Source: https://www.condominioweb.com/accesso-al-conto-corrente-condominiale.15288
Timestamp: 2019-10-20 14:03:23+00:00
Document Index: 43500316

Matched Legal Cases: ['art. 1130', 'art. 1129', 'art. 1129', 'art. 1129', 'art. 66', 'art. 1129', 'art. 1129', 'art 1130', 'art.1129']

Ciascun consigliere di condominio può domandare all'amministratore copia della documentazione periodica riguardante il conto...
Ciascun consigliere di condominio può domandare all'amministratore copia della documentazione periodica riguardante il conto corrente condominiale
I consiglieri di condominio sono delle persone scelte tra i condòmini, le quali compongono il così detto consiglio di condominio.
Quest'organismo, da sempre esistente e poco utilmente disciplinato dal secondo comma dell'art. 1130-bis del codice civile svolge principalmente (se non esclusivamente) due funzioni:
consultive dell'amministratore;
di controllo dell'operato dello stesso mandatario.
Il regolamento condominiale, solitamente, ne disciplina dettagliatamente composizione e compiti.
Quanto qui interessa attiene ad una funzione di controllo dell'operato dell'amministratore, certamente, ma più generalmente della situazione economico finanziaria del condominio.
Il quesito posto nel titolo dell'articolo, riguardante la facoltà per i consiglieri condominiali di avere accesso al conto corrente condominiale è quello di cui c'occuperemo qui di seguito.
=> Accesso diretto al conto corrente bancario condominiale: legittima la richiesta documentale del singolo condomino
Amministratore e conto corrente
Quella dell'obbligo di apertura ed utilizzazione del conto corrente è una delle novità legislative - o sarebbe meglio dire l'adeguamento della legge ad un orientamento giurisprudenziale - imposte dalla così detta riforma del condominio con la sostituzione dell'art. 1129 del codice civile.
Ciascun amministratore - senza distinzione tra mandatario scelto tra i condòmini o estraneo alla compagine - ha il dovere di aprire ed utilizzare un conto corrente condominiale.
Come esplicitato dal settimo comma dell'art. 1129 c.c. ciò significa far transitare dal conto corrente condominiale le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o dai terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio.
Tutte le somme ricevute dai condòmini devono essere versate sul conto corrente condominiale (non c'è obbligo di per i condòmini di versamento diretto sul conto corrente condominiale, salvo che si tratti di versamenti superiori ad € 3.000,00); ogni somma erogata a qualunque titolo per conto del condominio, poi, deve transitare dal conto corrente.
Anche le anticipazioni effettuate dall'amministratore è doveroso che transitino dal conto; se poi così non è, ciò non vorrà dire automatica esclusione del diritto ad ottenerne il rimborso, ma magari più problematica prova del fatto.
Non operare secondo quanto disposto dalla norma, inoltre, è considerata dallo stesso art. 1129, undicesimo e dodicesimo comma, c.c. una grave irregolarità che può portare alla revoca del mandato da parte dell'Autorità Giudiziaria (fino al 30 ottobre 2021 il Tribunale, dal giorno successivo il Giudice Onorario di Pace, come prescritto dal d.lgs n. 116/2017) previo tentativo di rimozione assembleare.
La richiesta di convocazione dell'assemblea, in questi casi, è vincolante anche se presentata da un solo condòmino, ma non dà diritto all'autoconvocazione (come prescritto dall'art. 66 disp. att. c.c.).
Condòmini, condòmini consiglieri e conto corrente
Risposta: l'amministratore.
E i condòmini?
Risposta: ai sensi dell'art. 1129, settimo comma, c.c. questi, per il tramite dell'amministratore, hanno diritto di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.
Per il tramite dell'amministratore, cioè senza possibilità di richiedere autonomamente la documentazione bancaria (nella maggior parte dei casi l'estratto conto) all'istituto di credito presso il quale è accesso il rapporto di conto corrente?
Sì, in generale è così, niente rapporto diretto tra banca e singoli condòmini. Tale situazione, però, soffre di un'eccezione, ossia quella della mancata risposta dell'amministratore del condominio.
Prima dell'entrata della legge n. 220 del 2012 ciascun condòmino aveva diritto di domandare all'istituto di credito la documentazione periodica afferente al rapporto col condominio.
Con la novella legislativa all'art. 1129 c.c. introdotta dalla predetta legge, in un primo periodo s'è creduto che la locuzione per il «tramite dell'amministratore» limitasse a quest'ultimo i rapporti con l'istituto di credito.
Così non è, almeno secondo l'Arbitro Bancario Finanziario, il quale ha avuto modo di affermare che «la nuova disciplina non prescrive un obbligo, in capo al condomino, di esclusiva richiesta all'amministratore, unico legittimato a richiedere la documentazione, quanto, piuttosto, di preventiva richiesta all'amministratore stesso (così, dec. 8817/2015. Cfr., anche, dec. 691/2015)» (A.B.F. 16 settembre 2016 N. 7960).
Tanto chiarito, allora, appare evidente che ciascun consigliere di condominio, ovvero il consiglio nella sua collegialità possa domandare all'amministratore copia della documentazione periodica riguardante il conto corrente condominiale, potendo, in caso di mancata risposta del mandatario rivolgersi direttamente all'istituto di credito.
Sempre, cioè il qualunque momento, senza limitazioni ed autorizzazioni da parte dell'assemblea e/o dei condòmini.
Per il tramite dell'amministratore ovvero mediante interrogazione diretta dell'istituto di credito se il primo non ha risposto alle loro richieste
Consiglieri singolarmente e collegialmente considerati
I medesimi diritti riconosciuti ai singoli condòmini.
Chiccater mercoledì 07 novembre 2018 alle ore 19:09
Nel nuovo regolamento di condominio abbiamo inserito l'obbligo di pagamento delle rate sempre tramite MAV (in casi eccezionali tramite bonifico o assegno) in modo che sul c/c risulti il nome di chi ha pagato accanto all'importo. In tal modo si evitano contestazioni o errori di registrazione degli avvenuti pagamenti (cosa successa piu' volte in passato, quando qualche Condomino ha pagato in contanti ma non è poi risultato sul rendiconto consuntivo). I pagamenti in contanti, infatti, "non hanno nome". Inoltre, quando l'Amministratore versa dei contanti sul c/c condominiale, sul c/c appare solo la causale "versamento". Io, da quando sono revisore dei conti, mi faccio sempre inoltrere via email una copia dell'e/c annuale e del rendiconto consuntivo prima di convocare l'Assemblea. Vi assicuro che cio' è molto utile per scoprire eventuali errori nelle registrazioni. Cosa ne dite?
Giemme mercoledì 07 novembre 2018 alle ore 20:04
Chiaro che il c/c bancario, ancorché diligentemente visionato non può fornire tutte le informazioni necessarie, stante la sinteticità e la mancanza di indicazioni puntuali. E' strumento utilissimo ma non sufficiente. Soccorre però l'art 1130/7 ove viene sancito l'obbligo del registro di contabilità che deve contenere le specifiche di ogni movimento tanto in entrata che in uscita (annotazione entro 30gg dal'effettuazione). Pertanto un buon revisore anche interno o comunque un qualsiasi condomino volonteroso può incrociare i dati del c/c con quelli del registro (cui può avere accesso per legge art.1129) e verificare quanto meno la corretta o meno contabilità. Che poi spesso esista una riottosità da parte di non pochi amministratori è storia di ordinario malcostume. Ma gli strumenti giuridici per contrastarlo esistono.
Dante De Simoni venerdì 07 dicembre 2018 alle ore 18:49
quanti problemi inutili; gli estratti conti periodici con i movimenti del c/c condominiale li pubblichiamo in rete sul sito del condominio e tutti i condomini li possono vedere... peraltro, con l'ultimo aggiornamento del Danea Domustudio del 4/12 (MioCondominio Cloud), tutti i dati accessibili dai condomini sono aggiornati in tempo reale senza la necessità di eseguire la pubblicazione...
Chiccater sabato 08 dicembre 2018 alle ore 10:57
Beato Lei, Sig. De Simoni, che ha un sito web del suo condominio che dovrebbe permettere, penso, di controllare in tempo reale non solo il c/c ma anche tutti gli altri registri di contabilitä. Ma quanti sono in Italia i condomini che hanno un proprio sito? E quanto viene a costare? Nel mio si lamentano se devono spendere 5 euro in piu' all'anno, figuriamoci se accettano di creare un sito condominiale, che ovviamente ha un costo.
Giemme domenica 09 dicembre 2018 alle ore 12:05
Il sig. De Simoni da come scrive pare essere un amministratore, che con discustibilissimo stile ha ritenuto di postare quella che in gergo si definisce marchetta pubblicitaria citando accuratamente il nome commerciale del fornitore di software gestionale.
Ciò detto la questione riguarda la stragrande maggioranza dei condominii che non hanno il sito internet.
E anche con un sito internet, che personalmente consiglio ma comprendo le difficoltà che ad essere sinceri spesso sono gli amministratori a cercare di evitare, non c'è da illudersi di avere tutti i dati in tempo reale se l'amministratore non li inserisce puntualmente, estratto conto incluso.
Dante De Simoni martedì 11 dicembre 2018 alle ore 06:53
Non ho motivo di fare "marchette" menzionando il programma che utilizziamo da molti anni con ottimi risultati; il sito del condominio é a costo zero. Forse il vs problema é l'amministratore.
Giemme martedì 11 dicembre 2018 alle ore 13:36
Quindi la conferma che lei è amministratore. Nulla di male sia chiaro. Sono felice che abbia trovato e applicato un sistema, un software "onesto" come non dubito che lo sia lei personalmente. Non apprezzo particolarmente: "il vs problema" rivolto al sottoscritto, visto che non è un mio problema (gli amministratori, ma non solo, per professione mi danno da campare), come non può ignorare la rarità dei condominii provvisti di sito, rappresentando semplicisticamente una realtà molto più complessa.
Termino qui i miei interventi, troverei improduttivo ripetere sostanzialmente le stesse considerazioni.
Biagio64 sabato 30 marzo 2019 alle ore 09:22
E quel " ..per il tramite dell'amministratore..." che guasta la trasparenza. Sarebbe molto più utile concedere solo alle persone legittimate avere contatti con la banca. D'altronde il condomino che si presume in banca per richiedere i vari movimenti dovrà pagare personalmente le spese del servizio. Il primo orientamento dell'ABF era proprio più confortevole per noi condomini. In caso che i consiglieri richiedano copie all'amministratore , il relativo costo di chi sarà a carico? Dei condomini o dei consiglieri? Da premettere che i consiglieri operano per la tutela condominiale.
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