Source: https://issuu.com/uspi0/docs/notiziariouspiaprilemaggio2016_1_
Timestamp: 2018-08-15 07:45:46+00:00
Document Index: 138893010

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 63', 'art. 36', 'art. 36', 'sentenza ']

aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 1
Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 7 Circolare INPGI n. 3 (4/02/2016), pagina 14 ATTO SENATO N. 2271
Assemblea dei soci del 21 aprile scorso
LA RIFORMA DELLA LEGGE SULL’EDITORIA ALL’ESAME DEL SENATO
ELETTI I NUOVI CONSIGLIERI NAZIONALI USPI per il triennio 2016 - 2018
Il provvedimento assegnato alla I Commissione Affari Costituzionali – Sono previste audizioni informali delle parti sociali
L’assemblea dei soci della nostra Unione, tenutasi il 21 aprile scorso, ha votato, a scrutinio segreto, il rinnovo delle cariche sociali USPI, eleggendo i nuovi componenti del Consiglio Nazionale, del Collegio dei revisori dei conti e del Collegio dei Probiviri, per il triennio 2016/2018.
Nei precedenti numeri del “Notiziario USPI” abbiamo relazionato i nostri associati sull’iter del Disegno di legge (AC 3317- 3345) concernente “Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti”.
La graduatoria dei voti per l’elezione dei componenti al Consiglio Nazionale è la seguente: CIPRIANI SARA SATOLLI MONICA VOLPI DOMENICO BARBIERATO ANTONIO CUCINOTTA DOMENICA SANGERMANO SALVATORE GAROFALO ROSALBA LORUSSO MICHELE SILVESTRI MASSIMO MASSIMO ROBERTO MILANI FABRIZIO FERRO CORRADO LANI LUCA GENISIO CHIARA GHERARDI FABRIZIO
Il provvedimento è stato approvato, con modificazioni, in prima lettura dall’Assemblea di Montecitorio ed è stato assegnato alla I Commissione Affari Costituzionali del Senato, in sede referente. L’esame è iniziato mercoledì 13 aprile scorso, con la relazione introduttiva del Relatore Roberto Cociancich (PD). Congiuntamente all’AS 2271, verranno esaminate altre disposizioni di legge: (282) MARINELLO ed altri; (453 e 454) CRIMI ed altri; (1236) BUEMI ed altri. Ecco il resoconto della relazione introdutti-
“Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.
Anna Politkovskaja, giornalista russa, conosciuta per il suo impegno per diritti umani. (New York, 30/8/ 1958 – Mosca, 7/10/ 2006)
RINNOVATA LA CONVENZIONE USPI – SDA (vai a pagina 8) 2
Le regole della “Par condicio”
ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 5 GIUGNO 2016 L’eventuale ballottaggio il 19 giugno – Chiamato al voto oltre un quarto degli italiani Miscellanea di candidati alle elezioni amministrative 2016 (da: giornalettismo.com)
Il decreto del Ministro dell’Interno dell’8 aprile 2016 ha fissato per il giorno 5 giugno 2016 le consultazioni per l’elezione diretta dei Sindaci e dei Consigli comunali, e per il giorno 19 6
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 52° - MENSILE - 11 NUMERI - 4 aprile/maggio 2016 Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 2
LA RIFORMA DELLA LEGGE SULL’EDITORIA ALL’ESAME DEL SENATO va ed illustrativa del relatore:
AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) MERCOLEDÌ 13 APRILE 2016 - 386ª Seduta Presidenza della Presidente FINOCCHIARO IN SEDE REFERENTE (2271) Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Maria Coscia ed altri; Annalisa Pannarale ed altri; (282) MARINELLO ed altri. - Modifica all’articolo 2 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, in materia di punti di vendita della stampa quotidiana e periodica; (453) CRIMI ed altri. - Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria ; (454) CRIMI ed altri. - Abrogazione della legge 3 febbraio 1963, n.69, sull’ordinamento della professione di giornalista; (1236) BUEMI ed altri. - Delega al Governo per la definizione di nuove forme di sostegno all’editoria e l’abolizione dei contributi diretti ai giornali; (Esame congiunto e rinvio) Il relatore COCIANCICH (PD) illustra i disegni di legge in titolo, recanti norme relative al settore dell’editoria. In particolare, il disegno di legge n.2271, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, istituisce un nuovo Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e delega il Governo a ridefinire la disciplina del sostegno pubblico all’editoria, nonché quella relativa ai prepensionamenti dei giornalisti e al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. L’articolo 1 istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, ponendolo nello stato di previsione del Ministero dell’economia. Precisa, a tale riguardo, che tale Fondo era già stato previsto dalla legge di stabilità per il 2016, che 2
tuttavia lo aveva collocato nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico. Il Fondo è finalizzato ad assicurare la piena attuazione dei principi di cui all’articolo 21 della Costituzione in materia di diritti, libertà, indipendenza e pluralismo dell’informazione, a incentivare l’innovazione dell’offerta informativa e dei processi di distribuzione e vendita, la capacità delle imprese editoriali di investire e di acquistare posizioni di mercato sostenibili nel tempo, nonché lo sviluppo di nuove imprese editrici anche nel settore dell’informazione digitale. Nel Fondo confluiscono le risorse statali destinate al sostegno dell’editoria quotidiana e periodica, anche digitale, comprese quelle del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria, istituito per il triennio 2014-2016, e le risorse statali destinate all’emittenza radiofonica e televisiva in ambito locale. Ad esso affluiscono altresì una quota parte delle eventuali maggiori entrate derivanti dal canone RAI e le somme versate quale contributo di solidarietà dai concessionari della raccolta pubblicitaria, dalle società operanti nel settore dell’informazione e comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria diretta, nonché dagli altri soggetti che esercitano l’attività di intermediazione nel mercato della pubblicità.
in questo numero La riforma della legge sull’editoria all’esame del Senato (pagine 1, 2, 4. 5) Eletti i nuovi Consiglieri Nazionali USPI (pagine 1, 2) Elezioni amministrative 2016 e Par condicio (pagine 1, 6, 7) Le quote associative USPI per l’anno 2016 (pagina 3) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 5) Legge Levi sul prezzo di vendita dei libri, respinti gli emendamenti (pagina 7) Rinnovata la Convenzione USPI E SDA (pagina 8) Dialogando: Comunicazione e Misericordia: un incontro fecondo (pagine 9, 10, 13) Equo compenso: la sentenza del Consiglio di Stato (pagine 11, 12, 13) INPGI, Circolare n. 3 del 4/02/2016 (pagine 14, 15) Voci di Teatro, “Amore di Servizio” (pagina 16)
Tali risorse sono annualmente ripartite a 1 ZUCCHELLI GIORGIO metà tra la Presidenza del Consiglio dei BRUZZANO LUIGI Ministri e il Ministero dello sviluppo ecoCOLOMBO SERGIO nomico, se afferiscono alle somme versate NEGRI MARIO a titolo di canone di abbonamento televisiNERI SERGIO vo o al contributo di solidarietà imposto VISCONTI RAFFAELLA agli operatori della raccolta pubblicitaria. CAPITANIO GIANCARLO Per le altre risorse del Fondo, i criteri di DI MEO ELVIRO ripartizione annuale sono da stabilirsi con decreto del Presidente del Consiglio dei DI ROSA ANGELO ministri, di concerto con i Ministri dello GIUFFRE’ GIUSEPPE sviluppo economico e dell’economia, sentiMARTINO ANTONIO te le Commissioni parlamentari competenti. POLLI FABIO L’articolo 2, ai commi da 1 a 3, delega il Governo a ridefinire la disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici e a incentivare gli investimenti per l’innovazione del sistema distributivo e dell’offerta informativa.
URRATA ANTONIO FORCATI MAURO Segretario Generale: VETERE FRANCESCO SAVERIO. Il 12 maggio 2016, il nuovo Consiglio Nazionale si riunirà per eleggere, al suo interno, il proprio Presidente, i Vice Presidenti ed i componenti la Giunta esecutiva USPI.
In particolare, nell’ambito dei principi e criteri direttivi per l’esercizio della delega, il comma 2 prevede la ridefinizione della platea dei beneficiari dei contributi, stabilendo innanzitutto, quale condizione necessaria Al contempo, il Collegio dei revisori per il finanziamento, l’esercizio esclusivo effettivi ed il Collegio dei probiviri effetdi un’attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale. 4 tivi eleggeranno i rispettivi Presidenti. Notiziario USPI n° 4/2016
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 3
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 4
LA RIFORMA DELLA LEGGE SULL’EDITORIA ALL’ESAME DEL SENATO 2
Inoltre, si definiscono meccanismi di determinazione e di calcolo dei contributi, stabilendo altresì i requisiti di accesso alla contribuzione e l’esclusione dal finanziamento di alcuni soggetti, tra cui gli organi d’informazione di partiti o movimenti politici e sindacali, i periodici specialistici a carattere tecnico, aziendale, professionale o scientifico e le imprese editrici di quotidiani e periodici che fanno capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in borsa. Sono poi incentivati gli investimenti in innovazione digitale, anche attraverso investimenti strutturali in piattaforme digitali avanzate, comuni a più imprese editoriali, con particolare riguardo ai progetti presentati da imprese editoriali di nuova costituzione. La delega concerne altresì la rete di vendita, prevedendo la progressiva liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali. Deve essere assicurata la parità di condizioni per gli operatori, anche con divieto di sospensioni arbitrarie delle consegne, e garantito il pluralismo delle testate presenti nei punti vendita, con una disciplina della distribuzione territoriale dei prodotti editoriali che assicuri ai punti vendita l’accesso alle forniture senza il condizionamento di prestazioni o servizi aggiuntivi. Si prevede, infine, l’incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, riconoscendo un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media dimensione e alle start up innovative. Quanto al procedimento della delega, si dispone che i decreti legislativi siano emanati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del disegno di legge. I commi da 4 a 6 dell’articolo 2 recano due discipline di delega al Governo in materia di trattamenti pensionistici di vecchiaia anticipati per i giornalisti, dipendenti da aziende in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendale, e di revisione della composizione e delle competenze del consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti. Al fine di rendere l’accesso ai prepensionamenti per i giornalisti progressivamente conforme alla normativa generale del sistema pensionistico, la disciplina di delega prevede l’incremento dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva, il divieto di mantenere un rapporto lavorativo con il giornalista che abbia ottenuto il trattamento anticipato, nonché la revisione della proce4
dura per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici ai fini dell’accesso agli ammortizzatori sociali e ai prepensionamenti. I principi e i criteri direttivi per l’esercizio della delega riguardante il consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti attengono al riordino delle competenze in materia di formazione e alla razionalizzazione del procedimento disciplinare. Si prevede inoltre la riduzione del numero dei componenti del Consiglio fino a un massimo di 36. All’attuazione della delega per la ridefinizione delle misure di sostegno all’editoria si provvede nel limite delle risorse disponibili sul Fondo, mentre si introduce una clausola di neutralità finanziaria per l’attuazione della delega relativa al sistema pensionistico dei giornalisti. L’articolo 3 reca nuove disposizioni per il riordino dei contributi alle imprese editrici. Si dispone che il contributo massimo liquidabile a ciascuna impresa non possa eccedere il 50 per cento dell’ammontare complessivo dei ricavi riferiti alla testata per cui si chiede il contributo. È inoltre soppressa la riserva di risorse destinata ai periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali, ovvero da società con maggioranza del capitale detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali senza scopo di lucro. In virtù di tale soppressione, la suddetta categoria di imprese concorrerà nella ripartizione generale delle risorse da destinare ai contributi diretti. L’articolo 4 prevede la proroga del mandato della commissione per la valutazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico - la cui scadenza sarebbe altrimenti prevista per giugno 2016 - fino al completamento degli adempimenti a carico della medesima Commissione. L’articolo 5 modifica l’articolo 45 della legge n. 69 del 1963, istitutiva dell’ordine dei giornalisti, sostituendo il riferimento all’albo professionale con il richiamo all’iscrizione nell’elenco dei professionisti ovvero in quello dei pubblicisti dell’albo istituito presso l’ordine regionale o interregionale competente. All’articolo 6, sono introdotte nuove disposizioni per la vendita dei giornali. In particolare, a decorrere dal 1° gennaio 2017, la previsione relativa alla garanzia della parità di trattamento delle diverse testate da parte dei punti vendita esclusivi è limitata alle pubblicazioni regolari, in occasione della
loro prima immissione nel mercato. A tale riguardo, si precisa che per pubblicazioni regolari si intendono quelle che sono registrate presso il tribunale, che sono diffuse al pubblico con periodicità regolare e che rispettano tutti gli obblighi previsti dalla legge n. 47 del 1948. Alle medesime prescrizioni sono tenute ad adeguarsi anche le imprese di distribuzione. Infine, l’articolo 7 reca disposizioni di coordinamento con la legislazione vigente. ******* Il disegno di legge n. 1236, d’iniziativa del senatore Buemi e altri, delega il Governo a definire nuove forme di sostegno all’editoria. Esso stabilisce alcune linee guida per la razionalizzazione di tali interventi, con lo scopo di alleggerire l’onere finanziario attualmente derivante dai sistemi di contribuzione diretta e di creare condizioni di autonomia e indipendenza dei giornalisti, mediante una competizione più aperta. In particolare, l’articolo 1 elenca principi e criteri direttivi che vincolano il Governo a riordinare le misure di sostegno alle imprese editoriali, eliminando ogni forma di contributo diretto, e a selezionare le categorie dei possibili beneficiari, con particolare riguardo ai quotidiani e ai periodici di consolidata tradizione e valore politico-culturale, nonché alle testate che siano espressione di comunità locali e alle riviste di alta cultura iscritte in un apposito registro nazionale tenuto dal consorzio interuniversitario CINECA del Ministero dell’istruzione. Inoltre, si prevede l’individuazione di forme di intervento per l’innovazione, l’avvio di nuove imprese editoriali e la multimedialità, al fine di modernizzare e sviluppare il settore. Per il contenimento degli oneri gravanti sulla finanza pubblica, si stabilisce che le provvidenze siano strettamente correlate alle risorse annualmente disponibili e che il contributo non possa in ogni caso eccedere il fatturato dell’impresa beneficiaria. Il Governo è altresì delegato a ridefinire il quadro delle competenze in materia di comunicazione istituzionale e di tutela del diritto d’autore. Infine, l’articolo 2 prevede che gli organi costituzionali e le altre amministrazioni centrali dello Stato siano autorizzate a istituire e mantenere sale stampa esclusivamente nell’ambito di appositi locali situati all’interno delle rispettive sedi. In tal modo, si intende evitare che le istituzioni pubbliche siano tenute a sostenere oneri rilevanti per il canone locatizio delle sale stampa. ******* Il disegno di legge n. 453, d’iniziativa del Notiziario USPI n° 4/2016
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 5
senatore Crimi e altri, propone il superamento del modello di finanziamento pubblico all’editoria, al fine di promuovere la concorrenza e la tutela dei consumatori nel settore dell’informazione, nonché di assicurare consistenti economie di spesa per la finanza pubblica. Pertanto, al comma 2 dell’articolo 1 si prevede un elenco dettagliato delle disposizioni da abrogare. ******* Con il disegno di legge n. 454, anch’esso a prima firma del senatore Crimi, si propone l’abrogazione della legge n. 69 del 1963, unitamente al relativo regolamento di esecuzione di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 1965, sulla base del presupposto che il modello ordinistico italiano - che prevede l’iscrizione obbligatoria a un ente associativo di natura pubblica - non abbia consentito di superare le criticità relative al sistema di accesso alla professione, alla situazione di precariato di molti giornalisti e a quella di quanti, pur non essendo giornalisti professionisti, svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita. Sono comunque fatti salvi, all’articolo 2, i principi della legge n. 69 in materia di autonomia dei giornalisti e tutela delle fonti. ******* Infine, il disegno di legge n. 282, d’iniziativa del senatore Marinello e altri, intervie-
ne in materia di punti vendita della stampa quotidiana e periodica. La proposta è volta a superare le criticità che deriverebbero dall’ampliamento della possibilità di apertura di punti vendita non esclusivi - che affiancano la vendita di altri prodotti, anche non editoriali, a quella di quotidiani e giornali - prevedendo che l’edicolante stesso, all’interno della zona di competenza, possa concedere la vendita dei giornali a esercizi diversi. A tal fine, le parti sottoscrivono un’apposita convenzione, che è comunicata al comune territorialmente competente. Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato. ******* Possibile Senato
assegnazione”
Come riporta il giornalista Andrea Esposito di “editoria.tv”, le misure del DdL di riforma dell’editoria “incidono sulle modalità di esercizio della concorrenza tra le imprese editoriali”: pertanto, anche la Commissione Industria al Senato vuole visionare il testo di legge. Il 20 aprile scorso, la Commissione Industria ha deciso di chiedere alla presidenza del Senato una “nuova assegnazione” del testo di legge. La proposta prevede il lavoro congiunto tra la commissione Affari Costituzionali (che
ENTRO IL MESE DI APRILE Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio - marzo 2016); Notiziario USPI n° 4/2016
- che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ nel mese di aprile NON devono effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI MAGGIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2016); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi sup-
ha avviato l’iter del provvedimento giunto dalla Camera) e la stessa commissione Industria. L’idea viene direttamente dal presidente della Commissione Massimo Mucchetti (Pd). Mucchetti ha sottolineato che il disegno di legge va a incidere sul sostegno pubblico per l’editoria nel suo complesso. Una delle deleghe al governo presenti nel provvedimento, infatti, prevede la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici. Questa delega, inoltre, riguarda anche altre misure, come ad esempio quelle per il sostegno agli investimenti delle imprese editrici, l’innovazione del sistema distributivo e il finanziamento di progetti innovativi da parte di nuove case editrici. Ad essere interessati dal provvedimento sono anche il sostegno ai processi di ristrutturazione e riorganizzazione delle imprese editrici già esistenti così come dell’Ordine dei giornalisti. Il senatore Mucchetti ha spiegato che le misure del DdL editoria “configurano tipiche scelte di politica industriale” e “incidono sulle modalità di esercizio della concorrenza tra le imprese editoriali”. Per questo motivo ha ritenuto opportuno chiedere che le due commissioni parlamentari iniziassero a lavorare insieme sul testo di una riforma molto attesa da parte di tutti gli editori italiani. plementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2016. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106”. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. 5
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 6
ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 5 GIUGNO 2016 1
giugno 2016 l’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei Sindaci dei Comuni. Le consultazioni interesseranno oltre un quarto dell’intero corpo elettorale nazionale e l’elenco dei Comuni interessati dal voto è reso disponibile sul sito web dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it. Come per ogni consultazione elettorale, l’AGCOM ha approvato il Regolamento che disciplina la “Par condicio” su giornali, periodici, radio e Tv. NUMERO VERDE Per qualsiasi richiesta o segnalazione, l’Autorità ha attivato il numero verde 800.28.22.02, attivo dal lunedì al venerdì, ore 9:00-13:00. Per comunicazioni/segnalazioni utilizzare l’indirizzo PEC agcom@cert.agcom.it e/o il numero di fax 081.7507550. NORME PER LA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA IL COMUNICATO PREVENTIVO: da pubblicarsi sul numero precedente a quello ove si ospiteranno messaggi di propaganda elettorale, deve essere pubblicato con adeguato rilievo (sia per collocazione sia per modalità grafiche) e deve precisare le condizioni generali all’accesso e il recapito, con numero telefonico, fax, mail etc., della redazione presso cui è depositato: IL “DOCUMENTO ANALITICO” (consultabile a richiesta) concernente: 1) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi pubblicitari (e il termine ultimo per le prenotazioni per ogni singolo numero); 2) le tariffe (autonomamente determinate) e le eventuali condizioni di gratuità; 3) ogni altra ulteriore circostanza (ad es. in che formato debba essere presentato il materiale...), ed in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale. Ogni elemento di maggior favore praticato ad un soggetto politico deve essere riconosciuto anche agli altri. Tutti i messaggi politici elettorali devono contenere l’indicazione del committente responsabile e la scritta “messaggio elet6
torale”. Il lettore deve percepire subito che è un messaggio di propaganda elettorale. Ricordiamo che, sul precedente numero di questo Notiziario, abbiamo pubblicato un fac-simile sia del “Comunicato preventivo”, sia del “Documento analitico” (riferiti al referendum del 17 aprile scorso). SONDAGGI POLITICI ELETTORALI Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto. ******* DELIBERA n. 137/16/CONS Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per l’elezione diretta dei Sindaci e dei Consigli comunali fissate per il giorno 5 giugno 2016 TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI ARTICOLO 1 (Finalità e ambito di applicazione) 1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento, finalizzate a dare concreta attuazione ai principi del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e della completezza del sistema radiotelevisivo, nonché ai diritti riconosciuti ai soggetti politici dagli artt. 4 e 5 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, si riferiscono alle campagne per l’elezione diretta dei Sindaci e dei Consigli comunali, fissate per il giorno 5 giugno 2016, con eventuale turno di ballottaggio fissato per il giorno 19 giugno 2016, e si applicano su tutto il territorio nazionale nei confronti delle emittenti che esercitano l’attività di radiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidiana e periodica. 2. In caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale, delle campagne elettorali di cui alla presente delibera con altre consultazioni elettorali o referendarie, saranno applicate le disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, relative a ciascun tipo di consultazione.
3. Le disposizioni di cui al presente provvedimento cessano di avere efficacia alla mezzanotte dell’ultimo giorno di votazione relativo alle consultazioni di cui al comma 1. ARTICOLO 2 (Soggetti politici) 1. Ai fini del successivo Capo I del Titolo II si intendono per soggetti politici nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature: a) le forze politiche che costituiscono gruppo in almeno un ramo del Parlamento nazionale; b) le forze politiche, diverse da quelle di cui alla lettera a), che hanno eletto con un proprio simbolo almeno due rappresentanti italiani al Parlamento europeo; c) le forze politiche, diverse da quelle di cui alle lettere a) e b), che hanno eletto, con un proprio simbolo, almeno tre rappresentanti nel Parlamento nazionale o che sono oggettivamente riferibili ad una delle minoranze linguistiche indicate dall’articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, e che hanno eletto, con un proprio simbolo, almeno un rappresentante nel Parlamento nazionale; d) il Gruppo Misto della Camera dei Deputati e il Gruppo Misto del Senato della Repubblica, i cui Presidenti individuano d’intesa fra loro, secondo criteri che contemperino le esigenze di rappresentatività con quelle di pariteticità, le forze politiche diverse da quelle di cui alle lettere a), b) e c), che di volta in volta rappresentano i Gruppi medesimi. 2. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, si intendono per soggetti politici: a) le liste di candidati per i Consigli comunali dei Comuni capoluogo di provincia presenti in tanti ambiti territoriali da interessare almeno un quarto degli elettori, su base nazionale, chiamati alle consultazioni. TITOLO III - STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA ARTICOLO 20 (Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici) 1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, gli editori di quotidiani e periodici a diffusione locale che intendano diffondere a qualsiasi titolo fino a tutto il penultimo giorno prima delle elezioni nelle forme ammesse dall’art. 7, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi Notiziario USPI n° 4/2016
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 7
politici elettorali sono tenuti a dare notizia dell’offerta dei relativi spazi attraverso un apposito comunicato pubblicato sulla stessa testata interessata alla diffusione di messaggi politici elettorali. Per la stampa periodica si tiene conto della data di effettiva distribuzione al pubblico. Ove in ragione della periodicità della testata non sia stato possibile pubblicare sulla stessa nel termine predetto il comunicato preventivo, la diffusione dei messaggi non potrà avere inizio che dal numero successivo a quello recante la pubblicazione del comunicato sulla testata, salvo che il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione. 2. Il comunicato preventivo deve essere pubblicato con adeguato rilievo, sia per collocazione, sia per modalità grafiche, e deve precisare le condizioni generali dell’accesso, nonché l’indirizzo ed il numero di telefono della redazione della testata presso cui è depositato un documento analitico, consultabile su richiesta, concernente: a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con puntuale indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo giorno di pubblicazione entro il quale gli spazi medesimi possono essere prenotati; b) le tariffe per l’accesso a tali spazi, quali autonomamente determinate per ogni singola testata, nonché le eventuali condizioni di gratuità;
c) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico rilevante per la fruizione degli spazi medesimi, in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale. 3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti gli spazi per messaggi politici elettorali le condizioni di migliore favore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato. 4. Ogni editore è tenuto a fare verificare in modo documentale, su richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni praticate per l’accesso agli spazi in questione, nonché i listini in relazione ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi.
TITOLO IV - SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI ARTICOLO 23 (Sondaggi politici ed elettorali) 1. Nel periodo disciplinato dalla presente delibera, fermo restando quanto previsto dagli artt. 8 e 10 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, ai sondaggi politici ed elettorali si applicano gli articoli da 6 a 12 del Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione di sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa di cui alla delibera n. 256/10/CSP del 9 dicembre 2010.
ARTICOLO 21 (Pubblicazione di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici)
Per le sanzioni e per il testo completo della Delibera AGCOM, visitare il sito: http://www.agcom.it/, par condicio.
RESPINTI GLI EMENAMENTI SULLA LIBERALIZZAZIONE DI SCONTI E PROMOZIONI Giussani, presidente di Sil-Confesercenti: “Con sconti e promozioni non regolamentate a rischio le librerie indipendenti e di catena”
Notiziario USPI n° 4/2016
Legge Levi sul prezzo di vendita dei libri
Con una serie di emendamenti alla Legge annuale per il mercato e la concorrenza, erano state proposte varie modifiche alla legge 27 luglio 2011, n. 128 (c.d. “Legge Levi”, sul prezzo di vendita dei libri) che annullavano le norme sulla scontistica del prezzo dei libri (15%) e sulla regolazione delle vendite promozionali. Durante l’esame del provvedimento nella 10ª Commissione permanente - INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO del Senato, gli emendamenti sono stati respinti a larga maggioranza. “Esprimiamo grande soddisfazione per il respingimento, in X Commissione del Senato, degli emendamenti alla legge Levi che avrebbero portato ad una non regolamentazione di sconti e promozioni sui libri che avrebbe messo in ginocchio l’intero
comparto delle librerie indipendenti e di catena”. Così Cristina Giussani, presidente del Sindacato italiano librai Confesercenti. “Queste attività, infatti” prosegue la nota ripresa dall’agenzia Ansa “non avrebbero la forza economica di controbattere alla concorrenza dei gruppi della grande distribuzione e del commercio elettronico, vedendosi costrette a chiudere. Un risultato decisamente positivo, frutto delle nostre istanze e del grande lavoro svolto a livello politico”. “Sono state accolte – conclude la nota – le nostre osservazioni contro la liberalizzazione del prezzo di copertina e dello sconto sui libri. La tutela della legge Levi è un punto di partenza per arrivare ad un sistema come quello vigente in Francia e Germania, dove si hanno regole chiare e
controlli che tutelano le librerie indipendenti, vietando lo sconto sul prezzo di copertina”. Ecco l’emendamento respinto, presentato dai Senatori Susta, Ichino e Di Biagio, N. 20.0.6 «Art. 20-bis. (Liberalizzazione del prezzo dei libri) 1. Al fine di eliminare restrizioni ingiustificate alla libera iniziativa economica delle imprese dell’editoria e garantire una maggiore libertà di concorrenza dei rivenditori finali, all’articolo 2 della legge 27 luglio 2011, n. 128, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, la parola: ‘’fissato’’ è sostituita dalla seguente: ‘’indicato’’; b) al comma 2, le parole: ‘’, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato ai sensi del comma 1’’ sono soppresse; c) i commi 3 e 4 sono abrogati; d) al comma 5, le parole: ‘’I commi 1 e 2 non si applicano’’ sono sostituite dalle seguenti: ‘’Il comma 1 non si applica’’; e) al comma 6, la parola: ‘’fissato’’ è sostituita dalla seguente: ‘’indicato’’; f) al comma 7, la parola: ‘’non’’ è soppressa» 7
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 8
specifico del presente documento.
RINNOVATA LA CONVENzIONE TRA USPI E SDA per la spedizione di pacchi A seguito della cancellazione, avvenuta nell’aprile del 2010, della Tariffa Ridotta Editoriale il costo per la spedizione di pacchi ha subito in questi anni un incremento notevole. Per questa ragione l’USPI si è da subito attivata per cercare di trovare una soluzione a questa problematica che grava sul nostro settore. Grazie alla volontà delle parti, che di comune accordo hanno inteso dare una risposta concreta che potesse andare incontro alle necessità degli editori, USPI e SDA EXPRESS COURIER, primaria società di trasporti (appartenente al gruppo Poste Italiane spa) che offre servizi di consegna espresse nazionali, hanno sottoscritto nel 2010, rinnovandolo poi negli anni successivi, un “Accordo Commerciale” nel quale viene data la possibilità agli editori, associati alla nostra Unione con le testate da loro pubblicate, di fruire del servizio espresso di spedizione di pacchi a costi particolarmente convenienti. Vista la bontà dell’iniziativa ed i numerosi favorevoli consensi che la stessa ha sempre incontrato i due partners hanno ritenuto opportuno rinnovare ancora, con un lieve aumento tariffario pari all’1%, la validità dell’Accordo Commerciale sottoscritto tra le parti negli anni passati. Il rinnovato Accordo Commerciale USPI e SDA, sottoscritto il 12/04/2016, sarà valido fino al 31 dicembre 2016. CONTATTI Informiamo tutti gli editori associati che vorranno attivare questa “Convenzione” che dovranno contattare tramite email il dott. Fabio Paoletti, referente dell’Accordo per SDA, all’indirizzo - f.paoletti@sda.it al fine di velocizzare la pratica si segnala l’opportunità di comunicare nella mail di contatto la propria Partita IVA/Codice Fiscale. EXTRALARGE
CERTIFICATO USPI Ricordiamo, inoltre, la necessità di richiedere agli Uffici di Segreteria dell’USPI l’apposito “certificato” di vigenza associativa necessario per il perfezionamento della pratica grazie alla quale si potrà godere dell’Offerta Commerciale riservata da SDA ad USPI. Si prega voler precisare nella richiesta il titolo della/e testata/e iscritta/e e l’editore con i relativi recapiti. SERVIZI ACCESSORI PER L’ESTERO L’ “Accordo” è stato arricchito da alcuni “servizi accessori” utili per chi avrà specifiche esigenze di spedizione verso l’estero. Sono state incluse, infatti, favorevoli tariffe per il “Servizio Espresso Internazionale” e per il “Servizio via gomma in UE”, che potranno rivelarsi utili per specifiche esigenze di spedizione all’estero. SERVIZIO EXTRALARGE Nato per soddisfare ogni esigenza di trasporto, permette di effettuare spedizioni senza limiti di peso, di dimensioni e di numero di colli con i tempi di consegna del servizio espresso. Sono fissati i seguenti limiti di peso/dimensioni sui singoli colli che compongono la spedizione: - Peso massimo: 70 kg per collo; 500 kg se si tratta di colli confezionati a mezzo pallet - Dimensioni massime: - per collo 450 cm quale somma delle tre dimensioni, di cui due dimensioni non eccedenti rispettivamente 280 cm e 170 cm; - per pallet cm 120 x 100 x 170 (altezza massima incluso il supporto). In caso di una spedizione Extralarge con colli/pallet eccedenti uno dei limiti indicati, al prezzo totale della spedizione verrà applicato, per ciascun collo eccedente, il Supplemento Fuori Dimensione, le cui caratteristiche sono riportate nel paragrafo
Considerato il peso/dimensioni non standard dei colli da spedire, il Cliente dovrà preventivamente concordare con SDA tempi e modalità di erogazione dei servizi di ritiro e/o consegna a domicilio di tali tipologie di spedizione. ALTRI SERVIZI Ore 9, garantisce la consegna delle spedizioni entro le ore 9:00 (a partire dalle ore 8:00) del giorno lavorativo successivo al ritiro nei principali Capoluoghi di Provincia e Centri di Business2 in Italia. Ore 10, garantisce la consegna delle spedizioni entro le ore 10:00 del giorno lavorativo successivo al ritiro in oltre 1.000 località italiane. Ore 12, garantisce la consegna delle spedizioni entro le ore 12:00 del giorno lavorativo successivo al ritiro in oltre 2.800 località italiane. SERVIZI ACCESSORI CONTRASSEGNO - ASSICURAZIONE COPERTURA BASIC - PORTO ASSEGNATO - PROVA DI CONSEGNA DIGIPOD (Prova di Consegna Digitalizzata) CONSEGNA AL PIANO CONSEGNA SU APPUNTAMENTO RICONSEGNA SU APPUNTAMENTO CONSEGNA DI SABATO - CONSEGNA DI SERA CONSEGNA PROGRAMMATA - CONSEGNA A GIORNO STABILITO - SVINCOLO PROATTIVO - GIACENZA FERMO DEPOSITO - RITORNO AL MITTENTE TESTO E TARIFFE Per il testo della convenzione, con le relative tariffe, USPI-SDA EXPRESS COURIER (“integrato” dalle quotazioni economiche relative alle offerte dei “servizi opzionali” disponibili, al fine di evitare che, a chi dovesse richiedere di fruire dei servizi in argomento, vengano applicate le “tariffe piene” del listino ufficiale di SDA Express Courier), è necessario recarsi sul sito www.uspi.it nella sezione “Convenzioni”.
Per il SERVIZIO EXTRALARGE il prezzo applicato corrisponderà alla tariffa della fascia di peso tassabile:
PREZZO PER LV
da 0 Kg a 2 Kg
da 2 Kg a 5 Kg
da 10 Kg a20 Dg
da 50 Kg a 70 Kg
da 70 Kg a 100 Kg
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 9
Papa Francesco ragiona sui valori del web. Può essere una risorsa, ma anche un luogo di linciaggio morale
coMuNicaZioNe e MiseRicoRDia: uN iNcoNtRo FecoNDo Il Messaggio di Papa Francesco per la 50ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali – 8 MAGGIO 2016
dialogando dialogando Il mondo delle nuove comunicazioni e la vastità delle reti telematiche possono costituire una risorsa, una piazza telematica aperta a tutti ma anche un luogo dove si può giungere al linciaggio morale. A ricordare i limiti di questa forma di comunicazione è stato Papa Francesco nel suo messaggio in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica Giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II (“Inter Mirifica”, 1963), viene celebrata in molti paesi, su raccomandazione dei vescovi del mondo, la domenica che precede la Pentecoste (nel 2016, l’8 maggio). Il Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali viene tradizionalmente pubblicato in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio). Nel documento, Francesco ha ricordato che “anche e-mail, sms, reti sociali, chat possono essere forme di comunicazione pienamente umane” aggiungendo che “non è la tecnologia che determina se la comunicazione è autentica o meno, ma il cuore dell’uomo e la sua capacità di usare bene i mezzi a sua disposizione”. “Le reti sociali – si legge ancora nel messaggio – sono capaci di favorire le relazioni e di promuovere il bene della società ma possono anche condurre ad un’ulteriore polarizzazione e divisione tra le persone e i gruppi. L’ambiente digitale è una piazza, un luogo di incontro, dove si può accarezzare o ferire, avere una discussione proficua o un linciaggio morale”. Facendo riferimento alla celebrazione dell’Anno Giubilare “vissuto nella misericordia”, il papa, si legge su Asca, ha chiesto che anche in rete si costruisca “una vera cittadinanza. L’accesso alle reti digitali comporta una responsabilità Notiziario USPI n° 4/2016
per l’altro, che non vediamo ma è reale, ha la sua dignità che va rispettata. La rete può essere ben utilizzata per far crescere una società sana e aperta alla condivisione”. “La comunicazione, i suoi luoghi e i suoi strumenti hanno comportato un ampliamento di orizzonti per tante persone. Questo è un dono di Dio, ed è anche una grande responsabilità. – ha affermato ancora il Pontefice – Mi piace definire questo potere della comunicazione come ‘prossimità’. L’incontro tra la comunicazione e la misericordia è fecondo nella misura in cui genera una prossimità che si prende cura, conforta, guarisce, accompagna e fa festa. In un mondo diviso, frammentato, polarizzato, comunicare con misericordia significa contribuire alla buona, libera e solidale prossimità tra i figli di Dio e fratelli in umanità”. (www.primaonline.it - 22 gennaio 2016) MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA 50ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI «Cari fratelli e sorelle, l’Anno Santo della Misericordia ci invita a riflettere sul rapporto tra la comunicazione e la misericordia. In effetti la Chiesa, unita a Cristo, incarnazione vivente di Dio Misericordioso, è chiamata a vivere la misericordia quale tratto distintivo di tutto il suo essere e il suo agire. Ciò che diciamo e come lo diciamo, ogni parola e ogni gesto dovrebbe poter esprimere la compassione, la tenerezza e il perdono di Dio per tutti. L’amore, per sua natura, è comunicazione, conduce ad aprirsi e a non isolarsi. E se il nostro cuore e i nostri gesti sono animati dalla carità, dall’amore divino, la nostra
comunicazione sarà portatrice della forza di Dio. Siamo chiamati a comunicare da figli di Dio con tutti, senza esclusione. In particolare, è proprio del linguaggio e delle azioni della Chiesa trasmettere misericordia, così da toccare i cuori delle persone e sostenerle nel cammino verso la pienezza della vita, che Gesù Cristo, inviato dal Padre, è venuto a portare a tutti. Si tratta di accogliere in noi e di diffondere intorno a noi il calore della Chiesa Madre, affinché Gesù sia conosciuto e amato; quel calore che dà sostanza alle parole della fede e che accende nella predicazione e nella testimonianza la “scintilla” che le rende vive. La comunicazione ha il potere di creare ponti, di favorire l’incontro e l’inclusione, arricchendo così la società. Com’è bello vedere persone impegnate a scegliere con cura parole e gesti per superare le incomprensioni, guarire la memoria ferita e costruire pace e armonia. Le parole possono gettare ponti tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, i popoli. E questo sia nell’ambiente fisico sia in quello digitale. Pertanto, parole e azioni siano tali da aiutarci ad uscire dai circoli viziosi delle condanne e delle vendette, che continuano ad intrappolare gli individui e le nazioni, e che conducono ad esprimersi con messaggi di odio. La parola del cristiano, invece, si propone di far crescere la comunione e, anche quando deve condannare con fermezza il male, cerca di non spezzare mai la relazione e la comunicazione. Vorrei, dunque, invitare tutte le persone di buona volontà a riscoprire il potere della misericordia di sanare le relazioni 10 9
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 10
lacerate e di riportare la pace e l’armonia tra le famiglie e nelle comunità. Tutti sappiamo in che modo vecchie ferite e risentimenti trascinati possono intrappolare le persone e impedire loro di comunicare e di riconciliarsi. E questo vale anche per i rapporti tra i popoli. In tutti questi casi la misericordia è capace di attivare un nuovo modo di parlare e di dialogare, come ha così eloquentemente espresso Shakespeare: «La misericordia non è un obbligo. Scende dal cielo come il refrigerio della pioggia sulla terra. È una doppia benedizione: benedice chi la dà e chi la riceve» (Il mercante di Venezia, Atto IV, Scena I). E’ auspicabile che anche il linguaggio della politica e della diplomazia si lasci ispirare dalla misericordia, che nulla dà mai per perduto. Faccio appello soprattutto a quanti hanno responsabilità istituzionali, politiche e nel formare l’opinione pubblica, affinché siano sempre vigilanti sul modo di esprimersi nei riguardi di chi pensa o agisce diversamente, e anche di chi può avere sbagliato. È facile cedere alla tentazione di sfruttare simili situazioni e alimentare così le fiamme della sfiducia, della paura, dell’odio. Ci vuole invece coraggio per orientare le persone verso processi di riconciliazione, ed è proprio tale audacia positiva e creativa che offre vere soluzioni ad antichi conflitti e l’opportunità di realizzare una pace duratura. «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia [...] Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,7.9). Come vorrei che il nostro modo di comunicare, e anche il nostro servizio di pastori nella Chiesa, non esprimessero mai l’orgoglio superbo del trionfo su un nemico, né umiliassero coloro che la mentalità del mondo considera perdenti e da scartare! La misericordia può aiutare a mitigare le avversità della vita e offrire calore a quanti hanno conosciuto solo la freddezza del giudizio. Lo stile della nostra comunicazione sia tale da superare la logica che separa nettamente i peccatori dai giusti. Noi possiamo e dobbiamo giudicare situazioni di peccato – violenza, corruzione, sfruttamento, ecc. – ma non possiamo giudicare le persone, perché solo Dio può leggere in profondità nel loro cuore. È nostro compito ammonire chi sbaglia, 10
denunciando la cattiveria e l’ingiustizia di certi comportamenti, al fine di liberare le vittime e sollevare chi è caduto. Il Vangelo di Giovanni ci ricorda che «la verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Questa verità è, in definitiva, Cristo stesso, la cui mite misericordia è la misura della nostra maniera di annunciare la verità e di condannare l’ingiustizia. È nostro precipuo compito affermare la verità con amore (cfr Ef 4,15).
za e mettere umilmente le proprie capacità e i propri doni al servizio del bene comune. Ascoltare non è mai facile. A volte è più comodo fingersi sordi. Ascoltare significa prestare attenzione, avere desiderio di comprendere, di dare valore, rispettare, custodire la parola altrui. Nell’ascolto si consuma una sorta di martirio, un sacrificio di sé stessi in cui si rinnova il gesto sacro compiuto da Mosè davanti al roveto ardente: togliersi i sandali sulla “terra santa” dell’incontro con l’altro che mi parla (cfr Es 3,5). Saper ascoltare è una grazia immensa, è un dono che bisogna invocare per poi esercitarsi a praticarlo.
Solo parole pronunciate con amore e accompagnate da mitezza e misericordia toccano i cuori di noi peccatori. Parole e gesti duri o moralistici corrono il rischio di alienare ulteriormente coloro che vorremmo condurre alla conversione e alla libertà, rafforzando il loro senso di diniego e di difesa.
Anche e-mail, sms, reti sociali, chat possono essere forme di comunicazione pienamente umane.
Alcuni pensano che una visione della società radicata nella misericordia sia ingiustificatamente idealistica o eccessivamente indulgente.
Non è la tecnologia che determina se la comunicazione è autentica o meno, ma il cuore dell’uomo e la sua capacità di usare bene i mezzi a sua disposizione.
Ma proviamo a ripensare alle nostre prime esperienze di relazione in seno alla famiglia. I genitori ci hanno amato e apprezzato per quello che siamo più che per le nostre capacità e i nostri successi. I genitori naturalmente vogliono il meglio per i propri figli, ma il loro amore non è mai condizionato dal raggiungimento degli obiettivi. La casa paterna è il luogo dove sei sempre accolto (cfr Lc 15,11-32).
Le reti sociali sono capaci di favorire le relazioni e di promuovere il bene della
Vorrei incoraggiare tutti a pensare alla società umana non come ad uno spazio in cui degli estranei competono e cercano di prevalere, ma piuttosto come una casa o una famiglia dove la porta è sempre aperta e si cerca di accogliersi a vicenda. Per questo è fondamentale ascoltare. Comunicare significa condividere, e la condivisione richiede l’ascolto, l’accoglienza. Ascoltare è molto più che udire. L’udire riguarda l’ambito dell’informazione; ascoltare, invece, rimanda a quello della comunicazione, e richiede la vicinanza. L’ascolto ci consente di assumere l’atteggiamento giusto, uscendo dalla tranquilla condizione di spettatori, di utenti, di consumatori. Ascoltare significa anche essere capaci di condividere domande e dubbi, di percorrere un cammino fianco a fianco, di affrancarsi da qualsiasi presunzione di onnipoten-
Fonte: www.agensir.it società ma possono anche condurre ad un’ulteriore polarizzazione e divisione tra le persone e i gruppi. L’ambiente digitale è una piazza, un luogo di incontro, dove si può accarezzare o ferire, avere una discussione proficua o un linciaggio morale. Prego che l’Anno Giubilare vissuto nella misericordia «ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione» (Misericordiae Vultus, 23). Anche in rete si costruisce una vera cittadinanza. L’accesso alle reti digitali comporta una responsabilità per l’altro, che non vediamo ma è reale, ha la sua dignità che va rispettata. La rete può essere ben utilizzata 13 Notiziario USPI n° 4/2016
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 11
EQUO COMPENSO: LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO La legge sull’equo compenso non si applicherebbe a tutti i giornalisti considerati lavoratori autonomi, come erroneamente si va sostenendo, ma soltanto a coloro che hanno “una posizione lavorativa che non ha in sostanza i connotati libero-professionali”. Il Consiglio di Stato, in data 16 marzo 2016, ha depositato la sentenza con la quale ha confermato, “con motivazione parzialmente diversa”, la sentenza del Tar del 2015 che aveva annullato la delibera sull’equo compenso nel lavoro giornalistico prevista dall’art. 2 della legge 233/2012. Per quanto riguarda la platea dei giornalisti, il Consiglio di Stato ha sostenuto che la ratio della legge sia quella di “apprestare una disciplina retributiva per tutte le forme di lavoro autonomo giornalistico, in quanto connotate da alcuni caratteri del lavoro subordinato e per tanto meritevoli di tutele assimilabili a quelle ad esso assicurate”. Di conseguenza, la legge sull’equo compenso non si applicherebbe a tutti i giornalisti considerati lavoratori autonomi, come erroneamente si va sostenendo, ma soltanto a coloro che hanno “una posizione lavorativa che non ha in sostanza i connotati libero-professionali”. Ciò premesso, il Consiglio di Stato, entrando nei contenuti della delibera sull’equo compenso, ha eccepito che: - per i quotidiani, a fronte di una prestazione da 145 a 288 articoli all’anno, il trattamento economico pari al 60% del trattamento economico minimo realizza “una pesante riduzione proporzionale del corrispettivo”; - la delibera non dà conto della “coerenza” con la disciplina della contrattazione di settore; - non è stata considerata e valutata la “qualità del lavoro”. Il Consiglio di Stato ha ritenuto, però, di non accogliere la censura del Tar circa il sistema di determinazione “a pezzo” dei compensi, sostenendo che un computo dell’equo compenso basato sul numero degli articoli non è contrario ai principi della legge, “in quanto si tratta di un modo presuntivo di commisurare una quantità di prestazioni media mensile/annuale al correlato corrispettivo minimo garantito”. Tutto ciò premesso, nel prendere atto della sostanziale conferma da parte del Consiglio di Stato della precedente pronuncia del Tar, che ha annullato la delibera sull’equo comNotiziario USPI n° 4/2016
penso nel lavoro giornalistico autonomo, si deve sottolineare come il Consiglio di Stato abbia ristretto e delimitato le valutazioni del Tar. Innanzitutto nello stabilire che l’equo compenso debba riguardare le prestazioni autonome giornalistiche che siano connotate da alcuni caratteri del lavoro subordinato e proprio per questo meritevoli di tutela. In secondo luogo nel confermare che l’equo compenso possa essere determinato “a pezzo” e basarsi sul numero degli articoli. In conclusione, il Consiglio di Stato non ha sostenuto che i compensi definiti nella delibera sono iniqui. Si è limitato a dire che è iniquo il compenso previsto per le prestazioni superiori a 144 articoli all’anno e inferiori a 288, invitando a considerare l’opportunità di definire anche i compensi per le prestazioni superiori a 288 l’anno. Non va sottaciuta un’ultima considerazione. La legge sull’equo compenso prevedeva la realizzazione di un elenco delle aziende editrici che garantivano l’applicazione dell’equo compenso, specificando che la mancata iscrizione in tale elenco avrebbe comportato per le aziende escluse la decadenza di qualsiasi contributo pubblico a favore dell’editoria. Poiché la commissione è scaduta per decorrenza dei termini e poiché la delibera è stata annullata, non è più possibile procedere alla definizione dell’elenco delle aziende “virtuose”. È questa la conseguenza dell’annullamento della delibera della commissione. La formazione e la riconvocazione di quest’ultima sono infatti subordinate all’approvazione della legge sull’editoria, essendo – come sottolineato – la precedente commissione scaduta per decorrenza dei termini. Fonte: www.fnsi.it ******* SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO (11 febbraio 2016) N. 01076/2016REG.PROV.COLL. N. 06393/2015 REG.RIC. SENTENZA sul ricorso numero di registro generale
6393 del 2015, proposto da: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, contro Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, nei confronti di Federazione Italiana Editori Giornali – FIEG, per la riforma della sentenza del T.A.R. LAZIO – ROMA, SEZIONE I, n. 05054/2015, FATTO e DIRITTO 1. Viene contestata la deliberazione in data 19 giugno 2014, con cui la Commissione all’uopo istituita ai sensi dell’art. 2 della legge 233/2012, ha determinato l’equo compenso nel lavoro giornalistico, istituito dall’art. 1 della legge. 2. E’ utile precisare fin d’ora che, ai sensi dell’art. 1, citato, “per equo compenso si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato”. E che, ai sensi del successivo art. 2, comma 3, lettera a), alla Commissione è demandata la definizione de “l’equo compenso dei giornalisti iscritti all’albo non titolari di rapporto di lavoro subordinato (…) avuto riguardo alla natura e alle caratteristiche della prestazione nonché in coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria a favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato”. 3. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha impugnato il suddetto provvedimento (approvato con il suo voto contrario) dinanzi al TAR del Lazio, che, con la sentenza appellata (I, n. 5054/2015), ha ritenuto fondati due profili, concernenti: (a) – l’ingiustificata restrizione ai lavoratori a progetto (in applicazione analogica del d.lgs. 276/2003, come riformato dalla legge 92/2012) della platea dei destinatari, che deve invece comprendere obbligatoriamente sia il lavoro autonomo libero professionale che il lavoro autonomo coordinato e continuativo; (b) – i parametri dell’equo compenso, in quanto non proporzionati alla quantità e qualità del lavoro svolto, e del tutto insufficienti a garantire un’esistenza libera e dignitosa al giornalista autonomo, dato che le tabelle approvate riconoscono e legittimano un sistema di lavoro “a pezzo” o “a chiamata” che vede aumentare la 12 11
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 12
EQUO COMPENSO: LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO 11
forza contrattuale degli editori, essendosi in realtà la Commissione limitata a fissare una sorta di “minimo garantito”, che non corrisponde all’equo compenso individuato dalla legge in relazione all’art. 36 Cost.. Il TAR, d’altra parte, nel disattendere altri profili di censura ha affermato che l’equo compenso non può corrispondere alle tariffe dell’Ordine, e che i c.c.n.l. di settore costituiscono solo un criterio di larga massima, sindacabile “in negativo” in caso di aperto contrasto, ma non “in positivo” al fine di rivendicare una specifica “simmetria” fra situazioni che restano diverse e quindi giuridicamente non comparabili. Ha poi escluso che dalla difformità tra l’allegato della delibera impugnata (“Parametri per la determinazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico”) e quello precedentemente approvato nel corso di una riunione dello stesso 19 giugno 2014 derivi un vizio, dato che il secondo aveva valore istruttorio ed era passibile di revisione. Infine, affermando che la delibera va rinnovata complessivamente, non è entrato nel merito delle altre censure concernenti le tabelle e gli scaglioni contenuti nel predetto allegato. 4. La Presidenza del Consiglio dei ministri (cui la Commissione organizzativamente fa capo) ha appellato la sentenza, deducendo che: (a) – la Commissione non ha indebitamento ristretto la platea dei destinatari, ma ha individuato attraverso un’interpretazione evolutiva del dato testuale della norma, alla luce del contesto di riferimento, le tipologie di rapporto di lavoro cui applicare l’equo compenso; nel genus del lavoro non subordinato, infatti, rientrano tipologie eterogenee, tra cui i rapporti di lavoro caratterizzati da una completa autonomia di svolgimento della prestazione e dalla committenza – che non possono rientrare nell’ambito di applicazione della legge 233/2012 e per i quali, ai sensi degli artt. 2222 ss., c.c., il compenso è rimesso alla libera contrattazione delle parti e non si presta ad essere assoggettato a tariffe minime vincolanti – e quelli che si collocano in un’area intermedia rispetto all’area del lavoro subordinato, essendo caratterizzati dalla sostanziale dipendenza economica dal committente anche se in formale assenza dei vincoli di dipendenza gerarchica e funzionale (c.d. lavoro parasubordinato o economicamente dipendente) –ai quali invece si applica l’equo compenso in questione; (b) – il TAR si è limitato ad affermare apoditticamente la non conformità dei parame12
tri stabiliti dalla Commissione ai principi costituzionali; (c) – in ogni caso, la sentenza viola il principio di insindacabilità del merito amministrativo, posto che la decisione della Commissione comprende anche valutazioni di opportunità. 5. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha notificato una memoria con appello incidentale subordinato, riproponendo le censure non esaminate dal TAR e ribadendo quelle disattese. 6. Anche la Federazione Italiana Editori di Giornali –F.I.E.G., ha proposto appello incidentale, chiedendo l’integrale riforma della sentenza e sottolineando, in particolare, che: (a) – la legge 233/2012 si applica ai soli rapporti che pur non rivestendo la forma del rapporto di lavoro dipendente ne abbiano la sostanza, posto che l’art. 36 Cost. si riferisce soltanto al lavoro subordinato; (b) - ritenere applicabile l’equo compenso anche ai giornalisti che operano come liberi professionisti comporterebbe una reintroduzione dei minimi tariffari, viceversa espunti dal sistema (ad opera degli artt. 2 del d.l. 223/2006, conv. in legge 248/2006, e 9 del d.l. 1/2012, conv. in legge 27/2012); (c) – la sentenza appellata ha una motivazione solo apparente, priva di corredo argomentativo, in quanto dalle premesse individuate dal TAR non discendono le conseguenze affermate; comunque, la proporzionalità rispetto alla quantità del lavoro svolto è stata garantita, quella rispetto alla qualità anche (seppure in via generale ed astratta, non essendo possibile costruire una casistica sterminata), mentre la sufficienza della retribuzione non è contemplata dalla legge 233/2012. 7. La lettura degli atti dimostra che, come affermato dal TAR, il 29 gennaio 2014 la Commissione ha deliberato in via interlocutoria, invitando le parti sociali a condividere i parametri, e riservandosi espressamente una approvazione successiva, che poi è formalmente avvenuta nella seduta del 19 giugno 2014; non può pertanto assumere rilievo la circostanza che nell’ultima seduta non siano state decise modifiche ai contenuti o addirittura non siano state espresse ulteriori motivate valutazioni a supporto della definitiva conferma di quelli riportati nella precedente delibera. 8. Passando al merito, il Collegio ritiene che la sentenza debba essere confermata, seppur con le precisazioni appresso indicate. 8.1. Le parti e la sentenza appellata concor-
dano nel ritenere che la delibera abbia delimitato l’ambito dei destinatari dell’equo compenso ai soli collaboratori a progetto. In effetti, nelle premesse della delibera 29 gennaio 2014, richiamata dalla delibera 14 giugno 2014, dapprima si precisa che, per i rapporti qualificabili come autonomi, l’equo compenso deve intendersi riferito alle prestazioni che presentino, sul piano concreto, carattere economicamente dipendente e non sporadico, e che la legge 92/2012 (c.d. riforma Fornero) ha introdotto un generale riconoscimento dell’equo compenso per tutti i lavoratori economicamente dipendenti, sia per quelli che svolgono prestazioni “parasubordinate” in regime di lavoro autonomo sia per i collaboratori a progetto; ma poi, dopo aver richiamato più volte l’art. 63 del d.lgs. 276/2003 (c.d. legge Biagi), come modificato dalla legge 92/2012, che disciplina appunto il compenso corrisposto ai collaboratori a progetto, si conclude nel senso che, “in mancanza di specifica disciplina contrattuale, ai fini della definizione dell’equo compenso giornalistico possono ritenersi applicabili, analogicamente, i principi e criteri generali di cui alla citata disciplina di riforma del mercato del lavoro (legge n. 92 del 2012)”. Una simile limitazione non trova riscontro nella normativa. Basti considerare che, come sottolinea il Consiglio dell’Ordine appellante principale (e sembrano riconoscere anche le controparti), la disciplina in materia di contratto a progetto non si applica direttamente al lavoro giornalistico, essendo escluse le professioni per le quali è necessaria l’iscrizione ad un albo professionale. 8.2. Ma il TAR, accogliendo la prospettazione del ricorrente, ha affermato non soltanto l’illegittimità di detta limitazione, ma anche che non vi deve essere limitazione nell’ambito del lavoro autonomo del settore. Il Collegio osserva che la legge 233/2012, rubricata “Equo compenso nel settore giornalistico”, nell’istituire l’equo compenso ha richiamato, sostanzialmente, quali parametri per la sua determinazione, i principi di proporzionalità sanciti dall’art. 36 Cost., aggiungendo il richiamo alla necessaria “coerenza” del compenso con la disciplina stabilita (per le retribuzioni dei giornalisti dipendenti) dalla contrattazione collettiva. In tal modo, ha evidenziato la ratio di apprestare una disciplina retributiva per tutte le forme di lavoro autonomo giornalistico, in quanto connotate da alcuni caratteri del lavoro subordinato e pertanto meritevoli di tutele assimilabili a quelle ad esso assicurate. In altri termini, ciò che la normativa in esame intende garantire è una tendenziale equità retributiva tra chi è dipendente (ed è quindi retribuito sulla base dei criteri stabiliti attraverso la contrattazione collettiva) e chi non lo è, e quindi resta sottoposto alla Notiziario USPI n° 4/2016
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 13
forza contrattuale dell’editore. Pertanto, non sembra possibile modificare il dato testuale, che si riferisce indistintamente a tutte le forme di lavoro non subordinato, attraverso il collegamento a qualificazioni e discipline che non riguardano il settore giornalistico. 8.3. Data questa premessa, e quindi definito il collegamento con una posizione lavorativa che non ha in sostanza i connotati libero-professionali, cade anche l’obiezione della F.I.E.G., secondo la quale ritenere generalmente applicabili gli importi fissati a titolo di equo compenso equivarrebbe a reintrodurre minimi tariffari; senza contare che l’eliminazione di detti minimi è precedente alla legge 233/2012, e comunque è volta a stimolare la concorrenza in settori non liberalizzabili caratterizzati da una committenza ampia e variegata, che non sussiste nel caso degli editori. 8.4. Quanto al contenuto dell’equo compenso, il Collegio osserva che il TAR ha semplicemente sindacato la struttura dell’equo compenso adottata dalla Commissione alla luce dei principi derivanti dall’art. 36 Cost. e sostanzialmente recepiti nella legge 233/2012 (il riferimento alla “sufficienza” della retribuzione non è esplicitato dagli artt. 1 e 2, sopra ricordati, ma può ritenersi recuperato dal riferimento alla “coerenza” che deve essere assicurata rispetto alla contrattazione collettiva), giungendo a ritenere i parametri non rispettosi di detti principi. E’ sufficiente considerare che, nel caso dei giornalisti dei quotidiani, a una maggior quantità si collega una pesante riduzione proporzionale del corrispettivo (a fronte del raddoppio, da 145 a 288, del numero di articoli, viene garantito un “trattamento economico variabile” che garantisce un incremento pari a soltanto il 60% del “trattamento economico minimo”), che la qualità del lavoro non risulta affatto espressamente considerata, e che nello stesso appello, tra i trattamenti economici minimi, viene portato ad esempio quello spettante al giornalista di quotidiani, al quale viene garantito un importo lordo annuo di 3.000 euro per un minimo di 144 articoli di almeno 1.600 battute (vale a dire, euro 20,33 ad articolo), senza che si dia minimamente conto della coerenza di esso (e degli altri parametri) con la disciplina della contrattazione di settore, per condividere la valutazione del TAR. Per escludere che ciò comporti una inammissibile valutazione di merito, può ribadirsi che le previsioni della contrattazione collettiva di settore, se, come correttamente affermato dal TAR, non possono ritenersi vincolanti in positivo, costituiscono pur sempre un termine di raffronto che permette di sindacare un “aperto contrasto”; e che, quindi, per giustificare la valutazione di illegittimità dei parametri, è sufficiente sotNotiziario USPI n° 4/2016
tolineare che, della loro “coerenza” con le nazione dell’equo compenso tra i diversi previsioni che disciplinano il lavoro suborscaglioni e rispetto alle diverse tipologie di dinato, la delibera impugnata non ha dato prodotto editoriale è destinata ad assumere, adeguatamente conto. discende come effetto conformativo una Il Collegio ritiene di aggiungere che l’ulterinnovazione delle valutazioni che investirà riore affermazione del TAR, specificamennecessariamente ogni parte della delibera, te critica del sistema di determinazione “a comprendendo quindi anche la valutazione pezzo” o “a chiamata” e delle sue ricadute sulla necessità e/o opportunità di comprensulla forza contrattuale delle parti, non dere o meno nell’equo compenso anche il aggiunge nulla al rilievo della non dimoc.d. terzo scaglione, ed, eventualmente, strata coerenza dei parametri rispetto ai sull’entità dei relativi compensi, nonché di principi normativi, sopra evidenziata. disciplinare le prestazioni superiori al E, peraltro, non è condivisibile, in quanto livello minimo nei periodici delle imprese un computo dell’equo compenso basato sul firmatarie dei contratti U.S.P.I.. numero degli articoli (o pezzi o prestazioni, Pertanto, ritiene di potersi esimere dall’apa seconda della tipologia di prodotto editoriale) non sembra di per sé comportare una profondire dette censure (la prima delle sorta di “cottimo”, come lamentato dal quali implica di risolvere la questione se Consiglio Nazionale, né risulta contrario ai U.S.P.I. debba ritenersi contro-interessata predetti principi, in quanto si tratta di un al ricorso, e la seconda presuppone una modo presuntivo di commisurare una quanlacuna documentale e la discordanza tra il tità di prestazione media mensile/annuale al contenuto esternato nella delibera e quello correlato corrispettivo minimo garantito effettivamente deliberato), il cui esame (anche quest’ultimo, sembra al Collegio di richiederebbe approfondimenti istruttori. poterlo precisare, ritenuto illegittimo dal TAR non in sé, ma in quanto non risponP.Q.M. dente ai principi costituzionali recepiti Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale dalla legge). (Sezione Terza), definitivamente pronun8.5. Le considerazioni esposte valgono a ciando sugli appelli, come in epigrafe prorigettare gli appelli delle Amministrazioni posti, li respinge e conferma, con motivastatali e della F.I.E.G.. zione parzialmente diversa, la sentenza Ciò non comporta che debba ritenersi fondata la censura riproposta in appello dal appellata. Consiglio dell’Ordine, volta ad ottenere una pronuncia che affermi anche, direttaCosì deciso in Roma nella camera di consimente, l’illegittimità dei trattamenti in glio del giorno 11 febbraio 2016 quanto palesemente contrastanti con quelli DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il previsti per i giornalisti dipendenti, essen16/03/2016 dosi l’appellante limitato a postulare che trattamenti come quelli stabiliti dalla Commissione non si avvicinano nemmeno a quelli garantiti, ad es., ai giornalisti neo assunti o ai c.d. collaboratori fissi, ma senza precisare l’entità dei compensi e per far crescere una società sana e senza comunque dimostrare l’equivalenza 10 aperta alla condivisione. funzionale delle prestazioni lavorative messe a confronto. La comunicazione, i suoi luoghi e i suoi 8.6. Restano da esaminare le censure riprostrumenti hanno comportato un ampliaposte dal Consiglio dell’Ordine – quella mento di orizzonti per tante persone. rivolta alla omessa determinazione, relatiQuesto è un dono di Dio, ed è anche una vamente ai periodici editi dalle imprese grande responsabilità. firmatarie del contratto dell’Unione Mi piace definire questo potere della Stampa Periodica Italiana –U.S.P.I., del comunicazione come “prossimità”. maggior compenso spettante per prestazioni superiori al livello quantitativo minimo L’incontro tra la comunicazione e la miseriivi previsto, viceversa lasciato dalla delibecordia è fecondo nella misura in cui genera ra alla libera contrattazione delle parti; e una prossimità che si prende cura, conforta, quella incentrata sulla accennata discordanguarisce, accompagna e fa festa. za tra gli allegati approvati (soprattutto, In un mondo diviso, frammentato, polarizquanto alla sopravvenuta cancellazione del zato, comunicare con misericordia significa terzo scaglione, quello superiore a 288 contribuire alla buona, libera e solidale articoli annui su quotidiano, lasciato alla prossimità tra i figli di Dio e fratelli in umalibera contrattazione). nità». Il Collegio osserva che dall’annullamento della delibera per i motivi ritenuti fondati Dal Vaticano, 24 gennaio 2016 dal TAR e sopra confermati, tenuto conto della stretta interdipendenza che la determiFrancesco
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 14
9.19% Sono esclusi i soli dipendenti della Pubblica Amministrazione ai quali è garantita la stabilità d’impiego (tempo indeterminato di ruolo). Il contributo è ridotto all’1,31% per le Agenzie per il lavoro nel caso di giornalisti con contratto di somministrazione; Dovuto dalle Aziende soggette alle procedure di CIGS di cui alla legge n. 416/81 (aziende editrici di giornali quotidiani, giornali periodici e agenzie di stampa a carattere nazionale), anche con meno di 15 dipendenti.
F.do Garanzia TFR e credti di lavoro
Assegno Nucleo Familiare Sub-Totale Contributo di solidarietà
Fondo Integrativo “exfissa”
Q.ta fissa mensile dovuta soltanto in caso di applicazione del CNLG FIEG/FNSI - Non dovuto per i rapporti di lavoro ex Artt. 2, 12 e 36 del predetto CNLG, se la retribuzione è inferiore al minimo contrattuale di redattore + 30 mesi.(vedi Circolare INPGI n. 3 del 13/04/2010). Q.ta fissa mensile dovuta da tutti i giornalisti iscritti, a prescindere dal CCNL applicato. Ridotta a 6,00 euro per rapporti di lavoro ex Artt. 2 e 12 CNLG con retribuzione inferiore al minimo contrattuale di redattore + 30 mesi.(vedi Circolare INPGI n. 7 del 26/06/2009). Notiziario USPI n° 4/2016
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 15
Circolare n. 3 del 4/02/2016 OGGETTO: Variazione aliquota IVS a decorrere dal 1 gennaio 2016. Facendo seguito alla Circolare INPGI n. 9 del 22/12/2015, si comunica che l’INPGI con atto del Consiglio di Amministrazione n. 24 del 27/07/2015 - tenuto conto delle disposizioni di cui al D.lgs. 509/94 - ha adottato varie misure di contenimento della spesa previdenziale e di adeguamento delle entrate contributive, finalizzate al perseguimento di canoni di sostenibilità della gestione previdenziale. Tra varie misure presenti nella suddetta delibera del 27/07/2015, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con n.36/0001379/ MA004. A007/PG-L-72 del 2 febbraio 2016 ha approvato alcuni interventi in materia di entrate contributive. • Variazione aliquota IVS a decorrere dal 1 gennaio 2016. In particolare, i Ministeri vigilanti hanno approvato la rideterminazione, a decorrere dal 1°gennaio 2016, dell’aliquota IVS, che si attesta nella misura complessiva del 33% della retribuzione imponibile, di cui 9,19% a carico del giornalista. Tale aliquota contributiva passa, quindi, da 8,69% a 9,19% (+0,5%) della retribuzione imponibile per la quota a carico dei giornalisti dipendenti e da 22,28% a 23,81% (derivante, quindi, dall’incremento del +1,00% già deliberato nel 2011 e dall’ulte-
riore aumento del +0,53%) della retribuzione imponibile per la quota a carico dei datori di lavoro. • Conferma dell’aliquota addizionale dell’1%, a sostegno della CIGS. Le misure approvate dai Ministeri vigilanti prevedono, altresì, la conferma - per i periodi contributivi successivi al 1° gennaio 2017 - dell’aliquota addizionale dell’1% a carico dei datori di lavoro, già istituita con delibera dell’Istituto n. 82/2009 e successivamente integrata con delibera n. 41/2014, destinata al sostegno della CIGS, inizialmente prevista in via temporanea fino al 31/12/2016 (cfr. circolare INPGI n. 5 del 17/10/2014). • Quadro riepilogativo delle vigenti aliquote contributive INPGI Si riportano, di seguito, le aliquote contributive INPGI in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2016:
ta al periodo di paga di gennaio 2016 sulla base delle nuove aliquote contributive, ancorché abbiano già determinato nei propri sistemi contabili, sulla base delle previgenti aliquote contributive, le contribuzioni dovute, il cui pagamento è in scadenza il prossimo 16 febbraio 2016. La differenza tra l’importo dovuto e risultante dalla denuncia contributiva DASM del mese di gennaio 2016 (determinato con le nuove aliquote) e l’importo eventualmente già calcolato e/o versato in base alle previgenti aliquote, conseguente quindi all’applicazione dell’incremento dell’aliquota IVS (+0,50% a carico del dipendente e +0,53 a carico del datore di lavoro), potrà essere versata entro il 16/04/2016 - senza aggravio di sanzioni - mediante F24 accise, utilizzando il codice tributo C004 ed indicando quale mese di riferimento 01/2016. IL DIRIGENTE Augusto Moriga
VEDI TABELLA A PAGINA 14 • Aggiornamento procedura DASM Ai fini dell’utilizzo della procedura DASM (denuncia contributiva mensile) per i periodi contributivi dell’anno 2016, è necessario procedere all’aggiornamento del software relativo a tale procedura. Gli aggiornamenti - versione 5.2.8 - saranno disponibili nella sezione “notizie per le aziende” del sito internet dell’Istituto www.inpgi.it entro il 6 febbraio 2016. Tale aggiornamento terrà già conto delle aliquote contributive come sopra indicate. I datori di lavoro procederanno, quindi, all’invio della denuncia contributiva riferi-
******* Marina Macelloni, nuovo Presidente INPGI Eletti Vicepresidenti Giuseppe Gulletta e Fabrizio Carotti Roma, 7 aprile 2016 Marina Macelloni, prima donna nella storia alla guida dell’Istituto, è stata eletta Presidente dell’INPGI per il quadriennio 2016 – 2020.
aprile_nuovo notiziario.qxd 02/05/2016 15:39 Pagina 16
VOCI DI TEATRO Il teatro è poesia che esce da un libro per farsi umana. (Federico Garcia Lorca) Amore di Servizio Autore: Fabio Salvati Regia: Daniela Coppola Genere: commedia Compagnia/Produzione: L’Albero della neve Cast: Alessandro Bevilacqua, Angelica Addessi, Vincenzo Marano, Elena Salvati, Emiliano Pandolfi, Ilario Crudetti, Roberto Catalano Assistente alla regia: Stenio Salzano Scene: Riccardo Polimeni Assistente scena: Sonia Gallo Costumi: Rachele Terrinoni - Nadia Daffinà Fotografia: Thomas Stalletti Teatro Arvalia (Roma) Una commedia di ambientazione risorgimentale, fatta di amori e complotti privati e politici. L’azione ha luogo a Roma in due tempi diversi, distanti otto anni l’uno dall’altro. 1867 Sullo sfondo di una Roma risorgimentale che si ribella al potere temporale del papato, si svolge la piccola storia di Olimpia e Fosco, uniti solo dall’amore ma diversi in tutto, gestori di una piccola locanda
sull’Appia. Olimpia, interpretata da Angelica Addessi, rappresenta il pensiero conservatore, è dedita alle faccende domestiche e poco si interessa della macro-storia che si svolge all’esterno poiché è abituata a preoccuparsi di problemi semplici come far quadrare i conti in casa. Fosco, Alessandro Bevilacqua, di contro, è attratto dal mondo esterno e dal vento di cambiamento che si respira in una Roma teatro di un cambiamento epocale. Ciò che più lo affascina è lo spirito di condivisione degli ideali di libertà che caratterizza la rivoluzione: borghesi e proletari uniti per la stessa causa. Le inquiete dinamiche del periodo fanno sopraggiungere nella casa un nuovo, intrigante personaggio: Vanni (Vincenzo Marano), un barone animato da giovanili impulsi rivoluzionari.
te perduto è quell’antico furore rivoluzionario… Sembrerebbe prevalere la rassegnazione, ma in Fosco, nonostante gli agi e le comodità, la scintilla rivoluzionaria non si è mai definitivamente spenta. Un ruolo fondamentale viene svolto dagli attori secondari, ma non per questo meno bravi: Rosetta, Pizzico e Spiro, interpretati da Elena Salvati, Emiliano Pandolfi, Ilario Crudetti, regalano una ventata di freschez-
L’autore Salvati (a sin.) e gli attori alla ribalta per gli applausi finali
1875 Nel secondo atto sono passati ben otto anni, Roma è diventata capitale del regno e la fine della rivoluzione ha ristabilito l’ordine: i signori continuano a fare i signori, i proletari a subire miseria. L’antica osteria è diventata una splendida magione, i personaggi della casa sempre gli stessi. Ma ruoli e animi sono profondamente cambiati. Ciò che sembra definitivamen-
za e briosità alla storia. Amore di servizio è una storia d’altri tempi che ci invita inevitabilmente a fare delle analogie con il presente, con la storia che somiglia spesso a sé stessa. Bella la regia e la scenografia, che cambia con il secondo atto … didattico e piacevole. (liberamente tratto da: www.ilcaffevitruviano.it - Doralice Coscarelli)
Il n. 4 aprile/maggio 2016 è stato stampato il 2 maggio 2016
Notiziario USPI Edizione Aprile 2016