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Timestamp: 2018-03-19 07:38:52+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.208', 'art. 208', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 212', 'art 212', 'art 195', 'art. 212', 'art 1', 'art 195']

LA NUOVA DISCIPLINA SUI CENTRI DI RACCOLTA DECRETO MINISTERIALE 13/05/2009 a modifica del DECRETO MINISTERIALE 8/04/ PDF
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Geronima Alfieri
1 LA NUOVA DISCIPLINA SUI CENTRI DI RACCOLTA DECRETO MINISTERIALE 13/05/2009 a modifica del DECRETO MINISTERIALE 8/04/2008 Presentazione della nota esplicativa elaborata dal gruppo di lavoro Sezione Regionale Lombardia Albo Gestori Ambientali Provincia di Milano Settore rifiuti e bonifiche in collaborazione con Regione Lombardia, ANCI e ANCITEL
2 LA NUOVA DISCIPLINA SUI CENTRI DI RACCOLTA Riferimenti normativi Decreto Ministeriale 13 Maggio 2009 (G.U. n. 165 del 18/07/2009) che ha modificato il Decreto Ministeriale 8 Aprile 2008 Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato - Articolo 183, comma 1, lettera cc) del Decreto legislativo. 152/2006 Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i. (Norme in materia ambientale), in particolare articoli 183 comma 1, lettera cc) (definizione del centro di raccolta) 184, 195, 198 (criteri di assimilazione dei rifiuti urbani), 212 comma 8 (trasporto dei propri rifiuti come parte integrante ed accessoria dell organizzazione produttore iniziale) art. 4 - quinquies lett. b), Legge 205/2008 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, recante misure urgenti per il rilancio competitivo del settore agroalimentare ) Decreto Ministeriale 28 aprile 1998, n. 406 (Regolamento recante norme di attuazione di direttive dell'unione Europea, avente ad oggetto la disciplina dell'albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti) Deliberazione del Comitato Nazionale dell Albo Gestori Ambientali, n. 2 del 20 Luglio 2009 (criteri e requisiti per l iscrizione all Albo nella Categoria 1 per lo svolgimento dell attività di gestione dei centri di raccolta) Premessa Impianti per la raccolta differenziata, cosa cambia? Decreto Ministeriale 8 ottobre 1996, modificato con Decreto Ministeriale 23 aprile 1999, recante modalità di prestazione delle garanzie finanziarie per il trasporto dei rifiuti Considerata la prossima piena attuazione dei contenuti del Decreto Ministeriale 8 aprile 2008 (così come modificato e integrato dal Decreto Ministeriale 13 maggio 2009), si è ritenuto opportuno fornire uno strumento agile che permetta una lettura chiara della normativa di riferimento e quindi una sua applicazione uniforme sul territorio Alla ripetuta domanda, si può rispondere che ora viene riconosciuta a livello legislativo la possibilità di realizzare e gestire dei centri di raccolta comunali senza bisogno di autorizzazione ai sensi degli art.208 e 210 Decreto legislativo152/2006. A questo punto le attuali aree pubbliche attrezzate per il conferimento separato di rifiuti oggetto della raccolta differenziata sono distinte in due tipologie: - i centri di raccolta - le piattaforme autorizzate ai sensi degli art. 208 e 210 Decreto legislativo152/06 (impianti autorizzati alle operazioni R13 - D15 nei quali, a seconda dell autorizzazione, è possibile anche effettuare trattamenti del rifiuto conferito). I centri di raccolta operanti sulla base di disposizioni regionali o di enti locali si conformano alle disposizioni del Decreto Ministeriale 8 aprile 2008, e successive modifiche, entro il 30 giugno 2010(*). Qualora tali impianti risultino conformi alle disposizioni tecnico-gestionali previste dall'allegato 1 al Decreto Ministeriale 8 aprile 2008 e successive modifiche, non è necessario il rilascio di una nuova approvazione ai sensi dell'articolo 2, comma 1 del decreto medesimo. Le piattaforme di cui sopra (non conformi al Decreto Ministeriale per tipologie, CER e operazioni svolte) continuano a operare sulla base della loro autorizzazione. (*) il termine, inizialmente 18 gennaio 2010, è stato prorogato con legge 25/2010, articolo 8, comma 4-ter, in vigore dal 28 febbraio 2010) 2
3 Art. 1 Campo di applicazione Decreto Ministeriale 8 aprile 2008 e s.m.i. Cosa si intende per centro di raccolta Il decreto disciplina i centri di raccolta comunali o intercomunali. Essi sono costituiti da aree presidiate e allestite in conformità alle disposizioni tecnico gestionali contenute nel Decreto Ministeriale ove si svolge unicamente l attività di raccolta (raggruppamento) dei rifiuti urbani e assimilati elencati in Allegato I Paragrafo 4.2. Nei centri di raccolta non è permesso effettuare alcun tipo di trattamento del rifiuto (ad esempio cernita, smontaggi, triturazione, miscelazione, ecc ), ad eccezione delle operazioni di riduzione volumetrica (ad esempio compattazione della carta) per ottimizzare il successivo trasporto. Come deve essere svolta la raccolta La raccolta deve essere svolta mediante raggruppamento per frazioni omogenee per il successivo trasporto agli impianti di recupero, trattamento e, per le frazioni non recuperabili, di smaltimento, dei rifiuti urbani e assimilati elencati in allegato I, paragrafo 4.2. Chi può conferire i rifiuti ai centri di raccolta Possono conferire ai centri di raccolta le utenze domestiche e non domestiche (rifiuti speciali assimilati agli urbani) anche mediante i gestori del servizio pubblico, nonché gli altri soggetti tenuti in base alle vigenti normative settoriali al ritiro di specifiche tipologie di rifiuti dalle utenze domestiche (RAEE ritirati dai distributori ai sensi dell articolo 6, comma 1 del Decreto legislativo151/2005) Chi autorizza la realizzazione dei centri di raccolta La realizzazione, o l adeguamento, dei centri di raccolta e la loro regolamentazione è affidata al Comune territorialmente competente, che dispone in merito con propri atti, in conformità con la vigente normativa urbanistica ed edilizia. Il Comune da comunicazione alla Regione e alla Provincia della realizzazione o dell adeguamento dei centri di raccolta. Allo scopo di uniformare le modalità di comunicazione con la Regione e le Province, al presente documento viene allegato un modello per la trasmissione dei dati e dei documenti prodotti dal Comune Art. 2 Approvazioni e iscrizioni Decreto Ministeriale 8 aprile 2008 e s.m.i. Stabilisce gli adempimenti amministrativi per la realizzazione e gestione dei centri di raccolta Gestore del centro di raccolta Il soggetto che gestisce il centro di raccolta deve essere iscritto all Albo Nazionale Gestori Ambientali di cui all articolo 212 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, e successive modifiche, nella Categoria 1 Raccolta e trasporto dei rifiuti urbani di cui all articolo 8 del Decreto Ministeriale 28 Aprile 1998, n. 406 per l attività Gestione dei centri di raccolta 3
4 Deliberazione del Comitato Nazionale n. 2 del 20 Luglio 2009 Requisiti per l iscrizione I soggetti che intendono iscriversi all Albo nella Categoria 1 per lo svolgimento dell attività di gestione dei centri di raccolta devono: - essere iscritti al registro delle imprese o al repertorio economico e amministrativo (REA) - dimostrare la dotazione minima di personale addetto di cui all allegato 1 della deliberazione - dimostrare la qualificazione del personale secondo le modalità di cui all Allegato 2 della deliberazione - nominare almeno un responsabile tecnico in possesso dei requisiti di cui alla Delibera del Comitato Nazionale n. 3 del 16/07/ dimostrare la capacità finanziaria con la disponibilità degli importi di cui all Allegato 3 della deliberazione. Tale disponibilità si dimostra con le modalità di cui all art. 11, comma 2, decreto ministeriale 406/98 (documenti contabili) o con attestazione affidamento bancario come da Allegato 4 della deliberazione - prestare idonea garanzia finanziaria prevista per la cat. 1 dal decreto ministeriale 8 ottobre 1996, modificato con decreto ministeriale 23 aprile 1999 Integrazione categoria 1 Se l azienda è già titolare di un iscrizione all Albo in categoria 1, dovrà integrare l iscrizione medesima per l attività Gestione dei centri di raccolta dimostrando: - la dotazione minima del personale, - la qualificazione del personale, - la capacità finanziaria. Non sono tenuti a presentare ulteriori garanzie finanziarie salvo che l integrazione richiesta non comporti il cambio di classe. Centri di raccolta già operanti sulla base di disposizioni regionali o locali Per i gestori di centri di raccolta già operanti sulla base di disposizioni regionali o di enti locali, che si conformeranno al decreto ministeriale entro il 30 giugno 2010(*), la domanda di iscrizione/integrazione dovrà essere presentata come previsto dall art. 3 della deliberazione. Iscrizione delle imprese che avevano già presentato domanda ai sensi della Deliberazione del Comitato Nazionale del 29/07/2008 Queste devono presentare alla Sezione Regionale dell Albo competente una dichiarazione in carta libera con la quale esprimono la volontà di confermare la domanda già presentata (modello di cui all Allegato 6 della deliberazione del 20 Luglio 2009). I documenti allegati alla precedente domanda che hanno subito variazioni possono essere sostituiti o integrati. (*) il termine, inizialmente 18 gennaio 2010, è stato prorogato con legge 25/2010, articolo 8, comma 4-ter, in vigore dal 28 febbraio 2010) 4
5 Chi non è tenuto all iscrizione I Comuni che gestiscono direttamente i propri centri di raccolta (Circolare Albo Nazionale Gestori Ambientali n del ) Si precisa che le associazioni, cooperative, ONLUS, che intendono gestire i centri di raccolta devono essere iscritte al registro delle imprese o al REA ed ottenere l iscrizione all Albo. Si evidenzia che l impresa potrà conferire al centro di raccolta 1 esclusivamente i rifiuti autorizzati, ossia i codici CER contenuti nel provvedimento di iscrizione all Albo. Art. 212 comma 8 Decreto legislativo 152/2006 e s.m.i. Legge 205/2008, art. 4 -quinquies, lett. b) In particolare, l impresa iscritta all Albo ai sensi dell art. 212, co. 8, Decreto legislativo152/2006, modif. da Decreto legislativo 4/ sarà autorizzata a trasportare in qualità di produttore iniziale i rifiuti derivanti direttamente dalla sua attività principale, ossia quella denunciata al Registro delle Imprese o al REA. Si propone il seguente esempio. Un mobilificio non avrà nella sua iscrizione al trasporto i toner esausti, poiché tali rifiuti non derivano dall attività principale dell impresa (che è quella di mobiliere) ma da svolgimento di attività correlata che è evidentemente quella di ufficio. Ai sensi dell art 212, comma 8, ultimo periodo, del Decreto legislativo152/06 e s.m.i., l azienda sarà esentata dall obbligo di iscrizione all'albo per il trasporto dei propri rifiuti purché lo stesso trasporto sia esclusivamente finalizzato al conferimento al gestore del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani con il quale sia stata stipulata una convenzione. (1) Saranno conferibili al centro di raccolta (quindi i gestori dei centri di raccolta possono accettare) solo le frazioni ricomprese nell Allegato 1 punto 4.2 del decreto ministeriale s.m.i., relativi a rifiuti di origine domestica e assimilati agli urbani con le limitazioni indicate alla lettera e) del comma 2 dell art 195 D.lgs. 152/06, per cui sia stata attivata la raccolta. I rifiuti speciali, invece, che non rientrano nella tipologia dei rifiuti conferibili al centro di raccolta, dovranno essere trasportati presso impianti autorizzati (Dlgs 22/97, Dlgs 152/06 e Dlgs 59/05). (2) Chi può iscriversi al trasporto dei propri rifiuti art. 212 comma 8 D. Lgs 152/2006 come modificato dal D. Lgs. 4/2008? I produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonchè i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto di trenta chilogrammi o trenta litri al giorno dei propri rifiuti pericolosi, a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell'organizzazione dell'impresa dalla quale i rifiuti sono prodotti (omissis) Allegato 1 - Requisiti tecnico gestionali Dove possono essere localizzati E importante osservare che in quanto trattasi di aree per attività di raccolta di frazioni omogenee di rifiuti urbani e assimilati, possono non rispettare le distanze di tutela previste per gli altri impianti che trattano rifiuti, quali quelle da case sparse o centri abitati. Il sito scelto deve comunque essere in piena disponibilità da parte dell Ente e dovranno inoltre essere rispettati quei vincoli escludenti che derivano anche da altre normative di settore (ad esempio, distanze da pozzi ad uso acqua potabile, da corsi d acqua, fascia A e B PAI, cimiteri, ecc. ) o limitanti 5
6 (fasce di rispetto stradali, elettrodotti, di parco, ambientale, ecc. ). Nel caso in cui il sito individuato non abbia requisiti ottimali dovranno essere valutate delle misure compensative da mettere in atto nelle fasi di realizzazione e gestione dell impianto per limitarne l impatto sul tessuto urbano prossimo allo stesso (viabilità, decoro, problemi di carattere igienico sanitario, etc ). Il centro di raccolta deve essere localizzato in aree servite dalla rete viaria di scorrimento urbano per facilitare l'accesso degli utenti. Il sito prescelto deve avere viabilità adeguata per consentire l'accesso sia alle autovetture o piccoli mezzi degli utenti, sia ai mezzi pesanti per il conferimento agli impianti di recupero e/o smaltimento Requisiti del centro di raccolta Il centro di raccolta deve essere allestito nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dell'uomo e dell'ambiente, nonché di sicurezza sul lavoro. Le operazioni ivi eseguite non devono creare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo, la fauna e la flora, o inconvenienti da rumori e odori né danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse. Il centro di raccolta deve essere dotato di: - adeguata viabilità interna; - pavimentazione impermeabilizzata nelle zone di scarico e deposito dei rifiuti. In merito si ricorda che la diversa fruizione di parti della pavimentazione (destinata a transito dei mezzi e/o al deposito e movimentazione dei cassoni) richiede, al fine di garantire l efficacia dell impermeabilizzazione, di prevedere che parte della stessa possegga anche requisiti di resistenza fisica significativi (ad esempio in cls); - idoneo sistema di gestione delle acque meteoriche e di quelle provenienti dalle zone di raccolta dei rifiuti. Il centro di raccolta deve quindi essere conforme al R.R. 4 del 24 marzo recinzione di altezza non inferiore a 2 m; - adeguata barriera esterna, realizzata con siepi e/o alberature o schermi mobili, atta a minimizzare l'impatto visivo dell'impianto. Deve essere garantita la manutenzione nel tempo; - devono essere previsti sistemi di illuminazione e apposita ed esplicita cartellonistica, ben visibile per dimensioni e collocazione, che evidenzi le caratteristiche del centro di raccolta, le tipologie di rifiuti che possono essere conferiti, gli orari di apertura e le norme per il comportamento ; - in considerazione delle indicazioni in materia di sicurezza, è necessario prevedere un adeguato sistema di intervento in caso di incendio. Struttura e modalità di deposito del centro di raccolta (modalità tecniche di gestione del centro) Se nel centro, come sopradescritto, è consentito il solo conferimento di frazioni non pericolose queste devono essere raccolte in cassoni scarrabili/contenitori e/o platee impermeabilizzate e opportunamente delimitate. Nel caso di deposito dei rifiuti in cassoni scarrabili è opportuno prevedere la presenza della rampa carrabile almeno per il conferimento di materiali ingombranti o pesanti. Se nel centro, è consentito sia il conferimento delle frazioni non pericolose che di quelle pericolose, lo stesso dovrà avere oltre alle caratteristiche già esposte anche una zona protetta mediante copertura fissa o mobile dagli agenti atmosferici, attrezzata con contenitori posti su superficie 6
7 impermeabilizzata e dotata di opportuna pendenza, in modo da convogliare eventuali sversamenti accidentali ad un pozzetto di raccolta, a tenuta stagna; in alternativa ciascun contenitore destinato al conferimento dei rifiuti liquidi pericolosi deve avere una vasca di contenimento con capacità pari ad almeno 1/3 di quella del contenitore. Nel centro, le aree di deposito devono essere chiaramente identificate e munite di esplicita cartellonistica indicante le norme per il conferimento dei rifiuti e il contenimento dei rischi per la salute dell'uomo e dell'ambiente. In considerazione delle esigenze di contabilizzazione dei quantitativi in entrata ed uscita dal centro, come previsti dagli allegati 1a e 1b, è opportuno sia disponibile, anche in prossimità, una pesa carrabile. Il deposito dei rifiuti deve essere realizzato secondo modalità appropriate e in condizioni di sicurezza. Le eventuali riduzioni volumetriche effettuate sui soli rifiuti solidi non pericolosi (quali ad esempio la compattazione di carta, cartone, plastica, polistirolo) per ottimizzare il trasporto il deposito dei rifiuti recuperabili non deve modificarne le caratteristiche, compromettendone il successivo recupero. All'interno del centro di raccolta non possono essere effettuate operazioni di disassemblaggio di rifiuti ingombranti e di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Devono essere prese idonee misure per garantire il contenimento di polveri e di odori. Il centro di raccolta deve essere disinfestato periodicamente e devono essere rimossi giornalmente i rifiuti che si dovessero trovare all'esterno degli scarrabili/platee o all'esterno del centro. Nel centro deve inoltre essere garantita 1) la presenza di personale qualificato ed adeguatamente addestrato nel gestire le diverse tipologie di rifiuti conferibili, nonchè sulla sicurezza e sulle procedure di emergenza in caso di incidenti ; 2) la sorveglianza durante le ore di apertura. Le modalità di deposito dei rifiuti conferiti devono comunque garantire : - che siano evitati danni ai componenti che contengono liquidi e fluidi ; - che siano rispettate le norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose ; - i contenitori o i serbatoi fissi o mobili devono possedere adeguati requisiti di resistenza, in relazione alle proprietà chimico-fisiche ed alle caratteristiche di pericolosità dei rifiuti stessi, nonchè dei sistemi di chiusura accessori e dispositivi atti ad effettuare in condizioni di sicurezza le operazioni di riempimento, di travaso e di svuotamento ; - i rifiuti liquidi siano depositati in serbatoi o in contenitori mobili (ad esempio, fusti o cisternette) dotati di opportuni dispositivi antitraboccamento e contenimento, posti al coperto. I sistemi di carico e scarico dei liquidi dalle cisterne devono essere mantenuti in efficienza, al fine di evitare dispersioni nell'ambiente. Sui recipienti fissi e mobili deve essere apposta apposita etichettatura con l'indicazione del rifiuto contenuto, conformemente alle norme vigenti in materia di etichettatura di sostanze pericolose; - il deposito di oli minerali usati sia realizzato nel rispetto delle disposizioni di cui al D. Lgs. 95/1992 e succ. mod., e al decreto ministeriale 392/1996. In proposito si ricorda il limite di 500 l oltre il quale vi è l obbligo di applicazione dell allegato C al decreto ministeriale 392/1996; - il deposito degli accumulatori deve essere effettuato in appositi contenitori stagni dotati di sistemi di raccolta di eventuali liquidi che possono fuoriuscire dalle batterie stesse; 7
8 - i rifiuti pericolosi e i rifiuti in carta e cartone devono essere protetti dagli agenti atmosferici; - la frazione organica umida deve essere conferita in cassoni a tenuta stagna dotati di sistema di chiusura; - i rifiuti infiammabili devono essere depositati in conformità con quanto previsto dalla normativa vigente in materia. Si ricorda quindi di verificare, oltre alle corrette modalità di deposito, anche l assoggettamento o meno al Certificato Prevenzione Incendi ed alle procedure collegate; - i recipienti, fissi o mobili, utilizzati all'interno del centro di raccolta e non destinati ad essere reimpiegati per le stesse tipologie di rifiuti, devono essere sottoposti a trattamenti idonei a consentire le nuove utilizzazioni. Gestione dei RAEE Le frazioni riconducibili ai 5 raggruppamenti RAEE indicati nell Allegato A del decreto ministeriale 185/2007 (frigoriferi - raggr 1 ; grandi bianchi - raggr. 2 ; televisori /monitor - raggr 3 ; componenti elettronici - raggr 4 ; lampade al Ne - raggr 5) devono essere depositate in modo distinto ed omogeneo, in sicurezza per operatori e per le stesse apparecchiature. Si sottolinea che tali rifiuti devono essere depositati integri, e non possono esservi svolte operate di smontaggio di parti. In particolare, le apparecchiature non devono subire danneggiamenti che possano causare il rilascio di sostanze inquinanti o pericolose per l'ambiente o compromettere le successive operazioni di recupero. Al fine di garantire che la movimentazione all'interno del centro di raccolta avvenga senza rischi di rottura di specifiche componenti dei RAEE (circuiti frigoriferi, tubi catodici, eccetera) devono essere: a. scelte idonee apparecchiature di sollevamento escludendo l'impiego di apparecchiature tipo ragno; b. assicurata la chiusura degli sportelli e fissate le parti mobili; mantenuta l'integrità della tenuta nei confronti dei liquidi o dei gas contenuti nei circuiti. In merito a quanto previsto all art 1 del decreto ministeriale 8 aprile 2008 e s.m.i., potenzialmente riferibile a tale tipologia di rifiuto, si precisa che resta comunque imprescindibile il rispetto dei requisiti richiesti dal decreto ministeriale per i centri di raccolta, in assenza dei quali non è possibile prevedere il conferimento da parte di soggetti tenuti in base alle vigenti normative settoriali al ritiro di specifiche tipologie di rifiuti dalle utenze domestiche. Modalità amministrative di gestione del centro di raccolta Per i centri di raccolta non è prevista la figura del direttore tecnico di impianto ma solo quella del responsabile tecnico già dell azienda gestore. Devono essere adottate procedure di contabilizzazione dei rifiuti in ingresso, per quanto concerne le sole utenze non domestiche, e in uscita al fine della impostazione dei bilanci di massa o bilanci volumetrici, entrambi sulla base di stime in assenza di pesatura, attraverso la compilazione, eventualmente su supporto informatico, di uno schedario numerato progressivamente e conforme ai modelli di cui agli allegati Ia e Ib. Si precisa che l utilizzo di tali modelli asserve alla sola accettazione e contabilizzazione dei rifiuti nel centro, e non sostituisce in alcun modo l utilizzo del formulario per il trasporto dei rifiuti dove previsto. I dati relativi ai rifiuti in ingresso ed in uscita dal centro di raccolta devono essere trasmessi, su richiesta, agli enti di programmazione e di controllo. Il gestore dell'impianto di destinazione dei rifiuti in uscita dal centro di raccolta comunica al centro di raccolta conferente la successiva destinazione 8
9 delle singole frazioni merceologiche del rifiuto o delle materie prime seconde I rifiuti conferiti al centro di raccolta, a seguito dell'esame visivo effettuato dall'addetto, devono essere collocati in aree distinte del centro per flussi omogenei, attraverso l'individuazione delle loro caratteristiche e delle diverse tipologie e frazioni merceologiche, separando i rifiuti potenzialmente pericolosi da quelli non pericolosi, e quelli da avviare a recupero da quelli destinati allo smaltimento. Si ricorda che ai sensi delle norme vigenti resta fermo l obbligo di formulario per i rifiuti in uscita dal centro di raccolta e diretti all impianto di trattamento. Durata del deposito La durata del deposito di ciascuna frazione merceologica conferita al centro di raccolta non deve essere superiore a tre mesi. Ciò comporterà in caso di conferimenti continuati, un avvio all impianto successivo di ogni singola frazione, pericolosa o non, almeno una volta ogni 3 mesi. E importante comunque valutare correttamente tempi e modi di deposito delle singole frazioni per consentire comunque un deposito corretto di quelle frazioni particolari, quali, ad esempio, sfalci del verde, legno, polistirolo, carta, cartone che nell arco dei tre mesi possono deperire dando origine a azioni moleste. La frazione organica umida deve essere avviata agli impianti di recupero entro 72 ore, al fine di prevenire la formazione di emissioni odorigene. Tipologie di rifiuti conferibili presso il centro di raccolta Nel decreto ministeriale 8 aprile 2008 e s.m.i. vengono espressamente indicate sia le tipologie che i C.E.R. che possono essere depositati all interno del centro. Si ricorda perciò che la scelta di depositare frazioni diverse o CER diversi di rifiuti, così come di non rispettare esattamente i contenuti del decreto ministeriale, ad esempio in relazione alla possibilità di pretrattamento del rifiuto conferito, comporta l assoggettamento del sito, come in precedenza, al normale regime autorizzativo. Le frazioni ed i CER consentiti, tra i quali i comuni possono scegliere quali tipologie di raccolte attivare nel centro sono : 1. imballaggi in carta e cartone (CER ) 2. imballaggi in plastica (CER ) 3. imballaggi in legno (CER ) 4. imballaggi in metallo (CER ) 5. imballaggi in materiali misti (CER ) 5. a imballaggi in materiali compositi (CER ) 6. imballaggi in vetro (CER ) 6. a imballaggi in materia tessili (CER ) 7. contenitori T/FC (CER * e CER *) 8. rifiuti di carta e cartone (CER ) 9. rifiuti in vetro (CER ) 10. frazione organica umida (CER e CER ) 11. abiti e prodotti tessili (CER e CER ) 12. solventi (CER *) 13. acidi (CER *) 14. sostanze alcaline (CER *) 15. prodotti fotochimici (CER *) 16. pesticidi ( CER *) 17. tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti Hg (CER *) 18. rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (CER *, CER *, CER ) 19. oli e grassi commestibili (CER ) 9
10 20. oli e grassi diversi da quelli al punto precedente, ad esempio oli minerali esausti (CER *) 21. vernici, inchiostri, adesivi e resine (CER * e CER ) 22. detergenti contenenti sostanze pericolose (CER *) 23. detergenti diversi da quelli al punto precedente(cer ) 24. farmaci (CER * e ) 25. batterie ed accumulatori di cui alle voci * * * (provenienti da utenze domestiche) (CER *) 25.a batterie ed accumulatori diversi da quelli di cui alla voce * (CER ) 26. rifiuti legnosi (CER * e CER ) 27. rifiuti plastici (CER ) 28. rifiuti metallici (CER ) 29. sfalci e potature (CER ) 30. ingombranti (CER ) 31. cartucce toner esaurite (CER ) 32. componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce * (limitatamente ai toner e cartucce di stampa provenienti da utenze domestiche) (CER ) 33. toner per stampa esauriti diversi da quelli di cui alla voce * (provenienti da utenze domestiche) (CER ) 34. pneumatici fuori uso (solo se conferiti da utenze domestiche) (CER ) 35. filtri olio (CER *) 36. gas in contenitori a pressione limitatamente ad estintori ed aerosol ad uso domestico ( CER * - CER ) 37. miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle, ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce * (solo da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione) (CER ) 38. rifiuti misti dell'attivita' di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui a voci *, * e * (solo da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione) (CER ) 39. rifiuti prodotti dalla pulizia di camini (solo se provenienti da utenze domestiche) (CER ) 40. terra e roccia (CER ) 41. altri rifiuti non biodegradabili (CER ) In ultimo rifiuti assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei regolamenti comunali, fermo restando il disposto di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche. Quali sono quindi i rifiuti assimilati agli urbani? Sono quei rifiuti speciali, prodotti da aziende locali, che per qualità e quantità sono assimilati agli urbani dal Comune con proprio regolamento. L assimilazione può avvenire solo se : - sono rifiuti non pericolosi e provengono da locali e luoghi adibiti ad usi diversi dalla civile abitazione ; - sono individuati come assimilabili dal regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani. Quindi, la definizione di quali siano i rifiuti urbani assimilati risiede nella competenza del comune che la esercita attraverso l emanazione del regolamento. 10
11 Decreto legislativo152/2006 articoli 184, 195, 198 L art 195, comma 2, lettera e), del Decreto legislativo152/2006 contiene inoltre le seguenti precisazioni: e) Non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico; allo stesso modo, non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle strutture di vendita con superficie due volte superiore ai limiti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n.114 del 1998 (per esercizi di vicinato quelli aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a abitanti e a 250 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a abitanti;) 11
12 Fac-simile di scheda dei rifiuti conferiti al centro di raccolta - per utenze non domestiche di cui all ALLEGATO 1a (rifiuti in entrata) NUMERO DATA Centro di raccolta Sito in Via e numero CAP Telefono Fax Descrizione tipologia di rifiuto... Codice dell'elenco dei rifiuti... Azienda... Partita IVA... Targa del mezzo che conferisce... Quantitativo conferito al centro di raccolta... Unità di misura... Firma dell'addetto al centro di controllo*... *Da intendersi come l addetto incaricato presente presso il centro di raccolta 12
13 Fac-simile di scheda dei rifiuti avviati al recupero/smaltimento dal centro di raccolta di cui all ALLEGATO Ib (rifiuto in uscita ) NUMERO DATA Centro di raccolta Sito in Via e numero CAP Telefono Fax Descrizione tipologia di rifiuto... Codice dell'elenco dei rifiuti... Quantitativo avviato a recupero/smaltimento... Unità di misura... Firma dell'addetto al centro di raccolta*... *Da intendersi come l addetto incaricato presente presso il centro di raccolta 13
14 Modello per la stesura della comunicazione da inviare alla Regione e alla Provincia CENTRO DI RACCOLTA Sito in (Comune) Indirizzo Foglio/i Destinazione d uso Bacino di utenti servito Dati del gestore Atti assunti per la realizzazione del centro Atti assunti per la trasformazione da piattaforma a centro di raccolta Mappale/i Frazione Modalità di gestione conto proprio affidamento a gestore terzo Iscrizione all Albo n. del. Breve descrizione struttura impianto Superficie complessiva in mq Superficie coperta in mq Superficie destinata deposito RAEE in mq Pavimentazione zone di transito e deposito Strutture presenti Si allegano alla presente gli atti assunti in merito dall Amministrazione Comunale ed una planimetria del centro con localizzazione cassoni e reti tecnologiche. Modalità di deposito FRAZIONE MODALITA DEPOSITO CER IMBALLAGGI CARTA CARTONE IMBALLAGGI IN PLASTICA (ANCHE POLISTIROLO) IMBALLAGGI IN LEGNO IMBALLAGGI IN METALLO IMBALLAGGI IN MATERIALI MISTI
15 IMBALLAGGI IN MATERIALI COMPOSITI IMBALLAGGI N VETRO IMBALLAGGI N MATERIA TESSILE CONTENITORI T/F C * * RIFIUTI DI CARTA E CARTONE RIFIUTI IN VETRO FRAZIONE ORGANICA UMIDA ABITI E PRODOTTI TESSILI SOLVENTI * ACIDI * SOSTANZE ALCALINE * PRODOTTI FOTOCHIMICI * PESTICIDI * TUBI FLUORESCENTI E ALTRI RIFIUTI * CONTENENTI Hg RAEE 5 RIFIUTI DI APPARECCHIATURE * * ELETTRICHE ED ELETTRONICHE OLI E GRASSI COMMESTIBILI OLI E GRASSI DIVERSI DA QUELLI AL * PUNTO PRECEDENTE ES OLI MINERALI ESAUSTI VERNICI INCHIOSTRI ADESIVI E * ERESINE DETERGENTI CONTENENTI * SOSTANZE PERICOLOSE DETERGENTI DIVERSI DA QUELLI AL PUNTO PRECEDENTE FARMACI * BATTERIE E ACCUMULATORI DI CUI * ALLE VOCI * PROVENIENTI DA UTENZE DOMESTICHE BATTERIE E ACCUMULATORI DIVERSI DA QUELLI DI CUI ALLA VOCE * RIFIUTI LEGNOSI * RIFIUTI PLASTICI RIFIUTI METALLICI SFALCI E POTATURE INGOMBRANTI CARTUCCE TONER ESAURITE COMPONENTI RIMOSSI DA APPARECCHIATURE FUORI USO, DIVERSI DA QUELLI DI CUI ALLA VOCE * ( LIMITATAMENTE AI TONER E CARTUCCE DI STAMPA PROVENIENTI DA UTENZE 15
16 DOMESTICHE ) TONER PER STAMPA ESAURITI DIVERSI DA QUELLI DI CUI ALLA VOCE * ( PROVENIENTI DA UTENZE DOMESTICHE ) PNEUMATICI FUORI USO (SOLO SE CONFERITI DA UTENZE DOMESTICHE) FILTRI OLIO * GAS IN CONTENITORIE A PRESSIONE * LIMITATAMENTE AD ESTINTORI E AREOSOL A USO DEMESTICO MISCUGLI O SCORIE DI CEMENTO, MATTONI M, MATTONELLE, CERAMICHE, DIVERSE DA QUELLE A CUI LA VOCE * (SOLO DA PICCOLI INTERVENTI DI RIMOZIONE ESEGUITI DIRETTAMENTE DAL CONDUTTORE DELLA CIVILE ABITAZIONE ) RIFIUTI MISTI DELL ATTIVITA DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE, DIVERSI DA QUELLI CUI A VOCI * * * (SOLO DA PICCOLI INTERVENTI DI RIMOZIONE ESEGUITI DIRETTAMENTE DAL CONDOTTRE DELLA CIVILE ABITAZIONE ) RIFIUTI PRODOTTI DALLA PULIZIA DI CAMINI ( SOLO SE PROVENIENTI DA UTENZE DOMESTICHE ) TERRA E ROCCIA ALTRI RIFIUTI NON BIODEGRADABILI RIFIUTI ASSIMILATI AI RIFIUTI URBANI SULLA BASE DEI REGOLAMENTI COMUNALI FERMO RESTANDO IL DISPOSTO DI CUI ALL ART 195, COMMA 2, LETTERA E, DEL DLVO 152/2006 E S.M.I. Data Firma legale rappresentante dell Ente 16