Source: https://beppegrillotaranto.wordpress.com/2014/09/23/c-s-sblocca-italia-e-incostituzionale/
Timestamp: 2018-06-22 18:58:23+00:00
Document Index: 136389194

Matched Legal Cases: ['art.117', 'art.117', 'art.9', 'art.32', 'art.43', 'art.42']

C.S.: Sblocca Italia è incostituzionale! | "Movimento 5 Stelle Taranto"
C.S.: Sblocca Italia è incostituzionale!
L’ondata di rinnovamento del Presidente del Consiglio, più ferrato su tweeter che sulla Costituzione, ci presenta l’ultimo prodotto della premiata forneria del partito unico: il decreto Sblocca Italia.
Mentre non riesce a trovare neanche un minuto libero per confrontarsi con i pediatri di Taranto, il premier “staisereno” Renzi “condivide” in Gazzetta Ufficiale un decreto dal forte odore nauseabondo di incostituzionalità.
Gli appartenenti al Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo di Taranto, attivisti del M5S,hanno esaminato il testo del decreto, ravvisandone gli estremi per porre una pregiudiziale di incostituzionalità nella prossima discussione alla Camera e trasmettendo i contributi ai parlamentari del M5S.
La lettura di questo decreto, ennesimo tentativo di favorire i soliti noti, ci mostra alcuni aspetti inquietanti : in primis modifica le rispettive competenze tra Stato e Regioni alterando anche il concetto di legislazione concorrente, in contrasto con a quanto indicato all’art.117 della Costituzione.
In pratica, il Governo vuole accentrare tutti i poteri nelle mani dello Stato (cioè le sue), eliminando la possibilità di una reale consultazione con il territorio e le altre amministrazioni locali, e lo vuole fare cercando di non passare dalla modifica della Costituzione: il Governo si è reso conto che le numerose opposizioni, comprese quelle dei famosi “quattro comitatini”, sono più fastidiose di quanto immaginasse.
In aggiunta, le opere definite “grandi, urgenti e indifferibili” innescano una pratica autorizzatoria che non rispetta le rispettive competenze delle amministrazioni locali, limitando queste ultime ad un mero atto di assenso su un progetto definitivo anziché esprimere un parere come avviene attualmente; oltre ad essere in contrasto con quanto indicato all’art.117, questo decreto pone limitazioni rispetto alla tutela del paesaggio e dei beni architettonici (art.9) e della salute (art.32), se viene sommato anche alla circostanza che il tempo concesso alle amministrazioni per la valutazione dei progetti appare largamente insufficiente a tutelare i pubblici interessi. Conseguenza di ciò sarà che la pubblica amministrazione verrà spinta a NON ESPRIMERSI NEL MERITO, favorendo il principio del silenzio-assenso in maniera tale che il funzionario eviti di assumersi la responsabilità di decisioni sui progetti in questione.
Ancora, in materia di idrocarburi si indica che rivestono carattere d’interesse strategico e sono di pubblica utilità, urgenti e indifferibili: per questo, c’è da verificare la incostituzionalità tra quanto previsto All’art.43 della Costituzione e quanto indicato sia in materia di competenze Stato/Regioni come da DPR 327/2001, nonché la previsione di espropri rivolti ad un numero rilevante di soggetti privati.
La violazione della proprietà privata non finisce qui: diversamente a come avveniva fino a poco tempo fa, in cui la concessione seguiva le propedeutiche autorizzazioni delle fasi di prospezione e ricerca, con questo decreto il titolo concessorio unico solleva dubbi riguardo il diritto di proprietà dei privati come da art.42 della Costituzione.
Infatti, attualmente la proprietà del suolo ingloba anche quella dello spazio sovrastante e di tutto ciò che si trovi sopra e sotto la superficie; secondo questa visione, il sottosuolo appartiene al proprietario del fondo fino a quando il giacimento minerario non sia scoperto e ne sia dichiarata quindi la coltivabilità.
Ed è solo a partire dalla coltivabilità che si può provvedere all’acquisizione del giacimento come patrimonio indisponibile dello Stato e procedere quindi alla concessione ed all’esproprio per pubblica utilità, mentre con questa modifica si ha l’esproprio anche senza sapere se ci sia effettivamente un giacimento minerario, quindi senza l’effettiva esistenza di un patrimonio indisponibile dello Stato.
Letto in quest’ottica, il permesso di ricerca unico, previsto dallo Sblocca Italia, si configura come un limite al godimento della proprietà.
Combattere il decreto Sblocca Italia sollevando pregiudiziali di incostituzionalità è solo la prima fase di questa battaglia: siamo già al lavoro per scrivere gli emendamenti di opposizione a questo decreto che dà il via libera allo sfruttamento del nostro territorio senza neanche la possibilità di far sentire la nostra voce, al fine di contrastare questo ennesimo attentato alla Costituzione.
Taranto, 23.09.2014
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