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Timestamp: 2020-06-06 07:23:16+00:00
Document Index: 87434960

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 82', 'art. 87', 'sentenza ', 'art. 362', 'art. 378', 'art. 5', 'art. 99', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 24741 del 05/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24741 del 05/12/2016
Cassazione civile sez. un., 05/12/2016, (ud. 15/11/2016, dep. 05/12/2016), n.24741
sul ricorso 23135-2015 proposto da:
SOGESI S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore,
AZIENDA SANITARIA LOCALE (OMISSIS), in persona del Direttore generale
difende unitamente agli avvocati LELIA CAPOZZA e CARLO ANGELETTI,
BIOSTER S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore,
unitamente all’avvocato ANNA LAURA FERRARIO, per delega a margine
avverso la sentenza n. 2388/2015 del CONSIGLIO DI STATO, depositata
uditi gli avvocati Andrea ZANETTI, Anna Laura FERRARIO e Chiara
GEREMIA per delega dell’avvocato Stefano Vinti;
1.- Con la sentenza impugnata il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del TAR per il Piemonte con la quale è stato respinto il ricorso proposto dalla s.p.a. SO.GE.SI. avverso la Delib. Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Biella 1 aprile 2014, n. 239 e gli atti connessi, con la quale era disposta l’aggiudicazione definitiva alla s.p.a. BIOSTER del servizio di ricondizionamento, sterilizzazione e alta disinfezione dello strumentario chirurgico ed endoscopico presso i presidi dell’A.S.L. predetta, da aggiudicarsi con il metodo del prezzo più basso, ai sensi del D.Lgs. n. 163 del 2006, art. 82 per la durata complessiva di sei anni, con importo a base d’asta – di Euro 3.393.000,00.
Per quanto ancora interessa il Consiglio di Stato ha ritenuto – in estrema sintesi – che l’applicazione di quanto previsto dal D.Lgs. n. 163 del 2006, art. 87, comma 4, sull’obbligo di separata specificazione dei costi per oneri di sicurezza, non poteva ricondursi, ab relationem, al rinvio del capitolato di gara al predetto D.Lgs., richiamato in estremi ai fini della regolamentazione della gara. Talchè legittimamente l’Amministrazione aveva valutato l’offerta dell’aggiudicataria, priva della distinta indicazione dei predetti costi.
Contro la sentenza del Consiglio di Stato la s.p.a. SO.GE.SI. ha proposto ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 362 c.p.c. affidato a due motivi.
Resistono con controricorso l’Azienda Sanitaria Locale (OMISSIS) e la s.p.a. BIOSTER.
Nel termine di cui all’art. 378 c.p.c. la ricorrente e la società controricorrente hanno depositato memoria.
2.- Con i due motivi di ricorso la ricorrente deduce che la motivazione con cui il Consiglio di Stato ha respinto il vizio dedotto dalla SO.GE.SI. costituisce, alla luce delle inequivocabili prescrizioni del Capitolato speciale, che è un atto amministrativo a tutti gli effetti, una violazione dei limiti esterni della giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto, dietro una apparente interpretazione della lex specialis di gara, vi è stata in realtà una illegittima disapplicazione dell’atto amministrativo, nonostante la disapplicazione dell’atto amministrativo sia inibita al giudice amministrativo, essendo consentita unicamente al giudice ordinario, L. 20 marzo 1865, n. 2248, all. E, ex art. 5.
Inoltre, la illegittima disapplicazione del Capitolato di gara conduce anche ad un illegittimo eccesso di potere giurisdizionale rispetto alla sfera di attribuzioni della Pubblica Amministrazione, poichè spetta a questa dettare, nell’ambito della sua discrezionalità, le regole di partecipazione alle gare pubbliche, mentre il Consiglio di Stato, con l’impugnata decisione, ha in realtà ed in effetti sostituito alla regole di gara poste dall’Amministrazione, regole di gara da esso stesso poste e create.
Infine, l’impugnata decisione del Consiglio di Stato, stante il contrario principio di diritto precedentemente enunciato dall’Adunanza Plenaria (Sent. n. 3/2015, sull’obbligo di separata specificazione dei costi per oneri di sicurezza) e stante l’obbligo per la sezione a cui è assegnato il ricorso di rimettere la decisione alla Adunanza Plenaria se non condivide il principio di diritto enunciato da questa (art. 99 c.p.a.), appare anomala e/o abnorme e frutto di un radicale stravolgimento delle norme di riferimento, con conseguente violazione dei limiti esterni della giurisdizione.
Quella giurisdizione si è esplicata nella pronuncia di rigetto della domanda di annullamento di atti amministrativi – l’aggiudicazione definitiva alla s.p.a. BIOSTER del servizio indicato nel bando – in ordine alla legittimità dei quali il sindacato giurisdizionale incontestabilmente competeva al giudice amministrativo, che lo ha in concreto esercitato.
Infine, del tutto irrilevante – perchè fatto successivo alla sentenza impugnata – è la dedotta (con la memoria) condanna della società resistente (con sentenza non irrevocabile) al divieto di contrattare con la P.A., potendo tale circostanza assumere rilievo, semmai, ai fini della revoca dell’aggiudicazione e non fa venire meno l’interesse delle intimate a contraddire.