia non possa sopravvivere senza l’aiuto costante del prossimo, riferendosi la nozione di soggetti che “abbisognano di un’assistenza continua”, cui all’art. 1 della legge n. 18/1980, a causa di disturbi psichici, non siano in grado di gestirsi autonomamente per le necessità della vita quotidiana.
Tribunale Amministrativo Regionale dell Abruzzo località l’Aquila, sentenza n. 00090 del 12 marzo 2003 (massima)
In base al combinato disposto degli artt. 72 e 74, Legge 17 luglio 1890, n. 6972, del D.P.C.M. 8 agosto 1985 e dell'art. 6, Legge 8 novembre 2000, n. 328, l'onere della spesa relativa alle prestazioni di rilievo sanitario connesse a quelle socio-assistenziali per i malati mentali cronici ospitati presso strutture a carattere residuate, deve essere ripartito tra il Fondo sanitario nazionale e gli enti tenuti all'assistenza sociale.
Decreto legislativo 130/2000
2. Criteri per la determinazione dell'indicatore della situazione economica equivalente.
1. La valutazione della situazione economica del richiedente è determinata con riferimento alle informazioni relative al nucleo familiare di appartenenza, come definito ai sensi dei commi 2 e 3 e quale risulta alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica di cui all'articolo 4. 2. Ai fini del presente decreto, ciascun soggetto può appartenere ad un solo nucleo familiare. Fanno parte del nucleo familiare i soggetti componenti la famiglia anagrafica. I soggetti a carico ai fini I.R.P.E.F. fanno parte del nucleo familiare della persona di cui sono a carico. I coniugi che hanno la stessa residenza anagrafica, anche se risultano a carico ai fini I.R.P.E.F. di altre persone, fanno parte dello stesso nucleo familiare. Il figlio minore di 18 anni, anche se risulta a carico ai fini I.R.P.E.F. di altre persone, fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale convive. 3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono stabiliti i criteri per l'individuazione del nucleo familiare per i soggetti che ai fini I.R.P.E.F. risultano a carico di più persone, per i coniugi non legalmente separati che non hanno la stessa residenza, per i minori non conviventi con i genitori o in affidamento presso terzi e per i soggetti non componenti di famiglie anagrafiche. 4. L'indicatore della situazione economica è definito dalla somma dei redditi, come indicato nella parte prima della tabella 1. Tale indicatore del reddito è combinato con l'indicatore della situazione economica patrimoniale nella misura del venti per cento dei valori patrimoniali, come definiti nella parte seconda della tabella 1. 5. L'indicatore della situazione economica equivalente è calcolato come rapporto tra l'indicatore di cui al comma 4 e il parametro desunto dalla scala di equivalenza definita nella tabella 2, in riferimento al numero dei componenti del nucleo familiare. 6. Le disposizioni del presente decreto non modificano la disciplina relativa ai soggetti tenuti alla prestazione degli alimenti ai sensi dell'art. 433 del codice civile e non possono essere interpretate nel senso dell'attribuzione agli enti erogatori della facoltà di cui all'articolo 438, primo comma, del codice civile nei confronti dei componenti il nucleo familiare del richiedente la prestazione sociale agevolata.
3. Integrazione dell'indicatore della situazione economica e variazione del nucleo familiare da parte degli enti erogatori.
1. Gli enti erogatori, ai quali compete la fissazione dei requisiti per fruire di ciascuna prestazione, possono prevedere, ai sensi dell'articolo 59, comma 52, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, accanto all'indicatore della situazione economica equivalente, come calcolato ai sensi dell'articolo 2 del presente decreto, criteri ulteriori di selezione dei beneficiari. Fatta salva l'unicità della dichiarazione sostitutiva di cui all'articolo 4, gli enti erogatori possono altresì tenere conto, nella disciplina delle prestazioni sociali agevolate, di rilevanti variazioni della situazione economica successive alla presentazione della dichiarazione medesima.
2. Per particolari prestazioni gli enti erogatori possono, ai sensi dell'articolo 59, comma 52, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, assumere come unità di riferimento una composizione del nucleo familiare estratta nell'àmbito dei soggetti indicati nell'articolo 2, commi 2 e 3, del presente decreto. Al nucleo comunque definito si applica il parametro appropriato della scala di equivalenza di cui alla tabella 2. 2-bis. In deroga alle disposizioni di cui al comma 2, per le prestazioni erogate nell'àmbito del diritto allo studio universitario, il nucleo familiare del richiedente può essere integrato, dall'amministrazione pubblica cui compete la disciplina dell'accesso alle prestazioni sociali agevolate, ai sensi dell'articolo 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390, e successive modificazioni, con quello di altro soggetto, che è considerato, alle condizioni previste dalla disciplina medesima, sostenere l'onere di mantenimento del richiedente.
2-ter. Limitatamente alle prestazioni sociali agevolate assicurate nell'àmbito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave, di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertato ai sensi dell'articolo 4 della stessa legge, nonché a soggetti ultra sessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle aziende unità sanitarie locali, le disposizioni del presente decreto si applicano nei limiti stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri per la solidarietà sociale e della sanità. Il suddetto decreto è adottato, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, al fine di favorire la permanenza dell'assistito presso il nucleo familiare di appartenenza e di evidenziare la situazione economica del solo assistito, anche in relazione alle modalità di contribuzione al costo della prestazione, e sulla base delle indicazioni contenute nell'atto di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo 3-septies, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. 3. Restano ferme le disposizioni vigenti che attribuiscono alle amministrazioni dello Stato e alle regioni la competenza a determinare criteri per l'uniformità di trattamento da parte di enti erogatori da esse vigilati o comunque finanziati.
Malgrado le solenni dichiarazioni sul “Modello sociale europeo” (il diritto all’accesso universale ai servizi sanitari), numerose limitazioni mettono in discussione la effettività di questo diritto.
Come cittadini europei non accettiamo che i diritti possano essere affermati in teoria e negati in pratica a causa di limiti finanziari. Fonte: Carta europea dei diritti del malato
CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA (18-12-2000)
1.	L'Unione riconosce e rispetta il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali che assicurano protezione in casi quali la maternità, la malattia, gli infortuni sul lavoro, la dipendenza o la vecchiaia, oltre che in caso di perdita del posto di lavoro, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali.
2.	Ogni individuo che risieda o si sposti legalmente all'interno dell'Unione ha diritto alle prestazioni di sicurezza sociale e ai benefici sociali conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.
3.	Al fine di lottare contro l'esclusione sociale e la povertà, l'Unione riconosce e rispetta il diritto all'assistenza sociale e all'assistenza abitativa volte a garantire un'esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali.
fonte: http://www.europarl.europa.eu/charter/default_it.htm" onclick="window.open(this.href);return false;
Decreto legislativo 502/1992
Art. 14 Diritti dei cittadini
5. Il direttore sanitario e il dirigente sanitario del servizio, a richiesta degli assistiti, adottano le misure necessarie per rimuovere i disservizi che incidono sulla qualità dell'assistenza. Al fine di garantire la tutela del cittadino avverso gli atti o comportamenti con i quali si nega o si limita la fruibilità delle prestazioni di assistenza sanitaria, sono ammesse osservazioni, opposizioni, denunce o reclami in via amministrativa, redatti in carta semplice, da presentarsi entro quindici giorni, dal momento in cui l'interessato abbia avuto conoscenza dell'atto o comportamento contro cui intende osservare od opporsi, da parte dell'interessato, dei suoi parenti o affini, degli organismi di volontariato o di tutela dei diritti accreditati presso la regione competente, al direttore generale dell'unità sanitaria locale o dell'azienda che decide in via definitiva o comunque provvede entro quindici giorni, sentito il direttore sanitario. La presentazione delle anzidette osservazioni ed opposizioni non impedisce ne preclude la proposizione di impugnative in via giurisdizionale.
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 9:03 pm
I pericoli del sangue “vecchio” nei traumatizzati gravi
Pazienti con gravi lesioni che richiedono la trasfusione di ingenti quantitativi di sangue hanno un rischio di morte doppio se il sangue era stato conservato per un mese o più
I pazienti colpiti da gravi lesioni e che necessitano della trasfusione di ingenti quantitativi di sangue hanno un rischio di morte doppio se il sangue loro trasfuso era stato conservato per un mese o più. E’ questo il risultato di uno studio condotto da Philip Spinella e Christopher Carroll del Connecticut Children’s Medical Center, ad Hartford, e pubblicato sulla rivista “Critical Care“.
Lo studio – condotto presso lo Hartford Hospital su 202 pazienti gravemente traumatizzati che hanno avuto bisogno di cinque o più unità di sangue e che sono stato seguiti per controllare il follow up a sei mesi dall’evento – ha rivelato in particolare che l’uso di unità di sangue conservate per oltre 28 giorni raddoppia l’incidenza di trombosi venosa profonda con conseguente infarto d’organo multiplo.
Anche se da tempo molti specialisti nutrivano il sospetto che le sacche di sangue vecchio provocassero complicazioni, questo è il primo studio che fornisce dati in grado di confermare in modo scientifico questa conclusione. Lo studio differisce da quelli precedenti in materia poiché le quantità di unità di sangue trasfuse nei gruppi che avevano fruito di sacche conservate per un tempo minore e maggiore erano uguali. Una circostanza di difficile realizzazione che però ha permesso di eliminare la maggiore fonte di dubbio sulla validità di questa correlazione.
Secondo Spinella, “la somministrazione preferenziale di sangue più recente a pazienti in condizioni critiche rischia peraltro di aumentare quello che va scartato per superati limiti di scadenza. Dato che il sangue è spesso una risorsa scarsa è necessario sviluppare metodiche per minimizzare gli sprechi e al contempo fornire il prodotto ematico più efficace e sicuro per un certo paziente”
“Questa importante scoperta – concludono i ricercatori – dovrebbe incoraggiare la ricerca sugli effetti del sangue meno recente sulla coagulazione nei pazienti critici. Considerata la diffusione dell’uso di trasfusioni multiple nella terapia dei pazienti gravemente infortunati, questo studio potrebbe ridurre i decessi negli ospedali di tutto il mondo.” (gg)
Segnalo, per chi volesse approfondire la tematica delle alternative alle emotrasfusioni, il seguente sito internet che ritengo molto interessante: Università di Pisa - Bloodless Medicine Research http://www.med.unipi.it/patchir/bloodl/bmr.htm" onclick="window.open(this.href);return false; (la parte inglese è aggiornatissima, ...
Niente dolore e sangue per i trapianti di anca
SAN BONIFACIO. Nel dipartimento di ortopedia e traumatologia dell'ospedale Fracastoro da un anno viene adottata una innovativa metodica per applicare le protesi
Giulini: «Con questa tecnica mini invasiva si evitano le trasfusioni» Oggi due chirurghi russi saranno in sala operatoria a fianco del primario
Sanità: non è vero che siamo sempre noi italiani a dover imparare dagli altri. Non è vero che all'estero sono «più avanti» nella ricerca e nelle tecniche di cura. Stavolta - e non è un caso unico - i «maestri» li abbiamo in casa e sono gli specialisti di altri paesi a dover venire in Italia a prendere lezione. Due chirurghi ortopedici russi oggi, all'ospedale di San Bonifacio, affiancheranno in sala operatoria il primario dell'ortopedia Gian Maria Giulini per imparare «de visu» da lui e dalla sua equipe a impiantare protesi d'anca e di ginocchio con una tecnica innovativa che lo specialista applica da un anno con ottimi risultati.
Direttamente dall'ospedale di Vladivostok, il capo del dipartimento di ortopedia Igor Kuzmin e un suo assistente sono arrivati al Fracastoro per studiare la «procedura Giulini» che permette un minor sanguinamento sia nella fase chirurgica che in quella post operatoria. «Si tratta in effetti di una metodica innovativa», spiega il primario, «che prevede una riduzione del taglio chirurgico, un minore dolore postoperatorio, una più precoce riabilitazione e più in generale una rapida ripresa della normale vita di relazione».
È da un anno che Giulini opera con questo particolare sistema e chi, in giro per l'Italia e anche fuori, ha problemi ortopedici ha imparato a conoscere il suo nome e quello dell'ospedale di San Bonifacio: c'è stato un «boom» di pazienti, ad esempio, dal mantovano ma anche da altre città del Nord, per non dire della grande nomea che l'equipe si è fatta tra i Testimoni di Geova pronti a partire da ogni parte d'Italia per farsi operare al Fracastoro (vedi box a fianco). Ma non sono solo i «candidati» alle protesi ad essere entusiasti dell'equipe di Giulini ma anche i colleghi che lavorano in altri ospedali guardano con curiosità a ciò che succede a San Bonifacio: alla trasferta dei medici russi per imparare a mettere protesi senza dover letteralmente «aprire» il paziente, con minime perdite ematiche e un recupero post operatorio molto veloce, seguiranno, già si sa, quelle di altri specialisti da ogni parte d'Italia e d'Europa. Perchè stavolta, si diceva, i maestri li abbiamo in casa e stavolta è un ospedale veronese ad applicare regolarmente una tecnica «rivoluzionaria» che in molti vogliono imparare. I numeri aiutano a farsi un'idea: nei primi sei mesi del 2009 al Fracastoro c'è stato un incremento degli interventi del 40% rispetto al primo semestre del 2008. Giulini è primario a San Bonifacio dal 15 settembre del 2008.
«L'aspetto più importante della procedura che utilizziamo», spiega l'ortopedico, «è che c'è un enorme risparmio di sangue, direi fino al 50% e questo, sia per il chirurgo che per l'operato, significa molto. Significa molto anche per il sistema sanitario in generale: nella chirurgia ortopedica le trasfusioni di sangue sono necessarie perchè è una branca della medicina in cui il sanguinamento è importante; il sangue costa e se in sala operatoria si riesce a risparmiare qualche sacca è una guadagno per tutti. Detto questo», prosegue Giulini, «sono diverse le voci da considerare che permettono la riduzione del sanguinamento durante l'intervento: c'è una particolare posizione del paziente sul lettino operatorio, che deve essere supino con la gamba sollevata invece che sul fianco; c'è la scelta dell'anestesia perchè va preferita quella che garantisce l'ipotensione; c'è da mantenere la normotermia del paziente; c'è poi la tecnica operatoria vera e propria», spiega Giulini, «con quella nostra, mini-invasiva, l'incisione è di 10 centimetri contro i 20 della tecnica standard; utilizziamo poi uno strumentario che permette una divaricazione dei tessuti con minor scollamento muscolare. Tutto questo», conclude il primario, «permette una forte riduzione del sanguinamento in sala operatoria e quindi una degenza più breve: a questo va aggiunto il minor dolore post-operatorio, la mancanza di un drenaggio e la più precoce riabilitazione».
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 9:09 pm
1. asintomatiche senza disturbi, diagnosticate occasionalmente (65-70%).
2. anitteriche, frequenti nei bambini piccoli, con malessere generale, stanchezza, nausea, vomito, anoressia, ma senza ittero (cute giallastra).
3. itteriche, cioè con ittero e con gli altri sintomi descritti.
4. atipiche (molto rare), caratterizzate da protratto stato di malattia o da decorso fulminante (dallo 0.1 all'1% dei casi).
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 9:10 pm
Indennità di frequenza in favore di minori invalidi di anni diciotto erogati dall'INPS, spetta la tredicesima mensilità
(Cassazione, sezione lavoro, sentenza 28.5.2008, n. 13985 - Dott.ssa Cesira Cruciani)
La Suprema Corte con la sentenza del 28 maggio 2008, sezione lavoro, n. 13985, ha stabilito che l’indennità di frequenza in favore dei minori invalidi di anni diciotto, che si trovino nelle condizioni stabilite dall’art. 1 della legge n. 289 del 1990, spetta per tredici mensilità e la tredicesima dovrà essere commisurata a tanti ratei quanti sono i mesi del trattamento o del corso frequentato dal minore. Con ricorso al Tribunale di Brindisi, i genitori esercenti la potestà sulla figlia minore, richiedevano la condanna dell’INPS al pagamento del rateo di tredicesima dell’indennità di frequenza concessa alla figlia minorenne per gli anni scolastici 1998/99, 1999/2000 e 2000/2001. Il Tribunale rigettava la domanda. L’appello dei genitori, cui resisteva l’INPS, veniva accolto dalla Corte di Appello di Lecce, i giudici di secondo grado ritenevano che il richiamo operato dall’art. 1 della legge 289/90 all’art. 13 della legge n. 118 del 1971 valesse come comprensivo della tredicesima mensilità, richiamavano a conferma della loro interpretazione, la sentenza della Corte Costituzionale...
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 9:13 pm
Il soggetto che ritiene di poter accedere ai benefici della legge sulla invalidità civile può farne domanda accompagnandola con un certificato medico, preferibilmente del medico di famiglia o di un medico legale.
La commissione medica della ASL, dopo la visita di controllo e l’esame dei documenti allegati (certificati specialistici) redige un verbale su cui è indicata la percentuale dell’invalidità secondo una tabella che fa parte della legge.
Se questa arriva (tra i 16 ed i 65 anni) ad una percentuale dei 2/3 (67%) il richiedente si vedrà riconosciuta l’invalidità e beneficerà delle facilitazioni previste.
E’ riconosciuto altresì invalido civile il minore di anni 18 con invalidità permanenti che non gli permettano di svolgere i compiti e funzioni proprie della sua età; così come il cittadino con più di 65 anni che ha difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni pertinenti con l’età.
Non fanno parte del riconoscimento previsto dalla apposita legge del 1992 gli invalidi di guerra, del lavoro o per servizio, i ciechi civili e i sordomuti che sono tutelati da norme specifiche.
L’invalido civile ha diritto alla tessera Metrebus a costo agevolato, alla esenzione dei tikets su analisi, lastre ed altre prestazioni. Se la sua invalidità raggiunge o supera il 75% la persona ha diritto alla riduzione della tassa comunale per la nettezza urbana, all’esenzione dall’ICI.
Con il 100% dell’invalidità la persona ha diritto all’esenzione totale del ticket, alla riduzione del prezzo dei treni (carta blu), all’esenzione dal bollo automobilistico, all’acquisto di autovettura con IVA agevolata al 4%, al contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, alla tessera Metrebus a costo agevolato con accompagnatore gratis, ai buoni taxi.
Se raggiunge il 100% dell’invalidità e/o l’incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita o a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore (legge 18/1980) si ha diritto all’indennità di accompagnamento.
Esistono, secondo la legge, diversi gradi nella invalidità (vedi tabelle) cui corrispondono altri benefici:
Con il 33,33% (un terzo) di invalidità si ha diritto a prestazioni protesiche e ortopediche;
Con il 46% si ha diritto all’iscrizione nelle liste speciali per l’assunzione obbligatoria al lavoro.
Con il 74% è riconosciuta la qualifica di invalido parziale e si ha diritto ad un assegno mensile.
Con il 100% e´ riconosciuta la qualifica di invalido totale e si ha diritto alla pensione di inabilità con o senza indennità di accompagnamento secondo quanto detto sopra.
Nel caso ci sia un peggioramento delle condizioni di salute, qualora sia stata già riconosciuta l’invalidità dalla Commissione della ASL, può essere presentata domanda di aggravamento.
Nel caso in cui il riconoscimento non sia stato riconosciuto, è possibile presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica del verbale. La domanda compilata su un apposito modulo con allegata la fotocopia del verbale che si vuole contestare deve essere inoltrata al Ministero del Tesoro - Direzione Generale dei Servizi Vari e Pensioni di Guerra - Via Casilina, 3 - 00182 ROMA.
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 9:17 pm
Il danno fisionomico in diritto penale
Il codice penale considera il danno estetico quale “deformazione” ovvero “sfregio permanente” del viso, come lesione personale “gravissima”.
Il codice vigente ha equiparato la deformazione allo sfregio, mentre dal codice abrogato lo sfregio era considerato lesione grave e la deformazione costituiva lesione gravissima.
Per viso s'intende la parte anteriore del segmento cefalico delimitata in alto dalla linea d'impianto dei capelli, ai lati dai padiglioni auricolari compresi e in basso dal margine inferiore della mandibola. Il collo è escluso. Al vocabolo "viso" corrisponde la parte dell'ovoide facciale che si vede osservando una persona di fronte.
Sfregio (ciò che toglie il fregio o l'ornamento): consiste in un'alterazione permanente dei tratti fisionomici che turba sensibilmente l'armonia del viso, rendendola meno bella e meno espressiva.
Qualsiasi sfregio, producendo un danno estetico indelebile e ben visibile, reca in sè un danno morale.
Costituiscono sfregi le cicatrici indelebili di ferite da taglio alla guancia (tipiche quelle da rasoio); le cicatrici colorate di ferite inquinate da corpi estranei ritenuti nel tessuto cicatriziale (nerofumo, frammenti di asfalto, vernice di auto) le quali sono visibili anche se di limitata estensione; le lesioni oculari rappresentate da ptosi palpebrale, esoftalmo, strabismo, leucoma corneale, ecc.; le deviazioni o gli avvallamenti del naso da fratture delle ossa nasali; le asimmetrie della rima buccale da paresi del facciale inferiore…...
Non tutte le alterazioni indelebili dei lineamenti del viso hanno carattere sfregiante, ma si è fatta una differenza tra sfregio permanente, in cui il danno estetico è sensibile ed apprezzabile, e segno permanente il quale essendo poco visibile, non reca un effettivo pregiudizio dell'armonia del viso, ad esempio, una cicatrice sottile e breve o nascosta in tutto o in parte da una ruga.
Il carattere sfregiante di una lesione è legato ai connotati morfologici della lesione stessa, quali la sede occupata nel viso, le dimensioni, la forma, la natura, il colore, la direzione, dipende anche dallo stato anteriore del viso, dalla presenza di rughe, dalla pigmentazione cutanea, infine da fattori legati al soggetto leso, come l'età, il sesso, lo stato civile ecc.
Deformazione: (ciò che toglie la forma, ossia sfigura e deturpa) è determinata da alterazioni di più grave entità, che modificano profondamente i lineamenti del viso cancellandone l'aspetto originario e spesso in modo tale da destare in chi osserva un senso di ripugnanza.
Costituiscono deformazioni le cicatrici retratte, cheloidee ed estese del viso dovute ad ustioni, a causticazioni o radiazioni; i gravi avvallamenti dell'osso frontale; lo schiacciamento massivo della piramide nasale; l'enucleazione di un occhio; l'asportazione del cuoio capelluto (scalpo) o dell'intero padiglione auricolare; le gravi asimmetrie di un'emifaccia da esiti di fratture con schiacciamento zigomatico e mandibolare.
La deformazione, data la sua evidente gravità, non lascia dubbi sulla sussistenza dell'aggravante: in caso di cicatrici irregolari, infatti, potrà nascere l'esigenza di una diagnosi differenziale con lo sfregio, senza alcuna incidenza sulla rubricazione del reato contestato.
Elementi caratteristici dello sfregio sono:
a) le alterazione delle fattezze del viso che determina un grave sfiguramento o un sensibile danno estetico, rispettivamente nella deformazione e nello sfregio (elemento fisionomico);
b) la localizzazione circoscritta al viso (elemento topografico);
c) la natura permanente della alterazione deformante o sfregiante (elemento cronologico).
Lo sfregio vero e proprio ha un quarto requisito, il dolo specifico di ledere al fine di sfregiare (elemento psicologico); negli altri casi lo sfregio deriva da dolo generico o da lesione colposa.
Permanenza: esiste sempre quando vi è deformazione; per lo sfregio, invece, va ricordato che taluni danni estetici possono risolversi gradualmente col tempo e che le stesse cicatrici alle volte attenuano i loro caratteri morfologici e cromatici rendendosi poco visibili e meno antiestetiche (“segno permanente” del caso in esame).
Ritengo utile citare qui alcune massime espresse in sentenze di Corti di Cass. :
“…..Pertanto, quando l’esito di una lesione personale ivi esistente, rifletta i suoi effetti negativi e permanenti sulla euritmia del viso, alterando sensibilmente nella sua visione d’insieme l’armonia dei lineamenti , indubbiamente sussiste lo “sfregio” (Cass. Sez I, 9 febbraio 1971).
“Per la sussistenza dello “sfregio permanente”, pur non essendo necessario un ripugnante sfiguramento del volto o una sensibile modificazione delle sembianze, è necessario che ricorra una sensibile alterazione dei lineamenti del viso con effetto sgradevole se non proprio ripugnante. Consegue che non ogni alterazione del volto (ad esempio cicatrici) costituisce motivo per l’applicazione dell’aggravante di cui all’art 583 c.p.” (Cass. Sez. IV, 14 marzo 1970).
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 9:28 pm
Tra gli accusati, diverse multinazionali farmaceutiche, tra le quali la Pfizer, la Merk, la GlaxoSmithKline, la Novartis, la Amgen e la Astra Zeneca sono citate per aver deliberatamente ostacolato la prevenzione della malattie tramite le alternative naturali salva-vita a favore dei trattamenti a base di medicinali chimici e brevettabili, volontariamente mirati alla sola cura del sintomo. Tutto questo viene realizzato anche tramite il controllo di posti chiave, come per esempio i settori riservati alla ricerca, allo sviluppo e alla vendita dei farmaci.
La IG-Farben fù poi smantellata in diverse aziende "minori".
E' passato più di mezzo secolo da allora.
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 10:30 pm
Gli individui citati dovrebbero essere incriminati dal Tribunale Penale Internazionale sulla base dei validi motivi specificati nella presente citazione in giudizio.
Le indagini sulle responsabilità individuali degli accusati devono essere assunte e svolte dal Procuratore del Tribunale Penale Internazionale.
Tali indagini saranno anche svolte e intensificate da parte nostra, popolo del mondo.
Gli imputati dovrebbero essere condannati per i seguenti motivi:
* Intenzionale e deliberata violazione del diritto umano alla pace;
* Intenzionale e deliberata violazione del diritto umano alla vita;
* Intenzionale e deliberata violazione del diritto umano alla salute.
La presente citazione deve essere aggiornata e completata con un sistema di costante sviluppo e revisione fino a quando verranno intraprese le azioni legali contro gli imputati.
La presente citazione riguarda i più grandi crimini mai commessi nel corso della storia dell'uomo. Per ogni giorno di ritardo delle azioni formali del Tribunale Penale Internazionale contro gli imputati, milioni di persone in tutto il mondo pagheranno con la vita e l'umanità si avvicinerà alla prossima guerra mondiale. Non deve esserci alcun indugio.
Come affermava il Procuratore americano nel Tribunale di Norimberga contro i dirigenti del cartello chimico/petrolchimico IG Farben: "Se i crimini commessi dagli imputati non saranno portati alla luce ed essi non saranno ritenuti responsabili, commetteranno ancora più danni in futuro".
Esortiamo ogni persona e ogni Governo del mondo ad unirsi a sostegno delle accuse. Il momento di agire è adesso.
In nome del popolo del mondo,
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 10:32 pm
Giurisdizione del tribunale penale internazionale sugli imputati
Gli imputati hanno commesso i crimini descritti in precedenza consapevolmente e deliberatamente, e in piena coscienza di tutte le circostanze ambientali delle loro azioni.
I crimini qui riportati sono stati commessi contro tutto il genere umano. Il TPI dell'Aia è il tribunale regolato dal diritto internazionale preposto a queste urgenti questioni.
Inoltre, il TPI è stato istituito dopo la Seconda Guerra Mondiale e il Tribunale di Norimberga con l'obiettivo di prevenire un'altra tragedia, o addirittura una guerra mondiale.
1. - Incriminabilità di coloro che ricoprono cariche pubbliche
Gli imputati possono essere processati e condannati dal Tribunale Penale Internazionale.
Lo Statuto si applica a tutti in modo uguale senza qualsivoglia distinzione basata sulla qualifica ufficiale. In modo particolare la qualifica ufficiale di Capo di Stato o di Governo, di membro di un governo o di un parlamento, di rappresentante eletto o di agente di uno Stato, non esonera in alcun caso una persona dalla sua responsabilità penale ai sensi dello Statuto del TPI e non costituisce in quanto tale motivo di riduzione della pena (Articolo 27, Paragrafo 1 dello Statuto).
Le immunità o regole di procedura speciale eventualmente inerenti alla qualifica ufficiale di una persona in forza del diritto interno o del diritto internazionale non vietano alla Corte di esercitare la sua competenza nei confronti di questa persona (Articolo 27, Paragrafo 2 dello Statuto).
2. - Esclusione di responsabilità penale
Nessuno degli imputati può invocare alcuno dei motivi specificati all'Articolo 31 dello Statuto per l'esclusione della responsabilità penale.
Gli imputati hanno agito in piena consapevolezza dell'illegittimità delle loro azioni. Pertanto, qualsiasi rivendicazione contraria sarà invalidata e annullata.
Ugualmente invalidati e annullati saranno tutti gli sforzi da parte degli imputati di giustificare retroattivamente i loro crimini formando "coalizioni" di opinioni con altre nazioni.
3. - Capacità di infliggere condanne a membri del Governo degli Stati Uniti d'America e a cittadini degli Stati Uniti d'America
Gli imputati che possiedono la cittadinanza degli Stati Uniti d'America non possono richiedere l'immunità dal procedimento giudiziario di fronte al Tribunale Penale Internazionale, nonostante gli Stati Uniti d'America, in opposizione ad altri 90 paesi del mondo (ovvero quasi metà dei membri delle Nazioni Unite) non facciano parte degli stati firmatari dello Statuto di Roma.
Gli imputati hanno cercato per lungo tempo di creare piani per evadere il potere del Tribunale Penale Internazionale di emettere condanne. Questo, tuttavia, non li dispensa dalla giurisdizione del Tribunale Penale Internazionale, poiché la mera esecuzione dei crimini implicati negli atti sottoposti a giudizio di fronte a tale Corte è passibile di condanna ai sensi dello Statuto.
Non influisce l'appartenenza a uno specifico Stato membro, poiché la Corte è competente per le persone fisiche e non per gli Stati e stabilisce la responsabilità e l'incriminabilità individuale (Articolo 25, Paragrafi 1 e 2 dello Statuto).
Gli Statuti del TPI rendono inutilizzabili i tentativi da parte dell'Amministrazione degli Stati Uniti d'America di obbligare nazioni più piccole a "patti di immunità" bilaterali.
Inoltre, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha stabilito che il Governo degli Stati Uniti, quindi la maggior parte degli imputati, non avrebbe potuto e non avrebbe dovuto decidere da solo la giurisdizione del TPI nei propri confronti.
Questa decisione è stata presa per ottime ragioni: si può solo immaginare cosa sarebbe successo se i principali imputati dei Processi di Norimberga avessero avuto la facoltà di scegliere se presentarsi o meno davanti al Tribunale di Norimberga.
Per questi motivi gli imputati, anche se cittadini degli Stati Uniti, sono tuttora soggetti alla facoltà del Tribunale Penale Internazionale di comminare condanne.
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 10:37 pm
Le seguenti persone provenienti da nazionalità e settori corporativi, militari e politici differenti, sono gli accusati dei crimini di questo appello:
1. George W. Bush, Presidente degli STATI UNITI. E' il principale esecutore politico degli interessi del cartello farmaceutico e petrolchimico. E' il principale esecutore politico dei crimini di guerra contro l'Iraq e degli altri crimini di questo appello.
2. Anthony Charles Lynton ("Tony") Blair, primo ministro del Regno Unito. E' la testa e l'esecutore politico di questi atti criminali oltre ad essere complice di George W. Bush nell'aver commesso i crimini elencati in questo appello.
3. Richard Bruce ("Dick") Cheney, vice-presidente degli STATI UNITI. Cheney era direttore generale della compagnia petrolifera Haliburton & Company di Dallas, Texas. Dopo la conquista dell'Iraq, la Haliburton é stata la promotrice del saccheggio economico in Iraq sotto il falso pretesto della ricostruzione.
4. Donald Rumsfeld, segretario alla difesa. Rumsfeld era direttore generale di parecchie compagnie farmaceutiche e biotecnologiche, tra le altre anche la G.D.Searle, oggi parte della Pharmacia. Per parecchie decadi, ha avuto il ruolo di organizzatore strategico del "business farmaceutico della malattia". Ha ricevuto parecchi riconoscimenti dall'industria farmaceutica. Al fianco di George W. Bush, Donald Rumsfeld e' stato uno dei principali istigatori alla guerra d'aggressione nei confronti dell'Iraq.
5. John Ashcroft, Avvocato generale degli STATI UNITI. E' uno degli strateghi della legge cosiddetta "Homeland Security Act", uno degli strumenti organizzativi tramite il quale gli accusati stanno sistematicamente minando i diritti civili degli abitanti degli Stati Uniti. E' responsabile della legislazione protezionista che assegna essenzialmente l'immunità all'industria farmaceutica dall'essere giudicata responsabile per i crimini commessi negli Stati Uniti.
6. Tom Ridge, segretario dell'Homeland Security, complice di John Ashcroft nella cementazione del controllo politico ed economico da parte degli accusati con lo scopo di continuare il loro commercio senza scrupoli basato sulla malattia e altri crimini, minando sistematicamente i diritti civili degli Stati Uniti.
7. Condoleezza Rice, Consigliere di Sicurezza degli STATI UNITI. Ex direttore del gigante petrolchimico Chevron, promotrice della guerra d'aggressione degli accusati.
Nel settore farmaceutico, le seguenti compagnie sono accusate:
1. Pfizer Inc., il direttore generale Dott. Henry A. McKinnell, altri quadri esecutivi ed il suo consiglio d'amministrazione.
2. Merck & Co. inc., il direttore generale Raymond V. Gilmartin, altri quadri esecutivi ed il consiglio d'amministrazione.
3. GlaxoSmithKline PLC, il direttore generale Dott. Jean-Pierre Garnier, gli altri quadri ed il consiglio d'amministrazione.
4. Novartis AG, il direttore generale Dott. Daniel Vasella, gli altri quadri ed il consiglio d'amministrazione.
5. Amgen Inc., il direttore generale Kevin Sharer, gli altri quadri ed il consiglio d'amministrazione.
6. Astra Zeneca, il direttore generale Sir Tom McKillop, gli altri quadri ed il consiglio d'amministrazione.
7. Eli Lilly e Company, il direttore generale Sidney Taurel, gli altri quadri ed il consiglio d'amministrazione.
8. Abbott Laboratories, il direttore generale Miles D. White, gli altri quadri ed il consiglio d'amministrazione.
9. Altre compagnie farmaceutiche , i loro capi esecutivi e i vari consigli d'amministrazione che effettuano e promuovono il "business per investimento della malattia" ed altri crimini.
Nel settore petrolchimico, le seguenti società ed i loro esecutivi vengono accusate:
1. ExxonMobil Corporation, il direttore generale Lee R. Raymond, gli altri quadri ed il relativo consiglio d'amministrazione.
2. British-Petroleum (BP), il direttore generale Lord Browne of Madingley, FREng, gli altri quadri ed il relativo consiglio d'amministrazione.
3. Chevron Texaco Corp., il direttore generale David O'Reilly, gli altri quadri ed il relativo consiglio d'amministrazione.
4. Altre aziende petrolchimiche che traggono beneficio dal saccheggio e dalla distruzione della guerra d'aggressione contro l'Iraq.
I gruppi finanziari dietro queste multinazionali corporative:
1. The Rockefeller Financial Group e i membri della famiglia Rockefeller per aver tratto beneficio dai crimini commessi.
2. The Rothschild Group e tutti i relativi membri che traggono beneficio finanziario dai crimini commessi.
3. The JP Morgan Group e i membri che traggono beneficio finanziario dai crimini commessi.
4. La Commissione trilaterale ed i relativi membri , un gruppo fondato da David Rockefeller per coordinare gli interessi dei gruppi d'investimento nelle tre zone del mondo, U.S.A, Europa e Giappone - da cui il nome "trilaterale" - compresi tutti i membri di questa commissione, colpevoli individualmente di aver partecipato a questi crimini o di trarre beneficio dal loro finanziamento.
5. I membri di altri gruppi corporativi e d'interesse che nel corso di ulteriori indagini verranno trovati colpevoli di aver partecipato attivamente a questi crimini o per averne tratto beneficio finanziario personale.
6. J.P. Morgan Chase Bank, il direttore generale William B. Harrison Jr., gli altri quadri ed il relativo consiglio d'amministrazione.
7. Altre istituzioni finanziarie i loro capi esecutivi, i relativi consigli d'amministrazione, gli azionisti ed altri che nel corso di ulteriore indagini verranno trovati colpevoli di aver partecipato attivamente a questi crimini o per averne tratto beneficio finanziario personale.
8. Personaggi politici dei vari organismi nazionali ed internazionali che nel corso di ulteriori indagini verranno trovati colpevoli di aver partecipato attivamente a questi crimini o per averne tratto beneficio finanziario personale.
9. Personaggi militari che hanno partecipato, o che nel corso di ulteriori indagini verranno trovati colpevoli di aver partecipato attivamente a questi crimini o per averne tratto beneficio finanziario personale.
10. Quadri dell'industria farmaceutica che nel corso di ulteriori indagini verranno trovati colpevoli di aver partecipato attivamente a questi crimini o per averne tratto beneficio finanziario personale.
11. Personaggi del settore mediatico che nel corso di ulteriori indagini verranno trovati colpevoli di aver partecipato attivamente a questi crimini o per averne tratto beneficio finanziario personale.
12. Qualsiasi altra persona, organizzazione o gruppo specifico che nel corso di ulteriori indagini verranno trovati colpevoli di aver partecipato attivamente a questi crimini o per averne tratto beneficio finanziario personale.
Trattati internazionali applicabili a questo appello
Oltre che allo "Statuto di Roma" della Corte di Giustizia Internazionale, le gravi accuse di questo appello, sono applicabili anche ai seguenti trattati e dichiarazioni internazionali :
* Il trattato delle Nazioni Unite
* La Dichiarazione dei diritti dell'uomo dell'8 dicembre del 1948
* La Convenzione di Ginevra sui diritti dell'uomo del 12 agosto del 1949
* La Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio del 12 gennaio del 1951
* La Convenzione sulla non applicabilità delle limitazioni statutarie per i crimini di guerra e per i crimini contro l'umanità del 1968
* I principii di cooperazione internazionale per il rilevamento, l'arresto, l'estradizione e la punizione delle persone colpevoli di crimini di guerra e crimini contro l'umanità del 1973
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 10:39 pm
Bari, ventidue arresti fra medici, farmacisti e informatori scientifici.
In quattro anni rubati cinque milioni di euro alla Sanità.
"Ricette anche ai morti".
Maxi-truffa ai danni delle Asl.
Ai medici andavano viaggi esotici, percentuali o 5000 euro al mese.
Controlli in tutta Italia, 170 indagati, perquisite 5 case farmaceutiche.
BARI - Viaggi, computer e migliaia di euro in contanti in cambio di ricette false e quintali di farmaci costosi, dai salvavita al Viagra, che poi finivano nei cassonetti dell'immondizia. Una triade composta da informatori scientifici, medici e farmacisti ha truffato il servizio sanitario nazionale per 5 milioni di euro in 4 anni. Il quartier generale dell'organizzazione era Bari, dove ieri sono scattati 22 arresti. Chiuse anche due farmacie. I terminali di un business gigantesco. A muovere i fili della megatruffa delle ricette fantasma, infatti, secondo gli inquirenti, sarebbero state le grandi case farmaceutiche dalla Glaxo, Pfizer, Bracco, Maxfarmaco e Luxfarmaco. Tutte le sedi perquisite. Centosettanta gli indagati in tutta Italia, controlli in Lazio, Lombardia, Veneto, Toscana.
Il trucco? Gli informatori scientifici, spronati dai loro capi-area, chiedevano ai medici di prescrivere centinaia di confezioni del farmaco che sponsorizzavano. In cambio offrivano viaggi in Polinesia, Africa, Australia o direttamente i soldi: il 10-12 per cento del costo di ogni medicinale prescritto, oppure 5.000 euro al mese. I medici intascavano il regalo e poi compilavano ricette in serie con il nome di pazienti ignari, spesso esenti da ticket, o morti. Le ricette inventate ad hoc (un medico è arrivato a prescrivere a un paziente 76 volte lo stesso farmaco in un giorno) venivano consegnate a farmacisti conniventi, che ricevevano poi i rimborsi dal servizio sanitario nazionale. Così il cerchio si chiudeva.
Vittime di questo "giochetto" erano i pazienti inconsapevoli dell'ingegnoso meccanismo, costruito apposta per far arricchire i vertici della piramide. "I colletti bianchi ricchi", come li chiama il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano. Il meccanismo, infatti, serviva per far lievitare nelle classifiche di vendita il medicinale di questa o quella casa farmaceutica. Così la ditta cresceva, l'informatore prendeva il premio di produzione, il medico il regalo e tutti ne traevano vantaggio. "L'organizzazione era come un grande squalo bianco che più mangiava e più aveva fame" dice il colonnello Alessio Pischedda, comandate dei Nas. Ma alla fine del ciclo i farmaci che fine facevano? "All'inizio avevamo pensato a complicati metodi di smaltimento e a traffici internazionali - dice il pm titolare dell'inchiesta, Ciro Angelillis - Ma presto abbiamo capito che finivano nel posto più semplice e più pericoloso: nell'immondizia".
La maxi operazione portata a termine ieri, dai carabinieri dei Nas e del comando provinciale di Bari e dalla polizia municipale, è la terza, dopo quelle di Verona e Torino, nel giro di pochi mesi, che scoperchia il pentolone delle truffe con le false ricette mediche. E gli inquirenti assicurano che è solo l'inizio. Ma il ministro per le Salute Girolamo Sirchia, da Bruxelles, sceglie la prudenza: "Si tratta di vicende deplorevoli, ma bisogna distinguere i comportamenti individuali da quelli generali".
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 10:51 pm
I capi d'accusa.
Le accuse di questo appello si riferiscono ai crimini di due campi principali:
1) I crimini perpetrati dal "business farmaceutico della malattia" che comprendono il crimine di genocidio e altri crimini contro l'umanità.
2) I crimini si riferiscono alla recente guerra contro l'Iraq e all'escalation internazionale verso una guerra mondiale, che comprendono i crimini di guerra, di aggressione e altri crimini contro l'umanità.
Questi due capi d'accusa sono direttamente collegati perché si commettono nel nome e nell'interesse degli stessi gruppi di investimento corporativo e dei loro consegnatari politici. Gli imputati sono accusati dei più gravi crimini commessi contro tutta l'umanità e sono quindi conformi al principio del procedimento giudiziario internazionale.
1. Crimini commessi in relazione "al business farmaceutico della malattia"
1. Il crimine di Genocidio
Gli accusati sono colpevoli di genocidio per il quale sono processabili secondo l'articolo 6 dello statuto ICC. Questo include i seguenti crimini specifici, ma non è limitato ad essi:
1. Genocidio per omicidio (articolo 6a)
2. Genocidio per aver causato gravi danni fisici o mentali (articolo 6b)
3. Genocidio per aver imposto deliberatamente condizioni di vita tali da comportare distruzione fisica. (articolo 6c)
2. Crimini Contro Umanità
Gli accusati sono colpevoli del crimine di genocidio per il quale sono processabili secondo l'articolo 7 dello statuto ICC. Questo include i seguenti crimini specifici, ma non è limitato ad essi:
1. Crimine di assassinio contro l'umanità (articolo 7a)
2. Crimine di sterminio contro l'umanità (articolo 7b)
3. Crimine di schiavizzazione contro l'umanità (articolo 7c)
4. Crimine di severa privazione della libertà fisica contro l'umanità articolo 7e)
5. Crimine di altri atti inumani contro l'umanità (articolo 7k)
Sommario della conferma delle accuse rispetto ai crimini relativi al "Business farmaceutico della malattia" (accuse 1.1. - 1.2.)
1. Gli accusati hanno volutamente e sistematicamente mantenuto le malattie cardiovascolari, compresa la pressione sanguigna alta, gli attacchi di cuore, le complicazioni diabetiche e altre malattie ancora, il cancro, le malattie contagiose - compreso l'AIDS, l'osteoporosi e molte altre delle malattie comuni e attuali e che sono riconosciute come in gran parte prevenibili attraverso l'utilizzo dei nutrienti naturali. Gli accusati hanno deliberatamente causato l'inutile sofferenza e la morte prematura di centinaia di milioni di persone.
2. Gli accusati sistematicamente e deliberatamente impediscono l'estirpazione delle malattie cardiovascolari, del cancro e di altre malattie ostruendo e bloccando la diffusione delle informazioni salva-vita riguardanti i benefici salutari delle terapie naturali e per questo motivo non-brevettabili. Gli accusati, quindi, hanno deliberatamente causato l'inutile sofferenza e la morte prematura di centinaia di milioni di persone.
3. Gli accusati deliberatamente e sistematicamente aumentano le malattie attuali, creando inoltre delle nuove malattie causate dalla produzione e dalla vendita dei preparati farmaceutici con effetti collaterali a breve termine di poco rilievo, ma con degli effetti secondari a lungo termine ben conosciuti e nocivi. Quindi gli accusati hanno deliberatamente causato l'inutile sofferenza e la morte prematura di centinaia di milioni di persone.
Informazioni dettagliate vengono fornite nella sezione delle prove.
2 Crimini specifici commessi in relazione alla guerra contro l'Iraq e l'attuale crisi internazionale
Gli accusati sono colpevoli del crimine di genocidio per il quale sono responsabili e processabili secondo l'articolo 6 dello statuto ICC. Sotto i termini di questo statuto, il genocidio implica uno qualsiasi dei seguenti atti commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, una nazione, un gruppo etnico, razziale o religioso. Questo include i seguenti crimini specifici, ma non è limitato ad essi:
1. Genocidio per uccisione (articolo 6a)
3. Genocidio per aver imposto deliberatamente condizioni di vita tali da comportare distruzione fisica (articolo 6c)
2. Crimini contro l'umanità
Sotto i termini dell'articolo 7 dello Statuto di Roma, sono considerati crimini contro l'umanità ognuno dei seguenti atti, commessi come parte di un attacco diffuso o sistematico contro tutta la popolazione civile, con consapevolezza dell'attacco. Questo include i seguenti crimini specifici, ma non è limitato ad essi:
1. Crimini di omicidio contro l'umanità (articolo 7a)
2. Crimini di sterminio contro l'umanità (articolo 7b)
3. Crimini di schiavizzazione contro l'umanità (articolo 7c)
4. Crimini contro l'umanità, di deportazione o di trasferimento forzato della popolazione (articolo 7d)
5. Crimini contro l'umanità, di imprigionamento o altra brutale privazione della libertà personale (articolo 7e)
6. Crimini contro l'umanità di altri atti inumani di natura simile che causano intenzionalmente grandi sofferenze, o seri danni corporali o della salute mentale o fisica. (articolo 7k)
3. Crimini di guerra
Secondo i termini dell'articolo 8 dello Statuto di Roma, i crimini di guerra rappresentano una grave violazione delle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 (Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra, Convenzione di Ginevra per la protezione dei civili in tempo di guerra). I crimini di guerra, secondo i termini dello statuto, includono ma non sono limitati a:
1. Crimine di guerra per assassinio volontario (l'articolo 8(2)(a)(i))
2. Crimine di guerra per tortura (l'articolo 8(2)(a)(ii)-1)
3. Crimine di guerra per il trattamento inumano (l'articolo 8(2)(a)(ii)-2)
4. Crimine di guerra per esecuzione di esperimenti biologici (l'articolo 8(2)(a)(ii)-3)
5. Crimine di guerra per aver causato volontariamente grandi sofferenze (l'articolo 8(2)(a)(iii))
6. Crimine di guerra per distruzione e appropriazione della proprietà (l'articolo 8(2)(a)(iv))
7. Crimine di guerra per aver negato una valida prova (l'articolo 8(2)(a)(vi))
8. Crimine di guerra per la deportazione e il trasferimento illegale (l'articolo 8(2)(a)(vii)-1)
9. Crimine di guerra per relegazione illegale (l'articolo 8(2)(a)(vii)-2)
10. Crimine di guerra per aver preso degli ostaggi (l'articolo 8(2)(a)(viii))
11. Crimine di guerra per attacco sui civili (l'articolo 8(2)(b)(i))
12. Crimine di guerra per attacco di oggetti civili (l'articolo 8(2)(b)(ii))
13. Crimine di guerra per la morte, ferite o danni fortuiti eccessivi (l'articolo 8(2)(b)(iv))
14. Crimine di guerra per l'attacco di luoghi indifesi (l'articolo 8(2)(b)(v))
15. Crimine di guerra per aver ucciso o ferito persone estranee al combattimento (l'articolo 8(2)(b)(vi))
16. Crimine di guerra per mutilazione (l'articolo 8(2)(b)(x)-1)
17. Crimine di guerra per la distruzione o il danneggiamento grave delle proprietà del nemico (l'articolo 8(2)(b)(xiii))
18. Crimine di guerra per aver privato in maniera ostile i cittadini del diritto all'alimentazione (l'articolo 8(2)(b)(xiiv))
19. Crimine di guerra per l'utilizzo di veleni o di armi avvelenate (l'articolo 8(2)(b)(xvii))
20. Crimine di guerra per l'impiego di pallottole proibite (l'articolo 8(2)(b)(xix))
21. Crimine di guerra per gli oltraggi della dignità personale (l'articolo 8(2)(b)(xxi))
22. Crimine di guerra per inedia utilizzata come metodo di guerra (l'articolo 8(2)(b)(xxv))
23. Crimine di guerra per omicidio (l'articolo 8(2)(c)(i)-1)
24. Crimine di guerra per trattamento crudele (l'articolo 8(2)(c)(i)-3)
Il riassunto della conferma delle accuse di questi crimini ha messo in relazione la guerra d' aggressione contro l'Iraq e l'attuale crisi internazionale (accuse 2.1.1. - 2.3.24)
1. Gli accusati hanno volutamente iniziato una guerra d'aggressione contro l'Iraq senza nessun mandato internazionale.
2. Gli accusati hanno deliberatamente intensificato una situazione di crisi internazionale che include uno stato di guerra psicologica e l'attuale regime militare. L'obiettivo di questa strategia di intensificazione è di creare uno stato di emergenza globale che permetta l'abbandono dei diritti civili a livello mondiale e l'instaurare di leggi protezioniste di vasta portata. La guerra di aggressione contro l'Iraq con il pretesto di una lotta globale contro il "terrorismo" e la crociata sulla proliferazione delle armi di distruzione di massa fanno parte di questa strategia.
3. Gli accusati hanno deliberatamente commesso i crimini di genocidio, omicidio, mutilazione e altri danni corporali e mentali gravi, durante la loro guerra d'aggressione contro la popolazione Irachena.
4. Gli accusati hanno volontariamente commesso i crimini di distruzione e di grave danneggiamento della proprietà pubblica e privata, durante e dopo questa guerra d'aggressione. L'Iraq è il secondo paese più ricco di petrolio al mondo e questi giacimenti vengono saccheggiati da parte degli accusati per profitti privati.
I particolari vengono documentati nella sezione prove.
Messaggio da panorama » sab gen 22, 2011 10:54 pm
Le prove per le accuse contenute in questo appello si riferiscono inoltre a due principali crimini:
1) Prove del genocidio e di altri crimini contro l'umanità commessi in relazione al "business farmaceutico della malattia".
2) Prove dei crimini di guerra, per aggressione e di altri crimini contro l'umanità commessi in relazione alla guerra contro l'Iraq e l'escalation della crisi internazionale per approdare ad una guerra mondiale.
Prova di genocidio e di altri crimini contro l'umanità commessi in relazione al "business farmaceutico della malattia"
La prova specifica è rappresentata dal fatto che gli accusati sono deliberatamente responsabili del mantenimento e della diffusione delle malattie, causando volontariamente nuove malattie così come la diffusione e l'utilizzo di medicinali che una volta registrati per una malattia vengono utilizzati anche per tante altre.
Per raggiungere questi obiettivi, gli accusati hanno strategicamente progettato, effettuato, condotto e organizzato uno schema di frode di affari su scala globale che per la sua portata economica non e' paragonabile a nessun altro avvenimento conosciuto dal genere umano.
1. La diffusione intenzionale della malattia
La seguente prova specifica è supportata dal fatto che la maggior parte delle malattie comuni vengono deliberatamente mantenute e diffuse dagli accusati, malgrado il fatto che queste malattie potrebbero essere evitate efficacemente e in gran parte eliminate, risparmiando milioni di vite.
1. Coronaropatie
La causa primaria degli attacchi di cuore e delle coronaropatie è l'indebolimento strutturale e l'alterazione delle funzioni delle pareti dell'arteria stessa, che - come nello scorbuto - si sviluppa a causa di una carenza prolungata di vitamine e di altre sostanze nutrienti essenziali.
Per contro, i metodi farmaceutici per la prevenzione ed il trattamento delle malattie cardiovascolari ignorano deliberatamente l'effettiva causa del problema focalizzando sul solo trattamento dei sintomi, come per esempio la riduzione del colesterolo presente nel sangue.
Mentre volutamente non curano le malattie per le quali vengono venduti, gli effetti collaterali e dannosi dei medicinali farmaceutici provocano nuove malattie. Il tributo delle morti registrate in tutto il mondo, causate dalle malattie cardiovascolari, come conseguenza di questi crimini intenzionali commessi dagli accusati è al di sopra dei 12 milioni di vite all'anno.
2 Pressione alta
La causa principale dell'alta pressione sanguigna è un'aumentata tensione delle pareti arteriose dovuta a una carenza di sostanze nutritive essenziali nelle cellule dei muscoli lisci delle arterie, che conduce a un restringimento del diametro delle arterie e a un aumento della pressione sanguigna. È disponibile un'ampia casistica di studi clinici che documentano i benefici di micronutrienti non brevettabili, in particolare dell'aminoacido arginina e del magnesio. Questi correggono la carenza nelle milioni di cellule delle pareti vascolari, rilassando le pareti dei vasi sanguigni, aumentandone il diametro e aiutando a normalizzare l'alta pressione sanguigna.
4 Battito irregolare
La causa principale dell'irregolarità cardiaca è la mancanza dei micronutrienti, vitamine, minerali, ubiquinone ed altri elementi che funzionano da trasportatori bioenergetici per milioni di cellule elettriche del muscolo cardiaco. Questo provoca un'alterata generazione o conduzione degli impulsi elettrici richiesti per un normale battito cardiaco. Un recente studio placebo-controllato a doppio cieco ha documentato inequivocabilmente che l'uso terapeutico dei micronutrienti è un metodo sicuro, efficace ed economico per correggere il battito irregolare del cuore e riportarlo ad uno stato di salute.
Al contrario, i metodi farmaceutici per il trattamento del battito cardiaco irregolare ignorano deliberatamente questo fatto focalizzando sui sintomi. I medicinali contro l'aritmia venduti per trattare il battito irregolare del cuore spesso peggiorano il problema, causando anche l'arresto cardiaco e la morte prematura dei pazienti.
Una decina di anni fa l'autore Thomas Moore documentò nel suo libro "Deadly Medicine" (Medicina Mortale) che una nuova classe di farmaci sviluppati per curare l'aritmia negli U.S.A. provocò - da sola - più morti rispetto ai militari statunitensi caduti in Vietnam. In tutto il mondo, oltre cento milioni di pazienti che soffrono di battito cardiaco irregolare rimangono senza cure, morendo prematuramente per colpa delle azioni dirette degli accusati.
E' un dato di fatto scientifico che tutti i tumori si propagano in base allo stesso meccanismo, l'uso di enzimi che assimilano il collagene (collagenasi, metalloproteinasi). L'uso terapeutico dell'aminoacido naturale lisina, specialmente insieme ad altri micronutrienti non brevettabili, può bloccare questi enzimi e quindi inibire la diffusione di cellule cancerogene. Tutti i tipi di cancro studiati finora rispondono a quest'approccio terapeutico: cancro al seno, alla prostata, ai polmoni, alla pelle, fibroblastoma, cancro sinoviale e qualsiasi altra forma di tumore.
La vendita dei prodotti farmaceutici per pazienti malati di cancro è stata particolarmente fraudolenta e dolosa. Con il pretesto di curare il cancro usando la copertura della "chemio-terapia", vengono somministrate ai pazienti sostanze altamente tossiche, compresi i derivati del gas della senape (Iprite - gas vescicante e altamente tossico utilizzato come componente bellico fin dalla prima guerra mondiale - n.d.r.). Il fatto che questi agenti tossici distruggano milioni di cellule sane nel corpo e' una questione volutamente calcolata.
Conoscendo ciò, sono state deliberatamente previste le seguenti conseguenze: primo, il cancro si sarebbe diffuso come epidemia globale, fornendo le basi economiche per un duraturo business multimiliardario su questa malattia; secondo, l'applicazione sistematica di agenti tossici in forma di chemioterapia causa la diffusione di nuove malattie nei pazienti afflitti da tumore che ricevono queste sostanze tossiche.
Come conseguenza di questa strategia, il mercato farmaceutico per trattare i pericolosi effetti collaterali dei farmaci utilizzati per la chemioterapia - comprese le infezioni, infiammazioni, emorragie, collasso degli organi, ecc. - è ancora più grande del business della chemioterapia in se. Quindi, gli accusati hanno applicato e organizzato la loro strategia basata sull'inganno e sulla sofferenza delle centinaia di milioni di pazienti malati di cancro, con uno scopo soltanto: il loro arricchimento finanziario.
6 AIDS e altre malattie contagiose
Simili ed intenzionali schemi d'inganno sono stati utilizzati per il trattamento di una delle epidemie più mortali della storia umana: l'AIDS. Già 10 anni fa, studi scientifici hanno dimostrato che la vitamina C può ridurre la replica del Virus HIV, di oltre il 99%. Questo fatto è noto agli imputati da oltre dieci anni.
Deliberatamente ignorando ed escludendo questo trattamento non-brevettabile sicuro ed economico, gli accusati hanno sviluppato medicinali brevettati per il trattamento dell'AIDS, con degli effetti collaterali gravi e - grazie a brevetti dai costi esorbitanti - troppo cari per la maggioranza della gente di questo pianeta. Quindi, applicando il loro schema criminale d'affari, gli accusati sono colpevoli di mettere a rischio la vita e di causare la morte di centinaia di milioni di persone in Africa, in America del Sud, in Asia e tutte le altre regioni del mondo.
Nascondendo queste informazioni salvavita riguardanti le alternative naturali e non-brevettabili per impedire e combattere le malattie contagiose, hanno portato non soltanto alla morte milioni di persone, ma anche alla rovina delle economie di molti paesi in via di sviluppo. Come risultato diretto, l'attuale gap dell'economia mondiale si aggrava drammaticamente. Queste nazioni vengono volutamente poste in un conflitto che possono soltanto perdere.
7 Altre malattie
Similmente, altre malattie degenerative, infiammatorie, infettive e molte delle più comuni malattie di oggi continuano ad esistere soltanto come problemi sanitari, perché gli imputati li hanno definiti e li proteggono come mercato per il loro "business criminale della malattia".
2. PROVE DEI PIANI DI VENDITA CRIMINALI DA PARTE DEGLI IMPUTATI
1 Diffusione deliberata delle malattie e creazione di nuove malattie nei pazienti allo scopo di espandere i mercati dei farmaci
Altri medicinali. Poiché il brevetto è il presupposto per gli investimenti nel commercio farmaceutico, tutti i medicinali tipici sono composti da molecole sintetiche (quindi brevettabili - n.d.r.), tossiche per il corpo umano. Per quasi tutti i farmaci e' valido lo stesso principio fraudolento d'affari - alleviare i sintomi nell'immediato causando allo stesso tempo dei danni e generando gradualmente nuove malattie come base per nuovi mercati farmaceutici.
3 L'espansione dei mercati dei medicinali a nuove malattie
Questi sono solamente alcuni esempi delle pratiche utilizzate dagli accusati per espandere sistematicamente l'uso delle loro droghe per altre malattie. In effetti questo schema di vendita non e' l'eccezione, ma bensì la regola. La lista dei crimini commessi in questo contesto dovrebbe essere emendata e completata in un successivo approfondimento.
4 Crimini connessi alla sistematica infiltrazione in vari settori della società allo scopo di facilitare l'esecuzione di questi crimini
Gli imputati si sono volontariamente e sistematicamente infiltrati, con l'abuso, nel Parlamento Europeo e in altri organismi quali le Organizzazioni delle Nazioni Unite, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e altri organismi nazionali e internazionali per commettere i loro crimini contro l'umanità.
5 Crimini connessi all'ostruzionismo sistematico delle misure sanitarie efficaci e non brevettabili
1 - Nascondere informazioni salvavita sulle terapie naturali non brevettabili. Gli imputati hanno deliberatamente e sistematicamente occultato e impedito a milioni di persone di conoscere la nozione sanitaria fondamentale che il corpo umano non produce la vitamina C (acido ascorbico). Per la mancanza di questa conoscenza, quasi tutti gli esseri umani soffrono per la mancanza di vitamina C e sono soggetti a malattie cardiovascolari e di altro tipo. Allo stesso modo, gli imputati hanno sistematicamente e volontariamente impedito a milioni di persone di conoscere la nozione sanitaria fondamentale che il corpo umano non produce l'aminoacido naturale lisina. Per la mancanza di questa conoscenza, quasi tutti gli esseri umani soffrono per la mancanza di lisina e sono soggetti al cancro e ad altre malattie. In questo modo, gli imputati causano volontariamente altre inutili sofferenze e la morte prematura di milioni di persone.
2 - Screditare pubblicamente le terapie naturali non brevettabili. Gli accusati hanno volontariamente e sistematicamente ingannato le persone diffondendo informazioni false, fuorvianti e inventate che gettano discredito sulle terapie sanitarie non brevettabili, con l'obiettivo di proteggere ed espandere il loro "business con la malattia" basato su farmaci brevettati e di commettere altri crimini. In questo modo, gli imputati causano volontariamente altre inutili sofferenze e la morte prematura di centinaia di milioni di persone.
3 - Bandire la diffusione di informazioni sanitarie relative alle terapie naturali non brevettabili. Gli accusati hanno deliberatamente abusato della propria influenza politica cercando di implementare leggi a livello nazionale e internazionale per bandire di fatto la diffusione di informazioni sanitarie sulle terapie naturali non brevettabili. Allo stesso tempo, queste leggi cercano di fissare arbitrariamente un "tetto massimo" quantitativo molto basso per queste terapie naturali e sicure, in misura finalizzata a proibire il loro uso come agenti terapeutici naturali. Abusando della Commissione Codex Alimentarius delle Nazioni Unite, gli imputati hanno anche cercato di imporre queste leggi a tutti i paesi membri delle Nazioni Unite, cioè tutto il mondo.
1 Ora che tutti i pacifici sforzi per proteggere il "business farmaceutico della malattia" sono falliti, gli accusati stanno adottando un'altra strategia. Stanno volontariamente alimentando la crisi internazionale, comprese le guerre, per generare il presupposto psicologico e legale che gli permetterebbe un'esecuzione immediata e globale delle leggi protezioniste, cementando così la continuazione del loro "business della malattia" e tutti gli altri crimini di cui sono accusati.
Prove del genocidio, dei crimini di guerra e di altri crimini contro l'umanità commessi in connessione con la guerra di aggressione contro l'Iraq
Gli accusati stanno volontariamente commettendo il crimine di alimentare la crisi internazionale, comprese le guerre d'aggressione, che portano verso una guerra che richiederà l'utilizzo di armi di distruzione di massa.
Gli accusati stanno costantemente abusando della tragedia dell'11 settembre allo scopo di sviluppare un piano d'azione di crisi internazionale, che infine hanno usato come giustificazione per la loro guerra d'aggressione.
Inoltre, gli accusati hanno volontariamente e sistematicamente confiscato i giacimenti di petrolio e altre risorse naturali dell'Iraq allo scopo di sfruttarli per il proprio tornaconto. Quale copertura per i loro crimini, gli imputati diffondono la falsa giustificazione che la confisca delle risorse petrolifere avviene nell'interesse e per il beneficio del popolo iracheno.