Source: https://danielemajori.com/2016/07/22/aggiudicazione-degli-appalti-esclusi-di-cui-allallegato-ii-b-con-il-criterio-del-prezzo-piu-basso/
Timestamp: 2019-08-21 21:09:33+00:00
Document Index: 29591451

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 225', 'art. 65', 'art. 68', 'art. 81', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 83', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 70', 'art. 38', 'art. 83']

Aggiudicazione degli appalti esclusi di cui all’allegato II B: la stazione appaltante può applicare il criterio di scelta del contraente in ragione del prezzo più basso utilizzando la formula matematica inerente la parametrazione del prezzo complessivo offerto ed includendo anche il costo del personale e gli oneri per la sicurezza dei lavoratori. | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in Allegato II B al Codice dei contratti pubblici, anomalia dell'offerta, appalti esclusi, art. 20 d.lgs. n. 163/2006, art. 225 d.lgs. n. 163/2006, art. 65 d.lgs. n. 163/2006, art. 68 d.lgs. n. 163/2006, art. 81 d.lgs. n. 163/2006, art. 82 comma 3-bis d.lgs. n. 163/2006, art. 82 d.lgs. n. 163/2006, art. 83 d.lgs. n. 163/2006, costo del personale, formula matematica, oneri per la sicurezza dei lavoratori
(Tar Puglia, Lecce, sez. II, 12 luglio 2016, n. 1106)
«[L’]appalto oggetto del presente procedimento rientra tra quelli di cui all’allegato II B del d. lgs. n. 163 del 2016, per cui – giusta quanto espressamente previsto dall’art. 20 del citato d. lgs. n. 163 del 2006 – trovano applicazione solo le disposizioni di cui agli artt. 65, 68 e 225 del d. lgs. n. 163 del 2006, nonché – oltre ai principi derivanti dai Trattati e dalle direttive europee – le ulteriori eventuali disposizioni espressamente richiamate dall’Amministrazione. Ciò, peraltro, era stato esplicitamente ricordato ai concorrenti allorché il Comune ha chiaramente affermato, nel bando, che l’appalto oggetto del presente procedimento è riferito ad un «servizio compreso nell’allegato II B del DPR (rectius: D.lgs.) 163/2006, il procedimento di aggiudicazione avverrà nel rispetto di quanto previsto dall’art. 20 del citato DPR (rectius: D.Lgs) (codice dei contratti) e che l’applicazione di eventuali disposizioni specifiche dello stesso codice è operata nel presente bando con richiamo esplicito atteso che le norme non richiamate non sono applicabili in via generale». Ne discende che certamente non trovano applicazione gli artt. 81 ed 83 del d. lgs. n. 163 del 2016, mai richiamati all’interno del bando, e che anche l’art. 82 del medesimo codice dei contratti pubblici può essere applicato solo nei limiti in cui esso è stato richiamato, e cioè in relazione al comma 3 bis di esso – in forza del quale “Il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, delle voci retributive previste dalla contrattazione integrativa di secondo livello e delle misure di adempimento alle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” -, nonché nell’affermazione del principio che, atteso il criterio di scelta del contraente in ragione del prezzo più basso, sarebbe stato considerato tale quello inferiore all’importo posto a base di gara, come indicato – appunto – dal citato art. 82, comma 3 bis, del d. lgs. n. 163 del 2016. L’Amministrazione, pertanto, era libera di regolare la procedura di gara come meglio avesse ritenuto – per cui avrebbe potuto autorizzare i partecipanti a rendere dichiarazioni ispirate ad un criterio di minor rigore rispetto all’ordinario (Cons. Stato, sez. III, 14 dicembre 2012, n. 6444); avrebbe potuto non applicare la disciplina dell’anomalia dell’offerta (T.A.R. Umbria, sez. I, 1 dicembre 2011, n. 389) e non era tenuta a rispettare le disposizioni relative alle modalità di pubblicazione dei bandi e ai relativi tempi posti dall’art. 70 del codice (T.A.R. Puglia Lecce, sez. II, 30 marzo 2007, n. 1333) – ferma restando la necessità di rispettare i principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità.
Ritiene il Collegio che, nel caso in esame, tali principi, unitamente alla disciplina espressamente richiamata nel bando di gara relativa al prezzo più basso e all’anomalia dell’offerta, siano stati rispettati atteso che l’applicazione della formula contestata dalla ricorrente – lungi dal creare una situazione nella quale tali principi sarebbero stati posti a repentaglio o nella quale sarebbe stata consentita l’applicazione di un ribasso anche in ordine al costo del lavoro ed ai costi della sicurezza, esclusi dal ribasso – è invece funzionale a soddisfare l’esigenza, derivante dal possibile diverso costo del lavoro e della sicurezza indicato dai singoli concorrenti in sede di gara, di ricondurre tutte le offerte ad una percentuale di ribasso che consenta la redazione di una graduatoria che tenga conto del prezzo effettivo dell’appalto rispetto a quello posto a base di gara.
Infatti, la lex specialis, dopo aver stabilito quali sono gli elementi, che l’impresa ha l’onere di indicare separatamente nella propria offerta economica, i quali concorrono a determinare l’importo contrattuale (costo del personale dichiarato, costo della sicurezza a carico della ditta e costo del servizio riveniente dal ribasso percentuale offerto sulla differenza risultante dal prezzo a base di gara e i due elementi anzi citati) – in ragione dei quali è risultato che la ricorrente ha offerto un ribasso dell’81,56% – ha previsto, attraverso l’applicazione della formula matematica innanzi riportata, che il ribasso da considerare ai fini della graduatoria di merito non dovesse essere il ribasso offerto sulla parte residuale costituita dal prezzo a base di gara al netto del costo del personale e del costo della sicurezza – e, cioè, nel caso della ricorrente, il ribasso dell’81,56% -, bensì il ribasso percentuale derivante dal prezzo effettivo – comprensivo cioè del costo del personale e di quello della sicurezza – rispetto a quello posto a base di gara, che, nel caso della ricorrente risulta del 44,714%.
Ora, tale modus operandi consente, da un lato, di valorizzare le reali capacità organizzative delle imprese concorrenti, tenuto conto che il costo del lavoro non è un costo standardizzato e uguale per tutte le imprese, che possa essere predeterminato dalla stazione appaltante e previamente scorporato, ma può variare in relazione all’organizzazione del lavoro dell’impresa e all’efficienza della stessa (cfr., Cons. di Stato, sez. III, 10 febbraio 2016, n. 589), e, dall’altro, di evitare che l’aggiudicazione venga disposta in favore di un’offerta più onerosa delle altre (e quindi meno vantaggiosa per l’Amministrazione), che finirebbe per risultare la più bassa in ragione della sola indicazione di un costo del personale maggiore di quello sopportato dalle altre concorrenti».
« E’ obbligatoria l’attivazione del soccorso istruttorio quando i documenti dei quali la stazione appaltante lamenta la mancanza siano in realtà stati inviati tempestivamente attraverso la piattaforma informatica, in quanto la mera impossibilità tecnica della loro lettura non può giustificare l’esclusione automatica del concorrente.
Sul soccorso istruttorio tra vecchio e nuovo Codice dei contratti pubblici: nel testo dell’art. 38, comma 2-bis, d.lgs. n. 163/2006 (non più in vigore ma applicabile alla fattispecie), l’essenzialità dell’irregolarità determina(va), in sé e per sé, l’obbligo del concorrente di pagare la sanzione pecuniaria prevista dal bando (a prescindere dalla circostanza che questi aderisca o meno all’invito, che la stazione appaltante deve necessariamente fargli, di sanare detta irregolarità) e, del resto, la norma non si pone(va) in contrasto con l’ordinamento dell’Unione Europea, non rivestendo la direttiva 2014/24/UE la qualifica di “self executing”; ora, la nuova disciplina del soccorso istruttorio di cui all’art. 83, comma 9, d.lgs. n. 50/2016, nella parte in cui non prevede l’obbligo del pagamento della sanzione nel caso di mancata regolarizzazione, risulta del tutto conforme alla direttiva 2014/24/UE. »